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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘anziani’

Video tutorial per avvicinare gli anziani alla tecnologia

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

WINDTRE e Senior Italia FederAnziani rinnovano la propria collaborazione con un’iniziativa pensata per avvicinare gli anziani al mondo del digitale. L’azienda guidata da Jeffrey Hedberg, in partnership con la federazione della terza età, ha lanciato una serie di video tutorial per spiegare il funzionamento di alcuni tra i più diffusi servizi online, utili per rimanere in contatto con le persone care e per semplificare le attività quotidiane.L’iniziativa “Più vicino a chi ami” presenta diversi video, pubblicati sul canale YouTube di WINDTRE, che illustrano con voce chiara e un linguaggio semplice tutti i passaggi necessari per utilizzare App di messaggistica e social network, gestire la posta elettronica per avere accesso ai servizi digitali e fare ordinazioni a domicilio tramite servizi di delivery, con l’obiettivo di fornire una guida puntuale e di immediata comprensione.Il primo tutorial spiega come fare una video chiamata, singola o di gruppo, con WhatsApp, l’applicazione più diffusa per le chat. Nel secondo, viene illustrato il processo di creazione e configurazione di un account gratuito di posta elettronica con Gmail, per inviare e ricevere e-mail o documenti e avere accesso a numerosi servizi digitali. Il terzo video, invece, è dedicato all’App per la consegna a domicilio Glovo, che permette di ordinare, senza dover uscire di casa, prodotti come la spesa, i farmaci o il proprio cibo preferito. Al centro del quarto tutorial, infine, le azioni necessarie per installare sullo smartphone l’App di Facebook e quella di Facebook Messenger, due canali utili per rimanere in contatto con amici e familiari.
“Questa iniziativa va nella direzione del superamento del digital divide che, come federazione della terza età, riteniamo un passaggio fondamentale – dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – l’emergenza Covid19, con le sue difficoltà legate al distanziamento, in questi mesi ha reso ancora più evidente quanto l’inclusione digitale possa migliorare la qualità della vita delle persone senior. Tutti noi sappiamo che questo è vero anche ben al di là di questa emergenza. Pensiamo a quanto gli strumenti digitali possono essere utili a contrastare lo spettro della solitudine, per esempio in un momento delicato come l’estate. E più in generale quanto questi strumenti, nel quotidiano, possono servire a mantenersi in contatto coi propri cari e usufruire di servizi. La nostra esperienza ci dice che i senior sono estremamente motivati ad imparare, ce lo chiedono. L’importante è dotarli degli strumenti giusti”.

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Al via la graduale e controllata riapertura dei Centri Sociali Anziani di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

L’ordinanza sindacale prevede la possibilità della riapertura dei centri, nel rispetto delle indicazioni contenute nell’ordinanza regionale e solo nei casi in cui siano stati effettuati i necessari interventi di prevenzione sanitaria.I centri resteranno dunque chiusi in tutti i casi in cui non sia possibile garantire le idonee misure di contenimento del contagio.
Tra gli interventi necessari, rientrano le sanificazioni degli ambienti, gli interventi di manutenzione ordinaria degli spazi interni ed esterni e di manutenzione dei filtri per gli impianti di condizionamento e l’acquisto di dispenser di gel disinfettante.
La riapertura sarà effettuata con provvedimento del direttore del Municipio, sentito il direttore dell’Area Socio-Educativa e il presidente del Centro Sociale Anziani interessato.L’ordinanza prevede inoltre la riattivazione delle attività sociali e sociosanitarie, compresi i centri semiresidenziali per persone con disabilità, mentre restano chiusi i centri diurni e le strutture semiresidenziali in favore di persone anziane o affette da patologie croniche.

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Allarme truffe agli anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Le truffe agli anziani hanno registrato un aumento del 79,3% negli ultimi 12 mesi, ben 615 durante il 2019, praticamente quasi due ogni giorno. Dati allarmanti quelli emersi e diffusi dall’Arma dei Carabinieri.Infatti, proprio in questi giorni, una 78enne, sola e fragile di Novate Milanese, economicamente benestante, è stata circuita da un broker assicurativo e da sua moglie. I due malfattori, hanno sfruttato la fiducia della povera anziana al fine di farle firmare una polizza vita di € 200.000. Inoltre, sono riusciti a comprare con i soldi della vittima: un immobile nella provincia di Bergamo e due autovetture. I due sono stati arrestati con l’accusa di circonvenzione di incapace.“Insomma un problema grave quello dei raggiri ai danni degli anziani, ormai purtroppo sempre più presente e sempre più diffuso – commenta il Presidente del Codacons Marco Donzelli – È necessaria una maggiore consapevolezza dei rischi, in modo poi da evitare che tali inganni vadano poi a segno.
Allo scopo di prevenire truffe similari a danno di anziani, si propone il decalogo del Codacons, redatto per riconoscere ma soprattutto per prevenire questo genere di truffe:
– Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’abitazione. Solitamente è bene fare attenzioni agli avvisi del Condominio, nei quali vengono sempre indicati gli eventuali accertamenti nei singoli appartamenti, con indicazione della data e dell’ora dell’eventuale visita.
– Richiedere i documenti d’identità: è preferibile prima di far entrare qualcuno in casa propria, chiedere agli addetti di identificarsi tramite documento d’identità. Se il controllo è effettivo i tecnici non devono avere alcuna ragione di opporsi a tale richiesta.
– Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta: è utile fare richiesta di un documento o un tesserino per verificare se gli addetti siano realmente dipendenti della società con cui si sono presentati.
– Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica: molto spesso infatti si presentano soggetti per fantomatiche società elettriche o idriche al solo scopo di entrare nell’abitazione, dunque sincerarsi che siano veramente addetti alla propria società di fornitura.
– Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli.
– Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze: non bisogna farsi scrupoli nell’impedire agli addetti di andare in altre stanze da soli. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti.
– Non lasciare beni di valore in vista: prima di far entrare estranei nella propria abitazione, è importante mettere al sicuro qualsiasi bene sia “a portata di mano”. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere.
– Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’abitazione mentre l’altro o gli altri possono porre in essere furti in casa.
– Verificare l’abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare.
– Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 118.

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“Sanità selettiva” e anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza Andrea Riccardi. Tra i temi del colloquio con il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, in primo piano la protezione degli anziani nelle nostre società, il contrasto a una “sanità selettiva” e un nuovo sistema che punti sulla domiciliarità della cura e dell’assistenza, anche alla luce dell’altissimo e inaccettabile numero di vittime tra gli anziani in istituto per il covid-19 in Italia e in Europa. Riccardi si è fatto recentemente promotore di un appello internazionale “Senza anziani non c’è futuro”, che ha già raccolto migliaia di firme.
Forte preoccupazione è stata espressa anche, nel corso dell’udienza, per le zone del mondo in cui la guerra non si è fermata, anche in questo tempo di pandemia. Come anche per i campi profughi e quelli di detenzione in cui i migranti soffrono in modo particolare in questo momento, privati di sostegno concreto, a partire dal cibo, e per i quali appare urgente implementare i corridoi umanitari, modello di accoglienza e integrazione, che la Comunità, con le chiese evangeliche e successivamente la CEI, ha attivato a partire dal 2016, e che oggi sono considerati una best practice a livello internazionale per il soccorso e l’integrazione dei migranti.

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Farmaci antipertensivi protettivi sugli anziani fragili. I risultati di uno studio italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

Seguire in modo regolare la terapia antipertensiva aiuta anche gli anziani più fragili (dai 65 anni in su), specie i più sani, a vivere più a lungo, secondo uno studio pubblicato su Hypertension. «Pur sapendo che i farmaci per la pressione sono protettivi negli anziani, ci siamo concentrati sul fatto che lo fossero anche nei più fragili con comorbilità multiple, di solito esclusi dagli studi controllati» esordisce Giuseppe Mancia, autore principale dello studio e professore emerito all’Università di Milano-Bicocca.
I ricercatori hanno esaminato i dati di quasi 1,3 milioni di persone residenti in Lombardia di età pari o superiore a 65 anni (età media 76 anni) che hanno ricevuto 3 o più prescrizioni di farmaci antipertensivi tra il 2011 e il 2012. Gli autori hanno poi messo a confronto la storia clinica di circa 255.000 persone decedute durante il follow-up di 7 anni con una popolazione di controllo corrispondente per età, genere e stato di salute, suddividendo le coorti in quattro gruppi: buona salute, media, scadente o molto scadente. A conti fatti la probabilità di morte nell’arco di 7 anni è risultata essere del 16% nel gruppo in buona salute, aumentando progressivamente fino al 64% nei pazienti in pessime condizioni. Ma non solo: rispetto ai partecipanti con scarsa aderenza alla terapia (meno del 25% del tempo di trattamento), gli anziani con aderenza elevata (oltre il 75%) avevano rispettivamente il 44% o il 33% in meno di probabilità morire a seconda che fossero in buona o cattiva salute. Un modello simile è stato osservato con i decessi cardiovascolari: il più grande beneficio di sopravvivenza è stato tra le persone in buona salute, e il più modesto tra coloro in cattiva salute.
«I nostri risultati suggeriscono che anche negli anziani fragili il trattamento antiipertensivo riduce il rischio di morte, sebbene in questo gruppo i benefici potrebbero essere minori. Ma questi dati mostrano anche l’importanza di incoraggiare i pazienti a seguire la cura in quanto l’aderenza è fondamentale per ottenere benefici sullo stato di salute» conclude Mancia. (fonte: doctor33)

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Una più ampia copertura della vaccinazione degli anziani nel prossimo autunno

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Ora che l’emergenza Covid-19 sembra allentare la presa, è tempo di pensare senza esitazioni al prossimo autunno. Per proteggere le persone più fragili da un possibile nuovo picco di infezione da Coronavirus, ma anche dalle frequenti complicanze più temibili – polmonari e cardiache – delle infezioni più comuni, a partire dall’influenza, la sanità pubblica italiana deve puntare a raddoppiare le coperture vaccinali degli anziani, ferme a poco più del 50%. Per raggiungere questo obiettivo, bisognerà vaccinare di più, vaccinare prima (già da settembre) e organizzarsi in fretta, per non correre il rischio di subire ritardi nell’approvvigionamento dei vaccini (in Italia gli over-65 sono quasi 14 milioni, senza contare le altre categorie a rischio) e un’affluenza incontrollata di pazienti – non solo anziani – presso i centri vaccinali e gli studi dei medici di famiglia, ancora in un contesto di emergenza sanitaria e sociale.È questo l’appello lanciato oggi da Italia Longeva, l’Associazione nazionale per l’invecchiamento e la longevità attiva, in occasione del webinar “Anziani, fragili, vaccinati: se non ora quando?”, che ha riunito rappresentanti politico-istituzionali a livello centrale e regionale, comunità medico-scientifica e mondo della distribuzione per un confronto sulla programmazione della prossima campagna vaccinale, la prima in epoca Covid-19.“La pandemia ci ha fatalmente ricordato che per i virus la fragilità è un terreno fertile dove attecchire”, commenta il Prof. Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva e membro della CTS della Protezione Civile. Un motivo in più per vaccinare tutti gli anziani contro l’influenza stagionale – ma anche contro le altre malattie che possono colpire più duramente da vecchi, a partire da polmonite pneumococcica, pertosse e herpes zoster – rendendo così il Coronavirus più riconoscibile e con un’evoluzione clinica meno severa non andando a sovrapporsi in uno stesso soggetto. Tuttavia, dal punto di vista logistico-organizzativo, bisognerà procedere in un modo diverso rispetto al passato, provvedendo tempestivamente al fabbisogno previsto da ogni singola Regione, anticipando l’inizio della campagna vaccinale per non farsi cogliere impreparati da una possibile seconda ondata pandemica, garantendo ai cittadini la massima sicurezza dell’atto vaccinale e rendendo più efficiente la rete di distribuzione dei vaccini, con il pieno coinvolgimento dei medici di famiglia e delle farmacie”.Intanto, il Ministero della Salute ha emanato le linee guida per la prossima campagna di vaccinazione antinfluenzale, che abbassano da 65 a 60 anni l’età per usufruire dell’offerta attiva e gratuita e raccomandano fortemente la vaccinazione a tutti quei soggetti suscettibili di entrare in contatto con gli anziani e i fragili: i bambini da 6 mesi a 6 anni, i familiari e i caregiver, gli operatori sanitari. Uno scudo, in sostanza, per proteggere le persone più vulnerabili, che hanno pagato il tributo più alto durante la pandemia di Covid-19 in termini di contagi, ospedalizzazioni e decessi.

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Anziani: allarme per 24 milioni di cronici

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2020

«Siamo fortemente preoccupati per la prolungata chiusura dell’attività specialistica ambulatoriale del territorio e per la conseguente situazione di abbandono in cui versano 24 milioni di malati cronici malgrado i ripetuti appelli dei medici. Per non parlare degli enormi ritardi che stiamo accumulando in termini di prevenzione e nuove diagnosi» lo dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani che per affrontare la situazione della cronicità in Italia nella Fase 2 ha istituito un Advisory Board che coinvolge esponenti di alcune tra le più importanti società medico-scientifiche e organizzazioni di medici con l’obiettivo di confrontarsi con i decisori nazionali e locali e accelerare il superamento di questa fase attraverso la riapertura delle attività specialistiche del territorio, per scongiurare pericolosi ritardi nella gestione della cronicità e nelle nuove diagnosi. Si è già tenuto il primo appuntamento tra i board e l’Assessore alla Salute della Regione Sardegna Mario Nieddu. Nei prossimi giorni saranno organizzati una Tavola Rotonda Nazionale, una europea e incontri con i rappresentanti delle altre regioni.«In Italia ci sono 24 milioni di malati cronici che oggi non possono accedere alle cure e nemmeno al monitoraggio delle loro condizioni di salute – si legge nel documento dell’Advisory Board – e la maggior parte di queste persone sono anziani fragili. Vanno bilanciati rischi e benefici di ogni cura, come ci è stato correttamente detto dall’inizio, ma non possiamo ignorare che ogni diagnosi mancata, ogni terapia sospesa equivale a una perdita di opportunità di guarigione o a un più elevato rischio per la salute della persona. I laboratori ormai assicurano solo le prestazioni indifferibili, molte terapie e follow up sono sospesi, le attività mediche e chirurgiche ordinarie sono state azzerate così come gli screening. Persino gli accessi al pronto soccorso sono tracollati, e se questo in molti casi significa azzeramento dei ricorsi impropri in altri purtroppo vuol dire che le persone, di fronte all’insorgenza di sintomi anche gravi, come quelli dell’ictus, preferiscono restare a casa piuttosto che andare in ospedale, con tutto quel che ne consegue in termini di peggioramento della salute e rischio di invalidità.Se non proponiamo soluzioni nuove ai pazienti, questo stato di sospensione indefinita della gestione delle patologie significherà un enorme perdita di salute collettiva e un costo incalcolabile per il Servizio Sanitario Nazionale.Occorre intervenire immediatamente ripristinando i percorsi assistenziali diagnostici e terapeutici per garantire ai cittadini nuovamente l’accesso alla prevenzione, alla cura, alla diagnosi tempestiva, non ultimo per fronteggiare al meglio l’inevitabile prolungamento dei tempi di attesa accumulatisi in questi mesi.A tal fine sarà necessario innovare il setting con cui l’assistenza ospedaliera viene offerta, ripensando completamente il percorso intraospedaliero, limitando l’accesso solo ai casi realmente necessari, promuovendo l’utilizzo di innovazioni tecnologiche e organizzative che consentano di ottimizzare il percorso del paziente costretto dalle proprie condizioni a ricorrere ad un ricovero ospedaliero o a un intervento chirurgico, al fine di limitare al massimo la degenza intraospedaliera e l’utilizzo dei letti di Terapia Intensiva. Occorrerà garantire dispositivi di protezione individuale corretti agli operatori e ai pazienti/cittadini, effettuare test specifici agli operatori, prevedere soluzioni quali utilizzo massiccio di termoscanner e investire nel triage dedicato a filtrare gli accessi isolando gli eventuali casi positivi.» Il documento infine afferma che è necessario «investire sul potenziamento della sanità territoriale puntando sul lavoro delle équipe multidisciplinari».

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Emergenza anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

«C’è un’emergenza ignorata in questo momento in Italia, ed è quella che riguarda migliaia di persone non autosufficienti, la maggior parte dei quali “grandi anziani”, che attendono di poter accedere a una RSA e ai relativi servizi di cura e assistenza e sono impossibilitati a farlo. In questa fase infatti, sia i non autosufficienti che le loro famiglie si ritrovano in una specie di limbo, data l’assenza, nella maggior parte delle Regioni, di line guida sulle riaperture delle strutture residenziali che consentano a chi ne abbia bisogno di accedervi, sia dall’ospedale che dal proprio domicilio» lo dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani.
Eppure a oggi solo il Lazio, il Piemonte e la Toscana hanno emanato dei protocolli per la riapertura delle strutture – prosegue Messina – in Veneto e in Sardegna la situazione è a macchia di leopardo, mentre nel resto d’Italia ancora si resta fermi. Lanciamo un appello agli assessori competenti di tutte le Regioni affinché accelerino la riapertura delle strutture garantendo al tempo stesso la massima sicurezza e mettendo le RSA in condizioni tali da poter tutelare appieno la salute degli ospiti affinché non si debba mai più assistere a quanto accaduto negli ultimi mesi. Potrebbe essere opportuno creare delle strutture dedicate ai pazienti Covid e altre libere dal Covid superando le molte criticità legate alla gestione attuale. Non dimentichiamo che le già infinite liste d’attesa continuano ad allungarsi di giorno in giorno con il rischio di mandare in tilt il Sistema del welfare familiare. Occorre infatti ricordare che nel nostro Paese si stima che oltre un quinto delle persone con 65 anni e più abbia limitazioni funzionali gravi da necessitare assistenza personale a casa (20,1%) o in strutture residenziali quali residenze sanitarie assistenziali (RSA), residenze protette e altre analoghe (1,7%). E coloro che si trovano a casa vengono il più delle volte assistiti da familiari, spesso coetanei o comunque a loro volta anziani. Ci sono quasi 4 milioni di caregivers informali, ovvero figli e coniugi che si prendono cura di un anziano non autosufficiente, oggi più che mai bisognosi di andare avanti e di avere un adeguato supporto per ricominciare a vivere. Fondamentale, infine, ripristinare dei percorsi sicuri e protetti per consentire agli ospiti di incontrare nuovamente i propri cari, cosa indispensabile per la solo salute psichica.»

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Senza anziani non c’è futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

Nella pandemia del Covid-19 gli anziani sono in pericolo in molti paesi europei come altrove. Le drammatiche cifre delle morti in istituto fanno rabbrividire. Molto ci sarà da rivedere nei sistemi della sanità pubblica e nelle buone pratiche necessarie per raggiungere e curare con efficacia tutti, per superare l’istituzionalizzazione. Siamo preoccupati dalle tristi storie delle stragi di anziani in istituto. Sta prendendo piede l’idea che sia possibile sacrificare le loro vite in favore di altre. Papa Francesco ne parla come “cultura dello scarto”: toglie agli anziani il diritto ad essere considerati persone, ma solo un numero e in certi casi nemmeno quello.In numerosi paesi di fronte all’esigenza della cura, sta emergendo un modello pericoloso che privilegia una “sanità selettiva”, che considera residuale la vita degli anziani. La loro maggiore vulnerabilità, l’avanzare degli anni, le possibili altre patologie di cui sono portatori, giustificherebbe una forma di “scelta” in favore dei più giovani e dei più sani.Rassegnarsi a tale esito è umanamente e giuridicamente inaccettabile. Lo è anche in una visione religiosa della vita, ma pure nella logica dei diritti dell’uomo e nella deontologia medica. Non può essere avallato alcuno “stato di necessità” che legittimi o codifichi deroghe a tali principi. La tesi che una più breve speranza di vita comporti una diminuzione “legale” del suo valore è, da un punto di vista giuridico, una barbarie. Che ciò avvenga mediante un’imposizione (dello Stato o delle autorità sanitarie) esterna alla volontà della persona, rappresenta un’ulteriore intollerabile espropriazione dei diritti dell’individuo.L’apporto degli anziani continua ad essere oggetto di importanti riflessioni in tutte le civiltà. Ed è fondamentale nella trama sociale della solidarietà tra generazioni. Non si può lasciar morire la generazione che ha lottato contro le dittature, faticato per la ricostruzione dopo la guerra e edificato l’Europa.Crediamo che sia necessario ribadire con forza i principi della parità di trattamento e del diritto universale alle cure, conquistati nel corso dei secoli. È ora di dedicare tutte le necessarie risorse alla salvaguardia del più gran numero di vite e umanizzare l’accesso alle cure per tutti. Il valore della vita rimanga uguale per tutti. Chi deprezza quella fragile e debole dei più anziani, si prepara a svalutarle tutte.Con questo appello esprimiamo il dolore e la preoccupazione per le troppe morti di anziani di questi mesi e auspichiamo una rivolta morale perché si cambi direzione nella cura degli anziani, perché soprattutto i più vulnerabili non siano mai considerati un peso o, peggio, inutili.

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Fase 2 per tutti ma non per gli ospiti delle RSA

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

«La fase 2 è partita per tutti, ma non per gli anziani ospiti delle RSA. Non è pensabile parlare di Fase 2, infatti, quando parliamo di residenze per anziani, senza avere un supporto trasparente, chiaro e costante da parte delle istituzioni su alcuni punti fondamentali per garantire la ripresa e il mantenimento della rete del welfare – lo dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani – Anzitutto riscontriamo con allarme che manca ancora la capacità del sistema di effettuare costantemente lo screening, ovvero tamponi più test sierologici sia degli ospiti che del personale delle RSA. Ci chiediamo come sia possibile in tal modo mantenere la sicurezza delle strutture e prevenire il contagio. È urgente, inoltre, che la rete ospedaliera possa riprendere a svolgere l’attività di emergenza-urgenza, con la conseguente possibilità di invio in Pronto Soccorso degli ospiti delle RSA in caso di acuzie che lo richiedano. Occorre inoltre una riapertura della RSA al territorio secondo un percorso protetto ma che garantisca la veloce ripresa dell’attività, con linee guida che siano sostenibili. In mancanza di tali provvedimenti urgenti non possiamo pensare che si riesca a contenere il contagio. Col nostro Advisory Board formato dai massimi esperti del settore abbiamo chiesto a gran voce che sia rafforzato il ruolo della sanità territoriale affinché possa gestire anche il trasferimento degli ospiti in ambito familiare ove possibile prevedendo un ruolo di primo piano dei MMG e degli specialisti ambulatoriali nella partecipazione alle attività territoriali, dotati degli indispensabili sistemi di monitoraggio. Occorre intensificare la lotta contro le situazioni irregolari, con il rafforzamento delle attività di ispezione e verifica del rispetto delle norme per accertare ogni responsabilità. D’altro canto non dobbiamo dimenticare quelle strutture regolari, che hanno operato e stanno operando nel pieno rispetto dei protocolli. La dichiarazione di Pandemia dovrebbe avere in sé il riconoscimento dell’impossibilità di evitare il contagio in modo assoluto e distinguere chi opera nel rispetto delle regole da chi non lo fa, altrimenti non faremo altro che fare di tutta l’erba un fascio e portare un intero Sistema di welfare al collasso lasciando le famiglie delle persone non autosufficienti ancora più sole e prive di importanti punti di riferimento per la cura dei propri cari.»

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Fase 2: tornano al lavoro più over 50 che giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Sono 4,4 milioni i lavoratori che dal 4 maggio, secondo quanto stabilito dal DPCM del 26 aprile, riprenderanno la propria attività lavorativa; mentre 2,7 milioni continueranno a restare a casa in attesa di successive misure governative. Su 100 rimasti a casa per effetto dei provvedimenti di sospensione delle attività, ben il 62,2% potrà tornare al lavoro. La ripresa però avrà effetti inattesi. Coinvolgerà soprattutto lavoratori over 50, rispetto ai giovani, interesserà maggiormente il Nord Italia, più esposto al contagio in questi due mesi di emergenza da Covid-19, e favorirà i lavoratori dipendenti a discapito degli autonomi. Ad approfondire le caratteristiche di chi da lunedì riprenderà la propria attività è la nuova indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, a partire dai microdati delle Forze Lavoro Istat, intitolata “Ritorno al lavoro per 4,4 milioni di italiani. Al Nord prima che al Sud, anziani più dei giovani”.

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Le Rsa sono le strutture più colpite in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2020

Le RSA e più in generale le strutture residenziali per anziani sono state in tutta Europa le realtà più colpite dal Coronavirus a causa della maggiore vulnerabilità delle persone anziane e non autosufficienti ospitate in tali strutture. Per questo Senior Italia FederAnziani ha espresso grande allarme e deciso di costituire un Advisory Board formato dai massimi esperti del settore sanitario alfine di offrire suggerimenti alle direzioni delle RSA sulla gestione dell’emergenza e di avanzare in merito precise proposte ai decisori politici.Ricerca di soluzioni alternative, come gli alberghi, rispetto al trasferimento nelle RSA dei pazienti positivi al COVID-19 paucisintomatici o che hanno superato la fase acuta; esecuzione dei tamponi sia agli ospiti che agli operatori, inclusi quelli in attesa di rientrare in struttura al termine della quarantena; garanzia di adeguata fornitura di dispositivi di protezione individuale agli operatori; formazione del personale alla gestione delle emergenze; supporto psicologico a ospiti e famiglie con una particolare attenzione alla trasparenza nella comunicazione; chiarezza organizzativa e delle responsabilità: sono le indicazioni che emergono nel documento Gestione dell’emergenza COVID 19 nelle strutture residenziali per anziani elaborato dal prestigioso Advisory Board scientifico.Tra le indicazioni per i decisori politici quella di «rafforzare il ruolo della sanità territoriale affinché possa gestire anche il trasferimento degli ospiti in ambito familiare ove possibile prevedendo un ruolo di primo piano dei MMG e degli specialisti ambulatoriali nella partecipazione alle attività territoriali, dotati degli indispensabili sistemi di monitoraggio.
Devono essere fornite alle RSA adeguate informazioni circa le procedure da rispettare per contenere l’infezione, così come avviene negli ospedali pubblici, anche fornendo la consulenza specialistica di pneumologi e infettivologi territoriali e di altre branche specialistiche che, in tale contesto, sono figure fondamentali. Deve essere prevista per le RSA, idonee all’isolamento dei casi positivi COVID 19 clinicamente non complessi e gestibili all’interno delle strutture, la possibilità di utilizzare, attraverso i Servizi territoriali ASL di riferimento, in maniera flessibile e limitatamente al periodo epidemico, sistemi di telemonitoraggio cardiorespiratorio, per individuare precocemente il deterioramento dei parametri vitali e consentire il tempestivo trasferimento dei residenti in ospedali COVID adeguatamente attrezzati.»Non va trascurato poi l’impatto psicologico dell’emergenza, da gestire con un adeguato supporto a famiglie e ospiti, anche attraverso la strutturazione di unità dedicate a questo scopo e incentivando la comunicazione verso i familiari. Particolare attenzione va dedicata alla prevenzione dello stress e del burnout per coloro che lavorano all’interno delle strutture.Occorre, si legge nel documento, «riaffermare con chiarezza ruoli e responsabilità delle direzioni sanitarie rispetto alle procedure e dei medici del lavoro rispetto alla valutazione del rischio del personale» e «riportare la responsabilità precisa delle funzioni a ciascun soggetto. Il medico competente, in piena autonomia e senza condizionamenti, deve valutare accuratamente l’esposizione al rischio biologico del personale nel pieno rispetto dei protocolli.»Fondamentale la lotta contro le situazioni irregolari, con il rafforzamento delle attività di ispezione e verifica del rispetto delle norme. In caso di pandemia, occorre prevedere che la responsabilità dei Gestori e degli operatori sanitari e socio-sanitari sia circoscritta al solo caso di dolo. Un capitolo a parte è quello dedicato alla gestione delle cronicità degli ospiti, per cui è necessario rafforzare tutte le azioni necessarie alla gestione preventiva e terapeutica delle cronicità. Anche la riabilitazione conserva un ruolo centrale nell’emergenza. «Allo stato attuale – recita il documento – è anacronistico oltre che inappropriato e contrario alle linee guida internazionali pensare ad una riabilitazione d’organo. Da queste premesse, ed in considerazione dell’attuale emergenza da Covid19 è importante sottolineare come, sebbene l’interessamento polmonare sia tra le principali manifestazioni di questa patologia, si ha il coinvolgimento di altri organi e distretti. La prolungata immobilizzazione soprattutto nei casi gravi provoca un grave decondizionamento con conseguente disabilità, danno funzionale (miopatia e neuropatia da Critical Illness) danno polmonare e netto peggioramento della qualità di vita. È quindi evidente come, anche nelle RSA, ogni intervento riabilitativo per disabilità di origine differente, anche come esiti della Covid19, debba essere gestito dal Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa come responsabile e coordinatore di un Team multidisciplinare.» Non va dimenticata, infine, la mortalità degli anziani presso il proprio domicilio, che secondo quanto emerso dalle ricerche dell’Osservatorio Settoriale sulle RSA della LIUC Business School, coinvolto nell’Advisory Board, non va considerato necessariamente un luogo più sicuro delle RSA: «La popolazione anziana rappresenta il segmento demografico che nel suddetto periodo del 2020 registra il più alto incremento dei decessi rispetto alla media dei 5 anni precedenti, anche se le variazioni più alte si sono verificate nelle fasce anagrafiche degli young old (+91,2%) e degli old old (+99,5%), rispetto a quella degli oldest old (+83,8%), al cui interno ricadono in netta prevalenza i tipici utenti delle RSA. Va, infatti, considerato che l’età media di ingresso nelle RSA negli anni si è progressivamente innalzata e, secondo i dati dell’Osservatorio Settoriale sulle RSA della LIUC Business School, risulta pari a 84,5 anni. È, quindi, evidente che la mortalità registrata negli anziani dei segmenti anagrafici precedenti sia per lo più riconducibile ad anziani residenti al proprio domicilio, che non è, quindi, necessariamente da considerare un luogo più sicuro delle RSA e/o della altre unità di offerta residenziali del territorio rivolte alla popolazione anziana. Queste evidenze vanno tenute in debita considerazione nel ripensare l’attuale sistema di offerta residenziale, soprattutto al fine di evitare di snaturare immotivatamente il ruolo delle RSA all’interno della filiera dei servizi per la non autosufficienza.»

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Mantenere ed incrementare le coperture vaccinali nei bambini e negli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

L’attuale emergenza COVID-19 rischia di portare con sé conseguenze serie anche per altre malattie infettive. Nelle scorse settimane si è infatti reso evidente come le coperture vaccinali dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’adulto (sano, con patologie croniche, o sopra un’età prestabilita) siano in calo in molte Regioni italiane per un insieme di ragioni concomitanti: spostamento di personale normalmente impiegato nei servizi di vaccinazione a funzioni relative alla gestione dell’emergenza pandemia, timore da parte dei cittadini nei confronti di accessi al servizio sanitario per l’effettuazione delle vaccinazioni, talora ingiustificate interruzioni delle chiamate attive e delle richieste di fornitura dei vaccini in situazioni non emergenziali.
Il Board del Calendario della Vita considera questi eventi con grande preoccupazione. Le coperture vaccinali contro l’influenza negli ultra-sessantacinquenni e nei pazienti cronici, rispettivamente pari a circa 55% e 25-30% nelle scorse stagioni, devono necessariamente aumentare in modo drastico nel prossimo autunno, così come quelle contro lo pneumococco, la cui media nazionale negli anziani e malati cronici è inaccettabilmente bassa, prevedendo un aumento dell’offerta attiva e gratuita della vaccinazione includendo gli over 55 anni.Vale la pena ricordare come l’Organizzazione Mondiale della Sanità – Regione Europea (WHO-Euro) abbia sottolineato con forza in una propria linea guida emanata lo scorso 20 marzo: ‘Qualsiasi interruzione dei servizi di immunizzazione, anche per brevi periodi, determina un accumulo di suscettibili, e una più elevata probabilità di epidemie di malattie vaccino-prevenibili. Tali epidemie possono determinare morti correlate alle malattie prevenibili e un aumento del carico su sistemi sanitari già logorati dalla risposta alla pandemia di COVID-19’.È quindi evidente come siano indispensabili le seguenti azioni urgenti:
1. Garantire le coperture vaccinali pediatriche a tutti i nuovi nati e i richiami pediatrici e all’adolescenza, non interrompendo le chiamate attive e le sedute programmate.
2. Ri-organizzare le modalità di offerta delle vaccinazioni pediatriche e dell’adolescenza.Alcune linee di intervento possono essere delineate:
– coinvolgimento del pediatra curante nella pratica vaccinale, al fine di offrire più ampie modalità di applicazione, come già avviene in alcune realtà regionali, anche al fine di diminuire gli spostamenti delle famiglie e favorire l’esecuzione in concomitanza dei bilanci di salute;
– co-somministrazione di più di 2 vaccini nella stessa seduta, rammentando che in alcuni Paesi sono somministrati fino a 5 diversi vaccini nei due quadricipiti femorali senza che sia aumentata significativamente la frequenza di effetti collaterali in confronto alla somma delle vaccinazioni separate (le iniezioni devono essere effettuate ad almeno 2.5 cm di distanza una dall’altra quando somministrate nello stesso muscolo);
– accettazione su appuntamento, che sia cadenzato prevedendo la non contemporanea presenza di utenti in sala di attesa in situazioni di affollamento, e la permanenza post-vaccinazione per osservazione di eventuali eventi avversi in ambiente idoneo con distanziamento fisico.
3. Programmi di recupero delle vaccinazioni non effettuate dopo l’inizio dell’emergenza COVID-19.
4. Provvedere in tutte le Regioni e Province Autonome con estrema urgenza alla predisposizione delle gare per le forniture dei vaccini anti-influenzali con quantitativi idonei ad aumentare le coperture.
5. Predisporre piani di incremento delle coperture per influenza, pneumococco, richiami tetano-difterite-pertosse ed herpes zoster.
Simultaneamente, devono essere previste anche azioni molto incisive per incrementare le coperture vaccinali nelle stesse categorie per i vaccini pneumococcici, tetano-difterite-pertosse per adulti (dTpa), herpes zoster.
In particolare per la campagna vaccinale antinfluenzale 2020/2021, con la già richiamata proposta di abbassamento dell’età di offerta attiva e gratuita ai soggetti over 55 anni, va previsto un inizio anticipato e allungato rispetto agli anni precedenti (inizi di ottobre – fine gennaio), al fine di gestire in tempi più larghi gli accessi di un maggior numero di soggetti con un modello organizzativo caratterizzato dal distanziamento sociale e dal biocontenimento sia nei setting della medicina di famiglia che in quelli dei centri vaccinali.
In questo senso andranno predisposte modalità di offerta innovative e concertate con la medicina di famiglia, rammentando che le co-somministrazioni dei vaccini anti-influenzali, anti-pneumococcici, dTpa e anti-herpes zoster sono possibili e in questo momento particolarmente utili per ridurre il numero di accessi ai servizi sanitari e agli studi dei medici di medicina generale, coerentemente con un periodo di campagna vaccinale più ampio temporalmente come detto sopra aumentato dai due mesi attuali ai quattro mesi proposti.È necessario, infine, per offrire il massimo livello di protezione agli utenti e agli operatori, un’adeguata programmazione dell’approvvigionamento, in quantità e qualità, dei dispositivi di protezione individuale e di altri prodotti e dispositivi necessari per la prevenzione e controllo di malattie trasmesse per contatto e droplets e per via aerea.

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COVID-19 in Siria: aumento percentuale degli anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

La COVID-19, anche se attualmente in forma meno aggressiva, non ha risparmiato la martoriata Siria e, in particolare, Aleppo. Molti siriani «hanno sofferto per nove anni sopravvivendo alla guerra e alla fame. Se alcuni usano sterilizzatori, mascherine chirurgiche, antisettici e guanti protettivi per tutelarsi, la maggior parte della gente non è preoccupata dalla diffusione del coronavirus. Hanno già sofferto così tanto…», racconta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre Don Antoine Tahhan, sacerdote Armeno Cattolico di Aleppo.
La città siriana «ha perso molti ospedali e centri sanitari, distrutti dai terroristi, per esempio l’Al-Kindi Hospital e l’ospedale oftalmico. Gran parte delle attrezzature e delle forniture mediche sono state trafugate, e molti medici sono emigrati perché i terroristi hanno sequestrato alcuni di loro o minacciato di ucciderne altri. Di conseguenza il sistema sanitario è in uno stato precario e ciò è alla radice del timore che il virus possa diffondersi nella popolazione, specialmente fra i soldati arabo-siriani», prosegue Don Antoine.L’esodo causato dalla guerra ha avuto effetti devastanti. «Il numero delle famiglie cristiane ad Aleppo prima della guerra era di circa 30.000. Ora questa cifra si è ridotta a circa 10.000. In aggiunta, stiamo soffrendo un massiccio invecchiamento: il numero degli anziati è salito a due terzi della popolazione, non solo ad Aleppo ma in tutta la Siria. E la mancanza di forza lavoro giovane è ulteriormente aggravata dal servizio militare», spiega il sacerdote aleppino.
Dopo il primo ottimismo seguito alla liberazione della città «ora la situazione economica in genere va di male in peggio. Molte persone sono disoccupate, e gli stipendi pagati non sono sufficienti per sostenere una famiglia di quattro unità. Le sanzioni economiche stanno causando una grande sofferenza alla popolazione e anche la difficile situazione economica in Libano sta influenzando l’economia siriana. Nello stesso tempo hanno sospeso gli aiuti che arrivavano in Siria via Libano», aggiunge Don Antoine. Per questo, «al fine di incoraggiare le famiglie a tornare in Siria abbiamo bisogno della revoca delle sanzioni economiche. Abbiamo bisogno anche di sicurezza, di assistenza medica e dell’abolizione del servizio militare affinché i giovani possano trovare lavoro». Il coronavirus rappresenta un’ulteriore preoccupazione fra molte altre, ma questa pandemia globale in Siria sta causando timori soprattutto per le conseguenze economiche.«Dai contatti in corso con le diocesi mediorientali emerge soprattutto una preoccupazione, riconducibile a quanto descritto da Don Antoine Tahhan in merito all’aumento dell’età media della comunità cristiana in Siria e in Iraq», commenta Alessandro Monteduro, Direttore di ACS Italia. «Una popolazione prevalentemente anziana, assistita da sistemi sanitari precari, è particolarmente vulnerabile al coronavirus. Qualora si diffonda ulteriormente si teme possa provocare una strage. Aiuto alla Chiesa che Soffre in queste ore sta intensificando il proprio sostegno alle Chiese mediorientali affinché tale rischio sia, per quanto possibile, arginato», conclude Monteduro.

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Coronavirus e anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

A 10 giorni dall’attivazione del Numero Verde 800.99.14.14 dedicato all’emergenza solitudine degli anziani da Senior Italia FederAnziani e WINDTRE con l’apporto operativo degli psicologi dell’emergenza e volontari di SIPEM SoS Federazione – Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza, facciamo il punto della situazione. Numerose le chiamate che tutti i pomeriggi raggiungono psicologi e volontari SIPEM SoS per chiedere ascolto, conforto e in alcuni casi informazioni pratiche su come gestire la vita in solitudine durante l’imposto isolamento sociale da Coronavirus. Il servizio rivolto specificatamente all’anziano solo, ha accolto sino ad ora telefonate da persone di età compresa tra i 60 e i 95 anni di età; una piccola percentuale, circa il 2%, di richieste arrivano da persone più giovani preoccupate per i propri genitori, nonni, vicini di casa, che chiedono una consulenza su quali siano le migliori strategie per aiutarli in questo momento, sia da un punto di vista pratico che psicologico. Spesso infatti sia gli anziani che gli adulti ignorano tutti i servizi che comuni, enti ed istituzioni mettono in campo per aiutare il cittadino in emergenza, spesso in una vera e propria gara di solidarietà. Gli anziani che hanno sino ad ora beneficiato di un supporto professionale da parte dei nostri operatori sono sia uomini che donne (equamente 50%), residenti in prevalenza nel Nord Italia, e distribuiti per la restante parte tra Centro e Sud Italia.”Chi ci chiama sono persone la cui solitudine è stata aggravata dalla confusione di notizie ora allarmistiche ora ottimistiche che li vedono protagonisti come soggetti fragili, su cui aleggia l’ipotesi di una morte caratterizzata non solo da sofferenza ma anche dall’isolamento e completo allontanamento dai propri cari”, riporta Elena Zito, psicologa, portavoce SIPEM SoS.Alcuni sono disorientati dalla costrizione conseguente all’isolamento perché gli è stato tolto quel sostegno sociale esterno e quotidiano su cui potevano contare (ad esempio frequentare la chiesa, andare dal panettiere o al centro sociale per anziani, ecc.), sperimentano emozioni nuove, vivendo la contraddizione del sentirsi al sicuro ma anche in gabbia nelle proprie case; tra di loro ci sono vedovi/e, altri ancora assistono coniugi malati perché anche le badanti sono state allontanate per proteggerli dal contagio. Molti sono in ansia non tanto nel considerare la fine imminente della propria vita che, come dice qualcuno, è qualcosa di già contemplato, ma è l’incertezza di non poter più fare le cose normali e banali, come dare una carezza a un nipote o discutere con i figli per futili motivi, che oggi hanno acquisito un valore inestimabile e si fanno sentire nella morsa della mancanza.
Il Numero Verde fornisce ascolto, un ascolto professionale da parte di psicologi e volontari esperti in ambito emergenziale: “Lo psicologo che risponde all’800.99.14.14 ha il compito di accogliere e comprendere le emozioni dell’anziano restituendo empatia e interesse, in un dialogo che aiuti la persona a ridare senso ai propri giorni e a individuare le proprie risorse interne, per sentirsi più pro-attivi e meno vittime delle circostanze” dichiara la dott.ssa Lucia Caimmi di SIPEM SoS, supervisore clinico del progetto ed esperta in gerontologia, “siamo chiamati ad accogliere la sofferenza, l’angoscia e la paura del contagio di persone cha hanno necessità di riorganizzare la propria quotidianità, passando attraverso ciò che hanno a disposizione, valorizzandole nelle loro ricchezza di esperienza di vita”.”Sempre più emerge che la generazione degli anziani è quella maggiormente penalizzata dalla pandemia – dichiara il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – La prospettiva di un lungo periodo di isolamento sociale, in particolare per questa fascia d’età più fragile, rende indispensabile l’adozione di misure che consentano agli anziani di tornare a una condizione di normalità pur all’interno dei nuovi limiti imposti da ragioni di sicurezza. Occorre investire in servizi destinati ai senior, non solo per rispondere ai loro bisogni materiali e primari, ma anche al diffuso bisogno di supporto psicologico e di mantenimento di una vita sociale attiva, tenendo conto anche dell’importanza di promuovere stili di vita sani e benessere (alimentazione equilibrata, movimento in casa, aderenza alla terapia) per evitare pesanti ricadute in termini di salute nel periodo successivo alla pandemia”.

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Le Rsa non diventino reparti Covid-19, sia garantita cura e rianimazione a tutti gli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Di fronte all’aggravarsi della situazione sanitaria nelle RSA e, più in generale, negli istituti per anziani, la Comunità di Sant’Egidio lancia un appello urgente al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro della Salute, Roberto Speranza, e ai Presidenti delle Regioni, perché siano garantiti i diritti alla cura per le persone ospitate in queste strutture. Dopo non avere ottemperato, in molti casi, alle precauzioni dovute per proteggere sia il personale che i residenti, è scandaloso che stia passando, nel silenzio generale, un modello che prevede la trasformazione di alcuni istituti o di loro sezioni, in reparti per malati di Covid-19.
Le persone anziane non sono cittadini di serie B: hanno diritto come tutti ad essere assistiti al meglio ed ottenere il ricovero in terapia intensiva se necessario. E’ inaccettabile l’idea di una divisione per categorie di malati di questa emergenza sanitaria. E non si può accettare, rassegnati – o peggio – indifferenti, una strage silenziosa che si sarebbe potuta e dovuta evitare. A causa di un eccessivo ricorso, negli anni passati, all’istituzionalizzazione è stata secondarizzata l’assistenza domiciliare che, oltre a offrire condizioni di vita più dignitose, e allungare le aspettative di vita, può anche contribuire in modo determinante alla riduzione dei contagi e degli sprechi economici nel mondo della sanità.

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Emergenza solitudine anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

In Italia riguarda milioni di anziani, e l’isolamento forzato di questo periodo fa sì che in molti non abbiano più nessuno con cui parlare. La solitudine si fa sentire ancora più intensamente durante i periodi festivi, come la Pasqua: per questo il numero verde 800.99.14.14 dedicato al supporto psicologico degli anziani soli non sospende la sua attività neanche in quei giorni.L’iniziativa è stata lanciata da Senior Italia FederAnziani, WINDTRE e SIPEM SoS, la Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza che, con la sua rete di professionisti attivi su tutto il territorio nazionale, risponderà alle chiamate di quanti hanno bisogno di una voce amica, di un sostegno psicologico per attraversare questa fase di isolamento.«È nei giorni di festa che chi è solo può sentirsi più sofferente: il senso di perdita per le persone che non ci sono più si acuisce, e i ricordi dei momenti positivi del proprio passato possono portare a un senso di straniamento. È in questi momenti che diventa ancora più importante il supporto degli psicologi, per riattivare le proprie risorse e affrontare al meglio il tempo presente. Per questo il nostro numero verde è attivo anche nelle festività pasquali, come anche il sabato e la domenica: perché in questa fase così critica per tutti e soprattutto per gli anziani nessuno debba essere lasciato solo» dichiara il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina.«Le feste rappresentano sempre una occasione di socialità e relazione. Ora che non è possibile sedersi a tavola tutti assieme, ci si sente soli e abbandonati. Chiamare amici e familiari, o i servizi di sostegno psicologico, è il migliore strumento per riappropriarsi del valore del rapporto con l’altro. Parlare ed ascoltare per creare un contatto e un senso di vicinanza, nei maggiori momenti di sconforto. E dove manca la famiglia, interviene la SIPEM SoS con la sua capacità di accogliere il disagio e aiutare le persone a rielaborarlo» dichiara il Presidente Nazionale di SIPEM SoS Federazione Roberto Ferri.

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Al via il numero verde per gli anziani soli

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

Un numero verde per offrire supporto psicologico agli anziani che vivono soli e che l’emergenza Coronavirus costringe in casa. Questa l’iniziativa lanciata da Senior Italia FederAnziani, WINDTRE e SIPEm SoS, la Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza che, con la sua rete di professionisti attivi su tutto il territorio nazionale, risponderà alle chiamate di quanti hanno bisogno di una voce amica, di un sostegno psicologico per attraversare questa fase di isolamento.WINDTRE, azienda guidata da Jeffrey Hedberg, ha fornito il suo supporto tecnologico ed infrastrutturale per rendere gratuitamente disponibile il numero verde 800.99.14.14, raggiungibile da telefono fisso e operativo dal lunedì alla domenica dalle ore 14.00 alle ore 19.00. In linea con i suoi valori di vicinanza e di tecnologia accogliente, WINDTRE ha l’obiettivo di mettere in connessione le persone, supportandole ogni giorno nelle sfide del presente anche grazie alla sua infrastruttura di rete ‘Top Quality’.
«In queste settimane siamo di fronte a un’emergenza sanitaria senza precedenti, con gravi risvolti anche sociali – dichiara il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – Le misure di sicurezza e prevenzione contenute nei decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dettate dalla necessità di contenere il virus e tutelare la salute pubblica, hanno modificato drasticamente le nostre abitudini riducendo in modo importante i contatti e rapporti sociali, per il bene di tutti. Questo cambiamento ha un impatto pesante sulla vita di tutti quegli anziani che vivono soli e che in molti casi non hanno nessuno, né figli, né parenti né amici a cui rivolgersi. È facile immaginare quanto la solitudine impatti negativamente sulla loro condizione psicofisica, unitamente al rischio di un drastico peggioramento sugli stili di vita (sedentarietà, perdita di aderenza alla terapia, cattiva alimentazione) con pesanti conseguenze in termini di salute. Per questo abbiamo ritenuto importante offrire loro un supporto concreto attraverso un numero verde che metta loro a disposizione le competenze di una rete di professionisti formati proprio nella gestione psicologica delle emergenze».«L’emergenza COVID-19 sta mettendo a dura prova la serenità psicologica della popolazione. – dichiara il Presidente Nazionale di SIPEm SoS Federazione Roberto Ferri – Le maggiori ripercussioni gravano sulle persone in situazione di fragilità quali gli anziani che, proprio per tale condizione, necessitano di un supporto psicologico professionale che li aiuti a superare al meglio questo momento di solitudine per limitare al massimo il rischio di insorgenza di depressione, angoscia e stati di ansia con conseguente peggioramento dello stato di salute psico-fisico».

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Difesa dei minori e degli anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Dichiarazioni della Presidente Camera Nazionale Avvocati per la Famiglia e i Minorenni, Avv. Maria Giovanna Ruo:”I diritti fondamentali non sono in quarantena, ma il tutto deve essere interpretato con equilibrio e buonsenso. La relazione con entrambi i genitori è un diritto fondamentale dei figli minorenni: in questo momento sono soprattutto i genitori stessi che debbono garantirlo cooperando. Ad es. se debbo andare a fare la spesa, invece che portarmi i bambini a fare la fila, è meglio che vadano con il papà. E che casomai insieme evitiamo troppi spostamenti accorpando giorni e pernotti. Questo il senso del nostro decalogo diretto ai genitori, cui è richiesta una rinnovata disponibilità nei confronti dei figli”

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Rete solidale per famiglie, anziani e disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

“La rete solidale territoriale riesce a dare risposte alle famiglie, anziani e disabili che si trovano in difficoltà. Il Governo può fare di tutto, ma senza il supporto dei Comuni sarebbe difficile arrivare a soddisfare i bisogni di tutte queste persone.Il Governo ha stanziato risorse ingenti per famiglie e imprese con il decreto di marzo e stiamo mettendo a punto altre risorse per il mese di aprile. Il supporto del volontariato è importante, per bisogni delle persone anziane e disabili, come fare la spesa o l’acquisto dei farmaci e il supporto psicologico in questi momenti difficili per tutti. Dobbiamo restituire tranquillità alle persone e poi intervenire per garantire un reddito alle persone che non ce lo hanno e alle imprese che devono poter ripartire appena questa emergenza sarà finita.A Torino questo modello di rete solidale sta funzionando, grazie anche all’impegno della Sindaca Appendino e tuo. E’ un buon modello che spero venga attuato in tutti i Comuni d’Italia”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in occasione di una diretta Facebook con l’Assessore alla Protezione civile del Comune di Torino, Alberto Unia.

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