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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘salute’

Dalla Legge di Bilancio regali al calcio e calci alla salute pubblica!

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2022

In una Legge di Bilancio disastrosa, che dileggia i poveri ma salva le società milionarie di calcio, punisce i lavoratori dipendenti ma avvantaggia gli evasori, non poteva mancare l’ennesimo e ulteriore attacco alla salute pubblica.Dei 2,2 miliardi previsti nella manovra per la Sanità, ben più della metà serviranno a compensare il caro bollette e il carovita, lasciando poche centinaia di milioni agli interventi strutturali che dovrebbero comprendere anche il recupero delle liste d’attesa di quei milioni di prestazioni perse a causa della pandemia.Il neoministro della Salute Schillaci, quello per cui “la salute non è né di destra né di sinistra” (in effetti non è mai stata tutelata né da destra né da sinistra, considerati i 37 miliardi di tagli dal 2010 al 2020 e la crescita di oltre 2 miliardi di spese direttamente a carico dei cittadini che possono permetterselo solo nel 2019/2021), si era impegnato a sostenere due emendamenti alla Legge di Bilancio che però non risultano essere mai pervenuti alla discussione. Chissà, magari in ossequio al detto che il miglior servitore è quello che anticipa i desideri del padrone.Il primo prevedeva 10 milioni di spesa nel 2023 e altrettanti nel 2024 per la prevenzione dei tumori ed il potenziamento di diagnosi, cura e assistenza ai malati oncologici. Sicuramente pochi, a fronte dell’allarmante incremento delle diagnosi oncologiche seguite all’assenza di screening del periodo pandemico, ma comunque un passo verso la giusta direzione.Non averlo neanche portato in discussione non è solo un pessimo segnale del ruolo marginale ricoperto dal Ministero della Salute in questo governo, ma è ingiustificabile e persino immorale per chi ha esordito al grido di “basta parlare di Covid, ci sono emergenze più importanti, per esempio i tumori”. Appunto.Il secondo emendamento annunciato dal Ministro e mai depositato, anticipava a gennaio 2023 (dal 2024) l’indennità di Pronto soccorso per gli Operatori sanitari. Poco, in termini economici, sia per arginare gli stipendi più bassi d’Europa e un rinnovo del contratto (già scaduto) che non ha recuperato nemmeno il costo reale dell’inflazione (figuriamoci il caro bollette!) sia per arrestare la fuga dai Pronto Soccorso e dalle scuole di specializzazione. Però rappresentava almeno un riconoscimento delle condizioni e dei carichi di lavoro proibitivi a cui è sottoposto il personale sanitario d’emergenza. Senza il quale non solo i Pronto Soccorso si spopoleranno, producendo un enorme danno alla qualità delle cure successive e quindi allo stato di salute complessivo, ma con l’aggiunta della beffa di dover assoldare personale sanitario a gettone dalle cooperative con costi esorbitanti per le casse dello Stato, visto che una giornata a partita IVA costa quanto un mese da dipendente! Su ambedue gli emendamenti fantasma il ministro si era speso parecchio, a parole, e noi abbiamo preferito attendere la prova dei fatti prima di esprimere giudizi sul suo operato, sebbene il profilo delle dichiarazioni non lasciasse intravedere un grande orizzonte per la Sanità pubblica in un Paese dove circa 6 milioni di cittadini sono costretti a rinunciare alle cure. Se il buongiorno del Ministro è questo c’è poco da stare allegri e tanto da lottare, per conquistare una Sanità pubblica degna di questo nome.

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Vino, Cirielli: “Bene Europa su vino e salute”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2022

“La notizia che la Commissione europea ha escluso il vino, i salumi e le carni rosse dall’elenco dei prodotti dannosi per la salute è un elemento che ridà fiducia a un settore trainante dell’economia italiana, in ripresa dopo lo tsunami Covid-19 che aveva messo in grande difficoltà soprattutto le piccole cantine che afferiscono al segmento commerciale della ristorazione”. Lo ha dichiarato l’on. Edmondo Cirielli, viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. “La decisione della Commissione europea, sostenuta dal ministro Lollobrigida, che a tutela del made in Italy potrà riconfermare i programmi di promozione internazionale anche per il 2023, favorirà una politica di espansione del mercato del vino italiano soprattutto nei paesi terzi dove le sedi diplomatiche e le istituzioni governative potranno dare un concreto supporto”, precisa Cirielli. “Sarà necessario infine porre l’attenzione sulle prossime valutazioni dell’Oms, attraverso accurati rapporti di ricerca scientifica, per impedire che, per favorire altre bevande prodotte altrove, il moderato consumo di vino possa essere considerato non in linea con le buone pratiche salutistiche”, conclude il viceministro.

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“Come aiutare la salute del suolo?

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Erosione, salinizzazione, desertificazione, contaminazione, diminuzione delle rese agricole. Sono tanti i fattori che causano il degrado del suolo. Alla base dei vari fenomeni c’è la perdita di sostanza organica: quell’insieme di composti presenti nei terreni, di origine sia animale sia vegetale, che permettono al suolo di garantire i propri servizi ecosistemici. Tanto preziosa, eppure in continuo preoccupante calo. Già oggi, in Europa circa un quarto dei terreni ha un contenuto in sostanza organica sotto la soglia che consente il corretto funzionamento del sistema suolo-pianta. Invertire la tendenza è necessario, tanto che la stessa Ue ha dedicato a questo obiettivo una delle proprie “missioni”. Ma che cosa possono fare i cittadini per aiutare a raggiungere questo traguardo? La base potenziale dalla quale partire per ottenere il compost è ampia. “Dobbiamo sempre ricordare che i rifiuti organici e gli altri materiali compostabili rappresentano il 40% del totale di tutti i rifiuti prodotti nelle nostre case. Questa componente così rilevante dei rifiuti può essere trattata senza problemi all’interno degli oltre 350 impianti di compostaggio e di digestione anaerobica italiani. Una vera eccellenza a livello europeo” sottolinea Lella Miccolis, presidente del CIC.Dal consorzio BIOREPACK ricordano inoltre come proprio l’uso dei sacchetti e degli altri imballaggi flessibili e rigidi in bioplastica garantisca la possibilità di aumentare qualità e quantità della FORSU e, di conseguenza, del compost prodotto. Il consiglio degli addetti ai lavori è chiaro: nell’organico devono essere conferiti unicamente scarti di alimenti sia vegetali sia animali, ma anche sfalci di potatura. E con essi devono finire anche gli imballaggi realizzati in materiale compostabile. Sacchetti, piatti, bicchieri, stoviglie e anche le capsule per bevande. Tutti questi manufatti sono ottenuti da biopolimeri compostabili ma anche da fonti vegetali come polpa e fibra di cellulosa. I risultati ottenuti a livello italiano sono già importanti ma i margini di crescita sono ancora ampi soprattutto per quanto riguarda la qualità dei rifiuti organici raccolti. “Ricordiamo che oggi in Italia vengono trattate 7 milioni di tonnellate annue di rifiuti organici” ricorda Miccolis. Quantità che permettono di produrre già oggi oltre 2 milioni di tonnellate di compost che possono crescere realisticamente di un altro 20-30% quando tutto il territorio sarà coperto dalla raccolta della frazione umida. “Allo stesso tempo – conclude Massimo Centemero, direttore CIC – restituire alla terra ogni anno 2 milioni di tonnellate di compost, significa dare al suolo la capacità di sequestrare 211.000 tonnellate di CO2 equivalente, che corrispondono alla CO2 emessa da 26 miliardi di ricariche di uno smartphone o da 853 milioni di km percorsi in macchina. Se il potenziale massimo di 10,5 milioni di tonnellate di rifiuti organici venisse riciclato, queste stime potrebbero essere portate a 304.000 tonnellate di CO2 equivalente”. (abstract by BIOREPACK)

