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Rifiuti: senza End of Waste il riciclo degli inerti

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

Dopo più di due anni di intenso confronto con il Ministero dell’Ambiente e con ISPRA, alcune Associazioni di categoria (CNA nazionale, Confartigianato Imprese, Federbeton con ATECAP, FISE Unicircular, ANPAR, Legacoop Produzione e Servizi e il supporto di Centro Materia Rinnovabile) hanno inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa chiedendo il suo coinvolgimento per accelerare e portare a termine un importante Regolamento End of Waste relativo ai rifiuti inerti da costruzione e demolizione (C&D).
L’End of Waste – cioè il fatto che, a certe condizioni, alcuni rifiuti non vengano più considerati tali e possano essere impiegati nei processi di produzione – è una condizione essenziale perché le imprese possano diventare protagoniste dell’Economia circolare. In particolare, la valorizzazione dei rifiuti da C&D è una questione nodale per l’economia del Paese; è un problema che coinvolge decine di migliaia di imprese e migliaia di impianti di recupero. Secondo il recente Rapporto ISPRA Rifiuti Speciali 2019, il flusso di rifiuti “tracciati” arriva a 57 milioni di tonnellate all’anno (il 41% del totale), ma a questi si aggiungono enormi quantitativi di materiali “non identificati”, dispersi nel territorio, che costituiscono un danno per l’ambiente e un costo per la collettività.Stabilire regole chiare attraverso le quali poter valorizzare pienamente questi materiali nelle costruzioni è quindi un passo importante per l’economia di un settore che negli ultimi anni ha perso più di 500.000 posti di lavoro e può trovare una importante leva di ripresa proprio nell’Economia circolare.
Si tratta di conciliare criteri ambientali, nel rispetto delle norme in materia, e criteri tecnico industriali, che derivano dalle norme tecniche armonizzate europee e dall’esperienza operativa delle imprese.L’obiettivo è arrivare alla redazione di un nuovo testo di Regolamento End of Waste per i rifiuti da Costruzione e Demolizione, diverso dalla bozza fino ad oggi elaborata, che preveda analisi e verifiche assolutamente rigorose ma costruite a misura degli scopi specifici ai quali “la sostanza o l’oggetto è destinato” (si veda art.6, par. 1, Direttiva 2008/98).Per questo motivo le Associazioni confidano che il Ministro Costa dia una sua indicazione per favorire il riavvio di una piena collaborazione tra le parti e il trasferimento, dalle Associazioni a ISPRA, delle innovazioni industriali e delle pratiche consolidate che possano risultare utili per una migliore messa a punto degli aspetti tecnici del Regolamento.Le Associazioni firmatarie di questa lettera al Ministro hanno sottoscritto, lo scorso 25 luglio, anche l’Appello al Governo e al Parlamento per sboccare il cosiddetto End of Waste “caso per caso” che rappresenta una problematica strettamente connessa a quella qui esposta e con conseguenze drammatiche per le aziende del recupero.

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End of waste, Costa a Radio 24: Dopo pannolini pronti altri 17 decreti da biometano a rifiuti edilizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

“Ci sono voluti 12 mesi ma adesso abbiamo un risultato straordinario, uno standard sicuro valido per sempre e in arrivo ci sono altri 17 decreti End Of Waste”. Il ministro dell’ambiente Sergio Costa a Si può fare su Radio 24 torna sulla recente approvazione del decreto End of Waste sui rifiuti, in particolare sul recupero di materia prima come cellulosa, plastica e materia assorbente dai pannolini (ottenuto dallo stabilimento Fatersmart di Treviso, ndr). “Il ministero dell’ambiente deve rispettare le procedure del diritto” spiega Costa a Radio 24 e ricorda: “io mi sono insediato 12 mesi fa, nel frattempo il decreto è dovuto passare attraverso gli enti territoriali, l’Ispra, il parere del Consiglio di stato, e poi l’Unione Europea dove va notificato l’atto e ci vogliono da 3 a 5 mesi. Tuttavia, il risultato è importante perché al termine di questo percorso il decreto è inattaccabile”.Ci sono molte altre attività di economia circolare che aspettano le autorizzazioni, domandano i conduttori Alessio Maurizi e Carlo Gabardini, di Si può Fare, per esempio la produzione di biometano dai rifiuti che già avviene a Milano o negli stabilimenti Eni a Gela: quando arriveranno questi End Of Waste? “Abbiamo in lavorazione 17 EOW nuovi, siamo alla coda, all’ultimo miglio. Appena mi sono insediato ho costituito una task force di 8/10 persone, esperti, che lavorano all’80% su questo e sono una interfaccia con le aziende. Dopo i pannolini arriveranno presto anche gli altri. Ho pronti i decreti sulla gomma vulcanizzata granulare o i rifiuti di costruzione e demolizione, per fare degli esempi. Appena firmo il decreto potranno tornare a essere materia prima seconda e anzi farci risparmiare il consumo delle risorse e farci risparmiare i costi della ristrutturazione edilizia”.Novità in arrivo anche sul fronte della spesa nei supermercati. La soluzione dei sacchetti biodegradabili per frutta e verdura si è infatti rivelata una soluzione a metà perché occorrono da 3 a 5 anni per essere smaltiti, mentre la retina riutilizzabile venne bloccata dal ministero della salute per questioni igieniche. “Stiamo lavorando a un tavolo con il ministro della salute Giulia Grillo per superare l’impasse sanitario” spiega Costa che annuncia a Radio 24: “siamo all’ultimo miglio. Penso entro quest’anno ce la dovremmo fare tranquillamente”. (by Chioda Maria Luisa Il sole 24 ore)

