Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

Archive for the ‘Medicina/Medicine/Health/Science’ Category

Medicine – Health – Science

Niente più bisturi per la tiroide

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

equipePrato. E’ un trattamento alternativo per la tiroide quello applicato dall’equipe dell’ospedale Santo Stefano di Prato. Non più il bisturi per eliminare i noduli, la loro distruzione viene effettuata con la termoablazione a radiofrequenza.
La tecnica consiste nell’introduzione all’interno delle lesioni, sotto guida ecografica, di aghi che trasmettono onde a radiofrequenza. Le onde, a contatto con i tessuti, sviluppano calore e permettono di raggiungere risultati terapeutici soddisfacenti. Si provoca così la necrosi cellulare del tessuto, cioè la sua distruzione che consente la riduzione volumetrica della lesione. Dall’inizio di marzo all’Ospedale pratese sono stati eseguiti sei trattamenti con termoablazione a radiofrequenza. I pazienti, dopo avere eseguito tutti gli esami diagnostici di preparazione ed essere stati valutati dagli specialisti, sono stati sottoposti a questo trattamento in anestesia locale e grazie alla scarsa invasività della metodica, sono potuti tornare a casa dopo due ore dalla fine dell’intervento senza nessuna cicatrice cutanea.
Le termoablazioni sono state eseguite dal dottor Francesco Feroci, specialista in chirurgia, dalla dottoressa Angela Coppola, specialista in medicina nucleare, coadiuvati dal professor Stefano Spiezia di Napoli, esperto internazionale in questo tipo di trattamenti.“Non tutti i pazienti possono eseguire questo tipo di trattamento – ha spiegato il dottor Feroci – solo alcuni sono candidati a questa nuova tecnica. La chirurgia resta la prima scelta terapeutica, ma esistono alcuni casi di neoplasie tiroidee, sia benigne che maligne, nelle quali la termoablazione può essere una valida alternativa terapeutica. Per la patologia nodulare benigna questa tecnica è indicata nei pazienti con gozzo nodulare che è causa di deviazione e compressione della trachea o dell’esofago e che presentano controindicazioni all’intervento chirurgico come per esempio i pazienti cardiopatici. E’ indicata anche nei pazienti che presentano gozzi voluminosi con deviazione della trachea e che non possono essere intubati. In questi casi la termoablazione riduce il volume della massa e conseguentemente l’effetto della compressione. Rispetto alla chirurgia tradizionale, questo tipo di tecnica è più tollerata, comporta minor dolore, può essere eseguita in day hospital e le proprie attività quotidiane possono essere riprese dopo 24-48 ore.” “I pazienti candidati a questo tipo di metodica, nell’ambito delle lesioni maligne – ha aggiunto la dottoressa Angela Coppola – sono soprattutto quelli che sviluppano recidiva neoplastica a livello del collo, inoperabili o comunque non trattabili con altre strategie terapeutiche come la chemioterapia o quella radiometabolica. Un gruppo più ristretto è rappresentato poi dai pazienti che rifiutano l’intervento chirurgico o da quei casi di patologia nodulare che si accompagna ad ipertiroidismo, nei quali la termoablazione può essere proposta in alternativa ai trattamenti radiometabolici.”I noduli alla tiroide sono tra le patologie endocrine più frequenti. Studi epidemiologici hanno riportato come la prevalenza di noduli clinicamente evidenti sia pari a circa il 5% della popolazione, percentuale che subisce un importante incremento in corso di studi ecografica, raggiungendo dei valori fino al 50 % dei soggetti esaminati.Sono circa 5.000 i pazienti che annualmente vengono seguiti dalle strutture (mediche, specialistiche, ambulatoriali, ecc…) all’Ospedale di Prato per la patologia tiroidea. (by Vania Vannucchi) (foto nella foto da sinistra: Francesco Feroci, Angela Coppola e Stefano Spiezia: equipe)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Progetto ENEHIDE: Informazione, Educazione e Prevenzione sull’Epatite C negli Istituti Detentivi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

epatite CENEHIDE è promosso dall’Associazione EpaC Onlus e SIMSPe Onlus (Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria) ed è patrocinato dal Ministero della Giustizia, dal Consiglio regionale del Lazio e dall’Asl di Viterbo. Negli istituti di detenzione italiani, infatti, vive una comunità di persone particolarmente esposta all’infezione da HCV: la prevalenza di epatite C è stimata tra il 7,4% e il 38% su un totale di 56mila detenuti. Percentuali che salgono ancora di più se consideriamo la popolazione femminile: le donne detenute, pur essendo di meno degli uomini, hanno più spesso problemi di tossicodipendenza, che aumenta il rischio di trasmissione del virus.
“L’epatite C è un problema di salute collettiva: si tratta di persone che una volta tornate in libertà rientreranno nella società ed è importante che siano consapevoli dei rischi connessi a determinati comportamenti e della possibilità di prevenire il diffondersi dell’infezione”, ha dichiarato Giulio Starnini, direttore dell’U.O. di Medicina Protetta Malattie Infettive presso l’Ospedale di Belcolle (VT), Viterbo e coordinatore del progetto per SIMSPe.
Per cercare di dare una risposta concreta a questo bisogno di maggiore tutela della salute dei detenuti, EpaC onlus e SIMPSe hanno dato vita a ENEHIDE, una serie di attività, eventi di formazione e azioni concrete di distribuzione di materiale, rivolte a tutta la comunità che vive negli istituti penitenziari. “La conoscenza è alla base della possibilità di compiere delle scelte informate: è quindi fondamentale che tutti abbiano gli strumenti per prevenire e limitare l’infezione da HCV”, ha dichiarato Massimiliano Conforti, vice-presidente dell’Associazione EpaC Onlus e responsabile del progetto. “L’obiettivo di ENEHIDE è aiutare a migliorare le condizioni di salute delle persone detenute, per spezzare la catena del contagio e per combattere lo stigma che ancora avvolge le persone con HCV”.
La Casa Circondariale di Viterbo, che ha accolto con entusiasmo la proposta di condurre il pilota non è nuova a progetti di informazione e formazione a favore di tutte le persone che trovano in carcere a qualsiasi titolo, che siano detenuti o che ci lavorino “perché ENEHIDE è strutturato in maniera solida e rigorosa per ottenere risultati in termini di prevenzione e di informazione”, come ha spiegato Teresa Mascolo, direttore della Casa Circondariale di Viterbo.
ENEHIDE non vuole rivolgersi solamente alle persone detenute, ma prevede il coinvolgimento di tutti quelli che ruotano intorno alla realtà detentiva, come il personale di Polizia Penitenziaria. “La Polizia Penitenziaria, per le sue specialistiche funzioni, svolge un ruolo ad alta valenza umanitaria che va oltre gli aspetti connessi alla sicurezza. In sinergia con tutte le altre componenti, garantisce l’attivazione e il buon andamento dei percorsi trattamentali rivolti alle persone detenute. L’efficacia dei progetti rieducativi è il risultato dell’intelligente lavoro comune, che guarda alla persona detenuta nella sua complessità”, ha sottolineato Santi Consolo, Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
La Casa Circondariale di Viterbo è uno dei 14 istituti detentivi del Lazio, terza fra le Regioni in quanto a numero di detenuti ospitati: a gennaio 2017, la popolazione carceraria laziale era di 6.211 persone (su un massimo di detenuti previsti di 5.235), di cui il 43,6% stranieri.
Il progetto ENEHIDE prevede 20 incontri di formazione e informazione rivolti alle persone detenute, al personale sanitario operante nell’istituto detentivo (circa 50 tra medici e personale infermieristico), per migliorare la loro conoscenza dell’HCV, oltre che ai 400 agenti circa di polizia penitenziaria operanti in Istituto. Accanto a queste attività, il progetto prevede anche la diffusione di strumenti di prevenzione, come la distribuzione di opuscoli informativi tradotti in sei lingue, e la messa in pratica di buone abitudini che interrompano la catena del contagio e la reinfezione. In particolare, verranno distribuiti strumenti di igiene personale (oltre 2.000 spazzolini e 2.000 tubetti di dentifricio), sostituiti con regolarità.
Il progetto pilota durerà sei mesi e vuole dimostrare per prima cosa che un’azione di questo genere è realizzabile. “Abbiamo stabilito degli indicatori di efficacia che ci aiuteranno a capire cosa funziona e cosa no”, ha concluso Conforti.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sperimentazione sul consumo dei probiotici

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

Dal 2014, Yakult e la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) sono impegnate nello studio degli effetti dei probiotici sul sistema immunitario e sul microbiota intestinale in condizioni di microgravità. Lo scopo di questa ricerca comune è di contribuire alla preservazione e al miglioramento della salute e delle performance degli astronauti. La volontà però è anche quella di contribuire alla promozione generale della salute dell’uomo sfruttando le conoscenze ottenute grazie a questo impegno condiviso nella ricerca sullo sviluppo dei probiotici.
È tutto pronto per la prima sperimentazione al mondo sul consumo prolungato di probiotici da parte dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Lo studio si basa sui risultati delle attività di ricerca condotte a terra tra il 2014 e il 2015 e sui test di conservazione delle capsule contenenti batteri probiotici vivi liofilizzati (Lactobacillus casei Shirota – LcS) condotte a bordo della ISS nel 2016.
È stato confermato che il numero dei probiotici vivi contenuti nel campione spedito a bordo della ISS era pari a quello del campione di controllo conservato a terra. Yakult e JAXA inizieranno la sperimentazione nel 2017 attraverso uno studio scientifico sugli effetti di un consumo prolungato di probiotici sul sistema immunitario dell’uomo e sul microbiota intestinale degli astronauti impegnati per lunghi periodi a bordo dell’ISS.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Troppi batteri nei campi in erba sintetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

batteri patogeniI campi in erba sintetica sono un ricettacolo di batteri potenzialmente pericolosi per la salute. E’ quanto ha dimostrato uno studio condotto dall’Università di Catania che per la prima volta ha evidenziato la presenza rilevante di agenti patogeni, tra cui Escherichia coli e stafilococchi in impianti sportivi frequentati giornalmente da migliaia di persone. “L’indagine è stata condotta su quattro diversi impianti sportivi catanesi – afferma la prof.ssa Cinzia Randazzo, docente di Microbiologia Agroalimentare, dell’Università di Catania e coordinatrice della ricerca -. Per valutare il livello di contaminazione abbiamo prelevato campioni di manto erboso, su svariati punti di differenti campi di calcio, che abbiamo sottoposto ad analisi microbiologiche. I risultati hanno evidenziato una carica microbica totale pari a 20.000 unità formanti colonie (ufc) per cm2, presenza di stafilococchi (pari a 4.000 ufc per cm2), di Escherichia coli (pari a 100 ufc per cm2), di Pseudomonas spp (pari a 6.000 ufc per cm2) e di enterococchi (pari a 400 ufc per cm2). La presenza di tali microrganismi può essere correlata a contaminazioni di origine umana, gocce di sudore, sputi, abrasioni dei giocatori ma anche a escrementi di volatili o di altri animali. Nel nostro Paese si calcola che esistono oltre duemila campi in erba sintetica e il loro numero è in forte crescita. Le scarse condizioni igienico-sanitarie possono portare problemi alla salute di chi frequenta questi luoghi”. La ricerca dell’Ateneo catanese ha inoltre studiato l’efficacia di possibili soluzioni per garantire la salubrità degli impianti sportivi in erba sintetica. “Ad oggi in commercio è presente un solo prodotto che ha ricevuto l’Attestazione di Detergente Sanificante dalla Commissione Impianti Sportivi in Erba Artificiale della L.N.D.-F.I.G.C. (C.I.S.E.A.). Si tratta del detergente alcalino denominato Lavailcampo, che ad una concentrazione del 20%, per un tempo di contatto di 20 minuti, ha portato ad un abbattimento totale degli agenti patogeni – prosegue la prof.ssa Randazzo -. In particolare si è azzerata la presenza di batteri pericolosi come Escherichia coli, Pseudomonas e stafiloccocchi, così come richiesto dalle leggi italiane in tema di igiene pubblica”. “Solo in questo modo è possibile ottenere l’inibizione totale di tutti i gruppi microbici nocivi per l’organismo umano e la ricerca ha evidenziato l’efficacia del detergente igienizzante Lavailcampo quale soluzione per garantire la qualità igienico-sanitaria degli impianti sportivi a tutela della salute dei frequentatori. Il studio ha evidenziato inoltre che l’effetto igienizzante dura a lungo nel tempo e dopo un mese la carica batterica presenta ancora valori contenuti e accettabili”. “E’ necessario – conclude la prof. Randazzo – che le Autorità prendano atto e si occupino di questo problema, al fine di tutelare la salute di chi frequenta gli impianti sportivi”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuove scoperte per prevenire la morte cardiaca improvvisa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

pragaDa diversi anni studiano le patologie cardiache ereditarie che possono provocare sincope e morte improvvisa, talvolta anche nei lattanti (sindrome della morte in culla), spesso nei giovani atleti. Si tratta di Peter Schwartz, Direttore del Centro di Aritmia Cardiaca e Genetica Cardiovascolare dell’Istituto Auxologico Italiano di Milano, e Josef Kautzner, Direttore del Dipartimento di Cardiologia all’Istituto di Medicina Clinica e Sperimentale di Praga.
I due cardiologi saranno i presidenti del simposio internazionale dal titolo “Sudden Cardiac Death”, in programma dal 30 marzo al primo aprile 2017 a Praga (Repubblica Ceca), organizzato dall’Istituto Auxologico Italiano di Milano e dall’Istituto di Medicina Clinica e Sperimentale di Praga e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«Ancora oggi è difficile individuare le persone che sono a rischio di morte cardiaca improvvisa. Circa la metà delle persone colpite da morte cardiaca improvvisa non aveva ricevuto una precedente diagnosi per malattia cardiaca» spiega Schwartz. «Per fortuna si stanno raggiungendo rapidi progressi nelle conoscenze genetiche che sono alla base di questi eventi, così come nelle tecniche di imaging che consentiranno di identificare i soggetti ad alto rischio. Durante il simposio cardiologi provenienti da tutti il mondo si confronteranno sulle recenti acquisizioni riguardanti l’epidemiologia, la stratificazione del rischio e la prevenzione della morte cardiaca improvvisa».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Europa: 55 donne su 100 muoiono o moriranno per colpa di una malattia cardiovascolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

