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Il giorno del PD: Quale eredità Zingaretti lascia in dote a Enrico Letta?

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2021

Di Claudio Martelli. Per rendersi conto e misurare le difficoltà che attendono il nuovo leader del PD bisogna ripercorrere gli ultimi due anni. Nell’estate del 2019 Salvini che ha appena ottenuto il 34 per cento alle europee, mette in crisi il governo Conte e reclama elezioni anticipate. I 5 Stelle che alle europee hanno dimezzato i voti sono spalle al muro, terrorizzati. Renzi, ancora nel PD, teme anche lui il voto anticipato che guasterebbe il suo piano scissionista, perciò spinge per un accordo coi grillini. Zingaretti che all’opposizione aveva recuperato quattro dei tanti punti persi da Renzi è perplesso, ma si lascia convincere. Corre in soccorso di Di Maio ma, inspiegabilmente, anziché dettare qualche condizione accetta tutte quelle che gli pongono i grillini: presidente lo stesso Conte e lo stesso programma: taglio dei parlamentari e della prescrizione ovvero processi senza scadenza, quota 100 e reddito di cittadinanza intoccabili infine, persino i decreti sicurezza di Salvini che resteranno in vigore per un anno. Ma Zinga passato dal dubbio all’euforia promette niente meno che “la rivoluzione!”e per cominciarla propone ai 5 Stelle un’alleanza strategica. Poi quando Di Maio e i governatori PD – tutti salvo Emiliano – lo smentiscono nega di averne parlato, ma poco dopo rilancia definendo Conte – appena reduce dal governo con Salvini – “un riferimento per tutti i progressisti”. Con la pandemia prima negata poi drammatizzata il governo vara i provvedimenti graditi ai 5 Stelle e per il resto si affida alla comunicazione seriale di Conte – più presente in tv di Bruno Vespa e Lilli Gruber messi insieme. Il premier che non governa ma rinvia è abile ad attribuirsi i meriti degli ingenti aiuti europei in verità spronati dal commissario Gentiloni e decisi da Macron e Merkel. Conte è solerte anche nell’accumulare potere nelle proprie mani e in quelle di Arcuri fidato tramite con D’Alema, mentre Goffredo Bettini redivivo ideologo del PD e della coalizione lo innalza, lo celebra, lo adula quale “statista” e insostituibile leader del nuovo fronte progressista. A un certo punto anche Zinga si accorge che qualcosa non va e sembra impuntarsi: “Il governo cambi passo, non si può tirare a campare, il MES è necessario” ma viene dissuaso dall’ineffabile Gualtieri e zittito dallo stesso Conte. Quando poi Renzi apre la crisi e Conte il mercato dei transfughi Zingaretti chiude le porte a Renzi, incita Conte a resistere e si accoda ai ministri dem e al suo vice Orlando che proclamano in tv: “O Conte o elezioni, noi non andremo mai al governo con la Lega, né con Draghi né con Superman”. Pochi giorni dopo Mattarella e Draghi formano un governo di unità nazionale con Grillo e Salvini, il PD e Forza Italia. Orlando non batte ciglio felice di tornare ministro con Giorgetti, Molteni e Garavaglia. A completare il fallimento politico di Zingaretti Conte abbandona il ruolo di federatore del centro sinistra e si prepara a fare il capo politico dei 5 Stelle. Con lui alla guida – dicono i sondaggi – i 5 Stelle recupereranno molti voti perduti sottraendoli proprio a quel PD che lo ha messo sull’altare. Tardi, molto tardi anche Zingaretti si è reso conto del disastro combinato, ma anziché chiedere scusa sferra il classico calcio dell’asino. Impegnato a scambiare poltrone tra sottosegretari del PD e assessori dei 5 Stelle cooptati nella sua giunta regionale, Zingaretti dichiara di vergognarsi del suo partito, lo accusa di occuparsi di poltrone in piena pandemia e ribollendo di sdegno si dimette da segretario. Merita attenzione anche quella parte dell’invettiva zingarettiana destinata a chi non parla nelle riunioni di partito ma all’esterno logora la leadership con critiche e distinguo. Merita attenzione perché nell’era Zingaretti le riunioni del PD di solito sono state convocate, aperte e concluse dalla relazione del segretario senza il fastidio di un dibattito. A memoria non esistono precedenti di un leader di partito che pur disponendo di una larga maggioranza si sia dimesso insultando i suoi sodali. Non essere un leader non è una colpa, lo è fingere di esserlo, fallire nel dimostrarlo e andarsene sputando sul proprio partito.
Ricapitolando: se era comprensibile e giustificata l’alleanza di emergenza con i 5 Stelle per impedire a Salvini di impadronirsi del potere, il modo con il quale Zingaretti ha praticato l’alleanza è semplicemente imperdonabile. Abbia pazienza Bettini: dire le cose come stanno non è mancanza di rispetto è un dovere politico, è spirito repubblicano.
Imperdonabile è stata anche la fredda accoglienza riservata a Mario Draghi. Le riserve malmostose, i patetici rimpianti di com’era bello il governo giallorosso, la pretesa di mettere subito tra parentesi l’unità nazionale per far rivivere quanto prima possibile l’alleanza coi 5 Stelle significa non aver capito che una stagione è finita e un’altra nuova è cominciata. Insistere su un passato molto più ricco di ombre che di luci – per l’Italia e per il PD – può solo propiziare il suicidio strategico previsto dai sondaggi che segnalano un PD in caduta libera tra il 16 e il 14 per cento.Sentire come più affine, più di sinistra e più riformista il governo Conte rispetto al governo Draghi è prova di immaturità e di cecità. Se questo abbaglio dovesse tradursi nel lesinare al nuovo governo fiducia, sostegno, respiro, durata, se dipingerlo come un governo tecnocratico “spostato a destra” esprime il desiderio di una profezia che si autoavvera siamo di fronte a una forma estrema di quel male della sinistra che Veltroni bollò come “tafazzimo”.
Le esperienze, le storie, prove di chi ha salvato l’euro e l’Italia dalla bancarotta sono molto diverse da quelle di chi ha governato distribuendo pensioni anticipate, mance, sussidi e giustizialismo a gogò. A meno che questo PD, a differenza di quello delle origini, non consideri la competenza, il merito e la cultura connotati di destra anziché, come in realtà sono, criteri e valori di eguaglianza, sinonimi di progresso e strumenti “dell’ascensore” sociale disponibili per tutti. Anche il governo di Draghi è più di sinistra di quello di Conte. Si teme la presenza di ministri della Lega e di Forza Italia? Ma la loro presenza e il loro peso sono decisamente inferiori a quelli sovrastanti che avevano i 5 Stelle nel gabinetto Conte e oggi sono inferiori per numero e per peso ai ministri del PD, di Leu e ai tecnici notoriamente vicini al PD. Di fatto al ministero del lavoro c’è Orlando al posto della Catalfo: è uno spostamento a destra? Di fatto Brunetta ha appena varato un decreto di riforma della Pubblica Amministrazione con il plauso dei sindacati (e nel silenzio del PD). La concertazione non è più uno stigma di sinistra? Spiace che ci sia un generale a occuparsi di distribuzione di vaccini? Ma la logistica in tutto il mondo e anche in Italia è specialmente radicata proprio nelle competenze dell’esercito. Che cosa muove questo rimprovero? La nostalgia dell’inaffidabile Arcuri? O un repentino ritorno all’antimilitarismo d’antan che fa a pugni con il riconoscimento anche da sinistra al valore dei nostri soldati nelle tante missioni internazionali in cui sono stati e sono impegnati?
Se, come auguro al PD, il futuro sarà guidato da Enrico Letta scommetterei che la sua profonda conoscenza dell’Europa, l’adesione al socialismo europeo e, soprattutto, le prove di serietà che ha già dato lo terranno vicino a Mattarella e a Draghi e a distanza di sicurezza dai populisti e dai trasformisti. La vecchia alleanza è scaduta, il tempo di una nuova verrà e sarà disegnato da come ciascuna forza politica si comporterà da adesso in poi e l’adesso è il tempo dell’unità nazionale per vincere la pandemia e superare al meglio le terribili crisi che ha provocato. (fonte: Avanti)

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Dimissioni di Zingaretti

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

Emma Petitti, Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna e componente della direzione nazionale PD: “Sono amareggiata dalle dimissioni di Nicola Zingaretti e mi auguro vivamente che l’Assemblea respinga la richiesta, restituendo al nostro segretario la forza che merita e la possibilità di portare avanti il suo mandato. È il momento di parlare di temi e di futuro, e che la classe dirigente mostri unità e responsabilità. È appena nato un nuovo Governo, abbiamo la campagna vaccinale in corso, il Recovery plan. Le nostre diatribe interne dovremmo metterle da parte, concentrando gli sforzi sulle vere questioni che interessano il Paese e le persone. Altrimenti corriamo il rischio di apparire un Partito scollato dalla realtà e dai bisogni delle comunità. Basta campagne d’odio pubbliche a suon di comunicati e post. Come PD dobbiamo parlare all’Italia e ai nostri territori dei temi veri: lavoro, sanità, burocrazia, ambiente. Le battaglie vanno portate avanti sui contenuti, discutiamo di identità, di chi vogliamo essere e dialoghiamo con i mondi oggi più in difficoltà. Nicola non arrenderti, andiamo avanti insieme”.

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Governo, Melilli “Giusta la linea indicata da Zingaretti”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2021

Il presidente della commissione Bilancio: “Crisi sarebbe incomprensibile, il Paese non ne ha bisogno” “Una linea di serietà e di responsabilità è quella che con grande chiarezza Nicola Zingaretti ha proposto alla direzione nazionale del Partito Democratico. È evidente la necessità di rilanciare l’azione del Governo e concentrare le nostre attenzioni sui reali bisogni del Paese, in un tempo difficile come quello che stiamo vivendo. Una politica seria e responsabile non può non porre al centro del suo impegno l’individuazione di tutte le misure utili al rilancio della nostra economia e alla tutela delle persone in difficoltà. Il lavoro di miglioramento del Recovery e l’impegno del PD al rafforzamento dell’azione del Governo, restano le questioni centrali su cui impegnarsi. Una crisi di Governo sarebbe davvero incomprensibile agli occhi degli italiani e l’ultima cosa di cui ha bisogno il Paese. È il tempo dei costruttori, come ci ricorda il Presidente della Repubblica e il Pd esercita questo ruolo con serietà e responsabilità, come si conviene ad un grande partito popolare”. È quanto dichiarato da Fabio Melilli, presidente della commissione Bilancio alla Camera dei Deputati.

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“L’incapacità di Zingaretti nella gestione della crisi Covid-19 è ormai manifesta”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

Così i parlamentari di Fratelli d’Italia eletti a Roma Federico Mollicone e Maria Teresa Bellucci, nel corso della conferenza stampa con il coordinatore regionale Trancassini, il capogruppo Fabrizio Ghera e il gruppo regionale del Lazio di FDI – Nel 2011 il Lazio aveva 46 ospedali a gestione diretta, nel 2017 erano 33. A Roma il Forlanini, il Santa Maria della Pietà, il San Giacomo hanno chiuso; il San Filippo Neri, il Sant’Eugenio e il San Camillo sono stati ridimensionati. Zingaretti ha fallito sotto ogni fronte della politica sulla sanità della Regione Lazio e scandali come quello sulle mascherine. Presenteremo un question time in commissione Affari Sociali, con i colleghi Rampelli e Frassinetti fra i firmatari, per chiedere, come proposto da FareVerde, che i milioni di mascherine ogni giorno in distribuzione nelle scuole e nella pubblica amministrazione siano riciclabili e che vengano incentivati i sistemi di smaltimento rifiuti adatti per i dispositivi come le mascherine. Rischiamo la dispersione nell’ambiente di materiali dannosi, specialmente per i nostri mari.”

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Ma Zingaretti cosa intende fare con gli infermieri idonei?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 Maggio 2020

Inizia ad essere incomprensibile e inaccettabile l’utilizzo degli infermieri idonei del concorso del Sant’Andrea. Infermieri che hanno superato un concorso, che nel bando prevedeva la stabilizzazione a tempo indeterminato, chiamati un po’ a tempo indeterminato e un po’ a tempo determinato: in entrambe i casi vanno ad arginare sia la carenza del personale sanitario che l’emergenza sanitaria in corso.Ma allora perché, a fronte di una carenza del personale infermieristico ormai sotto gli occhi di tutti, la Regione Lazio continua a chiamare offrendo contratti a tempo determinato a operatori che vengono, tra le altre cose, assegnati direttamente ai reparti Covid?
Quanto accaduto in questo periodo di emergenza ha dimostrato che il SSR, a causa delle scelte politiche discutibili degli ultimi venti anni e del lungo commissariamento, è ormai al collasso.A noi interessa parlare del futuro per far sì che questa fase di emergenza detti una linea di non ritorno al passato. Va ricostruito un servizio sanitario che sia accessibile a tutti e tutte e che abbatta definitivamente precariato, esternalizzazioni e privatizzazioni. È per questo che a sostegno degli idonei della graduatoria Sant’Andrea abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo permanente che partendo dalla stabilizzazione a tempo indeterminato degli idonei ricostruisca un Servizio Sanitario con i criteri per cui è nato nel 1978. (by USB Sanità – Lazio)

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Lavoro: Lazio al primo posto in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

“I dati Istat sulla crescita occupazionale ci restituiscono un Lazio al primo posto con una media quattro volte superiore a quella nazionale. Viene premiato il buon lavoro della Giunta Zingaretti che, grazie alle sue politiche e al suo impegno costante, ha permesso a oltre 219mila persone di trovare un lavoro. Un risultato che ci dice che siamo sulla strada giusta e che ci deve stimolare a fare sempre di più”. È quanto afferma il senatore Bruno Astorre, segretario del Pd Lazio.

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Sanità Lazio: appalti illegali di manodopera per centinaia di milioni

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

Nonostante la sentenza del Consiglio di Stato 1571/2018 dello scorso 12 marzo censuri il ricorso agli appalti di manodopera illegalmente fatti passare per acquisto di beni e servizi, le ASL regionali e le Aziende Ospedaliere continuano a indire gare e ad affidare appalti alla vecchia maniera.L’ultimo caso è il bando emesso dal Policlinico Umberto I per quasi 23 milioni di euro, rinnovabile sino ad oltre 45 milioni, per un anno di fornitura di supporto infermieristico, in pratica infermieri e ausiliari per il policlinico.La ragione è presto detta, contrabbandare manodopera per acquisto di beni e servizi costa mediamente il 20% in più di quanto si spenderebbe aggiudicandoli in modo legittimo. Chi si aggiudica l’appalto quindi si arricchisce più di quanto sia consentito a scapito di tutti gli utenti.Fa specie il silenzio di Zingaretti. Dei sindacati legati alle cooperative, maggiori fruitori di questi appalti meglio tacere. Nonostante l’USB che rappresenta centinaia di lavoratori del settore già all’indomani della sentenza avesse chiesto un incontro al riguardo, per avviare un processo certo di reinternalizzazione dei servizi appaltati e dei lavoratori coinvolti in essi da decenni, lo stesso Governatore e Commissario alla Sanità non solo rifiuta di interloquire con l’USB, ma di fatto non interviene in nessun modo e così facendo avalla comportamenti dei vari Direttori Generali che disconoscono l’importante sentenza.Come USB chiediamo un’immediata convocazione alla Commissione Sanità della Regione. Se necessario ci rivolgeremo alla Corte dei Conti e alla magistratura penale. All’Anticorruzione la pratica illegale è già stata segnalata da tempo. (fonte: Unione Sindacale di Base)

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Non c’è pace per la sanità del Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 gennaio 2018

regione lazio“Nonostante Zingaretti come Pinocchio Renzi continui a dire che tutto va bene e migliora. I cittadini fanno i conti con liste d’attesa infinite ma soprattutto un livello di insicurezza preoccupante. Abbiamo più volte denunciato in passato la presenza di sbandati, a volte anche tossicodipendenti che usano le zone più recondite degli ospedali per i propri comodi. Le situazioni di emergenza la mancanza di sicurezza dipendono fondamentalmente dalla carenza di personale e da un mancato controllo. Tantissimi medici e infermieri soprattutto del pronto soccorso sono degli eroi perché in pochi riescono a gestire, con turni massacranti, interi reparti. Sono spesso abbandonati al loro destino dall’azienda ospedaliera o dall’Asl senza mai premiare la loro grande professionalità. Abbiamo inoltre segnalazioni di cittadini e operatori sanitari di intere aree degradate, dall’ospedale Sandro Pertini fino al San Camillo. Abbiamo anche presentato diverse interrogazioni su questa situazione diffusa e pericolosa per cittadini e personale che sempre più spesso denunciano aggressioni e violenze. Per non parlare dei posti letto insufficienti rispetto alle necessità, e addirittura dei problemi strutturali, come le infiltrazioni d’acqua nei locali degli ospedali nonostante i fondi del giubileo. Questa è la Sanità di Zingaretti che una volta conquistata la Regione Lazio ci impegneremo a risanare”. Lo dichiara Fabrizio Santori consigliere regionale di fratelli d’Italia.

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Sanità Lazio: Il problema delle liste di attesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

Roma.Ospedale_SantAndrea Buone intenzioni da parte del Presidente della Regione Lazio Zingaretti che tenta di mettere mano su uno dei più annosi problemi della sanità italiana in genere, laziale nello specifico: le liste di attesa.E’ stato presentato il nuovo piano regionale per la gestione di queste ultime, il decreto cambia radicalmente il canale di accesso al sistema che non sarà più unico, saranno infatti due gli accessi: il primo contatto avverrà con il medico di base e sarà quest’ultimo o il medico a cui ci si è rivolti a prenotare la prestazione necessaria e ad assegnare al paziente luogo e data del controllo mediante un software che comunica con il Recup regionale.Rimane comunque un contesto di commissariamento per la sanità laziale ed un magro risultato che andrà innanzitutto monitorato nel tempo per vedere se funziona, ottenuto solamente grazie ad un “patto con i sindacati”e si dà una maggiore centralità al medico di base che rischiava di scomparire, anche perché più di un certificato di malattia e di una ricetta, ora invece potrà anche prenotare le prestazioni. Con questa modalità, non si risolverà il problema delle liste di attesa perché rimarrà la violazione delle stesse a causa dell’assenza di posti letto: se alle 9 del mattino, come avviene, i pazienti vengono dimessi, alle 9:30 quei posti letto saranno già occupati. Quindi come potrà un software risolvere questo tipo di problema che è il vero nodo delle liste di attesa, ovvero la carenza di posti letto?

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Zingaretti riduce i ticket sanitari a spese dei lavoratori degli appalti della sanità

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

regione-lazioRoma Attraverso una massiccia campagna di comunicazione, i cittadini del Lazio hanno appreso che il Commissario ad acta, Nicola Zingaretti, dal 1 gennaio ha alleggerito l’importo del ticket sanitario per quanto attiene la parte regionale. Un risparmio complessivo che, sempre secondo Zingaretti, ammonterebbe a circa 20.000.000 di Euro annui, mentre rimane invariata la quota nazionale del ticket.Quello che i cittadini non sanno è che gran parte di tale presunto risparmio viene pagato dai lavoratori degli appalti della sanità e, indirettamente, dagli stessi utenti in termini di qualità del servizio. Ecco alcuni esempi:
• Rinnovo appalto al San Giovanni: i lavoratori OSS passano da 130 a 105 e i redditi di chi rimane si riducono del 40%;
• Ospedale Sandro Pertini: dopo la riorganizzazione gli ausiliari passano da 86 a 42, con conseguenti sovraccarichi di lavoro per i pochi rimasti; intanto i lavoratori della sanificazione sono ormai da mesi al 70% del misero stipendio, erogato direttamente dalla ASL in surroga di un appaltatore inadempiente;
• Roma 3 (Grassi, S. Eugenio e CTO) : il budget di spesa mensile per l’appalto di sanificazione passa da 240.000 euro a 131.000; ancora non sono quantificabili i tagli al personale e ai redditi di chi rimarrà al lavoro;
• Policlinico Tor Vergata: da 2 anni i lavoratori OSS e Ausiliari aspettano il pagamento del premio che sostituisce la vecchia 14ma mensilità.
Bisogna inoltre ricordare che, nonostante il crescente bisogno di servizi ospedalieri e sanitari, il Presidente Zingaretti ha messo in vendita la mega struttura dell’Ospedale Forlanini, patrimonio di noi tutti.

“Non siamo ancora alle cure terra-terra, con gli assistiti sdraiati sul pavimento, ma nel Lazio la qualità del Servizio Sanitario sta pericolosamente scadendo giorno dopo giorno”, osserva Pio Congi, dell’USB di Roma e Lazio.

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Fisco, PD Campidoglio: “Riduzione Irpef regionale ottima notizia per famiglie romane”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

regione-lazio“Dalla Regione Lazio una buona notizia per i romani: nella manovra di bilancio c’è il taglio delle imposte con la riduzione dell’addizionale IRPEF regionale per gli scaglioni di reddito compresi tra i 15mila euro e i 75mila. La pressione fiscale per i redditi medio-bassi dei cittadini della capitale si alleggerisce grazie alla politica di rigore messa in campo dalla giunta Zingaretti. Un’ulteriore misura anticiclica che segue di pochi giorni la cancellazione del ticket sanitario regionale. Sono scelte importanti che accompagnano e favoriscono l’uscita dalla crisi e aumentano le disponibilità economiche di migliaia di famiglie e contribuenti soprattutto di quelli a basso reddito.” E’ quanto dichiara in una nota il gruppo capitolino del PD.

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Immigrati: Due pesi e due misure

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2015

rifugiati“Renzi e Alfano sapevano che la tensione stava per esplodere, FDI aveva avvisato con un Question Time in diretta TV e un’interrogazione parlamentare. Esattamente come accadde mesi fa per il quartiere romano di Tor Sapienza.
Desta sdegno la diversa gestione di problemi identici avvenuta lo stesso giorno alla stessa ora in diverse zone dello stivale: in Veneto e a Roma. Un altro chiaro segnale dell’inettitudine del sindaco Marino, vittima oggi della sua stessa richiesta di portare da 250 a 3000 il numero dei rifugiati assegnati dal ministero degli interni alla capitale. In Veneto prefetto e sindaco hanno trovato un modus operandi all’insegna della condivisione e rinunciato a insediare i rifugiati in un quartiere, a Roma invece la polizia ha ricevuto ordine dal prefetto di caricare i cittadini, mentre del sindaco e del governatore Zingaretti non c’è stata traccia. Fratelli d’italia rivendica la sua presenza civile e determinata a Casale San Nicola, stamane come nelle scorse settimane e chiede nuovamente che sia annullato il bando della Prefettura per l’accoglienza perché Roma è evidentemente satura. È inaccettabile, e qualcuno dovrà pagare per questo, che cittadini inermi in presidio permanente, giorno e notte, siano manganellati per un chiaro ordine politico mentre in Veneto si scelga di ascoltarli e mentre i centri sociali siano assecondati nella loro furia violenta”.E’ quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli, primo firmatario di numerose interrogazioni e question time al ministro Alfano sul caso San Nicola.

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