Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for the ‘Medicina/Medicine/Health/Science’ Category

Medicine – Health – Science

Il futuro della salute attraverso l’utilizzo della tecnologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

In un Paese dove l’aspettativa di vita è la seconda al mondo e in cui il Sistema Sanitario è alle prese con la gestione delle cronicità legate all’invecchiamento della popolazione, il futuro della salute rappresenta una delle sfide più importanti. E proprio sul futuro della salute è incentrata quest’anno la ricerca condotta dalla società Kantar Health per il Gruppo STADA, rappresentato in Italia da EG S.p.A. e Crinos S.p.A., uno dei primi 10 gruppi del mercato farmaceutico “retail” (fonte: dati IQVIA).
Secondo i dati della ricerca, il 58% dei 2.000 italiani intervistati si dice ottimista sul futuro della salute, ritenendo che il progresso scientifico permetterà di curare molte più patologie nei prossimi anni. Una visione positiva che è propria degli italiani che hanno un livello sociale e di istruzione più elevato, mentre il 20% mostra pessimismo, citando soprattutto le condizioni sociali e i problemi ambientali.Nonostante la scelta di Dr Google (44%) come fonte informativa su tematiche di salute, il 71% degli italiani continua a riconoscere il medico o il farmacista come referenti principali per parlare di salute.
Ai primi sintomi di malessere o di malattia non grave, circa un terzo degli intervistati (32%) si consulta con il farmacista, un dato ben superiore rispetto al 19% del resto d’Europa, mentre un altro terzo ha già le idee chiare su quale trattamento scegliere. Il farmacista si conferma anche il riferimento primario per il 58% degli intervistati in caso di acquisto di un nuovo medicinale: una dimostrazione questa dell’importanza che gli italiani attribuiscono all’aspetto consulenziale, che rappresenta una delle ragioni che porta gli italiani a preferire l’acquisto in farmacia (il 78% degli intervistati), ricorrendo in misura limitata alle proposte on line.In generale gli italiani continuano ad avere fiducia nella medicina convenzionale (66%), affidandosi al consulto con il medico o recandosi in ospedale. Ben due terzi affermano, infatti, come sia particolarmente importante la spiegazione dettagliata e approfondita che il medico può dare durante la visita.La relazione medico-paziente potrebbe però essere rivoluzionata dalla tecnologia: la metà degli intervistati afferma di poter valutare la possibilità di essere curato via webcam dal medico (per una malattia minore), soprattutto i più giovani. Una conferma in tale direzione arriva dal numero significativo di italiani (66%) che sarebbero disponibili a farsi operare con l’ausilio della chirurgia robotica e qui al contrario stupisce che il dato sia più elevato fra le persone più anziane.
In materia di prevenzione c’è molta sensibilità e attenzione: infatti circa la metà degli italiani intervistati afferma di sottoporsi ai test di screening per i tumori del seno, della pelle, del colon o della prostata e la maggioranza cerca di condurre uno stile di vita sano praticando esercizio fisico (51%) e cercando di seguire una dieta nutrizionalmente corretta (61%). Un dato confermato dal fatto che ben il 58% per cento (le donne soprattutto) affermano di aver paura di invecchiare. Gli italiani, inoltre, si dimostrano i più attenti in Europa alla qualità dei cibi, tanto che il 79% cucina pasti freschi ogni giorno.Tra le principali preoccupazioni degli italiani vi è infine l’aumento degli episodi di “burn out”, ovvero lo stato di esaurimento e di logoramento da lavoro che sempre di più caratterizza i paesi occidentali, e il 25% afferma di aver avuto un esaurimento o di essersi sentito molto prossimo a questo stadio.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Sistema PCHS dimezza le infezioni ospedaliere e riduce i costi correlati del 75%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

La diffusione dell’antibiotico-resistenza negli ospedali può essere limitata da metodi igienico-sanitari, capaci di rimodulare il microbiota ospedaliero, portando a minori consumi e costi di antimicrobici. Questo è quanto dimostrato da un recente studio pubblicato su Infection and Drug Resistance, cui hanno collaborato l’Università Bocconi (per la parte relativa ai costi), l’Università di Ferrara e l’Università di Udine.
In particolare, lo studio condotto in cinque ospedali italiani che utilizzano il Sistema PCHS – il metodo di sanificazione a base microbica messo a punto da COPMA – coordinato dal centro di ricerca CIAS dell’Università di Ferrara (www.cias-ferrara.it), ha evidenziato una riduzione del 52% delle infezioni correlate all’assistenza (una tipologia di infezione che tende a mostrare una maggiore resistenza agli antibiotici rispetto alle infezioni contratte altrove), una riduzione del 60,3% del consumo di farmaci associati e una riduzione del 75,4% dei relativi costi. I reparti di Medicina interna degli ospedali che hanno fatto parte dello studio sono stati osservati per sei mesi mentre utilizzavano il metodo di sanificazione tradizionale, basato su sostanze chimiche tradizionali e, poi, per altri sei mesi mentre utilizzavano il Sistema PCHS, la metodologia di sanificazione che utilizza detergenti a base microbica, ecologicamente sostenibili, contenenti spore di tre specie di Bacillus. Lo studio ha coinvolto 12.000 pazienti e ha comportato l’analisi di oltre 30.000 campioni ambientali provenienti da superfici ospedaliere.Il sistema di sanificazione PCHS è stato associato ad una diminuzione media dell’83% dei patogeni rilevati sulle superfici ospedaliere e ad una significativa riduzione (70-99,9%) dei geni resistenti agli antibiotici. Nel caso dello Staphylococcus aureus (lo Staphylococcus spp. rappresentava fino al 90% del microbiota rilevato sulle superfici e lo Staphylococcus aureus, in particolare, svolge un ruolo importante nelle infezioni ospedaliere), gli isolati della fase post-intervento erano il 63,9-93,5% meno resistenti agli antibiotici, a seconda del tipo di antibiotico, e quelli resistenti a tre o più antibiotici sono diminuiti del 72,4%.Il numero di infezioni associate all’assistenza sanitaria è diminuito del 52% – come evidenziato anche con la ricerca SAN ICA pubblicata sulla rivista PLoS ONE 13(7): e0199616 – e il costo per episodio di infezione ospedaliera è diminuito del 45,6%, con le suddette riduzioni del 60,3% nel consumo di farmaci associati e del 75,4% nei costi correlati.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Alta chirurgia andrologica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Napoli. Federico II. “AndroSud”, spiega il professor Vincenzo Mirone, Ordinario di Urologia all’Università Federico II di Napoli, Primario Urologia e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, “è un corso itinerante rivolto a giovani urologi – quest’anno erano circa duecento – durante il quale esperti andrologi insegnano le più avanzate tecniche chirurgiche andrologiche per formare una nuova leva di chirurghi in grado di risolvere impotenza e incontinenza post interventi oncologici”. Durante la sessione di live surgery sono stati effettuati e illustrati in diretta complessi interventi basati sull’impianto di protesi peniene malleabili e tricomponenti per la risoluzione del deficit erettile e di sling transotturatoria per il ripristino della continenza urinaria.
“Deficit erettile e incontinenza urinaria”, prosegue il professor Mirone, “sono gravi complicanze legate all’intervento chirurgico per l’asportazione della prostata affetta da carcinoma, ma anche alla vescica e al retto, quando vengono colpiti dallo stesso male”. L’intervento chirurgico può infatti causare un deficit erettile permanente, pregiudicando l’attività sessuale (e quindi il rapporto di coppia) e il controllo della minzione urinaria. “Ancora oggi, nonostante i progressi della chirurgia laparoscopica e della robotica, questi problemi colpiscono milioni di italiani che ora possono trovare una valida soluzione nella chirurgia protesica.”Oltre alle protesi peniene per il deficit erettile, che possono essere malleabili o idrauliche tricomponenti, sono attualmente disponibili per la cura dell’incontinenza urinaria delle sling, particolari retine in polipropilene, le quali, poste sotto l’uretra, ripristinano la normale continenza. Si tratta di interventi mininvasivi che si possono effettuare in day hospital, in anestesia locale e con il Sistema Sanitario Nazionale.“L’incremento dell’aspettativa di vita nella popolazione maschile e anche con il manifestarsi in età sempre più giovane di queste patologie”, conclude il professor Mirone, “hanno aumentato la necessità, sempre più attuale e destinata a crescere, di poter disporre di un numero maggiore di chirurghi in grado di eseguire con successo questi interventi. Scopo del corso è proprio quello di formare giovani uroandrologi attraverso una ‘full immersion’ chirurgica condotta a fianco di esperte équipe di collaudati operatori, pronti a trasfondere in loro non solo le tecniche di base ma anche quelle strategie che costituiscono il bagaglio indispensabile di un chirurgo affidabile sotto tutti i punti di vista. Da qui l’importanza fondamentale di AndroSud e dei suoi insegnamenti”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Educare i giovanissimi ad una corretta idratazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

