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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 235

Posts Tagged ‘salute’

Sport e attività fisica

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

Oltre ad avere un alto valore sociale ed educativo, sono importanti strumenti di benessere, prevenzione e terapia di molte patologie; seguire uno stile di vita corretto è il modo migliore per preservare il nostro bene più prezioso, la salute. È questo il tema della tavola rotonda “Sport e Sostenibilità” organizzata oggi da ConfAssociazioni Ambiente, in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), presso la Camera dei Deputati e che ha visto riuniti i massimi esperti del settore. Numerose evidenze scientifiche dimostrano come uno stile di vita sano e una regolare attività fisica siano validi alleati del nostro benessere. Oltre il 70% delle patologie cronico-degenerative, come infarto, diabete e ictus, potrebbe essere evitato grazie a un corretto regime alimentare e a un costante esercizio fisico così come fare movimento tutti i giorni ha grandi benefici per chi soffre di stress, depressione e stati d’ansia. D’altro canto, però, studi scientifici mettono in evidenza come lo stile di vita della popolazione stia peggiorando: dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenziano che oltre 7 italiani su 10 (73,9%) sono obesi o in sovrappeso, il 56,6% non svolge attività fisica e il 19,6% ha il vizio del fumo.Seguire salutari abitudini sportive, oltre che alimentari, aiuta non solo a ridurre il rischio di sviluppare molte patologie croniche, incluse quelle oncologiche, ma è importante anche per contrastare la progressione della malattia quando si è già manifestata.
“La nostra salute dipende principalmente dagli stili di vita. Moltissime delle patologie sono dovute a comportamenti errati. Scarsa attività motoria, alimentazione non corretta, fumo sono le principali cause di malattie croniche e degenerative che possono condurre anche a morti premature – dichiara Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale -. “Viceversa, abitudini sane ed esercizio fisico allungano l’aspettativa di vita e incidono positivamente sulla qualità di vita di ognuno”.”Pertanto, l’attività fisica e motoria dovrebbe essere consigliata dal medico così come vengono prescritte terapie farmacologiche o diete alimentari” – prosegue Alessandro Miani -. “E su questo auspico vi sarà una maggiore sensibilità da parte della politica e degli organismi istituzionali preposti per incentivare tutte le strutture pubbliche e private, i gestori sportivi e i singoli operatori che ogni giorno si adoperano per rendere fruibile lo sport in ambienti outdoor e indoor, adeguati, sani e funzionali”.Praticare sport e adottare salutari stili di vita comporta, inoltre, importanti ricadute in termini di risparmio di costi economici e sociali a carico del Servizio Sanitario Nazionale.“Un report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2017 mostra come in Europa la sedentarietà costi dai 150 ai 300 Euro/anno per ogni persona”, sostiene Daniela Lucini, Professore Associato di Medicina Interna e Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico UNIMI. “Esercizio fisico e corretto stile di vita in genere soddisfano pienamente la definizione di Sostenibilità: fare oggi azioni per preservare un bene prezioso quale la Salute che altrimenti un domani potrebbe non essere più presente, garantendo anche un significativo risparmio economico e liberare quindi risorse da investire in terapie innovative”.Ma l’attività sportiva non comporta solo benefici al benessere psicofisico della persona ma ha anche importanti valenze di carattere educativo e formativo. Come una vera e propria palestra di vita, gli sport – in particolare quelli di squadra – aiutano i ragazzi a creare nuove amicizie e a condividere valori fondamentali, tenendoli lontani dalla droga, dalla delinquenza o da compagnie “sbagliate”, favorendo l’integrazione di gruppi in aree a maggiore disagio sociale.Lo sport, infine, come “amico” dell’ambiente. Dove si pratica attività fisica all’aria aperta – per esempio nei parchi cittadini o all’interno delle aree protette – si sviluppa una coscienza ed educazione ambientale, una maggiore attenzione alla promozione e salvaguardia delle risorse del territorio, mettendo in atto atteggiamenti di tutela del paesaggio dall’inquinamento e dall’incuria.

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Lombardia. Cronicità. La salute non va trattata come una catena di montaggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

“Sempre più la gestione della cronicità appare come la catena di montaggio della salute. A una gestione industriale e standardizzata della salute preferiamo un intervento su misura per il paziente”, così Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta i primi dati relativi alla presa in carico dei pazienti cronici comunicati dall’Assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, aggiunge: “Per adesso l’adesione dei pazienti presi in carico e all’8%. Il numero di medici di medicina generale che hanno aderito alla è intorno al 55%, è troppo basso e il maggior numero di adesioni alla presa in carico arriva dalle cooperative.Sono dati che confermano le preoccupazione che la riforma sia sbilanciata a favore del privato. Il percorso deve coinvolgere tutti gli attori, i pazienti in primis e poi tutte le figure sanitarie, il medico di medicina generale, il clinical manager e tutte le figure sanitarie coinvolte nella riforma (infermieri, operatori sanitari).
Valuteremo i dati entro fine anno, sperando che nelle prossime conferenze l’assessore voglia parlare anche di costi, attualmente sconosciuti. In termini di costi e di risorse umane la partita della cronicità è la più rilevante e se la riforma risulterà un fallimento o si cambia allenatore o si cambia lo schema di gioco”.

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Senior Italia FederAnziani: buon lavoro a nuovo governo e a Ministro della Salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

“I 3,8 milioni di senior aderenti a Senior Italia FederAnziani augurano buon lavoro al nuovo governo”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina. “Un particolare augurio lo rivolgiamo alla nuova Ministra della Salute, Giulia Grillo, già distintasi nella difesa di un servizio sanitario pubblico e universalistico che garantisca equità di accesso nelle cure e uniformità dei Livelli essenziali di assistenza. Guardiamo con interesse al suo impegno verso una riduzione delle liste d’attesa, alle sue proposte di riduzione del ricorso ai ticket che gravano sui cittadini e siamo pronti a dare il nostro contributo come pazienti nell’individuazione di soluzioni che consentano di ottimizzare la spesa pubblica in sanità, tutelando la salute dei cittadini nel rispetto dell’equilibrio dei conti dell’SSN”.

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RBM Assicurazione Salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

Roma 6 giugno 2018 presso Palazzo Colonna, Piazza SS. Apostoli, 66 conferenza su RBM Assicurazione Salute, prima assicurazione in Italia nel ramo della salute (inizio alle ore 9, chiusura dei lavori prevista per le 15.45) alla quale prenderanno parte anche esponenti del mondo dei sindacati e della politica. È, infatti, prevista la partecipazione del Sen. Tommaso Nannicini (PD), del Sen. Adolfo Urso (FdI), del leader del MoVimento 5 Stelle On. Luigi Di Maio e del Sen. Armando Siri (Lega).
RBM Assicurazione Salute S.p.A. è la più grande Compagnia specializzata nell’assicurazione sanitaria per raccolta premi e per numero di assicurati. Si prende cura ogni giorno degli assistiti delle più Grandi Aziende Italiane, dei principali Fondi Sanitari Integrativi Contrattuali, delle Casse Assistenziali, degli Enti Pubblici, delle Casse Professionali e di tutti i Cittadini che l’hanno scelta per prendersi cura della loro salute. È la Compagnia che dispone del più ampio network di strutture sanitarie convenzionate gestito secondo gli standard della Certificazione ISO 9001 per garantire sempre ai propri assicurati cure di qualità. Con RBM Assicurazione Salute la persona è sempre al centro perché prima delle spese sanitarie la nostra mission è assicurare la Salute. È per questo che RBM Assicurazione Salute è l’unica Compagnia a garantire ai propri assicurati la possibilità di costruire un piano sanitario su misura (www.tuttosalute.it) e ad investire sulla loro salute promuovendo gratuitamente visite e controlli a loro favore presso i tanti Centri Autorizzati presenti sul territorio nazionale (www.alwaysalute.it). RBM Assicurazione Salute è Main Sponsor della squadra di basket Campione d’Italia 2016-2017 (serie A1 maschile) Umana Reyer Venezia. Nel 2017 RBM Assicurazione Salute è stata premiata come Miglior Compagnia per la Sanità Integrativa, in continuità con il riconoscimento avuto nel 2016 per il secondo anno consecutivo come Miglior Compagnia Salute nello Sviluppo delle Polizze Malattia (IPF). Nello stesso anno ha ricevuto anche il premio come Miglior Campagna Prodotto con RBMTuttosalute!2.0 (MF-Milano Finanza), nel 2015 come Eccellenza dell’Anno nell’Assicurazione Salute (Premio Internazionale Le Fonti) e come Top Investor nel Ramo Salute (MF-Milano Finanza).