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Salute dei minori e digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2022

Il corretto utilizzo del web da parte dei minori è un tema importante e di salute. Le associazioni di pediatri ACP, FIMP e SIP in collaborazione con Fondazione Carolina e Meta presentano i risultati di un’indagine sul rapporto con il digitale all’interno delle famiglie con figli di età compresa tra 0 e 15 anni. Ne emerge un dato estremamente rilevante: nella fascia 0-2 anni il 72% delle famiglie ammette di utilizzare social e chat durante i pasti dei propri figli, mentre il 26% lascia che i bambini utilizzino i device in completa autonomia. Un pool di medici pediatri volontari ha coinvolto circa 800 famiglie a livello nazionale con un questionario anonimo sulle abitudini e i comportamenti online. Lo studio rientra nel progetto “Connessioni delicate” che ha l’obiettivo di sensibilizzare i genitori rispetto all’utilizzo dei dispositivi digitali con i bambini e di promuovere buone pratiche grazie alla guida attenta dei medici pediatri. Partner dell’iniziativa sono Meta e Fondazione Carolina che hanno supportato le famiglie affinché il questionario fosse sia un’occasione di confronto con il pediatra, sia di approfondimento delle dinamiche digitali grazie al materiale gratuito fornito online.Un Comitato Scientifico del progetto, composto da due professionisti per ogni ente coinvolto, ha elaborato la base scientifica necessaria all’avvio dell’iniziativa e coinvolto i pediatri che hanno aderito alla fase pilota, da luglio a novembre. Dal questionario proposto risulta scarsa consapevolezza da parte delle famiglie e una condizione di solitudine nei bambini: il 26% dei genitori permette che i propri figli utilizzino i device in autonomia tra 0 e 2 anni, percentuale che sale al 62% per la fascia 3-5 anni, all’82% a nella fascia 6-10 anni e al 95% tra gli 11 e i 15 anni. Qual è quindi l’età sotto la quale è sconsigliato l’uso della tecnologia? Per quante ore bambini e ragazzi possono essere esposti agli schermi? Circa la metà delle famiglie coinvolte non sa rispondere, né conosce l’opinione della comunità medico-scientifica a riguardo. Il progetto pilota ha permesso di redigere la prima bozza di “Bilancio di salute digitale”: un documento prezioso nell’ottica dell’ampliamento dell’iniziativa a livello nazionale entro la prossima primavera.

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Scuola: Meloni e Valditara esaltano l’abnegazione dei docenti garantendo salari e tutele

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2022

Secondo Meloni bisognerà “lavorare sulla formazione scolastica, per lo più affidata all’abnegazione e al talento dei nostri insegnanti, spesso lasciati soli a nuotare in un mare di carenze strutturali, tecnologiche, motivazionali. Garantire salari e tutele decenti, borse di studio per i meritevoli, favorire la cultura di impresa e il prestito d’onore”. Il ministro Valditara ha detto che lavorerà per elevare “il valore dell’istruzione, a partire dal rispetto per i docenti: è al centro del mio impegno, che porterò avanti in un ascolto costante e in un confronto costruttivo con i protagonisti del sistema che la scuola la vivono tutti i giorni, nell’esclusivo interesse degli studenti e delle loro famiglie. Favorire il merito significa dare alle scuole infrastrutture e dotazioni di qualità, valorizzare gli operatori scolastici, sintonizzarsi con il mondo del lavoro, agire sulle competenze, fornire gli strumenti per sviluppare un percorso di crescita individuale e collettivo”, ha concluso il nuovo ministro. Secondo il presidente nazionale Anief, “nei prossimi giorni occorrerà entrare nel merito di quelle che al momento risultano delle promesse vaghe tutte ancora da definire. Se il premier e il ministro dell’Istruzione intendono valorizzare un milione e mezzo di lavoratori della scuola affrontando con i tanti dossier aperti per decidere assieme a sindacati e parti sociali quali sono i primi provvedimenti da prendere, allora ben venga il Governo Meloni. Se, invece, si intende proseguire continuando a camminare sul solco degli ultimi governi, senza trovare altri miliardi per il rinnovo del contratto collettivo nazionale scaduto da 46 mesi, con l’inflazione 10 punti sopra, senza rivedere le regole organizzative e che bloccano le carriere, allora non ci siamo proprio. Se non si vuole prendere in considerazione il problema della mancata conferma dell’organico aggiuntivo, del precariato sine die, della mobilità bloccata dai vincoli, della mancata parità di diritti dei precari rispetto a chi è di ruolo, allora la mobilitazione in atto si trasformerà in forme di protesta sempre maggiori. Fino allo sciopero generale. È bene che il Governo lo sappia da subito”, conclude Pacifico.

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Nasce ‘Fare Salute’

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2022

‘Fare Salute’, l’accordo Sumai-Università Cattolica per distribuire sapere e migliorare continuamente la qualità della formazione medico specialistica, è stato presentato questa mattina nell’ambito del Congresso nazionale del Sumai Assoprof, dal titolo ‘Pnrr, Missione 6, specialista dove sei?’, in corso di svolgimento a Roma.Obiettivo del progetto, realizzato attraverso dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems), è avviare una collaborazione istituzionale al fine di implementare i propri ambiti funzionali finalizzata al conseguimento della missione dei due enti con l’obiettivo di realizzare una ‘Academy della Professione Medica Specialistica’. Un’accademia che, per il direttore di Altems, Americo Cicchetti, serva a fare “strategia, formazione, competenze, scambio e rete e di esperienze. Un’accademia per fare sanità andando a sviluppare i comportamenti che servono per distribuire sapere e migliorare continuamente la qualità”. “E’ la prima volta- ha aggiunto Cicchetti- che l’Università Cattolica fa un accordo di questo genere. È una cosa di cui abbiamo discusso al nostro interno perchè si tratta di un impegno vero che anche noi, come Università, ci stiamo prendendo, un impegno di collaborazione importante con un’organizzazione altrettanto importante come il Sumai”. “Quando abbiamo cominciato a ragionare di questa opportunità- ha poi precisato Cicchetti- abbiamo identificato alcuni obiettivi e li abbiamo condivisi con i nostri vertici. Ora, sia noi che il Sumai, ci stiamo impegnando in un percorso importante e in un investimento, perchè abbiamo visto una possibilità di fare sinergia”. Poi una precisazione. “L’Università ha cento anni e anche se c’è scritto ‘università Cattolica del Sacro Cuore’ non siamo una Università religiosa, non è del Vaticano come qualcuno pensa. Fu fondata da un medico, in realtà, un frate appassionato di medicina e che 40 anni dopo la fondazione riuscì ad avere uno spazio qui a Roma per costruire un grande ospedale”. “In realtà- ha poi detto il direttore di Altems- la nostra Università nasce a Milano, sede della gran parte delle facoltà. Qui a Roma siamo caratterizzati dalla presenza delle facoltà di medicina e di economia e questa scuola nasce 12 anni fa, anche se ha una storia molto più lunga”. (fonte: newsletter.dire.it)

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Stato di salute delle banche italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2022

In questi ultimi mesi sono continuate numerose fusioni tra istituti di credito nel sistema bancario italiano, in particolare quelli più piccoli, che hanno dato vita a nuove entità di dimensioni maggiori. Di recente la Banca centrale europea ha sollecitato le banche europee a limitare lo stacco di dividendi e la corresponsione di bonus. Il monito della Bce parte dalla considerazione che la guerra in Ucraina porrebbe portare a uno shock macroeconomico e, per farvi fronte, le banche devono essere in più possibile in salute e ben patrimonializzate.Per valutare qual è stato l’impatto dei primi mesi del conflitto sui bilanci delle banche italiane, e come si presentano equipaggiate di fronte alle inevitabili difficoltà che ci aspettano nei prossimi mesi, Altroconsumo ha svolto un’indagine prendendo in considerazione gli ultimi risultati disponibili a fine settembre, liberamente consultabili sul sito delle banche medesime. Molte, oltre al bilancio del 2021, hanno già pubblicato anche i dati semestrali e questo ha permesso di valutare se il conflitto ha inciso in modo significativo sui bilanci delle banche italiane. Dall’indagine emerge che, per il momento, molti istituti di credito italiano si siano comportati con prudenza e abbiano usato i mesi passati per rafforzare la propria solidità in vista delle prossime sfide future.In sintesi, il dato che emerge con maggior chiarezza è l’aumento del numero di banche nella fascia alta della classifica, quelle a 5 stelle, che passano da 63 a 89, mentre quelle a 4 stelle sono rimaste più o meno invariate, è diminuito molto il numero delle banche a 3, 2 e 1 stella. Si deve segnalare comunque che in seguito a numerose fusioni e acquisizioni, il campione delle banche analizzate è diminuito rispetto alla precedente rilevazione, pur mantenendosi di poco sopra le 250.

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Salute e benessere: incontri aperti

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2022

Bergamo. Dopo il successo dei primi due incontri tenuti a fine settembre alla Casa di Comunità di Sant’Omobono Terme, la ASST Papa Giovanni XXIII propone altri tre incontri gratuiti e aperti alla popolazione per approfondire, insieme agli specialisti dell’ospedale, alcune tematiche legate alla salute e al benessere. Martedì 18 ottobre dalle 15.30 alle 17, alla Casa di Comunità di Borgo Palazzo verrà replicato l’incontro del 29 settembre rivolto alle donne dai 40 anni di età, dedicato alle problematiche e ai disturbi che possono insorgere durante la menopausa. Interverranno la Responsabile per la DPSS del Dipartimento materno infantile e pediatrico, Patrizia Ghilardi, e la psicologa Ave Biffi. Anche in questo caso l’ingresso è con prenotazione, telefonando allo 035 267.6530 da lunedì a venerdì dalle 10 alle 12. Infine la Casa di Comunità di Sant’Omobono Terme ospiterà mercoledì 26 ottobre dalle 16 alle 18 un incontro rivolto alle ragazze e ai ragazzi dai 14 ai 21 anni, dedicato ai temi dell’affettività e della sessualità nell’adolescenza. Verranno affrontate le problematiche connesse a questa importante fase di cambiamenti biologici, fisici e psicologici, a partire dai dubbi e dalle insicurezze che possono insorgere e che solo in parte sono colmate dalla facilità di accesso alle informazioni in internet. Tra i temi trattati vi saranno la conoscenza dell’apparato sessuale maschile e femminile, le loro funzioni, specificità e differenze, le principali nozioni sulle malattie sessualmente trasmissibili, incidenza, conseguenze e diffusione e la spiegazione dell’utilizzo dei vari metodi contraccettivi e delle loro caratteristiche. L’incontro sarà tenuto da Patrizia Ghilardi e dall’ostetrica Jessica Sangaletti. Ingresso senza prenotazione.

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Unione della salute: una risposta più forte dell’UE alle emergenze sanitarie

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2022

Bruxelles. I deputati europei hanno approvato l’accordo raggiunto con il Consiglio sulla proroga del mandato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) con 542 voti favorevoli, 43 contrari e 9 astensioni. La nuova normativa mira a rafforzare la capacità dell’UE di prevenire le epidemie di malattie trasmissibili, prepararvisi e gestirle.L’ECDC collaborerà con la Commissione europea, le autorità nazionali, gli organi dell’UE e le organizzazioni internazionali per garantire la coerenza e l’integrazione di tutte le misure adottate. Per generare dati tempestivi e comparabili, il Centro coordinerà anche la standardizzazione delle procedure di raccolta, convalida, analisi e diffusione dei dati a livello dell’UE. L’ECDC sarà inoltre incaricato di monitorare la capacità dei sistemi sanitari nazionali di individuare e prevenire i focolai di malattie trasmissibili e rispondervi, individuare le lacune e formulare raccomandazioni basate su dati scientifici. Come parte della costruzione di un’Unione europea della salute, l’11 novembre 2020 la Commissione ha proposto un nuovo quadro per la sicurezza sanitaria, basato sull’esperienza maturata durante la lotta contro il COVID-19. Il pacchetto comprende tre atti legislativi: un ruolo più forte per l’Agenzia europea per i medicinali, l’estensione del mandato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e una proposta di regolamento sulle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero.

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Salute mentale per le donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 ottobre 2022

Bergamo Lunedì 10 ottobre, all’orario fissato per l’appuntamento, le donne iscritte dovranno presentarsi all’ambulatorio interdipartimentale del Matteo Rota in via Garibaldi 13/15 a Bergamo per sottoporsi a test psicologici, che saranno valutati dagli specialisti del Dipartimento di Salute mentale del Papa Giovanni XXIII. Se dai questionari emergeranno segnali che riconducano a una possibile rischio di condizione ansioso/depressiva, la donna sarà ricontattata per un successivo consulto psicologico di approfondimento gratuito al fine di fornire eventuali indicazioni terapeutiche. Da diversi anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) segnala la depressione fra le principali cause di disabilità nel mondo, sia in termini di qualità della vita, che di perdita di produttività (giornate di lavoro perse all’anno), che come fattore di rischio di mortalità. La pandemia da Covid-19 ha ulteriormente aggravato il quadro, con un aumento di incidenza dei disturbi ansioso/depressivi, negli ultimi tre anni, del 30%. Si stima che in Italia, attualmente, più di 3,5 milioni di individui di tutte le età, soffrano di depressione, con una prevalenza sulla popolazione generale del 5,5%.

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Premio De Sanctis per la Salute Sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2022

Roma 4 ottobre presso la sede del Consiglio di Stato al Palazzo Spada di Roma Il fondatore e direttore di Giffoni, Claudio Gubitosi, sarà insignito del Premio De Sanctis per la Salute Sociale per l’area Esperienze e buone pratiche. Il premio fa riferimento ad un concetto di salute molto ampio e che va al di là della mera assistenza sanitaria e si rivolge ad attività che abbiano tra le proprie finalità il miglioramento della qualità della vita delle persone attraverso la promozione di azioni e di servizi di prossimità ad alto coinvolgimento sociale. E’ evidente come questo approccio che il premio vuole valorizzare sia perfettamente aderente a quello che Giffoni fa, realizza e produce da oltre cinquant’anni. La giuria, presieduta da Walter Ricciardi, accademico e consigliere scientifico del Ministro della Salute, oltre al direttore Gubitosi ha deciso di riconoscere il premio a Sofia Corradi, pedagogista romana, ispiratrice e sostenitrice del progetto di studi Erasmus (area Esperienze istituzionali), a Guido Bertolaso, in rappresentanza degli ideatori e legislatori del Servizio civile universale istituito con la legge 64 del 2021 (area Legislativa), a Giancarlo Perego, in rappresentanza di Fondazione Near Onlus, attiva a Milano a fianco dei giovani sui fronti salute, lavoro e inclusione ed editrice del mensile Il Bullone, di cui Perego è direttore (area Esperienze buone pratiche) e a Laura Dalla Ragione, fondatrice e responsabile del Centro Disturbi del Comportamento Alimentare Residenza Palazzo Francisci, Todi, USL Umbria 1 (area Ricerca). Molto prestigiosa la giuria che ha individuato coloro da insignire di questo prestigioso riconoscimento. Era, infatti, composta da Gianni Letta (patron del Premio), Franco Locatelli (accademico ed ex Presidente del Consiglio Superiore di Sanità), Cesare Fassari (direttore di Quotidiano Sanità), Roberto Burioni (professore ordinario di Microbiologia e Virologia), Maria Cristina Messa (ministro dell’Università e della Ricerca), Maria Chiara Carrozza (presidente Cnr), Luigi Ripamonti (responsabile editoriale Corriere Salute), Domenico De Masi (professore di Sociologia del lavoro), Maria Emilia Bonaccorso (caporedattore aggiunto Salute&Benessere di Ansa.it), Franco Pesaresi (redazione Prospettive Sociali e Sanitarie), Antonio Gaudioso (capo segreteria tecnica del ministro della Salute) e Daniela Minerva (responsabile pagine Salute di Repubblica). Tra gli ospiti che hanno già confermato la loro partecipazione alla cerimonia del 4 ottobre figurano Gianni Letta, patron Premio De Sanctis; Walter Ricciardi, presidente della giuria; Franco Frattini, Presidente Consiglio di Stato; Pietro Curzio, presidente Corte suprema di cassazione; Silvio Brusaferro, presidente Istituto Superiore di Sanità; Erika Stefani, ministro per le disabilità; Federico D’Incà, ministro per i rapporti con il Parlamento; Maria Chiara Carrozza, presidente Cnr; Miguel Gotor, assessore alla Cultura del Comune di Roma; Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano; Barbara Funari, assessore alle Politiche sociali e alla Salute del Comune di Roma.

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Igiene dentale: strategia di salute pubblica per la prevenzione e la salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

La bocca parla, non solo per la su funzione fonatoria primaria, ma lo fa dal punto di vista medico, rivelando lo stato di salute dell’individuo, ma anche il suo stile di vita, il livello socio-economico. Parla anche quando è in silenzio a chi sa leggerne i segni e comunica importanti informazioni sul funzionamento dell’organismo. Ma una bocca in salute è anche un investimento quotidiano sul benessere del resto dell’organismo. E’ noto infatti che problemi orali e dentali, malattie come la periodontite sono correlate ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari e diabete. Nel corso dell’RDH Expo che si è svolto a Torino e che ha aperto ad un costruttivo dialogo tra medici, odontoiatri e igienisti, le novità sono state numerose grazie alla capacità degli organizzatori di mettere in comune competenze ed esperienze. “L’igienista dentale è una figura ancora poco nota, così come la sua preparazione, ma ha una formazione che valorizza l’osservazione del cavo orale nella sua interezza” spiega Alice Alberta Cittone ideatrice (insieme a Riccardo Sangermano) dell’RDH Expo che ha fatto dialogare oncologi, odontoiatri e igienisti “l’igiene orale è correlata non solo alla fonazione, alla masticazione e alla vita relazionale, ma ha effetti sulla salute sistemica e le alterazioni visibili sono ‘red flag’ di patologie anche importanti”. “Basti pensare” ha sottolineato il Prof. Paolo G. Arduino del CIR Dentai School dell’Università di Torino“che nei percorsi oncologici esiste un team di igienisti e odontostomatologi al servizio del paziente per fronteggiare le problematiche che possono emergere dalle terapie chemio e radio o dal trattamento con farmaci come i bifosfonati. E prima ancora si effettua una valutazione al tempo zero per prevenire eventuali problemi. Solo il 30-40% degli italiani ha un odontoiatra di riferimento e ancora meno si rivolge ad un igienista che nel percorso oncologico può aiutare nel percorso, dare consigli di igiene, aiutare a mantenere la masticazione per limitare il rischio di malnutrizione”. Nella popolazione generale l’igienista è un professionista che può fornire un supporto educazionale prezioso in medicina preventiva grazie alla capacità di osservazione di tutto il cavo orale che è composto da tessuti duri come ossa e denti ma anche gengive e mucose, ciascuno con le proprie caratteristiche.

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Tra salute e politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2022

Notizie di cronaca, di politica e temi relativi al benessere fisico sono i principali argomenti di interesse degli adulti con un’età compresa tra i 57 e i 75 anni. Sono questi alcuni dei principali elementi emersi da una ricerca effettuata dall’Istituto Tips Ricerche in collaborazione con i ricercatori dell’Università Cattolica intitolata “Non dimentichiamoci dei boomers!” e basata su 450 interviste online realizzate nei mesi scorsi. Lo studio si è svolto nell’ambito del progetto Opinion Leader 4 Future nato dalla collaborazione tra l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell’Università Cattolica e l’ufficio Media Relation del Gruppo Credem, tra i principali gruppi bancari nazionali e tra i più solidi a livello europeo, con l’obiettivo di indagare, grazie ai ricercatori universitari, il ruolo dei leader d’opinione nel panorama informativo nazionale ed internazionale.Più in dettaglio, la ricerca condotta dall’istituto Tips Ricerche ha coinvolto i cosiddetti “baby boomer”, persone nate tra il 1946 e il 1964, che sono stati protagonisti dell’esplosione economica e demografica della seconda metà del XX secolo. Rappresentano una larga parte del Paese, sono longevi e godono di una buona qualità di vita. Dalla ricerca è emerso che questa generazione, rispetto a quelle più giovani, è molto attenta all’informazione e predilige maggiormente i contenuti di cronaca e di politica citati tra i principali interessi dall’84% degli intervistati. La salute è un altro argomento che riveste particolare rilevanza per questa fascia demografica, sia in un’ottica di cura sia di prevenzione, per via dei disagi e della paura legati al perdurare dell’emergenza sanitaria.Per quanto riguarda i mezzi d’informazione, dalla ricerca emerge che gli adulti tra 57 e 75 anni, rispetto alle generazioni successive, prediligono le testate giornalistiche (quotidiani, periodici, online). La fiducia nei confronti delle fonti citate è tuttavia inferiore rispetto ad altre fasce d’età, infatti l’autorevolezza e la storicità dell’editore è un fattore di garanzia solo per il 20% degli intervistati contro il 35% degli under 40. Per entrare nel dibattito e alimentare il proprio punto di vista rispetto alle differenti tematiche sono considerati dei validi strumenti i telegiornali e i talk televisivi. I 57-75 enni, inoltre, per informarsi sui temi quali il risparmio, gli investimenti, l’agire quotidiano e la gestione e la cura dei patrimoni immobiliari, dichiarano di avere tra i propri principali riferimenti gli interventi di esperti e professionisti noti, raccolti sia attraverso i principali mezzi di comunicazione (come televisione e web) sia direttamente nel caso di conoscenza personale. In particolare, il 63% dei baby boomer considera i professionisti che intervengono pubblicamente sui media e le persone di fiducia come fonte di informazione essenziale. Fra tutti gli esperti sono considerati maggiormente affidabili quelli più autorevoli e con un forte bagaglio esperienziale (78% contro il 40% degli under 40). Le abilità comunicative e digitali e la reperibilità sono elementi secondari rispetto alla richiesta di coerenza e, conseguentemente, di capacità e coraggio nell’ammettere eventuali errori, caratteristiche valide anche per i professionisti televisivi (92% contro l’82% dei più giovani).

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Cibo e salute: l’etichetta nutrizionale non basta

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Gli alimenti non sono caratterizzati solo dalla loro composizione e qualità nutrizionale, ma anche dal grado di lavorazione a cui sono sottoposti. Quest’ultimo elemento risulta cruciale per conoscere il reale effetto del cibo sulla salute, e la sua indicazione sulle etichette aiuterebbe i consumatori a scegliere con maggiore consapevolezza. Sono i risultati di uno studio italiano realizzato dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) in collaborazione con l’Università dell’Insubria di Varese e Como, l’Università di Catania e Mediterranea Cardiocentro di Napoli. Pubblicata sulla prestigiosa rivista British Medical Journal, che le ha dedicato anche un editoriale, la ricerca ha indagato quale aspetto dell’alimentazione definisca meglio il rischio di mortalità. I ricercatori hanno monitorato per 12 anni lo stato di salute di oltre 22mila persone partecipanti al Progetto epidemiologico Moli-sani e lo hanno correlato con le loro abitudini alimentari, prendendo in considerazione sia gli aspetti nutrizionali che quelli legati al grado di trasformazione dei cibi. “I nostri risultati – dice Marialaura Bonaccio, epidemiologa del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli e primo autore dello studio – confermano che il consumo sia di alimenti di scarsa qualità nutrizionale che quello di cibi ultra-processati aumenta in modo rilevante il rischio di mortalità, in particolare per le malattie cardiovascolari. Quando però abbiamo tenuto conto congiuntamente sia del contenuto nutrizionale della dieta che del suo grado di lavorazione industriale, è emerso che quest’ultimo aspetto è quello più importante nell’evidenziare il maggiore rischio di mortalità. In realtà, oltre l’80 percento degli alimenti classificati come non salutari dal Nutri-Score sono anche ultra-lavorati. Questo suggerisce che il rischio aumentato di mortalità non è da imputare direttamente (o esclusivamente) alla bassa qualità nutrizionale di alcuni prodotti, bensì al fatto che questi siano anche ultra-lavorati”. “Si stima che nel mondo una morte su cinque sia dovuta a una scorretta alimentazione, per un totale di 11 milioni di morti all’anno – ricorda Augusto Di Castelnuovo, ricercatore del Mediterranea Cardiocentro di Napoli -. Ecco perché migliorare le abitudini alimentari è in cima alla lista delle priorità delle agenzie di salute pubblica e dei governi di tutto il mondo”. Una soluzione suggerita per fare scelte alimentari più salutari è quella di utilizzare un sistema di etichettatura per i prodotti commerciali. Già utilizzate da tempo su base volontaria in alcuni Paesi europei, come Francia e Spagna, ora le etichette alimentari sono al vaglio della Commissione Europea che vorrebbe identificare un unico sistema da applicare in tutti gli Stati membri. Il Nutri-Score, sviluppato in Francia, è dato come favorito. Il sistema valuta la qualità nutrizionale di un alimento (ad esempio in base al contenuto di grassi, sale, fibre, etc.), con una scala di cinque colori, che vanno dal verde (cibo più salutare) al rosso e a cui corrispondono le prime cinque lettere dell’alfabeto, A-B-C-D-E.

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Le proposte degli infermieri alla politica: professione e salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2022

Gli oltre 460mila infermieri iscritti all’Albo in Italia, rappresentati dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), chiedono ora alla politica scelte precise, di assicurare un cambio di passo indispensabile (soprattutto a fronte del momento storico, che vede a rischio la sostenibilità del sistema sanitario) e la possibilità di garantire a pazienti e cittadini adeguate risposte ai mutati bisogni di assistenza e salute.I posti messi a bando negli Atenei, sottolinea la FNOPI, spesso non sono saturati. Il numero di infermieri richiesti sul territorio non risponde ai numeri di cui l’Italia dispone anche rispetto ai rapporti previsti dalle analisi internazionali (Oms, Ocse ecc.). E di questa situazione, le cause sono da ricercare anche nel mancato riconoscimento valoriale ed economico della professione e nell’assenza di prospettive di carriera. Le nuove necessità normative per un cambio di rotta sono raggruppabili in tre blocchi. Il primo deve prevedere la valorizzazione della voce contrattuale definita come indennità di specificità infermieristica (voce stipendiale istituita dalla legge di Bilancio 2021 e già individuata contrattualmente), da incrementare di almeno il 30%: oggi gli infermieri italiani sono al 25° posto come media annuale tra i paesi Ocse (seguita solo da altri otto Paesi). Il secondo blocco deve prevedere l’inserimento all’interno dei Lea (livelli essenziali di assistenza) della branca specialistica assistenziale per dare uniformità di prestazioni a livello regionale e nazionale, con l’istituzione delle competenze specialistiche che già oggi esistono di fatto, ma che non sono ufficialmente riconosciute agli infermieri (es. Wound Care, management accessi vascolari, stomaterapia, interventi di educazione sanitaria e aderenza terapeutica ecc.). È anche opportuno autorizzare la possibilità di prescrivere alcune categorie di farmaci e ausili/presidi, come strumento per applicare le competenze specialistiche, che rientrano nella sfera di competenza infermieristica come già accade in diversi Paesi Ue: un vuoto normativo che rende anche difficile la libera circolazione omogenea dei professionisti in Europa secondo la direttiva 2013/55/UE. E per le competenze specialistiche, è urgente il riconoscimento formativo, organizzativo, contrattuale e di carriera della figura dell’infermiere di famiglia e comunità, professionista responsabile dei processi infermieristici in ambito familiare e comunitario. Il terzo blocco riguarda la valorizzazione della formazione infermieristica negli Atenei, con l’istituzione di lauree magistrali a indirizzo clinico e scuole di specializzazione. Inoltre, si dovranno legare i posti del corso di laurea e delle lauree specialistiche al fabbisogno del sistema salute. Per questo, è necessario prevedere il finanziamento della docenza universitaria e aumentare il numero dei professori-infermieri (il rapporto docente/studenti è 1:1.350 per gli infermieri, contro altre facoltà sanitarie dove è 1:6). “La politica – conclude la Fnopi – deve porsi obiettivi precisi: senza infermieri non c’è salute, l’Italia deve dimostrare di essere una nazione che investe sull’infermieristica, i cittadini non possono più aspettare”.

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Mondosanità cambia vestito e diventa SI SALUTE E INNOVAZIONE

Posted by fidest press agency su martedì, 16 agosto 2022

Il nuovo mensile di salute e benessere che si propone come strumento divulgativo della buona e corretta informazione medico scientifica, libera da interessi, pregiudizi ed enfasi.Obiettivo combattere le fake news e svolgere contestualmente una funzione di “servizio pubblico”, aiutando il lettore a comprendere meglio le sfide del nostro tempo: dal cambiamento climatico ai nuovi virus, dall’antibiotico resistenza ai vaccini, con un linguaggio semplice e chiaro.Sempre in prima linea, dalla parte dei cittadini “perché i cittadini siamo noi e noi abbiamo il diritto di essere curati al meglio, ma abbiamo anche il dovere verso noi stessi e verso gli altri di informarci e occuparci della nostra salute”, sottolinea l’Editore Giulia Gioda, Presidente di Motore Sanità – organizzazione no profit al servizio del cittadino, che vanta un pool scientifico d’eccellenza. Ed è proprio questo pool scientifico, che concentra insieme i top level della sanità nazionale e internazionale, a contraddistinguere SI SALUTE E INNOVAZIONE.Guidato dal Direttore Scientifico Claudio Zanon, questo team di esperti farà luce non solo sulle malattie da curare, ma anche sui fattori che le favoriscono: “dagli scorretti stili di vita alle sostanze chimiche usate nelle coltivazioni, dagli antibiotici negli allevamenti animali all’inquinamento atmosferico”, spiega il Dottor Zanon che, dopo una vita in corsia come Chirurgo generale e Oncologo, essere stato membro del Consiglio Superiore di Sanità e aver diretto, tra gli altri, l’Agenzia regionale sanitaria del Piemonte, da qualche anno si dedica con successo alla comunicazione medico-scientifica.I contenuti? Cento pagine di attualità, servizi esclusivi, approfondimenti, inchieste, ma anche bellezza, sport, ambiente, wellness, dossier, rubriche – come “Il medico risponde”: filo diretto tra il lettore/cittadino e 25 medici specialisti, per consulti individuali e gratuiti – e molto altro ancora. Il primo numero di SI SALUTE E INNOVAZIONE (Editoriale Mondo) è già in edicola.www.mondosanita.it

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Gli sforzi per assistere i genitori e la salute mentale delle figlie

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2022

Gli Economisti di Ca’ Foscari e Paris Dauphine vi hanno trovato un legame tra gli sforzi per assistere i genitori e la salute mentale delle figlie. Disagio maggiore dove è scarsa la spesa pubblica per la non autosufficienza. Italia dedica solo lo 0,94% del Pil. Occuparsi in prima persona di un genitore anziano non autosufficiente può comportare un carico emotivo e fisico tale da pesare psicologicamente sui figli anche dopo la sua morte. Una ricerca condotta da economisti dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dell’Université Paris Dauphine e pubblicata su Applied Economics Letters dimostra infatti come lo sforzo necessario a seguire il genitore bisognoso di assistenza possa avere un legame con l’insorgere di sintomi di depressione. Le donne, principalmente coinvolte nella cura, sono le più colpite. La depressione tende a manifestarsi a partire dagli ultimi mesi di vita e raggiunge il picco immediatamente dopo la morte del genitore. I sintomi non sono legati solo all’inevitabile dispiacere e al lutto, ma anche allo stress e agli sforzi richiesti specialmente nei Paesi con un sistema socio-assistenziale poco sviluppato e finanziato.“I dati confermano che i figli, in particolare le donne, devono dedicarsi totalmente e con grande sforzo psicofisico al genitore quando il sistema di welfare pubblico non garantisce un’adeguata assistenza agli anziani non autosufficienti”, spiega Giacomo Pasini, professore di Econometria all’Università Ca’ Foscari Venezia e coautore dello studio con Agar Brugiavini, Elena Bassoli ed Eric Bosang.Il gruppo di ricerca ha studiato i dati del Survey of Health, Ageing and Retirement in Europe (Share), una rilevazione che sta seguendo nel tempo le condizioni di salute e invecchiamento di un campione di cittadini europei con più di 50 anni d’età.Confrontando il legame tra la morte della madre non autosufficiente e la depressione dei figli nei vari paesi, la ricerca ha dimostrato che l’impatto è maggiore dove è inferiore l’investimento nell’assistenza pubblica. Dove servizi come cure domiciliari, case di riposo, hospice sono scarsi, i familiari sono investiti di un maggior peso ed una maggiore responsabilità nelle scelte riguardanti l’anziano vicino alla morte. Tenere un anziano non autosufficiente a casa a tutti i costi pensando possa beneficiarne, quindi, ha dei costi insostenibili sia economici che di salute per le donne, che tipicamente se ne prendono cura. Nella classifica dei paesi più virtuosi nel prendersi cura degli anziani con servizi dedicati e strutture pubbliche troviamo Olanda (2,95%), Svezia, Danimarca, Svizzera, Belgio, che dedicano a questa voce ben oltre il 2% del Pil (dati del 2014). Germania, Francia e Austria investono tra l’1,5 e l’1,8 del Pil. L’Italia è staccata, 0,94%, accanto a Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna.

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Integratori & Salute sulle nuove frontiere della ricerca sul microbiota

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2022

Integratori & Salute ha da sempre riconosciuto l’importante ruolo svolto dal microbiota, inteso come l’insieme di microrganismi che popolano e colonizzano un determinato ecosistema, nella modulazione della salute dell’intero organismo. Fabio Pace, Direttore U.O.C. Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva che da anni collabora con Integratori & Salute, fa il punto sui risultati delle ricerche condotte finora sul microbiota, e illustra come la scienza intende rispondere alle numerose sfide presenti e future. “I probiotici sono da intendersi quali microrganismi vivi e vitali che somministrati in dosi adeguate (più di 1 miliardo) consentono di ottenere risultati benefici nell’ospite che li assume – Spiega il Prof. Fabio Pace, Direttore U.O.C. Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva. – Diverse ricerche finora condotte confermano il ruolo che questi microrganismi vivi svolgono nel contrastare discretamente o notevolmente una serie di patologie. Tra queste, la sindrome dell’intestino irritabile, la sindrome metabolica, la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e le cardiopatie ischemiche. Degno di nota anche il grande settore degli psico-biotici, cioè quei probiotici che vengono somministrati per rispondere a patologie del sistema nervoso centrale o malattie psichiatriche”. Gli studi sul microbiota, resi oggi meno costosi e veloci dalle recenti tecniche omiche, ovvero di caratterizzazione molecolare, hanno riproposto i probiotici come un settore in cui investire risorse per l’avanzamento delle conoscenze relativamente al rapporto fra salute e batteri. Si parla spesso di “rivoluzione del microbiota”, intesa come lo studio approfondito delle comunità microbiche presenti su tutte le superfici mucose, in primis il tratto gastrointestinale. Il punto di partenza di questa svolta è stata la possibilità di determinare geneticamente quali sono i batteri che popolano non solo il nostro intestino ma anche altri organi come la pelle, le vie respiratorie e le vie urinarie. “La vera rivoluzione è iniziata quando si è passati dai metodi colturali alla determinazione genetica, attraverso sistemi di sequenziamento del cosiddetto meta-genoma, cioè il genoma del microrganismo presente nel nostro corpo, il microbiota” – sottolinea il Prof. Pace. “Le ricerche più interessanti scaturiranno, a mio parere, dalla combinazione di varie omiche, cioè le tecniche che possono consentire di definire quali batteri, virus o altri costituenti sono presenti all’interno del nostro organismo e la loro funzione. Molti studi, in effetti, sono già avviati non soltanto nel riconoscere un’alterazione nella cosiddetta “microbial signature”, ovvero nella traccia microbica presente in una determinata malattia, ma nel comprendere quale è la conseguenza di questa alterazione”. A testimoniare la rilevanza strategica di questo ambito della ricerca, microbiota e microbioma sono anche oggetto di interesse del Programma nazionale per la ricerca (PNR) 2021-27, le cui linee guida sono mirate alla promozione della salute ed uno stile di vita sano e sostenibile, lo stop al declino della biodiversità e l’efficientamento della produzione alimentare. Tali obiettivi dovranno avvenire anche attraverso lo sviluppo di strategie di prevenzione più efficaci delle patologie umane e animali anche avvalendosi di probiotici/prebiotici, che permettano una riduzione dell’utilizzo di antibiotici o che contrastino patogeni e metaboliti tossici, riducendo l’impatto delle malattie non trasmissibili (NCD). Un focus particolare è dedicato alla valorizzazione del microbioma nei sistemi produttivi agroalimentari, con l’obiettivo di una sua migliore conoscenza, comprensione e utilizzo nell’ambito dell’intero sistema alimentare, compreso l’ambiente di produzione. Entro il 2027 il PNR si ripromette di raggiungere: +10% di miglioramento della prevenzione di malattie associabili ad un’alterazione del microbioma/microbiota; + 15% di efficienza dei sistemi produttivi alimentari; -30% di pesticidi ed antibiotici nella produzione primaria vegetale e animale sfruttando le interazioni positive tra microbioma-pianta e microbioma-animale.

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La buona salute del mercato immobiliare italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2022

E’ stata rilevata di recente dalle ultime statistiche dell’Agenzia delle Entrate – +12% di compravendite nel settore residenziale – è confermata da una generale contrazione degli “sconti” sugli immobili in vendita. Secondo Dove.it, prima agenzia immobiliare digitale italiana, la variazione tra il prezzo degli annunci e il prezzo effettivo di vendita, storicamente sempre superiore al 10%, si è drasticamente ridotta ed oggi è arrivata al 5,4%. Il che significa, in buona sostanza, che lo spazio per le trattative tra chi compra e chi vende è ormai ridotto all’osso: questo sia perché è più facile conoscere il valore di mercato degli immobili nella zona di riferimento, sia perché in un momento di forte dinamismo del settore chi vuole comprare casa ha, nei mesi scorsi, scelto di adeguarsi alle richieste del venditore pur di acquistare la casa desiderata.L’analisi, condotta dall’agenzia immobiliare sul compravenduto gestito da Dove.it del 2022, ha permesso inoltre di scoprire interessanti differenze tra regioni e tra città. A livello regionale, il Sud Italia resta ancora aperto ad una più intensa contrattazione, visto che mediamente gli immobili vengono scontati dell’11,8% in Campania, dell’11% in Puglia e del 7,7% in Sicilia; molto più rigide le variazioni di prezzo tra gli annunci e i rogiti sono Veneto (-3,9%) e Lombardia (-4,3%). Considerando solo le città, invece, le oscillazioni maggiori sono state registrate a Lecco (-13,1%), Napoli (-13%) e Catania (-12,7%). Prezzi quasi identici agli annunci a Treviso (-2%) e Bergamo (-2,6%).La possibilità di trattare sul prezzo di un immobile è legata a numerosi fattori: la posizione dell’abitazione, il dinamismo immobiliare del quartiere e della città, la grandezza e il numero dei locali, lo stato dell’appartamento – se da ristrutturare o già ristrutturato – e il numero di giorni di presenza sul mercato. Anche il prezzo di partenza appare determinante per rendere possibile contrattare: sono gli immobili con un prezzo compreso tra i 500 mila e il milione di euro quelli in cui è possibile scendere maggiormente, in media del 7%, contro il 5,1% di riduzione rispetto al prezzo richiesto per immobili tra 100 e 200 mila euro.«Prezzi di partenza attenti all’andamento del mercato immobiliare del territorio, un’operazione di trasparenza condotta dai portali immobiliari che ha azzerato il cosiddetto “overbidding” dei proprietari e tempi di vendita ridotti rispetto al periodo pre pandemia: tutti questi fattori, insieme, hanno reso il comparto immobiliare più chiaro, riducendo i possibili margini di trattativa – dichiara Paolo Facchetti, CEO e founder di Dove.it. – Questo è vero soprattutto nelle città capoluogo e nei contesti contraddistinti da maggiore dinamismo, dove pur di accaparrarsi un immobile, nel primo semestre 2022, è stato necessario essere veloci e decisi nelle proposte. Noi abbiamo sposato in pieno questo nuovo trend, puntando a definire con il venditore un prezzo equo e rispettoso sia della qualità dell’immobile, sia delle richieste del mercato: questa strategia si è rivelata vincente, tanto da aver dimezzato i tempi di vendita rispetto alla media nazionale».

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La salute e gli stili di vita

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2022

POZZILLI (IS) La riduzione del danno è una forma di prevenzione per chi non possa, non riesca o non voglia mettere in atto misure definitive di protezione della propria salute ma che voglia in qualche modo limitare i danni di comportamenti scorretti o fattori ambientali avversi. E’ una strategia di successo e consolidata nelle dipendenze, ma si sta facendo strada in molti altri settori tra cui quello ambientale e nel tabagismo. La recente pandemia non si è limitata a fare vittime tra i più fragili ma ha determinato sequele a medio e lungo termine (il cosiddetto Long Covid che interessa il 75% dei pazienti che sono stati ricoverati ). Tra i sintomi riscontrati: quelli neurologici, cognitivi, insieme ad ansia e depressione; che possono perdurare sino ad un anno, anche nei soggetti giovani. Un recente studio, che ha incluso 90mila adulti over 65 anni che hanno avuto il Covid, ha riscontrato sintomi a lungo termine debilitanti nel 32% dei casi, tanto da suggerire di considerarlo una ‘sindrome geriatrica’. Ad avvalorare questa teoria, uno studio del Fenstein Institutes for Medical Reseach ha rilevato un 13% di nuove diagnosi di demenza entro 1 anno dal ricovero per SARS-CoV-2 (doi: https://doi.org/10.1136/bmj-2021-068414)”Problemi di memoria e concentrazione affliggono il 70% dei pazienti con COVID lungo: i test cognitivi condotti nell’ambito del COVID and Cognition Study pubblicato su Frontiers Aging Neuroscience hanno rilevato una ‘notevole riduzione’ della capacità di memoria. Tra i 181 partecipanti, il 78% ha dichiarato di avere difficoltà di concentrazione, il 69% ha riferito di nebbia cerebrale (il brain fog), il 68% ha riferito di dimenticanze e il 60% ha affermato di avere problemi a trovare la parola giusta mentre parla (https://doi.org/10.3389/fnagi.2022.804937). Si tratta di fenomeni attribuiti ad uno stato infiammatorio: quella che abbiamo imparato a conoscere col termine di ‘tempesta di citochine’ che non risparmia le cellule cerebrali.A questo fenomeno inaspettato si aggiungono sia fattori ambientali capaci di intervenire anche sul patrimonio genetico che gli stili di vita e i comportamenti individuali. “Possiamo fare molto per difenderci, ad esempio puntare su istruzione e interessi per costruire una buona riserva cognitiva, un tesoretto di neuroni e connessioni che ha mostrato di proteggere in parte, anche dalla manifestazione di sintomi di Alzheimer e Parkinson. Non è mai troppo tardi per iniziare a coltivare un interesse o mettersi a studiare. Un cervello ‘istruito’ infatti è protetto più a lungo dal declino, così come spiegato da Journal of Neuroscience le regioni prefrontali stimolate dall’istruzione prolungata accendono alcuni geni coinvolti sia nella trasmissione dei segnali che nella difesa immunitaria. Si tratta di un magnifico esempio di come funziona l’epigenetica ossia il vestito che indossano i geni, che può quindi essere cambiato o modificato dall’ambiente” spiega il Professor Giuseppe Novelli, Ordinario di Genetica all’Università di Tor Vergata.“Nel caso del tabacco, le strategie di riduzione del danno sono un intervento di salute pubblica potenzialmente salvavita per 1,1 miliardi di fumatori nel mondo, supportate dai principi di diritto internazionale in tema di diritti umani. E’ ovvio che non esiste un fumo sano e che l’ideale sarebbe non iniziare a fumare o a bere alcolici specie in giovane età, ma per gli adulti nei quali la dipendenza è consolidata è necessario fornire una soluzione percorribile” sottolinea Fabio Beatrice Direttore del Board Scientifico di MOHRE “la nicotina è quindi sia il problema che la soluzione ma esiste un diritto alla salute che non deve essere ostacolato da pregiudizi o posizioni preconcette Due studi molto recenti hanno indicato che la sostituzione completa delle sigarette a combustione con le elettroniche porterebbe a milioni di vite risparmiate, in particolare il passaggio al fumo alternativo entro il 2040 potrebbe salvare 2,52 milioni di vite e 26 milioni di anni di vita persi, questo solo prendendo in considerazione l’impatto del fumo sulle principali 4 malattie fumo-correlate: cancro del polmone, broncopneumopatia cronica ostruttiva, cardiopatia ischemica e ictus (Archives of Toxicology volume 96, pages 167–176 (2022).Un recente documento raccomanda che la riduzione del danno da tabacco sia promossa come una questione di diritti alla salute da parte delle organizzazioni di difesa che rappresentano i consumatori di nicotina. Secondo l’ultima pubblicazione lanciata da Knowledge · Action · Change (K · A · C che promuove la riduzione del danno come strategia chiave per la salute pubblica fondata sui diritti umani), la riduzione del danno da tabacco non è solo un intervento di salute pubblica potenzialmente salvavita per 1,1 miliardi di fumatori nel mondo, ma è anche supportata dal diritto internazionale sui diritti umani.

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