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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘governo’

Sperimentazione voto elettronico/Nissoli (FI) critica il Governo

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

“Con la ripresa delle attività parlamentari, dopo il varo della legge di bilancio, nella quale viene stanziato 1 milione di euro per permettere la sperimentazione del voto in via digitale, ho presentato una interrogazione al Ministro dell’Interno e al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per avere notizie circa le modalità di tale sperimentazione. Lo stanziamento di 1 milione di euro sembra essere insufficiente a garantire una sperimentazione seria, su larga scala, come dovrebbe essere se orientata come, si prevede, a garantire l’espressione del voto in via digitale per gli italiani residenti all’estero e per gli elettori temporaneamente fuori dal comune di residenza per motivi di lavoro, studio o cure mediche, in occasione delle elezioni politiche, elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, dei referendum abrogativi e dei referendum costituzionali.Ho perorato l’introduzione del voto elettronico per la Circoscrizione Estera sin dall’inizio del mio primo mandato parlamentare, nel 2013, e mi aspetto che le cose siano fatte seriamente e non solo per far vedere che ci si sta lavorando !Inoltre, l’anno prossimo dovrebbero esserci le elezioni dei Comites, e dopo un primo incomprensibile rinvio non potremmo accettare ulteriori rinvii, e quindi sarebbe opportuno l’introduzione del voto elettronico !Per tale ragione ho chiesto al Governo di conoscere i dettagli della sperimentazione e i tempi necessari ad elaborare un modello utilizzabile sia per le prossime elezioni dei Comites che per le altre elezioni che coinvolgeranno gli italiani all’estero. Aspetto una risposta in tempi brevi e che non sia evasiva !”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI), eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Governo. Arrivano i turchi!

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

“Mamma li turchi!”, oltre che un film di Savino del 1973, è una espressione, diremmo preoccupata, per le scorrerie effettuate sui nostri litorali nel corso dei secoli. Oggi possiamo dire che i turchi sono presenti in quello che era una colonia italiana: la Libia. Nel 1911, l’Italia dichiarò guerra all’Impero ottomano per ottenere il controllo della Tripolitania e della Cirenaica, le due regioni libiche che si affacciano sul Mediterraneo.Sembra la nemesi, i turchi, ovvero, la Turchia, sono tornati in Tripolitania per appoggiare il governo di accordo nazionale, riconosciuto dall’Onu e dall’Italia.Come è noto, in Libia si contrappongono Fayed Al-Sarraj, capo del governo di accordo nazionale, che gestisce parte della Tripolitania e il generale Khalifa Haftar, che controlla la Cirenaica.
La Turchia e la Russia si sono offerti come mediatori del conflitto, la prima a sostegno di Al-Sarraj, la seconda in appoggio ad Haftar.
Insomma, abbiamo i turchi di fronte all’Italia. Il presidente turco, Recep Erdogan, ha sottoscritto un accordo con Al-Sarraj per lo sfruttamento di risorse energetiche in ambito marino e, ora, potrebbe controllare quelle di terra, utilizzate dall’Eni, e il flusso di migranti.
Sicchè, la Turchia controllerebbe il flusso di migranti dall’Est, verso la Grecia, e dal Sud verso l’Italia. E il governo Conte (1 e 2) che fa? Niente, anzi, commette errori madornali come quello di invitare a Roma, contestualmente, i due contendenti, Al Sarraj e Haftar, ottenendo un rifiuto dal primo.Il governo Conte (1 e 2) dopo aver riconosciuto Al-Serraj, non lo ha sostenuto politicamente, economicamente e militarmente, anzi, è arrivato a dichiarare “Né con Sarraj né con Haftar, stiamo con il popolo libico”, che significa lasciare vuoto uno spazio politico, prontamente riempito dalla Turchia.E il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio? Non pervenuto. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo: Adelante, Pedro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

“Adelante Pedro, con juicio” (avanti Pietro, con giudizio). E’ la frase che il cancelliere Ferrer rivolge al cocchiere, mentre la carrozza passa tra una folla ostile di manifestanti. E’ tratta da i “Promessi sposi”, di Alessandro Manzoni (1785-1873). Viene alla memoria questa frase, leggendo l’intervista a un giornale del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Per il futuro, però, sentiamo solo “adelante”, il “juicio” non lo vediamo, soprattutto dopo un anno e mezzo di governo Conte1 e Conte2. Vediamo.
Economia: nel primo semestre del governo Conte1, il Pil è sceso sotto zero, dopo che era stato positivo con il governo precedente (Gentiloni). Per il 2019, Conte aveva previsto un aumento del Pil a + 1,5%. Si è schiantato a +0,2%. Per il 2020 è previsto lo zero virgola qualcosa, cioè la stagnazione.
Debito pubblico: è aumentato nel 2019 e aumenterà nel 2020. Per chiarire: il debito pubblico è a carico degli italiani.
Diritti: con il governo Conte1 è stata abolita la prescrizione dopo il primo grado di giudizio: una aberrazione giuridica. Eppure, Conte è professore di Diritto. Chissà cosa insegnava ai suoi studenti.
Rappresentanza: con il governo Conte1 è stata votata la riduzione della rappresentanza parlamentare, quella espressa dal popolo. Eppure, Conte si era definito “l’avvocato del popolo”. Meglio non farsi difendere da simile avvocato.
Politica estera: con il governo Conte1 Conte2 è inesistente e quindi irrilevante, per cui nessuno ci consulta più, né i governi europei né quello degli Stati Uniti.
Politica industriale: ci sono 150 tavoli aperti per le crisi aziendali. Si torna agli interventi statali su Ilva, Alitalia e banche, il che significa soldi pubblici, cioè nostri. Che dire? E’ un governo di passanti. Più che “Adelante” è fermo e senza “juicio”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo. Povertà assoluta e propaganda

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

In 8 mesi la povertà assoluta è diminuita del 60%. E’ la dichiarazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza di fine anno. E’ così? No. Saremmo tutti contenti di un risultato del genere, così come siamo “scontenti” di chi genera illusioni.Vediamo. Una persona è povera assoluta quando manca di beni e servizi essenziali (acqua, cibo, vestiario, abitazione). L’Istat dichiara che nel nostro Paese ci sono 5 milioni di poveri assoluti. Sull’argomento eravamo già intervenuti, contestando la definizione di povertà assoluta perché basata sulla autodichiarazione delle persone sui propri consumi, non sul reddito o sul patrimonio.
Un esempio serve a chiarire: nel 2015, gli italiani che si dichiaravano nullatenenti sono diminuiti dal 70% al 14%, dopo che dalla autodichiarazione si è passati al controllo oggettivo. Nel Sud i nullatenenti sono diminuiti dal 90% al 20%.
Applicando un analogo ragionamento, ci chiediamo come ci possono essere 5 milioni di poveri assoluti e soltanto 2,4 milioni di percettori del Reddito di cittadinanza. Urge un controllo oggettivo sulle autodichiarazioni dei poveri assoluti.
E’ altrettanto urgente verificare le dichiarazioni del premier Conte sulla riduzione del 60% della povertà assoluta. Non ci risultano statistiche ufficiali in questo senso.La povertà è un problema serio e non può essere usata a fini propagandistici.L’anno scorso Conte aveva raccontato che il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo con il Pil, cioè la ricchezza prodotta dall’Italia, che sarebbe aumentato del 1,5%, invece, ci siamo schiantati allo 0,2%.Se questo è un premier. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo – Castelli, “Congratulazioni ad Azzolina e Manfredi, certa del buon lavoro che faremo”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Roma – “Sono contenta della designazione di Lucia Azzolina a Ministro per la Scuola, una collega ed un’amica, eletta in Piemonte, che ha vissuto dall’interno il mondo della scuola e che saprà proseguire la positiva azione di Governo che abbiamo avviato. A lei, come al designato Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, personalità accademica di indubbia competenza, faccio le mie congratulazioni, certa del bel lavoro che potremo fare assieme”.
Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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VVF: Serracchiani, ok Governo a odg per copertura INAIL

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

“Per la prima volta c’è il via libera del Governo a giungere al varo di una disciplina normativa che riconosca finalmente la copertura assicurativa anche al personale del corpo dei Vigili del Fuoco contro gli infortuni sul lavoro garantita dall’Inail”. Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd nella commissione Lavoro della Camera, rendendo nota l’approvazione di un ordine del giorno a sua prima firma e sottoscritto dai colleghi Gribaudo, Cantone, Lepri, Mura, Severino e Viscomi, sull’estensione della copertura Inail ai Vigili del Fuoco.
Precisando che il Governo è impegnato anche a “individuare eventuali risorse necessarie”, Serracchiani auspica “la rapida fine di una lacuna normativa che non trova più giustificazioni e non può essere più ignorata, offrendo finalmente una tutela reale e integrale per i 34mila Vigili del Fuoco italiani, così come è riconosciuta alla generalità dei lavoratori”.
Per l’esponente dem “è paradossale che i Vigili del Fuoco, che svolgono un lavoro difficile e spesso pericoloso, siano costretti a pagarsi le cure e i presidi sanitari indispensabili a seguito di ricorrenti infortuni professionali. Questo ordine del giorno esprime la volontà di raddrizzare una stortura, per cui si sono schierate anche tutte le sigle sindacali”.

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Governo: La legge si interpreta per gli amici e si applica ai nemici. Il caso Diciotti e Gregoretti

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

La legge si interpreta per gli amici e si applica ai nemici E’ una frase che molti conoscono e che lascia senza difesa i cittadini, il quali credono che la legge sia uguale per tutti. E’ il caso delle decisioni del capo politico del M5S, Luigi Di Maio, in merito alla questione “Salvini”, relativo alle navi Diciotti e Gregoretti. Vediamo.
Le navi Diciotti e Gregoretti, sono entrambe militari, entrambe hanno tratto in salvo persone in mare, entrambe sono state trattenute dall’approdare in porto da una ordinanza dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini.Per la vicenda Diciotti la magistratura avviò una inchiesta e formulò l’accusa di sequestro di persona, e chiese al Senato di procedere contro Salvini.L’allora maggioranza M5S e Lega negarono il consenso.
Per la vicenda Gregoretti, la magistratura avviò una inchiesta e ha formulato l’accusa di sequestro di persona, e ha chiesto al Senato di procedere contro Salvini. Il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, ha dichiarato che ci sarà il consenso a procedere.Come mai decisioni opposte? Di Maio afferma che per il caso Diciotti ci fu una decisione, di “corresponsabilità politica”, un “atto di Governo” che coinvolse il premier Conte, Di Maio e il ministro Toninelli.Già, ma la responsabilità penale, per il sequestro di persona, nulla ha che vedere con la “corresponsabilità” politica”, o con “l’atto di Governo”, che potremmo definirle come una manifestazione di interesse. Chi ha firmato l’ordinanza di fermo delle navi è stato Salvini, non il Governo.I reati penali sono personali, come stabilito in tutte le legislazioni mondiali; lo ricorda la nostra Costituzione che, all’articolo 27, recita: “La responsabilità penale è personale”. Chi ha firmato l’ordinanza di fermo delle navi Diciotti e Gregoretti? Matteo Salvini. Quindi, ne risponde lui, e solo lui, penalmente.
La giustificazione, che fornisce Di Maio per due comportamenti opposti, va bene per i citrulli, insomma, chi ci vuol credere ci creda.
Un conto è cambiare opinione sulla Tav, altro è quello di modificare i propri comportamenti in merito a responsabilità penali: è lo Stato di Diritto che viene meno.E’ il disprezzo per cittadino. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo. La commissione di inchiesta sulle banche serve?

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

La commissione di inchiesta sulle banche serve? No. Trasformare la commissione di inchiesta sulle banche in tribunale del popolo? E’ la tendenza che c’è, in particolare, nel M5S. Ricordiamo le frasi di Luigi Di Maio, per il quale ogni politico indagato è colpevole a prescindere, salvo poi ricredersi per gli indagati del proprio partito, o le frasi “senza pietà” applicata a diverse situazioni, ultima delle quali riguarda chi ha gestito la Banca Popolare di Bari.
La commissione di inchiesta sulle banche c’è già stata nella precedente legislatura e non ci pare abbia prodotto alcunché. Proporne una altra ha il solo scopo di offrire una passerella mediatica al M5S che, appunto, ne rivendica la presidenza. Ci sono già i tribunali e non ne servono altri.Per chi avesse qualche perplessità sulle nostre posizioni, vogliamo ricordare che, a febbraio scorso, siamo stati querelati dalla Banca Popolare di Bari proprio per le nostre critiche alla gestione.

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Sottoscritto Patto per la salute tra Governo e Regioni

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Sottoscritto in Conferenza Stato-Regioni il Patto per la salute, che tra i suoi punti annovera un Programma nazionale per la mobilità sanitaria. «Siamo molto soddisfatti del Patto per la salute siglato fra il Governo centrale e le Regioni – commenta Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus e coordinatrice del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” – la mobilità sanitaria è un male assoluto di questo Paese e la metodologia descritta nel Patto potrebbe andare nella direzione giusta per arginare questo fenomeno, che coinvolge centinaia di migliaia di pazienti oncologici e onco-ematologici e da sempre è una delle priorità del nostro progetto».Secondo il Censis (Rapporto Rbm-Censis 2018) sono circa 750.000 l’anno i ricoveri in mobilità ospedaliera interregionale. Il 25 per cento di questi pazienti si allontana di non oltre cento chilometri da casa, mentre il 23 per cento si allontana oltre quattrocento chilometri. Gran parte di loro sono persone che lottano contro un tumore.«La nostra volontà – continua Annamaria Mancuso – è da una parte quella di aiutare le Istituzioni a combattere il fenomeno della mobilità sanitaria, dall’altra vigilare affinché le statuizioni contenute nel Patto per la salute siano effettivamente osservate da parte degli Enti preposti. È importante che ci sia una condivisione di questi aspetti con tutti gli attori, gli stakeholder del settore, e bene ha fatto il Patto per la salute a riferirsi anche ai cittadini, spesso vittime di poca trasparenza nell’erogazione dei processi sanitari. Anche su questo punto il nostro progetto farà in modo che il paziente oncologico sia sempre più tutelato nel processo di presa in carico».
Il Patto per la salute, oltre al tema della mobilità sanitaria, tocca altri punti chiave come l’ampliamento delle fasce d’età dello screening mammografico e l’estensione dell’attività del Comitato che verifica l’aderenza da parte delle Regioni all’erogazione dei Livelli Essenziali d’Assistenza, manifestando la volontà da parte di Governo e Regioni di migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie per i pazienti oncologici.Il progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” accoglie dunque con positività il Patto per la salute, augurandosi che possa fattivamente contribuire a migliorare l’assistenza e la presa in carico dei pazienti e vigilando affinché gli intenti siano rispettati e tramutati in interventi utili e concreti, anche attraverso il coinvolgimento attivo delle Associazioni.

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L’uomo forte vagheggiato dagli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

Dopo la caduta rovinosa del fascismo e la fine della Seconda guerra mondiale la politica italiana ha imboccato quella che possiamo definire la “democrazia compromissoria” e che ha caratterizzato gran parte della storia politica italiana fondata sulla costituzione del 1948. È stato un percorso che si è interrotto negli anni Novanta con il passaggio alla “democrazia maggioritaria”. La svolta è stata segnata dalla riforma elettorale del 1993 che ha aperto la strada all’evoluzione bipolare del sistema politico rappresentativo con la designazione di un candidato alla Presidenza del Consiglio. Da quella fase storica, relativamente recente, ci siamo resi conto che è mancata a tutt’oggi, sia pure necessaria per via dell’integrazione europea, una forma di governo statale in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale e chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti. E’ che ci siamo imbattuti, lungo questo percorso, da un Governo e da un Parlamento fortemente condizionato da “poteri diversi da quello statale” che ne limitano la sua azione riformatrice. E considerato che la capacità del popolo elettore è stata imbrigliata da un apparato politico e culturale fortemente deficitario in chiave decisionale, il disagio sta diventando critico sino al punto che si auspica una guida più incisiva e capace di limitare le interferenze esterne per porre mano ad una riforma del sistema paese per favorire le esigenze fondamentali della società. In questa fase cruciale il fattore tempo è fondamentale. Avverto, infatti, l’urgenza di un cambiamento ma si paventa, rilevata, purtroppo, solo da pochi che si possa finire dalla padella nella brace perché l’uomo solo al comando può essere una buona cosa ma è molto raro ai tempi nostri dove prevalgono i pifferai alias imbonitori di turno. (Riccardo Alfonso)

