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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘governo’

Il governo dell’occidente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 ottobre 2022

di Vincenzo Olita. A dar retta ai leader politici di minoranza una loro affermazione avrebbe significato un massiccio mutamento della società, con la soddisfazione di bisogni e necessità, dello stesso tenore le garanzie della maggioranza: insomma, un corale preavviso di felicità. Allora, un’inevitabile retorica s’impone: ma dove erano finora? Esattamente dove sono, con le stesse capacità, intuizioni strategiche, visioni del mondo ma, soprattutto, con gli stessi vincoli, dipendenze culturali, subordinazioni economiche-politiche, assoggettamenti e sottomissioni anche psicologiche verso potentati globali. Fino alla svolta del secolo avremmo parlato di commistione tra politica e poteri forti, quando la prima s’interfacciava dialetticamente con la grande industria, i suoi interessi e i suoi sottoprodotti, come l’informazione cartacea, con le convinzioni Vaticane, con gli USA e le sue utilità planetarie. Un intreccio in larga parte superato, la Chiesa vive di relativismo, non più di certezze, il capitalismo industriale è surclassato dal globalismo finanziario, l’informazione protesa solo nella sua servizievole funzionalità alla politica, tutti per un consolidato sovranismo dell’europeismo burocratico: prosegue la visione imperiale USA indebolita, però, anche dalle trasformazioni al suo interno. Già, il mutamento delle governance, una costante nella storia dell’umanità, che con il trascorrere dei secoli è sempre meno palese, trasparente e soprattutto comprensibile. Benjamin Disraeli, Primo ministro del Regno Unito dal 1874 al 1880, già diceva: Il mondo è governato da tutt’altre persone che neppure immaginano coloro il cui occhio non giunge dietro le quinte. Club esclusivi tra chi persegue obiettivi ed interessi comuni sono stati caratteristica della storia dell’Umanità. Tralasciando Mondo antico e Medio Evo, la nascita della Massoneria, nel primo ventennio del ‘700, è il primo rilevante esempio di una struttura esclusiva tesa al cambiamento di specifiche articolazioni della Società. Nel 1954 l’Occidente su iniziativa di David Rockefeller vide la nascita del Gruppo Bilderberg il cui interesse inizialmente era per la strategia militare, oggi per geopolitica e tecnologia. Nel 1973 nasce la commissione Trilaterale, circa 400 membri americani, giapponesi e europei, su iniziativa dello stesso David Rockefeller, già presidente della Chase Manhattan Bank. Il club si occupa particolarmente di governo ed istituzioni globali, di commercio internazionale, energia, clima. Una rilevante attenzione viene riservata da ambedue i club all’integrazione europea. Non a caso il Trattato di Lisbona del 2007 che istituì la Comunità europea, fu fondamentalmente istruito, nelle sue linee generali, in ambito Trilaterale. Mario Monti, Enrico Letta, Mario Draghi, John Philip Elkann, sono tra i nomi italiani che ricorrono in questi club, poi le banche Goldman Sachs, Barclays e naturalmente la J. P. Morgan che ha visto nella sua dirigenza e consulenza proprio Monti, Prodi e Draghi. Certamente non è un caso che nella seconda repubblica i Presidenti del Consiglio non solo devono essere membri di esclusivi club ma anche provenienti dal board o dalla consulenza della banca d’affari americana. I curricula dei politici del dopoguerra non fanno potere, la residenza del potere è cambiata, non è più nei ministeri incapaci di parlare del futuro o nella miriade di strutture, sovrastrutture e inutilità, spesso in conflitto tra loro, ma tutte protese a gestire quotidianità senza orizzonti, pronti a mobilitarsi per la prossima competizione elettorale. Il potere, intendendo capacità e strumenti per la costruzione del futuro, non è più nel Parlamento esautorato nella funzione primaria di fucina di idee ed elaboratore di visioni. Parlamento: una residenza triste in cui non vi è entusiasmo né gioia per una politica politicante funzionale ed utile solo al chiacchiericcio da lavanderia della nostra informazione. Con il XXI secolo il pianeta, nel suo versante occidentale, ha visto l’affermazione di un élite finanziaria in larga parte statunitense che disponendo di colossali risorse, i primi venti patrimoni equivalgono al Pil italiano, partendo dal presupposto di dover implementare la loro missione, quella di orientare visioni del mondo, stili di vita, la società nel suo complesso e il futuro della stessa Umanità, hanno ritenuto di dover operare, in particolare attraverso la filantropia, per influenzare quotidianità, rapporti sociali, politiche governative e strutture statali per il disegno di un nuovo mondo globalizzato e dal pensiero unico. E’ quello che Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum di Davos, ha chiamato la Grande Narrazione in cui avverte: “I politici sono incapaci di offrire governi rappresentativi ed efficienti, noi come essere umani continuiamo ad avere la possibilità di dare forma al mondo che vorremmo”. È l’effettivo Manifesto del Forum, finanziato da circa un migliaio di soggetti tra multinazionali, banche d’affari e fondazioni delle famiglie tra le più abbienti del pianeta. Un concentramento del gotha economico-finanziario che periodicamente s’interfaccia con i vertici politici e dove prendono corpo e si propagano globalmente politiche, orientamenti e indicazioni. Ridotta ad asse di trasmissione la politica dell’Occidente ha un ruolo ripetitivo della progettualità altrui, progettualità che presuppone tre priorità: un mondo più resiliente, più inclusivo, più verde. Resilienza, divenuta irritante parola d’ordine, vuol significare che ad ogni crisi si accompagna un’opportunità, quindi, se tutto è resilienza, ogni crisi può presupporre una falsa speranza e per le nostre illusioni già si lavora ad un Consiglio mondiale della resilienza. Per Schwab, poi, non dobbiamo evitare i rischi perché benefici per le società affinché possano progredire e prosperare. Per alcuni aspetti potrebbe sembrare un chiacchiericcio planetario che ha surclassato il chiacchiericcio domestico, ma il Forum vede il coinvolgimento di troppi qualificati decisori per essere derubricato ad un’agorà culturale. Il cammino intrapreso disegna un triste scenario per l’Umanità, almeno per quella occidentale, il Grande