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Posts Tagged ‘governo’

Governo: Ridurre le tasse, ma la flat tax è una bufala

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

“Non c’è nulla di certo al mondo, tranne la morte e le tasse”, diceva Benjamin Franklin (1706-1790), scienziato e politico, protagonista della Rivoluzione americana e tra i padri fondatori degli Stati Uniti d’America.Chi sarebbe contento di pagare meno tasse? Tutti, ovviamente, cittadini e imprese, soprattutto a fronte di una imposizione elevata, alla quale non corrispondono servizi adeguati da parte dello Stato.Vedremo il bilancio del governo Pd-M5s cosa proporrà di concreto e soddisfacente per i cittadini.Nel frattempo, continua la propaganda sulla proposta di istituire la tassa unica, ovvero tassa piatta o flat tax, che è uno dei cavalli di battaglie elettorali della Lega.
E’ una bufala. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, la ripropone nelle trasmissioni televisive nell’intento di agganciare l’attenzione, e poi, il voto degli elettori.
La domanda sorge spontanea: la Lega è stata al governo negli anni passati non solo con il M5s, ma anche con Forza Italia. Perché non hanno introdotto la tassa unica? Perché sono chiacchiere da salotti televisivi.Salvini dichiara che i Paesi europei che crescono di più sono quelli che hanno una tassa unica. Dimentica di aggiungere che sono quelli che erano sotto controllo sovietico e hanno una economia che potremmo definire in transizione, altro è applicarla a Paesi con economia complessa e sviluppata.Vendere illusioni danneggia, soprattutto per chi ci crede. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Cambio di Governo: ciò che appare e ciò che è

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 settembre 2019

I due passaggi parlamentari in cui si è sancita la caduta di Salvini, minoranza nel Parlamento e nel Paese, e si è formato il nuovo governo di salute pubblica, sono stati contraddistinti da una straordinaria passionalità e inusitata violenza. I giovani dicono che mai avevano visto una cosa simile al Senato e alla Camera, i vecchi invece l’avevano vista nei primi anni della Repubblica quando De Gasperi e Truman, elargitore del piano Marshall per rimettere in piedi l’Italia, espulsero i comunisti dal governo e cominciò il grande scontro che aveva per posta una scelta di campo (tra Est e Ovest) e di sistema (tra capitalismo e comunismo).
È proprio quando è in gioco una scelta di campo e di sistema che il Parlamento acquista (o riacquista, se l’ha perduta) la sua centralità, e che le passioni si accendono. Negli anni del dopoguerra volavano le tavolette degli scranni parlamentari (poi furono meglio imbullonate) e Pajetta giovane saltava i banchi per andare a scontrarsi con i democristiani; oggi le tavolette vengono sbattute con veemenza per impedire agli altri di parlare, si indossano magliette infamanti degli avversari, si innalzano tricolori altre volte destinati alle latrine e si agitano rosari blasfemi e altri simboli religiosi; e la scena si è ripetuta (“li ho visti in Pontida”, come cantava Giovanni Berchet) nel pratone invaso dalla Lega e soprattutto da un grande telone dove era scritto, con alto sprezzo del pericolo: “le donne con Salvini”.
Dunque tutti i segni convergono a dire che quella in atto in Italia, come in altri momenti di analoga criticità, è una scelta di campo e di sistema.
La scelta di campo implicata nella crisi di governo era pro o contro l’Europa; è stata scelta l’Europa, ma non si può considerare che tale scelta sia stata messa al sicuro; soprattutto occorre dire però che oggi il campo non è più solo l’Europa e l’Occidente, è il mondo, nella sua unità di destino e nel rischio della fine a cui lo espongono le minacce ambientali, politiche, economiche e militari che la politica non sa contenere; e questo è il nuovo vero campo che va scelto per dare una risposta alla crisi epocale in atto.
Quanto alla scelta di sistema è chiaro ormai che bisogna abbandonare gli eufemismi e le illusioni di pudiche parole, e dare il vero nome alle cose: non si tratta di sovranismi, di salvinismi, di populismi, si tratta di fascismo. Pane al pane, al di là delle diverse forme che esso storicamente può assumere, lo specifico identitario del fascismo è la negazione della democrazia come istituzioni di regole e di diritti e il realizzarsi del vero sogno dell’assolutismo, che è il solo uomo al comando, e i cittadini come parti del corpo di lui. Non importa che in Italia oggi il fascismo prenda le forme del Capitano che non lascia scampo ai naufraghi, che grida alla vittoria tradita, che si atteggia a difensore dei sacri confini e dà ai suoi la consegna irrevocabile di vincere, né importa che prenda le forme del fascismo popolano delle massaie rurali di un tempo, che ieri osannavano il duce e oggi invocano il presidenzialismo. Né deve ingannare che la via per l’uscita dalla democrazia sia cercata nei modi ancora formalmente democratici della legge maggioritaria. Quello che conta è la pretesa, brandita come una clava, che con un solo voto in più si governi, cioé si realizzi l’obiettivo di un solo uomo al comando. E questo traguardo sarebbe tanto più facile da raggiungere se il maggioritario si abbattesse su una società ricca di pluralismo politico e sociale, sicché tra molti contendenti sarebbe più agevole ottenere un voto in più di ciascuno degli altri. Dalla legge Acerbo in poi è il metodo classico della vittoria dei fascismi: una ristretta minoranza prende il potere – “i pieni poteri” – e non lo rende più negoziabile, lo toglie dal mercato, fino alla tragedia.
È altrettanto chiaro che gli unici due strumenti per salvare la democrazia e non avere il fascismo grazie a un pugno di voti o anche a uno solo, sono sul piano del diritto la Costituzione e sul piano della politica l’unità di tutte le forze e le anime che fasciste non sono. Per questo è grave che proprio ora, nel momento cruciale della lotta, venga rotta l’unità del Partito Democratico per inseguire, nel versante opposto, lo stesso obiettivo di un solo che comandi o almeno di un protagonista assoluto. È il vecchio demone delle scissioni. D’altronde è pur vero che chi ce l’ha messa tutta per distruggere un partito possa non sentirsi a suo agio a rimanere al suo interno.

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Governo: La tassa sul bancomat

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 settembre 2019

Così, potremmo definire la proposta della Confindustria di tassare, al 2%, il prelievo di denaro dal bancomat, superiore a 1500 euro mensili. Non sappiamo se la proposta della Confindustria troverà consenso in sede governativa, ma ha tutta l’aria della palla alzata per essere poi essere schiacciata. Chi alza è la Confindustria e chi schiaccia è il governo.La domanda sorge spontanea: perché un risparmiatore deve pagare una tassa per prelevare soldi sui quali ha già pagato le tasse? Serve per incentivare l’uso delle carte, dichiara la Confindustria, perché una analoga percentuale, cioè il 2%, sarebbe utilizzata come credito di imposta per chi paga con le carte. Già, cosi si innesca un meccanismo complicato, perché la detrazione verrebbe applicata quando si farà la dichiarazione dei redditi.Insomma, il debito si paga subito, il credito si avrà in seguito. Un film già visto.Nel nostro Bel Paese ci sono circa 108 miliardi di evasione fiscale e contributiva. Basterebbe controllare i settori a maggior rischio, piuttosto che inventarsi tasse aggiuntive per il contribuente che le tasse già le paga. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo: Bellanova e le idee chiare

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Ha iniziato il suo mandato di ministra sommersa da truci critiche sul suo abbigliamento e il titolo di studio, alle quali ha risposto in modo esemplare: mi vesto come mi sento e i galloni me li sono conquistati sul campo. E’ la ministra alle Politiche Agricole, Teresa Bellanova.
Finalmente una ministra che non prende in giro gli elettori e che dice pane al pane e vino al vino. Sull’accordo della Ue con il Canada, il Ceta, la ministra Bellanova ha dichiarato: “Dobbiamo lavorare perché si arrivi alla ratifica del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada, con l’obiettivo di dare competitività al Sistema Italia.”
Da ricordare che nei primi 5 mesi di quest’anno le esportazioni italiane verso il Canada sono aumentate del 12,6%, nonostante le contorsioni sull’argomento di leghisti e penta stellati.
Anche sugli OGM, gli organismi geneticamente modificati, la ministra Bellanova apre con: “Sugli OGM voglio aprire un confronto rapidamente anche con le parti imprenditoriali, è un tema delicato che non va affrontato in modo azzardato.” Da ricordare che da 50 anni mangiamo pasta derivata da grano geneticamente modificato e che, nel nostro Paese, l’87% dei mangimi composti per animali è OGM, ma nessuno ne parla.
Sulla Xylella, il batterio che sta distruggendo gli ulivi, la ministra Bellanova ha dichiarato: «Vi stupiremo, ma non ci scontreremo. Dobbiamo chiudere una pagina e dobbiamo riaprire con molta determinazione la pagina di rigenerazione del paesaggio salentino, di investimenti nelle aziende, di ripresa delle attività produttive. Sono questioni irrinunciabili.” Auguriamo buon lavoro alla ministra Bellanova. Ne avrà bisogno. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo. La politica estera italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Nei prossimi giorni si svolgerà l’assemblea delle Nazioni Unite (ONU) e i dossier da affrontare riguardano la nostra posizione in Africa (Libia in particolare), America del Sud (Venezuela in particolare) e Asia (Iran in particolare).La politica europea è ormai appannaggio del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e di quello agli Affari Europei, Enzo Amendola. Dunque, rimangono i dossier internazionali, dei quali, quello relativo alla Libia ci riguarda particolarmente, sia per i problemi energetici sia per quelli dell’immigrazione, seppur fortemente limitata a qualche migliaio di migranti, nonostante la forte esposizione mediatica, e per la situazione politica libica piuttosto complessa.Infatti, mentre il governo di unità nazionale libico, che ha sede a Tripoli, è riconosciuto dall’Onu, quindi anche dall’Italia, parte rilevante della Libia è in mano al generale Khalifa Haftar che intende inglobare il restante territorio libico.Ai contendenti libici si aggiunge l’interferenza di altri Paesi (Usa, Russia, Cina, Francia e vari Stati arabi). Ricordiamo che il nostro Paese gestisce un ospedale a Misurata, protetto da nostre forze armate.E l’Italia che fa? Quali proposte da sottoporre alla assemblea dell’Onu?
Domanda interessante, da rivolgere al Governo e, soprattutto, al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.Occorre, in via preliminare, spiegare al ministro Di Maio che il ministero degli Esteri non è la sede del M5S, dove riunire i ministri del proprio partito, ma è luogo dove si fa politica estera, in accordo con le altre istituzioni repubblicane.(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo: Povera scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2019

Quelli di noi che hanno un po’ di capelli bianchi, ricorderanno la trasmissione televisiva della RAI, “Non è mai troppo tardi”, del maestro Alberto Manzi (1924-1997).La trasmissione, in onda tra il 1960 e il 1968, dedicata alla lotta all’analfabetismo, ebbe grande successo e riuscì a far prendere la licenza elementare a un milione e mezzo di italiani. L’iniziativa fu riprodotta in ben 72 Paesi.
Al contempo ricordiamo quando sosteneva Tullio De Mauro (1932-2017), linguista e accademico, per il quale il 70% degli italiani non capisce, o ha difficoltà di comprensione per un testo semplice.Torniamo ai giorni nostri, ricordando le prove di quest’anno effettuate dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (Invalsi), sugli esiti di apprendimento degli studenti relative all’italiano, alla matematica e all’inglese.Emerge una differenza netta tra Nord e Sud Italia. In particolare, in Sicilia, Calabria e Campania il 50% degli studenti arriva alla maturità con l’insufficienza in italiano e in inglese.Capiamo, così, le difficoltà di un attuale ministro.
Due anni fa, 600 docenti universitari scrissero una lettera, al ministro dell’Istruzione e al Parlamento, sollecitando interventi scolastici, poichè gli studenti universitari avevano lacune grammaticali da terza elementare.Il neo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti (M5S) ha dichiarato che se non arriveranno soldi entro Natale si dimetterà. Vedremo.Sarebbe opportuno che l’ottica con la quale si guarda alla scuola cambiasse: l’istruzione non è una spesa ma un investimento. Così, forse, potremmo risalire dal fondo della graduatoria europea. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Fabrizio Bernini sul nuovo governo: “Crescita prima di tutto”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 settembre 2019

“La crescita deve essere il faro di questo nuovo Governo, la priorità fondamentale e non più rinviabile per il nostro Paese”. Non ha dubbi Fabrizio Bernini (Presidente di Confindustria Toscana Sud Delegazione di Arezzo) che aggiunge, con la concretezza dell’imprenditore “In questo momento abbiamo davanti una grandissima opportunità: lo spread si è stabilizzato intorno ai 150 punti base e questo si traduce per l’Italia in circa 10 miliardi di euro derivanti dal risparmio di spesa per interessi sul debito, al contempo, in Europa c’è una congiuntura favorevole alle riforme e un’apertura particolare al nostro Paese, espressa in più di un’occasione; infine Paolo Gentiloni è stato nominato proprio oggi nuovo Commissario agli Affari economici e finanziari dell’Unione europea. Sta all’Italia approfittare di quest’ottima occasione, non certo adottando comportamenti irresponsabili come potrebbe essere quello di chiedere più flessibilità per ampliare il debito pubblico, ma proponendosi, al contrario, come responsabile attore di primo piano nell’orientare le regole europee per la crescita e gli investimenti. L’Italia, come ha detto recentemente il nostro Presidente Nazionale Vincenzo Boccia, potrebbe mettersi alla testa di un’interessante stagione riformista in Europa che punti su investimenti sovranazionali da finanziare anche attraverso Eurobond, un robusto piano infrastrutturale di 500-1.000 miliardi i cui effetti anticiclici darebbero nuova linfa all’asfittica economia del nostro continente. Sempre avendo come faro la crescita, considerando una vicina Germania in recessione e l’economia globale che arretra, il Governo dovrebbe agire molto velocemente sul lavoro – continua Bernini – ed intervenire sugli effetti distorsivi prodotti dal Decreto Dignità. Consideriamo infine importante che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte abbia richiamato più volte l’attenzione sul ruolo cruciale dell’innovazione come volano per l’economia reale e la competitività. L’istituzione di un specifico Ministero a ciò deputato è una decisione sicuramente strategica che avvalora la tematica dell’innovazione e della digitalizzazione, potente driver di crescita della nostra industria che oggi necessita sempre più di nuove competenze professionali. Serve una maggiore cultura sulla digitalizzazione che consenta di beneficiare delle grandi opportunità di sviluppo con la creazione di nuovi posti di lavoro ed una integrazione tra tecnologia e forza lavoro. Penso da sempre che quella digitale sia una sfida culturalmente irrinunciabile che dobbiamo raccogliere, in quanto il futuro delle imprese e della loro capacità di competere sui mercati passa inevitabilmente dall’innovazione e dall’alta tecnologia a prescindere dal settore in cui operano le aziende: la divulgazione dei temi inerenti la Digital Transformation è infatti una delle priorità del mio mandato di presidenza. Confidiamo a questo punto che si voglia continuare ad investire sulla digitalizzazione, proseguendo sulla strada tracciata con Impresa 4.0 per andare incontro all’era dell’Intelligenza artificiale” conclude Bernini.

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Al primo posto dell’agenda del nuovo governo le misure in favore degli asili nido

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2019

Si tratta dell’impegno a eliminare le disuguaglianze che si formano già nei primissimi anni di vita, accogliendo l’appello che abbiamo lanciato per un piano di interventi immediato in favore della prima infanzia”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttirce dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, l’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.In Italia, come segnalato da Save the Children nel rapporto “Il miglior inizio” lanciato sabato scorso, solo 1 bambino su 10 può accedere a un asilo nido pubblico, con picchi negativi che si registrano in regioni come Calabria e Campania, dove la copertura è pressoché assente e, rispettivamente, solo il 2,6% e il 3,6% dei bambini frequenta un nido pubblico. Uno scenario in cui le ripercussioni negative riguardano soprattutto i minori provenienti da famiglie economicamente svantaggiate e che hanno dunque maggiori difficoltà nell’accedere alla rete degli asili privati non convenzionati.
“L’indagine pilota svolta da Save the Children mostra inoltre come le diseguaglianze educative che possono avere sui bambini un impatto di lunga durata si manifestino molto prima dell’accesso alla scuola dell’obbligo. La povertà educativa va dunque combattuta a partire dai primi anni di vita, attraverso solide politiche di sostegno alla prima infanzia e alla genitorialità, oggi assolutamente carenti nel nostro Paese, evitando che siano proprio i bambini delle famiglie più povere a rimanere esclusi dalle opportunità educative di qualità. Ci auguriamo pertanto che questo punto d’azione del nuovo governo possa trovare immediata attuazione”, ha concluso Raffaela Milano.

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Sanità pubblica: non merita il 22° posto nel programma di Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2019

Sul sito istituzionale della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, http://www.fnopi.it, è pubblicato un editoriale di commento al programma del nuovo Governo, in cui si sottolinea che “Il 22° posto nel programma di Governo giallo-rosso per la “difesa della sanità pubblica e universale” non riconosce il peso che la sanità pubblica ha proprio nei singoli programmi e dichiarazioni dei partiti di governo mentre la Sanità pubblica deve tornare invece a essere in tutte le regioni la ‘prima scelta’ per i cittadini e i professionisti che vi lavorano, senza lasciare indietro nessuno”.Tonino Aceti, portavoce della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), che raccoglie gli oltre 450mila infermieri presenti in Italia commenta il “peso” della sanità pubblica nel programma del nuovo Governo sottolineando che “al Servizio sanitario nazionale (Ssn), attraverso la sua legge istitutiva 833/78, è attribuita un’importantissima responsabilità che certamente non merita il 22° posto, neanche graficamente: la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Aceti ricorda che il Ssn “è una delle più grandi opere pubbliche realizzate dal secondo dopoguerra, in grado di tenere unito il Paese e garantirne la coesione sociale. È uno degli esempi migliori di ‘Made in Italy’ al quale guardano con estrema attenzione molti altri Paesi. Un bene comune da garantire alle future generazioni”. E nel suo commento fa alcuni esempi che danno la dimensione del Ssn: è in grado di erogare circa 8,5 mln di ricoveri l’anno per 59 mln di giornate di degenza, circa 1miliardo di prestazioni di laboratorio, 57 milioni di prestazioni di diagnostica per immagini, 47 milioni per medicina fisica e riabilitazione, e così via. Guardando al suo capitale umano, nel 2017 il personale dipendente è di circa 647.000 unità, il 71,5% nel ruolo sanitario e di questi il 58,7%, circa 270.000, sono infermieri. Poi ci sono 105mila medici dipendenti e oltre 80 mila medici convenzionati, solo per fare alcuni esempi.

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Il Governo è cambiato, e allora cambino anche le politiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Oggi presentiamo l’ennesima storia di disperazione che evidenzia le contraddizioni più evidenti del nostro Paese. A denunciare è Maria Rondine, commessa Coop:”Buongiorno Francesco sono Maria, ti volevo far sapere cosa mi è successo. Ieri mio zio 88enne si sente male, chiamiamo il 118, vengono lo visitano ma ci dicono che è meglio non portarlo al pronto soccorso perché sono pieni e aspetterebbe per delle ore su una barella. Ci consigliano di chiamare un centro analisi per fargli fare le analisi a domicilio. Io ieri dalle 17 chiamo tutti i centri analisi a pagamento per chiedere questo servizio. Ebbene o sono già chiusi o chi è aperto mi dice che la domenica non fanno questo servizio!!! Passo la notte in bianco vicino a mio zio perché per me è un padre e stamattina alle sei sono già in viaggio per andare a lavorare, perché la pizza e le rosette oggi non devono mancare.«Storie come quella di Maria sono all’ordine del giorno – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – e ci raccontano di una sanità allo sbando, di veri e propri calvari nei Pronto Soccorso dei nostri nosocomi e di una carenza di organico strutturale e pericolosa per le nostre vite. Mentre la possibilità di fare shopping sembra essere l’unico “servizio” che non ci deve mai mancare. Sulla pelle di chi quel servizio per nulla essenziale lo presidia senza sosta.»«Lunedì il nuovo Governo chiederà la fiducia in Parlamento – prosegue il rappresentante sindacale – e noi vogliamo sapere come intende affrontare questa questione, che è stata snobbata nonostante le promesse dal passato Governo giallo verde. Ci aspettiamo dai nuovi Ministri Speranza e Catalfo una vera e propria inversione di rotta, che ci garantisca i servizi davvero essenziali e di pubblica utilità e riconsegni ai lavoratori del commercio una porzione di vita per curare i propri affetti e vivere una vita dignitosa ».«Noi certo non smetteremo di lottare, qualsiasi sia il colore del Governo, perché un paese che non riparte dal welfare e dal lavoro ha già perso.» – conclude Iacovone.

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Storia del pensiero: Democrazia ossia “governo del popolo per il popolo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Ovvero il “male oscuro” che attraversa il mondo occidentale. La democrazia è considerata la forma più avanzata di organizzazione politica, atta a valorizzare le potenzialità morali, intellettuali, economiche degli individui e delle loro libere associazioni. Sin qui tutto bene e secondo manuale, se vogliamo. Ma in effetti non lo è. Le democrazie non sono esenti da patologie che possono minarne il buon funzionamento, con effetti deleteri sulla vita civile e su quella economica. I rappresentanti eletti dal popolo che debbono curare gli interessi generali, sia pure interpretandoli in forme diverse e talora contrapposte, non devono rivolgere la loro azione a rappresentare interessi in contrasto con quelli della collettività. La linea di confine tra interessi di gruppo e quelli generali può essere talora tenue. E’ quanto sembra accadere in Italia e lo sarà ancora più evidente con il federalismo dove i rappresentanti eletti in uno dei corpi legislativi locali sono designati esplicitamente a rappresentare gli interessi di una Regione. Come potranno, costoro, venir meno al loro mandato senza finire con il danneggiare gli interessi superiori del Paese? E’ possibile che tali organismi intermedi, portatori di legittimi interessi di importanti segmenti della popolazione e dell’economia, assumano di fatto una capacità di decisione e di indirizzo che condiziona il volere legittimamente espresso, per interesse di tutti, soltanto dal Parlamento. A questo punto è necessario fare chiarezza per non ritrovarsi impelagati in una diatriba che in nome della democrazia nega di fatto la sua esistenza. In pratica deve restare nella convinzione di tutti che il potere ultimo di ogni decisione che tocca la collettività nel suo complesso deve rimanere nell’istituzione, il Parlamento, che non deve semplicemente ratificare accordi assunti a livelli più bassi, ma comporli con l’interesse generale. Sia chiaro in proposito. Le decisioni possono inglobare gli interessi di alcune componenti della società, ma mai a danno del bene comune della Nazione. (Riccardo Alfonso)

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Con il “si” del Senato il governo ottiene pieni poteri

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Con 169 si il governo passa in Senato. I no sono stati 133 e 5 astenuti. “E’ stato un voto sofferto e ricco d’incognite. A differenza della camera dei deputati le opposizioni avrebbero potuto, con una manciata di voti, ribaltare la situazione. Gianmarco Corbetta sul social dichiara: “Abbiamo appena approvato in Senato la fiducia al nuovo Governo! Da oggi si riparte a lavorare per i temi per cui ci siamo sempre battuti: legalità, lotta alle diseguaglianze, tutela dell’ambiente e uno sviluppo inclusivo, partecipato, solidale”.

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“Sto per votare la fiducia al Governo Conte II”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

“Mi riconosco nel discorso programmatico del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con cui ha delineato una prospettiva seria per il nostro futuro.
Ambiente, asili nido e giovani, il lavoro, la riduzione delle disuguaglianze, il taglio delle tasse, l’Agenzia nazionale della ricerca, la riforma della giustizia e l’inasprimento delle pene per i grandi evasori, l’autonomia differenziata (definendo fabbisogni standard e livelli essenziali delle prestazioni), la riforma del Testo unico degli Enti Locali, un forte sostegno ai Comuni, la crescita integrale e inclusiva, sono solo alcune delle priorità di un Esecutivo che ha voglia di trovare le soluzioni migliori per risolvere i problemi degli italiani.
Da oggi il MoVimento 5 Stelle apre una nuova stagione che affronteremo con spirito costruttivo e di piena collaborazione istituzionale, come sempre nell’interesse dei Cittadini e del Paese”. Così, su Facebook, l’On. Laura Castelli, Deputata del Movimento 5 Stelle.

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Governo. Tempi e mansioni istituzionali: inizia male

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

“Mettere a dama” è una espressione del gioco della “Dama”, che prevede di bloccare l’avversario per poi “mangiarne” le pedine. Ci è venuta in mente questa espressione leggendo le dichiarazioni della ministra alle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli e osservando le azioni del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Come è noto, il governo Conte2 è stato nominato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per completare l’iter costituzionale, il governo deve avere la fiducia del Parlamento e, soprattutto, la deve avere il programma presentato dal governo stesso.Dunque, manca un passaggio fondamentale affinchè il governo entri nel pieno delle sue funzioni.In questo frangente di tempo, gli obiettivi programmatici sono sospesi, ma non è stato inteso così dalla ministra De Micheli che è intervenuta, con una dichiarazione, sulla realizzazione di alcune opere infrastrutturale e sulle concessioni autostradali. C’è un evidente problema di “educazione” istituzionale e di rapporti politici con gli alleati penta stellati. Non capirlo non depone bene.
Un fatto grave, è stato commesso dal ministro Di Maio: ha convocato, nella sede del ministero, i membri penta stellati del governo. Una riunione di partito, insomma, in sede istituzionale. Se il capo politico del M5S, vuole fare una riunione del suo partito se la faccia nella sede del M5S o affitti un locale. Non è dato che si utilizzino soldi del contribuente per il mantenimento di una struttura pubblica utilizzata, anche, per riunioni di una associazione privata, quale è un partito.L’altro aspetto, riguarda i rapporti istituzionali, poichè non si può configurare un sub governo penta stellato, autonomo dal governo Conte2, e di rapporti politici con l’alleato, il Pd, che siede nello stesso Consiglio dei Ministri, luogo dove si assumono decisioni comuni.Insomma, siamo alla furbizia e alla prefigurazione di tensioni che hanno caratterizzato il precedente governo.Di problemi da risolvere ce ne sono a iosa, li abbiamo rilevati in passato e ocntinueremo a farlo. Vorremmo che i ministri, che sono stati nominati dal Presidente Mattarella, che hanno ottenuto la fiducia dal Parlamento e sono pagati dal contribuente, facessero il loro lavoro senza perdere tempo giocando a “mettere a dama”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il Governo, il presidente ed Erasmo da Foggia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

di Vincenzo Olita. I contrasti e le polemiche sulla nascita del nuovo governo, di là delle preconcette posizioni di parte, delle interessate opinioni dei partiti e di un’informazione tanto copiosa quanto zelante, non sono riusciti a riportare a sintesi tre aspetti essenziali del conflitto. E’ nato un governo illegittimo, illiberale, antidemocratico? Certamente no! In presenza di una democrazia parlamentare la legittimità dei governi è data dalla costituzione di una maggioranza, appunto, parlamentare. Il ruolo svolto dal Presidente della Repubblica il più delle volte superficialmente interpretato dalla dottrina e, a secondo delle circostanze, dalla politica come notarile, super partes e garante della Costituzione, fermo restante l’integrità di quest’ultimo aspetto, ancora una volta, ha dimostrato l’inevitabile missaggio tra funzioni istituzionali e quelle più propriamente politiche. E’ una prospettiva che, volontariamente, sfugge a coloro che ritengono di dover necessariamente riaffermare una sorta di sacralità istituzionale del Capo dello Stato.Il terzo aspetto attiene al vecchio/nuovo Presidente del Consiglio il cui mandato non ha implicazioni istituzionali, ma controindicazioni politiche che non riguardano solo i 5Stelle, che hanno ritenuto d’indicarlo, ma il Paese nel suo complesso. Ci ritroviamo con un capo dell’Esecutivo che non avverte valore e significato della responsabilità individuale, considerato che con settimanale disinvoltura, in una giravolta di 360 gradi, disconosce il suo stesso operato avviando una profonda riconversione del suo pensiero. La politica è l’arte del possibile storica definizione di Otto von Bismarck che però non contempla, né presuppone una drastica mancanza di dignità. Ci eravamo già soffermati sulla statura del personaggio in occasione della nascita della sua prima presidenza, considerando la volontaria opacità del suo curriculum. Usando melodiose e accattivanti espressioni come nuovo umanesimo, orizzonte ideale del Paese acquisisce banali, ma significative, attestazioni di benevolenza. Noi non siamo in grado di stabilire se il richiamo al nuovo umanesimo sia da ricondurre al movimento massonico, che ad esso si ispira, o all’umanesimo classico che in Europa ha come suo massimo esponente Erasmo da Rotterdam; considerato lo spessore del Presidente crediamo di non sbagliare se lo ricorderemo come Erasmo da Foggia. (fonte: Società Libera)

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Adiconsum al nuovo Governo: Rendere detraibili le spese per i libri di testo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

Come ogni anno, in questo periodo, si sente parlare del caro scuola e di quanto impatterà sul bilancio delle famiglie, in particolare per quanto riguarda l’acquisto dei libri di testo.
L’istruzione è alla base della crescita e dello sviluppo di un Paese e non può essere lasciato interamente sulle spalle delle famiglie – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Oltre alle detrazioni già in vigore per le spese sostenute per la mensa, i servizi di pre e post scuola, le gite, le assicurazioni e i corsi deliberati dall’istituto, è arrivato il momento di prevedere una detrazione anche per l’acquisto dei libri di testo che rappresentano la spesa più costosa per le famiglie. Adiconsum sostiene la richiesta dei librai di Ali Confcommercio di introdurre la detrazione Irpef per le spese sostenute dalle famiglie per l’acquisto dei libri di testo dalla dichiarazione dei redditi e la sottopone al nuovo Governo e al nuovo Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti

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Nuovo Governo al via

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

I pazienti oncologici e oncoematologici chiedono confronto. Le Associazioni pazienti del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” accolgono il nuovo Governo, guidato ancora da Giuseppe Conte, e il nuovo Ministro della Salute Roberto Speranza, con la richiesta immediata di confrontarsi in merito ai punti chiave dell’Accordo di Legislatura sulla presa in carico e la cura dei pazienti oncologici e onco-ematologici sottoscritto dai partiti politici, che è stato recepito integralmente e all’unanimità sia dalla Camera che dal Senato.“Quello che chiediamo al nuovo Governo e al neo Ministro Roberto Speranza – dichiara Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna Onlus e coordinatrice del progetto – è di inserire da subito tra le priorità della loro agenda le molte criticità della Sanità nazionale e regionale, alla base di gravi diseguaglianze sul territorio nell’assistenza e cura dei pazienti, in particolare quelli oncologici e oncoematologici. Auspichiamo, forti dell’appoggio di tutto il Parlamento che ha recepito all’unanimità i punti del nostro Accordo di legislatura, di poter instaurare quanto prima un tavolo operativo e cominciare a lavorare per tutelare i diritti e la salute dei pazienti”. L’accordo è stato sottoscritto da rappresentanti di tutti i partiti e recepito nel corso di quest’anno da ben 5 atti di indirizzo politico approvati all’unanimità dalle aule di Camera e Senato (Ordine del Giorno Unitario Romeo, Mozioni Lazzarini, Pedrazzini, Siani e Lorenzin). Ora occorre lavorare giorno per giorno sui punti dell’Accordo, con attenzione e tenendo bene a mente i vincoli della sostenibilità del sistema: è necessario passare all’operatività per trasformare gli atti di indirizzo politico in azioni concrete.

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Scuola: Il ministro Fioramonti parte bene

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

Nel giorno del giuramento al Quirinale del Governo Conte bis, il neo ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti rilascia delle dichiarazioni promettenti: sostiene di volere far approvare il prima possibile il decreto salva-precari saltato nell’esecutivo precedente, con l’intenzione di migliorarne i contenuti, perché sostiene che la piaga della supplentite deve essere debellata; si oppone a qualsiasi forma di regionalizzazione, poiché ricorda, come ha sostenuto sempre l’Anief, che nella scuola già esiste ampia autonomia; infine, si dimostra deciso nel chiedere finanziamenti immediati, pari a due miliardi di euro, attraverso la prossima Legge di Stabilità reputandoli indispensabili per risollevare il settore minacciando di rimettere il mandato nel caso ciò non avvenisse. Fa ben sperare anche il programma predisposto dalla nuova maggioranza governativa, nel quale si parla apertamente di cancellazione delle classi pollaio, valorizzazione economica del ruolo dei docenti, miglioramento della sicurezza e del diritto allo studio, contrasto degli abbandoni precoci e del fenomeno del bullismo. Marcello Pacifico (Anief): Quella del ministro Lorenzo Fioramonti ci sembra un’ottima partenza, perché va a toccare dei tasti dolenti per la Scuola italiana, per i quali il nostro sindacato si batte da anni senza avere però mai ottenuto riscontri positivi da parte dei precedenti titolari del Miur. Riteniamo anche importante stabilire al più presto un confronto con il neo ministro, per entrare nei dettagli su come agire per stabilizzare le tante tipologie di precari che esistono e fanno andare avanti oggi l’istruzione pubblica. Confidiamo inoltre nella concretizzazione della questione economica che continua a far rimanere i lavoratori della scuola italiana su livelli indecorosi e addirittura molto al di sotto del tasso di inflazione.

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Governo: Il soroche

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

Il soroche, o mal di montagna, è una condizione patologica causata dal mancato adattamento dell’organismo alle grandi altitudini.Gli effetti del soroche sono vertigini, psicosi e allucinazioni.Ci è venuta in mente questa sindrome, ricordando ciò che diceva Giancarlo Giorgetti, leghista, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, all’inizio della esperienza del governo lega stellato. Giorgetti consigliava a tutti i ministri (compreso Matteo Salvini) di porre sulla scrivania una fotografia di Matteo Renzi. L’avvertimento era chiaro: ricordatevi di quello che è successo a Renzi.
Non è servito.In particolare non è servito a Salvini, la cui frequenza del potere (determinava la politica governativa con il suo 14% di voti), gli ha indotto il soroche, politico s’intende: le vertigini hanno provocato sbandamenti ed è finito a sbattere contro un palo. Ovviamente, le cariche istituzionali di vicepremier e ministro, quelle partitiche, di segretario della Lega, e le vittorie elettorali, avrebbero indotto molti a soffrire di soroche, ma la differenza tra i molti e il capo è la capacità di tenere la barra dritta e non farsi travolgere da provvisorie cariche e temporanee vittorie, che inducono a pensare di rappresentare il popolo intero e di chiedere i pieni poteri.Anche Luigi Di Maio, ha avuto i sintomi del soroche, sempre politici, tra vice premierato, due ministeri e la carica di capo politico del M5S e il 33% dei voti alle politiche nazionali. Pur di mantenere le cariche si è lasciato travolgere da Salvini e non si è accorto cosa succedeva nel mondo della Lega. Crediamo che abbia ancora qualche problema di collocazione, vista la sceneggiata degli inderogabili 20 punti programmatici che ci ricordavano il titolo del film di Pedro Almodovar “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” (Mujeres al borde de un ataque de nervios), cambiando genere, ovviamente.Ora, con il nuovo governo ci sentiamo di fare nostro il consiglio di Giorgetti, per non ritrovarci tra qualche mese sotto elezioni.I cittadini, utenti, consumatori e risparmiatori hanno già dato.E’ ora di cambiare registro. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo, Paoloni (Sap): «Preoccupati per il tema sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

«Siamo molto preoccupati riguardo al programma di Governo, poiché il tema della sicurezza viene trattato in modo alquanto marginale». A dichiararlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap). «Nel punto 23 del programma, appare solo qualche menzione alla sicurezza, ma le questioni che la riguardano sono tante e molto complesse. La sicurezza è un bene primario per il Paese e gli uomini e le donne chiamati a garantirla, meritano attenzione e le giuste risposte. Dopo 10 anni di tagli che hanno letteralmente debilitato l’apparato – prosegue Paoloni – si stava nuovamente portando la sicurezza tra le priorità di governo con giusti investimenti e tutele per i suoi operatori. Il nostro auspicio è che tutto ciò prosegua con determinazione. Gli uomini e le donne in divisa attendono il pagamento degli straordinari del 2018, un nuovo riordino delle carriere, il rinnovo del contratto, l’apertura dell’area negoziale dirigenziale e soprattutto adeguati mezzi, dotazioni e garanzie funzionali per svolgere con e efficienza i compiti a cui sono chiamati. La sicurezza – conclude – è e deve restare una priorità».

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