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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°122

Posts Tagged ‘governo’

Il centro destra si impallina da solo

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Il tira e molla tra il centro-destra e i pentastellati lascia l’amaro in bocca. Lo dobbiamo al fatto che abbiamo dovuto sorbirci l’intraprendenza berlusconiana anche quando si pensava fosse stato messo alle corde. Niente da eccepire se si fosse trattato di una normale contesa politica e non d’interessi di parte e tenuti sotto traccia con la questione dei rapporti di forza politici e le varie sonate populiste pronte a svanire il giorno dopo del voto. Ne consegue che dal 2013 ad oggi non esiste una forza maggioritaria nel paese che possa richiamarsi alla destra o alla sinistra nel senso classico del termine ma semmai un calderone centrista dove c’è dentro di tutto e fa gola a tutti. Questo centro è il solo nel poter dire che è in grado d’esprimere una maggioranza assoluta ma stranamente è nei fatti incapace a realizzarla.
Il perché si riesce a spiegarlo solo se partiamo dall’idea che gli elettori italiani nel complesso hanno al loro interno una trasversalità fortemente pronunciata che si può sintetizzare in due distinte fazioni e tantissimi distinguo. Tanto per fare un esempio banale, ma a mio avviso illuminante, ci troviamo con il modesto pensionato che vota Forza Italia. Un partito che fa implicitamente una politica in difesa dei grandi interessi del capitale anche se non vuole darlo a vedere, in modo palese, proprio per rubare la scena a quelli che ne avrebbero la titolarità. Nel frattempo il PD che dovrebbe avere la vocazione a sinistra si è di fatto trasformato in un movimento centrista che fa l’occhiolino alla destra. In questo modo si stanno rimescolando le carte tanto che non si può più dire che ognuno, con coerenza, riesca a fare la parte che gli spetta ma tenda a predicare bene e a razzolare male, anzi malissimo. A questo punto volendo semplificare le cose possiamo dire che in realtà sono solo due le forze im campo: quelli che hanno e quelli che sono ed è un discorso così esplicito che oggi sappiamo che ci vogliono 3 miliardi e mezzo di individui per eguagliare la ricchezza delle 45 persone più lucrose del mondo. Logica vorrebbe che un numero così grande fosse in grado di condizionare tale piccola entità ed invece succede tutto il contrario. E’ il nostro male oscuro e in Italia si manifesta in tutta la sua evidenza. (Riccardo Alfonso)

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Riflessioni in attesa di un governo e per risolvere i problemi della gente

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

“Gli italiani hanno fatto vincere il centrodestra e hanno dato tanti voti al M5S ed è inevitabile quindi che si provi a verificare se queste due aree politiche possano dare assieme un governo stabile. E’ una scelta dolorosa anche per noi ma dobbiamo pensare al bene dell’Italia ed evitare governissimi che già tanto male hanno fatto al nostro Paese. Abbiamo trovato nei 5 Stelle la stessa impostazione e cioè di non discutere di lana caprina ma di programmi concreti. Poi si vedrà se è possibile o no dare all’Italia un governo che a differenza di quelli precedenti possa cominciare a risolvere i problemi della gente. Detto ciò, però, non si cerchi di spacciare la vicenda della Siria per necessità di fare un governo piuttosto che un altro”. Così il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa intervenendo a Rainews 24.

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Politica: Il secondo giro d’incontri al Quirinale

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

L’agenda del presidente della Repubblica è fitta di appuntamenti e molti auspicano che sia la volta buona per formare un governo. In questo caso come nei precedenti i vari commentatori politici tra quelli titolati e improvvisati, per l’occasione, si sono sbizzarriti a formulare ipotesi sulle possibili alleanze e soprattutto sul ruolo che avrebbero potuto assumere i due personaggi ritenuti più “ingombranti” sulla scena politica e soprattutto sulla possibilità di determinare la soluzione o meno sulle auspicabili intese tra i partiti. Parliamo di Berlusconi e Renzi. E’ che questa tornata elettorale ha indubbiamente sparigliato le loro carte in quanto avevano previsto che forza Italia sarebbe sortita vincitrice nel confronto con la Lega e che l’alleato Renzi fosse stato in grado di portare a casa almeno il 22-24%. Pensavano, inoltre, che i pentastellati non sarebbero riusciti a superare il 29-30% dei consensi. Berlusconi e Renzi, tra l’altro, volevano dimostrare ai partner europei che avevano imbrigliato a dovere l’area populista e antieuropeista sia inglobando e condizionando la lega, sino a renderla solo un utile portatore di voti per la loro coalizione, sia isolando i pentastellati.
La reazione dei due, a caldo, è stata di un brusco irrigidimento solo attenuato dal rischio di dover ritornare nel peggiore dei modi a nuove elezioni. A questo punto la situazione può essere sbloccata solo se il “duo perdente” sa leggere i risultati nel modo giusto e con un certo pragmatismo. Per Berlusconi è più facile: basta assicurargli che non subirà danni per le sue imprese. Per Renzi la sua megalomania potrebbe provocare dei problemi. Basterebbe sperare nel suo trend negativo che sino ad oggi ha portato il PD dal 40% al 18% e alle altre suo cocenti sconfitte per colpa, a suo dire, degli italiani che non lo hanno capito, per evitare che faccia ancora danni. D’altra parte il suo “lavoro” l’ha fatto bene rottamando non solo i big del PD ma lo stesso suo partito. Non c’è che augurargli: ad maiora”. (Riccardo Alfonso)

