Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘governo’

“Sos imprese, il governo scongiuri una crisi nell’edilizia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2022

La presidente della commissione Attività produttive della Camera: “Troppi crediti d’imposta da smaltire. L’esecutivo, nel nuovo provvedimento, consenta di poter cedere per quattro volte il credito d’imposta, ed il frazionamento del credito annuale” Firenze, 12 maggio 2022 – “Il Parlamento farà la sua parte con il Governo e migliorerà il testo relativo al credito d’imposta. In questo momento storico, l’esecutivo non può permettersi di affrontare una crisi nel mondo dell’edilizia, che rappresenta la stragrande maggioranza delle Pmi italiane. Il tema è serio perché riguarda migliaia di imprese italiane”. A dirlo è la deputata del Partito democratico, Martina Nardi, in relazione all’ingorgo Superbonus ed ai troppi crediti d’imposta da smaltire che rischiano di creare una crisi di liquidità per le imprese. “Con il recente provvedimento abbiamo fatto passi in avanti sulla possibilità della quarta cessione del credito d’imposta, adesso ci aspettiamo che questa quarta cessione possa diventare la quarta volta e, quindi, si possa da subito far si che le banche vendano ai loro correntisti – spiega Nardi – Inoltre, si renda chiara la possibilità di poter frazionare il credito sia per annualità che per importo”. “Valutare anche la possibilità del prolungamento del credito per poterlo portare in detrazione in un arco di 10 anni, vanno salvaguardati, però, cittadini e imprese evitando l’aumento dei costi bancari. Questo potrebbe sicuramente dare una mano alle aziende che sono in gravi difficoltà” dichiara la deputata del Pd.

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È possibile creare un governo davvero illuminato?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2022

In un periodo di sconvolgimenti geopolitici e venti di guerra come quello che purtroppo stiamo vivendo, capita di chiedersi se le scelte degli uomini non siano dettate più dalla sete di potere individuale o dall’ideologia, che da una reale strategia con un fine preciso, calcolabile e volto al bene comune e alla giustizia. È una domanda, in realtà, che ricorre nel corso della storia: tanto da ispirare il filosofo inglese Thomas Hobbes già nel 1651 a scrivere un libro – Il Leviatano – in cui illustra la sua concezione di uno Stato sovrano, forte e imparziale, capace di governare gli uomini e impedire che si distruggano a vicenda. Per avere la protezione e sicurezza di un tale sovrano illuminato, però, i sudditi devono rinunciare alla libertà personale e lasciarsi guidare in tutto dal tiranno.È evidente che questo modello abbia un limite: l’essere umano è incapace di essere al di sopra delle parti. Di essere impermeabile alle pressioni esterne e di mantenersi obiettivo per sempre. Si nutre di potere e ne vuole sempre di più, in un circolo vizioso dal quale – spesso – si esce solo con una rivolta civile. L’obiettività, però, è una caratteristica tipica di uno strumento che oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, abbiamo a disposizione: l’intelligenza artificiale.Può suonare come una provocazione, non c’è dubbio, ma il cammino verso l’utopia hobbesiana potrebbe passare proprio per l’intelligenza artificiale. L’AI infatti si basa su dei modelli di deep learning che le permettono di immagazzinare moltissime informazioni e avere quindi una visione completa e al contempo dettagliata di ogni situazione che analizza. Questa capacità è importantissima nella formulazione di decisioni che vadano nella direzione del bene comune. Inoltre, l’AI è per sua natura priva di impulsi ideologici ed emotivi che possono influenzare in maniera non ottimale la decisione politica. Si pensi che già adesso l’intelligenza artificiale viene sfruttata per la sua capacità decisionale. Accade in ambiti particolarmente delicati come il sistema giudiziario: In Cina, la Procura del popolo di Shanghai Pudong ha recentemente iniziato ad adoperare una macchina in grado di formulare le accuse per i procedimenti penali. Usato per 8 tipi di crimini, tra cui furto, frodi e guida pericolosa, è in grado di analizzare le indicazioni verbali che riceve su un determinato caso e indicare le accuse più appropriate. Calibrato su più di 17.000 casi accaduti dal 2015 al 2020, è uno strumento che ha dimostrato di funzionare: gli studi hanno rivelato che la sua correttezza nelle scelte è pari al 97%. Non è facile capire quale sia la forma di Stato e di governo migliore per garantire equità, imparzialità e giustizia. Ancora oggi i Paesi più evoluti si scontrano con il concetto stesso di democrazia. Lo abbiamo visto nei mesi passati con le manifestazioni contro il Green Pass (che ormai sembrano così lontane!). Da una parte c’è il diritto di una minoranza di protestare contro una misura che ritiene iniqua, dall’altra parte c’è il diritto della maggioranza a vivere la città in sicurezza. Quale deve essere tutelato maggiormente? Chi ha più diritti e come si deve comportare lo Stato? Sono domande che purtroppo riemergono in maniera molto più forte oggi, con la questione del conflitto russo-ucraino e dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea.

