Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘famiglia’

La famiglia ha un futuro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Per rispondere a questo interrogativo dobbiamo innanzitutto chiederci cosa intendiamo per famiglia. Oggi si formano e si dissolvono per una serie complessa di ragioni che vanno dalle reciproche convenienze di natura logistica che per l’intimo convincimento dello stare insieme con il collante del sentimento, del sesso, dalla voglia di genitorialità e non ultimo per affinità elettive. Ma non tutti pensano che questa unione vada suggellata con un matrimonio civile o religioso che sia. In ogni modo si sta insieme anche se si vive da separati in casa o si raggiunge un compromesso con la propria coscienza dividendosi tra il letto coniugale e quello dell’amante. Nonostante tutti questi scrolloni diciamo che l’istituto familiare a tutt’oggi resiste all’usura del tempo e alla dispersione delle passioni.
Forse lo stare insieme continua ad avere valide ragioni anche di natura sociale per via dei figli e nell’assicurare loro una casa protetta rispetto ad una società sempre più asociale e malevola. Ma nonostante tutte queste premesse di segno positivo resta il dubbio che la famiglia possa ritagliarsi un futuro. Molto dipende dal modello di società che avremo modo di riservare se non negli anni a venire sicuramente tra qualche secolo. Lo dobbiamo, probabilmente allo sviluppo delle tecnologie, all’ingegneria genetica e al “colore delle stelle”. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Lockdown: 1 famiglia su 2 ha risparmiato, in media, 480 euro

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

I mesi di lockdown sono stati l’occasione per mettere mano alle spese domestiche e fare ordine tra i conti di casa; questo quanto emerge dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat che hanno evidenziato come quasi 1 famiglia su 2 (48,2%), pari a 21 milioni di nuclei, abbia dichiarato di essere riuscita a risparmiare tra marzo e giugno, in media, 480 euro su alcune delle principali voci di spesa familiare (utenze, assicurazioni e prodotti finanziari).Ad essere stati ridotti con maggior frequenza (14,4% del campione intervistato) sono i costi sostenuti per l’RC auto e la bolletta della telefonia mobile; il 10,2%, pari a 4.500.000 famiglie, ha invece risparmiato sulla bolletta elettrica e il 9,2% su quella del gas. Nonostante i tagli, però, l’RC auto (61,1%), energia elettrica (59,6%) e gas (52%), rimangono le spese ritenute più pesanti dagli italiani.Sono invece 22.700.000 le famiglie che hanno dichiarato di non essere riuscite a risparmiare; a livello territoriale, la percentuale di chi non ha risparmiato è più alta tra i rispondenti residenti nelle regioni del Nord Ovest (55,7%), al Sud e nelle Isole (51,7%). (fonte: Facile.it)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Premio Giffoni alla famiglia di Giulio Regeni

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2020

De Luca, scrittore, poeta, giornalista e traduttore, ospite del Giffoni Film Festival, ha voluto dedicare il premio Giffoni 50 alla famiglia di Giulio Regeni, il dottorando italiano dell’Università di Cambridge rapito il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahir, e ritrovato senza vita il 3 febbraio nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani. De Luca è infatti sempre stato in prima linea per difendere i diritti: il suo pamphlet, La parola contraria, nel quale ha sostenuto la libertà di espressione, scritto in seguito al caso giudiziario che lo ha visto coinvolto per le sue dichiarazioni sulla lotta No Tav in Val di Susa, è stato supportato da un appello firmato da 65 personalità del cinema europeo. Il fondatore e direttore di Giffoni Opportunity Claudio Gubitosi ha voluto ringraziare lo scrittore che ha incontrato i giffoner della sezione Impact, regalandogli alcune stampe che raffigurano i momenti più importanti dei primi cinquant’anni del festival. “Qui nasce il germe di un’umanità migliore – ha detto De Luca ai ragazzi – Non perdete il vostro entusiasmo. Sarete voi a cambiare in meglio il mondo”.

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tlc: fino a 500 euro a famiglia per internet e pc

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Fino a 500 euro a famiglia per l’acquisto di servizi internet e strumenti per navigare, pc o tablet per le famiglie con un Isee sotto i 20 mila euro. E’ quanto previsto dal Governo.”Bene, ottima notizia. Si aiutino prima, però, le famiglie con studenti. Nel caso, infatti, si debba tornare alla didattica a distanza, è bene ricordare che secondo l’Agcom il 12,7% degli alunni non ha usufruito della didattica, dati definiti dall’Authority stessa come inaccettabili per una democrazia evoluta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se 25 studenti su 100 hanno avuto problemi di velocità di connessione e quasi 10 studenti su 100 hanno lamentato la mancata disponibilità di dispositivi a casa idonei a svolgere le lezioni a distanza, vuol dire che queste famiglie devono essere supportate e che i 200 milioni stanziati sono certo un passo avanti, ma insufficiente” prosegue Dona.”Per questo da mesi chiediamo che lo Stato si faccia carico non solo di fornire un tablet ad ogni studente che ne ha necessità, ma che fornisca anche le Sim per la connessione internet. Sono tante le famiglie, infatti, che, pur avendo il pc, non hanno una connessione adeguata per far seguire ai figli le lezioni. Non tutti possono permettersi un abbonamento flat per una connessione internet veloce e questo accade anche a chi ha un Isee superiore a 20 mila euro” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La famiglia Nardini rinnova la più antica distilleria d’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Bassano del Grappa, Dalla Ditta Bortolo Nardini, la più antica distilleria d’Italia e leader dal 1779 nel mercato delle grappe e dei liquori di eccellenza, nasce per conferimento di ramo d’azienda Distilleria Nardini S.p.A, azienda fortemente voluta dalla famiglia Nardini e dalla stessa controllata al 100%, la cui missione è quella di consolidare e sviluppare ulteriormente la presenza del brand Nardini nel mercato Spirits a livello nazionale e internazionale.
La famiglia Nardini, il cui nome, attraverso secoli e generazioni, è divenuto sinonimo di un prodotto – la grappa – icona di una intera Nazione, ha scelto quindi di affidare la gestione operativa della Distilleria Nardini ad un team strutturato di manager di consolidata esperienza nel settore Wine & Spirits, individuando il Direttore Generale in Massimo Tonini, già a bordo da metà ottobre.L’indirizzo strategico dell’azienda è affidato ad un nuovo consiglio di amministrazione, che vede la presenza di quattro membri della Famiglia affiancati dall’ingresso di Stefano Saccardi, manager proveniente dal Gruppo Campari, con notevole esperienza e storie di successo nell’area Merger & Acquisition.“Vi era la necessità di focalizzarsi sull’attività caratteristica dell’area Spirit, con una iniezione di managerialità dall’esterno, unita ad una forte propensione allo sviluppo del business sia nel mercato domestico che internazionale”, fa sapere la famiglia Nardini attraverso l’Amministratore Delegato Michele Viscidi, già presente da sei anni nel Consiglio di Amministrazione dell’azienda.Nardini si rinnova focalizzandosi sul core business, con l’obiettivo di perseguire una crescita che non pregiudichi l’amore per il territorio e per la qualità, peculiarità che da sempre hanno reso il marchio Nardini unico per eccellenza e storicità.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il patto di famiglia e il passaggio generazionale dell’impresa

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Il Consiglio e la Fondazione nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Il patto di famiglia e il passaggio generazionale dell’impresa”. Questa transizione rappresenta un momento importante per l’impresa, perché se non impostato nei tempi giusti ne può compromettere il patrimonio economico e sociale. Un tema di grande attualità per la categoria che svolge un ruolo fondamentale in quanto il commercialista è consulente e persona di fiducia del nucleo familiare. A lui spetta il compito di affiancare e supportare l’imprenditore nell’individuazione degli strumenti che consentano di raggiungere una più efficace e meno onerosa tutela del patrimonio familiare, in un’ottica sia conservativa che trasmissiva. Si tratta di un ruolo complesso che comporta il diretto contatto con l’imprenditore e la sua famiglia, un compito che privilegia, oltre alle competenze aziendalistiche e tributarie del professionista, la sua vocazione alla mediazione: sarà di estrema importanza, infatti, gestire il passaggio generazionale in modo da conservare inalterata la fiducia dei finanziatori e dei fornitori dell’impresa, tentando al contempo di evitare possibili controversie tra futuri eredi. Il documento è diviso in sei sezioni. Nell’introduzione si analizzano le specifiche esigenze familiari, la necessaria tutela dei rapporti consolidati con banche e fornitori e la valutazione dell’opportunità di un periodo di affiancamento nella governance aziendale oltre al ruolo del consulente. Poi si passa ad un approfondimento dei profili civilistici, in particolare dell’istituto del patto di famiglia, la sua impugnazione, lo scioglimento del contratto e la conciliazione e la risoluzione delle controversie. Spazio poi ai profili valutativi e ai profili fiscali. il ruolo del Commercialista è fondamentale per l’individuazione degli strumenti che consentono di raggiungere una più efficace e meno onerosa tutela del patrimonio e ciò in un’ottica sia conservativa che trasmissiva. A questo fine, è opportuna non solo un’approfondita conoscenza tecnica degli strumenti esistenti, ma anche una particolare attenzione alle specifiche esigenze familiari, tenuto conto di tutti gli elementi, non solo patrimoniali ma anche personali. Nella valutazione complessiva, inoltre, un ruolo non secondario deve essere riservato ad una adeguata comparazione fra il diverso “costo fiscale” e “gestionale” che può comportare l’operazione, in funzione dello strumento prescelto. Si passa poi ad un confronto tra i vari istituti e un focus sui ruoli dell’imprenditore, del commercialista e del legislatore. Conclude un approfondimento sugli aspetti che richiedono urgenti interventi normativi. Nell’ambito del suo auspicabile intervento chiarificatore, il principio informatore del legislatore dovrebbe partire dalla considerazione che l’azienda vada salvaguardata come entità portatrice di ricchezza, non solo per i suoi proprietari, ma anche per tutti i portatori di interesse che la circondano. Di conseguenza, pur nel rispetto dei principi relativi alla proprietà e, a valle, dei diritti dei legittimari che sull’acquisizione di quella proprietà fondano, in tutto o in parte, le loro aspettative future, le norme dovrebbero essere tese a salvaguardare il più possibile il “bene azienda” in sé, nell’interesse anche di tutti gli altri stakeholders. In particolare i temi su cui il legislatore dovrebbe intervenire riguardano: la necessità della partecipazione di tutti i legittimari all’atto, la possibilità di liquidare le quote di legittima spettanti ai legittimari non assegnatari direttamente da parte del disponente, l’individuazione delle partecipazioni che possono essere oggetto del patto di famiglia.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Infermieri di famiglia: Che ruolo dovranno svolgere?

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

«L’Infermiere di Famiglia è legge. “Noi del Nursing Up, tuttavia, siamo preoccupati che questa novità possa essere interpretata in senso riduttivo e non è solo quello di tutelare la categoria e far valere i nostri diritti.” Il sindacato nella persona del suo Presidente Nazionale De Palma, dichiara: “Ci sentiamo in dovere, come sindacato, io per primo come Presidente Nazionale, senza prosopopea e con grande umiltà, di mettere al corrente i cittadini sul rischio concreto che stiamo correndo, cioè di perdere una delle occasioni più importanti per uscire dalla mediocrità organizzativa. Continuo a leggere, da più parti, solo ed esclusivamente di passaggi relativi all’infermiere di famiglia legati all’assistenza domiciliare. Non va bene, non è possibile persistere in questa carente informazione. Perchè se si vuole davvero inserire, nei nostri territori regionali, una figura calibrata sul modello anglosassone, che rappresenta uno dei sistemi più funzionali, non possiamo permetterci questo errore gravissimo”. Per il sindacato l’operatività dell’infermiere di famiglia deve prevedere, oltre all’assistenza domiciliare, alla diretta responsabilità e gestione delle attività di assistenza infermieristica di famiglia e delle connesse funzioni, dando opportune indicazioni per la revisione dell’organizzazione del lavoro, e per la creazione di modelli di assistenza infermieristica di famiglia personalizzata. L’infermiere di famiglia ha le carte in regola per operare in un proprio studio ambulatoriale integrato nel complesso sistema delle cure primarie. Nel suo ambulatorio, un servizio che possiamo anche immaginare organizzativamente simile al modello del medico di famiglia, gestito in coordinamento con ASL e Regioni offrirà a tutti i componenti della famiglia, beninteso anche a chi non è costretto a letto o comunque al proprio domicilio, ogni tipologia di prestazione che la legge attribuisce alla responsabilità della professione infermieristica.
In concorso con il medico che esprime una diagnosi, individua la cura, l’infermiere ha il compito di seguire la profilassi della malattia, di prendersi cura della persona, di garantirgli l’alveo delle prestazioni che la legge gli attribuisce la responsabilità di svolgere. Si occupa, solo per esempio, di somministrazione di terapie iniettive, medicazioni, trattamenti post operatori in coordinamento con le strutture ospedaliere e con il medico di famiglia, di garantire assistenza infermieristica globale, quindi con un approccio di tipo olistico al servizio della persona e dell’intera collettività.
L’infermiere di famiglia, operando dal proprio studio/ ambulatorio o a casa nelle famiglie, potrà consentire alle persone che necessitano di prestazioni infermieristiche erogabili in regime non ospedaliero, di evitare di affollare gli ospedali, riducendo finalmente le liste di attesa, i ricoveri inutili e permettendo lo snellimento delle attività dei pronto soccorsi o dei reparti.
In buona sostanza non si tratta solo di piani di assistenza preventiva, curativa e di salvaguardia della salute rientranti nei suoi ambiti di competenza professionale, ma anche educazione alla salute al servizio del cittadino. Mai come in questo momento, con una pandemia appena lasciata alle spalle, con il rischio concreto di una sua riesplosione, gli infermieri di famiglia devono e possono lavorare, di concerto con le ASL, con i medici di base ma anche con centri specializzati nelle attività di formazione ed informazione in ambito sanitario, ad esempio in campagne di sensibilizzazione e conoscenza per la cura e la prevenzione delle maggiori patologie infettive. Potremo vederli impegnati in workshop, meeting destinati alle famiglie, in giornate di educazione alla salute nelle scuole. Immaginiamo i vantaggi che avremmo avuto con infermieri di famiglia in tutta Italia già pronti ad agire prima del Covid-19. Il tutto, a nostro avviso, va verso una medicina del territorio da tempo disattesa e che l’infermiere come figura intermedia tra il medico e il paziente può fare la differenza.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La famiglia nella società post-familiare

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Il Rapporto Cisf 2020 mette a tema la società post-familiare, in cui le famiglie si frammentano, scomponendosi e ricomponendosi per dare spazio a un individuo teso a sperimentare tutte le libertà dei “possibili altrimenti” e a creare sempre nuove relazioni, favorite dalle nuove tecnologie comunicative. La recente pandemia del Covid-19 ha accelerato l’alfabetizzazione delle famiglie italiane al nuovo mondo digitale, che presenta molte opportunità ma anche tanti rischi.
Siamo in pieno family warming, un vero e proprio surriscaldamento delle relazioni familiari che rischia di portare a una evaporazione della famiglia, in un mondo proiettato verso il cosiddetto post-umano. Le famiglie stesse, del resto, di fronte alle difficoltà, si sono ritirate nel privato e hanno perduto il senso della trasmissione generazionale, mentre la società le ha abbandonate a loro stesse, in preda al mercato e alle mode che l’accompagnano.
L’alternativa sta nel promuovere una famiglia relazionale, nella quale le relazioni fra uomini e donne, così come fra generazioni, sono caratterizzate da fiducia, cooperazione e reciprocità come progetto riflessivo di vita. Del resto proprio la pandemia ha confermato che la famiglia è ancora un soggetto economico e sociale cruciale per l’intera società, facendoci toccare con mano che le relazioni – in famiglia come altrove – contano più del denaro. Solo una ripresa della solidarietà familiare e del capitale sociale comunitario potrà favorire un modello di autentico sviluppo sociale del Paese.Centro Internazionale Studi Famiglia, La famiglia nella società post-familiare. Nuovo Rapporto CISF 2020, Edizioni San Paolo 2020, pp. 432, euro 35,00

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A proposito dell’infermiere di famiglia l’Ail suggerisce

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

L’AIL Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma, ha partecipato all’audizione informale nell’ambito dell’esame dei Disegni di Legge al Senato n.1346 e n.1751, riguardanti l’introduzione della figura dell’infermiere di famiglia e di comunità e le disposizioni in materia di assistenza infermieristica domiciliare. In proposito suggerisce che:l’infermiere di famiglia eroghi assistenza sanitaria al domicilio del paziente in collaborazione non solo con il medico di medicina generale ma anche con altri professionisti, tra cui i medici specialisti, presenti sul territorio e nelle strutture ospedaliere; identifichi e valuti lo stato di salute e i bisogni degli individui e delle famiglie non solo nel loro contesto culturale e di comunità, ma anche rispetto al contesto abitativo, che dovrebbe essere idoneo ad accogliere pazienti con alto rischio di infezione, come i pazienti ematologici; venga inserita la specifica di prevenzione primaria, secondaria e terziaria comprendendo così anche quelle legate alle infezioni correlate all’assistenza; sia fatto un richiamo all’integrazione con le organizzazioni del Terzo settore e con le Associazioni di volontariato e di pazienti, spesso indispensabili per dare risposte complete a pazienti e familiari; e nella definizione e misurazione degli obiettivi affidata agli infermieri di famiglia sia prevista la partecipazione del Terzo Settore e delle Associazioni di volontariato e di pazienti; sia prevista una adeguata formazione specialistica. (Alessandro Spinelli)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le Regioni dicono sì all’infermiere di famiglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

I nuovi infermieri di famiglia e comunità previsti nel decreto Rilancio dovranno avere un ruolo di governo nell’ambito dei servizi infermieristici distrettuali.E fino a fine anno le Regioni possono, “in relazione ai modelli organizzativi regionali, procedere, anche in deroga ai vincoli previsti dalla legislazione vigente, ad assumere con contratti di lavoro subordinato, con decorrenza successiva al 14 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, o, in deroga all’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ad acquisire prestazioni di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, con decorrenza successiva al 14 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020” infermieri che, come dice già il decreto non si trovino in costanza di rapporto di lavoro subordinato con strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private accreditate, in numero non superiore a otto unità infermieristiche ogni 50.000 abitanti.Poi dal 2021 le aziende e gli enti del Ssn possono procedere al reclutamento di infermieri in numero non superiore ad 8 unità ogni 50.000 abitanti, attraverso assunzioni.È questa la proposta di emendamento al Dl Rilancio messa a punto dalla Commissione salute delle Regioni che attende solo il via libera all’accordo sui finanziamenti per essere consegnata a Governo e Parlamento. Per l’esigenza – come spiegano le stesse Regioni – di privilegiare le assunzioni con rapporto di lavoro subordinato rispetto ai contratti di lavoro autonomo, in linea con quanto previsto dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.Un ulteriore passo positivo non solo per il reintegro di parte degli organici che nonostante la perdita di 12mila unità in dieci anni e la carenza rispetto a tutti gli standard di almeno 53mila unità, diminuiscono dell’1,7% in soli tre anni, dai 269.151 nel 2014 a 264.703 nel 2017 con riduzioni più marcate in Abruzzo, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Molise, come ha evidenziato il recentissimo rapporto dell’Università Cattolica Osservasalute.E Osservasalute sottolinea che la scelta di privilegiare risparmi di spesa di cui il taglio al personale è uno degli effetti maggiori, ha dimostrato il suo effetto negativo durante la pandemia.“Ci auguriamo che Parlamento e Governo ascoltino le Regioni che sul territorio sono i veri gestori e organizzatori del sistema sanitario – conclude – riguardo alla centralità dei servizi infermieristici e dell’infermiere di famiglia e di comunità all’interno del distretto. Bene le assunzioni a partire dal 2021, che devono essere a tempo indeterminato per il rafforzamento e il rilancio del servizio sanitario pubblico e per andare incontro ai veri bisogni dei cittadini. Secondo la recente ricerca Fnopi-Censis, il 91,4% degli italiani (il 95,1% delle persone con patologie croniche, il 92,6% dei cittadini nel Sud) ritiene l’infermiere di famiglia o di comunità una soluzione per potenziare le terapie domiciliari e riabilitative e la sanità di territorio, fornendo così l’assistenza necessaria alle persone non autosufficienti e con malattie croniche”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Usa: la famiglia Khalidi tra soldi, potere e propaganda palestinese

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

La nostra storia inizia nel 1916, con la nascita di Ismail Khalidi. Andare indietro fino a Yousef al-Khalidi e al suo rapporto con il Sionismo e con Theodor Herzl sarebbe interessante, ma comporterebbe la necessità di appesantire un articolo fin troppo ricco di input e informazioni.Partiamo quindi da Ismail, membro della famiglia Khalidi, una delle più antiche del medio oriente, e alla sua dedizione nei confronti della propaganda antisionista e filoislamica, che porterà fino al cuore pulsante della politica internazionale: il Palazzo di Vetro di New York.Ismail Khalidi riesce ad avere subito degli importanti vantaggi politici grazie al fratello Husayn, di ventidue anni più vecchio nonché sindaco di Gerusalemme e attivista politico moderato (sebbene fosse stato arrestato dagli inglesi e deportato alle Seychelles dopo la Rivolta Araba). A differenza del fratello, Ismail trova il supporto di Americani ed Inglesi, riuscendo a completare i suoi studi proprio in USA. In questo modo, Ismail riesce a mettere piede nelle istituzioni culturali occidentali.Né lui, né i suoi discendenti le abbandoneranno mai.Dal 1942 al 1944 lavora presso lo United States Office of War Information, sezione Mediorientale, e nel 1945 diventata segretario del neonato Institute for Arab American Affairs (IAAA), carica che deterrà fino al 1948. È proprio questo istituto ad aprire la strada a tutti gli altri enti e organismi che, sotto la copertura delle iniziative culturali o di integrazione, porteranno avanti politiche filoislamiche e antisemite.
Nell’aprile del 1945, a pochi mesi dalla sua fondazione, l’IAAA pubblica un proprio manifesto sulla situazione della Palestina. Anche grazie al lavoro di Ismail Khalidi, lo porta all’attenzione dei delegati presso la Conferenza di San Francisco, che nei successivi due mesi avrebbero concluso i lavori necessari alla creazione delle Nazioni Unite.Il manifesto contiene delle affermazioni interessanti. In primo luogo, sono gli stessi Arabi ad affermare che la Palestina è parte integrante della Siria e non rappresenta (né ha mai rappresentato) uno stato autonomo:“Gli Arabi non hanno mai smesso di sostenere che la Palestina è parte integrante della Siria, e come tale del mondo Arabo.”
Le tesi sostenute dall’IAAA e la sua, neanche troppo sottile, propaganda palestinese filoislamica, vengono smascherate da William B. Sapphire in un articolo apparso su The Canadian Jewish Chronicle il 6 luglio 1945:“Lo IAAA dice di avere fini esclusivamente educativi… incoraggiare l’amicizia e la reciproca comprensione fra Paesi Arabi e USA. L’Istituto, insistono i suoi amministratori, non si concentra su singole questioni, ma su qualsiasi argomento – culturale, politico ed economico – che possa interessare gli “Arabi-Americani”. C’è una lunga lista di argomenti proposti per i saggi […]. Ma l’unico pamphlet trovato da chi scrive, impilato dal pavimento al soffitto dell’ufficio a malapena arredato dell’Istituto, nella lower Broadway, è di 54 pagine e si intitola “Papers on Palestine”. L’opera contiene una selezione accurata, che oggi definiremo cherry picking, di documenti antisionisti comprensivi di menzogne storiche conclamate. Il tutto mascherato dal sottotitolo “Collezione di affermazioni, articoli e lettere relativi al problema palestinese”.
Per non parlare delle affermazioni del direttore esecutivo dell’IAAA, il libanese naturalizzato statunitense Philip K. Hitti, che furono fortemente contestate da Einstein in persona. Poco tempo dopo inizia a lavorare Walid Khalidi (classe 1925), cugino di sangue di Ismail e figlio di Ahmad Samih Khalidi, preside dell’Arab College of Jerusalem per ben 23 anni (1925-1948). Oltre che presso la facoltà del padre, e anche grazie ai buoni rapporti fra arabi e inglesi nell’imminenza e subito dopo la Guerra del 1948, Walid riesce a studiare e insegnare in Inghilterra, a Oxford, salvo rassegnare le dimissioni quando, nel 1956, la Crisi di Suez vede gli interessi inglesi vicini a quelli israeliani. Nel 1963 fonda l’Institute for Palestine Studies, un organismo di ricerca, formalmente indipendente, che tratta prevalentemente del conflitto arabo-israeliano. È però qualche anno prima, fra 1959 e 1961, che Walid scrive i suoi lavori propagandistici più famosi e tuttora utilizzati come testi sacri da alcuni storici (se vogliamo definirli tali) pro-palestina. Fra questi, spicca Plan Dalet: Master Plan for the Conquest of Palestine, pubblicato su Middle East Forum (defunto periodico dell’American University of Beirut) nel 1961. Con questo saggio si trova per la prima volta l’astrusa interpretazione del Piano Dalet che viene proposta su riviste, forum e pubblicazioni digitali ancora oggi. Quella, per intenderci e senza pretesa di esaustività, che lo vede non come il piano bellico di una nazione in guerra, ma come una generica e atemporale direttiva volta all’espulsione degli arabi di Palestina.Oltre a Walid, anche il fratello Tarif (di 13 anni più giovane) sfrutta appieno l’enorme potere del padre negli ambienti accademici. Anche lui studia a Oxford e a Cambridge, dove, nel 1996, viene insignito della cattedra Sir Thomas Adams’ Professor of Arabic. La cattedra, nata nel 1645 per “portare la fede Cristiana a coloro che ora siedono nell’oscurità”, diviene quindi il palco più importante della propaganda islamica inglese.Anche la sorella di Tarif, Randa Khalidi Fattal, riesce a ritagliarsi un ruolo di rilievo nella propaganda antisionista e filoislamica. Grazie all’appoggio paterno, dei fratelli e del marito, traduttore dall’arabo presso le Nazioni Unite, a 36 anni diventa direttore dell’Arab Information Center (AIC), considerato dal New York Magazine “a propaganda organization”. L’AIC è stato fondato e vive esclusivamente grazie ai continui finanziamenti che arrivano dai quattordici membri della Lega Araba, e con l’arrivo di Randa inizia a trattare quasi esclusivamente la questione palestinese.Fake mapNel 1967, dopo la Guerra dei Sei Giorni, l’AIC pubblica e promuove un libello, Israel Expansionism, che diviene in breve tempo una pietra miliare della propaganda arabo-palestinese. È in questa opera che troviamo, per la prima volta, la famosa sequenza di mappe relativa alle “conquiste” di Israele. Non c’è menzione dell’infame attacco dei paesi arabi a Israele accaduto pochi mesi prima, né alla Guerra del 1948. Le legittime conquiste belliche, operate da Israele in guerre difensive, sono fatte passare per sottrazioni illecite.A continuare l’opera di Walid, Tarif e Randa è rimasto Muhammad Ali Khalidi, professore di Filosofia presso la York University di Toronto (una delle più islamizzate del Canada) e autore di parecchi articoli di propaganda. In uno dei più recenti, scritto per l’IPS (l’ente fondato da zio Walid), egli scrive: “Israele ha bisogno di una guerra ogni due o tre anni per testare il suo arsenale. Come uno squalo che non può sopravvivere senza continuare a muoversi, l’apparato militare israeliano, armato fino ai denti e sempre intento a sviluppare nuovi armamenti, richiede una guerra per testare le sue capacità.”

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Infermiere di famiglia occasione per far decollare l’assistenza sul territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

“Il potenziamento e l’innovazione dell’assistenza sul territorio soprattutto grazie all’investimento sui servizi infermieristici distrettuali, con i 9.600 infermieri che entreranno nel 2020, e l’introduzione strutturale dell’infermiere di famiglia e comunità, è davvero il valore aggiunto che i deputati hanno dato con i loro emendamenti segnalati al decreto Rilancio”. Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), sottolinea l’importanza che già alla Camera, dove la Commissione Affari sociali deve oggi esprimere il suo parere rispetto alle misure sanitarie del decreto, si aprano le porte al nuovo modello di assistenza sul territorio, finora assolutamente carente, multidisciplinare e che disegni un ruolo di rilievo, autonomia, professionalità e collaborazione tra le professioni realmente accanto ai cittadini. Infermieri in testa. “Ora – sottolinea – i parlamentari sono alla prova: hanno davvero un’occasione da non perdere per dare il via a un nuovo modello di assistenza che corregga gli errori del passato e apra le porte a una prossimità con i cittadini richiesta da questi a gran voce e soprattutto necessaria, come ha anche dimostrato l’emergenza della pandemia, ma anche a prescindere da questa, per assistere davvero i più fragili senza che nessuno sia mai lasciato solo con i suoi bisogni di salute, in tutte le aree del Paese anche quelle ‘disagiate’ “Le richieste della FNOPI su questo specifico tema sono state praticamente tutte raccolte e portate avanti dai deputati di maggioranza e opposizione, a dimostrazione della fondatezza delle politiche professionali della nostra Federazione, – spiega Mangiacavalli – e di questo li ringraziamo. È evidente che la conversione in Legge del Decreto Rilancio sarà considerata dagli oltre 450mila infermieri del nostro Paese un vero e proprio banco di prova della politica. Una prova che dal nostro punto di vista sarà superata solo se saranno messi al centro i reali bisogni dei cittadini e il bisogno di innovazione e sostenibilità del Ssn”. Da qui parte, inoltre, un percorso che sicuramente può puntare a traguardi professionali più alti come quello delle specializzazioni e di un’area dedicata all’assistenza infermieristica. Ovviamente ci sono anche molte altre richieste che la FNOPI ha già avanzato a maggio nella sua lettera a Conte, Speranza e Bonaccini, come “una rivalutazione economica della retribuzione degli infermieri – aggiunge Mangiacavalli -, oggi tra le più basse d’Europa, e un’identificazione professionale che vada al di là di regole allargate a tutte le figure del comparto sanità, non solo sanitarie, di cui indubbiamente l’infermiere fa anche parte, ma che stanno ormai strette alla sua professionalità, alla sua formazione e alla sua reale attività. Cosa questa dimostrata negli ultimi mesi sul campo, ma che da sempre caratterizza la nostra professione”.
“Tutte questioni, quest’ultime, anche al centro delle iniziative organizzate in questi giorni da diverse sigle sindacali, che meritano risposte concrete da parte delle Istituzioni – sottolinea ancora la presidente FNOPI -. Ora è davvero il momento e l’opportunità di cambiare a favore dei cittadini e dei professionisti che tutelano la salute. È il momento, come ha sottolineato il ministro della Salute Speranza nella sua recente informativa alle Camere, di aprire davvero la stagione delle riforme”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nasce l’infermiere di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

“Compie un anno la mia Proposta di Legge per l’introduzione dell’infermiere di famiglia e di comunità. Per migliorare quello che già è stato proposto dal mio Governo nel decreto rilancio, dove si affida alle Regioni il compito di riorganizzare e potenziare la rete di sorveglianza e le cure domiciliari. Fin da quando ho messo piede in Parlamento mi sono battuta per l’introduzione dell’infermiere di famiglia e di comunità, una figura che ritengo fondamentale. Gli emendamenti vanno incontro alle richieste di attenzione della categoria che come vediamo anche oggi sui giornali, è scesa nelle piazze per farsi ascoltare e per mantenere alta l’attenzione su di loro anche dopo l’emergenza Covid e trovo sia un sacrosanto diritto che oggi ho il dovere di evidenziare. Il Governo, nel primo articolo del decreto rilancio, ha introdotto quanto già previsto nella mia proposta di legge, significa che la direzione è quella giusta. L’infermiere di famiglia e di comunità, grazie alle sue competenze e professionalità, si occuperà di assistere il paziente, in collaborazione con il medico di famiglia, in ambito extra-ospedaliero seguendolo nel percorso riabilitativo, assicurarsi che segua la terapia e scongiurando così la possibilità del riacutizzarsi di malattie croniche ed evitare frequenti ricoveri ospedalieri”, conclude l’onorevole pentastellato. (n.r. La Fidest in una delle sue pagine di “medicina sociale” aveva suggerito, per dare maggiore impulso alla medicina del territorio, la costituzione di centri di primo intervento gestito dai medici di famiglia e da infermieri dando, in tal modo, continuità assistenziale nelle 24 ore alla popolazione locale e per sottrarre ai pronti soccorsi dei nosocomi i codici verdi e gialli e, in seconda battuta, l’instradamento, in caso di necessità, ad un ricovero ospedaliero).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Medici di famiglia, è rischio boom pensionamenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Dopo l’onda del Covid-19, per i cittadini bergamaschi potrebbe arrivare quella del pensionamento in massa dei medici di famiglia. Dei circa 600 operanti in provincia entro fine anno potrebbe andarsene via – per pensionamento, data l’alta età media, ma non solo – un centinaio, uno su cinque. L’allarme lo lancia Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo. Che spiega: «In ambito Enpam, i requisiti per l’età pensionabile del professionista maturano a 62 anni, il medico di famiglia può cessare dalla convenzione a 68 anni, molti continuano fino a 70 anni. E così hanno fatto molti colleghi in tempo di Covid-19, sfidando la malattia e restando al loro posto. Ma adesso i cambiamenti organizzativi e gli orizzonti della medicina generale, che non sono rosei, potrebbero rivelarsi un incentivo all’esodo». Resterebbe sguarnita in primo luogo l’assistenza primaria. «In genere l’età del pensionamento dipende anche da quanto il medico ha contribuito alla sua previdenza, dall’eventualità che si sia costruito un assegno pensionistico “robusto” sia sulla base del numero di scelte e delle voci contrattuali che “fanno pensione”, sia fruendo dei riscatti (periodo di laurea, allineamento) e della possibilità di modulare le aliquote aggiungendo percentuali di retribuzione fisse ai contributi, con versamenti ulteriori. Meno un collega ha convenienza ad andarsene, più resta fino all’ultimo. Da inizio anno però sono andati via in 50 e ora, allentatasi l’emergenza, c’è persino il rischio di un incremento degli esodi».Tra l’altro, Bergamo non soffre solo di pensionamenti. «Su 600 posizioni di assistenza primaria totali avevamo 55 colleghi incaricati e 22 hanno dato le dimissioni». Colpa non solo dell’età anagrafica, quindi? «L’incaricato guadagna poco, alla fine porta a casa meno di un medico di continuità assistenziale. Deve provvedere allo studio, alle spese d’affitto, e prende lo stipendio di base. È vero, si aprono delle possibilità più rapidamente per entrare in convenzione se si è giovani. Ma non si risolve né il problema assistenziale della comunità – dato che le scelte in carico sono poche – né il problema di darsi da vivere, economicamente. Più di 600 scelte se frequenti il tirocinio triennale non si possono avere; ed è giusto, perché il corso necessita attenzione e frequenza, ma con quelle dove si va? Alla fine se si frequenta il corso spesso è più remunerativo fare ore in continuità assistenziale».
Non è tutto. Governo centrale e regioni starebbero snobbando la medicina generale, in un momento peraltro delicatissimo. «Stanno passando cose che non vanno bene», dice Marinoni. «La Fnomceo ha già avvertito della necessità di incrementare le borse di studio. Lo scorso anno furono 2 mila, quest’anno si avverte il rischio di tornare ai livelli precedenti. Sarebbe un problema grave dati i trend di pensionamento». La categoria è stata inoltre la più falcidiata dal coronavirus, in termini di decessi. «Sarebbe un gesto gradito un bonus da parte della regione ai medici di famiglia, non dico un’una tantum pari a quella dei colleghi ospedalieri, ma qualcosa anche di simbolico. Peraltro fin qui non è previsto niente». Quella di Marinoni non è una richiesta ma una riflessione. Cui se ne aggiunge subito un’altra: «L’incremento per l’infermiere di studio, 10 milioni, oltre alla messa su strada degli aumenti già stabiliti nelle convenzioni, è tutto quello che fin qui si è visto per la categoria, ma noi avremmo bisogno di far funzionare gli studi con personale e relativi incentivi. La Regione vorrebbe i medici di famiglia sia sentinelle del territorio contro la pandemia, e sul fronte anche contro le cronicità. Ma occorre una grande riflessione a livello nazionale e locale, finora abbiamo assistito a manovre di corto respiro, agli stanziamenti per le unità speciali di continuità assistenziale-Usca per la gestione a casa dei pazienti Covid… In realtà si tratta di risorse per il 2020, e allocate per una funzione che si spera non duri per sempre e che lo stesso medico interpreta come temporanea. È tempo di guardare al futuro». (By Mauro Miserendino, fonte Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola, famiglie, governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2020

“Non è un caso che la ministra Azzolina sia la meno gradita di questo sgraditissimo governo. Nessuno si aspettava una riforma della scuola ma neppure questa totale mancanza di risposte che ha penalizzato tutte le famiglie italiane e soprattutto le famiglie più povere. E sono tante. Ci siamo trovati con ragazzi esclusi dalla didattica a distanza perché non potevano collegarsi. Non ci risulta che la ministra abbia convocato, anche tramite il presidente del Consiglio Conte, i colossi delle telecomunicazioni per garantire la necessaria copertura del territorio. Come si è potuto tollerare la condanna sociale e culturale di queste famiglie che oltre alle tragiche condizioni economiche hanno dovuto affrontare l’esclusione dalla scuole dei loro figli? Altro problema, la scuola paritaria. L’esodo di 400mila studenti che dalle paritarie arriveranno alla scuola pubblica è stato ignorato perché, nonostante il dettato costituzionale, questo governo non ne riconosce il ruolo. Non c’è il programma di riapertura delle scuole già chiuse, né interventi di ristrutturazione degli edifici scolastici. Nella fase del distanziamento sociale ci ritroveremo nelle classi attuali con 400 mila studenti in più che la scuola pubblica non sarà in grado di assorbire. In questa situazione di totale anarchia, il governo s’inventa un altro decreto sulla scuola per assumere, attraverso il concorsone, nuovi insegnanti lasciando indietro i precari storici che insegnano da decenni e che sono stati sfruttati dallo Stato e continueranno a esserlo. Insomma, questo decreto, varato per fini clientelari, non dà risposte certe, ma contribuisce ad aumentare le differenze sociali e culturali tra studenti”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo in aula sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate da Fdi.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Covid-19: pediatri di famiglia chiedono di prescrivere tamponi e somministrare vaccini

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

«Vogliamo poter prescrivere i tamponi e somministrare i vaccini ai bambini». Questo l’appello del presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci nel corso di una conferenza stampa virtuale. Una richiesta che deriva dalla constatazione dell’esistenza di un rete diffusa, capillare ed efficiente di pediatri di famiglia che, quindi, potrebbe essere usata per testare e tracciare i contagi, monitorare i cluster familiari, individuare nuovi focolai ed evitare il riaccendersi dell’epidemia di Covid-19. La Fimp ha presentato, inoltre, un Vademecum sulla gestione del bambino nella Fase 2, da oggi a disposizione di oltre 5000 Pediatri di Famiglia italiani. Un volume di 50 pagine in cui trovare anche indicazioni sulla gestione del caso sospetto, del neonato figlio di madre COVID-19+ e comprendere alcune condizioni particolari, rilevate in questo periodo, come l’Erythema pernio-like. «Abbiamo rimodulato la nostra attività professionale – annuncia Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP – mettendo in campo protocolli di prevenzione dei contagi, adozione di modelli organizzativi per l’accesso allo studio, permanenza nelle sale di aspetto e di visita, applicazione del triage telefonico, utilizzo di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale e sanificazione degli ambienti. È tutto contenuto nel nostro Vademecum».
Biasci invita a pensare attentamente alla fase 3, alla convivenza con il virus in una nuova normalità. «Non possiamo permetterci di muoverci in un nuovo perimetro con vecchi schemi. In questi giorni abbiamo appreso con stupore dell’esistenza di un gruppo di lavoro – racconta Biasci – formato da Anci e Ministeri Istruzione, Salute, Famiglia e Lavoro che sta definendo assieme ad una società scientifica di area pediatrica le norme che regoleranno gli accessi negli asili e nei centri estivi, entrando nello specifico di attività proprie dei pediatri di famiglia che in tale gruppo non sono rappresentati. Dovremo produrre un inutile certificato di “assenza di malattie contagiose e diffusive” per i bambini che frequenteranno asili e centri estivi e far eseguire preventivamente un tampone diagnostico? E per quale motivo sarà necessario un certificato per i bambini e non per le persone che rientrano al lavoro? Certamente così non si tutela la salute dei nostri pazienti né quella della loro rete sociale, in un momento in cui “patenti” di immunità sul Covid-19 non ci sono per nessuno, grandi o piccini che siano». Biasci aggiunge: «Dobbiamo guardare alla Fase 3, immaginando che una nuova ondata di Covid-19 possa non essere clinicamente distinguibile dall’influenza stagionale, specie nel setting extraospedaliero iniziale. Il virus influenzale nella fascia d’età 0-14 anni ha un’incidenza del 26%. Crediamo sia opportuno praticare la vaccinazione anti-influenzale nei bambini a rischio e in quelli sani fino a 6 anni. Sempre pensando a una difficoltà di diagnosi differenziale, sarebbe opportuno mantenere anche la protezione contro il Rotavirus, data la possibile presentazione clinica del Covid-19 con manifestazioni gastroenteriche».Durante la conferenza è intervenuto anche Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva, che ha sottolineato l’importanza delle cure primarie per il Servizio sanitario. Il suo auspicio è che «venga messa in campo in modo sinergico l’azione dei pediatri per una omogeneità nell’accesso sul territorio, anche dagli altri attori del sistema. Il Vademecum è un importante passo avanti anche in questo senso. Già prima di questa emergenza sanitaria avevamo messo in luce i limiti di un sistema sanitario frammentato che genera disuguaglianze, e del rischio legato al disegno di una autonomia differenziata. Tutti i bambini che vivono in questo Paese, tra tempi di attesa per diagnostica, visite e accesso alle terapie, devono avere il medesimo diritto alla cura. Per raggiungere questo obiettivo deve essere coinvolta la Pediatria di libera scelta». Biasci conclude: «Continueremo a contribuire al contenimento della diffusione del contagio, segnalando tempestivamente i casi sospetti ai Servizi Sanitari locali, secondo le modalità attivate da Regioni e Province autonome. Ma dobbiamo preparare la Fase 3 per gestire il cambiamento e non esserne sopraffatti, con percorsi specifici per il Covid-19 in età pediatrica e regole chiare sull’ammissione a scuola, la quarantena da rispettare, i tamponi da eseguire, il tracciamento e gli esami cui sottoporre l’intera rete familiare o sociale. Come FIMP possiamo fare la nostra parte». (by Anna Capasso – fonte Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Non si Tocca la Famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

In queste ore decisive le due camere sono chiamate ad approvare emendamenti decisivi su liquidità e scuola, va sostenuta la scuola pubblica tutta e scongiurata la peggiore catastrofe : la chiusura del 30% delle scuole pubbliche paritarie che fino ad oggi sono state un risparmio per lo Stato e che con la chiusura procureranno un danno economico di circa tre miliardi.
Le soluzioni ci sono e la posizione pubblica di molti politici su questo tema devono convergere in una azione concreta per ottenere la detraibilità integrale delle rette versate dalle famiglie nei mesi di chiusura delle scuole.Non chiediamo soldi per le scuole, ma per le famiglie! Per contrastare la povertà educativa che peggiorerà con la crisi economica del post corona virus.Bisogna far ripartire il sistema scolastico. Lo afferma Giusy D’Amico presidente dell’associazione, che denuncia come il riversamento di migliaia di alunni nelle scuole statali, riempirà classi già sovraccariche e renderà ancora più difficile il distanziamento sociale auspicato per la sicurezza.Con appena due miliardi invece (piano al vaglio del governo) si salverebbe tutta la scuola pubblica e i genitori potrebbero finalmente esercitare la libertà di scelta educativa. Questo il vero orizzonte di libertà, un costo standard per ogni bambino con cui la famiglia scelga liberamente la scuola dove iscrivere i figli e consenta il vero pluralismo educativo già attuato in molti Paesi europei, democratici e avanzati, dove sono state azzerate le discriminazioni sociali che qui in Italia rischiano di permanere e aggravarsi proprio in un momento storico nel quale dovrebbero essere superate definitivamente.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Tribunale di Firenze: Diritti di famiglia rinviati ad ottobre per mancanza di giudici

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Ci dispiace molto dirlo, ma la Giustizia ha dato il peggio di sé in questa emergenza sanitaria, dimostrando chiaramente che il servizio pubblico può essere sospeso, anche in circostanze così drammatiche, senza alcuna responsabilità per la omissione della tutela dei diritti dei cittadini.E’ quanto accade a M. cittadina straniera da oltre sette anni in Italia, che attendeva fiduciosa il giorno 12 maggio, quando era fissata la seconda udienza della sua causa, nella quale il Tribunale di Firenze avrebbe dovuto decidere gli obblighi di mantenimento da parte del padre dei suoi due bambini. Il ricorso era stato depositato nel maggio 2019 (un anno fa!!), la convivenza era cessata, l’accordo non era stato raggiunto, l’ex compagno aveva preferito tornare al Paese di provenienza.
Questa aspettativa fiduciosa di avere il 12 maggio la sicurezza di una somma su cui fare affidamento per poter continuare a vivere in Italia, come la famiglia aveva a suo tempo deciso, è stata recisa dalla fredda e burocratica comunicazione del Presidente del Collegio pervenuta agli avvocati il 30 aprile: “dal momento che mi sono state autorizzate ferie dal 24 aprile al 30 maggio2010, mentre dal giorno 1.06.2020 cesserò dal sevizio, si dispongono i seguenti rinvii d’Ufficio delle udienze innanzi al sottoscritto fissate per il mese di maggio 2020, non avendo provveduto in CSM alla nomina del nuovo Presidente di Sezione, e non potendo i giudici della sezione farsi carico delle udienze medesime, tra l’altro anche a causa della mancata copertura del posto lasciato vacante dal compianto Dott. Florio.” In sintesi: non ci sono giudici per comporre un collegio, tutto rinviato ad ottobre, per la nostra al 15.
“Thank you Claudia for your message. I have just poured myself a glass of wine! The injustice is extraordinary, M…. will be laughing at all of us and the Italian system. But that is no reason to get angry, we just have to forge forward the best we can.” (Grazie Claudia per il tuo messaggio. Mi sono appena versata un bicchiere di vino! L’ingiustizia è straordinaria, M…. rideremo di tutti noi e del sistema italiano. Ma questo non è un motivo per arrabbiarci, dobbiamo solo perseguire il meglio che possiamo). E’ quanto scrive la donna, dimostrando un equilibrio che le fa onore, insieme all’amara tristezza. Ci associamo alle sue parole, di “extraordinary” c’è solo la “injustice”.“I found a paradise for myself here in Florence an affordable home, good school, lovely friends and all of this has been stripped away by Covid 19 and a ridiculous judicial system.” (“Ho trovato un paradiso per me qui a Firenze, una casa economica, una buona scuola, amici adorabili e tutto questo è stato strappato via dal Covid 19 e da un ridicolo sistema giudiziario.”) Dovrà accettare un biglietto di sola andata, per tornare al suo Paese di provenienza, ma ci lascia un testimone che noi accettiamo ed affidiamo a tutte e tutti i cittadini che stanno subendo le medesime ingiustizie e sono tanti.
E’ accettabile che, pur rispettando ferie e pensionamenti il Tribunale non tenga un’udienza di una causa già in corso, in materia alimentare, esclusa dai rinvii, secondo il decreto? Si dibatte tra autorevoli costituzionalisti ed opinionisti se oggi in Italia la Costituzione sia sospesa, non lo è, né lo potrebbe, ma di fatto sono sospesi tutti i nostri diritti se il potere giudiziario preposto alla tutela è paralizzato da un pensionamento, trenta giorni di ferie ed il decesso di un giudice, ma gli altri giudici…. “non possono farsi carico delle udienze medesime ..” , come si legge nella comunicazione del rinvio. Noi riteniamo di no, il giudici che compongono il Tribunale non possono ritenere di avere anch’essi il “diritto” di non farsene carico, perché di diritto in diritto (ferie, carico di lavoro dei magistrati ecc..) non può accadere che l’unico a non avere diritti sia l’ultimo anello della catena, ossia il cittadino, col tradimento della stessa ragione di esistere della funzione pubblica. M. merita una risposta seria, non “ridicola”. (Elisabetta Bavasso e Claudia Moretti, legali, consulenti Aduc)

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cerved: 1 famiglia su 5 è in grave difficoltà economica

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Una famiglia su 5 accusa già un impatto pesante sul reddito, e quasi la metà ha dovuto intaccare i risparmi. Circa il 40% teme di perdere il lavoro, nell’immediato o nel 2021, una percentuale ancora maggiore paventa nei prossimi mesi una forte riduzione delle entrate o del denaro duramente messo da parte e quasi tutte ritengono che l’emergenza Covid19 cambierà il loro tenore di vita, costringendole a rinunce anche importanti sul fronte della salute, dell’istruzione, della cura dei familiari.
Sono le principali evidenze del “Termometro Italia” sulle famiglie realizzato da Innovation Team, società di ricerca del Gruppo Cerved, primario operatore italiano nella gestione del rischio di credito: un piano di ricerca che monitorerà ogni mese l’impatto e l’evoluzione della crisi Covid-19 su 500 nuclei familiari, stratificati per reddito, composizione e area geografica, intervistati durante la settimana di Pasqua via telefono e via web.Le conseguenze dell’epidemia e del lockdown sulle disponibilità economiche delle famiglie italiane si stanno dunque facendo sentire: 1 su 5 (21,2%) accusa un impatto molto pesante sul reddito, quota che sale al 32,2% nella fascia meno abbiente (fino a 20.000 euro netti all’anno), e quasi la metà (47,8%) ha dovuto intaccare i risparmi, il 18,6% in maniera consistente. Solamente il 25,4% ha avuto contraccolpi trascurabili.Secondo le famiglie, la crisi non sarà passeggera e le aspettative per il 2021 sono anche peggiori: il 37,5% delle famiglie teme molto (il 23,2% moltissimo) la chiusura dell’azienda o la perdita del lavoro per almeno uno dei componenti, percentuale che sale al 41,2% se si ragiona sul prossimo anno. Idem per la perdita di reddito: il 43,6% crede che subirà una forte riduzione delle entrate (il 47,3% se si ragiona sul 2021), pur continuando a lavorare, e il 45% pensa di non poter mantenere i risparmi (53% tra i redditi bassi).
Il segmento però che sta pagando il prezzo più alto in tutti gli ambiti esaminati è quello delle famiglie con reddito basato sul lavoro autonomo: il 31% ha avuto un crollo delle entrate (contro il 21,2% della media) e il 34,9% ha dovuto intaccare in modo consistente i risparmi (contro il 18,6%). Ciò si traduce, per il 50-60% di questi nuclei familiari, in una visione più negativa del futuro: 1 su 2 è molto o moltissimo preoccupata per la possibile chiusura dell’attività (50,1%) o per la perdita del lavoro (48,6%), quasi il 60% teme una consistente perdita di reddito (58,1%) o di non riuscire a mantenere i propri risparmi (57,4%).
La crisi ha poi determinato notevoli cambiamenti nelle capacità di consumo: solamente il 15,7% delle famiglie crede di potere affrontare la crisi con serenità, mentre il 22,4% (il 30% tra le meno abbienti) prevede di dover rinunciare anche a spese per bisogni primari come la salute, la cura dei familiari e l’istruzione. Già nell’ultimo anno, il 52,2% (che diventa addirittura il 68,5% nelle fasce con reddito più basso) non ha fatto ricorso a prestazioni in ambito sanitario, anche importanti (17,9%), ma oltre la metà (55%) le ha posticipate a causa dell’emergenza sanitaria, sia per paura del contagio che per non sovraccaricare gli ospedali.Ma ci sono anche alcuni aspetti positivi: il lockdown ha dato una forte spallata all’adozione – prima in realtà piuttosto timida – dello smart working, destinato a cambiare l’organizzazione del lavoro in modo permanente e a diventare la modalità principale per il 22,9% degli intervistati, mentre il 47,5% lo utilizzerà in modo parziale ma sistematico. Il 57,5% di chi lo ha sperimentato lo giudica un’esperienza positiva e il 49,7% è soddisfatto di come ha potuto condurre le attività ordinarie, mentre solo il 34,1% lo valuta altrettanto efficace nello sviluppo di nuovi progetti.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Covid-19, da obbligo mascherine +200 euro al mese per famiglia

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

Mantenere e far rispettare a tutti i livelli le misure per il distanziamento sociale, nonché promuovere l’utilizzo diffuso dei dispositivi di protezione individuale fino a quando non saranno disponibili una specifica terapia e un vaccino. È questo il primo dei cinque punti in cui si sintetizza la strategia del Governo, secondo quanto ha riferito ieri nella Informativa al Parlamento il premier Giuseppe Conte. Un tema non da poco, visto che secondo una indagine di ieri di Altroconsumo, l’acquisto delle mascherine potrebbe rappresentare per una famiglia di quattro persone una spesa extra di oltre di 200 euro al mese. E, non a caso, nella riunione di questa mattina tra il premier e Vittorio Colao, a capo della Task Force sulla Fase 2, si è di nuovo tornati sulla questione prezzi, con il nodo aperto del calmieramento. Una proposta che potrebbe trovare come veicolo il cosiddetto Decreto di aprile, ma su cui c’è discussione. Uno schema ribadito anche in mattinata, nell’incontro con Vittorio Colao, da cui sono emersi due nodi per la ripresa per il 4 maggio – con forse alcune “eccezioni” già per il 27 aprile: l’utilizzo dei trasporti nel rispetto delle condizioni di sicurezza e la questione della disponibilità e del prezzo dei dispositivi di protezione. Se tra venerdì e sabato si attende il piano per la ripartenza, che dovrebbe coinvolgere tra i 2,7 e i 2,8 milioni di lavoratori, tra i nodi su cui si sta discutendo c’è anche la questione se calmierare o meno il prezzo delle mascherine. Secondo l’indagine pubblicata da Altroconsumo, che va ad aggiornare le rilevazioni di inizio aprile, la disponibilità di mascherine è migliorata. Nelle città dove è stata effettuata un’indagine che sono: Bari, Bologna, Padova, Torino, Palermo, Roma, Napoli, Genova, Milano e Firenze è risultato che Il 92% aveva disponibilità (172 farmacie su 187): a Milano, Genova, Bari e Palermo tutte le farmacie contattate le avevano; a Napoli e Roma ci sono state le maggiori difficoltà in questo senso, ma sempre nell’ottica di una buona reperibilità complessiva. Le mascherine più facili da trovare sono quelle chirurgiche, presenti in due terzi delle farmacie contattate (66%). Anche i respiratori facciali FFP2 senza valvola erano disponibili in più della metà dei punti vendita (55%). Un terzo delle farmacie propone anche mascherine lavabili e riutilizzabili (in tessuto), mentre per i respiratori FFP1 solo 1 punto vendita sui 187 rispondenti le aveva e gli FFP3 erano presenti in 3 punti vendita». Per quanto riguarda i prezzi, «in farmacia il costo medio di una mascherina chirurgica è poco meno di due euro. Il prezzo più basso trovato per una mascherina chirurgica monouso è di 65 centesimi, quello più alto sfiorava i 6 euro. La maggior parte dei prodotti, tuttavia, stava nella forbice tra 1 e 2 euro. Il prezzo medio di una mascherina chirurgica è di 1,85 euro, dieci volte il costo pre-emergenza (di circa 20 centesimi l’una). Rispetto alla rilevazione precedente i prezzi calano leggermente (-10%). I respiratori FFP2 senza valvola costano tra i 5 e i 15 euro (prezzo medio 8.86€). Prima dell’emergenza queste maschere erano vendute a circa 2 euro al pezzo. Rispetto ai primi di aprile i prezzi di queste mascherine sono calati leggermente (-8%). Una novità sono le mascherine in tessuto (lavabili e riutilizzabili), presenti in un terzo dei punti vendita. I prezzi di questo tipo di prodotto variano dai 2 ai 22 euro». Per quanto riguarda il web, «le farmacie online farmacie presenti sul territorio nel 55% hanno mascherine a disposizione, mentre in 10 casi compaiono nel sito ma al momento non sono disponibili. Le mascherine chirurgiche sono quelle più diffuse: si va da un minimo di 1,10 euro al pezzo a un massimo di 3,90 euro. Anche in questo caso il prezzo medio si aggira sui 2 euro, più la spedizione che ammonta a circa 5 euro per acquisti che non superano i 50-60 euro. I tempi di consegna previsti di 24-72 ore, sono ora più lunghi: molti siti dichiarano almeno 10 giorni lavorativi, così come alcune zone al momento sembrano essere scoperte per la consegna». Per quanto riguarda «le piattaforme di ecommerce l’offerta di mascherine non manca e anche qui i prezzi variano moltissimo, spesso anche da un giorno all’altro. Per una mascherina chirurgica si va da 25 centesimi fino a 2 euro. Anche per le mascherine FFP2 senza valvola la forbice è ampia: da 1,60 euro fino a un massimo di 9 euro su Ebay. Per quelle con la valvola, su Amazon si può spendere da un minimo di 2,16 euro al pezzo a un massimo di 16,70 euro. Una differenza del 673%. I tempi di spedizione restano lunghi e incerti, fatta eccezione per alcuni casi specifici (quando il prodotto è più caro). In generale, «Calcolando che si tratta di prodotti monouso e che, in un ipotetico ritorno alla “normalità”, la mascherina deve essere cambiata ogni giorno (otto ore di utilizzo), l’esborso per una famiglia di quattro persone è pari a una spesa extra di oltre di 200 euro al mese». (Da Francesca Giani fonte: Farmacista33)

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »