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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

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Lo stato dell’oncologia in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 25 aprile 2017

senatoRoma, 27 aprile 2017 – ore 11 Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani (Sala Zuccari, Via della Dogana Vecchia 29) l’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) organizza un convegno nazionale a cui parteciperanno, fra gli altri, il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM, il prof. Mario Melazzini, Direttore Generale AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), Francesco Bevere, Direttore Generale Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), e Emilia Grazia De Biasi, Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato. È stato invitato il Ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin.
negli ultimi decenni si è registrato un incremento costante dei pazienti con storia di cancro in Italia: erano meno di un milione e mezzo all’inizio degli anni Novanta, 2 milioni e 250mila nel 2006, circa 3 milioni e 130mila nel 2016. Nel 2020 saranno 4 milioni e mezzo. Lo scenario dell’oncologia è in rapida evoluzione, molte persone guariscono o possono convivere a lungo con la malattia con una buona qualità di vita. E rivendicano il diritto di tornare a un’esistenza normale. Le Istituzioni e i clinici devono essere in grado di rispondere alle esigenze di questi pazienti.

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Cuoriamoci: piccoli gesti per la salute del cuore

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

cuoreParte la campagna “Cuoriamoci, piccoli gesti per la salute del cuore”, promossa da Fondazione Italiana per il Cuore in collaborazione con la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e con il supporto non condizionato di Parmalat, per sensibilizzare gli italianisull’importanza di prendersi cura del benessere del proprio cuore grazie a piccoli e semplici gesti quotidiani. Una campagna che ha l’obiettivo di parlare al più ampio numero di persone possibile perché – non tutti lo sanno o ne sono consapevoli – le malattie cardio-vascolari sono la prima causa di morte in Italia, oltre che una delle prime voci di spesa del Sistema Sanitario Nazionale.
“Pochi hanno la consapevolezza di questo dato evidente”, ricorda Emanuela Folco, Presidente della Fondazione Italiana per il Cuore, “eppure, basterebbe poco per introdurre nella nostra routine quotidiana piccoli e semplici gesti che possono fare una differenza importante per la nostra salute. Per questo abbiamo avviato la campagna Cuoriamoci, che parla in modo semplice a tutti: ci auguriamo di instaurare un vero e proprio circolo virtuoso alla volta della salvaguardia del nostro cuore”.
“Oggi, forse anche per colpa delle informazioni ridondanti, si è persa di vista la semplicità delle piccole azioni che possiamo fare ogni giorno per la tutela della salute del cuore, ma più in generale per il nostro benessere: mangiare un po’ meno, ma meglio, e muoverci un po’ di più – prosegue il dott. Andrea Ghiselli, Presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e Dirigente di Ricerca del CREA – Alimenti e Nutrizione. La Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, da sempre impegnata in iniziative di educazione alimentare, aderisce e appoggia la campagna Cuoriamoci che stimola la popolazione a quei piccoli cambiamenti nello stile di vita, in grado di portare grandi vantaggi per la salute”.
Tra i gesti promossi dalla campagna Cuoriamoci, che consentono un’attività di prevenzione alla portata di tutti, sono molto importanti, oltre all’abolizione totale del fumo di sigaretta, l’abitudine al movimento (basta una camminata di buon passo ogni giorno e preferire le scale all’ascensore) e un’alimentazione con meno cibi grassi preferendo, invece, cereali integrali, legumi, frutta, verdura e alimenti che contengono grassi polinsaturi Omega3EPA e DHA, fondamentali per combattere le malattie cardiovascolari. Le attività della campagna – che comprendono azioni educative, testimonianze di esperti, eventi sul territorio e collaborazioni istituzionali – proseguiranno fino al 29 settembre, quando, come ogni anno, verrà celebrata la Giornata Mondiale per il Cuore, promossa da Fondazione Italiana per il Cuore e sostenuta dalla World Heart Federation. Un momento importante per capitalizzare le azioni intraprese nei mesi precedenti e per sensibilizzare ulteriormente la popolazione su questo importante tema.
A supporto delle iniziative della campagna ci sarà, oltre a un’intensa attività editoriale sui principali organi di stampa, il minisito dedicato Cuoriamoci.it, che ha lo scopo di continuare l’attività di informazione e raccogliere tutta la serie di piccoli gesti quotidiani che ciascuno di noi dovrebbe compiere. Inoltre gli utenti potranno fare il test per verificare il proprio grado di consapevolezza sulla salute del cuore, ricevendo poi ulteriori consigli e suggerimenti utili per il proprio benessere.
La campagna Cuoriamoci, piccoli gesti per la salute del cuore vede il supporto non condizionato di Parmalat, che ha deciso di impegnarsi nella promozione di corrette abitudini attraverso iniziative concrete sul territorio destinate a target diversi, che saranno implementate nel corso dell’anno: tra queste, GolaGola a Parma, TuttoFood a Milano e la Partita del Cuore con la Nazionale Cantanti, che si terrà allo Juventus Stadium di Torino il prossimo 30 maggio. Le attività per la promozione della campagna Cuoriamoci proseguiranno inoltre anche nei principali supermercati, dove sarà possibile ricevere materiali informativi e consigli utili e adatti a tutti sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari.

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Urbanizzazione e salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

clima nel mondo1Provate a immaginare. Nel 10.000 a.C. la Terra ospita circa 1 milione di individui che diventano, ai tempi dell’Impero Romano, tra il 300 ed il 400 d.C., più o meno 150 milioni. Tra guerre, catastrofi naturali e pestilenze, si deve arrivare alle soglie del secondo millennio per raddoppiare la popolazione mondiale. Dicono gli studiosi che, intorno all’anno Mille, siamo circa 310 milioni sul pianeta. Durante la rivoluzione industriale, a partire dal XVIII secolo, i progressi della medicina e l’aumento della qualità della vita nei paesi sviluppati portano alla cosiddetta rivoluzione demografica; il tasso di mortalità scende vertiginosamente e cresce il tasso di natalità, portando al raddoppio della popolazione mondiale in solo due secoli: dagli 800 milioni del 1750 al miliardo e 650 milioni del 1900. Poi, in solo 75 anni, la popolazione mondiale triplica, raggiungendo i 4 miliardi di individui nel 1975 e anche l’apice del tasso di crescita che da allora rallenta. Ma non così tanto, visto che gli attuali 7,3 miliardi di cittadini del mondo saranno 8,5 miliardi entro il 2030, 9,7 miliardi nel 2050 e 11,2 miliardi nel 2100, come stima la revisione 2015 del rapporto World Population Prospects delle Nazioni Unite.Fenomeno parallelo alla tumultuosa crescita demografica degli ultimi decenni è il sempre più spinto inurbamento, ossia la fuga dalle campagne verso le città, e la conseguente urbanizzazione dei territori, che ha portato i ricercatori delle Università di Yale, dell’Arizona State, della Texas A&M e di Stanford, a calcolare che entro il 2030 le aree urbane si espanderanno di circa 1,5 milioni di chilometri quadrati, pari all’incirca alla superficie della Mongolia, o se si preferisce di Francia, Germania e Spagna messe assieme, per accogliere 1,47 miliardi di persone neo-inurbate.
Non solo. Se oggi vivono nel mondo 415 milioni di persone con diabete – due terzi delle quali risiedono nelle città – e l’International Diabetes Federation (IDF) stima un aumento del 50%, sino a 642 milioni tra 25 anni, e se negli ultimi 40 anni l’obesità è cresciuta del 600 per cento, dai 105 milioni di obesi nel 1975 ai 640 milioni di oggi, non va dimenticato il progressivo invecchiamento della popolazione. Le stime indicano, infatti, come la percentuale di persone sopra i 65 anni potrebbe raddoppiare da qui al 2050, dall’8 al 16 per cento della popolazione mondiale. “Sono semplici dati che sottolineano come uno dei fattori che gli amministratori di una città, oggi, devono affrontare sia il tema dei determinati della salute”, dice ancora Lenzi.
All’argomento, di estrema attualità, è dedicato il nuovo numero della rivista Health Policy in Non Communicable Diseases, edita da Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, presentato oggi a Roma, dal titolo “Healthy Cities – I determinanti della salute in città”. Ospita analisi di studiosi e ricercatori come Arpana Verma, Direttore della Division of Population Health, Health Services Research and Primary Care della University of Manchester, Ketty Vaccaro, Responsabile area salute e welfare del CENSIS, Roberta Crialesi, Direttore Sevizio Sanità e Assistenza presso la Direzione Centrale delle statistiche sulle Istituzione Sociali dell’ISTAT, Alessandro Solipaca, Direttore scientifico Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane.

