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Vaccini: Zaia vuole acquistare 27 milioni di dosi

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

L’offerta alla Regione Veneto è stata fatta da intermediari via email. Oggetto: vendita di 27 milioni di dosi di vaccino della Pfizer. Il presidente della Regione, Luca Zaia, sta verificando le offerte e si dichiara disponibile all’acquisto. La domanda sorge spontanea: chi sono questi intermediari e quali garanzie forniscono? La Pfizer ha dichiarato che non sta fornendo il vaccino al mercato privato e che la distribuzione passa attraverso i governi, secondo il piano stabilito, quindi le Regioni sono escluse.La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che “c’è zero garanzia sui vaccini che sono offerti al di fuori del quadro di acquisto europeo. Vediamo un numero crescente di frodi e tentativi di frode”. L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) ha avvertito: “I governi dell’Ue devono essere molto attenti nel monitorare i criminali che si spacciano per fornitori di vaccini Covid”. Marco Cavaleri, responsabile della Strategia per le minacce alla salute e i vaccini, presso l’Ema (Agenzia Europea per i Medicinali), ha dichiarato: “Girano vaccini contraffatti. Abbiamo già avuto una segnalazione dalla Polonia, dove un mediatore cercava di vendere Pfizer contraffatto al mercato nero, un prodotto molto raffinato, quasi identico all’originale”. Insomma, prima di mettere in scena conferenze stampa e presenze televisive, sarebbe opportuno che Zaia verificasse i numeri dei lotti, le scadenze dei vaccini, la provenienza e la credibilità dei mediatori. Anticipare ha il sapore della propaganda. Non vorremo che si trovasse di fronte alla vendita della Fontana di Trevi ai turisti, così ben rappresentata nel film Totòtruffa. Un “particolare”: qui c’è di mezzo la vita e la salute delle persone. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Covid, Rotta “E alla fine Zaia chiede al governo la zona rossa”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

“Con imperdonabile ritardo, il Presidente del Veneto, Luca Zaia, chiede la zona rossa dopo che per mesi ha sostenuto che dovevano essere le Regioni a valutare eventuali ulteriori misure restrittive e che non serve un lockdown nazionale. Ora che la curva epidemiologica della Regione Veneto è fuori controllo, che il sistema ospedaliero è al collasso, che il tracciamento è saltato e che i miracolosi tamponi “fai da te” (testati in diretta dal Presidente) si sono rivelati un inganno, il Presidente Autonomista chiede al governo di salvarlo. Altro che autonomia, Zaia chiede di fatto di essere commissariato da Roma perché lui non riesce più a dare alcuna garanzia ai cittadini veneti, avendo trasformato il Veneto, purtroppo, nell’apripista della terza ondata e non di un nuovo modello di testing “rivoluzionario”. Se vuol restare a fare il Presidente dei veneti adesso è il momento di dimostrare coi fatti e non a parole che è capace di assumersi le proprie responsabilità” così la deputata Pd Alessia Rotta, Presidente della Commissione Ambiente della Camera.

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Covid, Rotta: “Zaia autonomista solo a parole”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

“In queste ore Zaia avrebbe l’occasione di dimostrare che l’autonomia tanto invocata può essere uno strumento per affrontare i problemi e non una parola vuota, e invece si dimostra incapace di decidere”, così la deputata Pd e presidente della Commissione Ambiente alla Camera, Alessia Rotta.“Di fronte ai drammatici numeri della pandemia e alla crisi del cosiddetto sistema Veneto, l’autonomia può attendere e le decisioni più dure e impopolari devono essere prese dal Governo nazionale. I primi di novembre, quando il quadro epidemiologico veneto era sotto controllo, il Presidente Zaia dichiarava che non servivano provvedimenti drastici e che le regioni in difficoltà avrebbero potuto aggiungere misure territoriali restrittive rispetto a quanto previsto dal governo. Bene, lo faccia perché ogni giorno che passa i contagi crescono, i medici lanciano grida d’allarme sempre più forti.” “E l’unica cosa che ha fatto il governatore – conclude Rotta – è sospendere le relazioni sindacali perché gli operatori e i sindacati hanno osato esprimere la loro preoccupazione. Credo che questo non sia il momento di tentennare ma di assumersi la responsabilità di decisioni, forse impopolari, ma assolutamente necessarie per la tutela della salute dei cittadini veneti.” https://www.linkedin.com/in/lorenzo-galli-torrini-32441519/

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Olimpiadi invernali 2026: candidatura delle Dolomiti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Il presidente di Unioncamere del Veneto e della Camera di Commercio di Treviso Belluno Dolomiti, Mario Pozza, assieme ai presidenti delle Camere di Commercio di Trento Giovanni Bort, Bolzano Michl Ebner, Pordenone Giovanni Pavan e Udine Giovanni Da Pozzo e l’intero Sistema camerale del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia confermano il loro appoggio alla proposta della Regione Veneto di ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 sulle Dolomiti.Mario Pozza ricorda che, dall’annuncio del Governatore Luca Zaia, Unioncamere del Veneto ha valutato come estremamente positiva la candidatura della bellunese Cortina ai XXV Giochi olimpici invernali, mettendosi a disposizione per collaborare concretamente alla sua promozione e coinvolgere gli Enti camerali omologhi del Nord-Est. «Le montagne del Veneto – afferma Pozza – sono assolutamente accreditate ad accogliere l’evento olimpico che diverrebbe un reale fattore di competitività con cospicue ricadute economiche diffuse sull’intero territorio. La Regione da sempre è attenta alla fragilità delle aree montane, nonché fortemente impegnata rispetto a sport, responsabilità sociale del territorio e rapporto armonico tra infrastrutture e ambiente. Trascorsi 70 anni dagli ultimi Giochi invernali in Veneto, nel 1956, proprio nel paese ampezzano si sono compiuti consistenti progressi circa installazioni, logistica e ricettività garantendo un impatto ambientale nullo, non dovendosi costruire alcuna nuova struttura. Il nostro territorio è leader italiano per reddito prodotto (quasi 156 miliardi di euro correnti), numero di imprese registrate (488mila), apertura internazionale (oltre 16 miliardi di saldo commerciale attivo) e conta presenze turistiche rilevanti (circa 65 milioni di cui 4,4 in montagna). Tra queste montagne nasce il prestigioso distretto dello Sportsystem che produce lo scarpone da sci, noto e apprezzato nel mondo, e progetta, realizza e commercializza articoli sportivi e un’ampia varietà multi-nicchia». Il presidente di Unioncamere del Veneto conclude dichiarando che «Veneto, Trento, Bolzano costituiscono al presente una superficie priva di confini grazie al Superski, il maggiore comprensorio sciistico mondiale, con 1400 chilometri di piste. Nel 2009, inoltre, l’UNESCO ha riconosciuto le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità per il loro valore estetico e paesaggistico e per l’importanza scientifica geologica e geomorfologica».In attesa, a luglio, della decisione del Governo tra i candidati italiani, i presidenti Mario Pozza, Giovanni Bort, Michl Ebner, Giovanni Pavan e Giovanni Da Pozzo ritengono che l’assieme delle loro regioni «formi uno spazio diffuso e di eccellenza naturalistica, ottimale per ospitalità turistica e all’avanguardia per l’impiantistica sportiva: un luogo esclusivo per lo svolgimento del massimo avvenimento sportivo invernale al mondo. Per le nostre terre una circostanza sociale e culturale singolare e una notevole occasione di sviluppo economico integrato».

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Come stanno le banche italiane? Non proprio bene

Posted by fidest press agency su domenica, 2 luglio 2017

BANCA

La vicenda delle due banche venete, di MPS e di altre banche non depone a favore della salute del nostro sistema bancario. Per decenni sono stati erogati prestiti a persone e a imprese che non erano in grado di restituirli. Il costo di questa follia ammonta a 320 miliardi di euro! Socializzare le perdite, privatizzare i profitti.Questa è la parola d’ordine che ha consentito a investitori in difficoltà di accedere alla cassaforte del denaro pubblico, cioè dei contribuenti.Di chi la colpa? Dei dirigenti delle banche, delle autorità di vigilanza (Banca d’Italia e Consip), ma soprattutto dei partiti, o meglio della partitocrazia, alla caccia di consensi elettorali. Alcuni giorni fa, il presidente della Giunta veneta, Luca Zaia, ha dichiarato: “Se gli obbligazionisti saranno ristorati al cento per cento, lancio il grido d’allarme per quei 205 mila risparmiatori che hanno acquistato azioni non per speculare, ma ritenendo le azioni più sicure delle obbligazioni e investendovi i pochi loro risparmi: secondo me andrebbero trattati alla stregua di obbligazionisti e non di azionisti.” Dimentica, si fa per dire, Zaia, che le azioni sono investimenti a rischio: possono dare buoni guadagni ma anche gravi perdite. Tuttavia, non si possono caricare sulle spalle dei contribuenti italiani i rischi assunti dai 205 mila investitori azionari veneti, cioè da una parte dell’elettorato di Zaia. Gli azionisti bancari veneti hanno, per caso, condiviso con i contribuenti italiani il loro guadagno? No. Perché i contribuenti italiani dovrebbero, a loro volta, condividerne le perdite? (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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