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Carburanti: “Le misure previste ieri dal Governo sono solo un palliativo”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2022

“Sono del tutto insufficienti e inadeguate rispetto all’emergenza in corso. Serviva uno scostamento di bilancio. Ovvio che se si mettono pochi soldi racimolati qua e là non si va molto lontano” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sul fronte bollette la cosa più positiva è l’estensione del bonus sociale da un valore Isee di 8.265 euro a 12 mila, ma è decisamente troppo poco. Inoltre vorremmo capire che succede all’altro bonus, quello per famiglie numerose con più di 3 figli a carico, se resta ancora a 20 mila euro. Da anni, poi, chiediamo che i bonus siano fatti per scaglioni così da avere una gradualità a seconda della composizione del nucleo familiare, dato che 12 mila euro possono bastare per un single ma non certo per una coppia con due figli che con un Isee a 12 mila resta sotto la soglia di povertà assoluta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Quanto ai carburanti, il taglio di 25 cent non basta nemmeno a tornare ai valori pre-guerra. Conteggiando anche l’Iva al 22%, i prezzi si ridurrebbero di circa 30 cent, 30,5 cent. Se consideriamo i dati ufficiali del Mite, secondo i quali la benzina in modalità self service viene venduta in media a 2,185 euro al litro e il gasolio 2,155 euro al litro, i carburanti scenderebbero sotto la soglia di 1,9 euro, ma non tornerebbero nemmeno ai livelli precedenti il conflitto. La benzina, infatti, con la riduzione delle accise arriverebbe a 1,88 euro, quando era a 1,869 nella rilevazione del 28/02/2022, ossia la prima successiva allo scoppio della guerra del 24 febbraio, mentre il gasolio si attesterebbe addirittura a 1,85 euro, quando era 1,740 euro il 28/2″ conclude Dona.

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Unc: Governo mandi Guardia di finanza da petrolieri e distributori

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2022

Secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, la media nazionale del gasolio supera di poco la benzina, posizionandosi sopra i 2,3 euro/l in modalità servito e oltre i 2,2 euro nel self. Il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self sale a 2,217 euro/litro. Il prezzo medio praticato del diesel self cresce a 2,220 euro/litro (venerdì 2,173).”Il Governo mandi la Guardia di Finanza in tutte le società petrolifere e in tutti i distributori d’Italia, a tappeto, per bloccare le speculazioni in corso” chiede a gran voce Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Visto che il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha dichiarato sabato che il mercato specula e che siamo in presenza di una colossale truffa, occorre che il Governo compia gli atti conseguenti e mandi controlli delle forze dell’ordine per verificare chi, lungo la filiera, sta speculando” prosegue Dona.”Abbiamo già chiesto di farlo anche all’Antitrust, nel nostro esposto, chiedendo all’Authority di avvalersi dell’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza e chiediamo di farlo anche alla Procura di Roma, che deve anche sentire il ministro Cingolani come persona informata sui fatti” aggiunge Dona. “Bisogna bloccare immediatamente questi rialzi del tutto ingiustificati e per farlo serve anche una drastica riduzione delle accise. Se fosse irrisoria, infatti, non produrrebbe alcun effetto pratico sull’impennata dei prezzi” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Governo: nulla su carburanti e su energia

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2022

“Grande delusione per le mancate decisioni di oggi del Consiglio dei Ministri che non ha ancora nemmeno iniziato ad affrontare l’emergenza caro carburanti e che, per quanto riguarda l’energia, ha partorito un topolino, visto che l’unico atto concreto sembra essere lo sblocco per la realizzazione di 6 parchi eolici, il nulla cosmico rispetto a quello che andrebbe invece fatto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Le proteste stanno crescendo sempre più e non vorremmo che il Governo intervenisse solo dopo blocchi della circolazione illegali come purtroppo è avvenuto in passato, legittimandoli” prosegue Dona.”Urge uno scostamento di bilancio per affrontare il caro energia e il caro carburanti e per ridurre le accise di benzina e gasolio di 30 cent” conclude Dona.

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Rincari bollette: Dal governo misure insufficienti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2022

«Da gennaio ad oggi l’aumento delle bollette della luce è stato intorno al 131% e quello del gas intorno al 94%. Significa che i provvedimenti che fin qui ha portato avanti il governo sono assolutamente insufficienti. Del resto la priorità dell’Esecutivo è stata convocare il Consiglio dei ministri per occuparsi di concessioni balneari e questo la dice lunga sull’attenzione che hanno verso questo tema. Vedremo che cosa il governo porterà per trovare una soluzione a famiglie che si stanno impoverendo sempre di più e aziende che rischiano la chiusura. Fratelli d’Italia ha fatto le sue proposte come quella di un credito d’imposta pari all’aumento del costo energetico. Intanto, però, il governo potrebbe lavorare sull’Iva: a un aumento delle bollette, infatti, corrisponde un aumento degli introiti dello Stato. ragionevolmente parliamo di 8-9 miliardi e se il governo dice di spenderne 7, di fatto, non sta mettendo niente. Intanto, abbatta l’Iva e poi spenda altre risorse». Lo dichiara in una intervista all’agenzia Vista il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Bollette: Bianchini, servono 30 miliardi e il Governo lo sa

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

«Siamo in piena pandemia economica, il Governo non può negare l’evidenza dei fallimenti, dei locali vuoti, del caro-bollette, degli indicatori che certificano tutto ciò e agire di conseguenza. Il Governo non può tentennare come sta facendo dalla fine dell’estate. Lo stanziamento annunciato di circa cinque miliardi non servirà a nulla, nemmeno a prolungare l’agonia di chi sta per fallire. Il Centro studi di MIO Italia ha stimato la necessità di mettere in campo 30 miliardi di euro. E per fare questo serve uno scostamento di bilancio. Il Governo lo sa, non può non avere queste cifre». Lo ha reso noto Paolo Bianchini, presidente dell’associazione di categoria MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità. «Del resto, se siamo arrivati a questo punto, la responsabilità non è solo del covid, ma soprattutto di scelte politiche miopi e suicide nei confronti del Paese reale. In un’azienda il responsabile di tale debacle sarebbe accompagnato alla porta e nemmeno tanto gentilmente. Nell’azienda Italia, invece, i responsabili continuano a fare danni, mentre le piccole imprese affogano sotto il peso di bollette aumentate anche del 500%, del fisco-vampiro e del fatturato diminuito del 55% e più». «Servono 30 miliardi di euro. Sono tanti, certo, ma questa è la cifra corretta. Tutto il resto sono chiacchiere, fumo negli occhi. Lo sa bene l’Italia che produce, umiliata ogni giorno dall’Italia dei palazzi», ha concluso Paolo Bianchini.

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Scuola: Il Governo cambia le quarantene

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2022

È stato approvato dal CdM il nuovo decreto con le nuove misure anti-Covid per la scuola e sulla durata del Green pass: il decreto è composto da 6 articoli. Le nuove quarantene prodotte sulla base dei consigli del Comitato tecnico scientifico prevedono il passaggio alla Dad in presenza di un numero di contagi sempre più alto; inoltre, la durata della quarantena sarebbe sempre più ridotta, addirittura dimezzata. Gli alunni non vaccinati, invece, manterrebbero la durata di 10 giorni di quarantena: secondo il sindacato Anief si tratta di una vera e propria discriminazione che colpisce dei giovani in formazione, andando a ledere il loro sacrosanto e primario diritto allo studio. “Queste disposizioni confermano tutte le nostre perplessità sulla gestione della pandemia nelle scuole – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché invece di ripartire tutti in Dad dopo le feste natalizie si è preferito riaprire le classi portando in Dad un numero altissimo di alunni, contagiati o reputati contatti stretti. Siccome il numero di casi non è tanto trascurabile così come ha detto il Ministero un paio di settimane fa, ora si alza il numero di contagi. Ma in questo modo si mette ancora più a rischio la salute di chi sta nelle scuole, personale compreso. Anche perché è assodato che le vaccinazioni obbligatorie volute sempre dal Governo non servono a evitare il Covid e nemmeno a non trasmetterlo. Così – conclude Pacifico – invece di ammettere l’errore, aumentare gli spazi e il personale, dimezzare il numero di alunni per classe, adesso il Governo sta peggiorando la situazione”.

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“Il governo della città di Roma dimentica gli ultimi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2022

Il bilancio in approvazione in Assemblea capitolina parla tristemente chiaro. Da una parte Gualtieri e i suoi tirano fuori dal cilindro della peggiore politica fondi su fondi per le iniziative dei loro compari di giunta del litorale nel X Municipio, offrendo tante prebende per la politica e non trovando nemmeno un euro bucato per i mercati sociali. Insomma, stanno azzerando gli ammortizzatori per sostenere i più deboli in un momento dove dovremmo invece raddoppiarli. Da una amministrazione che si dichiara progressista e attenta alle dinamiche sociali e umanitarie ci saremmo aspettati ben altro: ma evidentemente il Pd non smette mai di mostrare e approfondire il suo lato peggiore, più oscuro”. Così in una nota Paolo Ferrara, consigliere in Campidoglio del M5S e vicepresidente dell’Assemblea capitolina.

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Trasporti. FdI: MIMS e Trenitalia ripristino normalità servizi. Governo ha abbandonato settore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2022

“Fa sorridere la dichiarazione del presidente della Commissione Trasporti alla Camera in merito alla richiesta di ‘strategia che deve adottare il MIMS sul tema del trasporto ferroviario regionale e nazionale’. Fratelli d’Italia lo ha denunciato da tempo: il settore del TPL è in grave affanno e questo governo non lo ritiene centrale nella propria agenda così come il trasporto ferroviario regionale, asset strategico per la mobilità dei tanti pendolari che si spostano per andare a lavorare o per gli studenti che si recano a lezione. Trenitalia, di par suo, non ha proceduto ad alcun intervento dopo che avevamo segnalato la possibilità di scioperi e disagi per gli utenti. Quanto sta accadendo in questi giorni in relazione all’elevato numero di soppressioni disposte da Trenitalia non è più accettabile, visto anche la normale ripresa delle attività lavorative e scolastiche. Fratelli d’Italia denuncia da tempo la grave crisi che attanaglia il settore ed invita MIMS e TRENITALIA a ripristinare prontamente la normalità dei servizi programmati, nel rispetto delle regole per il personale attraverso una ridefinizione del coefficiente di sostituzione degli assenti ed una profonda revisione del piano di gestione del personale (miglioramento del sistema ferie, riequilibrio dei carichi di lavoro, rispetto della squadra minima di scorta)”. È quanto dichiarano il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, capogruppo in Commissione Trasporti e Responsabile Nazionale del Dipartimento Trasporti di Fratelli d’Italia, e Marco Carmine Foti, dirigente nazionale del Dipartimento Trasporti di Fratelli d’Italia.

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Scuola: i governi non hanno fatto nulla e ora si vuole gestire la pandemia come se fossimo al “mercato”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2022

Il Governo aveva promesso di ridurre il rapporto alunni-insegnanti per classe, di revisionare le attuali regole sul dimensionamento e l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto. Non è stato fatto. E adesso, con i casi Covid alle stelle, paghiamo pegno. Come se non bastasse mandiamo gli alunni in classe con molti più contagi e ci inventiamo la gestione dei casi in base all’età e al numero dei contagiati: no, non siamo al mercato. A dirlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di una diretta Facebook a commento dell’incontro appena concluso con il ministro dell’Istruzione, durante il quale lo stesso Patrizio Bianchi ha confermato che domani ci sarà il Consiglio dei ministri e che quella sarà la sede per prendere le decisioni sul rientro a scuola.Il ministro si è detto pronto a realizzare un cronoprogramma di incontri su diverse questioni aperte. Sempre il ministro ha tenuto a lodare l’operato del Governo, che ha stanziato 900 milioni sulla scuola, anche per la valorizzazione del personale e per l’organico Covid, per il dimensionamento, per le scuole paritarie, il supporto psicologico. Mentre per quanto riguarda l’atto di indirizzo si è detto pronto a inviarlo all’Aran per il rinnovo del contratto, oltre che pronto a incontrare le organizzazioni sindacali per discutere della Formazione obbligatoria, uno dei pilastri del PNRR, quindi del personale e del reclutamento che è un altro dei pilastri del Recovery plan.Il presidente Marcello Pacifico ha replicato chiedendo di “ottemperare all’impegno ancora rinnovato nel maggio scorso, con il Patto per la Scuola”. Il leader dell’Anief ha spiegato che la prima cosa importante da fare è una legge sulla scuola con risorse adeguate: “abbiamo ricordato al ministro – ha detto Pacifico – della inconsistenza dei 900 milioni stanziati rispetto a 10 miliardi di tagli negli ultimi 13 anni. Poi ci sono i 30 miliardi del Pnrr, dei quali finora non se ne sono visti neanche uno. Dovevano servire a rivedere il rapporto alunni insegnanti, anche alunni personale ATA, ma ancora ad oggi non c’è non c’è niente. Ecco perché ci aspettiamo che si faccia una legge con all’interno la volontà di rivedere gli organici e il rapporto alunni-insegnanti e alunni per classe”. Il sindacalista autonomo si è quindi soffermato sull’inutilità, alla resa dei conti, del possesso del Green pass da parte del personale, come quello della vaccinazione dei lavoratori: possono essere 80mila come uno, questi dipendenti della scuola non andavano sospesi, perché non serve.

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Bollette energia. Si procede disuniti verso il caos? Governo, batti un colpo!

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2021

I rincari stellari delle bollette energetiche (essenzialmente gas) sono diventati luogo di verifica della capacità del governo. Che, a nostro avviso, è impegnato ma ha i mezzi limitai e non all’altezza dell’emergenza (riduzione leva fiscale), che fra qualche settimana esploderà più di quanto già non lo sia.L’unico mezzo che il governo avrebbe sarebbe quello di organizzare l’emergenza e cominciare una campagna pubblicitaria per coinvolgere l’utenza. Il resto sono chiacchiere.Vediamo cosa accade. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, saltella tra Roma e Bruxelles senza risultati tangibili. Quando si ferma e conversa con qualche giornalista, azzarda cose tipo “nucleare pulito”, “gas del mar Adriatico, della pianura Padana e di alcuni territori del sud Italia”. Gli fanno ecco alcune associazioni ambientaliste che, dicendo a loro modo il vero, non propongono nulla: nucleare non se ne parla, estrazioni gas sono pericolose per i territori e quantitativamente marginali, solo le energie alternativa POTRANNO garantire. Intanto Confcommercio lancia l’allarme che tutti conoscono: ci avviamo verso un buco di 11 miliardi sulle famiglie e con un impatto di oltre il 40% per le imprese. Alcune associazioni di consumatori si dicono pronte nel 2022 ad un maxi sciopero delle bollette: “Se interventi del Governo non eviteranno stangata inviteremo famiglie ad autoriduzione delle bollette di luce e gas”…. Sembra che vivano su un altro Pianeta…. Un quadro esplicativo della drammaticità in atto. Coi vari attori che non sanno cosa dire per l’immediato (ambientalisti) o non hanno capito che il Governo sta già dando il massimo (consumatori) o il ministro che sembra parli ad un convegno sul futuro dell’energia e non consideri la sua funzione esecutiva.Un contesto in cui al primo posto occorrerebbe “fare squadra”, ma ognuno va a ruota libera credendo che portando acqua al proprio mulino, siccome loro sono bravi e buoni ed hanno la ricetta pronta, “puf” tutto si risolve.Ma non è così.Il gas non c’è oggi e non ci sarà domani. Forse dopo-dopo-dopodomani, ma dipenderà dagli equilibri geopolitici che, Germania e Unione europea in testa, riusciranno a determinare per avere (come tampone, ma di una certa durata) il gas russo. E oggi il presidente Russo Vladimir Putin lo ha anche detto: voi europei vi siete creati la crisi da soli, perché il gas c’è, basta solo trattare con me….. che – aggiungiamo noi – non voglio che mi diate fastidio, per esempio, nel limitare gli approcci dell’Ucraina all’Ue.Il problema, nella temporaneità, è quindi SOLO politico.Ma nel frattempo che lo lasciamo gestire ai politici che hanno capacità e potere per dialogare con la Russia, che facciamo?Noi crediamo che non ci siano alternative a farsi meno danni, con una migliore e più parsimoniosa organizzazione di quanto abbiamo. Sì che nessuno muoia di freddo o per eccessivo consumo di cibo non-cotto, e in modo che le imprese che creano servizi e prodotti del nostro quotidiano non siano “costrette” a far lievitare alle stelle qualunque loro realizzazione.La realtà (e non più il rischio come timidamente qualcuno comincia a riconoscere) è simile all’emergenza covid. E occorre comportarsi di conseguenza: provvedimenti, campagne di informazione, interventi mirati contro sprechi e abusi. Qualcosa che può fare solo il governo – pur lodevole e auspicabile la capacità di ognuno di ridursi il danno da solo, a cominciare da queste feste di Natale.COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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Il governo mortifica la magistratura onoraria

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2021

“Il governo, con un emendamento vergognoso che equipara la magistratura onoraria al personale amministrativo, compie un’operazione che mortifica la funzione giurisdizionale dei quasi cinquemila giudici onorari, veri e propri riders della giustizia, lasciati finora senza alcun tipo di tutela. Eppure il governo sa benissimo che senza il loro apporto la giustizia in Italia semplicemente si fermerebbe. Inaccettabile, inoltre, la pretesa di sottoporre ad un esame di ammissione magistrati onorari che esercitano la loro funzione da 10, 15 o 20 anni. Incostituzionale, infine, la norma che impone di rinunciare a tutti gli arretrati connessi ai diritti retributivi previdenziali ed assistenziali contestualmente alla presentazione della domanda di assunzione”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, vicepresidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, intervenendo in aula sulla legge di bilancio.”Questa manovra – sottolinea Balboni – è frutto di una inaccettabile compressione dei tempi. In questo, anzi, il governo Draghi è riuscito a fare peggio persino del governo Conte”. “Fratelli d’Italia – conclude Balboni – ha compiuto coerentemente il proprio dovere, ottenendo anche alcuni importanti risultati, come ad esempio l’istituzione del fondo di solidarietà di 10 milioni di euro a favore dei proprietari di case occupate abusivamente oppure le garanzie in caso di malattia o infortunio dei professionisti”.

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Bollette energetiche. L’impegno del Governo. Dalle parole ai fatti?

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2021

“Sul fatto di dovere procedere a una rapida risposta a questi aumenti non c’è assolutamente nessun disaccordo” a livello Ue. “La Commissione europea sta lavorando da parte sua, noi dobbiamo anche lavorare a livello nazionale. Quindi il sostegno alle imprese, alle famiglie per questi aumenti del gas ci sarà e se necessario, come sembra, oltre quello che è stato già deciso”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante la conferenza stampa di fine anno.Belle e giuste parole, sicuramente sentite. Ma in pratica?In Unione europea, dove l’Italia come attore esiste solo in quanto membro autorevole della Commissione ma non certo decisore nazionale, la crisi è generalizzata: – Francia. Quattro reattori nucleari hanno chiuso. Energia importata e riattivazione di centrali a petrolio; – Germania. Alcuni reattori hanno chiuso. Le forniture dalla Germania (gasdotto Yamal), sono interrotte; – il prezzo all’ingrosso del gas ha raggiunto livelli record; – alcune navi cisterna di gas naturale liquefatto (Lng) in rotta verso l’Asia, hanno cambiato rotta dirigendosi in Ue. – il gasdotto russo Nord Stream 2 (via Germania) è sempre in alto mare e, se va bene, se ne parla per il 2023. Le ricadute su tutti i settori produttivi (e non solo il consumo domestico) sono già tangibili e con prospettive pessime. In Italia, tra provvedimenti in essere, quelli futuri e quelli auspicati, ci avviciniamo alla storno di oltre una decina di miliardi dalla specifica fiscalità delle bollette energetiche, in un crescendo che fa venire dubbi sul crack della fiscalità generale su cui grava questo storno,.I consumatori domestici sono ancora abbastanza tranquilli: gli aumenti partiti da ottobre e già tamponati non hanno al momento provocato numeri pazzeschi sulle loro bollette. Il tutto è in essere, in un crescendo che dovrebbe esplodere nei primi mesi del 2022, e non solo sulle bollette, bensì su tutta l’economia. Ora ci godiamo il “sonnifero” delle feste di fine anno ponendo, giustamente, più attenzione al covid che non ai consumi energetici. Ma dopo? Cosa sta facendo il governo per gestire questa emergenza che è per esplodere? E’ stato preparato un piano di resistenza come per il covid o arriveremo in ordine sparso all’ultimo momento, con i classici e insufficienti provvedimenti emergenziali? E’ in atto, per esempio, una campagna di informazione sul risparmio energetico sì da ridurre il danno a partire dalla quotidianità dei consumatori… oppure siamo nell’orgia delle luci natalizie e si teme che farle venire meno possa creare più danni della non-energia dei prossimi mesi? I fatti del governo ci sono, e siamo consapevoli che sono intelligenti quanto insufficienti. Non chiediamo a vanvera altri miliardi (che non ci sono), ma il coinvolgimento emergenziale di tutta la popolazione. Siamo stati abbastanza bravi col covid, e niente ci dice che non possiamo essere altrettanto bravi con il gas. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC: http://www.aduc.it

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Il governo del Sudafrica non vuole che Lalela Mswane partecipi alla kermesse di bellezza di Tel Aviv

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Lo ha ha dichiarato ufficialmente. Senza usare mezzi termini, il partito di governo l’African National Congress ha provato a convincere gli organizzatori del concorso sudafricano a non far partecipare Lalela Mswane alla kermesse di bellezza di Tel Aviv, che hanno rispedito al mittente la richiesta, sostenendo che un concorso di bellezza “non è un evento politico”.Secondo gli organizzatori, infatti, lo Stato Ebraico è stato scelto per la sua:“Ricca storia, i bei paesaggi, la molteplicità di culture e il suo fascino come destinazione turistica globale”.La strumentalizzazione politica di un concorso di bellezza non è nuova e non una prerogativa sudafricana.Già nel 2017, Miss Iraq Sarah Idan, fu pesantemente attaccata e fu costretta a lasciare il proprio paese, rea di aver fatto un selfie con l’allora Miss Israele Adar Gandelsman durante il concorso per Miss Universo 2017.Proprio Sarah Idan è intervenuta sulla vicenda che sta vedendo protagonista la sua collega sudafricana.Sarah Idan ha spiegato a The Algemeiner:“Desidero avvertire le reginette di bellezza di prepararsi a un esercito di bot che probabilmente molesteranno i loro post sui social network mentre saranno in Israele con hashtag del tipo ‘fine dell’occupazione’ e ‘Palestina libera’. Non devono preoccuparsi, quelle non sono nemmeno persone reali, ma account falsi usati da alcuni propagandisti per intimidirle. È una tattica a buon mercato per cercare di metterle a tacere. Continuate semplicemente a fare quello che state facendo. Restate fiduciosamente belle”.Sarah Idan sta dicendo che dietro a questa campagna dell’odio ci sono degli account falsi, che fanno propaganda contro Israele. Una sorta di piccola industria social alla mercè di chi vuole boicottare lo Stato ebraico. Tanto per confermare che la “resistenza” palestinese ha molti mezzi, anche tecnologici, per combattere la sua battaglia, che in realtà dovrebbe avere come obiettivo le leadership palestinese, le quali si arricchiscono alle spalle del loro popolo.

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Scuola: il “bla, bla” delle promesse governative

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2021

Per le oltre 8mila scuole italiane il personale aggiuntivo è ossigeno puro. Non la pensa così, però, chi governa i nostri istituti scolastici e nemmeno l’esecutivo Draghi, perché – dice Marcello Pacifico, leader dell’Anief – “sugli organici, in legge di Bilancio, non c’è alcuna proposta sul reclutamento, nonostante nei fondi del Pnrr l’Europa chiedeva all’Italia di presentare una riforma sul reclutamento entro dicembre. Noi ci aspettavamo un tavolo su questo argomento. L’ultimo incontro risale a settembre, senza ad oggi soluzioni concrete rispetto alla paga della precarietà”.Quello che è accaduto con le immissioni in ruolo della passata estate, come pure nelle due precedenti, è più che sufficiente per comprendere la mancata volontà a cambiare le cose: “abbiamo assunto – ricorda il sindacalista – 80mila docenti quest’anno, ne sono rimasti quasi 40mila fuori e abbiamo chiamato 180mila supplenti per far funzionare le nostre scuole”. Per evitare il ripetersi di questo fenomeno, incompatibile con le esigenze delle scuole, Anief ha proposto una soluzione semplice: ripristinare il doppio canale di reclutamento e reclutare, quando le Gae sono esaurite, dalle Gps di prima e seconda fascia, e in caso non si sia in possesso di abilitazione, di fare in modo di organizzare dei corsi che possono essere frequentati da chi non ha abilitazione per conseguirla e avere confermato il superamento dell’anno di prova”.Rimane in vita, infine, anche il problema dei supplenti introvabili per alcune classi di concorso, in particolare ingegneri: Pacifico la definisce un’altra “anomalia del nostro sistema che ha trovato conferma nell’ultimo concorso Stem. In alcune regioni non c’erano candidati, dall’altra parte ci sono candidati idonei che in questo momento non possono essere assunti pur avendo superato le prove. Abbiamo sempre lottato come Anief per il riconoscimento degli idonei. Tutto il sistema va revisionato”.

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Il governo polacco in anossia. La finta riforma della giustizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

Eravamo convinti che l’altitudine di Varsavia fosse di 100 metri, evidentemente ci sbagliavamo perchè il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, deve soffrire di anossia, ovvero di mancanza di ossigeno dovuta all’altitudine elevata della capitale, visto che in un’intervista al Financial Times, accusa la Commissione europea di voler iniziare “la terza guerra mondiale”. Donald Tusk, presidente del Partito popolare europeo (Ppe), e leader di “Piattaforma civica”, il principale partito dell’opposizione in Polonia, in un tweet, ha commentato: “In politica la stupidità è causa delle più gravi disgrazie.” Come noto lo scontro tra Polonia e Commissione europea riguarda lo Stato di diritto violato dalla Polonia con le ultime decisioni della Corte Costituzionale infarcita di nomine governative – che ha, su ricorso del governo, sentenziato la primazia della legge polacca su quella europea; della serie facciamo come ci pare e non rispetteremo le decisioni comunitarie, pur facendo parte della Ue e sottoscritto il Trattato costitutivo ben 17 anni fa, però vogliamo i fondi europei: 36 miliardi del Recovery e 120 miliardi di fondi strutturali. Da rilevare che la Polonia è sempre stata beneficiaria netta dei contributi europei (versa meno di quel che riceve). Insomma, la Ue è il bancomat della Polonia, secondo i loro governanti. Ora, il governo polacco offre un ramoscello (finto) alla Commissione europea prevedendo una modifica della Camera disciplinare, che serviva ad allontanare i magistrati scomodi, serve ma anche a limitare i poteri della Corte Suprema, limandone i poteri di cassazione e subordinandola alla Corte Costituzionale che, come scritto, è infarcita di nomine governative. Certo è che di furbi il mondo è sempre pieno.Primo Mastrantoni, Aduc

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Il Governo sta valutando la nomina di un Inviato speciale per la libertà religiosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2021

Gli onorevoli Paolo Formentini, Eugenio Zoffili e Vito Comencini, con un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Affari esteri della Camera, ieri hanno chiesto al Ministro Luigi Di Maio se il Governo sia intenzionato a istituire la carica di Inviato speciale per la tutela della libertà religiosa. Tale carica, hanno sottolineato i tre deputati, nel nostro Paese avrebbe lo scopo di confermare che il diritto di professare liberamente la fede religiosa, riconosciuto dall’articolo 19 della Costituzione italiana, non è valido solo a livello nazionale ma deve essere promosso in ogni sede internazionale quale diritto inviolabile di ciascuno. L’atto parlamentare è particolarmente opportuno perché l’istituzione o la riattivazione della carica di ambasciatore per la libertà religiosa è ormai una realtà in un numero crescente di nazioni, quali Danimarca, Paesi Bassi, Stati Uniti, Norvegia, Finlandia, Polonia e Regno Unito. In Germania è stato nominato un Commissario per la libertà religiosa nel mondo.Il sottosegretario Manlio Di Stefano, dopo aver ricordato che la richiesta di nominare un Inviato speciale per la libertà religiosa era stata sottoposta al Governo anche da Aiuto alla Chiesa che Soffre, ha risposto che, alla luce del tradizionale impegno italiano in materia di diritti umani, la proposta è attualmente alla valutazione della Farnesina. Aiuto alla Chiesa che Soffre ringrazia sia gli onorevoli Formentini, Zoffili e Comencini per la sensibilità dimostrata nei confronti delle comunità oppresse per le violazioni della libertà religiosa, sia il Governo il quale, nella persona del sottosegretario Di Stefano, ha fornito rassicurazioni. ACS auspica un esito positivo delle valutazioni in corso affinché l’Italia possa fornire quanto prima un segnale politico e istituzionale chiaro e inequivoco a tutela di questo diritto fondamentale attualmente violato in 62 dei 196 Paesi sovrani del mondo.

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Unsic: “Energia più cara: necessario un intervento del governo”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2021

“Dal prossimo primo ottobre la spesa per le bollette elettriche potrebbe aumentare del 40 per cento ‘per congiunture internazionali’, come ha annunciato il ministro della Transizione ecologica, Stefano Cingolani nel corso di un convegno a Genova.È bene innanzitutto evidenziare che questa notizia, colpendo individualmente tutti gli italiani, nessuno escluso, surclassa ogni altro tema, anche polemico, che tiene banco nell’agone politico. Secondo stime attendibili, infatti, la spesa media maggiore in un anno si aggirerebbe intorno ai 500 euro.Se da un lato ci si compiace per i nuovi potenziali investimenti generati dal Recovery Fund, dall’altro un salasso del genere è l’unico elemento concreto che gli italiani rilevano direttamente nei propri bilanci individuali.Crediamo sia opportuno, specie in questa fase emergenziale non ancora terminata, che il governo si adoperi per mitigare questi aumenti, ad esempio dando una sforbiciata agli oneri di sistema che incidono fortemente sulla bolletta elettrica o tagliando l’Iva”. È quanto esprime in una nota Domenico Mamone, presidente del sindacato datoriale Unsic con oltre tremila uffici in tutta Italia, che preannuncia il proprio sostegno ad iniziative per richiedere la mitigazione delle bollette.

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Due notizie importanti: il governo in Afghanistan e l’inizio del processo “Bataclan”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

a) Si è formato il governo in Afghanistan: il primo ministro è un terrorista e il ministro dell’Interno, cioè della polizia, è un terrorista. b) Oggi inizia il processo per l’attentato terroristico al teatro Bataclan di Parigi, che provocò 130 morti. Dobbiamo preoccuparci? Sì, perché gli attentati terroristici possono avvenire ovunque, anche in Italia e il governo afghano, guidato da terroristi, non può che rinvigorire le posizioni delle organizzazioni terroristiche sparse in Europa e nel Mondo. La risposta non si può dare in ordine sparso, serve una soluzione comunitaria, anche militare, perché è in gioco la sicurezza di tutti. In verità, qualcosa si è fatto negli anni passati con una iniziativa per la integrazione delle forze militari e con lo stanziamento dei relativi fondi. Alcuni Paesi comunitari, però, sono riottosi e, allora, occorre che quelli convinti della iniziativa procedano autonomamente. Non possiamo aspettare il “pugno” terroristico, dobbiamo, invece, prevenirlo. Dobbiamo costituire, al più presto, una forza armata europea. Primo Mastrantoni, Aduc

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