Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘lavoratori’

Green pass e rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2021

Il sindacato ha preparato una richiesta di informativa sindacale da indirizzare al dirigente scolastico, al medico competente e alle Rsu per assicurarsi che tutte le operazioni legate al green pass siano nel rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola vista l’ordinanza della Cassazione Civile Ord. Sez. L Num. 22933/2021 del 16 agosto secondo cui “il requisito della nazionalità è lo svolgimento di un’effettiva azione sindacale su gran parte del territorio nazionale, che non necessariamente deve coincidere con la stipula di contratti collettivi di livello nazionale, senza che in proposito sia indispensabile che l’associazione faccia parte di una confederazione, né che sia maggiormente rappresentativa. Per il pubblico impiego contrattualizzato questa Corte ha altresì chiarito che il carattere «nazionale» dell’associazione sindacale legittimata all’azione ex art. 28 Stat. Lav. non può essere escluso per quelle organizzazioni sindacali cui l’Aran abbia riconosciuto la rappresentatività a livello nazionale ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 43, comma 1”.Infatti, alla luce del DM del 18 dicembre 1975 che individua la superficie minima per studente all’interno delle aule didattiche in 1,85 m2 pro-capite e considerato che il protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di covid-19 a.s. prevede la gratuita somministrazione dei tamponi a tutto il personale scolastico, oltre alla responsabilità del dirigente scolastico quale datore di lavoro ai sensi degli artt. 17 e 18 del TU sulla Sicurezza D. Lgs. 81/2008, Anief chiede un’informazione urgente sui criteri della formazione delle classi durante lo svolgimento delle lezioni in presenza rispetto alla metratura del singole aule nonché sul rispetto dei parametri vigenti in materia di sicurezza, sulle misure di contenimento da rischio covid-19 in base al numero di individui contemporaneamente presenti nelle aule scolastiche, indicando per ciascuna anche aula la metratura e il numero di alunni per classe, sull’aggiornamento del DVR e conseguente effettuazione delle valutazioni del rischio biologico da agenti di cui all’art 268, c. 1 punto c) del TU sulla sicurezza coinvolgendo il RLS come convenuto al punto 1 nel protocollo d’intesa del 14 di agosto e sulle convenzioni attivate per la predisposizione dei tamponi gratuiti per tutto il personale scolastico. Inoltre Anief coglie l’occasione per richiamare il parere del garante sulla privacy in merito alla verifica e possesso della certificazione verde del personale scolastico, in particolare sulla necessità di richiedere tale certificazione giornalmente soltanto per le attività svolte in presenza senza alcuna discriminazione tra i dipendenti.

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Sono inutili i diritti conquistati dai lavoratori o è un falso la Costituzione fondata su lavoro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2021

Una fabbrica di proprietà straniera che di recente ha licenziato 422 persone e deciso di chiudere. Licenziamento contro il quale sono in corso diverse iniziative di pressione, sulla proprietà e sulle istituzioni.Viviamo per scelta in un Paese capitalistico e sarebbe assurdo negare ai capitalisti il loro diritto di esser tali, anche di chiudere un’azienda che non capitalizza.Nel contempo viviamo in un Paese tra i più avanzati al mondo, in un contesto europeo che ha al primo posto l’armonizzazione sociale tra libertà economiche e lavoro.C’è qualcosa che non torna, per chi investe capitali e per chi presta la propria opera. Dimostrato dalla nostalgia per la catena di montaggio e l’impotenza di lavoratori e sindacati di fronte a queste prevedibili dinamiche. Quello che facciamo, noi e i nostri Stati, è per vivere meglio, più sereni, non abbruttirsi e soffrire pur di avere un reddito. Al primo posto ci deve essere DIGNITA’. Quindi non “nostalgia” per la catena di montaggio e non inerzia istituzionale verso Gkn e milioni di altri simili problemi.Quanto opera lo Stato e l’Ue per questa dignità? Vincenzo Donvito, Aduc

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800 milioni di € per incentivare l’inserimento dei lavoratori disoccupati nel mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Bruxelles. La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 878 milioni di € per incentivare i datori di lavoro a integrare i lavoratori disoccupati nel mercato del lavoro nel contesto della pandemia di coronavirus. Il regime, approvato ai sensi del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, mira a ridurre il costo del lavoro sostenuto dai datori di lavoro privati in relazione a lavoratori neoassunti precedentemente disoccupati. L’aiuto consisterà in un’esenzione dal pagamento dei contributi sociali a carico dei datori di lavoro, per un periodo massimo di 6 mesi, per i nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato firmati tra il 1º luglio 2021 e il 31 ottobre 2021. I beneficiari possono ricevere aiuti fino a 3 000 EUR per ciascun lavoratore assunto. Per essere ammissibili, i datori di lavoro non devono aver licenziato dipendenti nei 6 mesi precedenti l’assunzione. La Commissione ha constatato che il regime è conforme alle condizioni stabilite nel quadro di riferimento temporaneo. In particolare, l’aiuto i) non supererà l’importo di 1,8 milioni di € per impresa e ii) sarà concesso entro il 31 ottobre 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato. Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e su altre azioni intraprese dalla Commissione per affrontare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.63721 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

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2,5 miliardi di € a sostegno dei lavoratori autonomi e degli operatori sanitari nel contesto della pandemia di coronavirus

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

La Commissione europea ha approvato un regime da 2,5 miliardi di € dello Stato italiano a sostegno dei lavoratori autonomi e di determinati operatori sanitari, che nel contesto della pandemia di coronavirus saranno parzialmente esentati dal versamento dei contributi previdenziali. La Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus. La Commissione consentirà inoltre agli Stati membri di convertire fino al 31 dicembre 2022 gli strumenti rimborsabili concessi in applicazione del quadro temporaneo (quali garanzie, prestiti e anticipi rimborsabili) in altre forme di aiuto, ad esempio sovvenzioni dirette, a patto che siano soddisfatte le condizioni del quadro.Il quadro temporaneo permette agli Stati membri di combinare tra loro tutte le misure di sostegno ad eccezione dei prestiti e delle garanzie sullo stesso prestito, sempre nel rispetto dei massimali fissati nel quadro stesso. Gli Stati membri possono inoltre combinare tutte le misure di sostegno autorizzate nell’ambito di tale quadro con le possibilità già previste per concedere aiuti de minimis alle imprese, fino a un massimo di 25 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari a quelle che operano nel settore dell’agricoltura primaria, di 30 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari a quelle nel settore della pesca e dell’acquacoltura e di 200 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari a quelle attive in tutti gli altri settori. Al tempo stesso gli Stati membri devono impegnarsi ad evitare cumuli indebiti delle misure di sostegno a favore delle stesse imprese, limitandone l’importo a quanto necessario per sopperire al fabbisogno effettivo.Il quadro temporaneo integra inoltre le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza coronavirus, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato.

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“Ridare dignità anche ai lavoratori dell’autotrasporto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

“La politica deve raccogliere l’appello del sindacato e lavorare alla ricostruzione condivisa del settore della logistica. Il Pd si dà la missione di intervenire in questo settore strategico per il Paese, inquadrandolo nella sua completezza e complessità”. Lo ha affermato oggi a Pioltello (Milano) la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), a margine dell’Assemblea nazionale della Filt Cgil. Evidenziando che “l’innovazione continuerà a modificare la logistica ma sarà sempre necessaria una persona che fisicamente trasporti a destinazione le merci”, la parlamentare ha dichiarato che “dobbiamo ridare dignità anche ai lavoratori dell’autotrasporto, attraverso formazione, riorganizzazione, infrastrutturazione adeguata (penso ad aree di sosta attrezzate) e interventi su retribuzione, contribuzione e meccanismi pensionistici adeguati”. “Bisogna rendere attrattiva per giovani e donne una professione – ha aggiunto Mura – in cui ci sarà una crescente richiesta di operatori, ma che rischia di impoverirsi in quantità e qualità dei driver perché considerata troppo usurante”.

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Indennità una tantum per lavoratori agricoli e della pesca

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

“Come comunicato ufficialmente sul sito dell’Inps, braccianti agricoli e pescatori possono presentare domanda per l’indennità Covid-19, che abbiamo fortemente voluto fosse inserita all’interno del Decreto Sostegni Bis. Ringraziamo il ministro Stefano Patuanelli per aver ascoltato le nostre sollecitazioni, che hanno fatto eco alle istanze dei sindacati di categoria, prevedendo uno stanziamento di oltre 450 milioni di euro. Ora i lavoratori hanno tempo sino al 30 settembre prossimo per fare richiesta”. Lo dichiara la deputata Anna Bilotti, esponente M5S in commissione Agricoltura a seguito della pubblicazione sul sito dell’Inps delle procedure operative.“A tutti gli operai agricoli a tempo determinato che nel 2020 abbiano svolto almeno 50 giornate di lavoro – prosegue – sarà riconosciuto un bonus una tantum di 800 euro. Un aiuto esteso, come da noi fortemente richiesto, anche a favore dei pescatori autonomi, compresi i soci di cooperative, che esercitano professionalmente la pesca in acque marittime, interne e lagunari a cui spetterà una indennità una tantum pari a 950 euro”.“Braccianti agricoli e pescatori sono tra le categorie che hanno eroicamente continuato a lavorare durante il lockdown, nonostante i leciti timori di contrarre il Covid-19, e garantendo l’approvvigionamento di cibo di qualità sulle tavole di tutti gli italiani ma che, a causa delle chiusure imposte al canale Ho.re.ca, hanno comunque subito una flessione delle giornate lavorative. Era, dunque, importante dimostrare vicinanza e attenzione a dei lavoratori che operano in situazioni delicate e difficili, come dimostrano i tristi fatti di cronaca di questi giorni” conclude.

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Diritto dei lavoratori e nuovo accordo sulla Pac

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

Con il nuovo accordo sulla Pac i Governi europei hanno inferto un duro colpo al progetto di realizzare il Green Deal e rivoluzionare il nostro sistema produttivo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’Italia può tuttavia mostrare maggiore ambizione e dare l’esempio, a partire dalle aree in cui gli Stati mantengono maggiore discrezionalità come quella della condizionalità sociale. Il compromesso raggiunto prevede infatti che l’applicazione di quest’ultima sia volontaria nel periodo 2023-2025. Una formula che attribuisce agli Stati membri piena responsabilità in materia. Ripartire dalla condizionalità sociale significa riaffermare i diritti dei lavoratori e rafforzare il contrasto di fenomeni come il caporalato. Un obiettivo che dovrebbe essere condiviso sia da quanti elogiano il compromesso sulla Pac, sia da quanti lo hanno duramente criticato perché del tutto insufficiente a promuovere la transizione ecologica – spiega Tiso. L’Italia ha già fatto molto in questo campo, ma la battaglia contro lo sfruttamento dei braccianti non è ancora vinta, come spesso rivelano le cronache dal nord al sud del Paese.Un’altra occasione per mostrare maggiore ambizione e diventare un esempio virtuoso in Europa è il Piano strategico nazionale che l’Italia, come gli altri Stati membri, dovrà redigere entro il 31 dicembre 2021. Oltre all’indispensabile semplificazione burocratica, nel lavoro di programmazione il Governo italiano è chiamato a promuovere una consultazione quanto più ampia possibile e a sfruttare ogni margine di manovra disponibile per fissare obiettivi più avanzati di quelli che l’Europa ha partorito dopo un lungo e faticoso negoziato.

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Sostegno ai lavoratori adibiti alla pesca

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

“I pescatori italiani potranno presto presentare domanda per accedere ai 31,1 milioni di euro stanziati nella scorsa Legge di Bilancio. È giunto, infatti, a conclusione il lavoro di interlocuzione tra Inps e Ministero del Lavoro e verrà presto emanata una disposizione per l’avvio della raccolta delle domande, che si concluderà a fine settembre”. Ad annunciarlo è il deputato Filippo Gallinella (M5S), Presidente della commissione Agricoltura, promotore della misura di sostegno al reddito in favore dei lavoratori adibiti alla pesca che abbiano subito una sospensione o una riduzione dell’attività lavorativa, o una riduzione del reddito, a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Un aiuto che potrà essere riconosciuto per una durata massima di 90 giorni, nel periodo tra il 1° gennaio e il prossimo 30 giugno.“Mi auguro che accanto a questo sostegno per il periodo emergenziale Covid – prosegue Gallinella (M5S) – si aggiungano presto ammortizzatori sociali stabili e duraturi per i lavoratori della pesca. Una proposta che approderà nei prossimi giorni in Aula a Montecitorio, contenuta nella proposta di legge del collega Giuseppe L’Abbate (M5S) e su cui sono al lavoro i ministri Patuanelli e Orlando affinché si giunga ad una soluzione della situazione previdenziale dei pescatori italiani”.

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Epifani: Nardi, un autentico riformista dalla parte dei lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

“Con Guglielmo Epifani se ne va un autentico riformista che ha sempre lottato dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori italiani. Nella scorsa legislatura ha guidato con acume intelligenza la decima Commissione che oggi io ho l’onore di presiedere. E’ stato per la nostra generazione un esempio di politica al servizio delle persone, prima nel sindacato poi nel partito e infine in Parlamento. Mando un abbraccio ai suoi familiari e ai compagni e alle compagne di Leu che ha rappresentato in quest’ultima legislatura in Parlamento”. Lo ha detto Martina Nardi, presidente commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera.

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Regolarizzazione lavoratori stranieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Tre mesi fa, come promotori della campagna Ero straniero – L’Umanità che fa bene, abbiamo denunciato in un report il grave ritardo nell’esame della misura di emersione e regolarizzazione avviata nel 2020 con il decreto “rilancio”. A tutt’oggi il quadro appare ancora grave in tutta Italia: delle 220.000 persone che hanno fatto richiesta, solo 11.000 (il 5%) hanno ottenuto un permesso di soggiorno per lavoro, mentre circa 20.000 sono in via di rilascio. Molto critica, in particolare, la situazione nelle grandi città: a Roma, al 20 maggio, su un totale di 16.000 domande ricevute, solo 2 pratiche sono arrivate alla fase conclusiva e non è stato ancora rilasciato alcun permesso di soggiorno. A Milano, su oltre 26.000 istanze ricevute in totale, poco più di 400 sono i permessi di soggiorno rilasciati.Nel dossier, oltre all’analisi dei dati relativi allo stato delle pratiche sono state raccolte storie e testimonianze di lavoratori e datori di lavoro, sconcertati per i tempi lunghissimi. Il dossier prova a spiegare come mai, nonostante fosse stato previsto personale aggiuntivo destinato alle prefetture per l’esame delle pratiche di regolarizzazione questo sia entrato effettivamente in servizio – e neanche dappertutto – solo i primi di maggio di quest’anno, contribuendo significativamente al prolungarsi dei tempi.Le conseguenze di questi ritardi sulla vita delle persone sono pesantissime e riguardano anche la difficoltà di accesso al sistema sanitario nazionale e alle vaccinazioni, con un impatto inevitabile a livello di salute pubblica nel contesto di emergenza che stiamo vivendo. Alla luce di quanto emerso dal monitoraggio, la campagna Ero straniero ribadisce la richiesta al Ministero dell’Interno di intervenire immediatamente per superare gli ostacoli burocratici e velocizzare l’iter delle domande, in modo che le quasi 200.000 persone ancora in attesa di risposta possano al più presto perfezionare l’assunzione. Allo stesso tempo, sappiamo che non sarà sufficiente questa misura a risolvere il problema della creazione costante di nuova irregolarità, anche perché una gran parte di persone senza documenti ne è stata esclusa, vista la limitazione a pochi settori lavorativi. Per questo continuiamo a chiedere a Governo e Parlamento un intervento a lungo termine che permetta di ampliare le maglie della regolarizzazione e di favorire legalità e integrazione, a partire da uno strumento di emersione sempre accessibile, come prevede la proposta di legge di iniziativa popolare Ero straniero, ferma in Commissione affari costituzionali della Camera, la cui approvazione non può più aspettare.

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CCIAA PN-UD – Formazione digitale per lavoratori e imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

Formare gratuitamente almeno 30mila persone, tra imprenditori, dipendenti, collaboratori e tirocinanti, sulle competenze digitali di base e sull’uso di strumenti sempre più essenziali per superare la seconda ondata di una pandemia che ha colpito con forza le aziende italiane. È l’obiettivo di Eccellenze in Digitale 2021, la nuova edizione del progetto di Unioncamere supportato da Google, il cui obiettivo è aiutare le imprese italiane a far crescere le competenze digitali dei propri lavoratori. Grazie al finanziamento di 1 milione di euro da parte di Google.org, la nuova edizione prevede una serie di appuntamenti organizzati dai Punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio. La crisi causata dal Covid-19 ha evidenziato l’importanza delle competenze digitali come una risorsa indispensabile per restare in contatto con i propri utenti e colleghi e per portare avanti la propria attività e il proprio lavoro. Da anni, Unioncamere e le Camere di commercio investono nello sviluppo di competenze che consentano alle micro, piccole e medie imprese di rimanere aggiornate e per questo già dal 2013 hanno avviato la partnership con Google per la sensibilizzazione, istruzione e potenziamento della presenza online delle imprese.È proprio partendo dal successo di queste esperienze che Google, come parte del suo nuovo programma di investimento Italia in Digitale (g.co/ItaliaInDigitale), ha deciso di rinnovare lo storico programma, portando l’attenzione sulla formazione dei lavoratori, sulle aree e sui settori più colpiti dalla crisi. Eccellenze in digitale 2021 servirà a raggiungere in particolare le aziende legate al turismo, alla ristorazione e alle filiere del made in Italy.Scopo degli incontri formativi, che si succederanno per tutto il 2021, è aiutare da un lato le imprese a potenziare le competenze digitali dal proprio interno, dall’altro fornire ai lavoratori strumenti in grado di accrescere o trasformare le proprie abilità mantenendo o migliorando la propria situazione occupazionale. Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili sul sito della camera di commercio https://www.pnud.camcom.it nella sezione dedicata a Eccellenze in digitale.

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Scuola d’estate: Personale Ata dimenticato ancora, calpestati i diritti di oltre 200mila lavoratori

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

È stata pubblicata la Nota del Ministero dell’Istruzione prot. N. 9707 del 27 aprile 2021 per la realizzazione dei percorsi formativi volti al potenziamento delle competenze per l’aggregazione e la socializzazione delle studentesse e degli studenti nell’emergenza Covid19 con un’attuazione del Programma Operativo Nazionale PON e POC “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento “2014- 2020, finanziato con FSE e FDR. Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola non è stato preso in considerazione. Considerato che tali attività si svolgeranno prevalentemente in orario antimeridiano, viene da sé che il personale Ata avrà l’obbligo di provvedere alle pulizie straordinarie cosi come gli amministrativi di rendicontare PON e POC e cosi pure gli assistenti tecnici per l’area laboratoriale di appartenenza di supportare la componente docente e non dimentichiamo l’apporto che dovrà dare il Dsga dall’inizio del progetto fino alla rendicontazione. Tuttavia, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici nell’inquadramento normativo giuridico del CCNL attualmente vigente non hanno alcun obbligo contrattuale nel programma operativo PON e POC.Il sindacato ricorda che l’individuazione del personale interno è incentrata sulla disponibilità degli stessi lavoratori a essere impegnato sui PON tramite un avviso interno della scuola che dovrà essere pubblicato all’albo dell’Istituto e sul sito internet dell’istituzione scolastica, per almeno sette giorni. Ma la designazione può avvenire anche nell’ambito della proposta del Piano di Lavoro annuale del Dsga approvato dal Dirigente scolastico. Comunque anche che i PON sono facoltativi e quindi debbano essere sempre retribuiti e la retribuzione è materia di contrattazione d’istituto.Va poi ricordato che tali progetti PON cadono proprio nel periodo estivo, durante il quale il personale scolastico dovrebbe caricare le proprie energie psicofisiche, considerato che, è stato un anno pesante per tutti. Infine, è bene anche sottolineare che ad oggi non è prevista nessuna proroga ai contratti sui posti Covid: circa 50mila Ata termineranno il loro servizio il prossimo 10 giugno.

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Mobilità, il sindacato Anief ricorre per far riconoscere i diritti dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

L’Ordinanza n. 106 pubblicata ieri, conferma il vincolo di 5 anni sulla sede di titolarità per i docenti neoimmessi in ruolo, anche per i docenti disabili o che assistono un congiunto in situazione di disabilità grave riconosciuta precedentemente e già dichiarata nella procedura da cui sono stati immessi in ruolo (GaE o Concorso). L’Ufficio Legale Anief, pertanto, avvia le procedure di adesione agli specifici ricorsi e fornisce per ogni tipologia di ricorso le istruzioni utili ai fini dell’effettiva proposizione dell’azione legale. Possibile ricorrere, anche, contro il vincolo di cinque anni su posto di sostegno, per ottenere il riconoscimento della priorità anche nei trasferimenti interprovinciali per il figlio che assiste il genitore disabile in situazione di gravità, per il riconoscimento dei servizi prestati in paritaria e del punteggio intero per il preruolo anche nelle graduatorie interne d’istituto, per la valutazione dei titoli SSIS, TFA, Sostegno e del servizio militare prestato non in costanza di nomina.Adesioni aperte, anche, per il ricorso specifico per rivendicare la mobilità sul 100% dei posti disponibili. L’Ufficio Legale Anief ricorda a tutti gli interessati che l’adesione al ricorso è gratuita e che nella scheda di ogni singolo ricorso saranno fornite tutte le istruzioni per la corretta proposizione della domanda di mobilità in modo da procedere con l’azione legale di proprio interesse. Specifico ricorso elaborato dall’Ufficio Legale Anief dedicato ai docenti con diploma magistrale che erano stati immessi in ruolo con riserva da Graduatoria a Esaurimento e ora sono stati nuovamente immessi in ruolo dalle graduatorie concorsuali. Il ricorso è volto a ottenere la retrodatazione del ruolo alla prima immissione in ruolo per non essere più soggetti al vincolo quinquennale che blocca i docenti immessi in ruolo 2020/2021. Tutti i ricorrenti che avranno aderito ai ricorsi Anief potranno sottoporre la loro specifica situazione al legali del giovane sindacato e saranno seguiti per valutare la singola situazione personale e professionale e procedere con un’azione legale mirata.

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Scuola: Lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

All’esordio della pandemia, il Governo aveva previsto una forma di protezione per i “lavoratori fragili” e ne aveva delineato i profili attorno a una condizione di maggior rischio: persone con immunodepressione o esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3, legge 104/1992). Per questi lavoratori era garantito che l’assenza dal servizio fosse equiparata al ricovero ospedaliero. In sintesi: per chi rientrava in quelle condizioni di fragilità sopra delineate ed era in grado di dimostrarlo l’assenza veniva equiparata al trattamento del ricovero ospedaliero. Non era precisata la questione del computo delle assenze e in mancanza di un chiaro dettato normativo si applicava la normativa prevista dal CCNL: per il personale della scuola il ricovero ospedaliero non comporta la trattenuta stipendiale prevista per la malattia ma determina l’erosione del comporto con conseguenze più gravi per i lavoratori precari.Se il personale di ruolo ha diritto a 18 mesi di malattia retribuiti più altri 18 con la conservazione del posto, ai supplenti al 30 giugno spettano 9 mesi in un triennio e ai supplenti brevi solo 30 giorni per anno scolastico. Il periodo di comporto, regolamentato dai singoli Contratti collettivi nazionali di lavoro, è il tempo massimo di giorni di malattia di cui un lavoratore può beneficiare senza che possa scattare il licenziamento per giusta causa. È evidente che molti lavoratori – oncologici, immunodepressi o con altre condizioni che comportano già molte assenze per malattia – fossero quantomeno preoccupati. Il decreto Sostegni afferma finalmente che questi periodi di assenza non determinano l’erosione del periodo di comporto. Si apre perciò la possibilità di un intervento per coloro che in questi mesi fossero stati licenziati a causa del superamento del limite massimo delle assenze.L’altra criticità di questi mesi era relativa alla scadenza di questa forma di tutela: all’inizio era fissata fino al 31 luglio 2020, poi fino al 15 ottobre dello stesso anno. E ancora, nell’ultima legge di bilancio dal 1 gennaio al 28 di febbraio 2021. Rimanevano perciò scoperti e da sanare i periodi dal 16 ottobre al 31 dicembre e quello successivo al 28 febbraio. Lo Schema del Decreto Sostegni accoglie queste richieste dopo mesi di segnalazioni provvedendo alla copertura per tutto il periodo della pandemia e fino al 30 giugno 2021.

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“Sure, il prestito europeo anche per i lavoratori domestici

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

E per i servizi di baby-sitting, diventi strumento permanente”, questa la richiesta di Domina, sindacato nazionale famiglie datori di lavoro domestico.Su quasi 2,9milioni di potenziali famiglie beneficiarie, nella prima fase dell’emergenza erano state presentate 1,3 milioni di richieste (il 45% dei potenziali beneficiari); 1,7 miliardi di euro l’importo complessivo erogato (in media 256 euro a bambino). I dati statistici sono stati pubblicati dall’Osservatorio nazionale DOMINA nel Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico.”Grazie al Sure (finora il nostro Paese ha ricevuto 24,8 miliardi dei 27,4 assegnati dalla Ue all’Italia) il governo può pagare le indennità Covid anche per i lavoratori domestici – dichiara Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA – durante la prima fase della pandemia furono 219mila le domande accettate dall’Inps, 219 milioni l’importo massimo erogato, ma i beneficiari furono solo il 25,8% dei lavoratori domestici regolari, perché l’indennità era destinata solamente ai lavoratori non conviventi con il datore di lavoro”. “Per i datori di lavoro il beneficio economico può essere notevole – prosegue Gasparrini – il Sure è una sorta di cassa integrazione europea, dunque potrebbe coprire il costo del lavoro nei periodi di inattività del lavoratore domestico (soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria) mantenendo attivo il contratto di lavoro e lo stanziamento di un’ulteriore tranche di 3,9 miliardi di euro del prestito Sure è un’ottima notizia per il nostro settore”

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Austria: Rojc (Pd), Governo si attivi per lavoratori transfrontalieri e camionisti

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2021

“Il governo si attivi per agevolare il transito dei lavoratori transfrontalieri al confine con l’Austria, affinché si preveda anche per questo Paese l’applicazione delle raccomandazioni che l’Unione europea ha previsto per la vicina Slovenia. Come anche hanno chiesto i dipartimenti internazionali di Cgil-Cisl e Uil, c’è la necessità di riservare una particolare attenzione ai lavoratori transfrontalieri affinché il transito quotidiano di pendolari possa avvenire normalmente senza particolari restrizioni e difficoltà”. E’ la richiesta che la senatrice Tatjana Rojc (Pd) rivolge al Al ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio e al ministro della Salute Roberto Speranza, a seguito dell’introduzione dell’obbligo, da parte dei pendolari italiani, di esibire alla frontiera con l’Austria i risultati del tampone negativo da fare ogni sette giorni e l’obbligo dei test rapidi anti-Covid imposti al confine del Brennero ai camionisti.
Per la senatrice “appare incongruente che il governatore del Tirolo, Guenther Platter (OeVP) critichi, adducendo il diritto dell’Unione Europea, la decisione della Germania di estendere fino al 3 marzo i controlli alle frontiere con l’Austria a seguito della pandemia di Covid-19 mentre allo stesso tempo il presidente del Transitforum Austria-Turol, Fritz Gurgiser, attacca la Conftrasporto italiana per le reazioni all’obbligo dei test rapidi anti-Covid imposti al confine del Brennero ai camionisti”.

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Tutela integrativa per lavoratori autonomi, atipici e caregiver

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

A quasi un anno dallo scoppio della pandemia e di fronte ad un’assistenza sanitaria che ha impiegato sul fronte della guerra al nuovo coronavirus la maggior parte delle risorse economiche e umane del sistema sanitario pubblico, il IX rapporto sulla Sanita’ Pubblica, Privata e Intermediata non poteva che registrare l’inevitabile aumento del bisogno di protezione e di salute dei cittadini italiani. L’indagine, condotta come ogni anno dalla Fondazione Censis per conto di Intesa Sanpaolo RBM Salute, approfondisce le prospettive del Sistema Sanitario del nostro Paese tra sostenibilita’, equita’ e promozione della salute.Il bisogno di salute nel nostro Paese, come attestano i circa 40 miliardi spesi in sanita’ privata in Italia ogni anno, e’ forte e gestito attraverso un significativo impiego di risorse personali da parte di ciascun cittadino. Certo, esistono forme di assicurazione sanitaria integrativa sostenute dalle aziende per I propri dipendenti e collaboratori ma riguardano, per lo piu’, imprese medio-grandi. Eppure il rapporto rileva che, per 2 italiani su 3, proteggere la propria salute durante la pandemia, che ancora imperversa, e’ la principale fonte di preoccupazione.E un dato ancora piu’ importante, che emerge anch’esso dal rapporto, e’ quello che riguarda il rinvio delle prestazioni sanitarie a causa del Covid-19, che ha riguardato almeno un terzo degli italiani. A fronte dei circa 25 milioni di pazienti con patologie croniche che necessitano di cure, terapie e assistenza continuativa, il rinvio e la rinuncia alle prestazioni rendono il quadro clinico ridelineato dal Covid ancora piu’ drammatico.

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In tutto il mondo almeno 1, 3 miliardi di persone sono sovraqualificati o sottoqualificati

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

Per i Paesi Ocse, si parla di un lavoratore su tre. È il problema dello skills gap, cioè l’assenza di risorse dotate di competenze per svolgere un determinato lavoro, e dello skills mismatch, minaccia più sottile in cui i lavoratori ci sono, ma a causa dell’evoluzione delle tecniche e dei mezzi le loro competenze non sono più adatte o compatibili. Il fenomeno, spesso trascurato da chi governa, è un segnale utile per valutare la salute di un’economia e soprattutto ha ricadute pesanti. L’ultimo studio di Boston Consulting Group, dal titolo “Alleviating the Heavy Toll of the Global Skills Mismatch”, è tornato sul tema partendo dai dati del 2018 , quando lo skill mismatch si traduceva in 8 mila miliardi di dollari di Pil mancato ogni anno, equivalenti al 6%. Per il 2020 si prevede di arrivare al 10%. E la percentuale, nel peggiore dei casi, può toccare l’11% del Pil fino al 2025, pari a 18 mila miliardi di dollari.
La pandemia ne ha aggravato l’impatto, specie per l’introduzione forzata di forme di lavoro nuove ma attese da tempo (come quello da remoto), accelerando il processo sempre più necessario di digitalizzazione e di automazione. Se il mondo lavorativo cambia a velocità vertiginosa, la formazione non sembra tenere il passo.
Per farlo, BCG ha messo a punto il Future Skills Architect (FSA), strumento che consente di analizzare le perfomance di un Paese calcolandone l’indice di “maturità” (FSA Maturity Index) e fornendo un modello per la definizione degli specifici obiettivi nazionali insieme a una libreria di 50 soluzioni pronte per l’uso, policy di governo o tecniche di mercato da adottare.
L’Italia non ha una posizione brillante in classifica. L’indice generale FSA la trova al 34esimo posto, sotto Cile e Malesia. La sua percentuale di skills mismatch ammonta al 38,2% (ma l’Olanda, al primo posto generale, è al 37,7%), con quasi 10 milioni di lavoratori male assortiti. In generale, non brilla per nessuno dei cosiddetti “mattoni” di riferimento. L’azione del governo per sviluppare nuove competenze è ferma a un punteggio di 44,2 su 100, appena al di sotto della media mondiale, 45. Meglio la Lifelong Employability, che ne ha poco più di 52 (su un punteggio medio di 43) e la Skill Liquidity, che misura l’ampiezza, anche geografica, delle domande di lavoro: punteggio di 62 su medi di 50 (questo registra anche una antica predisposizione al trasferimento, soprattutto da Sud a Nord?).Tuttavia, i punti di ritardo sono enormi. Per quanto riguarda il primo punto, la scuola zoppica: l’insegnamento del pensiero critico ha un punteggio di 43 punti (più basso del 50% dei Paesi al vertice). Per il secondo, cioè la formazione e impiegabilità continua, il livello di partecipazione ai MOOC (massive open online courses) in Italia è due volte inferiore a quello dei Paesi leader. Mentre per il terzo, la percentuale delle persone che lavoravano da remoto in epoca pre-Covid era ferma al 23%, mentre ai vertici del mercato arrivavano al 40%. Insomma, c’è molto da lavorare. Guardando alla metodologia, l’indice (FSA Maturity Index) si basa su 59 indicatori, comprende 75 Paesi raggruppati per reddito in cinque distinte categorie e costituiscono il 95% del Pil mondiale e il 79% della popolazione.Le policy sono distribuite in tre campi (i tre pilastri), cioè capacità, motivazioni e opportunità. E in corrispondenza di questi sono stati individuati sette “mattoni”, cioè la presenza di skill di base, l’implementazione di iniziative di lifelong employability (non si smette di studiare, imparare e aggiornarsi), insieme all’auto-realizzazione del lavoratore e un’analisi delle risorse umane che sia centrata proprio su bisogni, abilità e talenti della forza lavoro. A questo si aggiunge l’accessibilità delle offerte, la cosiddetta “skill liquidity” che favorisce l’accesso anche da aree diverse e lontane (attraverso, ad esempio, il lavoro da remoto), e l’apertura all’inclusività. Sono, in sostanza, parametri di valutazione e settori su cui intervenire. FSA individua quindi le cause sottostanti allo skills mismatch, esamina la situazione corrente, aiuta a fare confronti e a individuare soluzioni intelligenti, magari copiando gli altri. I casi da guardare, cioè le best practice, sono tanti e – sorpresa – sono collegati alle innovazioni obbligate dal Covid. Come Hatch Exchange la piattaforma australiana nata per dare lavoretti part-time agli studenti universitari e diventata, con la pandemia, rete di collegamento tra aziende (più di 70) e disoccupati. O Darsak, uno strumento creato dal governo giordano per le lezioni scolastiche online (necessario in tempi di lockdown) che guarda in avanti e pensa già a un pubblico adulto, cioè lavoratori da formare o riformare.

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Governo non investe su valorizzazione lavoratori pubblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2020

“Il governo ha la responsabilità di non aver investito sulla valorizzazione professionale dei lavoratori dei settori pubblici. Noi chiedevamo e continuiamo a farlo risorse per la riforma delle carriere perché la Pubblica amministrazione non si innova con una struttura degli inquadramenti ferma a venti anni fa. Il governo ha però deciso di rifiutare il confronto relativamente all’ipotesi di sostenere la riforma della Pa con il riassetto contrattuale”. Ad affermalo è la Fp Cgil in merito a quanto emerso durante la conferenza stampa di fine anno. “Ora – prosegue – dovrà assumersi la responsabilità di avere sì risorse, anche grazie agli stanziamenti europei, ma senza strumenti per mobilitare le competenze dei lavoratori e senza misure straordinarie sull’occupazione non avrà neanche personale sufficiente per capitalizzarle. Basti pensare alla vicenda che investe Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Qui dove ci sono competenze, che sarebbero peraltro cruciali in questa fase di organizzazione vaccinale, si decide di abbandonarle: oltre 70 precari dell’agenzia verranno lasciati a casa e senza contratto dal primo gennaio. O come la vicenda della mancata proroga delle graduatorie degli idonei. Due chiari esempi di come sulla Pa non ci sia alcun progetto ma solo un insieme di vuoti slogan”. Secondo la Fp Cgil, “il governo ha derubricato la vertenza sulla qualificazione della Pubblica amministrazione ad una questione di indennità, noi chiediamo di fare della Pa il motore del cambiamento del paese, per questo proseguiremo nella nostra battaglia su assunzioni, riforma e contrattazione”, conclude.

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Lavoratori domestici: Cresce l’occupazione regolare

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

Nonostante la crisi sanitaria ed economica da Covid-19 crescono i livelli occupazionali nel settore domestico: nel 2020 colf, assistenti di anziani e disabili e baby sitter regolarmente assunte dalle famiglie potrebbero superare quota 1 milione di addetti, con un incremento tra le 200 e le 300 mila unità rispetto al 2019, anno in cui l’Inps ha censito circa 850 mila domestici in regola, di cui oltre il 70% di origine immigrata e in maggioranza donne (in Italia lavorano in quest’ambito oltre 2 occupate straniere su 5). È quanto emerge da uno studio di Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, integrato con i dati del Dossier Statistico Immigrazione 2020, curato dal Centro Studi e Ricerche Idos. Ad incidere sui livelli occupazionali la procedura di emersione disposta dall’articolo 103 del Dl ‘Rilancio’, che ha portato a far emergere 176.848 domande di cittadini non comunitari solo in ambito domestico, ovvero l’85% del totale delle domande presentate al ministero dell’Interno. Ma non solo, positivo su quasi tutto l’anno risulta, infatti, anche il trend delle assunzioni tout court da parte delle famiglie, con un picco nei mesi di settembre e ottobre 2020, quando si sono registrati rispettivamente 15.700 e 34 mila nuovi posti di lavoro. Nel dettaglio, lo studio mette in evidenza come l’andamento del mercato occupazionale del settore domestico sia dipeso dalle misure adottate dal Governo. A marzo scorso, in pieno lockdown, in controtendenza con quello che avveniva in tutti gli altri settori, nel comparto domestico si registrava un boom nelle assunzioni, circa 20 mila, con un incremento del 40% rispetto all’anno precedente. Non tutti nuovi posti di lavoro ma principalmente emersione di quelli in nero: colf, badanti e baby sitter che dovendosi spostare per ‘comprovate esigenze di lavoro’ rischiavano di denunciare la propria condizione irregolare nelle autocertificazioni. Una tendenza che si è interrotta tra aprile e maggio 2020, quando ad aumentare sono state, invece, le cessazioni. Secondo i calcoli di Assindatcolf, nel solo mese di maggio i licenziamenti sono stati oltre 44 mila, con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente. Tra le motivazioni, il ritardo con cui l’Esecutivo ha approvato, sempre nel Dl Rilancio, l’indennità da 1000 euro di sostegno al reddito per i domestici, inizialmente rimasti esclusi dalla cassa integrazione disposta dal Dl ‘Cura Italia’: una misura parziale, poiché destinata solo ai non conviventi con rapporti di lavoro oltre le 10 ore di lavoro settimanali, percepita da 213 mila domestici.

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