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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘lavoratori’

Scuola: firmato il decreto interministeriale per l’assunzione dei lavoratori ex LSU ATA e Storici

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Basta con gli appalti, basta con le ditte e consorzi che per più di vent’anni hanno accumulato profitti alle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici addette ai servizi di pulizia, decoro e piccola manutenzione negli istituti scolastici. Dal prossimo anno si cambia!
Per mesi, da quando il 31 dicembre 2018 nella Legge di Stabilità era stata decisa l’internalizzazione di questo servizio e l’assunzione degli addetti a partire dal 1° Gennaio 2020 nelle scuole, abbiamo assistito ai pesanti tentativi delle imprese e di CGIL CISL UIL, di ostacolare questa decisione, spesso trovando ascolto anche presso il MIUR, arrivando a bloccare nel luglio scorso la pubblicazione del decreto e continuando a muoversi quanto meno per ritardarne l’attuazione.Oggi un passo fondamentale è stato compiuto. Nel corso dell’incontro che si stava tenendo al MIUR tra il Sottosegretario all’Istruzione, On. De Cristofaro, il dott. Greco, Direttore delle risorse umane e finanziarie, e una nostra folta delegazione in rappresentanza delle varie regioni presenti in piazza, è arrivata la copia bollinata dal MEF e firmata dagli altri tre ministri competenti, che dopo un necessario passaggio alla Corte dei Conti, avvia le procedure finali per la selezione e la conseguente immissione in ruolo.Il MIUR ci aveva già comunicato nel corso dell’incontro che la piattaforma informatica per la compilazione delle domande era già stata testata e che nel bando erano state accolte queste nostre richieste: possibilità di optare per provincie diverse da quella indicata nella domanda, per ovviare ad eventuali esuberi tra gli aventi diritto; utilizzo delle risorse derivanti da pensionamenti nel corso dei prossimi mesi per la trasformazione degli eventuali contratti part time in full time.Non appena il Decreto sarà licenziato dalla Corte dei Conti sarà immediatamente pubblicato, dando il via alla presentazione delle domande.

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Preoccupazione per i lavoratori dell’ILVA e per le loro famiglie

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 novembre 2019

“Nutro grande preoccupazione per i lavoratori metalmeccanici dell’ILVA” dichiara il Dr. Simone Silvano Bettini, Presidente del Fondo Metasalute. “Gli oltre quattordicimila lavoratori di tutti gli stabilimenti ILVA in Italia, in caso di chiusura non solo perderebbero il loro posto di lavoro ma i benefici da loro ottenuti dopo tanti anni di battaglie, anche in campo di assistenza sanitaria integrativa.La perdita in termini di welfare, infatti, significherebbe per i lavoratori e per i loro famigliari la fine del beneficio della copertura per i servizi sanitari aggiuntivi garantiti dal Fondo integrativo a cui ILVA aderisce.” Bettini aggiunge “Se penso alla chiusura del solo stabilimento ILVA di Taranto, il più importante in Italia e il maggior complesso industriale per la lavorazione dell’acciaio in Europa, penso all’ulteriore danno in termini di welfare in un territorio in cui proprio le prestazioni sanitarie erogate dal Fondo hanno spesso colmato il divario di assistenza sanitaria che esiste fra il nord e il sud del Paese.“ Metasalute è il Fondo nazionale di categoria che fornisce Assistenza Sanitaria integrativa ai lavoratori dell’Industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti e ai lavoratori del comparto orafo e argentiero.Costituito nel novembre 2011 su base volontaria, a decorrere dal 1 ottobre 2017 in attuazione di quanto previsto dal rinnovo contrattuale del 26 Novembre 2016 stipulato tra Federmeccanica, Assistal, Fim, Fiom e Uilm, diviene un Fondo obbligatorio con contribuzione a totale carico dell’azienda e coinvolge tutti i lavoratori dell’Industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti e del comparto orafo e argentiero.Il Fondo ha natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro ed è iscritto all’anagrafe dei fondi sanitari.
Aderiscono circa 36.000 Aziende, quasi tutte le aziende che applicano il contratto CCNL di Industria Metalmeccanica e installazione impianti.Le Aziende aderenti hanno facoltà di scegliere, oltre a quanto previsto dal CCNL che prevede un premio annuo per lavoratore di 156 € (Piano Base) anche la possibilità di 6 piani sanitari aggiuntivi (in totale i Piani Sanitari del Fondo sono 7) fino al raggiungimento di un premio annuo (massimo) di 804 € a lavoratore. I lavoratori iscritti beneficiano del sostegno degli incentivi fiscali previsti per legge.Il Fondo attualmente risponde alle necessità sanitarie di circa 1.200.000 lavoratori dipendenti in servizio a cui si aggiungono circa 600.000 familiari inclusi gratuitamente nella copertura del dipendente e circa 16.000 familiari fiscalmente non a carico, con inclusione a pagamento.Complessivamente gli aderenti sono circa 1.800.000 inclusi coniugi, conviventi e figli fiscalmente a carico e familiari fiscalmente non a carico (con inclusione a pagamento) e accoglie tutti i lavoratori indipendentemente dal loro stato di salute. (by Flavia Testorio)

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I lavoratori ex Ilva non se la bevono più

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 novembre 2019

In generale non è mai una bella notizia quando uno sciopero fallisce, tuttavia il flop della mobilitazione indetta da Fim, Fiom e Uilm evidenzia l’enorme distanza tra i gruppo dirigenti nazionali e il sentire comune dei lavoratori di Arcelor Mittal di Taranto. Ormai più nessuno crede ad Arcelor Mittal, dopo aver verificato concretamente che lo stesso gruppo non ha nessuna volontà di ambientalizzare lo stabilimento ed adeguare gli impianti produttivi. Ormai appare chiaro a tutti che il diritto alla salute è diventato inconciliabile con il lavoro dell’acciaieria. USB non ha proclamato sciopero perché oggi è necessario un nuovo intervento pubblico nella politica industriale di questo paese, intervento senza il quale i privati agiscono solo a fini speculativi lasciando veleni e disoccupazione nei territori. USB lavora ad una mobilitazione che metta al centro il ritorno in mano pubblica del gruppo, la programmazione dello spegnimento dell’area a caldo e la costruzione di un’alternativa industriale, occupazionale e di reddito per i migliaia di lavoratori interessati.

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Campania: Per la crescita e lo sviluppo di piccole imprese e lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Sebbene il 57% delle imprese ritenga la formazione continua un’opportunità per l’azienda e per il lavoratore, solo il 32.2% delle imprese riesce a pianificare gli interventi formativi con una strategia annuale e quando la effettua, lo fa prevalentemente con risorse proprie senza agevolazioni (86.4%): questo quanto emerge dall’indagine condotta da APAIE Napoli per FondItalia, Fondo Paritetico interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua, su di un campione di 236 aziende, situate principalmente tra Napoli e Caserta, e appartenenti alle categorie di microimpresa (178), piccola impresa (54) e media impresa (4). Dall’indagine inoltre emerge che il 95% delle imprese conferma di svolgere periodicamente percorsi formativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro come previsto dalla normativa vigente, per l’erogazione di interventi formativi per i propri dipendenti e collaboratori l’88% delle imprese ha richiesto il supporto di agenzie formative presenti sul proprio territorio e solo il 37% ha provveduto direttamente.
“Le Micro e piccole aziende hanno difficoltà a progettare e realizzare le attività formative mediante le proprie risorse – continua Franco – Nella maggior parte dei casi, si rivolgono dunque ad agenzie esterne, le quali, in assenza di specifiche richieste formative, tendono ad offrire proposte standard, molto spesso finalizzate a soddisfare i soli obblighi di legge. In questi casi ci troviamo spesso in presenza di un’offerta che non analizza le reali esigenze delle aziende, svilendo così il ruolo stesso della formazione, senza cogliere nell’opportunità di finanziamento l’occasione per personalizzare al meglio l’intervento formativo in modo da garantire un reale vantaggio competitivo per le professionalità e per l’impresa.” Fronte digitale, l’interesse delle micro e piccole imprese resta del tutto freddo: il 67% non ha intenzione di avvalersi di processi formativi finalizzati alla diffusione del digitale nel proprio contesto produttivo con il rischio di emarginazione dal processo di sviluppo in essere. Infine, riguardo alla ipotesi di una collaborazione fra Fondo interprofessionale e Regione Campania, le imprese ritengono che tale collaborazione debba essere indirizzata a una maggiore assistenza per la realizzazione dei percorsi formativi a beneficio delle aziende (47%), non sottovalutando la necessità di una maggiore rispondenza fra domanda e offerta di formazione (27%) e la maggiore celerità nello svolgimento delle pratiche per garantire una immediata efficacia degli interventi (26%).

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Sicurezza: Fp Cgil, ok Lamorgese, intervenire su lavoratori commissioni diritto asilo

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

“Apprezziamo l’impegno del ministro dell’Interno Lamorgese che ha annunciato modifiche ai decreti sicurezza entro fine anno. Abbiamo sempre contestato quei provvedimenti e le dichiarazioni di oggi del nuovo Ministro sono coerenti con quanto da lei stessa affermato nell’incontro di Malta tra i ministri dell’Interno dell’Unione Europea”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, in merito alle dichiarazioni della titolare del Viminale, nel chiedere un intervento anche a sostegno dei lavoratori del Ministero che si occupano delle domande di richiesta d’asilo. “Sappia il Ministro – prosegue il dirigente sindacale – che per il cambio di passo che sta compiendo nei confronti del suo predecessore troverà in noi dei convinti sostenitori. Come abbiamo già avuto modo di rappresentarle, apprezzeremo ancor più le modifiche ai decreti sicurezza se conterranno anche la previsione di rendere strutturali le attività oggi svolte dal suo dicastero attraverso le Commissioni e le Sezioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale perché siamo fermamente convinti che il tema dei richiedenti asilo non può essere gestito come mera azione emergenziale. Specie per un paese come il nostro che fa del rispetto della libertà e della dignità della persona umana un suo principio fondativo”.Per questo, aggiunge, “le chiediamo di voler anche abrogare l’articolo 8 quater del cosiddetto decreto sicurezza bis che mortifica e disperde, attraverso la dismissione, le importanti professionalità che oggi hanno fatto proprio delle Commissioni Territoriali del Ministero dell’Interno una eccellenza da imitare in Europa”, conclude Oliverio. (Giorgio Saccoia)

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Il telelavoro sta conquistando sempre più imprese e lavoratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

Perché porta numerosi benefici sia all’azienda che ai lavoratori. Dall’ultima ricerca sul telelavoro del Politecnico di Milano in collaborazione con la Doxa, si evince che il telelavoro porta innovazione, produttività e motivazione nei lavoratori. Su 1004 dipendenti protagonisti dello studio è emerso infatti che ben il 35% di questi è più sereno, contro il 15% dei lavoratori tradizionali.Nell’organizzare il telelavoro nella propria azienda è però importante sapere che in Italia la disciplina che lo regolamenta è differente a seconda che si tratti del settore privato oppure di quello pubblico.Oltre al fatto che in Italia non ne esiste una sola tipologia di telelavoro, e che può essere svolto in maniera subordinata, parasubordinata o in forma autonoma. Come organizzare il telelavoro al meglio quindi? Lo abbiamo chiesto alla head hunter, Carola Adami di Adami & Associati, società specializzata in selezione del personale, che ha stilato un elenco con i suggerimenti più importanti su come organizzare il telelavoro nella propria azienda.
1) Definire il concetto di sicurezza cibernetica. Non sono pochi i dirigenti aziendali che concordano sul fatto il telelavoro possa creare un più elevato rischio di violazione dei dati. Di conseguenza, diventa vitale una politica corretta in materia.
2) Definire quali posizioni siano ammissibili con il telelavoro
3) Stabilire uno standard di comunicazione e pianificazione. In poche parole si dovrà decidere un protocollo che vada chiaramente a stabilire quando un telelavoratore deve essere disponibile per ricevere e rispondere alle comunicazioni.Infine, risulta essere utile anche stabilire, in forma congiunta e sinergica, un programma di lavoro al quale il telelavoratore dovrà aderire.
4) Stabilire uno standard e delle politiche per le attrezzature. Tra l’altro, si deve anche valutare che il proprio personale IT possa essere in grado di accedere alle apparecchiature per installare e aggiornare il software antivirus.
5) Stabilire chiare aspettative. Indubbiamente, uno degli aspetti più complessi del telelavoro è il concetto della supervisione. Difatti è ancora forte l’idea delle ore lavorate. In pratica, pur essendo il telelavoro un qualcosa di nuovo, il metro di valutazione in termini di ore è anacronistico per determinate tipologie di telelavoro come quelle intellettuali. Data la complessità sarà quindi bene stabilire delle chiare aspettative ed obiettivi che il lavoratore dovrà rispettare, pena il ritorno al lavoro classico in ufficio.

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Fondimpresa a sostegno dell’aerospazio: formati 14 mila lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2019

14 mila lavoratori di oltre 124 aziende dell’aerospazio, 92 mila ore di formazione erogate, di cui 5 mila attraverso avvisi del conto di sistema, 87 mila attraverso avvisi con contributo aggiuntivo e piani ordinari. Sono questi i numeri sulle attività formative per il comparto aerospaziale finanziate nel 2018 da Fondimpresa.
Fondimpresa è il Fondo Interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. E’ il più grande in Italia, è aperto alle imprese di ogni settore e dimensione e conta oltre 196 mila aziende aderenti per complessivi quattro milioni e 600 mila lavoratori.“Quello dell’aerospazio – sottolinea il presidente di Fondimpresa Bruno Scuotto – è un settore fortemente strategico nel panorama economico italiano e internazionale. Con aziende che soddisfano esigenze di sicurezza e tecnologia imprescindibili per gli utenti, non sono state risparmiate dalla crisi e si ritrovano a dover fronteggiare nuove sfide, innovare prodotti e processi e dover formare il personale all’utilizzo di nuove tecnologie. La formazione si presenta loro come la leva per la crescita delle imprese.Le regioni più performanti – continua Scuotto – sono state il Piemonte, la Campania, il Lazio e la Lombardia. I dati sull’attività formativa svolta sono importanti per le aziende e lavoratori, dimostrano l’impegno ad attrezzarsi di fronte a fenomeni come la digital trasformation che cambiano le regole del gioco, introducendo nuovi modelli organizzativi e formativi fondamentali per sostenere la domanda di competenze e di nuove professionalità. Fondimpresa si schiera dalla parte delle aziende, sostenendole quotidianamente in questa sfida complessa, perché, per eliminare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, è necessario rimettere al centro le imprese, quelle che creano ricchezza e valore per tutti. Questo, per noi di Fondimpresa, significa puntare ad una formazione sull’innovazione e in grado di innovare se stessa.”

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Incontro Aran: Pronti a valorizzare la professione dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Presso l’Aran ha avuto luogo l’incontro tra le confederazioni sindacali per il rinnovo degli accordi quadro su comparti aree e rappresentatività. Teleborsa ha intervistato il presidente nazionale del giovane sindacato, divenuto rappresentativo in occasione delle elezioni Rsu 2018, Marcello Pacifico. Pacifico ha affermato che, in occasione dell’incontro, “alcune confederazioni come CGIL e CISL hanno chiesto di approfondire la questione sul rinnovo dei comparti e delle aree, mentre tutte le altre organizzazioni confederali, tra cui CISAL e anche la stessa CONFEDIR, hanno preso atto e tutti quanti hanno chiesto un impegno preciso per certificare quello che ormai è sotto gli occhi di tutti. Infatti è stato chiesto all’Aran di certificare questi dati che sono ormai emersi, in modo da affrontare nuove relazioni sindacali che rispettino la volontà di chi si iscrive a un sindacato, di chi vota un rappresentante sindacale, cioè sostanzialmente che rispettino le semplici regole democratiche, scongiurando il rischio di possibili danni o perdite di tempo per ragioni di convenienza”.”Anief nella delegazione Cisal era presente, così come Udir nella delegazione Confedir, ed entrambi i sindacati sono pronti a portare avanti le istanze di tutto il personale della scuola docente, educativo e Ata ma anche dirigente per valorizzare la professione e fare in modo che nella scuola si parli di contenuti che portino a un miglioramento dei servizi anche per il cittadino”.

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Le persone e le figure professionali che influenzano maggiormente le scelte dei lavoratori italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

La strada per il successo non è mai semplice, soprattutto se percorsa da soli, per questo, spesso, un’influenza positiva nella scelta del proprio lavoro e nella crescita del percorso professionale intrapreso, sicuramente aiuta i professionisti a raggiungere i propri obiettivi più facilmente. È proprio su questi aspetti legati all’influenza nel mondo del lavoro che LinkedIn, la rete professionale online più grande del mondo, ha voluto indagare attraverso la Community Research, che fa emergere quali figure legate alla vita personale e lavorativa hanno influito, e influiscono tutt’ora, sulle scelte relative alla carriera dei professionisti italiani.Lo studio, sviluppato dalla società Censuswide per conto di LinkedIn, ha coinvolto oltre 2.000 lavoratori italiani, part-time e a tempo pieno, di diverse fasce d’età e provenienza geografica.
La famiglia, gli insegnanti e i professionisti del work placement sono le persone che maggiormente influenzano le scelte iniziale della nostra carriera lavorativa
Tra i principali dati della ricerca, emerge che, in merito alla scelta della tipologia di lavoro e di carriera da intraprendere, circa il 50% degli intervistati hanno fatto emergere diverse tipologie di figure in diversi ambiti della vita personale, il 13% ha indicato i propri insegnanti durante la scuola, l’11% un career advisor o un professionista deputato al work placement dopo il periodo degli studi, il 10,5% il recruiter/HR con il quale i professionisti italiani hanno sostenuto un primo colloquio, l’8% ha attribuito le proprie preferenze ai professori universitari, con il restante 7,5% legato a diverse tipologie di figure significative, come un politico, un business leader o, addirittura, un attore/attrice particolarmente carismatico/a.
Di quel 50% di professionisti che ha indicato molteplici figure chiave nella scelta del proprio lavoro, i suggerimenti ricevuti in famiglia (genitori, nonni, zii, fratelli sorelle e cugini) sono quelli che hanno maggiormente influenzato le scelte dei professionisti italiani con il 59,5% delle risposte; andando nello specifico di questo dato, entrambi i genitori (indistintamente tra madre e padre) risultano come gli elementi familiari più influenti, con il 34,6% delle preferenze, e in particolare il padre, con il 20,5% delle risposte, è il genitore che risulta più influente, mentre alla madre resta solo il 4,7% delle risposte. A seguire, con un netto distacco, vi sono gli amici, che influenzano le scelte dei professionisti italiani in merito al percorso di carriera da intraprendere per il 16,1% degli intervistati, poi le figure professionali incontrate durante le primissime esperienze di lavoro (capi, colleghi e soci di lavoro) con l’11,7% delle risposte, con un restante 5% che attribuisce solo a se stessi le proprie scelte professionali, e il 7,7% di risposte attribuito a fattori generici e non imputabili a nessuna delle principali categorie (es. conoscenti, consulenti, psicologi etc.).
Il maturare degli anni e la maggiore esperienza porta a credere di più in noi stessi, ma i formatori e i superiori in ufficio restano figure chiave per il proseguimento della nostra carriera.
Lo scenario cambia sostanzialmente in relazione alle scelte intraprese dai professionisti italiani per il proseguimento del proprio percorso di carriere: in questo contesto, i lavoratori del nostro paese indentificano in se stessi (o in alcuni casi nessuna figura in particolare oltre se stessi) la risorsa fondamentale in termini di crescita professionale, con il 35% delle risposte, a dimostrazione che, con il procedere degli anni, i lavoratori italiani tendono a sentirsi più maturi e self confident rispetto alle proprie capacità di avere successo nel lavoro; a seguire, il 19,5% degli intervistati ha, invece, identificato il primo capo o un superiore nella precedente esperienza professionale; il 18,5% ha indicato l’attuale superiore o manager di linea; il 13,5% degli intervistati si sono dimostrati ancora legati ai professori dei tempi della scuola o dell’università, o un formatore generico, come figure che continuano ad avere influenza anche sugli anni successivi nelle proprie esperienze professionali; il 5,5% ha indicato un/a collega; il 2,5% un business leader e un residuo 1,5% ha addirittura indicato i propri sottoposti in ufficio. In questa speciale classifica, gli “indecisi”, ovvero coloro che hanno indicato più tipologie di risposta, totalizzano il 4% delle risposte.

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Sblocca Cantieri: Fp Cgil, telecamere non risolvono, colpiti lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 Mag 2019

“Le telecamere non sono la soluzione ai problemi che quotidianamente vivono le lavoratrici e i lavoratori impegnati nei servizi educativi, così come nelle strutture socio sanitarie e assistenziali. Si sta svilendo così la professionalità, si criminalizza il lavoro e ci si dimentica dei problemi che i lavoratori vivono tutti i giorni, dalle condizioni in cui operano alla carenza drammatica di risorse”. Così la Fp Cgil commenta il via libera dalle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato all’emendamento al decreto Sblocca Cantieri che introduce l’obbligo di installare telecamere in tutte le aule delle scuole dell’infanzia e in tutte le strutture di assistenza e cura di anziani e disabili.Per la Funzione Pubblica Cgil, “si continua sulla strada della pura demagogia e si declinano i servizi pubblici in una chiave totalmente securitaria. L’ennesima misura di becera propaganda, che svilisce anche il ruolo e la natura delle istituzioni. Continua il processo di smantellamento dei servizi pubblici, calpestando le lavoratrici e i lavoratori che li erogano, in questa continua campagna elettorale, fatta di misure spot da dare in pasto agli elettori”, conclude.

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A Roma rapporto su salute lavoratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 Mag 2019

Roma mercoledì 29 maggio a Roma presso l’Aula George Eastman del Policlinico Umberto I in viale Regina Elena 287b dalle ore 9 alle 14 si terrà il primo report, prodotto dalla Fp Cgil Nazionale e dall’Inca, elaborato dalla Fondazione Di Vittorio, dal titolo ‘Abbi Cura Di Te’Uno studio che indaga sulle condizioni di salute e di sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità, come strumento per l’elaborazione di percorsi di tutela, sia a livello individuale che collettivo. Il programma della giornata prevede la presentazione del rapporto a cura di Silvino Candeloro (Inca Cgil nazionale), Daniele Di Nunzio (Fondazione Di Vittorio), Gianluca De Angelis (Ricercatore Fondazione Di Vittorio), Fabio Manca (Medico Patronato Inca Cgil). Interverranno poi Marco Bottazzi (Medico Inca Nazionale), Marta Clemente (Sovraintendenza sanitaria centrale Inail), Francesco Ripa di Meana (Presidente Fiaso – Dg Ifo di Roma). Insieme a Morena Piccinini (Presidente Inca) e Serena Sorrentino (Segretaria generale Fp Cgil).

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Comportamenti “extra-lavorativi” dei lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Parma mercoledì 22 maggio alle 17 nell’Aula dei Filosofi della Sede centrale dell’Ateneo (via Università, 12). Relatore dell’incontro, intitolato Adempimento dell’obbligazione di lavoro e libertà della persona: i cosiddetti comportamenti “extra-lavorativi” del prestatore di opere, sarà Fabio Pantano, docente di Diritto del lavoro al Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali.
«La dottrina e la giurisprudenza – spiega il prof Pantano – definiscono come “extra-lavorativi” comportamenti posti in essere al di fuori dell’orario di lavoro, ma che sarebbero comunque idonei a influire sul rapporto, giustificando l’adozione di provvedimenti disciplinari da parte dell’imprenditore, incluso il licenziamento. Spesso si tratta di comportamenti che attengono a scelte esistenziali dell’individuo, legate a orientamenti etici, politici, morali o religiosi e che possono implicare un coinvolgimento di caratteristiche proprie della persona tutelate dal diritto antidiscriminatorio. Si pensi all’ampia discussione suscitata da recenti pronunce delle corti nazionali ed europee sull’uso del cosiddetto “velo” da parte di lavoratrici di religione islamica o da licenziamenti irrogati in ragione delle scelte sessuali o familiari del lavoratore. In alcuni casi, invece, ci si riferisce a condotte di rilevanza penale o alle quali si attribuisce un certo “disvalore morale”, ma che non presentano ricadute dirette sull’esecuzione della prestazione lavorativa, quali il commercio o il semplice utilizzo di sostanze stupefacenti. Il rilievo di questo tema è destinato ad aumentare in ragione delle più recenti trasformazioni sociali, che propongono un più intenso conflitto tra contrapposte visioni ideologiche, legato anche alla manifestazione pubblica delle diverse scelte di vita e convinzioni di ogni individuo e alle contrapposizioni di questo diritto con l’interesse economico dell’impresa.Per queste ragioni, il potere del datore di lavoro di sanzionare o licenziare il lavoratore in ragione di simili comportamenti implica un’attenta ricostruzione del contenuto dell’obbligazione lavorativa, rispettosa del rilievo attribuito dalla Costituzione alla tutela della dignità della persona e della sua libertà.Nell’ambito del seminario, saranno ricostruiti gli orientamenti più recenti della giurisprudenza italiana ed europea, evidenziandone le criticità denunciate dalla dottrina. In particolare, sarà dato risalto al rilievo del principio costituzionale di tutela della persona e alle sue immediate ricadute sul potere sanzionatorio dell’impresa».

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Conad rileva Auchan: 20.000 commessi dal futuro incerto e con i diritti in caduta libera

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 Mag 2019

Passano di mano 46 ipermercati e circa 230 super: circa 20mila i lavoratori interessati L’operazione riguarda una parte importante dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia: ipermercati, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply, disposti sul territorio italiano in modo complementare alla rete Conad. «Questa notizia ce l’aspettavamo da un momento all’altro – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – in quanto qualche acquisizione di Conad attraverso le sue controllate c’è già stata e i lavoratori ci hanno descritto uno scenario che non lascia sperare nulla di buono.»
«Dei lavoratori della Conad si parla poco e male – prosegue il rappresentante sindacale – ma di certo non è vero, come recitano i famosi spot, che l’omino della Conad va a casa dei clienti e viene invitato a cena. E nemmeno che si improvvisa ostetrica e assiste i parti trasformando il supermercato in un reparto ostetricia di un ospedale. Ma neanche che trova le bamboline delle bimbe e le riporta a casa dopo aver spiato le telecamere e incrociato i dati con le carte fidelity dei clienti. No, tutto questo non è vero, ma è vero che quell’omino fa orari impossibili, che spesso è socio di una cooperativa e i suoi diritti sono pochi. Ed è anche vero che lavora por pochi soldi a caro prezzo.»«Questa è la fine che rischiano quei ventimila dipendenti, perché il commercio esternalizza i diritti e il salario, e ad ogni passaggio di mano ne hai meno, sempre meno.» – conclude Iacovone.

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Convegno: “I nuovi limiti del controllo a distanza dei lavoratori. Cosa è cambiato per le imprese”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 Mag 2019

Latina Venerdì 10/05/2019 presso la Facoltà di Economia (Aula 8) dell’Università La Sapienza, Polo di Latina – Viale XXIV Maggio, 7 convegno dal titolo: “I nuovi limiti del controllo a distanza dei lavoratori. Cosa è cambiato per le imprese”. ore 10.00 – Introduzione Prof. Fabrizio Proietti | Direttore del Master in Gestione delle Risorse Umane e Relazioni Industriali
Intervengono:
Prof. Luigi Fiorillo – Ordinario Diritto del lavoro, Università degli Studi Federico II – Napoli
Avv. Raffaele Riccardi – Avvocato Giuslavorista
Dott. Vespasiano Di Spirito – Unindustria Latina
L’iniziativa, seconda di una serie di appuntamenti dedicati a imprese e professionisti, si colloca nell’ambito del percorso di aggiornamento Un caffè di “Lavoro” – colloqui di diritto del lavoro, ideato dal Centro Europeo di Studi Manageriali e Job Consult, in collaborazione con lo Studio Legale Fiorillo e Associati.Gli esperti della materia affronteranno, con taglio pratico ed operativo, i limiti del datore di lavoro nel controllo a distanza e dei controlli difensivi dei propri dipendenti alla luce della rivisitazione da parte del legislatore nella riforma del 2015 denominata Jobs Act e delle nuove tecnologie, al fine di fornire a tutti gli operatori del settore delle risorse umane le indicazioni utili per gestire correttamente le questioni legate alla tutela del patrimonio aziendale e della produttività.L’evento sarà l’occasione per presentare anche l’ultimo lavoro del Prof. Luigi Fiorillo e dell’Avv. Adalberto Perulli, “Decreto Dignità” e Corte Costituzionale n. 194 del 2018. Come cambia il Jobs Act, edito da G. Giappichelli EditoreIl convegno è gratuito e su invito, pertanto è necessario confermare la propria partecipazione.

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“Più tutele per i lavoratori dello spettacolo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 Mag 2019

“Nel 2017 i lavoratori dello spettacolo hanno percepito in media circa 10 mila annui, con una notevole concentrazione dei lavoratori verso la classe di età più elevata (over 40 e over 50), e un divario reddituale fra uomini e donne del 20%. Durante la festa dei lavoratori rivolgo un appello per non tralasciare gli operatori dello spettacolo, spesso lasciati ai margini del dibattito pubblico.
Le situazioni di cronaca sono allarmanti: le Fondazioni lirico-sinfoniche percepiscono milioni di soldi dei contribuenti ma continuano a lasciare in completa precarietà i propri lavoratori.
Penso al caso del Teatro dell’Opera di Roma, e il controverso piano di licenziamento collettivo deciso da Carlo Fuortes poi fortunatamente rientrato, a cui si aggiunge il conseguente debito tributario di milioni di euro per il mancato pagamento degli oneri previdenziali dei lavoratori che, ancora una volta, pagherà lo Stato.
La commissione Cultura della Camera, congiuntamente con la commissione Lavoro, inizieranno una serie di indagini conoscitive del sistema previdenziale e dello stato occupazionale dei lavoratori dello spettacolo, di modo da poter migliori le condizioni di lavoro dei tanti operatori incentivando il ricambio generazionale, rendendo nuovamente attrattiva la scelta della via artistica per i giovani.”È quanto dichiara Federico Mollicone, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura alla Camera.

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Il benessere mentale dei lavoratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Obiettivi da raggiungere, orari di lavoro infiniti, richieste continue da soddisfare: spesso il lavoro può creare dei veri e propri disagi psicologici, dettati da ansia e stress. Se poi a questi vengono aggiunti i problemi personali, la situazione può solo peggiorare.La survey “Workforce View 2019” di ADP esplora il modo in cui i dipendenti percepiscono le problematiche più attuali sul posto di lavoro e il futuro del lavoro. In Italia è stato intervistato un campione di 1400 lavoratori.Uno su tre (il 32,5%) ha affermato che non vi è il minimo interesse da parte dell’azienda per cui lavora in merito al proprio benessere e stato psicologico/emotivo. il 36,9% afferma invece che vi è un interesse, ma molto superficiale. Solo 1 su 5 (il 22%) crede vi sia abbastanza attenzione, ma è solo l’8,2% che afferma che l’interesse è forte e reale.
“È molto preoccupante vedere quanti dipendenti non si sentono a loro agio nell’aprirsi sulle proprie difficoltà. I problemi di salute mentale e psicologica sono spesso responsabili dell’assenteismo sul posto di lavoro e non c’è motivo per cui non dovrebbero essere trattati allo stesso modo di una malattia fisica, piuttosto che qualcosa di cui vergognarsi. La maggior parte delle aziende vuole davvero supportare i dipendenti, ma parlare dell’argomento non è sempre facile. – dichiara Virginia Magliulo, general manager Adp Italia – Un buon inizio è dare l’esempio: se i dipendenti vedono figure di alto profilo che si aprono su questioni come stress e salute mentale, ciò li aiuta a capire che anche loro possono farlo. Guidando i dipendenti in modo aperto e aiutandoli a sentirsi a proprio agio nell’affrontare eventuali problemi che stanno vivendo, le aziende possono creare una forza lavoro più motivata”.
Alla domanda “a chi ti rivolgeresti in azienda per parlare di un tuo eventuale problema di ansia o stress, o psicologico?”, il 25% dei dipendenti italiani ha risposto che non ne parlerebbe con nessuno, solo il 15% con il proprio capo mentre il 60% coi colleghi.
Questo potrebbe significare che molti dipendenti stanno perdendo il supporto di cui hanno bisogno per far fronte ai propri problemi psicologici sul lavoro.Il 15% degli intervistati ha poi dichiarato di subire stress tutti i giorni, il 20% di subire una pressione eccessiva almeno due-tre volte a settimana, l’8,7% arriva a 4-6 volte a settimana. Solo il 13% dice di stare bene e di non subire ansia o stress. Questa percentuale sale al 25% per gli over 55 mentre nella fascia 25-34 anni scende all’8%.

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Province: Fp Cgil, basta propaganda, risposte a cittadini e lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

“Sarebbe ora di finirla di utilizzare le Province per mera propaganda elettorale. Smettiamola con le strumentalizzazioni che da anni investono questi enti e diamo certezze ai cittadini, che rivendicano servizi adeguati, e alle lavoratrici e ai lavoratori, che meritano rispetto”. Così la Funzione Pubblica in merito al dibattito sulle Province, nell’aggiungere: “Invece di usare questo argomento, dandolo in pasto al tritacarne mediatico, il governo dovrebbe impegnarsi a trovare le risorse necessarie per consentire agli enti di chiudere i loro bilanci”.La Funzione Pubblica Cgil ricorda come “i prelievi forzosi applicati alle casse delle province, pari a oltre 4,3 miliardi dal 2013 a oggi, hanno prodotto una situazione di dissesto generalizzato, producendo danni ingenti sui lavoratori e sui cittadini. Servizi come, ad esempio, la manutenzione di strade e scuole in molte realtà non sono da tempo erogati, per non parlare poi del mancato pagamento di stipendi, così come di tantissimi enti in situazione di vero e proprio dissesto, vedi il caso delle province siciliane. È ora di smetterla di speculare su questi enti e di cominciare a dare risposte e certezze ai cittadini e ai lavoratori”, conclude.

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Gig economy: il Parlamento europeo approva nuovi diritti per i lavoratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Bruxelles. Diritti minimi per i lavoratori che svolgono un’occupazione occasionale o a breve termine
Obbligo di comunicare le condizioni di lavoro il primo giorno o entro 7 giorni se giustificato.I lavoratori a chiamata, a voucher o tramite piattaforme digitali come Uber, Foodora o Deliveroo potranno godere di nuovi diritti, grazie alla normativa approvata in via definitiva.La legge, già concordata con i ministri UE, garantisce una serie di diritti minimi per coloro che svolgono un’occupazione occasionale o a breve termine, come i lavoratori a chiamata, intermittenti, a voucher, tramite piattaforma, così come i tirocinanti e gli apprendisti retribuiti se lavorano in media almeno tre ore alla settimana e 12 ore su quattro settimane. I lavoratori autonomi sono invece esclusi dalle nuove norme.
Tutti i lavoratori devono essere informati fin dal primo giorno, come principio generale e, ove giustificato, entro sette giorni, degli aspetti essenziali del loro contratto di lavoro, quali: descrizione delle mansioni, data di inizio, durata, retribuzione, giornata lavorativa standard o orario di riferimento per coloro che hanno orari di lavoro imprevedibili.I lavoratori con contratti a chiamata o con forme analoghe di occupazione beneficeranno di:
un livello minimo di prevedibilità, come orari e giorni di riferimento predeterminati;
la possibilità di rifiutare, senza conseguenze, un incarico al di fuori dell’orario prestabilito o essere compensati se l’incarico non è annullato in tempo;
il divieto per i datori di lavoro di sanzionare i lavoratori che vogliono accettare impieghi con altre imprese, se le nuove mansioni non rientrano nell’orario di lavoro stabilito, e nuove misure nazionali, da stabilire, per prevenire le pratiche abusive, quali dei limiti allo scopo e alla durata del contratto.
I periodi di prova non potranno essere superiori a sei mesi o proporzionali alla durata prevista del contratto in caso di lavoro a tempo determinato. Un contratto rinnovato per la stessa funzione non potrà essere definito quale periodo di prova.Infine, il datore di lavoro dovrà fornire gratuitamente una formazione che sarà inclusa nell’orario di lavoro. Quando possibile, tale formazione dovrà essere anche completata entro l’orario di lavoro.

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Ocse: in tasca lavoratori italiani 69% salario, sotto media

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Secondo l’Ocse, i lavoratori single in Italia si portano a casa nel complesso il 68,6% del salario lordo, al netto delle tasse e delle agevolazioni fiscali, ben al di sotto della media Ocse che nel 2018 si attestata al 74,%%. Va un po’ meglio per le coppie con due figli.”I dati Ocse dimostrano che urge una politica dei redditi. Non basta il quoziente familiare, come vuole fare il Governo, aumentando le detrazioni per i figli. Bisogna ridurre il cuneo fiscale, non solo per abbassare il costo del lavoro, ma per aumentare la busta paga netta dei lavoratori, di tutti, single compresi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non è sufficiente nemmeno il salario minimo, che aiuterebbe solo i lavoratori sfruttati e sottopagati. Il punto è che non è possibile che tutto, dalle multe per le violazioni al Codice della Strada alle tariffe dell’acqua, sia adeguato all’inflazione, tranne gli stipendi e le pensioni. Urge ripristinare meccanismi automatici di adeguamento della busta paga all’aumento del costo della vita, come la scala mobile all’inflazione programmata. Mentre per i pensionati, bisogna almeno tornare al sistema di rivalutazione previsto dalla legge n. 388 del 2000, come era previsto prima dell’approvazione della Legge di Bilancio 2019″ conclude Dona.

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Protezione dei lavoratori: nuove norme UE su esposizione a sostanze cancerogene

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

I deputati europei hanno approvato valori limite di esposizione per cinque sostanze chimiche dannose per la salute dei lavoratori.
La proposta, già concordata informalmente con i ministri dell’UE, è stata approvata in via definitiva dal Parlamento a larga maggioranza, con 586 voti favorevoli, 10 contrari e 26 astensioni.La legislazione aggiunge cadmio, berillio, acido arsenico, formaldeide e 4,4′-metilene-bis (2-cloroanilina) (MOCA) all’elenco UE delle sostanze nocive. Queste sostanze chimiche sono utilizzate in un’ampia gamma di settori, come: fabbricazione di batterie al nichel-cadmio, fusione di zinco e rame, laboratori, elettronica, funerali e imbalsamazione, edilizia, sanità (reparti di patologia e sale di autopsia), plastica e settori del riciclaggio.Le nuove norme miglioreranno le condizioni di lavoro di oltre un milione di lavoratori dell’UE e dovrebbero prevenire oltre 22 000 casi di malattie professionali.
Il testo approvato fissa i seguenti periodi di transizione:
8 anni per il cadmio,
7 anni per il berillio e
4 anni per l’acido arsenico.
Per la formaldeide viene fissato un periodo di transizione di 5 anni unicamente per il settore sanitario e quello funerario, considerate le situazioni specifiche di tali settori.
Cadmio e farmaci citotossici: possibili ulteriori modifiche
La Commissione europea valuterà entro tre anni se la direttiva debba essere modificata per includere ulteriori disposizioni sul cadmio. Inoltre, su richiesta del Parlamento, la Commissione valuterà, entro la fine del secondo trimestre del 2020, la possibilità di modificare la direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni (CMD) per includere le droghe pericolose, comprese le droghe citotossiche, o di proporre uno strumento più appropriato per garantire la sicurezza sul lavoro dei lavoratori.La terza revisione della direttiva CMD mira a ridurre ulteriormente il rischio di ammalarsi di cancro per i lavoratori europei, che resta la principale causa di decessi sul lavoro nell’UE.

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