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Wikipedia in lingua esperanto ha raggiunto i 250.000 articoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 ottobre 2018

La lingua esperanto, la lingua internazionale lanciata nel 1887 dal polacco Zamenhof, vive ed è utilizzata nella vita reale e soprattutto in rete: la sua Wikipedia ha raggiunto quota 250.000 articoli. La sua prima versione è stata pubblicata il 2 gennaio 2002 con più di 300 pagine grazie all’opera di Chuck Smith, Jerry Muelver e Stephen Kalb. Gli articoli sono liberamente modificabili e recentemente oltre 300 utenti modificano i contenuti della Wikipedia in esperanto ogni mese. I volontari di Wikipedia continuano ad aggiungere nuove voci e contemporaneamente a espandere e aumentare le risorse esistenti. L’intero progetto è possibile solo grazie alla collaborazione immediata su Internet e a molti volontari.La Wikipedia in esperanto si posiziona alla 32a posizione tra le altre enciclopedie per numero di articoli. Vicino al basco (che ha circa 45 mila voci in più), il bulgaro e l’armeno (5 mila in meno) si stanno avvicinando rapidamente. Ma la quantità di articoli è importante ma non è tutto. Considerata la qualità dei 1.000 articoli più importanti, l’enciclopedia in esperanto si trova in un ottimo 16° posto. Nel movimento globale la Wikipedia nella lingua lanciata da Zamenhof viene valutata positivamente, in quanto è stato fondata molto presto, unisce una comunità significativa ed è anche ufficialmente rappresentata dall’associazione Esperanto e libera conoscenza (Eliso).
La Wikipedia in questi anni è cambiata molto. Inizialmente, la scrittura avveniva utilizzando un codice speciale, non molto difficile, ma non immediatamente intuitivo per i principianti. Oggi, invece, è possibile modificare e formattare il testo come nell’e-mail. Inoltre, programmi avanzati ora eseguono diversi lavori monotoni, permettendo ai volontari di concentrarsi sulla realizzazione di testi di buona qualità. Ancora più persone eseguono semplici modifiche (ad es. la correzione dei refusi) tramite l’applicazione per telefoni cellulari. Poiché Wikipedia è un valore aggiunto della comunità esperantista, diverse organizzazioni la sostengono. Tra loro ci sono l’Associazione Mondiale d’Esperanto, la Gioventù Esperantista Mondiale, E @ I e l’associazione Esperanto e libera conoscenza (Eliso). Le statistiche su tutte le oltre 200 versioni di Wikipedia si trovano all’indirizzo https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Wikipedias#Detailed_list, mentre i dati specifici sulla versione Esperanto sono disponibili alla pagina https://eo.wikipedia.org/wiki/Specialaĵo:Statistikoj.

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Why are some pages on Wikipedia so much longer than others?

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2016

Warwick_Business_School_Scarman_road_viewA new study has found it is not only how famous or popular the subject is, but more if it generates what the researchers call ‘cumulative growth effect’.After all the longest page on the English Wikipedia is a ‘List of law clerks of the Supreme Court of the United States’, while ‘1919 Birthday Honours’ and ‘Lists of Comets by type’ are also in the top 10.The biggest page that isn’t a list is ‘Opinion polling for the 2015 United Kingdom general election’, at number three according to Wikipedia, and ‎’Constituency election results in the United Kingdom general election, 1929’ at 10.None of these subjects are likely to capture the general public’s imagination, but new research has found the way Wikipedia works produces a snowball of editors onto a page – known as a ‘cumulative growth effect’.The open source platform relies on a host of editors – or Wikipedians – to contribute, organise and edit the site and researchers found that articles tend to snowball, with the number of contributions to an article increasing as it gets longer and longer.
Without this cumulative growth effect, articles would have been up to 45 per cent shorter according to Aleksi Aaltonen, of . Dr Aaltonen said: “We found the way in which Wikipedia’s content production is organised is inherently motivating for users. The gradual nature of content development encourages and inspires users and editors – it snowballs.“This motivational mechanism may emerge from the fact that once the content is there subsequent users are able to build on it bit by bit and see the results immediately rather than having to contribute an entire article.“As a consequence, articles that are edited heavily and therefore grow in length will continue to be edited more.”In the article Cumulative Growth in User-Generated Content Production, published in Management Science, Dr Aaltonen and Stephan Seiler, of Stanford University, used eight years of data looking at articles on the Roman Empire on the English Wikipedia.The data set contains the full text of every version of all articles from the beginning of the online encyclopaedia in January 2001 to January 2010. This allowed the researchers to track the evolution of the content of each article on the Roman Empire.“Looking at this data set, we found surprisingly strong evidence for a cumulative growth effect,” said Dr Aaltonen. “More specifically, when we controlled for the popularity of individual articles and the overall editing activity at different times as well as for a number of other factors, we still found that the current length of the article has a positive impact on the amount of editing it receives.”
The Roman Empire section, which comprises 1,310 unique articles, was chosen by the researchers as the knowledge on the topic could be assumed to undergo relatively little change during the sample period. This helped to control for possible new information on the subject coming to light that could otherwise affect the evolution of the content.Dr Aaltonen said: “The main lesson we can draw from the findings is that any action that increases content can trigger further contributions.“Two ways to achieve an increase in content and grow the length of a page is to incentivise users to contribute content or, even more directly, to pre-populate articles with content. These interventions can lead to a magnified effect as more editors are attracted to the content and as they contribute so it snowballs.“Because many organisations such as Sony, Xerox, Disney, Microsoft and Intel harness wikis – server programs that allows users to collaborate in forming the content of a website – often using the same software and a similar page layout, these findings are likely to carry over to those related platforms.“Importantly, we also found the additional activity induced by the cumulative growth effect leads to an increase in content quality.
“Our findings are therefore relevant for the design of other open content production platforms as well. Importantly, the platform provider has some degree of control over the source of the motivational mechanism we identify – that is the amount of content.”

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È arrivato il nuovo Kindle Paperwhite: il Kindle di 6a generazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2013

Cover of "Kindle Wireless Reading Device,...

Cover via Amazon

Lussemburgo,(NASDAQ: AMZN)— Amazon ha annunciato che Kindle Paperwhite, il lettore della famiglia di eBook più venduta al mondo, è disponibile in una nuova versione migliorata. Le nuove caratteristiche di Kindle Paperwhite comprendono una nuova tecnologia dello schermo con un maggiore contrasto, una luce integrata di nuova generazione, un processore più veloce, un’innovativa tecnologia touch e altre opzioni esclusive, create su misura per i lettori. Kindle Paperwhite e Kindle Paperwhite 3G sono disponibili da oggi in pre-ordine su http://www.amazon.it.
Kindle Paperwhite unisce l’hardware migliore, un’ampia selezione, libri dai prezzi contenuti, le migliori funzionalità di lettura, il miglior servizio clienti, i consigli di lettura personalizzati, le recensioni dei clienti, in un sistema perfettamente integrato a disposizione del consumatore. Ecco perché chi possiede un Kindle legge più libri, cartacei e digitali, rispetto a quando non possedeva un Kindle.Ecco cosa rende il nuovo Kindle Paperwhite il migliore di sempre:
– Schermo di nuova tecnologia con maggiore contrasto – lo schermo di Kindle Paperwhite è il più avanzato schermo per lettori di eBook mai creato. Maggiore contrasto e migliore riflessione della luce, per pagine più bianche e neri più intensi, tanto che è quasi impossibile notare la differenza con un libro stampato. Nessun altro lettore di eBook dispone di uno schermo con un simile contrasto.
– Luce integrata di nuova generazione – indirizza la luce verso lo schermo, per leggere comodamente senza sforzare la vista.
– Nuovo processore del 25% più veloce – i libri si aprono e le pagine si voltano più velocemente, per un’esperienza di lettura più fluida.
– Nuova tecnologia touch – la griglia touch, del 19% più fitta, rende Kindle Paperwhite ancora più reattivo al tocco più lieve, rispondendo con precisione ed evitando cambi di pagina accidentali.
– Nuova funzione Scorri Pagina Kindle – per scorrere le pagine o i capitoli o andare direttamente alla fine del libro senza perdere il segno. Ora, ad esempio, è più facile consultare la mappa della Terra di Mezzo durante la lettura de Il Signore degli Anelli. Vedi schreenshot: http://www.amazon.it/kindlescorripagina.
– Nuova funzione Arricchisci il tuo Vocabolario – aggiunge automaticamente i termini ricercati nel dizionario a un elenco di immediata consultazione. È possibile utilizzare questo elenco per visualizzare le parole nel loro contesto e memorizzarle grazie alle schede delle parole. Vedi screenshot: http://www.amazon.it/kindlevocabolario.
– Nuova funzione Consultazione Rapida – la funzione Consultazione Rapida di Kindle Paperwhite comprende un dizionario completo e l’integrazione con Wikipedia, per accedere a definizioni, informazioni e altro senza lasciare la pagina o perdere il segno. Vedi screenshot: http://www.amazon.it/kindleconsultazione.

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Orange and Wikinmedia: partnership

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2012

Image representing Wikimedia Foundation as dep...

Image via CrunchBase

Orange and the Wikimedia Foundation today announced a major partnership designed to make knowledge more easily available to Orange mobile customers throughout Africa and the Middle East. In the first partnership of its kind for Wikipedia, Orange and the Wikimedia Foundation will provide customers in both remote and urban areas of AMEA with access to Wikipedia.In 2009, Orange and the Wikimedia Foundation formed the world’s first mobile and Internet partnership to expand the reach of Wikimedia’s projects through channels on Orange mobile and web portals in Europe. This new partnership will be gradually launched throughout 2012 across 20 African and Middle Eastern countries where Orange operates, with the first markets launching early in the year. The initiative is part of the Wikimedia Foundation’s mobile strategy that aims to reach the billions of people around the world who access the internet solely through mobile devices. Any customer with an Orange SIM and mobile internet enabled phone will be able to access the Wikipedia site either through their browser or an Orange widget. They can access the Wikipedia encyclopaedia services for as many times as they like at no extra charge as long as they stay within Wikipedia’s pages “Wikipedia is an important service, a public good — and so we want people to be able to access it for free, regardless of what device they’re using,” said Sue Gardner, Executive Director of the Wikimedia Foundation. “This partnership with Orange will enable millions of people to read Wikipedia, who previously couldn’t. We’re thrilled to be Orange’s partner in this important endeavour.”
Marc Rennard, Group Executive Vice President, Africa, Middle-East and Asia at Orange, commented, “In countries where access to information is not always readily available, we are making it simple and easy for our customers to use the world’s most comprehensive online encyclopaedia. It is the first partnership of this kind in the world where we are enabling customers to access Wikipedia without incurring any data charges; and shows Orange’s ability, once again, to innovate in Africa and the Middle East, and bring more value to our customers.” Stephanie Hospital, Executive Vice President, Orange Audience & Advertising division, commented, “Since we first partnered with the Wikimedia Foundation two years ago, we have remained committed to helping them spread knowledge to as many people in the world as possible. We’re proud to once again be the Wikimedia Foundation’s first partner in Africa and the Middle East.”

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Dal software libero a Wikipedia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Firenze 18 febbraio 2010, ore 21:00 SMS-Rifredi, via Vittorio Emanuele 303,  con Gianni Comoretto (Osservatorio astrofisico di Arcetri)    e Lorenzo Losa (amministratore di Wikipedia) Moderatore: Franco Bagnoli (Università di Firenze) La rete facilita le comunicazioni e porta alla nascita di nuove comunità, alcune effimere, altre durature. Tra queste ultime, alcune hanno avuto un effetto dirompente. Un esempio è dato da Wikipedia, l’enciclopedia mondiale scritta dagli utenti, che ha rivoluzionato l’idea stessa di enciclopedia. Un movimento meno appariscente, ma più antico, è quello che sta dietro ai progetti di software libero, gnu/linux in primis, dove sforzo coordinato e spontaneità individuale convivono felicemente. Come possono funzionare questi movimenti? Come si può costruire una “cattedrale”  come se fosse un “formicaio”, ovvero senza una direzione centrale? Quali tipi di progetti possono funzionare così e quali invece sono destinati al fallimento? Il declino della cristianità sotto l’islam
Dal jihad alla dhimmitudine. Bat Ye’Or – Lindau – 2009 – pp. 570 – € 32,00. Fondato su documenti inoppugnabili, questo saggio esamina i processiche hanno portato nel corso dei secoli all’islamizzazione delle comunità cristiane ed ebraiche che popolavano il Mediterraneo e l’Armenia. Bat Ye’or rievoca dolorose vicende storiche ma soprattutto spiega le dinamiche profonde dell’espansionismo islamico: le trasformazioni sociali, culturali, psicologiche e demografiche intervenute in tutti i popoli sottomessi con la jihad e ridotti alla condizione di dhimmi. Come scrive Jacques Ellul nella prefazione (all’edizione francese del 1991), «questo libro permette di fare il punto sulla nostra situazione attuale» e svelando ciò che di solito viene nascosto racconta una vicenda che sembra foriera di molti cambiamenti. La conquista islamica è avvenuta all’insegna del jihad e della sharfa, la guerra santa contro i non musulmani e il diritto fondato sul Corano. Quando le popolazioni di religione cristiana, ebraica e zoroastriana che abitavano lungo le rive del Mediterraneo e negli sterminati territori dell’antica Persia vennero sottomesse dagli arabi (nei secoli VII e VIII) e dai turchi (circa quattro secoli dopo), divennero, nei loro stessi territori, dhimmi, privi di diritti e oggetto di una “protezione” (dhimma) che pagavano lautamente.

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