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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘anziani’

Sanità: Liste d’attesa, ora basta: è tempo di cambiare marcia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2022

Anche se le Regioni, anche a seguito dei solleciti di Senior Italia FederAnziani, hanno iniziato a rimboccarsi le maniche, gli interventi fatti fin qui non sono stati sufficienti e sul fronte del recupero delle liste d’attesa occorre ancora uno sforzo importante per rilanciare la sanità del territorio. L’emergenza della pandemia ha portato a livelli allarmanti il problema delle liste d’attesa, su cui, già prima, pesava la cronica mancanza di personale con cui far fronte ai bisogni di salute dei cittadini. Sono i numeri a dare la dimensione colossale del fenomeno: rispetto al 2019 (pre-pandemia) nel corso del 2020 abbiamo avuto 64.504.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale in meno (-28,3%) e nel 2021 sono state 33.919.000 in meno (-14,9%), per un totale di 98.423.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale in meno nel biennio; i ricoveri ospedalieri sono stati nel 2020 1.774.817 in meno rispetto al 2019 (-21%) (fonte: adattamento Agenas Portale Covid-19 su dati del Ministero della Salute). Il problema è confermato anche dai risultati di una survey condotta dall’ISTAT che ha valutato i numeri delle rinunce da parte dei cittadini alle prestazioni sanitarie (visite specialistiche ed esami diagnostici) per la difficoltà di accedere al servizio o motivi economici, evidenziando che le rinunce sono state 4.845.000 nel 2021 e ben 5.610.000 nel 2021 (nel 2019 erano 3.162.000), con un evidente trend in aumento (fonte: Rapporto BES 2021 su dati Istat, Indagine Aspetti della vita quotidiana). Occorre riaprire le sale operatorie per le cataratte, far ripartire l’oftalmologia perché l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha comportato notevoli ritardi alle attività legate alle patologie oftalmologiche: in questo periodo a livello nazionale sono state svolte 2.500.000 prestazioni ambulatoriali in meno e ciò ha determinato l’allungarsi delle liste d’attesa e disagi per l’utenza. Si è verificata una contrazione di più di 300.000 interventi chirurgici della cataratta, che in tempi pre-Covid raggiungevano i 600.000 in un anno; una parte degli over 80, che non sono stati operati, ha subito una frattura del femore a causa dell’ipovisione e della conseguente difficoltà ad evitare gli ostacoli; tutto ciò ha causato un aggravio delle spese dell’SSN; si è verificata una riduzione delle iniezioni endovitreali (IVT) per la cura della maculopatia essudativa, che, talvolta, ha reso impossibile il recupero funzionale della vista. Sono molti i modi in cui si può intervenire. E’ necessario, per esempio, migliorare i processi di cura dei pazienti, in particolare quelli anziani e cronici attraverso un coinvolgimento degli studi dei medici di medicina generale disseminati su tutto il territorio. Non è pensabile infatti riportare alla sanità territoriale funzioni che attualmente sovraccaricano impropriamente le strutture ospedaliere senza un pieno coinvolgimento dei medici di famiglia, e andrebbero superate alcune limitazioni alla facoltà di prescrizione da parte dei medici di medicina generale dei farmaci per alcune patologie, evitando le tante visite specialistiche prescritte solo per il rinnovo del piano terapeutico. Bisogna potenziare la specialistica ambulatoriale: se siamo giunti a questo punto è perché per anni il territorio è stato abbandonato e desertificato lasciando che i medici andassero in pensione senza che venissero sostituiti. Uno dei problemi delle liste d’attesa infatti è il mancato potenziamento della specialistica ambulatoriale, ovvero quel settore della medicina che opera nel territorio, anche al di fuori degli ospedali, e che ha negli anziani e nei cronici i propri pazienti. È ormai urgente quindi aumentare l’offerta di medici specialisti che ci sono e che sono sottoutilizzati rispetto al concreto fabbisogno. Ed è necessario soprattutto che le Regioni prendano in carico in modo definitivo questo grave problema del nostro Sistema Sanitario perché si restituisca una volta per tutte ai cittadini, soprattutto anziani, cronici e fragili il diritto ad avere le migliori opportunità di cura.

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Salvare il benessere psico-fisico dell’anziano

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

E’ questo l’obiettivo che si pone la nuova metodica non farmacologica “e-MemoryCare” rivolto a oltre 4,2 milioni di uomini e donne che in Italia soffrono di questi problemi (sono 600 mila solo quelli colpiti da demenza di Alzheimer). Un’iniziativa innovativa e unica nel suo genere che si sviluppa interamente on line, sfruttando le nuove tecnologie informatiche. Una metodica non farmacologica per prevenire le ospedalizzazioni e i ricoveri in strutture protette, mantenere così una buona qualità di vita al paziente e al tempo stesso assicurare risparmi all’intero sistema sanitario nazionale. Attraverso un’apposita piattaforma digitale e quattro diverse App si può fare riabilitazione e stimolazione per preservare così l’indice di riserva cognitiva. Si tratta di interventi non farmacologici e i vari esercizi previsti dalla metodica attivano una stimolazione che interviene non solo sulla sfera conoscitiva, ma anche su quella affettiva, sociale, comportamentale e relazionale. Il progetto è stato ideato da una giovane studente prossima alla laurea in psicologia, Marianna Messina, e si avvale di un Advisory Board scientifico che riunisce psicologi, psichiatri, neurologi, nutrizionisti, fisiatri, cardiologi, neuro-psicologi ed economisti. “e-MemoryCare” è patrocinato da Senior Italia FederAnziani. “Il deficit cognitivo è uno dei grandi problemi sociosanitario legati alla terza età” – afferma il prof. Francesco Fazio, presidente del comitato scientifico di Senior Italia Federanziani-. E’ una condizione che provoca la progressiva compromissione delle funzioni conoscitive in modo tale da pregiudicare il mantenimento di una vita autonoma e soprattutto di arrivare a fine vita in casa propria. I dati e le previsioni delle autorità sanitarie internazionali sono francamente preoccupanti. Si calcola che in tutto il Pianeta il numero dei pazienti raddoppierà nel 2030 e triplicherà nel 2050 con 7,7 milioni di nuovi casi all’anno. L’impatto economico sui vari sistemi sanitari sarà di circa 604 miliardi di dollari l’anno. Non va poi mai dimenticato che l’Italia è uno dei Paesi più “anziani” del mondo”. Dobbiamo attivare un percorso di aiuto concreto attraverso le condizioni di ricostruzione autobiografica o della capacità di stimolare reminiscenze. Occorre non solo aiutare a “perfezionare” alcune competenze cognitive ma anche a migliorare le condizioni di umore e comunicazione con gli altri”. “E’ un progetto tecnologico e innovativo che si pone due grandi obiettivi – sottolinea Alessandro Padovani, Direttore della Clinica Neurologica e Direttore Scuola Specialità in Neurologia dell’Università di Brescia -. Il primo è quello di aprire una luce su un problema rilevante come quello delle demenze e più in generale il decadimento cognitivo. Il secondo aspetto fondamentale è dare una risposta di intervento con una presa in cura o in carico che permette di contrastare il decadimento e soprattutto la sua progressione”. “L’attenzione verso gli anziani va coniugata con la messa a punto di programmi basati sulle evidenze per ridurre i problemi e migliorare la qualità della vita – sottolinea David Lazzari, Presidente del CNOP Consiglio Nazionale Ordine Psicologi -. Gli aspetti psicologici devono avere la giusta attenzione come nel caso di questo progetto”. By Marianna Messina

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Estate di fuoco, è allarme anziani e fragili

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2022

E’ un’estate di fuoco che non si arresta. Dopo una breve tregua, le temperature tornano questa settimana a toccare picchi estremamente elevati e molto rischiosi per le persone anziane e fragili. Senior Italia FederAnziani ribadisce: non abbandoniamoli, evitiamo il bollettino di guerra a cui siamo troppo spesso abituati. È fondamentale seguire le dieci regole salva-vita del decalogo pensato appositamente per loro in questa stagione così rischiosa. L’anticiclone nord-africano si consoliderà con ancora più decisione sull’Italia da metà di questa settimana, determinando un ulteriore aumento delle temperature e l’avvio di una nuova ondata di caldo. Ancora una volta la massa d’aria calda avvolgerà tutta l’Italia e torneremo ad avvicinarci ai 40 gradi. Il sistema di rilevazione delle ondate di calore del Ministero della Salute, che Senior Italia FederAnziani invita a consultare costantemente per tenersi aggiornati sulle condizioni climatiche del proprio territorio, segnala in questi giorni diverse città da bollino rosso, ovvero esposte a rischio molto alto in riferimento alle temperature. E allora cosa fare? “Il primo invito”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “è rivolto agli anziani e ai fragili: seguite scrupolosamente il decalogo anti-caldo, non sottovalutate l’importanza di queste regole, perché è troppo spesso la superficialità a fare i danni maggiori. Proteggersi dai rischi del caldo significa prendersi cura di sé, e anche dei propri cari che vi vogliono bene. Quindi, anzitutto senso di responsabilità. Ma il secondo appello”, prosegue Messina, “è rivolto proprio ai familiari dei nostri nonni, agli amici, ai vicini di casa, alla comunità tutta: prendetevi cura di loro, stategli vicino in questo momento, non perdeteli di vista, restate in contatto con loro anche con una telefonata o una video chiamata, perché troppo spesso è difficile per loro rendersi conto del rischio. Come nel caso del rischio di disidratazione, che è triplo negli anziani per via dell’indebolimento dei recettori della sete che avviene con l’avanzare dell’età, o come il rischio di non aderenza alle terapie in un momento così delicato, in cui invece una maggiore aderenza alle terapie è uno scudo contro le ondate di calore. Insomma, non abbandonateli e aiutateli a proteggersi in questo momento, perché è la solitudine il rischio maggiore che dobbiamo combattere: non si abbandonano i cani, e a maggior ragione non dobbiamo farlo con queste ‘librerie viventi’, i nostri cari anziani che tanto hanno dato e hanno da dare alla nostra comunità”.

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Rauti (FdI): nonni e anziani no peso sociale ma ricchezza. Ringraziarli per ruolo sociale

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2022

“Oggi in occasione della Seconda Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani vogliamo ringraziarli per il ruolo sociale che svolgono e per la funzione simbolica e valoriale che esercitano anche dal punto di vista culturale e pedagogico. Con le celebrazioni della Giornata vogliamo anche richiamare l’attenzione sulle cure ed i servizi necessari da garantire agli anziani, troppo spesso soli e trascurati. I nostri nonni e gli anziani non sono un ‘peso sociale’ ma rappresentano una ricchezza materiale e immateriale per il Paese; sono diventati la ‘stampella’ per molte famiglie ed un pilastro di welfare, l’ancoraggio in un sistema assistenziale squilibrato che non riesce ad essere davvero sussidiario nè di prossimità ai reali bisogni. Non solo, anziani e nonni si sono confermati come una risorsa fondamentale per figli e nipoti in tutte le situazioni più critiche, da quella pandemica a quella economica, esercitando molteplici ruoli sociali di sostegno e di inclusione, nonché assolvendo la funzione culturale fondamentale di tutela e di trasmissione delle nostre memorie.Solo una società malata che predilige la ‘cultura dello scarto’ e valuta la persona in termini di produttività può disconoscere la ricchezza che nonni e anziani rappresentano, per la tenuta e la coesione sociale e come ruolo educativo per le future generazioni”.Lo dichiara la senatrice Isabella Rauti, responsabile del Dipartimento Pari Opportunità, Famiglia e Valori non negoziabili di Fratelli d’Italia.

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Digitalizzazione PA. Far sì che prezzi e anziani non siano un problema

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2022

La digitalizzazione di molti servizi, privati e pubblici, è una buona cosa a due condizioni: il prezzo per l’utenza deve essere minore rispetto a quando non c’era, i servizi devono essere accessibili a tutti. Ad oggi, però, non è così. Un esempio: carta d’identità elettronica. In tutti i Comuni i prezzi richiesti all’utenza sono alti: tempi di consegna e costi materiali. Tra problemi di organizzazione dei singoli Comuni che non riescono ancora a far fronte alla nuova realtà di diversi impiegati a domicilio e costi inspiegabili visto il minor impegno in tutti i sensi rispetto al vecchio documento cartaceo, siamo a livelli assurdi. E’ ancora un problema perché la digitalizzazione della popolazione, soprattutto quella anziana, è in alto mare. Il governo fornisce le dovute informazioni ma il metodo è ancora complicato e farraginoso, creando vittime decisamente inopportune, visto che è una delle più vaste fasce deboli della popolazione. Ci arriva un “consiglio” dal Giappone, paese notoriamente attento alla propria popolazione anziana. Nell’ambito del “Digital Garden city”, programma per la diffusione del digitale, è di questi giorni la decisione di assumere 20mila nuovi dipendenti per supportare le persone anziane in materia, e garantire effettiva integrazione delle fasce più anziane della popolazione.In Italia, non passa giorno in cui non esplodono problemi per la continuità lavorativa dei cosiddetti navigator, assunti a suo tempo per facilitare l’applicazione del reddito di cittadinanza. Il loro impiego in materia potrebbe non essere solo la voglia di non andare contro questo o quel sindacato, ma di dare un servizio utile che, oggi, è solo svolto estemporaneamente da strutture volontarie. Un investimento il cui ritorno sarebbe soddisfatto dai ritorni economici, umani e civici. http://www.aduc.it

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“Curare gli anziani non autosufficienti a casa”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 Maggio 2022

Martedì 7 giugno alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino organizza una riunione scientifica, sia in presenza, sia in modalità webinar, dal titolo “Curare gli anziani non autosufficienti a casa”. L’incontro verrà introdotto da Luigi Maria Pernigotti, Primario Emerito di Geriatria e socio dell’Accademia di Medicina. Alessandro Bombaci, medico neurologo, e la dottoressa Margherita Marchetti dell’Associazione Amiche e Amici dell’Accademia (AAA) di Medicina di Torino ne discutono con i geriatri Renata Marinello e Gianluca Isaia e con il Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale, Vincenzo Villari. Le conclusioni saranno a cura di Giulio Fornero, Direttore sanitario di “Camminare insieme”. L’Accademia di Medicina di Torino, a fronte delle inaccettabili carenze nell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria al malato cronico non autosufficiente, accentuate dai devastanti effetti della pandemia, ha prodotto un documento (link), messo a punto, sulla base di documentate evidenze scientifiche, da un gruppo di lavoro coordinato dal Presidente Giancarlo Isaia e composto dai Soci Giulio Fornero, Luigi Maria Pernigotti e Vincenzo Villari e dai Geriatri Gianluca Isaia e Renata Marinello: in esso, sottoscritto e condiviso da numerosi Soci e Amici dell’Accademia, vengono anzitutto richiamate le principali criticità nella gestione di questi malati, consistenti nella carenza di chiari obiettivi riabilitativi, in costi elevati, in risultati clinici insufficienti e soprattutto in conseguenze drammatiche sulla salute di una fascia debole di cittadini che, dopo decenni di lavoro, sono di fatto condannati all’emarginazione e ad una pessima qualità di vita, senza peraltro concrete possibilità di reagire a questa iniqua situazione. Vengono avanzate dieci proposte (link) che, se adeguatamente recepite, potrebbero condurre ad un più efficace approccio a cittadini affetti da patologie croniche non autosufficienti, ad un contenimento dei costi sanitari e ad una sostanziale soddisfazione dei pazienti e delle loro famiglie, spesso eccessivamente penalizzate. Con esse, ispirate dalla necessità che gli operatori sanitari assumano un diverso atteggiamento culturale nella gestione del paziente cronico non autosufficiente, che non può essere in alcun modo discriminato rispetto al malato affetto da patologie acute, si intende suggerire una condotta atta a promuovere una riorganizzazione delle cure per complessità clinica e funzionale, piuttosto che articolata in strutture specializzate per singole patologie, incentivando le cure domiciliari che, integrate dall’uso di moderne tecnologie come la telemedicina, costituiscono un’eccellente ed efficace metodologia di assistenza; si auspica infine una più efficace integrazione fra le cure ospedaliere e quelle territoriali, pianificando per ciascun malato un progetto individualizzato di cura e provvedendo anche all’erogazione di sostegni economici ai familiari, se disponibili ad assistere i propri congiunti. Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), sia collegandosi da remoto al sito http://www.accademiadimedicina.unito.it.

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Anziani fragili ed esercizio fisico

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Nell’arco di un periodo di osservazione di 3 anni, la combinazione di esercizi aerobici (come camminare), di resistenza, flessibilità ed equilibrio, insieme a una consulenza nutrizionale personalizzata, ha ridotto del 22% il rischio di sviluppare disabilità motoria con perdita di autonomia negli anziani con fragilità fisica e diminuita muscolatura (sarcopenia) residenti in comunità.Questo l’esito principale dello studio SPRINTT, un progetto europeo finanziato nel 2014 dalla Innovative Medicines Initiative (IMI-Joint Undertaking). I risultati dello studio sono stati pubblicati sul “British Medical Journal” accompagnati da un editoriale di Thomas Gill, docente alla Yale School of Medicine, che ne sottolinea l’importanza.Lo studio è stato condotto in 1.519 uomini e donne (età media 79 anni) con “fragilità fisica e ridotta massa muscolare-sarcopenia” reclutati tra il 2016 e il 2019 in 16 centri clinici geriatrici di eccellenza di 11 Paesi europei (Islanda, Francia, Spagna, Germania, Finlandia, Paesi Bassi, Polonia, Austria, Repubblica Ceca, Regno Unito e Italia). I centri italiani partecipanti sono stati tre: l’Università Cattolica di Roma, centro coordinatore, l’INRCA di Ancona e la Scuola di Specializzazione in Geriatria-UO Clinica Geriatrica dell’Università di Parma. L’equipe multi-disciplinare di Parma (Fulvio Lauretani, Giovanna Pelà, Sara Tagliaferri, Elisa Adorni, Yari Longobucco), coordinata da Marcello Maggio, docente di Medicina interna e Presidente del corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, ha arruolato 108 partecipanti, di cui la metà ha effettuato l’intervento combinato di attività fisica con supporto tecnologico e nutrizione e la restante metà ha partecipato a un percorso di seminari sull’invecchiamento in salute (controlli).I dati ottenuti da SPRINTT acquisiscono particolare rilevanza alla luce dell’incremento progressivo dei costi economici della disabilità motoria in Europa e in Italia, dove, secondo il report Istat anno 2019 (pubblicato nel luglio 2021), gli anziani con gravi difficoltà nelle attività di base della vita quotidiana (28% della popolazione over 65) sono 3 milioni e 860mila e di essi 2 milioni e 833mila presentano gravi difficoltà nel camminare o nel salire o scendere le scale senza l’aiuto di una persona o il ricorso ad ausili.

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Ucraina: Il 99% della popolazione anziana non lascerà le proprie abitazioni e non ha più mezzi per sopravvivere

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2022

HelpAge International, attiva in 86 paesi del mondo attraverso il suo Global Network per la tutela dei diritti delle persone anziane, lavora in Ucraina dal 2014 e collabora da tempo nel Paese con una rete di partner e volontari per dare supporto a 4800 persone anziane, fornendo viveri, medicinali e supporto psicologico, attraverso visite o telefonate regolari. All’intensificarsi del conflitto, la profonda conoscenza del tessuto socio economico e il contatto quotidiano con la popolazione coinvolta, hanno consentito all’organizzazione di estendere rapidamente la risposta tenendo conto degli specifici bisogni degli anziani colpiti dall’emergenza in corso, ad esempio prendendo accordi con reti locali di approvvigionamento per fornire cibo e beni primari. Nelle regioni di Donetsk e Luhansk, per verificare gli effettivi bisogni primari, i volontari hanno condotto un sondaggio su 1.513 persone anziane, utilizzando un breve questionario. I risultati sono molto preoccupanti: il 99% dichiara di non voler essere evacuato dalle proprie case. Il 91%, nove persone su dieci, ha bisogno di aiuto per procurarsi il cibo perché ha problemi di mobilità o vive da solo. Il 79% non ha accesso ad acqua potabile, mentre oltre il 90% degli anziani intervistati è senza energia elettrica, con temperature esterne costantemente sotto lo zero. Il 75% riferisce di aver bisogno di articoli per l’igiene personale e il 34% di farmaci per malattie croniche, inclusi i farmaci per il diabete, per l’ipertensione e antidolorifici. Le persone anziane costituiscono un terzo di tutte quelle bisognose di assistenza a causa di questa emergenza, rendendo questo conflitto la crisi umanitaria “più anziana” al mondo. Una persona su quattro in Ucraina ha infatti più di 60 anni e l’Ucraina ha quindi la più alta percentuale al mondo di anziani coinvolti in un conflitto in un unico paese.

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Anziani e malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Sensibilizzare i senior sul tema delle malattie respiratorie, con l’obiettivo di farle conoscere meglio e favorire così una diagnosi tempestiva, migliorando la qualità della vita delle persone che ne sono affette. È questo il tema al centro di una campagna realizzata da Senior Italia FederAnziani, con il contributo non condizionante di Menarini, che attraverso il coinvolgimento di esponenti medico scientifici, una serie di video-pillole con consigli utili e un’attività di comunicazione tramite i social, si è rivolta al pubblico dei senior allo scopo di aumentarne la consapevolezza.Il 14,9% degli over 60 privi di una diagnosi di malattia respiratoria presenta un’ostruzione respiratoria senza saperlo, la prevalenza aumenta sensibilmente con l’età e si associa a riduzione dell’attività fisica e della qualità di vita delle persone anziane. All’interno di questa popolazione quasi un paziente su due presenta un’ostruzione moderata o grave[1]. Tuttavia, la BPCO viene spesso diagnosticata nelle fasi avanzate, spesso in occasione del ricovero ospedaliero per riacutizzazione, mentre le forme iniziali e lievi non vengono diagnosticate. Sono questi i dati che emergono da un’indagine condotta nel 2020 da Senior Italia FederAnziani. E’ di fronte a questo scenario che la campagna ha voluto avvicinare i senior a una conoscenza più approfondita del tema attraverso il coinvolgimento di importanti esponenti del mondo medico scientifico, dell’area pneumologica, che hanno illustrato ai pazienti come riconoscere i sintomi della malattia, quali corretti stili di vita adottare, l’importanza dell’aderenza alla terapia. Le video-pillole con i consigli utili sono state trasmesse attraverso il Tg della federazione, Senior News, in onda dal lunedì al venerdì in tv su Canale Italia e su un network di oltre 120 radio su tutto il territorio nazionale, e presente sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della federazione.Alle interviste si è affiancata una campagna condotta attraverso i social per raggiungere non solo gli over 65 che li utilizzano, ma anche i familiari che possono avere un ruolo chiave nella sensibilizzazione dei propri genitori e nonni rispetto all’importanza della conoscenza della BPCO. Tra gli obiettivi centrali della campagna anche il miglioramento dell’aderenza alla terapia: basti pensare che mentre per l’ipertensione si stima che l’aderenza sia ancora al 55,1% per la BPCO la stessa scende vertiginosamente al 21,3%.“Sono dati che fanno riflettere e che da soli ci fanno capire quanto sia importante un’attività di sensibilizzazione su questi temi”, dichiara la Presidente Senior Italia FederAnziani Eleonora Selvi, “Questi numeri indicano la necessità di affrontare il problema in tutta la sua complessità, puntando sull’informazione e sull’empowerment dei pazienti. Solo attraverso questi strumenti si può migliorare la gestione delle patologie respiratorie, anticiparne e prevenirne alcune gravi complicanze, facilitando, attraverso la maggiore conoscenza, una diagnosi tempestiva e l’aderenza alla terapia”.

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Cure domiciliari agli anziani cronici non autosufficienti

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 gennaio 2022

L’Accademia di Medicina di Torino, a fronte delle inaccettabili carenze nell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria al malato cronico non autosufficiente, accentuate dai devastanti effetti della pandemia, ha prodotto un documento (link) messo a punto, sulla base di documentate evidenze scientifiche, da un gruppo di lavoro coordinato dal Presidente Giancarlo Isaia e composto dai Soci Giulio Fornero, Luigi Maria Pernigotti e Vincenzo Villari e dai Geriatri Gianluca Isaia e Renata Marinello: in esso, sottoscritto e condiviso da numerosi Soci e Amici dell’Accademia, vengono anzitutto richiamate le principali criticità nella gestione di questi malati, consistenti nella carenza di chiari obiettivi riabilitativi, in costi elevati, in risultati clinici insufficienti e soprattutto in conseguenze drammatiche sulla salute di una fascia debole di cittadini che, dopo decenni di lavoro, sono di fatto condannati all’emarginazione e ad una pessima qualità di vita, senza peraltro concrete possibilità di reagire a questa iniqua situazione. Vengono avanzate dieci proposte (link) che, se adeguatamente recepite, potrebbero condurre ad un più efficace approccio a cittadini affetti da patologie croniche non autosufficienti, ad un contenimento dei costi sanitari e ad una sostanziale soddisfazione dei pazienti e delle loro famiglie, spesso eccessivamente penalizzate. Con esse, ispirate dalla necessità che gli operatori sanitari assumano un diverso atteggiamento culturale nella gestione del paziente cronico non autosufficiente, che non può essere in alcun modo discriminato rispetto al malato affetto da patologie acute, si intende suggerire una condotta atta a promuovere una riorganizzazione delle cure per complessità clinica e funzionale, piuttosto che articolata in strutture specializzate per singole patologie, incentivando le cure domiciliari che, integrate dall’uso di moderne tecnologie come la telemedicina, costituiscono un’eccellente ed efficace metodologia di assistenza; si auspica infine una più efficace integrazione fra le cure ospedaliere e quelle territoriali, pianificando per ciascun malato un progetto individualizzato di cura e provvedendo anche all’erogazione di sostegni economici ai familiari, se disponibili ad assistere i propri congiunti.Il presidente dell’Accademia di Medicina di Torino, Prof Giancarlo Isaia, puntualizza che “Coerente con la sua mission statutaria e ispirandosi anche quanto previsto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), intendiamo portare con forza all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica un problema sanitario con rilevanti connotazioni sociali, che, seppur ben noto e segnalato da molto tempo, non è stato in alcun modo considerato prioritario e di conseguenza non è stato affrontato con la dovuta efficacia” ed auspica che “La terribile lezione della pandemia da COVID-19 possa produrre risultati tangibili a livello legislativo e organizzativo, atti a rafforzare la medicina territoriale, a sburocratizzare il sistema, a porre il cittadino al centro dell’attenzione, in una logica di prevenzione primaria e secondaria delle malattie, soprattutto a beneficio dei malati anziani e non autosufficienti”.

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Italia: la fuga dei cervelli e il costante aumento degli anziani nel Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2021

Rome Business School, scuola parte del network Formación y Universidades creato nel 2003 da De Agostini e dal Gruppo Planeta, ha pubblicato lo studio: “I cambiamenti demografici. Analisi di un fattore determinante per la crescita economica sostenibile, la resilienza sociale e lo sviluppo tecnologico”. La ricerca, a cura di Valerio Mancini, Direttore del Centro di Ricerca della Rome Business School e Katerina Serada, Fondatrice del SDG Hub (Center for Sustainable Economies and Innovation), si sofferma sui cambiamenti demografici in Italia e nel mondo analizzando come questo importante fattore strutturale può determinare l’andamento della crescita economica, dell’innovazione e della transizione verso un’economia digitale, verde e resiliente. Per studiare i cambiamenti demografici e il loro profondo impatto, la ricerca propone un’analisi degli ultimi trend globali e fa il punto sulle debolezze e critiche dell’Italia: i cervelli in fuga e l’essere il paese più anziano d’Europa. Alla fuga dei cervelli e l’aumento della popolazione anziana, si somma il bassissimo tasso di natalità dell’Italia. Gli ultimi dati dell’ISTAT (2021) lanciano un allarme che deve far riflettere sul futuro equilibrio del nostro Paese dal punto di vista demografico, sociale ed economico. Sempre secondo l’ISTAT, nel 2021 c’è stata una straordinaria caduta della frequenza di nascite sotto la soglia simbolica delle mille unità giornaliere: la media è di 992 nati al giorno, a fronte dei 1.159 di gennaio 2020. Nel corso di 12 anni si è passati da un picco relativo di 577mila nati a 404mila (-30%). Il problema della natalità è presente ovunque: le nascite, che su scala nazionale risultano inferiori del 3,8% sul 2019, lo sono dell’11,2% in Molise, del 7,8% in Valle d’Aosta, del 6,9% in Sardegna. Tra le province, sono soltanto 11 (su 107) quelle in cui si rileva un incremento delle nascite: Verbano-Cusio Ossola, Imperia, Belluno, Gorizia, Trieste, Grosseto, Fermo, Caserta, Brindisi, Vibo Valentia e Sud Sardegna. Per ridurre significativamente le perdite in termini di capitale umano sarà determinante investire adeguatamente e nei tempi prestabiliti i fondi stanziati dal PNRR, migliorare le capacità delle infrastrutture e delle istituzioni nazionali, creare un ambiente favorevole per chi fa figli, puntare sullo sviluppo di politiche innovative, sull’aumento e il miglioramento delle tecnologie digitali, sul supporto di business circolari, al settore ricerca e sviluppo, sull’ottimizzazione dell’uso delle risorse naturali e, infine, sugli investimenti in alcuni settori particolarmente connessi al trend demografico attuale, come la silver economy.

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Conoscere l’incontinenza ma anche fare il punto sul sistema di distribuzione degli ausili assorbenti

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2021

Questo l’obiettivo della campagna di comunicazione lanciata da Senior Italia FederAnziani su una patologia che nelle sue varie forme in Italia interessa circa 10 milioni di persone. Chi soffre di incontinenza ha necessità di ausili che rispondano a bisogni specifici, eppure il sistema italiano ancora è molto distante dal concetto di personalizzazione e libera scelta. Questo viene messo in luce dalla puntata speciale di Senior News, il contenitore quotidiano di Senior Italia FederAnziani che va in onda su un network di tv e radio, dedicata proprio a questo tema.«In Italia il sistema di gestione di questa patologia e di distribuzione degli ausili, i cosiddetti pannoloni, non tiene in conto dei diversi livelli di gravità delle situazioni, privilegiando da sempre il criterio meramente economico con la fornitura di ausili di qualità e quantità non adatti alle specifiche esigenze delle persone in continenti. Il risultato? Chi soffre di incontinenza si ritrova ad avere meno ausili di quelli di cui avrebbe bisogno e ad averne di qualità non commisurata alle proprie esigenze, costretti a spendere di tasca propria per comprarne altri o addirittura gettando quelli che arrivano dalla regione per comprarne di qualità migliore» dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani. Con la sua indagine la federazione delle associazioni della terza età vuole richiamare l’attenzione su un problema che interessa in particolare la popolazione over 65. Al tempo stesso attraverso interviste a esponenti del mondo delle associazioni e del mondo medico scientifico Senior News approfondirà la conoscenza della patologia, sottolineando l’importanza della prevenzione e della diagnosi tempestiva.

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Sempre più anziani dipendenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

Quanto sono gli anziani dipendenti rispetto ad adulti in età lavorativa? Le proiezioni pubblicate ieri da Eurostat sono implacabili: a gennaio 2020 c’erano meno di tre adulti in età lavorativa a fronte di un dipendente con più di 65 anni (34,8%). Le percentuali maggiori coinvolgono anche l’Italia. Nel 2050 gli adulti lavoratori diventeranno meno di due (56,7%), e l’Italia contribuirà alla media con una percentuale tra il 63,4 e il 70,1. L’aumento del numero di persone anziane, dall’essere sanitariamente un fatto positivo (si vive di più), se non supportato da adeguate politiche di coinvolgimento di questi anziani, sembra che si stia trasformando in una iattura. Perché all’aumento degli anziani corrisponde anche l’aumento di coloro tra questi che sono dipendenti. La domanda è conseguenziale: ce la faranno gli adulti in età lavorativa a mantenere gli anziani dipendenti? E, considerando anche che essere adulto in età lavorativa non significa necessariamente essere un lavoratore e contribuire all’Erario, sarà necessario uno Stato sociale maggiore di quello odierno in grado di farvi fronte? Quindi: ci sono politiche per maggiori entrate fiscali per farvi fronte? Politiche che non siano di aumento della pressione fiscale ma della quantità di soggetti che contribuiscano al Fisco? Politiche che, considerando il maggiore vigore degli oltre 65enni, possano anche far lavorare gli stessi in un’età che oggi è considerata non-lavorativa? Occorre riconoscere che l’Europa ci sta provando (il Next Generation Eu è anche in questo senso), ma ci domandiamo se, a fronte dei questi dati Eurostat, si riesca a percepire l’urgenza non solo di essere buoni e seri spenditori dei contributi Ue, ma anche generatori di politiche nazionali in merito. Sembra un paradosso, ma è una realtà: in genere siamo abituati a chiedere e ad avere politiche per i giovani… occorrerà metter mano anche a quelle per gli anziani. Non solo assistenziali, ma anche e soprattutto lavorative. E’ pleonastico dire che si tratta di un’urgenza rivolta allo Stato per la creazione di norme ad hoc, e ai privati per le opportunità; cioé: non si pensi ad un maggiore Stato sociale o Stato imprenditore ma ad un libero mercato più semplice e accessibile. (fonte Aduc)

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Giornata Internazionale anziani. Intervento di Ursula von der Leyen

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2021

Bruxelles. «Oggi vi concentrerete su due questioni molto importanti per gli anziani europei: l’aderenza alle terapie e l’accesso alle cure per malattie croniche come il cancro o il diabete, cruciale soprattutto in tempi di pandemia. Sono molto d’accordo sul fatto che l’assistenza non debba essere solo di alta qualità, ma anche economica e accessibile. Questo è uno dei motivi per cui ho annunciato una nuova strategia europea di assistenza. Vogliamo supportare tutti gli europei di tutte le età nella ricerca della migliore soluzione di cura per le loro esigenze. Nell’ambito di questo progetto, lanceremo anche un’iniziativa europea sull’assistenza a lungo termine. Aiuteremo i Paesi dell’UE a riformare i loro sistemi nazionali riguardo l’assistenza a lungo termine. E per la prima volta, ci concentreremo sia sulle persone bisognose di cure sia su coloro che forniscono assistenza. La longevità non riguarda solo i senior ma tutti noi» è un estratto del messaggio della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen contenuto nel video trasmesso alla conferenza organizzata da Senior International Health Association in collaborazione con la European Society of Hypertension in occasione della Giornata internazionale delle persone anziane. Hanno partecipato all’evento Fabio Massimo Castaldo, Vice Presidente del Parlamento Europeo, Roberto Messina, Presidente di Senior International Health Association (SIHA), Aldo Patriciello, Parlamentare Europeo della Commissione Industria, Ricerca ed Energia, Danilo Oscar Lancini, Parlamentare Europeo della Commissione Commercio Internazionale, Pierpaolo Sileri, Sottosegretario alla Salute, Maurizio Deplano, Responsabile della Strategia di Senior International Health Association, Giovambattista Desideri, Geriatria, Docente dell’Università de L’Aquila, Michel Burnier, Presidente del Gruppo di Lavoro Farmacoterapia e Aderenza European Society of Hypertension (ESH), Reinhold Kreutz, Presidente dell’European Society of Hypertension ESH.

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Anziani: Decadimento cognitivo

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Il resort La Bruca di Scalea (Cosenza) diventerà il Centro europeo di eccellenza per il contrasto del deficit cognitivo e semantico. Lo ha deliberato all’unanimità il Consiglio Regionale di Senior Italia FederAnziani riunitosi ieri in occasione dell’incontro svoltosi a La Bruca e dedicato alla decadenza cognitiva dell’anziano, organizzato da Senior Italia FederAnziani. Il Consiglio regionale ha deciso di patrocinare lo sviluppo del progetto dedicato agli Over 65 con demenze all’interno del centro medico del resort, dove i pazienti, successivamente all’anamnesi, saranno seguiti da un team di neurologi, psicologi, psichiatri e fisiatri attraverso un monitoraggio costante.Secondo l’Osservatorio demenze dell’ISS, la demenza nei paesi industrializzati interessa circa l’8% degli over 65 e supera il 20% tra gli over 80. Secondo alcune proiezioni, i casi di demenza potrebbero triplicare nei prossimi 30 anni nei paesi occidentali. Il progetto si basa sul sistema “e-memory”, un innovativo metodo nato per migliorare la qualità della vita delle persone affette da forme di demenza, rallentando il decadimento cognitivo, favorendo l’utilizzo e il mantenimento temporaneo delle funzioni residue, aiutando a fissare la memoria a breve termine e promuovendo nel complesso l’autostima della persona. Il sistema prevede, infatti, un’attività di stimolazione, condotta attraverso una terapia non farmacologica, che interviene non solo sulla sfera conoscitiva, ma anche su quella affettiva, sociale, comportamentale, relazionale, utilizzando tecniche differenti e spronando un processo attivo di cambiamento. Il sistema e-memory è frutto di un lungo lavoro condotto dalla Federazione attraverso un board composto dalle massime autorità in ambito medico-scientifico psichiatrico e non solo. Del board e-memory medico-scientifico fanno parte Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani, Claudio Mencacci, Presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia e co-presidente della Società Italiana di Psichiatria Geriatrica, Emilio Sacchetti, Professore emerito di Psichiatria presso l’Università degli Studi di Brescia, Co-presidente della Società Italiana di Psichiatria Geriatrica, Pietro Fiore, Presidente della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER), Rossella Costantino, Fisiatra della SIMFER, Fabrizio Vernieri, Professore Associato di Neurologia e Responsabile Unità Operativa Cefalee e Neurosonologia presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, Niccolò Marchionni, Professore Ordinario presso l’Università di Firenze, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze, Ornella Bianchi, nutrizionista presso l’ospedale Amico del Policlinico Casilino di Roma, Sergio Galezzi, Direzione UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale), Marilena Consalvo, psicologa e psicoterapeuta, Domenico Montanaro, Amministratore Delegato Lifesense, Marianna Messina, Project Manager Senior Italia FederAnziani ed Erika Scuderi, Project Manager Senior Italia FederAnziani.

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Malattie respiratorie e anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2021

Secondo un’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani nel 2020, il 14,9% degli over 60 privi di una diagnosi di malattia respiratoria presenta un’ostruzione respiratoria senza saperlo, la prevalenza aumenta sensibilmente con l’età e si associa a riduzione dell’attività fisica e della qualità di vita delle persone anziane. All’interno di questa popolazione quasi un paziente su due presenta un’ostruzione moderata o grave.Tuttavia, la BPCO viene spesso diagnosticata nelle fasi avanzate, spesso in occasione del ricovero ospedaliero per riacutizzazione, mentre le forme iniziali e lievi non vengono diagnosticate. Per questo Senior Italia FederAnziani, con il contributo non condizionante di Menarini, lancia una campagna di sensibilizzazione dedicata a questa patologia, con l’obiettivo di farla conoscere meglio, specialmente ai senior, che ne sono maggiormente interessati, e favorire una diagnosi tempestiva, migliorando la qualità della vita delle persone che ne sono affette.La campagna di sensibilizzazione prevede il coinvolgimento di importanti esponenti del mondo medico scientifico, dell’area pneumologica, i quali spiegheranno ai pazienti come riconoscere i sintomi della malattia, quali corretti stili di vita adottare, l’importanza dell’aderenza alla terapia. Le video-pillole con i consigli utili saranno trasmesse attraverso il Tg della federazione, Senior News, che va in onda dal lunedì al venerdì in tv su Canale Italia e su un network di oltre 120 radio su tutto il territorio nazionale, oltre ad essere presente sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della federazione.Alle interviste si affianca una campagna condotta attraverso i social per raggiungere non solo gli over 65 che li utilizzano, ma anche i familiari che possono avere un ruolo chiave nella sensibilizzazione dei propri genitori e nonni rispetto all’importanza della conoscenza della BPCO.Tra gli obiettivi della campagna anche il miglioramento dell’aderenza alla terapia: basti pensare che mentre per l’ipertensione si stima che l’aderenza sia ancora al 55,1% per la BPCO la stessa scende vertiginosamente al 21,3%.“L’entità di questi dati ci deve fare riflettere, perché la cruda realtà dei numeri nasconde la sofferenza quotidiana delle persone che ne soffrono e dei loro familiari – dichiara il Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina. – Queste cifre indicano l’urgenza di affrontare il problema crescente in tutta la sua complessità. I fattori che aiutano a migliorare la gestione delle patologie respiratorie possono essere tanti e diversi, ma tra questi l’informazione e l’empowerment dei pazienti rimangono senz’altro le strade più efficaci per anticipare (e spesso prevenire) alcune gravi complicanze di questa patologia”.

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Anziani e disabili: Le insidie stradali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2021

“il primo nemico dei disabili e delle persone anziane sono le insidie stradali rappresentate dalle moltissime buche e avvallamenti presenti sui marciapiedi e sugli attraversamenti pedonali di Milano a causa della scarsa manutenzione. Tuttavia, da tempo, grazie alle scelte scellerate dell’Amministrazione Sala i marciapiedi della Città, a volte già troppo stretti e dissestati, si trasformano in una giungla impenetrabile per un disabile o una persona anziana” segnala il Consigliere Mascaretti, capogruppo FdI a Palazzo Marino “abbondano infatti monopattini e bike sharing a flusso libero abbandonati in posizioni improprie o lasciati di traverso sui marciapiedi” prosegue il Consigliere Mascaretti “senza contare i monopattini elettrici e le biciclette elettriche, che sfrecciano silenziose a velocità elevate sui marciapiedi e in prossimità delle aree pedonali mettendo costantemente a rischio l’incolumità di disabili, anziani, bambini e cani che ignari percorrono i marciapiedi. Rendere sicura e vivibile Milano anche per i disabili e le persone anziane è una nostra priorità” conclude l’esponente del partito di Giorgia Meloni. (n.r. Non è solo Milano a dover fare i conti con questo genere di “rischi”. Si potrebbe fare il bis a Roma e a Torino, come a Palermo e a Bologna. A nostro avviso il problema è di più ampia portata. Pensiamo ai parcheggi in aree proibite, in seconda se non in terza fila, davanti ai passaggi pedonali e via di questo passo. Manca una seria educazione civica che non si amministra con le sanzioni ma con regole di educazione civica.Si può incominciare dalle scuole e a comminare agli inadempienti non solo multe ma l’obbligo di frequentare nei week-end corsi di educazione civica o un servizio civile per le strade.

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Caldo: cautele per gli anziani e altri soggetti a rischio

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2021

L’estate porta con sé condizioni climatiche solitamente più gradevoli di altri periodi dell’anno, ma per gli anziani e le persone più fragili il caldo estivo può rappresentare un rischio, in particolare durante le ondate di calore. Questo fenomeno si verifica quando si registrano temperature molto elevate, diurne e notturne, protratte per un tempo superiore alle 48 ore, in combinazione ad un livello elevato di umidità. La Società Italiana di Neurologia raccomanda di combattere in modo efficace le ondate di calore per tutelare anziani e in particolari gli anziani affetti da demenza o da altre condizioni croniche da malori, svenimenti o, nei casi più gravi, anche dal decesso.“In questa stagione – afferma il Prof. Alessandro Padovani, Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Brescia – sono maggiormente esposti i pazienti più fragili, avanti con l’età, soli o parzialmente soli, quelli con avanzata perdita delle autonomie e con la necessità di assumere farmaci per più patologie. Si tenga conto che già nelle persone sane le temperature elevate causano uno stress al nostro organismo e provocano sensazioni di facile affaticamento, vertigini, difficoltà di concentrazione, riduzione del quantitativo di urine emesse, alterazioni del sonno, facile irritabilità e uno stato di agitazione e di disagio. Tutto questo ha maggiori conseguenze nei pazienti con demenza, i quali generalmente tendono a idratarsi poco e a concentrare l’alimentazione nei pasti principali. Molto importante invece preferire pasti piccoli e frequenti, il più possibile variegati, cercando di accompagnare il pasto con liquidi”.In verità, la disidratazione è il fattore di rischio maggiore di peggioramento e nella maggior parte dei casi non è adeguatamente prevenuta o contrastata. Spesso le persone anziane hanno una ridotta percezione della sete e spesso non ne avvertono la necessità. Nelle persone con demenza si aggiunge la difficoltò di esprimere i propri bisogni e spesso l’opposizione alle sollecitazioni. Rimane il fatto che l’idratazione deve essere garantita e promossa in tutti i modi possibili, prediligendo bevande non zuccherate e soprattutto succhi oppure estratti di frutta e di verdura. Tra questi, possono essere proposte succhi di arancia, melagrana, mirtilli, ananas, e tra le verdure pomodori, sedano, carote, cetrioli. Meritano di essere inclusi in questa lista anche l’anguria, il melone, e le pesche. Frutta e verdura contengono fino all’80% di liquidi e sono anche ricche di sali minerali, vitamine, antiossidanti e fibre, che, insieme all’acqua, consentono un buon funzionamento dell’apparato digerente.A causa del rallentamento del metabolismo e dei farmaci, molti anziani soffrono di stipsi quindi frutta e verdura forniscono loro le fibre per aiutarli anche per questo ulteriore problema della vecchiaia. Giova ricordare che nelle persone con demenza, è fondamentale evitare di somministrare bevande alcoliche le quali aumentano la sudorazione, la sensazione di calore e la frequenza cardiaca.Infine, vale la pena riassumere alcuni altri semplici consigli quali evitare di far uscire le persone anziane nelle ore più calde, prediligere abiti o indumenti leggeri in lino e cotone, dotare l’abitazione di condizionate o deumidificatore, cercando comunque di arieggiare nelle prime ore del mattino. In questo contesto, un ultimo consiglio riguarda i farmaci: con il caldo potrebbe essere indicato controllare la pressione arteriosa e ridurre o sospendere, laddove possibile, farmaci come i neurolettici, gli anticolinergici e gli antiipertensivi al fine di evitare che si manifesti un eccessivo abbassamento pressorio così come una crescente spossatezza.

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Pensioni: Inac e Anp-Cia, torna quattordicesima a luglio per 3 mln di anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

Torna a luglio la quattordicesima mensilità: spetterà ai pensionati con un assegno mensile inferiore ai mille euro, che in Italia sono circa 3 milioni. Così il Patronato Inac e l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, ricordando la circolare Inps del 24 giugno in cui si comunica che, unitamente alla rata di luglio 2021, verrà corrisposta agli aventi diritto la somma aggiuntiva.Si tratta di un beneficio che spetta ai pensionati Inps della gestione privata e della gestione spettacolo e sport e ai pensionati della gestione pubblica con un’età pari o superiore a 64 anni in presenza di determinati requisiti reddituali, e con un importo variabile a seconda della contribuzione con la quale è stata liquidata la pensione. Ai pensionati al minimo, che già la prendevano in base alla legge n.127 del 2007, verrà confermata la quattordicesima con un incremento che va dai 437 ai 655 euro.“Nonostante la buona notizia, si tratta di risorse del tutto insufficienti per far fronte alle più elementari esigenze della vita quotidiana -spiega il presidente nazionale di Anp-Cia, Alessandro Del Carlo-. L’istituzione della quattordicesima fu motivata da ragioni emergenziali: dare sollievo alle categorie che, più di altre, avevano sofferto il peso della crisi economica. Ma l’emergenza sociale è ancora in atto, per di più acuita da un anno e mezzo di pandemia”.“La richiesta di aumento della quattordicesima mensilità è storicamente una battaglia del Patronato Cia -aggiunge il presidente dell’Inac, Antonio Barile- che ha trovato, dopo numerosi incontri istituzionali, una prima risposta con la legge di Bilancio del 2017 attraverso l’estensione del beneficio fino al doppio del trattamento minimo, oggi 1.030 euro, e l’aumento del 30% per quelle più basse”. Oggi, continua Barile, “insistiamo affinché la quattordicesima sia estesa fino a 3 volte il trattamento minimo (1.520 euro al mese) e i minimi di pensione siano portati, almeno, a quanto previsto dalla Carta Sociale Europea (40% del reddito medio nazionale, cioè almeno 780 euro)”.Per queste ragioni, prosegue il pressing di Inac e Anp per sollecitare nuovi e adeguati interventi, anche perché i pensionati, in quanto titolari di pensione diretta o indiretta (ad eccezione dell’assegno di invalidità), sono stati esclusi da ogni beneficio in questo ultimo anno e mezzo; e la pensione di cittadinanza non ha, purtroppo, risolto il problema degli assegni bassi.

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