Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘anziani’

Anziani: alternativa possibile

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

federanzianiIn alcuni miei libri ho parlato a lungo della questione degli anziani sotto i due più importanti aspetti: la previdenza e l’assistenza. Ho, innanzitutto, posto l’accento sull’evoluzione dell’età che ha fatto registrare un importante cambiamento nella sua condizione. Non molti anni fa, infatti, si entrava nell’età adulta più tardi di oggi così come si consideravano “vecchi” i sessantenni. Si vuole quindi valutare più ampliato lo spettro della vita attiva-lavorativa dai 16 ai 60 di allora ai 15 – 77 di oggi. In pratica siamo passati dai 44 anni agli attuali 62. Ma non finisce qui. Tutto l’arco della nostra esistenza si avvale di due fondamentali variabili dettate una dai passaggi formativi-professionali (scuola, master, specializzazioni, ecc.) e l’altra dallo stato di salute che potrebbe permettere ad esempio ad un ottantenne, e anche oltre, d’avere una “mente attiva” ma in un corpo fragile. Questo allungamento della speranza di vita congiunto ad una migliore qualità dell’esistenza si scontra inevitabilmente con altri due aspetti, cioè quello dell’evoluzione tecnologica e scientifica che, tra l’altro, riduce l’impiego di manodopera nelle imprese e l’aumento esponenziale della popolazione mondiale che oggi ha superato i 7 miliardi di persone. E dentro tali componenti ruota l’inevitabile disparità di natalità tra i paesi cosiddetti avanzati e quelli del terzo mondo notoriamente più poveri, o per meglio dire composti da una maggiore e più diffusa povertà. Ciò provoca un flusso migratorio in cerca di regioni più ospitali. Siffatto insieme di cose ci rende consapevoli della necessità di ricercare un modello di società diverso che nel prendere atto dei mutamenti esistenti e della loro evoluzione, in prospettiva, si faccia carico di trovare una risposta adeguata che contemperi sia il contingente sia la possibilità di mettere mano ai necessari correttivi futuri. Ecco perché se ci limitiamo al caso italiano, con una fascia di una popolazione considerata anziana e che va dai sessanta anni in poi e che si può quantificare in oltre 15 milioni di persone ovvero un quarto della popolazione totale, dobbiamo farci carico di iniziative adeguate ed anche prevederne di originali. Consideriamone alcune estratte da un progetto dei Centri studi della Fidest di qualche anno fa:
– trasformare la previdenza in assicurazione e stabilire contributi che permettessero ogni dieci anni di ottenere una rendita pari al 20% della media dei corrispettivi retributivi percepiti;
– eliminare i limiti di età sia per l’accesso al lavoro sia per lasciarlo pur stabilendo opportuni vincoli soprattutto per evitare il lavoro minorile sostitutivo della scuola;
– consentire la mobilità lavorativa per fasce di età considerando che si possono fare dei lavori ad una certa età ma non in altre. L’esempio tipico è dato dal giocatore di calcio professionista che, intorno a 35 anni, appende gli scarpini al chiodo, ma non per questo si considera un pensionato. Si cerca, semplicemente un altro lavoro;
– in caso di disoccupazione, diciamo di un cinquantenne, e le difficoltà a trovare un altro impiego, le rendite assicurative nel frattempo accumulate (pensiamo a tre cicli da 10 anni e quindi il 60% della sua media retributiva complessiva) possono evitargli un più cocente disagio economico.
– agli “anziani” verrebbe riservata un’altra opportunità che è quella di vivere in una “comunità mista” chiamata dagli ideatori “cittadella del sapere” dove l’esperienza e la conoscenza degli uni si combina con talune prestazioni assistenziali degli altri. E queste condizioni rese operabili nei paesi del terzo mondo permetterebbero, tra l’altro agli autoctoni di acquisire maggiori conoscenze e conseguenti possibilità lavorative in loco o altrove.
Per quanto riguarda l’assistenza il principio guida deve essere quello della “universalità” ma nella prevenzione: meglio prevenire che curare un male avanzato. E per farlo tutta la filiera assistenziale va rivista. Il risultato ci offre un migliore sistema assistenziale e sensibili economie di gestione. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Essere giovani e diventare vecchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

anzianiLa questione giovanile è un tema generazionale che si ripete di continua senza soluzione di continuità. Ero un giovane, anni fa, e mi furono dette, praticamente, le stesse cose e che i miei coetanei ripetono pappagallescamente ai giovani di oggi. Mi chiedo se è mai possibile concepire una politica per i giovani e con i giovani che non si traduca in una farsa. Ma vado ancora più in là. Mi domando se davvero possa esistere questa politica generazionale come l’altra suggestione che si chiama di genere. La verità è che la nostra società è infarcita di falsi, di ipocrisie, di prese in giro. Credo che la faccenda, a questo punto, dovrebbe essere impostata in modo diverso. Prendiamo, ad esempio, la staffetta. Ognuno è incaricato di correre per una frazione dell’intero percorso ingegnandosi di passare il testimone, che attende al punto d’incontro, per proseguire la corsa sino al traguardo finale. Ha forse importanza se tra i concorrenti vi è uno più giovane e, un altro, meno giovane? L’importante è che si più veloci per battere la squadra avversaria. Nella società civile si sta verificando la stessa cosa ad eccezione, forse, della politica. E’ una questione di garretti e di intelligenza. E’ di sapere con pragmatismo cosa vogliamo e cosa possiamo fare per dare alla società l’impronta del nostro tempo. Ogni epoca si presenta con prospettive di cambiamento interessanti ma oggi il processo si sta accelerando e ciò ci impone d’imprimere una maggiore velocità ai mutamenti che vorremmo introdurre, ma dovremmo avere anche la determinazione di porre mano ai cambiamenti senza guardare in faccia agli interessi di parte, alle logiche corporative. Ci siamo mai chiesti la vera ragione perché le riforme che contano non decollano pur discutendone da decenni? Da allora ad oggi sono passate almeno due generazioni di giovani ma sono servite a qualcosa? Probabilmente non avevano né lo sprint del velocista né la resistenza del maratoneta. In altri termini occorre non farsi sedurre dalla logica dei rinvii e pretendere che si faccia subito ciò che si promette. E questo è un aspetto, e chiedo scusa della mia intrusione da “vecchietto” che preme sia ai giovani sia a meno giovani. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

