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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘Welfare/ Environment’

20 novembre: sciopero generale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2015

vogliono_la_morte.jpgDopo una massiccia presenza sul web, compresi i social network, la campagna Welfare lanciata dall’Usb viene allo scoperto: dal digitale giunge alle affissioni nelle stazioni ferroviare. Nelle stazioni dell’anello ferroviario di Roma, compresi Ciampino e Fiumicino Aeroporto, Milano, Torino, Genova e Napoli sono apparsi ieri, 16 novembre, i manifesti della campagna lanciata fin dalla scorsa estate col titolo “Diritti negati, democrazia sfregiata”.Si tratta dei due soggetti: “Vogliono la morte del diritto alla salute” e “Vogliono la morte del diritto alla pensione”, rivolti alle centinaia di migliaia di pendolari che per le prossime due settimane transiteranno per le stazioni per recarsi al lavoro e poi per far ritorno a casa.Con questa campagna, che affianca lo sciopero generale del lavoro pubblico proclamato per il giorno 20 novembre 2015, l’Usb ribadisce con decisione l’impegno di schierarsi affianco della classe lavoratrice e dei ceti medi impoveriti dalla crisi e perseguitati dal generale peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, conseguenti ai tagli della spesa sociale. Un impegno che nei prossimi mesi dovrà raddoppiare gli sforzi, in vista dei terribili venti di guerra che soffiano in Europa, dopo i tragici fatti di Parigi, perché il rischio dell’attacco mortale ai diritti sarà giustificato dall’aumento delle spese per gli armamenti e la sicurezza.
Ecco perché l’appello alla lotta e la mobilitazione lanciato dall’Usb acquista oggi un nuovo e più vigoroso significato: “Insieme siamo imbattibili”. (foto: vogliono_la_morte)

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Il futuro del welfare è in azienda

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

andrea kellerSono sempre più numerose le aziende che offrono benefit e servizi di welfare ai propri dipendenti. La retribuzione del lavoro sta cambiando pelle e al fianco di quella monetaria sta crescendo il cosiddetto “salario sociale”, che permette di remunerare i dipendenti con una serie di servizi alla persona e iniziative di sostegno al potere d’acquisto. Parliamo della pensione integrativa e dell’assicurazione sanitaria, dell’offerta di servizi alla ristorazione come i buoni pasto e la mensa aziendale, buoni per la mobilità dei lavoratori tra casa e posto di lavoro, servizi di assistenza per i propri familiari, sia anziani che bambini, buoni spesa, sostegno alle spese scolastiche dei figli dei dipendenti, sostegno alle spese per la maternità e la paternità, conciliazione dei tempi di vita con quelli del lavoro e della famiglia, e cosi via. Alla base di tale crescita la consapevolezza che lo sviluppo del welfare aziendale conviene a tutti: alle imprese perché ottimizzano i costi e aumentano la produttività; ai lavoratori perché aumentano il loro benessere e il potere d’acquisto; allo Stato che tramite la leva delle risorse integrative garantite dalle aziende può rispondere meglio ai crescenti bisogni sociali.Nel libro appena uscito nelle librerie dal titolo “Il futuro del welfare è in azienda”, (edito da Guerini Next) a cura di Filippo Di Nardo e che ospita un’intervista ad Andrea Keller, Amministratore Delegato di Edenred Italia, si spiega a fondo perché il welfare aziendale sarà centrale nei prossimi anni.«Il welfare aziendale rappresenta una di quelle practice aziendali – spiega Andrea Keller nel libro – che meglio esprimono il ruolo economico-sociale dell’impresa. Il welfare aziendale, infatti, oltrepassa i confini aziendali per intersecarsi con tematiche più ampie legate al welfare state, alle relazioni industriali, al mercato del lavoro, alla responsabilità sociale dell’impresa, all’innovazione sostenibile e allo sviluppo del Terzo Settore. Non si tratta di iniziative volte solo ad un generico benessere dei propri lavoratori in una prospettiva sociale e con uno spirito di “buonismo”. Si tratta di iniziative per le quali l’azienda alloca risorse specifiche, consapevole, anche grazie agli innumerevoli e illustri studi in materia, che ogni euro investito in welfare aziendale ha un ritorno economico nel breve, nel medio e nel lungo periodo».Il welfare aziendale è il perno di un sistema virtuoso che permetterà di affrontare in modo efficace e sistemico le sfide che i moderni processi economici e sociali pongono a tutti i Paesi ma che richiede, a questo punto, una necessaria rivisitazione della normativa di riferimento per poter sprigionare appieno tutte le sue potenzialità. (foto: andrea keller)