Reset per cui lavora Schwab, avviato e favorito con il Covid -19, ci riserva una predisposizione alla felice accoglienza per crisi e rischi, un asfissiante martellamento sulla transizione ecologica, entusiasmante solo per gli studenti e i loro scioperi per il clima del venerdì che riducono la loro settimana a quattro giorni. Con la Quarta rivoluzione industriale annunciata da Davos, in cui robotica, intelligenza artificiale, veicoli autonomi, biotecnologia, ci assicurano un mondo più inclusivo e sostenibile, dove le stesse distanze tra ambienti fisici e biologici tenderanno al decremento. Siamo alla tecnologia per il miglioramento biologico della specie, siamo sul cammino del Transumanesimo. “Non avrai nulla e sarai felice”, anticipa Schwab ai prossimi cittadini del mondo indirizzati verso il veganesimo e il consumo di carne sintetica, e sì, la governance mondiale necessita di un controllo sociale che si va affermando in virtù di una falsa amorevolezza di chi prospetta un mondo migliore anche favorendo una malthusiana riduzione della popolazione. Una ristretta élite finanziaria, in sintonia con organismi sovranazionali, pensiamo all’Agenda 2030 dell’ONU, al WTO – Organizzazione Mondiale del Commercio, all’OMS, al FMI, alla Commissione europea – con banche d’affari, l’informazione globale, le big-tech, ambienti politici e statuali, in virtù di una percezione della propria onnipotenza associa una riconsiderazione di un degenerato capitalismo planetario al futuro delle genti il cui destino terreno non è più nelle mani né di Dio né del tradizionale Cesare. A Davos si elaborano progetti e ci si adopera per il disegno del mondo migliore. Per lo stesso obiettivo, una strategica e diffusa operatività viene espressa dai guru della finanza, dai padroni delle big-tech, dai controllori delle piattaforme digitali, dalle Fondazioni di famose dinastie. Warren Buffett, Mark Zurkerberg di Facebook, Jeff Bezos di Amazon, Tim Cook di Apple, la dirigenza di Google, George Soros, le Fondazioni Bill & Melinda Gates, Ford, Bloomberg, Rockefeller, Walt Disney, Rothschild e la Open Society Foundations, dello stesso Soros, che il 16 settembre 1992 con un attacco finanziario costrinse la lira ad uscire dallo SME, si adoperano, quotidianamente, per l’affermazione di un patologico cosmopolitismo ammantato di un relativismo teso al superamento della tradizione anche con la cultura della cancellazione. Soros, in particolare, lavora per una Società Aperta, malintesa interpretazione della fondamentale concezione di Karl Popper, che nella visione globalista, è il contenitore in cui si allentano i legami di comunità e gli stessi rapporti umani: coniugi, parentele, amicizie ed altri vincoli saranno, semplicemente, sostituibili. Dalla persona ad isolati atomi: questo il traguardo che si auspica per l’Umanità con la capacità finanziaria di miliardi di dollari ammantata di una veste filantropica. Centinaia di ONG influenzano e condizionano, in svariati settori, governi, parti politiche, istituzioni, dall’OMS all’ONU con le sue diramazioni. In questo quadro, ad esempio, si inscrive la minore rilevanza nell’insegnamento delle materie tradizionali a favore di competenze non cognitive, introdotte anche nella scuola italiana con una legge dello scorso gennaio, votata all’unanimità, e la valutazione espressa da una commissione ONU che, sulla spinta globalista, ha sancito il lavoro domestico delle donne come forma di schiavitù. Sempre la Open Society Foundations ha finanziato in 5 anni una Fondazione di Gesuiti con 1,700 ml di dollari ed altre organizzazioni progressiste cattoliche con il dichiarato intento di far uscire la Chiesa dal Medioevo; così come è attivissima nel sostenere l’emigrazione dal nord Africa attraverso sostanziali contributi di mezzi e personale. Stati e confini, infatti, non avranno cittadinanza nella Società Aperta. A vario titolo, OSF interviene in 120 Paesi dove interessi e visioni della finanza globale incidono nella quotidianità delle Genti e della politica. Nella legislatura 2014-19, Soros ammise l’affidabilità di 226 Eurodeputati su 705. Nessuna meraviglia, allora, se l’elezione di Macron fu supportata da Goldman-Sachs 2.145 Ml, Soros 2.365 Ml Rothschild 976 mila per complessivi 5.486 Ml di dollari. La filantropia sorosiana non ha trascurato il finanziamento alla tenera Greta Tintin Thunberg e più modestamente alle Sardine bolognesi, ma la vera attenzione in Italia è per la ex pannelliana Emma Bonino e il suo strumento politico +Europa, che ben s’interfaccia con l’europeismo della Commissione europea e culturalmente con Davos. Dai finanziamenti al Centro Europeo per la legge e la Giustizia, in collaborazione con la Fondazione di Bill Gates, al Consiglio d’Europa, alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, alla Corte Penale Internazionale si deduce il livello di penetrazione della finanza globalista nelle istituzioni giudiziarie europee. Personaggi politici e mezzi di comunicazione di rilevanza mondiale, come quelli supportati da Bill Gates (BBC, NBC, CNN, Financial Times, The Guardian, Der Spiegel, Le Monde, El Pais) al Washington Post di Jeff Bezos, al New York Times di Gregg Sulzberger, ai domestici Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX degli Agnelli, sono gli strumenti indispensabili alla persuasione e al coinvolgimento di massa tramite il politicamente corretto, in nome e per conto del reset e della mondialista Società Aperta. La filantropia finanziaria si concretizza poi su sempre interessati interventi: ad esempio, nella Banca Mondiale, nelle agenzie dell’ONU come Unesco, UNCHR e Unicef, in Save the Children, nel supporto a svariate Università. Per i cortesi padroni del caos e le loro possenti risorse è agevole stravolgere, in particolare, la cultura dell’Occidente e adoperarsi per il grande Reset. In mancanza di reazioni, di opposizione e di una presa d’atto, per la prima volta nella storia, andiamo incontro ad una società con larghe dipendenze in cui non si avvertono né tiranni né padroni. Il cammino è verso un orizzonte atomistico in cui il Leviatano di Thomas Hobbes annullerà libertà, responsabilità e proprietà individuali, a meno che, la nostra eresia, elevando un canto nuovo, ci consenta di abbandonare vecchi e sterili lamenti per una liturgia politica che appartiene, ormai, solo al mondo di ieri. By Vincenzo Olita Direttore Società Libera

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Governo: esigenza di fare velocemente e bene

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2022

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia dagli schermi di Sky sui futuri assetti del governo. “C’è comunque una collaborazione istituzionale tra il governo dimissionario e il governo in pectore – ha spiegato – e questa collaborazione durerà finché non avremo un nuovo governo con i pieni poteri costituzionali. Occorre comunque agire con prudenza le cose vanno fatte bene. Giorgia Meloni è consapevole del fatto che occorra nel minor tempo possibile avere un governo operativo perché comunque le scadenze sono tante, alcune di queste sono drammatiche a causa della limitata capacità di resistenza delle famiglie e delle imprese italiane”. “Però le cose vanno fatte come si deve – ha aggiunto – va coniugata la necessità di fare le cose velocemente con altrettanta forse maggiore esigenza di farle bene”. Sul profilo dei futuri ministri suddivisi tra tecnici e politici, Rampelli precisa: “Intanto dei tecnici c’è bisogno sicuramente perché senza una capacità tecnica è difficile attuare programmi e progetti di governo. Il problema è capire se debbano stare in posizione tecnica quindi all’interno della macchina amministrativa oppure se possano stare all’interno del Consiglio dei ministri. Se i tecnici non hanno una visione politica, difficile possano fare i ministri. Se invece questi esperti ce l’hanno possono perfettamente collaborare con un governo capitanato dal leader di un partito e di una coalizione”.

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Arera chiede a Governo rinvio tutela

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2022

Arera ha pubblicato ora la segnalazione a Governo e Parlamento (461/2022/I/com) in cui denuncia le “rilevanti criticità legate all’imminente rimozione dei regimi di tutela di prezzo – fissata al 1° gennaio 2023 (…) per i clienti domestici di gas naturale (…) in un contesto, quale quello attuale, caratterizzato da forti tensioni e variabilità dei prezzi dell’energia che hanno raggiunto livelli mai sperimentati prima”. “Parole sante! Invece del solito balletto sul totoministri, ci piacerebbe sapere dal nuovo prossimo Governo se nel loro primo Consiglio dei ministri intendono rinviare almeno al 2024 la fine del mercato tutelato del gas e se pensano di intervenire retroattivamente, come fatto in passato dal Governo Draghi, contro la stangata delle bollette di luce e gas, pari solo per la luce a 1782 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ un ‘emergenza nazionale. La fine del mercato tutelato del gas prevista per il 1° gennaio 2023 va come minimo allineata a quella della luce, programmata invece per il 10 gennaio 2024. In un momento di prezzi impazziti, in cui le famiglie non ce la fanno a pagare le bollette, bisogna che continui il ruolo di Arera nella definizione dei prezzi, così da dare maggiore stabilità a un mercato folle” conclude Dona.

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Scuola: Nuovo governo, Pacifico (Anief): “Costruiamo una scuola giusta”

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2022

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato, rilasciando un’intervista all’agenzia Teleborsa, che è “importante ora, con il nuovo governo che si formerà, mettere la scuola al centro del programma politico; infatti, sono tantissime le urgenze che devono essere affrontate per la scuola, per il personale della scuola e per gli studenti. C’è un decreto legge Aiuti Ter che deve essere analizzato dal nuovo Parlamento e c’è una Legge di Bilancio da scrivere e con cui dare le prime risposte. Anief chiede al nuovo governo di dare subito le prime risposte per una scuola più giusta”.

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Economia: Spazio di azione del nuovo governo strettissimo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

“Lo spazio per la manovra è decisamente stretto ma l’impronta la si deve mettere nel corso della legislatura, il programma non è il programma del giorno. Si tratta d’intervenire su quella che è l’emergenza, il Def dà qualche spazio, la stima della riduzione del deficit del 2022 e del 2023 di mezzo punto, porta un po’ di ossigeno che è solo un quarto di quello che serve. Su 40 miliardi di manovra lo spazio che ne esce è di circa 10 miliardi”. Lo ha detto Gilberto Pichetto, viceministro uscente allo Sviluppo Economico e responsabile economia di Forza Italia, a 24 Mattino su Radio 24. E prosegue: “Una manovra normativa potrebbe anche non comportare oneri particolari. Ragionare ad esempio su una flat tax per la parte incrementale che significa stimolare la produzione, togliere il cosiddetto tappo al limite di produzione, perché è noto che qualcuno raggiunto quasi al limite si ferma nel fatturare, potrebbe essere una prima azione. Ci sono normative che riguardano anche lo stimolo al lavoro. Cominciare a ridurre ad una sola chiamata che se rifiutata fa perdere il reddito di cittadinanza, potrebbe essere un altro primo passo fondamentale. Sono passi che da un lato non costano, ma che intervengono sul sistema produttivo e automaticamente dovrebbero generare beneficio collettivo. Chiaro che tutte queste azioni vanno centellinate e vanno viste rispetto al quadro. La posizione che Forza Italia porta alla coalizione è una posizione di estrema cautela e poi sarà mediata con Fratelli d’Italia e Lega. Certamente la nostra posizione è di cautela anche rispetto a quello che può essere uno scostamento di bilancio” E conclude: “Bisogna creare le condizioni perché chi l’ha utilizzato possa fare la cessione del credito, quindi tutte le correzioni che si possono fare vanno fatte per chiudere bene la partita al 30 settembre. Poi c’è un impegno ad arrivare ad una formula dell’80% non più di prorogare i meccanismi del 110%. Lo stesso premier Draghi ha contestato il 110% perché toglieva le condizioni di contrattualità con un enorme effetto inflattivo che genera effetti anche sul PNRR, perché se abbiamo un rallentamento delle opere è perchè bisogna fare una revisione prezzi dovuta a questa inflazione indotta. Vedremo se ci saranno i tempi per fare entrare in manovra questa revisione”.

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Energia: Mura (Pd), nuovo Governo si occupi subito di Isole

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

“Con l’Energy Release il governo Draghi interviene in modo significativo ma non ancora soddisfacente per la Sardegna. Sarebbe andata diversamente, se il suo lavoro non fosse stato interrotto a freddo da Lega e 5 Stelle. Bisogna ricordarlo perché ora gli stessi membri che hanno abbattuto il Governo fanno campagna elettorale da posizioni ministeriali. Mi chiedo dove risieda la coerenza. Il nuovo Governo dovrà occuparsi subito dei gravi problemi aperti e il Pd sarà ancora a fianco dei lavoratori”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), dopo che il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani ha annunciato di aver firmato il decreto attuativo sull’Energy Release.“Purtroppo le imprese energivore della Sardegna come anche i trasporti, – aggiunge la deputata dem – a partire dalla continuità marittima e aerea, restano in condizioni precarie per le specifiche penalizzazioni dell’insularità. Chiederemo altri interventi straordinari ma soprattutto una strategia per il gas di transizione e per le rinnovabili sostenibili”.

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Il Governo ha soldi per tutti ma non per la scuola pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

Le novità sono state previste oggi dal consiglio dei ministri, che ha approvato all’unanimità il decreto Aiuti ter prevedendo nuovi sostegni per famiglie e imprese. “Il Governo stanzia risorse per le scuole paritarie per gestire l’emergenza energetica, per regioni ed enti locali, per il terzo settore e patronati, per cinema e piscine ma dimentica ancora una volta la scuola pubblica”, denuncia Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Secondo il sindacalista, a favore dell’Istruzione “si prevede sul PNRR soltanto l’approvazione di regolamenti e linee guida per la riforma degli istituti tecnici e professionali. Anief ancora una volta si dichiara pronta a segnalare emendamenti al nuovo Parlamento per l’approvazione di modifiche urgenti per l’assunzione dei precari e la conferma di un organico aggiuntivo, in attesa della prossima legge di bilancio. Nel frattempo, il sindacato entra in mobilitazione”.Le modifiche approvate in queste ore al Decreto Aiuti ter prevedono un assegno una tantum di 150 euro per i dipendenti pubblici anche della scuola con una retribuzione imponibile nel mese di novembre non superiore a 1.538 euro, per pensionati e autonomi con un reddito non superiore ai 20 mila euro. Nella bozza del testo approvato dal Consiglio dei Ministri di oggi, niente organico aggiuntivo per la scuola, purtroppo, nonostante un preciso impegno assunto ieri dal Governo nel decreto Aiuti bis approvato alla Camera (a meno di un ripensamento prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) e niente norme di correzione sulla gestione del precariato a seguito delle nuove 43 mila vacanti non assegnate in ruolo quest’anno, della cattiva gestione dell’ultimo concorso ordinario e straordinario e delle nomine delle supplenze da GPS avvenute al buio e con un algoritmo ancora una volta sbagliato.

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Il governo e l’esercito ucraini hanno subito un aumento dei cyberattacchi pari al 112%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2022

Check Point Research (CPR), la divisione di Threat Intelligence di Check Point® Software Technologies Ltd. (NASDAQ: CHKP), il principale fornitore di soluzioni di cybersecurity a livello globale, condivide nuovi dati sui cyberattacchi riguardanti il conflitto in corso tra Ucraina e Russia. Tra febbraio e agosto di quest’anno, gli attacchi al governo e al settore militare dell’Ucraina sono più che raddoppiati, con un aumento vertiginoso del 112%, mentre lo stesso settore della Russia è diminuito dell’8%. Negli ultimi sei mesi (21/2/22 – 1/8/22), CPR ha documentato: Oltre 1.500 attacchi informatici settimanali in media su ogni rete aziendale in Ucraina, un numero superiore alla media globale (1.124 attacchi informatici settimanali) e alla Russia (1.434 attacchi informatici settimanali).Un aumento del 25% della media settimanale di attacchi informatici alle reti aziendali in Ucraina, rispetto all’inizio dell’anno prima del conflitto (1/1/22 – 21/2/22), mentre a livello mondiale l’aumento è stato dello 0,1% e in Russia del 13%.Il conflitto, ovviamente, ha colpito anche il settore governativo e militare dell’Ucraina, con attacchi quasi raddoppiati rispetto a prima dell’inizio della guerra (+112%). Questo aumento è significativamente più elevato rispetto alla Russia (-8%) e ad altre regioni.

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Governo al lavoro per contrastare crisi energetica

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2022

“Con il premier Draghi e tutti i ministri competenti, in questi mesi si è lavorato per essere molto più autonomi e quindi abbiamo raggiunto dei livelli molto buoni”. Lo ha detto, intervenendo a Radio 24 Mattino, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli. “Il Governo – aggiunge – sta lavorando a diverse cose, tra le quali, come si sa, come abbiamo raccontato in questi giorni, la separazione del prezzo del gas rispetto alla materia che lo produce se è una materia prima di fonte fossile o rinnovabile. Questo aiuta moltissimo a conservarne il prezzo e cercare di ridurlo. L’altra la cosa che interessa ai cittadini, ovviamente, è la tutela delle imprese e dei cittadini stessi. E questo lo si sta facendo con misure che, voglio ricordare, non nascono adesso. È da più di sei-otto mesi che il Governo interviene e abbiamo anche raggiunto livelli molto elevati. Siamo il secondo Paese in Europa che ha sostenuto maggiormente le imprese, dopodiché c’è il grande tema del tetto massimo al prezzo del gas a livello europeo, che è una meta molto più vicina di qualche giorno fa, che stiamo raggiungendo con lo scopo di essere un’Europa compatta che determina insieme un prezzo e questo dà ordine anche alla concorrenza”.

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Scuola: i problemi più importanti che dovrà affrontare il prossimo Governo

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2022

I lavoratori indicano al sindacato i problemi più importanti che dovrà affrontare il prossimo Governo: precariato, obbligo formativo a 18 anni, più ore di lezione settimanali e revisione del sostegno. Sono oltre mille le proposte raccolte dal sindacato Anief sulle azioni da attuare nel campo scolastico da proporre ai partiti politici in vista della formazione dal Governo che deriverà dalle elezioni del 25 settembre. Ed è lunghissima la lista dei temi – confluita nel “Manifesto Anief” inviato ai partiti politici – che il personale indica ai potenziali futuri deputati e senatori, ma soprattutto alla maggioranza di Governo. Le istanze vanno dall’aumento delle risorse e degli organici alla stabilizzazione dei precari rintroducendo il ‘doppio canale’ di reclutamento; dall’assegnazione di indennità per il personale, ad iniziare da quella di rischio e di sede, alla mobilità dei lavoratori senza più vincoli, alle pensioni, con uscita anticipata e ‘no’ al ritorno alla Legge Fornero ‘pura’; dalla riduzione degli alunni per classe approfittando della denatalità, alla valorizzazione di tutte le professionalità scolastiche con l’avvio di una vera carriera; dalla formazione, che per legge deve essere sempre remunerata, alla realizzazione di luoghi di lavoro consoni con l’attività di aggiornamento, ad una contrattazione che dia ascolto pieno ai rappresentanti dei lavoratori, sono alla semplificazione delle attività professionali e ad una riduzione della burocrazia nella scuola. C’è chi chiede di riorganizzare l’orientamento per l’accesso alle superiori, anche per ridurre la dispersione scolastica, di intervenire sull’inclusione, sulla dirigenza scolastica e sull’Autonomia che non ha portato i risultati sperati. Pacifico ricorda che c’è poi “un’altra importante priorità da affrontare ad ottobre: anche questa indicataci da tanti docenti e Ata: la riforma sul sostegno agli alunni disabili, con interventi normativi sugli organici in deroga (da trasformare in posti vacanti a tutti gli effetti), come pure sulle certificazioni, sulla determinazione del PEI e delle ore da assegnare a ogni alunno con disabilità certificata. Questi sono solo alcuni temi. Invitiamo i partiti ad entrare nel merito di ognuno, perché stavolta gli italiani staranno molto attenti a capire chi si fermerà solo ai titoli e alla produzione di slogan”, conclude il sindacalista autonomo.

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Effetti crisi di governo incominciano a pesare in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 agosto 2022

“Mentre alcuni partiti lavoravano per abbattere il Governo, ho più volte detto che uno dei rischi maggiori era non raggiungere gli obiettivi del PNRR, che sono complessi e ambiziosi. Oggi ci declassano per questo motivo, perché le dimissioni del Governo Draghi e le elezioni anticipate possono compromettere “la tempestiva attuazione delle tappe fondamentali e degli obiettivi da cui dipendono i fondi dell’UE per la resilienza e la ripresa” del nostro Paese, risorse che equivalgono al 7,6% del nostro PIL”. Così Laura Castelli, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, esponente di Insieme per il Futuro, commenta la revisione al ribasso, da parte di S&P, dell’outlook su rating dell’Italia a stabile da positivo. “Della crisi di Governo – prosegue il Vice Ministro dell’Economia – iniziamo a vedere le prime conseguenze serie per l’Italia e quindi per gli italiani. Pesa l’instabilità e l’incertezza, proprio il motivo per cui abbiamo fatto di tutto perché questa crisi assurda non si consumasse. Per evitare di mettere a rischio i 22 mld dei prossimi obiettivi e l’attuazione complessiva del piano. Quando parliamo di agenda Draghi intendiamo anche la credibilità che il Governo Draghi ha ridato all’Italia nel realizzare le politiche pubbliche, avviando una seria programmazione. Oggi più che mai c’è bisogno di questo modello. Il 25 settembre gli italiani dovranno scegliere tra chi costruisce e chi distrugge”.

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L’esito della crisi di Governo mette in apprensione tutto il mondo produttivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2022

E l’agricoltura non fa eccezione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Se la politica si ferma, gli agricoltori non possono permetterselo. Emergenze come la siccità continuano a fare il loro corso e richiedono risposte tempestive. È per questo essenziale che il lavoro svolto finora non vada perso, e che nella gestione degli affari correnti il Governo uscente tenga nel debito conto le esigenze del mondo agricolo.Tra le priorità non c’è solo il Piano strategico per la nuova Pac, ma molti altri dossier da cui dipenderà la ripartenza della nostra economia – continua Tiso. Il ministero per le Politiche agricole dovrà gestire 4,88 miliardi di fondi del Pnrr per interventi che spaziano dalla logistica all’agrisolare, dall’innovazione ai contratti di filiera fino ai sistemi irrigui.Siamo convinti che sia possibile proseguire il lavoro anche durante il periodo di transizione che ci porterà alle nuove elezioni. Gli interventi indispensabili per il primo settore sono emersi in modo chiaro in questo delicato periodo e richiedono soltanto la volontà di perseguirli con tutte le forze a disposizione. Nei due mesi che ci portano alle elezioni è possibile preparare il terreno affinché il prossimo Governo possa salire un su treno già in corsa.

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Crisi idrica e di governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

“Nell’assoluto rispetto delle decisioni parlamentari, esprimiamo però grande preoccupazione per la fase politica, che si apre in un Paese alle prese non solo con la emergenza pandemica e bellica, ma anche con la carenza d’acqua, che sta pregiudicando agricoltura ed ambiente in vaste zone d’Italia.” A dirlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), che prosegue: “Rivolgiamo un appello, affinché si dia continuità a scelte già annunciate come l’attivazione di una struttura commissariale, sotto la guida della Protezione Civile, per la gestione della crisi idrica: è una scelta urgente a fronte delle prossime settimane idricamente più difficili, che attendono le comunità. Al contempo, auspichiamo che non si interrompano gli iter per cogliere sia gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che le scelte legate al “Piano Laghetti” ed infine le scadenze di fine anno, connesse alla questione acqua nella revisione della Politica Agricola Comunitaria 2023-2027.”

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Crisi governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2022

“L’irresponsabilità di alcune forze politiche precipita l’Italia in campagna elettorale in un momento in cui le urgenze si chiamano lotta alle disuguaglianze, attenzione alla situazione sanitaria e gestione dei fondi Pnrr. L’unico elemento positivo di questo momento è la chiarezza che impone: è ormai chiaro che alle urne lo scontro sarà tra europeisti e sovranisti che strizzano l’occhio a Putin. Il Pd è pronto alla sfida per difendere gli interessi dell’Italia e non quelli di qualche leader in cerca di gloria”. Così Martina Nardi, deputata pd e presidente della Commissione Attività produttive della Camera, commenta la situazione politica che porterà l’Italia alle urne a settembre.

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L’irriverente sfascista disegna il futuro prossimo con il governo di centro destra