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La Vitamina D è fondamentale per la salute scheletrica

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

vitamina-DMa sembra avere un ruolo importante anche in patologie extrascheletriche quali malattie cardiovascolari, diabete mellito e cancro. Ipotesi che in prima battuta è sostenuta da svariati studi scientifici che rilevano una associazione tra condizione di carenza di vitamina D e patologie croniche extrascheletriche, ma che andrebbe approfondita avviando su larga scala trial in doppio cieco coinvolgendo sia pazienti con ipovitaminosi D che pazienti con un adeguato stato vitaminico. Il dibattito sul tema è stato aperto al World Congress On Osteoporosis, Osteoarthritis And Musculoskeletal Diseases (WCO-IOF-ESCEO) in corso a Firenze (23 – 26 Marzo).La vitamina D, ormone che il corpo umano sintetizza quotidianamente attraverso la pelle grazie all’esposizione solare, è, insieme al calcio e alle proteine, uno dei tre fattori che aiutano a preservare la massa ossea. Nello specifico la Vitamina D consente l’ottimizzazione della disponibilità di calcio e la stimolazione diretta del tessuto muscolare indispensabile per prevenire il rischio di cadute e fratture, un’eventualità che diventa più concreta con l’avanzare dell’età.
“Generalmente per garantirsi la quantità giusta di vitamina D basterebbe esporre al sole testa, braccia e gambe tre volte alla settimana, il 70% della popolazione italiana però ne è carente. – spiega Maria Luisa Brandi, Professore di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo Università degli studi di Firenze – Nei casi, quindi, come ad esempio negli over 65 la cui cute è meno ‘recettiva’ rispetto a quella di un giovane, in cui non si riesca quindi ad assumerne la quantità necessaria attraverso le vie naturali, mettendo a rischio la salute delle ossa, il medico può suggerire la supplementazione di Vitamina D”.
Negli ultimi anni, la scoperta che molti tessuti e cellule del sistema immunitario presentano il recettore per la vitamina D (Vitamin D Receptor, VDR) ha aperto nuovi orizzonti sulle molteplici funzioni di questo ormone. L’analisi della letteratura scientifica sembra confermare che un adeguato stato vitaminico D non è importante solo per la prevenzione di fratture e patologie ossee come l’osteoporosi ma potrebbe influenzare positivamente l’incidenza di patologia croniche extrascheletriche come vari tipi di tumore, diabete, malattie cardiovascolari e autoimmuni.“Dall’analisi della letteratura scientifica sono emersi dati estremamente interessanti sul ruolo della carenza di vitamina D nello sviluppo e nella prognosi di alcune neoplasie – dichiara il Professor Francesco Bertoldo, Responsabile della Struttura Funzionale Malattie del Metabolismo Scheletrico e Minerale – dell’Università degli Studi di Verona – In primo luogo alcuni studi dimostrano come la vitamina D giochi un ruolo importante nella regolazione della crescita delle cellule tumorali e nel modulare il controllo del sistema immunitario sul il cancro. In secondo luogo, i dati epidemiologici in nostro possesso hanno dimostrato un aumento della prevalenza di diversi tipi di cancro – seno, prostata e colon – nelle aree settentrionali dell’emisfero – continua Bertoldo – Dato che ci suggerisce un legame tra la quantità di esposizione ai raggi UV e, di conseguenza, la sintesi attraverso l’epidermide della Vitamina D. Infine è emerso che tra i pazienti oncologici vi è un’elevata prevalenza di bassi livelli di Vitamina D”.Un numero sempre maggiore di pubblicazioni rivela inoltre che la carenza di vitamina D sia correlata anche d un aumento del rischio di patologie cardiovascolari. Le osservazioni che sia la pressione arteriosa sistolica sia diastolica (PAS e PAD, rispettivamente) aumentino con la distanza dall’equatore e che alcuni eventi come il numero di ricoveri ospedalieri aumentino in alcune stagioni, suggeriscono che la vitamina D potrebbe svolgere un ruolo nel modulare sia la salute che la mortalità cardiovascolare.
“Allo stato attuale le evidenze che legano la vitamina D alla salute cardiovascolare sono numerose sebbene limitate a studi meccanicistici – precisa la Professoressa Brandi – Anche per quanto riguarda la sua applicazione oncologica, nonostante vi sia un’elevata prevalenza di carenza di Vitamina D nei pazienti affetti da cancro, è necessario fare degli approfondimenti. Sarebbe pertanto assolutamente auspicabile che le evidenze e le esperienze della supplementazione di Vitamina D nelle aree cardiovascolare e oncologica potessero essere confermate da studi su larga scala idealmente tra individui a rischio di ipovitaminosi D”.

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Campidoglio: da giunta ok istituzione Osservatorio permanente Ambiente-Salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

campidoglioLa Giunta capitolina ha approvato l’istituzione dell’Osservatorio Permanente Ambiente-Salute. Lo rende noto il Campidoglio. Gli obiettivi saranno la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Compito primario dell’Osservatorio sarà garantire e alimentare i flussi informativi epidemiologici, integrando dati ambientali e sanitari per meglio individuare le priorità di intervento e rendere più efficace l’azione della pianificazione in materia di protezione ambientale e di prevenzione igienico-sanitaria. Il nuovo Osservatorio troverà sede presso l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale e avrà le seguenti finalità:
fare valutazioni sui dati ambientali;
fare valutazioni su dati statistici ed epidemiologici allo scopo di individuare eventuali noxae patogene presenti nell’ambiente al fine di ridurle ai fini della prevenzione primaria;
incrociare i dati ambientali con quelli epidemiologici;
mettere a sistema le informazioni esistenti allo scopo di ottenere un’ottica il più unitaria possibile nell’analisi dei singoli problemi e nel suggerire eventuali soluzioni o misure di miglioramento;
fare proposte che possano far diminuire l’incidenza di patologie gravi e frequenti, come tumori, patologie respiratorie, malattie cardiocircolatorie, incidentalità stradale e disturbi legati al disadattamento e degrado sociale ed ambientale (disagio sociale, ecc..);
elaborare relazioni tematiche sullo stato dell’ambiente nel territorio cittadino.
L’Osservatorio sarà composto, oltre che dall’Assessore alla Sostenibilità Ambientale e dai direttori dei competenti dipartimenti comunali, anche dai rappresentanti delle ASL, dell’ISPRA, dell’ARPA Lazio, di ISDE ITALIA-Associazione Medici par l’Ambiente Sezione del Lazio, ed esperti in epidemiologia, diritto ambientale, chimica ambientale. La partecipazione all’Osservatorio è a titolo gratuito.”I cittadini potranno sottoporre all’Osservatorio problematiche di interesse territoriale attraverso richieste di audizione. L’Osservatorio, dopo aver esaminato i casi, esprimerà raccomandazioni” dichiara l’Assessora alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari.

