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Posts Tagged ‘Vittoriano’

Al Vittoriano: Grande fotografia d’autore

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 marzo 2018

Roma al Vittoriano di Roma dal 2 marzo al 20 maggio 2018 ritratti iconici raccontano un’epoca attraverso i volti dei miti del cinema, della musica, della moda, della politica e dello sport: le sale del Complesso del Vittoriano accolgono un’eccezionale retrospettiva dedicata al grande fotografo britannico Terry O’Neill. Vivendo tra i miti dello spettacolo e avendo con loro un rapporto di grande vicinanza e complicità, nei suoi cinquant’anni di carriera O’Neill realizza alcuni dei ritratti più autentici: da Frank Sinatra (fotografato nell’arco di trent’anni) a Elvis Presley, da Elton John a Bono Vox, da Elizabeth Taylor a Audrey Hepburn, da Brigitte Bardot a Ava Gadner fino a Marlene Dietrich. Tra gli oltre 50 scatti leggendari che hanno catturato momenti cruciali della storia dei più grandi personaggi, una sezione è interamente dedicata a una delle più poliedriche figure dello star system mondiale, icona dandy di stile che ha fortemente influenzato la percezione dell’arte e il mondo della moda di questo ultimo secolo: David Bowie.Prodotta e organizzata da Arthemisia e curata da Cristina Carrillo de Albornoz, la mostra TERRY O’ NEILL. Icons offre un’ulteriore testimonianza di come il culto della celebrità, leitmotiv degli anni ’60 – ’70, abbia notevolmente influenzato il lavoro degli artisti dell’epoca.
Dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30 Venerdì e sabato 9.30 – 22.00 Domenica 9.30 – 20.30(la biglietteria chiude un’ora prima) Biglietti Intero € 8,00 Ridotto € 6,00.

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La mostra dedicata a Claude Monet proroga fino al 3 giugno 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

monetmonet1Roma Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, In mostra circa 60 opere, le più care all’artista e che lo stesso Monet conservava nella sua ultima, amatissima dimora di Giverny: prestiti eccezionali tutti provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi che nel 2014 ha festeggiato gli 80 anni di vita e che raccoglie il nucleo più importante e numeroso delle opere del grandissimo artista francese, grazie alle donazioni dei collezionisti dell’epoca e del figlio Michel.L’inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose e del ponticello giapponese ma anche le monumentali ninfee e glicini, i colori evanescenti e sfumati, la campagna francese e la natura in ogni sua fase: tra i capolavori in mostra Ritratto di Michel Monet neonato (1878-79), Ninfee (1916-1919), Le Rose (1925-1926), Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905).
Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio, la grande monet2retrospettiva è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet, Paris.Monet – curata da Marianne Mathieu, storico dell’arte e vice-direttore del museo Marmottan, incaricata della Collezione Monet – dà conto dell’intero percorso artistico del maestro impressionista a partire dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800 con cui guadagnò i primi soldi e divenne quasi un personaggio nella sua città natale, Le Havre, passando per i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, e delle sue tante dimore, inclusa una parentesi in Liguria testimoniata in mostra dal dipinto del castello di Dolceacqua. Protagonisti anche i ritratti dei figli e le celeberrime tele dedicate ai fiori del suo giardino – costruito sapientemente negli anni al punto che ebbe a dire che se non avesse fatto il pittore sarebbe stato giardiniere e che senza i fiori non avrebbe dipinto -, fino alla modernissima resa dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, e poi alle monumentali Ninfee, che deflagrano nel pulviscolo violetto e nella nebbia radiosa.
Orario apertura dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30 Venerdì e sabato 9.30 – 22.00 Domenica 9.30 – 20.30 (la biglietteria chiude un’ora prima) Biglietti Intero € 15,00 (audioguida inclusa) Ridotto € 13,00 (audioguida inclusa) (foto: monet)

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Liu Bolin: “L’uomo invisibile”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 dicembre 2017

Liu BolinRoma 2 marzo – 1 luglio 2018 Complesso del Vittoriano – Ala Brasini. “L’uomo invisibile” Liu Bolin (Shandong, 1973), artista cinese di fama internazionale che ha fatto del camouflage un tratto distintivo, arriva al Vittoriano di Roma con un’ampia antologica dei suoi scatti di performance ambientate in tutto il mondo. In mostra anche una serie inedita di opere realizzate tra il Colosseo e la Reggia di Caserta.
Dal 2 marzo al 1 luglio 2018, saranno esposte oltre settanta fotografie del celebre artista, che in dieci anni di collaborazione con la galleria italiana Boxart, ha scelto come scenario privilegiato alcuni luoghi tra i più significativi del Belpaese. Tra gli sfondi delle sue performance, che coniugano pittura, fotografia e arti plastiche, due templi della lirica come il Teatro alla Scala di Milano e l’Arena di Verona, nonché capolavori dell’arte quali la statua di Paolina Bonaparte Borghese di Antonio Canova, gli affreschi di Pompei, la magia di Venezia.
Rimanendo immobile come una scultura vivente, fino a fondersi con il contesto alle sue spalle grazie ad un accurato body-painting, Liu Bolin testimonia in silenzio ciò che accade nel suo presente, in un tempo sospeso tra il peso della storia e le conseguenze del progresso.
Identità individuale e collettiva, ambiente, flussi migratori, capacità umane, sono alcuni dei temi universali trattati dall’artista, oramai popolare grazie alle recenti collaborazioni con marchi quali Moncler, Tod’s e Ferrari. (foto: Liu Bolin)

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Il collezionismo internazionale nella Roma del Vittoriano

