Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

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La nuova frontiera per la gestione del diabete

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

Arriva dalle soluzioni hi-tech, tra queste il sistema MiniMed™ 780G in grado di automatizzare l’infusione dell’insulina per la terapia del diabete di tipo 1 nei pazienti dai 7 agli 80 anni. Il sistema MiniMed™ 780G, prodotto da Medtronic, ha recentemente ottenuto la marcatura CE.MiniMed™ 780G sfrutta la più avanzata versione della tecnologia SmartGuard™ per aiutare le persone con diabete di tipo 1 a gestire con maggiore facilità la terapia, modulando autonomamente la somministrazione, senza necessità di intervento da parte dei pazienti, sia dell’insulina basale che dei boli per la correzione di rialzi glicemici, ogni cinque minuti. Il sistema consente infatti di personalizzare l’obiettivo terapeutico di controllo glicemico per l’erogazione automatica della basale a partire da un valore di glucosio sensore di 100 mg/dl (5,5 mmol/L), aiutando in questo modo a stabilizzare e tenere sotto controllo l’andamento della glicemia.I pazienti che hanno partecipato allo studio clinico hanno espresso un parere positivo sul device, spiegando che questo sistema ha migliorato notevolmente la loro qualità di vita, grazie a un controllo della terapia molto più semplice, reso possibile dall’algoritmo di automazione di funzioni terapeutiche che include una tecnologia sviluppata da DreaMed Diabetes e prevede una ridotta necessità di intervento da parte del paziente.
Il sistema MiniMed 780G, grazie alle soluzioni di connettività e alla tecnologia Bluetooth, permette infine di visualizzare in tempo reale i dati sull’andamento del glucosio e condividerli con le proprie persone di supporto tramite applicazioni per smartphone.Secondo i risultati dello studio clinico pilota, presentato all’80° conferenza dell’American Diabetes Association (ADA), il sistema MiniMed 780G ha soddisfatto tutti gli endpoint di sicurezza.
Sempre durante l’80° conferenza dell’American Diabetes Association (ADA) sono stati presentati anche i dati di un secondo studio clinico randomizzato cross-over, effettuato in Nuova Zelanda su una popolazione di pazienti complessa, tra cui pazienti con diabete scarsamente controllato e pazienti più giovani, a partire dai sette anni di età. Questo studio ha dimostrato un miglioramento dei risultati clinici ottenuti dai pazienti che hanno utilizzato il sistema di closed loop avanzato (AHCL) di Medtronic rispetto al sistema con algoritmo di sospensione predittiva per glucosio basso (PLGM).

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Il peperoncino migliora la digestione e allunga la vita

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2020

Secondo l’indagine condotta dall’epidemiologa Marialaura Bonaccio dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli (Isernia), il peperoncino ha dei benefici per il cuore e allunga la vita. La ricerca, condotta per 15 anni, ha dimostrato che usando il Capsicum annuum (questo il nome scientifico del peperoncino) più volte la settimana si ha un miglioramento sia nella digestione sia nel funzionamento del sistema cardiocircolatorio. Già in precedenza, in Cina e negli Usa, si erano fatte indagini simili che avevano dato gli stessi risultati. Ora si è potuto accertare che l’effetto positivo del peperoncino influisce anche sulla popolazione mediterranea. Sarà necessario, perché al momento non è ancora chiaro, identificare il motivo per il quale utilizzandolo almeno 4 volte la settimana, la mortalità cardiovascolare, si riduce del 61%.

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Gestione risorsa acqua ed esigenze del territorio: Puglia e Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

“Serve un maggiore dialogo tra i ministeri interessati alla gestione della risorsa acqua per accelerare i tempi delle scelte e delle loro concrete realizzazioni.” A chiederlo è Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto ad un confronto sul Blog del M5S.“Dopo anni di attesa – prosegue – è finalmente e concretamente avviata a soluzione la vicenda del trasferimento di importanti quantitativi d’acqua, altrimenti e colpevolmente destinati a mare, dal Molise alla Puglia, incrementando le potenzialità agricole del Tavoliere: si parla di 50 milioni di metri cubi, che permetteranno di irrigare ulteriori 25.000 ettari con importanti ricadute economiche ed occupazionali. Salutiamo con orgoglio di sistema e soddisfazione questa novità, che vede soggetti attivi i Consorzi molisani guidati dall’Ing. Napoli e il Consorzio per la bonifica della Capitanata ma anche la visione strategica delle amministrazioni regionali guidate dai Presidenti Toma ed Emiliano. La collaborazione fra istituzioni è fondamentale ovunque e ancora di più al Sud, ma non possiamo tacere che, per mancanza di accordo fra le Istituzioni coinvolte, non sono tuttora utilizzabili, a fini irrigui, le acque del bacino di Campolattaro in Campania, il più grande invaso del Centro Italia. Non solo – insiste il DG di ANBI – la capacità degli invasi nel Sud Italia, il più infrastrutturato del Paese, è fortemente ridotta dagli interrimenti, il cui escavo è rallentato anche per l’equiparazione dei materiali di risulta a rifiuti industriali, con tutti i conseguenti costi di smaltimento. Serve, dunque, uno snellimento normativo, ma anche un cambio di passo per infrastrutturare il Pese tutto con invasi capaci di abbinare funzioni di prevenzione idraulica a quelle di riserva idrica. Ancora qualche anno fa – prosegue Gargano – si quantificava in 9 miliardi di euro, il fabbisogno necessario per un piano nazionale invasi; si tratta ora di avviare un processo, evitando la polverizzazione degli investimenti, ma puntando su interventi di sistema, che superino le logiche regionaliste, perché l’acqua non conosce confini amministrativi; oltre a ciò, vanno completate le troppe infrastrutture idriche incomplete: un’autentica offesa alle esigenze del territorio. Per questo, ANBI presenterà un Piano Strategico di infrastrutture indispensabili per garantire regolarità negli apporti irrigui e quindi reddito agricolo, ma anche sviluppo del made in Italy agroalimentare, evitando le conseguenze del crescente andamento torrentizio dei corsi d’acqua, dovuto ai cambiamenti climatici. Viviamo in una società sempre più idroesigente – conclude il Direttore Generale di ANBI – A fronte di un’agricoltura, che ha ridotto, grazie soprattutto alle innovazioni tecnologiche adottate dai Consorzi di bonifica, le proprie necessità a meno del 50% del fabbisogno idrico del Paese, crescono gli appetiti d’acqua di cui, però, nessuno parla. L’irrigazione altresì non è solo un fondamentale asset produttivo, ma anche ambientale, mantenendo la risorsa all’interno del ciclo vitale e restituendola non di rado qualitativamente migliore di come prelevata.”

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Lombardia e gestione pandemia

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

“Apprezziamo che da parte del governo vi sia la volontà di guardare avanti ma prima di parlare del futuro osserviamo che abbiamo dovuto assistere a molte promesse, a ricette facili, a slogan e fragili soluzioni quando invece siamo ancora in attesa di capire chi e perché ha deciso che alcuni comuni della Lombardia, tra cui Orzinuovi, non sono stati proclamati zona rossa. Un governo che a più di cento giorni dai momenti più critici non ha ancora avuto il tempo, se si eccettua una visita di due ore nella notte del 27 aprile del presidente Conte, di venire sul territorio per guardare negli occhi tutte quelle persone che hanno perso un caro, un amico o un familiare. Chi crede nelle istituzioni sa bene che queste devono dare risposte concrete alla gente innanzitutto, noi siamo qui per farlo e spero che il governo faccia altrettanto”. E’ quanto ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia e sindaco di Orzonuovi, Gianpietro Maffoni, nel corso del suo intervento in aula sull’informativa del ministro della Salute Roberto Speranza.

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Medici famiglia: La gestione dei pazienti sarà diversa negli studi condivisi

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

A seconda se i medici abbiano turni differenti o siano compresenti: nel primo caso va prestata attenzione a utilizzare i medesimi protocolli di sanificazione e a separare gli indumenti di lavoro, nonché ad avvisare per eventuali ritardi o spostamenti di orario. Nel secondo caso l’attenzione si sposta sul distanziamento dei pazienti dei due medici compresenti una volta che arrivano in sala d’attesa, sulle misure anti-affollamento e sulla necessità di uniformare i tempi di visita. Va privilegiato il contatto a distanza nel maggior numero di casi compatibile con la necessità di dare risposte efficaci; prima e dopo ogni visita il medico deve lavare le mani, indossare non solo mascherina ma potendo visiera od occhiali protettivi, guanti monouso, e preparare le attrezzature prima di ogni visita per appuntamento, coprendo sempre se può le superfici venute a contatto con il paziente. Ecco quindi le regole per l’ambulatorio Covid: in situazioni dubbie prima di indicare l’appuntamento il medico valuta le circostanze e se del caso riferisce il paziente all’Asl per la sorveglianza o al protocollo di attivazione dell’Unità speciale di continuità assistenziale. Ogniqualvolta abbia di fronte, in modo imprevisto, un paziente che valuta potenzialmente contagioso, il medico lo invita a tornare a casa e attiva la quarantena prevista dai protocolli, sospende l’attività ambulatoriale, annota le persone che potrebbero essere venute a contatto con lui e dà indicazioni al personale di sanificare il locale. Le misure di sanificazione passano per l’aerazione di locali chiusi, la disinfezione con ipoclorito di sodio 0,1-0,5%, oppure etanolo 62-71%, o perossido di idrogeno 0,5%; se c’è stato paziente Covid è d’obbligo sanificare le superfici con ipoclorito di sodio 0,1% dopo accurata detersione. Quanto ai Dpi, ogniqualvolta si valutano le vie respiratorie di un paziente per sospetta infezione serve mascherina Ffp2 o Ffp3 e protezione degli occhi oltre a guanti in lattice o nitrile e camice monouso. Va aggiornato il documento di valutazione del rischio con idonea informazione al personale. ( by Mauro Miserendino fonte Doctor33)

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Vademecum sulla gestione del bambino nella Fase 2

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

“Vogliamo poter prescrivere i tamponi e somministrare i vaccini ai bambini, come già avviene in alcune Regioni. Abbiamo la forza di una rete diffusa, capillare ed efficiente di Pediatri di Famiglia. Perché non usarla, proprio ora che ci si avvia verso una possibile riapertura delle scuole, per testare e tracciare i contagi, monitorare i cluster familiari, individuare nuovi focolai ed evitare il riaccendersi dell’epidemia di Covid-19?” L’appello arriva nel corso di una conferenza stampa virtuale dal Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci.
“Dobbiamo vivere la Fase 2 pensando alla Fase 3, alla convivenza con il virus in una nuova normalità – afferma Biasci -. Le Cure Primarie sono la porta d’ingresso della sanità pubblica, quei ‘medici sentinella’ dell’epidemia che in questi mesi di emergenza hanno evitato, con il triage telefonico e la gestione territoriale, il contagio massivo della popolazione e il collasso del Sistema sanitario. Non possiamo permetterci di muoverci in un nuovo perimetro con vecchi schemi. In questi giorni abbiamo appreso con stupore dell’esistenza di un gruppo di lavoro formato da Anci e Ministeri Istruzione, Salute, Famiglia e Lavoro che sta definendo assieme ad una società scientifica di area pediatrica le norme che regoleranno gli accessi negli asili e nei centri estivi, entrando nello specifico di attività proprie dei pediatri di famiglia che in tale gruppo non sono rappresentati. Dovremo produrre un inutile certificato di “assenza di malattie contagiose e diffusive” per i bambini che frequenteranno asili e centri estivi e far eseguire preventivamente un tampone diagnostico? E per quale motivo sarà necessario un certificato per i bambini e non per le persone che rientrano al lavoro? Certamente così non si tutela la salute dei nostri pazienti né quella della loro rete sociale, in un momento in cui “patenti” di immunità sul Covid-19 non ci sono per nessuno, grandi o piccini che siano”.“Le Cure Primarie sono fondamentali per il nostro Servizio Sanitario – ricorda Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva – e auspichiamo che l’azione dei pediatri per una omogeneità nell’accesso sul territorio venga messa in campo in modo sinergico, anche dagli altri attori del sistema”.“Abbiamo rimodulato la nostra attività professionale – annuncia Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP – mettendo in campo protocolli di prevenzione dei contagi, adozione di modelli organizzativi per l’accesso allo studio, permanenza nelle sale di aspetto e di visita, applicazione del triage telefonico, utilizzo di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale e sanificazione degli ambienti. È tutto contenuto nel nostro Vademecum, da oggi a disposizione di oltre 5000 Pediatri di Famiglia italiani. Un volume di 50 pagine in cui trovare anche indicazioni sulla gestione del caso sospetto, del neonato figlio di madre COVID-19+ e comprendere alcune condizioni particolari, rilevate in questo periodo, come l’Erythema pernio-like. Uno strumento prezioso anche per le loro famiglie a cui sono rivolti molti contenuti interessanti”.“Quanto alle normali scadenze vaccinali – propone Biasci – ripartiamo da queste, dagli screening e dai bilanci di salute per recuperare il tempo perduto. Eviteremo molti spostamenti della popolazione e limiteremo gli accessi nei nostri studi, alleggerendo al contempo il lavoro dei centri vaccinali regionali, se queste attività potessero essere eseguite nei nostri studi. Il vaccino per il Covid-19 non c’è ancora. Ma per tanti altri virus, sì. Evitiamo di aggiungere a nuove malattie, vecchie e perniciose epidemie come il morbillo o la rosolia”.

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Ancora una capriola da parte di Regione Lombardia, nella gestione dell’emergenza Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

A quanto risulta la Giunta regionale sarebbe intenzionata a rilasciare nelle prossime ore una delibera attraverso la quale aprire ai privati la possibilità di effettuare test sierologici, volti alla ricerca degli anticorpi attraverso i quali stabilire se si è entrati o meno in contatto con il virus Sars-CoV-2” dichiara il consigliere regionale Massimo De Rosa. “Fino a ieri bloccavano le iniziative dei loro stessi sindaci, oggi a quanto pare hanno cambiato idea. Sarà stata la nostra pressione politica? Saranno state le inchieste giornalistiche? La necessità di disinnescare l’effetto della pronuncia del Tar attesa per il 13 maggio? Oppure mettere una pezza all’acquisto, senza gara, di 50mila test Diasorin, per un valore di due milioni di euro?” domanda De Rosa, che sull’argomento ieri ha interrogato l’assessore Gallera ricevendo risposte elusive. “Ancora una volta l’interesse dei cittadini, la tutela della salute e la necessità di far ripartire il lavoro è subordinata ai pasticci dei vertici regionali. Come se non bastasse infatti i privati potranno effettuare i test senza un prezzo calmierato. Non solo i cittadini che dovessero risultare positivi, dovranno auto-isolarsi e auto-denunciarsi, finendo in coda alla lista di chi attende un tampone. Con tempi di attesa lunghissimi” conclude il portavoce pentastallato.

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Coronavirus e ‘Fase 2’, le nuove misure di contenimento e gestione dell’emergenza in vigore da oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

Con il DPCM 26/4/2020 sono state fissate le nuove regole di contenimento e gestione dell’emergenza COVID-19 per la cosiddetta “fase 2”, con applicazione su tutto il territorio nazionale da oggi 4 maggio fino al 17 maggio 2020.La novità più rilevante riguarda la mobilità che è consentita anche per incontrare “congiunti”, che il Governo nelle sue FAQ definisce come ”i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge). Il tutto, in ogni caso, sempre nel rispetto del divieto di assembramento e del distanziamento interpersonale di almeno un metro. Questi spostamenti, per essere precisi, rientrano tra quelli giustificati “per necessità”.Altra novità è la possibilità di svolgere individualmente, o con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. E’ anche possibile accedere a parchi, ville e giardini pubblici rispettando il divieto di assembramento e le distanze si sicurezza.Poi, per quanto riguarda la ristorazione, viene concessa quella con asporto (oltre alla già concessa consegna a domicilio) con rispetto delle distanze e divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.Su tutto il territorio nazionale è obbligatorio l’uso delle mascherine nei luoghi chiusi accessibili al pubblico inclusi i mezzi di trasporto, e comunque in tutti i casi, anche all’aperto, in cui non sia possibile garantire il rispetto della distanza di sicurezza.E’ importante, riguardo a tutte le suddette novità compreso l’obbligo di uso delle mascherine, fare riferimento anche alle normative regionali e comunali che potrebbero essere più restrittive, come previsto dal Dpcm. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Payden & Rygel selezionata dal Fondo Pensione Fonchim per la gestione di un mandato obbligazionario Paesi Emergenti per 110 milioni di euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Payden & Rygel Investment Management, una delle più grandi società di gestione indipendenti americane specializzata nella gestione attiva di portafogli di reddito fisso, è stata selezionata per gestire un mandato obbligazionario Paesi Emergenti dal Fondo Pensione Fonchim per circa 110 milioni di euro. Fonchim è il Fondo Pensione per i lavoratori dei settori della chimica e farmaceutica. Con questa aggiudicazione salgono a undici i mandati istituzionali gestiti da Payden & Rygel per la clientela italiana.”Siamo onorati di annoverare Fonchim tra i nostri clienti e ci rende particolarmente orgogliosi il fatto di essere il primo gestore in assoluto scelto da un fondo pensione negoziale in Italia per la gestione di un mandato specializzato sui paesi emergenti”- ha commentato Nicolò Piotti, General Manager di Payden & Rygel.Il mandato di Fonchim si aggiunge a quelli che Payden & Rygel si è aggiudicata in seguito all’apertura della Branch di Milano, avvenuta nella prima metà del 2018. “Riteniamo che la clientela istituzionale italiana ci esprima fiducia per aver dimostrato di essere sempre stati in grado di rispondere agli obiettivi dei clienti ed alle dinamiche di mercato” – ha affermato Joan Payden, Presidente e Amministratore Delegato.Con $118 miliardi di dollari in asset attivi a livello mondiale, Payden & Rygel rappresenta un leader globale nell’Asset Management annoverando tra i propri clienti Banche Centrali, Fondi Pensione, Assicurazioni, Aziende, Banche e Fondazioni di varia natura.
Payden & Rygel, società indipendente in quanto detenuta esclusivamente dai propri dipendenti, è presente negli Stati Uniti a Los Angeles e Boston, in Europa a Londra e a Milano. Basata a Los Angeles, la società ha uffici a Londra, Boston e Milano.

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Covid-19 cambia l’attitudine degli italiani nella gestione del risparmio

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

In uno scenario che già prima del Coronavirus era caratterizzato da un rallentamento generalizzato della crescita, gli effetti della pandemia hanno portato ad un arresto totale del turismo e ad una brusca frenata del comparto manifatturiero, portando conseguenze non trascurabili sullo stato d’animo degli italiani. A metterlo in evidenza è Ener2Crowd (www.ener2crowd.com), la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico.Ma in tempi di Covid-19 la tecnologia è stata in grado di colmare la distanza sociale e di favorire una maggiore inclusione attraverso l’accesso a beni e servizi prima inarrivabili, includendo gli investimenti ed in particolare il crowdfunding energetico.Mai come in questo momento la disponibilità di strumenti digitali ha potuto alleviare una realtà così tragica come quella della quarantena, dove -per sentire vicini anche chi abita a pochi isolati da casa- l’unico contatto con gli altri, a parte i parenti con cui si convive, è lo smartphone oppure il computer.Il lockdown ha sostanzialmente imposto l’uso di strumenti digitali per colmare il distanziamento fisico. E a muovere i primi passi di ripartenza è proprio Ener2Crowd (www.ener2crowd.com), lanciando una nuova campagna.Il ceo, ideatore e co-fondatore della piattaforma, Niccolò Sovico, poco dopo essere stato scelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30, è stato particolarmente toccato dalla pandemia, essendo residente a Pavia e quindi al centro dell’emergenza. E proprio per questo si è molto impegnato con una speciale raccolta fondi promossa da Ener2Crowd con l’hashtag #fintech4life (www.fintech4life.it).
In pochi giorni il progetto, che prevede un investimento minimo di appena 300 euro, ha registrato un boom di adesioni. Più in dettaglio si tratta di un finanziamento proposto da Noleggio Energia Srl per un programma fotovoltaico.Insomma un risultato strabiliante in un momento di crisi come questo in cui le altre piattaforme versano in grave difficoltà ed alcune di loro danno segnali di un vero e proprio crack finanziario, mentre il mercato azionario sta mostrando tutta la sua emotività ed i suoi limiti rispetto all’economia reale: un giogo che la sottomette e la tira verso il basso quando è in crisi, mentre la schiaccia quando è in ripresa.«Grazie poi alla semplicità di utilizzo di Ener2Crowd.com, tutti possono accedere ad un mercato fino a ieri riservato a pochi operatori ed assumere un ruolo attivo nella transizione verso un’economia completamente circolare e sostenibile» aggiunge Giorgio Mottironi. (AJ-Com.Net). AJ/LL 27 APR 2020 10:40 NNNN

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La gestione della salute tra pubblico e privato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

La salute, a questo punto, diventa non più un aspetto privato ma, per i suoi risvolti sociali, si colloca tra gli interessi primari dello Stato. Il suo obiettivo consiste allora nella promozione e nella protezione della salute attraverso un programma di sviluppo di azione a livello di comunità che, assunto nel suo insieme, consenta una riduzione delle malattie e della mortalità causate dai fattori che ho in precedenza illustrati. Ma sarà lo stesso per la sanità privata? In generale possiamo dire che le linee d’indirizzo sono le seguenti:
• Riduzione dei fattori di rischio delle malattie non trasmissibili che derivano dall’alimentazione scorretta;
• Aumento nella popolazione della consapevolezza del ruolo dell’alimentazione e dell’attività fisica a partire dalle scuole, nelle varie forme di associazionismo e nel lavoro obbligando il datore di lavoro di tutelare la salute dei propri dipendenti;
• Monitoraggio scientifico dei dati e sviluppo dell’attività di ricerca.
Significa, quindi, che la promozione della salute va perseguita costruendo una cultura pubblica volta a tutelarla in ogni manifestazione della vita civile, dalla famiglia, alla scuola, dal lavoro, alla condizione di pensionato. In questo senso vanno creati ambienti di vita e di lavoro favorevoli per ridurre tutti quei fattori di rischio che tendono ad instaurare patologie croniche e invalidanti (malattie cardiovascolari, diabete di tipo II, alcuni tipi di tumore), che sono l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, l’obesità, la sedentarietà, l’abitudine al fumo e alla scarsa attività fisica. È questa una tematica caratterizzata da forte valenza sociale e civi-le, in quanto rispetto ad altre malattie anche più gravi, più problematiche e di più elevato impatto quantitativo, gli infortuni e le malattie professionali costituiscono accadimenti evitabili solo se tutti i soggetti istituzionali e sociali coinvolti assumono le responsabilità loro proprie.
Non vi è dubbio che una più ampia rete d’assistenza e di tutela della salute richiede maggiori risorse ma esse possono anche essere ricercate con opportune economie di gestione tese a ridurre se non a eliminare del tutto gli sperperi, la malasanità, la duplicazione di analisi e forme di accertamenti, e visite specialistiche superflue. (Riccardo Alfonso)

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Gestione del condominio e coronavirus, criticità e ipotesi di soluzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

L’emergenza Covid 19 ha avuto un suo impatto anche sulla normale gestione del condominio. Il condominio, per come viene definito, è una collettività organizzata di persone che ha il fine di gestire e conservare le parti comuni dell’edificio. La fretta ha fatto dimenticare al governo che la normativa vigente sostanzialmente impedisce questa modalità di svolgimento.
A ciò si aggiunga che lo stesso col d.p.c.m. 22 marzo 2020 ha sostanzialmente limitato l’attività dell’amministratore di condominio, il cui codice A.TE.CO. non è menzionato tra quelli la cui attività può proseguire.Un errore, forse, data la di attività natura professionale che è riconosciuta da più parti a chi assume l’incarico, cui si è provato a dare soluzione affermando che l’amministratore può lavorare in modalità smart working. In breve: assemblea bloccata e organismo esecutivo limitato. Il tutto senza sospensione dei termini per gli adempimenti connessi alla fruizione dei servizi. È vero, fino al 13 aprile l’erogazione di gas, luce ed acqua non può essere sospesa, ma questo non vuol dire che non si debba pagare, ovvero che il mancato pagamento non sia considerato adempimento. Non solo: chi volesse intraprendere l’attività di amministratore condominiale ad oggi non potrebbe farlo, stante la necessità di svolgere un esame in una sede fisica. Idem per quei professionisti che volessero sfruttare questo periodo di tempo per aggiornarsi: l’esame finale per i loro corsi di aggiornamento annuale obbligatori devono essere svolti in sede. Lo stabilisce il dm n. 140/2014. Ci si laurea con sedute in videoconferenza, ma per l’amministratore serve con controllo più rigoroso. Fino a che non ci si potrà riunire, poi, non si potranno approvare consuntivi e preventivi, con rischi non secondari di stasi nella gestione dell’edificio. È vero, l’ultimo preventivo approvato vale, secondo la Cassazione, fino alla sua sostituzione, ma questo spesso non basta. Gli scostamenti di spesa da un anno all’altro sono fisiologici. Ed allora? Stupisce che in una situazione d’emergenza, la decretazione d’urgenza abbia tenuto in considerazione il condominio – ma solo perché rientrante nel novero di una ben più ampia categoria – riguardi solamente gli adempimenti del sostituto d’imposta.Cosa sarebbe utile prevedere? È auspicabile, in sede di conversione o con un prossimo decreto, valutare:
– poteri eccezionali per l’amministratore, in relazione alla gestione ordinaria, che sostituiscano quelli assembleari in relazione ai preventivi;
– proroga del termine per la presentazione dei rendiconti e/o auto-validazione mediante certificazione e deposito telematico presso il tribunale o il comune in caso di rendiconti sovrapponibili ai preventivi in quanto a voci di spesa ed anche se lo scostamento, a parità di voci, non superi il 5% dell’importo massimo preventivato;
– modalità di riunione a distanza, affiancandole alle ordinarie e modalità di voto per corrispondenza;
– incentivazione alla delega a partecipare all’assemblea, con eliminazione di ogni limite legislativo e regolamentare per tutta la durata dell’emergenza;
– modifiche alle regole della formazione degli amministratori, prevedendo la regolarità della formazione a distanza anche in relazione all’esame;
– norme ad hoc per i debiti tanto nei rapporti interni, quanto in relazione ai debiti verso fornitori;
– snellimento delle procedure di recupero del credito. (Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc)

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Coronavirus, igiene ambientale e gestione rifiuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Le attività di igiene ambientale e gestione rifiuti rischiano di bloccarsi in diverse aree del Paese a causa dell’assenza di dispositivi individuali di protezione (DPI) per tutti i 90mila addetti del settore che ogni giorno, anche in piena emergenza COVID-19, stanno continuando a garantire i servizi pubblici ed essenziali di raccolta e gestione dei rifiuti urbani e speciali. Per venire incontro alle nuove esigenze di sicurezza chiediamo al Governo di assicurare un adeguato rifornimento di questi dispositivi alle imprese del settore e di valutare in questa fase di emergenza misure fiscali sui DPI per supportare le aziende.
La denuncia e la proposta sono contenute in una lettera indirizzata da FISE Assoambiente, (l’Associazione che rappresenta le imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica) al Ministro dell’Ambiente.
L’Associazione chiede al Ministero dell’Ambiente, ad oggi assente, di attivarsi urgentemente allo scopo di fornire disposizioni chiare e coordinate, per ora lasciate solo all’iniziativa di poche Regioni, verso un settore che si trova, da un lato, impegnato pur in questo critico momento nel garantire servizi essenziali non interrompibili e, dall’altro, a far fronte ad una crescente complessità organizzativa, in un contesto di tendenziale riduzione del personale addetto ai servizi: una criticità che richiede un indirizzo chiaro, uniforme e concreto da parte delle Autorità centrali e la garanzia di adeguato stock di DPI alle aziende al fine di poter operare in piena sicurezza. Il problema non è più rinviabile, in quanto le imprese sono oggi costrette a centellinare i dispositivi di sicurezza in dotazione ai dipendenti; senza la garanzia di adeguati rifornimenti di questi strumenti, le imprese non potranno assicurare il servizio.
Per venire incontro alle nuove esigenze di sicurezza chiediamo inoltre al Governo di valutare l’imposizione di un’IVA agevolata (al 4%) per questi dispositivi e la possibilità di detrarre i costi relativi in forma maggiorata. Un’agevolazione fiscale che potrebbe alleggerire lo stato economico delle aziende in questa fase emergenziale e tutelerebbe fortemente i lavoratori.
Sul tema dell’aumento dei costi, l’Associazione segnala inoltre che il costo delle mascherine utilizzate dai lavoratori del settore è oggi raddoppiato e che quindi occorre monitorare attentamente l’andamento dei loro costi sul mercato al fine di evitare eventuali distorsioni.

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Coronavirus: Medico di famiglia e gestione emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

In questi giorni che stiamo cercando di fronteggiare l’emergenza sanitaria, esiste solo un consiglio da seguire, che si è trasformato in un hastag, #Io resto a casa. Più facile a dirsi che a farsi. Non sempre rimanere a casa è possibile e non facciamo riferimento alle comprovate esigenze lavorative. Ma ad un’esigenza molto più primaria, molto più basica. Pensiamo ad un soggetto, magari immunodepresso, che ha bisogno di rinnovare la ricetta per andare in farmacia a ritirare un farmaco salvavita. Essendo un soggetto immunodepresso dovrebbe evitare quanto più possibile i contatti con l’esterno. Ed invece, almeno per il momento, questo soggetto deve recarsi dal proprio medico curante, attendere in fila con altre persone, che vogliamo sperare siano dal medico per reali ed improrogabili necessità e che non siano infette, prendere la ricetta e poi riattendere in coda fuori dalla farmacia. Tutto questo, che apprendiamo da alcune segnalazioni giunte in Aduc, è assurdo. Come si fa a garantire di rimanere a casa e a limitare la diffusione del contagio se poi si lasciano tante persone a rischio in coda per andare dal medico di famiglia? Non sarebbe forse opportuno emanare delle linee guida a cui tutti i medici devono attenersi? Non sarebbe opportuno tutelare effettivamente le persone immunodepresse o anziane? Non sarebbe opportuno garantire, almeno per le categorie più a rischio, che il medico di base possa ricevere le richieste telefonicamente? In modo che queste siano trasmesse sul fascicolo sanitario, o in altra modalità, in modo che la farmacia a cui ci si rivolge possa vederle e successivamente consegnarle a domicilio? Comprendiamo che non tutti abbiano la tessera sanitaria attiva ma potrebbero essere effettuate anche altre scelte.Del tipo: si telefona al medico curante, questo prepara la ricetta che verrà consegnata, su appuntamento, al paziente che poi, sempre su appuntamento, si recherà in farmacia.
Si potrebbe semplicemente dedicare delle giornate ed orari alle persone che sono immunodepresse oppure anziane.
Se si vuole garantire la salute delle persone maggiormente a rischio occorre risolvere questa problematica. (Sara Astorino, legale, consulente Aduc)

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Contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

Di Rita Sabelli responsabile Aduc aggiornamento normativo. Da oggi 12 marzo 2020 sono operative ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale e fissate dal DPCM 11/3/2020, che si affiancancano a quelle in vigore dal 10 marzo fissate dal DPCM 9/3/2020.E’ sancita la sospensione delle attivita’ commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attivita’ di vendita di generi alimentari e di prima necessità, delle attivita’ dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), e delle attivita’ inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti), il tutto con precise e dettagliate eccezioni.Restano garantiti i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonche’ l’attivita’ del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare.Le misure riguardano l’intero territorio nazionale già reso tutto “zona rossa, (o arancione che dir si voglia)”, dove già da martedì 10 vigono restriizioni particolari tra cui il divieto di entrata ed uscita e di spostamento all’interno, salvo che vi siano motivi di comprovate esigenze lavorative, di salute o situazioni di necessità. Consigliamo sempre di consultare e seguire anche i provvedimenti della propria Regione sia a livello amministrativo che sanitario. (fonte Aduc)

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Gestione e sicurezza dei dati pubblici

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

“Una governance nazionale dell’innovazione più chiara e più stabile è quanto auspicato in questi anni dal nostro comparto. Per attuarla occorre fare massima attenzione alla collaborazione con i territori, valorizzando le esperienze di eccellenza e le competenze maturate”.
Questo il commento del Comitato Direttivo di Assinter riunitosi per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte dell’attuazione delle policy relative ai processi di razionalizzazione delle infrastrutture materiali e migrazione in cloud dei servizi delle pubbliche amministrazioni. Il governo centrale ha, infatti, negli scorsi mesi, avocato a sé attraverso le proprie strutture politiche – Ministro dell’Innovazione – e tecniche – AgID –, la ricognizione delle infrastrutture materiali in un’ottica di ottimizzazione dei data center per garantire i massimi standard di sicurezza, capacità, resilienza ed affidabilità a tutela dei dati e per abilitare un passaggio in cloud dei servizi pubblici efficace. La nostra rete ha da sempre sposato questo obiettivo generale, reputandolo condivisibile e da supportare proprio nell’ottica di valorizzazione delle migliori realtà presenti nel Paese e nel nostro network. Si tratta di un obiettivo raggiungibile solo maturando la consapevolezza che i servizi della pubblica amministrazione si basano su infrastrutture dislocate a livello territoriale e afferiscono, nella maggior parte dei casi, a strutture tecniche, le società ICT in house rappresentate nella rete Assinter. Negli anni, queste società hanno garantito, ben oltre le tornate elettorali e le alterne vicende delle politiche di settore, stabilità e capacità di aggregare, integrandole, le istanze di innovazione provenienti dal settore pubblico. “Sin dall’inizio abbiamo segnalato che il percorso di individuazione e creazione dei Poli Strategici Nazionali dovesse riconoscere gli importanti investimenti realizzati a livello regionale, in una logica di cooperazione con il livello centrale e non di contrapposizione. Le in house rappresentano il luogo più adatto per la formazione dei PSN – ha affermato il Comitato Direttivo – in quanto sede della raccolta della frammentata domanda territoriale e, grazie alla propria expertise, possono permettere che la gran mole di dati di cittadini ed imprese, nonché la loro gestione, rimangano
saldamente in ambito pubblico. Questo non dimenticando, il giusto e appropriato spazio, alla collaborazione con le soluzioni offerte dal mercato”. In questi giorni AgID sta finalmente iniziando a comunicare la classificazione a Poli Strategici Nazionali di varie società ICT in house del nostro network, distribuite su tutto il territorio nazionale. Certamente è un risultato importante che riconosce la forza e gli investimenti fatti negli anni. Di questo patrimonio infrastrutturale e di competenze occorre tener conto nella discussione ancora in corso: i PSN, nel concreto, come opereranno? Sotto quale coordinamento? Quale sarà l’effettivo percorso che porterà a regime il nuovo sistema? Si tratta (solo di alcune) domande che meritano una risposta programmatica. “Ecco perché ci rivolgiamo al Ministro Pisano e alle rispettive strutture, rinnovando la nostra disponibilità a progettare insieme questo percorso, integrando i punti di vista, invitando a considerare tutti gli attori di sistema come partner verso un comune obiettivo. I PSN devono configurarsi come sede di innesto di un cloud da concepirsi e realizzarsi – ha concluso il Comitato Direttivo Assinter – come una rete tra eccellenze infrastrutturali centrali e regionali in una logica federata. Come Assinter stiamo già procedendo, con regole condivise a tutti i livelli, a dar vita ad
un unico network comune” http://www.assinteritalia.it

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Università Sapienza. Nasce Techne e la gestione diventa ISO 9001

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 gennaio 2020

Roma. Ancora una volta con i suoi 700 anni di storia l’Università Sapienza di Roma apporta il suo importante contributo allo sviluppo della società e della conoscenza attraverso la ricerca, la formazione di eccellenza e di qualità e la cooperazione internazionale. Protagonista di questa svolta epocale è il dipartimento di Chimica e Tecnologia del Farmaco con il nuovo laboratorio Techne, struttura di ricerca, didattica e di servizio che comprende 3 unità produttive di metodologie. Dalle analisi cromatografiche e spettroscopiche alla Risonanza Magnetica Nucleare ai metodi di Farmacopea. Queste sono le principali attività del nuovo team del Techne che ha recentemente brillantemente acquisito un Sistema di Gestione Qualità che opera in conformità ai requisiti della norma UNI EN ISO 9001:2015. Un passo necessario per aprirsi al mondo dell’impresa, attraverso una gestione certificata e organizzata a garanzia dei servizi proposti. Ma non è tutto. Presenti anche attività strategiche, come quella di consulenza e conto terzi a favore di enti pubblici e privati. Attività, il cui scopo, è quello di valorizzare le conoscenze scientifiche attraverso il rilascio di brevetti con gestione dei diritti di proprietà intellettuale, di sviluppare e realizzare attività di ricerca e di consulenza, di sottoscrivere accordi di collaborazione e partecipare a progetti di ricerca nazionali e internazionali. La multidisciplinarietà ed il know-how del Dipartimento di Chimica e Tecnologia del Farmaco fa si che il laboratorio Techne sia un interlocutore privilegiato in analisi e ricerca di interesse pubblico nel campo della salute e degli alimenti. Le molteplici attività di ricerca ed attività per conto terzi testimoniano il rapporto a carattere interdisciplinare tra mondo della ricerca e mondo delle imprese che contraddistingue i gruppi di questo dipartimento strategico.“In qualità di Direttore del Dipartimento di eccellenza di Chimica e Tecnologie del Farmaco alla Sapienza – sottolinea il Prof. Bruno Botta – sono onorato di esser riuscito a realizzare questo Laboratorio certificato Iso9001:2015 grazie ad un Team di alto profilo scientifico. I nostri laboratori “strategici” rappresentano di fatto un primo passo a garanzia del lavoro di qualità che svolgiamo per conto di enti pubblici e privati. L’obiettivo nell’immediato futuro – conclude Botta – è sicuramente quello di implementare le attività del laboratorio Techne in modo da soddisfare le esigenze di un mondo pubblico e privato che richiede standard qualitativi sempre più avanzati ed in continua evoluzione”.

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Aiutare i clienti a semplificare la gestione dei visti per le crew

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Houston. La piattaforma di gestione di viaggi B2B4E, e la sua divisione Energy, Resources and Marine (ERM) hanno siglato un accordo globale preferenziale con The Visa Team, specialista nella gestione dei visti per l’industria petrolifera e gas, mineraria e marittima. La partnership dà vita a una innovativa piattaforma tecnologica e di servizi dedicata ai clienti CWT ERM, utilizzabile in fase di pianificazione e di ottimizzazione dei relativi business e delle procedure riguardanti i visti e i documenti di viaggio delle crew.
“I dipendenti dei settori energia, risorse e marittimo – in particolare gli equipaggi e il personale navigante – hanno esigenze molto diverse rispetto ai business traveler”, dichiara Raphaël Pasdeloup, Senior VP e Global Head di CWT Energy, Resources & Marine. “In azienda, i coordinatori delle squadre responsabili della mobilità adottano spesso serie di email e complessi fogli di calcolo per controllare le differenti necessità delle crew in materia di visti. L’accordo con The Visa Team ci vedrà integrare le tecnologie per favorire la semplificazione di queste procedure attraverso funzionalità avanzate, tra le quali analisi automatizzate del viaggio, aggiornamenti di stato in tempo reale e avvisi di scadenza”. “La nostra nuova partnership non solo si adatta perfettamente all’ecosistema della mobilità di CWT ERM ma apporta anche vantaggi diretti ai nostri clienti, snellendo e facilitando un processo estremamente critico legato al fattore umano”, conclude Pasdeloup.“I clienti di ERM necessitano oggi di una visione innovativa e di competenza specializzata su scala globale”, afferma Tracy Ramsey, Co-Founder di The Visa Team.“L’obiettivo di The Visa Team – aggiunge Erika Licon, l’altra Co-Founder – è integrare i servizi di ERM CWT fornendo soluzioni conformi, concrete e lineari per la gestione dei visti dei loro clienti, garantendo la massima tranquillità tanto ai viaggiatori quanto ai travel manager”. L’accordo globale di partenariato è attualmente disponibile negli Stati Uniti e si estenderà progressivamente all’Europa e all’area Asia-Pacifico nei prossimi mesi.

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Tecnologia e gestione del business: la School of Management del Politecnico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

Milano tra le 3 migliori scuole di Università “tecniche” in Europa secondo il Financial Times.I ranking 2019 editi dal Financial Times e dedicati al mondo delle business school europee posizionano la Scuola milanese tra le prime 50 in assoluto (45) su un totale delle top 95, e sul podio se la si confronta con le altre appartenenti ad Atenei focalizzati su innovazione e ingegneria. Meglio solo Imperial College (UK) e Aalto University (Finlandia). I prodotti in classifica vanno dall’MBA all’EMBA,al Master of Science in Ingegneria Gestionale, ai programmi per le imprese e i professionisti
Affiancare ai corsi di management, economia e finanza l’apprendimento di competenze ingegneristiche e tecniche, indispensabili per comprendere e gestire con successo la trasformazione digitale nelle imprese. E’ questo “orientamento” a contraddistinguere le business school legate a Università con un focus tecnologico come la School of Management del Politecnico di Milano, posizionato tra le prime 3 in Europa con le stesse caratteristiche secondo il Financial Times, che ha pubblicato i consueti ranking annuali sulle 95 migliori scuole di business europee.Per l’undicesimo anno in classifica, la School of Management del Politecnico di Milano regge bene il confronto con il resto d’Europa anche nella classifica generale, dove compare al 45esimo posto con cinque linee di prodotto. Si va dai “classici” MBA full time ed Executive EMBA al Master of Science in Ingegneria gestionale, a un’ampia e innovativa offerta di programmi ad hoc per le imprese e per il mercato Open di manager e professionisti, con una marcata impronta tecnologica sia nei contenuti, sia nella forma: sempre più corsi infatti sono fruibili in distance learning grazie allo sviluppo di specifiche piattaforme informatiche che permettono di gestire la formazione in maniera flessibile e attenta alle esigenze dell’utente.
L’FT European Ranking 2019 valuta i migliori programmi di MBA, Executive MBA, master of science, corsi a catalogo e su commessa. I parametri che determinano il posizionamento in classifica sono numerosi, tra cui l’opinione che gli stessi diplomati hanno dei docenti e del prodotto formativo, la retribuzione o l’avanzamento di carriera che si raggiungono dopo avere frequentato il master e l’esposizione internazionale della Scuola.La School of Management del Politecnico di Milano è composta dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale e dal MIP, la business school dell’Ateneo milanese. “Da anni abbiamo puntato sull’internazionalizzazione dei corsi e sulle competenze legate alla trasformazione digitale, che sarà la principale sfida per le nostre aziende, perché un buon manager dovrà essere un esperto nella gestione dell’innovazione”, commentano Alessandro Perego e Andrea Sianesi, rispettivamente Direttore del Dipartimento e Dean di MIP.

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La famiglia Benetton è responsabile o no della gestione delle società del gruppo Atlantia?

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

“Luciano Benetton scrive ai quotidiani una lettera per prendere le distanze dalla gestione di Autostrade ma si smentisce da solo. Benetton dichiara infatti: “Trovo necessario fare chiarezza su un grande equivoco, nessun componente la famiglia Benetton ha mai gestito Autostrade. La famiglia Benetton è azionista al 30 per cento di Atlantia che a sua volta controlla la società Autostrade”. Quindi l’azionista di maggioranza di Atlantia non sarebbe responsabile della gestione delle società controllate da Atlantia. Peccato che nella stessa lettera Benetton sostenga esattamente l’opposto scrivendo che: “chi ci conosce sa come lavoriamo, basta guardare i risultati ottenuti con l’aeroporto di Roma”, che, però è al 95% controllato da Atlantia ed è, come Autostrade, una generosissima concessione di un bene pubblico che frutta miliardi ai fortunati azionisti. Quindi come funziona la cosa? La famiglia Benetton è responsabile o no della gestione delle società del gruppo Atlantia? Perché non si può dire tutto e il contrario di tutto nella stessa lettera di autoassoluzione. Gli italiani sono stanchi di farsi prendere in giro. I contratti capestro delle attuali concessioni pubbliche delle autostrade e degli aeroporti sono una vergogna indegna di una nazione civile alla quale bisogna mettere rimedio al più presto”.È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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