Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

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Il consenso che forma la volontà degli elettori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

Stando agli eventi di questi ultimi anni, in tema di affari di politica, si ha netta l’impressione che la democrazia stia perdendo significato. L’humus profondo è dato dall’atteggiamento del corpo elettorale nel suo insieme e dal modo come percepisce i segnali che provengono da fatti e circostanze della vita che in qualche modo riguardano la politica e il suo modo di porsi al cospetto di tali circostanze. A volte sono paure che sanno d’antico come quella delle immigrazioni, le scorrerie dei barbari e le violenze che si accompagnavano e sembrano riaffacciarsi crudamente da qualche fatto di cronaca nera che coinvolge uno straniero.
Questi stati d’animo hanno una loro valenza se alla fine esprimono un consenso o un dissenso in chiave elettorale. Gli esperti lo definiscono in vario modo come consenso interiorizzato, che si fonda sui valori, in consenso accordo, che si fonda sugli interessi, consenso conformità che nell’indifferenza accetta di seguire il comportamento della maggioranza e consenso di necessità che è condizionato dalla paura. In quest’ultimo caso noi ci troviamo nella stessa condizione di chi alle grida manzoniane dell’untore va a caccia delle “streghe”. Risveglia in noi un sentimento irrazionale incontrollato e incontrollabile che in chiave politica significa esprimere un consenso senza riserve per chi sa attizzare il fuoco da sotto la brace con l’aggiunta di un ciocco.
La domanda che ci giunge spontanea è come si può uscire da questo circolo vizioso se non altro per evitare una nuova forma di “cesarismo”? A mio avviso occorrono iniezioni di certezze a partire dal sistema giudiziario che oggi si vorrebbe, per essere credibile nella percezione popolare, in un iter processuale in tempi brevi e con pene certe e non edulcorate da condoni e prescrizioni. Certezze anche nelle piccole cose come il rispetto del codice della strada.
Vi è poi, non secondo a nessuno, un aspetto culturale per una maggiore consapevolezza della natura e delle condizioni storiche delle diverse culture contro ogni utopia che tende a voler costruire un “mondo unico” attraverso uno sviluppo economico imposto dal di fuori. (Riccardo Alfonso)

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La volontà dei cittadini va rispettata: Voto Subito

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2016

quirinaledi Giulia Grillo e Luigi Gaetti, capigruppo M5S Camera e Senato. Oggi abbiamo portato all’attenzione del Presidente Mattarella tre questioni fondamentali:
1) Renzi, tutto il suo governo e l’intero PD hanno fallito. Questa non è una nostra asserzione ma un’affermazione certificata da 19.419.730 cittadini che hanno votato NO al referendum di domenica scorsa.
2) Qualunque nuovo governo, ancora una volta calato dall’alto, non avrebbe la legittimazione popolare per governare. E in continuità con quello precedente imporrebbe al Paese le solite ricette economiche, a base di lacrime e sangue, a danno di tutti i cittadini. E’ intollerabile che gli italiani debbano subire ancora una volta – impotenti – decisioni economiche che non hanno scelto e che non sono state legittimate dal loro voto.
3) Oggi in Italia ci ritroviamo con due leggi elettorali diverse per Camera e Senato. Una paralisi istituzionale dolosa, generata dall’irresponsabilità di questa classe politica, guidata da Renzi e dal Pd. Una situazione, questa, che il Movimento cinque stelle denunciò già il 26 febbraio 2015, quando i nostri garanti – Grillo e Casaleggio – incontrarono proprio il Presidente Mattarella. Per questo abbiamo chiesto a Mattarella di garantire il percorso istituzionale più rapido per andare al voto, con la legge elettorale che sarà certificata dalla Corte costituzionale nelle prossime settimane.
È impensabile che, di fronte alla sfiducia espressa dai cittadini italiani nei confronti di questa classe politica il 4 dicembre scorso, – e di fronte alla grave situazione economica in cui ci troviamo – questa stessa classe politica possa ancora sprecare tempo e denaro pubblico per ridiscutere una nuova legge elettorale. La quale, visti i precedenti, rischia una nuova pronuncia di incostituzionalità a Parlamento già eletto. Abbiamo ribadito al presidente Mattarella la nostra assoluta contrarietà al conferimento di un nuovo incarico di governo. In attesa che la Consulta si esprima sulla legge elettorale, il Governo dimissionario deve limitarsi ad essere mero strumento regolamentare al servizio del Parlamento e soprattutto della Corte costituzionale.Qualsiasi altra soluzione sarà un tradimento della volontà popolare. Non si può abusare oltre ogni misura della pazienza dei cittadini. La loro volontà va rispettata, non violata. (fonte: blog beppe grillo)

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Non siamo contro Renzi, siamo contro la sua cultura politica

