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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 161

Posts Tagged ‘agricoltura’

Agricoltura: Lotta contro le speculazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

È in corso un conflitto invisibile che l’Europa sta perdendo: quello contro le speculazioni sulle materie prime e su diversi prodotti essenziali – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Come ha ricordato in questi giorni il ministro Patuanelli, in alcuni casi il fenomeno speculativo è facilmente riconoscibile. Per l’aumento del prezzo del grano, per esempio, è difficile invocare la guerra come causa scatenante, considerato che la produzione ora in vendita sui mercati è stata raccolta l’anno scorso.Dietro il caro prezzi, in molti comparti si cela un forte interesse a massimizzare i guadagni approfittando della crisi in Ucraina – continua Tiso. Su questo versante l’Europa si trova ad affrontare l’ennesimo test. Dalla risposta che saprà fornire Bruxelles dipende una buona fetta della credibilità e della fiducia che cittadini e consumatori ripongono nell’Unione. Di sicuro occorre fare molto di più per mettere freno alle speculazioni incontrollate. Ma c’è bisogno anche di una vera e propria operazione trasparenza, che permetta di comprendere quanto accade sui principali mercati.Sempre a livello europeo stanno sorgendo timori per il destino dei fondi per l’agricoltura, che potrebbero in parte essere dirottati per promuovere una maggiore autosufficienza energetica. Ci auguriamo che queste indiscrezioni non siano confermate. Sottrarre risorse a un obiettivo strategico come la produzione alimentare non sarebbe certo una scelta saggia. Il dossier energia è un obiettivo altrettanto essenziale e proprio per questo deve essere perseguito con risorse aggiuntive.

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Agricoltura e filiera corta

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

“La promozione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta e a ‘chilometro zero’ diviene norma. Oggi raggiungiamo un ottimo risultato per valorizzare gli alimenti consumati localmente, dando maggiore trasparenza ai consumatori che prestano molta attenzione ai questi prodotti per ciò che rappresentano in termini di valori e tradizioni”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura della Camera e primo firmatario della proposta di legge sul ‘chilometro zero’ e la ‘filiera corta’.“Potremo così favorire il consumo di alimenti a ‘chilometro zero’ – aggiunge -, ossia prodotti nel raggio massimo di 70 km, e a ‘filiera corta’, cioè caratterizzati per un solo intermediario massimo lungo la filiera. Diversi gli strumenti messi in campo: dalle aree dedicate in mercati e supermercati, alla premialità per la ristorazione collettiva sino alla creazione di due loghi distintivi”. “I consumatori potranno contare su una maggiore trasparenza e tracciabilità quando acquistano prodotti agroalimentari con queste caratteristiche nonché su controlli e sanzioni che puniranno eventuali illeciti. A giovarne sarà anche la ristorazione e gli altri canali turistico-ricettivi che faranno leva sul marketing territoriale e sulla promozione attraverso i prodotti agricoli e alimentari” conclude Gallinella.

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Agricoltura biologica e gli obiettivi italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

L’ambizioso annuncio del ministro Patuanelli in materia di agricoltura biologica pone le basi per aprire una nuova stagione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Finalmente il nostro Paese muove i primi passi per diventare capofila della transizione verde europea, che appare sempre più fragile di fronte allo scenario di estrema incertezza generato dal conflitto in Ucraina. Riuscire a raggiungere il 25 % delle superficie agricola utilizzabile destinata a biologico entro il 2027 – con tre anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalle Strategie Farm to Fork e Biodiversità – permetterebbe di dare vita a un vero e proprio rinascimento agricolo con molteplici ripercussioni positive. Lo stanziamento complessivo di 2,5 miliardi di euro previsto per l’agricoltura biologica è essenziale per mettere in moto la trasformazione. Ma oltre ai fondi saranno necessarie norme chiare e, soprattutto, una semplificazione degli adempimenti burocratici che gravano sulle aziende agricole, incluse quelle che hanno fatto del biologico la propria missione – continua Tiso.Risorse, accuratezza dei controlli e procedure snelle sono i tre elementi fondamentali per far sì che la svolta agroecologica si trasformi in realtà. Come abbiamo più volte ribadito, l’Italia ha tutte le caratteristiche per diventare leader del Green Deal europeo, tracciando un solco che potrà essere seguito anche dagli altri Stati membri generando un virtuoso processo di imitazione.

