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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘digitale’

Lavoratori piattaforme digitali: protezione sociale per rider e autisti

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

Bruxelles. I deputati chiedono che i lavoratori delle piattaforme digitali, come i servizi di consegna cibo o di trasporto, abbiano la stessa protezione e remunerazione dei dipendenti tradizionali.I lavoratori delle piattaforme digitali sono spesso erroneamente classificati come lavoratori autonomi, privandoli dell’accesso alla protezione sociale e ad altri diritti del lavoro, affermano i deputati in una risoluzione approvata con 524 voti a favore, 39 contro e 124 astensioni.Per affrontare questa mancanza di certezza giuridica, il Parlamento propone un’inversione dell’onere della prova: dovrebbero essere i datori di lavoro a dimostrare che non c’è un rapporto di lavoro, piuttosto che viceversa. I deputati si oppongono tuttavia a una classificazione automatica di tutti i lavoratori delle piattaforme: coloro che sono veramente lavoratori autonomi dovrebbero essere autorizzati a rimanere in tale posizione.La risoluzione chiede un quadro europeo per garantire che le persone che lavorano per le piattaforme digitali abbiano lo stesso livello di protezione sociale dei lavoratori tradizionali della stessa categoria. Questo include i contributi di sicurezza sociale, la responsabilità per la salute e la sicurezza e il diritto alla contrattazione collettiva.Mentre riconoscono le opportunità per la creazione di posti di lavoro e l’aumento della scelta, che il lavoro su piattaforma ha portato, i deputati sono preoccupati per le cattive condizioni di lavoro spesso affrontate da questi lavoratori. Dato che i lavoratori delle piattaforme sono spesso soggetti a maggiori rischi per la salute e la sicurezza, come incidenti stradali o lesioni causate da macchinari, dovrebbero essere dotati di adeguati dispositivi di protezione personale. Quelli attivi nei servizi di trasporto e consegna dovrebbero avere un’assicurazione contro gli infortuni garantita, dicono i deputati.Il Parlamento vuole inoltre che gli algoritmi che regolano le funzioni come l’assegnazione dei compiti, le valutazioni, i prezzi e le procedure di disattivazione siano trasparenti, non discriminatori ed etici. I lavoratori dovrebbero avere la possibilità di contestare le decisioni prese dagli algoritmi e dovrebbe sempre esserci una supervisione umana del processo. L’attuale quadro legislativo europeo non copre le nuove realtà di questo tipo di lavoro, rendendo necessario un aggiornamento delle regole. Nel suo Piano d’azione sul Pilastro europeo dei diritti sociali, la Commissione europea ha annunciato che entro la fine di quest’anno presenterà un’iniziativa legislativa per migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme. Questa risoluzione rappresenta il contributo del PE a tale proposta.

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Transizione digitale per le PMI lombarde

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2021

La transizione digitale, in particolar modo quella legata alle tecnologie di Industria 4.0, potrebbe essere nei prossimi 7 anni a costo zero per molte PMI lombarde. È quanto emerge dalla stima effettuata dal Centro Studi CNA Lombardia, che ha valutato il combinato disposto di PNRR e dei fondi strutturali di Next Generation EU, che copriranno in maniera sinergica sia investimenti in ricerca, tecnologia e macchinari grazie al FESR, sia gli investimenti in capitale umano grazie al FSE plus.In sintesi, nei prossimi 7 anni le imprese lombarde potranno contare su aiuti e sostegni nell’ambito 4.0 e crescita digitale pari a 9,8 miliardi di euro, pari a 5 volte il totale dei fondi strutturali spesi negli ultimi 7 anni da Regione Lombardia tramite il FESR e il FSE ovvero per ricerca, innovazione, sviluppo, formazione, istruzione e politiche sociali e politiche attive per il lavoro.Queste risorse, secondo le stime CNA, genereranno due mercati paralleli. Da una parte infatti crescerà il bisogno di esperti e consulenti esterni muovendo un volume d’affari nella sola Lombardia pari al 20% delle risorse, ovvero 1,98 miliardi di euro. Dall’altra si prevede che le imprese investano nel capitale umano ed in particolare nella formazione continua, creando un volume d’affari che tipicamente è pari al 10% dell’investimento, ovvero 0.98 miliardi di euro. In questo caso le risorse del POR FSE regionale non saranno sufficienti a coprire i fabbisogni di formazione continua del personale, ma le PMI potranno giocare due carte di assoluto rilievo: da una parte il rifinanziamento del Fondo Nuove Competenze (il MISE ha assicurato un miliardo di euro su base nazionale), dall’altra l’accesso alle risorse dei fondi interprofessionali.In questa direzione si muove l’intesa siglata tra CNA Lombardia, l’ente di formazione Ecipa Lombardia e il MADE, Competence Center per l’Industria 4.0 per la definizione e la costruzione di percorsi formativi a favore della digitalizzazione delle micro e piccole imprese del territorio.L’iniziativa punta a finanziare i percorsi formativi con le risorse di Regione Lombardia a valere sul Programma Operativo Regionale FSE. Le imprese troveranno inoltre risposte formative incardinate a 5 filoni tematici: prodotto 4.0 e processo 4.0; manutenzione 4.0; big data 4 small business; automazione, robot, cobot ed ottimizzazione di processo; transizione sostenibile ed economia circolare.

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Evento digitale “La Clinica San Francesco di Verona”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2021

Verona 31 agosto alle 18.00 si terrà l’evento digitale ‘La Clinica San Francesco di Verona per celebrare i 10 anni di attività con il robot Mako’. Il meeting è organizzato dal dottor Piergiuseppe Perazzini, responsabile dell’Unità Funzionale di Ortopedia e Traumatologia della Clinica San Francesco di Verona, struttura d’eccellenza del gruppo Garofalo Health Care, per celebrare il decennale di attività di Mako, piattaforma robotica ad alta tecnologia per la chirurgia protesica in ortopedia sviluppata negli Stati Uniti da Stryker ed introdotta in Italia nel 2011 da ab medica. L’incontro ha l’obiettivo di raccontare l’esperienza con la chirurgia ortopedica assistita, presentare le più avanzate innovazioni in chirurgia robotica, gli straordinari benefici e le prospettive future di sviluppo. Per tale occasione, sono stati coinvolti i maggiori esperti nazionali ed internazionali di chirurgia ortopedica robotica, i mentori e le istituzioni che hanno avuto e hanno tutt’oggi un ruolo determinante per la comunità internazionale di chirurgia robotica. Il programma prevede un ricco panel di interventi che, a partire da alcuni cenni storici, presenterà gli sviluppi e l’evoluzione in campo ortopedico e nella medicina in generale. E’ previsto anche uno spazio volto ad analizzare gli aspetti più economici, i vantaggi e la sostenibilità della robotica in ambito medicale. A partire dalle 19, esperti nazionali di chirurgia ortopedica robotica si confronteranno in un talk show, moderato da un giornalista, presentando le esperienze dei vari centri. L’evento, per il quale è stata prevista la traduzione simultanea, è gratuito ed è rivolto a tutti coloro che possano essere interessati.

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Il nuovo digitale terrestre slitta a data da definirsi

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Il nuovo Digitale Terrestre (DVB-T2), il cui passaggio era stato fissato a partire da Settembre 2021 con conclusione entro Giugno 2022, slitta, con partenza da definire nel 2022, all’inizio 2023. Nessun cambiamento epocale e, a parte gli aspetti tecnici, gli utenti avranno più tempo per adeguare i propri apparecchi (il decreto attuativo con le vecchie date era stato firmato all’inizio di luglio e mercato e utenti erano già in preparazione, probabilmente non ritenuta sufficiente -. La formalizzazione dello slittamento non c’è ancora, ma alla base c’è un accordo del ministero dello Sviluppo Economico con la Rai che prevede il passaggio volontario delle principali emittenti a partire dal prossimo 15 ottobre, passaggio che diventerà obbligatorio nel 2022. Chi si sta attrezzando con nuove tv e nuovi decoder è bene che continui a farlo, anche perché il mercato, meno pressato dalla scadenza vicina, si dovrebbe “rilassare” diventando meno costoso. Il decreto attuativo – approvato a inizio luglio ma con le nuove date da definire – prevede uno sconto del 20% (max 100 euro) per l’acquisto di un nuovo apparecchio. 250 milioni di euro che dovrebbero accontentare chi prima arriva entro il (?) 31 dicembre 2022. Il bonus è cumulabile con quello attuale di 50 euro previsto per l’acquisto a chi ha un Isee inferiore a 20.000 euro.Ci chiediamo se, con un guizzo di economia di mercato, il legislatore possa prendere in considerazione un metodo diverso da quello del bonus, i cui nodi – come per tutti i bonus – prima o poi verranno al pettine… maggiori imposte sui contribuenti. Anche per evitare la corsa degli utenti a non restare fuori dal tetto di 250 milioni messo a disposizione alla bisogna, non sarebbe meglio una semplice riduzione fiscale per questi acquisti, riduzione che costerebbe molto meno a tutti (non solo in denaro) rispetto alla farraginosa macchina della gestione di un bonus? Siamo noi in un’altra dimensione non terrestre? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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La logistica del futuro è tra digitale e green

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

Digitale e green: un binomio necessario e non più scindibile quando si parla di logistica. Perché «se l’innovazione 4.0 è un ormai un must davanti al quale non c’è scelta, il tema ecologico va di pari passo: non è più rinviabile e richiede un impegno concreto da parte di tutti». Carlo Caserini, presidente di KFI, azienda di Binasco (MI) da 30 anni leader nell’implementazione di soluzioni integrate per la tracciabilità e la gestione di tutte le fasi della supply chain, ha una visione chiara di quello che sarà il futuro in uno dei settori di maggiore sviluppo. «La logistica, che per anni è stata trascurata, riveste oggi un ruolo trainante nel panorama economico», prosegue. «I processi sono più attenti e accurati e possono permettere di raggiungere delle economie anche importanti se gestiti correttamente, facendo diventare questo comparto fondamentale per essere competitivi sui mercati internazionali. È un settore strategico per la sostenibilità del business; un settore con una grande evoluzione tecnologica che permette riduzione degli errori, inventari automatici e sicurezza del dato». Ma il digitale traccia anche la strada del lavoro. «Non è vero che la digitalizzazione penalizza il lavoro: lo rende più pregiato, attiva nuova professionalità, quelle stesse che noi fatichiamo a trovare sul mercato. In un settore così dinamico e in veloce evoluzione come quello della logistica, se realmente si vuole parlare di ripartenza, deve essere azzerato il gap tra formazione e lavoro. Perché le nuove tecnologie e l’aspetto green richiedono professionalità e competenze che non possono essere messe in capo esclusivamente all’azienda. Se dobbiamo ripartire tutti, tutti dobbiamo fare la nostra parte».

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La crescita del mercato digitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2021

“Il 2020 è stato un anno del tutto eccezionale. Un anno che per la sua portata trasformativa, per gli impatti sulle persone e sulle imprese ha condensato in 12 mesi cambiamenti che avvengono in almeno 5 anni. Nel complesso, il mercato digitale ha tenuto, facendo registrare una performance migliore rispetto all’economia nel suo complesso. Ora, grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si aprono nuovi scenari. Nonostante le incertezze, è lecito guardare con ottimismo ai prossimi mesi e anni. La pandemia ha aperto nuove prospettive al di là dell’emergenza e la normalità sta prendendo nuove forme”. Così Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, a commento della 52ma edizione del rapporto annuale “Il Digitale in Italia 2021” Vol. 1 realizzata in collaborazione con NetConsulting cube e presentata quest’oggi a Milano. L’andamento del mercato digitale nel 2020 è stato migliore rispetto a quello dell’economia nel suo complesso. A fine 2020 la spesa in beni e servizi digitali ha registrato un calo dello 0,6%, per un valore complessivo di 71,5 miliardi di euro. Sul fronte dei comparti tecnologici, la diminuzione più rilevante ha riguardato le componenti più tradizionali del mercato, come i servizi di rete (-6,4%) e la componente software (-2,3%). In controtendenza la spesa in dispositivi e sistemi (+1,3%), il mercato dei servizi ICT (+3,3%), i contenuti e la pubblicità digitale (+3,6). Si conferma inoltre la dinamica a due velocità già osservata negli scorsi anni, con la componente tradizionale del mercato ICT in calo (-1,9%) e quella dei Digital Enablers, che continua ad agire da motore del mercato (+7,1%).

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Nuovo digitale terrestre e bonus rottamazione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2021

E’ stato firmato il decreto attuativo per il bonus che, rottamando il vecchio tv non in grado di ricevere il nuovo digitale terrestre (DVB-T2), prevede uno sconto del 20% (max 100 euro) per l’acquisto di un nuovo apparecchio (1). 250 milioni di euro che dovrebbero accontentare chi prima arriva entro il 31 dicembre 2022.Per ora la situazione è tranquilla perché ci vuole ancora tempo, ma non si può escludere che quando nelle singole regioni si sarà a ridosso della scadenza, avverrà la corsa a chi farà in tempo ad usufruire del bonus e, contemporaneamente, i prezzi dei tv saliranno… così funziona il mercato e dovrebbero saperlo anche al Governo.Come sempre più spesso avviene (e l’emergenza economica Covid ha fatto scuola) lo Stato, invece di ridurre le imposte per favorire gli amministrati, ha preferito elargire a pioggia soldi con – in questo come in altri casi – la frenesia dei singoli per cercare di non restare fuori del tetto di 250 milioni. Probabilmente è più semplice togliersi il pensiero dando soldi in questo modo che non modificare la macchina dell’imposizione fiscale… ma non viene il dubbio che la semplicità di una riduzione fiscale costerebbe molto meno a tutti (non solo in denaro) rispetto alla farraginosa macchina della gestione di un bonus? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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La fiducia nel digitale tra i consumatori è in aumento

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2021

L’emergenza sanitaria ha influenzato profondamente la vita delle persone, cambiando radicalmente anche il modo in cui si accede ai servizi e il ruolo della tecnologia per risolvere i problemi di tutti i giorni. Nuance Communications, Inc. – pioniera e leader nelle innovazioni di intelligenza artificiale conversazionale – ha quindi realizzato un nuovo studio, condotto da OnePoll in undici Paesi a livello globale, per indagare lo scenario globale post-pandemico e far luce su ciò che i consumatori si aspettano oggi dal servizio clienti dei brand, comprendere se e quanto le interazioni digitali rimarranno la norma e come le aziende possono guadagnare competitività facendo leva su soluzioni tecnologiche capaci di favorire una migliore esperienza online.Dalla ricerca di Nuance emerge chiaramente che anche dopo la pandemia i consumatori preferiranno interagire con i brand attraverso i canali digitali rispetto a farlo di persona: si tratta in media di ben quasi tre adulti su cinque (58%) a livello globale, percentuale che in Italia è addirittura più alta e arriva a toccare il 62%. Tuttavia, non sono solo i consumatori tricolore ad esser stati influenzati dalla pandemia nella loro attitudine al digitale: la preferenza per interazioni digitali con i brand raggiunge ben il 70% in Messico, seguito da Germania (66%) e Svezia (65%).Ma quali sono quindi i mezzi preferiti oggi dai consumatori per comunicare con i marchi? Sebbene poco più di un quarto dei consumatori a livello globale (28%) sembra prediligere ancora oggi la comunicazione di persona con i brand, c’è un buon 24% che preferisce l’email, il 19% il telefono e il 18% messaggi di testo, webchat dal vivo o chatbot. Leggermente differenti le preferenze degli utenti in Italia, dove – rispetto alla media di tutti i Paesi coinvolti nello studio – la comunicazione “tradizionale” di persona riceve un po’ più consensi (+4 punti percentuali), analogamente alla mail, che arriva a sfiorare un terzo delle preferenze (30%, ben 6 punti percentuali in più). Al contrario, gli italiani sembrano apprezzare meno sia l’interazione telefonica sia attraverso SMS, webchat dal vivo e chatbot (-5 punti percentuali per entrambe le opzioni).Dai dati emerge che praticità e velocità rappresentano i fattori più comuni per la scelta del mezzo di comunicazione preferito, mentre il parlare con un “vero” essere umano segue a ruota. Questi risultati dimostrano che i consumatori sono sempre più a loro agio nell’utilizzare la tecnologia per fare acquisti o accedere a servizi, pur aspettandosi che i brand offrano un approccio di tipo umano quando richiesto.Oltre a essere sempre più avvezzi a soluzioni come chatbot, assistenti virtuali e applicazioni mobili per interagire con i brand, i clienti mostrano anche maggiore fiducia nella tecnologia che li aiuta ad accedere alle proprie informazioni personali e agli account online. Secondo lo studio di Nuance, infatti, la metà degli intervistati (50%) è ora maggiormente a proprio agio nell’utilizzare sistemi di autenticazione biometrica quando accede ai propri account rispetto a prima della pandemia, con il 47% che preferisce utilizzare lo smartphone per questo tipo di operazioni. Tendenza che sembra più che mai confermata nel Bel Paese: è ben il 55% degli utenti a sentire di “padroneggiare” meglio la biometria ora e il 53% che sceglie lo smartphone come strumento preferito per accedere ai propri account.Inoltre, quasi due persone su cinque (38%) affermano di aver ora fiducia nel riconoscimento biometrico (sia vocale, facciale, comportamentale, delle impronte digitali o di combinazioni di questi) più di qualsiasi altro metodo di identificazione. Questo è un passo importante in tale direzione, poiché durante la pandemia gli autori di frodi hanno preso in maniera crescente i consumatori finali, sfruttando metodi di autenticazione arcaici come PIN e password che possono essere resi accessibili tramite il dark web per ottenere l’accesso a conti correnti e fondi personali.

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Il negozio diventa 4.0. Fisico e digitale si uniscono nell’hybrid shop progettato da KFI

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

L‘azienda di Binasco, leader nell’implementazione di soluzioni integrate per la tracciabilità e la gestione di tutte le fasi della supply chain, ha infatti sviluppato una soluzione nativa Android in grado di trasformare il negozio tradizionale in uno spazio, dove il concetto di retail si unisce alla logistica, gestendo processi relativi all’e-commerce. «La gestione dei processi del punto vendita, su un’unica piattaforma nativa Android. La soluzione applicativa Lorikeet permette di incrociare aspetti prettamente logistici con quelli tipici del punto vendita, semplificando le mansioni dell’addetto alle vendite e agevolando le operazioni di backoffice del negozio: dall’entrata della merce alla messa in stock, dalla ricerca di un articolo fino alla preparazione fino sua uscita. Inoltre, grazie all’utilizzo della realtà aumentata, con la lettura del barcode, ma anche con l’utilizzo della fotocamera del device che permette di leggere più codice prodotti contemporaneamente, avere tutte le informazioni necessarie su un determinato articolo: taglie, colori, materiali e disponibilità in magazzino o in altri negozi affiliati», spiega Conte.Una volta individuato il prodotto da comprare, l’applicazione di KFI permette al retailer di rispondere all’esigenza di acquisto in diverse modalità. «Il retailer può inviare il prodotto direttamente a casa del cliente, oppure prepararlo per il suo ritiro in negozio». La distanza tra fisico e digitale viene così azzerata. Innanzitutto, prosegue il Business Development Manager di KFI, «la gestione di un ordine e-commerce non è più centralizzata nei magazzini centrali, ma localizzata: il negozio è infatti in grado di preparare e organizzare la spedizione, ottimizzando i costi di logistica e velocizzando i tempi di consegna. Il punto vendita diventa un vero e proprio centro di distribuzione a livello locale». Non certo secondo, garantisce l’esperienza di vendita al consumatore che vuole toccare, provare, sentire un prodotto. «Questa soluzione risponde ai comportamenti emergenti dei consumatori. Mette al centro il cliente lungo tutto il suo processo di acquisto, indipendentemente da dove esso si origini e si concluda: in negozio, sul computer o sullo smartphone. Tutto si muove attorno alla user experience del consumatore, nella convinzione che per quanto il digitale sia importante, non riuscirà mai a scalfire alcuni aspetti che solamente un punto vendita è in grado di garantire».

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Trasformazione digitale del Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

“Oggi, come mai prima d’ora, si sono realizzate due importanti condizioni per la trasformazione digitale di cui l’Italia ha bisogno per recuperare il gap accumulato negli ultimi 20 anni rispetto i paesi più avanzati. Da un lato, la pandemia ha imposto un vero e proprio “elettroshock culturale” che ha permesso a tutti i livelli di scoprire il valore del digitale. Dall’altro, è stata finalmente definita una chiara priorità all’innovazione digitale nell’agenda politica, grazie al PNRR che ne ha fatto uno degli ambiti prioritari per le politiche industriali del paese. Il Piano mette a disposizione circa 50 miliardi di euro per la digitalizzazione: una dotazione di per sé significativa, anche se da sola insufficiente a recuperare il nostro gap digitale, ma che dovremo essere in grado di moltiplicare. Imprese e pubbliche amministrazioni dovranno realizzare progetti di grande portata per amplificarne l’effetto, lavorando insieme, con l’obiettivo comune dell’innovazione. Mai come oggi possiamo giocare la partita per la trasformazione digitale”. Lo ha detto Andrea Rangone, Presidente di DIGITAL360, aprendo l’intervento a FORUM PA 2021 del Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, a confronto con rappresentanti della PA centrale e locale e del mondo delle imprese.“Lo sviluppo sostenibile del paese passa necessariamente dalla definizione di una nuova, coerente ed efficace politica per l’innovazione volta a trasformare la PA in chiave digitale e sostenere la competitività delle imprese – ha detto Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA – Per accelerare la digitalizzazione è necessaria una chiara governance tra i soggetti pubblici e privati, con una definizione dei ruoli e degli obiettivi tra il sistema locale e nazionale dell’innovazione”.

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La pandemia accelera la trasformazione digitale dei comuni italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

E’ stata trainata soprattutto dall’aumento dei servizi digitali offerti in risposta all’emergenza sanitaria, mentre c’è ancora un divario da colmare in termini di integrazione con le piattaforme abilitanti come SPID e PagoPA e di disponibilità e interoperabilità degli open data. Le città digitalmente più mature sono ancora soprattutto quelle del Nordest e del Nordovest e quelle con la maggiore densità abitativa, ma non mancano casi virtuosi fra i piccoli comuni e nel Mezzogiorno. È il quadro che emerge dall’”Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo”, realizzata fra aprile e maggio 2021 da FPA, società del gruppo Digital360, per Dedagroup Public Services, società in prima linea nello sviluppo delle nuove infrastrutture pubbliche digitali del Paese, e presentata oggi a FORUM PA 2021 nel corso del convegno “Italia digitale: il ruolo dei Comuni per una PA al servizio di cittadini e imprese”. L’indagine analizza il grado di maturità digitale dei 110 comuni italiani capoluogo sulla base di tre dimensioni: Digital public services, il livello di disponibilità online di 20 tra i principali servizi al cittadino e alle imprese; Digital PA, l’integrazione dei Comuni con le principali piattaforme abilitanti individuate dal Piano triennale per l’informatica pubblica (SPID, CIE, PagoPA, ANPR); Digital Openness, la numerosità e l’interoperabilità degli open data e la comunicazione con i cittadini attraverso i canali social. È basata sul modello Ca.Re. (Cambiamento Realizzato) di Dedagroup Public Services, frutto di una rielaborazione del DESI rispetto agli obiettivi definiti dal Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione e di una sua contestualizzazione a livello locale. Sono 49 le città italiane che nel 2021 hanno raggiunto un livello elevato di maturità digitale (14 in più rispetto al 2020), 38 si attestano nella fascia intermedia (+1) e solo 23, contro i 37 dello scorso anno, si collocano nella fascia più bassa evidenziando così il generale trend positivo. Nella fascia alta, 39 comuni mostrano performance almeno sufficienti in tutte le tre dimensioni esaminate ed elevate in almeno una di queste: Aosta, Arezzo, Bari, Bergamo, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Cremona, Cuneo, Ferrara, Forlì, Genova, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Lucca, Matera, Monza, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Siena, Torino, Trento, Treviso, Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza. Completano l’elenco 7 comuni che ottengono il punteggio più elevato in tutti e tre gli ambiti analizzati (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Modena, Pisa e Cesena) e 3 città che si fermano al livello più basso in una dimensione ma registrano quello più alto nelle altre due (Asti, Caltanissetta e Piacenza).Le città più mature si collocano prevalentemente nelle regioni del Nordovest (15 comuni su 24 in fascia alta, 7 in quella intermedia) e del Nordest (17 comuni su 24 in fascia alta, 5 a livello medio) e presentano mediamente un’elevata densità abitativa. Ma fra i 49 comuni più digitali figurano anche 9 città del Sud (Bari, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Lecce, Matera, Napoli, Palermo), tre in più rispetto al 2020, e 8 città di piccole dimensioni, contro le tre registrate nella precedente edizione.L’offerta di servizi pubblici digitali – L’offerta di servizi pubblici digitali è l’ambito in cui sono stati fatti i maggiori progressi: 47 dei 110 comuni analizzati hanno raggiunto un elevato livello di disponibilità dei servizi digitali (contro i 30 del 2020), 42 si sono posizionati in fascia intermedia (-3) e 21 in fascia bassa (erano 34 l’anno scorso). Tutte le grandi città (oltre i 240mila abitanti) si collocano in fascia alta, insieme a 11 comuni medio-grandi (su un totale di 22) e 16 medi (su 41), mentre raggiungono il livello più elevato solo 8 realtà piccole su 35. Lo stesso divario si registra a livello geografico, con solo 12 comuni del Mezzogiorno (su 40) e 8 del Centro (su 22) che entrano in fascia alta, contro le 27 città del Nord (su 48).I servizi maggiormente offerti dai comuni in modalità digitale sono quelli legati allo Sportello unico delle attività produttive (SUAP), disponibili in 109 comuni, e alla prenotazione di appuntamenti per il rinnovo della carta d’identità, online in 107 città. Seguono l’iscrizione alla mensa scolastica (96), la presentazione di pratiche di edilizia privata (84) e la visualizzazione e il pagamento di contravvenzioni (81). I servizi meno accessibili sono la richiesta del contrassegno auto per disabili (16) e la domanda di assegno per le famiglie numerose (12).Digital PA, integrazione con le piattaforme abilitanti ancora incompleta – L’integrazione con le grandi piattaforme nazionali – come SPID, PagoPA, ANPR, CIE etc – rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di digitalizzazione della PA. Questo indicatore, però, appare meno dinamico rispetto a quello dedicato ai servizi pubblici digitali. Solo 27 città si collocano nella fascia alta (erano 23 nel 2020), 58 si attestano nella fascia intermedia (+2) e 25 a un livello basso (-5). Metà delle grandi città (5 comuni su 12) entra in fascia alta, ma la maggior parte delle città medie (26 su 41) e medio-grandi (13 su 22) si ferma a un livello intermedio e ben 16 città piccole su 35 non vanno oltre la fascia bassa. Fra le 27 città più mature, 19 si trovano nelle regioni del Nord, e solo due (Caltanissetta e Campobasso) al Sud.I servizi digitali maggiormente integrati con i sistemi di autenticazione SPID, CIE e CNS, sono il rinnovo della carta d’identità (102 con SPID, 99 con CIE e 4 con CNS) e quelli legati al SUAP (96 SPID, 76 CIE, 89 CNS). Seguono le pratiche edilizie (64 SPID, 42 CIE e 53 CNS), i certificati anagrafici (62 SPID, 44 con CIE e CNS), l’iscrizione agli asili nido (58 SPID, 36 con CIE e CNS) e i certificati di stato civile (58 SPID, 40 CIE e 41 CNS). Il processo che ha registrato più progressi è la migrazione delle anagrafi comunali in ANPR, dove a maggio 2021 figuravano oltre 7.500 comuni subentrati, fra cui 106 comuni capoluogo su 110, con i restanti 4 con la migrazione in corso. Tutti i comuni capoluogo risultano attivi sulla piattaforma PagoPA, con almeno una transazione registrata, ma solo 15 comuni hanno registrato mille transazioni o più ogni mille abitanti e per ben 30 città ne risultano meno di 50. Sono invece 89 i comuni capoluogo che espongono almeno un servizio sull’app IO, fra le quali spiccano Rimini (20 servizi online accessibili), Modena (14) e Vibo Valentia (12). Nella Digital Openness il gap più evidente – La Digital Openness si conferma la dimensione in cui i Comuni faticano maggiormente a progredire. Nonostante una leggera crescita, sono appena 18 le città digitalmente mature da questo punto di vista (+2 sul 2020), 50 si collocano in fascia intermedia e 42 in fascia bassa. Un risultato dovuto allo scarso punteggio ottenuto negli indicatori relativi agli open data, che hanno vanificato le buone performance registrate nella comunicazione con i cittadini attraverso i canali social. Fra le 18 città mature, ci sono 7 grandi comuni e nessuna piccola realtà, 12 sono nel Nord, 3 nel Centro e 3 nel Sud (Lecce, Matera e Palermo).Dall’analisi condotta su portali open data e siti dei 110 comuni capoluogo emerge un quadro polarizzato, con poche eccellenze con numerosi dataset rilasciati e ampie fasce del campione con maturità bassa o bassissima. Complessivamente i comuni analizzati hanno pubblicato meno di 15mila dataset (erano 17mila nel 2020). A Firenze, Milano, Palermo e Torino, che valgono il 42,5% del totale con oltre mille dataset a testa, si contrappongono 48 comuni che non hanno ancora pubblicato open data. Per quanto riguarda la comunicazione sui social media, il numero di Comuni attivi aumenta su sei canali su sette, restando invariato solo su Twitter, e salgono da 16 a 23 le città che usano tutti gli strumenti analizzati. Sono 46 le città mature per livello di presenza, penetrazione, aggiornamento e produttività sui sette canali social analizzati.

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Certificato verde digitale è online

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2021

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il Decreto che definisce le modalità di rilascio delle Certificazioni verdi digitali COVID-19 che faciliteranno la partecipazione ad eventi pubblici, l’accesso alle strutture sanitarie assistenziali (RSA) e gli spostamenti sul territorio nazionale. Con la firma del Dpcm – informa una nota di Palazzo Chigi – si realizzano le condizioni per l’operatività del Regolamento Ue sul “Green Pass”, che a partire dal prossimo 1° luglio garantirà la piena interoperabilità delle certificazioni digitali di tutti i Paesi dell’Unione. Sarà possibile ottenere una delle certificazioni verdi Covid 19 anche in farmacia. In alternativa alla versione digitale, sottolinea Palazzo Chigi, i documenti potranno essere richiesti al proprio medico di base, al pediatra o in farmacia, utilizzando la propria tessera sanitaria.In una nota il Ministero della Salute specifica che “con l’attivazione della piattaforma nazionale realizzata e gestita da Sogei, a partire da giovedì 17 giugno, i cittadini potranno iniziare a ricevere le notifiche via e-mail o sms con l’avviso che la certificazione è disponibile e un codice per scaricarla su pc, tablet o smartphone. L’invio dei messaggi e lo sblocco delle attivazioni proseguiranno per tutto il mese di giugno, e sarà pienamente operativo dal 28 giugno, in tempo per l’attivazione del pass europeo prevista per il 1° luglio “. Il Green Pass, aggiunge il Ministero, “contiene un QR Code che ne verifica autenticità e validità. Il documento attesta una delle seguenti condizioni: la vaccinazione contro il Covid-19, l’esito negativo di un tampone antigenico o molecolare effettuato nelle ultime 48 ore o la guarigione dall’infezione. A tutela dei dati personali, il QR Code della certificazione andrà mostrato soltanto al personale preposto per legge ai controlli.”.La Certificazione verde COVID-19 si potrà visualizzare, scaricare e stampare su diversi canali digitali: • sul sito dedicato http://www.dgc.gov.it • sul sito del Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale http://www.fascicolosanitario.gov.it/fascicoli-regionali • sull’App Immuni • e presto sull’App IO La Certificazione sarà disponibile per la visualizzazione e la stampa su pc, tablet o smartphone. In alternativa alla versione digitale, la Certificazione potrà essere richiesta al proprio medico di base, pediatra o in farmacia utilizzando la propria tessera sanitaria. In caso di difficoltà, o indisponibilità, nell’uso di strumenti digitali, saranno coinvolti medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti che hanno accesso al sistema Tessera Sanitaria. Dal 1° luglio la Certificazione verde Covid-19 sarà valida come Eu digital Covid certificate e renderà più semplice viaggiare da e per tutti i Paesi dell’Unione europea e dell’area Schengen.Il Dpcm spiega caratteristiche e modalità di funzionamento della piattaforma nazionale-dgc che viene alimentata, attraverso l’interconnessione con il Sistema TS, “con i dati relativi agli esiti negativi dei test molecolari e antigenici, al momento della disponibilità dell’esito nel Sistema TS stesso”. E ricorda che il Sistema TS è alimentato dalle strutture sanitarie pubbliche, private accreditate e autorizzate in cui si effettuano test molecolari e tamponi antigenici rapidi, dai medici di medicina generale e pediatri, e dalle “farmacie convenzionate presso le quali vengono effettuati i test antigenici rapidi”.Il Dpcm: https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Dpcm_Green_Pass.pdf (fonte Farmacista33)

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La ripartenza digitale è un volano per la crescita delle aziende?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Webinar AVM: 29 giugno 2021 – ore 15.30. Per la digitalizzazione delle attività delle micro, piccole e medie imprese italiane è fondamentale conoscere quali siano le reali opportunità in termini, per esempio, di contributi digitali, voucher connettività e 4.0, investimenti per la fibra ottica e altro ancora.Ma è davvero tutto chiaro, gli imprenditori sono al corrente delle varie iniziative che le istituzioni stanno mettendo in atto? Si parla molto di Decreto Semplificazioni, di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e contributi a fondo perduto delle Camere di Commercio, ma tutto questo cosa offre realmente alle aziende? Sappiamo che il Governo è già al lavoro con l’obiettivo per il 2026 di portare la banda ultra larga su tutto il territorio nazionale; per le imprese diventa strategico essere pronte a questo appuntamento avendo creato una rete aziendale in grado di rispondere alle esigenze di oggi e dei prossimi anni.Il webinar AVM del 29 giugno alle ore 15.30 ha l’obiettivo di far chiarezza – grazie alla consulenza di Gabriele Matteo Fiorentini, avvocato esperto di diritto delle telecomunicazioni – su vari aspetti legati alla digitalizzazione. Nello specifico, si parlerà delle disposizioni legali e regolamentari in materia di scelta dei dispositivi di connessione, in termini di diritti per il consumatore ed economici, affinché le imprese siano correttamente informate e capaci di affrontare la ripartenza digitale comprendendo quali siano gli strumenti e potendo esercitare il diritto di scegliere la miglior dotazione che consenta di personalizzare la CPE (Customer Premises Equipment) per rispondere alle caratteristiche specifiche del proprio business.

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Via libera definitivo del Parlamento al certificato COVID digitale dell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Straburgo. I deputati hanno completato il lavoro legislativo sul “Certificato COVID digitale dell’UE”, per facilitare gli spostamenti all’interno dell’Unione e contribuire alla ripresa economica.La Plenaria ha approvato mercoledì i nuovi regolamenti UE sul certificato COVID digitale con 546 voti a favore, 93 contrari e 51 astensioni (cittadini dell’UE) e con 553 a favore, 91 contrari e 46 astensioni (cittadini di paesi terzi residenti nell’UE).Il certificato sarà rilasciato gratuitamente dalle autorità nazionali e sarà disponibile in formato digitale o cartaceo con un codice QR. Il documento attesterà che una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o ha effettuato un test recente con esito negativo o che è guarita dall’infezione. In pratica, si tratta di tre certificati distinti. Un quadro comune dell’UE renderà i certificati compatibili e verificabili in tutta l’Unione europea, oltre a prevenire frodi e falsificazioni.Il sistema si applicherà dal 1° luglio 2021 e resterà in vigore per 12 mesi. Il certificato non costituirà una condizione preliminare per la libera circolazione e non sarà considerato un documento di viaggio.Durante i negoziati tra le istituzioni, i deputati hanno ottenuto un accordo che stipula che gli Stati dell’UE non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati – come quarantena, autoisolamento o test – “a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica”. Si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, “compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)”. Le misure dovranno essere notificate, se possibile, con 48 ore di anticipo agli altri Stati membri e alla Commissione, mentre il pubblico dovrà ricevere un preavviso di 24 ore.I Paesi dell’UE sono incoraggiati a garantire che i test abbiano prezzi abbordabili e siano ampiamente disponibili. Su richiesta del Parlamento, la Commissione si è impegnata a mobilitare 100 milioni di euro dallo strumento per il sostegno di emergenza per consentire agli Stati membri di acquistare test per il rilascio di certificati di test digitali COVID dell’UE.Tutti i Paesi dell’UE devono accettare i certificati di vaccinazione rilasciati in altri Stati membri per i vaccini autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Spetterà agli Stati membri decidere se accettare anche i certificati per i vaccini autorizzati secondo le procedure nazionali o per i vaccini elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’uso d’emergenza. Tutti i dati personali devono essere trattati in linea con il regolamento generale sulla protezione dei dati. I certificati saranno verificati offline e non saranno conservati dati personali.

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Quando l’azienda diventa completamente digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

L’industria 4.0 apre nuove frontiere, i modelli di business cambiano e proprio grazie alle opportunità offerte dal digitale è possibile rispondere alle esigenze dei clienti finali in modo più rapido e aumentare la competitività sul mercato. Secondo l’ultima relazione DESI (Digital Economy and Society Index), l’indice della Commissione Europea per misurare i progressi dei Paesi europei in termini di digitalizzazione dell’economia e della società, il livello di digitalizzazione delle piccole e medie imprese italiane è al di sotto della media europea. L’Italia si colloca al 22º posto nell’UE per quanto riguarda l’integrazione delle tecnologie digitali. La crisi sanitaria legata al Covid-19 ha sicuramente dato una maggiore spinta al processo di digitalizzazione, essendo stato l’unico strumento per le PMI in grado di garantire una certa continuità di business. La sfida per il futuro, però, sarà passare da un approccio reattivo a un approccio strategico e di lungo periodo. È il caso di Mr Key Shop (www.mrkeyshop.com), start-up digitale che offre soluzioni software ma con esperienza nel settore informatico e licenziatario da oltre 15 anni, che ha deciso di rendere tutto digitale e ora è gestita in toto da trentenni italiani. La scelta alla base è facile a dirsi: ammortizzamento dei costi, lavoro agile e soprattutto eco-sostenibilità. Centrale, dunque, l’assistenza tecnica gratuita ai clienti con una intera squadra che segue tutte le fasi dall’acquisto all’installazione, con anche la possibilità della formula “soddisfatti o rimborsati” in caso di errore d’acquisto o cambio prodotto.” Il team Mr Key Shop è giovane e preparato e lavora con passione, e ora sta conquistando man mano il mercato italiano e internazionale.Mr Key Shop è un marchio di UK Soft LTD, compagnia con sedi in Italia e Inghilterra per la vendita di soluzioni software, sistemi operativi e codici Product Key. I prezzi vantaggiosi, la consegna immediata, i pagamenti sicuri e l’assistenza specializzata gratuita sono i punti di forza. A oggi si vantano più di 250.000 i clienti soddisfatti. Il prodotto si riceve dopo pochi secondi direttamente tramite e-mail evitando così anche l’impatto ambientale derivato dalla spedizione di merce fisica.Sito web: https://mrkeyshop.com/it/

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Formazione dei futuri professionisti digitali nelle scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

La formazione scolastica è stata completamente trasformata di fronte alle esigenze imposte dalla pandemia con la Didattica a Distanza e la Didattica Integrata. Da questa nuova situazione sono emersi squilibri nell’accesso all’educazione e difficoltà legate al digital divide che riguardano ancora diverse famiglie. Basti pensare che in Italia sono oltre 7 milioni le persone senza una connessione a internet, secondo i dati 2019 DESI (Digital economy and society index). Partendo da questa situazione e dalla constatazione che l’Italia è tra i primi paesi in Europa per disoccupazione giovanile, l’organizzazione non governativa ACRA, che lavora da oltre 30 anni con il mondo della scuola promuovendo attività di educazione alla cittadinanza globale, con il supporto di STMicroelectronics Foundation, costola non profit dell’impresa STMicroelectronics di Agrate Brianza, ha messo a punto in Lombardia un programma gratuito di educazione digitale che consente un confronto proficuo tra azienda, studenti e docenti. La partnership tra le due realtà è nata proprio durante la prima fase dell’emergenza Coronavirus con la dotazione di computer per la DaD alle scuole e con una serie di corsi di formazione per rafforzare le competenze digitali degli insegnanti. Ad oggi il progetto ha visto la partecipazione di 181 docenti e 225 studenti in diversi istituti scolastici primari e secondari di Milano, Monza e Brianza e Varese. Ora il progetto prosegue raccogliendo le richieste di iscrizione delle scuole e centri di aggregazione giovanile (CAG) interessati all’iniziativa #SiamoTuttiCollegati per l’estate e per il prossimo anno scolastico. In particolare è possibile iscriversi alla Settimana di orientamento per ragazzi e ragazze delle scuole secondarie (dal 27 settembre all’1 ottobre 2021) incontri online gratuiti e rivolti ai giovani tra i 15 e i 19 anni di scuole di tutta Italia con l’intervento di dipendenti di STMicroelectronics, azienda leader nel settore delle nuove tecnologie informatiche ed elettroniche. Oltre 50 dipendenti di STMicroelectronics hanno già dato la loro disponibilità a realizzare le attività di formazione e orientamento con l’intento di generare interesse verso alcune delle professioni del settore digitale ricercate dal mondo del lavoro, ma poco conosciute ai giovani, colmando così il gap esistente.Obiettivo dell’iniziativa #SiamoTuttiCollegati è inoltre promuovere una maggiore partecipazione attiva tra i giovani di contesti sociali marginali e delle periferie, coinvolgendo ad esempio i CAG milanesi con attività esperienziali legate alla sostenibilità ambientale, ma stimolanti anche dal punto di vista tecnologico (ad esempio con la realizzazione di podcast e redazioni di web radio).Infine, a settembre riprenderanno anche i corsi di formazione per i docenti che desiderano arricchire l’offerta didattica nella propria scuola e avviare un percorso nell’ambito dell’insegnamento dell’Educazione Civica. I corsi, accreditati MIUR, permetteranno di approfondire le conoscenze sull’educazione ambientale e digitale, come previsto dal Curricolo, con uno sguardo globale (Agenda 2030 ed Educazione alla Cittadinanza Globale) e l’obiettivo di offrire agli studenti occasioni concrete di partecipazione e protagonismo, divenendo loro stessi attori del cambiamento. ACRA offre sia percorsi pronti all’uso con attività già sperimentate che percorsi di co-progettazione con i docenti al fine di calare le proposte sui bisogni della propria classe.https://www.acra.it/it/cosa-facciamo/cittadinanza-globale/proposte-educative-e-scuole

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I quattro ambiti di evoluzione digitale per la banca post-Covid

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2021

La transizione verso un ambiente finanziario pienamente digitalizzato non è più un nice-to-have, riservato alle istituzioni più innovative, ma è diventato un must per la sopravvivenza dell’intero settore.Per quanto riguarda i sistemi di pagamento, è necessario continuare a sostenere la transizione verso una società cashless investendo in tecnologie e nuovi metodi di pagamento sicuri. Secondo i dati del decimo rapporto Minsait Payments, oggi solo il 20% degli italiani “bancarizzati” usa il contante come principale mezzo di pagamento, mentre le carte sono il mezzo di pagamento preferito da sei italiani su dieci. In questo contesto, il settore finanziario deve affrontare diverse priorità per incoraggiare ulteriormente questa tendenza, come la garanzia della sicurezza, la lotta contro le frodi e la conformità normativa.La pandemia ha anche accelerato la trasformazione del modello di relazione tra cittadini e istituzioni finanziarie. I nuovi clienti, più digitali e informati che mai, chiedono un servizio personalizzato e una maggiore autonomia nello svolgimento delle transazioni. La risposta a questa nuova domanda comporta tre azioni: investire in una nuova generazione di filiali bancarie che combinano il mondo fisico e digitale applicando un concetto di “opticanalità” che permette di offrire al cliente il servizio più appropriato al momento giusto; adottare un ruolo più attivo, più vicino ed empatico di “emotional banking” con i clienti per accompagnarli durante l’intero ciclo di vita, e stabilire canali di comunicazione liquidi, capaci di adattarsi a ogni profilo, situazione e contesto, offrendo un’interazione più dinamica, flessibile e personalizzata.La soddisfazione del cliente dipende anche dall’ottimizzazione dei processi finanziari che passa attraverso l’automazione e l’outsourcing dei processi di business. In questo senso, gli istituti finanziari dovrebbero optare per un modello di BPO evoluto, che permetta loro di trasformare l’agilità dei processi in vantaggi differenziali. Anche nell’automazione e nell’ottimizzazione dei processi, grazie alla combinazione di tecnologie di Robot Process Automation e Intelligenza Artificiale, il cliente deve essere al centro della strategia, incorporando ai tradizionali KPI focalizzati sul risparmio e sui benefici economici, indicatori che misurino la soddisfazione del cliente.Infine, con l’obiettivo strategico di migliorare la customer experience, è essenziale e urgente adottare una concezione olisitica del cliente. Solo attraverso questa visione è possibile creare esperienze coerenti e attraenti per i clienti che rafforzino il concetto di loyalty. Per far ciò è imprescindibile l’adozione di un approccio data-oriented che, grazie a tecnologie di Big Data Analytics e Business Intelligence, fornisce una visione unica del cliente e contribuisce alla definizione di una strategia aziendale comune e sinergica.

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L’impronta digitale dei terremoti individuata con l’interferometria satellitare

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2021

Attraverso le immagini ottenute dall’interferometria satellitare, un team di ricercatori dell’Università Sapienza di Roma e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha analizzato l’”impronta digitale” dei terremoti attraverso il riconoscimento della deformazione del suolo che accompagna un evento sismico. Gli scienziati, infatti, sono riusciti a stimare con precisione le dimensioni e a riconoscere l’area dove si concentrano gli scuotimenti più violenti che accompagnano i terremoti. Lo studio “The epicentral fingerprint of earthquakes marks the coseismically activated crustal volume” è stato appena pubblicato su ‘Earth Science Reviews’. Le immagini ottenute con la tecnica InSAR (Interferometric Synthetic Aperture Radar) consentono di rilevare la deformazione cosismica (ovvero, la deformazione istantanea e permanente causata dal terremoto) delimitando l’area epicentrale dove si è concentrato lo spostamento maggiore, attraverso l’analisi della deformazione del terreno attorno alla faglia attivata durante un terremoto. “La conoscenza di queste manifestazioni della Terra aiuta a focalizzare più specificatamente la prevenzione sismica nelle future aree epicentrali, aiutando a calibrare la valutazione della pericolosità sismica in cui il movimento verticale gioca un ruolo rilevante nell’aumentare un maggiore scuotimento orizzontale e quindi maggiori danni. Perché i terremoti torneranno: in media in Italia si generano circa 20 terremoti distruttivi al secolo”, afferma il Presidente Carlo Doglioni. font: The epicentral fingerprint of earthquakes marks the coseismically activated crustal volume” Patrizio Petricca, Christian Bignami, Carlo Doglioni (2021). Earth Science Reviews. doi: https://doi.org/10.1016/j.earscirev.2021.103667

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CCIAA PN-UD – Formazione digitale per lavoratori e imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

Formare gratuitamente almeno 30mila persone, tra imprenditori, dipendenti, collaboratori e tirocinanti, sulle competenze digitali di base e sull’uso di strumenti sempre più essenziali per superare la seconda ondata di una pandemia che ha colpito con forza le aziende italiane. È l’obiettivo di Eccellenze in Digitale 2021, la nuova edizione del progetto di Unioncamere supportato da Google, il cui obiettivo è aiutare le imprese italiane a far crescere le competenze digitali dei propri lavoratori. Grazie al finanziamento di 1 milione di euro da parte di Google.org, la nuova edizione prevede una serie di appuntamenti organizzati dai Punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio. La crisi causata dal Covid-19 ha evidenziato l’importanza delle competenze digitali come una risorsa indispensabile per restare in contatto con i propri utenti e colleghi e per portare avanti la propria attività e il proprio lavoro. Da anni, Unioncamere e le Camere di commercio investono nello sviluppo di competenze che consentano alle micro, piccole e medie imprese di rimanere aggiornate e per questo già dal 2013 hanno avviato la partnership con Google per la sensibilizzazione, istruzione e potenziamento della presenza online delle imprese.È proprio partendo dal successo di queste esperienze che Google, come parte del suo nuovo programma di investimento Italia in Digitale (g.co/ItaliaInDigitale), ha deciso di rinnovare lo storico programma, portando l’attenzione sulla formazione dei lavoratori, sulle aree e sui settori più colpiti dalla crisi. Eccellenze in digitale 2021 servirà a raggiungere in particolare le aziende legate al turismo, alla ristorazione e alle filiere del made in Italy.Scopo degli incontri formativi, che si succederanno per tutto il 2021, è aiutare da un lato le imprese a potenziare le competenze digitali dal proprio interno, dall’altro fornire ai lavoratori strumenti in grado di accrescere o trasformare le proprie abilità mantenendo o migliorando la propria situazione occupazionale. Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili sul sito della camera di commercio https://www.pnud.camcom.it nella sezione dedicata a Eccellenze in digitale.

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Una sei giorni di incontri e dibattiti sul mondo tecnologico e dell’innovazione digitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

Dal 17 al 22 maggio 2021 l’I-Week è l’evento web dedicato a pubblica amministrazione, imprese e società di settore; protagonisti i massimi esperti, politici ed opinion leaders. Dalla sanità all’agricoltura, dall’energia alla sicurezza e mobilità: come verranno stravolti dall’intelligenza artificiale questi ambiti? Sono tre le macro aree che verranno trattate durante i 27 talk del programma: Intelligence, Geopolitica, Tecnologia. Durante l’I-Week si incontreranno policy e decision makers, imprenditori, innovatori, giornalisti per fare il punto sul presente ed una diagnosi sul futuro. Obiettivo: il rilancio del nostro Paese. I saluti istituzionali saranno della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, di Giampaolo Azzoni, Prorettore dell’Università degli Studi di Pavia, e di Gianmarco Senna, Presidente Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia.Tra i rappresentanti istituzionali ed esponenti della politica: Teresa Bellanova, Alessandra Todde, Maria Virginia Tiraboschi, Enrico Borghi, Marco Minniti, Raffaele Volpi, Adolfo Urso, Emanuele Fiano, Angelo Tofalo, Marianna Vintiadis, Carlo Robiglio, Stefano Besseghini, Lorenzo Mariani, Alberto Dell’Acqua, Marco Gay, Emanuele Marcianò, Massimo Moggi, Massimiliano Santoro, Giuliano Tomiazzo, Italo Soncini, Giuliana Paoletti, Michele Perrino.L’evento, organizzato da V&A SB, con la collaborazione dell’Associazione Culturale Corte Sconta e di Dune, è gratuito e aperto a tutti. Per iscriversi basta cliccare su https://i-week.it/ e scegliere i talk ai quali assistere.

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