Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

Posts Tagged ‘anziani’

Tutela dei diritti degli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

federanzianiLatina. I Centri Anziani della provincia di Latina aderenti a Senior Italia Federcentri si sono riuniti per definire la programmazione delle attività e condividere le linee guida della Federazione. Al centro dell’incontro la tutela del diritto alla salute, i progetti per migliorare la qualità della vita della popolazione senior e l’obiettivo di sviluppare una solida e radicata rete associativa nel territorio di Latina. Tutto ciò attraverso il rafforzamento e la modernizzazione dei Centri Sociali Anziani affinché diventino punti di riferimento per tutta la cittadinanza. All’incontro sono intervenuti il Segretario Generale di Senior Italia Federcentri Raimondo Giuliani, il Presidente di Senior Italia FederAnziani, Roberto Messina e i Presidenti dei Centri Anziani del territorio di Latina, che hanno aderito con entusiasmo all’importante proposta di azione sociale promossa da Senior Italia Federcentri. La giornata di incontro ha consentito di condividere le opportunità e il fitto programma di attività che coinvolgeranno i Centri, per fornire risposte adeguate ai bisogni sociali, ricreativi e di salute della terza e quarta età.
Tra le attività previste, le grandi campagne di screening e monitoraggio della salute dei senior, i convegni di informazione sanitaria, il coinvolgimento in progetti nazionali di indagine sulla salute dell’anziano per avere un quadro sempre più preciso della qualità della vita nella terza e quarta età da poter condividere con le Istituzioni.

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I diversi danni dell’ipertensione in giovani, anziani e donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

Dubrovnik (Croazia) il 21 e 22 aprile 2017 Grand Villa Argentina Hotel, simposio internazionale “Age and genders factors in Hypertension”. L’ipertensione rappresenta uno dei principali fattori di rischio per dubrovnikle malattie cardiovascolari. Ma quali sono le conseguenze dell’ipertensione in precise categorie di persone, come i giovani, gli anziani e le donne? A questa domanda vuole rispondere il simposio internazionale “Age and genders factors in Hypertension”. Il simposio è organizzato dalla Scuola di Medicina dell’Università di Zagabria, dalla Società Croata di Ipertensione e dalla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca, ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Tra i numerosi argomenti delle due giornate le linee guida della Società Europea di Cardiologia riguardanti l’ipertensione negli anziani, il trattamento dell’ipertensione nei bambini e negli adolescenti, l’ipertensione nelle donne in gravidanza e dopo la menopausa, la fibrillazione atriale a seconda dell’età e del genere, la funzione sessuale negli anziani e in presenza di rischi cardiovascolari.
Sede del Simposio è il Grand Villa Argentina Hotel di Dubrovnik. Il Simposio è stato accreditato dal board europeo per l’accreditamento in cardiologia (EBAC)e assegna 11 crediti europei.

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Anziani, Senior Italia: diritto alla salute negato, politica scollata da realtà

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

pensionati“Basta! Non se ne può più! Cosa devono fare gli anziani in questo Paese per essere rispettati, ascoltati, tutelati?” se lo chiede il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, che prosegue: “i politici non si rendono conto della situazione in cui versiamo, sono scollati dalla realtà e stanno portando la nazione verso il punto di non ritorno.
Le pensioni sono ferme anche nel 2017, con le minime ancorate a 501,89 euro; il 22,8% delle persone sole con 65 anni e più risulta a rischio di povertà; l’11,2% degli over 65 soli si trova in condizioni di grave deprivazione; il 57,0% non può permettersi una settimana di ferie l’anno; il 5,4% ha arretrati per il mutuo, l’affitto, le bollette o altri debiti; il 14,5% non può permettersi un pasto adeguato ogni due giorni; quasi il 14% delle famiglie con principale percettore di reddito over 65 anni ha dichiarato di non avere abbastanza soldi per curarsi. E sappiamo che oggi conviene curarsi a proprie spese, perché il costo del ticket è talmente alto che tanto vale rivolgersi al settore privato, spendendo qualche euro in più, almeno per quelli che possono permetterselo.
A ciò si aggiunga che entro qualche anno avremo 16mila medici di medicina generale in meno e oltre 16 milioni di cittadini si ritroveranno a vedere raddoppiare la distanza dal proprio medico di famiglia e dimezzare il tempo dedicato alla loro presa in carico.
Milioni di pazienti incontinenti ricevono pannoloni in quantità insufficiente rispetto alle proprie necessità, oltre che di qualità scadente, 8.000 persone muoiono ogni anno per colpa delle complicanze dell’influenza, a milioni di donne affette da osteoporosi è negato il farmaco che previene le seconde fratture, a quasi un milione di anziani affetti da fibrillazione atriale sono negati e “nascosti” quei farmaci che abbatterebbero significativamente i rischi di eventi emorragici cerebrali e ictus, oltre a sopprimere la necessità di recarsi settimanalmente in ospedale per i controlli, a milioni di diabetici vengono falcidiate le strisce per la misurazione della glicemia, ai pazienti stomizzati vengono dati materiali non consoni. Le gare d’appalto per i farmaci vanno deserte e si rischia di rimanere senza farmaci, le Regioni diventano distributori di farmaci e si potrebbe continuare così per pagine e pagine. Ora basta – conclude Messina. – fermatevi! Nell’imminenza di nuove tornate elettorali non ci vengano a chiedere il voto tutti quei politici che si sono dimostrati poco credibili e inaffidabili. Ribadiamo la nostra disponibilità al confronto e al dialogo costruttivo con le Istituzioni e con le forze politiche animate da serie intenzioni di cambiamento, ma se non troveremo ascolto siamo pronti a mettere in campo azioni di protesta alfine di ripristinare il diritto alla salute e a una vita dignitosa per gli anziani di questo Paese”. (n.r. una ricetta ci sarebbe per farsi ascoltare. Basta saper votare voltando le spalle a chi sino ad oggi ha dimostrato di curarsi poco o nulla dei problemi degli anziani. Gli over 65 sono una grande fetta di elettorato e incuterebbero rispetto se solo fossero uniti e non frazionati in tanti rivoli per alimentare gli appetiti politici dei soliti opportunisti. E’ tempo di svegliarsi e di guardare la politica come una opportunità per far convergere l’attenzione di quanti pensano che possono essere raggirati facilmente e concesso loro solo qualche briciola a mo’ di mancia)

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Roma:Dal 1 gennaio 2017 abbonamenti Atac gratis per over 70

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2016

atac-romaRoma A partire dal 1 gennaio 2017 i cittadini over 70, con reddito Isee fino a 15mila euro, potranno usufruire gratuitamente degli abbonamenti Atac durante tutto l’anno. È quanto prevede una delibera approvata dalla giunta capitolina. Coloro che posseggono i requisiti previsti dovranno consegnare presso le biglietterie l’apposita domanda, corredata di certificazione reddituale in corso di validità rilasciata dal Caf oppure da sedi e agenzie Inps, oltre ad una fototessera (solo in caso di primo rilascio) e un documento di identità. Si conferma, così, la vocazione di questa amministrazione a sostegno delle fasce sociali più deboli.

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Anziani come risorsa

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

anziani-come-risorsaIl Bando del Comune di Cori per la valorizzazione della cittadinanza attiva degli anziani autosufficienti Le domande entro il 23 Dicembre. Possono partecipare gli anziani residenti sul territorio comunale che hanno compiuto 65 anni, inoccupati o pensionati, in buono stato di salute e gli anziani di 60 anni con una fragilità emotiva e di indigenza sociale.Il Comune di Cori – Assessorato alle Politiche Sociali – ha pubblicato un bando per la selezione di anziani autosufficienti da inserire in progetti di valorizzazione della cittadinanza attiva. L’avviso è rivolto agli anziani residenti sul territorio comunale che hanno compiuto 65 anni, inoccupati o pensionati, in buono stato di salute certificato dal medico di famiglia; e agli anziani di 60 anni con una fragilità emotiva e di indigenza sociale.Gli interessati possono presentare domanda al Protocollo generale entro le ore 13:00 del 23 Dicembre 2016. Il modulo per la partecipazione può essere ritirato presso i Servizi Sociali del Comune di Cori e la Delegazione di Giulianello negli orari di ufficio. Dovrà essere allegata la seguente documentazione: copia del documento di identità in corso di validità, ISEE, certificato del medico di famiglia.
In questo modo si vuole offrire agli anziani autosufficienti o con fragilità l’opportunità di svolgere lavori socialmente utili, quali: funzioni di segreteria e supporto all’attività amministrativa nel settore dei Servizi Sociali e Culturali; piccoli servizi di pulizia presso il centro socio culturale ‘Il Ponte’ e la sala lettura ‘Gianluca Canale’ di Giulianello, presso il centro anziani ‘Argento Vivo’ e la mensa sociale di Cori; servizio di attraversamento pedonale scolastico presso le sedi degli istituti scolastici comunali dell’I.C. ‘Cesare Chiominto’; servizio alla mensa sociale di Cori.Per tutti l’inserimento civico prevede un rimborso spese di 250,00 € mensili, per 3 ore di lavoro giornaliere, per 5 giorni a settimana e complessive 60 ore al mese. Dopo le iscrizioni verrà stilata una graduatoria, con precedenza per i soggetti con minor reddito. In base alle richieste si potrà prevedere una rotazione.

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Vaccinazioni in anziani e giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2016

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Nel 2050 gli ultrasessantenni saranno circa 2 miliardi in tutto il mondo, con un incremento di circa 900 milioni rispetto ad oggi. E nell’Unione europea ci si aspetta che entro il 2060 la percentuale degli adulti over 50 e anziani dai 65 anni in su salirà al 28% rispetto all’attuale 18%. Ad affermarlo è uno studio realizzato da Vaccines Europe, gruppo di studi specializzato sui vaccini della Federazione Europea delle Industrie e Associazioni Farmaceutiche, EFPIA.“In Italia si vive a lungo, più che altrove – spiega la prof.ssa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – ma per invecchiare in buona salute bisogna puntare sulla prevenzione di quei fattori, come le malattie infettive, che spesso fanno precipitare la condizione di fragilità dell’anziano. L’invecchiamento è associato all’indebolimento del sistema immunitario e per questo raccomandiamo già nell’adulto a partire dai 50 anni e negli anziani dai 65 anni in su le vaccinazioni che possono proteggere da malattie più o meno gravi come influenza, infezioni pneumococciche, pertosse ed herpes zoster e dalle loro complicanze. Le vaccinazioni costituiscono, infatti, una vera e propria barriera contro i virus e contribuiscono ad aumentare le aspettative e la qualità di vita, in termini di benessere”.In accordo con le attuali Linee guida europee, in Italia sono raccomandati i seguenti vaccini per la popolazione adulta e per gli anziani di età pari o superiore ai 65 anni:
• Difterite, Tetano, Pertosse (DTp): il vaccino è raccomandato ogni 10 anni. Nel 2012, sono stati riportati 27 casi di difterite in 8 Paesi UE/EEA, la maggioranza erano adulti; 123 casi di tetano, (80% adulti) e 42.525 casi di pertosse riportati in 28 Paesi UE/EEA.
• Influenza: il vaccino è raccomandato ogni anno negli adulti con patologie croniche e nei soggetti di età pari o inferiore ai 65 anni. In media, ogni anno in Italia 4 milioni di persone vengono colpite dall’influenza che è ancora oggi la terza causa di morte per patologia infettiva dopo HIV e tubercolosi. Nel nuovo Calendario per la Vita 2016 viene sottolineato come l’influenza debba essere considerata un problema di salute pubblica ed evidenziata l’importanza di abbassare l’età a cui offrire la vaccinazione: dapprima ai 60 anni, per giungere successivamente ad una raccomandazione di immunizzazione di tutti i soggetti di età pari o superiore ai 50 anni.
• Malattie pneumococciche: sono disponibili due vaccini anti pneumococco per gli adulti, il PPV23 e il PCV13, entrambi efficaci e ben tollerati. Possono essere somministrati insieme al vaccino antinfluenzale e attualmente non è raccomandata una dose di richiamo. Nel 2012, sono stati riportati da 27 paesi UE/EEA, 20.785 casi confermati di malattie invasive pneumococciche, prevalentemente negli adulti. Secondo dati Istat, nel 2012 in Italia sono morte oltre 9.200 persone con più di 65 anni a causa dell’infezione; oltre 100.000 sono stati gli anziani dimessi per polmonite in seguito a ricovero ospedaliero. In Europa, la malattia causa il 2% dei ricoveri ospedalieri con degenza superiore a 10 giorni.
• Zoster: è disponibile un vaccino per adulti che non può essere somministrato in soggetti con immunodeficienza. Non è raccomandata una dose di richiamo. A causa della riattivazione del virus zoster che rimane latente dopo la varicella, lo zoster presenta più di 1.7 milioni di nuovi casi ogni anno in Europa in tutte le fasce di età, circa 157 mila in Italia. Ma il rischio aumenta con l’avanzare dell’età: oltre il 40% degli over 60 che hanno avuto l’herpes zoster, per esempio, soffrono di nevralgia post-erpetica.

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Servizi pubblici online più accessibili per disabili e anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

atac trasporti romaLe nuove norme approvate mercoledì dal Parlamento europeo dovrebbero rendere più facile per disabili e anziani l’accesso ai siti web delle amministrazioni pubbliche, ad esempio per operazioni come la dichiarazione dei redditi, per richiedere un’indennità, per pagare le tasse o iscriversi all’università.”Oggi, abbiamo fatto sì che l’e-government sia accessibile a tutti. Proprio come gli edifici governativi dovrebbero essere accessibili a tutti, così dovrebbe essere anche per i gateway digitali. Abbiamo risolto il lato pubblico di accessibilità del web, ma Internet è molto più di siti web e applicazioni di governo. Abbiamo bisogno di una riforma anche per il mondo privato dei servizi, dalle banche alle stazioni televisive agli ospedali privati. Mi auguro che si possa presto adottare l’Atto europeo sull’accessibilità, in modo che sia i servizi pubblici sia quelli privati siano accessibili a tutti i nostri cittadini”, ha affermato la relatrice Dita Charanzová (ALDE, CZ).Secondo la direttiva sull’accessibilità del web, già concordata da Parlamento e Consiglio, i siti web e le applicazioni mobili degli enti pubblici – amministrazioni, tribunali, dipartimenti di polizia, ospedali pubblici, università e biblioteche – dovranno soddisfare gli standard comuni di accessibilità. I deputati hanno assicurato che anche le applicazioni utilizzate sui dispositivi mobili come smartphone e tablet dovranno rispettare queste norme. Circa 80 milioni di persone nell’UE presentano una disabilità. Con l’invecchiamento della popolazione, si prevede che il numero di persone, con disabilità o difficoltà di accesso a internet legata all’età, aumenterà a 120 milioni entro il 2020.

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Sicurezza farmaci e anziani: una guida da Fda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2016

farmaciSarà utile anche agli italiani, una tra le popolazioni più longeve al mondo, questa Guida per i consumatori pubblicata dalla Food and Drug Administration (Fda) dedicata al rapporto tra anziani e farmaci. Terza e quarta età sono fasi della vita in cui la presenza di pluripatologie croniche determina l’assunzione contemporanea di diversi farmaci, spesso associati a prodotti da banco, fitoterapici e integratori, mix che favorisce il rischio iatrogeno e l’emersione di interazioni potenzialmente gravi. Con l’invecchiamento funzionalità epatica e renale si modificano fisiologicamente, con effetti non sempre prevedibili sui processi di assorbimento, metabolismo ed eliminazione dei farmaci. Il primo suggerimento della guida intitolata “4 Medication Safety Tips for older adults” pone l’accento sull’aderenza terapeutica: si richiama la persona anziana a conformarsi alle raccomandazioni del medico riguardo i tempi, le dosi e la frequenza di assunzione della terapia, rispettando scrupolosamente le indicazioni e utilizzando solo i farmaci prescritti.
Per secondo si consiglia di compilare per iscritto la lista dei medicinali da assumere, specificando il nome commerciale, la denominazione generica e la posologia, avendo cura di aggiornare l’elenco, portarne una copia con sé e consegnarla a una persona di fiducia in caso di necessità. Il terzo elemento chiave è stimolare l’anziano a informarsi sulle interazioni tra i farmaci, inclusi quelli da banco, leggere le etichette anche dei prodotti di erboristeria e tenere conto dell’effetto di cibo o alcol consultando il medico in caso di dubbi o sintomi poco chiari, senza trascurare di coinvolgere gli specialisti. Infine, almeno in teoria, sarebbe utile poter ridiscutere la terapia con il curante in occasione delle visite di controllo per fare il punto della situazione.Perché interessa il farmacista: sensibilizzare gli anziani sulle problematiche della politerapia e delle modificazioni fisiologiche dell’età avanzata favorisce comportamenti appropriati nell’uso dei farmaci (Marvi Tonus – fonte farmacista33) (foto: farmaci)

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Intesa Sanpaolo e Senior Italia FederAnziani: accordo per migliorare la qualità della vita degli over 65

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

corso di pc anzianiUn accordo per migliorare la qualità della vita della popolazione senior e non solo, è quello siglato oggi a Milano tra Senior Italia FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età, e Intesa Sanpaolo.
L’intesa tra la federazione e il primo gruppo bancario in Italia consentirà di lavorare insieme per la promozione del benessere e della qualità della vita dei senior attraverso la collaborazione in iniziative e progetti mirati, non solo attraverso l’offerta bancaria vera e propria, con la messa a punto di specifiche convenzioni per gli over 65, ma anche con la componente di offerta extra-bancaria che riguarda la salute, il welfare, il tempo libero e la protezione dagli imprevisti.
Al fine di facilitare lo sviluppo di tali iniziative Intesa Sanpaolo metterà a disposizione di Senior Italia FederAnziani una serie di prodotti e servizi appositamente dedicati, frutto anche di approfondimenti congiunti, comprese iniziative formative progettate ad hoc.
“In Italia oggi gli over 65 rappresentano il 21,7% della popolazione, una percentuale che nel 2045 salirà al 32,5%. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio tsunami, quello della longevità di massa, che avrà importanti conseguenze anche dal punto di vista finanziario, sia per il sistema che per le famiglie”, dichiara Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani. “Perciò è fondamentale che il mondo della finanza, così come le Istituzioni e tutto il mondo produttivo, ripensi le proprie strategie alla luce di tale mutamento epocale, andando incontro agli anziani e alle loro esigenze. L’accordo siglato oggi tra Senior Italia e Intesa Sanpaolo rappresenta un importante passo in questa direzione”.
“Con questo accordo si conferma la volontà del nostro Gruppo di identificare nuove soluzioni e servizi dedicati al segmento Senior, con particolare attenzione alle esigenze di semplicità, chiarezza, trasparenza e convenienza richieste da questa importante fascia di clientela”, ha dichiarato Andrea Lecce, responsabile Direzione Marketing di Intesa Sanpaolo. “Siamo bene attrezzati per rispondere con efficacia alle esigenze di un contesto socio-demografico in continuo cambiamento, caratterizzato dall’allungamento della vita media e cogliamo questa opportunità per ampliare adeguatamente la gamma della nostra offerta.

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La città si svuota, truffe e furti agli anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2016

rapinaE’ uno dei periodi più critici, durante il quale a finire nel mirino sono soprattutto gli anziani, rimasti da soli nei loro appartamenti della città che si svuota. In estate si assiste ad una vera e propria escalation di furti in abitazione, rapine e truffe, un fenomeno sempre più rilevato da Confartigianato Pensionati che già negli scorsi mesi ha avviato una campagna per permettere agli anziani di non finire in trappola. “Quello che emerge dalle ricerche effettuate dalla nostra associazione – spiega Nunzio Reina, presidente di Confartigianato Palermo – è che le vittime di questi reati spesso provano vergogna e non denunciano quello che accade. A volte non riescono a raccontarlo nemmeno ai figli o ai parenti più stretti. Per questo insieme a Confartigianato Pensionati abbiamo messo a disposizione un team di esperti pronti al sostegno su tutti i fronti delle vittime di truffa, aiutate anche dal punto di vista psicologico”. Ma quali sono le strategie prevalentemente adottate da chi entra in azione e prende di mira gli anziani? “Anzitutto – sottolinea Reina – è bene diffidare da chiunque, telefonicamente, dice di conoscere figli o parenti per conquistare la fiducia della vittima. Per strada, è bene diffidare da chi propone la vendita di gioielli o altri oggetti preziosi. Una volta fuori dal supermercato o dal centro commerciale, mai farsi accompagnare in auto da sconosciuti. Allo stesso modo – sottolinea – mai accettare di farsi aiutare a portare la spesa fino al portone da chi non si è mai visto: potrebbe derubare o truffare l’anziano dopo essere entrato nel palazzo, ma bisogna anche stare in guardia di fronte ad eventuali venditori di profumi che nei pressi di alcuni centri commerciali derubano gli anziani. Inoltre – conclude il presidente di Confartigianato Palermo – quando si è da soli in casa è fondamentale non aprire la porta a nessuno che non si conosca, dal fantomatico venditore porta a porta, fino a colui che dice di lavorare per società di energia elettrica”.

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3 milioni gli “esodati della sanità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2016

Ministero salute“Il milione di pazienti assistiti in Italia fra ADI, Hospice e RSA è in realtà una parte delle persone che avrebbero bisogno di cure a lungo termine. Altri 3 milioni di pazienti non sono gestiti dal sistema sanitario. È ipotizzabile che alcuni di loro si possano permettere un’assistenza privata – un badante o un infermiere –, ma è facile immaginare che molte di queste persone gravino pesantemente sui familiari e su altri caregiver ‘di fortuna’, e che quindi rappresentino veri e propri ‘esodati della sanità’. Si tratta per inciso di cittadini votanti, che dovrebbero divenire una priorità della politica: se non per virtù, almeno per tornaconto elettorale”.
Con questi dati e con questo forte appello alla politica, il professor Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva, ha aperto questa mattina il primo simposio generale dedicato alle cure a lungo termine. L’evento – dal titolo “Long Term Care One”, perché si propone di essere il primo appuntamento di una lunga serie – si svolge oggi e domani al Ministero della Salute. “Il principale obiettivo di questi due giorni – ha spiegato ancora Bernabei – è cancellare dal concetto di cronicità quella patina di rassegnazione caratteristica dell’attuale modalità di presa in carico – e a volte di presa in carico mancata – dei pazienti che hanno bisogno di cure continuative a lungo termine. Così abbiamo scelto di superare la definizione stessa di cronicità, e di riferirci alla long term care: per sottolineare che non ci interessa discettare per l’ennesima volta sulle patologie e sulle condizioni che renderebbero necessaria un’assistenza continuativa e a tempo indeterminato, ma piuttosto individuare soluzioni pragmatiche in funzione di servizi da offrire concretamente ai cittadini. E a più cittadini possibile”. Al centro di “Long Term Care One”, infatti, ci sono i nuovi approcci all’assistenza domiciliare, le prospettive offerte dalla tecnoassistenza, le novità in tema di residenzialità assistita, le ultime frontiere nel campo delle cure palliative e le nuove proposte per la gestione della post-acuzie. Per ciascuno di questi ambiti, nel corso dei due giorni di convegno Italia Longeva lancerà proposte concrete e presenterà progetti già in fase di realizzazione. In apertura della “due giorni” non è mancato un focus sul principale strumento di programmazione e di ridefinizione dell’intera materia dell’assistenza a lungo termine: il Piano Nazionale Cronicità.“Questo strumento – ha spiegato Renato Botti, Direttore Generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute–rappresenta una vera rivoluzione, anzitutto perché si prefigge di realizzare in concreto quella integrazione fra ospedale e territorio di cui si parla da tanto tempo. Per ottenere questa effettiva integrazione, il Piano Nazionale Cronicità farà leva sulla figura di raccordo rappresentata dal medico di Medicina Generale. Per questo è importante che sia correttamente attuata la riforma delle cure primarie: quest’ultima e il nuovo Piano Cronicità sono riforme imprescindibili e legate a doppio filo. L’altra sfida fondamentale è far sì che, nelle macro-aree terapeutiche individuate dal Piano, siano adottate linee d’indirizzo comuni da parte di Regioni che ad oggi hanno Piani Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) differenti. L’obiettivo del Piano – ha proseguito Botti – è consentire al maggior numero di pazienti di continuare ad essere assistiti a domicilio, e per far questo abbiamo bisogno di valorizzare anche la figura degli infermieri. In generale – ha concluso il DG –promuovere le buone pratiche e diffondere i risultati positivi che saranno raggiunti sono i due cardini strategici del nuovo Piano, che sarà alla firma del Ministro in settimana, arriverà presto in Conferenza Stato-Regioni e dovrebbe essere operativo già dal 2017, perché il documento è già stato analizzato in dialogo con diverse Regioni e quindi dovrebbe essere approvato rapidamente”.
Il tema del progressivo invecchiamento della popolazione, e delle conseguenti ricadute sul sistema sanitario determinate dall’aumento di persone che necessitano di cure a lungo termine, è stato affrontato di recente anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresentata questa mattina, all’evento promosso da Italia Longeva, dal Direttore del Dipartimento della World Health Organization dedicato proprio all’invecchiamento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, ha adottato di recente uno strumento definito “Global Strategy and Action Plan on Ageing and Health”, destinato ad “assicurare che tutti i Paesi abbiano un sistema di long-term care – ha detto John Beard, Director of WHO’s Department of Ageing and Life Course –: questo è infatti uno degli elementi chiave della Strategia varata dall’OMS. Venire incontro ai bisogni degli anziani con significative limitazioni fisiche, o in generale con perdite di funzionalità fisica – prosegue Beard – può consentire loro di continuare a condurre una vita piena di significato e di dignità, al di là dei limiti fisici. E anche supportare meglio le persone che garantiscono l’assistenza agli anziani, più frequentemente care giver donne, può consentire di ripartire più equamente l’impatto complessivo delle limitazioni fisiche della terza età, e così permettere anche alle persone che prestano assistenza di avere più tempo da dedicare ad altre attività e aspirazioni”.

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Terapia degli anziani colpiti da infarto

Posted by fidest press agency su domenica, 15 maggio 2016

infarto miocardico acutoLa percentuale crescente di invecchiamento della popolazione pone in primo piano il trattamento degli anziani nella pratica cardiologica, in particolare per quanto riguarda la sindrome coronarica acuta. La necessità di orientamento clinico per questo specifico gruppo di pazienti, considerando che le decisioni sulle strategie ottimali nella terapia antitrombotica sono spesso complesse, ha portato la Società Italiana di Cardiologia Interventistica (SICI-GISE) a lanciare una specifica campagna e al contempo realizzare un’applicazione, disponibile dal 12 maggio 2016, per dispositivi mobili iOS e Android. La presentazione ufficiale di questo strumento è prevista nel corso del convegno “Gise Stemi, Clinical cases challenge. Ottimizzazione della terapia antiaggregante nel paziente STEMI”, con il patrocinio di SICI-GISE, in programma a Napoli fino al 13 maggio. “L’app è scaricabile gratuitamente ed è rivolta ai medici specialisti – spiega Giuseppe Musumeci, Presidente SICI-GISE -; ha l’obiettivo di ottimizzare la terapia del paziente anziano colpito da infarto miocardico acuto, ottenendo subito la terapia farmacologica adeguata anche a lungo termine.” “Quello di Napoli è il primo appuntamento, dedicato al sud, della campagna nazionale lanciata dalla nostra società scientifica su questo argomento – continua Musumeci -; il secondo convegno è previsto a Milano dall’8 al 9 settembre 2016. Abbiamo fortemente voluto questa iniziativa perché gli anziani colpiti da infarto sono il 35% circa dei nostri pazienti: sono quelli più a rischio e con prognosi peggiore, perché spesso trattati in modo meno intensivo. Ecco perché SICI-GISE ha predisposto una campagna educativa a livello nazionale nel corso della quale verrà presentato un importante documento di consenso scritto dal dott. Giuseppe Tarantini, Presidente SICI-GISE Veneto.” “Il nostro scopo – spiega Tarantini – è stato quello di standardizzare le procedure e fornire le raccomandazioni pratiche al cardiologo clinico sulla gestione ottimale della terapia antitrombotica nei pazienti con SCA di età superiore ai 75 anni”.
Un gruppo di esperti cardiologi ha, infatti, lavorato sotto l’egida della Società Italiana di Cardiologia Interventistica, per discutere l’argomento e sviluppare il documento, pubblicato sul Giornale Italiano di Cardiologia, dal quale è stata ricavata l’applicazione, scaricabile su tutti i dispositivi mobili per renderla più fruibile. La nuova applicazione, chiamata AEA (ANTITHROMBOTIC THERAPY IN ELDERLY ACS PATIENTS), è di facile utilizzo: basta inserire la diagnosi, l’età e le caratteristiche cliniche del paziente e il sistema indicherà la terapia specifica suggerita da SICI-GISE, consentendo anche di inviarla via email al medico di famiglia. Dopo aver inserito i dati richiesti, l’app esplora i vari scenari clinici di pazienti con infarto miocardico acuto, come gli over 85 o quelli con altre patologie pregresse, fornendo le raccomandazioni del panel per ogni singola situazione. “Riteniamo sia un ulteriore passo avanti – conclude Musumeci – perché permette di intervenire in tempi rapidi ottimizzando la gestione terapeutica, al fine di migliorare l’esito della prognosi”.

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Rischi di disabilità motorio-cognitive nei soggetti anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

parma universitàParma. Venerdì 9 Ottobre 2015, alle ore 14, nell’aula 4 delle Aule Centrali della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, il prof. Reto Kressig, Chair of Geriatrics, University Center for Medicine of Aging, Basilea, terrà la Lettura Magistrale dal titolo ”Motoric‐Cognitive risk syndrome in older subjects”.La relazione del prof. Kressig prenderà in considerazione la necessità di un approccio motorio‐cognitivo combinato nella valutazione del rischio di disabilità del soggetto anziano e la descrizione delle nuove tecniche e degli strumenti utilizzati nel Laboratorio di Basilea oggetto di pubblicazione presso prestigiose riviste scientifiche internazionali. L’intervento del prof. Kressig sarà introdotto dal prof. Gian Paolo Ceda, Presidente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma.La Segreteria Scientifica è stata curata dal prof. Marcello Maggio nell’ambito delle lezioni di Clinica Medica e Geriatria (VI anno di Medicina e Chirurgia). L’evento rientra nelle attività formative relative al Percorso di Day‐Service dell’Ambulatorio di “Prevenzione della Disabilità del Soggetto anziano” dell’UOC Clinica Geriatrica ‐ Dipartimento Geriatrico‐Riabilitativo AOU di Parma ed è rivolto a tutti gli studenti e specializzandi della Facoltà di Medicina e al personale medico e infermieristico dell’Azienda Ospedaliero‐Universitaria di Parma.

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Rimettere la persona al centro

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

federanziani“Nelle dichiarazioni susseguitesi in queste ore sul tema dell’appropriatezza abbiamo l’impressione che si stia dimenticando la cosa fondamentale, cioè che quando parliamo di sanità dobbiamo mettere al centro non tecnicismi, burocrazia o singole categorie, ma la persona umana con i suoi bisogni, la sua fragilità, facendo il possibile per garantire l’accesso alle cure e al tempo stesso l’appropriatezza assistenziale. E tutto ciò non è conseguibile se non lavorando uniti, abbassando i toni e comunicando con chiarezza ai cittadini ora confusi e disorientati”, così Roberto Messina, Presidente di FederAnziani Senior Italia commenta le polemiche sul decreto appropriatezza.
“Di fronte all’imperativo di garantire la sopravvivenza del Servizio Sanitario Nazionale senza mortificare l’autonomia delle professioni, né ledere il diritto alla salute dei cittadini, è necessario che Ministero, regioni, sindacati, medici, società scientifiche e associazioni condividano un percorso e si spendano per far capire con chiarezza ai cittadini, ignari dei tecnicismi vari, cosa sta accadendo al Servizio Sanitario Nazionale di questo Paese. In quanto anziani siamo i primi ad avere interesse a che l’accesso alle prestazioni diagnostiche necessarie non sia limitato, visto che gli ultrasessantacinquenni rappresentano il 67% degli accessi alle prestazioni diagnostiche erogate dall’SSN. Abbiamo, del resto, piena fiducia nei camici bianchi e nella loro capacità di essere garanti dell’appropriatezza prescrittiva, e siamo disposti ad assumere a nostra volta questo ruolo di vigilanza, per porre un argine ai rischi della medicina difensiva. Ci chiediamo, invece, se si sia riflettuto a sufficienza sui potenziali costi che il Servizio sanitario dovrà sostenere per esercitare un costante controllo sulle presunte prescrizioni inappropriate; non vorremmo trovarci, infatti, a spendere decine di milioni di euro in uffici ispettivi e guadagnare un pugno di mosche in termini di riduzione dell’inappropriatezza; senza tener conto del rischio maggiore, quello della compromissione del rapporto di fiducia tra medico e paziente. D’altro canto, se è vero che in Italia si erogano 1 miliardo 365 milioni di prestazioni ogni anno, pari a 22,78 prestazioni in media per ogni residente, e che l’87% di queste è negativa, e se è stato stabilito che alcuni esami, una volta effettuati (a totale carico dell’SSN) possono essere ripetuti dopo 5 anni in assenza di patologie e particolari fattori di rischio, certamente esistono linee guida medico scientifiche che lo consentono. I cittadini/pazienti per primi devono comprendere che razionalizzare le prestazioni non significa togliere salute ai cittadini, ma operare per il mantenimento di un sistema universalistico, e per consentire di adeguare l’offerta di servizi ai nuovi bisogni sanitari, prodotti anche dall’invecchiamento progressivo della popolazione, e dalle opportunità offerte dall’innovazione. Per consentire ciò occorrono l’impegno e l’onestà intellettuale di tutti, senza strumentalizzazioni, perché la salute non è un costo ma una risorsa della nostra nazione”.

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Stili di vita degli anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2015

anzianiSì ad un Osservatorio sugli stili di vita e consumi dei senior con l’obiettivo di monitorare comportamenti e bisogni degli over 65 in Italia tramite la realizzazione di una serie di sondaggi tematici da somministrare ai propri aderenti sul territorio italiano. L’iniziativa è stata approvata dai delegati che hanno partecipato al Coordinamento delle Regioni del Nord Italia di FederAnziani Senior Italia svoltosi a Lomazzo (Como). Nell’occasione hanno portato il loro saluto istituzionale Mario Mantovani, Vice Presidente e Assessore alla Salute, Regione Lombardia; Alessandro Fermi, Sottosegretario all’Attuazione del programma, ai rapporti istituzionali nazionali e alle relazioni internazionali Regione Lombardia; Fabio Rizzi, Presidente III Commissione permanente, Sanità e politiche sociali Regione Lombardia, Oreste Rossi, Responsabile dei Rapporti Istituzionali Europei FederAnziani Senior Italia, già Europarlamentare; Giovanna Briccarello, già Direttore Generale ASL TO1, ex Senatore della Repubblica. L’Osservatorio consentirà di avere un quadro degli interessi, delle priorità e dei comportamenti dei senior nel nostro Paese che continuano ad essere i maggiori finanziatori dello Stato con 37 miliardi di euro. I senior, infatti, sostengono le famiglie dei propri figli con 5,4 miliardi di euro ogni anno, danno lavoro a 3 milioni di assistenti familiari, spendono 6 miliardi di euro nel turismo, sono tra i principali fruitori di consumi culturali con 24 milioni di visite ai musei e rappresentano il 66% degli assuntori di medicinali. I dati raccolti dall’Osservatorio saranno messi a disposizione delle Istituzioni affinchè tengano conto dei bisogni degli over 65 nell’elaborazione di politiche adeguate e su misura per la terza età.

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Malattie della tiroide: anziani a rischio

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2015

ospedale brescia“Stiamo osservando un incremento delle malattie della tiroide, afferma Carlo Cappelli, Endocrinologo, AOU Spedali Civili di Brescia, introducendo i temi del convegno “Tiroide, dalla gestazione alla terza età”, promosso da AME, Associazione Medici Endocrinologi, che si terrà il 18 aprile a Brescia. È un trend che vedrà, nei prossimi 20 anni, aumentare ulteriormente questi disturbi che già oggi colpiscono oltre il 10% della popolazione, con oltre un milione di pazienti solo in Lombardia. L’incremento di tali patologie è attribuibile sia all’inquinamento ambientale che a situazioni locali e alla carenza iodica che caratterizza molte aree del nostro territorio”. Prendersi cura della tiroide, ancora prima della nascita, quella della mamma in gravidanza, fino ad arrivare alla terza età: questi i temi del convegno che si terrà presso l’Università degli Studi di Brescia e che vede il Professor Cappelli tra gli organizzatori e la presenza di specialisti di discipline diverse.Il convegno avrà un focus sul trattamento dell’ipotiroidismo in pazienti fragili, persone che faticano a seguire la terapia perché assumono molti farmaci a causa dell’età o perché affetti da numerose patologie concomitanti, oppure persone che non seguono le indicazioni mediche che prevedono l’attesa di almeno mezz’ora prima di fare colazione dopo l’assunzione della terapia. Persone quindi in cui è difficile raggiungere e mantenere un ottimale equilibrio ormonale nel tempo.“Infatti, il 40% delle persone in cura con la terapia sostitutiva con levotiroxina è in disequilibrio ormonale, in questi casi il medico tende ad aumentare la dose e il paziente va incontro al rischio di sviluppare ipertiroidismo che aumenta la probabilità di sviluppare altri disturbi. Uno studio condotto dal mio team, pubblicato sulla prestigiosa rivista Europe Geriatric Medicine⃰, che ha seguito per 5 anni due gruppi di pazienti anziani (417 in totale) in trattamento con levotiroxina, l’ormone tiroideo, in compresse o in forma liquida, spiega Cappelli, ha dimostrato una maggiore stabilità del profilo ormonale nelle persone trattate con levotiroxina liquida evitando i rischi di ipotiroidismo o di ipertiroidismo a cui questi pazienti vanno incontro. In particolare, il rischio di una soppressione del TSH e quindi di ipertiroidismo, è 5 volte maggiore in pazienti trattati con levotiroxina in compressa. L’ipertiroidismo è molto rischioso per i pazienti anziani ed è ben documentato un maggiore rischio di sviluppare problemi cardiaci come la fibrillazione atriale, osteoporosi, fratture e decadimento cognitivo in presenza di questa patologia. Pertanto mantenere un profilo ormonale stabile è fortemente auspicabile ed oggi questo è possibile grazie a nuove formulazioni alternative alle compresse”, conclude l’endocrinologo.

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Anziani una risorsa per il paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2015

anziani 2009Anziano a chi? A oltre 1 Italiano su 5, vale a dire il 21% della popolazione. Con 6 milioni di 65-74enni (10,6% della popolazione), più di 4 milioni di 75-84enni (7,6% della popolazione), oltre 1 milione e 700mila di ultra 85enni e circa 16.500 ultracentenari, quasi triplicati negli ultimi 10 anni, l’Italia risulta essere il Paese “più vecchio del mondo”, insieme a Germania e Giappone. Ma invecchiare non basta, è necessario agire per permettere all’individuo di godere della propria vecchiaia in modo pieno e consapevole. A partire dalla prevenzione di quei fattori, ivi comprese le malattie infettive, che possono far precipitare la condizione di fragilità dell’anziano. Di questo si è discusso oggi al Ministero della Salute, nell’ambito del convegno “La longevità nasce dalla prevenzione. Il contributo della vaccinazione per la salute dell’anziano”, promosso da Italia Longeva, la rete nazionale di ricerca sull’invecchiamento e la longevità attiva, istituita dal Ministero della Salute con la Regione Marche e l’IRCCS INRCA – Istituto Nazionale Ricerca e Cura Anziani.L’età rappresenta di per sé fattore di rischio, per via del fisiologico declino delle funzioni di difesa del sistema immunitario, oltre ad associarsi inevitabilmente a un aumento delle comorbidità. “Esistono semplici regole di vita quotidiana, dal prestare attenzione allo stile di vita, ad avere uno scopo e mantenere una rete sociale, che insieme a un altro importante strumento, la prevenzione, possono garantire anni di buona salute, vita attiva e rapporti umani gratificanti. In particolare, vaccinare significa prevenire o ridurre ad un minimo costo la presenza di condizioni croniche, di alto impatto sulla mortalità e sulla qualità di vita dell’anziano”, ha dichiarato Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva. In Italia l’influenza è ancora oggi la terza causa di morte per patologia infettiva dopo AIDS e tubercolosi. Ogni anno vengono colpite in media 4 milioni di persone. Negli anziani la malattia può causare complicanze tali da rendere necessario il ricovero ospedaliero, portare alla perdita dell’autosufficienza e, in casi estremi, alla morte. Sono circa 8.000 all’anno i decessi correlabili all’influenza, di cui l’80% è rappresentato da anziani. Alti tassi di mortalità si registrano anche per la polmonite pneumococcica, causa del 2% dei ricoveri ospedalieri con degenza superiore ai 10 giorni in Europa. Secondo i dati Istat, nel 2012 in Italia sono morte oltre 9.200 persone con più di 65 anni a causa dell’infezione; oltre 100.000 sono stati gli anziani dimessi per polmonite in seguito a ricovero ospedaliero. Anche l’herpes zoster, alias “Fuoco di Sant’Antonio”, è una patologia ad alto impatto sulla popolazione anziana. È destinata a soffrirne nel corso della propria vita circa 1 persona su 4, in 2 casi su 3 dopo i 50 anni. L’infezione, causata dalla riattivazione del virus della varicella contratto da bambini, colpisce ogni anno oltre 1,7 milioni di persone in Europa, circa 157.000 in Italia. Il 20-25% dei pazienti over 50 sviluppa inoltre la sua complicanza più temibile, la nevralgia post-erpetica, un dolore neuropatico talmente forte e che può perdurare per anni, tale da impedire il proseguimento di una vita normale.Secondo un’indagine realizzata dal Censis, la popolazione anziana ha una conoscenza piuttosto imprecisa delle vaccinazioni come strumento di prevenzione di molte malattie, di cui proprio l’età avanzata rappresenta un fattore di rischio. Dagli ultimi dati disponibili per la stagione antinfluenzale 2013-2014, risulta infatti che solo il 55,4% della popolazione di età pari o superiore a 65 anni si è vaccinata, realizzando un tasso di copertura ben al di sotto degli obiettivi di sanità pubblica indicati da OMS e Consiglio Europeo, che sono del 75% come soglia minima e del 95% come soglia ottimale. Gli anziani sono poco interessati anche ad altre vaccinazioni, ugualmente importanti, come ad esempio quella contro la polmonite da pneumococco (lo è soltanto 1 su 3). La scelta di vaccinarsi viene piuttosto presa di volta in volta e sulla scelta pesano diversi fattori tra cui la percezione del rischio e il livello di informazione. “Il problema principale è proprio la percezione del rischio – ha affermato Ketty Vaccaro, Responsabile del settore Welfare e Salute del Censis. Se l’età è quasi un fattore soggettivo e l’informazione è spesso insufficiente, se non confusa e contraddittoria, sono il consiglio del medico curante (per il 45,1% del campione) e la familiarità con questa forma di prevenzione acquisita tramite la vaccinazione contro l’influenza, i fattori in grado di incidere sull’interesse e lo sviluppo della vaccinazione tra gli anziani”.“La vaccinazione rimane lo strumento più efficace per la prevenzione delle malattie infettive. È pertanto importante combattere le resistenze ideologiche e fare corretta informazione ai cittadini, sottolineando che la vaccinazione rappresenta una risorsa, non una minaccia, che contribuisce a guadagnare anni in buona salute. I malintesi comunicativi concorrono a determinare un calo delle vaccinazioni, osservabile ad esempio nel caso della vaccinazione anti-influenzale, mai così bassa come negli ultimi anni (-20-30%)”, ha dichiarato Walter Ricciardi, Professore di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Rom“Nonostante il peso delle malattie infettive sulla popolazione anziana, la vaccinazione per questo target non è considerata un intervento sanitario di routine e risulta fortemente sottoutilizzata. Basti pensare che nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2014, a fronte di un’offerta articolata per l’infanzia e l’adolescenza, vi è un’unica vaccinazione, quella anti-influenzale, raccomandata per gli ultra 65enni”, ha aggiunto Bernabei.“L’invecchiamento rappresenta anche una sfida economica che le società si trovano a dover fronteggiare oggi. In aggiunta all’impatto sociale e sanitario, si devono infatti considerare i costi legati alla mancata vaccinazione, sia diretti (farmaci, ospedalizzazioni), che indiretti (assenteismo e perdita di produttività), ma anche quelli intangibili (sofferenza, dolore, riduzione della qualità di vita). Senza considerare che promuovere un invecchiamento attivo e in salute significa anche proteggere la fascia di popolazione che detiene la maggior quota di ricchezza nel nostro Paese”, ha dichiarato Francesco Mennini, Professore di Economia Sanitaria dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Gli over 70 detengono infatti oltre il 34% della ricchezza familiare totale in Italia, rappresentando una risorsa per il sistema Paese, che si fa carico di proprie politiche di welfare a carico di figli e nipoti, oltre che di se stessi. “Con coperture vaccinali più alte o con un abbassamento della soglia d’età da 65 a 60 anni, si potrebbero risparmiare centinaia di milioni di euro all’anno. Raggiungendo, ad esempio, un tasso di copertura vaccinale per l’influenza del 75%, è stato stimato che in Europa si potrebbero risparmiare 35.000 vite e 438 milioni di euro ogni anno”, ha concluso Mennini.

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Farmaci e anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2015

anzianiPazienti incontinenti costretti a scegliere gli ingombranti pannoloni, spesso di scarsa qualità, passati dal sistema sanitario, o a tirar fuori 18 milioni di euro dalle proprie tasche per pagare le cure farmacologiche, non rimborsate dal SSN. Una situazione che allontana l’Italia dall’Europa, riguarda 680.000 persone e genera per lo Stato uno “spreco” di ben 137 milioni di euro.
La denuncia viene da FederAnziani, che rende i noti i dati della ricerca condotta dal proprio Centro Studi SIC Sanità in Cifre, evidenziando un possibile risparmio per il SSN di 137 MLN di € con l’introduzione della rimborsabilità delle terapie farmacologiche per l’incontinenza d’urgenza, che oggi gravano sui pazienti per 18 MLN di €. Secondo la ricerca in Italia oltre l’80% dei pazienti con incontinenza da urgenza viene trattato con pannolini e solo il 20% con terapia farmacologica. Questa patologia nel nostro Paese interessa circa 680.000 persone ovvero l’1,4% della popolazione. A rivolgersi ad un medico per questo problema sono 2 pazienti su 3; di questi solo 1 su 4 riceve cure farmacologiche, appena il 19% del totale, mentre gli altri ricevono il classico “pannolone”. Il costo complessivo per la gestione di questa patologia oggi è di 296 milioni di euro, di cui 278 milioni relativi al costo dei pannoloni, esclusi i costi per la distribuzione, a carico del SSN, e 18 milioni a carico dei privati per la terapia farmacologica non rimborsata dallo Stato. “L’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa in cui le persone incontinenti devono pagarsi le cure farmacologiche di tasca propria – commenta il Presidente di FederAnziani Roberto Messina. – Oltre al danno, la beffa, visto che l’attuale sistema, centrato sulla dispensazione dei pannoloni, invece di generare risparmio è fonte di uno spreco di ben 137 milioni di euro. Soldi che il servizio sanitario potrebbe risparmiare passando dal costoso e obsoleto sistema attuale alla rimborsabilità delle cure farmacologiche, come accade ovunque. Per non parlare del miglioramento che questo comporterebbe in termini di qualità della vita, considerato che oggi le Regioni, nella scelta dei sistemi assorbenti, privilegiano spesso il pannolone di minore costo, incuranti dei disagi per i malati che, disperati, rinunciano sempre più spesso a ritirare il pannolone alla ASL per acquistarne uno di marca in farmacia pagando di tasca propria”.
Nella maggior parte dei Paesi europei le terapie farmacologiche sono rimborsate fino al 100% del costo, con significativi benefici per le casse dello Stato, visto che il costo medio a paziente risulta inferiore fino al 60% rispetto all’Italia.
La spesa media per paziente, infatti, in Italia è quasi il doppio della media europea, ovvero 706€ contro 386€. A rendere il costo così elevato è proprio la voce pannolini, pari a circa 3 volte il dato europeo. Secondo la ricerca, considerando il 71% dei pazienti come rispondenti alla terapia farmacologica (318.000), in caso di rimborsabilità della terapia farmacologica il totale della spesa per quest’ultima ammonterebbe a 28,5 milioni di euro, mentre i pazienti non rispondenti continuerebbero a ricevere le forniture di pannolini all’attuale costo di 870€ per paziente, generando una spesa di 112,5 MLN di €. La stima dei costi complessivi a carico del SSN passerebbe, dunque, dagli attuali 278 MLN di € a 141 MLN di €, con una riduzione pari a 137 MLN.
“FederAnziani – aggiunge il Presidente, Roberto Messina – chiede al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e al Direttore Generale dell’AIFA, Luca Pani, di approfondire lo studio in questione e qualora ne siano confermati i risultati, chiede di rendere operativo il modello proposto”.

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Empoli: Condizioni di vita degli ultra sessantaquattrenni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2013

Come stanno le persone con più di 64 anni residenti sul nostro territorio? Ce lo mostrano i risultati emersi dalle interviste telefoniche effettuate nel 2012 dal personale dell’Unità operativa Igiene e sanità pubblica e da quattro laureande dell’Agenzia per la formazione dell’Asl 11 su 350 cittadini selezionati nell’ambito dello studio “Passi d’argento”, un sistema di monitoraggio promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie del Ministero della Salute.
L’Educazione alla salute del Dipartimento prevenzione dell’Asl 11 ha analizzato i dati ottenuti a livello territoriale tracciando un profilo complesso. Per quanto riguarda la propria salute, la percezione di stare bene è una condizione più frequente tra i maschi (53,2% contro il 30,7% delle femmine). Anche l’insoddisfazione per la vita è più elevata nelle femmine: 26 femmine su cento dichiarano di essere insoddisfatte contro 17 maschi su cento. Le problematiche inerenti la propria salute fisica sono la ragione principale del non sentirsi bene che riguarda oltre un terzo del campione. Il malessere principale è l’ansia, seguito dalla depressione e dallo stress. In questo caso non ci sono differenze tra femmine e maschi. I risultati ottenuti analizzando le abitudini di vita mostrano che chi fa uso di alcolici ha un’età media più elevata tra le femmine e più bassa tra i maschi ovvero con il progredire dell’età i maschi tendono a bere meno e le femmine a bere un po’ di più. Le quantità sono modiche e in genere vanno da 1 a 2 bicchieri di vino al giorno. In generale hanno fumato più i maschi (64,7% contro il 22% delle femmine). Al momento dell’intervista, invece, tra gli ultra 64enni si rileva una percentuale maggiore di femmine che dichiarano attualmente di fumare. Tra le malattie l’ipertensione è quella più comune, presente in oltre un terzo del campione. Seguono la bronchite cronica, l’insufficienza respiratoria ed il diabete. Ogni soggetto ha in genere più di una malattia diagnosticata dal medico e sono state rilevate 88 combinazioni diverse di malattie. La metà dei soggetti (52%) è stata visitata dal medico di medicina generale negli ultimi 30 giorni che hanno preceduto l’intervista, oltre i 3 mesi è stato visitato circa il 22% di soggetti. Esiste una relaziona significativa tra il tempo trascorso dall’ultima visita e altre variabili come l’età, il peso delle malattie e il valore di abilità.
Il 60% dei soggetti totali si è vaccinato contro l’influenza ma tra gli ultra 80enni questo valore sale fino al 90% circa.
L’attività sociale più frequente è parlare al telefono o incontrarsi per fare “quattro chiacchiere” (occupazione spesso sedentaria), sono poche le occasioni di “formazione” (4,6%), buona la partecipazione all’associazionismo (seppur senza specificazione). Meno del 13% partecipa a gite o soggiorni organizzati.
L’anziano costituisce una risorsa per la famiglia. Infatti, il 40% circa dei soggetti accudisce persone che appartengono al nucleo familiare.
Si rileva che le attività svolte in totale autonomia sono telefonare (79,7%), prendere le medicine (79,0%), cucinare e riscaldare i cibi (70,7%). Le attività svolte con minore autonomia sono invece spostarsi fuori casa, la cura della casa, fare il bucato, pagare le bollette. In generale, si può dire che le capacità di base, messe in atto autonomamente per soddisfare i bisogni primari, sono alimentarsi (93,1%), andare in bagno (84,6%), vestirsi e spogliarsi (82,0%), spostarsi in casa (80,2%). Ovviamente le abilità che rendono autonomi dipendono dall’età e si rileva che in generale dopo gli 83-84 anni molte funzioni necessitano di un aiuto o possono essere effettuate soltanto da altre persone. Per i soggetti meno indipendenti l’aiuto viene prevalentemente dei familiari (circa nel 90% dei casi), a seguire da persone pagate per aiutare (23%). Il giudizio complessivo sull’aiuto ricevuto è stato valutato buono dal 70% dei soggetti.
Circa la metà dei soggetti (47,7%) vive con il coniuge (o compagno di vita), solo il 18% vive da solo. La convivenza con i figli si ritrova nel 23% circa del campione. Oltre la metà (63%) vive in una casa di proprietà (propria o del coniuge), il 22% è in usufrutto (5,9%) o in case di familiari o di amici (16,2%). Solo il 15% circa è in affitto. Il 68% del campione riceve una pensione. Il titolo di studio più frequente è quello elementare (63%), solo il 3,3% dichiara di non possedere alcun titolo di studio. Il 6% circa percepisce “poco sicuro” il quartiere dove vive. L’accessibilità ai servizi essenziali quali comune, farmacia, medico di famiglia, negozi di alimentari (o supermercati) è abbastanza buona: l’80% dei soggetti dichiara di accedere facilmente a questi servizi.

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Malattia cardiovascolare negli anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

E’ disponibile, nel Download Center di Doctor33, il capitolo dedicato alla “Malattia cardiovascolare negli anziani” tratto dalla nona edizione di “Malattie del cuore di Braunwald”. Il capitolo n. 80 illustra in dettaglio epidemiologia, fisiopatologia, terapia farmacologica, vasculopatia, scompenso cardiaco, aritmie e valvulopatia in questa particolare categoria di pazienti. Il Download Center di Doctor33 è la nuova area dalla quale i lettori del portale possono scaricare gratuitamente contenuti della pubblicistica Elsevier. Si tratta di un’iniziativa volta alla formazione e all’aggiornamento della nostra comunità Medikey.

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