Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Archive for the ‘Medicina/Medicine/Health/Science’ Category

Medicine – Health – Science

Governo. Coronavirus. Vaccinazioni e vaccini: gli illustri pareri

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2021

Perché non documentate quello che affermate? Lo sollecitiamo agli esperti del settore che ogni giorno ci “allietano” con i loro illustri pareri su virus e vaccinazioni. Non vogliamo tappare la bocca a nessuno, ovviamente, ma vorremmo che questi “illustri pareri” non fossero solo tali, ma il risultato di ricerche, auspicabilmente, pubblicate su riviste scientifiche, adducendo prove, di quanto sostenuto. Dovrebbe, insomma, essere adottato il famoso metodo scientifico: si raccolgono dati, si elaborano ipotesi e si fanno verifiche, per arrivare alla conoscenza della realtà. Ai giornalisti, consigliamo, dopo aver raccolto “l’illustre parere”, di chiedere quali siano i dati a disposizione dell’esperto per confermare le affermazioni rilasciate.Vero è che, in un mondo che dialoga con messaggini, l’intervista sarebbe troppo lunga a scapito dell’ascolto e, quindi, della pubblicità che sostiene i media, però la soluzione potrebbe essere una pre-intervista, con una domanda finale: egregio professore, lei ha le prove di quanto sostiene? Si eviterebbero le passarelle giornaliere di questo o quell’esperto. Magari ci si potrebbe occupare di altro. Nel frattempo, ri-chiediamo al Governo di parlare con una voce sola: quella del responsabile della sanità pubblica, cioè, il Ministro della Salute, protempore, Roberto Speranza. Prenda atto il Ministro degli illustri pareri scientifici e organizzativi e assuma la responsabilità di decisioni chiare, nette e precise. Oneri e onori sono tutti suoi. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Una persona traumatizzata può somatizzare tanto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

“La dissociazione psicocorporea è una delle più diffuse, ma non c’è un solo tipo di dissociazione. Molti studi sul Covid, e anche diverse ricerche precedenti su altre dimensioni traumatiche, rivelano dopo l’esperienza traumatica che si possono attivare diversi disturbi, ma tutto dipende da quali parti della personalità il trauma dissocia. Quali complessi vengono in qualche modo, temporaneamente o cronicamente, isolati dal resto della personalità e costretti a lavorare in una dimensione psichica separata dalla coscienza, dalla consapevolezza”. A dirlo è Carlo Melodia, psichiatra, psicoanalista e presidente dell’Associazione Viaggi Junghiani Analitici (Vja) di Padova, motivando così l’avvio della seconda annualità del corso biennale dedicato al riconoscimento e alla cura degli stati dissociativi su base traumatica precoce, promosso insieme all’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma. Il primo anno, rivolto a tutti gli operatori della Salute, si chiude mentre si aprirà il secondo indirizzato ai soli psicoterapeuti. Entrambi i corsi condivideranno, infatti, due iniziative accreditate Ecm in occasione di due fine settimana intensivi sulle tecniche immaginative a luglio e settembre. Il bisogno di aiuto delle persone e, quindi, di formazione degli operatori sulla gestione del trauma è una realtà oggi, perché in pandemia sono aumentate le persone che ricorrono alla terapia per diversi motivi: “Dalla paura del contagio all’emersione dell’angoscia di morte- spiega Melodia- in qualche caso possiamo osservare anche dei fenomeni positivi, come l’aumento della comunicazione con mezzi telematici o la consapevolezza dei propri bisogni psicologici profondi che spinge alcune persone a chiedere un lavoro introspettivo psicoanalitico per trovare una maggiore armonia interiore. Credo che siano aumentate le richieste di aiuto per tutte le metodiche terapeutiche”, conclude.

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Nella giungla della fitoterapia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2021

Stiamo festeggiando il decimo compleanno della Fitoterapia a Careggi, e siamo molto felici del nostro lavoro, sia in termini di ricerca che di attività clinica, senza trascurare quella formativa ed educazionale. Ben sapendo che potremmo sempre fare di più e meglio. Sembra ieri, come si suol dire, ma di acqua sotto i ponti ne è passata, ed in questo tempo si è consolidato il nuovo stato della disciplina, che dal mondo della salute ha definitivamente traslocato in quello della sanità. Avevamo dato il via a questo passaggio negli anni precedenti, proprio nella struttura ospedaliera di Empoli, dando alla Fitoterapia dignità di disciplina medica nell’ambito del Ssn. In questo periodo poi abbiamo assistito anche alla definizione dei medicinali fitoterapici (ovviamente diversi dagli integratori nutraceutici), sia di produzione industriale sia galenici, fino ad arrivare a vedere preparazioni galeniche di Cannabis a carico del Ssn (pur con tutte le difficoltà e limiti ancora presenti). L’Ema stessa ha dedicato spazio e risorse per la valutazione e riconoscimento di un considerevole numero di herbal medicines. Parallelamente constatiamo tuttavia ancora zone grigie, che rischiano di inficiare il programma di crescita e sviluppo di tutto il settore, in primis la qualificazione dei professionisti.In mancanza di una scuola di specializzazione, nel 2013 la Conferenza Stato-Regioni ha regolamentato la formazione post laurea in fitoterapia (con Master universitari e corsi accreditati), riservandone l’esercizio a medici-chirurghi, odontoiatri, veterinari e farmacisti. Tutto questo a garanzia del cittadino che può trovare i professionisti qualificati, e non autoreferenziati, iscritti negli appositi registri. A distanza di quasi dieci anni dobbiamo tuttavia registrare ancora molta confusione. Dopo aver definito la disciplina, dopo aver definito i prodotti, ed il rapporto con il Ssn, è tempo ora per i relativi Ministeri (Salute e Miur) di porre mano alla definizione dei ruoli professionali, relativamente a questo settore, che bene si presta a figure borderline: ad esempio con titoli acquisiti all’estero ma non riconosciuti nel nostro Paese, o creati di sana pianta senza rispondenza a livello giuridico, o con titoli universitari ma senza profili adeguati, oppure ancora senza titolo alcuno seppur con molta esperienza. Se esiste una giungla delle professioni questa va adeguatamente regolamentata in base alle esigenze di coloro che ci vivono e che ne usufriscono, e non il contrario. By Fabio Firenzuoli fonte Fitoterapia33

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Intervento cardiochirurgico con l’aiuto del robot

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Milano. Un intervento da record, il primo a livello mondiale, realizzato all’Ospedale Niguarda da una équipe congiunta di urologi e cardiochirurghi del reparto Cardiotoracovascolare, sostenuto dalla Fondazione De Gasperis, per rimuovere un tumore renale di oltre 20 cm esteso dall’addome fino al cuore su una paziente di 83 anni. L’operazione chirurgica è stata eseguita a regola d’arte “senza cicatrici” ricorrendo ad una tecnica mininvasiva ad hoc che combina l’uso del robot chirurgico e della cannula aspira-tumore per arrivare, attraverso la giugulare, al cuore. L’intervento, durato 9 ore, ha infatti permesso di rimuovere il tumore renale ( che partendo dalla vena renale stava risalendo nella vena cava fino all’atrio destro del cuore) senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto e senza l’apertura dell’addome, riducendo significativamente il rischio particolarmente elevato in questa paziente in relazione all’età e alla sua fragilità. I cardiochirurghi hanno rimosso parte dell’infiltrazione cardiaca attraverso il sistema di aspirazione nella vena giugulare per poi spingere la restante parte nell’addome dove gli urologi, supportati dalle pinze del robot (azionato a distanza da un chirurgo, che seguiva l’intervento tramite videocamera miniaturizzata inserita sulle braccia del robot), hanno asportato l’infiltrato neoplastico con delle incisioni molto piccole della parete addominale. “Questo approccio è stato possibile grazie all’utilizzo di un device innovativo- spiega Claudio Russo, Direttore della Cardiochirurgia-. In questo modo l’inserimento della cannula di aspirazione a livello di una vena del collo, collegata ad una pompa centrifuga e ad un filtro, ha permesso l’aspirazione ad alto flusso del tumore. Il sangue aspirato dall’interno del cuore durante l’intervento chirurgico è stato filtrato e re-immesso nel circolo arterioso attraverso un’altra cannula posta all’altezza dell’arteria femorale. Il circolo ad alto flusso ha permesso di aspirare parte dell’infiltrato del tumore e di creare un vacuum che come una ventosa ha agganciato il trombo neoplastico per spingerlo nel circolo dell’addome dove con il robot è stato possibile rimuoverlo” .È stato, dunque, un intervento di équipe studiato e messo a punto grazie alla collaborazione tra medici ed infermieri, anestetisti e tutto il personale di sale operatoria dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda.

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Governo. Vaccini. Astrazeneca si, Astrazeneca no

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Dopo le polemiche sulla mancata consegna delle dosi, ora si dibatte sul rischio vaccinazione con Astrazeneca (Vaxzevria), il vaccino anglo-svedese. E’ utile chiarire che: a) La medicina non è una scienza esatta. b) I farmaci, compresi i vaccini, possono avere effetti collaterali. Facciamo riferimento alla rivista scientifica Science e mettiamo in maiuscolo alcune parole, così da fissarle nella mente. Il vaccino AstraZeneca può, IN CASI MOLTO RARI, causare un disturbo caratterizzato da pericolosi coaguli di sangue. In Europa sono stati segnalati almeno 222 casi SOSPETTI fra 34 milioni di persone che hanno ricevuto la prima dose di vaccino. I morti sono più di 30.In Italia abbiamo avuto 128 mila morti per Covid-19, su 60 milioni di abitanti.L’Agenzia europea per i medicinali (Ema), ha riconosciuto “UNA PROBABILE ASSOCIAZIONE CAUSALE” tra la sindrome e il vaccino ma, sottolinea che i benefici di Astrazeneca superano ancora i rischi. Tuttavia, molti paesi ne hanno limitato l’uso nei giovani. La Germania sta usando il vaccino solo nelle persone di età superiore ai 60 anni, la Francia in quelle di età superiore ai 55 anni. Si valuta che i giovani abbiano un rischio inferiore di ammalarsi gravemente e morire di Covid-19, rendendo più difficile giustificare il rischio di effetti collaterali. David Spiegelhalter, statistico dell’Università di Cambridge, spiega che il RISCHIO di gravi danni a causa del vaccino, per le persone di età compresa tra 20 e 29 anni, nel Regno Unito, è di circa 1,1 su 100.000, mentre il RISCHIO di essere ricoverati in terapia intensiva a causa del Covid-19, varia da 0,8 a circa 6,9 su 100.000, a seconda del RISCHIO di esposizione al virus. Evidenzia che la vaccinazione dei giovani fornisce, anche, protezione ad altre persone. In questa sorta di curva di scorrimento graduale dell’equilibrio rischio-beneficio, non c’è un punto improvviso in cui il vaccino diventa sicuro o pericoloso.Insomma, man mano che aumentano i dati a disposizione della comunità scientifica, le indicazioni cambiano. Non occorre fare allarmismi, ma prendere atto dei dati e ricordare quanto detto all’inizio di questo comunicato.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Sindromi mielodisplastiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

“Le Sindromi Mielodisplastiche sono malattie neoplastiche del midollo, in cui si verifica un’alterazione che può essere genetica, nella maggior parte dei casi, che induce un blocco della maturazione delle cellule del sangue, per cui si accumulano anche nel midollo. E’ molto importante caratterizzare bene queste malattie al momento della diagnosi, perchè sono anche molto eterogenee: vanno da malattie in cui l’anemia è l’unico sintomo, e si tratta di quell’anemia dell’anziano che in genere è resistente alla supplementazione con il ferro e con le vitamine, a forma più aggressive che tendono ad evolvere anche in leucemia acuta”. Lo ha spiegato Maria Teresa Voso, professore associato di ematologia, Università di Roma Tor Vergata, presidente della Società italiana di ematologia sperimentale, responsabile del laboratorio di diagnostica avanzata oncoematologica, in occasione della presentazione di ‘Magnifico Donare’, la campagna di sensibilizzazione promossa per il terzo anno consecutivo da United Onlus – Federazione Italiana delle thalassemie, emoglobinopatie rare e drepanocitosi, e AIPaSiM Onlus – Associazione Italiana pazienti con sindrome mielodisplastica, in collaborazione con Avis e con il supporto non condizionante di Celgene, ora parte di Bristol myers squibb.Partita da Milano e Bari nell’autunno 2019, conclusa la lunga pausa dovuta alla fase di emergenza sanitaria da Covid-19 la campagna ‘Magnifico Donare’ è giunta in maniera virtuale nel Lazio dopo aver fatto tappa anche a Reggio Calabria, Cagliari e in Emilia-Romagna. Voso ha aggiunto che “si tratta di malattie eterogenee. Nel Lazio l’incidenza è variabile con l’età: sono più frequenti nell’età avanzata, con un’età mediana alla diagnosi intorno ai 70-74 anni. Nel Lazio, anche se non ci sono registri precisi e aggiornati, possiamo contare circa 200 nuovi casi l’anno”.Voso ha sottolineato inoltre che “bisogna investire al momento della diagnosi per caratterizzare bene queste malattie, anche per fare quel percorso virtuoso della medicina personalizzata per essere in grado di individuare nelle varie fasi della patologia anche i trattamenti a bersaglio”. (Fonte agenzia Dire)

