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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘azzolina’

Governo. La ministra Azzolina e la Storia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Siamo rimasti abbagliati, non riuscivamo a distinguere persone e cose intorno a noi.Chi l’artefice? La ministra dell’Istruzione, la pentastellata Lucia Azzolina, che ha dichiarato: stiamo per scrivere un nuovo capitolo della Storia.
Quale non si è capito visto che è stata commissariata, cioè sostituita, per l’acquisto dei banchi di scuola, che fissare la data di inizio anno scolastico, per poi interromperlo una settimana dopo, per le elezioni e per la tornata referendaria, ha dell’incredibile, che i corsi di recupero non sono definiti, che il problema dei trasporti è un rebus, e così via.Dove sia la Storia non è dato di capire ma, finito lo stupore, alla mente è tornata la celebre frase del compianto linguista Tullio De Mauro, che fu anche ministro dell’Istruzione: il 70% degli italiani non capisce o a ha difficoltà di comprensione di un testo semplice.
Ribaltare la percentuale a favore della comprensione dell’italiano sarebbe, questo sì, una riscrittura della Storia, purtroppo, non riusciamo a vedere quel minimo di iniziative che ci avrebbero dato speranza.Ognuno può farsi aria con ciò che vuole ma, come ognuno può comprendere senza difficoltà, l’aria non è la Storia. Primo Mastrantoni, segretario Aduc.

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Scuola. Iannone (FdI): Azzolina un disastro annunciato anche sulle graduatorie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

“Tanto tuonò che piovve. È così che si può sintetizzare il caos che ha accompagnato l’iter delle Graduatorie Provinciali Scuola (GPS). Dalla fase embrionale a quella conclusiva, che lascia scontenti tutti. Docenti e sindacati. Nelle scorse ore, infatti, gli Uffici Scolastici Provinciali hanno iniziato a pubblicare i punteggi degli aspiranti docenti inseriti nelle GPS. Errori di calcolo incomprensibili. Titoli valutati male o non valutati affatto. Gli anni di servizio computati per classi di concorso differenti da quelle per cui si chiedeva l’inserimento. Ed è già corsa ad impugnare i provvedimenti di pubblicazione. C’è così tanta rabbia e confusione che gli stessi sindacati, in maniera congiunta, hanno chiesto al ministro di non attingere alle GPS per il conferimento degli incarichi, ma di far riferimento ancora alle graduatorie del triennio precedente per evitare ulteriori ritardi nell’assegnazione delle cattedre. Fratelli d’Italia aveva denunciato sin dal primo momento la superficialità con cui il ministro ha approcciato la questione delle Graduatorie Provinciali e di Istituto, passando dal volerle rinviare, a gestirle in tempi strettissimi e con modalità discutibili. Resta l’amarezza per la confusione che regna in queste ore e che non aiuta a distendere i toni del confronto sull’avvio di un anno scolastico che non si preannuncia semplice”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, capogruppo nella Commissione Istruzione.

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Scuola: toccata e fuga

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Da quando sono venuta a conoscenza della decisione della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina di far iniziare l’anno scolastico 2020/2021 il dì 14 settembre, mi sto chiedendo se questa giovane signora (ma non solo lei) abbia un briciolo di buon senso.Infatti, cominciare l’anno scolastico quel giorno, che è un lunedì, significa tenere a scuola gli alunni per soli 5 giorni, cioè fino a venerdì 18 settembre, lasciandoli in congedo dal giorno dopo, sabato 19 settembre per consentire la trasformazione di alcune aule dei vari edifici scolastici in seggi elettorali su tutto il territorio nazionale, dato che, oltre al rinnovo di alcuni Consigli Regionali, che riguarda solo sette Regioni, si terrà anche il Referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, che riguarda tutta l’Italia.Siccome le elezioni, quest’anno (non si sa perché) durano due giorni, il 20 e il 21 settembre, significa che gli alunni di tutto il Paese staranno lontani dalle aule scolastiche, oltre a sabato 19 settembre, anche lunedì 21, e pure martedì 22 per la consueta disinfezione (oggi nomata: sanificazione) e risistemazione dei locali, che però, dato il periodo ancora dominato dal Covid19, potrebbe non essere sufficiente per una pulizia a fondo e potrebbe occupare quindi anche mercoledì 23. Bisogna considerare che i primi giorni dell’anno scolastico non sono mai particolarmente produttivi dal punto di vista didattico, anche perché non sempre le cattedre sono tutte coperte, gli orari non sono ancora definiti, e comunque gli alunni di ogni ordine e grado si prendono un po’ di tempo per ri-fraternizzare – cosa che dopo la lunga pausa delle lezioni in presenza sarà particolarmente sentita e necessaria. Ragion per cui, se ci sono le condizioni ottimali, il vero e proprio anno scolastico fattivo e attivo inizia solo nella seconda settimana di scuola.Ma come potrà succedere quest’anno, se tutti o quasi gli edifici scolastici saranno di nuovo trasformati in seggi elettorali, e gli alunni lasciati a casa per almeno tre giorni, se non di più? Al secondo ritorno a scuola, dopo il supplemento di vacanza, si assisterà necessariamente a un nuovo rodaggio dell’anno scolastico, con ulteriore perdita almeno di una parte del tempo necessario per mettere la macchina istruzione a pieno regime. Sempre che le cattedre vengano tutte coperte immediatamente, gli orari siano pronti ecc. ecc.Ora, stando così le cose, perché non si è avuto il buon senso di far iniziare l’anno scolastico direttamente il 24 settembre?
Così hanno deciso le Regioni Campania e Puglia e non capisco perché anche altre non abbiano fatto la stessa scelta.
Secondo me, iniziare il 14 settembre è solo un’affermazione di principio, vuota di significato reale. Anzi, controproducente. L’ennesima “grida manzoniana”, minacciosa quanto risibile, che toglie inoltre autorevolezza allo Stato.
Tanto più che, come sento alla radio tutti i giorni, molte scuole non hanno ancora ricevuto le suppellettili predisposte per questo particolare momento e altre sono ancora alle prese con il reperimento degli spazi necessari al distanziamento fisico degli alunni; ho sentito parlare anche di abbattimento di muri per ampliare le aule, così come di ricerca spasmodica di altri locali qua e là. Tutti lavori che non si fanno nel tempo di uno schiocco di dita.
Stamani sulla stampa del capoluogo toscano si poteva leggere la notizia che la Curia ha offerto al Comune di Firenze una serie di locali presso quattro parrocchie fiorentine. Iniziativa lodevole che senz’altro allevierà i problemi di qualcuno degli istituti della città del fiore, ma non illudiamoci che tutto fili liscio. Infatti, le cosiddette “sezioni distaccate” delle scuole, cioè i locali che non sono all’interno dell’edificio scolastico principale, creano agli insegnanti, che insegnano nell’uno e nell’altro edificio, problemi legati alla perdita del tempo necessario per spostarsi da là a qua, tempo che può anche essere considerevole e che viene sottratto alle lezioni. Quindi si tappa un buco da una parte e si crea uno squarcio da quell’altra. Senza considerare la fatica e lo stress che ne deriva un po’ per tutti, in primo luogo per gli insegnanti, ma anche ai bidelli, spesso chiamati a fare da “guardia” alle scolaresche senza docente. In un periodo in cui di stress ce n’è una quantità industriale che, se facesse PIL, si sarebbe già ampiamente in salvo.Insomma, un pasticciaccio pressoché epocale che mi fa sentire vicina, seppure impotente, a tutti coloro che si apprestano a fare rientro nelle scuole – dirigenti, personale ausiliario, docenti, alunni. Facciamo il tifo per loro, un tifo sfegatato, perché ne hanno un enorme bisogno. By Annapaola Laldi, consulente Aduc

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Scuola. de Bertoldi (FdI): interrogazione parlamentare Azzolina su appalto banchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

“Centinaia di migliaia di banchi monouso sono in arrivo nelle scuole italiane nelle prossime settimane per fronteggiare l’emergenza covid’. Chi si è aggiudicato l’appalto, ove verranno prodotti i banchi, e soprattutto cosa si è fatto per favorire il prodotto made in Italy? È Il contenuto di un’interrogazione urgente che ho presentato al ministro Azzolina, e dalla quale mi aspetto sollecitamente risposte precise e puntuali. Mi auguro che non sia l’ennesimo favore ad imprese di paesi stranieri, come avvenuto in tanti acquisti Covid sul tema 5g o a seguito di provvedimenti pseudo ambientalisti (macchine ibride e monopattino), da parte di un governo che, oltre ad aver dato manifestazione di incapacità, sta purtroppo lasciando troppi dubbi ed ombre di correttezza e legalità sui propri rapporti con alcuni Paesi stranieri. Peraltro non alleati”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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La vera emergenza scuola è quella dei diritti: 24 e 25 settembre sciopero

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

La notizia che in questi giorni la Ministra Azzolina continua a propagandare, la creazione di un organico aggiuntivo di 50.000 docenti a tempo determinato, è l’ennesima notizia che va compresa nella sua vera essenza e demistificata. Quello che ministero e stampa tacciono è che, in caso di nuovo lockdown le lavoratrici e i lavoratori così assunti verranno licenziati, senza diritto ad alcuna indennità (NASPI inclusa) in violazione dei più elementari principi del lavoro e della normativa scolastica.
Si tratta dell’ennesimo provvedimento che esplicita in maniera inequivocabile l’approccio che il Governo e il Miur intendono adottare rispetto allo storico sottodimensionamento degli organici della scuola pubblica statale.
Da tempo diciamo che la crisi sociale che stiamo vivendo dovrebbe trasformarsi nell’occasione per ripensare un modello scolastico oggi inadeguato e insufficiente rispetto ai bisogni formativi degli studenti e ai diritti contrattuali e di sicurezza di insegnanti, personale amministrativo e tecnico e collaboratori scolastici.
I concorsi banditi a fronte di una necessità di immissioni in ruolo straordinarie e immediate di docenti che da anni lavorano all’interno delle istituzioni scolastiche, le procedure di riapertura delle graduatorie che hanno messo in luce l’inadeguatezza del sistema informatico del ministero e, da ultimo, questo ulteriore e gravissimo attacco ai diritti dei precari, licenziabili senza indennità di disoccupazione e chiamati alla bisogna, ebbene tutto questo chiarisce una volta di più l’assenza di un piano complessivo di riforma della scuola di questo Ministero e di questo Esecutivo.La creazione di una sottocategoria di lavoratori con meno tutele e meno stabilità è un ulteriore abbassamento delle garanzie di diritto per i lavoratori del comparto.
Il mondo del precariato scolastico è però oggi meno acquiescente di qualche tempo fa e già si levano diverse prese di posizione che preludono a percorsi di mobilitazione che non tarderanno a venire.
USB Scuola sosterrà con forza queste iniziative: il nuovo anno scolastico dovrà vedere il mondo della scuola al centro di un progetto alternativo per il Paese; ogni giorno che passa, siamo sempre più convinti del percorso di lotta che insieme ad altre organizzazioni sindacali e studentesche abbiamo intrapreso indicendo le due giornate di sciopero del 24 e 25 settembre.
A questo importante momento di lotta e rivendicazione arriveremo attraverso un percorso di mobilitazioni che vede già alcuni appuntamenti fissati. Il 2 settembre USB Scuola aderisce alla giornata di mobilitazione indetta da un folto gruppo di movimenti di docenti precari. Siamo certi che molti saranno questa volta disposti a mettersi in gioco e ad alzare il livello di scontro con chi vuole approfittare della crisi per limitare i diritti (dalla licenziabilità al tentativo di limitare ancora di più il diritto di sciopero). “Cambiamo la scuola”, “formiamo un mondo diverso”, le nostre campagne all’interno del settore, possono diventare le parole d’ordine di un movimento consapevole e combattivo che riporti la scuola all’interno di un progetto di cambiamento e di trasformazione sociale volto al recupero dei principi di Stato Sociale che negli ultimi decenni sono sempre più sotto attacco.

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Scuola Ripresa: appello di Azzolina

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Ma bisogna rivedere le politiche sul reclutamento per sconfiggere la piaga del precariato. Per Pacifico, infatti, accanto ai concorsi si devono assumere tutti i precari chiamati nel corso degli anni per non disperdere risorse umane preziose che hanno dedicato la loro vita da silenti lavoratori dello Stato.”La scuola sta facendo squadra, sta lavorando compatta. Sta dando una grande lezione di resilienza unità, capacità organizzativa. Sta dimostrando ancora una volta il proprio valore a tutto il Paese, lavorando a testa bassa per il bene di tutti”. Sono parole importanti quelle pronunciate oggi dalla ministra per l’istruzione Lucia Azzolina intervenendo alla Camera dei Deputati con una informativa urgente. Riferendosi anche alla politica, a cui ha chiesto di essere altrettanto collaborativa, Azzolina ha detto che “in questa occasione, ancor più che in altre, lasciatemelo dire, credo debba stringersi attorno al tema della ripresa delle attività didattiche in presenza, che merita di essere affrontato con serietà e consapevolezza”.“Raccogliamo l’invito a collaborare con la ministra dell’Istruzione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – consapevoli comunque che per noi si tratta di proseguire il percorso sinora tracciato ma a condizione di rivedere profondamente la politica sul precariato scolastico. È chiaro, da parte dell’amministrazione e del Governo, che occorrono sforzi importanti, avvalendosi di una quota importante dei fondi UE derivanti dal Recovery Fund. Ad iniziare dall’adeguamento del personale, che deve essere maggiore, lo dicono anche le Regioni, rispetto ai soli 50 mila docenti e Ata indicati sinora, peraltro pure con contratti a termine: servono almeno 200 mila nuovi insegnanti, amministrativi, tecnici e ausiliari, lo diciamo da inizio di maggio. È una esigenza primaria, quella di costituire classi da non più di 15 alunni, anche per non rischiare di andare sotto al metro minimo di distanza “bocca a bocca” imposto dal Cts, nominare personale in più, che diventa vitale per lo svolgimento in sicurezza delle lezioni in locali aggiuntivi e senza doppi turni, didattica a distanza o ritorno alla DaD. Come rimane prioritario garantire la copertura delle cattedre dal primo giorno di scuola, in modo da evitare riduzioni del tempo scuola”.

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Azzolina: opportunità irripetibile, meno alunni per classe e scuola aperta

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Avrà importanti ricadute anche sulla scuola il sì dell’Unione europea ad un pacchetto da 1.800 miliardi di euro per affrontare le problematiche legate al Covid, in particolare i 750 miliardi che hanno scopo di stimolare la ripresa economica degli stati membri. All’Italia spetteranno 208,8 miliardi così ripartiti: 81,4 miliardi in sussidi a fondo perduto; 127,4 miliardi sotto forma di prestiti. Una quota di questi fondi andrà anche al sistema scuola italiano: oggi la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha detto, in un’intervista a “La Stampa”, che è “una opportunità irripetibile”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, concorda con la ministra: “Per realizzare questo nobile obiettivo della scuola ‘aperta’ servirà incrementare gli organici di 250 mila docenti e Ata. Sarà anche l’occasione buona per spazzare via il precariato, derivante dagli errori di chi ha governato la scuola negli ultimi 15 anni”.La ministra dell’Istruzione ha già le idee chiare su come saranno spesi i fondi derivanti dal Recovery Fund: “Voglio archiviare definitivamente le classi pollaio, – ha dichiarato Lucia Azzolina – che impoveriscono la didattica, e intervenire sugli edifici. Lavoriamo per scuole aperte oltre l’orario delle lezioni. Abbiamo messo 6 miliardi sulla scuola da inizio anno – 2,9 miliardi solo per settembre – ma siamo a un punto di svolta: gli investimenti europei per la scuola italiana sono un’opportunità irripetibile”.
Con il Recovery Fund, ha continuato Azzolina, ridurremo “il numero di alunni per classe evitando la dispersione scolastica e la povertà culturale che abbiamo nel paese”. Perché “il sogno civico è una scuola aperta. Ovvero, una scuola assolutamente accogliente. Una scuola aperta non è solo recarsi in classe la mattina per seguire le lezioni ma significa presidio di socialità, di legalità all’interno di un territorio. Che accoglie studentesse e studenti così come la stessa comunità del territorio. Una scuola aperta significa fare una didattica innovativa come vogliono i nostri studenti. Significa scuole nuove e colorate. Fare attività nel pomeriggio concordate con famiglie, personale scolastico”.È chiaro che ridurre il numero di alunni per aula e allargare il numero delle classi comporterà un incremento importante di docenti. L’occasione buona per cancellare la supplentite.
Anief concorda con la ministra dell’Istruzione quando sostiene che i precari vanno assolutamente assunti. Tuttavia, ricorda anche che il sistema di reclutamento sinora adottato è quello fallimentare che ci ha condotto alle attuali 250 mila supplenze annuali e alle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea per abuso di contratti a termine. Per questo, il giovane sindacato è convinto che si debbano organizzare le immissioni in ruolo direttamente da graduatoria, anche dalle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze, le cosiddette Gps: ci sono delle leggi dello Stato, in vigore, che permettono di farlo, come la L. 124/1999. Ma anche direttive UE, come la 70/CE del Consiglio dell’Unione Europea, sempre del 1999, che prevede la stabilizzazione automatica in presenza di titoli e posto vacante per chi ha svolto 36 mesi di servizio.

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Scuola docenti: Azzolina annuncia 80 mila assunzioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

La ministra dell’Istruzione lo ha detto stamane parlando in Commissione Istruzione di Palazzo Madama: il numero che corrisponde all’attuale organico di diritto per Pacifico non è corretto. Comunque ora è al vaglio del ministero dell’Economia e delle Finanze che sta valutando le coperture finanziarie. Secondo il sindacato Anief, la richiesta di oltre 80 mila assunzioni a tempo indeterminato, sempre se accordata dal ministero dell’Economia, rappresenta un atto importante ma insufficiente per sconfiggere la piaga del precariato. Le cattedre davvero vacanti e disponibili sarebbero quasi più del doppio, al netto dei 60 mila trasferimenti: mancano all’appello oltre 70 mila posti in deroga di sostegno e altre decine di migliaia collocati forzatamente in organico di fatto pure essendo cattedre libere. La certezza è che il contingente di immissioni in ruolo si ridurrà anche quest’anno a meno della metà di quello autorizzato, per via del rinvio dei concorsi – non voluto dal ministro – ma richiesto da tutti in ragione dell’epidemia.

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Scuola: ‘Call veloce’, Azzolina firma il decreto per assumere i docenti precari in regione diversa

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

Per Anief è un provvedimento atteso, ora serve un intervento legislativo che coerentemente riveda i blocchi nei trasferimenti e permetta il rientro nella propria provincia di provenienza. Inoltre, sui posti residuali dalle prossime quasi 80 mila immissioni in ruolo bisogna reclutare nei ruoli dalle graduatorie di istituto. “Soltanto così si potrà dire di combattere efficacemente contro la supplentite dopo la riapertura delle stesse e il loro aggiornamento in liste provinciali”, dichiara Marcello Pacifico.
Lo ha comunicato il ministero dell’Istruzione, annunciando che la ministra Lucia Azzolina ha firmato il decreto ministeriale che dispone le modalità di svolgimento del nuovo sistema. Da viale Trastevere è stato ricordato che “i posti che rimarranno liberi ogni anno, dopo le abituali operazioni di assunzione, potranno da questa estate andare ai docenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento o nelle graduatorie di concorso che decideranno di spostarsi volontariamente anche in altra regione per occuparli. Con questo provvedimento ministeriale, i precari non assunti in ruolo avranno la possibilità di spostarsi in altra provincia (da GaE) o regione (se vincitori di concorso 2016 e 2018).Prende il via la ‘chiamata veloce’, il meccanismo di assunzione previsto dal Decreto Legge 126 del 2019, approvato lo scorso dicembre, introdotto per velocizzare i tempi di accesso al ruolo per gli insegnanti e coprire più rapidamente le cattedre vacanti. Secondo i calcoli del dicastero dell’Istruzione, tale modalità innovativa di reclutamento “consentirà a molti insegnanti di ottenere più velocemente la cattedra, andando dove ci sono posti liberi. Ma anche di assegnare posti che, altrimenti, rimarrebbero vuoti e sarebbero coperti con contratti a tempo determinato. La procedura è valida anche per il personale educativo”.
Secondo la ministra Lucia Azzolina, la call veloce “rappresenta una novità assoluta e, insieme alla digitalizzazione e provincializzazione delle graduatorie dei supplenti è uno degli strumenti che abbiamo votato in Parlamento, lo scorso dicembre, per rendere più efficiente il sistema di copertura delle cattedre”. La chiamata veloce “offre una opportunità in più agli insegnanti per essere assunti: su base del tutto volontaria, potranno spostarsi in un’altra regione o anche provincia nel caso delle graduatorie ad esaurimento, per ottenere più rapidamente la cattedra. Andando ad occupare posti altrimenti destinati a essere dati a supplenza. Fino ad oggi non era possibile farlo”.

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Azzolina annuncia didattica a distanza di massa e commissari interni per la maturità

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Ma soltanto la metà delle scuole ha riunito gli organi collegiali in teleconferenza. In attesa del monitoraggio richiesto ai dirigenti scolastici da Viale Trastevere rimane confermata la sospensione delle lezioni fino a che il rischio epidemiologico non sarà annullato. A cosa serve pubblicare i bandi di concorso quando gli stessi sono bloccati? Se lo chiede Anief che ha invitato il ministro ad aprire un tavolo tecnico sul precariato. Marcello Pacifico (Anief): Bisogna capire cosa sta facendo ogni scuola, dare indicazioni chiare sugli scrutini e al più presto spiegare se si intendono fare Esami di Stato a distanza come per le lauree in alcuni atenei. E poi bisogna prendere atto che i concorsi ancorché banditi non porteranno in cattedra nessuno prima di un anno. E noi abbiamo il dovere di far iniziare il prossimo anno scolastico non con il record della supplentite, ma con una risposte emergenziale allo stato di precarietà della scuola Italiana.
Continua a far discutere il lungo discorso fatto ieri dalla ministra dell’Istruzione sulle disposizioni che si accinge a prendere il Governo per portare avanti la scuola e la didattica; in questi giorni sempre più contrassegnati dal contagio del Coronavirus, si è passati dall’assistenza alle scuole alla sicura validità dell’anno in corso; dall’alta adesione alle lezioni da casa, agli Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo con commissari solo interni e prove commisurate alla situazione. Su tutto pesa il dubbio sui tempi di rientro a scuola, legati a doppio filo allo sviluppo epidemiologico del contagio da Covid-19. Pacifico, presidente nazionale Anief: “Fare didattica a distanza, significa che tutti gli alunni stanno partecipando alle lezioni, stanno recependo spiegazioni e dei compiti on line, stanno elaborando e consegnando gli elaborati ai loro docenti? A noi risulta che la situazione si sta realizzando in questi termini in modo disomogeneo: non ci sono realtà territoriali felici ed altre meno, ma si tratta di una condizione che si caratterizza a macchia di leopardo. Il quadro è addirittura diversificato a livello di singolo istituto scolastico, dove spesso manca anche l’intervento chiaro degli organi collegiali, invece indispensabile per definire la valutazione da adottare nelle prossime settimane”.Ha citato “La peste” del Decameron di Boccaccio la ministra dell’Istruzione, come ha scritto La Repubblica, per illustrare il concetto di emergenza scolastica globale: “Più di tre quarti degli studenti nel mondo sono interessati a questa crisi, 1,5 miliardi, una sfida senza precedenti”. In Italia sono 8,3 milioni. Dopo aver confermato che l’anno scolastico in corso è salvo, “in deroga al limite dei 200 giorni minimi”, Azzolina ha assicurato che sta lavorando alla ridefinizione del calendario, alla valutazione, al recupero e agli esami di Stato per le scuole medie e superiori.Quindi, la ministra è entrata nei dettagli. Si tornerà a scuola, se e quando, sulla base di quanto sarà stabilito dalle autorità sanitarie. Abbiamo attivato forme di didattica a distanza, aperto una pagina web con webinar per docenti e dirigenti, in collaborazione con Indire e materiali utili per le lezioni. Abbiamo inserito anche una sezione per l’inclusione scolastica, dato indicazioni, a partire dalla necessità di interazione con gli studenti.

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Coronavirus: Azzolina: anche nell’emergenza il personale ha diritto a ricongiungersi ai cari

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

“La mobilità andrà assolutamente avanti, il personale ha tutto il diritto di ricongiungersi con i propri cari”: sono le parole del ministero dell’Istruzione, a commento del decreto legge approvato d’urgenza dal Governo come risposta all’emergenza legata al Covid-19. Anief ritiene che vi sia una contraddizione tra l’auspicio della ministra e la decisione, presa dal Governo, di tenere fermi i docenti appena assunti ben cinque anni, anche cancellando le assegnazioni provvisorie: l’impressione è che a prevalere siano solo prese di posizione ideologiche, partitiche, che, alla resa dei conti, giocano con la vita familiare di migliaia di insegnanti.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non ha dubbi: “La politica deve garantire il diritto alla famiglia piuttosto che negarlo, specialmente quando non vi sono evidenti legami con la continuità didattica per la durata dei cicli di studio, per la stessa mobilità degli studenti, a fronte persino di procedure di reclutamento straordinarie nazionali. Perché se è vero che lo Stato ha deciso di dare la possibilità, giustamente, ai docenti precari di scegliere una provincia diversa dove essere assunti, non può fare pagare un prezzo altissimo in cambio, imponendo loro di rimanere confinati in quel territorio per non meno di 60 mesi. Se vi sono le condizioni, dopo l’anno di prova, per il rientro nella sede di residenza e il ricongiungimento familiare, con posti vacanti e disponibili nella classe di concorso di quei docenti, per quale motivo ci si deve ostinare a lasciarli anche a mille chilometri da casa?”.
Ha toccato diversi temi la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nell’illustrare le misure del decreto “cura Italia”, contenente misure di potenziamento del sistema sanitario e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese, approvato il 16 marzo e in procinto di essere pubblicato nella sua versione definitiva in Gazzetta Ufficiale: nel commentare i punti relativi alla scuola, tra i vari punti toccati, come la chiusura delle scuole, la ministra ha parlato anche di mobilità dei lavoratori, affermando che si deve essere pronti a far partire l’anno scolastico 2020/21. La rivista specializzata Orizzonte Scuola, dopo avere rimarcato l’espressione della ministra dell’Istruzione, sul diritto dei lavoratori della scuola “di ricongiungersi con i propri cari”, ha sottolineato il fatto che “la Azzolina non ha però fornito indicazioni specifiche sulle date di presentazione delle domande o della pubblicazione dell’ordinanza ministeriale che darà avvio alle operazioni per la presentazione delle istanze di trasferimento e passaggio”.