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L’impatto positivo della Dieta Mediterranea sulla salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

dieta mediterraneaOstuni (BR) dal 30 Marzo – 1 Aprile 2017 Ostuni è una delle prime località turistiche in Puglia d’Italia e centro d’eccellenza di una regione che ha fatto della Dieta Mediterranea una sua bandiera. In Puglia è infatti diffusissima la produzione di olio d’oliva di alta qualità, mandorle, vino e molti altri prodotti tipici mediterranei. È qui che ha sede la Fondazione Dieta Mediterranea, nata con lo scopo di sostenere la diffusione e l’adesione alla Dieta Mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO , e di promuovere studi e ricerche atte ad aumentare le conoscenze relative ai componenti della dieta mediterranea, ai principi attivi contenuti ed alle tecnologie di trasformazione non denaturanti. Logico quindi che Ostuni ospiti dal 30 marzo al primo aprile 2017 il meeting dal titolo “International Conference on Mediterranean Diet and Health: a lifelong approach”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«La scelta della sede è stata anche influenzata dalla presenza a Brindisi della Cittadella della Ricerca, un importante consorzio senza scopo di lucro che facilita la ricerca tecnologica, la creazione di reti e l’internazionalizzazione per le aziende del territorio» spiega Gaetano Crepaldi, Presidente della Fondazione Dieta Mediterranea. «Durante la Conferenza sarà approfondito il ruolo della Dieta Mediterranea, analizzata nelle sue principali componenti, nutrizionale, sociale e ambientale, per il miglioramento della qualità della vita delle persone, e gli effetti benefici per la salute, in relazione a un aumento della speranza di vita e sull’aumento dell’incidenza di patologie quali tumori, diabete, obesità, degenerazioni legate ai processi di invecchiamento, malattie cardiovascolari».La partecipazione alla Conferenza è gratuita e saranno riconosciuti 8,3 crediti ECM per le professioni di medico, biologo nutrizionista, dietista e infermiere. Per maggiori informazioni e per partecipare alla conferenza, cliccare al seguente link: http://www.aristea.com/dietamediterranea/

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Anziani, Senior Italia: diritto alla salute negato, politica scollata da realtà

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

pensionati“Basta! Non se ne può più! Cosa devono fare gli anziani in questo Paese per essere rispettati, ascoltati, tutelati?” se lo chiede il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, che prosegue: “i politici non si rendono conto della situazione in cui versiamo, sono scollati dalla realtà e stanno portando la nazione verso il punto di non ritorno.
Le pensioni sono ferme anche nel 2017, con le minime ancorate a 501,89 euro; il 22,8% delle persone sole con 65 anni e più risulta a rischio di povertà; l’11,2% degli over 65 soli si trova in condizioni di grave deprivazione; il 57,0% non può permettersi una settimana di ferie l’anno; il 5,4% ha arretrati per il mutuo, l’affitto, le bollette o altri debiti; il 14,5% non può permettersi un pasto adeguato ogni due giorni; quasi il 14% delle famiglie con principale percettore di reddito over 65 anni ha dichiarato di non avere abbastanza soldi per curarsi. E sappiamo che oggi conviene curarsi a proprie spese, perché il costo del ticket è talmente alto che tanto vale rivolgersi al settore privato, spendendo qualche euro in più, almeno per quelli che possono permetterselo.
A ciò si aggiunga che entro qualche anno avremo 16mila medici di medicina generale in meno e oltre 16 milioni di cittadini si ritroveranno a vedere raddoppiare la distanza dal proprio medico di famiglia e dimezzare il tempo dedicato alla loro presa in carico.
Milioni di pazienti incontinenti ricevono pannoloni in quantità insufficiente rispetto alle proprie necessità, oltre che di qualità scadente, 8.000 persone muoiono ogni anno per colpa delle complicanze dell’influenza, a milioni di donne affette da osteoporosi è negato il farmaco che previene le seconde fratture, a quasi un milione di anziani affetti da fibrillazione atriale sono negati e “nascosti” quei farmaci che abbatterebbero significativamente i rischi di eventi emorragici cerebrali e ictus, oltre a sopprimere la necessità di recarsi settimanalmente in ospedale per i controlli, a milioni di diabetici vengono falcidiate le strisce per la misurazione della glicemia, ai pazienti stomizzati vengono dati materiali non consoni. Le gare d’appalto per i farmaci vanno deserte e si rischia di rimanere senza farmaci, le Regioni diventano distributori di farmaci e si potrebbe continuare così per pagine e pagine. Ora basta – conclude Messina. – fermatevi! Nell’imminenza di nuove tornate elettorali non ci vengano a chiedere il voto tutti quei politici che si sono dimostrati poco credibili e inaffidabili. Ribadiamo la nostra disponibilità al confronto e al dialogo costruttivo con le Istituzioni e con le forze politiche animate da serie intenzioni di cambiamento, ma se non troveremo ascolto siamo pronti a mettere in campo azioni di protesta alfine di ripristinare il diritto alla salute e a una vita dignitosa per gli anziani di questo Paese”. (n.r. una ricetta ci sarebbe per farsi ascoltare. Basta saper votare voltando le spalle a chi sino ad oggi ha dimostrato di curarsi poco o nulla dei problemi degli anziani. Gli over 65 sono una grande fetta di elettorato e incuterebbero rispetto se solo fossero uniti e non frazionati in tanti rivoli per alimentare gli appetiti politici dei soliti opportunisti. E’ tempo di svegliarsi e di guardare la politica come una opportunità per far convergere l’attenzione di quanti pensano che possono essere raggirati facilmente e concesso loro solo qualche briciola a mo’ di mancia)

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L’oncologia di precisione cambia la lotta al cancro

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

Ospedale_SantAndreaRoma, 22 marzo 2017, ore 11 Ministero della Salute (Auditorium), Lungotevere Ripa 1. Un italiano su 20, il 5% della popolazione, vive dopo la diagnosi di tumore. Complessivamente nel 2016 erano circa 3 milioni e 130mila i cittadini in questa condizione, 2 milioni e 250mila nel 2006. In dieci anni l’aumento è stato di circa il 40% (39,1%). I passi in avanti nella lotta contro la malattia segnano progressi costanti e oggi due milioni di persone possono affermare di averla definitivamente sconfitta. Grazie anche all’oncologia di precisione che, a partire dal momento della diagnosi, delinea una terapia disegnata in base alle caratteristiche del singolo paziente. Solo partendo da una puntuale individuazione delle caratteristiche genetiche e molecolari della malattia è possibile stabilire la terapia migliore. Per approfondire le potenzialità offerte dall’oncologia di precisione, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) organizza un convegno nazionale il 22 marzo alle 10.45 al Ministero della Salute (Auditorium, Lungotevere Ripa 1), con la partecipazione fra gli altri del prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM, della prof.ssa Paola Queirolo, Responsabile del DMT (Disease Management Team) Melanoma e Tumori cutanei all’IRCCS San Martino IST di Genova, e del prof. Paolo Marchetti, Direttore Oncologia Medica all’Ospedale Sant’Andrea di Roma.

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Norma “global gag” anti-aborto americana: grave battuta d’arresto per la salute delle donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

european commissionIl commissario per gli aiuti umanitari Christos Stylianides ha espresso preoccupazione per il Memorandum presidenziale per quanto riguarda la politica di Città del Messico, firmato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Questa decisione potrebbe avere un impatto sui nostri obiettivi di sviluppo globale, come la mortalità delle madri (..) e potrebbe potenzialmente mettere a rischio la salute delle giovani donne”.”L’approccio agli aiuti umanitari dell’UE si basa sulle necessità”, ha sottolineato. Una decisione sull’aborto dipenderà da vari fattori, quali la salute delle donne e il quadro giuridico di un Paese. “Una decisione su come curare le donne e le ragazze è meglio sia presa dai medici. Non è qualcosa di competenza degli avvocati”, ha aggiunto.”Condanno con forza la norma global gag appena ripristinata. Abbiamo avuto segnali di allarme dall’Africa, all’Asia fino all’America latina circa le gravi conseguenze “, ha dichiarato Anna Maria Corazza Bildt (PPE, SE). “Il rischio è che la mortalità delle donne sia destinata ad aumentare.” “Non stiamo parlando di essere in favore o contrari all’aborto, stiamo parlando di diritto umanitario. Salute. Sicurezza. Protezione dei bambini. E i diritti delle donne sono diritti umani”. L’Europa deve intervenire e dar prova di leadership, ha aggiunto, per contrastare il sessismo di Trump.”Non può essere giusto che l’accesso della donna alla gamma completa di scelte di pianificazione familiare diventi un match politico”, ha detto Linda McAvan (S&D, UK). “Alcune delle donne più povere del mondo, si stima siano 225 milioni a livello globale, vedranno tagliati il loro accesso alla pianificazione familiare e ai servizi correlati, ma la scelta di quando e se avere figli rappresenta un diritto fondamentale di una donna, ovunque viva”, ha aggiunto.Branislav Škripik (ECR, SK) ha dichiarato che i politici dell’UE dovrebbero rispettare la decisione di Donald Trump basata su motivi quali “il rispetto della vita, della nascita, della dignità della vita e di coloro che non sono ancora nati. (…) Ha poi affermato che “l’aborto non può essere chiamato ‘assistenza sanitaria di base’. Noi non sosterremo la volontà della Commissione di spendere milioni per esportare questa barbarie nelle nazioni in via di sviluppo”.”L’agenda dei cosiddetti partiti populisti non riguarda solo il nazionalismo, l’anti-UE o la sovranità nazionale. Riguarda molto anche sessismo e misoginia, contro i diritti delle donne”, ha dichiarato Sophia in’ t Veld (ALDE, NL). “L’UE non deve solo accettare gli standard imposti dai Paesi terzi, ma impostare le norme (…) e colmare il gap finanziario”, ha aggiunto.Malin Björk (GUE/NGL, SE) ha sottolineato che il Presidente degli Stati Uniti aveva vietato virtualmente tutto il supporto necessario alla salute riproduttiva delle donne. Il Parlamento ha agito votando i requisiti per l’incremento dei finanziamenti UE. “Dobbiamo condannare in maniera chiara la norma global gag degli Stati Uniti, affrontare la battaglia nelle sedi internazionali e impegnare più fondi”, ha concluso.Terry Reintke (Verdi/ALE, DE) ha dichiarato che “stiamo parlando di vita e del benessere di milioni di donne in tutto il mondo, (…) di pianificazione familiare e di educazione sessuale. Circa 600 milioni di dollari potrebbero essere persi. Chiediamo alla Commissione di aumentare i finanziamenti UE”.”L’UE non ha competenze in questo settore. L’aborto è un crimine”, ha affermato Beatrix von Storch (EFDD, DE). “Smettiamola di voler finanziare queste cose per le quali non abbiamo alcuna competenza. Preoccupiamoci della tutela della vita piuttosto che della sua fine”, ha aggiunto.Marie-Christine Arnautu (ENF, FR) ha dichiarato che qualsiasi pretesto sarebbe stato utile a quest’Aula per attaccare il nuovo Presidente americano, aggiungendo che spetta al governo degli Stati Uniti la decisione sui propri criteri di finanziamento delle ONG.

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Osservatorio sulla salute nelle regioni italiane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

Alessandro SolipacaDa 15 anni l’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni Italiane, nato su iniziativa dell’Istituto di Sanità Pubblica – Sezione di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, registra i dati e le tendenze della salute in Italia. Dati elaborati a livello nazionale con la collaborazione di un potente network regionale, di Istituti di Igiene di altre Università Italiane e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali.“L’Osservatorio, spiega Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e Direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, nasce all’indomani della riforma per regionalizzare il Servizio Sanitario Nazionale ed è stato costituito per monitorare l’impatto della devoluzione sulle condizioni di salute nelle diverse Regioni. In questi 15 anni abbiamo creato un network che coinvolge circa 230 esperti articolati in 21 sezioni regionali che si occupa di raccogliere dati regionali comparabili provenienti da diverse fonti ed elaborare e diffondere strumenti di sorveglianza della sanità pubblica. Oggi siamo ad una svolta: l’Osservatorio si rinnova attraverso il suo sito web (http://www.osservatoriosullasalute.it/) per Claudio Cricellirendere fruibili a coloro che ne hanno la necessità tutti i dati raccolti, i propri archivi, le serie storiche per le analisi e le considerazioni utili a chi lavora nella salute. Vogliamo trasformare i nostri Rapporti da strumento scientifico per addetti ai lavori in una fonte di informazioni per tutti. Nel nuovo sito web è infatti possibile consultare tutti i dati elaborati in questi anni senza alcun tipo di registrazione o password”.“Il prodotto principale dell’Osservatorio, continua Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, è il Rapporto Osservasalute che per 15 anni ha analizzato il Sistema Sanitario Nazionale a 360°, prendendo in considerazione gli aspetti legati alle attività, alle risorse economiche e ai bisogni di salute della popolazione. In questi 15 anni alcune cose sono migliorate: la speranza di vita media di un italiano è cresciuta, secondo gli ultimi dati del 2016, a 82,8 anni (80,6 per gli uomini e 85,1 per le donne) anche se si segnalano problemi di la saluteequità tra le regioni, in Campania l’aspettativa di vita media è infatti di soli 80,0 anni mentre nella Provincia Autonoma di Trento è di 83,5 anni. Per quanto riguarda l’abitudine al fumo, gli italiani sono andati migliorando, passando dal 25,5% di fumatori di 15 anni fa al 19,6% nel 2015 facendo ben sperare per il futuro. Molti aspetti sono purtroppo andati peggiorando, ad esempio gli stili di vita, in cui c’è stato un aumento sensibile delle persone in sovrappeso, registrando nel 2015 il 35,3% degli adulti e il 24,9% dei bambini con eccesso di peso; l’attività fisica non è mai decollata, con il 39,9% della popolazione sedentaria stabile da 15 anni mentre sono ancora troppo pochi gli italiani che praticano un’attività sportiva (23,8% in modo continuativo)”.“Da quest’anno, aggiunge Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, la collaborazione con l’Osservatorio Walter RicciardiNazionale sarà più stretta: infatti SIMG mette a disposizione dell’Osservatorio i dati forniti dalle cartelle cliniche dei pazienti italiani, raccolte attraverso HEALTH SEARCH, l’importante database che registra, nel più rigoroso rispetto della normativa vigente, i dati che consentono di tracciare e studiare sia il comportamento dei medici di medicina generale sia comprendere come vengono trattate le più frequenti patologie croniche”.“La crescente complessità della realtà sociale ed economica che stiamo vivendo rende necessarie attente valutazioni, l’ausilio di numerosi dati statistici e forti capacità di analisi in grado di orientare le scelte che condizioneranno il futuro della sanità pubblica e la sua sostenibilità. L’interesse riscosso e i riconoscimenti ricevuti in questi anni ci hanno quindi spinto ad avviare questa nuova fase finalizzata a potenziare e modernizzare gli strumenti di comunicazione anche ampliando l’offerta di contenuti digitali con la realizzazione di focus, approfondimenti e commenti a notizie di attualità durante l’anno”, conclude Ricciardi. (foto: Alessandro Solipaca, Claudio Cricelli, la salute, Walter Ricciardi)

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Salute dei migranti: l’INMP presenta i risultati

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

migranti1Roma Martedì 14 marzo, dalle 9,15 alle 13,30, presso l’INMP, Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (in via di S. Gallicano, 25/A), verranno presentati i risultati raggiunti dal Progetto europeo CARE – Common Approach for REfugees and other migrant’s healt, e discusse le possibili azioni future. Al progetto, che ha l’obiettivo di promuovere e sostenere la salute dei migranti ed è coordinato dall’INMP, partecipano cinque Stati Membri a forte pressione migratoria: Croazia, Grecia, Italia, Malta e Slovenia.
Aperta dal saluto del Direttore Generale dell’Istituto, Concetta Mirisola, e dall’intervento in video del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la giornata si articolerà in due sessioni tematiche di approfondimento su “La risposta ai bisogni di salute dei migranti” e “L’investimento sulla comunità e sulla ‘preparedness’ dei sistemi sanitari”. A queste sessioni seguirà una Tavola Rotonda sulle sfide e le possibili azioni future nella presa in carico dei bisogni di salute dei cittadini immigrati.
Tra gli interventi, moderati dalla giornalista Rai Annalisa Manduca, quelli di: Giovanni Nicoletti, Direttore Ufficio II del Segretariato Generale – Ministero della Salute; Prefetto Carmine Valente, Direttore Centrale dei servizi civili per l’immigrazione e l’asilo – Ministero dell’Interno; Antonio Brambilla, Commissione Salute Conferenza Stato Regioni, Responsabile Servizio Assistenza Territoriale Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare Regione Emilia-Romagna; Filomena Albano, Garante, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza; Giuseppe Lococo, ACNUR per il Sud Europa; Federico Soda OIM, Capo Missione di Collegamento, per l’Italia, Malta e la Santa Sede; Antonio Fortino, Direttore Sanitario INMP.
Il Progetto CARE, avviato nell’aprile 2016, nei suoi 12 mesi di durata si è sviluppato in 8 raggruppamenti di attività indirizzate ai differenti aspetti della presa in carico della salute dei migranti e dei bisogni delle società riceventi: gestione della salute all’interno dei centri per migranti in Italia (hotspot di Lampedusa e Trapani-Milo) e in Grecia (Leros e Kos), con team multidisciplinari composti da dermatologi, infettivologi, pediatri, psicologi dell’età evolutiva e mediatori transculturali; sperimentazione di una scheda sanitaria elettronica portatile che racchiude i dati di salute della persona immigrata sin dall’arrivo nel continente europeo, volta ad assicurare la continuità assistenziale; la formazione specifica del personale sanitario sulla multiculturalità e sulle tematiche più rilevanti; l’elaborazione e la sperimentazione di un protocollo olistico per la determinazione dell’età anagrafica dei minori stranieri non accompagnati all’interno degli hotspot; la sperimentazione di una piattaforma per la sorveglianza sindromica; l’intervento sulle popolazioni per sfatare falsi miti e pregiudizi sulla presenza di migranti.
Temi che – dall’assistenza sanitaria alla ricerca, dalla formazione all’Osservatorio Epidemiologico Nazionale – attraversano tutti gli ambiti di attività dell’INMP, ente pubblico del Servizio sanitario nazionale, vigilato dal Ministero della Salute, che è anche Centro di riferimento della Rete nazionale per le problematiche di assistenza in campo socio-sanitario legato alle popolazioni migranti, e Centro nazionale per la mediazione transculturale in campo sanitario.
“In una fase storica complessa come questa, che vede giungere nei Paesi del sud Europa imponenti flussi di migranti che fuggono da guerre, carestie e da ogni tipo di violenza, siamo orgogliosi dei risultati di questo progetto che vede l’Italia capofila in un percorso di prima accoglienza attento ai bisogni di salute di queste persone, e che finalmente delinea corretti approcci clinici e protocolli operativi condivisi – dichiara Mirisola -. La presa in carico della salute dei migranti, a cui con il nostro personale sanitario offriamo assistenza sanitaria, 7 giorni alla settimana, sia negli ambulatori specialistici di Roma che negli hotspot di Lampedusa e Trapani-migrantiMilo, è una delle priorità dell’Istituto. Il nostro modello è centrato su un’assistenza sanitaria multidisciplinare, di carattere inclusivo e universalistico, perché la salute è un diritto fondativo di tutti, nessuno escluso, come conferma questo progetto, che ha anche il compito di proporre spunti di riflessione utili alla programmazione sanitaria nazionale e regionale, ponendo l’enfasi sull’importanza delle organizzazioni del privato sociale. In questo senso, sono state anche analizzate le sinergie e le complementarietà tra il settore pubblico e quello privato, in Italia, Grecia e Slovenia, registrando le buone pratiche riscontrate sul campo e le evidenze scientifiche che supportano lo sviluppo di politiche pubbliche integrate per migranti e rifugiati. E’ un impegno a tutto campo – conclude il DG Mirisola – che necessita di attività di networking e di relazioni istituzionali internazionali mirate anche alla valutazione delle politiche, perché solo attraverso la conoscenza di quello che funziona e la gestione matura e lungimirante dei fenomeni migratori contemporanei si possono abbattere tutti quei muri, geografici e culturali, che alimentano pregiudizi e irrazionali paure. È la Storia che ce lo impone”. (foto: migranti)

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Unicam per lo sviluppo di un turismo della salute

Posted by fidest press agency su domenica, 12 marzo 2017

turismo saluteCamerino. Ancora un importante finanziamento europeo ottenuto dalla ricerca di eccellenza dell’Università di Camerino.
La Commissione europea ha infatti recentemente annunciato l’assegnazione di 2.5 milioni di euro al progetto europeo denominato “CHARMED” inserito nell’ambito del programma Horizon 2020 Marie Skłodowska-Curie RISE Ricerca e Innovazione. Il progetto è stato presentato da un consorzio europeo di piccole imprese e università, che include anche l’Università di Camerino, che collaboreranno alla realizzazione del progetto.
Per l’Università di Camerino partecipa il gruppo di ricerca coordinato dalla prof.ssa Piera Di Martino, docente della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, con la collaborazione delle dottoresse Roberta Censi e Manuela Cortese.
Per la realizzazione del progetto è stato selezionato il comune di Nemi, grazie alla sua posizione geografica, al suo importante patrimonio culturale e alla qualità della vita di cui gode la sua popolazione. “Obiettivo del progetto – ha dichiarato la prof.ssa Di Martino – è quello di realizzare “una comunità verde di nuova concezione”, dove ricreazione, benessere e salute della popolazione vengono promossi, valutandone l’impatto ecologico, economico e sociale.
Lo sviluppo di piccole comunità verdi, in genere località minori e lontane dai flussi turistici principali, può essere promosso con l’obiettivo di sviluppare “un turismo della salute” che coinvolga sia la popolazione locale, sia i turisti, in particolare quelli in età pensionabile, nonché coloro in fase di riabilitazione da malattie serie quali i tumori”.L’obiettivo è fornire un modello di auto-sostenibilità socio-economica, dove un sano invecchiamento può essere promosso in sinergia con le attività locali.Per la realizzazione del progetto sono state riunite le competenze scientifiche e socio-economiche di università e piccole imprese di Italia, Regno Unito, Danimarca, Polonia, Slovacchia, Germania e Paesi Bassi, con l’obiettivo di creare un’infrastruttura socio-economica alternativa per lo sviluppo di un turismo basato sul miglioramento del benessere fisico e psicologico.In particolare, il gruppo di ricerca Unicam sarà chiamato a valutare la qualità del microambiente della cittadina di Nemi dal punto di vista chimico-olfattivo. Aria, acqua, suolo saranno campionati ed analizzati con i metodi analitici più all’avanguardia presenti presso le strutture della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute. L’impatto sulla salute della popolazione del microclima sarà valutato su un campione di popolazione (residenti e turisti), mediante valutazione di parametri clinici. (Foto: turismo salute)

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Metropoli italiane a rischio salute

