Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘situazione’

“La situazione dei migranti in Sicilia è la cronaca di un’emergenza annunciata”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2020

“Se un sindaco di centrosinistra, il primo cittadino di Lampedusa, vicino al governo rossogiallo chiede da quasi due mesi lo stato d’emergenza e non viene ascoltato allora c’è da preoccuparsi. In queste ore a parlare sono i numeri: su 65 casi positivi da Covid 19, 58 sono migranti dovuti al sovraffollamento degli hotspot di Lampedusa. È grave che iI Governo di fronte all’ordinanza del governatore Musumeci, che dà disposizione di sgomberare i centri di accoglienza, non abbia ritenuto di dover dare disposizione alle forze dell’Ordine e alle prefetture per intervenire in tal senso. Ancor più vergognoso che il ministero dell’Interno ribadisca senza alzare un dito che la gestione della sicurezza sanitaria è competenza del governo. Cosa ha fatto quindi il governo quando tra luglio e agosto sbarcavano migliaia di clandestini in Sicilia? Nel frattempo la ‘Sea Watch 4’, guidata dall’impunita Karola Rackete e con a bordo 221 migranti, punta dritta verso le coste siciliane. Governo latitante, confusione cronica, porto di Lampedusa intasato di barchini e barconi, centri d’accoglienza trasbordanti, infezione galoppante, affari d’oro per scafisti, crimini in cerca di manovalanza e cooperative rosse: il ministro Lamorgese si dimetta subito”. È quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Esplosioni a Beirut: Il punto sulla situazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Beirut esplosionedi Emanuele Rossi. Almeno due esplosioni hanno colpito ieri l’area portuale di Beirut. Ci sono video che mostrano il fungo e il fumo, molte immagine di porte e finestre divelte all’interno degli appartamenti della zona. Ci sono feriti, diversi persone colpite da schegge di vetro; altre riprese per strade mostrano veicoli distrutti dalle detonazioni.Non è chiaro cosa sia saltato in aria al momento. Secondo quanto dichiarato dal Direttore generale della Pubblica sicurezza libanese, sarebbe esploso un deposito di sodio nitrato stoccato in un deposito da oltre un anno, dopo essere stato confiscato da una nave.Alcune fonti dal posto avevano spiegato inizialmente che si sarebbe trattato di un deposito di fuochi d’artificio attaccato da un incendio che in precedenza si era propagato nell’area. Versione che però nel tempo ha perso consistenza. Altre dicono che si sarebbe trattato di un deposito di missili di Hezbollah, la milizia sciita filo-iraniana. Potrebbe anche essere stato colpito o vittima di sabotaggio, sulla scia di quanto successo nelle passate settimane in Iran, spiega qualcuno azzardando una speculazione. Hezbollah sta già cercando di de-escalare la situazione: una fonte ha dichiarato che non ritengono possibile che si sia trattato di un attacco israeliano (ma è anche possibile che il gruppo voglia evitare di mostrare pubblicamente una vulnerabilità in casa).La tempistica è certamente singolare. Domani un tribunale delle Nazioni Unite dovrebbe emettere il suo verdetto nel processo in contumacia a quattro sospettati di aver piazzato l’autobomba che nel 2005 assassinò il primo ministro Rafik Hariri. Tutti e quattro gli indagati sono membri del gruppo Hezbollah, che ha costantemente negato qualsiasi ruolo nella morte di Hariri.La possibile seconda esplosione è stata segnalata nella residenza di Hariri in città. Sembra che ci siano almeno dieci vittime, ma è presumibile che ce ne siano di più. Su Twitter, una reporter dice aver udito l’esplosione da Cipro.Il Libano sta attraversando una profonda crisi economica, con i prezzi dei generi alimentari che sono arrivati alle stelle, e il malcontento diffuso tra la popolazione in sofferenza da mesi e mesi. (foto copyright ProgettoDreyfus)

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La situazione della pandemia nel Molise

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

“La crescita dei contagi rischia di lasciare il Molise nella fase 1, con la conseguenza di un prolungamento dei tempi e relativo isolamento. Ciò induce a porre l’attenzione all’evolversi della proposta del Commissario ad acta della sanità molisana, Giustini, perché essa è, per tutti noi, una straordinaria opportunità, non sol per il rilancio della sanità a carattere pubblico del Molise, ma, anche, per il domani del Molise. È d’obbligo ricordare l’invito che il 22 Marzo abbiamo rivolto al Presidente della Regione, Dr. Toma, a prendere in considerazione e con la dovuta urgenza la necessità di riaprire gli ospedali “Vietri” di Larino e “SS. Rosario” di Venafro per renderli centri Covid 19. Una necessità per il Molise e, anche una risposta di solidarietà a quanti in altre regioni del Paese venivano colpiti duramente dal virus e avevano bisogno di strutture adeguate. La risposta del presidente Toma che intendeva gratitudine e consenso per la premura rivoltagli ci aveva tranquillizzati fino a quando, con l’aggravarsi della situazione, abbiamo visto che questo consenso si era trasformato in un silenzio rispetto al No espresso dal direttore dell’Asrem, che ha avuto il significato di un No alla decisione presa con un atto d’indirizzo, dal Consiglio Regionale. Un atto sul quale è assordante il silenzio del Consiglio prima citato. Si apre la stagione dei confronti e delle giustificazioni, facili da confutare, che portano solo a rinviare una decisione, allora come ora, urgente. Agli inizi di Aprile, con un nostro comunicato, abbiamo ripreso il discorso e rinnovato l’invito al Presidente e, per conoscenza, ai consiglieri regionali e ai sindaci, sollecitando la decisione di riapertura dei due ospedali a centri Covid, ritenendo molto avveduta la proposta avanzata dal Commissario Giustini, Una proposta lungimirante quella di un utilizzo del “Vietri” di Larino a ospedale Covid , e, anche, di Centro di Ricerca per le Malattie Infettive a carattere Interregionale, cioè il punto di riferimento, sin da subito, di un’utenza pari a 1,2 milioni di persone, cioè quattro volte gli abitanti del Molise. Una straordinaria opportunità– lo sottolineiamo ancora una volta – che partendo dal carattere pubblico della sanità si estenda in modo positivo alla programmazione del Molise, che ha forte bisogno di un diverso sviluppo per affermare la sua natura di paese –campagna, cioè di un insieme di territori verdi che contornano i centri storici dei 136 Paesi, che hanno bisogno di una visione condivisa del domani. Territori che hanno nei valori e nelle risorse – ambiente, paesaggi, storia, cultura, tradizioni – la risposta adeguata al bisogno di salute, un bene primario che, come si sa, va oltre la sanità. In tal senso la parola salute è solo da aggiungere al logo “Piacere Molise” per quel nuovo turismo, non più mordi e fuggi, ma di chi vuol godere aria pulita, acqua potabile, il verde e gli altri colori dell’arcobaleno, l’ospitalità, la bontà della tavola molisana, il paese con la sua piazza, il suo campanile, le sue viuzze, le sue piccole case. Sta qui un’altra importante opportunità, che vale la pena cogliere, ed è il Decreto rilancio, approvato dal Consiglio dei Ministri, che prevede, tra l’altro, un sismabonus al 110% per i lavori di miglioramento sismico eseguiti, tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, per i nostri territori colpiti dagli ultimi terremoti del 2002 e 2018. Si tratta di un provvedimento di altrettanta rilevanza al quale deve essere apportato un emendamento finalizzato a consentire interventi anche sulle seconde case solo nelle aree dei crateri sismici. Case da poter aprire per ridare nuova vita a un tesoro, sopra citato, che già abbiamo, i nostri 136 centri storici, a rischio abbandono. Tante opportunità da ritenere fortune da prendere a volo per dare le risposte che servono ad affrontare la crisi ed a risolverla” E’ quanto dichiara il presidente dell’Associazione fra ex consiglieri regionali del Molise Gasparo Di Lisa

