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Psicologi in piazza contro il ministro Manfredi: “Non ha rispettato le promesse”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Il sit-it di protesta si è tenuto oggi (mercoledi 30 settembre*) davanti al Miur: “Il governo da mesi finge di ascoltarci e darci ragione ma non modifica la normativa vigente: ci sentiamo presi in giro” Sono scesi in piazza oggi, davanti al Miur a Roma, gli psicologi in protesta contro il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, da mesi “presi in giro dal governo” spiega Davide Pirrone, portavoce del Movimento spontaneo nato per riunire i circa 10mila abilitandi in Psicologia. “Siamo qui – ha spiegato a margine del sit-in – per chiedere al ministro la riformulazione dell’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di psicologo. Ad oggi infatti, a poco più di un mese dalla prossima sessione d’esame la cui data d’inizio è prevista per novembre, non sono ancora chiare le modalità di esaminazione e le tempistiche di svolgimento per tutti coloro che aspettano l’abilitazione”. A causa dell’emergenza covid, infatti, le modalità di svolgimento dell’esame sono state modificate. Prima della pandemia consisteva in tre prove scritte più un colloquio orale: una prima prova incentrata sulla psicologia generale, una seconda dedicata alla progettazione di un intervento e una terza riguardante l’analisi di un caso clinico reale e per potervi accedere era necessario un tirocinio professionalizzante di mille ore distribuite in due semestri. Alle prove seguivano poi un colloquio orale sull’analisi del tirocinio e uno sulla conoscenza e sulle capacità di applicazione del codice deontologico. “Allo stato attuale invece – continua Pirrone – tutte le prove sono state sostituite da un colloquio telematico di cui continuano a non essere chiare né le modalità né i tempi: sostanzialmente, quindi, ci apprestiamo ad affrontare un esame che risente di una serie di criticità non indifferenti, prima su tutte quella inerente le modalità di valutazione, che risultano essere diverse da ateneo ad ateneo nonostante si tratti sulla carta di un esame ‘di Stato’”. Non solo, spiega il portavoce del movimento: “Sembra quasi uno scherzo di cattivo gusto, ma nel caso in cui durante la prova d’esame dovesse ‘cadere’ la connessione… il candidato viene automaticamente bocciato. Non è pazzesco?”.La manifestazione di oggi è avvenuta esattamente tre mesi dopo l’ultima protesta, che si è tenuta davanti a Montecitorio lo scorso 12 giugno, durante la quale gli abilitandi chiedevano incontri esaustivi con il ministro Manfredi e con i rappresentanti del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli psicologi: “Sì – ha proseguito Pirrone – abbiamo incontrato sia il ministro che i rappresentanti dell’Ordine, ma da quegli incontri non è cambiato praticamente nulla: le linee guida emesse non sono vincolanti e danno comunque agli atenei universitari piena discrezionalità sulle modalità di svolgimento e di valutazione. In ogni occasione di incontro con le istituioni ci è stata ribadita la volontà del governo ad attuare le modifiche necessarie al fine di accogliere le nostre richieste ma nei fatti, e nonostante tutti i proclami e le dichiarazioni a mezzo stampa fatte dal ministro, finora è rimasto tutto lettera morta. Siamo scesi in piazza oggi rispettando tutte le regole anti-contagio, ma non possiamo proprio più aspettare: Manfredi deve ascoltarci e rispettare le promesse”.

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Scuola-Università: Giurano i ministri Azzolina e Manfredi

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

I ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi hanno giurato al Quirinale, davanti al presidente del Consiglio e al capo dello Stato. Quanto alle priorità del nuovo ministro dell’istruzione, pubblicate subito dopo, Anief ritiene opportuno che sui concorsi sia ampliata la categoria dei partecipanti a quello riservato ed estesa ai docenti di religione, dell’infanzia e primaria, con corsi abilitanti aperti a tutti e senza il blocco quinquennale sulla mobilità, con la partecipazione degli assistenti amministrativi facenti funzioni senza laurea al concorso per Dsga e con una riserva di posti per i dirigenti tecnici attualmente in servizio. Non va poi dimenticato l’avvio immediato di un piano massiccio di immissione in ruolo per il personale Ata, anche nei profili professionali superiori mai attivati pur essendo previsti dal contratto.
Per quanto riguarda la specializzazione su sostegno, deve essere garantito l’accesso libero a chi ha insegnato senza titolo e adeguato il numero programmato all’effettivo fabbisogno dei posti. Nel mettere mano ai decreti attuativi del decreto scuola, bisognare retrodatare l’assunzione degli idonei di Insegnamento di religione cattolica al 2008, anno del blocco dello scorrimento delle graduatorie, mentre sul sostegno deve essere adeguato l’organico di fatto a quello di diritto con posti in deroga in base relegati ad eccezionali necessità, garantendo la determinazione degli organici in base alle richieste del PEI. Su formazione e valorizzazione del personale, siamo pronti ad ascoltare le proposte, ma per rinnovare il contratto ci vogliono a priori le risorse adeguate, al fine di recuperare almeno l’inflazione cresciuta negli ultimi dieci anni.

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