By Dottor Alessandro Zanasi dell’Osservatorio Sanpellegrino. “Oltre 1 bambino su due (61%) non beve abbastanza, è il risultato di uno studio condotto su 305 soggetti di età compresa tra i 6 e i 16 anni. Un dato allarmante che sottolinea come, ancora oggi, i più piccoli non vengono educati ad una corretta idratazione. L’acqua, in particolar modo durante il periodo estivo, assume un ruolo fondamentale per il benessere e lo sviluppo psico-fisico dell’organismo, che molto spesso i genitori sottovalutano.In età infantile seguire una corretta idratazione può essere difficile: nei bambini infatti lo stimolo della sete è meno sviluppato rispetto agli adulti e anche quando viene avvertito non garantisce l’assunzione della giusta quantità di acqua.Ecco dunque, alcuni semplici e preziosi consigli:
1. Assicurarsi di avere sempre a disposizione una bottiglietta di acqua. Un gesto apparentemente scontato ma che ci consente di poter offrire costantemente acqua al bambino anche durante i viaggi in macchina o in spiaggia;
2. Associare il gesto del bere a precisi momenti della giornata, ad esempio all’inizio o al termine di attività ludiche, durante i pasti principali e le merende o prima di andare a dormire. Un modo semplice per assicurarsi che ogni giorno il bambino assuma una certa quantità di acqua e che lo abitua a ricordarsi che bere è importante per stare bene;
3. Utilizzare bicchieri e cannucce colorate per rendere il gesto del bere acqua un momento di divertimento.
Mal di testa e senso di stanchezza sono alcuni sintomi che i bambini potrebbero manifestare quando bevono troppo poco. Per preservare il benessere psico-fisico dei più piccoli, i pediatri suggeriscono, come per gli adulti, di bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno (bambino di 7-10 anni), con riferimento ad un bicchiere “a loro misura” (150 ml). Si tratta di una indicazione generale perché: “La quantità di acqua specifica per ogni bambino deve essere calcolata tenendo presenti diversi fattori, come età, condizione di salute e il tipo di attività fisica svolta, ma anche temperatura esterna, umidità dell’ambiente – conclude il dottor Zanasi – L’alimentazione, infine, con l’assunzione quotidiana di almeno 5 porzioni di frutta e verdura di stagione contribuisce a reintegrare liquidi oltre ad un importante apporto di micronutrienti e fibre”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Contratto ospedalieri: ancora fumata nera

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

By Mauro Miserendino. Fumata ancora nera per i medici ospedalieri nell’ultima tornata di trattative. Sui fondi di posizione, disagio, risultato, c’è dialettica tra sindacati e Aran e anche in seno ai sindacati. Al tavolo sul rinnovo 2016-18, dunque un contratto che nasce scaduto, la parte pubblica (Aran), con le regioni d’accordo, vorrebbe unificarli, mettendo insieme i fondi di tutta la dirigenza medica. Su questo punto, un 30% dei sindacati in termini di rappresentatività è possibilista, un 70% dice no. Il principio escogitato nell’ultimo “set” è che – secondo tutti – ai fondi va rimessa mano in chiave equitativa e che sul fondo di risultato vanno inserite clausole di garanzia per tutelare le risorse destinate alle singole professioni. Sul fondo di posizione però le proposte di Aran sono peggiorative, almeno per Cimo-Fesmed e Anpo-Ascoti. La posizione di Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed, secondo sindacato della dirigenza medica per rappresentatività, è che «ad alimentare i fondi oggi sono 110 mila medici, 14 mila altri dirigenti sanitari, 5 mila veterinari e 360 dirigenti infermieristici; anche se questi ultimi cresceranno, è chiaro che i maggiori contributori sono i medici ed è scorretto, con la fusione dei fondi tra le categorie professionali della sanità, dirottare su altre professioni le risorse che oggi finanziano la carriera dei medici; in prospettiva, questo significa appiattire le professioni su una carriera unica per tutti. Una delle conseguenze, sarà inoltre quella di consentire ai direttori generali di scegliere figure non mediche per le strutture interne giacché possono pagarne la carriera con fondi dei medici, un meccanismo che scoraggerebbe l’accesso di nuovi medici alla dipendenza Ssn. Implicitamente, si investe in uno smantellamento di questo Ssn a favore di altri sistemi assicurativi. Come sindacato, dopo 10 anni che hanno visto i medici reggere il servizio pubblico a suon di sacrifici, ritengo sia nostro dovere non accettare tali novità peggiorative». Altre proposte non gradite sono le seguenti: «Il presidente Aran Sergio Gasparrini ci ha detto che la parte sulle relazioni sindacali non si tocca; il resto, nonostante i numerosi emendamenti presentati, sarà aperto solo a ritocchi marginali. Per noi era fondamentale la concertazione sui piani per le emergenze». Sui soldi ci sarebbe un’intesa. «C’è l’aumento sul contratto 2016-18 che arriverà a regime al 3,48% ma solo con il 2019. La nostra media per il 2018 è 3,02. Gran parte di questi 458 milioni totali andrà sulla retribuzione tabellare, con l’intento, immagino, di avvicinare le retribuzioni dei comparti, oggi disomogenee. Il 30%, poco più di 100 milioni, è destinato al Fondo di disagio ma a condizione che incrementi le singole indennità (pronta disponibilità, turni festivi/notturni, straordinari) e non l’intero fondo perché ciò, a nostro avviso, sottende la volontà di alimentare il più possibile la quantità di turni e straordinari per ovviare alle carenze di personale, evitando assunzioni e/o gratifiche a singoli».
Passando al Fondo di posizione, «lo stesso non è finanziato, per cui la giusta rivalutazione della retribuzione di posizione unificata (RPMU), utile ai fini previdenziali, deriva da una sorta di “partita di giro” dove si tolgono risorse da un lato (posizione variabile aziendale) per versarle nell’altro (RPMU). Tutto questo nell’ambito di un fondo di posizione unico tra tutti i dirigenti che deve servire a finanziare la carriera di tutti, visto che nuovi medici non se ne assumono, ma che attingerebbe di fatto a risorse il cui maggior contribuente sono i 110mila medici. Il pieno utilizzo della posizione variabile per finanziare “carriera” e RPMU potrebbe comportare l’azzeramento della variabile aziendale e, addirittura, il ricorso alla retribuzione di risultato, per cui -sottolinea Quici – ci saranno i medici con meno di 5 anni di servizio o coloro che non hanno incarichi ad avere “sorprese” non positive in busta paga». Non è finita. «Quando un giovane medico entra nel Ssn, non ha RPMU per 5 anni, mentre un infermiere riceve con questa voce da subito 728 euro/anno e un operatore sanitario 303 euro/anno. Per i medici gli scatti arrivano dopo, ma questo meccanismo scoraggia ulteriormente l’ingresso in una professione già amareggiata nel proprio rapporto con le aziende del sistema pubblico. Secondo il rapporto Fiaso sulle risorse umane in sanità, il 52% dei neo-inseriti e il 38% dei senior sarebbe pronto a trasferirsi in un’altra azienda…E allora con quali medici faremo il servizio pubblico?» Per Quici, dunque, «La nostra proposta non è stravolgere l’impianto ma avere due Fondi distinti, medici e veterinari ex area 4 da una parte, ed altri sanitari ex area 3 dall’altra. Ma l’Aran ha detto che “l’impianto non si tocca”. Le professionalità di tutti non si discutono, le carriere neppure, ma erodere risorse per favorire alcuni e penalizzare i giovani medici è del tutto inaccettabile». (fonte: doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Assistenza sanitaria e liste di attesa

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

“AIOP condivide la responsabilità e l’urgenza, manifestate dal Ministro Grillo, di individuare una soluzione al drammatico problema delle liste d’attesa, che rappresenta una delle principali criticità dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese e tra le maggiori cause di insoddisfazione da parte degli italiani”. Lo dichiara Barbara Cittadini, Presidente Nazionale AIOP – Associazione Italiana Ospedalità Privata, commentando le dichiarazioni del Ministro Giulia Grillo, in occasione della prima riunione dell’Osservatorio nazionale liste d’attesa che si è tenuta ieri al Ministero della Salute.
La Presidente Cittadini aggiunge: “L’insediamento dell’Osservatorio nazionale liste d’attesa è un segnale molto positivo, che avrebbe potuto essere maggiormente incisivo con la presenza al tavolo tecnico anche della componente di diritto privato del SSN, che partecipa, in modo determinante, all’offerta sanitaria del Paese e al raggiungimento dei Livelli essenziali di assistenza”.“Per realizzare l’obiettivo di garantire a tutti i cittadini di poter accedere alle prestazioni diagnostiche e specialistiche in tempi ragionevoli – prosegue Barbara Cittadini – è indispensabile aumentare l’offerta delle prestazioni e dei servizi erogati, promuovendo la piena integrazione tra la componente di diritto pubblico e quella di diritto privato del SSN, e utilizzando le potenzialità di quella privata accreditata di rispondere tempestivamente e con efficienza alla domanda insoddisfatta di prestazioni”.
“AIOP, avvalendosi, nelle strutture associate, della professionalità di 12mila medici, 26mila infermieri e tecnici e 32mila operatori di supporto, può dare un importante contributo alla definizione di una programmazione condivisa per risolvere il problema delle liste d’attesa, evitando che i cittadini rinuncino alle cure o siano costretti a spostarsi nelle regioni nelle quali l’offerta sanitaria è programmata in maniera più efficiente. Un SSN in grado di erogare assistenza nei tempi corretti, oltre che di qualità, deve essere uno dei principali obiettivi del Paese”, conclude Cittadini.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Nascita della Lung Ambition Alliance

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

L’International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC), il Guardant Healt, la Global Lung Cancer Coalition (GLCC) e AstraZeneca hanno annunciato la nascita della Lung Ambition Alliance, una nuova partnership con la coraggiosa ambizione di eliminare il cancro al polmone come causa di morte. Il primo obiettivo dell’Alliance è quello di raddoppiare la sopravvivenza a cinque anni per i pazienti affetti da questo tumore entro il 2025. Ogni 18 secondi, una persona perde la vita a causa del cancro al polmone e, solamente nel 2018, per questa malattia sono morte approssimativamente 1,8 milioni di persone. Al 40 per cento dei pazienti la malattia viene diagnosticata quando il tumore si è già diffuso oltre i polmoni e la prognosi si è ormai aggravata. Oggi, solo un paziente su cinque colpito da cancro al polmone è vivo 5 anni dopo la diagnosi.
L’Alliance unisce competenze specifiche e complementari che includono ricerca e formazione (IASLC), diagnostica (Guardant Health), supporto dei pazienti (GLCC), ricerca e sviluppo di nuovi farmaci (AstraZeneca). Incrementare la percentuale di screening e di diagnosi precoci, mettere a disposizione farmaci innovativi e migliorare la qualità della cura per le persone affette da cancro al polmone sono le tre priorità identificate dai soci fondatori. I progetti iniziali che l’Alliance intende supportare sono:
1. Early Lung Imaging Confederation (ELIC), un nuovo database globale di screening basato sul cloud, pensato per migliorare la diagnosi e la gestione multidisciplinare del tumore al polmone in stadio precoce. Il progetto si basa sulle crescenti evidenze che supportano l’utilizzo dello screening con tomografia computerizzata (TC) per favorire la riduzione della mortalità.4 Questo insieme di immagini e dati può essere usato per migliorare la costruzione dei modelli di rischio, la diagnosi e gli strumenti diagnostici, proponendosi come nuovo standard globale per la qualità dei dati. In una fase successiva, l’intelligenza artificiale (IA) potrebbe essere applicata per migliorare ulteriormente l’affidabilità degli strumenti attraverso lo screening con tomografia computerizzata. L’Alliance contribuirà alla raccolta dati, già iniziata nella seconda metà del 2018 da IASCL, per questo database e assisterà nella misurazione degli outcome dei pazienti nelle diverse fasi del percorso di cura (inclusa la diagnosi iniziale, il primo trattamento e il follow up).
2. Major Pathologic Response Project, una raccolta di dati provenienti da studi clinici che possono essere utilizzati per la validazione degli endpoint surrogati e per l’individuazione di biomarcatori predittivi, i quali potrebbero consentire una migliore identificazione delle caratteristiche del tumore. Gli obiettivi del progetto sono quelli di accelerare lo sviluppo di una nuova generazione di trattamenti target e di guidare verso un intervento precoce laddove vi sia un maggiore potenziale di cura.5 L’Alliance aiuterà a raccogliere i dati provenienti da studi promossi da gruppi cooperativi e dall’industria farmaceutica, che possono essere utilizzati con le autorità regolatorie in tutto il mondo nella validazione dei dati clinici più importanti.
3. Initiatives in Lung Cancer Care (ILC2), un bando il cui lancio è previsto nella seconda metà del 2019, che invita le Associazioni dei Pazienti di tutto il mondo a sviluppare e presentare progetti pilota a livello locale che possano trasformare la cura e incrementare la sopravvivenza. Il bando mira a supportare la comunità di pazienti affetti da cancro al polmone, supportando le migliori pratiche multidisciplinari, informando i pazienti sulle opzioni terapeutiche e fornendo supporto alla qualità della vita degli stessi durante e dopo il trattamento. Un comitato composto dai rappresentanti dei membri della Lung Ambition Alliance valuterà e selezionerà le candidature che hanno soddisfatto i criteri per il finanziamento.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Epilobio: una pianta per i disturbi prostatici