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Ristoranti e alberghi in ginocchio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Il lockdown disposto per contenere i contagi da Covid19 porterà nel 2020 in Italia ad un crollo del fatturato per le srl del settore Ristoranti e alberghi (72.748 società che nel 2019 hanno fatturato 37,8 miliardi di euro), di 16,7 miliardi di euro, pari ad un calo, rispetto al 2019, del -44,1%. In particolare, il comparto della ricettività alberghiera è colpito da una perdita di 7,9 miliardi di euro, pari a -53,8%, mentre la ristorazione da una contrazione di 8,8 miliardi di euro pari a -37,9%. A livello regionale la più colpita la Lombardia con un calo di 3,5 miliardi di euro, seguita dal Lazio con -2,7 miliardi di euro e dal Veneto con -1,6 miliardi di euro.
Sono le stime quantificate dall’Osservatorio sui bilanci 2018 delle SRL del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti. L’impatto è dovuto sia al calo della domanda che ha colpito il settore ancora prima che scattasse l’emergenza in Italia, sia al blocco delle attività imposto per decreto, al fine di fronteggiare l’emergenza sanitaria. La stima è stata condotta su un campione di società includendo tutte le Srl che hanno presentato almeno un bilancio nell’ultimo triennio disponibile(2016-2018). Si tratta, in questo caso, di 72.748 società (53.145 operanti nel settore della ristorazione e 19.063 operanti nel settore ricettivo) alle quali è imputabile un volume complessivo di ricavi pari a 37,8 miliardi di euro nel 2019. Si precisa, inoltre, che le stime qui presentate sono relative ai soli bilanci delle Srl del settore Ristorante e alberghi e non sono, pertanto, riferibili all’intero settore che, sulla base di dati Istat 2017 è costituito da circa 328 mila imprese, tra cui circa 160 mila ditte individuali e 90 mila società di persone oltre a quasi 3 mila cooperative. Le quantificazioni sono state condotte sulla base di alcune ipotesi relative all’impatto della crisi provocata dall’emergenza coronavirus separatamente per le Srl del comparto “Alloggio” e per quelle del comparto “Ristorazione”. In particolare, per il primo si è tenuto conto della forte stagionalità dell’attività produttiva, adoperando i dati Istat sui flussi turistici 2019 stagionalizzati per trimestre. Per ottenere le stime finali sui bilanci annuali, sono state utilizzate due differenti misure di impatto mensili per i comparti di cui sopra, costruite tenendo conto del blocco delle attività nei mesi di marzo e aprile e della graduale ripresa dell’attività nei mesi successivi. Le ipotesi impiegate hanno previsto cali di attività sin dal mese di gennaio 2020. Si è tenuto conto, in particolare per il settore della ristorazione, di attività in continuità anche nei mesi di lockdown (ad esempio per cibi da asporto o per particolari servizi di catering e mense), e, in ogni caso, di una non completa ripresa dell’attività produttiva fino a dicembre 2020.
Nell’Osservatorio infatti emerge come nel 2018 in Italia, gli addetti e i ricavi aumentavano rispettivamente del +5,9% e del +5,7% rispetto all’anno precedente seguendo una tendenza positiva dell’ultimo periodo. Tra i singoli comparti produttivi spiccava la performance di ristoranti e attività di ristorazione mobile mentre l’andamento per macroaree territoriali registrava la più alta crescita di fatturato nel Sud (+6,4%) e nel Nord Ovest per quanto riguarda il valore aggiunto(+7,9%). A livello regionale sul podio si posizionava la Basilicata con la crescita più elevata del fatturato del settore Ristoranti e Alberghi nel 2018 (+9,4%), seguita dalla Sicilia (+7,1%), dall’Emilia Romagna (7%) e dalla Campania (+7%). Le regioni che invece mostravano i cali più significativi dei tassi di crescita del fatturato nel 2018 rispetto al 2017 l’Abruzzo (-5,7%), il Molise (-3,7%), la Lombardia (-3,2%) e la Sardegna (-3,2%), pur rimanendo comunque in territorio positivo. Tra tutte, si segnala il Molise, unica regione a presentare una decrescita del fatturato nel 2018 rispetto al 2017 (- 0,4%).

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Covid-19: Gli italiani che vivono all’estero seguono con grande apprensione l’evolversi della situazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Riportiamo l’articolo dell’On. Nissoli apparso domenica scorsa su America Oggi. “Parliamo di un virus subdolo, ad alto contagio, e su questo tutti gli esperti sono concordi, per cui le indicazioni di quarantena sono indispensabili per tutti. È un atto di amore o, quantomeno, di rispetto. Io sono chiusa nella mia abitazione con mio marito e mio figlio, ma le altre due mie figlie vivono distanti per cui, da tempo, non le vedo e non so quando potrò nuovamente incontrarle. Ma la nostra distanza è il più grande atto di amore che possiamo esprimere in questo momento che caratterizza le nostre angosce ed i nostri dolori. Di fronte alla vita, alla quotidianità ed a questo nemico invisibile, siamo tutti uguali e viviamo tutti nell’incertezza di cosa accadrà domani.Ora che anche negli Usa cominciano a vedersi i primi effetti nefasti del contagio la mia mente mi riporta alla terra natale.Ho momenti di sconforto, con una mamma ed una sorella nella provincia bergamasca, ma le lacrime consumate sono per la situazione di tutti i miei concittadini inermi, troppo spesso, di fronte ad un nemico sconosciuto che dobbiamo combattere con la nostra responsabilità.
Ogni giorno mi sveglio sperando che si sia trattato di un incubo, il peggiore! Preoccupazioni legate alla vita privata che si incrociano con quelle per l’Italia e per la sua stabilità … il suo futuro, economico e, quindi, sociale ! Come individuare e suggerire i giusti provvedimenti da prendere, come lavorare per una ripresa rapida e come fare in modo che si possano rafforzare, opportunamente, quei rapporti di solidarietà che legano, da tempo, gli Stati Uniti e l’Italia anche per venire incontro alle esigenze urgenti che l’emergenza sanitaria pone.
Noi italiani, americani da generazioni o che semplicemente viviamo negli Usa, siamo la viva espressione della solida amicizia tra gli Stati Uniti e l’Italia ! Una amicizia che va ben oltre i rapporti politici giacché si intreccia con le storie personali di due popoli divisi da un oceano ma legati proprio dai quei rapporti familiari che si antepongono agli sterili trattati.In questo contesto dobbiamo valutare l’azione umanitaria che, sia il Governo Usa che la società civile americana, stanno portando avanti in Italia soprattutto nelle zone dove i focolai da Covid-19 hanno creato una vera e propria emergenza sanitaria.La scorsa settimana gli Usa hanno inviato aiuti sanitari all’Italia, in particolare il Pentagono con l’aiuto dei fondi della Samaritan’s pursue (organizzazione umanitaria cristiana evangelica) ovvero materiale per la realizzazione di un ospedale da campo, a Cremona, messo in piedi in temi da record.
Il 23 marzo scorso un aereo militare Usa ha portato in nord Italia, ad Aviano, un sistema medico, sia mobile che fisso, in grado di stabilizzare fino a 40 pazienti. Un sistema che fornisce 10 posti letto e può supportare i pazienti per un periodo di 24 ore.Nella medesima giornata sono stati inviati aiuti all’Italia anche da varie associazioni italiane in Usa, come The Italian Cultural society (Ics) di Washington Dc. Nello specifico sono stati donati 10.000 dollari alla sezione della Croce Rossa di San Donato Milanese e altri 10.000 dollari sono stati promessi, a breve, alla sezione di Bergamo.Il 24 marzo scorso l’ambasciatore Lewis Eisenberg ha riferito che Biogen Inc., una società multinazionale statunitense di biotecnologia, con sede a Cambridge in Massachusetts, ha donato 10 milioni di dollari a supporto delle comunità colpite in Italia, mentre la GE Healthcare ha donato un ecografo al Policlinico di Milano tramite la Fondazione Rava.Il 25 marzo l’annuncio, confermato in un Tweet dalla Rappresentanza dell’Italia presso la Nato, di nuove forniture mediche essenziali che stanno per essere consegnate all’Italia dagli Usa sempre a sostegno della battaglia contro il Covid-19.Altri aiuti sono arrivati anche dalla Fondazione Lilly, per la precisione é stato donato all’Italia un milione di euro in insulina.
Ed infine la CocaCola che ha donato 1,3 milioni di euro alla Croce Rossa per offrire i propri prodotti negli ospedali, come gesto di solidarietà a tutti quegli operatori sanitari che ogni giorno affrontano l’emergenza Covid19 in Italia.Come non essere orgogliosa di vivere in un Paese che, nonostante l’emergenza che sta attraversando ed in alcuni Stati abbastanza grave, trovi il modo per venire incontro all’emergenza nella quale versa l’Italia ? Una solidarietà non di facciata, non sbandierata ai quattro venti e, soprattutto, senza fini propagandistici. Una solidarietà che nasce dal profondo rispetto che gli Stati Uniti d’America nutrono per la nostra Terra e per il sentimento di profonda amicizia che ci lega.Tutti coloro che sono interessati a fare donazioni, oltre progetti di solidarietà e canali diretti, possono farle tramite la Protezione civile con un bonifico, sia dall’Italia sia dall’estero, usando le seguenti coordinate bancarie:Banca Intesa Sanpaolo Spa Filiale di Via del Corso, 226 – Roma Intestato a Pres. Cons. Min. Dip. Prot. Civ.
IBAN: IT84 Z030 6905 0201 0000 0066 387 BIC: BCITITMM.

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Coronavirus: Uefa, avvio Euro 2020 confermato a Roma ma monitoriamo situazione

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

(By Chioda Maria Luisa Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 05 mar – La Uefa conferma “per il momento” il calendario ufficiale degli Europei di calcio 2020 (che saranno itineranti in tutto il Vecchio Continente) e la cui partita inaugurale è prevista allo Stadio Olimpico di Roma il 12 giugno con Italia-Turchia. E’ quanto indica la massima autorità calcistica europea, contattata da Radiocor, riguardo a possibili slittamenti o modifiche del calendario di Euro 2020 a causa dell’emergenza virus. “L’Uefa prende molto sul serio la situazione legata al coronavirus e la sta monitorando da vicino stando in contatto con l’Oms e le Autorità nazionali riguardo i suoi sviluppi”, spiegano da Nyon. “Al momento – si precisa – non c’è necessità di cambiare nulla nel programma previsto” ma “il problema sarà tenuto costantemente sotto controllo”. La competizione toccherà diverse capitali europee e non solo: la finale e le semifinali saranno disputate a Londra, i quarti di finale a San Pietroburgo, Monaco, Baku e Roma; gli ottavi ad Amsterdam, Budapest, Bilbao, Copenaghen, Bucarest, Dublino e Glasgow.

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Dichiarazione UNHCR in merito alla situazione al confine Turchia-UE

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Alla luce dei crescenti movimenti di persone, tra cui rifugiati e richiedenti asilo, attualmente in corso lungo le frontiere tra Turchia e Unione Europea, l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, chiede che sia assicurata la calma e che si allentino le tensioni nelle aree interessate. L’UNHCR sta monitorando gli sviluppi degli eventi in atto in Turchia e in Grecia offrendo, allo stesso tempo, il proprio supporto alle parti coinvolte. Come in tutte le situazioni analoghe, è di fondamentale importanza che le autorità si astengano dall’adottare misure che potrebbero causare ulteriori sofferenze alle persone più vulnerabili.Ogni Stato ha il diritto di esercitare il controllo delle proprie frontiere e di gestire i flussi irregolari di persone, ma, allo stesso tempo, deve evitare di fare uso eccessivo o sproporzionato della forza e assicurare il funzionamento di sistemi che consentano di prendere in carico domande di asilo secondo procedure ordinate.Né la Convenzione del 1951 sullo status dei rifugiati né il diritto dell’Unione Europea in materia di asilo contemplano alcuna base legale che permetta di poter sospendere la presa in carico delle domande di asilo. A tale riguardo, il Governo greco ha evocato l’art. 78(3) del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Tuttavia, le disposizioni in esso contenute permettono al Consiglio Europeo di adottare misure provvisorie, su proposta della Commissione Europea e in consultazione col Parlamento Europeo, nell’eventualità in cui uno o più Stati membri si trovino a dover far fronte a una situazione di emergenza caratterizzata da un afflusso improvviso sul proprio territorio di stranieri cittadini di Paesi terzi, senza però prevedere la possibilità di sospendere il diritto di chiedere asilo e il principio di non-refoulement, entrambi riconosciuti dalle norme internazionali e ribaditi dal diritto dell’UE. Le persone che fanno ingresso irregolarmente sul territorio di uno Stato non devono essere sanzionate se si recano, senza indugiare, presso le autorità per presentare domanda di asilo. Lungo il confine tra Turchia e UE, l’UNHCR sta operando in collaborazione con partner locali, Mezzaluna Rossa Turca, OIM e UNICEF, per valutare le esigenze della popolazione coinvolta e assicurare l’assistenza umanitaria necessaria. I gruppi presenti nell’area sono composti da persone di nazionalità siriana, afghana, iraniana, sudanese e di altri Paesi, e tra queste vi sono donne, minori e famiglie che arrivano in condizioni di salute precarie.
La Grecia, e altri Stati lungo le frontiere esterne dell’UE, non devono essere lasciati senza supporto. È necessario che l’Europa assicuri ininterrottamente risorse, competenze e solidarietà a sostegno della risposta attuata dalla Grecia. Contemporaneamente, è necessario che la comunità internazionale mantenga e intensifichi il proprio contributo a favore della Turchia, che accoglie già milioni di rifugiati, e degli altri Paesi che confinano con la Siria. Se la situazione lungo i confini occidentali della Turchia e in Grecia e i movimenti di diverse migliaia di persone costituiscono motivo di forte preoccupazione, allo stesso tempo, la catastrofe in corso nella Siria nordoccidentale e le esigenze umanitarie straordinarie dei 950.000 sfollati interni bloccati nel territorio di Idlib continuano a richiedere una risposta urgente.