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“Quale welfare per gli italiani del Nord America? La previdenza sociale a cavallo tra due mondi”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2015

montrealMontreal (Canada) Il Convegno, si terrà, il 29 ottobre prossimo, presso il “Centro Leonardo da Vinci”, introdotto dall’on. FitzGerald Nissoli, dall’Ambasciatore italiano in Canada, Gian Lorenzo Cornado, dal Console Generale, Enrico Padula, e dal Presidente del Comites, Giovanna Giordano e vedrà la partecipazione del dott. Giuseppe Conte (Direttore D.C. Convenzioni Internazionali e Comunitarie – INPS), del dott. Salvatore Ponticelli (Vicario D. C. Convenzioni Internazionali e Comunitarie – INPS), dell’On. Pierpaolo Vargiu, già Presidente della Commissione Affari sociali della Camera, e dell’On. Salvatore Matarrese.
“L’obiettivo – ha detto l’On. Nissoli – è quello di fare il punto sulla situazione della previdenza italiana in Canada e di attivare un confronto tra le Istituzioni, gli operatori e i diretti interessati al tema della previdenza.
Infatti, dopo le relazioni vi sarà un dibattito, moderato da Giovanni Rapanà, in cui i dirigenti INPS potranno dare adeguate risposte ai domande del pubblico”.

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Il welfare del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2015

poletti-giuliano-Legacoop_11Le recenti dichiarazioni del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, sul modo in cui crede vada elaborato e strutturato il welfare del futuro – dichiara in una nota il Sindacato Labor – sono a dir poco preoccupanti. Infatti dietro una brulicante selva di buone intenzioni si nascondono pratiche sottili e deleterie atte a cancellare i diritti dei lavoratori e dei cittadini. Un esempio concreto di questi tentativi – continua l’organizzazione – viene da quanto si sta cercando di fare (e accuratamente pianificando) con i patronati italiani. L’obiettivo è quello di imporre la chiusura di tutte quelle strutture non legate ai sindacati tradizionali in maniera da obbligare i cittadini ad un percorso unico e nel contempo favorire i soliti grandi gruppi di interesse. E’ inoltre opportuno sottolineare che tutto questo sta avvenendo attraverso la spregiudicata discrezionalità di cui il ministro sta facendo uso nell’emanare i decreti attuativi della Legge di Stabilità 2015. Operazioni di questo genere – prosegue il Sindacato Labor – porteranno alla perdita di migliaia di posti di lavoro. E allora ci sembra opportuno chiederci: è questo il welfare del ministro Poletti? E’ questa la filiera locale che immagina? Ormai è del tutto evidente che le politiche adottate da questo esecutivo, oltre che essere vuote di umanità e logica, siano assolutamente prive anche del valore dell’uguaglianza che dovrebbe essere alla base del partito maggioritario. Quel che però riteniamo opportuno chiedere al ministro Poletti – conclude il Sindacato Labor – è di non offendere l’intelligenza dei cittadini e dei lavoratori sentendo il bisogno di usare l’arte della retorica per nascondere le sue reali intenzioni. Anche perché, che lo voglia o no, sono ormai sotto gli occhi di tutti.

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Riforma Welfare

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2011

Anziano tecnologico

Image by Hop-Frog via Flickr

Roma giovedì 17 novembre o re 08.30 presso la sede di Confcommercio sala Orlando Piazza G. G. Belli, n. 2 Formulare una proposta sostenibile per la riforma del Welfare al fine di affrontare il grave problema della non autosufficienza e delle cure di lungo termine in Italia. Questo l’obiettivo del convegno “Un grande patto di solidarieta’ per un nuovo welfare  fra tutti gli attori del sistema, organizzato dall’Associazione Nazionale della Terza Età. “La proposta che sarà lanciata durante il convegno – annuncia il dottor Sebastiano Capurso, presidente di Anaste Lazio – prevede azioni di assistenza e sicurezza sociale insieme ad inziative tese al rilancio degli investimenti e all’aumento dell’occupazione, attraverso un percorso virtuoso che veda coinvolti tutti gli attori del sistema: Governo e Servizio Sanitario Nazionale, Enti locali, Fondi sanitari integrativi, Organizzazioni sindacali, utenti, famiglie ed imprese. Crediamo infatti – continua Capurso – che la creazione di un Fondo Unico per la non autosufficienza, costituito da tutte le parti sociali con la partecipazione dei Fondi Sanitari Integrativi, sia ormai un’esigenza improcrastinabile”.

