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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘votare’

Voglia di votare: appello giovani atleti

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Voglia di votare e richieste precise da indirizzare tanto alla politica nazionale, per semplificare l’esercizio del voto, che alla UE, per intervenire nella formazione dei giovani, nel sostegno a fine carriera e nella tutela della salute degli atleti. Sono questi i dati più importanti che emergono dal sondaggio Parlamento europeo-Assocalciatori presentato oggi a Roma. Con questo sondaggio AIC aderisce alla campagna #stavoltavoto, che, grazie al protocollo FIFPro Division Europe – Parlamento Europeo, ha visto attivi diversi sindacati europei di calciatori professionisti.Un sondaggio unico, che a cui hanno risposto quasi 400 tra calciatori e calciatrici, oltre il 10% degli affiliati AIC tra professionisti, ex professionisti e calciatrici di Sere A, tutti interessati ad esprimersi sull’importanza del voto alle prossime elezioni europee e su quelle che dovrebbero essere le priorità della UE nel settore della tutela e della promozione dello sport più amato al mondo, come delle vite di chi gioca o ha giocato nei più importanti campionati italiani.
Il sondaggio evidenzia il rapporto tra calciatori e politica: oltre il 52% dei 387 atleti cittadini comunitari che hanno risposto alle domande ha assicurato che domenica 26 maggio scenderà non in campo ma al seggio. Il 34,3% non ha ancora preso la decisione mentre il 13,1% fa già sapere che non voterà. Ma di questi, la gran parte, il 60%, non può votare per impegni sportivi, mentre il 38%, afferma di non credere nella politica e solo il 2% di non credere nella UE. Tirando le somme, solo 19 intervistati su 387 esprime un chiaro disinteresse verso la politica, meno del 5% del totale.
Un altro dato interessante è quello legato ai limiti dell’esercizio del voto. La legge italiana, che non prevede il voto per posta (come consentito in molti Stati e anche per gli italiani all’estero) o la delega ad un altro votante di fiducia (come previsto per esempio in Franca), preclude di fatto ai calciatori in trasferta ed alle calciatrici in ritiro pre-Mondiale, come per molte altre categorie professionali, la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Non un caso quindi che il 70% di chi non può votare affermi che lo farebbe se potesse esprimere la propria scelta per posta o tramite delega, ossia tramite una modifica legislativa finalizzata a facilitare l’esercizio del voto.
Formazione per i giovani, sostegno per il fine carriera e tutela per la salute degli atleti. Sono queste le tre principali richieste avanzate alle istituzioni comunitarie, ed in particolare al prossimo Parlamento europeo, da chi ha partecipato al sondaggio. L’inchiesta on line vuole porsi infatti come il punto di partenza di un dialogo strutturato tra AIC e UE sui temi che più stanno a cuore a calciatrici e calciatori italiani. Subito sotto al podio, si posiziona la richiesta di misure per contrastare la violenza negli stadi e la lotta al razzismo.Il sondaggio Parlamento UE – AIC ha coinvolto 392 tra calciatori, calciatrici ed ex-calciatori, di cui 387 di nazionalità comunitaria. A rispondere all’appello 215 calciatori professionisti in attività, 26 calciatrici di Serie A e 146 ex calciatori professionisti.

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Rinnovo Parlamento europeo. Perché andare a votare

