Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘governo’

Governo. Recovery Fund: Di Maio e il piazzale della Farnesina

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Ci perdonerà Mozart se prendiamo a prestito un’aria del suo “Don Giovanni”, e la adattiamo, per quell’elenco della spesa, 670 miliardi per 557 progetti, che il Governo ha predisposto per l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund (meglio Next Generation EU) che, ricordiamo ammontano a 209 miliardi, cioè un terzo degli impegni proposti.Possiamo cantare sottovoce:
Madamina, il catalogo è questo;
Delle cose che amò il padron mio;
Un catalogo egli è che ho fatt’io;
Osservate, leggete con me.
Bene, leggiamo la proposta del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “rifacimento della pavimentazione in marmo del piazzale esterno del palazzo della Farnesina, sede del ministero degli Esteri, incorporando nella pavimentazione dei generatori piezoelettrici, in grado di trasformare l’energia cinetica, dovuta al passaggio di persone e veicoli, in energia elettrica”.Di Maio propone, inoltre, di dotare 60 stanze del ministero di “wifi”, per un importo di 300 mila euro, che potrebbero, invece, essere recuperati diminuendo le spese per il personale della sua segreteria che, su 8 persone ha ben 7 addetti all’ufficio stampa, comunicazione e relazioni istituzionali, per un importo di 555 mila euro/anno, più 120 mila euro/anno per il segretario particolare.Ai tempi della vecchia Casta, il personale delle segreterie era costituito da pubblici dipendenti, senza costi aggiuntivi.Come scrivevamo, oggi c’è la nuova Casta. Di Maio docet.Qualche idea da proporre? Si, gli acquedotti. Perdono il 40% di acqua lungo il percorso, cioè si preleva un litro e arriva nelle case poco più della metà. Gli utenti avrebbero acqua di qualità e non spenderebbero in quella minerale.Troppo semplice? Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Piano digitale del governo del territorio

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Milano. L’iniziativa, realizzata dalla Regione Lombardia in collaborazione con FormezPA, verrà presentata nel convegno online dal titolo “Valorizzazione della base cartografica di riferimento (DBT) per la redazione digitale del Piano di governo del territorio” che si terrà martedì 15 settembre 2020 a partire dalle ore 9,30. All’incontro, moderato dalla giornalista del Corriere della Sera Elena Papa, interverranno l’assessore lombardo al Territorio e alla Protezione civile, Pietro Foroni, il presidente Anci Lombardia, Mauro Guerra e il presidente di FormezPA, Alberto Bonisoli. Per partecipare è necessario iscriversi all’indirizzo: https://dbt-pgt.eventbrite.it.Si tratta di un corso che sarà erogato in modalità e-learning a frequenza libera e gratuita a partire dall’autunno 2020 fino alla primavera 2021. Gli iscritti acquisiranno capacità nell’utilizzo di un software GIS open source sperimentando l’impiego del DBT, utile nelle molteplici attività che i Comuni svolgono, prima tra tutte la realizzazione della cartografia del Piano di governo del territorio (PGT). Le lezioni hanno anche l’obiettivo di fornire un accompagnamento tecnico specialistico all’introduzione di innovazioni digitali nella pratica urbanistica lombarda fondate sull’utilizzo del DBT, in corso di completamento per tutto il territorio lombardo. Tale strumento costituisce infatti la base digitale di riferimento per tutti gli strumenti di pianificazione predisposti sia dagli enti locali che dalla Regione, come definito dall’articolo 3 della legge regionale n. 12/2005 per il governo del territorio.

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Ricerca: Serracchiani, da Conte obiettivi precisi per il dopo-Covid

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

“Giusto ribadire a Trieste che la mobilità è un valore” “Il premier Conte ha individuato obiettivi molto precisi e funzionali ad affrontare il dopo-Covid. In particolare per il mondo del lavoro, va dato rilievo alla necessità di avere un sistema di ricerca e formativo che fornisce competenze aggiornate: è un gap pesante con cui dobbiamo confrontarci e che dobbiamo finalmente superare. Le risorse del Next Generation Ue sono una grande occasione per recuperare il tempo perduto anche in questo campo”. Così la presidente della commissione Lavoro alla Camera Debora Serracchiani, al termine dell’intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla cerimonia conclusiva di Esof 2020, Trieste città europea della scienza.
Per la parlamentare “Esof è stato anche un modo per ricordare al mondo che la missione di Trieste ‘città della ricerca’ è anche una missione civile, di progresso, dialogo e apertura. E’ giusto che Conte sia venuto qui e abbia ribadito che la mobilità è un valore”.

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Governo. Multe dall’Ue per infrazioni. Le pagano i contribuenti

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

Le regole vanno rispettate, altrimenti si è sanzionati. Vale per tutti e anche per l’Italia che si è dimostrata restia a rispettare le norme che, insieme agli altri paesi europei, si è data. Nessuno le ha imposte, sono state concordate e, ovviamente, devono essere rispettate.Pendono sul nostro Paese ben 92 procedure di infrazione e solo da inizio anno, con il governo Conte2, ne sono state avviate 22 che, paragonate con la Finlandia che ne ha zero, ci dà il quadro di come il Governo è riottoso alla osservanza delle direttive comunitarie.Lo scorso anno abbiamo pagato (noi contribuenti) ben 107 milioni di multe relative a sentenze definitive, metà delle quali per mancata osservanza delle norme sul trattamento delle acque reflue. Insomma, il Governo non riesce a tutelare l’ambiente e, di conseguenza, la nostra salute; in più paghiamo le ammende. Considerato che le norme comunitarie prevedono tempi abbastanza lunghi per l’adeguamento delle leggi italiane, ci chiediamo perché non riusciamo a rispettarne i tempi. Forse sarà perché chi governa perde tempo con riforme inutili e dannose, come quella della riduzione del numero dei parlamentari, e non lo ha per quelle che sono utili e positive per cittadini.Servirebbe un piano di adeguamento, ma Governo, e molti partiti di opposizione, Lega, FdI e FI, sono interessati ad altro. Rimane una forza di minoranza, PiùEuropa, a sostenere il rispetto delle norme europee che tutti ci siamo dati. Primo Mastrantoni, segretario Aduc.

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Governo. Di Maio e la politica estera con la Cina

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Era andato in Cina viaggiando in classe turistica, mostrando orgoglioso ai suoi fedeli il biglietto aereo. Gli effetti sono stati disastrosi: ha sbagliato clamorosamente il nome del presidente della Repubblica Cinese, chiamandolo Ping.
Ora, con molta probabilità, utilizza aerei di Stato.Ha sottoscritto un accordo commerciale con la Cina per l’esportazione di arance dimenticando che la Cina produce 40 milioni di tonnellate di agrumi e l’Italia solo 3 milioni, oltretutto, il costo del trasporto aereo alzerà quello delle arance italiane a livelli stratosferici.Ha promosso un memorandum politico-economico con la Cina, al di fuori dei G7, le maggiori potenze economiche mondiali, dimenticando che la Cina persegue un proprio disegno geopolitico in contrapposizione con l’Occidente, passando per l’anello debole della catena: l’Italia autoisolata.
Aveva definito le proteste dei cittadini di Hong Kong come problema interno alla Cina e, dopo la condanna della Ue, ha cambiato opinione dichiarando, nell’incontro di qualche giorno fa con il ministro cinese Wang Yi, che è indispensabile preservarne l’alto grado di autonomia e libertà.Non ha nulla da dire sulla oppressione delle popolazioni tibetane e dello Xinjiang. Costui è Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri italiano. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo non dimentichi agricoltura nel superbonus Hi-Tech

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Un superbonus fiscale che incentivi gli investimenti tecnologici in agricoltura con la possibilità di cessione del credito d’imposta o lo sconto in fattura, come per gli sgravi per le ristrutturazioni domestiche previsti dal Dl Rilancio. E’ questa la proposta di Cia-Agricoltori Italiani, dopo le recenti dichiarazioni del Sottosegretario al Lavoro, Francesca Puglisi, sulle misure in favore dell’innovazione tecnologica allo studio del Governo e chiede, dunque, all’esecutivo di non dimenticare l’agricoltura, coinvolgendo non solo i produttori ma tutti gli attori della filiera agroalimentare.“L’agricoltura non è più la Cenerentola dell’economia nazionale quando si parla di tecnologia e mantiene un dialogo costante con il mondo delle università e della ricerca –sottolinea Dino Scanavino, presidente Cia-. Il giro d’affari dell’agricoltura 4.0 in Italia ha toccato quota 450 milioni di euro con una crescita del 22% su base annua e comprende tutto il complesso di tecnologie usate dalle nostre aziende per migliorare le rese e la sostenibilità delle coltivazioni, la qualità dei prodotti finali e le condizioni dei lavoratori”.“Per continuare a produrre cibo fresco e sano, gli agricoltori dovranno puntare sempre più all’integrazione con l’Hi-Tech –chiosa Scanavino-, utilizzando tutte le risorse messe in campo dalla scienza per affrontare con strumenti efficaci le conseguenze del climate change e del dilagare delle fitopatie. Un superbonus fiscale che acceleri questo processo darebbe continuità agli sforzi già compiuti dal Governo a sostegno dell’innovazione rurale nell’ultima manovra e favorirebbe lo sviluppo economico dell’intero comparto agroalimentare, nel momento così delicato di rilancio del Paese dopo il lockdown”.

