Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Archive for the ‘Medicina/Medicine/Health/Science’ Category

Medicine – Health – Science

Master – Il Trauma in età evolutiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Dal 16 gennaio 2021 modalità online Il Master, a cura della dott.ssa Antonella Montano, offrirà ai partecipanti un percorso formativo di alta specializzazione fornendo strumenti diagnostici, concettualizzazioni teoriche e protocolli terapeutici, aggiornati e con la maggiore evidenza scientifica di efficacia, per la cura e la prevenzione del Trauma e dei Disturbi Dissociativi nei bambini e negli adolescenti. L’Istituto A.T. Beck è riconosciuto come una eccellenza nella formazione. Il trauma è uno dei temi maggiormente presenti sia nel programma didattico della scuola di specializzazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale che nei workshop o seminari organizzati durante il corso dell’anno.Professionisti del settore di fama nazionale e internazionale sono stati protagonisti di incontri formativi e arricchenti. Presso l’Istituto è attivo, già da 4 anni, il Master dedicato al Trauma in età adulta che ha coinvolto docenti e partecipanti da ogni parte di Italia. Adesso abbiamo sentito l’esigenza di ampliare l’offerta formativa, dedicando un intero percorso alla età evolutiva coinvolgendo, anche in questo caso, docenti conosciuti a livello nazionale e internazionale.Durante le oltre 200 ore di formazione, non verranno trattati e discussi soltanto gli aspetti teorici, ma anche esposti gli aspetti pratici della clinica. Inoltre l’apprendimento esperienziale, tramite la partecipazione attiva, renderà la presenza al Master più coinvolgente, interessante e pratica. Per ciascun modulo di insegnamento, verranno forniti, come da prassi dell’Istituto, materiale didattico (slide, protocolli di riferimento, bibliografia, ecc.) e protocolli strutturati da usare in terapia con i bambini/adolescenti e i loro familiari. Il Master inoltre non punta soltanto alla cura, ma anche alla prevenzione, allargando il focus su tutti i contesti nei quali il bambino/adolescente si trova a vivere. Il Master, infatti, ha anche l’obiettivo di far acquisire protocolli di prevenzione ed elaborazione gruppale e nei contesti scolastici. Vuole offrire riflessioni sull’impatto delle storie traumatiche nei contesti di affido e adozione e illustrare le strategie di lavoro clinico applicabili con il minore e la famiglia.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Covid-19 e disregolazione emotiva infantile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

“L’ansia e l’angoscia determinati dalla paura del contagio hanno generato una disregolazione emotiva in tutta la popolazione infantile, e quindi anche nei bambini con disturbi dello spettro autistico, così come negli adulti. Si sono strutturati in senso difensivo alcuni comportamenti di tipo ossessivo, ovvero dei rituali, che non devono essere letti come inizio di una strutturazione patologica”. Parte da questi presupposti l’intervento di Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), al congresso straordinario della Società italiana di pediatria (Sip). Sta per uscire una ricerca che l’IdO ha condotto insieme ai pediatri sui bambini con disturbi dello spettro autistico durante la pandemia. “Nei minori con autismo abbiamo registrato un aumento del 30% dei comportamenti stereotipati- fa sapere Di Renzo- ma non si è assistito alla strutturazione di nuovi comportamenti stereotipati, né alla presenza di condotte aggressive auto ed eterorivolte. Ci ha infine colpito che nel 30% dei casi si sono verificati miglioramenti nelle aree della comunicazione e della relazionalità, da addebitare a ritmi di vita più tranquilli e al ruolo attivo dei genitori. Questi, seguiti da remoto, hanno imparato a sintonizzarsi con i figli, permettendogli ulteriori evoluzioni”. La ricerca dell’IdO sugli effetti della pandemia nei bambini con autismo era stata fatta dopo il primo mese di lockdown, “ora abbiamo realizzato un re-test su 110 bambini (70 seguiti all’interno del Progetto Tartaruga e 40 seguiti in Sicilia) per verificare, attraverso colloqui e questionari rivolti ai genitori, eventuali cambiamenti. Il re-test condotto a 3 mesi di distanza ha confermato la stabilità dei risultati ottenuti grazie al contenimento affettivo delle famiglie”. Una nuova frontiera oggi è l’individuazione di indicatori predittivi, clinici e strumentali, che orientino l’intervento fin dall’inizio secondo i principi di efficacia ed elettività, ma che siano pure passibili di rimodulazione in base alle traiettorie e alle contingenze specifiche. La scelta del progetto migliore per ogni soggetto e la stretta collaborazione tra specialisti, pediatri e famiglie, rappresenta per il bambino autistico un fattore di protezione anche in situazioni d’emergenza. “Dai nostri dati su oltre 200 bambini seguiti nel tempo- sottolinea Vanadia- sono emersi degli indicatori predittivi come la presenza di contagio emotivo, che è un precursore dello sviluppo dell’empatia; la comprensione delle intenzioni altrui, che è precursore della teoria della mente; la rilevazione dell’intelligenza fluida e l’accesso alla dimensione rappresentativa simbolica, che sono i precursori del raggiungimento di livelli sufficienti e/o buoni di linguaggio e quoziente intellettivo”. Infatti, i bambini che avevano registrato un miglioramento durante il lockdown, erano stati quelli che avevano riportato le “migliori risposte ai test sul contagio emotivo e sulla comprensione delle intenzioni altrui- ricorda Di Renzo- che è legata a una conoscenza embodied (incarnata) che parte proprio dalla dimensione affettivo-corporea”. Dunque, “conoscere la complessità e le integrazioni alla base dello sviluppo dei bambini, soprattutto di quelli con autismo, ci consente di far fronte alle difficoltà- conclude Vanadia- anche ora in pandemia in cui, come tutti, sono esposti a un grande stress”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La cardiomiopatia ipertrofica

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

La cardiomiopatia ipertrofica (HCM) è una malattia cronica progressiva nella quale l’eccessiva contrazione del muscolo cardiaco e la ridotta capacità di riempimento del ventricolo sinistro possono causare lo sviluppo di sintomi debilitanti e di disfunzione cardiaca. Si stima che la HCM colpisca una persona su 500. La causa più frequente della HCM è la mutazione della proteina del sarcomero. Nei due terzi circa dei pazienti con HCM. Il percorso seguito dal sangue in uscita dal cuore, noto come tratto di efflusso ventricolare sinistro (LVOT), viene ostruito dal muscolo ingrossato e malato, limitando il flusso di sangue dal cuore al resto del corpo (HCM ostruttiva). In altri pazienti, il muscolo cardiaco ispessito non blocca l’efflusso ventricolare sinistro (LVOT) e la malattia è causata da un danno diastolico dovuto al muscolo cardiaco ingrossato e irrigidito (HCM non ostruttiva). Nei pazienti con HCM, ostruttiva o non ostruttiva, lo sforzo può provocare affaticamento o mancanza di respiro, interferendo con la capacità del paziente di partecipare alle attività della vita quotidiana. La HCM è stata anche associata ad un aumento del rischio di fibrillazione atriale, ictus, insufficienza cardiaca e morte cardiaca improvvisa. Attualmente sono circa 160.000-200.000 le persone con diagnosi di HCM ostruttiva sintomatica negli Stati Uniti e nell’Unione Europea, senza opzioni di trattamento efficaci esistenti oltre ad un limitato sollievo sintomatologico. Generalmente viene diagnosticata a pazienti intorno ai 40 o 50 anni e il trattamento è cronico. Si stima che solo circa il 25% delle persone con HCM ostruttiva e il 10% circa di quelle con HCM non ostruttiva abbiano ricevuto una diagnosi.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Rinnovo contratto farmacisti

