Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘governo’

DL Sicurezza: militari trascurati dal governo, siamo pronti a scendere in piazza a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Roma. “E’ chiaro a tutti che sugli interventi necessari alle nostre donne e ai nostri uomini con le stellette si giochi la sicurezza del paese e il benessere del personale e delle proprie famiglie. Le lotte intestine all’interno del governo iniziano a favorire i colleghi della Polizia e dannegiare i militari dell’Esercito. Dal decreto sicurezza bis escono umiliati i militari dell’Esercito orfani di una solida rappresentanza sindacale indipendente dalle amministrazioni.Nel decreto sicurezza si parla di nuove assunzioni, straordinari, alloggi, nuove sedi, straordinari, carriere, buoni pasto, ecc.
Nel decreto non si parla dell’impiego dei militari in strade sicure, tutto tace sul passaggio in servizio permanente dei P4, da 192 giorni e’ scaduto il contratto dei militari, misteri sui correttivi del riordino, ma il governo fa finta di nulla, un comportamento irrispettoso nei riguardi di una parte dei servitori dello Stato.
Noi di Libera Rappresentanza dei Militari siamo pronti ad organizzare un grande raduno dei nostri iscritti in piazza del Popolo a Roma per manifestare il nostro dissenso contro il governo.Per supportare il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta nel suo impegno a favore del personale. Fonte: http://www.liberarappresentanzadeimilitari.it

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Sostegno: Anief invia le sue proposte ai parlamentari sulla riforma voluta dal Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Il 1° settembre 2019 entra in vigore il decreto legislativo n. 66/2017, cosicché in temi rapidi il nuovo governo si appresti a rapidi correttivi, peraltro non discussi in audizione con le parti sociali e con il mondo della scuola, come il cambio delle regole per l’attribuzione delle ore di sostegno, non più attribuite a “monte” ma sulla base di altri fattori, come il contesto specifico della scuola (gli insegnanti la famiglia, l’équipe medica che segue il bambino) e del territorio (l’ente locale).Il sindacato Anief, ritiene che, nel rispetto delle diverse sentenze del tribunale amministrativo e della corte costituzionale bisogna eliminare gli attuali vincoli alla formazione dell’organico di diritto in presenza di un aumento esponenziale delle certificazioni presentate dalle famiglie negli ultimi anni che con un incremento costante di 10 mila nuovi iscritti l’anno è arrivato all’attuale consistenza di 300 mila alunni disabili iscritti (dati certificati Istat).Il sindacato chiede che a partire dall’anno scolastico 2019/2020, quindi dal prossimo 1° settembre, siano rivisti, con Decreto del Miur, i criteri di determinazione dell’organico di diritto su posti di sostegno attivato al fine di coprire il 100% della dotazione organica di sostegno complessivamente presente nell’anno scolastico precedente: si tratta di oltre 50 mila cattedre, da anni assegnate erroneamente in deroga, fino al 30 giugno dell’anno successivo, privando i docenti precari di farle proprie per le immissioni in ruolo e gli studenti della continuità didattica.Diventa basilare attuare la previsione di un tetto massimo di studenti per classe (massimo 20), al fine di garantire la necessaria personalizzazione degli interventi didattici e una più efficace azione inclusiva del corpo docente e di tutti gli altri membri della comunità educante scolastica. L’aumento di spesa, derivante dal maggior numero di classi da formare, verrebbe compensato dalla generale diminuzione degli alunni iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado, derivante a sua volta dalla riduzione delle nascite.
Ma, sempre in vista dell’effettiva realizzazione dell’inclusione scolastica degli studenti disabili, è necessario adeguare anche la dotazione organica del personale Ata, aumentandola del 10% rispetto a quanto previsto dalla normativa citata.Assumere il personale addetto ai servizi di assistente all’autonomia e alla comunicazione è un passaggio fondamentale per il miglioramento dell’assistenza agli alunni disabili certificati: tali figure professionali, invece, ancora non trovano spazio tra quelle riconosciute in pieno dallo Stato, né riescono ad essere presenti con continuità nei nostri istituti, sempre con gli stessi operatori specializzati.
Il rispetto delle ore di insegnamento specializzato per gli alunni con disabilità, previsto dal Programma educativo individualizzato realizzato dall’équipe specializzata e richiesto dal dirigente scolastico, deve sempre prevalere, anche in deroga all’organico complessivamente autorizzato.Garantire l’iscrizione all’ultimo anno della scuola secondaria:Serve una norma che offra la certezza del diritto dell’alunno all’iscrizione all’ultimo anno della scuola secondaria nel caso in cui non svolga prove equipollenti a quelle ordinarie e consegua l’attestazione di credito formativo”.Valutare il servizio pre-ruolo svolto su posti di sostegno nei vincoli relativi alla mobilità volontaria Secondo il sindacato, infine, è giunta l’ora di chiarire la diretta valutabilità del servizio pre-ruolo svolto su posti di sostegno nella mobilità volontaria del personale già di ruolo.

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Governo – Roma capitale: Commissariare la Raggi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Non ci sono soluzioni all’emergenza rifiuti a Roma se continua a governare l’attuale sindaca, Virginia Raggi. Occorre commissariarla, vale a dire che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per motivi di ordine pubblico, e la ministra della Salute, Giulia Grillo, per motivi igienici, devono, congiuntamente, nominare un commissario che si occupi della gestione dei rifiuti a Roma.Prima operazione da fare, dopo il commissariamento, è incrementare la raccolta di rifiuti dai cassonetti e aumentare la pulizia delle strade. Per fare questo occorre che l’Ama, l’azienda capitolina che si occupa di rifiuti, sia affiancata da altre società che incrementino e completino l’attività di rimozione e pulizia.Non si può attendere che passi l’estate con la Capitale d’Italia sommersa dai rifiuti. Se si vuole che l’emergenza igienica non si trasformi in emergenza sanitaria, che i cassonetti non “vadano a fuoco” e che i cittadini esasperati non se la prendano con gli addetti dell’Ama, occorre agire con la massima urgenza e determinazione.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Che fine ha fatto l’impegno assunto dal governo sulla cittadinanza?

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

“Nella scorsa Legislatura,  – scrive l’on.le Nissoli – ho lavorato molto sulla cittadinanza, il mio impegno continua anche in questa Legislatura.Infatti, dopo che il Governo ha accolto il mio Ordine del Giorno, oltre 6 mesi fa, ho depositato una interrogazione al Governo sul riacquisto della cittadinanza italiana per chi l’ha perduta recandosi all’estero, in cui chiedo conto dell’attuazione del mio Ordine del Giorno, dove il Governo si impegnava a trovare adeguate soluzioni per venire incontro a chi, in seguito ad espatrio, aveva perso la cittadinanza. Sono passati più di 6 mesi, cosa succede? Il Governo prima dice “si” e poi?
Non ci sono segnali di attenzione al problema, questo è davvero sintomo di mancanza di volontà politica e anche di mancanza di rispetto verso l’emigrazione che tanto ha dato all’Italia. Nel frattempo, continuerò a battermi affinché chi è nato italiano possa facilmente riacquistare quella cittadinanza italiana che fa parte della sua identità”.

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Scuola: “L’intesa tra Governo e sindacati non risolve nulla”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

L’accordo raggiunto tra Miur e sindacati maggiori sul tema del reclutamento e del precariato scolastico, con il via ai Pas abilitanti e a un concorso riservato per la scuola secondaria, relativo all’Intesa siglata lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi alla presenza del premier Giuseppe Conte, fa acqua da tutte le parti. Marcello Pacifico (Anief): Se non si farà in modo che il doppio canale di reclutamento venga esteso alle graduatorie d’istituto il contenzioso continuerà presso il giudice del lavoro e otterremo ricchi risarcimenti per ogni precario che farà ricorso. Il presidente nazionale del giovane sindacato, Marcello Pacifico, ha commentato, ai microfoni di Italia Stampa, l’intesa raggiunta fra Governo e sindacati, affermando che non porterà a nulla, essendo stata come un buco nell’acqua. “Abbiamo già visto – afferma il sindacalista – questa storia, con i 70 mila che sei, sette anni fa hanno frequentato il Pas, ma non sono mai stati assunti nei ruoli. Ora è vero che c’è un concorso straordinario riservato per loro, ma anche l’anno scorso c’è stato un concorso riservato per il personale abilitato e solo settemila sono entrati nei ruoli, su quasi ottantamila. Dubitiamo che sia la soluzione al precariato, anzi siamo convinti che questa proposta non farà che aumentare il numero dei supplenti e precari. Tutto questo è in contrasto con la normativa europea e contro una giurisprudenza europea che è stata recepita dal nostro ordinamento e condanna lo Stato italiano per l’abuso reiterato dei contratti a termine. Anief in pochi anni ha raccolto più di cinque milioni di euro di risarcimenti, ma non è giusto ricorrere sempre in presenza di un diritto. Se non si riapriranno le GaE, se non si farà in modo, come chiede Anief, che il doppio canale di reclutamento venga esteso alle graduatorie di istituto, che devono essere trasformate in graduatorie provinciali e non legate alla scelta delle dieci, quindici scuole, il contenzioso continuerà presso il giudice del lavoro e otterremo venticinquemila, trentamila euro per ogni precario che farà ricorso”.

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“In politica estera questo è un governo con troppi padroni e nessuna linea”

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

“Sul Venezuela abbiamo fatto una figuraccia mondiale, stando a favore del dittatore comunista Maduro e negando solidarietà a decine di migliaia di venezuelani di origine italiana perseguitati dal regime. In Libia abbiamo sbagliato interlocutore consegnando alla Francia un ruolo decisivo nella gestione della crisi e mettendo a repentaglio i pozzi gestiti da Eni. In Medio Oriente confusione totale. D’altra parte se, come i 5 Stelle, non si ha un’identità ben definita non si possono che fare danni”.Lo dice in una intervista ad Affari Italiani il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
“Più vicina a Putin o Trump? Non faccio la tifosa di altri leader stranieri – spiega il presidente di FdI – Ho sostenuto Putin nella sua azione militare in Siria che è stata decisiva per distruggere l’Isis ma non ho esitato a schierarmi dalla parte del popolo venezuelano mentre i russi sostengono Maduro. Allo stesso modo mi piace Trump con la sua idea di patriottismo anche economico e per la sua politica di shock fiscale che vorremmo importare anche da noi ma abbiamo dubbi sulle sanzioni all’Iran e alla Russia, che danneggiano le nostre imprese. Entrambi mettono al centro delle loro politiche l’identità e l’orgoglio nazionale e per questo sono odiati dai sacerdoti del politicamente corretto. Via della Seta? Il governo italiano è stato troppo ingenuo e subalterno ai cinesi: chi controlla le reti oggi controlla tutto e non possiamo correre il rischio di lasciarle in mano a uno Stato in cui capitalismo aggressivo e comunismo si sono fusi in un mix micidiale. Siamo l’Italia, dobbiamo ambire ad essere rispettati da tutti e sudditi di nessuno”, continua Meloni.

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Governo ripristini agevolazioni Ires

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

“L’abrogazione delle agevolazioni Ires, decise con l’ultima legge di Bilancio, rischiano di mettere in difficoltà le aziende sanitarie pubbliche, già penalizzate dalla riduzione dei finanziamenti derivanti dal Fondo Sanitario Nazionale, e le strutture ospedaliere private. E a pagarne le conseguenze sarebbero i cittadini, visto che questo taglio porterebbe ad un sostanziale incremento dei costi sia diretti e sia indiretti”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, che ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle Finanze e della Salute.”Per questo chiedo che il governo non soltanto ripristini le agevolazioni Ires, ma introduca anche un meccanismo di destinazione vincolata delle somme risparmiate. Così da consentire che queste risorse siano investite nel miglioramento della qualità dei servizi erogati ai cittadini e nell’innovazione delle strutture stesse. Il governo non può restare a guardare o far finta di nulla. In gioco è il diritto ad avere cure e assistenza medica adeguate e di livello” conclude il senatore Calandrini.

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Pensioni Anief: fa bene il Governo a non cedere all’Ue

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Dinanzi alla possibilità concreta che ad inizio luglio la Commissione europea sanzioni l’Italia per via del debito pubblico, il Governo gialloverde mette le mani avanti: non solo Quota 100 è confermata, come ha ribadito oggi il premier Giuseppe Conte, ma si intende mettere ancora mano alla riforma previdenziale facendo scendere le pensioni di anzianità a 41 anni. Marcello Pacifico (Anief): Ci sono delle professionalità, come quelle che operano nella scuola, che non possono continuare a rimanere in servizio dopo i 60 anni di età. L’anno scorso, abbiamo formalizzato questa richiesta nella Legge di Bilancio con una serie di emendamenti che avrebbe permesso l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole precedenti alla legge Fornero, oltre a collocare la professione docente tra quelle a carattere gravoso.
“Sulla legge Fornero siamo solo all’inizio. La lettera dell’Ue ci dice che abbiamo sbagliato a iniziare a smontarla e ad approvare ‘quota 100’. Io rispondo educatamente che siamo solo all’inizio perché l’obiettivo è quota 41”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Foligno. “Andare in pensione dopo 41 anni di fabbrica, di negozio o di ospedale – ha sottolineato il leader della Lega – mi sembra il minimo. Quindi sarà un bel confronto tra due prospettive diverse, di vita”. Secondo Anief, la proposta che il vicepremier Matteo Salvini intende attuare, anticipando l’uscita dei lavoratori con 41 anni di contributi, è il minimo che si possa fare. “Ricordiamo a chi si indigna – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che in Europa l’insegnante lascia in media a 63 anni, con Francia e Germania che offrono la possibilità di andare in pensione con 27 anni di contributi accumulati e senza particolari decurtazioni. Non si tratta di fare delle concessioni, ma solo di accordare il diritto alla pensione, dopo avere accumulato oltre 40 anni di contributi, e di ammettere una volta per tutte che vi sono delle professioni, come quelle che si svolgono a scuola, particolarmente stressanti. Anche l’Oms ha confermato questo, descrivendo di recente il burnout, tipico malessere cronico che si riscontra nei lavoratori della scuola, come una sindrome che conduce allo ‘stress cronico’ impossibile da curare con successo”.

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Governo: La credibilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

“Non basta essere credenti, occorre essere credibili”, così la massima dell’abbè Pierre (1912-2007) francese, sacerdote, critico delle gerarchie ecclesiastiche, partigiano, parlamentare e fondatore dei “Compagnons d’Emmaus”, una organizzazione di aiuto ai bisognosi.
La frase ricorda i comizi di Salvini, con il Vangelo e il rosario in mano, e il bacio del Di Maio alla reliquia di San Gennaro. Ovviamente, che i due credano è un fatto loro, a noi interessa la seconda parte della massima dell’abbè Pierre: occorre essere credibili. Sono credibili Di Maio e Salvini? Vediamo.
Avevano detto che erano contro l’euro e l’Europa e ora sono favorevoli ad euro ed Europa; avevano detto che il Reddito e Quota100 avrebbe prodotto occupazione e lavoro, e quindi ricchezza, ma così non è stato; avevano detto che avrebbero combattuto l’evasione fiscale ma hanno approvato il condono fiscale; dicevano di voler lottare la corruzione ma varano provvedimenti che aumentano il rischio di corruzione; volevano la legalità ma propongono di violare le regole; avevano detto che volevano diminuire le tasse ma hanno favorito l’aumento delle tasse comunali; avevano gridato il “me ne frego” all’Europa e ora chiedono per favore all’Europa; avevano detto che volevano la tassa piatta ma ora è già a tre scalini; avevano detto che mai si sarebbero alleati e che erano “geneticamente” diversi ma, poi, si sono accoppiati; gridavano “Prima l’Italia” ma l’hanno trascinata all’ultimo posto, dopo la Grecia, per crescita e tassi di interesse sui titoli pubblici; volevano il cambiamento ma sono cambiati. La credibilità è una qualità che si ottiene se quello che si pensa, si dici e si fa sono coerenti.Ora promettono la diminuzione delle tasse per creare lavoro, dicono. Forse ci credono, certamente non sono credibili. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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L’impegno assunto dal Governo per la cittadinanza che fine ha fatto?

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

“Dopo tutto il lavoro che ho fatto nella scorsa Legislatura sulla cittadinanza, il mio impegno continua! Infatti, dopo che il Governo ha accolto il mio Ordine del Giorno, oltre 6 mesi fa, ho depositato una interrogazione in cui chiedo conto dell’attuazione del mio Ordine del Giorno. Infatti, il Governo si impegnava a trovare adeguate soluzioni per venire incontro a chi, in seguito ad espatrio, aveva perso la cittadinanza. Sono passati più di 6 mesi, cosa succede? Il Governo prima dice “si” e poi? Non ci sono segnali di attenzione al problema, questo è davvero sintomo di mancanza di volontà politica e anche di mancanza di rispetto verso l’emigrazione che tanto ha dato all’Italia. Attenderò con pazienza la risposta e continuerò a battermi affinché chi è nato italiano possa facilmente riacquistare quella cittadinanza italiana che fa parte della sua identità!”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI) dopo aver presentato una interrogazione al Governo sul riacquisto della cittadinanza italiana per chi l’ha perduta recandosi all’estero.

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Il bonus Renzi da 80 euro entra nel mirino del Governo

Posted by fidest press agency su sabato, 25 maggio 2019

E stavolta non sono “voci del popolo”: ad ammetterlo è stato il ministro dell’Economia Giovanni Tria, sostenendo che “nell’ambito della riforma fiscale gli 80 euro saranno riassorbiti”. Il ministro spiega che “l’introduzione degli 80 euro da parte del governo Renzi fu una decisione sbagliata, anche tecnicamente fu un provvedimento fatto male e anche il precedente governo cercava di cambiarlo”. Su cosa intenda agire il titolare del Mef non è ancora però chiaro. Anief mette le mani avanti: si eviti la beffa per tanti lavoratori della scuola di aumentare lo stipendio, con il rinnovo del contratto, di 100 euro lordi, e perderne nel contempo 80 netti. Marcello Pacifico (Anief): “Se, come più di qualcuno teme, siccome nel Def non sono previste risorse da assegnare ai rinnovi contrattuali, si vuole in realtà solo trasferire il budget del bonus renziano in quello degli aumenti promessi, allora non ci siamo proprio”.La legge di bilancio ha confermato il bonus Renzi anche per il 2019, ma per il prossimo anno rimane molta incertezza. Oggi il bonus viene calcolato sulla base di 12 mensilità in base al reddito, ricorda la rivista Orizzonte Scuola. Con i limiti di reddito minimo e massimo così ripartiti: al di sotto di un reddito pari a 8.174,00 euro, non si ha diritto al bonus Renzi di 80 euro; tra il reddito di 8.174,01 e 24.600,00, si ha diritto al bonus in modo proporzionale fino ad arrivare al suo azzeramento con redditi fino a 26.600,00.
Ma c’è anche un altro motivo per il quale il bonus Renzi di 80 euro potrebbe venire meno per tanti lavoratori: tutti coloro che rientrano per poco nei massimali previsti per legge e leggermente incrementati dal Governo in carica, in caso di incremento stipendiale, perderanno il diritto al bonus. E molti dovranno anche restituire le somme eventuali percepite, a partire dalla data di incremento stipendiale.Se nel corso dell’anno il reddito annuale lordo dovesse superare le soglie minime e massime, il bonus dovrà essere restituito. Il Bonus Renzi 80 euro è diventato strutturale con il D.L. 66/2014 ma ancora oggi fa molto discutere perché in sede di dichiarazione dei redditi sono numerosi i cittadini costretti alla restituzione parziale o totale del credito Irpef erogato in busta paga: nel 2018 si tratta di 1.8 milioni di contribuenti. Il Ministro Tria pensa di intervenire proprio su questo aspetto, per evitare tali situazioni.

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“Governo riferisca in Parlamento su minaccia Huawei”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 maggio 2019

“Il governo statunitense ha inserito il colosso cinese Huawei nella black list delle società potenzialmente a rischio per la sicurezza nazionale, bloccando le forniture commerciali.Le Casa Bianca ha seri timori che le infrastrutture realizzate dai cinesi possano esporre i paesi alleati e le basi statunitensi all’estero ad azioni di spionaggio mirato, timore espresso anche durante le visite ufficiali di Donald Trump e Mike Pompeo agli omologhi europei. Il mancato riconoscimento della minaccia di Huawei sulle infrastrutture di telecomunicazioni porterebbe inevitabilmente a una diminuzione della collaborazione in ambito di intelligence e difesa e a uno stress dei rapporti con l’alleato americano.Il premier Giuseppe Conte riferisca urgentemente in Parlamento in merito alla eventuale minaccia rappresentata da Huawei e dalla penetrazione tecnologica cinese in Italia.”E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato FDI capogruppo in commissione Cultura e componente dell’Intergruppo Innovazione.

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I rischi di una democrazia senza alternanza di governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 maggio 2019

di Giuseppe Bianchi (Nota Isril n. 19 – 2019) Come spiegare che Lega e 5 Stelle mantengono un elevato consenso almeno sulla base dei sondaggi, nonostante l’immobilismo di un Governo paralizzato dai reciproci veti tra i due partiti dell’attuale maggioranza? La spiegazione può essere data dal loro forte radicamento in due bacini elettorali di cui hanno assunto la rappresentanza politica. La Lega che si è fatta carico dei bisogni di sicurezza dei cittadini, sfidati dall’immigrazione clandestina e suggestionati da improbabili paure di invasione dello straniero; i 5 Stelle che si sono fatti portatori degli interessi di quanti, soprattutto nelle aree meno sviluppate del Paese, hanno vissuto la globalizzazione dei mercati in termini di discriminazione economica e sociale. Un’operazione politica di grande efficacia che ha definito un campo di gioco per la prossima competizione elettorale europea, su misura delle due forze di maggioranza, con l’obiettivo di precludere l’accesso alla partita da parte delle forze di opposizione.È quanto sta avvenendo a pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo che rischia di divenire ancora una volta un macro-sondaggio a favore delle politiche del Governo rafforzate dal sovrapporsi di promesse. Un Paese che va alle urne disinformato della posta in gioco e illuso che la Nuova Europa, a cui strumentalmente aderiscono anche gli antieuropeisti di ieri, segnerà il passaggio a una fase di facile spesa pubblica con cui l’attuale maggioranza pensa di consolidare la fedeltà elettorale del proprio elettorato.
Che l’insicurezza dei cittadini, coincidente con il disagio sociale delle classi sociali più povere, sia gestibile al di fuori di una politica che ponga questi bisogni insoddisfatti dei cittadini all’interno di una strategia economica di sviluppo. L’Italia ha le risorse per riprendere la strada di un benessere diffuso. L’elevato risparmio delle famiglie, la capacità delle imprese più dinamiche di esportare e fare profitti, la qualità professionale del lavoro difficilmente riproducibile nei paesi emergenti, una diffusa propensione imprenditoriale delle giovani generazioni.Ma si tratta di un mondo frenato nelle sue potenzialità di sviluppo da un’altra Italia fatta di una classe politica, quale quella attuale, priva di progettualità di futuro, alla ricerca del consenso di breve periodo e da una classe burocratica tendenzialmente servile ‘terreno di pascolo”per quanti si affidano più alla ricerca della protezione dello Stato che alla propria capacità di competere in un mercato aperto.La prima Italia è quella che vuole più Europa, la seconda è quella che la teme perché la pacchia finirebbe usando il linguaggio del nostro forbito Ministro dell’Interno. È questa seconda Italia, che dietro il velo di ignoranza di un populismo ottuso, occupa una posizione centrale nel dibattito europeo, facendo del disagio sociale la leva del proprio prevedibile successo.Il rischio è quello di un’Italia subalterna nella nuova Europa perché indebolita nella crescita ed esposta ai condizionamenti degli investitori nel nostro debito pubblico. C’è poca speranza che nei pochi giorni che ci separano dalla prova elettorale l’Italia ritrovi la sua dignità di paese fondatore dell’Europa.Importante è considerare provvisorio questo periodo di oscuramento. Perché il nostro Paese trae dalla sua storia, oltre che dai suoi interessi, la vocazione europeistica e perché la democrazia ha la capacità di rigenerarsi potendo contare sull’alternanza della maggioranza. Un’alternanza che va creata perché la regola fondamentale della democrazia è che senza alternanza il rischio è di cedere il campo a forme di governo autoritario.

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Blockchain Castelli: “Con investimenti in tecnologia si aumenta competitività”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 maggio 2019

San Mauro Torinese – “Per troppo tempo lo Stato non è riuscito a mantenere il passo sui temi della digitalizzazione e l’Unione Europea non è stata capace di fare politiche comuni, questo ci ha portato alla perdita di risorse e competitività. Questo è un Governo che sta cercando di recuperare ciò che non è stato fatto, e presto avremo l’opportunità di incidere in modo determinante anche in Europa.
Investire in tecnologia serve ad aumentare la competitività e ridurre i costi. Con la blockchain ci troviamo di fronte ad una rivoluzione tecnologica che potrebbe cambiare, radicalmente, il nostro futuro. Per questo dobbiamo essere pronti.
Per aiutare il Made in Italy, come Governo abbiamo creato, assieme a Cassa Depositi e Prestiti, un fondo statale e previsto il riconoscimento dei registri che usano questa tecnologia. Iniziative che viaggiano in parallelo con il Fondo per l’innovazione annunciato qualche giorno fa dal Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.
Ancora una volta stiamo lavorando in sinergia con il mondo dell’impresa per far ripartire l’economia reale”.Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, a margine dell’iniziativa “BlockChain for Business – La rivoluzione tecnologica che cambierà il futuro delle aziende”, promossa da Italian Digital Revolution – AIDR.

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Autonomie: “No a intese unilaterali tra governo e regioni”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Dichiara l’on.le Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fdi: “Affinché il mio pensiero sulle autonomie sia completo e corretto intendo precisare che non sono contrario a un nuovo sistema di autonomie, ma favorevole a una distribuzione equanime di poteri, competenze e risorse tra i territori dell’Italia, che possibilmente consideri centrale Roma, unica capitale europea a non avere poteri speciali, a non ricevere i beni culturali che possiede da mettere a reddito (li ha lo Stato), a non avere le risorse sufficienti per pagare i servizi di 800 sedi internazionali, uno Stato estero, ma anche quelli necessari per far funzionare musei, siti archeologici e monumentali che fruttano introiti al Mibact ma risultano costi fissi per il Comune. Per questo occorre una legge ordinaria, come prevede l’articolo 116 della Costituzione, non si può modificare la nostra Carta in forza di intese unilaterali tra regioni e governo. Il tutto rammentando a chi si agita che Roma ha un importante residuo fiscale e paga la più alta Irpef e la seconda Tari d’Italia. M5S e Lega Nord devono governarla, hanno il dovere di farlo, non hanno invece alcun diritto di specularci sopra azzuffandosi per un pugno di voti in più. Oltretutto raccontando sul conto della Capitale sonore bugie e facendo finta di non sapere che sono i Comuni e le Province a dover avere più poteri e non le regioni”.

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Laura Castelli su Radio 24: Il governo dura e spiega il perchè

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

“Il Governo dura perché c’è la volontà di risolvere i problemi e questo è quello che abbiamo nella testa alla mattina quando ci svegliamo e soprattutto c’è una grande trasparenza. Questo è un Governo che mette la discussione dei temi alla luce del sole e se ne parla.” Cosi Laura Castelli, viceministro Economia e finanze, a Focus economia di Sebastiano Barisoni su Radio 24. “Il Governo si fonda su un contratto e il contratto, come avete visto, è onorato in gran parte. Ma ce ne è ancora, un altro bel pezzo da fare. Questo è un governo che lavora tutti i giorni pancia a terra”
“Tutti i comuni nessuno escluso. A ogni dimensione di città corrisponde una cura diversa, quando sta in una situazione debitoria.” Lo afferma il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, a Focus Economia di Sebastiano Barisoni su Radio 24, tornando sul tema dei comuni e sul “Salva-Roma” che ha acuito le tensioni nella maggioranza gialloverde. “Tutte le città italiane oggi possono rinegoziare il mutuo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Se Salvini vuole fare una norma salva Alessandria, una norma salva Savona, Comuni della Lega, che lo dica. Ma noi non stiamo parlando di questo ma parliamo a tutti i Comuni, senza distinzione di colore politico.”
“L’operazione inserita nel Decreto Crescita ci mette nelle migliori condizioni, come Ministero dell’Economia e delle Finanze, per essere pronti a qualunque tipo di operazione”. Lo dice Laura Castelli, viceministro Economia a Focus Economia di Sebastiano Barisoni su Radio 24. “Che il tema Alitalia sia strategico per Alitalia e questo Paese e soprattutto per questo Governo, noi lo abbiamo sempre detto. Se vuoi fare una buona programmazione del trasporto aereo devi programmare bene tutto il trasporto collegato col turismo e con tutte le citta traino.”
Ma a proposito di Roma Capitale le risponde Giorgia Meloni: “Roma non chiede al governo di essere salvata: chiede di essere trattata da Capitale d’Italia, perché la Capitale è il biglietto da visita di qualunque nazione. Per questa ragione Fratelli d’Italia voterà qualunque provvedimento che vada nel senso di aiutare la Capitale d’Italia. E chiediamo al governo di trovare altro su cui litigare e di non farlo sulla pelle dei romani”.

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Scuola – Anief dice no all’accordo tra Governo e sindacati e conferma lo sciopero del 17 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 aprile 2019

L’intesa sottoscritta all’alba di questa mattina a Palazzo Chigi con i sindacati rappresentativi contiene parole vaghe e nessuna risposta concreta per risolvere i problemi del personale. Sul recupero del potere d’acquisto degli stipendi, per i quali servono 200 euro di aumenti, non si parla di modificare il DEF, nel quale invece sono previsti ulteriori tagli; sul reclutamento si ritorna ai concorsi riservati senza la stabilizzazione di docenti abilitati e precari attraverso le GaE; sul personale Ata non c’è nessuna novità, come per la ricerca e l’Afam; sulla regionalizzazione non vi è chiarezza sul passaggio del personale dallo Stato. Ecco perché permangono i motivi della protesta iniziata il 28 febbraio e l’8 marzo. Marcello Pacifico (Anief): Nel documento accordato non c’è alcun riferimento a rivedere il Documento di economia e finanza, eppure è un passaggio imprescindibile, se davvero si vogliono introdurre finanziamenti importanti nella legge di Stabilità di fine anno. Non stiamo parlando di cifre marginali, ma di almeno tre miliardi di euro: uno per riallineare gli stipendi di un milione e 200 mila dipendenti ai 10 punti di inflazione incassati negli ultimi anni, più altri due miliardi per gli aumenti veri e propri.Solo un accordo di massima, con molti rinvii e poche azioni concrete, finalizzati solo ad evitare la protesta di massa della scuola alla vigilia delle elezioni europee: l’Anief, ingiustamente escluso dall’incontro tra governo e sindacati svolto a Palazzo Chigi, però non ci casca e conferma lo stop delle attività previsto per il prossimo 17 maggio. È questa la risposta del giovane sindacato all’intesa sottoscritta questa mattina, che confligge con il Documento di economia e finanza, nel quale si parla di riduzione costante della spesa per l’Istruzione pubblica di ben 8 punti percentuali, addirittura fino al 2040, e di incrementi stipendiali legati alla sola indennità di vacanza contrattuale, peraltro nemmeno applicata in modo corretto e completo. Non è un caso che tutto questo sia stato denunciato anche dalla Commissione Cultura della Camera.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sottolinea come non sia prevista “alcuna riapertura delle GaE per tutto il personale docente abilitato all’insegnamento, con in ballo 100 mila precari di cui tantissimi storici, per i diplomati magistrali, pari ad oltre 50 mila estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato, per i precari con 36 mesi dietro frequenza di un corso abilitante speciale. Né c’è traccia del riavvio del vecchio doppio canale di reclutamento. Come non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario”.
“Allo stesso modo – continua il sindacalista – sono ignorati i docenti immessi in ruolo con riserva o assunti lontanissimo da casa per colpa di un algoritmo impazzito mai sanato dal Miur. Sugli Ata, infine, ci sono impegni generici, senza entrare nel merito, pur in presenza di un quadro normativo che prevede passaggi professionali verticali ogni quattro anni come denunciamo da tempo e 20 mila posti come assistente e collaboratore scolastico previsti da due decenni solo sulla carta”.Anche l’accordo sull’autonomia differenziata non convince il leader dell’Anief: “Il testo attuale voluto dalla Lega sulla regionalizzazione dice esattamente il contrario di quello che è stato sottoscritto con i sindacati. Anche su questo serve chiarezza: a chi dobbiamo credere? Senza dimenticare che nell’accordo non si parla da chi dipenderà il personale docente e Ata assunto ma di un sistema nazionale di reclutamento e di un unico stato giuridico che potrebbero dire cose diverse”, conclude Pacifico.

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Difesa: Rojc (Pd), Salvini ciancia su leva obbligatoria. Intanto Governo taglia fondi a Forze Armate

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

“Questo Governo taglia fondi indispensabili alle nostre Forze Armate e intanto Salvini ciancia ancora di ritorno alla leva obbligatoria. I militari italiani devono essere rispettati per la loro specifica professionalità e messi in condizione di difendere il Paese: il Governo metta risorse per il turnover del personale”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc, componente dem della commissione Difesa a Palazzo Madama, replicando al al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che durante un comizio ha annunciato la reintroduzione del servizio di leva obbligatoria nel Corpo degli Alpini.
“Dal Friuli Venezia Giulia – aggiunge Rojc – dico a Salvini che conosciamo bene i meriti degli Alpini e grandissimo è il nostro attaccamento a questo corpo, ma proprio per questo gli chiedo di evitare uscite strumentali e solo elettorali. Il tempo della leva obbligatoria è finito perché le esigenze della difesa sono cambiate. Anche Salvini lo sa bene, per questo – conclude – le sue dichiarazioni sono moneta fasulla”.

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Governo: Salvini e la bufala dei porti chiusi

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha più volte dichiarato che i porti sono chiusi, riferendosi ai migranti. Se vogliamo essere precisi, la frase esatta è “I colleghi ministri possono dire quello che vogliono, ma finché faccio il ministro i porti in Italia rimangono chiusi”. Non è vero. I porti possono essere chiusi con un decreto del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, che oggi è Danilo Toninelli, il quale non ha emanato nessuna decreto in proposito.A conferma, citiamo l’art.83 del Codice della Navigazione, che recita:
“Il Ministro dei trasporti e della navigazione può limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell’Ambiente, per motivi di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende.”Quindi, la competenza per la chiusura dei porti non è del ministro Salvini.
Le frasi di Salvini, tipo “i porti sono chiusi”, che sentiamo nei vari telegiornali o che leggiamo nei giornali, sono propaganda elettorale.Come mai, allora, si chiederà qualcuno, le navi Diciotti e Sea Watch sono state fermate al largo dei porti italiani?Informiamo i lettori che i migranti sono stati in seguito sbarcati, quindi non è vero che sono stati respinti.Inoltre, l’aver imposto alla nave Diciotti di rimanere a largo, ha comportato l’accusa, da parte della magistratura, di “plurime violazioni di normative nazionali e internazionali”, per la quale è stata chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini (negata dal Senato), e per la nave Sea Watch è in corso una indagine della magistratura nei confronti dei ministri Salvini, Di Maio, Toninelli e dello stesso premier Conte.In sintesi, se i porti sono aperti e si costringe chiunque, anche i migranti, a rimanere su una nave al largo per giorni, si incorre nell’accusa di violazione di norme nazionali e internazionali.Siamo in piena campagna elettorale e il ministro Salvini racconta bufale, per il popolo che vuol crederci. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo: Non ci sarà l’aumento dell’Iva, racconta Di Maio. Credibile? No.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 aprile 2019

Non ci sarà alcun aumento dell’Iva, neanche nei prossimi anni, racconta il vicepremier e ministro, Luigi Di Maio.Credibile? No.Vediamo.
A parte le conversioni a U del vicepremier, che abbiamo registrato, ad esempio, dal NO all’euro e, quindi, NO alla Ue, posizioni sulle quali il M5S ha preso i voti, al SI all’euro e, quindi, SI alla Ue dopo che si sono seduti comodamente sulle poltrone governative, abbiamo voluto leggere cosa dice il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (Def), approvato pochi giorni fa dal governo.Ebbene, a pagina 5 del Def c’è scritto che si prevede un “aumento delle aliquote IVA a gennaio 2020 e a gennaio 2021, nonché un lieve rialzo delle accise sui carburanti a gennaio 2020.”
Parimenti nella legge di Bilancio 2019, approvato dal Governo, a pag.39, sono previsti gli aumenti dell’Iva.Riassumendo:
1. Di Maio racconta che non ci sarà l’aumento dell’Iva.
2. La legge di Bilancio 2019, approvata da Di Maio, prevede aumenti dell’Iva.
3. Il Def, approvato da Di Maio, prevede aumenti dell’Iva.Quindi, Di Maio racconta bufale.
E il popolo continua a crederci. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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