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Agricoltura: Fondo per gli investimenti innovativi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2022

“Diventerà operativo il 23 maggio il Fondo per gli investimenti innovativi relativo alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti per le micro, piccole e medie imprese agricole. Si tratta di un sostegno nel segno dell’innovazione tecnologica per accompagnare lo sviluppo delle imprese del comparto primario di dimensioni più ridotte che potranno beneficiare di contributi a fondo perduto fino a 20mila euro e per un massimo del 40% dell’investimento. Una agevolazione prevista dalla Legge di Bilancio 2020, dove abbiamo apposto 5 milioni di euro”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura.“Gli investimenti ammissibili – prosegue – riguardano i beni materiali e immateriali strumentali per cui è previsto un contributo sino al 30%, percentuale che sale al 40% nel caso di spese riferite all’acquisto di beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello ‘Industria 4.0’. Il termine ultimo per presentare domanda è fissato dal Ministero dello Sviluppo economico al 23 giugno”. “L’auspicio è che a cogliere queste opportunità siano soprattutto le micro e piccole imprese agricole che sinora difficilmente riescono ad accedere ai finanziamenti già esistenti” conclude.

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Agricoltura: serve un granaio italiano in Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

“Lo scenario internazionale e la crisi del grano generatasi dall’invasione russa in Ucraina, ha confermato la strategicità di avere uno strumento di monitoraggio dei quantitativi e delle tipologie di cereali sull’intero territorio europeo. Ciò alla luce delle difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime che impone ai singoli Stati di essere a conoscenza dei fabbisogni e delle necessità in maniera chiara e oggettiva. Grazie alla lungimiranza del Parlamento che nella Legge di Bilancio 2021 approvò il mio emendamento, il nostro Paese sarà all’avanguardia con ‘Granaio Italia’. Potremo, così, soddisfare l’esigenza di conoscere quante granelle e di che tipo vengono movimentate su suolo nazionale per comprendere i fabbisogni interni”. Lo dichiara il deputato Luciano Cillis, esponente M5S in commissione Agricoltura e ideatore di ‘Granaio Italia’, intervenuto durante il convegno ‘Il grano tra autosufficienza e sostenibilità’ tenutosi oggi nell’aula consiliare del Comune di Melfi (Potenza) e organizzato dal Lions Club Satellite del Vulture ‘Federico II’.“Dopo la concertazione con gli operatori del settore, è prontamente giunta la firma del decreto attuativo da parte del ministro Stefano Patuanelli, che ringrazio – aggiunge – Ora siamo in attesa solamente dell’operatività da parte di Agea, ente per le erogazioni in agricoltura del Mipaaf”.“Lo strumento si aggiunge ai monitoraggi già esistenti sul vino, sull’olio e sui prodotti lattiero-caseari già operativo sul latte ovicaprino e presto sul bovino – prosegue Cillis – Solo avendo chiaro il quadro delle necessità di questi beni di prima necessità per i consumatori italiani e per l’industria agroalimentare nazionale, riusciremo a tutelare le nostre produzioni, non andare in sofferenza e meglio pianificare gli interventi di sostegno dal punto di vista ministeriale e parlamentare”. Fonte: MoVimento 5 Stelle Camera dei Deputati

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Ucraina: Cia a Ue, serve Piano “salva agricoltura”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

Cia-Agricoltori Italiani chiede un Piano straordinario Ue anti-crisi, come avvenuto con la pandemia, per fronteggiare i costi sempre più alti delle materie prime e la crisi del settore. Lo ha ribadito il presidente nazionale dell’Organizzazione, Dino Scanavino, intervenendo ai Praesidia del Copa-Cogeca a Bruxelles e lanciando l’ennesimo appello al commissario all’Agricoltura Janusz Wojciechowski.“Siamo chiamati a produrre più cereali e a dare il contributo per ridurre il costo delle materie prime destinate all’alimentazione degli allevamenti -ha detto Scanavino parlando sulle ripercussioni della guerra-. Lavoriamo, però, a costi sempre più alti e senza garanzie per il futuro. Di fronte al conflitto Russia-Ucriana è il momento della solidarietà, ma anche di uno sforzo collettivo che sostenga l’agricoltura di tutta Europa”. Con alle spalle mesi di mobilitazione, Cia porta dunque sul tavolo del confronto europeo la preoccupazione di migliaia di agricoltori di tutta Italia in estrema difficoltà per gli aumenti record delle materie prime e i costi di produzione fuori controllo (+120% l’energia e +170% i fertilizzanti) che comprometteranno, inevitabilmente, la stagione delle semine e quella transizione green che la stessa Europa continua, comunque, a reclamare. Per questo, monta l’urgenza di interventi più ampi e di lungo respiro a tutela dell’agricoltura dei Paesi europei. Perché, come sostenuto dallo stesso Scanavino, gli agricoltori non hanno, oggi, certezza di poter recuperare tra giugno e settembre, gli investimenti fatti per venire incontro a una maggiore richiesta attuale, per esempio, di grano e mais.Gli equilibri nello scacchiere geopolitico Russia-Ucraina sono imprevedibili e minano la sicurezza alimentare globale, con tensioni forti su mercati strategici non abbastanza monitorati, sottolinea Cia, come quello dei fertilizzanti, sempre più costosi e difficili da reperire, e con la logistica terrestre e fluviale delle merci estremamente compromessa dalla guerra.Per Cia, resta importante la vicinanza all’Ucraina per la quale ora la Commissione Ue ha proposto la sospensione per un anno dei dazi all’importazione su tutte le esportazioni ucraine nell’Unione Europa. Misura senza precedenti che, approvata da Parlamento e Governi Ue, riguarderà anche frutta e verdura, prodotti agricoli e trasformati, mais e grano. L’operazione potrebbe toglierebbe all’Europa 31 milioni di euro di entrate doganali e, quindi, precisa Cia, sarà importante avere un Piano straordinario anti-crisi. Emerge, evidente, conclude Cia, la necessità di una vera strategia a tutela dell’economia agricola europea. Serve rimodulare, anche temporaneamente, gli obiettivi del Green Deal, con particolare riferimento alla Strategia Farm to Fork; semplificare e velocizzare l’erogazione dei contributi comunitari (Pac, Psr; Ocm, etc); favorire una riflessione concreta verso la definizione di una politica energetica comune; introdurre strumenti di gestione del rischio in grado di calmierare la volatilità dei prezzi e di garantire la stabilità dei redditi degli agricoltori.

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Agricoltura: Biometano e biogas cruciali per l’autosufficienza e la transizione energetica

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

28 aprile – “La scelta di investire su biogas e biometano non è più una possibilità da valutare, ma una necessità, sia per dare una risposta alla emergenza energetica e alle enormi difficoltà di approvvigionamento di materie prime, sia per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello europeo. Proprio perché le agroenergie oggi rappresentano una risorsa importantissima, vanno sostenute anche attraverso un’opera di sburocratizzazione e semplificazione delle norme. Nella mia attività parlamentare mi sono sempre fatto interprete di queste esigenze e, come terminale del comparto, ho portato in approvazione numerose norme di semplificazione. Ma non basta, bisogna fare uno sforzo ulteriore nell’emanazione del decreto biometano e Fer 2 per consentire all’agricoltura Italiana di partecipare pienamente a quel mix energetico di cui il nostro Paese ha estremamente bisogno. Oggi più che mai”. Lo dichiara il deputato Gianpaolo Cassese, esponente M5S in commissione Agricoltura a margine del convegno ‘Biogas e biometano: la risposta agricola alla crisi energetica’, da lui promosso al Ministero delle Politiche agricole.“Nel 2021, gli impianti attivi in Italia – aggiunge – hanno prodotto 147 milioni di metri cubi di biometano, come ha reso noto Andrea Ripa di Meana, amministratore unico GSE, Gestore Servizi Energetici che ha riconosciuto 86 milioni di euro di incentivi. Attraverso le politiche di riconversione potremmo arrivare a oltre 900 impianti di biometano da attività agricola e forestale”. “Sia i presidenti Prandini (Coldiretti) e Giansanti (Agrinsieme), esponenti del comparto agricolo, sia il mondo ambientalista con Ciafani (Legambiente) – prosegue Cassese – hanno richiesto una accelerazione sulla semplificazione normativa che permetta di diffondere sui territori questi impianti, esempio perfetto di economia circolare per un’impresa agricola”. “Ringrazio il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, per aver ribadito l’impegno del Governo a partire dai 1,92 miliardi di euro previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per il comparto e per aver sostenuto la necessità di sburocratizzare gli iter autorizzativi per una transizione energetica che veda l’agricoltura protagonista” conclude Cassese.

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Agricoltura: uno shock sui mercati sui costi dei fertilizzanti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 aprile 2022

“Lo scenario internazionale, con l’invasione russa in Ucraina, ha provocato uno shock sui mercati, con un aumento vertiginoso dei costi dei fertilizzanti. Russia e Ucraina, infatti, sono tra i maggiori produttori al mondo. Per questo, è necessario valorizzare tutte le soluzioni tecnologiche e agronomiche che consentano di ridurre l’uso di fertilizzanti e di razionalizzare il ciclo di azoto, attraverso una gestione più sostenibile, preservando e ottimizzando il suolo. Tra questi ci sono gli inibitori della nitrificazione, come la Nitrapyrina, che abbiamo contribuito ad approvare con l’interlocuzione attiva con il Ministero delle Politiche agricole, che ha portato alla firma del relativo decreto ministeriale. Gli agricoltori potranno così aumentare le produzioni ma soprattutto ridurre l’uso di fertilizzanti azotati mediamente del 30 per cento”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, durante il convegno Corteva ‘Gli inibitori della nitrificazione: una risposta alla crisi dei fertilizzanti’. “La ‘Farm to Fork’ non deve spaventarci – aggiunge -, è una strategia di lungo termine che sprona a produrre di più e meglio, con un minor impatto ambientale e una maggiore sostenibilità. Potremo raggiungere questi obiettivi grazie alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica così da sostenere concretamente i nostri agricoltori”.

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Sostenere transizione green dei viticoltori

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2022

Cambiamenti climatici e contraccolpi economici e geopolitici della guerra in Ucraina non salvano neanche il settore del vino Made in Italy, tra i più forti a livello internazionale per produzione e qualità. Ecco perché serve più innovazione e ricerca in ambito vivaistico, ma anche una legge Ue per l’uso delle nuove tecniche di miglioramento genetico, strategiche nel rafforzare un settore che vuole rispettare l’impegno per la sostenibilità preso con il Green Deal Ue, ma anche tutelare la sua crescita e competitività. A dirlo è Cia-Agricoltori Italiani dalla 54° edizione di Vinitaly con il convegno nell’Area Meeting Spazio Mipaaf dal titolo “La qualità delle produzioni vitivinicole a partire dal materiale di moltiplicazione. Stato dell’arte e prospettive” insieme ai Moltiplicatori Italiani Viticoli Associati (M.I.V.A.) e al Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia (CREA-VE). Per Cia occorre una normativa comunitaria che regoli il settore in materia di genome editing che è in grado di garantire un taglio dei fitofarmaci fino al 70%. Serve che l’Europa superi nel concreto l’attuale legislazione, ormai obsoleta e superata dallo stesso studio della Commissione Ue di un anno fa secondo cui le nuove biotecnologie agrarie non hanno nulla a che vedere con gli Ogm. Il genome editing non presuppone, infatti, inserimento di Dna estraneo mediante geni provenienti da altre specie, ma opera internamente al Dna della pianta, che rimane immutato e assicura la continuità delle caratteristiche dei prodotti. Si perfeziona il corredo genetico delle piante in maniera simile a quanto avviene in natura, ma con maggior precisione e rapidità, costi minori e più adattabilità alle tipicità dei territori.“L’Europa deve dare un valore alla transizione ecologica che sia tangibile per le imprese agricole affinché non la subiscano e fare del genome editing uno degli asset principali del progresso da realizzare -ha detto il presidente nazionale di Cia Dino Scanavino-. Ci aspettiamo molto, quindi, dalla nuova analisi d’impatto Ue sulle nuove tecniche genomiche come dalla consultazione pubblica del secondo trimestre 2022 per avere una proposta di legge a inizio del prossimo anno. È già tardi e i vigneti, come l’intera agricoltura, hanno stagioni che non possono aspettare”.

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215° Anno Accademico dell’Accademia Nazionale di Agricoltura

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2022

Bologna – Si inaugura lunedì 11 aprile, alle ore 16 presso la Sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio di Bologna. La cerimonia inizierà con la Relazione del Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura dal titolo “L’eccellenza delle produzioni agricole italiane e la globalizzazione”. Successivamente Antonio Patuelli, Presidente Associazione Bancaria Italiana e La Cassa di Ravenna S.p.a, sarà insignito della prestigiosa nomina ad Accademico Onorario alla quale seguirà la sua Prolusione Accademica dal titolo “Credito e Agricoltura”. La manifestazione sarà conclusa dalla consegna del “Premio Filippo Re”, giunto alla sua terza edizione, e dedicato ad articoli, studi e pubblicazioni in ambito agronomico con focus specifico quest’anno al rapporto tra Agricoltura, Territorio e Società aperto ad autori under 40 che hanno redatto articoli o pubblicazioni scientifiche, editi da Testate registrate o Annali di Accademie, durante l’anno 2021. Nato dalla collaborazione tra Accademia Nazionale di Agricoltura e Image Line, il premio ha l’intenzione di promuovere la costante evoluzione del ruolo dell’agricoltura per il Paese e diffondere una sempre maggiore conoscenza e consapevolezza delle interazioni di questo settore con le dinamiche economiche, sociali, ambientali e territoriali. Sponsor del premio è ILSA S.p.a. leader nazionale nella produzione di biostimolanti e prodotti ad azione specifica, concimi organici e organo minerali, solidi e liquidi per l’agricoltura. I tre studi finalisti di quest’anno sono: Elisa Appolloni, Phd Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari Università degli Studi di Bologna, “The global rise of urban rooftop agriculture: a review of worldwide cases”, Roberto De Vivo, Phd Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali Università di Napoli “Federico II”, “Influence of carbon fixation on the migration of greenhouse gas emission from livestock activities in Italy and the achievement of carbon neutrality”. Martina Mazzon, Research fellow Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari Università degli Studi di Bologna, “Conventional versus organic management: application of simple and complex indexes to assess soil quality”.

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Agricoltura: Monitoraggio sui cereali

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2022

“Come promesso, il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, ha firmato il decreto su ‘Granaio Italia’. Si stabiliscono, così, le modalità di applicazione della norma sul registro telematico di carico e scarico del settore cerealicolo. L’Italia potrà presto avere un monitoraggio di frumento, mais, granaglie e farine che circolano sul territorio nazionale. Lo scenario globale rende lo strumento ancor più determinante e strategico, viste le difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime che impone ai singoli Stati di essere a conoscenza dei fabbisogni e delle necessità in maniera chiara e oggettiva”. Lo dichiara il deputato Luciano Cillis, esponente M5S e ideatore di ‘Granaio Italia’, norma inserita nella Legge di Bilancio 2021. “Non posso che ringraziare il ministro Patuanelli per aver mantenuto la parola data ai cerealicoltori, dimostrando serietà, determinazione e concretezza – aggiunge -. Mi congratulo, poi, con gli operatori della filiera, con i quali si è aperta negli ultimi mesi una interlocuzione proficua che ha portato a modifiche nella modalità di attuazione della norma, preservandone l’impianto e le finalità. Al contrario ho registrato con rammarico l’ostracismo verso uno strumento di tutela delle produzioni nazionali proprio da parte di quelle forze politiche che si riempiono la bocca con l’agroalimentare made in Italy, salvo poi voltare le spalle nei fatti agli agricoltori”. “Attendiamo ora la circolare operativa di Agea affinché ‘Granaio Italia’ diventi realtà sul Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN). Lo strumento si aggiunge ai monitoraggi già esistenti sul vino, sull’olio e sui prodotti lattiero-caseari già operativo sul latte ovicaprino e presto sul bovino” conclude.

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Agricoltura, De Carlo (FdI): nuove misure anti-crisi dell’Unione Europea inadeguate

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2022

Il senatore e responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, boccia senza appello le misure proposte dall’Unione Europea per frenare la crisi del settore agricolo a seguito della guerra in Ucraina considerandole inadeguate. “Le imprese agricole italiane si trovano ad affrontare maggiori costi stimati in 9 miliardi di euro, e la risposta europea è di 48 milioni di euro, che possono arrivare a 150-200 milioni con il finanziamento nazionale? Non ci siamo proprio, è evidente che non si capisce il dramma che si sta attraversando”, commenta De Carlo. “Secondo il Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente, chiuderà un’azienda agricola su 10, una su quattro se ci limitiamo a quelle suinicole o cerealicole. È evidente che di fronte a questi numeri questo provvedimento è totalmente insufficiente, visti anche i tetti massimi stabiliti per i contributi alla singola azienda”. Ogni azienda agricola potrebbe infatti ricevere come aiuto al massimo 35mila euro, a fronte dei costi schizzati alle stelle di mangimi, fertilizzanti, carburanti ed energia; un dramma che si aggiunge alla “beffa” arrivata in questi giorni dalla Francia: “Appena al di là delle Alpi hanno istituito un aiuto economico, un “bonus gasolio”, di 35 centesimi di euro al litro di gasolio per la pesca fino a fine luglio, inoltre hanno approvato un contributo di 60 euro per ogni tonnellata di mangime acquistato. La crisi è adesso, e non possiamo chiedere alle imprese agricole di restare ferme ad aspettare: c’è chi non può più permettersi di mantenere le proprie bestie, c’è chi tra energia e costi vari ci rimetterebbe solamente dal seminare e preparare i campi. Serve un sostegno vero, immediato e pesantemente concreto al settore, sia da parte dell’Unione Europea, che non può mettere una cifra così bassa per una delle sue principali economie, che dal Governo, che deve dimostrare di credere veramente alla ripresa economica, al lavoro e all’occupazione”.

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Agricoltura: Pac flessibile e innovazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

“L’attuale crisi causata dall’aggressione all’Ucraina ha dimostrato quanto oggi l’Ue e l’Italia siano legate indissolubilmente a merci e servizi quali gas, fertilizzanti, cereali, oli vegetali e manodopera provenienti da questi territori. Dovremmo, quindi, fare ragionamenti per evitare che future situazioni di conflitto, che ovviamente non ci auguriamo, possano metterci ulteriormente in crisi. Queste difficoltà legate ai riflessi del conflitto colpiscono l’Italia proprio mentre stava uscendo, grazie ai fondi del PNRR, da una stagnazione legata al Covid. I dati illustrati alla Camera hanno dimostrato che sino al Duemila, nonostante la riduzione di suolo agricolo a disposizione, l’innovazione tecnologica, le tecniche colturali e la meccanizzazione hanno aumentato notevolmente la produttività. Negli ultimi vent’anni, invece, la produzione è tornata a scendere, principalmente a causa del mancato sfruttamento della tecnologia”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura dove si è svolta l’audizione dell’Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie in merito alla crisi Russia-Ucraina per il comparto primario.“La risposta al recupero di produttività – prosegue -, rimanendo negli obiettivi della ‘Farm to Fork’, sono l’Agricoltura 4.0 e le Tecniche di Evoluzione Assistita. Ad esempio, per sostituire le importazioni di grano tenero, mais e girasole da Russia e Ucraina avremo necessità di circa 300mila ettari in più da coltivare: un quantitativo di suolo difficilmente a disposizione nel territorio italiano per questo scopo”.“Pertanto – aggiunge Gallinella – o troviamo nuovi fornitori internazionali o aumentiamo in maniera massiccia le rese. Nell’immediato possiamo anche svincolarci dal greening, aumentare gli aiuti accoppiati ma non possiamo dimenticarci le questioni ambientali che, seppur momentaneamente da parte, rimangono preponderanti”. “L’audizione conferma come solo l’innovazione potrà renderci meno sensibili agli shock del Pianeta. Altra questione cruciale è quella dell’irrigazione perché senza acqua non è possibile essere adeguatamente produttivi e, quindi, occorre accelerare sul Piano Invasi” conclude.

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Cambiamento climatico sulle produzioni agricole

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Con più di 1400 eventi estremi il 2021 ha registrato in Italia un aumento del 65% di tempeste, bufere, grandinate e bombe d’acqua alternate a ondate di calore, che hanno provocato gravi danni da nord a sud, con pesanti ripercussioni economiche sulle produzioni agroalimentari. Si tratta di un trend consolidato, che non fa che peggiorare sensibilmente ogni anno, mettendo a rischio l’eccellenza del nostro made in Italy.Gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici vanno prevenuti e mitigati a partire dal campo e a questo serve l’agrometeorologia, la scienza che, utilizzando le tecnologie più sofisticate, studia le interazioni dei fattori meteorologici ed idrologici con l’ecosistema agricolo-forestale e con l’agricoltura intesa nel senso più ampio. Si valuta il rischio climatico di uno specifico territorio, in situ, appunto, per avere parametri climatici “sito specifici”, ossia su misura dell’azienda, grazie ai quali individuare le migliori scelte da fare: dalle pratiche agronomiche alla gestione dell’irrigazione, dalla previsione delle rese produttive alla più efficace difesa dai parassiti delle colture. Dati preziosi, quelli agrometeorologici, che consentono all’azienda di ridurre le conseguenze derivanti da gelate o grandinate o altri eventi climatici estremi. Ciò permette, quindi, miglioramenti produttivi attraverso l’individuazione delle più appropriate misure per l’adattamento dei sistemi agricoli a un determinato contesto agroambientale, soprattutto con una gestione più corretta e sostenibile dell’irrigazione, resa possibile dai modelli previsionali agrometeorologici.

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Agricoltura innovazione e transizione ecologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

“La crisi internazionale spinge a rivedere e modificare alcune impostazioni legate all’agricoltura. Accanto all’aspetto energetico, risulta fondamentale diversificare l’approvvigionamento alimentare nonché raggiungere un buon grado di autosufficienza, in maniera resiliente. Tutto ciò nel solco della sostenibilità ambientale. La legge che abbiamo approvato sulle produzioni biologiche, importantissima soprattutto per la Sicilia che vanta il primato in Italia per numero di aziende votate al Bio, si colloca proprio in questa direzione”. Così, il deputato alla Camera Dedalo Pignatone, durante il suo intervento al convegno di Confagricoltura dal titolo ‘La transizione dell’agricoltura siciliana’ che si è svolto oggi a Mondello (Palermo). “Dobbiamo agire – ha aggiunto – per dare respiro immediato alle imprese, garantendo loro la liquidità necessaria per superare questa fase di aumento esorbitante dei costi delle materie prime, dell’energia e dei carburanti. Inoltre, andranno necessariamente ripensati alcuni aspetti legati alla produzione mentre andrà elaborato un piano con procedure precise per superare la crisi degli approvvigionamenti: revisione dei regolamenti comunitari più stringenti, recupero dei terreni potenzialmente coltivabili nonché avvio di una seria riflessione sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) in agricoltura, in grado di aumentare la produttività coniugandola con un minor impatto ambientale. Auspico, dunque, che il Governo faccia sua la proposta normativa di cui sono firmatario”. “Sul versante energetico, infine, è necessario superare quei vincoli burocratici che non permettono agli impianti di biogas di aumentare la produzione. Va altresì incentivato l’agrivoltaico, in grado di coniugare la produzione di energia elettrica con quella agricola” ha concluso Pignatone.

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Agricoltura: speculazioni e caro energia

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2022

Con il nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia varato dal Consiglio europeo, arriva il blocco all’export di vini e liquori di fascia alta. Mentre sono salve le produzioni tricolori a partire dal Prosecco e dall’Asti spumante. Stop dalla Ue, quindi, alle spedizioni verso Mosca di bottiglie sopra i 300 euro, con un provvedimento che sospende le forniture di beni di lusso agli oligarchi, ma per fortuna lascia fuori grossa parte delle esportazioni dell’Italia, primo fornitore di vino del mercato russo, davanti alla Francia, con un giro d’affari diretto di oltre 150 milioni di euro, in crescita del 35% in dieci anni. Così Cia-Agricoltori Italiani, commentando la misura contenuta nel Regolamento 2022/428 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Ue. Tra l’altro -ricorda Cia- le esportazioni agroalimentari Made in Italy in Russia hanno già perso 1,4 miliardi di euro negli ultimi 8 anni per colpa dell’embargo ancora in vigore su ortofrutta, formaggi, carni e salumi, deciso da Putin nel 2014 in risposta alle sanzioni Ue per l’annessione della Crimea. Resta, comunque, altissima la preoccupazione dei produttori. L’agricoltura italiana sta già pagando un conto salato per effetto della guerra in Ucraina, con le fibrillazioni dei mercati dei cereali -continua Cia- tra le speculazioni sul prezzo del grano e mais e soia sempre più preziosi e irreperibili, creando gravi difficoltà agli allevamenti Made in Italy che ad oggi hanno scorte di mangimi solo per altre 8 settimane. Insieme ai rialzi della bolletta energetica, del gasolio e dei concimi, che sono raddoppiati se non triplicati rispetto a un anno fa (da sola la Russia produce più di 50 milioni di tonnellate all’anno di fertilizzanti, il 13% del totale mondiale), la tenuta delle imprese è sempre più a rischio.Per questo, non c’è più tempo da perdere -ribadisce Cia- servono interventi urgenti da parte delle istituzioni per permettere alle aziende agricole di fronteggiare la crisi, partendo dagli incentivi alla semina di mais, anche attraverso strumenti assicurativi; al taglio delle accise sul gasolio; alla ristrutturazione dei debiti, mutui inclusi; all’introduzione di deroghe e semplificazioni sia sul fronte delle agroenergie sia su quello del recupero della potenziale produttivo; all’inclusione degli agricoltori tra i beneficiari del credito d’imposta introdotto nel decreto Sostegni-ter a favore delle imprese energivore.

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195mln a sostegno agricoltura in ginocchio

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2022

Arriva un segnale positivo dal Decreto Energia con le prime misure a sostegno delle aziende agricole messe in ginocchio dal caro-energia e dal boom delle materie prime. Così Cia-Agricoltori Italiani, dopo lo stanziamento di circa 195 milioni di per il comparto rurale, che non riesce più a coprire i costi di produzione (+120% delle bollette, carburante alle stelle e fertilizzanti triplicati) e chiede a gran voce di essere messo in condizione di continuare a svolgere il suo ruolo fondamentale nel sistema di produzione alimentare. Cia valuta con favore la destinazione di 140 milioni per il contributo -sotto forma di credito d’imposta- pari al 20% delle spese per l’acquisto del carburante utilizzato per l’esercizio dell’attività agricola e della pesca nel primo trimestre del 2022. Una boccata d’ossigeno per le aziende è rappresentata anche dall’attribuzione di 20 milioni di euro alla rinegoziazione e ristrutturazione dei mutui agrari -operazioni garantite dall’Ismea- e dai 35 milioni che vanno a rifinanziare il fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, dopo i rincari delle materie prime per la crisi internazionale in Ucraina. Particolare soddisfazione per le disposizioni in materia di economia circolare, che equiparano i fertilizzanti naturali a quelli di origine chimica, non solo come risposta all’attuale emergenza ma come indirizzo strategico per il futuro. Cia è stata, infatti, da sempre favorevole alla valorizzazione del biodigestato agricolo prodotto dagli impianti di biogas delle aziende zootecniche: una sostanza fertilizzante proveniente dagli scarti agroalimentari che rappresenta uno dei migliori esempi di green economy in agricoltura.

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Agricoltura: Per l’approvvigionamento serve un piano produttivo

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

“L’instabilità generata sui mercati e sugli scambi commerciali a causa della guerra in Ucraina, deve portarci a riflettere sulla possibilità di avere un piano straordinario per le produzioni agricole da utilizzare in casi estremi, come appunto quello che stiamo vivendo. Proprio come è previsto il ‘Piano pandemico’ in sanità, il comparto primario dovrebbe avere già pronto un pacchetto di misure, azioni, deroghe, strumenti e procedure da attuare all’istante. Un ‘bottone rosso’ che non vorremmo mai pigiare ma che dobbiamo avere pronto, in modo tale da scongiurare interventi in corsa che rischiano di non essere tempestivi ed efficaci”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura.“Lo scenario globale rende tutto concatenato e, pertanto, ciò che sta accadendo in questo momento può facilmente ripresentarsi negli anni futuri – aggiunge -. Per questo è importante aprire un dibattito, ad esempio, sulla mangimistica: mentre le nostre imprese zootecniche minacciano di portare al macello gli animali, esportiamo mangimi realizzati dagli scarti dell’alimentazione umana vietati in Unione europea per questioni legate alla BSE (ossia la malattia cosiddetta della ‘mucca pazza’)”.“In deroga ai regolamenti comunitari – prosegue Gallinella -, potremmo permettere di coltivare nelle aree di interesse ecologico o, ancora, l’importazione da territori ad oggi esclusi. Sul versante energetico, poi, concedere agli impianti rinnovabili di produrre oltre i limiti imposti per legge, attuando velocemente i revamping”.“Infine, prevedere una serie di misure economiche di ristoro immediato come la decontribuzione previdenziale fatta durante la pandemia. Auspico che il dibattito produca proposte concrete e si riesca ad essere pronti e previdenti prima ancora che resilienti” conclude.

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Misure urgenti per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

La volontà del Governo di affrontare con urgenza la crisi dell’agricoltura è un segnale positivo, ma è essenziale identificare in tempi brevissimi gli strumenti per intervenire sulle priorità identificate dalle Regioni – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Durante il tavolo dedicato all’agricoltura che si è svolto ieri a Roma, i ministri Patuanelli e Cingolani hanno mostrato piena disponibilità. C’è la consapevolezza che occorre agire in fretta per limitare i danni che le tensioni internazionali stanno provocando all’agricoltura continentale e italiana.La Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome presenterà una lista di dieci punti che richiedono una risposta immediata – prosegue Tiso. Una volta raggiunto l’accordo sulle azioni più urgenti, è essenziale sapere con quali e quante risorse il Governo intende realizzarle. Altrettanto importante è conoscere le tempistiche degli interventi, per permettere alle aziende agricole di programmare le attività dei prossimi mesi limitando per quanto possibile gli elementi di incertezza. Per alcuni settori, come l’allevamento e la pesca, è necessaria un’azione immediata per evitare il blocco totale delle attività e l’abbattimento del bestiame. Ci auguriamo che le misure in arrivo siano non solo rapide, ma anche di semplice applicazione. Se già in tempi normali la burocrazia può rappresentare un grave ostacolo, in una congiuntura eccezionale come quella attuale ogni giorno di ritardo può essere decisivo per le sorti delle imprese e dei lavoratori.

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Ucraina: Cia, l’agricoltura non può fermarsi

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Misure di breve e medio periodo per permettere alle aziende agricole di fronteggiare gli effetti della guerra russo-ucraina, acuiti dal caro-energia e dal boom delle materie prime, partendo dall’eliminazione dell’Iva sulle accise per il gasolio e dagli incentivi alla semina di mais, fino ad arrivare alla rimodulazione degli obiettivi del Green Deal. È questa la richiesta alle Istituzioni nazionali ed europee contenuta nell’Ordine del giorno del Consiglio Direttivo Nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, che si è riunito a Roma. Il conflitto in Ucraina sta sconvolgendo quotazioni e mercati e l’economia agricola rischia il cortocircuito, perché le imprese si trovano a lavorare in perdita, con prezzi che non riescono più a coprire i costi di produzione, tra il +120% delle bollette energetiche, il carburante alle stelle e i fertilizzanti praticamente triplicati. Ma l’agricoltura non si può fermare, è un settore strategico perché garantisce il cibo, le aziende devono essere messe nelle condizioni di poter continuare a lavorare. Ecco perché Cia chiede al Parlamento tutto l’impegno possibile in sede comunitaria per assicurare: la proroga del temporary framework “Covid 19” che consente agli Stati Membri di adottare misure di intervento in deroga alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato; la sospensione del Patto di Stabilità e Crescita oltre i termini di scadenza stabiliti; il reperimento di risorse Ue per un Piano straordinario secondo la logica adottata per la gestione della pandemia. Si tratta della condizione necessaria per poter introdurre misure in soccorso del settore primario.Ovviamente, secondo Cia, sono interventi che vanno portati avanti dalle istituzioni seguendo un obiettivo primario, per i cittadini e per le imprese, ovvero adottare in sede diplomatica ogni sforzo e iniziativa necessaria alla cessazione immediata della guerra e agevolare un processo di pace che sia stabile e duraturo.

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