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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°56

Posts Tagged ‘anziani’

Campagna nazionale: “Malattie Reumatologiche? No grazie!”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Roma 18 febbraio, presso il Centro Sociale Anziani Sandro Pertini (Via degli Aceri, 57) di Roma si terrà un incontro informativo. L’obiettivo dell’iniziativa è far comprende a tutti gli italiani, non più giovanissimi, la severità di queste patologie. “Possono essere disturbi severi, dolorosi, potenzialmente invalidanti che risultano in forte crescita nel nostro Paese – afferma la dott.ssa Manuela Di Franco, Medicina Interna e Specialità Mediche, Dipartimento di Reumatologia, Sapienza Università di Roma, Delegato Regionale SIR per il Lazio -. In totale colpiscono oltre cinque milioni di italiani. Anche se non vanno considerate come patologie solo ed esclusivamente della terza età, gli anziani risultano particolarmente esposti. Infatti nel nostro Paese il 32% degli over 65 utilizza farmaci antinfiammatori ed antireumatici per la cura, tra gli altri disturbi, di artriti e artrosi. Il 25% invece assume regolarmente vitamina D per contrastare l’osteoporosi”. Per creare una nuova cultura della prevenzione, durante l’incontro verrà distribuito un opuscolo, insieme ad altro materiale informativo, con una grafica attenta e di facile lettura. Durante la lezione della SIR sarà ribadita l’importanza di seguire, anche durante la terza età, stili di vita sani. La campagna prevede 25 incontri su tutto il territorio nazionale e terminerà ad aprile.

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Statine negli anziani, il rischio cardiovascolare si abbassa in tutte le fasce di età

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

La terapia con statine riduce il rischio di malattie cardiovascolari nelle persone anziane, secondo uno studio pubblicato su Lancet. «La terapia con le statine ha dimostrato di prevenire le malattie cardiovascolari in una vasta gamma di persone, ma c’era incertezza sull’efficacia e sulla sicurezza tra le persone anziane» spiega Anthony Keech, della University of Sydney, co-autore dello studio, che poi aggiunge: «Il nostro studio ha revisionato tutte le prove disponibili in letteratura per aiutare a chiarire questo problema. Abbiamo riscontrato una significativa riduzione dei principali eventi vascolari in ciascuna delle sei fasce d’età considerate, compresi i pazienti di età superiore ai 75 anni all’inizio del trattamento».Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno seguito 14.483 persone per una media di 4,9 anni. Complessivamente, la terapia con statine ha prodotto una riduzione proporzionale del 21% nei principali eventi vascolari per 1,0 mmol/L di colesterolo LDL. È stata osservata una significativa riduzione dei principali eventi vascolari in tutte le fasce di età e, sebbene le riduzioni proporzionali nei principali eventi vascolari diminuissero leggermente con l’età, questa tendenza non è risultata statisticamente significativa. Il trattamento statinico ha inoltre prodotto una riduzione proporzionale del 24% negli eventi coronarici maggiori per 1,0 mmol/L di colesterolo LDL e con l’aumentare dell’età si è osservata anche in questo caso una tendenza verso minori riduzioni proporzionali del rischio. La riduzione del rischio di procedure di rivascolarizzazione coronarica con terapia statinica e degli eventi di ictus non ha mostrato differenze significative tra i gruppi di età. La riduzione proporzionale nei principali eventi vascolari è stata simile, indipendentemente dall’età, in caso di pazienti con malattia vascolare preesistente, mentre è apparsa più piccola nei più anziani rispetto agli individui più giovani che non presentavano malattia vascolare. La terapia con statine non ha avuto alcun effetto a nessuna età sulla mortalità non vascolare, la morte per cancro o l’incidenza del cancro. «Nuovi studi randomizzati dovranno concentrarsi sugli effetti delle statine nelle persone anziane apparentemente in buona salute» concludono gli autori.
Lancet. 2019. doi: 10.1016/S0140-6736(18)31942-1 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30712900 by doctor33)

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Anziani sì, malati no: parliamo di longevità

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Milano 13 febbraio alle ore 18:00 presso l’Aula CAN dell’Ospedale San Giuseppe, in Via San Vittore 12 un incontro nell’ambito di un nuovo appuntamento con i Mercoledì della Salute dell’Ospedale San Giuseppe di Milano. A svelare i “Segreti di lunga vita” e rispondere alle domande dei cittadini, che potranno accedere all’incontro gratuitamente, interverrà la dottoressa Gaia Spinetti, biologa presso la Fondazione MultiMedica Onlus, impegnata in un progetto di ricerca, finanziato da Fondazione Cariplo, che studia il midollo osseo come organo chiave nella sindrome dell’anziano fragile.La popolazione mondiale sta invecchiando. Entro il 2031 gli over 65 saranno circa 140 milioni, molti dei quali purtroppo affetti da patologie più o meno invalidanti. Quello tra anzianità e malattia, però, non è un connubio ineluttabile. Sono molti i comportamenti virtuosi che si possono adottare, per cercare di invecchiare in buona salute: la regolare attività fisica, dire no al fumo, limitare il consumo di alcolici, seguire una sana alimentazione. Di questo e altro parlerà la dottoressa Spinetti.L’evento si inserisce nell’edizione 2019 dei “Mercoledì della Salute” dell’Ospedale San Giuseppe di Milano, nati per permettere ai cittadini di avere un dialogo diretto con esperti che, grazie a un linguaggio semplice e divulgativo, parlano di importanti patologie di interesse generale. Complici web, social media e blog, sempre più spesso, infatti, ci si affida alle fonti più disparate per cercare informazioni su argomenti relativi alla salute, perdendo di vista gli unici interlocutori con cui varrebbe davvero la pena avere un confronto: i medici. Per comunicare la propria partecipazione rivolgersi a: Farmacia dei Padri Fatebenefratelli, via San Vittore 12, Milano, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.15 alle ore 19.15 – Tel. 02 86454006.

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Ogni anno nel Lazio più di 21.320 anziani sono colpiti da tumore

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

L’incidenza di questa malattia aumenta in modo direttamente proporzionale all’età e, secondo i dati dei Registri Tumori Italiani, il 63,7% dei nuovi casi riguarda proprio gli anziani. Il rischio di sviluppare il cancro negli over 65 è circa 40 volte più alto che nelle persone di 20-44 anni. Per pianificare il più adeguato ed integrato percorso assistenziale di questi malati, domani all’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma (ore 9-13), è previsto un incontro (“La difficile sfida dell’assistenza multidisciplinare”) che vedrà coinvolti i responsabili di tutte le aree specialistiche che ruotano intorno al paziente oncologico, inclusi i clinici dell’Hospice Villa Speranza operativi sul territorio.
“Il trattamento dei tumori dell’anziano – spiega il Prof. Antonio Astone, Direttore della UOC di Oncologia dell’Ospedale San Pietro e organizzatore dell’incontro – apre una serie di problematiche poco affrontate in un individuo più giovane, in quanto si tratta di pazienti spesso già affetti da altre patologie croniche, in trattamento con farmaci potenzialmente contrastanti con le cure oncologiche e non sempre in grado di affrontare autonomamente il necessario percorso terapeutico. In aggiunta la letteratura scientifica è carente, in quanto gli anziani sono generalmente esclusi dai trial clinici. Viceversa, essi rappresentano la quota principale di pazienti afferenti ogni giorno nei nostri ospedali e ciò pone il clinico in una situazione di quotidiana difficoltà decisionale”.
L’evento, promosso da una Task Force oncologico-geriatrica coordinata dal prof. Silvio Monfardini insieme al prof Giuseppe Colloca (Geriatra del Policlinico Gemelli Università Cattolica di Roma), rientra nel tour “Road Map dell’Oncologia Geriatrica”, che ha già visto dieci incontri in tutta Italia.
“Devono essere tenuti nella giusta considerazione tutti gli elementi che caratterizzano la salute e la malattia della terza età – afferma il Prof. Silvio Monfardini, Direttore Programma Oncologia Geriatrica Fondazione Don Gnocchi di Milano -, compresi quelli sociali, la condizione e la volontà della famiglia, l’educazione del malato, i suoi sentimenti nei confronti della malattia e della cura”.

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Tumori: “Ogni giorno 500 nuove diagnosi negli anziani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

Ogni giorno nel nostro Paese 1.000 persone si ammalano di tumore. La metà di questi pazienti ha superato i 70 anni. Si tratta molto spesso di anziani soli che arrivano alla diagnosi troppo tardi, anche per l’assenza di programmi di screening in questa fascia d’età, con la conseguenza che sopravvivono molto meno, talvolta solo pochi mesi, rispetto agli adulti di mezza età (55-69). Non solo. Gli anziani tendono a ignorare le regole della prevenzione: eccesso di peso, sedentarietà e fumo sono molto diffusi fra questi cittadini, aumentando così il rischio di sviluppare una neoplasia. Per questo, Fondazione AIOM e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), in collaborazione con Senior Italia FederAnziani, lanciano il primo progetto nazionale per la prevenzione dei tumori negli anziani. Mercoledì 12 settembre il progetto sarà presentato al Pontefice, Papa Francesco, nel corso di un’udienza privata a cui seguirà un convegno nazionale in Vaticano alle 11.30 presso il Pontificio Collegio Teutonico(Aula Benedetto XVI, Via della Sagrestia 17, accesso da Piazza del Sant’Uffizio). Interverranno, fra gli altri, Mons. Renzo Pegoraro (Cancelliere Pontificia Accademia per la Vita), Stefania Gori (Presidente nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria), Fabrizio Nicolis (Presidente Fondazione AIOM) e Roberto Messina (Presidente Senior Italia FederAnziani).

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Migliorare la qualità della vita degli anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 26 agosto 2018

Il comune di Roma presenta una nuova offerta di servizi residenziali che privilegino strutture di piccole dimensioni e che mettano al centro i bisogni peculiari di ogni persona. Con questo obiettivo la Giunta capitolina ha approvato una delibera che riorganizza il sistema delle residenzialità tramite un graduale superamento delle Case di Riposo tradizionali.“Il nostro piano di riorganizzazione amplia e diversifica l’offerta dei servizi e il numero di persone accolte. Per gli anziani i benefici riguarderanno le creazione di nuovi stimoli, un incremento della qualità della vita e maggiori opportunità di condivisione. E’ fondamentale contrastare fenomeni come solitudine e isolamento sociale tramite percorsi in grado di mantenere l’autonomia. Per questo puntiamo con decisione sull’idea di persona anziana quale soggetto attivo”, spiega l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassare.
Con il nuovo assetto organizzativo saranno mantenuti i 104 posti dell’attuale sistema, con la previsione di ampliare di altri 208 posti l’offerta di accoglienza residenziale per un totale di 302 posti. I luoghi tradizionali continueranno ad accogliere le persone per le quali le nuove soluzioni non risultino compatibili con i propri bisogni. Verranno quindi realizzate strutture di accoglienza a gestione familiare oppure in semiautonomia con diversi livelli di supporto assistenziale che possano ospitare fino a un massimo di 12 persone sulla base di due diverse tipologie:
– Cohousing: si tratta di convivenze di un numero non superiore a sette persone anziane in abitazioni civili, con presenza di spazi e attrezzature comuni che consentano comunque anche soluzioni abitative autonome.
– Comunità alloggio: è una struttura residenziale con ricettività tra i sette e i dodici ospiti che eroga servizi socio assistenziali, finalizzati al mantenimento e al recupero dei livelli di autonomia.
L’accesso alle nuove tipologie abitative sarà rivolto agli ospiti delle Case di Riposo capitoline, alle persone anziane in lista di attesa e alle persone anziane segnalate dai servizi municipali che, con apposita relazione, motivano il disagio e la necessità della soluzione alloggiativa temporanea.

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Diabete è allarme anziani

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

È allarme ‘grandi anziani’ in Italia per la diffusione del diabete di tipo 2. Su circa 2,9 milioni di persone che nel nostro paese sono colpite da questa patologia, gli over settantacinque sono, infatti, oltre 1,2 milioni, ben più di un terzo del totale.
Si tratta dei pazienti più vulnerabili, spesso affetti da altre importanti malattie e maggiormente esposti al rischio di episodi ipoglicemici e complicazioni vascolari. Per queste ragioni, i trattamenti antidiabetici a loro destinati devono garantire, accanto all’efficacia, il più elevato profilo possibile di tollerabilità. Secondo i dati OCSE, l’Italia è oggi uno dei paesi al mondo con la più alta attesa media di vita, secondo solo al Giappone: quasi 85 anni per le donne e più di 79 per gli uomini. Solo negli ultimi cinque anni, questa media è cresciuta di quasi un anno e la tendenza all’innalzamento è inarrestabile da decenni. La percentuale di grandi anziani, cioè di ultrasettantacinquenni, nella popolazione dei pazienti affetti da diabete di tipo due è dunque destinata ancora a crescere. Nonostante ciò, fino ad ora non erano disponibili analisi specifiche sul rapporto efficacia/sicurezza dei farmaci antidiabetici riguardo i pazienti di queste classi di età. (Redazione Fidest)

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E’ allerta caldo nel nostro paese

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

In questi giorni i termometri di tutta la penisola stanno toccando punte allarmanti, le più alte previste per questa stagione, che mettono a rischio le condizioni di salute delle persone più fragili, come gli anziani. Di fronte a questa situazione l’appello di Senior Italia FederAnziani è: evitiamo che il picco del caldo estivo si trasformi in una sequenza di vittime evitabili, come è già purtroppo successo in passato; tutti, la società civile e le istituzioni, mettano in campo le buone pratiche e gli interventi necessari e tutelare i cittadini più esposti al rischio.Purtroppo già nei giorni scorsi si sono registrate le prime vittime; proprio ieri la stampa ha riportato la notizia di due anziani morti in due diverse località del Veneto, proprio per l’impatto del caldo. E questi primi casi gettano l’allarme sulla giornata di oggi, quando i bollini rossi (ovvero le città contrassegnate con il livello massimo di allerta da parte del Ministero della Salute) saliranno dalle 8 previste ieri a ben 18 in tutta la penisola. Ecco le città che oggi saranno più a rischio: Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo.“Rivolgiamo un appello accorato alle istituzioni locali perché rafforzino le iniziative e i presidi sul territorio a sostegno degli anziani soli durante la stagione estiva”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “Allo stesso tempo ci rivolgiamo anche ai familiari e ai careviger affinché vigilino sui ‘loro’ anziani aiutandoli a evitare superficialità e disattenzione che possono essere fatali. Anche a questo scopo, Senior Italia FederAnziani ha diffuso un decalogo salva-vita con i consigli fondamentali da mettere in pratica per prevenire le peggiori conseguenze del grande caldo. Invitiamo tutti a seguire con il massimo scrupolo questi consigli, a non sottovalutare i rischi della stagione estiva e a non abbandonare gli anziani. Ricordiamoci sempre che sono la nostra memoria, il nostro patrimonio spirituale più grande: non lasciamoli soli, come loro non lasciano mai soli i loro figli e nipoti e sono sempre in campo per proteggere e sostenere la nostra comunità”.

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Gli scenari sociodemografici, sanitari ed economico-finanziari al 2030 e al 2050

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Roma, 11 – 12 luglio Auditorium Biagio D’Alba – Ministero della Salute Viale Giorgio Ribotta,5 al Ministero della Salute si parlerà di assistenza continuativa a lungo termine dei pazienti anziani e cronici, una delle principali problematiche dei sistemi sociosanitari moderni. Obiettivo della due giorni sarà l’approfondimento e il confronto sulle modalità efficaci di presa in carico, a partire dalla presentazione delle proiezioni ISTAT dei dati sociodemografici e sanitario-assistenziali al 2030-2050.
L’edizione 2018 di Long-Term Care sarà anche l’occasione per presentare i nuovi risultati dell’indagine di Italia Longeva sulla situazione dell’assistenza domiciliare in Italia, che completa la panoramica sullo stato dell’arte dell’ADI nelle diverse regioni avviata nel 2017 e mette a confronto l’Italia con l’Europa, per proporre modelli organizzativi del servizio che risultino innovativi, sostenibili, efficaci, replicabili. I lavori saranno aperti mercoledì 11 luglio alle ore 9.00 da:
Giorgio Alleva, Presidente ISTAT, Roberto Bernabei, Presidente Italia Longeva,
Tito Boeri, Presidente INPS, Giovanni Leonardi, Direttore generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del Ministero della Salute, Andrea Urbani, Direttore Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, Stefano Vella, PresidenteAIFA. Interverranno, tra gli altri: Luca Ceriscioli, Presidente Regione Marche, Luca Coletto, Assessore Sanità Regione Veneto, Alessio D’Amato, Assessore Sanità e Integrazione sociosanitaria Regione Lazio, Giulio Gallera, Assessore Welfare Regione Lombardia, Stefania Saccardi, Assessore Diritto alla salute, welfare e integrazione sociosanitaria Regione Toscana, Antonio Saitta, Assessore Sanità, Lea, Edilizia sanitaria Regione Piemonte – Presidente, Commissione Salute Conferenza Stato-Regioni.Tra i partecipanti ai lavori: Istituzioni, decisori ai vari livelli, professionisti e operatori sanitari, ASL e IRCCS.

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Cresce la povertà: anziani più colpiti

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 giugno 2018

In Italia ci sono 1 milione e 778 mila famiglie (6,9%) che non riescono a far fronte alla spesa mensile per l’acquisto di beni e servizi utili a condurre una vita accettabile. La situazione è più grave al Sud dove l’incidenza di povertà assoluta raggiunge il10,3% contro il 5,1% del Centro e il 5,4% registrato nel Nord Italia. “Tra i primi costi ad essere tagliati quando si è in difficoltà – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – c’è l’assistenza. A fare le spese di queste ristrettezze economiche sono soprattutto i nostri anziani” “Un’assistenza full-time con lavoratore convivente (54 ore livello CS) – continua la nota – ha un costo mensile di 1354,93 Euro. La spesa può arrivare fino a 1.817,96 Euro se la famiglia ha bisogno di una badante convivente formata (livello DS)”.Secondo i dati Istat è cresciuta anche la povertà relativa che coinvolge 3 milioni e 171 mila famiglie residenti (12,3%). “Questo significa – prosegue Gasparrini – che le famiglie che non possono permettersi di sostenere i costi di un assistente familiare o che devono sottrarre risorse fondamentali per il benessere della vita familiare, sono 4 milioni 949 mila”. “Per evitare l’indebitamento familiare, l’unico modo per garantire la dovuta assistenza ad anziani e persone con disabilità, è avviare politiche di defiscalizzazione e decontribuzione di lungo periodo. Le famiglie – conclude Gasparrini – hanno bisogno di soluzioni concrete e noi siamo pronti a collaborare con le forze politiche mettendo a disposizione la nostra esperienza in materia di lavoro domestico”.

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Sant’Egidio: un mondo meno violento con gli anziani è un mondo più umano per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Oggi ricorre la giornata mondiale dell’OMS contro gli abusi sugli anziani. A fronte di una continua crescita della popolazione anziana in tutto il mondo (809.743.000 su 7 miliardi di abitanti), dovuta all’allungamento della vita e ai progressi della medicina, le nostre società non sembrano capaci di vivere in modo positivo la presenza di tanti anziani, tanto che si è troppo diffusa una cultura che non accetta o non sa trattare la debolezza. È in questa mentalità che si radicano gli abusi di cui spesso si legge nelle cronache: truffe, mancanza di assistenza e cure adeguate, maltrattamenti, che arrivano fino all’eliminazione fisica, come avviene in Africa contro gli anziani accusati ingiustamente di stregoneria.
Impegnata in più di 70 paesi del mondo nella difesa dei diritti degli anziani, in particolare per quello all’assistenza, a partire da chi è più povero, la Comunità di Sant’Egidio lancia un appello per:
– sviluppare la rete delle relazioni sociali, oggi fortemente frammentate in società dove vivere da soli sta diventando un modello dominante;
– promuovere nuovi modelli di intervento, come il programma “Viva gli Anziani!”, che fa della lotta all’isolamento sociale e del sostegno alla fragilità il cuore della propria azione. L’iniziativa, attiva da anni in varie città italiane con un monitoraggio attivo della popolazione anziana, in particolare di chi vive da solo, ha determinato una rilevante riduzione dei ricoveri in istituto e in ospedale, con benefici evidenti sia sul miglioramento della qualità della vita che sulla riduzione dei costi dell’assistenza a carico della collettività;
– tutelare i diritti degli anziani, in particolare la libertà di come e dove vivere la propria vita. Infatti, in molti paesi del mondo, soprattutto in quelli più ricchi, l’istituzionalizzazione diventa spesso una scelta obbligata, per la carenza di servizi sul territorio e a domicilio. Inoltre, non di rado, si registrano abusi veri e propri in strutture deputate ad assicurare un’esistenza dignitosa a chi non è più in grado di condurre autonomamente la propria vita, diventando luoghi di umiliazione. Occorre trasformare gli istituti in strutture aperte il più possibile al mondo esterno, favorendo le visite senza eccessive limitazioni (ad esempio negli orari) e permettendo agli anziani ospiti di uscire a loro piacimento, nel rispetto della sicurezza personale.
– sviluppare forme di cohousing (anziani che scelgono di vivere insieme per combattere la solitudine e far fronte alle difficoltà economiche), una risposta umana e praticabile all’istituzionalizzazione.

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Conte su equità accesso a cure

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

L’equità nell’accesso alle cure è da sempre al vertice delle richieste che, a nome dei 3,8 milioni di over 65 aderenti alla nostra federazione, rivolgiamo alle Istituzioni che governano la Sanita’ del nostro paese”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “Per questo oggi ascoltiamo con vivo interesse le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in aula al Senato e il suo riferimento alla necessità di cambiare rotta, mettendo fine ai ripetuti tagli in sanità che in questi anni hanno messo a rischio la tutela della salute dei cittadini, in particolare dei più fragili, privilegiando spesso una logica ragionieristica rispetto alla necessaria equità nell’accesso alle cure”.“Ben venga dunque”, prosegue Messina, “l’impegno a superare l’attuale divisione tra cittadini di serie A e serie B, a puntare sulla prevenzione e sul rafforzamento della medicina di territorio per una efficace presa in carico dei pazienti cronici, che sono prevalentemente anziani. Ci auguriamo di assistere a maggiori investimenti in prevenzione, nella diagnosi precoce delle tante patologie sommerse e nell’accesso ai farmaci innovativi. Rispetto a questi obiettivi e a tutte le priorità che riguardano il mondo dei senior, la nostra organizzazione è pronta a offrire il suo contributo nell’ottica della tutela dei cittadini, dell’ottimizzazione della spesa pubblica e del dialogo intergenerazionale, in quanto valori imprescindibili per il perseguimento del bene comune della nostra collettività”.

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Senior Italia FederAnziani: buon lavoro a nuovo governo e a Ministro della Salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

“I 3,8 milioni di senior aderenti a Senior Italia FederAnziani augurano buon lavoro al nuovo governo”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina. “Un particolare augurio lo rivolgiamo alla nuova Ministra della Salute, Giulia Grillo, già distintasi nella difesa di un servizio sanitario pubblico e universalistico che garantisca equità di accesso nelle cure e uniformità dei Livelli essenziali di assistenza. Guardiamo con interesse al suo impegno verso una riduzione delle liste d’attesa, alle sue proposte di riduzione del ricorso ai ticket che gravano sui cittadini e siamo pronti a dare il nostro contributo come pazienti nell’individuazione di soluzioni che consentano di ottimizzare la spesa pubblica in sanità, tutelando la salute dei cittadini nel rispetto dell’equilibrio dei conti dell’SSN”.

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Il cuore “matto” di un milione di anziani over 65

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 maggio 2018

La fibrillazione atriale, l’aritmia più diffusa in occidente, colpisce circa un milione di italiani ed i numeri aumentano fino al 4% dell’intera popolazione con età superiore ai 65 anni, con rischi sempre più frequenti di incorrere in ictus cardioembolico. La connessione tra fibrillazione atriale e ictus tromboembolico è spesso sottovalutata, ma costituisce un rischio da 4 a 9 volte maggiore per i pazienti affetti da fibrillazione atriale. Nel 20% dei casi, l’ictus, si rivela fatale, mentre nel 60% dei casi è causa di disabilità.Gli oltre 60.000 nuovi casi l’anno hanno destato preoccupazione e attenzione nella comunità scientifica e lo studio di nuove strade terapeutiche e preventive ha portato alla sperimentazione di nuovi farmaci anticoagulanti e di dispositivi medici all’avanguardia.Dunque, incoraggiare la prevenzione e la diagnosi precoce della fibrillazione atriale e sostenere la realizzazione di percorsi terapeutici e di pratiche sanitarie ottimali, sono gli obiettivi dell’ Associazione Giuseppe Dossetti: i Valori – Tutela e Sviluppo dei Diritti Onlus, http://www.dossetti.it/.
Così, l’Associazione Dossetti si impegna a ripresentare, nel corso della corrente legislatura, la Proposta di Legge, per cui si batte da Marzo 2015, «Disposizioni in materia di malattie cardio-cerebrovascolari e per la prevenzione e la cura dell’ictus cerebrale ischemico» al fine di garantire la diminuzione di casi individuali e ridurre le complicanze dell’aritmia nel lungo periodo. A distanza di tre anni dall’elaborazione di suddetta proposta di legge poi divenuta di iniziativa parlamentare con la presentazione da parte del Senatore D’Ambrosio Lettieri del DDL n.1850, l’Associazione Dossetti chiama a raccolta il mondo accademico, scientifico, istituzionale, le associazioni di pazienti e gli stakeholder di settore al fine di accendere nuovamente i riflettori su questa problematica e ripresentare la proposta di legge nel corso della XVIII Legislatura. Sul tema è intervenuto Claudio Giustozzi, Segretario nazionale dell’Associazione Giuseppe Dossetti – I Valori: “In Italia la fibrillazione atriale è la causa del 15% di tutti gli ictus cardioembolici che causano decessi, disabilità, e incrementano i costi sociali ed economici. Nello specifico si stima in 100 mila euro il costo medio annuo per il paziente colpito da ictus”.“Grazie alle nuove terapie – ha dichiarato Giustozzi – invece, ogni anno si potrebbero evitare 11 mila ictus con un risparmio di 230 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale”.

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“Sicurezza stradale e anziani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Torino Giovedì 24 maggio, dalle 10 alle 13 a Palazzo Cisterna, sede aulica della Città metropolitana, si terrà un seminario del progetto EspertOver65 dedicato al tema “sicurezza stradale e anziani”, a cui parteciperanno amministratori comunali, corpi di Polizia municipale, Asl, sindacati dei pensionati, aziende di trasporto pubblico e associazioni ed enti del territorio sensibili all’argomento. Sarà l’occasione non solo per aggiornare i presenti sui cambiamenti avvenuti in questi ultimi tempi nel codice della strada, ma anche per accrescere la consapevolezza di come le persone possano adattare il proprio stile di mobilità ai cambiamenti dell’età e alle condizioni di salute.
EspertOver65, nato su iniziativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, promuove azioni disensibilizzazione e di informazione sulla sicurezza stradale e sulla mobilità rivolte alla terza età in quanto categoria di utenza più a rischio e vulnerabile. È un tavolo di lavoro operativo e intersettoriale che coinvolge, oltre alla Città metropolitana, diversi soggetti pubblici e privati. Per la Città metropolitana sarà presente il Consigliere delegato alle infrastrutture e ai lavori pubblici.

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Cancro, Senior Italia: allarme fake news per anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

Gli anziani sono la categoria più esposta al rischio di incappare nelle fake news sui temi della salute e in particolare su un argomento delicato come il cancro. A lanciare l’allarme è Senior Italia FederAnziani in occasione del lancio del portale dedicato da Fondazione AIOM e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) a combattere le fake news in oncologia. E’ infatti tra le persone con oltre 70 anni che viene diagnosticato il maggior numero di neoplasie, pari a oltre il 50% dei tumori. In questa fascia d’età la prima causa di morte tra gli uomini è il polmone (27%), a seguire il colon retto (10%), prostata (8%), fegato e stomaco (6%). Il 35% di pazienti con età superiore a 75 anni convivono con una diagnosi di tumore.D’altro canto gli over 65 sono sempre più connessi e immersi nei social e molti di loro usano Internet come primaria fonte di informazione sulla salute. Il 19% naviga sul web tutti giorni e il 72% di questi lo usa per ricercare notizie.“Quando parliamo di fake news in ambito oncologico gli anziani sono i più esposti, se non altro perché sono quelli maggiormente colpiti dal cancro e al tempo stesso sono alle prime armi nell’uso della rete – dichiara Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani – Con la vita non si scherza, per questo noi ascolteremo solo l’informazione che viene dagli oncologi, si parli di prevenzione o di terapie! Accogliamo dunque con entusiasmo la notizia del portale dedicato da Fondazione AIOM e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) a combattere le fake news in oncologia, con informazioni certificate per i pazienti o semplicemente per coloro che cercano informazioni su un tema tanto delicato”.

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Prevenzione over 60

Posted by fidest press agency su sabato, 12 maggio 2018

Una grande alleanza per mettere in campo percorsi ottimali di prevenzione delle patologie più comuni nella terza età: è quella che è nata oggi tra Senior Italia FederAnziani e 20 società scientifiche, riunite nell’evento Punto Insieme Sanità. Un lavoro comune, questo, che coinvolgerà i medici di medicina generale, gli infermieri, i farmacisti e, come promotori e insieme fruitori, gli stessi pazienti. I protagonisti del comparto sanitario, riuniti in due giorni di lavoro a Roma, presso il Rome Marriott Park Hotel, in Commissioni Tecniche dedicate alle diverse aree patologiche, hanno lavorato per individuare linee idonee per la prevenzione e la diagnosi precoce che ciascun paziente o soggetto in età avanzata dovrà adottare alfine di tutelare al meglio la propria salute. I risultati dei lavori nelle 13 aree, che saranno raccolti in un documento guida che costituirà un vero e proprio Manifesto per la Prevenzione degli over 60, sono stati presentati alla presenza delle istituzioni, rappresentate dai Direttori Generali del Ministero della Salute Marcella Marletta (Dispositivi Medici e Servizio Farmaceutico) e Claudio d’Amario (Prevenzione), dal Presidente dell’AIFA Stefano Vella, in rappresentanza anche del National Center for Global Health dell’Istituto Superiore di Sanità, dal Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Riccardi, intervenuto con un video messaggio, e da Ranieri Guerra, Assistant Director General OMS, in video collegamento. I rappresentanti istituzionali hanno espresso il loro plauso e il loro forte sostegno verso il Manifesto della Prevenzione e la nuova alleanza nata oggi.Il Manifesto avrà l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una concreta cultura della prevenzione, attraverso l’indicazione agli anziani dei passi da compiere per identificare precocemente le malattie o le condizioni di particolare rischio che devono essere seguite da un immediato intervento terapeutico efficace, in modo da potersi curare al meglio, vivendo più a lungo e in salute e facendo risparmiare il Servizio Sanitario Nazionale. Dai lavori svoltisi in questa due giorni nasce quindi un percorso comune e concreto che vedrà la scienza e i pazienti uniti e che giungerà fino al banco di prova del VII Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute (Rimini, 30 novembre – 2 dicembre 2018), dove i medesimi attori si ritroveranno per fare il punto sulle strategie messe in campo nei prossimi mesi.

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Famiglie senza risorse per l’assistenza anziani e invalidi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

Secondo i dati Istat quasi il 60% degli anziani con gravi difficoltà ha bisogno di assistenza, di questi, il 28% ha un aiuto in casa mentre più del 40% vive con la badante. L’Inps eroga 17.886.623 pensioni all’anno ma il 70,8% ha un importo inferiore a 1.000,00 Euro che non consente di far fronte ai costi dell’assistente familiare. “Una badante part-time, che assiste l’anziano autosufficiente per 25 ore alla settimana (livello BS), costa 824,33 Euro al mese alla famiglia – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – mentre un’assistenza full-time con lavoratore convivente (54 ore livello CS) ha un costo di 1354,93 Euro. La spesa mensile può arrivare fino a 1.817,96 Euro se la famiglia ha bisogno di una badante convivente formata (livello DS).Incrociando i costi con le pensioni previdenziali erogate dall’Inps – prosegue Gasparrini – è evidente che la famiglia non ha le risorse per far fronte ai costi dell’assistenza e spesso rinuncia a visite, medicine o ore di assistenza preziose”. Dai risultati della Ricerca DOMINA (realizzata in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa) risulta che meno del 10% dei pensionati può permettersi la badante e i nuovi dati diffusi dall’Inps confermano questa situazione allarmante. “Per evitare l’indebitamento familiare è necessario intervenire con soluzioni concrete avviando politiche di defiscalizzazione strutturali”.

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Il ruolo degli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

Dal Consiglio Nazionale di Senior Italia FederAnziani, che si è tenuto a Chianciano Terme, si alza letteralmente un’ovazione alla proposta d’amore del Santo Padre, quella di assegnare un premio Nobel agli anziani. La Federazione della terza età ringrazia ancora una volta Papa Francesco per il suo tenace impegno a fianco degli anziani, nel sottolinearne sempre alle orecchie di questa società il ruolo insostituibile, il tesoro inestimabile che conservano in quanto custodi della memoria, il contributo impagabile in termini morali che offrono ogni giorno alla comunità, soprattutto attraverso il dialogo con le nuove generazioni. Come già nelle numerose occasioni in cui Senior Italia FederAnziani ha avuto la possibilità d’incontrarlo, e come in tante altre occasioni in cui il Santo Padre ha ribadito l’importanza del loro ruolo nella società, oggi Papa Francesco, con questo straordinario messaggio, ha ancora una volta dimostrato di essere il grande sostenitore degli anziani – in un mondo che troppo spesso, a suo discapito, li trascura -, ergendosi contro la cultura dello scarto e contro la rimozione della memoria.

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L’assistenza agli anziani: metodi e strumenti razionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2018

Rimini nelle giornate di venerdì 9 e sabato 10 marzo Palacongressi di Rimini, al fianco di studiosi quali Murna Downs, docente di Studi sulla Demenza presso il Centro di Studi Applicati sulla Demenza dell’Università di Bradford; l’antropologo e scrittore Marco Aime; Rabih Chattat, professore associato presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna; Fabio Folgheraiter, professore di Metodologia del lavoro sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e co-fondatore del Centro Studi Erickson; il sociologo Pierpaolo Donati. E’ prevista anche la testimonianza personale di Kathy Ryan sull’Alzheimer precoce diagnosticatole a soli 52 anni. Nonostante la portata sempre crescente del problema, il dibattito tende tuttora a concentrarsi principalmente sugli aspetti medici, economici e manageriali della questione. Come rispettare l’umanità e i diritti profondi degli anziani coinvolgendo le famiglie nel prendersene cura? Come evitare che si sentano solamente l’oggetto di pratiche assistenziali? E allo stesso tempo, come favorire il benessere degli operatori? Sono solo alcune delle domande attorno alle quali si svilupperanno gli interventi della due giorni, nel tentativo di avanzare delle proposte per un’innovazione delle pratiche assistenziali che ponga in primo piano aspetti quali la relazione e il coinvolgimento attivo dell’assistito. Già da alcuni anni approcci innovativi per la cura di persone affette da problematiche neurocognitive sono andate consolidandosi in diversi Paesi, Italia inclusa, metodi che si prefiggono, in modo complementare alla terapia farmacologica, di curare la persona portando la sua storia personale a divenire la “pietra miliare” su cui costruire il progetto di cura, ma che possono essere parimenti utili anche a chi si prende cura di queste persone.
Saranno dunque i cosiddetti approcci non farmacologici a essere affrontati nel convegno, davanti a oltre 450 partecipanti, da esperti di fama internazionale, sviluppati attorno al tema del valore umano della persona, a sua volta declinato in quattro punti principali che vanno dall’accettazione della persona, al suo coinvolgimento nelle decisioni che la riguardano, passando per l’adattamento degli spazi nel rispetto di tempi ed esigenze specifiche e, ancora, per la valorizzazione di quella che è stata la storia personale dell’assistito.Cinque, in questo senso, le metodologie affrontate: l’approccio capacitante, che mira a sovvertire la tendenza in base alla quale, quando ci relazioniamo con una persona affetta da demenza, la nostra attenzione si focalizza principalmente sui suoi deficit e sulle sue difficoltà; il Metodo Gentlecare che riconosce la valenza curativa dell’ambiente stabilendo che il benessere della persona è raggiungibile mediante la costruzione attorno alla persona di “protesi” che consentano il mantenimento della maggior autonomia possibile del malato; il Metodo Montessori, che propone l’applicazione di una metodologia che favorisce l’autoeducazione e l’estensione naturale dell’autonomia; il concetto di bientratance, che punta a promuovere il benessere della persona-utente all’interno di queste istituzioni attraverso la ricerca continua della personalizzazione del percorso d’aiuto e della prestazione, e, infine, il metodo Validation tecnica di comunicazione che consiste nell’utilizzare tecniche verbali e non verbali che vanno a supportare le frequenti difficoltà relazionali che si verificano nella quotidianità di familiari e operatori, con l’obiettivo ultimo di permettere all’anziano di esprimere se stesso, indipendentemente dal contenuto cognitivo.

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