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Posts Tagged ‘anziani’

Sant’Egidio: un mondo meno violento con gli anziani è un mondo più umano per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Oggi ricorre la giornata mondiale dell’OMS contro gli abusi sugli anziani. A fronte di una continua crescita della popolazione anziana in tutto il mondo (809.743.000 su 7 miliardi di abitanti), dovuta all’allungamento della vita e ai progressi della medicina, le nostre società non sembrano capaci di vivere in modo positivo la presenza di tanti anziani, tanto che si è troppo diffusa una cultura che non accetta o non sa trattare la debolezza. È in questa mentalità che si radicano gli abusi di cui spesso si legge nelle cronache: truffe, mancanza di assistenza e cure adeguate, maltrattamenti, che arrivano fino all’eliminazione fisica, come avviene in Africa contro gli anziani accusati ingiustamente di stregoneria.
Impegnata in più di 70 paesi del mondo nella difesa dei diritti degli anziani, in particolare per quello all’assistenza, a partire da chi è più povero, la Comunità di Sant’Egidio lancia un appello per:
– sviluppare la rete delle relazioni sociali, oggi fortemente frammentate in società dove vivere da soli sta diventando un modello dominante;
– promuovere nuovi modelli di intervento, come il programma “Viva gli Anziani!”, che fa della lotta all’isolamento sociale e del sostegno alla fragilità il cuore della propria azione. L’iniziativa, attiva da anni in varie città italiane con un monitoraggio attivo della popolazione anziana, in particolare di chi vive da solo, ha determinato una rilevante riduzione dei ricoveri in istituto e in ospedale, con benefici evidenti sia sul miglioramento della qualità della vita che sulla riduzione dei costi dell’assistenza a carico della collettività;
– tutelare i diritti degli anziani, in particolare la libertà di come e dove vivere la propria vita. Infatti, in molti paesi del mondo, soprattutto in quelli più ricchi, l’istituzionalizzazione diventa spesso una scelta obbligata, per la carenza di servizi sul territorio e a domicilio. Inoltre, non di rado, si registrano abusi veri e propri in strutture deputate ad assicurare un’esistenza dignitosa a chi non è più in grado di condurre autonomamente la propria vita, diventando luoghi di umiliazione. Occorre trasformare gli istituti in strutture aperte il più possibile al mondo esterno, favorendo le visite senza eccessive limitazioni (ad esempio negli orari) e permettendo agli anziani ospiti di uscire a loro piacimento, nel rispetto della sicurezza personale.
– sviluppare forme di cohousing (anziani che scelgono di vivere insieme per combattere la solitudine e far fronte alle difficoltà economiche), una risposta umana e praticabile all’istituzionalizzazione.

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Conte su equità accesso a cure

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

L’equità nell’accesso alle cure è da sempre al vertice delle richieste che, a nome dei 3,8 milioni di over 65 aderenti alla nostra federazione, rivolgiamo alle Istituzioni che governano la Sanita’ del nostro paese”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “Per questo oggi ascoltiamo con vivo interesse le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in aula al Senato e il suo riferimento alla necessità di cambiare rotta, mettendo fine ai ripetuti tagli in sanità che in questi anni hanno messo a rischio la tutela della salute dei cittadini, in particolare dei più fragili, privilegiando spesso una logica ragionieristica rispetto alla necessaria equità nell’accesso alle cure”.“Ben venga dunque”, prosegue Messina, “l’impegno a superare l’attuale divisione tra cittadini di serie A e serie B, a puntare sulla prevenzione e sul rafforzamento della medicina di territorio per una efficace presa in carico dei pazienti cronici, che sono prevalentemente anziani. Ci auguriamo di assistere a maggiori investimenti in prevenzione, nella diagnosi precoce delle tante patologie sommerse e nell’accesso ai farmaci innovativi. Rispetto a questi obiettivi e a tutte le priorità che riguardano il mondo dei senior, la nostra organizzazione è pronta a offrire il suo contributo nell’ottica della tutela dei cittadini, dell’ottimizzazione della spesa pubblica e del dialogo intergenerazionale, in quanto valori imprescindibili per il perseguimento del bene comune della nostra collettività”.

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Senior Italia FederAnziani: buon lavoro a nuovo governo e a Ministro della Salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

“I 3,8 milioni di senior aderenti a Senior Italia FederAnziani augurano buon lavoro al nuovo governo”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina. “Un particolare augurio lo rivolgiamo alla nuova Ministra della Salute, Giulia Grillo, già distintasi nella difesa di un servizio sanitario pubblico e universalistico che garantisca equità di accesso nelle cure e uniformità dei Livelli essenziali di assistenza. Guardiamo con interesse al suo impegno verso una riduzione delle liste d’attesa, alle sue proposte di riduzione del ricorso ai ticket che gravano sui cittadini e siamo pronti a dare il nostro contributo come pazienti nell’individuazione di soluzioni che consentano di ottimizzare la spesa pubblica in sanità, tutelando la salute dei cittadini nel rispetto dell’equilibrio dei conti dell’SSN”.