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

angelo_ceraE’ quella che non ha rispetto del Parlamento e toglie sovranità al popolo. Renzi immagina un Parlamento svuotato di ogni potere, dove poter salutare e abbracciare solo parlamentari emiliani e toscani, mentre io l’unico emiliano che voglio abbracciare è Michele, il presidente della Puglia. Questa la dichiarazione dell’on. Angelo Cera al termine del dibattito sulla riforma costituzionale, organizzato dall’UdC a San Nicandro Garganico (Fg). A Renzi non interessano i regionalismi, ma i ‘sindacismi’, ovvero una parcellizzazione del territorio secondo logiche di non rappresentanza della volontà degli elettori, d’altronde chi non è stato eletto non può avere a cuore il voto popolare. Sia chiaro non ci contrapponiamo al governo Renzi ma all’arroganza del premier che vuole spaccare gli italiani e i territori. Per questo diciamo di fermare tutto e di ragionare su basi condivise, evitando un inutile scontro politico e strumentale. (foto: angelo cera)

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Nuovo rapporto GEM: i giovani tra i 18 e i 34 anni hanno un più spiccato spirito imprenditoriale rispetto agli adulti

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2015

produzione-industrialeÈ ufficiale. I giovani sono più dinamici e dimostrano una maggiore volontà imprenditoriale rispetto agli adulti. Secondo il nuovo rapporto “Future Potential – a GEM perspective on youth entrepreneurship 2015” pubblicato il mese scorso dal Global Entrepreneurship Monitor (GEM), i giovani, considerati come gruppo, mostrano livelli significativamente più elevati di volontà imprenditoriale rispetto agli adulti. In tutte e cinque le zone del mondo prese in considerazione, i giovani tra i 18 e i 34 anni hanno 1,6 volte più di probabilità di voler avviare un business in giovane età rispetto a quando sono adulti.Il rapporto ha analizzato i dati raccolti dal 2012 al 2014 e mette in evidenza i diversi motori che spingono i giovani imprenditori e gli elementi che influiscono sul loro successo (o il loro fallimento) in cinque zone geografiche: l’Africa sub-sahariana (SSA); Medio Oriente e Nord Africa (MENA); Asia meridionale e orientale (S&EA); America Latina e Caraibi (ALC) e i paesi di cultura europea (ECC).
Mike Herrington, direttore esecutivo di GEM, spiega le ragioni del focus del rapporto sulla gioventù: “La carenza di opportunità di lavoro, soprattutto tra i giovani, è un grave problema in tutto il mondo. Questa è stata esacerbata dalla crisi finanziaria e dalla recessione economica globale. La promozione dell’attività imprenditoriale tra i giovani è vista come una strategia di sviluppo fondamentale per integrarli nel mercato del lavoro e sfruttare al meglio il loro potenziale per contribuire allo sviluppo economico sostenibile”.Tuttavia, un ostacolo importante per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile è la mancanza di dati affidabili e analisi aggiornate. Il rapporto GEM colma questa lacuna, e permette di approfondire le pratiche imprenditoriali dei giovani di età compresa tra 18 e 34 anni, tenendo in considerazione tre variabili principali: le differenze intergenerazionali, le differenze di genere e le differenze geografiche.
Secondo Thomas Schøtt, Professore presso il dipartimento di Entrepreneurship and Relationship Management dell’Università della Danimarca del Sud e autore principale del rapporto, mentre i giovani in tutte le zone geografiche si sono dimostrati in generale più attivi nell’avviare nuove attività rispetto agli adulti, la ricerca ha scoperto che non tutte le imprese create da giovani sono in grado di generare un numero significativo di posti di lavoro (il 73% dei business gestiti da giovani sotto i 24 anni di età sono imprese individuali). I giovani hanno anche meno probabilità di dirigere le imprese che sono sopravvissute più di tre anni e mezzo, mentre gli adulti di più di 34 anni hanno 1,7 volte più di probabilità di dirigere imprese mature.I giovani di sesso maschile hanno inoltre 1,3 volte più di probabilità delle giovani donne di avviare un’impresa e 1,6 volte più di probabilità di dirigere imprese mature. Gli uomini hanno anche il doppio delle probabilità di offrire posti di lavoro a più di cinque persone rispetto alle imprese controllate da giovani donne.Il rapporto mostra anche variazioni significative rispetto alle intenzione imprenditoriali nelle diverse zone geografiche: i giovani in Africa sub-sahariana sono molto più propensi a esprimere l’intenzione di avviare un business (52%) e hanno molte più probabilità di aprire realmente un business (28%) rispetto ai giovani nei paesi di cultura europea. Solo il 19% dei giovani dei paesi di cultura europea esprimono intenzioni imprenditoriali e solo l’8% sono effettivamente impegnati in un’attività imprenditoriale (misurata come percentuale della popolazione adulta).Thomas Schøtt spiega che trovare modi per rendere le imprese giovanili più sostenibili e individuare e sostenere aziende a alto potenziale e che creano posti di lavoro in contesti diversi è un messaggio centrale della ricerca di GEM: “Dobbiamo trovare il modo di capitalizzare sulla motivazione dei giovani desiderosi di avviare nuove imprese ma che non dispongono delle competenze e del network per farlo con successo”.Negli ultimi 16 anni la ricerca di GEM ha svolto un ruolo cruciale nel promuovere la comprensione della diversità imprenditoriale in tutto il mondo e contribuire a individuare strategie adeguate a sostenere e rendere possibile l’imprenditoria in contesti diversi.
Uno dei risultati più importanti che emergere è che esiste un forte legame tra istruzione in generale e training specifico per l’avvio di un’impresa e comportamento imprenditoriale. Questa ricerca dimostra quindi che i giovani in tutte le zone geografiche analizzate hanno più probabilità degli adulti di essere educati. Le formazioni specifiche sull’imprenditoria nelle scuole sono raddoppiate da una generazione a quella successiva.Tuttavia, il rapporto conclude che c’è ancora molto da fare per creare un ecosistema favorevole per i giovani imprenditori a livello globale, in particolare per quanto riguarda l’accesso ai finanziamenti e alle infrastrutture tecnologiche. I dati mostrano che, per esempio, con l’eccezione della regione ECC (paesi di cultura europea), e in una certa misura nella regione MENA, Internet è sottoutilizzato nel commercio, con appena il 16% dei giovani in Africa sub-sahariana che vendono prodotti o servizi on-line.
“Adeguate politiche e programmi di sostegno all’imprenditoria aiuteranno a concretizzare le intenzioni dei giovani, che stanno attualmente sostenendo il peso maggiore di un’economia globale stagnante”, conclude Mike Herrington.

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Democrazia Popolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2012

E’ un movimento virtuale. Vuol dire, semplicemente, che si esprime solo attraverso le pagine del web. Non è e non vuol essere un partito ma ambisce essere uno spunto di riflessione politica necessaria e importante in quanto si può parlare male della politica, e dei suoi esponenti quanto si vuole, ma alla prova dei fatti è sempre con la politica che dobbiamo interfacciarci per la guida della nostra società e per comporre i dissidi interni tra classi e interessi corporativi.
Siamo coloro che sono consapevoli dei cambiamenti in atto che non solo si riflettono in Italia ma in tutte le parti del mondo.
Siamo consapevoli che abbiamo troppo a lungo coltivato l’idea dell’avere smarrendo quella dell’essere, ovvero la necessità di cogliere questa percezione intellettiva per dare valore e ruolo alle cose, per quelle che sono e non per quelle caduche.
Siamo consapevoli che il nostro operare indulge all’idea delle cose e non sull’idea della persona e all’esigenza di una società che possa essere al tempo stesso laica e confessionale poiché è comune il fine: “volere e amare l’essere ovunque lo si conosca secondo l’ordine che esso presenta all’intelligenza.”
Questo significa che si possono fissare i termini di un programma elettorale ragionando su due diritti: quello alla vita e quello a vivere. L’uno non può prescindere dall’altro. Che senso ha procreare se non si garantisce alla vita di vivere affrancandosi dal peso del disagio esistenziale.
Vuol dire, in altre parole, che esiste un diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, alla sicurezza, all’accesso alle fonti di sostentamento, ad avere un tetto sicuro, una vecchiaia serena.
Se queste sono le priorità, e devono esserlo, tutto il resto è relativo, possibile ma non necessario.
Su questo percorso intendiamo impegnare i politici per assecondarne la realizzazione, per adeguare il pensiero all’azione.
E se i politici aderiscono a questo semplice programma, ma rivoluzionario nella sostanza, noi trasformeremo in manifesto, questo pronunciamento, impegnandoli ovunque si trovino e ovunque intendono candidarsi a rispettarlo in tutti i modi e le forme possibili. Per fare leggi che traccino questo corso. Per fare di questo percorso la via che conduce all’uomo, al suo essere. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Uniformità alla volontà divina

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2012

Dio

Image via Wikipedia

● La ‘perfezione’ cristiana (per quanto è possibile in questa terra) consiste nell’amare Dio con la virtù di carità soprannaturale. Infatti l’amor di Dio unisce la nostra volontà alla Volontà divina e quindi ci unisce a Dio stesso (“unumquodque est perfectum in quantum attingit finem suum”). Egli ama le nostre azioni quando sono secondo la sua volontà. Se facciamo l’elemosina per farci vedere farisaicamente, Dio non ama questa nostra azione apparentemente “buona”, perché non è fatta per amor di Dio o in uniformità alla sua volontà, ma per amor proprio o in uniformità alla nostra volontà.
L’uomo che cerca la sua volontà pecca, in un certo modo, di “idolatria” poiché adora la volontà propria e non quella di Dio. S. Gregorio Magno insegnava: “togli la volontà propria e hai chiuso l’Inferno”.
● Per questo motivo è assai necessaria “la vera devozione alla Vergine Maria” (S. Luigi Grignion de Montfort). Infatti, dopo il peccato originale, albergano in noi le tre concupiscenze, i sette vizi capitali e il fomite del peccato. Ora “l’inizio di tutti i mali e peccati è l’orgoglio” e anche le anime pie hanno una certa forma di orgoglio spirituale, molto ben nascosta e celata, che quasi impercettibilmente si insinua nelle loro buone azioni e le guasta, come il fondo un po’ marcio di una botte guasta il buon vino che vi si mette “et ab occultis meis salva me” recita il Salmo, ossia purificami tu o Signore dai miei difetti che non riesco (o non voglio riuscire) a scorgere pienamente senza esserne pienamente cosciente, infatti “chi è diretto da se stesso è guidato da un asino” (S. Bernardo di Chiaravalle). Per cui, siccome “nessuno è buon giudice in causa propria” o “nessun medico sa incidere fino in fondo la sua piaga”, noi non riusciamo a vedere chiaramente i nostri difetti più fini tanto sono ben nascosti nelle pieghe più recondite della nostra personalità o nelle “profondità della nostra anima” (p. Reginaldo Garrigou-Lagrange). Quindi bisogna che chiediamo a Maria di voler estirpare dal nostro animo le erbe, che sembrano essere buone, ma in realtà sono cattive (come la zizzania del Vangelo la quale è molto somigliante al buon grano). Dio è venuto a noi facendosi uomo attraverso Maria e vuole che noi andiamo a Lui passando attraverso Maria, mediatrice universale e dispensatrice di tutte le grazie. Per cui chiediamo alla Madonna Santissima di voler purificarci da ogni attaccamento disordinato a noi stessi e quasi impercettibile o difficilmente discernibile. “Per crucem ad lucem”. La via regia che porta in Paradiso è quella del Calvario e Maria ci è stata data come nostra “madre spirituale” da Gesù sulla Croce nella persona di S. Giovanni ai quali il Salvatore prima di spirare disse: “Madre ecco tuo figlio, figlio ecco tua Madre”.(d. Curzio Nitoglia)

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Fumo, per smettere meglio la volontà degli aiuti esterni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

English: Author - John Henkel, from the Food a...

Image via Wikipedia

Non servono quanto ci si attendeva i sostituti della nicotina, per smettere di fumare, e nemmeno il sostegno psicologico sembra capace di fare una grande differenza. Sono le conclusioni di uno studio pubblicato su Tobacco Control condotto dall’Istituto per la salute pubblica dell’università di Harvard su 787 persone. I volontari dello stato del Massachusetts erano sì riusciti a smettere di fumare nel corso della ricerca ma avevano anche avuto delle ricadute nel vizio: due volte più frequenti per coloro che si affidavano ai prodotti a base di nicotina (gomme, cerotti e spray nasali). Secondo l’analisi dei dati della ricerca statunitense, le terapie di sostituzione della nicotina (in inglese Nrt, Nicotine replacement therapies) possono essere d’aiuto per smettere di fumare ma non garantiscono risultati duraturi, nemmeno se affiancati da un opportuno sostegno motivazionale. Insomma per mantenersi alla larga dal vizio del fumo nel lungo periodo occorre buona volontà. Quindi secondo Gregory Connolly, co-autore dello studio «la Food and Drug Administration dovrebbe limitarsi ad approvare solo quei presidi farmaceutici che sono realmente efficaci e che effettivamente aiutano a smettere di fumare sul lungo termine abbassando progressivamente la nicotina in modo da ridurre la dipendenza dalle sigarette».(fonte farmacista33)

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Palermo: l’omelia del cardinale

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2012

Italiano: S.E. Mons. Paolo Romeo, Arcivescovo ...

Image via Wikipedia

“In questo Palazzo di Città, che è il luogo più rilevante dell’istituzione civile palermitana, mi è doveroso fare appello al cuore di tutti e singoli i palermitani: la Palermo che sogniamo e che desideriamo passa dalla nostra determinazione interiore a renderla più bella, più accogliente, più onesta, più laboriosa. E questo è compito di tutti, compito che matura nel cuore, che si fa strada in una elaborazione interiore quotidiana e feconda, illuminata dalla nostra fede, orientata dai valori umani fondamentali che si pongono alla base della civile convivenza e del vero progresso”. E’ un passo dell’Omelia pronunciata ieri mattina, a palazzo delle Aquile, dal cardinale Paolo Romeo, durante la celebrazione Eucaristica, nel suo consueto incontro di inizio anno con gli amministratori della Città. L’Arcivescovo nel suo intervento ha fatto riferimento alla Giornata della pace voluta dal Papa Paolo VI ed ha rivolto il suo pensiero ai giovani. “L’augurio di riconciliazione e di solidarietà scavalca la sfera dei rapporti strettamente personali e raggiunge gli estremi confini della terra. L’anno nuovo comincia proprio con l’impegno della pace, sottolineato di volta in volta da un particolare tema di riflessione proposto dal tradizionale Messaggio del Santo Padre, quasi a voler mettere sotto un unico grande manifesto programmatico le opere e i giorni di questo nuovo arco di storia. In particolare, il tema scelto da Papa Benedetto XVI per questo nuovo anno 2012 è “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”. I giovani vivono tanti aspetti con apprensione: Il desiderio di ricevere una formazione che li prepari in modo più profondo ad affrontare la realtà, la difficoltà a formare una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica, della cultura e dell’economia per la costruzione di una società dal volto più umano e solidale. Intercettare i desideri più profondi dei giovani del nostro tempo è certamente una priorità da parte della comunità ecclesiale, ma, facendo eco alle parole del Santo Padre, desidero sottolineare che è anche un dovere di tutte le istituzioni educative, a cominciare dalla famiglia “piccola chiesa domestica” e “cellula originaria della società”. Quindi il cardinale ha citato l’esortazione del Papa Benedetto XVI ai genitori a non perdersi d’animo nonostante le difficoltà, ma che riconosce che in questo tempo di crisi l’istituzione familiare deve essere maggiormente tutelata e valorizzata quale soggetto educativo responsabile della costruzione del futuro dei giovani e dunque del futuro dell’intera società civile. “Ed a proposito della famiglia, lasciate che, come Padre e Pastore di questa amata Chiesa di Palermo, rivolga proprio oggi e proprio all’interno di questo Palazzo di Città, un accorato appello perché tutte le Istituzioni si adoperino responsabilmente per salvaguardare il carattere sacro e di insostituibile valore dell’unione fra un uomo e una donna: è all’interno della famiglia che il dono della vita può fiorire e svilupparsi perché essa è punto di riferimento, è il primo ambiente in cui l’uomo si relaziona, è il primo luogo di formazione psicologica e morale di ogni persona. La sua legge non può essere cambiata, perché è scritta nella natura dell’uomo stesso”.“D’altra parte è l’appello che il Santo Padre rivolge a tutti i responsabili politici “chiedendo loro di aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative ad esercitare il loro diritto-dovere di educare. Non deve mai mancare un adeguato supporto alla maternità e alla paternità. Facciano in modo che a nessuno sia negato l’accesso all’istruzione e che le famiglie possano scegliere liberamente le strutture educative ritenute più idonee per il bene dei propri figli. Si impegnino a favorire il ricongiungimento di quelle famiglie che sono divise dalla necessità di trovare mezzi di sussistenza. Offrano ai giovani un’immagine limpida della politica, come vero servizio per il bene di tutti”.Infine l’Arcivescovo, ha lanciato un messaggio di speranza. “Il nuovo anno richiede uno sguardo di speranza che guardi a ciò che è possibile costruire con la buona volontà e l’impegno di tutti. Le nuove generazioni attendono da noi un forte esempio di dedizione e la testimonianza di coerenza e di creatività anche in mezzo ai sacrifici che le contingenze attuali ci richiedono. Ma ogni sforzo rischia di essere vano se non viene illuminato dalla luce della grazia divina, se non è animato dalla forza dell’amore, se non è proiettato nell’orizzonte della costruzione del Regno di Dio. La fede che fu di Maria Vergine, Madre di Dio, sia anche la nostra, all’inizio di questo nuovo anno in cui invochiamo la benedizione del Signore sulle nostre vite e sul nostro impegno: il Signore rivolga su di noi il suo volto e ci doni la sua pace, aiutandoci ogni giorno a costruirla e custodirla insieme”.

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L’impero berlusconiano

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

Scrive il Messaggero dell’8 luglio 2011 Berlusconi: «Nel 2013 lascio ad Alfano» E Rosario Amico Roxas commenta: “L’impero berlusconiano rinnova i fasti dell’impero romano, in quel periodo quando gli imperatori indicavano il loro successore, per evitare la maldestra consuetudine di porre termine (non sempre per via naturale o fisiologica) alla gestione imperiale per prenderne il posto, alla faccia della volontà popolare. Ora l’imperatore si è accorto (le mania dei sondaggi si è trasformata in un impietoso boomerang) di non essere più una risorsa per l’Italia, come ha sempre sostenuto di essere, ma un handicap perdente, simbolo stesso della sconfitta che lascia il malcapitato in braghe di tela. Con la nomina di Angelino spera di assicurarsi la gratitudine del nominato e con la gratitudine l’esecuzione materiale delle sue aspirazioni: Quirinale, mettendo avanti Letta per comparire all’ultimo momento perchè “voluto dagli italiani”. (Rosario Amico Roxas)

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“Non violenza” di Manuel Campus

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2010

Tolentino 2 ottobre 2010, alle 18.00, nelle sale espositive di Palazzo Parisani Bezzi sarà inaugurata la mostra di pittura e scultura “Non violenza” di Manuel Campus con opere dal 1974 ad oggi. La mostra, a cura di Stefania Palmieri ed organizzata in collaborazione con il comune di Tolentino, chiuderà i battenti il 24 ottobre 2010. In allestimento, tra le altre opere sulla non violenza, ci sarà anche una delle diciannove tavole del capolavoro del maestro Campus intitolato “Golgota oggi” di cui sono state fatte fino ad ora dieci tappe itineranti. La scelta di rendere l’esposizione itinerante è stata dettata dalla volontà di Campus di far arrivare il suo messaggio a tanti, soprattutto ai giovani delle scuole dell’obbligo ai quali egli si rivolge sempre in maniera particolare, non solo come osservatore ma anche come “paladino”. Campus usa tele di grandi dimensioni (2 metri X 1,40), crea spazi pittorici e nella Via Crucis del Cristo fanno da sfondo gli atti terribili dell’uomo moderno: dal fungo atomico di Hiroscima alla deportazione nei lager nazisti; dall’esodo di curdi e albanesi alla distruzione delle foreste. Con il “Golgota oggi” Campus vuole continuare a dare al segno e al colore della sua pittura un alto significato etico, nella consapevolezza che non sarà possibile raccontare tutti i crimini dell’uomo, ma con la certezza che l’impegno morale che lo coinvolge sarà testimonianza importante soprattutto per gli uomini di domani.
Per sottolineare l’importanza sociale e morale del “Golgota oggi”, l’editore Alfredo Flaccomio di Palermo, ha realizzato una monografia sulla mostra con una presentazione del critico Franca Calzavacca, la testimonianza di Padre Randazzo sulla “teologia della bellezza e della bontà” e tre cartelle con le riproduzioni delle diciannove tavole in serigrafia a quattordici colori, litografia e acquaforte. (Dott.ssa Carla Passacantando – in sintesi)

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Il discorso di Mirabello

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

Afferma l’On. Vincenzo D’Anna, membro della XII Commissione Affari sociali e Sanità – elude, con il tatticismo tipico di un politico consumato, la soluzione dei nodi che impediscono al Paese di compiere il cammino verso la Rivoluzione liberale, esprimendo una visione, che, nella migliore delle tradizioni degli scenari della vecchia repubblica, strizza l’occhio alle opposizioni e costruisce un fronte ricattatorio.  Da una parte l’On. Fini afferma e conferma la sua solidarietà al Governo e si dichiara estraneo alla volontà di compiere ribaltoni, ma nella sostanza – prosegue D’Anna – apre la strada al conflitto e alla sua personalissima leadership, riproponendo una logica conservativa dello Stato e della Società, che si spinge fino a riproporre l’idea corporativa della compartecipazione, da parte degli operai, agli utili di impresa. L’On. Fini cavalca il Progetto federalista, dichiarandosi d’accordo – continua D’Anna – con l’adozione dei costi standard, ma nello stesso tempo evoca il principio del Federalismo solidale, andando anche contro gli interessi delle professioni sanitarie, che chiedono, invece e con forza, una vera svolta riformatrice, come quella già avviata dal Governo, come unica via per dare al Sistema sanitario un volto moderno, avanzato e liberale, che metta definitivamente in crisi il vecchio e odioso gioco delle clientele. Svolta senza la quale il Meridione d’Italia, in particolare, resterà ancorato ad un fronte di regresso e di subalternità. E’, insomma, la politica politicante – conclude D’Anna – che a Mirabello, ancora una volta, ha dato palese manifestazione di sé, attraverso un uomo e un discorso, indirizzato unicamente alla ricerca trasversale di consenso, eterogeneo e contradditorio, in diversi punti, e animato unicamente dalla volontà di dare vita ad un disegno strategico di vero e profondo cambiamento del Paese. Un disegno politico, che rischia, per questo, di precipitare le classi imprenditoriali e dirigenti in una pericolosa empasse, frenando il processo di trasformazione e sviluppo, che solo il compimento del programma politico ed elettorale votato dagli elettori può garantire”.  (Massimo Caruso)

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Precari della scuola in piazza

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

Roma 27/8/2010 presidio in piazza di Monte Citorio – ore 12.00   RdB-USB Scuola sarà stamani in piazza Montecitorio a sostegno dei precari della Scuola di Palermo, da alcune settimane in sciopero della fame. Queste forme di lotta segnalano purtroppo l’isolamento in cui si trovano questi lavoratori a fronte del fallimento delle  pratiche sindacali concertative, ma indicano anche una forte volontà di reagire, come pure attestano i tanti gruppi di precari che in questi giorni cominciano ad organizzarsi con assemblee e presidi davanti ai luoghi simbolo dell’amministrazione. Anche quest’anno assisteremo al licenziamento di 46.000 precari della Scuola, tra docenti, personale ATA e lavoratori Co.co.co., a causa delle riforme dei ministri Tremonti, Brunetta e Gelmini che stanno producendo lo smantellamento della scuola pubblica ed impedendo il diritto allo studio e al lavoro.  Secondo RdB-USB Scuola l’unica strada possibile per il futuro dei lavoratori della Scuola è quella di intensificare la lotta, resistere in ogni posto di lavoro rendendo la vita impossibile ai dirigenti chiamati ad attuare i tagli, bloccare realmente le attività, dimostrando tutta la forza che i lavoratori sono in grado di esprimere così come si è iniziato a fare con il riuscito sciopero degli scrutini del giugno scorso.

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Napoli (Pdl) tira per la giacca il Presidente Napolitano

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

“Siamo costretti a constatare, per la seconda volta in meno di una settimana, che il vicepresidente dei deputati del PDL, Osvaldo Napoli, ha una concezione tutta sua, ed evidentemente bizzarra, della democrazia parlamentare. Ma che vuol dire che il presidente Napolitano deve fare, testualmente, ‘sintesi fra le funzioni che la Costituzione gli assegna e la volontà degli elettori’? Nell’intervista di oggi Napolitano non ‘mette il carro davanti ai buoi’ come irresponsabilmente dice Napoli, ma, con la consueta e pacata intelligenza, ci dimostra di saper cogliere e rappresentare autorevolmente  il comune sentire degli italiani. La severe condanna di un approccio torbido alle relazioni politiche e a volte istituzionali è di fatto non solo l’espressione del Capo dello Stato, ma l’interpretazione autentica di ciò che pensano gli italiani. Ritenere di poter lucrare qualche posizione di consenso in più, come fa quel che resta del PDL, è miope e indecoroso. Ma c’è di più: il capo dello Stato chiarisce che l’eventuale soluzione della crisi politica (se diventerà anche parlamentare) si svilupperà nel solco esclusivo delle prerogative costituzionali: non saranno né gli umori personali di Berlusconi e della sua corte, né  i sondaggi del momento a determinare nuovi scenari di governo, ma solo il percorso democratico previsto dalla Carta. Ascoltiamo Napolitano. E il collega Napoli si prenda qualche giorno di riposo per evitare di ripetere in futuro simili scivoloni”. Così Paola De Micheli, deputato PD, tra i fondatori di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Il “tormentone” pedofilia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

Lettera al direttore. Numerose sono state in Italia, negli ultimi tempi, le manifestazioni che esprimono il desiderio degli italiani di fare luce su questi orrendi crimini, di tutelare i propri cari, crimini che si scopre siano accaduti in tutto il mondo.  Le accuse più forti riguardano la Chiesa cattolica, perché fino ad ora ha affrontato il problema. Per anni, spostando di parrocchia in parrocchia il pedofilo, permettendogli di continuare a colpire, negando l’esistenza del problema, cercando di soffocare lo scandalo, organizzando campagne di sostegno ai sacerdoti accusati, ha fatto il gioco dei carnefici e non delle vittime. Più volte il Santo Padre ha espresso verbalmente la volontà di fare luce su queste atrocità. Ma allora perché nessuno collabora? Perché fino ad ora nessun prete è stato mai denunciato alla magistratura dai vescovi e da altri sacerdoti? Perché le diocesi non aprono gli archivi e mettono a disposizione dell’opinione pubblica e dei magistrati i casi di abusi sessuali di cui sono a conoscenza? Perché non vediamo i vertici ecclesiastici recarsi dai magistrati a raccontare ciò che sanno dei crimini sessuali commessi nelle loro diocesi da parte di ecclesiastici? Mentre nella vicina diocesi di Albenga i sacerdoti della diocesi organizzano fiaccolate e campagne di sostegno per un sacerdote in carcere, che nelle prossime settimane sosterrà un processo per pedofilia, (calpestando nuovamente la vittima e l’intera famiglia, per loro nessun diritto, nessun rispetto, due pesi due misure) nella nostra diocesi di Savona è caduta una cappa di silenzio. Perché in casi come quello di Savona la Diocesi non prende una posizione seria e riparatrice? Eppure è ben al corrente dei fatti, non può contravvenire alle raccomandazioni del santo Padre ed evitare di assumersi le responsabilità. Se lo stesso vescovo ha dichiarato che è in corso il procedimento ecclesiastico per ridurre il sacerdote allo stato laicale vuol dire che ha dei seri elementi per investigare. Perché i vertici ecclesiastici non raccontano ai magistrati ciò di cui sono  conoscenza? Credevo di essermi rivolto nel posto giusto, ma senza alcun risultato, come tutte le altre volte. E invece da quella autorità da cui credevo di poter ottenere giustizia ricevo in cambio il silenzio. Il Vescovo dichiara di volere fare luce sul caso e minaccia querele nei miei confronti, quasi fossimo noi, le vittime, ad aver sbagliato, denunciando!!!  Ho scritto nelle scorse settimane alle più alte cariche ecclesiastiche, anche a Benedetto XVI, ma neppure da loro per ora alcuna risposta. Benedetto XVI ha espresso più volte il desiderio di voler fare luce su questi crimini e di voler incontrare le vittime, opinione poco condivisa, almeno dalla nostra Diocesi.  Chiederò nei prossimi giorni udienza al Santo Padre ma vorrei prima chiarire con le autorità ecclesiastiche romane la gravissima situazione di omertà che subiamo nel savonese.  Fornirò un dossier che potranno verificare con facilità, i nomi delle persone informate sui fatti e chiederò sostegno pratico per alcune vittime del savonese che sono in una grave situazione psicofisica, per le quali fungerò da portavoce. (Francesco Zanardi)

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Regione Puglia: giunta rosa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

Saranno ben sette, stando alle indiscrezioni di queste ore, le donne che faranno parte della giunta della Regione Puglia guidata da Nichi Vendola. Il neorieletto governatore rappresenta in questo senso un caso unico nel panorama italiano, visto che la Regione da lui guidata sarebbe l’unica in cui gli assessorati sarebbero egualmente distribuiti tra uomini e donne. “Il presidente Vendola – ha detto Patrizia Lusi Responsabile per le Pari Opportunità dell’Italia dei Diritti – ha voluto fortemente che nella sua giunta fosse rispettata la parità di genere tra uomini e donne, combattendo anche contro il volere dei partiti che si sono opposti alla sua volontà. È una scelta che condivido e che ritengo giusta”.”D’altronde – ha proseguito l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –  Vendola ha ricevuto la sua investitura direttamente dalla gente, a lui spetta la responsabilità politica della scelta degli assessori, e i partiti devono necessariamente fare un passo indietro ed accettare la sua volontà”.

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Alemanno frena sulle centrali nucleari

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

“Finalmente il sindaco di Roma si è deciso a pronunciarsi sulla questione del nucleare a Montalto di Castro. Prendiamo atto con piacere delle dichiarazioni di Alemanno contro la riconversione dell’impianto laziale, ma in ogni caso, si tratta di una presa di posizione tardiva”. Interviene così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, in merito alle parole con cui il primo cittadino della capitale ha, di fatto, posto il proprio veto alla costruzione di nuove centrali nel Lazio. “Ovviamente – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – l’Italia dei Valori è per lo sviluppo delle energie alternative e, allo stesso tempo, fermamente contraria alla politica del governo che vorrebbe riportarci indietro di vent’anni, infischiandosene della volontà popolare e di un referendum sulla materia che in questo paese c’è già stato e di cui tutti conosciamo il risultato. Per quanto riguarda la nostra regione – continua Tortosa – il sindaco di Roma farebbe bene a dire al governo di pensare alla Lombardia o al Piemonte, le aree a maggiore densità industriale, per nuovi siti nucleari. Auspichiamo quanto prima – conclude Tortosa – un ‘no’ chiaro, che chiuda le porte del Lazio alla politica energetica di Berlusconi, anche da parte della neoletta presidente Renata Polverini”.

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L’amore e il cardinale Poletto

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

Lettera al direttore. L’arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario ecclesiastico, ha affermato: “I diritti dei singoli vanno tutelati, ma le unioni di fatto non devono essere equiparate alla famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”.  Leggiamo questi due versetti di Matteo: “Quindi stese la mano sui suoi discepoli e disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli; chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi mi è fratello, sorella e madre»” (Mt 12, 49-50). Secondo il Signore “i legami naturali passano in seconda linea rispetto alla vera parentela che si forma tra coloro che fanno la volontà del Padre” (cf. Angelo Lancellotti, Nuovissima Versione della Bibbia, ed. Paoline). La preoccupazione di Gesù, a differenza del cardinale Poletto, era l’amore, ed è questo e solo questo che forma la vera famiglia. Mi dispiace per il cardinale. (Francesca Ribeiro)

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Giustizia e la buona volontà del ministro

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

Ai magistrati è rimasta solo la fantasia e la buona volontà per risolvere i problemi della giustizia. Se, invece, il governo li dotasse di mezzi e risorse, si potrebbero ottenere risultati straordinari per ridurre i tempi della giustizia e non servirebbe nessun processo breve istituito per legge” così l’on. Federico Palomba, vicepresidente della Commissione Giustizia alla Camera commenta l’audizione del presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro. “Invece di taglieggiare i fondi destinati alla giustizia e di predisporre leggi ad uso personalistico, il Governo dovrebbe cogliere i tanti piccoli buoni esempi che giungono dai tribunali di tutta Italia che, pur tra mille difficoltà, vanno avanti, e farne tesoro. Questa sarebbe la vera riforma della giustizia, non le assurde leggi per garantire l’impunità al premier” conclude il vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera Palomba.

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Incontro vertici ospedale-sindacati

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2010

Bergamo. Molti gli argomenti trattati nel corso di un incontro che ha visto nei giorni scorsi confrontarsi Carlo Bonometti, Gianpietro Benigni e Claudio Sileo, rispettivamente direttore generale, amministrativo e sanitario degli Ospedali Riuniti e i segretari dei sindacati confederali provinciali. Due ore in cui si è parlato soprattutto del nuovo ospedale: dal termine atteso per i lavori al trasferimento, dalle esternalizzazioni alla sicurezza in cantiere, fino all’impatto dell’avvio della struttura sulla mobilità cittadina. Su quest’ultimo tema in particolare i rappresentanti sindacali hanno espresso la volontà di partecipare al tavolo che vede confrontarsi Comune, Provincia, Atb e Ospedali Riuniti, in particolare sul ruolo del trasporto pubblico, partecipazione che i Riuniti valutano favorevolmente.

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Regionali Emilia per il cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

“Le dichiarazioni dell’on Galletti confermano l’isolamento e l’imbarazzo dell’Udc di fronte ad una opinione pubblica che ha ben compreso l’ambiguità dell’Udc medesima in momento in cui, stante la peculiarità dell’Emilia Romagna, occorrerebbe il massimo impegno di tutti i partiti del centro destra” lo sostiene in una nota l’on Fabio Garagnani, coordinatore cittadino del PDL.   “Non basta dichiarsi neutrali o ‘terzi’ rispetto al PD  o al PDL – aggiunge Garagnani – quando nella realtà dei fatti si favorisce,  come fa l’on Galletti e l’Udc,  il mantenimento dell’egemonia  della sinistra in Emilia Romagna, aiutando in modo indiretto il presidente  Errani. Proprio perchè la volontà di cambiamento della società emiliano-romagnola sta aumentando nei settori più significativi e Giancarlo Mazzuca ne è interprete sifnificativo, siamo convinti che la bontà dei nostri programmi e la chiarezza della nostra linea politica saranno giudicati favorevolmente dagli elettori a differenza dei velleitarismi incomprensibili o anche ‘troppo comprensibili’ dell’Udc che agevolano, è bene ricordarlo, solo la sinistra. Ma gli elettori – conclude Garagnani – sono molto più attenti e sensibili di alcuni dirigenti dell’Udc e sapranno giudicare chi è il vero ostacolo al cambiamento e per una alternativa alla sinistra in Emilia Romagna che, piaccia o meno all’on Galletti, giudichiamo possibile e per la quale ci batteremo con ogni forza”. Parola di  Fabio Garagnani Coordinatore Cittadino Bologna PDL

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