Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘salute’

Intestino, obesità e salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

La comunità scientifica è ormai concorde nel riconoscere l’importanza dell’intestino e del suo microbiota nel mantenimento dello stato di salute generale. Per la prima volta, il CREA, con il suo centro di ricerca Alimenti e Nutrizione, si è focalizzato sul ruolo benefico svolto sulle disfunzioni intestinali dalle pro-antocianidine, una particolare tipologia di flavonoidi tipici della frutta e della verdura di colore blu-viola. I flavonoidi, molecole bioattive naturali ampiamente presenti nel mondo vegetale, sono infatti particolarmente conosciuti ed apprezzati per le loro proprietà salutistiche e per il contributo alla prevenzione di numerose patologie, come quelle cardiovascolari, infiammatorie e persino di alcune forme tumorali.Le disfunzioni intestinali si manifestano in diversi modi e con differenti intensità che vanno dall’alterazione della barriera intestinale che impedisce l’ingresso delle tossine e dei batteri, a vere e proprie infiammazioni, fino ad arrivare a ricadute negative su tutto l’organismo. Di conseguenza, capire come funzionano i meccanismi molecolari che regolano i processi protettivi dell’intestino è fondamentale per lo sviluppo di strategie efficaci di prevenzione e di trattamento. Tali disfunzioni sono spesso associate a condizioni di sovrappeso e obesità.Nel dettaglio, lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Molecular Nutrition and Food Research, è consistito nell’inserire nell’alimentazione di animali da esperimento (topi), suddivisi in gruppi, 2 diverse dosi di pro-antocianidine, estratte da semi di uva per simulare un’assunzione di tipo “nutrizionale” (75 mg) o “farmacologica” (375 mg) per 15 giorni. Al termine di questo periodo, nei 5 giorni successivi, è stata somministrata quotidianamente una dose di LPS, un componente della parete batterica che induce un’infiammazione specifica a livello intestinale. Alla fine del trattamento sono stati prelevati campioni di sangue e di intestino ed è stato possibile osservare che entrambi i dosaggi, nutrizionali e farmacologici, avevano protetto l’intestino dei danni indotti dall’LPS, modulando in maniera positiva l’espressione di geni coinvolti nella risposta antinfiammatoria.«Questo studio indica – ha commentato la ricercatrice del CREA Raffella Comitato, fra gli autori insieme al primo ricercatore Fabio Virgili – che la regolare assunzione di pro-antocianidine può contribuire alla prevenzione delle disfunzioni intestinali di tipo infiammatorio, grazie alla capacità di modulare positivamente la risposta cellulare e tissutale ad agenti tossici, proteggendone le funzioni indispensabili al mantenimento della salute dell’organismo in toto. Questo studio conferma l’importanza di molecole caratteristiche della dieta Mediterranea nella costruzione di una alimentazione funzionale alla salute dell’uomo».

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Fake news nel campo della salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

Il problema delle fake news, vecchio come il mondo della comunicazione, ai tempi dei social media ha assunto una diffusione e delle peculiarità inedite anche nel campo della salute. L’argomento è stato affrontato anche nell’ambito di una tavola rotonda organizzata durante il congresso annuale della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) a Napoli.
Un italiano su tre secondo il Censis cerca informazioni mediche e scientifiche in rete, incappando spesso in articoli fuorvianti o totalmente falsi su alimentazione, attività fisica, prevenzione, screening e altro. Tra i ‘miti’ maggiormente diffusi c’è quello che l’ipercolesterolemia dipende dai geni e non dall’alimentazione. “Molti ritengono – afferma Evelina Flachi, specialista in scienza dell’alimentazione e presidente della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare – che il livello di colesterolo sia dovuto solo alterazioni genetiche per le quali non esistono trattamenti. Si tratta evidentemente di una fake news perché la forma più comune di ipercolesterolemia è invece quella legata ad alcuni fattori di rischio quali dieta non equilibrata, fumo, sedentarietà e obesità”.
Un altro campo in cui impazzano le fake news è quello delle diete. Si va da chi pensa di poter dimagrire facendo una sauna (che al più fa perdere liquidi, facilmente recuperati bevendo) a quelli che millantano di poter far perdere i famosi ‘7 chili in 7 giorni’.
“Le diete drastiche e non equilibrate – ammonisce la dottoressa Flachi – provocano una riduzione troppo rapida del numero di calorie assunte; questo rallenta il metabolismo e fa riprendere rapidamente i chili in eccesso. L’organismo infatti anziché consumare le riserve di grasso, comincia a bruciare la massa magra, cioè i muscoli. E quando si torna a mangiare normalmente, i chili ritornano con grande facilità. Nessun alimento va poi demonizzato, perché non esistono alimenti buoni o cattivi; tutti possono trovare il loro posto, nelle giuste proporzioni, in una dieta sana e varia. Anche la pasta e il pane possono essere tranquillamente consumati nelle giuste dosi e rappresentano un’importante fonte di energia per il nostro organismo. Se consumati integrali inoltre, proteggono l’intestino dal tumore del colon. Rimuovere dalla dieta i cereali contenenti glutine, in assenza di patologie che ne giustifichino l’eliminazione (es. celiachia, intolleranza al glutine), non è consigliabile. Rappresentano infatti una fonte di preziosi nutrienti (sali minerali, vitamine, fibre). Va inoltre ricordato che i cibi senza glutine sono più calorici di quelli normali”.
La fake news ‘viaggiano’ attraverso il pensiero ‘intuitivo’ (che si contrappone a quello ‘razionale’), che ben si coniuga con i ‘tempi’ e i meccanismi del web e dei social media: veloci, senza sforzo, associativi e difficile da controllare. Un pensiero che viaggia per ‘scorciatoie’ mentali, veloci e funzionali, ma anche facilmente ingannabili; anche perché si trincera all’interno delle community dei pari (i NoVax, quelli delle strie chimiche, ecc), che non fanno altro che rinforzare al loro interno un determinato pensiero, dando false sicurezze e lasciando all’esterno gli esperti del settore, percepiti spesso come manipolatori e dunque scarsamente affidabili.
Tale convinzione era maturata nel constatare gli errori sistematici dei giudizi intuitivi. Proposero dunque l’esistenza di due sistemi di funzionamento del pensiero: il funzionamento del ‘sistema 1’ (pensiero intuitivo o euristico) che è veloce, automatico, senza sforzo, associativo e difficile da controllare o modificare; e il funzionamento del ‘sistema 2’ (pensiero razionale) che è lento, sequenziale, faticoso e deliberatamente controllato. Il nostro sistema cognitivo, quando opera attraverso le euristiche – prosegue il professor Lucidi – mostra scarsa tolleranza all’ambiguità ed è caratterizzato dalla paura delle perdite, dalla tendenza a ricordare più gli eventi negativi che quelli positivi, dalla forte ricerca di conferme coerenti con i nostri schemi interpretativi della realtà, dalla preferenza delle fonti che riteniamo ‘affidabili’, rispetto a quelle che si mostrano ‘competenti’. Per questo, la maggior parte degli utenti dei social tendono a diventare sempre più selettivi, ovvero a cercare informazioni prevalentemente sempre presso le stesse fonti di notizie, creando comunità virtuali sempre più polarizzate e mirate a confermare gli stereotipi esistenti”.
“Sempre più di frequente – afferma il professor Giovambattista Desideri, ordinario di Geriatria, Università degli studi di L’Aquila – si assiste alla trattazione di problematiche cliniche da parte di personaggi di enorme impatto mediatico, ma senza alcuna preparazione specifica sulle tematiche di cui discutono. E d’altronde, se gli influencer dei social media hanno tanto credito presso i loro follower, non sorprende che i medici si trovino spesso in difficoltà nel veicolare il loro messaggio di salute. La conseguenza peggiore di tutto questo – conclude il professor Desideri – è che il rapporto medico-paziente finisce per essere inevitabilmente distorto, a discapito della concordanza terapeutica che dovrebbe rappresentare il fulcro su cui poggia ogni strategia di prevenzione cardiovascolare. E, ironia della sorte, a fare le spese di questa disinformazione sarà soprattutto lo stesso paziente”.

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Migranti e salute: prevenzione, cura e false notizie

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Secondo i dati del Forum Sociale delle Migrazioni 2018, svoltosi in Mexico, una persona su sette sul pianeta è migrante, avendo sperimentato una qualche forma di mobilità umana. Nel passato le migrazioni erano favorite, in Italia dal sud verso le industrie del Nord, e similmente in altre parti del mondo che soffrono denatalità e scarsa popolazione. Oggi la tendenza a ostacolare la mobilità umana è diventata più radicata. Come medici non possiamo che agire a favore di chi ha bisogno di un intervento medico. E questa è la logica che ha portato al convegno “Migranti e salute: tra prevenzione, cura e fake news”, che vuole fare il punto sullo stato di salute e sui bisogni dei migranti in Italia.“Promosso dall’Associazione Medici Endocrinologi (AME) il convegno si svolgerà il 21 marzo 2019 e”, spiega Edoardo Guastamacchia, presidente AME, “potrà contare sulla presenza delle principali organizzazioni che si occupano di questi temi portando il proprio contributo alla comprensione del fenomeno migratorio e nello specifico degli aspetti relativi alla salute; il luogo scelto non è casuale, in Sicilia a Palermo dove i medici che accolgono, i medici di pronto soccorso, pediatri, ginecologi e psicologi hanno il compito di rispondere alle necessità di cura”. Il convegno è realizzato grazie al contributo incondizionato di Ibsa Farmaceutici Italia.“Il numero dei migranti residenti a vario titolo sul territorio nazionale è pari a circa il 10% della popolazione generale”, afferma Piernicola Garofalo, Unità operativa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello e responsabile scientifico del convegno; “i livelli e le modalità di assistenza alla salute nelle sue varie declinazioni (prevenzione, diagnosi e terapia) sono estremamente difformi e poco tracciate. Vogliamo evidenziare alcuni aspetti cruciali dell’intero processo assistenziale. In particolare, procedere con una mappatura delle specificità dei bisogni di salute per questa parte di popolazione e, a seguire, le riposte ai bisogni testimoniate da varie iniziative assistenziali. Da ultimo, ma non meno importante, la gestione dell’informazione relativa alla potenziale trasmissibilità delle condizioni morbose degli immigrati”.
“Per curare i migranti certamente la rimozione di ostacoli di tipo economico rappresenta una strada maestra ma vi sono altre barriere all’ingresso che debbono essere affrontate”. Lo spiega Carlo Devillanova, Professore di Economia Politica, Università Bocconi Milano che in uno studio ha messo a confronto gli accessi a medici di base, specialisti, ospedali e posti di pronto soccorso di immigrati e italiani sulla base dei dati contenuti nell’indagine “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”. “Abbiamo identificato”, continua Devillanova, “gli immigrati in base sia alla cittadinanza, sia al paese di nascita, portando così alla luce anche i percorsi sanitari degli immigrati di seconda generazione. A parità di condizioni, gli immigrati hanno circa il 45% di probabilità in meno di accedere a prestazioni specialistiche e il 45% in più di usufruire di cure prestate nei punti di pronto soccorso. Anche gli immigrati di seconda generazione ricorrono meno degli italiani agli specialisti, ma hanno il 60% di probabilità in più di farsi curare in ospedale. Non ricorrendo al medico di base, in entrambi i casi le patologie si aggravano fino a richiedere l’ospedalizzazione o l’intervento di pronto soccorso. Il motivo di questo approccio pare sia dovuto alle barriere che gli immigrati trovano: non si tratta di barriere di tipo economico, ma legate alla mancanza di informazione, alla complessità dell’apparato burocratico, a problemi linguistici”.Quasi il 37% delle donne immigrate, per esempio, non ha fatto una diagnosi prenatale poiché non informata sulla sua esistenza, contro il 12% delle italiane.

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39° conferenza annuale sulla salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

LIONE, Francia 13 marzo 2019 13:40 (ora centrale europea) e CAMBRIDGE, (GLOBE NEWSWIRE) ERYTECH Pharma (Euronext Paris: ERYP – Nasdaq: ERYP), una società biofarmaceutica incentrata sulla fase clinica che sviluppa terapie innovative incapsulando sostanze terapeutiche all’interno dei globuli rossi, ha annunciato oggi che Gil Beyen, presidente e CEO dell’azienda, interverrà alla 39° conferenza annuale sulla salute organizzata da Cowen & CompanyERYTECH è un’azienda biofarmaceutica di fase clinica che sviluppa terapie innovative incapsulate nei globuli rossi destinate a curare rare forme di cancro e malattie orfane. Sfruttando la piattaforma ERYCAPS proprietaria, una tecnologia innovativa in grado di incapsulare le sostanze farmacologiche all’interno dei globuli rossi, ERYTECH sta sviluppando una pipeline di prodotti candidati destinati ai mercati che presentano elevate esigenze mediche insoddisfatte. L’obiettivo principale di ERYTECH è lo sviluppo di prodotti candidati in grado di agire sul metabolismo alterato delle cellule tumorali, privandole degli aminoacidi necessari per la loro crescita e sopravvivenza. Il prodotto candidato di punta dell’azienda, eriaspasi, è costituito da un enzima, L-asparaginasi, che, incapsulato all’interno di globuli rossi derivati da donatore, agisce sul metabolismo alterato di asparagina e glutamina. Eriaspasi si trova nella fase 3 dello sviluppo clinico per il trattamento di seconda linea del cancro al pancreas ed è in procinto di entrare nella fase 2 dello sviluppo clinico per il trattamento del cancro al seno triplo negativo. Il prossimo prodotto candidato di ERYTECH, erimetionasi, costituito da metionina-y-liasi incapsulato nei globuli rossi, agisce sui tumori metionina dipendenti, ha mostrato risultati preclinici promettenti ed è in procinto di entrare nella fase 1 dello sviluppo clinico.ERYTECH sta anche esplorando l’uso della sua piattaforma ERYCAPS per lo sviluppo di immunoterapie per il cancro (ERYMMUNE) e terapie di sostituzione enzimatica (ERYZYME).
ERYTECH produce prodotti candidati presso il sito di produzione approvato dalle GMP a Lione, Francia, nonché presso la Croce rossa americana a Philadelphia, USA. Un impianto di produzione su larga scala è in costruzione nel New Jersey (USA).

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Scuola: Accordo Bussetti-Grillo per promuovere la salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Anief lo ritiene un bene certamente per gli studenti, ma bisogna affrontare anche il tema per gli insegnanti, il cui lavoro ancora non è stato definito come usurante, nonostante i dati certificati dall’ISTAT. Marcello Pacifico: Speriamo che l’intesa raggiunta dal Ministro dell’Istruzione e dal Ministro della Salute che impegna i due dicasteri a diffondere sani stili di vita tra gli studenti e a inserire nel loro percorso di studi la promozione della salute non rimanga lettera morta. Sempre sul tema della salute, Anief ribadisce il suo sì all’approvazione del ddl AS 770 che abroga gli obblighi vaccinali introdotti dalla Legge Lorenzin e rimodula tutto in un’adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni, nel rispetto della Cedu. Il caso di questi giorni del bambino vittima della leucemia che non potrà frequentare la scuola a Roma è assurdo. Occorre poi collocare la professione dell’insegnante tra quelle usuranti, in modo da prevenire tante malattie che insorgono a seguito del burnout, che nella scuola continua a non essere riconosciuto
Costruiamo i presupposti che ci portino “verso una Scuola che promuove salute”: è questo il titolo e l’intento da perseguire a seguito della sottoscrizione del documento presentato nei giorni scorsi dal Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, e dal Ministro della Salute, Giulia Grillo, che impegna i due dicasteri a diffondere l’educazione a corretti e sani stili di vita tra gli studenti e a inserire nel loro percorso di studi la promozione della salute come proposta educativa continuativa e integrata, a partire dalla scuola dell’infanzia e fino alla secondaria di secondo grado. L’obiettivo è rendere la promozione della salute trasversale nel percorso formativo dei giovani. Nel rispetto dell’autonomia, ogni scuola potrà strutturare percorsi per il benessere psicofisico dei bambini e dei ragazzi, lavorare al miglioramento della qualità dei luoghi di studio, promuovere corretti stili di vita come, ad esempio, mangiare sano e fare attività fisica. Aprendosi anche al territorio e rafforzando la collaborazione con il servizio sanitario e le comunità locali.
Anief ribadisce il suo sì all’iniziativa come all’approvazione del disegno di legge AS 770 che abroga gli obblighi vaccinali rigidamente introdotti dalla Legge Lorenzin e rimodula tutto nella promozione di un’adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni, nel rispetto della Cedu”.

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GiochiAMO a imparare: il programma per bambini di promozione e prevenzione della salute

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

Il gruppo di ricerca “Promozione e Prevenzione” del Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive della Sapienza ha realizzato “GiochiAMO”, un modello innovativo di promozione della salute nella scuola primaria che si basa sulla trasmissione di conoscenze e l’apprendimento attivo tramite l’utilizzo del gioco. GiochiAMO è il progetto rivolto alle scuole primarie promosso dal team del Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive della Sapienza, guidato da Giuseppe La Torre. L’iniziativa si inserisce nel contesto di un ampio filone di studi nel campo della promozione della salute nella scuola, nell’università, sul luogo di lavoro e in comunità. Lo scopo è quello di insegnare a mangiare correttamente, fare attività fisica ed evitare comportamenti nocivi, oltre a favorire una buona salute psichica e sociale, creando un contesto in cui viene facilitato il confronto, la socialità e l’apprendimento attivo. GiochiAMO ha raggiunto questi obiettivi affrontando argomenti quali la sana alimentazione, l’attività motoria, la lotta al fumo e all’alcol nelle classi dalla seconda alla quinta elementare. Per determinare un cambiamento nei comportamenti, la tradizionale trasmissione di conoscenze è stata supportata daI gioco, strumento di crescita e di interazione con un promettente valore educativo e pedagogico. Sfruttandone la natura aggregativa e creativa, il progetto ha inserito nel programma didattico alcune attività ludiche come i giochi di carte, da tavolo e di movimento. Per consolidare l’acquisizione di un comportamento positivo e flessibile di fronte alle difficoltà della vita quotidiana, GiochiAMO introduce un altro elemento innovativo: le “life skills”. I bambini delle scuola primaria acquisiranno alcune competenze psico-sociali, riconosciute dall’Organizzazione mondiale della sanità in riferimento a una gamma di abilità cognitive, emotive e relazionali di base, che consentono di riconoscere e soddisfare i bisogni di salute e agire con competenza sia sul piano individuale che su quello sociale. I risultati del progetto, ottenuti dal confronto pre e post intervento, hanno mostrato cambiamenti significativi sia in termini di acquisizione di conoscenze sui temi “caldi”, sia di messa in atto di comportamenti positivi in campo alimentare e motorio. GiochiAMO è stato recentemente proposto come “buona pratica” all’interno della banca dati Progetti e interventi per la promozione della salute (Pro.Sa.) e ulteriori sviluppi stanno portando il progetto ad ampliarsi verso le tematiche vaccinali. (by Giuseppe La Torre)

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Programma per tutelare la salute degli studenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

“Plaudiamo all’accordo siglato ieri fra Ministero della Salute e MIUR. Si tratta di un programma a 360 gradi per tutelare la salute degli studenti, dai bambini agli adolescenti, durante tutto il percorso scolastico. Noi siamo pronti a fare la nostra parte sostenendo le azioni dei due Ministeri”. Il dott. Paolo Biasci, presidente nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), esprime profondo apprezzamento per il protocollo d’intesa firmato ieri dal Ministro della Salute, Giulia Grillo, e dal Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. “Vogliamo collaborare con le Istituzioni per offrire il nostro contributo per la piena realizzazione di questo documento – afferma il dott. Biasci -. Possiamo svolgere un’azione incisiva perché le caratteristiche dell’assistenza prestata dal pediatra di famiglia e il rapporto di fiducia con bambini e genitori ci pongono in una posizione privilegiata. Da tempo siamo impegnati su molti punti chiave inclusi nel documento, in particolare nella promozione di stili di vita sani, nel contrasto ai principali fattori di rischio come fumo, sedentarietà e dieta scorretta e nel sensibilizzare le famiglie sull’importanza di strumenti fondamentali di prevenzione primaria come le vaccinazioni. In Italia, tra i giovani di età compresa tra 14 e 17 anni, l’11,1% fuma abitualmente, il 21,3% dei bambini dai 6 ai 10 anni è in sovrappeso, il 9% è obeso e il 22,9% è sedentario. La completa applicazione dell’accordo fra i due Ministeri potrà contribuire ad invertire queste percentuali”.

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Salute: a Roma su malattie, ricerca e nuove terapie per il fegato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 febbraio 2019

Roma 21 e 22 febbraio, nell’aula magna dell’Università la Sapienza, si terrà la riunione annuale dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF). Tale evento è una preziosa occasione di confronto per gli esperti italiani e stranieri, in un momento storico cruciale per l’epatologia. Infatti, da qualche anno lo scenario di ricerca e cura delle malattie epatiche è sottoposto a mutamenti epocali.Da un lato, la recente disponibilità, per l’epatite da virus C, di nuove terapie efficaci e di breve durata ha consentito di trattare in modo sicuro tutti i soggetti con infezione da HCV, indipendentemente dalla severità della malattia di fegato. Alla data dell’11 febbraio 2019, infatti, sono stati avviati ben 170.376 trattamenti antivirali (Fonte: Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA, Ufficio registri monitoraggio: “Aggiornamento dati Registri AIFA DAAs – Epatite C cronica -11 Febbraio 2019”), con tassi di guarigione dall’infezione superiori al 90%-95%.Tale efficacia e sicurezza ha posto le basi perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità ponesse come obiettivo, raggiungibile entro il 2030 ,“l’eliminazione del virus HCV” dai paesi industrializzati.Quanto finora fatto pone l’Italia come uno dei paesi al mondo in cui sono stati curati il maggior numero di pazienti con epatite C. Tuttavia, vi è ancora molto da fare per raggiungere l’obiettivo eliminazione in Italia, in considerazione del gran numero di pazienti ancora da diagnosticare e da trattare, stimati da un recente studio in circa 275mila-300mila (Fonte EpaC: “Stima del numero di pazienti con infezione da epatite C nota e non nota residenti in Italia” – 22 settembre 2018).Dall’altro, a causa anche della riduzione dei casi di epatite C, l’emergenza, sempre più evidente, di altre patologie epatiche, ed in particolare della steatosi/steatoepatite non alcolica (NAFLD).La NAFLD è una malattia epatica da fegato grasso la cui origine è legata all’obesità, alla dislipidemia, ed al diabete, tutte condizioni in rapido aumento in paesi, come l’Italia, caratterizzati uno stile di vita sedentario, tipico dei paesi industrializzati. Allo stato non esistono trattamenti farmacologici approvati per tale condizione, che può essere corretta solo con modifiche dello stile di vita e con la cura delle condizioni associate. La sfida, in tale condizione, è il riconoscimento dei pazienti “a rischio”.Infine, la recente o prossima disponibilità di nuovi approcci terapeutici per patologie epatiche comuni, ad esempio l’epatocarcinoma, tumore primitivo del fegato, o più rare come le malattie autoimmuni o da accumulo.Tutti questi argomenti vengono trattati nel corso della due giorni di confronto della Riunione Annuale dell’Associazione, con una formula grazie alla quale si confrontano giovani ricercatori, che hanno l’opportunità di presentare i risultati delle loro ricerche su queste tematiche, ed esperti italiani e stranieri che tengono letture magistrali e tavole rotonde sugli argomenti più dibattuti.Il tutto è coordinato dall’organizzazione dell’Associazione che promuove queste attività attraverso borse di studio per i giovani medici in formazione e premi per le ricerche più meritevoli.In particolare, quest’anno l’associazione ha promosso la presenza di giovani specializzandi delle aree mediche interessate come Gastroenterologia, Infettivologia, Medicina Interna ed Endocrinologia, aumentando il numero di borse di studio disponibili.Tale evento è la dimostrazione oggettiva del grande impegno della comunità scientifica italiana nella ricerca e cura delle malattie epatiche. (Comunicato a cura del Dott. Salvatore Petta, Segretario dell’Associazione Italiana Studio Fegato)

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Arte e salute, all’IRCCS Maugeri espone l’artista Tommaso Chiappa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

Pavia Dal 20 febbraio al 17 marzo l’area lounge dell’IRCCS Maugeri di via Salvatore Maugeri 10 ospiterà una mostra di dipinti di Tommaso Chiappa. La personale sarà inaugurata mercoledì 20 febbraio alle ore 16.30 alla presenza dell’artista e dei dirigenti dell’Istituto e potrà essere visitata tutti i giorni negli orari di apertura della struttura sanitaria.
Tommaso Chiappa, palermitano, classe 1983, diplomato all’Accademia di Brera, ha legato il proprio nome alla Galleria di Luciano Inga-Pin a Milano. Oltre a essere presente in permanenza in varie gallerie a Saronno, Palermo, New York e Fitchburg (Massachusetts), si è distinto per aver portato l’arte fuori dai tradizionali circuiti, nei luoghi di lavoro: dalla Electrolux di Solaro al Business Center JBN Italia fino allo studio legale internazionale Damiani&Damiani di Palermo, di cui è anche art-director. Il suo progetto “Yellow”, un ciclo di collettive organizzate per stimolare il confronto artistico tra le diverse realtà italiane, è diventato un libro edito da People & Humanities nel 2018. Di recente, a Sanremo ha tenuto un laboratorio creativo per ragazzi con disabilità su invito dell’Associazione Nazionale Sindrome di Williams.L’autore riproduce sulla tela sensazioni ed emozioni tratte dai viaggi negli Stati Uniti e in Asia, in un mondo globalizzato eppure ancora per molti aspetti refrattario all’omologazione: elementi singoli del paesaggio, figure umane itineranti su sfondi neri, uomini e donne immersi nel paesaggio urbano, metropoli brulicanti di movimento, porzioni sublimi di natura mediterranea.

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RBM Assicurazione Salute: Giù le mani dalla sanità integrativa

Posted by fidest press agency su sabato, 2 febbraio 2019

“Nel nostro Paese, pur in presenza di un Sistema Sanitario pubblico di tipo universalistico, l’incidenza delle cure che i cittadini sono chiamati a dover pagare di tasca propria nel momento del bisogno è più che doppia rispetto a quella registrata negli Stati Uniti, che da sempre si caratterizzano per un Sistema Sanitario di natura prevalente natura privata. In Europa (EU14) una finanziamento diretto da parte dei pazienti delle prestazioni sanitarie così elevato si riscontra solo in Grecia, Portogallo e Spagna (dati OCSE). Il motivo è presto spiegato: l’Italia non è ancora riuscita ad affiancare al Servizio Sanitario Nazionale un Secondo Pilastro Sanitario in grado di assicurare a tutti i cittadini l’accesso anche a quelle cure che per diversi motivi non possono essere effettuate presso Ospedali e ASL. In questo contesto non stupisce che la quota di persone che dichiarano di aver rinunciato/differito cure di cui avevano bisogno in Italia è quasi il doppio della media europea (dati Eurostat)”.È quanto afferma Marco Vecchietti – Amministratore Delegato di RBM Assicurazione Salute – che prosegue: “Alla luce di questa situazione non si può che rimanere sconcertati dalle gravi affermazioni contenute nel Report sulla Sanità Integrativa diffuso nei giorni scorsi da GIMBE che, senza alcuna fonte riscontrabile e supporto numerico attendibile, cercano di accreditare un insieme contraddittorio di pregiudizi ideologici, luoghi comuni ed errori macroscopici nel tentativo irresponsabile di delegittimare agli occhi dell’opinione pubblica il ruolo sociale ed il supporto economico garantiti dai Fondi Integrativi e dalle Polizze Sanitarie. Credo che chiunque abbia davvero a cuore il Diritto alla Salute consacrato dalla nostra Costituzione non possa accettare una mistificazione di questo tipo che, in cambio di un po’ di celebrità, invita demagogicamente a cancellare con un colpo di spugna le tutele costruite dalla Contrattazione Collettiva, con costi a proprio esclusivo carico (la Sanità Integrativa, infatti, è alimentata dalle aziende e dalle retribuzioni dei lavoratori), in favore di milioni di lavoratori (oggi oltre 10 milioni) e delle loro famiglie per assicurare un’integrazione concreta dei livelli assistenziali effettivamente garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale. E’ per questo motivo che abbiamo ritenuto opportuno divulgare pubblicamente in questi giorni un confronto comparativo tra il Report Gimbe ed i dati ufficiali del settore” (cfr. tabella allegata).
Nel 2018 la Spesa Sanitaria Privata ha “sfondato” quota 40 miliardi, con un costo medio pro capite di 655 Euro; nell’ultimo anno sono stati 2 cittadini su 3 (44 milioni di persine circa) a spendere soldi di tasca propria per pagare prestazioni sanitarie di cui avevano bisogno. Se si pensa che, soltanto due anni fa, erano 36 milioni ci si rende conto della rapida crescita del fenomeno (+8 milioni, aumento del 22%).
In termini economici si stima che un’estensione della Sanità Integrativa a tutta la popolazione, in affiancamento al Servizio Sanitario Nazionale, potrebbe consentire di dimezzare la spesa sanitaria privata delle famiglie di circa 20 miliardi di Euro (più del 50%), con una riduzione dei costi medi pro capite attualmente finanziati “di tasca propria” di quasi 340 Euro (fonte VIII Rapporto RBM – Censis).“Siamo profondamente convinti – conclude Vecchietti – che un Secondo Pilastro Sanitario, incentrato sugli stessi principi di universalismo ed uguaglianza sui quali poggia il suo fratello maggiore Pubblico, rappresenti ora ed in prospettiva uno strumento imprescindibile per garantire agli italiani un Diritto alla Salute effettivamente esigibile per tutti, ed in primis, per i cittadini più fragili. In questa prospettiva ci rendiamo sin da ora disponibili a mettere a disposizione di tutte le Istituzioni interessate informazioni corrette, complete e verificabili sulla Sanità Integrativa e a svolgere un confronto pubblico – anche con Gimbe – con l’obiettivo di rappresentare in modo oggettivo il contributo che può essere assicurato dalla Sanità Integrativa al Sistema Sanitario del nostro Paese”.

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I professionisti della salute fanno rete per difendere il Servizio sanitario nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

Medici, odontoiatri, infermieri, farmacisti, medici veterinari, ostetriche, tecnici di radiologia, professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e psicologi hanno stretto un’alleanza per lavorare in modo condiviso.In totale, un milione e mezzo di professionisti della sanità che, tramite i loro Ordini professionali, offriranno, tutti insieme, alle istituzioni e alla Politica le loro competenze sulle tematiche che coinvolgono la salute dei cittadini. A 40 anni dalla nascita del Servizio sanitario nazionale l’obiettivo è quello che chi fa la sanità possa essere propositivo per realizzare la massima armonizzazione delle situazioni esistenti, che significa garantire a tutti i cittadini italiani un equo e uniforme accesso alle migliori cure possibili. È quanto è stato deciso ieri a Roma, presso la sede della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, in una riunione congiunta dei presidenti e rappresentanti delle rispettive Federazioni. Due gli obiettivi: aprire una riflessione sui temi caldi della sanità, dalla spesa al regionalismo differenziato e costruire insieme un rapporto continuativo di confronto costruttivo e di proposte condivise. “Quando si parla di salute, noi siamo i professionisti dell’assistenza – è stato detto -. Siamo i portatori di un bagaglio enorme di competenze, che possono essere spese anche sul versante organizzativo e di una rinnovata governance che garantisca la sostenibilità del SSN”. “Oggi tutto avviene senza interpellare chi, ogni giorno, produce la salute e vive la sanità – si è osservato ancora -. Questo non è giusto nei confronti dei professionisti, e lo è ancor meno nei confronti dei cittadini. Ora vogliamo fare rete, per mettere le nostre competenze a disposizione di tutti e per trovare, insieme, soluzioni alle diseguaglianze che affliggono il nostro Servizio Sanitario Nazionale non solo tra una Regione e l’altra ma anche tra aree differenti all’interno delle Regioni stesse”. Uno dei momenti culminanti del percorso avviato oggi sarà il 23 febbraio prossimo a Roma, quando tutte le professioni sanitarie, riunite in un Consiglio nazionale congiunto, produrranno una Mozione a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale da consegnare a Governo, Regioni e Parlamento per fare sentire la loro voce nella gestione della Sanità.

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Eccessivo consumo di zucchero e i relativi rischi per la salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Desenzano del Garda, Brescia. Si avvicinano le feste di Natale. Gli esperti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano hanno valutato le abitudini alimentari di 5.400 adulti italiani (58% femmine, 42% maschi) e, in particolare, il consumo di dolciumi. Dallo studio emerge che l’energia introdotta quotidianamente derivata da zuccheri semplici (tra quelli naturalmente presenti negli alimenti e quelli aggiunti in preparazioni e bevande) corrisponde a circa il 20%. Si tratta di un risultato in lieve aumento rispetto alle indagini dell’Osservatorio del 2012 e 2016 e di una percentuale considerevole rispetto alla quantità di riferimento indicata dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) che raccomanda una quota inferiore al 15% dell’energia quotidiana proveniente da zuccheri semplici.
Diversi studi internazionali dimostrano che l’innalzamento della glicemia (cioè dello zucchero nel sangue) che generalmente avviene dopo i pasti è collegato a un miglioramento delle prestazioni mentali nelle ore successive. Questi fenomeni si spiegano con l’aumento dei neurotrasmettitori collegati alla memoria, all’apprendimento e all’umore. Al contrario, bassi livelli glicemici sono collegati a un maggior senso di sonnolenza, spossatezza e mancanza di concentrazione.“È importante non rimanere senza zuccheri nel sangue ma, allo stesso tempo, è importante anche non eccedere con le quantità – spiega la dott.ssa Michela Barichella del Comitato scientifico dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano e Presidente di Brain and Malnutrition – in particolare con gli zuccheri semplici e soprattutto quelli aggiunti in bevande e preparazioni.
Infatti, l’energia derivata dagli zuccheri aggiunti secondo l’OMS non dovrebbe superare il 10% dell’energia quotidiana, auspicando un’ulteriore riduzione al 5%. Considerando che un cucchiaino di zucchero contiene circa 5 grammi e apporta 20 kcal, in una dieta media di 2000 kcal giornaliere lo zucchero libero introdotto non dovrebbe superare i 10 cucchiaini (50 grammi per 200 kcal) al giorno, auspicabili la metà.Questa quota è facilmente raggiungibile seguendo l’elenco sottostante che indica la quantità di zucchero contenuta in alcuni alimenti comunemente consumati.
ALIMENTO – QUANTITA’ DI ZUCCHERO – CONTENUTO
Biscotto frollino classico (9g) 2 grammi
Plumcake tradizionale (33g) 10 grammi
Merendina al cioccolato (33g) 12 grammi
Brioches classica, di media grandezza (150g) 15 grammi
Panettone tradizionale (100g) 32 grammi
Pandoro classico (100g) 28 grammi
Cioccolatino con nocciole (15g) 6 grammi
Barretta di cioccolato fondente extra al 70-85% (100g) 24 grammi
Barretta di cioccolato al latte (100g) 52 grammi
Gelato cremoso al cioccolato, vaniglia, etc. (100g) 21 grammi
Cucchiaio di crema di nocciole, cacao e grassi vegetali (15g) 8 grammi
Cucchiaio di marmellata tradizionale (10g)5 grammi
Vasetto di yogurt alla fragola zuccherato (125g) 17 grammi
Vasetto di crema al cioccolato (70g) 21 grammi
Vasetto di crema alla vaniglia (100g) 15 grammi
Bevanda di fermenti lattici alla frutta (100g) 12 grammi

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“Il paziente complesso, un nuovo protagonista sullo scenario della salute”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 novembre 2018

Roma mercoledì 5 dicembre, alle ore 11.00, nella Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale in Piazza di Monte Citorio 131 si terrà la conferenza stampa su “Il paziente complesso, un nuovo protagonista sullo scenario della salute: medici competenti e certificati per vincere la sfida”

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Presentazione Libro Bianco 2018 “Caregiving, salute e qualità della vita”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Roma, 29 novembre 2018 h. 11.30 Camera dei Deputati – Sala conferenze stampa – Via della Missione, 4 Dal 2007 Onda, grazie al supporto di Farmindustria, pubblica il Libro bianco sulla Salute della Donna con l’obiettivo di presentare un quadro completo e aggiornato sullo stato di salute della popolazione femminile italiana.La sesta edizione è dedicata al tema del caregiving che riguarda oltre 8,5 milioni di italiani, per lo più donne, che si dedicano alla cura dei propri cari sopportando costi elevati soprattutto in termini di salute fisica e psichica nonché di vita sociale e lavorativa. Il progressivo invecchiamento della popolazione e il contestuale incremento delle cronicità rendono il fenomeno di estrema attualità. Intervengono
Sen. Nunzia Catalfo, Presidente Commissione Lavoro, Senato della Repubblica
On. Marialucia Lorefice, Presidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati
On. Rossana Boldi, Vicepresidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati
Sen. M. Cristina Cantù, Vicepresidente Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica
Sen. Paola Boldrini, Membro Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica
Sen. Maria Rizzotti, Membro Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica
Francesca Merzagora, Presidente Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere
Alberto Pilotto, Direttore Dipartimento Cure Geriatriche, OrtoGeriatria e Riabilitazione – Area delle Fragilità, E.O. Ospedali Galliera, Genova
Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria
Vincenzo Silani, Direttore U.O. Neurologia e Stroke Unit, IRCCS Istituto Auxologico Italiano, Milano
Testimonianza di un caregiver familiare: Giovanni Bonavia.

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Uranio impoverito e la salute dei militari italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

“Bene il ministro Trenta sui provvedimenti assunti circa il delicato tema che riguarda l’uranio impoverito e la salute dei nostri militari. E’ una battaglia storica del M5S, che il Movimento porta avanti da anni e che ora, con il Governo del cambiamento, conduce a risultati ancora più concreti, dando voce a tutti quei casi abbandonati per anni dalle istituzioni, a tutte quelle famiglie che hanno vissuto momenti difficili, inascoltate dallo Stato. Oggi c’è un Governo che è al loro fianco e quel Governo è a guida M5S”. Lo dichiara in una nota il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.

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Il fumo è un fattore di rischio per la salute

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

La comunità scientifica internazionale è concorde nel ritenere il fumo quale principale fattore di rischio per l’insorgenza di malattie non trasmissibili. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le vittime del fumo sono oltre 7 milioni l’anno (alle quali si aggiungono altri 600mila morti per fumo passivo). Solo nel nostro Paese i dati del Ministero della Salute evidenziano come tra i 70.000 e gli 83.000 decessi ogni anno siano causati dal consumo di sigarette (circa un migliaio per fumo passivo). Tuttavia, nonostante la consapevolezza sui danni da fumo e le sempre più stringenti politiche di prevenzione e controllo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2025 i fumatori saranno ancora oltre 1 miliardo, un numero uguale a quello attuale.Anche di questo si è discusso al simposio “Fumo e rischio cardiovascolare” tenutosi in occasione del XL Congresso Nazionale SIAPAV, nel quale è emerso come una parte sempre più preponderante della comunità medico-scientifica sostenga l’adozione di politiche anti-fumo basate eventualmente anche sul principio della riduzione del danno, ad integrazione delle altre principali strategie volte a ridurre il danno correlato al fumo di sigaretta (prevenzione e dissuasione).Come spiega il Dottor Guido Arpaia, presidente SIAPAV e Direttore S.C. di Medicina Interna dell’ASST di Vimercate “Nel fumatore il rischio vascolare si manifesta in vari modi: in particolare il danno da fumo vede una lenta ma inesorabile crescita della placca aterosclerotica che sebbene priva di sintomi può determinare un evento acuto a carico di organi vitali come cuore, vasi periferici, cervello e reni.” È infatti il fumo, insieme al diabete, la maggiore minaccia alla salute delle arterie e allo sviluppo di Arteriopatie Periferiche a causa di un meccanismo di infiammazione cronica: il rischio è 2.15 volte maggiore rispetto agli ex fumatori con ricadute come riduzione della circolazione periferica anche sintomatica (malattia delle vetrine).“Un dato oltremodo preoccupante” prosegue Arpaia “è che anche in caso di procedure interventistiche solo il 36% pazienti smette di fumare nel periodo successivo. Gli operati per malattie vascolari periferiche che subiscono interventi di by-pass o endovascolari che non smettono di fumare sviluppano più complicanze e hanno maggior rischio di mortalità”.

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Il valore del sistema salute e il ruolo di Novartis

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Roma giovedì 22 novembre, h. 10, presso l’Auditorium Ara Pacis, si terrà l’evento organizzato da The European House – Ambrosetti, “Il valore del sistema salute per l’innovazione, la conoscenza e lo sviluppo economico e sociale. Il ruolo di Novartis”. Durante l’incontro, che vedrà la partecipazione dei rappresentanti del mondo istituzionale, accademico e associativo impegnato nell’ambito della salute, verrà presentato il caso di studio Novartis in Italia. Interverranno, tra gli altri, Dario Galli, Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Enrico Giovannini, Professore Ordinario di Statistica Economica, Università Tor Vergata di Roma e Portavoce dell’Alleanza Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS, Pasquale Frega, Country President Novartis Italia e Amministratore Delegato Novartis Farma e Valerio De Molli, CEO e Managing Partner, The European House – Ambrosetti.

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“Curarsi nell’era digitale: generazioni a confronto”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Milano martedì 13 novembre alle 10:45 presso la Diamond Tower (Piazza Lina Bo Bardi 3) presentazione della ricerca “Curarsi nell’era digitale: generazioni a confronto” commissionata da BNP Paribas Cardif e realizzata da Eumetra MR. Durante la mattinata, moderata da Nicoletta Carbone, giornalista esperta di salute di Radio 24, si parlerà di come è cambiato l’approccio alla salute e al benessere degli italiani.
Verranno svelati dati interessanti sul tema analizzando diversi aspetti, come la spesa medica e l’impatto economico, l’ipocondria, l’uso della tecnologia e del web, lo stato di salute e di benessere, la prevenzione, le fake news, i timori, il ruolo dell’assicurazione e tanto altro.Tutto questo mettendo a confronto le diverse generazioni e facendo emergere le differenze di genere.

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Confondere malasanità e mortalità evitabile fa male alla salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Capita frequentemente di veder identificare la malasanità con la mortalità evitabile, spesso relegando il primo fenomeno alle sole eclatanti quanto fugaci occasioni giornalistiche e, di contro, sottostimando gravemente il secondo a discapito della salute collettiva e individuale.La disorganizzazione delle strutture, l’inadeguatezza delle risorse strumentali, gli errori degli operatori, e così via, sono certamente configurabili come “malasanità”, ma la “mortalità evitabile” misura anche altri numerosi eventi spesso ascrivibili a scelte del tutto personali.Sono evitabili le morti correlate al fumo, all’alcol, alle cattive abitudini alimentari, a rischi cioè che autonomamente scegliamo di correre, nonostante le iniziative di educazione sanitaria che da anni e a vari livelli vengono realizzate nel nostro Paese.
Sono evitabili le morti dovute alla mancata adesione a programmi di screening e di medicina preventiva in genere quando decidiamo, di nuovo autonomamente, di non accogliere gli inviti a seguire percorsi di profilassi, diagnostici, terapeutici o riabilitativi, laddove offerti e disponibili.E certamente sono evitabili anche, ma non solo appunto, le morti legate alle carenze, alle mancanze, agli errori del nostro Servizio Sanitario e dunque alla malasanità.Ma misurare la mortalità evitabile solo attraverso la malasanità significa vanificare ogni iniziativa in tema di promozione della salute e nascondere sotto il tappeto l’enorme impatto che le scelte di vita hanno sul nostro benessere, scelte che inevitabilmente producono nel medio-lungo periodo rilevanti ricadute sui servizi socio-sanitari.Contenere la diffusione di malattie evitabili permetterebbe di liberare risorse umane, strumentali ed economiche da destinare da un lato alle patologie che purtroppo non sono (ancora) efficacemente contrastabili con interventi di sanità pubblica, dall’altro utili per lavorare sui disservizi e combattere quindi la malasanità.Uno dei tanti casi in cui la corretta informazione fa bene alla salute. (Natalia Buzzi – Progetto MEV)

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