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Il cuore “matto” di un milione di anziani over 65

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 maggio 2018

La fibrillazione atriale, l’aritmia più diffusa in occidente, colpisce circa un milione di italiani ed i numeri aumentano fino al 4% dell’intera popolazione con età superiore ai 65 anni, con rischi sempre più frequenti di incorrere in ictus cardioembolico. La connessione tra fibrillazione atriale e ictus tromboembolico è spesso sottovalutata, ma costituisce un rischio da 4 a 9 volte maggiore per i pazienti affetti da fibrillazione atriale. Nel 20% dei casi, l’ictus, si rivela fatale, mentre nel 60% dei casi è causa di disabilità.Gli oltre 60.000 nuovi casi l’anno hanno destato preoccupazione e attenzione nella comunità scientifica e lo studio di nuove strade terapeutiche e preventive ha portato alla sperimentazione di nuovi farmaci anticoagulanti e di dispositivi medici all’avanguardia.Dunque, incoraggiare la prevenzione e la diagnosi precoce della fibrillazione atriale e sostenere la realizzazione di percorsi terapeutici e di pratiche sanitarie ottimali, sono gli obiettivi dell’ Associazione Giuseppe Dossetti: i Valori – Tutela e Sviluppo dei Diritti Onlus, http://www.dossetti.it/.
Così, l’Associazione Dossetti si impegna a ripresentare, nel corso della corrente legislatura, la Proposta di Legge, per cui si batte da Marzo 2015, «Disposizioni in materia di malattie cardio-cerebrovascolari e per la prevenzione e la cura dell’ictus cerebrale ischemico» al fine di garantire la diminuzione di casi individuali e ridurre le complicanze dell’aritmia nel lungo periodo. A distanza di tre anni dall’elaborazione di suddetta proposta di legge poi divenuta di iniziativa parlamentare con la presentazione da parte del Senatore D’Ambrosio Lettieri del DDL n.1850, l’Associazione Dossetti chiama a raccolta il mondo accademico, scientifico, istituzionale, le associazioni di pazienti e gli stakeholder di settore al fine di accendere nuovamente i riflettori su questa problematica e ripresentare la proposta di legge nel corso della XVIII Legislatura. Sul tema è intervenuto Claudio Giustozzi, Segretario nazionale dell’Associazione Giuseppe Dossetti – I Valori: “In Italia la fibrillazione atriale è la causa del 15% di tutti gli ictus cardioembolici che causano decessi, disabilità, e incrementano i costi sociali ed economici. Nello specifico si stima in 100 mila euro il costo medio annuo per il paziente colpito da ictus”.“Grazie alle nuove terapie – ha dichiarato Giustozzi – invece, ogni anno si potrebbero evitare 11 mila ictus con un risparmio di 230 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale”.

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“Sicurezza stradale e anziani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Torino Giovedì 24 maggio, dalle 10 alle 13 a Palazzo Cisterna, sede aulica della Città metropolitana, si terrà un seminario del progetto EspertOver65 dedicato al tema “sicurezza stradale e anziani”, a cui parteciperanno amministratori comunali, corpi di Polizia municipale, Asl, sindacati dei pensionati, aziende di trasporto pubblico e associazioni ed enti del territorio sensibili all’argomento. Sarà l’occasione non solo per aggiornare i presenti sui cambiamenti avvenuti in questi ultimi tempi nel codice della strada, ma anche per accrescere la consapevolezza di come le persone possano adattare il proprio stile di mobilità ai cambiamenti dell’età e alle condizioni di salute.
EspertOver65, nato su iniziativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, promuove azioni disensibilizzazione e di informazione sulla sicurezza stradale e sulla mobilità rivolte alla terza età in quanto categoria di utenza più a rischio e vulnerabile. È un tavolo di lavoro operativo e intersettoriale che coinvolge, oltre alla Città metropolitana, diversi soggetti pubblici e privati. Per la Città metropolitana sarà presente il Consigliere delegato alle infrastrutture e ai lavori pubblici.

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Cancro, Senior Italia: allarme fake news per anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

Gli anziani sono la categoria più esposta al rischio di incappare nelle fake news sui temi della salute e in particolare su un argomento delicato come il cancro. A lanciare l’allarme è Senior Italia FederAnziani in occasione del lancio del portale dedicato da Fondazione AIOM e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) a combattere le fake news in oncologia. E’ infatti tra le persone con oltre 70 anni che viene diagnosticato il maggior numero di neoplasie, pari a oltre il 50% dei tumori. In questa fascia d’età la prima causa di morte tra gli uomini è il polmone (27%), a seguire il colon retto (10%), prostata (8%), fegato e stomaco (6%). Il 35% di pazienti con età superiore a 75 anni convivono con una diagnosi di tumore.D’altro canto gli over 65 sono sempre più connessi e immersi nei social e molti di loro usano Internet come primaria fonte di informazione sulla salute. Il 19% naviga sul web tutti giorni e il 72% di questi lo usa per ricercare notizie.“Quando parliamo di fake news in ambito oncologico gli anziani sono i più esposti, se non altro perché sono quelli maggiormente colpiti dal cancro e al tempo stesso sono alle prime armi nell’uso della rete – dichiara Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani – Con la vita non si scherza, per questo noi ascolteremo solo l’informazione che viene dagli oncologi, si parli di prevenzione o di terapie! Accogliamo dunque con entusiasmo la notizia del portale dedicato da Fondazione AIOM e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) a combattere le fake news in oncologia, con informazioni certificate per i pazienti o semplicemente per coloro che cercano informazioni su un tema tanto delicato”.

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Prevenzione over 60

Posted by fidest press agency su sabato, 12 maggio 2018

Una grande alleanza per mettere in campo percorsi ottimali di prevenzione delle patologie più comuni nella terza età: è quella che è nata oggi tra Senior Italia FederAnziani e 20 società scientifiche, riunite nell’evento Punto Insieme Sanità. Un lavoro comune, questo, che coinvolgerà i medici di medicina generale, gli infermieri, i farmacisti e, come promotori e insieme fruitori, gli stessi pazienti. I protagonisti del comparto sanitario, riuniti in due giorni di lavoro a Roma, presso il Rome Marriott Park Hotel, in Commissioni Tecniche dedicate alle diverse aree patologiche, hanno lavorato per individuare linee idonee per la prevenzione e la diagnosi precoce che ciascun paziente o soggetto in età avanzata dovrà adottare alfine di tutelare al meglio la propria salute. I risultati dei lavori nelle 13 aree, che saranno raccolti in un documento guida che costituirà un vero e proprio Manifesto per la Prevenzione degli over 60, sono stati presentati alla presenza delle istituzioni, rappresentate dai Direttori Generali del Ministero della Salute Marcella Marletta (Dispositivi Medici e Servizio Farmaceutico) e Claudio d’Amario (Prevenzione), dal Presidente dell’AIFA Stefano Vella, in rappresentanza anche del National Center for Global Health dell’Istituto Superiore di Sanità, dal Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Riccardi, intervenuto con un video messaggio, e da Ranieri Guerra, Assistant Director General OMS, in video collegamento. I rappresentanti istituzionali hanno espresso il loro plauso e il loro forte sostegno verso il Manifesto della Prevenzione e la nuova alleanza nata oggi.Il Manifesto avrà l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una concreta cultura della prevenzione, attraverso l’indicazione agli anziani dei passi da compiere per identificare precocemente le malattie o le condizioni di particolare rischio che devono essere seguite da un immediato intervento terapeutico efficace, in modo da potersi curare al meglio, vivendo più a lungo e in salute e facendo risparmiare il Servizio Sanitario Nazionale. Dai lavori svoltisi in questa due giorni nasce quindi un percorso comune e concreto che vedrà la scienza e i pazienti uniti e che giungerà fino al banco di prova del VII Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute (Rimini, 30 novembre – 2 dicembre 2018), dove i medesimi attori si ritroveranno per fare il punto sulle strategie messe in campo nei prossimi mesi.

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Famiglie senza risorse per l’assistenza anziani e invalidi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

Secondo i dati Istat quasi il 60% degli anziani con gravi difficoltà ha bisogno di assistenza, di questi, il 28% ha un aiuto in casa mentre più del 40% vive con la badante. L’Inps eroga 17.886.623 pensioni all’anno ma il 70,8% ha un importo inferiore a 1.000,00 Euro che non consente di far fronte ai costi dell’assistente familiare. “Una badante part-time, che assiste l’anziano autosufficiente per 25 ore alla settimana (livello BS), costa 824,33 Euro al mese alla famiglia – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – mentre un’assistenza full-time con lavoratore convivente (54 ore livello CS) ha un costo di 1354,93 Euro. La spesa mensile può arrivare fino a 1.817,96 Euro se la famiglia ha bisogno di una badante convivente formata (livello DS).Incrociando i costi con le pensioni previdenziali erogate dall’Inps – prosegue Gasparrini – è evidente che la famiglia non ha le risorse per far fronte ai costi dell’assistenza e spesso rinuncia a visite, medicine o ore di assistenza preziose”. Dai risultati della Ricerca DOMINA (realizzata in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa) risulta che meno del 10% dei pensionati può permettersi la badante e i nuovi dati diffusi dall’Inps confermano questa situazione allarmante. “Per evitare l’indebitamento familiare è necessario intervenire con soluzioni concrete avviando politiche di defiscalizzazione strutturali”.

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Il ruolo degli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

Dal Consiglio Nazionale di Senior Italia FederAnziani, che si è tenuto a Chianciano Terme, si alza letteralmente un’ovazione alla proposta d’amore del Santo Padre, quella di assegnare un premio Nobel agli anziani. La Federazione della terza età ringrazia ancora una volta Papa Francesco per il suo tenace impegno a fianco degli anziani, nel sottolinearne sempre alle orecchie di questa società il ruolo insostituibile, il tesoro inestimabile che conservano in quanto custodi della memoria, il contributo impagabile in termini morali che offrono ogni giorno alla comunità, soprattutto attraverso il dialogo con le nuove generazioni. Come già nelle numerose occasioni in cui Senior Italia FederAnziani ha avuto la possibilità d’incontrarlo, e come in tante altre occasioni in cui il Santo Padre ha ribadito l’importanza del loro ruolo nella società, oggi Papa Francesco, con questo straordinario messaggio, ha ancora una volta dimostrato di essere il grande sostenitore degli anziani – in un mondo che troppo spesso, a suo discapito, li trascura -, ergendosi contro la cultura dello scarto e contro la rimozione della memoria.

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L’assistenza agli anziani: metodi e strumenti razionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2018

Rimini nelle giornate di venerdì 9 e sabato 10 marzo Palacongressi di Rimini, al fianco di studiosi quali Murna Downs, docente di Studi sulla Demenza presso il Centro di Studi Applicati sulla Demenza dell’Università di Bradford; l’antropologo e scrittore Marco Aime; Rabih Chattat, professore associato presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna; Fabio Folgheraiter, professore di Metodologia del lavoro sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e co-fondatore del Centro Studi Erickson; il sociologo Pierpaolo Donati. E’ prevista anche la testimonianza personale di Kathy Ryan sull’Alzheimer precoce diagnosticatole a soli 52 anni. Nonostante la portata sempre crescente del problema, il dibattito tende tuttora a concentrarsi principalmente sugli aspetti medici, economici e manageriali della questione. Come rispettare l’umanità e i diritti profondi degli anziani coinvolgendo le famiglie nel prendersene cura? Come evitare che si sentano solamente l’oggetto di pratiche assistenziali? E allo stesso tempo, come favorire il benessere degli operatori? Sono solo alcune delle domande attorno alle quali si svilupperanno gli interventi della due giorni, nel tentativo di avanzare delle proposte per un’innovazione delle pratiche assistenziali che ponga in primo piano aspetti quali la relazione e il coinvolgimento attivo dell’assistito. Già da alcuni anni approcci innovativi per la cura di persone affette da problematiche neurocognitive sono andate consolidandosi in diversi Paesi, Italia inclusa, metodi che si prefiggono, in modo complementare alla terapia farmacologica, di curare la persona portando la sua storia personale a divenire la “pietra miliare” su cui costruire il progetto di cura, ma che possono essere parimenti utili anche a chi si prende cura di queste persone.
Saranno dunque i cosiddetti approcci non farmacologici a essere affrontati nel convegno, davanti a oltre 450 partecipanti, da esperti di fama internazionale, sviluppati attorno al tema del valore umano della persona, a sua volta declinato in quattro punti principali che vanno dall’accettazione della persona, al suo coinvolgimento nelle decisioni che la riguardano, passando per l’adattamento degli spazi nel rispetto di tempi ed esigenze specifiche e, ancora, per la valorizzazione di quella che è stata la storia personale dell’assistito.Cinque, in questo senso, le metodologie affrontate: l’approccio capacitante, che mira a sovvertire la tendenza in base alla quale, quando ci relazioniamo con una persona affetta da demenza, la nostra attenzione si focalizza principalmente sui suoi deficit e sulle sue difficoltà; il Metodo Gentlecare che riconosce la valenza curativa dell’ambiente stabilendo che il benessere della persona è raggiungibile mediante la costruzione attorno alla persona di “protesi” che consentano il mantenimento della maggior autonomia possibile del malato; il Metodo Montessori, che propone l’applicazione di una metodologia che favorisce l’autoeducazione e l’estensione naturale dell’autonomia; il concetto di bientratance, che punta a promuovere il benessere della persona-utente all’interno di queste istituzioni attraverso la ricerca continua della personalizzazione del percorso d’aiuto e della prestazione, e, infine, il metodo Validation tecnica di comunicazione che consiste nell’utilizzare tecniche verbali e non verbali che vanno a supportare le frequenti difficoltà relazionali che si verificano nella quotidianità di familiari e operatori, con l’obiettivo ultimo di permettere all’anziano di esprimere se stesso, indipendentemente dal contenuto cognitivo.

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Scuola: Il nuovo contratto danneggia giovani e anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2018

L’accordo sottoscritto all’Aran da CGIL, CISL e UIL ufficializza l’abolizione del primo gradone stipendiale (relativo alla fascia di anzianità 3-8 anni) riassorbito nella fascia unica 0-8 anni. Si tratta di una sorta di consacrazione di quanto era stato deciso con il Contratto integrativo di lavoro del 4 agosto 2011, per ottenere delle risorse interne al fine di trovare la copertura di un piano triennale di immissioni in ruolo ormai ampiamente esaurito. Così tutti coloro che non hanno servizio pregresso alla stipula del contratto a tempo indeterminato devono oggi attendere qualcosa come otto anni per vedere muovere il loro stipendio in avanti. Così, invece di ripristinare l’incremento stipendiale in corrispondenza del compimento del terzo anno di anzianità, si è andati a cancellarlo anche nel nuovo contratto che scadrà a fine 2018. Ma non vanno meglio gli over 60. Se si tiene conto dell’avanzamento della soglia di pensionamento, spostata a 67 anni (oppure per quello di anzianità a 43 anni di contributi), viene da chiedersi come mai non sia stato previsto alcun nuovo scaglione: in pratica, l’ultimo gradone (a 35 anni di carriera) viene a configurarsi senza un limite‎ temporale.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’abolizione del primo gradone stipendiale, introdotta per favorire l’invarianza finanziaria per le immissioni in ruolo poi normata dalla legge 128/2013, danneggia non poco chi aveva già diversi anni di precariato e viola la normativa comunitaria: per questo, va disapplicata. Lo hanno detto diversi giudici sui ricorsi promossi dal nostro sindacato. Per chi ha tanti anni di servizio alle spalle, ci si aspettava una nuova fascia, la 36-43 anni, attraverso la quale si sarebbe recepito nel contratto collettivo nazionale il sensibile allungamento dell’età pensionabile. Invece, inspiegabilmente, nell’ipotesi di contratto accordato dalla parte pubblica con i sindacati Confederali, si condannano gli over 60 a percepire lo stesso stipendio fino all’ultimo anno prima di andare in pensione. Sempre che non muoiano prima, permetteteci la battuta, visto che ormai ogni tre anni si eleva l’età pensionabile: tra l’altro per vedersi assegnare un rateo pensione destinato ad assottigliarsi nei prossimi anni del 30-40% rispetto all’ultimo stipendio, per poi ridursi progressivamente sino ad assicurare ai millennials meno della metà di quanto percepito a fine carriera.Anief ricorda che il ricorso per il recupero del “gradone” stipendiale degli immessi in ruolo dal 2011 è destinato a docenti e Ata che hanno stipulato il contratto a tempo indeterminato dall’a.s. 2011/12 (anche con decorrenza giuridica 2010/11), al fine di ottenere il risarcimento del danno e il recupero delle somme perdute a causa della fusione dei primi due gradoni stipendiali. il ricorso, inoltre, comprende la richiesta di valutazione per intero, ai fini giuridici ed economici, di tutti gli anni di precariato per la ricostruzione di carriera.Il personale immesso in ruolo con nomina giuridica ed economica non successiva all’a.s. 2010/11 può, invece, aderire al ricorso ricostruzione di carriera sia nella scuola statale sia in quella paritaria.

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La vecchiaia e il modo come rendersi utile

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

Ci sono interi quartieri romani dove è più facile notare gli anziani in luogo dei giovani in specie in alcune ore del giorno. Questo significa che il “prendere aria” non è solo un aspetto della vita, per una certa età, che favorisce il dettato medico di fare lunghe camminate, ma è anche l’aspetto più evidente dell’invecchiamento della popolazione che per gli over sessantacinque significa aver raggiunto se non superato il 20% della popolazione. E ci si può invecchiare in due modi: stando abbastanza bene in salute o da malati, handicappati e non autonomi. Manca, per quanto c’è dato di sapere, una precisa statistica sui due aspetti della condizione umana degli anziani ma guardandoci in giro ci sembra più evidente che chi sta migliore rappresenta la maggioranza, Per costoro “fare qualcosa” dopo una vita spesa al lavoro, è fondamentale. C’è chi dedica il suo tempo alla famiglia, alle prese con i nipoti, lo sfaccendare in casa e a fare la spesa. C’è chi si trova un hobby e ancora chi non riesce ad attaccare i classici scarpini al chiodo e s’ingegna per trovare un lavoro, sia pure come volontario.
Questo popolo di “emarginati” dalla vita attiva e relegati alla sedentarietà forse più intellettuale che materiale non merita l’isolamento ma si deve pensare a loro come a una forza che può essere impiegata in qualche modo. I centri studi della Fidest, circa venticinque anni fa, furono già allora consapevoli di quest’aspetto tanto che si cercò di approfondirlo con gli stessi interessati. L’idea che ci parve più singolare, ma che allora non trovò riscontro pratico, fu quella di “riciclare” i borghi abbandonati che pullulano in Italia per via dell’esodo dei giovani verso le grandi città o i centri industriali e commerciali, con il trasferimento “su base volontaria” degli anziani ristrutturando, ove necessario, le vecchie abitazioni ma con l’aggiunta di attività di supporto per gli immigrati (corsi di lingue, arte, mestieri, ecc.) e che a loro volta avrebbero potuto ricambiare tali prestazioni con piccoli lavori domestici e di badanza.” L’idea parve così interessante a taluni che si pensò ad una sua ulteriore applicazione attraverso un progetto denominato “le cittadelle del sapere” con la costruzione di centri abitati polifunzionali sparsi lungo le coste dell’Africa settentrionale che si affacciano sul Mediterraneo con la stessa formula del “docente” anziano e del “discente” autoctono e con lo scambio di servizi di supporto logistico. Riteniamo, data la crisi in atto, che queste proposte possono essere rilanciate e, se del caso, approfondite e migliorate poiché non solo offrono un’opportunità a chi ha tirato i remi in barca più per volontà di altri che la propria, ma potrebbe essere stimolo ad attività commerciali e imprenditoriali di un certo spessore. Meditate, voi tecnici, meditate ma anche i politici lo dovrebbero fare. (Riccardo Alfonso)

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Anziani: aiutiamo i giovani a scegliere il loro futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 febbraio 2018

Chi sono gli anziani se non quelli che da giovani e anche da giovanissimi hanno vissuto gli anni post-bellici alla ricerca di un lavoro e nelle piazze a sostenere le lotte di quanti vivevano bistrattati dalla società e umiliati nei loro diritti? Cosa si chiedeva allora che non si ripete oggi? Eppure in tutti noi resta l’amarezza di aver avuto da 25 anni a questa parte governi che hanno fatto di tutto per smantellare ciò che di buono è stato costruito, per aggravare le manchevolezze e per vanificare anni di lotta impiegati alla ricerca di un modello di società dove la convivenza politica non fosse pagata al prezzo di gravi rinunce. Ora siamo arrivati ad una svolta radicale dove da una parte vi è chi intende infliggere un colpo mortale ai diritti dei lavoratori, per altro già ridotti al lumicino, e dall’altra chi lotta per invertire la tendenza. E’ diventata l’impari battaglia tra chi ha perso la voce soffocata dai media, tra chi viene tratto in inganno dai soliti imbonitori di turno e chi sta riducendo le istituzioni ad una merce taroccata e chi da tutto questo ne trae beneficio per ottenere facili arricchimenti a spese dei più deboli. Gli anziani sanno, per il loro vissuto, dove andrà a finire quest’andazzo ed è loro dovere evitare che ciò accada. Non possono permettere che il futuro dei giovani sia così gravemente com-promesso e gravido d’incognite. Bisogna restituire alla società i suoi valori, ridare dignità al lavoro, al rispetto delle istituzioni, al criterio di un’equa ridistribuzione delle risorse. Gli altri dicono che afferma-re tutto ciò è populismo trasformandolo in una brutta parola, gli anziani sanno che è invece la strada maestra per guardare avanti e per dare concretezza alla speranza. Ciò significa in primo luogo non rinunciare alla lotta e partecipare al voto significa far diventare la democrazia una rivoluzione se la scelta dell’elettore è ben indirizzata. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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Canone Rai: va restituito ai 75enni che hanno versato

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Il Premier Paolo Gentiloni ha annunciato ora che è appena stato firmato da parte del ministro dell’Economia e del ministro dello Sviluppo economico il decreto per l’aumento della fascia di reddito di esenzione del canone RAI per gli over 75.”Ottimo, era ora! Lo stiamo chiedendo, infatti, da quasi due anni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dobbiamo ancora vedere il decreto, ma diciamo subito che deve contenere la restituzione del canone per quei 75enni che dal 2016 ad oggi avevano una soglia di reddito superiore a 6.713,98 euro ma inferiore a 8000 euro e che, quindi, sono stati costretti a pagare per colpa della mancanza di questo decreto attuativo” conclude Dona.L’associazione ricorda, infatti, che la Legge di stabilità 2016, prevedeva, al comma 160, che le eventuali maggiori entrate per gli anni dal 2016 al 2018, fossero destinate all’ampliamento sino ad 8.000 euro della soglia reddituale di esenzione per chi ha un’età pari o superiore a 75 anni.Quindi chi ha pagato il canone in questi 3 anni, 2016, 2017 e 2018, pur avendo un reddito complessivo familiare non superiore a 8.000 euro, ha diritto ora alla restituzione del canone versato.

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Anziani: aiutiamo i giovani a scegliere il loro futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 11 febbraio 2018

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Ecg preventivo in adulti anziani asintomatici, l’opportunità della procedura è in dubbio

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

Stethoscope on the ECG. medical symbolic close-up photoSecondo quanto afferma la US Preventive Services Task Force (USPSTF) in una nuova bozza di raccomandazione, non è possibile schierarsi a favore o contro per quanto riguarda lo screening con elettrocardiogramma (ECG) per fibrillazione atriale in adulti asintomatici di almeno 65 anni. I ricercatori non hanno trovato prove sufficienti a determinare la superiorità della procedura rispetto alla cura abituale, e date le incertezze, non è possibile valutarne il beneficio netto in questa popolazione. Una bozza di raccomandazione separata inoltre precisa che non vi sono prove sufficienti a supportare la decisione del 2012 dell’USPSTF di non raccomandare lo screening ECG per le malattie cardiovascolari in adulti asintomatici a basso rischio. Il gruppo di lavoro insomma ritiene che le prove attuali siano inadeguate per determinare se le informazioni fornite dall’ECG a riposo o da sforzo, in aggiunta a quelle ottenute utilizzando i tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, possano essere utilizzate per guidare le decisioni di trattamento o ridurre gli eventi cardiovascolari. Le uniche prove che la task force valuta adeguate sono in realtà quelle che sottolineano i danni “lievi o moderati” che possono derivare dallo screening con ECG a riposo o sotto sforzo, come procedure invasive non necessarie e sovra-trattamento.L’USPSTF conclude quindi con moderata certezza che i potenziali danni di questa procedura nella prevenzione di eventi cardiovascolari negli adulti asintomatici a basso rischio sono uguali o superiori ai potenziali benefici. Per gli adulti a rischio intermedio o alto, la task force afferma che le prove sono comunque insufficienti per valutare l’equilibrio di benefici e rischi dello screening di routine. Per quanto riguarda invece persone impegnate in determinati ruoli, come i piloti o gli operatori di macchine pesanti, dove l’inabilità o la morte improvvisa possono causare un pericolo per la sicurezza di altri individui, considerazioni diverse dal beneficio per la salute del paziente possono influenzare la decisione di utilizzare uno screening con ECG per prevenire eventi cardiovascolari, secondo il documento. Alcune Società scientifiche hanno espresso opinioni differenti sull’argomento, e il documento in bozza si conclude con l’enumerazione di studi tuttora in corso che potranno aiutare a colmare le lacune nelle prove. (fonte: Doctor33) (foto: Ecg preventivo)

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Quando gli anziani possono diventare una risorsa

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

anziani-come-risorsaIl Comune di Cori – Assessorato alle Politiche Sociali – ha pubblicato un bando per la selezione di anziani autosufficienti da inserire in progetti di valorizzazione della cittadinanza attiva. I destinatari dell’avviso sono gli anziani residenti sul territorio comunale che hanno compiuto 65 anni, inoccupati o pensionati, in buono stato di salute certificato dal medico di famiglia; e gli anziani di 60 anni con una fragilità emotiva e di indigenza sociale. Gli interessati possono presentare la relativa domanda al Protocollo generale dell’Ente entro le ore 13:00 del 1° Dicembre. Il modulo per la partecipazione può essere ritirato presso i Servizi Sociali del Comune di Cori e la Delegazione comunale di Giulianello negli orari d’ufficio. Dovrà essere allegata la seguente documentazione: copia del documento di identità in corso di validità, ISEE, certificato del medico di famiglia.Si vuole così offrire agli anziani autosufficienti o con fragilità l’opportunità di svolgere lavori socialmente utili, quali: funzioni di segreteria e supporto all’attività amministrativa del settore Servizi Sociali e Culturali; piccole pulizie nei locali comunali di Giulianello, al centro anziani di Giulianello, nella biblioteca di Giulianello, al centro sociale di Cori, nella mensa sociale del Comune di Cori; assistenza all’attraversamento pedonale scolastico nei pressi degli istituti locali.L’iniziativa è ulteriormente dettagliata come segue. L’inserimento civico prevede un rimborso spese di 250,00 € mensili, per un corrispettivo di 3 ore di disponibilità giornaliere, da garantire per 5 giorni a settimana e fino al raggiungimento di un monte complessivo di 60 ore al mese. Dopo le iscrizioni verrà stilata una graduatoria, con precedenza data ai soggetti con minor reddito. In base alle richieste si potrà prevedere una rotazione.(n.r. Perchè il comune di Roma, nello specifico, non fa la stessa cosa? E’ stata da anni anche la nostra proposta e l’avevamo segnalata a ben 15 comuni italiani indipendentemente dal loro numero di residenti. Nessuno si è degnato di risponderci. Qui non si tratta di sottrarre lavoro ai giovani poiché sono prestazioni di supporto tant’è che nello specifico avevamo indicati gli anziani anche come “osservatori e segnalatori” ambientali)

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Anziani e costo badanti

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

federanziani“La situazione dei pensionati over 75 d’Italia è diventata insostenibile – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, sindacato Famiglie Datori di Lavoro Domestico – secondo gli ultimi dati Istat 1 milione e 200 mila anziani ultrasettantacinquenni ha gravi difficoltà in almeno un’attività di cura della persona come mangiare, vestirsi o lavarsi e i più colpiti sono gli anziani con i redditi più bassi. Considerato che il costo annuo di una badante per persona non autosufficiente oscilla tra i 14.000 e i 21.000 Euro (assistente CS e DS del CCNL lavoro domestico), i nuovi dati Istat, uniti alla stima della Ricerca DOMINA secondo cui il 70% dei pensionati ha un reddito inferiore ai 14.600, delineano un chiaro stato di emergenza nel settore dell’assistenza. Solo l’8% dei pensionati potrebbe permettersi la badante e sono proprio quelli con i redditi più bassi ad essere maggiormente colpiti da malattie croniche gravi (46% a fronte del 39% delle classi più abbienti) e da gravi riduzioni di autonomia nelle attività di vita quotidiana (1,2% a fronte dell’8% delle classi più abbienti). “Per consentire ai nostri anziani di condurre una vecchiaia serena e di ricevere l’assistenza che meritano – prosegue Gasparrini – è necessario attuare immediatamente un piano di defiscalizzazione e decontribuzione che consenta alle famiglie di sostenere i costi delle badanti”.

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Anziani: alternativa possibile

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

federanzianiIn alcuni miei libri ho parlato a lungo della questione degli anziani sotto i due più importanti aspetti: la previdenza e l’assistenza. Ho, innanzitutto, posto l’accento sull’evoluzione dell’età che ha fatto registrare un importante cambiamento nella sua condizione. Non molti anni fa, infatti, si entrava nell’età adulta più tardi di oggi così come si consideravano “vecchi” i sessantenni. Si vuole quindi valutare più ampliato lo spettro della vita attiva-lavorativa dai 16 ai 60 di allora ai 15 – 77 di oggi. In pratica siamo passati dai 44 anni agli attuali 62. Ma non finisce qui. Tutto l’arco della nostra esistenza si avvale di due fondamentali variabili dettate una dai passaggi formativi-professionali (scuola, master, specializzazioni, ecc.) e l’altra dallo stato di salute che potrebbe permettere ad esempio ad un ottantenne, e anche oltre, d’avere una “mente attiva” ma in un corpo fragile. Questo allungamento della speranza di vita congiunto ad una migliore qualità dell’esistenza si scontra inevitabilmente con altri due aspetti, cioè quello dell’evoluzione tecnologica e scientifica che, tra l’altro, riduce l’impiego di manodopera nelle imprese e l’aumento esponenziale della popolazione mondiale che oggi ha superato i 7 miliardi di persone. E dentro tali componenti ruota l’inevitabile disparità di natalità tra i paesi cosiddetti avanzati e quelli del terzo mondo notoriamente più poveri, o per meglio dire composti da una maggiore e più diffusa povertà. Ciò provoca un flusso migratorio in cerca di regioni più ospitali. Siffatto insieme di cose ci rende consapevoli della necessità di ricercare un modello di società diverso che nel prendere atto dei mutamenti esistenti e della loro evoluzione, in prospettiva, si faccia carico di trovare una risposta adeguata che contemperi sia il contingente sia la possibilità di mettere mano ai necessari correttivi futuri. Ecco perché se ci limitiamo al caso italiano, con una fascia di una popolazione considerata anziana e che va dai sessanta anni in poi e che si può quantificare in oltre 15 milioni di persone ovvero un quarto della popolazione totale, dobbiamo farci carico di iniziative adeguate ed anche prevederne di originali. Consideriamone alcune estratte da un progetto dei Centri studi della Fidest di qualche anno fa:
– trasformare la previdenza in assicurazione e stabilire contributi che permettessero ogni dieci anni di ottenere una rendita pari al 20% della media dei corrispettivi retributivi percepiti;
– eliminare i limiti di età sia per l’accesso al lavoro sia per lasciarlo pur stabilendo opportuni vincoli soprattutto per evitare il lavoro minorile sostitutivo della scuola;
– consentire la mobilità lavorativa per fasce di età considerando che si possono fare dei lavori ad una certa età ma non in altre. L’esempio tipico è dato dal giocatore di calcio professionista che, intorno a 35 anni, appende gli scarpini al chiodo, ma non per questo si considera un pensionato. Si cerca, semplicemente un altro lavoro;
– in caso di disoccupazione, diciamo di un cinquantenne, e le difficoltà a trovare un altro impiego, le rendite assicurative nel frattempo accumulate (pensiamo a tre cicli da 10 anni e quindi il 60% della sua media retributiva complessiva) possono evitargli un più cocente disagio economico.
– agli “anziani” verrebbe riservata un’altra opportunità che è quella di vivere in una “comunità mista” chiamata dagli ideatori “cittadella del sapere” dove l’esperienza e la conoscenza degli uni si combina con talune prestazioni assistenziali degli altri. E queste condizioni rese operabili nei paesi del terzo mondo permetterebbero, tra l’altro agli autoctoni di acquisire maggiori conoscenze e conseguenti possibilità lavorative in loco o altrove.
Per quanto riguarda l’assistenza il principio guida deve essere quello della “universalità” ma nella prevenzione: meglio prevenire che curare un male avanzato. E per farlo tutta la filiera assistenziale va rivista. Il risultato ci offre un migliore sistema assistenziale e sensibili economie di gestione. (Riccardo Alfonso)

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Essere giovani e diventare vecchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

anzianiLa questione giovanile è un tema generazionale che si ripete di continua senza soluzione di continuità. Ero un giovane, anni fa, e mi furono dette, praticamente, le stesse cose e che i miei coetanei ripetono pappagallescamente ai giovani di oggi. Mi chiedo se è mai possibile concepire una politica per i giovani e con i giovani che non si traduca in una farsa. Ma vado ancora più in là. Mi domando se davvero possa esistere questa politica generazionale come l’altra suggestione che si chiama di genere. La verità è che la nostra società è infarcita di falsi, di ipocrisie, di prese in giro. Credo che la faccenda, a questo punto, dovrebbe essere impostata in modo diverso. Prendiamo, ad esempio, la staffetta. Ognuno è incaricato di correre per una frazione dell’intero percorso ingegnandosi di passare il testimone, che attende al punto d’incontro, per proseguire la corsa sino al traguardo finale. Ha forse importanza se tra i concorrenti vi è uno più giovane e, un altro, meno giovane? L’importante è che si più veloci per battere la squadra avversaria. Nella società civile si sta verificando la stessa cosa ad eccezione, forse, della politica. E’ una questione di garretti e di intelligenza. E’ di sapere con pragmatismo cosa vogliamo e cosa possiamo fare per dare alla società l’impronta del nostro tempo. Ogni epoca si presenta con prospettive di cambiamento interessanti ma oggi il processo si sta accelerando e ciò ci impone d’imprimere una maggiore velocità ai mutamenti che vorremmo introdurre, ma dovremmo avere anche la determinazione di porre mano ai cambiamenti senza guardare in faccia agli interessi di parte, alle logiche corporative. Ci siamo mai chiesti la vera ragione perché le riforme che contano non decollano pur discutendone da decenni? Da allora ad oggi sono passate almeno due generazioni di giovani ma sono servite a qualcosa? Probabilmente non avevano né lo sprint del velocista né la resistenza del maratoneta. In altri termini occorre non farsi sedurre dalla logica dei rinvii e pretendere che si faccia subito ciò che si promette. E questo è un aspetto, e chiedo scusa della mia intrusione da “vecchietto” che preme sia ai giovani sia a meno giovani. (Riccardo Alfonso)

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