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Waste Management Sets Date for Fourth Quarter and Full-Year Earnings Release Conference Call

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2019

Waste Management, Inc. (NYSE: WM) announced that it will release fourth quarter and full-year 2018 financial results before the opening of the market on Thursday, February 14, 2019. Following the release, Waste Management will host its investor conference call at 10 a.m. ET.A live audio webcast of the conference call can be accessed by visiting investors.wm.com and selecting “Events & Presentations” from the website menu. Alternatively, listeners may access the call by dialing 877-710-6139 (US/Canada) or 706-643-7398 (International) and entering passcode 6496795.A replay of the call will be available through 5 p.m. ET on February 28. To hear a replay of the call over the internet, access the “Events & Presentations” section on investors.wm.com. The Company participates in investor presentations and conferences throughout the year. Interested parties can find a schedule of these conferences at investors.wm.com by selecting “Events & Presentations.”
Waste Management, based in Houston, Texas, is the leading provider of comprehensive waste management environmental services in North America. Through its subsidiaries, the Company provides collection, transfer, disposal services, and recycling and resource recovery. It is also a leading developer, operator and owner of landfill gas-to-energy facilities in the United States. The Company’s customers include residential, commercial, industrial, and municipal customers throughout North America. To learn more information about Waste Management, visit http://www.wm.com or http://www.thinkgreen.com.

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Legambiente e Kyoto Club su normativa dell’end of waste

Posted by fidest press agency su sabato, 5 gennaio 2019

«La semplificazione del riciclo dei rifiuti urbani e speciali, la normativa sul cosiddetto end of waste, deve essere reale ed efficace, al contrario di quanto si stava facendo con la legge di bilancio approvata definitivamente nei giorni scorsi con l’intervento maldestro del Parlamento. Bene ha fatto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa a stralciare quell’articolo dalla manovra economica per farlo tornare dove era stato inizialmente previsto, cioè nel Decreto Semplificazioni. Il nostro augurio è che ora non si facciano ulteriori pasticci nel passaggio parlamentare complicando il testo governativo sulle materie prime seconde che va, invece, nella direzione giusta».È l’appello lanciato dal presidente di Legambiente Stefano Ciafani e dal Vicepresidente di Kyoto Club, Francesco Ferrante per tradurre finalmente in realtà la norma sull’end of waste sulle materie prime seconde, molte volte annunciata in questi mesi dal ministro dell’ambiente Sergio Costa.Da diversi anni l’Italia, infatti, non riesce a semplificare le operazioni di riciclaggio dei rifiuti come richiesto dall’Europa con le ultime direttive europee sul tema. La mancata emanazione di decreti sul fine vita dei rifiuti che dovrebbe rendere più semplici, solo per fare due esempi, il riciclo dei pannolini (l’unico impianto al mondo per trattare i pannolini e avviarli a recupero di materia è stato realizzato in provincia di Treviso ma è fermo perché manca la norma che dovrebbe emanare il ministero dell’Ambiente) o il granulato dei pneumatici fuori uso (manca da anni il decreto per riciclarli ad esempio nella produzione degli asfalti per le strade o nella realizzazione dei campi sportivi), sta creando un corto circuito che rischia di aumentare i flussi di rifiuti che vanno in discarica o negli inceneritori. Anche la chiusura del mercato cinese all’importazione dei rifiuti dall’estero, che spesso ha fatto emergere traffici illegali, ha di fatto ingolfato il mercato italiano e serve creare urgentemente il mercato interno dei prodotti riciclati che con i decreti “end of waste” sarebbe molto più rilevante nei numeri e nelle applicazioni.«Ci auguriamo che questa sia la volta buona per l’approvazione di una norma che faccia decollare definitivamente il riciclaggio dei rifiuti di provenienza domestica o produttiva come ci chiede il nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, grazie alla semplificazione dell’iter autorizzativo – aggiungono Ciafani e Ferrante –. Non c’è più tempo da perdere se vogliamo evitare la realizzazione di altri termovalorizzatori come paventato dal vicepremier Matteo Salvini. Una sciagura per l’economia circolare italiana che dobbiamo evitare rendendo più economiche le politiche di prevenzione, più semplici le operazioni di riciclo, costruendo tanti nuovi impianti industriali per il recupero di materia, a partire da quelli per la frazione organica dei rifiuti nei moderni digestori anaerobici per la produzione di biometano, e favorendo veramente, come previsto dall’obbligatorietà per legge dei criteri ambientali minimi nelle gare pubbliche d’appalto, i prodotti realizzati con materiali da riciclo».

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