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Salvini o Di Maio: E’ questo il problema?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

All’indomani del voto del 4 marzo scorso non si è fatto altro che parlare sulla carta stampata e online sul chi avrebbe potuto ascendere a Palazzo Chigi per la presidenza del consiglio. E’ stato un tambureggiare continuo di argomentazioni in pro e contro tali candidature e del come avrebbero potuto elidersi a vicenda in favore di un altro nome. In questo caso molti sguardi si sono rivolti al colle coinvolgendo il ruolo del capo dello Stato se non altro perché si tratta della figura costituzionalmente indicata per faccende di questo genere. Ma il presidente Mattarella non si è lasciato coinvolgere in questa specie di risico che avrebbe potuto fargli perdere il suo compito di giudice imparziale e quindi tace. Ci tocca attendere qualche giorno ancora per capire se si tratterà di una fumata nera o bianca o persino grigia.
Di là della necessaria dialettica politica non dimentichiamo che il paese attende non un governo qualsiasi, non un nome ma un programma, delle decisioni da assumere in campo nazionale e comunitario per rendersi interpreti di un disagio della maggioranza della popolazione e delle sue varie componenti e status sociale.
Non dimentichiamo che è un paese lacerato ed emotivamente instabile che è tentato da una parte di chiudersi a riccio nel suo piccolo mondo familiare per cercare di evitare il peggio serrando le file e chiudendo la porta di casa a doppia mandata e dall’altra di proiettarsi nell’agone politico, nel volontariato, nel sociale per cercare una via di sbocco accettabile e possibilmente condivisibile con il vicino di casa.
E con questo andazzo si matura il problema esistenziale degli italiani e ci riconduce ai primi attori Salvini e Di Maio perché ad essi è riservato un compito, che forse non ne sono del tutto consapevoli, nell’imprimere una svolta decisiva per la tenuta dello stesso sistema paese. Per farlo s’impone loro una valutazione forse dolorosa e anche cinica nel sancire la fine di un modo di governare che ha fatto il suo tempo e che si ritrova solo con una manciata di nostalgici. Quel sistema, per intenderci, che conosceva figure del taglio di Prodi, Berlusconi, D’Alema, ecc. Oggi per loro non è riservata la rottamazione ma la sommessa preghiera di mettersi da parte nell’interesse generale del Paese. Non è una questione anagrafica. E’ che non riescono a reggere il passo con i nostri tempi continuando ad interpretare un ruolo della politica rivolto all’inciucio. Forse i loro eredi continuano a non reggere del tutto il passo con gli attuali standard esistenziali ma dobbiamo accontentarci di ciò che abbiamo e augurarci che sappiano reggere l’impatto con il diverso che si sta maturando intorno e dentro di noi. (Riccardo Alfonso)

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Il settore agricolo in attesa di un governo del Paese

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

La situazione di stallo che sta precedendo la formazione del nuovo governo e che paventa anche il possibile ritorno alle urne – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – sta prolungando quel già lungo periodo storico nel quale il Paese non è riuscito ad attuare le riforme di cui ha assoluto bisogno.Il settore agricolo, ad esempio – continua Tiso –, ha fatto dei passi in avanti nel recente periodo, ma non è ancora riuscito a sviluppare il suo grande potenziale e le sue tante multifunzionalità. Gli investimenti sull’aumento della qualità delle produzioni, sulla valorizzazione delle Pmi e sulla razionalizzazione della filiera sono infatti ancora insufficienti per dar vita ad una nuova stagione che abbia al centro proprio il primario.
Una ulteriore verità – conclude Tiso – è che le situazioni derivanti dai difficili contesti internazionali e nazionali richiedono interventi immediati e tempestivi; ed è anche per questo che urge come non mai la nascita di un governo che si ponga alla guida di quei processi essenziali per risollevare il Paese e la qualità della vita dei cittadini.

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Andiamo al governo per cambiare il Paese!

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

di Giulia Grillo e Danilo Toninelli. L’elezione di Roberto Fico a Presidente della Camera è solo il primo e potentissimo segnale di cambiamento che arriva da questa legislatura. La scelta di rinunciare a oltre 4.000 euro di indennità al mese è solo il preludio degli importanti obbiettivi che ci siamo prefissati di portare a casa. La prima questione che porranno i nostri all’Ufficio di Presidenza è l’abolizione dei vitalizi e l’eliminazione degli sprechi, una partita che inizierà a giocarsi già nelle prossime settimane e su cui vi terremo costantemente aggiornati.
Dall’altro lato noi due in prima persona stiamo lavorando per porre al centro dei lavori del Parlamento quelle problematiche che sono in cima all’agenda dei cittadini, delle famiglie, dei lavoratori, degli imprenditori, dei commercianti, degli artigiani, dei disoccupati, degli insegnanti, dei pensionati, dei risparmiatori. Insomma di tutto quel mondo che ha bisogno di risposte concrete e immediate e che per troppo tempo è stato lasciato ai margini perché qui dentro si sono messi in primo piano gli interessi dei partiti. Quell’epoca è finita. I cittadini saranno finalmente al centro dei processi decisionali.Noi stiamo portando in Parlamento prima di tutto un metodo, che è quello della massima trasparenza. Lo abbiamo fatto con l’elezione dei presidenti delle Camere e abbiamo intenzione di farlo anche per quanto riguarda la creazione di un governo per questo Paese, un governo che sia di vero cambiamento, come i cittadini hanno preteso con il voto del 4 marzo.Per noi le basi dell’attività di governo sono i temi, i progetti, le idee per risolvere i problemi degli italiani. Su questo, come Luigi ha ripetuto ogni giorno della campagna elettorale, siamo disposti a confrontarci con tutte le forze politiche. Per fare questo abbiamo invitato i capigruppo di tutti i gruppi parlamentari ad incontrarsi con noi per un confronto sui temi da porre al centro dell’attività parlamentare. Per noi il punto di partenza è il nostro programma e l’obbiettivo è trovare le convergenze con i programmi degli altri e la disponibilità a lavorare insieme sui punti comuni. Non è un esercizio di stile, perché al di là della composizione del governo questi temi saranno comunque portati avanti in sede parlamentare. Invitiamo anche chi ha già deciso di autocollocarsi all’opposizione, come freno del cambiamento chiesto dagli italiani. Per ora loro hanno rifiutato il nostro invito anteponendo l’interesse per le poltrone al trovare soluzioni per gli italiani. (fonte: il blog delle stelle)

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Brunetta: Per il governo c’è clima di collaborazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

“La trattativa sull’elezione dei presidenti delle Camere era separata dalla partita che ci sarà per la formazione del governo, però tutti possono vedere con grande chiarezza che quando si forma un ampio consenso sui presidenti delle Camere, questo rappresenta poi una base per formare il governo. Predispone un clima di collaborazione”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a “Radio Anch’io”, su Radio Uno.“Il centrodestra ha il dovere di governare, ha il dovere di esprimere il presidente del Consiglio: la Lega, che ha vinto all’interno del centrodestra, ha questo mandato da parte di tutta la coalizione. Dopodiché io penso che si debba iniziare a ragionare a partire dai programmi. Ho letto l’intervista di Salvini, e la condivido totalmente. Bisogna partire dal lavoro, dal Sud, dalle infrastrutture, dal ‘meno tasse’, non assistenzialismo ma incentivi a trovare un lavoro, soprattutto per i giovani.Bisogna partire dal programma e cercare in Parlamento e tra le forze politiche i voti che mancano, con tutti quelli che ci stanno. Abbiamo vinto le elezioni, ma non abbiamo i numeri per governare e dunque dobbiamo trovare i voti per farlo. I numeri si trovano non con il bricolage, ma su una base programmatica”.

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Richiesta al nuovo Governo di istituire un Ministero della Pace

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2018

Torino giovedì 5 aprile 2018, ore 20.30 Arsenale della Pace, Piazza Borgo Dora 61 l’incontro verrà moderato da Matteo Spicuglia, giornalista di Rai Piemonte. Saranno presenti Ernesto Olivero, fondatore del Sermig Arsenale della Pace, Giovanni Paolo Ramonda, Carlotta Benedetti, Segretaria generale di Azione Cattolica Italiana, Alfredo Scognamiglio per il Movimento dei Focolari, Mauro Scardovelli, presidente e fondatore di Aleph e Nicola Lapenta, coordinatore della campagna.
«La Pace è il nostro orizzonte comune, una necessità fondamentale per il presente e per il futuro del nostro Paese e del nostro mondo. Alla Campagna “Ministero della Pace, una scelta di governo”, che abbiamo lanciato lo scorso 19 dicembre 2017, abbiamo avuto l’adesione di molte importanti organizzazioni della società civile, che si uniscono in questa battaglia», spiega Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII.

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Italia in vendita: offresi

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

“Il Governo Gentiloni sta tentando con un ultimo ignobile colpo di coda di regalare alla Francia parte delle nostre acque territoriali e con queste alcuni ricchissimi giacimenti di petrolio scoperti al largo della Sardegna. È la conseguenza di un folle trattato firmato da Gentiloni nel 2015 quando era ministro degli Esteri e che Fratelli d’Italia aveva contestato anche all’epoca. Un accordo senza senso che penalizza l’Italia e le cui motivazioni sono incomprensibili. Gentiloni non si azzardi a questa operazione e blocchi prima del 25 marzo, come previsto dal Trattato di Caen, la cessione delle nostre acque territoriali. Fratelli d’Italia non farà sconti su questa operazione dai contorni torbidi, chiediamo l’immediato intervento del Presidente della Repubblica Mattarella e annunciamo fin da ora azioni durissime in ogni sede. Non permetteremo che venga regalata l’Italia”. Lo scrive su Facebook il presidente di fratelli d’Italia Giorgia Meloni.(n.r. Non conosciamo nei dettagli quanto denuncia l’on.le Giorgia Meloni e lasciamo a quanto espone il beneficio del dubbio. In ogni caso è evidente che da tempo la sudditanza dell’Italia è notoria nei confronti dei nostri vicini, e non solo. Nel futuro governo, se riusciranno a farlo, ci auguriamo che il ministero degli esteri venga, per lo meno, affidato alla Meloni.)

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Brunetta: per il governo situazione di stallo

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

“Il centrodestra ha vinto le elezioni, ma non ha i numeri per governare e così il M5s è il primo partito ma non ha la maggioranza in nessuna delle due Camere. Siamo in una situazione di stallo che si potrà risolvere se nessuno porrà veti e vincoli irresponsabili. Resto fiducioso”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Mattino”.Nodi che spetterà sciogliere al presidente Mattarella. “È un suo diritto, oltre che un dovere. Anche se ci auguriamo che non si verifichi alcun eccesso di interventismo da parte del Quirinale degno di altre epoche presidenziali. Sono certo che quello stile con il presidente Mattarella sia stato definitivamente archiviato”.Reggerà l’intesa con Salvini e vi presenterete uniti alle consultazioni? “Gli accordi erano quelli e resteranno tali, la Lega ha solo una quindicina di parlamentari in più di Forza Italia e spetterà a Salvini dimostrare di avere pari stile di Berlusconi nel fare la sintesi delle varie anime della coalizione. Berlusconi faceva così anche quando noi avevamo ottenuto oltre il 30% dei consensi e la Lega viaggiava intorno al 5%. Salvini è stato bravissimo nel portare in quattro anni il suo partito al 18%. È stato uno straordinario leader della Lega, ora dovrà dimostrare di esserlo anche del centrodestra. Ma i problemi sono altri.All`amico Salvini dico che ora l`importante è essere presenti in Europa: il pericolo è che la Ue, stanca di aspettarci, prenda decisioni fondamentali senza l`apporto dell`Italia. Il problema non è uscire dall`euro o sforare il 3% del patto di bilancio, entro giugno si deciderà la distribuzione dei fondi strutturali e la governance economica come per l`unione bancaria. Già sono state riconfermate le sanzioni alla Russia senza dirci nulla, sono queste le vere emergenze a cui si aggiungerà il compito di mettere a punto il prossimo Def. Risposte che dobbiamo dare per il senso istituzionale che sempre abbiamo dimostrato”.

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Elezioni 2018: Lega e M5S hanno le stesse proposte all’80%; Pd e M5S al 15%; Lega e PD al 5%

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2018

E’ fatta. Il Governo potrebbe insediarsi in pochi giorni. Come mai? Vediamo, analizzando le proposte di Lega, M5S e PD.
1) Lega e M5S hanno le stesse idee su: Europa, euro, Trump e Putin (politica estera), trattati internazionali, dazi, vincolo di bilancio, pensioni, immigrazione, liberalizzazioni, banche e vaccini;
2) PD e M5S hanno gli stessi pareri su: flat tax e armi;
3) Lega e PD hanno le stesse opinioni su: reddito di cittadinanza.
Abbiamo sintetizzato gli argomenti che sono elencati nei programmi presentati agli elettori, nel corso della campagna elettorale. Come si può vedere c’è una larga convergenza tra quanto proposto dalla Lega e quanto presentato dal M5S.Senza “inciuci”, il governo è pronto! Il problema è che non ci sono due Presidenze del Consiglio dei Ministri, una per la Lega e una per il M5S. La diarchia non è prevista dalla nostra Costituzione. Peccato.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Politica: A pensar male si fa peccato ma spesso s’indovina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Sono trascorsi 5 anni da quando l’allora segretario del PD Pierluigi Bersani promosse un incontro con i rappresentanti del Movimento 5 stelle per avviare un programma condiviso. E fummo in tanti ad assistere alle varie fasi del meeting in quanto fu trasmesso in streaming. La conclusione la conosciamo: fu un secco no da parte del movimento. Oggi le parti appaiono invertite. Il PD dichiara la sua indisponibilità ad entrare in gioco e pensa di ritirarsi sull’Aventino in sdegnato sussulto d’orgoglio per l’affronto ricevuto da quelli che ritiene i suoi naturali elettori mentre il Movimento si dice disponibile ad una intesa sui progetti e lo richiama ad un atto di “responsabilità”, nell’interesse generale del paese. Ci troviamo, quindi, al cospetto di un nuovo scenario dopo che alla vigilia del voto molti erano convinti, e noi con loro, che il PD di Renzi si sarebbe alleato con il centro destra ma a condizione che il suo partito si fosse mantenuto intorno al 25% dei consensi per neutralizzare i voti non sicuri del disaccordo interno di destra e di sinistra a partire da quelli della Lega e di Fratelli Italia usati da Berlusconi come un bancomat e per Renzi dalla fronda interna con Emiliano e per finire col ministro della giustizia. I risultati, invece, hanno scompaginato tali propositi e indotto Renzi ad una presa ad effetto con le sue dimissioni. Ora che fare? La mossa più logica sarebbe quella di smontare pezzo dopo pezzo le due coalizioni e riscrivere una nuova pagina d’intese con un accordo di programma comune tra cinque stelle e alcune componenti del centro destra e del Pd. E c’è chi fa notare che vi sono già delle assonanze tra il programma del M5s e quello del centro destra: “euro, vaccini, pensioni, bilancio in deficit, immigrazioni, giustizia e protezionismo”.
E crediamo che tale scenario era stato già messo in conto partendo dal fatto che questa strana legge elettorale ha di fatto proclamato due vincitori: una coalizione e un Movimento che ha viaggiato da solo. Non c’era e non c’è posto per un terzo elemento. Il problema è semmai un altro: chi sarà il garante che si assumerà anche l’onere della presidenza del consiglio? Logica vorrebbe che fosse al di sopra delle parti o, comunque, con una colorazione politica molto sfumata. Calenda si è già proposto nella rosa dei papabili, ma non è il solo. C’è anche chi pensa a Mario Draghi, l’attuale governatore della Bce e allo stesso Tajani. Staremo a vedere. (Riccardo Alfonso)

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Elezioni politiche 2018: Gli onorevoli cittadini ritornano più forti

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

Nel nuovo parlamento, che in questi giorni si formerà nei dettagli e che avrà il punto di riferimento solenne il giorno in cui i neo eletti, faranno il loro ingresso, nelle aule di Monte Citorio e di Palazzo Madama, per i primi adempimenti formali con l’elezione dei presidenti delle due camere e altri conseguenti incarichi, gli eletti del Movimento Cinque stelle alla loro seconda esperienza come partito di maggioranza sarà nuovamente al centro dell’attenzione dei commentatori politici di tutto il mondo. Sono entrati, tanto per intenderci, “i cittadini” che respingono l’idea di farsi chiamare “onorevoli”. Non è, tuttavia, la sola differenza che si può notare. I grillini hanno un progetto politico proiettato al cambiamento dell’attuale sistema paese e sfidano i partiti tradizionali a un gesto di coerenza se è vero, com’è vero, che ciascuno di essi in campagna elettorale ha invocato maggiore giustizia sociale, il modo di dirimere il conflitto d’interessi, la crescita e lo sviluppo del paese attraverso il rilancio dell’economia e del mondo produttivo, la riforma della giustizia, ecc. Sono tutti temi che abbiamo sentito e risentito da decenni e come dalla logica gattopardesca sono diventati dei portabandiera per “tutto cambiare per nulla cambiare”. Ora dobbiamo voltare seriamente pagina, ma ci riusciremo? C’è un detto che se collegato alla politica ci inquieta ed è quello che “gli ultimi saranno i primi”. Mi riferisco alla coalizione di centro destra che sulla carta ha la maggioranza e che per questa sua caratteristica, con molta probabilità, vedrà affidato il mandato di formare un nuovo governo dal presidente della Repubblica. Sarà un vulnus politico molto grave, sia pure formalmente corretto, perché le urne hanno decretato ufficialmente un vincitore e un perdente e non si può non prenderne atto di là degli escamotage elettorali inventati di sana pianta da un certo signore che si Chiama Berlusconi e da un Matteo Renzi con un partito che solo pochi anni fa aveva raggiunto il 40% dei consensi è ora è sceso al di sotto del 20%.

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Carceri: il governo approvi la riforma

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 febbraio 2018

«Chiediamo che il Governo approvi il decreto legislativo che modifica le norme sull’ordinamento penitenziario. Pochi giorni fa ho spedito una lettera al Premier Gentiloni chiedendo di non disperdere il lavoro fatto in questi ultimi anni. Ci auspichiamo che questo avvenga entro la fine della legislatura».Questo il commento di Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito alle dichiarazioni di Paolo Gentiloni secondo cui “il sistema carcerario deve contribuire a ridurre il tasso di recidiva da parte di chi è condannato per reati”.«Nelle nostre comunità per carcerati non incontriamo gli errori, ma persone che hanno commesso errori. Per chi esce dal carcere – ricorda Ramonda – la tendenza a commettere di nuovo dei reati, la cosiddetta recidiva, è purtroppo molto alta: tra il 75 e l’80% dei casi. Invece nelle nostre comunità, dove i detenuti fanno esperienza di servizio ai più deboli, i casi di recidiva sono appena il 10%».La Comunità Papa Giovanni XXIII gestisce in Italia 5 Comunità Educanti con i Carcerati (CEC), strutture per l’accoglienza di carcerati che scontano la pena. La prima casa è stata aperta nel 2004. Ad oggi sono presenti 61 detenuti. Negli ultimi 10 anni sono state accolte 565 persone. Nel solo 2016 le giornate di presenza sono state 12.199.

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Il governo dell’onestà: dall’utopia al populismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 febbraio 2018

logo fidest ookIn questi giorni si sta accentuando l’intervento dei media sulla questione morale. A questo punto pare evidente che nessuno vuole attaccare sul proprio groppone la patente della disonestà. E quelli che non vi riescono fanno mille sforzi per dimostrare che gli stessi onesti non esistono. Diventa così prepotente il ritornello di corrotti, corruttori e corruttibili. Sembra che non ci sia altra strada da percorrere come sta già accadendo con la sistematica demonizzazione delle istituzioni: il parlamento degli inquisiti e dei volta gabbana come ce lo prefigura lo stesso Berlusconi con la sua dichiarata volontà di fare shopping con i transfughi degli altri partiti. E da questa sistematica maldicenza non ne escono bene le altre istituzioni dello Stato dal Tar al Consiglio di Stato, dalla magistratura alla corte costituzionale e alla stessa presidenza della Repubblica. Il fine ci appare chiaro. Si vuole, nel corso di questa campagna elettorale, demoralizzare il voto libero e ricorrere al fatalismo degli italiani: tanto non c’è niente da fare, i politici sono tutti corrotti. E’ possibile che la brava gente non si rende conto dell’inganno? L’esempio tipico l’abbiamo avuto sulla storia dei rimborsi delle indennità percepite dai parlamentari cinque stelle e di qualche errore nella scelta dei candidati mentre sull’altro fronte si stendeva una cortina fumogena su peccati di gran lunga più gravi. Perché non è stato scritto che per cinque anni vi sono stati parlamentari che hanno percepito un terzo delle loro indennità e gli altri le hanno intascate tutte? Perché gli altri loro colleghi non si sono comportati allo stesso modo? Perché non si dice a chiare note che oggi si sta giocando una partita vitale per le sorti del nostro Paese? Da una parte vi è il passato e persino il finto presente e dall’altra la possibilità di voltare pagina e guardare un futuro diverso e non ci vengano a dire che è solo utopia o populismo. (Centro studi politici e sociali della Fidest)

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Il governo dell’onestà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 febbraio 2018

Roma 23 febbraio 2018 dalle ore 9.15 Cnel Viale David Lubin 2 convegno su “Il governo dell’onestà. Come le istituzioni, le imprese e i cittadini possono sconfiggere la corruzione e il malaffare e dare un futuro al paese”. Lo ha dichiarato in una nota stampa il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo Deiana. “L’iniziativa – ha ricordato Stefano AMORE, Direttore dalla rivista giuridica “Nova Itinera. Percorsi del diritto nel XXI secolo” che promuove il convegno in collaborazione con 3M-Italia, Acea, CONFASSOCIAZIONI e Konsumer – si propone di evidenziare l’importanza dei valori nel governo del paese e di stimolare, anche culturalmente, tutte le iniziative in grado di contrastare efficacemente la corruzione, vera piaga sociale fondata, come ha recentemente ricordato il Santissimo Padre, “sull’idolatria del denaro che ferisce la dignità umana”.“La corruzione – ha continuato il Dott. AMORE – viene, spesso, banalizzata, ma la verità è che i fenomeni di corruttela sono alla base dei crimini più ignobili: dalla compravendita dei minori, al commercio di organi umani, a quello delle armi. Per questa ragione – ha sottolineato Fabrizio PREMUTI, Presidente di Konsumer – appare indispensabile fornire ai cittadini, soprattutto a quelli più giovani, una adeguata informazione sul fenomeno e riflettere, attentamente, sugli strumenti normativi e culturali da utilizzare per combattere il fenomeno”.In questa prospettiva, il convegno, a cui parteciperanno esponenti di primo piano del mondo dell’impresa, della magistratura, della politica, delle professioni e dell’associazionismo, intende fare il punto della situazione in Italia e sviluppare una serie di proposte che possano essere riprese dal Parlamento e dal Governo. “Un momento di confronto essenziale per il nostro Paese – ha concluso il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA – affinché si possa delineare la soluzione per uscire dal circolo vizioso di cui la corruzione è il veleno silenzioso”.
Ad aprire i lavori il Presidente del CNEL, Tiziano TREU che sarà seguito dai numerosi relatori che hanno confermato la loro presenza durante la giornata divisa in tre momenti, una sezione di interventi introduttivi e due tavole rotonde coordinate da Stefano AMORE, Direttore Nova Itinere_Percorsi del diritto nel XXI secolo”. La parte introduttiva vede la partecipazione di Mariagrazia PEREGO, Responsabile Ufficio Legale 3M Italia, Cristiana PAOLUCCI, Compliance Manager 3M Italia, Paolo CATALFAMO, Presidente NIAF Italia, Luca Alfredo LANZALONE, Presidente Gruppo ACEA, Francesco TOMASONE, Presidente sezione Corte dei Conti, Angelo DEIANA, Presidente CONFASSOCIAZIONI, l’Avvocato Fulvio SARZANA DI S. IPPOLITO.La prima tavola rotonda “Problemi e proposte di soluzione” vede seduti al tavolo l’Avvocato Guido CARLI, Fausto CARDELLA, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Perugia, Piercamillo DAVIGO, Presidente della seconda sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, Maurizio LUPI, Coordinatore nazionale Noi con l’Italia, Giulia SARTI, Capogruppo 5 Stelle della Commissione Antimafia della Camera, Giuseppe VALENTINO, Presidente Fondazione Alleanza Nazionale, Walter VERINI, Capogruppo PD della Commissione Giustizia della Camera. “Dalla parte dei cittadini” è il tema della seconda tavola rotonda (ore 15.30) cui partecipano Vito Filippo BARONE, Sindaco di Ciminna, Giuseppe BIANCO, Procuratore presso la Repubblica di Roma, Angelo DEIANA, Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Giovanni LIOTTA, Presidente di Federnotai, Flavia MARZANO, Assessore Roma Semplice, Fabrizio PREMUTI, Presidente di Konsumer, Fulvio SARZANA DI S. IPPOLITO, Avvocato, Isabella Maria STOPPANI, Vice Presidente di A.N.A.I.

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Il “Governo del presidente” ci ha già fatto pagare 3miliardi in più sulle bollette

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

quirinaleDi Davide Crippa. Le nostre bollette sono state utilizzate come un bancomat a flusso continuo: in sette anni, Berlusconi e il Pd, hanno caricato sui nostri bilanci familiari 3 miliardi di euro per finanziare le più disparate voci di spesa e più della metà sono stati depredati dai governi Berlusconi. Per l’esattezza il centro destra ha finanziato così, prelevando dalle nostre tasche, le leggi finanziarie del 2005 e del 2006, i provvedimenti per il contenimento della spesa nel 2010 per un totale di un miliardo, 450 milioni e 728 mila euro. Sì, li abbiamo pagati noi, con le bollette. Ma non finisce qui. Il partito di Berlusconi ha votato favorevolmente ai prelievi decisi dal governo Monti. Non rendendocene conto, abbiamo dato soldi per la spending review del 2012, il decreto carceri del 2011, gli aiuti per l’Alcoa, Eurallumina, Portovesme (2011) e abbiamo pagato di tasca nostra, con 500 milioni, anche le sbandierate misure per la crescita del paese volute da Monti e votate da tutti gli altri (Pdl, Pd, Udc). A conti fatti si deve alla compagine di Berlusconi quasi 2 miliardi di euro di aggravio in bolletta. Una batosta di cui magari non ci rendiamo conto mese per mese, ma tirare le somme fa venire i brividi. Anche il Pd ha fatto la sua parte: Letta con il decreto Imu (votato anche dal Pdl) e il governo Renzi con la spending review dà 196 milioni (a spese nostre), gli aiuti all’Ilva e la legge di stabilità del 2015. Promettono, annunciano e prelevano. Tanto il portafogli è il nostro. Ecco cosa ci aspetta col “governo del Presidente” frutto dell’inciucio fra Pd e Forza Italia. (fonte: movimento 5 stelle)

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USB Ilva: cadono le minacce del governo. Il confronto prosegue

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

ilvaLe roboanti quanto inopportune minacce di spegnimento dei forni dell’Ilva di Taranto del ministro Calenda qualora il ricorso presentato dal presidente della Regione Puglia e dal Sindaco di Taranto non fosse stato ritirato sono silenziosamente scomparse, come peraltro avevamo tutti ben compreso, dal tavolo di confronto con ArcelorMittal che si è tenuto oggi presso il ministero dello sviluppo economico.La minaccia di chiudere ilva si è tramutata in una più rassicurante, ma sempre inaccettabile, indisponibilità da parte del governo a convocare le istituzioni interessate alla presenza di Gentiloni. Anche ieri l’incontro ha avuto un carattere esclusivamente interlocutorio. La direzione ArcelorMittal ha esposto il quadro della produzione dell’acciaio a livello globale e le strategie produttive della multinazionale in rapporto alla acquisizione di Ilva. Il confronto proseguirà in sessioni tematiche sui diversi stabilimenti ilva. Su questo punto abbiamo chiesto, senza risposta, di tenere nelle città interessate questi incontri tematici. Al termine dell’incontro il viceministro Bellanova ha sostenuto con vigore e passione la necessità di chiudere quanto prima l’accordo, prefigurando una fase di stretta già ai primi di febbraio. Inoltre la Bellanova ha sottolineato che il protocollo di impegni aggiuntivi, considerato punto di arrivo, firmato da Vincenti e Calenda diventerà operativo solo a fronte del ritiro del ricorso. Prosegue quindi il braccio di ferro sul futuro della città di Taranto e della più grande acciaieria d’Europa.
USB non ritiene vi siano le condizioni per una stretta del negoziato. Sono molti i temi che non solo non sono stati risolti positivamente ma nemmeno affrontati. A partire dall’inesistenza di un articolato piano industriale e dal permanere di 4200 esuberi, fatto per noi inaccettabile. inoltre tutto il percorso negoziale è comunque subordinato alle decisioni che la commissione antitrust assumerà nel mese di marzo. Per queste ragioni chiediamo nuovamente che il governo si assuma l’onere di aprire ad un tavolo con le istituzioni locali, sindacati per elaborare un piano straordinario per taranto.La salute prima di tutto. Pretendiamo soluzioni produttive che cancellino l’uso del carbone per la produzione di acciaio. Il momento di parlarne è ora.

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Scuola: Anief presenta la bozza del decreto legge che ha sottoposto al Governo per riaprire le Gae

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

montecitorioIl giorno dopo lo sciopero organizzato dall’Anief e a seguito dell’alto numero di consensi in termini di adesioni e presenze nei sit-in organizzati dal sindacato nelle maggiori città d’Italia a favore dei docenti in possesso di diploma magistrale cui l’Adunanza Plenaria ha negato il diritto all’inserimento in GaE, lanciata una nuova iniziativa per sensibilizzare tutte le forze politiche al problema e inviare loro la bozza del testo di decreto legge proposto da Anief con la richiesta al Governo di approvarla per riaprire le Graduatorie a Esaurimento con urgenza e sanare anche la posizione dei docenti già immessi in ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La soluzione c’è ed è semplice: riaprire le GaE come già si è fatto nel 2008 e nel 2012 e sciogliere la riserva a quanti hanno già ottenuto l’immissione in ruolo”. Decreto-legge:
Art. 1 Disposizioni urgenti per il corretto svolgimento dell’attività scolastica e per garantire la continuità didattica.
Al fine di garantire la continuità didattica del personale docente in servizio presso le Istituzioni scolastiche dell’intero territorio nazionale, a seguito della sentenza n. 11 del 20 dicembre 2017 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, e nelle more del processo di attuazione del nuovo sistema di reclutamento di cui all’art. 17 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, è disposto per l’a.s. 2017/2018, all’atto dell’aggiornamento, l’inserimento nella terza fascia delle graduatorie ad esaurimento di cui al comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, a domanda, di tutto il personale in possesso di abilitazione conseguita entro la data di conversione del presente decreto. A tal fine, l’art. 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 si interpreta nel senso che hanno diritto all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento gli insegnanti in possesso di un’abilitazione all’insegnamento comunque conseguita, ivi compresi gli insegnanti in possesso del diploma magistrale abilitante conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.
Conseguentemente, è garantita per l’a. s. 2017/2018, nelle sedi di assegnazione, la continuità didattica del personale docente del primo e del secondo ciclo d’Istruzione assunto a tempo indeterminato e determinato con clausola rescissoria in attesa di definizione del giudice di merito, in quanto inserito nelle graduatorie ad esaurimento con riserva, a seguito di provvedimento cautelare del giudice amministrativo o del lavoro, purché in possesso dell’abilitazione all’insegnamento, ivi incluso il diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002. Nel caso di superamento dell’anno di prova di cui ai commi 116 e seguenti della legge 13 luglio 2015, n. 107, anche se intercorso successivamente alla data di conversione del presente decreto, per il personale docente assunto in ruolo con riserva, è disposto il mantenimento in servizio e lo scioglimento della riserva con decorrenza giuridica dal 1° settembre dell’anno successivo alla conferma in ruolo. Sono fatti salvi i servizi prestati a tempo determinato e indeterminato nelle istituzioni scolastiche dal personale di cui al presente comma.Dall’attuazione dei commi precedenti non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Art. 2 Entrata in vigore Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. (n.r. Questi sono fatti e non parole e promesse. Così dovrebbero fare tutti i movimenti e partiti che indicano proposte onerose e non per le casse dello Stato)

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Il governo degli esperti

Posted by fidest press agency su domenica, 7 gennaio 2018

di maio10Quando si dice che il Movimento 5 Stelle non ha la sufficiente esperienza per governare il Paese perché non chiediamo a questi critici, che si considerano degli esperti, cosa hanno fatto per meritarsi tanti onori? Non sono quelli che hanno portato il debito pubblico alla cifra astronomica di 2300 miliardi di euro? Che hanno favorito un’evasione fiscale da oltre 120 miliardi di euro? Che hanno messo in ginocchio la giustizia e umiliato i tutori dell’ordine e della legalità? Che hanno arrecato discredito alle istituzioni con la corruzione e il mal governo? L’Italia è in ginocchio per colpa loro eppure hanno l’improntitudine di erigersi a tutori del buon governo. Se oggi milioni di italiani disertano le urne disgustati da tanto sfacelo e dalla convinzione che ci troviamo al cospetto di una classe politica che ha perso in dignità e fiducia, lo dobbiamo al disastro che hanno combinato e pensano di poter continuare come se nulla fosse turlupinando gli italiani e considerandoli degli gnoccoloni da strapazzare a loro piacimento. E’ tempo di destarsi dal torpore. E’ tempo di prendere coscienza che non possiamo fare a meno della politica perché essa è l’unica strada che abbiamo per migliorarci e progredire e permettere ai nostri figli un avvenire migliore.

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