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L’idea di andare in pensione

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2011

Pensionati

Image by fabiux via Flickr

Da molte parti si sollecita l’allungamento dell’età lavorativa di un pensionamento ritardato rispetto al limite oggi stabilito. Io, e lo dico da anni, sono convinto che questo sistema previdenziale come quello assistenziale abbiano fatto il loro tempo e che sia giunto il momento di una loro rivisitazione alla luce di un mutato rapporto esistenziale dettato dalle nuove tecnologie e dalla ricerca scientifica e medica. Cosa potremmo avere in cambio? Un contratto assicurativo decennale di previdenza e assistenza prelevabile sulle retribuzioni dei lavoratori e che consentissero, al suo scadere, una rendita mensile pari al 20% di quanto si è percepito e altrettanto nei decenni successivi. Nello stesso tempo l’assistenza sanitaria da universale dovrebbe trasformarsi in “prevenzione universale” nel senso che ogni persona ha diritto ad avere check-up periodico a prescindere dal suo stato di salute per individuare eventuali malattie asintomatiche. Tutti dotati di un chip dal quale vi sia la anamnesi del proprio stato di salute, le terapie adottate, i risultati ottenuti, i controlli specialistici effettuati e i farmaci assunti. Nello stesso tempo ognuno sarà chiamato a donare il proprio sangue periodicamente per una banca del sangue personalizzata da utilizzare in caso di necessità o anche da tenere a disposizione per gli usi delle sale operatorie.
Un progetto che ha un suo limite, per via di un nostro deforme concetto mercantilistico, poiché dobbiamo passare dall’idea che l’essere umano non è più un bene economico ma sociale, e quindi talune prestazioni devono restare gratuite poiché se vale il diritto alla vita altrettanto deve valere il diritto a vivere nel migliore dei modi. Per estensione lo stesso concetto vale per l’istruzione, l’avere un’abitazione e un lavoro. E’ un passaggio concettualmente difficile ma necessario. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La Voce del (nuovo) Partito comunista italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2011

L’arrivo di una e-mail che mi annuncia l’esistenza di un “nuovo” partito comunista in Italia mi offre l’occasione per cercare di fare chiarezza soprattutto dentro di me e per capire i comportamenti razionali e irrazionali che avverto tra le persone che frequento, il cicaleccio di occasionali conversazioni e gli umori che registro tramite i vari contatti che riscontro sulla rete. Sono stato sempre convinto che il fallimento del “vecchio” partito comunista non sia stato tanto sulle ideologie quanto sugli uomini che le hanno sposate ma che le hanno tradite con i loro comportamenti non conformi. Oggi intravedo la necessità che anche il capitalismo ceda il passo ad una nuova forma di gestione della società su valori che, per altro, sulla carta sono ampiamente condivisi: equità sociale, ridistribuzione delle risorse, lotta agli abusi e alla corruzione. In questo ruolo sia il socialismo reale sia il capitalismo hanno fallito per ingordigia. La ciclicità, per altro, delle crisi economiche e finanziarie denota la ingovernabilità di un sistema in quanto non rispetta più le regole del vivere civile. Ma va anche detto con chiarezza che prima di ingabbiarci in un modello di governance che finisce con il metterci gli uni contro gli altri in conflitti che possono diventare anche cruenti dovremmo capire quale genere di società vogliamo. E non credo che vi siano dubbi allorché affermiamo che il diritto alla vita non prescinde da quello del diritto a vivere. Cosa significa? Che noi dobbiamo garantire ai nuovi venuti il diritto all’assistenza sanitaria, all’istruzione, ad avere un tetto sotto cui ripararsi, al lavoro, all’accesso ai beni primari (vitto in primis). Sono cose che non si possono e non si devono negoziare poiché il loro valore è assoluto e indeclinabile, a prescindere dalle condizioni economiche dei soggetti che accolgono i nuovi venuti.
Se questo significa essere comunisti, nuovi o vecchi che siano, io sono comunista.
Se la Chiesa di Roma o di altre “centrali” considera il bene vita come base per il bene vivere, io sono un fedele praticante e osservante.
Se i governi che potrei definire laici perseguono questi fini nell’amministrare i loro popoli io mi sento di appoggiarli incondizionatamente.
Ma se tutti costoro, o parte di essi, predicano bene e razzolano male allora io mi sento di combatterli in forza della regione che è in me e della falsità e dell’ipocrisia da essi mostrata all’atto pratico.
Ora resta da capire cosa si deve fare per dare alla società mondiale quel giusto taglio da noi auspicato e per combattere quelle forze che pur minoritarie cercano in vario modo di vanificare le giuste e corrette forme di vita.
E’ di certo un problema educativo. Sappiamo bene che se ci caliamo nella realtà italiana abbiamo una parte, diciamo il 75% della popolazione che è rappresentata da pensionati, lavoratori monoreddito con salari medio bassi, precari, cassa integrati, disoccupati, mentre dall’altra parte vi sono tutti gli altri. Logica vorrebbe che a governare il paese vi fosse la maggioranza che abbiamo indicato mentre sappiamo che è tutto il contrario: è il 25% della popolazione che condiziona la vita politica e istituzionale del popolo italiano con gli effetti perversi che ci ritroviamo.
E allora l’invito è che questa grande maggioranza si riappropri dei suoi diritti, si riconosca nel rispetto dei propri simili, si faccia promotore di un modello di società sempre più aperto e solidale con l’area del disagio e che intraveda nell’essere umano non un bene economico ma un bene sociale e in tale veste sostenerlo senza esitazione alcuna. E’ questa la prima grande rivoluzione che deve maturare dentro di noi, aprirsi alla comprensione altrui, diventare legge universale. [(continua) (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)] (seguito qui)

