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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘xx secolo’

Il XX secolo va ricordato anche per il modo come cambiarono le operazioni belliche

Posted by fidest press agency su domenica, 18 agosto 2019

Se ritorniamo, infatti, agli eventi bellici che hanno preceduto la seconda guerra mondiale con i cosiddetti conflitti locali, scoppiati tra il 1918 e il 1939, possiamo notare che già allora si ebbe modo di verificare quanto fosse efficace l’uso combinato di forze aeronavali e dell’autotrasporto di truppe sul teatro d’operazioni belliche. Spostare, poi, grandi masse d’armati, da un settore operativo all’altro, o solo per rinforzare una linea di combattimento e di aggirarla, agevolmente, com’è avvenuto con l’invasione tedesca dell’Ucraina occidentale tra il 25 agosto e il 7 dicembre del 1941, dove erano ammassate, in un’area ristretta, oltre un milione di soldati russi, risulta un’impresa più agile ed efficace, rispetto alle grandi concentrazioni di truppe.
Da una parte ci troviamo con tanta confusione d’uomini e di mezzi e dall’altra un’agilità sorprendente di mezzi corazzati e motorizzati nel colpire le resistenze nemiche per accerchiarle e annientarle. Ebbene, sia pure con sistemi appena abbozzati, queste tecniche le ritroviamo ad esempio nella guerra cino-giapponese, nel settembre del 1931. In quella circostanza l’impiego delle “Tigri volanti” di Chennault “mercenari” sostenuti dagli U.S.A. seppero contrastare con efficacia l’avanzata giapponese sul territorio cinese. La stessa guerra civile di Spagna aveva dimostrato che le battaglie si vincono con una maggiore mobilità delle rispettive truppe. Nonostante ciò ci siamo trovati il 3 settembre del 1939 con una dichiarazione di guerra alla Germania, da parte della Francia e della Gran Bretagna, per onorare i patti firmati con la Polonia, senza un’adeguata preparazione militare tanto da iniziare le ostilità solo con modesti combattimenti dimostrativi, se escludiamo le azioni aeronavali.

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Perché parliamo tanto degli eventi che hanno interessato il XX secolo?

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

E lo facciamo soprattutto incentrando la nostra attenzione sulla seconda guerra mondiale che possiamo considerare la più distruttiva e carica di vittime con i suoi 50 milioni di morti. Perché da quel momento abbiamo segnato il nostro futuro indelebilmente. Abbiamo messo a nudo una atrocità che non ha eguali e l’uccisione di sei milioni di ebrei lo sta a dimostrare. Ma vi è anche lo stimolo al progresso gettando le basi di una ricerca scientifica, industriale, farmacologica e tecnologica senza precedenti. Abbiamo salvato vite umane con le evoluzioni terapeutiche della medicina e le abbiamo uccise fabbricando armi di distruzione di massa. Abbiamo dato una speranza ai popoli oppressi e li abbiamo asserviti con le false speranze. Abbiamo migliorato le nostre condizioni di vita asservendo la tecnologia al progresso e le abbiamo fatto regredire con la povertà e la miseria. La popolazione mondiale è cresciuta a dismisura garantendo il diritto alla vita e l’abbiamo fatta morire negandole il diritto a vivere. Tutto questo fare e disfare ha accresciuto in molti di noi la sete di potere, gli egoismi, gli arrivismi, i facili arricchimenti. Abbiamo creato dei mostri esaltandoli e reso minoranza i martiri e gli eroi svilendone la loro carica morale. Abbiamo fatto tutto e il contrario di tutto con logiche di profitto, accettabili sotto il profilo etico, ma snaturate nel momenti in cui le abbiamo asservite agli interessi di parte nella logica “Mors tua vita mea”. (Riccardo Alfonso)
Why do we talk so much about the events that affected the 20th century?
And we do this above all by focusing our attention on the Second World War, which we can consider the most destructive and full of victims with its 50 million deaths. Because from that moment we have marked our future indelibly. We have uncovered an atrocities that has no equal and the killing of six million Jews is to prove it. But there is also the stimulus to progress, laying the foundations for an unprecedented scientific, industrial, pharmacological and technological research. We saved lives with the therapeutic evolution of medicine and killed them by making weapons of mass destruction. We have given hope to the oppressed peoples and have enslaved them with false hopes. We have improved our living conditions by enslaving technology to progress and we have made it regress with poverty and misery. The world population has grown out of proportion, guaranteeing the right to life and we have made it die by denying it the right to live. All this doing and undoing has increased in many of us the thirst for power, selfishness, self-giving, easy enrichment. We created monsters exalting them and making martyrs and heroes into a minority, debasing their moral charge. We have done everything and the opposite of everything with profit logic, acceptable from an ethical point of view, but distorted in the moments in which we have enslaved them to the interests of part in the logic “Mors tua vita mea”. (Riccardo Alfonso)

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La forza del progresso umano a dispetto delle sue perversioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Il XX secolo incomincia con le scoperte di Marconi e di madame Curie, le geniali intuizioni d’Einstein, Fermi e Fleming e si completa con i sogni d’intere generazioni verso una società migliore e più evoluta. In quegli anni pieni di tormenti esistenziali l’autorità sembra libertà quando succede all’anarchia. Succede in Italia, con il fascismo, e si ripete in Germania quando un ex caporale austriaco assume il potere a Berlino. E’ la prima avventura che devasta il precario equilibrio europeo. L’Europa vincitrice del 1918 muore all’alba del 7 marzo del 1936 quando Hitler rioccupa la Renania. E’ la prima tappa di una cavalcata che porterà i nazisti a Vienna, nei Sudeti, a Praga, a Danzica, a Varsavia, a Parigi.
La Germania inghiotte tutti questi paesi e lo fa, sia pure in modo diverso, con l’Italia di Mussolini. Questi è travolto dalle suggestioni naziste: bagni di folla, parate, grida di popolo. Non vi può essere pace né a Monaco né altrove. Hitler tratta solo sulla punta delle baionette. Diventa, così, l’anticamera della guerra con la sconfitta della sperata pace dei trattati e dei protocolli d’intesa. Il 1° settembre del 1939 si scatenano gli dei della guerra. Berlino da quel momento in poi è ubriaca di vittorie.
L’Italia resta sola di fronte a Hitler e Mussolini. Quest’ultimo, solo per paura e voglia di bottino, rende comune l’avventura. “Una guerra, per l’Italia, senza entusiasmo, senza mezzi, estranea agli interessi vitali del Paese. ”Mussolini aveva portato il suo Paese al disastro e alla rovina per una manciata di fichi secchi. Il 1941 incomincia con le preoccupazioni, prosegue con la rassegnazione del 1942 e lo sgomento del 1943 e poi verrà la guerra civile e sarà la pagina più crudele perché fraticida. (Riccardo Alfonso)

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La lezione che ci viene dal XX secolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

maritainE’ il secolo che ha visto affermarsi, come portato e degenerazione dell’hegelismo, di destra e di sinistra, e come reazione a gravi squilibri economici e sociali, il fascismo, il nazismo, il comunismo. Anche se occorrerà attendere la fine del “secolo breve” per assistere al definitivo crollo di queste visioni, già nel 1936 Maritain prevedeva che il comunismo, nella sua concreta attuazione in Russia secondo gli schemi della teoria marxista-leninista, sarebbe caduto perché non vivibile, perché contrario alla più profonda natura dell’uomo. Attingendo anche alla tradizione americana e muovendo lungo linee di pensiero che passano attraverso Rosmini e Newman, e in Italia attraverso Toniolo e Sturzo, egli dimostrò il fondamentale accordo tra democrazia, libertà e cristianesimo; riconducendo la sovranità dello Stato al popolo. E’ senza dubbio un passaggio, ma temiamo non si possa considerare l’ultimo dato che la democrazia, come la stiamo vivendo, lascia ampi margini di insoddisfazione. Per certi versi la democrazia è diventata un alibi per favorire gli abusi in nome del garantismo. In questo contesto ci avviciniamo di più al concetto di “società aperta” vagheggiata da Popper che si fonda sull’idea della fallibilità umana, sulla necessità della tolleranza e dell’educazione degli individui. In questa concezione, il mercato è più efficiente e produttivo di un sistema di pianificazione centralizzata, che fatalmente conduce al totalitarismo. Per centi versi all’opposto incontriamo Hayek secondo cui la dimensione economica prevale su quella filosofica e spirituale. Nel suo sistema di pensiero, infatti, la libertà è importante, non come valore in sé ma in primo luogo per le sue conseguenze economiche. Per Sen, premio Nobel per l’economia, l’individuo tende alla eudaimonia. Se ne deduce che l’economia è parte integrante della vita di una comunità; l’elevata disponibilità di beni materiali e soprattutto una loro equa distribuzione sono una componente importante del benessere della società. Non si tratta di contrapporre l’avere all’essere, ma in un contesto concreto riflettere in che misura l’avere può contribuire all’essere. La partecipazione alla vita civile si sostanzia soprattutto nell’attività lavorativa. Dobbiamo ora chiederci se la “formula capitalistica” non diventi un’altra “non vivibilità” come lo è stato il marxismo-leninismo e se dobbiamo attenderci un altro collasso mentre ancora stiamo ruotando intorno ad una idea ancora vaga e poco delineata di una società diversa e più adatta ad essere indossata dalla società del futuro. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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Novecento Storie del nostro tempo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

novecento(Pagine di storia Vol. 1) (Italian Edition) Kindle Edition. La prima domanda che mi pongo, nel trattare la storia del XX secolo, è perché mi giunge naturale volgere lo sguardo al secolo che lo ha preceduto. La risposta, a ben considerare, mi pare ovvia. Prima di tutto perché nessuna storia di un secolo parte dal suo inizio.Lo è per il XX secolo ma anche per il ventunesimo, se si fa decollare la svolta storica con la caduta del muro di Berlino del 1988. Abbiamo voltato pagina, in maniera rilevan-te, con la fine della guerra fredda e l’inizio di una nuova storia sugli equilibri mondiali e i conflitti regionali e l’esplosione del terrorismo internazionale che seguì. Il Novecento, quindi, è in sintonia con lo stesso ragionamento. (foto: novecento)

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