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Prima di tutto perché siamo in democrazia e, si sa, il regime funziona proprio perché ci son quelli che decidono chi deve fare cosa. Ma questo può sembrare banale, visto che ci sono fior fiore di regimi con assetti democratici discutibili dove si vota e… si dà solo il consenso ai regimi autoritari dominanti. Come in Turchia (sic!). Ma, per il momento e salvo nuove innovazioni e intuizioni della scienza politica, sembra che le elezioni continuino ad essere il metodo meno dannoso. Per i riottosi e amanti della perfezione “in terra” non c’è da fare altro che “rassegnarsi” e dare il proprio contributo.
Fatta la “lezione” di educazione civica, passiamo allo specifico. Abbiamo pubblicato vari articoli in materia nella nostra specifica rubrica “Stati Uniti d’Europa”, per cui argomenti ce ne sono diversi, collegati o meno con la nostra storia nazionale, passata e presente. Non stiamo qui a riproporli, sperando che il link alla rubrica faccia trovare un po’ di tempo ai nostri lettori per dedicarsi ad approfondire. Ma, al di là di tutto – e lo diciamo proprio come associazione per i diritti degli utenti e consumatori – se non ci fosse stato il Parlamento europeo e le istituzioni europee, associazioni come la nostra avrebbero molte difficoltà ad avere punti di riferimento legali e normativi per far valere i diritti spesso violati del cittadino economico. Soprattutto se pensiamo a cosa è diventato oggi il nostro Paese dopo – recuperata credibilità e buon senso (nazionale, europeo ed internazionale) in seguito al disastro della Seconda Guerra Mondiale a metà del
secolo scorso – il passaggio dai monopoli a quello che oggi viene chiamato mercato libero: un contesto in cui – noi individui economici e anche chi ci offre i servizi – siamo stati e siamo ancora sbattuti e maltrattati in considerazione delle vecchie abitudini monopoliste di considerarci sudditi e non consumatori e utenti. E’ evidente che siamo insoddisfatti e “polemici” rispetto all’assetto libero e democratico del nostro mercato di consumi e utenze. Nel contempo, però, siamo consapevoli che se non ci fosse stato il Parlamento europeo e l’Unione, è altamente probabile che saremmo messi peggio .
Se crediamo che questa sia la strada da seguire, per migliorarla, consolidarla, perfezionarla, e far crescere noi e i nostri figli con certezze e potenziale ricchezza e felicità… diamo il nostro contributo. A partire dalla partecipazione al voto.
E poi nel pretendere, pretendere e pretendere che le decisioni siano rispettate, che le cose fatte male siano cambiate, modificate, rivoluzionate. Trattando anche male chi ci crea difficoltà. Ma consapevoli che farlo in un assetto come quello dell’Unione, con la prospettiva di un federalismo sempre più politico e non solo parzialmente economico, sia possibile raggiungere risultati migliori e più funzionali. Altrimenti ci “infogniamo” in una sorta di girone dantesco in cui ci condanniamo da soli a tornare sempre indietro e a cominciare sempre tutto da capo… che è quello che grossomodo ci propongono, raccontandoci non poche balle, i detrattori dell’Unione e dell’euro. Buon voto. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Non abbiamo ancora imparato a votare i perdenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 dicembre 2017

voto elettronicoCredo che gli italiani hanno nel loro Dna la voglia di sentirsi dei “vincenti” e di considerare gli altri dei “perdenti” o quasi. Quando a scuola t’imbatti con un coetaneo debole di carattere e servile con i compagni ti diletti a stuzzicarlo e ad umiliarlo perché hai trovato qualcuno che ti fa sentire un vincente. Quando da grande rubi il lavoro o una promozione al collega meno pronto e reattivo, quando fai la cresta sulla spesa della casa o ti fai prestare dagli amici dei soldi senza restituirli, quando ti iscrivi a un partito e riesci a farti votare promettendo agli elettori di tutto, tanto chi se ne frega una volta eletto, quando smerci la droga a quei cretini che la usano, non ti senti un vincente?
Se accendo la televisione o mi sintonizzo su un canale radio o navigo sul web sento che un signore avendo solo pochi soldi a disposizione è riuscito in pochi anni a farsi una fortuna non pensi che è lui e non tu un vincente? Se segui le vicende di un politico sempre chiacchierato per le sue amicizie equivoche che a dispetto di tutto e di tutti continua ad essere eletto chi è il vincente se non lui? Avete mai provato a far emergere dalla massa un povero cristo, un perdente patologico, per farlo diventare un grand’uomo? Mai. Ma se per uno strano disegno della natura ci fosse un giorno un perdente che diventasse un grand’uomo e per giunta votato dai vincenti cosa potremmo dire di lui? Che anche in questo caso è e resta un perdente perché sarà sempre e comunque lo zerbino davanti la porta della casa del vincente. Dura lex sed lex. (Centro studi politici e sociali della Fidest)

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Votare la fiducia al governo Gentiloni è tradire il voto di 19 milioni d’italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

camera deputatiÈ sbagliato continuare a fare gli assistenti sociali di un governo che non ci rappresenta. L’UDC non può assumersi la responsabilità di dare avvio a un esecutivo che è stato bollato dal voto referendario.
È cambiato il direttore d’orchestra ma non la musica che sbeffeggia milioni d’italiani che chiedevano discontinuità rispetto all’esecutivo renziano. Questo è un governo con il fiato corto, privo di prospettive e mancante di ogni adesione alla realtà. Si faccia al più presto la legge elettorale per ridare la parola agli elettori. Basta con il finto rinnovamento, c’è bisogno di responsabilità e non si può continuare a rimanere fermi mentre cresce l’antipolitica e il populismo.

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Berlusconi: Votare No e rilanciare presidenzialismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

camera deputati2Dichiarazione dell’onorevole Elio Vito, deputato di Forza Italia e capogruppo azzurro in Commissione Difesa a Montecitorio: “Il Presidente Berlusconi ha, ieri sera, spiegato bene le nostre ragioni per il No al referendum costituzionale. Sono ragioni di merito, che riguardano una riforma sbagliata, inefficace e pericolosa.Ma il Presidente Berlusconi ha anche rilanciato l’esigenza di una vera riforma costituzionale, che preveda innanzitutto l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e la riduzione del numero dei parlamentari, con l’abolizione del Senato. Proprio sulle ‘Ragioni del NO’ e sulla proposta riformatrice del Presidenzialismo si terrà una Conferenza stampa martedì 25 ottobre alle ore 11,30 presso la sala stampa della Camera dei deputati. Interverranno Elio Vito, Capogruppo di Forza Italia in Commissione Difesa e Silvia Pispico, responsabile giovanile del Comitato Presidenzialisti per il NO”.

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Referendum: Votare No per salvare la democrazia

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2016

“Renzi ha violentato la Costituzione per dare tutto il potere a Grillo. Bel risultato”. Così il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, intervistato da ‘Il Piccolo’. “Ci aspetta – ha aggiunto – la battaglia della vita: quella dentro cui forgiare il nuovo centrodestra di governo. Il no al referendum significa salvare la democrazia. Renzi ha voluto una legge elettorale pensata per un sistema bipolare, ma la realtà dice che i poli sono tre e che il M5s vince al ballottaggio. Se passa il sì, resta l’Italicum e alle successive elezioni Grillo prenderebbe il potere per vent’anni. Per Renzi – ha continuato – sarebbe la nemesi del dittatore travolto dalle sue stesse leggi: altro che Partito della nazione”.

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Referendum: come votare

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

costituzione1Finita la corrida delle elezioni amministrative, torna di prepotenza il referendum per stravolgere la Costituzione italiana. Capire il nesso di talune modifiche è arduo, perché si dovrebbe poter entrare nei meandri tortuosi della mente del presidente del consiglio che su tale referendum scommette la sua stessa carriera politica (salvo ripensamenti in corso d’opera).
Si pone adesso l’amletico dubbio se votare SI oppure votare NO; l’astensione rappresenta una delega in bianco ad altri che andranno a votare per reconditi fini o per palesi interessi.
Escluso il voto NI, perché sarebbe annullato, rimane la scelta, la decisione e la responsabilità di permettere a personaggi politicamente di più che mediocre levatura, l’onere di modificare una Costituzione scritta da statisti veri, da studiosi, filosofi, da Benedetto Croce a Calamandrei, da Togliatti a Nilde Jotti, a modificarne la struttura si sono assunti l’onere tale Matteo Renzi, una imprecisata Maria Elena Boschi, un pluri-inquisito Denis Verdini, e altri di analogo livello culturale e morale.
Votare SI significherebbe delegare simili personaggi ad eseguire un compito eccessivamente superiore alle loro capacità.
Se ne deduce che sarebbe più opportuno votare NO, ma in tal caso, il mio singolo voto, anche insignificante, andrebbe a fondersi con il voto dei vari Matteo Salvini; con il voto vendicativo di un Berlusconi in caduta libera che cerca appigli per arrestare la caduta; assimilarsi al voto di un tale Brunetta che vanta per se stesso una candidatura al Nobel per l’Economia, diventa una mortificazione irrecuperabile. Sulla Costituzione si giura con la formula:
“Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi”; giurano i Presidenti della Repubblica, Ministri, Giudici costituzionali, Magistrati, Sindaci, militari, dipendenti pubblici. Avrà ancora valore un giuramento su una Costituzione così maldestramente alterata? Mi sembra come il giuramento sulla Bibbia, ove venisse alterata dal cardinale Tarcisio Bertone.
Come potrà mai essere sentito un giuramento verso una Costituzione che gli stessi modificatori abusivi hanno definito “una schifezza”, “uno scempio”, una fetenzia”, e con quale faccia potranno mai giurare senza sentirsi coperti di ridicolo e trattenere l’impeto di lanciarsi in una liberatoria risata? Il nodo gordiano della decisione ultima, spetta ad ogni singolo elettore, che dovrà, in ogni caso, forzare la propria coscienza nel fare una scelta sbagliata in entrambi i casi. (Rosario Amico Roxas)

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Referendum: ultimo appello

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

A poche ore dalla consultazione referendaria del 12 e 13 giugno sui Referendum abrogativi contro la privatizzazione dell’acqua, le centrali nucleari in Italia e il legittimo impedimento la CVDP, primo movimento astensionista politico invita, con sempre maggior vigore, gli astensionisti politici italiani a recarsi a votare. A differenza di chi lo invoca in questi ultimi giorni, il diritto all’astensione al voto dev’essere sempre riconosciuto e garantito, e non solo a livello referendario o parlamentare… Esso può essere persino utile ai fini di una più ampia formazione degli stessi assetti politico-istituzionali, da improntare su una più effettiva portata pluralistica capace di riallineare il potere di investitura a parametri meno oligarchici. Questa sì sarebbe vera democrazia!
Ma i Referendum di oggi racchiudono una ben più stretta valenza strategica, in quanto ultima o unica possibilità di espressione sovrana e diretta su temi di grande interesse collettivo. Buona prassi democratica sarebbe, per temi di così ampia e generale portata, quella di interpellare il popolo sovrano preventivamente, soprattutto per quanto riguarda materie come quelle sul nucleare che, come si ricorderà, è già stato bocciato una prima volta in un’altra tornata referendaria. Spetti al solo popolo sovrano rimettere in discussione ciò che il popolo sovrano ha deciso! Si avvii finalmente quella nuova fase, nella quale direzione è volto tutto il nostro impegno, in cui le sorti e i destini della nazione possano essere direttamente collegati alla volontà dei cittadini, come sancito dalla nostra Costituzione.

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Referendum: Votare = resistere

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2011

Votare SI per dire NO alle disgraziate iniziative di questo governo.
Votare SI per neutralizzare l’arroganza di Berlusconi.
Votare SI per dimostrare che la maggioranza degli elettori contro Berlusconi, il quale può contare solo su una maggioranza nei due rami del parlamento.
Votare SI per includere una domanda retorica, non oggetto di referendum, ma implicitamente connessa: Vuoi che Berlusconi e il suo governo lascino la politica della quale si sono serviti per interessi personali?
I quesiti del referendum:
1) Vuoi eliminare la legge che dà l’affidamento a soggetti privati o privati/pubblici la gestione del servizio idrico?
2 Vuoi eliminare la legge che consente al gestore di avere un profitto proprio sulla tariffa dell’acqua, indipendente da un reinvestimento per la riqualificazione della rete idrica?
3) Vuoi eliminare la legge che permette la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano?
4) Non sono gli uomini e le donne tutti uguali dinanzi alle leggi?
Quattro SI per dire definitivamente
NO al governo degli affaristi speculatori, regalando loro condoni, scudi, sanatorie, tutto a danno delle fasce più deboli del paese.
NO ai criminali che se la ridono quando accade un terremoto, perché sanno bene che potranno trarre lucro dalle disgrazie altrui.
NO a tutte le mafie
Rosario Amico Roxas

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Pochi italiani al voto? Distratti da fatti privati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2010

«Gli italiani sono troppo presi dalle difficoltà crescenti di far quadrare i bilanci familiari, di mantenere un livello di benessere e far fronte alle esigenze cogenti, a partire da quelle che riguardano i figli. Figli che crescono e che dopo aver raggiunto un titolo di studio non trovano alcuno sbocco nel mondo del lavoro. In altre parole, gli italiani sono talmente presi dalle esigenze private e familiari da perdere di vista la dimensione pubblica e la responsabilità collettiva». Spiega così il calo di affluenza alle urne in queste elezioni Massimo Di Giannantonio, docente di psichiatria all’università Gabriele D’Annnunzio di Chieti. Insomma, «gli italiani che non sono andati a votare (nelle zone d’Italia dove c’è una democrazia sana, ovvero dove non c’è stato un voto di scambio), hanno pensato che andare o non andare a votare non avrebbe risolto i propri problemi personali. In altre parole – spiega Di Giannantonio all’Adnkronos – è prevalsa l’attenzione al proprio “particolare” rispetto al generale, al pubblico. Un fatto sicuramente negativo – riflette ancora lo psichiatra – soprattutto perché nelle competizioni internazionali vince invece proprio la coesione della struttura politica, tenuta a rigenerarsi e a offrire soluzioni ai problemi della gente, a partire dal lavoro per i giovani».(fonte doctor news)

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Vado a votare contro il rospo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2010

Lettera al direttore. Hic et nunc, è il “qui ed ora” che m’interessa, e per questo vado a votare. Il “qui ed ora” per me è la notizia ultima di un ex operaio della Videocon, che si è tolto la vita nella sua abitazione. lo scorso mese di dicembre, insieme ad altre 1200 persone si era visto recapitare la lettera di licenziamento. Penso che i suoi compagni di lavoro e i suoi amici andranno a votare. Al loro voto sento che devo aggiungere il mio. Per me il “qui ed ora” sono i lavoratori della Vinyls di Porto Torres, che dal 25 febbraio scorso occupano l’ex super carcere dell’Asinara per difendere il loro posto di lavoro. Penso che anche loro andranno a votare. Per me il “qui ed ora” sono le donne straniere e gli uomini stranieri, e i loro bambini che sono solo bambini e nient’altro, maltrattati nel nostro Paese. Vado a votare anche per loro. Per me il “qui ed ora” è un rospo che sta tentando d’impadronirsi dello stagno. Vado a votare contro il rospo. Verrà una rana al suo posto? Bene, la prossima volta voterò contro la rana, se tenterà anch’essa d’impadronirsi dello stagno. E’ il “qui ed ora” che m’interessa. (Elisa Merlo)

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Elezioni regionali: Non si vota per l’aborto

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2010

Tra pochi giorni si andrà a votare per il rinnovo di 13 consigli regionali e per i presidenti delle regioni. Dopo settimane, nelle quali si e’ parlato di tutto, liste, intercettazioni, prostitute/i, droga e censura televisiva, e’ arrivato il momento fatidico: il voto. Gia’, come orientarsi? I programmi? Si’, certo, anche se i problemi sono sempre quelli e le soluzioni, piu’ o meno, le stesse. La salute e’ il tema centrale, visto che buona parte dei bilanci regionali e’ assorbita da questo settore e la ricetta è comune: razionalizzazione, efficienza, lotta agli sprechi, verifica dei risultati, ecc. “Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?” si chiede Dante Alighieri. In una indagine del quotidiano La Stampa, è stata compilata una graduatoria delle regioni piu’ “virtuose”. Nelle prime quattro risultano due regioni governate dal centro-destra e due dal centro-sinistra (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Toscana), il che significa che, almeno a livello  locale, il colore politico ha scarso rilievo. Non e’ quindi un tema specifico, quale l’aborto, del quale le Regioni non hanno competenza legislativa, o il richiamo all’appartenenza politica che dovrebbe indurci a scelte di voto ma la competenza, la capacita’, l’esperienza e il buon senso dei candidati, insomma la perizia al “buon governo” i cui effetti Ambrogio Lorenzetti dipinse mirabilmente (1338-1339) nella sala del Palazzo Pubblico di Siena.

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