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

mostra vittorianoRoma Palazzo Venezia e Gallerie Sacconi al Vittoriano 7 dicembre 2017 – 4 marzo 2018 (anteprima per la stampa Mercoledì 6 dicembre ore 11.00 Palazzo Venezia, Sala Regia). Si apre a Roma la mostra Voglia d’Italia. Il collezionismo internazionale nella Roma del Vittoriano. Articolata in due sedi, Palazzo Venezia e Gallerie Sacconi nel complesso del Vittoriano, rimarrà aperta fino al 4 marzo 2018. L’iniziativa, promossa e organizzata dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, nell’ambito del programma di valorizzazione dei propri musei e luoghi di cultura, sottolinea la cura rivolta in particolare verso Palazzo Venezia e il Vittoriano, tornati ormai alla ribalta del grande pubblico. Nella circostanza il visitatore può fruire di un biglietto unico per le due sedi, che gli consente fra l’altro di accedere alla spettacolare terrazza panoramica del Vittoriano.Curata dallo storico dell’arte Emanuele Pellegrini, professore all’IMT – School for Advanced Studies di Lucca, la mostra si avvale di un comitato scientifico di alto profilo, del quale fanno parte Francesca Baldry, Roberto Balzani, Flavio Fergonzi, Annamaria Giusti, Donata Levi e Carl Brandon Strehlke.
La mostra presenta al pubblico – per la prima volta in modo organico – la raccolta vasta e sorprendente che i coniugi statunitensi George Washington Wurts ed Henrietta Tower misero insieme a cavallo fra XIX e XX secolo e donarono poi allo Stato italiano, per l’esattezza al museo di Palazzo vittorianoVenezia, dove tuttora è conservata. Alla base della mostra vi è comunque anche l’idea di restituire il contesto della raccolta Wurts, ovvero quella particolare forma di collezionismo che tra Ottocento e Novecento si legò così intimamente all’Italia, fino a concretizzarsi spesso nella donazione allo Stato di singole opere o di intere raccolte. La mostra illustra le dinamiche del collezionismo, soprattutto anglo-americano, e del mercato internazionale, sullo sfondo dei radicali cambiamenti vissuti in quegli anni dalla giovane nazione italiana e dalla sua nuova capitale, Roma. La costruzione del Vittoriano, iniziato nel 1885 e inaugurato nel 1911 nell’occasione dell’Esposizione che celebrava il cinquantenario dell’Unità d’Italia, diviene l’emblema che caratterizza la città all’alba del Novecento.Ai Wurts è dedicata la sezione allestita a Palazzo Venezia , con l’esposizione delle opere più significative della raccolta, molte delle quali sono state portate fuori dai depositi, studiate e restaurate per l’occasione.
Il contesto entro cui fiorì la passione dei Wurts per il collezionismo trova invece la sua collocazione ideale nelle Gallerie Sacconi del Vittoriano. Un congruo numero di opere, provenienti da prestigiosi musei e collezioni private italiane ed estere, racconta un intero mondo fatto di aste, di mercanti e di mercato, nazionali come internazionali, oltre all’affermazione di un artigianato di qualità portavoce di una rilettura “in stile” dell’arte del passato. L’inedito percorso espositivo si sviluppa anche in ambienti di solito non accessibili al pubblico e appena restaurati, fra cui le Gallerie Sacconi appunto, restituendo visibilità all’architettura interna del monumento. Da semplice teatro, o ‘contenitore’, il Vittoriano diviene così parte integrante e partecipe della mostra.La comunicazione è curata da Civita Mostre. Il catalogo è edito da Arte’m. In occasione dell’esposizione la Sala Regia di Palazzo Venezia ospiterà una rassegna sulla musica di quegli anni curata da Ernesto Assante. (foto: mostra vittoriano)

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Mostra: Monet

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

monetRoma Monet Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, 19 ottobre 2017 – 28 gennaio 2018 e arriva a Roma l’esposizione più attesa dell’autunno 2017: Monet.
Curata da Marianne Mathieu, la mostra presenta circa sessanta opere – per la prima volta esposte in Italia – del padre dell’Impressionismo, provenienti dal Musée Marmottan Monet – che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita – testimonianza del suo percorso artistico, ma soprattutto dell’artista medesimo, dacché si tratta di opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny, che il figlio Michel donò al museo e che rimasero sconosciute al pubblico fino al 1966.
Dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800, attraverso i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, ai ritratti dei figli, alle tele dedicate agli amatissimi fiori del suo giardino (rose, glicini, agapanti) fino alla inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, per arrivare alle monumentali Ninfee e Glicini, la mostra renderà conto delle molteplici sfaccettature del suo lavoro, restituendo la ricchezza artistica di Monet.(foto monet)

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Enrico Rava & Tomasz Stanko 5et in concerto al Vittoriano di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

enrico ravaTomaszRoma Venerdì 14 luglio alle ore 21.00 in Piazzale del Bollettino, al Vittoriano di Roma, Enrico Rava è in concerto in quintetto con Tomasz Stanko, per la data romana del tour europeo che vede coinvolti i due trombettisti ancora fino al 23 luglio.Dopo La Spezia, Perugia, Cremona e Terranuova Bracciolini, continua, passando per la capitale, il tour di Enrico Rava in quintetto con il trombettista polacco Tomasz Stanko, in occasione della rassegna “Musica al Vittoriano” curata da Ernesto Assante.
Le trombe di Enrico Rava e Tomasz Stanko sono uniche e originali, ognuno con le proprie peculiarità stilistiche. I loro dischi vengono pubblicati dalla prestigosa etichetta ECM e sono un po’ considerati tra i grandi padri del jazz europeo. Appaiono insieme per dirigere per la prima volta un quintetto d’eccezione che unisce jazzisti di grande valore provenienti dagli Stati Uniti come Reuben Rogers al contrabbasso e Gerald Cleaver. Due differenti suoni di tromba in un’unica band. Non una gara o un concorso, ma una moderna miscela di personalità per creare momenti distintivi e mai sentiti. Un jazz moderno come non avete mai ascoltato, affascinante ed emozionante. Una vera e propria illuminazione delle voci individuali di ciascuno di questi musicisti straordinari.I due trombettisti, Enrico Rava e Tomasz Stanko, diversi per stile eppure così affini e accomunati dallo stesso amore per la musica, si conoscono da sempre, fin dal Festival di Bled in Jugoslavia del ’63. Intraprendono ora questo tour in quintetto accompagnati dal pianista Giovanni Guidi – co-autore insieme a Rava e Stanko delle musiche in repertorio – e da Reuben Rogers (basso) e Gerald Cleaver (batteria).
In Italia, a luglio il tour arriverà ancora il 18 all’Ancona Jazz Summer Festival, il 21 allo Stresa Festival (VB), il 22 al Jazz&Wine di Montalcino (SI) e il 23 al Ravello Festival (SA). Il tour toccherà anche Belgio, Romania, Paesi Bassi, Austria, Polonia e Norvegia. (foto: Tomasz, enrico rava)

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Grande mostra: Giovanni Boldini

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

boldini1boldiniRoma fino al 16 luglio 2017 al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini,la mostra di Giovanni Boldini si presenta come una delle più ricche e spettacolari esposizioni antologiche degli ultimi decenni, con oltre 150 opere rappresentative della produzione di Boldini e dei più importanti artisti del suo tempo.
Il fascino femminile, gli abiti sontuosi e fruscianti, la Belle Époque, i salotti, l’attimo fuggente: è il travolgente mondo di Giovanni Boldini, genio della pittura che più di ogni altro ha saputo restituire le atmosfere rarefatte di un’epoca straordinaria.
Le opere – tra cui le celebri La tenda rossa (1904), Signora che legge (1875), Ritratto di signora in bianco (1889), Signora bruna in abito da sera (1892 ca.), Ritratto di Madame G. Blumenthal (1896) – provengono dai principali musei internazionali quali il Musée d’Orsay di Parigi, l’Alte Nationalgalerie di Berlino, il Musée des Beaux-Arts di Marsiglia, gli Uffizi di Firenze, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e da prestigiose collezioni private difficilmente accessibili.
Sessanta diversi prestatori, sapientemente coordinati in quattro anni di lavoro (questo il tempo di preparazione della mostra) da Tiziano Panconi – autore del catalogo ragionato di Boldini del 2002 – con la collaborazione di Sergio Gaddi.In mostra anche 30 opere di artisti contemporanei a Boldini, quali Cristiano Banti, Vittorio Matteo Corcos, Giuseppe De Nittis, Antonio de La Gandara, Paul-César Helleu, Telemaco Signorini, James Tissot, Ettore Tito, Federigo Zandomeneghi.Ospite d’eccezione al Vittoriano anche il capolavoro simbolo della Belle Époque: la grande tela dedicata a Donna Franca Florio, realizzata tra il 1901 ed il 1924.
Nel 1901 Ignazio Florio, erede di una delle più importanti famiglie imprenditoriali siciliane, affida a Boldini il compito di ritrarre sua moglie Franca, donna di singolare fascino e bellezza, chiamata “Donna Franca, la Regina di Sicilia” e definita da D’Annunzio “L’unica. Una creatura che svela in ogni suo movimento un ritmo divino”.
boldini2boldini3Boldini si reca a Palermo ed esegue il ritratto, che però non piace a Ignazio: lo giudica troppo sensuale e provocatorio, il vestito troppo scollato e decide quindi di non pagare il lavoro.Boldini si rimette all’opera eseguendo una seconda versione del dipinto, che questa volta piace a Don Ignazio. L’opera è presentata alla Biennale di Venezia nel 1903 ma nel tempo se ne perdono le tracce. A distanza di anni Boldini, su richiesta della stessa Donna Franca, riprende la prima versione del ritratto, conservata da sempre nel suo atelier, realizzando il dipinto nella sua forma definitiva, quella nota a tutti.
Tra il 1927 e il 1928, il quadro, in seguito alla rovina finanziaria della famiglia Florio, viene comprato dal Barone Maurice de Rothschild; dal 2006 fu esposto a Villa Igiea a Palermo.Destinata a far parlare di sé, oggi l’opera è coinvolta nella procedura giudiziaria che interessa il Gruppo Acqua Marcia (Francesco Bellavista Caltagirone) ed è eccezionalmente prestata alla mostra del Vittoriano: messa all’asta potrebbe dunque trattarsi, se il dipinto finisse in mani private, di una delle ultime occasioni per ammirare il ritratto di Donna Franca.Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio, la grande retrospettiva è organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale ed è curata da Tiziano Panconi e Sergio Gaddi.
La mostra vede come sponsor Generali Italia, sponsor tecnico Trenitalia e media partner Dimensione Suono Due. L’evento è consigliato da Sky Arte HD. Il catalogo è edito da Arthemisia/Skira. (foto: Boldini)

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Ricola al Vittoriano di Roma per la mostra dedicata ad Edward Hopper

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

hopperRoma fino al 12 febbraio 2017 Complesso del Vittoriano – Ala Brasini. Ricola celebra la grande arte del XX secolo partecipando alla personale dedicata ad Edward Hopper. L’esposizione si accosta al pittore newyorchese mostrando al grande pubblico opere note insieme a studi preparatori meno noti per guidare lo spettatore a comprendere il percorso artistico del pittore. Passeggiando tra i suoi personaggi solitari e isolati si potrà percepire l’influenza dell’Impressionismo tanto amato dall’artista che lo ha trasformato e reso proprio e unico. Alcune delle opere in mostra sono frutto di prestiti dell’illustre Whitney Museum of American Art. Uno scambio simbolo della cura e dell’impegno con cui Arthemisia Group lavora alle sue mostre. Ricola da tanti anni è impegnata nella sponsorizzazione di grandi esposizioni. Grazie alla collaborazione con Arthemisia Group le caramelle Ricola faranno compagnia a tutti i visitatori durante l’intera durata della personale di Edward Hopper. Le caramelle svizzere, caratterizzate dalla speciale miscela di 13 erbe officinali coltivate in territorio elvetico, entrano nell’Ala Brasini del complesso del Vittoriano per una nuova grande esposizione che rimarca l’interesse dell’azienda a sponsorizzare eventi di alta cultura e di arte. Ricola, azienda familiare Svizzera di lunga tradizione, è da più di 85 anni sinonimo di qualità nella produzione di specialità a base di erbe svizzere officinali naturali. Ricola ha saputo diventare leader del mercato, mantenendo salde nel tempo le sue posizioni, riconoscendo

Hopper, Edward

Hopper, Edward

che il successo commerciale non è uno scopo fine a se stesso ma, seguendo la filosofia aziendale, il successo acquisito deve spingere l’azienda maggiormente ad assumersi delle responsabilità. L’obiettivo di Ricola è di offrire un costante impegno nei confronti dei consumatori, della natura e dell’ambiente. Come azienda profondamente legata alla natura, Ricola attribuisce molto valore all’eccellente qualità delle materie prime e per questo motivo le erbe da trasformare provengono esclusivamente da colture controllate e rispettose dell’ambiente. Tali erbe, coltivate in esclusiva per Ricola da circa un centinaio di aziende agricole, non hanno solamente una forza aromatica, ma posseggono anche una forza interiore: la forza corroborante della natura. L’impegno aziendale si estende anche ad aspetti non esclusivamente economici che si concretizzano, ad esempio, nel mantenimento e nella promozione di valori culturali legati all’arte e all’architettura.
La Ricola Holding AG colleziona arte contemporanea svizzera sin dagli anni Settanta e la collezione è esposta negli edifici della sede del Gruppo Ricola. Nel corso degli anni si è formata una raccolta di notevole spessore qualitativo, in cui sono rappresentati molti artisti affermati con le loro opere giovanili. La collezione comincia con dipinti di Richard Paul Lohse, Max Bill, Camille Graeser e Verena Loewensberg, divenuti famosi col nome di “Zürcher Konkrete”, e riunisce in particolare svariati dipinti costruttivisti e teorici, fotografie e lavori su carta, nonché opere di matrice espressionista riferite al corpo. Fra le acquisizioni più importanti si contano opere, o gruppi di opere, firmate da Christoph Büchel, Jacques Herzog, Bruno Jakob, Karim Noureldin, Vaclav Pozarek, Shirana Shahbazi, Anselm Stalder e Erik Steinbrecher. L’attività collezionista della famiglia Richterich, iniziata dal fondatore Emil Richterich-Beck, è un aspetto molto vitale della cultura aziendale, che continua così a sostenere in particolare l’attività artistica contemporanea in Svizzera. In occasione di corsi interni di formazione, il personale viene introdotto al linguaggio dell’arte, presentata nei suoi contesti storici, sociali ed artistici. Inoltre, una biblioteca offre a tutti i collaboratori la possibilità di consultare le più recenti ed importanti pubblicazioni relative agli artisti presenti nella collezione del Gruppo Ricola. Infine, vengono proposte anche visite guidate aperte al pubblico, per dare l’occasione a tutti i visitatori di conoscere le opere della collezione. http://www.ricola.com/it-ch/L-azienda/Arte (foto: hopper)

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Ricola e una grande mostra per celebrare le opere di Alfons Mucha

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 aprile 2016

vittorianoRoma fino al 11 Settembre 2016 Complesso del Vittoriano grande mostra per celebrare le opere di Alfons Mucha. L’ artista, nato in Repubblica Ceca, il cui nome è spesso francesizzato come Alphonse Mucha, ha segnato e reso iconica l’arte e la comunicazione di fine ‘800. Il poliedrico pittore, dall’innato talento per il disegno, ha celebrato l’eleganza della figura femminile portando la sua estetica nell’utilizzo giornaliero per manifesti di rappresentazioni teatrali e pubblicità. Le caramelle Ricola, realizzate con una ricetta tradizionale composta da 13 erbe benefiche, saranno le compagne ideali durante la visita o a conclusione della mostra. Un piccolo piacere per gustare con tutti i sensi l’arte di Alphonse Mucha.
Ricola da tanti anni è impegnata nella sponsorizzazione di grandi esposizioni. Grazie alla collaborazione con Arthemisia Group le caramelle Ricola approdano nella nuova suggestiva location del Complesso del Vittoriano nel cuore della Capitale dopo essere state presenti per altre manifestazione d’arte al Chiostro del Bramante e presso le Scuderie del Quirinale. Ricola, azienda familiare Svizzera di lunga tradizione, è da più di 85 anni sinonimo di qualità nella produzione di specialità a base di erbe svizzere officinali naturali. Ricola ha saputo diventare leader del mercato, mantenendo salde nel tempo le sue posizioni, riconoscendo che il successo commerciale non è uno scopo fine a se stesso ma, seguendo la filosofia aziendale, il successo acquisito deve spingere l’azienda maggiormente ad assumersi delle responsabilità. L’obiettivo di Ricola è di offrire un costante impegno nei confronti dei consumatori, della natura e dell’ambiente. Come azienda profondamente legata alla natura, Ricola attribuisce molto valore all’eccellente qualità delle materie prime e per questo motivo le erbe da trasformare provengono esclusivamente da colture controllate e rispettose dell’ambiente. Tali erbe, coltivate in esclusiva per Ricola da più di un centinaio di aziende agricole, non hanno solamente una forza aromatica, ma posseggono anche una forza interiore: la forza corroborante della natura.
L’impegno aziendale si estende anche ad aspetti non esclusivamente economici che si concretizzano, ad esempio, nel mantenimento e nella promozione di valori culturali legati all’arte e all’architettura.

Alphonse Mucha

La Ricola Holding AG colleziona arte contemporanea svizzera sin dagli anni Settanta e la collezione è esposta negli edifici della sede del Gruppo Ricola. Nel corso degli anni si è formata una raccolta di notevole spessore qualitativo, in cui sono rappresentati molti artisti affermati con le loro opere giovanili. La collezione comincia con dipinti di Richard Paul Lohse, Max Bill, Camille Graeser e Verena Loewensberg, divenuti famosi col nome di “Zürcher Konkrete”, e riunisce in particolare svariati dipinti costruttivisti e teorici, fotografie e lavori su carta, nonché opere di matrice espressionista riferite al corpo. Fra le acquisizioni più importanti si contano opere, o gruppi di opere, firmate da Christoph Büchel, Jacques Herzog, Bruno Jakob, Karim Noureldin, Vaclav Pozarek, Shirana Shahbazi, Anselm Stalder e Erik Steinbrecher. L’attività collezionista della famiglia Richterich, iniziata dal fondatore Emil Richterich-Beck, è un aspetto molto vitale della cultura aziendale, che continua così a sostenere in particolare l’attività artistica contemporanea in Svizzera. In occasione di corsi interni di formazione, il personale viene introdotto al linguaggio dell’arte, presentata nei suoi contesti storici, sociali ed artistici. Inoltre, una biblioteca offre a tutti i collaboratori la possibilità di consultare le più recenti ed importanti pubblicazioni relative agli artisti presenti nella collezione del Gruppo Ricola. Infine, vengono proposte anche visite guidate aperte al pubblico, per dare l’occasione a tutti i visitatori di conoscere le opere della collezione. http://www.ricola.com/it-ch/L-azienda/Arte. ‘Le nostre caramelle e le grandi esposizioni d’arte rappresentano un forte sodalizio.’ spiega Luca Morari, General Manager Divita srl, azienda che dal 2006 distribuisce la gamma di specialità Ricola in Italia ‘L’esposizione di Mucha rappresenta il nostro impegno aziendale verso il mondo dell’arte e l’inaugurazione di una nuova bellissima struttura per ospitare mostre di grande eco internazionale: il Complesso del Vittoriano. Ricola rinnova la sua partecipazione alla vita culturale della Città Eterna per una nuova esposizione in una nuova location d’eccezione.’ (foto: Vittoriano, Alphonse Mucha)

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Una nuova stagione al Vittoriano

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2016

vittorianovittoriano2Roma Una nuova primavera al Vittoriano, con il passaggio di timone ad Arthemisia Group, colosso delle mostre d’arte, con uno staff quasi tutto al femminile. Non poteva quindi che prendere avvio con due mostre come queste la nuova direzione del Vittoriano: la prima grandiosa retrospettiva, dedicata all’inventore dell’Art Nouveau Alphonse Mucha, celebre soprattutto per le sue meravigliose e sensuali raffigurazioni femminili, e una travolgente esposizione dedicata al mito dell’icona pop per eccellenza, Barbie.
“Quello che ci proponiamo – dichiara Iole Siena, a capo di Arthemisia – è di portare il Vittoriano al centro della scena culturale romana ed europea, rendendolo un luogo aperto a tutti ed offrendo una programmazione di mostre di grande qualità e di respiro internazionale”.Qualità e internazionalità sono proprio gli elementi che accomunano i primi due progetti espositivi, che prenderanno il via dal 15 aprile:
Alphonse Mucha (15 aprile – 11 settembre 2016)
Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e con il patrocinio della Regione Lazio, la prima grande retrospettiva dedicata a Roma all’artista ceco Alphonse Mucha è organizzata e prodotta da Arthemisia Group in collaborazione con la Fondazione Mucha.
Curata da Tomoko Sato, la mostra si compone di oltre 200 opere tra dipinti, manifesti, disegni, opere decorative, gioielli e arredi, che concorrono a ripercorrere l’intero percorso creativo del massimo esponente dell’Art Nouveau.
Barbie. The Icon (15 aprile – 30 ottobre 2016)
Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, la mitica mostra dedicata a Barbie è prodotta e organizzata da Arthemisia Group e 24Ore Cultura – Gruppo 24 Ore, in collaborazione con Mattel.
Curata da Massimiliano Capella, la mostra vede esposte 380 Barbie, dalla prima risalente al 1959 a quelle più attuali, passando attraverso tutte le tipologie di bambole create in 56 anni, e racconta di un fenomeno sociale, culturale ed antropologico che interessa trasversalmente tutte le culture e tutti i paesi del mondo.
Alphonse Mucha
15 aprile – 11 settembre 2016 Roma, Complesso del Vittoriano – Ala Brasini Alphonse Mucha (1860-1939) è stato uno degli artisti più celebri dell’Europa a cavallo tra ‘800 e ‘900: combinando immagini di donne seducenti a composizioni e layout tipografici innovativi creò originalissimi manifesti. Nacque così un nuovo genere di arte visiva fiorito nella Parigi della Belle Époque. Lo stile Mucha venne a indicare ben presto tutta una serie di opere grafiche e oggetti decorativi che arredavano le case dei cultori dell’arte a Parigi e in altri Paesi, diventando un’icona dell’Art Nouveau. Nel 1904, durante una visita negli Stati Uniti, i mass media salutarono in Mucha il più grande artista decorativo del mondo.
Mentre nel contesto dell’arte internazionale aumentava la sua fama, in Mucha crebbe forte il desiderio di contribuire all’indipendenza politica delle Terre ceche e delle vicine regioni slave divise per secoli dalle potenze coloniali. Al di là di un’opulenza di facciata e di una visione modernista espresse dall’Esposizione universale di Parigi del 1900, nell’Europa centrale e orientale le tensioni politiche montavano. Mucha credeva nell’universalità dell’arte, nel suo potere d’ispirazione e di comunicazione, auspicando la creazione di un’unione spirituale dei popoli slavi e, in ultima analisi, di tutto il genere umano. L’artista sognava un mondo migliore, dove le minoranze etniche di qualsiasi background culturale avrebbero potuto vivere in armonia senza subire le minacce delle nazioni più potenti. L‘amore di Mucha per la propria terra e per gli ideali utopici si manifesta nel suo capolavoro, l’Epopea slava (1911-28).Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e con il patrocinio della Regione Lazio, la prima grande retrospettiva dedicata a Roma all’artista ceco Alphonse Mucha è organizzata e prodotta da Arthemisia Group in collaborazione con la Fondazione Mucha.Curata da Tomoko Sato, la mostra si compone di oltre 200 opere tra dipinti, manifesti, disegni, opere decorative, gioielli e arredi, che concorrono a ripercorrere l’intero percorso creativo del massimo esponente dell’Art Nouveau.
L’evento vede come sponsor Generali, special partner Ricola, sponsor tecnico Trenitalia e media partner Vogue Italia.
L’evento è consigliato da Sky Arte HD.Il catalogo è edito da Skira per Arthemisia.
Barbie. The Icon15 aprile – 30 ottobre 2016 Roma, Complesso del Vittoriano – Ala Brasini.
vittoriano3Il suo vero nome è Barbara Millicent Roberts, ma per tutti è solo Barbie. Barbie è molto più di una semplice bambola. È un’icona globale, che in 56 anni di vita è riuscita ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale, antropologica. Per questo motivo la sua figura attrae sempre più l’attenzione come fenomeno culturale e sociologico tanto da dedicarle mostre come Barbie. The Icon che, appena conclusasi al MUDEC – Museo delle Culture di Milano, arriva a Roma al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini dal 15 aprile al 30 ottobre 2016. Nella sede romana la mostra, realizzata sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento e prodotta da Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE in collaborazione con Mattel, curata da Massimiliano Capella, si è arricchita di nuovi prestiti dalla serie Barbie Fashionista, tra cui i modelli Curvy, Tall e Petit, che riproducono le diverse corporature femminili, e le wedding dolls della Coppia Reale inglese William e Catherine.
Barbie. The Icon racconta l’incredibile vita di questa bambola che si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali della società lungo oltre mezzo secolo di storia, ma – a differenza di altri miti della contemporaneità che sono rimasti stritolati dal passare del tempo – ha avuto il privilegio di resistere allo scorrere degli anni e attraversare epoche e terre lontane, rappresentando oltre 50 diverse nazionalità, e rafforzando così la sua identità di specchio dell’immaginario globale.
Dal giorno in cui ha debuttato al New York International Toy Fair, esattamente il 9 marzo 1959, Barbie ha intrapreso mille diverse professioni. È andata sulla luna, è diventata ambasciatrice Unicef e ha indossato un miliardo di abiti per 980 milioni di metri di stoffa. Soprattutto Barbie è cambiata con lo scorrere del tempo, non solo delle mode o della moda, e si è trasformata per essere sempre al passo con il mondo. Ed è diventata una vera e propria icona.
Il percorso espositivo è studiato per offrire diversi livelli di lettura: alle informazioni di approfondimento storico e culturale per il pubblico adulto, si affiancano postazioni pensate per i bambini che, attraverso una serie di attività coinvolgenti, potranno approfondire la storia di Barbie. (vittoriano)

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Vittoriano: Tinto Brass

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2016

tinto brassRoma martedì 23 febbraio 2016 ore 12.00, Complesso del Vittoriano, Salone Centrale conferenza stampa e con apertura al pubblico dal 24 febbraio al 23 marzo 2016, “Tinto Brass: uno sguardo libero”.“La vita è semplice ma complicata dalla paura che le persone hanno della libertà” con questa frase si potrebbe riassumere tutto il pensiero del regista Tinto Brass che viene ripercorso con una mostra ospitata al Complesso del Vittoriano La mostra, che è la prima grande esposizione dedicata al regista, comprende foto, oggetti di scena, documenti inediti, lettere, sceneggiature, copioni, manifesti e costumi. Curata da Caterina Varzi in collaborazione con Andrea De Stefani e realizzata da Comunicare Organizzando, la mostra si avvale del patrocinio di Roma Capitale e della collaborazione di Istituto Luce-Cinecittà, Rai Teche e Acea.Alla conferenza stampa saranno presenti Tinto Brass, la curatrice della mostra Caterina Varzi e Michele Lo Foco.

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Conferenza: Open a door to Israel

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2016

Altare della patria (3)Roma giovedì 21 gennaio 2016 – ore 11.30 Complesso del Vittoriano, Ala Brasini Salone Centrale conferenza su “OPEN – A DOOR TO ISRAEL”
Intervengono: Modera Alessandro Cecchi Paone
Naor Gilon – Ambasciatore d’Israele in Italia
Joel Lion –Direttore per gli Affari Pubblici Ministero Affari Esteri Israele
Alessandro Nicosia – Responsabile spazi espositivi Ala Brasini, Complesso del Vittoriano
Il progetto è stato voluto dal Ministero degli Affari Esteri di Israele e portato nel nostro paese dall’Ambasciata d’Israele in Italia con l’obiettivo di far conoscere Israele in tutta la sua bellezza e complessità.Nove porte concepite come una grande installazione multimediale e interattiva si aprono sul patrimonio e la cultura di Israele. Roma è stata scelta come prima tappa e anteprima mondiale di questo progetto che proseguirà in un tour che toccherà la Francia, gli Stati Uniti, la Cina, la Polonia, la Russia, il Giappone, l’Argentina e il Brasile.Open-a door to Israel- Discover/Experience/Connect è realizzata con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri di Israele e dell’Ambasciata d’Israele in Italia e organizzata da Comunicare Organizzando con il coordinamento generale di Alessandro Nicosia.

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Vittoriano 1911-2011

Posted by fidest press agency su martedì, 31 Mag 2011

Monument of Vittorio Emanuele II in Rome, comm...

Image via Wikipedia

Roma Sabato 4 giugno 2011, ore 9.30 Roma, Vittoriano, Piazza dell’Ara Coeli Sala Zanardelli Il Vittoriano 1911 – 2011 giornata di studio. Introduzione dei lavori del prof. Romano Ugolini Presidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Interventi Saluti delle autorità Relazioni.
Ore 10.30 Bruno Tobia Il Vittoriano tra tensione simbolica e tensione politica: da monumento dinastico a monumento nazionale Michele Finelli I mazziniani ed i repubblicani e la costruzione del Vittoriano (1885 – 1911). Anna Villari Il Vittoriano: un percorso iconografico Fabio Mangone I concorsi per il Vittoriano.

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Vittoriano: notte dei musei

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Mag 2011

Roma sabato 14 maggio 2011 Il Complesso del Vittoriano ha aderito con grande piacere alla richiesta dell’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale Dino Gasperini e di Zètema aprendo i suoi spazi espositivi in occasione del grande progetto della Notte dei Musei il prossimo sabato 14 maggio. Questi gli spazi che i visitatori troveranno aperti: Complesso del Vittoriano, ingresso Ala Brasini, Via San Pietro in Carcere
Mostra “Tamara de Lempicka. La regina del moderno”, ultimo ingresso ore 01.15 (dalle ore 20.00 alle ore 01.15 ingresso gratuito)
Mostra “1861-2011. L’Unità dell’Arte Italiana nella Diversità delle Regioni”, ultimo ingresso ore 01.15. Ingresso gratuito Complesso del Vittoriano, ingresso Ara Coeli, piazza dell’Ara Coeli Mostra “Alle radici dell’identità nazionale. Italia Nazione Culturale”, ultimo ingresso ore 01.15. Ingresso gratuito
Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, ultimo ingresso ore 01.15. Ingresso gratuito Ascensori Panoramici, ultimo ingresso ore 01.15 (dalle ore 20.00 alle ore 01.15 ingresso gratuito) (51,145)

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Mostra Vincent van Gogh

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2010

Roma Complesso del Vittoriano. Record di affluenza per la mostra “Vincent van Gogh. Campagna senza tempo – Città moderna” Nei primi quarantacinque giorni di apertura della mostra 170.000 visitatori hanno ammirato gli oltre settanta capolavori tra dipinti, acquarelli e opere su carta del maestro olandese e le circa quaranta opere dei grandi artisti che gli furono di ispirazione – tra i quali Millet, Pissarro, Cézanne, Gauguin e Seurat.
Il genio assoluto di Vincent van Gogh, ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte e nell’immaginario collettivo dell’uomo moderno. Il percorso scientifico dell’esposizione analizza per la prima volta le due inclinazioni contraddittorie che spesso guidarono il pittore nella scelta dei soggetti dei suoi dipinti: il suo amore per la campagna, come ambiente fisso e immutabile, e il suo legame con la città, centro della vita moderna e del suo rapido movimento. Prestigiosi musei internazionali unitamente ad importanti gallerie e collezioni private hanno sostenuto questo straordinario progetto che vede il prestito di opere di altissima qualità.Catalogo: Skira; € 35,00 Costo del biglietto: € 12,00 intero; € 8,50 ridotto

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Oltre i sensi mostra monografica di Roberto Ferri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

Roma 22 luglio 2009 ore 11.30 Complesso del Vittoriano Salone Centrale Via San Pietro in Carcere Dal 23 luglio al 10 settembre 2009 il Complesso del Vittoriano ospita la mostra monografica di Roberto Ferri “Oltre i Sensi” che, attraverso circa 70 opere tra olii e disegni, ripercorre l’intenso cammino artistico del giovane pittore.“I suoi corpi umani travalicano la sensualità: spesso svelano il ‘lato oscuro’ di ciascuno di noi. Sono sempre personaggi fuori dal tempo, parti della mente e della fantasia che si misurano, mai in modo pretenzioso o irriverente, con i grandi artisti del passato… Rubens, Sartorio, Ingres, Moreau, Klimt, Tadema, oltre ai più scontati Guercino e Caravaggio: tanto Ottocento, tanti sognatori e artisti di corpi in movimento, più o meno denudati; ma su tutti Bouguerau” (F. Isman).  Angeli e demoni, figure alate e sfingi, Veneri e Apolli, corpi nudi avvinghiati dai muscoli guizzanti, scolpiti nell’ombra e nella luce palpitante. Eros e Thanatos fusi in un universo popolato da dei e miti che proiettano lo spettatore nel proprio inconscio e suggeriscono innumerevoli rimandi e giochi di citazioni mai pedisseque con i grandi capolavori del passato.

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Capolavori d’Arte Contemporanea

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2009

16Roma 29  aprile Ore 18.00 Complesso del Vittoriano, Salone Centrale Via San Pietro in Carcere Capolavori d’Arte Contemporanea Il Novecento nella Provincia di Ore 19.00 Tesori artigiani L’Arte del fare tra passato e futuro Vittoriano, Sala Zanardelli, piano superiore Ingresso Ara Coeli Ore 19.30 La tradizione contadina Alla scoperta delle eccellenze della Provincia Vittoriano, Sala Zanardelli, piano inferiore Ingresso Ara Coeli (8tjf)

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I Sabini popolo d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2009

Roma dal 20 marzo al 26 aprile 2009, Complesso del Vittoriano Salone Centrale, Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali) “I Sabini popolo d’Italia. Dalla storia al mito” E’ una grande mostra di carattere storico, artistico e archeologico che vuole raccontare le vicende dell’antico popolo dei Sabini e la fortuna del loro mito attraverso i secoli. Promossa dalla Provincia di Rieti con il sostegno della Regione Lazio e della Provincia di Roma, l’esposizione nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Comune di Rieti. La mostra presenta per la prima volta insieme, l’antico popolo e il suo mito, le tracce della sua esistenza e quelle lasciate nell’immaginario collettivo a comporre un quadro suggestivo che attraversa millenni di storia e di arte. Oltre 120 le opere esposte tra reperti archeologici, antiche carte geografiche, codici, manoscritti, miniature disegni, olii su tela e sculture che indagano per la prima volta la fortuna del celeberrimo episodio del Ratto delle Sabine nell’arte dall’epoca dei Romani, attraverso il Medioevo, il Rinascimento, il Barocco, il Neoclassicismo fino alle testimonianze dell’arte contemporanea. L’esposizione si avvale della cura scientifica di Maria Carla Spadoni per la sezione storica, di Giovanna Alvino per la sezione archeologica, di Maria Grazia Bernardini per la sezione dedicata al mito dei Sabini nell’arte, di Alessandro Cosma e Roberta Cerone per la sezione sui Sabini tra letteratura, musica e cinema. La direzione e il coordinamento generale della mostra sono di Alessandro Nicosia.

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Giotto e il Trecento

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2009

9Roma Venerdì 6 marzo – lunedì 29 giugno 2009 Complesso del Vittoriano Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali) “.  Il più Sovrano Maestro stato in dipintura”. Il Complesso del Vittoriano di Roma ospita un’imponente rassegna dedicata all’artista-simbolo dell’intero Medioevo, il primo vero artista “italiano”, ed all’impatto straordinario che il suo segno ebbe su ogni aspetto del linguaggio artistico in tutto il territorio nazionale.  A oltre settanta anni dall’ultima grande mostra su Giotto e la pittura in Italia tra fine Duecento e prima metà del Trecento, allestita alla Galleria degli Uffizi nel 1937 per celebrare il sesto centenario della morte del maestro fiorentino, oltre 150 opere, tutte di altissimo livello e di qualità indiscussa, sono raccolte qui per la prima volta per ripercorrere nella sua interezza il percorso figurativo giottesco, presentando gli ultimi sviluppi della critica storico-artistica in materia.  Maestosi polittici, preziosissime opere su tavola, importanti sculture, rari manoscritti e oreficerie di pregio danno conto di tutte le diverse ramificazioni dell’influsso del maestro fiorentino sull’arte italiana del suo tempo e in tale preziosa selezione spiccano 20 capolavori eseguiti da Giotto, oggi molto difficili da spostare per ragioni di conservazione ed in mostra a Roma per la prima volta, in un’esposizione destinata ad essere un evento unico e irripetibile. La mostra è a cura del Prof. Alessandro Tomei, Ordinario di Storia dell’Arte Medievale, Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, in collaborazione con Claudia Viggiani.  Il progetto è sostenuto da un prestigioso comitato scientifico, presieduto dal Prof. Arturo Carlo Ottaviano Quintavalle, Ordinario di Storia dell’Arte Medievale, Università di Parma, e composto dai maggiori esperti italiani e stranieri dell’età medievale e della pittura del Duecento e del Trecento: Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo museale fiorentino; Davide Banzato, Direttore dei Musei Civici di Padova; Giuseppe Basile, Istituto Centrale per il Restauro, Roma; Caterina Bon di Valsassina, Direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro, Roma; Francesco Buranelli, Segretario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa e ispettore della Pontificia Commissione di Archeologia sacra; Roberto Cecchi, Direttore Generale per i beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici; Francesco Gandolfo, Ordinario di Storia dell’arte medievale, Università di Roma, Tor Vergata; Mons. Pasquale Iacobone, Pontificio Consiglio della Cultura e Pontificia Università Gregoriana, Città del Vaticano; Louis Godart, Consigliere culturale del Presidente della Repubblica Italiana; Herbert L. Kessler, Ordinario di Storia dell’arte, Johns Hopkins University, Baltimora; Valentino Pace, Ordinario di Storia dell’arte medievale, Università di Udine; Antonio Paolucci, Direttore, Collezione d’Arte Religiosa Moderna, Musei Monumenti Gallerie Pontificie; Bruno Santi, Soprintendente all’Opificio delle Pietre Dure, Firenze; Michael Viktor Schwarz, Ordinario di Storia dell’arte medievale, Universität Wien; Angelo Tartuferi, Direttore del Dipartimento dell’Arte dal Medioevo al Quattrocento, Museo degli Uffizi; Mons. Timothy Verdon, Direttore dell’Ufficio catechesi attraverso l’arte della Curia arcivescovile di Firenze. La mostra è stata anche l’occasione per importanti restauri che verranno presentati in anteprima assoluta, come quello del Polittico di Badia di Giotto dal Museo degli Uffizi. ll nucleo davvero originale della mostra è anche la dettagliata ricostruzione dei percorsi giotteschi e della svolta impressa dalle sue opere alle tradizioni e alle scuole pittoriche dei luoghi dove il Maestro lasciò le proprie opere; opere, in qualche caso completamente scomparse, ma idealmente ricostruibili non solo attraverso le fonti scritte, ma, soprattutto, grazie agli echi che se ne riscontrano nella pittura dei maestri locali.   Tra le opere presenti in mostra spiccano veri e propri capolavori di grandi maestri come i pittori Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti, gli scultori  Arnolfo di Cambio, Tino di Camaino, Giovanni Pisano, Giovanni di Balduccio, gli orafi Guccio di Mannaia, Andrea Pucci Sardi, tra i miniatori Cristoforo Orimina e il Maestro del Codice di San Giorgio, uno dei più raffinati e colti interpreti della lezione giottesca. Catalogo: Skira

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