Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘agricoltura’

Aiuti di stato per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

L’innalzamento del tetto per gli aiuti di Stato destinati all’agricoltura infonde fiducia a uno dei pochi settori produttivi che continua a lavorare anche durante l’emergenza – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Con la decisione di aumentare i limiti massimi del sostegno pubblico a 100mila euro per l’agricoltura e a 120 mila euro per la pesca e l’acquacoltura, la Commissione europea ha risposto in modo positivo alle richieste del nostro ministero delle Politiche Agricole.Mai come in queste settimane il settore primario si rivela decisivo per la tenuta stessa del Paese e per la risposta alla crisi causata dal coronavirus – continua Tiso. E’ necessario prevedere da subito misure straordinarie per prendere atto del nuovo scenario e far sì che gli Stati possano allocare maggiori risorse, senza dover rispettare limiti stringenti che non hanno più ragione di essere. Per raggiungere questo obiettivo non basta innalzare il tetto degli aiuti a livello nazionale, ma è indispensabile che l’Europa intervenga con un piano economico coordinato per difendere l’agricoltura di tutti gli Stati membri.Nonostante la nuova stretta del Governo all’esercizio di attività non strategiche, l’agricoltura resta aperta per garantire l’approvvigionamento di cibo a tutti i cittadini. Le ripercussioni economiche della crisi si fanno tuttavia sentire anche per il settore primario, a causa del forte calo della domanda di alcuni prodotti con ricadute negative sull’intera filiera agroalimentare. Chiediamo pertanto al Governo di continuare a lavorare anche a livello europeo, per fornire riposte rapide a una crisi in pieno corso e con conseguenze a lungo termine ancora difficili da quantificare.

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Il ruolo fondamentale dell’agricoltura

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

Con l’ultimo decreto di emergenza per il contenimento del coronavirus, il premier Conte ha riconosciuto il ruolo fondamentale dell’agricoltura per il Paese – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Il nostro settore continuerà a lavorare anche in questi giorni per garantire a tutta la popolazione l’indispensabile fornitura di beni essenziali, partecipando alla sforzo collettivo dell’Italia affinché si possa tornare appena possibile a una situazione di normalità.Dall’ultimo provvedimento del Governo sono infatti escluse le attività del settore agricolo e zootecnico, comprese le filiere alimentari che garantiscono i beni di prima necessità, oltre ai servizi, ai trasporti e agli esercizi commerciali indispensabili come le farmacie. Consapevoli dell’importanza cruciale che riveste l’agricoltura, in questo momento sentiamo sulle nostre spalle una responsabilità ancora maggiore verso tutti i cittadini e verso il Paese – spiega Tiso. Grazie all’impegno di coltivatori, allevatori e trasportatori di tutta Italia, la fornitura di alimenti sarà garantita. Un lavoro che avviene quotidianamente lontano dai riflettori, che d’improvviso rivela la sua funzione fondamentale per la collettività.A tutti i lavoratori della filiera agroalimentare Confeuro rivolge uno speciale ringraziamento e il sostegno della sua rete, con la certezza di poter superare anche grazie a loro questo difficile momento.

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Difendere l’agricoltura dalle speculazioni politiche

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

In un momento che richiede unità a tutto il Paese, Confeuro esprime il suo apprezzamento per lo sforzo della ministra Teresa Bellanova a difesa della nostra agricoltura e del made in Italy – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Condanniamo, invece, quanti prendono spunto dalle gravi difficoltà legate all’emergenza coronavirus per rilanciare battaglie di parte, che in questo momento possono solo destabilizzare il mercato e mettere le nostre produzioni ancora più a rischio.
La nostra Confederazione sindacale è chiamata a svolgere un ruolo di costruttiva vigilanza nei confronti dell’operato del Governo e dei suo ministri – prosegue Tiso. In questi mesi, abbiamo espresso apprezzamenti e critiche verso i provvedimenti dell’esecutivo per il rilancio di un’agricoltura che sta affrontando passaggi cruciali come la definizione della nuova Pac e la sfida del Green New Deal. Non è tuttavia ammissibile sfruttare questa delicata congiuntura per dividere le forze politiche e alimentare nuove polemiche.L’industria agroalimentare italiana ha ora bisogno di essere protetta con tutti gli strumenti a disposizione sui mercati europei e mondiali. La concorrenza sleale a cui assistiamo in questi giorni, con la richiesta di certificazioni per i prodotti provenienti dal nostro Paese, deve essere contrastata ribadendo che il made in Italy è sicuro e la sua qualità come sempre garantita. Per rispondere all’emergenza, positiva è la proposta del ministero delle Politiche agricole di garantire liquidità alle imprese anticipando i contributi comunitari. Servono misure concrete per rispondere alla tempesta in corso, non polemiche gratuite che hanno l’unico scopo di guadagnare consenso.

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Emergenza idrica per l’agricoltura calabrese

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

“Comprendiamo e siamo vicini alla preoccupazione delle Organizzazioni Professionali Agricole ed al Presidente di Coldiretti, Franco Aceto in particolare, di fronte alla crescente crisi idrica calabrese, che sta pregiudicando le colture in vaste aree della regione, ma ci corre l’obbligo di ricordare che era il 31 Luglio 2017, quando ANBI presentò a Crotone la proposta di riforma regionale dei locali Consorzi di bonifica, indicandone la riduzione di numero per migliorarne l’efficienza gestionale e l’operatività nelle aree irrigue, di cui è peraltro evidente la necessità di ampliamento e chiedendo alla regione coerenza e serietà rispetto alla annosa questione dei forestali, in cui i Consorzi di bonifica e gli stessi operai forestali sono vittime in una palese sciatteria amministrativa.
A ricordarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI), che prosegue: “Da allora, però, nulla si è mosso per il disinteresse della Regione Calabria verso i temi della gestione irrigua e della prevenzione idrogeologica, aggravato da atteggiamenti autoreferenziali di alcuni protagonisti della politica e della rappresentanza locale.”“Non solo – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – la Regione Calabria ha costretto i Consorzi di bonifica ad adire le vie legali per vedere onorati i riconosciuti 70 milioni di crediti vantati verso l’ente ed oggi addirittura soggetti a decreti ingiuntivi, a seguito di sentenze giudiziarie. Nonostante le comprensibili difficoltà economiche, i Consorzi di bonifica hanno proseguito il loro lavoro, continuando nella manutenzione ordinaria preventiva e nella gestione dell’acqua irrigua ed anche dimostrando una capacità progettuale, che ha loro consentito di ottenere alcuni finanziamenti nell’ambito del Piano Nazionale di Sviluppo Rurale e del Fondo Sviluppo e Coesione.” “Per questo – insiste Vincenzi – ANBI torna a chiedere l’immediato avvio di un confronto istituzionale, teso ad avviare politiche virtuose per il settore agricolo, rigettando al contempo qualsiasi strumentalizzazione degli enti consorziali per interessi, che nulla hanno a che fare con quelli dei cittadini e del territorio calabrese.” “Se liberati dai lacciuoli di certa politica e burocrazia inadeguata – conclude il DG di ANBI – i Consorzi di bonifica possono essere un cuore pulsante dell’economia calabrese, contribuendo a ridurre il divario con altre zone d’Italia. Per fare ciò serve il contributo di tutti, abbandonando la mera logica degli stati di calamità, il cui ricorso è pur comprensibile, ma ristorna, come abbiamo dimostrato dati alla mano, solo il 10% dei danni subiti. Ci piace ricordare il grido di aiuto per i 4.000 ettari che se non irrigati non solo non produrranno le orticole e reddito per le imprese ma non genereranno dalle 230 alle 250 giornate di lavoro ettaro all’anno che solo grazie all’irrigazione sono possibili. È evidente la scelta da fare.”

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Libro: I microrganismi utili in agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

A cura di i Vincenzo Michele Sellitto. La microbiologia applicata ai processi agricoli è ormai una scienza depositaria di un ricco patrimonio di dati scientifici e di esperienze pratiche relative alle colture in diversi sistemi pedoclimatici. L’obiettivo di questo volume, nato dalla collaborazione di docenti e ricercatori italiani, è proprio quello di cominciare a fare il punto della situazione in un ambito in rapida evoluzione.Nel libro sono trattati più di trecento microrganismi diversi; dopo un capitolo di introduzione generale, vengono approfonditi temi come la rizosfera, il microbioma del suolo e la biodiversità con un approccio moderno e supportato dalle più recenti ricerche scientifiche.Il tema conduttore, il suolo, sarà approfondito nella parte centrale e ci si concentrerà poi su argomenti più specifici e applicativi legati al biocontrollo delle patologie fungine, al controllo degli insetti e dei nematodi.Saranno fornite informazioni sull’effetto biostimolante dei microrganismi, sui loro rapporti simbiotici ed endofitici con le colture agrarie e trattati i punti legati alla produzione dei metaboliti secondari in agricoltura e all’uso di questi nel postraccolta. Oltre alla parte tecnico-scientifica, il testo raccoglie le linee guida essenziali relative alla legislazione e alle nuove modalità di definizione dei prodotti a base di microrganismi.
Vincenzo Michele Sellitto, esperto in campo nazionale ed internazionale in Suolo e Tecnologie per lo sviluppo e l’innovazione sostenibile in agricoltura, si è laureato in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi del Molise e, dopo aver conseguito il Dottorato di Ricerca (PhD) in Biochimica e Chimica Applicate, ha frequentato il Purdue University College of Agriculture (USA) e l’Universidad de Córdoba. Collabora con centri di ricerca e università in Italia e all’estero anche per la sua attività di Marketing Manager nel settore delle biotecnologie per l’Agricoltura. Ha pubblicato numerosi contributi in volumi e riviste scientifiche a livello nazionale ed internazionale e ricevuto, inoltre, riconoscimenti per alcuni lavori scientifici: dal gruppo italiano AIPEA, dall’Ecoistituto del Veneto e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Bucarest. Gli attuali ambiti di ricerca e di consulenza sono: agricoltura biologica e sostenibile, innovazioni nei sistemi agricoli, utilizzo dei microrganismi in agricoltura, scienza del suolo e pedologia, agricoltura di precisione.I Edizione € 36,50 – Edagricole di New Business Media srl Pagine 320 – formato 17 x 24 cm http://www.edagricole.it

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Nuova bozza Pac penalizza nostra agricoltura

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

“La bozza sulla nuova Pac presentata dalla Commissione europea, purtroppo conferma quanto da tempo sostiene Fratelli d’Italia e cioè un danno per la nostra agricoltura quantificato in un taglio netto di 2,7 miliardi di euro. Cifre che si scontrano con gli annunci del Commissario europeo. Non si può pensare di sviluppare l’agricoltura attraverso politiche green se poi si operano tagli alle risorse. Tutto questo penalizzerà la nostra agricoltura, aumentando a sua volta il divario rispetto gli altri paesi dell’area euro, dove i costi del lavoro, la tassazione e i servizi sono profondamente diversi dai nostri. La verità è che si sta creando un vero e proprio sistema di concorrenza sleale nei confronti della nostra agricoltura. L’Italia non può subire quello che è un vero e proprio attacco, l’ennesimo, da parte di una Commissione a trazione franco-tedesca. Il governo e il ministro Bellanova, quindi, prendano una posizione ferma tutelando gli interessi della nostra Nazione e degli agricoltori italiani”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, capogruppo in Commissione Agricoltura.

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Rilancio agricoltura comunitaria e risorse

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

Il rilancio di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente non può passare per un taglio delle risorse nel bilancio della Politica agricola comune europea – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. La nostra confederazione condivide il messaggio inviato ai 27 leader Ue dalle associazioni degli agricoltori e delle cooperative agroalimentari europee per richiedere che siano raggiunti gli obiettivi in materia di clima, biodiversità, crescita e occupazione. Ci rivolgiamo in modo particolare al premier Conte e alla ministra per le Politiche agricole Bellanova, affinché possano influenzare positivamente i negoziati in sede Ue scongiurando una riduzione dei fondi.
Da troppi mesi regna incertezza sul futuro della Pac – continua Tiso. Alle dichiarazioni di principio a favore di un Green New Deal che promuova l’agroecologia e riduca l’impronta di carbonio, non sembrano seguire i fatti. Al contrario, sugli ambiziosi impegni assunti dalla nuova Commissione europea continua ad aleggiare l’ombra di un taglio delle risorse per l’agricoltura. Il sistema agricolo è parte integrante delle economie dei Paesi europei ed è fondamentale riconoscere il suo contributo nella lotta contro i cambiamenti climatici e nella tutela dei territori. Solo attraverso un approccio integrato, che assegni un ruolo di protagonista al settore primario, sarà possibile vincere le numerose sfide del nuovo corso europeo: dall’ambiente al dissesto idrogeologico, dall’alimentazione sana a uno sviluppo economico equilibrato. Un taglio delle risorse per l’agricoltura segnerebbe un grave passo indietro per questioni che investono non solo la politica, ma anche il nostro vivere quotidiano e la società nel suo complesso.

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La svolta verde in agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

Trovare una misura condivisa della sostenibilità è una delle condizioni necessarie per realizzare la svolta verde dell’agricoltura e, più in generale, del nostro sistema produttivo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Ci auguriamo quindi che il confronto sul tema possa proseguire in modo proficuo secondo la linea tracciata nell’incontro organizzato martedì scorso a Montecitorio dal presidente della commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati Filippo Gallinella.Tradurre il Green New Deal in realtà significa trovare soluzioni condivise per misurare nel modo più oggettivo possibile l’impatto delle produzioni agricole – prosegue Tiso. Concetti come la sostenibilità non possono rimanere sul piano teorico, ma devono diventare quanto mai concreti nel rispetto dei principi indicati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.Nel Vecchio Continente il biologico continua a crescere e si conferma il settore più dinamico dell’agricoltura europea. Dal 2012 al 2016 il metodo di coltivazione bio ha conquistato quasi 400mila ettari l’anno, mentre le superfici dedicate all’agricoltura biologica sono arrivate a 11,9 milioni di ettari, vale a dire il 6,7% della superficie agricola utilizzata dell’Unione. L’Italia è leader in Europa per numero di operatori biologici e l’incremento dei terreni destinati a queste coltivazioni è un buon segnale. Anche i consumatori, infine, mostrano una crescente sensibilità verso i prodotti sostenibili, ma richiedono una comunicazione più chiara e trasparente per poter effettuare scelte consapevoli.Da questo quadro emerge la chiara necessità di continuare a lavorare insieme per elaborare metodi di valutazione della sostenibilità sempre più raffinati e al contempo di facile gestione.

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L’agricoltura si conferma uno dei settori trainanti dell’economia europea

Posted by fidest press agency su sabato, 8 febbraio 2020

“Con gli Stati uniti primo partner commerciale seguiti dalla Cina – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Secondo gli ultimi dati sull’export agricolo dell’Unione europea, lo scorso novembre ha fatto registrare un altro record con un valore complessivo di 13,4 miliardi di euro, il 7,3% in più rispetto a novembre 2018. Considerando anche le importazioni, aumentate del 2,7%, la bilancia commerciale del Vecchio Continente vanta un saldo positivo di 30,4 miliardi di euro.L’agricoltura europea, anche grazie al contributo dell’Italia, riesce a coniugare qualità e quantità e i nostri prodotti sono apprezzati e ricercati sui più grandi mercati mondiali – continua Tiso. E’ necessario tutelare questo patrimonio attraverso una riforma della Pac che sappia valorizzare le forze migliori, con risorse sufficienti e una distribuzione dei fondi che promuova produttività, tutela del territorio e lotta contro i cambiamenti climatici. Per difendere il nostro export è inoltre essenziale evitare che gli Stati uniti impongano nuovi dazi sul nostro agroalimentare, come ritorsione nel braccio di ferro sulla web tax che divide Bruxelles e Washington. Ci auguriamo che la diplomazia europea continui a lavorare su questo dossier per assicurare un esito positivo del negoziato. Su questo fronte, è positiva la recente approvazione di un aumento del cofinanziamento europeo alle campagne di promozione per il settore vitivinicolo compreso tra il 50 e il 60% delle spese ammissibili.Non si può infine dimenticare la Cina, secondo mercato di sbocco per l’agroalimentare europeo e al centro dell’emergenza coronavirus. Chiediamo al Governo di monitorare con attenzione le eventuali ripercussioni sul settore primario e di fare in modo che non siano compromessi gli scambi commerciali con Pechino”.

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Olivicoltura: E’ il momento di voltare pagina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Con l’approvazione del Piano per la rigenerazione olivicola della Puglia, il Governo mostra la volontà di far ripartire una delle produzioni di eccellenza del nostro Mezzogiorno duramente colpita dal batterio della Xylella – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. I 300 milioni per indennizzi e investimenti previsti dal Piano sono un buon punto di partenza per dare ossigeno a questo comparto che ha sofferto non solo dell’epidemia, ma anche delle troppe incertezze che hanno finora impedito di rispondere con misure adeguate a livello nazionale ed europeo.Come ha sottolineato la ministra Bellanova, per rilanciare l’olivicoltura pugliese gli indennizzi sono solo un punto di partenza. Sono infatti indispensabili nuovi investimenti e la capacità di rigenerare tutta la filiera, coinvolgendo le imprese di trasformazione e commercializzazione – prosegue Tiso.Buone notizie arrivano anche dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che ha registrato il consenso di Italia, Francia e Spagna sulla necessità di semplificare i controlli e rimodulare le misure di contenimento della Xylella. Il nuovo meccanismo dovrebbe prevedere il dimezzamento delle zone di contenimento e di cuscinetto, oltre alla riduzione della distanza dalle piante infette entro cui è obbligatorio tagliare tutti gli ulivi. Secondo i dati forniti dalla Commissione europea, dal 2012 al 2017 l’infezione da Xylella fastidiosa ha danneggiato gravemente oltre 53.000 ettari di oliveti in Puglia e circa 6,5 milioni di piante. Dopo anni di sofferenza per gli olivicoltori pugliesi, ci auguriamo che sia finalmente giunto il momento di voltare pagina e ripartire.

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L’agricoltura deve essere sostenuta da una rete adeguata di infrastrutture

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

La qualità è il vero valore aggiunto della nostra agricoltura, ma deve essere sostenuta da una rete adeguata di infrastrutture per far sì che l’Italia resti tra i protagonisti dell’export agroalimentare – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Ciò vale in particolare per le coltivazioni di maggiore pregio, che registrano elevati volumi di produzione e sono particolarmente apprezzate sui mercati internazionali.Lo studio diffuso da Nomisma nel corso della quarta edizione dell’action tank Grow di Agrinsieme, evidenzia in modo chiaro come il sud Italia sia ancora molto indietro rispetto al nord, sia a livello di infrastrutture materiali che immateriali. L’utilizzo delle reti digitali scende infatti al 78% nel Mezzogiorno, rispetto a una media nazionale dell’84%. Le conseguenze di questo divario si traducono in un differente peso nell’export: nel Settentrione si concentra circa il 60-70% delle esportazioni agricole e alimentari nazionali, per un valore complessivo che nel 2018 è stato di circa 30 miliardi di euro.Colpisce inoltre come anche il nord Italia – che dispone della migliore rete infrastrutturale del Paese – si trovi in una situazione di svantaggio nei confronti dei principali concorrenti europei: Regno Unito, Francia e Germania. Il ritardo infrastrutturale si traduce in mercati domestici poco efficienti e comporta una penalizzazione per le nostre imprese nella competizione sui mercati internazionali, in special modo quelli più distanti e con maggiori potenzialità di sviluppo. Gli investimenti sull’innovazione digitale e sulle infrastrutture materiali devono andare di pari passo se si vuole rendere la nostra agricoltura in grado di competere in Europa e nel mondo – conclude Tiso.

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CREA: presentazione Annuario dell’agricoltura italiana 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Roma, 21 GENNAIO 2020, ore 11,00, Sala Cavour, MiPAAF, Via XX Settembre, 20 Qual è stato l’andamento dell’agroalimentare italiano nel 2018? Quali sono stati sono gli elementi di forza e quali le criticità? E sulla base di quanto emerso, quali politiche sarebbero più efficaci per fronteggiare le sfide che attendono il comparto, dal cambiamento climatico ai dazi? A queste domande il CREA, con il suo centro di Politiche e Bioeconomia, risponderà in occasione della presentazione congiunta dell’Annuario dell’agricoltura italiana 2018 e del Rapporto sul commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari 2018, che si svolgerà il 21 gennaio a partire dalle ore 11:00 presso la sala Cavour del Mipaaf, Via XX settembre, 20, Roma. Spaziando dall’offerta variegata, agli elevati standard di qualità, al successo commerciale del made in Italy, al contributo strategico per la realizzazione degli obiettivi di salvaguardia ambientale, paesaggistica e culturale, i ricercatori del CREA ripercorreranno l’evoluzione del settore primario.La presentazione di questa edizione è frutto di una sempre più stretta collaborazione con l’ISTAT, che con l’occasione diffonderà le anticipazioni sull’andamento del settore agricolo italiano nel 2019.I lavori saranno chiusi dall’On. Giuseppe L’Abbate, sottosegretario di Stato del MiPAAF.

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Fondi Ue all’agricoltura e la burocrazia

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

I nostri agricoltori dimostrano di essere beneficiari affidabili delle risorse dell’Europa. Il reale ostacolo sono le normative e le procedure troppo complesse, che moltiplicano le possibilità di errore rallentando le attività produttive – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso.A gettare nuova luce sui fondi Ue per l’agricoltura è l’ultimo rapporto del Colaf, l’organismo italiano per la lotta alle frodi sul bilancio comunitario. Tra il 2006 e il 2018, su 5.620 casi sospetti solo 21 sono risultati vere frodi per un valore di 2,55 milioni di euro. Per contro, un ammontare complessivo di aiuti agricoli di diverse decine di miliardi di euro va a buon fine. I fondi europei, in altre parole, sono quasi sempre ben spesi dagli agricoltori italiani, con una percentuale di frodi ridottissima rispetto al totale degli stanziamenti – spiega Tiso.La maggior parte delle sospette frodi – sottolinea il rapporto – dopo un’attenta analisi si sono rivelate più semplici irregolarità amministrative, spesso conseguenza di normative stratificate che moltiplicano le possibilità di errore. I numeri ufficiali smentiscono dunque la percezione comune di un alto tasso di truffe nella gestione dei fondi europei, tutelati da ben tre livelli di controllo: regionale, nazionale ed europeo. I veri nodi da sciogliere sono quindi a livello politico, dove si identificano le risorse e gli obiettivi prioritari per l’agricoltura, e a livello amministrativo, dove è urgente semplificare procedure farraginose di assegnazione e adempimenti troppo complessi.

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L’agricoltura nel 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2020

Andare oltre l’ordinaria amministrazione per imprimere una svolta all’agricoltura italiana ed europea. Con questo auspicio guardiamo al nuovo anno, che porta con sé problemi mai affrontati alla radice e una diffusa sfiducia, ma anche un’agenda politica che offre opportunità di rilancio – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Da troppo tempo le piccole e medie imprese agricole vivono di misure di corto respiro, cercando di difendersi in un scenario economico che le vede partire da una posizione di svantaggio rispetto alle multinazionali dell’agroindustria – prosegue Tiso. Dal 2005 al 2015, nell’Unione Europea sono scomparse ogni giorno 1000 piccole fattorie. Di contro sono aumentate le aziende con oltre 100 ettari. Sono dati che preoccupano e che danno la misura di come la Politica Agricola Comune non abbia raggiunto l’obiettivo di proteggere i piccoli agricoltori e, di conseguenza, l’ambiente di cui sono custodi. La riforma della Pac deve per questo rimodulare i criteri con i quali vengono veicolati gli aiuti e dare priorità alla conservazione delle risorse naturali.In Italia il Governo ha dichiarato di voler rimettere l’agricoltura al centro del nuovo Green New Deal. Seppure in un contesto di scarsità di risorse, la manovra ha investito su giovani, donne e filiere. Si tratta – secondo le parole della ministra delle Politiche agricole Bellanova – di vere e proprie parole d’ordine che dovranno diventare concrete nel collegato agricoltura a fine gennaio.Misure come il pacchetto donne e giovani e l’azzeramento dell’Irpef agricola per il 2020 sono senza dubbio positive, ma non potranno imprimere il cambio di marcia che chiediamo se non saranno inserite in una strategia più ampia per rilanciare l’agroecologia, la qualità della produzione e la tutela delle migliaia di piccoli e medi agricoltori che mantengono in vita la nostra agricoltura anche in territori disagiati e marginali.Ci vuole uno sforzo in più, anche per sostenere i nostri produttori invischiati loro malgrado in una guerra commerciale tra Usa ed Europa. E’ necessario più coraggio, perché l’agricoltura è un bene comune che può garantire un ciclo sostenibile nel quale convivano e dove traggano il giusto profitto tutti gli attori coinvolti, i cittadini e l’ambiente.

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Nuova Pac e bisogni reali dell’agricoltura

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

Il 2019 che volge al termina non è stato un anno semplice per il settore primario italiano, sia in termini produttivi che commerciali. Sempre più spesso gli agricoltori non vedono ripagato il loro lavoro e i loro sacrifici – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Se dal lato climatico ben poco si può fare, se non tentare di mantenere il riscaldamento del pianeta al di sotto di determinati limiti, per le politiche agricole europee c’è ancora tempo e spazio per il cambiamento. Crediamo sia indispensabile rimodulare i criteri di assegnazione dei fondi per evitare che l’agricoltura finisca per assomigliare sempre di più a una catena di montaggio – continua Tiso.Troppo spesso, in passato, i fondi europei sono stati distribuiti a pioggia senza tenere in conto gli ambiti di attività e le vere esigenze degli imprenditori agricoli. C’è per questo bisogno di un nuovo approccio che metta al centro i bisogni reali e l’operatività quotidiana delle nostre aziende.I negoziati per la nuova Pac sono entrati in una fase decisiva. La principale sfida per l’Europa sarà coniugare l’esigenza di favorire la crescita economica del settore primario con quella di garantire un’agricoltura sostenibile, rispettosa della biodiversità e dell’ambiente. Non è più pensabile, infatti, considerare queste due esigenze come contrapposte o alternative. E’ vero semmai il contrario: uno sviluppo economico duraturo si può ottenere soltanto facendo della scelta verde e delle piccole e medie aziende – le sole in grado di tutelare il territorio – la vera priorità.

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Report di Veneto Agricoltura

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

E’ dedicato all’andamento del comparto regionale della pesca riferito all’anno precedente, in questo caso il 2018, per il quale sono disponibili e completamente analizzabili tutti i dati. In estrema sintesi, i tecnici dell’Agenzia rilevano che lo scorso anno i vari settori della filiera ittica del Veneto hanno presentato numeri in altalena: cresce lo sbarcato nei mercati ittici locali; stabili la flotta marittima, il numero delle imprese e l’export; male il comparto della venericoltura (allevamento delle vongole).Vediamo in dettaglio le dinamiche che hanno caratterizzato il comparto, ricordando che il Report completo “La pesca in Veneto – 2018” può essere scaricato da:
Flotta peschereccia – Sembra essersi assestata la consistenza dei pescherecci della flotta marittima veneta, dopo un lungo periodo di forte calo, visto che alle 658 unità rilevate nel 2018 corrisponde un calo dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Si registra anche un leggero decremento del numero di imprese attive nella filiera ittica regionale che, con 3.787 unità, segnano un -0,3% rispetto al 2017, di contro, con 7.774 unità lavorative attive, gli occupati risultano in crescita dell’1,2%.
Prodotto sbarcato – Lo sbarcato locale, che giornalmente arriva nei sei mercati ittici regionali (Venezia, Chioggia, Caorle, Pila, Scardovari e Porto Viro), ha fatto segnare un rialzo della produzione del 4,8% rispetto al 2017, a fronte delle 20.153 tonnellate prodotte, mentre il fatturato in controtendenza perde il 4,4% (47,8 milioni di euro), calo causato dalla discesa dei prezzi di vendita alla produzione (-5% medio). La voce che maggiormente ha inciso sull’aumento dei quantitativi sbarcati nei mercati è rappresentata dal pesce azzurro (alici e sardine), che nel 2018 ha visto crescere i volumi del 14% netto, con il mercato di Pila-Porto Tolle ad incidere in maniera determinante (+34,9%).
Prodotto allevato – Sull’ottovolante le produzioni di allevamento, visto che per la venericoltura nel 2018 risultano 10.274 tonnellate prodotte e una perdita annua del -30,5%. Ben altra cosa per la mitilicoltura regionale, che registra nell’anno analizzato un deciso aumento produttivo del +27,6%, a fronte delle 19.786 tonnellate complessive prodotte, con il prodotto marino ad incidere maggiormente sulla crescita dei volumi (+31,9%). Anche la piscicoltura vede scendere leggermente i volumi prodotti (-0,4%), mentre il valore della PLV sale del +15,2%.
Molluschi di mare – Infine, con le 4.560 tonnellate rilevate nel 2018, i due Co.Ge.Vo. veneti mostrano un decremento della produzione complessiva di molluschi di mare del 17,9% rispetto all’anno precedente, con le vongole che perdono il 18,5%.

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L.Bilancio. La Pietra (FdI): in agricoltura era possibile altra manovra

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

“L’assenza di misure per la tutela del Made in Italy, del marchio italiano, rappresenta una dei limiti maggiori di questa manovra, che Fratelli d’Italia denuncia con forza. Non c’è alcuna misura per contrastare la contraffazione dei prodotti italiani a danno del nostro made in Italy e si registra la quasi completa assenza di interventi a favore del comparto. Ma soprattutto mancano progettualità e visione strategica capaci di far crescere e rendere competitive le nostre imprese agricole, a parte un continuo susseguirsi di spot ecologisti, furbo travestimento di nuove tasse, come la plastic tax o la sugar tax. Per FdI, invece, un’altra manovra nel settore agricolo era possibile; e infatti incontrando e ascoltando le categorie agricole più rappresentative abbiamo raccolto le loro istanze trasformandole in emendamenti. Questo perchè per noi l’agricoltura e il nostro settore agroalimentare, non rappresentano un comparto da salvaguardare dal punto di vista economico, ma la nostra identità, le nostre tradizioni e la nostra cultura contro una maggioranza che vorrebbe fare dell’Italia una terra di conquista di hamburger e kebab”. Lo dice il capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Agricoltura al Senato, Patrizio La Pietra, nel corso del suo intervento in Aula sulla legge di Bilancio.

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Agricoltura: Fondi UE a rischio

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

I dati diffusi di recente dall’Ismea e dalla Rete rurale nazionale dimostrano che la macchina amministrativa del nostro Paese non riesce a cogliere le opportunità offerte dall’Europa e, in alcuni casi, rischia di diventare parte del problema – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Per via dell’inefficienza amministrativa di diverse regioni, l’Italia potrebbe essere infatti costretta a restituire a Bruxelles fondi agricoli per un valore di 444 milioni di euro.La scadenza del 31 dicembre è ormai dietro l’angolo. Oltre tale data rischiamo di perdere i fondi europei senza averli mai utilizzati – prosegue Tiso. Si tratta di risorse vitali per l’agricoltura italiana, che oltre ai cambiamenti climatici e alla vulnerabilità idrogeologica del nostro territorio, trova troppo spesso un ostacolo inaspettato in una burocrazia che non sa dare il giusto supporto alle nostre imprese. In special modo a quelle che più ne hanno bisogno, cioè le medie e le piccole. Tra le regioni che hanno accumulato maggiore ritardo ci sono Puglia, Liguria, Abruzzo, Basilicata, Campania e Sicilia, mentre sono soltanto undici quelle che hanno scongiurato il disimpegno dei fondi. Nel frattempo, le imprese agromeccaniche attendono ancora il via libera per accedere ai bandi per l’innovazione, mentre la Banca europea per gli investimenti e il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea hanno concluso un accordo per finanziare con 200 milioni le Pmi in Italia, con una quota del 25% riservata alle aziende agricole.
Se da un lato occorre lavorare affinché la nuova Pac risponda ai veri bisogni dell’agricoltura europea e italiana, dall’altro è essenziale non sprecare le risorse che l’Unione europea stanzia a nostro favore. Il nostro Paese è chiamato a mostrare la stessa efficacia che richiede alle istituzioni europee.

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“Un’agricoltura evoluta indirizzata al consumatore e all’ambiente”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Si svolgerà giovedì 12 dicembre a Cassino (Frosinone), presso l’Edra Palace Hotel di via Ausonia, il Convegno Nazionale Compag dedicato al Centro-Sud. Il convegno laziale segue quello di Bologna svoltosi il 20 novembre scorso per il pubblico del Nord Italia. La Federazione nazionale dei commercianti di prodotti per l’agricoltura (che dopo una profonda ristrutturazione interna è passata a rappresentare anche gli stocchisti di tutta Italia) si occuperà di un tema quanto mai attuale: ‘’Un’agricoltura evoluta indirizzata al consumatore e all’ambiente”. Un’agricoltura che negli ultimi anni è avanzata notevolmente e rapidamente grazie alla diffusione di mezzi tecnici e tecniche applicative di ultima generazione, che hanno reso possibile la disponibilità di prodotti alimentari diversificati e di elevata qualità. È mancata, invece, un’informazione adeguata, che rassicurasse i consumatori sulla qualità e sicurezza dei prodotti agricoli italiani. Alla base del convegno, dunque, ci saranno apertura, confronto e desiderio di informazione, come indica la scelta dei relatori e degli ospiti invitati, tra cui rappresentanti dei consumatori e delle amministrazioni.I lavori, moderati da A. Frascarelli, inizieranno alle ore 16,30 e vedranno la partecipazione di Fabio Manara (Presidente Compag), Piero Catelani (rappresentante Compag presso i Ministeri), Edoardo Musarò (junior manager Compag comparto cerealicolo), Ivano Valmori (Image Line) e Vittorio Ticchiati (Direttore Generale Compag) i quali aggiorneranno il pubblico sugli avvenimenti e conseguimenti dell’ultimo anno. Seguirà una tavola rotonda con la partecipazione di Alberto Masci (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), Rosario Trefiletti (Centro Consumatori italia), Massimiliano Giansanti (Confagricoltura), Paolo Tassani (Federchimica e Agrofarma) e Fabio Manara (Compag), con un intervento speciale del consulente Herbert Lavorano, che si occuperà degli aspetti pratico-organizzativi degli accordi di filiera in atto o già realizzati.

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Per l’Italia 36 miliardi di euro destinati all’agricoltura, 43 miliardi per la coesione

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE per il periodo 2021-2027 i fondi destinati a settori considerati prioritari e ad alto valore aggiunto europeo potrebbero aumentare di circa 200 miliardi di euro mentre quelli a favore della politica agricola comune (PAC) e della politica di coesione dovrebbero subire una riduzione. In questo scenario l’Italia potrebbe beneficiare di circa 36,3 miliardi di euro per la politica agricola, diventando il quarto Paese beneficiario dei fondi PAC, dopo Francia, Spagna e Germania. Sul fronte della politica di coesione le risorse a disposizione dell’Italia salirebbero a 43 miliardi di euro rispetto alla dotazione di 34 miliardi del periodo 2014-2020. Questi sono alcuni dei dati emersi oggi a Matera nel corso convegno “NON SPRECHIAMO L’EUROPA – Fondi europei, opportunità di sviluppo e ruolo del dottore commercialista”, organizzato dalla Cassa Dottori Commercialisti (CNPADC).
L’incontro, che rientra nel programma “Previdenza in tour” della CNPADC, giunto alla sua ottava edizione, si è focalizzato sui fondi europei, sulle opportunità che offrono per lo sviluppo del sistema economico nazionale e sul ruolo che i dottori commercialisti possono svolgere nel supportare aziende e professionisti in questo percorso. Sul fronte nazionale si registra, infatti, una carenza nella gestione dell’accesso a queste opportunità per imprese e professionisti, che si traduce in una bassa capacità di spesa dei fondi. Per recuperare terreno diventa quindi strategico il ruolo che professionisti e istituzioni possono ricoprire nel facilitare l’accesso e la gestione da parte delle imprese italiane e degli Enti interessati di questi importanti motori di crescita economica.Con riferimento al prossimo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 la Commissione europea ha proposto di innalzare le risorse per settori quali ricerca, innovazione e agenda digitale, giovani, migrazione e gestione delle frontiere, difesa e sicurezza interna, azione esterna, clima e ambiente. Al contempo si prevede che verranno ridotti finanziamenti destinati alla politica agricola comune (PAC) e alle politiche di coesione verso le quali sono rivolti gli strumenti finanziari di supporto, come il Fondo di Coesione, il Fondo di Sviluppo Regionale (FESR) e il Fondo Sociale europeo+ (FSE+).
Per l’Italia questo si traduce in una riduzione di circa 4,7 miliardi di euro di fondi per la politica agricola comune rispetto agli oltre 41 miliardi della PAC 2014-2020. Con 36,3 miliardi di euro, tuttavia, il nostro Paese sarebbe quarto per risorse totali dopo Francia (62,3 miliardi), Spagna (43,7 miliardi) e Germania (40,9 miliardi).L’Italia sarebbe in controtendenza per quanto riguarda la politica di coesione, con un aumento da 34 a 43 miliardi di euro circa rispetto alla dotazione 2014-2020, potendo destinare tali risorse a quelle che l’UE, nella futura programmazione, definisce regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise), regioni in transizione (Abruzzo, Marche e Umbria) e regioni più sviluppate (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, provincia di Bolzano, provincia di Trento, Friuli Venezia-Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio).

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