trombosi-1L’Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus, in occasione della 6° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi, dal 21 marzo al 12 aprile, dà appuntamento a tutti, in Italia e all’estero, sui social media con la campagna social «I CAMBIAMENTI PIU’ IMPORTANTI SI FANNO CON UN….. SALTO», invitando a fare un SALTO di conoscenza e di qualità che può salvare la vita. Le malattie da Trombosi si chiamano Infarto, Ictus, Embolia: colpiscono ogni anno 600mila persone in Italia, uno spreco enorme, perché almeno 200 mila avrebbero potuto evitarle, cambiando in tempo il proprio stile di vita. Le malattie a Trombosi sono l’incontro più probabile per tutti coloro che hanno o avranno più di 50 anni, e non solo: ma potranno essere evitate, con l’informazione e con un atto di volontà che ci permetta di cambiare stile, facendo un SALTO di qualità per la nostra vita e per la vita di chi ci sta accanto. Solo 33 italiani su 100 sanno di questo pericolo e dell’opportunità di evitarlo: è un vero spreco, ALT lavora perché tutti hanno il diritto di sapere, di prendersi la responsabilità di agire e di SALTARE. ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus, in occasione della 6° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi, dal 21 marzo al 12 aprile, dà appuntamento a tutti, in Italia e all’estero, sui social media, invitando a fare un SALTO di conoscenza e di qualità che può salvare la vita.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’impatto positivo della Dieta Mediterranea sulla salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

dieta mediterraneaOstuni (BR) dal 30 Marzo – 1 Aprile 2017 Ostuni è una delle prime località turistiche in Puglia d’Italia e centro d’eccellenza di una regione che ha fatto della Dieta Mediterranea una sua bandiera. In Puglia è infatti diffusissima la produzione di olio d’oliva di alta qualità, mandorle, vino e molti altri prodotti tipici mediterranei. È qui che ha sede la Fondazione Dieta Mediterranea, nata con lo scopo di sostenere la diffusione e l’adesione alla Dieta Mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO , e di promuovere studi e ricerche atte ad aumentare le conoscenze relative ai componenti della dieta mediterranea, ai principi attivi contenuti ed alle tecnologie di trasformazione non denaturanti. Logico quindi che Ostuni ospiti dal 30 marzo al primo aprile 2017 il meeting dal titolo “International Conference on Mediterranean Diet and Health: a lifelong approach”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«La scelta della sede è stata anche influenzata dalla presenza a Brindisi della Cittadella della Ricerca, un importante consorzio senza scopo di lucro che facilita la ricerca tecnologica, la creazione di reti e l’internazionalizzazione per le aziende del territorio» spiega Gaetano Crepaldi, Presidente della Fondazione Dieta Mediterranea. «Durante la Conferenza sarà approfondito il ruolo della Dieta Mediterranea, analizzata nelle sue principali componenti, nutrizionale, sociale e ambientale, per il miglioramento della qualità della vita delle persone, e gli effetti benefici per la salute, in relazione a un aumento della speranza di vita e sull’aumento dell’incidenza di patologie quali tumori, diabete, obesità, degenerazioni legate ai processi di invecchiamento, malattie cardiovascolari».La partecipazione alla Conferenza è gratuita e saranno riconosciuti 8,3 crediti ECM per le professioni di medico, biologo nutrizionista, dietista e infermiere. Per maggiori informazioni e per partecipare alla conferenza, cliccare al seguente link: http://www.aristea.com/dietamediterranea/

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Integratori alimentari: il farmacista al centro di un modello virtuoso

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

integratoriLe patologie croniche sono un ampio gruppo di malattie caratterizzate da una progressiva degenerazione, con un forte impatto socio economico e una ricaduta sulla qualità di vita di chi ne è affetto. In particolare, quelle legate alla salute delle ossa, al colesterolo alto, all’ipertensione, al diabete, all’apparato circolatorio, incidono su una popolazione caratterizzata da un elevato invecchiamento. Esse sono infatti più frequenti nella fascia dei Senior, tra i 55 e i 74 anni, composta da quasi 15 milioni di individui. Una quota non trascurabile di queste malattie è dovuta a stili di vita scorretti, quali fumo, alcool, mancanza di attività fisica, cattiva alimentazione. Tuttavia all’interno di questa categoria della popolazione, come emerge dalla ricerca di Gfk per FederSalus “Salute, ciclo di vita e integratori”, circa 2 milioni sono i cosiddetti Active Aging, persone attive, dedite alla cura di sé e alla promozione del proprio benessere, che mettono in pratica atteggiamenti verso la salute competenti e responsabili. In una logica di attenzione alla salute e orientamento alla prevenzione, gli Active Aging integrano più degli altri la propria alimentazione. Questa nuova fascia della popolazione costituisce un modello comportamentale da tenere in considerazione e che, se supportato, porterebbe a significativi risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale.Il ruolo del farmacista, attore fondamentale nel processo di cura, in termini di relazionalità sociale, assume in questo contesto un’importanza determinate per l’affermarsi di questo modello virtuoso che potrebbe contribuire al contenimento dei costi del SSN, abituando il paziente ad adottare atteggiamenti che prevengano l’insorgere di patologie ospedaliere.“FederSalus ha accettato l’invito a partecipare a FarmacistaPiù nella convinzione che il farmacista rappresenti una figura determinante per l’industria degli integratori alimentari – afferma Marco Testa, Presidente FederSalus -. L’integratore alimentare si è progressivamente affermato con un ruolo funzionale per affrontare e gestire specifiche esigenze di trattamento e prevenzione di malattie promuovendo il mantenimento della salute. Questi prodotti potrebbero risultare utili per la riduzione dell’incidenza di alcune patologie e delle loro complicanze e comportare quindi un reale risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale. In questo il Congresso dei farmacisti italiani ha rappresentato un’importante occasione di confronto con le Istituzioni e gli attori del Sistema Salute”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Arriva la primavera e sbocciano le allergie

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

Spring cherry blossom pink flowersSecondo un sondaggio Groupon, in primavera scoppiano le allergie: il 40% degli italiani dichiara di essere allergico alla scrivania e alla clausura dell’ufficio, il 6% è addirittura allergico al proprio capo ed il 21% è invece allergico al traffico durante le belle giornate. Per il 27% primavera significa inoltre risveglio degli ormoni, sebbene un 19% dichiara di aver già raggiunto la pace dei sensi e nemmeno lo sbocciare dei fiori aiuta la performance sessuale. Tra le attività più amate in primavera, il 35% degli utenti vota per una gita fuori porta, seguita dal 31,5% che non vede l’ora di rilassarsi in una spa tra idromassaggi e lettini Addio inverno e giornate fredde, è arrivata la primavera che, si sa, è la stagione del risveglio. Risveglio della natura, risveglio fisico e risveglio dei sensi.
Groupon ha condotto un divertente sondaggio giocando sui luoghi comuni tipici della primavera, che sarà anche il momento dell’anno dove tutto fiorisce, ma è anche il periodo in cui tornano le allergie di stagione che portano a stanchezza cronica.Quali sono le allergie più comuni negli italiani? 4 utenti su 10 hanno risposto di essere allergici alla scrivania: il bel tempo fuori fa vivere l’ufficio ancora di più come una prigione. Il 6% aggiunge di essere allergico addirittura anche al proprio capo e non vede l’ora dei primi ponti e delle vacanze per staccare. Il 21% degli italiani è insofferente al traffico, preferendo la bicicletta durante le giornate di sole, mentre il 17% ha l’eritema alla sola idea che le ragazze fisicate inizino ad indossare shorts e canotte sexy… attirando gli sguardi di tutti (incluso quello del proprio partner!). Infine, il 16% manifesta allergia alla polvere e alle faccende domestiche, affermando che il freddo è l’unico motivo a costringerli a stare in casa e pulire.Alla domanda su cosa significa primavera, le risposte sono state interessanti. Il 32% associa l’arrivo della bella stagione al risveglio del fisico e alla volontà di ricominciare a fare sport, seguito dal 27% che vede la primavera come il momento di risveglio dei sensi e degli ormoni, che tornano a palla dopo mesi di gelo. Terzo gradino del podio (con il 29% dei voti) per il ritorno alla vita mondana serale.Dal punto di vista dell’attività sessuale, complici i ferormoni, in primavera aumenta l’attrazione fisica, ma il 37% degli italiani afferma orgoglioso di non aver bisogno dell’inizio della primavera per avere una vita sessuale soddisfacente: per loro non ci sono mai momenti down durante l’anno, nemmeno a novembre. Secondo posto per coloro che ormai sono rassegnati: il 19% degli utenti dichiara di aver raggiunto la pace dei sensi, non c’è stagione che aiuti. Un 12% prova a fare degli agguati al partner, senza però ottenere risultati sopra la media. Si equivalgono invece coloro che pensano sempre e solo al sesso (senza però farlo) e coloro che pensano sempre e solo al sesso (e lo fanno), che raggiungono rispettivamente il 10,5% e l’11% dei voti. Ci sono poi coloro che seminano in primavera, ma raccolgono i risultati nei mesi estivi (10,5%).E quali sono le attività che gli italiani preferiscono fare in primavera? Il 35% ovviamente vota per le gite fuori porta (ma con le gambe sotto al tavolo), seguita dal 31,5% che non vede l’ora di rilassarsi in una bella spa all’aperto, tra idromassaggi e chiacchiere sui lettini. Non manca però chi vede la primavera come l’occasione per uscire a fare attività adrenaliniche come paracadutismo, rafting e bungee jumping (7,5%) anche se prevale il dolce far niente al parco (13,5%). (foto. primavera)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Neverland progetto per consumatori sostanze psicoattive

