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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Posts Tagged ‘xenofobia’

Europa: Salviamo l’UE da totalitarismi e xenofobia

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

Il leader del sindacato della scuola risponde all’iniziativa promossa, tra gli altri, da Mario Vargas Llosa, Milan Kundera, Orhan Pamuk, Anne Applebaum, Bernard-Henri Lévy, Claudio Magris, Roberto Saviano, Eugenio Scalfari, per dire no a un Europa che sta “andando in pezzi davanti ai nostri occhi”. Anche Anief ritiene che il futuro dei Paesi del vecchio continente non possa essere sottomesso a chi crede nelle divisioni, piuttosto che investire nella comunione d’intenti e nella sana miscellanea di culture, tradizioni e valori. Per il presidente nazionale Marcello Pacifico in un’Europa lacerata da derive nazionaliste, indifferenza e autoreferenzialità, diventa cruciale il recupero dei valori della cittadinanza dell’Unione, improntati dai tempi di Federico II al rispetto del diritto e del lavoro, alla giustizia sociale: è nel XIII secolo che si forgiarono i caratteri di un’Europa che, nonostante le crociate, si è sempre caratterizzata per l’apertura al dialogo.

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La lanterna di Diogene

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

La storia ci riporta la figura di un filosofo greco che, tra le altre cose, fu ricordato soprattutto nell’atto di individuare con una lanterna in mano l’uomo che avesse conservato la virtù più difficile da trovare sulla terra. In altre parole era la ricerca della perfezione, nella quintessenza del bene, in opposizione al male di cui avvertiva il dilagare e la corruttela nello spirito e nella materia. E il suo vagolare tra le tenebre appena sfiorate dal tremulo chiarore di un lumicino voleva anche dimostrare, ai suoi contemporanei, che la saggezza e la felicità possono appartenere all’uomo che è indipendente dalla società come se questa fosse la fonte primaria di tutti i mali che ci attanagliano da millenni. Una società che spesso si appaga delle forme e disdegna la sostanza. Si crogiola dell’apparenza e tralascia i contenuti. Questo rapporto incompreso tra l’essere e il divenire rende emblematica la nostra esistenza. E’ e resta ancora forte la nostra domanda tra una società che forgia un modello di appartenenza che si realizza nel lavoro e nella prosperità e tende ad estromettere coloro che vivono ai suoi margini, e quella del rifiuto tra coloro che per ragioni indipendenti dalla propria volontà: mancanza di lavoro, ambienti malsani, impossibilità di accedere ad una istruzione adeguata o per un deficit fisico e intellettivo, non si dimostrano integrabili. Questo distinguo è il segno della nostra xenofobia che va oltre il colore della pelle e la provenienza e il credo religioso. Ora questo veleno che si accompagna alla nostra società tecnologica sta diventando globale e tende ad acuire il rapporto tra nazioni e al loro interno. E’ un nervo sensibile che è messo a nudo proprio nei momenti di crisi del sistema con le economie e le finanze che vanno in tilt. A questo punto l’essere umano si ritrova solo con i suoi problemi e le sue lacune, con le sue incertezze e i suoi dubbi. Solo nel gridare le sue miserie al cospetto di una società che tende a rifugiarsi nella cittadella del benessere, a isolarlo, a negarlo. E’ una solitudine rappresentata da miliardi di esseri umani, ovvero da almeno tre quarti dell’umanità. E’ una solitudine intollerabile che finirà un giorno per ritrovare il suo punto d’incontro e per gridare la sua esistenza e il suo diritto a vivere e ad essere rispettati. Se vogliamo, a questo punto, salvare l’idea di società che abbiamo costruito nei millenni dobbiamo oggi più che mai sciogliere il nodo gordiano delle diversità e aprirci al diverso, all’idea e alla cultura della condivisione e della solidarietà per dare al fratello che ha meno quel più che in casa d’altri avanza. E si badi bene: non possiamo permetterci altri rinvii. (Riccardo Alfonso )
The lantern Diogenes editorial fidest. The history there shows the figure of a Greek philosopher that, among other things, was recalled especially act to identify with a lantern in hand man who had retained the virtue more difficult to find on earth. In other words was the search for perfection, the quintessence of good, in opposition to evil which warned the spread and the corruption in the spirit and in the field.

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Immigrati e logiche razziste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Gli eventi di questi giorni riguardo il razzismo e la xenofobia si stanno caricando di stereotipi dettati più da pregiudizi di natura politica che da sentimenti derivati da un pensiero popolare. Non dimentichiamo che da tre anni a questa parte sono sbarcati lungo le coste italiane e dalla Slovenia e Croazia non meno di seicentomila persone. Sono stati accolti in maniera confusa, relegati in luoghi per lo più inospitali e sfruttati per lavori in massima parte stagionali pagandoli male e con turni massacranti. Questa specie di trattamento ha logicamente creato malumori e risentimenti tra gli immigrati e la diversità culturale, religiosa, alimentare e la non conoscenza delle leggi italiane, ha fatto il resto. Ma se oggi gli esponenti del PD con tutta sfrontatezza si rendono paladini dei diritti degli immigrati come se in Italia vi fosse una diffusa cultura xenofoba dovrebbero per primi fare il mea culpa in quanto sono stati proprio loro a mettere brutalmente gli italiani davanti al fatto compiuto e nel peggiore dei modi. Perché oggi nessuno dice loro che se va bene il soccorso e la prima assistenza, cosa hanno fatto per evitare che l’accoglienza si trasformasse in un martirio per i nuovi venuti? Tutto questo potremmo chiamarlo in vari modi ma di certo è disprezzo per gli esseri umani. Hanno, alla fine, tirato gli italiani per i capelli spingendoli ad essere insofferenti per i nuovi venuti. Per rendere l’idea più chiara abbiamo rappresentata la situazione immaginando l’arrivo di un paio di passerotti che si posano sulla ringhiera del balcone di casa e ai quali si offre volentieri del cibo, ma se all’improvviso ne arrivano mille tutti in una volta la prima reazione è difensiva: si abbassano le tapparelle e il cuore batte forte. In queste due diverse situazioni è e resta solo una questione di numeri e di accoglienza ma se si continua a battere il tasto del razzismo è perché dobbiamo supporre che vi possa essere un fine recondito che è quello di voler mestare nel torbido per farci dimenticare i veri responsabili di questo andazzo e che noi potremmo anche chiamare di cinico sfruttamento dei più deboli e indifesi. (Riccardo Alfonso)

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“La xenofobia? Nasce dalla rabbia della provincia”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

L’autore di “CasaperCasa” ci spiega il legame tra il successo della Lega e lo smarrimento delle città della Pianura Padana. L’Italia di provincia non è più quella dei ritmi lenti vissuti all’insegna del “bon vivre”. È un’Italia che da tempo cova rabbia e frustrazione, sentimenti che la Lega ha saputo intercettare e tradurre in proposta politica. È di questa Italia che parla CasaperCasa, il romanzo – ma sarebbe meglio definirlo docu-fiction – ambientato da Abruzzese a Ferrara, emblema e simbolo di quel Bel Paese che non c’è più. Abbiamo chiesto ad Abruzzese (anch’egli in un certo qual senso migrante, campano che vive in Emilia per ragioni di lavoro) un commento sulla situazione attuale: Sono arrivati prima gli inni alla morte dei negri, i festeggiamenti alla notizia di suicidi, e poi è arrivato il ministro apertamente xenofobo, dai modi fascisti, come Matteo Salvini. CasaperCasa è la fotografia di tutto questo, dei rigurgiti che diventano sguaiati proclami di odio, di una politica mai affrancata dalle tentazioni di strumentalizzare e cavalcare il malessere. Ferrara non è solo il suo incanto rinascimentale, ci sono i fatti di Gorino e l’aperto razzismo della lega alle elezioni è stato premiato da una marea di voti.
Ferrara, proprio come l’Italia che Salvini strumentalizza, fa fatica a trovare un nuovo senso, e risponde al suo smarrimento traducendo la paura e la frustrazione in razzismo e odio.
CasaperCasa registra la perdita di senso delle nostre città. E anche quando si rifugia nella pianura circostante, dal Delta al cratere emiliano, in questi spazi di libertà finisce per incontrare dei luoghi dimenticati, che vivono un altro tipo di isolamento e sentono di non contare nulla».Scorrendo l’indice di Casapercasa si entra in un microcosmo dove ogni cosa – luoghi, legami, discorsi – è in bilico, fuori posto o fuori fuoco, come dopo un’esplosione. Nello spazio allargato della città ideale – una Ferrara che con la sua pianura circostante sembra contenere tutta l’Italia, tutta l’Europa – si accumulano i segni di una crisi radicale. Casapercasa è il tentativo di metterli in sequenza, di ricostruire un ordine narrativo, un filo, per interpretarli e farci i conti. Abruzzese costruisce così un reportage involontario, ironico e disarmante, di una ricerca di senso condotta con tenacia e leggerezza. Tra le pagine di taccuino del protagonista, un insegnante in anno sabbatico dopo un matrimonio fallito, ci imbattiamo in personaggi sradicati o sorprendenti, come Gisella e suo padre Athos, Tenora ma soprattutto Giorgio “Aggiustatutto”, il compagno di viaggio e amico ucraino con cui il protagonista cartografa città e pianura e impara a leggere la crisi. E, forse, a uscirne.

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Il cancellierato della Merkel

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

Germany Parliament MerkelLe recenti elezioni politiche in Germania non sono passate sottotraccia sia agli addetti ai lavori sia all’opinione pubblica europea, nello specifico. Non è stata tanto la vittoria elettorale, sia pure ai punti, di Angela Merkel che era stata già messa in conto dai politologi, quanto la crescita di un movimento di destra xenofobo.
E’ che l’Europa sino ad oggi, e temo continuerà a farlo in futuro, cerca di metabolizzare la circostanza non conferendole l’attenzione che si merita. Nel ventesimo secolo errori di valutazione di questo genere hanno portato al potere Hitler e Mussolini, ma oggi, si fa osservare, non esistono le stesse condizioni. In effetti è così, ma se spostiamo la nostra attenzione sulla circostanza che pur sempre si tratta di una forma di malessere cronico della società europea, un qualcosa di patologico nella natura umana, allora dovremmo prestare maggiore attenzione alle possibili problematiche che potrebbero insorgere in fatto di ordine pubblico e più a monte a livello culturale.
E’ necessario in tal senso un approfondimento. Dal momento che dal diciassettesimo secolo è andata affermandosi, una società industriale con logiche capitalistiche di sfruttamento delle risorse naturali e umane per una ricerca sempre più spasmodica di profitti e di ricchezza, oggi sembra essere giunti ad un punto di non ritorno. E’ stato un andazzo che ha generato notevoli danni maturando logiche colonialistiche e post colonialistiche e sino all’instaurazione di regimi autoritari al solo fine di perpetuare lo sfruttamento a buon mercato di quelle materie prime utili a far prosperare le produzioni industriali dell’occidente. Nel prosieguo ci siamo trovati con uno sfruttamento intensivo delle risorse naturali che hanno provocato seri danni all’ecosistema e generato nuove forme di povertà.
Ora ci troviamo al cospetto a una nuova rivoluzione industriale che abbiamo chiamato tecnologica e ciò vuol dire che tendiamo a ridurre la forza lavoro negli impieghi produttivi delle imprese a partire da quelli meno specialistici e ciò significa anche che si contraggono i rapporti della domanda e dell’offerta di beni, soprattutto secondari.
Ciò vuol dire che la manodopera generica importata non è più richiesta con lo stesso ritmo del passato e che gli autoctoni sentono il fiato sul collo la minaccia della disoccupazione, delle riqualificazioni professionali forzate e della necessità di ritrovare maggiori spazi di manovra nell’utilizzo e nel riciclaggio delle risorse disponibili. Da qui spunta il malessere e l’apartheid dei residenti immigrati integrati compresi. Da qui la necessità di rivedere le politiche dell’accoglienza. (Riccardo Alfonso)

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Legge Fiano, Riccardi: “Non sottovalutare antisemitismo, xenofobia e propaganda fascista”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

andrea-riccardiAndrea Riccardi interviene sulla proposta di legge Fiano, da oggi in discussione alla Camera, e invita a non sottovalutare la propaganda razzista e xenofoba attraverso internet. “Il web rappresenta un campo molto pericoloso per la diffusione di idee e comportamenti violenti, come dimostra la crescita di consenso, specie tra i giovani, di movimenti di estrema destra in vari paesi europei”, osserva il fondatore della Comunità di Sant’Egidio. “In un’Europa che ha nella memoria di Auschwitz un suo elemento fondativo – continua Riccardi – è inaccettabile la propaganda antisemita e xenofoba. Ma anche la Repubblica italiana ha una storia che rappresenta l’antitesi del fascismo e del nazismo. Bene perciò che l’Italia si doti di una legge che, oltre a sanzionare in maniera circostanziata chi inneggia a queste ideologie, prevede un investimento nel campo dell’educazione per aiutare i giovani a conoscere la pagina più dolorosa della storia europea, proprio nel momento in cui si va affievolendo la voce dei sopravvissuti alla shoah”. “Guardiamo al futuro – conclude Riccardi – ma per farlo, bisogna partire dalla memoria. E l’oblio non è libertà”.

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Scuola per ronde aperta a Milano

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2009

“Curioso che per puro ‘caso’ questa scuola sorga proprio vicino alla sede della Lega Nord, notoriamente una culla di intolleranza e chiusura verso il prossimo”, è con sarcasmo che Annalisa Martino, responsabile per la città di Milano, accoglie la notizia di una scuola per “ronde” aperta accanto alla sede della Lega Nord al Palaiseo. “Ciò che più dovrebbe preoccupare però è che, con la fondazione di ‘scuole’ per ronde, si rischia di legittimare e dare istituzionalità a queste pratiche, con la conseguenza di irrobustire i germi del razzismo e della xenofobia, entrambi pesantemente usati dalla Lega Nord per portare avanti le sue campagne politiche”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro continua l’analisi: “Non possiamo permetterci di creare la possibilità che vi sia giustizia fai da te, specialmente per persone non preparate e che agiscono sulla base di pulsioni come la primeva paura del diverso”.

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Fuci su decreto sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

Con grave preoccupazione abbiamo appreso che nella giornata di ieri il Senato ha dato il via libera definitivo al cosiddetto pacchetto sicurezza, ora divenuto legge dello Stato, che tra gli altri provvedimenti inserisce il reato di clandestinità e permette le ronde di associazioni di cittadini. Tale provvedimento è lesivo nei confronti di quelle persone che già arrivano in Italia da condizioni di guerra o estrema povertà, e cercano nel nostro Paese una speranza per loro e per le loro famiglie. Per molti immigrati viene messa a repentaglio la possibilità di usufruire del servizio sanitario e dei servizi sociali per il continuo rischio di subire un processo o la reclusione. Fatichiamo poi a vedere come l’entrata in vigore di questa legge possa portare miglioramenti alla sicurezza dei cittadini e non, al contrario, aumentare sentimenti di razzismo e xenofobia.  Non è processando o incarcerando quanti sono immigrati clandestinamente in Italia che si risolvono i problemi di sicurezza; questo può essere invece possibile garantendo processi quanto più rapidi possibile e la certezza della pena per i condannati. Al contrario con il testo approvato ieri si andrà a intasare un sistema giudiziario e penitenziario che già è in perenne stato di emergenza. Allo stesso modo siamo contrari alla possibilità che i cittadini si organizzino in ronde, un palliativo di fronte al mancato potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, l’organo preposto al controllo della pubblica sicurezza. Il rischio invece è di trasformare le nostre città e i nostri quartieri in moderni “far west”. Ci rammarichiamo infine per la continua sordità da parte della classe dirigente di fronte ai numerosi appelli provenienti dal mondo civile e delle associazioni, in particolare da quanti quotidianamente operano per far convivere l’accoglienza degli stranieri con il rispetto delle leggi. Il pericolo reale è quello di approvare provvedimenti demagogici e populisti per sedare una richiesta – più o meno reale – di sicurezza proveniente dal nostro Paese, andando però contro i più elementari diritti delle persone, immigrate, ma pur sempre persone.

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L’Italia antirazzista

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2009

“L’Italia non partecipando al vertice di Ginevra, ha dato dimostrazione di guardare lontano, esorcizzando l’ipotesi di creare una cornice entro cui legittimare l’odio anti-israeliano. Plaudo all’operato del ministro Frattini che ancora una volta ha saputo agire con razionalità e con attenzione in una complessa cornice internazionale”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, responsabile degli italiani nel mondo del Popolo della Libertà. “Per l’Italia la lotta contro il razzismo rimane e rimarrà una priorità – continua – e su questo punto concordo con quanto espresso dal ministro Frattini, e l’assenza dalla Conferenza Onu è servita ad evitare che venisse data forza ad un messaggio farneticante ed inaccettabile, quale quello elargito dal presidente Ahmadinejad”. “Da questa esperienza – conclude Di Biagio – l’Europa deve trovare la forza di cominciare a parlare con una sola voce e con uno stesso pensiero, evitando rotture o comportamenti a tratti contraddittori, segnatamente su questioni il cui rispetto è sancito nelle convenzioni internazionali e che potrebbero risultare sensibili per gli attuali equilibri geopolitici”.

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Combattere il razzismo e le discriminazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

Roma 07 Aprile 2008   -Sala della Protomoteca in Campidoglio dalle 9 alle 13 Primo Convegno del Coordinamento Nazionale Antidiscriminazione “Sa phrala” Ogni persona c tuo fratello. Il Coordinamento si riunisce per discutere i seguenti punti all’ordine del giorno: 1) Denuncia degli episodi di razzismo e di discriminazione contro Rom e Sinti; 2) Strategie per combattere il razzismo e le discriminazioni; 3) Celebrazione della Giornata Mondiale della popolazione romang; 4) Accoglienza nuove associazioni nel Coordinamento; 5) Denuncia dei siti internet anti-Rom e Sinti che incitano all’odio razziale; 6) Varie ed eventuali; Sono stati invitati Deputati, Senatori, Europarlamentari ed artisti amici con diritto di parola (10 min.). Ad ogni associazione del coordinamento, attraverso il suo legale rappresentante, saranno dati 15 minuti per esporre la propria relazione. Gli interventi devono essere prenotati prima del convegno.

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Razzismo e Antigitanismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2009

Roma sabato 21 Marzo 2009 Largo Agosta ore 15,30 in occasione della“Festa della Primavera” e in concomitanza con la Giornata internazionale contro il razzismo la Comunità di Sant’Egidio indice una Conferenza stampa e lancio del Programma “Diritto alla Scuola, Diritto al Futuro” (per i diritti dei bambini Rom e Sinti) Testimonianze Balli, musiche, artigianato e specialità gastronomiche da tutto il mondo Nel 1966 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamò il 21 marzo di ogni anno Giornata mondiale contro il razzismo per commemorare i 69 manifestanti pacifisti uccisi dalla polizia del regime segregazionista del Sudafrica il 21 marzo 1960 nella città di Shaperville, perchè protestavano contro le leggi emanate dal regime dell’apartheid. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella Costituzione italiana e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, senza distinzione alcuna di nazionalità, colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine, condizioni economiche e sociali, nascita o altro.

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Conferenza Onu sul razzismo

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2009

“Esprimo grande soddisfazione per la scelta dell’Unione europea di presentare, sulla linea italiana, un documento emendativo della bozza preparatoria della conferenza delle Nazioni Unite sul razzismo”: è quanto dichiarato dall’On. Gianni VERNETTI, Deputato del Partito Democratico e già Sottosegretario agli Affari Esteri. “Se le proposte avanzate non dovessero venire accolte sarà inevitabile il ritiro delle delegazioni dell’Ue per non avallare un organismo come Durban II che, più del razzismo, pare preoccuparsi di contestare Israele, fomentare l’antisemitismo, prestandosi a fare da cassa di risonanza agli odi anti-occidentali ed anti-israeliani, dimenticandosi di condannare i peggiori regimi dittatoriali del pianeta”.

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Conferenza Onu sul razzismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2009

“Bene ha fatto il Ministro degli Esteri Franco Frattini a ritirare la delegazione italiana dalla conferenza delle Nazioni Unite sul razzismo”: è quanto dichiarato dall’On. Gianni VERNETTI, Deputato del Partito Democratico e già Sottosegretario agli Affari Esteri. “E’ inaccettabile avallare i lavori di un organismo come Durban II che, come già nel passato, produce testi contenenti frasi antisioniste e aggressive nei confronti di Israele e che si rivela essere solo uno strumento surrettizio per aggredire ideologicamente l’unico Paese realmente democratico del Medio Oriente da parte di alcune nazioni che democratiche propriamente non sono”. Conclude l’On. Gianni VERNETTI: “Credo che la conferenza sul razzismo dovrebbe più seriamente occuparsi delle affermazioni negazioniste pronunciate dalle autorità dell’Iran, Paese che rappresenta il vero pericolo per la stabilità dell’area mediorientale”.

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