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Si sono dati appuntamento online per discutere del rinnovo del contratto scaduto da quasi otto anni. All’appello di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno risposto in circa 500. I farmacisti non titolari di farmacie private e speciali (le ex municipalizzate) concordano con i loro rappresentanti sindacali che la trattativa debba sbloccarsi per arrivare quanto prima alla firma del rinnovo contrattuale, e per questo hanno scritto ai Ministeri della salute e del Lavoro chiedendo di intervenire. Nel corso dell’assemblea nazionale unitaria delle lavoratrici e lavoratori, lo scorso 19 novembre, si è fatto il punto della situazione sulla trattativa di rinnovo dei due Contratti Collettivi di Lavoro e della possibile stesura di un protocollo condiviso sulle norme di protezione dalla diffusione del Covid nelle farmacie. L’assemblea ha preso atto di una trattativa bloccata sulle pretese di Federfarma che chiede ulteriore flessibilità negli orari di lavoro e nelle forme di impiego, la diminuzione delle indennità per il lavoro straordinario e, addirittura, subordina l’aumento salariale alla soppressione dei permessi retribuiti. Filcams Cgil, Fisascat e Uiltucs ribadiscono i temi centrali per il rinnovo contrattuale, a partire da una rimodulazione dei diritti sindacali per le grandi aziende del settore e per le farmacie con pochi dipendenti, da una classificazione del personale che dia risalto alla figura del farmacista e valorizzi la sua professionalità, dall’introduzione della sanità integrativa per il settore che ad oggi ne è privo. Occorre un riconoscimento salariale congruo, in relazione al tempo trascorso dall’ultimo aumento e all’impegno ed alla professionalità espresse anche in occasione dell’attuale emergenza sanitaria. Anche nel rapporto con Assofarm e le farmacie “speciali” (le ex municipalizzate) la trattativa è ferma, con l’associazione datoriale intenzionata a stare alla finestra, in attesa che si sblocchi, prima, la negoziazione con Federfarma. Importante, nel confronto con le associazioni di categoria, il tema della salute sui luoghi di lavoro, rappresentando le farmacie, in molte realtà cittadine, il primissimo presidio sanitario per moltissimi cittadini. Nella discussione è entrata così la questione dei tamponi e test anti-Covid che oggi si fa strada in assenza di specifici protocolli che certifichino le regole sulla sicurezza anche per aspetti molto meno complessi. Per questi motivi, i sindacati di categoria hanno deciso di rivolgersi con una lettera ai Ministeri dalla Salute e del Lavoro per arrivare quanto prima a restituire a tutti i farmacisti italiani diritti e tutele adeguate al momento attuale.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’ictus non resta a casa

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

La malattia vascolare è stata messa in un angolo durante la pandemia da Covid-19 e i pazienti hanno avuto meno possibilità di accedere ai centri di cura con una conseguente diminuzione degli accessi in ospedale. Un dato che misura quanto l’emergenza sanitaria abbia profondamente sconvolto il percorso di cura e di assistenza per i pazienti colpiti da ictus cerebrale è che nella prima ondata è stata azzerata la prescrizione di alcuni farmaci e dei nuovi anticoagulanti ed è stato più difficolto per questi pazienti andare in ospedale dove il timore del contagio ha avuto un forte impatto sulla decisione del paziente a chiedere aiuto. Questo è il quadro emerso durante il webinar ‘Strategie sanitarie di prevenzione dell’ictus: come ottimizzare la prevenzione per una popolazione più sana’, organizzato da Motore Sanità in collaborazione con Cattaneo Zanetto & Co, e realizzato grazie al contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb e Pfizer. Ogni anno in Italia si registrano almeno 100.000 nuovi ricoveri dovuti all’ictus cerebrale, circa un terzo delle persone colpite non sopravvive a un anno dall’evento, mentre un altro terzo sopravvive con una significativa invalidità: il numero di persone che attualmente vive in Italia con gli esiti invalidanti di un ictus ha raggiunto la cifra record di quasi un milione (Rapporto 2018 Ictus). Una ricerca basata su un sondaggio di 250 stakeholders europei che includono associazioni dei pazienti colpiti da ictus, politici e sanitari coinvolti nella prevenzione, condotta dalla World Stroke Organization e dell’Osservatorio Ictus Italia, ha messo in evidenza che esiste una maggiore sensibilizzazione verso il tema della prevenzione in paesi come Olanda e Inghilterra mentre in Italia esiste un grosso gap tra l’implementazione delle linee guida per la prevenzione dell’ictus e ciò che in realtà viene fatto. “Sulla prevenzione dell’ictus, le istituzioni possono incidere con un lavoro su quattro ambiti – ha spiegato Valeria Caso, Dirigente Medico presso la S.C. di Medicina Interna e Vascolare-Stroke Unit, Membro del Direttivo della World Stroke Organization e dell’Osservatorio Ictus Italia: sensibilizzazione sui fattori di rischio dello stroke e la loro possibile gestione per informare correttamente la popolazione. Ad esempio, la fibrillazione atriale, a cui diversi studi riconducono circa il 25% dei casi di ictus, ancora troppo frequentemente viene diagnosticata solo all’insorgere dell’evento cardiovascolare maggiore. Poi: potenziamento delle figure professionali del mondo sanitario; promuovere l’implementazione delle linee guida cliniche per la prevenzione dell’ictus, aumentando la comunicazione sulle best practices, evidenziando gli interventi chiave come la gestione della pressione sanguigna e altre azioni preventive e assicurando l’accesso alle terapie. Sono convinta che finché non esiste un accesso equo alla terapia non si può implementare in maniera corretta la terapia prescritta. E, infine, sostegno per le tecnologie digitali, garantendo la disponibilità e l’accesso per operatori sanitari e pazienti, da un lato con maggiori investimenti e dall’altro con modalità di utilizzo definite”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Malattie reumatologiche: La parola d’ordine è remissione

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Si parla di remissione, un concetto inimmaginabile per molte malattie reumatologiche fino a pochi anni fa. Oggi è possibile ridurre ai minimi termini le conseguenze di alcune gravi patologie reumatologiche come l’artrite reumatoide. Se l’intervento terapeutico è precoce, grazie a cure estremamente efficaci e a una strategia terapeutica ottimale, è possibile ottenerla nel 50% dei pazienti. Si ottiene così una condizione di controllo dei principali sintomi e di tutte le manifestazioni di attività della patologia. Non si può ancora parlare di guarigione ma di remissione, che quando è sostenuta nel tempo consente al paziente una vita normale dal punto di vista della sintomatologia clinica con un ritorno alla piena efficienza lavorativa e sociale. Tuttavia ancora troppi pazienti e caregiver hanno poca conoscenza su questa opportunità garantita dall’innovazione e dalla ricerca medico-scientifica. Per questo la Società Italiana di Reumatologia (SIR) ha deciso di avviare una nuova campagna nazionale informativa rivolta sia ai cittadini sia ai clinici sia ai pazienti portatori di gravi patologie potenzialmente invalidanti. Il progetto prevede una survey tra i reumatologi, la realizzazione di un booklet e l’apertura di uno specifico canale sulla remissione su SIR TV. L’iniziativa viene presentata oggi con una conferenza stampa virtuale in occasione del penultimo giorno del 57° congresso nazionale della Società Scientifica. L’evento si svolge on line e vede la partecipazione di oltre 2.000 specialisti da tutta Italia. “La remissione è l’obiettivo prioritario che ci prefiggiamo nella maggior parte dei nostri pazienti – afferma Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale della SIR -. Possiamo conseguirla ma molto dipende dal momento in cui riusciamo ad intervenire con le cure. Se un malato viene trattato troppo tardi è difficile, e a volte addirittura impossibile conseguire un risultato così ambizioso. Quando la malattia viene intercettata in stadio avanzato l’obiettivo può essere solo quello di raggiungere una bassa attività di malattia. Anche nei pazienti che hanno già fallito alcune terapie con biologici la remissione resta un obbiettivo difficile ma se la diagnosi viene posta precocemente e la strategia terapeutica viene applicata correttamente fin dagli esordi, l’obiettivo della remissione oggi è reale e concreto. E remissione così come viene modernamente valutata sulla base di parametri clinici molto stringenti significa assenza di sintomi e possibilità per il paziente di una vita normale ed esente dagli effetti della malattia.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: la dislessia diventa un’opportunità anche in tempi di Covid

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2020

“Aperti all’epoca del Covid”, i doposcuola per dislessici continuano la loro attività anche in zona rossa, come recita il Dpcm. Ciò che viene considerato un disturbo, un problema, uno svantaggio può divenire un punto di forza, dipende sempre dall’ambiente in cui ci si trova. Il progetto del doposcuola “D+ decisamente super affascinante” di Valentina Secchi e Angelica Franzi ne è un esempio aperto anche in queste settimane, come molti altri a Milano.Le storie dei loro ragazzi, che rifioriscono e si appassionano, si esprimono e ritrovano il senso e la bellezza di capire, di apprendere, di stare insieme sono le stesse di tanti doposcuola che stanno aiutando i ragazzi con queste caratteristiche.D+ decisamente Super affascinante nasce nel luglio 2020 dall’idea di quanto descritto da Valentina nel suo libro Decisamente super affascinante, ovvero dare attenzione alle risorse individuali di ogni ragazzo, costruendo sui suoi talenti e competenze piuttosto che correggere le sue fragilità.Valentina Secchi è una mamma che si è battuta prima per suo figlio e poi si è trasformata in un’alleata didattica di tutti i ragazzi e le ragazze che le vengono affidati. Il suo doposcuola, che ha sede in via Raffaello Barbiera 36, si propone di supportare nelle attività di studio bambini e ragazzi dalla terza classe della scuola primaria in avanti con disturbi specifici dell’apprendimento e bisogni educativi speciali.“I nostri ragazzi possono sentirsi disorientati e incapaci di fruire della Didattica a distanza – continua Valentina – per coinvolgere gli alunni DSA, e non solo, gli insegnanti devono servirsi di strumenti semplici e metodologie chiare. Fondamentale è la collaborazione tra scuola e famiglia, per aiutare i ragazzi a scrollarsi di dosso quel senso di incapacità che spesso assorbono a scuola”.L’istituzione scolastica è come un tavolo a quattro gambe: genitori, ragazzo, preside ed insegnanti. Se manca una gamba, il tavolo traballa. Ci deve essere sensibilità e tatto per trovare il modo giusto di comunicare. Chi ha un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, infatti, fatica già nelle lezioni in presenza ad organizzare i quaderni, a gestire il diario e a reperire le schede. Troppi input, differenti dislocazioni dei materiali, possono rendere veramente complesso seguire il programma e dare un senso alle proposte dei docenti.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il carcinoma cutaneo a cellule squamose

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2020

E’ il secondo tumore della pelle per incidenza, ma ancora poco conosciuto. Colpisce soprattutto persone anziane, che hanno trascorso molta parte della loro attività professionale all’aperto, esposte ai raggi solari senza protezioni. Per sensibilizzare tutti i cittadini sulle regole di prevenzione e per dar voce ai pazienti, A.I.Ma.Me. (Associazione Italiana Malati di Melanoma e Tumori della Pelle) ha realizzato il Libro Bianco sulla patologia. Per illustrare i contenuti e gli obiettivi del Libro Bianco sul carcinoma cutaneo a cellule squamose, martedì 1 dicembre, alle 11, è prevista una conferenza stampa on line. Interverranno, tra gli altri, Paola Queirolo (Direttore Divisione Melanoma, Sarcoma e Tumori rari all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano), Giovanna Niero (Presidente A.I.Ma.Me.), Ignazio Stanganelli (Presidente IMI, Intergruppo Melanoma Italiano), Alessandro Di Stefani (Istituto di Dermatologia, Università Cattolica di Roma, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCSS), Claudia Trojaniello (Istituto Nazionale dei Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli), Francesco Saverio Mennini (Professore di Economia Politica ed Economia Sanitaria all’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’) e Angela Ianaro (Camera dei Deputati, Commissione Affari sociali).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Covid19: nelle RSA del Piemonte si aggrava la situazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2020

La Città metropolitana di Torino attraverso l’intervento del vicesindaco Marco Marocco esprime preoccupazione per la situazione nelle RSA del territorio, sia rispetto alla presenza di contagi tra gli ospiti e tra il personale, sia per la continua assenza dal tavolo di coordinamento dell’Osservatorio permanente regionale sulle RSA dell’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi.”L’Osservatorio permanente regionale sulle RSA si riunisce settimanalmente online – spiega il vicesindaco metropolitano Marco Marocco – e insieme alla Prefettura esaminiamo la situazione comprensiva delle segnalazioni provenienti dalle cabine di regia metropolitana e provinciali, il tema della carenza di personale di infermieri ed oss nelle RSA, la necessità di avere un calendario per la presenza dei medici di medicina generale nelle strutture RSA, i problemi legati al caricamento dei dati sulla piattaforma regionale, la necessità di poter contare sulla mappatura aggiornata delle strutture RSA a rischio contagio. La mancanza della voce politica da parte della sanità regionale è molto preoccupante”.All’interno dell’Osservatorio regionale RSA il vicesindaco della Città metropolitana di Torino Marco Marocco da fine agosto interviene come rappresentante delle Province piemontesi in qualità di vicepresidente della consulta delle aree vaste di ANCI Piemonte: la cabina di regia metropolitana coinvolge oltre a Prefettura di Torino e Regione Piemonte, anche i presidenti delle assemblee dei sindaci e le direzioni ASL del territorio metropolitano, le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali del settore e l’associazione delle vittime per mettere a fuoco le criticità, con particolare riferimento alla diffusione del contagio tra ospiti e operatori, carenza di personale, tamponi e reperimento dei presìdi di protezione individuale, guanti, mascherine, etc.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Patentino ai somministrati vaccino anti-Covid-19?

