Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘situazione’

“Stati Uniti e Medio Oriente, una situazione in evoluzione”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Roma, mercoledì 6 novembre, alle ore 18.30, nella sede della John Cabot University, in via della Lungara 233, Trastevere. Si parlerà di Stati Uniti e Medio Oriente – dalla Turchia al Kurdistan, da Israele allo Yemen, dall’Arabia Saudita all’Iran – e di come gli scenari che si prospettano potranno avere influenza sulle elezioni presidenziali americane del prossimo anno. “The US and the Middle East, an evolving situation”, questo il titolo del dibattito organizzato dalla John Cabot University (JCU) – il maggior ateneo Usa d’Italia – a cura dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici. Interverranno Lucio Martino, esperto di relazioni transatlantiche e problemi strategici; Viviana Mazza, che segue gli Usa e il Medio Oriente per la redazione esteri del Corriere della Sera; Farian Sabahi, docente di politica e religione, studiosa di Iran; Pratishtha Singh, autrice e attivista per i diritti delle donne indiane.Saranno presenti Franco Pavoncello, presidente della John Cabot University, e Federigo Argentieri, direttore dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici. Modererà i lavori la giornalista Rai Helen Romana Viola.

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La situazione delle autostrade in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Lo dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli e precisa: “risulta penalizzata dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessi dai concessionari. Nonostante il giro d’affari sui guadagni provenienti dalle autostrade sia molto alto, le spese per gli investimenti e la manutenzione stradale registrano una flessione. C’è voluta una tragedia, quella del crollo del Ponte Morandi, per pubblicare integralmente le convezioni autostradali, per anni una richiesta vana. Non è possibile attendere un altro incidente, un altro dramma come quello che ha colpito Genova e scosso profondamente l’Italia, per cambiare, una volta per tutte, la gestione di questo settore, tanto delicato quanto cruciale per il Paese. L’Associazione Codici rinnova quindi la richiesta di un controllo attento della situazione, per garantire la sicurezza dei cittadini. In questa ottica auspichiamo un incremento del personale preposto e degli strumenti in dotazione delle autorità, così da creare le condizioni necessarie per un’efficace attività di vigilanza che faccia emergere un quadro chiaro dei lavori svolti e del costo delle opere, effettuate e programmate. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, è importante che i controlli si soffermino anche sui tipi di investimenti, così da evitare quelli poco utili o difficili da realizzare, messi in cantiere solo per ottenere una proroga della concessione. Riteniamo inoltre necessaria una verifica delle concessioni. Un’operazione indispensabile per fare luce su tanti aspetti che al momento risultano poco chiari a causa dell’incertezza sull’affidamento. Le procedure per le nuove concessioni sono lunghe, spesso scattano dopo la scadenza e questo è a vantaggio delle concessionarie e a danno dei consumatori, costretti a fare i conti con servizi scadenti, oltre che pericolosi. Al riguardo riteniamo doveroso accelerare l’iter, affinché le nuove concessioni vengano attivate prima della scadenza di quelle vecchie. Il tempo degli avvisi e dei moniti è scaduto. La mancata apertura al mercato ha già creato tanti danni, tra tariffe pazze e investimenti fantasma. È il momento di sanzionare chi non rispetta le regole, con interventi tempestivi e rigorosi. Non ci riferiamo soltanto alle società, ma anche a quei funzionari pubblici che non hanno vigilato in maniera corretta sul comportamento del concessionario. Queste, a nostro avviso, sono le vie da seguire per voltare finalmente pagina. Un cambio di rotta radicale, tenendo sempre bene a mente la figura del cittadino. Lo diciamo da tempo e lo ribadiamo oggi – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – ogni cittadino che usufruisce delle autostrade è a tutti gli effetti un consumatore e dunque come tale deve essere tutelato”.

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Lo stato dell’arte della medicina

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 agosto 2019

Trattiamo di un aspetto della medicina in continua evoluzione dal punto di vista della ricerca tecnologica e scientifica ma, al tempo stesso, in forte ritardo nella sua azione pratica nell’interesse del suo destinatario naturale: il paziente. La situazione ci presenta un quadro dalle tinte forti e segnatamente marcate.
Non mancano i contrasti cromatici tra una spinta alla ricerca della salute che allunga la speranza di vita ma non garantisce per chi se ne appropria una forma di salute altrettanto buona.
La voglia d’ offrire il meglio di se, a tutti indistintamente, con quella che potremmo chiamare l’assistenza universale e le obiettive difficoltà nel reperire risorse per rispondere a tali aspettative, sono i nostri limiti culturali. E’ il cinismo di chi trasforma la medicina in un bene di lusso e non una necessità inderogabile per tutti.
La ricerca attraverso la farmacopea mondiale di cure palliative che creano dipendenza ma non sempre si possono considerare indispensabili per assicurare un miglior profilo salutare. Nello stesso tempo il fronte dei nemici avanza e si fa aggressivo. Penso a tutte le diverse forme tumurali che attaccano in vario modo, e con conseguenze spesso devastanti, il corpo umano.
Penso alle sofferenze che generano e alle dipendenze che creano per le quali la società non riesce a contenere e a sostenere con terapie adeguate.
Penso alle famiglie che vivono con il dramma di un loro caro che soffre, si dispera e che vedono spegnersi un poco alla volta irreversibilmente.
Penso all’impotenza di una medicina che per molti versi ha toccato traguardi impensabili solo qualche anno prima e che ora sembra voler gettare la spugna al cospetto di un nemico, riguardo a certe forme tumorali aggressive, che appare invincibile. Ci sono, ovviamente, dei successi o dei tentativi che tendono a bloccare o, per lo meno, a rallentare il corso del male, ma diventano ben poca cosa rispetto alle tante sconfitte che si devono, tuttavia, mettere in conto. Su tutto questo vi è la consapevolezza che si possa fare di più e di meglio se sapessimo ottimizzare le pur modeste risorse disponibili.
Dovremmo mettere da parte, ad esempio, gli sprechi.
Dovremmo ricercare una migliore organizzazione del sistema sanitario sul territorio senza lasciarci sedurre dai facili guadagni e nel trasformare la medicina in una sorta di roulette in cui si gioca la salute sul tavolo di chi ha, rispetto a chi è.
Manca spesso una medicina dal volto umano, una medicina che sappia coniugare il cuore la mente in un solo afflato umanitario e solidale per un valore che ci appartiene ed è indivisibile.E’ anche una questione di priorità rispetto all’impiego delle risorse in altri campi come quello degli armamenti. (Riccardo Alfonso)

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Gli anziani si sentono in salute, ma i dati rivelano una situazione diversa

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

È la fotografia scattata alla popolazione over 65 da Passi d’Argento (PdA), il sistema di sorveglianza sulla popolazione con 65 anni e più condotto da Asl e Regioni e coordinato dall’Istituto superiore di sanità. Se l’87% della popolazione nazionale degli ultrasessantacinquenni si percepisce in buona salute, i dati analizzati dicono il contrario, in particolare nei parametri relativi a immunizzazione, alimentazione, attività fisica e uso dei farmaci.“Anche se si registrano lievi miglioramenti nella lotta alla sedentarietà, – sostiene Michele Conversano, presidente di HappyAgeing Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo – rimangono abitudini alimentari sostanzialmente scorrette e un’immunizzazione non sufficiente. Inoltre, si conferma la grande disuguaglianza tra le regioni nelle politiche sanitarie messe in atto a favore degli anziani.” Infatti, su base nazionale il 60% di anziani si ritiene parzialmente o completamente attivo contro il 38% di coloro che si definiscono totalmente sedentari. “Sul versante opposto, – prosegue Conversano – rimane insufficiente la percentuale di copertura vaccinale antinfluenzale per gli ultra65enni su base nazionale: solo il 55%. Se poi si va a vedere la copertura vaccinale negli ultra65enni con almeno 1 patologia cronica il dato sale al 61,7% ma scende al 44.9% in assenza di patologie”.La corposa indagine – online su Passi D’Argento – aggiorna il quadro sullo stato di salute e di vita degli over 65enni, fascia in costante crescita e che ormai si avvicina al 25% della popolazione complessiva. L’Italia è infatti ai primi posti in Europa per la crescita dell’indice di vecchiaia: il rapporto tra gli anziani (65 anni e più) e i giovani (meno di 15 anni) raggiunge quota 168,9 e registra così un nuovo record nazionale. I dati riportati da Passi d’Argento elaborano circa 40.000 interviste – telefoniche e in presenza, fatte da operatori sanitari specializzati con anziani campionati in tre anni.
Sul fronte dell’alimentazione, in Italia, nel triennio 2016-2018, fra le persone con 65 anni o più il consumo medio giornaliero di frutta e verdura non raggiunge la quantità indicata dalle linee guida per una corretta nutrizione: su 10 persone, 4 non consumano più di 2 porzioni al giorno di frutta o verdura, una quota analoga ne consuma 3-4 porzioni, solo 1 persona su 10 arriva a consumare almeno 5 porzioni al giorno (five a day), come raccomandato. E ciò a fronte di una percentuale piuttosto contenuta – il 12,7 % su base nazionale – di ultrasessantacinquenni con problemi accertati di masticazione e di circa il 43% di popolazione anziana sovrappeso.Se attenzione nutrizionale, immunizzazione, attività fisica, controllo di fumo e alcool sono tutti parametri che favoriscono un invecchiamento in salute per una sana prevenzione verso le patologie dell’età matura, come sostiene da alcuni anni HappyAgeing, di contro va registrata una tendenza ancora forte alla “medicalizzazione” della popolazione anziana. L’89,2% degli ultra65enni italiani dichiara di aver assunto farmaci nella settimana precedente l’intervista. Un dato che in parte – commenta Michele Conversano – viene confortato dall’attenzione data dal medico alla corretta assunzione e controllo di farmaci da parte degli anziani.L’analisi dei dati dell’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità fa emergere una enorme disparità regionale dello stato di salute degli anziani e stili di vita ancora lontani dalla soglia stabilita per il raggiungimento di un invecchiamento attivo. Per questo, HappyAgeing sostiene la necessità di sensibilizzare la popolazione con campagne di comunicazione sul territorio e di coordinare con maggiore forza le politiche sanitarie delle regioni a favore degli anziani per assicurare livelli minimi di prevenzione e invecchiamento in salute per l’intera popolazione anziana.HappyAgeing – Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, presieduta da Michele Conversano, nasce nel 2014 per promuovere nel nostro Paese politiche e iniziative volte a tutelare la salute dell’anziano e a sviluppare le indicazioni della Commissione europea sul fronte dell’invecchiamento attivo. L’iniziativa nasce per rispondere alle indicazioni della Commissione europea che, con partnership per l’innovazione sul tema “invecchiare rimanendo attivi e in buona salute”, ha inteso stimolare il mondo scientifico, della società civile e delle istituzioni a rivolgere una maggiore attenzione sui temi del progressivo invecchiamento della popolazione europea e delle dinamiche socioeconomiche e culturali ad esso connesse. Fanno parte dell’Alleanza HappyAgeing fanno parte: SItI, SIGG, SIMFER, SIGOT, FNP CISL, SPI CGIL, UIL Pensionati, FAP ACLI e Federsanità ANCI. Dal 2015 HappyAgeing è stata cooptata dall’International Federation on Ageing, osservatore permanente presso le Nazioni Unite.

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Libia: “Italia sta sottovalutando situazione. Rischio di una nuova Siria”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Convegno di Lettera22 oggi in Senato. “L’Italia sta sottovalutando quanto sta accadendo in Libia. La Libia ormai è in balia di sé stessa e rischia di diventare una nuova Siria. È necessaria un’iniziativa strategica che vada oltre l’intervento militare e che coinvolga politicamente l’Italia e l’Unione europea”. Questo il messaggio che giunge dal convegno organizzato da Lettera22 “La guerra civile in Libia, il blocco navale e la difesa dei confini di fronte al pericolo di una ripresa degli sbarchi” che si è tenuto oggi in Senato. Sullo sfondo il libro di Fausto Biloslavo “Libia Kaputt”, che attraverso i fumetti racconta i recenti momenti più drammatici della storia libica, dalla caduta di Gheddafi all’esplosione della bomba migranti.Crisi in Libia, che come ha fatto notare il generale, già comandante del Comando operativo di vertice interforze e della Brigata Folgore, Marco Bertolini “è stata una sveglia per l’Italia, nel senso che si ha fatto capire che la guerra è nel nostro giardino di casa e non possiamo fare finta di nulla”. Da qui però a pensare a un intervento diretto delle forze militari italiane ce ne passa. “Lo strumento militare – continua Bertolini – è importante ma ha un costo finanziario e militare. Ma soprattutto impone uno sforzo corale e una compattezza del cosiddetto fronte interno che al momento non c’è. Basti pensare alle divisioni che nella nostra Nazione esistono su altri temi fondamentali, come ad esempio sulla definizione di famiglia”. Ma dal punto di vista diplomatico l’Italia ha commesso numerosi errori, come sottolinea il corrispondente di guerra de La Stampa, Francesco Semprini: “Il nostro Paese in Libia era in una posizione di privilegio ma l’aver richiamato l’ambasciatore, ha garantito una posizione di vantaggio alle altre Nazioni, tra cui in particolare la Francia, con la conseguenza di penalizzare l’Italia. Oggi la Libia è in balia di sé stessa. Bisogna creare un partenariato, superare l’atteggiamento miope di questi anni e mettere in campo politiche strategiche che vadano oltre l’emergenza, e che fronteggino la questione migratoria del Sud del Paese”. E sul fronte politico sia il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia in Commissione Esteri, Andrea Delmastro, e il senatore di FdI, Adolfo Urso, vicepresidente Copasir, ribadiscono la necessità di un più serio e concreto impegno politico del nostro governo direttamente in Libia, pur non confidando nelle capacità del ‘Governo del Cambiamento’, e nel Parlamento europeo dove “il nostro eccellente gruppo di europarlamentari saprà indicare le scelte migliori” soprattutto nella difesa dei nostri interessi contro Parigi “il cui obiettivo è rimpiazziare Eni con Total e scatenare una tempesta di migranti che si riversi sull’Italia”. È necessario realizzare il blocco navale, sottolineando, che questo “rappresenta un’opzione non più rinviabile anche perché è la stessa Europa ad aver previsto l’ipotesi “blocco navale” al Consiglio Europeo del giugno 2017. L’Italia, allora, non colse questa opportunità e ad oggi il governo Lega-M5S, che si dipinge sovranista, fa molto meno rispetto alla cancelliera Merkel nel contrasto all’immigrazione”. E su un’azione più efficace dell’Italia è convinto anche il giornalista corrispondente di guerra de Il Giornale, Fausto Biloslavo che concludendo i lavori rilancia: “L’Italia dovrebbe intervenire di più e anche da sola se non c’è l’Europa. Abbiamo una presenza militare che potrebbe obbligare i contendenti a sedersi attorno ad un tavolo, e potrebbe anche farlo come forza di intermediazione, che fa da cuscinetto fra il governo e Haftar. La situazione è disastrosa. Rischiamo di avere uno scenario siriano ma alle porte di casa, e con l’ingerenza straniera di tutti gli attori regionali. Per questo non possiamo continuare a voltarci dall’altro lato”.

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Parlamento europeo: Annuncio in plenaria sulla situazione in Venezuela

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 gennaio 2019

Bruxelles. La scorsa settimana, durante le manifestazioni contro il regime, il Presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Guaidó si è autoproclamato presidente ad interim, sulla base delle disposizioni della Costituzione venezuelana.Gran parte della comunità internazionale lo ha, in seguito, riconosciuto come tale, in particolare gli Stati dell’America latina, Stati Uniti e Canada. Durante le proteste sono morte oltre 40 persone e quasi 900 manifestanti sono stati arrestati. Questa sera e sabato prossimo il popolo venezuelano tornerà nelle strade per chiedere democrazia, libertà e rispetto dei diritti umani.
Il Parlamento europeo durante questa legislatura si è già pronunciato otto volte sul Venezuela. Nessun altro Paese ha ricevuto tanta attenzione.Purtroppo, la situazione ha continuato a peggiorare e siamo giunti al punto di non ritorno. Il regime di Maduro ha portato oltre 3 milioni di persone a abbandonare il proprio Paese.Si tratta del più importante fenomeno migratorio nella storia dell’America Latina.Se le cose non cambieranno al più presto in Venezuela, la situazione si aggraverà ulteriormente, con conseguenze disastrose e ripercussioni in tutta la regione.Di fronte agli eventi della scorsa settimana, il Parlamento non può rimanere in silenzio.Ho parlato al telefono con il Presidente Guaidó, nostro unico interlocutore, per assicurargli l’appoggio del Parlamento europeo. Nel 2017 abbiamo consegnato il Premio Sakharov alla opposizione democratica del Venezuela.
Siamo stati la prima istituzione a denunciare le violazioni dei diritti umani, i primi a chiedere sanzioni contro il regime e una strategia regionale per aiutare a gestire la crisi dei rifugiati.Ad alcuni Paesi interessa esclusivamente il petrolio. A noi interessa la gente, ci interessano le sofferenze della popolazione venezuelana.Dobbiamo concentrarci non solo su come arrivare ad una soluzione pacifica ed una transizione democratica, ma anche riflettere su come ricostruire il Paese.Affinché la gente ritorni ad una vita normale e cessi la carenza di cibo e medicinali, il Venezuela ha bisogno di aiuto e di molti cambiamenti.Di fronte ad eventi di questa portata, quando è in pericolo la democrazia, non possiamo che schierarci per la libertà, e per i diritti umani, e contro chi li opprime.

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Situazione dei licei e degli istituti tecnici di Roma e della sua provincia

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

Dati, analisi e approfondimenti che fanno emergere un quadro sconvolgente sull’attuale situazione dei licei e degli istituti tecnici di Roma e della sua provincia. Il documento tecnico-politico mette in evidenza i noti problemi relativi al bilancio e dell’assestamento istituzionale dovuto alla Riforma Del Rio (Legge 56/2014), oltre alla gestione provvisoria dell’Ente e al mancato completamento del processo di riordino da parte della Regione Lazio con l’obiettivo di garantire la piena funzionalità degli immobili ma soprattutto al fine di assicurare le giuste condizioni di sicurezza e di salvaguardia dell’incolumità degli studenti e del personale docente e non docente. Presenteranno lo studio i consiglieri metropolitani Carlo Passacantilli e Antonio Proietti il prossimo 25 settembre alle ore 11 a Palazzo Valentini Via IV Novembre 119a presso la Sala delle Bandiere Alla conferenza stampa di presentazione parteciperanno il coordinatore della Lega Regione Lazio On. Francesco Zicchieri, Fabrizio Santori, direttivo del coordinamento regionale Lega, e Federico Iadicicco, dirigente Lega già consigliere provinciale.

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“Sulla situazione nel Corno d’Africa la risposta del governo è stata deludente”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

“In realtà nulla è stato fatto in questi mesi per supportare il processo di pace e riaffermare il ruolo dell’Italia in una Regione di prioritario interesse strategico per il nostro Paese, sia dal punto di vista economico, sia per fronteggiare l’immigrazione clandestina e il terrorismo islamico” è quanto dichiarato in aula dal senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, in replica alla risposta data dall’Esecutivo sull’interrogazione presentata da Fratelli d’Italia. “Rischiamo di perdere una grande opportunità e di lasciare il campo ad altri Paesi nostri concorrenti. L’Italia non può essere assente. Noi chiediamo una politica attiva fatta di atti concreti: il piano Africa, di cui parla Salvini, parta proprio dal Corno d’Africa; l’agenzia della cooperazione metta in campo un progetto di ampio respiro; Il governo deliberi nel CIPE di contemplare il Corno D’Africa tra i Paesi in cui può agire il fondo speciale istituito presso Invitalia a sostegno dei paesi a rischio, in cui Sace (Cassa depositi e prestiti) ha difficoltà ad operare. Fondo in origine ideato per Iran ed ancora non attivo, ma che oggi può essere usato a sostegno delle imprese italiane che agiscano in quell’area africana. L’Italia si muova subito in sede europea perché la UE realizzi anche con il Corno d’Africa un Economic Partnership Agreement, come già in atto con il resto del Continente. Insomma fatti ed azioni, non solo parole”conclude il senatore FdI

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Situazione dell’economia italiana ed aspettative

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Al sondaggio, svolto da CFA Italy in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor presso i suoi soci tra il 20 ed il 31 luglio 2018, hanno partecipato 45 intervistati. Il 70% circa degli operatori finanziari ritengono sostanzialmente stabile, rispetto al mese passato, la situazione attuale dell’economia Italiana mentre in termini di aspettative sui prossimi sei mesi, aumenta la percentuale di coloro che si attendono una sostanziale stabilità, pari al 63% circa del totale, mentre il 17% stima condizioni in miglioramento ed un 20% si attende un peggioramento, un valore in calo del 17% circa rispetto alla precedente rilevazione.Questa discesa del numero di intervistati con attese negative comporta un ulteriore rientro nel dato del “CFA Italy Radiocor Sentiment Index” per il mese di agosto 2018 che, dopo aver toccato minimi assoluti a giugno (-32,7) ed essere risalito già nel mese di luglio (-15,8), è tornato in prossimità dello zero, registrando un valore pari a -2,9.I partecipanti vedono un miglioramento delle condizioni economiche nell’Area Euro, mentre prevedono una sostanziale stabilità dell’economia USA.
L’inflazione è vista in rialzo in tutte le regioni mentre le aspettative di incremento dei tassi di interesse riguardano soprattutto gli USA. Su queste variabili si nota una divergenza tra le attese sui rendimenti italiani, a breve e a lungo termine, e su quelli di Area Euro, dove i primi sono previsti in aumento in misura maggiore rispetto ai benchmark continentali, tendenzialmente ampliando, quindi, lo spread dei tassi rispetto ai paesi «core».Sui mercati azionari, sono previsti rialzi dagli attuali livelli, in particolare per il benchmark europeo.
Sulle valute permane l’attesa per un relativo apprezzamento del dollaro USA contro l’Euro. Infine il petrolio dovrebbe tornare a salire dagli attuali livelli, dopo i ribassi delle ultime settimane.

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La situazione del Sud Italia continua a peggiorare

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Ad evidenziarlo sono i dati del Rapporto Svimez 2018. La relazione dell’istituto di ricerca, infatti – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – mette in risalto la grave situazione di 600 mila famiglie meridionali senza lavoro (raddoppiate negli ultimi 8 anni) e la fuga negli ultimi 16 anni di circa la metà dei giovani tra i 15 e i 34 anni.
La questione meridionale – prosegue Tiso – va affrontata con delle politiche che abbiano una progettualità, e che lavorino, non con la logica dei rimedi tampone, ma con delle prospettive. Come Confeuro siamo assolutamente certi del ruolo propulsivo che il comparto agroalimentare potrebbe svolgere all’interno di questo contesto; ed è anche per queste ragioni che abbiamo richiesto più volte interventi tempestivi e risolutivi su vicende territoriali come quelle legate alla Xylella fastidiosa.Il Sud Italia – continua Tiso – rappresenta un vero e proprio patrimonio agricolo per il Bel Paese, e come tale va tutelato e rilanciato attraverso provvedimenti specifici che superino la retorica per muoversi sull’asse della concretezza. A tal proposito bisogna lavorare assiduamente per favorire l’unione tra i produttori agricoli (O.P.) e per intervenire, anche attraverso la nuova Pac, sull’assegnazione dei terreni agricoli agli under 40. Non va dimenticato, infatti – conclude Tiso – che il futuro del mondo agricolo è nelle mani delle prossime generazioni. (n.r. A nostro avviso il tris vincente è la combinata Agricoltura, artigianato, turismo)

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La situazione dei conti italiani vista dal ministro dell’economia

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

“Anche oggi, la grande stampa finanziaria internazionale si è occupata in maniera molto interessata del caso italiano e della retorica con la quale il governo Lega – Movimento Cinque Stelle ha conquistato l’elettorato italiano, portandolo ad essere, in poco tempo, il più euroscettico dell’intera Unione Europea, secondo gli ultimi dati forniti dall’Eurobarometer Survey. Un editoriale di Wolfgang Munchau pubblicato dal Financial Times ha ben descritto il rischio di come il continuo raccontare favole agli elettori rischia di portare all’esplosione dell’eurozona.La retorica populista della nuova maggioranza è stata tutta improntata, all’inizio, all’antieuropeismo, con proposte radicali come l’uscita dell’Italia dall’euro e dalla Unione Europea. Queste proposte, una volta circolate tra gli investitori istituzionali, hanno provocato il crollo della Borsa di Milano e l’impennata dello spread, con il rendimento sui BTP decennali che ha sfondato la soglia del 3.0%. I grandi hedge funds americani, come riportano gli ultimi dati della Consob, hanno tutti al ribasso sul nostro paese, sulla base della credenza che le ricette economiche di Lega e Cinque Stelle possano rendere insostenibili le finanze pubbliche italiane.A rassicurare gli investitori, è intervenuto fortunatamente il neo ministro dell’economia Giovanni Tria, il quale ha dichiarato alla stampa che “non è in discussione alcun proposito di uscire dall’euro” e che “i nuovi conti saranno coerenti col fine di ridurre il rapporto debito/Pil”. Il ministro Tria quindi, ha voluto da subito dire la sua sulle materie di sua competenza, riguardanti il futuro dell’Italia nella moneta unica e il percorso di risanamento dei conti pubblici, con la lotta all’enorme montagna di debito pubblico lasciata in eredità dagli ultimi governi di centrosinistra come principale obiettivo. L’intervista del ministro è seria ed opportuna, ed ha avuto come principale obiettivo quello di voler rassicurare i mercati finanziari in un momento in cui essi stavano formulando delle aspettative molto forti sulla volontà dell’Italia di non rispettare le regole di bilancio comunitarie e di non voler ridurre il debito pubblico, preparandosi a punire il nostro paese per queste scelte.L’uscita tempestiva del ministro Tria ha avuto effetti benefici sui mercati finanziari. Lo ha subito voluto ricordare l’agenzia Bloomberg, scrivendo di come la Borsa italiana abbia subito spiccato il volo dopo l’impegno del ministro a restare nell’euro, e di come la valuta comune sia tornata ad apprezzarsi nei confronti del dollaro. I mercati azionari italiani stanno registrando il maggior guadagno dallo scorso febbraio “dopo che Tria ha detto al Corriere della Sera che non c’è alcuna discussione su nessuna proposta di lasciare la valuta comune e che il governo bloccherà qualsiasi condizione di mercato che spingesse in direzione dell’uscita”, ha riportato la principale agenzia finanziaria americana.Come riconosciuto da molti analisti, tuttavia, i commenti di Tria rischiano solo di provocare effetti benefici di breve periodo, se alle parole del ministro non corrisponderà un comportamento coerente da parte di Lega e Movimento Cinque Stelle, che hanno proposto un programma economico quantificato in oltre 100 miliardi di euro e che si pone in evidente contraddizione con le rassicurazioni di Tria di voler rispettare il percorso di risanamento dei conti pubblici, che prevede l’azzeramento del deficit strutturale nel 2020. La volontà, più volte dichiarata, da parte di Matteo Salvini e Luigi di Maio di voler avvicinarsi, o addirittura sfondare, la soglia del 3.0% del rapporto deficit/Pil e, quindi, ricorrere ad ulteriore indebitamento per finanziare il loro programma di spesa pubblica, non è compatibile con quanto concordato in sede europea e, ancora più importante, con il giudizio positivo dei mercati finanziari, che hanno già fatto capire quale posizione intendono sostenere, ovvero quella del ministro Tria.E’ quindi fondamentale capire se il Presidente del Consiglio Conte, Matteo Salvini e Luigi di Maio intendano confermare le loro politiche populiste di spesa, di allontanamento dall’Unione Europea e di sfida aperta agli investitori istituzionali, oppure abbandonare la loro retorica e le loro promesse inattuabili e stare dalla parte dell’Italia, sostenendo le posizioni del ministro Tria, già apprezzate dai mercati finanziari”. Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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“La stampa finanziaria internazionale è sempre più preoccupata dall’evolversi della situazione politica italiana”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 Mag 2018

Lo è specialmente dopo aver capito che la possibilità di avere un governo a guida “populista” Lega – Movimento Cinque Stelle si sta facendo via via più concreta. Ieri è stato il Financial Times, con un editoriale di Wolfgang Munchau, a spiegare perché l’Europa si dovrebbe seriamente preoccupare per la minaccia rappresentata dai due partiti guidati da Matteo Salvini e Luigi di Maio.
“I contorni di una coalizione di governo in Italia tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega stanno emergendo. Fino a non molto tempo fa, entrambe le parti erano profondamente euroscettiche se non antieuropee. La lega è la più estrema delle due. Dovremmo essere preoccupati?”, si chiede Munchau. La risposta è molto netta: “sì, ma non per le ragioni che si possono credere. I nuovi leader italiani hanno studiato attentamente lo scontro tra la Grecia e il resto dell’eurozona tre anni fa. Non inizieranno il loro mandato infrangendo le regole fiscali dell’UE. Non minacceranno di lasciare l’euro. Ma dovremmo pensare a questo come a un ritiro tattico. Nessuno dei problemi per l’Italia nella zona euro è stato risolto. Non ci saranno né grandi riforme strutturali né riforme sostanziali nella governance dell’eurozona.”
“I due partiti hanno condotto una campagna di cambiamenti radicali alle politiche economiche e sociali italiane e all’immigrazione. La lega vuole una tassa sul reddito fisso. Five Star ha fatto una campagna su un reddito base universale. Entrambe le parti vogliono annullare le riforme pensionistiche del 2011. La Lega vuole uno studio di fattibilità per un “mini-BOT”, uno strumento di debito garantito sulle entrate fiscali future che dovrebbe essere accettabile come mezzo di pagamento – in altre parole, una valuta parallela . Pensala come un modo per uscire dalla zona euro senza uscire dalla zona euro. Queste promesse, se attuate in toto, non sono coerenti con lo spirito o le regole dell’UE.”Anche la piattaforma Bloomberg.com, la più seguita dagli investitori di tutto il mondo, apre per il terzo giorno consecutivo con il rischio “populismo” in Italia, scrivendo che “alla fine, l’Italia ha ceduto alle forze del populismo”.L’Italia, quindi, padre fondatore dell’Europa, è ormai vista dalla stampa estera come lo Stato più anti-europeo tra tutti i paesi membri dell’Unione, la principale fonte di preoccupazione per il futuro del Vecchio Continente. Non è certamente un buon biglietto da visita per i grandi investitori internazionali i quali, ne siamo certi, cominceranno presto a scommettere nuovamente al ribasso sul nostro Paese”. Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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E’ tempo di cambiare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 aprile 2018

di Pasquale Di Lena Oinos – vivere divino (numero speciale per il prossimo Vinitally) In Anteprima
La situazione che vive il globo e, col globo, il nostro Paese, tutti noi, uomini e donne; le piante; gli animali; la natura; il territorio di tanti piccoli e grandi territori, è davvero allarmante, visto che non c’è niente che dà segnali di miglioramento, ma solo peggioramento.
L’aumento di quattro volte, nel corso di mezzo secolo, dell’estrazione di materie prime dall’ambiente, 88,6 miliardi di tonnellate di fronte ai 22 miliardi di tonnellate del 1970, con ben 19 milioni di morti premature l’anno. Se non si rispettano gli impegni presi a Parigi dalla quasi totalità dei governi di tutti i paesi del mondo, ci sarà un aumento crescente delle temperature, con i relativi processi di desertificazione, con l’Italia che vedrà 1/5 della sua superficie agricola colpita. Sempre l’Italia paga il prezzo più alto con la perdita del 33% della superficie agricola totale per colpa dell’erosione del suolo, che riguarda anche l’Europa per 12 milioni di ettari, pari al 7,2% del totale dei terreni agricoli. Per non parlare dell’Amazzonia, degli Oceani sempre più acidi; dell’accesso all’acqua, in particolare di quella potabile; della salute; del bisogno di cibo e, nel contempo, del suo spreco. Una serie di prove concrete di pericoli per la Terra e la biodiversità, per la fertilità dei terreni, per i volumi e la qualità delle produzioni agricole, proprio quando continua l’aumento della popolazione e c’è sempre più bisogno di cibo.
L’uomo deve fare tutto quanto è possibile per cambiare la situazione, capire le abitudini sbagliate e credere che si è ancora in tempo a interrompere, modificare un cammino che sta portando tutti verso il baratro.
Sapere che c’è bisogno di una cultura nuova in grado di seguire e interpretare i mutamenti in atto, di uscire dallo stato di isolamento di ognuno per tornare a vivere con gli altri la realtà e, insieme, partecipare, sognare, amare. Bisogno di strumenti, anche nuovi, capaci di rilanciare e sostenere questa partecipazione alle scelte.
Sono i dati, i processi in atto, gli allarmi degli scienziati a far pensare che siamo prossimi al punto di non ritorno se non si rispettano i patti sottoscritti a Parigi sui cambiamenti climatici, e che, non so quando, questo mondo finirà se non si mettono in atto politiche, scelte che danno davvero il segno di un’inversione di tendenza che lascia intravedere, lungo il percorso nuovo tracciato, diversi traguardi e tutti importanti.
Scelte prioritarie per credere e far credere che è possibile invertire la rotta, cambiare direzione e evitare il baratro, e, insieme, lavorare per realizzare il sogno di uno sviluppo diverso, sinonimo di salute e di un altro tipo di benessere, quello che porta a sentire di nuovo e più vicino il profumo della felicità.
Il mondo, in particolar modo l’Italia, ha bisogno dei suoi territori e di sostenibilità, di pace, terreni fertili, di cibo sano e paesaggi belli. Ha bisogno di pane, nel suo significato di essenzialità; olio di oliva, quale armonia di sapori, continuità; vino, quale convivialità, piacere. Il mondo ha bisogno di consumare questi ed altri beni che ogni territorio dà, ma, anche, di produrli in modo diverso.
Se è vero questo, ci sono le opportunità offerte dallo sviluppo di bio distretti, un processo all’insegna della sostenibilità di interi territori, più o meno estesi, che vede tutti gli attori, pubblici e privati, protagonisti delle scelte e delle strategie che servono a spendere e valorizzare le risorse proprie e non a nasconderle o abbandonarle, distruggerle.
Non più politiche settoriali, spesso competitive fra loro, bisognose di compromessi, ma una politica per ogni singolo territorio, quale solo e unico contenitore di valori e di risorse, origine della qualità ed espressione della biodiversità. Il modo migliore per capire tutte le sinergie possibili, umane e naturali, che necessitano per avviare e far crescere uno sviluppo diverso, a misura dell’uomo e della natura, non contro.
Un modo per rendere più chiara e più fattibile la programmazione, e, con la messa a punto di progetti adeguati, cogliere gli obiettivi prefissati, quali la valorizzazione dei beni del territorio, non solo il cibo espresso dall’agricoltura, ma, anche, l’arte e la cultura; la storia e le tradizioni, l’insieme dei valori che esprimono la nostra identità.
Bio distretti per affrontare meglio il cambiamento climatico, sapendo che le colture bio hanno, di fronte anche a situazioni di siccità gravi, la possibilità di produrre di più e meglio grazie alla maggiore capacità del suolo di trattenere l’acqua. Un territorio, quello bio, che ha la possibilità di ridare vita alla vita che l’agricoltura convenzionale e, in modo particolare, quella industrializzata, ha ridotto a poca cosa con l’uso esagerato ed esasperato della chimica.
E, sempre nel segno della discontinuità, la possibilità di una ricollocazione dei mercati, necessaria per ritessere il rapporto produttore- consumatore e renderlo dialogo, fiducia, amicizia, consapevolezza della preziosità del territorio con la sua storia e la sua cultura; le sue tradizioni, quelle legate all’alimentazione, in particolare; la sua agricoltura, fatta di rotazioni e avvicendamenti, esperienza e saperi, e, anche e soprattutto, fonte di paesaggi e di bellezza , oltre che di bontà.
Il glocale, con la sua capacità di aprire al dialogo e di sviluppare sinergie importanti, ha tutto per combattere e vincere contro il globale, il grande mercato nelle mani delle multinazionali che vogliono piena liberalizzazione e privatizzazione, a scapito delle sovranità nazionali e delle identità dei popoli. Il glocale quale grande ricchezza da distribuire tra chi lo vive, lo anima, lo coltiva, lo cura, ne sente i profumi, lo gusta e lo mette a disposizione di quanti hanno bisogno o voglia di bontà e di bellezza, di diversità.

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Relazioni della Commissione sull’occupazione e sulla situazione sociale nell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 7 ottobre 2017

europaSecondo l’ultima analisi trimestrale dell’occupazione e degli sviluppi sociali in Europa, l’UE conferma il suo solido percorso verso una maggiore occupazione e crescita.L’occupazione nell’UE continua a crescere a un ritmo costante in quasi tutti gli Stati membri. Rispetto allo stesso periodo del 2016, nel secondo trimestre del 2017 l’occupazione è aumentata dell’1,5 % nell’UE e dell’1,6 % nella zona euro. Rispetto all’anno scorso, nell’UE e nella zona euro si registrano rispettivamente 3,5 e 2,4 milioni di lavoratori in più. Ciò significa che nell’UE 235,4 milioni di persone hanno attualmente un impiego. Si tratta del livello più alto mai registrato. In rapporto al terzo trimestre del 2014 ciò corrisponde a 8 milioni di lavoratori in più nell’UE e a 5,6 milioni di lavoratori in più nella zona euro. La crescita dell’occupazione nell’UE negli ultimi quattro anni è stata particolarmente positiva per i più giovani. Sebbene il tasso di disoccupazione giovanile nell’UE sia ancora troppo elevato, esso è diminuito in maniera costante e più rapidamente di quello di disoccupazione complessiva. Attualmente si attesta al 16,9 %, un livello inferiore a quello del 2008.
Marianne Thyssen, Commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha commentato: “I risultati odierni sono incoraggianti. Il numero di lavoratori in Europa non è mai stato così alto e la disoccupazione ha raggiunto il livello più basso degli ultimi nove anni. Rispetto all’anno scorso vi sono inoltre 2,2 milioni di lavoratori in più con contratti a tempo indeterminato. Dobbiamo continuare su questa strada e migliorare le condizioni economiche e sociali per tutti. Grazie al pilastro europeo dei diritti sociali disponiamo della nostra tabella di marcia verso mercati del lavoro equi e funzionanti, adatti al 21° secolo. Auspichiamo che esso venga proclamato congiuntamente dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione al vertice sociale di Göteborg il 17 novembre 2017.” L’analisi trimestrale evidenzia anche che l’economia dell’UE continua la sua espansione in tutti gli Stati membri con una crescita, nello scorso anno, del 2,4 % nell’UE e del 2,3 % nella zona euro. Ciò si è tradotto anche in un miglioramento della situazione finanziaria delle famiglie dell’UE, che godono di un maggiore reddito da lavoro, mentre l’aumento delle prestazioni sociali si è arrestato. Quasi tutti gli Stati membri hanno continuato a registrare un aumento del reddito familiare tra il primo trimestre del 2016 e il primo trimestre del 2017.

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Il Presidente del Parlamento europeo sulla situazione in Venezuela

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

venezuelaBruxelles. Il Parlamento europeo condanna fermamente la brutale oppressione esercitata dalle forze di sicurezza venezuelane e dai gruppi armati irregolari contro le proteste pacifiche in Venezuela. Circa 30 persone sono morte e molte altre sono state ferite e arrestate mentre protestavano contro il governo del presidente Nicolás Maduro.In una risoluzione adottata oggi, gli eurodeputati hanno invitato le autorità venezuelane a risolvere urgentemente la questione degli aiuti umanitari nel Paese, carente di alimenti e medicine.Il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha commentato:”Da molti anni stiamo assistendo alla violenza, all’oppressione e alla fame in Venezuela che il governo locale ha imposto alla popolazione inerme. Vediamo giovani studenti uccisi per le strade mentre protestano, persone disperate in cerca di cibo, bambini che muoiono negli ospedali a causa della mancanza di medicine e gli oppositori politici che non possono candidarsi alle elezioni o che vengono mandati in prigione. Vediamo un popolo in ginocchio a causa di un regime che non rispetta la democrazia, lo stato di diritto e, allo stesso tempo, isola il paese dalle organizzazioni internazionali.Condanno con forza le continue violazioni dell’ordine democratico in Venezuela. La democrazia e il principio della separazione dei poteri devono essere salvaguardati. Sostengo l’Assemblea Nazionale nei suoi sforzi per rimanere indipendente e mantenere i suoi poteri legislativi. Un calendario elettorale che preveda elezioni libere e trasparenti è l’unica soluzione per porre fine all’attuale situazione politica. Per questo, tutti i prigionieri politici devono essere liberati immediatamente e gli oppositori devono poter partecipare a elezioni libere e imparziali.Siamo solidali con il popolo venezuelano e invitiamo tutte le organizzazioni internazionali a partecipare nel porre fine a questa crisi umanitaria e politica.”

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La situazione del traffico a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

Roma “La situazione del traffico a Roma è sempre più difficile, tra scioperi dei trasporti, lavori stradali, manifestazioni di diversa natura, tutti fattori che rendono la città invivibile per i cittadini romani costretti giornalmente a far fronte alla quotidianità tra mille difficoltà. Se poi ci si mette anche una viabilità studiata in maniera sterile a tavolino senza tener conto sul campo delle vere esigenze di determinate zone, il gioco è fatto. Basti pensare all’urgente questione di viale Castrense a San Giovanni, zona estremamente trafficata, che purtroppo si trova imbrigliata in una viabilità che invece di far defluire il traffico lo crea. Abbiamo a tale riguardo presentato un’interrogazione su richiesta di tanti automobilisti e di alcuni cittadini residenti, che sono diventati ostaggio di un’insensata nuova viabilità della zona, in quanto la notevole circolazione veicolare proveniente dalla Tangenziale Est viene fatta confluire sia sulla metà di via La Spezia sia sulla prima parte di viale Castrense per poi, in quest’ultimo caso, essere nuovamente dirottata su via La Spezia passando su una piccolissima strada, via San Severo, che rimane così ostruita tutto il giorno. Questo fattore porta ai residenti diverse problematiche, a cominciare dall’aumento dell’inquinamento acustico e ambientale, perché gli automobilisti rimangono bloccati nel traffico a lungo, a cui va aggiunto il fattore che a seguito dei lavori sono stati soppressi centinaia di parcheggi su via La Spezia, aspetto che crea ulteriori problemi ai cittadini. Chiediamo all’Amministrazione Raggi delle azioni concrete e urgenti per porre fine o quanto meno attenuare questa situazione, a tutela dei cittadini costretti a vivere ogni giorno sulla propria pelle questi fastidi”. Lo dichiara Francesco Figliomeni, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia.

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Situazione dei richiedenti asilo in Ungheria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

Onu palaceNew York. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha richiesto una sospensione temporanea di tutti i trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Ungheria, provenienti da altri Stati europei ai sensi del Regolamento di Dublino. Il Regolamento di Dublino è lo strumento utilizzato dall’Unione Europea per la determinazione dello Stato europeo competente nella valutazione della domanda di asilo.
“La situazione dei richiedenti asilo in Ungheria era già motivo di grande preoccupazione per l’UNHCR ed ora, con l’entrata in vigore della nuova legge che prevede la detenzione obbligatoria dei richiedenti asilo, è solo peggiorata,” ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Dato il peggioramento della situazione dei richiedenti asilo in Ungheria, chiedo agli Stati di sospendere qualsiasi trasferimento di richiedenti asilo verso il Paese, fino a quando pratiche e politiche delle autorità ungheresi non saranno in linea con il diritto europeo e internazionale”. L’Alto Commissario ha affermato che è stato “incoraggiato” dalla decisione presa dalla Commissione Europea di collaborare con le autorità ungheresi, al fine di portare la nuova legislazione ungherese e la prassi in linea con il diritto comunitario, notando però che “sono necessarie misure urgenti al fine di migliorare l’accesso all’asilo in Ungheria”.
L’UNHCR ha ripetutamente espresso preoccupazione alle autorità e all’Unione Europea per la situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo che arrivano in Ungheria, sottolineando che barriere fisiche e politiche restrittive hanno portato ad un sostanziale diniego dell’accesso al territorio e all’asilo. Le “misure di emergenza” adottate dall’Ungheria secondo la legge appena emendata estendono la detenzione obbligatoria ai richiedenti asilo e portano all’espulsione dal Paese di coloro che entrano irregolarmente, in violazione degli obblighi del Paese secondo il diritto internazionale.Da quando la legge è entrata in vigore il 28 marzo, i nuovi richiedenti asilo, compresi bambini, sono detenuti al confine in container circondati da alte recinzioni di filo spinato, e resteranno là per tutta la durata della procedura di asilo. Dal 7 aprile, 110 persone si trovavano in questa situazione, tra cui quattro bambini non accompagnati e alcuni bambini con le loro famiglie. “Pur riconoscendo i recenti sforzi da parte delle autorità nell’affrontare la violenza della polizia, rimaniamo molto preoccupati ricevendo notizie sconvolgenti riguardanti gravi episodi di maltrattamenti e violenza contro quanti attraversano il confine ungherese, perpetrati anche da agenti dello Stato”. Ha affermato Grandi, aggiungendo: “Queste pratiche inaccettabili devono cessare ed esorto le autorità ungheresi affinché continuino ad indagare qualsiasi denuncia di abuso e violenza”.L’UNHCR ha già presentato all’Unione Europea e agli Stati Membri una serie di proposte volte a migliorare la distribuzione delle richieste di asilo tra gli Stati Membri. L’Alto Commissario ha anche richiesto all’Unione Europea l’adozione di un sistema di asilo semplificato che permetterebbe di identificare, registrare e gestire gli arrivi in maniera più rapida ed efficiente. “Questa è la chiave per garantire accesso alla protezione a quanti ne hanno bisogno, restaurando allo stesso tempo un clima di fiducia generale.”L’Alto Commissario ha concluso affermando: “E’ importante che vengano ulteriormente migliorati sia il sistema di asilo, che le condizioni di accoglienza di molti Paesi Membri e di quelli che vogliono entrare nell’Unione Europea. Ciò contribuirà a ridurre gli arrivi irregolari e il crescente ricorso ai trafficanti. Aiuterà, inoltre, a ridurre la pressione in corso sul confine meridionale dell’Ungheria. Investire nell’integrazione di richiedenti asilo e rifugiati è parte fondamentale dell’equazione.”

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Camerlenghi: “Drammatica situazione ghiacciai italiani”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

ghiacciai“Persa una superficie pari al Lago di Como. C’è un posto dove si toccano con mano i cambiamenti climatici: il ghiacciaio del Morterascht, sul massiccio del Bernina. La realtà lungo un percorso corredato da sequenza di cartelli che indicano il livello del ghiacciaio anno per anno. Scopriremo che il ghiacciaio arretra mediamente di 200 metri ogni decennio”.
“In poco più di 50 anni abbiamo perso il 30 per cento dei ghiacciai italiani. E’ andata via una superficie pari a quella del Lago di Como. Nel Parco dello Stelvio ad esempio il ghiacciaio dei Forni è ormai piccolo, piccolo. Stessa sorte per il Lys, nel massiccio del Monte Rosa, in Valle d’Aosta che è oggi diviso addirittura in quattro pezzi. Sorti drammatiche per gli altri ghiacciai quali il Lex Blanche, ancora in Valle d’Aosta , la Ventina in Lombardia, il Careser ed il Mandrone – Adamello in Trentino , per la Vedretta Alta ed il Vallelunga in Alto Adige. C’è un posto però dove possiamo toccare con mano il cambiamento climatico e l’arretramento dei ghiacciai”. Lo ha affermato Filippo Camerlenghi, Vice Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche “Questo posto è appena, appena ai confini con la Svizzera – ha proseguito Camerlenghi – nei pressi di Saint Moritz. Si tratta di un ghiacciaio che si ghiacciai1trova sul versante Nord del Massiccio del Bernina: il Morterascht dove davvero possiamo vedere il cambiamento climatico in atto. L’arretramento del ghiacciaio appare chiaro. E’ possibile percorrere un sentiero lungo il quale sono posti dei cartelli che indicano anno ed esattamente il livello in cui era il ghiacciaio in quel periodo. Ad ogni cartello corrisponde un decennio ed alla fine del percorso è possibile avere la percezione chiara della fusione del ghiacciaio dal 1845 ad oggi. Ebbene il ghiacciaio arretra di ben 200 metri ogni decennio , si va verso la scomparsa. L’unico periodo in cui l’arretramento si è ridotto è stato nel decennio 1980 – 1990 , particolarmente freddo. In quel decennio e solo in quel decennio abbiamo registrato un rallentamento dell’arretramento del ghiacciaio. Ecco che con le Guide Ambientali Escursionistiche non si arriva sul ghiacciaio, ma percorrendo tale sentiero si ha la visione completa di quella che è la realtà odierna. E’ in questo posto che si tocca con mano la realtà e si vede con chiarezza lo stato di salute attuale dei ghiacciai”. (foto: ghiacciai)

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Situazione rom nelle periferie romane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

Fabio_Rampelli_daticameraUna delegazione di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale di Roma guidata dal capogruppo alla Camera dei deputati Fabio Rampelli ha oggi effettuato un sopralluogo nel campo nomadi di via Salone nel VI Municipio.“Abbiamo trovato – ha detto Rampelli – una situazione terribile, rifiuti ovunque, fetore insopportabile dalla fogna ostruita, degrado ambientale e sociale, bambini ovunque che invece sarebbero dovuti stare a scuola, continue perdite di acqua, tracce di fuochi ovunque. Non riusciamo a capire che fine facciano i 25 milioni di euro all’anno che il Comune di Roma stanzia per la scolarizzazione né le centinaia di milioni per la manutenzione di queste cloache. Né riusciamo a rassegnarci all’idea che la Capitale d’Italia debba continuare ad avere campi nomadi le cui condizioni igienico-sanitarie-sociali sono incompatibili con il diritto alla legalità e alla pulizia dei cittadini italiani. A tutto ciò si aggiungono le piaghe dell’illegalità manifestata anche dai circa quaranta arresti domiciliari e obblighi di firma presenti nel campo di Salone e dai continui fumi tossici prodotti per estrarre rame da cavi regolarmente rubati da insediamenti pubblici.Il gravissimo fenomeno della mendicità infantile e il proliferare del rovistaggio nei cassonetti sono solo le più recenti ‘anomalie’ di questa tragedia”. “Tra la ‘marzianità’ dell’ex sindaco Marino e il dilettantismo della sindaca Raggi, – ha concluso Rampelli – Roma si trova in una situazione di totale abbandono. Su questa situazione che lede il principio base della convivenza chiederò alla commissione d’inchiesta sullo stato delle periferie di audire urgentemente il ministro dell’Interno Minniti”.

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Drammatica situazione dei bambini di Aleppo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2016

aleppo“Nella parte orientale di Aleppo, la situazione è terribile. Molte scuole e ospedali sono stati colpiti, sappiamo che sono rimasti solo 30 medici e che oltre 100 bambini sono stati uccisi. Ci hanno detto che a causa della mancanza di servizi e strutture sanitarie i medici non possono curare tutti e molti bambini in condizioni disperate vengono lasciati morire.In un giorno solo, quando sono stata lì, almeno 25 persone, di cui 5 bambini, sono state uccise. C’è una costante paura della morte. Penso che questa sia la peggior crisi umanitaria di sempre, è passato troppo tempo da quando è iniziata e i danni al paese sono enormi.Ogni sfollamento significa devastazione, perdita, morte. Le persone si sentono sempre meno sicure e sono spaventate. Sono stata in Siria 6 o 7 volte e generalmente le persone erano molto resilienti. Ma questa è la prima volta che ho visto le persone avere dei crolli nervosi, scoppiare in lacrime. La situazione è particolarmente pesante per le madri perché si sentono profondamente in colpa nel non riuscire a proteggere i propri figli. Ho visitato gli ospedali e il tasso di tentato suicidio o di suicidio è alto – oltre 10 casi nelle ultime due settimane.C’è tantissimo dolore, tantissima sofferenza. Queste persone vivono con una paura costante, si domandano: quando toccherà a me?In un ospedale ho incontrato una bambina che era stata pugnalata dalla madre. La madre mi ha detto che uccidere sua figlia e mandarla in paradiso era meglio che lasciarla vivere in quell’inferno. Sono andata al reparto pediatria, nell’area delle incubatrici, e un dottore mi ha dato una bambina di soli due mesi in braccio. Aveva una ferita alla pancia causata da sua madre che l’aveva pugnalata dopo la nascita. La sua famiglia è sfollata 5 volte in 3 anni, questa donna ha perso da poco i fratelli e il marito a causa della guerra e non ce la fa ad affrontare tutto questo.Tenendo in braccio quella bambina ho visto il potere della resilienza, il potere della vita. Questo dimostra il potere della vita nonostante la sua crudeltà. C’è sempre una speranza, questa bellissima bambina si sta riprendendo e sopravviverà. Il dottore ha fatto un miracolo.La violenza deve finire, le Nazioni Unite, noi siamo pronti, stiamo aspettando”.

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