FederAnziani: Italia sotto scacco della longevità

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

istat“I dati diffusi oggi dall’Istat confermano l’allarme che stiamo lanciando ormai da tempo”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “La longevità di massa è uno tsunami inarrestabile e quello che ci preoccupa di più è che i decisori non ci sembrano consapevoli dell’urgenza con cui è necessario intervenire. Due numeri sintetizzano questo allarme: l’impetuoso invecchiamento della popolazione porta gli over 65 a raggiungere la soglia del 22%, ovvero la quota più alta in Europa; dall’altra parte cresce il numero di italiani che, a causa di problemi economici, rinuncia alle cure: tra il 2008 e il 2015 la quota passa dal 4 a 6,5% della popolazione. A conferma della spirale pericolosa segnalata da questi dati, inoltre, l’Istat ribadisce che tra i gruppi più svantaggiati in assoluto ci sono le anziane sole. Non solo gli italiani non possono più permettersi di pagarsi una visita specialistica, ma assistiamo anche ad una drastica diminuzione dei posti letto, con un aumento progressivo della distanza tra cittadini e ospedale, che diviene a sua volta causa di rinuncia alle cure in tanta parte del territorio”.“A ciò si aggiunga che, come già noto a tutti, da qui al 2023 andranno in pensione 16.000 medici di medicina generale e un assistito su tre rimarrà senza medico”, aggiunge Messina, “Una situazione grave alla quale ci auguriamo possa davvero porre rimedio il Tavolo per le scuole di specializzazione in medicina generale di recente istituzione. Non diverso è lo scenario rispetto agli infermieri, dal momento che al 2016 risultavano mancarne circa 47 mila per garantire la sicurezza ed efficienza dei servizi agli anziani”.
“Noi pazienti”, prosegue Messina, “dobbiamo inoltre registrare la mancata presa in carico di diverse patologie, come la BPCO (Broncopneumopatia Cronico-Ostruttiva); l’osteoporosi, con la mancata erogazione dei farmaci biologici che potrebbero contrastare efficacemente il rischio di frattura; la fibrillazione atriale rispetto alla quale i pazienti di fatto hanno difficoltà ad accedere ai Nuovi anticoagulanti orali o addirittura ne ignorano l’esistenza, quando il loro utilizzo potrebbe prevenire tanta parte di quei 200.00 ictus che si verificano ogni anno; infine cure inadeguate nell’oncologia per gli anziani e liste d’attesa fuori controllo demotivano così tanto i pazienti che alla fine è meglio non curarsi più”.“A fronte di tale scenario”, conclude Messina, “il nostro sistema salute appare impreparato a rispondere, in modo omogeneo sul territorio, al bisogno di salute dei cittadini pazienti, soprattutto dei più fragili come gli anziani. Perché ciò avvenga urge che nei decisori ci sia un salto di qualità in termini di consapevolezza dei numeri e dello scenario che già oggi, e in modo ancora più drammatico in futuro, si sta delineando. Una consapevolezza che ci sembra oggi tutt’altro che acquisita, con le evidenti conseguenze sui più deboli che il Rapporto Istat descrive oggi in modo impietoso”.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Invecchiamento attivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 maggio 2017

Porto AnconaAncona. Conferenza nazionale giovedì 11 maggio ad Ancona “L’Indice di invecchiamento attivo in Italia: utilizzo e implicazioni politiche” (Regione Marche, Palazzo Li Madou), organizzata dall’Inrca – Istituto Nazionale di Riposo e Cura Per Anziani, in collaborazione con la Commissione europea e la Commissione Economica europea delle Nazioni Unite (Unece). Comprendere le dinamiche necessarie per realizzare politiche per l’invecchiamento attivo in Italia, partendo dagli strumenti oggi disponibili (come l’Indice di Invecchiamento attivo elaborato a livello europeo), è l’obiettivo della promozione di politiche in favore dell’invecchiamento attivo è uno dei principali strumenti messi in campo in Europa per affrontare la sfida rappresentata dal crescente aumento dell’età media, per contribuire a raggiungere benefici in termini di salute e benessere a tutti i livelli. Sia per gli anziani, grazie ad attività di prevenzione e di promozione di stili di vita sani in grado di prevenire malattie e disabilità che, di conseguenza, per la società nel suo complesso.La crescente attenzione verso il tema rende cruciale avviare un confronto politico in tale direzione. Dopo i saluti istituzionali di Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona, Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, Gianni Genga, direttore generale Inrca, Fabrizia Lattanzio, direttrice scientifica, e Maria Novella Luciani, direttore Ufficio Ricerca e innovazione in sanità, Ministero della Salute, la conferenza partirà da una descrizione del contesto europeo per poi focalizzarsi sulle politiche per l’invecchiamento attivo in Italia, anche grazie a testimonianze sui percorsi attivati per promuoverlo a livello regionale.L’importanza della conferenza è testimoniata da relatori di alto profilo, tra cui Asghar Zaidi, Prof. di Politiche internazionali Università di Southampton, Luciana Quattrociocchi, Dirigente Servizio struttura e dinamica sociale dell’Istat, Andrea Principi del Centro ricerche economico-sociali sull’invecchiamento dell’Inrca, Pietro Checcucci, ricercatore del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Renata Bagatin, Consigliere regionale Fvg, Serenella Tasselli, Responsabile inclusione sociale, contrasto alle povertà e anziani Regione Umbria, Massimo Magi, Presidente regionale Fimmg, Manuela Carloni, Presidente Regionale Auser, Andrea Marini, Segretario regionale Uilp, Bruno Bucciarelli, Presidente Confindustria Marche, oltre che il prof. Roberto Bernabei, presidente della rete Italia Longeva.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Anemia negli anziani da non sottovalutare

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

anzianiL’ematologia e il trattamento delle malattie del sangue sono probabilmente tra i settori della medicina che sono progrediti maggiormente, soprattutto grazie alla ricerca genetica, ai trapianti di cellule staminali e alla disponibilità di nuovi farmaci biologici. E questo vale anche per le persone anziane. Sono questi i temi principali del congresso “Hematologic diseases in the elderly”, svoltosi recentemente a Roma. L’incontro è stato organizzato dall’Istituto di Ematologia Seràgnoli dell’Università di Bologna, con il patrocinio di SIE-Società Italiana Ematologia, SIES-Società Italiana Ematologia Sperimentale, AIOM-Associazione Italiana Oncologia Medica, SIGG-Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«Oggi il concetto di anziano non riguarda soltanto l’età anagrafica, ma anche quella fisiologica: bisogna valutare anche il rischio di patologie e di mortalità, la riserva funzionale, cioè la capacità dell’organismo a svolgere le normali attività, ma anche le condizioni economiche e sociali in cui l’anziano vive» spiega Lodovico Balducci, professore di Medicina all’Università South Florida di Tampa (Stati Uniti) e uno dei pionieri nella ricerca dell’oncologia geriatrica. «Alcune ricerche stanno sviluppando modelli matematici che permettano di calcolare l’età biologica di una persona sulla base di una serie di biomarcatori che siano di complemento agli aspetti clinici, che oggi sono comunque i parametri principali per valutare lo stato di salute di una persona».
Questo riguarda anche la cura delle persone anziane con un tumore ematologico, per le quali la ricerca e la medicina hanno fatto passi da gigante.
«Fino a dieci-quindici anni fa i pazienti anziani con disordini ematologici venivano trattati soltanto con terapie palliative, mentre ora abbiamo nuove idee, nuovi concetti e possiamo trattare e anche curare la maggior parte di questi pazienti, anche di 70-80 anni d’età» spiega Pierluigi Zinzani, ematologo di fama internazionale del Policlinico Sant’Orsola di Bologna-Università di Bologna. Un esempio è il linfoma non-Hodgkin, che è oggi il principale tumore ematologico per frequenza, tra tutti i tumori il sesto nel mondo occidentale e il quinto in Europa. Colpisce prevalentemente la popolazione adulta (60- 65 anni) e attualmente in Italia circa 130 mila persone convivono con un linfoma non-Hodgkin
«Negli ultimi vent’anni sono stati compiuti molti progressi contro questo tumore» prosegue Zinzani. «I progressi nella diagnostica permettono di definire il trattamento più appropriato per ciascuna tipologia di linfoma non-Hodgkin e di paziente. Per quanto riguarda la terapia, gli anticorpi monoclonali hanno cambiato radicalmente l’approccio terapeutico e la risposta alla terapia stessa, aumentando la sopravvivenza alla malattia. Inoltre, negli ultimi anni, sono stati introdotti diversi farmaci biologici, con un meccanismo d’azione che permette di colpire direttamente i recettori delle cellule tumorali». I linfomi non-Hodgkin si possono dividere in due grandi categorie: i linfomi aggressivi e quelli indolenti. In entrambi i casi si sono ottenute percentuali significative di remissione della malattia: circa il 50-55% nei linfomi aggressivi e il 20-25% in quelli indolenti. «Tutto ciò era impensabile fino a vent’anni fa, mentre oggi abbiamo davanti un ampio margine di miglioramento grazie a veri e propri “farmaci intelligenti”, che riducono gli effetti collaterali e la tossicità» aggiunge Zinzani. «La maggiore possibilità di guarigione e la riduzione della tossicità costituiscono oggi un binomio assolutamente vincente». Altro tema centrale del congresso è stata la gestione dell’anemia nell’anziano. «Il declino dell’emoglobina nel sangue e un concomitante aumento dell’anemia non devono essere considerati come una normale conseguenza della vecchiaia, per cui la diagnosi di anemia in una persona anziana deve essere valutata con attenzione dal medico» avverte Harvey Cohen, della Duke University Medical Center a Durham, Stati Uniti. «L’anemia colpisce prevalentemente le donne giovani (12%) per poi diminuire nel sesso femminile dopo la menopausa e tornare a essere elevata tra le donne tra i 75 e gli 84 anni (10%) per poi raddoppiare dopo gli 84 anni (20%). Negli uomini invece la percentuale degli anemici è più bassa in età giovanile per poi aumentare dopo i 65 anni, arrivando al 15% tra i 75 e gli 84 anni e a un uomo su cinque dopo gli 85 anni (26%). Tra le cause che provocano un aumento dell’anemia negli anziani sono da segnalare la perdita di cellule staminali, che non vengono più rimpiazzate perché si riduce anche la loro proliferazione, e nei maschi anche la riduzione nella produzione di testosterone, un ormone steroideo prodotto principalmente nei testicoli. Uno stato di anemia negli anziani non deve essere trascurato o sottovalutato, perché può ridurre l’aspettativa di vita, aumentare il rischio di declino funzionale, di insufficienza cardiaca e di infarto, di perdita cognitiva e di demenza» conclude Cohen.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sanità: troppo esosa per gli over 65, spesa media 455 euro l’anno

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

federanzianiLa salute costa cara agli anziani. In media, nell’ultimo anno, gli over 65 hanno speso in sanità 455 euro, una cifra non lontana dall’importo di una mensilità di pensione minima (500 euro circa). Troppo oneroso anche l’accesso al sistema sanitario nazionale: più di un anziano su tre (il 35%) ammette di aver rinunciato ad una visita diagnostica specialistica, proprio a causa del costo eccessivo del ticket sanitario, mentre l’11% si è potuto avvalere dell’esenzione. È quanto emerge dalla seconda indagine sul rapporto tra sanità e over 65, condotta da Fipac, in collaborazione con SWG, in occasione della Settimana della Buona Salute, che si concluderà domenica 30 aprile. L’edizione di quest’anno prevede oltre 100 appuntamenti in città e paesi italiani, dalla distribuzione di materiale informativo sull’alimentazione sicura e sull’attività fisica, manuali sui corretti stili di vita ed allestimento di punti prevenzione e visite gratuiti. L’obiettivo è riportare al centro dell’attenzione i temi della salute e del rapporto tra sistema sanitario e pazienti, soprattutto i più anziani che, schiacciati tra ticket che aumentano e pensioni che rimangono ferme, sono tra i più a rischio di ‘povertà sanitaria’, ovvero l’esaurimento delle risorse da dedicare alla salute. Rischio che emerge chiaramente dai dati dell’indagine: il 12% degli intervistati ha dichiarato di aver speso tra i mille ed i 2mila euro nell’ultimo anno, il 15% addirittura oltre duemila. Cifre incompatibili con il reddito di molti over 65: la pensione media, in Italia, è di 825 euro al mese e nel caso dei trattamenti minimi si abbassa ad appena 500 euro. Come è chiaro dal sondaggio, qualcuno rinuncia, per mancanza di risorse, addirittura alla diagnostica, in particolare a quella preventiva. Ma si taglia anche sulle cure, soprattutto in caso di problemi non completamente invalidanti come quelli odontoiatrici.
A parte i costi, però, gli anziani trovano difficoltà di accesso alla sanità pubblica anche in termini di attesa. Tanto che due persone su tre (il 66%) ha deciso di ricorrere, nonostante i costi superiori, a strutture private per realizzare in tempi brevi le visite o le analisi necessarie, a fronte del 28% che ha potuto evitarlo, mentre il restante 6% ha fatto ricorso ai pronto soccorso per aggirare le lunghissime attese.
La riduzione dei tempi d’attesa per la diagnostica e per le visite specialistiche è in cima anche alla classifica degli interventi più richiesti dagli over65, con il 38% delle indicazioni. Seguono l’assegnazione di risorse maggiori al servizio sanitario nazionale (17%) e la riduzione della complessità burocratica (12%), mentre uno su dieci vorrebbe uno sconto del ticket per i redditi più bassi. Giudizio positivo, invece, sul medico di famiglia, ritenuto dal 29% il servizio sanitario pubblico più efficiente, seguito dalle prestazioni ospedaliere (20%) ed il pronto soccorso (13%). In coda alla classifica, invece, le voci dell’assistenza post ospedaliera (3%) e domiciliare (2%).
“Dai risultati della nostra indagine – spiega il Presidente di Fipac Massimo Vivoli – emerge chiaramente un rischio concreto di povertà sanitaria per molti anziani, soprattutto in caso di malattie gravi o degenze croniche o quando è necessario muoversi in fretta. C’è bisogno di un intervento per una sanità maggiormente a misura d’anziano: innanzitutto con una riduzione del costo del ticket a carico dei redditi più bassi, ma anche potenziando l’assistenza domiciliare, per ora nota dolente della nostra sanità pubblica, ma miglior percorso per garantire, in futuro, la sostenibilità del sistema”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pressione arteriosa negli anziani, meglio bassa ma non troppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

ipertensione2L’ipertensione rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Ma quali sono le conseguenze dell’ipertensione in precise categorie di persone, come gli anziani e le donne? A questa domanda ha cercato di rispondere il simposio internazionale “Age and gender factors in hypertension”, svoltosi a Dubrovnik (Croazia) il 21 e 22 aprile 2017. Il simposio è stato organizzato dalla Scuola di Medicina dell’Università di Zagabria, dalla Società Croata di Ipertensione e dalla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca, ed è stato promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Tra i numerosi argomenti delle due giornate le linee guida della Società Europea di Cardiologia riguardanti l’ipertensione negli anziani, il trattamento dell’ipertensione nei bambini e negli adolescenti, l’ipertensione nelle donne in gravidanza e dopo la menopausa e le differenze di genere in presenza di ipertensione.
«Il rischio assoluto di eventi cardiovascolari è minore nelle donne rispetto agli uomini ma il rischio determinato dall’ipertensione è maggiore nelle donne e la pressione elevata causa più spesso ictus nelle donne» avverte Kostis Tsioufis, della Clinica Cardiologica all’Ospedale Hippocratio-Università di Atene. «L’ipertensione aumenta in entrambi i sessi, ma maggiormente nelle donne: si calcola che entro dieci anni sarà del 9% negli uomini e del 13% nelle donne. Nel 2000 le donne con ipertensione nel mondo erano 483 milioni, mentre si prevede che nel 2015 saranno 793 milioni. Eppure solo il 24 per cento degli studi riguardanti le patologie cardiovascolari riporta dati differenziati per genere. E nonostante le donne anziane siano la popolazione predominante con ipertensione sistolica isolata, in diversi studi, per esempio anche nel recente studio Sprint, soltanto il 28% delle persone coinvolte erano oltre i 75 anni d’età e il limite massimo d’età era di 80 anni».Un altro argomento affrontato durante il simposio è stata la prevenzione dell’ipertensione e degli eventi cardiovascolari associati. «Le patologie cardiovascolari possono essere contrastate grazie a una diagnosi precoce e al trattamento dei fattori di rischio, come l’ipertensione, l’obesità e il sovrappeso» spiega Guido Grassi, Dipartimento di Medicina e Chirurgia “San Gerardo dei Tintori”, Ospedale Universitario Milano-Bicocca. «Modificare il proprio stile di vita può essere il primo passo per ridurre la pressione, a cominciare dall’alimentazione, a partire da un minore consumo di sale». L’American Heart Association raccomanda ai soggetti a rischio, fra i quali rientrano, oltre a ipertesi, diabetici o nefropatici cronici, anche tutti gli ultracinquantenni, di non superare un apporto di 1,5 grammi al giorno di sale, cioè poco più di mezzo cucchiaino. «L’Organizzazione Mondiale della Sanità dice di non superare i 5 grammi al giorno, mentre nei Paesi occidentali se ne consuma generalmente il doppio.» commenta Denis Clement, Ospedale Universitario di Ghent, Belgio. «È vero che la riduzione del sale non è una misura che ha successo al cento per cento, però aiuta in un largo gruppo di pazienti e può normalizzare la pressione, soprattutto in persone con ipertensione lieve. Si tratta di una misura a basso costo, che consente di risparmiare perché riduce il ricorso ai farmaci. Secondo diversi studi, tre grammi in meno di sale al giorno riducono i casi di malattie cardiovascolari, infarto e ictus. I benefici maggiori si osservano nelle donne, con una maggiore prevenzione di ictus, e negli anziani, con una riduzione delle malattie cardiovascolari».
Attenzione però a non esagerare con le restrizioni: «Ridurre il sale in chi ne consuma tanto, più di 12 grammi al giorno, riduce gli eventi cardiovascolari, ma andare sotto i 2-3 grammi al giorno, al contrario, aumenta il rischio di infarto e ictus» aggiunge Clement. E Grassi aggiunge che «non sempre ridurre la pressione va bene. Portare la pressione sistolica (la massima) sotto i 120 mmHg si associa nell’anziano a un rischio maggiore di ipotensione, che può provocare vertigini e la caduta del paziente aumentando il rischio di fratture».
Senza arrivare agli eccessi, comunque, ridurre i fattori di rischio di rivela vincente. «È necessario tenere sotto controllo il sovrappeso, l’obesità, la quantità di sale assunto, l’apnea ostruttiva notturna, i farmaci che possono aumentare la pressione» precisa Tsioufis. «Per le donne, attenzione ai contraccettivi orali, soprattutto nelle donne obese o di età più avanzata, e alla terapia ormonale sostitutiva in post-menopausa».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Tutela dei diritti degli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

federanzianiLatina. I Centri Anziani della provincia di Latina aderenti a Senior Italia Federcentri si sono riuniti per definire la programmazione delle attività e condividere le linee guida della Federazione. Al centro dell’incontro la tutela del diritto alla salute, i progetti per migliorare la qualità della vita della popolazione senior e l’obiettivo di sviluppare una solida e radicata rete associativa nel territorio di Latina. Tutto ciò attraverso il rafforzamento e la modernizzazione dei Centri Sociali Anziani affinché diventino punti di riferimento per tutta la cittadinanza. All’incontro sono intervenuti il Segretario Generale di Senior Italia Federcentri Raimondo Giuliani, il Presidente di Senior Italia FederAnziani, Roberto Messina e i Presidenti dei Centri Anziani del territorio di Latina, che hanno aderito con entusiasmo all’importante proposta di azione sociale promossa da Senior Italia Federcentri. La giornata di incontro ha consentito di condividere le opportunità e il fitto programma di attività che coinvolgeranno i Centri, per fornire risposte adeguate ai bisogni sociali, ricreativi e di salute della terza e quarta età.
Tra le attività previste, le grandi campagne di screening e monitoraggio della salute dei senior, i convegni di informazione sanitaria, il coinvolgimento in progetti nazionali di indagine sulla salute dell’anziano per avere un quadro sempre più preciso della qualità della vita nella terza e quarta età da poter condividere con le Istituzioni.

Posted in Diritti/Human rights, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I diversi danni dell’ipertensione in giovani, anziani e donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

Dubrovnik (Croazia) il 21 e 22 aprile 2017 Grand Villa Argentina Hotel, simposio internazionale “Age and genders factors in Hypertension”. L’ipertensione rappresenta uno dei principali fattori di rischio per dubrovnikle malattie cardiovascolari. Ma quali sono le conseguenze dell’ipertensione in precise categorie di persone, come i giovani, gli anziani e le donne? A questa domanda vuole rispondere il simposio internazionale “Age and genders factors in Hypertension”. Il simposio è organizzato dalla Scuola di Medicina dell’Università di Zagabria, dalla Società Croata di Ipertensione e dalla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca, ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Tra i numerosi argomenti delle due giornate le linee guida della Società Europea di Cardiologia riguardanti l’ipertensione negli anziani, il trattamento dell’ipertensione nei bambini e negli adolescenti, l’ipertensione nelle donne in gravidanza e dopo la menopausa, la fibrillazione atriale a seconda dell’età e del genere, la funzione sessuale negli anziani e in presenza di rischi cardiovascolari.
Sede del Simposio è il Grand Villa Argentina Hotel di Dubrovnik. Il Simposio è stato accreditato dal board europeo per l’accreditamento in cardiologia (EBAC)e assegna 11 crediti europei.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Anziani, Senior Italia: diritto alla salute negato, politica scollata da realtà

