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Università europea di Roma: Inaugurazione nel segno del digitale e dei giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

“Nella costruzione del futuro di un paese, giocano un ruolo fondamentale le Università come luoghi dove si guarda al futuro con serenità e fiducia, e con il desiderio di dare ognuno il meglio di sé per poter formare una comunità umana dove possa regnare la giustizia e la pace ad ampio raggio: pace tra i popoli, pace con il creato, pace con sé stessi. Le Università, pur in un mondo così mutevole, continuano ad essere luogo privilegiato di metabolizzazione delle grandi sfide del futuro e dove, in un certo senso, si possono anticipare le soluzioni.Ma per realizzare questo compito, sono necessari un atteggiamento fondamentale di fiducia – che talvolta si deve recuperare superando le paure – e un alto senso di responsabilità condivisa, perché tutti siamo chiamati a dare una risposta libera, consapevole e fattiva di un impegno sereno e sincero, nelle proprie capacità e competenze, per costruire una società più umana, dove sia possibile, malgrado i diversi problemi strutturali e congiunturali, guardare al futuro con speranza.“ Ha dichiarato il Magnifico Rettore Prof. Padre Pedro Barrajón, L.C. .“In particolare, con il suo fondamentale supporto, la Congregazione ha finalmente reso possibile, nel settembre 2019, l’inaugurazione ed il lancio ufficiale della Residenza UER, nell’ottica di un progetto più ampio di potenziamento dei servizi del Campus Universitario, a beneficio soprattutto degli studenti fuori sede.La Residenza UER, che si trova a pochi passi dall’Università ed è immersa in ampi spazi verdi, è in grado di ospitare fino a cento studenti fuori sede, offrendo loro non solo i più moderni servizi e tutte le comodità, ma anche seminari e programmi di formazione ed accompagnamento personale, grazie ad un’equipe di formatori sempre disponibili.
Il bilancio tratteggiato dal Rettore è d’altronde molto positivo: nel 2019 Università Europea di Roma ha superato i 1.500 studenti, crescendo del 25% nell’ultimo anno e posizionandosi prima a Roma tra le piccole università non statali nella classifica Censis 2019 della Università Italiane.È quindi intervenuto Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, S.E.R. Mons. Rino Fisichella che ha dichiarato: “La cultura digitale si presenta con alcune caratteristiche che meritano di essere analizzate. A differenza del processo culturale come conosciuto sinora, la cultura digitale si afferma come un fenomeno globale e globalizzante. Si introduce l’hic et nunc dell’immediato; il linguaggio appare più sintetico, disintermediato, essenziale, spesso riassunto in un’immagine che esprime l’emozione del momento ed è compreso intuitivamente.La tecnologia digitale aiuta la memoria, permette l’archiviazione dei dati aiutando la vita sociale e personale. Assistiamo così ad un vera e propria trasformazione antropologica. Per la Chiesa si apre una nuova fase di evangelizzazione, ed è una sfida da non perdere. La vera domanda non è come utilizzare le nuove tecnologie per la formazione, ma come diventare presenza formativa nel continente digitale.Quanto mai attuale e dibattuto, per quanto non regolamentato, il mondo di Internet si impone nelle vite dei giovani. Diversi i punti di vista esposti dai relatori all’evento che hanno generato un interessante e costruttivo dibatto; il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro- Internazionale ha affermato: “L’uomo sta oggi vivendo la rivoluzione digitale strettamente connessa al progresso tecnologico, alla comparsa di internet, della connessione globale, nonché all’espansione vertiginosa della robotica e dell’intelligenza artificiale.
Di fronte a tale sfida, che sta provocando un mutamento persino antropologico e che interessa trasversalmente ogni settore – provocando comprensibili timori ed incertezze così come accaduto in occasione dei precedenti mutamenti epocali che hanno coinvolto il nostro mondo – ritengo che occorra essere fondamentalmente ottimisti nelle capacità dell’uomo di adattarsi e di governare il fenomeno in questione.Un fenomeno che trae da esso tutte le opportunità di maggior benessere e di sviluppo che senza dubbio offre, pur tenendo sempre fissi due principi inderogabili : la tutela della dignità e l’integrità dell’uomo, intese nel senso più completo e profondo.Per affrontare con determinazione e responsabilità questa sfida cruciale, occorre partire dalla formazione e dalla competenza e, per questo, sono convinto che sia imprescindibile garantire il massimo dell’impegno, ad ogni livello, pubblico e privato, nell’obiettivo di offrire alle nuove generazioni gli strumenti culturali e formativi necessari per gareggiare su questo difficile terreno.Nel fornire alle nuove generazioni gli opportuni strumenti conoscitivi, professionali, scientifici e culturali, resta a mio giudizio fermo ed imprescindibile che la dimensione etica e spirituale dell’uomo – il quale deve rimanere sempre e comunque il soggetto che governa, in piena autonomia dalla macchina, i processi di elaborazione tecnologica, nonché quelli di applicazione nei diversi ambiti – non devono essere in alcun modo trascurati, né dati per scontati, bensì debbono costituire il criterio indefettibile e non negoziabile di ogni percorso formativo.

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Partnership esclusiva tra Euronews e Outbrain per l’editoria digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Outbrain, la piattaforma a livello mondiale di discovery e native advertising dell’open web, ha annunciato oggi di aver siglato un accordo di partnership esclusiva con Euronews, uno dei principali canali di informazione internazionali. L’accordo permetterà ad Euronews di sfruttare lo Smartfeed di Outbrain: un’esperienza digitale che trasforma ogni pagina in un flusso infinito di discovery.
“Non vediamo l’ora di lavorare con Outbrain come partner strategico. Siamo ansiosi di guidare l’incremento di pubblico e crediamo che le innovazioni di prodotto di Outbrain ci permetteranno di coinvolgere i nostri lettori mantenendo saldi la qualità e il tono editoriale del nostro sito”, ha dichiarato Carolyn Gibson, CRO, Euronews.L’innovativa tecnologia Smartfeed di Outbrain consente agli editori di coniugare la cura editoriale con la personalizzazione, guidare la crescita e il coinvolgimento del pubblico e aumentare le opportunità di monetizzazione. È progettata per una gamma di contenuti che include articoli promossi, editoriali e video dei brand, e fornirà all’editore la flessibilità di far circolare i propri contenuti per coinvolgere in modo costante il pubblico in tutto il sito. Inoltre, l’ottimizzazione dinamica tramite AdNgin consentirà al sito di migliorare continuamente, rispondendo alle preferenze del pubblico per creare un’esperienza di lettura ottimale.Euronews attualmente copre 12 lingue in 160 paesi. Euronews è imparziale e cerca di offrire una diversità di punti di vista. La tecnologia Smarfeed di Outbrain e gli strumenti di sviluppo dell’audience forniti da Outbrain aiuteranno ulteriormente l’editore nel suo obiettivo di crescita e coinvolgimento del pubblico.

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Seminario su rischi, opportunità e contenziosi nel mondo digitale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Milano venerdì 31 gennaio 2020, presso la sala riunioni Venere dell’Entreprise Hotel in Corso Sempione, 91 a partire dalle ore 14.00. Internet e le tecnologie digitali stanno progressivamente modificando il nostro stile di vita, nei consumi così come nella sfera professionale e privata. La Rete offre un numero pressoché infinito di opportunità, aumentando esponenzialmente le possibilità di scelta e la convenienza per l’utente ma anche riservare numerose insidie.Il progetto “e-RA DIGITALE: il consumatore incontra il web” – realizzato dalle Associazioni Adoc, Adusbef e Federconsumatori e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico – punta proprio a tutelare i consumatori dai rischi derivanti dall’utilizzo non corretto delle tecnologie digitali e nell’ambito delle transazioni economiche effettuate on-line. Oltre al servizio di assistenza online a cui accedere dal sito di progetto e alla consulenza presso i punti di accesso web presenti in tutta Italia, le Associazioni coinvolte stanno organizzando eventi di formazione e informazione.
Al tavolo dei relatori siederanno docenti universitari, ricercatori, avvocati e giornalisti, che illustreranno al pubblico opportunità, rischi e contenziosi nel mondo digitale nonché le best pratice già adottate nel settore. Gli esperti analizzeranno inoltre gli strumenti giuridici vigenti a tutela del consumatore ed evidenzieranno le lacune normative ancora irrisolte. (fonte: Ufficio Stampa Federconsumatori)

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Arretratezza digitale in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Prima la Finlandia, ultima la Bulgaria e non troppo distante (24esima su 28 Paesi dell’Unione) è l’Italia sul processo di digitalizzazione nell’analisi della Commissione con la diffusione dell’indice dell’economia e della società digitale (DESI), un documento che sintetizza gli indicatori pertinenti sulle prestazioni digitali dell’Europa e tiene traccia dell’evoluzione degli Stati membri dell’UE nella competitività digitale. “La riflessione sull’approfondimento del tema della digitalizzazione della pubblica amministrazione proposta dalle giornaliste Milena Gabanelli e Rita Querzè su Corriere- commenta Domenico Picciano, Head of Public Sector Ntt Data Italia (la multinazionale con base in Giappone, che ha 8 uffici e 3500 dipendenti in Italia, ha contratti attivati in 10 regioni italiane ed ha vinto due dei 5 lotti di gara indetti da Sogei per la fornitura dei sistemi gestionali integrati)- è il nostro monito per invitare a riflettere non solo sull’evoluzione digitale del Paese, ma anche su quella economica. È fondamentale capire che digitalizzazione non significa dematerializzazione quando si guarda al dato riguardante lo scarso utilizzo dei sistemi da parte dei cittadini si dovrebbe ragionare proprio su questo. Un procedimento amministrativo non ripensato e ridisegnato con un approccio digitale non è utile”. Il risparmio stimato da Confindustria Digitale quantifica in circa 30 miliardi di euro l’anno i costi dell’inefficienza pubblica, pari a 2 punti di Pil. I benefici che produrrebbe la trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana li ha calcolati il Politecnico di Milano: 25 miliardi di euro l’anno al bilancio dello Stato. A che punto siamo? -è la domanda che arriva dalle pagine del Corriere. “Nonostante tentativi lodevoli, fino ad oggi è mancata una visione d’insieme di lungo periodo- risponde Picciano- . Per vedere quanto la strada della digitalizzazione sia ancora lunga basta confrontare la differenza che c’è tra prenotare un volo online e richiedere un contributo alla pubblica amministrazione in maniera telematica. Fortunatamente ci sono anche degli aspetti positivi, come i sistemi di interoperabilità e gli Open Data, ambiti in cui miglioriamo di anno in anno”

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Aziende a caccia di informatici e esperti digitali, ma non se ne trovano

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Milano.Come ha confermato ancora una volta l’ultima nota trimestrale dell’Istat, pubblicata a metà dicembre e relativa al terzo e quarto trimestre del 2019, la situazione occupazionale italiana è in continuo, seppur lievissimo, miglioramento. Di fronte a dei dati interni che mostrano una pallida ripresa, non si può trascurare il paragone con gli altri Paesi. Guardando ai dati Eurostat, per esempio, si scopre che solo Grecia e Spagna fanno di peggio per quanto riguarda la disoccupazione. Guardando a un panorama generale che di certo non brilla, con un’uscita totale dalla crisi economica che tarda ad avverarsi, è strano scoprire che ci sono tante, tantissime aziende che riscontrano grosse difficoltà nel trovare personale.Eppure è proprio così: il gap tra domanda e offerta è particolarmente ampio per dei profili specifici, tra i quali si riconoscono soprattutto le figure IT e digital, insieme ad altri profili come gli ingegneri e i professionisti chimici.L’area IT italiana, del resto, è da anni particolarmente vivace, con aziende affermate alla ricerca di nuovi talenti e giovani startup che faticano a trovare i profili digital necessari.«Guardando ai numeri nazionali relativi alla disoccupazione si fatica a crederlo, ma è esattamente così: il disallineamento tra domanda e offerta riguarda quasi il 40% delle professioni a elevata specializzazione» spiega Carola Adami, fondatrice e CEO della società di ricerca e selezione del personale Adami & Associati, che sottolinea «ormai da anni il mismatch tra domanda e offerta di lavoro nel campo IT è tra i problemi più scottanti per le aziende del settore ITC».«Per le aziende diventa doppiamente importante, in questo scenario, mettere in campo le migliori strategie per attirare i migliori talenti presenti sul mercato, così da poter contare sulle competenze necessarie e da non lasciare queste skills in mano ai competitors» spiega l’head hunter.Numeri alla mano, la ricerca di figure IT si concentra soprattutto nel settentrione, e in particolar modo in Lombardia, dove sono in continua crescita le domande di personale esperto in Information Technology, in primo luogo da parte di aziende del settore ICT, e quindi del settore dei servizi.A colmare almeno in parte il mismatch c’è certamente un numero crescente di laureati IT, ma si è ancora molto lontani dal poter affermare che le università italiane preparano un numero di laureati tale da soddisfare le esigenze delle aziende: «ad oggi, confrontando il numero annuale di nuovi laureati in discipline informatiche e le parallele ricerche di personale specializzato, si scopre un gap che si aggira tra i 4.000 e gli 8.000 laureati» spiega Adami.Non deve stupire che, di fronte a questa diffusa difficoltà di reperimento, le retribuzioni IT continuino a salire, con aumenti che si staccano in modo netto da quelli relativi agli altri settori.È così che la retribuzione annua lorda del Data Scientist supera in molti casi i 50.000 euro, così come quella, per esempio, del Big Data Engineer, dove per i Cloud Architect è possibile arrivare fino ai 70.000 lordi annui.

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Sara Assicurazioni abbraccia il digitale in totale sicurezza grazie a Cisco

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

Cisco annuncia che Sara Assicurazioni, importante compagnia di assicurazioni nel panorama italiano, si è affidata alle sue soluzioni di cybersecurity per supportare e garantire all’azienda una trasformazione digitale sicura. La scelta di Sara Assicurazioni è nata dall’esigenza di affidarsi ad un partner autorevole e di fiducia che potesse accompagnare l’azienda nel percorso di digitalizzazione a 360° intrapreso nel corso del 2018 e che potesse garantire piena sicurezza sia all’interno che all’esterno del perimetro aziendale. Sara Assicurazioni ha, infatti, intrapreso un percorso evolutivo della propria infrastruttura tecnologica e IT con l’obiettivo di portare innovazione in tutta l’azienda e tenere il passo con un mercato altamente competitivo. La prima fase di questo percorso è coincisa con l’implementazione di un’architettura completamente in cloud. Il passaggio alla “nuvola” ha portato sin da subito effetti positivi e oggi tutti gli agenti di Sara Assicurazioni sono dotati di strumenti gestionali mobile che permettono loro di essere sempre operativi. Ad esempio, tramite un tablet connesso a Internet tramite Vpn, gli agenti possono emettere qualsiasi prodotto assicurativo, raccogliere contratti, fare proposte a nuovi clienti e fornire tutto il supporto necessario ai loro clienti, senza doversi appoggiare all’agenzia fisica.Il passaggio alla piattaforma cloud, che comunque garantiva già determinati standard di sicurezza, ha naturalmente amplificato l’attenzione verso il tema della cybersecurity, non soltanto in termini di protezione, ma anche di analisi e prevenzione.
La collaborazione prevede una soluzione a più livelli. Grazie all’utlizzo di un’architettura SDN (Software Defined Network), è più semplice e veloce accedere alle risorse in cloud, garantendo flessibilità e agilità, mentre la combinazione delle soluzioni Cisco Meraki e Cisco Umbrella – secure internet gateway – permette di creare una prima linea di difesa in grado di bloccare le minacce e garantire un elevato livello di protezione anche per gli utenti che accedono in mobilità. Inoltre, attraverso le dashboard cloud di Meraki MX, è possibile tenere monitorate le attività degli utenti per analizzare, prevenire e gestire al meglio le criticità.

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Web tax, Mollicone (FdI): “Governo non tutela il mercato digitale italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

“Il governo non tassa le multinazionali del digitale adeguatamente con la web tax e non tutela il mercato digitale italiano specificando che la tassazione debba essere applicata esclusivamente sui ricavi da servizi digitali, ma in compenso sembrerebbe intenzionato ad aumentare le tasse sul circuito degli operatori radio e tv, come apprendiamo dal Sole24Ore. Lo riteniamo inaccettabile e, se così dovesse essere, daremo battaglia alla Camera per la difesa della sovranità digitale italiana. ” E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato FDI capogruppo in commissione Cultura ed Editoria, componente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e responsabile Innovazione del partito.

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Nuovo digitale terrestre, bonus TV fruibile dal 18 Dicembre 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

