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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘governo’

Governo. La sceneggiata e il nuovo ponte di Genova

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

“Non attenderemo i tempi della giustizia” aveva proclamato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo la tragedia del ponte Morandi (43 morti). Eppure, Conte è un giurista, professore universitario, sapeva, e sa bene che è la magistratura, con sentenza definitiva, che deve appurare le responsabilità della tragedia. Non lo decide lui né i suoi ministri. Allora, perché una frase del genere? Aveva annunciato la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia (Aspi), ma sono passati due anni e nulla è accaduto.Ieri, è tornato sulla revoca. Vedremo.Sempre per memoria, ricordiamo che, nel 2008, la concessione alla società Autostrade fu decisa dal Governo Berlusconi (FI e Lega), limitando fortemente le richieste dell’Anas per migliori opere di interesse pubblico.Del governo faceva parte Giorgia Meloni e il deputato Matteo Salvini votò a favore della concessione.
Il PD espresse voto contrario.Passiamo al M5S, che in questi giorni si è stracciato le vesti perché, al termine dei lavori, il ponte doveva essere restituito alla società Autostrade.Chi lo diceva? L’allora ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli (M5S) che, in una lettera del febbraio 2019, inviata al Commissario per la ricostruzione del ponte, scriveva “al termine dei lavori, l’infrastruttura in questione deve ritenersi riassorbita nel rapporto concessorio vigente al momento del trasferimento”; tradotto, significa che il ponte ricostruito va consegnato ad Autostrade per l’Italia.Dunque, di cosa ciarlano Toninelli e i penta stellati?Per evitare la consegna del ponte ad Autostrade sarebbe necessario revocare la concessione che è ancora vigente, nonostante la minaccia del ministro Luigi Di Maio di revoca immediata, che fece nel 2018. Nel frattempo, sono passati due anni. Nei prossimi giorni vedremo cosa succederà, intanto è bene sapere come sono andati i fatti e non farsi fuorviare da sceneggiate che servono solo a carpire consenso elettorale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il lamento del guerriero

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Partendo da questa premessa entriamo nella fattispecie pratica della governance italiana. La fotografia la facciamo ora e ci rendiamo conto che il primo aspetto che possiamo rilevare è che l’opinione pubblica è “allergica” alle attese ed ha tutte le ragioni dalla sua. Per anni, se non per “decenni” le riforme sono state spiattellate in tutti i modi possibili con convegni, dibattiti, studi e ricerche per poi svanire nel nulla salvo riprenderle con rinnovato vigore di parole, ma rigorosamente limitandosi a quest’ultime. Oggi, ad esempio, tocchiamo con mano e non solo, ciò che significa una giustizia che non funziona con l’arroganza di chi commette un reato patrimoniale o di altro genere e sa di poterla fare franca tra rinvii, prescrizioni, condoni e affini. La credibilità di uno Stato non si gioca solo con la capacità del legislatore di legiferare ma anche in quella d’offrire alla comunità gli strumenti per stabilire regole precise e sanzioni adeguate e tempestive, per chi sgarra. Ed invece, se stiamo, ad esempio, alla notizia di questi giorni sulle offerte di telefonia mobile veniamo a sapere che si pagano prestazioni non richieste e questi taglieggiamenti durano da anni e quel che è peggio anche dopo essere stati colti con le mani nella marmellata continuano a comportarsi allo stesso modo. E ora veniamo a sapere che abbiamo un governo che funziona e che le riforme da anni attese sono oramai in dirittura d’arrivo mentre i “chiacchiericci” sui rinvii, gli incontri fiume e le discussioni a non finire da parte del governo non sono altro che le fantasie del cronista politico e le false notizie provenienti dalle opposizioni. Ma i fatti dove li mettiamo? Perché continuiamo a farci del male con la danza del dire senza fare? Non ci basta lo screditamento della politica e delle istituzioni per renderci conto che abbiamo toccato il fondo e che ora è in gioco la stessa tenuta del sistema paese? È forse troppo pensare a un presidente del Consiglio che oggi e non domani ci dica che i cantieri per le opere pubbliche sono aperti, che la riforma della giustizia è all’esame del Parlamento per il voto finale, che la scuola e la sanità hanno cambiato passo, che abbiamo messo a punto un progetto intermodale per i trasporti di merci e di persone e che stanno iniziando i lavori per il prolungamento dell’alta velocità da Salerno per il Sud? Se tutto questo è impedito dalla litigiosità dei partiti sia proprio il presidente del Consiglio a denunciarlo pubblicamente e non a prendersela con i “chiacchiericci”. (Riccardo Alfonso)

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Fabio Rampelli e il “Governo forte”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera è una personalità della destra italiana ben nota al mondo della politica e dei media. E quanto dichiara alla trasmissione ‘Coffee Break’ su La7 che: “Noi facciamo due ragionamenti. Il primo: in democrazia devono decidere i cittadini. In Italia accade spesso che in posizione di comando si trovi chi non ha vinto le elezioni e questo è inaccettabile. Il secondo: siamo in una fase di difficile crisi economica anche figlia dell’emergenza sanitaria, serve quindi un governo forte, una maggioranza coesa che lo sostenga e di un programma chiaro e netto, dobbiamo prendere atto che fotografa una realtà italiana ben presente a noi tutti.
Vorremmo solo obiettare che la maggioranza che oggi ci governa è suffragata da un consenso espresso dal Parlamento legittimamente eletto nel 2018. Che oggi il sentire politico degli italiani possa essere di natura diversa è tutto da dimostrare ma non intacca, ovviamente, l’attuale compagine governativa.
Fatta questa doverosa premessa conveniamo con l’on.le Rampelli sulla necessità d’avere un governo forte. Ma forte in che senso? E una volta stabilito il “quanto” rimane il “come”. Non dimentichiamo che il sistema politico italiano è molto fragile perché litigioso, tendente a “partigianerie” e influenze lobbistiche. Eppure, potremmo risolverci con il proporre il rispetto di due diritti: il primo è quello alla vita e qui non ci sembra vi siano obiezioni dai partiti, e il secondo il diritto a vivere. Ed è proprio qui che si gioca la visione che vorremmo avere del nostro Paese. Ed è proprio su questo aspetto che la politica gioca la sua credibilità e soprattutto nel saper negare agli interessi partigiani il loro primato. Pensiamo a tre cose che consideriamo prioritarie: la giustizia, la salute e l’istruzione. La giustizia per essere al tempo stesso garantista e giustizialista deve prevedere tempi rapidi per ottenere sentenze definitive. In un paese come l’Italia dove la percezione è quella che siamo di fronte ad una alta percentuale di corrotti, corruttori e corruttibili l’unica risposta è quella di dimostrare con i fatti che ci troviamo al cospetto di un apparato giudiziario efficiente e rapido nelle decisioni e che le pene comminate, in via definitiva, non si cancellano con il passare degli anni. E la salute è un bene così prezioso che occorre da subito consolidare l’assistenza universale potenziando in primo luogo la medicina del territorio. E lo stesso discorso vale per l’istruzione.
Per le imprese l’impegno dovrebbe concentrarsi sui “servizi” espressi da una efficiente rete intermodale (da subito andrebbe aperto un cantiere per l’alta velocità da Salerno a Palermo), da una filiera corta nelle produzioni a partire dall’agricoltura e da una rete informatica e di telecomunicazioni la più avanzata possibile su tutto il territorio nazionale. Questi sono i fatti che la politica dovrebbe cavalcare e per i quali trovare un’intesa trasversale da tutti i partiti. (Riccardo Alfonso)

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Governo e Mes: come utilizzarlo. Due esempi

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

“Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”. E’ il Manzoni ne “I Promessi Sposi”.Il buon senso nasce dall’esperienza e quindi è figlio della conoscenza della realtà (metodo scientifico); il senso comune nasce dalla ignoranza e dalla paura, opportunamente istillata dagli interessati di turno.
I fondi del Mes, 36 miliardi, dei quali abbiamo illustrato la convenienza finanziaria, devono essere utilizzati per fini sanitari, ma trovano l’opposizione di alcune forze politiche (M5S, Lega e FdI).Vediamo un paio di esempi di utilizzo del Mes.
1) A inizio della pandemia da Coronavirus, l’Italia aveva circa 5.000 reparti di terapia intensiva, la Germania, invece, ne aveva 28 mila e, anche per questo motivo, la Germania ha un quarto dei morti dell’Italia. I fondi del Mes possono essere utilizzati per aumentare i reparti di terapia intensiva, senza sottrarre le strutture ospedaliere alle prestazioni ordinarie. Negli ultimi mesi sono stati trasformati interi reparti ospedalieri in aree a terapia intensiva; questo ha determinato una carenza di offerta di medicina e chirurgia.
2) L’ospedale “Forlanini” di Roma, fu inaugurato nel 1934 proprio per la cura delle malattie respiratorie. Fu concepito come cittadella autosufficiente: dall’approvvigionamento idrico al fabbisogno alimentare, dai trasporti interni al funzionamento energetico, il tutto, in una struttura urbanistica dotata di viali alberati e illuminati, chiese, campi di bocce, biliardi, cinema, teatri, centrale termica, scuole per bambini, emittente radiofonica, barbiere, parrucchiere e refettori. Ora è chiuso. Potrebbe essere riaperto e diventare un centro per le malattie infettive, in generale, e respiratore in particolare. Si libererebbero reparti ospedalieri che in questi mesi sono stati trasformati in terapie intensive, così da riconsegnarli alla cittadinanza per la normale assistenza sanitaria.Tutto questo si può fare con i fondi del Mes. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Premialità a imprese che non ricorrono a Cig? E’ proposta FdI che governo ha sempre bocciato

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

“Apprendiamo dalla stampa, visto che finora dell’incontro in sedi istituzionali con il presidente del Consiglio non si ha alcuna notizia, che il presidente Conte avrebbe intenzione di riconoscere alle aziende che non ricorrono alla cassa integrazione una premialità. Ecco, se ciò fosse vero Conte ammetta che si tratta di una proposta di Fratelli d’Italia, che presentammo ai tavoli di lavoro che precedettero l’esame del Cura Italia e poi inserita nel pacchetto degli emendamenti di FdI al Cura Italia e al dl Rilancio. Emendamento poi puntualmente bocciato da questo governo e questa maggioranza, che soltanto a parole parla di collaborazione ma nei fatti risponde a logiche personalistiche. Il presidente Conte la smetta con gli annunci e le passerelle, l’Italia ha bisogno di interventi immediati che rilancino la nostra economia”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

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Le proteste degli agenti penitenziari e i silenzi del Governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

“Il ministro della giustizia Bonafede e il capo del Dap Petralia escano dal palazzo per incontrare gli agenti penitenziari, ai quali va la mia totale vicinanza e il mio incondizionato sostegno”. Lo dichiara il Questore della Camera e presidente della direzione nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: “E’ scandaloso che, in un paese democratico, il Corpo della Polizia Penitenziaria sia costretto a manifestare davanti alle carceri, com’è avvenuto nei giorni scorsi a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), e oggi finanche dinanzi alla sede del Dap, perché il Governo Pd-M5S-Italia Viva continua a snobbare tutte le richieste di aiuto che, ormai da anni, giungono dalle sigle sindacali di categoria. La sicurezza nelle carceri – sottolinea Cirielli – è diventata una vera e propria emergenza. E’ arrivato il momento, dunque, di rompere questo assordante silenzio. Basta con le scarcerazioni dei mafiosi e le aggressioni ai danni dei nostri uomini e delle nostre donne in divisa. Bonafede e Petralia si sveglino! Bisogna abolire subito la vigilanza dinamica, rafforzare gli organici con lo scorrimento delle graduatorie e dotare gli agenti penitenziari dei taser e dello spray al peperoncino. Se Bonafede è incapace di adempiere ai suoi doveri di ministro e, in questo caso, di soddisfare le urgenti esigenze della Polizia Penitenziaria venga immediatamente rimosso. Lo Stato dimostri da che parte sta. Fratelli d’Italia sarà sempre dalla parte delle Forze dell’Ordine” conclude Cirielli.

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Il governo Conte pensa di rilanciare l’Italia a ‘colpi di scostamenti di bilancio’

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Lo fa con una confusione degna della più scalcinata giostra di parse. Senza che sia ancora maturata una visione organica degli interventi fiscali, dopo il caos sul pagamento della cassa integrazione ora Conte propone di dare incentivi alle imprese per non utilizzare la cassa integrazione. Esattamente ciò che ha proposto, inascoltata, Giorgia Meloni fin dall’origine e proprio mentre la maggioranza respinge l’emendamento a mia firma che impedisce alle aziende pubbliche di accedere alla Cig per evitare che vengano sottratte risorse a quelle imprese costrette alla chiusura. Per loro e per i relativi lavoratori sì che tale strumento è questione di vita o di morte.Il terzo scostamento di bilancio annunciato dal ministro Gualtieri, la cui presenza in commissione ieri è stata imbarazzante, inizia a incutere paura.Fino a quando si continuerà a tirare la corda aggiungendo debiti senza renderli funzionali all’individuazione di leve economiche capaci di generare sviluppo e occupazione? Per fa ripartire i consumi servono investimenti e non provvedimenti improduttivi – solo ieri la Corte dei Conti ha certificato il fallimento del reddito di cittadinanza, strumento con il quale solo il 2% dei beneficiari ha trovato lavoro. Il DL Rilancio, gestito a oggi a colpi di maggioranza, come fosse la più banale manovra di assestamento, non offre alcuna garanzia di equilibrio e serietà. Interventi a macchia di leopardo si alternano a operazioni di squallido clientelismo e ad altrettanti deplorevoli marchette, mentre il mondo della produzione invoca da tre mesi aiuti incisivi e tempestivi. A nulla servirà fare nuovo debito”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Governo: Conte e l’idea di ridurre l’Iva

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Non sappiamo se l’imprevedibilità degli eventi abbia costretto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a proporre la riduzione dell’Iva, una misura che dovrebbe, a suo dire, favorire i consumatori, i quali, peraltro, sono l’unica categoria che non è stata invitata a partecipare agli Stati Generali dell’Economia. Insomma, si rivolge ai consumatori senza averli mai sentiti. Abbassiamo l’Iva, cosi aumentano i consumi e l’economia si rimette in moto. Questa teoria l’avevamo sentita anche da esponenti del M5S ma, all’atto pratico, non ha funzionato.Facciamo un po’ di calcoli.
Diminuire l’Iva dell’1% è del tutto irrilevante sul risparmio negli acquisti dei consumatori ma porta a una minore entrata di circa 4,2 miliardi di euro nelle casse dello Stato; significa che il Governo dovrà trovare 4,2 miliardi o diminuendo le spese, il che è poco probabile, o facendo debito, magari con l’emissione di titoli di Stato, sui quali dovrà pagare gli interessi.Geniale, no? Ricordiamo che il debito pubblico italiano, cioè quello di tutti noi, è di 2.465 miliardi di euro.Dopo giorni di dibattiti sui massimi sistemi, la proposta del presidente Conte si limita a proporre una diminuzione dell’Iva. Così i consumi decolleranno, dice, ma in una situazione di cassa integrazione diffusa e di fermo temporaneo dei licenziamenti, il consumatore tenderà a mettere da parte i soldi o li spenderà per aumentare i consumi? La risposta è nella cronaca di questo Paese: aumenteranno i risparmi non i consumi. E degli investimenti, cosa propone il presidente Conte dopo le 102 cartelle del Piano Colao? Ci sono fondi nazionali ed europei a disposizione. Il premier Conte cosa ne vuol fare? Dove è il piano di investimenti sanitari sui quali far affluire i 36 miliardi del Mes? Quali sono i piani di investimenti sui quali far affluire i futuri 173 miliardi del Recovery Fund? Quale è il piano di investimenti dei 118 miliardi immediatamente attivabili, così come dichiarato dall’allora ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a marzo 2019?Invitiamo il presidente Conte a non prendere in giro (vorremmo dire altro) gli italiani e ad evitare passerelle mediatiche che servono a soddisfare la vanità, ma non a risolvere i problemi degli italiani che, in autunno, saranno drammatici.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo: Il Piano Colao

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Molti ne parlano ma pochi ne sanno. Succede spesso nel nostro Paese che è passato dalle chiacchiere al bar a quelle sui cosiddetti social, dove leggiamo, o sentiamo, il ripetersi del rito mattutino tra un caffè e un cappuccino.
Vediamo.Nell’aprile scorso il Governo ha incaricato un gruppo di esperti, guidato da Vittorio Colao, di redigere proposte per definire una strategia per la ripresa economica dell’Italia.A giugno, è stato consegnato al governo il Piano Colao, 102 schede di lavoro nelle quali, però, non sono indicati i costi delle misure proposte. A individuare i costi del Piano Colao, ci ha pensato l’Osservatorio sui Conti Pubblici, che li ha stimati in 170 miliardi in 5 anni. La maggior parte dei costi riguarda 5 interventi: alta velocità e collegamenti con gli aeroporti, assegno unico per i figli, asili nido, transizione energetica, poli turistici, aree marine e portuali.Il Piano Colao è stato alla base dei lavori degli Stati Generali e, ora, si tratta di capire cosa vuol fare il Governo nelle prossime settimane per rilanciare la crescita. A disposizione ci sono fondi europei, Mes, Sure, Bei, per un totale di 540 miliardi e quelli del Recovery Fund, la cui realizzazione è da definire, per 750 miliardi, parte in prestiti e parte a fondo perduto.Occorre far presto perché, finita la fase di tamponamento delle emergenze, in autunno il ciclo economico dovrà riprendere a meno di non cadere in profonda crisi economica. E’ di tutta evidenza che non ce lo possiamo permettere.Bando alle bufale sul Mes di Salvini, Meloni e alcuni esponenti dei 5 stelle, occorre utilizzare da subito il prestito decennale di 36 miliardi, disponibili, tra l’altro, a interessi zero. Dopo le parole occorrono i fatti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo. Conte e il rinvio

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

Mettete sulla bilancia la drammatica situazione economica che l’Italia sta attraversando, per ora tamponata da provvedimenti emergenziali (quando funzionano) e, dall’altra, il rinvio delle decisioni sull’utilizzo dei fondi comunitari, e avrete lo sconquasso che succederà in autunno, quando il sistema economico dovrà riprendere il suo percorso, se lo riprenderà.
Ci si gingilla nell’attesa di non si sa quali eventi, puntando sull’evento mediatico che sono gli “Stati Generali”.
Il tempo trascorre inevitabilmente, mentre si discute se utilizzare i fondi europei.Il Meccanismo europeo di Stabilità (Mes), con i suoi 36 miliardi a tasso zero, sono lì in attesa di essere usati per la sanità e, chiunque può ritenere di quanto ne abbiamo bisogno in questa fase pandemica, ma si rimanda la decisione.Si preferisce parlare di Recovery Fund (Next Generation EU) che è di là da venire e che, per la parte dei prestiti avrà le condizionalità tanto temute per il Mes che, invece, non le ha. Qualcuno davvero pensa che i soldi a fondo perduto non saranno legati a condizionalità, ovvero, alle riforme strutturali delle quali si parla da anni? Qualcuno pensa che ricorrere ai titoli di stato, acquistati dalla Bce, non comporti oneri relativi agli interessi da pagare e alla restituzione del capitale a scadenza? Per ora si parla e si rinvia. E’ un bel parlare nel Casino del Bel Respiro, all’interno di Villa Doria Pamphilj a Roma, dove sono riuniti gli Stati Generali. Tra un Bel Respiro e l’altro, sarebbe opportuno che il premier Conte prendesse al volo il treno europeo che è già in movimento. Lo ha ricordato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Le opposizioni attendono al varco il governo per riforme condivise

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

Il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha scritto su Facebook: «Ora che è finito l’evento esclusivo di dieci giorni a Villa Pamphilj, aspettiamo di ricevere dal Governo il documento che ha realizzato per rilanciare l’economia italiana. Saremo ben lieti di discutere con il Governo di cose concrete, partendo proprio dalle proposte che avrà messo nero su bianco su un documento. Confidiamo che non saremo invitati a Palazzo Chigi solo per un tè coi biscottini prima che il Governo si sia chiarito le idee sul da farsi».
Questo breve comunicato è pervenuto in redazione qualche ora fa ed è stato già catturato dai media nei loro dibattiti d’opinione con politici, imprenditori e giornalisti. Da parte nostra ci è parso di leggere tra le righe una nota critica nei confronti dell’esecutivo e che proviamo a riassumere così: Il governo per farsi un’idea su ciò che accade in Italia ha dovuto mettere in piedi una convention a più voci sulla società civile mentre noi, che il programma per la rinascita del Paese lo abbiamo già pronto, nero su bianco, non abbiamo bisogno di perdere altro tempo. Cosa significa in pratica? Che non ne sortirà nulla di buono perché ognuno resterà nelle sue posizioni in quanto sono due le visioni che vorremmo concretizzare per un’Italia che deve uscire dal pantano in cui si trova. Ma è per noi una condizione di stallo che non possiamo più permetterci. Per troppo tempo abbiamo avuto un paese ingessato e incapace, colpevole in primis la classe politica, ma non solo, di non avere un’idea del futuro che ci attende e che la globalizzazione e la corsa sfrenata di alcuni Stati all’accaparramento delle risorse energetiche mondiali hanno reso sempre più conflittuale. La verità è che per uscire dalle secche dobbiamo immaginare un’Italia tecnologicamente avanzata, con una rete intermodale integrata e potenziata, con filiere produttive corte saltando passaggi spesso eccessivi e farraginosi, una giustizia che abbia come principale obiettivo d’essere rapida e risolutiva, sia nel civile sia nel penale, una sanità dove si privilegi l’assistenza territoriale e una scuola profondamente riformata. Sul piano sociale devono essere perseguiti i due diritti fondamentali che è quello della vita e del vivere. Per farlo i politici devono mettere da parte i loro interessi di bottega, di natura elettorale e alla ricerca di facili consensi, e mostrarsi monolitici nel contrastare le spinte corporative e gli interessi di parte. Giorgia Meloni è una donna che ha in sé un pragmatismo che le fa onore e siamo convinti saprà farne un buon uso per scrivere una nuova pagina nella storia tanto tormentata dell’Italia anche se le sirene intorno a lei suonano in maniera tanto assordante da stordirla. Questa è una partita che forse non darà, in chiave elettoralistica, risultati clamorosi per chi li cerca facili e immediati, ma avrà sicuramente un impatto positivo per quegli italiani che riescono a vedere al di là del proprio naso. Riflettete, gente. Riflettete. (Riccardo Alfonso)

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Scuola: Il piano del Governo per rilanciarla

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Diritto allo studio, lotta alla dispersione scolastica, basta classi pollaio, più ore di lezione a scuola, formazione del personale e valorizzazione delle competenze, potenziamento delle competenze digitali di docenti e personale Ata: sono i punti cardini del piano predisposto dal Governo Conte-bis per rilanciare l’istruzione pubblica in Italia. I temi sono stati presentati ai sindacati e alle associazioni presenti ieri a Villa Pamphili a Roma, dove il premier Giuseppe Conte ha organizzato l’incontro facente parte degli Stati Generali dell’Economia.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief presente all’evento, “il Governo ha colto in pieno alcune delle esigenze-chiave che, se non affrontate, rischiano di compromettere il prossimo anno scolastico, quando otto milioni di alunni torneranno in classe. Lo sosteniamo da tempo e lo abbiamo ribadito con una serie di emendamenti all’articolo 230 del Decreto Legge ‘Rilancio’, già presentati alle Commissioni competenti della Camera dove è previsto l’esame del testo in vista della conversione parlamentare”.
Promuovere il diritto allo studio contrastando la dispersione scolastica; introdurre misure per ridurre il sovraffollamento delle classi; rafforzare il “tempo scuola”; formazione del personale e valorizzazione delle competenze, con formazione permanente del personale finalizzata al potenziamento delle competenze digitali dei dipendenti pubblici. Sono questi gli obiettivi che il Governo vuole attuare per il rilancio della scuola pubblica, messa in ginocchio dal coronavirus e però subito rimessa in sesto dallo spirito di abnegazione del personale docente e Ata che, anche da casa, ha continuato a svolgere attività didattica e di supporto ai propri alunni.
L’Esecutivo ha anche presentato un piano per rimettere in carreggiata l’ambito accademico. Questo, prevede la necessità di innovare il dottorato di ricerca; costruire la formazione professionalizzate valorizzando gli Istituti Tecnici Superiori e le lauree professionalizzanti; attuare un piano straordinario di reclutamento dei ricercatori; incentivare gli scambi europei anche per le scuole superiori, nell’ambito del progetto European Classroom; sviluppare gli ecosistemi dell’innovazione al Sud; incrementare le borse di studio per l’ingresso all’Università.
I fondi dell’Ue, ha detto il sindacalista autonomo, serviranno anche per incrementare gli organici di 200 mila unità, tra docenti e Ata; attuare un piano straordinario di 200 mila unità aggiuntive a quelle già autorizzate; procedere alla conferma nei ruoli di tutti i docenti assunti con clausola rescissoria, anche in considerazione del superamento dell’anno di prova; trasformare in organico di diritto per le immissioni in ruolo e i trasferimenti tutto l’organico curricolare e su posti di sostegno; rivedere gli organici nel rapporto alunni-classi, alunni-scuole autonome, alunni-insegnanti, alunni-Ata per garantire il corretto distanziamento sociale, la sicurezza durante l’attività didattica, per migliorare gli apprendimenti, contrastare la povertà educativa e il tasso di dispersione scolastica nonché le diseguaglianze sociali; rivedere i concetti di scuola a tempo pieno e a settimana corta; reintrodurre l’insegnamento per moduli nella scuola primaria e dell’infanzia con l’insegnamento specialista in lingua inglese e il docente di educazione fisica; stabilizzare almeno 40 mila unità di personale Ata ed educativo attraverso l’utilizzo delle graduatorie 24 mesi e la realizzazione dei profili professionali già prevista dal Ccnl.

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Scuola Governo: l’Italia investirà sull’istruzione. Pacifico: pronti a collaborare

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

L’annuncio è arrivato dal ministro all’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso degli Stati Generali dell’Economia: dobbiamo diventare tra paesi che investono di più in scuola, ricerca, innovazione. L’intenzione confermata dalle parole della ministra Lucia Azzolina: “La scuola è l’unico grande strumento che abbiamo per garantire opportunità a tutti i nostri giovani e permettere la mobilità sociale. I soldi per l’istruzione sono investimenti per la crescita”.Anief ritiene questa presa di posizione importante, frutto dell’azione incessante prodotta anche dallo stesso giovane sindacato, che da settimane chiede per la ripresa a settembre almeno 10 miliardi di euro e in assoluto un ingente finanziamento che cancelli le stime prodotte nell’ultimo DeF, da quale risulta che la spesa pubblica per la Scuola e la Conoscenza rispetto al Pil sarà in calo fino al 2035, passando dal 4% al 3,2%. “Ben venga il confronto di oggi, del primo pomeriggio, con il premier Conte proprio su questi temi”.Vogliamo diventare tra i paesi che investono di più in scuola, ricerca, innovazione: lo ha detto il ministro all’Economia, Roberto Gualtieri, in relazione agli Stati Generali dell’Economia in corso di svolgimento a Roma, a Villa Pamphilj. “Il perno – ha spiegato Gualtieri – saranno gli investimenti; vogliamo essere leader nei pagamenti digitali, trovare risorse contrastando l’evasione fiscale e attingendo in pieno a questo piano di rilancio per l’Europa”. Il ministro ha annunciato quindi un piano di rilancio del Paese: “lo stiamo elaborando è orientato agli assi dell’innovazione, sostenibilità, formazione, coesione sociale e il nesso tra le misure che stiamo realizzando con gli altri paesi Ue per non lasciare indietro nessuno e contenere gli effetti economici del virus”.Le parole del titolare del Mef sono state confermate da quelle della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, la quale si è detta “felice di aver partecipato” con gli altri ministri italiani agli Stati generali dell’economia, durante i quali ha inviato “un messaggio ormai chiaro spero a tutti: i soldi spesi per l’istruzione sono investimenti per la crescita di un Paese. Ricordiamoci sempre – ha continuato Azzolina – che la scuola è l’unico grande strumento che abbiamo per garantire opportunità a tutti i nostri giovani e permettere la mobilità sociale. Ascolteremo tutte le parti coinvolte nel sistema scolastico e lavoreremo in questa direzione”.Se le cose stanno così, se veramente il Governo vuole voltare pagina nella scarsità di investimenti effettuati negli ultimi anni in formazione e Conoscenza, tanto che in ambito scolastico siamo fermi al 3,8% a fronte di una media europea del 4,6%, significa che gli sforzi compiuti dalle parti sociali e dalle organizzazioni sindacali hanno raggiunto lo scopo prefissato.Anief, a fronte della scarsità di finanziamenti per la ripresa a settembre, ad oggi attorno ad 1,4 miliardi, ha sempre indicato la necessità di reperire almeno 10-12 miliardi di euro attraverso una operazione straordinaria. La strada per arrivare a questo obiettivo potrebbe essere quella, come già detto al presidente del Consiglio, di recuperare la somma indicata dai 172 miliardi che dovrebbero arrivare dal Recovery Fund, il fondo speciale che l’Europa sta predisponendo per ogni Paese membro, come “paracadute” per ammortizzare quella che si prevede lenta e difficile risalita dopo il Covid19.“Quei fondi da noi indicati – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – servirebbero nell’immediato, con effetto pratico a partire dal settembre 2020, per riprogrammare il numero di alunni per classe e i metri quadri indicati per il distanziamento minimo, oltre che per procedere a un piano straordinario di immissioni in ruolo, pari ad ulteriori 160 mila insegnanti ed educatori e 40 mila collaboratori scolastici e assistenti amministrativi e tecnici, e per riaprire e organizzare gli istituti in sicurezza. Lo ribadiremo oggi nell’incontro con il presidente del Consiglio”.

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Gli italiani aspettano ancora il piano di rilancio del Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Da una parte sogni e promesse, dall’altra realtà e sacrifici. È la situazione che stanno producendo, o forse sarebbe meglio dire certificando, gli Stati generali dell’economia in corso a Roma. Oggi è stata la giornata del Piano Colao, emblema della politica degli slogan intrapresa dal Governo, che non ha ancora prodotto nessun risultato utile a tutelare i consumatori, lasciati in balia della crisi prodotta dall’emergenza Coronavirus.“Dal Piano Colao – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – abbiamo avuto decine e decine di buone intenzioni, ma ci aspettavamo ben altro. Pensavamo che sarebbero arrivate proposte concrete per l’immediato, visto che la task force è stata varata ad aprile per studiare le misure necessarie per la Fase 2, quella della ripartenza una volta superato il lockdown, ma evidentemente ci siamo illusi. Ad oggi, infatti, abbiamo soltanto un libro dei sogni, proposte deboli, mentre il Governo è ancora nella fase del brainstorming, come dimostrano gli Stati generali dell’economia. Il momento delle idee avrebbe dovuto lasciare spazio già da tempo a quello delle azioni per rilanciare il Paese. Si è accumulato, invece, un ritardo gravissimo, che sta costringendo i cittadini ad enormi sacrifici. Delle tutele per i consumatori non c’è traccia, sulle riforme strutturali del modello economico e dei consumi ci sono solo slogan e promesse. Come se non bastasse, dopo averla annunciata con tanta enfasi, la task force guidata da Colao è stata già archiviata dal Premier Conte. Torniamo a ripeterlo, nella speranza che qualcuno nel Governo si svegli dal torpore: servono iniziative immediate per evitare che il Paese sprofondi in una crisi irreversibile. Immettere liquidità nel sistema, prevedere tassi agevolati, ridurre la pressione fiscale, far slittare le rate dei mutui e dei prestiti. I consumatori, e con loro le famiglie, hanno bisogno di iniziative forti, rapide e concrete. Il tempo dei libri dei sogni, delle promesse e delle buone intenzioni è finito”.

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Governo. Coronavirus: sono stati bravi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

E’ convinzione diffusa che il governo Conte sia stato bravo nel gestire la pandemia da Coronavirus. Un dato serve a smontare la diceria: la Germania, con 23 milioni di cittadini in più (abitanti in Germania 83 milioni, in Italia 60 milioni) hanno avuto un quarto di morti dell’Italia.Eppure, la propaganda mediatica governativa ha avuto i suoi effetti, tanto da indurre il 52% degli italiani a credere che il Paese più amico, in questo frangente, sia stata la Cina, che ci ha esportato il Coronavirus e ha tenuto nascosti i dati epidemici. E’ stata sufficiente la diffusione delle immagini degli aiuti cinesi, sui maggiori media nostrani, per indurre a credere alla favola della generosità cinese, in realtà fortemente minore di quella avuta dai paesi occidentali (Usa e Ue).Ora, si svolge il secondo atto di questa campagna mediatica con la celebrazione degli “Stati Generali”, voluta dal governo Conte. A cosa servano non è dato di capire, visto che le cose da fare sono evidenti e non c’è bisogno di autocelebrazioni per capirlo: rilanciare l’economia, smetterla con gli slogan dell’abolizione della povertà, della difesa della sovranità nazionale e del nemico europeo.I tempi sono più che stretti: a settembre occorre che il sistema produttivo italiano sia in grado di decollare. Il governo Conte deve impiegare i miliardi già stanziati per attuare interventi strutturali e avviare riforme, tra le quali quella della giustizia, non più procrastinabili.Occorre fare, non dire. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo non affronta crisi delle filiere agricole

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

“Per quanto riguarda gli aiuti all’agricoltura, ricordo che degli 80 milioni di euro stanziati con il dl Cura Italia prima e il dl Rilancio adesso, solo il 2% è destinato al comparto agroalimentare. Risorse insufficienti e quasi pari allo zero se si pensa l’importanza del settore per l’Italia soprattutto in termini di Pil” così il senatore Patrizio La Pietra capogruppo di FdI in commissione Agricoltura durante l’audizione di oggi sulla crisi delle filiere agricole.
“Sulla promessa liquidità e sui 450 miliardi di garanzie che lo Stato diceva di mettere a disposizione, ad oggi risultano solo 25 miliardi di finanziamenti. Il motivo è che sembra che il fondo di garanzia in questione non sia coperto da risorse vere ma che la cifra reale messa a disposizione dal governo corrisponda a poco meno di 3 miliardi. E poi c’è il problema delle risorse a pioggia, che intervengono un pò su tutto senza essere sufficienti a nessuno. Su questo aspetto invito il governo a pensare interventi più diretti, che permettano di agire in maniera specifica su quei settori che richiedono attenzioni particolari. Un esempio su tutti è il florovivaismo, caratterizzato da peculiarità e caratteristiche che necessitano interventi mirati” conclude La Pietra.

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Governo. Conte, l’illustre sconosciuto e la pandemia

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

L’espressione “silenzio assordante” è un ossimoro, cioè una definizione che accosta due termini di senso opposto. Anche “illustre sconosciuto” è un ossimoro, contrapponendo due parole che hanno significato contrastante, ma, nella accezione comune, significa persona della quale non si è sentito parlare. A tal proposito, ci è venuto in mente il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.Come mai?Il tutto nasce dalla lettera che Germania, Francia, Danimarca, Belgio, Polonia e Spagna hanno scritto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Layen, in merito alla possibile seconda ondata di pandemia da Coronavirus.Poniamo l’accento su “possibile”, ma quello che interessa è il contenuto della nota, nella quale si rileva come l’Europa abbia gestito in ritardo e male l’emergenza sanitaria, il che ha provocato la morte di 185 mila persone. Una seconda ondata sarebbe letale per l’economia europea e, dunque, è indispensabile una risposta coordinata e comune alla diffusione virale.La nota ricorda la nostra richiesta di un ministro alla Salute europeo.Nella lettera manca la firma dell’Italia, cioè del presidente Conte. Perche mai? Perché è un illustre sconosciuto. Un esempio? Il Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità.
Il governo Conte 1 e 2 lo ha approvato chiedendo modifiche che sono state accordate dalla Ue, ma se ne discute ancora, scegliendo di fare ulteriore debito, a carico del contribuente italiano, con l’emissione dei Btp.Si preferisce, inoltre, all’attuale Mes, il futuro Recovery Fund, che avrà le stesse condizionalità e controlli del Mes.Il nostro Paese può, così, essere credibile? No, ovviamente. Meglio ignorarci, così da diventare “illustre sconosciuto”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Scuola: balletto responsabilità tra comitato e Governo

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

“L’audizione in commissione Cultura alla Camera del prof. Miozzo, coordinatore degli esperti del comitato tecnico scientifico,che avrebbe dovuto studiare le modalità della riapertura delle scuole, è stata criticata anche dalla stessa maggioranza. Idee confuse, pochi dati certi e balletto delle responsabilità tra il comitato degli esperti e il Ministro. Peccato che a rimetterci saranno gli studenti, le famiglie, i docenti e tutti gli operatori scolastici che rischiano di vedere compromessa l’apertura del nuovo anno scolastico per l’incapacità dei tecnici e l’inadeguatezza del ministro Azzolina. FDI ha chiesto spiegazioni e approfondimenti in ordine all’uso delle mascherine per gli alunni, alla sanificazione, alle autocertificazioni ecc. ritenendo la relazione del prof Miozzo vaga e inconsistente. Ora il ministro dovrà necessariamente venire in commissione a rendere conto personalmente dell’inadeguatezza del comitato di esperti da lei nominato”.Lo dichiara Paola Frassinetti vicepresidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile del dipartimento istruzione di FDI.

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Codici: consumatori abbandonati dal Governo sui voucher

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Nessuna iniziativa, soltanto un immobilismo che sta causando danni a migliaia di italiani. Nonostante il richiamo dell’Unione Europea, nonostante il monito dell’Antitrust, il Governo continua a non fare nulla sui voucher che vengono imposti in caso di cancellazione di viaggi, vacanze, eventi culturali o sportivi.“Con la sua inerzia – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – il Governo ha abbandonato i consumatori. Non sta fornendo nessuna tutela, li sta costringendo a subire pesanti penali in caso di cancellazione, ad esempio, di un viaggio oppure ad accettare un voucher che non sanno se e quando potranno utilizzare. Eppure l’Unione Europea è stata chiara, i consumatori hanno il diritto di scegliere tra voucher e rimborso. Anche l’Antitrust l’ha sottolineato. Ci saremmo aspettati un cambio di rotta da parte del Governo, che invece purtroppo si sta dimostrando ostaggio delle lobbies economiche”.Codici ha avviato, insieme all’associazione Aeci, la campagna “Voucher? No, grazie!”. Si tratta di un’iniziativa per tutelare i consumatori ai quali viene negata la possibilità di scegliere il rimborso, obbligandoli ad accettare il voucher.

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Libia: Urso (FdI), governo riferisca subito in Parlamento e al Copasir

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

“La “nuova” Libia che emerge dallo scontro in atto sarà di fatto divisa in due sfere di influenza: la Tripolitana sotto il tallone di Erdogan e la Cirenaica protetta da Putin. Italia fuori gioco? Il premier Conte riferisca in Parlamento. Questa è la peggiore sconfitta della storia della Repubblica Italiana”. È quanto ha scritto su Facebook il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir. “Credo che il governo abbia il dovere di riferire in Parlamento, in Aula e nel Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Sono in gioco i nostri interessi nazionali nella Regione che è sempre stata considerata come di prioritario interesse strategico per l’Italia, sia sotto il fronte della sicurezza sia sotto quello dell’approviggionamento energetico”, conclude il senatore Urso.

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