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Alleanza scuola-famiglia: è ancora possibile?

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2019

Roma mercoledì 9 ottobre 2019, ore 17.00 Istituto Paritario Antonio Maria Gianelli ( via Mirandola, 15) È sempre più condivisa la necessità che esista anche in Italia un pluralismo educativo, degno della libera scelta dei genitori. Ma in quali termini è possibile oggi nel nostro Paese costruire un’alleanza fra scuola e famiglia, al fine di consentire realmente il diritto di apprendere dello studente, senza alcuna discriminazione economica? È questo il nodo dell’incontro aperto a genitori, docenti e cittadini. Lorenzo Malagola (Segretario generale della “Fondazione De Gasperi”) e Silvia Guidi (giornalista de “L’Osservatore Romano”) ne discuteranno con sr. Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche e da anni al centro del dibattito su questi temi, con proposte illustrate anche nella recente “Lettera ai politici sulla libertà di scuola” edita da Rubbettino e scritta a quattro mani col filosofo Dario Antiseri.Come sottolinea Alfieri, “non è possibile accettare un futuro che veda in Italia il monopolio educativo della scuola di Stato. Sarebbe come ritenere i genitori incapaci di intendere e di volere ai sensi dell’art. 33 comma 2 della Costituzione: per essi provvede lo Stato”. È chiaro che la modalità per garantire la libertà di scelta educativa è quella di fare chiarezza di numeri e dati della scuola e assegnare ad ogni studente una quota capitaria. Da qui, la proposta del costo standard di sostenibilità, una soluzione concreta a costo zero: occorre rendere conto ai genitori delle centinaia di ottime scuole pubbliche non gestite dallo Stato, che ogni anno chiudono a danno del pluralismo educativo, e del modo in cui vengono spesi i soldi che i cittadini pagano per l’istruzione. “Nessun favore si domanda ai politici – si legge sul sito ildirittodiapprendere.it – nessuna falsa promessa si pretende la loro: si chiede che venga garantita la libertà di scelta educativa dei genitori, che hanno già pagato le tasse, in un pluralismo educativo che incentivi la buona scuola pubblica – statale e paritaria – come ascensore sociale”.

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La squadra vincente è infermiere-medico di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2019

I medici di famiglia lo hanno detto chiaro: la figura professionale che, oltre al medico, può meglio intervenire nel miglioramento dell’aderenza terapeutica (in questo caso nel campo cardiovascolare) è l’infermiere che lavora con il medico di medicina generale (score 4-5 dal 69,0% dei medici che ne hanno disponibilità).Il dato emerge dall’analisi condotta dal CREA dell’Università di Tor Vergata di Roma assieme al Centro studi Fimmg, Federazione medici di medicina generale e ha avuto come oggetto i problemi di aderenza alle terapie in campo cardiovascolare.Obiettivo primario dello studio è stato quello di analizzare le principali criticità connesse alla aderenza alle terapie farmaceutiche, mediante l’implementazione di una survey condotta, a livello nazionale, sui medici di medicina generale (Mmg). L’attenzione si è focalizzata sull’ambito cardiovascolare, sebbene per completezza si siano indagate alcune questioni anche in modo più generale.I punti chiave dell’analisi sono stati
L’aderenza ha una natura multidimensionale e fortemente comportamentale.
Il problema dell’aderenza appare particolarmente significativo in presenza di una popolazione anziana che spesso presenta numerose comorbilità e, quindi, schemi di terapia particolarmente complessi. Da una meta-analisi effettuata emerge con chiarezza come la semplificazione (in termini di minori somministrazioni giornaliere) incrementi significativamente l’aderenza al trattamento.
Da una survey rivolta ai Mmg emerge che: la fissazione di obiettivi di aderenza a livello regionale o di ASL è fortemente disomogenea
Gli elementi che per i Mmg maggiormente condizionano l’aderenza sono: la presenza di disturbi cognitivi/psichiatrici, la complessità della terapia, una scarsa consapevolezza della malattia, la comorbilità, il livello culturale
Il timore di effetti collaterali o la loro insorgenza condizionano il paziente nella non aderenza
Il software gestionale e la disponibilità di un infermiere assieme al medico sono ritenuti i migliori supporti per monitorare l’aderenza.
Il software gestionale ambulatoriale per la verifica dell’aderenza terapeutica viene considerato dai medici il miglior supporto per monitorare l’aderenza alla terapia da parte dei pazienti; segue la disponibilità di un infermiere, che è la figura ritenuta più importante oltre il medico per l’empowerment dei pazienti.

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“Festival della famiglia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Perugia – Dal 22 al 29 settembre a Perugia si svolgerà il “Festival della famiglia”, evento organizzato dall’amministrazione comunale sul tema della famiglia con eventi, attività, feste e convention che, secondo gli organizzatori, dovrebbe tenere alta l’attenzione sul tema e sviluppare un ambiente cittadino a misura di essa. Peccato che per l’amministrazione comunale la famiglia, rigorosamente al singolare, di cui parla l’assessore alle politiche sociali Edi Cicchi, è una sola: monolitica, eterosessuale, tradizionale e immutata nel tempo. Per le famiglie al plurale, per le famiglie arcobaleno (le famiglie composte da genitori omosessuali), nel festival del Comune non c’è spazio. Né un evento, un dibattito, né la presenza o il coinvolgimento di un’associazione a riguardo. Non c’è spazio per le famiglie composte da persone dello stesso sesso ed i loro figli, per le famiglie monoparentali o per tutti gli altri modelli familiari che convivono ogni giorno nella società reale e che sono ormai pienamente riconosciuti dalla comunità scientifica, ma che gli estremisti leghisti, ora al governo della città, si rifiutano di riconoscere.
«Apprendiamo con tristezza che la settimana di eventi organizzata dal Comune di Perugia sul tema della famiglia esclude dal suo programma ogni riferimento alle famiglie arcobaleno – commentano Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos e Giuseppe Barbieri, referente di Famiglia Arcobaleno Umbria – Il precedente Ministro della Famiglia, il leghista Fontana, ci aveva abituato all’oltranzismo del suo partito: fu il primo a sostenere che le famiglie arcobaleno non esistono e a concedere il patrocinio al Congresso della Famiglia di Verona, adunata di fondamentalisti religiosi, malvisti dalla stessa Chiesa. Ritrovare queste posizioni nella nostra città ci riempie di tristezza. Eravamo abituati ad una realtà aperta, tollerante e inclusiva, che festeggiava e valorizzava le differenze e i tanti modelli di famiglia. Ci ritroviamo in una città dove o sei bianco, eterosessuale, sposato in chiesa, possibilmente con più di 3 figli, oppure sei escluso da qualsiasi politica di welfare o interesse pubblico.»
Da anni ormai la comunità scientifica ha certificato il cambiamento in atto nella società con lo sviluppo di differenti modelli familiari, tutti validi e da tutelare. Peccato che nel programma del Festival della Famiglia del Comune di Perugia di tutto questo non ci sia traccia. La valorizzazione dei differenti modelli familiari e la tutela delle famiglie arcobaleno sono al centro dell’azione di Omphalos e di Famiglie Arcobaleno Umbria e le associazioni vogliono denunciare il tentativo dell’amministrazione comunale di appiattire la definizione di famiglia e si appella alle associazioni e ai soggetti che hanno scelto di partecipare al Festival, affinché sia data voce e rappresentanza anche a chi il Comune ha scelto di relegare nell’invisibilità.

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Vacanze con famiglia: ecco alcuni consigli utili quando si viaggia con i bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Per l’estate 2019 si prevedono ancora più disagi rispetto all’anno scorso: l’ultimo studio di AirHelp, la più importante società di supporto ai passeggeri a seguito di ritardi e cancellazioni, stima attese in aeroporto per più di 7,8 milioni di passeggeri che viaggeranno da e per l’Italia. Tra questi viaggiatori ci saranno sicuramente anche famiglie con bambini; AirHelp ha stilato un breve vademecum per chi va in vacanza con i più piccoli, ricordando che tutti hanno diritto al risarcimento, indipendentemente dall’età. “Nonostante alcune compagnie aeree affermino il contrario, anche i neonati sono vittime di ritardi e cancellazioni di voli e – come tutti – hanno diritto al rimborso”, sostiene Roberta Fichera, portavoce di AirHelp Italia. “In vista del mese più caldo dell’anno, riteniamo sia molto importante sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che anche i più piccoli abbiano dei diritti. Invitiamo tutti i genitori a ricordarsi di presentare sempre una richiesta di risarcimento anche per conto dei propri figli in caso di disagi con il volo”. Se si rimane bloccati in aeroporto con i bambini, è bene ricordare che ci sono leggi che tutelano tutta la famiglia durante un’interruzione di volo. Ecco alcuni consigli su cosa fare e cosa dire quando le vacanze prendono una piega inaspettata.
Per voli in ritardo, cancellati o imbarchi negati, tutte le compagnie aeree (low cost comprese) devono corrispondere da 250€ a fino 600€ di rimborso a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato. Si tratta di un diritto dei passeggeri il più delle volte a loro sconosciuto (o omesso dalle compagnie aeree).
Il diritto al risarcimento finanziario deve essere richiesto entro tre anni dalla data di ritardo del volo. Circostanze straordinarie come condizioni meteo avverse o emergenze mediche esentano la compagnia aerea dall’obbligo di rimborsare i passeggeri aerei.
Per maggiori informazioni, si può visitare il sito airhelp.com. I passeggeri coinvolti in disagi aerei a seguito di ritardi o cancellazioni possono verificare l’idoneità al risarcimento gratuitamente, direttamente in aeroporto e presentare un reclamo in pochi minuti.

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I pediatri di famiglia al ministro della salute

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Bisogna garantire su tutto il territorio nazionale studi di pediatri di famiglia dotati di personale qualificato e di attrezzature diagnostiche a risposta rapida (o self-help). Chiediamo al Ministero della Salute di mettere in atto azioni per favorire l’acquisto di queste apparecchiature e anche l’assunzione di nuovi collaboratori di studio. Si possono, per esempio, prevedere interventi di decontribuzione e sgravi fiscali ed utilizzare alcuni meccanismi previsti dal reddito di cittadinanza”. E’ questo la richiesta avanzata oggi dal Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) Paolo Biasci durante un incontro con il Ministro della Salute Giulia Grillo. “Le cure primarie pediatriche sono ormai in grado di affrontare e risolvere negli studi dei pediatri di famiglia la grande maggioranza delle condizioni cliniche – aggiunge Biasci -. Ciò avviene grazie anche a percorsi assistenziali e diagnostico-terapeutici in collegamento con le strutture di secondo-terzo livello ospedaliere alle quali devono essere riservati solo gli interventi più complessi. Se riusciamo a rendere ancora più efficienti gli studi dei pediatri di famiglia possiamo favorire ulteriormente l’appropriatezza prescrittiva e ridurre le ospedalizzazioni. La pediatria di famiglia rappresenta il primo livello assistenziale, ad accesso diretto, senza liste di attesa, con presenza capillare su tutto il territorio, per ogni esigenza assistenziale ed opera nel rapporto di fiducia con le famiglie. Quest’ultimo è l’elemento di forza irrinunciabile del sistema delle cure primarie e si realizza grazie al rapporto convenzionale. Chiediamo quindi a tutte le istituzioni, anche quelle locali, di tutelare la nostra professione così da poter continuare a permetterci di assistere in modo continuativo milioni di giovanissimi italiani”. Nell’incontro tra il Ministro Grillo e il Presidente Biasci si è parlato anche del futuro dell’assistenza pediatrica e quindi degli aspetti legati al ricambio generazionale e della disponibilità di giovani specialisti pediatri. “Abbiamo molto apprezzato l’aumento del numero delle borse di studio ed in particolare quelle per la pediatria, che è la seconda per disponibilità di borse rispetto alle altre specialità – sottolinea Biasci -. La FIMP ritiene che sulla programmazione debba essere preso in considerazione anche il forte calo della natalità, che preoccupa molto e per il quale si auspicano interventi legislativi di supporto che siano in grado di produrre un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. È evidente, quindi, che la programmazione dell’assistenza pediatrica debba tener conto di tutti i fattori che incidono sulle future necessità, cioè il numero di pensionamenti, il numero di nuovi giovani pediatri, e il conseguente ridimensionamento delle strutture ospedaliere”. “La riunione è stata positiva e sembrano esserci i presupposti per guardare ad un futuro in cui il servizio sanitario nazionale garantisca ancora equità, solidarietà ed universalità a bambini e adolescenti – conclude il Presidente FIMP -. Ringraziamo il Ministro Grillo per la disponibilità e l’attenzione che dimostra alle problematiche dell’assistenza in età pediatrica proprio in un momento così importante di programmazione di azioni concrete e necessarie, in vista del Patto per la Salute e della trattativa aperta in SISAC per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale nel quale si stanno delineando le caratteristiche del futuro assetto organizzativo ed assistenziale”.

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Europee: Combattiamo insieme per difesa vita e famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 aprile 2019

“Ringrazio Giorgia Meloni e partecipo con grande affetto a questo importante momento di Fratelli d’Italia nell’ottica delle elezioni europee. Voglio mandarvi questo messaggio: stiamo uniti e combattiamo insieme per sostenere i grandi valori della vita, della famiglia e della libertà educativa. Qualche giorno fa, in Parlamento c’è stata una proposta di Fratelli d’Italia che tentava di dare una risposta parlamentare a tutti o a molti aspetti a noi cari. Da parte della maggioranza è arrivato uno stop, un voto negativo e la cosa ci amareggia e ci dispiace molto ma questo non è altro che la condizione attuale di un governo che ci rappresenta solo in parte”.Lo ha detto il presidente del Family Day, Massimo Gandolfini, in un video messaggio inviato a Giorgia Meloni per la conferenza programmatica di Fratelli d’Italia in corso al Lingotto di Torino.“È per questo che anche le elezioni europee hanno una grande valore e spero che queste istanze antropologiche e morali, alle quali noi crediamo fermamente e per le quali sappiamo bene che l’intera tradizione e storia di Fratelli d’Italia è perfettamente concorde, possano riuscire vincenti, in maniera che finalmente si possa dare vita ad una coalizione di governo, di maggioranza, che rispetti questi temi fondanti della società”.

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Lavoro e famiglia: nuove regole UE su congedo parentale e di paternità

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Minimo dieci giorni lavorativi di congedo di paternità retribuiti come l’indennità di malattiaDue mesi di congedo parentale retribuito e non trasferibile. Cinque giorni di congedo annuale per gli operatori dell’assistenza. La Plenaria ha approvato giovedì in via definitiva le nuove misure per facilitare la conciliazione tra lavoro e vita di famiglia.
La legge, già concordata informalmente con i ministri UE, stabilisce i requisiti minimi che tutti gli Stati membri dovranno attuare nel tentativo di aumentare le opportunità delle donne nel mercato del lavoro e rafforzare il ruolo del padre, o di un secondo genitore equivalente, nella famiglia. Beneficeranno di tali norme i bambini e la vita familiare, rispecchiando al contempo più accuratamente i cambiamenti sociali e promuovendo la parità di genere.
Il padre o il secondo genitore equivalente, se riconosciuto dalla legislazione nazionale, avrà diritto ad almeno 10 giorni lavorativi di congedo di paternità retribuito nei giorni vicini alla nascita o al parto del feto morto. Tale congedo dovrà essere pagato ad un livello non inferiore all’indennità di malattia. Attualmente in Italia la durata del congedo obbligatorio per il padre è di 5 giorni, più un giorno facoltativo previo accordo con la madre e in sua sostituzione.I deputati hanno aggiunto due mesi di congedo parentale non trasferibile e retribuito. Questo congedo sarà un diritto individuale, in modo da creare le condizioni adeguate per una distribuzione più equilibrata delle responsabilità.Gli Stati membri fisseranno un livello adeguato di retribuzione, o indennità, per il periodo minimo non trasferibile di congedo parentale, tenendo conto del fatto che questo spesso comporta una perdita di reddito per la famiglia e che invece anche il familiare più retribuito (spesso un uomo) dovrebbe potersi avvalere di tale diritto.Gli Stati membri devono offrire 5 giorni all’anno di congedo per i lavoratori che prestano assistenza personale a un parente o a una persona che vive nella stessa famiglia a causa di un grave motivo medico o infermità connesse all’età.I genitori e i prestatori di assistenza che lavorano potranno richiedere modalità di lavoro adattabili, ove possibile, ricorrendo al lavoro a distanza o a orari flessibili per poter svolgere le loro mansioni. Nell’esaminare tali richieste, i datori di lavoro potranno tener conto non solo delle proprie risorse, ma anche delle esigenze specifiche di un genitore di figli con disabilità, o una malattia di lunga durata, e dei genitori soli.

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Creato L’Osservatorio Internazionale della Famiglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Una delegazione dell’Università Cattolica di Murcia guidata dal suo presidente, José Luis Mendoza, ha presentato a Roma l’Osservatorio Internazionale per la Famiglia, istituito dall’Istituto Teologico Giovanni Paolo II con il Centro Internazionale di Studi Famiglia (CISF) e la UCAM. Questo nuovo progetto della Chiesa ha come obiettivo principale quello di cercare una riflessione multidisciplinare sulla realtà della famiglia attuale.
Questo nuovo strumento di osservazione nasce dal Sinodo sulla famiglia, con la benedizione di Papa Francesco, ed è anche il risultato degli accordi firmati tra il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II teologica e l’UCAM.In questo progetto, sotto la guida dell’UCAM, partecipano gli istituti di ricerca dei cinque continenti: in Africa; in Benin e in Kenya, in Asia; a Hong Kong e in Qatar, anche in paesi del continente americano come USA, Argentina, Cile e Messico; e in Europa; in Finlandia, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna e Italia, ottenendo così un efficace quadro dell’attuale situazione della famiglia, per poter proporre risposte concrete al mondo di oggi.Il contributo che l’UCAM fornisce lavoro del Centro come corpo co-fondatore, è l’aumento della cultura superiore e il pieno sviluppo della persona umana, la diffusione delle conoscenze scientifiche e lo sviluppo integrale dei membri della comunità accademica.Nella presentazione fatta a Roma, José Luis Mendoza ha sottolineato che è “impossibile dare vita senza avere Cristo presente” e ha aggiunto che “i giovani hanno bisogno di conoscere la misericordia di Dio”. Il presidente della UCAM ha osservato, in riferimento all’Osservatorio, che presso l’Università Cattolica di Murcia “abbiamo messo in campo le risorse necessarie per svolgere questa missione come servizio di qualità”.L’evento ha coinvolto anche l’arcivescovo Vincenzo Paglia, Cancelliere del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, e Pierangelo Sequeri, presidente dell’Istituto, che ha detto che ” con Osservatorio guardiamo con occhi spirituali, ma anche dal punto di vista storico, alle condizioni di tutte le famiglie”.Da parte sua, Francesco Belletti, direttore del Centro Internazionale Studi Famiglia (CISF) ha detto che “la povertà nelle famiglie ha un doppio standard per quanto riguarda l’economia da un lato e le relazioni dall’altro”.

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2019: i buoni propositi contro l’ansia e lo stress

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

Il lavoro, la casa, la famiglia, tanti impegni sempre più numerosi che si accumulano e troppo poco tempo per conciliarli. Il 2018 ha portato alla luce le problematiche di quello che l’Ordine Mondiale della Sanità ha definito il “Male del XXI secolo”: lo stress. Secondo lo studio dell’OMS oltre il 40% della popolazione soffre di questo disturbo ed in Italia quasi l’85% delle persone dichiara di sentirsi più stressata rispetto all’anno precedente. ManoMano.it, il più grande e-commerce europeo di fai da te e giardinaggio, propone una serie di consigli facili da realizzare per alleviare l’ansia e cominciare il 2019 con uno slancio sereno e positivo.Trovare un’attività stimolante e creativa può essere una soluzione per scaricare lo stress accumulato durante l’arco della settimana. Secondo uno studio, infatti, concentrarsi su gesti semplici e ripetitivi aiuta la distensione del corpo, riduce l’ansia e distoglie la mente delle preoccupazioni. Il bricolage, per esempio, è un esercizio in grado di favorire il rilassamento e regalare sensazioni di calma e tranquillità. Dare libero sfogo alla propria creatività non è soltanto un ottimo esercizio per stimolare la mente ma una soluzione personale e fantasiosa per liberarsi dalle scadenze della vita professionale. Inoltre, la realizzazione di un lavoro fatto con le proprie mani corrisponde al raggiungimento di un obiettivo ed aumenta l’autostima e la considerazione di sé stessi.Il contatto con la natura e le attività svolte all’aria aperta sono da sempre l’antidoto migliore per sfuggire alla frenesia della vita moderna. In questo senso, un recente studio dell’Università di Harvard ha affermato che la cura dei fiori e delle piante è un ottimo esercizio per combattere la tensione e ridurre lo stress. Il giardinaggio è considerato da qualche tempo una vera e propria terapia poiché, grazie ad operazioni come la ricerca e l’organizzazione degli spazi, induce una sensazione di sollievo e benessere. La capacità di tenere in ordine fiori e piante migliora la qualità dell’attenzione ed il contatto con il verde diventa di per sé un fattore di calma e rilassamento.Praticare dello sport in maniera attiva e regolare è il modo più efficace per ritrovare la calma e trovare un momento da passare con sé stessi. Da tempo è dimostrato che, oltre a provvedere alla salute del corpo, alcune attività sportive stimolano il rilassamento e sono in grado di far diminuire i sintomi da ansia e stress. Gli esercizi di respirazione dello yoga, per esempio, sono utili a calmare la mente ed aiutano gli individui a liberarsi dalle situazioni stancanti e negative. Anche il running porta diversi benefici: i movimenti della corsa assumono gli stessi effetti della meditazione ed un loro esercizio continuo e costante può potenziare la capacità di memoria e migliorare la qualità del riposo notturno.
Un’alimentazione sana e regolare è fondamentale per restituire al proprio corpo nuova linfa ed energia. Quella del cibo è una terapia ormai riconosciuta e negli ultimi anni molte persone hanno trovato nella cucina una soluzione per ridurre i problemi causati dal nervosismo e dallo stress.Oltre a comportare degli effetti benefici per la salute, concentrarsi nella preparazione dei cibi aiuta a distrarsi dai momenti negativi e migliora le capacità di apprendimento. Se una ricetta ben fatta è spesso garanzia di felicità e soddisfazione, cucinare per altre persone e consumare i pasti realizzati in compagnia provoca un miglioramento dell’umore ed avvia un procedimento utile per trovare fiducia in sé stessi condividendo momenti di serenità e sintonia.La casa è l’ambiente in cui trovare riparo al termine della giornata ed è il luogo che più rappresenta lo stile e la personalità delle persone. Per questo creare uno spazio confortevole e accogliente può essere uno stimolo efficace per rilassarsi e distogliere l’attenzione dalle problematiche quotidiane. Sistemare le stanze, scegliere nuovi colori e decidere i materiali per un nuovo arredamento sono tutte attività in grado di incidere sul benessere e migliorare il proprio umore. Trascorrere del tempo a progettare piccoli aggiustamenti per la propria casa poi, stimola la creatività e risulta una valida alternativa alla vita caotica della città.

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Nasce l’Osservatorio Mondiale della Famiglia

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Murcia. “L’obiettivo di questo Osservatorio è fornire un servizio importante di formazione e assistenza alle famiglie, in particolare le più destrutturate, in tutto paesi del mondo”, ha detto il Presidente dell’UCAM, José Luis Mendoza, riferendosi al nuovo Osservatorio Internazionale della Famiglia che è stato presentato nella Sala Stampa del Vaticano giorni fa.
In questo progetto, che ha come germe la richiesta di Papa Francesco di indagare sulla situazione attuale della famiglia, sarà effettuata una ricerca a livello mondiale, che si concentrerà sulla famiglia e sulla povertà con due linee principali: la povertà relazionale e la povertà economica.Nell’atto di presentazione dell’Osservatorio sono intervenuti con José Luis Mendoza, Presidente della UCAM; l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II e Francesco Belletti, Direttore del Centro internazionale di studi familiari (CISF) con sede a Milano.José Luis Mendoza ha dichiarato che in questo Osservatorio “mettiamo a disposizione del progetto le risorse umane, logistiche ed economiche necessarie per creare una rete di contatti locali nei cinque continenti: istituzioni specializzate nella ricerca scientifica della famiglia o che lavorano quotidianamente con o per le famiglie, per essere in grado di raccogliere dati affidabili”.Il Presidente dell’UCAM ha anche aggiunto che questo progetto inizierà a svilupparsi in Africa, a Nairobi, in Mozambico, ma anche a Nuova Delhi e in Cina e nei paesi dell’America Latina, seguendo un processo evolutivo. Il Presidente dell’UCAM ha ricordato che la sede centrale di questo osservatorio internazionale della famiglia sarà a Murcia, nella sede dell’Università.José Luis Mendoza ha indicato, inoltre, che “il contributo che l’UCAM offre all’attività dell’Osservatorio, come corpo co-fondatore, è in perfetta armonia con la sua natura, cioè l’aumento della cultura superiore e la piena promozione della persona umana, la diffusione della conoscenza scientifica e lo sviluppo integrale dei membri della comunità accademica”.La UCAM copre la maggior parte del budget di questo progetto che conta di una squadra di traduttori che si scambiano informazioni in tempo reale in cinque lingue.Nel suo intervento, Monsignor Vincenzo Paglia ha ringraziato l’UCAM per fornire la logistica e il centro di collegamento internazionale che riunisce le istituzioni accademiche di 15 paesi in tutto il mondo già in questa fase di presentazione, al quale si aggiungeranno centinaia di università e istituzioni specializzate.Da parte sua, il Direttore del CISF, Francesco Belletti, ha sottolineato “l’interesse nel confrontare sia le vulnerabilità della famiglia sia l’efficacia pratica dei diversi tipi di aiuti, nonché le modalità nelle quali i paesi investono per affrontare l’implosione demografica e il rapido invecchiamento della popolazione in Europa, America e Asia”. (Ursula Vagnozzi)

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Infermiere di famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Sul territorio infermieri e medici potrebbero andare verso una collaborazione. Sono ora quattro le regioni che puntano a una legge per istituire l’infermiere di famiglia. In Lombardia l’ha presentata il Movimento 5 Stelle con il consigliere Gregorio Mammì, primo firmatario. La figura opererebbe in stretta sinergia con il medico di famiglia, assistendo i malati a domicilio. Si chiede anche l’istituzione di laboratori condotti da infermieri che effettuino medicazioni gratuite, terapie ed esami. Per Mammì, l’infermiere di famiglia, figura in linea con i dettami dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, «può fare la differenza nell’assistenza sanitaria, con medicazioni, trattamenti, esami o assistenza direttamente a casa del malato. L’efficacia dei trattamenti domiciliari, che contribuiscono enormemente ad alleviare l’esperienza della malattia, è ampiamente provata. Con questo progetto di legge vogliamo avvicinare la sanità lombarda ai malati e offrire servizi molto capillari sul territorio». «Oggi – continua Mammì- sembra diventato impossibile trovare qualcuno per un’iniezione o una medicazione complessa. L’infermiere di famiglia è una proposta che riporterà l’assistenza sanitaria ai territori e contribuirà anche a ridurre gli accessi al Pronto Soccorso, le degenze ospedaliere o le riammissioni con risparmi per le casse pubbliche». La proposta lombarda è in linea con sperimentazioni partite in Piemonte e in Liguria e con la delibera approvata in Toscana a giugno che apre ad attività di consulenza sugli stili di vita, interventi a casa specie su pazienti dimessi, identificazione nelle famiglie degli effetti dei fattori socio economici sulla salute, collegamento con i servizi sociali. «E’ utile una figura che ci affianchi in studio nella lotta alle cronicità, e, rinforzando l’assistenza domiciliare, si ponga come valida alternativa all’istituzionalizzazione di disabili, fragili e malati terminali nonché a Presidi sociosanitari territoriali e Presidi Ospedaliero Territoriali pensati in Lombardia come luoghi di ricovero a bassa intensità di cura, ma tutti da riempire di contenuti» dice Ovidio Brignoli, vicepresidente della Società Italiana di medicina generale (al congresso SIMG è emerso il tema dei contenuti infermieristici nell’attività del Mmg). «Sì pure a laboratori infermieristici per evitare l’istituzionalizzazione di pazienti fragili in strutture. Sebbene il ruolo di care manager sia ancora da scrivere, alcuni contenuti assistenziali dell’attività oggi svolta dal medico di famiglia, e che non gli appartengono, possono essere affidati all’infermiere dello studio, liberando il medico per altre attività. Certo, ragioniamo in ottica di team, di potenziamento degli studi di Mmg, di attività da svolgere in stretto coordinamento». Perplesso Ugo Tamborini, presidente Snami Milano: «L’infermiere a fianco del Mmg è previsto dall’accordo nazionale del 2005. A Milano, in 24 ore riesco ad attivarlo per l’assistenza domiciliare integrata, per curare ulcere da decubito ed altre medicazioni. La proposta M5S pare orientata a rendere più capillare l’infermiere sul territorio, per il quale oggi ogni regione versa 7 euro ad assistito al medico di famiglia che se ne doti. Si tratta di circa 10 mila euro annui in tutto a fronte di una retribuzione complessiva lorda annua di 30 mila euro, il resto li mettiamo noi medici. Eppure, in questa fase quand’anche chiedessimo quei 7 euro ci si risponderebbe picche, il tetto entro cui venivano concessi è stato sforato. La domanda è perciò: con quali risorse si immagina di finanziare l’operazione? E poi, quanti infermieri si prevedono? Se ne preventiva la reperibilità, indispensabile per il medico di famiglia? I laboratori infermieristici, da attivare ex novo, non rappresentano un costo ulteriore per la parte pubblica rispetto al potenziamento dei nostri studi? E l’attività sul territorio s’intende agganciata alla prescrizione del Mmg, come dovrebbe essere, o si immagina un’autonomia supplementare, un iter in cui il paziente viene e spontaneamente l’infermiere attiva cure? Se si vogliono riempire con contenuti di primo livello gli ambulatori distrettuali non sarebbe meglio farlo con medici di famiglia, sollevati così dal nodo dei costi che rischia di mandare deserti i bandi per le carenze?» Tamborini teme inutili ridondanze: «Se l’infermiere assunto dal medico di famiglia ha un limite è nella mancanza di fondi pubblici, non nell’assenza di leggi. Analogamente, se l’assistenza territoriale ha un limite, appare solo in parte legato ai pochi infermieri. Molta assistenza ai disabili (cui oggi si rimedia con l’istituzionalizzazione, onere sociale ed emotivo per le famiglie) dipende da un buon collegamento con assistenti sociali e operatori socio sanitari che, questo sì, purtroppo manca per via dello scollamento tra ambiti sociale e sanitario».(fonte: doctor33)

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Infermiere di famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Il gruppo consiliare regionale del M5S Lombardia ha depositato una proposta di legge che ha l’obiettivo di riconoscere la figura professionale dell’infermiere di famiglia che, operando in stretta sinergia con il medico di base, assisterà il malato a domicilio. Il M5S chiede anche l’istituzionalizzazione dei laboratori infermieristici condotti dagli infermieri che possano effettuare gratuitamente prestazioni come medicazioni, terapie ed esami.
Il consigliere regionale Gregorio Mammì, primo firmatario del progetto, spiega: “L’infermiere di famiglia è una figura nuova e innovativa, che piace all’Organizzazione Mondiale della Sanità, e che può fare la differenza nell’assistenza sanitaria, con medicazioni, trattamenti, esami o assistenza, direttamente a casa del malato.L’efficacia dei trattamenti domiciliari, che contribuiscono enormemente ad alleviare l’esperienza della malattia, è ampiamente provata.Con questo progetto di legge vogliamo avvicinare la sanità lombarda ai malati e offrire, anche con i laboratori infermieristici, servizi molto capillari sul territorio. Oggi sembra diventato impossibile trovare qualcuno per un’iniezione o una medicazione complessa. L’infermiere di famiglia sarà la persona giusta alla quale rivolgersi 24 ore su 24”.
“È una proposta che riporterà l’assistenza sanitaria ai territori e contribuirà anche a ridurre gli accessi al Pronto Soccorso, le degenze ospedaliere o le riammissioni con importanti risparmi per le casse pubbliche.Come il medico di base, l’infermiere ha un enorme bagaglio di competenze e deve essere una figura cardine nell’offerta di servizi sanitari. E può offrire ai cittadini risposte efficaci, dirette e qualificate ai problemi di salute. Mi auguro che dalle parti della Maggioranza vogliano condividere questa proposta che è già pronta per essere approvata”, conclude Mammì.

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A Giovonazzo una corsa per tutta la famiglia

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Giovinazzo (Ba) Domenica 11 novembre, dalle ore 10:00, per le vie di Giovinazzo si terrà la “Netium Run”, corsa podistica non competitiva che si svolgerà sul lungomare del comune barese, con due percorsi da 3 e 8 km. Organizzata dalla SSD Netium e dall’Agenzia I Viaggi di Salomone, questa iniziativa ha l’intento di creare un momento di festa all’insegna dello sport e dell’aggregazione sociale. Non si rivolge, infatti, prettamente allo sportivo capace di percorrere l’intero tragitto, ma soprattutto agli amatori, alle famiglie e a chi desidera trascorrere una domenica diversa. “È una corsa all’insegna della spensieratezza – ha commentato la dott. Annalisa Salomone, responsabile dell’agenzia – lungo un affascinante scenario paesaggistico. Ci sarà chi affronterà il tragitto correndo, ma anche chi semplicemente passeggerà”. Per creare, infatti, un’atmosfera di divertimento e condivisione, l’organizzazione permette ai bambini, sino ai dieci anni non compiuti, di partecipare gratuitamente e ogni adulto avrà la possibilità di accompagnare massimo 2 bambini (previa iscrizione e autorizzazione di un genitore). Inoltre, parte dell’incasso sarà devoluto all’associazione Gargano 2000 di Giovinazzo che, senza scopo di lucro, ha come obiettivo lo sviluppo dell’autonomia e dell’integrazione sociale di soggetti con disabilità.
“Questo – ha aggiunto Giuseppe Marcotriggiano, titolare della SSD Netium – è un modo per avvicinare i meno fortunati allo sport e sensibilizzare tutti verso importanti tematiche sociali. Abbiamo scelto questa associazione perché lavora con questi ragazzi proprio attraverso lo sport”. La “Netium Run” si svilupperà in vari momenti. Le attività avranno inizio alle 7:00, con l’apertura del Village, in quest’area tutti gli iscritti potranno ritirare il proprio kit corsa (sacca, maglia, pettorale e gadget). Alle 10:00 avrà inizio la gara suddivisa su due percorsi. Quella da 3 km interesserà il lungomare di ponente, mentre il percorso più lungo toccherà oltre questo lato anche quello di levante.
Terminata la corsa, si continuerà con musica, spettacolo e animazione fino alle ore 13:00. Per partecipare a questa iniziativa basterà scaricare il modulo di iscrizione o compilarlo sul sito “iviaggidisalomone.it”.

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Congresso Mondiale delle Famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Verona dal 29 al 31 marzo 2019. Dopo l’annuncio dato dal presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie, Brian Brown, Toni Brandi ha espresso la sua viva soddisfazione: «Sono davvero felice che l’Italia potrà ospitare questo evento che vedrà ospiti di prestigio provenienti da tutto il mondo e ringrazio il Vicepremier Salvini, il Ministro Fontana, il presidente Zaia e il sindaco Sboarina per il loro importante sostegno e incoraggiamento», ha dichiarato il presidente di Pro Vita Onlus, che organizzerà l’evento con il Comitato Difendiamo i Nostri Figli e Generazione Famiglia.Il ministro per la famiglia e le disabilità, Lorenzo Fontana, ha inviato i suoi saluti ai delegati presenti a Chisinau, in Moldavia, in occasione della XII edizione del Congresso da poco conclusa, che ha visto la partecipazione – tra gli altri – del Presidente della Repubblica Moldava, Igor Dodon, del Segretario di Stato Vaticano S.E. Pietro Parolin, e di Padre Dimitriy Smirnov, in rappresentanza del Patriarca Kirill e presidente della Commissione per la Famiglia della Chiesa Ortodossa Russa. «Sono convinto che la famiglia è la forza che guida la società», ha scritto Fontana. «E che l’attuale crisi economica non può essere risolta senza un ritorno ai valori umani e cristiani che la famiglia salvaguarda e trasmette da migliaia di anni».
Anche nelle precedenti edizioni, tenutesi in tutto il mondo, dall’Australia agli Stati Uniti, sono intervenuti Capi di stato, di Governo, Ministri, esponenti religiosi e rappresentanti di Associazioni nazionali e internazionali. «La tutela del diritto alla vita, della famiglia naturale e della libertà educativa sono le basi per lo sviluppo armonico della società e degli individui», precisa Massimo Gandolfini, portavoce del Family Day.«Al Congresso Mondiale delle Famiglie si confrontano rappresentanti delle istituzioni, della politica, della cultura e delle Chiese, sulle azioni concrete che possono essere promosse per riaffermare i principi non negoziabili», spiega Jacopo Coghe, presidente di Generazione Famiglia.Con il sindaco di Verona, Federico Sboarina, anche Luca Zaia, Governatore della Regione Veneto, nei loro messaggi di saluto ai partecipanti al Congresso «esprimono l’importanza fondamentale della famiglia come pilastro per il welfare e motore per lo sviluppo della società» e hanno ringraziato il Presidente del Congresso Brian Brown per aver scelto Verona come sede della prossima assise mondiale.

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Le donne in famiglia: sentinelle della salute

Posted by fidest press agency su martedì, 21 agosto 2018

Sono le donne che in famiglia si occupano della salute di tutti, di figli, genitori anziani e partner. Li accompagnano a fare gli esami, vanno in farmacia per acquistare farmaci e si preoccupano di fare prevenzione. Il quadro è stato tracciato da un’indagine condotta dall’Ispo (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione). Emerge, infatti, che la donna si occupa della salute dei familiari malati per tutte le loro esigenze (51% contro il 9% degli uomini), s’informa sulla prevenzione (49% contro il 9% degli uomini), li accompagna dal medico (45% contro 12% dei maschi) e va in farmacia (44% contro il 14% degli uomini), ma è più pigra nell’adottare comportamenti salutari. Infatti, fa meno attività fisica (49% contro il 58% degli uomini), non rinuncia alle sigarette (23%, 17% gli uomini) e all’alcol (17% contro il 9% degli uomini. «Le donne e gli uomini vengono da pianeti diversi nel campo della salute» Le differenze si fanno più spiccate sul fronte della prevenzione dei tumori (65% donne contro il 45% degli uomini) e della sfera intima. “Il 72% delle donne va dal ginecologo almeno una volta ogni 2 anni, mentre il 60% degli uomini non è mai andato dall’andrologo”. (Servizio Fidest)

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Invecchiare bene si può

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

«Creare la figura del geriatra di base e responsabilizzare il medico di famiglia, il primo anello della catena di spesa sanitaria». Subito dopo s’impone un altro aspetto del problema: come migliorare le condizioni dell’invecchiamento degli italiani? Dobbiamo innanzitutto capire qual è la sua entità. Diciamo che il 34,6% della popolazione italiana ha raggiunto i 65 anni, e se osserviamo il fenomeno a livello mondiale sappiamo che gli over 65 nel mondo passeranno dagli attuali 756,45 milioni a più di un miliardo e 400 milioni. Negli anni abbiamo riempito il territorio di consultori, dove si trovano tutte le professionalità mediche: psichiatri, sociologi, pediatri di base ecc. È incomprensibile come in un paese che invecchia progressivamente come l’Italia, ancora non si sia pensato di istituire la figura del geriatra di base che punti sulla prevenzione per migliorare le condizioni di vita dell’anziano. Dobbiamo inoltre tornare ad attribuire al medico di famiglia quel ruolo centrale che merita. È il medico di medicina generale che può decidere della spesa farmaceutica, diagnostica e specialistica. C’è poi scarsa sinergia tra medico di famiglia, guardia medica, servizi territoriali, pronto soccorso ecc. L’informatizzazione dei dati sanitari potrebbe aiutare a tenere sotto controllo la situazione medico-sanitaria del territorio. Lo stesso medico ospedaliero, in caso di ricovero, troppo spesso non fa che ripetere visite specialistiche e diagnostiche già prescritte al paziente dal medico di medicina generale, con il risultato di raddoppiare la spesa e i tempi di cura». Il servizio sanitario nazionale in generale funziona. Ma negli ultimi 15 anni, non siamo riusciti ancora a definire né i livelli di assistenza sanitaria né quelli socio-assistenziali di base, né a rendere uniforme la qualità del servizio su tutto il territorio nazionale. Tutto ciò rende difficile contribuire al miglioramento delle condizioni degli anziani e non solo. (Redazione Fidest)

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Più investimenti per la pediatria di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

“Avviare nuovi investimenti per migliorare gli studi pediatrici attivi sul territorio in coerenza con le nuove esigenze di salute di bambini ed adolescenti. E attuare, quanto prima, il pieno coinvolgimento dei pediatri di famiglia nell’ambito del sistema vaccinale italiano”. Sono queste le due principali richieste che la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha avanzato al Ministro della Salute Giulia Grillo durante l’incontro che si è svolto ieri a Roma al quale ha partecipato anche il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti. “Esprimiamo la piena soddisfazione per l’esito positivo del confronto – sottolinea il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale FIMP -. Abbiamo ribadito, alla titolare del Dicastero della Salute, che devono essere maggiormente valorizzate le specificità della pediatria di famiglia. Siamo oltre 7.000 specialisti che si prendono cura della salute dei giovanissimi in modo continuativo e che ogni giorno lavorano nell’ambito di un rapporto di fiducia a stretto contatto con milioni di italiani. Si tratta di una risorsa straordinaria al servizio dell’intera collettività nonché di una peculiarità fondamentale del nostro sistema sanitario nazionale. La pediatria di famiglia, che la FIMP rappresenta, va salvaguardata per la specificità professionale di cui è portatrice nell’ambito della pediatria italiana come referente per l’ambito delle cure primarie e, per tale motivo, deve diventare la destinataria di maggiori investimenti pubblici anche per quanto riguarda la formazione dei nuovi pediatri”. “Con l’Onorevole Grillo abbiamo affrontato anche la questione delle vaccinazioni pediatriche – prosegue il Presidente FIMP -. L’obiettivo di tutti è quello di aumentare le coperture vaccinali a vantaggio della salute dei singoli e della comunità. In questo senso il nostro auspicio è quello di avere un ruolo maggiore non solo nell’educazione delle famiglie e dei bambini ma anche nell’esecuzione stessa dell’atto vaccinale, venendo incontro alle aspettative delle famiglie ed eliminando le liste di attesa che oggi rappresentano un problema per l’accesso alle vaccinazioni. Questo avviene già in alcune Regioni d’Italia nelle quali si registrano coperture di immunizzazioni superiori alla media nazionale”. “Siamo lieti di aver trovato nel Ministro un’interlocutrice estremamente preparata e competente – conclude Biasci -. Dal canto suo l’Onorevole Grillo ci ha garantito che interverrà su questo come su altri temi che abbiamo affrontato nell’incontro ufficiale di ieri ed ha apprezzato le attività scientifiche che la FIMP sta portando avanti, in particolar modo nel campo della definizione e diffusione delle buone pratiche cliniche. Vogliamo quindi avviare un dialogo continuo e proficuo con il Ministero per migliorare l’assistenza medico-sanitaria ai milioni di bambini e adolescenti residenti nel nostro Paese”.

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AIFI: “Bene ministero per famiglia e disabilità, disponibili al confronto”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

“Salutiamo con interesse l’arrivo del nuovo ministro, con la speranza che continui nell’opera di valorizzazione delle professioni sanitarie, processo ormai definitivamente consolidato con l’istituzione degli Ordini professionali, per migliorare il sistema salute in Italia“. Questo il commento di Mauro Tavarnelli, presidente dell’Associazione italiana fisioterapisti (AIFI), alla nomina di Giulia Grillo come nuovo ministro della Salute.
Secondo l’unica associazione rappresentativa della categoria, l’obiettivo è realizzabile attraverso “l’adozione di nuovi modelli organizzativi in cui AIFI da tempo si sta spendendo con proposte operative e mettendo in rete buone prassi già esistenti: soprattutto- spiega Tavarnelli- in varie regioni d’Italia in cui la figura del fisioterapista assume un ruolo diverso, più diretto, nella presa in carico dei cittadini ma anche nella prevenzione e nella gestione della cronicità”.
Per il presidente di AIFI è da analizzare con attenzione, inoltre, l’istituzione del ministero della Famiglia e della Disabilità, affidato a Lorenzo Fontana. “Lasciando ovviamente diritto di parola alle rappresentanze delle persone con disabilità, quello che possiamo dire è che rappresenta un ministero nuovo di cui ancora non conosciamo le potenzialità perché non sono state declarate le deleghe- evidenzia Tavarnelli- Ma rappresenta una novità interessante nonostante una criticità da valutare: per essere davvero efficiente, infatti, il ministero dovrebbe avere una trasversalità politico-operativa elevata dal momento che, per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità, occorre intervenire su tanti argomenti diversi che afferiscono a vari ministeri, come quello della Salute, delle Politiche sociali e del Lavoro, delle Infrastrutture, ecc”.
Infine, Tavarnelli ribadisce la disponibilità di AIFI “a collaborare con il Governo, come abbiamo sempre fatto, e a dare il nostro contributo per migliorare il sistema salute impegnandoci quotidianamente”.

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Politiche per la famiglia nel nuovo Governo

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2018

Roma 15 maggio 2018 Sala Caduti di Nassyria ore 12.00 (Ingresso Piazza Madama) come ogni anno, si festeggia la Giornata Internazionale della Famiglia che, nonostante una proposta di legge ad hoc, in Italia non è ancora stata riconosciuta come tale. Quest’anno la Giornata della famiglia propone un focus su tre valori chiave, profondamente interconnessi: Famiglia, Gioia e Educazione.
Alle ore 12:00, al Senato, in Sala Caduti di Nassyria, la senatrice Paola Binetti ha organizzato una conferenza stampa il cui scopo non è solo ricordare l’importanza di istituire anche in Italia una giornata per la Famiglia, ma soprattutto sollecitare governo e parlamento per avere risposte urgenti e concrete ai bisogni della famiglia. “In questa nuova Legislatura, che tarda ad iniziare, è bene avviare da subito politiche demografiche serie, politiche fiscali efficaci e politiche lavorative che rilancino il prima possibile la risorsa offerta dalle nuove generazioni, in cui ci sono giovani competenti, motivati e generosi” afferma la parlamentare UDC.Sono chiamati ad intervenire il Senatore Antonio De Poli, la psicoterapeuta Magda Di Renzo, Monsignor Andrea Manto, responsabile del Centro per la Pastorale della Famiglia e l’Avv. Salvatore Sfrecola, Presidente dell’Associazione Italiana Giuristi di Amministrazione.In questa Giornata, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Uniti nel 1994, si vuole promuovere in tutto il mondo la consapevolezza che la famiglia non è solo espressione di problematiche specifiche ma è soprattutto il più forte fattore di coesione sociale, risorsa davvero irrinunciabile sul piano economico-culturale. “Dopo anni trascorsi a parlare della crisi della famiglia, come se si trattasse di una sorta di elogio funebre, con dati sempre più sconfortanti sul crollo dei matrimoni, sul declino delle nascite, sul progressivo impoverimento a cui vanno incontro le famiglie è giunto il momento di fare un salto di qualità. Rimangono in piedi molte emergenze, ma è indispensabile cambiare angolo di osservazione, mettendo in primo piano tutta la positività che la realtà familiare continua ad innescare nel cuore della società” dichiara la senatrice Binetti che conclude: “Al centro della Conferenza stampa ci saranno quindi diritti e doveri di genitori e istituzioni, a cominciare dal pro ssimo governo, che devono tutelare la famiglia nella sua totalità, ben sapendo però che saranno le famiglie a salvare questa società e non la società a salvare la famiglia nella sua integrità”.

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La famiglia è un punto di riferimento per i giovani sportivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2018

“Il mondo del calcio ha bisogno di valorizzare il ruolo della famiglia”. E’ il messaggio lanciato dal Prof. Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma e Direttore della Rivista di Diritto Sportivo del CONI, in apertura di un incontro sul tema del Calciomercato, che si è tenuto all’Università Europea di Roma.“La famiglia – ha ricordato Gambino – ha un ruolo fondamentale e insostituibile nella formazione e nella tutela dei giovani calciatori, che spesso vengono catapultati in un mondo più grande di loro, in cui è facile smarrirsi. Le forti pressioni e l’improvviso successo possono rappresentare un rischio. Per questa ragione, la famiglia è il punto di riferimento più importante per chi si affaccia nel mondo dello sport. Nessuno potrà mai prendere il suo posto. L’influenza della famiglia è talmente forte che se i rapporti al suo interno sono in crisi, questo si riverbera anche sulla serenità dell’atleta”.Secondo il Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma “oggi i giovani calciatori sono spesso sottoposti a condizionamenti e pressioni, fin dal momento in cui iniziano la loro attività. La ricerca esasperata del campioncino e il falso mito della vittoria ad ogni costo rischiano di offuscare l’autentico significato della pratica sportiva, che è quello educativo”.“Gli interessi economici – ha ricordato Gambino – non devono prevalere sugli aspetti etici fondamentali dell’attività sportiva. Negli ultimi anni si è diffusa sempre di più una nuova figura professionale: il procuratore sportivo. E’ importante che il procuratore sia alleato della famiglia. Oltre ad essere un bravo professionista, deve saper accompagnare con umanità i familiari dei giovani calciatori, consigliandoli ed aiutandoli nelle proprie scelte. Tutto questo non potrà che giovare al mondo dello sport, contribuendo a costruire un ambiente migliore ed un futuro sano per le nuove generazioni”.

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