Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘web’

Coronavirus non risparmia il web

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Per la prima volta il doppio significato della parola “virus”, nel linguaggio medico e in quello informatico, si incontrano nel “coronavirus” che sta contaminando la rete.In cosa consistono le campagne di phishing volte a diffondere malware utili per ottenere accessi remoti?«Si intende generalmente un tipo di attacco caratterizzato dall’esecuzione di un software- conclude Milana – generalmente sotto forma di allegato alla mail, contenente un codice maligno (malware) sul computer dell’utente. Il programma, installato utilizzando opportune tecniche di hacking (session hijacking, keylogger, web trojans, ecc) o sfruttando le vulnerabilità (bug) del sistema di sicurezza, entra in esecuzione in background carpendo fraudolentemente i dati sensibili e le informazioni personali dell’utente destinatario della mail, per poi inoltrarle automaticamente all’attaccante».Come potersi difendere? Ecco il decalogo di consigli utili:
1. 1. Non fidarsi mai del nome visualizzato nel box mittente solo perché proviene da un nome di una persona che si conosce o di cui ci si fida non significa che lo sia veramente. Siate sicuri di controllare l’indirizzo e-mail per identificare il vero mittente.
2. 2. Guardare ma non cliccare. Passare il mouse sulle parti dell’email senza cliccare su nulla. Se il testo dell’alt sembra strano o non corrisponde a quello che dice la descrizione del link, non bisogna cliccarlo mai, ma riportarlo.
3. 3. Controllare errori di ortografia: gli aggressori sono spesso meno attenti all’ortografia e agli errori grammaticali rispetto a quanto lo sarebbe un normale mittente.
4. 4. Controllare il saluto: l’incipit è generico o vago? Il saluto è “cliente stimato” o “Caro …?
5. 5. L’e-mail chiede informazioni personali? È improbabile che le aziende legali chiedano informazioni personali tramite un’e mail.
6. 6. Attenzione all’urgenza: queste e-mail tentano di far sembrare che ci sia una sorta di emergenza (ad esempio, il CFO ha bisogno di un bonifico bancario di 1 milione di dollari, un principe nigeriano è nei guai, o qualcuno ha bisogno solo di 100 dollari per poter reclamare la sua ricompensa di un milione di dollari).
7. 7. Controlla la firma dell’e-mail: la maggior parte dei mittenti legittimi includerà un blocco di firma completo in fondo alle loro e-mail.
8. Controlla il linguaggio: traduzioni improvvisate possono essere un segnale.
9. Non credere a tutto quello che vedi: se qualcosa sembra leggermente fuori dal normale, è meglio essere sicuri che dispiaciuti. Se si nota qualcosa fuori posto, allora è meglio controllare.
10. In caso di dubbio segnalare all’Help Desk: non importa l’ora del giorno, non importala preoccupazione, segnalare all’Help Desk / SOC l’arrivo di posta sospetta.

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Federica Web Learning è online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Federica cambia look. La piattaforma multimediale di Web Learning dell’Università di Napoli Federico II, nata nel 2007 come progetto pioneristico di alta formazione online, rinnova la sua immagine. Il restyling verrà presentato in tutta Italia con una campagna adv on air, a partire da oggi.Federica Web Learningè un’eccellenza mondiale nella formazione senza limiti: prima single-university platform europea, è nella top 10 mondiale per produzione di Massive Open Online Courses (MOOC), che hanno raggiunto, in pochi anni, oltre cento milioni di learner sui principali aggregatori globali di formazione, offrendo una risposta didattica innovativa ai bisogni formativi delle generazioni digitali.
Un sapere senza limiti, oltre i confini dello spazio e del tempo, non solo per la sua ampiezza ma anche grazie alle nuove tecnologie che con Federica realizzano il più democratico dei principi illuministi: la condivisione della conoscenza. Questa l’ispirazione della campagna, che cerca di rendere anche visivamente l’idea di un sapere che da sempre è l’unico strumento di emancipazione per l’uomo, come recita il payoff di Federica: Expanding Education. Federica Web Learning conta circa 200 MOOC multidisciplinari, disponibili su Federica.eu (www.federica.eu), tutti ideati e realizzati con docenti dell’Università di Napoli Federico II e con la faculty di prestigiosi Atenei nazionali e internazionali, in collaborazione con un team di giovani professionisti specializzati nelle competenze chiave dell’education technology.Tutti i corsi di Federica sono accessibili gratuitamente da tutti gli studenti universitari italiani, e dai docenti che vogliano adoperarli per supportare o integrare i propri insegnamenti. Una opportunità tanto più preziosa in questa congiuntura drammatica di interruzione delle lezioni in aula.Con la nuova piattaforma, Federica.eu rafforza la sua leadership nella galassia in espansione dell’e-learning, fedele alla sua mission di servizio gratuito e ad accesso libero per l’alta formazione universitaria.

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Più sicurezza sul web

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Roma – “Portiamo avanti il lavoro per tutelare i cittadini, spesso bersaglio di proposte di investimento da parte di soggetti non autorizzati, dalle frodi finanziarie online, e lo facciamo con un lavoro di squadra tra Parlamento, Governo e Consob.Sono contenta che le Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera abbiano emendato il testo del Decreto “Milleproroghe”, introducendo norme attraverso le quali l’Autorità potrà chiedere l’oscuramento di siti internet in presenza di offerte abusive, anche per quelle prestate in assenza di prospetto informativo.
La tutela dei cittadini passa anche da questo!”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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MioDottore svela le malattie più cercate sul web dagli italiani nel 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

