Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘anziani’

Istat: 1,3 mln di anziani non ricevono aiuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

Secondo il rapporto Istat, circa 1,3 milioni di over 75, su un totale di circa 6,9 milioni, pari al 18,8%, dichiarano di non ricevere aiuto adeguato in relazione ai bisogni della vita quotidiana e alle necessità di tutti i giorni.”Dati vergognosi. Abbandonare a se stessi gli anziani non è degno di un Paese civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In primo luogo bisogna potenziare gli aiuti domiciliari per non costringere gli anziani a entrare in case di riposo, sostenendoli sia dal punto di vista economico che sociale nelle loro abitazioni, assistendoli nei bisogni quotidiani. Quanto alle case di riposo, le rette, anche se commisurate al reddito, sono diventate proibitive per troppe famiglie” conclude Dona.

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Anziani. Dopo il Covid rimangono i problemi RSA

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

“Gli anziani e la loro domanda sociale e sanitaria”, è l’indagine Istat da cui si evincono dati preoccupanti: quasi 100mila over 75 sono soli e collocati nella fascia di reddito piu’ bassa, e 1,2 milioni sono senza aiuto per le cure e le attivita’ quotidiane. Gli anziani, quelli che continuavano a morire per il covid fino a che le autorità politiche si sono rese conto che avrebbero dovuto avere priorità per i vaccini, e che talvolta (Toscana docet – 2) sono stati vaccinati anche dopo gli avvocati. Quelli anziani non autosufficienti, che prima e durante il covid, quando finivano e finiscono in una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) o erano benestanti o prosciugavano gli averi di famigliari talvolta costretti a fare debiti per tenerli ricoverati. Con alcuni Comuni e Regioni che, pur di non pagare le rette RSA hanno sviluppato una normativa creativa in dispregio delle leggi nazionali. Il grado di civiltà di un popolo, si sa, lo si valuta dal trattamento riservato ai più indifesi e deboli. Ma qualcuno non si è ancora reso che, a fronte di un sistema sanitario che gestisce l’ospedaliero, l’urgenza e la riabilitazione post acuta, in modo gratuito ed in molte regioni efficiente, la disabilità cronica e l’anzianità, che spesso necessita di assistenza medica intensa continua, ricade, spesso e volentieri, sulle spalle dell’utenza e delle famiglie.La legge prevede che la retta di ricovero sia composta da una quota sanitaria (generalmente il 50% dell’intero) a carico del Sistema sanitario regionale erogate tramite le Asl di appartenenza e da una quota sociale o alberghiera (l’altro 50%) a carico dei Comuni con la compartecipazione del beneficiario della prestazione determinata in base all’Isee, ed in particolare all’Isee socio-sanitario. Ed è proprio nella quota comunale che avviene il pateracchio, perché per valutare chi deve pagare questa parte di retta alcune amministrazioni hanno deciso che non fa testo l’Isee del ricoverato, ma quello della sua famiglia, anche se quest’ultima a stento riesce a far fronte a se stessa. Ed ecco quindi che alcuni anziani si trovano fuori delle RSA. Aduc fa una lotta anche giudiziaria in materia, con alti e bassi (3), ma al momento non sembra che la lezione del covid abbia insegnato sulla tempestività e necessità dell’intervento pubblico.I dati Istat di oggi sono un monito per chi ancora sottovaluta e derubrica la questione anziani a mero calcolo economico. Nella nostra società gli anziani sono sempre di più. Su Covid e RSA si gioca la partita. Per il covid, in ritardo, si è fatto il dovuto. Per la RSA? E’ bene ricordare che i ritardi non fanno fare le cose con maggiore ponderazione, ma in questo caso sono mortali. (fonte Aduc)

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CuraMI&ProteggiMI dedicati alla cura e al benessere degli anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

Milano. Gli sportelli CuraMI&ProteggiMI sono organizzati per offrire una risposta completa e corretta alle famiglie che sono alla ricerca di informazioni, assistenza e supporto per affrontare le diverse necessità derivanti dall’invecchiamento di un loro parente e dalla scelta di gestirlo in maniera sicura e protetta, così da migliorare la qualità di vita dell’anziano e dell’intero nucleo familiare.I primi 4 sportelli al momento attivi (dislocati nelle zone 6 e 7 della città) vanno incontro alla richiesta sempre più urgente delle famiglie di avere un unico punto di riferimento per soddisfare i bisogni assistenziali dei loro anziani.Ricerca di badanti e assistenti familiari, assistenza domiciliare, formazione dei caregiver, pratiche fiscali e amministrative sono i servizi offerti sul fronte dell’assistenza. Per quanto riguarda l’area dei diritti, è offerta la consulenza nell’ambito della protezione giuridica e l’amministrazione di sostegno. Servizi di sollievo, Casa Anziani, Villaggio Alzheimer e Centri Diurni è il pacchetto della residenzialità. Infine per il benessere della persona, i servizi offerti riguardano il counselling e il supporto psicologico, la stimolazione cognitiva, la pet therapy e il nuovo progetto di adattamento degli ambienti di vita “Casa su Misura”. Alcuni servizi sono gratuiti, come quelli informativi e di orientamento ai sostegni amministrativi, altri richiedono un contributo calmierato; nei casi di indigenza la Fondazione valuta un intervento di supporto economico dedicato.L’accesso ai servizi avviene sia in presenza sia per telefono (tutte le modalità di contatto su: http://www.curamieproteggimi.it). Nati nel maggio 2020, i primi due sportelli (in via Trivulzio 15 e via Giasone del Maino 16) hanno funzionato prevalentemente con consulenze da remoto, mentre negli scorsi mesi è stato possibile avviare anche le consulenze in presenza, aggiungendo due nuovi sportelli (in via Rimini 29 e via Giovanni Battista Rasario 8). Durante gli scorsi mesi di grande isolamento causa pandemia, gli operatori specializzati degli sportelli hanno ideato e distribuito a tutti i familiari e caregiver da cui hanno ricevuto un contatto il Diario dell’assistenza, un pratico vademecum contenente indicazioni per la cura dell’anziano in casa e suggerimenti di attività, realizzato grazie al supporto della Fondazione. È possibile scaricarlo dal sito di CuraMI&ProteggiMI a questo link: https://www.curamieproteggimi.it/wp-content/uploads/2020/11/Diario-Assistenza-Familiare.pdf numero verde: 800 681 614 (da lun a ven h.9-18)

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Sociale. Campidoglio, dal 1° luglio riaprono i Centri Sociali Anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

Roma. La Giunta Capitolina ha approvato la Memoria che conferma, ai sensi della normativa nazionale, la possibilità di riaprire, dal 1° luglio, il servizio nei Centri Sociali Anziani del territorio.I circa 150 Centri Sociali Anziani della città potranno così riaprire le porte agli oltre 65 mila iscritti proponendo attività ricreative, sociali, culturali e di informazione, sempre nel rispetto delle vigenti disposizioni sanitarie e di prevenzione del contagio.La possibilità, in zona gialla e a partire dal 1° luglio, di riprendere le attività in centri culturali, sociali e ricreativi è infatti prevista all’interno del Decreto Legge n. 65 del 18 maggio 2021, con esclusione delle attività in sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso. Il Dipartimento Politiche Sociali invierà lunedì una circolare ai Municipi con le informazioni utili a garantire la riapertura in sicurezza dei Centri Sociali Anziani sui relativi territori.“I Centri Sociali Anziani rappresentano un punto di riferimento importante per i cittadini della terza età, fra i più provati dalle conseguenze delle misure di distanziamento rese necessarie dalla pandemia. Per questo, in base alla normativa nazionale abbiamo voluto dare un impulso ai Municipi perché pongano in essere le azioni necessarie alla riapertura in sicurezza di queste strutture, sempre nell’assoluto rispetto delle misure di prevenzione previste”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Irregolarità RSA: Si specula sulla vita degli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 maggio 2021

“È gravissimo che in un momento così difficile nella vita del Paese, che vede un grande sforzo unitario per il superamento della pandemia, e l’impegno quotidiano di migliaia di persone, tra medici, infermieri, operatori sanitari, per salvare la vita dei nostri anziani, ci sia invece chi specula sulla pelle di questi ultimi, chi ne calpesta la dignità e addirittura ne mette a rischio la salute e la vita”. Lo dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani in merito all’esito dei controlli effettuati dai NAS in 572 strutture per anziani che hanno portato a rilevare irregolarità nel 25% delle strutture. “Il bilancio dell’azione dei NAS, come sempre puntuale e impeccabile, è pesantissimo: quello che emerge è che in Italia purtroppo tra le strutture residenziali per anziani, a fronte di una maggioranza pienamente rispettosa delle regole, se ne annoverano anche molte poco o per niente sicure, tanto più in un momento delicato come quello che stiamo attraversando. Se in diversi casi possono esservi irregolarità marginali, causate dalla difficoltà che le stesse strutture hanno attraversato in questo periodo, nessuna giustificazione è invece possibile per tutte quelle strutture nelle quali sono emerse situazioni di abbandono, sovraffollamento intollerabile, non accudimento degli ospiti in relazione alle loro patologie o alle loro esigenze fisiologiche e motorie. Abbiamo appreso che ad alcuni pazienti non venivano addirittura somministrati i farmaci essenziali per la loro salute, o ne venivano somministrati di non idonei o di scaduti, come dimostrano i sequestri. Tutte situazioni pericolosissime e potenzialmente letali per persone anziane e fragili. Quale tradimento più grave può esservi della fiducia delle famiglie che non potendo fare altrimenti anche considerata la difficoltà del momento hanno affidato i loro cari alle strutture ricettive aspettandosi il massimo della cura? È chiaro che, pur essendovi in Italia tante strutture serie e tanti imprenditori che fanno del loro meglio, il modello delle residenze attualmente in essere ha bisogno di essere ripensato, creando un sistema sempre più modellato sulle esigenze dei diversi bisogni di cura e di assistenza, integrato nella rete assistenziale territoriale, centrato sulla domiciliarità, con una riforma che consenta di superare l’attuale far west che troppo spesso le cronache ci rivelano. Se le RSA da mero luogo di ricovero si trasformeranno in servizio di supporto alle famiglie e alle persone anziane non autosufficienti in un discorso di continuità assistenziale e di territorialità saranno anche più aperte e quindi più sicure. Quanto alla presenza di operatori non vaccinati, infine, sappiamo che fortunatamente si tratta di una ristretta minoranza, e invitiamo tutte le residenze per anziani del nostro paese al massimo rigore e ad allontanare tempestivamente dal posto di lavoro tutti quegli operatori che rifiutino il vaccino mettendo a rischio tante vite.”

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Anziani: il co-housing per socializzare e combattere solitudine

Posted by fidest press agency su sabato, 15 maggio 2021

È stato il co-housing il tema centrale della quarta riunione dell’Intergruppo Parlamentare per tutelare la longevità voluto dal Vice Presidente del Senato, Paola Taverna, che ha presieduto l’incontro a cui hanno dato il proprio contributo il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, l’Assessore alle politiche sociali del Comune di Roma, Veronica Mammì, e Sandro Polci, senior partner Cresme consulting e membro della presidenza del Comitato scientifico di Legambiente.“Il co-housing è certamente una proposta innovativa – ha detto Taverna – che porta alla socializzazione, contrasta la solitudine e l’esclusione sociale, che insidiano la qualità della vita dei nostri longevi. In Italia se ne parla, se ne conoscono potenzialità e benefici, i privati da tempo hanno dato seguito all’idea progettando e realizzando soluzioni residenziali comuni. Le Istituzioni gradualmente e sporadicamente cominciano a ritenerlo uno strumento per raggiungere molteplicità finalità pubbliche di attuale interesse e di preminente valore. Credo sia necessario incoraggiare la realizzazione di contesti abitativi e residenziali per anziani ancora autosufficienti che desiderino vivere per conto proprio, dove siano disponibili o facilmente accessibili servizi sanitari di base e servizi di supporto alla vita quotidiana. Un’azione – ha aggiunto il vicepresidente del Senato – che dia impulso al raggiungimento di soluzioni di ampio respiro, nonché innovative nel settore della residenzialità per anziani, inclusive della possibilità di una progettualità mirata al ripopolamento di borghi abbandonati che presentino caratteristiche consone ad accogliere popolazioni anziane”.“Il futuro dell’abitare nella società longeva è rappresentato dallo sviluppo di nuove soluzioni che rispondano ai bisogni di persone desiderose di mantenere la propria autonomia e di restare socialmente attive negli anni. Tra queste il co-housing, sebbene ancora troppo poco conosciuto in Italia, è certamente una delle prospettive più interessanti, che potrà imprimere un nuovo slancio all’invecchiamento attivo, specialmente se accompagnato da quell’innovazione tecnologica ormai sempre più necessaria a offrire ai senior la sicurezza di vivere a casa propria con tutti i comfort. Al tempo stesso lo Stato potrà risparmiare potendo contare su una popolazione sempre più autonoma, che può mantenersi presso il proprio domicilio fino a che è possibile, con un’adeguata assistenza territoriale”, dichiara Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani e Vice Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Longevità.

