Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘lavoratori’

Sostegno ai lavoratori adibiti alla pesca

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

“I pescatori italiani potranno presto presentare domanda per accedere ai 31,1 milioni di euro stanziati nella scorsa Legge di Bilancio. È giunto, infatti, a conclusione il lavoro di interlocuzione tra Inps e Ministero del Lavoro e verrà presto emanata una disposizione per l’avvio della raccolta delle domande, che si concluderà a fine settembre”. Ad annunciarlo è il deputato Filippo Gallinella (M5S), Presidente della commissione Agricoltura, promotore della misura di sostegno al reddito in favore dei lavoratori adibiti alla pesca che abbiano subito una sospensione o una riduzione dell’attività lavorativa, o una riduzione del reddito, a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Un aiuto che potrà essere riconosciuto per una durata massima di 90 giorni, nel periodo tra il 1° gennaio e il prossimo 30 giugno.“Mi auguro che accanto a questo sostegno per il periodo emergenziale Covid – prosegue Gallinella (M5S) – si aggiungano presto ammortizzatori sociali stabili e duraturi per i lavoratori della pesca. Una proposta che approderà nei prossimi giorni in Aula a Montecitorio, contenuta nella proposta di legge del collega Giuseppe L’Abbate (M5S) e su cui sono al lavoro i ministri Patuanelli e Orlando affinché si giunga ad una soluzione della situazione previdenziale dei pescatori italiani”.

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Epifani: Nardi, un autentico riformista dalla parte dei lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

“Con Guglielmo Epifani se ne va un autentico riformista che ha sempre lottato dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori italiani. Nella scorsa legislatura ha guidato con acume intelligenza la decima Commissione che oggi io ho l’onore di presiedere. E’ stato per la nostra generazione un esempio di politica al servizio delle persone, prima nel sindacato poi nel partito e infine in Parlamento. Mando un abbraccio ai suoi familiari e ai compagni e alle compagne di Leu che ha rappresentato in quest’ultima legislatura in Parlamento”. Lo ha detto Martina Nardi, presidente commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera.

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Regolarizzazione lavoratori stranieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Tre mesi fa, come promotori della campagna Ero straniero – L’Umanità che fa bene, abbiamo denunciato in un report il grave ritardo nell’esame della misura di emersione e regolarizzazione avviata nel 2020 con il decreto “rilancio”. A tutt’oggi il quadro appare ancora grave in tutta Italia: delle 220.000 persone che hanno fatto richiesta, solo 11.000 (il 5%) hanno ottenuto un permesso di soggiorno per lavoro, mentre circa 20.000 sono in via di rilascio. Molto critica, in particolare, la situazione nelle grandi città: a Roma, al 20 maggio, su un totale di 16.000 domande ricevute, solo 2 pratiche sono arrivate alla fase conclusiva e non è stato ancora rilasciato alcun permesso di soggiorno. A Milano, su oltre 26.000 istanze ricevute in totale, poco più di 400 sono i permessi di soggiorno rilasciati.Nel dossier, oltre all’analisi dei dati relativi allo stato delle pratiche sono state raccolte storie e testimonianze di lavoratori e datori di lavoro, sconcertati per i tempi lunghissimi. Il dossier prova a spiegare come mai, nonostante fosse stato previsto personale aggiuntivo destinato alle prefetture per l’esame delle pratiche di regolarizzazione questo sia entrato effettivamente in servizio – e neanche dappertutto – solo i primi di maggio di quest’anno, contribuendo significativamente al prolungarsi dei tempi.Le conseguenze di questi ritardi sulla vita delle persone sono pesantissime e riguardano anche la difficoltà di accesso al sistema sanitario nazionale e alle vaccinazioni, con un impatto inevitabile a livello di salute pubblica nel contesto di emergenza che stiamo vivendo. Alla luce di quanto emerso dal monitoraggio, la campagna Ero straniero ribadisce la richiesta al Ministero dell’Interno di intervenire immediatamente per superare gli ostacoli burocratici e velocizzare l’iter delle domande, in modo che le quasi 200.000 persone ancora in attesa di risposta possano al più presto perfezionare l’assunzione. Allo stesso tempo, sappiamo che non sarà sufficiente questa misura a risolvere il problema della creazione costante di nuova irregolarità, anche perché una gran parte di persone senza documenti ne è stata esclusa, vista la limitazione a pochi settori lavorativi. Per questo continuiamo a chiedere a Governo e Parlamento un intervento a lungo termine che permetta di ampliare le maglie della regolarizzazione e di favorire legalità e integrazione, a partire da uno strumento di emersione sempre accessibile, come prevede la proposta di legge di iniziativa popolare Ero straniero, ferma in Commissione affari costituzionali della Camera, la cui approvazione non può più aspettare.

