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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘Volkswagen’

Ford – Volkswagen expand their global collaboration to advance autonomous driving, electrification and better serve customers

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

Ford Motor Company and Volkswagen AG today announced they are expanding their global alliance to include electric vehicles – and will collaborate with Argo AI to introduce autonomous vehicle technology in the U.S. and Europe – positioning both companies to better serve customers while improving their competitiveness and cost and capital efficiencies. Volkswagen CEO Dr. Herbert Diess, Ford President and CEO Jim Hackett as well as Argo AI CEO Bryan Salesky announced Volkswagen is joining Ford in investing in Argo AI, the autonomous vehicle technology platform company.Working together with Ford and Volkswagen, Argo AI’s self-driving system (SDS) is the first with commercial deployment plans for Europe and the U.S. Plus, being able to tap into both automakers’ global reach, Argo AI’s platform has the largest geographic deployment potential of any autonomous driving technology to date. Volkswagen and Ford independently will integrate Argo AI’s SDS into purpose-built vehicles to support the distinct people and goods movement initiatives of both companies.Argo AI’s focus remains on delivering a SAE Level 4-capable SDS to be applied for ride sharing and goods delivery services in dense urban areas.Ford and Volkswagen will have an equal stake in Argo AI, and combined, Volkswagen and Ford will own a substantial majority. The remainder will be used as an incentive pool for Argo AI employees. The full transaction is subject to regulatory approvals and closing conditions.
Company leaders also announced Ford will become the first additional automaker to use Volkswagen’s dedicated electric vehicle architecture and Modular Electric Toolkit – or MEB – to deliver a high-volume zero-emission vehicle in Europe starting in 2023.Ford expects to deliver more than 600,000 European vehicles using the MEB architecture over six years, with a second all-new Ford model for European customers under discussion. This supports Ford’s European strategy, which involves continuing to play on its strengths – including commercial vehicles, compelling crossovers and imported iconic vehicles such as Mustang and Explorer. Volkswagen started developing its MEB architecture in 2016, investing approximately $7 billion in this platform. The car-maker is planning to use this platform to build approximately 15 million cars for the Volkswagen Group alone in the next decade.
For Ford, using Volkswagen’s MEB architecture is part of its more than $11.5 billion investment in electric vehicles worldwide – and supports Ford’s commitment to offer its European customers a broad range of electric vehicles while meeting its sustainability commitments.The companies also are on track to deliver medium pickup trucks for global customers, aiming to start in 2022, followed by commercial vans.

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Volkswagen Protects Virtual Key Sharing App with Trustonic Application Protection

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Volkswagen is working with mobile cyber security leader Trustonic to enable customers to use smartphones to access their vehicles, and to securely share their digital car keys to grant access to others via a smartphone app. Volkswagen is using the Trustonic Application Protection (TAP) platform to secure the mobile app and ensure that sensitive information and key transfer requests are securely displayed to, and approved by, a real authenticated user on a trusted device and not by hackers or malware simulating a user or device.
“The smartphone is becoming the vehicle key of the future and our We Connect service is the interface for this today in the new Volkswagen Passat,” comments Alf Pollex, Head of Infotainment and Connected Car at Volkswagen AG. “The user installs the We Connect app on their smartphone which is then authorized via the infotainment system with a Transaction Number. The Mobile Key will be compatible with Android-based Samsung devices. No mobile network connection is required to use the smartphone as a mobile key. All the user needs to do is place the smartphone near the door handle, in the same way as the current keyless locking and starting system ‘Keyless Access’ opens the Passat today. To start the engine, the smartphone is placed in a new compartment with an interface in front of the Passat’s gear knob. It is also possible to send the mobile key to friends or family via the app so that they can also use their smartphone as a key for the car.” By protecting the virtual key application using TAP, Volkswagen is making use of Trustonic’s Trusted User Interface (TUI) feature to securely display information to the user. TUI ensures that only the authenticated user of the device can confirm the key transfer, and to do so safely in isolation from the device’s main operating system during the confirmation.
Learn more about Trustonic solutions for the automotive sector and see how Trustonic Application Protection (TAP) can make your connected car apps simpler, faster and more secure.

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Volkswagen esortata a finalizzare la riparazione di tutti i veicoli interessati dallo scandalo delle emissioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