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

pensionati“Basta! Non se ne può più! Cosa devono fare gli anziani in questo Paese per essere rispettati, ascoltati, tutelati?” se lo chiede il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, che prosegue: “i politici non si rendono conto della situazione in cui versiamo, sono scollati dalla realtà e stanno portando la nazione verso il punto di non ritorno.
Le pensioni sono ferme anche nel 2017, con le minime ancorate a 501,89 euro; il 22,8% delle persone sole con 65 anni e più risulta a rischio di povertà; l’11,2% degli over 65 soli si trova in condizioni di grave deprivazione; il 57,0% non può permettersi una settimana di ferie l’anno; il 5,4% ha arretrati per il mutuo, l’affitto, le bollette o altri debiti; il 14,5% non può permettersi un pasto adeguato ogni due giorni; quasi il 14% delle famiglie con principale percettore di reddito over 65 anni ha dichiarato di non avere abbastanza soldi per curarsi. E sappiamo che oggi conviene curarsi a proprie spese, perché il costo del ticket è talmente alto che tanto vale rivolgersi al settore privato, spendendo qualche euro in più, almeno per quelli che possono permetterselo.
A ciò si aggiunga che entro qualche anno avremo 16mila medici di medicina generale in meno e oltre 16 milioni di cittadini si ritroveranno a vedere raddoppiare la distanza dal proprio medico di famiglia e dimezzare il tempo dedicato alla loro presa in carico.
Milioni di pazienti incontinenti ricevono pannoloni in quantità insufficiente rispetto alle proprie necessità, oltre che di qualità scadente, 8.000 persone muoiono ogni anno per colpa delle complicanze dell’influenza, a milioni di donne affette da osteoporosi è negato il farmaco che previene le seconde fratture, a quasi un milione di anziani affetti da fibrillazione atriale sono negati e “nascosti” quei farmaci che abbatterebbero significativamente i rischi di eventi emorragici cerebrali e ictus, oltre a sopprimere la necessità di recarsi settimanalmente in ospedale per i controlli, a milioni di diabetici vengono falcidiate le strisce per la misurazione della glicemia, ai pazienti stomizzati vengono dati materiali non consoni. Le gare d’appalto per i farmaci vanno deserte e si rischia di rimanere senza farmaci, le Regioni diventano distributori di farmaci e si potrebbe continuare così per pagine e pagine. Ora basta – conclude Messina. – fermatevi! Nell’imminenza di nuove tornate elettorali non ci vengano a chiedere il voto tutti quei politici che si sono dimostrati poco credibili e inaffidabili. Ribadiamo la nostra disponibilità al confronto e al dialogo costruttivo con le Istituzioni e con le forze politiche animate da serie intenzioni di cambiamento, ma se non troveremo ascolto siamo pronti a mettere in campo azioni di protesta alfine di ripristinare il diritto alla salute e a una vita dignitosa per gli anziani di questo Paese”. (n.r. una ricetta ci sarebbe per farsi ascoltare. Basta saper votare voltando le spalle a chi sino ad oggi ha dimostrato di curarsi poco o nulla dei problemi degli anziani. Gli over 65 sono una grande fetta di elettorato e incuterebbero rispetto se solo fossero uniti e non frazionati in tanti rivoli per alimentare gli appetiti politici dei soliti opportunisti. E’ tempo di svegliarsi e di guardare la politica come una opportunità per far convergere l’attenzione di quanti pensano che possono essere raggirati facilmente e concesso loro solo qualche briciola a mo’ di mancia)

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Roma:Dal 1 gennaio 2017 abbonamenti Atac gratis per over 70

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2016

atac-romaRoma A partire dal 1 gennaio 2017 i cittadini over 70, con reddito Isee fino a 15mila euro, potranno usufruire gratuitamente degli abbonamenti Atac durante tutto l’anno. È quanto prevede una delibera approvata dalla giunta capitolina. Coloro che posseggono i requisiti previsti dovranno consegnare presso le biglietterie l’apposita domanda, corredata di certificazione reddituale in corso di validità rilasciata dal Caf oppure da sedi e agenzie Inps, oltre ad una fototessera (solo in caso di primo rilascio) e un documento di identità. Si conferma, così, la vocazione di questa amministrazione a sostegno delle fasce sociali più deboli.

Posted in Roma/about Rome, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Anziani come risorsa

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

anziani-come-risorsaIl Bando del Comune di Cori per la valorizzazione della cittadinanza attiva degli anziani autosufficienti Le domande entro il 23 Dicembre. Possono partecipare gli anziani residenti sul territorio comunale che hanno compiuto 65 anni, inoccupati o pensionati, in buono stato di salute e gli anziani di 60 anni con una fragilità emotiva e di indigenza sociale.Il Comune di Cori – Assessorato alle Politiche Sociali – ha pubblicato un bando per la selezione di anziani autosufficienti da inserire in progetti di valorizzazione della cittadinanza attiva. L’avviso è rivolto agli anziani residenti sul territorio comunale che hanno compiuto 65 anni, inoccupati o pensionati, in buono stato di salute certificato dal medico di famiglia; e agli anziani di 60 anni con una fragilità emotiva e di indigenza sociale.Gli interessati possono presentare domanda al Protocollo generale entro le ore 13:00 del 23 Dicembre 2016. Il modulo per la partecipazione può essere ritirato presso i Servizi Sociali del Comune di Cori e la Delegazione di Giulianello negli orari di ufficio. Dovrà essere allegata la seguente documentazione: copia del documento di identità in corso di validità, ISEE, certificato del medico di famiglia.
In questo modo si vuole offrire agli anziani autosufficienti o con fragilità l’opportunità di svolgere lavori socialmente utili, quali: funzioni di segreteria e supporto all’attività amministrativa nel settore dei Servizi Sociali e Culturali; piccoli servizi di pulizia presso il centro socio culturale ‘Il Ponte’ e la sala lettura ‘Gianluca Canale’ di Giulianello, presso il centro anziani ‘Argento Vivo’ e la mensa sociale di Cori; servizio di attraversamento pedonale scolastico presso le sedi degli istituti scolastici comunali dell’I.C. ‘Cesare Chiominto’; servizio alla mensa sociale di Cori.Per tutti l’inserimento civico prevede un rimborso spese di 250,00 € mensili, per 3 ore di lavoro giornaliere, per 5 giorni a settimana e complessive 60 ore al mese. Dopo le iscrizioni verrà stilata una graduatoria, con precedenza per i soggetti con minor reddito. In base alle richieste si potrà prevedere una rotazione.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Vaccinazioni in anziani e giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2016

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Nel 2050 gli ultrasessantenni saranno circa 2 miliardi in tutto il mondo, con un incremento di circa 900 milioni rispetto ad oggi. E nell’Unione europea ci si aspetta che entro il 2060 la percentuale degli adulti over 50 e anziani dai 65 anni in su salirà al 28% rispetto all’attuale 18%. Ad affermarlo è uno studio realizzato da Vaccines Europe, gruppo di studi specializzato sui vaccini della Federazione Europea delle Industrie e Associazioni Farmaceutiche, EFPIA.“In Italia si vive a lungo, più che altrove – spiega la prof.ssa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – ma per invecchiare in buona salute bisogna puntare sulla prevenzione di quei fattori, come le malattie infettive, che spesso fanno precipitare la condizione di fragilità dell’anziano. L’invecchiamento è associato all’indebolimento del sistema immunitario e per questo raccomandiamo già nell’adulto a partire dai 50 anni e negli anziani dai 65 anni in su le vaccinazioni che possono proteggere da malattie più o meno gravi come influenza, infezioni pneumococciche, pertosse ed herpes zoster e dalle loro complicanze. Le vaccinazioni costituiscono, infatti, una vera e propria barriera contro i virus e contribuiscono ad aumentare le aspettative e la qualità di vita, in termini di benessere”.In accordo con le attuali Linee guida europee, in Italia sono raccomandati i seguenti vaccini per la popolazione adulta e per gli anziani di età pari o superiore ai 65 anni:
• Difterite, Tetano, Pertosse (DTp): il vaccino è raccomandato ogni 10 anni. Nel 2012, sono stati riportati 27 casi di difterite in 8 Paesi UE/EEA, la maggioranza erano adulti; 123 casi di tetano, (80% adulti) e 42.525 casi di pertosse riportati in 28 Paesi UE/EEA.
• Influenza: il vaccino è raccomandato ogni anno negli adulti con patologie croniche e nei soggetti di età pari o inferiore ai 65 anni. In media, ogni anno in Italia 4 milioni di persone vengono colpite dall’influenza che è ancora oggi la terza causa di morte per patologia infettiva dopo HIV e tubercolosi. Nel nuovo Calendario per la Vita 2016 viene sottolineato come l’influenza debba essere considerata un problema di salute pubblica ed evidenziata l’importanza di abbassare l’età a cui offrire la vaccinazione: dapprima ai 60 anni, per giungere successivamente ad una raccomandazione di immunizzazione di tutti i soggetti di età pari o superiore ai 50 anni.
• Malattie pneumococciche: sono disponibili due vaccini anti pneumococco per gli adulti, il PPV23 e il PCV13, entrambi efficaci e ben tollerati. Possono essere somministrati insieme al vaccino antinfluenzale e attualmente non è raccomandata una dose di richiamo. Nel 2012, sono stati riportati da 27 paesi UE/EEA, 20.785 casi confermati di malattie invasive pneumococciche, prevalentemente negli adulti. Secondo dati Istat, nel 2012 in Italia sono morte oltre 9.200 persone con più di 65 anni a causa dell’infezione; oltre 100.000 sono stati gli anziani dimessi per polmonite in seguito a ricovero ospedaliero. In Europa, la malattia causa il 2% dei ricoveri ospedalieri con degenza superiore a 10 giorni.
• Zoster: è disponibile un vaccino per adulti che non può essere somministrato in soggetti con immunodeficienza. Non è raccomandata una dose di richiamo. A causa della riattivazione del virus zoster che rimane latente dopo la varicella, lo zoster presenta più di 1.7 milioni di nuovi casi ogni anno in Europa in tutte le fasce di età, circa 157 mila in Italia. Ma il rischio aumenta con l’avanzare dell’età: oltre il 40% degli over 60 che hanno avuto l’herpes zoster, per esempio, soffrono di nevralgia post-erpetica.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Servizi pubblici online più accessibili per disabili e anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

atac trasporti romaLe nuove norme approvate mercoledì dal Parlamento europeo dovrebbero rendere più facile per disabili e anziani l’accesso ai siti web delle amministrazioni pubbliche, ad esempio per operazioni come la dichiarazione dei redditi, per richiedere un’indennità, per pagare le tasse o iscriversi all’università.”Oggi, abbiamo fatto sì che l’e-government sia accessibile a tutti. Proprio come gli edifici governativi dovrebbero essere accessibili a tutti, così dovrebbe essere anche per i gateway digitali. Abbiamo risolto il lato pubblico di accessibilità del web, ma Internet è molto più di siti web e applicazioni di governo. Abbiamo bisogno di una riforma anche per il mondo privato dei servizi, dalle banche alle stazioni televisive agli ospedali privati. Mi auguro che si possa presto adottare l’Atto europeo sull’accessibilità, in modo che sia i servizi pubblici sia quelli privati siano accessibili a tutti i nostri cittadini”, ha affermato la relatrice Dita Charanzová (ALDE, CZ).Secondo la direttiva sull’accessibilità del web, già concordata da Parlamento e Consiglio, i siti web e le applicazioni mobili degli enti pubblici – amministrazioni, tribunali, dipartimenti di polizia, ospedali pubblici, università e biblioteche – dovranno soddisfare gli standard comuni di accessibilità. I deputati hanno assicurato che anche le applicazioni utilizzate sui dispositivi mobili come smartphone e tablet dovranno rispettare queste norme. Circa 80 milioni di persone nell’UE presentano una disabilità. Con l’invecchiamento della popolazione, si prevede che il numero di persone, con disabilità o difficoltà di accesso a internet legata all’età, aumenterà a 120 milioni entro il 2020.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sicurezza farmaci e anziani: una guida da Fda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2016

farmaciSarà utile anche agli italiani, una tra le popolazioni più longeve al mondo, questa Guida per i consumatori pubblicata dalla Food and Drug Administration (Fda) dedicata al rapporto tra anziani e farmaci. Terza e quarta età sono fasi della vita in cui la presenza di pluripatologie croniche determina l’assunzione contemporanea di diversi farmaci, spesso associati a prodotti da banco, fitoterapici e integratori, mix che favorisce il rischio iatrogeno e l’emersione di interazioni potenzialmente gravi. Con l’invecchiamento funzionalità epatica e renale si modificano fisiologicamente, con effetti non sempre prevedibili sui processi di assorbimento, metabolismo ed eliminazione dei farmaci. Il primo suggerimento della guida intitolata “4 Medication Safety Tips for older adults” pone l’accento sull’aderenza terapeutica: si richiama la persona anziana a conformarsi alle raccomandazioni del medico riguardo i tempi, le dosi e la frequenza di assunzione della terapia, rispettando scrupolosamente le indicazioni e utilizzando solo i farmaci prescritti.
Per secondo si consiglia di compilare per iscritto la lista dei medicinali da assumere, specificando il nome commerciale, la denominazione generica e la posologia, avendo cura di aggiornare l’elenco, portarne una copia con sé e consegnarla a una persona di fiducia in caso di necessità. Il terzo elemento chiave è stimolare l’anziano a informarsi sulle interazioni tra i farmaci, inclusi quelli da banco, leggere le etichette anche dei prodotti di erboristeria e tenere conto dell’effetto di cibo o alcol consultando il medico in caso di dubbi o sintomi poco chiari, senza trascurare di coinvolgere gli specialisti. Infine, almeno in teoria, sarebbe utile poter ridiscutere la terapia con il curante in occasione delle visite di controllo per fare il punto della situazione.Perché interessa il farmacista: sensibilizzare gli anziani sulle problematiche della politerapia e delle modificazioni fisiologiche dell’età avanzata favorisce comportamenti appropriati nell’uso dei farmaci (Marvi Tonus – fonte farmacista33) (foto: farmaci)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Intesa Sanpaolo e Senior Italia FederAnziani: accordo per migliorare la qualità della vita degli over 65

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

corso di pc anzianiUn accordo per migliorare la qualità della vita della popolazione senior e non solo, è quello siglato oggi a Milano tra Senior Italia FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età, e Intesa Sanpaolo.
L’intesa tra la federazione e il primo gruppo bancario in Italia consentirà di lavorare insieme per la promozione del benessere e della qualità della vita dei senior attraverso la collaborazione in iniziative e progetti mirati, non solo attraverso l’offerta bancaria vera e propria, con la messa a punto di specifiche convenzioni per gli over 65, ma anche con la componente di offerta extra-bancaria che riguarda la salute, il welfare, il tempo libero e la protezione dagli imprevisti.
Al fine di facilitare lo sviluppo di tali iniziative Intesa Sanpaolo metterà a disposizione di Senior Italia FederAnziani una serie di prodotti e servizi appositamente dedicati, frutto anche di approfondimenti congiunti, comprese iniziative formative progettate ad hoc.
“In Italia oggi gli over 65 rappresentano il 21,7% della popolazione, una percentuale che nel 2045 salirà al 32,5%. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio tsunami, quello della longevità di massa, che avrà importanti conseguenze anche dal punto di vista finanziario, sia per il sistema che per le famiglie”, dichiara Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani. “Perciò è fondamentale che il mondo della finanza, così come le Istituzioni e tutto il mondo produttivo, ripensi le proprie strategie alla luce di tale mutamento epocale, andando incontro agli anziani e alle loro esigenze. L’accordo siglato oggi tra Senior Italia e Intesa Sanpaolo rappresenta un importante passo in questa direzione”.
“Con questo accordo si conferma la volontà del nostro Gruppo di identificare nuove soluzioni e servizi dedicati al segmento Senior, con particolare attenzione alle esigenze di semplicità, chiarezza, trasparenza e convenienza richieste da questa importante fascia di clientela”, ha dichiarato Andrea Lecce, responsabile Direzione Marketing di Intesa Sanpaolo. “Siamo bene attrezzati per rispondere con efficacia alle esigenze di un contesto socio-demografico in continuo cambiamento, caratterizzato dall’allungamento della vita media e cogliamo questa opportunità per ampliare adeguatamente la gamma della nostra offerta.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La città si svuota, truffe e furti agli anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2016

rapinaE’ uno dei periodi più critici, durante il quale a finire nel mirino sono soprattutto gli anziani, rimasti da soli nei loro appartamenti della città che si svuota. In estate si assiste ad una vera e propria escalation di furti in abitazione, rapine e truffe, un fenomeno sempre più rilevato da Confartigianato Pensionati che già negli scorsi mesi ha avviato una campagna per permettere agli anziani di non finire in trappola. “Quello che emerge dalle ricerche effettuate dalla nostra associazione – spiega Nunzio Reina, presidente di Confartigianato Palermo – è che le vittime di questi reati spesso provano vergogna e non denunciano quello che accade. A volte non riescono a raccontarlo nemmeno ai figli o ai parenti più stretti. Per questo insieme a Confartigianato Pensionati abbiamo messo a disposizione un team di esperti pronti al sostegno su tutti i fronti delle vittime di truffa, aiutate anche dal punto di vista psicologico”. Ma quali sono le strategie prevalentemente adottate da chi entra in azione e prende di mira gli anziani? “Anzitutto – sottolinea Reina – è bene diffidare da chiunque, telefonicamente, dice di conoscere figli o parenti per conquistare la fiducia della vittima. Per strada, è bene diffidare da chi propone la vendita di gioielli o altri oggetti preziosi. Una volta fuori dal supermercato o dal centro commerciale, mai farsi accompagnare in auto da sconosciuti. Allo stesso modo – sottolinea – mai accettare di farsi aiutare a portare la spesa fino al portone da chi non si è mai visto: potrebbe derubare o truffare l’anziano dopo essere entrato nel palazzo, ma bisogna anche stare in guardia di fronte ad eventuali venditori di profumi che nei pressi di alcuni centri commerciali derubano gli anziani. Inoltre – conclude il presidente di Confartigianato Palermo – quando si è da soli in casa è fondamentale non aprire la porta a nessuno che non si conosca, dal fantomatico venditore porta a porta, fino a colui che dice di lavorare per società di energia elettrica”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

3 milioni gli “esodati della sanità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2016

Ministero salute“Il milione di pazienti assistiti in Italia fra ADI, Hospice e RSA è in realtà una parte delle persone che avrebbero bisogno di cure a lungo termine. Altri 3 milioni di pazienti non sono gestiti dal sistema sanitario. È ipotizzabile che alcuni di loro si possano permettere un’assistenza privata – un badante o un infermiere –, ma è facile immaginare che molte di queste persone gravino pesantemente sui familiari e su altri caregiver ‘di fortuna’, e che quindi rappresentino veri e propri ‘esodati della sanità’. Si tratta per inciso di cittadini votanti, che dovrebbero divenire una priorità della politica: se non per virtù, almeno per tornaconto elettorale”.
Con questi dati e con questo forte appello alla politica, il professor Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva, ha aperto questa mattina il primo simposio generale dedicato alle cure a lungo termine. L’evento – dal titolo “Long Term Care One”, perché si propone di essere il primo appuntamento di una lunga serie – si svolge oggi e domani al Ministero della Salute. “Il principale obiettivo di questi due giorni – ha spiegato ancora Bernabei – è cancellare dal concetto di cronicità quella patina di rassegnazione caratteristica dell’attuale modalità di presa in carico – e a volte di presa in carico mancata – dei pazienti che hanno bisogno di cure continuative a lungo termine. Così abbiamo scelto di superare la definizione stessa di cronicità, e di riferirci alla long term care: per sottolineare che non ci interessa discettare per l’ennesima volta sulle patologie e sulle condizioni che renderebbero necessaria un’assistenza continuativa e a tempo indeterminato, ma piuttosto individuare soluzioni pragmatiche in funzione di servizi da offrire concretamente ai cittadini. E a più cittadini possibile”. Al centro di “Long Term Care One”, infatti, ci sono i nuovi approcci all’assistenza domiciliare, le prospettive offerte dalla tecnoassistenza, le novità in tema di residenzialità assistita, le ultime frontiere nel campo delle cure palliative e le nuove proposte per la gestione della post-acuzie. Per ciascuno di questi ambiti, nel corso dei due giorni di convegno Italia Longeva lancerà proposte concrete e presenterà progetti già in fase di realizzazione. In apertura della “due giorni” non è mancato un focus sul principale strumento di programmazione e di ridefinizione dell’intera materia dell’assistenza a lungo termine: il Piano Nazionale Cronicità.“Questo strumento – ha spiegato Renato Botti, Direttore Generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute–rappresenta una vera rivoluzione, anzitutto perché si prefigge di realizzare in concreto quella integrazione fra ospedale e territorio di cui si parla da tanto tempo. Per ottenere questa effettiva integrazione, il Piano Nazionale Cronicità farà leva sulla figura di raccordo rappresentata dal medico di Medicina Generale. Per questo è importante che sia correttamente attuata la riforma delle cure primarie: quest’ultima e il nuovo Piano Cronicità sono riforme imprescindibili e legate a doppio filo. L’altra sfida fondamentale è far sì che, nelle macro-aree terapeutiche individuate dal Piano, siano adottate linee d’indirizzo comuni da parte di Regioni che ad oggi hanno Piani Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) differenti. L’obiettivo del Piano – ha proseguito Botti – è consentire al maggior numero di pazienti di continuare ad essere assistiti a domicilio, e per far questo abbiamo bisogno di valorizzare anche la figura degli infermieri. In generale – ha concluso il DG –promuovere le buone pratiche e diffondere i risultati positivi che saranno raggiunti sono i due cardini strategici del nuovo Piano, che sarà alla firma del Ministro in settimana, arriverà presto in Conferenza Stato-Regioni e dovrebbe essere operativo già dal 2017, perché il documento è già stato analizzato in dialogo con diverse Regioni e quindi dovrebbe essere approvato rapidamente”.
Il tema del progressivo invecchiamento della popolazione, e delle conseguenti ricadute sul sistema sanitario determinate dall’aumento di persone che necessitano di cure a lungo termine, è stato affrontato di recente anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresentata questa mattina, all’evento promosso da Italia Longeva, dal Direttore del Dipartimento della World Health Organization dedicato proprio all’invecchiamento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, ha adottato di recente uno strumento definito “Global Strategy and Action Plan on Ageing and Health”, destinato ad “assicurare che tutti i Paesi abbiano un sistema di long-term care – ha detto John Beard, Director of WHO’s Department of Ageing and Life Course –: questo è infatti uno degli elementi chiave della Strategia varata dall’OMS. Venire incontro ai bisogni degli anziani con significative limitazioni fisiche, o in generale con perdite di funzionalità fisica – prosegue Beard – può consentire loro di continuare a condurre una vita piena di significato e di dignità, al di là dei limiti fisici. E anche supportare meglio le persone che garantiscono l’assistenza agli anziani, più frequentemente care giver donne, può consentire di ripartire più equamente l’impatto complessivo delle limitazioni fisiche della terza età, e così permettere anche alle persone che prestano assistenza di avere più tempo da dedicare ad altre attività e aspirazioni”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Terapia degli anziani colpiti da infarto

Posted by fidest press agency su domenica, 15 maggio 2016

infarto miocardico acutoLa percentuale crescente di invecchiamento della popolazione pone in primo piano il trattamento degli anziani nella pratica cardiologica, in particolare per quanto riguarda la sindrome coronarica acuta. La necessità di orientamento clinico per questo specifico gruppo di pazienti, considerando che le decisioni sulle strategie ottimali nella terapia antitrombotica sono spesso complesse, ha portato la Società Italiana di Cardiologia Interventistica (SICI-GISE) a lanciare una specifica campagna e al contempo realizzare un’applicazione, disponibile dal 12 maggio 2016, per dispositivi mobili iOS e Android. La presentazione ufficiale di questo strumento è prevista nel corso del convegno “Gise Stemi, Clinical cases challenge. Ottimizzazione della terapia antiaggregante nel paziente STEMI”, con il patrocinio di SICI-GISE, in programma a Napoli fino al 13 maggio. “L’app è scaricabile gratuitamente ed è rivolta ai medici specialisti – spiega Giuseppe Musumeci, Presidente SICI-GISE -; ha l’obiettivo di ottimizzare la terapia del paziente anziano colpito da infarto miocardico acuto, ottenendo subito la terapia farmacologica adeguata anche a lungo termine.” “Quello di Napoli è il primo appuntamento, dedicato al sud, della campagna nazionale lanciata dalla nostra società scientifica su questo argomento – continua Musumeci -; il secondo convegno è previsto a Milano dall’8 al 9 settembre 2016. Abbiamo fortemente voluto questa iniziativa perché gli anziani colpiti da infarto sono il 35% circa dei nostri pazienti: sono quelli più a rischio e con prognosi peggiore, perché spesso trattati in modo meno intensivo. Ecco perché SICI-GISE ha predisposto una campagna educativa a livello nazionale nel corso della quale verrà presentato un importante documento di consenso scritto dal dott. Giuseppe Tarantini, Presidente SICI-GISE Veneto.” “Il nostro scopo – spiega Tarantini – è stato quello di standardizzare le procedure e fornire le raccomandazioni pratiche al cardiologo clinico sulla gestione ottimale della terapia antitrombotica nei pazienti con SCA di età superiore ai 75 anni”.
Un gruppo di esperti cardiologi ha, infatti, lavorato sotto l’egida della Società Italiana di Cardiologia Interventistica, per discutere l’argomento e sviluppare il documento, pubblicato sul Giornale Italiano di Cardiologia, dal quale è stata ricavata l’applicazione, scaricabile su tutti i dispositivi mobili per renderla più fruibile. La nuova applicazione, chiamata AEA (ANTITHROMBOTIC THERAPY IN ELDERLY ACS PATIENTS), è di facile utilizzo: basta inserire la diagnosi, l’età e le caratteristiche cliniche del paziente e il sistema indicherà la terapia specifica suggerita da SICI-GISE, consentendo anche di inviarla via email al medico di famiglia. Dopo aver inserito i dati richiesti, l’app esplora i vari scenari clinici di pazienti con infarto miocardico acuto, come gli over 85 o quelli con altre patologie pregresse, fornendo le raccomandazioni del panel per ogni singola situazione. “Riteniamo sia un ulteriore passo avanti – conclude Musumeci – perché permette di intervenire in tempi rapidi ottimizzando la gestione terapeutica, al fine di migliorare l’esito della prognosi”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rischi di disabilità motorio-cognitive nei soggetti anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

parma universitàParma. Venerdì 9 Ottobre 2015, alle ore 14, nell’aula 4 delle Aule Centrali della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, il prof. Reto Kressig, Chair of Geriatrics, University Center for Medicine of Aging, Basilea, terrà la Lettura Magistrale dal titolo ”Motoric‐Cognitive risk syndrome in older subjects”.La relazione del prof. Kressig prenderà in considerazione la necessità di un approccio motorio‐cognitivo combinato nella valutazione del rischio di disabilità del soggetto anziano e la descrizione delle nuove tecniche e degli strumenti utilizzati nel Laboratorio di Basilea oggetto di pubblicazione presso prestigiose riviste scientifiche internazionali. L’intervento del prof. Kressig sarà introdotto dal prof. Gian Paolo Ceda, Presidente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma.La Segreteria Scientifica è stata curata dal prof. Marcello Maggio nell’ambito delle lezioni di Clinica Medica e Geriatria (VI anno di Medicina e Chirurgia). L’evento rientra nelle attività formative relative al Percorso di Day‐Service dell’Ambulatorio di “Prevenzione della Disabilità del Soggetto anziano” dell’UOC Clinica Geriatrica ‐ Dipartimento Geriatrico‐Riabilitativo AOU di Parma ed è rivolto a tutti gli studenti e specializzandi della Facoltà di Medicina e al personale medico e infermieristico dell’Azienda Ospedaliero‐Universitaria di Parma.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »