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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Elezioni Usa, una partita tutt’altro che chiusa

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

A cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm. Se in Italia e in Europa possiamo stare tranquilli almeno circa la stabilità politica nel breve termine, forse, per la prima volta dopo anni, possiamo non guardare con invidia all’offerta politica d’Oltreoceano. Novembre si avvicina, e con esso anche le elezioni per il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. La settimana scorsa Joe Biden, al termine di una surreale convention virtuale di partito, ha accettato ufficialmente la candidatura a leader democratico. In questi giorni è in corso invece la riunione del Partito Repubblicano, che dovrebbe rilanciare la candidatura dell’attuale presidente Donald Trump.La partita si preannuncia molto combattuta: nonostante i sondaggi vedano Joe Biden condurre con un sostanziale vantaggio, ci sono molto motivi per ritenere che sia tutt’altro che chiusa.Molti sostenitori di Trump non sono disponibili a rendere pubblico il loro sostegno; lo abbiamo già visto alle elezioni del 2016, quando i sondaggi davano la Clinton in vantaggio di circa il 5%.Su alcuni temi, prevalentemente economici, Trump gode ancora di un vantaggio di percezione sul suo rivale. Anche la tensione con la Cina potrebbe aiutare il candidato repubblicano, che nell’immaginario collettivo è percepito come uomo forte e grande negoziatore.
Negli ultimi dieci anni i sondaggi sono stati tutt’altro che infallibili. Soprattutto negli Stati più in forse (Arizona, Wisconsin, Florida), e quindi decisivi per la vittoria, il vantaggio dei democratici è molto inferiore a quello nazionale indicato dai sondaggi, senza contare che, storicamente, a livello nazionale, i sondaggi hanno avuto un margine di errore superiore.La base repubblicana dei votanti è stata forse meno colpita sia dal punto di vista sanitario che economico dalla recente pandemia di Covid-19 e quindi risulta meno ricettiva rispetto a certe tematiche. È indubbio che la recessione in corso, la crisi sanitaria e il movimento abbiano comunque riaperto una partita che fino a pochi mesi fa sembrava definitivamente chiusa. Se confrontiamo i sondaggi attuali con quelli dello stesso periodo relativi alle elezioni 2016, il vantaggio del candidato democratico appare decisamente più ampio.

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L’Italia fuori dal nuovo giro di dazi Usa sull’agroalimentare

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2020

“Buone notizie arrivano sul fronte dei dazi Usa sull’agroalimentare italiano. Infatti, gli Stati Uniti salvano l’Italia da eventuali nuovi dazi, annunciati come risposta agli aiuti di stato dell’Ue al settore aeronautico (Airbus).Un risultato frutto dell’impegno della nostra diplomazia, in particolare del Sottosegretario agli Esteri, on. Scalfarotto, e dell’Ambasciatore Varricchio, oltre che di tutti coloro che hanno protestato con l’Amministrazione americana per l’aumento dei dazi sui prodotti italiani. Dazi che avrebbero potuto colpire il nostro settore agroalimentare per un valore di circa 3 miliardi di euro; infatti gli Stati Uniti rappresentano il nostro primo mercato estero fuori dall’Ue.Ora dobbiamo lavorare di più per sostenere il Made in Italy nel mondo e lottare contro la piaga della contraffazione come avevo chiesto in una mozione, a mia prima firma ed approvata in parlamento, in cui si prevedeva di istituire degli appositi uffici per la lotta alla contraffazione presso le principali ambasciate italiane nel mondo”.Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Ma in che mondo viviamo?

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Negli U.S.A. vi è un partito contrarissimo all’assistenza sanitaria universale e quelli che ne potrebbero essere i beneficiari lo appoggiano. In diversi paesi arabi la ricchezza è di casa, per via dei pozzi di petrolio, eppure tantissime persone vivono nella miseria. L’occidente, considerato ricco se non opulento, conta centinaia di migliaia di clochard che nelle metropoli si trovano senza un tetto dove ripararsi e un pasto caldo per rifocillarsi. Ci sono società farmaceutiche che realizzano profitti miliardari eppure vi sono milioni di persone che muoiono perché non sono in grado d’acquistare i farmaci da loro prodotti. Il lavoro è l’unica fonte di vita per gli esseri umani poiché permette loro d’avere una casa dove ripararsi, il cibo per alimentarsi, l’accesso all’istruzione, l’assistenza sanitaria per proteggersi dai malanni e assicurarsi una vecchiaia decente, eppure in tutto il mondo ci sono centinaia di milioni di disoccupati. Accettiamo la logica capitalista, dove vige il credo del consumismo e dell’esaltazione per chi ha in dispregio di chi è con la conseguenza che la stessa cultura è posta in secondo piano se non produce ai diretti interessati lauti guadagni.
Abbiamo inventato il colonialismo e poi le dittature del “re travicello” per schiavizzare, perpetuandolo dal passato, intere popolazioni e lasciandole in miseria pur di trarne ricchezze personali.
Ci lasciamo governare da imbonitori da strapazzo e da governi che praticano il genocidio e il terrore per sottomettere intere popolazioni e non facciamo poco o nulla per reagire. Abbiamo imparato a inviare, con la scusa di difendere la libertà e la giustizia, eserciti con armamenti di distruzione di massa ma solo per garantire agli affaristi di turno d’agire indisturbati. Abbiamo accettato di buon grado l’idea della sofferenza con la distorta idea che ciò è necessario per avere un premio nell’al di là. In Italia vi è un governo che mette in ginocchio la povera gente e protegge i ricchi e ottiene il plauso delle stesse vittime.
Siamo dei servi della gleba ma basta che qualcuno ci offra qualche briciola di pane per sorridergli compiaciuti e siamo anche pronti a leccargli i piedi.Siamo tutto questo e molto ancora eppure non mostriamo la nostra contrarietà, salvo qualche mugugno di circostanza: è il piacere-sofferenza del masochista. Eppure vi è chi si ribella, ma è condannato alla repressione più feroce e, nella migliore delle circostanze, alla denigrazione, al disprezzo e a essere schiavizzato dalla disinformazione. Ma di che pasta siamo? (Riccardo Alfonso)

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Kamala Harris: figlia di immigrati e la sua eleggibilità alla vice presidenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

By Domenico Maceri, PhD: “Questo editoriale è stato usato da alcuni come strumento per perpetuare il razzismo e la xenofobia.” “Chiediamo scusa”. Così la direzione della sezione editoriali di Newsweek dopo la pubblicazione di un recente articolo di John Eastman, il quale metteva in dubbio l’eleggibilità di Kamala Harris a vice presidente degli Stati Uniti perché i suoi genitori non sono nati in America. I direttori delle pagine degli editoriali della nota rivista americana, Josh Hammer e Nancy Cooper, hanno continuato a spiegare di non “avere anticipato” “la possibile strumentalizzazione” e la “distorsione” del contenuto dell’articolo. Ciononostante l’articolo rimane nel sito Internet della rivista preceduto però dalla nota contenente le scuse.Dopo la nomina di Harris a candidata alla vice presidenza da parte di Joe Biden gli attacchi alla senatrice della California erano inevitabili. Suggerire la sua ineleggibilità alla seconda carica più importante degli Stati Uniti ricorda anche le inquietudini dei bianchi che vedono il loro potere sfumare. Quando individui di altre etnie e razze e soprattutto quelli legati ad altre nazioni raggiungono i vertici del potere riconfermano però che l’America è un Paese di immigrati e multiculturale.La costituzione americana è chiarissima sulla cittadinanza. Il 14esimo emendamento dice categoricamente che chiunque sia nato dentro i confini degli Stati Uniti diventa cittadino americano. Non importa dove siano nati i genitori né il loro status immigratorio e nemmeno la loro cittadinanza. Persino un figlio di clandestini nato in America sarebbe cittadino americano a tutti gli effetti e sarebbe eleggibile alla presidenza. Il padre di Barack Obama era nato in Kenya ma il 44esimo presidente era nato negli Stati Uniti. Persino in casi come quello di Ted Cruz, attuale senatore del Texas, che nella campagna presidenziale repubblicana del 2016 diede filo da torcere a Donald Trump, la costituzione parla chiaro. Cruz era nato in Canada e il padre era cubano. Ciononostante qualifica per la cittadinanza americana perché la madre era nata in America. In sintesi, la Harris è cittadina per via dello ius soli mentre Cruz lo è per lo ius sanguinis, ambedue riconosciuti dalla legge americana.La storia ci dice anche che otto presidenti americani hanno avuto almeno un genitore nato in Paesi stranieri. A cominciare da Thomas Jefferson la cui madre era nata in Inghilterra ad alcuni più recenti come Obama il cui padre era del Kenya. E il caso più ovvio è lo stesso Trump la cui madre era nata in Scozia.Il presidente Trump ha avuto l’opportunità di fare chiarezza sul caos della cittadinanza di Harris ma rispondendo a domande di cronisti ha gettato legna al fuoco dichiarando di avere sentito “voci molto serie” sulla dubbia eleggibilità della candidata democratica. L’articolo di Newsweek è stato un facile assist al 45esimo presidente per caldeggiare dubbi sulla candidatura di Kamala Harris. Non ne aveva veramente bisogno. Va ricordato che parecchi anni fa Trump si era preso l’impegno di costringere Obama a rilasciare il suo certificato di nascita per dimostrare che fosse veramente nato in America.
Attaccare i suoi avversari con insinuazioni e spesso direttamente infangando il loro carattere è il modus operandi dell’attuale inquilino della Casa Bianca. La verità gli importa poco. Basta buttare palle in aria e aspettare che i suoi fedelissimi le riprendano, convinti anche che se lo dice il presidente deve essere vero. Nel caso di Harris, Trump mira a ricordare che l’America alla quale lui vuole ritornare diventa difficile per la presenza di questi individui non bianchi. Harris è il simbolo più visibile di questa inquietudine al momento per la sua candidatura alla vice presidenza. Una donna non solo afro-americana per via del padre nato in Giamaica ma con radici che affondano anche in Asia poiché la madre è nata in India.La Harris è americana per eccellenza che ha usato il suo talento e anche la sua fortuna per avvicinarsi alla conquista di una carica governativa indispensabile. La candidata democratica ha raggiunto una pietra miliare dandoci una chiara dimostrazione che l’America è la terra delle opportunità, riconfermando la nazione come Paese di immigrati.Gli immigrati disturbano il presidente Trump. Come va ricordato, li ha chiamati “animali” in alcuni casi e ha persino dichiarato di non capire perché continuano a venire in America da “s….hole countries” (Paesi di m…da) invece di nazioni nordiche. Gli immigrati causano anche sconforto a molti degli elettori dell’attuale presidente specialmente quelli con legami in Paesi poveri. Harris però rappresenta una paura più forte poiché ci ricorda che l’America continua a cambiare e che il ritorno alla grandezza degli Stati Uniti degli anni ’50 auspicato da Trump e incorporato nel suo slogan Make America Great Again (Maga) è impossibile. I quattro anni di un presidente la cui madre era immigrata e la cui moglie è nata in Slovenia sono stati invano. L’America continua a evolversi a mano a mano che membri di gruppi minoritari si integrano sempre di più. Tutte le previsioni ci dicono che il ticket Biden-Harris uscirà vittorioso alle elezioni di novembre. Come ha detto l’ex first lady Michele Obama, moglie del primo presidente afro-americano nella storia alla recente Convention Democratica, Trump si è rivelato “un incapace” e “il peggior presidente” degli Stati Uniti. Una sconfitta alle mani di Biden con una vice afro-americana al fianco sarà dolorosa per l’attuale inquilino della Casa Bianca ma riporterà il Paese sulla strada giusta, riflettendo i valori dell’America che includono i contributi degli immigrati e dei loro figli. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Inaccettabili attacchi a Colombo durante proteste in USA

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

“Come segnalato da Umberto Mucci di We the Italians, l’ondata di proteste negli Stati Uniti ha visto anche attacchi violenti contro Cristoforo Colombo e le sue effigi. A Boston, è stata decapitata una statua del navigatore, mentre a Richmond una statua è stata buttata in un lago. Riteniamo inaccettabile l’associazione di “razzista” a Colombo, simbolo italiano. La nostra completa solidarietà alle comunità italo-americane. Chiediamo urgentemente al ministro Di Maio di intervenire a tutelare di un simbolo nazionale, che nulla ha a che vedere con la ragione delle proteste. Più volte siamo, infatti, intervenuti chiedendo il rispetto per Colombo e il contrasto a questa iconoclastia che nulla ha a che vedere con i diritti dei nativi o delle altre minoranze ma che è sempre stato simbolo di unione fra le comunità italo-americane e fra la nazione italiana e quella americana.” Così il deputato FDI Federico Mollicone, componente dell’Unione Interparlamentare Italia-Stati Uniti.

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Europa/Usa. La lezione dello sbarco in Normandia, oggi 2020, dobbiamo ricordarla agli americani

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2020

Il 6 giugno di 76 anni fa gli Alleati sbarcarono in Normandia, dando inizio alla lunga e sanguinosa battaglia che porterà il 25 agosto alla conquista di Parigi e, molti mesi dopo, al tracollo definitivo dei regimi nazista e fascista.
“Il giorno più lungo”, lo definì il generale tedesco Erwin Rommel. E “Il giorno più lungo” è anche il titolo di un saggio pubblicato nel 1959, e soprattutto di un mitico film del 1962 grazie al quale la nostra memoria storica è più viva. Il contingente militare coinvolto nello sbarco fu massiccio, in larga maggioranza britannici e americani.Per chi non lo avesse già fatto, oltre a ricercare le mitiche immagini fotografiche di Robert Capa, è bene che faccia un salto in uno dei tanti cimiteri americani disseminati anche in Italia: far vedere quelle distese di croci di chi donò la propria vita per la nostra libertà è una lezione e una riflessione necessaria e sempre valida, soprattutto per i nostri giovani figli che, al massimo, hanno letto qualcosa sui libri di scuola.I britannici che ci liberarono, oggi ci hanno lasciati soli nell’Unione europea. E altrettanto potrebbe accadere per gli americani, le istituzioni e la cultura del presidente Donald Trump.C’è tempo perché i britannici capiscano che il loro antico impero oggi non c’è più e non ha senso. Quello culturale e linguistico lo hanno già e non sembra, al momento, in discussione. Quello economico e politico, dopo l’uscita dall’Unione, lo dovranno sperimentare. Vedremo se hanno ragione loro o tutti quelli che in questi ultimi anni li hanno scongiurati a non procedere con la Brexit.
Non c’è tempo, invece, per gli americani. Per l’America di Donald Trump. Quella che in questi giorni è attraversata da milioni di persone che non ne possono più del razzismo e del suprematismo bianco.Settantasei anni fa gli americani attraversarono l’Atlantico per liberarci. Oggi, noi europei (britannici inclusi), per aiutarli non è necessario che attraversiamo l’oceano. Possiamo farlo anche da casa nostra, dalle nostre città e dalle nostre strade. L’importante è che comprendiamo che dobbiamo farlo. Gli eventi e la storia non passano sulle nostre teste lasciandoci indenni. Ci possono anche massacrare. Per impedirlo e prevenirlo, così come abbiamo fatto per la pandemia del Covid-19 mostrando loro (molto riottosi all’inzio) il metodo migliore per farci meno male, dobbiamo lanciare un messaggio: la libertà che loro ci hanno offerto il 6 giugno del 1944 e che noi abbiamo ben raccolto, oggi dobbiamo offrirla loro. Abbiamo imparato la lezione e dobbiamo ricordarla ai nostri maestri. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Biden “erede” di Sanders?

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Bernie Sanders non ha solo “fatto una campagna politica; ha creato un movimento”. Ecco come Joe Biden ha commentato il discorso di concessione del senatore democratico socialista del Vermont il quale aveva poco prima annunciato ai suoi sostenitori che sospendeva la sua candidatura alla nomination del Partito Democratico. In effetti, Sanders riconosceva che l’ex vicepresidente sarebbe colui che sfiderà Donald Trump per la conquista della Casa Bianca alle elezioni di novembre.
Le dolci parole di Biden su Sanders sono ricche di verità. Bernie, come lo chiamano i suoi sostenitori e amici, ha infatti creato molto entusiasmo a cominciare delle elezioni del 2016 nelle quali diede filo da torcere a Hillary Clinton per la nomination del Partito Democratico. Sanders ha piazzato idee di sinistra in primo piano, colorandole di legittimità, sfidando i democratici ad includerle nella loro piattaforma, ma anche a farle considerare seriamente dalla politica americana ma persino quella internazionale.Sanders, nel suo discorso di rinuncia, ha detto che la sua campagna non era per lui ma per gli altri. Ha ragione come ci dimostra il fatto che un ultra settantenne è riuscito a svegliare milioni di giovani sonnolenti a partecipare attivamente in politica. Lo ha fatto sottolineando l’importanza di riformare la società che lui vede oscenamente ingiusta poiché le classi abbienti continuano a dominare il potere economico e politico mentre i poveri e la classe media continuano a perdere terreno. Sanders ha giustamente ricalcato il concetto di sanità come diritto umano invece di prodotto da comprare come pure un tenore basico per una vita dignitosa per tutti. Ma al di là delle questioni politiche ed economiche americane Sanders ha anche suonato l’allarme sul riscaldamento globale e l’importanza di usare la diplomazia per risolvere i conflitti internazionali.Biden condivide queste idee basiche di Sanders ma non la necessità di una rivoluzione, spesso citata da Sanders, preferendo piccoli passi per migliorare la situazione. Ciononostante, con l’uscita di scena di Sanders, l’ex vicepresidente ha iniziato ad adottare alcuni dei temi del senatore del Vermont. A cominciare dall’aumento del salario minimo a 15 dollari l’ora che Sanders ha promosso sia nell’elezione del 2016 e in questa attuale. Biden ha anche accettato l’idea di offrire università gratis per quegli studenti il cui reddito familiare è inferiore a 125mila dollari annui lordi. L’ex vicepresidente ha anche abbracciato la proposta di Sanders di fare applicare le leggi federali sul lavoro a tutti, incluso gli immigrati sprovvisti di permesso di soggiorno. Biden ha recentemente parlato anche di abbassare a 60 anni l’età per accedere al Medicare, la sanità per gli anziani, attualmente disponibile solo agli over 65.Il fatto che Sanders abbia gettato la spugna permette a Biden di concentrarsi a costruire la coalizione necessaria per sconfiggere Trump a novembre. Questa strada include la fusione delle due ali del Partito Democratico, i centristi e i progressisti. Sanders ha esortato i suoi sostenitori che restare a casa invece di presentarsi alle urne e votare per Biden potrebbe tradursi in altri quattro anni di presidenza per Donald Trump, una situazione che lui considera orrenda. Con ogni probabilità la maggior parte di loro non cadrà nel tranello dell’inerzia e alla fine voterà per l’ex vicepresidente. Ciononostante bisogna ricordare che nell’elezione del 2016 il 12 percento dei sostenitori di Sanders ha votato per Trump invece di Hillary Clinton, secondo una ricerca della Harvard University.Una maniera per Biden di evitare una simile ripetizione sarebbe di scegliere un vice presidente dal lato progressista del suo partito. La scelta più ovvia sarebbe Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts, la quale ha auspicato un’agenda politica molto simile a quella di Sanders. Di fatti, la Warren, secondo parecchi sondaggi, era la scelta numero due per i sostenitori del senatore del Vermont. Ci sarà anche pressione per Biden di scegliere un afro-americano come suo vice, specialmente per il fatto che la sua campagna politica nelle primarie è stata salvata proprio da questo gruppo nel South Carolina. In questa luce, Stacey Abrams, già candidata a governatore della Georgia e attuale leader della minoranza democratica al Senato del suo Stato, potrebbe riempire il ruolo. Con ogni probabilità queste due donne saranno nella lista dei finalisti anche perché Biden ha annunciato che sceglierà una donna come suo vice.Biden ha buonissime possibilità di sconfiggere Trump come ci rivelano i sondaggi confermati da uno recentissimo della Reuters e Ipsos. L’ex vicepresidente sconfiggerebbe l’attuale inquilino della Casa Bianca (47 a 39 percento). Biden dovrebbe dunque fare i conti con le idee di Sanders. Si vedrebbe in quel caso quante di esse riuscirebbe a mettere in atto. Comunque vada, nonostante Sanders non sarà probabilmente candidato presidenziale un’altra volta, come lui ha dichiarato alla Associated Press, le sue idee di giustizia per una migliore società continueranno a vivere. Altri si impossesseranno della torcia progressista. Alexandria Ocasio-Cortez viene subito in mente. La ventottenne parlamentare di New York continua a crescere in popolarità e sarebbe degna erede di Sanders e le sue idee. (bY Domenico Maceri, PhD, professore emerito all’Allan Hancock College)

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Appello per Anthony Fauci: la voce della scienza per superare l’emergenza pandemica mondiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Il Direttore Scientifico Giuseppe Ippolito dello Spallanzani di Roma ci ha trasmesso, per conoscenza, una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Mattarella riguardo il caso del prof. Anthony Fauci: “Signor Presidente, Le scrivo nella mia posizione di Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, struttura nazionale di riferimento nazionale per le emergenze biologiche. Le notizie delle ultime ore sembrano indicare che Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), potrebbe essere estromesso dalla task force che coordina la risposta del governo USA alla pandemia COVID-19. Questa, se confermata, sarebbe una notizia disastrosa non soltanto per gli Stati Uniti, ma per tutta la comunità internazionale, che si trova oggi a dover fronteggiare la più importante emergenza sanitaria da oltre un secolo a questa parte. Anthony Fauci infatti non è soltanto un funzionario di eccezionale capacità e lealtà, che ha servito il suo Paese come direttore del NIAID per oltre trentacinque anni e con sei presidenti; Anthony Fauci è uno dei più importanti scienziati al mondo nel campo delle malattie infettive, che con la sua leadership, la sua capacità di lavoro e la sua eccezionale spinta etica è stato una guida e un punto di riferimento mondiale in tutte le emergenze sanitarie degli ultimi tre decenni e più. Le ricerche condotte da Anthony Fauci sono state centrali nella comprensione del meccanismo attraverso il quale l’HIV distrugge il sistema immunitario, ed hanno giocato un ruolo decisivo nello sviluppo di trattamenti che rendono oggi possibile alle persone affette da AIDS di vivere a lungo e di svolgere una vita attiva con relazioni affettive e sociali appaganti. È anche grazie al suo lavoro che l’AIDS, da malattia inesorabile e incurabile, marchio mortale e fonte di stigma sociale e morale, è diventata una malattia controllabile; grazie al suo approccio empatico e compassionevole la ricerca scientifica si è avvicinata alle necessità dei malati, e si è affermato un nuovo paradigma nel rapporto tra medico e paziente. Anthony Fauci è stato il principale architetto del programma PEPFAR, che a partire dal 2003 ha reso disponibili le cure per l’AIDS nei paesi in via di sviluppo, salvando dalla morte milioni di persone soprattutto nell’Africa subsahariana. È stato in prima linea in tutte le emergenze sanitarie mondiali degli ultimi decenni, da ultime Ebola nel 2014 e nel 2018, e Zika nel 2016. Il lavoro di Anthony Fauci ha salvato le vite di milioni di donne, uomini e bambini, negli Stati Uniti ed in tutto il mondo. Alla scuola di Anthony Fauci si sono formati centinaia di scienziati, medici e ricercatori, che hanno contribuito alla lotta alle malattie infettive in tutto il mondo. In Italia l’Istituto Spallanzani gli è riconoscente per il supporto e l’aiuto sempre attento e disinteressato con il quale ha contribuito a portare avanti i progetti e le attività di ricerca dell’Istituto. Una generosità che non possiamo che attribuire alle sue origini italiane, sempre ricordate con orgoglio. Anthony Fauci si è occupato diffusamente anche di SARS, influenza aviaria, influenza suina: tutte esperienze che oggi sono preziose nella risposta globale ad un nuovo coronavirus che minaccia l’umanità, e che richiede unità e solidarietà per essere combattuto. Ci auguriamo quindi che le notizie che stanno emergendo non siano vere, e che il Presidente Trump non voglia privarsi dell’apporto di un uomo integro e di uno scienziato di eccezionale valore come Anthony Fauci, che ha dedicato la propria vita professionale al servizio della sanità pubblica del suo Paese e di tutto il mondo. Abbiamo bisogno della leadership di Anthony Fauci, negli USA o altrove, per far fronte alle sfide che ci pone questa pandemia. Il nostro Istituto sarebbe onorato di poter collaborare con Anthony Fauci, e speriamo che anche il Governo Italiano e la Regione Lazio potranno beneficiare della sua visione e delle sue capacità.”

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Nissoli (Fi): ottimo risultato la decisione Usa di promuovere gli aiuti sanitari dagli Stati Uniti verso l’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

“La notizia che gli Usa manderanno, come ha annunciato il 30 marzo scorso il Presidente Trump, circa 100 milioni di dollari di materiali chirurgici e medici, oltre a materiale ospedaliero all’Italia testimonia la profonda amicizia tra i due Paesi che trae origine anche dai rapporti umani intessuti tra i due popoli.Un gesto importante di solidarietà in un momento in cui l’emergenza sanitaria ha travolto anche gli Usa facilitato da un efficace lavoro diplomatico. Da italiana residente negli Usa sono orgogliosa del lavoro svolto in questi momenti difficili dall’Ambasciata italiana e dalla straordinaria rete consolare che si prodiga in favore dei nostri connazionali e delle nostre imprese e per promuovere il rapporto politico e economico con il nostro più importante alleato”. Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America”.

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Stati Uniti d’Europa. Coronavirus e Bretton Woods

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Bretton Woods è una località degli Usa, dove, nel 1944, un anno prima della fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa, i delegati di 44 nazioni stabilirono le regole per le relazioni commerciali e finanziarie internazionali. Poco dopo, sempre negli Usa, si tenne una conferenza delle 4 potenze alleate per definire l’assetto politico del dopoguerra. La proposta di tornare ai vecchi sistemi politici, o al nazionalismo, fu bocciata; si posero, così, le basi di un nuovo ordine che ha consentito di evitare la Terza Guerra Mondiale.Torniamo ai nostri giorni e ci chiediamo quali assetti politici dovrà avere l’Europa, dopo aver vinto la guerra contro il Coronavirus. Insomma, a settembre, cosa intende fare il governo Conte? E, soprattutto, ha in testa uno scenario futuro che ci consenta di affrontare le prossime emergenze sanitarie, monetarie e ambientali?Guardare al passato per vedere il futuro è utile:A gennaio scorso dilagò l’epidemia in Cina. In una intervista televisiva del 27 gennaio, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dichiarava: siamo prontissimi ad affrontare il Coronavirus.Il che significa che le strutture sanitarie, il personale, le dotazioni, il sistema pubblico e privato, erano state messe nelle condizioni di affrontare l’emergenza virale.
Risulta? Non ci sembra proprio.Passata questa emergenza, è utile chiedere al presidente Conte quali tavoli di trattativa intenda aprire con la Ue: lasciare tutto come è, o involversi nei nazionalismi, o aprire a un nuovo assetto politico europeo.Si vuol fare tesoro di quello che è successo e superare l’attuale organizzazione a favore di una Europa federale? A cosa servono 28 politiche sanitarie dove ognuno fa per sè? Occorre, invece, un ministro della Salute Europea, a tutela della salute di tutti i cittadini europei.
Il premier Conte ha qualche idea in proposito?

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Presidenziali USA: Sanders frena, Biden nuovo capolista

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

“È triste che il sindaco Pete e Amy non abbiano aspettato 24 ore” per lasciare la corsa presidenziale. Così Michael Moore, il noto regista e produttore con forti tendenze a sinistra e grande sostenitore di Bernie Sanders, ha caratterizzato l’abbandono della campagna presidenziale di Pete Buttigieg, ex sindaco di South Bend, Indiana, e Amy Klobuchar, senatrice del Minnesota. Secondo Moore, i due hanno danneggiato Sanders gettando la spugna due giorni dopo la conclusione delle primarie in South Carolina, alla vigilia del Super Tuesday, nel quale 14 Stati americani hanno condotto le loro primarie democratiche. L’uscita di scena di questi due avversari di Biden, anche loro centristi, ha favorito l’ex vice presidente a ribaltare la situazione, riconquistandosi il ruolo di front-runner (capolista) che apparteneva a Sanders. Moore crede, con una certa misura di certezza, che se Buttigieg e Klobuchar si fossero ritirati dopo il Super Tuesday, Sanders avrebbe potuto fare molto meglio.I risultati però ci chiariscono che con la sua vittoria schiacciante in South Carolina e quelle in 10 dei 14 Stati del Super Tuesday, Biden ha fatto rinascere la sua corsa alla Casa Bianca. Ad aiutare le prospettive future di Biden va aggiunta anche l’uscita di scena del miliardario Michael Bloomberg, ance lui centrista e diretto concorrente dell’ex vicepresidente. Buttigieg, Klobuchar e Bloomberg hanno offerto a Biden il loro endorsement. Due giorni dopo il Super Tuesday anche la senatrice Elizabeth Warren, concorrente diretta di Sanders per l’ala progressista del partito, ha sospeso la sua campagna ma non si ancora chi fra Biden e Sanders riceverà il suo endorsement.La “rinascita” di Biden è dovuta in grande misura al notevole supporto degli elettori afro-americani in South Carolina i quali hanno riconosciuto il suo ruolo “fraterno” verso Barack Obama, vedendolo come l’erede naturale del primo presidente afro-americano. Sanders aveva ottenuto molto successo nelle iniziali 2 primarie tenutesi in Iowa e New Hampshire, dove l’elettorato includeva pochissimi afro-americani. Nella terza primaria in Nevada, il senatore democratico socialista del Vermont, aveva anche ottenuto una vittoria schiacciante, ricevendo il supporto del notevole gruppo di latinos. Si credeva che lo slancio di queste vittorie lo avessero lanciato a un simile successo in South Carolina come suggerivano alcuni sondaggi. Alla fine però il Palmetto State ha sorriso a Biden specialmente per la fedeltà degli afro-americani che hanno rappresentato il 57 percento dell’elettorato. Questa fedeltà era già stata suggerita in parte dell’endorsement ricevuto da Jim Clyburn, parlamentare del South Carolina, e leader democratico alla Camera. Gli analisti hanno rilevato che nonostante alcune macchie del record di Biden per quanto riguarda alcune leggi da lui supportate come senatore che hanno danneggiato gli afro-americani, gli elettori hanno fatto una scelta pratica. Sanders rappresenta un rischio mentre Biden è visto coma la scelta moderata con le migliori chance di sconfiggere Donald Trump a novembre.Ce lo conferma anche l’attuale inquilino della Casa Bianca che come si sa aveva cercato di ottenere informazioni negative su Biden dall’Ucraina, scatenando le indagini della Camera, a conclusione delle quali si è arrivati all’impeachment. Che Trump sembra essere preoccupato da Biden ce lo rivela anche il suo atteggiamento verso Sanders. Il 45esimo presidente ha inviato parecchi tweet in cui ci dice che l’establishment del Partito Democratico ha mostrato ovvie preferenze per Hillary Clinton nel 2016 e adesso anche per Biden. A Trump poco interessano le sorti di Sanders ma tutto ci fa capire che lo vede come un avversario più facile da sconfiggere.
La partita non è ancora finita ovviamente. Se Biden ha vinto in 10 degli Stati del Super Tuesday, Sanders è riuscito a spuntarla nel Colorado, Utah, Vermont, e anche in California, lo Stato più popoloso e anche più liberal. A conclusione di questi risultati Sanders avrebbe accumulato un totale di 550 delegati, 76 meno di Biden. Quindi il senatore del Vermont continua ad avere la strada aperta per raggiugnere il fatidico 2376. In caso che nessuno dei due dovesse raggiungere questa cifra dopo la prima votazione alla Convention, i 764 superdelegati, leader del Partito Democratico, potrebbero essere decisivi. Questi potrebbero favorire Biden, il candidato centrista, anche per il fatto che Sanders, democratico adesso, ma tipicamente indipendente, ha criticato aspramente le regole, presentandosi come nemico dell’establishment.Ciò che dovrebbe preoccupare di più Sanders però è il suo debolissimo supporto degli elettori afro-americani, specialmente negli Stati del Sud. Ma la vittoria di Biden nel Super Tuesday gli dovrebbe anche causare ulteriori grattacapi. Se Sanders ha vinto in California, Stato liberal, ha però perso nel Massachusetts, altro Stato liberal, che ha assegnato solo il terzo posto alla senatrice Elizabeth Warren, sconfitta che per lei avrà bruciato notevolmente. Biden ha anche vinto in Stati del Midwest dove il numero di afro-americani è basso, ottenendo dunque un successo trasversale.Il successo di Biden ci suggerirebbe che gli elettori abbiano optato per un candidato con le migliori chance di sconfiggere Trump, rimanendo lontani dai cambi drastici proposti da Sanders e la sua rivoluzione “socialista”. Sceglieranno alla fine gli elettori democratici un altro centrista come hanno fatto nel 2016? La strada è ancora lunga ma al momento tutto sembra suggerire che Biden offra più certezze per una riconquista democratica della Casa Bianca. Una prospettiva che ritornerebbe a un governo poco differente da quello di Obama anche se non bisogna sottovalutare l’influenza della svolta a sinistra del Partito Democratico e anche del Paese dovuta in grande misura a Sanders. Alla fine, però, la sfida per i democratici sarà di unificarsi per la vittoria finale. Un finale di campagna di dure primarie promesso da Sanders potrebbe ferire Biden e alla fine fare sorridere Trump.(Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California)

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Nord America: insolvenze di nuovo in crescita in USA e Canada

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Tornano a crescere, dopo quasi un decennio di flessione, i livelli d’insolvenza negli USA, che dovrebbero attestarsi su un +4% quest’anno. A questo fa da corollario un generale rallentamento della performance economica statunitense, che continua a gravare su esportazioni e investimenti, cui si aggiunge la vulnerabilità delle economie canadese e messicana, all’interno di un contesto commerciale volatile ed incerto. E’ questo in sintesi lo scenario delineato dal “Rapporto Paese Atradius – Paesi del Nord America – Febbraio 2020” che evidenza una crescente sfiducia delle imprese statunitensi, a causa di una compressione dei profitti data dai maggiori costi di importazione e dai minori investimenti e di un debito societario in crescita che, unito ad un deterioramento del merito creditizio delle aziende, sarebbe alle base del peggioramento delle insolvenze confermato per quest’anno. L’analisi condotta da Atradius evidenzia tra l’altro che, nonostante i segnali di ottimismo relativi alla politica commerciale in Nord America, che proseguono dalla firma dell’accordo USMCA, continuano alcune vulnerabilità che tengono sotto pressione la crescita economica della regione.In Canada, frena la crescita del PIL (dal +1,7% nel 2019 al +1,4% nel 2020) a causa del rallentamento dell’economia statunitense che colpisce soprattutto le esportazioni dal Canada verso gli Stati Uniti, principale mercato di destinazione dell’export canadese (75%). In Messico, si prevede un miglioramento del PIL al +1% nel 2020 dopo la stagnazione del 2019, ma persiste una minore fiducia delle imprese e una contrazione degli investimenti privati, dovuti in parte alle precedenti tensioni con gli USA in tema di immigrazione. Tuttavia, il quadro di sintesi per il Paese è positivo e un deterioramento dell’economia sembra ad oggi improbabile grazie ai fondamentali solidi e alla sostenibilità del debito messicano.Atradius è un gruppo assicurativo globale nel settore dell’assicurazione del credito, cauzioni, recupero crediti ed informazioni commerciali, con una presenza strategica in oltre 50 Paesi. I prodotti offerti da Atradius proteggono le imprese nel mondo dal rischio di mancato pagamento associato alla vendita di beni e servizi a credito. Atradius fa parte del Grupo Catalana Occidente (GCO.MC), uno dei principali assicuratori in Spagna ed uno dei maggiori assicuratori a livello mondiale. Maggiori informazioni presso https://group.atradius.com

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Il nuovo negoziato commerciale con gli USA

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Roma, 11 febbraio 2020 ore 10 @ Sala Stampa Camera dei Deputati, via della Missione 8 Intervengono: Associazione rurale italiana – Antonio Onorati; Associazione biodinamica – Carlo Triarico, CGIL – Giacomo Barbieri, Movimento Terra Contadina – Elisa d’Aloisio, Federbio – Maria Grazia Mammuccini, Greenpeace – Federica Ferrario; Slow Food; Terra! – Fabio Ciconte e i Parlamentari firmatari di interrogazioni e mozioni sul tema: alla Camera: Sara Cunial (Misto), Stefano Fassina (LeU), Lorenzo Fioramonti (Misto), Rossella Muroni (LeU) al Senato: Saverio De Bonis (Misto), Loredana De Petris (LeU), Carlo Martelli (Misto), Paola Nugnes (Misto) modera Monica Di Sisto
Fairwatch – Campagna StopTTIP/CETA Italia. Nel 2015 un’imponente mobilitazione di organizzazioni ambientaliste, associazioni della società civile, sindacati, movimenti contadini, produttori e consumatori di tutta Europa e negli Stati Uniti portò all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni i rischi per la salute pubblica, l’occupazione, l’ambiente, il cibo, la produzione italiana, la biodiversità e la democrazia presentati dal Trattato transatlantico di liberalizzazione commerciale tra USA e UE TTIP. Il negoziato subì una pausa con l’elezione di Trump, ma proseguì sotto traccia fino all’estate scorsa, quando Junker volò a Washington e sottoscrisse un accordo di principio per ricominciare a negoziare, sotto la minaccia di una pioggia di dazi.Ora la nuova commissaria Ursula von der Leyen non soltanto accelera per un nuovo accordo, ma appoggia la richiesta di Trump perché si negozi sull’agricoltura, argomento escluso nel mandato conferitole dai Governi dell’UE. In assenza di alcun impegno concreto sui dazi già imposti da parte di Trump, l’UE sembra disposta a cedere su un trattato che disinneschi per sempre il Principio di precauzione, forzi le regole europee attualmente in vigore su pesticidi, OGM e NBT, apra un canale permanente di negoziato transatlantico sugli standard di protezione sociale, ambientale e di sicurezza alimentare che sono il più grande ostacolo, attualmente, all’arrivo di merci USA nel mercato europeo.Il Governo italiano precedente non ha discusso la sua posizione con le parti sociali – neanche con il Parlamento italiano – prima di concedere il nuovo mandato negoziale, e quello attuale tace sull’accelerazione presente. La ministro dell’agricoltura Bellanova, incontrando il collega americano Perdue, si è addirittura mossa al di fuori del perimetro del mandato europeo che esclude l’agricoltura dalle trattative.
Questa mancanza di trasparenza è inaccettabile per le organizzazioni della società civile: ci appelliamo al Parlamento perché insieme a noi ottenga un vero dialogo, che tenga conto delle preoccupazioni dei cittadini e delle parti sociali, e maggiore trasparenza su temi così importanti che colpiscono il cuore del sistema dei diritti e delle regole condivise e difese nel nostro Paese.

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United States Radioisotope Power Systems, Plutonium-238 and the Future of Space Missions

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

The “Radioisotope Power Systems, Plutonium-238 and the Future of United States Space Missions: 2019 Analysis and Forecasts” report has been added to ResearchAndMarkets.com’s offering.This report addresses that situation by examining current and future RPS technology, missions they are used for, Plutonium processing technologies, U.S. government agencies and laboratories involved producing RPS and processing Plutonium, RPS related budgets and private companies working in this field.The world is entering a new era in Space where there will be more advances in the next few decades than throughout human history. RPS will be needed for these future missions (e.g. Lunar Gateway, Mars 2020) just like they have been in the past (e.g. Voyager 2, launched in 1977 and now sending signals back to earth from interstellar space).Radioisotope power systems (RPS) are a critical technology to provide electricity for space missions. RPS produce electrical power by converting the heat generated by the natural radioactive decay of Plutonium-238 to electricity. They have been in use by the United States for over 50 years and NASA missions have utilized RPS to explore planets, moons, and interstellar space. This exploration resulted in changes to our understanding of our Solar System and our place within it., as well as improve life on Earth.Despite their critical role in the U.S. space program, little is known about RPS technology outside NASA and some of their contractors.

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Patente di guida a clandestini in Usa

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

Kim Davis, un’impiegata della contea di Rowan County, Kentucky, si fece una certa notorietà nel 2015 quando sfidò una legge federale e si rifiutò di rilasciare licenze di matrimonio a coppie dello stesso sesso facendo valere le sue obiezioni religiose. Adesso alcuni impiegati del Department of Motor Vehicles dello Stato di New York stanno seguendo la stessa strada, rifiutandosi di obbedire una nuova legge statale in vigore dal mese prossimo che permette anche a immigrati non autorizzati di ottenere la patente di guida.Le obiezioni alla “Green Light Law”, la nuova legge che non richiede residenza legale negli Usa per ottenere la patente, hanno a che fare con l’idea che questi eventuali beneficiari hanno commesso un reato entrando nel Paese senza autorizzazione. C’è anche la questione del fatto che questi individui potrebbero, con la richiesta di patente, anche iscriversi alle liste elettorali e alla fine votare illegalmente. Si tratta però di argomentazioni senza fondamenta come ci dimostra il giudizio della giudice del distretto di Rochester Elizabeth Wolford, la quale ha respinto una denuncia al riguardo, considerandola priva di basi legali. Altre denunce sono però già in corso anche se le loro possibilità di successo appaiono quasi impossibili. L’effetto della loro pubblicità, però, non si può sottovalutare poiché causa timore agli immigrati non autorizzati i quali dovranno considerare se la loro richiesta di patente legale potrebbe causargli difficoltà con le autorità dell’immigrazione.
La legge di New York entrerà in vigore a dicembre del corrente anno e permetterà a immigrati irregolari di fare la domanda per la patente utilizzando come documento di identificazione un passaporto straniero o qualche altro documento di identificazione riconosciuto. Bisognerà anche che i richiedenti dimostrino la residenza nello Stato di New York. La legge si era discussa a New York per due decenni. Infatti, nel 2007, l’allora governatore Eliot Spitzer tentò di implementarla mediante un’azione esecutiva che però fu poi rescissa dopo tante proteste. Nel 2018 però con la maggioranza democratica nello Stato e un governatore anche lui democratico la nuova legge è stata approvata anche in parte per controbilanciare le aspre pratiche anti-immigrati dell’amministrazione di Donald Trump.La nuova legge di New York non rappresenta una grande novità poiché simili leggi esistono in un totale di quattordici Stati, principalmente liberal ma anche conservatori fra cui anche l’Utah. Spicca ovviamente la California, Stato-Nazione con 40 milioni di abitanti, 6 milioni dei quali senza autorizzazione legale di essere negli Usa. Queste patenti per immigrati non autorizzati differiscono da quelle regolari poiché consistono semplicemente di un permesso per guidare un’automobile legalmente e non sono valide per altri usi come identificazione. Tipicamente includono un distintivo o chiarimento che spiega alle forze dell’ordine che la patente è valida solo per l’uso di un’automobile.
Perché dare la patente a individui che non hanno residenza legale negli Stati Uniti? Questi Stati hanno capito che tutti i residenti, con diritto dir residenza legale o senza, vivono, lavorano, contribuiscono all’economia locale e statale e quindi la patente facilita la loro integrazione. Li aiuta anche a essere più produttivi poiché il trasporto agevola il loro progresso economico e arricchisce anche le casse del tesoro. La patente legale comporta l’obbligo di sottoscrivere un’assicurazione, fornendo protezione a se stessi e gli altri conduttori in caso di incidenti stradali. Incoraggia tutti gli automobilisti, anche quelli senza autorizzazione legale di essere nel Paese, di conoscere le leggi stradali, rispettarle e in caso di incidenti non fuggire per paura di essere deportati. Incoraggia anche la collaborazione fra tutti i residenti e le forze dell’ordine, aiutando la polizia a identificare tutti gli automobilisti.Nello Stato di New York la nuova legge ha causato un conflitto fra la parte progressista di residenti della metropoli e quella conservatrice del nord dello Stato. Riflette altresì il conflitto fra leggi locali e statali e quelle federali. Al livello locale i governi negli Stati Blue (tendenti alla sinistra) fanno quello che possono per integrare tutti gli immigrati vedendoli come risorse che aiutano l’economia locale. In non poche zone del Paese alcune piccole città non potrebbero rimanere vibranti senza i contributi di questi residenti.Le azioni delle amministrazioni locali e statali sono divenute necessarie anche per l’inerzia del governo federale responsabile per risolvere la questione immigratoria che consiste di un tema nazionale. Si stima che in America vi siano fra 10 e 12 milioni di residenti senza autorizzazione legale. L’amministrazione di Donald Trump ha messo in atto un’aspra politica verso di loro che consiste di deportazione degli immigrati irregolari ma anche di limitare quella legale. Gli enti statali e locali cercano di fare del loro meglio per affrontare una situazione difficile con risposte che non risolvono il problema completamente ma almeno non lo aggravano. Rilasciare la patente a individui che non abbiano fedina penale macchiata fa parte di queste soluzioni. (by Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California).

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Company Profile for Leaseweb USA

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2019

Leaseweb USA, Inc. is a subsidiary of Leaseweb. Leaseweb is a leading Infrastructure as a Service (IaaS) provider serving a worldwide portfolio of 17,500 customers ranging from SMBs to Enterprises. Services include Public Cloud, Private Cloud, Dedicated Servers, Colocation, Content Delivery Network, and Cyber Security Services supported by exceptional customer service and technical support. With more than 80,000 servers under management, Leaseweb has provided infrastructure for mission-critical websites, Internet applications, email servers, security, and storage services since 1997. The company operates 19 data centers in locations across Europe, Asia, Australia and North America, all of which are backed by a superior worldwide network with a total capacity of more than 5.5 Tbps. Leaseweb offers services through its various subsidiaries, which are Leaseweb Netherlands B.V. (“Leaseweb Netherlands”), Leaseweb USA, Inc. (“Leaseweb USA”), Leaseweb Asia Pacific PTE. LTD (“Leaseweb Asia”), Leaseweb CDN B.V. (“Leaseweb CDN”), Leaseweb Deutschland GmbH (“Leaseweb Germany”), Leaseweb Australia Ltd. and Leaseweb UK Ltd.

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“La politica in Medio Oriente non influenzerà le presidenziali Usa”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 novembre 2019

Il Medio Oriente, gli scenari di crisi e le relative scelte politiche non avranno influenza sulle elezioni presidenziali Usa che si terranno nel 2020. I cittadini americani sono concentrati sulle questioni interne e tra un po’ nessuno si ricorderà dei Curdi e del ritiro delle truppe deciso da Trump. Le uniche preoccupazioni estere, per gli Stati Uniti, possono riguardare il confine con il Messico e la Cina.
È il messaggio giunto dal dibattito “The US and the Middle East, an evolving situation”, che si è tenuto alla John Cabot University (JCU) di Roma, a cura dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici, a cui hanno partecipato esperti internazionali.Nel prossimo anno, in Usa, si parlerà di elezioni: questo è certo. Ma chi vincerà non possiamo dirlo. Carter e Bush senior non furono rieletti perché avevano perso l’appoggio del partito. Non è il caso di Trump che parte favorito, ed ha una base stabile. E nei sondaggi effettuati nei sempre decisivi “Swing States” è davanti a Elizabeth Warren», ha dichiarato Lucio Martino, esperto di relazioni transatlantiche e problemi strategici. Proseguendo: «Il Medio Oriente non sarà un fattore importante. Nell’ultimo dibattito solo 20 minuti su 3 ore sono stati dedicati alla politica estera. Oggi, negli Stati Uniti, quando si parla di politica estera per lo più si parla di Cina e Messico».Dello stesso avviso Viviana Mazza, giornalista specializzata nel settore Esteri. «Per ora il Medio Oriente – ha spiegato – non ha grande impatto sulle elezioni statunitensi. Non è così rilevante per i cittadini, anche se si tratta di una regione volatile, con molti hot spots». E su Putin: «È amico di tutti – il che è problematico perché tutti, in quella regione, vogliono qualcosa – e fa quello che gli Usa non possono fare, ma non può riempire il vuoto lasciato dall’America».«L’iran non è stato sconfitto dalle sanzioni Usa, che, al contrario hanno consolidando il consenso attorno al governo. L’economia è subito un rallentamento, è vero, ma ha retto, perché è stata diversificata. Il Paese è schizofrenico, guarda ad Ovest e non a Est, ha gli stessi confini da secoli ed è piuttosto isolato nella regione. Di sicuro non vuole un’altra guerra. L’Europa dovrebbe tornare a dialogare con l’Iran, perché quest’ultimo ha bisogno di investimenti e materiali», ha proseguito Farian Sabahi, docente di politica e religione, studiosa di questioni iraniane.Sul Kashmir, al centro di una delicata disputa territoriale fra India e Pakistan, che ha disorientato gli abitanti, tenendoli nell’incertezza, si è soffermata Pratishtha Singh, autrice e attivista per i diritti delle donne. «Sono state sospese le comunicazioni, Internet – ha detto – non si possono tenere assemblee fra cittadini. L’Europa si è espressa poco su questa situazione. Mentre l’India sta vivendo la peggiore fase economica della sua esistenza».

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Duaklir will be available in the United States

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

Almirall, S.A. (ALM) granted AstraZeneca (LSE, STO, NYSE: AZN) the licensed rights in the US to Duaklir®, a fixed-dose LAMA / LABA combination of the long-acting muscarinic antagonist (LAMA) aclidinium and long-acting beta-agonist (LABA) formoterol administered twice-daily via the breath-actuated, multi-dose inhaler Pressair®, in the agreement that was announced on November 3rd, 2014. Part of that agreement states that AstraZeneca will pay Almirall $100 MM when the first commercial sale takes place in the US. Duaklir® will be available in the United States. In April 2017, AstraZeneca entered a strategic collaboration with Circassia Pharmaceuticals plc for the development and commercialisation of Tudorza and Duaklir® in the US.Circassia Pharmaceuticals, a specialty pharmaceutical company focused on respiratory disease, today announces the US launch of Duaklir® for the maintenance treatment of chronic obstructive pulmonary disease (COPD) at the American College of Chest Physicians’ CHEST Annual Meeting 2019, which is currently ongoing in New Orleans, LA. Xavier Llauradó, Regulatory Affairs Director, Almirall, stated that “the US launch of Duaklir® is good of news for many patients. The agreement with AstraZeneca has allowed us to maximize the value of our assets and this launch in the US means a big step for Almirall as it was an Almirall R&D compound”.Duaklir® is a fixed-dose LAMA / LABA combination of the long-acting muscarinic antagonist (LAMA) aclidinium and long-acting beta-agonist (LABA) formoterol administered twice-daily via the breath-actuated, multi-dose inhaler Pressair®. Duaklir® will be available in the United States from 21st October. Duaklir® has been approved by the United States Food and Drug Administration (FDA) based on a broad clinical program. This includes data from three phase III studies, ACLIFORM, AUGMENT and AMPLIFY, and the phase IV ASCENT study, which shows aclidinium therapy is effective at reducing chronic obstructive pulmonary disease (COPD) exacerbations.

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Doppia visita istituzionale: Usa – Russia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Parma L’Ateneo ha ricevuto delegazioni della Delaware Law School della Widener University (USA) e della Russian Presidential Academy of National Economy and Public Administration – RANEPA
Per la Delaware Law School della Widener University sono arrivati in Ateneo i docenti Eileen Greena-Piretti e Anthony P. Doyle, in occasione di un incontro istituzionale programmato dalla Pro Rettrice all’Internazionalizzazione Simonetta Anna Valenti, e coordinato da Malaika Bianchi, docente del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali e componente della Commissione Internazionale del Dipartimento, e da Alessandro Bernazzoli, Responsabile della U.O. Internazionalizzazione.All’incontro hanno partecipato anche i docenti Fabio Salvatore Cassibba ed Emanuele Castelli del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali e Pier Luigi Marchini del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, e Giovanna Colangelo della U.O. Internazionalizzazione.Nel meeting, che si è svolto all’Erasmus International Home, si è discusso sulle possibili opportunità di collaborazione tra le due istituzioni per l’avvio di un programma di doppio titolo nell’ambito della laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, oltre che dell’attivazione di scambi di studenti delle discipline giuridiche ed economiche.È stata inoltre confermata la presenza dell’Ateneo di Parma, nella persona del Prof. Cassibba, alla prossima Legal Scholars Academy in programma dal 21 ottobre nell’Ateneo statunitense.
La delegazione della Russian Presidential Academy of National Economy and Public Administration – RANEPA era invece composta dalle docenti Natalia Abramova, Director School of Public Policy and Mangement, e Elena Prokhorova, Director English Language Undergraduate Programs. L’incontro istituzionale è stato coordinato dal Delegato del Rettore per i Doppi Titoli, Guglielmo Wolleb, e da Alessandro Bernazzoli, Responsabile della U.O. Internazionalizzazione.RANEPA è tra le maggiori università russe e l’unica che vanta il titolo di “Presidential”, in forza della sua diretta dipendenza dal governo russo.

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Nissoli (FI): Al Columbus Day per manifestare la bellezza delle mie radici italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

“Il mese di ottobre per la Comunità italiana in Usa è di particolare importanza, infatti è caratterizzato dalle Celebrazioni del Columbus Day. In questi giorni ho partecipato agli eventi che lo caratterizzano ed in particolare sono intervenuta alla presentazione del Columbus Day presso il Consolato Generale d’Italia a New York ed ho partecipato alla tradizionale parata sulla Fifth Avenue. Un giorno per festeggiare il “compleanno” dell’America ed un riconoscimento chiaro ed evidente al contributo che gli italiani d’America hanno dato allo sviluppo degli Stati Uniti.Ho percorso la quinta strada con l’orgoglio delle mie origini e con tanti amici in festa, orgogliosi delle nostre radici e del nostro patrimonio culturale che trova il suo punto di riferimento in Cristoforo Colombo che il 12 ottobre 1492 scoprì l’America, aprendo un nuovo capitolo alla storia del mondo. Il Columbus Day è stato anche l’occasione per festeggiare la concessione dell’onorificenza a Commendatore della Repubblica al dott. Joseph Ficalora, concessa dal Presidente Mattarella e che ho consegnato personalmente. Ficalora è una espressione viva dell’impegno degli italiani in USA, infatti ha raggiunto i vertici della finanza degli USA senza mai dimenticare le proprie radici ed impegnandosi in attività benefiche per la madrepatria.Inoltre, ho partecipato, al Master Theatre di Brooklyn, in qualità di membro della giuria, al prestigioso Festival della Musica Italiana di New York, diretto da Tony Di Piazza, organizzato dall’Associazione Culturale Italiana di New York, di cui è Presidente Tony Mulè, e presentato da Monica Marangoni di Rai Italia. E’ stata una esperienza bellissima dove la musica e le parole hanno fatto risuonare la bellezza dell’italianità e, in fondo, dato forza alla nostra bella lingua italiana. Ha vinto Daria Biancardi, di Palermo, ed anche lei ha partecipato, il giorno dopo, alla spettacolare parata del Columbus Day.
Insomma, eventi diversi ma che parlano una sola lingua, quella dell’italianità impersonata da Cristoforo Colombo, simbolo dell’orgoglio italiano! Tanto entusiasmo attorno alle nostre radici che vorrei fosse raccolto anche dal Governo non solo a parole ma nei fatti e, in particolare, nella prossima legge di bilancio stanziando maggiori risorse per i servizi agli italiani all’estero e per la promozione della nostra bella lingua e cultura!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America, dopo la tradizionale parata del Columbus Day di New York.

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