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ILVA: rischi per la salute restano a livelli non tollerabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Bruxelles. Anche rispettando tutti gli standard ambientali previsti, i rischi per la salute dei residenti di Taranto non si ridurrebbero sostanzialmente, affermano i deputati della commissione petizioni.
Secondo la relazione approvata martedì, sulla missione conoscitiva a Taranto effettuata lo scorso 18 e 19 luglio da una delegazione della commissione PETI (petizioni) per incontrare i vertici dell’ILVA e dell’ENI e visitare gli impianti, anche qualora le suddette aziende applicassero tutte le misure preventive previste dalla legge, i rischi per la salute dei residenti nelle zone limitrofe rimarrebbero a livelli non accettabili.Secondo i deputati, non ci sarebbero le condizioni necessarie per permettere un incremento della produzione a più di 8.5 milioni di tonnellate annue, così come proposto dall’azienda. Contrariamente, si raccomanda un limite produttivo di 6 milioni di tonnellate, limite che dovrebbe rimanere in vigore fino a che l’azienda non metterà in atto tutte le misure precauzionali per prevenire i danni ambientali.
Nel testo si sottolinea poi come l’ILVA non abbia rispettato gli obblighi ambientali né le scadenze imposte dal governo Italiano per ridurre l’impatto sul territorio, ad esempio non adottando le misure necessarie per proteggere la salute dei cittadini, come la copertura dei parchi minerali.I deputati hanno più volte denunciato come i dati esposti dai dirigenti dell’ILVA e dell’ENI siano stati spesso in contrasto con quelli presentati da cittadini firmatari della petizione, oltre alla poca trasparenza degli organi nazionali e locali, responsabili dei controlli per la salute pubblica e l’ambiente.Spetterebbe proprio a tali organi e ai dirigenti dell’ILVA e dell’ENI il dovere di rinstaurare la fiducia dei cittadini nei loro piani ambientali e nei loro progetti industriali e promuovere un dialogo per coinvolgerli in tutte le decisioni che riguarderanno la loro qualità di vita.Il testo è stato approvato con 25 voti favorevoli e 2 contrari.

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Rischi per la salute derivanti dalla caduta dei tassi di vaccinazione nell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Il calo della fiducia dell’opinione pubblica nella vaccinazione è una grande sfida che sta già avendo un impatto sulla salute. E’ quanto i deputati europei affermano nella loro risoluzione rilevando altresì che i dati epidemiologici evidenziano notevoli lacune nella diffusione dei vaccini e un tasso di copertura vaccinale troppo basso per assicurare che il pubblico goda di una protezione adeguata contro le malattie prevenibili con la vaccinazione. Le conseguenze sono evidenti con conseguenze che in un certo numero di Paesi, che si sarebbero potute evitare come è accaduto per il morbillo.
I deputati europei sottolineano che i vaccini sono rigorosamente testati attraverso molteplici fasi di prova e periodicamente rivalutati. Accolgono con favore l’imminente avvio di un’azione comune, cofinanziata dal programma dell’UE per la salute, volta ad aumentare la copertura vaccinale. Propongono, inoltre di rafforzare la base giuridica per la copertura vaccinale e invitano la Commissione ad agevolare un programma di vaccinazione più armonizzato e meglio allineato in tutta l’UE.
Il documento chiede una maggiore trasparenza nella produzione e nella valutazione dei vaccini e dei loro coadiuvanti e il finanziamento di programmi di ricerca indipendenti sui loro eventuali effetti collaterali, per ristabilire la fiducia nei confronti delle vaccinazioni.
Si evidenzia inoltre che i ricercatori sono tenuti a dichiarare ogni eventuale conflitto di interessi e chi si trovasse in tale posizione dovrebbe essere escluso dal comitato di valutazione dell’EMA. Anche la riservatezza delle decisioni di detto comitato dovrebbe essere abolita e i dati scientifici dovrebbero essere resi pubblici.I deputati chiedono di fornire ai cittadini informazioni inclusive, fattuali e basate su dati scientifici per contrastare le informazioni inaffidabili, fuorvianti e prive di fondamento scientifico in materia di vaccinazioni.E’ ingiustificabile che il costo di una confezione completa di vaccini per un solo bambino sia aumentato di 68 volte tra il 2001 e il 2014. I deputati sostengono, quindi, l’accordo esistente che consente di acquisire congiuntamente i vaccini, mettendo in comune il potere d’acquisto degli Stati membri.La vaccinazione previene, secondo le stime, 2,5 milioni di morti l’anno in tutto il mondo e riduce i costi dei trattamenti specifici per le malattie, compresi i trattamenti antimicrobici.
Nel periodo tra il 2008 e il 2015 in Europa si sono registrati 215.000 casi di malattie a prevenzione vaccinale, esclusa l’influenza.Il morbillo è una malattia grave e dall’inizio del 2016 sono stati segnalati 57 decessi nell’UE. Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC), la maggior parte dei casi sono stati segnalati dalla Romania (5.224), dall’Italia (4.978), dalla Grecia (1.398) e dalla Germania (906), tra il 1 ° febbraio 2017 e il 31 gennaio 2018, pari al 35%, 34%, 9% e 6%, rispettivamente, di tutti i casi segnalati dai Paesi UE/SEE. Dal 1° gennaio 2018 sono stati segnalati sette decessi in 4 Paesi: Romania (3), Italia (2), Grecia (1) e Francia (1). I deputati sottolineano inoltre che l’immunizzazione attraverso la vaccinazione aiuta a combattere la resistenza antimicrobica (AMR). Nel suo piano d’azione AMR, la Commissione europea ha annunciato incentivi per aumentare l’adozione di diagnosi, alternative antimicrobiche e vaccini.
La Commissione europea a sua volta presenterà un’iniziativa per una cooperazione rafforzata contro le malattie prevenibili dal vaccino nel secondo trimestre del 2018.

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Giornata Nazionale della Salute della donna

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

Domenica 22 aprile il Ministero della Salute celebra la Giornata Nazionale della Salute della Donna. In questa importante occasione IVI vuole porre l’accento sulla tutela della salute riproduttiva e sensibilizzare sulla prevenzione dell’infertilità.“L’infertilità è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una patologia che riguarda le coppie che non riescono a concepire un figlio dopo circa 12/18 mesi di rapporti sessuali mirati e non protetti – afferma la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – e si stima che colpisca circa il 15% delle coppie in età fertile. Le cause dell’infertilità sia femminile che maschile, sono numerose e di diversa natura, e per contrastarle è necessario innanzitutto tenere sotto controllo e monitorare costantemente la salute dell’apparato riproduttivo attraverso una visita medica periodica dallo specialista di riferimento”.Nelle donne, infatti, i principali problemi d’infertilità riguardano principalmente ostruzioni e disfunzioni tubariche, turbe ovulatorie, endometriosi, malformazioni uterine, ridotta riserva ovarica e poliabortività.
“Oltre alle patologie dell’apparato riproduttivo, nelle quali rientrano anche le malattie sessualmente trasmissibili – sottolinea la Dottoressa Daniela Galliano – particolare rilievo hanno i fattori di rischio collegati all’adozione di stili di vita scorretti, quali abuso di alcol, dieta non equilibrata, vita sedentaria, fumo e uso di droghe. Altri fattori determinanti possono essere rappresentati dalle condizioni di inquinamento ambientale e da quelle socio-culturali. Tra queste ultime va considerato che le donne italiane decidono di avere il primo figlio in età avanzata, in media a 31 anni, quando la fertilità ha già iniziato il suo declino”.
La fertilità risulta, quindi, un bene da tutelare fin dalla giovane età e rappresenta un interesse che non riguarda solo il singolo individuo o la coppia, ma la salute dell’intera società.Molto si può fare grazie ad una corretta informazione per sensibilizzare la popolazione a fare prevenzione e a evitare, quindi, comportamenti che possano mettere a rischio il proprio patrimonio riproduttivo.

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Incontro gratuito dedicato alla salute “in rosa”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Bergamo mercoledì 18 aprile dalle 14.30 alle 16.30 in un’aula della Formazione (Torre 7) dell’Ospedale bergamasco l’incontro gratuito dedicato alla salute “in rosa”. Introducono Luigi Frigerio, direttore del Dipartimento di materno-infantile e pediatrico e Bruna Pasini, coordinatrice Ostetrica Blocco Parto e Pronto Soccorso Ostetrico Ginecologico. Il direttore della Chirurgia generale senologica Privato Fenaroli e l’ostetrica Manuela Maggioni parleranno di prevenzione e cura del tumore alla mammella. A seguire la ginecologa Elena Ciriello e l’ostetrica Sara Carminati tratteranno il tema dell’alimentazione nelle varie fasi di vita della donna. Dedicato alla menopausa l’intervento della ginecologa Roberta Marabini e dell’ostetrica Jessica Sangaletti. In conclusione la ginecologa Elena Foresti e l’ostetrica Mistica Viganò parleranno dell’importanza della riabilitazione del pavimento pelvico. L’accesso all’incontro è aperto, senza necessità di prenotazione e fino ad esaurimento dei posti disponibili.Iniziative come questa dimostrano l’attenzione per la promozione della medicina di genere e per la salute della donna da parte dell’ASST Papa Giovanni XXIII. Da dieci anni l’osservatorio Onda attribuisce i Bollini Rosa agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne. Nella competizione dello scorso dicembre, il Papa Giovanni XXIII è stato premiato con tre bollini rosa, il numero massimo attribuibile.
La (H)Open Week 2018 ha ricevuto il patrocinio di 24 Società scientifiche ed è resa possibile anche grazie al contributo incondizionato di Grunenthal, Roche Diagnostics e UCB Pharma. Sono 180 gli ospedali a “misura di donna” del network bollini rosa che hanno aderito all’iniziativa, offrendo visite gratuite, esami strumentali, consulti ed eventi informativi. Sul sito http://www.bollinirosa.it l’elenco dei servizi offerti dagli ospedali aderenti e le modalità di prenotazione.

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Apertura di AIFA ai biosimilari

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Salute Donna Onlus e le Associazioni pazienti del gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” plaudono all’apertura da parte di AIFA all’utilizzo dei farmaci biosimilari, ma con le dovute cautele.Il position paper presentato da AIFA ha stabilito due importanti novità: primo, il principio dell’intercambiabilità, ovvero i biosimilari sono prodotti intercambiabili con i corrispondenti originatori di riferimento; secondo, l’intercambiabilità vale tanto per i pazienti naive, mai trattati prima, quanto per i pazienti già in cura con un farmaco biologico.Salute Donna Onlus e le altre Associazioni prendono atto dell’importanza che i biosimilari rivestono quale strumento indispensabile a garantire l’accesso tempestivo alle terapie innovative in aree come l’oncologia, la reumatologia, la gastroenterologia e la dermatologia, ma al tempo stesso frenano sul principio di intercambiabilità specie nei pazienti che sono avviati a un trattamento con farmaci biologici, e si fanno portavoce di tante altre Associazioni pazienti, preoccupate che l’utilizzo dei biosimilari diventi solo un’opzione terapeutica basata sul principio del risparmio.«Diciamo sì all’impiego dei farmaci biosimilari nei pazienti naive – dichiara Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna Onlus – ma chiediamo maggiori garanzie per i pazienti già in trattamento con un biologico o con un biosimilare, nei quali la scelta di passare ad un altro biosimilare deve spettare al medico prescrittore che deve prendere questa decisione solo seguendo criteri rigorosamente scientifici, e non di risparmio per il SSN. Concordiamo sul fatto che i biosimilari possano contribuire ad un accesso più ampio ai trattamenti innovativi e in uno stadio sempre più precoce di malattia, ma vogliamo che i benefici reali siano più per i malati che per l’economia».

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Al via la seconda edizione della campagna “Cuoriamoci, piccoli gesti per la salute del cuore”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2018

E’ stata promossa da Fondazione Italiana per il Cuore in collaborazione con la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e con il supporto non condizionato di Parmalat, per sensibilizzare gli italiani sull’importanza di prendersi cura del benessere del proprio cuore grazie a piccoli e semplici gesti: l’alimentazione, l’attività fisica e l’eliminazione di “vizi quotidiani”.
Nel nostro Paese, l’alimentazione non è vissuta solo come una sfera di interesse, di coinvolgimento e come catalizzatore di passioni, ma è ritenuta il principale canale d’accesso verso la salute, la forma fisica e il benessere. Non è, infatti, un caso che, da un confronto internazionale, al nostro Paese si attesti il primato di “food passionate”, ovvero l’auto-percezione della popolazione riguardo alle elevate capacità culinarie e lo spiccato interesse verso la cucina.
Nonostante questa forte attenzione all’alimentazione da parte degli italiani, accompagnata anche da alcuni comportamenti virtuosi come la riduzione del consumo di carne rossa (35% della popolazione italiana), la preferenza di prodotti biologici (43%) e il consumo di alimenti funzionali e arricchiti (27%), gli abitanti del “Bel Paese” sembrano però spesso dimenticarsi, nella pratica e nel quotidiano, le buone regole della Dieta Mediterranea. Questo è ciò che emerge dalla recente ricerca di Gfk (Sinottica TSSP 2017) sulle abitudini degli italiani a tavola.
Dall’analisi risulta che gli italiani non mangiano dosi adeguate di frutta (42%) e di verdura (59%), alimenti “amici del cuore”, poveri di grassi e ricchi di vitamine, minerali e fibre. Un italiano su due non mangia neppure una volta a settimana il pesce, il cui effetto protettivo è dovuto al tipo di grassi contenuti (Omega-3) che contribuiscono alla normale funzionalità cardiaca. Sorte analoga per il latte: ben il 65% della popolazione non lo beve quotidianamente, percentuale che sale al 73% nelle fasce più giovani (17-34 anni). Meno del 10% consuma, invece, frutta secca settimanalmente. Il 37% degli italiani dichiara, inoltre, di aggiungere ai propri cibi molto sale, che può causare problemi di salute fra cui l’ipertensione arteriosa, il 45% non riesce a moderare l’assunzione di alimenti ricchi di grassi nocivi per la salute e il 30% non riesce proprio a ridurre l’assunzione di dolci.
Anche lo stile di vita risulta poco virtuoso: il 20% dichiara infatti di fumare regolarmente mentre l’81% non pratica nessuna attività fisica regolare, portando così la percentuale di persone in sovrappeso di almeno 5 kg al 32%.
Da questa fotografia riparte “Cuoriamoci, piccoli gesti per la salute del cuore”, la Campagna nata nel 2017 che ha visto, nel suo primo anno di attività, una straordinaria partecipazione del pubblico; sono stati infatti ben 35 mila i test sulla salute del proprio cuore raccolti attraverso il sito http://www.cuoriamoci.it. E, per il 2018, l’obiettivo sarà quello di raggiungere un numero ancora più vasto di persone, per aiutarle a prevenire le malattie cardiovascolari.
“Pochi hanno la consapevolezza di questo dato evidente: nel nostro Paese i decessi a causa delle principali patologie cardiovascolari riguardano, ogni anno, 98.000 uomini e ben 127.000 donne (ISS 2014) – ricorda Emanuela Folco, Presidente della Fondazione Italiana per il Cuore – Un dato allarmante se pensiamo che la maggior parte di queste malattie sono prevenibili con un corretto stile di vita e un’alimentazione più equilibrata. Basterebbe, quindi, introdurre nella vita quotidiana di tutti noi piccoli e semplici gesti che possono fare però una differenza enorme in termini di benessere e prevenzione cardiovascolare. Questo l’obiettivo che ci siamo posti con la Campagna Cuoriamoci, che, lanciata con successo lo scorso anno, vogliamo tornare a proporre in questa nuova edizione, augurandoci di continuare a promuovere un autentico circolo virtuoso nelle abitudini degli italiani, affinché imparino a preservare un bene prezioso come il benessere del proprio cuore”.
“Oggi, nonostante la molteplicità di informazioni a riguardo, si fa ancora poco per intraprendere sane abitudini salva cuore, e più in generale a tutela della propria salute: migliorare la qualità dell’alimentazione, ridurre le porzioni di grassi a favore di verdura e frutta, non perdere occasione per praticare attività fisica – aggiunge Andrea Ghiselli, Presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e Dirigente di Ricerca del CREA, Alimenti e Nutrizione. – Per questo, la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, da sempre impegnata in iniziative di educazione alimentare, aderisce e appoggia la Campagna Cuoriamoci, che stimola la popolazione a quei piccoli cambiamenti nello stile di vita, in grado di portare grandi vantaggi per la salute”.
Al fine di guidare le persone verso una prevenzione semplice e alla portata di tutti, la Campagna Cuoriamoci promuove anche quest’anno piccoli gesti “salva cuore” da ripetere ogni giorno. Oltre all’astensione totale dal fumo, usare ogni occasione per fare movimento: basta una camminata quotidiana di buon passo di almeno 30 minuti per un totale di 150 minuti settimanali, preferire le scale all’ascensore, scendere a una fermata prima di metro/autobus, parcheggiare l’auto lontano dal posto di lavoro, usare la bici. Altro fattore importante è un’alimentazione più equilibrata, con meno cibi grassi o ricchi di zuccheri semplici e con molto sale, preferendo invece cereali integrali, legumi, frutta, verdura e alimenti ricchi di grassi Omega3 EPA e DHA, che contribuiscono alla normale funzionalità cardiaca. Ne sono ricchi alimenti come noci e frutta secca con guscio, pesce azzurro, semi di lino e alcuni olii vegetali.
Le iniziative della Campagna partono a Marzo e proseguiranno fino al 29 settembre 2018, quando, come ogni anno verrà celebrata la Giornata Mondiale per il Cuore, promossa dalla World Heart Federation e coordinata in Italia dalla Fondazione Italiana per il Cuore, con iniziative educative, testimonianze di esperti, eventi sul territorio e collaborazioni istituzionali.
Oltre alle attività a livello nazionale e locale, i messaggi della campagna saranno diffusi via TV, radio e web (tra cui il sito dedicato http://www.cuoriamoci.it), con lo scopo di promuovere l’informazione scientifica sul tema e incoraggiare le persone a fare propri i gesti quotidiani per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, a tutela del proprio cuore. Anche quest’anno ci sarà la possibilità di valutare la propria attitudine ad uno stile di vita sano, effettuando il test online che, attraverso 10 domande su stili di vita, alimentazione e attività fisica, darà riscontri sul grado di consapevolezza rispetto alla salute del proprio cuore. Qui saranno disponibili anche consigli utili e pratici per mettere in atto corrette e salutari abitudini.
La campagna “Cuoriamoci, piccoli gesti per la salute del cuore” è resa possibile grazie al supporto non condizionato di Parmalat, che rinnova il proprio impegno nella promozione di corrette abitudini attraverso iniziative concrete sul territorio: tra queste, Cibus a Parma e la Partita del Cuore con la Nazionale Cantanti, che si giocherà allo Stadio Galileo Ferraris di Genova il prossimo 30 maggio. Le attività di promozione della Campagna Cuoriamoci continuano anche nei principali supermercati, dove sarà possibile ricevere materiali informativi e consigli utili e adatti a tutti sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari. (Gianmarco Monterosso)

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Salvaguardia e tutela della salute in campo riabilitativo

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

Si è tenuto a Roma un incontro per portare avanti la definizione del documento da presentare agli organi ministeriali e regionali, per rappresentare le modalita’ erogative future per la salvaguardia e tutela della salute in campo riabilitativo. Se ne e’ parlato presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma e provincia.
Il presidente dell’Omceo Roma, Antonio Magi, ha aperto gli interventi. Alla giornata sono intervenuti il consigliere Foad Aodi, Carlo Damiani, il presidente e il segretario regionale della Simfer, Pietro Fiore e Raffaele Gimigliano, P.O. di MF&R Napoli, Valter Santilli, presidente del Collegio degli ordinari MF&R, P.O. Roma.
“Abbiamo deciso un protocollo unico che contenga quelle che possono essere le linee guida per tutti- ha spiegato Magi- Un documento importante, come importante e’ il fatto che l’iniziativa si sia svolta presso l’Ordine, una modalita’ operativa che come nuovo Consiglio vogliamo adottare sempre. Vogliamo confrontarci con tutti gli operatori per trovare soluzioni condivise affinche’ il cittadino abbia tutelata la salute e abbia la certezza di una prestazione adeguata e di qualita’”.
“Vogliamo collaborare e valutare tutti insieme la possibilita’ di elaborare un documento condiviso da tutti- ha detto Fiore- che possa dettare gli obiettivi per quanto riguarda le attivita’ ambulatoriali” nell’ambito della riabilitazione. Per la riunione e’ stato scelto l’Omceo Roma “perche’ e’ la sede istituzionale dei medici chirurghi e noi abbiamo voluto confrontarci con i colleghi specialisti ambulatoriali e territoriali per condividere un documento da presentare al ministero”.
Il Comitato scientifico “ha raccolto le proposte dei delegati Simfer e Anisap da tutta Italia- ha spiegato Aodi- e anche le nostre proposte come Ordine dei medici di Roma. Ora dobbiamo approfondire e poi produrre un atto che venga approvato da Simfer, Anisap e dal presidente Magi. Nel segno della collaborazione interprofessionale”.

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Apnee notturne per 6 milioni italiani,danno per la salute e sul lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSA) è una patologia ampiamente sottovalutata e molto diffusa, una vera e propria epidemia che colpisce un numero di persone simile al diabete, caratterizzata da russamento e frequenti apnee durante il sonno che causano riduzione dei valori di ossigeno nel sangue con problemi cardio-respiratori e alterazione del sonno notturno con conseguente eccessiva sonnolenza. Ma l’OSA non è solo causa di eccessiva sonnolenza: è infatti spesso associata alle principali patologie croniche (obesità, sindrome metabolica e diabete, infarto, ictus, ed insufficienza respiratoria) che attualmente rappresentano le principali cause di morte nelle società contemporanee. Secondo il rapporto Oms, circa 17 milioni di persone muoiono prematuramente ogni anno proprio a causa di una epidemia globale di malattie croniche e il numero che continua a crescere. Questa patologia colpisce soprattutto la popolazione maschile tra i 40 e i 70 anni con una prevalenza variabile dal 15% al 50% della popolazione. Quindi in Italia ci si attende che circa 6 milioni maschi in età lavorativa siano affetti da OSA. Questo dato viene ampiamente confermato in un recentissimo studio durato due anni (2016-2017), sulla più ampia popolazione italiana mai studiata per questa patologia (11.000 autotrasportatori italiani maschi), scaturito da una collaborazione fra due Enti istituzionali, COMITATO MIT- Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e DINOGMI – Dipartimento di Neuroscienze, Riabilitazione, Oftalmologia, Genetica e Scienze Materno-Infantili dell’Università degli Studi di Genova. Una prima parte di dati sono stati comunicati a dicembre 2017 presso il MIT; e verranno ripresi in esame e aggiornati in anteprima a Roma durante i lavori della Convention Italia Sonno 2018, tra i principali eventi medico-scientifico italiani ideato e organizzato dalla pneumologa Dottoressa Loreta Di Michele e dal neurologo dott. Sergio Garbarino. Un anticipo: il 55% degli autotrasportatori italiani è a rischio di OSA. Altri dati hanno indicato che i soggetti con sospetta OSA presentano un rischio 7 volte superiore di avere scarse performance lavorative soprattutto se associati all’eccessiva sonnolenza. Quest’ultimo sintomo esponeva gli autotrasportatori con probabile OSA ad un rischio doppio di incorrere in quasi incidenti. Da questi dati, e come anche emerso da una recente indagine condotta negli Stati Uniti dall’American Academy of Sleep Medicine, è facilmente intuibile come un soggetto affetto da OSA e adeguatamente trattato costi alla società circa 70% in meno (2.000 $) rispetto un soggetto OSA non trattato (6.000 $) . I costi da mancata prevenzione, diagnosi e terapia dell’OSA sono determinati dalla perdita di produttività (58%), incidenti stradali (17%), infortuni sul lavoro (4%) e non ultimo scarsa qualità della vita benessere e comorbidità (20%). “Se in Italia i 5-6 milioni di potenziali pazienti OSA venissero adeguatamente trattati” – dichiara il Dott. Sergio Garbarino responsabile scientifico – “permetterebbero un risparmio annuo di oltre 15 miliardi di euro, quasi l’equivalente dell’ultima manovra finanziaria!”.“Abbiamo ormai certezza che i pazienti che vengono trattati migliorano sicuramente la loro qualità di vita e benessere” – sottolinea la pneumologa Dottoressa Loreta Di Michele esperta di disturbi del sonno -“ inoltre è importante sottolineare che i pazienti con le forme più gravi della malattia, se adeguatamente trattati, presentano una maggiore aspettativa di vita rispetto a chi non viene curato…”

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Attività fisica e salute

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

Per il Professor Giorgio Galanti, Federazione Medico Sportiva Italiana (Fmsi) Ordinario di Medicina Interna, Direttore SODc di Medicina dello Sport e dell’Esercizio, Università degli Studi di Firenze Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi: “L’attività fisica è uno dei più importanti determinanti della salute pubblica. Si definisce ‘attività fisica’ qualsiasi movimento corporeo prodotto dalla contrazione dei muscoli scheletrici che aumenta il dispendio energetico sopra il livello basale. Un’insufficiente attività fisica è infatti associata frequentemente ad un aumentato rischio di malattie croniche non trasmissibili come il diabete, l’ipertensione, le malattie cardiache e varie forme di cancro. Ridotta attività fisica e sedentarietà rappresentano pertanto due componenti fortemente deleterie per lo stato di salute della popolazione generale e molti di questi aspetti che caratterizzano il comportamento generale vengono maturati e consolidati in età precoce. Infatti, nonostante un ‘indice di massa corporea’ superiore alla norma o una condizione di obesità con aumento della circonferenza addominale sia spesso associato a un rischio cardiovascolare aumentato, è ben noto come soggetti fisicamente attivi, benché in sovrappeso, abbiano un rischio cardiovascolare inferiore rispetto ai soggetti sedentari. Dello stesso parere è il Dottor Roberto Pedretti, presidente del Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva Direttore dell’Irccs di Pavia e Direttore del Dipartimento di Cardiologia Riabilitativa degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri per il quale: La sedentarietà costituisce un importantissimo fattore di rischio cardiovascolare. Secondo i dati dell’Oms l’inattività fisica è il quarto fattore di rischio di mortalità globale (responsabile del 5-6 per cento di tutti decessi, pari a oltre 3 milioni di persone per anno). Come causa di morte a livello mondiale, essa è preceduta solo dall’ipertensione arteriosa, dal fumo e dall’iperglicemia, seguita dal sovrappeso e dall’ipercolesterolemia. L’inattività fisica è nel mondo causa di circa il 21-25 per cento dei tumori di mammella e colon, del 27 per cento dei casi di diabete e di circa il 30 per cento dei casi di cardiopatia ischemica. Nonostante questo, purtroppo, troppe persone continuano ad essere fisicamente non attive. In Italia, secondo i dati del Progetto PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità continuano ad essere fisicamente non attive circa 4 persone su 10. Questo è vero non solo nella popolazione generale ma anche nei pazienti cardiopatici, che pure dovrebbero essere particolarmente motivati a cambiare il proprio stile di vita. In questo contesto è ancora troppo basso l’accesso dei cardiopatici alle strutture di riabilitazione cardiologica”.
La situazione in Italia. Secondo quanto ci è indicato dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia, la sedentarietà è causa del 9 per cento delle malattie cardio-vascolari, dell’11 per cento dei casi di diabete di tipo 2, del 16 per cento dei casi di cancro al seno, del 16 per cento dei casi di cancro al colon e del 15 per cento dei casi di morte prematura. In media chi è attivo e normopeso vive circa 7 anni più a lungo rispetto ai sedentari obesi. L’importanza dell’attività fisica è anche dimostrata dal fatto che chi è sedentario, anche se normopeso, abbrevia la sua vita di circa 3 anni rispetto a chi è attivo ma obeso.
Le raccomandazioni personalizzate su quanta attività fisica svolgere. L’OMS ha definito i livelli di attività fisica raccomandati per tre gruppi di età: giovani (5-17 anni), adulti(18-64 anni) e anziani (≥65 anni):per bambini e ragazzi (5-17 anni): almeno 60 minuti al giorno di attività moderata-vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza, che possono consistere in giochi di movimento o attività sportive;
per gli adulti (18-64 anni): almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 minuti di attività vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due) alla settimana;
per gli anziani (≥65 anni): le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le cadute.
Chi è impossibilitato a seguire in pieno le raccomandazioni, deve fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni.
L’attività fisica protegge come un farmaco. L’attività fisica è protettiva e aiuta a farci vivere di più, riducendo inoltre lo stress e aumentando il benessere individuale. Possiamo dire che l’attività fisica è per l’organismo un vero e proprio ‘farmaco naturale’. Si può essere fisicamente attivi svolgendo sport, seguendo un programma di esercizio fisico (un’attività fisica programmata, strutturata, ripetitiva, il cui obiettivo è quello di migliorare o mantenere uno stato di efficienza fisica-fitness). Si può essere fisicamente attivi anche in altro modo, cambiando il modo di comportarsi durante la vita di tutti i giorni, grazie all’attività lavorativa, al trasporto attivo (camminare, andare in bicicletta, salire le scale senza più usare l’ascensore), alla attività del tempo libero, attraverso il gioco e il ballo.

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Ricerca nel settore della salute

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

firenzeFirenze. Un protocollo bilaterale per la realizzazione e lo sviluppo di una rete coordinata e integrata di strutture e competenze scientifiche per la ricerca nel settore della salute è stato siglato di recente tra Regione Toscana e Bayer spa: per la Regione ha firmato l’assessore al diritto alla salute, per Bayer spa il direttore divisione Pharmaceuticals Giovanni Fenu. Con la firma di questo protocollo, sono dunque ora quindici le aziende farmaceutiche partner del progetto avviato nel 2006 dalla Regione Toscana (delibera di giunta 788/2006), con l’obiettivo di costruire sinergie con il mondo dell’impresa, finalizzate a promuovere e ottimizzare la qualità delle sperimentazioni cliniche svolte nelle strutture del sistema sanitario regionale.Come sottolinea l’assessore al diritto alla salute, la ricerca rappresenta un elemento fondante del Servizio sanitario regionale, e la Regione è interessata a promuovere e sostenere tutte le attività di ricerca, con particolare riferimento alle biotecnologie e alle scienze della vita. In questo settore, fondamentale il contributo delle aziende farmaceutiche per lo sviluppo dei progetti di ricerca e di quelli di produzione e commercializzazione di farmaci.“Siamo orgogliosi di questa collaborazione”, commenta Giovanni Fenu, “perché riconosce il forte impegno di Bayer sul fronte della ricerca, innovazione e formazione. Ritengo che questo accordo sia una buona opportunità per continuare a promuovere occasioni di partnership con l’Amministrazione nella direzione di creare valore aggiunto per il sistema Italia, rendendolo maggiormente attrattivo e competitivo”, conclude Fenu.L’impegno della Regione in questo ambito è sostenuto dalla convinzione che la ricerca, opportunamente programmata, monitorata e valutata, sia valore fondante e costitutivo per il servizio sanitario, per le sue ricadute in termini di guadagno di salute per la popolazione, perché garantisce l’innovazione dell’offerta sanitaria, attraendo investimenti qualificati nel nostro territorio.Con il Programma regionale di sviluppo 2016-2020, la Regione Toscana ha inteso sviluppare la competitività del proprio sistema per la ricerca e dei sistemi produttivi, e sostenere la capacità di creare sinergie tra il Servizio sanitario, le Università, i centri di ricerca e le imprese del settore, anche attraverso l’implementazione delle attività del Distretto tecnologico Scienze della vita.

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Mantenersi in forma durante la stagione invernale

Posted by fidest press agency su domenica, 14 gennaio 2018

alimentareDurante la stagione invernale il nostro corpo è messo a dura prova dalle basse temperature e dai ritmi frenetici: per aiutarci a rimanere in forma, le verdure giocano un ruolo fondamentale all’interno della piramide alimentare. Composte per l’85% da acqua, sono ricche di proteine e minerali e contengono pochissimi grassi. Per questo motivo mangiarne due porzioni al giorno, circa 200 grammi, può aiutare a mantenere il corpo ben idratato. Cotta o cruda può dunque portare benefici e aiutare a depurare l’organismo: cruda infatti contiene più fibre e nutrienti e, se cucinata, non andrebbe cotta troppo per evitare di disperderne sostanze nutritive e vitamine. Ogni stagione ha però la sua verdura: in inverno broccoli, carciofi, cavoli e verze danno un tocco di colore alla tavola e aiutano a mantenersi in forma. Mangiare poca verdura al contrario può causare carenze di vitamine C, A, PP e minerali come il magnesio, il potassio e il ferro. Inoltre la fibra alimentare contenuta al suo interno facilita il senso di sazietà ed è un valido aiuto quotidiano.
L’iniziativa è frutto di un’inedita alleanza unica nel suo genere in Italia, perché unisce il settore alimentare, il mondo delle cooperative di consumatori e quello delle fondazioni no profit, tra Barilla, Coop Italia, Danone, Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop e Fondazione Istituto Danone.
Il percorso di “ViviSmart”, mese dopo mese, si basa su una sorta di manuale virtuale sulle sane abitudini, che può aiutare nelle scelte più indicate per una corretta alimentazione.
All’interno dei punti vendita scelti nella prima fase del programma, infatti, verranno posizionate vere e proprie “stazioni” informative: il programma prevede una sorta di “onda” regolare di informazione, che in questa terza fase sarà dedicata proprio alla verdura.È possibile inoltre partecipare al concorso “ViviSmart”, con in palio tantissimi premi, scattando una foto smart con la verdura e registrarsi sul sito http://www.progettovivismart.it e scaricare la App dedicata al programma, per avere a disposizione anche sul proprio smartphone tutte le informazioni, gli approfondimenti, le notizie, i consigli dei nutrizionisti e i punti vendita che aderiscono all’iniziativa.“ViviSmart” propone un modello innovativo di approccio multifattoriale alla problematica degli stili di vita non corretti che si rivolge simultaneamente e in contesti diversi ma con messaggi univoci, semplici e coinvolgenti alle famiglie delle città selezionate, ai punti vendita, alle scuole, ai medici di medicina generale – individuati per l’importante ruolo rivestito in questo ambito. Tramite le nuove tecnologie, la piattaforma http://www.progettovivismart.it e l’hashtag #abcdpervivismart, il progetto, le cui attività nei punti vendita e online sono partite lo scorso 30 settembre, mira ad avviare un percorso di sensibilizzazione dell’intera famiglia sulle sane abitudini della dieta mediterranea, aumentando il grado di consapevolezza in tema di alimentazione equilibrata, partendo da quattro città coinvolte: Milano, Genova, Parma e Bari. Il Progetto Pilota realizzato su 100 famiglie, da settembre 2017 a maggio 2018, con il coinvolgimento della S.I.M.G. (Società Italiana di Medicina Generale), ha l’obiettivo di sviluppare un pionieristico modello di intervento che, attraverso strumenti mirati e counseling, ha l’obiettivo di stimolare e favorire il cambiamento dello stile di vita di un gruppo di famiglie con almeno un bambino di età compresa tra i 6 e i 10 anni e con problemi di sovrappeso in almeno uno dei componenti del nucleo. I progressi saranno monitorati e valutati attraverso parametri predefiniti, da cui deriveranno preziose informazioni scientifiche.

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CES di Las Vegas: con le migliori startup italiane c’è anche il portale Sapere&Salute di Bayer

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

Crazy Streets of Las VegasLas Vegas. È l’appuntamento più importante per le startup di successo di tutto il mondo e per la prima volta ci sarà anche un “Italian Village”, spazio dedicato interamente alle nuove imprese del nostro paese, che rappresentano il top dell’innovazione a marchio made in Italy.
Nei quattro giorni della kermesse americana si presenteranno molte startup del network Grants4Apps*. In particolare ci sarà la startup Indigo AI a illustrare la case history di successo intrapresa con Bayer Italia. Gianluca Maruzzella, fondatore di Indigo AI, presenterà la sua tecnologia di intelligenza artificiale e il caso di utilizzo sul portale Bayer SapereSalute.it.
Indigo si occupa di chatbot, una tipologia di app conversazionali utili per dare risposte rapide puntuali agli utenti smaltendo così le richieste che i servizi di customer care non potrebbero gestire tempestivamente. Il chatbot di SapereSalute.it è un assistente virtuale che supporta gli utenti nella ricerca di informazioni su argomenti di salute e benessere e in particolare sulla salute intima femminile.Contattando Sapere & Salute tramite Facebook Messenger o direttamente dal sito web, gli utenti sono coinvolti in una vera conversazione one-to-one in chat: possono interagire con SapereSalute.it in modo amichevole.SapereSalute potrà inoltre inviare aggiornamenti mensili sui temi prescelti con nuovi contenuti o curiosità e tenerli informati tramite notifiche push.
Ad oggi, da giugno 2017 si sono registrati 17.000 utenti con circa 38.000 messaggi e 760 iscrizioni.
La partecipazione dell’Italia al CES 2018 nasce dall’alleanza fra alcuni distretti italiani dell’innovazione, fra i quali l’Area Science Park e Tilt di Trieste, il Mise (Ministero per lo Sviluppo Economico) e l’Ice (Istituto per il Commercio Estero).
Lo spazio promosso da ItaliaStartup ospiterà quarantaquattro startup italiane, ventinove delle quali selezionate da un comitato costituito da alcuni dei più noti esperti dell’ecosistema startup in Italia, in primis questa associazione nazionale che le sostiene e le rappresenta.
L’obiettivo principale della partecipazione di startup italiane è quello di comunicare il valore aggiunto e le capacità innovative dell’imprenditoria Made in Italy.

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Elezioni 2018: la salute delle persone al centro dei programmi politici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

Nino CartabellottaLo scioglimento delle Camere da parte del Presidente Mattarella ha segnato la fine della XVII legislatura, che per la sanità è stata caratterizzata da un insolito paradosso. Da un lato, un’intensa attività legislativa e programmatoria ha posto numerose pietre miliari: dal decreto sui nuovi LEA alla legge sulla responsabilità professionale, dal decreto sull’obbligo vaccinale all’albo nazionale per i direttori generali, dal patto per la sanità digitale ai fondi per i farmaci innovativi, dal Piano Nazionale della Cronicità a quelli della Prevenzione e della Prevenzione vaccinale, dagli standard ospedalieri al decreto sui piani di rientro degli ospedali, dal biotestamento all’approvazione al fotofinish del DDL Lorenzin. Dall’altro, la legislatura è trascorsa sotto il segno di un imponente definanziamento che, oltre a determinare una progressiva retrocessione rispetto ad altri paesi Europei, sta mettendo seriamente a rischio l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, ma soprattutto testimonia uno scollamento tra le esigenze di finanza pubblica e la programmazione sanitaria. «afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE: “Considerato che la prossima legislatura sarà determinante per il destino del servizio sanitario nazionale, tutte le forze politiche devono essere consapevoli che estromettere la sanità dall’agenda di Governo non compromette solo la salute, ma soprattutto la dignità e la capacità dei cittadini di realizzare ambizioni e obiettivi che la stessa politica dovrebbe identificare come il ritorno degli investimenti in sanità».
Dal Rapporto GIMBE sulla sostenibilità del SSN e dalla successiva consultazione pubblica, ecco alcune proposte utili a tutte le forze politiche perché, indipendentemente dall’esito delle consultazioni, il prossimo esecutivo ha il dovere di avviare un concreto “piano di salvataggio” del SSN:
• mettere sempre la salute al centro di tutte le decisioni politiche (health in all policies)
• offrire ragionevoli certezze sulle risorse destinate alla sanità, mettendo fine alle periodiche revisioni al ribasso e rilanciando in maniera graduale e costante il finanziamento pubblico
• rimodulare il perimetro dei LEA al fine di garantire a tutte le persone servizi e prestazioni sanitarie ad elevato value, destinare quelle dal basso value alla spesa privata e impedire l’erogazione di prestazioni dal value negativo
• ridefinire i criteri di compartecipazione alla spesa sanitaria e gli oneri detraibili a fini IRPEF, tenendo conto del value delle prestazioni sanitarie
• avviare un piano nazionale di prevenzione e riduzione degli sprechi, per disinvestire e riallocare almeno 1 dei 2 euro sprecati ogni 10 spesi
• attuare un riordino legislativo della sanità integrativa
• potenziare le capacità di indirizzo e verifica del Ministero della Salute sulle Regioni
• rilanciare le politiche per il personale: rinnovi contrattuali, assunzioni, stabilizzazioni
• destinare almeno l’1% del fondo sanitario nazionale alla ricerca comparativa indipendente
«Come Fondazione GIMBE – conclude Cartabellotta – abbiamo il mandato etico di analizzare in maniera indipendente le criticità del servizio sanitario e di proporre soluzioni per la sua sostenibilità: ecco perché nell’ambito delle attività dell’Osservatorio GIMBE, i programmi elettorali di tutte le forze politiche saranno oggetto di analisi comparativa sulle proposte relative a sanità, welfare e ricerca, perché riteniamo che il nostro slogan “salute prima di tutto, sanità per tutti” sia condicio sine qua non, oltre che per il benessere delle persone, anche per la ripresa economica del Paese».
I risultati del monitoraggio saranno resi pubblici il 2 marzo 2018 a Bologna, in occasione della 13a Conferenza Nazionale GIMBE. (foto: Nino Cartabellotta)

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La salute del nostro cuore dipende da noi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 dicembre 2017

stoccolma1Stoccolma. Siamo in buona parte padroni del nostro destino, perlomeno della salute del nostro cuore. È il messaggio lanciato dai cardiologi che hanno partecipato al simposio “Cardiometabolic Risk and Vascular Disease: from Mechanisms to Treatment” organizzato recentemente a Stoccolma dal Karolinska Institute di Stoccolma con il supporto della Fondazione Internazionale Menarini. «Una circonferenza dell’addome sopra la media e in più colesterolo, glicemia e pressione del sangue oltre i livelli raccomandati: sono le caratteristiche del rischio metabolico, tra le principali cause di malattie cardiache e vascolari» spiega Francesco Cosentino, Direttore dell’Unità di Cardiologia del Karolinska Institute & Karolinska University Hospital di Stoccolma. «Si tratta di una condizione che interessa circa il 25 per cento degli uomini ed addirittura il 27 per cento delle donne. Parliamo quindi di numeri altissimi, pari a circa 14 milioni di individui in Italia, ma che diventano ancora più impressionanti se pensiamo all’Europa o agli Stati Uniti, paese dove è obeso o in sovrappeso una persona su tre. E se escludiamo fattori che non possiamo modificare, come la familiarità per malattie cardiovascolari o l’età, l’aumento del rischio di malattie per il nostro cuore dipende tutto da noi e dalle buone o cattive abitudini di vita che seguiamo».
Jean-Pierre Després, Direttore della Ricerca in Cardiologia all’Università di Laval, Canada, sottolinea il rapporto tra salute cardiovascolare, obesità, circonferenza addominale e distribuzione del grasso corporeo. «L’obesità è stata storicamente considerata come una condizione non salutare e associata a un numero considerevole di malattie. Però l’utilizzo sempre maggiore dell’indice di massa corporea cuore(BMI, espresso secondo una formula che mette in rapporto peso e altezza) come metro clinico per definire il peso corretto, il soprappeso e l’obesità, ha portato alla pubblicazione di risultati che hanno lasciato molti medici e parte del pubblico perplessi riguardo il suo contributo contro le malattie cardiovascolari, se comparato a altri fattori di rischio individuati. In particolare la circonferenza addominale oltre la norma, e di conseguenza la concentrazione del grasso corporeo in quella zona del corpo, sono un indicatore preciso di aumentato rischio per malattie cardiovascolari. Per cui la circonferenza addominale dovrebbe essere considerata come un’utile misurazione dell’adiposità addominale e identificata come un rilevante target terapeutico. Altri fattori di rischio includono l’età, il sesso, il livello di attività fisica, la qualità nutrizionale, fumare, la predisposizione genetica alle malattie cardiovascolari e altre ancora. Ancora più della dieta, una moderata attività fisica contribuisce a ridurre il rischio cardiovascolare ed è importante sapere che l’attività fisica è cardioprotettiva anche in assenza di perdita di peso. Per riassumere, i comportamenti suggeriti per una salute cardiovascolare sono: non fumare, un BMI minore di 25 kg/m2, praticare attività fisica moderata (150 minuti la settimana), seguire una dieta sana. I fattori biologici favorevoli sono: colesterolo al di sotto dei 250 mg/dL, pressione del sangue al di sotto dei 120 e 80 mm/Hg, assenza di diabete e livelli di glucosio al di sotto dei 100 mg/dL».
Thomas F. Lüscher, Direttore della Cardiologia all’Ospedale Universitario di Zurigo, indica nel rapporto tra alcuni alimenti e flora batterica una spiegazione dell’aumentato rischio cardiovascolare in chi segue una dieta scorretta. «Le malattie cardiocoronariche sono considerate principalmente dovute a dislipidemia e infiammazione, mentre solo recentemente i batteri intestinali sono stati inclusi nel gruppo dei protagonisti nella patogenesi delle patologie cardiovascolari. Ormai è risaputo che la dieta occidentale ricca di carni rosse e di grassi favorisce le malattie cardiocircolatorie, anche perché ha importanti conseguenze sui batteri intestinali e la loro interazione con il metabolismo. L’incremento di cibi ricchi di grassi e che favoriscono l’innalzamento dell’insulina aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, dislipidemia e infiammazione sistemica. In particolare nelle persone che consumano molta carne rossa si osserva un aumento del TMAO, (trimetilammina N-ossido), una sostanza prodotta dai batteri intestinali nella digestione della carnitina, contenuta nella carne rossa. Alti livelli di TMAO sono correlati a una modificazione del metabolismo del colesterolo e dell’arteriosclerosi e sono altamente predittivi di rischio per malattie cardiovascolari. In conclusione il messaggio principale per i suggerimenti nutrizionali è ben chiaro: seguire una dieta sana che includa abbondanti quantità di frutta, verdura, cereali, legumi, frutta secca, pesce. E limitare la carne rossa, i dolci e le bevande zuccherate».

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Convegno: “L’Italia per l’equità nella salute”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

Lorenzin beatriceRoma venerdì 1° dicembre 2017, a partire dalle ore 9:00, Sala Benedetto XIII, in via di San Gallicano 25 /a si terrà il convegno “L’Italia per l’equità nella salute”. L’evento, promosso dal Ministero della Salute e dall’INMP Lo scopo dell’evento è quello di lanciare, attraverso la presentazione del documento dal titolo “L’Italia per l’equità nella salute”, predisposto da INMP, AGeNaS, ISS e AIFA, una consultazione strutturata presso i principali responsabili delle politiche pubbliche che influenzano la salute dei cittadini, per poi allargarla a coloro interessati a vario titolo nel Paese.
La presentazione del documento avverrà alla presenza del Ministro Lorenzin e sarà anticipata dalla lectio magistralis del Prof. Michael Marmot, il maggiore esperto mondiale sulle tematiche dell’equità nella salute. In esso vi è una ricognizione delle evidenze scientifiche attualmente disponibili sul tema delle disuguaglianze di salute ma anche un elenco di possibili azioni selezionate e attuabili da subito, che vanno nella direzione di una maggiore equità. Alla presenza del Ministro della Salute Lorenzin, la tavola rotonda affronterà poi le sfide poste da una società disuguale, specie nella salute, definendo anche le azioni che ciascuno può realisticamente intraprendere a livello settoriale e intersettoriale, nel medio e lungo termine.
Favorire l’apertura di un dibattito tra i responsabili di tali settori della vita pubblica ha il pregio di generare un processo virtuoso per una nuova taratura degli obiettivi settoriali di programmazione, nel verso di una maggiore equità e sostenibilità. Ma un contributo è atteso anche dai responsabili delle politiche ai vari livelli dell’attuazione territoriale, regionale e locale, nonché dagli attori del terzo settore che operano quotidianamente con azioni contro le principali vulnerabilità.
L’auspicio è che il documento si arricchisca in un tempo definito di ulteriori contributi significativi da parte di cittadini e stakeholder, utili per la definizione di un framework d’azione chiaro e condiviso. Per tale motivo, il convegno “L’Italia per l’equità nella salute”, che si svolgerà venerdì 1° dicembre dalle ore 9 alle 16,30 presso l’INMP, in via di S. Gallicano, 25/a, a Roma, verrà anche trasmesso in streaming sul sito YouTube dell’INMP. (foto: Ambulatorio sala d’accoglienza)

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Spezie: salute, alimentazione e ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 novembre 2017

spezieFirenze Auditorium Cto Careggi venerdì 24 novembre ore 9,30 apertura lavori medici e speziali, ricercatori ed erboristi, studenti e infermieri, droghieri e semplici cultori… saranno in 500, a Firenze, al Convegno sulle Spezie, aperto a chiunque sia interessato all’argomento, saporito, piccante e stimolante, per la mente e per il corpo, per gli occhi e per il palato. Utile per aggiornarsi sull’evoluzione della ricerca, ricevere input nuovi, anche sull’alimentazione, arricchita di saperi e sapori, antichi e nuovi, vengano essi da occidente o da oriente. Anche in ambito medico, o semplicemente nutrizionale o salutistico, o erboristico, o farmaceutico. Ma fosse anche solo per imparare l’uso di qualche spezia nuova in cucina. Perché no? Parliamo di spezie e salute? Automaticamente il pensiero di molti corre, ma si ferma spesso alla Curcuma e allo Zenzero. Misconoscendo invece le potenzialità interessanti dello Zafferano, e di moltissime altre spezie, dimenticando le applicazioni medicinali della capsaicina, sulla quale la ricerca è iniziata già decina di anni fa, fino a condurre alla scoperta di nuovi e importanti recettori, non solo per il dolore! Parliamo di spezie nell’alimentazione? E molti di noi confinano la loro mente al pepe e al peperoncino, come stimolanti la digestione. Forse neppure hanno mai sentito parlare del Cardamomo, o sottovalutano tutta la finezza del Cumino, o le possibili sfumature del Curry. Per non parlare dei Chiodi garofano che qualcuno li ricorda solo come desueto rimedio odontoiatrico, non sapendo che ne possiamo ottenere ottimi decotti utili in caso di influenza, come un olio essenziale con interessanti attività antibiotiche. E lo stesso dicasi dell’Origano.

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