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Governo. La legge Salvini-Di Maio sulla legittima difesa è una bufala. Confermato!

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

Nonostante la nuova legge legastellata sulla legittima difesa, la Corte di Assise di Catania ha condannato a 13 anni di reclusione, per duplice omicidio e tentato omicidio, un gioielliere che aveva sparato a due rapinatori uccidendoli e ferendo il terzo. I rapinatori avevano assaltato la gioielleria e minacciato la moglie del gioielliere con una pistola, poi rivelatasi a salve. Dopo colluttazione, i rapinatori erano fuggiti e il gioielliere aveva sparato colpendoli alle spalle.Ma come, la difesa non è sempre legittima, come dichiarava Salvini, che girava per le piazze con una maglietta proprio con la scritta: la difesa è sempre legittima? Alla prova dei fatti, cioè alla sentenza dei magistrati, non è così, perché, come sostenevamo, la difesa è sempre legittima, se legittima, e la legge legastellata era propaganda.Abbiamo impiegato ore per spiegare che non è in discussione la legittima difesa, quando è tale. Se per esempio, un malvivente entra in casa e si avvicina con fare minaccioso, magari armato, il cittadino ha il diritto di difendersi, con ogni mezzo a sua disposizione.La legge Salvini-Di Maio, sostanzialmente, non cambia in nulla le norme precedenti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Manovra. La Pietra (FdI): governo irremovibile su sugar tax

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

“Il governo nell’ambito della legge di Bilancio ha fatto alcuni passi indietro, ad esempio sulle auto aziendali e sulla tassa sulla plastica, e questo anche grazie alle pressioni di Fratelli d’Italia. Ma sembra irremovibile sulla tassa sullo zucchero. Sarebbe un disastro per il nostro agroalimentare con un duplice effetto: da una parte porterà ad un aumento dei prezzi di tutti quei prodotti dolciari che, con marchio italiano, cercheranno di mantenere una qualità alta, determinando una probabile diminuzione dei consumi e la conseguente crisi delle aziende produttrici; dall’altra l’uso di sostanze dolcificanti di origine chimica al posto dello zucchero, con un peggioramento della qualità dei prodotti. Tutto questo certamente non a vantaggio della tutela del Made in Italy. E naturalmente i primi a pagarne le conseguenze saranno proprio i consumatori che si ritroveranno con prodotti o più costosi o più scadenti. FdI perciò ribadisce il suo ‘No’ alla tassa sullo zucchero, nella logica di una promozione della qualità delle produzioni nazionali”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Agricoltura del Senato, Patrizio La Pietra.

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Manovra: governo dimezza plastic tax, esclusa riciclata

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Il Governo propone di dimezzare plastic tax, escludendo dall’imposta la plastica riciclata, oltre a quella compostabile. Gli incassi vengono ridotti così di 767 milioni nel 2020 (da 1,1 miliardi).”Un passo avanti, ma non basta. Se finalmente sono escluse anche le plastiche riciclabili al 100%, come il Pet, e non sono più tassate le acque minerali si tratta di un miglioramento, che riteniamo, però, insufficiente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Anche con la riduzione di gettito a 767 mln ci sarebbe un aggravio annuo a famiglia pari a 30 euro. Decisamente troppo, viste le difficoltà in cui versano gli italiani. Nel 2021 sarebbe ancora peggio” conclude Dona.

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Governo Alitalia: Che fare?

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a proposito della crisi di Alitalia, ha dichiarato: “Non c’è una soluzione di mercato”. Amara conclusione dopo quasi un anno e mezzo di governo Conte 1 e 2. E’ lui che ha governato, insieme a Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico, responsabile del dossier Alitalia, cui è succeduto Stefano Patuanelli (M5S).Se non c’è una soluzione di mercato, che cosa si intende fare? Irizzarla, cioè nazionalizzarla, come proposto da Patuanelli, cioè accollare la gestione e i debiti al contribuente italiano, già oberato di tasse? L’Alitalia ha un problema di gestione e di costi che non sono compatibili con il mondo del trasporto aereo. Una delle soluzioni prospettate è quelle di liquidare Alitalia, vendere gli asset (aerei, slot, manutenzione, gestione, ecc.), altra è quella di proporre un nuovo piano industriale, ma occorre trovare soci disposti a metterci i capitali e, dopo le esperienze passate e quel che è successo con la Arcelor Mittal (cambiare le regole del gioco a gioco iniziato), la fiducia degli imprenditori e del mercato è piuttosto scarsa. Infine, c’è quella della nazionalizzazione priva di certezza, visti i trascorsi, che Alitalia diventi una compagnia aerea in grado di volare mettendo la mani nelle tasche dei contribuenti italiani. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo. Di Maio e l’Alitalia. Che disastro!

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Roma. Se ancora la memoria ha qualche valore, si può ricordare quello che Luigi Di Maio, per 14 mesi vicepremier, ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, dichiarava su Alitalia:
1.”Serve un ottimo management, non altri soldi pubblici”. Invece, il suo subentrante al ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli afferma “Tornare all’Iri? Se serve, assolutamente sì”. Significa che noi contribuenti dobbiamo tirare fuori dalle tasche altri soldi per una compagnia aerea che perde 500 milioni l’anno, e che è costata complessivamente al contribuente 9,4 miliardi.
2. “Alitalia farla diventare una compagnia strategica per il turismo italiano”. La quota di traffico da e per il nostro Paese, rappresentato dall’Alitalia, è dell’8,5%, l’altro 91,5% è gestito da altre compagnie. La quota di mercato europeo, rappresentata da Alitalia, è il 2%, l’altro 98% è gestito da altre compagnie. Il che significa che chi viene in Italia non lo fa perché c’è una compagnia aerea nazionale, cioè l’Alitalia, che garantisce il turismo verso il nostro Paese. Il turista viene in Italia indipendentemente dalla presenza di Alitalia.
3. “Sono molto fiducioso che entro fine mese si possa chiudere brillantemente anche questo dossier”. Era l’ottobre del 2018. Siamo a novembre 2019, e il dossier non si è risolto per niente.
4. Occorre “Punire i responsabili della attuale situazione Alitalia significa promuovere l’azione di responsabilità su quei manager che in questi anni hanno utilizzato Alitalia come un bancomat”.
Era luglio 2018. Siamo a novembre 2019 e dell’azione di responsabilità non scorgiamo traccia.
Questo sono le parole del ministro Di Maio. Di fatti non se ne scorge l’ombra.
Ma chi lo ha eletto? Mi chiede di solito l’avventore del bar mentre sorseggiamo un caffè. Il popolo, rispondo. Quello al quale metteranno le mani intasca per salvare l’insalvabile.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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“La vicenda di Hong Kong non può lasciare indifferente l’Italia e il nostro governo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2019

“Perché è questione che riguarda i destini di tutto l’Occidente nei rapporti con una potenza quale è la Cina. Questa conferenza sia di esempio anche per il M5S, campioni delle dirette streaming, visto che Grillo si è recentemente recato a colloquio con l’ambasciatore cinese a Roma senza che si sia saputo nulla dei contenuti del loro incontro. Spero che la prossima settimana il Parlamento italiano si possa esprimere con una mozione unitaria a sostegno della democrazia e ai giovani di Hong Kong, ancorché il ministro degli Esteri abbia espresso una sua opinione personale di non ingerenza su Hong Kong”.E’ quanto ha dichiarato il senatore DI Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, promotore dell’iniziativa, insieme al Partito Radicale, che oggi al Senato ha visto la partecipazione di Joshua Wong, il leader delle proteste ad Hong Kong. “Hong Kong è come Berlino durante i due blocchi – ha sottolineato Urso – quello occidentale e quello comunista, ad Hong Kong si gioca il destino del mondo e della libertà dell’Occidente, è la cartina di tornasole di quello che potrebbe accadere una volta che la Repubblica popolare comunista cinese dovesse diventare la potenza globale capace di dominare gli scacchieri di diversi continenti. Se la Cina oggi intende conculcare con la forza le giovani generazioni di Hong Kong e non rispettare i diritti umani stabiliti dai trattati internazionali, vuol dire che questa è la sua intenzione, la sua postura, in tutto il mondo, e allora dovremmo preoccuparci, molto”.

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Al governo: La ricerca non è una spesa ma un investimento

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Si amplia ancora il consenso intorno all’appello al Governo promosso da Alleanza Contro il Cancro con AIRC, Telethon e le altre Reti del Ministero della Salute che rappresentano 50 Ospedali di Ricerca (IRCCS), per l’esenzione dell’IVA (22%) sull’acquisto dei reagenti e dei macchinari per la ricerca scientifica pubblica o senza scopo di lucro. All’iniziativa si sono infatti uniti gli 82 Rettori della CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università italiane, che hanno approvato all’unanimità l’adesione all’appello al Governo. Obiettivo, il via libera ad un emendamento inserito nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 in discussione lunedì alla Camera, affinché venga approvata una norma dall’impatto modesto sul bilancio dello Stato – 150 milioni di euro circa – ma capace di liberare importanti risorse per la ricerca scientifica, a partire dal settore biotecnologico e biomedico. Durante i lavori del IV Meeting di ACC, da poco conclusisi, eminenti scienziati provenienti da Regno Unito, Svezia, Spagna e Svizzera hanno osservato come nei loro Paesi la ricerca sia esente o solo lambita dall’imposta sul valore aggiunto a fronte, peraltro, di finanziamenti ben più cospicui di quelli che attualmente riceve il comparto in Italia. Angela Hamblin e Nirupa Murugaesu, due leader del progetto dei 100 mila genomi in Gran Bretagna, hanno osservato che la grande disponibilità di finanziamenti raccolti dalle Charity nel loro paese sia correlata all’assenza di tassazione per la ricerca scientifica: «La gente dona più volentieri se sa che la propria donazione non verrà tassata dallo stato». Il presidente di Alleanza Contro il Cancro, Ruggero De Maria, ha dichiarato: «Speriamo che il Governo comprenda che la ricerca non è una spesa, ma un investimento»

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Governo: Acciaierie di Taranto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 novembre 2019

La società Arcelor-Mittal, che gestisce le acciaierie di Taranto, sta rispettando il piano ambientale, anzi lo sta anticipando. E’ la dichiarazione del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (M5S). Il piano ambientale della Arcelor-Mittal, da completarsi entro il 2023, prevede investimenti per 1,15 miliardi di euro, secondo gli accordi contrattuali sottoscritti con il Governo. Nel periodo di transizione, fino al completamento del piano, la produzione dell’acciaio non potrà rispettare le norme ambientali vigenti ed è per questo motivo che, prima i commissari governativi e, poi, la Arcelor-Mittal, usufruiscono del cosiddetto “scudo penale”, che evita responsabilità attribuibili a coloro che stanno attuando il piano ambientale. Il ministro Costa afferma che lo scudo penale non serve perchè la Arcelor-Mittal è in regola con l’attuazione del piano ambientale. Qualcuno dovrebbe ricordare a Costa che gli impianti sono sotto sequestro giudiziario e che operare senza lo “scudo penale” significa essere trascinati in giudizio, con l’accusa di disastro ambientale e attentato alla salute pubblica, reati che prevedono condanne decennali. Quale commissario o gestore rischierebbe di finire in galera? Continua la bufala (a Roma si dice la fregnaccia) di esponenti politici e giornalisti, i quali sostengono che la Arcelor-Mittal aveva già deciso di andarsene per privilegiare investimenti in India. E’ la dietrologia che ha sempre un certo fascino per i creduloni di turno. Ricordiamo a costoro che la Arcelor-Mittal ha partecipato, e vinto, una gara europea per la gestione degli impianti, prevedendo investimenti per 4,2 miliardi con un contratto vincolante (dicasi vincolante) per 5 anni. Se Arcelor-Mittal avesse abbandonato senza motivo, sarebbe stata trascinata in tribunale e i 4,2 miliardi, previsti per gli investimenti, sarebbero stati solo una briciola di quanto avrebbe dovuto pagare di sanzioni per rescissione contrattuale.
La realtà, e non la dietrologia, è che il Governo, annullando lo “scudo penale”, ha modificato i presupposti contrattuali, determinando le condizioni per la rescissione del contratto con Arcelor-Mittal. Chi se ne è andato è il Governo, non la Arcelor-Mittal. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo. Di Maio: che disastro!

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

“Lo scudo penale dice che se inquini, se causi la morte di qualcuno o se c’è un incidente sul lavoro, non ne rispondi”. E’ una recente dichiarazione del ministro Luigi Di Maio, in merito alle acciaierie di Taranto e alle responsabilità penali dei commissari governativi Ilva e di Arcelor-Mittal.Se non fosse una dichiarazione priva di senso, potremmo ricordare il titolo di un film: Licenza di uccidere. Priva di senso, diciamo, perché l’attività dei commissari e di Arcelor-Mittal riguarda il piano ambientale e la messa in sicurezza degli impianti stessi, nulla a che vedere con la morte di qualcuno o di un incidente sul lavoro.Ricordiamo agli smemorati di turno che, quando Di Maio era vicepremier, riammise lo scudo penale.Ma il disastro della politica del Di Maio non si ferma qui: è andato in Cina a perorare le esportazioni italiane, ed è tornato con un sostanziale nulla di fatto, quando il presidente francese Emmanuel Macron, in visita nello stesso periodo, ha sottoscritto accordi commerciali per 15 miliardi di dollari, dopo che, nel marzo scorso, aveva venduto una commessa Airbus per 30 miliardi di euro.
Esportiamo in Cina valori per 7,6 miliardi ma ne importiamo per 19 miliardi, un rapporto di due volte e mezzo a favore della Cina. La chiusura delle acciaierie di Taranto, auspicata dal M5S, porterà in Italia maggiore acciaio cinese.Forse Di Maio si accontenterà delle esportazioni di arance siciliane in Cina, ma qualcuno dovrebbe informarlo che la Cina è tra i maggiori produttori di arance, in particolare della varietà Tarocco, quella siciliana. Infatti, la Cina è il terzo Paese produttore al mondo di arance, che soddisfano il consumo interno.Sempre in Cina, Di Maio si è dato dello statista, cioè di persona che ha una profonda esperienza, teorica e pratica, dell’arte di governare uno Stato. Il bello è che in molti ci credono. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Manovra governo nella giusta direzione

Posted by fidest press agency su martedì, 12 novembre 2019

La manovra del Governo riserva una rinnovata attenzione al settore primario e si muove nella direzione giusta, anche se le risorse sono contenute per evidenti esigenze di bilancio – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. In un tale scenario, la giusta scelta delle voci su cui investire risulta ancora più determinante. Per rilanciare l’agricoltura occorre puntare con decisione su giovani, semplificazione amministrativa e sviluppo tecnologico.E’ indispensabile rendere protagonisti i più giovani, quelli che ora preferiscono cercare un impiego nel settore secondario o terziario piuttosto che investire tempo, energie e idee nell’agricoltura. Le nuove generazioni si possono includere con misure adeguate quali, per esempio, norme più flessibili in materia di fiscalità e successioni. Non va poi dimenticata la dimensione amministrativa nazionale e locale, dove devono essere garantiti i servizi indispensabili ma soprattutto occorre semplificate le procedure. Un ulteriore impulso può infine venire dallo sviluppo tecnologico, che deve includere le piccole e media imprese affinché siano messe nelle condizioni di competere sul mercato.

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