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

By Vincenzo Donvito Maxia. Non sappiamo se rifaranno un governo o si andrà ad elezioni e, quindi, per esempio, alcune cose in sospeso di cui c’è tanto bisogno, tipo legge concorrenza, andranno alla prossima legislatura. L’irriverente non è un politologo, ma un semplice osservatore. Che si impegna a fare alcune ipotesi per un governo con nuova maggioranza, facendo tesoro dei motivi per cui – sembra – sia stato sfiduciato Mario Draghi. Vediamo bene, per esempio, il capoccia dei tassisti ai Trasporti e il boss dei balneari al Turismo. A Roma niente termovalorizzatore (tra i “casus belli” per la caduta del governo Draghi), il Sindaco viene mandato a casa e la città commissariata (decisione del nuovo ministero Interni espressione del nuovo governo) con un 5Stelle che usa i fondi del Pnrr (sperando che a Bruxelles non se ne accorgano) per una vagonata di Tir che mandano i rifiuti all’impianto di ossicombustione di Gioia del Colle (Ba) considerato una vera alternativa dai grillini che, però, avendo fatto male i calcoli (o non avendoli fatti – non riescono a farli smaltire occupando la cittadina pugliese con tir e rifiuti in ogni angolo: l’impianto è piccolo e sperimentale.Il senatore leghista Simone Pillon al dicastero della Famiglia, ex-aequo Salute, e condiziona l’esistenza del governo al ritorno della pratica abortiva a reato contro la stirpe, divieto dei rapporti omosex fra maschi e istituzione di cliniche nordcoreane per cura obbligatoria a chi manifesta tendenze o simpatie lgbtqi+.Conferma, invece, per il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, sì che possa continuare con meno intoppi le politiche di accordi economici con la Russia di Putin. Novità al ministero degli Esteri, Matteo Salvini che, forte della sua toccante e proficua esperienza fatta in passato al ministero degli Interni, deve solo proseguire. A Salvini viene anche affidato ex-aequo il nuovo ministero dell’Immigrazione.Presidente del Consiglio, per la prima volta una donna, l’on. Giorgia Meloni, con a capo del suo gabinetto l’esponente di Forza Nuova Roberto Fiore, che svolge anche le funzioni di ministro dell’Interno: primo provvedimento la chiusura di tutte le case del popolo e Società di Mutuo soccorso (SMS) (molto diffuse in Toscana ed Emilia Romagna), sostituendole con centri Casa Pound.Alla pubblica Istruzione e Università la sen. Daniela Santanché.Inattesa la nomina dell’ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio a cui, dopo una scissione dal suo nuovo partito nato durante il governo Draghi, viene affidato il dicastero per i rapporti col Parlamento, unificato con un nuovo dicastero per i rapporti con l’Ue.La novità assoluta del governo è la nomina di un “papa re” che, nelle riunioni presso la sua dimora di Arcore, riunisce i ministri e sottosegretari per le verifiche del caso. In proposito, ma manca ancora una conferma, circola voce che Silvio Berlusconi verrà nominato al ministero di Cultura e Spettacolo.Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it (n.r. Riprendiamo questo articolo di Aduc con qualche perplessità. Forse perchè continuiamo ad illuderci che votare significa fare delle scelte sagge sul modo di governare e di affidare i vari dicasteri non per “censo” o regole spartitorie ad uomini e donne validi e altamente qualificati.)

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Governo. La Pietra (FdI): senza Draghi nessun rischio per PNRR

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2022

“Il rischio di perdere i fondi del PNRR se Draghi dovesse dimettersi è la solita bufala della sinistra. Ormai le procedure sono avviate e incanalate in un percorso stabilito, confermato peraltro dallo stesso Draghi.Il vero rischio, piuttosto, è esattamente il contrario: è la continuità di cui sono legate i fondi sono essenziali e una maggioranza arcobaleno dove tutto è il contrario di tutto non garantisce di certo le condizioni per fare riforme serie e strutturalmente necessarie al paese.Inoltre il fatto che nello stesso ministero, ministri, viceministri e sottosegretari la pensino in maniera totalmente opposta fra loro, non facilita di certo l’attuazione dei progetti, ne sono prova i tanti decreti attuativi incagliati all’interno dei ministeri. Insomma, ogni scusa è buona per non votare e per non avere un governo serio che possa fare le riforme. Saremo noiosi o analfabeti, come qualcuno sostiene, ma prima o poi le urne si apriranno e vedremo quale sarà il giudizio degli elettori”. Lo dichiara in una nota il senatore di Fratelli d’ Italia Patrizio La Pietra.

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Crisi governo

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

“La settimana trascorsa il governo aveva coordinato, con le parti sociali, un percorso da qui ai mesi successivi, con degli importanti provvedimenti che stavamo scrivendo in un Decreto che doveva uscire entro fine luglio, che parla alle imprese, alle famiglie con dentro i temi del cuneo fiscale, con dentro la riduzione della pressione fiscale. Queste cose vanno a scontrarsi con una follia che peraltro in queste ore continua fortemente a essere incomprensibile, voluta semplicemente per una mera campagna elettorale per cercare di recuperare del consenso”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e dell Finanze, Laura Castelli, intervenendo a Sky Tg24 Economia, in merito alla crisi innescata dal MoVimento 5 Stelle.

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“Sos imprese, il governo scongiuri una crisi nell’edilizia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2022

La presidente della commissione Attività produttive della Camera: “Troppi crediti d’imposta da smaltire. L’esecutivo, nel nuovo provvedimento, consenta di poter cedere per quattro volte il credito d’imposta, ed il frazionamento del credito annuale” Firenze, 12 maggio 2022 – “Il Parlamento farà la sua parte con il Governo e migliorerà il testo relativo al credito d’imposta. In questo momento storico, l’esecutivo non può permettersi di affrontare una crisi nel mondo dell’edilizia, che rappresenta la stragrande maggioranza delle Pmi italiane. Il tema è serio perché riguarda migliaia di imprese italiane”. A dirlo è la deputata del Partito democratico, Martina Nardi, in relazione all’ingorgo Superbonus ed ai troppi crediti d’imposta da smaltire che rischiano di creare una crisi di liquidità per le imprese. “Con il recente provvedimento abbiamo fatto passi in avanti sulla possibilità della quarta cessione del credito d’imposta, adesso ci aspettiamo che questa quarta cessione possa diventare la quarta volta e, quindi, si possa da subito far si che le banche vendano ai loro correntisti – spiega Nardi – Inoltre, si renda chiara la possibilità di poter frazionare il credito sia per annualità che per importo”. “Valutare anche la possibilità del prolungamento del credito per poterlo portare in detrazione in un arco di 10 anni, vanno salvaguardati, però, cittadini e imprese evitando l’aumento dei costi bancari. Questo potrebbe sicuramente dare una mano alle aziende che sono in gravi difficoltà” dichiara la deputata del Pd.

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È possibile creare un governo davvero illuminato?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2022

In un periodo di sconvolgimenti geopolitici e venti di guerra come quello che purtroppo stiamo vivendo, capita di chiedersi se le scelte degli uomini non siano dettate più dalla sete di potere individuale o dall’ideologia, che da una reale strategia con un fine preciso, calcolabile e volto al bene comune e alla giustizia. È una domanda, in realtà, che ricorre nel corso della storia: tanto da ispirare il filosofo inglese Thomas Hobbes già nel 1651 a scrivere un libro – Il Leviatano – in cui illustra la sua concezione di uno Stato sovrano, forte e imparziale, capace di governare gli uomini e impedire che si distruggano a vicenda. Per avere la protezione e sicurezza di un tale sovrano illuminato, però, i sudditi devono rinunciare alla libertà personale e lasciarsi guidare in tutto dal tiranno.È evidente che questo modello abbia un limite: l’essere umano è incapace di essere al di sopra delle parti. Di essere impermeabile alle pressioni esterne e di mantenersi obiettivo per sempre. Si nutre di potere e ne vuole sempre di più, in un circolo vizioso dal quale – spesso – si esce solo con una rivolta civile. L’obiettività, però, è una caratteristica tipica di uno strumento che oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, abbiamo a disposizione: l’intelligenza artificiale.Può suonare come una provocazione, non c’è dubbio, ma il cammino verso l’utopia hobbesiana potrebbe passare proprio per l’intelligenza artificiale. L’AI infatti si basa su dei modelli di deep learning che le permettono di immagazzinare moltissime informazioni e avere quindi una visione completa e al contempo dettagliata di ogni situazione che analizza. Questa capacità è importantissima nella formulazione di decisioni che vadano nella direzione del bene comune. Inoltre, l’AI è per sua natura priva di impulsi ideologici ed emotivi che possono influenzare in maniera non ottimale la decisione politica. Si pensi che già adesso l’intelligenza artificiale viene sfruttata per la sua capacità decisionale. Accade in ambiti particolarmente delicati come il sistema giudiziario: In Cina, la Procura del popolo di Shanghai Pudong ha recentemente iniziato ad adoperare una macchina in grado di formulare le accuse per i procedimenti penali. Usato per 8 tipi di crimini, tra cui furto, frodi e guida pericolosa, è in grado di analizzare le indicazioni verbali che riceve su un determinato caso e indicare le accuse più appropriate. Calibrato su più di 17.000 casi accaduti dal 2015 al 2020, è uno strumento che ha dimostrato di funzionare: gli studi hanno rivelato che la sua correttezza nelle scelte è pari al 97%. Non è facile capire quale sia la forma di Stato e di governo migliore per garantire equità, imparzialità e giustizia. Ancora oggi i Paesi più evoluti si scontrano con il concetto stesso di democrazia. Lo abbiamo visto nei mesi passati con le manifestazioni contro il Green Pass (che ormai sembrano così lontane!). Da una parte c’è il diritto di una minoranza di protestare contro una misura che ritiene iniqua, dall’altra parte c’è il diritto della maggioranza a vivere la città in sicurezza. Quale deve essere tutelato maggiormente? Chi ha più diritti e come si deve comportare lo Stato? Sono domande che purtroppo riemergono in maniera molto più forte oggi, con la questione del conflitto russo-ucraino e dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea.

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Carburanti: “Le misure previste ieri dal Governo sono solo un palliativo”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2022

“Sono del tutto insufficienti e inadeguate rispetto all’emergenza in corso. Serviva uno scostamento di bilancio. Ovvio che se si mettono pochi soldi racimolati qua e là non si va molto lontano” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sul fronte bollette la cosa più positiva è l’estensione del bonus sociale da un valore Isee di 8.265 euro a 12 mila, ma è decisamente troppo poco. Inoltre vorremmo capire che succede all’altro bonus, quello per famiglie numerose con più di 3 figli a carico, se resta ancora a 20 mila euro. Da anni, poi, chiediamo che i bonus siano fatti per scaglioni così da avere una gradualità a seconda della composizione del nucleo familiare, dato che 12 mila euro possono bastare per un single ma non certo per una coppia con due figli che con un Isee a 12 mila resta sotto la soglia di povertà assoluta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Quanto ai carburanti, il taglio di 25 cent non basta nemmeno a tornare ai valori pre-guerra. Conteggiando anche l’Iva al 22%, i prezzi si ridurrebbero di circa 30 cent, 30,5 cent. Se consideriamo i dati ufficiali del Mite, secondo i quali la benzina in modalità self service viene venduta in media a 2,185 euro al litro e il gasolio 2,155 euro al litro, i carburanti scenderebbero sotto la soglia di 1,9 euro, ma non tornerebbero nemmeno ai livelli precedenti il conflitto. La benzina, infatti, con la riduzione delle accise arriverebbe a 1,88 euro, quando era a 1,869 nella rilevazione del 28/02/2022, ossia la prima successiva allo scoppio della guerra del 24 febbraio, mentre il gasolio si attesterebbe addirittura a 1,85 euro, quando era 1,740 euro il 28/2″ conclude Dona.

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