Posted by fidest press agency su domenica, 12 marzo 2017

porta nuova milanoCartellino giallo per la salute alle metropoli italiane: i cittadini non se la passano così tanto bene. Lo dimostrano gli indicatori analizzati da Istat in Urbes 2015, il rapporto sul benessere equo e sostenibile nelle città che offre una panoramica multidimensionale dello stato e delle tendenze del benessere nelle realtà urbane. Sotto la lente di ingrandimento sono 14 città metropolitane paragonate a 15 comuni di grandi dimensioni.Nonostante un trend in miglioramento rispetto al passato, in generale le città, soprattutto quelle metropolitane, sono svantaggiate in termini di mortalità per tumori e demenze senili. Napoli ad esempio, rispetto alla media nazionale che si afferma intorno a 9,1 per 10.000 abitanti, registra un tasso di mortalità per tumori di 10,9 per 10.000 abitanti, Cagliari 9,9 e Venezia 9,7. Anche Roma (9,6) risulta sopra la media, mentre Milano (9,1) è in linea con il resto del territorio. D’altro canto la situazione negli altri comuni presi in considerazione nel rapporto risulta più rosea, attestandosi per lo più sotto la media nazionale.
Per quanto riguarda la mortalità per demenze senili e malattie del sistema nervoso tra gli anziani hanno la peggio le città metropolitane del Nord, tutte ben al di sopra della media nazionale di 26,2 per 10.000 abitanti.Ma le metropoli non riservano solo brutte sorprese. Quelle del Nord sono anche quelle dove si vive più a lungo. La speranza di vita alla nascita in Italia, ai primi posti tra i paesi europei, è di 84,6 anni per le femmine e 79,8 anni per i maschi. Valori della speranza di vita più alti si riscontrano anche a Firenze, Bologna, Bari e Milano, con livelli superiori a 80 anni per i maschi e a 85 per le femmine, più bassi a Napoli, Palermo e Catania – maschi sotto 79 anni e femmine sotto 84 anni.L’indagine rivolta alle maggiori 29 realtà urbane del nostro Paese ha evidenziato diseguaglianze molto forti tra le diverse realtà con una dicotomia tra Centro-Nord e Mezzogiorno che caratterizza non solo l’Italia ma anche il contesto urbano.Questa difformità, unita all’aumento della popolazione urbana che rappresenterà il 70% della popolazione globale e in Italia, dove già il 37% della popolazione risiede nelle 14 città metropolitane, rende evidente la necessità di sviluppare strumenti, come FareRete Citylab, volti a valutare tutte le variabili da tenere in considerazione per stare meglio in città.
“L’aumento a livello globale dell’incidenza di malattie non trasmissibili, quali il diabete e l’obesità, sono da attribuire ai maggiori livelli di inurbamento, evoluzione e innovazione tecnologica, causa di stili di vita più sedentari e di diete non salutari, oltre che favorenti una maggiore aspettativa di vita e conseguentemente l’invecchiamento della popolazione” sostiene Andrea Lenzi, coordinatore dell’Health City Institute e presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La Città può rappresentare una grande opportunità, grazie all’integrazione tra servizi sanitari, servizi sociali, servizi culturali e ricreativi, contribuendo a garantire il futuro della sostenibilità dei sistemi sanitari nel mondo. Per questo l’Health City Institute ha promosso il manifesto “La salute nelle Città: bene comune”, la cui approvazione verrà proposta al Parlamento europeo da parte della delegazione italiana del Comitato delle Regioni, che si propone di offrire alle istituzioni e alle amministrazioni locali spunti di riflessione per guidarle nello studio dei determinanti della salute nei propri contesti urbani e fare leva su di essi per mettere a punto strategie per migliorare gli stili di vita e la salute del cittadino. L’obiettivo è quello di rendere le città più “Healthy”, ovvero consce dell’importanza della salute come bene collettivo e che, quindi, mettono in atto politiche chiare per tutelarla e migliorarla, in accordo con l’invito rivolto dall’Oms ai governi ad adoperarsi responsabilmente, attraverso programmi di educazione alla salute, a promuovere uno stile di vita sano e a garantire ai cittadini un alto livello di benessere.

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Sviluppo economico sostenibile e salute dei cittadini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

ministero-dello-sviluppo-economicoRoma Giovedì 9 marzo 2017 – ore 14.30 Ministero dello sviluppo economico, Sala Parlamentino Via Veneto 33. Qual è la situazione della salute nelle città italiane? Esistono diseguaglianze nelle diverse realtà? Come una città può diventare “Healthy”, ovvero conscia dell’importanza della salute come bene collettivo e che, quindi, mete in atto politiche chiare per tutelarla e migliorarla? Qual è l’impatto economico, sociale, politico della crescente urbanizzazione correlata alla salute?Se ne parla in occasione dell’evento organizzato da FareRete, un network di esperti multi settoriali autonomo per il perseguimento dell’Innovazione come Bene Comune nell’ambito della salute e del benessere dell’uomo; l’obiettivo è quello di contribuire alla creazione e diffusione di una cultura manageriale tra tutti gli attori del sistema salute, a favore della sostenibilità economica del sistema Sanitario e di tutte le problematiche attinenti alla conservazione della salute ed alla gestione della malattia.

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Infarto: una struttura sanitaria su due non rispetta i volumi minimi fissati dal Ministero della Salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

infarto-miocardioIn Italia una struttura sanitaria su due (49%) non rispetta i volumi minimi di attività fissati dal Ministero della Salute per quanto riguarda gli infarti. Solo il 51% raggiunge infatti i 100 casi annui di infarto miocardico acuto di primo ricovero.
Il dato emerge da un’indagine di Doveecomemicuro.it, il primo motore di ricerca che aiuta i cittadini nella scelta della migliore struttura sanitaria per la propria salute, e rappresenta un campanello d’allarme non soltanto in termini di riorganizzazione della rete ospedaliera. Come dimostra una vasta letteratura scientifica, infatti, i volumi hanno un notevole impatto: dove si fanno più interventi è più probabile che gli esiti siano migliori.
Per quanto riguarda l’infarto miocardico acuto, le strutture più virtuose che rispettano i volumi minimi di ricoveri, sono principalmente al Nord (45%), seguono il Sud e le Isole (34% complessivo) e il Centro Italia (21%). In particolare si distingue l’Emilia Romagna con le strutture Ospedale di Parma e l’Arcispedale Sant’Anna (Cona) e la Campania con l’Azienda Ospedaliera A. Cardarelli di Napoli.
Se si tiene conto della minore mortalità a 30 giorni dal ricovero nel rispetto dei volumi, la classifica dei cinque migliori ospedali riserva qualche sorpresa. Al primo posto troviamo l’Ospedale Civile di Guastalla (Emilia Romagna) seguito dallo Stabilimento San Bartolomeo di Sarzana (Liguria), l’Ospedale di Bentivoglio (Emilia Romagna), l’Ospedale Civile San Giovanni di Dio – Frattamaggiore, Napoli (Campania) e l’Ospedale Santa Croce – Castelnuovo Garfagnana, Lucca (Toscana).
Prendendo in esame gli interventi di by pass aorto-coronarico la situazione peggiora: il 76% delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate non rispetta i volumi minimi (200 interventi chirurgici all’anno per struttura). Il 24% virtuoso è distribuito nel territorio senza grandi differenze geografiche.
by-passCosì troviamo in cima alla classifica degli ospedali che effettuano più interventi di by-pass l’Azienda Ospedaliera OO.RR. San Giovanni di Dio e Ruggi, Salerno (Campania), l’Ospedale Borgo Trento, Verona (Veneto), la Casa di Cura Sant’Anna Hospital, Catanzaro (Calabria).Tra le prime cinque strutture che, anche in questo caso, rispettano i volumi minimi e hanno un basso tasso di mortalità troviamo al primo posto Città di Lecce Hospital (Puglia), Ospedale di Parma (Emilia Romagna), Ospedale Mazzini, Teramo (Abruzzo), Casa di Cura Sant’Anna Hospital, Catanzaro (Calabria) e Fondazione Gabriele Monasterio, Pisa (Toscana).
Per avere il quadro complessivo degli interventi al cuore in Italia, Doveecomemicuro.it ha preso in considerazione anche l’intervento di aneurisma all’aorta addominale non rotto, ovvero quell’intervento usato per correggere una dilatazione dell’aorta addominale prima che questa si rompa. La situazione in Italia è simile a quella del by-pass: il 76% delle strutture non rispetta i volumi minimi (60 interventi annui). La distribuzione di queste strutture è a favore del Nord Italia (56%), con una menzione all’Ospedale San Raffaele di Milano (Lombardia), il Presidio Molinette aneurisma-non-rottodi Torino (Piemonte) e il Policlinico Umberto I a Roma.Considerando le strutture con minor tasso di mortalità e che rispettano i volumi minimi, emergono come migliori Azienda Universitaria Careggi di Firenze (Toscana), Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia (Lombardia), Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (Toscana), Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana (Toscana), Fondazione Poliambulanza di Brescia (Lombardia).
Come descritto in precedenza, il volume di attività di una struttura sanitaria è una caratteristica misurabile del processo e ha un impatto sull’efficacia e sull’esito delle cure. Il rispetto delle soglie ministeriali influirebbe quindi positivamente sulle prestazioni relative alle malattie del sistema circolatorio che rappresentano da anni, insieme ai tumori, la più frequente causa di morte in Italia.
Se tra gli uomini queste due patologie hanno lo stesso peso (il 34% circa), tra le donne le malattie cardiovascolari (41,2%) superano di molto i tumori (25,2%). Più ci si sposta verso età più elevate e più questa tendenza è evidente: dopo i 75 anni infatti le malattie del sistema circolatorio sono la prima causa di morte in entrambi i generi.
Doveecomemicuro.it mette a disposizione di tutti gratuitamente un database di oltre 1.300 strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate SSN e oltre 700 strutture territoriali (poliambulatori, centri diagnostici, case della salute, centri specialistici), con oltre 400.000 informazioni. Le valutazioni si basano su fonti ufficiali come il Programma Nazionale valutazione Esiti (PNE), gestito dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) per conto del Ministero della Salute. (grafico: infarto miocardio, by pass, aneurisma non rotto)

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Presentazione del nuovo sito internet dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

saluteRoma, 13 marzo 2017 – ore 11.00 Policlinico A. Gemelli, Largo Gemelli, 8 – Sala multimediale, piano 5F Dopo 15 anni di attività, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane ha deciso di avviare una nuova fase, finalizzata a rendere fruibile, in modo semplice, le informazioni raccolte al fine di accompagnare il lavoro e le scelte dei diversi attori del mondo della salute e del benessere: comunità scientifiche, decisori istituzionali, medici, giornalisti, aziende farmaceutiche, associazioni di pazienti, ma anche tutti i cittadini. L’Osservatorio nasce su iniziativa dell’Istituto di Sanità Pubblica – Sezione di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e svolge la sua attività in collaborazione con gli Istituti di Igiene delle altre Università Italiane e numerose Istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere ed Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanità Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute). Il nuovo progetto dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane sarà presentato in un incontro cui sono invitati giornalisti, rappresentanti delle Istituzioni, delle società scientifiche e dell’associazionismo lunedì 13 marzo alle ore 11.00 presso la Sala Multimediale del Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma (piano 5°F).
Interverranno:
– prof. Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e direttore dell’Osservatorio
– dottor Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane
Modera la giornalista Manuela Lucchini.

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“Invecchiamento in Salute e Silver Economy”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2017

anzianiRoma 14 febbraio 2014 ore 11 Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro in Piazza Capranica, 72 Incontro “Invecchiamento in Salute e Silver Economy” – Proposte di Legge N. 3528 e N. 3538 depositate alla Camera dei Deputati e altre. Relazione introduttiva Lucio Romano, Senato della Repubblica Coordinatore Intergruppo Invecchiamento attivo.
Intervengono: Carlo Dell’Aringa, Camera dei Deputati, Silver Economy: demografia e opportunità, Vittoria D’Incecco, Camera dei Deputati
Anziano attivo e invecchiamento in salute, Anna Giacobbe, Camera dei Deputati Ambienti elder-friendly Manuela Granaiola, Senato della Repubblica Quale welfare per la terza e la quarta età
Segue una tavola rotonda su: Le istanze e le risposte della scienza, della società e del territorio con Michele Conversano, HappyAgeing
Serafino Zilio, Segretario nazionale FAP ACLI, Lucio Alessio D’Ubaldo, Segretario generale Federsanità ANCI, Paolo Boldrini, Società italiana di medicina fisica e riabilitazione, Nicola Ferrara, Società italiana di geriatria e gerontologia, Raffaele Atti, Segretario Nazionale SPI CGIL Livia Piersanti, Segretaria Nazionale UIL Pensionati Serafino Zilio, Segretario Nazionale FAP ACLI Moderatore: Marco Magheri, Giornalista. Discussant: Componenti Intergruppo parlamentare per l’invecchiamento attivo.

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Il villaggio della salute, la prevenzione in piazza

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

OLYMPUS DIGITAL CAMERAMilano giovedì 12 gennaio 2017, ore 11.00 Sala stampa “Franco Brigida” – Palazzo Marino, Piazza della Scala 2 conferenza di presentazione de Il villaggio della salute, la prevenzione in piazza. Prevenzione, buone abitudini e corretti stili di vita: sono i protagonisti del Winter Village, il campo base della salute allestito a Milano dal 18 al 22 gennaio 2017 nell’area antistante via Mario Pagano. La manifestazione, promossa da Onda, con il contributo incondizionato di Doc Generici, gode del patrocinio di Regione Lombardia, della Città metropolitana e del Comune di Milano, e si avvale della collaborazione di 8 fra Società scientifiche e Associazioni – AIDI (Associazione Igienisti Dentali Italiani), AMD (Associazione Medici Diabetologi), ARCA (Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali), SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), SIP (Società Italiana di Psichiatria), SOI (Società Oftalmologica Italiana) e URI (Urological Research Institute dell’Ospedale San Raffaele).Il villaggio, aperto a tutti e gratuito, offrirà informazioni ed eventi volti a promuovere una corretta alimentazione, ma anche consulti con gli esperti delle principali Società scientifiche e molto altro ancora.Il percorso è organizzato in quattro sezioni. Si inizia dall’area dedicata al mangiare sano, coordinata dallo chef Matteo Scibilia che grazie ad assaggi, corsi e percorsi svelerà al pubblico i segreti della cucina sana, gustosa e leggera. Si passa poi all’area della salute, dove si potranno avere informazioni sui corretti stili di vita, e a quella dedicata alla scoperta del proprio corpo attraverso un’esperienza digitale di realtà virtuale che permetterà di comprendere i rischi legati a comportamenti non corretti e l’importanza della diagnosi precoce, delle cure quando necessarie e della continuità terapeutica. Infine i visitatori avranno la possibilità di avere un consulto medico specialistico gratuito in cardiologia, diabetologia, ipertensione, medicina generale, oftalmologia, psichiatria, urologia o una consulenza in igiene dentale.“Da una nostra recente indagine – spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda – emerge come la salute rimanga lo scopo primario nella vita delle italiane. Per il 69% delle donne infatti il benessere rappresenta una priorità, ma per quanto si abbia più attenzione rispetto al passato, solo il 46% è soddisfatto (70% nel 2006) della gestione della propria salute e 2 su 3 (67%) vorrebbe fare di più. Le principali barriere che ostacolano un’efficace attività di prevenzione sono il costo delle prestazioni (63%) e la scarsa informazione sugli esami di screening da effettuare (24%). Onda, da sempre impegnata nel promuovere la salute della donna e della famiglia, offre quindi la possibilità a tanti cittadini di avere consulti medici gratuiti e di immergersi in un percorso nel mondo della salute. I visitatori – aggiunge Francesca Merzagora – saranno guidati alla scoperta delle diverse aree con la possibilità di ricevere consigli e informazioni da un team di esperti per poter correggere eventuali abitudini non opportune che possono nuocere alla salute”.”Abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa – commenta Massimo Sgrafetto, Sales & Marketing Director di DOC generici – per dare seguito e supporto a un’attività pregressa che si è svolta in 50 piazze in tutta Italia per valutare gli stili di vita degli italiani. DOC generici è un’azienda che si muove nel mondo della salute: la prevenzione nonché l’attenzione agli stili di vita corretti sono la base della salute e solo in caso di necessità si deve ricorrere all’utilizzo di farmaci e sempre e solo dopo consulto medico”.

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Salute: Acoi, contro sanità sprecona approvare subito Ddl Responsabilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2016

Ministero salute“Da troppo tempo il mondo medico e chirurgico in particolare sta aspettato un cambiamento positivo che regoli in maniera equa il contenzioso medico legale. Acoi è impegnata da sempre, ha istituito il gruppo di lavoro “Medicina e legalità” e creato la Fondazione Chirurgo e Cittadino. La regolamentazione del contenzioso medico legale rappresenta uno dei cardini per il mantenimento di un Ssn universalistico e pubblico. I tredici miliardi circa spesi annualmente in Italia per la medicina difensiva, cui vanno aggiunte le spese assicurative e legali delle aziende ospedaliere, rischiano di rendere insostenibile il SSN pubblico e universale. Un sistema che, giustamente, vuol garantire il diritto alla salute ai suoi cittadini con una modalità universalistica e pubblica, non può permettersi di sprecare il venti per cento del proprio budget in contenzioso medico legale.
Non vorremmo che la delicata fase politica che l’Italia sta attraversando mini il percorso del Ddl Gelli, chiediamo alla politica – governo e Parlamento in primis- un atto di coerenza e responsabilità per approvarlo in tempi rapidi. Non possiamo piu’ permetterci una sanità “difensiva”, meno efficace ed economicamente insostenibile”. Lo afferma il presidente Acoi – Associazione Chirurghi Ospedalieri- Diego Piazza.

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Libro bianco sulla salute delle donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2016

cuoreLe malattie cardiometaboliche rappresentano un problema molto diffuso tra la popolazione femminile con un significativo impatto in termini di comorbilità e mortalità. Si stima infatti che rappresentino la causa di morte per più una donna su due. Diverse sono le problematiche coinvolte, dalle malattie cardiovascolari, al diabete, al sovrappeso e obesità, sino ai tumori.Per contribuire a migliorare la qualità e l’accesso ai servizi sanitari per la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento di queste malattie Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, ha voluto porre in evidenza e premiare con un apposito riconoscimento le migliori competenze degli ospedali italiani appartenenti al network dei Bollini Rosa nell’ambito delle malattie cardiometaboliche. Le strutture vincitrici sono state premiate oggi, presso la Fondazione culturale San Fedele, alla presenza delle Autorità cittadine e degli specialisti coinvolti nella tematica.
Dal Libro Bianco sulla salute della donna 2016 promosso da Onda emerge come le malattie cardiovascolari costituiscano la principale causa di mortalità e disabilità nella popolazione femminile di età superiore ai 50 anni. È noto, infatti, che nel genere femminile queste malattie hanno un esordio posticipato di circa 10-15 anni rispetto a quanto accade negli uomini, per l’azione protettiva degli ormoni estrogeni. Si stima inoltre che il 55% delle donne morirà per malattie cardiovascolari contro solo il 43% degli uomini. Tra i fattori di rischio, accanto a quelli “tradizionali” come ipertensione arteriosa, tabagismo, diabete mellito, età e sovrappeso, si evidenziano fattori specifici per il sesso femminile, come menopausa, sindrome dell’ovaio policistico, malattie autoimmuni e malattie associate alla gravidanza.
Il diabete e le problematiche legate al peso, nonostante siano peculiari nella popolazione maschile, nelle donne, se presenti, possono provocare un severo impatto sulla salute in generale comportando l’insorgenza di malattie importanti a livello cardiovascolare, oncologico e muscoloscheletrico. Il diabete, infatti, è l’ottava causa di morte negli uomini (3,1%) mentre ha un maggior impatto sul genere femminile essendo la sesta causa di morte con il 3,9% dei decessi totali e nelle donne aumenta da 3 a 7 volte il rischio di andare incontro a malattia coronarica rispetto agli uomini diabetici. Inoltre, le donne diabetiche hanno una maggiore prevalenza di obesità e ipertensione arteriosa, un peggior controllo dei valori di glicemia e colesterolo e maggior rischio di trombosi. Per quanto riguarda il sovrappeso, nonostante sia più diffuso tra gli uomini che tra le donne (44,8% vs 28,2%), così come l’obesità (10,8% vs 9,7%), gli effetti sulla salute variano considerevolmente rispetto al genere. Secondo numerosi studi, sovrappeso e obesità nelle donne sono associati in modo significativo con aumentato rischio di diabete di tipo 2, diverse forme di tumori e malattie cardiovascolari, ad esempio aumentando il rischio di malattia coronarica del 64%, contro il 46% registrato negli uomini.“Le malattie cardiometaboliche sono sempre più diffuse nella popolazione femminile e meritano un’attenzione particolare in quanto patologie complesse e multifattoriali con un forte impatto sulla salute generale della donna. A parità di rischio cardiovascolare, le donne continuano a ricevere meno frequentemente terapie farmacologiche o comportamentali di prevenzione rispetto a quanto accade nella popolazione maschile in tutte le fasce di età”, sottolinea Francesca Merzagora, Presidente di Onda. “Per questi motivi Onda ha deciso di realizzare sul tema diverse attività tra cui, quest’anno, il Concorso Best Practice, coinvolgendo gli ospedali con i Bollini Rosa. Il nostro obiettivo è contribuire alla promozione di percorsi di prevenzione, diagnosi e cura declinati al femminile che tengano conto delle differenze genere-specifiche”.
Sono pervenuti 92 servizi da parte di 67 ospedali candidati, di cui 43 al Nord, 9 al Centro e 15 al Sud e nelle Isole. Un apposito Comitato ha assegnato 2 riconoscimenti: una targa alle “Best Practice” per le strutture eccellenti e una pergamena con le “Menzioni speciali” agli ospedali comunque attenti e impegnati sul tema.Sono stati premiati come Best Practice: l’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle – Ospedale S. Croce (Cuneo-Piemonte), l’Azienda Ospedaliero Universitaria Consorziale Policlinico (Bari-Puglia), l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana (Pisa-Toscana), l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (Milano-Lombardia), l’Istituto Auxologico Italiano – IRCCS S. Luca (Milano-Lombardia), l’Ospedale Piero Palagi (Firenze-Toscana) e l’Ospedale Santo Spirito (Roma-Lazio).Hanno ricevuto la Menzione speciale: l’A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino–Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna (Torino-Piemonte), l’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese (Siena-Toscana), l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (Milano-Lombardia), l’ASST Santi Paolo e Carlo – Ospedale S. Paolo di Milano (Milano-Lombardia), l’Ospedale Civile di Dolo (Dolo-Veneto), l’Ospedale Civile di Mirano (Mirano-Veneto), l’Ospedale San Bassiano di Bassano Del Grappa (Bassano del Grappa-Veneto) e l’Ospedale SS Annunziata di Savigliano (Savigliano-Piemonte).“Margaret Chan, segretaria dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma che lo stato di salute delle donne è l’indice più significativo dello stato di salute della stessa società”.

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