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Scuola: Le linee guida di Azzolina: subito i tavoli del contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Ma per Anief meglio rinviare i concorsi e stabilizzare i precari docenti e ata delle attuali graduatorie. Sul Coronavirus meglio chiudere le scuole piuttosto che sospendere la sola attività didattica e incontrarsi per aggiornare il calendario e le linee guida della programmazione scolastica.Si è conclusa l’audizione del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sulle linee programmatiche davanti alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato. Nella sala Mappamondo di Montecitorio, la titolare del ministero dell’Istruzione ha toccato svariati temi, tutti inerenti alle linee programmatiche del suo mandato, a iniziare dalla volontà di avviare il prima possibile i concorsi per i precari: i temi trattati da Azzolina vanno dal rinnovo del contratto al reclutamento, dall’emergenza Coronavirus al rinnovo del sistema formativo 0-6 anni, dall’Invalsi da rivedere all’eccessiva burocrazia che affligge i docenti, dalla centralità degli alunni alla necessità di migliorare l’inclusione e il sostegno, sino alla formazione qualitativa dei docenti e alla dispersione da combattere.Marcello Pacifico (Anief): “Concordiamo con la ministra in carica sulla necessità di mettere tra le priorità da attuare nel corso del suo mandato lo svolgimento dei concorsi, però da allargare a una platea di precari più vasta, fermo restando la stabilizzazione dell’attuale personale precario, e ancora il rinnovo del contratto, che non si può certo fermare al taglio del cuneo fiscale e a poco più del 3,5% di incremento sinora prospettato dalla Funzione Pubblica in accordo con il Mef. Ci riempie di soddisfazione la rassicurazione sull’unitarietà del sistema d’istruzione, come risposta ai perenni regionalismi. Come troviamo utile avere sospeso l’attività didattica per almeno dieci giorni in tutta Italia, per evitare un maggiore contagio da Coronavirus, anche se sarebbe stata più efficace la chiusura degli istituti. Piena condivisione, invece, sulla volontà di ridurre il carico burocratico verso i docenti, i quali devono concentrare la loro azione sulla didattica, sulla necessità di investire nella formazione, di rivedere le norme su inclusione e sostegno, nonché sull’impellenza di contrastare l’alto numero di abbandoni scolastici precoci”Sono tantissimi i punti nevralgici della scuola che la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha affrontato in queste ultime ore, presentando, nella sala Mappamondo di Montecitorio, le linee programmatiche del suo dicastero davanti alle Commissioni Cultura di Camera e Senato. Molti punti trovano il sostegno del sindacato Anief, che chiede un incontro urgente, anche per temi, al fine di esplicitare le correzioni da apportare per migliorare la linea intrapresa dal nuovo ministro dell’Istruzione.

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Scuola: Piano per il Sud, la ministra Azzolina per ampliare docenti e offerta formativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Il progetto, ha detto la titolare dell’Istruzione, ha messo al centro la scuola, così da superare il tasso di abbandono scolastico che grava sui territori delle regioni meridionali: come in Campania (19%), in particolare a Napoli (22%), ma anche in alcune province siciliane, dove si supera il 30%. Le risorse stanziate serviranno a ridurre il divario, in materia di istruzione, con le regioni del Nord. Già dal prossimo anno scolastico – ha proseguito Azzolina – sarà attiva una Task Force nelle regioni del Mezzogiorno per ampliare offerta formativa, incrementare docenti e tutor, realizzare laboratori e ammodernare le strumentazioni, potenziare le attività pomeridiane nelle scuole. Anief reputa positiva la decisione del Governo di concentrare gli sforzi per risollevare l’istruzione pubblica del Meridione. Perché solo ampliando gli organici è possibile attuare sdoppiamenti di classe, in presenza di un’elevata quantità di iscritti, e di tenere sempre aperte le scuole del Sud, dove occorre riallineare i livelli di apprendimento. “Per avere un riscontro agli annunci della ministra Lucia Azzolina – precisa Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è bene però che ora giungano risorse nuove, finalizzate allo scopo, attraverso il Def di primavera: produrre uno sforzo importante, con investimenti veri, significa incrementare gli organici del personale scolastico, creare nuovi laboratori e attrezzature, attuare il tempo pieno e in generale aumentare quello passato a scuola. Non ci si può certo fermare all’emendamento del M5S al decreto Milleproroghe, che, pur nella sua positività, va a cancellare meno di mille classi pollaio, a fronte di oltre 15 mila oggi ancora esistenti nelle nostre scuole”.Il Piano per il Sud, presentato nei giorni scorsi a Gioia Tauro, è un progetto a cui il Governo tiene molto: lo ha fatto intendere la ministra Lucia Azzolina, in un’intervista rilasciata a “Il Mattino”, parlando della Task Force che l’esecutivo in carica vuole attivare nelle regioni del Mezzogiorno per ampliare offerta formativa, incrementare docenti e tutor. Partendo dall’uccisione del 15enne ucciso a Napoli, dopo aver tentato una rapina nei confronti di un carabiniere, la ministra dell’Istruzione ha illustrato alcuni dei contenuti del Piano per il Sud, affermando che l’antidoto contro la criminalità è proprio la scuola.Il giovane sindacato ha già detto che, se si vuole davvero voltare pagina, occorre introdurre un surplus di 40 mila docenti aggiuntivi, in organico di diritto, pari ad almeno cinque docenti in più per istituto, i quali andranno in prevalenza impiegati nelle scuole dove si prevede un incremento di orario di apertura delle istituzioni scolastiche. Del resto, è nello stesso testo di presentazione del Piano per il Sud che si parla della necessità di “favorire l’apertura delle scuole in orario pomeridiano nelle regioni del Mezzogiorno”. Inoltre, tra “i risultati attesi” con l’attuazione del progetto, vi è proprio quello di “ampliare l’offerta formativa e l’attività pomeridiana, estendere a tutte le regioni del sud le best practice dei programmi di scuole aperte, incrementare docenti e tutor, realizzare i laboratori necessari alle attività e ammodernare la strumentazione”.L’obiettivo a lungo termine, ha detto anche Mila Spicola sull’Huffington Post, è quello di “combattere la dispersione scolastica, innalzare il livello delle competenze di base”. Solo che sino a oggi lo Stato ha offerto “ad alcuni bambini (perlopiù al Nord e nei centri) 8 ore di scuola ordinamentale, con organico e risorse connesse per il funzionamento delle mense, continua, uniforme, stabile al giorno (tempo pieno) e ad altri (perlopiù poveri, delle periferie, del Sud) 4/5 ore di scuola al giorno, farcendoli però di ogni tipo di ‘progetto’”. La contraddizione è palese. “Lo ha chiaramente detto anche l’UE: in Italia si tende a utilizzare i fondi UE per compensare vuoti che lascia lo Stato. Non funziona”. In tal modo, “a questi altri bambini, si sta facendo un torto grave in termini di diritti costituzionali e di livelli essenziali di prestazione”.
Convinta di questo, da diversi anni, l’associazione sindacale Anief ha presentato formale proposta per l’anticipo dell’obbligo scolastico a 5 anni, prevedendo nel contempo anche l’estensione dell’obbligo formativo sino a 18 anni. Allo stesso tempo, il sindacato – consapevole che il Centro-Sud continua ad arrancare – ritiene sempre più centrale l’implementazione del tempo scuola e degli organici del personale, poiché le attività scolastiche rimangono essenziali per vincere abbandoni ed espansione dei Neet, che proprio al Sud hanno assunto proporzioni gigantesche.Altre proposte del giovane sindacato riguardano il potenziamento e l’apertura al mondo del lavoro in regioni con poche aziende. Questo si può realizzare con il recupero della tradizione artigianale e artistica (restauro e altro) e delle tradizioni gastronomiche e agricole proprie del territorio. Inoltre un grosso incentivo dovrebbe avere la formazione di competenze dirette all’imprenditoria giovanile soprattutto in forma collettiva/cooperativa e favorire la conoscenza della specificità culturale ed economica del territorio, per attivare percorsi formativi con laboratori che favoriscano l’avviamento al lavoro.

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Scuola. La ministra Azzolina: “Prima gli alunni, ma molta attenzione al personale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 febbraio 2020

Prende corpo la linea d’azione del nuovo ministro dell’Istruzione nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale che definisce gli obiettivi del ministero per l’anno 2020, prologo della Linee programmatiche che verranno presentati nei prossimi giorni in Parlamento: studenti al primo posto. Tra gli altri temi da affrontare ci sono l’inclusione, la dispersione, l’alleanza educativa, la valorizzazione e lo sviluppo professionale del personale, il territorio, l’identità culturale, cittadina, sport ed educazione civica, l’innovazione digitale e la semplificazione amministrativa, la sostenibilità ecologica, sociale ed economica, le politiche di coesione, la formazione continua.
Marcello Pacifico (Anief): “Accogliamo con favore le intenzioni espresse dal ministro dell’Istruzione con l’Atto di indirizzo, perché toccano problemi sinora poco affrontati e sempre più centrali per migliorare l’organizzazione scolastica: tra i vari punti toccati risulta particolarmente importante l’intervento sul progressivo adeguamento in organico di diritto dei posti in deroga di sostegno. Sui concorsi, invece, riteniamo che con l’ultimo decreto-legge non si sia data una risposta definitiva alla lotta contro la precarietà e per questo chiediamo un nuovo intervento per assumere i precari docenti delle graduatorie di istituto e delle graduatorie 24 mesi. È bene che ora si vada avanti, attuando dei provvedimenti a seguire e aprendo il confronto con le parti sociali per approvare nuove leggi, in modo celere, coerenti con le indicazioni generali appena espresse”
Nel presentare le linee d’azione del dicastero di viale Trastevere, la ministra dell’Istruzione ha messo al primo posto le studentesse e gli studenti, così da dare piena attuazione all’articolo 34 della Costituzione, per “far sì che la scuola sia davvero aperta e inclusiva e che i privi di mezzi possano anche loro arrivare ai più alti gradi dello studio con il nostro aiuto. Servono più risorse per questo, ma ci sono anche tanti fondi che non sono stati spesi e che possono essere recuperati. Dobbiamo pure pensare a una didattica più innovativa e coinvolgente. Abbiamo molte buone pratiche da mettere a sistema. Ci stiamo già lavorando”, ha detto la ministra in un video postato su Facebook, spiegando i contenuti dell’Atto.

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Scuola: Incontro del ministro Azzolina con i sindacati. Anief presenta le sue proposte sul reclutamento in dieci punti

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 gennaio 2020

Call veloce dalle GI, in attesa dell’espletamento dei nuovi concorsi ordinari e straordinari, riapertura delle GaE, modifiche al concorso straordinario, incremento posti di sostegno, conferma dei ruoli per chi ha superato l’anno di prova, stabilizzazione personale ATA, adeguamento organico di fatto a quello di diritto, abolizione vincolo quinquennale mobilità, corsi abilitanti ordinari, tutela personale scuole italiane all’estero. Questi i temi affrontati dal presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.Primo incontro tra i rappresentanti di Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief e il nuovo ministro Azzolina. Diversi i temi trattati nel tavolo politico sul reclutamento: i bandi dei quattro concorsi previsti, quello per il Tfa sostegno, la riapertura delle graduatorie di istituto, le nuove graduatorie provinciali.Preso atto delle priorità espressa dal nuovo ministro dell’istruzione, Anief ritiene opportuno che sui concorsi debba essere ampliata la categoria dei partecipanti a quello riservato ed estesa ai docenti di religione, dell’infanzia e primaria, con corsi abilitanti aperti a tutti e senza il blocco quinquennale sulla mobilità, con la partecipazione degli amministrativi facenti funzioni senza laurea al concorso Dsga e con una riserva di posti per i dirigenti tecnici, con almeno tre anni di servizio svolto. Come bisogna procedere alle stabilizzazioni dei precari anche dalle graduatorie di istituto, attraverso la “call veloce” da graduatorie di istituto provinciali. Vanno confermati nei ruoli i diplomati magistrale già assunti e poi licenziati. Non va poi dimenticato l’avvio immediato di un piano massiccio di immissione in ruolo per il personale Ata, anche nei profili professionali superiori mai attivati pur essendo previsti dal contratto. Bisognare retrodatare l’assunzione degli idonei dell’insegnamento di religione cattolica al 2008, mentre sul sostegno dovrà essere adeguato l’organico di fatto a quello di diritto con posti in deroga relegati in base a eccezionali necessità, garantendo la determinazione degli organici in base alle richieste del PEI.Al termine dell’incontro, il presidente nazionale ha ricordato anche l’importanza di trovare una soluzione all’attuale contenzioso che ha investito tutte le ultime procedure di selezione al concorso per dirigenti scolastici e alla mancata indizione di procedure abilitanti per il personale di ruolo, consegnando le proposte emendative depositate alla Camera dei Deputati sul Mille-proroghe.Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, nella replica agli interventi di tutte le oo.ss. presenti, ha espresso la volontà di opporsi a ogni forma di razionalizzazione, di rispettare le norme sulla rappresentatività nelle relazioni sindacali a fronte della richiesta della CISL scuola di escludere i sindacati non firmatari del contratto da tutti i tavoli, di far pubblicare in tempi brevi i bandi del concorso ordinario e straordinario previsti dalla legge, di costituire una task force per aiutare le scuole a utilizzare appieno le risorse relative ai progetti, di adoperarsi per sbloccare assunzioni e risorse anche per il personale Ata, anche su quota 100, di realizzare le immissioni in ruolo sui 24 mila posti dello straordinario dal 1° settembre, affinché anche sui posti di sostegno vi siano docenti specializzati in classe fin dal primo giorno di scuola.

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Scuola-Università: Giurano i ministri Azzolina e Manfredi

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

I ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi hanno giurato al Quirinale, davanti al presidente del Consiglio e al capo dello Stato. Quanto alle priorità del nuovo ministro dell’istruzione, pubblicate subito dopo, Anief ritiene opportuno che sui concorsi sia ampliata la categoria dei partecipanti a quello riservato ed estesa ai docenti di religione, dell’infanzia e primaria, con corsi abilitanti aperti a tutti e senza il blocco quinquennale sulla mobilità, con la partecipazione degli assistenti amministrativi facenti funzioni senza laurea al concorso per Dsga e con una riserva di posti per i dirigenti tecnici attualmente in servizio. Non va poi dimenticato l’avvio immediato di un piano massiccio di immissione in ruolo per il personale Ata, anche nei profili professionali superiori mai attivati pur essendo previsti dal contratto.
Per quanto riguarda la specializzazione su sostegno, deve essere garantito l’accesso libero a chi ha insegnato senza titolo e adeguato il numero programmato all’effettivo fabbisogno dei posti. Nel mettere mano ai decreti attuativi del decreto scuola, bisognare retrodatare l’assunzione degli idonei di Insegnamento di religione cattolica al 2008, anno del blocco dello scorrimento delle graduatorie, mentre sul sostegno deve essere adeguato l’organico di fatto a quello di diritto con posti in deroga in base relegati ad eccezionali necessità, garantendo la determinazione degli organici in base alle richieste del PEI. Su formazione e valorizzazione del personale, siamo pronti ad ascoltare le proposte, ma per rinnovare il contratto ci vogliono a priori le risorse adeguate, al fine di recuperare almeno l’inflazione cresciuta negli ultimi dieci anni.

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Scuola: Diplomati magistrale, per Azzolina lo storia è chiusa

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Improvvida dichiarazione del deputato pentastellato Lucia Azzolina sulla drammatica vicenda che riguarda tantissimi diplomati magistrale. Azzolina liquida la vicenda con poche parole, in un’intervista ripresa dal giornale specializzato Orizzonte Scuola: “La questione ha ricevuto già indicazioni stringenti dai pronunciamenti, definitivi, del Consiglio di Stato, della Corte di Cassazione e da un intervento politico contingente, quasi un anno fa”. Passo e chiudo, ma con molti però. Parole che vanno decisamente stigmatizzate, visto che non tengono conto di una vasta platea di docenti, cuore pulsante della scuola italiana. “Per Anief invece – ribadisce il presidente nazionale del giovane sindacato, Marcello Pacifico – la storia deve ancora cominciare. È una vergogna e chi sta nella scuola o è avvocato lo sa. C’erano state diverse sentenze passate in giudicato. Chi non sa capire la scuola, chieda giustizia o almeno taccia per buon senso. La Plenaria che ha confermato l’esclusione dei diplomati magistrale dalle Graduatorie a Esaurimento? La vergogna di uno Stato di diritto, chi li difende dovrebbe ripassare un po’ di giurisprudenza elementare”.

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