volkswagenBruxelles. Le autorità per la tutela dei consumatori dell’UE e la Commissione europea hanno inviato una lettera congiunta all’amministratore delegato di Volkswagen con la quale esortano il gruppo a riparare rapidamente tutti i veicoli interessati dallo scandalo del “dieselgate”. Dopo gli incontri con la Commissaria Jourová nel 2016, Volkswagen si era impegnata a riparare tutti i veicoli interessati entro l’autunno 2017. Oggi le autorità per la tutela dei consumatori dell’UE, sotto l’egida dell’autorità olandese per i consumatori e i mercati (ACM), esortano Volkswagen a confermare entro un mese che questo piano sarà mantenuto. Esse chiedono la piena trasparenza su questo processo, inclusa una relazione dettagliata su quanto sia stato fatto e quanto resti ancora da fare. Volkswagen dovrebbe garantire di risolvere qualsiasi eventuale problema successivo alla riparazione, in quanto la Commissione ha chiesto che tutti i veicoli interessati del costruttore siano resi pienamente conformi alle norme di omologazione.
La Commissaria Jourová ha dichiarato: “Sono soddisfatta di vedere che le autorità per la tutela dei consumatori preposte al rispetto del diritto dell’UE sono unite di fronte a Volkswagen e che insistono affinché le nostre richieste siano rispettate. Agendo insieme le autorità per la tutela dei consumatori possono garantire che il diritto dell’UE in materia di consumatori sia rispettato in tutta l’Unione.”
Le autorità della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori attendono un riscontro da Volkswagen in merito ai seguenti punti, ad esempio:
Trasparenza e comunicazione: Volkswagen dovrebbe informare i consumatori individualmente e senza indugio. Volkswagen dovrebbe comunicare ai consumatori informazioni sufficienti per consentire loro di adottare decisioni ben informate. In linea con la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, le informazioni dovrebbero includere:
o i motivi chiari e precisi per cui il veicolo deve essere riparato;
o cosa comporta la riparazione;
o cosa bisogna fare per far riparare il veicolo;
o cosa può succedere o succederà se il veicolo non è riparato;
o in quali Stati membri i veicoli che non sono stati riparati smetteranno di essere considerati conformi e quando.
Informare i proprietari di veicoli di seconda mano e i consumatori che non si rivolgono ai concessionari Volkswagen: Volkswagen dovrebbe massimizzare gli sforzi per informare i consumatori che hanno comprato i loro veicoli o che ne eseguano la manutenzione al di fuori della rete concessionaria Volkswagen (per es. veicoli d’occasione o acquistati direttamente presso gli importatori).
Sostegno ai concessionari durante il processo di riparazione: Sebbene la responsabilità di garantire la conformità di omologazione spetti ai costruttori, nell’ambito della direttiva sulla vendita e sulle garanzie il venditore è responsabile di eventuali difetti al momento della consegna dei beni. Le autorità chiedono a Volkswagen di avvalersi di tutti i mezzi disponibili per agevolare il lavoro dei concessionari.
Le autorità per la tutela dei consumatori chiedono a Volkswagen di rispondere alla domanda entro un mese e di impegnarsi in un dialogo a livello europeo. Spetterà a ciascuno Stato membro decidere il proseguimento dell’azione se Volkswagen non reagirà a questa posizione comune o se non si raggiungerà un accordo. Le autorità possono adottare le azioni appropriate alle circostanze locali, compresa un’azione di esecuzione laddove necessario.

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Scandalo del Dieselgate che ha coinvolto Volkswagen

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

volkswagenChe fine hanno fatto i mille controlli annunciati a Porta a Porta dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, nel lontano 24 settembre 2015? Che fa il Governo? Perché non si fa una commissione d’inchiesta anche in Italia? Perché il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non sta verificando se quanto accettato dall”autorità di omologazione tedesca, che ha dato il via libera al richiamo delle autovetture Volkswagen coinvolte nel Dieselgate, è compatibile con i parametri di legge e con le prestazioni promesse agli acquirenti italiani al momento della vendita? Perché non si sono mai convocate tutte le parti a Palazzo Chigi? Perché non c’è stato né un commento di Delrio nè un tweet del Premier Renzi sull’accordo raggiunto negli Stati Uniti?” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“E vero che in Europa i veicoli coinvolti sono circa 8,5 milioni rispetto ai 482mila del mercato americano, ma la sproporzione di trattamento tra americani ed europei è tale da non poter essere spiegata se non con una vergognosa disparità di trattamento. Con 14,7 mld di dollari si potevano indennizzare gli europei con oltre 1560 euro a vettura. Non molto, ma certo meglio del nulla attuale!” ha concluso Dona.

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Volkswagen: indennizzare i clienti europei

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2016

volkswagenAnche l’Unione Europea, tramite la commissaria al mercato interno Bienkowska, interviene sul Dieselgate, invitando Volkswagen a indennizzare i consumatori europei che hanno subito danni, alla pari di quanto la stessa azienda ha previsto negli Usa. Per Adoc la disparità di trattamento con i consumatori americani è insostenibile e ingiustificabile.
“Negli Usa Volkswagen ha previsto un ottimo accordo per i consumatori americani, ma in Italia e in Europa le richieste dei clienti danneggiati sono rimaste ingiustamente inascoltate – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – pertanto apprezziamo l’intervento in merito dell’Unione Europea, che ora deve fare pressioni sulla compagnia tedesca per far ottenere il giusto risarcimento dei danni subiti ai clienti. La disparità di trattamento riservata ai consumatori italiani e del resto d’Europa rispetto ai consumatori statunitensi è lampante, demoralizzante e ingiustificabile. I clienti americani riceveranno un indennizzo tra i 1.000 e i 7.000 dollari, pari a oltre 6.000 euro, oltre all’opzione di vendere la propria auto a Volkswagen e terminare in anticipo il leasing. In più la stessa casa automobilistica finanzierà un programma contro l’inquinamento. Questo è il tipo di accordo che deve essere stipulato anche in Italia, una soluzione che tutela e risarcisce veramente i clienti e i cittadini danneggiati.”
Negli Usa Volkswagen pagherà fino 7.000 dollari a ognuno dei proprietari di auto diesel negli Stati Uniti, darà loro l’opzione di vendere alla stessa casa la propria vettura e di terminare il leasing in anticipo, e infine finanzierà un programma contro l’inquinamento nell’ambito del piano da 15 miliardi di dollari per risolvere lo scandalo Dieselgate.

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Accordo da 15 mld in Usa per Dieselgate: snobbati italiani ed europei

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2016

volkswagenVolkswagen avrebbe acconsentito al pagamento di circa 15 miliardi di dollari per risolvere la disputa sullo scandalo delle emissioni diesel negli Stati Uniti. “E’ vergognoso. L’Italia e l’Europa pagano lo scotto di non avere una vera class action con danno punitivo, ecco perché la Volkswagen sta snobbando sia gli italiani che gli europei, come se fossero cittadini di serie B rispetto agli americani” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Chiediamo che il Governo convochi immediatamente Nordio per concordare un equo risarcimento anche per gli italiani e che vengano concluse al più presto le famose verifiche promesse da Del Rio per accertare se quanto accettato dall”autorità di omologazione tedesca sia compatibile con i parametri di legge e che le prestazioni siano quelle promesse al momento della vendita” conclude Dona.

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Volkswagen: Fatturato e prospettive future dopo il ‘dieselgate’

Posted by fidest press agency su martedì, 3 maggio 2016

volkswagen“Sebbene lo scandalo sulle emissioni abbia segnato il gruppo Volkswagen, il rapporto relativo ai guadagni del 2015 indica che la compagnia mantiene una posizione piuttosto solida nonostante il colpo finanziario subito. Anche se le vendite unitarie sono diminuite di circa il 2%, il fatturato ha visto un incremento del 5%, aumentando fino a 213,3 miliardi di euro.
Le prospettive per il resto del 2016 sono abbastanza positive, sostenute in gran parte dalle forti vendite in Cina, il principale mercato di Volkswagen, e in Europa occidentale. Nel breve e medio termine, la strategia rinnovata di Volkswagen ha portato l’azienda sulla strada del recupero. La casa automobilistica sta lavorando a una nuova immagine come fornitore di sostenibilità, aumentando il focus sull’elettrificazione del proprio portafoglio. La modularità continua a rappresentare la pietra angolare delle sue operazioni, con la piattaforma MEB (Modularer Elektrik Baukasten) alla base di questo cambiamento. Ciò consentirà all’azienda di rispondere più efficacemente alle richieste del mercato. Si prevede che la prima serie di automobili MEB sarà lanciata entro la fine del decennio. Inoltre, Volkswagen sta lavorando per espandere il proprio portafoglio SUV; è probabile che ogni segmento avrà un derivato SUV che aiuterà a dare slancio alle vendite, specialmente in Europa e nei mercati emergenti. In linea con altre case automobilistiche, anche Volkswagen sta passando ai servizi di mobilità e cercherà di monetizzare questo cambiamento attraverso la digitalizzazione e la connettività. Il gruppo ha aumentato i fondi messi a disposizione per il “dieselgate” fino a 16,9 miliardi di euro. Questo cuscinetto finanziario sarà utile in caso fosse necessario un esborso maggiore per gestire i motori diesel coinvolti, i riacquisti e i rischi legali.”

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Volkswagen: Prospettive future dopo l’accordo raggiunto

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 aprile 2016

Volkswagen“Questa settimana il Gruppo Volkswagen ha raggiunto un accordo con le autorità statunitensi prima dell’udienza. Il giudice distrettuale Charles Breyer ha dichiarato che un percorso generale è stato stabilito. Ciò includerà un piano di compensazione cliente con il governo degli Stati Uniti. In totale sono stati accantonati 1 miliardo di dollari; le specifiche devono ancora essere communicate, dato che i versamenti possono variare a seconda del livello di rilavorazione richiesto, ma una notevole quantità di questo stanziamento rischia in realtà di essere utilizzata da VW per riacquistare le auto coinvolte. Anche se questo è un passo nella giusta direzione per mitigare i danni dello scandalo sulle emissioni, le vendite negli Stati Uniti sono molto rallentate, con una caduta del 5,7% circa nel primo trimestre dell’anno. Tuttavia, le vendite statunitensi nel loro complesso rappresentano solo il 10% delle vendite del Gruppo. Al contrario, la Cina, il più grande mercato di VW, rappresenta quasi il 40% delle vendite del Gruppo, e il primo trimestre del 2016 ha visto una crescita del 6,4% nel mercato cinese. La prospettiva più ampia è più positiva in quanto le vendite globali sembrano essersi stabilizzate. I dati del primo trimestre dell’anno rivelano un piccolo incremento di circa l’1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.”

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Dutch Settlement Foundation Seeks to Resolve Securities Claims both for the Benefit of Volkswagen and its Investors

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2016

amsterdamAmsterdam – The disclosure that Volkswagen installed devices to circumvent mandatory emissions regulations for its diesel engines has caused the Company’s shareholders and bondholders to suffer billions of euros in losses. The Volkswagen Investor Settlement Foundation (“the Foundation”) provides a non-litigation and no cost vehicle for Volkswagen investors worldwide to recover damages incurred on Volkswagen securities pursuant to the Dutch Collective Settlement Act.The Dutch Collective Settlement Act enables parties to resolve international disputes by allowing a Dutch foundation representing investors worldwide and the company to jointly petition the Amsterdam Court of Appeals to approve a settlement providing for payment to investors and a release of claims against the company. Investors who are not satisfied with the settlement can opt out and are not bound. By joining the Volkswagen Investor Settlement Foundation as a participant now, investors protect their interests and demonstrate their support for settlement negotiations between the Foundation and VW, without any costs, obligations or risks. On January 5, 2016, the Honorable Charles R. Breyer of the U.S. District Court for the Northern District of California, the federal judge presiding over the litigation involving consumer and securities actions across the United States arising out of the emissions cheating scandal, appointed the Foundation’s US legal counsel Bernstein Litowitz Berger & Grossmann LLP (“BLB&G”) as sole Lead Counsel in the class action involving Volkswagen’s ADRs. Shortly thereafter, BLB&G worked with the former President of the Enterprise Chamber of the Amsterdam Court of Appeals, the Honorable Huub Willems, to establish the Volkswagen Investor Settlement Foundation to use the Dutch Collective Settlement Act (the “Act”) to recover investor losses on Volkswagen securities that were publicly traded outside the United States. The Dutch Collective Settlement Act creates a unique procedural device, similar to a US class action settlement, to resolve mass claims and group litigation. The Act has been successfully used to settle numerous cases against Dutch companies such as Royal Dutch Shell. In the groundbreaking effort led by BLB&G to recover losses sustained by investors in Swiss reinsurance group SCOR/Converium decision, the Amsterdam Court of Appeals held that the Act can also be applied to resolve securities claims of non-Dutch investors against a non-Dutch company. Pursuant to various European treaties, the Dutch court’s SCOR/Converium decision—and any similar decision in the VW matter—is enforceable throughout the European Union and various other European nations.Procedurally, the Dutch Collective Settlement Act allows a defendant and a foundation, led by a Board and supported by representatives of the broader investor class, to jointly petition the Amsterdam Court of Appeals for approval of a settlement. After notice to all investors, the Court will review the merits of the proposed settlement and, if approved, institute a settlement binding on all investors who do not exercise their rights to opt-out of the settlement. Investors who do not opt out receive payment and the defendant receives a release of claims. Investors who have opted out remain free to pursue their individual claims.The Volkswagen Investor Settlement Foundation represents investors who purchased or held VW ordinary shares, preference shares, bonds or other publicly traded securities during the period April 23, 2008 to January 4, 2016 and who suffered losses on those securities due to the emissions scandal. The Foundation is governed by the Dutch claimcode and led by a very strong Board, consisting of the Honorable Huub Willems, Prof. dr. Jean M.G. Frijns (former chief investment officer of the ABP pension fund and former Chairman of the Supervisory Board of Delta Lloyd), Prof. dr. mr. Frans van der Wel (part-time member of the Enterprise Chamber of the Amsterdam Court of Appeals and former chair of the Netherlands Institute of Chartered Accountants), and Rob Okhuijsen (co-author of the Dutch governance code for claim foundations). The Supervisory Board consists of Ben Knüppe (Court-appointed Trustee in Bankruptcy for DSB Bank N.V. and former Chief Exective Officer of Dexia Bank Nederland), Hans de Munnik (part-time member of the Enterprise Chamber of the Amsterdam Court of Appeals and former chair of the Dutch Accounting Standards Board), and Prof. dr. Astrid Stadler (professor of law at Konstanz University in Germany and former professor of comparative mass litigation at Erasmus University in the Netherlands). The Foundation has retained BLB&G as US Counsel and the international law firm of Allen & Overy LLP as Dutch and German Counsel.
The Foundation is committed and focused on securing a favorable settlement with VW and obtaining Court approval for settlements covering all publicly traded VW securities, including equity and fixed income securities. The Foundation recommends that institutional investors who purchased or held VW securities during the period April 23, 2008 to January 4, 2016 join the Foundation by signing a participation agreement. Becoming a participant in the Foundation is non-exclusive and entails absolutely no cost to investors. Further, investors who join the Foundation will not be pursuing any formal litigation or be exposed to the potential burdens associated with formal litigation.

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Emissioni autoveicoli: approvati mandato e membri della commissione d’inchiesta

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2016

volkswagenIl Parlamento europeo, con la votazione di giovedì, ha nominato i 45 membri della commissione d’inchiesta sulla violazione delle norme comunitarie in materia di prove di emissione auto dei costruttori di automobili. La commissione indagherà, inoltre, sulle presunte carenze degli Stati membri e della Commissione nel far rispettare le norme UE. Entro 6 mesi dall’inizio del suoi lavori, la commissione presenterà una relazione intermedia e, entro dodici mesi, quella finale.I deputati hanno approvato la composizione della commissione d’inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico (EMIS) che si riunirà per la prima volta a febbraio per nominare il presidente e i -co-presidenti.La commissione indagherà:
• sul presunto inadempimento da parte della Commissione dei cicli di prova utilizzati per misurare le emissioni;
• sulla presunta mancata adozione, da parte della Commissione e delle autorità degli Stati membri, di misure appropriate ed efficaci per sorvegliare e rendere effettiva l’applicazione dell’esplicito divieto dell’uso di “impianti di manipolazione”;
• sulla presunta omissione, da parte della Commissione, della tempestiva introduzione di prove che riflettano le condizioni reali di guida;
• sulla mancata introduzione, da parte degli Stati membri, di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive applicabili ai costruttori per le violazioni delle disposizioni del regolamento, e
• sulle informazioni per appurare se la Commissione e gli Stati membri disponevano di elementi di prova dell’uso di “meccanismi di manipolazione” prima dell’avviso di violazione emesso del 18 settembre 2015.

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Expert comment on Volkswagen losing market share in Europe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2015

Expert comment on Volkswagen losing market share in Europe Sebastiaan Van Doorn, of Warwick Business School, is an Assistant Professor of Enterprise and has researched the management structure at Volkswagen.Dr Sebastiaan Van Doorn said: “As expected Volkswagen’s market share has declined, but only marginally considering the extent of the scandal and the associated media coverage. While Volkswagen retains its strong position in the European market it will be interesting to see how its US market share is affected at the end of the year. While Volkswagen historically can rely on a large loyal customer base in the EU, these ties are much less established in the US.”At the same time, car makers in the European market continue to find themselves in a whirlwind of ambiguous regulations for years to come as the EU Parliament has just rejected the plea of the car makers to relax emission standards for diesel cars up to 2020. This institutional uncertainty presents all car makers focusing on the European market with much larger problems than those associated with the current marginal slumps in sales figures.”While it is commendable that the EU is making a calculated attempt to come to a fairer representation of emissions, through the new testing system announced for 2017. These efforts can only be welcomed if accompanied by clear guidelines that allow car makers to plan ahead with the development of new models and the associated R&D expenditures.”

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VOLKSWAGEN: Centraline truccate, per 700mila automobilisti italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2015

volkswagenSi va delineando la strada giudiziaria da intraprendere perché i possessori di modelli Volkswagen e di altre case automobilistiche su cui negli ultimi sei anni sono stati montati motori diesel per mascherarne le emissioni oltre i limiti di legge, possano ottenere un adeguato rimborso danni: casistica e esiti passati ci dicono che occorre ricorrere alle ordinarie azioni legali. E non alla Class Action, percorso lungo e ad alto rischio per questo genere di rivalse, che potrebbe condurre verso una seconda beffa.
Certo, i numeri farebbero pensare che l’azione comune, intrapresa da tanti danneggiati, possa produrre risultati migliori. Ma non è così. In tutto il mondo, sono almeno 11 milioni le vetture richiamate dalla casa produttrice, perché gestite da un software della centralina di controllo truccato per eludere i veri livelli di gas dei motori diesel a 4 cilindri: solo in Italia, ha detto di recente in audizione alla Camera il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, questa «truffa riconosciuta» coinvolge 709.712 automobili. Con il piano dei ritiri che si concluderà con la fine di novembre. Secondo i comunicati ufficiali della Volkswagen, degli 11 milioni di vetture coinvolte, circa 5 milioni sarebbero automobili con marchio Volkswagen, 2,1 milioni Audi, 1,2 milioni Skoda e 1,8 milioni veicoli commerciali. Le auto interessate sono quelle che montano i motori EA 189, comunemente noti come TDI. Subito dopo scoppiato lo scandalo, la stessa Cancelliera, Angela Merkel, ha chiesto “piena trasparenza” sulla vicenda che sta mettendo in ginocchio il colosso di Wolfsburg e rischia di trascinare in basso l’economia tedesca. Volkswagen ha detto a più riprese, anche per voce del capo del brand Vw del marchio Herbert Diess, di essere al lavoro per trovare una soluzione, sebbene ancora non si sa quale sarà la linea d’azione. È presumibile che si interverrà non solo sul software ma anche sul sistema di iniezione, aggiornando l’impianto e pulendo l’intero insieme: difficilmente si procederà con interventi complicati, come, per esempio, il montaggio di sistemi di post trattamento dei gas di scarico. Intanto, tutti i possessori di automezzi (VW, AUDI, SKODA SEAT) Euro 5 possono verificare se il proprio mezzo è coinvolto: basta prendere il numero di telaio, andare sul sito della casa madre e inserirlo nell’apposita “finestra” on line. Il consumatore capirà se è interessato o meno.
A tutela dei consumatori, ha deciso di scendere i campo anche Marcello Pacifico, presidente Anief,ilsindacato più agguerrito dei docenti, che dal 2008 ha vinto più di 50.000 ricorsi. Perché, mentre per la casa automobilistica Volkswagen sarebbe imminente una maxi-multa, si stima di oltre 18 miliardi di dollari, le vere proporzioni del danno subito dalla casa produttrice che hanno montato centraline truccate si avranno solo quando sarà chiaro il quadro delle azioni legali che verranno intraprese in tutto il mondo.
“Dopo lo scandalo scoppiato nella passate settimane – dichiara il presidente Anief – il consumatore ha compreso di trovarsi in possesso di una vettura di minor valore rispetto a quella pagata alla casa madre, a causa dell’abbassamento delle prestazioni o addirittura del declassamento della categoria Euro. Da tale situazione, inoltre, è derivata una concreta svalutazione dei mezzi nelle eventuali trattative di rivendita a terzi, con incidenza diretta e negativa sul patrimonio dei proprietari delle autovetture. Quindi, ci troviamo dinanzi ad un danno economico tangibile, che va certamente risarcito da chi l’ha determinato. Bisogna tuttavia fare attenzione a come chiedere il rimborso”, sottolinea Pacifico. In Italia, le principali associazioni dei consumatori e studi legali stanno pensando di mettere in campo azioni legali nei confronti della Volkswagen per ottenere rimborsi e risarcimenti: alcune hanno attivato delle Class Action, al fine di ottenere in un unico processo il risarcimento del danno subito dai cittadini danneggiati dal medesimo fatto. In realtà, è utile chiarire come la Class Action, istituto di derivazione anglosassone, è in pratica un’azione legale condotta da uno o più soggetti che intraprendono una soluzione comune relativa ad fatto, con effetti per tutti i componenti presenti e futuri della classe, del gruppo. Con l’avvio della Class Action, però, il giudice deve solo stabilire se l’impresa vada condannata: in un secondo momento, fisserà le modalità per determinare gli importi dovuti e la procedura per attribuire il rimborso ad ogni singolo cittadino.
Dalla causa collettiva si deve passare quindi, in ogni caso, a stabilire i rimborsi individuali: questo passaggio deve essere gestito da una Camera di Conciliazione, la quale dovrà poi essere costituita presso il tribunale che si occupa della causa. Si tratta di una procedura complessa e anche portatrice di margini di rischio di fallimento, considerato che chi la promuove può essere “stoppato” dal tribunale (per inammissibilità) e rischiare la condanna alle spese.
A confermarlo sono gli esiti delle procedure di Class Action portate avanti sinora dalle associazioni di consumatori, su questo genere di ricorsi: dall’entrata in vigore del decreto legislativo 140/2006 che le ha introdotte in Italia, su 50 procedure ammesse, solamente due hanno fatto ottenere ai ricorrenti i risarcimenti. Ha, invece, molte più probabilità di riuscita il ricorso alle ordinarie azioni legali, per ottenere il risarcimento dei danni subiti di fronte al giudice civile. E per chiedere l’integrale ristoro dei danni subiti.
‘Radamante’ chiarisce come vuole procedere. Ad oggi si delineano tre filoni di azione: 1) Penale, per poi costituirsi parte civile ed ottenere i danni; 2) Class-Action; 3) Azione degli azionisti. Prima di tutto occorre capire quale sia effettivamente il danno arrecato ai possessori degli automezzi coinvolti: di certo, i proprietari delle automobili manomesse sono in possesso di un’automobile che consuma di più di quanto dichiarato e non in linea con gli standard di emissioni consentiti. Detto ciò, limitandoci alla posizione dei proprietari e possessori di autovetture coinvolte, riteniamo che l’azione penale rischia di diventare lunga e dispendiosa. È vero che il proprietario del mezzo potrebbe avere un interesse ad una condanna esemplare, ma i tempi per ottenere poi il ristoro economico si allungherebbero. E di molto.
Si aggiunga, inoltre, che ‘Radamante’ per fornire la migliore assistenza metterà a disposizione sia il modello di diffida sia i consulenti di parte, che quantificheranno ex ante il danno subito. Inoltre, la stessa associazione metterà a disposizione dei consumatori una scheda rilevazione dati da far sottoscrivere all’officina autorizzata dopo l’aggiornamento del Software.
Il primo consiglio di ‘Radamante’ è quello di non firmare alcuna rinuncia ad azioni legali ovvero di altri documenti poco chiari, che le concessionarie potrebbero sottoporre al momento della convocazione in officina per l’annunciata campagna di richiamo dell’automobile. Nel frattempo, l’associazione tutelerà i consumatori e fornirà ampia tutela legale, mettendo a disposizione, nel breve periodo, sia il modello di diffida sia una scheda da far compilare e sottoscrivere alle officine autorizzate incaricate del ritiro del mezzo. I legali Anief, Walter Miceli, Fabio Ganci e Giovanni Rinaldi, hanno già studiato il caso e predisposto il piano per il contenzioso. Sempre con ‘Radamante’.

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Volkswagen’s UK sales falling

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2015

wolkswagen groupExpert comment on Volkswagen’s UK sales falling Christian Stadler, of Warwick Business School, is a Professor of Strategic Management, and studies the car industry.Professor Christian Stadler said: “Although VW saw sales fall by 6% that is not quite as dramatic as many observers had expected. The picture in the US was better for VW as sales actually increased slightly by 0.24% but their rivals’ sales grew substantially during the same period. Overall the picture is not as bad as some had predicted and suggests that Volkswagen customers care about the efficiency and cost effectiveness of their car, but not its environmental impact. In contrast, during the Brent Spar controversy in 1995 Shell’s sales went down by 60 or 70 per cent in Germany – we have not seen such a dramatic fall for VW.”A big question that arises from the emissions scandal for VW in the long-run is whether regulations will change and make running diesel cars more expensive? If the answer is yes, then VW has a big problem, especially as it has found problems with its CO2 emissions now as well. Diesel engines help keep VW’s CO2 emissions below the overall level permitted for fleets of cars sold in Europe, but if they become too expensive for customers because of any new regulations tackling nitrogen oxide levels, then VW will have to change its product strategy.”This scandal has become more expensive than expected for VW and new CEO Matthias Mueller could become embroiled in it as well. He came from Porsche untainted to make a fresh start, but if it is proven that Porsche also used defeat devices the pressure will grow on him.”

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Volkswagen Group Sales to Fall by 2-4 Percent by 2020

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

volkswagenLondon, UK – 28th October 2015 – Volkswagen’s (VW) concession of corporate malfeasance in circumventing Environmental Protection Agency (EPA) testing in the U.S. has sent the global automotive industry into a tailspin. This webinar examines the fallout from the emission scandal and its impact on the Volkswagen group, as well as the wider automotive ecosystem. “As an immediate impact of the scandal, Volkswagen Group sales are expected to fall by 2-4 percent by 2020,” outlines Frost & Sullivan Automotive and Transportation Senior Research Analyst, Arun Chandranath. “There will be a significant push towards alternate powertrains from both the industry and the consumer. Hybrids will be the strongest benefactor segment, owing to their advantage of being independent from a charging infrastructure and the availability of strong products in the market today.” This webinar will benefit the entire automotive value chain including original equipment manufacturers (OEMs), Tier 1 and Tier 2 suppliers, financial service providers, regulatory bodies, independent testing organisations, technology solution providers, telematics providers and a whole host of industry participants looking to understand the current position of Volkswagen and the implications of the scandal. With the “clean diesel” image taking a hit, we expect a significant push towards alternate powertrains from both the industry and the consumer,” notes Frost & Sullivan Program Manager, Shwetha Surender. “Globally harmonized test procedures will be a vital strategy to implement globalized test standards to ensure standardized emission and fuel testing for all OEMs and thus regain consumer trust.”

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8 Ways Volkswagen Can Regain Their Customers’ Trust

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2015

london-centralLondon, UK. Volkswagen’s concession of corporate wrongdoing in circumventing EPA (Environmental Protection Agency) testing in the U.S. has sent the global automotive industry into a tail spin and substantially pushed back developments in clean diesel technology and internal combustion engines (ICE) by years. The immediate impact of this crisis goes beyond Volkswagen and the U.S. reaching OEMs, many component suppliers, dealerships, regulatory authorities and testing agencies.
To sign up for the full insight on Frost & Sullivan’s strategies on the crisis surrounding Volkswagen, Frost & Sullivan proposes the following eight strategies Volkswagen can utilise to regain consumer trust, fuel sales volumes and develop sustainable revenue growth opportunities:
1. Focus on emerging markets
2. Position hybrid and electric powertrain as priorities
3. Focus on passenger safety
4. Position the company as a pioneer in sustainable mobility and synthetic fuels
5. Treat connected cars as a basic and major focal point
6. Bring Audi, Porsche, and other brands to the fore
7. Increase focus of commercial vehicle business
8. Conduct rigorous voluntary emission testing and certification
“The Volkswagen crisis could have far-reaching implications for the future of diesel powertrain, resulting in even more stringent regulations and higher investment costs,” said Frost & Sullivan Automotive & Transportation Senior Research Analyst Arun Chandranath. “Costs for carmakers to comply with emissions requirements could rise and consumers could be turned off by diesel cars.” The automotive industry was prepared for an anti-diesel sentiment with the shift in new technologies making them more efficient and environmentally friendly than some gasoline vehicles. Auto regulators have been more focused on climate change and greenhouse emissions than concerned for public health and air quality. Regulators are under immense pressure to ensure higher standards and to restore credibility. “Recovery will not be easy for the world’s largest auto manufacturer, however transparency and communication is essential for Volkswagen to win back the market and consumer trust,” concludes Chandranath. “Volkswagen’s recovery is critical for the overall health of the automotive industry. Currently, Volkswagen is standing trial, but everyone’s future is at stake.” Frost & Sullivan’s Intelligent Mobility (http://www.automotive.frost.com) Growth Partnership Service program provides detailed market opportunities and industry trends evaluated following extensive interviews with market participants.

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Volkswagen blocca le vendite in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2015

volkswagenCon una lettera inviata a tutti i concessionari Volkswagen, l’amministratore delegato della filiale italiana, Massimo Nordio, ha chiesto lo stop sulla vendita di circa 40mila auto in Italia, come misura precauzionale.
“Giusto, è un’iniziativa che apprezziamo. Ma apprezzeremmo ancor di più se, in caso di valori non conformi a quanto dichiarato al momento della vendita, la Volkswagen, fin da ora, si impegnasse a non opporsi in sede legale, nel caso l’acquirente chiedesse la risoluzione del contratto di acquisto” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

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VW Risks its $31 billion Brand and Germany’s National Reputation

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2015

wolkswagen2Recent revelations that, at the time of writing, as many as 11 million diesel vehicles may have been fitted with software designed to deceive emissions testers, have dealt a hammer blow not just to Volkswagen’s reputation but potentially to the entire German nation brand. David Haigh, CEO of brand valuation and strategy consultancy Brand Finance, gives his view on the scandal that has sent shockwaves around the world.“At Brand Finance’s last calculation VW’s brand value stood at just over US$31 billion, making it the world’s 3rd most valuable auto brand. It appeared to be motoring ahead, brand value having increased from just over US$27 billion in 2014. The developments of the last few days will undoubtedly send this trend into reverse, resulting in $10 billion in lost brand value. The apparent ease with which the company’s activities were uncovered makes it all the more astonishing that VW was willing to endanger its most valuable asset. Rather than ‘Das Auto’, VW’s motto might be more appropriate if changed to ‘Crass Auto’.
“Toyota, the world’s most valuable auto brand, suffered significant reputational and brand damage following a series of recalls over mechanical issues from 2009 to 2011. This was reflected in its brand value. After reaching a peak of US$27.3 billion in 2010, it dropped to US$26.2 in 2011 and further to $24.5 in 2012. It did not exceed the previous peak until 2014, when brand value was US$34.9 billion, increasing slightly to US$35 billion this year.“On first assessment it appeared that Volkswagen might escape such severe brand damage. Toyota’s errors led directly and visibly to fatal accidents while Volkswagen’s alleged activity may also pose a threat to life, but in a less immediate way. However as the scale of the deception has emerged over the last few days it is beginning to look as though VW may face a crisis on an unprecedented scale.
“The cost of recalls and fines could be far more significant than those Toyota faced, whilst the apparently deliberate nature of VW’s actions compounds the impact on its credibility. Its sins of emission are sins of commission. This sits particularly badly with Volkswagen’s brand identity which is founded on reliability, honesty, efficiency (both efficiency of production and fuel economy) and more recently for environmental friendliness via models such as the Polo Bluemotion and XL1. Brand Finance therefore estimates that as much as $10 billion has already been wiped off the value of the brand.
“The very future of the VW brand is in doubt. To have any chance of recovery, VW must investigate the source of the supposedly nefarious activity and if it is confined to a particular division or series of ‘bad apples’ then to clearly communicate that fact to avoid contagion. It must ensure that this type of activity cannot take place again and through multiple communication channels, from official statements to advertising campaigns, continue to emphasise the brand’s green credentials and commitment to mitigating the effect of the industry on the environment.

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Volkswagen e controlli costosi

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2015

volkswagenI controlli a campione che, giustamente, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, intende fare sulle auto Volkswagen, costeranno circa 8.000 euro ad auto, per un totale di 8 milioni di euro. “Il Governo deve chiedere i soldi alla Volkswagen! Non è giusto che paghi il contribuente italiano. Siamo soddisfatti che il ministro Del Rio abbia accolto la richiesta dell’UNC di fare verifiche in Italia, visto che certo non potevamo fidarci di quelle fatte in Germania, ma i controlli devono essere pagati dai tedeschi, non certo gli italiani” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ ovvio che in caso di centraline truccate, scatterebbe addirittura il diritto al risarcimento del danno, per i consumatori. Ma la Volkswagen, anche se i veicoli italiani risultassero puliti, deve comunque farsi carico dell’onere finanziario legato ai controlli, visto che vengono fatti per colpa loro” ha proseguito Dona.
“Nel caso di auto italiane truccate, poi, il consumatore si troverebbe una vettura di minor valore. Da qui il diritto al risarcimento. Senza contare che, in prospettiva, in regioni come la Lombardia, dove si pagano ticket d’ingresso, ad esempio in Area C a Milano, o i veicoli più inquinanti hanno già oggi limitazioni alla circolazione nel periodo di accensione del riscaldamento, tra qualche hanno potrebbe esserci danni ancora maggiori, nel caso di un ulteriore giro di vite” ha proseguito Dona.

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Scandalo Emissioni: Quale impatto per gli OEMs?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2015

“La Volkswagen ha ammesso di aver manipolato i test per le emissioni di alcuni modelli diesel facenti parte del gruppo e presenti sul mercato americano. Sembrava un brutto colpo per la casa di Wolsburg, ma tutto sommato circoscritto ad un mercato che storicamente non è mai stato quello di punta (soltanto il 6% del fatturato del gruppo proviene dal mercato USA). E invece no. A meno di ventiquattro ore dal primo annuncio ecco che lo scandalo travolge anche i mercati storici per VW. Si parla ora di cifre ben più ingenti, circa 11 milioni di vetture coinvolte e multe colossali per il gruppo, oltre che a possibili cause penali negli States. L’impatto nel breve termine è chiaro per Volkswagen: grosse perdite economiche, ma soprattutto una perdita di credibilità nei confronti dei consumatori che ora ci penseranno due volte prima di acquistare una nuova auto del gruppo tedesco. Specialmente negli Stati Uniti, i consumatori interessati alle auto VW hanno sempre visto questo brand come “eco-friendly” e reputato il gruppo tedesco come uno di quelli più coinvolti nelle politiche anti-inquinamento. Bisognerà capire come riconquistare la fiducia della gente, e le ammissioni e scuse senza cercare alibi del CEO Winterkorn sono il primo passo. Ma non può essere l’unico… Ma ora la questione sta avendo ripercussioni anche sugli altri produttori di veicoli, primi fra tutti gli altri due gruppi tedeschi, BMW e Daimler. I rispettivi uffici stampa si sono subito affrettati nel pubblicare comunicati stampa volti a rassicurare i loro clienti e della loro totale estraneità ai fatti del gruppo Volkswagen. Sarà sufficiente? Difficile dirlo, ma di sicuro l’immagine negativa prodotta da questo scandalo fa scattare nelle menti di tutti il dubbio che Volkswagen non sia l’unico gruppo ad adottare o ad aver adottato questi trucchi per passare i test per le emissioni, soprattutto nel mercato americano dove gli standard sono molto più rigidi che in Europa (31mg NOx contro 80mg in EU). Ciò che risulta evidente da questo scandalo, che è ben lontano dal risolversi, è che tutta l’industria automobilistica deve porsi nuove questioni da affrontare, prima fra tutti quella relativa a degli standard comuni e a livello globale per le emissioni. Questo ovviamente avrebbe ripercussioni su tutti gli OEMs ma quantomeno i consumatori vedrebbero un reale impegno dei produttori auto nel combattere l’inquinamento e le politiche del raggiro.”

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Volkswagen e Lufthansa. Cosa ci aspettiamo

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

VolkswagenPensiamo riguardo due aspetti significativi che hanno coinvolto l’immagine che ci siamo sempre fatta della Germania:
a) La compagnia Germanwings (Lufthansa) ha subito un incidente, il 24 marzo 2015, quando un Airbus A320 e’ precipitato in Francia, causando la morte delle 150 persone a bordo. Responsabile e’ stato il copilota Andreas Lubitz. Follia, sembra. L’amministratore delegato della Lufthansa e di Germanwings, Carsten Spohr, dichiaro’: “Per la Lufthansa la sicurezza è al primo posto” e aggiunse “I piloti della Lufthansa si sottopongono a controlli medici annuali, ma non a valutazioni psicologiche specifiche.”
b) La United States Environmental Protection Agency (EPA) ha comunicato, venerdì 18 settembre 2015, che la casa automobilistica Volkswagen ha illegalmente installato un software di manipolazione, progettato per aggirare le normative ambientali sulle emissioni di NOx e di inquinamento da gasolio. Sono coinvolte ben 11 milioni di vetture. L’amministratore delegato, Martin Winterkorn, ha chiesto scusa.
Incredulita’, stupore, indignazione, propositi di verifiche in Europa, sanzioni attese, ricorso alla class action annunciata, ecc. Gia’, ma la prima cosa da fare e’ dimettersi.
Lo ha fatto Spohr? No. Lo ha fatto Winterkorn? Ancora no. Ci aggiungiamo che coloro che dovevano e devono dimettersi sono anche altri responsabili. La catena e’ lunga. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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