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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘salute’

Salute mentale, diabete e pandemia: al via il progetto “Non solo Covid”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2022

La pandemia da Covid-19 ha messo a dura a prova il nostro Servizio Sanitario Nazionale, mettendone in luce limiti e criticità; nello stesso tempo, però, ha determinato proficue riflessioni sia per quanto riguarda la dialettica ospedale – territorio che per la gestione di alcune patologie. Tra gli effetti dell’emergenza sanitaria emerge, infatti, un’importante riduzione della presa in carico del paziente cronico: in particolare, la salute mentale e le malattie metaboliche sono gli ambiti che maggiormente hanno subìto una crisi assistenziale, registrando un significativo calo delle prestazioni territoriali. Allo scopo di analizzare le principali conseguenze della pandemia sulla gestione del paziente affetto da disturbi mentali o da diabete mellito e acquisire elementi pragmatici di tipo comportamentale nel campo delle cure primarie, la Scuola Veneta di Medicina Generale (SVEMG), con il contributo incondizionato di EG – STADA, ha dato vita al progetto “Non solo Covid”: 7 eventi live trasmessi sulla piattaforma Radiowebcureprimarie – https://radiowebcureprimarie.org/ – in cui saranno trattati singolarmente temi correlati alla Mental Health e al diabete grazie al contributo di Medici di Medicina Generale, farmacisti, psichiatri e diabetologi. Il ciclo di dirette ha avuto inizio mercoledì 30 marzo, alle ore 21: nel primo appuntamento in cui si è parlato di depressione come esito del disagio pandemico e si confronteranno il dottor Moreno De Rossi, Direttore UOC Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura – AULSS 3 Serenissima, il dottor Umberto De Conto, Medico di Medicina Generale – AULSS 2 Marca Trevigiana, e la Dottoressa Giulia Giovannetti, farmacista di Vicenza. Gli eventi seguiranno il seguente calendario: Il binge eating e i disturbi dell’alimentazione – 11 maggio, dalle 21 alle 21.45 1) I disturbi della personalità – 15 giugno, dalle 21 alle 21.45 2) Riprendere il collegamento tra medico di famiglia e diabetologo per riallineare l’assistenza al paziente diabetico – 14 settembre, dalle 21 alle 22.15 3) Diabete e complicanze: cosa e come recuperare? – 12 ottobre, dalle 21 alle 21.45 4) Il monitoraggio dei farmaci ai pazienti diabetici e le nuove opportunità – 16 novembre, dalle 21 alle 21.45 “La Scuola Veneta di Medicina Generale, tra le finalità definite nello Statuto, ha quella di promuovere la formazione sugli aspetti più rilevanti della presa in carico, in particolare dei pazienti con cronicità. Due anni di pandemia Covid-19 hanno ingigantito, ed esasperato, alcuni aspetti dell’assistenza sanitaria, sia ospedaliera che territoriale, già in difficoltà. Le conseguenze riguardano prevalentemente la continuità del controllo delle patologie croniche, compito prevalente per la Medicina Generale, mettendone in risalto alcune tra cui quelle oggetto del ciclo di trasmissioni realizzate dalla SVEMG con ‘radiowebcureprimarie’ (RWCP)”, spiega Bruno Franco Novelletto, Presidente e Direttore della Divisione Formazione e Ricerca della Scuola Veneta di Medicina Generale.

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“In Sicilia, la spesa per il diritto alla salute oggi vale 800 milioni di euro”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 Maggio 2022

Dalla debolezza comunicativa della scienza, che ha generato un corto circuito tra medici, politica e Paese in tempi di pandemia, creando disorientamento nel 48% degli italiani (dato Censis), all’aspetto economico del Sistema sanitario regionale e nazionale, tema cruciale e in controtendenza rispetto ad un passato di mancati investimenti. Mai come oggi, infatti, l’Italia dispone di fondi così considerevoli per far ripartire la sanità: 200 miliardi di risorse, di cui 800 milioni assegnati alla Sicilia. Uno shock positivo di fondi previsti dal Pnrr, ma senza un quadro complessivo dello stato dell’arte, considerato che non c’è traccia di un piano occupazionale per il personale sanitario. Queste le prime direttrici del portale http://www.siciliamedica.it (diretto dal giornalista Maurizio Scaglione con il contributo del partner tecnico MarcoMedia) e dell’Osservatorio comunicazione ed economia in sanità (Oces) composto da autorevoli esperti: garantire ai cittadini il diritto ad una corretta informazione e analizzare lo stato dell’arte della sanità regionale per produrre, come organi sussidiari dello Stato, linee di indirizzo di investimenti efficaci, da suggerire al governo della Regione, nell’ambito della “missione 6” del Pnrr, destinata al potenziamento della medicina territoriale e la digitalizzazione dei servizi sanitari. Le due iniziative, messe in campo dagli Omceo siciliani, sono state presentate stamattina a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei medici di Palermo, dai nove presidenti provinciali degli ordini, alla presenza di molte autorità del panorama istituzionale, regionale e nazionale, vertici delle Asp e delle Aziende ospedaliere, esponenti del mondo scientifico, accademico e dell’associazionismo.Per la prima volta gli ordini del territorio hanno abbandonato il proprio “silos” per farsi rete e condividere i primi due obiettivi cruciali e mirati. Produrre messaggi univoci, grazie al portale dei medici, per generare comportamenti sociali e istituzionali uniformi, provando ad arginare la cosiddetta infodemia, definita dall’Organizzazione mondiale della sanità come la “sovrabbondanza di informazioni provenienti da fonti diverse, che rende difficile per le persone trovare fonti e indicazioni affidabili quando ne hanno bisogno”. E intervenire, attraverso l’analisi dei dati dell’Osservatorio, sul Piano operativo regionale che stabilisce la distribuzione nel territorio delle strutture sanitarie finanziabili, gli investimenti per la sicurezza e la sostenibilità degli ospedali, la digitalizzazione e le grandi apparecchiature, oltre che la costruzione o riconversione di strutture ospedaliere, poliambulatoriali e di raccordo tra ospedale e territorio. Una spesa per il diritto alla salute che oggi vale 800 milioni di euro e che va indirizzata e monitorata.

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Salute dei Giovani e Stili di Vita: la Carta di Padova

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2022

Padova. sabato 30 aprile alle 9,30 nell’Aula Magna di Palazzo del Bo un incontro rivolto alla cittadinanza: Salute dei Giovani e Stili di Vita: la Carta di Padova.Il 22% dei bambini è in sovrappeso, il 10% è obeso; 1 giovane su 4 non pratica alcuna attività sportiva; il 60% dei bambini ha il primo cellulare tra i 10 e gli 11 anni; Il 54% dei bambini inizia la “vita in rete” tra gli 11 e i 12 anni; negli adolescenti l’uso delle e-cig è aumentato del 1800%, il 50% di loro non aveva mai fumato sigarette. Il quadro non è dei migliori se si pensa che le malattie croniche non trasmissibili, chiamate anche “malattie dello stile di vita”, hanno spesso origine in età pediatrica e possono essere prevenute solo con l’adozione precoce di sani stili di vita. Purtroppo una recente survey internazionale ha rilevato che solo il 2% degli adolescenti riporta un sano stile di vita. L’appuntamento del 30 aprile si prefigge l’obiettivo di coinvolgere principalmente proprio i più giovani. Per questo motivo sono già state coinvolte alcune Scuole Superiori della città che parteciperanno all’evento con classi di ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni e che offriranno molte occasioni di confronto e stimolo ai relatori.I principali fattori di rischio modificabili per lo sviluppo di queste malattie croniche sono l’inattività fisica, un’alimentazione inadeguata, il fumo, l’alcol, la sedentarietà, il sovrappeso e l’eccessivo screen-time.Il documento ispiratore della Carta di Padova, è l’articolo scientifico Pediatric Preventive Care in Middle-High Resource Countries – The Padova Chart for Health in Children redatto dai proponenti e pubblicato sulla rivista internazionale «Frontiers in Pediatrics». (abstract)

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Il potere della prevenzione sugli esiti della nostra salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

A cura di Grégoire Biollaz, Senior Investment Manager, Pictet Asset Management. Grégoire Biollaz ha conseguito un Msc in biochimica e in biologia molecolare e ha completato un PhD in immunologia presso il Politecnico federale di Zurigo. Dopo avere lavorato nei settori del biotech e del private banking negli Stati Uniti e in Svizzera, nel 2016 è entrato in Pictet Asset Management come co-gestore del fondo Pictet Health. In questo paper illustra il potenziale ancora inesplorato della sanità preventiva. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), fino al 40% dei decessi che si verificano ogni anno negli Stati Uniti per ciascuna delle cinque cause principali potrebbero essere evitati con la prevenzione. Il numero delle condizioni croniche per le quali è possibile fare prevenzione mediante correzioni nel nostro stile di vita è molto elevato. Il diabete di tipo 2 è un esempio di malattia quasi interamente prevenibile tramite una dieta sana e uno stile di vita attivo. Lo stesso si può dire per l’ipertensione, alcune malattie respiratorie, molti disordini cardiovascolari e le malattie renali, tutti collegabili all’obesità e/o a complicazioni del diabete. Nella realtà le condizioni croniche sono spesso interconnesse. Per prima cosa, è importante guardare più in là del settore sanitario e considerare il tema della salute in modo olistico. Pensiamo alla prevenzione in termini sia di self care (la cura di sé: stili di vita sani, igiene e cura personale) che di diagnostica (diagnosi e screening medici effettuati per tempo), dove la sanità digitale gioca un ruolo sempre più importante. Riguardo alla cura di sé, un esempio è dato dai dispositivi indossabili, fitness tracker portati sulla propria persona per misurare e incoraggiare livelli di attività più elevati. La vita moderna spesso necessita di questi promemoria, poiché l’attività fisica non è più integrata in molte delle nostre azioni giornaliere come un secolo fa. In aggiunta, come è stato dimostrato un decennio fa da una testimonial come Angelina Jolie, è possibile individuare marcatori di DNA che indicano un rischio accentuato di tumore al seno, consentendo l’adozione di azioni preventive proattive. La prevenzione non eliminerà l’esigenza di servizi sanitari nella sua forma attuale. In molti casi, serviranno generazioni per determinare un cambiamento che possa avere un impatto reale sui numeri. Si consideri la pandemia di obesità, con incidenze in aumento tra le generazioni giovani in tutto il mondo. Una inversione di questa tendenza non avverrà dall’oggi al domani. Il miglioramento della qualità del sonno ha un enorme impatto sullo stato di salute delle persone. Alcuni studi hanno dimostrato che chi dorme solo cinque ore o meno per notte ha un rischio di mortalità aumentato di circa il 15%. La mancanza di sonno può influire su molti aspetti, dall’obesità ai disordini dell’umore all’aspettativa di vita. Cento anni fa facevamo molto più lavoro fisico e manuale nell’ambito della nostra vita quotidiana e la nostra dieta era meno ricca e più equilibrata; ora molti di noi vivono nelle città o nelle periferie urbane, stiamo seduti più a lungo e ci spostiamo in auto. Considerato questo stile di vita, gli individui possono prendere l’iniziativa di apportare correzioni attive, dato che non svolgiamo più attività fisica sufficiente durante il nostro trasferimento quotidiano verso e dal posto di lavoro o non dedichiamo tempo a preparare ciascun pasto da zero esclusivamente con alimenti integrali. Anzi, spesso cerchiamo scorciatoie per i pasti. Ma il cambiamento non avverrà senza che maturi prima la consapevolezza. (abstract)

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Soluzioni It innovative per la salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2022

(NYSE: PHG, AEX: PHIA), leader globale nel settore dell’Health Technology, ha presentato le ultime soluzioni informatiche sicure, connesse e scalabili durante la conferenza ed esposizione globale sulla salute HIMSS22 . Philips ha condiviso la sua profonda esperienza clinica e operativa a supporto della trasformazione digitale degli operatori sanitari e presentato la sua suite di soluzioni informatiche che fornisce insight operativi basati sull’analisi dei dati per supportare il progresso delle cure di precisione, l’assistenza lungo il percorso di cura di ciascun paziente e migliorare la connessione tra le strutture assistenziali. Philips ha evidenziato come le proprie soluzioni integrate abbraccino alcune delle esigenze più urgenti che il settore deve affrontare oggi, tra cui la carenza di personale e le minacce alla sicurezza informatica.Con il continuo espandersi dell’assistenza sanitaria e con l’aumento delle cure ambulatoriali e domiciliari, anche il panorama IT sanitario si evolve. I sistemi sanitari si stanno adoperando per migliorare le esperienze dei pazienti e degli operatori sanitari, mettendo a sistema i dati dai vari punti di cura e dai diversi sistemi così da fornire cure migliori in tutto il continuum. Le piattaforme integrate cloud-based sono sempre più apprezzate per la loro capacità di liberare i dati dai silos e di ricavarne insight significativi che supportano i flussi di lavoro, consentendo un’erogazione di assistenza precisa, proattiva e integrata. Con HealthSuite Philips offre una piattaforma informatica sicura, interoperabile e pronta per il futuro che integra lo streaming live, i dati ad alta fedeltà con il supporto decisionale contestuale, rendendo disponibili insight operativi per ogni singolo paziente e su larga scala.

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Robeco: La filiera della carne è una grande minaccia per la salute globale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2022

A cura di Masja Zandbergen, Responsabile Sustainability Integration di Robeco. La filiera della carne presenta una serie di criticità, dal benessere degli animali alle emissioni. Tali criticità non pongono solo problemi di natura sociale o ambientale, ma se non sono gestite correttamente possono avere un impatto concreto sull’attività d’impresa. Tale impatto non si manifesta solo durante le crisi, come abbiamo visto con le chiusure delle fabbriche di lavorazione della carne seguite all’impennata dai contagi da Covid-19. Il significativo impatto ambientale della produzione industriale di bestiame tende anche a generare un impatto finanziario negativo, poiché il settore è uno dei principali responsabili del cambiamento climatico e andrà probabilmente incontro a maggiori controlli regolamentari e finanziari.La crescita della popolazione, l’aumento della ricchezza e il cambiamento climatico sono solo alcuni dei fattori che influenzeranno sensibilmente il sistema alimentare globale negli anni a venire. La produzione di carne è cresciuta quasi esponenzialmente dagli anni ’60, con la maggior parte dell’aumento imputabile a pollame, suini e bovini.Nel 2014 la persona media consumava circa 43 kg di carne all’anno. Per gli europei e i nordamericani il quantitativo era più che doppio, attestandosi rispettivamente a 80 kg e 110 kg di carne all’anno. Questa media globale è verosimilmente destinata ad aumentare, poiché cambiamenti analoghi nella popolazione, nei redditi e nei tassi di urbanizzazione hanno comportato una crescente domanda di carne e prodotti animali. Si stima che il settore agricolo sia la seconda maggiore fonte di emissioni di gas serra al mondo. In media, una mucca produce 85 kg di metano all’anno. Per ridurre le emissioni, migliorare le condizioni di salute e nutrire un maggior numero di persone, servono cambiamenti urgenti e radicali al fine di conseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e dare attuazione all’Accordo di Parigi entro il 2030.Il settore della produzione di carne è chiamato ad affrontare grandi sfide, come i vincoli posti dalla finitezza delle risorse naturali, l’impatto ambientale della produzione su larga scala e le ricadute sulla salute dei consumatori attraverso la diffusione di malattie umane trasmesse dagli animali a causa della resistenza del bestiame agli antibiotici. In definitiva, anche l’eccessivo consumo di carne in generale è considerato problematico per la salute. Per il nostro programma di engagement, abbiamo sviluppato un quadro di indicatori che comprendeva i seguenti obiettivi: benessere degli animali, standard lavorativi, gestione della qualità e della sicurezza dei prodotti e gestione dell’innovazione.

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«Salute e lavoro: enormi opportunità professionali dalla combinazione tra medicina e tecnologia»

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2022

«I servizi che migliorano le prestazioni sanitarie sono legati da un elemento imprescindibile: quello umano. Che chiama in causa – oltre ai medici, ai pazienti e a chi gestisce e amministra il sistema – anche nuove figure professionali, gli esperti del settore “health-tech”, che hanno il compito di creare nuovi strumenti digitali che aiutano medici e operatori sanitari a lavorare meglio, migliorando così la vita del paziente. Per le nuove generazioni si aprono spazi enormi, con tantissime opportunità da cogliere». Così Stefano Massaro, CEO di Cerba HealthCare Italia, nel suo intervento “Costruire un ecosistema della salute” a Wired Health 2022, l’evento dedicato al presente e al futuro della salute che si è svolto ieri, 15 marzo, a BASE Milano, organizzato da Wired assieme a Humanitas.Il CEO della più grande realtà italiana nella diagnostica e medicina di laboratorio, interrogato sulle tendenze più importanti nell’ambito del legame sempre più stretto tra medicina e tecnologie digitali, non ha dubbi: «Nel nuovo ecosistema della salute il medico è una figura centrale, ma non la sola. Attorno ci sono anche gli sviluppatori di tecnologie. E la responsabilità di una realtà come la nostra sta in una parola chiave: disintermediazione. Vuol dire che noi investiamo direttamente in questo settore, per portarci in casa le competenze che servono e focalizzare la creazione di valore sull’interesse del paziente. Io sono fermamente convinto che qualsiasi istituzione sanitaria, pubblica o privata, debba investire sui propri esperti dell’infrastruttura, e non affidarsi a soluzioni e intermediari esterni, che non fanno altro che erodere la propria fetta di valore nella filiera».Molti sono i problemi che pesano su questo passaggio, a partire dalla peculiarità italiana dell’estrema frammentazione di regolamenti a livello locale, che frena uno sviluppo tecnologico coordinato e sistematico, a partire da una gestione avanzata dei dati del paziente. Tuttavia, secondo il CEO di Cerba HealthCare a livello culturale siamo pronti, e la digital transformation si conferma uno scenario pieno di opportunità per le nuove generazioni: per i giovani che hanno scelto un percorso di studi nel campo dell’IT, la sanità è uno degli ambiti più promettenti. Esperti di AI, realtà virtuale, Internet of Things, Data Analyst, Data Scientist, specialisti in cybersecurity, CRM ed ERP specialist… «Ai ragazzi, disorientati in questi tempi prima di pandemia e ora di guerra, dico che occorre tornare a pensare al futuro, che è nello studio delle materie STEM» conclude Massaro. Alle istituzioni sanitarie, come Cerba HealthCare, rimane il compito di coltivare quelle competenze che permettono di innovare continuamente e di creare un ecosistema della salute realmente al servizio del paziente.

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Buon uso del sangue, prevenzione ed educazione alla salute

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2022

FNOPI e AVIS hanno sottoscritto oggi un protocollo d’intesa per la prevenzione e l’educazione sanitaria e il buon uso del sangue e dei plasmaderivati allo scopo di tutelare il diritto alla salute dei donatori e di coloro che hanno necessità di essere sottoposti a terapia trasfusionale; promuovere l’informazione e l’educazione sanitaria verso i cittadini favorendo la diffusione del concetto di prevenzione e promozione della salute; favorire lo sviluppo della donazione volontaria, periodica, gratuita, anonima, associata e consapevole; promuovere lo sviluppo del volontariato e dell’associazionismo. “La prevenzione e l’educazione sanitaria passano per un uso consapevole di sangue, plasma e farmaci plasmaderivati – ha spiegato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola – nonché attraverso la consapevolezza del ruolo indispensabile e insostituibile del donatore. Questo accordo con FNOPI rafforza ulteriormente il ruolo dell’infermiere nell’ambito dell’attività trasfusionale. Promuovere una corretta informazione in termini di tutela della salute è un servizio fondamentale per la società di cui siamo parte, così come lo è conservare il valore etico, periodico e gratuito della donazione di emocomponenti. Oggi il nostro sistema sanitario ha di fronte a sé un obiettivo strategico da centrare: aumentare il personale all’interno delle unità di raccolta. Il Covid ha confermato che la disponibilità dei donatori, nonostante le difficoltà, c’è sempre stata, ma spesso le attività trasfusionali si sono fermate proprio per le situazioni di affanno in cui vertevano le strutture. Allontanare le persone dalla donazione è il danno peggiore che possiamo generare, ecco perché spero che questo protocollo d’intesa sia l’apripista verso la riorganizzazione di cui tutti abbiamo bisogno”.

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Sindacato Italiano Salute Pensionati: Roberto Messina eletto Segretario Generale

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2022

Roberto Messina, già Presidente di Senior Italia FederAnziani, è stato eletto Segretario Generale di SISPEN, il Sindacato Italiano per la Salute dei Pensionati. L’elezione è avvenuta nel primo Congresso dell’organismo nato con l’obiettivo di tutelare la salute dei pensionati e la loro qualità della vita. Il sindacato lavorerà per promuovere l’accesso alle cure, la prevenzione, il rispetto della persona, elaborando iniziative finalizzate a ottimizzare i percorsi in sanità e ad offrire soluzioni migliorative per i servizi sanitari. Il sindacato inoltre tutelerà i pensionati anche nella loro veste di datori di lavoro domestico, e le molte famiglie alle prese con problemi di non autosufficienza gestiti attraverso assistenti domiciliari. «La pandemia ha reso ancora più necessario dare voce ai pensionati, che in questo periodo si sono ritrovati non soltanto ad essere i soggetti maggiormente a rischio quando si parla di Covid 19, ma anche a incontrare crescenti difficoltà nell’accesso alle cure ordinarie, alle diagnosi, agli interventi, a causa delle ormai interminabili liste d’attesa, pagando un prezzo assai elevato in termini di salute.», dichiara Roberto Messina, «Alla luce di queste considerazioni è parso doveroso dar vita a un soggetto che possa porsi quale interlocutore delle Istituzioni in un momento come quello attuale, in cui si pone l’esigenza di ridisegnare il Sistema Sanitario di questo Paese, attraverso un grande slancio di modernizzazione, partendo dal rafforzamento del territorio, dalla tutela della non autosufficienza, dal rafforzamento delle cure domiciliari, dall’implementazione di progetti di e-health, e puntando alla creazione di un ecosistema socio-sanitario capace di rispondere efficacemente ai bisogni di una popolazione sempre più longeva. A tal fine SISPEN lavorerà in sinergia con la comunità medico-scientifica, con le associazioni dei pazienti e con gli altri stakeholder, portando un contributo competente e autorevole alle Istituzioni impegnate nel fronteggiare una sfida di cruciale importanza.»

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Innovativo servizio per la salute mentale dei minori

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2022

Con Zero-17, la provincia lombardo veneta dei Fatebenefratelli lancia un innovativo servizio per la salute mentale dei minori presso il Centro Sant’Ambrogio di Cernusco sul Naviglio (MI) e l’Ospedale Sacra Famiglia di Erba (CO). Presso il Centro Sant’Ambrogio nascerà un Polo Multidisciplinare che vedrà la presa in carico dei piccoli pazienti tramite l’offerta di servizi, percorsi e trattamenti dei disturbi mentali e psico-sociali. Presso l’Ospedale di Erba invece saranno attivati percorsi di accoglienza integrata attraverso la riorganizzazione del Pronto Soccorso Pediatrico e attraverso la possibilità di coinvolgere l’equipe multidisciplinare del Centro Sant’Ambrogio in consulenze specifiche sul neonato o sul bambino ricoverato. Secondo l’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, su bambini ed adolescenti: «l’impatto globale della pandemia da SARS-CoV-2 è stato devastante» e «i bambini e gli adolescenti, in particolar modo i più vulnerabili, sebbene non siano stati coinvolti in maniera importante nella battaglia al virus, continuano a subire più o meno indirettamente gravi ripercussioni a diversi livelli, dal piano emotivo a quello educativo, da quello fisico a quello psicologico». I minori sono stati raramente oggetto di attenzione e di interventi integrati che guardassero oltre la specifica necessità del momento, come ad esempio l’introduzione della didattica a distanza oppure il loro coinvolgimento nel protocollo di vaccinazione. l numeri cominciano a farsi ancora più preoccupanti se si guarda ai servizi e alle istituzioni che si occupano in prima linea della fascia minorile: i dati che riguardano i primi nove mesi del 2021 riportano un incremento del numero dei ricoveri per disturbi psichiatrici di bambini e adolescenti, che supera il totale del 2019. Le manifestazioni sintomatiche in costante aumento nel 2021 sono il discontrollo degli impulsi, l’autolesività, i disturbi del comportamento alimentare. Nell’ultimo decennio si è assistito ad un raddoppio dei pazienti e dei nuclei familiari, seguiti nei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA), a cui fa da specchio una continua contrazione delle risorse a disposizione, che allarga continuamente la forbice tra il bisogno e la capacità di fornire una risposta adeguata. La tendenza è confermata anche dagli invii all’Istituto dai Pronto Soccorso del sud della Lombardia: le richieste di ricovero per autolesionismo da ottobre 2020 a gennaio 2021 sono aumentate del 50%: anche i tentati suicidi sono cresciuti del 50%, contro il precedente +15%. Accanto ad atti di autolesionismo e tentati suicidi, tra le patologie più frequenti ci sono anche: disturbi del comportamento alimentare, psicosi con compromissione dell’esame di realtà,aggressività e comportamenti distruttivi, ritiro sociale e dipendenza da internet. Di fronte a questa sofferenza vi è una evidente carenza di risposte territoriali e ciò ha indotto i Fatebenefratelli ad intervenire.

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Un nuovo modo per la cura e la prevenzione della salute della pelle

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

Modena. on la recente mappatura del genoma umano si è aperta un’era completamente nuova per la scienza. Attraverso l’analisi del DNA, sulla base di uno studio inedito portato avanti dall’Università di Modena e Reggio Emilia e la start up Genetica23, è possibile avere accesso alle informazioni che regolano il metabolismo e la predisposizione all’invecchiamento di ciascuna delle nostre cellule. La ricerca, condotta presso il Policlinico di Modena, ha documentato l’indissolubile legame tra la genetica individuale e i principali tratti metabolici della pelle, la predisposizione all’invecchiamento e alla tipologia di danno da esposizione solare. Conoscere le esigenze della pelle così nel dettaglio consente di realizzare prodotti antiage efficaci, personalizzati e formulati per riparare e prevenire l’invecchiamento della pelle e garantirne la massima salute e bellezza. Su queste basi, Genetica23 e Unimore hanno testato e sviluppato prodotti cosmetici profilati e personalizzati sulla base delle caratteristiche individuali delle partecipanti al test clinico, documentando risultati senza precedenti in termini di miglioramento della salute della pelle. “E’ stato sorprendente anche per me documentare i miglioramenti della salute della cute di tutte le partecipanti al test, sia a livello estetico sia a livello più profondo e pre-clinico, visibili solo con gli strumenti all’avanguardia presenti presso la nostra clinica”, spiega il prof. Giovanni Pellacani, direttore della Clinica Dermatologica Policlinico Umberto I, Università di La Sapienza di Roma. Oggi questi prodotti e queste metodologie di personalizzazione vengono per la prima volta offerte al pubblico.

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Unione della salute: i farmaci devono essere più accessibili ed economici

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Bruxelles. La risoluzione, che costituisce il contributo del Parlamento alle future proposte della Commissione per aggiornare la legislazione farmaceutica dell’UE previste nel 2022, è stata adottata mercoledì con 527 voti a favore, 92 contro e 70 astensioni.Fra le raccomandazioni, c’è la richiesta di affrontare le cause primarie della carenza di medicinali e di garantire ai pazienti l’accesso a trattamenti farmaceutici sicuri, economici ed efficaci. Inoltre, si vuole aumentare la trasparenza dei prezzi e il finanziamento pubblico per ricerca e sviluppo, oltre che a rafforzare la capacità di produzione e di approvvigionamento UE. Maggiori dettagli sugli aspetti specifici trattati nella risoluzione sono disponibili qui.Durante il dibattito della sessione plenaria di lunedì, i deputati hanno affermato che una delle lezioni principali che i responsabili politici hanno imparato dalla pandemia di COVID-19 è l’importanza di una stretta collaborazione a livello europeo, insieme a una politica per rendere i sistemi sanitari nazionali più sostenibili e resistenti.I deputati hanno aggiunto che l’UE deve impegnarsi a ripristinare l’indipendenza del suo approvvigionamento farmaceutico e a rafforzare i partenariati pubblico-privato. Un’ampia maggioranza di deputati ha chiesto un quadro normativo aggiornato e solido che garantisca la sicurezza e l’efficacia dei prodotti farmaceutici, la definizione di prezzi equi e trasparenti, e la promessa che l’industria rispetti i suoi impegni ambientali.

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La percezione della salute degli Europei nell’era post Covid: l’indagine Merck

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Gli italiani sono una delle popolazioni europee che dichiara il miglior stato di salute fisica a quasi due anni dall’inizio della pandemia. Ben il 56% dei cittadini italiani (rispetto al 54% degli europei), infatti, afferma che il proprio stato di salute fisica attuale è buono o molto buono. Solo il 45% (la stessa percentuale degli europei), però, valuta allo stesso modo la propria salute mentale. I problemi psicologici vengono indicati come la principale conseguenza della pandemia.Queste sono solo alcune delle conclusioni dell’”Indagine Merck: la percezione della salute degli europei nell’era post Covid”, un’iniziativa di Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, realizzata con il supporto tecnico di GAD3, che ha coinvolto 6.000 persone di età compresa tra 18 e 65 anni provenienti da dieci paesi (Germania, Belgio, Spagna, Francia, Italia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca e Svizzera).L’indagine macro mostra che gli europei (soprattutto italiani, spagnoli e portoghesi) ritengono che la pandemia li abbia aiutati a parlare apertamente, all’interno del proprio ambiente personale e professionale, della loro salute fisica e mentale. Così è stato per più di 7 italiani su 10. Inoltre, il 35% degli italiani afferma di aver migliorato la convivenza familiare e quasi 3 su 10 che l’esperienza ha favorito nuove abitudini più salutari ed uno spirito di maggiore solidarietà.Al contrario, gli italiani (come la media europea) sottolineano il peso dei problemi emotivi derivanti dalla pandemia e l’impossibilità di gestire al meglio le responsabilità familiari e lavorative. I risultati mostrano che il 19% dei giovani italiani (23% degli europei) ha avuto bisogno di aiuto psicologico. Stress e ansia, soprattutto tra le donne di età compresa tra i 18 e i 29 anni, sono, insieme alla paura e all’incertezza, le conseguenze psicologiche che hanno avuto il maggiore impatto sugli italiani nell’ultimo anno. Infatti, il 36% (26% degli europei) ha sviluppato la paura del contatto fisico con altre persone.La pandemia ha anche stimolato l’uso di nuove tecnologie per la salute. L’indagine Merck conclude che 7 europei su 10 affermano di sentirsi a proprio agio o sempre più a proprio agio con la telemedicina, sebbene la metà di loro preferisca ancora i consulti medici in presenza. Inoltre, 8 su 10 cercano su Internet informazioni riguardo a sintomi e malattie prima di fissare un appuntamento. Regno Unito, Italia e Polonia sono i più propensi a farlo: 1 italiano su 2 lo fa spesso o sempre. Ma i risultati mostrano cambiamenti rispetto ad altre abitudini. Dopo il periodo più acuto della crisi sanitaria, 1 italiano su 3 afferma di aver ridotto la propria vita sociale, il 29% afferma di aver ridotto i rapporti sessuali e il 26% afferma di aver iniziato a seguire una dieta più sana.Lo studio sonda anche l’opinione sul lavoro di diversi gruppi durante la pandemia e mette in evidenza il lavoro svolto dagli operatori sanitari, in particolare i farmacisti. Da notare che 6,5 italiani su 10 valutano il loro ruolo come buono o molto buono. Alla domanda su cosa dovrebbe essere migliorato nel sistema sanitario, oltre il 60% degli italiani risponde che dovrebbero essere investite maggiori risorse nella medicina preventiva, seguita dalle cure primarie e dalla ricerca e sviluppo dei farmaci. Questi risultati sono in linea con un’altra risposta degna di nota: il 31% degli italiani (35% degli europei) teme un’eventuale mancanza di cure che potrebbe derivare da un altro possibile collasso sanitario. Le conseguenze negative del Covid, però, non sembrano aver avuto troppa influenza sui progetti di maternità/paternità degli europei. Infatti, solo il 10% di loro ha ritardato i propri piani a causa della pandemia. In Italia questa percentuale è la più alta in Europa: 15%.

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Progetto multidisciplinare sulla salute mentale post Covid e prospettive future

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Lo tsunami emotivo subito a livello mondiale fa temere una ‘coda lunga’ di disagi a causa dello stress cronico, l’incertezza, ricadute di disturbi preesistenti, ansia e fattori scatenanti di tipo ambientale.Una metanalisi di Lancet ha contato un surplus di casi di disturbi depressivi e 76 milioni di casi di disturbi d’ansia (52 milioni dei quali nelle donne). La metanalisi ha analizzato 48 studi relativi ai disturbi in 204 paesi del mondo riscontrando il bisogno di un aumento della domanda di assistenza che deve portare ad un rafforzamento dei servizi per rispondere alla domanda ed effettuare delle politiche di prevenzione.Lockdown più prolungati e restrittivi e chiusura delle scuole prolungata sono i fattori che hanno avuto importanti ricadute psichiche su bambini e adolescenti, su adulti e anziani.E’ quindi emersa, dai parte di alcuni clinici, la necessità di una mappatura sistematica delle problematiche emerse, tra cui gli effetti a lungo termine del Sistema Nervoso Centrale (SNC), a seguito della pandemia.Calcolare il burden of disease (carico) della salute mentale e identificare le strategie operative e organizzative per il prossimo futuro sono gli obiettivi del board di esperti che si è riunito a Roma per la prima fase del progetto “SERENDIPITY – Osservare e scoprire la nuova realtà tra pandemia e sindemia”.Il board che riunisce quattro Psichiatri, un Neurologo e un Medico di Medicina Generale/Geriatra ha il compito di mettere a punto gli argomenti di questa ampia survey italiana sugli effetti della pandemia sulla salute mentale e di analizzarne i risultati. La survey, curata da Ethos con la collaborazione del Dipartimento di Statistica e Demografia dell’Università La Sapienza di Roma, facoltà di Economia, servirà a misurare l’incidenza dei disturbi emersi come effetto dello stress dato dalla pandemia e dal lockdown, analizzare le caratteristiche della sindrome Long Covid, e valutare le conseguenze della mancata assistenza e della perdita di aderenza.I risultati della survey su circa 1200 specialisti psichiatri, neuropsichiatri infantili, neurologi, MMG e pediatri saranno oggetto di una pubblicazione scientifica a cura del Board (Prof. Mario Amore di Genova – Prof. Sergio De Filippis di Roma – Dott. Silvestro La Pia di Napoli – Prof. Andrea Fagiolini di Siena – Dott. Alessandro Pirani di Cento (Fe) – Prof. Riccardo Torta di Torino).

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I nuovi bisogni di salute dei cittadini

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2021

Dal 53° congresso nazionale della Società Italiana di Biochimica Clinica e Medicina di Laboratorio. “La nostra società scientifica è l’espressione di migliaia di professionisti, medici, biologi, chimici, tecnici di laboratorio che eseguono centinaia di migliaia di esami di laboratorio quotidianamente valutando le condizioni di salute di tantissimi cittadini e capaci di determinare il 70% di tutte le decisioni cliniche” afferma la presidente SIBIOC Laura Sciacovelli – un enorme lavoro di diagnostica di laboratorio che ha un costo molto ridotto, quantificabile nel 2% della spesa sanitaria su base nazionale.” “Questi dati indicano che siamo un investimento e non un costo. La pandemia lo ha dimostrato: la medicina di laboratorio rappresenta una disciplina caratterizzata da grande efficienza e valore quotidiano per i cittadini, i pazienti sia curati in ospedale che a domicilio – spiega il presidente designato Tommaso Trenti – ma purtroppo, a fronte del forte impatto sulla salute dei cittadini e della presenza di importanti figure di riferimento appartenenti alla Medicina di Laboratorio protagoniste anche sullo scenario internazionale, nessun professionista di Medicina di Laboratorio è attualmente presente in Commissioni, Task Forces, Comitati o Consigli che riguardino la pandemia ed in generale la salute dei cittadini- questa “assenza” ha creato molta confusione nell’ambito dell’utilizzo delle varie opzioni di diagnostica sia molecolare, sierologica o antigenica, con importanti ricadute sulla diffusibilità del virus, la diagnosi precoce.” Altro argomento di grande interesse è la sempre maggiore prossimità ai cittadini. “L’esecuzione dell’esame deve avvenire in prossimità del paziente, modalità diagnostica che sarà ed è già parte dell’alleanza terapeutica nella medicina territoriale insieme al medico curante in particolare di medicina generale, allo specialista, al caregiver” sottolinea la dr.ssa Sciacovelli. Infine, ampio spazio a digitalizzazione, e-health, telemedicina, Intelligenza Artificiale. Spiega il presidente eletto Trenti: “L’e-health, la digitalizzazione in sanità, la telemedicina, l’applicazione dell’intelligenza artificiale, la mobile-health sono fortissimi strumenti d’integrazione delle informazioni, in particolare di diagnostica, per determinare un nuovo modello di sanità capace di collegare i bisogni del cittadino in tutti i suoi momenti e percorsi di cura. L’efficacia dell’informazione diagnostica è centrale quando è integrata in tutti i luoghi di cura dal domicilio, al ricovero in strutture sanitaria a bassa intensità di cure o nelle strutture ad alta intensità di cure creando un ambiente capace di dare significato concretamente operativo ai nuovi modelli di cura.

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Autunno in buona salute con spezie ed erbe

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

Spesso utilizzate per esplorare nuovi sapori in cucina, le spezie e le erbe aromatiche sono molto utili anche per mantenersi in salute senza rinunciare al gusto, soprattutto nella stagione autunnale. Ma quali sono quelle più efficaci in questo periodo e come utilizzarle al meglio? MioDottore – piattaforma leader nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo Docplanner – ha coinvolto uno dei suoi esperti, il dottor Giulio Sonzio, nutrizionista, che ha aderito al progetto di video consulenze online attivato dalla piattaforma, per identificare la top 10 di spezie ed erbe “amiche” del benessere, fornendo anche suggerimenti pratici per portarle in tavola. I perfetti alleati? Lo zafferano per il buonumore, il cumino contro la tosse e l’aglio anti-raffreddore Alcune spezie ed erbe aromatiche sono in grado di donare a corpo e mente una marcia in più in autunno, perché grazie alle loro peculiari proprietà possono essere potenti antibatterici e anti-infiammatori (come basilico, curcuma e zenzero) e validi alleati della serotonina, l’ormone del benessere, (come aglio, zafferano e salvia) così da fronteggiare al meglio la progressiva carenza di luce solare, spesso associata a un umore più cupo. Per delineare meglio caratteristiche e principi attivi, l’esperto di MioDottore ha selezionato una speciale top 10 per creare la dispensa autunnale perfetta:1. Basilico: oltre a ricordare l’estate con il suo profumo, vanta capacità curative antinfiammatorie e antibatteriche per l’organismo. 2. Curcuma: è depurativa, anti-influenzale e antinfiammatoria. Inoltre, è un potente antiossidante che impedisce l’azione dei radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare. 3. Aglio: ricco di minerali e vitamine, è utile per affrontare raffreddore e disturbi respiratori. È anche un buon antidepressivo e un supporto contro debolezza e affaticamento, dovuti alla carenza di sole nel cambio di stagione. 4. Finocchio selvatico: è depurativo e con effetti digestivi, ottimo anche per i bimbi piccoli affetti da coliche e dolori addominali. 5. Zenzero: è in grado di stimolare il sistema immunitario e, tramite le sue proprietà antisettiche e antinfiammatorie, combatte raffreddore, tosse, mal di gola, gastriti e febbre, ma anche dolori articolari e muscolari. 6. Zafferano: favorisce il buonumore messo alla prova dalla diminuzione delle ore di sole tipiche dell’autunno grazie alle sue proprietà che supportano l’incremento di serotonina e dopamina, responsabili dell’umore. 7. Noce moscata: la pianta indonesiana che contiene sali minerali, ferro, potassio, vitamine, antiossidanti e acido folico ha un effetto rilassante in caso di ansia e stress. Inoltre, può essere considerata uno speciale afrodisiaco! 8. Salvia: questa erba aromatica è particolarmente indicata in caso di disturbi dell’umore in quanto contiene Thujone, una sostanza “amica” della serotonina, aiuta quindi ad alleviare alcuni stati psicologici, specialmente la depressione. 9. Cannella: nota e utilizzata da sempre in Sri Lanka e Malesia, è molto efficace contro raffreddore e mal di gola, ma non solo. È uno strumento prezioso anche per superare la debolezza generale e l’inappetenza. 10. Cumino: le sue proprietà espettoranti e disinfettanti apportano benefici in caso di asma e bronchiti, liberando le vie respiratorie. Inoltre, essendo ricco di vitamina E e antiossidanti, contrasta la formazione di radicali liberi mantenendo la pelle giovane ed elastica. Idee in cucina: curcuma nella crema pasticcera, finocchio selvatico come pesto e zuppa di zenzero. Per ricevere consigli relativi ad alimentazione e non solo, MioDottore mette a disposizione degli utenti la funzionalità di consulenza online, con circa 7.000 esperti disponibili.

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‘Una montagna di salute’, la promozione del benessere passa dalle terre alte

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2021

Domenica 10 ottobre si terranno 15 escursioni organizzate in Liguria, in Piemonte, in Lombardia, in Trentino-Alto Adige, in Emilia-Romagna, in Abruzzo, nel Lazio e in Sicilia. La promozione del benessere psicofisico è al centro dell’evento diffuso “Una montagna di salute” organizzato dalla Commissione centrale medica del Club alpino italiano che punta ai territori montani del nord, del centro e del sud del nostro Paese. “Attraverso l’organizzazione di escursioni diffuse nel territorio nazionale, il nostro obiettivo è quello di promuovere stili di vita corretti, un’alimentazione equilibrata e allo stesso tempo l’attenzione al territorio. Nata da un’idea di Carla D’angelo, componente della Commissione centrale medica, l’iniziativa è stata pensata per essere condivisa con le Commissioni mediche periferiche e con le sezioni locali”, spiega il presidente della Commissione centrale medica Franco Finelli.”Interagire con le terre alte, camminare nell’ambiente montano permette di preservare lo stato di salute inteso come stato di benessere fisico, psichico e sociale. Esiste un legame diretto tra la quantità di attività fisica e la speranza di vita, ragione per cui le popolazioni fisicamente più attive tendono a essere più longeve di quelle inattive”, spiega la stessa Commissione medica centrale. “Una Montagna di Salute è rivolta a tutti, in particolare ai più giovani. I soci Cai devono essere portatori di stili di vita sostenibili e salutari, proprio perché la diffusione del benessere può generare minori costi sanitari, a livello globale”, puntualizza ancora Finelli.L’iniziativa si inserisce appieno all’interno del cartellone del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2021. Infatti, la promozione della salute è parte del goal “Benessere” dell’Agenda 2030 definita dall’OMS, “come un processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla”.Da nord a sud, passando per il centro, le iniziative sono possibili solo grazie all’apporto delle sezioni locali. In Liguria e in Piemonte, con il coinvolgimento del Cai La Spezia e del Cai di Lanzo Torinese. In Lombardia, con l’apporto del Cai Bergamo. In Trentino Alto-Adige, con il coinvolgimento del Cai Pinzolo e Val Rendena. In Emilia-Romagna, con il supporto del Cai “Cani Sciolti” di Cavriago, del Cai di Bismantova – Castelnovo ne’ monti, Cai Sassuolo, Cai Bologna, Cai Modena e Cai Pavullo nel Frignano. In Abruzzo, con il Cai Sulmona, con la sottosezione Val Vibrata e con la sezioni Vallelonga Coppo dell’Orso e Ortona. Nel Lazio, con la sezione Cai di Roma e in Sicilia, con la partecipazione degli organi tecnici territoriali operativi.L’iniziativa è stata realizzata con il coinvolgimento della Commissione medica della Liguria, del Piemonte e della Valle d’Aosta, del Cai Bergamo e della Lombardia. Senza dimenticare quella della Sat, del Veneto, del Friuli Venezia-Giulia, dell’Emilia-Romagna, del Lazio e della Sicilia.

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Covid e salute dei reni

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2021

Non solo maggiori infettività e mortalità nei pazienti nefropatici, ma danni renali scatenati dall’infezione del SARS-CoV2 nella popolazione sana. Quali sono le problematiche legate al danno renale da Covid-19? Quali i rischi a lungo termine? A queste domande ha risposto il Simposio SIN – SIMIT (Società Italiana di Nefrologia – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) sull’epidemia da Covid-19 che ha aperto oggi il 62° Congresso della Società Italiana Nefrologia. Un momento per fare il punto sull’impatto che la malattia ha avuto non solo nei pazienti in dialisi e trapiantati, ma anche nella popolazione generale e – secondo una prospettiva completamente rovesciata – sulla compromissione renale causata da SARS-CoV2. Se, da un lato, i pazienti nefropatici si sono infettati per oltre il 20% in più rispetto alla popolazione generale, con una mortalità 10 volte superiore, dall’altro lato le prime evidenze fanno registrare una percentuale tra il 30 e il 40 di persone che, contratta l’infezione da SARS-CoV2, hanno sviluppato danni renali di vari grado e intensità. Sebbene il Covid-19 colpisca prevalentemente l’apparato polmonare, il rene rappresenta uno tra i principali organi target. “Non possiamo ignorare l’impatto clinico che ha avuto sulla salute renale, con un’insorgenza di oltre il 50 % di danno renale acuto in fase di malattia da Covid-19 nei pazienti ospedalizzati e rischi post-acuti più elevati tanto più era grave l’infezione. Ciononostante, gli esiti renali post-acuti sono evidenti anche nei casi in cui la malattia acuta non era così grave da richiedere l’ospedalizzazione”. Commenta così Piergiorgio Messa, Presidente SIN e Direttore di Unità Operativa Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale – Policlinico di Milano e Professore Ordinario di Nefrologia all’Università degli Studi di Milano. In media, il rischio di incidenza di danno renale acuto (AKI – Acute Kidney Injury) nei pazienti con Covid-19 è stato pari al 20,4%; questo il dato allarmante che emerge su 17 studi che coinvolgono oltre 18mila pazienti in Italia. Tra i fattori associati all’insorgenza di AKI: anziani (over 70) e sesso maschile, ma anche la presenza di comorbidità quali diabete, ipertensione, malattia renale cronica, neoplasia. “L’insorgenza di AKI – spiega Messa – ha aumentato i ricoveri in terapia intensiva e la probabilità di morte, con una gravità di danno renale che andava di pari passo con la gravità dell’infezione da Covid-19”. Il Simposio di apertura del 62° Congresso della Società Italiana di Nefrologia si chiude con l’invito a pensare e disegnare efficaci protocolli di gestione delle future pandemie. Forte dell’esperienza e della tempestività con cui la SIN ha gestito la fase emergenziale e portato avanti la battaglia per la priorità vaccinale, la comunità scientifica dei nefrologi italiani è sensibilizzata e pronta a lavorare in questa direzione, al fine di proteggere i pazienti nefropatici, fragili per eccellenza e poco responsivi agli schemi vaccinali classici.

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Salute, attualità, stili di vita e molto altro

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2021

Il tutto in un contenitore d’informazione appositamente pensato per i senior e i per i loro interessi. E’ questo Senior News, il notiziario di informazione quotidiana di Senior Italia FederAnziani dedicato agli over 65, in onda dal lunedì al venerdì su Canale Italia alle 19:00 e su 22 radio italiane, oltre che su un network di oltre 100 radio in un’edizione settimanale con le notizie più importanti.Cos’è il diabete e quali sono i modi migliori per tenerlo sotto controllo? Come faccio ad aprire una casella di posta elettronica, un account su un social? Che cos’è lo Spid e come funziona? Di cosa parliamo quando parliamo di colesterolo? Sono tante le domande, che spaziano dalla salute all’inclusione digitale, a cui ogni giorno risponde Senior News, con un’informazione che la federazione della terza età offre ai suoi aderenti, e non solo. Una formula che ha trovato da subito l’interesse degli utenti e che negli ultimi mesi si è arricchita anche di inchieste speciali dedicate ai diritti degli over 65, e che via via si arricchisce sempre più di rubriche tematiche, approfondimenti, consigli pratici sui più vari aspetti della vita quotidiana.Il TG, nato nel luglio 2020, va in onda su Canale Italia 84 lcn Digitale Terrestre e Canale 937 Bouquet Sky alle 19.00, mentre l’edizione radiofonica è trasmessa dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria 16.30-18.00, su Radio Reporter, Radio Val del lago, Giornaleradio, Radio Anaunia, Radio Canale Italia, Radio Bologna Uno, Radio Emme, Nova Radio, Radio Ananas, NSL, Radio Italia anni 60, Spazio Blu, Radio Galileo, Radio Centrale Teramo, Radio amore, ARC Avellino, Radio master, Controradio, Radio Potenza centrale, Radio Crotone 97, Radio amore nostalgia, Radio internazionale. Un network di altre 100 radio inoltre ospita, tutti i venerdì alle 18.00, lo speciale settimanale dedicato alle più importanti notizie selezionate dalla redazione di Senior News. Il TG si può rivedere sul sito della federazione (www.senioritalia.it) e sui canali social (Youtube e Facebook).Tra le campagne portate avanti nell’ultimo anno quelle sulla promozione dei sani stili di vita, l’attenzione alla prevenzione, le malattie croniche, le patologie respiratorie, l’asma, l’asma grave, la bpco, le patologie oncologiche, il tumore del polmone o carcinoma polmonare, la leucemia, il diabete, lo scompenso cardiaco, l’ipertrofia prostatica benigna, la cistite, la fragilità ossea, le patologie delle valvole cardiache, l’ipercolesterolemia, l’incontinenza urinaria, l’epatite C, l’ipoacusia, l’aderenza alla terapia. Argomenti puntualmente approfonditi anche attraverso video interviste a medici ed esperti.

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Unione europea della salute: più prevenzione e cooperazione transfrontaliera

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2021

La posizione negoziale sull’estensione del mandato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) è stata adottata con 598 voti favorevoli, 84 contrari e 13 astensioni. Secondo i deputati, i Paesi dell’UE dovrebbero mettere a punto piani nazionali di preparazione e risposta alle emergenze nazionali, e fornire dati tempestivi, comparabili e di qualità.Il PE chiederà ne negoziati di sviluppare una task force sanitaria dell’UE permanente per sostenere la risposta locale dei Paesi UE. Infine, i deputati vogliono che l’ECDC copra, oltre le malattie trasmissibili, anche quelle non trasmissibili, come le malattie cardiovascolari e respiratorie, il cancro, il diabete o le malattie mentali.La posizione negoziale sul rafforzamento della capacità di prevenzione, preparazione e risposta dell’UE alle crisi in caso di future gravi minacce sanitarie transfrontaliere, è stata adottata con 594 voti favorevoli, 85 contrari e 16 astensioni. Secondo la proposta, l’UE sarebbe in grado di dichiarare una situazione di emergenza sanitaria per l’UE, che farebbe scattare un maggiore coordinamento e permetterebbe lo sviluppo, lo stoccaggio e l’approvvigionamento di prodotti necessari ad affrontare la crisi.Il testo propone misure per rafforzare il monitoraggio epidemiologico e chiede agli Stati membri di intensificare la comunicazione degli indicatori sui sistemi sanitari (come la disponibilità di letti ospedalieri, la capacità di cure intensive o il numero del personale medico formato). Il testo chiede infine procedure chiare e maggiore trasparenza per le attività di aggiudicazione dell’UE e i relativi accordi di acquisto, oltre a un sistema di approvvigionamento comune per i dispositivi medici.

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