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

firenze

Firenze. Per aiutare i giovani che fanno uso di sostanze psicoattive senza ancora dipendenza, le unità funzionali dipendenze di Firenze Nord Ovest e di Firenze Sud Est del Dipartimento Salute Mentale – Dipendenze dell’AUSL Toscana Centro hanno messo in campo per il secondo anno consecutivo il progetto triennale “Neverland, in collaborazione con il Progetto Villa Lorenzi, grazie a uno specifico finanziamento dell’Assessorato alle Politiche sociali della Regione Toscana.Si tratta di un progetto psico educativo per consumatori di sostanze psicoattive legali e/o illegali e per le loro famiglie (i cui responsabili sono i dottori Guido Guidoni e Paola Trotta).I destinatari sono persone giunte ai Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) di Firenze attraverso vari canali (familiari, Prefettura, UEPE (Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna), C.I.C. (Centro Informazione e Consulenza) delle scuole etc) e diagnosticati presso questi servizi come “consumatori” (cioè che usano sostanze psicoattive, ma non hanno una diagnosi di dipendenza da queste) ai quali viene proposto di svolgere presso la sede di Villa Lorenzi cicli di incontri di informazione e riflessione sui rischi correlati all’uso di ogni sostanza psicoattiva legale o illegale, sul piano della salute, sul piano sia legale che sociale.Il progetto prevede tre diversi cicli di incontri, che si svolgono a cadenza settimanale e in modo continuativo durante l’anno.
Un ciclo di 8 incontri è dedicato a consumatori con età inferiore ai 25 anni (orario 18.30-20-30); un ciclo di 6 incontri è rivolto, invece, a consumatori con età superiore ai 25 anni (orario 21.00-23.00); un terzo ciclo di incontro è destinato ai i familiari quali genitori, fratelli, partner e altri (orario 18.30-20.30).
Il progetto prevede colloqui individuali prima dell’inizio e della fine del ciclo, la somministrazione di un questionario di valutazione pre e post intervento e la redazione di una relazione finale da parte degli operatori di Villa lorenzi e inviata agli operatori del Ser.D. per eventuali certificazioni a enti terzi.
In questa seconda annualità, grazie collaborazione fornita dal servizio NOT (Nucleo Operativo Tossicodipendenze) della Prefettura di Firenze, è stata inserita la partecipazione di Assistenti Sociali della Prefettura al terzo incontro di ogni ciclo, quello dedicato ai rischi legali.Infine, a breve sarà formalizzata la collaborazione con l’Agenzia Regionale di Sanità per il supporto nell’attività di valutazione quantitativa e qualitativa del progetto e nella realizzazione del report intermedio e finale.A oggi sono stati iniziati e conclusi 11 cicli di incontri: 4 per consumatori adulti sopra i 25 anni, 4 per giovani sotto i 25 anni, 3 cicli di incontri per i genitori di cui un ciclo è stato un secondo ciclo su richiesta dei familiari.
Sono state coinvolte un totale di 79 persone, di cui 31 giovani, 29 adulti e 19 genitori.
Per quanto riguarda i genitori risulta essere più difficile il coinvolgimento di quelli del gruppo degli adulti rispetto a quelli di minori o di giovani. Il primo ciclo di incontri per genitori presso Villa Lorenzi era composto da 5 persone, il secondo ciclo di genitori era composto di 9 persone che hanno richiesto una prosecuzione in una seconda fase, costituita da altri 4 incontri, e 5 genitori sono stati seguiti con alcuni colloqui individuali.L’età media dei gruppi under 25 è di 20,33 anni; quella dei gruppi over 25 è di 33,63.
Per quanto riguarda la motivazione dell’ invio da parte dei Ser.D. si tratta di 53 segnalazioni della Prefettura e di 3 ragazzi senza obblighi istituzionali.
Gli invii da parte dei Ser.D. sono così distribuiti: 11 provengono da Scandicci, 7 da Sesto, 7 da Campi, 11 da Carmine, 12 da Figline, 3 da Bagno a Ripoli, 4 da Santa Rosa, 3 da Borgo Pinti e 2 da Arcolaio. (by mariaantonietta cruciata)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’oncologia di precisione cambia la lotta al cancro

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

Ospedale_SantAndreaRoma, 22 marzo 2017, ore 11 Ministero della Salute (Auditorium), Lungotevere Ripa 1. Un italiano su 20, il 5% della popolazione, vive dopo la diagnosi di tumore. Complessivamente nel 2016 erano circa 3 milioni e 130mila i cittadini in questa condizione, 2 milioni e 250mila nel 2006. In dieci anni l’aumento è stato di circa il 40% (39,1%). I passi in avanti nella lotta contro la malattia segnano progressi costanti e oggi due milioni di persone possono affermare di averla definitivamente sconfitta. Grazie anche all’oncologia di precisione che, a partire dal momento della diagnosi, delinea una terapia disegnata in base alle caratteristiche del singolo paziente. Solo partendo da una puntuale individuazione delle caratteristiche genetiche e molecolari della malattia è possibile stabilire la terapia migliore. Per approfondire le potenzialità offerte dall’oncologia di precisione, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) organizza un convegno nazionale il 22 marzo alle 10.45 al Ministero della Salute (Auditorium, Lungotevere Ripa 1), con la partecipazione fra gli altri del prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM, della prof.ssa Paola Queirolo, Responsabile del DMT (Disease Management Team) Melanoma e Tumori cutanei all’IRCCS San Martino IST di Genova, e del prof. Paolo Marchetti, Direttore Oncologia Medica all’Ospedale Sant’Andrea di Roma.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’approccio terapeutico del glaucoma sta cambiando

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

occhio umanoDal controllo pressorio alla neuroprotezione dell’occhio: l’approccio terapeutico del glaucoma sta cambiando perché è ormai dimostrato che l’abbassamento della pressione oculare può non essere completamente efficace se non associato a trattamenti neuroprotettivi. L’eziologia multifattoriale della malattia, infatti, sta conducendo alla ricerca di nuove strategie.
Il glaucoma è una malattia cronica caratterizzata dal progressivo danneggiamento del nervo ottico e dalla conseguente alterazione del campo visivo. L’aumento della pressione oculare è il principale fattore di rischio anche se questa patologia si può sviluppare in pazienti che hanno una pressione oculare normale. “Diversi studi hanno dimostrato che la riduzione della pressione oculare nei pazienti con glaucoma è in grado di rallentare significativamente la progressione della malattia ma non sempre riesce a fermarla” dichiara il professor Luciano Quaranta, Direttore del Centro per lo Studio del Glaucoma presso l’Università degli Studi di Brescia. “Le strategie messe in atto per ridurre la pressione oculare includono l’uso di colliri con principi attivi in grado di ridurre la produzione di umore acqueo o di aumentarne il deflusso dall’occhio, trattamenti laser o chirurgia. Ma le più recenti ricerche hanno evidenziato che non sempre la sola riduzione della pressione oculare è di per se sufficiente nel rallentare l’evoluzione della malattia. Sulla base di queste osservazioni si tende oggi a considerare la malattia come una forma di neurodegenerazione primaria delle cellule ganglionari retiniche”.Anche se la riduzione della pressione oculare rappresenta il “gold standard” per il trattamento del glaucoma, alcuni pazienti peggiorano malgrado abbiano raggiunto la loro pressione “target”. Negli ultimi anni, l’attenzione della ricerca, alla luce delle similitudini che esistono tra glaucoma ed altre neurotticopatie si è concentrata sulla funzione mitocondriale e sulle sue alterazioni. Il glaucoma porta a morte precoce le cellule ganglionari attraverso diversi meccanismi tra cui lo stress ossidativo, la neuroinfiammazione e la disfunzione mitocondriale.“Gli assoni delle cellule ganglionari retiniche sono ricchi di mitocondri necessari a produrre energia per la conduzione nervosa. La riduzione nella produzione di energia e l’aumento della produzione di radicali liberi a livello mitocondriale delle cellule ganglionari è da considerarsi un meccanismo chiave nell’eziopatogenesi del glaucoma che predispone alla morte le cellule ganglionari e i loro assoni, fenomeno noto come disfunzione mitocondriale” spiega il professor Quaranta.
Ecco perché nuove ricerche stanno puntando ad altri approcci terapeutici che agiscano proprio sulla cellula ganglionare della retina, i cui assoni formano il nervo ottico. “L’obiettivo” prosegue Quaranta “è quello di prevenire o ridurre la degenerazione del nervo ottico e di conseguenza il difetto del campo visivo. Ma soprattutto contrastare il trend epidemiologico che vede cinquemila italiani perdere la vista ogni anno. Inoltre, un ampio numero di pazienti (variabile dal 20 al 70% secondo le varie casistiche), soffre di una forma di glaucoma nel quale la pressione oculare è nell’ambito di valori di normalità. Ecco perché dobbiamo iniziare a pensare al glaucoma come ad una malattia neurodegenerativa che ha l’occhio come bersaglio”.Tra le varie sostanze ad azione anti-ossidante e bio-energetica, il Coenzima Q10, noto anche come ubiquinone, è considerato la più promettente per il trattamento del glaucoma. “Si tratta di una sostanza simile ad una vitamina presente in molte cellule eucariotiche soprattutto a livello mitocondriale. Alcuni studi clinici hanno dimostrato che il Coenzima Q10 esercita un’attività neuroprotettiva ed è stato ampiamente studiato in varie forme di neurodegenerazione come la malattia di Parkinson, l’Alzheimer, la corea di Huntington e nella SLA” spiega il professor Quaranta. Il coenzima Q10 è oggi riconosciuto dalla comunità scientifica come un possibile approccio nel contrastare i complessi meccanismi di danno causati dal glaucoma.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pediatri “sentinelle dell’ambiente”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 marzo 2017

medico-famiglia3Lo fanno per proteggere i bambini dai danni che possono essere provocati non solo dall’aria che respirano, dentro e fuori casa, ma anche dal cibo che ogni giorno mangiano, dai raggi del sole e dall’uso eccessivo dei dispositivi elettronici come cellulari e tablet. La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha siglato un protocollo d’intesa con ANTER, associazione no profit che promuove e tutela le energie rinnovabili (annovera 5.000 iscritti con sedi in tutte le Province). “Per la prima volta in Italia – afferma il dott. Giampietro Chiamenti, presidente FIMP -, grazie alla rete capillare dei pediatri presenti su tutto il territorio, viene realizzato un progetto per studiare l’influenza dell’ambiente sulla crescita del bambino. Il protocollo ha la finalità di promuovere, di comune accordo, formazione e informazione, sensibilizzare e coinvolgere le istituzioni sui danni dell’inquinamento ambientale nello sviluppo dei bambini. Vogliamo sensibilizzare la popolazione, in particolare i genitori, sui fattori di rischio ambientali insegnando le regole della prevenzione. La prima iniziativa è un poster che sarà distribuito negli ambulatori dei pediatri, continueremo con corsi di formazione, lezioni nelle scuole, eventi nelle piazze, questionari indirizzati ai genitori e diffusione di opuscoli. Ogni pediatra di famiglia ha in cura in media 900 bambini, questo si traduce nella possibilità di raggiunge migliaia di famiglie e milioni di cittadini”. ANTER ha istituito un Comitato scientifico del quale fa parte la dott.ssa Maria Grazia Sapia, Referente Nazionale della FIMP per l’Ambiente. “È per noi un grande traguardo avere stipulato questo protocollo – spiega la dott.ssa Sapia -, in primis a dimostrazione che la FIMP si sta muovendo in maniera corretta e a 360 gradi per far prendere coscienza delle problematiche ambientali in relazione all’età pediatrica e poi perché una partnership di tale levatura permette una risonanza mediatica e una capillarizzazione della divulgazione. Questo protocollo segue la campagna di formazione dei pediatri sulle problematiche ambientali che si svolge attraverso corsi altamente specialistici che hanno lo scopo di preparare i pediatri all’educazione sanitaria delle famiglie”. “Sono molto orgogliosa dell’obiettivo raggiunto – sottolinea la dott.ssa Stefania Russo, componente del comitato scientifico ANTER, pediatra di famiglia iscritta FIMP e referente FIMP per i rapporti con il Miur -. E’ necessario puntare su programmi integrati che portino a migliorare la qualità della vita dei nostri figli. Questo protocollo d’intesa tra FIMP e ANTER è la risposta concreta all’impegno attivo per non rimanere fermi alle indicazioni teoriche delle istituzioni, operando insieme per un mondo migliore”. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), più del 33% delle malattie nei bambini al di sotto dei 5 anni è dovuto a fattori ambientali. Prevenire l’esposizione a questi fattori di rischio salverebbe nel mondo circa 4 milioni di vite all’anno solo fra i piccoli, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. “In Italia non sono disponibili dati epidemiologici certi – continua la dott.ssa Sapia -, uno degli obiettivi di questa intesa è l’istituzione di un vero e proprio registro delle malattie provocate dall’ambiente nei neonati, nei bambini e negli adolescenti. Questi dati saranno messi a disposizione dei cittadini, delle Istituzioni e della comunità scientifica. Ad esempio, in alcune Regioni del Nord le patologie respiratorie fra i piccoli sono aumentate negli ultimi 10 anni in percentuali comprese fra il 5 e il 15%. Ma è sufficiente un incremento del 2% per allertare i clinici e indurli a mettere in atto misure preventive”. Prevenzione che dovrebbe iniziare prima della nascita. “L’ambiente – afferma la dott.ssa Sapia – influisce sul genoma e, già nel corso della gravidanza, il corredo genetico dei feti può essere contaminato da elementi inquinanti che la madre assorbe attraverso il cibo ingerito e trasmette al feto stesso. Le sostanze più nocive sono i pesticidi, contenuti negli alimenti. Seguono i metalli pesanti, presenti nelle città, e i cosiddetti interferenti endocrini, in grado di alterare il sistema endocrino e di influenzare negativamente diverse funzioni vitali”. “Asma e allergie sono alcune delle patologie più influenzate dall’inquinamento e oggi si osservano tutto l’anno, non solo in primavera come in passato – conclude la dott.ssa Sapia -. E sono sempre più gravi i danni visivi e comportamentali legati all’abuso dei dispositivi elettronici e del computer. In alcuni casi ci troviamo di fronte a bambini che hanno sviluppato forme di vera e propria dipendenza da questi apparecchi, come avviene negli adulti. È importante che i genitori riconoscano i campanelli d’allarme per intervenire tempestivamente con il supporto psicologico. Si sta diffondendo fra i bambini anche la dipendenza da telefonino. L’abuso dei cellulari può causare perdita di concentrazione, difficoltà di apprendimento e aggressività. In alcuni Paesi come la Danimarca è vietato l’utilizzo degli smartphone negli under 12, anche l’Italia dovrebbe introdurre una norma di questo tipo per tutelare i piccoli”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Malattie allergiche: colpiscono quasi un bambino su tre

Posted by fidest press agency su domenica, 19 marzo 2017

riva del gardaA Riva del Garda si è concluso il congresso interregionale Trentino Alto- Adige, Emilia Romagna e Veneto della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) dove è stato fatto il punto tra esperti sullo stato dell’arte delle malattie allergiche nel nostro Paese. “Si stima – dichiara Giovanni Cavagni, coordinatore Regionale SIAIP dell’Emilia Romagna – che in Italia gli allergici siano circa il 30% della popolazione, dai lattanti ai ragazzi. Negli ultimi anni – sottolinea Cavagni – stiamo assistendo ad una tendenza di continuo incremento delle allergie. In particolare, nei centri urbani alcune forme di allergia, come l’asma, la rinite e la dermatite atopica, sono raddoppiate o addirittura triplicate. Si stima che entro il 2020 un bambino su due soffrirà di rinite allergica”. In crescita soprattutto le allergie respiratorie seguite da quelle alimentari. “I bambini con reazioni a latte, uova, nocciole e altri alimenti sono raddoppiati”, aggiunge Giovanni Cavagni. Il riscaldamento globale, inoltre, aumenta la liberazione dei pollini allergizzanti e allunga la stagione degli starnuti. Negli ultimi anni – prosegue Cavagni – basta il primo sole per veder impollinare il nocciolo, la parietaria e le graminacee, a volte già all’inizio di marzo”. In Italia, il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale che nell’80% dei casi è associata ad allergie, il 18-20% soffre di rinite allergica, mentre il 10% può presentare dermatite atopica. In Italia settentrionale l’allergia più frequente è quella al polline di graminacee, che colpisce oltre il 60% dei bambini allergici in età scolare e si manifesta con rinite, congiuntivite ed asma bronchiale soprattutto tra marzo e giugno. Nella provincia di Ferrara è molto comune anche la sensibilizzazione all’ Alternaria, una muffa dell’ambiente esterno e tipica delle zone umide.Questi dati segnalano che le malattie allergiche costituiscono una vera e propria malattia sociale. Le cause sono strettamente legate agli stili di vita. “Il nostro modo di vivere è molto cambiato – dichiara Ermanno Baldo, direttore della UO di Pediatria di Rovereto – al punto che le allergie vengono oggi considerate il prezzo del progresso e del miglioramento della qualità di vita degli ultimi decenni”. “Infatti è stato documentato come i bambini cresciuti in campagna abbiano una probabilità di sviluppare allergie molto inferiore rispetto ai bimbi di città. Questo dato sembra in rapporto con la precoce esposizione dei bambini che vivono in campagna a un gran numero di batteri e infezioni. Il loro sistema immunitario, impegnato contro i germi ambientali, sarebbe meno indirizzato a sviluppare reazioni allergiche contro sostanze di per sé innocue, come invece accade nell’allergico”. Dichiara Diego Peroni membro del CD nazionale SIAIP. “La novità assoluta sta nel perfezionamento della diagnostica allergologica, che alla tradizionale diagnostica cutanea con prick test può affiancare ora la sofisticata indagine molecolare delle immunoglobuline. Questa consente di individuare rapidamente difficili allergie crociate e individuare il singolo allergene in causa rendendo sempre più specifica la terapia con vaccini antiallergici. Anche la misurazione dei gas esalati con il respiro, come l’ossido nítrico è un nuovo metodo, relativamente facile e non invasivo che rende possibile il controllo dell’ efficacia delle cure nel bambino che soffre di allergia respiratoria”. “Corsi pratici su questi argomenti di immuno-allergologia sempre in divenire, saranno il filo conduttore del “sapere di più per curare meglio” e – sottolinea Cavagni – coinvolgeranno pediatri di famiglia e specialisti, universitari e ospedalieri”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Delirium is associated with 5-fold increased mortality in acute cardiac patients

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

Sophia Antipolis. Delirium is associated with a five-fold increase in mortality in acute cardiac patients, according to research pSophia Antipolisublished today in European Heart Journal: Acute Cardiovascular Care.1 Delirium was common and affected over half of acute cardiac patients aged 85 years and older.Delirium is a clinical syndrome caused by a disturbance in the normal functioning of the brain. Delirious patients are less aware of, and responsive to, their environment. They can be disorientated, incoherent, and in a dream-like state, with hallucinations, disordered speech and memory disturbances.Delirium affects at least one in ten hospitalised patients and is more common in the elderly. These patients have worse long-term prognosis and more complications during their hospital stay.“Among hospitalised patients, those admitted to an intensive care unit are more likely to develop delirium and there are strategies to limit its consequences,” said lead author Dr Giovanni Falsini, interventional cardiologist, San Donato Hospital, Arezzo, Italy. “Less is known about delirium and its significance in patients admitted to cardiac intensive care units. This study investigated the incidence and clinical impact of delirium in patients with acute cardiac diseases.”The study included all patients aged 65 years and older admitted to two cardiac intensive care units during a period of 15 months. Only non-intubated patients were enrolled. Validated score systems and questionnaires were used to detect and diagnose the presence of delirium at admission or during the hospital stay.Delirious patients were closely followed by nursing and medical staff who used a flowchart for delirium treatment. This included treating pain and anxiety, and discontinuing medications known to cause delirium. Patient survival at six months was determined by telephone call.The investigators found that delirium was a frequent condition among elderly patients with acute cardiac diseases. The study population consisted of 726 patients with an average age of 79 years, of whom 15% had delirium (at admission or during the hospital stay). More than half (52%) of patients aged 85 years and older were delirious.Patients with delirium had a worse prognosis, with a five-fold increase in both in-hospital and 30-day mortality and a two-fold increase in six-month mortality. Delirium was not only a strong and independent factor in predicting mortality, but was also associated with longer hospital stay and more frequent rehospitalisations during follow-up.“Delirium is a common and serious condition in acute cardiac patients,” said Dr Falsini. “They stay in hospital longer, return to hospital more often, and are more likely to die in the short- and long-term.”Dr Falsini said elderly patients may be at higher risk because they usually have pre-existing issues that can predispose to delirium such as dementia, visual and hearing impairments, depression, use of psychoactive drugs, infections, or electrolyte disturbances.He said: “The more complex and frail the patient is, the higher the rate of delirium and subsequent worse outcomes. It is unknown whether delirium can be treated to improve prognosis in critically ill patients, or whether it is a marker of organ dysfunction or systemic disease and an early sign that complications are likely. Monitoring delirium has been linked with reduced in-hospital mortality in mechanically ventilated patients and it is possible that similar benefit might occur in acute non-intubated patients.” Dr Falsini concluded: “Delirium is common, serious, costly and under-recognised. A protocol is needed to identify and treat delirium in high-risk settings, like cardiac intensive care units.”

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Assegnato al Regina Elena uno dei quattro premi Roche per la ricerca oncoematologica

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

FullSizeRenderFullSizeRender 1Il progetto di ricerca dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, tra gli 8 vincitori del primo bando Roche per la Ricerca, di cui solo 4 in tutta Italia per l’oncoematologia, è incentrato sullo studio dei meccanismi molecolari attivati dai recettori dell’endotelina nell’insorgenza della resistenza ai farmaci antitumorali, la principale sfida da affrontare nel trattamento del carcinoma ovarico.“Il nostro obiettivo – spiega Anna Bagnato, coordinatrice dello studio – è sviluppare dei modelli preclinici dalle pazienti affette da carcinoma ovarico sieroso di alto grado, il più aggressivo tra i tumori ovarici. Andremo a studiare se il blocco dei recettori dell’endotelina possa ostacolare il meccanismo alla base dello sviluppo della chemioresistenza, utilizzando un antagonista che potrebbe rappresentare un’importante opzione terapeutica per il trattamento del carcinoma ovarico. Andremo ad osservare nuovi approcci molecolari in combinazione con la chemioterapia standard per un trattamento mirato contro il carcinoma ovarico.” “E’ un progetto con forte impronta di ricerca traslazionale in linea con la mission del nostro Istituto. Le informazioni che otterremo da queste ricerche – sottolinea Gennaro Ciliberto, Direttore scientifico IRE – saranno preziose in futuro per aiutarci a scegliere la terapia più efficace per ogni paziente. Sono orgoglioso del riconoscimento dato alla nostra ricerca ed in particolare ad una donna che con passione studia da anni uno dei tumori femminili più aggressivi e insidiosi.”Un premio da 100.000 euro, tra i quattro assegnati all’oncoematologia e tra i 330 Gruppo Bagnatocandidati è un bel motivo di orgoglio. “Sono felice del premio vinto da una nostra ricercatrice – afferma Francesco Ripa di Meana, direttore generale IFO – e mi auguro che si moltiplichino sempre di più iniziative di questo genere a sostegno di studi indipendenti. In Italia la ricerca è un tassello strategico, che necessita di impieghi economici significativi. Il nostro futuro è nelle mani della ricerca ed è un beneficio per tutti.”E’ stato inoltre appena pubblicato il nuovo bando per la seconda edizione del premio.“Favorire lo sviluppo di conoscenze scientifiche sempre più approfondite nei confronti di un approccio personalizzato della terapia, riconoscendo il valore determinante che la ricerca, nella sua forma più ambiziosa e indipendente, assume nella definizione della medicina di domani. Questi i presupposti con i quali Roche ha dato vita a “Roche per la Ricerca”, un bando finalizzato al finanziamento di otto progetti di ricerca volti ad approcci farmacologici nell’ambito della medicina di precisione, per un ammontare di 100.000 euro ciascuno, un significativo contributo per sostenere la ricerca indipendente nel nostro Paese.” (foto: FullSizeRender, Gruppo Bagnato)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ex ospedale Forlanini: Guerrini (M5S), al fianco dei cittadini per recupero complesso e sua candidatura a Patrimonio Mondiale UNESCO

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

ospedale-Forlanini-Roma“Per la prima volta vogliamo che l’amministrazione di Roma Capitale entri come parte attiva nella risoluzione dell’annosa questione che riguarda la tutela di uno dei più pregevoli ed ammirevoli compendi immobiliari del territorio romano: l’Ospedale Carlo Forlanini. Con una mozione che verrà discussa domani in Assemblea Capitolina, il Campidoglio affianca i cittadini nel ricorso al TAR, da questi presentato lo scorso 20 febbraio, che chiede l’annullamento della Delibera della Regione Lazio n.766/2016 con cui si autorizza la dismissione dell’ex-Ospedale Forlanini al prezzo di 70 mila euro”. Così in una nota la consigliera comunale del M5s Gemma Guerrini, prima firmataria della mozione.“L’impianto architettonico, paesaggistico e botanico dell’ex-ospedale Forlanini – spiega – è paragonabile in Europa soltanto al Großsiedlung Britz (“Hufeisensiedlung”) di Berlino, già dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO e la stima reale del suo valore catastale è pari ad almeno 278 milioni di euro. Non si può pensare di svenderlo o di alterare le sue caratteristiche strutturali ed identitarie uniche al mondo. Supporteremo i cittadini affinché vengano ripristinate tutte le peculiarità che ne costituiscono l’eccellenza, attraverso un restauro conservativo per il recupero e la restituzione delle caratteristiche architettoniche, tecnologiche e strutturali. Richiederemo alla Regione Lazio di dare attuazione all’obbligo di tutela del plesso immobiliare, ne proporremo la candidatura nella lista del patrimonio Mondiale Unesco e sosterremo l’opportunità della riconversione del complesso a finalità socio-sanitarie”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Harmless’ painkillers associated with increased risk of cardiac arrest

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

Sophia Antipolis. Painkillers considered harmless by the general public are associated with increased risk of caSophia Antipolisrdiac arrest, according to research published today in the March issue of European Heart Journal – Cardiovascular Pharmacotherapy. Non-steroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs) are among the most commonly used drugs worldwide and some, including ibuprofen, are available over the counter. “Allowing these drugs to be purchased without a prescription, and without any advice or restrictions, sends a message to the public that they must be safe,” said author Professor Gunnar H. Gislason, professor of cardiology at Copenhagen University Hospital Gentofte, Denmark. “Previous studies have shown that NSAIDs are related to increased cardiovascular risk which is a concern because they are widely used.”The current study investigated the link between NSAID use and cardiac arrest. All patients who had an out-of-hospital cardiac arrest in Denmark between 2001 and 2010 were identified from the nationwide Danish Cardiac Arrest Registry. Data was collected on all redeemed prescriptions for NSAIDs from Danish pharmacies since 1995. These included the non-selective NSAIDs (diclofenac, naproxen, ibuprofen), and COX-2 selective inhibitors (rofecoxib, celecoxib).A case-time-control design was used to examine the association between NSAID use and cardiac arrest. Each patient served as both case and control in two different time periods, eliminating the confounding effect of chronic comorbidities. Use of NSAIDs during the 30 days before cardiac arrest (case period) was compared to used of NSAIDs during a preceding 30 day period without cardiac arrest (control period).Information was not obtained on over-the-counter drugs. Ibuprofen is the only over-the-counter NSAID in Denmark and is limited to small packages of 200 mg dosages. As patients were their own control, any underestimation of ibuprofen use should be equally distributed between the case and control periods.
A total of 28 947 patients had an out-of-hospital cardiac arrest in Denmark during the ten year period. Of these, 3 376 were treated with an NSAID up to 30 days before the event. Ibuprofen and diclofenac were the most commonly used NSAIDs, making up 51% and 22% of total NSAID use, respectively.Use of any NSAID was associated with a 31% increased risk of cardiac arrest. Diclofenac and ibuprofen were associated with a 50% and 31% increased risk, respectively. Naproxen, celecoxib and rofecoxib were not associated with the occurrence of cardiac arrest, probably due to a low number of events.
NSAIDs exert numerous effects on the cardiovascular system which could explain the link with cardiac arrest. These include influencing platelet aggregation and causing blood clots, causing the arteries to constrict, increasing fluid retention, and raising blood pressure.

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Imparare a vivere con il dolore cronico

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

doloreNel 2003 la Società Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) ha stimato che circa il 20% della popolazione mondiale soffra di qualche forma di dolore cronico, includendo il dolore oncologico, quello post-chirurgico o post-traumatico e quello muscolo-scheletrico. In questo ultimo gruppo, la fibromialgia o sindrome fibromialgica riveste un ruolo importante, rappresentando una delle cause più frequenti di dolore cronico diffuso di tipo muscolo-scheletrico. Oltre al dolore, nella fibromialgia sono spesso presenti altri sintomi sia fisici sia di natura psicologica come astenia, disturbi del sonno, ansia, depressione, difficoltà di concentrazione e attenzione, parestesie, disturbi gastro-intestinali, rigidità soprattutto al risveglio e altri ancora a carico di diversi organi e apparati. Insieme al dolore diffuso, questi sintomi concorrono al peggioramento della qualità di vita dei pazienti.Il Italia è stato stimato che la fibromialgia colpisca circa 1,5 milioni di persone e in modo particolare le donne (rapporto maschi: femmine risulta di 1:9). Non è ancora chiaro il motivo di questa differenza di genere, ma è stato ipotizzato che dipenda da una diversa interazione nei due sessi tra fattori genetici, biologici, psicologici e socio-culturali. La prevalenza della fibromialgia aumenta con l’età, raggiungendo il picco nella fascia d’età tra i 40 e i 70 anni.
La fibromialgia spesso confonde poiché alcuni dei suoi sintomi possono essere riscontrati in altre condizioni cliniche. La diagnosi viene posta dal reumatologo secondo i criteri dell’American College of Rheumatology (ACR); essi includono la presenza di dolore cronico diffuso (che interessa cioè tutto il corpo) e dolorabilità alla pressione di almeno 11 punti specifici del corpo, definiti Tender Points, su 18. Al di là dell’esame obiettivo dei tender points, la diagnosi dipende principalmente dai sintomi che il paziente riferisce, come il dolore, l’astenia, il sonno non ristoratore, deficit cognitivi e così via. L’eziologia della fibromialgia risulta ad oggi sconosciuta, ma ciò che si può affermare con relativa certezza è la sua natura multi-fattoriale, nel senso che diversi fattori di natura biologica, psicologica e sociale interagiscono tra loro influenzandone insorgenza e decorso. Questo inquadramento permette di concettualizzare la fibromialgia come il risultato dell’interazione tra le esperienze di vita avverse, la capacità di gestione dello stress e i meccanismi di processazione e modulazione del dolore a livello del sistema nervoso centrale. In altre parole, la suscettibilità alla FM sembrerebbe dovuta a un’ iperattivazione del sistema dello stress geneticamente determinata, la quale, interagendo con esperienze precoci negative e fattori ambientali causa di distress, esiterebbe in alti livelli di stress fisico e psicosociale e nell’insorgenza della malattia.
La terapia farmacologica può dare risultati soddisfacenti, sebbene solo una percentuale limitata di pazienti risponda in modo efficace al trattamento. Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia di approcci psicologici di tipo cognitivo-comportamentale nel trattamento della fibromialgia, in modo particolare quelli basati sulla meditazione mindfulness, definita come la capacità di prestare attenzione in modo intenzionale e non giudicante al momento presente (Kabat-Zinn, 1990).
Attraverso la meditazione è possibile acquisire la capacità di relazionarsi al dolore e agli altri sintomi in maniera più adattiva e flessibile, in modo da ridurre l’impatto che essi hanno nella vita dei pazienti migliorandone in questo modo la qualità di vita.
Ciro Conversano e Laura Marchi, nel volume “Vivere con la fibromialgia. Strategie psicologiche per affrontare il dolore cronico”, appena pubblicato da Eclipsi edizioni, offrono le informazioni scientifiche più aggiornate riguardo alle caratteristiche, alle cause e alle possibilità di cura della fibromialgia, e accompagnano il lettore passo per passo, attraverso esercizi e file audio per le meditazioni, in un percorso di auto-aiuto psicologico che lo aiuteranno ad affrontare più efficacemente il dolore, con conseguenti miglioramenti della propria qualità di vita.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un testo base per disegnare il futuro del farmacista

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

Interno farmacia

Milano. E’ stato pubblicato il testo del disegno di legge “Disposizioni in materia di attività professionali del farmacista” presentato lo scorso 1° marzo dai Senatori Luigi D’Ambrosio Lettieri e Andrea Mandelli, vicepresidente e presidente della FOFI. Un atto che mira “ad allargare e aggiornare il perimetro al cui interno possono trovare sbocco le competenze e il patrimonio dei saperi del farmacista. Competenze e saperi acquisiti nel corso di studi, ma anche nella formazione post laurea, e che vanno valorizzati per offrire una risposta maggiore e migliore ai bisogni di salute del cittadino e alla governance del sistema, in primo luogo attraverso l’implementazione dei servizi cognitivi all’interno di una farmacia intesa come presidio sanitario polifunzionale” dice Luigi D’Ambrosio Lettieri. “La nostra è una professione antica che molto ha dato alla tutela della salute in Italia, ma che per continuare a dare un contributo all’altezza dei tempi richiede un’azione di svecchiamento e chiarimento degli ambiti e delle modalità di intervento del farmacista, anche come risposta alle evidenti difficoltà sul piano occupazionale” dice Andrea Mandelli. E così, accanto a indicazioni quali l’obbligatorietà della presenza del farmacista in strutture quali le case di cura, i Sert o gli istituti penitenziari, ce ne sono altre che mirano a includere nell’attività del farmacista l’esecuzione e la refertazione di analisi chimiche, chimico cliniche e bromatologiche o l’attività in campo nutrizionale, oltre alle attività di pharmaceutical care, a cominciare dal supporto all’aderenza alle terapie farmacologiche. Un’azione di riforma, dunque, che però, sottolinea D’Ambrosio Lettieri, “non può prescindere da una diversa e più stretta regolazione dell’accesso ai corsi di laurea, e a una programmazione aderente alle necessità del servizio farmaceutico e del sistema salute nel suo complesso”. Questo provvedimento, concludono i due senatori proponenti, rappresenta il “testo base” di un disegno di legge che, nel corso dell’iter legislativo, potrà essere integrato con le proposte che emergeranno nel corso di confronti e approfondimenti che la Federazione promuoverà a partire dall’imminente congresso nazionale FarmacistaPiù che si aprirà a Milano il prossimo 17 marzo.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »