Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘anziani’

Numero verde per gli anziani soli

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Dopo le numerose chiamate ricevute durante il primo periodo del lockdown, il numero verde di Senior Italia FederAnziani, WINDTRE e SIPEm SoS, la Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza, nato all’inizio della pandemia per supportare gli anziani soli, è di nuovo attivo da oggi, 26 novembre. Il servizio continuerà, pertanto, ad offrire aiuto a coloro che abbiano bisogno di ascolto e sostegno psicologico in questo prolungato periodo di isolamento.Una recente indagine di Senior Italia FederAnziani, condotta sull’universo dei centri sociali per anziani aderenti alla federazione, ha mostrato come l’80% degli over 65 viva una condizione di difficoltà legata all’attuale scenario pandemico, e come il 57% della popolazione senior abbia praticamente azzerato la propria vita sociale e di relazione in questi mesi.Da qui la decisione di proseguire nell’iniziativa riattivando il numero verde 800.99.14.14, che sarà raggiungibile da telefono fisso e mobile, operativo dal lunedì alla domenica dalle ore 14.00 alle ore 19.00. Il numero è attivo anche nei giorni festivi e continuerà ad esserlo durante le festività natalizie, giornate più difficili per l’emergenza solitudine.«Quattordici milioni di anziani in Italia in questi mesi hanno visto le loro vite cambiare radicalmente, hanno limitato fortemente ogni loro relazione sociale, anche con la famiglia; sono preoccupati, disorientati, non hanno nessuno con cui parlare e chiedono di non essere abbandonati in questo momento di grande difficoltà. E’ per supportare loro, specialmente quelli più soli e fragili, privi di reti sociali o supporti familiari già prima della pandemia, che Senior Italia FederAnziani e SIPEM SoS Federazione hanno deciso di rinnovare l’iniziativa del numero verde gratuito, già operativo nei mesi del lockdown, dal 6 aprile scorso fino al mese di luglio, offrendo loro un supporto psicologico attraverso una rete di qualificati professionisti» ha dichiarato Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani. «WINDTRE ha l’obiettivo di eliminare le distanze tra le persone. – afferma Tommaso Vitali, Direttore Marketing B2C di WINDTRE – Per questo, confermiamo il nostro impegno al fianco di Senior Italia FederAnziani e SIPEM SoS Federazione per fornire supporto agli anziani che stanno affrontando l’isolamento a causa dell’emergenza sanitaria. Abbiamo da subito creduto in questo progetto perché sostiene i nostri valori di vicinanza e di inclusività e siamo felici di mettere a disposizione la nostra rete per facilitare le relazioni sociali, anche a distanza».

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Evitare una strage di anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

E’ fondamentale che tutti in famiglia indossino la mascherina e rispettino scrupolosamente le norme per la prevenzione del Covid. Questo l’appello di Senior Italia FederAnziani di fronte all’impennata dei contagi e del numero delle vittime del Coronavirus, nella quasi totalità persone anziane. La raccomandazione ai senior è di non uscire se non è strettamente necessario e soprattutto di fare attenzione ai contatti con i figli e i nipoti. Meglio rinunciare a un abbraccio e salutarsi con la mascherina che mettere a rischio la propria vita. E infine tenere sempre in casa qualche mascherina in più per figli e nipoti distratti.“Non dobbiamo dimenticare che dai dati dell’ISS aggiornati al 4 ottobre l’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 80 anni. E secondo l’Istituto Superiore di Sanità il 77,6% dei focolai si verifica in ambito familiare. In poche parole nipoti in età scolare, adolescenti e adulti contagiano i nonni sottovalutando il rischio dei contatti interni alla famiglia – ricorda il Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – C’è da temere che i nonni stessi non tengano adeguatamente in conto le norme di protezione quando si tratta di incontrare i propri nipoti. Sono molti a non aver rinunciato in questo periodo al loro ruolo di babysitter, specialmente in quei contesti in cui i genitori non possono permettersi lo smart working. Quest’ultima situazione invece va evitata il più possibile o comunque, laddove non evitabile, va gestita con la massima oculatezza dal momento che nelle ultime settimane abbiamo visto quadruplicare, in città come Milano, i contagi degli over 70, proprio a causa dei contatti con i bambini in età scolare o con i nipoti adolescenti dall’intensa vita sociale. Anche ai giovani vogliamo lanciare un appello: proteggete i vostri nonni, stategli vicini più che potete ma a distanza, indossando sempre la mascherina quando siete con loro, rinunciando a un abbraccio oggi per salvaguardare la loro salute, e magari aiutandoli con le nuove tecnologie o facendo la spesa per conto loro”.

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Favorire socialità anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

“Il Coronavirus ha colpito la quotidianità degli anziani e delle anziane determinando, a causa del lockdown, un fermo alle attività programmate nei centri anziani; il bisogno di socialità, emerso in questi mesi, rende dunque necessaria la riapertura – nel rispetto delle norme – delle strutture.Auspichiamo, anche alla luce dell’ordinanza regionale del 10 agosto 2020 concernente la riapertura delle attività sociali, che – come scritto nella mozione protocollata nei giorni scorsi al Consiglio del Municipio V – l’amministrazione rediga al più presto una scheda tecnica per ogni struttura, utile a chiarire i dubbi espressi in queste settimane dai referenti.L’invecchiamento attivo dovrà riguardare sempre più il presente degli anziani e delle anziane, visti benefici che ne possono trarre gli individui, le famiglie e la comunità. La proposta di legge presentata nelle scorse settimane in Consiglio regionale, elaborata insieme ai sindacati dei pensionati Cgil Cisl, Uil e sottoscritta da tutti i Gruppi consiliari, va proprio in questa direzione: rafforzare il contributo degli anziani nella società migliorando la loro indipendenza ed il loro benessere”.Così in una nota la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni ed il consigliere del Municipio V Stefano Veglianti.

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Truffe agli anziani calate del 13% rispetto allo scorso anno

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Secondo i dati pubblicati sul sito del Viminale, nei primi 7 mesi del 2020 sono calati del 13,3% le truffe agli anziani rispetto allo stesso periodo del 2019.”Effetto lockdown. I dati sono chiaramente falsati dal blocco degli spostamenti e dal fatto che durante la pandemia, per evitare di essere contagiati, si era meno propensi ad aprire la porta e a far entrare degli sconosciuti in casa, anche se i truffatori sono passati dallo spacciarsi per letturisti del gas a operatori sanitari” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, purtroppo non si è fatto alcun serio passo avanti nella lotta alle truffe agli anziani, che resta un’emergenza sociale” prosegue Dona. “A questo va aggiunto che spesso i truffati non fanno denuncia alle forze dell’ordine, nonostante sia fondamentale farlo non essendo il reato procedibile d’ufficio. Se il truffato non presenta querela, insomma, le forze dell’ordine hanno le mani legate, salvo la Procura ipotizzi la truffa aggravata o l’associazione a delinquere. per questo sarebbe necessaria una modifica legislativa” conclude Dona.

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Latte vaccino: Un toccasana per gli anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

Nei primi mesi di vita il latte è la nostra unica fonte di alimentazione e in età adulta gioca un ruolo molto importante nella dieta giornaliera. Ma anche per la popolazione più anziana, il latte può essere un alimento benefico, specialmente per migliorare la propria salute intestinale. Lo dimostra uno studio, realizzato nell’ambito del progetto ‘PROLAT’ e pubblicato sulla rivista internazionale ‘Nutrients’, condotto in collaborazione dal CREA, con i centri di Alimenti e Nutrizione di Roma e di Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari di Torino coordinati dalla dott.ssa Marianna Roselli, e dai ricercatori dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISPA) di Torino, coordinati dalla dott.ssa Laura Cavallarin.
Nello studio, che ha avuto il sostegno della Regione Piemonte e della Centrale del Latte di Italia, i ricercatori hanno valutato gli effetti sull’intestino di un tipo di latte vaccino caratterizzato da un diverso profilo di caseine, le principali proteine contenute nel latte. In particolare, tale latte contiene la proteina beta-caseina esclusivamente di tipo A2, a differenza del latte convenzionale, che contiene una miscela delle proteine beta-caseina A1 e A2. Dalla ricerca, condotta in laboratorio su modelli murini anziani, è emerso un generale impatto positivo del consumo di latte vaccino sullo stato di benessere intestinale. In particolare, il latte contenente proteina beta-caseina esclusivamente di tipo A2, ha mostrato effetti benefici sul sistema immunitario e sulla morfologia della mucosa intestinale. Inoltre, si è osservato che il consumo di latte vaccino fresco, specialmente quello A2, favorisce la produzione, da parte della popolazione microbica intestinale, di acidi grassi a catena corta, benefici per la salute. Complessivamente, i risultati indicano che il consumo di latte vaccino di tipo A2 sembra rallentare parzialmente l’invecchiamento della salute dell’intestino, organo particolarmente sensibile per le persone anziane che soffrono molto spesso di alterazioni a carico del sistema immunitario e del microbiota intestinale. Con questo studio viene confermato l’importanza del consumo di latte vaccino e, nello specifico, di quello contenente unicamente beta caseina di tipo A2, quale strategia adeguata per migliorare la salute dell’intestino nella popolazione, in particolare quella anziana. Il progetto PROLAT, della durata di 24 mesi, ha visto la partecipazione, oltre a CREA e CNR-ISPA, delle Università di Torino e di Pisa, del Polo Agrifood Piemonte e di Laemmegroup srl ed è stato finanziato nell’ambito del programma POR FESR 2014-2020 della Regione Piemonte. https://www.mdpi.com/2072-6643/12/7/2147/xml

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Sono 2,5 milioni gli anziani non autosufficienti in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

L’Italia vanta una delle aspettative di vita più lunghe del mondo, ma non sempre la longevità è sinonimo di buona salute. Considerando che nel tempo l’aspettativa di vita media crescerà sempre di più, bisogna tenere in considerazione le conseguenze che comporta: per 2,5 milioni di italiani anziani non autosufficienti sono presenti 2,8 milioni di familiari che si prendono cura di quest’ultimi e 900mila badanti (e più di 1 milione di colf) per un costo medio di 15.800€ all’anno per ogni badante (fonte Istat e Inps).In un contesto in cui sempre più persone anziane necessitano di supporto e spesso l’assistenza statale è assente o non sufficiente, è fondamentale organizzarsi in tempo per assicurarsi un’assistenza efficace durante la terza età.Altroconsumo ha realizzato un’indagine sulle polizze Long Term Care migliori in Italia, una copertura assicurativa che riconosce un indennizzo per coprire le rilevanti spese mediche e di assistenza legate alla non autosufficienza.L’Organizzazione ha analizzato due tipi di polizze: le polizze vita (11 prodotti) e le polizze malattia (3 prodotti). Fra le due opzioni, Altroconsumo consiglia la polizza vita, meglio “a vita temporanea”, perché assicura una rendita mensile che non dipende dalle spese effettuate e prevede il pagamento di un premio annuo solo per un certo periodo di tempo.L’inchiesta ha evidenziato che – tra i prodotti analizzati – le migliori assicurazioni sono la polizza vita intera Vittoria Fianco a Fianco – Ltc di Vittoria Assicurazioni e la polizza vita temporanea Lungavita Long Term Care di Generali.
Il fattore tempo è una variabile che influisce in maniera molto incisiva nelle polizze Long Term Care. Prima si attiva un’assicurazione, minore sarà il premio da pagare. Il limite di età per la stipula varia in base all’offerta delle diverse compagnie. Solitamente si ferma a 70 anni, ma ci sono alcune eccezioni: UnipolSai lo ha fissato a 60 anni mentre Allianz arriva a 75 anni.
Nell’indagine, l’Organizzazione ha riscontrato che per avere una rendita o un rimborso delle spese di 1.500 euro al mese, il premio annuo che una persona di 40 anni dovrebbe pagare sarebbe compreso tra 494 euro della polizza Vittoria Fianco a Fianco-Ltc e 1.552 euro della polizza a vita temporanea Lungavita Long Term Care di Generali.

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Le statine si associano a un ridotto rischio di morte tra gli anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

Uno studio su Jama firmato dai ricercatori del Brigham and Women’s Hospital e VA Boston Healthcare System getta nuova luce sul ruolo che le statine possono svolgere negli anziani che non hanno avuto un infarto, un ictus o altri eventi cardiovascolari. Nella loro analisi retrospettiva dei dati dei Veterans Health Administration Services e dei Centers for Medicare & Medicaid Services, gli autori hanno osservato che il rischio di morte per qualsiasi causa era inferiore del 25% tra i veterani che usavano statine rispetto ai non trattati. Ma non solo: le probabilità di morire per eventi cardiovascolari, come un infarto o un ictus, era più bassa del 20%.«Le statine sono comunemente prescritte negli adulti di mezza età, ma sottovalutate nelle persone sopra i 75 anni» afferma la coautrice Ariela Orkaby del Brigham and Women’s Hospital, sottolineando che dai risultati dello studio emerge la persistenza del beneficio delle statine indipendentemente dall’età più anziana o più giovane e dalla presenza di condizioni come la demenza. I ricercatori hanno esaminato i dati sui veterani che hanno utilizzato i servizi Veterans Administration tra il 2002 e il 2012, che avevano 75 anni o più e che non avevano avuto in precedenza infarti, ictus o altri eventi cardiovascolari. Degli oltre 300.000 partecipanti, gli autori ne hanno identificati più di 57.000 che assumevano statine. «Nel complesso, l’assunzione di statine risulta significativamente legata a un minor rischio di morte per eventi cardiovascolari o per qualsiasi causa, con benefici persistenti anche nei veterani in età avanzata, compresi quelli che avevano 90 anni o più» riprende Orkaby, aggiungendo che i tassi di mortalità restavano bassi anche nei soggetti anziani affetti da patologie neurologiche come la demenza, esclusi da studi precedenti. «Analizzando ulteriormente i dati abbiamo scoperto che anche l’avvio del trattamento con statine si associa in modo significativo a un minor rischio di eventi cardiovascolari come infarti e ictus, ed è stato particolarmente interessante vedere un marcato declino del tasso di ictus tra i partecipanti neri» concludono gli autori. (fonte Doctor33)

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Video tutorial per avvicinare gli anziani alla tecnologia

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

WINDTRE e Senior Italia FederAnziani rinnovano la propria collaborazione con un’iniziativa pensata per avvicinare gli anziani al mondo del digitale. L’azienda guidata da Jeffrey Hedberg, in partnership con la federazione della terza età, ha lanciato una serie di video tutorial per spiegare il funzionamento di alcuni tra i più diffusi servizi online, utili per rimanere in contatto con le persone care e per semplificare le attività quotidiane.L’iniziativa “Più vicino a chi ami” presenta diversi video, pubblicati sul canale YouTube di WINDTRE, che illustrano con voce chiara e un linguaggio semplice tutti i passaggi necessari per utilizzare App di messaggistica e social network, gestire la posta elettronica per avere accesso ai servizi digitali e fare ordinazioni a domicilio tramite servizi di delivery, con l’obiettivo di fornire una guida puntuale e di immediata comprensione.Il primo tutorial spiega come fare una video chiamata, singola o di gruppo, con WhatsApp, l’applicazione più diffusa per le chat. Nel secondo, viene illustrato il processo di creazione e configurazione di un account gratuito di posta elettronica con Gmail, per inviare e ricevere e-mail o documenti e avere accesso a numerosi servizi digitali. Il terzo video, invece, è dedicato all’App per la consegna a domicilio Glovo, che permette di ordinare, senza dover uscire di casa, prodotti come la spesa, i farmaci o il proprio cibo preferito. Al centro del quarto tutorial, infine, le azioni necessarie per installare sullo smartphone l’App di Facebook e quella di Facebook Messenger, due canali utili per rimanere in contatto con amici e familiari.
“Questa iniziativa va nella direzione del superamento del digital divide che, come federazione della terza età, riteniamo un passaggio fondamentale – dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – l’emergenza Covid19, con le sue difficoltà legate al distanziamento, in questi mesi ha reso ancora più evidente quanto l’inclusione digitale possa migliorare la qualità della vita delle persone senior. Tutti noi sappiamo che questo è vero anche ben al di là di questa emergenza. Pensiamo a quanto gli strumenti digitali possono essere utili a contrastare lo spettro della solitudine, per esempio in un momento delicato come l’estate. E più in generale quanto questi strumenti, nel quotidiano, possono servire a mantenersi in contatto coi propri cari e usufruire di servizi. La nostra esperienza ci dice che i senior sono estremamente motivati ad imparare, ce lo chiedono. L’importante è dotarli degli strumenti giusti”.

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Al via la graduale e controllata riapertura dei Centri Sociali Anziani di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

L’ordinanza sindacale prevede la possibilità della riapertura dei centri, nel rispetto delle indicazioni contenute nell’ordinanza regionale e solo nei casi in cui siano stati effettuati i necessari interventi di prevenzione sanitaria.I centri resteranno dunque chiusi in tutti i casi in cui non sia possibile garantire le idonee misure di contenimento del contagio.
Tra gli interventi necessari, rientrano le sanificazioni degli ambienti, gli interventi di manutenzione ordinaria degli spazi interni ed esterni e di manutenzione dei filtri per gli impianti di condizionamento e l’acquisto di dispenser di gel disinfettante.
La riapertura sarà effettuata con provvedimento del direttore del Municipio, sentito il direttore dell’Area Socio-Educativa e il presidente del Centro Sociale Anziani interessato.L’ordinanza prevede inoltre la riattivazione delle attività sociali e sociosanitarie, compresi i centri semiresidenziali per persone con disabilità, mentre restano chiusi i centri diurni e le strutture semiresidenziali in favore di persone anziane o affette da patologie croniche.

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Allarme truffe agli anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Le truffe agli anziani hanno registrato un aumento del 79,3% negli ultimi 12 mesi, ben 615 durante il 2019, praticamente quasi due ogni giorno. Dati allarmanti quelli emersi e diffusi dall’Arma dei Carabinieri.Infatti, proprio in questi giorni, una 78enne, sola e fragile di Novate Milanese, economicamente benestante, è stata circuita da un broker assicurativo e da sua moglie. I due malfattori, hanno sfruttato la fiducia della povera anziana al fine di farle firmare una polizza vita di € 200.000. Inoltre, sono riusciti a comprare con i soldi della vittima: un immobile nella provincia di Bergamo e due autovetture. I due sono stati arrestati con l’accusa di circonvenzione di incapace.“Insomma un problema grave quello dei raggiri ai danni degli anziani, ormai purtroppo sempre più presente e sempre più diffuso – commenta il Presidente del Codacons Marco Donzelli – È necessaria una maggiore consapevolezza dei rischi, in modo poi da evitare che tali inganni vadano poi a segno.
Allo scopo di prevenire truffe similari a danno di anziani, si propone il decalogo del Codacons, redatto per riconoscere ma soprattutto per prevenire questo genere di truffe:
– Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’abitazione. Solitamente è bene fare attenzioni agli avvisi del Condominio, nei quali vengono sempre indicati gli eventuali accertamenti nei singoli appartamenti, con indicazione della data e dell’ora dell’eventuale visita.
– Richiedere i documenti d’identità: è preferibile prima di far entrare qualcuno in casa propria, chiedere agli addetti di identificarsi tramite documento d’identità. Se il controllo è effettivo i tecnici non devono avere alcuna ragione di opporsi a tale richiesta.
– Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta: è utile fare richiesta di un documento o un tesserino per verificare se gli addetti siano realmente dipendenti della società con cui si sono presentati.
– Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica: molto spesso infatti si presentano soggetti per fantomatiche società elettriche o idriche al solo scopo di entrare nell’abitazione, dunque sincerarsi che siano veramente addetti alla propria società di fornitura.
– Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli.
– Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze: non bisogna farsi scrupoli nell’impedire agli addetti di andare in altre stanze da soli. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti.
– Non lasciare beni di valore in vista: prima di far entrare estranei nella propria abitazione, è importante mettere al sicuro qualsiasi bene sia “a portata di mano”. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere.
– Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’abitazione mentre l’altro o gli altri possono porre in essere furti in casa.
– Verificare l’abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare.
– Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 118.

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“Sanità selettiva” e anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza Andrea Riccardi. Tra i temi del colloquio con il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, in primo piano la protezione degli anziani nelle nostre società, il contrasto a una “sanità selettiva” e un nuovo sistema che punti sulla domiciliarità della cura e dell’assistenza, anche alla luce dell’altissimo e inaccettabile numero di vittime tra gli anziani in istituto per il covid-19 in Italia e in Europa. Riccardi si è fatto recentemente promotore di un appello internazionale “Senza anziani non c’è futuro”, che ha già raccolto migliaia di firme.
Forte preoccupazione è stata espressa anche, nel corso dell’udienza, per le zone del mondo in cui la guerra non si è fermata, anche in questo tempo di pandemia. Come anche per i campi profughi e quelli di detenzione in cui i migranti soffrono in modo particolare in questo momento, privati di sostegno concreto, a partire dal cibo, e per i quali appare urgente implementare i corridoi umanitari, modello di accoglienza e integrazione, che la Comunità, con le chiese evangeliche e successivamente la CEI, ha attivato a partire dal 2016, e che oggi sono considerati una best practice a livello internazionale per il soccorso e l’integrazione dei migranti.

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Farmaci antipertensivi protettivi sugli anziani fragili. I risultati di uno studio italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

Seguire in modo regolare la terapia antipertensiva aiuta anche gli anziani più fragili (dai 65 anni in su), specie i più sani, a vivere più a lungo, secondo uno studio pubblicato su Hypertension. «Pur sapendo che i farmaci per la pressione sono protettivi negli anziani, ci siamo concentrati sul fatto che lo fossero anche nei più fragili con comorbilità multiple, di solito esclusi dagli studi controllati» esordisce Giuseppe Mancia, autore principale dello studio e professore emerito all’Università di Milano-Bicocca.
I ricercatori hanno esaminato i dati di quasi 1,3 milioni di persone residenti in Lombardia di età pari o superiore a 65 anni (età media 76 anni) che hanno ricevuto 3 o più prescrizioni di farmaci antipertensivi tra il 2011 e il 2012. Gli autori hanno poi messo a confronto la storia clinica di circa 255.000 persone decedute durante il follow-up di 7 anni con una popolazione di controllo corrispondente per età, genere e stato di salute, suddividendo le coorti in quattro gruppi: buona salute, media, scadente o molto scadente. A conti fatti la probabilità di morte nell’arco di 7 anni è risultata essere del 16% nel gruppo in buona salute, aumentando progressivamente fino al 64% nei pazienti in pessime condizioni. Ma non solo: rispetto ai partecipanti con scarsa aderenza alla terapia (meno del 25% del tempo di trattamento), gli anziani con aderenza elevata (oltre il 75%) avevano rispettivamente il 44% o il 33% in meno di probabilità morire a seconda che fossero in buona o cattiva salute. Un modello simile è stato osservato con i decessi cardiovascolari: il più grande beneficio di sopravvivenza è stato tra le persone in buona salute, e il più modesto tra coloro in cattiva salute.
«I nostri risultati suggeriscono che anche negli anziani fragili il trattamento antiipertensivo riduce il rischio di morte, sebbene in questo gruppo i benefici potrebbero essere minori. Ma questi dati mostrano anche l’importanza di incoraggiare i pazienti a seguire la cura in quanto l’aderenza è fondamentale per ottenere benefici sullo stato di salute» conclude Mancia. (fonte: doctor33)

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Una più ampia copertura della vaccinazione degli anziani nel prossimo autunno

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Ora che l’emergenza Covid-19 sembra allentare la presa, è tempo di pensare senza esitazioni al prossimo autunno. Per proteggere le persone più fragili da un possibile nuovo picco di infezione da Coronavirus, ma anche dalle frequenti complicanze più temibili – polmonari e cardiache – delle infezioni più comuni, a partire dall’influenza, la sanità pubblica italiana deve puntare a raddoppiare le coperture vaccinali degli anziani, ferme a poco più del 50%. Per raggiungere questo obiettivo, bisognerà vaccinare di più, vaccinare prima (già da settembre) e organizzarsi in fretta, per non correre il rischio di subire ritardi nell’approvvigionamento dei vaccini (in Italia gli over-65 sono quasi 14 milioni, senza contare le altre categorie a rischio) e un’affluenza incontrollata di pazienti – non solo anziani – presso i centri vaccinali e gli studi dei medici di famiglia, ancora in un contesto di emergenza sanitaria e sociale.È questo l’appello lanciato oggi da Italia Longeva, l’Associazione nazionale per l’invecchiamento e la longevità attiva, in occasione del webinar “Anziani, fragili, vaccinati: se non ora quando?”, che ha riunito rappresentanti politico-istituzionali a livello centrale e regionale, comunità medico-scientifica e mondo della distribuzione per un confronto sulla programmazione della prossima campagna vaccinale, la prima in epoca Covid-19.“La pandemia ci ha fatalmente ricordato che per i virus la fragilità è un terreno fertile dove attecchire”, commenta il Prof. Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva e membro della CTS della Protezione Civile. Un motivo in più per vaccinare tutti gli anziani contro l’influenza stagionale – ma anche contro le altre malattie che possono colpire più duramente da vecchi, a partire da polmonite pneumococcica, pertosse e herpes zoster – rendendo così il Coronavirus più riconoscibile e con un’evoluzione clinica meno severa non andando a sovrapporsi in uno stesso soggetto. Tuttavia, dal punto di vista logistico-organizzativo, bisognerà procedere in un modo diverso rispetto al passato, provvedendo tempestivamente al fabbisogno previsto da ogni singola Regione, anticipando l’inizio della campagna vaccinale per non farsi cogliere impreparati da una possibile seconda ondata pandemica, garantendo ai cittadini la massima sicurezza dell’atto vaccinale e rendendo più efficiente la rete di distribuzione dei vaccini, con il pieno coinvolgimento dei medici di famiglia e delle farmacie”.Intanto, il Ministero della Salute ha emanato le linee guida per la prossima campagna di vaccinazione antinfluenzale, che abbassano da 65 a 60 anni l’età per usufruire dell’offerta attiva e gratuita e raccomandano fortemente la vaccinazione a tutti quei soggetti suscettibili di entrare in contatto con gli anziani e i fragili: i bambini da 6 mesi a 6 anni, i familiari e i caregiver, gli operatori sanitari. Uno scudo, in sostanza, per proteggere le persone più vulnerabili, che hanno pagato il tributo più alto durante la pandemia di Covid-19 in termini di contagi, ospedalizzazioni e decessi.

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Anziani: allarme per 24 milioni di cronici

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2020

«Siamo fortemente preoccupati per la prolungata chiusura dell’attività specialistica ambulatoriale del territorio e per la conseguente situazione di abbandono in cui versano 24 milioni di malati cronici malgrado i ripetuti appelli dei medici. Per non parlare degli enormi ritardi che stiamo accumulando in termini di prevenzione e nuove diagnosi» lo dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani che per affrontare la situazione della cronicità in Italia nella Fase 2 ha istituito un Advisory Board che coinvolge esponenti di alcune tra le più importanti società medico-scientifiche e organizzazioni di medici con l’obiettivo di confrontarsi con i decisori nazionali e locali e accelerare il superamento di questa fase attraverso la riapertura delle attività specialistiche del territorio, per scongiurare pericolosi ritardi nella gestione della cronicità e nelle nuove diagnosi. Si è già tenuto il primo appuntamento tra i board e l’Assessore alla Salute della Regione Sardegna Mario Nieddu. Nei prossimi giorni saranno organizzati una Tavola Rotonda Nazionale, una europea e incontri con i rappresentanti delle altre regioni.«In Italia ci sono 24 milioni di malati cronici che oggi non possono accedere alle cure e nemmeno al monitoraggio delle loro condizioni di salute – si legge nel documento dell’Advisory Board – e la maggior parte di queste persone sono anziani fragili. Vanno bilanciati rischi e benefici di ogni cura, come ci è stato correttamente detto dall’inizio, ma non possiamo ignorare che ogni diagnosi mancata, ogni terapia sospesa equivale a una perdita di opportunità di guarigione o a un più elevato rischio per la salute della persona. I laboratori ormai assicurano solo le prestazioni indifferibili, molte terapie e follow up sono sospesi, le attività mediche e chirurgiche ordinarie sono state azzerate così come gli screening. Persino gli accessi al pronto soccorso sono tracollati, e se questo in molti casi significa azzeramento dei ricorsi impropri in altri purtroppo vuol dire che le persone, di fronte all’insorgenza di sintomi anche gravi, come quelli dell’ictus, preferiscono restare a casa piuttosto che andare in ospedale, con tutto quel che ne consegue in termini di peggioramento della salute e rischio di invalidità.Se non proponiamo soluzioni nuove ai pazienti, questo stato di sospensione indefinita della gestione delle patologie significherà un enorme perdita di salute collettiva e un costo incalcolabile per il Servizio Sanitario Nazionale.Occorre intervenire immediatamente ripristinando i percorsi assistenziali diagnostici e terapeutici per garantire ai cittadini nuovamente l’accesso alla prevenzione, alla cura, alla diagnosi tempestiva, non ultimo per fronteggiare al meglio l’inevitabile prolungamento dei tempi di attesa accumulatisi in questi mesi.A tal fine sarà necessario innovare il setting con cui l’assistenza ospedaliera viene offerta, ripensando completamente il percorso intraospedaliero, limitando l’accesso solo ai casi realmente necessari, promuovendo l’utilizzo di innovazioni tecnologiche e organizzative che consentano di ottimizzare il percorso del paziente costretto dalle proprie condizioni a ricorrere ad un ricovero ospedaliero o a un intervento chirurgico, al fine di limitare al massimo la degenza intraospedaliera e l’utilizzo dei letti di Terapia Intensiva. Occorrerà garantire dispositivi di protezione individuale corretti agli operatori e ai pazienti/cittadini, effettuare test specifici agli operatori, prevedere soluzioni quali utilizzo massiccio di termoscanner e investire nel triage dedicato a filtrare gli accessi isolando gli eventuali casi positivi.» Il documento infine afferma che è necessario «investire sul potenziamento della sanità territoriale puntando sul lavoro delle équipe multidisciplinari».

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Emergenza anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

«C’è un’emergenza ignorata in questo momento in Italia, ed è quella che riguarda migliaia di persone non autosufficienti, la maggior parte dei quali “grandi anziani”, che attendono di poter accedere a una RSA e ai relativi servizi di cura e assistenza e sono impossibilitati a farlo. In questa fase infatti, sia i non autosufficienti che le loro famiglie si ritrovano in una specie di limbo, data l’assenza, nella maggior parte delle Regioni, di line guida sulle riaperture delle strutture residenziali che consentano a chi ne abbia bisogno di accedervi, sia dall’ospedale che dal proprio domicilio» lo dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani.
Eppure a oggi solo il Lazio, il Piemonte e la Toscana hanno emanato dei protocolli per la riapertura delle strutture – prosegue Messina – in Veneto e in Sardegna la situazione è a macchia di leopardo, mentre nel resto d’Italia ancora si resta fermi. Lanciamo un appello agli assessori competenti di tutte le Regioni affinché accelerino la riapertura delle strutture garantendo al tempo stesso la massima sicurezza e mettendo le RSA in condizioni tali da poter tutelare appieno la salute degli ospiti affinché non si debba mai più assistere a quanto accaduto negli ultimi mesi. Potrebbe essere opportuno creare delle strutture dedicate ai pazienti Covid e altre libere dal Covid superando le molte criticità legate alla gestione attuale. Non dimentichiamo che le già infinite liste d’attesa continuano ad allungarsi di giorno in giorno con il rischio di mandare in tilt il Sistema del welfare familiare. Occorre infatti ricordare che nel nostro Paese si stima che oltre un quinto delle persone con 65 anni e più abbia limitazioni funzionali gravi da necessitare assistenza personale a casa (20,1%) o in strutture residenziali quali residenze sanitarie assistenziali (RSA), residenze protette e altre analoghe (1,7%). E coloro che si trovano a casa vengono il più delle volte assistiti da familiari, spesso coetanei o comunque a loro volta anziani. Ci sono quasi 4 milioni di caregivers informali, ovvero figli e coniugi che si prendono cura di un anziano non autosufficiente, oggi più che mai bisognosi di andare avanti e di avere un adeguato supporto per ricominciare a vivere. Fondamentale, infine, ripristinare dei percorsi sicuri e protetti per consentire agli ospiti di incontrare nuovamente i propri cari, cosa indispensabile per la solo salute psichica.»

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Senza anziani non c’è futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

Nella pandemia del Covid-19 gli anziani sono in pericolo in molti paesi europei come altrove. Le drammatiche cifre delle morti in istituto fanno rabbrividire. Molto ci sarà da rivedere nei sistemi della sanità pubblica e nelle buone pratiche necessarie per raggiungere e curare con efficacia tutti, per superare l’istituzionalizzazione. Siamo preoccupati dalle tristi storie delle stragi di anziani in istituto. Sta prendendo piede l’idea che sia possibile sacrificare le loro vite in favore di altre. Papa Francesco ne parla come “cultura dello scarto”: toglie agli anziani il diritto ad essere considerati persone, ma solo un numero e in certi casi nemmeno quello.In numerosi paesi di fronte all’esigenza della cura, sta emergendo un modello pericoloso che privilegia una “sanità selettiva”, che considera residuale la vita degli anziani. La loro maggiore vulnerabilità, l’avanzare degli anni, le possibili altre patologie di cui sono portatori, giustificherebbe una forma di “scelta” in favore dei più giovani e dei più sani.Rassegnarsi a tale esito è umanamente e giuridicamente inaccettabile. Lo è anche in una visione religiosa della vita, ma pure nella logica dei diritti dell’uomo e nella deontologia medica. Non può essere avallato alcuno “stato di necessità” che legittimi o codifichi deroghe a tali principi. La tesi che una più breve speranza di vita comporti una diminuzione “legale” del suo valore è, da un punto di vista giuridico, una barbarie. Che ciò avvenga mediante un’imposizione (dello Stato o delle autorità sanitarie) esterna alla volontà della persona, rappresenta un’ulteriore intollerabile espropriazione dei diritti dell’individuo.L’apporto degli anziani continua ad essere oggetto di importanti riflessioni in tutte le civiltà. Ed è fondamentale nella trama sociale della solidarietà tra generazioni. Non si può lasciar morire la generazione che ha lottato contro le dittature, faticato per la ricostruzione dopo la guerra e edificato l’Europa.Crediamo che sia necessario ribadire con forza i principi della parità di trattamento e del diritto universale alle cure, conquistati nel corso dei secoli. È ora di dedicare tutte le necessarie risorse alla salvaguardia del più gran numero di vite e umanizzare l’accesso alle cure per tutti. Il valore della vita rimanga uguale per tutti. Chi deprezza quella fragile e debole dei più anziani, si prepara a svalutarle tutte.Con questo appello esprimiamo il dolore e la preoccupazione per le troppe morti di anziani di questi mesi e auspichiamo una rivolta morale perché si cambi direzione nella cura degli anziani, perché soprattutto i più vulnerabili non siano mai considerati un peso o, peggio, inutili.

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Fase 2 per tutti ma non per gli ospiti delle RSA

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

«La fase 2 è partita per tutti, ma non per gli anziani ospiti delle RSA. Non è pensabile parlare di Fase 2, infatti, quando parliamo di residenze per anziani, senza avere un supporto trasparente, chiaro e costante da parte delle istituzioni su alcuni punti fondamentali per garantire la ripresa e il mantenimento della rete del welfare – lo dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani – Anzitutto riscontriamo con allarme che manca ancora la capacità del sistema di effettuare costantemente lo screening, ovvero tamponi più test sierologici sia degli ospiti che del personale delle RSA. Ci chiediamo come sia possibile in tal modo mantenere la sicurezza delle strutture e prevenire il contagio. È urgente, inoltre, che la rete ospedaliera possa riprendere a svolgere l’attività di emergenza-urgenza, con la conseguente possibilità di invio in Pronto Soccorso degli ospiti delle RSA in caso di acuzie che lo richiedano. Occorre inoltre una riapertura della RSA al territorio secondo un percorso protetto ma che garantisca la veloce ripresa dell’attività, con linee guida che siano sostenibili. In mancanza di tali provvedimenti urgenti non possiamo pensare che si riesca a contenere il contagio. Col nostro Advisory Board formato dai massimi esperti del settore abbiamo chiesto a gran voce che sia rafforzato il ruolo della sanità territoriale affinché possa gestire anche il trasferimento degli ospiti in ambito familiare ove possibile prevedendo un ruolo di primo piano dei MMG e degli specialisti ambulatoriali nella partecipazione alle attività territoriali, dotati degli indispensabili sistemi di monitoraggio. Occorre intensificare la lotta contro le situazioni irregolari, con il rafforzamento delle attività di ispezione e verifica del rispetto delle norme per accertare ogni responsabilità. D’altro canto non dobbiamo dimenticare quelle strutture regolari, che hanno operato e stanno operando nel pieno rispetto dei protocolli. La dichiarazione di Pandemia dovrebbe avere in sé il riconoscimento dell’impossibilità di evitare il contagio in modo assoluto e distinguere chi opera nel rispetto delle regole da chi non lo fa, altrimenti non faremo altro che fare di tutta l’erba un fascio e portare un intero Sistema di welfare al collasso lasciando le famiglie delle persone non autosufficienti ancora più sole e prive di importanti punti di riferimento per la cura dei propri cari.»

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Fase 2: tornano al lavoro più over 50 che giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Sono 4,4 milioni i lavoratori che dal 4 maggio, secondo quanto stabilito dal DPCM del 26 aprile, riprenderanno la propria attività lavorativa; mentre 2,7 milioni continueranno a restare a casa in attesa di successive misure governative. Su 100 rimasti a casa per effetto dei provvedimenti di sospensione delle attività, ben il 62,2% potrà tornare al lavoro. La ripresa però avrà effetti inattesi. Coinvolgerà soprattutto lavoratori over 50, rispetto ai giovani, interesserà maggiormente il Nord Italia, più esposto al contagio in questi due mesi di emergenza da Covid-19, e favorirà i lavoratori dipendenti a discapito degli autonomi. Ad approfondire le caratteristiche di chi da lunedì riprenderà la propria attività è la nuova indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, a partire dai microdati delle Forze Lavoro Istat, intitolata “Ritorno al lavoro per 4,4 milioni di italiani. Al Nord prima che al Sud, anziani più dei giovani”.

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Le Rsa sono le strutture più colpite in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2020

Le RSA e più in generale le strutture residenziali per anziani sono state in tutta Europa le realtà più colpite dal Coronavirus a causa della maggiore vulnerabilità delle persone anziane e non autosufficienti ospitate in tali strutture. Per questo Senior Italia FederAnziani ha espresso grande allarme e deciso di costituire un Advisory Board formato dai massimi esperti del settore sanitario alfine di offrire suggerimenti alle direzioni delle RSA sulla gestione dell’emergenza e di avanzare in merito precise proposte ai decisori politici.Ricerca di soluzioni alternative, come gli alberghi, rispetto al trasferimento nelle RSA dei pazienti positivi al COVID-19 paucisintomatici o che hanno superato la fase acuta; esecuzione dei tamponi sia agli ospiti che agli operatori, inclusi quelli in attesa di rientrare in struttura al termine della quarantena; garanzia di adeguata fornitura di dispositivi di protezione individuale agli operatori; formazione del personale alla gestione delle emergenze; supporto psicologico a ospiti e famiglie con una particolare attenzione alla trasparenza nella comunicazione; chiarezza organizzativa e delle responsabilità: sono le indicazioni che emergono nel documento Gestione dell’emergenza COVID 19 nelle strutture residenziali per anziani elaborato dal prestigioso Advisory Board scientifico.Tra le indicazioni per i decisori politici quella di «rafforzare il ruolo della sanità territoriale affinché possa gestire anche il trasferimento degli ospiti in ambito familiare ove possibile prevedendo un ruolo di primo piano dei MMG e degli specialisti ambulatoriali nella partecipazione alle attività territoriali, dotati degli indispensabili sistemi di monitoraggio.
Devono essere fornite alle RSA adeguate informazioni circa le procedure da rispettare per contenere l’infezione, così come avviene negli ospedali pubblici, anche fornendo la consulenza specialistica di pneumologi e infettivologi territoriali e di altre branche specialistiche che, in tale contesto, sono figure fondamentali. Deve essere prevista per le RSA, idonee all’isolamento dei casi positivi COVID 19 clinicamente non complessi e gestibili all’interno delle strutture, la possibilità di utilizzare, attraverso i Servizi territoriali ASL di riferimento, in maniera flessibile e limitatamente al periodo epidemico, sistemi di telemonitoraggio cardiorespiratorio, per individuare precocemente il deterioramento dei parametri vitali e consentire il tempestivo trasferimento dei residenti in ospedali COVID adeguatamente attrezzati.»Non va trascurato poi l’impatto psicologico dell’emergenza, da gestire con un adeguato supporto a famiglie e ospiti, anche attraverso la strutturazione di unità dedicate a questo scopo e incentivando la comunicazione verso i familiari. Particolare attenzione va dedicata alla prevenzione dello stress e del burnout per coloro che lavorano all’interno delle strutture.Occorre, si legge nel documento, «riaffermare con chiarezza ruoli e responsabilità delle direzioni sanitarie rispetto alle procedure e dei medici del lavoro rispetto alla valutazione del rischio del personale» e «riportare la responsabilità precisa delle funzioni a ciascun soggetto. Il medico competente, in piena autonomia e senza condizionamenti, deve valutare accuratamente l’esposizione al rischio biologico del personale nel pieno rispetto dei protocolli.»Fondamentale la lotta contro le situazioni irregolari, con il rafforzamento delle attività di ispezione e verifica del rispetto delle norme. In caso di pandemia, occorre prevedere che la responsabilità dei Gestori e degli operatori sanitari e socio-sanitari sia circoscritta al solo caso di dolo. Un capitolo a parte è quello dedicato alla gestione delle cronicità degli ospiti, per cui è necessario rafforzare tutte le azioni necessarie alla gestione preventiva e terapeutica delle cronicità. Anche la riabilitazione conserva un ruolo centrale nell’emergenza. «Allo stato attuale – recita il documento – è anacronistico oltre che inappropriato e contrario alle linee guida internazionali pensare ad una riabilitazione d’organo. Da queste premesse, ed in considerazione dell’attuale emergenza da Covid19 è importante sottolineare come, sebbene l’interessamento polmonare sia tra le principali manifestazioni di questa patologia, si ha il coinvolgimento di altri organi e distretti. La prolungata immobilizzazione soprattutto nei casi gravi provoca un grave decondizionamento con conseguente disabilità, danno funzionale (miopatia e neuropatia da Critical Illness) danno polmonare e netto peggioramento della qualità di vita. È quindi evidente come, anche nelle RSA, ogni intervento riabilitativo per disabilità di origine differente, anche come esiti della Covid19, debba essere gestito dal Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa come responsabile e coordinatore di un Team multidisciplinare.» Non va dimenticata, infine, la mortalità degli anziani presso il proprio domicilio, che secondo quanto emerso dalle ricerche dell’Osservatorio Settoriale sulle RSA della LIUC Business School, coinvolto nell’Advisory Board, non va considerato necessariamente un luogo più sicuro delle RSA: «La popolazione anziana rappresenta il segmento demografico che nel suddetto periodo del 2020 registra il più alto incremento dei decessi rispetto alla media dei 5 anni precedenti, anche se le variazioni più alte si sono verificate nelle fasce anagrafiche degli young old (+91,2%) e degli old old (+99,5%), rispetto a quella degli oldest old (+83,8%), al cui interno ricadono in netta prevalenza i tipici utenti delle RSA. Va, infatti, considerato che l’età media di ingresso nelle RSA negli anni si è progressivamente innalzata e, secondo i dati dell’Osservatorio Settoriale sulle RSA della LIUC Business School, risulta pari a 84,5 anni. È, quindi, evidente che la mortalità registrata negli anziani dei segmenti anagrafici precedenti sia per lo più riconducibile ad anziani residenti al proprio domicilio, che non è, quindi, necessariamente da considerare un luogo più sicuro delle RSA e/o della altre unità di offerta residenziali del territorio rivolte alla popolazione anziana. Queste evidenze vanno tenute in debita considerazione nel ripensare l’attuale sistema di offerta residenziale, soprattutto al fine di evitare di snaturare immotivatamente il ruolo delle RSA all’interno della filiera dei servizi per la non autosufficienza.»

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Mantenere ed incrementare le coperture vaccinali nei bambini e negli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

L’attuale emergenza COVID-19 rischia di portare con sé conseguenze serie anche per altre malattie infettive. Nelle scorse settimane si è infatti reso evidente come le coperture vaccinali dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’adulto (sano, con patologie croniche, o sopra un’età prestabilita) siano in calo in molte Regioni italiane per un insieme di ragioni concomitanti: spostamento di personale normalmente impiegato nei servizi di vaccinazione a funzioni relative alla gestione dell’emergenza pandemia, timore da parte dei cittadini nei confronti di accessi al servizio sanitario per l’effettuazione delle vaccinazioni, talora ingiustificate interruzioni delle chiamate attive e delle richieste di fornitura dei vaccini in situazioni non emergenziali.
Il Board del Calendario della Vita considera questi eventi con grande preoccupazione. Le coperture vaccinali contro l’influenza negli ultra-sessantacinquenni e nei pazienti cronici, rispettivamente pari a circa 55% e 25-30% nelle scorse stagioni, devono necessariamente aumentare in modo drastico nel prossimo autunno, così come quelle contro lo pneumococco, la cui media nazionale negli anziani e malati cronici è inaccettabilmente bassa, prevedendo un aumento dell’offerta attiva e gratuita della vaccinazione includendo gli over 55 anni.Vale la pena ricordare come l’Organizzazione Mondiale della Sanità – Regione Europea (WHO-Euro) abbia sottolineato con forza in una propria linea guida emanata lo scorso 20 marzo: ‘Qualsiasi interruzione dei servizi di immunizzazione, anche per brevi periodi, determina un accumulo di suscettibili, e una più elevata probabilità di epidemie di malattie vaccino-prevenibili. Tali epidemie possono determinare morti correlate alle malattie prevenibili e un aumento del carico su sistemi sanitari già logorati dalla risposta alla pandemia di COVID-19’.È quindi evidente come siano indispensabili le seguenti azioni urgenti:
1. Garantire le coperture vaccinali pediatriche a tutti i nuovi nati e i richiami pediatrici e all’adolescenza, non interrompendo le chiamate attive e le sedute programmate.
2. Ri-organizzare le modalità di offerta delle vaccinazioni pediatriche e dell’adolescenza.Alcune linee di intervento possono essere delineate:
– coinvolgimento del pediatra curante nella pratica vaccinale, al fine di offrire più ampie modalità di applicazione, come già avviene in alcune realtà regionali, anche al fine di diminuire gli spostamenti delle famiglie e favorire l’esecuzione in concomitanza dei bilanci di salute;
– co-somministrazione di più di 2 vaccini nella stessa seduta, rammentando che in alcuni Paesi sono somministrati fino a 5 diversi vaccini nei due quadricipiti femorali senza che sia aumentata significativamente la frequenza di effetti collaterali in confronto alla somma delle vaccinazioni separate (le iniezioni devono essere effettuate ad almeno 2.5 cm di distanza una dall’altra quando somministrate nello stesso muscolo);
– accettazione su appuntamento, che sia cadenzato prevedendo la non contemporanea presenza di utenti in sala di attesa in situazioni di affollamento, e la permanenza post-vaccinazione per osservazione di eventuali eventi avversi in ambiente idoneo con distanziamento fisico.
3. Programmi di recupero delle vaccinazioni non effettuate dopo l’inizio dell’emergenza COVID-19.
4. Provvedere in tutte le Regioni e Province Autonome con estrema urgenza alla predisposizione delle gare per le forniture dei vaccini anti-influenzali con quantitativi idonei ad aumentare le coperture.
5. Predisporre piani di incremento delle coperture per influenza, pneumococco, richiami tetano-difterite-pertosse ed herpes zoster.
Simultaneamente, devono essere previste anche azioni molto incisive per incrementare le coperture vaccinali nelle stesse categorie per i vaccini pneumococcici, tetano-difterite-pertosse per adulti (dTpa), herpes zoster.
In particolare per la campagna vaccinale antinfluenzale 2020/2021, con la già richiamata proposta di abbassamento dell’età di offerta attiva e gratuita ai soggetti over 55 anni, va previsto un inizio anticipato e allungato rispetto agli anni precedenti (inizi di ottobre – fine gennaio), al fine di gestire in tempi più larghi gli accessi di un maggior numero di soggetti con un modello organizzativo caratterizzato dal distanziamento sociale e dal biocontenimento sia nei setting della medicina di famiglia che in quelli dei centri vaccinali.
In questo senso andranno predisposte modalità di offerta innovative e concertate con la medicina di famiglia, rammentando che le co-somministrazioni dei vaccini anti-influenzali, anti-pneumococcici, dTpa e anti-herpes zoster sono possibili e in questo momento particolarmente utili per ridurre il numero di accessi ai servizi sanitari e agli studi dei medici di medicina generale, coerentemente con un periodo di campagna vaccinale più ampio temporalmente come detto sopra aumentato dai due mesi attuali ai quattro mesi proposti.È necessario, infine, per offrire il massimo livello di protezione agli utenti e agli operatori, un’adeguata programmazione dell’approvvigionamento, in quantità e qualità, dei dispositivi di protezione individuale e di altri prodotti e dispositivi necessari per la prevenzione e controllo di malattie trasmesse per contatto e droplets e per via aerea.

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