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Funzionario governo Sudan parla di pace con Israele: licenziato

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

È stato licenziato il funzionario del governo del Sudan che nei giorni scorsi aveva auspicato un accordo di pace con Israele. Il suo nome è Haidar Badawi Sadiq, il cui ruolo era quello di portavoce del ministero degli Esteri sudanese.Ma mettiamo ordine a quanto accaduto.Pochi giorni fa il presidente americano Donald Trump aveva annunciato l’intesa di un accordo storico fra Israele ed Emirati Arabi. La notizia, confermata dai rispettivi paesi, aveva suscitato reazioni diverse.Entusiasmo da molti esecutivi internazionali e rabbia da parte di alcuni del mondo arabo, contrari alla normalizzazione dei rapporti fra Gerusalemme e Abu Dhabi, fra questi, ovviamente, l’Iran e l’Autorità Nazionale Palestinese.Un mondo arabo che non appariva monolitico nel suo rifiuto, visto che anche Oman e Bahrein sembrano siano pronti a calcare le orme degli Emirati Arabi. Un passo in più sembrava averlo fatto il Sudan, che attraverso il suo funzionario aveva auspicato una normalizzazione dei rapporti con Israele.
L’augurio è durato lo spazio di poche ore, perché il portavoce sudanese è stato licenziato dopo aver rilasciato una dichiarazione alla Sky News araba, sostenendo che non ci fosse “motivo per cui dovesse continuare l’inimicizia” con lo Stato ebraico, aggiungendo di non negare “la comunicazione tra i due paesi” e che: “Sia il Sudan che Israele trarranno vantaggio da un tale accordo se verrà firmato, alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo anno”.Parole che sono costate care a Haidar Badawi Sadiq, che è stato sollevato dall’incarico di portavoce ufficiale del ministero degli Esteri del Sudan.
Allora ci domandiamo: le dichiarazioni di Sadiq erano state rilasciate di suo spontanea volontà senza consultare il governo sudanese oppure sono state intempestive e il Sudan ha dovuto fare marcia indietro per paura di ritorsioni dei paesi arabi più potenti? Domande che rimarranno senza risposta, anche perché molti media internazionali non riescono (o vogliono?) raccontare veramente cosa succede all’interno del mondo arabo.

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Borsa italiana: Urso (FdI), Parlamento intervenga laddove il governo ha fallito

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

“Presenteremo emendamenti al “decreto Agosto” per evitare che gli asset strategici italiani siano sottoposti a scalata ostile. Ci auguriamo che il Parlamento intervenga laddove il governo ha fallito”: è quanto ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir e responsabile del Dipartimento Impresa e Attività produttive di Fratelli d’Italia. “Sono sconcertato di quanto accaduto. È grave che il governo prima annunci e poi ritiri norme così importanti per la salvaguardia di Borsa Italiana così come di Mediobanca e quindi Generali. Le divisioni nella maggioranza non devono pregiudicare gli interessi generali del Paese”, conclude Urso.

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Scuola: Ritorno a settembre, il Governo risponde all’appello Udir

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

“A mio avviso dovrà esserci uno sgravio di responsabilità per il personale scolastico, non può esserci responsabilità del singolo”: con queste parole, il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, che è anche medico, sembra replicare positivamente all’appello pubblico lanciato poche ore prima dal sindacato Udir sull’esigenza di definire le responsabilità dei dirigenti scolastici sul ritorno in classe in presenza. Udir ribadisce, pertanto, la richiesta di rimettere mano al Testo unico sulla sicurezza sulla responsabilità dei presidi, introducendo uno “scudo” ad hoc per tutelare i capi d’istituto: stiamo parlando di datori di lavoro sempre più atipici, privati di poteri di spesa sulla prevenzione e sulle misure legate alla salute del personale scolastico e studentesco, ma direttamente responsabili, addirittura penalmente, in presenza di malattie cagionate nell’ambiente di lavoro scolastico. E siccome con il ritorno a scuola, questa situazione potrebbe venirsi a creare con un’alta frequenza, è bene agire subito a livello normativo.Secondo il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, “l’occasione per farlo è quella di inserire un emendamento, come si accinge a fare Udir, all’interno del decreto legge ‘agostano’ n. 104. Udir chiede, in particolare, un intervento chiarificatore sul Testo unico sulla sicurezza, sulla necessità di riaprire le scuole e su quali siano le responsabilità del dirigente scolastico nel momento in cui non può ottemperare alle prescrizioni che il Comitato tecnico scientifico si appresta a definire sulla base delle nuove curve epidemiologiche”Si stringe la rete di regole che governerà la scuola in presenza a settembre. Parlando a ‘Timeline’ su SkyTg24 della riapertura delle scuole e delle precauzioni da adottare per evitare contagi, il viceministro ha detto che se si trova “un positivo a scuola si faranno i controlli a tutte le persone intorno e si disporrà temporaneamente la chiusura”. Una volta identificati i positivi la scuola può ripartire”. E ancora: Con il ministro della Salute Roberto Speranza “sono sulla stessa linea d’onda. Io ho opinioni un po’ diverse, da medico. Da medico so che il virus esiste. Come tante altre malattie. E che dobbiamo conviverci”.
Udir condivide le parole del viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, e auspica che a breve vengano fatte proprie dal governo e trasformate in una modalità operativa attraverso le linee guida e i protocolli sulla sicurezza da adottare negli istituti scolastici in fase di aggiornamento: con le lezioni in presenza da attuare in fase di emergenza epidemiologica, coni banchi monoposto richiesti che tardano ad arrivare, con i locali aggiuntivi che non sembrano essere individuati, quindi con il regime di sicurezza che non sembra essere assicurato al massimo per ragioni endogene alle scuole, quella delle delimitazioni delle responsabilità in capo ai presidi rimane una priorità assoluta.
“Serve un intervento urgente – dice Marcello Pacifico, presidente Udir -, da parte del ministero dell’Istruzione ma anche dello stesso Governo in carico, affinché si confinino in modo chiaro le responsabilità dei capi d’istituto: non possono pagare per colpe che non hanno. Soprattutto se, come sembra, in molti istituti dovesse non essere rispettato il Protocollo di sicurezza sul distanziamento fisico minimo di un metro, i rischi di contagi salirebbero. E allora? I presidi non possono fungere da capri espiatori. Non possono pagare per responsabilità che non hanno, considerando che la loro mission di base è tutt’altra. Ecco perché servo uno “scudo” ad hoc specifico per la tutela dei capi d’istituto”.https://www.udir.it

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Governo. Ponte San Giorgio e Autostrade

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

Erano fatte per durare. Erano le strade romane: 100 mila km di strade basaltiche e 150 mila km di strade ben sterrate. La mappa delle strade consolari fu scolpita nel marmo e posta nel Foro Romano.Secondo Strabone (60 a.C-20 d.C), storico e geografo greco, “I Romani posero ogni cura in tre cose soprattutto, che dai Greci furono trascurate, cioè nell’aprire le strade, nel costruire acquedotti e nel disporre nel sottosuolo le cloache”.Si deve essere persa la memoria della storia se alla inaugurazione del ponte s. Giorgio di Genova, l’asfalto, per un tratto, ha ceduto. Colpa del caldo e dei mezzi pesanti, dicono.
Già, ma non si sapeva che durante l’estate fa caldo e che i mezzi pesanti sono tali perché sono pesanti?”Le autostrade tornano ai cittadini! I Benetton sono fuori da Autostrade e dovranno pagare miliardi”, dichiarava non più di 20 giorni fa l’ex ministro ai Trasporti, Danilo Toninelli (M5S).
La realtà è che il ponte s. Giorgio è tornato nelle mani di Autostrade, così come ci è rimasta la rete autostradale.Il tutto si sta complicando perché Benetton, azionista di Atlantia che controlla Autostrade per l’Italia, ha comunicato che Autostrade sarà messa sul mercato, vale a dire che la comprerà chi offrirà di più. In sostanza potrebbe saltare l’ingresso di Cassa depositi e prestiti, cioè dello Stato, nella società autostradale.Inoltre, il fondo inglese TCI, azionista di Atlantia, ha presentato ricorso alla Commissione europea, contro le decisioni del Governo italiano, che costringerebbe Atlantia a una transazione svantaggiosa, un “esproprio di fatto” degli azionisti” che “tocca i principi del mercato interno”.Dalla tragedia del crollo del ponte Morandi, sono passati due anni. Tutto il tempo necessario per i governi Conte 1 e 2 di avviare serie e conclusive trattative.Si sono preferiti gli slogan di Toninelli e Di Maio.Ora siamo all’impasse.Diceva Longanesi, fondatore dell’omonima casa editrice e del periodico “L’Italiano”: “Buoni a nulla, capaci di tutto”.

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Progetto di rete unica proposto dal Governo

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

“Il progetto sul futuro della rete sostenuto dal governo va in direzione opposta alla soluzione approvata dall’attuale Parlamento e in linea con il quadro europeo. Le difficoltà di un’azienda privata quotata in Borsa non possono essere risolte con soldi pubblici”. Lo ha dichiarato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, intervenendo sul dibattito relativo al progetto di rete unica proposto dal governo. “Come si fa poi ad ipotizzare una rete unica sotto il controllo di TIM, che oggi capitalizza 5,8 miliardi di euro (rete e servizi), mentre parallelamente opera già con successo una società pubblica della sola rete come Open Fiber il cui valore è stimato tra i 7 e gli 8 miliardi, un valore che potrebbe crescere notevolmente in caso di ingresso in Borsa? ” Inoltre, il governo vuol costruire il progetto di rete intorno a TIM e con una soluzione “verticalmente integrata”, una soluzione che andrà incontro ad una bocciatura certa da parte della Commissione Europea. Allora, molto meglio e più semplice la nascita di una società terza della rete, centrata su Open Fiber e CDP e in cui far confluire le reti TIM, e quindi sotto il controllo pubblico e nazionale.“Come è noto, il Parlamento si è già espresso a maggioranza sul modello di rete da costruire con la legge 136/2018, richiamata nella mozione in cui Fratelli d’Italia ha reclamato l’esigenza di una rete unica, ma nel contempo pubblica e wholesale-only, come dice l’Europa – ha continuato Giorgia Meloni – Se TIM non accetta di scorporare volontariamente la rete, rinunciando al controllo alla gestione è meglio procedere con la separazione strutturale consentita dalle attuali norme europee”. “AGCOM e AGCM hanno il potere di imporre la separazione della rete, che vuol dire scorporare la rete e obbligare TIM a cederla, a prezzi di mercato, ad altri soggetti, lasciando completamente la gestione – ha concluso Giorgia Meloni – Credo che a questo punto sia questa la strada più giusta da percorrere, per uscire dalla situazione ingarbugliata nella quale i principali attori hanno bloccato il dibattito. La nuova rete, incentrata su Open Fiber e CDP, non avrebbe più legami con TIM e potrebbe assorbire interamente il personale di questa dedicato alla rete”.

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Il governo degli esperti

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

Quando si dice che il Movimento 5 Stelle non ha la sufficiente esperienza per governare il Paese perché non chiediamo a questi critici, che si considerano degli esperti, cosa hanno fatto per meritarsi tanti onori? Non sono quelli che hanno portato il debito pubblico alla cifra astronomica di 2300 miliardi di euro? Che hanno favorito un’evasione fiscale da oltre 120 miliardi di euro? Che hanno messo in ginocchio la giustizia e umiliato i tutori dell’ordine e della legalità? Che hanno arrecato discredito alle istituzioni con la corruzione e il mal governo? L’Italia è in ginocchio per colpa loro eppure hanno l’improntitudine di erigersi a tutori del buon governo. Se oggi milioni di italiani disertano le urne disgustati da tanto sfacelo e dalla convinzione che ci troviamo al cospetto di una classe politica che ha perso in dignità e fiducia, lo dobbiamo al disastro che hanno combinato e pensano di poter continuare come se nulla fosse turlupinando gli italiani e considerandoli degli gnoccoloni da strapazzare a loro piacimento. È tempo di destarsi dal torpore. È tempo di prendere coscienza che non possiamo fare a meno della politica perché essa è l’unica strada che abbiamo per migliorarci e progredire e permettere ai nostri figli un avvenire migliore. A patto che dimostriamo di saper fare scelte consapevoli e soprattutto farsi rappresentare non dai soliti pifferai di turno. E ricordiamo che un politico non deve essere necessariamente un esperto ma una persona che riesca ad avere una visione che ponga l’essere umano al primo posto nel suo diritto a vivere con dignità. (Riccardo Alfonso)

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Governo sotto attacco. Castelli: abbiamo fatto il nostro dovere

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

“In questi mesi il Governo ha dovuto prendere scelte difficili, assumendosene sempre la responsabilità politica, scelte necessarie per tutelare gli italiani e dare una prospettiva di ripresa al Paese. Un modello, quello italiano, preso ad esempio da diversi paesi in Europa e nel mondo. Al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed ai Ministri Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza, a seguito di denunce presentate in varie parti d’Italia, che per la Procura sono “infondate e quindi da archiviare”, è stato notificato un avviso di garanzia. A tutti loro va la mia piena solidarietà, nella certezza che supereremo velocemente anche questo.
Abbiamo lavorato giorno e notte, senza mai risparmiarci, come una squadra. E continueremo a farlo, perché il bene degli italiani viene prima di tutto. 🇮🇹💪🏼” Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Ditelo al Governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

Abbiamo preso seriamente l’iniziativa governativa che invita a collaborare per indicare gli sprechi, suggerire rimedi, segnalare disfunzioni e abusi nella P.A. ma anche nel settore privato. Lo facciamo sulla scorta delle nostre esperienze misurate sul campo e con l’ausilio dei Centri studi della Fidest che sono stati attivati, nei propositi degli ideatori, per studiare e valutare l’applicabilità di alcune proposte operative nel campo dei servizi resi al pubblico. L’idea è partita molti anni fa ed era sostenuta da alcuni dirigenti statali in pensione che a titolo gratuito e con grande spirito di servizio avevano individuato i punti deboli, i dispendi ovviabili e suggeriti i correttivi. Alcune nostre proposte furono ritenute interessanti ma “inapplicabili” perché la classe politica non era pronta alle innovazioni che avrebbero ridotto di molto non tanto gli sprechi ma la possibilità di lucrare sulle disfunzioni e favorire il malgoverno del paese. Un politico in proposito con molto cinismo mi disse: “ma se non ci sono i problemi ditemi a che serve la politica? E poi da qualche parte dobbiamo guadagnare, non siamo mica un istituto di beneficenza.” La politica ovviamente non è quella figura pensata dal nostro politico. È di tutt’altra pasta e crediamo nel suo ruolo di mediazione e di correzione delle storture per una società virtuosa che fa delle distorsioni esistenti non un dato patologico ma, semmai fisiologico. Ed ecco la prima osservazione. Il centro storico di Roma pullula di uffici dipendenti dalla Presidenza del Consiglio. Sono tutti necessari? Non lo credo. Se si rivedessero le funzioni svolte i tempi e i metodi di lavoro dei dipendenti e si considerasse la possibilità d’introdurre l’homeworking e il teleworking e oggi è di moda definirlo “smart working, potremmo di certo ridurli concentrandoli e recuperando qualche palazzo da cedere alle regioni per i loro uffici di rappresentanza oggi costosi perché presi per lo più in affitto e con personale che potrebbe essere ridotto in specie nelle mansioni più modeste (uscieri, ad esempio). Ma non finisce qui. Le proposte non mancano. Semmai siamo fortemente carenti nel voler passare dalle parole ai fatti. Non dimentichiamo che ci stiamo avviando verso una società tecnologicamente avanzata e se non incominciamo sin da ora a prenderne atto e ad essere conseguenti finiremo con l’essere emarginati e a produrre solo scontento e depressione. (Riccardo Alfonso)

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Governo. Il Ponte torna nelle mani di Autostrade

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

Il Ponte san Giorgio (ex Morandi) torna nelle mani della società Autostrade.Ma come, si chiedono in molti, non si era annunciata la revoca della concessione? Conte, Di Maio, Toninelli e il M5S non avevano tuonato contro Autostrade e data la revoca come imminente?Sono passati due anni dalla tragedia e due governi, Conte1, con il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli (M5S), e Conte2, con la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli (PD), e siamo all’impasse.
E’ necessario, ancora, valutare il modello tariffario, poi si dovrà sentire il parere dell’Avvocatura di Stato, poi quello dei vari organismi tecnici, dal Cipe alla Cassa depositi e prestiti ma, soprattutto, c’è un problema che si chiama manleva, che possiamo tradurre in esonero della responsabilità.Vediamo di capire
La Cassa depositi e prestiti (Cdp) è una società controllata all’83% dal Ministero dell’Economia, in pratica è una istituzione pubblica. La Cdp dovrebbe entrare nel capitale di Autostrade, il che significa lo Stato dentro Autostrade.
Già, ma chi assumerà la responsabilità penale e civile della rete autostradale dopo quello che è successo al ponte Morandi?
La Cdp, cioè lo Stato, vorrebbe essere sollevata da tale responsabilità ma Atlantia, che controlla Autostrade, non è d’accordo.
Insomma, tutto è fermo dopo due anni e due governi, però siamo “un popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori e di trasmigratori.”Basta crederci. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo e opposizione. I migranti

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Toni accesi in Parlamento sul problema dei migranti. Ce n’è motivo? Vediamo
I migranti nel mondo sono 79 milioni.
I migranti in Italia nel 2016 sono stati 180 mila.
I migranti in Italia quest’anno sono 13 mila.
La popolazione italiana è di 60 milioni.
Nel 2002 il governo Berlusconi (FI e Lega) approvò la sanatoria per 630 mila immigrati irregolari, operazione ripetuta nel 2009 per altri 220 mila immigrati, sempre dal governo Berlusconi (FI e Lega, con Giorgia Meloni ministro).Totale 850 mila immigrati “sanati”.I migranti odierni rappresentano il 7% di quelli del 2016, lo 0,0002% della popolazione italiana e lo 0,0001% dei migranti mondiali.Insomma non c’è invasione, nè la “furia immigrazionista” che la deputata Meloni attribuisce al governo.
C’è, comunque, il problema relativo alla tipologia di migranti.Ci sono i rifugiati, provenienti da zone di guerra, che sono tutelati da norme internazionali, e quelli di carattere economico, che sono la prevalenza.Che fare?
Fare il blocco navale come propone la Meloni? Ricordiamo che il blocco navale equivale a una dichiarazione di guerra. Vogliamo entrare il guerra con la Tunisia o la Libia di Al Sarraj e Haftar? Vogliamo che, per ritorsione, qualcuno collochi una bomba nella metro romana o milanese? Qualcun altro vorrebbe bombardare le imbarcazioni dei migranti, ormeggiate sulla costa. Stessi problemi elencati in precedenza.Altri volevano, come Salvini, il rimpatrio di tutti i migranti irregolari. Per ammissione dello stesso Salvini ci sarebbero voluti 80 anni.Comunque la media dei rimpatri negli ultimi anni, con qualsiasi governo, è di circa 6.500 l’anno.Considerato che buona parte dei migranti di quest’anno sono tunisini, quindi non rifugiati, e che abbiamo un accordo per i rimpatri con la Tunisia, sarebbe necessario attivare le relative procedure.
A tal proposito, un deputato tunisino ha dichiarato “Il numero delle persone che il governo italiano sta rimpatriando è minore di quanto prevedono gli accordi”, che è una accusa pesante, al quale risponde il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, con “serve un accordo con la Tunisia, in modo che sequestrino barchini e gommoni prima della traversata”. Chi dovrebbe fare l’accordo? Di Maio, ovvio, al quale auguriamo il ben svegliato.Esiste il problema mondiale della migrazione.Ricordiamo, a proposito, che nel 1979, il leader del Partito Radicale, Marco Pannella, dichiarava: “Dobbiamo occuparci dell’Africa o l’Africa si occuperà di noi”. Sono passati 41 anni da quell’appello. By Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Governo. Il Piano Nazionale di Riforme: un elenco in contraddizione

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2020

Facile fare l’elenco della spesa, difficile fare la spesa e, soprattutto, occorre, prima, stabilire quanto si vuole spendere per la spesa.Possiamo sintetizzare così il nostro parere sul Piano Nazionale di Riforme presentato dal governo Conte (sostenuto da M5S e PD), che dovrebbe essere la base per acquisire i fondi comunitari.Il Piano riguarda: digitalizzazione; sicurezza ed efficienza delle infrastrutture; sostegno alla formazione, alla ricerca e all’innovazione; maggiore efficienza dell’amministrazione e della giustizia; transizione ecologica; inclusione sociale e territoriale e parità di genere.Argomenti interessanti ma che rischiano di rimanere sulla carta.Lo diciamo noi che facciamo analisi e verifiche delle proposte governative e non?No, lo dice la Banca d’Italia.Vediamo.In audizione alla Camera dei deputati, sul Piano Nazionale di Riorme, la Banca d’Italia rileva che:
a) La lista degli interventi è lunga e vaga.
b) L’impegno finanziario non è quantificato.
Basterebbe questo per rimandare il Piano al Governo.C’è un altro aspetto che vogliamo ricordare: il Governo si è mosso in direzione opposta a quanto propone con il Piano.Facciamo un esempio per chiarire.Nel Piano si prevede “maggiore efficienza dell’amministrazione e della giustizia”.Atteniamoci alla giustizia.La durata media dei processi è di 8 anni.Uno degli elementi ostativi all’impegno delle imprese, soprattutto straniere, è proprio la lungaggine dei procedimenti giudiziari. Che cosa ha fatto il governo Conte? Ha allungato la durata dei processi.Come? Abolendo la prescrizione, il che significa fine processo mai.Qualcuno direbbe che la prescrizione favorisce chi delinque e conta sulle lungaggini della giustizia.
Vediamo.Oltre il 70% (leggasi settanta percento) dei procedimenti giudiziari andava in prescrizione prima dell’inizio del processo, cioè in fase istruttoria, vale a dire che la difesa non toccava palla e il ritardo era dovuto all’amministrazione giudiziaria.Ma, direbbe sempre il qualcuno, la corruzione dilaga e il corruttore la fa franca. Il nostro qualcuno non sa che il reato di corruzione andava in prescrizione, cioè era annullato, dopo ben 15 anni tra indagini e sentenze.
Non bastano 15 anni per fare un processo per corruzione? E, se poi, il presunto corrotto è dichiarato non colpevole? Lo si assoggetta alla gogna per 15 anni?Questo per documentare che il Governo dice di fare una cosa ma fa il contrario.Non va bene. Però, l’importante è che il popolo ci creda… (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo. Tav e le bufale che circolano ancora

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

Era il 1857 quando il parlamento subalpino, per volontà di Cavour, approvò la legge che autorizzava il traforo del Frejus che collegava l’Italia alla Francia.Nel 1871 si inaugurava il tunnel, un anno dopo la presa di Porta Pia a Roma e la caduta dello Stato Pontificio.Anche allora si sosteneva che ci sarebbero state gravi conseguenze ambientali. Stesse argomentazioni odierne contro il Tav, il treno Torino-Lione. Ma vediamo i fatti:
Il 92% delle merci che circola tra Italia e Francia, viaggia su gomma, solo l’8% su ferro.Una sproporzione enorme che impatta sull’ambiente con le emissioni di Tir, auto e congestione del traffico.Il perché dello scarso utilizzo odierno del trasporto su ferro è nelle caratteristiche del tracciato ferroviario e della galleria del vecchio Frejus, vale a dire:
1) i raggi di curvatura che diminuiscono la velocità;
2) l’eccessiva pendenza, che rende necessario l’uso di due o tre motrici;
3) il limitato numero di vagoni merci;
4) le caratteristiche dei nuovi container che rendono poco conveniente il trasporto su ferro.
Il progetto TAV prevede:
a) treni merci lunghi oltre 750 metri, con una capacità di trasporto di 2.000 tonnellate;
b) l’abbattimento della pendenza dal 30 per mille a 12 per mille;
c) l’utilizzo di una sola motrice;
d) il riallineamento delle curve.
Ricordiamo, per inciso, che l’area interessata, la Val di Susa, è attraversata, per 70 km, dalla autostrada A32 che arriva al traforo autostradale del Frejus, il quale è stato raddoppiato senza che, a nostra memoria, ci siano state le proteste che abbiamo visto per il TAV. Insomma, ambientalismo a senso unico.C’è poi la diceria della Corte dei conti europea che avrebbe bocciato il Tav.E’ una bufala.La Corte dei conti europea ha affermato che gli extra costi, per la realizzazione del Tav, sono dovuti ai ritardi dei governi ed è noto che i ritardi hanno un costo.E’ un monito per coloro, Di Maio in testa, che si sono gingillati sull’analisi costi-benefici del Tav, peraltro sette favorevoli e uno contrario, cui abbiamo assistito per opera dell’allora ministro cinque stellato Toninelli, per il quale per un altro tunnel, quello del Brennero, era operativo e automobilistico quando, invece, doveva essere completato ed è ferroviario.Le bufale sono come le ciliegie: una tira l’altra. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo. La sceneggiata e il nuovo ponte di Genova

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

“Non attenderemo i tempi della giustizia” aveva proclamato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo la tragedia del ponte Morandi (43 morti). Eppure, Conte è un giurista, professore universitario, sapeva, e sa bene che è la magistratura, con sentenza definitiva, che deve appurare le responsabilità della tragedia. Non lo decide lui né i suoi ministri. Allora, perché una frase del genere? Aveva annunciato la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia (Aspi), ma sono passati due anni e nulla è accaduto.Ieri, è tornato sulla revoca. Vedremo.Sempre per memoria, ricordiamo che, nel 2008, la concessione alla società Autostrade fu decisa dal Governo Berlusconi (FI e Lega), limitando fortemente le richieste dell’Anas per migliori opere di interesse pubblico.Del governo faceva parte Giorgia Meloni e il deputato Matteo Salvini votò a favore della concessione.
Il PD espresse voto contrario.Passiamo al M5S, che in questi giorni si è stracciato le vesti perché, al termine dei lavori, il ponte doveva essere restituito alla società Autostrade.Chi lo diceva? L’allora ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli (M5S) che, in una lettera del febbraio 2019, inviata al Commissario per la ricostruzione del ponte, scriveva “al termine dei lavori, l’infrastruttura in questione deve ritenersi riassorbita nel rapporto concessorio vigente al momento del trasferimento”; tradotto, significa che il ponte ricostruito va consegnato ad Autostrade per l’Italia.Dunque, di cosa ciarlano Toninelli e i penta stellati?Per evitare la consegna del ponte ad Autostrade sarebbe necessario revocare la concessione che è ancora vigente, nonostante la minaccia del ministro Luigi Di Maio di revoca immediata, che fece nel 2018. Nel frattempo, sono passati due anni. Nei prossimi giorni vedremo cosa succederà, intanto è bene sapere come sono andati i fatti e non farsi fuorviare da sceneggiate che servono solo a carpire consenso elettorale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il lamento del guerriero

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Partendo da questa premessa entriamo nella fattispecie pratica della governance italiana. La fotografia la facciamo ora e ci rendiamo conto che il primo aspetto che possiamo rilevare è che l’opinione pubblica è “allergica” alle attese ed ha tutte le ragioni dalla sua. Per anni, se non per “decenni” le riforme sono state spiattellate in tutti i modi possibili con convegni, dibattiti, studi e ricerche per poi svanire nel nulla salvo riprenderle con rinnovato vigore di parole, ma rigorosamente limitandosi a quest’ultime. Oggi, ad esempio, tocchiamo con mano e non solo, ciò che significa una giustizia che non funziona con l’arroganza di chi commette un reato patrimoniale o di altro genere e sa di poterla fare franca tra rinvii, prescrizioni, condoni e affini. La credibilità di uno Stato non si gioca solo con la capacità del legislatore di legiferare ma anche in quella d’offrire alla comunità gli strumenti per stabilire regole precise e sanzioni adeguate e tempestive, per chi sgarra. Ed invece, se stiamo, ad esempio, alla notizia di questi giorni sulle offerte di telefonia mobile veniamo a sapere che si pagano prestazioni non richieste e questi taglieggiamenti durano da anni e quel che è peggio anche dopo essere stati colti con le mani nella marmellata continuano a comportarsi allo stesso modo. E ora veniamo a sapere che abbiamo un governo che funziona e che le riforme da anni attese sono oramai in dirittura d’arrivo mentre i “chiacchiericci” sui rinvii, gli incontri fiume e le discussioni a non finire da parte del governo non sono altro che le fantasie del cronista politico e le false notizie provenienti dalle opposizioni. Ma i fatti dove li mettiamo? Perché continuiamo a farci del male con la danza del dire senza fare? Non ci basta lo screditamento della politica e delle istituzioni per renderci conto che abbiamo toccato il fondo e che ora è in gioco la stessa tenuta del sistema paese? È forse troppo pensare a un presidente del Consiglio che oggi e non domani ci dica che i cantieri per le opere pubbliche sono aperti, che la riforma della giustizia è all’esame del Parlamento per il voto finale, che la scuola e la sanità hanno cambiato passo, che abbiamo messo a punto un progetto intermodale per i trasporti di merci e di persone e che stanno iniziando i lavori per il prolungamento dell’alta velocità da Salerno per il Sud? Se tutto questo è impedito dalla litigiosità dei partiti sia proprio il presidente del Consiglio a denunciarlo pubblicamente e non a prendersela con i “chiacchiericci”. (Riccardo Alfonso)

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