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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘Xylella’

La diffusione del batterio della Xylella sta mettendo in ginocchio

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2019

L’olivicoltura pugliese Rischia di fare lo stesso con il comparto di altre Regioni. Questo fenomeno – dichiara in una nota il Presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – iniziato nel 2013, non è mai stato affrontato con la necessaria determinazione ed è ormai divenuto un fattore di estremo imbarazzo anche rispetto alla credibilità dell’Italia in Europa.Come Confeuro – prosegue Tiso – accogliamo con soddisfazione le parole del ministro Bellanova sulla necessità di rilanciare il settore olivicolo pugliese e sulla volontà di coinvolgere Bruxelles nei processi di sostegno ai florovivaisti e agli agricoltori della Regione; è infatti giunto il momento di dare un forte segnale di discontinuità rispetto al passato e di abbandonare l’uso della retorica per sostituirlo ad azioni concrete e tangibili.Perché il primario possa effettivamente divenire il volano del riscatto italiano – continua Tiso – serve considerazione e convinzione; ma soprattutto l’elaborazione di una strategia ad ampio raggio che punti con forza sull’agroecologia e sulla sostenibilità. Il rilancio del comparto agroalimentare e la tutela dell’ambiente – conclude Tiso – non sono in contrasto tra loro, anzi, rappresentano due elementi che possono e devono migliorarsi vicendevolmente per condurre l’Italia verso un futuro diverso, radioso e finalmente in linea con la sua vocazione agricola e paesaggistica.

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“Come combattere efficacemente la Xylella senza distruggere milioni di ulivi pugliesi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 Mag 2019

Alla conferenza stampa, promossa dal Sen. Lello Ciampolillo, sono intervenuti il Prof. Marco Nuti, professore emerito di batteriologia presso l’Istituto Sant’Anna di Pisa, il Prof. Paolo Maddalena, Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale, il Dott Agostino Di Ciaula, Presidente del comitato scientifico dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente- ISDE, l’Ing. Carlo Bonaduce e Maurizio Zerbini e Luigi Botrugno.
Al Senato, infatti, è di imminente approvazione il “Decreto emergenze”, il cui articolo 8 impone, con l’obiettivo di arginare la diffusione della xylella fastidiosa in Puglia, misure (eradicazioni in aree estese, ampio uso di piretroidi e neonicotinoidi) prive di certezze scientifiche di efficacia, ampiamente distruttive del paesaggio e della biodiversità, ad elevato rischio sanitario.Le misure indicate saranno applicate “in deroga a ogni disposizione vigente”. Questo significa che non saranno più rispettati fondamentali strumenti di tutela paesaggistica, ambientale, sanitaria.Saranno rimossi con un atto di forza tutti gli scudi di protezione che sono serviti, sino ad ora, a tutelare quei luoghi, i diritti, la salute e il futuro di chi ci vive.
Indipendentemente dall’ormai logora discussione sul nesso causale xylella/disseccamento degli ulivi e dal clima da opposte tifoserie che si è voluto creare ponendo in deroga anche la corretta dialettica scientifica, il vero problema è l’abuso di potere esercitato in danno delle acquisizioni della scienza e del rispetto di diritti Costituzionali.
Appare semplicistico, ingenuo e pericoloso ritenere possibile una completa e persistente eliminazione del batterio (presente ormai da anni) e dell’insetto vettore in un’area geografica così estesa, così come semplicistico, pericoloso e fuorviante appare attribuire completamente le responsabilità della sindrome da disseccamento degli ulivi al solo binomio xylella/insetto vettore in un’area ad elevato rischio ambientale.
Non si comprendono i motivi per i quali nell’iter che ha portato all’elaborazione dell’articolo 8 del “Decreto Emergenze” non siano state considerate le raccomandazioni dell’EFSA ( l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) sui rischi ambientali delle misure previste, le evidenze scientifiche sulla elevatissima pericolosità dei pesticidi da utilizzare (si ricorda che l’acetamiprid, qui imposto, è stato vietato in Francia nel 2018) e gli insegnamenti derivanti da esperienze pregresse e riportati in letteratura scientifica da autorevoli studiosi della materia.Il Salento ha diritto a conservare la sua ricchezza e la sua biodiversità, ha diritto ad un ambiente non compromesso né alterato ed ha diritto a misure sostenibili che non comportino un aumento del rischio sanitario.Questi diritti non possono essere annullati per decreto.

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Xylella. Una commissione indipendente per salvare i nostri olivi

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2015

oliviTroppe voci di speculazioni rischiano di farci arrivare tardi all’obiettivo: quello di salvare i nostri ulivi, patrimonio inestimabile del nostro territorio. La xylella, questo misterioso e occulto nemico della pianta della pace sta creando un’ondata di panico in tutto il Salento, mentre tardano ad arrivare delle soluzioni certe e definitive che evitino la paventata eradicazione di massa o l’uso indiscriminato di pesticidi. Per fare qualche analogia con un fenomeno che per certi versi si è rivelato anche più globale di ciò che sta accadendo nella Terra D’Otranto è opportuno ricordare che proprio qualche anno fa, lo “Sportello dei Diritti” fu la prima associazione a lanciare a livello nazionale l’allarme del famigerato “punteruolo rosso” segnalando anche gli studi effettuati all’estero che avevano portato a trovare soluzioni al problema che poi si sono rivelate decisive ed hanno comportato un rallentamento progressivo della diffusione del coleottero. Questi studi si riferivano alle ricerche del professor Michel Ferry dell’Estacion Phoenix e Ricercatore Scientifico dell’INRA France (che è un istituto internazionale di ricerca pubblica francese) che ci avevano inviato le più recenti, almeno per l’epoca, novità scientifiche in materia elaborate dall’INRA (Institut National de la Recherche Agronomique), a proposito di una sperimentazione che si stava effettuando in Francia ed in Tunisia contro il Punteruolo rosso e che poi sarebbe stata utilizzata come paradigma nella lotta globale al coleottero. Alla luce di quanto già è accaduto, e trovandoci in un momento come questo nel quale tra commissari vari, incroci di competenze, voci sempre più fondate di speculazioni circa un fenomeno che ha portato una vera e propria psicosi sul territorio e non solo fra gli olivicoltori, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” sarebbe opportuno affidare le indagini e la ricerca di soluzioni a commissioni di esperti internazionali che abbiano una qualche certificazione d’indipendenza.

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