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Posts Tagged ‘governo’

Il governo del Sudafrica non vuole che Lalela Mswane partecipi alla kermesse di bellezza di Tel Aviv

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Lo ha ha dichiarato ufficialmente. Senza usare mezzi termini, il partito di governo l’African National Congress ha provato a convincere gli organizzatori del concorso sudafricano a non far partecipare Lalela Mswane alla kermesse di bellezza di Tel Aviv, che hanno rispedito al mittente la richiesta, sostenendo che un concorso di bellezza “non è un evento politico”.Secondo gli organizzatori, infatti, lo Stato Ebraico è stato scelto per la sua:“Ricca storia, i bei paesaggi, la molteplicità di culture e il suo fascino come destinazione turistica globale”.La strumentalizzazione politica di un concorso di bellezza non è nuova e non una prerogativa sudafricana.Già nel 2017, Miss Iraq Sarah Idan, fu pesantemente attaccata e fu costretta a lasciare il proprio paese, rea di aver fatto un selfie con l’allora Miss Israele Adar Gandelsman durante il concorso per Miss Universo 2017.Proprio Sarah Idan è intervenuta sulla vicenda che sta vedendo protagonista la sua collega sudafricana.Sarah Idan ha spiegato a The Algemeiner:“Desidero avvertire le reginette di bellezza di prepararsi a un esercito di bot che probabilmente molesteranno i loro post sui social network mentre saranno in Israele con hashtag del tipo ‘fine dell’occupazione’ e ‘Palestina libera’. Non devono preoccuparsi, quelle non sono nemmeno persone reali, ma account falsi usati da alcuni propagandisti per intimidirle. È una tattica a buon mercato per cercare di metterle a tacere. Continuate semplicemente a fare quello che state facendo. Restate fiduciosamente belle”.Sarah Idan sta dicendo che dietro a questa campagna dell’odio ci sono degli account falsi, che fanno propaganda contro Israele. Una sorta di piccola industria social alla mercè di chi vuole boicottare lo Stato ebraico. Tanto per confermare che la “resistenza” palestinese ha molti mezzi, anche tecnologici, per combattere la sua battaglia, che in realtà dovrebbe avere come obiettivo le leadership palestinese, le quali si arricchiscono alle spalle del loro popolo.

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Scuola: il “bla, bla” delle promesse governative

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2021

Per le oltre 8mila scuole italiane il personale aggiuntivo è ossigeno puro. Non la pensa così, però, chi governa i nostri istituti scolastici e nemmeno l’esecutivo Draghi, perché – dice Marcello Pacifico, leader dell’Anief – “sugli organici, in legge di Bilancio, non c’è alcuna proposta sul reclutamento, nonostante nei fondi del Pnrr l’Europa chiedeva all’Italia di presentare una riforma sul reclutamento entro dicembre. Noi ci aspettavamo un tavolo su questo argomento. L’ultimo incontro risale a settembre, senza ad oggi soluzioni concrete rispetto alla paga della precarietà”.Quello che è accaduto con le immissioni in ruolo della passata estate, come pure nelle due precedenti, è più che sufficiente per comprendere la mancata volontà a cambiare le cose: “abbiamo assunto – ricorda il sindacalista – 80mila docenti quest’anno, ne sono rimasti quasi 40mila fuori e abbiamo chiamato 180mila supplenti per far funzionare le nostre scuole”. Per evitare il ripetersi di questo fenomeno, incompatibile con le esigenze delle scuole, Anief ha proposto una soluzione semplice: ripristinare il doppio canale di reclutamento e reclutare, quando le Gae sono esaurite, dalle Gps di prima e seconda fascia, e in caso non si sia in possesso di abilitazione, di fare in modo di organizzare dei corsi che possono essere frequentati da chi non ha abilitazione per conseguirla e avere confermato il superamento dell’anno di prova”.Rimane in vita, infine, anche il problema dei supplenti introvabili per alcune classi di concorso, in particolare ingegneri: Pacifico la definisce un’altra “anomalia del nostro sistema che ha trovato conferma nell’ultimo concorso Stem. In alcune regioni non c’erano candidati, dall’altra parte ci sono candidati idonei che in questo momento non possono essere assunti pur avendo superato le prove. Abbiamo sempre lottato come Anief per il riconoscimento degli idonei. Tutto il sistema va revisionato”.

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Il governo polacco in anossia. La finta riforma della giustizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

Eravamo convinti che l’altitudine di Varsavia fosse di 100 metri, evidentemente ci sbagliavamo perchè il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, deve soffrire di anossia, ovvero di mancanza di ossigeno dovuta all’altitudine elevata della capitale, visto che in un’intervista al Financial Times, accusa la Commissione europea di voler iniziare “la terza guerra mondiale”. Donald Tusk, presidente del Partito popolare europeo (Ppe), e leader di “Piattaforma civica”, il principale partito dell’opposizione in Polonia, in un tweet, ha commentato: “In politica la stupidità è causa delle più gravi disgrazie.” Come noto lo scontro tra Polonia e Commissione europea riguarda lo Stato di diritto violato dalla Polonia con le ultime decisioni della Corte Costituzionale infarcita di nomine governative – che ha, su ricorso del governo, sentenziato la primazia della legge polacca su quella europea; della serie facciamo come ci pare e non rispetteremo le decisioni comunitarie, pur facendo parte della Ue e sottoscritto il Trattato costitutivo ben 17 anni fa, però vogliamo i fondi europei: 36 miliardi del Recovery e 120 miliardi di fondi strutturali. Da rilevare che la Polonia è sempre stata beneficiaria netta dei contributi europei (versa meno di quel che riceve). Insomma, la Ue è il bancomat della Polonia, secondo i loro governanti. Ora, il governo polacco offre un ramoscello (finto) alla Commissione europea prevedendo una modifica della Camera disciplinare, che serviva ad allontanare i magistrati scomodi, serve ma anche a limitare i poteri della Corte Suprema, limandone i poteri di cassazione e subordinandola alla Corte Costituzionale che, come scritto, è infarcita di nomine governative. Certo è che di furbi il mondo è sempre pieno.Primo Mastrantoni, Aduc

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Il Governo sta valutando la nomina di un Inviato speciale per la libertà religiosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2021

Gli onorevoli Paolo Formentini, Eugenio Zoffili e Vito Comencini, con un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Affari esteri della Camera, ieri hanno chiesto al Ministro Luigi Di Maio se il Governo sia intenzionato a istituire la carica di Inviato speciale per la tutela della libertà religiosa. Tale carica, hanno sottolineato i tre deputati, nel nostro Paese avrebbe lo scopo di confermare che il diritto di professare liberamente la fede religiosa, riconosciuto dall’articolo 19 della Costituzione italiana, non è valido solo a livello nazionale ma deve essere promosso in ogni sede internazionale quale diritto inviolabile di ciascuno. L’atto parlamentare è particolarmente opportuno perché l’istituzione o la riattivazione della carica di ambasciatore per la libertà religiosa è ormai una realtà in un numero crescente di nazioni, quali Danimarca, Paesi Bassi, Stati Uniti, Norvegia, Finlandia, Polonia e Regno Unito. In Germania è stato nominato un Commissario per la libertà religiosa nel mondo.Il sottosegretario Manlio Di Stefano, dopo aver ricordato che la richiesta di nominare un Inviato speciale per la libertà religiosa era stata sottoposta al Governo anche da Aiuto alla Chiesa che Soffre, ha risposto che, alla luce del tradizionale impegno italiano in materia di diritti umani, la proposta è attualmente alla valutazione della Farnesina. Aiuto alla Chiesa che Soffre ringrazia sia gli onorevoli Formentini, Zoffili e Comencini per la sensibilità dimostrata nei confronti delle comunità oppresse per le violazioni della libertà religiosa, sia il Governo il quale, nella persona del sottosegretario Di Stefano, ha fornito rassicurazioni. ACS auspica un esito positivo delle valutazioni in corso affinché l’Italia possa fornire quanto prima un segnale politico e istituzionale chiaro e inequivoco a tutela di questo diritto fondamentale attualmente violato in 62 dei 196 Paesi sovrani del mondo.

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Unsic: “Energia più cara: necessario un intervento del governo”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2021

“Dal prossimo primo ottobre la spesa per le bollette elettriche potrebbe aumentare del 40 per cento ‘per congiunture internazionali’, come ha annunciato il ministro della Transizione ecologica, Stefano Cingolani nel corso di un convegno a Genova.È bene innanzitutto evidenziare che questa notizia, colpendo individualmente tutti gli italiani, nessuno escluso, surclassa ogni altro tema, anche polemico, che tiene banco nell’agone politico. Secondo stime attendibili, infatti, la spesa media maggiore in un anno si aggirerebbe intorno ai 500 euro.Se da un lato ci si compiace per i nuovi potenziali investimenti generati dal Recovery Fund, dall’altro un salasso del genere è l’unico elemento concreto che gli italiani rilevano direttamente nei propri bilanci individuali.Crediamo sia opportuno, specie in questa fase emergenziale non ancora terminata, che il governo si adoperi per mitigare questi aumenti, ad esempio dando una sforbiciata agli oneri di sistema che incidono fortemente sulla bolletta elettrica o tagliando l’Iva”. È quanto esprime in una nota Domenico Mamone, presidente del sindacato datoriale Unsic con oltre tremila uffici in tutta Italia, che preannuncia il proprio sostegno ad iniziative per richiedere la mitigazione delle bollette.

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Due notizie importanti: il governo in Afghanistan e l’inizio del processo “Bataclan”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

a) Si è formato il governo in Afghanistan: il primo ministro è un terrorista e il ministro dell’Interno, cioè della polizia, è un terrorista. b) Oggi inizia il processo per l’attentato terroristico al teatro Bataclan di Parigi, che provocò 130 morti. Dobbiamo preoccuparci? Sì, perché gli attentati terroristici possono avvenire ovunque, anche in Italia e il governo afghano, guidato da terroristi, non può che rinvigorire le posizioni delle organizzazioni terroristiche sparse in Europa e nel Mondo. La risposta non si può dare in ordine sparso, serve una soluzione comunitaria, anche militare, perché è in gioco la sicurezza di tutti. In verità, qualcosa si è fatto negli anni passati con una iniziativa per la integrazione delle forze militari e con lo stanziamento dei relativi fondi. Alcuni Paesi comunitari, però, sono riottosi e, allora, occorre che quelli convinti della iniziativa procedano autonomamente. Non possiamo aspettare il “pugno” terroristico, dobbiamo, invece, prevenirlo. Dobbiamo costituire, al più presto, una forza armata europea. Primo Mastrantoni, Aduc

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Energia Nucleare. L’azzardo del governo

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2021

Dopo i referendum del secolo scorso con cui abbiamo cancellato le mire italiane per l’energia nucleare, in questi giorni sta facendo capolino nel dibattito una possibilità di ripensamento.E’ bene ricordare che il referendum del 1987 fu vinto dagli antinuclearisti anche grazie all’ondata emotiva dell’esplosione della centrale di Cernobyl. La dismissione delle centrali dell’epoca è un costo che paghiamo ancora oggi nelle bollette della luce. Il fabbisogno energetico italiano (non coperto dalle nostre fonti) viene colmato anche con l’acquisto di nucleare dalla Francia.Come mai se ne parla?Sul nucleare, ha detto in un dibattito in una festa di partito il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, “si stanno affacciando tecnologie di quarta generazione, senza uranio arricchito e acqua pesante. Se a un certo momento si verifica che i chili di rifiuto radioattivo sono pochissimi, la sicurezza elevata e il costo basso è da folli non considerare questa tecnologia”. Seguito a ruota dall’ex amministratore di Enel ed Eni, Paolo Scaroni, secondo il quale l’impegno attuale sulle energie rinnovabili non sarebbe sufficiente al fabbisogno. Ma una piccola doccia fredda a questo “ottimismo” arriva dall’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, secondo il quale “non è realistico pensare a una riconsiderazione. Quello che viene definito ‘nuovo nucleare’ non è tanto nuovo come sembra”. C’è da aggiungere che l’ex monopolista energetico di Stato, dalla dismissione del nucleare ha “patito” le maggiori conseguenze per politiche industriali (non certo per i soldi, ché erano dei contribuenti)… e che tutti i suoi impegni sono sulle energie rinnovabili (per le quali, anche qui, paghiamo nelle bollette), per cui non ha interesse industriale ed economico in materia.Ma di cosa parlano? E’ comprensibile la preoccupazione di avere un’energia più pulita dell’attuale, ma del nucleare di cosiddetta quarta generazione se ne parla da quasi 30 anni e non c’è un punto fermo su cui costruire una politica, essendo rimasti irrisolti i problemi che portarono all’uscita da questa tecnologia: la pericolosità degli impianti, il problema delle scorie e i costi esorbitanti. Oggi c’è solo la tecnologia di terza generazione avanzata, che stanno cercando di costruire i francesi: due cantieri infiniti che sono costati quasi quattro volte il costo preventivato inizialmente. I desiderata del ministro Cingolani sarebbero quindi una scommessa al buio e vaga. Oggi abbiamo già le tecnologie per affrontare la crisi climatica, quella delle rinnovabili. Se siamo ancora in alto mare per far fronte alle crisi climatiche, il problema non è tecnologico ma politico: i decisori, solo per motivi economici legati all’oggi (come se in materia si potesse pensare ad un oggi senza considerare il domani) non fanno scelte radicali di investire tutto sulle rinnovabili. Il dibattito di fine estate, per chi avesse ancora qualche dubbio, è un classico delle feste di partito… un po’ come le promesse delle campagne elettorali. Accademia. Intanto gli scienziati è bene che continuino ed incrementino le ricerche anche sul nucleare, ma sostenere che siamo già pronti per l’uso civile di questa tecnologia, ci sembra azzardato. E preoccupante quando diventa convinzione di chi ci governa. Vincenzo Donvito, Aduc

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Green Pass. Governo, per favore, smetti di rincorrere il consenso e sii esecutivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2021

Su Green Pass e frequentazione esercizi pubblici: – legge: verificato il possesso, l’esercente “potrà richiedere” un documento d’identità; – categorie varie: non siamo pubblici ufficiali per chiedere documento; – ministro dell’Interno in conferenza stampa: gli esercenti devono chiederlo, ma non il documento d’identità; – garante Privacy: deve essere chiesto anche il documento d’identità, ma come prevede la legge… “potrà richiedere” ; – circolare ministero Interno: obbligo di chiederlo; il documento d’identità può essere chiesto “necessariamente nei casi di abuso o di elusione delle norme”, come ad esempio in caso di “manifesta incongruenza” della certificazione verde con i dati anagrafici in essa contenuti. Quindi è l’esercente che decide e, in caso di anomalie, ne risponde solo l’avventore.Dopo cinque passaggi si è tornati a quanto indicato nella legge. Tanto rumore per nulla. Bastava che, alle perplessità delle categorie, il ministro Luciana Lamorgese fosse stata più chiara sui dettami della legge…. Ma forse “ha preferito” aprire una porta alle categorie. Sarà il caso che il governo smetta di rincorrere il consenso e, tagliando fronzoli e ammiccamenti, sia più esecutivo. Lo chiediamo con l’unico potere che in questo momento abbiamo: per favore!! Noi siamo per l’obbligo anche del documento d’identità, ma ci teniamo al rispetto della legge e operiamo per cambiarla, non per eluderla… Vincenzo Donvito, Aduc

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Dal governo nessuna garanzia per il ritorno a scuola in sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

“Mancano 40 giorni e dal governo non arriva nessuna garanzia sul ritorno in sicurezza a scuola. Senza contare che lo stesso governo, sulla vaccinazione under 16, non si assume la responsabilità, riportata nel modulo del consenso informato, sui possibili ‘danni a lunga distanza’, senza pretendere di scaricarla sui genitori, un film già visto”.Lo dichiara nel corso del question time al ministro Speranza il senatore dio Fratelli d’Italia Franco Zaffini.”L’idea e la volontà di vaccinare gli under 16 – osserva Zaffini – pone interrogativi irrisolti di natura etica, scientifica e giuridico-politica, dato che, ad esempio, nel modulo del consenso informato del vaccino della Pfizer, disponibile sul sito del ministero della Salute, si legge testualmente che ‘non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza’, per cui non è possibile calcolare adeguatamente il rapporto rischi-benefici che comporterebbe la vaccinazione dei bambini e degli adolescenti che hanno davanti a loro un’aspettativa di vita di oltre 70 anni.”Il governo attuale, come i precedenti, al di là degli annunci – sottolinea Zaffini – non ha ancora posto in essere nessuna iniziativa volta a mettere in sicurezza il comparto scuola, garantendo ad esempio i tamponi salivari gratuiti per docenti, personale ATA e studenti, a implementare le sedi scolastiche (per evitare le classi pollaio), a regolare il trasporto pubblico locale, a trovare soluzioni atte a conciliare gli orari di lavoro dei genitori e quelli scolastici al fine di incentivare l’utilizzo dell’auto privata”.”Il ministro Speranza – conclude Zaffini – che era ministro anche un anno fa, dà rassicurazioni senza che siano suffragate da azioni concrete che dovevano essere fatte ieri, quando siamo agli sgoccioli dell’inizio del nuovo anno scolastico, cosa che ci fa preoccupare ancora una volta sullo scaricare sui cittadini le incapacità di questo come dei governi precedenti e allora il film già visto rischia di essere un film dell’orrore”.

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Governo. Giustizia: se 12 anni vi sembrano pochi. Cartabia e lo Stato di diritto

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

Ci vogliono 12 anni prima che il reato di corruzione cada in prescrizione. Vi sembrano pochi? E’ quando prevede la legge e se condannati in primo grado, i tempi possono durare all’infinito. Si immagini un cittadino che viene accusato di corruzione e che attende 12 anni per avere la sentenza o che deve aspettare una vita, se condannato, per essere magari assolto nei gradi successivi. La vita, i rapporti familiari, quelli sociali, l’attività lavorativa verranno letteralmente sconvolti. Il “fine processo mai” è stato voluto dal governo Conte1, ministro della Giustizia il cinque stellato Alfonso Bonafede, senza però riformare il sistema giudiziario, così come promesso.Vi sembra, ancora, poca cosa che il 60% dei processi va in prescrizione senza che sia iniziato il processo vero e proprio? L’imputato e l’avvocato difensore non c’entrano nulla, non toccano palla, come si dice, perché i tempi sono tutti interni alle procedure della amministrazione giudiziaria.Ora, il governo Draghi propone un termine alla durata dei processi: oltre un certo limite non si può procedere. Sono gli elementi base di una giustizia giusta, elaborati dalla ministra Cartabia, docente universitaria e già presidente della Corte Costituzionale, il massimo organo di giustizia del nostro Paese.Abbiamo sentito dei pericoli che la riforma Cartabia produrrebbe: processi che scomparirebbero. Non sappiamo come abbiano ricavato tali numeri, che arriverebbero alla cifra astronomica di mezzo milione, ma suggeriamo agli addetti di fare i processi più che parlarne. D’altronde, l’Italia non è in pericolo, visto che ha un tasso di omicidi basso, lo 0,6% per 100 mila abitanti, rispetto alle percentuale più alte di altri Paesi europei. Afferma, la ministra Cartabia: “Ogni processo che si estingue è una sconfitta dello Stato. Ma ogni processo che dura oltre la ragionevole durata è un danno tanto per le vittime in attesa di risposte quanto per gli imputati, lasciati per anni in un limbo che, il più delle volte, condiziona l’intera esistenza.” Ecco, mi sembra che stiamo passando dalla caverna del diritto allo Stato di diritto. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Il governo degli esperti: dalle parole ai fatti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

Quando si dice che il Movimento 5 Stelle non ha la sufficiente esperienza per governare il Paese perché non chiediamo a questi critici, che si considerano degli esperti, cosa hanno fatto per meritarsi tanti onori? Non sono quelli che hanno portato il debito pubblico alla cifra astronomica di 2600 miliardi di euro? Che hanno favorito un’evasione fiscale da oltre 120 miliardi di euro? Che hanno messo in ginocchio la giustizia e umiliato i tutori dell’ordine e della legalità? Che hanno arrecato discredito alle istituzioni con la corruzione e il mal governo? L’Italia è in ginocchio per colpa loro; eppure, hanno l’improntitudine di erigersi a tutori del buon governo. Se oggi milioni di italiani disertano le urne disgustati da tanto sfacelo e dalla convinzione che ci troviamo al cospetto di una classe politica che ha perso in dignità e fiducia, lo dobbiamo al disastro che hanno combinato e pensano di poter continuare come se nulla fosse turlupinando gli italiani e considerandoli degli gnoccoloni da strapazzare a loro piacimento. È tempo di destarsi dal torpore. È tempo di prendere coscienza che non possiamo fare a meno della politica perché essa è l’unica strada che abbiamo per migliorarci e progredire e permettere ai nostri figli un avvenire migliore. A patto che dimostriamo di saper fare scelte consapevoli e soprattutto farsi rappresentare non dai soliti pifferai di turno. E ricordiamo che un politico non deve essere necessariamente un esperto ma una persona che riesca ad avere una visione che ponga l’essere umano al primo posto nel suo diritto a vivere con dignità. (Riccardo Alfonso)

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Governo contiene l’aumento delle bollette energetiche

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2021

“Bene l’intervento del Governo per contenere l’eccessivo aumento delle bollette energetiche, in rialzo fino al 20%, ma esso non può essere realizzato con le risorse destinate al programma “Parchi per il Clima”. Lo dichiara la Presidente della Commissione Ambiente e Lavori Pubblici, onorevole Alessia Rotta.”Invece di tagliare i fondi destinati ai Parchi -dichiara la Presidente della Commissione Ambiente della Camera – dovremmo rafforzare l’azione in sostegno degli interventi destinati alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Per questo, dobbiamo continuare ad investire sulla valorizzazione di parchi che custodiscono un enorme patrimonio di biodiversità che va protetto e rilanciato con interventi specifici”.”Occorre individuare altre risorse da destinare alla riduzione tariffaria dell’energia -prosegue- affrontando quei nodi che ancora oggi sono lasciati ai margini della discussione relativi, per esempio, ai sussidi ambientalmente dannosi (SAD) e alle altre misure incentivanti che danneggiano il clima e le risorse naturali”.”Mi auguro che il MITE e il Governo ci ripensino. Il nostro obiettivo dev’essere quello di tenere insieme la lotta ai cambiamenti climatici con la sostenibilità economica e sociale della transizione green che deve essere giusta e non gravare sui cittadini”. Così conclude Alessia Rotta.

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Scuola, la ricerca di ADL Consulting: il Governo risponde a 1 interrogazione su 4

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2021

Solo il 24.18% delle interrogazioni parlamentari in tema di scuola presentate nel periodo della pandemia (da marzo 2020 a maggio 2021) ha trovato risposta da parte degli esponenti dei governi guidati prima da Giuseppe Conte (il cosiddetto Conte bis) e poi da Mario Draghi (che ha giurato nel febbraio 2021). È quanto rileva un’analisi dal titolo «Notte prima degli esami: i dati sul dibattito politico sulla scuola», condotta dalla società di consulenza strategica di public affairs e digital lobbying ADL Consulting in collaborazione con Elif Lab, impresa innovativa che opera in ambito data science. Oggetto dello studio sono stati 1.637 atti di indirizzo e controllo presentati in quel periodo alla Camera e al Senato: ordini del giorno, interrogazioni, interpellanze, risoluzioni e mozioni.Il partito che ha ricevuto più risposte è stato Italia Viva (40.38%). Quello che ne ha avute meno è stato Forza Italia (17%). Per quel che riguarda la «produzione», i gruppi della Lega di Camera e Senato sono stati i più attivi, con 361 atti, seguiti da M5s (297), FI (251) e FdI (246). In coda ci sono Pd (141), Iv (113) e Leu (59). Prendendo in considerazione la mappa semantica degli atti, in quelli legati alla scuola presentati dal Movimento 5 Stelle si rileva un filone tematico segnato da prevenzione e vaccinazione, un’attenzione ai bisogni educativi speciali e al cosiddetto Pei (piano educativo individualizzato), alla dispersione scolastica e alla scuola nel più ampio contesto della promozione della cultura. Non mancano riferimenti a concorsi e graduatorie, così come all’inquadramento dell’istruzione nelle politiche per la ripresa economica. In questo ambito si inseriscono anche argomenti connessi all’innovazione e alla digitalizzazione delle attività educative.Forza Italia spinge sui temi dell’organizzazione dei trasporti e della conduzione delle attività scolastiche all’interno della complessiva gestione dell’epidemia, sia da un punto di vista sanitario sia con uno sguardo all’andamento economico. Spazio è dedicato anche alla conciliazione dei ritmi delle famiglie e del lavoro in smart working, alle scuole paritarie, alla tutela della “cultura italiana” e agli interventi per la digitalizzazione e l’installazione della banda larga. Il Partito Democratico sottolinea le difficoltà psicologiche dovute all’impatto della pandemia sulla vita di ragazzi e bambini, oltre che la necessità di non perdere di vista la gestione di altre malattie croniche anche in questa fascia d’età. I trasporti sono un tema importante, ma non vengono tralasciate la formazione professionale, la tutela dei minori in famiglia e la protezione dei diritti dei giovanissimi, in un più complessivo posizionamento contro le discriminazioni. Fratelli d’Italia si concentra sulle politiche di protezione dei diritti di bambini e ragazzi, sulle graduatorie del personale scolastico e sulla digitalizzazione della didattica. Sul fronte degli insegnamenti, si focalizza sulla discussa opportunità di inserirvi tematiche legate alle battaglie LGBTQI, ma anche sulla spinta per la diffusa introduzione della questione dalmata e delle foibe nei programmi scolastici. Un ruolo di rilievo ricoprono anche il bonus babysitter e il problema delle “classi pollaio”, oltre che il peso del sistema educativo nel rilancio economico del Paese e l’organizzazione dei calendari di vaccinazione.

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Governo. Politica estera

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2021

In una gustosissima scenetta de il film “Il marchese del Grillo”, Ricciotto, l’aiutante del nobile romano, annunciava, dalla finestra del palazzo avito, la buona novella del risveglio del marchese. “S’è svejato”, proclamava. Non vogliamo essere irriverenti, ma abbiamo sorriso quando, nell’incontro con il segretario di Stato americano Antony Blinken, il nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha detto che i legami commerciali sino-italiani “sono assolutamente incomparabili con l’alleanza dell’Italia con gli Stati Uniti e le partnership con la Nato e l’Ue.” E’ una buona novella. Pochi ricorderanno i rapporti con la Cina del nostro Di Maio, allora anche vicepremier nel governo Conte1, concretizzati nel “Memorandum d’intesa” tra i due paesi e presentato come accordo economico, mentre erano, invece, politici, il che ha provocato sconcerto tra i membri del G7 (le 7 potenze economicamente più avanzate) e nei paesi della Nato. L’accordo, di economico aveva poco o punto, salvo reclamizzare l’esportazione di arance italiane in Cina che, tra l’altro è uno dei maggiori Paesi produttori dell’agrume. Pochi ricorderanno la proposta del Di Maio di un referendum per l’uscita dall’euro e, quindi dalla Ue, e anche dalla Nato perché “strumento di aggressione”. “Voglio essere molto chiaro”, ha detto Di Maio, “le alleanze dell’Italia con Stati Uniti, Nato e Ue non sono solo alleanze strategiche, ma alleanze di valori, che permettono alla nostra democrazia di affrontare temi come le violazioni dei diritti umani”. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Fisco, Calandrini (FdI): governo dia certezze e rinvii le scadenze del 30 giugno

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

“Siamo arrivati al 24 di giugno ma ad oggi non abbiamo conferme ufficiali sul possibile differimento delle scadenze fiscali fissate al 30 giugno per i soggetti titolari di Partita IVA. Da giorni sulla stampa si rincorrono notizie sul possibile differimento di questi termini al 20 luglio, ma il governo cosa sta aspettando per dare certezze? Dopo un anno e mezzo di pandemia, con ristori ridicoli, e persino in ritardo come nel caso degli importi previsti dal DL Sostegni e che dovevano essere erogati il 16 giugno, ancora una volta il governo conferma la sua disattenzione per aziende, professionisti e lavoratori autonomi. Questo mondo ha bisogno di risposte concrete e non di chiacchiere. Siamo nel bel mezzo di una crisi senza precedenti e dopo mesi di chiusure e restrizioni, che hanno avuto come conseguenza un pesante calo di fatturato, la galassia delle partite IVA si trova anche alle prese non solo con le scadenze fiscali ma con la perenne confusione del governo. Eppure basterebbe un semplice provvedimento del Ministro Franco per sanare questa situazione e dare un po’ di respiro ai contribuenti. Questa attesa non ha ragioni di esistere. Il governo dia risposte e lo faccia alla svelta”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini

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Governo. L’antiscienza al potere

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2021

“Anni fa, con un amico sostenitore della astrologia, feci una scommessa. Acquistai una rivista di astrologia e la conservai per un anno; al termine ci fu una verifica e quello che era stato previsto non si era avverato. Fiducioso, attendo che qualcuno dimostri che gli influssi astrali determinino la mia esistenza. Sull’argomento, l’Aduc ha lanciato una iniziativa sul proprio sito, per chiedere, al presidente della Commissione parlamentare sui servizi radiotelevisivi, che le trasmissioni astrologiche siano bandite dai programmi RAI, visto che il contribuente paga il canone, lasciando le previsioni sugli influssi astrali alle testate private. Purtroppo, l’antiscienza si insinua anche nelle più alte rappresentanze istituzionali, Senato e Camera, sicchè abbiamo il tentativo di riconoscimento della agricoltura biodinamica (da non confondere con quella biologica), perché ricongiunge le forze astrali cosmiche con quelle terrene. Previsione che va remunerata con fondi pubblici, cioè del contribuente. Fiducioso, attendo che qualcuno dimostri che il ricongiungimento astrale contribuisce alla fertilità della terra. Torneremo al sistema geocentrico? E perché no! D’altronde è assodato che il Sole nasce a est e tramonta a ovest, dal che si crede che è il Sole che gira intorno alla Terra.Sentiamo dei subbugli nelle tombe di Copernico e Galilei. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Governo. Vaccinazioni. Le convergenze parallele del ministro Speranza

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2021

Quelli un po’ più “antichi”, tra noi, ricorderanno la frase sulle “convergenze parallele” in politica. E’, ovviamente, un paradosso, perché le rette non possono convergere. Salti logici, dunque. Ci è venuta in mente questa similitudine leggendo le dichiarazione del Comitato tecnico scientifico (CTS), che esprime pareri sulle vaccinazioni, fatte proprie dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Dunque, il CTS, a proposito di vaccinazione eterologa (es.Astrazeneca più Pfeizer), scrive che “non APPARE essere SCONSIGLIABILE”. In precedenza, il CTS, sulla eterologa, aveva scritto che “non sono stati pubblicati, allo stato, studi che includono un elevato numero di soggetti”; dal che deduciamo che si stanno avviando sperimentazioni di massa per la vaccinazione eterologa, senza che siano state effettuate prima verifiche consolidate. Nel frattempo, l’Agenzia europea del farmaco (EMA), su Astrazeneca, ribadisce che “Il rapporto rischi/benefici è positivo e il vaccino rimane autorizzato per tutta la popolazione”. L’EMA smentisce le affermazioni di un suo esperto (Marco Cavaleri), il quale si è dissociato dalla interpretazione fornita dai media. La notizia di un fatto tragico, la morte della 18enne, ha colpito tutti noi, ma dalle Autorità sanitarie ci aspettiamo comportamenti razionali, altrimenti, è in gioco la credibilità delle Autorità stesse. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Governo. Coronavirus. Vaccinazioni e vaccini: gli illustri pareri

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2021

Perché non documentate quello che affermate? Lo sollecitiamo agli esperti del settore che ogni giorno ci “allietano” con i loro illustri pareri su virus e vaccinazioni. Non vogliamo tappare la bocca a nessuno, ovviamente, ma vorremmo che questi “illustri pareri” non fossero solo tali, ma il risultato di ricerche, auspicabilmente, pubblicate su riviste scientifiche, adducendo prove, di quanto sostenuto. Dovrebbe, insomma, essere adottato il famoso metodo scientifico: si raccolgono dati, si elaborano ipotesi e si fanno verifiche, per arrivare alla conoscenza della realtà. Ai giornalisti, consigliamo, dopo aver raccolto “l’illustre parere”, di chiedere quali siano i dati a disposizione dell’esperto per confermare le affermazioni rilasciate.Vero è che, in un mondo che dialoga con messaggini, l’intervista sarebbe troppo lunga a scapito dell’ascolto e, quindi, della pubblicità che sostiene i media, però la soluzione potrebbe essere una pre-intervista, con una domanda finale: egregio professore, lei ha le prove di quanto sostiene? Si eviterebbero le passarelle giornaliere di questo o quell’esperto. Magari ci si potrebbe occupare di altro. Nel frattempo, ri-chiediamo al Governo di parlare con una voce sola: quella del responsabile della sanità pubblica, cioè, il Ministro della Salute, protempore, Roberto Speranza. Prenda atto il Ministro degli illustri pareri scientifici e organizzativi e assuma la responsabilità di decisioni chiare, nette e precise. Oneri e onori sono tutti suoi. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Governo. Vaccini. Astrazeneca si, Astrazeneca no

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Dopo le polemiche sulla mancata consegna delle dosi, ora si dibatte sul rischio vaccinazione con Astrazeneca (Vaxzevria), il vaccino anglo-svedese. E’ utile chiarire che: a) La medicina non è una scienza esatta. b) I farmaci, compresi i vaccini, possono avere effetti collaterali. Facciamo riferimento alla rivista scientifica Science e mettiamo in maiuscolo alcune parole, così da fissarle nella mente. Il vaccino AstraZeneca può, IN CASI MOLTO RARI, causare un disturbo caratterizzato da pericolosi coaguli di sangue. In Europa sono stati segnalati almeno 222 casi SOSPETTI fra 34 milioni di persone che hanno ricevuto la prima dose di vaccino. I morti sono più di 30.In Italia abbiamo avuto 128 mila morti per Covid-19, su 60 milioni di abitanti.L’Agenzia europea per i medicinali (Ema), ha riconosciuto “UNA PROBABILE ASSOCIAZIONE CAUSALE” tra la sindrome e il vaccino ma, sottolinea che i benefici di Astrazeneca superano ancora i rischi. Tuttavia, molti paesi ne hanno limitato l’uso nei giovani. La Germania sta usando il vaccino solo nelle persone di età superiore ai 60 anni, la Francia in quelle di età superiore ai 55 anni. Si valuta che i giovani abbiano un rischio inferiore di ammalarsi gravemente e morire di Covid-19, rendendo più difficile giustificare il rischio di effetti collaterali. David Spiegelhalter, statistico dell’Università di Cambridge, spiega che il RISCHIO di gravi danni a causa del vaccino, per le persone di età compresa tra 20 e 29 anni, nel Regno Unito, è di circa 1,1 su 100.000, mentre il RISCHIO di essere ricoverati in terapia intensiva a causa del Covid-19, varia da 0,8 a circa 6,9 su 100.000, a seconda del RISCHIO di esposizione al virus. Evidenzia che la vaccinazione dei giovani fornisce, anche, protezione ad altre persone. In questa sorta di curva di scorrimento graduale dell’equilibrio rischio-beneficio, non c’è un punto improvviso in cui il vaccino diventa sicuro o pericoloso.Insomma, man mano che aumentano i dati a disposizione della comunità scientifica, le indicazioni cambiano. Non occorre fare allarmismi, ma prendere atto dei dati e ricordare quanto detto all’inizio di questo comunicato.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Governo. Economia di transizione o no?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

Uscire dalla pandemia e trasformare il nostro sistema economico da assistito a competitivo. Il problema l’ha posto Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, al Festival dell’economia di Trento. I fondi del Recovery Plan dovrebbero promuovere la “transizione” ad una economia che non sia supportata dallo Stato, cioè dal contribuente, che, giustamente, lamenta l’eccessiva imposizione fiscale che va a coprire i buchi di una economia statalizzata. Facciamo un esempio. Che cosa vuole fare lo Stato dell’Alitalia? Cosa vuole fare il Comune di Roma di Atac, l’azienda dei trasporti locali? La domanda non è peregrina perchè in 12 anni queste due aziende sono costate 20 miliardi di soldi pubblici, cioè del contribuente. Dunque, occorre chiarire il concetto di “transizione”, vale a dire se si intenda mantenere uno Stato presente direttamente (si ricorre sempre più spesso ai fondi della Cassa depositi e prestiti), oppure uno Stato che definisce le regole ed affettua i controlli? Crediamo che questa sia la sfida dei prossimi anni. Le rendite di posizione statali o private per benevola concessione, non sono più sostenibili, perché alla fine il cerino rimane tra le dita del contribuente. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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