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La crescita dell’economia mondiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2011

Quanto sta accadendo oggi con il termometro impazzito delle borse non è, dopotutto, una novità. Molti segnali in passato lasciavano intravedere una instabilità che trae la sua origine da mali antichi. D’altra parte i più recenti indicatori congiunturali rilevano tra i principali elementi di rischio la persistente debolezza del mercato del lavoro, l’aumento dei beni alimentari ed energetici nei panieri di consumo, le tensioni sul debito sovrano che risulta eccessivo in alcune nazioni, tra le quali gli Usa e l’Italia, e in prospettiva il surriscaldamento dell’economia e al possibile innesco di spirali inflazionistiche. Per l’Italia, nello specifico, restiamo alle solite, con un aumento dei differenziali di rendimento sui titoli di Stato che ha costretto la Bce ad acquistarli per raffreddare la speculazione. Non vi è dubbio che se l’attuale livello degli spread persistesse noi non solo dobbiamo mettere in conto la perdita già subita che si aggira sui 30 miliardi di euro, ma cifre ben superiori nel giro di pochi giorni. La risposta resta nelle decisioni di politica economica e monetaria che il governo italiano, sia pure tardivamente, deve prendere non solo per arginare tale emorragia ma per favorire la crescita economica. Diversamente ci troveremmo come un serpente che si morde la coda e ci avviteremmo su noi stessi. E qui il discorso si fa più serio. Per rientrare nell’area di sicurezza ed evitare altre turbative il nostro debito pubblico deve contrarsi portandosi al 70% e ciò significa che in pochi anni dobbiamo trovare qualcosa come 800 miliardi di euro. E tutto questo dobbiamo farlo pensando al tempo stesso a non deprimere la produzione industriale, l’impegno per il potenziamento delle infrastrutture, la competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali e ad umiliare il welfare.
Possiamo farcela solo se riusciamo ad adottare una politica di rigore non nel senso, ovviamente, di “armarci e partite” ma di “armarci e partiamo” incominciando a colpire senza remore o pregiudizi, o riserve, i rami secchi a partire dalla politica non tanto riferita agli stipendi dei parlamentari e di pubblici amministratori quanto al loro numero, ai privilegi che godono (auto blu, spese di rappresentanza, ecc.), alla pletora di uffici, di doppioni di incarichi e via di questo passo. E da qui porre mano alle riforme strutturali del welfare, della sanità, della scuola, della giustizia non per deprimere e comprimere ma per vitalizzarle sconfiggendo, innanzitutto, quel luogo comune che associa le riforme con maggiori costi e non con maggiori economie innestandovi un circolo virtuoso. E tutto questo non possiamo farlo un domani, ma già oggi perché non abbiamo più tempo per le dotte concioni, per convegni, per sprechi di parole. Ci vogliono fatti e realizzazioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Fidest: Il capitalismo alle corde

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2011

Editoriale Fidest. Dalla rivoluzione industriale del XVI secolo vi è stato un crescendo impressionante delle innovazioni tecnologiche, delle espansioni produttive, delle teorie sulle logiche di mercato, dei conflitti regionali alla ricerca degli spazi vitali e di quanto ne spiegassero, ne trasformassero i metodi di lavorazione, l’utilizzo della manodopera e quel che ne segue. Tutto un frenetico andante per dare alla nuova borghesia, nata nelle fabbriche e coltivata nei caveau delle banche, una sua ragione d’essere e di prosperare. Così nasceva una nobiltà del lavoro per pochi eletti e una caporetto dei lavoratori che di questo progetto facevano solo parte degli ingranaggi che altri attivavano e sfruttavano. La prima seria risposta al capitalismo non fu, come è facile credere, la rivoluzione d’ottobre, passata per leninista-marxista, ma la convinzione che la produzione industriale poteva avere una ragione d’essere se vi era un mercato e questo mercato significava coinvolgere per la seconda volta gli stessi lavoratori delle fabbriche. Più il lavoratore aveva potere d’acquisto e maggiore sarebbe stata la sua propensione ad acquistare gli stessi prodotti che produceva, sia pure a rate e sobbarcandosi interessi usurai. Questo ingranaggio pareva congegnato a dovere se non ci fossero state delle varianti importanti. Prima di tutto la materia prima e poi le fonti energetiche. La Gran Bretagna del XVI secolo poteva attingerle a prezzi stracciati dalle sue colonie ma non fu la stessa cosa nel XIX e XX secolo. Altri interessi e altri soggetti entrarono in gioco. Ora il capitalismo è ad una svolta cruciale. Non può garantire al tempo stesso la tenuta dei suoi interessi mercantili e il welfare. Ciò significa che o rinuncia ai suoi lauti profitti, alle sue logiche espansive aggressive con esorbitanti spese militari e vendita di armi per ingraziarsi le dittature dei paesi di interesse strategico, oppure costringe miliardi di persone alla miseria e alla morte per mancanza di assistenza sanitaria, di lavoro, di tutela dei diritti e degli interessi legittimi. E’ il vero nodo cruciale che questo secolo dovrà dipanare per non rischiare che si arrivi ad esplosioni di violenza a livello planetario e alla distruzione anche di ciò che è stato fatto di buono. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Manovra classista