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Bayer acquisisce Noria e PSMA Therapeutics per ampliare il portfolio nel tumore della prostata

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Bayer annuncia la conclusione di un accordo per l’acquisizione di Noria Therapeutics Inc. (Noria) e PSMA Therapeutics Inc. Grazie a questa acquisizione Bayer otterrà i diritti in esclusiva di una terapia differenziata con radionuclidi alfa a base di attinio-225 e una piccola molecola mirata all’antigene di membrana specifico della prostata (PSMA). L’acquisizione amplia il portfolio oncologico già esistente di Bayer di terapie alfa mirate (TAT), che attualmente comprendono radio-223 dicloruro, e la piattaforma di TAT sperimentale a base di torio-227. Il programma pre-IND (Investigational New Drug) si concentra sul trattamento del tumore della prostata, il secondo tumore più comunemente diagnosticato negli uomini. Sulla base della sua particolare progettazione, questa terapia può offrire un profilo di efficacia e sicurezza differenziato e una potenzialità significativa per affrontare un elevato bisogno clinico insoddisfatto per gli uomini con tumore della prostata.Le aziende acquisite da Bayer, Noria e PSMA Therapeutics, detengono i diritti di esclusiva mondiale sulla tecnologia concessa in licenza da Weill Cornell Medicine (New York, NY, USA) e Johns Hopkins University (Baltimore, MD, USA). Noria è stata fondata dal Dr. John Babich, Responsabile Radiopharmaceutical Sciences in Radiology della Weill Cornell Medicine.Con radio-223 dicloruro, la prima e unica terapia alfa mirata approvata, e la sua straordinaria esperienza in tutte le fasi di sviluppo di un farmaco, dalla ricerca iniziale alla fornitura, Bayer ha permesso di introdurre la terapia alfa mirata (TAT) come parte dello standard di cura a livello mondiale nei pazienti con tumore della prostata. Con l’aggiunta di questa piccola molecola innovativa marcata con attinio-225 alla piattaforma aziendale di coniugati di torio sperimentali, attualmente in fase di sviluppo in molteplici tumori, l’azienda porta avanti opzioni terapeutiche differenziate che possono fare davvero la differenza per i pazienti oncologici. Le terapie target alfa (TAT) sono una classe emergente di terapie con radionuclide per diversi tumori. Rilasciano radiazioni alfa direttamente alle cellule tumorali all’interno del corpo attraverso la loro proprietà di tropismo osseo (radio-223), o combinando radionuclidi alfa emettitori, come l’attinio-225 o il torio-227, con farmaci target specifici. Rispetto alla radiazione beta, la radiazione alfa ha una potenza maggiore e un raggio di penetrazione più corto. E’ dimostrato che procura danni difficili da riparare alle cellule tumorali, causando rotture del doppio filamento del DNA. Radio-223 dicloruro di Bayer è la prima e unica terapia target alfa approvata. E’ indicata per i pazienti con tumore della prostata resistente alla castrazione con metastasi ossee sintomatiche e assenza di malattia viscerale nota; dal suo lancio sono stati trattati più di 76.000 pazienti. Radio-223 dicloruro è attualmente in fase di ulteriore valutazione in un ampio programma di sviluppo clinico nel tumore della prostata e in altri tumori. E’ previsto lo sviluppo nei diversi stadi del tumore della prostata.

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Sclerosi multipla, quando la medicina incontra la bioinformatica

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

I big data nella medicina sono una delle nuove frontiere della scienza, che possono far compiere importanti passi avanti nella conoscenza e cura delle malattie, anche quelle di causa sconosciuta, come la sclerosi multipla. Questo tipo di approccio è stato seguito nel recente studio europeo guidato dall’Università di Firenze e pubblicato su EBiomedicine (edito da The Lancet), che ha coinvolto e condiviso un’enorme mole di dati molecolari con gruppi di ricerca francesi, inglesi, norvegesi e italiani (“TCR repertoire diversity in Multiple Sclerosis: high-dimensional bioinformatics analysis of sequences from brain, cerebrospinal fluid and peripheral blood” https://doi.org/10.1016/j.ebiom.2021.103429).”Un ruolo fondamentale nella sclerosi multipla, malattia cronica infiammatoria del sistema nervoso centrale a base autoimmune – spiega il contesto Clara Ballerini, docente di Patologia generale all’Ateneo fiorentino e coordinatrice del lavoro insieme ad Andreas Lossius dell’Università di Oslo -, è svolto dai linfociti T autoreattivi che, filtrati dalla barriera ematoencefalica, circolano fra sangue periferico, liquido cefalorachidiano e cervello, luogo dove nella patologia orchestrano e determinano il danno al tessuto nervoso”. La scienza medica attuale è cosciente che i linfociti T di un organismo, grazie allo sviluppo delle tecniche di sequenziamento, possono essere studiati tramite l’assetto molecolare del loro recettore (recettore dei linfociti T o TCR), molecola altamente variabile e pilastro della nostra capacità di difesa da molteplici patogeni, anche sconosciuti. Ad oggi lo studio di questo recettore, presente in ciascuno di noi con più di un miliardo di molecole diverse (in media), si è scontrato con un limite: i pochi campioni analizzati nei singoli studi condotti su liquido cefalorachidiano e l’assenza di una analisi statistica condivisa.

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Antimicrobico resistenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

E’ una pandemia silente con una prevalenza in Italia molto elevata da sempre, tanto da avere la maglia nera in Europa insieme ai paesi dell’Est Europa. Nel 2030 il nostro Paese avrà un incremento nella resistenza antimicrobica del 19%, mentre la Cina, coinvolta in maniera importante dall’emergenza Covid, lo sarà altrettanto per i microrganismi resistenti, che cresceranno fino al 50%. Oggi i pazienti che muoiono per antimicrobico resistenza hanno lo stesso esatto problema dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2 che muoiono, non hanno trattamenti efficaci. La mortalità correlata proiettata nelle prossime decadi potrebbe assumere delle dimensioni incredibili, 10 milioni di morti che andrebbero a superare i decessi per cancro e per tutte le altre malattie croniche e diffuse. Epicentro, il portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Nonostante la ricerca recentemente stia tornando a produrre nuovi antibiotici, esiste un problema nella valorizzazione delle nuove molecole e nel riconoscimento dell’investimento di chi le sviluppa: la tempistica per realizzare un nuovo antimicrobico è un percorso ad ostacoli che dura minimo 8-11 anni, con una spesa globale ben oltre i 600 milioni di euro; esiste un utilizzo ritardato dei nuovi antibiotici anche nel paziente critico, dopo diverse altre terapie di cui spesso si conoscono effetti collaterali; ma se un approccio appropriato prudente e per gradi è fondamentale non è corretto un uso razionato di questi nuovi antimicrobici poiché in molti casi dietro all’antimicrobico resistenza vi è un paziente che non può aspettare. Inoltre tema di sostenibilità spesso si omette di considerare i costi evitabili (diretti sanitari e indiretti) legati sia a ritardi di accesso alle nuove terapie che a scelte inappropriate di utilizzo. “L’antimicrobico resistenza, pur vivendo una situazione pandemica così grave, non riceve nessun tipo di attenzione e di finanziamenti – ha spiegato Francesco Menichetti, Professore Ordinario di Malattie Infettive Università di Pisa – Direttore UO Malattie Infettive AOU Pisana – Presidente GISA –. E’ un fenomeno clinicamente rilevante, tanto che la mortalità correlata proiettata nelle prossime decadi potrebbe assumere delle dimensioni incredibili, 10 milioni di morti che andrebbero a superare i decessi per cancro e per tutte le altre malattie anche croniche e diffuse, inoltre è stato enfatizzato dalla concomitante pandemia Covid 19 che è stata in grado di amplificarlo, specialmente nei pazienti lungodegenti in terapia intensiva, che già hanno un rischio specifico di andare incontro a infezione Amr, ma con una polmonite Covid 19 e ventilati meccanicamente hanno amplificato questo rischio. La diffusione ospedaliera, che è stata spesso responsabile di focolai locali, è stata favorita da un inadeguato rispetto del lavaggio delle mani”.

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Vaccino AstraZeneca, ecco le nuove raccomandazioni del Cts

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Il vaccino di AstraZeneca è raccomandato per coloro che abbiano età uguale o superiore a 60 anni, per la fascia sotto i 60 anni c’è invece la raccomandazione per i vaccini a mRna. È quanto concluso dal Cts e comunicato nel corso dell’attesa conferenza stampa di aggiornamento sulla campagna vaccinale. «In questo contesto epidemiologico mutato il Cts in dialogo stretto con Aifa e le altre istituzioni sanitarie del paese, ha ritenuto opportuno rivalutare le indicazioni all’uso del vaccino AstraZeneca perché’ essendo mutato lo scenario il rapporto tra benefici e potenziali rischi legati a trombosi rare cambia in funzione dell’età ma anche del mutato scenario», ha dichiarato il coordinatore del Cts Franco Locatelli. Per quanto concerne le seconde dosi, «si è deciso di dare una raccomandazione per impiegare una stessa dose dello stesso vaccino per over 60, mentre per gli under 60 pur in assenza di segnali di allerta preoccupanti, la raccomandazione è per la vaccinazione eterologa», ha spiegato Locatelli.Sul tema è intervenuta anche l’autorità europea del farmaco. Il Comitato di farmacovigilanza Prac dell’agenzia europea del farmaco Ema ha deciso che la sindrome da aumentata permeabilità capillare deve essere «aggiunta alle ‘Informazioni sul prodotto’ come nuovo effetto indesiderato del vaccino anti-Covid di AstraZeneca, Vaxzevria, insieme a un’avvertenza per sensibilizzare gli operatori sanitari e i pazienti su questo rischio». E’ quanto comunica l’Ema, sulla base delle conclusioni raggiunte dagli esperti dell’ente Ue nel meeting che si è tenuto dal 7 al 10 giugno. Il Prac ha effettuato una revisione approfondita di 6 casi di sindrome da aumentata permeabilità capillare in persone che avevano ricevuto Vaxzevria. La maggior parte dei casi si è verificata nelle donne ed entro 4 giorni dalla vaccinazione. Tre delle persone colpite avevano una storia di sindrome da aumentata permeabilità capillare e uno di loro successivamente è deceduto. Al 27 maggio 2021, nell’Ue/Spazio economico europeo e nel Regno Unito sono state somministrate più di 78 milioni di dosi di vaccino AstraZeneca. Le persone vaccinate con questo prodotto scudo, avverte l’Ema, «devono cercare assistenza medica immediata se manifestano un rapido gonfiore delle braccia e delle gambe, o un improvviso aumento di peso, nei giorni successivi alla vaccinazione. Questi sintomi sono spesso associati alla sensazione di svenimento».Critiche nei confronti della gestione del caso AstraZeneca arrivano da parte di molti presidenti di Regione, a partire dal governatore della Liguria Giovanni Toti che dopo la morte di Camilla Canepaca, la 18enne colpita da trombosi dopo il vaccino AstraZeneca, ha scritto sulla sua pagina Facebook: «La a possibilità di utilizzare AstraZeneca per tutti su base volontaria non è un’invenzione delle Regioni o di qualche dottor Stranamore: è un suggerimento che arriva dai massimi organi tecnico-scientifici per aumentare il volume di vaccinazioni, e quindi evitare più morti». Nel post si legge: «Ora da Roma si esprimano senza ambiguità -ha proseguito Toti-: ritengono che aumentare le vaccinazioni, e dunque usare anche AstraZeneca di cui abbiamo milioni di dosi, sia necessario per salvare vite umane? E allora si assumano la responsabilità di dirlo chiaramente, senza mettere sotto accusa chi segue le indicazioni in tal senso». Altrettando critico anche il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha dichiarato: «L’Italia è l’unico paese al mondo in cui gestione del piano anti Covid non è affidato direttamente al ministero della Salute ma a una struttura commissariale. Si è scelta la strada di una separazione dal ministero: questo modello organizzativo si sta rivelando contraddittorio e improduttivo». In via precauzionale, molte regioni tra cui Campania, Sicilia, Veneto, Lazio e Liguria hanno sospeso gli open day con Vaxzevria. (fonte Doctor33)

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Medici base pagati 6 euro a dose, questi sono i veri numeri

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

“I medici di base percepiscono 6,16 euro per ogni dose di vaccino che somministrano e, per ora, ricevono 1 fiala a settimana che contiene 11 dosi nel caso di Astrazeneca o 6 se si tratta di Pfizer. Parliamo di un massimo di 67,76 euro a settimana. In questa cifra è incluso tutto, dai costi legati al ritirare i vaccini, alle utenze dello studio medico, al lavoro di segreteria per fissare gli appuntamenti e calendarizzare i richiami, ai presidi medici di cui è necessario dotarsi quando si vaccinano i pazienti”. E’ quanto dichiara alla Dire il dottor Stefano De Lillo, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Roma, dicendosi sorpreso di aver letto ieri, su un autorevole quotidiano, un titolo sui medici che guadagnano fino a 80 euro l’ora per vaccinare, “quasi come fosse una cifra straordinaria”.De Lillo, che ha inviato al direttore della testata una lettera aperta, puntualizza che “la somma è lorda e si riferisce al compenso di medici specialisti. Al netto di qualsiasi considerazione ironica che si possa fare sul costo delle prestazioni dei medici specialisti- aggiunge- non mi pare sia una cifra assurda su cui costruire un titolo”. Secondo il vicepresidente Omceo Roma, poi, l’attenzione pubblica dovrebbe premiare l’impegno dei tanti medici di famiglia rappresentando una spesa “irrisoria a fronte di macchine organizzative come gli hub, che hanno costi più importanti”. Per questo, afferma, “in futuro, contrariamente a ciò che è successo negli ultimi anni, bisognerà investire nel capitale umano, ampliando il numero dei posti nelle facoltà di Medicina, aumentando le borse di Specializzazione e i corsi di formazione. Per questo- conclude- dovrebbero essere usati i soldi del Recovery plan”.Fonte «Agenzia DIRE

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La diagnosi di patologie come il coronavirus, gli attacchi di cuore o il diabete possono presto appartenere al passato?

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

La diagnosi di patologie come il coronavirus, gli attacchi di cuore o il diabete possono presto appartenere al passato? Un nuovo regolamento UE richiede ai produttori di test rapidi e materiali di laboratorio di presentare tutti i prodotti per una nuova approvazione. L’impegno per le aziende medtech è così grande che molte stanno già riducendo il loro portfolio, dice Roland Meißner, CEO di nal von minden GmbH a Moers, Germania. Pertanto, è obbligatorio agire ora – prima che molti diagnostici in vitro scompaiano dal mercato! Roland Meißner risponde alle domande più importanti sul regolamento UE sulla diagnostica in vitro (IVDR) qui di seguito. Domanda. In cosa consistono esattamente i nuovi regolamenti dell’UE? Meißner: I nuovi regolamenti UE si applicano a prodotti come test rapidi, test PCR e test di laboratorio. La diagnostica in-vitro gioca un ruolo importante nelle diagnosi e viene usata quotidianamente negli studi medici e negli ospedali. I nuovi regolamenti UE per la diagnostica in-vitro (IVDR) mirano a migliorare la sicurezza dei prodotti medici nell’interesse dei cittadini. Tutti i prodotti devono essere rivisti secondo criteri più rigorosi ed essere riapprovati. Il fattore scatenante è stato uno scandalo riguardante le protesi mammarie. Come azienda di tecnologia medica, nal von minden è a favore di questi nuovi regolamenti, ma il calendario previsto non può essere rispettato. Domanda.Come si presenta il calendario attuale? Meißner: Tutti i prodotti nel campo della diagnostica in vitro devono essere nuovamente approvati entro maggio 2022. Si tratta di migliaia di prodotti che sono importanti per la diagnosi, per esempio, del diabete, dell’infarto, del cancro e di molte altre patologie. I regolamenti dell’UE non riguardano solo i produttori tedeschi, ma devono essere applicati a tutti i produttori di diagnostica in-vitro i cui prodotti sono sul mercato europeo. Domanda. Perché questo è ora un grande problema? Il maggio 2022 è ancora lontano… Meißner: Questo argomento è urgente ora, perché molti produttori di diagnostica in-vitro devono ridurre radicalmente il loro portfolio di prodotti. Poiché i produttori sono consapevoli che non c’è abbastanza tempo per far approvare di nuovo tutti i loro prodotti, stanno valutando quali prodotti ne valgono davvero la pena. Solo alla nal von minden, abbiamo oltre 100 diversi test rapidi e dispositivi nel nostro portfolio. Non possiamo presentarli tutti entro maggio 2022. Semplicemente non si può fare. Domanda: Perché non si può fare? Meißner: Negli ultimi mesi, molte aziende di tecnologia medica come nal von minden hanno messo tutta la loro energia nella lotta contro la pandemia di coronavirus. Abbiamo davvero aumentato la produzione per essere in grado di produrre il numero necessario di test rapidi per il coronavirus. Oltre a questo, non ci sono abbastanza cosiddetti “organismi notificati” per assumere il compito di approvare i prodotti in linea con i nuovi regolamenti dell’UE. Purtroppo, al momento ci sono solo 3 Organismi Notificati per tutti i produttori che cercano di vendere i loro prodotti diagnostici in vitro in Europa. Domanda: Solo 3 organismi notificati in tutta Europa? Meißner: Sì, questo è anche a causa del coronavirus. Come risultato della pandemia e delle restrizioni di viaggio connesse, nessun altro Organismo Notificato ha potuto essere approvato finora. Affinché un organismo di controllo possa essere certificato come Organismo Notificato UE, gli ispettori stessi devono venire a vedere tutto sul posto. Naturalmente ha senso assicurare che i criteri di qualità siano soddisfatti. Fino ad oggi, tuttavia, ci sono ancora solo tre Organismi Notificati per tutti i produttori di diagnostica in-vitro in Europa Domanda: Quanto tempo ci vuole per controllare un prodotto? Meißner: Per gli oltre 100 prodotti di nal von minden GmbH che devono essere registrati secondo l’IVDR, nel migliore dei casi sarebbero necessarie 100 settimane. Questo perché ogni Organismo Notificato stima almeno 1 settimana per prodotto, il che significa che non è possibile approvare tutti i prodotti entro maggio 2022. E, come ho già detto, non è una sola azienda a produrre diagnostica in vitro. Domanda: Cosa succederà ai prodotti che non saranno approvati in tempo? Meißner: Secondo i nuovi regolamenti UE per la diagnostica in vitro, i produttori non possono più produrre questi prodotti dopo maggio 2022. Solo i prodotti che sono già stati fabbricati e sono in magazzino possono continuare ad essere venduti fino alla loro data di scadenza. La chiusura di una linea di prodotti che non è stata approvata è quindi prevedibile. Ci saranno carenze di prodotti e alcuni di questi spariranno completamente dal mercato. Domanda: Perché i prodotti spariranno dal mercato? Meißner: Dato che il calendario non può essere rispettato, ogni produttore deciderà quali dei suoi prodotti sono più importanti. Di solito si tratta di prodotti che sono usati più comunemente, perché chiaramente ogni azienda ha bisogno di sopravvivere economicamente e di occuparsi dei propri dipendenti. Si tratta principalmente di prodotti diagnostici per patologie molto comuni. C’è il pericolo che i prodotti per la diagnosi di malattie rare vengano approvati solo dopo un certo periodo di tempo – o addirittura non vengano approvati affatto, perché non è più vantaggioso economicamente per l’azienda. Non bisogna dimenticare che la riapprovazione ora necessaria è anche un’enorme impresa in termini finanziari. Domanda: Sono interessate tutte le aziende in Europa? Meißner: Tutte quelle che producono diagnostica in vitro sono interessate. Più piccola è l’azienda, più presumibilmente sarà difficile. Alcuni produttori dovranno ridurre drasticamente il loro portfolio per sopravvivere economicamente. Per le società più grandi, non sarà affatto un problema. Un’estensione dell’IVDR sarà più importante per le aziende medio-piccole in Germania e in Europa. Domanda.Teoricamente, fino a quando dovrebbe essere esteso l’IVDR? Meißner: Una proroga di un anno sarebbe la cosa migliore. Questo significherebbe che le aziende avrebbero più tempo e che potrebbero essere istituiti più Organismi Notificati. Inoltre, le stesse condizioni dovrebbero essere applicate a tutte le aziende. L’anno scorso – a causa della crisi del coronavirus – il periodo di transizione per i dispositivi medici secondo il MDR (Medical Device Regulation, ad esempio i pacemaker) è stato esteso di un anno.

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Una migliore gestione delle interstiziopatie polmonari

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

Mettere “in rete” i centri di eccellenza in cui vi è la presenza di team multidisciplinari di qualità, incentivare il passaggio alla medicina digitale e “fare cultura”. Sono questi i tre punti su cui intervenire per una migliore gestione delle interstiziopatie polmonari (Interstitial Lung Disease, ILD), complicanze che possono presentarsi nei pazienti colpiti da malattie reumatologiche autoimmuni, con gravi conseguenze sulla salute generale e sul peggioramento della qualità di vita. Agire tempestivamente, favorendo l’individuazione precoce dell’interessamento polmonare, è fondamentale. Tuttavia in Italia emerge una realtà a macchia di leopardo in cui si alternano esperienze di collaborazione multidisciplinare di vera eccellenza a situazioni di gravi carenze. E’ quanto emerso dall’incontro deglispecialisti che hanno partecipato al meeting virtuale “Verso una proposta organizzativa di Team Multidisciplinare nella diagnosi e trattamento delle ILD in pazienti con MRA”. L’evento, organizzato da ISHEO, con il contributo incondizionato di Boheringer Ingelheim Italia S.p.A, segue il precedente e primo incontro del progetto RETE-ILD. Il progetto è nato per promuovere e implementare, sul territorio nazionale, l’attività dei team multidisciplinari e ha visto in questa fase un intenso dibattito tra reumatologi, pneumologi, radiologi e internisti, rappresentanti di iniziative di eccellenza sul territorio nazionale. Il progetto RETE ILD metterà in rete i centri identificati, costruirà occasioni di dibattito e progetti formativi per condividere best practices e fare cultura soprattutto per quei territori in cui i centri di reumatologia e/o pneumologia non risultano essere ben rappresentati. In tal modo sarà possibile costruire un ponte di collegamento con realtà ben organizzate.

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La morsa del Covid sul cuore

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

La diretta on line sarà mercoledì 16 giugno dalle 11 alle 12 e si potranno rivolgere domande ai relatori. La registrazione è obbligatoria e va effettuata prima dell’inizio dell’evento. 7,5 milioni sono gli italiani alle prese con malattie cardiovascolari, patologie che anche in tempo di Covid-19 continuano ad essere la prima causa di morte nel nostro Paese. La riconversione dei reparti e la paura del contagio hanno portato, a inizio pandemia, al blocco di attività e poi a una forte contrazione. La prevenzione è tornata parola impronunciabile. Ma qual è oggi lo stato dell’arte? Come ripartire recuperando i ritardi accumulati? La Società Italiana di Cardiologia Interventistica risponderà a queste domande nel corso del Thinkheart 2021 virtual edition. Il GISE presenterà i dati di attività 2020 delle 271 emodinamiche sparse su tutto il territorio nazionale, i risultati di una survey somministrata a livello territoriale e la road map “Priorità cardio” per uscire dall’emergenza. Numeri e proposte del GISE per la presa in carico del paziente cardiologico saranno al centro di una conferenza stampa virtuale cui prenderanno parte il Presidente della Società Italiana di Cardiologia Interventistica Giuseppe Tarantini, la Responsabile GISE dei dati di attività delle Emodinamiche italiane Tita Castiglioni e il Presidente eletto del GISE Giovanni Esposito.

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Infertilità, una patologia che va affrontata anche dal punto di vista psicologico

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Giugno è il mese dedicato alla cura dell’infertilità, una patologia ufficialmente riconosciuta come tale anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che in Italia riguarda circa il 15% delle coppie, colpendo sia donne che uomini.Per quanto l’infertilità sia sempre esistita, l’approccio verso questa malattia è cambiato radicalmente negli ultimi anni. Da una parte grazie al forte avanzamento di una branca della medicina dedicata proprio alla Procreazione Medicalmente Assistita, sempre più all’avanguardia; dall’altra, a causa del fattore sociale, per cui l’aumento dell’età media in cui si cerca la prima gravidanza ha determinato una crescita delle difficoltà di concepimento.Tuttavia, si fatica a percepire la difficoltà riproduttiva come malattia, in quanto si tratta di una condizione molto particolare che – almeno nella grande maggioranza dei casi – non riguarda il singolo individuo, ma una coppia, e la sintomatologia non è fisica, bensì rappresentata dall’assenza del bambino immaginato, da un lutto difficile da elaborare proprio per la mancanza di una perdita reale. L’incapacità di generare pone gli individui in una dimensione di incompiutezza che investe tutte le aree della vita affettiva, relazionale, familiare e lavorativa. È un “non evento” critico dell’evoluzione dell’identità maschile e femminile, con un impatto più marcato nella donna che è “normalmente” considerata creatrice di vita. L’esperienza dell’infertilità può dunque interferire in modo significativo con il benessere personale e la relazione di coppia.“Date queste premesse, noi di IVI abbiamo sempre dato grandissima importanza all’aspetto psicologico dell’infertilità. Per questo assicuriamo a tutti i pazienti il sostegno da parte di psicologi esperti nella coppia durante tutto il percorso di fecondazione assistita. Infatti, se è essenziale garantire il supporto psicologico all’inizio del percorso, è altrettanto importante portarlo avanti fino alla fine. Questo perché i trattamenti di PMA non sono privi di ostacoli e difficoltà che possono minare l’unità della coppia e creare delle crisi. Infine, non bisogna tralasciare che, secondo diversi studi, lo stress e lo stato emotivo possono influenzare l’esito del trattamento di fecondazione assistita, dunque è molto importante non solo da parte dello psicologo, ma anche da parte del medico che segue il trattamento, un approccio sempre empatico verso i pazienti che costituisce parte integrante di un percorso volto non soltanto all’erogazione di una cura, ma alla presa in cura della coppia infertile.

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Le nuove scoperte sulla risoluzione dell’infiammazione e del dolore cronico

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Sabato 12 giugno, dalle 14.00 alle 18.30. La partecipazione è gratuita e l’iscrizione è obbligatoria: https://www.europeansummitspm.eu/it/ Il numero di pazienti con patologie infiammatorie e dolore cronico è in costante aumento, ma per loro ci sono buone notizie: negli ultimi anni sono state realizzate scoperte illuminanti sulla fase di risoluzione dell’infiammazione, e in particolare sul ruolo cruciale delle proresolvine, che offrono opzioni di trattamento innovative. Una delle più importanti ricerche in materia è quella condotta dal Prof. Charles Serhan della Harvard Medical School: sarà lui in persona a presentarne i risultati durante lo European Summit on Inflammation Resolution, il più importante evento internazionale sul tema, che quest’anno avrà un’edizione digitale promossa da Metagenics Academy. Molto più di un semplice webinar, l’evento sarà un vero e proprio virtual summit che riunirà i maggiori esperti mondiali secondo un format innovativo, che ricorda i grandi eventi televisivi, unendo al rigore scientifico la massima chiarezza divulgativa. L’EU Summit on Inflammation Resolution riunirà da tutto il mondo gli specialisti più in vista impegnati nella ricerca sui meccanismi degli SPM o proresolvine e sulle loro applicazioni cliniche più promettenti nel trattamento delle patologie infiammatorie. «Oggi abbiamo la conferma che sia possibile intervenire sulla riduzione dell’infiammazione – spiega Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Academy – Dopo lunghi anni di studi scientifici, un’innovativa ricerca della Harvard Medical School ha dimostrato che la risoluzione dell’infiammazione non è un processo passivo e incontrollabile. Al contrario, procede attraverso pathway specifici e dipende da una serie di fattori ben definiti e modificabili. In particolare gioca un ruolo cruciale il meccanismo degli SPM o proresolvine. Oggi è possibile, grazie al progresso delle tecniche farmacologiche di estrazione, derivare gli SPM dagli acidi grassi essenziali Omega-3, ottenendo così integratori naturali che offrono un approccio innovativo, integrativo alla terapia farmacologica, nel trattamento delle patologie infiammatorie, nonché straordinarie prospettive di intervento nelle malattie cardiovascolari e reumatologiche». Metagenics Academy si occupa della formazione di professionisti della salute e della divulgazione di contenuti e studi scientifici sulla medicina funzionale. La missione di Metagenics Academy è condividere le proprie più recenti scoperte tramite l’organizzazione di congressi e seminari che vedono la partecipazione di relatori e professionisti di chiara fama, nonché realizzando pubblicazioni specifiche. http://www.metagenicsacademy.it

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Convegno sul tema “Telemedicina: potenzialità e sviluppi”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Torino. il giorno 23 giugno 2021, con inizio alle ore 16 il convegno si svolgerà in forma telematica ed è riservato ai medici e a tutti gli operatori sanitari interessati che, ove previsto, iscrivendosi e partecipando al convegno, potranno ottenere i crediti formativi relativi alle loro professioni. L’obiettivo del convegno è di creare una occasione di confronto sull’impiego della telemedicina nella pratica clinica corrente e in particolare nel controllo clinico a distanza di pazienti a domicilio o in sedi distanti da unità sanitarie strutturate di cura, in situazioni ordinarie e di emergenza. Interverranno al convegno, fra gli altri, degli specialisti medici ed infermieristici con una lunga e provata esperienza nel settore, maturata in strutture sanitarie di rilievo nazionale e internazionale. Si offrirà ai partecipanti anche un quadro generale sulla evoluzione e sulla applicazione della telemedicina nella pratica medica, con particolare riferimento alla Regione Piemonte. Si tratterà infine della telemedicina dal punto di vista dell’infermiere professionale e si illustreranno le modalità operative e telematiche per il rilievo e la gestione a distanza dei dati clinici. Questo e più nel dettaglio, il programma del convegno: apertura dei lavori e introduzione tecnico-scientifica del prof. Giancarlo Isaia, presidente dell’Accademia di Medicina di Torino. Seguiranno gli interventi: “L’ospedalizzazione a domicilio”, dr. Renata Marinello, dirigente medico AOU Città della Salute di Torino; “La telemedicina: l’esperienza dell’ospedale Molinette di Torino”, dr. Cristina Tamone, dirigente medico AOU Città della Salute di Torino; “La telemedicina e l’ infermiere in RSA e in assistenza domiciliare”, dr. Walter Pellegrini, coordinatore infermieristico Studio Cavallo STP di Cuneo; “La telemedicina di ieri, di oggi e le prospettive future: un’analisi di IRES Piemonte”, dr. Bibiana Scelfo, Ricercatrice IRES Piemonte; “Telemedicina e tecnologia: esperienze sul campo di strumenti di gestione per il network assistenziale”,ing. Sandro Novelli, Centro di Competenza NBS srl. Chiuderà i lavori il prof. Isaia, già primario della S.C. di Geriatria dell’ospedale Molinette di Torino.

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Nuovo farmaco per la cura dell’Alzheimer

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

La Società Italiana di Neurologia (SIN) e L’Associazione SIN demenze (SINdem) accolgono favorevolmente la decisione assunta dalla Food and Drug Administration (USA), l’autorevole Agenzia americana per il controllo dei farmaci, a favore di una «approvazione accelerata» del farmaco Aducanumab, prodotto da Biogen, per il trattamento della Malattia di Alzheimer. Tale decisione, pur se non condivisa da tutta la comunità scientifica internazionale, giunge dopo anni di ricerche infruttuose e di fallimenti di studi clinici mirati alla cura della principale causa di demenza e apre uno scenario nuovo.“Gli studi che hanno condotto alla approvazione – commenta il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente SIN – hanno documentato la riduzione del deposito di amiloide nel cervello dei pazienti trattati e pur mancando ancora la conferma che questo dato strumentale correli con un reale miglioramento clinico, la notizia è senza dubbio importante. La deposizione di amiloide nei neuroni non è probabilmente la sola causa della Malattia di Alzheimer, ma rappresenta certamente un attore importante nel meccanismo di malattia”. La SIN e la SINdem accolgono tale decisione manifestando soddisfazione per il lavoro di tanti ricercatori e studiosi, anche italiani, consapevole che saranno necessari studi di conferma e test clinici per documentare la reale efficacia clinica nelle fasi iniziali della Malattia di Alzheimer. La SIN e la SINdem sono da tempo impegnate nello studio e nella ricerca della Malattia di Alzheimer e riconoscono che l’accumulo dell’amiloide è uno dei bersagli importanti per la cura di questa malattia. Tuttavia, è noto che vi sono altri bersagli e meccanismi probabilmente altrettanto rilevanti nelle diverse fasi della malattia e che potrebbero divenire nel prossimo futuro target da colpire per una migliore efficacia terapeutica.La SIN e la SINdem invitano la comunità neurologica scientifica e clinica a continuare la propria attività tenendo conto che le cure, anche quelle attualmente a disposizione, per essere realmente efficaci necessitano di diagnosi tempestive e corrette, di percorsi gestionali standardizzati e multidimensionali, e di una adeguata presa in carico del malato e dei caregiver. Infine, auspicando che gli Enti regolatori Europei e Nazionali prendano atto della decisione assunta dalla FDA, la SIN e la SINdem ritiengono fondamentale una profonda riflessione sull’attuale organizzazione dei Servizi Sanitari e dei Centro dedicati al Declino Cognitivo e Demenze, sulla base della quale promuovere un aggiornamento del Piano Nazionale delle Demenze e investimenti adeguati.

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Vaccini anti-Covid e interazioni con farmaci per l’osteoporosi

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Con l’inizio della campagna vaccinale per il Covid-19 sono arrivate a tutti gli specialisti in endocrinologia decine di richieste circa eventuali interazioni fra il vaccino e le patologie endocrino-metaboliche. «Recentemente» segnala Fabio Vescini, SOC Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, AOU S. Maria della Misericordia di Udine «l’American Society for Bone and Mineral Research, l’American Association of Clinical Endocrinology, l’Endocrine Society, l’European Calcified Tissue Society, l’International Osteoporosis Foundation e la National Osteoporosis Foundation hanno prodotto una guida congiunta sulle interazioni fra il vaccino anti-Covid-19 e l’osteoporosi». Data la scarsità di dati scientifici disponibili, le Società dichiarano chiaramente che il loro documento è basato sull’opinione di esperti, specifica Vescini. In termini di raccomandazioni generali, riporta l’endocrinologo, nel documento si legge che «l’osteoporosi non sembra aumentare il rischio di infezione o di complicanze da COVID-19, per cui i pazienti osteoporotici non dovrebbero avere priorità nella somministrazione del vaccino, anche se i criteri per la vaccinazione potrebbero variare sulla base di decisioni individuali delle singole nazioni. Non ci sono evidenze che le terapie per l’osteoporosi possano aumentare il rischio o la gravità dell’infezione da COVID-19, così come non sembrano interferire con l’efficacia o gli effetti collaterali della vaccinazione. Le misure di carattere generale (supplementazione di calcio e vitamina D, esercizio fisico, dieta corretta) non devono essere variate in concomitanza o dopo la vaccinazione». (fonte doctor33)

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Lo iodopovidone a basso dosaggio al posto degli antibiotici nella profilassi preoperatoria delle infezioni oculari

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

La resistenza agli antibiotici è un problema di grande rilevanza per la salute degli uomini, per questo è necessario riservare il loro utilizzo alle situazioni di reale necessità e ridurre drasticamente il loro impiego nel periodo preoperatorio come profilassi delle infezioni. Una valida alternativa agli antibiotici nella profilassi preoperatoria dell’infezione interna dell’occhio (endoftalmite), senza creare alcun fenomeno di resistenza, è l’uso di collirio a base di iodopovidone allo 0,66%. E’ quanto emerge da uno studio multicentrico nazionale a cui ha partecipato anche l’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba. “Lo studio è nato dall’esigenza di trovare un’alternativa agli antibiotici nella profilassi dell’endoftalmite postoperatoria. Questa esigenza è particolarmente sentita soprattutto nei soggetti che devono sottoporsi a procedure chirurgiche ripetute come le iniezioni intravitreali. Il collirio di iodopovidone allo 0,66% riduce drasticamente la carica batterica della superficie oculare e la predispone all’intervento chirurgico in massima sicurezza “ spiega il Prof. Pasquale Troiano, Direttore dell’Unità Operativa di Oculistica all’IRCCS Fatebenefratelli di Erba.Lo iodopovidone è da anni la molecola antisettica di riferimento per la preparazione del campo operatorio in chirurgia oftalmica e ha dimostrato in anni di utilizzo diffuso ottime caratteristiche d’efficacia e di sicurezza. “I risultati del nostro studio evidenziano l’efficacia dello iodopovidone a basso dosaggio anche nei confronti di specie batteriche meticillino-resistenti che sono resistenti a quasi tutte le categorie di antibiotici. La loro rimozione dalla superficie oculare grazie allo iodopovidone ci fa ritenere che possa contribuire alla riduzione dell’incidenza dell’endoftalmite postoperatoria” conclude il Prof. Troiano.

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