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Posts Tagged ‘famiglia’

Nasce l’Osservatorio Mondiale della Famiglia

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Murcia. “L’obiettivo di questo Osservatorio è fornire un servizio importante di formazione e assistenza alle famiglie, in particolare le più destrutturate, in tutto paesi del mondo”, ha detto il Presidente dell’UCAM, José Luis Mendoza, riferendosi al nuovo Osservatorio Internazionale della Famiglia che è stato presentato nella Sala Stampa del Vaticano giorni fa.
In questo progetto, che ha come germe la richiesta di Papa Francesco di indagare sulla situazione attuale della famiglia, sarà effettuata una ricerca a livello mondiale, che si concentrerà sulla famiglia e sulla povertà con due linee principali: la povertà relazionale e la povertà economica.Nell’atto di presentazione dell’Osservatorio sono intervenuti con José Luis Mendoza, Presidente della UCAM; l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II e Francesco Belletti, Direttore del Centro internazionale di studi familiari (CISF) con sede a Milano.José Luis Mendoza ha dichiarato che in questo Osservatorio “mettiamo a disposizione del progetto le risorse umane, logistiche ed economiche necessarie per creare una rete di contatti locali nei cinque continenti: istituzioni specializzate nella ricerca scientifica della famiglia o che lavorano quotidianamente con o per le famiglie, per essere in grado di raccogliere dati affidabili”.Il Presidente dell’UCAM ha anche aggiunto che questo progetto inizierà a svilupparsi in Africa, a Nairobi, in Mozambico, ma anche a Nuova Delhi e in Cina e nei paesi dell’America Latina, seguendo un processo evolutivo. Il Presidente dell’UCAM ha ricordato che la sede centrale di questo osservatorio internazionale della famiglia sarà a Murcia, nella sede dell’Università.José Luis Mendoza ha indicato, inoltre, che “il contributo che l’UCAM offre all’attività dell’Osservatorio, come corpo co-fondatore, è in perfetta armonia con la sua natura, cioè l’aumento della cultura superiore e la piena promozione della persona umana, la diffusione della conoscenza scientifica e lo sviluppo integrale dei membri della comunità accademica”.La UCAM copre la maggior parte del budget di questo progetto che conta di una squadra di traduttori che si scambiano informazioni in tempo reale in cinque lingue.Nel suo intervento, Monsignor Vincenzo Paglia ha ringraziato l’UCAM per fornire la logistica e il centro di collegamento internazionale che riunisce le istituzioni accademiche di 15 paesi in tutto il mondo già in questa fase di presentazione, al quale si aggiungeranno centinaia di università e istituzioni specializzate.Da parte sua, il Direttore del CISF, Francesco Belletti, ha sottolineato “l’interesse nel confrontare sia le vulnerabilità della famiglia sia l’efficacia pratica dei diversi tipi di aiuti, nonché le modalità nelle quali i paesi investono per affrontare l’implosione demografica e il rapido invecchiamento della popolazione in Europa, America e Asia”. (Ursula Vagnozzi)

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Infermiere di famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Sul territorio infermieri e medici potrebbero andare verso una collaborazione. Sono ora quattro le regioni che puntano a una legge per istituire l’infermiere di famiglia. In Lombardia l’ha presentata il Movimento 5 Stelle con il consigliere Gregorio Mammì, primo firmatario. La figura opererebbe in stretta sinergia con il medico di famiglia, assistendo i malati a domicilio. Si chiede anche l’istituzione di laboratori condotti da infermieri che effettuino medicazioni gratuite, terapie ed esami. Per Mammì, l’infermiere di famiglia, figura in linea con i dettami dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, «può fare la differenza nell’assistenza sanitaria, con medicazioni, trattamenti, esami o assistenza direttamente a casa del malato. L’efficacia dei trattamenti domiciliari, che contribuiscono enormemente ad alleviare l’esperienza della malattia, è ampiamente provata. Con questo progetto di legge vogliamo avvicinare la sanità lombarda ai malati e offrire servizi molto capillari sul territorio». «Oggi – continua Mammì- sembra diventato impossibile trovare qualcuno per un’iniezione o una medicazione complessa. L’infermiere di famiglia è una proposta che riporterà l’assistenza sanitaria ai territori e contribuirà anche a ridurre gli accessi al Pronto Soccorso, le degenze ospedaliere o le riammissioni con risparmi per le casse pubbliche». La proposta lombarda è in linea con sperimentazioni partite in Piemonte e in Liguria e con la delibera approvata in Toscana a giugno che apre ad attività di consulenza sugli stili di vita, interventi a casa specie su pazienti dimessi, identificazione nelle famiglie degli effetti dei fattori socio economici sulla salute, collegamento con i servizi sociali. «E’ utile una figura che ci affianchi in studio nella lotta alle cronicità, e, rinforzando l’assistenza domiciliare, si ponga come valida alternativa all’istituzionalizzazione di disabili, fragili e malati terminali nonché a Presidi sociosanitari territoriali e Presidi Ospedaliero Territoriali pensati in Lombardia come luoghi di ricovero a bassa intensità di cura, ma tutti da riempire di contenuti» dice Ovidio Brignoli, vicepresidente della Società Italiana di medicina generale (al congresso SIMG è emerso il tema dei contenuti infermieristici nell’attività del Mmg). «Sì pure a laboratori infermieristici per evitare l’istituzionalizzazione di pazienti fragili in strutture. Sebbene il ruolo di care manager sia ancora da scrivere, alcuni contenuti assistenziali dell’attività oggi svolta dal medico di famiglia, e che non gli appartengono, possono essere affidati all’infermiere dello studio, liberando il medico per altre attività. Certo, ragioniamo in ottica di team, di potenziamento degli studi di Mmg, di attività da svolgere in stretto coordinamento». Perplesso Ugo Tamborini, presidente Snami Milano: «L’infermiere a fianco del Mmg è previsto dall’accordo nazionale del 2005. A Milano, in 24 ore riesco ad attivarlo per l’assistenza domiciliare integrata, per curare ulcere da decubito ed altre medicazioni. La proposta M5S pare orientata a rendere più capillare l’infermiere sul territorio, per il quale oggi ogni regione versa 7 euro ad assistito al medico di famiglia che se ne doti. Si tratta di circa 10 mila euro annui in tutto a fronte di una retribuzione complessiva lorda annua di 30 mila euro, il resto li mettiamo noi medici. Eppure, in questa fase quand’anche chiedessimo quei 7 euro ci si risponderebbe picche, il tetto entro cui venivano concessi è stato sforato. La domanda è perciò: con quali risorse si immagina di finanziare l’operazione? E poi, quanti infermieri si prevedono? Se ne preventiva la reperibilità, indispensabile per il medico di famiglia? I laboratori infermieristici, da attivare ex novo, non rappresentano un costo ulteriore per la parte pubblica rispetto al potenziamento dei nostri studi? E l’attività sul territorio s’intende agganciata alla prescrizione del Mmg, come dovrebbe essere, o si immagina un’autonomia supplementare, un iter in cui il paziente viene e spontaneamente l’infermiere attiva cure? Se si vogliono riempire con contenuti di primo livello gli ambulatori distrettuali non sarebbe meglio farlo con medici di famiglia, sollevati così dal nodo dei costi che rischia di mandare deserti i bandi per le carenze?» Tamborini teme inutili ridondanze: «Se l’infermiere assunto dal medico di famiglia ha un limite è nella mancanza di fondi pubblici, non nell’assenza di leggi. Analogamente, se l’assistenza territoriale ha un limite, appare solo in parte legato ai pochi infermieri. Molta assistenza ai disabili (cui oggi si rimedia con l’istituzionalizzazione, onere sociale ed emotivo per le famiglie) dipende da un buon collegamento con assistenti sociali e operatori socio sanitari che, questo sì, purtroppo manca per via dello scollamento tra ambiti sociale e sanitario».(fonte: doctor33)

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Infermiere di famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Il gruppo consiliare regionale del M5S Lombardia ha depositato una proposta di legge che ha l’obiettivo di riconoscere la figura professionale dell’infermiere di famiglia che, operando in stretta sinergia con il medico di base, assisterà il malato a domicilio. Il M5S chiede anche l’istituzionalizzazione dei laboratori infermieristici condotti dagli infermieri che possano effettuare gratuitamente prestazioni come medicazioni, terapie ed esami.
Il consigliere regionale Gregorio Mammì, primo firmatario del progetto, spiega: “L’infermiere di famiglia è una figura nuova e innovativa, che piace all’Organizzazione Mondiale della Sanità, e che può fare la differenza nell’assistenza sanitaria, con medicazioni, trattamenti, esami o assistenza, direttamente a casa del malato.L’efficacia dei trattamenti domiciliari, che contribuiscono enormemente ad alleviare l’esperienza della malattia, è ampiamente provata.Con questo progetto di legge vogliamo avvicinare la sanità lombarda ai malati e offrire, anche con i laboratori infermieristici, servizi molto capillari sul territorio. Oggi sembra diventato impossibile trovare qualcuno per un’iniezione o una medicazione complessa. L’infermiere di famiglia sarà la persona giusta alla quale rivolgersi 24 ore su 24”.
“È una proposta che riporterà l’assistenza sanitaria ai territori e contribuirà anche a ridurre gli accessi al Pronto Soccorso, le degenze ospedaliere o le riammissioni con importanti risparmi per le casse pubbliche.Come il medico di base, l’infermiere ha un enorme bagaglio di competenze e deve essere una figura cardine nell’offerta di servizi sanitari. E può offrire ai cittadini risposte efficaci, dirette e qualificate ai problemi di salute. Mi auguro che dalle parti della Maggioranza vogliano condividere questa proposta che è già pronta per essere approvata”, conclude Mammì.

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A Giovonazzo una corsa per tutta la famiglia

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Giovinazzo (Ba) Domenica 11 novembre, dalle ore 10:00, per le vie di Giovinazzo si terrà la “Netium Run”, corsa podistica non competitiva che si svolgerà sul lungomare del comune barese, con due percorsi da 3 e 8 km. Organizzata dalla SSD Netium e dall’Agenzia I Viaggi di Salomone, questa iniziativa ha l’intento di creare un momento di festa all’insegna dello sport e dell’aggregazione sociale. Non si rivolge, infatti, prettamente allo sportivo capace di percorrere l’intero tragitto, ma soprattutto agli amatori, alle famiglie e a chi desidera trascorrere una domenica diversa. “È una corsa all’insegna della spensieratezza – ha commentato la dott. Annalisa Salomone, responsabile dell’agenzia – lungo un affascinante scenario paesaggistico. Ci sarà chi affronterà il tragitto correndo, ma anche chi semplicemente passeggerà”. Per creare, infatti, un’atmosfera di divertimento e condivisione, l’organizzazione permette ai bambini, sino ai dieci anni non compiuti, di partecipare gratuitamente e ogni adulto avrà la possibilità di accompagnare massimo 2 bambini (previa iscrizione e autorizzazione di un genitore). Inoltre, parte dell’incasso sarà devoluto all’associazione Gargano 2000 di Giovinazzo che, senza scopo di lucro, ha come obiettivo lo sviluppo dell’autonomia e dell’integrazione sociale di soggetti con disabilità.
“Questo – ha aggiunto Giuseppe Marcotriggiano, titolare della SSD Netium – è un modo per avvicinare i meno fortunati allo sport e sensibilizzare tutti verso importanti tematiche sociali. Abbiamo scelto questa associazione perché lavora con questi ragazzi proprio attraverso lo sport”. La “Netium Run” si svilupperà in vari momenti. Le attività avranno inizio alle 7:00, con l’apertura del Village, in quest’area tutti gli iscritti potranno ritirare il proprio kit corsa (sacca, maglia, pettorale e gadget). Alle 10:00 avrà inizio la gara suddivisa su due percorsi. Quella da 3 km interesserà il lungomare di ponente, mentre il percorso più lungo toccherà oltre questo lato anche quello di levante.
Terminata la corsa, si continuerà con musica, spettacolo e animazione fino alle ore 13:00. Per partecipare a questa iniziativa basterà scaricare il modulo di iscrizione o compilarlo sul sito “iviaggidisalomone.it”.

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Congresso Mondiale delle Famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Verona dal 29 al 31 marzo 2019. Dopo l’annuncio dato dal presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie, Brian Brown, Toni Brandi ha espresso la sua viva soddisfazione: «Sono davvero felice che l’Italia potrà ospitare questo evento che vedrà ospiti di prestigio provenienti da tutto il mondo e ringrazio il Vicepremier Salvini, il Ministro Fontana, il presidente Zaia e il sindaco Sboarina per il loro importante sostegno e incoraggiamento», ha dichiarato il presidente di Pro Vita Onlus, che organizzerà l’evento con il Comitato Difendiamo i Nostri Figli e Generazione Famiglia.Il ministro per la famiglia e le disabilità, Lorenzo Fontana, ha inviato i suoi saluti ai delegati presenti a Chisinau, in Moldavia, in occasione della XII edizione del Congresso da poco conclusa, che ha visto la partecipazione – tra gli altri – del Presidente della Repubblica Moldava, Igor Dodon, del Segretario di Stato Vaticano S.E. Pietro Parolin, e di Padre Dimitriy Smirnov, in rappresentanza del Patriarca Kirill e presidente della Commissione per la Famiglia della Chiesa Ortodossa Russa. «Sono convinto che la famiglia è la forza che guida la società», ha scritto Fontana. «E che l’attuale crisi economica non può essere risolta senza un ritorno ai valori umani e cristiani che la famiglia salvaguarda e trasmette da migliaia di anni».
Anche nelle precedenti edizioni, tenutesi in tutto il mondo, dall’Australia agli Stati Uniti, sono intervenuti Capi di stato, di Governo, Ministri, esponenti religiosi e rappresentanti di Associazioni nazionali e internazionali. «La tutela del diritto alla vita, della famiglia naturale e della libertà educativa sono le basi per lo sviluppo armonico della società e degli individui», precisa Massimo Gandolfini, portavoce del Family Day.«Al Congresso Mondiale delle Famiglie si confrontano rappresentanti delle istituzioni, della politica, della cultura e delle Chiese, sulle azioni concrete che possono essere promosse per riaffermare i principi non negoziabili», spiega Jacopo Coghe, presidente di Generazione Famiglia.Con il sindaco di Verona, Federico Sboarina, anche Luca Zaia, Governatore della Regione Veneto, nei loro messaggi di saluto ai partecipanti al Congresso «esprimono l’importanza fondamentale della famiglia come pilastro per il welfare e motore per lo sviluppo della società» e hanno ringraziato il Presidente del Congresso Brian Brown per aver scelto Verona come sede della prossima assise mondiale.

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Le donne in famiglia: sentinelle della salute

Posted by fidest press agency su martedì, 21 agosto 2018

Sono le donne che in famiglia si occupano della salute di tutti, di figli, genitori anziani e partner. Li accompagnano a fare gli esami, vanno in farmacia per acquistare farmaci e si preoccupano di fare prevenzione. Il quadro è stato tracciato da un’indagine condotta dall’Ispo (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione). Emerge, infatti, che la donna si occupa della salute dei familiari malati per tutte le loro esigenze (51% contro il 9% degli uomini), s’informa sulla prevenzione (49% contro il 9% degli uomini), li accompagna dal medico (45% contro 12% dei maschi) e va in farmacia (44% contro il 14% degli uomini), ma è più pigra nell’adottare comportamenti salutari. Infatti, fa meno attività fisica (49% contro il 58% degli uomini), non rinuncia alle sigarette (23%, 17% gli uomini) e all’alcol (17% contro il 9% degli uomini. «Le donne e gli uomini vengono da pianeti diversi nel campo della salute» Le differenze si fanno più spiccate sul fronte della prevenzione dei tumori (65% donne contro il 45% degli uomini) e della sfera intima. “Il 72% delle donne va dal ginecologo almeno una volta ogni 2 anni, mentre il 60% degli uomini non è mai andato dall’andrologo”. (Servizio Fidest)

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Invecchiare bene si può

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

«Creare la figura del geriatra di base e responsabilizzare il medico di famiglia, il primo anello della catena di spesa sanitaria». Subito dopo s’impone un altro aspetto del problema: come migliorare le condizioni dell’invecchiamento degli italiani? Dobbiamo innanzitutto capire qual è la sua entità. Diciamo che il 34,6% della popolazione italiana ha raggiunto i 65 anni, e se osserviamo il fenomeno a livello mondiale sappiamo che gli over 65 nel mondo passeranno dagli attuali 756,45 milioni a più di un miliardo e 400 milioni. Negli anni abbiamo riempito il territorio di consultori, dove si trovano tutte le professionalità mediche: psichiatri, sociologi, pediatri di base ecc. È incomprensibile come in un paese che invecchia progressivamente come l’Italia, ancora non si sia pensato di istituire la figura del geriatra di base che punti sulla prevenzione per migliorare le condizioni di vita dell’anziano. Dobbiamo inoltre tornare ad attribuire al medico di famiglia quel ruolo centrale che merita. È il medico di medicina generale che può decidere della spesa farmaceutica, diagnostica e specialistica. C’è poi scarsa sinergia tra medico di famiglia, guardia medica, servizi territoriali, pronto soccorso ecc. L’informatizzazione dei dati sanitari potrebbe aiutare a tenere sotto controllo la situazione medico-sanitaria del territorio. Lo stesso medico ospedaliero, in caso di ricovero, troppo spesso non fa che ripetere visite specialistiche e diagnostiche già prescritte al paziente dal medico di medicina generale, con il risultato di raddoppiare la spesa e i tempi di cura». Il servizio sanitario nazionale in generale funziona. Ma negli ultimi 15 anni, non siamo riusciti ancora a definire né i livelli di assistenza sanitaria né quelli socio-assistenziali di base, né a rendere uniforme la qualità del servizio su tutto il territorio nazionale. Tutto ciò rende difficile contribuire al miglioramento delle condizioni degli anziani e non solo. (Redazione Fidest)

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Più investimenti per la pediatria di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

“Avviare nuovi investimenti per migliorare gli studi pediatrici attivi sul territorio in coerenza con le nuove esigenze di salute di bambini ed adolescenti. E attuare, quanto prima, il pieno coinvolgimento dei pediatri di famiglia nell’ambito del sistema vaccinale italiano”. Sono queste le due principali richieste che la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha avanzato al Ministro della Salute Giulia Grillo durante l’incontro che si è svolto ieri a Roma al quale ha partecipato anche il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti. “Esprimiamo la piena soddisfazione per l’esito positivo del confronto – sottolinea il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale FIMP -. Abbiamo ribadito, alla titolare del Dicastero della Salute, che devono essere maggiormente valorizzate le specificità della pediatria di famiglia. Siamo oltre 7.000 specialisti che si prendono cura della salute dei giovanissimi in modo continuativo e che ogni giorno lavorano nell’ambito di un rapporto di fiducia a stretto contatto con milioni di italiani. Si tratta di una risorsa straordinaria al servizio dell’intera collettività nonché di una peculiarità fondamentale del nostro sistema sanitario nazionale. La pediatria di famiglia, che la FIMP rappresenta, va salvaguardata per la specificità professionale di cui è portatrice nell’ambito della pediatria italiana come referente per l’ambito delle cure primarie e, per tale motivo, deve diventare la destinataria di maggiori investimenti pubblici anche per quanto riguarda la formazione dei nuovi pediatri”. “Con l’Onorevole Grillo abbiamo affrontato anche la questione delle vaccinazioni pediatriche – prosegue il Presidente FIMP -. L’obiettivo di tutti è quello di aumentare le coperture vaccinali a vantaggio della salute dei singoli e della comunità. In questo senso il nostro auspicio è quello di avere un ruolo maggiore non solo nell’educazione delle famiglie e dei bambini ma anche nell’esecuzione stessa dell’atto vaccinale, venendo incontro alle aspettative delle famiglie ed eliminando le liste di attesa che oggi rappresentano un problema per l’accesso alle vaccinazioni. Questo avviene già in alcune Regioni d’Italia nelle quali si registrano coperture di immunizzazioni superiori alla media nazionale”. “Siamo lieti di aver trovato nel Ministro un’interlocutrice estremamente preparata e competente – conclude Biasci -. Dal canto suo l’Onorevole Grillo ci ha garantito che interverrà su questo come su altri temi che abbiamo affrontato nell’incontro ufficiale di ieri ed ha apprezzato le attività scientifiche che la FIMP sta portando avanti, in particolar modo nel campo della definizione e diffusione delle buone pratiche cliniche. Vogliamo quindi avviare un dialogo continuo e proficuo con il Ministero per migliorare l’assistenza medico-sanitaria ai milioni di bambini e adolescenti residenti nel nostro Paese”.

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AIFI: “Bene ministero per famiglia e disabilità, disponibili al confronto”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

“Salutiamo con interesse l’arrivo del nuovo ministro, con la speranza che continui nell’opera di valorizzazione delle professioni sanitarie, processo ormai definitivamente consolidato con l’istituzione degli Ordini professionali, per migliorare il sistema salute in Italia“. Questo il commento di Mauro Tavarnelli, presidente dell’Associazione italiana fisioterapisti (AIFI), alla nomina di Giulia Grillo come nuovo ministro della Salute.
Secondo l’unica associazione rappresentativa della categoria, l’obiettivo è realizzabile attraverso “l’adozione di nuovi modelli organizzativi in cui AIFI da tempo si sta spendendo con proposte operative e mettendo in rete buone prassi già esistenti: soprattutto- spiega Tavarnelli- in varie regioni d’Italia in cui la figura del fisioterapista assume un ruolo diverso, più diretto, nella presa in carico dei cittadini ma anche nella prevenzione e nella gestione della cronicità”.
Per il presidente di AIFI è da analizzare con attenzione, inoltre, l’istituzione del ministero della Famiglia e della Disabilità, affidato a Lorenzo Fontana. “Lasciando ovviamente diritto di parola alle rappresentanze delle persone con disabilità, quello che possiamo dire è che rappresenta un ministero nuovo di cui ancora non conosciamo le potenzialità perché non sono state declarate le deleghe- evidenzia Tavarnelli- Ma rappresenta una novità interessante nonostante una criticità da valutare: per essere davvero efficiente, infatti, il ministero dovrebbe avere una trasversalità politico-operativa elevata dal momento che, per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità, occorre intervenire su tanti argomenti diversi che afferiscono a vari ministeri, come quello della Salute, delle Politiche sociali e del Lavoro, delle Infrastrutture, ecc”.
Infine, Tavarnelli ribadisce la disponibilità di AIFI “a collaborare con il Governo, come abbiamo sempre fatto, e a dare il nostro contributo per migliorare il sistema salute impegnandoci quotidianamente”.

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Politiche per la famiglia nel nuovo Governo

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2018

Roma 15 maggio 2018 Sala Caduti di Nassyria ore 12.00 (Ingresso Piazza Madama) come ogni anno, si festeggia la Giornata Internazionale della Famiglia che, nonostante una proposta di legge ad hoc, in Italia non è ancora stata riconosciuta come tale. Quest’anno la Giornata della famiglia propone un focus su tre valori chiave, profondamente interconnessi: Famiglia, Gioia e Educazione.
Alle ore 12:00, al Senato, in Sala Caduti di Nassyria, la senatrice Paola Binetti ha organizzato una conferenza stampa il cui scopo non è solo ricordare l’importanza di istituire anche in Italia una giornata per la Famiglia, ma soprattutto sollecitare governo e parlamento per avere risposte urgenti e concrete ai bisogni della famiglia. “In questa nuova Legislatura, che tarda ad iniziare, è bene avviare da subito politiche demografiche serie, politiche fiscali efficaci e politiche lavorative che rilancino il prima possibile la risorsa offerta dalle nuove generazioni, in cui ci sono giovani competenti, motivati e generosi” afferma la parlamentare UDC.Sono chiamati ad intervenire il Senatore Antonio De Poli, la psicoterapeuta Magda Di Renzo, Monsignor Andrea Manto, responsabile del Centro per la Pastorale della Famiglia e l’Avv. Salvatore Sfrecola, Presidente dell’Associazione Italiana Giuristi di Amministrazione.In questa Giornata, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Uniti nel 1994, si vuole promuovere in tutto il mondo la consapevolezza che la famiglia non è solo espressione di problematiche specifiche ma è soprattutto il più forte fattore di coesione sociale, risorsa davvero irrinunciabile sul piano economico-culturale. “Dopo anni trascorsi a parlare della crisi della famiglia, come se si trattasse di una sorta di elogio funebre, con dati sempre più sconfortanti sul crollo dei matrimoni, sul declino delle nascite, sul progressivo impoverimento a cui vanno incontro le famiglie è giunto il momento di fare un salto di qualità. Rimangono in piedi molte emergenze, ma è indispensabile cambiare angolo di osservazione, mettendo in primo piano tutta la positività che la realtà familiare continua ad innescare nel cuore della società” dichiara la senatrice Binetti che conclude: “Al centro della Conferenza stampa ci saranno quindi diritti e doveri di genitori e istituzioni, a cominciare dal pro ssimo governo, che devono tutelare la famiglia nella sua totalità, ben sapendo però che saranno le famiglie a salvare questa società e non la società a salvare la famiglia nella sua integrità”.

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La famiglia è un punto di riferimento per i giovani sportivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2018

“Il mondo del calcio ha bisogno di valorizzare il ruolo della famiglia”. E’ il messaggio lanciato dal Prof. Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma e Direttore della Rivista di Diritto Sportivo del CONI, in apertura di un incontro sul tema del Calciomercato, che si è tenuto all’Università Europea di Roma.“La famiglia – ha ricordato Gambino – ha un ruolo fondamentale e insostituibile nella formazione e nella tutela dei giovani calciatori, che spesso vengono catapultati in un mondo più grande di loro, in cui è facile smarrirsi. Le forti pressioni e l’improvviso successo possono rappresentare un rischio. Per questa ragione, la famiglia è il punto di riferimento più importante per chi si affaccia nel mondo dello sport. Nessuno potrà mai prendere il suo posto. L’influenza della famiglia è talmente forte che se i rapporti al suo interno sono in crisi, questo si riverbera anche sulla serenità dell’atleta”.Secondo il Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma “oggi i giovani calciatori sono spesso sottoposti a condizionamenti e pressioni, fin dal momento in cui iniziano la loro attività. La ricerca esasperata del campioncino e il falso mito della vittoria ad ogni costo rischiano di offuscare l’autentico significato della pratica sportiva, che è quello educativo”.“Gli interessi economici – ha ricordato Gambino – non devono prevalere sugli aspetti etici fondamentali dell’attività sportiva. Negli ultimi anni si è diffusa sempre di più una nuova figura professionale: il procuratore sportivo. E’ importante che il procuratore sia alleato della famiglia. Oltre ad essere un bravo professionista, deve saper accompagnare con umanità i familiari dei giovani calciatori, consigliandoli ed aiutandoli nelle proprie scelte. Tutto questo non potrà che giovare al mondo dello sport, contribuendo a costruire un ambiente migliore ed un futuro sano per le nuove generazioni”.

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44° Congresso Nazionale sindacale dei pediatri di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

“Qualunque forza politica prenderà le redini del Paese dovrà salvaguardare il nostro servizio sanitario nazionale. In particolare bisogna preservare il rapporto fiduciario, tra medico e cittadini, sul quale è improntato e il ruolo fondamentale che devono continuare ad avere le cure primarie”. E’ questo l’appello lanciato dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) in occasione dell’apertura del suo 44° Congresso Nazionale sindacale dal titolo Guardare al Futuro senza Dimenticare il Passato. L’evento vede riuniti a Verona, fino a domenica, oltre 200 delegati. “La pediatria di famiglia italiana rappresenta un patrimonio prezioso e unico nel contesto internazionale – afferma il dott. Giampietro Chiamenti, Presidente Nazionale della FIMP -. Molti Paesi ci invidiano il fatto che un italiano abbia a disposizione, gratuitamente fino ai 14 anni, un medico specializzato nell’assistenza ai giovanissimi. Questa figura professionale va però maggiormente valorizzata perché produce salute per l’intera collettività soprattutto considerando l’invecchiamento generale della popolazione. Il nostro auspicio è che il prossimo Governo metta al centro della sua agenda il rilancio della sanità che invece è stata messa ai margini del dibattito pubblico relativo alle ultime elezioni. Bisogna ritornare a discutere su questi temi e servono nuovi provvedimenti. Di fronte ad un’incombente tendenza alla privatizzazione, la sanità deve essere difesa anche destinando maggiori finanziamenti e risorse. Sono necessari più investimenti perché negli ultimi anni la spesa pubblica in questo settore è stata sottostimata rispetto ai reali bisogni. Solo così potremo garantire la continuità, universalità e l’equità di accesso alle cure a tutti i cittadini al di là del reddito o di altri parametri economici. Infine il futuro Esecutivo deve evitare di scivolare e assecondare i populismi di chi considera i vaccini pericolosi. La legge sull’obbligo vaccinale è stata un’importante conquista per il benessere di tutti, non solo dei bambini. I primi dati dimostrano chiaramente come abbia ridotto la diffusione di malattie molto gravi e pericolose come il morbillo”. Nel congresso di Verona la FIMP rinnova i suoi vertici istituzionali e domenica, al termine delle consultazioni elettorali, ci sarà la nomina del nuovo presidente che guiderà la Federazione per i prossimi anni. “Rappresentiamo oltre l’80% dei pediatri di famiglia che lavorano su tutto il territorio nazionale – prosegue Chiamenti -. Abbiamo un forte radicamento in tutte le Regioni e conosciamo bene le esigenze e le problematiche dei nostri giovani assistiti e dei genitori italiani. Siamo, infatti, i primi rappresentanti del sistema sanitario nazionale con i quali i cittadini si interfacciano. Siamo, come sempre, pronti e disponibili a dare il nostro contribuito a tutte le Istituzioni, sia nazionali che locali, per migliorare e perfezionare l’assistenza sanitaria. Nei prossimi mesi bisogna affrontare alcuni temi caldi come il ricambio generazionale dei pediatri, l’incentivazione della formazione e informatizzazione della nostra professione, il miglioramento dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali, la nuova gestione delle vaccinazioni e dei pazienti cronici e la riorganizzazione del sistema di previdenza e delle assicurazioni. Vogliamo, quanto prima, discutere e affrontare questi aspetti con i nuovi esponenti del Governo e del Parlamento”.

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Pediatra di famiglia: firmata la preintesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2018

La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) firma in SISAC una preintesa che attraverso un “Primo Accordo” su alcuni temi importanti avvia in modo concreto il rinnovo organico dell’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) da raggiungere entro il 2018. Dopo un troppo lungo periodo di infruttuosi incontri, le parti si sono finalmente accordate su alcuni temi normativi e sull’erogazione degli arretrati economici fermi al 2010. “Le parti normative concordate riguardano le modalità di accesso e le graduatorie, articoli importanti perché permettono da un lato di facilitare l’entrata dei giovani pediatri nel rapporto convenzionale e dall’altro di correggere le tempistiche e modalità nell’assegnazione degli incarichi – dichiara il dott. Giampietro Chiamenti Presidente FIMP -. Inoltre le parti sindacali e le Regioni hanno individuato e condiviso gli obiettivi prioritari di salute e i problemi assistenziali su cui focalizzare gli Accordi Regionali. L’obiettivo principale è la vaccinazione che ha nel pediatra di fiducia l’operatore sanitario più idoneo a sostenerla e, sempre più sistematicamente, eseguirla attraverso la valorizzazione del ruolo fiduciario e la sinergia di azione con i centri vaccinali del servizio sanitario nazionale”. “Il secondo obiettivo è l’assistenza al paziente cronico che per il pediatra significherà supporto ed intervento nei confronti della popolazione infantile affetta da malattie rare o croniche, disturbi della sfera neuro-cognitiva, obesità e sue conseguenze – prosegue Chiamenti -. La diagnosi precoce e gli interventi sugli stili di vita nonché l’educazione sanitaria dovranno essere sempre più i corollari indispensabili dell’intervento socio-sanitario finalizzato al contenimento di queste problematiche”. “Finalmente ci sono stati riconosciuti il recupero economico della vacanza contrattuale fermo dal 2010 ed anche gli arretrati riferiti agli aumenti per gli anni 2016-17, stabiliti dalle più recenti leggi finanziarie – sottolinea il presidente FIMP – anche se per ora dobbiamo accontentarci di considerarli come arretrati poiché la messa a regime come aumenti dovrà aspettare la firma definitiva della ACN, si auspica, entro il 2018. Vogliamo cogliere questo preaccordo come un segnale di buona volontà resosi tuttavia possibile solo in fase elettorale grazie al costante supporto del Ministro Lorenzin che tra l’altro si è prodigata in questi anni per significative innovazioni nel servizio sanitario nazionale, come i nuovi lea che valorizzano anche le malattie rare, il piano per la cronicità, le leggi sull’autismo e sull’obbligo vaccinale e ha valorizzato l’alleanza tra salute e scienza. Importanti sono stati anche l’impegno e disponibilità di Massimo Garavaglia, coordinate del Comitato di settore per la salute delle Regioni. Ovviamente non riteniamo il percorso a seguire facile o scontato anche perché, passato il periodo elettorale, non sappiamo quali saranno i nuovi interlocutori e neppure se il servizio sanitario continuerà il suo attuale percorso o sarà soggetto a pericolosi reflussi verso un maggiore peso della privatizzazione in Sanità”.

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Alle falde del …Kilimangiaro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 febbraio 2018

Ho scritto non molto tempo fa che gli italiani, a mio avviso, sono dei “rassegnati e cinici”. I giovani si sentono in trappola. C’è ancora chi resiste, ovviamente, e s’ingegna a trovare uno sbocco esistenziale, anche modesto, ma gli altri rinunciano a cercarsi un lavoro, restano in famiglia, si chiudono nella loro ristretta cerchia degli amici. I precari si affannano ma sanno di combattere la stessa battaglia del cavaliere don Chisciotte contro i mulini a vento. I disoccupati sono avvelenati, ma cercano di barcamenarsi alla bell’è meglio: “ciò famiglia”, paiono dire, non possono permettersi colpi di testa, devono giocoforza sperare e arrangiarsi in qualche modo. E tutti gli altri dalla casalinga ai lavoratori dipendenti e autonomi sentono di trovarsi in una situazione migliore della disperazione e si attaccano a questa fragile ancora di salvezza. Poi vi sono i pensionati. Sono quelli che chiedono poco e ottengono nulla. Sono quelli che riescono ancora a finanziare i figli e i nipoti disoccupati o in cassa integrazione o precari. Sono quelli che continuano a essere osservati con diffidenza e già qualcuno si chiede se non sono un “peso morto”. Solo la pietà cristiana li salva dalla lapidazione. E tutti insieme ci chiediamo cosa stanno a fare 45 milioni di italiani a raccattare le briciole dei restanti 15 milioni che hanno i soldi ma non disdegnano a raschiare il barile degli altri pur di continuare ad arraffare ciò che resta della miseria altrui. Mi chiedo se non siamo ritornati ai tempi dei patrizi e dei plebei. Allora, per lo meno, vi erano dei tribuni del popolo che riuscivano ad arringare il popolo. Oggi se qualcuno lo fa è per poi essere assunto nel partito dei patrizi. Altro che potere dal basso da “popolo sovrano”. (Riccardo Alfonso)

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1968 – 2018 La Chiesa, il mondo, la famiglia cinquanta anni dopo

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

pontificia università gregorianaRoma. Il primo incontro si svolgerà martedì 17 ottobre, alle ore 18:00, Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4, con il Prof. Pier Davide Guenzi (Università Cattolica di Milano) e il gesuita belga Jean-Louis Ska (Pontificio Istituto Biblico) sul tema «Autorità e Coscienza». Sarà poi la volta di «Padri e Figli» (19 dicembre), «Rivoluzione e Riforma» (16 gennaio 2018), «Fede e Chiesa» (17 aprile 2018). Gli incontri si alterneranno con alcuni Forum mensili che permetteranno di approfondire tematiche correlate. Nel 1968 uscirono Introduzione al cristianesimo di Joseph Ratzinger, La Chiesa e il secondo sesso di Mary Daly, e Sulla teologia del mondo di Johann Baptist Metz, mentre a Medellín (Colombia) si riuniva la prima conferenza dell’episcopato latino-americano. Il vento della contestazione soffiò da Berkley (1964) a Praga, influenzata da letture come La peste di Camus e L’uomo a una dimensione di Marcuse, mentre in Vietnam si combatteva la guerra, e crescevano le adesioni pacifiste e per i diritti civili intorno a Martin Luther King, che proprio nel 1968 venne assassinato.
A cinquant’anni dalle suggestioni di quella stagione, il Centro Fede e Cultura “Alberto Hurtado” della Pontificia Università Gregoriana organizza il ciclo di incontri pubblici intitolato «1968-2018: per un bilancio teologico sulla chiesa e il mondo» per domandarsi cosa è finito, cosa è rimasto, e cosa ancora deve trovare il suo riconoscimento.
paolo VIIl 1968 fu anche l’anno in cui papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae Vitae. Preparandosi a questo anniversario, la Facoltà di Scienze Sociali e il Dipartimento di Teologia Morale della Gregoriana vogliono riflettere sulla realtà della famiglia, considerando le sue trasformazioni, i suoi bisogni e le sue speranze, nel concerto rispettoso di tutte le parti che la compongono. Il ciclo di nove lezioni pubbliche «Il cammino della famiglia a cinquant’anni da Humanae vitae» prenderà il via giovedì 19 ottobre, alle ore 17, e si concluderà il 24 maggio 2018. Dopo i saluti di P. Jacquineau Azétsop, Decano della Facoltà di Scienze Sociali della Gregoriana, e la presentazione del corso pubblico da parte dei docenti Emilia Palladino e Miguel Yáñez S.I., avrà luogo la prima lezione, condotta da Giuseppe Bonfrate (Dipartimento di Teologia Dogmatica, Gregoriana) e Stella Morra (Dipartimento di Teologia Fondamentale, Gregoriana). Il ciclo affronterà tematiche quali relazioni di coppie e famiglie (16 novembre 2017), Humanae Vitae e Amoris Laetitia (14 dicembre 2017), biotecnologie e controllo della vita (11 gennaio 2018), cambiamenti demografici e modelli di sviluppo (22 febbraio 2018), la multiculturalità (8 marzo 2018), le politiche sociali (12 aprile 2018), il genere (3 maggio 2018), la vita umana (24 maggio 2018).

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L’evento religioso per eccellenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

vaticanoTalvolta ci chiediamo, osservando i fatti della vita, se la religione che pratichiamo con le sue liturgie sia il frutto di un insegnamento umano o sia un qualcosa che è dentro di noi e ci giunge, quindi, spontaneo esprimerlo nelle forme e nello modalità che ci appaiono più congeniali ed affini con il mondo che ci circonda. In altre parole è il chiederci se ciò che facciamo ci giunge naturale o è una mera conseguenza degli usi e dei costumi imposti nel Paese dove abbiamo avuto la ventura di nascere e di appartenere a una determinata famiglia. Io oggi ho un’età che mi permette ricordare che da bimbo i miei genitori e i miei nonni mi conducevano di domenica a messa, mi facevano seguire, sebbene recalcitrante, il catechismo del parroco o del suoi collaboratori ed anche a scuola non mancavano richiami religiosi. Da allora, e per gli anni a seguire sino alla maturità, sono cresciuto in un rapporto di amore-odio per quella religione che non si sottraeva al dubbio, all’incertezza, all’interrogativo dove predominava ed è tuttora vigente la perplessità sul principio secondo il quale se si ha fede si deve credere senza fare il Tommaso di turno. Ho anche recepito quel sentimento di ostilità nei confronti delle altre religioni siano esse dello stesso ceppo cristiano o, peggio ancora, se si trattava di ebrei e di musulmani. L’induismo e abudhabimoscheail Buddismo, probabilmente per loro fortuna, erano religioni considerate tanto lontane che non valeva nemmeno la pena di accennarle. Ora, forse anche per merito dei media, che hanno la capacità di entrare nelle nostre case in tanti diversi modi e di farci vedere e sentire il mondo in “presa diretta e in tempo reale”, tutte queste religioni sono sotto i nostri occhi e impariamo a conoscerle meglio e persino a fugare certi luoghi comuni che le avvaloravano come forme quasi selvagge e rozze di rappresentare la Fede. Oggi vorrei che ogni luogo sacro sia esso una chiesa di campagna o una cattedrale, un tempio indù, una sinagoga, una moschea, riservasse un piccolo locale dove gli estranei possano accedervi per pregare quel Dio comune pur rappresentato in modi diversi e praticato con rituali non condivisi. Lo vorrei in nome di quell’evangelizzazione della Fede che non conosce il primato di una religione ma si rivela nella sua intimità che tutto riassume, tutto ci conduce all’unicità. Lo vorrei in nome dei profeti e contro tutti quei dottori della Chiesa che hanno fissato regole che alla fine hanno reso più arduo accogliere il più semplice dei messaggi: quello della Fede che non passa necessariamente, in senso esclusivo, attraverso le trame complesse di una certa ritualità. (Riccardo Alfonso)

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Maltrattamenti in famiglia e rapporti matrimoniali: Linea dura della Cassazione

Posted by fidest press agency su sabato, 30 settembre 2017

cassazioneGli atti di violenza da parte di un coniuge sull’altro o sulla prole sono comportamenti così gravi che sono ritenuti sufficienti a far scattare l’addebito della separazione nei confronti di chi li perpetra. E per la Cassazione, anche un solo episodio di percosse può far scattare l’addebito della separazione a carico di chi ha aggredito l’altro coniuge in quanto la violazione è dotata di una gravità tale che il giudice del merito è esonerato perfino dal comparare i comportamenti della vittima contrari ai doveri coniugali. Sono questi i principi ribaditi nella sentenza 22689/17 pubblicata oggi 28 settembre, dalla Suprema Corte civile nel rigettare il ricorso di un marito che aveva sottoposto la moglie e i figli a reiterate violenze e umiliazioni, tanto da aver subito anche una condanna penale per il reato di cui all’articolo 572 del codice penale per “maltrattamenti contro familiari” uniti sotto il vincolo della continuazione. Nei due gradi di merito era stato ritenuto responsabile della crisi familiare con conseguente addebito della separazione. Sentenze confermate poi anche innanzi ai giudici di legittimità che hanno ricordato il principio già espresso secondo cui è sufficiente anche un solo episodio di violenza a far scattare l’addebito. Gli ermellini hanno sottolineato che «le violenze fisiche e morali costituiscono violazioni talmente gravi e inaccettabili dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, di per sé sole, quand’anche concretantisi in un unico episodio di percosse, non solo la pronuncia di separazione personale, in quanto cause determinanti l’intollerabilità della convivenza, ma anche la dichiarazione della sua addebitabilità all’autore, e da esonerare il giudice del merito dal dovere di comparare con esse, ai fini dell’adozione delle relative pronunce, il comportamento del coniuge che sia vittima delle violenze trattandosi di atti che, in ragione della loro estrema gravità, sono comparabili solo con comportamenti omogenei». Insomma, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, con la decisione di oggi viene ribadito il pugno duro da parte della giurisprudenza sull’intollerabilità di qualsiasi manifestazione di violenza in famiglia, in un momento in cui i delitti che avvengono all’interno delle mura domestiche continuano ad essere permanentemente sulle cronache nere di ogni luogo d’Italia.

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Quando la pensione non basta

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

pensionatiLo dimostra la ricerca realizzata dal sindacato Domina in collaborazione con la fondazione Moressa che mette in luce l’impatto del costo della badante sui bilanci familiari. Principale risultato: solo l’8% dei pensionati può sostenere questa spesa contando solo sul proprio reddito considerando che un’assistenza costa mediamente alla famiglia 16 mila euro anni e che il 70% degli anziani ha un reddito complessivo al di sotto di circa 14.600 euro annui spendibili (al netto delle tasse). In particolare: la fascia con reddito inferiore ai 10.000 euro è la più numerosa, con il 31% dei pensionati. Il 25% ha un reddito complessivo compreso tra 20 e 40 mila euro, mentre meno del 5% dei pensionati percepisce più di 40 mila euro annui. Il costo della “badante” varia a seconda delle ore lavorate e dell’inquadramento contrattuale. Si va dai 2 mila euro annui per assistenza di 5 ore settimanali a persone autosufficienti, fino ai 22 mila euro per assistenza a non autosufficienti da parte di personale formato. Per questo la formula più accessibile resta l’assistenza part time per poche ore: il 50% dei pensionati può permettersi una badante per 5 ore settimanali, e il 20% può permettersi 25 ore.

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Politica: Perché si naviga a vista?

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

motonave shardenLa famiglia rappresenta, in una società composita come la nostra, il primo nucleo di un raggruppamento sempre più ampio e composito. Se configuriamo lo stato come la summa di tutti i nuclei familiari esistenti in una comunità possiamo dire che ci troviamo in una grande famiglia allargata dove si dilatano necessariamente i vari problemi ma che abbiamo anche l’opportunità di riconoscerci in essi, sia pure nel nostro piccolo, in quanto la sola variabile è nell’ordine di grandezza ma non nei contenuti. Se partiamo da questa considerazione possiamo comprendere meglio la conflittualità che può nascere tra il capo famiglia e i suoi componenti e, in un modello più vasto, tra il capo dell’esecutivo e le varie parti sociali. Questo raffronto è ancora più pregnante se prendiamo a “modello base” una famiglia patriarcale, da una parte, e il capo dell’esecutivo dall’altra. In entrambi i casi abbiamo rilevato un calo netto dell’autorità che un tempo si riconosceva al capo famiglia e al rispetto che si nutriva per l’anziano. Non basta più far calare i propri meriti dal fatto che si è padre e marito. La moglie chiede una corresponsabilità nella gestione del menage, solo pochi anni fa impensabile, e i figli, a loro volta, tollerano poco essere richiamati anche se chi lo fa è motivato non solo dal suo ruolo genitoriale. Lo stesso sta accadendo nella famiglia più grande che ruota intorno al concetto di stato. Si giudica per quello che si è e non per quello che si rappresenta. Per questo motivo che ricopre cariche istituzionali ha l’obbligo-dovere d’essere d’esempio, di mostrare maggiore preparazione, più equilibrio, più obiettività. E i partiti, che nel piccolo sono rappresentati dal modo come i familiari interpretano la funzione guida di chi si è assunto l’incarico e ne esprime una valutazione critica, devono riflettere un rapporto altrettanto valido se vogliono essere rispettati, seguiti, sostenuti. Proprio per questo motivo noi abbiamo bisogno a tutti i livelli di “comando” e di partecipazione e di adesione di una figura che sappia essere all’altezza del compito che gli abbiamo assegnato non come capo ma come primus inter pares. Se non entriamo in quest’ordine d’idee prevarrà solo il nostro spirito gregario, acritico, servile, pappagallesco. E la famiglia e la società avranno di che lamentarsi. Diventa, inesorabilmente, una crisi di sistema. (Riccardo Alfonso)

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“Gioventù e Famiglia Missionaria”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

MissioniRoma. Dal 28 luglio al 20 agosto 2017 un gruppo di studenti dell’Università Europea di Roma parteciperà, come parte del programma di formazione umana, alle Missioni Umanitarie e di Evangelizzazione che il Movimento Regnum Christi promuove nelle zone più povere del Messico, attraverso l’apostolato “Gioventù e Famiglia Missionaria”.L’Università Europea di Roma, infatti, ha tra i suoi obiettivi principali la formazione della persona. Una formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali ma che orienti lo studente ad una crescita personale e sviluppi uno spirito di servizio per gli altri.
Circa quaranta giovani provenienti da varie parti d’Italia si recheranno in Messico, nello stato di Queretaro, accompagnati dai sacerdoti Legionari di Cristo e dalle consacrate del Regnum Christi. Gli studenti dell’Università Europea di Roma, insieme agli altri giovani provenienti da diverse città italiane, si metteranno al servizio delle persone che vivono in situazioni di difficoltà. Un’occasione unica per trascorrere l’estate in un modo diverso conoscendo un paese nuovo, mettendosi al servizio dei più bisognosi, crescendo nella conoscenza di sé stessi, facendo nuove amicizie ma soprattutto sperimentando che c’è molta più gioia nel dare che nel ricevere.I giorni di Missione sono divisi tra attività di evangelizzazione e umanitarie. Infatti la Chiesa del Messico, per la vastità del suo territorio non riesce ad inviare i sacerdoti nei molti villaggi rurali; pertanto, accompagnati dai sacerdoti Legionari di Cristo e dai membri consacrati del Regnum Christi, i missionari saranno al servizio della parrocchia organizzando attività di catechesi ed animando le funzioni liturgiche, doneranno alle persone cibo e vestiti, assistenza medica tramite personale specializzato; i ragazzi costruiranno, con l’aiuto di tecnici, edifici prefabbricati come aule, case o cappelle per il villaggio di missione.Grazie alla collaborazione con il Banco Farmaceutico, sono stati raccolti farmaci che saranno donati alle persone bisognose in Messico. Le Missioni sono state precedute da una serie di incontri di formazione nell’Università Europea di Roma, tenuti nel corso dell’anno accademico. In questo modo, gli studenti hanno potuto prepararsi ed apprendere la lingua spagnola, per comunicare con le persone che incontreranno. (foto: missioni)

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