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2011

“Opposizioni responsabili, ma profondamente contrarie e distanti dal merito del provvedimento che colpisce il lavoro, il welfare, le pensioni, gli enti locali e le imprese”. Con queste parole Susanna Cenni, deputata del Pd alla Camera, commenta l’approvazione della manovra economico finanziaria alla Camera dei Deputati. “Nei prossimi giorni – spiega Cenni – faremo i conti con ben 29 mld di euro di prelievo dalle tasche degli Italiani, e 8/9 mld di ulteriori tagli agli EE.LL. entro il 2014 con la grande incognita di numeri attribuiti ad una ipotetica riforma fiscale dalla quale dovrebbero giungere 16,7 mld. La manovra che solo un mese fa Berlusconi aveva definito una semplice operazione di aggiustamento dei conti, oggi è un salasso indispensabile per evitare il default da oltre 70 miliardi di euro in due anni (23 miliardi nel 2013 e 47 miliardi a regime nel 2014) frutto di una politica economica miope e classista, che tutela ancora una volta gli evasori delle quote latte e fa pagare il ticket alla gente normale”. Una manovra – continua Cenni -che la maggioranza si è precipitata a votare, senza il nostro voto e solo facendo ricorso all’ennesima fiducia. La speculazione, i violenti attacchi contro i titoli pubblici e le banche italiane che hanno affossato Piazza Affari sono dei pericoli reali che il Partito Democratico ha cercato di scongiurare cercando soluzioni per il bene di tutto il Paese”.
“La manovra finanziaria – precisa Cenni – è una vergogna che porterà un aumento dell’1,2% della pressione fiscale, già fra le più alte d’Europa, tagli a tutti i bonus fiscali e all’abbattimento delle agevolazioni che colpiscono famiglie con figli a carico, spese sanitarie e scolastiche, ristrutturazioni edilizie, interventi per il risparmio energetico e associazioni onlus. L’obiettivo è recuperare 20 miliardi in due anni, per cui la pressione delle tasse salirà dell’1,2% a 43,7 e fra le numerose voci vengono colpiti i nuclei familiari con figli a carico, le spese per l’istruzione, quelle mediche e per gli asili nido; ma anche gli studenti universitari e i redditi da lavoro dipendente. La riduzione degli sconti fiscali (in una prima fase di un – 5%, per giungere nel 2014 ad un – 20%) riguarderà inoltre detrazioni e deduzioni esistenti finora in caso di ristrutturazione edilizia e interventi per il risparmio energetico o per le donazioni al terzo settore e ancora l’Iva, le accise e i crediti di imposta. Una manovra inefficace ai fini della ripresa e che, alla luce dei dati Istat di ieri secondo cui i poveri in Italia hanno superato quota 8 milioni, non fa vedere spiragli e fa pagare il prezzo degli errori del governo Berlusconi ai cittadini e alle famiglie”.
“La stangata arriverà subito – conclude Cenni – come la reintroduzione immediata, già da lunedì prossimo, dei ticket sanitari che saranno di 10 euro su visite specialistiche e analisi e di 25 euro per gli interventi del pronto soccorso in codice bianco. Non vogliamo essere complici del ritorno del ticket e se toccherà a noi cambieremo il segno e la composizione della manovra. Ci siamo messi subito a lavoro e abbiamo depositato una Pdl che toglie l’aggravamento dei ticket e li sostituisce con un’altra copertura.”

