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Olimpiadi invernali 2026: candidatura delle Dolomiti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Il presidente di Unioncamere del Veneto e della Camera di Commercio di Treviso Belluno Dolomiti, Mario Pozza, assieme ai presidenti delle Camere di Commercio di Trento Giovanni Bort, Bolzano Michl Ebner, Pordenone Giovanni Pavan e Udine Giovanni Da Pozzo e l’intero Sistema camerale del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia confermano il loro appoggio alla proposta della Regione Veneto di ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 sulle Dolomiti.Mario Pozza ricorda che, dall’annuncio del Governatore Luca Zaia, Unioncamere del Veneto ha valutato come estremamente positiva la candidatura della bellunese Cortina ai XXV Giochi olimpici invernali, mettendosi a disposizione per collaborare concretamente alla sua promozione e coinvolgere gli Enti camerali omologhi del Nord-Est. «Le montagne del Veneto – afferma Pozza – sono assolutamente accreditate ad accogliere l’evento olimpico che diverrebbe un reale fattore di competitività con cospicue ricadute economiche diffuse sull’intero territorio. La Regione da sempre è attenta alla fragilità delle aree montane, nonché fortemente impegnata rispetto a sport, responsabilità sociale del territorio e rapporto armonico tra infrastrutture e ambiente. Trascorsi 70 anni dagli ultimi Giochi invernali in Veneto, nel 1956, proprio nel paese ampezzano si sono compiuti consistenti progressi circa installazioni, logistica e ricettività garantendo un impatto ambientale nullo, non dovendosi costruire alcuna nuova struttura. Il nostro territorio è leader italiano per reddito prodotto (quasi 156 miliardi di euro correnti), numero di imprese registrate (488mila), apertura internazionale (oltre 16 miliardi di saldo commerciale attivo) e conta presenze turistiche rilevanti (circa 65 milioni di cui 4,4 in montagna). Tra queste montagne nasce il prestigioso distretto dello Sportsystem che produce lo scarpone da sci, noto e apprezzato nel mondo, e progetta, realizza e commercializza articoli sportivi e un’ampia varietà multi-nicchia». Il presidente di Unioncamere del Veneto conclude dichiarando che «Veneto, Trento, Bolzano costituiscono al presente una superficie priva di confini grazie al Superski, il maggiore comprensorio sciistico mondiale, con 1400 chilometri di piste. Nel 2009, inoltre, l’UNESCO ha riconosciuto le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità per il loro valore estetico e paesaggistico e per l’importanza scientifica geologica e geomorfologica».In attesa, a luglio, della decisione del Governo tra i candidati italiani, i presidenti Mario Pozza, Giovanni Bort, Michl Ebner, Giovanni Pavan e Giovanni Da Pozzo ritengono che l’assieme delle loro regioni «formi uno spazio diffuso e di eccellenza naturalistica, ottimale per ospitalità turistica e all’avanguardia per l’impiantistica sportiva: un luogo esclusivo per lo svolgimento del massimo avvenimento sportivo invernale al mondo. Per le nostre terre una circostanza sociale e culturale singolare e una notevole occasione di sviluppo economico integrato».

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Come stanno le banche italiane? Non proprio bene

Posted by fidest press agency su domenica, 2 luglio 2017

BANCA

La vicenda delle due banche venete, di MPS e di altre banche non depone a favore della salute del nostro sistema bancario. Per decenni sono stati erogati prestiti a persone e a imprese che non erano in grado di restituirli. Il costo di questa follia ammonta a 320 miliardi di euro! Socializzare le perdite, privatizzare i profitti.Questa è la parola d’ordine che ha consentito a investitori in difficoltà di accedere alla cassaforte del denaro pubblico, cioè dei contribuenti.Di chi la colpa? Dei dirigenti delle banche, delle autorità di vigilanza (Banca d’Italia e Consip), ma soprattutto dei partiti, o meglio della partitocrazia, alla caccia di consensi elettorali. Alcuni giorni fa, il presidente della Giunta veneta, Luca Zaia, ha dichiarato: “Se gli obbligazionisti saranno ristorati al cento per cento, lancio il grido d’allarme per quei 205 mila risparmiatori che hanno acquistato azioni non per speculare, ma ritenendo le azioni più sicure delle obbligazioni e investendovi i pochi loro risparmi: secondo me andrebbero trattati alla stregua di obbligazionisti e non di azionisti.” Dimentica, si fa per dire, Zaia, che le azioni sono investimenti a rischio: possono dare buoni guadagni ma anche gravi perdite. Tuttavia, non si possono caricare sulle spalle dei contribuenti italiani i rischi assunti dai 205 mila investitori azionari veneti, cioè da una parte dell’elettorato di Zaia. Gli azionisti bancari veneti hanno, per caso, condiviso con i contribuenti italiani il loro guadagno? No. Perché i contribuenti italiani dovrebbero, a loro volta, condividerne le perdite? (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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