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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘voto amministrativo’

Con il voto amministrativo di fine estate si apre la stagione elettorale in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

Tutti i partiti sembrano voler imitare il piazzista delle fiere paesane dove la merce, pur di scarsa qualità, è venduta con un profluvio di parole per confondere e nascondere la verità all’incauto acquirente. In tutto questo polverone da accecare la vista avanza sempre più inquietante l’idea che sia meglio non andare a votare, tanto si pensa, l’uno è degno dell’altro. Non ci rendiamo conto, forse in buona fede, che anche in questo modo facciamo il gioco di chi punta a rendere la politica un potere riservato a pochi, ai sempre più selezionati e asserviti ad interessi partigiani. In altri termini non umiliamo la politica ma, semmai, la facciamo scadere in mercimonio. È che non ci siamo ancora resi conto di trovarci nel bel mezzo di una rivoluzione culturale dove i retaggi del passato hanno perso smalto e c’impongono una maggiore e più attenta riflessione. Oggi non dovremmo più ragionare secondo le correnti di pensiero che hanno attraversato gli ultimi due secoli dove l’ideologia ci ha portato a distinguerci tra la sinistra il centro e la destra e le loro sfaccettature. Oggi possiamo posizionarci solo in due modi: Tra chi ha e chi è. E chi ha, comanda, e chi è, resta asservito al primo. E la beffa sta nel fatto che mentre chi vive nell’area del benessere conta poche milioni di persone tutti gli altri, sono miliardi, pur tanto numerosi, non riescono ad imporre il loro diritto a vivere con dignità. A questo punto tornando agli eventi odierni ciascuno di noi dovrebbe rendersi conto che non si può continuare a sostenere chi ci rende schiavi del bisogno e che la sola forza del chi è sta nel partecipare e soprattutto comprendere da che parte collocarsi. (Riccardo Alfonso)

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Bene voto amministrativo e per i Comites entro l’anno! Elezioni Comites non rinviabili

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2021

“La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il decreto elezioni che rinvia all’autunno le elezioni amministrative. Un fatto che si coniuga bene con la decisione del MAECI di fissare la data delle elezioni dei Comites per il 3 dicembre 2021, come avevamo chiesto più volte attraverso ordini del giorno e risoluzioni.In questo modo tutti gli italiani, sia che risiedano sul territorio nazionale sia che risiedano all’estero, avranno la possibilità di eleggere i loro rappresentanti locali, ovviamente con le dovute differenze di carattere normativo tra le Amministrazioni locali ed i Comites.Auspichiamo, quindi, che si proceda a dare la massima diffusione a questo appuntamento elettorale tra le Comunità all’estero in modo che ci sia un’ampia affluenza alle elezioni e i Comites possano essere sempre più lo specchio delle Comunità italiane presenti in ogni Circoscrizione consolare.Qualora il Governo dovesse tornare indietro nella sua decisione, rinviando ulteriormente la data del voto, sarebbe un segnale negativo per i diritti degli Italiani all’estero, e per la stessa credibilità dei Comites. Le elezioni dei Comites sono già state rinviate di oltre un anno, e un nuovo rinvio non sarebbe accettabile, in quanto confermerebbe lo scarso interesse verso questi organismi. Qualora fosse così, sarebbe meglio dire le cose come stanno ed abolire i Comites, senza nascondersi dietro alla scusa del Covid-19.”Lo hanno dichiarato l’on. Elisa Siragusa, deputata del Gruppo Misto eletta in Europa, e l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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La vittoria di Marchini

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2016

marchiniLa verità è che Marchini, con l’appoggio di Berlusconi ha perso molto più voti di quel esiguo 4% che FI ha portato. Ma Marchini ne esce vincitore in prospettiva, grazie agli accordi con Berlusconi, che prevedono:
1) Candidatura da capolista nominato alle prossime politiche nelle quali FI non nutre speranze di ottenere un quorum utile a Roma, mentre Marchini potrebbe ottenerlo grazie ai “suoi” consensi.
2) Impegno, nella remotissima ipotesi di un governo di destra, di un incarico ministeriale quale ministro per lo Sviluppo economico
3) Leadership della destra da sottrarre a Salvini (La lotta interna è già cominciata).
Così Marchini renderà un servizio a Berlusconi facendo finta di attribuirgli autorevolezza nella destra, pur dovendo ingoiare il rospo della destra estrema di Salvini e della destra populista della Meloni.
Quando mr. ex.tutto dovette rinunciare a Bertolaso per accedere a Marchini, non aveva nulla da offrire se non in prospettiva futura ma non futuribile. Non gli costò nulla promettere e impegnarsi sul futuro, facendo leva sullo stesso Marchini con l’illusoria ipotesi di una nuova alba radiosa di FI.Marchini accettando le proposte e gli impegni era perfettamente consapevole di imbarcarsi in una battaglia elettorale a sindaco di Roma, persa in partenza, ma compensata dalle ipotesi che Berlusconi mise sul tavolo.
E’ un po’ una copia delle trattative per la cessione del Milan, per il quale chiede impegni agli acquirenti, di investimenti, per ritornare ai fulgori passati ormai dimenticati. Non avendo nulla da offrire di concreto, ha “venduto” a Marchini una ipotesi sul futuro che appartiene ai sogni impossibili . E’ facile l’analogia con la cessione del Milan, per la quale Berlusconi pretenderebbe di vendere, stavolta, il passato; così ora, non avendo da offrire nulla al presente se non la constatazione della sua fine, cerca di vendere il futuro di FI a Marchini e il passato del Milan alla cordata cinese. (Rosario Amico Roxas)

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Il voto amministrativo “parapolitico”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

Italia and Germania by Friedrich Overbeck, sym...

Image via Wikipedia

La tensione sollevata per il rinnovo della rappresentanza locale nei comuni italiani ha raggiunto toni inusitati e di certo superiori alla caratura dell’evento che pur è e resta un coinvolgimento limitato, ma anche di non facile lettura per la presenza di partiti che sono nati e probabilmente moriranno all’indomani dell’apertura delle urne e che non possono essere assimilati a quelli di espressione nazionale. Tutto questo sconvolgimento lo dobbiamo al protagonismo del presidente del Consiglio che si è gettato nell’agone elettorale con la grazia di un elefante. Ora c’è da chiedersi come risponderanno gli elettori a questo surplus di comunicazione dove i programmi sono stati accantonati per dare spazio ad argomenti di tutt’altro genere. Ciò che posso dire, da subito, è che la politica ne esce sconfitta. Una politica giusta, a ben intenderci, è quella fatta per dialogare, proporre, costruire, una società più sensibile ai grandi temi della nostra contemporaneità, come a quelli di tutti i tempi: lotta al culto della diversità, equa ridistribuzione delle risorse, giustizia sociale, una scuola al servizio di tutti e gratuita. C’è ora da capire quali scelte si propongono per quella risposta elettorale che molti vorrebbero strumentalizzare e mandare all’ammasso acriticamente. Ci troviamo nello stesso stato d’animo di chi in Germania, quella Germania colta ed evoluta, che negli anni trenta votò in favore di una dittatura oppure riusciamo a fare un balzo in avanti per riacquistare il nostro spirito critico e renderci conto che vale molto di più il senso della giustizia a quello dell’indifferenza o della convenienza dettata dai piccoli affari di bottega? Ci mancano 48 ore per capirlo. Aspettiamo quindi. Non facciamo pronostici. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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