La salute è una tematica molto cara agli italiani e lo dimostra il fatto che quasi la totalità di loro (94%) si prende cura abitualmente del proprio benessere e oltre la metà (54%) effettua controlli regolari. Quando si tratta di informarsi e indagare su patologie e problematiche, i pazienti del Bel Paese scelgono di affidarsi ad app e piattaforme online per mettersi in contatto con gli specialisti e richiedere un consulto. Ma quali sono le malattie che più hanno preoccupato gli italiani durante lo scorso anno? Quali le più cercate online? MioDottore, piattaforma leader in Italia e nel mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner, ha indagato i propri dati, analizzando le ricerche effettuate sulla sua piattaforma nel 2019, delineando ciò che intimorisce o incuriosisce maggiormente gli utenti delle diverse regioni d’Italia e sottolineando analogie e differenze rispetto al 2018.Menopausa: la più cercata anche nel 2019. Nell’ultimo anno è emerso un podio delle malattie più cercate molto simile rispetto a quello del 2018, con menopausa ed endometriosi rispettivamente al primo e secondo posto tra le più visualizzate sulla piattaforma. In particolare, proprio la menopausa continua a preoccupare le donne italiane, tanto da mantenere la posizione di capolista in questo speciale ranking dal 2017. Al terzo gradino della classifica sale l’alluce valgo, acquistando una posizione rispetto allo scorso anno e scalzando dal podio la scoliosi, che scende drasticamente al settimo posto.Allargando lo sguardo sulla lista delle patologie più cercate, emerge che circa il 14% rispetto al totale di ricerche, riguardano la sfera intima-sessuale: nello specifico 4 disturbi toccano l’area ginecologica (menopausa, endometriosi, ovaio policistico e cistite) e 1 quella andrologica (disfunzione erettile).Che le donne siano molto attente al proprio benessere non è un segreto, lo conferma il fatto che oltre i due terzi degli utenti che hanno effettuato ricerche sulla salute appartenga al gentil sesso e tra queste, più di una su quattro (27%) rientra nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni. Diversamente gli uomini che hanno effettuato ricerche in ambito benessere sono solo il 33%, pari a un terzo degli utenti totali e la percentuale più alta di loro (24%) appartiene alla fascia d’età tra i 45 e i 54 anni.Anche la sfera ortopedica desta particolare preoccupazione tra gli utenti dello Stivale, registrando il 13% delle ricerche totali sulla salute, con diverse patologie che mettono in allarme gli italiani: oltre al già menzionato alluce valgo e alla scoliosi, nella classifica 2019 compaiono anche osteoporosi (4° posto), ernia del disco (8°) e mal di schiena (16°).
Superate le prime 24 posizioni, ci sono alcune new entry tra le malattie più cercate rispetto allo scorso anno che coinvolgono le sfere oculistica, dermatologica e neurologica e costituiscono insieme il 4% delle ricerche: degenerazione maculare, cefalea, cisti sebacea ed epilessia. Assenti invece altri disturbi che caratterizzavano le ricerche dei pazienti italiani lo scorso anno, come quelli del sonno, ipertensione, dermatite atopica e vaginismo.
Considerando quattro delle principali regioni da nord a sud dello Stivale (Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia), si nota che la menopausa è stata cliccata dagli utenti di ben due regioni su quattro, Lombardia e Lazio. Ancora una volta a livello ginecologico, Sicilia e Campania sono accumunate dallo stesso interesse nel ricercare informazioni sull’endometriosi. Sempre in termini di ricerche, è invece l’alluce valgo a mettere d’accordo tre regioni su quattro: Sicilia, Lombardia e Campania, che indagano dettagli su questa problematica.

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Progetto “e-RA DIGITALE”: il consumatore incontra il web

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 gennaio 2020

Internet e le tecnologie digitali stanno progressivamente modificando il nostro stile di vita, nei consumi così come nella sfera professionale e privata. La Rete offre un numero pressoché infinito di opportunità, aumentando esponenzialmente le possibilità di scelta e la convenienza per l’utente ma anche riservare numerose insidie.Il progetto “e-RA DIGITALE: il consumatore incontra il web” – realizzato dalle Associazioni Adoc, Adusbef e Federconsumatori e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico – punta proprio a tutelare i consumatori dai rischi derivanti dall’utilizzo non corretto delle tecnologie digitali e nell’ambito delle transazioni economiche effettuate on-line.Oltre al servizio di assistenza online a cui accedere dal sito di progetto e alla consulenza presso i punti di accesso web presenti in tutta Italia, le Associazioni coinvolte stanno organizzando eventi di formazione e informazione. Nel quadro di questa campagna si inserisce il seminario “Corpo fisico e corpo digitale”, che si svolgerà venerdì 31 gennaio 2020, presso la sala riunioni Venere dell’Entreprise Hotel in Corso Sempione, 91 a Milano. Al tavolo dei relatori siederanno docenti universitari, ricercatori, avvocati e giornalisti, che illustreranno al pubblico opportunità, rischi e contenziosi nel mondo digitale nonché le best pratice già adottate nel settore.L’evento è a partecipazione libera e aperto a tutti. Al termine del seminario verrà rilasciato, a coloro i quali ne faranno richiesta, un attestato di partecipazione con cui gli avvocati potranno recarsi presso l’Ordine di appartenenza per il riconoscimento di 2 crediti formativi.

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Anti terrorismo: piattaforme web avranno un’ora per rimuovere contenuti terroristici

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Nessun obbligo di monitoraggio per le piattaforme online, né uso obbligatorio dei filtri. Sanzioni fino al 4% del fatturato in caso di violazioni persistenti. Salvaguardie per la libertà di parola e di stampa, Per combattere la radicalizzazione e contribuire alla sicurezza, le piattaforme web dovrebbero rimuovere i contenuti terroristici entro un’ora dall’ordine dell’autorità competente.Con 308 voti favorevoli, 204 contrari e 70 astensioni, il Parlamento ha approvato mercoledì una proposta legislativa per contrastare l’uso improprio dei servizi di hosting su Internet a fini terroristici. Le imprese che sistematicamente e persistentemente non rispettano la legge potrebbero essere sanzionate con una multa fino al 4% del loro fatturato globale.La votazione chiude la prima lettura. Il neoeletto Parlamento europeo sarà incaricato di negoziare con il Consiglio dei ministri la forma definitiva della legislazione.Una società internet che ospita i contenuti caricati dagli utenti (come Facebook o YouTube) e che offre i propri servizi nell’UE, qualora riceva un ordine di rimozione dall’autorità nazionale competente, disporrà di un’ora per rimuovere i contenuti o disabilitare l’accesso ad essi in tutti gli Stati membri UE. Tuttavia, le società non saranno obbligate a monitorare le informazioni che trasmettono o memorizzano, né dovranno rintracciare attivamente le prove che indichino un’attività illegale.Per aiutare le piattaforme più piccole, i deputati hanno deciso che, se una società non ha mai ricevuto un ordine di rimozione, l’autorità competente deve contattarla almeno 12 ore prima di emettere il primo ordine di rimozione dei contenuti ospitati e fornire le informazioni sulle procedure e le scadenze.Se un’impresa è stata oggetto di un numero considerevole di ordini di rimozione, le autorità possono chiedere misure specifiche supplementari (ad esempio, comunicazioni regolari con le autorità o aumento del personale). I deputati della commissione parlamentare per le libertà civili hanno convenuto di non imporre né l’obbligo di monitoraggio dei contenuti caricati né l’uso di strumenti automatici.Obiettivo della legislazione è qualsiasi materiale – testo, immagini, registrazioni sonore o video – che “incita, incoraggia o appoggia la commissione di reati di terrorismo, impartisce istruzioni finalizzate alla commissione di tali reati o promuove la partecipazione nelle attività di un gruppo terroristico,”, nonché i contenuti che forniscono indicazioni su come fabbricare e utilizzare esplosivi, armi da fuoco e altre armi a fini terroristici.Secondo i deputati, i contenuti diffusi a fini educativi, giornalistici o di ricerca dovrebbero essere tutelati. Inoltre, l’espressione di opinioni polemiche o controverse su questioni politiche sensibili non deve essere considerata come contenuto terroristico.

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Salini (FI- PPE) “Dobbiamo mettere regole forti per il Web”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 marzo 2019

“L’aggressiva strategia di Lobbying sulla privacy di Zuckeberg nei confronti dei politici internazionali emersa dai documenti pubblicati da autorevoli testate internazionali conferma ancora di più quanto l’Europa abbia bisogno di regole per limitare i poteri dei giganti del Web. Noi l’abbiamo fatto lottando per l’approvazione della legge sul copyright sorprendentemente senza l’appoggio del governo Italiano, Movimento Cinque Stelle e Lega hanno infatti scelto di patteggiare per le multinazionali del web. Capisco che la poca trasparenza sia un tema sensibile per il Movimento 5 stelle che ancora non ha fatto chiarezza sull’uso dei dati personali all’interno della piattaforma Rousseau, ma dalla Lega ci aspettiamo che ci sia una presa di posizione chiara che tuteli tutti i cittadini italiani nei confronti dei social network. Facebook non può essere solo uno strumento per acchiappare like.” (Andrea Schieppati)

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Nasce “The Voice of Business”: il primo canale web in lingua inglese da Italia ed Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

“The Voice of Business” sarà il primo canale web di business news in lingua inglese dall’Italia, dedicato alla comunità economico-finanziaria degli Stati Uniti.
Saranno, in questa prima fase, oltre 50 i thought leader statunitensi, italiani ed europei a parlare di numeri, visione e nuovi scenari, per fornire alla community americana una diversa prospettiva sull’economia italiana ed europea.La presentazione della nuova piattaforma è prevista venerdì 1° febbraio alle ore 11 nella sede dell’Associazione Stampa Estera di Roma, via dell’Umiltà 83/C. All’appuntamento interverranno:
Fernando Napolitano, CEO Italian Business & Investment Initiative e promotore dell’iniziativa; Domenico Arcuri, CEO Invitalia; Giuseppe Castagna, CEO Banco BPM; Fedele Confalonieri, Presidente Mediaset; Alessandro Decio, CEO SACE SIMEST; Jeffrey Hedberg, CEO Wind Tre; Francesco Starace, CEO Enel; Flavio Valeri, Chief Country Officer Deutsche Bank Italia; Andrea Vismara, CEO Equita. Al termine, è prevista una sessione di domande e risposte.

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Ecco le fakenews sull’osteoporosi che è ricorrente sul web

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

L’osteoporosi è una condizione naturale legata all’invecchiamento. Ancora troppo spesso si tende a considerare l’osteoporosi come una conseguenza fisiologica dovuta all’invecchiamento, sottovalutando la presenza di fattori di rischio, come ad esempio la familiarità o precedenti fratture da fragilità ossea, che devono essere considerate campanelli d’allarme, oppure un sensibile calo staturale o la presenza di dolore lieve o moderato ma continuo a carico della colonna vertebrale che può presentarsi dopo essere stati in piedi a lungo. Anche la menopausa precoce (prima dei 45 anni) è un fattore da prendere in considerazione perché costituisce un elemento di rischio per fragilità ossea anche in donne molto più giovani rispetto ad un’ipotetica signora anziana con il dorso curvo e con dolore a cui, invece, tendiamo subito a pensare. «Nei nostri ambulatori, spesso ci confrontiamo con pazienti anche giovani che arrivano già in condizioni abbastanza critiche, ossia con una o più fratture, talora del tutto asintomatiche, come quelle vertebrali – precisa la dott.ssa Resmini –. Comprensibilmente, il principale timore di queste pazienti, a fronte di un’aspettativa di vita di altri 30-40 anni, è la perdita parziale o totale dell’autonomia nello svolgere le comuni attività della vita quotidiana».
Osteoporosi e Artrosi sono la stessa cosa. Attenzione: artrosi e osteoporosi non sono assolutamente la stessa cosa. La prima è una malattia degenerativa cronica che colpisce le articolazioni (es: anca, ginocchio, spalla) e che può arrivare a causare una grave limitazione funzionale dolorosa dell’articolazione colpita. L’osteoporosi, invece, è una patologia ossea che colpisce l’intero scheletro. «A differenza dell’artrosi, l’osteoporosi, caratterizzata da una bassa densità minerale ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, può dar luogo a una o più fratture, come quella del collo del femore o delle vertebre – dichiara il dott. Alfredo Nardi ortopedico e membro del board “Stop alle Fratture” – che possono verificarsi anche per un minimo sforzo, come, ad esempio, il sollevare la borsa della spesa o, in alcuni casi, anche spontaneamente senza alcun trauma. Spesso il primo campanello d’allarme è una frattura vertebrale, che viene confusa con il solito mal di schiena, mentre, in realtà, non è altro che l’inizio della cosiddetta “cascata fratturativa”. Il 20% dei pazienti, infatti, riporta una seconda frattura vertebrale entro i primi 12 mesi raddoppiando anche il rischio di frattura del femore».
L’osteoporosi è una malattia femminile. L’osteoporosi maschile è stato, finora, un problema medico troppo spesso trascurato, dagli specialisti e dai pazienti uomini, che spesso inconsapevolmente vanno incontro a fratture da fragilità con una frequenza che è circa la metà di quella delle coetanee femmine. «Ma se l’incidenza è più bassa – precisa la dott.ssa Silvia Migliaccio, specialista di Endocrinologia e Malattie Metaboliche presso l’Università Foro Italico di Roma e membro del board “Stop alle Fratture” – i danni conseguenti alle fratture da fragilità che si verificano nell’uomo sono molto più gravi: la disabilità è più frequente e il rischio di morire entro un anno dalla frattura femorale è addirittura raddoppiato».
Il latte fa male perché ‘mangia le ossa’ e fa aumentare il colesterolo.
Negli ultimi anni è iniziata una campagna di disinformazione sul latte volta a convincere le persone come questo alimento sia pericoloso o inutile. In realtà, se non in presenza di intolleranza e/o allergia al lattosio, il latte è un alimento raccomandato che garantisce la necessaria assunzione di calcio ed aiuta a mantenere le ossa in salute. «Il calcio è un minerale fondamentale per la salute delle ossa – spiega a questo proposito la dott.ssa Migliaccio – e grazie all’alimentazione quotidiana è possibile raggiungere i livelli raccomandati dagli esperti, che in l’Italia per la popolazione adulta, si attestano ad un grammo al giorno[3]. Latte e latticini rappresentano la miglior fonte di calcio sia per quantità che per la bio-disponibilità del minerale, che viene ad essere prontamente disponibile per l’organismo. Il calcio, inoltre, non è contenuto nella parte grassa del latte, ma lo si trova disciolto nell’acqua. È quindi possibile assumere calcio anche da latte parzialmente scremato o totalmente scremato, riducendo notevolmente l’assunzione di grassi e il rischio di aumentare il colesterolo».
Basta il sole per la vitamina D: d’estate è inutile continuare ad assumerla. La vitamina D svolge un ruolo fondamentale per la salute delle ossa e non solo… E’ vero che soprattutto l’esposizione della cute al sole consente al nostro organismo di produrla, ma è anche vero che o per scarsa esposizione o per fattori legati al tipo di pelle questo potrebbe risultare non sufficiente, in particolare per chi soffre di osteoporosi e fragilità ossea. «La vitamina D – spiega ancora Silvia Migliaccio – è l’unica vitamina sintetizzabile autonomamente dal corpo attraverso l’esposizione solare e, solo in minima parte, con l’alimentazione. Oggi, si stima che almeno il 70% della popolazione sia in carenza di vitamina D, con una prevalenza nelle donne. Proprio l’ipovitaminosi D si associa ad un malassorbimento di calcio e, pertanto, ad un depauperamento progressivo di questo minerale dal nostro scheletro: importante fattore di rischio per l’osteoporosi e per le fratture. Per questo motivo, soprattutto in chi ha l’osteoporosi ed è carente di vitamina D non deve mai sospendere la supplementazione».
Ho avuto una frattura di femore e sono stata operata: adesso, quindi, sono guarita.
Assolutamente no. La frattura di femore non è altro che la manifestazione clinica della fragilità ossea che ne è stata la causa. L’intervento chirurgico stabilizza la frattura ma non cura la malattia dello scheletro. Quindi, come in tutte le fratture da fragilità, è necessario instaurare precocemente l’idonea terapia farmacologica per ridurre il rischio di nuove fratture. «Particolare preoccupazione ha generato il dato, pubblicato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) – precisa in proposito il dott. Nardi – secondo il quale circa il 70% dei pazienti fratturati di femore e sottoposti ad intervento chirurgico non viene successivamente avviato al trattamento farmacologico. Oggi, come si può evincere anche dalla nuova Nota 79, si definisce “ad alto rischio” di osteoporosi severa, quindi di ri-frattura, anche chi ha una sola frattura e, quindi, il diritto ad essere avviato ad un corretto trattamento».

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Verità e controlli sul web

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

webIl XXI secolo ci sta rendendo sempre più consapevoli dell’importanza della comunicazione sul web. Siamo passati in poco più di un secolo dal primato della carta stampata alla radio e alla televisione allo streaming che ora è offerto anche da parte di diverse reti televisive, come la RAI e ad altri sistemi come facebook dove si può interagire con tutti coloro che vi accedono liberamente nel mondo. Non solo. La carta stampata, la televisione e la radio in particolare sono percepite dall’opinione pubblica, più che in passato, come condizionate dal potere politico esistente e dai grossi potentati economici e finanziari mentre il “fai da te” sul web permette di dialogare con chicchessia e di liberarsi dai rispettivi assilli esistenziali rendendone partecipi tutti i navigatori che vi entrano in contatto. Ma questa opportunità appare sempre di più un metodo inteso a sfuggire al controllo delle stesse democrazie da sempre orientate al controllo delle informazioni e a manovrarle secondo le proprie convenienze per cui si cerca ora di correre ai ripari prevedendo un controllo preventivo delle fonti con la scusa che le notizie che viaggiano su internet possono essere false e devianti un corretto rapporto tra cittadini tra loro e le istituzioni.
Noi italiani abbiamo avuto un’esperienza diretta durante il regime fascista dove i nostri padri fidandosi poco delle informazioni istituzionali avevano coniato un marchingegno oltremodo efficace con “radio gavetta” che altro non era che un discreto ma valido passa parola per venire a capo di quelle verità che i governanti volevano nascondere alle masse popolari. Ci toccherà forse ritornare a questo metodo se i nostri governanti decideranno di rimetterci in riga convinti che la libertà di parola è solo un opzional che spetta alle classi privilegiate e non all’uomo qualunque? Mala tempora currunt, sed peiora parantur. (servizio Fidest)

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Verità e controlli sul web

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 ottobre 2017

webIl XXI secolo ci sta rendendo sempre più consapevoli dell’importanza della comunicazione sul web. Siamo passati in poco più di un secolo dal primato della carta stampata alla radio e alla televisione allo streaming che ora è offerto anche da parte di diverse reti televisive, come la RAI e ad altri sistemi come facebook dove si può interagire con tutti coloro che vi accedono liberamente nel mondo. Non solo. La carta stampata, la televisione e la radio in particolare sono percepite dall’opinione pubblica, più che in passato, come condizionate dal potere politico esistente e dai grossi potentati economici e finanziari mentre il “fai da te” sul web permette di dialogare con chicchessia e di liberarsi dai rispettivi assilli esistenziali rendendone partecipi tutti i navigatori che vi entrano in contatto. Ma questa opportunità appare sempre di più un metodo inteso a sfuggire al controllo delle cosiddette democrazie da sempre orientate al controllo delle informazioni e a manovrarle secondo le proprie convenienze per cui si cerca ora di correre ai ripari prevedendo un controllo preventivo delle fonti con la scusa che le notizie che viaggiano su internet possono essere false e devianti un corretto rapporto tra cittadini tra loro e le istituzioni.
Noi italiani abbiamo avuto un’esperienza diretta durante il regime fascista dove i nostri padri fidandosi poco delle informazioni istituzionali avevano coniato un marchingegno oltremodo efficace con “radio gavetta” che altro non era che un discreto ma valido passa parola per venire a capo di quelle verità che i governanti volevano nascondere alle masse popolari. Ci toccherà forse ritornare a questo metodo se i nostri governanti decideranno di rimetterci in riga convinti che la libertà di parola è solo un opzional che spetta alle classi privilegiate e non all’uomo qualunque? Mala tempora currunt, sed peiora parantur. (servizio Fidest)

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Merck sempre più presente sul Web

Posted by fidest press agency su sabato, 1 luglio 2017

Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, estende la propria presenza sul web: dopo YouTube (http://youtube.com/merckitaliachannel), e MerckforLife.it (http://www.merckforlife.it), da oggi è infatti attiva la pagina LinkedIn Merck Italia (https://www.linkedin.com/company/merck-italia).
La proposta di questo nuovo asset digitale non si limiterà alle offerte di lavoro per i professionisti del settore Healthcare: l’intento è quello di fornire costantemente news ed approfondimenti, per tenere i follower della pagina aggiornati su tutte le iniziative di Merck, azienda sempre più orientata a proporre un approccio alla salute che vada oltre il farmaco.“La pagina LinkedIn Merck Italia va ad arricchire l’ecosistema digitale dell’azienda, – ha dichiarato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia – offrendo contenuti e aggiornamenti a quanti vorranno avvicinarsi al mondo Merck. Con questo nuovo asset, confermiamo ancora una volta la nostra visione, che non può prescindere dall’innovazione tecnologica e dalla presenza digitale”.La scelta di Merck di essere presente sul più grande network professionale del mondo è in linea con la cultura dell’azienda, da sempre molto attenta all’eccellenza nella gestione delle risorse umane, ed alla ricerca e valorizzazione di talenti in grado di contribuire significativamente alla realizzazione della mission aziendale: fare una reale differenza nella vita delle persone.Proprio quest’attenzione nella gestione e sviluppo delle persone è valsa a Merck il conseguimento della certificazione Top Employers Italia 2017.
Assegnata dal Top Employers Institute, tale certificazione riconosce e documenta l’eccellenza dell’azienda nella gestione delle risorse umane grazie alla propria cultura d’impresa, alle opportunità di carriera e ai benefici offerti ai propri dipendenti.
Merck è un’azienda scientifica e tecnologica leader nei settori Healthcare, Life Science e Performance Materials. Circa 50.000 dipendenti operano per sviluppare tecnologie in grado di migliorare la vita – dalle terapie biofarmaceutiche per il trattamento del cancro e della sclerosi multipla a sistemi all’avanguardia per la ricerca scientifica e la produzione, ai cristalli liquidi per gli smartphone e i televisori LCD. Nel 2016 Merck ha generato vendite per 15,0 miliardi di Euro in 66 Paesi.
Fondata nel 1668, Merck è la società farmaceutica e chimica più antica al mondo. Ancora oggi, la famiglia fondatrice detiene la quota di maggioranza della Società. Merck (Darmstadt, Germania), detiene i diritti globali sul nome e marchio Merck. Le sole eccezioni sono costituite da Stati Uniti e Canada, dove la Società opera con le denominazioni EMD Serono, EMD Millipore e EMD Performance Materials.

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Sul web arriva il progetto Sound Movie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 giugno 2017

vanessaPer via dell’avvento delle nuove tecnologie, per lo sviluppo di nuovi sistemi di comunicazione e per il crescente interesse dei social media, la fruizione di prodotti video sta cambiando. Il web, media ideale per questi nuovi lavori, ormai è ricco di filmati divertenti, ben costruiti e molto interessati, che stanno cambiando la fruizione dell’audiovisivo. È questa l’idea che sta alla base del progetto “Sound Movie”, con il quale i ragazzi di “Sound Music”, già attivi nella realizzazione di videoclip musicali e servizi per le discoteche e i club, proporrà sul web cortometraggi adatti per il web. Ideatori e protagonisti di questa iniziativa sono Faby Spaziani, Edoardo Favaretto e Vanessa De Nicolò, già protagonista della nota sitcom “Very Strong Family”.
“Oggi giorno sul web – ha affermato Favaretto – siamo abituati a vedere sketch brevi, battute e passaggi di immagine, detti ‘swash’, senza un reale filo conduttore. Con Sound Movie proporremo dei cortometraggi. Vogliamo creare delle mini storie all’interno delle quali ci siano degli argomenti virali, nei quali cmq la gente si possa rivedere e rispecchiare”. Spaziani è una giovane video maker che ha avuto numerose esperienze di regia. Proprio con il team di Sound Music ha ottenuto un buon successo per il suo videoclip “Ci sono giorni” della cantante Mara Musci. La De Nicolò è Vanessa, la figlia della coppia di sposi della divertente sit-com barese che trattava le vicende di una sgangherata e numerosa famiglia tipica meridionale, apprezzata da tantissimi telespettatori per la comicità con la quale vengono affronti problemi, guai, stress e caos.
favaretto“Sono cresciuto con una grande passione per il cinema. In questi ultimi anni ho collaborato con validi personaggi del web come Daniele Condotta e i French, per i quali ho recitato come attore. Per quanto riguarda la scrittura mi trovo più a mio agio a scrivere cortometraggi. Con Sound Movie vogliamo lanciare un qualcosa di diverso rispetto i prodotti che si possono vedere oggi sul web. Il nostro sarà un format diverso”.
Il primo mini film di Faby Spaziani, Edoardo Favaretto e Vanessa De Nicolò, in fase di montaggio, si sta concentrando su tematiche poco trattate dalle web star, tra le quali ci sarà quella del tradimento tra amici. Questo e altri argomenti saranno sviscerati in maniera simpatica, sottolineando l’ironia della vita e facendo sorridere lo spettatore, senza mai eccedere nel minutaggio.
“Solitamente i tempi dei cortometraggi vanno dai 3 ai 4 minuti. Noi inserendo le nostre storie sul web adatteremo la scrittura ai tempi imposti da internet. Quindi il nostro lavoro, che consiste nell’inscenare una storia che ha un inizio, uno sviluppo e una conclusione, non andrà mai oltre i due minuti e mezzo”. Il primo lavoro di Sound Movie sarà pubblicato su Youtube entro la fine del mese di giugno. (foto: vanessa, favaretto)

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Il web e i pericoli per i giovani ipnotizzati dalla rete

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

A modern smartphone and a old classic cell phone side by side.Chi oggi tra i giovani sopra i 12 anni non ha uno smartphone in Italia? Solo qualche mosca bianca, perché ormai il telefonino iperconnesso è divenuto un accessorio imprescindibile al pari di un paio di scarpe o di un qualsiasi indumento e tutti coloro che ne possiedono uno, utilizzano indistintamente i social network. Basti pensare che una recente statistica ha evidenziato che gli adolescenti nostrani, navighino in media 2 ore e mezza al giorno e 3 ore e 40 minuti nei fine settimana. Ciò al netto delle ore passate a scuola e quelle di sonno. Da questi impietosi numeri, discendono però dei fenomeni che stanno aumentando proporzionalmente con l’abbassamento dell’età dei fruitori delle reti sociali e degli strumenti tecnologici che ci consentono di stare sul web o condividere i nostri status. Il primo dei problemi è la carenza di consapevolezza, intesa proprio come capacità di comprendere che con il loro comportamento possono compiere atti offensivi o addirittura criminali. Reati come, l’ormai noto “sexting” – ovvero la condivisione di autoritratti fotografici sessualmente espliciti – e il cyber bullismo, sono in aumento anno dopo anno. Una tendenza rilevata in tutta Europa, con le magistrature dei minorenni sempre più impegnate a perseguire un numero crescente di ragazzi e ragazze per questo tipo di infrazioni. Crimini sottovalutati, spesso anche dalle famiglie, ma che possono avere ripercussioni gravi, anche per chi ne è vittima, specie a livello psicofisico e per le conseguenze nella vita futura.Ovviamente, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il modo più banale ma anche più efficace per combattere questo fenomeno è grazie – soprattutto – alla prevenzione fatta in famiglia e nelle scuole. Prevenzione che vuol dire non solo più controlli e limitazioni nell’uso degli strumenti informatici, ma anche un ritorno a quella che una volta si chiamava educazione civica.

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Reputation Manager sulla web reputation del sindaco Virginia Raggi nell’ultimo anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

virginia raggi trasparenzaL’attività svolta durante i primi mesi del suo mandato ha determinato una forte contrazione dei contenuti positivi nelle conversazioni online su Virginia Raggi, scesi dall’80 al 52% e ha determinato un’impennata di commenti negativi, cresciuti dal 20 al 48%.È questo il dato principale che emerge dall’analisi condotta da Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e misurazione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, che ha monitorato oltre 5.000 contenuti UGC (User Generated Content), cioè i contenuti generati dagli utenti nei diversi canali online: post/commenti ad articoli, blog, Facebook.
L’analisi copre il periodo gennaio 2016 – gennaio 2017 ed è divisa in due differenti archi temporali – prima e dopo l’elezione a sindaco – con un focus sui cambiamenti di reputazione avvenuti dopo la consegna dell’avviso di garanzia.La ricerca è stata condotta con l’obiettivo di analizzare il cambiamento del sentimento nei confronti di Virginia Raggi, dal momento della candidatura alla ricezione dell’avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta relativa alla nomina a capo del Dipartimento turismo del Campidoglio di Renato Marra. Vale la pena sottolineare che la ricerca, senza entrare nel merito della veridicità o meno delle affermazioni, fotografa la percezione degli utenti sul tema e ciò che viene maggiormente discusso in Rete.Il sentiment delle conversazioni – Se nel periodo gennaio-giugno 2016 (quindi tutto il semestre che ha preceduto l’elezione a sindaco) le conversazioni online su Virginia Raggi esprimevano un sentiment positivo in 8 casi su 10 (80% a fronte di un 20% di negatività), dall’insediamento del sindaco a oggi (giugno 2016 – gennaio 2017) il sentiment delle conversazioni è peggiorato, con le negatività che hanno quasi raggiunto la metà del totale (48%, dato continuano a crescere) mentre quelle positive si sono attestate al 52%, perdendo oltre 25 punti percentuali. In altre parole: da quando ha iniziato ad agire come sindaco, sono più che raddoppiate le conversazioni con contenuti lesivi nei confronti dell’operato di Raggi.“Virginia Raggi è riuscita a entusiasmare il popolo della Rete in fase di campagna elettorale, in quella che possiamo definire una fase di dichiarazioni d’intenti, salvo poi perdere i ‘crediti’ maturati in termini di fiducia e reputazione quando ha iniziato a svolgere il ruolo di sindaco. In questo cambiamento di tendenza, ha certamente influito un elemento fondamentale cioè che la Rete non dimentica, spiega Andrea Barchiesi, fondatore e amministratore delegato di Reputation Manager. Questo significa che può riemergere una dichiarazione, una e-mail o un tweet di qualche tempo prima che contrasta con un’azione o una dichiarazione di oggi, prosegue Barchiesi. È il caso, ultimo in ordine cronologico, della presa di posizione del sindaco in favore dei taxisti in occasione delle recenti agitazioni, in netto contrasto con posizioni del movimento di due anni prima.”

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Verità e controlli sul web

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2017

internetIl XXI secolo ci sta rendendo sempre più consapevoli dell’importanza della comunicazione sul web. Siamo passati in poco più di un secolo dal primato della carta stampata alla radio e alla televisione allo streaming che ora è offerto anche da parte di diverse reti televisive, come la RAI e ad altri sistemi come facebook dove si può interagire con tutti coloro che vi accedono liberamente nel mondo. Non solo. La carta stampata, la televisione e la radio in particolare sono percepite dall’opinione pubblica, più che in passato, come condizionate dal potere politico esistente e dai grossi potentati economici e finanziari mentre il “fai da te” sul web permette di dialogare con chicchessia e di liberarsi dai rispettivi assilli esistenziali rendendone partecipi tutti i navigatori che vi entrano in contatto. Ma questa opportunità appare sempre di più un metodo inteso a sfuggire al controllo delle stesse democrazie da sempre orientate al controllo delle informazioni e a manovrarle secondo le proprie convenienze per cui si cerca ora di correre ai ripari prevedendo un controllo preventivo delle fonti con la scusa che le notizie che viaggiano su internet possono essere false e devianti un corretto rapporto tra cittadini tra loro e le istituzioni.
Noi italiani abbiamo avuto un’esperienza diretta durante il regime fascista dove i nostri padri fidandosi poco delle informazioni istituzionali avevano coniato un marchingegno oltremodo efficace con “radio gavetta” che altro non era che un discreto ma valido passa parola per venire a capo di quelle verità che i governanti volevano nascondere alle masse popolari. Ci toccherà forse ritornare a questo metodo se i nostri governanti decideranno di rimetterci in riga convinti che la libertà di parola è solo un opzional che spetta alle classi privilegiate e non all’uomo qualunque? Mala tempora currunt, sed peiora parantur. (servizio Fidest)

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Web e salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2016

webPer i medici italiani l’uso del web come supporto per la salute non rappresenta un problema, ma una risorsa: l’ultima indagine di Dottori.it, portale leader in Italia per la prenotazione online di specialisti, rivela che per il 52% degli specialisti italiani con la diffusione di internet il rapporto con i pazienti è migliorato.Le risposte ottenute da un panel di 2.000 professionisti hanno permesso di scoprire che il rapporto medico-paziente si è fatto più interattivo (per il 52% degli specialisti), mentre è più personalizzato per il 15% e più approfondito per l’8%. Secondo il 45% dei medici chi richiede la loro consulenza è più attivo nella ricerca di un dottore che sia specializzato proprio nel trattamento della sua patologia.
Tante luci, ma anche qualche ombra: il 39% dei professionisti dichiara di ricevere pazienti più allarmati da ciò che hanno letto sul web circa i loro sintomi; il 38% nota come ci siano sempre più persone portate all’autodiagnosi e più suscettibili e influenzabili dalle storie lette in rete (per il 34% dei rispondenti). Solo il 22% ha denunciato una maggiore inclinazione al fai da te in tema salute. La fiducia nello specialista rimane indiscussa e solo per il 13% questa è scemata a causa dell’uso del web.

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Positive experiences by Irish women using online abortion service Women on Web reported in new scientific publication

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2016

dublinoThe study examined both the demographics and circumstances of 5,650 women requesting early medical abortion between 2010 and 2015, and the experiences of 1,023 women who completed abortion from January 2010 to December 2012. Women were diverse with respect to age, pregnancy circumstances, and reasons for seeking abortion. Results were peer-reviewed and published in the international journal, British Journal of Obstetrics and Gynaecology (BJOG). Study findings include:
Among women completing early medical at-home abortion, 97 percent felt they made the right choice and 98 percent would recommend it to others in a similar situation. The only negative experiences commonly reported by women were the mental stress caused by pregnancies they did not want or felt they could not continue, and the stigma, fear, and isolation caused by current restrictive abortion laws.The feelings women most commonly reported after completing abortion were ‘relieved’ (70 percent) and ‘satisfied’ (36 percent).
Women with financial hardship had twice the risk of lacking emotional support from family and friends.
“Women in Ireland and Northern Ireland accessing medical abortion through online telemedicine report overwhelmingly positive benefits for health, wellbeing, and autonomy,” Aiken said. “This examination and subsequent findings provide a new evidence to inform the policy debate surrounding abortion laws in Ireland and Northern Ireland.” Funding for this research was in part provided by infrastructure grants for population research from the Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development of the National Institutes of Health.The study was published online first at http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/1471-0528.14401/full

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Miss Italia: E’ l’anno boom sul web

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2016

miss-italia-sitoIl 2016 si conferma l’anno del web e dei social. La 77° edizione di Miss Italia promette di passare alla storia anche per i numeri record delle interazioni on-line. Dall’inizio delle prefinali alla vigilia della finale televisiva (29 agosto-9 settembre), il web ha visto un’accelerazione sorprendente, sia dal punto di vista numerico sia sotto l’aspetto qualitativo.
Oltre 412.000 le visite degli utenti sul sito web ufficiale http://www.missitalia.it con un aumento del 30% rispetto all’anno scorso. Un dato ancor più emblematico, se si pensa al fatto che i numeri dell’anno scorso erano ‘spalmati’ su un periodo di tre settimane invece che di due.Numeri di tutto rispetto anche quelli relativi alle pagine visualizzate, che hanno abbondantemente sfondato il muro del milione e mezzo; aumentata pure la durata media di navigazione, segno di un interesse crescente nei confronti del Concorso e delle sue protagoniste.Bene anche il canale Youtube ufficiale, dove il video dedicato alle Regioni, realizzato dai film-maker Luigi Fioravanti e Simone Di Maria, ha totalizzato in poche ore oltre 30.000 visualizzazioni. La Sicilia è la Regione con il maggior numero di condivisioni sul nostro sito web; seguono Puglia, Calabria e Marche.Su Facebook i post hanno superato il milione di utenti, con le visualizzazioni della pagina aumentate del 614%. La diretta in streaming dell’annuncio delle finaliste su Facebook Live ha registrato un successo straordinario, con oltre 170.000 visualizzazioni raggiunte nell’arco della giornata.Dopo il trionfo dello scorso anno su Twitter, con il primo posto della Nielsen Twitter TV Ratings come programma più twittato della settimana, Miss Italia lavora ad un maggiore coinvolgimento dei fan durante la messa in onda, con il livetweet che sarà accompagnato dall’inserimento di contenuti inediti durante la messa in onda e con una grande novità: una diretta video dal backstage durante le pause della trasmissione, presentata da Miss Italia 2013 Giulia Arena. Hashtag ufficiali dell’edizione 2016 sono #MissItalia e #followmiss, quest’ultimo usato in assonanza con “follow me” (“seguimi”) per sottolineare il coinvolgimento dei fan.Grande novità dell’edizione 2016 è Snapchat, il social network più amato fra i giovanissimi che, ogni giorno, fin dalla recente apertura dell’account, registra migliaia di visualizzazioni. A snapchat il team social del concorso ha affidato le curiosità e i ‘dietro le quinte’ dell’evento. E attraverso snapchat le 40 finaliste si sono raccontate sinteticamente prima di partire per Jesolo. In trasmissione saranno proiettati alcuni dei video-selfie, realizzati direttamente dalle finaliste.

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Informazione tra web e carta stampata

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

GiornalistiDimmi come ti informi e ti dirò quanti anni hai. Secondo una recente ricerca del Pew Research Center, ripresa e sintetizzata da NiemanLab, una delle differenze più evidenti tra giovani e meno giovani in America si trova nella modalità e nei mezzi scelti per informarsi. Il 54% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni dichiara di preferire la ricerca di notizie sul digitale, una percentuale che si abbassa al crescere dell’età anagrafica, passando al 38% tra i 30-49enni e al 15% nella fascia 50-64enni.
Guardando all’uso del mobile, il solco diventa ancora più marcato. Mentre il 70% degli under 30 dichiara di informarsi solo usando dispositivi mobile, la quota scende al 53% per chi ha tra i 30 e i 59 anni, per poi restringersi ulteriormente, fino al 29%, tra gli adulti di età compresa tra i 50 e i 64 anni.Un gap generazionale che potrebbe rappresentare una brutta notizia per le tv. Il report ha infatti confermato quanto molti network televisivi hanno già notato analizzando i numeri delle loro audience, con il numero di spettatori giovani che si sta sempre più riducendo. Mentre il 72% delle persone tra i 50 e i 64 anni, e addirittura l’85% degli over 65, si informa attraverso la tv, solo il 29% degli under 30 fa lo stesso.Indipendentemente dall’età però la tv risulta essere il mezzo più scelta da chi si informa guardando video news, con una fetta pari all’80%. In questo caso il ruolo del web è marginale: chi lo utilizza per informarsi preferisce leggere piuttosto che guardare.Passando ai giornali, scende ancora del 27% rispetto a tre anni fa la quota di chi la sceglie la carta stampata. Una quota che rappresenta il 26% del totoale di chi si informa leggendo.
In generale il giudizio che le persone hanno dei media, conclude il report, non è particolarmente positivo, con solo il 20% degli americani che esprime fiducia verso di loro. La considerazione negativa è più marcato tra chi si informa principalmente online, rispetto a chi usa altre piattaforme. Solo il 67% degli utenti web guarda con occhio positivo ai media, contro l’81% di chi utilizza tv o giornali. (primaonline) (fonte: notiziario http://www.francoabruzzo.it)

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