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Trasporto animali vivi: Bisogna cambiare le leggi europee

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 Maggio 2021

Migliaia di animali vivi vengono trasportati ogni giorno sulle strade europee o via nave, e tutti sono vittime di maltrattamenti inauditi. Animal Equality, LAV, Essere Animali e Compassion In World Farming sostengono la campagna di Eurogroup for Animals per chiedere alla Commissione europea di agire contro questa ingiustizia e rivedere le norme su questo tema, costantemente violate su tutto il territorio europeo.Ogni anno, più di un miliardo di polli, pecore, capre, cavalli, maiali e bovini viene trasportato vivo all’interno dell’Unione europea, mentre tre milioni l’anno è invece il numero di animali esportati dall’Europa verso Paesi terzi. Le indagini condotte dai membri di Eurogroup for Animals – organizzazione con sede a Bruxelles che rappresenta 70 associazioni per la protezione degli animali in 26 Stati membri dell’Ue, Svizzera, Serbia, Norvegia, Australia e Stati Uniti – hanno ripetutamente rilevato gravi violazioni del regolamento sui trasporti dell’UE. Questo continua ad accadere anche a causa di lacune legislative che non tengono conto delle esigenze specifiche degli animali. In generale, le indagini condotte dalle organizzazioni per la protezione degli animali evidenziano che, nonostante le regole in vigore, i viaggi possono durare diversi giorni o addirittura settimane, esponendo gli animali a gravi sofferenze, disidratazione, lesioni, malattie e persino alla morte. Di recente, come denunciato proprio da Animal Equality e Animal Welfare Foundation, nel dicembre 2020 due navi hanno lasciato la Spagna e, dopo tre mesi di navigazione, la maggior parte degli animali era ancora a bordo oppure veniva scaricata in mare per essere uccisa, poiché il loro benessere e la loro salute erano seriamente compromessi. Essere ammassati in camion rumorosi e angusti guidati per ore, giorni, persino settimane è un’esperienza innaturale e altamente stressante per gli animali. Organismi scientifici ed esperti vi si oppongono, eppure ancora oggi gli animali sono costretti a sopportare lunghi periodi senza riposo, cibo e acqua, e molti arrivano a destinazione esausti e feriti. Miliardi di animali vengono trattati come semplici “oggetti” e vengono schiacciati e ammassati insieme come pezzi di una catena di montaggio. Il trasporto di animali vivi comporta anche gravi rischi per la salute pubblica a causa della possibile diffusione di malattie. Le evidenze scientifiche dimostrano infatti che lo stress associato ai maltrattamenti e al trasporto indebolisce il sistema immunitario degli animali, rendendoli più vulnerabili alle malattie.Attraverso la campagna No Animal Left Behind, Eurogroup for Animals e le organizzazioni che ne fanno parte anche in Italia – Animal Equality, LAV, Essere Animali e Compassion In World Farming – chiedono che la Commissione europea riveda il regolamento europeo sui trasporti per limitare il più possibile le sofferenze che il trasporto di animali vivi comporta. All’inizio di quest’anno, Eurogroup ha inoltre pubblicato il Libro Bianco sull’imminente revisione della legislazione circa il benessere degli animali, che delinea come il nuovo regolamento sui trasporti dovrebbe aderire ai principi di base della riduzione, del perfezionamento e della sostituzione del trasporto di animali vivi, ove applicabile, e specificare requisiti ben definiti per specie e categorie per tutti gli animali che verranno ancora trasportati.Come Animal Equality, LAV, Essere Animali e Compassion In World Farming supportiamo la campagna No Animal Left Behind chiedendo all’Ue di vietare tutti i viaggi di lunga distanza per gli animali allevati a scopo alimentare e di introdurre regole su misura per suini, bovini, pecore, conigli, polli e ogni altra specie al fine di limitare la loro sofferenza in tutti gli altri viaggi inevitabili.C’è tempo fino a settembre per convincere la Commissione europea a intraprendere una revisione completa di tutta la legislazione che riguarda gli animali d’allevamento in Europa ed evitare che i loro diritti siano ancora lesi o non tutelati da alcuna legge.

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Schiusi: I teatri sono vivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2021

Chioggia 12 febbraio Nuova tappa di “Schiusi”, il progetto regionale di Arteven che questa volta ha come protagonista la danza: dal 12 febbraio ore 18 visibile in streaming il video Graces_site specific di e con Silvia Gribaudi realizzato a Chioggia. In una giornata di nebbia, in cui l’incessante sciacquio della laguna è interrotto soltanto dal verso dei gabbiani, il progetto del Circuito Teatrale Regionale Arteven “SCHIUSI I teatri sono vivi” sbarca a Chioggia, dove Silvia Gribaudi ha ideato la versione site specific del suo celebre Graces. Con Andrea Rampazzo, Giacomo Citton e Matteo Marchesi, la danzatrice e coreografa ci guida nell’affascinate atmosfera invernale della cittadina lagunare. Protagonisti assoluti i corpi che, nella loro naturalezza, con gesti e movimenti creano un raffinato gioco artistico. Con giocosità ed ironia i danzatori abitano la spiaggia, il centro storico e gli angoli nascosti di Chioggia, passando per il Museo Civico, il Ponte di Vigo e Palazzo Grassi. Un’esplorazione a passo di danza che si conclude all’Auditorium San Nicolò che da anni, prima dell’emergenza sanitaria, propone al pubblico cittadino un programma di grandi appuntamenti di danza. L’appuntamento settimanale in streaming è fissato il venerdì alle ore 18, quando un nuovo video di SCHIUSI i teatri sono vivi verrà pubblicato sui canali Youtube e Vimeo di Arteven nonché su myarteven.it. Dopo Giuliana De Sio a Portogruaro, Alessio Boni a San Donà di Piave, Silvia Gribaudi a Chioggia – preceduti temporalmente dalle anteprime di Alessandro Haber e RBR Dance Company al Toniolo di Mestre – nelle prossime settimane il pubblico incontrerà la compagnia Naturalis Labor al Teatro Tullio Serafin di Cavarzere, Laura Morante al Teatro Comunale di Thiene, Maria Amelia Monti al Teatro Sociale di Cittadella e al Teatro Comunale Ballarin di Lendinara, Chiara Frigo al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco e Paolo Calabresi al Teatro Sociale di Rovigo.

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In arrivo trapianti tra vivi per polmone, pancreas e intestino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 Maggio 2012

Comincerà oggi in Aula alla Camera l’esame, e il voto, di un provvedimento messo a punto dalla commissione Affari sociali per consentire il trapianto di parte del polmone, del pancreas o dell’intestino tra persone viventi, così come già si fa per quelli parziali di fegato e per i trapianti di rene. La proposta è accolta positivamente dal Centro nazionale trapianti, perché, come spiega il direttore, Alessandro Nanni Costa, anche se riguarderà «pochi pazienti l’anno», costituisce comunque una «terapia mirata che per alcuni è indispensabile». Il testo, in due articoli, dovrebbe essere approvato in tempi rapidi, visto che già in commissione ha trovato consenso bipartisan, e prevede di consentire, in deroga al divieto contenuto nell’articolo 5 del Codice civile, di «disporre a titolo gratuito di parti del polmone, pancreas e intestino al fine esclusivo di trapianto tra persone viventi», che risponderà alle stessa disciplina regolamentata per i trapianti di fegato e rene tra viventi, prevedendo l’entrata in vigore della legge il giorno seguente la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Una legge che sarà utile, chiarisce Nanni Costa, in casi specifici e nell’ordine di poche decine l’anno, come nei ragazzi affetti da fibrosi cistica per il polmone, alcune gravi insufficiente intestinali «per cause non neoplastiche» o, per il trapianto parziale di pancreas, per quei diabetici «che non si possono trattare con l’insulina e che per qualche complicata ragione non hanno potuto ricevere un pancreas da cadavere». Di questi ultimi interventi «ne facciamo circa 60-80 l’anno». Bene dunque che «si aggiungano altri strumenti» per intervenire. Diversi centri italiani già autorizzati per lo stesso tipo di trapianto da cadavere (ad esempio sono 5 quelli autorizzati per il trapianto di intestino, di cui solo 3 hanno già iniziato l’attività) sarebbero comunque già «pronti», assicura Nanni Costa, a iniziare con la nuova modalità. «Va detto» puntualizza però «che dopo il via libera a una legge di questo genere sarà necessaria l’emanazione di un regolamento applicativo da parte del Consiglio superiore di sanità e del ministero, così come avvenuto per il trapianto di rene tra viventi».(fonte famacista33)

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