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CCIAA PN-UD – Formazione digitale per lavoratori e imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2021

Formare gratuitamente almeno 30mila persone, tra imprenditori, dipendenti, collaboratori e tirocinanti, sulle competenze digitali di base e sull’uso di strumenti sempre più essenziali per superare la seconda ondata di una pandemia che ha colpito con forza le aziende italiane. È l’obiettivo di Eccellenze in Digitale 2021, la nuova edizione del progetto di Unioncamere supportato da Google, il cui obiettivo è aiutare le imprese italiane a far crescere le competenze digitali dei propri lavoratori. Grazie al finanziamento di 1 milione di euro da parte di Google.org, la nuova edizione prevede una serie di appuntamenti organizzati dai Punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio. La crisi causata dal Covid-19 ha evidenziato l’importanza delle competenze digitali come una risorsa indispensabile per restare in contatto con i propri utenti e colleghi e per portare avanti la propria attività e il proprio lavoro. Da anni, Unioncamere e le Camere di commercio investono nello sviluppo di competenze che consentano alle micro, piccole e medie imprese di rimanere aggiornate e per questo già dal 2013 hanno avviato la partnership con Google per la sensibilizzazione, istruzione e potenziamento della presenza online delle imprese.È proprio partendo dal successo di queste esperienze che Google, come parte del suo nuovo programma di investimento Italia in Digitale (g.co/ItaliaInDigitale), ha deciso di rinnovare lo storico programma, portando l’attenzione sulla formazione dei lavoratori, sulle aree e sui settori più colpiti dalla crisi. Eccellenze in digitale 2021 servirà a raggiungere in particolare le aziende legate al turismo, alla ristorazione e alle filiere del made in Italy.Scopo degli incontri formativi, che si succederanno per tutto il 2021, è aiutare da un lato le imprese a potenziare le competenze digitali dal proprio interno, dall’altro fornire ai lavoratori strumenti in grado di accrescere o trasformare le proprie abilità mantenendo o migliorando la propria situazione occupazionale. Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili sul sito della camera di commercio https://www.pnud.camcom.it nella sezione dedicata a Eccellenze in digitale.

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Scuola d’estate: Personale Ata dimenticato ancora, calpestati i diritti di oltre 200mila lavoratori

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2021

È stata pubblicata la Nota del Ministero dell’Istruzione prot. N. 9707 del 27 aprile 2021 per la realizzazione dei percorsi formativi volti al potenziamento delle competenze per l’aggregazione e la socializzazione delle studentesse e degli studenti nell’emergenza Covid19 con un’attuazione del Programma Operativo Nazionale PON e POC “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento “2014- 2020, finanziato con FSE e FDR. Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola non è stato preso in considerazione. Considerato che tali attività si svolgeranno prevalentemente in orario antimeridiano, viene da sé che il personale Ata avrà l’obbligo di provvedere alle pulizie straordinarie cosi come gli amministrativi di rendicontare PON e POC e cosi pure gli assistenti tecnici per l’area laboratoriale di appartenenza di supportare la componente docente e non dimentichiamo l’apporto che dovrà dare il Dsga dall’inizio del progetto fino alla rendicontazione. Tuttavia, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici nell’inquadramento normativo giuridico del CCNL attualmente vigente non hanno alcun obbligo contrattuale nel programma operativo PON e POC.Il sindacato ricorda che l’individuazione del personale interno è incentrata sulla disponibilità degli stessi lavoratori a essere impegnato sui PON tramite un avviso interno della scuola che dovrà essere pubblicato all’albo dell’Istituto e sul sito internet dell’istituzione scolastica, per almeno sette giorni. Ma la designazione può avvenire anche nell’ambito della proposta del Piano di Lavoro annuale del Dsga approvato dal Dirigente scolastico. Comunque anche che i PON sono facoltativi e quindi debbano essere sempre retribuiti e la retribuzione è materia di contrattazione d’istituto.Va poi ricordato che tali progetti PON cadono proprio nel periodo estivo, durante il quale il personale scolastico dovrebbe caricare le proprie energie psicofisiche, considerato che, è stato un anno pesante per tutti. Infine, è bene anche sottolineare che ad oggi non è prevista nessuna proroga ai contratti sui posti Covid: circa 50mila Ata termineranno il loro servizio il prossimo 10 giugno.

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Mobilità, il sindacato Anief ricorre per far riconoscere i diritti dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

L’Ordinanza n. 106 pubblicata ieri, conferma il vincolo di 5 anni sulla sede di titolarità per i docenti neoimmessi in ruolo, anche per i docenti disabili o che assistono un congiunto in situazione di disabilità grave riconosciuta precedentemente e già dichiarata nella procedura da cui sono stati immessi in ruolo (GaE o Concorso). L’Ufficio Legale Anief, pertanto, avvia le procedure di adesione agli specifici ricorsi e fornisce per ogni tipologia di ricorso le istruzioni utili ai fini dell’effettiva proposizione dell’azione legale. Possibile ricorrere, anche, contro il vincolo di cinque anni su posto di sostegno, per ottenere il riconoscimento della priorità anche nei trasferimenti interprovinciali per il figlio che assiste il genitore disabile in situazione di gravità, per il riconoscimento dei servizi prestati in paritaria e del punteggio intero per il preruolo anche nelle graduatorie interne d’istituto, per la valutazione dei titoli SSIS, TFA, Sostegno e del servizio militare prestato non in costanza di nomina.Adesioni aperte, anche, per il ricorso specifico per rivendicare la mobilità sul 100% dei posti disponibili. L’Ufficio Legale Anief ricorda a tutti gli interessati che l’adesione al ricorso è gratuita e che nella scheda di ogni singolo ricorso saranno fornite tutte le istruzioni per la corretta proposizione della domanda di mobilità in modo da procedere con l’azione legale di proprio interesse. Specifico ricorso elaborato dall’Ufficio Legale Anief dedicato ai docenti con diploma magistrale che erano stati immessi in ruolo con riserva da Graduatoria a Esaurimento e ora sono stati nuovamente immessi in ruolo dalle graduatorie concorsuali. Il ricorso è volto a ottenere la retrodatazione del ruolo alla prima immissione in ruolo per non essere più soggetti al vincolo quinquennale che blocca i docenti immessi in ruolo 2020/2021. Tutti i ricorrenti che avranno aderito ai ricorsi Anief potranno sottoporre la loro specifica situazione al legali del giovane sindacato e saranno seguiti per valutare la singola situazione personale e professionale e procedere con un’azione legale mirata.

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Scuola: Lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

All’esordio della pandemia, il Governo aveva previsto una forma di protezione per i “lavoratori fragili” e ne aveva delineato i profili attorno a una condizione di maggior rischio: persone con immunodepressione o esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3, legge 104/1992). Per questi lavoratori era garantito che l’assenza dal servizio fosse equiparata al ricovero ospedaliero. In sintesi: per chi rientrava in quelle condizioni di fragilità sopra delineate ed era in grado di dimostrarlo l’assenza veniva equiparata al trattamento del ricovero ospedaliero. Non era precisata la questione del computo delle assenze e in mancanza di un chiaro dettato normativo si applicava la normativa prevista dal CCNL: per il personale della scuola il ricovero ospedaliero non comporta la trattenuta stipendiale prevista per la malattia ma determina l’erosione del comporto con conseguenze più gravi per i lavoratori precari.Se il personale di ruolo ha diritto a 18 mesi di malattia retribuiti più altri 18 con la conservazione del posto, ai supplenti al 30 giugno spettano 9 mesi in un triennio e ai supplenti brevi solo 30 giorni per anno scolastico. Il periodo di comporto, regolamentato dai singoli Contratti collettivi nazionali di lavoro, è il tempo massimo di giorni di malattia di cui un lavoratore può beneficiare senza che possa scattare il licenziamento per giusta causa. È evidente che molti lavoratori – oncologici, immunodepressi o con altre condizioni che comportano già molte assenze per malattia – fossero quantomeno preoccupati. Il decreto Sostegni afferma finalmente che questi periodi di assenza non determinano l’erosione del periodo di comporto. Si apre perciò la possibilità di un intervento per coloro che in questi mesi fossero stati licenziati a causa del superamento del limite massimo delle assenze.L’altra criticità di questi mesi era relativa alla scadenza di questa forma di tutela: all’inizio era fissata fino al 31 luglio 2020, poi fino al 15 ottobre dello stesso anno. E ancora, nell’ultima legge di bilancio dal 1 gennaio al 28 di febbraio 2021. Rimanevano perciò scoperti e da sanare i periodi dal 16 ottobre al 31 dicembre e quello successivo al 28 febbraio. Lo Schema del Decreto Sostegni accoglie queste richieste dopo mesi di segnalazioni provvedendo alla copertura per tutto il periodo della pandemia e fino al 30 giugno 2021.

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“Sure, il prestito europeo anche per i lavoratori domestici

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

E per i servizi di baby-sitting, diventi strumento permanente”, questa la richiesta di Domina, sindacato nazionale famiglie datori di lavoro domestico.Su quasi 2,9milioni di potenziali famiglie beneficiarie, nella prima fase dell’emergenza erano state presentate 1,3 milioni di richieste (il 45% dei potenziali beneficiari); 1,7 miliardi di euro l’importo complessivo erogato (in media 256 euro a bambino). I dati statistici sono stati pubblicati dall’Osservatorio nazionale DOMINA nel Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico.”Grazie al Sure (finora il nostro Paese ha ricevuto 24,8 miliardi dei 27,4 assegnati dalla Ue all’Italia) il governo può pagare le indennità Covid anche per i lavoratori domestici – dichiara Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA – durante la prima fase della pandemia furono 219mila le domande accettate dall’Inps, 219 milioni l’importo massimo erogato, ma i beneficiari furono solo il 25,8% dei lavoratori domestici regolari, perché l’indennità era destinata solamente ai lavoratori non conviventi con il datore di lavoro”. “Per i datori di lavoro il beneficio economico può essere notevole – prosegue Gasparrini – il Sure è una sorta di cassa integrazione europea, dunque potrebbe coprire il costo del lavoro nei periodi di inattività del lavoratore domestico (soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria) mantenendo attivo il contratto di lavoro e lo stanziamento di un’ulteriore tranche di 3,9 miliardi di euro del prestito Sure è un’ottima notizia per il nostro settore”

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Austria: Rojc (Pd), Governo si attivi per lavoratori transfrontalieri e camionisti

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2021

“Il governo si attivi per agevolare il transito dei lavoratori transfrontalieri al confine con l’Austria, affinché si preveda anche per questo Paese l’applicazione delle raccomandazioni che l’Unione europea ha previsto per la vicina Slovenia. Come anche hanno chiesto i dipartimenti internazionali di Cgil-Cisl e Uil, c’è la necessità di riservare una particolare attenzione ai lavoratori transfrontalieri affinché il transito quotidiano di pendolari possa avvenire normalmente senza particolari restrizioni e difficoltà”. E’ la richiesta che la senatrice Tatjana Rojc (Pd) rivolge al Al ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio e al ministro della Salute Roberto Speranza, a seguito dell’introduzione dell’obbligo, da parte dei pendolari italiani, di esibire alla frontiera con l’Austria i risultati del tampone negativo da fare ogni sette giorni e l’obbligo dei test rapidi anti-Covid imposti al confine del Brennero ai camionisti.
Per la senatrice “appare incongruente che il governatore del Tirolo, Guenther Platter (OeVP) critichi, adducendo il diritto dell’Unione Europea, la decisione della Germania di estendere fino al 3 marzo i controlli alle frontiere con l’Austria a seguito della pandemia di Covid-19 mentre allo stesso tempo il presidente del Transitforum Austria-Turol, Fritz Gurgiser, attacca la Conftrasporto italiana per le reazioni all’obbligo dei test rapidi anti-Covid imposti al confine del Brennero ai camionisti”.

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Tutela integrativa per lavoratori autonomi, atipici e caregiver

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

A quasi un anno dallo scoppio della pandemia e di fronte ad un’assistenza sanitaria che ha impiegato sul fronte della guerra al nuovo coronavirus la maggior parte delle risorse economiche e umane del sistema sanitario pubblico, il IX rapporto sulla Sanita’ Pubblica, Privata e Intermediata non poteva che registrare l’inevitabile aumento del bisogno di protezione e di salute dei cittadini italiani. L’indagine, condotta come ogni anno dalla Fondazione Censis per conto di Intesa Sanpaolo RBM Salute, approfondisce le prospettive del Sistema Sanitario del nostro Paese tra sostenibilita’, equita’ e promozione della salute.Il bisogno di salute nel nostro Paese, come attestano i circa 40 miliardi spesi in sanita’ privata in Italia ogni anno, e’ forte e gestito attraverso un significativo impiego di risorse personali da parte di ciascun cittadino. Certo, esistono forme di assicurazione sanitaria integrativa sostenute dalle aziende per I propri dipendenti e collaboratori ma riguardano, per lo piu’, imprese medio-grandi. Eppure il rapporto rileva che, per 2 italiani su 3, proteggere la propria salute durante la pandemia, che ancora imperversa, e’ la principale fonte di preoccupazione.E un dato ancora piu’ importante, che emerge anch’esso dal rapporto, e’ quello che riguarda il rinvio delle prestazioni sanitarie a causa del Covid-19, che ha riguardato almeno un terzo degli italiani. A fronte dei circa 25 milioni di pazienti con patologie croniche che necessitano di cure, terapie e assistenza continuativa, il rinvio e la rinuncia alle prestazioni rendono il quadro clinico ridelineato dal Covid ancora piu’ drammatico.

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In tutto il mondo almeno 1, 3 miliardi di persone sono sovraqualificati o sottoqualificati

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

Per i Paesi Ocse, si parla di un lavoratore su tre. È il problema dello skills gap, cioè l’assenza di risorse dotate di competenze per svolgere un determinato lavoro, e dello skills mismatch, minaccia più sottile in cui i lavoratori ci sono, ma a causa dell’evoluzione delle tecniche e dei mezzi le loro competenze non sono più adatte o compatibili. Il fenomeno, spesso trascurato da chi governa, è un segnale utile per valutare la salute di un’economia e soprattutto ha ricadute pesanti. L’ultimo studio di Boston Consulting Group, dal titolo “Alleviating the Heavy Toll of the Global Skills Mismatch”, è tornato sul tema partendo dai dati del 2018 , quando lo skill mismatch si traduceva in 8 mila miliardi di dollari di Pil mancato ogni anno, equivalenti al 6%. Per il 2020 si prevede di arrivare al 10%. E la percentuale, nel peggiore dei casi, può toccare l’11% del Pil fino al 2025, pari a 18 mila miliardi di dollari.
La pandemia ne ha aggravato l’impatto, specie per l’introduzione forzata di forme di lavoro nuove ma attese da tempo (come quello da remoto), accelerando il processo sempre più necessario di digitalizzazione e di automazione. Se il mondo lavorativo cambia a velocità vertiginosa, la formazione non sembra tenere il passo.
Per farlo, BCG ha messo a punto il Future Skills Architect (FSA), strumento che consente di analizzare le perfomance di un Paese calcolandone l’indice di “maturità” (FSA Maturity Index) e fornendo un modello per la definizione degli specifici obiettivi nazionali insieme a una libreria di 50 soluzioni pronte per l’uso, policy di governo o tecniche di mercato da adottare.
L’Italia non ha una posizione brillante in classifica. L’indice generale FSA la trova al 34esimo posto, sotto Cile e Malesia. La sua percentuale di skills mismatch ammonta al 38,2% (ma l’Olanda, al primo posto generale, è al 37,7%), con quasi 10 milioni di lavoratori male assortiti. In generale, non brilla per nessuno dei cosiddetti “mattoni” di riferimento. L’azione del governo per sviluppare nuove competenze è ferma a un punteggio di 44,2 su 100, appena al di sotto della media mondiale, 45. Meglio la Lifelong Employability, che ne ha poco più di 52 (su un punteggio medio di 43) e la Skill Liquidity, che misura l’ampiezza, anche geografica, delle domande di lavoro: punteggio di 62 su medi di 50 (questo registra anche una antica predisposizione al trasferimento, soprattutto da Sud a Nord?).Tuttavia, i punti di ritardo sono enormi. Per quanto riguarda il primo punto, la scuola zoppica: l’insegnamento del pensiero critico ha un punteggio di 43 punti (più basso del 50% dei Paesi al vertice). Per il secondo, cioè la formazione e impiegabilità continua, il livello di partecipazione ai MOOC (massive open online courses) in Italia è due volte inferiore a quello dei Paesi leader. Mentre per il terzo, la percentuale delle persone che lavoravano da remoto in epoca pre-Covid era ferma al 23%, mentre ai vertici del mercato arrivavano al 40%. Insomma, c’è molto da lavorare. Guardando alla metodologia, l’indice (FSA Maturity Index) si basa su 59 indicatori, comprende 75 Paesi raggruppati per reddito in cinque distinte categorie e costituiscono il 95% del Pil mondiale e il 79% della popolazione.Le policy sono distribuite in tre campi (i tre pilastri), cioè capacità, motivazioni e opportunità. E in corrispondenza di questi sono stati individuati sette “mattoni”, cioè la presenza di skill di base, l’implementazione di iniziative di lifelong employability (non si smette di studiare, imparare e aggiornarsi), insieme all’auto-realizzazione del lavoratore e un’analisi delle risorse umane che sia centrata proprio su bisogni, abilità e talenti della forza lavoro. A questo si aggiunge l’accessibilità delle offerte, la cosiddetta “skill liquidity” che favorisce l’accesso anche da aree diverse e lontane (attraverso, ad esempio, il lavoro da remoto), e l’apertura all’inclusività. Sono, in sostanza, parametri di valutazione e settori su cui intervenire. FSA individua quindi le cause sottostanti allo skills mismatch, esamina la situazione corrente, aiuta a fare confronti e a individuare soluzioni intelligenti, magari copiando gli altri. I casi da guardare, cioè le best practice, sono tanti e – sorpresa – sono collegati alle innovazioni obbligate dal Covid. Come Hatch Exchange la piattaforma australiana nata per dare lavoretti part-time agli studenti universitari e diventata, con la pandemia, rete di collegamento tra aziende (più di 70) e disoccupati. O Darsak, uno strumento creato dal governo giordano per le lezioni scolastiche online (necessario in tempi di lockdown) che guarda in avanti e pensa già a un pubblico adulto, cioè lavoratori da formare o riformare.

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Governo non investe su valorizzazione lavoratori pubblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2020

“Il governo ha la responsabilità di non aver investito sulla valorizzazione professionale dei lavoratori dei settori pubblici. Noi chiedevamo e continuiamo a farlo risorse per la riforma delle carriere perché la Pubblica amministrazione non si innova con una struttura degli inquadramenti ferma a venti anni fa. Il governo ha però deciso di rifiutare il confronto relativamente all’ipotesi di sostenere la riforma della Pa con il riassetto contrattuale”. Ad affermalo è la Fp Cgil in merito a quanto emerso durante la conferenza stampa di fine anno. “Ora – prosegue – dovrà assumersi la responsabilità di avere sì risorse, anche grazie agli stanziamenti europei, ma senza strumenti per mobilitare le competenze dei lavoratori e senza misure straordinarie sull’occupazione non avrà neanche personale sufficiente per capitalizzarle. Basti pensare alla vicenda che investe Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Qui dove ci sono competenze, che sarebbero peraltro cruciali in questa fase di organizzazione vaccinale, si decide di abbandonarle: oltre 70 precari dell’agenzia verranno lasciati a casa e senza contratto dal primo gennaio. O come la vicenda della mancata proroga delle graduatorie degli idonei. Due chiari esempi di come sulla Pa non ci sia alcun progetto ma solo un insieme di vuoti slogan”. Secondo la Fp Cgil, “il governo ha derubricato la vertenza sulla qualificazione della Pubblica amministrazione ad una questione di indennità, noi chiediamo di fare della Pa il motore del cambiamento del paese, per questo proseguiremo nella nostra battaglia su assunzioni, riforma e contrattazione”, conclude.

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Lavoratori domestici: Cresce l’occupazione regolare

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

Nonostante la crisi sanitaria ed economica da Covid-19 crescono i livelli occupazionali nel settore domestico: nel 2020 colf, assistenti di anziani e disabili e baby sitter regolarmente assunte dalle famiglie potrebbero superare quota 1 milione di addetti, con un incremento tra le 200 e le 300 mila unità rispetto al 2019, anno in cui l’Inps ha censito circa 850 mila domestici in regola, di cui oltre il 70% di origine immigrata e in maggioranza donne (in Italia lavorano in quest’ambito oltre 2 occupate straniere su 5). È quanto emerge da uno studio di Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, integrato con i dati del Dossier Statistico Immigrazione 2020, curato dal Centro Studi e Ricerche Idos. Ad incidere sui livelli occupazionali la procedura di emersione disposta dall’articolo 103 del Dl ‘Rilancio’, che ha portato a far emergere 176.848 domande di cittadini non comunitari solo in ambito domestico, ovvero l’85% del totale delle domande presentate al ministero dell’Interno. Ma non solo, positivo su quasi tutto l’anno risulta, infatti, anche il trend delle assunzioni tout court da parte delle famiglie, con un picco nei mesi di settembre e ottobre 2020, quando si sono registrati rispettivamente 15.700 e 34 mila nuovi posti di lavoro. Nel dettaglio, lo studio mette in evidenza come l’andamento del mercato occupazionale del settore domestico sia dipeso dalle misure adottate dal Governo. A marzo scorso, in pieno lockdown, in controtendenza con quello che avveniva in tutti gli altri settori, nel comparto domestico si registrava un boom nelle assunzioni, circa 20 mila, con un incremento del 40% rispetto all’anno precedente. Non tutti nuovi posti di lavoro ma principalmente emersione di quelli in nero: colf, badanti e baby sitter che dovendosi spostare per ‘comprovate esigenze di lavoro’ rischiavano di denunciare la propria condizione irregolare nelle autocertificazioni. Una tendenza che si è interrotta tra aprile e maggio 2020, quando ad aumentare sono state, invece, le cessazioni. Secondo i calcoli di Assindatcolf, nel solo mese di maggio i licenziamenti sono stati oltre 44 mila, con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente. Tra le motivazioni, il ritardo con cui l’Esecutivo ha approvato, sempre nel Dl Rilancio, l’indennità da 1000 euro di sostegno al reddito per i domestici, inizialmente rimasti esclusi dalla cassa integrazione disposta dal Dl ‘Cura Italia’: una misura parziale, poiché destinata solo ai non conviventi con rapporti di lavoro oltre le 10 ore di lavoro settimanali, percepita da 213 mila domestici.

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Accelerare su misure protezione lavoratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 dicembre 2020

“Dobbiamo accelerare e mettere in campo gli strumenti di protezione dei lavoratori già a inizio 2021 se vogliamo gestire al meglio l’uscita dalle misure emergenziali”. Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, in un’intervista al Sole 24 Ore, oggi in edicola, parlando dell’emendamento Pd alla manovra che fissa i paletti per la riforma delle politiche attive, annunciata dal Governo. Secondo le stime dei ministeri del Lavoro e dell’Economia, in primavera, con la fine del blocco dei licenziamenti, si registreranno circa 250mila uscite dal mercato del lavoro e un ricorso ancora massiccio alla Cig in deroga. “L’emendamento Pd – spiega ancora Serracchiani – indica come dovranno essere i nuovi strumenti per gestire le transizioni occupazionali, con un coinvolgimento diretto delle agenzie per il lavoro private e una responsabilizzazione maggiore di imprese e lavoratori, rispettivamente, per attivarli, e ad attivarsi, già prima di arrivare alle espulsioni”.

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Gli stipendi dei lavoratori pubblici devono essere ancorati al costo della vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

Lo ricorda l’Anief, dopo avere preso atto che con i fondi previsti dalla bozza della Legge di Bilancio 2021 approvata dal CdM, pari a 400 milioni previsti dalla stessa legge di fine anno, l’ammontare dell’incremento stipendiale che andrà al personale pubblico si ferma a circa 100 euro lordi: l’aumento, se tradotto in un rinnovo contrattuale, lascerebbe quindi l’inflazione ben al sopra della media stipendiale. Quindi assai lontani da quanto previsto dal dettato costituzionale sulla proporzionalità dei compensi da lavoro rispetto all’inserimento dignitoso nella vita sociale. È bene, quindi, che si opti con urgenza per un regime stipendiale che assicuri l’azzeramento, nel 2024, di questa condizione che non fa onore al datore di lavoro quale è lo Stato. Si tratta di una realtà da superare anche secondo la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che qualche giorno fa ha chiesto pubblicamente di volere “adeguare i salari dei docenti a quelli europei, a partire dai maestri”.

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Covid-19: quarantena, congedo parentale, lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Quali sono le procedure nel caso in cui un figlio sia in quarantena per un contatto avvenuto al di fuori della scuola o di ordinanze nazionali o locali che estendono la didattica a distanza? Che cosa succede nel caso in cui un lavoratore, anche qualora esentato, decidesse comunque di effettuare un isolamento volontario? Quali i passaggi e i diritti per i lavoratori fragili? Sono, questi, alcuni aspetti legati al Covid-19 in continua evoluzione e, proprio di recente, ci sono state nuove prese di posizioni da Inps, con ulteriori istruzioni. Vale la pena fare un punto sugli ultimi aggiornamenti. Il congedo parentale per quarantena dei figli, come si ricorderà, è stato normato da Inps in una circolare di settembre, ma, di recente, è stato soggetto ad aggiornamenti, con la possibilità di fruire degli strumenti previsti anche qualora il contatto con caso positivo sia avvenuto in contesto extra scolastico. Innanzitutto, in generale, va ricordato che il congedo può essere fruito se il figlio è minore di 14 anni e la mansione del lavoratore non possa essere svolta in smart working. La quarantena deve comunque essere disposta dal dipartimento di prevenzione della Asl. Per i giorni di congedo l’indennità è del 50% dello stipendio, ma in ogni caso può essere fruito da uno solo dei due genitori. Se uno dei due genitori non lavora o è in smart working – anche non legato alla quarantena dei figli – non sarà possibile fruire dello strumento. Per figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni il genitore ha diritto all’astensione dal lavoro, ma senza corresponsione di retribuzione o indennità. A questo impianto, a ogni modo, con la circolare n. 132 del 20 novembre, dall’Inps sono state fornite ulteriori istruzioni. Tra le novità – che derivano dall’articolo 21-bis del decreto-legge n. 104/2020 – c’è la possibilità di fruire del congedo, in alternativa allo svolgimento del lavoro in modalità agile, anche laddove il contatto si sia verificato in attività extra-scolastiche. In particolare, questo può essere riconosciuto per contatto «nell’ambito dello svolgimento di attività sportive di base o di attività motoria in strutture quali palestre, piscine, centri sportivi, circoli sportivi, sia pubblici che privati, nonché all’interno di strutture regolarmente frequentate per seguire lezioni musicali e linguistiche». Tale possibilità è operativa a partire dal 14 ottobre, ma per poterne fruire è necessaria la disposizione da parte della Asl. Il secondo elemento importante che emerge dalla circolare è «la possibilità, per i lavoratori dipendenti, di avvalersi del congedo COVID-19 per sospensione dell’attività didattica in presenza. Per poter fruire del congedo è necessario che la sospensione dell’attività didattica in presenza sia stata disposta con un provvedimento, adottato a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale o dalle singole strutture scolastiche. Si specifica che tale congedo può essere fruito solo a partire dal 29 ottobre – data di entrata in vigore del decreto-legge n. 137/2020». Per quanto riguarda, infine, le modalità di presentazione delle domande l’Istituto ricorda che «le istanze vanno inviate telematicamente tramite il portale web, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure di SPID, CIE, CNS), il Contact center integrato, i patronati». Un’ulteriore novità recente, sempre arrivata da Inps, ha riguardato i lavoratori fragili. Come ricordato da una recente Sedivanews, «un emendamento inserito in extremis nella legge di conversione del Decreto Agosto ha stabilito che, a partire dal 16 ottobre e fino al 31 dicembre 2020, lo smart working è la modalità “ordinaria” di esecuzione di lavoro per tutti i “lavoratori fragili”, ai quali dunque il lavoro agile spetta di diritto, anche se con mansioni diverse da quelle svolte in precedenza – qualora non compatibili con il lavoro agile -ricomprese nella medesima categoria o area di inquadramento, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto. I lavoratori fragili devono produrre una certificazione specifica, rilasciata dai competenti organi medico-legali, circa l’inclusione della loro patologia tra quelle che identificano la categoria».Infine, un altro aspetto importante che di recente è stato chiarito riguarda l’indennità di malattia nel caso in cui «un lavoratore decida di mettersi in quarantena spontaneamente, isolandosi in casa autonomamente, in via precauzionale». Come si legge in un approfondimento della Fondazione dei consulenti del lavoro «in questi casi non c’è diritto alla malattia in quanto non ci si trova in presenza di un provvedimento disposto da un operatore della sanità pubblica che certifichi questo stato. La prassi Inps, infatti, riconosce il trattamento nel caso in cui la quarantena o la sorveglianza sanitaria siano state certificate e disposte dalla Asl e dal medico di base. Laddove ve ne fosse comunque la necessità, la soluzione per le aziende potrebbe essere quella di attingere alla CIG Covid, specificatamente prevista dal legislatore per sopperire a questa impossibilità di rendere la prestazione, o in alternativa, prevedere lo smart working laddove possibile per la mansione svolta». (By Francesca Giani, fonte: Farmacista33)

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Farmacie: Lavoratori in prima linea

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Non si sono tirati indietro in questi mesi di emergenza pandemica e sono tutt’ora in prima linea per offrire un presidio sanitario operativo e supportare i cittadini e il territorio. Il mondo delle farmacie è sempre stato, e lo è ancor di più ora, un punto di riferimento importante per la nostra società, ma le condizioni di lavoro degli addetti del settore sono difficili: dai problemi legati alla sicurezza nelle farmacie allo scarso riconoscimento professionale, dal mancato rinnovo del contratto nazionale al conseguente adeguamento salariale. Proprio per questo giorni fa si sono confrontati circa 500 farmacisti della Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, tutti online in un’unica assemblea nazionale, per condividere le difficoltà del momento ma, soprattutto, definire le azioni necessarie per contestare il mancato rinnovo dei contratti di settore delle farmacie private e speciali – Assofarm e Federfarma – fermi ormai da diversi anni. Federfarma, controparte datoriale, sta rallentando la trattativa con proposte inaccettabili che non tutelano adeguatamente l’occupazione e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori: da un eccesso di flessibilità oraria all’abbattimento delle maggiorazioni per il lavoro straordinario, fino alla proposta di condizionare l’aumento salariale al riassorbimento dei permessi individuali. Non è possibile continuare la discussione in questi termini, ed è il momento di farsi sentire. Per questo i farmacisti in assemblea considerano fondamentale il coinvolgimento dei ministeri del lavoro e della sanità di fronte allo stallo contrattuale in atto. Nelle prossime ore verrà inviata loro una lettera che descrive la situazione per richiedere un incontro questo è il primo passo di una serie di iniziative cadenziate nel tempo per riavviare il confronto.

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Spettacolo: in Commissione Lavoro al via le audizioni per i lavoratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

“E’ evidente che la chiusura delle attività culturali e artistiche ha prodotto in tutti una grande preoccupazione perché senza la cultura un Paese rischia di perdere il senso di se stesso. Ma è altrettanto vero che di fronte a questa pandemia, che non risparmia nessun Paese, ci sia il dovere di contenere con ogni mezzo possibile la diffusione del contagio per non far crollare la capacità del nostro sistema sanitario nazionale.”E’ quanto dichiarato dalla Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, che spiega il senso delle audizioni con il mondo dello spettacolo e della cultura che le Commissioni Lavoro e Cultura terranno in forma congiunta.“Io sono convinta, avendo visto le loro manifestazioni e avendo ascoltato le loro parole, che i lavoratori dello spettacolo siano consapevoli del necessario senso di responsabilità a cui li stiamo chiamando. Ora però dalla politica e dalle istituzioni devono arrivare risposte chiare e forti, volte non solo per tamponare l’attuale drammatica situazione lavorativa come ad esempio prevede il sostegno previsto dal decreto Ristori, ma anche per costruire un nuovo assetto di norme, garanzie, welfare e diritti per tutti coloro che vivono di cultura. Un progetto da scrivere assieme ai rappresentanti dei lavoratori e delle aziende pubbliche e private del mondo della cultura e dello spettacolo. Perché si tratta di una realtà che occupa circa 300mila persone in gran parte non stabili e caratterizzata da una miriadi di contratti che non aiutano né la chiarezza né la certezza dei diritti di questi lavoratori. Proprio per definire questa nuova cornice abbiamo deciso come Commissione Lavoro di avviare un percorso assieme alla Commissione Cultura della Camera.”

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Scuola: Assunzioni e stipendi lavoratori Covid

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2020

Permangono le contraddizioni sulle questione delle assunzioni annuali 70 mila insegnanti e Ata aggiuntivi, finanziati in parte con il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 e in parte con il decreto-legge n. 34 del 2020: sulle nomine, introdotte per fronteggiare l’emergenza Covid19, a partire dagli istituti scolastici dove le classi sono state sdoppiate per mantenere i distanziamenti fisici decisi dal Comitato tecnico scientifico, si è chiarito una volta per tutte che non devono contenere alcuna clausola di licenziamento. Ma solo per i docenti. Sul personale Ata, in caso di una eventuale seconda chiusura generalizzata, rimane l’incertezza. Ad alimentarla un messaggio del Sidi, il sistema informatico del Ministero, che tutela solo i docenti assunti per via dell’emergenza epidemiologica. Il giovane sindacato Anief chiede, a questo punto, di spazzare via la clausola rescissoria anche per i contratti del personale Ata, inserita prima dell’approvazione dell’art. 231 – bis del dl 34/2020.Intanto, in molti attendono ancora i compensi in busta paga. E sugli stipendi non può trattarsi di una svista, ma di un intollerabile ritardo: è bene che la ministra Lucia Azzolina intervenga personalmente e chieda al Mef di sbloccare le assegnazioni delle risorse previste dall’art. 235 del DL 34/2020 – Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19 istituito nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione – al fine di contenere, nelle scuole statali, il rischio epidemiologico in relazione all’avvio dell’a.s. 2020/2021, con uno stanziamento di 377,6 milioni di euro nel 2020 e 600 milioni nel 2021. Per il sindacato è bene che si autorizzino delle emissioni speciali nella prima settimana di novembre al fine di liquidare gli stipendi del mese di settembre e ottobre, dovuti a tutto il personale docente e Ata su posti Covid, quale diritto inderogabile ed irrinunciabile. La mancata retribuzione è in palese contrasto con la Carta Costituzionale, si viola un diritto sacrosanto del lavoratore così come sancito dall’art. 36, e in un periodo emergenziale come quello che stiamo attraversando, va garantito con maggior sollecitudine. Numerose sono le famiglie che si trovano a dover fronteggiare difficoltà economiche sempre crescenti. Le assunzioni dovute al Covid non sono di serie B. Non solo, però, il ministero dell’Istruzione non fa nulla per sostenere il contrario. Ora alimenta anche la confusione. Perché rimane incomprensibile la richiesta della Direzione Generale per il personale scolastico, con la quale si chiede di aggiornare i testi dei contratti del personale assunto secondo l’art. 231-bis del DL 34/2020, al fine di eliminare la clausola risolutiva, ma per il solo personale docente ed educativo. La norma inizialmente introdotta nel DL Agosto, che in caso di lockdown ha dato la possibilità di licenziare per giusta causa, senza diritto a risarcimento tutti i lavoratori assunti con questa “formula”, è stata ritirata nella versione finale dello stesso Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Prevedendo, però, solo per i docenti cosiddetti “Covid”: per loro, le tutele contrattuali relative a maternità, malattie, assenze e permessi vanno di fatto equiparate a coloro che stipulano un contratto a tempo determinato su supplenza temporanea. Per gli Ata permane l’incertezza.

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Scuola: Lavoratori in quarantena, l’Inps chiarisce come si devono comportare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

Cosa deve fare un lavoratore in quarantena affetto da Covid o in isolamento fiduciario? A rispondere è stato l’Inps con il messaggio 3653 del 9 ottobre scorso, che ha in questo modo voluto dare delle risposte alle tante richieste di chiarimenti in merito ai periodi di esonero dal servizio per pandemia. Il documento dell’Istituto nazionale di previdenza ha messo in luce quattro casi particolari di quarantena, fornendo indicazioni specifiche caso per caso: la sorveglianza precauzionale con lavoro agile; quella per ordinanza amministrativa; la quarantena all’estero; quella, infine, che si colloca come sorveglianza precauzionale e Cigo, Cigs, Cigd e assegno ordinario.Nel commentare le precisazioni dell’Inps, Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sostiene che “occorre una volta per tutte mettere mano alle differenze interpretative tra enti diversi per le stesse tematiche, perché quelli messi in luce dall’ente previdenziale nazionale non sono tutti i possibili stati lavorativi o di malattia plausibili per il difficile periodo di pandemia in corso. Ve ne sono altri, altrettanto importanti, tutti da definire: non è ancora chiaro, ad esempio, se la trattenuta giornaliera ‘Brunetta’, che scatta in corrispondenza della malattia, è applicata anche ai periodi di malattia COVID. Così come non è del tutto chiaro se le certificazioni mediche per i periodi di quarantena siano a carico del medico curante o della autorità sanitaria. E altrettante specifiche servirebbero, il prima possibile, per assicurare un grado di tutela adeguato alla situazione dei diritti dei lavoratori fragili e precari” La scuola è particolarmente coinvolta nella quarantena e lavoro agile. Nonostante infatti la prima versione del decreto agostano, all’art 32 comma 4, non avesse consentito il cosiddetto “lavoro agile” nel comparto (salvo poi rettificare attraverso emendamenti chiesti anche da Anief approvati nei giorni scorsi con il maxi-emendamento che ha avuto il sì dell’Aula del Senato), la didattica a distanza e lo smart-working si confermano strumenti di continuità di servizio molto utilizzati; per questa fattispecie lavorativa, laddove la quarantena sia di tipo precauzionale, non risultando una inidoneità all’impiego, le tutele rimangono quelle della mansione lavorativa.

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