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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

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Didattica a distanza: il digitale è “un gioco da ragazzi”?

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

“Aiutiamoli a fare da soli” dice il metodo Montessori – uno dei sistemi educativi più conosciuti in Italia. E in questo periodo, ragazzi, insegnanti e genitori si sono trovati a dover mettere in pratica questo insegnamento molto più del solito. In tempi di emergenza sanitaria, la scuola si è dovuta adattare rapidamente e gli studenti di ogni ordine e grado hanno iniziato a barcamenarsi tra videolezioni, caricamento dei compiti sulle piattaforme online, chat, email e, in generale, con l’utilizzo di strumenti tecnologici – ancora estranei ai più piccoli (e anche a qualche grande) – come smartphone e pc. In breve, abbiamo scoperto la “didattica a distanza”. Se da un lato, per molti adattarsi al digitale non è stato – bisogna proprio dirlo – un “gioco da ragazzi”, richiedendo non solo di trovare nuovi equilibri all’interno dell’organizzazione quotidiana e della gestione del tempo ma anche di familiarizzare con sistemi di comunicazione, di studio e di relazione nuovi e inesplorati, d’altro canto, la didattica a distanza ha permesso alle scuole un’accelerazione digitale senza precedenti. In ogni caso, il rientro alla scuola frontale sembra lontano e, anche se di solito tutti se ne lamentano, all’idea di non doverci tornare fino all’anno prossimo i ragazzi sono nostalgici: il 53% di loro, infatti, dichiara che, incredibilmente, ne sente la mancanza, sia delle lezioni in aula ma, soprattutto, dei propri compagni. Questo uno dei dati emersi dal sondaggio che Wiko – brand di telefonia sempre attento a indagare i fenomeni e i trend del momento – ha realizzato all’interno della sua community Instagram, per scoprire come gli studenti italiani stanno vivendo questo nuovo rapporto tutto tecnologico con l’istruzione. Del campione intervistato, il 70% ha seguito almeno una lezione a distanza in questo periodo e il 41% è sollevato che esista questa possibilità, nonostante le difficoltà da affrontare. E pare che il 61% si trovi sempre a doverne risolvere qualcuna – un rapporto con la tecnologia ancora un po’ travagliato insomma. La rete non prende, l’audio non funziona, la video-chiamata non parte o restituisce un’eco che neanche in montagna: c’è sempre qualcosa che va storto. Gaffe involontarie comprese! Tra la mamma che si sente in call dal salotto, il fratellino che corre sullo sfondo in pigiama, il microfono rimasto involontariamente acceso: per il 45% degli utenti le figuracce sono all’ordine del giorno! L’attenzione per il look da video-lezione? Virtualmente inesistente. L’85% degli studenti preferisce mettere il primo indumento pescato dall’armadio, piuttosto che perdere tempo a curare la scelta della maglietta giusta. D’altronde, in periodo di astinenza da parrucchieri, abbiamo problemi più seri da gestire! Ma solo il 41% si arrende a seguire le lezioni direttamente in pigiama: l’importante è ricordarsi di non attivare la webcam.E dopo le lezioni, mano allo smartphone e si torna sui social network: il 67% dei rispondenti al sondaggio, infatti, li sceglie come primo strumento di intrattenimento, di ricerca di informazioni e di contatto con l’attualità, preferendoli ai telegiornali.
A settembre nessuno sa come sarà la scuola, si spera di tornare in classe come sempre ma non è detto. Se tutto tornerà normale i più festeggeranno il ritorno al banco di scuola, ma per il 60% sarà dura rinunciare a svegliarsi tardi. Che sia per questioni di produttività o di pigrizia, come biasimarli? Una cosa è certa, in pochi (40%) invidiano chi quest’anno rischia di saltare gli esami di maturità o, comunque, non potrà farli in presenza.In fondo, anche a distanza di anni, chi potrebbe mai dimenticare le emozioni della “notte prima degli esami”?

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E-Commerce: salto evolutivo verso il digitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

In un solo mese, dall’inizio della crisi sanitaria, si è registrato un salto evolutivo verso il digitale di 10 anni: le abitudini di acquisto e i comportamenti dei consumatori italiani si sono spostati a favore dell’eCommerce, che ha garantito continuità di servizio per numerose attività e per i cittadini.Dall’inizio del 2020 a oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia (in tutto 29 milioni), 1,3 milioni dei quali, secondo le stime di Netcomm, sono da attribuire all’impatto dell’emergenza sanitaria del Covid-19. Negli stessi mesi dello scorso anno (da gennaio e maggio 2019), infatti, si registravano 700.000 nuovi consumatori: si tratta della crescita organica che il mercato eCommerce si aspettava anche nei primi 4 mesi del 2020, se non fossero subentrati la crisi del Coronavirus e il conseguente lockdown.È l’eCommerce il settore che crescerà di più (fino a +55%) a livello mondiale con l’impatto del Covid-19, seguito da modern food retail (fino a +23%) e vendita all’ingrosso di prodotti farmaceutici (fino a +15%).
Diversi settori, come quello del fashion&lifestyle, sono stati colpiti più duramente di altri anche online, ma il 77% dei merchant online ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti durante questa fase di emergenza sanitaria.Dal punto di vista delle vendite online, si è registrata una vera e propria impennata nei settori che fino a poche settimane fa erano considerati emergenti: a registrare l’incremento maggiore, da fine febbraio a metà aprile, è infatti il pet care (+154%); seguito da cibi freschi e confezionati (+130%); prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93)[4]. Non solo approvvigionamento alimentare per gli esseri umani e igiene per la cura personale e della casa, dunque: gli italiani comprano online anche per soddisfare le esigenze dei propri animali domestici, fedeli compagni di quarantena per milioni di persone.Queste le principali evidenze sull’evoluzione dell’eCommerce in Italia, con l’arrivo del Covid-19, presentate oggi durante la plenaria di apertura dell’edizione di Netcomm Forum Live, ospitata il 6 e 7 maggio 2020 da una nuova piattaforma digitale che replicherà tutte le potenzialità della grande fiera dell’eCommerce, il Netcomm Forum.

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Rimborso digitale ai clienti grazie al servizio Plick di PayDo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Il nuovo metodo di pagamento è stato reso possibile grazie al servizio Plick, ideato dalla società fintech italiana PayDo, che propone a istituti bancari come Crédit Agricole Italia la propria piattaforma per superare gli strumenti di pagamento cartacei attraverso una modalità sicura e tracciabile sia per pagamenti retail e commerciali che per rimborsi alla clientela. Per incassare l’importo, i clienti di Agos riceveranno un Plick (un messaggio o una mail sul proprio dispositivo) che inviterà a cliccare su un link, atterrando così sulla pagina di Plick per Agos. Per ricevere il rimborso, al beneficiario verrà richiesto di inserire il codice di sicurezza ricevuto istantaneamente sul proprio cellulare, il proprio codice fiscale e l’IBAN su cui desidera incassare l’importo. Al termine dell’operazione il beneficiario riceverà, sempre via messaggio, conferma dell’accredito. Questo nuovo servizio nasce dalla collaborazione tra Agos e Crédit Agricole Italia, che ha scelto di mettere a disposizione della Società di credito al consumo una nuova funzionalità attraverso il servizio Plick di PayDo, in modo da permettere di effettuare pagamenti in tutta Europa, lasciando al beneficiario la scelta del conto corrente su cui accreditare il denaro. Questa iniziativa è stata resa possibile anche da Le Village by Crédit Agricole, il luogo di incontro e networking tra startup innovative dove ha sede PayDo.
PayDo è stata fra le prime startup a prendere parte all’iniziativa de Le Village by Crédit Agricole, iniziando il proprio percorso di accompagnamento all’accelerazione fin da dicembre 2018. Il percorso di sviluppo de Le Village prevede, oltre all’internazionalizzazione e al sostegno al fundraising, anche la possibilità di generare opportunità di business fra le startup e le Business Unit del Gruppo e PayDo, in quest’ambito, è stata accompagnata attraverso l’avvio di specifiche iniziative a supporto.

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Al via la nuova strategia digitale di 24 ORE Eventi

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

24 ORE Eventi, la Società del Gruppo 24 ORE guidata da Federico Silvestri, attiva nella produzione e organizzazione di convegni, road-show, summit e progetti tailor-made, ha risposto prontamente alla situazione contingente e al cambiamento già in atto. Lo ha fatto, rinnovando ed integrando la propria offerta, attraverso i nuovi format per la realizzazione di eventi digitali: i primi prodotti che saranno posti all’attenzione del mercato sono i Live Streaming 24 e gli Interactive Event 24.
24 ORE Eventi mettendo a sistema, di volta in volta, storie d’impresa, iniziative Istituzionali, testimonianze degli Opinion Leader di riferimento di ciascun settore – oltre alle competenze editoriali – si pone al fianco di stakeholder e del Paese nella fondamentale fase della ripartenza e del rilancio. Tutte le redazioni del Gruppo 24 ORE, da sempre coinvolte nell’ideazione delle diverse iniziative di 24 ORE Eventi, continueranno il proprio impegno nello sviluppo di contenuti e format editoriali, rilanciando la capacità di progettazione anche nella fruizione digitale.Gli eventi Live Streaming 24, trasmessi in diretta prevalentemente dalle sedi del Gruppo 24 ORE, saranno fruibili e aperti al pubblico sulle diverse piattaforme digitali, a cominciare dal sito ilsole24ore.com e sino ai canali social delle testate, raggiungendo così la total-audience del Gruppo 24 ORE. Gli spazi della sede, trasformati ed adeguati con allestimenti scenografici e tecnologici, ospiteranno giornalisti e relatori, presenti in sede e/o collegati da remoto, in un vero e proprio auditorium virtuale. Gli Interactive Event 24, consentiranno la fruizione dell’evento previa registrazione attraverso una piattaforma digitale che consentirà la più ampia interazione degli utenti, con molte iniziative tra le quali: Q&A tramite chat moderate, sondaggi real-time e la condivisione di contenuti digitali per il download, che accompagneranno anche gli interventi dei relatori. L’agenda dei lavori sarà coordinata da una regia virtuale per la creazione del palinsesto attraverso il quale si declinerà l’Agenda dell’evento e integrando, secondo le necessità, contenuti live e pre-registrati, di tutti i relatori connessi da remoto in Italia e all’estero.Per entrambe le modalità è prevista, a partire dal giorno successivo al suo svolgimento, la fruizione della registrazione integrale dell’evento che sarà disponibile nella sezione Stream24 del sole24.ore.com, nella sezione dedicata a 24 ORE Eventi.
Con il lancio della nuova offerta digitale, cambierà dunque il palinsesto delle iniziative di 24 ORE Eventi: il calendario da maggio a luglio proporrà tutte iniziative concepite e programmate in versione digitale.A maggio gli eventi in calendario saranno molteplici: si parte con “GSE per lo sviluppo e la crescita del paese” (6 maggio), la prima tappa del roadshow GIOIN (15 maggio), organizzato in collaborazione con Digital Magics sui temi dell’Open Innovation, mentre il 25 e 26 maggio si terrà la due giorni del BUSINESS TECH FORUM con un intenso programma di incontri online.Fitto il calendario degli eventi previsti a giugno e luglio, tra cui le ulteriori tappe di GIOIN e la partenza di INNOVATION DAYS che, dopo il grande successo dello scorso anno, si pone come vero e proprio punto di riferimento per il confronto con le eccellenze imprenditoriali ed istituzionali del territorio e che quest’anno si focalizzerà sui temi relativi all’Italia che riparte. Nutrita l’offerta dei Summit verticali dedicati all’approfondimento ed all’analisi delle singole Industry come il DESIGN SUMMIT e il FOOD & MADE IN ITALY SUMMIT e i primi appuntamenti della fortunata serie “DONNE DI…”.Nella seconda parte dell’anno, da settembre in poi, il calendario prevedrà un mix tra eventi digitali e eventi fisici, questi ultimi pensati per essere comunque riconvertibili in formato digitale, senza necessità di riprogrammazione, nel caso in cui, per l’evoluzione della situazione sanitaria, non fosse possibile o consigliabile realizzarli fisicamente.

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Partnership triennale per la trasformazione digitale delle aziende italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

Vodafone Business e Microsoft Italia annunciano una partnership per accelerare la digitalizzazione di imprese e Pubbliche Amministrazioni di tutte le dimensioni. L’intesa triennale prevede un approccio congiunto al mercato italiano con un portafoglio di servizi volti ad abilitare nuovi modelli di lavoro e di business più efficienti e sicuri: dallo smart working alle soluzioni Cloud per la business continuity, passando per i servizi a supporto della produttività.Questa collaborazione amplia e rafforza la relazione strategica che le due imprese hanno consolidato negli ultimi anni e inaugura nuove prospettive di sviluppo, basate sulla combinazione delle rispettive competenze. L’intesa si basa su un’analisi congiunta delle esigenze del mercato italiano allo scopo di individuare le priorità dei clienti e le soluzioni più adeguate da offrire in modo integrato. L’obiettivo della partnership è accompagnare nel percorso di trasformazione digitale tutte le aziende italiane, comprese le PMI, dal cui rilancio dipende la competitività del Paese.La partnership si propone innanzitutto di sviluppare soluzioni che supportino le imprese nel processo di digitalizzazione delle modalità di lavoro abilitando soluzioni per lo smart working che si sta rivelando un elemento essenziale per la continuità del business. Le soluzioni, efficaci e sicure, prevedono l’integrazione dei prodotti Microsoft (Microsoft 365, Teams e Surface) con i servizi Vodafone (dalla connettività ai servizi più innovativi come l’IoT), in un approccio flessibile as-a-service, orientato alle esigenze specifiche dei clienti, seguiti passo per passo da esperti di digitalizzazione.Altrettanto rilevante, nell’ambito della collaborazione tra le due aziende, sarà lo sviluppo congiunto di un’offerta in ambito Cloud computing, basata sia sul private Cloud di Vodafone che sul public Cloud di Microsoft Azure. L’obiettivo è di consentire alle aziende di beneficiare della massima scalabilità, secondo un modello ibrido che assicuri elevate performance e sicurezza (per esempio per attività mission-critical) e al contempo flessibilità e servizi a valore aggiunto (per esempio analisi dati e artificial intelligence).Si prevede inoltre di sviluppare servizi a supporto della digitalizzazione dei processi di business, a partire dalla modularità della piattaforma Dynamics 365 che integra applicazioni di business utili in numerosi ambiti: dalla gestione dei clienti e delle risorse (CRM ed ERP) a soluzioni complesse di data analytics. Vodafone Business e Microsoft Italia puntano anche a realizzare congiuntamente applicazioni rivolte a specifici settori verticali, sfruttando Power Apps di Microsoft e la qualità della Giga Network di Vodafone come ulteriori fattori abilitanti per l’incremento della produttività delle imprese.“L’emergenza che stiamo vivendo ha acuito l’importanza per il Paese di disporre di una infrastruttura di telecomunicazioni moderna e ha accelerato l’adozione di modelli digitali da parte di imprese e amministrazioni – afferma Aldo Bisio, Amministratore Delegato di Vodafone Italia. Le tecnologie digitali si stanno dimostrando essenziali per la sostenibilità dei modelli di business. E questo sarà ancora più evidente nella definizione della nuova normalità nella vita delle persone e delle organizzazioni.Con Vodafone Business – prosegue Bisio – siamo al fianco delle imprese in questo percorso di trasformazione, anche grazie ad un ecosistema di partnership nazionali e internazionali. La partnership appena siglata consolida la relazione strategica con Microsoft e rafforza ulteriormente la nostra capacità di abilitare nuovi modelli operativi attraverso soluzioni integrate, che arricchiscono i servizi evoluti di Vodafone con le piattaforme digitali Microsoft”.“Continuare ad accompagnare le realtà italiane nel percorso di trasformazione digitale è un imperativo e mai come ora le nuove tecnologie si stanno rivelando degli alleati preziosi per ripensare le modalità di lavoro e i modelli di business, rilanciando la produttività delle singole imprese e la stabilità dell’intero Paese. Il nuovo accordo con Vodafone capitalizza un’intesa consolidata, che negli anni ci ha visto collaborare per offrire le nostre soluzioni e le nostre competenze a supporto delle aziende di qualsiasi settore e dimensione. Ora vogliamo fare di più, puntiamo a sviluppare servizi congiunti e a raggiungere capillarmente le realtà sul territorio per rispondere alle loro esigenze. Il Cloud rappresenta uno straordinario abilitatore e in questo modo intendiamo renderlo più vicino a tutti ed estenderne la portata applicativa, che si tratti di smartworking, analisi dei dati o digitalizzazione dei processi di business”, ha dichiarato Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia.

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Tracciamento digitale per individuare l’infezione da Coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

«Il commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri ha firmato un’ordinanza per la concessione gratuita di un’app di tracciamento digitale che dovrebbe aiutare a rintracciare individui potenzialmente infetti prima ancora che emergano sintomi. Benché l’installazione dell’app sia volontaria, quando si entra nella sfera del trattamento dati – soprattutto quelli sanitari – occorre andarci con i piedi di piombo perché il rischio è sempre molto alto. Per questo è assolutamente impensabile che basti una semplice ordinanza per diffondere il software: un passaggio in Parlamento è d’obbligo. Chi gestirà i dati? Come viene garantita la privacy dei cittadini? Tutti sanno che uno dei più grandi business del nostro tempo sono i dati personali, ed è bene che in un contesto come quello del Covid-19 i dati sensibili dei cittadini siano tutelati e non entrino in nessun modo nelle disponibilità di società private. Auspico che almeno su questa materia il Governo provveda subito ad avviare il confronto con il Parlamento».
Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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La realtà del digitale investe in capitale umano nonostante la crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Hangouts Meet per le videoconferenze, Miro per i progetti di co-design, InVIsion per i prototipi digitali, Confluence e Jira per la storia del progetto, Zeplin per la consegna del progetto. La metodologia di progettazione e sviluppo di progetti digitali di Enhancers è nativamente smart e tutti gli strumenti di collaborazione a distanza fanno da sempre parte del lavoro quotidiano della realtà fondata nel 2011 a Torino, tra i precursori dello User experience (UX) design in Italia.Enhancers, oggi, ha due basi in Italia, a Torino e Bologna, 50 dipendenti, un fatturato con una crescita costante con tassi del 30-40% anno su anno. Nel 2019 il team ha accolto 16 nuove persone, inquadrate con diverse forme di collaborazione, e prevede di aggiungere 8 nuovi collaboratori nei prossimi mesi, sia designer e sia sviluppatori.«In un momento difficile come questo l’industria del digitale è tra le poche a reggere l’urto, anzi, vede moltiplicarsi le opportunità di innovazione e crescita. Da protagonisti del settore intendiamo trasferire questo valore anche al territorio, creando lavoro e nuovi mercati», afferma Luca Troisi, fondatore e CEO di Enhancers.Enhancers è permanentemente in modalità smart working anche quando i team sono fisicamente presenti. La comunicazione interna e con i clienti avviene, oltre che via mail e telefono, con Hangouts Meet per le videoconferenze e Chat per le conversazioni per iscritto. I progetti vengono condivisi con Miro, una piattaforma on line per il co-design e l’Agile e i materiali sono nel cloud su Google Drive, accessibili a tutto il team. I prototipi digitali sono realizzati e inviati con InVIsion. La storia del progetto è documentata con Confluence e Jira e la consegna del progetto per lo sviluppo è, infine, gestita a distanza con Zeplin.Enhancers progetta esperienze d’uso significative per gli utenti e sviluppa prodotti digitali innovativi che fanno leva sulle tecnologie per creare valore per le persone e le aziende. Tra i clienti, le principali banche italiane, colossi della Smart Home come il gruppo Haier Europe, proprietario per esempio dei marchi Candy e Hoover e brand capofila del made in Italy come Illy.

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Microsoft conferma il proprio impegno per la trasformazione digitale della Sanità Italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

E si schiera al fianco delle strutture sanitarie del Paese, mettendo a disposizione le proprie tecnologie e le proprie competenze per aiutarle a reagire all’emergenza Covid-19, anche attraverso l’ecosistema di partner attivi sul territorio. La piattaforma di collaborazione Microsoft Teams, che a livello globale conta 44 milioni di utenti giornalieri e che nell’ultimo mese in Italia ha registrato un incremento del +775% in termini di chiamate e meeting, è già gratuitamente a disposizione di tutte le strutture e i professionisti della sanità per abilitare smartworking ed esperienze di telemedicina. Inoltre, grazie alla collaborazione con INAIL, Microsoft ha reso in questi giorni disponibile il proprio Healthcare Bot, che può essere facilmente adottato o personalizzato da istituti di qualsiasi dimensione per affrontare la pandemia attraverso una migliore autovalutazione dei sintomi. Facendo leva sulla piattaforma cloud Azure e sull’Intelligenza Artificiale di Microsoft, il Chatbot integra set di informazioni sul Covid-19 in riferimento a valutazione del rischio, triage clinico, FAQ e metriche globali e può rispondere in modo interattivo alle domande dei pazienti e aiutarli a discernere le azioni da intraprendere, liberando così il tempo del personale medico e ospedaliero ed evitando rallentamenti nell’erogazione delle cure. A livello globale nell’ultimo mese il bot ha già offerto consulenza a 18 milioni di persone e gestito circa 160 milioni di messaggi. In dieci giorni sono quasi 10.000 le persone che ne hanno già beneficiato in Italia – con una mole di oltre 42.000 messaggi – riconoscendo l’utilità dello strumento (89%).Tra le prime realtà del Paese ad attivare il Chatbot per supportare le persone nell’autovalutazione dei sintomi del Coronavirus spicca l’Istituto Nazionale Malattie Infettive IRCCS “Lazzaro Spallanzani”, che sulla sua home page ha reso accessibile il nuovo assistente virtuale. Eccellenza in ambito virologia, lo Spallanzani è stato da subito in prima linea nella gestione dei primi casi di Covid-19 in Italia e ha ricevuto un sempre crescente numero di richieste da parte dei cittadini. Per riuscire a offrire risposte immediate e a garantire un servizio puntuale ai pazienti, ha quindi scelto di introdurre il Bot come canale informativo a disposizione di tutti gli utenti online. Grazie al supporto degli esperti Microsoft in collaborazione con il team IT, è stato possibile attivare la soluzione in poche ore senza defocalizzare le risorse interne dalle priorità del momento. Nella fase attuale il focus della struttura resta sul servizio ai pazienti e sulla gestione dell’emergenza sanitaria in corso: nel giro di pochi giorni il Bot si sta già rivelando utile per offrire indicazioni su come comportarsi in caso di sospetto Coronavirus e sulle precauzioni che tutti, in particolare i soggetti a rischio, devono adottare. Quando i tempi lo consentiranno, il progetto evolverà a più ampio raggio e si prevede già di arricchire il Bot con informazioni utili per l’utenza tipica dell’istituto, come ad esempio gli immunodepressi. Il bot è estremamente discreto e, nel massimo rispetto delle norme su sicurezza e privacy, consente di ottenere informazioni chiave in pochi click. Un supporto strategico non solo nella relazione con i pazienti, ma anche in una prospettiva più ampia di valorizzazione del patrimonio informativo per l’analisi epidemiologica e la sorveglianza sanitaria proattiva.
Il servizio Microsoft Healthcare Bot fa leva sull’AI per aiutare le strutture sanitarie a rispondere più efficientemente alle richieste, liberando così il tempo del personale medico e amministrativo alle prese con cure prioritarie. L’Healthcare Bot è un servizio scalabile, basato sul public cloud di Azure, che consente alle organizzazioni di sviluppare e implementare rapidamente bot abilitati dall’AI su siti o applicazioni, che possono offrire ai pazienti accesso personalizzato a informazioni sanitarie attraverso un’esperienza di conversazione naturale. Il Bot può essere facilmente customizzato per rispondere agli scenari e ai protocolli propri di ogni organizzazione. Per supportare le realtà sanitarie nella rapida adozione di Bot tarati sul COVID-19, Microsoft sta rendendo disponibile un set di template con risposte predefinite sulla nuova epidemia, che gli ospedali possono facilmente utilizzare e modificare: Valutazione del rischio COVID-19, Triage clinico COVID-19, Risposte aggiornate alle FAQ sul COVID-19, Metriche globali sul COVID-19. In linea con l’impegno di Microsoft in ambito Cybersecurity, il servizio offre massime garanzie di sicurezza e privacy in conformità con i più elevati standard di settore, come ISO 27001, 27018, CSA Gold e GDPR.

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Mollicone (FdI): “Istat conferma divario digitale, investire in formazione e alfabetizzazione”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

“L’Istat conferma quanto denunciamo sul divario digitale da sempre e che, con la pandemia, ha assunto la forma di un’emergenza nazionale – solo 3 ragazzi su 10 hanno competenze digitali elevate, i dispositivi a disposizione sono generalmente limitati a un pc a famiglia, con un Nord “digitale” e un Sud con basse competenze – che sovrappone la disuguaglianza nell’accesso alla rete con asincronie sul piano sociale ed economico. Vanno, con urgenza, attuate le azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale, finanziati incentivi in via straordinaria per l’acquisto di personal computer e tablet e garantite misure straordinarie per l’alfabetizzazione digitale per studenti e docenti: non possiamo pensare che i nostri figli siano “nativi digitali” solo perchè sono sui social network. Sulla rete vanno instillate le regole e la consapevolezza dei rischi.” Così il capogruppo in commissione Cultura, deputato responsabile Cultura e Innovazione di FDI, Federico Mollicone.

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Nuovo digitale terrestre

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Il passaggio al nuovo standard di trasmissione televisivo DVB-T2, che inizierà da settembre 2021, costringerà molti italiani a mettere mano al portafogli per adeguare i propri televisori. È questo uno dei dati emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat secondo la quale il 20,9% dei rispondenti, pari a circa 4 milioni di famiglie, ha dichiarato di non avere in casa alcun televisore compatibile con il nuovo standard e pertanto dovrà necessariamente cambiare apparecchio o dotarsi di decoder. La platea di italiani costretta ad affrontare questa spesa, si legge nell’analisi, è però ancor più grande se si considera che il numero totale di famiglie che hanno almeno 1 apparecchio non compatibile con il nuovo standard è pari a circa 11 milioni (il 58,8% dei rispondenti). Questo valore potrebbe salire ulteriormente se si considera che il 25,2% degli intervistati ha dichiarato di avere in casa almeno 1 televisore per il quale non sa dire se sia o meno compatibile con il nuovo modo di trasmissione.
Oltre al danno economico, per molte famiglie italiane si profila anche la beffa; nonostante già dal 2017 sia proibita la vendita al dettaglio di apparecchi non compatibili con il nuovo standard, quasi 1 rispondente su 3 tra quelli che dovranno metter mano al portafogli (pari a 3.300.000 famiglie) ha dichiarato che l’apparecchio da cambiare è stato acquistato meno di 3 anni fa.
Per alleggerire il peso del cambiamento sulle economie familiari è stato varato il cosiddetto Bonus TV, un contributo da 50 euro per l’acquisto di un nuovo apparecchio televisivo o di un decoder destinato a chi ha un ISEE inferiore ai 20.000 euro, ma non tutti conoscono il provvedimento e, anche fra chi lo conosce, non tutti saranno in grado di usarlo. Sebbene, come messo in luce dell’indagine, il 60,3% dei rispondenti abbia dichiarato di aver sentito parlare dell’incentivo, quasi 1 rispondente su 2 ha ammesso di non sapere come questo funzioni; 1 su 4 (26,1%) di non rientrare nei parametri necessari per usufruirne. A livello territoriale, la percentuale di chi ha diritto al Bonus e intende servirsene varia tra il 20,9% rilevato al Nord Ovest e il 30,5% al Sud e nelle Isole.
Decoder, nuovo apparecchio o… addio TV? Cosa faranno quindi gli italiani che hanno in casa televisori non compatibili? La maggior parte delle famiglie intervistate (43%) ha dichiarato che comprerà un decoder, il 31% acquisterà un nuovo apparecchio, mentre il 21,7% non ha ancora deciso. Interessante notare come, probabilmente per ragioni economiche, il 4,3% dei rispondenti abbia detto che, semplicemente, rinuncerà al televisore, funzionante, ma non più compatibile.
Se si riduce il campione di analisi alle famiglie che hanno un solo televisore in casa e per di più non compatibile con il nuovo standard, il 32,5% opterà per l’acquisto di un decoder, il 30,4% ha dichiarato che comprerà una nuova televisione, mentre il 29,8% non ha ancora scelto cosa fare. Per chi ritiene la televisione una parte della propria quotidianità sarà sorprende, forse, sapere che il 7,3% dei rispondenti di questo sotto campione, pari a circa 80.000 famiglie, abbia dichiarato che, quando partirà il nuovo standard di trasmissione, farà a meno dell’apparecchio tv.

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La Fondazione Golinelli risponde con attività di didattica digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

In risposta all’invito del MIUR ‒ rivolto alle realtà che vogliono sostenere iniziative di didattica a distanza per fronteggiare le difficoltà causate dalla sospensione delle attività scolastiche in tutta Italia per il contenimento della diffusione del coronavirus ‒ Fondazione Golinelli offre un supporto agli insegnanti con servizi e materiali didattici gratuiti online per stimolare la riflessione metodologica e la sperimentazione delle potenzialità della didattica digitale e agli studenti con attività formative e un ciclo di incontri online realizzato in collaborazione con YOOX-NET-A-PORTER Group.A risentire dell’emergenza del Covid-19, oltre al settore dell’educazione, è soprattutto quello sanitario. Il filantropo e imprenditore Marino Golinelli, fondatore della Fondazione Golinelli, insieme alla moglie Paola, ha infatti deciso di sostenere l’Azienda USL e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena nella lotta al coronavirus con una donazione di 200.000 euro.Le attività di didattica digitale proposte da Fondazione Golinelli forniscono contenuti, metodologie e materiali utili nelle attività a distanza programmate dai docenti in questi giorni di emergenza nella scuola, ma che potranno essere utilizzati anche in classe quando riprenderà la consueta attività scolastica.
Gli insegnanti potranno accedere a diverse classi virtuali della Fondazione Golinelli in cui troveranno materiali in formato digitale da usare con i propri studenti e avranno la possibilità di confrontarsi con formatori e tutor scientifici della Fondazione sulla gestione delle attività di didatticha online. Fondazione Golinelli ha reso inoltre disponibili in modalità online diverse attività di formazione inizialmente ideate come iniziative dal vivo, con convegni e webinar in streaming. Fra questi l’intervento Le basi neuroscientifiche dell’apprendimento con il neuroscienziato Leonardo Fogassi, trasmesso in streaming lo scorso 16 marzo, è disponibile sul canale YouTube di Fondazione Golinelli e conta già oltre 250 visualizzazioni.Le proposte didattiche di Fondazione Golinelli, di cui hanno usufruito già oltre un centinaio di docenti da diverse regioni d’Italia (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto), si rivolgono agli insegnanti di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado e vanno dalla bioinformatica alla matematica, dalla scienza alle tecnologie. Saranno aggiornate e arricchite settimanalmente con nuovi contenuti e nuovi toolkit per l’insegnamento a distanza e i docenti partecipanti saranno costantemente affiancati e seguiti da tutor e formatori specializzati della Fondazione.
Bioinformatica e le sue applicazioni. Insegnanti e studenti saranno guidati alla scoperta di un settore innovativo della biologia, che combina, con un approccio interdisciplinare, conoscenze biologiche, informatiche e di altre discipline quali matematica, statistica e biochimica.
La matematica non avrà più segreti con la Palestra matematica di G-LAB di Fondazione Golinelli, che combina esercizi di aritmetica e geometria con giochi online di matematica con cui gli studenti possono sfidarsi accedendo ciascuno da casa con il proprio dispositivo digitale. L’attività didattica propone protocolli, indicazioni per i docenti e dimostrazioni, differenziate in base all’ordine scolastico, per sfruttare le risorse della Khan Academy, organizzazione educativa specializzata nell’istruzione e nell’apprendimento a distanza attraverso tecnologie di e-learning. I docenti potranno inoltre elaborare “schede di allenamento personalizzate” da inviare agli studenti per sviluppare competenze matematiche con gli esercizi più adatti alle loro esigenze. La Fondazione rende inoltre fruibili, per le scuole secondarie di secondo grado, video di incontri su temi scientifici tenuti a Opificio Golinelli da relatori e ricercatori di rilievo internazionale durante eventi divulgativi e didattici. Gli studenti saranno invitati a guardare il video scelto dal docente e a svolgere delle attività di verifica della comprensione, di analisi critica e di riflessione e ampliamento personale. I video saranno accompagnati da guide di ascolto, questionari e linee guida per facilitarne la fruizione in chiave didattica, con gli studenti che lavorano da casa e interagiscono tra loro e con l’insegnante.
Gli interventi, pubblicati nel canale Youtube di Fondazione Golinelli, trattano diverse tematiche, dalla fisica del clima e dell’atmosfera ai cambiamenti climatici, dall’evoluzione biologica e culturale all’intelligenza vegetale e animale.
La partecipazione è gratuita e con cadenza settimanale saranno pubblicati nuovi contenuti direttamente sulla classe virtuale alla quale si accede tramite registrazione alla piattaforma di formazione dal sito http://www.fondazionegolinelli.it

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“Solidarietà Digitale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

NTT Ltd.in Italia, uno dei principali fornitori di servizi IT nel mondo, è lieta di comunicare di aver aderito al progetto “Solidarietà Digitale” lanciato dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione con l’obiettivo di aiutare i cittadini, i professionisti e le aziende a proseguire le proprie attività e mantenere una buona qualità della vita, pur dovendosi adattare alle nuove abitudini imposte dall’emergenza in corso e rispettare al tempo stesso le disposizioni del nuovo Decreto del Presidente del consiglio dei ministri (Dpcm 9 marzo 2020) per il contenimento e il contrasto del diffondersi del Coronavirus (SARS-CoV-2) sull’intero territorio nazionale.In questo particolare periodo storico e per far fronte all’impellente necessità delle aziende di portare avanti il proprio business e proteggere le proprie persone, NTT Ltd. scende in campo in Italia e aderisce alla proposta governativa volta a garantire la continuità operativa e a consentire ai dipendenti delle diverse organizzazioni di poter svolgere le proprie mansioni da remoto, rimanendo sempre collegati e aggiornati.“La nostra missione di creare, insieme, un futuro connesso non è mai stata così concreta e preziosa come in questo momento di urgenza” ha commentato Emanuele Balistreri, Country Mananging Director di NTT Ltd in Italia. “La tecnologia dimostra oggi tutto il suo potenziale per abilitare una trasformazione digitale già intrapresa da molte aziende ma che oggi diventa ancora più impellente. Con l’intenzione di rispondere alle sfide che questa emergenza ci chiede di affrontare, siamo onorati di partecipare a questa iniziativa per essere al fianco delle organizzazioni, che oggi si vedono costrette a trasformare il proprio modello operativo per continuare a contribuire attivamente all’economia del nostro paese – e di poter fornire loro gli strumenti e le competenze necessarie per creare comunità sempre più connesse e produttive.”NTT Ltd. mette così a disposizione delle aziende in Italia, a titolo gratuito, l’attivazione di una piattaforma per organizzare meeting in videoconferenza, la fruizione di licenze gratuite per un periodo di 90 giorni nonché l’accesso al materiale informativo e alla guida all’utilizzo dello strumento.Questa soluzione permette di tenere riunioni a distanza fra decine di utenti, in video o via telefono, sia tra colleghi sia includendo partecipanti esterni, accedendo da computer o da dispositivo mobile.Al termine del periodo, le licenze potranno essere chiuse senza alcun costo.

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L’informazione ai tempi del Coronavirus è sempre più digitale e interconnessa

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

L’informazione digitale ai tempi del Coronavirus apre nuovi scenari e conferma l’importanza delle piccole realtà editoriali che operano sul territorio. L’emergenza sanitaria sta cambiando abitudini e quotidianità, spingendo sull’acceleratore del digitale, con le testate online locali che si sono viste più che triplicare le visite. «Ci rendiamo conto in questo momento di particolare eccezionalità e difficoltà dell’importanza che il digitale ha assunto nella nostra vita di tutti i giorni», premette Marco Giovannelli, presidente di ANSO – Associazione Nazionale della Stampa Online. «Nell’emergenza i canali informativi, attraverso la loro autorevolezza e attendibilità, diventano una fonte indispensabile dai quali andare ad attingere notizie e aggiornamenti. In questa fase storica però, a giocare un ruolo significativo è l’informazione digitale e in particolare quella che passa attraverso piccole realtà editoriali che si basano esclusivamente sull’online».
Il valore aggiunto è il territorio. «Quello che ciascuna testata racconta con strumenti digitali trasformando quella che può sembrare solamente un’informazione locale in una informazione iperlocale, ovvero con profonde radici sul locale ma anche profondamente interconnessa», prosegue Giovannelli. In questa ottica, diventano fondamentali iniziative come ALocal, il progetto che ANSO ha sviluppato grazie alla collaborazione con GNI – Google News Initiative e che permette a tutti gli associati ANSO di avere a disposizione un servizio unico per reperire informazioni su quello che accade in Italia. «L’unione e i servizi in questo difficile momento sono di forte aiuto ai piccoli editori digitali, così come la possibilità di condividere esperienze e know-how aiuta tutti ad essere sempre più innovativi sul proprio territorio», aggiunge il presidente di ANSO. «La drammatica emergenza sanitaria che stiamo vivendo mette il mondo dell’informazione davanti ad quadro netto: non esiste una stampa di serie A e una di serie B. Come già abbiamo ribadito nelle sedi istituzionali con il Ministro, i maggiori segnali di vita del settore negli ultimi anni sono arrivati solamente dai piccoli nativi digitali: sono gli unici che hanno creato opportunità di lavoro in un contesto di crisi complessiva dell’informazione».ANSO rivolge un profondo ringraziamento a tutte le professionalità che in queste settimane di grande emergenza continuano a svolgere il loro lavoro fino in fondo, dagli operatori degli ospedali alle forze dell’ordine fino a quanti lavorano nel settore della distribuzione. «Ci associamo all’invito giunto da più parti e in continuazione a restare a casa: il digitale permette di non muoversi garantendo però una sempre puntuale informazione».

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Università europea di Roma: Inaugurazione nel segno del digitale e dei giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

“Nella costruzione del futuro di un paese, giocano un ruolo fondamentale le Università come luoghi dove si guarda al futuro con serenità e fiducia, e con il desiderio di dare ognuno il meglio di sé per poter formare una comunità umana dove possa regnare la giustizia e la pace ad ampio raggio: pace tra i popoli, pace con il creato, pace con sé stessi. Le Università, pur in un mondo così mutevole, continuano ad essere luogo privilegiato di metabolizzazione delle grandi sfide del futuro e dove, in un certo senso, si possono anticipare le soluzioni.Ma per realizzare questo compito, sono necessari un atteggiamento fondamentale di fiducia – che talvolta si deve recuperare superando le paure – e un alto senso di responsabilità condivisa, perché tutti siamo chiamati a dare una risposta libera, consapevole e fattiva di un impegno sereno e sincero, nelle proprie capacità e competenze, per costruire una società più umana, dove sia possibile, malgrado i diversi problemi strutturali e congiunturali, guardare al futuro con speranza.“ Ha dichiarato il Magnifico Rettore Prof. Padre Pedro Barrajón, L.C. .“In particolare, con il suo fondamentale supporto, la Congregazione ha finalmente reso possibile, nel settembre 2019, l’inaugurazione ed il lancio ufficiale della Residenza UER, nell’ottica di un progetto più ampio di potenziamento dei servizi del Campus Universitario, a beneficio soprattutto degli studenti fuori sede.La Residenza UER, che si trova a pochi passi dall’Università ed è immersa in ampi spazi verdi, è in grado di ospitare fino a cento studenti fuori sede, offrendo loro non solo i più moderni servizi e tutte le comodità, ma anche seminari e programmi di formazione ed accompagnamento personale, grazie ad un’equipe di formatori sempre disponibili.
Il bilancio tratteggiato dal Rettore è d’altronde molto positivo: nel 2019 Università Europea di Roma ha superato i 1.500 studenti, crescendo del 25% nell’ultimo anno e posizionandosi prima a Roma tra le piccole università non statali nella classifica Censis 2019 della Università Italiane.È quindi intervenuto Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, S.E.R. Mons. Rino Fisichella che ha dichiarato: “La cultura digitale si presenta con alcune caratteristiche che meritano di essere analizzate. A differenza del processo culturale come conosciuto sinora, la cultura digitale si afferma come un fenomeno globale e globalizzante. Si introduce l’hic et nunc dell’immediato; il linguaggio appare più sintetico, disintermediato, essenziale, spesso riassunto in un’immagine che esprime l’emozione del momento ed è compreso intuitivamente.La tecnologia digitale aiuta la memoria, permette l’archiviazione dei dati aiutando la vita sociale e personale. Assistiamo così ad un vera e propria trasformazione antropologica. Per la Chiesa si apre una nuova fase di evangelizzazione, ed è una sfida da non perdere. La vera domanda non è come utilizzare le nuove tecnologie per la formazione, ma come diventare presenza formativa nel continente digitale.Quanto mai attuale e dibattuto, per quanto non regolamentato, il mondo di Internet si impone nelle vite dei giovani. Diversi i punti di vista esposti dai relatori all’evento che hanno generato un interessante e costruttivo dibatto; il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro- Internazionale ha affermato: “L’uomo sta oggi vivendo la rivoluzione digitale strettamente connessa al progresso tecnologico, alla comparsa di internet, della connessione globale, nonché all’espansione vertiginosa della robotica e dell’intelligenza artificiale.
Di fronte a tale sfida, che sta provocando un mutamento persino antropologico e che interessa trasversalmente ogni settore – provocando comprensibili timori ed incertezze così come accaduto in occasione dei precedenti mutamenti epocali che hanno coinvolto il nostro mondo – ritengo che occorra essere fondamentalmente ottimisti nelle capacità dell’uomo di adattarsi e di governare il fenomeno in questione.Un fenomeno che trae da esso tutte le opportunità di maggior benessere e di sviluppo che senza dubbio offre, pur tenendo sempre fissi due principi inderogabili : la tutela della dignità e l’integrità dell’uomo, intese nel senso più completo e profondo.Per affrontare con determinazione e responsabilità questa sfida cruciale, occorre partire dalla formazione e dalla competenza e, per questo, sono convinto che sia imprescindibile garantire il massimo dell’impegno, ad ogni livello, pubblico e privato, nell’obiettivo di offrire alle nuove generazioni gli strumenti culturali e formativi necessari per gareggiare su questo difficile terreno.Nel fornire alle nuove generazioni gli opportuni strumenti conoscitivi, professionali, scientifici e culturali, resta a mio giudizio fermo ed imprescindibile che la dimensione etica e spirituale dell’uomo – il quale deve rimanere sempre e comunque il soggetto che governa, in piena autonomia dalla macchina, i processi di elaborazione tecnologica, nonché quelli di applicazione nei diversi ambiti – non devono essere in alcun modo trascurati, né dati per scontati, bensì debbono costituire il criterio indefettibile e non negoziabile di ogni percorso formativo.

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Partnership esclusiva tra Euronews e Outbrain per l’editoria digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Outbrain, la piattaforma a livello mondiale di discovery e native advertising dell’open web, ha annunciato oggi di aver siglato un accordo di partnership esclusiva con Euronews, uno dei principali canali di informazione internazionali. L’accordo permetterà ad Euronews di sfruttare lo Smartfeed di Outbrain: un’esperienza digitale che trasforma ogni pagina in un flusso infinito di discovery.
“Non vediamo l’ora di lavorare con Outbrain come partner strategico. Siamo ansiosi di guidare l’incremento di pubblico e crediamo che le innovazioni di prodotto di Outbrain ci permetteranno di coinvolgere i nostri lettori mantenendo saldi la qualità e il tono editoriale del nostro sito”, ha dichiarato Carolyn Gibson, CRO, Euronews.L’innovativa tecnologia Smartfeed di Outbrain consente agli editori di coniugare la cura editoriale con la personalizzazione, guidare la crescita e il coinvolgimento del pubblico e aumentare le opportunità di monetizzazione. È progettata per una gamma di contenuti che include articoli promossi, editoriali e video dei brand, e fornirà all’editore la flessibilità di far circolare i propri contenuti per coinvolgere in modo costante il pubblico in tutto il sito. Inoltre, l’ottimizzazione dinamica tramite AdNgin consentirà al sito di migliorare continuamente, rispondendo alle preferenze del pubblico per creare un’esperienza di lettura ottimale.Euronews attualmente copre 12 lingue in 160 paesi. Euronews è imparziale e cerca di offrire una diversità di punti di vista. La tecnologia Smarfeed di Outbrain e gli strumenti di sviluppo dell’audience forniti da Outbrain aiuteranno ulteriormente l’editore nel suo obiettivo di crescita e coinvolgimento del pubblico.

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Seminario su rischi, opportunità e contenziosi nel mondo digitale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Milano venerdì 31 gennaio 2020, presso la sala riunioni Venere dell’Entreprise Hotel in Corso Sempione, 91 a partire dalle ore 14.00. Internet e le tecnologie digitali stanno progressivamente modificando il nostro stile di vita, nei consumi così come nella sfera professionale e privata. La Rete offre un numero pressoché infinito di opportunità, aumentando esponenzialmente le possibilità di scelta e la convenienza per l’utente ma anche riservare numerose insidie.Il progetto “e-RA DIGITALE: il consumatore incontra il web” – realizzato dalle Associazioni Adoc, Adusbef e Federconsumatori e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico – punta proprio a tutelare i consumatori dai rischi derivanti dall’utilizzo non corretto delle tecnologie digitali e nell’ambito delle transazioni economiche effettuate on-line. Oltre al servizio di assistenza online a cui accedere dal sito di progetto e alla consulenza presso i punti di accesso web presenti in tutta Italia, le Associazioni coinvolte stanno organizzando eventi di formazione e informazione.
Al tavolo dei relatori siederanno docenti universitari, ricercatori, avvocati e giornalisti, che illustreranno al pubblico opportunità, rischi e contenziosi nel mondo digitale nonché le best pratice già adottate nel settore. Gli esperti analizzeranno inoltre gli strumenti giuridici vigenti a tutela del consumatore ed evidenzieranno le lacune normative ancora irrisolte. (fonte: Ufficio Stampa Federconsumatori)

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Arretratezza digitale in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Prima la Finlandia, ultima la Bulgaria e non troppo distante (24esima su 28 Paesi dell’Unione) è l’Italia sul processo di digitalizzazione nell’analisi della Commissione con la diffusione dell’indice dell’economia e della società digitale (DESI), un documento che sintetizza gli indicatori pertinenti sulle prestazioni digitali dell’Europa e tiene traccia dell’evoluzione degli Stati membri dell’UE nella competitività digitale. “La riflessione sull’approfondimento del tema della digitalizzazione della pubblica amministrazione proposta dalle giornaliste Milena Gabanelli e Rita Querzè su Corriere- commenta Domenico Picciano, Head of Public Sector Ntt Data Italia (la multinazionale con base in Giappone, che ha 8 uffici e 3500 dipendenti in Italia, ha contratti attivati in 10 regioni italiane ed ha vinto due dei 5 lotti di gara indetti da Sogei per la fornitura dei sistemi gestionali integrati)- è il nostro monito per invitare a riflettere non solo sull’evoluzione digitale del Paese, ma anche su quella economica. È fondamentale capire che digitalizzazione non significa dematerializzazione quando si guarda al dato riguardante lo scarso utilizzo dei sistemi da parte dei cittadini si dovrebbe ragionare proprio su questo. Un procedimento amministrativo non ripensato e ridisegnato con un approccio digitale non è utile”. Il risparmio stimato da Confindustria Digitale quantifica in circa 30 miliardi di euro l’anno i costi dell’inefficienza pubblica, pari a 2 punti di Pil. I benefici che produrrebbe la trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana li ha calcolati il Politecnico di Milano: 25 miliardi di euro l’anno al bilancio dello Stato. A che punto siamo? -è la domanda che arriva dalle pagine del Corriere. “Nonostante tentativi lodevoli, fino ad oggi è mancata una visione d’insieme di lungo periodo- risponde Picciano- . Per vedere quanto la strada della digitalizzazione sia ancora lunga basta confrontare la differenza che c’è tra prenotare un volo online e richiedere un contributo alla pubblica amministrazione in maniera telematica. Fortunatamente ci sono anche degli aspetti positivi, come i sistemi di interoperabilità e gli Open Data, ambiti in cui miglioriamo di anno in anno”

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Aziende a caccia di informatici e esperti digitali, ma non se ne trovano

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Milano.Come ha confermato ancora una volta l’ultima nota trimestrale dell’Istat, pubblicata a metà dicembre e relativa al terzo e quarto trimestre del 2019, la situazione occupazionale italiana è in continuo, seppur lievissimo, miglioramento. Di fronte a dei dati interni che mostrano una pallida ripresa, non si può trascurare il paragone con gli altri Paesi. Guardando ai dati Eurostat, per esempio, si scopre che solo Grecia e Spagna fanno di peggio per quanto riguarda la disoccupazione. Guardando a un panorama generale che di certo non brilla, con un’uscita totale dalla crisi economica che tarda ad avverarsi, è strano scoprire che ci sono tante, tantissime aziende che riscontrano grosse difficoltà nel trovare personale.Eppure è proprio così: il gap tra domanda e offerta è particolarmente ampio per dei profili specifici, tra i quali si riconoscono soprattutto le figure IT e digital, insieme ad altri profili come gli ingegneri e i professionisti chimici.L’area IT italiana, del resto, è da anni particolarmente vivace, con aziende affermate alla ricerca di nuovi talenti e giovani startup che faticano a trovare i profili digital necessari.«Guardando ai numeri nazionali relativi alla disoccupazione si fatica a crederlo, ma è esattamente così: il disallineamento tra domanda e offerta riguarda quasi il 40% delle professioni a elevata specializzazione» spiega Carola Adami, fondatrice e CEO della società di ricerca e selezione del personale Adami & Associati, che sottolinea «ormai da anni il mismatch tra domanda e offerta di lavoro nel campo IT è tra i problemi più scottanti per le aziende del settore ITC».«Per le aziende diventa doppiamente importante, in questo scenario, mettere in campo le migliori strategie per attirare i migliori talenti presenti sul mercato, così da poter contare sulle competenze necessarie e da non lasciare queste skills in mano ai competitors» spiega l’head hunter.Numeri alla mano, la ricerca di figure IT si concentra soprattutto nel settentrione, e in particolar modo in Lombardia, dove sono in continua crescita le domande di personale esperto in Information Technology, in primo luogo da parte di aziende del settore ICT, e quindi del settore dei servizi.A colmare almeno in parte il mismatch c’è certamente un numero crescente di laureati IT, ma si è ancora molto lontani dal poter affermare che le università italiane preparano un numero di laureati tale da soddisfare le esigenze delle aziende: «ad oggi, confrontando il numero annuale di nuovi laureati in discipline informatiche e le parallele ricerche di personale specializzato, si scopre un gap che si aggira tra i 4.000 e gli 8.000 laureati» spiega Adami.Non deve stupire che, di fronte a questa diffusa difficoltà di reperimento, le retribuzioni IT continuino a salire, con aumenti che si staccano in modo netto da quelli relativi agli altri settori.È così che la retribuzione annua lorda del Data Scientist supera in molti casi i 50.000 euro, così come quella, per esempio, del Big Data Engineer, dove per i Cloud Architect è possibile arrivare fino ai 70.000 lordi annui.

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Sara Assicurazioni abbraccia il digitale in totale sicurezza grazie a Cisco

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

Cisco annuncia che Sara Assicurazioni, importante compagnia di assicurazioni nel panorama italiano, si è affidata alle sue soluzioni di cybersecurity per supportare e garantire all’azienda una trasformazione digitale sicura. La scelta di Sara Assicurazioni è nata dall’esigenza di affidarsi ad un partner autorevole e di fiducia che potesse accompagnare l’azienda nel percorso di digitalizzazione a 360° intrapreso nel corso del 2018 e che potesse garantire piena sicurezza sia all’interno che all’esterno del perimetro aziendale. Sara Assicurazioni ha, infatti, intrapreso un percorso evolutivo della propria infrastruttura tecnologica e IT con l’obiettivo di portare innovazione in tutta l’azienda e tenere il passo con un mercato altamente competitivo. La prima fase di questo percorso è coincisa con l’implementazione di un’architettura completamente in cloud. Il passaggio alla “nuvola” ha portato sin da subito effetti positivi e oggi tutti gli agenti di Sara Assicurazioni sono dotati di strumenti gestionali mobile che permettono loro di essere sempre operativi. Ad esempio, tramite un tablet connesso a Internet tramite Vpn, gli agenti possono emettere qualsiasi prodotto assicurativo, raccogliere contratti, fare proposte a nuovi clienti e fornire tutto il supporto necessario ai loro clienti, senza doversi appoggiare all’agenzia fisica.Il passaggio alla piattaforma cloud, che comunque garantiva già determinati standard di sicurezza, ha naturalmente amplificato l’attenzione verso il tema della cybersecurity, non soltanto in termini di protezione, ma anche di analisi e prevenzione.
La collaborazione prevede una soluzione a più livelli. Grazie all’utlizzo di un’architettura SDN (Software Defined Network), è più semplice e veloce accedere alle risorse in cloud, garantendo flessibilità e agilità, mentre la combinazione delle soluzioni Cisco Meraki e Cisco Umbrella – secure internet gateway – permette di creare una prima linea di difesa in grado di bloccare le minacce e garantire un elevato livello di protezione anche per gli utenti che accedono in mobilità. Inoltre, attraverso le dashboard cloud di Meraki MX, è possibile tenere monitorate le attività degli utenti per analizzare, prevenire e gestire al meglio le criticità.

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Web tax, Mollicone (FdI): “Governo non tutela il mercato digitale italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

“Il governo non tassa le multinazionali del digitale adeguatamente con la web tax e non tutela il mercato digitale italiano specificando che la tassazione debba essere applicata esclusivamente sui ricavi da servizi digitali, ma in compenso sembrerebbe intenzionato ad aumentare le tasse sul circuito degli operatori radio e tv, come apprendiamo dal Sole24Ore. Lo riteniamo inaccettabile e, se così dovesse essere, daremo battaglia alla Camera per la difesa della sovranità digitale italiana. ” E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato FDI capogruppo in commissione Cultura ed Editoria, componente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e responsabile Innovazione del partito.

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