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Anziani e la Bibbia per una nuova cultura della vecchiaia

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 maggio 2021

Perugia. In Italia e nel “mondo benestante” il numero degli anziani è cresciuto negli ultimi decenni, e questo è da considerare una benedizione, se non fosse che in ciò – di fatto – vi è un paradosso: tale benedizione in parecchi casi è divenuta una maledizione e un dramma per tanti, trasformandosi nel presente in un problema sociale complessivo, reso ancor più evidente dall’emergenza Covid e dalle politiche di gestione messe in atto a riguardo nei confronti degli anziani. Partendo da questo assunto Cristina Marazzi, Ambrogio Spreafico e Francesco Tedeschi hanno dato alle stampe Gli anziani e la Bibbia, volume che analizza alcune figure di “vecchi” delle sacre scritture per promuovere una riflessione utile a comprendere meglio il valore degli anziani, e di come essi formino parte fondante della dimensione interiore di ognuno, quanto dell’intera storia umana. Interprete e veicolo del messaggio del libro sì è fatta la Comunità di Sant’Egidio in Umbria, con un evento online che avrà luogo il prossimo lunedì 17 maggio alle ore 18:00 su piattaforma Zoom (per iscriversi http://bit.ly/anzianiebibbia17maggio), cui interverranno Padre Enzo Fortunato, del Sacro Convento Assisi, Valerio De Cesaris, Rettore Università per Stranieri Perugia, di Maria Grazia Proietti, Geriatra ternana e Don Francesco Tedeschi, sacerdote e docente di Liturgia e di Teologia Sacramentaria, che con la Comunità di Sant’Egidio svolge attività pastorale e di sostegno agli anziani. Oltre che di Francesco Tedeschi, il volume – che reca la prefazione di Andrea Riccardi – è frutto di Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, biblista e docente di Sacra Scrittura, autore di commentari biblici sull’Antico Testamento e Presidente della Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana, e di Cristina Marazzi, medico e docente universitario, autrice di numerosi testi scientifici, e consulente nell’ambito di diversi progetti nazionali ed internazionali destinati alle fasce più deboli della società. L’evento può essere seguito su http://www.santegidio.org e http://www.vivaglianziani.it

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Vaccinazioni agli anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2021

“Finalmente guardando i numeri delle vaccinazioni possiamo affermare che i senior cominciano a vedere la luce in fondo al tunnel della pandemia: il 33,3% degli over 60, infatti, ha ricevuto almeno una dose del vaccino, il 24% ha completato l’intero percorso vaccinale e ciò significa che il 57,2% della popolazione ultrasessantenne ha avuto accesso alla vaccinazione, tra prima dose o ciclo completo. Insomma, stiamo imboccando la strada giusta, e per questo vogliamo rivolgere un plauso al generale Figliuolo e allo slancio che ha saputo imprimere alla campagna vaccinale, avendo ben chiara la priorità di tutelare i senior e le persone fragili” dichiara Roberto Messina Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani. “Andando a vedere le singole fasce d’età possiamo constatare che è stato vaccinato con prima dose il 25,8% della popolazione di età compresa tra 60 e 69 anni e l’8,2% con entrambe le dosi, il 53,2% della fascia 70-79 con prima dose e il 10,1% con entrambe le dosi, il 18% della fascia 80-89 con sola prima dose e il 69,4% con entrambe, il 22,3% degli ultra novantenni ha ricevuto la prima dose e il 67,5% ha completato il ciclo vaccinale. Gli ultrasettantenni nel loro complesso hanno una copertura del 38,56% con la prima dose e del 35,19% con entrambe. Ciò nonostante vediamo che nelle fasce d’età più elevate la progressione della percentuale dei vaccinati è oramai molto più lenta rispetto alle altre fasce, a dimostrazione del fatto che c’è uno zoccolo duro di popolazione over 80 che si riesce a raggiungere con difficoltà. Per questo è fondamentale svolgere un’azione capillare e di sensibilizzazione sull’importanza di vaccinarsi. Nel complesso il nuovo passo della campagna vaccinale sta già producendo evidenti conseguenze nella riduzione del numero dei decessi, la cui media è scesa a 253 al giorno, un dato che insieme all’annuncio dell’arrivo di 42 milioni di dosi vaccinazioni lascia ben sperare in merito alla possibilità di un imminente ritorno alla normalità. Un ulteriore plauso, infine – conclude Messina – va alla Regione Lazio per l’impeccabile organizzazione delle vaccinazioni, in particolare nel centro vaccini de La Nuvola”.

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Vaccinazioni anziani e regioni che si sottraggono all’obbligo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2021

“Sui vaccini ai cittadini over 80 Draghi accusa quelle Regioni che “trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale”. Parole che confermano le denunce di Fratelli d’Italia sullo scandalo dei “furbetti del vaccino”, che hanno tolto delle dosi alle persone più fragili e che rischiano di più se contraggono il Covid. Continueremo a batterci per fare chiarezza e a chiedere priorità nella vaccinazione degli anziani, anche a domicilio e con il coinvolgimento di medici e farmacisti”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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Scuola: In Europa i docenti sono pochi e anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

L’UE programma il nuovo profilo del personale docente: entro il 2030 la professione dovrà cambiare faccia, invogliare i cittadini e ringiovanire gli organici. Il piano è contenuto nella Risoluzione del Consiglio europeo che conta di disegnare la nuova figura della professione dell’insegnante attraverso un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre (2021-2030) 2021/C 66/01, ponendo le basi programmatiche che i vari Paesi dovranno recepire. Si afferma che è “necessario aumentare l’attrattività della professione di docente e rivalorizzarla; questo aspetto è sempre più importante in un momento in cui i paesi dell’UE si trovano ad affrontare carenze di docenti e l’invecchiamento del corpo docente. Si tratta di priorità strategiche a cui i vari Paesi europei dovranno uniformarsi per portare le strategie programmatiche all’attuazione entro il 2030, attraverso quindi un decennio di riforme. Tra i punti centrali del programma c’è il nuovo reclutamento, l’avanzamento di carriera, l’individuazione delle eccellenze, migliorare le condizioni di lavoro, ridurre lo stress da lavoro, promuovere il benessere dei docenti. Tra le 12 richieste dell’UE ai paesi membri c’è anche quella di valutare la possibilità di elaborare strumenti strategici sotto forma di quadri di competenza dei docenti al fine di accrescere la pertinenza dei percorsi iniziali di formazione per insegnanti, oltre che lo sviluppo di opportunità di formazione professionale continua, nonché di fornire orientamenti ai docenti nello sviluppo della loro carriera; sostenere la formazione iniziale, l’entrata in servizio e la formazione professionale continua a tutti i livelli, soprattutto per affrontare la crescente diversità dei discenti e i loro bisogni specifici, per combattere l’abbandono dell’istruzione e della formazione al fine di promuovere l’apprendimento basato sul lavoro, nonché per sostenere lo sviluppo di competenze digitali di base e avanzate e pedagogie innovative, anche garantendo che la formazione dei docenti si occupi delle loro competenze a insegnare in contesti digitali.Si chiede quindi di elaborare misure e creare meccanismi per migliorare le condizioni di lavoro e affrontare lo stress da lavoro, al fine di promuovere il benessere dei docenti, dei formatori e del personale pedagogico e della scuola, oltre che adoperarsi per ridurre gli squilibri di genere a tutti i livelli e in tutte le tipologie di professioni connesse all’istruzione e alla formazione. Bisognerà, infine, garantire che i programmi di istruzione e formazione dei docenti e dei formatori preparino altresì i docenti e i formatori a tutti i livelli e in tutte le tipologie di programmi di istruzione e formazione al loro ruolo chiave di fornire ai discenti le competenze per vivere, lavorare e contribuire allo sviluppo sostenibile e di accrescere il benessere e la salute mentale di tutti i discenti.

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Nuovo piano vaccini, priorità ad anziani e disabili. Ecco le nuove regole per le somministrazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

Dopo la vaccinazione degli over 80, delle categorie dei docenti e delle forze dell’ordine, si passerà ai pazienti estremamente fragili (persone estremamente vulnerabili; disabilità grave), a cui va somministrato il vaccino a mRna all’interno dei centri ospedalieri, e in parallelo si prosegue per fasce di età decrescenti, anche in base alla presenza di condizioni patologiche. È quanto prevede la bozza del nuovo Piano vaccini sottoposta alle Regioni. Secondo la tabella aggiornata contenuta nella bozza saranno quasi 52 milioni e mezzo le dosi di vaccino previste per l’Italia nel secondo trimestre 2021, per l’esattezza 52.477.454.Per quel che riguarda il dettaglio delle somministrazioni, per età si inizia dai soggetti tra 70 e 79 anni; a seguire persone di età compresa tra i 60 e i 69; persone con comorbità (la presenza contemporanea nello stesso soggetto di due o più malattie, ndr) di età inferiore a 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili e, infine, resto della popolazione con meno di 60 anni. Per la vaccinazione di massa sono previste le somministrazioni del vaccino nelle stesse strutture degli ambienti di lavoro. Saranno le aziende, eventualmente, a poterne fare richiesta.
Del totale delle dosi, sono previste 10.042.500 da AstraZeneca, 8.766.00 da Pfizer (cui si aggiungono 6,6 milioni di seconde dosi divise tra primo e secondo trimestre), 9.420.515 sempre da Pfizer grazie al secondo contratto, 7.307.292 da J&J (monodose, in via di approvazione), 7.314.904 da Curevac (ancora non approvato) e 4.650.000 da Moderna. Nel terzo trimestre si prevede il massimo degli arrivi, con ben 84,8 milioni di dosi attese (la parte del leone la farà ancora AstraZeneca con 24,7 milioni). A seguire sono previste 40,7 milioni di dosi nel quarto trimestre, 28,1 nel primo trimestre 2022 e 20,1 nel secondo. In tutto, si stima che la potenziale quantità di dosi di vaccino disponibili ammonterà a oltre 242 milioni di dosi, esattamente 242.533.633. Dopo le iniezioni ai 4,4 milioni di over 80 attualmente in corso si procederà per fasce d’età con oltre 5 milioni di over 70 da vaccinare. Insieme a loro saranno immunizzati due milioni di persone estremamente vulnerabili, con patologie gravi, i disabili e con loro i familiari e i caregiver che li assistono. Considerando anche gli over 55, la fascia d’età dalla quale sale il rischio di contrarre forme gravi del Covid, l’intera platea arriva a 19 milioni di persone da vaccinare entro l’estate. «Sarà possibile, qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, vaccinare all’interno dei posti di lavoro, a prescindere dall’età, fatto salvo che la vaccinazione venga realizzata in sede, da parte di sanitari ivi disponibili, al fine di realizzare un notevole guadagno in termini di tempestività, efficacia e livello di adesione». Si legge in un passaggio della bozza del nuovo aggiornamento del Piano strategico nazionale per la vaccinazione anti Covid.Per la popolazione che non presenti particolari fragilità sarà centrale il ruolo dei medici di base. Le vaccinazioni potrebbero avvenire anche negli studi stessi. Sarà il Drive Through di Milano, situato presso il parco Trenno, il più grande schierato in Italia, il primo ad essere trasformato in presidio vaccinale della Difesa. Dalla mattina di venerdì 12 marzo, grazie alla collaborazione tra la Difesa e l’Azienda socio-sanitaria territoriale Santi Paolo e Carlo della Regione Lombardia, presso una linea del Drive Through del Parco Trenno inizieranno le vaccinazioni a favore della cittadinanza. L’attività rientra nell’ambito dell'”Operazione Eos” della Difesa sotto la direzione del Comando operativo di vertice interforze. (fonte Doctor33)

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Centri sociali e Socioculturali Anziani e presidi vaccinali territoriali

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2021

I Centri Sociali e Socioculturali per Anziani, da non confondere con le RSA ed i Centri Diurni, disseminati sul tutto il territorio nazionale, rappresentano l’unico reale laboratorio di aggregazione sociale e culturale territoriale, dove si trova rifugio e incontro, dove si dialoga e si cura la solitudine. Il Covid ha annullato tutto questo. La catastrofe che da un anno stiamo vivendo non è uguale per tutti: ha scavato un solco profondo tra anziani che ancora vivono in famiglia, quelli soli e quelli inviati nelle RSA. Non si è riusciti a far fare al Paese un balzo tecnologico mentre eravamo in lockdown. I nostri anziani, se avessero voce, confermerebbero che non hanno avuto possibilità di imparare a collegarsi a distanza ma sono rimasti relegati nelle loro case, separati dai figli, terrorizzati da una campagna di informazione che li descriveva quasi come untori. Se le scuole sono chiuse figuramoci i Centri Sociali!Ma gli anziani che sono sopravvissuti alla pandemia hanno diritto di ritornare a vivere? Non hanno pagato già abbastanza? Possono ritornare ad abbracciare i nipoti? Possono contare su una capillare e veloce campagna vaccinale? Possono avere un po’ di rispetto?Durante la pandemia i nostri volontari senior non si sono sottratti a dare una mano: spesa a casa, compagnia, assistenza telefonica. In particolare nei piccoli comuni dove la solidarietà e la vicinanza si respirano quotidianamente.Anche in questo momento non ci sottraiamo e proponiamo alle nostre Autorità Sanitarie e Governative l’uso dei nostri Centri quali supporto ai presidi vaccinali, consentendo una maggiore velocità e vicinanza all’intera campagna vaccinale, per una medicina di prossimità nella nostra comunità.Noi ci siamo e potete contare su di noi in attesa di far ritornare a funzionare i nostri centri, le nostre associazioni, nel rispetto delle regole dettate dall’emergenza sanitaria. Siamo esempio di cittadinanza attiva e partecipe e dovremo ritornare a far vivere i nostri spazi, per consentirci di stare insieme anche se distanziati, continuando a diffondere il nostro modello di socializzazione e solidarietà.

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Da Senior Italia FederAnziani un Vademecum per gli over 65

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

Seguire degli stili di vita sani, idratarsi in modo adeguato, evitare gli sbalzi di temperatura, vivere in un ambiente salutare ed eseguire le vaccinazioni necessarie. Sono alcuni dei consigli contenuti nel Vademecum messo a punto da Senior Italia FederAnziani per orientare gli over 65 aiutandoli a prendersi cura della propria salute anche in quest’ultimo scorcio di inverno, per prevenire infreddature e influenze. L’attenzione alla salute delle vie respiratorie è infatti fondamentale per gli over 65, soprattutto per coloro che soffrono di patologie croniche come BPCO, diabete, patologie cardiovascolari, ipertensione, angina pectoris o malattie tiroidee. Per questo la federazione della terza età ha voluto lanciare una campagna di sensibilizzazione che invita a seguire alcune precauzioni importanti oltre alle fondamentali regole di prevenzione del Covid 19. «I cambi di stagione possono essere particolarmente insidiosi per le vie respiratorie soprattutto quando ci sono bruschi cambi di temperatura – afferma il Prof Mario Polverino, Sovrintendente Emergenza COVID ASL Salerno, Presidente Centro Studi Società Italiana di Pneumologia – Per le persone con più di sessantacinque anni è importante tutelare la propria salute, facendo regolari controlli e seguendo in ogni stagione alcuni specifici accorgimenti. In particolare, ora che l’inverno volge al termine, si rischia di farsi trarre in inganno dai primi raggi primaverili e di incorrere in infreddature e influenze che possono essere problematiche soprattutto per chi è affetto da patologie croniche”. I consigli del vademecum sono rivolti agli over 65 ma anche ai careviger che si prendono cura degli anziani più fragili e propongono una serie di raccomandazioni che, se messe in pratica, possono rivelarsi degli ottimi strumenti di prevenzione.

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Pandemia ed anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

Ad un anno dalla dichiarazione, da parte dell’OMS, della pandemia, mentre in tutto il mondo si cerca di far fronte alle molteplici conseguenze, una di queste risulta drammaticamente confermata: il virus non solo ha colpito maggiormente gli anziani, ma li ha resi più fragili, sia fisicamente che psicologicamente.Le restrizioni, più o meno drastiche, per contrastare il contagio hanno ridotto drammaticamente lo spazio vitale di chi è in età avanzata, con un impatto negativo sullo stato fisico, ma soprattutto sullo stato di fragilità psicologica e cognitiva di queste persone. L’isolamento domestico non ha consentito agli anziani neppure una minima attività fisica ed ha acuito in loro la percezione della perdita, il senso di paura per il futuro e quello di isolamento, costringendoli a rinunciare ai legami affettivi con i propri familiari.Come registrato dalle Nazioni Unite il COVID – 19 colpisce di più le persone anziane, tanto da stimare che le persone oltre gli 80 anni si ammalino 5 volte di più delle altre età. Un dato del quale siamo ben consapevoli in Italia, dove l’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è di circa 81 anni ed è più alta di 30 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione. A pesare il maggior numero di patologie, che si sovrappongono andando avanti con gli anni.Se nel mondo occidentale gli anziani soffrono, nei paesi più impoveriti numerose discriminazioni accentuano e peggiorano la loro condizione e gli effetti provocati dalla pandemia.Molti di loro in questi paesi vivono in condizioni di marginalità dalla vita sociale ed economica. Solo il 20% ha una pensione, mentre gli altri devono continuare a lavorare esponendosi al rischio del contagio per ricavare redditi molto bassi da piccole attività artigianali o commerciali, messe ulteriormente in crisi dal virus.Ci sono poi discriminazioni sanitarie, tanto più pesanti in quanto ledono gravemente diritti e dignità delle persone. Se, ad esempio, gli anziani sono anche disabili la loro condizione è ancora peggiore e gli effetti della pandemia le rende ancora più isolate. Un isolamento che, se da un lato le protegge dal contagio, dall’altro le condanna ad una solitudine con gravi conseguenze psicologiche. Di COVID si muore anche così, in modo indiretto.Anche quando gli anziani sono relativamente autosufficienti, possono comunque vivere situazioni di difficoltà se vivono in villaggi e città dove il servizio sanitario è carente o addirittura assente e spesso diventa un problema anche il semplice prendere un mezzo di trasporto per raggiungere punti sanitari distanti molti chilometri dal luogo di residenza.Senza contare poi che spesso le persone più anziane, soggette ad altre malattie, non vengono curate proprio a causa dell’emergenza COVID che assorbe le poche risorse sanitarie esistenti. Tuttavia, la discriminazione più grave e inumana avviene quando la carenza dei servizi sanitari determina la scelta di dare cure e terapie ai più giovani, alle persone produttive e che hanno ancora un futuro da vivere, piuttosto che agli anziani.
Come si vede l’impatto del virus sugli anziani è particolarmente grave e dipende da un intreccio di diverse cause, condizioni e situazioni, di tipo sociale, economico e istituzionale. Il COVID ancora una volta mette in luce le cause strutturali che sono alla base delle discriminazioni e dell’iniquità sociale.Emerge in particolare l’importanza di quella che Papa Francesco chiama “cultura della cura” per debellare la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro. Sul sito della Campagna http://www.insiemepergliultimi.it, accanto a materiali di approfondimento e riflessione su questo tema, vengono proposti interventi nelle varie aree del mondo delle Caritas e dei soci FOCSIV. La campagna si avvale della partnership di AgenSIR, Agenzia DIRE, L’Osservatore Romano, Avvenire, Famiglia Cristiana, FISC – Federazione Italiana Settimanali Cattolici, TV2000, Radio InBlu, Radio Vaticana, Vatican News, di Banca Etica come partner finanziario, della Pontificia Università Lateranense e della Conferenza Rettori Università e Istituzioni Pontificie Romane come partner accademici.

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Messina: appello a figli e nipoti, massima attenzione a proteggere i nostri anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

La media dei decessi di queste settimane, fortunatamente in discesa, non deve trarre in inganno, né portare istituzioni e singoli ad abbassare la guardia rispetto a una situazione che non soltanto appare ancora preoccupante, con una media giornaliera di 305 morti nell’ultima settimana, ma che rischia di aggravarsi ulteriormente nell’immediato futuro, a causa del dilagare delle varianti e della crescita dei contagi attesa nei prossimi giorni in alcune regioni, come Abruzzo, Basilicata, Campania, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, e nelle province autonome di Trento e Bolzano. Le previsioni relative alla mortalità nel complesso non si modificano in maniera significativa, perché alla luce della media di decessi dell’ultima settimana, e dell’attesa di un nuovo picco a marzo, rischiamo comunque di trovarci di fronte alla perdita di oltre cinquantamila vite prima dell’estate. Nel corso del mese di gennaio abbiamo perso 14.357 vite che, sommandosi ai 7.202 decessi avvenuti fin qui a febbraio, portano a un totale di 21.559, con una media di 414 morti al giorno, prevalentemente over 80. Occorre perciò procedere speditamente sulle vaccinazioni e non far calare l’attenzione rispetto alla prevenzione dei contagi.«Salutiamo con favore l’intesa tra Governo, Regioni e sindacati per il coinvolgimento dei medici di medicina generale nella campagna vaccinale anti Covid, e anche l’estensione dell’uso del vaccino AstraZeneca fino ai 65 anni, due passi fondamentali per imprimere una nuova celerità alla campagna stessa – dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani – Siamo inoltre convinti che il presidente del Consiglio Draghi saprà imporsi all’interno dell’UE per far arrivare le dosi necessarie di vaccini. Infine faccio appello alla sensibilità di figli e nipoti di persone anziane, chiedendo loro di tenere duro ancora per qualche settimana. Occorre sempre prestare la massima attenzione alle misure di prevenzione, all’uso corretto delle mascherine, all’igiene, al distanziamento, rendere meno frequenti gli incontri e far sì che si svolgano in massima sicurezza, magari in luoghi all’aperto, approfittando delle temperature più miti, ma sempre tenendosi alla larga dai luoghi affollati. Tutto questo affinché possiamo lasciarci alle spalle questa tremenda esperienza che ha portato a una drammatica perdita di vite, alla distruzione di quelle librerie umane che sono i nostri nonni.»

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L’assistenza agli anziani durante la sfida della pandemia

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

È un’immagine a luci e ombre quella che emerge dal 3° Rapporto Osservatorio Long Term Care del CERGAS SDA Bocconi-Essity, che ha analizzato lo status dell’assistenza agli anziani in Italia con un focus anche sul periodo della pandemia da Covid-19, arrivando a suggerire le aree di riforma che con urgenza dovranno essere fronteggiate nel prossimo futuro.Nel nostro Paese emergono alcuni trend ben definiti: da un lato la mancata assistenza agli anziani non autosufficienti, con il 63% dei 2.907.438 individui che rientrano in questa categoria che non è seguito da alcun servizio socio-assistenziale e dall’altro, il boom dei caregiver familiari e delle badanti: di quest’ultime in Italia, nel 2019, se ne contavano 1.018.555.Le Residenze per Anziani sono state tra i soggetti più colpiti dal Covid-19: si stima che nella prima fase della pandemia il tasso di mortalità in un campione di queste strutture censite dall’Istituto Superiore di Sanità si sia attestato al 3,1%, mentre ATS Milano Città Metropolitana ha registrato un aumento tra marzo e aprile 2020 del + 120% nei decessi tra gli ospiti delle strutture rispetto alla media dello stesso periodo dei 4 anni precedenti. Guardando invece al rapporto tra servizi e le famiglie, stando ai dati del Rapporto, la fiducia degli utenti nei confronti delle RSA è solida e confermata.
I soggetti dell’assistenza. In Italia l’assistenza agli anziani è una realtà multi sfaccettata con soggetti diversi deputati alla gestione della non autosufficienza. Nel nostro Paese, la famiglia e le badanti sono al primo posto in questa attività, mentre le residenze per anziani sono viste come scelta “estrema”. “Le famiglie hanno una visione molto clinica delle strutture per anziani, in quanto le considerano la soluzione a cui ricorrere generalmente dopo anni di faticosa permanenza al domicilio e solo quando le condizioni di salute dell’anziano si aggravano” commenta Elisabetta Notarnicola, Associate Professor of Practice, Divisione Government, Health e Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management e coordinatrice del Rapporto “La nostra survey, condotta in collaborazione con il portale LaCasadiRiposo.it su quasi 1.000 nuclei familiari, conferma che le famiglie organizzano la cura intorno al loro ruolo di caregiver e all’intervento di badanti. Due terzi dei rispondenti al questionario ci dicono che non sono mai entrati in contatto con soggetti pubblici in grado di aiutarli nell’identificare i servizi più adeguati e non sanno come organizzarsi”.Il punto di vista delle RSA. Il Covid-19 ha investito in pieno le Residenze per Anziani e i gestori – oltre che con l’emergenza sanitaria – hanno dovuto fare i conti con il mantenimento della sostenibilità economico-finanziaria delle strutture (come indicato dal 100% dei rispondenti della survey presentata nel Rapporto) e con problematiche legate al personale (88%) sia in termini di formazione, sia di “fuga” degli operatori verso il comparto sanitario. Eppure, la fiducia degli italiani nei confronti della categoria tiene, anche se quasi un quarto del campione intervistato ha dichiarato di aver tolto i propri cari dalle liste d’attesa alla luce di nuove possibilità di assistenza rese possibili grazie allo smartworking, o per diffidenza data dalla situazione. Il Covid-19 ha portato il settore dell’assistenza a riflettere sulla propria offerta e sulle proprie strategie, con i provider di servizi assistenziali che ammettono la necessità di avviare una riflessione sul rinnovamento e adattamento della propria attività.

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Senior Italia FederAnziani per offrire alle Regioni proposte concrete per affrontare l’emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

Un tavolo permanente in Toscana con i vertici delle società scientifiche di oftalmologia e i pazienti, che lavori gratuitamente per affrontare le difficoltà causate dal Covid e affrontare le attuali criticità nell’accesso alle cure ordinarie, migliorando i processi organizzativi a favore del paziente. A chiederlo è l’Advisory Board di Oftalmologia costituito da Senior Italia FederAnziani che ha messo a confronto le società scientifiche di ambito oftalmologico (AICCER, AIMO, GIVRE, SOT, SOU), il Sindacato unitario dei medici ambulatoriali italiani (SUMAI Assoprof), i pazienti e il Coordinatore Organismo Toscano per il Governo Clinico Settore “Qualità dei servizi e reti cliniche”, Mario Cecchi.L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha comportato notevoli ritardi alle attività legate alle patologie croniche, tra cui quelle oftalmologiche. Tra le principali criticità emerse, i ritardi accumulati negli interventi di cataratta, sulla quale in questa fase in Toscana si interviene a macchia di leopardo: diversi centri sono stati chiusi da marzo a maggio e poi nuovamente a settembre; nell’Azienda ospedaliero universitaria Careggi, ad esempio, gli interventi sono passati da 6000 annuali a meno di 2000 nel 2020, con un’attesa di 2.800 pazienti, e con un incremento di 500 unità nei soli primi 20 giorni del 2021. Da ciò consegue anche, soprattutto per la popolazione anziana, un aumentato rischio di fratture traumatiche del femore, che nel caso delle persone anziane portano facilmente alla non autosufficienza e alla morte. A ciò si aggiunge il problema delle maculopatie, che potrebbe essere affrontato in modo più efficace dotando gli ambulatori di macchine adeguate (OCT) (potrebbero essere fornite a prestazione dalle aziende produttrici). Una significativa riduzione di accessi e prestazioni, inoltre, si è osservata rispetto al trattamento del glaucoma, patologia per cui in Italia perde la vista una persona ogni due ore.Da qui le proposte: limitare l’accesso dei pazienti nelle strutture, riunendo tutti gli esami in una sola visita, con maggiore aderenza alla terapia, risparmio di tempo sia per il paziente che per i caregiver, miglioramento dell’assistenza, essendo il malato gestito da un solo medico, e risparmio dell’ospedale che in un solo accesso gestirebbe tutto. Contribuire ad eliminare il vincolo AIFA a eseguire le iniezioni in sala operatoria, fatto che ingolfa le sale operatorie di strutture periferiche con procedure che possono essere eseguite in sicurezza in sale “pulite”; incentivare contratti per personale medico (oftalmologi e anestesisti) e paramedico (ortottisti e infermieri) da utilizzare al fine di incrementare gli interventi chirurgici specialistici retinici.E infine, istituire un tavolo tecnico regionale permanente ad hoc, che lavori gratuitamente a servizio della Regione Toscana per migliorare i modelli organizzativi in oculistica. Proposta, accolta dal Coordinatore Organismo Toscano per il Governo Clinico.«L’emergenza Covid ha accentuato le problematiche di una corretta continuità delle cure soprattutto nelle patologie croniche che possono presentare danni irreversibili, quali maculopatie, glaucomi e retinopatia diabetica. È necessario attivare percorsi del tipo “see and treat” che concentrino in un unico accesso la diagnosi e la prestazione terapeutica. Ciò rende più facile l’accesso alle prestazioni (si tratta in gran parte di pazienti anziani che devono essere accompagnati da familiari attivi da un punto di vista lavorativo); migliora la qualità della assistenza; riduce il numero degli accessi riducendo il costo per il SSN; riduce il numero di pazienti che abbandonano le cure» dichiara Marco Nardi, referente regionale per SOU e membro del gruppo di lavoro regionale dedicato all’oftalmologia.

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Basta truffe agli anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2021

L’impegno per prevenire e contrastare le truffe agli anziani deve diventare una priorità nazionale per la politica, incrementando gli investimenti per combattere questa drammatica piaga. A chiederlo è Senior Italia FederAnziani che denuncia la maggiore esposizione dei senior in questo momento all’azione dei truffatori vecchi e nuovi. Senior Italia FederAnziani infatti stima, in base ai dati del Ministero dell’Interno, che sia di almeno 20.000 il numero degli anziani vittime di truffa nel corso del 2020, dato che diventa ancora più allarmante se si considera che a questi numeri andrebbero sommati tutti i casi in cui non si effettua la denuncia. “In questa precisa fase gli anziani sono la categoria più a rischio – dichiara Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani – Da mesi sono costretti a vivere quasi confinati in casa, privi delle loro reti sociali e di supporto e troppo spesso anche del contatto con le loro famiglie. L’isolamento sociale, la paura per se stessi e per i propri cari, li rende disorientati e spaventati, come stiamo riscontrando ogni giorno attraverso le centinaia di chiamate che arrivano al nostro numero verde per il supporto psicologico. Proprio questa si traduce in una maggiore vulnerabilità ai subdoli messaggi di coloro che approfittano del Covid per mettere a segno i loro piani criminali, spacciandosi per figli o nipoti in difficoltà, magari chiedendo denaro per il vaccino contro il Coronavirus o dicendo di aver contratto il Covid e di avere bisogno di denaro. Siamo convinti che per sconfiggere questi delinquenti sia necessario il massimo impegno della politica in termini di supporto alle forze dell’ordine, garanzia di un sistema giudiziario efficiente ed efficace, e soprattutto una capillare campagna di comunicazione nei confronti degli anziani. Rispetto a quest’ultimo punto continueremo a fare la nostra parte con rinnovato impegno, ricordando sempre agli anziani di non aprire la porta, di non dare credito a richieste di denaro e convincendoli a denunciare quando siano stati vittima di una truffa”.Il numero verde 800.99.14.14 di Senior Italia FederAnziani, WINDTRE e SIPEM SoS Federazione, la Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza, nato all’inizio della pandemia per supportare gli anziani soli, offre aiuto a coloro che hanno bisogno di ascolto e sostegno psicologico in questo prolungato periodo di isolamento.

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Covid, Senior Italia FederAnziani: l’aggravarsi della situazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2021

Secondo i dati ufficiali sulla mortalità per Coronavirus in Italia, ogni giorno muoiono circa 500 persone a causa dell’infezione da Covid 19, e sappiamo che si tratta quasi esclusivamente di anziani, dato che stando all’ultimo rapporto ISS del 16 dicembre 2020 l’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 80 anni. Questo consente di stimare che da qui a giugno 2021, ovvero in 165 giorni, un numero elevatissimo di anziani, tra i cinquantamila (con 303 morti al giorno) e gli ottantamila (con 484 morti al giorno), perderà la vita a causa del Covid, se non saremo in grado di imprimere alla campagna per la vaccinazione una significativa accelerazione. È l’allarme lanciato da Senior Italia FederAnziani, che fa appello alle autorità affinché sia fatto il possibile per far procedere più speditamente le vaccinazioni.«Siamo terrorizzati da questi numeri – dichiara il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – che prefigurano purtroppo una vera e propria ecatombe nell’arco dei mesi che sono stati stimati come necessari al completamento della campagna di vaccinazione per la fascia di popolazione più fragile, ovvero gli anziani e in particolare i portatori di malattie croniche. Dai trecento ai cinquecento morti al giorno, anziani nella quasi totalità, significa dai novemila ai quindicimila al mese, e quindi tra i cinquanta e gli ottantamila da qui a giugno. Quest’analisi previsionale è anche conseguenza del fatto che ancora non sono state completate le vaccinazioni dei medici di famiglia e che ancora questi ultimi non hanno a disposizione vaccini da loro utilizzabili. Perciò chiediamo un’accelerazione nella campagna vaccinale, e in particolare ci rivolgiamo agli enti regolatori affinché lavorino giorno e notte pur di accelerare le autorizzazioni necessarie all’entrata in circolazione dei nuovi vaccini. Vogliamo dire all’EMA che un solo giorno risparmiato rappresenta la salvezza di ben cinquecento vite, per restare solo all’Italia. Mai come ora la tempestività è stata fondamentale. Oltre a ciò non bisogna dimenticare che le RSA e le altre residenze per anziani rappresentano uno dei luoghi privilegiati di questa campagna, dato che qui si trovano i più fragili tra i senior, e per questo ci rivolgiamo da un lato agli operatori affinché siano responsabili e accettino di vaccinarsi, e dall’altro ai vertici delle strutture perché adottino tutti i provvedimenti consentiti dalla legge nei confronti di quegli operatori che, rifiutando di sottoporsi al vaccino, mettano a repentaglio la vita degli ospiti. Vaccinarsi non è un’opzione ma è l’unica strada obbligata per tutelare la vita delle persone anziane, malate, non autosufficienti che, se infettate dal virus, hanno un’elevata probabilità di sviluppare complicanze e addirittura morire.» (fonte: Federanziani)

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Assistenza psicologica gratuita per aiutare gli anziani

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2021

Ed è estensibile ai loro familiari e ai caregiver per affrontare l’emergenza Covid-19. Fondazione Cesvi e Cooperativa Spazio Aperto Servizi promuovono un servizio di assistenza psicologica, dedicato agli over 65 del VI Municipio della città di Milano e a coloro che se ne prendono cura, grazie al supporto di psicologi esperti nella gestione del trauma del centro clinico CTIF – Cura e Terapia per l’Infanzia e la Famiglia di Spazio Aperto Servizi. L’iniziativa, rivolta a coloro che accusano un forte disagio emotivo, si inserisce nell’ambito del progetto “Veniamo noi da te”, nato all’inizio della pandemia con l’obiettivo di garantire supporto alla popolazione over 65 con interventi legati alle prime necessità (consegna di spesa, distribuzione di medicinali a domicilio, accompagnamento per visite) e prevenire situazioni di emarginazione e isolamento, anche con attività di monitoraggio e ascolto empatico telefonico. Nell’attivazione di questo servizio è stata coinvolta una delle eccellenze milanesi in gestione dei traumi, il CTIF – Cura e Terapia per l’Infanzia e la Famiglia. Un’equipe specializzata, composta da psicoterapeuti, psicologi, identificheranno e definiranno, caso per caso, le strategie di intervento più adeguate con l’obiettivo di fornire la giusta assistenza, in primis agli anziani, ma anche ai familiari e caregiver degli stessi, sottoposti in questi lunghi mesi di restrizioni, a un forte stress e disagio psicologico. In particolare, è stata attivata una linea diretta destinata ad anziani e caregiver per chiedere gratuitamente l’intervento di uno psicologo via telefono. Per accedere al servizio basta chiamare il 345 7611 627, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 16 o inviare una mail a chiara.parrella@spazioapertoservizi.org. Gli psicologi sono, inoltre, pronti ad offrire aiuto anche in situazioni di disagio segnalate dal coordinatore di progetto, dagli operatori sociosanitari o da altre figure esterne. Il progetto “Veniamo noi da te”, inserito all’interno dell’iniziativa #MilanoAiuta del Comune di Milano, nell’ultimo mese ha aiutato con un team di operatori specializzati 114 persone con 389 interventi complessivi e il maggior numero di richieste è arrivato dalla popolazione over 80. Tra i bisogni più frequenti la consegna di spesa a domicilio (41.39%), la necessità di accompagnamento per visite mediche o altri servizi essenziali (27.25%) e il ritiro di ricette e farmaci (10,3%). In crescita anche le richieste di supporto psicologico da parte di anziani (4.6%), operatori (4.1%) e caregiver (1.8%).

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