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“Stati Uniti e Medio Oriente, una situazione in evoluzione”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Roma, mercoledì 6 novembre, alle ore 18.30, nella sede della John Cabot University, in via della Lungara 233, Trastevere. Si parlerà di Stati Uniti e Medio Oriente – dalla Turchia al Kurdistan, da Israele allo Yemen, dall’Arabia Saudita all’Iran – e di come gli scenari che si prospettano potranno avere influenza sulle elezioni presidenziali americane del prossimo anno. “The US and the Middle East, an evolving situation”, questo il titolo del dibattito organizzato dalla John Cabot University (JCU) – il maggior ateneo Usa d’Italia – a cura dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici. Interverranno Lucio Martino, esperto di relazioni transatlantiche e problemi strategici; Viviana Mazza, che segue gli Usa e il Medio Oriente per la redazione esteri del Corriere della Sera; Farian Sabahi, docente di politica e religione, studiosa di Iran; Pratishtha Singh, autrice e attivista per i diritti delle donne indiane.Saranno presenti Franco Pavoncello, presidente della John Cabot University, e Federigo Argentieri, direttore dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici. Modererà i lavori la giornalista Rai Helen Romana Viola.

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La situazione delle autostrade in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Lo dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli e precisa: “risulta penalizzata dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessi dai concessionari. Nonostante il giro d’affari sui guadagni provenienti dalle autostrade sia molto alto, le spese per gli investimenti e la manutenzione stradale registrano una flessione. C’è voluta una tragedia, quella del crollo del Ponte Morandi, per pubblicare integralmente le convezioni autostradali, per anni una richiesta vana. Non è possibile attendere un altro incidente, un altro dramma come quello che ha colpito Genova e scosso profondamente l’Italia, per cambiare, una volta per tutte, la gestione di questo settore, tanto delicato quanto cruciale per il Paese. L’Associazione Codici rinnova quindi la richiesta di un controllo attento della situazione, per garantire la sicurezza dei cittadini. In questa ottica auspichiamo un incremento del personale preposto e degli strumenti in dotazione delle autorità, così da creare le condizioni necessarie per un’efficace attività di vigilanza che faccia emergere un quadro chiaro dei lavori svolti e del costo delle opere, effettuate e programmate. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, è importante che i controlli si soffermino anche sui tipi di investimenti, così da evitare quelli poco utili o difficili da realizzare, messi in cantiere solo per ottenere una proroga della concessione. Riteniamo inoltre necessaria una verifica delle concessioni. Un’operazione indispensabile per fare luce su tanti aspetti che al momento risultano poco chiari a causa dell’incertezza sull’affidamento. Le procedure per le nuove concessioni sono lunghe, spesso scattano dopo la scadenza e questo è a vantaggio delle concessionarie e a danno dei consumatori, costretti a fare i conti con servizi scadenti, oltre che pericolosi. Al riguardo riteniamo doveroso accelerare l’iter, affinché le nuove concessioni vengano attivate prima della scadenza di quelle vecchie. Il tempo degli avvisi e dei moniti è scaduto. La mancata apertura al mercato ha già creato tanti danni, tra tariffe pazze e investimenti fantasma. È il momento di sanzionare chi non rispetta le regole, con interventi tempestivi e rigorosi. Non ci riferiamo soltanto alle società, ma anche a quei funzionari pubblici che non hanno vigilato in maniera corretta sul comportamento del concessionario. Queste, a nostro avviso, sono le vie da seguire per voltare finalmente pagina. Un cambio di rotta radicale, tenendo sempre bene a mente la figura del cittadino. Lo diciamo da tempo e lo ribadiamo oggi – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – ogni cittadino che usufruisce delle autostrade è a tutti gli effetti un consumatore e dunque come tale deve essere tutelato”.

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Lo stato dell’arte della medicina

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 agosto 2019

Trattiamo di un aspetto della medicina in continua evoluzione dal punto di vista della ricerca tecnologica e scientifica ma, al tempo stesso, in forte ritardo nella sua azione pratica nell’interesse del suo destinatario naturale: il paziente. La situazione ci presenta un quadro dalle tinte forti e segnatamente marcate.
Non mancano i contrasti cromatici tra una spinta alla ricerca della salute che allunga la speranza di vita ma non garantisce per chi se ne appropria una forma di salute altrettanto buona.
La voglia d’ offrire il meglio di se, a tutti indistintamente, con quella che potremmo chiamare l’assistenza universale e le obiettive difficoltà nel reperire risorse per rispondere a tali aspettative, sono i nostri limiti culturali. E’ il cinismo di chi trasforma la medicina in un bene di lusso e non una necessità inderogabile per tutti.
La ricerca attraverso la farmacopea mondiale di cure palliative che creano dipendenza ma non sempre si possono considerare indispensabili per assicurare un miglior profilo salutare. Nello stesso tempo il fronte dei nemici avanza e si fa aggressivo. Penso a tutte le diverse forme tumurali che attaccano in vario modo, e con conseguenze spesso devastanti, il corpo umano.
Penso alle sofferenze che generano e alle dipendenze che creano per le quali la società non riesce a contenere e a sostenere con terapie adeguate.
Penso alle famiglie che vivono con il dramma di un loro caro che soffre, si dispera e che vedono spegnersi un poco alla volta irreversibilmente.
Penso all’impotenza di una medicina che per molti versi ha toccato traguardi impensabili solo qualche anno prima e che ora sembra voler gettare la spugna al cospetto di un nemico, riguardo a certe forme tumorali aggressive, che appare invincibile. Ci sono, ovviamente, dei successi o dei tentativi che tendono a bloccare o, per lo meno, a rallentare il corso del male, ma diventano ben poca cosa rispetto alle tante sconfitte che si devono, tuttavia, mettere in conto. Su tutto questo vi è la consapevolezza che si possa fare di più e di meglio se sapessimo ottimizzare le pur modeste risorse disponibili.
Dovremmo mettere da parte, ad esempio, gli sprechi.
Dovremmo ricercare una migliore organizzazione del sistema sanitario sul territorio senza lasciarci sedurre dai facili guadagni e nel trasformare la medicina in una sorta di roulette in cui si gioca la salute sul tavolo di chi ha, rispetto a chi è.
Manca spesso una medicina dal volto umano, una medicina che sappia coniugare il cuore la mente in un solo afflato umanitario e solidale per un valore che ci appartiene ed è indivisibile.E’ anche una questione di priorità rispetto all’impiego delle risorse in altri campi come quello degli armamenti. (Riccardo Alfonso)

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Gli anziani si sentono in salute, ma i dati rivelano una situazione diversa

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

È la fotografia scattata alla popolazione over 65 da Passi d’Argento (PdA), il sistema di sorveglianza sulla popolazione con 65 anni e più condotto da Asl e Regioni e coordinato dall’Istituto superiore di sanità. Se l’87% della popolazione nazionale degli ultrasessantacinquenni si percepisce in buona salute, i dati analizzati dicono il contrario, in particolare nei parametri relativi a immunizzazione, alimentazione, attività fisica e uso dei farmaci.“Anche se si registrano lievi miglioramenti nella lotta alla sedentarietà, – sostiene Michele Conversano, presidente di HappyAgeing Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo – rimangono abitudini alimentari sostanzialmente scorrette e un’immunizzazione non sufficiente. Inoltre, si conferma la grande disuguaglianza tra le regioni nelle politiche sanitarie messe in atto a favore degli anziani.” Infatti, su base nazionale il 60% di anziani si ritiene parzialmente o completamente attivo contro il 38% di coloro che si definiscono totalmente sedentari. “Sul versante opposto, – prosegue Conversano – rimane insufficiente la percentuale di copertura vaccinale antinfluenzale per gli ultra65enni su base nazionale: solo il 55%. Se poi si va a vedere la copertura vaccinale negli ultra65enni con almeno 1 patologia cronica il dato sale al 61,7% ma scende al 44.9% in assenza di patologie”.La corposa indagine – online su Passi D’Argento – aggiorna il quadro sullo stato di salute e di vita degli over 65enni, fascia in costante crescita e che ormai si avvicina al 25% della popolazione complessiva. L’Italia è infatti ai primi posti in Europa per la crescita dell’indice di vecchiaia: il rapporto tra gli anziani (65 anni e più) e i giovani (meno di 15 anni) raggiunge quota 168,9 e registra così un nuovo record nazionale. I dati riportati da Passi d’Argento elaborano circa 40.000 interviste – telefoniche e in presenza, fatte da operatori sanitari specializzati con anziani campionati in tre anni.
Sul fronte dell’alimentazione, in Italia, nel triennio 2016-2018, fra le persone con 65 anni o più il consumo medio giornaliero di frutta e verdura non raggiunge la quantità indicata dalle linee guida per una corretta nutrizione: su 10 persone, 4 non consumano più di 2 porzioni al giorno di frutta o verdura, una quota analoga ne consuma 3-4 porzioni, solo 1 persona su 10 arriva a consumare almeno 5 porzioni al giorno (five a day), come raccomandato. E ciò a fronte di una percentuale piuttosto contenuta – il 12,7 % su base nazionale – di ultrasessantacinquenni con problemi accertati di masticazione e di circa il 43% di popolazione anziana sovrappeso.Se attenzione nutrizionale, immunizzazione, attività fisica, controllo di fumo e alcool sono tutti parametri che favoriscono un invecchiamento in salute per una sana prevenzione verso le patologie dell’età matura, come sostiene da alcuni anni HappyAgeing, di contro va registrata una tendenza ancora forte alla “medicalizzazione” della popolazione anziana. L’89,2% degli ultra65enni italiani dichiara di aver assunto farmaci nella settimana precedente l’intervista. Un dato che in parte – commenta Michele Conversano – viene confortato dall’attenzione data dal medico alla corretta assunzione e controllo di farmaci da parte degli anziani.L’analisi dei dati dell’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità fa emergere una enorme disparità regionale dello stato di salute degli anziani e stili di vita ancora lontani dalla soglia stabilita per il raggiungimento di un invecchiamento attivo. Per questo, HappyAgeing sostiene la necessità di sensibilizzare la popolazione con campagne di comunicazione sul territorio e di coordinare con maggiore forza le politiche sanitarie delle regioni a favore degli anziani per assicurare livelli minimi di prevenzione e invecchiamento in salute per l’intera popolazione anziana.HappyAgeing – Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, presieduta da Michele Conversano, nasce nel 2014 per promuovere nel nostro Paese politiche e iniziative volte a tutelare la salute dell’anziano e a sviluppare le indicazioni della Commissione europea sul fronte dell’invecchiamento attivo. L’iniziativa nasce per rispondere alle indicazioni della Commissione europea che, con partnership per l’innovazione sul tema “invecchiare rimanendo attivi e in buona salute”, ha inteso stimolare il mondo scientifico, della società civile e delle istituzioni a rivolgere una maggiore attenzione sui temi del progressivo invecchiamento della popolazione europea e delle dinamiche socioeconomiche e culturali ad esso connesse. Fanno parte dell’Alleanza HappyAgeing fanno parte: SItI, SIGG, SIMFER, SIGOT, FNP CISL, SPI CGIL, UIL Pensionati, FAP ACLI e Federsanità ANCI. Dal 2015 HappyAgeing è stata cooptata dall’International Federation on Ageing, osservatore permanente presso le Nazioni Unite.

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Libia: “Italia sta sottovalutando situazione. Rischio di una nuova Siria”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Convegno di Lettera22 oggi in Senato. “L’Italia sta sottovalutando quanto sta accadendo in Libia. La Libia ormai è in balia di sé stessa e rischia di diventare una nuova Siria. È necessaria un’iniziativa strategica che vada oltre l’intervento militare e che coinvolga politicamente l’Italia e l’Unione europea”. Questo il messaggio che giunge dal convegno organizzato da Lettera22 “La guerra civile in Libia, il blocco navale e la difesa dei confini di fronte al pericolo di una ripresa degli sbarchi” che si è tenuto oggi in Senato. Sullo sfondo il libro di Fausto Biloslavo “Libia Kaputt”, che attraverso i fumetti racconta i recenti momenti più drammatici della storia libica, dalla caduta di Gheddafi all’esplosione della bomba migranti.Crisi in Libia, che come ha fatto notare il generale, già comandante del Comando operativo di vertice interforze e della Brigata Folgore, Marco Bertolini “è stata una sveglia per l’Italia, nel senso che si ha fatto capire che la guerra è nel nostro giardino di casa e non possiamo fare finta di nulla”. Da qui però a pensare a un intervento diretto delle forze militari italiane ce ne passa. “Lo strumento militare – continua Bertolini – è importante ma ha un costo finanziario e militare. Ma soprattutto impone uno sforzo corale e una compattezza del cosiddetto fronte interno che al momento non c’è. Basti pensare alle divisioni che nella nostra Nazione esistono su altri temi fondamentali, come ad esempio sulla definizione di famiglia”. Ma dal punto di vista diplomatico l’Italia ha commesso numerosi errori, come sottolinea il corrispondente di guerra de La Stampa, Francesco Semprini: “Il nostro Paese in Libia era in una posizione di privilegio ma l’aver richiamato l’ambasciatore, ha garantito una posizione di vantaggio alle altre Nazioni, tra cui in particolare la Francia, con la conseguenza di penalizzare l’Italia. Oggi la Libia è in balia di sé stessa. Bisogna creare un partenariato, superare l’atteggiamento miope di questi anni e mettere in campo politiche strategiche che vadano oltre l’emergenza, e che fronteggino la questione migratoria del Sud del Paese”. E sul fronte politico sia il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia in Commissione Esteri, Andrea Delmastro, e il senatore di FdI, Adolfo Urso, vicepresidente Copasir, ribadiscono la necessità di un più serio e concreto impegno politico del nostro governo direttamente in Libia, pur non confidando nelle capacità del ‘Governo del Cambiamento’, e nel Parlamento europeo dove “il nostro eccellente gruppo di europarlamentari saprà indicare le scelte migliori” soprattutto nella difesa dei nostri interessi contro Parigi “il cui obiettivo è rimpiazziare Eni con Total e scatenare una tempesta di migranti che si riversi sull’Italia”. È necessario realizzare il blocco navale, sottolineando, che questo “rappresenta un’opzione non più rinviabile anche perché è la stessa Europa ad aver previsto l’ipotesi “blocco navale” al Consiglio Europeo del giugno 2017. L’Italia, allora, non colse questa opportunità e ad oggi il governo Lega-M5S, che si dipinge sovranista, fa molto meno rispetto alla cancelliera Merkel nel contrasto all’immigrazione”. E su un’azione più efficace dell’Italia è convinto anche il giornalista corrispondente di guerra de Il Giornale, Fausto Biloslavo che concludendo i lavori rilancia: “L’Italia dovrebbe intervenire di più e anche da sola se non c’è l’Europa. Abbiamo una presenza militare che potrebbe obbligare i contendenti a sedersi attorno ad un tavolo, e potrebbe anche farlo come forza di intermediazione, che fa da cuscinetto fra il governo e Haftar. La situazione è disastrosa. Rischiamo di avere uno scenario siriano ma alle porte di casa, e con l’ingerenza straniera di tutti gli attori regionali. Per questo non possiamo continuare a voltarci dall’altro lato”.

