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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Microimprese: sono 4 milioni in Italia e hanno bisogno di strumenti di gestione delle finanze

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

La Camera di Commercio di Mestre rivela che le microimprese in Italia sono oltre 4 milioni (98.2% del totale) e occupano 8 milioni di persone, il 56.4% di tutti gli addetti del settore privato in Italia. Nessun altro paese europeo mostra una centralità così forte delle microimprese per l’occupazione dei cittadini.Le imprese italiane con meno di 20 addetti hanno generato (2015) 1.071 mld di fatturato e questo incide per il 35,9% sul totale nazionale. Questa tipologia di azienda rappresenta davvero l’asse portante dell’economia del paese.Anche per i negozi e le microimprese è fondamentale pensare ad una gestione finanziaria coerente. Anche un’azienda di piccole dimensioni si può dotare di tool semplici che supportino il processo decisionale dell’imprenditore.Molto spesso in attività di questo tipo, le scelte nella gestione finanziaria sono affidate all’esperienza e al “sesto senso” dell’imprenditore. Queste decisioni, spesso corrette, possono essere facilmente supportate, od in alcuni casi confutate, dalla visualizzazione dei dati già presenti in azienda. Si possono così evitare errori costosi e prendere in tempo le decisioni corrette.Il controllo finanziario deve avere una duplice valenza: verificare le entrate e le uscite in tempo reale ma anche fornire previsioni e stime per il futuro.
Un altro aspetto fondamentale è la semplicità. Nelle piccole aziende e nei negozi non serve spendere cifre importanti in formazione e tecnologia: serve immediatezza, chiarezza, performance. La gestione deve essere automatizzata: lo strumento deve ricevere, ad esempio, le fatture ed archiviarle in autonomia. Così da permettere un consistente risparmio di tempo e fatica nell’inserimento di tutti questi dati.Lo strumento scelto deve poi divenire passo passo un assistente virtuale in grado di orientare e migliorare le scelte del negozio o della microimpresa. Quotidianamente. Perché le sfide e i problemi sono cose di tutti i giorni. Lo strumento deve essere anche in grado di fare delle simulazioni e dare indicazioni e interpretazioni sui dati inseriti.La semplicità di uno strumento di questo tipo deve consentire al titolare stesso del negozio o della microimpresa di navigarlo, utilizzarlo e sfruttarlo al meglio. Soprattutto a seguito dell’introduzione della Fatturazione Elettronica tra privati si rende necessario un sistema simile che possa registrare e gestire i documenti stessi.Per rispondere a tutte queste esigenze c’è Zillions, ad esempio, il nuovo strumento lanciato dalla startup bolognese Simplavivo, che ha rilasciato sua versione Business, dedicata proprio alle microimprese.Zillions Business svolge alcune funzioni fondamentali e utilissime:
· Riceve le fatture e le archivia
· Interpreta e classifica le righe di fattura
· Fornisce un’analisi per categoria, prodotto e intervallo temporale e centro di costo in tempo reale.
E poi confronta le uscite con i periodi precedenti ed il budget impostato e consente di fare previsioni e stime per il futuro, essendo perfettamente compatibile con la gestione elettronica delle fatture.

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Novità sulla gestione del diabete

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Treviglio Sabato 15 giugno 2019 (inizio ore 08.30) presso la Sala Verde dell’Ospedale di Treviglio il Dipartimento di Patologia e Prevenzione, unitamente all’UOC Malattie Endocrine – Centro Regionale per il Diabete Mellito dell’ASST Bergamo Ovest, in collaborazione con ADB (Associazione Diabetici Bergamaschi), ha organizzato un incontro sul tema “Novità in tema di gestione sanitaria del diabete mellito.” “Come è noto, Regione Lombardia – precisa Peter Assembergs, Direttore Generale ASST Bergamo Ovest – ha formulato innovative proposte di gestione della cronicità e della fragilità. Nell’elenco delle patologie croniche il diabete mellito rappresenta una condizione paradigmatica, vista la sua elevata frequenza, al suo importante impatto sociale ed alla necessità di razionalizzare le risorse ad esso destinate.
Il convegno si prefigge di offrire un momento di confronto tra i vari attori coinvolti nella gestione di questa patologia, per poter comprendere come meglio giungere ad una condivisione di strategie operative, coerentemente con le indicazioni di governo della cronicità introdotte nella nostra Regione.
“Sarà l’occasione – spiega Antonio Bossi, Direttore della Diabetologia dell’ASST Bergamo Ovest – per riflettere sulle nuove modalità di management della malattia diabetica relativamente alla presa in carico da parte dei Gestori, al ruolo dei Centri Servizi, dei Centri Specialistici e dei MAP, coinvolgendo anche i cittadini e il volontariato istituzionale; vi sarà anche spazio per un confronto sulla nuova modalità di distribuzione dei presidi (glucometri, strisce reattive e lancette pungidito), ausili necessari per il monitoraggio a domicilio del diabete”. Saranno proprio i Direttori Generali dell’ATS Bergamo, Massimo Giupponi e della nostra ASST, Peter Assembergs, ad accogliere i partecipanti introducendo i lavori che vedranno impegnati, come relatori, i Direttori Sanitari dei due Enti. Carlo Alberto Tersalvi parlerà del ruolo di governo dell’ATS nella “presa in carico” della persona con diabete nella nostra provincia, mentre Callisto Marco Bravi esporrà l’impegno di ASST Bergamo Ovest nell’offerta multispecialistica, in risposta alle esigenze sanitarie delle persone con diabete. Lo snodo focale della relazione ospedale-territorio nella gestione della malattia diabetica verrà affrontato da Flavia Simonetta Pirola (Direttore Sociosanitario ASST Bergamo Ovest), mentre Marco Gambera (Direttore Servizio Farmaceutico ATS Bergamo) sarà incaricato di descrivere l’innovativa modalità di prescrizione e distribuzione dei presidi sanitari per il controllo della malattia diabetica. Vi sarà poi spazio per un interessante scambio di opinioni, su stimolo e moderazione di Antonio C. Bossi (responsabile scientifico dell’evento) che intervisterà Roberto Trevisan (Direttore UOC Diabetologia ASST PG23 Bergamo) sull’esperienza vissuta nel grande ospedale cittadino, da specialisti di riconosciuta eccellenza nazionale, Leonardo Barbera (Medico di famiglia referente dell’Area Diabete dell’ATS Bergamo) che esporrà quanto viene svolto dalle cooperative dei medici distribuite sul territorio, mentre il presidente dell’ADB, Giambattista Negretti, sarà portavoce delle esigenze e delle aspettative dei pazienti che affrontano in prima persona la convivenza con la cronicità.

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Norme per la gestione del ciclo dei rifiuti urbani di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

E’ stata presentata nella Sala del Carroccio in Campidoglio la delibera di iniziativa popolare “Norme per la gestione del ciclo dei rifiuti urbani di Roma Capitale, il conferimento di funzioni di controllo ai Municipi, il decentramento di AMA SpA su base municipale, linee guida del Piano industriale e attuazione del percorso di partecipazione popolare previsto dalla DAC n. 129/2014”.
L’iniziativa del Comitato promotore parte dalla constatazione del fallimento nella gestione del ciclo dei rifiuti urbani a Roma e si propone l’adozione di una innovativa strategia di sistema, che si basa su tre pilastri:
riorganizzare i servizi di AMA SpA su base municipale, per garantire un’azione più prossima ai cittadini;
attribuire ai Municipi funzioni di controllo sull’operato locale dell’AMA, anche per assicurare ai cittadini un livello istituzionale a loro più vicino con il quale interloquire sui temi della gestione dei rifiuti, ferma restando la competenza del Comune nella gestione del contratto di servizio con AMA;
attuare i principi di decentramento e partecipazione dei cittadini alle scelte sulle strategie per la gestione del ciclo dei rifiuti, già contenuti nella Delibera dell’Assemblea Capitolina n. 129 del 2014, anch’essa di iniziativa popolare e poi fatta propria da Roma Capitale, ma rimasta tuttora lettera morta.
Il Comitato promotore ha depositato il 19 aprile scorso la proposta di delibera in Campidoglio e con la presentazione odierna è partita la raccolta delle 5000 firme necessarie perché la proposta giunga in Assemblea Capitolina, una corsa che durerà fino al 19 luglio: tre mesi per provare a portare all’attenzione dei cittadini romani e degli amministratori la strategia di gestione dei rifiuti in linea con i principi dell’economia circolare, ovvero ridurre il volume dei rifiuti trattati, recuperare materie da reimmettere nel circuito produttivo, riciclare i prodotti o loro parti per risparmiare materie prime e risorse naturali.Perché ciò sia possibile, occorre spingere sulla raccolta differenziata porta a porta, che negli ultimi anni a Roma ha segnato il passo; è indispensabile una strategia di realizzazione di impianti di ridotte dimensioni e diffusi sul territorio, escludendo ogni ipotesi di inceneritori o termovalorizzatori, sistemi che sono destinati a rapida obsolescenza man mano che va a regime l’economia circolare. Solo una gestione efficiente ed economica del ciclo dei rifiuti permetterà di ricavarne risorse economiche da investire e ridurre così il peso della TARI su cittadini e imprese, una delle tariffe più alte d’Italia, ma a fronte di un servizio decisamente inadeguato.Il Comitato promotore, composto da cittadini di alcuni municipi romani, ha già registrato l’adesione di numerose Associazioni, di alcuni Municipi che hanno assunto delibere di sostegno alla raccolta delle firme, della UIL-AMA, di alcuni consiglieri capitolini come Stefano Fassina e il gruppo consiliare di Sinistra x Roma, Svetlana Celli del gruppo consiliare Roma torna Roma, Cristina Grancio del gruppo consiliare misto – demA. (fonte Pressenza International Press Agency)

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Intelligenza artificiale nella gestione delle risorse umane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

Il 52,1 per cento delle aziende ha introdotto sistemi di intelligenza artificiale nella gestione per il supporto alla gestione delle risorse umane negli ultimi due anni. Gli ambiti di applicazione principali sono: selezione e reclutamento e valutazione della performance per oltre il 60% del campione, seguono formazione (47.8%), sistemi retributivi (39%), sicurezza sul lavoro (24%) e mobilità sul lavoro (14,9%). Le ragioni principali di utilizzo di sistema di intelligenza artificiale e di digitalizzazione sono legati soprattutto a necessità di risparmiare e ottimizzare i tempi (59,7%), alla velocità di aumentare l’efficienza nella gestione delle risorse umane (56,7%), e più in generale per la semplificazione dei processi (44.8%). La digitalizzazione permette inoltre di aumentare la produttività della funzione risorse umane (29,8%) e di garantire livelli di servizi di alta qualità (29,8%).Questi i primi risultati della ricerca a cura di AIDP(l’associazione dei direttori del personale) dal titolo Robot e Direzione del personaleelaborati a fine 2018 e presentati nell’ambito del rapporto AIDP-LabLaw a cura di Doxa su . L’indagine è stata condotta su 169 direttori del personale.“E’ innegabile che l’intelligenza artificiale stia avendo un impatto anche nella gestione delle risorse umane e in particolar modo nei processi di selezione dei candidati, come la nostra ricerca conferma ampiamente- spiega Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP-. La domanda di fondo, tuttavia, che ci poniamo come direttori del personale è fin dove può arrivare tale processo. Ebbene, siamo tuti concordi su un punto: l’intelligenza artificiale e la stessa robotizzazione dei processi (vedi le chatbot) può migliorare l’efficienza di diversi ambiti della selezione, soprattutto quelli più ripetitivi – e far guadagnare tempo – ma non potrà mai sostituire il processo di selezione e valutazione umana dei candidati. La decisione finale sui candidati rimane un imprescindibile fattore umano, come i risultati della nostra ricerca confermano”. L’intelligenza artificiale nei processi di selezione e reclutamento delle persone. Tali sistemi sono utilizzati soprattutto per velocizzare il processo di selezione (66%), per automatizzare l’analisi dei Cv (37%). Infine, la digitalizzazione porta a un miglioramento nella rapidità di risposta ad ogni candidato (15,1%) e nell’accuratezza delle interviste effettuate (26,4%).Valutazione della performance e formazione.Il 60% degli HR Manager intervistati ha introdotto sistemi digitali e di intelligenza artificiale per la gestione delle fasi di valutazione della performance. La digitalizzazione in questo ambito permette di gestire il monitoraggio della performance utilizzando sistemi di macchine learning (69,3%) e inoltre consente agli Hr Manager di fare previsioni più accurate tramite algoritmi predittivi (10,26%), ossia quei sistemi integrati in soluzioni di intelligenza artificiale che consentono di fare predizioni sul futuro, in questo caso sulla performance dei candidati. L’utilizzo di sistemi IT e di intelligenza artificiale in ambito formativo si concretizza principalmente nell’utilizzo di piattaforme e-learning o programmi di formazione online (95,3%). Inoltre, si sta progressivamente aprendo la strada anche all’utilizzo di Virtual Trainer o Assistenti Virtuali che permettono la formazione continua dei propri dipendenti.
Il futuro. Rispetto ai trend di sviluppodell’intelligenza artificiale in ambito gestione delle risorse umane prevede sviluppi soprattutto nell’ambito della selezione (65%), formazione (37%) e valutazione della performance (31%). Si confermano questi tre gli ambiti di maggiore applicazione e di maggiore prospettiva, allo stato, di applicazione dell’IA nelle risorse umane.

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“Gestione del paziente cronico nell’era della digitalizzazione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

Roma, 26 Marzo, 10.30-13.00 Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani Via della Dogana Vecchia, 29
La presa in carico del paziente con patologie croniche ha oggi un ruolo prioritario nella programmazione degli interventi sociosanitari.Il Sistema Sanitario Italiano sta sperimentando ormai da 10 anni driver globali di cambiamento fra i quali l’invecchiamento della popolazione, le crescenti aspettative nella domanda di servizi, l’efficientamento contabile/gestionale esercitato sui sistemi sanitari, l’evoluzione tecnologica e dei modelli assistenziali.La digitalizzazione porta evidenti vantaggi ed è sicuramente un passaggio obbligato, ma bisogna procedere per gradi tenendo presente due obiettivi precisi: apportare un beneficio al paziente e la sostenibilità del SSN.Ne discuteranno:
Armando Bartolazzi, Sottosegretario di Stato, Ministero della Salute*
Andrea Mandelli, Membro V Commissione Bilancio Tesoro e Programmazione, Camera dei Deputati
Rossana Boldi, Vicepresidente XII Commissione Affari sociali, Camera dei Deputati
Andrea Urbani, Direttore Generale Programmazione Sanitaria, Ministero della Salute*
Francesco Gabbrielli, Direttore Centro Nazionale Telemedicina e Nuove Tecnologie assistenziali, Istituto Superiore Sanità
Paola Pisanti, Coordinatrice Commissione Piano delle cronicità, Ministero della Salute
Antonio Gaudioso, Segretario Generale Cittadinanzattiva
Paolo Locatelli, Responsabile Scientifico Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, Politecnico di Milano
Valeria D. Tozzi, Associate Professor of Practice SDA Bocconi e Direttore del Master MiMS, Università Bocconi di Milano
Modera: Francesco Giorgino, giornalista e docente Luiss

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Gestione delle città: fare rete e imparare modelli di sostenibilità e convivenza

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

Castel Gandolfo (Roma) Dal 17 al 20 gennaio 2019, 400 amministratori, cittadini, economisti, esperti e professionisti di tutto il mondo si incontreranno a Castel Gandolfo in una quattro giorni di confronto e approfondimento sulla gestione delle città, fare rete e imparare modelli di sostenibilità e convivenza.
Interverranno, tra gli altri, pensatori e protagonisti del lavoro nelle città, che rifletteranno sul loro significato in quest’era ‘post-democratica’ come Emilce Cuda, argentina, politologa e profondamente conoscitrice del pensiero di Papa Francesco o l’ on. Sunggon Kim (김성곤) – buddista, già Segretario Generale dell’Assemblea Nazionale Coreana. Sarà presente l’architetto Ximena Samper, colombiana, l’on.Ghassan Mukheiber, libanese, Chairman dell’Arab Region Parliamentarians Against Corruption. Da segnalare anche la presenza del Sindaco di Katowice (Polonia) dove si è appena conclusa la COP 24, il responsabile dell’accoglienza ai rifugiati della Catalogna, Angel Miret e il Presidente della Comunità islamica di Firenze e della Toscana, Izzedin Elzir.Se governare le città è sempre stata un’arte complessa, oggi lo è ancora di più. Occorre rispondere a una società che cambia senza sosta, attraversata da problemi locali e globali e da un ritmo di sviluppo tecnologico convulso che rischia di aprire abissi economici e zone inedite di nuove povertà. Occorre decidere per oggi e programmare a lunga distanza. È per questo che le città sono strategiche dal punto di vista politico e culturale perché sono “casa” per più della metà della popolazione mondiale (fonte Onu) e non è una scelta libera, ma spesso legata a mancanza di cibo e lavoro.In questa epoca di sovranismi, le città stanno emergendo come veri e propri hub sociali, distributori di infinite connessioni: civili, politiche, antropologiche, economiche, comunicative. Le città, dunque, come espressione di un nuovo modello identitario, dove identità non fa rima con localismo o nazionalismo esasperati, ma con partecipazione, condivisione dell’appartenenza a una vicenda comune, perché siamo parte della famiglia umana, prima ancora di prendervi parte.
Perché Co-Governance? Perché c’è bisogno di una corresponsabilità, di un patto reciproco fra cittadini e amministratori, politici e tecnici. È questo il filo rosso di tutto il convegno.
Saranno previsti focus tematici, laboratori, gruppi di lavoro interculturali che proporranno l’attualità della partecipazione nel contesto interdipendente di oggi. Inoltre sarà determinante lo scambio di buone pratiche fra politici, tecnici, docenti e cittadini e le reti tra città per implementare politiche innovative e lungimiranti.
Co-governance è organizzato dal Movimento Umanità Nuova, Movimento Politico per l’Unità e Associazione Città per la Fraternità.

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Gestione idrogeologica a difesa e ad investimento del suolo

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Se, come attestano le consuete analisi di fine anno, l’agricoltura è il settore che più aumenta l’occupazione ed i terreni rurali sono i più ambiti sul mercato immobiliare, cosa si aspetta ad approvare la legge contro l’indiscriminato consumo di suolo, vale a dire contro la cementificazione selvaggia, che si continua quotidianamente a perpetrare nel nostro Paese? Il provvedimento giace dal 2012 nei meandri parlamentari… .” A tornare a chiederlo, davanti ai dati resi noti dall’ISTAT, è Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), che preannuncia anche una prossima iniziativa per chiedere l’approvazione del provvedimento, aperta a quanti sono sensibili ai temi legati alla salvaguardia del territorio.“Se ancora qualcuno aveva dubbi, i dati dimostrano come investire in infrastrutture per la sicurezza del territorio sia un grande asset in termini economici ed occupazionali per il nuovo modello di sviluppo, di cui il Paese ha bisogno –prosegue Vincenzi- Non solo: le cifre attestano come, dal 2007 ad oggi, siano cresciuti di valore i terreni, che ospitano colture specializzate, vale a dire quelle del made in Italy agroalimentare, che necessitano di un sicuro apporto irriguo, per la cui affermazione in sede comunitaria ci stiamo impegnando attraverso l’azione di Irrigants d’Europe”.“A questo punto, -conclude Massimo Gargano, Direttore ANBI- se le parole rappresentano concetti e considerato il valore riconosciuto dal mercato, propongo di classificare la gestione idrogeologica non più come difesa del suolo, ma come investimenti per lo sviluppo!”

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Aumento spesa media di gestione di un conto corrente bancario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Per il 2017, la spesa media di gestione di un conto corrente bancario è cresciuta di circa 1,8 euro rispetto all’anno precedente, attestandosi a 79,4 euro. “Una pessima notizia, anche se l’aumento temiamo sia sottostimato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un dato negativo specie perché a peggiorare sono i canoni base, che colpiscono soprattutto il cliente medio, che non fa un numero di operazioni elevate” prosegue Dona.”L’indagine, poi, monitora i costi standard, come i canoni delle carte di credito o le commissioni pagate per le operazioni tradizionali. Se vengono introdotti nuovi e originali balzelli che non attengono alle spese di scritturazione delle operazioni, temiamo sfuggano alla rilevazione di Bankitalia. Ecco perché pensiamo che il rialzo sia ben maggiore rispetto a quello registrato” conclude Dona.

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Algoritmo per la gestione dei pazienti

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Rimini. L’esperienza “estrema” di Clinica Mobile sui circuiti nazionali ed internazionali nel Motomondiale, è nato l’algoritmo capace di ottimizzare l’organizzazione della gestione dei pazienti.Tanti pazienti da trattare in pochissimo tempo con risorse e spazi limitati, uscendo dal contesto puramente agonistico, e nell’ottica di migliorare l’organizzazione dei servizi per ogni paziente, ha visto così la luce nuovo progetto tecnologico, nato dall’incontro tra il Dr. Zasa, Direttore Sanitario di Clinica Mobile nel Mondo e Andrea Pari, AD di ArzaMed, realtà specializzata in software di gestione e ottimizzazione di servizi sanitari.L’applicazione interamente su cloud permetterà di gestire il flusso di appuntamenti medici in maniera ottimizzata in base a tre variabili: tempo, spazio e risorse. Tre variabili che vengono calcolate automaticamente e dinamicamente dall’algoritmo in base al flusso di informazioni inserite, modificando real time la pianificazione degli appuntamenti.I risultati attesi sono calcolati sullo storico di utilizzo del software medico da parte di 500 operatori sanitari, attivi in 16 regioni italiane ed in Svizzera. “Gli obiettivi del progetto – spiega Andrea Pari AD di ArzaMed – sono quelli di migliorare il percorso di cura e prevenzione dei pazienti attraverso l’automazione della gestione organizzativa, clinica e relazionale dei centri medici. Riduzione delle tempistiche di attesa e intervento ed accesso alle informazioni mediche anche in mobilità sono due delle prerogative a cui stiamo lavorando. I primi test, effettuati sulla versione Alpha dell’applicazione, hanno prodotto risultati al di sopra delle aspettative. Entro febbraio 2019, una versione Beta sarà resa disponibile ad un gruppo eterogeneo composto da studi medici specialistici, poliambulatori, equipe multidisciplinari, psicologi e fisioterapisti.”

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Manutenzione e gestione del Ponte della Scafa

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 settembre 2018

Roma. “Ho immediatamente e formalmente richiesto ad Astral Spa, che gestisce la strada regionale numero 296, tutta la documentazione inerente la manutenzione e la gestione del Ponte della Scafa. Vogliamo vederci chiaro rispetto alle informazioni assunte da cui emergono dei particolari inquietanti” lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, esponente romano della Lega.
“Il 27 marzo 2017 la Astral Spa sembrerebbe abbia incaricato la FTP Associati al fine di effettuare una serie di controlli sul degrado del ponte. Il 6 marzo del 2018, la FTP Associati assieme alla Essebi srl sembrerebbe siano stati incaricati dall’Astral di eseguire lavori di manutenzione straordinaria sul ponte consentendo il traffico ma a carreggiata ridotta. I lavori non si tennero, a quanto consta, per diniego opposto dall’amministrazione comunale di Fiumicino, riaggiornandoli a maggio. I lavori sono stati eseguiti il 16 maggio con l’obbligo da parte delle ditte di consegnare una relazione tecnica a fine agosto 2018. Il 14 agosto crolla il ponte Morandi a Genova. Il 20 agosto senza alcun preavviso, Astral Spa chiude il ponte della Scafa perché sembrerebbe ‘contattata’ dalle ditte che si sarebbero rese conto di “criticità emerse dalle verifiche”. Il 21 agosto l’Astral riferisce al tavolo istituzionale di problemi rilevati ‘a vista’ e che per maggiori verifiche si deve bloccare il traffico. Tra il 23 e il 24 agosto vengono rimosse 500 tonnellate di asfalto ‘per alleggerire’ il ponte e solo l’altro giorno è stato riaperto il ponte con un senso unico alternato che causa un imbuto con file di attesa di almeno due ore”. “Il punto gravissimo di questa vicenda sta nella superficialità, per cui si sarebbero effettuati lavori e sopralluogo a maggio, ma solo ad agosto ci si accorge di un ammaloramento così grave tale da determinare la chiusura del ponte. Nel mentre, sono migliaia i cittadini che percorrono ogni giorno il ponte, pendolari, residenti di zona, turisti e operatori aeroportuali, che vogliono sapere perché l’Astral ha riferito al tavolo istituzionale di problemi rilevati ‘a vista’ bloccando il traffico per maggiori verifiche. Un accertamento quanto meno poco esaustivo per non dire approssimativo, quello riportato con la dicitura “problemi a vista”. Perché il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, avrebbe imposto un blocco dei lavori a marzo scorso? E il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, come si esprime su questi fatti” conclude Santori.

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Autostrade. Rampelli (FdI): “Lo Stato resti nella gestione di Autostrade”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

“La furia ideologica pro privatizzazioni c’è stata, ha fatto danni all’Italia e deve essere consegnata al passato. Lo Stato ha fatto bene a liberarsi dell’Olio Bertolli, dei Supermercati GS, a non produrre più panettoni o latticini, ma quando si interviene su strutture strategiche, come ponti, viadotti, gallerie, reti autostradali o di telecomunicazioni, trasporto aereo, porti e aeroporti, bisogna andarci con i piedi di piombo. Occorre valutare laicamente costi e benefici e, se prevalesse la valutazione positiva sulla cessione ai privati, da quel preciso istante lo Stato deve diventare controparte e controllare ossessivamente il rispetto dei contratti di servizio, la qualità e la quantità delle opere realizzate, le manutenzioni per evitare che il privato si sottragga ai propri compiti per aumentare i profitti. La cosa diventa ancora più inaccettabile se le infrastrutture concesse sono state realizzate con i soldi dei cittadini e su quelle il privato incassa il pedaggio.
Il regime concessorio può quindi essere una trappola mortale per i cittadini.
Bisogna aprire un’indagine ampia per capire quale sia la convenienza per i cittadini su quei servizi concessi dallo Stato al privato. E comunque per giungere all’eventuale rinegoziazione della gestione autostradale non può che rendersi necessaria la revoca e la nazionalizzazione, anche temporanea. Non è detto infatti che la nazionalizzazione debba essere il destino delle autostrade, ma comunque lo Stato deve restare all’interno della società che gestirà Autostrade. Invece non si è nemmeno tenuto la golden share, la “quota d’oro” con la relativa possibilità di interdizione sulle scelte del socio e sugli indirizzi strategici. La privatizzazione fu fatta dalla sinistra con superficialità”. E’ quanto dichiara il Vicepresidente della Camera e deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli nel corso della trasmissione ‘Coffee Break’ interpellato sulle scelte del governo in merito ad Autostrade.

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Come gestire il presente con una politica ingessata

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Da ciò dovrebbero oggi trarne coscienza i governanti dei vari paesi allorché preparano le tecniche per governare il presente senza affacciarsi dalla finestra per guardare oltre.
E’, questo, un grave errore che ci fa sfuggire dalla realtà e scava un solco tra il paese reale e i suoi governanti. E’ una pecca che si può pagare a caro prezzo poiché rendiamo possibile un altro convincimento, a mio avviso molto deviante per quanto affascinante, che è possibile fare a meno della politica dei partiti.
E’ un’idea, devo ammetterlo, che mi affascina e sulla quale ho riflettuto a lungo, pur respingendola poiché la considero una logica estremista pericolosa e capace di provocare, alla lunga, più danni che vantaggi.
Sono, invece, propenso nel ritenere che vi possa essere una strada di mezzo, soprattutto in quei paesi a “democrazia incompiuta” come l’Italia, dove s’imporrebbe una “dittatura” a tempo per rimettere in sesto quelle riforme che sono sistematicamente bloccate dai veti incrociati dagli interessi contrapposti e corporativi tra le parti in causa. Una dittatura non solo di breve durata ma vincolata dalla presenza di alcuni garanti istituzionali chiamati sia dal mondo politico sia da quello economico e sociale. Che cosa dovrebbe fare questo dittatore?
Prima di tutto sbloccare i vincoli che tengono stretti alcuni soggetti alla tenuta dei loro “privilegi”. Pensiamo alla riforma della scuola, del sistema tributario, della giustizia e di quello elettorale per dare maggioranze ben definite e capaci di muoversi senza veti di sorta. D’altra parte quando i politici parlano di larghe intese non siamo molto distanti da una soluzione capace di ricavare risultati efficaci per una più corretta gestione della cosa pubblica senza dover tener da conto i forti interessi di categoria e le consorterie di varia natura. Al tempo stesso mi chiedo: ma per fare tutto questo non è sufficiente un forte consenso popolare e movimenti politici ben radicati sul territorio ma anche determinati a non subire i condizionamenti delle lobby? In linea teorica è possibile ma in pratica gli elettori subiscono troppe restrizioni e vengono distratti dalla macchina della disinformazione che non si fa scrupolo nel diffondere notizie non veritiere e tali da suscitare sentimenti di disagio esistenziale che conducono alla stessa degenerazione del sistema. Per farla breve siamo stati troppo a lungo abituati a ragionare con la pancia che non riusciamo del tutto a farlo con la testa. (Riccardo Alfonso)

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Le correnti migratorie nel mondo tendono a crescere: per ridurle occorre un nuovo modo per gestirle

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Credo che a pochi possa sfuggire l’aspetto destabilizzante conseguente alle vaste correnti migratorie sia per i paesi che le determinano, sia per quelli che le ricevono e i conseguenti effetti distorsivi legati alla salute degli stessi soggetti più deboli appartenenti alle varie comunità.
D’altra parte pensare solo al contingente, serve a poco. Occorre una svolta radicale nel modo di interfacciarsi con questa cruda realtà.
Se, per contro, ciò accade, è perché è molto forte la consapevolezza che ci stiamo avviando verso una cultura del rinnovamento senza averne assunte responsabilmente le conseguenze che possono derivarne. Non voglio, nello stesso tempo, che le molte teorizzazioni sul concetto di produzione e produttività, di progresso e di benessere restino lettera morta per il 90% della popolazione mondiale. Che senso avrebbe?
Oggi sembriamo sconvolti e preoccupati per i consistenti e caotici flussi immigratori come se nel passato non ve ne fossero stati di altri. Non è questo il punto.
La verità è che allora li sopportammo poiché esisteva una diversa logica di produrre e di lavorare. Per crescere, economicamente parlando, avevamo un crescente bisogno di manodopera.
Allora la sottraemmo all’agricoltura e ai paesi che registravano un basso livello d’industrializza-zione e non fu un grosso danno. Il fenomeno fu anche interno. Ho ricordato l’esodo della manodopera dal Sud al nord dell’Italia. Una circostanza, beninteso, comune a molti altri paesi del mondo in specie se i loro territori avevano sviluppato, da una parte, un’industrializzazione più avanzata e, dall’altra, erano rimasti arretrati.
Ora cosa sta cambiando perché l’immigrazione da un bene tende a trasformarsi in un maleficio, sia pure esorcizzato da tante pretestuose giustificazioni che lasciano il tempo che trovano? Tutto questo ha, ovviamente, una spiegazione. Abbiamo imboccato una via che ci porta verso esperienze dissimili, verso una cultura diversa. Siamo arrivati a una svolta, ma ancora non ne abbiamo acquistata tutta intera la consapevolezza.
Qui sta il punto del nostro dramma esistenziale. D’altra parte i segnali sono inequivocabili. Per millenni abbiamo fondato la ragione della nostra crescita nel numero degli abitanti di una regione e di un continente. Più eravamo e più creavamo ricchezza. Niente di più realistico del detto evangelico “crescete e prolificate”. Oggi le cose stanno mutando. L’essere umano incomincia a rendersi conto che il benessere può venire solo se la torta terrestre è divisa in pochi.
Lo dobbiamo perché i danni arrecati non ci permettono un’agricoltura capace di nutrire tante bocche, perché l’equilibrio naturale è saltato per i veleni che abbiamo immesso nell’atmosfera, per i ritmi che abbiamo imposto al nostro vivere quotidiano.
Possiamo, ad esempio, immaginare, da qui a qualche anno, una circolazione automobilistica, nelle aree urbane, di un 20% inferiore all’attuale? Assolutamente no.
Direi, semmai, che è più pensabile un suo incremento, anche se modesto. Eppure tutti noi sappiamo che questa circostanza, congiunta a molte altre, è diventata insostenibile.
Il mio timore è che un bel giorno ci sarà chi si chiederà come sia possibile salvare il salvabile e se non sia il caso di eliminare drasticamente le esuberanze esistenti partendo da quelle ammalorate. E quali potrebbero essere se non il popolo degli umani?
Incominciamo dai vecchi che non producono più, dai disoccupati che sono la parte più ecce-dentaria del mondo, dai malati terminali e via dicendo. (Riccardo Alfonso)

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Gestione della migrazione: la Commissione approfondisce i concetti del sistema degli sbarchi e dei “centri controllati”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

Rispondendo all’invito formulato dai leader dell’UE nel Consiglio europeo di giugno, oggi la Commissione approfondisce il concetto dei centri controllati e le misure a breve termine che potrebbero essere prese per migliorare la gestione dei migranti sbarcati nell’Unione e presenta un primo schema del possibile modus operandi per la conclusione di intese regionali sugli sbarchi coi paesi terzi. L’operatività delle intese regionali sugli sbarchi va vista come attività parallela e complementare allo sviluppo dei centri controllati nell’UE: insieme, i due concetti dovrebbero contribuire a una vera condivisione della responsabilità a livello regionale nella risposta alle sfide complesse poste dalla migrazione.Il Commissario Avramopoulos ha dichiarato: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di soluzioni europee comuni alla questione migratoria. Siamo pronti a sostenere gli Stati membri e i paesi terzi ai fini di una migliore cooperazione sugli sbarchi delle persone soccorse in mare. Per ottenere risultati concreti e immediati dobbiamo però essere uniti: non soltanto oggi, ma a lungo termine. Dobbiamo adoperarci per soluzioni durature.”
Per rendere più ordinata ed efficace la gestione delle persone sbarcate nell’Unione europea, i leader hanno auspicato l’istituzione di “centri controllati” nell’UE. L’obiettivo primario sarebbe migliorare il processo di distinzione tra le persone bisognose di protezione internazionale e i migranti irregolari che non hanno diritto di restare nell’UE, accelerando al contempo i rimpatri.I centri sarebbero gestiti dallo Stato membro ospitante con il pieno sostegno dell’UE e delle agenzie dell’UE; potrebbero essere temporanei o ad hoc, a seconda dell’ubicazione. I principali elementi dei centri sono i seguenti:pieno sostegno operativo, con squadre di sbarco formate da guardie di frontiera europee, esperti di asilo, addetti allo screening di sicurezza e agenti addetti ai rimpatri, i cui costi sarebbero coperti integralmente dal bilancio dell’UE;
gestione rapida, sicura ed efficace che riduca il rischio di movimenti secondari e sveltisca la determinazione dello status della persona;
pieno sostegno finanziario agli Stati membri volontari per la copertura dei costi delle infrastrutture e i costi operativi e sostegno finanziario agli Stati membri che accettano i trasferimenti delle persone sbarcate (6 000 € per persona).
Per sperimentare questo concetto potrebbe essere avviata appena possibile una fase pilota con l’applicazione di un approccio flessibile.La Commissione fungerà da cellula centrale di coordinamento per gli Stati membri che partecipano agli sforzi di solidarietà: si tratterà di una misura temporanea in attesa che possa essere creato un vero e proprio sistema nel contesto delle riforme in corso del sistema europeo comune di asilo.

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Sono quasi 24.500 le tonnellate di rifiuti elettronici gestiti nel corso del 2017

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 giugno 2018

Il 6% in più rispetto all’anno precedente, con un tasso di recupero medio di oltre il 96% in peso. Sono questi i principali numeri di Ecolight, sistema collettivo nazionale per la gestione dei RAEE e delle pile esauste, contenuti nel Rapporto Sociale 2017. Il consorzio segna così un passo in avanti, in favore dell’ambiente e delle aziende consorziate (che hanno superato quota 1.700) nell’ottica di dare concretezza ai principi dell’economia circolare. «Proprio all’economia circolare abbiamo voluto dedicare il nostro annuale Rapporto Sociale – premette il presidente di Ecolight, Walter Camarda -. Attraverso il documento che raccoglie in sintesi tutta l’attività svolta dal consorzio l’anno scorso, abbiamo voluto evidenziare il contributo che Ecolight ha dato, e ciascuno può dare, affinché i principi di riduzione dei rifiuti e di aumento delle quote di recupero possano effettivamente contribuire a creare una nuova società, più rispettosa dell’ambiente e rivolta al futuro». Delle 24.500 tonnellate di RAEE gestite, più di 16mila (due su tre) sono piccoli elettrodomestici, tablet, smartphone ed elettronica di consumo non più funzionanti; quasi 800 sono le tonnellate di R5, ovvero lampadine a risparmio energetico e neon a fine vita. Ecolight si conferma così il punto di riferimento nazionale per i piccoli RAEE. «L’impegno del consorzio non è si è concretizzato solamente nella fase di raccolta, ma ha riguardato anche la parte di trattamento dei rifiuti elettronici», osserva il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio. «Attraverso una rete di impianti selezionati, abbiamo raggiunto una quota di riciclo dei RAEE pari al oltre il 96% in relazione al loro peso, con oltre 11 mila tonnellate di metalli e più di 6mila tonnellate di materie plastiche».Nel complesso Ecolight l’anno scorso ha gestito oltre 27 mila tonnellate di rifiuti raccogliendo tutte le tipologie di rifiuti elettronici (dai frigoriferi ai televisori, dalle lavatrici fino ai cellulari e alle sorgenti luminose) oltre alle pile portatili esauste. L’azione si è divisa in tre ambiti: innanzitutto, all’interno del sistema del Centro di Coordinamento RAEE. Fornendo il servizio ai 3.478 punti di prelievo affidati, il consorzio ha raccolto oltre 24.400 tonnellate di RAEE facendo 22.265 missioni (+7% rispetto al 2016) nelle isole ecologiche di tutta Italia. Inoltre, in risposta a quanto previsto dal cosiddetto decreto “Uno contro Uno”, Ecolight ha erogato un servizio specifico dedicato alla Distribuzione servendo direttamente 2.830 punti vendita e raccogliendo oltre 660 tonnellate di RAEE. Non certo ultimo, alle aziende è stata dedicata una grande attenzione potenziando il servizio professionale per la gestione dei rifiuti delle imprese. Il servizio, che garantisce una gestione rispettosa delle norme e dell’ambiente e una completa tracciabilità documentale, ha visto Ecolight gestire oltre 1.600 tonnellate di rifiuti effettuando 3 mila missioni.Le sfide future riguardano soprattutto le aziende. In attesa dell’entrata in vigore dell’Open Scope, Ecolight ha costituito una nuova realtà operativa per rispondere più puntualmente alle esigenze delle imprese e per orientarle nella gestione dei rifiuti professionali.

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Libro: Gestione del brand e della reputazione

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

Il punto di partenza per ogni attività imprenditoriale, qualunque essa sia, è sempre e solo uno: il brand. Sì, perché il brand è lo strumento di differenziazione dalla concorrenza, è ciò che ti farà entrare nella mente del consumatore e soprattutto rimanerci. Oggi avere un brand forte determina il successo o meno di un’azienda. I piani di marketing e le campagne sono inefficaci se la marca non è stata costruita seguendo i modelli e i principi di base che hanno determinato il successo di migliaia di imprese nel mondo. È quindi importante, prima di iniziare tutte le attività di advertising e di strategia, disegnare il proprio brand e mettere in atto quelle azioni che permettono di monitorare in modo efficace anche la reputazione sul web. Perché la reputazione è ciò che le persone capiscono e percepiscono, è l’idea che pian piano si fanno di te e della tua azienda. Brand e reputazione sono i due fattori che determineranno il successo del tuo progetto. Questo libro ti fornirà tutti gli strumenti essenziali (modelli, software, esempi), oltre a numerosi case-study e contributi dei migliori professionisti italiani, per incrementare il tuo business.
Giovanni Cavaliere è un digital marketing strategist ed assistente didattico dei corsi in
Brand e product management e Marketing presso l’università LUISS Guido Carli di Roma. Ha lavorato per grandi aziende internazionali e seguito il lancio di prodotti e progetti in startup, occupandosi di marketing di prodotto, brand management, multichannel marketing e digital marketing. Attualmente è Responsabile e Coordinatore dell’Area Digital per Arti Grafiche Boccia e svolge anche attività di consulenza digital e web marketing con la sua digital agency “Garage Digitale”. (Dario Flaccovio editore)

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Sviluppo e gestione di sistemi di informazioni creditizie e commerciali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

CRIF, società globale specializzata nello sviluppo e gestione di sistemi di informazioni creditizie e commerciali e soluzioni per la gestione del credito, ha annunciato la partnership con il Credit Information and Analytical Center (CIAC) per lo sviluppo di un Sistema di Informazioni Creditizie in Uzbekistan. Il Gruppo bolognese deterrà il 35% del capitale sociale della società di partenariato pubblico-privato.
Questa iniziativa si inserisce nel “Financial Infrastructure Project” attuato in Uzbekistan dalla World Bank e da IFC Finance & Markets Global Practice. Nello specifico, dopo due anni di gare e trattative internazionali sotto l’egida della World Bank, CIAC ha scelto CRIF come partner tecnologico per lo sviluppo del progetto in virtù della sua comprovata esperienza nella fornitura di analoghe soluzioni in Europa, Asia, Africa e nelle Americhe.
L’Uzbekistan, che fa parte del programma di cooperazione economica regionale (CAREC) per l’Asia centrale, è un Paese che sta cercando di realizzare una crescita economica inclusiva. Grazie alla sua posizione strategica, che gli conferisce un ruolo fondamentale come ponte tra l’Europa e il Medio Oriente, e alle recenti riforme istituzionali, dispone delle condizioni adeguate per consolidare la propria crescita, sviluppare i mercati, promuovere la partecipazione del settore privato e sostenere il sistema imprenditoriale nel suo complesso. Secondo le previsioni dell’Asian Development Bank Report, il PIL dell’Uzbekistan dovrebbe crescere del 5,5% nel 2018 e del 5,6% nel 2019.
“La firma dell’accordo tra il credit bureau uzbeko e CRIF è particolarmente importante e opportuna in quanto il Paese sta attualmente attuando un piano di riforme senza precedenti in tutti i settori della propria economia. Questa partnership segnerà una nuova pietra miliare nello sviluppo del sistema di condivisione delle informazioni sul credito a famiglie e imprese, portando soluzioni tecnologiche evolute e competenze globali che andranno a beneficio del nostro settore creditizio e finanziario” – ha commentato Bakhtiyar Khamidov, General Director dell’Uzbekistan Banking Association.

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Il Policlinico di Milano all’avanguardia nella gestione multidisciplinare del tumore al polmone

Posted by fidest press agency su sabato, 19 Mag 2018

Milano. Un approccio multidisciplinare e multi-patologia per garantire una corretta gestione del tumore al polmone. È quanto accade al Policlinico di Milano, struttura d’avanguardia nel trattamento di questa neoplasia. L’ospedale gestisce oltre 500 casi di tumore al polmone l’anno di cui 200 chirurgici, e tutti gli iter per la diagnosi e l’impostazione della terapia si realizzano entro 1 mese dalla prima visita, che si può ottenere in soli 7 giorni.
Il tumore del polmone colpisce a livello globale oltre 2 milioni di persone[1], attestandosi come prima causa di morte per gli uomini e terza per le donne, dopo il tumore al seno e al colon. In Italia nel 2017 si sono contati 28mila nuovi casi negli uomini e 13mila nelle donne. Si conferma così come la terza patologia tumorale più frequentemente diagnosticata tra gli uomini (15%) dopo la prostata e il colon, la terza per le donne (6%) dopo mammella e colon, mentre in termini di decessi risulta ancora al primo posto fra i pazienti di sesso maschile (26%).
Tabagismo, inquinamento atmosferico e esposizione a cancerogeni professionali sono i principali fattori di rischio. Tra i cancerogeni legati al lavoro, nel 2016 in Italia figuravano ancora l’amianto (181.500 decessi) e la silice cristallina (48.000), responsabili anche di 3.500 decessi per asbestosi (malattia polmonare cronica conseguente all’inalazione di fibre di asbesto) e 10.400 per silicosi (pneumoconiosi causata dall’inalazione di polvere contenente biossido di silicio)[4]. Per quanto concerne l’inquinamento atmosferico, invece, tra i fattori di rischio primari soprattutto per i non fumatori, la Pianura Padana detiene il triste primato di territorio più inquinato d’Europa. Secondo gli ultimi dati OCSE, infatti, quanto a polveri sottili i milanesi sarebbero fra i più esposti a livello nazionale, con Piemonte e Lombardia che superano praticamente tutto il resto del continente.In termini di prevenzione, gli esperti internazionali concordano nel definire essenziali la completa astensione dal fumo e la diagnosi precoce, ovvero la scoperta del tumore quando ancora di dimensioni ridotte. Due elementi che agevolano la gestione chirurgica e/o terapeutica, migliorando di conseguenza la prognosi e la qualità di vita dell’individuo. Per questo, presso il Policlinico di Milano è disponibile un vero e proprio percorso, a cui collabora anche uno specifico ambulatorio, per assistere nella disassuefazione dal fumo, mentre pneumologi e chirurghi toracici si prendono cura del paziente a 360 gradi. Un approccio multidisciplinare, infatti, tramite un percorso definito presso la medesima struttura, consente di ottimizzare i tempi di cura con una conseguente gestione più efficace della patologia.«Il nostro ospedale organizza i servizi sanitari e sociosanitari necessari al paziente in relazione alle patologie croniche di cui soffre. Supporta il cittadino programmando le prestazioni che devono essere erogate, emettendo le prescrizioni, fissando gli appuntamenti e verificando i referti – spiega Luigi Santambrogio, Direttore della Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone del Policlinico di Milano – inoltre, disponiamo di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per il paziente oncologico toracico, pensato proprio per una sua gestione tramite un’equipe composta da un chirurgo toracico, uno pneumologo, un medico nucleare, un oncologo, un radioterapista e un anatomo-patologo. Il percorso diagnostico-terapeutico del paziente affetto da nodulo polmonare è solitamente così strutturato: PET total body e ago aspirato (TAC o Eco guidato) ove necessari, valutazione funzionale respiratoria (spirometria, visita pneumologica, eventuale scintigrafia polmonare, valutazione fisioterapica respiratoria), valutazione oncologica e chirurgica toracica, eventuale intervento chirurgico attraverso le più moderne tecniche mininvasive. Queste, rispetto alla toracotomia tradizionale (che comunque si rende necessaria nei casi più complessi), permettono di eseguire resezioni polmonari maggiori quali lobectomie o pneumonectomie attraverso un’unica incisione toracica di 4-5cm di lunghezza senza divaricazione traumatica dello spazio intercostale, garantendo al paziente un decorso post-operatorio migliore in termini sia fisici (minor dolore, ripresa più veloce delle normali attività quotidiane) che psicologici». Afferma ancora il professor Santambrogio: «La Chirurgia Toracica del Policlinico è stata il primo Centro accreditato da parte della Società italiana di Chirurgia Toracica e, dal 2013, dalla Società Europea di Chirurgia Toracica (ESTS) per le attività svolte, sia di trapianto che di chirurgia oncologica, valutando le procedure diagnostiche e chirurgiche come altamente qualificanti e all’avanguardia».
In caso di sospetta neoplasia polmonare, il primo specialista interpellato è il chirurgo, che valuta le caratteristiche della lesione riscontrata nel paziente e decide se procedere con ulteriori accertamenti, condivisi e discussi nell’ambito delle riunioni multidisciplinari del Percorso dedicato sul tumore del polmone. Lo pneumologo resta una figura di prim’ordine, soprattutto nella fase di valutazione funzionale preoperatoria, che viene completata da un team di fisioterapisti respiratori, al Policlinico parte integrante del reparto di chirurgia toracica. Disciplina anche al centro di un master dedicato promosso dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’ospedale.«Essendo il nostro un Centro Trapianti di Polmone ad alto flusso – continua il professore – i fisioterapisti sono formati per affrontare le situazioni più delicate, sia in termini di preparazione all’intervento sia di corretta e veloce ripresa di una funzione respiratoria e muscolare ottimale. Questo, vale anche per le equipe anestesiologico-rianimatorie, abituate a gestire gli interventi più complessi, come il trapianto polmonare».
Conclude: «Oggi, la tendenza è quella di procedere con terapie target, ovvero mirate sul tipo di tumore e, soprattutto, sul paziente. Al Policlinico, innanzitutto, eseguiamo la cosiddetta biopsia liquida, un esame che da un tradizionale prelievo permette di indagare nel sangue le cellule tumorali circolanti che indicano se è presente una neoplasia, magari molto piccola e quindi non rilevabile mediante diagnostica tradizionale. Inoltre, grazie alla collaborazione con la Genetica Molecolare dell’ospedale, è possibile procedere con il mapping genetico, che permette lo sviluppo di terapie personalizzate. In quanto Istituto di Ricerca, infatti, i pazienti del Policlinico possono essere inseriti in programmi di ricerca che puntano sulla totale personalizzazione delle cure».

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“Preoccupante situazione sulla gestione del castello Orsini-Cesi di Sant’Angelo Romano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2018

Lettera aperta alla sindaca di Sant’Angelo Romano Martina Domenici sulla gestione del Castello Orsini-Cesi e del Museo Preistorico del Territorio Tiburtino-Cornicolano. A sottoscriverla sono Alessandra Andò, dell’Associazione Sant’Angelo Romano – Economia e Territorio, Italia Nostra Lazio, Carlo Boldrighini, Italia Nostra – Sezione Aniene e Monti Lucretili, Vittorio Emiliani del Comitato per la Bellezza, Vezio De Lucia per Associazione Bianchi Bandinelli, Salviamo il Paesaggio – Roma e Lazio, il Comitato per il Risanamento Ambientale. Nella nota, le associazioni impegnate da anni nella tutela e nella valorizzazione e fruizione pubblica dei beni ambientali e culturali del territorio, giudicano preoccupante la situazione che si è venuta a creare nel comune di Sant’Angelo Romano, dove l’amministrazione comunale ha lanciato, oltre sette mesi fa, un’indagine esplorativa sui possibili nuovi soggetti per la gestione del castello Orsini-Cesi, di proprietà comunale.“Ad oggi – scrivono nella lettera aperta – siamo ad un punto morto, col risultato di una lunga ed inspiegabile chiusura dell’intero immobile e col conseguente nocumento di cittadini e possibili fruitori. Infatti, sia il noto e bellissimo castello, sia il museo preistorico ivi presente sono tenuti privi di orari di apertura al pubblico e, di fatto, senza soluzione su date o atti sui quali incardinare la futura programmazione degli spazi di museo e castello e le relative successive attività e iniziative.Resta il fatto oltremodo doloroso che un museo chiuso fa perdere occasioni culturali ed economiche per l’intero territorio e segnatamente per le popolazioni scolastiche, mentre, dall’agosto scorso, si è creata una falsa aspettativa sulla possibile soluzione gestionale attraverso la redazione di un bando pubblico fantasma. La presente lettera aperta – sottolineano le associazioni – vuole essere anche concreto stimolo a chiarire le responsabilità amministrative sulla mancata soluzione del problema, facendo anche ricorso ad altre vie, compresa la Corte dei conti, per rappresentare i mancati introiti economici dovuti all’inspiegabile chiusura del prezioso immobile comunale”.

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Bilancio, Giunta Capitolina approva Rendiconto della gestione 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Roma. La Giunta Capitolina ha approvato il Rendiconto di gestione di Roma Capitale per l’anno 2017. Il provvedimento sarà ora sottoposto alla discussione dell’Assemblea Capitolina che dovrà approvarlo entro il termine di legge del 30 aprile 2018.
Il Rendiconto si chiude con un risultato di amministrazione di 5.439.479.144 euro e con oltre 59 milioni di euro di miglioramento del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui del 2015 (a fronte del quale il Comune dovrà impegnare risorse pari a 28,4 milioni annui fino al 2045), che si attesta a -667 milioni di euro: si registra dunque un surplus di 30 milioni di euro rispetto al miglioramento minimo imposto dalle disposizioni normative e questo margine consentirà di destinare maggiori risorse alla salvaguardia degli equilibri di bilancio in sede di assestamento.
Nel saldo è ricompreso l’accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità del 50% del credito di circa 485 milioni di euro vantato dall’Amministrazione capitolina nei confronti di Atac, che nel piano di concordato proposto dall’azienda risulta postergato rispetto a quello degli altri creditori. Vengono inoltre registrati gli altri eventi più significativi della gestione finanziaria 2017: la conclusione della conciliazione delle reciproche partite creditorie e debitorie tra Roma Capitale e le sue principali società partecipate, Ama e Atac; l’estinzione anticipata di mutui per 100 milioni di euro e la rinegoziazione di altri debiti da finanziamento; l’anticipazione, da parte del Campidoglio, di 168 milioni di rate di mutuo di competenza della Gestione commissariale del debito pregresso.”Il Bilancio consuntivo del Campidoglio registra positivamente le azioni compiute nell’ultimo anno – afferma l’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti – per mettere in sicurezza i conti del Campidoglio e ridurre il debito. Nelle more della procedura di concordato preventivo di Atac accantoniamo risorse per oltre 240 milioni di euro, pari alla metà del credito vantato nei confronti dell’azienda: si tratta di un’operazione doverosa in considerazione dell’orizzonte temporale previsto dal piano di concordato e in attesa che si concluda l’iter della procedura. L’intervento sui mutui ci ha consentito di ridurre il debito residuo di circa 130 milioni di euro, dopo cinque anni di sostanziale invariabilità, Non solo: rispetto al passato diminuisce drasticamente il nuovo debito contratto, che si attesta a soli 2 milioni di euro contro cifre che variavano da 40 milioni agli oltre 400 milioni del 2012. Preoccupa invece la mancata autorizzazione, da parte della gestione commissariale, al pagamento delle rate di mutuo di sua competenza: nell’attesa che il Governo nomini il nuovo commissario, la nostra Amministrazione ha subito un prelievo di 168 milioni di euro sacrificando risorse proprie per regolarizzare i pagamenti alle banche”, conclude Lemmetti.

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