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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°14

Posts Tagged ‘governo’

Governo. Banche: Il caso Carige

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

“Se i migranti fossero banche li avreste già salvati”, tuonava Alessandro Di Battista; gli faceva eco Matteo Salvini con “Mai aiuteremo le banche con i soldi pubblici.”.Che dire?
Oggi la situazione è ribaltata: il Governo del popolo e del cambiamento salva la banca Carige e lascia i migranti in mare.Con quali soldi si intende salvare la Carige? Con quelli del decreto “salva banche” del governo Gentiloni, che stanziava 20 miliardi da usare in queste occasioni. Il decreto Gentiloni, che seguiva le procedure europee, fu aspramente combattuto dal M5S e dalla Lega che, oggi, invece, lo utilizzano per il salvataggio della Carige.Vediamola questa storia della banca Carige.La Banca Carige (acronimo di Cassa di Risparmio di Genova e Imperia) ha sede a Genova. Ha origine a fine del 1400, con una storia secolare alle spalle come il Monte de’ Paschi di Siena (MPS). E’ presente soprattutto in Liguria.La crisi della banca è stata tale che è dovuta intervenire la Banca Centrale Europea commissariandola, cioè sollevando dall’incarico i dirigenti. E’ un caso di intervento della BCE unico in Italia.I commissari hanno annunciato che emetteranno obbligazioni, utilizzando la garanzia dello Stato ed è prevista una ricapitalizzazione, cioè un intervento diretto dello Stato, analogamente a quanto avvenuto con il MPS. Lo scopo è quello di garantire investitori e risparmiatori.Costo delle operazioni 4 miliardi di soldi pubblici, cioè nostri. Per inciso, la vicenda Carige, come quella del MPS, nulla ha a che vedere con il caso della banca Etruria.Insomma, questo Governo del cambiamento sta facendo le stesse cose dei governi precedenti.Con buona pace di coloro che ci hanno creduto. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo. Manovra economica per aumentare deficit e imposte

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

Sono due gli elementi fondamentali di questa manovra economica, approvata dal Senato e in discussione alla Camera dei deputati: il reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni (spese correnti) e a fronte aumenteranno le imposte. Tempi bui ci attendono.Vediamo. Il governo legastellato è arrivato a ridosso degli ultimi giorni dell’anno per approvare il bilancio 2019. Colpa della Commissione europea, dichiara il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Non è così’, ovviamente, perché se l’accordo fosse stato fatto qualche mese fa sul 2% di deficit, come poi è avvenuto, il bilancio sarebbe già legge dello Stato; invece, i due vicepremier, Salvini e Di Maio, si sono attestati sul “me ne frego” e “non arretreremo di un millimetro”, per confermare il 2,4%, perché altrimenti non si sarebbero mantenute le promesse, dicevano. Ora dicono che le promesse saranno mantenute anche con il 2% di deficit.
Purtroppo, ci stiamo abituando alle bufale (a Roma si chiamano “fregnacce”) dei due vice premier legastellati. Il governo, per evitare di aumentare Iva e accise nel 2019, ha accresciuto il deficit pubblico, cioè nostro, di 12,5 miliardi ed ha rinviato l’aumento di IVA e accise al 2020, per un valore di 23 miliardi, e al 2021 per 28 miliardi. Un carico d’imposte per 51 miliardi! I consumatori ringrazieranno.Il presidente Conte dichiara, inoltre, che la manovra economica è espansiva. L’ottimismo della volontà è apprezzabile, ma c’è la ragione che valuta i numeri, non i “numeretti” dimaiani, e questi dicono che, con gli aumenti di imposte, l’ottimismo si trasforma in bufala.L’importante è che il popolo ci creda. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il tema casa è assente nella manovra del governo

Posted by fidest press agency su martedì, 18 dicembre 2018

Scrive il senatore Franco Mirabelli su su HuffingtonPost:”Il tema della casa resta il grande assente nella manovra economica del Governo giallo-verde. Nella Legge di Bilancio presentata alle Camere non c’è nulla sul tema, né idee innovative, né provvedimenti e tanto meno soldi e investimenti.Eppure se si vogliono affrontare davvero la povertà e le difficoltà di tante famiglie la questione casa è centrale.
Il costo dell’abitazione, infatti, incide in maniera rilevante sui bilanci familiari, quasi sempre ben oltre quel 20% stimato come la misura sostenibile per chi ha redditi medio-bassi per poter vivere dignitosamente.A ciò si aggiunge la mancanza di risposte per migliaia di persone che non trovano un’abitazione stabile. Ma questo Governo si occupa di casa come se fosse solo una questione di ordine pubblico. È giusto contrastare l’abusivismo e farlo con forza, ma se questo diventa l’unico aspetto su cui si interviene, senza mettere in campo politiche e soprattutto investimenti per affrontare l’emergenza abitativa – come ha tentato di fare il nostro Governo nella scorsa Legislatura – si rinuncia ad affrontare i problemi e i bisogni che creano disagio e, spesso, disperazione. Oppure, ed è una parte della discussione in corso sul reddito di cittadinanza, si parla di casa per considerare quella in proprietà come un elemento discriminante per accedere ai mitici 780 euro, come se una famiglia senza reddito ma con una casa in proprietà potesse rispondere meglio ai bisogni quotidiani”.

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Governo: Serve maggiore responsabilità e coerenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

In questi anni è mancata una vera e propria direzione e questo ha generato delle forme di schizofrenia politica che hanno creato gravi danni al Paese. Anche in questi giorni, con dichiarazioni che da una parte si richiamano alla linea dura con l’Europa e dall’altra cambiano la sostanza iniziale di provvedimenti come “quota 100” e il “reddito di cittadinanza”, non si sta facendo altro che alimentare un caos che spesso si traduce in un unico ma fondamentale dato: lo spread. Quest’ultimo indicatore non è, come spesso viene definito, un numero della sola finanza, ma un elemento che incide con forza sugli investimenti, e di conseguenza sul lavoro e sulla vita dei lavoratori. A complicare un quadro non proprio lineare c’è anche l’opposizione dell’esecutivo alla modernizzazione delle infrastrutture e quindi la consequenziale difficoltà a creare nuove opportunità di lavoro. L’Italia di oggi, invece, ha bisogno di prospettive ed occasioni e non di chiudersi dentro un fortino che al suo interno ha anche molto poco da difendere.
Come Soggetto Giuridico siamo assolutamente convinti dell’esigenza di investire sul lavoro e sui lavoratori piuttosto che, come invece sta avvenendo, giocare con le paure dei cittadini attraverso la ricerca di capri espiatori che facciano dimenticare tutte le responsabilità della politica.La situazione del Paese è onestamente difficile e dobbiamo prenderci tutti le nostre responsabilità, noi come organizzazione della rappresentanza sindacale che deve agire responsabilmente e il governo come colui che detiene un potere esecutivo che deve dimostrare di saper amministrate con lungimiranza, serietà e trasparenza.

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Manovra. Urso (FdI): Caporetto del governo in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

“Questa è la Caporetto del governo Conte, è necessario un cambio immediato di governo per evitare la disfatta. Serve una nuova linea del Piave, che questa maggioranza succube sul piano economico di Cinque Stelle non può certo predisporre”: è quanto ha rilevato ai microfoni di SkyTg24 il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, responsabile Impresa e Attività produttive di Fratelli d’Italia, denunciando “la resa senza condizioni del governo ai diktat della Commissione e soprattutto ai piani di riforma che l’asse Parigi-Berlino ha imposto che pregiudicano il futuro dell’Italia. Il governo Conte non ha subito solo una pesante sconfitta, arretrando su tutta la linea della manovra economica, costretto di fatto a rinunciare a reddito di cittadinanza e riforma Fornero, che si ridurranno a misure tampone di sapore meramente elettorale, per tentare di salvare almeno la parvenza delle sue misure simbolo; nelle conclusioni del Consiglio Europeo ha ceduto su tutti i fronti, con un ignobile baratto che condanna l’Italia ad un ruolo marginale in Europa. Il governo Conte ha infatti accettato che il Fondo Salva Stati diventi anche una rete di sicurezza per le banche dei paesi del Nord Europa, ha subito una riforma che rende meno appetibili i titoli pubblici italiani, ha accettato che il nuovo bilancio della zona euro finanzi solo i Paesi che sono in regola con i vincoli europei (e quindi non l’Italia), ha rinunciato alla richiesta di garanzia europea sui depositi, già prevista dall’Unione Bancaria, ha addirittura rinunciato alla ricollocazione dei rifugiati nella UE. Una resa su tutta la linea, una disfatta di cui si parla poco ma che peserà moltissimo sul futuro dell’Italia, ipotecando i nostri prioritari interessi nazionali”

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“Saltano rattoppi ‘piano Marshall’, così come fondi da governo”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

“In attesa dei fondi del governo, prima annunciati, poi tagliati e ora in forse, le buche a Roma aumentano a dismisura, così come i pericoli per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. A seguito delle piogge di questi giorni i rattoppi stradali eseguiti nei mesi scorsi sono saltati ed hanno aggravato la già penosa situazione delle strade della Capitale. Il manto stradale di Roma è di nuovo disseminato di pericolose buche, un incubo e un salasso economico per i romani. Le segnalazioni dei cittadini, restano grida mute. Dall’amministrazione nessuna risposta, così come accade da due anni e mezzo. I romani rischiano l’osso del collo e il Campidoglio che avrebbe il dovere di tutelare l’incolumità fisica dei romani, non interviene. Dopo mesi di chiacchiere sul ‘piano buche’ o ‘piano Marshall’ ci risiamo, le strade della nostra città sono simili a quelle di un paesaggio lunare. Fondi non spesi, bandi e gare bloccate o a rilento, mentre gli utenti della strada sono costretti a pericolosissime gimcane a causa delle strade accidentate”. Così in una nota la consigliera del PD capitolino Ilaria Piccolo.

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Una manovra di bilancio del governo in stato confusionale

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“Quel che sta accadendo alla Camera non ha precedenti nella storia repubblicana: Commissione e Aula stanno emendando, discutendo ed approvando la Manovra senza avere contezza di quali saranno i saldi definitivi con il Presidente del Consiglio che candidamente dichiara di non poterli anticipare perché oggetto di trattativa e con il Presidente della camera che accetta supinamente piuttosto che denunciare l’esproprio delle prerogative dei deputati. Si continuano a votare micro-emendamenti, mance elettorali e misure da pochissimi milioni di euro, né potrebbe essere diversamente in assenza dei saldi che sono il ‘pace maker’ della manovra. Si continua quindi a costruire e votare un provvedimento su basi provvisorie e non veritiere, né si sa quanto arriveranno i saldi definitivi. Ciò significa che anche il Senato potrebbe essere costretto a lavorare alla stessa maniera e che, comunque, quando la manovra con i saldi definitivi tornerà alla Camera, in terza lettura, non potrà subire alcuna modifica.Un vilipendio delle prerogative dei Deputati che, peraltro, costituisce un precedente sconvolgente dal punto di vista della finanza pubblica perché si procede alla cieca sostanzialmente senza avere certezza che ciò che viene approvato abbia copertura. I componenti della Commissione Bilancio della Camera e tutti i Deputati con in testa il Presidente, dovrebbero impedire questa forzatura costituzionale e questa ennesima presa in giro del Parlamento e dei cittadini da parte del Governo”. E’ quanto afferma Rocco Palese, già Deputato di Forza Italia.

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Farmacie: Lettera aperta al Governo sulla Legge di Bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Riceviamo e rilanciamo: “Egregio Presidente Conte, Onorevoli Ministro Di Maio e Ministro Salvini. In rappresentanza delle società che investono e gestiscono libere farmacie sul territorio italiano, desideriamo esprimere con questa lettera un segnale di allarme.
Il subemendamento alla Legge di Bilancio per il 2019, depositato dall’Onorevole Giorgio Trizzino del Movimento 5 Stelle nella mattinata di lunedì 3 dicembre 2018 costituirebbe un passo indietro fondamentale rispetto all’evoluzione del settore delle libere farmacie creando al contempo una grave incertezza del quadro normativo tale da minare la capacità di stimolare e attrarre investimenti anche in altri settori.Il subemendamento va infatti in direzione opposta rispetto a un trend che, come già successo a livello globale, vede le farmacie evolversi ed arricchirsi (in termini di offerta, di servizi aggiuntivi, di fruibilità e di accesso digitalizzato) sotto la gestione di soggetti specializzati capaci di investire e valorizzare le professionalità che offre il settore al fine di garantire migliori servizi e facilità di accesso ai cittadini, e di raccogliere le nuove sfide proposte dalla stessa Amministrazione Pubblica (si pensi al Piano Nazionale della Cronicità) e rispondere a queste in senso fattuale e concreto.Realtà come le nostre, società italiane e multinazionali, hanno deciso di investire sul tessuto produttivo nazionale creando e mantenendo migliaia di posti di lavoro, ed hanno già messo in campo grandi impegni e forti investimenti, palesemente non tenuti in considerazione dal subemendamento suddetto.Sono oltre 300 le farmacie che rischiano di non essere più sostenute da una società a seguito di questo provvedimento, oltre 1.500 i posti di lavoro che sarebbero in grande rischio, e ammontante a circa 500 milioni di Euro il fatturato aggregato delle aziende del settore che andrebbe irrimediabilmente a contrarsi, con gravi effetti anche sulla contribuzione all’erario”.

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Istat Pil: stime Governo da rifare

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Secondo l’Istat, nel terzo trimestre del 2018 il Pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% nei confronti del terzo trimestre del 2017.”Di male in peggio! E’ evidente che la stima del Governo di avere una crescita nel 2018 pari all’1,2% è ormai un miraggio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Di conseguenza va rivista anche la stima di avere nel 2019 un Pil a +1,5%, visto che, quand’anche considerassimo valido l’impatto sul Pil dovuto alle misure contenute nella Legge di Bilancio, è chiaro che, partendo da un dato inferiore per il 2018, i conti non possono tornare” prosegue Dona.”A questo punto, quindi, vanno rivisti anche i rapporti tra deficit e Pil e tra debito e Pil che, alla luce dei dati di oggi, risultano sbagliati” conclude Dona.

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Global compact è la classica buccia di banana per il governo?

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

“Le dichiarazioni di Fico sul Global Compact, per cui bisognerebbe ‘aderire assolutamente’ al Patto Onu, sembrano un ultimatum a Conte, a meno che non siano direttamente delle prove tecniche per un governo Fico, Pd-M5S.Il Presidente della Camera, dopo aver schiaffeggiato la vittoria italiana nel centesimo anniversario della Prima guerra mondiale, si è prima preso la licenza di fare il ministro degli esteri interrompendo le relazioni diplomatiche con l’Egitto per il caso Regeni senza concordarlo con gli Affari esteri né con la Presidenza del Consiglio e poi appunto di intimare a Conte la sottoscrizione del trattato Onu sull’immigrazione, il Global Compact.
Nessuno ha mai creduto che questo governo sarebbe andato ‘de plano’, ma nemmeno che sarebbero volati gli stracci nella coalizione dopo soli 6 mesi. In questo caos politico e diplomatico la Lega Nord è con le spalle al muro:se in Parlamento prevalesse il sì all’Onu la linea del Carroccio sull’immigrazione sarebbe completamente smentita e il governo dovrà rivedere le sue posizioni sulle navi Ong, i respingimenti, i rimpatri. Anche se il veto del M5S sull’abolizione della ‘protezione umanitaria’ nel Decreto sicurezza aveva già aperto una falla. E questo sta facendo innervosire molto Salvini, che ha tenuto in aula un atteggiamento di grande nervosismo e perfino di stizza nei confronti di Fdi, colpevole di aver posto il Global Compact in cima all’agenda politica nazionale, come era necessario fare per il bene della nazione”.
E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. Gli fa eco il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani: “Chiederò alla presidente Casellati che prima della riunione a Marrakech il governo riferisca il Aula sul Global compact. Dopo le varie prese di posizione all’interno della maggioranza, che riflettono in maniera ancora più evidente le divergenze tra Lega e M5S, non è pensabile che l’Esecutivo non esprima una posizione ufficiale dinanzi al Parlamento. Anche ieri il ministro Moavero, nel corso del question time al Senato, ha accuratamente evitato il tema, continuando a scaricare sul Parlamento la decisione sulla firma del Global compact. Fratelli d’Italia, oltre a ribadire la sua netta opposizione ad un Accordo di stampo mondialista che favorirà l’invasione dell’immigrazione clandestina, pretende che il governo e la maggioranza si assumano le proprie responsabilità dinanzi alla Nazione”.

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Scuola: Stipendi, per il governo già è tanto che non sono diminuiti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

Sul rinnovo del contratto della scuola, come per quello degli altri dipendenti pubblici, la verità comincia a venire a galla: dopo aver parlato di adeguamento ai compensi europei, di valorizzazione dei nostri insegnanti, i soldi messi da parte nella legge di bilancio AC n. 1334, per assicurare il rinnovo del contratto, sono così pochi – soltanto 14 euro -, lo 0,7%, in attesa di prendere il doppio alla firma del contratto. Il Ministro dell’Istruzione dice che sono un punto di partenza, anche se a leggere il testo della manovra non sembrerebbe visto che si stanziano somme triennali. E comunque sia, per Marco Bussetti il governo va ringraziato per avere evitato che i compensi di tanti docenti e Ata si riducessero dal prossimo gennaio, per via della perequazione non coperta. Di aumenti veri, però, non se ne parla. Ecco perché Anief ha chiesto di riallineare gli stipendi attraverso l’integrale recupero del tasso di inflazione reale certificato dall’Istat negli ultimi dieci anni, superiore al 12%. Con la copertura della spesa, assicurata dalle risorse stanziate dal Fondo per il reddito di cittadinanza.

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Governo ottiene dalla Consulta il rinvio dell’udienza sulla legittimità del corso riservato voluto dalla Buona Scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Tra le motivazioni della richiesta la possibilità che alcuni ricorrenti possano superare l’attuale procedura e la volontà di modificare le regole dell’attuale concorso e d’intervenire per legge sull’argomento. Udir ricorda che ha presentato due emendamenti specifici per semplificare le future assunzioni e far partecipare al corso riservato gli attuali ricorrenti e i presidi incaricati per risolvere una volta per tutte la vertenza. Una ulteriore conferma della notizia ci perviene direttamente dal sindacato Udir: “Confermiamo che abbiamo appreso dall’ufficio contenzioso che l’udienza, del 20 novembre, c/o la Consulta, è stata rinviata su istanza del Consiglio dei Ministri, che si propone di risolvere la problematica del contenzioso, intervenendo con legge sull’argomento. Confermiamo, inoltre, che gli emendamenti citati nell’articolo, sono stati depositati da Udir, presso la V Commissione Bilancio della Camera a DDL 1334”. Ulteriori notizie saranno pubblicate nell’edizione del 20 novembre prossimo sul sito della Fidest.

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Il governo e la difesa del clima

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

Greenpeace rivolge al governo italiano un urgente invito a fare chiarezza: l’organizzazione ambientalista chiede che venga espressa la posizione ufficiale dell’esecutivo in materia di cambiamenti climatici, e definito il livello di impegno del nostro Paese su questo fronte. Una chiarezza tanto più urgente visto che, tra meno di un mese, si aprirà in Polonia, a Katowice, la COP24, un’importante riunione della Conferenza ONU sul Clima.«Chi c’è al governo del Paese oggi? Abbiamo bisogno di saperlo, urgentemente», chiede Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia. «Si tratta di una classe di governo che guarda al cambiamento climatico come un’assoluta priorità, su cui impegnare le energie del Paese, o di una compagine di scettici, o peggio di negazionisti, che persino dinanzi a tragedie come quelle di questi giorni non sa trovare una parola chiara per individuare le cause e definire impegni coerenti verso le soluzioni?».L’organizzazione ambientalista ricorda che la Lega di Matteo Salvini ha più volte negli anni espresso posizioni negazioniste in materia di cambiamenti climatici: votando una mozione in Parlamento, secondo cui il rapporto tra aumento delle temperature medie del Pianeta e concentrazione di gas serra non sarebbe ”affatto chiarito”; votando contro la ratifica dell’Accordo di Parigi all’Europarlamento (nel 2016); elogiando (per bocca dello stesso Salvini) il Trump che ritira gli Stati Uniti dallo stesso accordo sul clima; organizzando persino convegni per smentire ciò su cui oltre il 97 per cento della comunità scientifica internazionale concorda da anni.Greenpeace fa inoltre notare che molti temi all’ordine del giorno – sui cui negli anni passati il M5S, e in alcuni casi anche la Lega, avevano espresso posizioni nettissime (come Tap, trivelle, CETA) – sono chiaramente interconnessi e andrebbero affrontati prioritariamente nel quadro di una strategia di difesa del clima.«Questo non è un dibattito teorico o da salotto: parliamo di una minaccia che grava sulla vita delle persone, come sull’ambiente», continua Onufrio. «Salvini dica chiaramente e pubblicamente cosa pensa dei cambiamenti climatici e cosa pensa di fare sia per le misure di adattamento che per ridurre le emissioni, e lo faccia presto. Altrettanto faccia il Movimento 5 Stelle, che per anni a questo tema ha dedicato grande attenzione: le posizioni espresse in passato e le improvvide parole di queste ore del ministro dell’Interno non sono neppure causa di imbarazzo?», conclude.

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Risorse scarse per contratti Pa, Governo non mantiene promesse

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

“Dalla lettura della legge di Bilancio appare ormai chiaro che per il prossimo contratto le risorse sono insufficienti”. Così la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, Serena Sorrentino, commenta le risorse stanziate per i contratti pubblici in manovra, osservando che: “I conti sono presto fatti: il passato contratto, relativo al triennio 16/18, sanciva un aumento del 3,48%, pari a 85 euro al mese; per il prossimo triennio 19/21 il governo per adesso ha stanziato meno dell’Ipca, che dovrebbe essere 1,4%. Morale della favola: alla fine ai dipendenti pubblici si prevede di dare 50 euro nel triennio”.“Davvero un ‘bel cambiamento’, meno del governo precedente – osserva Sorrentino -. Insieme per altro alle criticità sul Fondo sanitario nazionale e alla non previsione di risorse per il contratto della Sanità e delle Funzioni Locali. Ragion per cui, se questi sono i presupposti per la trattativa da avviare il prossimo anno, saremo sicuramente di fronte ad un percorso che ci porterà al confronto con le lavoratrici e lavoratori sulle piattaforme e alla mobilitazione perché i lavoratori pubblici hanno già pagato un prezzo alto con nove anni di blocco contrattuale. Inoltre, con queste cifre, di fatto si depotenzia la funzione del contratto nazionale a fronte di scarse risorse previste sulla contrattazione decentrata e al tetto posto al loro utilizzo. Abbiamo già chiesto al ministro Bongiorno di cancellare il tetto ai fondi sulla contrattazione decentrata, che tiene bloccata anche la leva del salario di produttività e la rivalutazione delle indennità”. Per queste ragioni, aggiunge la segretaria generale della Fp Cgil, “occorre subito liberare la contrattazione aziendale e bisogna prevedere più risorse per il prossimo triennio, anche per finanziare il nuovo sistema di classificazione. Facciamo una domanda al ministro della Pubblica amministrazione: quanto costerà far installare gli impianti per la rilevazione biometrica in tutte le pubbliche amministrazioni? Stanziamo quei soldi sulla contrattazione e vedremo come la qualità del lavoro aumenterà, anziché agitare sempre lo spettro dei furbetti. Questi ultimi vanno sì colpiti ma non a detrimento della maggioranza dei lavoratori che ogni giorno, come queste drammatiche ore dimostrano, compie regolarmente il proprio dovere”, conclude Sorrentino.

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Pensioni: Quota 100, il governo teme fughe di massa e prende tempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Le norme dell’anticipo pensionistico arriveranno per decreto, da attuare col nuovo anno: si punta alle pluri-finestre annuali. Ma secondo il sindacato Anief, le norme o sono giuste o illegittime. In ogni caso, per docenti, Ata e presidi non si possono realizzare uscite scaglionate, perché si esce obbligatoriamente ad ogni inizio di anno scolastico. Il leader del giovane sindacato, Marcello Pacifico, rifiuta a priori qualsiasi ipotesi di congelamento dell’assegno o della liquidazione differita, né di decurtazione della mensilità: tutte manovrine create ad arte per ridurre la spesa. La verità è che o si introduce subito e senza penalizzazioni l’uscita anticipata oppure ci si appellerà all’Europa, dove si continua ad andare in pensione in media a 63 anni e con il massimo dei contributi.

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Scuola: Governo del cambiamento?

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

Le promesse del governo del cambiamento sull’abbattimento immediato del precariato scolastico non trovano alcun riscontro nella legge di bilancio. Dopo la denuncia dell’Anief, ad ammetterlo è stato anche il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, intervenuto al Question Time alla Camera. Rispondendo ad una precisa domanda sugli organici dei docenti, in particolare sull’ampliamento di quelli della scuola dell’infanzia e primaria, il Ministro ha detto di avere “chiesto al presidente del Consiglio Conte e al ministro dell’Economia Tria che nella legge di bilancio vengano trovate le risorse per il rafforzamento dell’organico dei docenti, in particolare alla scuola dell’infanzia e alle primarie”. Perché solamente “attraverso un consistente ampliamento dell’organico che riguarderebbe, in particolare, le regioni meridionali dove è maggiore l’esigenza di potenziamento del tempo pieno – ha concluso Bussetti – potranno, infatti, crearsi le condizioni per dare soluzione agli effetti negativi prodotti dalla legge 107″. L’ammissione del Ministro non è sfuggita ai commenti della stampa specializzata. “Ci si aspettava che le risorse venissero stanziate nella legge di bilancio – scrive Orizzonte Scuola – ma di nuovi posti neppure l’ombra. A farne le spese, come al solito, il potenziamento del tempo pieno al sud, nonché le assunzioni in più per infanzia (si contava di recuperare 20.000 posti). Nel complesso, i posti che sono saltati, rispetto alle aspettative del Miur, sono 27.400”.Salvo interventi in Parlamento, quindi, sfuma il “pacchetto” di 27.400 assunzioni di insegnanti a Ata che il Ministro dell’Istruzione ha presentato in vista del prossimo anno scolastico. E allora viene da chiedersi: perché i politici di maggioranza e al governo, in testa lo stesso Ministro dell’Istruzione, continuano a perorare l’esigenza di incentivare sensibilmente il numero di cattedre nelle regioni dove i tassi di abbandono scolastico e disoccupazione sono altissimi e dove l’offerta culturale è vicina ai Pasi del terzo mondo? Perché si continua a penalizzare il primo ciclo, in particolare la scuola dell’infanzia, negando un potenziamento di organici degno di questo nome?Solo qualche settimana fa, avevamo ascoltato con serio interesse le parole dell’on. Luigi Gallo (M5S), presidente della commissione Cultura alla Camera, che ha parlato della necessità di organizzare delle iniziative culturali nei territori più degradati, affermando che “è necessario trasformare le scuole in presìdi di aggregazione per attività culturali ed educative” e riguardo al tempo pieno ha preso un preso un preciso impegno, sostenendo che “in questi cinque anni, bisogna necessariamente ridurre quella distanza che separa il Settentrione dal Meridione. Laddove esiste questo divario vanno posti rimedi. Il contratto di Governo prevede il recupero dei gap che esistono fra una regione e l’altra”.Ora, però, le buone intenzioni si perdono nella concretezza delle disposizioni del governo. Del progetto di ampliamento del tempo pieno, attraverso l’innalzamento degli organici del personale, non c’è traccia all’interno del testo della manovra economica del 2019: “I 27.400 mila posti chiesti dal Ministro Bussetti – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – erano già una quota risibile, rispetto alle effettive necessità, visto che oggi vi sono 120 mila posti vacanti, di cui quasi le metà su sostegno. Avere negato anche quelli significa che al momento non c’è alcuna volontà di investire su potenziamento tempo pieno. Addirittura, se non si cambia marcia, la prossima estate potremmo ritrovarci con un numero record di supplenti annuali. Così il governo del cambiamento negherà se stesso. Inutile promettere mari e monti se poi nell’unico provvedimento utile, nella legge di stabilità, non si trovano coperture finanziarie”, conclude Pacifico.

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Il governo ha trovato i fondi per adeguare l’Indennità di vacanza contrattuale dei dipendenti pubblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

Il testo della legge di Bilancio, che è stato trasmesso al Parlamento, prevede 136,5 euro di aumenti annui per 3,3 milioni di lavoratori statali con un reddito di 30 mila euro, a seguito della media dell’incremento degli stipendi dello 0.6%: circa dieci euro al mese, che corrispondono quasi al doppio dei livelli dell’Iva bloccata negli ultimi dieci anni. Nell’incremento sono coinvolti 100 mila dirigenti della P.A., oltre a magistrati, forze dell’ordine e professori universitari. Premesso che tale stanziamento è bene apprezzato e comporterà più serene relazioni sindacali, Anief ricorda tuttavia che ancora non sono stati previsti i fondi per gli aggiornamenti da settembre 2015, data dello sblocco del contratto. Ragione per cui permane la vertenza giudiziaria per il recupero dei crediti: il sindacato conferma quindi il ricorso per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale per il periodo 2015-2018, così da recuperare almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato nell’ultimo triennio.

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Il Tap si farà: via libera del governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Il Tap è un’opera infrastrutturale che farà diventare il Sud Italia uno snodo centrale per la distribuzione dell’energia in Europa. Da sempre FdI è stato favorevole alla sua realizzazione e il via libera del Governo è una buona notizia. Ci auguriamo però che si possa rivedere il punto d’approdo del gasdotto, spostandolo da Melendugno in Salento a Brindisi, dove c’è lo snodo della dorsale SNAM: sarebbe una soluzione migliore per coniugare la realizzazione di opere che diano lavoro e sviluppo alla nazione con la tutela dell’ambiente e delle bellezze paesaggistiche. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, oggi a Matera nella prima giornata degli Stati generali del Sud di Fratelli d’Italia che si svolgono in Basilicata.

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Manovra: Il governo dia un segnale all’agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 21 ottobre 2018

Nelle ipotesi di manovra del governo – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Tiso – non c’è alcun riferimento al settore agricolo e questo è onestamente difficile da comprendere considerando che costituisce l’asse portante del made in Italy e della celebre dieta mediterranea.Il primario nostrano – continua Tiso – ha indubbiamente bisogno di investimenti, di ricambio generale e di diversi processi di modernizzazione della filiera, ma ancor di più ha bisogno di protagonismo. L’agricoltura, infatti, non deve essere vista unicamente come un possibile sbocco economico per il Paese, ma va concepita come un vero e proprio riferimento culturale per creare nuove sinergie con l’ambiente e con le tante bellezze paesaggistiche e naturali di cui l’Italia dispone. Gli strumenti da poter utilizzare in tal senso sono tanti e si muovono tutti all’interno del nuovo e promettente modello dell’agroecologia, fondata proprio sull’idea della sostenibilità.Il nostro auspicio – conclude Tiso – è che il governo colga l’opportunità di questa manovra per dare un chiaro segnale ai tanti agricoltori che in questi anni si sono sentiti abbandonati e messi da parte. Siamo tutti consapevoli che il paradigma economico attuale è inadeguato per rispondere alle esigenze delle persone e che presto arriverà il momento di cambiarlo. La risposta giusta a questa domanda esiste già, ed è quella agricola.

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Def: Il governo dimentica il settore agricolo

Posted by fidest press agency su sabato, 13 ottobre 2018

“Nel Def manca una strategia sulla politica agricola, soltanto annunci generali, anche condivisibili, ma privi di alcun supporto tecnico e finanziario. Non si parla in maniera chiara di come si vuole affrontare con l’Europa il problema del taglio delle risorse per l’agricoltura, e in particolare quelli previsti dalla PAC per l’Italia. E non c’è chiarezza in merito alla questione di Agea, che sta accumulando ritardi ormai insopportabili per gli agricoltori e soprattutto non giustificabili anche sotto il profilo delle procedure. E non va meglio per il settore della pesca rispetto al quale ci si limita a poche righe, ma sempre senza un piano strategico e con la sola volontà di gestire le ‘elemosina dell’Europa’ che, a fronte di regole che distruggono la nostra pesca, destina un pò di risorse. L’Italia è una Nazione con oltre 8mila km di coste, che aveva una flotta peschereccia tra le più importanti del Mediterraneo, e non può accettare supinamente di scomparire. E’ necessaria una strategia chiara per rilanciare il settore, che ha enormi potenzialità di crescita, ed il Def sarebbe potuta essere l’occasione per avviare una nuova fase. Un’occasione, purtroppo, persa”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, in occasione della discussione nell’Aula del Senato del Def.

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