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Parlamento europeo: Annuncio in plenaria sulla situazione in Venezuela

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 gennaio 2019

Bruxelles. La scorsa settimana, durante le manifestazioni contro il regime, il Presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Guaidó si è autoproclamato presidente ad interim, sulla base delle disposizioni della Costituzione venezuelana.Gran parte della comunità internazionale lo ha, in seguito, riconosciuto come tale, in particolare gli Stati dell’America latina, Stati Uniti e Canada. Durante le proteste sono morte oltre 40 persone e quasi 900 manifestanti sono stati arrestati. Questa sera e sabato prossimo il popolo venezuelano tornerà nelle strade per chiedere democrazia, libertà e rispetto dei diritti umani.
Il Parlamento europeo durante questa legislatura si è già pronunciato otto volte sul Venezuela. Nessun altro Paese ha ricevuto tanta attenzione.Purtroppo, la situazione ha continuato a peggiorare e siamo giunti al punto di non ritorno. Il regime di Maduro ha portato oltre 3 milioni di persone a abbandonare il proprio Paese.Si tratta del più importante fenomeno migratorio nella storia dell’America Latina.Se le cose non cambieranno al più presto in Venezuela, la situazione si aggraverà ulteriormente, con conseguenze disastrose e ripercussioni in tutta la regione.Di fronte agli eventi della scorsa settimana, il Parlamento non può rimanere in silenzio.Ho parlato al telefono con il Presidente Guaidó, nostro unico interlocutore, per assicurargli l’appoggio del Parlamento europeo. Nel 2017 abbiamo consegnato il Premio Sakharov alla opposizione democratica del Venezuela.
Siamo stati la prima istituzione a denunciare le violazioni dei diritti umani, i primi a chiedere sanzioni contro il regime e una strategia regionale per aiutare a gestire la crisi dei rifugiati.Ad alcuni Paesi interessa esclusivamente il petrolio. A noi interessa la gente, ci interessano le sofferenze della popolazione venezuelana.Dobbiamo concentrarci non solo su come arrivare ad una soluzione pacifica ed una transizione democratica, ma anche riflettere su come ricostruire il Paese.Affinché la gente ritorni ad una vita normale e cessi la carenza di cibo e medicinali, il Venezuela ha bisogno di aiuto e di molti cambiamenti.Di fronte ad eventi di questa portata, quando è in pericolo la democrazia, non possiamo che schierarci per la libertà, e per i diritti umani, e contro chi li opprime.

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Situazione dei licei e degli istituti tecnici di Roma e della sua provincia

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

Dati, analisi e approfondimenti che fanno emergere un quadro sconvolgente sull’attuale situazione dei licei e degli istituti tecnici di Roma e della sua provincia. Il documento tecnico-politico mette in evidenza i noti problemi relativi al bilancio e dell’assestamento istituzionale dovuto alla Riforma Del Rio (Legge 56/2014), oltre alla gestione provvisoria dell’Ente e al mancato completamento del processo di riordino da parte della Regione Lazio con l’obiettivo di garantire la piena funzionalità degli immobili ma soprattutto al fine di assicurare le giuste condizioni di sicurezza e di salvaguardia dell’incolumità degli studenti e del personale docente e non docente. Presenteranno lo studio i consiglieri metropolitani Carlo Passacantilli e Antonio Proietti il prossimo 25 settembre alle ore 11 a Palazzo Valentini Via IV Novembre 119a presso la Sala delle Bandiere Alla conferenza stampa di presentazione parteciperanno il coordinatore della Lega Regione Lazio On. Francesco Zicchieri, Fabrizio Santori, direttivo del coordinamento regionale Lega, e Federico Iadicicco, dirigente Lega già consigliere provinciale.

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“Sulla situazione nel Corno d’Africa la risposta del governo è stata deludente”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

“In realtà nulla è stato fatto in questi mesi per supportare il processo di pace e riaffermare il ruolo dell’Italia in una Regione di prioritario interesse strategico per il nostro Paese, sia dal punto di vista economico, sia per fronteggiare l’immigrazione clandestina e il terrorismo islamico” è quanto dichiarato in aula dal senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, in replica alla risposta data dall’Esecutivo sull’interrogazione presentata da Fratelli d’Italia. “Rischiamo di perdere una grande opportunità e di lasciare il campo ad altri Paesi nostri concorrenti. L’Italia non può essere assente. Noi chiediamo una politica attiva fatta di atti concreti: il piano Africa, di cui parla Salvini, parta proprio dal Corno d’Africa; l’agenzia della cooperazione metta in campo un progetto di ampio respiro; Il governo deliberi nel CIPE di contemplare il Corno D’Africa tra i Paesi in cui può agire il fondo speciale istituito presso Invitalia a sostegno dei paesi a rischio, in cui Sace (Cassa depositi e prestiti) ha difficoltà ad operare. Fondo in origine ideato per Iran ed ancora non attivo, ma che oggi può essere usato a sostegno delle imprese italiane che agiscano in quell’area africana. L’Italia si muova subito in sede europea perché la UE realizzi anche con il Corno d’Africa un Economic Partnership Agreement, come già in atto con il resto del Continente. Insomma fatti ed azioni, non solo parole”conclude il senatore FdI

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Situazione dell’economia italiana ed aspettative

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Al sondaggio, svolto da CFA Italy in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor presso i suoi soci tra il 20 ed il 31 luglio 2018, hanno partecipato 45 intervistati. Il 70% circa degli operatori finanziari ritengono sostanzialmente stabile, rispetto al mese passato, la situazione attuale dell’economia Italiana mentre in termini di aspettative sui prossimi sei mesi, aumenta la percentuale di coloro che si attendono una sostanziale stabilità, pari al 63% circa del totale, mentre il 17% stima condizioni in miglioramento ed un 20% si attende un peggioramento, un valore in calo del 17% circa rispetto alla precedente rilevazione.Questa discesa del numero di intervistati con attese negative comporta un ulteriore rientro nel dato del “CFA Italy Radiocor Sentiment Index” per il mese di agosto 2018 che, dopo aver toccato minimi assoluti a giugno (-32,7) ed essere risalito già nel mese di luglio (-15,8), è tornato in prossimità dello zero, registrando un valore pari a -2,9.I partecipanti vedono un miglioramento delle condizioni economiche nell’Area Euro, mentre prevedono una sostanziale stabilità dell’economia USA.
L’inflazione è vista in rialzo in tutte le regioni mentre le aspettative di incremento dei tassi di interesse riguardano soprattutto gli USA. Su queste variabili si nota una divergenza tra le attese sui rendimenti italiani, a breve e a lungo termine, e su quelli di Area Euro, dove i primi sono previsti in aumento in misura maggiore rispetto ai benchmark continentali, tendenzialmente ampliando, quindi, lo spread dei tassi rispetto ai paesi «core».Sui mercati azionari, sono previsti rialzi dagli attuali livelli, in particolare per il benchmark europeo.
Sulle valute permane l’attesa per un relativo apprezzamento del dollaro USA contro l’Euro. Infine il petrolio dovrebbe tornare a salire dagli attuali livelli, dopo i ribassi delle ultime settimane.

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La situazione del Sud Italia continua a peggiorare

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Ad evidenziarlo sono i dati del Rapporto Svimez 2018. La relazione dell’istituto di ricerca, infatti – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – mette in risalto la grave situazione di 600 mila famiglie meridionali senza lavoro (raddoppiate negli ultimi 8 anni) e la fuga negli ultimi 16 anni di circa la metà dei giovani tra i 15 e i 34 anni.
La questione meridionale – prosegue Tiso – va affrontata con delle politiche che abbiano una progettualità, e che lavorino, non con la logica dei rimedi tampone, ma con delle prospettive. Come Confeuro siamo assolutamente certi del ruolo propulsivo che il comparto agroalimentare potrebbe svolgere all’interno di questo contesto; ed è anche per queste ragioni che abbiamo richiesto più volte interventi tempestivi e risolutivi su vicende territoriali come quelle legate alla Xylella fastidiosa.Il Sud Italia – continua Tiso – rappresenta un vero e proprio patrimonio agricolo per il Bel Paese, e come tale va tutelato e rilanciato attraverso provvedimenti specifici che superino la retorica per muoversi sull’asse della concretezza. A tal proposito bisogna lavorare assiduamente per favorire l’unione tra i produttori agricoli (O.P.) e per intervenire, anche attraverso la nuova Pac, sull’assegnazione dei terreni agricoli agli under 40. Non va dimenticato, infatti – conclude Tiso – che il futuro del mondo agricolo è nelle mani delle prossime generazioni. (n.r. A nostro avviso il tris vincente è la combinata Agricoltura, artigianato, turismo)

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La situazione dei conti italiani vista dal ministro dell’economia

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

“Anche oggi, la grande stampa finanziaria internazionale si è occupata in maniera molto interessata del caso italiano e della retorica con la quale il governo Lega – Movimento Cinque Stelle ha conquistato l’elettorato italiano, portandolo ad essere, in poco tempo, il più euroscettico dell’intera Unione Europea, secondo gli ultimi dati forniti dall’Eurobarometer Survey. Un editoriale di Wolfgang Munchau pubblicato dal Financial Times ha ben descritto il rischio di come il continuo raccontare favole agli elettori rischia di portare all’esplosione dell’eurozona.La retorica populista della nuova maggioranza è stata tutta improntata, all’inizio, all’antieuropeismo, con proposte radicali come l’uscita dell’Italia dall’euro e dalla Unione Europea. Queste proposte, una volta circolate tra gli investitori istituzionali, hanno provocato il crollo della Borsa di Milano e l’impennata dello spread, con il rendimento sui BTP decennali che ha sfondato la soglia del 3.0%. I grandi hedge funds americani, come riportano gli ultimi dati della Consob, hanno tutti al ribasso sul nostro paese, sulla base della credenza che le ricette economiche di Lega e Cinque Stelle possano rendere insostenibili le finanze pubbliche italiane.A rassicurare gli investitori, è intervenuto fortunatamente il neo ministro dell’economia Giovanni Tria, il quale ha dichiarato alla stampa che “non è in discussione alcun proposito di uscire dall’euro” e che “i nuovi conti saranno coerenti col fine di ridurre il rapporto debito/Pil”. Il ministro Tria quindi, ha voluto da subito dire la sua sulle materie di sua competenza, riguardanti il futuro dell’Italia nella moneta unica e il percorso di risanamento dei conti pubblici, con la lotta all’enorme montagna di debito pubblico lasciata in eredità dagli ultimi governi di centrosinistra come principale obiettivo. L’intervista del ministro è seria ed opportuna, ed ha avuto come principale obiettivo quello di voler rassicurare i mercati finanziari in un momento in cui essi stavano formulando delle aspettative molto forti sulla volontà dell’Italia di non rispettare le regole di bilancio comunitarie e di non voler ridurre il debito pubblico, preparandosi a punire il nostro paese per queste scelte.L’uscita tempestiva del ministro Tria ha avuto effetti benefici sui mercati finanziari. Lo ha subito voluto ricordare l’agenzia Bloomberg, scrivendo di come la Borsa italiana abbia subito spiccato il volo dopo l’impegno del ministro a restare nell’euro, e di come la valuta comune sia tornata ad apprezzarsi nei confronti del dollaro. I mercati azionari italiani stanno registrando il maggior guadagno dallo scorso febbraio “dopo che Tria ha detto al Corriere della Sera che non c’è alcuna discussione su nessuna proposta di lasciare la valuta comune e che il governo bloccherà qualsiasi condizione di mercato che spingesse in direzione dell’uscita”, ha riportato la principale agenzia finanziaria americana.Come riconosciuto da molti analisti, tuttavia, i commenti di Tria rischiano solo di provocare effetti benefici di breve periodo, se alle parole del ministro non corrisponderà un comportamento coerente da parte di Lega e Movimento Cinque Stelle, che hanno proposto un programma economico quantificato in oltre 100 miliardi di euro e che si pone in evidente contraddizione con le rassicurazioni di Tria di voler rispettare il percorso di risanamento dei conti pubblici, che prevede l’azzeramento del deficit strutturale nel 2020. La volontà, più volte dichiarata, da parte di Matteo Salvini e Luigi di Maio di voler avvicinarsi, o addirittura sfondare, la soglia del 3.0% del rapporto deficit/Pil e, quindi, ricorrere ad ulteriore indebitamento per finanziare il loro programma di spesa pubblica, non è compatibile con quanto concordato in sede europea e, ancora più importante, con il giudizio positivo dei mercati finanziari, che hanno già fatto capire quale posizione intendono sostenere, ovvero quella del ministro Tria.E’ quindi fondamentale capire se il Presidente del Consiglio Conte, Matteo Salvini e Luigi di Maio intendano confermare le loro politiche populiste di spesa, di allontanamento dall’Unione Europea e di sfida aperta agli investitori istituzionali, oppure abbandonare la loro retorica e le loro promesse inattuabili e stare dalla parte dell’Italia, sostenendo le posizioni del ministro Tria, già apprezzate dai mercati finanziari”. Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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“La stampa finanziaria internazionale è sempre più preoccupata dall’evolversi della situazione politica italiana”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Lo è specialmente dopo aver capito che la possibilità di avere un governo a guida “populista” Lega – Movimento Cinque Stelle si sta facendo via via più concreta. Ieri è stato il Financial Times, con un editoriale di Wolfgang Munchau, a spiegare perché l’Europa si dovrebbe seriamente preoccupare per la minaccia rappresentata dai due partiti guidati da Matteo Salvini e Luigi di Maio.
“I contorni di una coalizione di governo in Italia tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega stanno emergendo. Fino a non molto tempo fa, entrambe le parti erano profondamente euroscettiche se non antieuropee. La lega è la più estrema delle due. Dovremmo essere preoccupati?”, si chiede Munchau. La risposta è molto netta: “sì, ma non per le ragioni che si possono credere. I nuovi leader italiani hanno studiato attentamente lo scontro tra la Grecia e il resto dell’eurozona tre anni fa. Non inizieranno il loro mandato infrangendo le regole fiscali dell’UE. Non minacceranno di lasciare l’euro. Ma dovremmo pensare a questo come a un ritiro tattico. Nessuno dei problemi per l’Italia nella zona euro è stato risolto. Non ci saranno né grandi riforme strutturali né riforme sostanziali nella governance dell’eurozona.”
“I due partiti hanno condotto una campagna di cambiamenti radicali alle politiche economiche e sociali italiane e all’immigrazione. La lega vuole una tassa sul reddito fisso. Five Star ha fatto una campagna su un reddito base universale. Entrambe le parti vogliono annullare le riforme pensionistiche del 2011. La Lega vuole uno studio di fattibilità per un “mini-BOT”, uno strumento di debito garantito sulle entrate fiscali future che dovrebbe essere accettabile come mezzo di pagamento – in altre parole, una valuta parallela . Pensala come un modo per uscire dalla zona euro senza uscire dalla zona euro. Queste promesse, se attuate in toto, non sono coerenti con lo spirito o le regole dell’UE.”Anche la piattaforma Bloomberg.com, la più seguita dagli investitori di tutto il mondo, apre per il terzo giorno consecutivo con il rischio “populismo” in Italia, scrivendo che “alla fine, l’Italia ha ceduto alle forze del populismo”.L’Italia, quindi, padre fondatore dell’Europa, è ormai vista dalla stampa estera come lo Stato più anti-europeo tra tutti i paesi membri dell’Unione, la principale fonte di preoccupazione per il futuro del Vecchio Continente. Non è certamente un buon biglietto da visita per i grandi investitori internazionali i quali, ne siamo certi, cominceranno presto a scommettere nuovamente al ribasso sul nostro Paese”. Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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E’ tempo di cambiare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 aprile 2018

di Pasquale Di Lena Oinos – vivere divino (numero speciale per il prossimo Vinitally) In Anteprima
La situazione che vive il globo e, col globo, il nostro Paese, tutti noi, uomini e donne; le piante; gli animali; la natura; il territorio di tanti piccoli e grandi territori, è davvero allarmante, visto che non c’è niente che dà segnali di miglioramento, ma solo peggioramento.
L’aumento di quattro volte, nel corso di mezzo secolo, dell’estrazione di materie prime dall’ambiente, 88,6 miliardi di tonnellate di fronte ai 22 miliardi di tonnellate del 1970, con ben 19 milioni di morti premature l’anno. Se non si rispettano gli impegni presi a Parigi dalla quasi totalità dei governi di tutti i paesi del mondo, ci sarà un aumento crescente delle temperature, con i relativi processi di desertificazione, con l’Italia che vedrà 1/5 della sua superficie agricola colpita. Sempre l’Italia paga il prezzo più alto con la perdita del 33% della superficie agricola totale per colpa dell’erosione del suolo, che riguarda anche l’Europa per 12 milioni di ettari, pari al 7,2% del totale dei terreni agricoli. Per non parlare dell’Amazzonia, degli Oceani sempre più acidi; dell’accesso all’acqua, in particolare di quella potabile; della salute; del bisogno di cibo e, nel contempo, del suo spreco. Una serie di prove concrete di pericoli per la Terra e la biodiversità, per la fertilità dei terreni, per i volumi e la qualità delle produzioni agricole, proprio quando continua l’aumento della popolazione e c’è sempre più bisogno di cibo.
L’uomo deve fare tutto quanto è possibile per cambiare la situazione, capire le abitudini sbagliate e credere che si è ancora in tempo a interrompere, modificare un cammino che sta portando tutti verso il baratro.
Sapere che c’è bisogno di una cultura nuova in grado di seguire e interpretare i mutamenti in atto, di uscire dallo stato di isolamento di ognuno per tornare a vivere con gli altri la realtà e, insieme, partecipare, sognare, amare. Bisogno di strumenti, anche nuovi, capaci di rilanciare e sostenere questa partecipazione alle scelte.
Sono i dati, i processi in atto, gli allarmi degli scienziati a far pensare che siamo prossimi al punto di non ritorno se non si rispettano i patti sottoscritti a Parigi sui cambiamenti climatici, e che, non so quando, questo mondo finirà se non si mettono in atto politiche, scelte che danno davvero il segno di un’inversione di tendenza che lascia intravedere, lungo il percorso nuovo tracciato, diversi traguardi e tutti importanti.
Scelte prioritarie per credere e far credere che è possibile invertire la rotta, cambiare direzione e evitare il baratro, e, insieme, lavorare per realizzare il sogno di uno sviluppo diverso, sinonimo di salute e di un altro tipo di benessere, quello che porta a sentire di nuovo e più vicino il profumo della felicità.
Il mondo, in particolar modo l’Italia, ha bisogno dei suoi territori e di sostenibilità, di pace, terreni fertili, di cibo sano e paesaggi belli. Ha bisogno di pane, nel suo significato di essenzialità; olio di oliva, quale armonia di sapori, continuità; vino, quale convivialità, piacere. Il mondo ha bisogno di consumare questi ed altri beni che ogni territorio dà, ma, anche, di produrli in modo diverso.
Se è vero questo, ci sono le opportunità offerte dallo sviluppo di bio distretti, un processo all’insegna della sostenibilità di interi territori, più o meno estesi, che vede tutti gli attori, pubblici e privati, protagonisti delle scelte e delle strategie che servono a spendere e valorizzare le risorse proprie e non a nasconderle o abbandonarle, distruggerle.
Non più politiche settoriali, spesso competitive fra loro, bisognose di compromessi, ma una politica per ogni singolo territorio, quale solo e unico contenitore di valori e di risorse, origine della qualità ed espressione della biodiversità. Il modo migliore per capire tutte le sinergie possibili, umane e naturali, che necessitano per avviare e far crescere uno sviluppo diverso, a misura dell’uomo e della natura, non contro.
Un modo per rendere più chiara e più fattibile la programmazione, e, con la messa a punto di progetti adeguati, cogliere gli obiettivi prefissati, quali la valorizzazione dei beni del territorio, non solo il cibo espresso dall’agricoltura, ma, anche, l’arte e la cultura; la storia e le tradizioni, l’insieme dei valori che esprimono la nostra identità.
Bio distretti per affrontare meglio il cambiamento climatico, sapendo che le colture bio hanno, di fronte anche a situazioni di siccità gravi, la possibilità di produrre di più e meglio grazie alla maggiore capacità del suolo di trattenere l’acqua. Un territorio, quello bio, che ha la possibilità di ridare vita alla vita che l’agricoltura convenzionale e, in modo particolare, quella industrializzata, ha ridotto a poca cosa con l’uso esagerato ed esasperato della chimica.
E, sempre nel segno della discontinuità, la possibilità di una ricollocazione dei mercati, necessaria per ritessere il rapporto produttore- consumatore e renderlo dialogo, fiducia, amicizia, consapevolezza della preziosità del territorio con la sua storia e la sua cultura; le sue tradizioni, quelle legate all’alimentazione, in particolare; la sua agricoltura, fatta di rotazioni e avvicendamenti, esperienza e saperi, e, anche e soprattutto, fonte di paesaggi e di bellezza , oltre che di bontà.
Il glocale, con la sua capacità di aprire al dialogo e di sviluppare sinergie importanti, ha tutto per combattere e vincere contro il globale, il grande mercato nelle mani delle multinazionali che vogliono piena liberalizzazione e privatizzazione, a scapito delle sovranità nazionali e delle identità dei popoli. Il glocale quale grande ricchezza da distribuire tra chi lo vive, lo anima, lo coltiva, lo cura, ne sente i profumi, lo gusta e lo mette a disposizione di quanti hanno bisogno o voglia di bontà e di bellezza, di diversità.

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