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Voragine fiorentina. Tutto come “temuto”: di rimborsi per ora non se ne parla e chissà quando…

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

firenzeLa voragine fiorentina dello scorso 25 maggio sta portando come conseguenze quelle che avevamo temuto per i danneggiati che devono avere un rimborso per rimettersi in sesto il prima possibile: calende greche.Fin dal primo momento abbiamo sempre detto che la responsabilita’ sarebbe stato un rimpallo tra Publiacqua e il Comune e che probabilmente le vittime sarebbero stati i danneggiati. In termini giuridici abbiamo inviato questi danneggiati a pretendere il rimborso da entrambi, ma questo non ferma il fatto che nessuno per ora scuce un centesimo. Ieri i presidente di Publiacqua ha detto esplicitamente che chi ha avuto l’auto distrutta deve aspettare che si stabiliscano le responsabilita’, perche’ se il gestore idrico dovesse rimborsare il dovuto e poi viene fuori che non avrebbe dovuto farlo, la Corte dei Conti potrebbe condannarla per spreco di denaro…. e sicuramente altrettanto crediamo pensi l’amministrazione di Palazzo Vecchio. L’inchiesta della magistratura va avanti, ma non siamo nati ieri per sapere che questo puo’ significare anche anni ed anni, ricorsi di uno contro l’altro…. e i danneggiati? Si “attaccano al tram”, per l’appunto. Chi per esempio ha avuto l’auto danneggiata e con questa ci andava a lavorare, continua a doversi arrangiare. Sembrava che per il danneggiato il principale problema da affrontare dovesse essere che con la vecchia auto distrutta (e per lui ben funzionante), siccome la stessa aveva un valore di mercato oltre il quale il rimborso non poteva andare, con questo rimborso al massimo si comprava un motorino usato, ma grazie ad una sentenza di Cassazione, con la via giudiziale, avrebbe potuto pretendere un rimborso tale da consentirgli la medesima mobilita’ precedente al danno. Ma ora questo problema diventa una bazzecola di fronte al macigno dell’interlocutore che, chiunque esso sia, sta per ora letteralmente lasciando a se stessi i danneggiati: tanto il primo -Publiacqua- ha il suo monopolio del settore e nessuno ne puo’ fare a meno, mentre il secondo -l’amministrazione comunale- almeno fino alle prossime elezioni e’ quella che e’ e non si cambia (e non crediamo che si possano ipotizzare crisi) mentre l’utente -danneggiato in questo caso- rimane col cerino in mano, in attesa che, dopo essersi copiosamente lavate le mani in Arno, i due contendenti della responsabilita’ si degnino di pensare non solo alla propria immagine (importante, ma non solo) ma anche al rispetto civico dei propri sudditi.Lo avevamo gia’ scritto nei giorni a ridosso della tragedia: “Ripristinare e risarcire subito”:
“…il grado di civiltà di un Paese non si misuri solo nell’assenza di voragini, purtroppo mai del tutto evitabili, non essendo mai l’agire umano “perfetto”. Il grado di civilità si misura soprattutto nella reazione a questi episodi, ed in particolare:
1. quanto tempo viene impiegato per ripristinare i luoghi;
2. quanto tempo per individuare cause ed eventuali colpevoli;
3. quanto tempo per risarcire i danneggiati, senza che vengano opposti ostacoli e scaricabarili;
4. quali lezioni possiamo imparare per prevenire, nei limiti del possibile, analoghe situazioni.”
Sembra che sul ripristino si stia marciando, ma sui rimborsi…. aspettiamo un atto e un guizzo di geniale disponibilita’ da parte del responsabile politico, cioe’ il Comune, anche se non c’e’ un accertamento ufficiale di questa responsabilita’: il problema della Corte dei Conti e’ secondario, perche’ a rimborsare dopo, per le istituzioni, c’e’ sempre tempo, mentre siamo gia’ oltre il tempo decente per rimborsare i danneggiati. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Voragine fiorentina: Come farsi valere per i danni

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2016

firenzeFirenze. Ieri mattina una parte consistente di Firenze si e svegliata senz’acqua ed ha scoperto che in lungarno Torrigiani, vicino a Ponte Vecchio si era aperta una voragine di 200 metri che aveva inghiottito marciapiede e macchine li’ parcheggiate. Per fortuna, vista l’ora mattutina non e’ accaduto il peggio su un marciapiede che di giorno e’ molto affollato soprattutto di turisti.
Chi ha ricevuto danni, visto che ad ora non si sa ancora se la responsabilita’ sia stata del Comune o di Publiacqua per il tubo che si e’ rotto sotto il marciapiede, e’ bene che li pretenda da entrambi: raccomandata A/R di messa in mora in cui si intima il pagamento dei danni (meglio se specificati da una perizia tecnica). Attenzione a non farsi scaricare nell’avere rapporti con le loro assicurazioni che sicuramente entreranno in gioco per cercare di far pagare il meno possibile i loro clienti e prendere per disperazione (tempi e trattative estenuanti) i malcapitati. I danneggiati devono pretendere il pagamento da chi ha danneggiato, che puo’ prendere i soldi dove vuole, e uindi evitare di trattare con gli esperti del risparmio anche di fronte alle evidenze piu’ lampanti (mestiere tipico delle assicurazioni. Per il Comune basta scrivere al Sindaco.
Un breve commento sul fatto: se Publiacqua usasse i suoi utili economici piu’ per la manutenzione che per distribuirli ai suoi soci (il principale e’ il Comune di Firenze), forse certe cose potrebbero non accadere o comunque i danni potrebbero essere molto piu’ limitati. Un velo pietoso sulla figuraccia mondiale che la nostra citta’ ha fatto per lo stato del suo assetto urbano. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Voragine di Firenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2016

“Quasi sicuramente è un fenomeno legato alle infrastrutture idriche. In Italia il problema c’è perché siamo in presenza di una rete fatiscente che risale a parecchi decenni fa”. Lo ha dichiarato a caldo Alessandra Biserna, Consigliere Nazionale dei Geologi commentando quanto accaduto oggi a Firenze. La Biserna in questo momento si trova proprio sulla voragine.
“Le misure che si stanno adottando in queste ore sono necessarie– ha proseguito Biserna – anche perché gli effetti potrebbero essere preoccupanti per le infrastrutture che sono intorno. La domanda che mi pongo è se fosse stato tutto evitabile . Magari qualche avvertimento potrebbe esserci stato in questi giorni. I dati riguardanti la rete idrica in Italia , parlano chiaro con le perdite della rete idrica che causano in Italia un costo industriale di almeno 200 MLN di euro all’anno. Ogni anno registriamo perdite della rete idrica superiori al 35%”. Duro il Presidente Nazionale dei Geologi, Francesco Peduto. “La scarsa manutenzione è un problema atavico nel nostro paese e bisognerebbe prestare più attenzione. Se da un lato è comunque da accertare nella fattispecie se si è trattato solo di scarsa o cattiva manutenzione – ha concluso Peduto – o anche di altro, andrebbero anche individuati i punti particolarmente sensibili della rete da sottoporre a controllo continuo e monitoraggio strumentale. E una situazione come quella di questo tratto del lungoarno rappresenta sicuramente un’area sensibile”.

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