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AGCom sanziona WindTre e Vodafone

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

L’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni ha emesso una sanzione di quasi 700mila euro nei confronti di WindTre in seguito all’introduzione di un costo fisso mensile di 4 euro per alcune offerte di linea mobile a consumo. AGCom ha evidenziato come l’applicazione di una sorta di canone non sia una mera modifica contrattuale, come sostenuto dal gestore, bensì costituisca uno stravolgimento sostanziale della natura dell’offerta sottoscritta, configurando di fatto un nuovo contratto. Considerando poi che l’azienda ha anche impedito ai clienti coinvolti il passaggio gratuito ad un altro piano a consumo senza costi fissi, l’Authority, una volta condotti i necessari accertamenti, ha appunto emesso la sanzione. Alla sanzione comminata a WindTre si aggiunge inoltre la multa di 522mila euro emessa nei confronti di Vodafone in relazione alle cosiddette “SIM dormienti”, cioè SIM ricevute diversi anni addietro a titolo gratuito e con piano a consumo, mai utilizzate o inutilizzate anche da 10 anni, i cui titolari hanno però ricevuto, nel periodo compreso tra settembre 2019 e gennaio 2020, inaspettati e ingiustificati addebiti. Analogamente a quanto accaduto per WindTRe, anche Vodafone ha giustificato l’addebito con l’introduzione di un costo fisso sulle tariffe a consumo presentato come semplice modifica contrattuale e allo stesso modo la sanzione è stata comminata proprio perché anche in questo caso l’applicazione del canone configura un nuovo contratto a tutti gli effetti. Pur accogliendo positivamente l’intervento di AGCom su una problematica in passato posta anche da Federconsumatori e in merito alla quale molti consumatori si sono rivolti all’Associazione per informazioni e assistenza, dobbiamo sottolineare ancora una volta le gravissime criticità che ancora affliggono il settore delle telecomunicazioni. Troppo spesso le aziende adottano comportamenti non corretti e poco trasparenti quando non addirittura aggressivi, senza alcun rispetto per i diritti degli utenti. Inoltre le aziende ricorrono con eccessiva facilità alla facoltà di modificare unilateralmente i contratti, senza tuttavia mostrare altrettanta sollecitudine, almeno nella maggior parte dei casi, quando si tratta di fornire ai cittadini informazioni chiare ed esaustive. I consumatori, spesso disorientati, di rado hanno modo e strumenti adeguati a contrastare lo strapotere delle aziende: proprio per questo invochiamo ancora una volta con la massima urgenza la riforma delle Autorità che chiediamo da tempo e che consentirebbe di istituire un sistema di controllo realmente efficace, con tempi decisionali rapidi ed effettivi poteri regolatori e coercitivi assegnati alle Authority.

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Wind Tre, altro che smartworking: come ostacolare il lavoro di una partita Iva senza colpo ferire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

By Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc. I servizi di telefonia sono tra i principali di cui Aduc si occupa, a causa dei comportamenti poco trasparenti degli operatori ma anche della mancanza di un’assistenza alla clientela degna di questo nome. Troppo occupate a preparare di continuo costosissime campagne pubblicitarie, le compagnie tendono a “trascurare” la sostanza della propria attività.Da quando il Covid ha purtroppo colpito duramente i cittadini e l’economia del paese, i servizi di comunicazione costituiscono ancora più di prima una componente fondamentale per la vita di milioni di persone, ed invece ecco cosa può accadere all’improvviso ad un professionista partita iva che utilizza i servizi di telefonia, ed internet ancora di più, per lavorare: a mezzogiorno in punto di ieri, Wind Tre ha sospeso il servizio lasciandolo senza linea telefonica fissa, senza linea Adsl e senza linea mobile/dati. Tutto proprio mentre il malcapitato sta affrontando un impegnativo lavoro che scade a giorni! Quale la colpa del cliente? Nessuna, anzi si è era anche dimostrato molto diligente.Lo scorso 30 luglio, non vedendosi recapitare via email la fattura mensile, il cliente ha fatto accesso alla propria area nel sito internet Wind Tre dove il documento era presente. Nell’occasione si è accorto che risultava inevasa la fattura con scadenza giugno, invece regolarmente pagata nei termini. Da cliente diligente, ha subito inviato a Wind Tre una pec per segnalare l’anomalia, comunicando anche gli estremi del pagamento.Nessuna risposta gli è giunta fino a ieri a mezzogiorno, appunto, quando si è visto sospendere il servizio senza nemmeno aver ricevuto alcun preavviso di distacco previsto dalla normativa, e per lo più per un’unica fattura risultante in maniera erronea impagata!
La mancanza più grave è proprio non aver inviato il preavviso: se lo avessero fatto, il cliente avrebbe -nuovamente- inoltrato la ricevuta di pagamento e tutto sarebbe finito lì. E’ questo il modo con cui Wind Tre offre il proprio supporto ad un professionista partita iva, specie in un periodo come quello che purtroppo stiamo attraversando? Un professionista, tra l’altro, cliente da oltre dieci anni, non quindi uno dei milioni di “ballerini” bensì cliente stabile, di quelli che si aspetterebbero -al di là degli slogan pubblicitari- non un trattamento di riguardo ma almeno di essere presi in considerazione quando comunicano con la società. Ed invece Wind Tre non ha rispettato nemmeno le -certo non draconiane- prescrizioni di legge in merito agli insoluti ed ai reclami. E non è il primo strano intoppo che accade al medesimo cliente. (n.r.Non aggiungiamo il nostro cahier de doleance perchè invece di di risolverci in poche righe ci ritroveremmo con un corposo libro di 1200 e passa pagine. Ma vorremmo andare oltre. La responsabilità è politica perché non dovremmo permettere, in forza delle leggi esistenti e di quelle che potremmo varare, che i cittadini venissero turlupinati in modo così plateale. Basterebbe, a nostro avviso, comminare multe astronomiche e in tempo reale.)

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Wind 3, Vodafone e Fastweb devono rimborsare il maltolto agli utenti

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

La sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso di Wind 3, Vodafone e Fastweb. Le compagnie hanno perso e dovranno quindi rimborsare i giorni erosi con le tariffe 28 giorni agli utenti. “Finalmente è arrivato il giorno che i consumatori aspettavano da due anni. – dichiara Ivo Tarantino, Responsabile delle relazioni esterne Altroconsumo – Il Consiglio di Stato mette fine ai rinvii e ai giochi delle telco: niente più proposte di ristoro al ribasso. È dal 2017 che siamo in prima linea per difendere i consumatori in questa battaglia e la giustizia ha confermato quello che avevamo chiesto e cioè che i rimborsi dei giorni erosi arrivino nella prima bolletta utile. Questa sentenza ci rende particolarmente orgogliosi e sottolinea il ruolo della nostra Organizzazione a tutela e difesa dei consumatori in uno scenario sempre più complesso e in rapido cambiamento. Un tassello che va ad aggiungersi alla nostra battaglia per la trasparenza nel settore delle telecomunicazioni, contro i costi nascosti, le offerte poco chiare e le rimodulazioni selvagge degli operatori. Aggiungiamo che arriverà a giorni la decisione del Consiglio di Stato anche per quanto riguarda il ricorso di TIM che riteniamo sarà dello stesso tenore. La nostra battaglia non finisce qui ma anzi cogliamo l’occasione per chiedere alle compagnie: cosa devono fare coloro che hanno cambiato operatore e che quindi non riceveranno automaticamente il rimborso?”.

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