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Posts Tagged ‘vitalizi’

Pensioni e vitalizi: il vero obiettivo sono tutte le pensioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Con il taglio dei vitalizi si risparmieranno 40 milioni, dichiara il presidente della Camera, Roberto Fico (M5S) ma se ne spenderanno 100, aggiungiamo noi. Come mai? Vediamo. Con il recente provvedimento i vitalizi, calcolati con il metodo retributivo, cioè in percentuale sullo stipendio, saranno ricalcolati con il metodo contributivo (tanto versi, tanto prendi). Ci sono due aspetti che la delibera Fico non prende in considerazione: i deputati pagavano le tasse anche sui contributi previdenziali, pagamenti che non fanno i cittadini, per cui dovranno essere restituiti ai deputati circa 100 milioni di tasse non dovute. In aggiunta, la diminuzione degli importi delle pensioni porterà a una diminuzione della tassazione, cioè delle entrate per lo Stato. Queste considerazioni valgono anche per i vitalizi dei consiglieri regionali.Alla fine l’operazione “taglio dei vitalizi” non porterà a nessun risparmio. Una bufala, insomma.E’ per giustizia ed equità che sono stati tagliati i vitalizi, sostengono in molti. Un principio, dunque. Se così è, il principio vale per tutti, cioè per tutti i pensionati che sono andati in pensione con il metodo retributivo, come i parlamentari. Pochi sanno che il 96% delle pensioni attualmente percepite sono state calcolate con il metodo retributivo . Si vuole mettere mano al 96% delle pensioni? Il ministro Luigi Di Maio (M5S) propone interventi sulle “pensioni d’oro” dalle quali, però, si ricava ben poco, rispetto alle esigenze di cassa. Si passerà, quindi, a pensioni inferiori, laddove c’è la stragrande maggioranza degli importi. Si farà macelleria sociale.

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Dopo i vitalizi, le pensioni d’oro: così Di Maio smantella i diritti acquisiti

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

di Marzio Dalla Casta edito sabato scorso da Secolo d’Italia. Ve l’avevamo detto che il taglio dei vitalizi degli ex-deputati era solo il grimaldello per far saltare lo scrigno dei diritti acquisiti. E così è stato: archiviata la pratica degli ex-onorevoli, Luigi Di Maio rincara la dose e annuncia una bella sforbiciata alle pensioni «dai 4000 euro in su». Giustizia sociale? Ma no: solo l’asineria, l’ennesima, di un presuntuoso che si crede Robin Hood mentre è solo un incruento Pol Pot con accento napoletano. Non vuole togliere ai ricchi, ma solo rendere tutti più poveri. Diversamente, avrebbe ridotto l’indennità ai parlamentari in carica, non tranciato le pensioni di un centinaio di vegliardi già con un piede nella fossa. Ora punta a quelle «d’oro», ma il prezioso metallo c’entra poco e niente. Già, perché sul punto Di Maio è solo un esecutore della “dottrina Boeri“, inteso come Tito, economista, bocconiano e gran teorico dello smantellamento graduale del nostro sistema previdenziale. Uno, per intenderci, che ha scritto un libro – Meno pensioni, più welfare – il cui titolo è già tutto un programma. Non per caso Matteo Renzi, che avrebbe affidato l’Avis a Dracula, lo ha messo a capo dell’Inps. Per Boeri una pensione è d’oro non per il suo importo mensile, ma per quanto essa si discosta dai contributi effettivamente versati. Ne consegue che è «d’oro» anche un assegno di 2500 euro che però il ricalcolo contributivo fisserebbe a 1800. E l’eccedenza va tagliata. Giustizia sociale? Mica tanto: il sistema contributivo è stato introdotto dalla legge Dini del 1996, per cui gran parte dei pensionati italiani gode almeno di un trattamento misto, cioè in parte anche retributivo. Di Maio taglierà retroattivamente anche quelle agitando la prospettiva del reddito di cittadinanza. Ma è un imbroglio. È come voler prosciugare il mare con un secchiello: se dovesse andargli tutto bene, ma proprio bene bene, tra vitalizi, pensioni d’oro e frattaglie varie non risucchierebbe infatti che un paio di miliardi scarsi. Niente rispetto ai 19 necessari a finanziare la misura. Nel frattempo, milioni di pensionati italiani che sulla scorta della parola dello Stato hanno contratto mutui e assunto impegni si ritroveranno con meno soldi e meno diritti. Un vero capolavoro, ministro Di Maio. (n.r. Ma i pensionati ne hanno la consapevolezza? E’ che già stanno iniziando le manovre disinformative per rendere i nostri pensionati più sordi e più ciechi davanti a questo vero e proprio salasso “istituzionale” per altro illegittimo e incostituzionale)

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Pensioni: FMI chiede il contributivo: 46 miliardi da sottrarre ai pensionati. Vitalizi foglia di fico

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

“Cari pensionati, ci costate troppo, siete stati per decenni dei privilegiati, con una pensione calcolata con il sistema retributivo, cioè in percentuale sullo stipendio, invece di ricevere quanto avete versato, che è il sistema contributivo. Per cui, dal prossimo mese la vostra pensione verrà decurtata del 30%, salvo conguagli.”Potrebbe essere questa la lettera del prossimo governo a milioni di pensionati. Fantasie? No, perché questa è la linea indicata dal Fondo Monetario Internazionale. Nella relazione “Italia: verso una riforma fiscale favorevole alla crescita”, il Fondo sollecita il taglio delle pensioni calcolate con il sistema retributivo. Insomma, alcuni partiti sono portatori di istanze di una organizzazione politica, monetaria e bancaria internazionale, che mira ad una profonda modifica del nostro sistema pensionistico.
A quanto ammonterebbe il taglio alle pensioni? Secondo un report de IlSole24Ore, del 20 maggio 2015, “è di 46 miliardi il conto del retributivo”, vale a dire che se si applicasse il contributivo alle pensioni retributive, attualmente percepite della maggior parte dei comuni cittadini, si potrebbero risparmiare 46 miliardi, il che migliorerebbe il bilancio dell’Inps e dello Stato ma ad un costo insostenibile per i pensionati, una vera e propria “macelleria sociale”, paventata in commissione Bilancio della Camera dei Deputati, nel corso della passata legislatura.Il taglio dei vitalizi, di cui si parla in questi giorni, non sarebbe altro che la foglia di fico di copertura di un’operazione di “ristrutturazione” delle pensioni attualmente percepite. Dopo i vitalizi si passerà alle “pensioni d’oro” (M5S e FdI lo hanno già annunciato) e, poi, alle altre pensioni.I vitalizi non ci sono più dal 2012 e quelli residui, calcolati con il sistema retributivo, riguardano un numero limitato di ex parlamentari più vicini agli 80 che ai 70 anni, ai quali si vuole applicare retroattivamente una decurtazione che verrebbe, poi, utilizzata per le pensioni attualmente percepite dai cittadini.I pensionati sono avvertiti; perciò non si facciano ingannare da paroloni che circolano nei palazzi del potere su equità, etica e giustizia riguardo ai vitalizi: l’obiettivo vero è mettere le mani sulle loro pensioni.

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Vitalizi. La proposta Richetti è una bufala: Costerebbe di più al contribuente

Posted by fidest press agency su domenica, 24 dicembre 2017

Matteo_RichettiSembrerebbe un controsenso, poiché l’intento del proponente era di tagliare i vecchi vitalizi (i vitalizi non ci sono più dal 2012). L’occasione per ritornare sull’argomento è data dalla dichiarazione dello stesso Richetti, che lamenta “Provo vergogna nel vedere il Senato che non dà corso ad una legge già approvata dalla Camera (anche dal M5S).
La proposta Richetti, infatti, prevede il ricalcolo, con il sistema contributivo, dei vecchi vitalizi, adattandolo a quello dei lavoratori dipendenti statali.A smontare la proposta Richetti ci pensa la dott.ssa Antonietta Mundo, una delle massime esperte in sistemi previdenziali e attuariali, già ai vertici dell’Inps, coautrice del libro “L’inganno generazionale”, che nella relazione (38 pagine), depositata al Senato a settembre scorso, afferma che si “…genera un aumento degli oneri finanziari per le Camere che non sembra essere stati valutati appieno al momento della presentazione del DdL (proposta Richetti, ndr)”. Aumento degli oneri finanziari significa un ulteriore prelievo di soldi dalle casse pubbliche, cioè dalle tasche del contribuente.Da ultimo, proprio in questi giorni, è giunta una nota degli uffici del Senato che è una vera e propria tegola in testa al deputato Richetti: ricalcolare i vecchi vitalizi con il sistema contributivo, attuato per i dipendenti statali, comporterebbe una restituzione di soldi ai parlamentari per circa 300 milioni! Com’è possibile? Semplice la spiegazione: i contributi previdenziali dei lavoratori non sono tassati mentre i contributi dei parlamentari, versati per avere il vitalizio, sono stati tassati, quindi, la tassazione va restituita.Insomma, il deputato Richetti non sa far di conto. Per le festività gli regaleremo un pallottoliere.(Primo Mastrantoni, segretario Aduc) (foto: matteo richetti)

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Vitalizi e il “retropensiero” del Pd per ridurre le pensioni degli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

damianoIl gruppo forza Italia non ha votato la legge Richetti percchè è una norma palesemente incostituzionale, perché introduce retroattivamente il ricalcolo dei vitalizi degli ex parlamentari e degli ex consiglieri regionali. La retroattività del ricalcolo è una cosa aberrante che potrebbe – seguendo magari il verbo del renziano presidente dell’Inps, Tito Boeri – interessare nei prossimi anni circa 16 milioni di italiani, andando a toccare la loro pensione in essere. Chi vuole questa legge accetta il rischio, neanche tanto velato, di una futura possibilissima macelleria sociale. Basta leggere le interviste del presidente della Commissione Lavoro della Camera, il Pd Cesare Damiano. In secondo luogo il gruppo di Forza Italia ha deciso di non partecipare al voto per non essere spalla consapevole del teatrino messo in piedi da Pd e M5s che, prendendo una decisione di mera facciata, già sanno che il testo sarà insabbiato al Senato o, in caso remoto di approvazione anche a Palazzo Madama, bocciato dalla Corte costituzionale.

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Vitalizi, Richetti e soci puntano al bersaglio grosso: le pensioni di 20 milioni di italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 29 luglio 2017

pensionati“La proposta di legge in condominio tra Richetti e M5S e in via di approvazione introduce elementi inquietanti di destrutturazione del sistema previdenziale. Quello dei vitalizi è palesemente un alibi per far passare un progetto ben più articolato di ricalcolo delle pensioni erogate. I vitalizi sono già calcolati con il contributivo dal 2012 e danno diritto alla pensione quando viene maturata l’età pensionabile. La legge Richetti impone il ricalcolo dei vitalizi maturati in precedenza con il metodo contributivo, e non solo. Propone il ricalcolo anche per i vitalizi maturati prima del 1995 anno in cui è stato introdotto il calcolo contributivo delle pensioni.Quindi non solo ha effetto retroattivo, ma trasforma in contributivo il calcolo dei vitalizi maturati con il sistema retributivo. Tutto senza la riforma dell’articolo 38 della Costituzione utilizzata come richiamo per distogliere dalla reale portata della legge Richetti. È questa la legge che apre alla possibilità di ricalcolo delle pensioni erogate con il sistema retributivo, altro che leggi costituzionali. La furia sanfedista di PD e soci tutta protesa a ricostruire un verginità politica capace di nascondere l’insipienza progettuale delle forze politiche, trasforma questa vicenda in una battaglia di equità. È vero che si rischia di apparire difensori dei vitalizi, ma la difesa è del principio dei diritti acquisiti contro la retroattività strumentale delle leggi. L’obiettivo è ben più corposo e non ha niente a che vedere con moralizzazione e lotta ai privilegi. Ma qual è il grosso risparmio realizzato con questa legge? 740 milioni in dieci anni, vale a dire lo 0.0002 % della spesa pubblica. Un’inezia persino ridicola se non servisse a nascondere le vere intenzioni del governo. Non a caso la Ragioneria dello Stato con il suo rapporto rilancia l’allarme sulla tenuta del sistema previdenziale, mentre Boeri impazza tra debito implicito e caccia ai pensionati che scappano all’estero. L’accerchiamento al sistema previdenziale pubblico è un processo complesso che ha natura strategica, la difesa del diritto alla pensione deve diventare un percorso di lotte sociali.Cgil Cisl Uil portano avanti i loro incontri segreti con il governo farneticando sulla pensione di garanzia per i giovani ai quali non si riesce a dare un reddito sociale minimo, avendo in animo la logica affaristica dell’APE sociale o meno e soprattutto della previdenza complementare riaprendo la caccia al tfr che i lavoratori non vogliono cedere. Il primo ottobre è la giornata internazionale di lotta dei pensionati, organizziamo la nostra presenza nell’ambito delle iniziative di mobilitazione”. E’ quanto scrive il sindacato Usb.

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Vitalizi e l’obiettivo nascosto: il ricalcolo di tutte le pensioni in essere

Posted by fidest press agency su sabato, 29 luglio 2017

camera deputatiE’ caduta la maschera e sono stati scoperti. La proposta di legge sui vitalizi, presentata dal PD, e sostenuta dal M5S, apriva, di fatto, la possibilità al ricalcolo contributivo delle pensioni ordinarie in essere (quelle dei comuni cittadini), che ora sono calcolate con il sistema retributivo: una batosta per gli attuali pensionati che avrebbe portato a una decurtazione media della pensione del 30%.Lo scrivevamo da qualche tempo e lo abbiamo comunicato a tutti i gruppi parlamentari della Camera dei Deputati e agli stessi presentatori e promotori della proposta di legge. La nostra preoccupazione è stata fatta propria dal relatore in Commissione Bilancio, Maino Marchi (PD), che aveva paventato la “macelleria sociale” e dal presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano (PD), che aveva dichiarato: “Quello che ritengo totalmente sbagliato, è che per raggiungere l’obiettivo si adotti il ricalcolo di tutti i contributi, anche procedendo retroattivamente. E’ un precedente pericoloso che potrebbe, un domani, vedere la sua applicazione ai lavoratori e alle pensioni in essere; è un mostro volutamente incostituzionale.”Di fronte alle critiche espresse, anche in sede di dibattito, si è fatta marcia indietro, mettendo una toppa a un buco che tale resterà perché sarà motivo di ulteriore ricorso alla Corte Costituzionale. Così, è stato presentato un emendamento il quale prevede che il ricalcolo con il sistema contributivo delle pensioni non sia “in nessun caso applicato alle pensioni in essere e future dei lavoratori dipendenti ed autonomi”. Sorge, comunque, la domanda su come saranno calcolate le future pensioni, perché tolto il contributivo quale sarà il sistema da applicare per le future pensioni? Rimarranno le pensioni “d’oro” contro le quali si scaglia il M5S? Insomma, la riforma dei vitalizi nascondeva altri obiettivi che sono stati smascherati. E pensare che molti erano convinti che fosse una battaglia contro i “privilegi della casta”. Ingenuità. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Vitalizi: la sceneggiata del PD

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

senato“Il Partito democratico nel suo tentativo di inseguire demagogicamente il Movimento 5 Stelle si è infilato in un gran guaio, guaio che ne distruggerà la credibilità e l’onore. Siamo di fronte a un provvedimento di facciata, a fuffa, ma su demagogia e populismo il M5S non si può raggiungere”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula durante la discussione sulla legge per la modifica dei vitalizi.“Tra l’altro il Pd è spaccato al suo interno tra chi capisce che l’impianto della legge è incostituzionale e chi invece segue l’imprinting di Matteo Renzi. Il Pd sta diventando acronimo di Partito della demagogia impotente, ottenendo il risultato di ridicolizzare l’Aula della Camera, sapendo che al Senato c’è già l’accordo per insabbiare tutto. I colleghi del partito di maggioranza relativa dovrebbero rendersi conto del ridicolo in cui si sono cacciati e che nella gara della demagogia sono stati uccisi dal Movimento 5Stelle. Noi manterremo la nostra coerenza, perché noi i vitalizi li abbiamo cambiati per davvero nel 2011-2012, mentre oggi il Pd sta facendo solo una sceneggiata per paura di Beppe Grillo”.

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Vitalizi: A rischio sono le pensioni dei comuni cittadini. Macelleria sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

pensionatiInizia la discussione alla Camera dei Deputati della proposta di legge sui vitalizi, presentata da Matteo Richetti et altri (PD) e sostenuta dal M5S. Vitalizi? Macche! A rischio sono le pensioni dei comuni cittadini! Assurdo? No, perché quello che andiamo ripetendo da tempo, e cioè che, con l’introduzione del sistema contributivo (tanto versi tanto ottieni) ai vitalizi (oggi calcolati con il sistema retributivo, cioè in percentuale sull’indennità-stipendio), si apre la strada al ricalcolo delle pensioni dei comuni cittadini, attualmente calcolate, per il 90%, con il sistema retributivo (in percentuale sugli ultimi stipendi). La conferma arriva dal relatore della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, Maino Marchi (dello stesso partito di Richetti!), che dichiara:
“l’addove provvedimento fosse il grimaldello per procedere in futuro al ricalcolo delle pensioni con il metodo contributivo per tutte le categorie di lavoratori, come peraltro vorrebbe una proposta di legge costituzionale presentata, tra l’altro, dal presidente della I Commissione della Camera, verrebbe a determinarsi una vera e propria “macelleria sociale”, poiché ciò comporterebbe praticamente il dimezzamento dei trattamenti pensionistici calcolati con il metodo retributivo.”
Ammontano a 272,4 miliardi (non milioni) le pensioni erogate dall’Inps; da sole costituiscono il 33% circa dell’intera spesa pubblica che è pari a 830 miliardi.
Ammontano a circa 200 milioni i vitalizi dei parlamentari, cioè lo 0,0002% della spesa pubblica che è di 830 miliardi.Dunque, si dibatte per una spesa che rappresenta lo 0,0002% dell’intera spesa pubblica? Non per cassa ma per equità, dichiara, a proposito, il presidente dell’Inps Tito Boeri. Bene, ma l’equità riguarda tutti, anche i pensionati baby che, con 10-15 anni di servizio, sono andati in pensione e che costano 9,4 miliardi (non milioni) l’anno e riguarda tutti quelli che sono andati in pensione con il sistema retributivo, cioè il 90% dei pensionati. L’obiettivo è, appunto, un altro. I pensionati dovrebbero iniziare a preoccuparsi. Seriamente. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Tagliare i vitalizi? La fregatura la prenderanno i pensionati comuni: macelleria sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

pensionatiAcceso dibattito sui tagli ai vitalizi dei parlamentari ma l’obiettivo vero sono i 217 miliardi delle pensioni dei cittadini. I vitalizi non esistono piu’ dal 2012. L’attuale sistema, per i parlamentari, prevede una pensione contributiva a 65 anni di eta’ per una legislatura. Esistono, pero’, i vecchi vitalizi dei parlamentari che alcune proposte di legge vorrebbero far confluire nell’Inps e ricalcolarle con il sistema contributivo (tanto versi, tanto ottieni). Il risparmio medio annuale sarebbe di 76 milioni di euro. La legge, se approvata, avrebbe un effetto retroattivo, cioe’ si vara una legge oggi che e’ applicata alle norme di ieri (grandi giuristi in Parlamento!).
Passiamo alle pensioni ordinarie, quelle dei comuni cittadini, che per la maggior parte sono state ottenute con il sistema retributivo (mediamente l’80% dello stipendio). Se applicassimo, retroattivamente, il sistema contributivo (tanto versi, tanto ottieni) anche alle pensioni attualmente percepite, si otterrebbe una diminuzione media del 30%. Ogni pensionato faccia i conti con la diminuzione della propria pensione di circa un terzo (chi prende 1000 euro ne avrebbe 700, chi percepisce 1500 euro ne avrebbe 1000 e cosi’ via).Considerando il 30% in meno dei 217 miliardi di pensioni vere e proprie (escludiamo quelle assistenziali, sociali, ecc.) si otterrebbero risparmi per 65 miliardi l’anno. Che cosa sono 76 milioni di risparmi dai vitalizi in confronto ai 65 miliardi di risparmio ottenuti dalle pensiono ordinarie? Nulla! Riteniamo che questo sia il vero obiettivo delle proposte depositate: per il bilancio dissestato dei nostri conti pubblici 65 miliardi di risparmio dalle pensioni sarebbero piu’ che una boccata di ossigeno e chi ne pagherebbe il prezzo sarebbero i pensionati. Il fumo dei vitalizi nasconde l’arrosto delle pensioni; e’ li che si vuole addentare, con l’aiuto (inconsapevole?) di qualche Robespierre di turno.Stiamo vaneggiando? No, perche’, in questo senso, alcune proposte sono state gia’ fatte, seppur limitative.Nessun pensionato sara’ piu’ sicuro della propria pensione e in un’eta’ per la quale e’ difficile, se non impossibile, ricollocarsi nel mondo lavorativo.Alla fine saranno i pensionati a rimanere con il cerino in mano.Si fara’ macelleria sociale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Boeri e vitalizi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2016

tito-boeriUn euro in più al mese. Abbiamo fatto il calcolo di quanto potrebbero aumentare le pensioni sotto i mille euro dal risparmio ottenuto con la riduzione degli attuali vitalizi parlamentari, proposta dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso della audizione presso la Camera dei Deputati. Il calcolo e’ semplice: sono 6 milioni i pensionati con meno di mille euro al mese e 76 milioni il risparmio ottenuto tagliando del 40% i vitalizi. I pensionati ringraziano Boeri per la grande generosita’. Vediamo altre amenità.
1. Il sistema dei vitalizi parlamentari e’ insostenibile, dichiara Boeri ma dimentica che i vitalizi non fanno parte del bilancio dell’Inps. L’Inps ha un buco di 11,5 miliardi, previsto nel 2016, che nulla ha a che vedere con i vitalizi.
2. I 193 milioni dei vitalizi dei parlamentari incidono per lo 0,02% sulla spesa pubblica italiana, che ammonta a 838 miliardi di euro, mentre i 261 miliardi di spesa previdenziale (anno 2015) ne rappresentano il 31%! Ricordiamo che, alcuni giorni fa, il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps ha bocciato la nota di variazione di bilancio del 2016, per mancanza di informazioni, per l’assenza di criteri di investimento e per mancato controllo della posizione debitoria degli enti pubblici verso l’Inps.
3. Si invoca il calcolo contributivo per i vitalizi dimenticando che questo e’ gia’ attivo fin dal 2012. Se si vuole attuare il principio del calcolo contributivo (tanto versi tanto riceverai) ai passati vitalizi, allora occorre farlo anche per le passate pensioni, che per il 90% sono retributive (calcolate all’80% sugli ultimi stipendi). E’ questo il risultato che Boeri vuole raggiungere? Tagliare le attuali pensioni del 40%? Mah! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Renata Polverini a “La Zanzara”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

English: Renata Polverini, italian trade union...

Image via Wikipedia

Renata Polverini alla Zanzara su Radio 24: “Cota, Zaia e Maroni molto diversi da parlamentari della Lega.” “Cosentino? Gravissime le cose che si leggono. Nel Pdl purtroppo c’è di tutto”- “Alemanno sbaglia sulla Lega, in politica mai dire mai.” “Vitalizi agli assessori? Ho fatto bene” “Io sono un po’ meno contenta della fine dell’alleanza con la Lega. Se guardo l’atteggiamento di alcuni parlamentari della Lega che hanno nei confronti di Roma, sono molto preoccupata e perplessa. Bossi dice tutto e il contrario di tutto. Abbiamo tentato di superare queste divisioni ma è chiaro che la Lega è cambiata. Il patto della pajata è durata poco. Alemanno non deve dire fine perché troppo spesso dobbiamo rimangiare le posizioni nette. Cota, Zaia e Maroni sono molto diversi dai parlamentari della Lega” Lo dice alla Zanzara su Radio 24 il Governatore del Lazio Renata Polverini. “La Lega che investe in Tanzania? – continua il Governatore a Radio 24 – Mi ha colpito soprattutto perché viene dalla Lega che rappresenta il partito del rigore, antispreco. Poi alla fine ha abitudini molto affini a partiti che ha contrastato. C’è molta ipocrisia nella Lega. Lo scandalo è sia sull’uso dei fondi pubblici che sull’investimento in uno stato africano, dopo che propina la Padania come centro del mondo. Maroni, bravo come ministro del lavoro e dell’interno, mi pare un po’ diverso a molti suoi colleghi della Lega. Potrebbe essere una persona che avvicina. E’ il leghista con il quale è più facile dialogare”. Su Cosentino, e se fosse in parlamento cosa voterebbe, Renata Polverini risponde alla Zanzara su Radio 24: “Cosentino? In questo momento sono contenta di non essere in parlamento, è una decisione molto forte e le cose che leggiamo sono molto pesanti e gravissime. Appartengo allo stesso partito che al suo interno ha dentro di tutto. C’è di tutto. Anche dentro al Pdl ci sono anime che si sono espresse in modo molto chiaro nei confronti di Cosentino. Non possiamo non considerarci tutti uguali davanti alla legge” Sui vitalizi agli Assessori, Renata Polverini conclude alla Zanzara su Radio 24: “Assessori esterni ci sono in tutte le regioni. Abbiamo fatto quello che hanno fatto anche gli altri con l’abolizione dei vitalizi. Sono persone che hanno responsabilità enormi che lavorano 24 ore al giorno. Non mi pento di aver appoggiato questa scelta perché conosco i miei assessori.” (Maria Luisa Chioda)

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Abolizione vitalizi con trucco

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Con la sonora grancassa dei mezzi di informazione radiotelevisivi è stata data la notizia che dal prossimo anno saranno aboliti i vitalizi, o meglio si passerà al sistema contributivo. E’ stata data con altrettanta enfasi la notizia che, per effetto delle nuove regole, la ex deputata e Presidente della Camera, Irene Pivetti, invece di ottenere il vitalizio di 6.200 euro mensili (è stata 9 anni in parlamento) dal compimento di 50 anni, lo conseguirà da quando avrà 60 anni.
Credo che sia necessario fare chiarezza sui provvedimenti che saranno presi, poiché si capirà bene che non ci sarà nessuna mannaia a carico della casta ma solo un temperino. Ricordo che attualmente sono in vigore tre differenti situazioni a seconda che un parlamentare sia stato eletto prima del 1994, prima del 2006, dal 2006 in avanti. In ciascun periodo sono cambiati gli importi conseguibili, il tempo necessario (anche un solo giorno per gli eletti fino al 1994, 2 anni e sei mesi per quelli entrati fino al 2006, 5 anni per gli eletti dal 2006), l’anno di inizio del beneficio (60 anni fino al 2006, 65 anni dopo), la possibilità di anticipo in funzione del numero di anni da parlamentare (senza limiti per gli eletti fino al 1994, fino a 60 dopo). L’unica parte del provvedimento annunciato ieri, che colpisce tutti, è che da questo momento in avanti l’età di percezione è a 65 anni, riducibili fino a 60 in caso di più legislature. Come grande effetto di questa misura è stata citata la Pivetti. Ma in realtà è un caso raro, perché altri sono tutt’ora parlamentari (come al Melandri), per altri forse si tratta di ritardare di uno o due anni. Meglio è andata a Ilona Staller (al secolo Cicciolina) che ha compiuto 60 anni qualche giorno fa e da questo mese percepirà 3.108 euro (con le nuove regole avrebbe dovuto aspettare altri 5 anni). Ma per molti non cambierà nulla . Giuseppe Gambale, entrato ragazzino nel 92′, è andato in pensione nel 2006 a 42 anni con 8.455 euro lordi al mese e continuerà a prenderli. Così come tutti coloro che seguono (l’età è quella in cui hanno iniziato a percepire il vitalizio): Antonio Martusciello, Fi, , 46 anni, dal 1° maggio 2008, intasca 7.959 euro lordi al mese di vitalizio; lo stesso avviene per Rino Piscitello, Pd, 47 anni e mezzo; Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), 49 anni, deputato dal 1992, 16 anni di mandato effettivo, vitalizio di 8.836 euro lordi al mese; Enrico Boselli (Sdi), 51 anni, 4 mandati e 7.958 al mese; Oliviero Diliberto, già segretario del Pdci, 52 anni; ricevono 6.203 euro al mese: Mauro Fabris (Udeur) e Franco Giordano (Prc) entrambi da quando avevano 50 anni, Stefano Boco (Verdi), 52 anni, Carlo Leoni (SD), 53 anni, Gloria Buffo (SD) 54 anni, Marco Fumagalli (SD), Maurizio Ronconi (Udc), 55 anni, Dario Rivolta (FI) 55 anni, Salvatore Buglio (RnP), 57 anni, Tana de Zulueta (Verdi), 57 anni, Mauro del Bue (Psi), 57 anni, Francesco Monaco (Pd), 57 anni. Hanno un mensile di 3.636 euro: Dario Galli (Lega), 57 anni, Giannicola Sinisi (Pd), 51 anni, Natale D’Amico (Dini), 52 anni, Roberto Barbieri (Psi), 55 anni, Roberto Manzione (Consumatori), Gianni Nieddu (Pd), 56 anni; percepiscono 7.959 euro al mese Ettore Peretti (Udc), 50 anni, Ramon Mantovani (Prc), 53 anni, Enrico Nan (FI), 55 anni, Fulvia Bandoli (SD), 56 anni. Pietro Folena (Prc), 50 anni, 8.836 euro; incassano 8.164 euro al mese Franco Danieli (PD), 52 anni, Stefano Morselli (La Destra), 54 anni, Euprepio Curto (An), 56 anni, Aniello Palumbo (Pd), 56 anni, Tiziana Valpiana (Prc), 57 anni. Ancora, tra coloro che hanno iniziato da giovani a fare i pensionati, ritroviamo Marco Taradash, 57 anni, ex deputato di Forza Italia, un tempo radicale, Alfonso Gianni, 58 anni, 15 di anzianità parlamentare, di Rifondazione , Valerio Calzolaio (Pd), e Vittorio Sgarbi, 55 anni, con 8.455 euro al mese. Hanno iniziato sotto i sessant’anni anche l’ex magistrato di «Mani pulite» Tiziana Parenti, Maura Cossutta, figlia del fondatore dei Comunisti italiani Armando; e Annamaria Donati, Verde della prima ora, Peppino Calderisi, storico combattente contro il finanziamento dei partiti quando era seguace di Marco Pannella, ora in Forza Italia e Nando Dalla Chiesa, 58, Pd. Così gli ex senatori Edo Ronchi (Pd), da 58 anni,e Willer Bordon, da 59 anni: entrambi con il massimo del vitalizio senatoriale di 9.604 euro. Così come non è cambiato nulla per tutti i condannati con sentenze passate in giudicato per gravi reati (corruzione, concussione, finanziamento illecito, banda armata, ed altro ancora), come Cirino Pomicino, come Altissimo, Di Donato, Pillitteri, La Ganga, De Lorenzo, Martelli, Tognoli. Senza dimenticare i falsi testimoni come Formica, e i condannati ante Tangentopoli: Pietro Longo, Franco Nicolazzi e Mario Tanassi(poi deceduto). Così come continueranno a percepire i vitalizi le vedove ( o i vedovi) degli ex parlamentari scomparsi.
L’altra questione riguarda il passaggio al sistema contributivo. Io ho chiesto ripetutamente che l’effetto del cambiamento dovesse essere quello di accantonare al “Fondo separato presso l’Inps” quanto attualmente trattenuto al parlamentare ogni mese (circa 1000 euro). Dopo 5 anni verrebbero versati circa 60.000 euro, che permetterebbero a 65 anni di percepire un vitalizio di circa 500 euro mensili. Ma i parlamentari non si accontentano e pretendono lo stesso trattamento previsto per i precari (i contributi, pari a circa il 30% delle somme pagate vengo versati per un terzo dal dipendente e per due terzi dal datore di lavoro). Il Parlamento, di conseguenza, sarà chiamato d’ora in avanti a sostenere ogni mese e per ogni parlamentare un costo di circa 2.000 euro: ciò darà luogo alla erogazione di un vitalizio da parte dell’Inps, a partire dal compimenti dal 65° anno in poi di circa 1.500 euro mensili. In conclusione e per riassumere, le nuove regole: -non toccheranno il passato e gli ex parlamentari continueranno a percepire lo stesso assegno ed in futuro anche coloro che, essendo attualmente in carica, cesseranno dal mandato. Dunque per almeno 20 anni i cittadini italiani dovranno sborsare non meno di 200 milioni di euro all’anno;
-vi sarà un modesto effetto di riduzione dei costi in relazione ai parlamentari che “andranno in pensione” a 60 anni, pur avendo la possibilità di farlo, con le vecchie regole, a meno di 60;
-dal prossimo anno con il passaggio al sistema contributivo i contribuenti italiani dovranno sopportare un ulteriore onere di circa 25 milioni di euro all’anno, per la quota contributiva a carico del Parlamento (due terzi dei contributi).
Ci voleva davvero più coraggio facendo passare al sistema contributivo tutti, ricalcolando i vitalizi sulla base dei contributi effettivamente versati da ogni parlamentare! (Antonio Di Pietro)

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Tremonti e i costi della politica

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

“Se i tagli ai costi della politica sono quelli che leggiamo nel documento di Tremonti, allora davvero la montagna ha partorito un topolino”. Lo dice in una nota Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera. “Su alcune questioni – aggiunge Borghesi – viene spontaneo commentare meglio tardi che mai, visto che noi di Italia dei Valori le chiediamo da anni, dai voli stato ai vitalizi. Quanto all’articolo che riguarda l’electin day, verrebbe da sorridere, non fosse per il fatto che, se ci avessero pensato un paio di mesi fa, si sarebbero risparmiati 300 milioni di euro. Per non parlare di quello che riguarda le auto blu: in questo caso davvero a Tremonti diciamo che è meglio non prendere in giro i cittadini, ridurre la cilindrata, come previsto dal documento, è un’inutile inezia di fronte a 5 miliardi di euro l’anno che esse costano”.

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Parlamento: abolizione vitalizi

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

“Siamo Lieti che finalmente anche il Pd si sia reso conto dell’indecenza dell’istituto dei vitalizi nel nostro paese. Peccato solo che Italia dei Valori abbia proposto già da tempo di abolirli ed il loro voto è stato contrario. Peccato ancora che la loro proposta sia ridotta all’abolizione dell’indegno istituto solo dalla prossima legislatura, cosa che non porterà un beneficio significativo alla riduzione dei costi della politica e che anzi comporterà per almeno altri 20 anni 250 milioni di euro di spesa l’anno, a carico dei cittadini. Noi abbiamo proposto e lo rifaremo la prossima settimana con un ordine del giorno, l’abolizione del vitalizio che sia retroattiva, che valga, cioè, anche per i tanti parlamentari senza più mandato, che tuttora godono di questo privilegio, gravando sulle casse dello Stato, mentre troppi cittadini stentano ad arrivare alla fine del mese”. Lo dice in una nota il vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera,l Antonio Borghesi.

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I vitalizi dei parlamentari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava che tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po’ come è andata a finire:
Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498).
Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera : Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno. Per maggiori informazioni ecco il link al sito di Borghesi con il discorso: http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=314&Itemid=35

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Proposta Idv: via le “pensioni” ai parlamentari

Posted by fidest press agency su sabato, 29 Mag 2010

Il Parlamento spende ogni anni circa 250 milioni di euro per erogare “vitalizi” agli ex parlamentari. Per lo meno altrettanto, se non di più, spendono le Regioni per i “vitalizi” agli ex consiglieri. Più volte sono intervenuto in questo blog per denunciare casi eclatanti (come quello di tre parlamentari radicali  che si sono dimessi lo stesso giorno in cui sono stati proclamati e percepiscono da qualche decennio una “pensione” di circa 3.000 euro al mese) (Onorevoli pensioni http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=139&Itemid=1 ). Più recentemente ho segnalato l’altra vergogna e cioè che ricevono “vitalizi” personaggi di grande squallore, condannati con sentenze passate in giudicato per corruzione ed altri reati contro la pubblica amministrazione e che li riceveranno gli attuali parlamentari condannati per gli stessi reati (ed anche peggio come l’associazione mafiosa) con sentenza definitiva (Onorevoli disonorati, ma pensionati http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=271&Itemid=1 ). Per questo motivo nella contro-manovra di Italia dei Valori alla manovra Tremonti-Berlusconi proporrò che sia contenuto il principio dell’abolizione dell’assegno vitalizio agli ex parlamentari e agli ex consiglieri regionali. Come per tutti i lavoratori, i contributi pagati dovrebbe essere versati al Fondo di previdenza che essi indicheranno (se avevano un’altra forma pensionistica) oppure al fondo Inps-Gestione separata (come per i lavoratori a progetto) ed utilizzati per determinare la pensione di vecchiaia al 65° anno o per integrare l’eventuale altro trattamento pensionistico dovuto per altra causa. Ovviamente dovranno essere ricalcolate le “vere pensioni” di cui attualmente fruiscono gli ex parlamentari. Non accettiamo che per essi si parli di “diritti quisiti” e quindi non modificabili. La Corte Costituzionale ha già sancito che non si tratta di vera e propria pensione, ma di vitalizio, come tale modificabile in qualunque momento. Se ne otterrebbe un risparmio minimo annuo di 500 milioni di euro e soprattutto un po’ di giustizia sociale in più.

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Consiglieri regionali superpensionati

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Mag 2010

“Provo sdegno e rabbia nel sentire che ex consiglieri regionali e assessori percepiscono tutti questi soldi mentre si ipotizza il congelamento della tredicesima per i lavoratori dipendenti con stipendi di appena 1.200 euro al mese”. Questo il primo aspro commento del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, alla notizia dei lauti vitalizi corrisposti ad ex consiglieri della Regione Lazio. Assegni che vanno da un minimo di 3.200 euro al mese per una legislatura fino ad un massimo di 6.200 euro netti al mese per tre mandati. Cifre che aumentano se, come spesso avviene, queste persone hanno avuto anche incarichi extra. Per usufruirne sono sufficienti appena 55 anni di età, addirittura 50 se si decide di rinunciare a solamente il 5 per cento della cifra.  A ciò va aggiunta l’indennità di fine mandato pari a 10.000 euro lordi per ogni anno passato in Regione, somma alla quale avrebbero diritto anche assessori che non sono mai stati eletti. Tuona l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro: “Uno sberleffo e uno schiaffo in faccia ai tanti salariati ai quali, dopo aver lavorato una vita, vengono chiesti ulteriori sacrifici come ad esempio i pensionamenti posticipati. Le rinunce dovrebbero partire proprio dalle categorie più privilegiate, non da chi non ha molta disponibilità economica. I rimborsi sono troppo elevati, è vergognoso che con una sola legislatura e solo 55 anni di età si possano prendere 3.200 euro netti ed esentasse al mese. Posso comprendere che un vitalizio venga corrisposto a chi non ha altre entrate ma per gli altri è solo un privilegio di tipo borbonico. Ancora più assurdo che, per prendere una pensione così cospicua, non si possa attendere il compimento dei 65 anni di età come avviene per tutti gli altri cittadini. E – puntualizza Tortosa – faccio presente che l’indennità di fine mandato oggi corrisposta anche agli assessori non eletti, non era prevista per questi ultimi nella legge originaria, è stata modificata successivamente. Uno spreco vergognoso e un vero esproprio della ‘casta’ a danno della comunità. Per non parlare poi degli stipendi dei dirigenti e delle ricche ed eccessive liquidazioni di questi ultimi. Mi auguro – conclude Tortosa – che i politici si facciano un esame di coscienza e che vengano ridimensionate cifre ed età pensionabili. Con quale faccia imporre privazioni ai cittadini già strozzati dai debiti quando dall’alto si sperpera denaro per garantire privilegi a chi spesso dispone di altre entrate consistenti? I tagli comincino a farli su di loro, altrimenti non mi stupirei se da un giorno a un altro il popolo iniziasse a fare una violenta rivoluzione”.

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