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Willis Towers Watson – COVID-19: M&A del Nord America al minimo storico degli ultimi dieci anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

Sulla base dell’andamento dei titoli azionari, gli ultimi risultati del Quarterly Deal Performance Monitor (QDPM) di Willis Towers Watson, gestito in collaborazione con Cass Business School, mostrano che il Nord America ha registrato il più forte calo delle performance di M&A con uno stacco netto. Gli acquirenti hanno sottoperformato il loro indice regionale di -7,2% – con solo 137 operazioni concluse nel primo semestre del 2020 (rispetto alle 188 del primo semestre del 2019). Si tratta del numero più basso di operazioni nordamericane in un periodo di sei mesi dall’inizio dello studio, nel 2009. Gli acquirenti europei hanno invece registrato una performance di +10,2% rispetto al loro indice regionale sulla base di un effettivo aumento delle operazioni concluse (80 operazioni contro 68 operazioni nel primo semestre 2019). Questa è anche la prima volta in due anni che l’Europa registra tre trimestri consecutivi di performance positiva. Nel frattempo, gli acquirenti britannici hanno registrato una performance di +16,9% sopra l’indice con 15 operazioni nel primo semestre di quest’anno. Anche gli intermediari dell’Asia-Pacifico nel primo semestre del 2020 hanno registrato un andamento migliore rispetto all’indice regionale, seppur con una performance positiva più modesta di +3,1% e basata su un leggero calo dei volumi (82 operazioni rispetto alle 95 concluse nel primo semestre del 2019). Da notare che la performance positiva dell’area negli ultimi tre mesi è migliorata sostanzialmente del +8,0% sulla base di 41 operazioni chiuse – la prima performance trimestrale positiva significativa dell’area dalla fine del 2016.
Andrea Scaffidi, Head of Retirement di Willis Towers Watson, ha commentato: “Sulla scia dell’epidemia di COVID-19, l’attività globale di M&A è crollata raggiungendo il suo livello più basso degli ultimi dieci anni, con la maggior parte di questo declino guidato dal Nord America. L’incertezza economica causata dalla pandemia sembra aver avuto un impatto negativo maggiore sulla capacità delle aziende statunitensi di avviare e completare con successo le negoziazioni di M&A”. Le operazioni richiedono più tempo – Il tempo medio di chiusura di un’operazione nei primi sei mesi del 2020 è aumentato dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2019 (da 144 giorni a 156). Secondo Willis Towers Watson, questa tendenza è destinata a durare, con le operazioni di M&A che continuano ad essere ritardate o annullate mentre le aziende cercano di aspettare di superare il peggio della crisi. Mega offerte ancora in gioco – Sei mega offerte (del valore di oltre 10 miliardi di dollari) chiuse nel primo semestre del 2020 rispetto alle cinque del primo semestre del 2019.
I migliori dell’industria – Gli acquirenti dei settori Energia e generazione elettrica (+8,2%), Sanità (+3,4%) e Materiali (+9,8%) hanno tutti superato i rispettivi indici nel 1° semestre 2020.
I più colpiti dell’industria – Gli acquirenti nel settore dell’Alta tecnologia (-15.4%) sono stati colpiti più duramente durante l’epidemia COVID-19. Le operazioni nazionali e internazionali – Le operazioni transfrontaliere e interregionali hanno entrambe sovraperformato i loro indici nel primo semestre del 2020 rispettivamente di +0,3% e di +6,2%, mentre le operazioni nazionali hanno lottato con una performance inferiore di -2,6%.

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Willis Towers Watson: gli asset ESG frenano il calo della crescita dei maggiori gestori patrimoniali a livello mondiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

Secondo l’ultima ricerca Global 500 del Thinking Ahead Institute di Willis Towers Watson, gli asset gestiti con approccio ESG (Environmental, Social, and Governance) sono aumentati del 23,3% nel 2018 nei portafogli dei 500 maggiori gestori patrimoniali del mondo, a differenza degli asset under management (AUM), che sono diminuiti del 3% rispetto all’anno precedente. Le attività gestite secondo i principi ESG sono aumentate del 17,8% nel corso dell’anno corrente.La ricerca è stata condotta in collaborazione con Pensions & Investments, uno dei principali quotidiani internazionali di investimento.
La sostenibilità e l’importanza della cultura nella gestione concreta delle società di investimento sono state le principali aree d’interesse nel 2018. Il report evidenzia che congiungere la cultura alla strategia, ai valori, alla vision e alla mission, è diventata una sfida e un’opportunità fondamentale di leadership. Un obiettivo di fondo più forte, al di là del perseguimento della sola crescita e del profitto, viene visto come un fattore di differenziazione in un settore sovraffollato che si trova ad affrontare un ambiente difficile. L’interesse dei clienti per gli investimenti sostenibili, inclusi gli azionisti con diritto di voto, è aumentato nell’83% delle aziende intervistate.
La ricerca ha inoltre rilevato che circa 242 nomi che erano presenti nell’elenco dei primi 500 gestori patrimoniali al mondo del 2008 non sono presenti nell’elenco del 2018. Mentre l’ultimo decennio è stato un ambiente piuttosto favorevole per i gestori patrimoniali, con mercati in crescita e forti margini di profitto, la maggior parte degli osservatori si aspetta una più grande pressione nei prossimi anni a causa della crescente attività normativa, della compressione delle commissioni e dell’elevato costo della tecnologia. L’81% dei gestori di fondi ha dichiarato di aver aumentato le risorse destinate alla tecnologia e ai big data, mentre il 57% dei manager intervistati ha dichiarato di aver registrato un aumento del livello di controllo normativo.BlackRock rimane il più grande asset manager nella classifica, posizione che ricopre dal 2009. Nel frattempo, Vanguard e State Street completano la top 3 per il quinto anno consecutivo.

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ASCO 2017, nuove correlazioni tra l’uso della tecnologia cognitiva di Watson e la cura del cancro

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

Cambridge, MassachusettsCambridge, Massachusetts IBM Watson Health (NYSE: IBM) e i suoi specialisti hanno svelato oggi i dati che saranno presentati all’ASCO 2017 – il più importante appuntamento mondiale per l’oncologia – dimostrando l’utilità clinica di Watson for Oncology, sistema addestrato dai medici del Memorial Sloan Kettering oltre che da Watson per la Clinical Trial Matching (CTM). IBM ha anche aggiornato i numeri che testimoniano il livello di adozione della tecnologia, attualmente in uso o in attivazione in decine di ospedali e organizzazioni sanitarie di Stati Uniti, Messico, Brasile, India, Cina, Thailandia, Corea, Taiwan, Bangladesh, Australia, Spagna e Slovacchia.Ecco, in sintesi, i cinque studi ASCO sulle offerte oncologiche di Watson con le principali risultanze:
· Highlands Oncology Group e Novartis: Watson for Clinical Trials Matching (CTM) ha ridotto del 78% il tempo necessario al monitoraggio dei pazienti per l’ammissibilità alla sperimentazione clinica. Durante un progetto pilota di 16 settimane, CTM ha elaborato i dati di 2.620 pazienti affetti da tumore al polmone e alla mammella. Utilizzando il linguaggio naturale, il sistema ha potuto analizzare i protocolli di sperimentazione clinica forniti da Novartis e valutare le informazioni, provenienti sia dai registri dei pazienti sia dalle note dei medici, sui criteri di inclusione ed esclusione dai protocolli, stabilendo automaticamente i pazienti ineleggibili (in media sono il 94% de totale). Ciò ha ridotto il tempo necessario ai controlli dei test clinici da 1 ora e 50 minuti a 24 minuti.
· Manipal Comprehensive Cancer Center di Bangalore: in questo studio, Watson for Oncology ha raggiunto elevati tassi di concordanza (96% per i casi di cancro al polmone, 81% per quelli al colon e 93% al retto) rispetto alle raccomandazioni del gruppo multidisciplinare oncologico.
· Ospedale internazionale multi-specialistico Bumrungrad di Bangkok: qui Watson for Oncology ha manifestato un tasso di concordanza dell’83% per diversi tipi di cancro rispetto ai suggerimenti degli oncologi.
· Gachon University Gil Medical Center di Incheon, Corea del Sud: Watson for Oncology ha ottenuto un tasso di concordanza del 73% per i casi di cancro al colon ad alto rischio comparati con quanto evidenziato dal gruppo di studio oncologico.
· Infine, in uno studio qualitativo, un gruppo di oncologi messicani ha constatato che Watson for Oncology aiuta a individuare potenziali opzioni di trattamento per i pazienti, in particolare nelle cliniche che non dispongono di competenze specialistiche per la formazione di studenti e specializzandi in medicina.
“Queste indagini – dichiara Andrew Norden, MD, MPH, MBA, Vice direttore sanitario per oncologia e genomica IBM Watson Health – rispondono alle attese riposte su Watson: ottenere un aiuto per incrementare l’esperienza e conoscenza dei medici con l’obiettivo di fornire cure basate sui fatti. Poiché l’adozione della tecnologia si sta espandendo a livello mondiale, stiamo costruendo un corpus di conoscenza su un crescente numero di informazioni e di evidenze le quali mostrano tutto il suo valore nella cura del cancro”.
Durante l’addestramento di Watson for Oncology al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, Watson è stato istruito e testato per aiutare nei casi di cancro al seno, al polmone, al colon-retto, alla cervice, ovarico e gastrico. La novità è ora il rilascio della tecnologia per sostenere anche la cura multidisciplinare dei pazienti affetti da tumore alla prostata.
Watson è il primo strumento di cognitive computing disponibile in commercio e rappresenta la nuova era nel calcolo computazionale. Il sistema, fornito in cloud, analizza grandi volumi di dati, comprende domande complesse poste in linguaggio naturale e propone risposte basate sulle evidenze. Watson impara continuamente, acquisendo valore e conoscenza nel tempo e dalle interazioni precedenti. Nell’aprile 2015, sono stati annunciati IBM Watson Health e la piattaforma Watson Health Cloud. La nuova unità contribuirà a migliorare la capacità di medici, ricercatori e assicuratori di innovare, sviluppando insight dalla massiccia quantità di dati sanitari, creati e condivisi quotidianamente. Watson Health Cloud rende anonime le identità dei pazienti e consente la condivisione delle informazioni e la loro combinazione in una visione aggregata dinamica e costantemente crescente di dati clinici e di ricerca.

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Watson come supporto per gli insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 ottobre 2016

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cCentinaia di insegnanti di scuola elementare negli Stati Uniti stanno sperimentando Teacher Advisor con Watson, uno strumento innovativo della IBM International Foundation che fornisce agli insegnanti una risorsa online completa e personalizzata. Teacher Advisor consente ai docenti di approfondire la conoscenza di concetti matematici chiave, permette l’accesso a lezioni di matematica di alta qualità, e a strategie di insegnamento che offrano loro la possibilità di adattare le lezioni alle esigenze individuali in aula.Utilizzando la tecnologia cognitive, docenti esperti di matematica hanno istruito Watson per supportare gli educatori che insegnano matematica nelle classi di terza elementare. In questa prima fase, Teacher Advisor offre centinaia di progetti formativi di alta qualità, risorse didattiche e tecniche di insegnamento, che sono personalizzate per soddisfare le esigenze dei singoli insegnanti e le specifiche necessità dei loro studenti.
Gli insegnanti possono “digitare” un particolare argomento o domanda e ottenere assistenza e raccomandazioni personalizzate da parte di Watson durante la pianificazione di una lezione, approfondendo così un concetto o mettendo in atto strategie di insegnamento efficaci per contribuire a migliorare l’apprendimento degli studenti. Watson può anche porre all’insegnante ulteriori domande per affinare la sua risposta, focalizzandosi su ciò di cui il docente necessita per affrontare le sue sfide. Gli educatori possono anche accedere a video di alta qualità su tecniche di insegnamento per specializzarsi e porre in atto lezioni o strategie di formazione nella loro classe.
La tecnologia innovativa di Watson può comprendere il significato che sta dietro alle domande grazie alle sue capacità di cognitive computing (Watson’s Dialog e Natural Language Classifier APIs). L’esperienza di Watson potrà così arricchirsi nel tempo attraverso la formazione e l’interazione con gli insegnanti.”Nulla è più importante per il successo scolastico di uno studente di un insegnante qualificato e di un metodo efficace. Tuttavia, troppo spesso, i docenti sono lasciati soli a soddisfare le esigenze di insegnamento con ben poco aiuto”, ha detto Stanley S. Litow, Presidente della IBM International Foundation e IBM Vice Presidente di Corporate Citizenship e Corporate Affairs. “In collaborazione con alcuni leader nell’ambito formativo, siamo entusiasti di mettere Watson a disposizione degli insegnanti. Sviluppata da insegnanti per insegnanti, questa innovazione, prima nel suo genere, consente ai docenti di approfondire le proprie conoscenze, personalizzare le lezioni in combinazione con strategie di insegnamento efficaci, guidati dal coaching cognitivo di Watson quando e dove ne hanno bisogno, in modo totalmente gratuito. La nostra speranza è di poter dotare un giorno tutti gli insegnanti del supporto di cui hanno bisogno per fare quello che sanno fare meglio: appassionare i bambini all’apprendimento e costruire così la prossima generazione di leader”. “Tutto questo si basa sul nostro lavoro con l’obiettivo di fornire agli educatori competenze, qualità e risorse reali create dagli insegnanti stessi e da altri esperti di formazione. Ciò riempie un vuoto del settore dell’istruzione, perché fornisce risorse di qualità e assistenza su cui gli insegnanti possano contare, invece che dover fare tutto da soli. Ed è bello che la IBM International Foundation stia mettendo a disposizione degli insegnanti gratuitamente Watson, sviluppato per diagnosi mediche e per altri scopi. Questo è davvero fantastico”, ha detto il Presidente di AFT Randi Weingarten.
Litow ha dichiarato che è a piano la possibilità di rendere Teacher Advisor disponibile a tutti gli insegnanti delle scuole elementari negli Stati Uniti entro la fine dell’anno. Si comincerà con l’assistenza ai docenti nel potenziamento dell’insegnamento della matematica, grazie alla stretta collaborazione con AFT, con un ampio gruppo di consulenti nazionali e di educatori di fama, con strutture di formazione no-profit e con fornitori di contenuti didattici di alta qualità che hanno lavorato con gli esperti di tecnologia di IBM.
Dovendo far fronte a tempi stretti, standard sempre più elevati, esigenze diverse degli studenti, e la responsabilità di insegnare tutte le materie, gli insegnanti della scuola elementare hanno manifestato l’esigenza di poter usare risorse ben progettate, di facile accesso e che consentano un supporto personalizzato. Per molti insegnanti, identificare i materiali giusti per rispondere alle esigenze dei loro studenti, in particolare di quelli con diverse capacità di apprendimento, è impegnativo. Anche avendo a disposizione le migliori risorse, molti insegnanti “lottano” per mettere a punto strategie di insegnamento efficaci che aiutino i loro studenti a migliorare le loro competenze, e non hanno accesso a un coaching dedicato.
La IBM International Foundation sta collaborando molto da vicino con le associazioni docenti a con un comitato consultivo di rinomati leader in ambito educativo, compresi i funzionari federali, i direttori delle scuole statali, presidi e leader dei consigli scolastici, che condividono la visione di rendere Teacher Advisor accessibile e disponibile a tutti gli insegnanti, gratuitamente. Oltre alla IBM International Foundation, i partner finanziatori comprendono la Fondazione Stavros Niarchos, la Fondazione Ford, e la Carnegie Corporation di New York.

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Creazione di Watson Health Medical Imaging Collaborative

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

ibmIBM (NYSE: IBM) ha annunciato la creazione di Watson Health Medical Imaging Collaborative, un’iniziativa globale costituita da più di 15 sistemi sanitari, centri medici universitari, strutture di servizi radiologici ambulatoriali e società di tecnologia di imaging di primo piano. Il progetto collaborativo mira a portare l’imaging cognitivo nella pratica medica quotidiana, per aiutare gli operatori ad affrontare tematiche quali cancro al seno, al polmone e altri tipi di tumore, diabete, salute dell’occhio, patologie cerebrali e cardiache ed eventi correlati, come l’ictus. I membri del progetto prevedono di sfruttare Watson per estrarre informazioni da dati di imaging non strutturati precedentemente “invisibili” e di poterli combinare con un’ampia varietà di dati provenienti da altre fonti. Così facendo, i medici possono prendere decisioni per cure personalizzate, mirate a uno specifico soggetto, costruendo al contempo un corpus di conoscenze a beneficio di più vaste popolazioni di pazienti. Queste informazioni possono comprendere dati provenienti da cartelle cliniche elettroniche, referti radiologici e patologici, risultati di laboratorio, annotazioni dei medici sui progressi osservati, riviste di settore, linee guida sulle cure cliniche e studi sugli esiti pubblicati.
Tra i membri fondatori del progetto figurano Agfa HealthCare, Anne Arundel Medical Center, Baptist Health South Florida, Eastern Virginia Medical School, Hologic, Inc., ifa systems AG, inoveon, Radiology Associates of South Florida, Sentara Healthcare, Sheridan Healthcare, Topcon, UC San Diego Health, University of Miami Health System, University of Vermont Health Network e vRad, oltre a Merge Healthcare, società IBM. Di pari passo con l’evoluzione del progetto collaborativo, grazie alla combinazione delle più recenti conoscenze di queste organizzazioni, si evolveranno anche il razionale e le informazioni di Watson.
Studi recenti rivelano che cure inadeguate, inutili, non coordinate e inefficienti e processi di business non ottimali consumano almeno il 35% – e forse più del 50% – degli oltre 3000 miliardi di dollari spesi ogni anno dagli Stati Uniti per l’assistenza sanitaria. Ciò suggerisce uno spreco di più di 1000 miliardi di dollari. L’obiettivo di Watson Health è aiutare gli operatori sanitari a migliorare l’assistenza e ridurre gli sprechi, permettendo un utilizzo potenziato dei dati di imaging medico e fornendo offerte e servizi cognitivi che consentano al medico di esprimere raccomandazioni personalizzate per le specifiche esigenze di ogni paziente.
Online Banking ComputerI membri del progetto lavoreranno in team con gli esperti di cognitive computing di Watson Health per addestrare il sistema in merito a patologie cardiovascolari, salute dell’occhio e altre condizioni cliniche, utilizzando i dati forniti dai membri stessi o da registri delle malattie basati sulla popolazione, che contengono milioni di casi anonimizzati provenienti da tutto il mondo. Per aiutare a creare nuove soluzioni alimentate da Watson, i membri del progetto potrebbero integrarlo nei propri sistemi dei flussi di lavoro o software di gestione delle immagini.
Watson è il primo cognitive computing disponibile in commercio che rappresenta una nuova era dell’informatica. Il sistema, fornito in cloud, analizza grandi volumi di dati, comprende domande complesse poste in linguaggio naturale e propone risposte basate sulle evidenze. Watson apprende continuamente dalle interazioni passate, acquisendo valore e conoscenza nel corso del tempo. Nell’aprile 2015 sono stati lanciati IBM Watson Health e la piattaforma Watson Health Cloud. La nuova unità contribuirà a migliorare la capacità di innovazione di medici, ricercatori e assicuratori, facendo emergere elementi di conoscenza dall’enorme quantità di dati sanitari personali creati e condivisi ogni giorno. Watson Health Cloud permetterà di rendere anonime, condividere e combinare queste informazioni con una vista aggregata – dinamica e in costante espansione – di dati clinici, di ricerca e di social health.

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Sesame Workshop e IBM Watson si uniscono per innovare la didattica della prima infanzia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

sesame

IBM & Sesame Street’s Elmo in NYC Weds, April 13, 2016 (John O”Boyle/Feature Photo Service for IBM)

New York, NY e Armonk, NY Sesame Workshop, l’organizzazione no-profit a carattere educativo che produce Sesame Street, e IBM (NYSE:IBM) hanno annunciato oggi una collaborazione per supportare lo sviluppo della formazione prescolare in tutto il mondo, grazie all’impiego delle tecnologie di cognitive computing di IBM Watson e alla vasta esperienza di Sesame nel campo della prima infanzia.Nel quadro di un accordo triennale, Sesame Workshop e IBM collaboreranno per sviluppare una nuova categoria di piattaforme e prodotti didattici progettati per adattarsi alle preferenze di apprendimento e alle diverse attitudini individuali dei bambini in età prescolare. Diverse ricerche mostrano che i primi cinque anni di vita del bambino1 sono caratterizzati da una forte espansione dello sviluppo cerebrale, rendendo tale finestra temporale una fase chiave per l’apprendimento e lo sviluppo.La collaborazione fra le due aziende attingerà dalla vasta esperienza di Sesame Workshop nell’ambito dello sviluppo di contenuti educativi, forte di 45 anni di ricerche e più di 1000 studi sulle migliori modalità di apprendimento per i bambini. Questa esperienza verrà combinata con le tecnologie Watson di elaborazione del linguaggio naturale, riconoscimento di modelli e altri sistemi di cognitive computing per fornire esperienze di apprendimento altamente personalizzate studiate per completare il ruolo di genitori e insegnanti nello sviluppo del bambino nella prima infanzia. Watson continuerà a lavorare per migliorare e perfezionare le attività educative studiando e adattando i contenuti alle esperienze aggregate di gruppi anonimi di alunni.
Ingegneri, educatori, ricercatori e tecnologi di Sesame Workshop e IBM lavoreranno fianco a fianco nelle aule scolastiche e nei laboratori e centri di ricerca delle due aziende. Come nella seconda metà degli anni ’60, l’epoca in cui i fondatori di Sesame Street convocarono diversi esperti per mettere a punto il programma, il team Sesame-IBM riunirà insegnanti, studiosi, ricercatori, tecnologi, giocatori, artisti e esponenti dell’editoria per studiare le modalità con cui il cognitive computing può aiutare l’apprendimento prescolare.
Sesame Workshop e IBM stanno attualmente esplorando e testando una vasta gamma di piattaforme e interfacce interattive per l’uso domestico e scolastico. Le due aziende intendono testare e condividere i prototipi con i leader nei settori della formazione e della comunità tecnologica, per supportare un continuo miglioramento sulla base dei feedback e dell’esperienza professionale nei diversi ambiti.
“Poiché le fondamenta dell’intelletto, della personalità e delle abilità del bambino si formano nei suoi primi anni di vita, la fascia temporale da zero a cinque anni è la più critica” afferma Todd Rose, fra i consulenti indipendenti del progetto e direttore del dipartimento Mind, Brain and Education presso la Harvard Graduate School of Education. “La formazione della prima infanzia è ricca di opportunità, ma è fondamentale riconoscere che i bambini in età prescolare non apprendono tutti allo stesso modo. Questa partnership ha il potenziale per soddisfare le esigenze formative individuali dei bambini, dai contenuti personalizzati agli strumenti “su misura” in grado di stimolare i più piccoli a trovare il proprio percorso di apprendimento. In altre parole, le esperienze didattiche personalizzate miglioreranno l’apprendimento di tutti i bambini.” (foto: sesame)

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IBM Faculty Award all’Università di Trento

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

premioTrento,(a.s.) Sono passati quasi cinque anni da quando, nel febbraio 2011 tutta l’America assisteva incollata davanti al televisore alla vittoria di Watson, il supercomputer IBM, sui suoi avversari umani, i campioni Brad Rutter e Ken Jennings, nella sfida di Jeopardy! il più famoso quiz televisivo statunitense. La trasmissione, seguita quotidianamente dal 1984 da quasi nove milioni di telespettatori su varie emittenti in tutti gli stati, ospitò allora la sua prima e unica sfida uomo-macchina che si concluse, tre giorni dopo, con la vittoria di Watson. Fu una tra le sfide più impegnative per un computer, perché gli indizi del gioco prevedevano l’analisi di sottigliezze di significato, ironia, enigmi e altre complessità in cui gli esseri umani eccellono e i computer tradizionalmente no.
Nella messa a punto del sistema Watson negli anni precedenti, l’Università di Trento giocò un ruolo da protagonista insieme ad altri sette atenei statunitensi – i migliori a livello internazionale nel campo delle tecnologie di ultima generazione – collaborando con IBM nell’ambizioso progetto di ricerca. Da allora il progresso non si è arrestato e la tecnologia sviluppata per Watson si è evoluta in molte altre direzioni in cui sono necessarie abilità complesse, come ad esempio quelle necessarie per le applicazioni in ambito medico.Estendere e generalizzare questa tecnologia di dialogo uomo-macchina a molteplici ambiti applicativi è l’obiettivo della ricerca condotta all’Università di Trento che oggi ha portato ad assegnare al professor Alessandro Moschitti il nuovo IBM Faculty Award soprattutto per la qualità del suo lavoro scientifico e le prospettive commerciali che esso apre. La consegna ibmdel riconoscimento è avvenuta in occasione di una conferenza al Polo scientifico e tecnologico Fabio Ferrari di Povo alla quale hanno preso parte il prorettore vicario dell’Università di Trento, Flavio Deflorian, il vice-direttore del DISI, Fabio Massacci, e il presidente della Fondazione Bruno Kessler Francesco Profumo, introdotti da Fabrizio Renzi, direttore tecnico e innovazione di IBM Italia. Per la parte scientifica sul tema “Deep Natural Language Processing for Cognitive Dialog Systems” sono intervenuti David Nahamoo, IBM Fellow (T.J. Watson Research Lab), lo stesso Alessandro Moschitti (DISI, Università di Trento) e Hinrich Schütze (Università di Monaco). Il pomeriggio si è concluso con una tavola rotonda sui sistemi di dialogo nell’era del cognitive business, moderato da Guido Vetere (IBM Italia) con la partecipazione di Raffaella Bernardi (DISI) e di Carlo Strapparava (Responsabile della HTL-NLP Research unit).
«Ho particolarmente apprezzato questo nuovo IBM Faculty Award – ha commentato Alessandro Moschitti – non solo perché costituisce un riconoscimento internazionale importante al lavoro di ricerca che stiamo portando avanti con il mio gruppo, ma dimostra l’importanza delle tecnologie sviluppate dall’Università di Trento (in particolare l’elaborazione automatica del linguaggio naturale) ed da molti altri centri trentini, a cominciare dalla Fondazione Bruno Kessler e dal CNR. L’interesse da parte di IBM nella tecnologia espressa della nostra regione ci inorgoglisce e ci rende consapevoli delle enormi possibilità future».
«Per IBM – ha aggiunto Carla Milani, University Relations Manager di IBM Italia – la collaborazione con le università è da sempre occasione di confronto vivace ed aperto, capace di veicolare idee e progetti innovativi nel mondo reale e disegno di nuove prospettive nonché di scoperta di talenti di idee. In particolare Trento è una delle università con cui abbiamo iniziato a lavorare fino dai tempi delle prime ricerche di IBM sull’intelligenza artificiale e oggi continuiamo proficuamente sui temi di frontiera del cognitive computing».
I sistemi di dialogo sono oggi tra gli elementi chiave per il Cognitive Computing e per lo sviluppo delle tecnologie che lavorano sul linguaggio naturale, sulle capacità di apprendimento e ragionamento e sull’interazione uomo-macchina. IBM sta investendo molto nel settore dei sistemi cognitivi per perfezionare le metodologie di domanda-risposta, già dimostrata dalla tecnologia di Watson.
Ma come si può migliorare la capacità di interazione di un computer? Il lavoro di Moschitti si occupa proprio di come sia possibile far sì che un computer risponda tenendo conto del profilo dell’utente, delle precedenti domande che gli sono state poste e, in generale, del contesto in cui vengono formulate. Tutto questo per dare risposte sempre più appropriate e specifiche. Modellare le tecnologie di apprendimento automatico, di recupero efficiente dell’informazione e dell’elaborazione automatica del linguaggio naturale per far acquisire alle macchine la capacità di rappresentazione articolata del contesto, creando capacità cognitive simili a quelle di un cervello umano, è un’attività di ricerca complessa, ma fondamentale per aprire la strade ad applicazioni finora impensabili.
La novità più importante che questa tecnologia porta con sé è quella di migliorare le nostre capacità di prendere decisioni rapidamente, su qualsiasi dominio di conoscenza, basandosi sui fatti. La sfida, infatti, non è solo nella quantità di dati che accumuliamo, ma sempre più nella capacità di estrarre da essi informazioni e valore per rendere più efficaci le nostre azioni e diminuire il rischio di errori. Un po’ come avviene nel nostro cervello che, per poter fare delle scelte ottimali, esamina in modo inconsapevole una quantità incredibile di informazioni. Ovviamente l’incremento esponenziale delle informazioni disponibili rende la gestione “interpretativa” umana sempre più complessa.
Una sfida per il computer che oggi – grazie al test superato nel 2011 da Watson di IBM a Jeopardy! – è giudicata possibile. Questa tecnologia cognitiva ha già dato vita ad una vasta serie di applicazioni adottate in 36 paesi, da 17 diversi tipi di industria e da migliaia di startupper e innovatori per testare nuove idee di business. Tra i settori più recenti e interessanti di sviluppo, quello medico (per l’analisi degli articoli scientifici), quello assicurativo (con assistenti digitali che supportano le vendite), quello alberghiero (per gestire meglio la customer satisfaction, nella fornitura di servizi istantanei e nel promuovere l’ingaggio automatico dei clienti) (Patrizia Pia Account Executive) (foto: premio)

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