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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

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Coronavirus, igiene ambientale e gestione rifiuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Le attività di igiene ambientale e gestione rifiuti rischiano di bloccarsi in diverse aree del Paese a causa dell’assenza di dispositivi individuali di protezione (DPI) per tutti i 90mila addetti del settore che ogni giorno, anche in piena emergenza COVID-19, stanno continuando a garantire i servizi pubblici ed essenziali di raccolta e gestione dei rifiuti urbani e speciali. Per venire incontro alle nuove esigenze di sicurezza chiediamo al Governo di assicurare un adeguato rifornimento di questi dispositivi alle imprese del settore e di valutare in questa fase di emergenza misure fiscali sui DPI per supportare le aziende.
La denuncia e la proposta sono contenute in una lettera indirizzata da FISE Assoambiente, (l’Associazione che rappresenta le imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica) al Ministro dell’Ambiente.
L’Associazione chiede al Ministero dell’Ambiente, ad oggi assente, di attivarsi urgentemente allo scopo di fornire disposizioni chiare e coordinate, per ora lasciate solo all’iniziativa di poche Regioni, verso un settore che si trova, da un lato, impegnato pur in questo critico momento nel garantire servizi essenziali non interrompibili e, dall’altro, a far fronte ad una crescente complessità organizzativa, in un contesto di tendenziale riduzione del personale addetto ai servizi: una criticità che richiede un indirizzo chiaro, uniforme e concreto da parte delle Autorità centrali e la garanzia di adeguato stock di DPI alle aziende al fine di poter operare in piena sicurezza. Il problema non è più rinviabile, in quanto le imprese sono oggi costrette a centellinare i dispositivi di sicurezza in dotazione ai dipendenti; senza la garanzia di adeguati rifornimenti di questi strumenti, le imprese non potranno assicurare il servizio.
Per venire incontro alle nuove esigenze di sicurezza chiediamo inoltre al Governo di valutare l’imposizione di un’IVA agevolata (al 4%) per questi dispositivi e la possibilità di detrarre i costi relativi in forma maggiorata. Un’agevolazione fiscale che potrebbe alleggerire lo stato economico delle aziende in questa fase emergenziale e tutelerebbe fortemente i lavoratori.
Sul tema dell’aumento dei costi, l’Associazione segnala inoltre che il costo delle mascherine utilizzate dai lavoratori del settore è oggi raddoppiato e che quindi occorre monitorare attentamente l’andamento dei loro costi sul mercato al fine di evitare eventuali distorsioni.

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Coronavirus: Medico di famiglia e gestione emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

In questi giorni che stiamo cercando di fronteggiare l’emergenza sanitaria, esiste solo un consiglio da seguire, che si è trasformato in un hastag, #Io resto a casa. Più facile a dirsi che a farsi. Non sempre rimanere a casa è possibile e non facciamo riferimento alle comprovate esigenze lavorative. Ma ad un’esigenza molto più primaria, molto più basica. Pensiamo ad un soggetto, magari immunodepresso, che ha bisogno di rinnovare la ricetta per andare in farmacia a ritirare un farmaco salvavita. Essendo un soggetto immunodepresso dovrebbe evitare quanto più possibile i contatti con l’esterno. Ed invece, almeno per il momento, questo soggetto deve recarsi dal proprio medico curante, attendere in fila con altre persone, che vogliamo sperare siano dal medico per reali ed improrogabili necessità e che non siano infette, prendere la ricetta e poi riattendere in coda fuori dalla farmacia. Tutto questo, che apprendiamo da alcune segnalazioni giunte in Aduc, è assurdo. Come si fa a garantire di rimanere a casa e a limitare la diffusione del contagio se poi si lasciano tante persone a rischio in coda per andare dal medico di famiglia? Non sarebbe forse opportuno emanare delle linee guida a cui tutti i medici devono attenersi? Non sarebbe opportuno tutelare effettivamente le persone immunodepresse o anziane? Non sarebbe opportuno garantire, almeno per le categorie più a rischio, che il medico di base possa ricevere le richieste telefonicamente? In modo che queste siano trasmesse sul fascicolo sanitario, o in altra modalità, in modo che la farmacia a cui ci si rivolge possa vederle e successivamente consegnarle a domicilio? Comprendiamo che non tutti abbiano la tessera sanitaria attiva ma potrebbero essere effettuate anche altre scelte.Del tipo: si telefona al medico curante, questo prepara la ricetta che verrà consegnata, su appuntamento, al paziente che poi, sempre su appuntamento, si recherà in farmacia.
Si potrebbe semplicemente dedicare delle giornate ed orari alle persone che sono immunodepresse oppure anziane.
Se si vuole garantire la salute delle persone maggiormente a rischio occorre risolvere questa problematica. (Sara Astorino, legale, consulente Aduc)

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Contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

Di Rita Sabelli responsabile Aduc aggiornamento normativo. Da oggi 12 marzo 2020 sono operative ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale e fissate dal DPCM 11/3/2020, che si affiancancano a quelle in vigore dal 10 marzo fissate dal DPCM 9/3/2020.E’ sancita la sospensione delle attivita’ commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attivita’ di vendita di generi alimentari e di prima necessità, delle attivita’ dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), e delle attivita’ inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti), il tutto con precise e dettagliate eccezioni.Restano garantiti i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonche’ l’attivita’ del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare.Le misure riguardano l’intero territorio nazionale già reso tutto “zona rossa, (o arancione che dir si voglia)”, dove già da martedì 10 vigono restriizioni particolari tra cui il divieto di entrata ed uscita e di spostamento all’interno, salvo che vi siano motivi di comprovate esigenze lavorative, di salute o situazioni di necessità. Consigliamo sempre di consultare e seguire anche i provvedimenti della propria Regione sia a livello amministrativo che sanitario. (fonte Aduc)

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Gestione e sicurezza dei dati pubblici

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

“Una governance nazionale dell’innovazione più chiara e più stabile è quanto auspicato in questi anni dal nostro comparto. Per attuarla occorre fare massima attenzione alla collaborazione con i territori, valorizzando le esperienze di eccellenza e le competenze maturate”.
Questo il commento del Comitato Direttivo di Assinter riunitosi per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte dell’attuazione delle policy relative ai processi di razionalizzazione delle infrastrutture materiali e migrazione in cloud dei servizi delle pubbliche amministrazioni. Il governo centrale ha, infatti, negli scorsi mesi, avocato a sé attraverso le proprie strutture politiche – Ministro dell’Innovazione – e tecniche – AgID –, la ricognizione delle infrastrutture materiali in un’ottica di ottimizzazione dei data center per garantire i massimi standard di sicurezza, capacità, resilienza ed affidabilità a tutela dei dati e per abilitare un passaggio in cloud dei servizi pubblici efficace. La nostra rete ha da sempre sposato questo obiettivo generale, reputandolo condivisibile e da supportare proprio nell’ottica di valorizzazione delle migliori realtà presenti nel Paese e nel nostro network. Si tratta di un obiettivo raggiungibile solo maturando la consapevolezza che i servizi della pubblica amministrazione si basano su infrastrutture dislocate a livello territoriale e afferiscono, nella maggior parte dei casi, a strutture tecniche, le società ICT in house rappresentate nella rete Assinter. Negli anni, queste società hanno garantito, ben oltre le tornate elettorali e le alterne vicende delle politiche di settore, stabilità e capacità di aggregare, integrandole, le istanze di innovazione provenienti dal settore pubblico. “Sin dall’inizio abbiamo segnalato che il percorso di individuazione e creazione dei Poli Strategici Nazionali dovesse riconoscere gli importanti investimenti realizzati a livello regionale, in una logica di cooperazione con il livello centrale e non di contrapposizione. Le in house rappresentano il luogo più adatto per la formazione dei PSN – ha affermato il Comitato Direttivo – in quanto sede della raccolta della frammentata domanda territoriale e, grazie alla propria expertise, possono permettere che la gran mole di dati di cittadini ed imprese, nonché la loro gestione, rimangano
saldamente in ambito pubblico. Questo non dimenticando, il giusto e appropriato spazio, alla collaborazione con le soluzioni offerte dal mercato”. In questi giorni AgID sta finalmente iniziando a comunicare la classificazione a Poli Strategici Nazionali di varie società ICT in house del nostro network, distribuite su tutto il territorio nazionale. Certamente è un risultato importante che riconosce la forza e gli investimenti fatti negli anni. Di questo patrimonio infrastrutturale e di competenze occorre tener conto nella discussione ancora in corso: i PSN, nel concreto, come opereranno? Sotto quale coordinamento? Quale sarà l’effettivo percorso che porterà a regime il nuovo sistema? Si tratta (solo di alcune) domande che meritano una risposta programmatica. “Ecco perché ci rivolgiamo al Ministro Pisano e alle rispettive strutture, rinnovando la nostra disponibilità a progettare insieme questo percorso, integrando i punti di vista, invitando a considerare tutti gli attori di sistema come partner verso un comune obiettivo. I PSN devono configurarsi come sede di innesto di un cloud da concepirsi e realizzarsi – ha concluso il Comitato Direttivo Assinter – come una rete tra eccellenze infrastrutturali centrali e regionali in una logica federata. Come Assinter stiamo già procedendo, con regole condivise a tutti i livelli, a dar vita ad
un unico network comune” http://www.assinteritalia.it

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Università Sapienza. Nasce Techne e la gestione diventa ISO 9001

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 gennaio 2020

Roma. Ancora una volta con i suoi 700 anni di storia l’Università Sapienza di Roma apporta il suo importante contributo allo sviluppo della società e della conoscenza attraverso la ricerca, la formazione di eccellenza e di qualità e la cooperazione internazionale. Protagonista di questa svolta epocale è il dipartimento di Chimica e Tecnologia del Farmaco con il nuovo laboratorio Techne, struttura di ricerca, didattica e di servizio che comprende 3 unità produttive di metodologie. Dalle analisi cromatografiche e spettroscopiche alla Risonanza Magnetica Nucleare ai metodi di Farmacopea. Queste sono le principali attività del nuovo team del Techne che ha recentemente brillantemente acquisito un Sistema di Gestione Qualità che opera in conformità ai requisiti della norma UNI EN ISO 9001:2015. Un passo necessario per aprirsi al mondo dell’impresa, attraverso una gestione certificata e organizzata a garanzia dei servizi proposti. Ma non è tutto. Presenti anche attività strategiche, come quella di consulenza e conto terzi a favore di enti pubblici e privati. Attività, il cui scopo, è quello di valorizzare le conoscenze scientifiche attraverso il rilascio di brevetti con gestione dei diritti di proprietà intellettuale, di sviluppare e realizzare attività di ricerca e di consulenza, di sottoscrivere accordi di collaborazione e partecipare a progetti di ricerca nazionali e internazionali. La multidisciplinarietà ed il know-how del Dipartimento di Chimica e Tecnologia del Farmaco fa si che il laboratorio Techne sia un interlocutore privilegiato in analisi e ricerca di interesse pubblico nel campo della salute e degli alimenti. Le molteplici attività di ricerca ed attività per conto terzi testimoniano il rapporto a carattere interdisciplinare tra mondo della ricerca e mondo delle imprese che contraddistingue i gruppi di questo dipartimento strategico.“In qualità di Direttore del Dipartimento di eccellenza di Chimica e Tecnologie del Farmaco alla Sapienza – sottolinea il Prof. Bruno Botta – sono onorato di esser riuscito a realizzare questo Laboratorio certificato Iso9001:2015 grazie ad un Team di alto profilo scientifico. I nostri laboratori “strategici” rappresentano di fatto un primo passo a garanzia del lavoro di qualità che svolgiamo per conto di enti pubblici e privati. L’obiettivo nell’immediato futuro – conclude Botta – è sicuramente quello di implementare le attività del laboratorio Techne in modo da soddisfare le esigenze di un mondo pubblico e privato che richiede standard qualitativi sempre più avanzati ed in continua evoluzione”.

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Aiutare i clienti a semplificare la gestione dei visti per le crew

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Houston. La piattaforma di gestione di viaggi B2B4E, e la sua divisione Energy, Resources and Marine (ERM) hanno siglato un accordo globale preferenziale con The Visa Team, specialista nella gestione dei visti per l’industria petrolifera e gas, mineraria e marittima. La partnership dà vita a una innovativa piattaforma tecnologica e di servizi dedicata ai clienti CWT ERM, utilizzabile in fase di pianificazione e di ottimizzazione dei relativi business e delle procedure riguardanti i visti e i documenti di viaggio delle crew.
“I dipendenti dei settori energia, risorse e marittimo – in particolare gli equipaggi e il personale navigante – hanno esigenze molto diverse rispetto ai business traveler”, dichiara Raphaël Pasdeloup, Senior VP e Global Head di CWT Energy, Resources & Marine. “In azienda, i coordinatori delle squadre responsabili della mobilità adottano spesso serie di email e complessi fogli di calcolo per controllare le differenti necessità delle crew in materia di visti. L’accordo con The Visa Team ci vedrà integrare le tecnologie per favorire la semplificazione di queste procedure attraverso funzionalità avanzate, tra le quali analisi automatizzate del viaggio, aggiornamenti di stato in tempo reale e avvisi di scadenza”. “La nostra nuova partnership non solo si adatta perfettamente all’ecosistema della mobilità di CWT ERM ma apporta anche vantaggi diretti ai nostri clienti, snellendo e facilitando un processo estremamente critico legato al fattore umano”, conclude Pasdeloup.“I clienti di ERM necessitano oggi di una visione innovativa e di competenza specializzata su scala globale”, afferma Tracy Ramsey, Co-Founder di The Visa Team.“L’obiettivo di The Visa Team – aggiunge Erika Licon, l’altra Co-Founder – è integrare i servizi di ERM CWT fornendo soluzioni conformi, concrete e lineari per la gestione dei visti dei loro clienti, garantendo la massima tranquillità tanto ai viaggiatori quanto ai travel manager”. L’accordo globale di partenariato è attualmente disponibile negli Stati Uniti e si estenderà progressivamente all’Europa e all’area Asia-Pacifico nei prossimi mesi.

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Tecnologia e gestione del business: la School of Management del Politecnico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

Milano tra le 3 migliori scuole di Università “tecniche” in Europa secondo il Financial Times.I ranking 2019 editi dal Financial Times e dedicati al mondo delle business school europee posizionano la Scuola milanese tra le prime 50 in assoluto (45) su un totale delle top 95, e sul podio se la si confronta con le altre appartenenti ad Atenei focalizzati su innovazione e ingegneria. Meglio solo Imperial College (UK) e Aalto University (Finlandia). I prodotti in classifica vanno dall’MBA all’EMBA,al Master of Science in Ingegneria Gestionale, ai programmi per le imprese e i professionisti
Affiancare ai corsi di management, economia e finanza l’apprendimento di competenze ingegneristiche e tecniche, indispensabili per comprendere e gestire con successo la trasformazione digitale nelle imprese. E’ questo “orientamento” a contraddistinguere le business school legate a Università con un focus tecnologico come la School of Management del Politecnico di Milano, posizionato tra le prime 3 in Europa con le stesse caratteristiche secondo il Financial Times, che ha pubblicato i consueti ranking annuali sulle 95 migliori scuole di business europee.Per l’undicesimo anno in classifica, la School of Management del Politecnico di Milano regge bene il confronto con il resto d’Europa anche nella classifica generale, dove compare al 45esimo posto con cinque linee di prodotto. Si va dai “classici” MBA full time ed Executive EMBA al Master of Science in Ingegneria gestionale, a un’ampia e innovativa offerta di programmi ad hoc per le imprese e per il mercato Open di manager e professionisti, con una marcata impronta tecnologica sia nei contenuti, sia nella forma: sempre più corsi infatti sono fruibili in distance learning grazie allo sviluppo di specifiche piattaforme informatiche che permettono di gestire la formazione in maniera flessibile e attenta alle esigenze dell’utente.
L’FT European Ranking 2019 valuta i migliori programmi di MBA, Executive MBA, master of science, corsi a catalogo e su commessa. I parametri che determinano il posizionamento in classifica sono numerosi, tra cui l’opinione che gli stessi diplomati hanno dei docenti e del prodotto formativo, la retribuzione o l’avanzamento di carriera che si raggiungono dopo avere frequentato il master e l’esposizione internazionale della Scuola.La School of Management del Politecnico di Milano è composta dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale e dal MIP, la business school dell’Ateneo milanese. “Da anni abbiamo puntato sull’internazionalizzazione dei corsi e sulle competenze legate alla trasformazione digitale, che sarà la principale sfida per le nostre aziende, perché un buon manager dovrà essere un esperto nella gestione dell’innovazione”, commentano Alessandro Perego e Andrea Sianesi, rispettivamente Direttore del Dipartimento e Dean di MIP.

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La famiglia Benetton è responsabile o no della gestione delle società del gruppo Atlantia?

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

“Luciano Benetton scrive ai quotidiani una lettera per prendere le distanze dalla gestione di Autostrade ma si smentisce da solo. Benetton dichiara infatti: “Trovo necessario fare chiarezza su un grande equivoco, nessun componente la famiglia Benetton ha mai gestito Autostrade. La famiglia Benetton è azionista al 30 per cento di Atlantia che a sua volta controlla la società Autostrade”. Quindi l’azionista di maggioranza di Atlantia non sarebbe responsabile della gestione delle società controllate da Atlantia. Peccato che nella stessa lettera Benetton sostenga esattamente l’opposto scrivendo che: “chi ci conosce sa come lavoriamo, basta guardare i risultati ottenuti con l’aeroporto di Roma”, che, però è al 95% controllato da Atlantia ed è, come Autostrade, una generosissima concessione di un bene pubblico che frutta miliardi ai fortunati azionisti. Quindi come funziona la cosa? La famiglia Benetton è responsabile o no della gestione delle società del gruppo Atlantia? Perché non si può dire tutto e il contrario di tutto nella stessa lettera di autoassoluzione. Gli italiani sono stanchi di farsi prendere in giro. I contratti capestro delle attuali concessioni pubbliche delle autostrade e degli aeroporti sono una vergogna indegna di una nazione civile alla quale bisogna mettere rimedio al più presto”.È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Soluzione digitale per una gestione semplice ed efficiente del denaro

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

In un mercato sempre più ricco come quello dell’offerta bancaria retail, nuovi operatori hanno fatto il loro ingresso offrendo soluzioni totalmente digitali e altamente competitive. Quali sono i driver che guidano i clienti nella loro scelta? Quale il valore aggiunto che viene ancora attribuito all’offerta tradizionale e cosa gli utenti hanno imparato ad apprezzare delle nuove soluzioni a cui non riescono più a rinunciare? Hype, soluzione digitale per una gestione semplice ed efficiente del denaro, lo ha chiesto ad un campione rappresentativo dei suoi 900 mila utenti (2.228 i rispondenti).
L’indagine evidenzia una tendenza sempre più diffusa alla multibancarizzazione: la maggior parte dei clienti, infatti, sceglie sia una soluzione tradizionale, con filiali e sportelli di riferimento fisici sul territorio, sia digital bank evolute. Non una competizione, dunque, ma una suddivisione di ruoli, che vede il cliente-utente sempre più al centro delle scelte di gestione.Se la banca tradizionale continua ad essere un punto di riferimento per i clienti, convive però con l’evidenza di un rapporto diretto sempre più rarefatto: l’82,7% degli utenti ha anche un conto in un istituto tradizionale, ma oltre la metà (56,7%) è stato nella filiale fisica della propria banca al massimo 2 volte nel corso dell’ultimo anno, il 17,3% fino a 4 volte (solo il 12,6% ha una frequentazione costante della filiale, con oltre 8 visite/anno). Non sfugge il dato, significativo, di quel 17% che ha scelto la challenger bank come unica modalità di gestione del proprio denaro.
Ma perché si decide di aprire un conto all digital, da affiancare nella maggior parte dei casi a un conto tradizionale? Su questa questione, l’audience si divide in quattro sostanziali macro aree di sensibilità: il 31,5% è spinto dalla possibilità di “tenere tutto sotto controllo” attraverso la praticità di utilizzo del proprio smartphone e il 21,2% dalla comodità di non dover andare in filiale, due motivazioni che riportano al predetto desiderio, ormai radicato, di una relazione ormai disintermediata con la banca. Il 31,3% è mosso invece dalla convenienza economica della proposta HYPE (completamente gratuita nella formula HYPE Start, che consente la gestione di un conto fino a un massimo di 2.500 euro; un euro al mese per la soluzione HYPE Plus, con conto fino a 50.000 euro), mentre il 16,1% ritiene di godere di “servizi migliori” dalla challenger bank.Scendendo nello specifico delle funzionalità HYPE messe a confronto con le funzionalità dell’home banking di un conto tradizionale, a fare la differenza sono i servizi di pagamento, sia online (35,4%) sia in negozio (17,9%). Terza voce di preferenza riguarda la funzione Obiettivi (10,6%), seguita dai servizi di rendicontazione (10,5%). I servizi oggi offerti da HYPE coprono le necessità di gestione delle finanze personali del 68% degli utenti, e solo un residuale 2,2% si trova a essere insoddisfatto.Se nel giudizio il servizio conta, altro tassello fondamentale è quello dell’esperienza dell’utente. Come la breve ma ormai consolidata storia del fintech ha insegnato, la customer experience è naturalmente determinante nel rendere vincente un’app di servizi bancari: si conferma infatti essere un valore “molto importante” per il 61% degli intervistati, ed è ritenuta “abbastanza importante” dal 33,7: praticamente un plebiscito.

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Microimprese: sono 4 milioni in Italia e hanno bisogno di strumenti di gestione delle finanze

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

La Camera di Commercio di Mestre rivela che le microimprese in Italia sono oltre 4 milioni (98.2% del totale) e occupano 8 milioni di persone, il 56.4% di tutti gli addetti del settore privato in Italia. Nessun altro paese europeo mostra una centralità così forte delle microimprese per l’occupazione dei cittadini.Le imprese italiane con meno di 20 addetti hanno generato (2015) 1.071 mld di fatturato e questo incide per il 35,9% sul totale nazionale. Questa tipologia di azienda rappresenta davvero l’asse portante dell’economia del paese.Anche per i negozi e le microimprese è fondamentale pensare ad una gestione finanziaria coerente. Anche un’azienda di piccole dimensioni si può dotare di tool semplici che supportino il processo decisionale dell’imprenditore.Molto spesso in attività di questo tipo, le scelte nella gestione finanziaria sono affidate all’esperienza e al “sesto senso” dell’imprenditore. Queste decisioni, spesso corrette, possono essere facilmente supportate, od in alcuni casi confutate, dalla visualizzazione dei dati già presenti in azienda. Si possono così evitare errori costosi e prendere in tempo le decisioni corrette.Il controllo finanziario deve avere una duplice valenza: verificare le entrate e le uscite in tempo reale ma anche fornire previsioni e stime per il futuro.
Un altro aspetto fondamentale è la semplicità. Nelle piccole aziende e nei negozi non serve spendere cifre importanti in formazione e tecnologia: serve immediatezza, chiarezza, performance. La gestione deve essere automatizzata: lo strumento deve ricevere, ad esempio, le fatture ed archiviarle in autonomia. Così da permettere un consistente risparmio di tempo e fatica nell’inserimento di tutti questi dati.Lo strumento scelto deve poi divenire passo passo un assistente virtuale in grado di orientare e migliorare le scelte del negozio o della microimpresa. Quotidianamente. Perché le sfide e i problemi sono cose di tutti i giorni. Lo strumento deve essere anche in grado di fare delle simulazioni e dare indicazioni e interpretazioni sui dati inseriti.La semplicità di uno strumento di questo tipo deve consentire al titolare stesso del negozio o della microimpresa di navigarlo, utilizzarlo e sfruttarlo al meglio. Soprattutto a seguito dell’introduzione della Fatturazione Elettronica tra privati si rende necessario un sistema simile che possa registrare e gestire i documenti stessi.Per rispondere a tutte queste esigenze c’è Zillions, ad esempio, il nuovo strumento lanciato dalla startup bolognese Simplavivo, che ha rilasciato sua versione Business, dedicata proprio alle microimprese.Zillions Business svolge alcune funzioni fondamentali e utilissime:
· Riceve le fatture e le archivia
· Interpreta e classifica le righe di fattura
· Fornisce un’analisi per categoria, prodotto e intervallo temporale e centro di costo in tempo reale.
E poi confronta le uscite con i periodi precedenti ed il budget impostato e consente di fare previsioni e stime per il futuro, essendo perfettamente compatibile con la gestione elettronica delle fatture.

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Novità sulla gestione del diabete

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Treviglio Sabato 15 giugno 2019 (inizio ore 08.30) presso la Sala Verde dell’Ospedale di Treviglio il Dipartimento di Patologia e Prevenzione, unitamente all’UOC Malattie Endocrine – Centro Regionale per il Diabete Mellito dell’ASST Bergamo Ovest, in collaborazione con ADB (Associazione Diabetici Bergamaschi), ha organizzato un incontro sul tema “Novità in tema di gestione sanitaria del diabete mellito.” “Come è noto, Regione Lombardia – precisa Peter Assembergs, Direttore Generale ASST Bergamo Ovest – ha formulato innovative proposte di gestione della cronicità e della fragilità. Nell’elenco delle patologie croniche il diabete mellito rappresenta una condizione paradigmatica, vista la sua elevata frequenza, al suo importante impatto sociale ed alla necessità di razionalizzare le risorse ad esso destinate.
Il convegno si prefigge di offrire un momento di confronto tra i vari attori coinvolti nella gestione di questa patologia, per poter comprendere come meglio giungere ad una condivisione di strategie operative, coerentemente con le indicazioni di governo della cronicità introdotte nella nostra Regione.
“Sarà l’occasione – spiega Antonio Bossi, Direttore della Diabetologia dell’ASST Bergamo Ovest – per riflettere sulle nuove modalità di management della malattia diabetica relativamente alla presa in carico da parte dei Gestori, al ruolo dei Centri Servizi, dei Centri Specialistici e dei MAP, coinvolgendo anche i cittadini e il volontariato istituzionale; vi sarà anche spazio per un confronto sulla nuova modalità di distribuzione dei presidi (glucometri, strisce reattive e lancette pungidito), ausili necessari per il monitoraggio a domicilio del diabete”. Saranno proprio i Direttori Generali dell’ATS Bergamo, Massimo Giupponi e della nostra ASST, Peter Assembergs, ad accogliere i partecipanti introducendo i lavori che vedranno impegnati, come relatori, i Direttori Sanitari dei due Enti. Carlo Alberto Tersalvi parlerà del ruolo di governo dell’ATS nella “presa in carico” della persona con diabete nella nostra provincia, mentre Callisto Marco Bravi esporrà l’impegno di ASST Bergamo Ovest nell’offerta multispecialistica, in risposta alle esigenze sanitarie delle persone con diabete. Lo snodo focale della relazione ospedale-territorio nella gestione della malattia diabetica verrà affrontato da Flavia Simonetta Pirola (Direttore Sociosanitario ASST Bergamo Ovest), mentre Marco Gambera (Direttore Servizio Farmaceutico ATS Bergamo) sarà incaricato di descrivere l’innovativa modalità di prescrizione e distribuzione dei presidi sanitari per il controllo della malattia diabetica. Vi sarà poi spazio per un interessante scambio di opinioni, su stimolo e moderazione di Antonio C. Bossi (responsabile scientifico dell’evento) che intervisterà Roberto Trevisan (Direttore UOC Diabetologia ASST PG23 Bergamo) sull’esperienza vissuta nel grande ospedale cittadino, da specialisti di riconosciuta eccellenza nazionale, Leonardo Barbera (Medico di famiglia referente dell’Area Diabete dell’ATS Bergamo) che esporrà quanto viene svolto dalle cooperative dei medici distribuite sul territorio, mentre il presidente dell’ADB, Giambattista Negretti, sarà portavoce delle esigenze e delle aspettative dei pazienti che affrontano in prima persona la convivenza con la cronicità.

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Norme per la gestione del ciclo dei rifiuti urbani di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

E’ stata presentata nella Sala del Carroccio in Campidoglio la delibera di iniziativa popolare “Norme per la gestione del ciclo dei rifiuti urbani di Roma Capitale, il conferimento di funzioni di controllo ai Municipi, il decentramento di AMA SpA su base municipale, linee guida del Piano industriale e attuazione del percorso di partecipazione popolare previsto dalla DAC n. 129/2014”.
L’iniziativa del Comitato promotore parte dalla constatazione del fallimento nella gestione del ciclo dei rifiuti urbani a Roma e si propone l’adozione di una innovativa strategia di sistema, che si basa su tre pilastri:
riorganizzare i servizi di AMA SpA su base municipale, per garantire un’azione più prossima ai cittadini;
attribuire ai Municipi funzioni di controllo sull’operato locale dell’AMA, anche per assicurare ai cittadini un livello istituzionale a loro più vicino con il quale interloquire sui temi della gestione dei rifiuti, ferma restando la competenza del Comune nella gestione del contratto di servizio con AMA;
attuare i principi di decentramento e partecipazione dei cittadini alle scelte sulle strategie per la gestione del ciclo dei rifiuti, già contenuti nella Delibera dell’Assemblea Capitolina n. 129 del 2014, anch’essa di iniziativa popolare e poi fatta propria da Roma Capitale, ma rimasta tuttora lettera morta.
Il Comitato promotore ha depositato il 19 aprile scorso la proposta di delibera in Campidoglio e con la presentazione odierna è partita la raccolta delle 5000 firme necessarie perché la proposta giunga in Assemblea Capitolina, una corsa che durerà fino al 19 luglio: tre mesi per provare a portare all’attenzione dei cittadini romani e degli amministratori la strategia di gestione dei rifiuti in linea con i principi dell’economia circolare, ovvero ridurre il volume dei rifiuti trattati, recuperare materie da reimmettere nel circuito produttivo, riciclare i prodotti o loro parti per risparmiare materie prime e risorse naturali.Perché ciò sia possibile, occorre spingere sulla raccolta differenziata porta a porta, che negli ultimi anni a Roma ha segnato il passo; è indispensabile una strategia di realizzazione di impianti di ridotte dimensioni e diffusi sul territorio, escludendo ogni ipotesi di inceneritori o termovalorizzatori, sistemi che sono destinati a rapida obsolescenza man mano che va a regime l’economia circolare. Solo una gestione efficiente ed economica del ciclo dei rifiuti permetterà di ricavarne risorse economiche da investire e ridurre così il peso della TARI su cittadini e imprese, una delle tariffe più alte d’Italia, ma a fronte di un servizio decisamente inadeguato.Il Comitato promotore, composto da cittadini di alcuni municipi romani, ha già registrato l’adesione di numerose Associazioni, di alcuni Municipi che hanno assunto delibere di sostegno alla raccolta delle firme, della UIL-AMA, di alcuni consiglieri capitolini come Stefano Fassina e il gruppo consiliare di Sinistra x Roma, Svetlana Celli del gruppo consiliare Roma torna Roma, Cristina Grancio del gruppo consiliare misto – demA. (fonte Pressenza International Press Agency)

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Intelligenza artificiale nella gestione delle risorse umane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

Il 52,1 per cento delle aziende ha introdotto sistemi di intelligenza artificiale nella gestione per il supporto alla gestione delle risorse umane negli ultimi due anni. Gli ambiti di applicazione principali sono: selezione e reclutamento e valutazione della performance per oltre il 60% del campione, seguono formazione (47.8%), sistemi retributivi (39%), sicurezza sul lavoro (24%) e mobilità sul lavoro (14,9%). Le ragioni principali di utilizzo di sistema di intelligenza artificiale e di digitalizzazione sono legati soprattutto a necessità di risparmiare e ottimizzare i tempi (59,7%), alla velocità di aumentare l’efficienza nella gestione delle risorse umane (56,7%), e più in generale per la semplificazione dei processi (44.8%). La digitalizzazione permette inoltre di aumentare la produttività della funzione risorse umane (29,8%) e di garantire livelli di servizi di alta qualità (29,8%).Questi i primi risultati della ricerca a cura di AIDP(l’associazione dei direttori del personale) dal titolo Robot e Direzione del personaleelaborati a fine 2018 e presentati nell’ambito del rapporto AIDP-LabLaw a cura di Doxa su . L’indagine è stata condotta su 169 direttori del personale.“E’ innegabile che l’intelligenza artificiale stia avendo un impatto anche nella gestione delle risorse umane e in particolar modo nei processi di selezione dei candidati, come la nostra ricerca conferma ampiamente- spiega Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP-. La domanda di fondo, tuttavia, che ci poniamo come direttori del personale è fin dove può arrivare tale processo. Ebbene, siamo tuti concordi su un punto: l’intelligenza artificiale e la stessa robotizzazione dei processi (vedi le chatbot) può migliorare l’efficienza di diversi ambiti della selezione, soprattutto quelli più ripetitivi – e far guadagnare tempo – ma non potrà mai sostituire il processo di selezione e valutazione umana dei candidati. La decisione finale sui candidati rimane un imprescindibile fattore umano, come i risultati della nostra ricerca confermano”. L’intelligenza artificiale nei processi di selezione e reclutamento delle persone. Tali sistemi sono utilizzati soprattutto per velocizzare il processo di selezione (66%), per automatizzare l’analisi dei Cv (37%). Infine, la digitalizzazione porta a un miglioramento nella rapidità di risposta ad ogni candidato (15,1%) e nell’accuratezza delle interviste effettuate (26,4%).Valutazione della performance e formazione.Il 60% degli HR Manager intervistati ha introdotto sistemi digitali e di intelligenza artificiale per la gestione delle fasi di valutazione della performance. La digitalizzazione in questo ambito permette di gestire il monitoraggio della performance utilizzando sistemi di macchine learning (69,3%) e inoltre consente agli Hr Manager di fare previsioni più accurate tramite algoritmi predittivi (10,26%), ossia quei sistemi integrati in soluzioni di intelligenza artificiale che consentono di fare predizioni sul futuro, in questo caso sulla performance dei candidati. L’utilizzo di sistemi IT e di intelligenza artificiale in ambito formativo si concretizza principalmente nell’utilizzo di piattaforme e-learning o programmi di formazione online (95,3%). Inoltre, si sta progressivamente aprendo la strada anche all’utilizzo di Virtual Trainer o Assistenti Virtuali che permettono la formazione continua dei propri dipendenti.
Il futuro. Rispetto ai trend di sviluppodell’intelligenza artificiale in ambito gestione delle risorse umane prevede sviluppi soprattutto nell’ambito della selezione (65%), formazione (37%) e valutazione della performance (31%). Si confermano questi tre gli ambiti di maggiore applicazione e di maggiore prospettiva, allo stato, di applicazione dell’IA nelle risorse umane.

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“Gestione del paziente cronico nell’era della digitalizzazione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

Roma, 26 Marzo, 10.30-13.00 Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani Via della Dogana Vecchia, 29
La presa in carico del paziente con patologie croniche ha oggi un ruolo prioritario nella programmazione degli interventi sociosanitari.Il Sistema Sanitario Italiano sta sperimentando ormai da 10 anni driver globali di cambiamento fra i quali l’invecchiamento della popolazione, le crescenti aspettative nella domanda di servizi, l’efficientamento contabile/gestionale esercitato sui sistemi sanitari, l’evoluzione tecnologica e dei modelli assistenziali.La digitalizzazione porta evidenti vantaggi ed è sicuramente un passaggio obbligato, ma bisogna procedere per gradi tenendo presente due obiettivi precisi: apportare un beneficio al paziente e la sostenibilità del SSN.Ne discuteranno:
Armando Bartolazzi, Sottosegretario di Stato, Ministero della Salute*
Andrea Mandelli, Membro V Commissione Bilancio Tesoro e Programmazione, Camera dei Deputati
Rossana Boldi, Vicepresidente XII Commissione Affari sociali, Camera dei Deputati
Andrea Urbani, Direttore Generale Programmazione Sanitaria, Ministero della Salute*
Francesco Gabbrielli, Direttore Centro Nazionale Telemedicina e Nuove Tecnologie assistenziali, Istituto Superiore Sanità
Paola Pisanti, Coordinatrice Commissione Piano delle cronicità, Ministero della Salute
Antonio Gaudioso, Segretario Generale Cittadinanzattiva
Paolo Locatelli, Responsabile Scientifico Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, Politecnico di Milano
Valeria D. Tozzi, Associate Professor of Practice SDA Bocconi e Direttore del Master MiMS, Università Bocconi di Milano
Modera: Francesco Giorgino, giornalista e docente Luiss

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Gestione delle città: fare rete e imparare modelli di sostenibilità e convivenza

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

Castel Gandolfo (Roma) Dal 17 al 20 gennaio 2019, 400 amministratori, cittadini, economisti, esperti e professionisti di tutto il mondo si incontreranno a Castel Gandolfo in una quattro giorni di confronto e approfondimento sulla gestione delle città, fare rete e imparare modelli di sostenibilità e convivenza.
Interverranno, tra gli altri, pensatori e protagonisti del lavoro nelle città, che rifletteranno sul loro significato in quest’era ‘post-democratica’ come Emilce Cuda, argentina, politologa e profondamente conoscitrice del pensiero di Papa Francesco o l’ on. Sunggon Kim (김성곤) – buddista, già Segretario Generale dell’Assemblea Nazionale Coreana. Sarà presente l’architetto Ximena Samper, colombiana, l’on.Ghassan Mukheiber, libanese, Chairman dell’Arab Region Parliamentarians Against Corruption. Da segnalare anche la presenza del Sindaco di Katowice (Polonia) dove si è appena conclusa la COP 24, il responsabile dell’accoglienza ai rifugiati della Catalogna, Angel Miret e il Presidente della Comunità islamica di Firenze e della Toscana, Izzedin Elzir.Se governare le città è sempre stata un’arte complessa, oggi lo è ancora di più. Occorre rispondere a una società che cambia senza sosta, attraversata da problemi locali e globali e da un ritmo di sviluppo tecnologico convulso che rischia di aprire abissi economici e zone inedite di nuove povertà. Occorre decidere per oggi e programmare a lunga distanza. È per questo che le città sono strategiche dal punto di vista politico e culturale perché sono “casa” per più della metà della popolazione mondiale (fonte Onu) e non è una scelta libera, ma spesso legata a mancanza di cibo e lavoro.In questa epoca di sovranismi, le città stanno emergendo come veri e propri hub sociali, distributori di infinite connessioni: civili, politiche, antropologiche, economiche, comunicative. Le città, dunque, come espressione di un nuovo modello identitario, dove identità non fa rima con localismo o nazionalismo esasperati, ma con partecipazione, condivisione dell’appartenenza a una vicenda comune, perché siamo parte della famiglia umana, prima ancora di prendervi parte.
Perché Co-Governance? Perché c’è bisogno di una corresponsabilità, di un patto reciproco fra cittadini e amministratori, politici e tecnici. È questo il filo rosso di tutto il convegno.
Saranno previsti focus tematici, laboratori, gruppi di lavoro interculturali che proporranno l’attualità della partecipazione nel contesto interdipendente di oggi. Inoltre sarà determinante lo scambio di buone pratiche fra politici, tecnici, docenti e cittadini e le reti tra città per implementare politiche innovative e lungimiranti.
Co-governance è organizzato dal Movimento Umanità Nuova, Movimento Politico per l’Unità e Associazione Città per la Fraternità.

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Gestione idrogeologica a difesa e ad investimento del suolo

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Se, come attestano le consuete analisi di fine anno, l’agricoltura è il settore che più aumenta l’occupazione ed i terreni rurali sono i più ambiti sul mercato immobiliare, cosa si aspetta ad approvare la legge contro l’indiscriminato consumo di suolo, vale a dire contro la cementificazione selvaggia, che si continua quotidianamente a perpetrare nel nostro Paese? Il provvedimento giace dal 2012 nei meandri parlamentari… .” A tornare a chiederlo, davanti ai dati resi noti dall’ISTAT, è Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), che preannuncia anche una prossima iniziativa per chiedere l’approvazione del provvedimento, aperta a quanti sono sensibili ai temi legati alla salvaguardia del territorio.“Se ancora qualcuno aveva dubbi, i dati dimostrano come investire in infrastrutture per la sicurezza del territorio sia un grande asset in termini economici ed occupazionali per il nuovo modello di sviluppo, di cui il Paese ha bisogno –prosegue Vincenzi- Non solo: le cifre attestano come, dal 2007 ad oggi, siano cresciuti di valore i terreni, che ospitano colture specializzate, vale a dire quelle del made in Italy agroalimentare, che necessitano di un sicuro apporto irriguo, per la cui affermazione in sede comunitaria ci stiamo impegnando attraverso l’azione di Irrigants d’Europe”.“A questo punto, -conclude Massimo Gargano, Direttore ANBI- se le parole rappresentano concetti e considerato il valore riconosciuto dal mercato, propongo di classificare la gestione idrogeologica non più come difesa del suolo, ma come investimenti per lo sviluppo!”

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Aumento spesa media di gestione di un conto corrente bancario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Per il 2017, la spesa media di gestione di un conto corrente bancario è cresciuta di circa 1,8 euro rispetto all’anno precedente, attestandosi a 79,4 euro. “Una pessima notizia, anche se l’aumento temiamo sia sottostimato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un dato negativo specie perché a peggiorare sono i canoni base, che colpiscono soprattutto il cliente medio, che non fa un numero di operazioni elevate” prosegue Dona.”L’indagine, poi, monitora i costi standard, come i canoni delle carte di credito o le commissioni pagate per le operazioni tradizionali. Se vengono introdotti nuovi e originali balzelli che non attengono alle spese di scritturazione delle operazioni, temiamo sfuggano alla rilevazione di Bankitalia. Ecco perché pensiamo che il rialzo sia ben maggiore rispetto a quello registrato” conclude Dona.

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Algoritmo per la gestione dei pazienti

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Rimini. L’esperienza “estrema” di Clinica Mobile sui circuiti nazionali ed internazionali nel Motomondiale, è nato l’algoritmo capace di ottimizzare l’organizzazione della gestione dei pazienti.Tanti pazienti da trattare in pochissimo tempo con risorse e spazi limitati, uscendo dal contesto puramente agonistico, e nell’ottica di migliorare l’organizzazione dei servizi per ogni paziente, ha visto così la luce nuovo progetto tecnologico, nato dall’incontro tra il Dr. Zasa, Direttore Sanitario di Clinica Mobile nel Mondo e Andrea Pari, AD di ArzaMed, realtà specializzata in software di gestione e ottimizzazione di servizi sanitari.L’applicazione interamente su cloud permetterà di gestire il flusso di appuntamenti medici in maniera ottimizzata in base a tre variabili: tempo, spazio e risorse. Tre variabili che vengono calcolate automaticamente e dinamicamente dall’algoritmo in base al flusso di informazioni inserite, modificando real time la pianificazione degli appuntamenti.I risultati attesi sono calcolati sullo storico di utilizzo del software medico da parte di 500 operatori sanitari, attivi in 16 regioni italiane ed in Svizzera. “Gli obiettivi del progetto – spiega Andrea Pari AD di ArzaMed – sono quelli di migliorare il percorso di cura e prevenzione dei pazienti attraverso l’automazione della gestione organizzativa, clinica e relazionale dei centri medici. Riduzione delle tempistiche di attesa e intervento ed accesso alle informazioni mediche anche in mobilità sono due delle prerogative a cui stiamo lavorando. I primi test, effettuati sulla versione Alpha dell’applicazione, hanno prodotto risultati al di sopra delle aspettative. Entro febbraio 2019, una versione Beta sarà resa disponibile ad un gruppo eterogeneo composto da studi medici specialistici, poliambulatori, equipe multidisciplinari, psicologi e fisioterapisti.”

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Manutenzione e gestione del Ponte della Scafa

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 settembre 2018

Roma. “Ho immediatamente e formalmente richiesto ad Astral Spa, che gestisce la strada regionale numero 296, tutta la documentazione inerente la manutenzione e la gestione del Ponte della Scafa. Vogliamo vederci chiaro rispetto alle informazioni assunte da cui emergono dei particolari inquietanti” lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, esponente romano della Lega.
“Il 27 marzo 2017 la Astral Spa sembrerebbe abbia incaricato la FTP Associati al fine di effettuare una serie di controlli sul degrado del ponte. Il 6 marzo del 2018, la FTP Associati assieme alla Essebi srl sembrerebbe siano stati incaricati dall’Astral di eseguire lavori di manutenzione straordinaria sul ponte consentendo il traffico ma a carreggiata ridotta. I lavori non si tennero, a quanto consta, per diniego opposto dall’amministrazione comunale di Fiumicino, riaggiornandoli a maggio. I lavori sono stati eseguiti il 16 maggio con l’obbligo da parte delle ditte di consegnare una relazione tecnica a fine agosto 2018. Il 14 agosto crolla il ponte Morandi a Genova. Il 20 agosto senza alcun preavviso, Astral Spa chiude il ponte della Scafa perché sembrerebbe ‘contattata’ dalle ditte che si sarebbero rese conto di “criticità emerse dalle verifiche”. Il 21 agosto l’Astral riferisce al tavolo istituzionale di problemi rilevati ‘a vista’ e che per maggiori verifiche si deve bloccare il traffico. Tra il 23 e il 24 agosto vengono rimosse 500 tonnellate di asfalto ‘per alleggerire’ il ponte e solo l’altro giorno è stato riaperto il ponte con un senso unico alternato che causa un imbuto con file di attesa di almeno due ore”. “Il punto gravissimo di questa vicenda sta nella superficialità, per cui si sarebbero effettuati lavori e sopralluogo a maggio, ma solo ad agosto ci si accorge di un ammaloramento così grave tale da determinare la chiusura del ponte. Nel mentre, sono migliaia i cittadini che percorrono ogni giorno il ponte, pendolari, residenti di zona, turisti e operatori aeroportuali, che vogliono sapere perché l’Astral ha riferito al tavolo istituzionale di problemi rilevati ‘a vista’ bloccando il traffico per maggiori verifiche. Un accertamento quanto meno poco esaustivo per non dire approssimativo, quello riportato con la dicitura “problemi a vista”. Perché il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, avrebbe imposto un blocco dei lavori a marzo scorso? E il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, come si esprime su questi fatti” conclude Santori.

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Autostrade. Rampelli (FdI): “Lo Stato resti nella gestione di Autostrade”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

“La furia ideologica pro privatizzazioni c’è stata, ha fatto danni all’Italia e deve essere consegnata al passato. Lo Stato ha fatto bene a liberarsi dell’Olio Bertolli, dei Supermercati GS, a non produrre più panettoni o latticini, ma quando si interviene su strutture strategiche, come ponti, viadotti, gallerie, reti autostradali o di telecomunicazioni, trasporto aereo, porti e aeroporti, bisogna andarci con i piedi di piombo. Occorre valutare laicamente costi e benefici e, se prevalesse la valutazione positiva sulla cessione ai privati, da quel preciso istante lo Stato deve diventare controparte e controllare ossessivamente il rispetto dei contratti di servizio, la qualità e la quantità delle opere realizzate, le manutenzioni per evitare che il privato si sottragga ai propri compiti per aumentare i profitti. La cosa diventa ancora più inaccettabile se le infrastrutture concesse sono state realizzate con i soldi dei cittadini e su quelle il privato incassa il pedaggio.
Il regime concessorio può quindi essere una trappola mortale per i cittadini.
Bisogna aprire un’indagine ampia per capire quale sia la convenienza per i cittadini su quei servizi concessi dallo Stato al privato. E comunque per giungere all’eventuale rinegoziazione della gestione autostradale non può che rendersi necessaria la revoca e la nazionalizzazione, anche temporanea. Non è detto infatti che la nazionalizzazione debba essere il destino delle autostrade, ma comunque lo Stato deve restare all’interno della società che gestirà Autostrade. Invece non si è nemmeno tenuto la golden share, la “quota d’oro” con la relativa possibilità di interdizione sulle scelte del socio e sugli indirizzi strategici. La privatizzazione fu fatta dalla sinistra con superficialità”. E’ quanto dichiara il Vicepresidente della Camera e deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli nel corso della trasmissione ‘Coffee Break’ interpellato sulle scelte del governo in merito ad Autostrade.

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