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Incontri sul welfare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2011

Forlì 7 maggio dalle ore 10 alle 13, al Circolo Arci del Ronco (viale Roma, 344) si tiene il ciclo di incontri sul welfare organizzato dall’Unione territoriale del Pd forlivese in collaborazione con il dipartimento Welfare Pd Emilia-Romagna e il Gruppo Assembleare Pd Emilia-Romagna. La tavola rotonda finale su “Federalismo, servizi sociali e ruolo delle istituzioni locali”, in collaborazione con Circoli Pd Ronco, Bussecchio e Cervese rappresenta il clou dell’iniziativa. Intervengono Roberto Balzani, sindaco di Forlì, Alessandro Martelli, docente di Politiche sociali, presso l’Università di Bologna, sede di Forlì, Teresa Marzocchi, assessore regionale alle Politiche Sociali, Roberto Piva, consigliere regionale, Guglielmo Russo, vicepresidente Provincia Forlì-Cesena. Introduce, Marco Di Maio, segretario Unione territoriale Pd forlivese e conclude Marco Monari, consigliere regionale, presidente Gruppo Pd Assemblea legislativa regionale.

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Sussidiarietà e Istruzione e Formazione professionale

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

Roma 13 Aprile 2011, ore 18.00 Senato della Repubblica Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, Piazza della Minerva 38 conferenza su Sussidiarietà e Istruzione e Formazione professionale Intervengono: Tiziano Treu, Vice presidente Commissione Lavoro al Senato; Giuseppe Fioroni, Coordinatore del forum sul Welfare del Pd; Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali; Andrea Olivero, Presidente Nazionale delle Acli; Giorgio Odifreddi, Presidente della Fondazione Piazza dei Mestieri; Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà.

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Ex Uno Plures. Welfare Without Illusion

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Roma 25 marzo 2011 ore 10.30  sala convegni Pietro Onida – edificio di Economia via del Castro Laurenziano 9,  l’European Center for the Study of Public Choice (Ecspc) e il dipartimento di Diritto ed economia delle attività produttive della Sapienza presentano il volume speciale della Review of Law and Economics  dal titolo Ex Uno Plures. Welfare Without Illusion, a cura di Geoffrey Brennan  dell’Australian National University e Duke University e di Giuseppe Eusepi, docente della Sapienza e vicepresidente dell’Ecspc.  Dopo il saluto di benvenuto del rettore Luigi Frati e di Attilio Celant, preside della facoltà di Economia,  verrà esaminato il volume partendo da considerazioni metodologiche sul federalismo.  Sono previsti gli interventi di Fabrizio Balassone, del Servizio studi della Banca d’Italia, di Giuseppina Capaldo, docente e prorettore alla Pianificazione strategica e controllo finanziario della Sapienza, di Ernesto Longobardi, docente presso l’Università di Bari e membro della commissione paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale, di Desiree Teobaldelli, docente presso l’Uiversità di Urbino “Carlo Bo” dei docenti della Sapienza Rossella Miceli, Luciano Marcello Milone e Vincenzo Russo. Interverrà il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi. (Giuseppe Eusepi)

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Pd: sanità e casa

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2011

Forlimpopoli, 9 marzo alle 20.45 presso la sala del consiglio comunale, in piazza Fratti illustrato lo scenario attuale e le prospettive del sistema sanitario locale. Interverranno Paolo Zoffoli, Sindaco di Forlimpopoli e presidente della Conferenza sociale e sanitaria forlivese, Anna Pariani, consigliere regionale, responsabile Welfare PD Emilia-Romagna, Guglielmo Russo, vice-presidente Provincia Forlì-Cesena, coordinati da Alessandro Strada, assessore al Welfare e Sanità del Comune di Forlimpopoli.Continuano gli incontri sul “Welfare che cambia, scenari e proposte”, questa volta toccando “La questione della casa: spazi della città, visione del territorio, problema dell’accesso”. L’appuntamento di lunedì 14 marzo, alle 20.45, al saloncino dell’Hotel della Città et De La Ville, corso della Repubblica 117, vede protagonisti l’assessore regionale alle Attività Produttive, Edilizia, Piano Energetico, Sviluppo Sostenibile e Mario Mazzotti, consigliere regionale, introdotti e coordinati da Tiziano Alessandrini, consigliere regionale.

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Le scelte dei lavoratori di Mirafiori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

“Mi auguro che i lavoratori di Mirafiori facciano la scelta migliore per il proprio futuro e per quello delle prossime generazioni. L’anacronismo del nostro sistema di relazioni industriali è ormai lampante. L’impianto di diritti e tutele, conquistato a ‘lacrime e sangue’ nel secondo dopoguerra e senz’altro positivo e funzionale per quel periodo, non è più adeguato alla realtà odierna. Mentre la FIAT di Marchionne ha saputo compiere un balzo in avanti accettando la sfida posta dal mercato internazionale, la politica continua ad apparire inerte sul fronte del welfare e del mondo del lavoro. Le sfide poste dalla globalizzazione e dalla feroce competizione internazionale obbligano, a questo punto, tutta la classe dirigente a fissare regole chiare in materia di rappresentanza, sia sindacale che datoriale”. È quanto dichiara in una nota l’on. Roberto Menia, responsabile organizzazione di FLI.

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Diritto di Welfare

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

Manuale di cittadinanza e istituzioni sociali” ed. Il Mulino, a cura di Massimo Campedelli, Paolo Carrozza e Livio Pepino. Questo volume, terzo della collana del Laboratorio WISS (welfare, innovazione, servizi e sviluppo) della Scuola Sant’Anna di Pisa, è frutto di un confronto multidisciplinare durato quasi due anni, promosso insieme alla Fondazione Lelio e Lisli Basso e al Laboratorio di Epidemiologia di Cittadinanza del Consorzio Mario Negri Sud, che ha visto confrontarsi giuristi, magistrati, economisti, sociologi, epidemiologi ed esperti di politiche comunitarie, impegnati, da punti di vista diversi, nei sistemi di welfare europei, nazionale e regionali.
Due gli scopi che ci hanno spinto a realizzarlo. Primo:  offrire agli operatori del diritto (studenti, funzionari pubblici, ricercatori, giuristi) una base «giuridicamente riconoscibile» per comprendere gli elementi fondamentali delle trasformazioni che stanno investendo i sistemi di welfare. Il filo conduttore della ricerca – a cavallo tra diritto pubblico, diritto amministrativo, diritto penale e diritto civile, in dialogo costante con discipline quali la macroeconomia, l’economia aziendale, le scienze dell’organizzazione, l’epidemiologia – è un vero e proprio «diritto di welfare»: sintesi ma anche laboratorio di innovazione per i settori, giuridici e non solo, da cui prende spunto e, al contempo, luogo di sedimentazione di pratiche in cui trovano espressione conflitti vecchi e nuovi insieme a  progettualità innovative.
Tre le parti del volume che ne tracciano plasticamente il percorso: globalizzazione ed europeizzazione, istituzioni del welfare, effettività dei diritti sociali nella crisi del welfare. A questi temi generali se ne affiancano altri più specifici che ne costituiscono utile integrazione: la crisi economica e le sue ragioni, il federalismo, la misurazione dell’effettività dei diritti e via elencando. Particolare attenzione viene prestata a questioni da tempo all’ordine del giorno, come i livelli essenziali dei servizi, la disciplina del terzo settore,  il diritto dei migranti, la partecipazione dei cittadini e delle formazioni sociali. In altri termini, insieme alla rivisitazione dei fondamentali (alla luce, appunto, degli scenari economici, giuridici e politici determinati dalla globalizzazione e dalla europeizzazione) si sono realizzati «carotaggi» su questioni più puntuali ma rappresentative degli attuali punti critici.

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40 anni di welfare di sua maestà

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2010

Più soli, più grassi e più disoccupati, anche se meno poveri. E’ la foto dei sudditi di Sua Maestà che emerge dall’ultimo rapporto sui social trends dell’ufficio statistico britannico, pubblicato oggi da West. Con un’ampia rassegna dei cambiamenti conosciuti dall’Inghilterra dagli anni 70 ad oggi. Di particolare rilievo quelli che riguardano i redditi medi delle famiglie, triplicati (+140%), e l’allungamento dell’aspettativa di vita che ha abbondantemente superato la soglia dei settant’anni. Non altrettanto positivi quelli che riguardano la salute pubblica:  il 25% della popolazione da diciotto anni in su è ormai  “pericolosamente” sovrappeso, il doppio rispetto al 1995. Le morti dovute ad abuso di alcolici e di droghe sono, rispettivamente, raddoppiate e quintuplicate negli ultimi 10 anni. Seguendo un trend che dura sin dagli anni 80 la società inglese appare anche più frammentata. Nel 2008, segnando un record negativo assoluto per la storia del Paese,  sono stati celebrati solo poco più di 200mila matrimoni. Smentendo le previsione di un futuro demografico solo e soltanto negativo, le proiezioni dell’ufficio di statistica indicano inoltre un incremento della popolazione di quasi dieci milioni di unità nei prossimi 20 anni. Soprattutto grazie agli immigrati i cui arrivi annuali sono cresciuti , tra il 1991 e il 2008, da  300 a 600mila.  Ma il dato in qualche modo più sorprendente è quello relativo alla spesa sociale:  nel 2008 ha toccato i 152 miliardi di sterline. Due volte quella del 1971.

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Welfare ed Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

West -welfare società territorio- il quotidiano online diretto da Guido Bolaffi, pubblica un’intervista a Mario Mauro, Capo Delegazione Pdl (PPE) al Parlamento europeo sulle politiche della UE in tema di welfare. Dichiara a West l’On.Mauro: “È necessario un adeguamento dei parametri che rendono effettiva l´integrazione, e il welfare da questo punto di vista è necessariamente il primo passo. Finché, per fare un esempio, l´operaio tedesco percepisce le grandi differenze che ci sono tra le sue prospettive pensionistiche e quelle del suo corrispettivo greco, non si può parlare di un´integrazione realmente compiuta”. E sull’immigrazione prosegue “Nel 2004, con l´allargamento dell’UE ai Paesi dell’est, abbiamo reso cittadini europei milioni di persone. Oggi è giusto che l´Europa si ponga lo stesso problema guardando a sud. Non è un caso infatti che gli stessi Stati nazionali chiedano, giustamente, che l´immigrazione diventi un tema completamente europeo”. In fine sul tema di una comunicazione europea comparata aggiunge “C´è un problema nell’impostazione dei media italiani, tutto quello che non cade nell’orto italiano è fuori dai nostri media. Tra i molti esempi mi viene in mente il caso dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, rispetto a cui c´è stata senz’altro una distrazione dei Governi, ma anche una grossa disattenzione dei media”.

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“Né in terra né in mare”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 maggio 2010

Roma 11 maggio (Hotel Palazzo Carpegna, ore 9,00), Sarà questo il tema del Convegno Internazionale sul Welfare della Gente di Mare che si svolgerà a nell’anno dedicato dall’ONU ai marittimi.  In Italia sono oltre 5 milioni i marittimi che transitano ogni anno nei nostri porti. Il Convegno vedrà, fra gli altri,  la presenza di S.Em. il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, oltre a quella dei massimi rappresentanti  dell’International Maritime Organization, dell’International Labour Organization e dell’Ammiraglio Raimondo Pollastrini, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto. Durante il convegno è prevista la firma di un accordo tra il Presidente della CEI, S.Em. il Card. Angelo Bagnasco e l’Ammiraglio Raimondo Pollastrini nella duplice veste di Comandante Generale delle Capitanerie e Presidente del Comitato Nazionale del Welfare della Gente di Mare. L’accordo ha lo scopo di sostenere un comune lavoro a favore della gente del mare e in particolare dei lavoratori marittimi, oltre che a studiare e presentare un Dossier sulle navi abbandonate che per la prima volta fotografa un fenomeno con drammatiche ricadute sociali. Ogni anno, infatti,  sono decine le “chiamate” indicanti possibili sequestri o abbandoni di navi ed equipaggi. Situazioni che vengono localmente sostenute: dal volontariato nei bisogni primari (spesso si tratta di dare il cibo, i vestiti e l’acqua) , dai Comitati territoriali del Welfare della Gente di mare già attivi nei maggiori porti italiani e dall’ ITF (sindacato internazionale dei marittimi) che, ove possibile, assiste in giudizio gli equipaggi per ottenere il riconoscimento del credito degli stipendi e, quanto prima, il rimpatrio presso le proprie case. L’accordo firmato è un segno della volontà comune, nello spirito della sussidiarietà e della solidarietà, di favorire, attorno ai lavoratori del mare, la concertazione di tutte le istituzioni pubbliche e private competenti, non solo del porto ma  anche della città, in tutto il nostro Paese.

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Welfare: Nuovo modello sanità

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

Affrontare la salute non più attraverso suddivisioni settoriali, ma in una logica multidisciplinare che coinvolga tutti, grazie a competenze manageriali e ampie conoscenze del territorio. Questa la sfida lanciata ieri da Federsanità Confcooperative, la nona federazione di Confcooperative presentata ufficialmente a Roma. Ai nastri di partenza 162 cooperative, 5.600 persone coinvolte, 55 mila soci, per un totale di 4 miliardi di euro di fatturato. Obiettivo: far confluire nella stessa direzione quattro settori diversi: cooperative di medici, cooperative farmaceutiche, cooperative ad alta specializzazione sanitarie e mutue socio-sanitarie. La speranza iniziale è di far rete tra i diversi attori del sistema, per disegnare modelli di welfare sanitario sempre più al passo con i tempi, sullo stile dei Paesi scandinavi. Secondo il vicepresidente vicario di Confcooperative, Carlo Mitra, «la federazione vuole essere l’architrave di un nuovo modello di welfare in sanità. Abbiamo forti sinergie con i medici e con gli infermieri. Lo scenario generale ci fa capire che è in atto un grande rinnovamento, con tanta innovazione in sanità; servono quindi reti relazionali perché stare fuori da queste reti vuol dire rinunciare allo sviluppo». La volontà degli organizzatori è affiancarsi al Sistema sanitario nazionale (Ssn), con un ruolo complementare e «non sostitutivo della sanità pubblica». (fonte doctor news)

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