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Lettera aperta di Pierluigi Ciolli Associazione Nazionale Camperisti: “Abbiamo letto l’articolo aprendo https://www.ilgiornale.it/news/cronache/vaccino-arrivo-patente-spostarsi-1905524.html dove si annuncia la distribuzione di un PATENTINO a seguito della somministrazione del vaccino per il Covid-19. Speriamo che sia una fake news, infatti, nel 2020, dove è possibile registrare tutto in modo economico e veloce grazie ai computer, tablet eccetera nonché a trasmettere i flussi dati via Internet è impensabile qualcuno abbia pensato di progettare, stampare e distribuire milioni di PATENTINI, sottraendo milioni di euro alla esigenza di arrivare a una banca dati che il personale sanitario e il personale delle Forze dell’Ordine potranno consultare con un click verificando chi è sottoposto ad accertamento, se ha la patente di guida, la sua foto, la sua residenza e domicilio, quali vaccini gli sono stati somministrati, se ha allergie, il gruppo sanguigno, i numeri ICE, il numero di passaporto, carta identità, tessera sanitaria, eccetera.Anche i migliori negozi ormai hanno abbandonato l’emissione di card registrando solo i dati nel loro sistema informativo e quando si acquista basta il cognome-nome-indirizzo per farci identificare e ricevere sconti e promozioni. Siamo veramente stanchi di notizie simili perché evidenziano come, ancora oggi, non sareste in grado di organizzare i flussi informativi che sono essenziali per avere le basi per poter decidere le azioni da intraprendere e che riguardano la tutela del territorio e di tutti i cittadini. Ovviamente, se la notizia è vera, siamo disponibili a confrontarci in tempo reale in teleconferenza per spiegare come si possono e si devono utilizzare i programmatori per attivare i flussi informativi, consentendo a chi governa una immediata percezione della situazione economica, sociale, sanitaria, occupazionale e strategica.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Covid-19: quarantena, congedo parentale, lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Quali sono le procedure nel caso in cui un figlio sia in quarantena per un contatto avvenuto al di fuori della scuola o di ordinanze nazionali o locali che estendono la didattica a distanza? Che cosa succede nel caso in cui un lavoratore, anche qualora esentato, decidesse comunque di effettuare un isolamento volontario? Quali i passaggi e i diritti per i lavoratori fragili? Sono, questi, alcuni aspetti legati al Covid-19 in continua evoluzione e, proprio di recente, ci sono state nuove prese di posizioni da Inps, con ulteriori istruzioni. Vale la pena fare un punto sugli ultimi aggiornamenti. Il congedo parentale per quarantena dei figli, come si ricorderà, è stato normato da Inps in una circolare di settembre, ma, di recente, è stato soggetto ad aggiornamenti, con la possibilità di fruire degli strumenti previsti anche qualora il contatto con caso positivo sia avvenuto in contesto extra scolastico. Innanzitutto, in generale, va ricordato che il congedo può essere fruito se il figlio è minore di 14 anni e la mansione del lavoratore non possa essere svolta in smart working. La quarantena deve comunque essere disposta dal dipartimento di prevenzione della Asl. Per i giorni di congedo l’indennità è del 50% dello stipendio, ma in ogni caso può essere fruito da uno solo dei due genitori. Se uno dei due genitori non lavora o è in smart working – anche non legato alla quarantena dei figli – non sarà possibile fruire dello strumento. Per figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni il genitore ha diritto all’astensione dal lavoro, ma senza corresponsione di retribuzione o indennità. A questo impianto, a ogni modo, con la circolare n. 132 del 20 novembre, dall’Inps sono state fornite ulteriori istruzioni. Tra le novità – che derivano dall’articolo 21-bis del decreto-legge n. 104/2020 – c’è la possibilità di fruire del congedo, in alternativa allo svolgimento del lavoro in modalità agile, anche laddove il contatto si sia verificato in attività extra-scolastiche. In particolare, questo può essere riconosciuto per contatto «nell’ambito dello svolgimento di attività sportive di base o di attività motoria in strutture quali palestre, piscine, centri sportivi, circoli sportivi, sia pubblici che privati, nonché all’interno di strutture regolarmente frequentate per seguire lezioni musicali e linguistiche». Tale possibilità è operativa a partire dal 14 ottobre, ma per poterne fruire è necessaria la disposizione da parte della Asl. Il secondo elemento importante che emerge dalla circolare è «la possibilità, per i lavoratori dipendenti, di avvalersi del congedo COVID-19 per sospensione dell’attività didattica in presenza. Per poter fruire del congedo è necessario che la sospensione dell’attività didattica in presenza sia stata disposta con un provvedimento, adottato a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale o dalle singole strutture scolastiche. Si specifica che tale congedo può essere fruito solo a partire dal 29 ottobre – data di entrata in vigore del decreto-legge n. 137/2020». Per quanto riguarda, infine, le modalità di presentazione delle domande l’Istituto ricorda che «le istanze vanno inviate telematicamente tramite il portale web, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure di SPID, CIE, CNS), il Contact center integrato, i patronati». Un’ulteriore novità recente, sempre arrivata da Inps, ha riguardato i lavoratori fragili. Come ricordato da una recente Sedivanews, «un emendamento inserito in extremis nella legge di conversione del Decreto Agosto ha stabilito che, a partire dal 16 ottobre e fino al 31 dicembre 2020, lo smart working è la modalità “ordinaria” di esecuzione di lavoro per tutti i “lavoratori fragili”, ai quali dunque il lavoro agile spetta di diritto, anche se con mansioni diverse da quelle svolte in precedenza – qualora non compatibili con il lavoro agile -ricomprese nella medesima categoria o area di inquadramento, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto. I lavoratori fragili devono produrre una certificazione specifica, rilasciata dai competenti organi medico-legali, circa l’inclusione della loro patologia tra quelle che identificano la categoria».Infine, un altro aspetto importante che di recente è stato chiarito riguarda l’indennità di malattia nel caso in cui «un lavoratore decida di mettersi in quarantena spontaneamente, isolandosi in casa autonomamente, in via precauzionale». Come si legge in un approfondimento della Fondazione dei consulenti del lavoro «in questi casi non c’è diritto alla malattia in quanto non ci si trova in presenza di un provvedimento disposto da un operatore della sanità pubblica che certifichi questo stato. La prassi Inps, infatti, riconosce il trattamento nel caso in cui la quarantena o la sorveglianza sanitaria siano state certificate e disposte dalla Asl e dal medico di base. Laddove ve ne fosse comunque la necessità, la soluzione per le aziende potrebbe essere quella di attingere alla CIG Covid, specificatamente prevista dal legislatore per sopperire a questa impossibilità di rendere la prestazione, o in alternativa, prevedere lo smart working laddove possibile per la mansione svolta». (By Francesca Giani, fonte: Farmacista33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Convegno: Vivere Senza Stomaco (Si Puo’!)

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Lunedì 30 novembre, dalle ore 09.00 alle ore 13.00, in diretta streaming sulle pagine YouTube e Facebook dell’Associazione Vivere senza stomaco (si Puo’!). I relatori sono: Il professor Luigi Grassi, Ordinario di Psichiatria dell’Università di Ferrara e i professori Rosangela Caruso e Maria Giulia Nanni, Associati di Psichiatria dell’Università di Ferrara, saranno introdotti da Claudia Santangelo, Presidente dell’Associazione Vivere Senza Stomaco (Si Puo’!) e Davide Festi, Professore Alma Mater dell’Università di Bologna. Le conclusioni sono affidate al professor Rodolfo Passalacqua, Direttore del reparto di medicina e oncologia dell’Ospedale di Cremona. È prevista una sessione aperta di domande e risposte, nella quale gli utenti potranno rivolgere quesiti e osservazioni agli esperti coinvolti. Le diagnosi di tumore hanno un effetto devastante sulla vita del paziente, sia dal punto di vista fisico sia psicologico, che condiziona profondamente le relazioni dell’individuo all’interno e all’esterno del proprio nucleo familiare. Per chi soffre, appare prioritario imparare strategie adeguate di convivenza con la malattia e per chi è vicino al malato è fondamentale conoscere gli strumenti emotivi più efficaci per un supporto consapevole.Nonostante l’influenza positiva dimostrata di interventi psicologici mirati nel trattamento della malattia, oggi solo un terzo dei pazienti è indirizzato allo psiconcologo, la figura in ambito psicologico e psichiatrico con una formazione specifica nel settore dell’oncologia. Altro aspetto delicato nel percorso di malattia è la relazione comunicativa tra oncologo e paziente. Le ricerche suggeriscono che la maggior parte dei pazienti preferisce ricevere informazioni precise e dettagliate sulla propria patologia e sulle possibili cure. Uno studio pubblicato sulla rivista Cancer nel 2015 in merito a consapevolezza di malattia e soddisfazione per l’informazione ricevuta in pazienti con patologie oncologiche in Italia, ha mostrato che l’84% del campione analizzato sia risultato consapevole della propria diagnosi e abbia nominato la malattia in maniera scientificamente appropriata. Nonostante un orientamento condotto a riconoscere sempre più il ruolo attivo dell’individuo nel processo decisionale terapeutico, molti pazienti non sono ancora soddisfatti della modalità con cui ricevono le notizie sul proprio stato di salute. Questo ribadisce l’importanza di una formazione di un’equipe medica multidisciplinare e pronta ad affrontare le diverse criticità che emergono nel percorso terapeutico. L’ASSOCIAZIONE. Vivere senza stomaco (si Puo’!), è nata nel 2014 e oggi conta un Forum di oltre 3.000 persone.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuova piattaforma di Telemedicina della Sir

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Parte il progetto di telemedicina reumatologica iARPlus. Non si tratta di una semplice cartella clinica elettronica ma di una nuova piattaforma informatizzata, interoperabile e in grado di facilitare i contatti tra malato, il medico di medicina generale e lo specialista reumatologo. Già in 40 centri della Penisola sono operativi degli “Ambulatori Virtuali Reumatologici” che presentano modelli e percorsi comuni e condivisi per evitare disparità nei servizi erogati. L’obiettivo è implementarli nel più breve tempo possibile e l’iniziativa nasce dall’esigenza di far fronte alle emergenze sanitarie imposte dalla pandemia. E’ promossa dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR) con il supporto incondizionato dell’Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR). iARPlus viene presentata oggi durante la seconda giornata del 57° Congresso Nazionale della Società Scientifica. La piattaforma è usufruibile per i pazienti colpiti dalle patologie più gravi come artrite reumatoide, artrite psoriasica o spondilite anchilosante. On line sono presenti schede per raccogliere tutti i dati anagrafici, esami di laboratorio, esiti diagnostici, tipologia di trattamento in atto, aderenza e comorbidità. Il paziente potrà compilare, sempre on line, delle schede di autovalutazione sull’attività della malattia. Queste ultime sono integrate in un sistema di allarme che avvisa in tempo reale il reumatologo. Lo specialista potrà poi valutare se sia necessario o meno convocare l’assistito in ospedale per controlli più approfonditi in presenza. “Questo nuovo progetto di telemedicina è uno strumento fondamentale in questo momento molto delicato – afferma Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale della SIR -. Da quando l’indice dei contagi è bruscamente aumentato in tutto il Paese stiamo assistendo alla riconversione di reparti di reumatologia in strutture sanitarie per l’assistenza ai pazienti colpiti da Covid. Stiamo affrontando settimane complicate ed è ormai necessario, e a volte anche imprescindibile, utilizzare nuovi mezzi telematici moderni”. “Il nostro auspicio è passare dai 40 attualmente operativi a tutti i centri di reumatologia per implementare il prima possibile su tutto il territorio italiano questi servizi – sottolinea Roberto Gerli, Presidente Eletto SIR -. E’ un primo progetto pilota che dovrà ora aprirsi a collaborazioni con altre associazioni mediche e di pazienti. Si tratta di una necessità che va al di là dell’emergenza legata all’attuale pandemia in quanto le nuove tecnologie rappresentano un modello assistenziale innovativo e sempre più incentrato sul cittadino. La telemedicina può contribuire e favorire una profonda riorganizzazione dell’assistenza sanitaria reumatologica e soprattutto facilitare l’accesso alle prestazioni sanitarie in tutta la Penisola”. Dal congresso nazionale della SIR arriva anche un appello alle istituzioni affinché legiferino quanto prima sulla telemedicina. “Solo alcune Regioni hanno definito regole e tariffe precise per l’erogazione di servizi sanitari attraverso l’utilizzo di strumenti digitali – aggiunge Fausto Salaffi, Consigliere Nazionale SIR -. Fino a quando le televisite non saranno equiparate a livello burocratico-amministrativo a quelle ambulatoriali sarà difficile avviare in Italia progetti in grado di rispondere alle nuove sfide. Come Società Scientifica ci stiamo impegnando per garantire l’assistenza anche da remoto ai nostri pazienti. E’ però fondamentale che anche le autorità sanitarie, sia locali che nazionali, sostengano la comunità medica con interventi legislativi specifici”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La Fibromialgia è una malattia invalidante

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

On. Stefania Mammì (M5S): “Raggiunto un altro traguardo oggi in Parlamento per riconoscere la Fibromialgia come malattia invalidante. Accolto il mio Ordine del Giorno che impegna il Governo ad inserire all’interno dei livelli essenziali di assistenza (i LEA) anche le prestazioni mediche volte alla diagnosi e alla cura della fibromialgia, e a inserirla tra le malattie croniche ed invalidanti, garantendo così ai tanti malati, il diritto all’esenzione del ticket sanitario. L’emergenza Coronavirus ha costretto le strutture ospedaliere a interrompere i servizi di routine, con conseguenze sul percorso di cura di molte patologie croniche, come la fibromialgia. Una malattia reumatica complessa e altamente invalidante, consiste in un’alterazione dei neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale, che causa forti dolori a livello muscolo-scheletrico. 4 milioni di persone in Italia soffrono di questa malattia che interferisce seriamente con la loro vita lavorativa e sociale. Ad essa sono infatti connessi disturbi come: insonnia, cefalea, alterazioni dell’equilibrio, acufeni, tachicardia, disturbi cognitivi, allergie, disturbi d’ansia e depressione. Nonostante ciò, ad oggi, la fibromialgia risulta ancora assente dal nomenclatore del Ministero della Salute e non è quindi prevista alcuna forma di esenzione dalle spese sanitarie”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La salute del reumatologico

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Il Covid-19 può avere effetti particolarmente negativi sulla salute del paziente reumatologico. Circa la metà dei malati (il 46%) che ha contratto l’infezione è andata incontro a un ricovero ospedaliero. Su oltre 500 casi il 10 % ha avuto necessità di ventilazione invasiva. E’ quanto emerge dall’ultimo report di “Control-19”, il primo registro avviato al mondo che studia le conseguenze del Coronavirus in reumatologia. E’ stato istituito dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR) a partire dallo scorso mese di marzo. I dati vanno tuttavia interpretati alla luce del fatto che la maggior parte dei casi segnalati a partire dalla scorsa primavera erano riferiti a pazienti con forme gravi, nelle quali il tampone veniva eseguito quando il paziente era già in ospedale. Finora sono stati raccolti, su tutto il territorio nazionale, i dati di 545 uomini e donne. Al momento dell’infezione la casistica, prevalentemente femminile, era costituita da pazienti con artrite reumatoide (33%), spondiloartrite (27%), connettiviti (20%) vasculiti (9%) e altre malattie (9%). La presentazione del report avviene oggi durante la prima giornata del 57° Congresso Nazionale della SIR che si svolge in modalità on line fino a sabato. “Dalle prime analisi risulta che se un paziente reumatologico viene colpito da Covid-19 presenta un esito relativamente più severo rispetto alla popolazione generale e ciò vale anche per la mortalità con un eccesso di rischio pari al 50% in particolare nella popolazione femminile giovane – afferma Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale della SIR -. Al momento invece non possiamo ancora stabilire se una patologia reumatologica sia in grado di favorire o meno l’infezione. Grazie all’isolamento preventivo dei pazienti, soprattutto durante la prima fase dalla pandemia, siamo riusciti a limitare i contagi. Vanno quindi rispettate le regole di profilassi sanitaria stabilite dagli ultimi provvedimenti governativi. I pazienti, soprattutto quelli interessati da patologie infiammatorie croniche in fase di attività e non completamente controllate dalla terapia, devono limitare il più possibile gli spostamenti e i contatti sociali. Questo dovrà valere anche durante le imminenti festività natalizie e di fine anno”. “Al momento del contagio al 17% dei pazienti era somministrata idrossiclorochina mentre l’80% assumeva farmaci biologici – aggiunge Guido Valesini, Vice Presidente della SIR -. I dati finora raccolti dimostrano che le terapie che molti pazienti reumatologici seguono, come l’idrossiclorochina e la clorochina non hanno effetti preventivi sul contagio mentre non sembrano emergere rischi maggiori per chi utilizza i cosiddetti farmaci modificanti il decorso delle malattie, sia di tipo sintetico sia di tipo biotecnologico. I dati non sono tuttavia definitivi e sono allo studio nuove possibilità di intervento terapeutico o preventivo con altri farmaci reumatologici. Il nostro auspicio è che i vaccini al momento in fase di approvazione siano quanto prima disponibili per tutta la popolazione e soprattutto per i pazienti fragili come quelli reumatologici”. “Bisogna comunque proseguire con le cure e i trattamenti anche durante queste difficili settimane – sottolinea Roberto Gerli, Presidente Eletto SIR -. La scarsa o non corretta aderenza terapeutica è un problema che interessa già solitamente ben quattro pazienti su dieci colpiti da artrite reumatoide. Le innumerevoli difficoltà ed emergenze sanitarie legate alla pandemia rischiano di amplificare ulteriormente il fenomeno della mancata aderenza con gravi conseguenze. Interrompere le cure determina possibili riacutizzazioni della patologia. In diverse Regioni molti reparti di Reumatologia sono stati costretti a ridurre le prestazioni assistenziali o sono stati riconvertiti per accogliere pazienti colpiti da Coronavirus. E’ necessario un grande sforzo da parte di tutti medici, istituzioni e caregiver per non abbandonare proprio in questo momento difficile gli oltre 5 milioni d’italiani con una malattia reumatologica”. “Come è noto l’Italia è stato il primo paese europeo ad essere pesantemente colpito dalla pandemia – spiega Carlo Scirè, Responsabile del Centro Studi SIR -. Fin dal marzo scorso abbiamo compreso la necessità di istituire uno strumento scientifico per monitorare la circolazione del virus tra i nostri pazienti. I pazienti reumatologici sono il paradigma della fragilità e spesso soffrono di altre patologie concomitanti che ne aggravano le condizioni cliniche. Tutti i dati raccolti sono stati condivisi con il registro europeo dell’EULAR (European League Against Rheumatism) e con un Registro che recluta casi a livello mondiale”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Test antigenici rapidi per Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Stabilire rigorosi percorsi di entrata, attesa e uscita negli studi, eseguire il test antigenico rapido solo su previo appuntamento in un locale dedicato con una buona aereazione e che non sia di passaggio, sanificare le superfici tra un prelievo e l’altro. Queste sono alcune delle indicazioni contenute nella Nota tecnica diffusa dall’Istituto superiore di sanità (Iss) per “Esecuzione dei test diagnostici negli studi dei pediatri di libera scelta e dei medici di medicina generale”, realizzata in collaborazione con il Ministero della salute, la Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici) e l’Inail, e online sul sito dell’Iss. Un documento che include diversi temi: dalle misure generali di prevenzione e controllo dell’infezione – dall’igiene delle mani alla pulizia e disinfezione degli strumenti e degli ambienti, passando per la gestione dei rifiuti e l’organizzazione delle modalità di accesso allo studio medico – alla spiegazione delle procedure per l’esecuzione dei test rapidi antigenici che, analogamente a quelli molecolari, valutano la presenza del virus nel campione clinico. Con la differenza che i test antigenici rilevano la presenza del virus non tramite il suo acido nucleico (Rna) come quelli molecolari, ma tramite le sue proteine (antigeni). Il risultato dei test rapidi antigenici può essere direttamente visibile a occhio nudo o letto mediante uno strumento analizzatore compatto e trasportabile. Proprio per tali caratteristiche questo tipo di test può essere eseguito in uno studio medico o in aree dedicate senza la necessità di essere effettuato in un laboratorio. Come spiega la Nota, il tampone deve essere processato nel più breve tempo possibile, generalmente entro un’ora dal prelievo e il risultato si ottiene in 15-30 minuti. Il test può risultare negativo se la concentrazione degli antigeni è inferiore al limite di rilevamento del test come, ad esempio, nella fase tardiva dell’infezione o risultare falsamente positivo per problemi di specificità, e per tale motivo, il test antigenico rapido positivo può necessitare di conferma mediante test molecolare.Per gli studi pediatrici la Nota indica qualche raccomandazione in più: – Separare gli accessi riservati ai bilanci di salute e alle attività vaccinali dagli accessi per l’esecuzione del test diagnostico per Sars-CoV-2. – Raccomandare che l’accesso ai locali dello studio sia consentito ad un solo accompagnatore per bambino e che l’accompagnatore sia in buona salute. – Prevedere un percorso prioritario per l’esecuzione del test a bambini immunodepressi o con patologie pregresse e, sotto i 6 anni, a quelli che frequentano la comunità infantile. – Prevedere un approccio differente nella procedura di prelievo in relazione all’età e alla compliance del bambino, prevedendo il supporto del personale infermieristico. «Abbiamo voluto contribuire fattivamente alla sicurezza degli operatori sanitari e dei cittadini con un documento agile e operativo che possa rispondere ai dubbi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta chiamati a contribuire fattivamente in questo momento di grande richiesta di test diagnostici», dichiara Paolo D’Ancona, ricercatore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss. «Siamo da tempo all’interno dei Gruppi di lavoro con l’Istituto superiore di sanità – spiega il segretario della Fnomceo, Roberto Monaco -. Una collaborazione fattiva, che in questo 2020, funestato dalla pandemia di Covid si è fatta sempre più intensa e proficua. Questo Documento è l’occasione per apportare il nostro contributo professionale. Ad esso si affiancheranno due video – tutorial sulle modalità per effettuare i tamponi, negli adulti e nei bambini. Questi contenuti, che codificano procedure condivise, sono la prova che, quando si ascoltano i professionisti, che tali procedure devono poi applicare, si ottengono risultati di qualità». (Fonte Doc.33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Covid-19 pediatrico in pronto soccorso

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

L’esperienza dei mesi di pandemia ha mostrato che i bambini con Covid-19 valutati nei pronto soccorso (Ps) hanno raramente sintomi gravi, ponendo più spesso problemi organizzativi data la possibile trasmissione virale. Per questo una classificazione clinica, invece che radiologica, potrebbe aiutare a prevedere meglio le esigenze dei pazienti migliorando nel contempo l’allocazione delle risorse. Così conclude uno studio pubblicato su Pediatrics, primo firmatario Niccolò Parri del Dipartimento di medicina d’urgenza all’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, che ha analizzato in modo retrospettivo le cartelle cliniche di una coorte di bambini e adolescenti da 0 a 18 anni valutati in 17 Ps pediatrici italiani.«Da precedenti studi su bambini con Covid-19 emerge che la maggior parte dei casi confermati si sono verificati in gruppi familiari con infezioni moderate o gravi» scrivono gli autori, precisando che l’attuale classificazione della malattia si basa sulla diagnosi radiologica della polmonite. Tuttavia, la variabilità dei sintomi di presentazione rappresenta una sfida per la diagnosi precoce dei casi di sospetto Covid-19 nei Ps pediatrici, che svolgono un ruolo di controllo e prevenzione attraverso un’adeguata gestione dei flussi e allocazione delle risorse. Partendo da questi presupposti i ricercatori italiani descrivono le caratteristiche cliniche, la gravità della malattia e le risorse diagnostiche impiegate nella coorte oggetto di studio (età media di 45 mesi). «Nei pazienti con Covid-19 l’esposizione è avvenuta nel 59% dei casi al di fuori dei cluster familiari, e nel 22% erano presenti comorbilità. Inoltre, il 17% dei bambini erano asintomatici o con sintomi lievi (63%), di cui i più comuni erano tosse (43%) e difficoltà di alimentazione (35%)» sottolineano i firmatari dell’articolo, spiegando che in Ps la tomografia computerizzata (Tc) del torace, la radiografia (Rx) del torace e l’ecografia polmonare sono state usate rispettivamente nel 2%, 36% e 8% dei casi. «Il ridotto utilizzo della Tc e Rx torace può aver portato a una ridotta identificazione dei casi moderati, che possono essere stati classificati clinicamente come lievi. Tuttavia, la coorte studiata era composta in prevalenza da bambini principalmente esposti a persone non appartenenti alla cerchia familiare, che hanno richiesto poche risorse diagnostiche» precisano gli autori, concludendo che una classificazione clinica potrebbe essere più utile di quella radiologica nella diagnosi pediatrica di Covid-19 che, a parte rari casi gravi di sindrome infiammatoria multisistemica, rappresenta più spesso un onere organizzativo. (Fonte Doc.33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Covid-19, test rapido non è così accurato come si pensava

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

L’accuratezza dell’AbC-19, un test anticorpale rapido per il Covid-19 effettuato tramite puntura del dito potrebbe essere molto inferiore a quanto suggerito in precedenza. Ecco quanto conclude uno studio pubblicato sul Bmj, da cui emerge che se il 10% delle persone testate fosse stato infetto, circa 1 positivo su 5 al test sarebbe un falso positivo. «Il test può fornire un grado sufficiente di accuratezza per la sorveglianza della popolazione, ma sarà necessaria la conferma di laboratorio dei risultati positivi se il test verrà utilizzato a scopo protettivo».Il test rapido, che fornisce il risultato in 20 minuti senza necessità di ricorrere a un laboratorio analisi, è approvato nel Regno Unito e nell’Ue. Per verificarne l’efficacia un gruppo di ricercatori delle Università di Bristol, Cambridge e Warwick coordinati da David Wyllie, microbiologo di Public Health England, ha testato i campioni di sangue di 2.847 operatori del personale sanitario, vigili del fuoco e polizia nel giugno 2020. Di questi, 268 erano positivi già noti, mentre lo stato dei restanti 2.579 individui era sconosciuto. Altri 1.995 campioni di sangue pre-pandemia sono stati testati come noti negativi. E a conti fatti gli autori hanno stimato che la specificità del test fosse del 97,9%, il che significa che il 2,1% delle persone non infette risulterebbe positiva. Ma non solo: secondo i calcoli dei ricercatori la sensibilità del test AbC-19 è dell’84,7% nelle persone con stato infettivo sconosciuto. «Ciò significa che il 15,3% delle persone con precedente infezione da Sars-CoV-2 sarebbe falsamente negativo» concludono gli autori. E in un editoriale di accompagnamento Mark Ponsford dell’Università di Cardiff afferma: «Lo studio, da cui emergono notevoli limitazioni del test anticorpale scelto dal governo britannico, suggerisce che è altamente improbabile che la sua specificità in un contesto di vita reale sia del 100%» aggiungendo che servono ulteriori studi per chiarire il rapporto tra livello di anticorpi circolanti e immunità al Covid. «La popolazione va infornata con messaggi chiari che un risultato positivo del test non fornisce prove di immunità. A parte una sorveglianza mirata a stimare il tasso di popolazione infettato, l’uso dell’AbC-19 in altri contesti potrebbe produrre danni considerevoli» conclude Ponsford. (fonte Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Fibrillazione atriale, spesso non dà sintomi. Importante il controllo della pressione

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Piccoli malesseri occasionali come palpitazioni, tachicardia, astenia, difficoltà di respiro, sono tra i possibili sintomi della fibrillazione atriale, la forma di aritmia più comune, causa di aumento del rischio di ictus e malattie cardiovascolari.L’aritmia cardiaca consiste in una alterazione della regolarità del battito cardiaco, considerato anormale non solo quando la frequenza è irregolare, ma anche quando è eccessivamente rapida (tachicardia) o lenta (bradicardia).Nella fibrillazione atriale accade che gli atri cardiaci, ossia le camere superiori del cuore non si contraggono in maniera sincrona, ma in modo molto rapido e irregolare. Il sangue quindi non viene pompato in modo sufficiente e viene trasferito al resto del corpo in maniera inefficiente; da qui il senso di debolezza o stanchezza, oppure la comparsa di battito cardiaco accelerato Le contrazioni irregolari possono causare inoltre il ristagno di sangue all’interno dell’atrio e la formazione di coaguli, che dal cuore possono entrare in circolo e raggiungere il cervello causando l’ictus.Se non trattata la fibrillazione atriale comporta un aumento del rischio di cardiopatia ischemica, scompenso cardiaco, ictus ischemico ed emorragico, malattia renale cronica, arteriopatia periferica e demenza vascolare.Si stima che circa l’8% degli individui di oltre 65 anni di età, e il 16% degli over 85, in Italia, sia affetto da fibrillazione atriale. Le cause più frequenti sono l’ipertensione arteriosa, che si riscontra in più della metà dei pazienti affetti da questa patologia, il diabete mellito e l’ipertiroidismo. Ma anche le persone senza problemi cardiaci possono sviluppare una fibrillazione atriale.Questa condizione è spesso del tutto asintomatica, e viene diagnosticata casualmente, in occasione di visite o esami indotti da altre motivazioni. Altre volte i sintomi sono presenti in maniera sfumata e non vengono individuati come segnali della presenza di malattia. Controllare frequentemente la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, a casa o in farmacia, è importante per individuarla.Esistono apparecchi di misurazione della pressione che rivelano anche la presenza di aritmie. Studi recenti hanno evidenziato che esiste una relazione tra i valori della pressione arteriosa massima) e il rischio di fibrillazione atriale: a un aumento di 20 mmHg di pressione arteriosa sistolica corrisponde in media un aumento del 21% del rischio di manifestare questo tipo di aritmia, e che questa relazione è ancora più forte per le donne.Individuare la presenza di fibrillazione atriale è importante per impostare una terapia anticoagulante, con l’obiettivo non di guarire la malattia, ma di prevenirne le conseguenze. La terapia anticoagulante si basa, in parte ancora oggi, sul farmaco tradizionalmente utilizzato a questo scopo ossia il warfarin, appartenente alla categoria dei dicumarolici; il trattamento richiede però un frequente monitoraggio dei tempi di coagulazione e conseguente aggiustamento del dosaggio. In alcuni casi possono essere associati degli antiaritmici.Le persone che assumono il warfarin devono attenersi a una serie di regole riguardanti l’alimentazione e il consumo di alcuni cibi, in particolare quelli ad alto contenuto di vitamina K, poiché possono interagire con il farmaco alterandone l’effetto. Tra i cibi da evitare le verdure a foglia verde come cicoria, lattuga, spinaci, broccoli, cime di rapa, cavoletti di Bruxelles, rucola, verza, oltre a olio di soia, tè verde, tè nero.In anni recenti sono stati introdotti altri farmaci anticoagulanti, dotati di un diverso meccanismo di azione. Si tratta dei nuovi anticoagulanti orali (NOAC: dabigatran, rivaroxaban, apixaban, edoxaban) che sono a dose fissa e hanno una azione indipendente dalla vitamina K, e in molti casi sono prescritti come terapia di prima scelta.Tra le possibili terapie per la fibrillazione atriale esistono anche interventi mirati alla risoluzione del problema: la cardioversione elettrica, una procedura messa in atto con un defibrillatore che riporta il ritmo del battito cardiaco alla normalità, e l’ablazione transcatetere. Quest’ultima consiste in un intervento chirurgico per rimuovere l’area di tessuto cardiaco responsabile dell’alterazione del battito cardiaco, e viene utilizzata solo in casi selezionati, per cui terapia farmacologica e cardioversione elettrica non abbiano dato risultati. Stefania Cifani. (Fonte: Dica33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Dichiarazione del dr. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico INMI “Lazzaro Spallanzani” sui candidati vaccini anti Covid-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

“A oggi sono 62 i candidati vaccini contro il virus SAR-CoV-2 in fase di sperimentazione sull’uomo in tutto il mondo, e 13 di questi sono nella fase 3, quella che precede l’approvazione e la messa in commercio. Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un festival di comunicati stampa che, al di là dell’enfasi e delle evidenti strategie di marketing dei produttori, ci dicono che la ricerca ha fatto grandi passi avanti, riuscendo ad arrivare in meno di un anno a traguardi impensabili, senza derogare ai principi di sicurezza e senza saltare alcuna fase tra quelle previste dai protocolli internazionali.Oggi ReiThera, società biotecnologica di Castelromano, alle porta di Roma, ha reso noti i primi dati sul candidato vaccino italiano Grad-Cov2, la cui sperimentazione è attualmente in corso presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Le prime indicazioni che arrivano dalla sperimentazione sui volontari tra i 18 e i 55 anni ci dicono che questo vaccino è sicuro ed induce una consistente risposta immunitaria, con la produzione sia di anticorpi neutralizzanti specifici che con l’attivazione di una forte risposta da parte dei linfociti T. A breve avremo anche i dati dei volontari di età superiore ai 65 anni, e potremo così pianificare con ReiThera le fasi 2 e 3 della sperimentazione, in linea con i tempi stabiliti. Ci conforta sapere che altri vaccini che utilizzano la stessa tecnologia del vettore virale, e che hanno iniziato la sperimentazione prima di noi, hanno annunciato nei giorni scorsi dati molto incoraggianti sulla capacità di questo tipo di vaccino di proteggere dal virus. Le notizie di oggi confermano inoltre la bontà della scelta che la Regione Lazio e il Ministero della Ricerca hanno fatto, sin dalle prime fasi della pandemia, di finanziare la sperimentazione di un candidato vaccino ideato, testato e prodotto nel nostro Paese, nel distretto industriale biotecnologico di Pomezia-Castelromano, attivando una virtuosa collaborazione tra eccellenze pubbliche e avanzate strutture biotecnologiche private. Questo risultato non sarebbe stato possibile senza l’attivazione, all’interno dello Spallanzani, di una specifica unità di Fase 1 Covid-19, che ha visto impegnate tutte le direzioni dell’Istituto in un grande sforzo organizzativo, e avvalendosi di un team clinico e di ricerca di altissimo profilo, con l’impegno dei laboratori di Virologia ed Immunologia, dei clinici e degli epidemiologi, senza dimenticare il fondamentale contributo dato dal Centro Ricerche Cliniche del Policlinico di Verona, dove si è svolta una parte significativa del trial”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »