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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘salute’

“Urgente una legge sulla salute del suolo e sul carbon farming”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2021

Sbloccare rapidamente l’iter di approvazione della legge sul consumo di suolo e prevedere specifiche norme legislative che ne migliorino la salute, a partire da quelle utili ad aumentarne la sostanza organica, attraverso pratiche di sequestro di carbonio nel suolo (il cosiddetto “carbon farming”). A chiederlo è un documento redatto da Re Soil Foundation, fondazione nata per volontà di Coldiretti, Novamont, Politecnico di Torino e Università di Bologna, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza di un suolo sano. Destinatari del position paper sono i membri delle Commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato della Repubblica.Nelle due Commissioni di Palazzo Madama infatti giace ferma da oltre un anno la proposta di legge S.164 dedicata al consumo di suolo, al pari di molti altri progetti d’iniziativa parlamentare presentati sul tema. “Noi di Re Soil Foundation esprimiamo preoccupazione per la mancata approvazione tuttora di una legge che preservi il suolo e contrasti il fenomeno del suo consumo, che fa perdere al nostro Paese circa 2 metri quadri di suolo al secondo” si legge nel documento.La situazione della salute del suolo a livello italiano ed europeo è infatti estremamente preoccupante, nonostante esso rappresenti una risorsa fondamentale. I suoi servizi ecosistemici sono infatti essenziali per garantire la vita sulla Terra. Eppure – ricorda il position paper di Re Soil Foundation – “il 60-70% di tutti i suoli europei non è in salute a causa delle attuali pratiche di gestione, dell’inquinamento, dell’urbanizzazione e degli effetti del cambiamento climatico. In Europa, vi sono 2,8 milioni di siti potenzialmente contaminati che possono comportare gravi rischi per la salute; il 65-75% dei terreni agricoli è a rischio eutrofizzazione di suolo e acqua con grandi impatti sulla biodiversità; i suoli agricoli perdono carbonio a un tasso dello 0,5% all’anno; il 24% presenta tassi di erosione idrica insostenibili; il 25% dei terreni nell’Europa meridionale, centrale e orientale è ad alto o molto alto rischio di desertificazione; l’odierno tasso di riutilizzo del suolo è fermo al 13%. Si stima che i costi associati al degrado del suolo nell’UE superino i 50 miliardi di euro all’anno”.È ovviamente positivo che la Commissione europea abbia dedicato al suolo una delle 5 mission per indirizzare la ricerca scientifica e gli investimenti in innovazione e che sia stato fissato l’obiettivo di azzerare il consumo netto di suolo entro il 2050. Ma per raggiungere l’obiettivo di migliorare la salubrità dei nostri terreni, anche l’Italia deve fare la propria parte a livello nazionale. Va infatti considerato che il nostro Paese, come molti Stati mediterranei, è tra i più esposti ai rischi di desertificazione. E i suoli più colpiti dalla cementificazione sono quelli a vocazione agricola, a un ritmo triplo rispetto alle aree urbane.

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Edilizia e salute: le tecnologie per “cambiare aria” e tornare a scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 maggio 2021

Favorire il rientro degli studenti in aula? Per prima cosa occorre introdurre sistemi di purificazione dell’aria, perché il rischio di trasmissione di virus e batteri in luoghi chiusi è alto e la pandemia lo ha evidenziato. Più in generale il futuro della scuola passa da una nuova impostazione progettuale e dall’utilizzo consapevole delle tecnologie disponibili. Quali? Come sceglierle? Quali i principi fondanti la nuova edilizia scolastica? Sono le principali domande cui risponde il webinar gratuito “L’edilizia scolastica: progetti e tecnologie a tutela della salute e dell’apprendimento” condotto in diretta da Torino e Milano martedì 18 maggio ore 15-17. L’appuntamento è ideato e gestito da Home, Health & Hi-Tech (HHH), progetto di comunicazione e formazione incentrato sul tema del comfort e della salubrità indoor, in collaborazione con il Collegio degli Architetti e Ingegneri di Milano. Per architetti e ingegneri sono previsti 2 crediti formativi. Brid, Helty e Sanixair sostengono l’evento. Iscrizioni su http://www.hhh-cluster.it. Il seminario metterà in luce come la scuola del futuro debba proteggere il benessere di chi la vive e farsi portavoce del significato di abitare in salute e comfort. «Se già prima della pandemia, l’edilizia scolastica non era adeguata agli standard richiesti, oggi le carenze sono spesso abissali – spiega il team di HHH –. Ma gli edifici scolastici sono fra gli immobili più studiati dall’architettura 4.0, con l’obiettivo di rendere l’esistente più efficiente e ripensare i nuovi in funzione del cambiamento della didattica, mettendo al centro esigenze degli utilizzatori». Tra le prime azioni c’è l’inserimento di sistemi per il controllo della qualità dell’aria, che al chiuso è fino a 5 volte più inquinata rispetto all’esterno. Aprire le finestre per cambiarla, lascia all’intuizione personale la gestione di un problema che richiede invece un approccio scientifico. Usare un impianto di VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) è più conveniente e sicuro, consente un ricambio uniforme, diluisce CO2, sostanze inquinanti, virus o batteri, filtra l’aria in ingresso dall’esterno, evita di disperdere energia.

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Giornata mondiale della salute e della sicurezza sul lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

Il 28 aprile si celebra la giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro, in questo contesto pandemico legato all’emergenza COVID-19, tutte le organizzazioni sono impegnate ad indirizzare al meglio i loro sforzi per assicurare a tutte le parti interessate un adeguato standard di salute e sicurezza.Lavoratori, datori di lavoro, governi e enti di tutto il mondo attivi nel settore della salute e della sicurezza, in collaborazione con l’Organizzazione internazionale del Lavoro (ILO), celebrano il 28 aprile la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro ponendo l’accento sulla sua importanza per tutti.

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Giornata nazionale salute donna

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

«Mai come quest’anno la Giornata nazionale della salute della donna riveste un’importanza così elevata poiché ricorda quanto sia essenziale proteggere e promuovere la salute della popolazione femminile, in particolare in un periodo di pandemia come quello attuale da Covid-19. L’anno appena trascorso, infatti, è stato caratterizzato da una drammatica riduzione degli accessi delle donne a tutti i programmi di screening oncologici e, in ambito perinatale ci sono già evidenze su disagio post partum, sensazione di abbandono e drastica diminuzione degli esiti di salute in tutte le fasi del percorso nascita. La Federazione Nazionale delle Ostetriche non può non sentire come propria la ricorrenza odierna, rappresentando professioniste/i competenti nella salute della donna in tutto il suo ciclo vitale, sessuale e riproduttivo», affermano i vertici nazionali FNOPO.«Per realizzare tale obiettivo è necessario puntare sull’implementazione uniforme su tutto il territorio nazionale di modelli assistenziali ed organizzativi che si fondano sul ruolo distintivo dell’Ostetrica/o in tutti i setting assistenziali di competenza: aree materno neonatali e ginecologiche, scuola, Consultori familiari, case maternità, ambulatori, pronto soccorso ostetrico ginecologici, carceri, nel pubblico, nel privato e privato accreditato e come libere/I professioniste/i. L’implementazione di modelli organizzativi ostetrici di comprovata efficacia sugli esiti di salute materno neonatale e riproduttiva rafforza la partnership ed il rapporto di fiducia tra l’Ostetrica/o e la donna con la sua famiglia. Tali modelli, infatti, – sottolineano i componenti del Comitato centrale FNOPO – risultano più adeguati nel garantire cure appropriate e sicure e forniscono risposte di salute migliori ai bisogni espressi e inespressi della donna. Non da meno, privilegiando il rapporto one – to – one (uno a uno), sostengono una comunicazione efficace che a sua volta determina la corretta sinergia tra professionista e donna la quale si sente protagonista ed al centro di tutto del processo di cura e assistenza. Il messaggio più importante che si desidera rivolgere alle donne è sempre di aderire ai piani di prevenzione affidandosi a professionisti qualificati, qual è l’Ostetrica/o, perché solo la competenza è garanzia di migliori standard assistenziali ed esiti di salute», concludono i rappresentanti nazionali della professione Ostetrica/o.

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Salute venosa e linfatica delle gambe

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Più di una persona su due presenta sintomi e/o segni di patologia venosa–linfatica quali gambe gonfie, pesanti o doloranti, ma meno del 50% dei pazienti, anche con segni cutanei di patologia severa (iperpigmentazione, eczema, lipodermatosclerosi), viene indirizzato all’opportuna visita specialistica o riceve una diagnosi negli stadi precoci della malattia. Questo uno dei motivi per cui, in occasione della settimana del 5-11 aprile dedicata alla salute ed in particolare il 7 aprile, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “giorno mondiale della salute”, Venous-lymphatic World International Network foundation (v-WIN) – organizzazione no profit internazionale per l’educazione in campo venoso e linfatico – ha realizzato un progetto internazionale di consapevolezza pubblica, finalizzato a incrementare l’attenzione sanitaria sul tema della patologia venosa e linfatica degli arti inferiori. Il progetto Vein Week si svilupperà durante la settimana della salute, connettendo esperti, pazienti e pubblico di tutto il mondo. Un software dedicato è stato reso gratuitamente disponibile a tutti i professionisti della salute e alle associazioni pazienti desiderosi di aggiungere contenuti educazionali. Più di 150 iniziative sono già state ad oggi programmate.“La trombosi venosa rappresenta una delle prime cause di morte prevenibile, il linfedema è considerato un’epidemia nascosta, il dolore pelvico potenzialmente associato a reflussi venosi è più frequente dell’asma e del mal di schiena” così Sergio Gianesini, chirurgo e presidente della Venous-lymphatic World International Network Foundation (v-WIN Foundation), sottolinea l’importanza della gestione venosa della popolazione soprattutto in epoca COVID, dove le complicanze trombotiche rappresentano una delle sfide cliniche maggiori da affrontare.La fondazione ha sede in Italia e rappresenta il centro nevralgico per attività su scala mondiale: coinvolge il mondo accademico in congressi internazionali, sviluppa progetti sportivi ed educazionali, quali il progetto Game Over to Leg Failure e offre diverse iniziative educazionali, disponibili anche in italiano nel sito della fondazione (www.vwinfoundation.com).Quest’anno a sostenere l’iniziativa no profit Vein Week, quale unica pharma italiana tra i supporters, ci sarà Alfasigma. L’appoggio incondizionato dell’Azienda, tra i primi 5 player farmaceutici in Italia, ha permesso la realizzazione di un software di geo-calendarizzazione che mostra su una mappa interattiva gli eventi sviluppati e caricati autonomamente da esperti vascolari provenienti da tutto il mondo. “Tutti i continenti partecipano attivamente caricando su un sito dedicato eventi scientifici, educazionali e sociali, secondo un calendario condiviso. Sono coinvolte le più importanti società scientifiche del settore”, aggiunge Gianesini.La pagina web connessa al software di geo-calendarizzazione (https://veinweek.vwinfoundation.com) rimarrà attiva anche dopo la Vein Week, offrendo uno spazio di condivisione eventi, a disposizione dell’enorme numero di professionisti sanitari e promotori della salute coinvolti nell’importante tema venoso e linfatico. “Il valore aggiunto che Alfasigma dà all’importante appuntamento della Vein Week è quello di permettere la condivisione a livello globale di iniziative locali- spiega Federico Riccardini di Alfasigma-. Più di 200 eventi sono stati già autonomamente caricati da tutte le parti del mondo e ognuno di questi può essere personalizzato con video, interviste e altri contenuti di presentazione”. A guidare questa iniziativa di sostegno è la volontà di investire in un software digitale a sostegno della salute che diventa così uno dei numerosi tasselli del processo di digital transformation della multinazionale farmaceutica. Conclude il professor Willy Chi fondatore e membro del board della v-WIN Foundation: “Il disturbo venoso e linfatico è una delle condizioni sanitarie più comuni in tutto il mondo, indipendentemente dalla pandemia. È anche strettamente legato alle complicanze del COVID-19, ovvero la trombosi venosa. Una campagna dedicata incentrata sull’aumento della consapevolezza del disturbo venoso e linfatico, oltre alla sua associazione con la complicanza COVID durante pandemia globale, è fondamentale per la cura di coloro che hanno sofferto della malattia.”

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Pesticidi e salute dei suoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2021

L’eredità più sgradita dell’agricoltura intensiva non potrà essere liquidata in pochi anni, ma richiederà un’attenzione costante per ripristinare la salute dei suoli che versa in condizioni preoccupanti – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’ultimo studio del gruppo di ricerca di Agroscope, centro specializzato nell’agricoltura sostenibile, rivela che i residui dei pesticidi possono sopravvivere anche in campi convertiti da più di 20 anni al biologico, compromettendone la fertilità. Gli scienziati, sotto il coordinamento del dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Zurigo, hanno analizzato il suolo di 100 aziende agricole, di cui 40 convertite al biologico, trovando in ogni singolo campo ben 46 tra i principali erbicidi, fungicidi e insetticidi. La ricerca conferma che la diffusa adozione di pratiche insostenibili pesa come una vera ipoteca sul futuro dell’agricoltura e sull’offerta di cibo per le prossime generazioni – continua Tiso. Sono infatti sufficienti solo base concentrazioni di sostanze dannose per alterare la naturale capacità produttiva dei terreni. In un mondo che diventerà sempre più popolato, queste evidenze suggeriscono come il business as usual non possa essere un’opzione, ma sia necessario un radicale cambiamento.La transizione verde sarà un processo graduale destinato a trasformare nel profondo l’intero sistema produttivo. Affinché i suoi frutti siano raccolti dalle prossime generazioni, è necessario attivarsi adesso.

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Positive dichiarazioni del Ministro della Salute sulle vaccinazioni in farmacia

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2021

Il Comitato Centrale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani accoglie con soddisfazione le dichiarazioni del Ministro della Salute, Onorevole Roberto Speranza, che prospettano un imminente coinvolgimento dei farmacisti e delle farmacie nella campagna vaccinale contro la COVID-19. E’ uno sviluppo proposto da tempo dalla professione, che allineerebbe l’Italia alla gran parte dei paesi europei e consentirebbe di rendere capillare l’accesso ai vaccini. In questi mesi i farmacisti italiani si sono preparati a questo compito, che va a inserirsi nel modello della farmacia presidio sanitario polifunzionale, e chiedono di fare come sempre la loro parte. Fonte: Ufficio Stampa FOFI

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Il Covid ci ha allertato su cibo e salute: per ripartire bisogna cominciare da qui

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

Di Pasquale Di Lena. C’è l’urgente bisogno di una programmazione che parte dal territorio e dall’attività che più lo caratterizza, l’agricoltura, per quello che già dà e per quello che ancor più può dare. La pandemia continua a dirci che è urgente rivedere il modello di sviluppo a impronta neoliberista, il sistema che ha dimostrato di saper solo depauperare e distruggere tutto quello che il pianeta ha. In pratica la natura, ponendo l’uomo, sotto la spinta del dio denaro, in una posizione di contrapposizione con gli altri esseri, vegetali e animali, e il territorio stesso. Si ha sempre più la consapevolezza che dal rapporto tra l’uomo e la natura dipende – il Covid-19 l’ha già dimostrato ampiamente e continua a farlo – non solo la salute ma la sopravvivenza stessa della specie. Non c’è da pensare che si possa tornale alla normalità dopo tutto quello che l’umanità intera ha passato e continua a passare, ma solo di mettere in atto le tante idee innovative nei diversi campi (economia, scienza, istruzione, cultura, ambiente, turismo ed altro) per progettare, programmare, costruire una normalità diversa, nuova, che rimette al centro i valori e non il denaro. Serve agire subito, non aspettare la fine della tempesta quando la pandemia resta un lontano ricordo e, così, torna la voglia di riprendere la strada della normalità che l’ha generata. Serve un diverso tipo di sviluppo , e, soprattutto, ridare ad esso l’anima che il dio denaro ha pensato di mettere da parte per non avere ostacoli lungo il percorso dell’accaparramento di tutto, soprattutto di territori e dei valori e delle risorse da questi espressi, nella gran parte beni naturali. Un’anima, dicevo, che è sempre stata, è, e resterà – nella sua accezione più ampia di allevamenti, forestazione, prati/pascoli – l’agricoltura. Per uscire dalle crisi prodotte da uno sviluppo sbagliato, non ultima quella che è in atto con la pandemia, tutte frutto di una cultura che non prevede il senso del limite e del finito, c’è bisogno di una visione diversa dello sviluppo stesso. La visione di una ruota con il suo cerchio e i suoi raggi, che ha, diversamente da quello attuale, l’asse intorno al quale girare, appunto l’agricoltura, anima, come prima scrivevo, ma anche, cuore che raccoglie e sopporta i tanti raggi, ognuno incastrato nel cerchio, il pezzo rappresentativo del territorio. Il bene comune primario, anche’esso sfasciato dall’attuale tipo di sviluppo, che l’ha trasformato in merce, e, come tale, prodotto che diventa denaro, spesso virtuale. Altro pezzo fondamentale. Il cerchio/territorio, da rimettere in sesto perché la ruota possa davvero girare e girare nella direzione giusta, quella, come prima veniva detto, di uno sviluppo diverso da quello attuale. C’è da pensare e credere che Il sistema – visti i suoi comportamenti che hanno caratterizzato questi ultimi 50anni – non sa cos’è la ruota e, se lo sa, non ne conosce le parti che la compongono, non a caso le sfascia volendo farla girare per forza. Lo dimostra il fatto che, dopo ogni crisi, insiste a percorrere la stessa strada. Lo ha fatto dopo quella strutturale dell’agricoltura, registrata nel 2004; quella del 2007/8, che ha riguardato l’intera economia, e, da un anno, la crisi che stiamo vivendo, generata dal Covid-19, solo l’ultimo dei tanti messaggi che la natura ha inviato all’umanità. Eppure riportare al centro l’agricoltura e considerare, grazie ai raggi della ruota, il suo rapporto stretto con il territorio, vuol dire programmare il futuro del Paese, salvare i tesori rimasti! Ovverosia porre la giusta attenzione a un patrimonio enorme di valori e di risorse, quali la storia, la cultura, l’ambiente, il paesaggio, le tradizioni; dare nuove opportunità all’artigianato; animare il commercio e le esportazioni; promuovere il turismo; raccogliere altri successi negli scambi di prodotti con gli altri paesi del mondo. Vuol dire, anche, rilanciare l’occupazione e, con essa, assicurare un futuro nel nostro Paese alle nuove generazioni, quel futuro che, con l’attuale situazione, le previsioni indicano pieno di nubi e di incertezze causa la provvisorietà e lo spreco di valori e di risorse. Tutta colpa di uno sviluppo male programmato, che non ha in sé la capacità di rigenerare le risorse e meno che mai di arricchire i valori che la natura ci ha messo a disposizione. Sta qui l’urgente bisogno di una programmazione che parte dal territorio e dall’attività che più lo caratterizza, l’agricoltura, per quello che già dà e, soprattutto, per quello che ancor più può dare. Un’agricoltura che sceglie – con la presidente dell’Ue, Ursula Von der Leyen – il biologico e la sostenibilità; ripropone le rotazioni, e, con esse, torna a considerare il tempo e le stagioni; riavvia e riscopre l’antico rapporto che l’uomo ha sempre avuto con le piante e gli animali, venuto meno, purtroppo, con la diffusione delle colture e degli allevamenti superintensivi, che sono tanta parte della perdita di biodiversità e del clima malato, nel nostro Paese e nel mondo. Un’agricoltura biologica, naturale, organica, che si avvale delle nuove tecnologie e delle innovazioni per produrre cibi di qualità; aiutare il clima a stare meglio con la captazione da parte del terreno, ben curato e ben alimentato, della CO2, e, in cambio, l’invio di ossigeno nell’atmosfera; ripristinare un rapporto solido con la natura, ancor più di un tempo; rilanciare la biodiversità e, con essa, arricchire l’offerta con la diversità dei caratteri organolettici di un prodotto oltre che con la qualità, che ha nel territorio l’origine. Il Covid-19, con le tante paure, ci ha subito allarmati su due cose, il cibo e la salute. Due necessità strettamente legate alla vita, alla sopravvivenza nostra, e non solo, anche degli altri esseri viventi, piante e animali. Il cibo è l’espressione della filiera agroalimentare che, oggi, si presenta la prima ricchezza del Paese e, non solo, fonte di nuova ricchezza e, sempre più, l’immagine che più e meglio lo racconta, grazie alla bontà dei territori e della biodiversità e grazie, anche, al successo della Dieta Mediterranea, sempre più sul gradino più alto nella classifica dei costumi alimentari di 60 popolazioni sparse sul pianeta. Il Made in Italy ha mostrato, soprattutto in questa fase della pandemia, che sa prendere per la gola il consumatore. Il cibo – va detto ai legislatori che danno nuove possibilità di furto di terreno a chi installa giganteschi pali eolici e pannelli solari a terra – è l’energia rinnovabile primaria proprio perché è la sola legata alla vita, e, quale atto agricolo, è strettamente legato al clima, il problema dei problemi, quello che causa morti che non piangiamo e non ricordiamo. Il cibo è un atto agricolo a significare il valore strategico dell’agricoltura, se – nei programmi dei governi, delle forze politiche e sindacali, del mondo della cultura – torna ad essere il settore primario, centrale per lo sviluppo. Il governo Draghi, che si è appena insediato, non l’ha fatto, visto che, come i precedenti (tanti), si è solo preoccupato della nomina del Ministro dell’Agricoltura e dei sottosegretari, a dimostrare che il percorso scelto non è cambiato, è quello già tracciato dal sistema. A questo punto non resta che augurare ai nominati l’augurio di buon lavoro e sperare che siano loro a dare quei segnali nuovi di cui ha forte bisogno l’agricoltura italiana e la sua filiera del cibo che, chi ben sa, è tanta salute. Di Pasquale Di Lena

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Silvio Garattini: Il futuro della nostra salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Il carico di difficoltà, errori e sofferenze che ha caratterizzato la pandemia di Covid-19 ha messo in evidenza che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha bisogno di profonde modifiche. Sul tema l’autore presenta un ampio spettro di proposte, spiegando al grande pubblico come dovremmo immaginare il futuro della nostra salute. In sintesi:
1. Occorre un completo cambiamento della mentalità. Il servizio della medicina deve occuparsi più della prevenzione che della cura.
2. Il SSN va sottratto alla politica, separandolo dal Ministero della Salute, che deve esercitare solo una funzione di controllo. Deve divenire una grande fondazione e poter utilizzare modalità di funzionamento privato senza avere necessità di lucro come la sanità privata.
3. Il nuovo SSN deve essere ancorato al territorio per evitare l’eccesso di ospedalizzazione.
4. Gli ospedali devono diminuire come numero ed essere utilizzati soprattutto per casi acuti. Occorre concentrare cardiochirurgie, neurochirurgie, trapianti d’organo, resezioni tumorali in relativamente pochi centri ad alta densità di interventi.
5. Il SSN deve essere sostenuto da una consulenza di tipo multidisciplinare, valorizzando gli IRCCS che devono fare da tramite in modo che diagnosi, terapia e riabilitazione siano coerenti con l’evidenza scientifica.
6. Il medico di oggi deve avere più tempo per studiare ed essere informato dalle case farmaceutiche solo attraverso incontri pubblici e trasparenti.
7. Il SSN è una delle attività più complesse che si possano immaginare e perciò ha bisogno di veri esperti e di adeguate risorse per la ricerca.
Silvio Garattini, Il futuro della nostra salute. Il Servizio Sanitario Nazionale che dobbiamo sognare, Edizioni San Paolo 2021, pp. 176, euro 17,00 In libreria dal 23 febbraio.
SILVIO GARATTINI è un notissimo scienziato e farmacologo italiano, fondatore presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” – IRCCS. Frequenti i suoi interventi in televisione e sui giornali, anche in occasione dei recenti e attuali eventi legati alla pandemia da Covid-19.

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Salute: Disturbi neurosviluppo

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2021

Quattordici asili nido, per un totale di oltre 300 bambini. Questa la platea che sarà interessata dal progetto di screening per l’individuazione precoce dei disturbi del neurosviluppo 0-3 anni in partenza sul territorio romano, col successivo obiettivo di estendersi su tutto il territorio nazionale. Un progetto presentato questa mattina dal presidente della Società italiana di pediatria (Sip), Alberto Villani, durante il suo intervento alla terza lezione del corso di formazione gratuito promosso dalla Sip e realizzato in collaborazione con l’Istituto di Ortofonologia (IdO), la Fondazione MITE, il Sindacato italiano specialisti pediatri (Sispe) e la Società italiana di neonatologia Lazio(Sin), che al momento ha raggiunto 2.000 pediatri iscritti e che nelle prime due lezioni ha già totalizzato più di 4.000 visualizzazioni. Il progetto negli asili nido “darà la possibilità di valutare i bambini per cercare di intercettare quelle che possono essere situazioni estremamente precoci- ha spiegato Villani- e laddove queste situazioni verranno identificate i pediatri potranno indirizzare bambini e famiglie all’Istituto di Ortofonologia che in forma gratuita potrà procedere con eventuali valutazioni”. Un’attenzione che riguarderà “non solo i disagi neurocomportamentali- ha precisato il presidente Sip- ma anche i bambini che vivono situazioni di disagio economico e sociale. Per loro- ha detto Villani- ci sarà la massima attenzione e, come pediatri, cercheremo di impegnarci al massimo”. Da qui l’importanza di guardare con attenzione alla fascia d’età 0-3 anni e, in particolare, ai neonati “per non focalizzare l’attenzione solamente sul bambino che ha chiaramente dei problemi e che paradossalmente nella sua sfortunata condizione in ogni caso riceverà attenzione- ha sottolineato ancora Villani- ma saper identificare tutta quella fascia di popolazione neonatale che invece merita attenzione e non sempre gli si riesce a dare nella maniera dovuta”.

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La salute del mondo passa dalla difesa dei più fragili

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2021

Domenica 31 gennaio AIFO celebra la 68^ Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra (GML). La Giornata si svolge dal 1954 nell’ultima domenica di gennaio, su iniziativa di Raoul Follereau, benefattore e profeta dei malati di lebbra, per denunciare l’emarginazione in cui vivevano milioni di persone. Oggi la lebbra è stata ridimensionata, grazie ai progressi della medicina, ma colpisce ancora oltre 200.000 persone all’anno, lasciando in molte di loro i segni della disabilità, circa 3 milioni circa secondo l’OMS. Ciò rende, il più delle volte, queste persone emarginate da paure e pregiudizi che non sono stati ancora del tutto sconfitti.La lebbra, benché oggi sia perfettamente curabile, si sviluppa ancora in regioni povere e dove è carente la sanità di base in grado di prevenire il contagio e l’insorgere della malattia. Non a caso India e Brasile, che da soli rappresentano il 70 % dei casi di lebbra nel mondo, sono anche i due paesi che, dopo gli Stati Uniti, hanno più casi e decessi a causa del Covid-19.AIFO, da sessant’anni attiva nella cooperazione socio sanitaria nel mondo, ha imparato molto dalla lebbra, impegnandosi nella cura delle persone, nel promuovere la medicina di base, nel rafforzare le comunità affinché possano prendere in mano il proprio destino. L’obiettivo è l’inclusione sociale delle persone emarginate, anche a causa di una disabilità, o minacciate di violenze (ad esempio le donne, i gruppi minoritari o discriminati) attraverso pratiche economiche (come i gruppi di auto aiuto) e sociali (come l’educazione e la formazione professionale).Non a caso nei paesi dove è presente, con l’insorgere della pandemia, AIFO si è trovata subito in prima linea per fare informazione, per diffondere i mezzi di prevenzione e per sostenere materialmente le persone più fragili davanti allo sconvolgimento delle condizioni economiche provocate dalle misure per contenere i contagi.AIFO prosegue in questo modo il lavoro che l’ha vista impegnata in altre emergenze sanitarie, come l’Ebola, al sostegno della fondamentale sanità di base. AIFO gestisce in questo momento 52 progetti di aiuto sanitario. Ogni anno cura più di 320.000 ammalati, dei quali oltre 250.000 colpiti dalla lebbra. https://www.aifo.it/diffondi-in-rete-la-gml/

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Salute in carcere, poca attenzione al Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

“In questa pandemia, in cui si mettono in luce le varie emergenze con le categorie più a rischio, i provvedimenti da assumere con urgenza, le modalità di intervento delle istituzioni sanitarie, c’è un grande assente: la salute nelle carceri”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Tra le sacrosante vaccinazioni al personale sanitario, a quello docente, ai lavoratori esposti al contatto con il pubblico, agli ospiti e operatori delle Rsa, non sono stati mai citati i detenuti e le guardie carcerarie. Eppure il settore, costituendo una comunità chiusa, con soggetti ospiti per lo più fragili e molti anziani, dovrebbe essere in cima alla lista delle priorità. Così non è e la cosa ci sorprende moltissimo”. Il presidente si sofferma poi sui dati: “La nostra sollecitazione arriva a ragion veduta – incalza – in quanto dalle ultime rilevazioni del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, i casi di positività risultano essere 624 in tutta Italia, 587 dei quali asintomatici e 26 i ricoverati mentre tra gli operatori carcerari ci sarebbero 647 agenti contagiati, 64 dei quali sintomatici. Sessantuno i positivi fra il personale amministrativo e dirigenziale penitenziario. Ma quello che ci preoccupa maggiormente è il focolaio attivo nel carcere romano di Rebibbia Nuovo complesso, in cui risultano 23 positivi al coronavirus mentre in tutto il Lazio sarebbero una novantina. Che cosa si intende fare?”, continua Maritato. “Non abbiamo sentito una voce a tutela della salute nei penitenziari, che sono comunque una parte della nostra società, che non può essere esclusa”.

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Una corretta idratazione contribuisce a mantenere in salute i nostri occhi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2021

Sono numerosi gli effetti della disidratazione sulla salute e sullo stato generale di benessere e sono spesso facilmente collegabili a mal di testa, sonnolenza, crampi, vertigini o calcoli renali. Più insidiose sono però conseguenze della disidratazione meno comunemente associabili e che rischiano di compromettere funzioni assolutamente essenziali: i nostri occhi e la vista. La combinazione di disidratazione e scarsa lubrificazione si percepisce come secchezza agli occhi e produce sensazione di affaticamento visivo, ancor più forte quando si passano numerose ore davanti ad uno schermo per lavoro o nella guida notturna.Uno studio del 2015 ha voluto analizzare se non bere quantità sufficienti di acqua oltre ad alterare il nostro stato di idratazione potesse avere effetti anche sui nostri occhi e sulla funzione visiva. I risultati di questa ricerca hanno confermato che lo stato di idratazione del proprio corpo influisce ampiamente su una varietà di processi fisiopatologici oculari. Ad esempio, la disidratazione può essere associata allo sviluppo della sindrome dell’occhio secco, della cataratta e della malattia vascolare retinica.“Una corretta idratazione è importante per ogni singola cellula del nostro organismo. La disidratazione infatti colpisce ogni cellula, tessuto e organo del corpo e questo non esclude la salute degli occhi.” afferma la Dottoressa Elisabetta Bernardi, Biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino. “La salute degli occhi dipende infatti anche da un corretto equilibrio dei liquidi nel corpo. Senza acqua, i condotti lacrimali riducono la produzione di lacrime e gli occhi perdono la lubrificazione di cui hanno bisogno per funzionare correttamente.” Tenendo presente quindi che l’occhio è principalmente costituito da acqua e ha bisogno di quest’ultima per funzionare correttamente, una corretta idratazione è essenziale per garantire la salute degli occhi. Gli esperti suggeriscono un quantitativo di 8-10 bicchieri di acqua al giorno per mantenere il nostro organismo correttamente in funzione, non trascurando che un adeguato consumo di frutta e verdura può contribuire a raggiungere il fabbisogno giornaliero di acqua.

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MioDottore: l’oroscopo 2021 della salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2021

Per cominciare al meglio un nuovo anno è importante sapere di poter affrontare opportunità e sfide con energia e vitalità. Ma cosa riserverà il cielo del 2021 in ambito benessere ai segni dello zodiaco? MioDottore – piattaforma specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner – indica per ciascun segno zodiacale i punti di debolezza in termini di salute, suggerendo a cosa prestare attenzione. Ecco quindi i wellness tips per ogni segno astrale. Ariete. La sfera lavorativa si prospetta positiva e soddisfacente, progetti iniziati tempo fa prenderanno sempre più forma, ma l’impazienza nel raggiungere i risultati sperati potrebbe generare stress. L’istinto passionale che descrive l’Ariete, non va lasciato in panchina, è uno dei suoi marchi di fabbrica. Ritagliare dei momenti per fare sport e concentrarsi sul benessere fisico sono la chiave per stemperare fatiche e ossigenare la testa, punto dove si concertano più spesso i fastidi di questo segno, nello specifico: testa, occhi e denti. Toro. Si apre un ciclo di 12 mesi caratterizzato da mutamenti e qualche scossone, tendenzialmente poco apprezzati dal segno di terra che preferisce la concretezza della propria comfort zone. Niente panico, la tenacia del Toro fa invidia a tutti gli altri segni e sarà l’alleata vincente per contrastare un Giove che causa stress e stimola la fame nervosa. Parole d’ordine: organizzazione. Come solo i nati tra aprile e maggio sanno avere, coccole e monitoraggio dei propri punti deboli: gola, collo e polmoni. Gemelli. Comunicativo, socievole e affidabile, chi è nato sotto il segno dei Gemelli avrà moltissimi progetti da intraprendere. Bene però trovare sempre un momento da trascorrere all’aria aperta per ricaricare corpo e mente e ossigenare polmoni e apparato respiratorio, nota dolente di chi è nato sotto questa stella. Inoltre, è importante prestare attenzione al sistema nervoso: abolite quindi sregolatezze e tensioni, meglio fermarsi e riposarsi per non prosciugare tutte le energie. Cancro.L’anno appena iniziato ha le carte in regola per procedere a tutta velocità, questo segno d’acqua ha voglia di mettersi in gioco ed è alla ricerca di nuove esperienze. Ci sarà più voglia di muoversi, prendersi cura del proprio aspetto e praticare sport. Timidi, riservati e sognatori, spesso però la sensibilità mette a dura prova il sistema digerente e lo stomaco dei nati sotto questo segno. Rigenerarsi assieme agli affetti più cari è una buona soluzione, in fondo sono proprio loro il vero toccasana per i nati tra giugno e luglio. Leone.Il ruggito dei nati a luglio e agosto è noto a tutto lo zodiaco e il suo eco si espande anche nei prossimi 12 mesi, ma i generosi e teneri leoncini dovranno fare i conti con alcuni momenti di nervosismo, che si sa non giova particolarmente alla salute. Cuore, petto e schiena potrebbero creare qualche fastidio, ma la sicurezza e l’intuito dei Leoni nello scegliere la giusta strada da percorrere, li guideranno in un’annata che si prospetta costellata da piccoli e grandi successi. Vergine. Nei primi mesi dell’anno per la Vergine potrebbero verificarsi un abbassamento delle energie ed episodi di stanchezza. Il sistema nervoso e l’apparato digerente, un vero e proprio “secondo cervello”, sono i punti più delicati per questo segno secondo gli astri e dovranno ricevere maggiori attenzioni; ma la serietà e la razionalità che caratterizzano il segno, sapranno fornire i giusti input. Una corretta alimentazione riuscirà a far tornare la tempra e un sano esercizio fisico, anche solo semplici passeggiate, libereranno la mente dai pensieri negativi. Bilancia. Per i nati sotto questo segno, si apre un anno di riorganizzazione che potrebbe prevedere cambiamenti di alcuni equilibri consolidati. Il favore di Giove, consentirà di affrontare i problemi con ottimismo e spronerà a superare qualche alternanza tra periodi sereni e momenti di stress. Parola d’ordine per i nati tra settembre e ottobre sarà: fermarsi e ascoltarsi, per captare i segnali che il corpo invia loro. Reni e pelle sono tra le parti del corpo più vulnerabili e che potranno mettere i bastoni tra le ruote durante il nuovo anno. Scorpione.Enigmatici, intuitivi e tenaci, i nati sotto il segno dello scorpione non si lasciano spaventare tanto facilmente. Il 2021 sarà all’insegna del successo nel lavoro e con cupido a fare da sfondo, ma non poi così tanto. Si sa che si sta parlando comunque del segno più passionale dello zodiaco, eppure, sembra uno scherzo del destino, lo Scorpione è anche il più incline a soffrire di fastidi legati all’area genitale. Cautela dunque e un occhio di riguardo a vescica e organi riproduttivi e poi non li fermerà più nessuno. Sagittario. Carico e pieno di vitalità, l’arciere dello zodiaco è in fase di recupero e riuscirà a riprendere in mano i progetti lasciati in stand-by. Voglia di provare e sperimentare non riescono a tener fermi i nati tra novembre e dicembre. Il benessere fisico ha tutta l’aria di essere buono, ma bisogna ricordare che fegato e gambe talvolta creano dei rallentamenti, meglio allora impostare un buon programma alimentare senza eccessi e combinarlo all’attività fisica per raggiungere risultati sorprendenti. Capricorno.Per gran parte del nuovo anno, i pianeti – e nello specifico il rivoluzionario Urano – esorteranno gli introversi e metodici Capricorno a seguire maggiormente il proprio istinto, provando ad abbandonare la vecchia mentalità, qualche volta considerata troppo “rigida”. Non pare dunque stupire se l’apparato scheletrico, tra ossa e articolazioni, sia il punto debole di questo segno, che deve tenere monitorato e curare maggiormente ginocchia e denti. Acquario. Non amano costrizioni e regole troppo rigide, desiderano invece tracciare la propria strada in autonomia. Fondamentale è partire con il piede giusto, ma attenzione a caviglie e polpacci. Sono proprio queste le parti del corpo che fanno soffrire maggiormente gli spiriti liberi dello zodiaco. Giove nel segno aiuta a lanciare nuovi progetti e promette grande energia, ma attenzione alle esagerazioni: anche cuore e circolazione vanno tenute d’occhio. Pesci. Romantici e sensibili, i nati sotto il segno dei Pesci vivranno un 2021 all’insegna della riflessione e del benessere psico-emotivo, e ritroveranno un po’ di tempo per se stessi. Lavoro, amore e amicizie si inquadrano in un disegno più ampio volto a far riaffiorare la propria reale natura e a cogliere l’essenziale. Si apre quindi un percorso nuovo per il quale è bene essere preparati: importante quindi coccolare i piedi, punto debole segnalato dalle stelle, per prepararli al “nuovo cammino”.

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Le varianti del Cov-19 che possono costituire un rischio per la salute umana

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2021

A partire dalla fine del mese di settembre si è diffusa nel sud-est della Gran Bretagna una nuova variante del virus denominata VUI-202012/01 o B.1.1.7, che ha causato allarme e indotto il governo inglese ad assumere significative misure di contenimento nell’area, dove questa nuova variante si è diffusa in misura notevole sino a rappresentare a dicembre oltre il 50% dei nuovi casi, e dove in contemporanea l’incidenza dei casi positivi è aumentata in maniera significativa. Secondo un modello matematico elaborato dalla London School of Hygyene and Tropical Medicine, questa nuova variante sarebbe tra il 50% e il 74% più trasmissibile rispetto agli altri ceppi più diffusi. Sempre nel mese di dicembre, il Sudafrica ha segnalato un’altra variante della SARS-CoV-2, designata come 501.V2, anch’essa potenzialmente preoccupante. Questa variante è stata osservata per la prima volta in campioni prelevati nel mese di ottobre, e da allora più di 300 casi con la variante 501.V2 sono stati confermati dal sequenziamento del genoma virale in Sud Africa, dove è diventata la forma dominante del virus e dove, secondo analisi preliminari, anche questa variante avrebbe una maggiore trasmissibilità. Alcuni ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che varianti come la B.1.1.7 possano essersi originate da pazienti immunocompromessi con un’infezione di lunga durata11, che permetterebbero al virus di evolversi più a lungo all’interno dell’ospite umano. Un recente studio ha analizzato il caso di un paziente oncologico trattato con un farmaco che riduce la produzione di linfociti B, deceduto 101 giorni dopo aver contratto l’infezione. Per i primi due mesi dall’infezione il virus si è replicato senza significative mutazioni. Dopo un ciclo di trattamento con plasma di convalescente, tuttavia, il virus ha sviluppato significative mutazioni, una delle quali è presente anche nella variante “inglese” B.1.1.7. In una corrispondenza alla rivista New England Journal of Medicine13 è documentato un caso simile, un paziente immunocompromesso deceduto dopo 154 giorni dall’infezione, che durante il decorso clinico è stato trattato tra l’altro con corticosteroidi, idrossiclorochina, remdesivir, immunoglobuline per endovena e un cocktail sperimentale di anticorpi monoclonali. L’analisi filogenetica dei campioni prelevati al paziente ha evidenziato una evoluzione accelerata del virus, con la maggior parte delle mutazioni intervenute nella proteina spike, alcune delle quali presenti anche nella variante B.1.1.7. Una terza case history14, riguardante una paziente oncologica che ha risolto l’infezione dopo 105 giorni, ha confermato la presenza di numerose variazioni genetiche sviluppate all’interno dell’ospite umano tra due isolamenti virali effettuati al giorno 49 e al giorno 70 dell’infezione, prima che il paziente ricevesse due infusioni di plasma di convalescente.(fonte: Istituto Nazionale Malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS – Roma a cura di Salvatore Curiale)

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“Enfasi sul tema della sostenibilità: il Covid-19 evidenzia l’importanza di salute e benessere”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

A cura di Pauline Grange, Gestore azioni globali di Columbia Threadneedle Investments. Alla luce dei rapporti che collegano la gravità del Covid-19 con l’obesità, non sorprende che molte persone stiano cercando di mantenersi in salute. Questi studi non hanno solo incentivato gli individui ad agire, ma probabilmente sproneranno anche i governi ad adottare strategie più proattive per combattere l’obesità e ridurre l’incidenza dei fattori di rischio per le malattie non trasmissibili (MNT), come ad esempio il diabete.Non solo le MNT sono correlate ai casi più gravi di Covid-19, ma rappresentano anche un onere crescente per i sistemi sanitari statali.In effetti, la nostra conoscenza dei sistemi sanitari è cresciuta significativamente nell’ultimo decennio. Uno studio pubblicato su Lancet a giugno 2018 ha rivelato che, com’era prevedibile, c’è una forte correlazione positiva tra la salute della popolazione e la spesa sanitaria pro capite. Tuttavia, ci sono diverse eccezioni degne di nota. Ad esempio, la spesa pro capite per l’assistenza sanitaria della Finlandia, che si colloca al sesto posto in termini di accesso e qualità del servizio, e dell’Italia (al nono sposto) è inferiore rispetto a quella Regno Unito (al 23° posto), nonostante i primi due paesi abbiano un punteggio più alto; gli Stati Uniti invece, che registrano la più alta spesa sanitaria pro capite al mondo, si collocano solo al 29° posto. Queste anomalie riscontrate in alcuni dei paesi più ricchi sono imputabili alle differenze culturali.Più del 70% degli americani è in sovrappeso o soffre di obesità, e la prevalenza dell’obesità grave è aumentata negli ultimi due decenni. La situazione non è molto diversa nel Regno Unito, dove il 67% degli uomini e il 60% delle donne sono considerati in sovrappeso.Gli alti tassi di obesità sono uno dei principali problemi di salute pubblica e anche una delle determinanti di malattie croniche legate alla dieta, come le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e alcuni tipi di cancro. Attualmente sei americani su 10 soffrono di una patologia cronica e quattro su 10 accusano due o più malattie croniche. La prevalenza di queste patologie croniche dipende da vari fattori, tra i quali spiccano le abitudini alimentari scorrette e la mancanza di attività fisica.Nel Regno Unito è ormai ampiamente riconosciuto che i più alti livelli di obesità contribuiscono al fatto che il paese evidenzi il più elevato tasso di mortalità da Covid-19 in Europa. Man mano che i governi si renderanno conto che i fattori culturali e legati allo stile di vita stanno più che annullando gli eventuali benefici incrementali legati alla spesa sanitaria pro capite supplementare, potremmo assistere a un cambiamento delle politiche volto a considerare queste aree, in particolare nell’ambito della crisi attuale.L’alimentazione è uno dei metodi più semplici di cui dispongono i governi per influenzare la salute pubblica e l’incidenza dell’obesità. In futuro, i cibi e le bevande meno salutari saranno probabilmente soggetti a crescenti restrizioni in termini di pubblicità, a tasse sullo zucchero e a maggiori avvertenze sulle etichette dei prodotti. È più probabile che tali misure verranno adottate nei paesi caratterizzati da una maggiore incidenza del diabete, un bilancio più grave legato al Covid-19 e sistemi sanitari pubblici più estesi.Il Regno Unito rappresenta un esempio recente al riguardo. A luglio Boris Johnson ha adottato una posizione più proattiva sull’obesità dopo aver contratto lui stesso il Covid-19. Le nuove misure proposte comprendono: il divieto di pubblicizzare gli alimenti ad alto contenuto di grassi, zucchero e sale in TV e su internet prima delle 21:00; la cancellazione delle promozioni di tipo “1+1 gratis” sugli alimenti poco salutari ad alto contenuto di sale, zucchero e grassi; l’indicazione delle calorie sui menù al fine di aiutare le persone ad effettuare scelte più sane quando mangiano fuori; e l’obbligo di segnalare le “calorie liquide” nascoste per le bevande alcoliche. Infine, una campagna aiuterà le persone a perdere peso, a mantenersi attive e a mangiare meglio.Uno stile di vita più attivo rappresenta anche uno strumento cruciale per combattere la crisi dell’obesità in tutto il mondo. L’Organizzazione mondiale della sanità afferma che la carenza di attività fisica è uno dei principali fattori di rischio di mortalità a livello mondiale. Le campagne governative per aiutare le persone a perdere peso e a fare attività potrebbero rivelarsi fondamentali per invertire queste tendenze. Anche le società di abbigliamento sportivo come Adidas (una posizione nella nostra strategia) promuovono uno stile di vita più sano tramite le loro campagne di marketing e di sostegno alla comunità, ricavando al tempo stesso un beneficio economico.La strategia Global Sustainable Outcomes evita attivamente le società i cui prodotti e servizi alimentano la crisi dell’obesità e della salute, come le aziende produttrici di alcolici e i fast-food, dando invece la priorità alle imprese di beni di consumo i cui prodotti contribuiscono a una dieta e a uno stile di vita più sani. Se le politiche governative si dimostreranno efficaci, riteniamo che le società con un profilo migliore dal punto di vista sanitario risulteranno avvantaggiate, mentre quelle con portafogli meno salutari dovranno affrontare sfide e costi maggiori in futuro.

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Salute, boom di infiammazioni polmonari dovute al Covid

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

L’emergenza sanitaria legata al Covid ha nuovamente posto i riflettori sulle infezioni polmonari, una delle patologie più frequenti causate dall’innesto di virus e batteri, in grado di arrecare danni spesso permanenti alle vie respiratorie. Uno scenario allarmante ingigantito proprio dall’epidemia in corso: basti pensare che secondo una recente ricerca del Columbia Asia Hospital pubblicata su The Hindu, i casi di polmonite acuta dovuti al Covid sono aumentati dell’80% rispetto allo scorso anno. Un quadro condiviso anche in Italia dove, secondo un report dell’Istituto Superiore di Sanità che ha indagato su oltre 5mila decessi legati al Covid, è stato riscontrato come l’80,5% del totale presentasse sintomi di infezioni polmonari. Ma quale può essere, secondo gli esperti, un valido rimedio nella riabilitazione da polmonite? Una recente indagine condotta dai ricercatori Michael R. Hamblin, Principal Investigator al Wellman Center for Photomedicine del Massachusetts General Hospital, e Reza Fekrazad, capo del Lasers Research Center in Medical Sciences alla AJA University of Medical Science di Theran, pubblicata sulla National Library of Medicine, ha evidenziato come la fotobiomodulazione prodotta dalla laserterapia, in particolar modo le lunghezze d’onda nel range 650mm – 830mm a emissione continua, generi effetti ottimali sul recupero da infezioni polmonari e sia una possibile soluzione per prevenirle. Tra i benefici indotti dalla laserterapia vanno annoverati la riduzione dell’edema polmonare e dell’afflusso di neutrofili, la rigenerazione dei tessuti e una migliore ossigenazione per tutti gli organi correlati. “Le evidenze scientifiche citate nell’articolo hanno avvalorato l’efficacia degli effetti di modulazione della risposta di infiammatoria e di biostimolazione per conto della laserterapia – ha spiegato il dott. Ingmar Angeletti, fisioterapista presso il Rihabilita Medical Center di Alzano Lombardo (BG) – In particolare si è resa fondamentale in alcuni nostri pazienti con nevriti post Covid e lesioni dello SPE (sciatico popliteo esterno) a seguito di stress traumatici durante le fasi di allettamento nei reparti di terapia intensiva. Sono stati trattati con la Theal Therapy e con le due lunghezze d’onda citate, con modalità stocastica e antinfiammatoria, utilizzando un controllo termico a 36 gradi e ottenendo significative riduzioni del dolore neuropatico. Inoltre mi auguro, considerando la recente ricerca pubblicata sulla National Library of Medicine, che Theal Therapy possa diventare lo standard operativo dei protocolli ospedalieri per la modulazione della risposta infiammatoria”. Ma l’infiammazione polmonare non è la sola problematica più diffusa tra i pazienti ricoverati di Covid e che finiscono in terapia intensiva. Secondo una ricerca americana pubblicata dalla World Health Organization su Science Daily al primo posto vi è la perdita dell’olfatto e del gusto che provoca nel 65% dei pazienti uno stato confusionale e un senso di disorientamento. A seguire vi sono le lesioni da pressione che interessano cute e tessuti sottostanti, dovute alla pressione esercitata dalle intubazioni, come naso, fronte e zone sacrali, e il deficit del sistema nervoso periferico e centrale. I “guariti” mostrano anche segni di astenia, problematiche muscolo-scheletriche e sintomi da disturbo neuropsicologico. Per questo motivo diventa fondamentale un processo di riabilitazione attento e graduale che possa consentire il pieno recupero funzionale.

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Regole sui fitofarmaci e pericoli per la salute

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Le norme in vigore non riescono a tutelare fino in fondo la qualità degli alimenti che consumiamo ogni giorno, mettendo a rischio l’ambiente e la salute – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La conferma arriva dal dossier ‘Stop Pesticidi’ di Legambiente, che ha trovato residui di pesticidi in quasi la metà dei campioni analizzati. Più in particolare, almeno un residuo è stato identificato in oltre il 70% della frutta, con picchi dell’89,2% nell`uva da tavola, dell`85,9% nelle pere e dell`83,5% delle pesche. Nel complesso, i campioni fuori norma non superano l’1,2%, ma è inevitabile notare che ben il 46,8% di quelli regolari presenta uno o più residui.Anche prodotti considerati salutari come quelli ortofrutticoli devono scontare il prezzo di un’agricoltura che non riesce a fare a meno di un massiccio utilizzo di pesticidi e fitofarmaci. Sostanze che inevitabilmente finiscono nei nostri piatti – continua Tiso. Se da una parte cresce la domanda di cibo biologico, dall’altra queste analisi rivelano che il sistema agricolo non è ancora in grado di fare il salto di qualità per soddisfarla. Per questo è compito del Governo e dell’Europa incentivare metodi di produzione biologici che rendano la riconversione conveniente.Le future regole sui fitofarmaci saranno decisive ai fini della transizione verde dell’agricoltura europea. Non può esserci vera svolta senza una loro sostanziale riduzione e il divieto di quelli più nocivi. Un segnale positivo è arrivato in questi giorni dalla Commissione europea, che ha messo al bando il Mancozeb. Molto però resta da fare per invertire la rotta, in particolare dopo che il voto del Parlamento europeo sulla nuova Pac ha posto una seria ipoteca sul Green Deal annunciato dalla Commissione.

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“La salute non doveva essere al primo posto?”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

È con questo slogan che le Mascherine Tricolori hanno duramente contestato il Governo, reo di voler relegare la sanità all’ultimo posto tra le voci di finanziamento del Recovery Plan. La protesta ha toccato oltre 100 città italiane con striscioni affissi davanti ai principali ospedali e ha coinvolto decine di medici e personale sanitario al grido di “la sanità al primo posto”.“Per mesi abbiamo assistito a martellanti proclami del Governo sulla necessità di rinforzare il sistema ospedaliero, aumentando i posti in terapia intensiva ed investendo nell’organico del personale medico-sanitario, per scongiurare una seconda ondata Covid. Annunci rimasti vuoti proclami persi tra banchi a rotelle arrivati a scuole già chiuse, casse integrazione ancora da percepire e bonus monopattini”.”Ora scopriamo che la bozza del Recovery Plan prevede per la sanità solo 9 miliardi dei 193 miliardi messi a disposizione tra sovvenzioni e prestiti alle UE, relegandola incredibilmente all’ultimo posto dietro a voci come “transizione ecologica” e “parità di genere” che sicuramente poco hanno a che fare con l’emergenza economico e sociale attuale. “Uno schiaffo a tutti coloro che in questi mesi sono stati in prima linea nelle strutture ospedaliere e di assistenza e un’assurda marcia indietro di un esecutivo che da mesi utilizza l’espressione “emergenza sanitaria” per governare a colpi di DCPM privando i cittadini di libertà fondamentali e portando, grazie a scelte scellerate, la nostra economia ogni di giorno di più vicina al baratro”.“Una mossa, infine, che lascia intendere l’utilizzo del “Mes sanitario”, ovvero l’ennesimo attacco da parte delle istituzioni europee alla sovranità nazionale, le quali in maniera più stringente potranno decidere e influenzare una politica di spesa italiana già fortemente vincolata agli assurdi trattati europei”.

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“L’Italia fa scuola”: 8 proposte operative per una scuola in salute

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

Le 8 proposte in sintesi: Promuovere un’ottimale qualità dell’aria in aula è fondamentale per garantire il pieno benessere psico-fisico, dimostrando effetti positivi anche sul rendimento scolastico degli alunni. L’attenzione alla qualità dell’aria è tanto più cruciale nel corso dell’emergenza Covid-19 per il proseguimento o la ripresa dell’anno scolastico e va garantita con l’installazione dei sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) con filtrazione dell’aria in entrata, scientificamente validati. La VMC è eventualmente associabile (ma non sostituibile) all’utilizzo di purificatori d’aria certificati in grado di filtrare particelle sino a 0,1 micron. Adottare protocolli e misure per il monitoraggio della qualità dell’aria in ogni scuola, prevedendo la figura di un responsabile ad hoc come già avviene negli USA. Gli insegnanti e il personale scolastico dovrebbero essere informati che una scadente qualità dell’aria ha un impatto sia sulla salute degli alunni che sul loro rendimento scolastico. Adottare norme più restrittive, rispetto a quelle attualmente vigenti, per evitare il sovraffollamento delle classi senza consentire deroghe (nemmeno in base alla metratura delle aule), a partire dal rendere stabile lo sdoppiamento delle classi attuato durante l’emergenza Covid-19, non limitandolo al solo anno scolastico in corso. Idealmente non dovrebbe essere mai superato, anche per le indubbie positive ricadute pedagogiche, il numero massimo di 20 studenti per classe, da ridurre ulteriormente in caso siano presenti uno o più alunni con gravi disabilità. Ottimizzare gli orari di ingresso/uscita e adeguare il tempo scuola. Nelle Regioni in cui le attività scolastiche in presenza proseguono col conseguente obbligo di indossare le mascherine da parte dei bambini di 6-12 anni, si prenda in considerazione la riduzione del tempo scuola a 45 minuti per il computo di ogni ora di lezione, come già previsto per la didattica a distanza (per impedire uno sforzo prolungato degli alunni davanti agli schermi), dedicando gli ultimi 15 minuti a garantire un adeguato ricambio d’aria, laddove la scuola fosse ancora sprovvista di sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata e/o di purificazione dell’aria. Affrontare il problema del sovraffollamento dei trasporti pubblici, legato allo spostamento dei pendolari per motivi di lavoro e degli studenti. Uno studio condotto a Wuhan ha dimostrato come la presenza di viaggiatori positivi al SARS-COV2 sugli autobus possa tradursi in un incremento del rischio di ben 11 volte rispetto a un autobus senza positivi, evidenziando al contempo che la probabilità di contagio non è influenzata dalla vicinanza ai soggetti infetti ma da variabili legate ai flussi di ventilazione che si creano all’interno dell’autobus. È ragionevole pensare a soluzioni che possano coinvolgere il settore privato per affrontare il problema del sovraffollamento dei trasporti pubblici, mobilitando dalle autorimesse, in cui sono fermi, i circa 23.000 autobus da noleggio (secondo il censimento dell’ANAV) che il blocco della mobilità turistica ha quasi del tutto lasciato inutilizzati, da integrare eventualmente col parco autobus militare. Prevedere, come in ogni comparto lavorativo, l’esecuzione e la ripetizione ogni 15 giorni dei Test rapidi più affidabili a nostra disposizione, che a oggi sembrano essere i tamponi antigenici rapidi, senza escludere le potenzialità dei più maneggevoli test salivari (soprattutto nei bambini). Nel comparto scuola questa attività cadenzata di test rapidi dovrebbe riguardare tutto il personale docente e non ma anche gli studenti. Idealmente, ogni 15 giorni tutti i docenti e gli alunni dovrebbero essere ritestati, istituendo un presidio sanitario in ogni scuola, anche con l’aiuto della sanità militare e del volontariato sociale del settore o anche avvalendosi di servizi privati. La salubrità delle scuole deve diventare questione prioritaria. Gli edifici scolastici dovrebbero essere circondati da spazi verdi e alberi ove possibile, al fine di creare una “barriera verde” nei confronti delle fonti esterne di inquinanti. Inoltre, piante specificamente in grado di assorbire diversi contaminanti interni (es. formaldeide, toluene, benzo-a-pirene, ecc.) potrebbero essere posizionate nelle aule agendo come filtri naturali, al fine di migliorare la qualità dell’aria. Implementare percorsi di formazione per docenti nell’ambito della pedagogia della salute e innovazione didattica. Per essere efficaci, gli interventi di prevenzione devono aumentare la motivazione degli studenti verso un’interiorizzazione personale delle conoscenze in tema di salute e sviluppare nei giovani un pensiero critico sulle conseguenze dannose dei comportamenti a rischio più comuni. Gli educatori dovrebbero ricevere una formazione adeguata sui determinanti sociali e ambientali della salute e sulle metodologie didattiche partecipative che consentano loro di coinvolgere gli studenti a impegnarsi nell’adottare stili di vita sani (apprendimento cooperativo, giochi di ruolo e tutte le altre metodologie didattiche sono ben descritte nelle “Indicazioni Nazionali per la Scuola del primo e secondo ciclo” emanate dal MIUR).

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