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Erbe annue o perenni, le piante appartenenti al genere Epilobium sono più di 100. Tra queste, la specie più studiata ed utilizzata è l’angustifolium che presenta interessanti proprietà contro IPB e un interessante corredo di flavonoidi. Infatti, i flavonoidi sembrano I responsabili delle attività antiossidante, anti-proliferativa, anti-infiammatoria, antibatterica ed anti-aging della pianta.
Conosciuta anche con il nome di camenèrio, epilobio a foglie strette o garofanino di montagna, il genere è diffuso in tutte le latitudini temperate e fredde di entrambi gli emisferi. Tra gli usi tradizionali, particolari sono quelli della medicina popolare siberiana, dove l’infuso fino al XIX secolo era la bevanda più consumata dalla popolazione. Curioso è il trattamento che veniva riservato alle foglie prima di essere infuse. Una volte raccolte, si lasciavano appassire, quindi si sminuzzavano e si lasciavano riposare per alcuni giorni in ambiente riscaldato. Questo dava origine a processi fermentativi che in un secondo momento venivano interrotti dall’essiccazione delle foglie.La tisana risultante, veniva impiegata per il trattamento di patologie infiammatorie del tratto gastro-intestinale e per coadiuvare il riposo notturno. Recenti studi scientifici hanno confermato le intuizioni di un’erborista austriaca: Maria Straben. Infatti, a metà del XX° secolo, in Austria si ipotizzava l’utilizzo dell’Epilobio per il trattamento di casi di prostatite. È il caso di uno studio apparso su Journal of Ethnopharmacology a Marzo, dove gli autori si interrogavano sull’utilità di un estratto di E. angustiolium per trattare i primi sintomi e stadi di ipertrofia prostatica benigna o infiammazione a uretra e prostata. In particolare, gli autori evidenziano nell’oenoteina B il metabolita responsabile dell’attività farmacologica della pianta. Lo studio in vivo ha dimostrato interessanti attività, correlata alla down-regulation dei livelli di androgeni, alla soppressione dell’espressione di NF-kB e alla riduzione della risposta infiammatoria.
Un precedente studio polacco aveva già suggerito l’importanza dell’effetto contro patologie che colpiscono la prostata, confrontando l’epilobio con la Serenoa repens. Anche in questo caso si tratta di uno studio in vivo, che però considerava ratti affetti da cancro prostatico ormone-dipendente. I risultati hanno indicato un possibile effetto delle piante (statisticamente equivalente ed interessante) nelle vie di segnale coinvolte nella crescita tumorale.In questo periodo estivo, non possiamo non citare lo studio di Kubala e Ruszova. Questo studio ha valutato in vitro l’effetto dell’estratto ei epilobio su fibroblasti ed in vivo l’azione fotoprotettrice. In particolare, si è osservato che dopo l’applicazione di epilobio la pelle era protetta dalla formazione di eritema dopo l’esposizione a raggi UV. In vitro, I fibroblasti se trattati con estratto di epilobio, non riducevano la loro proliferazione anche se colpiti da agenti soppressivi. (by Luca Guizzon Farmacista territoriale, esperto di fitoterapia Farmacia Campedello (VI) – fitoterapia33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Prof. Franco Mandelli: Ad un anno dalla scomparsa

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

Inconfondibile il suo sorriso, indimenticabile la sua tenacia, la sua capacità di trovare una parola per tutti i suoi pazienti. Il 15 luglio 2018, esattamente un anno fa di domenica, si spegneva a 87 anni il professor Franco Mandelli. Il volto umano della medicina, il padre dell’Ematologia italiana. Tutta l’AIL, i suoi volontari, i pazienti, gli ematologi e i ricercatori ricordano oggi con grande affetto e tanta nostalgia, la figura del professor Franco Mandelli. Una vita, la sua, passata a combattere instancabilmente contro la leucemia e gli altri tumori del sangue.“Il professor Mandelli è stato e resterà sempre per tutti noi una guida illuminata, per me e per molti altri colleghi un Maestro, per i malati una vivida speranza e per AIL un esempio di impegno sociale, vissuto ogni giorno con forza e grande coraggio – dichiara Sergio Amadori, Presidente nazionale AIL – Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma – non c’era obiettivo che lui non potesse raggiungere quando si trattava di essere al fianco dei pazienti e a sostegno della ricerca scientifica. Personalmente ho avuto il privilegio e l’enorme fortuna di vivere tanti momenti indimenticabili e grandi insegnamenti al suo fianco. Tutta l’Associazione, che ora ho l’onore di presiedere, ha iniziato a raccogliere la sua eredità e a proseguire sul cammino tracciato dal professor Mandelli”. AIL quest’anno celebra 50 anni di attività, un lungo cammino che per diversi decenni è stato tracciato dalla guida illuminata e lungimirante del Prof. Franco Mandelli. A lui si deve non solo la crescita esponenziale dell’Associazione, che ha saputo attrarre migliaia e migliaia di volontari in tutta Italia, e l’aver compreso prima di altri, la necessità di porre al centro della cura e dell’assistenza il malato. E poi innumerevoli iniziative, come le campagne nazionali di raccolta fondi per sostenere la ricerca scientifica, l’idea di creare un ponte tra ricerca e pratica clinica con la messa in rete di reparti di ematologia e laboratori; le case alloggio AIL e, non ultimo, la realizzazione di servizi per l’assistenza domiciliare ai pazienti.Al professor Franco Mandelli si deve, tra le innumerevoli iniziative che hanno segnato i 50 anni dell’Associazione, l’idea di mettere al centro delle cure il paziente. Con lui AIL è cresciuta fino a diventare un’eccellenza nell’ambito del volontariato solidale che oggi conta quasi 20.000 volontari e 81 sezioni provinciali dal Nord al Sud del nostro Paese. Grazie Professor Mandelli, da tutti noi e dai pazienti.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tecnologie digitali in chirurgia ortopedica

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

Digitalizzazione, chirurgia robotica e, nel futuro più che mai prossimo, intelligenza artificiale, realtà aumentata e machine learning sono e saranno sempre più protagonisti in sala operatoria. Quali siano i passaggi chiave nel processo di gestione di questa innovazione tecnologica in sanità, passaggi che vedono più interlocutori interagire per renderla sostenibile, sono il tema principale al centro del dibattito del convegno “Sanità 4.0 e innovazione in ortopedia: una sfida di sostenibilità”, organizzato a Roma, in collaborazione da Value Innovation Access e British Embassy, con il contributo di Smith&Nephew. Principale ambito di applicazione di queste nuove tecnologie in chirurgia ortopedica sono gli interventi per danni alle articolazioni maggiori. Si tratta di circa 200 mila procedure di artroprotesi l’anno, secondo i dati 2017 registrati dalle Schede di dimissione ospedaliera (SDO), dal Programma nazionale esiti (PNE) e del Registro italiano artroprotesi (RIAP), che vedono l’intervento all’anca (oltre 108 mila casi) e la sostituzione dell’articolazione di ginocchio (poco più di 80 mila interventi) farla largamente da padroni. Dopo la sua introduzione in Italia nella prima decade del secolo anche in ortopedia, negli ultimi anni si è registrato un incremento del ricorso alla robotica come supporto al chirurgo ortopedico durante questi interventi. Ad oggi, ammontano complessivamente a circa 4 mila le protesi articolari impiantate in modo assistito con robot nel nostro paese; numeri ridotti, se raffrontati al ricorso ad analoghe tecnologie in altri campi chirurgici, come l’urologia in cui viene effettuato circa il 60 per cento delle 18 mila procedure chirurgiche robotizzate effettuate ogni anno in Italia, o alla chirurgia generale o ancora alla ginecologia. Tuttavia, il potenziale della chirurgia robotica – anche in ortopedia – è immenso. Lo testimoniamo, pur se con stime, gli analisti che indicano in oltre il 20 per cento il tasso annuo di crescita del mercato mondiale della chirurgia robotica e dei robot chirurgici, pronti a integrare all’interno delle consolle, intelligenza artificiale, big data e algoritmi di machine learning, per fare della chirurgia robotica un’attività sempre più performante, flessibile e sostenibile, «ma sempre in aiuto e a sostegno della mano e del cervello del chirurgo, perché ricordiamoci che il robot mette in pratica solo ciò che l’uomo idea e progetta», ricorda Falez.
E il paziente? Le analisi del RIAP mettono in luce come, sempre riferiti al 2017, gli interventi di protesi di ginocchio sono stati effettuati su pazienti con età media generale di 70 anni, per la protesi totale, e di 67 anni per quella parziale, per il 68 per cento femmine e il 32 per cento maschi, con l’artrosi primaria come causa principale per la sostituzione dell’articolazione (95 per cento del totale).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Apnee ostruttive del sonno

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

Ammonta approssimativamente a 31 miliardi di euro all’anno il peso economico delle condizioni influenzate dalle apnee ostruttive del sonno (OSAS) in Italia. È questo il dato più eloquente che emerge dallo studio “Cost-of-illness study of Obstructive Sleep Apnea Syndrome (OSAS) in Italy”, realizzato dal CERGAS SDA Bocconi – Centre for Research on Health and Social Care Management – con il contributo non condizionante di Philips, presentato oggi presso la SDA Bocconi School of Management alla presenza di Emanuele Monti, Presidente Commissione Sanità e Politiche Sociali Regione Lombardia.Questo fardello da 31 miliardi di euro di euro annui – circa 520 euro per residente – è costituito per il 60% da costi diretti sanitari, per il 36% da costi indiretti dovuti a morbilità, mentre il restante 4% sono costi diretti non sanitari. Notevole è anche il peso per la società causato dal sotto-trattamento dell’OSAS: la corrispondente perdita di qualità della vita è valorizzabile in circa 9 miliardi di euro l’anno.
Sotto-diagnosi e sotto-trattamento sono infatti tra le principali cause dell’impatto sociale dell’OSAS nel nostro Paese. Secondo i dati epidemiologici riportati nello studio, a soffrire di apnee del sonno sarebbero in Italia ben 24 milioni di persone di età compresa tra 15 e 74 anni (54% della popolazione adulta), di cui circa 12 milioni di affetti da patologia di livello moderato-grave (27% della popolazione adulta, di cui il 65% maschi).Tuttavia, incrociando pareri di esperti e dati forniti dall’Associazione Apnoici Italiani, si stima che ad oggi solamente 460.000 pazienti con OSAS moderata-severa siano diagnosticati (4% della prevalenza stimata) e appena 230.000 siano trattati (2% della prevalenza stimata). Un gap sostanziale sia in termini diagnostici sia terapeutici, che preoccupa ancora di più se si considera che le apnee del sonno, oltre ad essere un rilevante fattore di rischio per altre malattie, sono correlate anche a conseguenze non mediche (ad esempio incidentalità stradale) che contribuiscono ad aumentarne l’impatto in termini economici e sanitari.Lo studio ha anche simulato le conseguenze di scenari migliorativi, come un eventuale incremento dei pazienti diagnosticati e successivamente trattati, prendendo in considerazione l’effetto della ventilazione meccanica a pressione positiva continua (Continuous Positive Airway Pressure, CPAP). Tale trattamento è supportato da un’ampia letteratura che ne dimostra l’impatto positivo e significativo su mortalità, rischio di ictus, incidenti automobilistici e infortuni sul lavoro.I risultati suggeriscono che, sebbene si osservi un aumento dei costi diretti sanitari a causa dell’incremento del numero di diagnosi e trattamenti, grazie alla CPAP sarebbe possibile ridurre i costi generati dalle condizioni associate all’OSAS, come conseguenza di un minor rischio di esordio delle condizioni stesse, soprattutto se il trattamento è precoce. Considerando anche il valore della qualità di vita recuperata, il valore del beneficio complessivamente realizzabile supera i costi sanitari incrementali, rappresentando anche dal punto di vista economico un investimento di valore per la società.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Malattie reumatologiche: oltre 5 milioni di italiani colpiti

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Roma, 15 luglio 2019, ore 15 – 16 Senato della Repubblica, Palazzo Madama (Sala Caduti di Nassirya). Anche se non possono essere considerate delle malattie solo della terza età, particolarmente a rischio d’insorgenza risultano gli over 65. Diventa fondamentale, per questa delicata categoria di persone, favorire la prevenzione primaria e secondaria cominciando proprio da una corretta e adeguata informazione. La Società Italiana di Reumatologia (SIR) è da anni impegnata, oltre che in attività di ricerca, anche in campagne educazionali per la popolazione. E vuole mettere a servizio delle istituzioni queste esperienze acquisite. Partecipano all’evento: Pierpaolo Sileri (Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato), Luigi Sinigaglia (Presidente SIR), Guido Valesini (Vice Presidente SIR), Silvia Tonolo (Presidente ANMaR-Associazione Nazionale Malati Reumatici), Maddalena Pelagalli (Vice Presidente APMAR Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare) e Roberto Messina (Presidente Senior Italia FederAnziani). Verranno presentati i risultati delle ultime due campagne della SIR promosse su tutto il territorio nazionale. Sarà inoltre un’occasione di confronto tra specialisti medici, rappresentanti istituzionali e pazienti per trovare nuovi strumenti per aumentare il livello di consapevolezza su malattie in forte crescita ma ancora poco note. Le opinioni e i contenuti espressi nell’ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I pediatri di famiglia al ministro della salute

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Bisogna garantire su tutto il territorio nazionale studi di pediatri di famiglia dotati di personale qualificato e di attrezzature diagnostiche a risposta rapida (o self-help). Chiediamo al Ministero della Salute di mettere in atto azioni per favorire l’acquisto di queste apparecchiature e anche l’assunzione di nuovi collaboratori di studio. Si possono, per esempio, prevedere interventi di decontribuzione e sgravi fiscali ed utilizzare alcuni meccanismi previsti dal reddito di cittadinanza”. E’ questo la richiesta avanzata oggi dal Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) Paolo Biasci durante un incontro con il Ministro della Salute Giulia Grillo. “Le cure primarie pediatriche sono ormai in grado di affrontare e risolvere negli studi dei pediatri di famiglia la grande maggioranza delle condizioni cliniche – aggiunge Biasci -. Ciò avviene grazie anche a percorsi assistenziali e diagnostico-terapeutici in collegamento con le strutture di secondo-terzo livello ospedaliere alle quali devono essere riservati solo gli interventi più complessi. Se riusciamo a rendere ancora più efficienti gli studi dei pediatri di famiglia possiamo favorire ulteriormente l’appropriatezza prescrittiva e ridurre le ospedalizzazioni. La pediatria di famiglia rappresenta il primo livello assistenziale, ad accesso diretto, senza liste di attesa, con presenza capillare su tutto il territorio, per ogni esigenza assistenziale ed opera nel rapporto di fiducia con le famiglie. Quest’ultimo è l’elemento di forza irrinunciabile del sistema delle cure primarie e si realizza grazie al rapporto convenzionale. Chiediamo quindi a tutte le istituzioni, anche quelle locali, di tutelare la nostra professione così da poter continuare a permetterci di assistere in modo continuativo milioni di giovanissimi italiani”. Nell’incontro tra il Ministro Grillo e il Presidente Biasci si è parlato anche del futuro dell’assistenza pediatrica e quindi degli aspetti legati al ricambio generazionale e della disponibilità di giovani specialisti pediatri. “Abbiamo molto apprezzato l’aumento del numero delle borse di studio ed in particolare quelle per la pediatria, che è la seconda per disponibilità di borse rispetto alle altre specialità – sottolinea Biasci -. La FIMP ritiene che sulla programmazione debba essere preso in considerazione anche il forte calo della natalità, che preoccupa molto e per il quale si auspicano interventi legislativi di supporto che siano in grado di produrre un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. È evidente, quindi, che la programmazione dell’assistenza pediatrica debba tener conto di tutti i fattori che incidono sulle future necessità, cioè il numero di pensionamenti, il numero di nuovi giovani pediatri, e il conseguente ridimensionamento delle strutture ospedaliere”. “La riunione è stata positiva e sembrano esserci i presupposti per guardare ad un futuro in cui il servizio sanitario nazionale garantisca ancora equità, solidarietà ed universalità a bambini e adolescenti – conclude il Presidente FIMP -. Ringraziamo il Ministro Grillo per la disponibilità e l’attenzione che dimostra alle problematiche dell’assistenza in età pediatrica proprio in un momento così importante di programmazione di azioni concrete e necessarie, in vista del Patto per la Salute e della trattativa aperta in SISAC per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale nel quale si stanno delineando le caratteristiche del futuro assetto organizzativo ed assistenziale”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ricerca FIASO-IEN sulla gestione delle risorse umane in sanità

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Lo studio Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere)-IEN (Istituto europeo neurosistemica) sulla gestione delle risorse umane in sanità conferma una realtà già da tempo – purtroppo – ben conosciuta da chi lavora e da chi gestisce i servizi, l’assoluta importanza del lavoro dei professionisti perché il sistema funzioni e l’altrettanto assoluta necessità di interventi che rompano la routine ormai consolidata di allineamento verso il basso senza riconoscimenti di competenze, specializzazioni e meritocrazia”.È questo il primo commento di Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini degli infermieri (FNOPI), ma anche direttore sociosanitario dell’Asst Milano Nord, ai risultati dello studio Fiaso sulla gestione delle risorse umane in sanità che mette in risalto che il 52% dei neo assunti e il 38% dei “senior” vorrebbe cambiare azienda per condizioni e guadagni migliori anche se giudicano gratificante la propria attività il 51% dei senior e il 67% dei neoinseriti.“lo stimolo a prendersi cura è anche la ragione per cui si sceglie una professione che cerca di risolvere i bisogni di salute delle persone – ha detto Mangiacavalli -: aiutare gli altri e assisterli è lo scopo di chi lavora in sanità e riuscirci è di per se premiante, al di là del contorno organizzativo, per il quale le aziende fanno sicuramente il loro meglio, ma che ormai è evidente ha bisogno di poter contare su investimenti e riconoscimenti maggiori”.Nel campione analizzato, così come nelle strutture del Servizio sanitario nazionale la maggioranza dei professionisti sono infermieri: nello studio Fiaso la percentuale degli infermieri che hanno partecipato all’indagine rispetto al totale del campione è 37% junior e 36% senior; la percentuale dei medici è 26% junior e 20% senior; ci sono poi 9% OSS junior e 19% OSS senior.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Meccanismo di replicazione del prione

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Si tratta di una proteina tossica che a metà degli anni Novanta è diventata famosa in tutto il mondo in quanto responsabile del “morbo della mucca pazza”: a descriverlo sulle pagine di PLOS Pathogens è stato il gruppo di ricerca dell’Istituto Telethon Dulbecco presso l’Università di Trento guidato da Emiliano Biasini, in collaborazione con il gruppo di Pietro Faccioli del dipartimento di Fisica dello stesso ateneo e afferente all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.I prioni sono versioni anomale di proteine normalmente presenti nel cervello dei mammiferi (ma presenti anche in altre specie come per esempio gli uccelli) in grado di replicarsi e propagarsi in maniera simile a virus e batteri. L’esatto meccanismo è ancora sconosciuto, ma si sa che possono indurre il cambiamento della loro forma normale in quella anomala: nel tempo quest’ultima prende il sopravvento e forma degli aggregati che uccidono le cellule nervose, provocando delle gravissime patologie neurodegenerative chiamate encefalopatie spongiformi trasmissibili. Quelle che colpiscono l’uomo note finora sono la malattia di Creutzfeldt-Jakob, l’insonnia fatale familiare e la malattia di Gerstmann-Sträussler-Scheinker: si tratta di malattie spontanee, genetiche o infettive molto rare, che insorgono in genere in età adulta dopo una latenza molto lunga, ma con un’evoluzione rapida e infausta dopo la comparsa dei primi sintomi. Molto nota è anche l’encefalopatia spongiforme bovina, che ha provocato una vera e propria epidemia a partire dalla metà degli anni Ottanta nei bovini prima in Inghilterra e poi in tutta Europa e ha fatto registrare anche alcuni rari casi di trasmissione all’uomo conseguente all’ingestione di carne infetta.
«Pur essendo noti fin dagli anni Ottanta grazie al lavoro del Premio Nobel Stanley Prusiner, i prioni sono agenti tuttora molto “sfuggenti” per chi li studia, perché non si possono osservare direttamente – spiega Emiliano Biasini, scienziato Telethon e professore associato al Dipartimento CIBIO dell’Università di Trento. «La loro tendenza ad aggregare, infatti, ha reso finora impossibile applicare la cristallografia a raggi X o la risonanza magnetica nucleare, i metodi più comunemente utilizzati per caratterizzare finemente la struttura delle proteine, fino al livello atomico; d’altra parte, un modello affidabile della proteina prionica è essenziale per disegnare delle strategie terapeutiche mirate. In questo senso, un grosso aiuto è arrivato da una disciplina apparentemente distante dalla biologia e dalla chimica, ovvero la fisica subatomica».I ricercatori Telethon hanno rivisitato la struttura dei prioni e proposto un nuovo modello di conformazione in linea con i più aggiornati dati sperimentali. Grazie poi alla stretta collaborazione con il gruppo di Pietro Faccioli, hanno sfruttato un innovativo metodo di calcolo computazionale derivato da metodi matematici sviluppati in fisica delle particelle, per ricostruirne il meccanismo di replicazione. «L’interdisciplinarietà è stata la chiave vincente – spiega Giovanni Spagnolli, studente di dottorato al Dipartimento CIBIO dell’Università di Trento e primo autore del lavoro. Senza l’apporto dei colleghi fisici non saremmo stati in grado di eseguire calcoli così complessi con tempi e costi accessibili, mentre grazie a loro abbiamo trovato il modo di farlo con un grado di approssimazione affidabile ma al contempo sostenibile. Per la prima volta siamo riusciti a ricostruire il modo con cui i prioni riescono a replicarsi e contiamo di sfruttare queste informazioni per cercare o addirittura costruire razionalmente molecole in grado di bloccare la replicazione dei prioni e arrestare il processo neurodegenerativo ad oggi incurabile».
Questo studio è stato finanziato da Fondazione Telethon e ha visto la collaborazione anche dell’Università di Santiago de Compostela (Spagna) e dell’Università di Alberta (Canada).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il diabete in Italia costi e nuove terapie

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Ha un costo totale di 20,3 miliardi di euro all’anno, tra quelli che vengono definitivi costi diretti (46%) e indiretti (54%). All’interno di quelli diretti, circa la metà (49%) è dovuto alle ospedalizzazioni, il 7% ai “farmaci per il diabete”, il 17% alle “visite pazienti”, il 23% per “altri farmaci”. Sul totale delle spese inerenti al trattamento della patologia, le spese per i devices corrispondono solo al 4%.
I presupposti dello studio belga partono proprio da quest’ultimo dato, dimostrando come è stato possibile ridurre il numero dei ricoveri (di un terzo) e delle assenza sul lavoro (la metà) grazie all’utilizzo del monitoraggio in continuo della glicemia in real time.
Studi clinici randomizzati hanno confermato l’efficacia del monitoraggio in continuo della glicemia in real time (RT GCM) nel ridurre gli eventi ipoglicemia severi del 72% in sei mesi con un miglioramento della variabilità glicemica del 36%.La valenza di questo studio rinforza quello che viene definito l”effectiveness” dei sistemi di monitoraggio continuo della glicemia di ultima generazione in grado di ridurre le complicanze e quindi i ricoveri, ma soprattutto i costi – conclude Bertuzzi- ll livello di precisione dei devices a disposizione hanno segnato un cambio epocale nella gestione del diabete, al punto che è stato approvato per prendere decisioni terapeutiche senza bisogno di calibrazioni.
Monitoraggio in continuo della glicemia (CGM) in real time (RT CGM) E’ di altissima precisione, si chiama DexcomG6 e rappresenta il device che segna oggi un cambio epocale nella gestione del diabete. E’ stato approvato per prendere decisioni terapeutiche senza bisogno di calibrazioni, perché grazie agli elevati standard della Ricerca e Sviluppo di Dexcom, questo sistema di monitoraggio sta raggiungendo la “perfezione della natura” in termini di accuratezza. Semplice come nessun altro CGM (è dotato di inseritore automatico), con allarmi personalizzabili, avviso predittivo di ipoglicemia e possibilità di condivisione a distanza consente di mettere in campo interventi preventivi e correttivi al fine di mantenere o ricondurre la glicemia in un range fisiologico, allontanando il rischio di complicanze anche molto pericolose.
Il sistema Omnipod è un cerotto intelligente che gestisce la terapia. Si tratta di un microinfusore che ha le dimensioni di un “micro-mouse” (il Pod, appunto) e fornisce la somministrazione continua di insulina sempre. Consente di nuotare, praticare sport, fare la doccia (impermeabile fino a 7,6 metri) e condurre la propria vita sociale fin da molto piccoli, sapendo che monitoraggio e terapia vengono gestiti in sicurezza.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Diarrea del viaggiatore

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Estate, tempo di relax e viaggi, ma l’imprevisto è dietro l’angolo. Se la meta è una località esotica, meglio prestare attenzione per evitare un disturbo tanto diffuso quanto insidioso, che potrebbe rovinare la vacanza: la diarrea del viaggiatore, una forma di enterite o gastroenterite che colpisce chi soggiorna in Paesi che presentano scarse condizioni igienico-sanitarie o sono legati a situazioni di infettività maggiori di alcuni microrganismi rispetto ad altri. Le zone più a rischio sono il Centro Africa, il Kenya, l’Uganda, la regione atlantica del continente africano – come la Costa d’Avorio – l’area mediterranea verso il Medio Oriente e il Sud-Est asiatico.Causato da un’infezione di germi patogeni, appartenenti a batteri – in primis l’Escherichia Coli e gli Stafilococchi – virus e protozoi, il disturbo si manifesta con un’eccessiva scarica diarroica, che determina una perdita di liquidi ed elettroliti (quali sodio, potassio, calcio, magnesio e altri minerali presenti nei liquidi dell’organismo). Per questo motivo, è fondamentale procedere quanto prima a un’adeguata reidratazione: un rimedio valido per gli adulti e ancor più nei bambini, considerando che un’eccessiva disidratazione può risultare pericolosa per i più piccoli.Cosa fare, quindi, per limitare il rischio di contrarre la diarrea del viaggiatore? Quali regole seguire per non rovinarsi la vacanza?
• Iniziare una terapia con probiotici prima della partenza e continuarla per tutta la durata della permanenza in Paesi a rischio.
• Scegliere con cura il luogo di villeggiatura e valutare accuratamente le condizioni igieniche dell’ambiente in cui si andrà a soggiornare.
• Disinfettare i cibi con presidi igienico-sanitari e lavarsi bene le mani.
• Assicurarsi di assumere acqua da bottiglie sigillate e non bere acqua corrente, di cui non si conosce il grado di potabilità.
• All’aggravarsi dei sintomi rivolgersi a un medico al fine di prevenire eventuali patologie che potrebbero peggiorare e creare uno stato di allerta, soprattutto quando si è in un Paese straniero.
Per contrastare la gastroenterite, oltre all’utilizzo di farmaci sintomatici e antibiotici ad ampio spettro a carico dell’apparato digerente, in grado di agire sui microrganismi patogeni, un valido aiuto arriva anche dai probiotici che se assunti in quantità adeguate, si rivelano utili anche per preparare il microbiota intestinale al fine di frenare l’insorgenza di ceppi “cattivi”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Il diabete e l’aspettativa di vita

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Si stima che in media una diagnosi di diabete all’età di 40 anni riduca l’aspettativa di vita di circa 6 anni negli uomini e di circa 7 anni nelle donne e che la metà di questa riduzione sia imputabile alle malattie cardiovascolari. Questi sono alcuni dei dati presentati nel Rapporto del 12th Italian Diabetes Barometer Forum in svolgimento oggi a Roma, organizzato da Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation, Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Health City Institute, I-Com Istituto per la competitività, Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane e Intergruppo Parlamentare “Qualità di vita nelle città”.Il 53 per cento dei decessi associati a iperglicemia è dovuto a cause cardio-cerebrovascolari, in particolare 2,27 milioni di morti per malattie cardiache ischemiche e 1,19 milioni per ictus; si stima che ogni minuto nel mondo muoiano 6-7 persone per malattie cardiovascolari legate al diabete.
In Italia, secondo i dati Istat del 2017, a fronte di una prevalenza media di malattie cardiologiche tra gli over 45 del 7,5 per cento, quella tra persone con diabete è pari a circa il 17,1 per cento, ben oltre il doppio di quella rilevata per i non diabetici: 6,4 per cento. “Si tratta di un problema che interessa soprattutto gli anziani, quindi destinato a crescere in termini assoluti con l’invecchiamento della popolazione. Ad esempio, tra le persone con diabete di 45-64 anni la prevalenza di malattie cardiache è pari al 10,6 per cento contro una prevalenza del 19,4 per cento tra i 65-74enni con diabete, che arriva fino al 27,1 per cento se si prende in considerazione solo la categoria dei maschi con diabete di questa fascia di età”, sottolinea Roberta Crialesi, Dirigente del Servizio Sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia di ISTAT. “Anche altri aspetti legati alle diverse realtà territoriali, al grado di istruzione e più in generale alla connotazione sociale della popolazione, influenzano la prevalenza di diabete e malattie cardiache. Le regioni del Mezzogiorno sono quelle più svantaggiate, come Calabria, Molise e Umbria e il problema è maggiormente diffuso tra le persone con basso livello di istruzione rispetto ai più istruiti. Queste analisi restituiscono un’immagine nitida dei legami tra invecchiamento della popolazione, condizioni sociali e condizioni di salute e ribadiscono la necessità di interventi urgenti e diffusi”, aggiunge. Da una recente indagine promossa dall’International Diabetes Federation in partnership con Novo Nordisk, che ha coinvolto oltre 12.000 persone con diabete di tipo 2 in 130 Paesi, è emerso che, per quanto riguarda la conoscenza dei fattori di rischio, un paziente su quattro non era consapevole del ruolo svolto dall’ipertensione e dal sovrappeso, uno su tre ignorava che iperglicemia, ipercolesterolemia, fumo ed inattività fisica aumentano il rischio cardiovascolare e circa uno su due non conosceva l’importanza, quali fattori di rischio, di elevati livelli di stress, del diabete di lunga durata e di un’età oltre i 65 anni.Nel nostro Paese, la conoscenza dei fattori di rischio cardiovascolare sembra essere migliore rispetto al dato internazionale; tra i partecipanti, il 90 per cento riconosce il ruolo del sovrappeso/obesità, l’89 per cento dell’ipertensione, l’88 per cento dell’ipercolesterolemia e dell’iperglicemia. Tuttavia, percentuali importanti di pazienti ignorano il rischio associato all’inattività fisica, al fumo, a una dieta ricca in grassi e alla familiarità e circa la metà dei partecipanti non ha identificato come fattori di rischio cardiovascolare avere il diabete da più di 5 anni o avere oltre 65 anni di età.
I lavori del 12th Italian Diabetes Barometer Forum sono stati aperti dalla sessione organizzata in collaborazione con lo European Diabetes Forum (EUDF). Promosso lo scorso anno dalla European Association for the Study of Diabetes (EASD), la società scientifica continentale, l’EUDF si propone di riunire le voci delle persone con diabete, degli esperti scientifici e dei rappresentanti di industria, ricerca e società, con l’obiettivo di indirizzare la politica verso un’azione più mirata e concreta di contrasto alla malattia diabetica. “Vogliamo consentire ai sistemi sanitari di far fronte alla pandemia diabete, ottenendo al contempo i migliori risultati possibili per i pazienti. Per questo chiediamo a tutti coloro che si sentono in qualche modo coinvolti di farsi parte attiva e collaborare per perseguire questo scopo”, il messaggio lanciato dal Segretario esecutivo EUDF, John Nolan.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Dal codice genetico dei centenari la possibilità di una nuova terapia contro le malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Alcune persone vivono molto più a lungo della media, in parte anche grazie al loro DNA. Una ricerca tutta italiana mostra che potrebbe essere possibile replicare questo “dono genetico” anche per chi ne è sprovvisto. Si apre la strada ad un modello innovativo di terapia, capace di prevenire e combattere le malattie cardiovascolari attraverso un vero e proprio ringiovanimento dei vasi sanguigni.Lo studio, condotto dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), dall’I.R.C.C.S. MultiMedica di Sesto San Giovanni (MI) e dal Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria, Scuola Medica Salernitana dell’Università degli Studi di Salerno, con il sostengo di Fondazione Cariplo e Ministero della Salute, è stato pubblicato sul giornale scientifico European Heart Journal ed è incentrato sul gene che codifica la proteina BPIFB4. In passato lo stesso gruppo di ricerca aveva individuato una variante di questo gene, la cosiddetta LAV (“longevity associated variant”), che prevale nelle persone dalla vita particolarmente lunga, oltre i cento anni. Ora i ricercatori hanno inserito, attraverso un vettore virale, il gene LAV-BPIFB4 nel DNA di animali da laboratorio particolarmente suscettibili all’aterosclerosi e, di conseguenza, a patologie cardiovascolari.
“I risultati – dice Annibale Puca, coordinatore di un’équipe di ricerca presso l’Università di Salerno e presso l’I.R.C.C.S. MultiMedica – sono stati estremamente incoraggianti. Abbiamo osservato un miglioramento della funzionalità dell’endotelio (la superficie interna dei vasi sanguigni), una riduzione di placche aterosclerotiche nelle arterie e una diminuzione dello stato infiammatorio”.In altri termini, l’inserimento del “gene dei centenari” nei modelli animali ha provocato un vero e proprio ringiovanimento del sistema cardiocircolatorio. Lo stesso effetto positivo è stato ottenuto anche in laboratorio, questa volta non inserendo geni nelle cellule ma somministrando la proteina codificata dal gene LAV-BPIFB4 a vasi sanguigni umani.A questi dati sperimentali i ricercatori hanno quindi aggiunto un ulteriore studio condotto su gruppi di pazienti. Si è visto prima di tutto che ad un maggiore livello di proteina BPIFB4 nel sangue corrispondeva una migliore salute dei loro vasi sanguigni. Inoltre proprio i portatori della variante genetica LAV avevano livelli di proteina maggiori.“Questo studio – commenta Carmine Vecchione, Preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Salerno, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ospedale Ruggi D’Aragona di Salerno e Responsabile del Laboratorio di Fisiopatologia Vascolare dell’I.R.C.C.S. Neuromed – apre la strada alla possibilità di soluzioni terapeutiche basate sulla proteina LAV-BPIFB4. Naturalmente saranno necessarie ancora molte ricerche, ma pensiamo che sia possibile, somministrando la proteina stessa ai pazienti, rallentare i danni cardiovascolari dovuti all’età. In altre parole, anche se una persona non possiede quelle particolari caratteristiche genetiche che la rendono longeva, potremmo essere in grado di offrire lo stesso livello di protezione”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Presentazione progetto: monitoro la mia pressione

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Roma, 18 luglio 2019, ore 10:00 Ministero della Salute, Auditorium Cosimo Piccinno – Lungotevere Ripa. L’ipertensione è uno dei principali problemi di salute della popolazione senior, con una prevalenza che aumenta con il crescere dell’età. La presenza dell’ipertensione si associa a un aumentato rischio di ictus, insufficienza cardiaca, malattia coronarica, malattia renale. Senior Italia FederAnziani in collaborazione con SIIA – Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, ha condotto un’indagine presso la popolazione anziana monitorando la pressione di 15.000 over 65 in tutta Italia. I risultati dei dati saranno presentati in una conferenza stampa presso il Ministero della Salute. Partecipano all’evento: Pierpaolo Sileri (Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato), Roberto Messina (Presidente Senior Italia FederAnziani), Claudio Ferri (Presidente SIIA), Enrico Agabiti Rosei (Comitato Scientifico ESH – European Society of Hypertension).Sono stati invitati: Giulia Grillo (Ministro della Salute) Armando Bartolazzi (Sottosegretario di Stato alla Salute) Luca Coletto (Sottosegretario di Stato alla Salute)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »