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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 19

Posts Tagged ‘salute’

Ricerca nel settore della salute

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

firenzeFirenze. Un protocollo bilaterale per la realizzazione e lo sviluppo di una rete coordinata e integrata di strutture e competenze scientifiche per la ricerca nel settore della salute è stato siglato di recente tra Regione Toscana e Bayer spa: per la Regione ha firmato l’assessore al diritto alla salute, per Bayer spa il direttore divisione Pharmaceuticals Giovanni Fenu. Con la firma di questo protocollo, sono dunque ora quindici le aziende farmaceutiche partner del progetto avviato nel 2006 dalla Regione Toscana (delibera di giunta 788/2006), con l’obiettivo di costruire sinergie con il mondo dell’impresa, finalizzate a promuovere e ottimizzare la qualità delle sperimentazioni cliniche svolte nelle strutture del sistema sanitario regionale.Come sottolinea l’assessore al diritto alla salute, la ricerca rappresenta un elemento fondante del Servizio sanitario regionale, e la Regione è interessata a promuovere e sostenere tutte le attività di ricerca, con particolare riferimento alle biotecnologie e alle scienze della vita. In questo settore, fondamentale il contributo delle aziende farmaceutiche per lo sviluppo dei progetti di ricerca e di quelli di produzione e commercializzazione di farmaci.“Siamo orgogliosi di questa collaborazione”, commenta Giovanni Fenu, “perché riconosce il forte impegno di Bayer sul fronte della ricerca, innovazione e formazione. Ritengo che questo accordo sia una buona opportunità per continuare a promuovere occasioni di partnership con l’Amministrazione nella direzione di creare valore aggiunto per il sistema Italia, rendendolo maggiormente attrattivo e competitivo”, conclude Fenu.L’impegno della Regione in questo ambito è sostenuto dalla convinzione che la ricerca, opportunamente programmata, monitorata e valutata, sia valore fondante e costitutivo per il servizio sanitario, per le sue ricadute in termini di guadagno di salute per la popolazione, perché garantisce l’innovazione dell’offerta sanitaria, attraendo investimenti qualificati nel nostro territorio.Con il Programma regionale di sviluppo 2016-2020, la Regione Toscana ha inteso sviluppare la competitività del proprio sistema per la ricerca e dei sistemi produttivi, e sostenere la capacità di creare sinergie tra il Servizio sanitario, le Università, i centri di ricerca e le imprese del settore, anche attraverso l’implementazione delle attività del Distretto tecnologico Scienze della vita.

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Mantenersi in forma durante la stagione invernale

Posted by fidest press agency su domenica, 14 gennaio 2018

alimentareDurante la stagione invernale il nostro corpo è messo a dura prova dalle basse temperature e dai ritmi frenetici: per aiutarci a rimanere in forma, le verdure giocano un ruolo fondamentale all’interno della piramide alimentare. Composte per l’85% da acqua, sono ricche di proteine e minerali e contengono pochissimi grassi. Per questo motivo mangiarne due porzioni al giorno, circa 200 grammi, può aiutare a mantenere il corpo ben idratato. Cotta o cruda può dunque portare benefici e aiutare a depurare l’organismo: cruda infatti contiene più fibre e nutrienti e, se cucinata, non andrebbe cotta troppo per evitare di disperderne sostanze nutritive e vitamine. Ogni stagione ha però la sua verdura: in inverno broccoli, carciofi, cavoli e verze danno un tocco di colore alla tavola e aiutano a mantenersi in forma. Mangiare poca verdura al contrario può causare carenze di vitamine C, A, PP e minerali come il magnesio, il potassio e il ferro. Inoltre la fibra alimentare contenuta al suo interno facilita il senso di sazietà ed è un valido aiuto quotidiano.
L’iniziativa è frutto di un’inedita alleanza unica nel suo genere in Italia, perché unisce il settore alimentare, il mondo delle cooperative di consumatori e quello delle fondazioni no profit, tra Barilla, Coop Italia, Danone, Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop e Fondazione Istituto Danone.
Il percorso di “ViviSmart”, mese dopo mese, si basa su una sorta di manuale virtuale sulle sane abitudini, che può aiutare nelle scelte più indicate per una corretta alimentazione.
All’interno dei punti vendita scelti nella prima fase del programma, infatti, verranno posizionate vere e proprie “stazioni” informative: il programma prevede una sorta di “onda” regolare di informazione, che in questa terza fase sarà dedicata proprio alla verdura.È possibile inoltre partecipare al concorso “ViviSmart”, con in palio tantissimi premi, scattando una foto smart con la verdura e registrarsi sul sito http://www.progettovivismart.it e scaricare la App dedicata al programma, per avere a disposizione anche sul proprio smartphone tutte le informazioni, gli approfondimenti, le notizie, i consigli dei nutrizionisti e i punti vendita che aderiscono all’iniziativa.“ViviSmart” propone un modello innovativo di approccio multifattoriale alla problematica degli stili di vita non corretti che si rivolge simultaneamente e in contesti diversi ma con messaggi univoci, semplici e coinvolgenti alle famiglie delle città selezionate, ai punti vendita, alle scuole, ai medici di medicina generale – individuati per l’importante ruolo rivestito in questo ambito. Tramite le nuove tecnologie, la piattaforma http://www.progettovivismart.it e l’hashtag #abcdpervivismart, il progetto, le cui attività nei punti vendita e online sono partite lo scorso 30 settembre, mira ad avviare un percorso di sensibilizzazione dell’intera famiglia sulle sane abitudini della dieta mediterranea, aumentando il grado di consapevolezza in tema di alimentazione equilibrata, partendo da quattro città coinvolte: Milano, Genova, Parma e Bari. Il Progetto Pilota realizzato su 100 famiglie, da settembre 2017 a maggio 2018, con il coinvolgimento della S.I.M.G. (Società Italiana di Medicina Generale), ha l’obiettivo di sviluppare un pionieristico modello di intervento che, attraverso strumenti mirati e counseling, ha l’obiettivo di stimolare e favorire il cambiamento dello stile di vita di un gruppo di famiglie con almeno un bambino di età compresa tra i 6 e i 10 anni e con problemi di sovrappeso in almeno uno dei componenti del nucleo. I progressi saranno monitorati e valutati attraverso parametri predefiniti, da cui deriveranno preziose informazioni scientifiche.

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CES di Las Vegas: con le migliori startup italiane c’è anche il portale Sapere&Salute di Bayer

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

Crazy Streets of Las VegasLas Vegas. È l’appuntamento più importante per le startup di successo di tutto il mondo e per la prima volta ci sarà anche un “Italian Village”, spazio dedicato interamente alle nuove imprese del nostro paese, che rappresentano il top dell’innovazione a marchio made in Italy.
Nei quattro giorni della kermesse americana si presenteranno molte startup del network Grants4Apps*. In particolare ci sarà la startup Indigo AI a illustrare la case history di successo intrapresa con Bayer Italia. Gianluca Maruzzella, fondatore di Indigo AI, presenterà la sua tecnologia di intelligenza artificiale e il caso di utilizzo sul portale Bayer SapereSalute.it.
Indigo si occupa di chatbot, una tipologia di app conversazionali utili per dare risposte rapide puntuali agli utenti smaltendo così le richieste che i servizi di customer care non potrebbero gestire tempestivamente. Il chatbot di SapereSalute.it è un assistente virtuale che supporta gli utenti nella ricerca di informazioni su argomenti di salute e benessere e in particolare sulla salute intima femminile.Contattando Sapere & Salute tramite Facebook Messenger o direttamente dal sito web, gli utenti sono coinvolti in una vera conversazione one-to-one in chat: possono interagire con SapereSalute.it in modo amichevole.SapereSalute potrà inoltre inviare aggiornamenti mensili sui temi prescelti con nuovi contenuti o curiosità e tenerli informati tramite notifiche push.
Ad oggi, da giugno 2017 si sono registrati 17.000 utenti con circa 38.000 messaggi e 760 iscrizioni.
La partecipazione dell’Italia al CES 2018 nasce dall’alleanza fra alcuni distretti italiani dell’innovazione, fra i quali l’Area Science Park e Tilt di Trieste, il Mise (Ministero per lo Sviluppo Economico) e l’Ice (Istituto per il Commercio Estero).
Lo spazio promosso da ItaliaStartup ospiterà quarantaquattro startup italiane, ventinove delle quali selezionate da un comitato costituito da alcuni dei più noti esperti dell’ecosistema startup in Italia, in primis questa associazione nazionale che le sostiene e le rappresenta.
L’obiettivo principale della partecipazione di startup italiane è quello di comunicare il valore aggiunto e le capacità innovative dell’imprenditoria Made in Italy.

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Elezioni 2018: la salute delle persone al centro dei programmi politici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

Nino CartabellottaLo scioglimento delle Camere da parte del Presidente Mattarella ha segnato la fine della XVII legislatura, che per la sanità è stata caratterizzata da un insolito paradosso. Da un lato, un’intensa attività legislativa e programmatoria ha posto numerose pietre miliari: dal decreto sui nuovi LEA alla legge sulla responsabilità professionale, dal decreto sull’obbligo vaccinale all’albo nazionale per i direttori generali, dal patto per la sanità digitale ai fondi per i farmaci innovativi, dal Piano Nazionale della Cronicità a quelli della Prevenzione e della Prevenzione vaccinale, dagli standard ospedalieri al decreto sui piani di rientro degli ospedali, dal biotestamento all’approvazione al fotofinish del DDL Lorenzin. Dall’altro, la legislatura è trascorsa sotto il segno di un imponente definanziamento che, oltre a determinare una progressiva retrocessione rispetto ad altri paesi Europei, sta mettendo seriamente a rischio l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, ma soprattutto testimonia uno scollamento tra le esigenze di finanza pubblica e la programmazione sanitaria. «afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE: “Considerato che la prossima legislatura sarà determinante per il destino del servizio sanitario nazionale, tutte le forze politiche devono essere consapevoli che estromettere la sanità dall’agenda di Governo non compromette solo la salute, ma soprattutto la dignità e la capacità dei cittadini di realizzare ambizioni e obiettivi che la stessa politica dovrebbe identificare come il ritorno degli investimenti in sanità».
Dal Rapporto GIMBE sulla sostenibilità del SSN e dalla successiva consultazione pubblica, ecco alcune proposte utili a tutte le forze politiche perché, indipendentemente dall’esito delle consultazioni, il prossimo esecutivo ha il dovere di avviare un concreto “piano di salvataggio” del SSN:
• mettere sempre la salute al centro di tutte le decisioni politiche (health in all policies)
• offrire ragionevoli certezze sulle risorse destinate alla sanità, mettendo fine alle periodiche revisioni al ribasso e rilanciando in maniera graduale e costante il finanziamento pubblico
• rimodulare il perimetro dei LEA al fine di garantire a tutte le persone servizi e prestazioni sanitarie ad elevato value, destinare quelle dal basso value alla spesa privata e impedire l’erogazione di prestazioni dal value negativo
• ridefinire i criteri di compartecipazione alla spesa sanitaria e gli oneri detraibili a fini IRPEF, tenendo conto del value delle prestazioni sanitarie
• avviare un piano nazionale di prevenzione e riduzione degli sprechi, per disinvestire e riallocare almeno 1 dei 2 euro sprecati ogni 10 spesi
• attuare un riordino legislativo della sanità integrativa
• potenziare le capacità di indirizzo e verifica del Ministero della Salute sulle Regioni
• rilanciare le politiche per il personale: rinnovi contrattuali, assunzioni, stabilizzazioni
• destinare almeno l’1% del fondo sanitario nazionale alla ricerca comparativa indipendente
«Come Fondazione GIMBE – conclude Cartabellotta – abbiamo il mandato etico di analizzare in maniera indipendente le criticità del servizio sanitario e di proporre soluzioni per la sua sostenibilità: ecco perché nell’ambito delle attività dell’Osservatorio GIMBE, i programmi elettorali di tutte le forze politiche saranno oggetto di analisi comparativa sulle proposte relative a sanità, welfare e ricerca, perché riteniamo che il nostro slogan “salute prima di tutto, sanità per tutti” sia condicio sine qua non, oltre che per il benessere delle persone, anche per la ripresa economica del Paese».
I risultati del monitoraggio saranno resi pubblici il 2 marzo 2018 a Bologna, in occasione della 13a Conferenza Nazionale GIMBE. (foto: Nino Cartabellotta)

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La salute del nostro cuore dipende da noi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 dicembre 2017

stoccolma1Stoccolma. Siamo in buona parte padroni del nostro destino, perlomeno della salute del nostro cuore. È il messaggio lanciato dai cardiologi che hanno partecipato al simposio “Cardiometabolic Risk and Vascular Disease: from Mechanisms to Treatment” organizzato recentemente a Stoccolma dal Karolinska Institute di Stoccolma con il supporto della Fondazione Internazionale Menarini. «Una circonferenza dell’addome sopra la media e in più colesterolo, glicemia e pressione del sangue oltre i livelli raccomandati: sono le caratteristiche del rischio metabolico, tra le principali cause di malattie cardiache e vascolari» spiega Francesco Cosentino, Direttore dell’Unità di Cardiologia del Karolinska Institute & Karolinska University Hospital di Stoccolma. «Si tratta di una condizione che interessa circa il 25 per cento degli uomini ed addirittura il 27 per cento delle donne. Parliamo quindi di numeri altissimi, pari a circa 14 milioni di individui in Italia, ma che diventano ancora più impressionanti se pensiamo all’Europa o agli Stati Uniti, paese dove è obeso o in sovrappeso una persona su tre. E se escludiamo fattori che non possiamo modificare, come la familiarità per malattie cardiovascolari o l’età, l’aumento del rischio di malattie per il nostro cuore dipende tutto da noi e dalle buone o cattive abitudini di vita che seguiamo».
Jean-Pierre Després, Direttore della Ricerca in Cardiologia all’Università di Laval, Canada, sottolinea il rapporto tra salute cardiovascolare, obesità, circonferenza addominale e distribuzione del grasso corporeo. «L’obesità è stata storicamente considerata come una condizione non salutare e associata a un numero considerevole di malattie. Però l’utilizzo sempre maggiore dell’indice di massa corporea cuore(BMI, espresso secondo una formula che mette in rapporto peso e altezza) come metro clinico per definire il peso corretto, il soprappeso e l’obesità, ha portato alla pubblicazione di risultati che hanno lasciato molti medici e parte del pubblico perplessi riguardo il suo contributo contro le malattie cardiovascolari, se comparato a altri fattori di rischio individuati. In particolare la circonferenza addominale oltre la norma, e di conseguenza la concentrazione del grasso corporeo in quella zona del corpo, sono un indicatore preciso di aumentato rischio per malattie cardiovascolari. Per cui la circonferenza addominale dovrebbe essere considerata come un’utile misurazione dell’adiposità addominale e identificata come un rilevante target terapeutico. Altri fattori di rischio includono l’età, il sesso, il livello di attività fisica, la qualità nutrizionale, fumare, la predisposizione genetica alle malattie cardiovascolari e altre ancora. Ancora più della dieta, una moderata attività fisica contribuisce a ridurre il rischio cardiovascolare ed è importante sapere che l’attività fisica è cardioprotettiva anche in assenza di perdita di peso. Per riassumere, i comportamenti suggeriti per una salute cardiovascolare sono: non fumare, un BMI minore di 25 kg/m2, praticare attività fisica moderata (150 minuti la settimana), seguire una dieta sana. I fattori biologici favorevoli sono: colesterolo al di sotto dei 250 mg/dL, pressione del sangue al di sotto dei 120 e 80 mm/Hg, assenza di diabete e livelli di glucosio al di sotto dei 100 mg/dL».
Thomas F. Lüscher, Direttore della Cardiologia all’Ospedale Universitario di Zurigo, indica nel rapporto tra alcuni alimenti e flora batterica una spiegazione dell’aumentato rischio cardiovascolare in chi segue una dieta scorretta. «Le malattie cardiocoronariche sono considerate principalmente dovute a dislipidemia e infiammazione, mentre solo recentemente i batteri intestinali sono stati inclusi nel gruppo dei protagonisti nella patogenesi delle patologie cardiovascolari. Ormai è risaputo che la dieta occidentale ricca di carni rosse e di grassi favorisce le malattie cardiocircolatorie, anche perché ha importanti conseguenze sui batteri intestinali e la loro interazione con il metabolismo. L’incremento di cibi ricchi di grassi e che favoriscono l’innalzamento dell’insulina aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, dislipidemia e infiammazione sistemica. In particolare nelle persone che consumano molta carne rossa si osserva un aumento del TMAO, (trimetilammina N-ossido), una sostanza prodotta dai batteri intestinali nella digestione della carnitina, contenuta nella carne rossa. Alti livelli di TMAO sono correlati a una modificazione del metabolismo del colesterolo e dell’arteriosclerosi e sono altamente predittivi di rischio per malattie cardiovascolari. In conclusione il messaggio principale per i suggerimenti nutrizionali è ben chiaro: seguire una dieta sana che includa abbondanti quantità di frutta, verdura, cereali, legumi, frutta secca, pesce. E limitare la carne rossa, i dolci e le bevande zuccherate».

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Convegno: “L’Italia per l’equità nella salute”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

Lorenzin beatriceRoma venerdì 1° dicembre 2017, a partire dalle ore 9:00, Sala Benedetto XIII, in via di San Gallicano 25 /a si terrà il convegno “L’Italia per l’equità nella salute”. L’evento, promosso dal Ministero della Salute e dall’INMP Lo scopo dell’evento è quello di lanciare, attraverso la presentazione del documento dal titolo “L’Italia per l’equità nella salute”, predisposto da INMP, AGeNaS, ISS e AIFA, una consultazione strutturata presso i principali responsabili delle politiche pubbliche che influenzano la salute dei cittadini, per poi allargarla a coloro interessati a vario titolo nel Paese.
La presentazione del documento avverrà alla presenza del Ministro Lorenzin e sarà anticipata dalla lectio magistralis del Prof. Michael Marmot, il maggiore esperto mondiale sulle tematiche dell’equità nella salute. In esso vi è una ricognizione delle evidenze scientifiche attualmente disponibili sul tema delle disuguaglianze di salute ma anche un elenco di possibili azioni selezionate e attuabili da subito, che vanno nella direzione di una maggiore equità. Alla presenza del Ministro della Salute Lorenzin, la tavola rotonda affronterà poi le sfide poste da una società disuguale, specie nella salute, definendo anche le azioni che ciascuno può realisticamente intraprendere a livello settoriale e intersettoriale, nel medio e lungo termine.
Favorire l’apertura di un dibattito tra i responsabili di tali settori della vita pubblica ha il pregio di generare un processo virtuoso per una nuova taratura degli obiettivi settoriali di programmazione, nel verso di una maggiore equità e sostenibilità. Ma un contributo è atteso anche dai responsabili delle politiche ai vari livelli dell’attuazione territoriale, regionale e locale, nonché dagli attori del terzo settore che operano quotidianamente con azioni contro le principali vulnerabilità.
L’auspicio è che il documento si arricchisca in un tempo definito di ulteriori contributi significativi da parte di cittadini e stakeholder, utili per la definizione di un framework d’azione chiaro e condiviso. Per tale motivo, il convegno “L’Italia per l’equità nella salute”, che si svolgerà venerdì 1° dicembre dalle ore 9 alle 16,30 presso l’INMP, in via di S. Gallicano, 25/a, a Roma, verrà anche trasmesso in streaming sul sito YouTube dell’INMP. (foto: Ambulatorio sala d’accoglienza)

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Spezie: salute, alimentazione e ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 novembre 2017

spezieFirenze Auditorium Cto Careggi venerdì 24 novembre ore 9,30 apertura lavori medici e speziali, ricercatori ed erboristi, studenti e infermieri, droghieri e semplici cultori… saranno in 500, a Firenze, al Convegno sulle Spezie, aperto a chiunque sia interessato all’argomento, saporito, piccante e stimolante, per la mente e per il corpo, per gli occhi e per il palato. Utile per aggiornarsi sull’evoluzione della ricerca, ricevere input nuovi, anche sull’alimentazione, arricchita di saperi e sapori, antichi e nuovi, vengano essi da occidente o da oriente. Anche in ambito medico, o semplicemente nutrizionale o salutistico, o erboristico, o farmaceutico. Ma fosse anche solo per imparare l’uso di qualche spezia nuova in cucina. Perché no? Parliamo di spezie e salute? Automaticamente il pensiero di molti corre, ma si ferma spesso alla Curcuma e allo Zenzero. Misconoscendo invece le potenzialità interessanti dello Zafferano, e di moltissime altre spezie, dimenticando le applicazioni medicinali della capsaicina, sulla quale la ricerca è iniziata già decina di anni fa, fino a condurre alla scoperta di nuovi e importanti recettori, non solo per il dolore! Parliamo di spezie nell’alimentazione? E molti di noi confinano la loro mente al pepe e al peperoncino, come stimolanti la digestione. Forse neppure hanno mai sentito parlare del Cardamomo, o sottovalutano tutta la finezza del Cumino, o le possibili sfumature del Curry. Per non parlare dei Chiodi garofano che qualcuno li ricorda solo come desueto rimedio odontoiatrico, non sapendo che ne possiamo ottenere ottimi decotti utili in caso di influenza, come un olio essenziale con interessanti attività antibiotiche. E lo stesso dicasi dell’Origano.

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Salute e condizioni sociali

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

034-Figura di vecchio seduto addormentato con mani strette a pugno chiuso, 1944, Carboncino, cm 1Le condizioni sociali ed economiche in cui una persona nasce e cresce possono avere un forte impatto sul suo stato di salute e sulla qualità della sua vita. Lo ha affermato l’epidemiologo Paolo Vineis, nella relazione che ha tenuto all’apertura dei lavori della conferenza Invecchiamento di successo, organizzata ad Alba dalla Fondazione Ferrero. Vineis insegna Salute globale all’Imperial College di Londra ed è coordinatore del progetto europeo Lifepath, che si occupa di studiare i meccanismi biologici tramite i quali le condizioni socioeconomiche condizionano la salute delle persone. Ad Alba, Vineis ha presentato i risultati finora ottenuti nella comprensione scientifica delle “disuguaglianze di salute”. Di come, in altri termini, le disuguaglianze sociali si traducano in eventi biologici che possono determinare un invecchiamento più o meno in salute, e spesso una mortalità prematura.Ci sono persone che possono scegliere di andare a vivere in contesti più confortevoli e meno inquinati, di mandare a scuola i figli e di adottare stili di vita più sani. Ci sono altre persone, invece, che sono più esposte a una cattiva alimentazione, che non possono permettersi di coltivare l’istruzione loro e dei propri figli, e che sono costrette ad abitare in quartieri malsani, trafficati, se non addirittura asfissiati da discariche e poli industriali. Queste differenze, che vanno sempre più allargandosi, generano a loro volta preoccupanti differenze a livello di salute e qualità della vita.In Europa, l’86% dei decessi è attribuibile alle malattie croniche non trasmissibili, che a loro volta determinano il 77% degli anni di vita in buona salute persi e il 75% dei costi sanitari (soprattutto in assistenza a lungo termine). La maggior parte di queste malattie, e le conseguenti morti premature, vengono attribuite a cause complesse (largamente ambientali o comportamentali), che hanno negli stili di vita insalubri le cause principali: alimentazione scorretta, scarsa attività fisica, fumo, alcol. In realtà gli stili di vita, così come altri fattori di rischio, risentono fortemente di determinanti sociali di salute come la posizione nella società e sul lavoro, il reddito, e il livello educativo. I quali, quindi, vanno di fatto considerati le cause delle cause, che andrebbero tenute presenti nelle azioni di prevenzione e contrasto messe in opera dai sistemi sanitari.Le disparità sociali che si traducono in disuguaglianze di salute sono evidenti anche in paesi come l’Italia, meno colpita di altri paesi, probabilmente grazie all’effetto positivo che ancora giocano fattori come la alimentazione e la presenza di un sistema sanitario universalistico. Ciononostante, anche in Italia, fra un operaio non qualificato e un dirigente si osservano in media 5 anni di svantaggio nella speranza di vita.Perché questo accade? Attraverso quali meccanismi biologici e molecolari lo svantaggio sociale si traduce in malattia? Una delle spiegazioni più accreditate individua queste differenze di longevità e benessere negli stili di vita connessi allo stato socioeconomico, ma anche nello stress psicosociale connesso a condizioni di deficit educativo, lavorativo, ambientale, relazionale ed economico. Lo stress cronico che ne consegue può tradursi in malattia e mortalità precoce attraverso una serie di meccanismi fisiopatologici: dagli ormoni dello stress (rilascio aumentato di cortisolo) a marcatori di rischio cardiovascolare come la proteina C reattiva, allo stato di infiammazione cronica e alle malattie che ne derivano.Un gruppo di ricercatori del progetto Lifepath ha recentemente dimostrato che il 20% della mortalità prematura è dovuto a povere condizioni socioeconomiche, che si rivelano essere il terzo fattore di rischio dopo il fumo e l’inattività fisica. Altre ricerche realizzate dal consorzio coordinato da Vineis hanno mostrato come le disuguaglianze nella vita materiale e psicologica delle persone comincino ad esercitare la loro influenza a partire addirittura dalla gestazione. Già da quel momento, infatti, le condizioni materiali dei genitori influiscono sul nascituro, determinando in parte anche parametri come l’altezza e la predisposizione futura a sviluppare malattie. È nella prima fase della vita, almeno fino alla tarda adolescenza, che è massima l’incidenza dello svantaggio socioeconomico sulla biologia della persona, che poi si manifesterà nei decenni successivi in termini di malattie e mortalità prematura.
Riconoscere l’importanza delle condizioni sociali ed economiche nell’influire sulla salute e sulla qualità dell’invecchiamento, secondo Vineis, è dunque il primo passo necessario per capire dove intervenire per migliorare il benessere delle persone. Inoltre, la comprensione dei processi biologici attraverso i quali le disuguaglianze sociali si traducono in disuguaglianze per la salute consentirebbe di fornire accurate importanti prove scientifiche a istituzioni sanitare e decisori politici, che a loro volta potranno rendere più incisive le politiche di sanità pubblica.

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In aumento i debiti e le richieste d’aiuto delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

saluteIl 23% degli intervistati si indebita per garantire prestazioni sanitarie a un familiare in condizione di fragilità. Aumentano quelli che rinunciano per motivi economici alle cure mediche. È salito a 12,2 milioni il numero degli italiani che nell’ultimo anno ha rinunciato o rinviato una prestazione sanitaria per ragioni economiche, 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente. (Dati Censis). Sono numeri che spingono a riflettere sulla concreta e drammatica difficoltà economica delle famiglie italiane, una condizione aggravata anche da un Servizio Sanitario Nazionale debole, tra liste d’attesa troppo lunghe per gli esami e l’elenco dei farmaci rimborsabili sempre più esiguo.
Da un’indagine condotta dall’Osservatorio Prodeitalia che, nell’ultimo anno ha analizzato la situazione economica di circa 300 famiglie assistite, è emerso come il 23% dichiara di essersi indebitato per poter garantire un’adeguata assistenza medica ad un proprio familiare invalido o anziano, debiti che, in alcuni casi, arrivano a sfiorare i 3.000 euro; inoltre, sono sempre più frequenti i casi in cui i prestiti presi o i mutui accesi, vanno a gravare o a peggiorare una condizione di indebitamento preesistente. Sempre secondo la Ricerca, il 46% dichiara di aver rinunciato da anni alle visite mediche esami e controlli di prevenzione, proprio perché non in grado di far fronte alle spese sanitarie.
“A complicare il quadro, un marcato divario regionale che sottolinea in modo impietoso un diverso accesso alla tutela della salute e alle cure dei cittadini. Sono, infatti, numerose le richieste di aiuto che Prodeitalia riceve ogni giorno da nuclei familiari che non riescono a sostenere le spese mediche. La nostra indagine evidenzia che la maggior parte delle richieste proviene proprio dalle Regioni del Sud Italia, quasi l’80% del totale, ma ci sono anche famiglie provenienti da territori normalmente considerati ‘ricchi’, come il Veneto e il Trentino. Nelle grandi città, come Roma per esempio, si ricrea questo microcosmo con le sue differenze. Abbiamo notizia di famiglie che nelle periferie rinunciano in qualche caso alle cure mediche e molto spesso alla prevenzione. Questo succede quando si rivolgono ad una struttura sanitaria in cui le liste d’attesa sono impossibili e dove non ci si possono permettere le parcelle del privato. Gravissima poi la situazione di molte famiglie con uno o più disabili a carico. L’assistenza pubblica viene ridimensionata di continuo e molte famiglie a fronte di un’esigenza 24 ore su 24 sono costrette ad indebitarsi” – dichiara l’Avvocato Francesca Scoppetta, uno degli ideatori del Progetto Prodeitalia. Progetto Prodeitalia Nasce allo scopo di offrire un aiuto a chi per motivi di salute, economici, organizzativi o di varia natura, non riesce più a onorare i propri debiti. Sulla base della legge 3/2012 che regola il sovraindebitamento e introduce nell’ordinamento giuridico italiano la procedura di esdebitazione, Prodeitalia assiste e aiuta le aziende e i cittadini che, almeno in una prima fase, hanno la necessità di essere guidati. I professionisti che hanno aderito al Progetto offrono le proprie competenze fornendo una prima consulenza gratuita sugli strumenti che la legge mette a disposizione, trovando lo strumento giuridico utile a risolvere il problema e riducendo i debiti fino all’80%. Osservatorio Prodeitalia Ideato dalla squadra di professionisti dell’omonimo Progetto, l’Osservatorio si pone l’obiettivo di rilevare dati sulla crisi economica che non compaiono nelle statistiche istituzionali. Le ricerche, infatti, si basano sulla raccolta e analisi di dati in riferimento alle esperienze concrete dei soggetti intervistati, allo scopo di fornire numeri e informazioni più aderenti possibili alla realtà.

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Convegno su “Narrazione, trauma e salute: dall’individuo alla società”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Roma 28 ottobre nella Sala Congressi via Rieti dalle 8.30 alle 19 convegno su ‘Narrazione, trauma e salute: dall’individuo alla società. La sfida è intercettare l’impatto del trauma il più precocemente possibile, non solo quando si presentano dei quadri clinici molto compromessi e complessi”. Con questo intento Vittoria Ardino, presidente della Società Italiana per lo Studio dello Stress Traumatico (Sisst), promuove insieme all’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) e al Dipartimento di studi umanistici e internazionali dell’Università di Urbino (Discui) un convegno internazionale gratuito.
“Il contesto italiano deve uscire da un isolamento di tematiche che si esaurisce nello studiare il trauma per possedere solo alcune tecniche psicoterapeutiche. Lo studio dell’impatto del trauma- chiarisce Ardino- tocca diversi aspetti dell’individuo, per questo motivo il campo non può essere ristretto alla clinica, ma deve aprirsi alla prevenzione per identificare e intercettare l’impatto che l’esperienza traumatica ha sull’individuo e sulla società. Un tema sul quale l’Italia è ancora molto indietro”, denuncia la presidente della Sisst.
Questo significa “far parlare diversi professionisti”. Infatti, al convegno parteciperanno tanti esperti in settori differenti: psicoterapeuti, neuropsichiatri, docenti universitari, pediatri, un antropologo, un sociologo esperto di migrazioni e un avvocato che si occupa da anni di advocacy per la Fondazione Terre des Hommes Italia. La conferenza sarà, infatti, l’occasione per presentare proprio una ricerca congiunta della Sisst e della Fondazione Terre des Hommes sui costi delle mancate cure psicosociali per i minori migranti: “È uno studio di valutazione economica condotto sui minori stranieri non accompagnati in Italia e Germania. Abbiamo messo a confronto il sistema attuale delle cure psicosociali in questi due paesi con un modello sanitario virtuoso che investe nella prevenzione delle esperienze traumatiche, o delle problematiche legate alla Salute mentale, comportando un risparmio per la società nel lungo periodo. Al convegno mostreremo uno spaccato sulle diverse strategie legate a differenti politiche sociali e sanitarie. La sfida che si pone oggi la psicotraumatologia- continua Ardino- è chiedersi quali modelli di servizio possiamo implementare per intercettare meglio il trauma. Non è più sufficiente limitarsi a quello che avviene in uno studio privato dello psicoterapeuta, deve esserci una risposta sociale e pubblica al trauma”.
La conferenza vedrà la partecipazione di relatori nazionali e internazionali e ha già ricevuto i patrocini dell’European Society for Traumatic Stress Studies (Estss), del Centro interdipartimentale per la ricerca transculturale applicata (Cirta) dell’Università di Urbino e della Fondazione Terre des Hommes Italia. “La presenza della Estss è un segnale importante, così come quella degli esperti dell’IdO grazie alla loro esperienza sui traumi che avvengono nella collettività. Questo ci aiuta- ricorda la presidente della Sisst- a far capire come evolve il trauma nel tempo, qual è la tempistica delle reazioni a livello collettivo per poterle prevenire al meglio”.
Di trauma psicologico si parla da tempo. “Eventi traumatici sono sempre stati presenti in tutte le società e in tutte le epoche storiche. Oggi ne abbiamo una maggiore consapevolezza- fa sapere Ardino- e questo ci permette una riflessione più fine sul tema. È vero che accadono eventi potenzialmente traumatici a livello sociale, ma non dimentichiamo che il grande sommerso del trauma è legato ai traumi intra-familiari”.
Per parlare di trauma, spiega la presidente della Sisst, occorre analizzare tre fattori: l’impatto, la specificità dell’evento e le caratteristiche individuali e sociali. “L’evento di per sé non ci dice niente- afferma la studiosa- dobbiamo sempre leggerlo insieme all’impatto che può avere su un singolo individuo, un gruppo sociale o una famiglia. È chiaro che per essere definito traumatico dovrà rappresentare una minaccia reale e/o percepita di pericolo per l’incolumità e l’integrità fisica e psicologica dell’individuo e/o di un gruppo sociale. È necessario osservare quale sarà l’impatto che questo evento avrà nel lungo periodo a livello individuale e collettivo. Il trauma diventa tale- conclude la presidente della Sisst- quando mette in scacco le risorse individuali e sociali, altrimenti si tratterà solo di un evento molto difficile da affrontare ma comunque superabile”.
Oltre al convegno si svolgeranno anche due workshop il 27 ottobre a Roma, nella sede dell’IdO in via Alessandria 128/b. Il primo dalle 15 alle 18.30 su ‘La Brief Eclectic psychotherapy (BEEP) for PTSD (Disturbo post traumatico da stress) e la Narrative Exposure Therapy (NET)’ che punta ad aprire un focus sulle terapie brevi per i disturbi trauma-correlati con Vittoria Ardino e Mariel Meewisse (in lingua inglese con traduzione); il secondo ‘Tra Psiche e Corpo: Memorie Somatiche e Trauma’, dalle 15.30 alle 18.30 con Tommaso Farma, esponente del board Estss. Il convegno è gratuito, mentre i workshop prevedono un piccolo contributo spese.

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La salute della donna: Patologie femminili di maggiore impatto

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

milanoMilano, 20 settembre h. 13.00 Hotel Michelangelo – Sala B – Piazza Luigi di Savoia 6 Dall’istituzione della prima Cattedra di medicina di genere a Padova e di una giornata nazionale dedicata alla salute della donna, ai Bollini Rosa agli ospedali italiani, alla presentazione del Manifesto sulla salute della donna fino al primo disegno di legge sulla medicina di genere. Di passi avanti ne sono stati fatti molti. Il genere rappresenta ormai un parametro imprescindibile per garantire la personalizzazione della cura sia in ambito clinico sia nell’organizzazione dei servizi sanitari.
Il 1° Congresso Nazionale di Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna farà il punto sulla medicina di genere e sulla salute della donna nell’età fertile e nella menopausa mettendo in luce le interazioni tra le varie malattie in ambito cardiologico, diabetologico, ginecologico, neurologico, oncologico, psichiatrico e reumatologico. Partecipano:
Sen. Emilia De Biasi, Presidente Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica
Claudio Mencacci, Presidente Comitato tecnico scientifico Onda, Osservatorio nazionale salute della donna
Francesca Merzagora, Presidente Onda, Osservatorio nazionale salute della donna
Rossella Nappi, Professore Associato Clinica Ostetrica e Ginecologica, IRCCS Policlinico san Matteo, Università degli Studi, Pavia
Maria Penco, Professore Ordinario di Cardiologia, Direttore Scuola di Specializzazione, Malattie Apparato Cardiovascolare, Università degli Studi, L’Aquila
Armando Santoro, Direttore Cancer Center, Oncologia Medica, Humanitas Research Hospital, Rozzano (MI)
Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria
Vittorio Silani, Direttore UO Neurologia e Stroke Unit, IRCCS Istituto Auxologico Italiano, Milano

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Salute basket: Oncologi e coach insieme per favorire la prevenzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 settembre 2017

tel avivTel Aviv (Israele) I giovani italiani non seguono le regole della prevenzione. Nel nostro Paese la metà dei fumatori ha preso il vizio prima dei 20 anni, il 13% dei 15enni beve alcolici tutti i giorni e il 15% dei 13enni è in sovrappeso. Per raggiungere gli oltre 156mila giovanissimi italiani che giocano a pallacanestro e spiegare loro l’importanza di seguire corretti stili di vita, prende il via Allenatore Alleato di Salute Basket, il primo progetto al mondo che si pone l’obiettivo di insegnare ai coach delle varie discipline sportive come educare al benessere i bambini e gli adolescenti. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Insieme Contro il Cancro e gode del sostegno del Ministero della Salute e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI). Il progetto Allenatore Alleato di Salute è partito nel 2016 nel calcio con Max Allegri testimonial e ambasciatore della campagna. Dopo il calcio il progetto sbarca nei palazzetti con l’adesione ufficiale della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) siglata durante i Campionati Europei di Basket 2017 in corso in questi giorni a Tel Aviv. “Fumo, consumo di alcol, abbandono della dieta mediterranea e sedentarietà rappresentano i principali fattori di rischio della gran parte di malattie importanti, come i tumori – afferma il prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme Contro il Cancro, nella conferenza stampa di presentazione insieme al presidente della FIP, Giovanni Petrucci, e al coach della Nazionale, Ettore Messina -. Questi comportamenti scorretti iniziano nella maggioranza dei casi da giovanissimi e l’allenatore sportivo può svolgere un ruolo importantissimo. Il 36% degli under 19 residenti nel nostro Paese chiede infatti al proprio coach consigli sul benessere e su come mantenere integro il proprio organismo. Per questo è fondamentale che il coach abbia una preparazione di base per rispondere in modo corretto a queste domande, per favorire corretti stili di vita”. “Siamo particolarmente orgogliosi e lieti di partecipare a questa importante campagna – spiega Giovanni Petrucci, Presidente Nazionale FIP -. La nostra Federazione può vantare oltre 14mila allenatori e più di 8mila istruttori di minibasket. Si tratta di un piccolo esercito di educatori che possono favorire la promozione della salute tra i giovani e le loro famiglie. Grazie alla collaborazione con gli specialisti della Fondazione Insieme Contro il Cancro potremo insegnare loro come si devono approcciare ai ragazzi e in che modo possono aiutarli”. Allenatore Alleato di Salute Basket vede la partecipazione come testimonial del coach azzurro Ettore Messina. “Come uomo di sport sono onorato di essere considerato un ‘Maestro di Salute’ – sottolinea il coach Messina -. Tutti i giorni bisogna allenarsi anche per preservare il proprio benessere psico-fisico. Basta seguire alcune semplici regole tutti i giorni fin dall’infanzia. Attraverso questo progetto vogliamo favorire la crescita degli atleti di domani. Non vogliamo ovviamente sostituirci ai medici o ai genitori, ma possiamo offrire un nostro contributo”. “Il mondo dello sport deve dare il buon esempio a tutta la società – aggiunge il prof. Cognetti -. E’ infatti ormai dimostrato da numerosi studi scientifici che grazie all’attività fisica possiamo evitare molte gravi malattie come disturbi cardio-vascolari, diabete e obesità. Solo per il cancro i sedentari hanno una probabilità fino al 40% superiore di sviluppare una neoplasia. Per contrastare comportamenti scorretti serve una vera e propria rivoluzione culturale che deve interessare soprattutto i bambini e gli adolescenti”. “Il nostro auspicio è riuscire a coinvolgere quante più possibili realtà del mondo dello sport italiano – conclude il prof. Francesco Cognetti -. I giovani hanno infatti un estremo bisogno di educazione al benessere. Tutti insieme possiamo vincere questa fondamentale e non più rinviabile sfida”.

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Droga di ieri e di oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 agosto 2017

droga cannabis-vicinoStiamo seduti nel bel mezzo di un uragano, invece di metterci al riparo, rimaniamo a guardare gli esiti della catastrofe. Non soltanto la droga sta impattando e mettendo in crisi i fortini dell’accoglienza e della salute ritrovata nelle comunità di servizio e terapeutiche, a causa delle interminabili liste di attesa, delle richieste di aiuto disperate che non permettono ulteriori deroghe. Addirittura sta ritornando la droga di ieri, ben mischiata e amalgamata a quella di oggi, L’eroina è nuovamente tra noi, è vero che non se n’è mai andata, ma adesso sgomita e spinge avanti, come faceva in passato senza troppe cortesie. Un tempo chi la bucava, sniffava, fumava, lo faceva per un moto prettamente protestatarlo, contestatario, una sorta di rivolta autodistruttiva per non rimanere invischiati nelle ingiustizie sociali che stavano preparando terreno fertile per l’estinzione di una intera generazione. Oggi chi si sbomballa con la roba, non lo fa certo per una insubordinazione alla regola sociale o per non esser costretto a condividere uno status quo, piuttosto per una vera e propria resa incondizionata alla fatica di un impegno, di una responsabilità, di una libertà che impone la corposità di una scelta. Dunque l’accettazione del suo opposto e contrario, l’incontro disimpegnante della droga, che accantona ogni desiderio di felicità e autorealizzazione. Una molteplicità di articoli di cronaca ci dicono che il problema delle dipendenze sta deflagrando un’altra volta: droga, alcool, azzardo, bullismo spinto e violenza, stanno devastando limiti e confini di ogni giovanissimo, c’è in superficie una scollatura tra presente e futuro, come non esistesse possibilità di mettere giù un progetto, un percorso un po’ per volta, avanza con gli anfibi della precarietà una arrendevolezza disarmante che piega le gambe dei più giovani. Il mondo adulto osserva preoccupato il propagarsi di fenomeni sociali delinquenziali, si rifugia nella richiesta di punizione che ristabilisca un equilibrio, chiede a gran voce risposte severe. Dimenticando che il rispetto delle regole è chiaramente un diritto e un dovere fondamentale per ognuno e per ciascuno, ma perché questo avvenga occorre ripristinare un’attenzione e una cura di se, attraverso esempi autorevoli nei gesti quotidiani ripetuti. L’indifferenza con cui si legano al palo i più giovani, obbligandoli a una attesa umiliante e provocatoria, tentando illusoriamente di esorcizzare il tempo della noia che invece intacca anche la più coriacea delle convinzioni, non fa altro che ingrossare le fila di quanti accantonati e frustrati, non trovano di meglio che la compagnia silenziosa e complice delle sostanze. C’è penuria di coraggio a educare, a tirare fuori insieme il meglio, anche i silenzi di figli che non intendono parlare con te padre o madre che sia. Educare è la parola magica, educare alla speranza di realizzarsi, conquistando la capacità di raggiungere un obiettivo. Non sono utopie da supermercato, dove spesso, sempre più spesso, gli adulti vanno a pescare risposte vane. Forse occorre maggiore rispetto nei riguardi dei più giovani, prudenza a parlare di legalizzazione, un carico di poderosa attenzione su cosa significa sdoganare la famosa droga ricreativa, è necessaria una doverosa riflessione su cosa potrà significare avere a che fare con un mercato parallelo ben più devastante e ingannevole, soprattutto nei riguardi dei più deboli e inesperti, di coloro che come sempre pagheranno lo scotto maggiore. Nel frattempo continuiamo ad accantonare e rimuovere questi drammi, a risolverli ci pensiamo alla prossima occasione. (Vincenzo Andraous)

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Anche le ossa hanno bisogno del giusto nutrimento per rimanere in salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

ancaPochi sanno che le ossa non sono una struttura inerte ma un tessuto che si rimodella costantemente e la cui salute dipende da tanti fattori che agiscono insieme.
“Nel corso della vita la dimensione del nostro scheletro e la quantità di osso in essa contenuto cambiano in modo significativo. Ad esempio, nel corso dei primi 10-12 anni di vita, la massa ossea aumenta in modo costante, sia nei ragazzi sia nelle ragazze. Durante la pubertà, il tasso di accumulo di massa ossea accelera, con un aumento più rapido nei maschi, con conseguente raggiungimento del picco di massa ossea verso la metà dei 20 anni. – avverte da Firenze il professor Ranuccio Nuti dell’Università di Siena, dove si tiene il 2° Congresso nazionale della SINuC Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo – Successivamente, un declino graduale si verifica negli uomini in età avanzata, mentre nelle donne la massa ossea resta stabile fino alla menopausa quando inizia un periodo di perdita ossea accelerata per alcuni anni dopo la menopausa. Una nutrizione adeguata è essenziale per il raggiungimento del picco di massa ossea, per il mantenimento della massa ossea durante l’età adulta e soprattutto per il controllo della perdita ossea con l’avanzare dell’età”.
In breve, per la salute dell’osso e per scongiurare il rischio che diventi fragile ammalandosi di osteoporosi è necessaria una combinazione di movimento più dieta ricca di nutrienti in calcio e proteine e una regolare esposizione alla luce del sole che favorisca la produzione di vitamina D. Solo una dieta bilanciata in cui siano presenti sia gli oligoelementi essenziali (vitamine e Sali minerali) e macronutrienti (proteine, grassi e carboidrati) garantisce la corretta costruzione e il mantenimento della salute dell’osso.
“Il calcio è un importante elemento costitutivo del nostro scheletro: per 1 kg di calcio presente nel corpo di un adulto medio, il 99% è localizzato nel tessuto osseo che al bisogno lo rilascia per mantenere i giusti livelli ematici. Il calcio è presente sotto forma di un complesso minerale chiamato idrossiapatite che conferisce resistenza allo scheletro. Riveste anche un ruolo importante nella funzionalità del sistema nervoso e muscolare, mantenendo livelli sierici di calcio costanti. – continua il professor Nuti – La sintesi cutanea della vitamina D è influenzata da diversi fattori, tra cui la latitudine, la pigmentazione della pelle e l’uso di creme solari e soprattutto l’intake alimentare. Le proteine alimentari rappresentano la fonte di aminoacidi indispensabile per la produzione di matrice ossea. Numerosi studi hanno dimostrato come variazioni nell’assunzione di proteine durante l’infanzia e l’adolescenza possono influenzare la crescita scheletrica e soprattutto il raggiungimento del picco di massa ossea. Per quanto riguarda la popolazione anziana un basso intake proteico è associato a perdita di densità minerale ossea sia a livello del tratto prossimale del femore che a livello del rachide lombare. Infatti alcuni studi hanno dimostrato come la supplementazione di proteine in pazienti che hanno subito una frattura dell’anca sembrerebbe ridurre sia la perdita ossea post-frattura, che le complicanze mediche e la tempistica della degenza ospedaliera di riabilitazione”.
“Le fonti alimentari di calcio (latte e latticini) devono essere l’opzione di prima scelta” sottolinea a sua volta il Professor Maurizio Muscaritoli presidente SINuC “mentre i supplementi sono indicati per i soggetti ad alto rischio. Il calcio si deposita di norma sotto forma di cristalli minerali che vedono legati insieme calcio e fosfato mentre le compresse di calcio possono ridurre l’assorbimento di fosfato da parte dell’intestino: un supplemento di 500 mg di calcio riduce l’assorbimento di fosfato pari a 166 mg alterando l’equilibrio necessario alla corretta rimineralizzazione ossea. Ma il calcio è necessario anche alla contrazione dei muscoli e la sua presenza nella dieta permette di accumulare quel ‘patrimonio’ osseo sin dall’infanzia, proteggendoci dall’osteoporosi in tarda età. Condizione patologica che non è inesorabile e non deve essere vissuta come un destino: la giusta prevenzione permette di evitare cadute e fratture talora con esiti fatali”.

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Promozione della Salute nei luoghi di Lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

morettiBergamo. Vi è stata una grande mobilitazione di medici, operatori dei servizi di prevenzione e protezione, referenti aziendali WHP. Tra i relatori, dirigenti di Ats Bergamo, medici di medicina del lavoro e di sanità pubblica, esperti di alto livello, molti dei quali coinvolti nella ricerca nazionale di consenso sugli strumenti per il monitoraggio dei fattori di rischio individuali.
E’ stata organizzata da Ats Bergamo con il sostegno dell’Associazione dei Medici Competenti e il patrocinio di SIMLII (Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene industriale). La sede di Bergamo non è casuale. A Bergamo, grazie all’alleanza di Ats con Confindustria Bergamo, è nato ed è attivo da diversi anni il primo programma standardizzato di promozione della salute nei luoghi di lavoro (WHP) in Lombardia. Il programma ha coinvolto oltre 100 luoghi di lavoro, riuniti in una rete locale di imprese riconosciuta dal 2012 come partner di eccellenza dalla Rete Europea ENWHP. Un’esperienza che suscita interesse anche da parte di diversi Paesi dell’Unione Europea. Il luogo di lavoro come contesto privilegiato per sostenere le persone nel percorso di controllo dei fattori di rischio individuali dovuti a comportamenti errati (cattive abitudini alimentari, fumo, alcol, inattività fisica, stress). Le aziende, aderendo alla rete WHP e attuandone il programma, possono dare un importante contributo alla prevenzione delle malattie non solo professionali, ma anche cronico-degenerative, promuovendo la salute e il benessere psico-fisico attraverso iniziative ritagliate sulle necessità individuali e realizzate in un’ottica integrata, che puntino all’equilibrio tra l’ambiente di lavoro e la vita privata. «Il programma WHP prevede un accreditamento annuale con il conferimento all’azienda di uno specifico logo “Luogo di lavoro che promuove la salute”, assegnato a nome della Rete Europea ENWHP (European Network for Health Promoting Workplace). I luoghi di lavoro che aderiscono alla Rete WHP iniziano un percorso che prevede la realizzazione di buone pratiche efficaci nel campo della promozione della salute, con riferimento all’alimentazione, alle dipendenze da fumo e alcol, all’inattività fisica, alla mobilità sostenibile e sicura» – ha spiegato Roberto Moretti, responsabile del Servizio Promozione della Salute di Ats Bergamo. «Sulla promozione della salute nei luoghi di lavoro convergono gli interessi dei singoli lavoratori, delle imprese, del sistema sanitario e dell’intera collettività – ha dichiarato Mara Azzi, Direttore Generale di Ats Bergamo – La promozione della salute rappresenta la misura di contrasto più razionale e più valida dal punto di vista del rapporto costi/efficacia ai fattori di rischio comportamentali». L’azienda costituisce un luogo ideale perché la sorveglianza sanitaria (l’insieme degli accertamenti sanitari finalizzati alla tutela dello stato di salute e alla sicurezza dei lavoratori) rappresenta un’occasione unica per monitorare un grande convegnonumero di soggetti, per lo più sani, che difficilmente si sottoporrebbero a controlli. Un modello di prevenzione primaria, che punta a evitare l’insorgenza di future patologie, dato che lo stile di vita e i comportamenti individuali possono influenzare notevolmente lo stato di salute futuro.Da qui l’importanza di dotare i medici competenti di pratiche e strumenti di monitoraggio omogenei per consentire la valutazione di efficacia degli interventi di promozione della salute, nonché l’analisi e il confronto dei dati. Sinora infatti i dati su comportamenti come il consumo di alcol, l’attività fisica o la dipendenza da nicotina sono raccolti dal medico in modo non omogeneo, con questionari e indicatori diversi tra loro, vanificando la possibilità di un loro utilizzo per confronti, ricerche o per la valutazione di programmi WHP. «Al fine di raggiungere l’obiettivo di disporre di strumenti di monitoraggio e valutazione omogenei, nel corso del 2016 è stata realizzata una ricerca di Consenso che ha coinvolto un panel di esperti a livello nazionale e ha permesso di selezionare un set di strumenti (questionari, indicatori, variabili) da proporre ai medici competenti. L’auspicio è che tali strumenti possano entrare nella pratica quotidiana di professionisti che operano in aziende WHP e non solo – ha spiegato Marco Cremaschini, responsabile scientifico del programma WHP del Servizio Promozione della Salute dell’Ats». (foto: moretti, convegno)

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Ispra: licenziamenti in vista?

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

IspraAll’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), risorsa strategica per il Paese, si apprestano a licenziare 93 ricercatori e tecnici precari, con anzianità media di un decennio. Tutti abbiamo il diritto/dovere d’impedirlo, d’intervenire perché le loro ricerche hanno tutelato e tutelano il nostro territorio e la nostra salute. Infatti, studiano il mare, le coste, il dissesto idrogeologico, le frane, la qualità dell’aria, la gestione dei rifiuti. Aprendo http://www.isprambiente.gov.it/it troviamo i temi, i servizi per l’ambiente, le banche dati, i progetti, la cartografia, le pubblicazioni, la biblioteca, le collezioni geologiche e storiche, i laboratori. Funzioni e concetti che rischiano di rimanere solo sulla carta. L’allarme è stato lanciato da tempo ma, dal 22 maggio 2017, in assenza di interventi da parte del Ministero dell’Ambiente, i lavoratori dell’ISPRA hanno occupato la sala dei convegni dell’Istituto. Si possono seguire gli eventi sulla pagina Facebook. Per quanto sopra scritto è importante che noi tutti entrassimo in azione, poiché non è utile per il nostro benessere accettare passivamente le soppressioni della banca dati Aria (BRACE), del gruppo di ricerca sui pesticidi nelle acque, della sezione ecotossicologia e bioindicatori, la continua erosione delle funzioni strategiche di un ente che, con le sue ricerche scientifiche indipendenti, ha bloccato varie opere dannose e inutili dal punto di vista ecologico ed economico. Nicola Lugeri, dell’USB PI ISPRA, ha dichiarato che i soldi ci sono, e per tutti gli enti di ricerca; infatti, un “tesoretto” di oltre 400 milioni di euro non è utilizzato da parte dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia). I lavoratori chiedono al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti di NON destinare soldi pubblici agli enti privati, di rilanciare l’ISPRA attingendo dal “tesoretto” utilizzando solo 3 milioni di euro per 3 anni nonché procedendo subito alla restituzione dei 13 milioni tagliati al momento della costituzione dell’Istituto per destinarli ad avviare un piano di assunzioni straordinario secondo le norme contenute nel nuovo Testo Unico del Pubblico Impiego, in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ognuno di noi ha il potere d’intervenire, sollecitando Governo e parlamentari, per riportare l’ISPRA all’indispensabile efficienza che la tutela della qualità della nostra vita richiede. (Pier Luigi Ciolli – nuove direzioni)

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Salute e sicurezza del viaggiatore internazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

viaggiatoriRimini mercoledì 31 maggio dalle ore 17.30 alle 19.00 presso la sala della Provincia di Corso d’Augusto 231. Il Vice Ministro degli Esteri, Mario Giro illustrerà le strategie della Farnesina per tutelare la sicurezza dei nostri connazionali che affrontano viaggi all’estero. Il dr Walter Pasini, direttore della nuova Travel Clinic di Rimini, già direttore del primo Centro Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Medicina del Turismo, illustrerà le strategie da adottare per tutelare la salute dei viaggiatori. L’incontro è stato patrocinato dall’AUSL Romagna, dall’Ordine dei Medici della Provincia di Rimini e dall’Ordine dei Farmacisti. Il viaggio, ogni tipo di viaggio rappresenta un’esperienza di grande importanza per la crescita e la formazione dell’individuo, per le sollecitazioni culturali, le emozioni, i contatti, le bellezze visitate.
Il viaggio internazionale, però, può essere fonte di rischio per la salute e sicurezza dell’individuo per una serie di ragioni: la situazione socio-sanitaria del paese visitato, la situazione politica, lo stato di salute del viaggiatore, il suo stato vaccinale, il comportamento adottato in viaggio.

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Salute della donna: Si parla di prevenzione, mentre si riducono gli investimenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

Lorenzin beatriceLe politiche di prevenzione sanitaria sono di vitale importanza non solo per il miglioramento della salute dei cittadini, ma anche per lo sviluppo socioeconomico del Paese e del suo sistema sanitario. Nonostante ciò, l’Italia continua ad essere fanalino di coda nel mondo per la prevenzione e la sanità integrativa.
Questa constatazione rende ancora più ipocrita la “Giornata della salute della donna” istituita su proposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che impegnata a sottolineare la consapevolezza e l’importanza del tema della prevenzione per la salute femminile, si è dimenticata di specificare quanto (poco) investe l’Italia proprio in questa direzione.I dati parlano chiaro: in base al rapporto di Meridiano Sanità – elaborato da The European House-Ambrosetti, l’Italia investe pochissimo in prevenzione. Nonostante il Piano Sanitario Nazionale preveda una percentuale di spesa per la prevenzione del 5%, il nostro Paese risulta ben al di sotto di questa soglia, e se ci addentriamo nell’analisi specifica delle regioni, i risultati riescono anche ad essere più negativi: il il Lazio, ad esempio, non arriva nemmeno al 2%. In un Paese in cui le principali cause di mortalità, morbosità e invalidità sono collegate a malattie la cui incidenza potrebbe essere fortemente limitata attraverso valide politiche di prevenzione, pare una totale irresponsabilità ridurre gli investimenti in tale direzione. Ancor di più, appare irresponsabile e insensato dedicare un’intera giornata al tema della prevenzione, se nel contempo non si interviene su di esso. Il Ministro della Salute, invece di propinare lezioni teoriche su un “vademecum della prevenzione”, dovrebbe comprendere quanto sia fondamentale investire. E se non bastasse avere come monito la salute dei cittadini, si può considerare il fattore economico: se l’Italia si allineasse alla media europea degli investimenti per la prevenzione, si potrebbero ottenere risparmi, nell’arco di 10 anni, pari a 8 miliardi di euro.Investire di più, investire con forza, è l’unica soluzione: la prevenzione è una priorità, innanzitutto per la salute dell’intero Paese, ma anche per il risparmio, finora sfumato, che ne deriverebbe.
Quanto ancora saremo costretti a sopportare queste patetiche farse? Ci auguriamo che al più presto ci possa essere un Ministro della Salute che si occupi realmente degli interessi dei cittadini ed eviti il totale sfacelo del nostro sistema sanitario, già gravemente colpito.

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Lo stato dell’oncologia in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 25 aprile 2017

senatoRoma, 27 aprile 2017 – ore 11 Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani (Sala Zuccari, Via della Dogana Vecchia 29) l’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) organizza un convegno nazionale a cui parteciperanno, fra gli altri, il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM, il prof. Mario Melazzini, Direttore Generale AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), Francesco Bevere, Direttore Generale Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), e Emilia Grazia De Biasi, Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato. È stato invitato il Ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin.
negli ultimi decenni si è registrato un incremento costante dei pazienti con storia di cancro in Italia: erano meno di un milione e mezzo all’inizio degli anni Novanta, 2 milioni e 250mila nel 2006, circa 3 milioni e 130mila nel 2016. Nel 2020 saranno 4 milioni e mezzo. Lo scenario dell’oncologia è in rapida evoluzione, molte persone guariscono o possono convivere a lungo con la malattia con una buona qualità di vita. E rivendicano il diritto di tornare a un’esistenza normale. Le Istituzioni e i clinici devono essere in grado di rispondere alle esigenze di questi pazienti.

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Cuoriamoci: piccoli gesti per la salute del cuore

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

cuoreParte la campagna “Cuoriamoci, piccoli gesti per la salute del cuore”, promossa da Fondazione Italiana per il Cuore in collaborazione con la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e con il supporto non condizionato di Parmalat, per sensibilizzare gli italianisull’importanza di prendersi cura del benessere del proprio cuore grazie a piccoli e semplici gesti quotidiani. Una campagna che ha l’obiettivo di parlare al più ampio numero di persone possibile perché – non tutti lo sanno o ne sono consapevoli – le malattie cardio-vascolari sono la prima causa di morte in Italia, oltre che una delle prime voci di spesa del Sistema Sanitario Nazionale.
“Pochi hanno la consapevolezza di questo dato evidente”, ricorda Emanuela Folco, Presidente della Fondazione Italiana per il Cuore, “eppure, basterebbe poco per introdurre nella nostra routine quotidiana piccoli e semplici gesti che possono fare una differenza importante per la nostra salute. Per questo abbiamo avviato la campagna Cuoriamoci, che parla in modo semplice a tutti: ci auguriamo di instaurare un vero e proprio circolo virtuoso alla volta della salvaguardia del nostro cuore”.
“Oggi, forse anche per colpa delle informazioni ridondanti, si è persa di vista la semplicità delle piccole azioni che possiamo fare ogni giorno per la tutela della salute del cuore, ma più in generale per il nostro benessere: mangiare un po’ meno, ma meglio, e muoverci un po’ di più – prosegue il dott. Andrea Ghiselli, Presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e Dirigente di Ricerca del CREA – Alimenti e Nutrizione. La Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, da sempre impegnata in iniziative di educazione alimentare, aderisce e appoggia la campagna Cuoriamoci che stimola la popolazione a quei piccoli cambiamenti nello stile di vita, in grado di portare grandi vantaggi per la salute”.
Tra i gesti promossi dalla campagna Cuoriamoci, che consentono un’attività di prevenzione alla portata di tutti, sono molto importanti, oltre all’abolizione totale del fumo di sigaretta, l’abitudine al movimento (basta una camminata di buon passo ogni giorno e preferire le scale all’ascensore) e un’alimentazione con meno cibi grassi preferendo, invece, cereali integrali, legumi, frutta, verdura e alimenti che contengono grassi polinsaturi Omega3EPA e DHA, fondamentali per combattere le malattie cardiovascolari. Le attività della campagna – che comprendono azioni educative, testimonianze di esperti, eventi sul territorio e collaborazioni istituzionali – proseguiranno fino al 29 settembre, quando, come ogni anno, verrà celebrata la Giornata Mondiale per il Cuore, promossa da Fondazione Italiana per il Cuore e sostenuta dalla World Heart Federation. Un momento importante per capitalizzare le azioni intraprese nei mesi precedenti e per sensibilizzare ulteriormente la popolazione su questo importante tema.
A supporto delle iniziative della campagna ci sarà, oltre a un’intensa attività editoriale sui principali organi di stampa, il minisito dedicato Cuoriamoci.it, che ha lo scopo di continuare l’attività di informazione e raccogliere tutta la serie di piccoli gesti quotidiani che ciascuno di noi dovrebbe compiere. Inoltre gli utenti potranno fare il test per verificare il proprio grado di consapevolezza sulla salute del cuore, ricevendo poi ulteriori consigli e suggerimenti utili per il proprio benessere.
La campagna Cuoriamoci, piccoli gesti per la salute del cuore vede il supporto non condizionato di Parmalat, che ha deciso di impegnarsi nella promozione di corrette abitudini attraverso iniziative concrete sul territorio destinate a target diversi, che saranno implementate nel corso dell’anno: tra queste, GolaGola a Parma, TuttoFood a Milano e la Partita del Cuore con la Nazionale Cantanti, che si terrà allo Juventus Stadium di Torino il prossimo 30 maggio. Le attività per la promozione della campagna Cuoriamoci proseguiranno inoltre anche nei principali supermercati, dove sarà possibile ricevere materiali informativi e consigli utili e adatti a tutti sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari.

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