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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘zootecnia’

“Gli aumenti dei costi di produzione stanno mettendo a rischio la redditività della zootecnia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2022

Nonostante i gravissimi effetti prodotti della crisi pandemica, a cui si è aggiunto il conflitto tra Ucraina e Russia, l’industria mangimistica italiana conferma il suo ruolo di primo piano all’interno del panorama agro-zootecnico-alimentare. Infatti, pur in presenza di enormi difficoltà operative, produttive, economiche, nell’approvvigionamento di materie prime, nella logistica e con costi di produzione letteralmente fuori controllo, il settore è stato in grado di aumentare i volumi prodotti e di consentire alla zootecnia nazionale di continuare a garantire le sue produzioni e a soddisfare il fabbisogno alimentare del Paese. A dirlo è Michele Liverini, presidente reggente di ASSALZOO – Associazione nazionale tra i Produttori di alimenti zootecnici, aprendo l’assemblea annuale questa mattina a Bologna. Nel corso dell’evento sono stati illustrati i principali risultati dell’industria mangimistica dello scorso anno. Nei mesi scorsi ASSALZOO è più volte intervenuta, nei tavoli istituzionali coordinati dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per evidenziare le criticità del comparto. L’Associazione ha evidenziato a più riprese la grave situazione che ha segnato in particolare due tra i più importanti comparti del settore agro-zootecnico-alimentare e cioè quello dei bovini da latte e quello suino. «Stanno vivendo una crisi perdurante da troppo tempo, costretti a vendere in molti casi sottocosto latte e carni, con perdite ormai non più sostenibili e il rischio di chiusura di molte stalle», commenta Liverini. Sempre con riguardo all’aumento incontrollabile dei costi di produzione, ASSALZOO ha sottolineato che, qualora questi maggiori costi non possano trovare una compensazione interna alla filiera, il loro trasferimento al consumatore finale non potrà più essere rinviato. L’Associazione ha chiesto l’inserimento dell’industria mangimistica, unitamente al settore agricolo e allevatoriale, tra le imprese energivore, al fine di consentire un’attenuazione dell’insostenibile fiammata dei costi energetici. Altri temi sollevati da ASSALZOO riguardano l’importazione di materie prime, le epidemie di influenza aviaria e peste suina africana, infine le problematiche legate alla nuova normativa europea in tema di pratiche commerciali sleali. Su quest’ultimo punto chiosa il presidente Liverini: «Una normativa, tuttavia, pensata per la sua applicazione soprattutto nei rapporti con la GDO, ma che trasferita su tutta la filiera agro-zootecnica-alimentare sta determinando gravi difficoltà sia dal punto di vista operativo sia dal punto di vista interpretativo, rischiando di creare notevoli difficoltà e mettendo in discussione usi e consuetudini commerciali che da decenni regolano i rapporti tra operatori. Mi riferisco, soprattutto, all’obbligo del contratto scritto, che sta causando non poche difficoltà alle nostre aziende e agli stessi allevatori».

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Ripopolare le aree rurali, presidiare il territorio e promuovere produzioni agricole e zootecniche sostenibili

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2021

Sono gli obiettivi su cui siamo al lavoro per far sì che l’agricoltore continui ad essere, con forza e convinzione, custode del territorio e del paesaggio. Le zone di montagna del Belpaese sono al centro delle politiche del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con la valorizzazione dei piccoli borghi e delle aree rurali, della nuova Politica agricola comune dove avranno un ruolo rilevante negli eco-schemi e nella Legge di Bilancio 2022 con cui stanziamo importanti risorse a riguardo”. Lo dichiara Paolo Parentela, esponente M5S in commissione Agricoltura, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna che si celebra l’11 dicembre.“Nella Manovra, ora in discussione al Senato, viene istituito il ‘Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane’ – prosegue – con una dotazione di 100 milioni di euro per il primo anno, che raddoppia a decorrere dal 2023. Tra gli obiettivi vi è il finanziare progetti per lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali, tutelando e promuovendo le risorse ambientali dei territori montani”.“Al contempo – aggiunge Parentela – nel Piano Strategico Nazionale, con cui l’Italia accompagnerà l’entrata in vigore della nuova PAC, l’agricoltura nelle aree di montagna sarà valorizzata attraverso gli eco-schemi finalizzati ad una maggiore tutela ambientale e della biodiversità. Solo predisponendo misure adeguate potremo dare la concreta possibilità all’agricoltore di trarre reddito dalla montagna e potremo contare su di lui come custode del territorio, primo presidio contro il dissesto idrogeologico e a tutela del paesaggio” conclude.

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Rendere più efficiente la Banca Dati Nazionale Zootecnica

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2021

“Nonostante l’innovazione tecnologica e informatica, la Banca Dati Nazionale Zootecnica presenta tuttora molte lacune a cui il Ministero della Salute, seppur sollecitato, non sembra voler dare seguito prendendo in considerazione possibili soluzioni attuative. Permangono, dunque, diverse criticità paradossali per uno strumento elettronico che dovrebbe essere dotato di sistemi automatizzati in grado di escludere il verificarsi di casi diffusi di incongruenze”. Lo dichiara il deputato Alberto Manca, esponente M5S in commissione Agricoltura, a margine dell’interrogazione svolta in Aula a Montecitorio a cui ha risposto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.“Ad esempio, potrebbe essere certificata l’assegnazione ad una pecora di un allevamento anche cinquanta agnelli – aggiunge – o, altro esempio, non vi è un limite anagrafico per gli animali presenti su database: solo in Sardegna ci sono 106mila pecore con oltre 12 anni di vita. Non si comprende, dunque, perché demandare ai controlli quando si possono trovare soluzioni per il tramite della tecnologia. Il mancato collegamento con il sistema informativo comunitario Traces, peraltro, fa emergere ulteriori criticità: sono diverse centinaia di migliaia i capi esteri che sono stati evidentemente venduti sul mercato come prodotto nazionale”.“A tutela dei consumatori e della zootecnia di qualità italiana, ci auguriamo che il Ministero della Salute provveda quanto prima a porre rimedio a queste evidenti criticità” conclude.

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Ristori per zootecnia e pesca

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“La Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa sui due decreti attuativi che assegnano le risorse previste dall’ultima Legge di Bilancio come ristori alle filiere zootecniche, della pesca e dell’acquacoltura. Si tratta di 114 milioni di euro che vengono così assegnati ai comparti che maggiormente hanno patito le conseguenze economiche causate dalle restrizioni legate alla pandemia Covid-19”. A dichiararlo è la deputata Maria Marzana, esponente M5S in commissione Agricoltura.“Al settore della pesca sono assegnati 15 milioni di euro – aggiunge -. Il contributo alle imprese armatrici è riconosciuto in funzione della stazza delle imbarcazioni. All’acquacoltura vanno 3,5 milioni: da un minimo di 5.000 euro per le microimprese a cui è assegnato l’85% delle risorse a un massimo di 20.000 euro (5% del totale). Infine 1,5 milioni di euro per la pesca in acque interne: 993mila euro in Veneto, 143mila in Sardegna, 104mila in Lombardia, 75mila in Puglia, 70mila in Emilia-Romagna e il resto suddiviso tra le altre regioni”. “Alle filiere zootecniche sono assegnati, invece, 94 milioni di euro di cui 7,4 per nuove domande, 17 milioni al suinicolo, 2 milioni per il cunicolo, 43 milioni per la carne bovina suddivisi per tre classificazioni, 7,7 milioni per l’ovicaprino, 0,3 per la filiera caprina e 24 milioni di euro per l’allevamento delle vacche da latte” conclude.

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Zootecnia: Una filiera che vale 40 miliardi

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rappresenta un’occasione unica anche per il sistema zootecnico nazionale e può consentirgli, con interventi mirati, di contribuire in modo significativo al rilancio economico del Paese nella sua transizione verde e digitale. Serve però un piano condiviso, tra istituzioni e operatori della filiera, con azioni e strumenti, anticrisi e di lungo periodo per il post pandemia. A fare il punto il convegno “PNRR: quali opportunità per le aziende zootecniche?” promosso dall’OICB, l’Organizzazione Interprofessionale Carne Bovina, che riunisce Cia-Agricoltori Italiani, Copagri, Confagricoltura, UNICEB, Assograssi, Fiesa-Confesercenti e con Assalzoo tra i soci fondatori. Il settore zootecnico – ha ricordato l’OICB – è fondamentale per l’agroalimentare italiano. Il solo comparto della carne (bovina, suina e avicola) genera un giro d’affari di circa 30 miliardi di euro (10 miliardi alla produzione e 20 nell’industria di trasformazione), che arriva a 40 miliardi includendo latte e uova. In particolare, la carne bovina costituisce in valore il 44% e in volume il 33% dell’intero comparto. La filiera zootecnica italiana è ai primi posti nel mondo per qualità e, da tempo, gli allevatori hanno avviato un percorso improntato alla sostenibilità. Garantire alle aziende zootecniche il giusto equilibrio tra competitività e produzioni compatibili con gli obiettivi green Ue è, dunque, la grande sfida sempre più stringente del post pandemia e che le aziende del comparto potranno sostenere se adeguatamente guidate nel metodo e supportate negli investimenti con strumenti e incentivi, i cui fondi possono arrivare sia dal PNRR che dalla Pac.Bene, quindi per l’Organizzazione, la disponibilità, annunciata dal Mipaaf, di 6,8 miliardi a beneficio del settore primario e per interventi nel parco agrisolare, in logistica agroalimentare, irrigazione, innovazione della meccanizzazione, contratti di filiera e di distretto, biogas e biometano, banda larga e 5G.Occorre coinvolgere sempre di più il sistema allevatoriale e zootecnico nel processo di modernizzazione delle imprese e puntare sul rapporto con i cittadini-consumatori, attraverso il pieno coinvolgimento della distribuzione, per maggiore trasparenza e tutela della qualità, prendendo in carico il compito di informare su questioni come il benessere animale, i processi allevatoriali virtuosi, e la logistica all’ingrosso improntata a criteri sostenibili, l’equa distribuzione del valore lungo la catena di approvvigionamento e la creazione di valore dai sottoprodotti, all’insegna dell’economia circolare. In questo contesto, segnato pesantemente dagli effetti della pandemia, come dalle fake news sul settore, l’OICB rinnova il suo impegno al dialogo e al confronto nei tavoli istituzionali affinché vengano riconosciute al settore del bovino da carne, dalla filiera produttiva a quella mangimistica e della distribuzione, le giuste risorse, utili a innovazione e ricerca, in grado di salvaguardarne il reddito e lo sviluppo sul mercato interno ed estero.All’evento sono intervenuti, il consigliere del Mipaaf, Elio Catania; Matteo Boso, presidente nazionale OICB; Gianmichele Passarini, responsabile filiere Cia-Agricoltori Italiani; Matteo Lasagna, vicepresidente Confagricoltura; Carlo Giulietti, presidente Copagri Veneto; Mario Grosso, consigliere Assograssi; Fulvio Fortunati, vicepresidente Uniceb; Gianpaolo Angelotti, presidente Fiesa Confesercenti; Marcello Veronesi, presidente Assalzoo.www.mangimiealimenti.it

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Zootecnia biologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

L’incontro internazionale di pre-Summit promosso dalle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari che si sta svolgendo a Roma in questi giorni, sta coinvolgendo governi, organizzazioni intergovernative, comunità scientifica, organizzazioni di sviluppo ambientale e settore privato in un confronto sui temi dell’agricoltura sostenibile e della sicurezza alimentare. Uno dei maggiori obiettivi è infatti riuscire a trovare soluzioni per creare processi economici circolari che favoriscano una transizione del sistema alimentare, che garantisca equa alimentazione per tutti e benessere del Pianeta. Il WWF partecipa al pre-Summit promuovendo i temi dell’agroecologia, come pratica che contribuisce a regimi alimentari sani, diversificati, stagionali e culturalmente appropriati. Nell’ambito della sua campagna Food4Future, oggi il WWF rinnova il suo impegno nella promozione dell’agroecologia con un nuovo approfondimento incentrato sulla zootecnia biologica e chiede a istituzioni e consumatori rinnovata sensibilità per la promozione di sistemi alimentari più responsabili.L’agroecologia è la scienza che applica i concetti e i principi dell’ecologia per progettare e gestire sistemi agro-alimentari sostenibili. È nel contempo una disciplina scientifica, un movimento, un insieme di pratiche che guarda all’intero sistema alimentare, per raggiungere obiettivi di produttività, stabilità, sostenibilità per costruire nuove relazioni ed equilibri tra risorse naturali disponibili, agricoltura ed esigenze della società. Per il WWF nell’approccio agroecologico per una agricoltura sostenibile è importante il ruolo della zootecnia, all’interno di ogni singola azienda agricola o di un comprensorio territoriale locale, per favorire la vitalità del suolo e la presenza di sostanza organica e incrementare il livello di biodiversità nei sistemi agricoli.Negli ultimi anni è sempre più evidente l’emergere di sensibilità nuove, che tendono a premiare aspetti quali l’origine della materia prima o i metodi di produzione maggiormente rispettosi dell’ambiente e del benessere degli animali, temi sempre più determinanti nelle scelte di acquisto e consumo. Esiste una fascia di consumatori che non vuole rinunciare alla carne ma è consapevole degli impatti ambientali della zootecnia intensiva e attenta al benessere degli animali. La zootecnia biologica è oggi il modello di allevamento più vicino ai principi generali dell’agroecologia e soddisfa anche motivazioni etiche e sociali. É incentrata sulla tracciabilità e trasparenza garantita in tutto il ciclo produttivo, dalla produzione, alla preparazione fino al trasporto e alla commercializzazione, la valorizzazione e conservazione delle tipicità, naturali, storiche e sociali dei territori. Ultimo aspetto da non trascurare è quello della sostenibilità economica: il riconoscimento del giusto prezzo da parte dei consumatori per i prodotti di una zootecnia sostenibile è fondamentale.In quest’ottica sono indispensabili adeguate politiche di incentivo alla produzione a al consumo attraverso un sostegno fiscale ai prodotti biologici. È inoltre necessaria una comunicazione chiara e trasparente in etichetta affinché i consumatori possano conoscere il metodo di allevamento utilizzato e il livello di benessere animale.Il Ministro dell’agricoltura francese, H.E. Julien Denormandie, ha lanciato ieri dal pre Summit la proposta di una grande coalizione per la promozione dell’agroecologia, il WWF Italia auspica che il Ministro dell’agricoltura dell’Italia, Stefano Patuanelli, accolga la proposta francese aderendo subito alla coalizione internazionale ed avvii anche nel nostro Paese un Piano di azione specifico per l’agroecologia che affronti anche il tema della transizione ecologica della zootecnia.

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Fiere, le Zootecniche Internazionali di Cremona rilanciano

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

È già partita a pieno ritmo la campagna operativa delle prossime Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona con un programma di azioni che condurranno allo svolgimento dell’evento dal 26 al 28 novembre 2021.“Nuove date per un format ancora più in linea con le richieste del mercato e la collocazione internazionale della nostra manifestazione – spiega Roberto Biloni, Presidente di CremonaFiere – una scelta di vicinanza e supporto al mondo degli allevatori che non solo non si è fermato durante i periodi più critici del 2020, ma ci ha motivati maggiormente a svolgere il nostro ruolo di hub centrale nella promozione dell’agro-zootecnia”.Nei tre giorni della Fiera, che quest’anno sarà in presenza, l’intero settore si ritrova a Cremona per dibattere su temi di mercato, tecnici e scientifici che sempre di più incidono nella gestione quotidiana degli allevamenti e nei rapporti di filiera. Su questi argomenti centrali sarà organizzato il calendario di seminari e convegni della prossima edizione: un’occasione per confrontarsi su sostenibilità, benessere animale e digitalizzazione fino al consumo. “Il rapporto con il consumatore è ormai un elemento imprescindibile per la produzione agroalimentare – prosegue Biloni -. Ambiente, sicurezza alimentare, qualità delle produzioni ed eticità sono elementi sempre più presenti nelle nostre filiere, che il consumatore deve conoscere. Per questo faremo in modo di comunicarlo anche all’acquirente ultimo in qualità di Fiera di riferimento del settore”.L’evento internazionale rappresenterà anche quest’anno l’eccellenza del modello produttivo zootecnico a partire dal bovino da latte, assieme al comparto suinicolo e avicolo, ospitando anche la mostra zootecnica e l’asta bovina. Il calendario tecnico-scientifico sarà rivolto a operatori nazionali e internazionali attesi nell’ambito del programma di internazionalizzazione della manifestazione (nel 2019 ha coinvolto 26 delegazioni ufficiali e 45 Paesi in visita).La Fiera fornirà soluzioni concrete ai problemi legati alle produzioni e una visione d’insieme sul futuro del settore, rappresentando un’occasione privilegiata di incontro fra realtà produttive nazionali e internazionali, anche grazie al network di istituzioni e professionisti in partnership con CremonaFiere: centri di ricerca, istituzioni e università (Cattolica e Politecnico di Milano) impegnate in formazione sempre più specializzata e all’avanguardia con corsi di laurea nell’agro-zootecnia e produzioni agroalimentari.

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Assalzoo: i cinque pilastri per rilanciare mangimistica e zootecnia

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2021

Un Piano zootecnico nazionale che consenta di favorire l’avvio di nuove attività di allevamento. È quanto chiede ASSALZOO-Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici al Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli. L’Italia sconta un deficit in termini di alimenti di origine animale (-50% carni bovine, -40% carni suine, -20% latte, -75% pesce), che è costretta a colmare attraverso le importazioni. Il progetto dovrebbe quindi incentivare le produzioni nazionali con tutti i vantaggi che ne derivano. In primo luogo, in termini di sicurezza alimentare, favorendo la produzione di materie prime nazionali, promuovendo il Made in Italy, rispondendo a una crescente domanda di prodotti 100% italiani, ma anche con riguardo al benessere animale e al rispetto dell’ambiente, per produzioni sempre più sostenibili. Il piano può rappresentare un’opportunità di rilancio e sviluppo della zootecnia con il coinvolgimento determinate della mangimistica, il cui sviluppo poggia su cinque pilastri: Sostenibilità – Per ASSALZOO è necessario incentivare progetti per il rinnovamento degli impianti mangimistici per raggiungere un più elevato grado di sostenibilità e promuovere maggiori livelli di circolarità nel circuito alimentare. L’industria mangimistica impiega e valorizza circa 9 milioni di tonnellate all’anno tra coprodotti, sottoprodotti e residui dell’industria alimentare. Un risultato importante che può essere migliorato incentivando un sistema parallelo di raccolta capillare e aumentando le potenzialità degli stabilimenti dedicati allo stoccaggio, alla gestione e al trattamento dei residui dell’industria alimentare per renderli idonei e sicuri all’impiego in mangimistica. Digitalizzazione e Infrastrutture – È questo lo strumento fondamentale per dare concreto avvio all’agricoltura di precisione, un concetto che comprende anche quello di “alimentazione animale di precisione”, un punto di vera svolta per una zootecnia sostenibile e competitiva. Ottimizzare le razioni alimentari consente di azzerare gli sprechi, di ottenere maggiore efficienza nutrizionale, qualità e sicurezza e di ridurre l’impatto ambientale, con una particolare attenzione al benessere e alla salute animale. I mangimi di precisione sono una tecnologia innovativa già in corso di sperimentazione ma che necessita di essere sviluppata sia in termini di ricerca che di realizzazione e promozione, per renderla accessibile all’interno di tutte le strutture di allevamento. Contratti di filiera – L’integrazione di filiera è una strada percorribile per incrementare i livelli produttivi e migliorarne l’efficienza. ASSALZOO è stata capofila di una iniziativa di questo genere per rilanciare la produzione di mais che si è concretizzata con la firma dell’Accordo quadro per il mais da granella di filiera italiana certificata. L’Associazione ha poi aderito a OICB -Organizzazione Interprofessionale delle Carni bovine. Sono due primi progetti che danno ragione al bisogno di mantenere un dialogo costante tra gli attori della filiera per promuovere una migliore organizzazione della produzione, che necessitano però anche di risorse pubbliche per sostenere nel modo più efficiente l’attività di queste realtà. Energie rinnovabili – Lo sviluppo futuro del settore agro-zootecnico richiede un ripensamento dell’utilizzo di materie prime idonee all’uso alimentare o mangimistico negli impianti di biogas. Serve un progetto che disincentivi questa pratica e che preveda l’impiego di materie prime alternative, dai rifiuti della ristorazione alle biomasse alle commodity non più utilizzabili nel food e nel feed. Negli ultimi tempi, inoltre, anche l’industria mangimistica sta ricevendo dai gestori di impianti di biogas richieste crescenti di “prodotti” da destinare ai biodigestori. È un’attività nuova che andrebbe regolamentata per ottimizzare la gestione delle poche risorse disponibili anche con un progetto di ricerca per la creazione di impianti dedicati alla produzione di una specifica linea di “alimenti” per biodigestori. La produzione di energia da fonti rinnovabili – non solo biogas ma anche fotovoltaico – potrebbe essere incentivata dall’istituzione di certificati verdi attraverso i quali viene riconosciuto l’impegno della filiera per il raggiungimento di un bilancio neutro in termini di emissioni nocive.Ricerca e innovazione – Progetti di ricerca pubblica e privata devono essere finanziati in maniera adeguata per poter fornire al settore primario tutti gli strumenti di cui ha bisogno. È inoltre importante che siano favorite le sperimentazioni in campo per dotare gli operatori della filiera di strumenti all’avanguardia, in grado di offrire un vantaggio competitivo e di agevolare il conseguimento di elevati standard di sostenibilità, richiesti anche dalle nuove strategie del Farm to Fork.

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Zootecnia da latte italiana: Un futuro poco roseo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Alle inevitabili conseguenze del lockdown affrontato per fronteggiare l’avanzata della pandemia Covid-19, per la zootecnia da latte italiana anche il 2021 si prospetta poco roseo. Sembrerebbe, infatti, che si assisterà ad un calo del prezzo che scenderà sino a 355 euro per 1.000 litri. Le preoccupazioni per il futuro del comparto sono emerse nel corso di una interrogazione parlamentare, a cui ha risposto il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, dove sono state sollevate richieste sugli interventi di sostegno previsti alla luce dei nuovi finanziamenti comunitari. Il rafforzamento dei rapporti tra produzione agricola e mondo della trasformazione e commercializzazione, al fine di realizzare una più equa distribuzione del valore è uno degli obiettivi più importanti per il comparto della zootecnia da latte – prosegue il Sottosegretario alle Politiche Agricole – risorse adeguate saranno rivolte ad aumentare il tasso di innovazione delle aziende, alla promozione e alla pubblicità di prodotti di qualità certificata o biologici, alla ricerca e sperimentazione. Il miglioramento dei rapporti di filiera incentiverà, inoltre, il contrasto al caporalato nella misura in cui – conclude il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate – la promozione di un tessuto di aziende agricole sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale è essenziale per assicurare condizioni di lavoro dignitose”.

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Accordo quadro per la zootecnia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

La Borsa Merci Telematica Italiana firma il primo Accordo Quadro Nazionale per la commercializzazione di bovini da carne e per l’organizzazione di un progetto di filiera italiana “4i”.L’accordo punta a creare una rete di imprese che riesca a organizzare e rilanciare il mercato dei bovini da carne e a diminuirne la dipendenza dall’estero.
Partecipano all’accordo importanti attori: Borsa Merci Telematica Italiana s.c.p.a., Associazione Produttori Unicarve, Cooperativa Produttori Unicarve, Gruppo Colomberotto S.p.A., Consorzio L’Italia Zootecnica, Consorzio Agrario Lombardo Veneto, Intermizoo S.p.A., APROLAV – Associazione Produttori Latte del Veneto, Agriventure S.P.A. – Gruppo Intesa Sanpaolo e Cassa di Risparmio del Veneto – Gruppo Intesa Sanpaolo.Tutti insieme lavoreranno per raggiungere due obiettivi importanti: il primo è finalizzato a regolare il mercato dei bovini da carne, programmando l’acquisto dei ristalli, l’ingrasso, la macellazione e la commercializzazione della carne; il secondo è finalizzato alla produzione di ristalli italiani con l’utilizzo del seme sessato per garantire e migliorare la rimonta nelle aziende di vacche da latte e l’utilizzo del seme di tori da carne, per la produzione di vitelli italiani da svezzare e poi destinare all’ingrasso, per una filiera tutta italiana.La Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) metterà a disposizione la piattaforma telematica di contrattazione che permette di concludere contratti in maniera semplice, rapida e regolamentata. Inoltre, nelle varie fasi commerciali, BMTI offrirà i propri servizi, tra i quali il servizio “mercato telematico sicuro” che copre dal rischio di insolvenza e i servizi finanziari collegati ai contratti conclusi sulla piattaforma telematica, quali factoring e anticipo fatture.BMTI punterà anche a diventare soggetto concreto nella quotazione dei prezzi di borsa, partendo da contratti conclusi nella propria piattaforma informatica.La commercializzazione dei bovini tramite la Borsa Merci Telematica consentirà di rispondere anche all’art.62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1; infatti, ai sensi del decreto attuativo della legge 27/12, gli scambi di comunicazioni e contrattazioni effettuati nell’ambito della Borsa Merci Telematica Italiana assolvono agli obblighi di cui all’articolo 62.Il direttore di BMTI, Annibale Feroldi, durante il suo intervento, nel ringraziare e salutare tutti i presenti, ha rimarcato come questo sia il primo accordo ufficiale di filiera a cui BMTI partecipa.“Questo accordo – ha sottolineato il direttore – rappresenta una risposta concreta alla filiera dei bovini da carne. E’ un progetto ambizioso ma soprattutto coraggioso. BMTI, società delle Camere di Commercio, in questo accordo si mette a disposizione delle imprese per dare il giusto sostegno e supporto al sistema con i propri servizi, in particolare quelli assicurativi e finanziari”.Il direttore ha, inoltre, sottolineato e ringraziato la presenza di Agriventure e della Cassa di Risparmio del Veneto ricordando che il primo accordo con il sistema bancario per dare ossigeno alle imprese nei contratti fu siglato proprio con il Gruppo Intesa San Paolo.“Oltre a quanto sottolineato in termini di servizi – ha concluso il direttore – grazie a questo accordo verranno sicuramente raggiunti gli obiettivi prioritari di BMTI che sono la trasparenza dei mercati, l’omogeneizzazione dei prezzi e la trasparenza nella formazione dei listini. Tutto questo sarà supportato dalla possibilità per gli operatori di assolvere agli obblighi dell’art. 62 attraverso la formalizzazione dei contratti sulla piattaforma telematica”.

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Progetto di agricoltura e zootecnia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

Roma 14 Luglio 2010  Ore 17.00, P.za San Marco per un progetto di agricoltura e zootecnia da parte di famiglie che versano in stato di indigenza.  Questo importante laboratorio sociale, definito unanimemente esempio e “buona prassi” da replicare per creare posti di lavoro in tempo di crisi, rischia di bloccarsi per la lentezza e i numerosi ostacoli frapposti dall’Amministrazione.  Da Tor Cervara i protagonisti di questa esperienza, i disoccupati e gli animali, si sposteranno domani in presidio al centro di Roma per rompere il disinteresse da parte di tutti gli organi preposti ad affrontare questa situazione e continuare la raccolta firme, sottoscritta già da un migliaio di cittadini. Gli organizzatori chiedono ai romani di firmare la petizione popolare e impegnarsi a sostenere questo progetto, che oltre a dare sussistenza ad alcuni disoccupati rappresenta un’apripista per contrastare la crisi economica, ormai sotto gli occhi di tutti, e un’ipotesi concreta per un percorso di autogestione e di economia alternativa al mero rapporto merce-denaro-merce.  Da specificare che tutte le ipotesi fino ad ora discusse dal collettivo di occupazione prevedono la distribuzione a filiera corta e la collettivizzazione di tutti i mezzi di produzione.

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