Un decreto ministeriale di recente pubblicazione ha dato il via al cosiddetto “bonus TV”, un contributo per l’acquisto di apparecchi televisivi di nuova generazione nell’ambito del passaggio al nuovo sistema di digitale terrestre, il DVB-T2, che partirà a Settembre 2021 e si concluderà a Giugno 2022.Il contributo è destinato ai residenti in Italia appartenenti a nuclei familiari con valore ISEE non superiore a 20.000 euro per un solo acquisto (a nucleo) effettuato nell’arco temporale 18 Dicembre 2019 – 31 Dicembre 2022. Deve trattarsi di apparecchi TV o decoder idonei alla ricezione dei programmi trasmessi con le nuove tecnologie DVB-T2, per i quali fa fede la dichiarazione del produttore.
A tal proposito i produttori dovranno stilare elenchi dei propri prodotti ammessi al contributo, correlato dei codici identificativi, da pubblicare poi sul sito del Ministero dello sviluppo economico.Il bonus, di 50 euro, viene erogato dal venditore come sconto sull’acquisto, applicato sul prezzo finale comprensivo di Iva, fino all’esaurimento dei fondi dedicati (25 milioni di euro per il 2019, 76 milioni di euro il 2020 e 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022).La procedura di fruizione prevede:
– consegna al venditore da parte dell’utente di un’autocertificazione contenente il valore del proprio ISEE e la dichiarazione di non aver già fruito del bonus;
– l’invio telematico, da parte del venditore, dei dati della transazione al Ministero (MISE);
– verifica del Ministero, anche relativamente alla disponibilità dei fondi, con eventuale rilascio al venditore di un’attestazione riguardante la disponibilità dello sconto.
Il venditore poi recupera lo sconto concesso come credito d’imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Si fa presente che gli apparecchi in commercio dal 2017 dovrebbero già essere adatti e così molti di quelli commercializzati tra il 2013 e il 2017. Il Ministero dovrà in ogni caso informare gli utenti sia sul bonus sia sulle caratteristiche tecniche degli apparecchi adatti alla nuova ricezione, anche tramite un call center.
QUI la pagina del sito MISE dove dovrebbe presto apparire anche la lista dei prodotti ammessi: https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/comunicazioni/bonus-tv (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Modelli di lavoro e trasformazione digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Microsoft ha presentato oggi per la prima volta a Milano i risultati di un’indagine europea sull’evoluzione dei modelli di lavoro e sull’approccio di manager e dipendenti alla trasformazione digitale. Il cambiamento è la nuova normalità: il 95% dei dirigenti italiani ha dichiarato che la propria azienda è stata recentemente coinvolta in un processo d’innovazione, in primis di natura tecnologica (54%). E tra le sfide che le organizzazioni del nostro Paese hanno dovuto affrontare spicca proprio l’assenza di un’adeguata cultura tecnologica (50%), seguita dalla difficoltà di un vero cambiamento culturale (35%), due istanze strategiche per il successo di qualsiasi progetto di trasformazione digitale.Sebbene le persone facciano spesso fatica ad accettare i cambiamenti, dallo studio è emerso che migliorare la cultura sul posto di lavoro possa portare enormi benefici al business. Infatti, le aziende fondate su una “cultura dell’innovazione”, generalmente definita come cultura in cui si supportano e si promuovono nuove idee, hanno il triplo delle probabilità di raggiungere una crescita a doppia cifra: il 22% degli intervistati italiani delle aziende più innovative ha infatti dichiarato di aspettarsi una crescita a doppia cifra nel corso dei prossimi cinque anni, rispetto al 7% delle aziende meno innovative. Inoltre, queste aziende riescono ad attrarre e trattenere più facilmente i talenti: la maggior parte dei lavoratori di queste società (90%) intende restare in azienda, rispetto al 62% di chi lavora in organizzazioni con una cultura meno innovativa e che vede maggior turnover.
Secondo i risultati dell’indagine, il modo migliore per trasformare la cultura aziendale è cambiare le abitudini di lavoro e le modalità di relazione. Gli italiani hanno infatti dichiarato di sprecare il 59% del proprio tempo in riunioni ed email inutili, interruzioni non necessarie e ricerca delle informazioni. Lo studio ha evidenziato come un giusto mix di tecnologia avanzata per la produttività e la collaborazione e di cultura innovativa possa contribuire notevolmente a ottimizzare i tempi, aiutando i dipendenti a dedicarsi alle attività più importanti, a concentrarsi sui propri compiti e a realizzare il proprio potenziale. Gli italiani che hanno l’opportunità di lavorare in modo più fluido e focalizzato, e di conseguenza di rendere le proprie attività più efficienti, hanno tre volte più probabilità di essere felici sul posto di lavoro (58% vs 16%).Dall’analisi delle aziende più innovative emerge che un fattore importante, non solo per la produttività dei dipendenti, ma anche per la crescita del business, è la possibilità di collaborare in modo semplice ed efficace con colleghi, partner e clienti: il 90% degli intervistati italiani considera la collaborazione all’interno dei team di lavoro un elemento strategico per la crescita aziendale e l’88% crede che collaborare con i propri partner sia vitale per lo sviluppo del business.Nelle realtà più innovative, i tool di collaborazione semplificano lo scambio di informazioni e il coinvolgimento dei dipendenti nei processi decisionali: il 62% degli italiani che accedono a questi strumenti dichiara infatti di trovare semplice la condivisione di informazioni, contro il 20% di chi non vi accede, e il 54% afferma di organizzare facilmente riunioni, rispetto al 20% di chi non può avvalersi dei tool di collaborazione.Infine, una cultura innovativa aiuta i dipendenti a sentirsi liberi di esprimere la propria opinione (75% vs 42%) e accettare più serenamente di commettere errori (62% vs 37%), fattori che, in un mercato in rapida evoluzione, sono necessari per garantire l’innovazione, la creatività e la crescita, sia personale sia a livello aziendale. Una lezione che Microsoft ha imparato bene sotto la guida di Satya Nadella, come emerge dal libro “Hit Refresh”.

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Il futuro digitale dell’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 novembre 2019

Milano 13 novembre a partire dalle ore 9,30 presso il Sole 24 ore – Sala Bianchi – Via Monte Rosa, 91. Sarà un importante momento di confronto dedicato al futuro digitale del nostro Paese. Partendo dai dati del Rapporto “Il digitale in Italia 2019”, giunto alla 50 edizione, che verrà presentato per l’occasione e con proiezioni sino al 2021, ci si confronterà sul ruolo del digitale per la crescita del Paese. E ci si confronterà sulle scelte da fare per sciogliere tre nodi fondamentali: dare continuità alla trasformazione digitale delle imprese, rilanciare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, colmare il gap di competenze digitali. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi del Ministro per l’Innovazione Paola Pisano, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il Presidente di Anitec-Assinform Marco Gay, il Presidente di Confindustria Digitale Cesare Avenia, il Presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz e il Presidente del Sole 24 Ore Edoardo Garrone.

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La rivoluzione digitale sta trasformando la politica e la società

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Ad affermarlo è la ricerca “L’era della democrazia digitale, una sfida per cittadini, imprese e politica, realizzata da Adl Consulting, società di consulenza strategica, public affairs e comunicazione istituzionale specializzata in attività di digital lobbying e advocacy, e presentata oggi all’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni di Roma, di fronte a esponenti di spicco della politica e dell’economia italiana.Gli studenti universitari sono i protagonisti assoluti di una delle sezioni della ricerca, in quanto ricoprono il doppio ruolo di cittadini e professionisti del futuro. A sorprendere è l’insufficiente conoscenza e l’inadeguata comprensione dei temi della democrazia digitale, evidenziate dall’indagine. Su un campione di 300 studenti, provenienti da diverse facoltà (Ingegneria 54%, Scienze Politiche 34%, Giurisprudenza 10%, Marketing & Comunicazione, Economia 1%), risulta che il 56% non ha mai sentito parlare di “democrazia digitale”, chi conosce il termine proviene da facoltà giuridico-economiche. Nell’indagine risulta che il 75% non ha mai letto libri o approfondimento sulla blockchain, mentre il 61% è entrato in contatto con articoli e libri sull’intelligenza artificiale. È stato misurato il grado di coinvolgimento nelle decisioni politiche da cui emerge che a livello europeo il 36% non si sente per nulla coinvolto, mentre a livello nazionale il dato scende al 25%, fino ad arrivare a livello locale con la misura del 22%. Il dato positivo emerso dal sondaggio è che gli studenti vedono in modo entusiasta l’applicazione della tecnologia nei diversi ambiti della società (84%).
Ne L’era della democrazia digitale, una sfida per cittadini, imprese e politica, come scrivono gli autori nell’introduzione alla ricerca, si indaga come a fronte di un’innovazione digitale che ha cambiato quasi ogni aspetto della nostra vita privata, la democrazia e le sue pratiche (in primis in termini di legislazione e di governo) siano ancora fortemente ancorate al modello tradizionale della democrazia rappresentativa costituzionale classica; tuttavia, il potenziale innovativo della rivoluzione digitale ha già iniziato a cambiare fortemente la relazione tra istituzioni e cittadini (per esempio attraverso l’uso di piattaforme di partecipazione), così come la modalità in cui gli stessi cittadini, le imprese o i rappresentanti di interessi stanno ripensando il dialogo con i decisori pubblici (per esempio attraverso il cosiddetto digital lobbying). Francesca Bria, Senior Advisor Digital Cities presso le Nazioni Unite e già Assessore alla tecnologia e innovazione digitale Comune di Barcellona ha sottolineato nel suo intervento che per riconquistare la sovranità digitale e garantire i diritti digitali dei cittadini, sono necessarie infrastrutture decentralizzate con gestione e controllo democratico.
Sono intervenuti esponenti di spicco di alcune aziende nazionali e internazionali come Péter Ilyés (CEO E.On Italia) che ha posto l’attenzione su come la tecnologia possa diventare democratica puntando sul tema della fiducia; Andrea Benassi (Head of Public Affairs & Sustainability del Gruppo Bancario Cooperativo ICCREA), che ha approfondito il ruolo del sistema bancario nell’indirizzare le scelte di investimento con riguardo alle sfide della sostenibilità; Corrado Righetti (CEO di Sharp Italia), che ha mostrato come anche i processi di apprendimento si possono rendere interattivi e smart, e Romano Righetti (Direttore External Affairs di Vodafone Italia), che si è soffermato sull’importanza di adottare e sviluppare standard comuni a livello comunitario in termini di privacy e cybersecurity

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Festival del Giornalismo Digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

Milano Martedì 29 ottobre, ore 13 Belvedere Jannacci – 31° piano di Palazzo Pirelli sarà presentata l’ottava edizione di Glocal
Interverranno: Francesca Brianza – Vice Presidente del Consiglio regionale
Alessandro Galimberti – Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia
Riccardo Terzi – Google head of News & Publishers Partnerships, Italy & Cee
Marco Giovannelli – Direttore del Festival e Presidente di ANSO – Associazione nazionale stampa online
Introdurrà l’incontro la giornalista Silvia Giovannini
Glocal, il Festival del Giornalismo Digitale organizzato da Varesenews
si terrà a Varese dal 7 al 10 novembre si terrà Glocal, il Festival del Giornalismo Digitale organizzato da Varesenews. Quattro giorni con 45 incontri e 150 speaker in dieci diverse location per riflettere sul futuro della professione giornalistica, a partire da come il racconto può modificare un territorio. Il Festival ospiterà giornalisti e testimonianze d’autore, workshop e laboratori, serate dedicate all’economia, alla musica e allo sport. Glocal guarda al giornalismo locale in una dimensione globale, da qui la partnership con ANSO -Associazione nazionale stampa online e con Google.

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L’UE deve porre l’inclusività al centro della transizione digitale ed ecologica

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

In un dibattito con la ministra finlandese degli Affari europei Tytti Tuppurainen, i rappresentanti locali e regionali dell’UE hanno chiesto all’UE di garantire che tutte le regioni e i loro cittadini possano trarre vantaggio dalle transizioni digitale ed ecologica che stanno cambiando il volto delle nostre società. Il 9 ottobre il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato due pareri richiesti dalla presidenza finlandese del Consiglio dell’UE, incentrati su come colmare il divario digitale e garantire la coesione e la solidarietà per tutti i cittadini europei.Riferendosi all’obiettivo di raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio nell’UE entro il 2050, la ministra finlandese Tuppurainen ha dichiarato: “è compito dell’UE, insieme ad altre grandi economie, assumere un ruolo guida nel passaggio a un’economia digitale, sostenibile e climaticamente neutra. Questa transizione dovrebbe essere vista come un’opportunità. Dobbiamo abbracciare e plasmare i cambiamenti prodotti dalla transizione verde, dall’evoluzione tecnologica e dalla globalizzazione, in modo che nessuno sia lasciato indietro”.
Per parte sua, Karl-Heinz Lambertz , Presidente del Comitato europeo delle regioni, ha sottolineato che: “tutte le regioni e le città devono poter beneficiare dei vantaggi dell’economia digitale se vogliamo costruire un’Europa competitiva, inclusiva e sostenibile. La trasformazione digitale delle nostre economie va di pari passo con la coesione economica, sociale e territoriale dell’Europa. Essa contribuirà non solo a creare posti di lavoro, ma anche a sostenere le regioni e le città, in particolare nelle zone rurali e in quelle in fase di transizione, a compiere la conversione urgente verso un futuro neutro in termini di emissioni di carbonio, che l’Europa deve realizzare entro il 2050. Tuttavia, senza investimenti sufficienti, le regioni e le città non saranno in grado di produrre i risultati attesi. L’entità e la forma del prossimo bilancio dell’UE definiranno il nostro futuro comune per i prossimi anni. I tagli agli investimenti regionali e la centralizzazione dei fondi non faranno altro che ritardare l’Europa”.Il primo dei due pareri pone in evidenza che l’accesso e la partecipazione attiva alla società digitale sono fondamentali per il buon esito dello sviluppo futuro sul piano locale e regionale e sottolinea che la coesione digitale è un’importante dimensione aggiuntiva del tradizionale concetto di coesione economica, sociale e territoriale sancito nei Trattati dell’UE. Il CdR si rammarica tuttavia del fatto che le priorità dell’agenda politica della nuova Commissione europea non pongano un accento sufficiente su un mercato unico digitale inclusivo che vada a vantaggio di tutti i cittadini dell’Unione europea.Per garantire il diritto alla connettività a ogni cittadino dell’Unione, il CdR chiede un maggiore sostegno alla diffusione della banda larga ad alta velocità e delle reti 5G nelle comunità locali, indipendentemente dalle dimensioni e dalla densità demografica di queste ultime. Il parere elaborato dalla relatrice Karjalainen chiede inoltre maggiori investimenti nelle competenze digitali e nell’alfabetizzazione mediatica, nella cibersicurezza e nella protezione dei consumatori nel campo dell’economia digitale, e sottolinea il ruolo delle reti regionali quali poli di innovazione digitale nell’attuazione del nuovo programma Europa digitale. La digitalizzazione e l’introduzione di soluzioni intelligenti nei servizi pubblici, in particolare nel settore dei trasporti e dell’energia, sono fondamentali anche per accelerare lo sviluppo sostenibile a livello locale e regionale. Un parere di cui è relatore Andries Gryffroy (BE/AE), membro del Parlamento fiammingo, si concentra sul ruolo che le città intelligenti svolgono nel garantire una transizione giusta verso la neutralità climatica e nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello locale.

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Festival del Giornalismo Digitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Varese dal 7 al 10 novembre. L’ottava edizione dell’evento si prefigge di andare a delineare il futuro della professione giornalistica offrendo un’angolazione particolare: come il racconto può modificare un territorio. Tra turismo e valorizzazione turistica, protagonisti della scena giornalistica e testimonianze d’autore, musica, sport e laboratori, Glocal guarda al giornalismo del futuro con gli occhiali delle nuove tecnologie.
Sono almeno quattro i fili conduttori del Festival 2019 che si intersecano ripetutamente in una tensione costantemente sospesa tra locale e globale. Il primo riguarda il ciclo di incontri organizzati con Google per comprendere scenari e cambiamenti e culmina nell’appuntamento (previsto il 9 novembre) con il vice president News di Google, Richard Gingras, chiamato a dialogare con Mario Calabresi, già direttore de la Stampa e di Repubblica.Tra le “voci d’autore” spiccano le testimonianze di giornalisti quali Chiara Nielsen, vicedirettrice del settimanale Internazionale che da oltre dieci anni dirige il festival di Internazionale a Ferrara; Giuseppe Cruciani che insieme a Valerio Staffelli aprirà il Festival in un incontro organizzato dall’Ordine dei Giornalisti; Sandro Ruotolo che insieme alla direttrice di change.org Stephanie Brancaforte parlerà del circolo virtuoso tra giornalismo e attivismo.Il “racconto dei luoghi” è la parte del Festival più estesa. I nuovi linguaggi del giornalismo in materia di turismo sono al centro di una serie di incontri dedicati al settore. Giornalisti, scrittori, blogger ed esperti dell’informazione si confronteranno sulle nuove frontiere della narrazione di viaggi, territori, destinazioni e cammini. Innovazione digitale, social network, big data, turismo esperienziale, sono solo alcuni degli argomenti al centro degli appuntamenti organizzati con l’obiettivo di avviare una riflessione sui cambiamenti che hanno interessato il mondo della comunicazione turistica.Non certo ultima la musica: i rapper Tormento e Kaso saranno ospiti del Festival per raccontare di quando Varese era protagonista, negli anni Novanta, della scena hip hop italiana.Come ogni anno, le serate nei tre giorni del Festival offriranno occasioni di incontro, spunti di riflessione e momenti conviviali.
Sabato 9 novembre appuntamento con il grande basket. Lo sport che da sempre identifica la città di Varese sarà protagonista con alcuni dei suoi più illustri esponenti. A Ville Ponti verrà proiettato il documentario “Parigi 1999, vent’anni dopo”, una raccolta di testimonianze di chi c’era e di chi ha vissuto l’intera cavalcata azzurra in quell’estate del 1999 che portò l’Italia a diventare campione d’Europa. Gli ingressi alle serate sono liberi e gratuiti.Confermati laboratori e workshop: Google Search, fotografia, podcast, tool ed uffici stampa, dati per il giornalismo e molto altro. Una serie di lezioni aperte a tutti e gratuite, per conoscere i nuovi strumenti della comunicazione.

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Stop al contante: la strada urgente dei pagamenti digitali

Posted by fidest press agency su domenica, 29 settembre 2019

Commento a cura di Valeria Portale e Ivano Asaro, Direttori Osservatorio Innovative Payments. Quello che manca oggi è un piano strategico completo volto alla lotta all’evasione e alla promozione dei servizi elettronici e digitali di pagamento. Un sistema che sia in grado di modernizzare il nostro Paese, facendo in primis leva sul cambiamento culturale che deve coinvolgere esercenti e consumatori.Sembra quanto mai urgente intraprendere azioni concrete che possano spingere i pagamenti elettronici per colmare il ritardo accumulato rispetto agli altri paesi europei. Un ritardo sempre più accentuato, come dimostrano gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Centrale Europea. Vediamo insieme qualche dato: nel 2018 le carte sono state utilizzate per effettuare poco più di 55 miliardi di pagamenti in Europa (+13%), per un totale di circa 2,2 trilioni di euro di spesa. Il report della BCE, che è da quest’anno orfano della Gran Bretagna, a causa della imminente Brexit, vede salire la Francia (oltre 13 miliardi di pagamenti) in prima posizione per numero di pagamenti con carta, posizione finora detenuta appunto dal Regno Unito, seguita da Germania (5,3 miliardi) e dal terzetto Olanda-Polonia-Spagna (4,7miliardi).Tra i Paesi più sviluppati in termini di pagamenti digitali troviamo, anche quest’anno, gli scandinavi dell’Unione: Danimarca, Svezia e Finlandia. In questi, oltre ad essere molto in auge alcuni servizi di Mobile Payment locali come Swish e MobilePay, la carta è utilizzata quotidianamente, con un numero di transazioni annuali pro-capite che si aggira intorno ai 350 con una crescita rispetto al 2017 del “solo” 4%, che dimostra come i pagamenti digitali siano ormai diventati pervasivi nella vita delle persone.
Dai dati della BCE risulta invece evidente come gli italiani non utilizzino ancora questo strumento di pagamento al livello delle proprie controparti europee, nonostante l’Italia, insieme alla Grecia, abbia la più alta diffusione di terminali POS (circa 52 mila per milione di abitanti). I dati mostrano chiaramente che l’Italia si trova agli ultimi posti in termini di utilizzo dei pagamenti elettronici e rischia di perdere ulteriori posti nei prossimi anni. Per colmare il gap rispetto agli altri Paesi europei è necessaria un’azione decisa da parte del Governo. Tale azione deve avere 5 caratteristiche: deve essere ampia (deve cioè coinvolgere un elevato numero di consumatori e/o esercenti), efficace (capace di colmare il gap in breve tempo), persistente (capace di cambiare le abitudini e la cultura anche nel momento in cui dovesse essere “spento” l’incentivo), semplice (per accedere a incentivi o detrazioni consumatori ed esercenti devono poterlo fare senza una eccessiva burocratizzazione del processo) e positiva (sì agli incentivi, no agli obblighi). In questa direzione vanno molteplici proposte che sono già state avanzate: dagli incentivi sullo spesa, alle detrazioni fiscali. La strada è lunga e piena di ostacoli. Ma è necessario iniziare a percorrerla in fretta.

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Audipress 2019/II: la stampa conferma i suoi lettori e cresce nel digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 29 settembre 2019

La stampa di qualità in Italia raggiunge ogni mese il 75% della popolazione, una platea di circa 40 milioni di individui che la scelgono e l’acquistano, riconoscendola come importante e attendibile riferimento in un contesto sociale caratterizzato da una complementarietà di mezzi di comunicazione e pluralità di esposizione.
Secondo i nuovi dati Audipress 2019/II, approvati oggi dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Ernesto Mauri, sono positive le performance di quotidiani e mensili (+0.4% e +0.2% rispetto ai lettori della scorsa rilevazione) e sostanzialmente stabile la readership dei settimanali (-0.2%), con una crescita nella fruizione delle copie digitali in tutti i comparti editoriali (complessivamente +4.6%).Considerando le principali testate italiane, su carta o digitale, ogni giorno si raggiungono in media quasi 24 milioni di letture per i quotidiani (per 15.909.000 lettori), ogni settimana più di 22 milioni di letture per le testate settimanali (per 13.253.000 lettori) e ogni mese quasi 20 milioni di letture per le testate mensili (per 11.818.000 lettori).
Dall’ampiezza dei dati di scenario fino ai livelli più analitici di dettaglio, l’indagine single source Audipress monitora in maniera continuativa le abitudini di lettura e la fruizione delle più importanti testate italiane, permettendo di cogliere le caratteristiche proprie di ciascun segmento editoriale e dei vari target di popolazione.I dati Audipress 2019/II sono il risultato dell’indagine ufficiale per la lettura della stampa quotidiana e periodica in Italia, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 14 anni e oltre. Per questa edizione sono state eseguite 39.008 interviste, condotte con il sistema CAPI Doppio Schermo, lungo un calendario di rilevazione di 38 settimane complessive, dal 10 settembre 2018 al 14 luglio 2019.Gli Istituti esecutori del field sono Doxa ed Ipsos; il disegno del campione e l’elaborazione dei dati sono stati effettuati da Doxa; i controlli sono a cura di Reply. Ulteriori elaborazioni da nastro di pianificazione sono effettuate da Media Consultants, Memis, MediaSoft e Nielsen. http://www.audipress.it.

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Festival del giornalismo digitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 settembre 2019

Varese dal 7 al 10 novembre 2019 Glocal 2019. Il festival del giornalismo digitale, organizzato da VareseNews. «Dando al festival il titolo “Paesaggi in movimento, Glocal Territori della conoscenza” vogliamo parlare di territori, dei rapporti tra i luoghi e le persone che li abitano e frequentano, di turismo, di strumenti di comunicazione, di tendenze e di idee, il tutto con uno sguardo particolare verso la conoscenza quale motore che genera occasioni di confronto, incontro e crescita», spiega il direttore Marco Giovannelli, ideatore del Festival. «I “Paesaggi” sono i luoghi della nostra storia, della nostra cultura, quelli che ci ospitano o in cui siamo nati. Ambienti tradizionali che nel contesto attuale si mettono “in movimento”, perdendo da un lato contorni e confini ma guadagnando dall’altro spazi di conoscenza e scambi sociali».La narrazione è il cuore del giornalismo. Attraverso una narrazione ben costruita di un territorio si può cambiare il destino di un luogo turistico che aspira a crescere. Ma anche possono emergere nuove vocazioni e gli spazi prendere forme che prima non si erano mai immaginate. Una narrazione però necessita di confrontarsi con le tecnologie a disposizione, con l’intelligenza artificiale e con la disinformazione – con tanto di fact-checking – che l’attualità impone, ma anche con le nuove modalità di narrazione quali i podcast. Glocal 2019 si prefigge di affrontare anche i possibili modelli di business, il data journalism e l’antico ma quanto mai necessario giornalismo investigativo. Il tutto per capire oggi com’è possibile raccontare e raccontare bene attraverso l’intervento di esperti, professionisti della comunicazione e giornalisti.Anche questa edizione conferma la grande attenzione rivolta al mondo della formazione. Il festival Glocal coinvolgerà centinaia di studenti delle scuole superiori, delle Università e dei Master in giornalismo. Sarà riproposto anche BlogLab, il laboratorio di giornalismo digitale dove i ragazzi provenienti dalle scuole del territorio divisi in “redazioni” si sfideranno scrivendo articoli e realizzando video e foto, come una vera redazione giornalistica. Confermati i due premi aperti a tutti i professionisti dell’informazione: uno dedicato ad Angelo Agostini, destinato al giornalismo multimediale, ed uno legato al data journalism.Il Festival è organizzato da VareseNews in stretta collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Lombardia, con la Camera di Commercio della provincia di Varese, che mette a disposizione tante strutture per ospitare tutta la manifestazione, e del Consiglio Regionale della Lombardia. Alla realizzazione dell’evento partecipa con un importante ruolo anche Anso, l’associazione nazionale stampa online, che ha contribuito alla definizione di alcuni dei contenuti del festival che valorizzano il lavoro delle testate locali.Glocalnews è anche un’ottima occasione per i giornalisti di completare la formazione professionale: la quasi totalità degli incontri e workshop, infatti, dà la possibilità di ottenere crediti. Come sempre gli eventi saranno a ingresso libero, alcuni in live streaming, e si terranno nelle più belle location di Varese.

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Atos accelera ulteriormente la trasformazione digitale di RAI con un nuovo media player

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

Milano. Atos, leader globale nella trasformazione digitale, annuncia oggi la firma di un contratto quadriennale con RAI – Radiotelevisione italiana S.p.A. per lo sviluppo del nuovo sistema di riproduzione video multiformato dell’emittente pubblica italiana.Atos gestirà l’implementazione del nuovo player nella supply chain dei media digitali RAI, seguendone l’installazione, l’integrazione end-to-end, il supporto e la manutenzione.Questo progetto fa parte della strategia di RAI volta a migliorare l’esperienza del consumatore proponendo contenuti digitali personalizzati, basati sulle preferenze e sui comportamenti personali di ogni spettatore, ad una velocità ottimale e attraverso un player multiformato utilizzabile su tutti i dispositivi supportati.Dal 2009 Atos collabora con successo con RAI nella fornitura di servizi 24/7×365 di gestione operativa in loco dell’infrastruttura e delle applicazioni dell’offerta media digitale di RAI, in modo che i contenuti audio e video digitali possano essere efficacemente archiviati, gestiti, consegnati e riprodotti online, in diretta e on-demand. Con il supporto di Atos, RAI è stata in grado di evolvere i propri servizi media digitali e di migliorarne la qualità e la scalabilità.Nel 2017 Atos ha avviato l’implementazione del sistema di Customer Identity e Access Management di RAI, che registra, autentica, profila e ingaggia gli utenti su tutte le piattaforme e i dispositivi digitali, consentendo una visione a 360 gradi di ogni cliente, in modo sicuro e nel pieno rispetto della privacy (conforme al GDPR).Nel 2018 Atos ha inoltre avviato l’implementazione del motore di ricerca intelligente e di raccomandazione dei contenuti multipiattaforma e multilingua, che permette a RAI di migliorare l’esperienza dei propri utenti nella fruizione dei contenuti digitali, utilizzando tecnologie di machine learning ed intelligenza artificiale per la ricerca dei contenuti.

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Presentazione libro: “Musei e media digitali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 settembre 2019

Roma giovedì 19 settembre 2019, alle ore 17.30, si terrà nella sede di Palazzo Barberini la presentazione del libro Musei e media digitali, di Nicolette Mandarano, edito da Carocci Editore (Roma, 2019) per la collana Bussole.A parlarne intervengono Flaminia Gennari Santori, Direttrice delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Maria Elena Colombo, Docente di Multimedialità per i Beni culturali presso l’Accademia di Brera, Maria Vittoria Marini Clarelli, Sovrintendente capitolina ai beni culturali di Roma Capitale.
Qual è il rapporto tra musei e media digitali? Quali sono i mezzi più adatti per creare un dialogo fra istituzione museale e visitatore? Il libro offre una risposta concreta a queste e altre domande. Dopo aver ripercorso brevemente la storia della relazione fra musei e comunicazione, indaga il contesto attuale in cui tale rapporto si sviluppa. Analizza gli strumenti che possono essere impiegati nei percorsi museali per coinvolgere il visitatore, agevolando la fruizione e la comprensione delle opere esposte e del loro contesto. Affronta, inoltre, il tema della comunicazione museale online, fra siti web e piattaforme social, per individuare le buone pratiche comunicative, in ambito italiano e internazionale. Chiude il libro una riflessione sulle modalità della fondamentale e irrinunciabile trasformazione digitale dei musei italiani.Nicolette Mandarano, è storica dell’arte esperta in comunicazione digitale del Patrimonio culturale. È Digital media curator per le Gallerie Nazionali Barberini Corsini e coordinatore didattico-scientifico del master di I livello Digital Heritage. Cultural communication through digital technologies di Sapienza. Ha insegnato per diversi anni Informatica applicata ai Beni Culturali presso il Dipartimento di Storia dell’arte in Sapienza e oggi è docente di Comunicazione Digitale del Patrimonio in master e corsi post-universitari.
Autrice di diversi articoli sul rapporto fra tecnologie e Beni Culturali, nel 2014 ha pubblicato Il marketing culturale nell’era del web 2.0. Come la comunità virtuale valuta i musei, edito da Guaraldi. Nel 2016 ha co-curato i volumi Artestorie: le professioni della storia dell’arte, edito da Cisalpino e Comunicare il museo oggi. Dalle scelte museologiche al digitale, edito da Skira.

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Trasformazione digitale per le piccole e medie imprese delle regioni dell’arco alpino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Con la regia di HIT-Hub Innovazione Trentino e la collaborazione del Digital Innovation Hub Trentino Alto-Adige e della Région Auvergne-Rhône-Alpes, la giornata di lavori dell’Alpine Forum on Smart Industry del 12 settembre si propone di dare una risposta a questa domanda.
“Il Forum porta all’attenzione tematiche di specifico interesse per imprese e intermediari dell’innovazione dell’area alpina, riferendosi alla montagna anche come luogo dove fare impresa e innovazione. Le tecnologie digitali offrono un contributo determinante per far crescere le piccole imprese anche se insediate in aree remote del territorio, per rendere efficienti i processi produttivi, per facilitare il loro inserimento in filiere produttive evolute” spiega Luca Mion, Responsabile innovazione e trasferimento tecnologico di HIT, ente promotore dell’evento.Perché il rilancio della montagna e della sua economia passano anche dall’innovazione delle sue imprese.
L’obiettivo di EUSALP è quello di promuovere la cooperazione tra le regioni dell’arco alpino e l’implementazione della strategia europea è affidata a 9 Gruppi d’Azione che operano su diversi obiettivi strategici. La Provincia autonoma di Trento è attiva in 8 gruppi di azione e Hub Innovazione Trentino rappresenta il Trentino nel Gruppo d’Azione 2 che, nel quadro del primo obiettivo strategico dedicato a “Crescita economica e Innovazione”, ha come obiettivo la crescita del potenziale economico dei settori strategici, con particolare attenzione alle opportunità per le PMI.

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