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L’enigma di Shakespeare

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2011

Probable photograph of William Shakespeare, ci...

Image via Wikipedia

Cortigiano o dissidente? Elisabetta Sala – Ares – 2011 – pp. 464 – € 24,00 scontato 21,60 Shakespeare visse nel secolo d’oro della letteratura inglese, la corrente Whig-protestante ne fece il poeta nazionale britannico e volle vedere nella sua opera l’esaltazione dello status quo. Tale lettura si è però rivelata assai superficiale e non concorda né con le opere, né con quanto sappiamo della vita; tanto più che il sistema elisabettiano è emerso, attraverso gli studi storici più recenti, come un regime totalitario e violentemente oppressivo. Ora, è possibile che un poeta tanto grande fosse il paladino di una dittatura, di cui furono vittime fino al martirio i suoi stessi parenti, amici e vicini di casa? Per la prima volta in Italia, questo volume ripercorre dettagliatamente la biografia e l’opera del Bardo dell’Avon seguendo il filo rosso della sua dissidenza e rivelando gli stretti rapporti che egli ebbe con il mondo sotterraneo del cattolicesimo inglese braccato dalle autorità. Le sue simpatie, a quanto emerge in modo sempre più chiaro, andavano alla minoranza perseguitata e le sue opere cercarono, più o meno cautamente, di dar voce a chi non aveva più il diritto di parlare.

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L’enigma di Shakespeare

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2011

Di Elisabetta Sala Cortigiano o dissidente? (Edizioni Ares Collana «Profili» Isbn 978-88-7698-541-3 pp. 472 (con inserto fotografico a colori) euro 24. Come tutti gli uomini geniali, William Shakespeare sfugge a qualsiasi inquadramento: scrittore enigmatico per eccellenza, al punto che qualcuno dubita ancora che sia veramente esistito, e poeta profondissimo, universale, «per tutti i tempi», scrisse opere immortali. Ma, come ogni vero classico, Shakespeare è naturale pensarlo anche protagonista della sua epoca; e poiché visse nel secolo d’oro della letteratura inglese, la corrente Whig-protestante ne fece il poeta nazionale britannico e volle vedere nella sua opera l’esaltazione dello status quo. Tale lettura si è, però, rivelata assai superficiale e, nonostante le numerose falsificazioni apportate nei secoli, non concorda né con le opere, né con quanto sappiamo della vita; tanto più che il sistema elisabettiano è emerso, attraverso gli studi storici più recenti, come un regime totalitario e violentemente oppressivo. Ora, è possibile che un poeta tanto grande fosse il paladino di una dittatura, di cui furono vittime fino al martirio i suoi stessi parenti, amici e vicini di casa? Per la prima volta in Italia, questo volume ripercorre dettagliatamente la biografia e l’opera del Bardo dell’Avon seguendo il filo rosso della sua dissidenza e rivelando gli stretti rapporti che egli ebbe con il mondo sotterraneo del cattolicesimo inglese braccato dalle autorità. In questa luce tutte le numerose, apparenti contraddizioni crollano, e il puzzle shakespeariano quadra perfettamente. L’enigma di Shakespeare si fa meno enigmatico, la sua passione per il teatro si fa missione segreta; giacché le sue simpatie, a quanto emerge in modo sempre più chiaro, andavano alla minoranza perseguitata e le sue opere cercarono, più o meno cautamente, di dar voce a chi non aveva più il diritto di parlare.
Elisabetta Sala insegna Lingua, Letteratura e Storia inglese nei Licei statali e collabora con diverse testate. Per le Edizioni Ares ha già pubblicato: L’ira del Re è morte, sullo scisma di Enrico VIII, ed Elisabetta «la Sanguinaria», che rivisita da una prospettiva critica rispetto alla storiografia ufficiale la creazione del mito cinquecentesco della Golden Age, dell’età d’oro inglese. (shakespeare)

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La mia orazione funebre: le due morali

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

Bruto

Image by mmarftrejo via Flickr

Da alcuni anni, a questa parte, si stanno confrontando due forme di moralità che segnano, in qualche modo, uno spartiacque tra una concezione della vita che affonda le sue radici sui valori consolidati e quella più spregiudicata e permissiva che ne rappresenta il suo esatto opposto. Ciò è rafforzata dalle logiche del consumismo, l’idea che il denaro sia la fonte primaria dello status symbol e che a certi livelli di potere tutto è permesso e giustificato. Parodiando le parole di William Shakespeare, nel Giulio Cesare, Atto III, scena II siamo portati anche noi a declamare un’orazione funebre per la morale perdente. Antonio si rivolge al popolo romano: “amici, miei compatrioti, vogliate darmi orecchio. Io sono qui per dare sepoltura a Cesare, non già a farne lodi”. E se la morale, quella, per intenderci, che ci rende virtuosi, oggi è seppellita con le ossa dell’ipocrisia e dell’inganno va anche detto che la sua virtù magistrale era l’ambizione di potere. Colpa grave che oggi paga a caro prezzo. Ora io vengo innanzi a voi a celebrare le esequie di questa virtù. Ella mi fu amica nell’insegnamento dei miei genitori, nella dottrina della fede, nell’esempio degli spiriti nobili. Fu mia, e di chi con presunzione, arroganza, la pratica? Bruto che è uomo d’onore mi dice che è un errore dolermi della perdita. Debbo credergli? L’altra morale, quella che oggi sopravvive è, di certo, più persuasiva, più docile, più corruttibile. Mi offre la corona, mi apre le porte dei forzieri e appaga i miei sensi, il mio erotismo nell’amore mercenario. La sua morale mi seduce e ora su questa tomba mi chiedo perché debbo compiangere ciò che ha rappresentato per me solo sacrificio e rinuncia? “O senno, ti sei andato dunque a rifugiare nel cervello degli animali bruti, e gli uomini han perduto la ragione?” Eppure Scusatemi… il mio cuore giace là nella bara di quella morale dei padri. L’amai, e non senza cagione. Perché ora dovrei disprezzarla? L’amai e con me tanti altri. E la mia speranza resta e che al rimpianto di una morte possa giungere il giorno della resurrezione poiché se Bruto uccide in nome di una morale è la stessa ad ucciderlo secondo la sua stessa logica. E noi restiamo silenti e accovacciati lungo le rive del sacro Gange poiché le sue acque, nel loro lento procedere, un giorno ci faranno capire chi realmente muore e chi vivrà per sempre. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La bisbetica domata

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Roma dal 2 al 13 Febbario 2011 P.zza di Porta S. Giovanni, 10 Teatro Sala Uno La bisbetica domata da William Shakespeare Regia: Shahroo Kheradmand Con: Caterina Misasi,  Mirko  Soldano,  Franco Heera Carola Aiuto regia Giorgia Filanti Coreografia : Francesca Romana Sestili
Shahroo Kheradmand torna a dirigere uno spettacolo nel suo teatro, dopo il successo del 2009 riscosso con “Delitti a Sangue Blu, Agamennone – Clitemnestra”. Protagonisti: Caterina Misasi (Un Medico in Famiglia, Vivere, etc),  Mirko  Soldano (Distretto di polizia, Ris delitti imperfetti Roma, etc),  Franco Heera Carola.

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Un sogno nella notte dell’estate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

Cagliari  13-16 gennaio 2011Teatro Massimo uno spettacolo di Massimiliano Civica di William Shakespeare con Elena Borgogni, Valentina Curatoli, Nicola Danesi, Oscar De Summa, Mirko Feliziani, Riccardo Goretti, Armando Iovino, Mauro Pescio, Alfonso Postiglione, Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Diego Sepe, Luca Zacchini
Venerdì  14 gennaio ore 17 incontro con Massimiliano Civica nell’Aula Magna “B. Motzo” della facoltà di Lettere e Filosofia. Organizza il Teatro Stabile della Sardegna in collaborazione con la facoltà di Lettere e Filosofia.
Dopo la regia del Il Mercante di Venezia che ha affascinato pubblico e critica meritando il Premio Ubu 2008, Massimiliano Civica ritorna a Shakespeare con Un sogno nella notte dell’estate, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria e Compagnia Il Mercante: un allestimento presentato in prima assoluta al Festival Romaeuropa.
Una nuova traduzione diversa fin dal titolo, una regia essenziale nella scenografia, nei costumi e nei pochi e ricercati oggetti di scena, una interpretazione contemporanea degli spogli teatri dell’età elisabettiana, svelano l’approccio di un regista che vuole portare il testo al centro della scena. Orario spettacoli  giovedì 13 ore 17  venerdì 14 ore 21  sabato 15 ore 21  domenica16 ore 19
Biglietti  Platea Intero € 20 Ridotto €15  Loggia Intero € 15 Ridotto €10 (sogno scena)

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Sogno di una notte di mezza estate

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2009

Bologna 26 novembre alle ore 21 Teatro Dehon Via Libia, 59 la Compagnia Alfa Prosa di Torino, presenta “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare. Regia di Augusto Grilli. Nello spettacolo vengono usate tecniche miste di prosa e teatro di figura. Gli attori in carne ed ossa saranno affiancati dalle marionette che rappresenteranno i personaggi “magici” della commedia.
Sogno di una notte di mezza estate (1597), è una commedia in cinque atti composta intorno al 1595. In uno scenario di fate e di sogni, le storie e i destini degli uomini si mescolano a quelle degli elfi e dei folletti e trasportano il lettore in un mondo sospeso tra l’assurdo, la realtà ed una nota comica sempre presente in questa commedia. La vicenda si svolge in una immaginaria Atene, durante i preparativi delle nozze del Duca Teseo con Ippolita, regina delle Amazzoni. Oberon, re delle fate, e Puck, il folletto al suo servizio, si divertono ad intrecciare nella foresta, con incantesimi, passioni tra due coppie di innamorati, Ermia e Lisandro ed Elena e Demetrio, coinvolgendo in questa confusione amorosa anche Titania, sposa di Oberon, e il rozzo tessitore Bottom. La trama di equivoci, litigi e confusioni amorose, si scoglie quando Oberon dissipa tutti gli incanti e gli innamorati, benedetti da Teseo, convolano a giuste nozze.  L’opera trova la sua originalità proprio nel carattere composito e nella sapienza con cui in essa sono fusi i tre mondi rappresentati: quello delle fate, degli uomini artigiani e della tradizione cortese. Prezzo: Intero: 15 Euro Ridotti: 10 Euro (sogno)

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