Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘agricoltura’

Parlamento europeo e politica agricola comune

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Roma. Ieri il Parlamento europeo ha approvato la proposta legislativa per la Politica agricola comune dell’Ue (PAC), in continuità con un accordo siglato all’inizio di questa settimana tra i tre maggiori gruppi parlamentari (PPE, S&D, Renew), e senza migliorie per la protezione di ambiente o clima. I deputati hanno ignorato la crescente pressione arrivata da associazioni e giovani attivisti per il clima (Fridays For Future) affinché votassero contro questo accordo, già descritto da Greenpeace come una condanna a morte per le piccole aziende agricole e l’ambiente.«Così com’è la proposta della PAC tutela solo gli interessi dei maggiori produttori industriali e dei proprietari terrieri più ricchi. Agricoltori, natura e ambiente sono stati messi da parte da una manciata di potenti deputati del Parlamento europeo, e gli obiettivi climatici dell’Ue sono ora a rischio» dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia. «Miliardi di euro di denaro pubblico spingeranno ulteriormente l’agricoltura verso la catastrofe climatica, a meno che la Commissione europea non cestini questa proposta e ricominci da zero».Secondo Greenpeace il piano approvato dal Parlamento europeo non è in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, né con la strategia “Farm to Fork” e neppure con la strategia per la biodiversità pubblicati all’inizio di quest’anno. Il Commissario europeo per l’agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha affermato che alcuni degli emendamenti concordati “non condividono la nostra ambizione per una PAC più verde ed equa”.La proposta votata oggi non va a limitare la spesa per il sistema degli allevamenti intensivi e proibirebbe ai governi nazionali di introdurre standard ambientali più elevati da rispettare per ottenere sussidi pubblici. La proposta introdurrebbe anche limiti massimi di spesa nazionale per alcuni programmi ambientali. Greenpeace chiede alla Commissione europea di ritirare la proposta per la nuova PAC, e di ripartire da zero col processo legislativo.

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Il voto europeo segna la condanna a morte dell’agricoltura europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Ieri sera i ministri dell’agricoltura, riuniti in Lussemburgo per decidere sulla PAC, hanno raggiunto un accordo in cui almeno il 20 per cento della dotazione nazionale degli aiuti diretti dovrà essere dedicata a incentivi per pratiche agronomicheverdi. In attesa di conoscere i dettagli però, e consci che il 20 per cento non è assolutamente sufficiente ad affrontare la crisi in corso, ancora una volta non si è guardato in faccia alla gravità del problema e agito con la necessaria fermezza per un cambio di rotta urgente del sistema agroalimentare europeo. I negoziati a tre, ovvero il trilogo, tra Commissione europea, Parlamento europeo e governi nazionali dovrebbero iniziare presto, sotto la presidenza tedesca del Consiglio europeo, per concludersi all’inizio del 2021. Il voto di ieri sera della plenaria del Parlamento europeo ha segnato la condanna a morte dell’agricoltura europea. Gli eurodeputati non sono riusciti a riformare la PAC (Politica agricola comune) – che plasmerà l’agricoltura Ue per i prossimi sette anni – per consentirle di affrontare la crisi climatica ed ecologica in corso.Il Parlamento Ue ha adottato un accordo preconfezionato tra i gruppi PPE, S&D e Renew, respingendo le proposte della Commissione ambiente del Parlamento Ue di tagliare i sussidi per il sistema degli allevamenti intensivi o di aumentare sostanzialmente i finanziamenti per le misure ambientali.“I deputati hanno firmato una condanna a morte per ambiente, clima e aziende agricole di piccole dimensioni, che continueranno a scomparire a un ritmo allarmante. Per oltre 60 anni, la politica agricola europea è stata cieca rispetto all’impatto dell’agricoltura sull’ambiente e il Parlamento europeo sta continuando volontariamente nella stessa direzione mentre gli scienziati avvertono che l’agricoltura deve cambiare rotta per affrontare la crisi climatica. Questo voto potrebbe rivelarsi una condanna a morte anche per gli obiettivi del Green Deal europeo” dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia.C’era così tanta insoddisfazione tra i deputati al Parlamento europeo per l’accordo presentato dai tre gruppi politici che 166 di loro, molti in opposizione alla leadership del proprio partito, hanno votato per annullare l’intera proposta della PAC e chiedere alla Commissione di tornare al tavolo di programmazione. Anche il Commissario europeo per l’agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha affermato che l’accordo raggiunto dal Parlamento è incompatibile con il Green Deal europeo.

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Agricoltura: Dall’Europa un aiuto concreto

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Dall’Europa arriva un aiuto concreto a sostegno della ripresa del settore agricolo e agroalimentare per fronteggiare la crisi da Covid e incoraggiare una reale svolta del comparto in chiave innovativa e green. E’ quanto dichiara Cia-Agricoltori Italiani esprimendo soddisfazione per il via libera della Comagri al Parlamento europeo sull’anticipo al primo gennaio 2021 dello stanziamento di oltre 8 miliardi di euro a favore del settore, a cui si aggiungono 2,6 miliardi previsti dall’accordo sul Bilancio Ue (1,22 destinati all’Italia).Per Cia, che aveva già sollecitato interventi immediati senza aspettare l’entrata in vigore della riforma Pac nel 2023, si tratta, infatti, di un’iniezione di liquidità importante accompagnata tra l’altro da quella visione strategica auspicata più volte dall’organizzazione che pone al centro del rilancio le aree rurali così come la digitalizzazione e la sostenibilità dell’agricoltura.E’ dunque, positiva la conferma da parte dell’europarlamentare Paolo De Castro, che almeno il 55% dei fondi aggiuntivi dovrà incentivare la crescita delle aree interne tramite investimenti in agricoltura di precisione, ricambio generazionale e modernizzazione dei macchinari, da tempo richiesta da Cia, con il rinnovo del parco macchine agricole in chiave competitiva e green.“Si tratta di un riconoscimento fondamentale all’agricoltura europea e italiana -ha detto il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- che ha dimostrato grande tenuta e forte responsabilità nel garantire ai cittadini cibo sano e di qualità durante il lockdown, pur subendo le conseguenze economiche di una crisi globale. Ecco perché velocizzare l’accesso alle risorse europee è necessario per permettere al settore di riassestarsi, continuando ad assicurare l’approvvigionamento alimentare e rispondere alle prossime sfide ambientali del Green Deal”.

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E’ in gioco il futuro verde dell’agricoltura italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Strasburgo. Il voto del 20 ottobre a Strasburgo sarà fondamentale per capire se l’Unione europea intende imprimere una svolta all’agricoltura del continente, approvando una riforma della Pac coerente con l’annunciato Green New Deal – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. In quella data il Parlamento europeo si riunirà infatti per dire la sua sulla riforma della Politica agricola comune proposta dalla Commissione europea.Si tratta di un’occasione unica per realizzare una riconversione ecologica e dare nuovo slancio alla lotta contro i cambiamenti climatici. Non possiamo però nasconderci che gli interessi in gioco sono molti e che non mancano le pressioni per vanificare gli sforzi fatti sinora – spiega Tiso. Il prossimo voto sarà quindi un’importante cartina di tornasole per capire la direzione che l’Europa si appresta a prendere. Le strategie dell’Unione europea ‘Farm to fork’ e Biodiversità prevedono entro il 2030 una riduzione del 50% dell’uso dei fitofarmaci e del 20% dei fertilizzanti; un taglio del 50% degli antibiotici per gli allevamenti e la conversione a biologico del 40% delle superfici agricole. Questi obiettivi possono porre le basi per un vero Green New Deal, a condizione che vengano fatti propri anche dalla Pac.Secondo Eurostat, i coltivatori dell’Unione sono diminuiti tra il 2003 e il 2013 di oltre un quarto, mentre la maggior parte dei fondi europei è destinata alle aziende del grande agribusiness. E’ una tendenza preoccupante che è ancora possibile invertire. La prossima settimana i parlamentari europei hanno finalmente la possibilità di dare il via a un processo di cambiamento che permetta di realizzare una transizione eco-sostenibile, mettendo al centro l’ambiente e uno sviluppo vicino alle persone e ai loro bisogni.

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Pomodoro Nord Italia, lavorate 2.741.982 tonnellate nel 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

È stato consegnato l’ultimo carico di pomodoro e, come ogni anno, l’Organizzazione interprofessionale OI Pomodoro da industria del Nord Italia traccia il bilancio della campagna 2020 conclusasi in anticipo, già lo scorso 2 di ottobre, rispetto al consueto. Nel Nord Italia sono state lavorate 2.741.982 tonnellate, circa il 95% di quanto era stato contrattato ad inizio campagna: un ottimo valore considerata la necessità di affrontare alcune anomalie climatiche.La campagna è iniziata nel migliore dei modi, con un’ottima primavera che ha permesso di rispettare i programmi di trapianto. La situazione si è poi complicata per l’andamento climatico che, con il perdurare di alte temperature di fine luglio, ha sottoposto il pomodoro nei campi a condizioni estreme causando la maturazione in contemporanea della materia prima la cui raccolta era programmata su più settimane. L’OI ha prontamente chiesto al Ministero delle Politiche Agricole – in questo poi supportata da OP e Regioni – l’attivazione della misura per la mancata raccolta previsti dall’OCM ortofrutticola per supportare il reddito delle aziende agricole in difficoltà per sovra maturazione. Al termine della ricognizione si attesta che la misura è stata attivata su circa 200 ettari. Anche a causa di questo fenomeno la raccolta si è conclusa precocemente terminando circa una settimana prima rispetto alla media.La produzione in campo è stata caratterizzata da alte rese – 74 tonnellate per ettaro – al confronto di una media quinquennale di circa 70 tonnellate per ettaro. Buona anche la qualità come testimonia il grado Brix di 4,82, superiore alla media. Ottime rese si registrano anche per la coltivazione biologica, grazie ad un andamento meteo climatico che non ha determinato significative problematiche fitosanitarie.A livello nazionale, sommando il dato del Centro-Sud Italia a quello del Nord Italia, si stima una produzione complessiva di circa 5,1 milioni di tonnellate.

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L’agricoltura italiana ha bisogno d’acqua

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

“I cambiamenti climatici pongono l’Italia come front office del pericolo di desertificazione nell’area del Mediterraneo; l’agricoltura italiana ha crescente bisogno di acqua, cui non si può rispondere, incrementando i prelievi dalla falda attraverso i pozzi, perché ciò comporta pericolose conseguenze sull’equilibrio idrogeologico di terreni già fragili; per questo, chiediamo alla politica precise scelte di investimento in favore dell’irrigazione collettiva come quella gestita dai Consorzi irrigui e di bonifica, esempio internazionale di innovazione. L’acqua è una risorsa di tutti e come tale va gestita nel segno della sussidiarietà, contrastando scelte individuali, che possano pregiudicare l’assetto del territorio. E’ una scelta di sostenibilità, indispensabile per confrontarsi con scelte comunitarie che, come il Deflusso Ecologico, penalizzerebbero il settore primario italiano, privilegiando impostazioni oscurantiste. Senza acqua non può esserci agricoltura e l’agricoltura è cibo per tutti. ” A tornare ad evidenziare i pericoli della “deregulation dei pozzi” e la necessità di una forte attenzione in Europa è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI) attraverso le parole del Direttore Generale, Massimo Gargano, intervenuto ad un convegno sul futuro dell’irrigazione, organizzato ad Arezzo dal Consorzio di bonifica Alto Valdarno; nell’occasione, il neo Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha voluto siglare, tra i primi atti, il Patto per l’Acqua, impegnandosi a creare nuove infrastrutture irrigue, superando la logica dell’approvvigionamento autonomo, che danneggia l’ambiente, non ha margini di innovazione, ha costi importanti per le imprese agricole riducendone i redditi ed incide negativamente sulla competitività delle produzioni sui mercati.In quest’ottica ed in previsione degli impegni per il Recovery Fund, i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno presentato al Governo 858 progetti definitivi ed esecutivi, cioè cantierabili, per l’efficientamento della rete idraulica nazionale; potrebbero garantire oltre 21.000 posti di lavoro, grazie ad un investimento di circa 4 miliardi e 339 milioni di euro.“E’ un contributo concreto per un Paese, che è agli ultimi posti nella capacità di utilizzo delle risorse europee – conclude Gargano – Dopo di noi, solo Croazia, Romania e Spagna.”

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Agricoltura: Il tavolo apistico a lavoro per una strategia nazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2020

Avviare un confronto per superare le criticità trovando soluzioni condivise e addivenire ad una strategia nazionale. Questi gli obiettivi che si pone il tavolo apistico riunitosi in videoconferenza alla presenza di Giuseppe L’Abbate, Sottosegretario alle Politiche agricole con delega al settore. L’importanza delle api è sempre più riconosciuta a livello comunitario, tanto da essere l’unico comparto a vedersi aumentare i fondi a disposizione con la nuova PAC, Politica Agricola Comune, dagli attuali 7 ai circa 14 milioni di euro. In Italia, è di recente emanazione il decreto che stanzia 2 milioni di euro previsto dalla Legge di Bilancio 2019, che prevede il finanziamento di alcune misure di rilancio per il settore.”Fondamentale per l’ambiente e la biodiversità, il comparto apistico risulta strategico per le sfide che l’Unione europea si pone per il futuro: dal Farm to Fork al Green Deal – dichiara il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate – I cambiamenti climatici, le fitopatie e gli attacchi di parassiti mettono a rischio la produzione di miele, costretta oramai ad un andamento oscillante. Per questo è necessario realizzare strumenti finanziari in grado sia di fronteggiare i danni da calamità sia di garantire una stabilizzazione del reddito degli apicoltori, mutuando ciò che è stato già messo in pratica per altri settori. D’altro canto, risulta importante tutelare le produzioni nazionali di qualità dalle importazioni di mieli esteri, soprattutto di quelli contraffatti provenienti spesso dai mercati asiatici. L’Ispettorato Repressione Frodi – prosegue L’Abbate – svolge accurati campionamenti con strumentazione all’avanguardia ed i controlli non si sono fermati neppure durante il lockdown. In ottica futura, ci concentreremo sull’ammodernamento normativo, sulle modalità di utilizzo delle ulteriori risorse previste con la PAC e su come intervenire nell’ambito dell’ecoschema. Sono fiducioso che – conclude il Sottosegretario – il percorso intrapreso porterà risultati concreti a beneficio di un settore dall’importanza crescente e sempre più determinante per la comunità europea del futuro?”

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Agricoltura: finanziamenti al fondo di garanzia

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Prosegue al ritmo di 10 milioni di euro al giorno, festivi inclusi, la presentazione di richieste di garanzia al fondo per le piccole e medie imprese da parte del comparto agricolo. Infatti, ad appena due mesi dall’avvio dell’apertura al comparto primario del Fondo gestito da Mediocredito centrale, l’ammontare dei finanziamenti ha raggiunto quasi i 400 milioni di euro su un totale di 3.579 operazioni. Soddisfacente anche l’importo medio della singola pratica pari a 110mila euro, segno che le banche stanno istruendo pratiche più complesse di quelle sino a 30mila euro, notoriamente più semplici grazie alla garanzia statale al 100%. La palma dell’istituto di credito più operativo spetta a Banca Intesa con circa 109 milioni di euro di pratiche istruite, con un valore medio di 203mila euro per ogni pratica, che da sola rappresenta il 27,5% del totale finanziato. Secondo il Banco BPM (31 milioni di euro), terza Ubi (24 mln) che con 947 operazioni è quella più attiva con le pratiche. Tra i territori che attingono maggiormente al fondo troviamo la Toscana con 51,7 milioni di euro, seguita dal Veneto con 50,3 mln e Lombardia con 47,3 milioni. Quest’ultima è in testa alle pratiche presentate, ben 372, a cui seguono Puglia (353) e Piemonte (302). Il Fondo dispone di un modello in grado di “leggere” le capacità degli imprenditori, così da far comprendere agli Istituti le potenzialità di rientro dal credito erogato. Il parametro per la concessione del finanziamento garantito, infatti, può essere il fatturato, l’ammontare dei salari oppure le spese per gestione e investimenti relative ai 18 mesi successivi alla richiesta. Ad oggi, però, le garanzie gratuite per prestiti strutturati coprono sino al 90% per la durata di massimo 6 anni, con uno o due anni di pre-ammortamento: il comparto primario, viste le sue peculiarità, necessita fortemente di un allungamento dei tempi. Per questo si rende necessario superare il vincolo temporale attraverso i regolamenti in esenzione, su cui deve esprimersi il Senato.​

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Promuovere lo sviluppo dell’agricoltura nel Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2020

Significa sostenere in primis le piccole e medie imprese che non possono contare sulle risorse della grande agroindustria – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il premier Conte ha dichiarato oggi di voler realizzare un piano di resilienza che sia motore di vero sviluppo, in particolare al Sud, per ridurre il divario tecnologico e aiutare le aree interne che stanno pagando il prezzo più alto della crisi. Un tale programma può avere successo se si fonda su una corretta valutazione delle vere priorità del nostro tessuto produttivo.A differenza delle multinazionali dell’agribusiness, i piccoli e medi coltivatori hanno bisogno di un sostegno pubblico mirato per poter competere sui mercati e dotarsi dei beni capitali e della tecnologia necessaria per stare al passo con i tempi – spiega Tiso. Investimenti di questo genere consentono un grande ritorno non solo in termini di produttività, ma anche di cura del territorio e di protezione dell’ambiente. Si tratta di benefici non facili da quantificare, ma che vanno oltre il profitto delle singole aziende per estendersi all’intera collettività. L’agenda del Governo sta prendendo forma, definendo obiettivi che appaiono per lo più condivisili. Quello che ancora manca è un dibattito aperto e serrato sui mezzi e sugli strumenti che saranno messi in campo per raggiungerli. Occorre passare dalle dichiarazioni di principio alla strategia concreta per capire se stiamo andando nella giusta direzione.

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I veri bisogni dell’agricoltura

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Portare l’agricoltura al centro delle politiche di spesa del Recovery Fund è un obiettivo condiviso dagli attori del settore primario, ma sui mezzi per raggiungerlo non c’è ancora accordo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La ministra Bellanova ha ribadito il suo impegno in questa direzione, sottolineando che le nuove risorse non possono essere sprecate e devono creare ricadute a lungo termine e buona occupazione. Restiamo tuttavia convinti che per utilizzare i fondi dell’Europa in modo proficuo sia necessario un tavolo allargato, in cui tutte le realtà del settore possano avanzare proposte e osservazioni sulle priorità di investimento.In queste settimane abbiamo chiesto di avviare un processo di consultazione che metta i decisori nelle condizioni di fare le scelte più opportune per il rilancio dell’agricoltura, ma non abbiano finora ricevuto risposta dal ministero dell’Agricoltura – spiega Tiso. Ci sembra logico e opportuno che un tale lavoro sia svolto prima che l’esecutivo disegni le nuove linee della politica agricola. La Bellanova ha giustamente ricordato che nei prossimi tre anni si getteranno le basi per i successivi 30, e che dal sistema agroalimentare dipende una buona fetta del futuro del Paese. Sono dichiarazioni che condividiamo in pieno e che rafforzano le ragioni di quanti richiedono un dibattito partecipato per poter cogliere le opportunità offerte dal Recovery Fund.

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Puglia: restituire agli agricoltori le certezze perdute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Grazie alla conferma alle urne, il presidente Michele Emiliano ha l’opportunità di porre rimedio agli errori commessi nella precedente legislatura e di restituire agli agricoltori pugliesi le certezze perdute – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La nuova giunta non può che ricominciare dai nodi in cui si era incagliata: Programmi di Sviluppo Rurale; semplificazione della burocrazia; rilancio del settore olivicolo e un piano di contrasto efficace per debellare la Xylella. Ad Emiliano va il merito di aver riconosciuto i punti deboli dell’amministrazione da lui guidata. Ci auguriamo che questa consapevolezza si traduca ora in azioni concrete per fornire agli agricoltori pugliesi gli strumenti di cui hanno bisogno per assicurarsi redditi adeguati, ma anche risorse per investire nell’innovazione e nel contrasto ai cambiamenti climatici, che in questa regione causano sempre più spesso calamità naturali e danni alle colture – continua Tiso.Il dipartimento Agricoltura della Regione Puglia ha annunciato in questi giorni di aver sbloccato finanziamenti del Psr Puglia 2014-2020 per 660 imprese, per un ammontare di oltre 135 milioni di euro. Secondo quanto rende noto lo stesso dipartimento, sarà inoltre possibile attivare aiuti per 155 milioni a favore dei progetti di 800 giovani. Speriamo che questo sia solo il primo passo e che la politica diventi di nuovo protagonista in senso positivo, affinché gli agricoltori non siano più costretti a ricorrere alla giustizia per vedere riconosciuti i loro diritti.

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Corsi Gratuiti per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Stimolare la competitività del settore agricolo, garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali, realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali favorendo la creazione e il mantenimento di posti di lavoro. Sono questi gli obiettivi strategici del Programma di sviluppo rurale (PSR), ovvero lo strumento del Fondo Europeo Agricolo (FEASR) attraverso il quale la Regione Lazio realizza gli interventi di sviluppo del settore.Tra le diverse azioni messe in campo dal PSR, l’ente di formazione Centro Europeo di Studi Manageriali propone, in riferimento alla Misura 1 “Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione”, due nuove iniziative riservate agli addetti del settore agricolo e forestale.I corsi di formazione e aggiornamento sono finalizzati ad acquisire competenze utili al miglioramento della competitività nelle aziende agricole e forestali del territorio, in particolare quelle che vogliono affacciarsi nel contesto internazionale.Le iniziative completamente gratuite, si terranno presso la sede del Centro Europeo di Studi Manageriali di Latina e sarà possibile scegliere tra due edizioni: una con un modulo di 60 ore di lingua Inglese, l’altra con un modulo della stessa durata di lingua Tedesca.Per poter presentare la propria domanda di adesione è necessario possedere alcuni requisiti definiti dai rispettivi bandi tra cui: essere addetti del settore agricolo, alimentare e forestale operanti nel Lazio; essere maggiorenni; aver assolto all’obbligo scolastico; non avere formalizzato ulteriori richieste di adesione per la stessa tipologia di corso presso altri enti di formazione.La domanda di ammissione ai corsi redatta in carta semplice con allegata la documentazione relativa al possesso dei requisiti richiesti, deve pervenire entro il termine improrogabile del giorno 16/10/2020 alle ore 17.30 presso una delle sedi di seguito indicate:Via Lavanga 97/99 – 04023 Formia (LT)Via Bruxelles n°30 Scala N – 04100 Latina (LT) Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare i seguenti recapiti: Tel. 0771.771676. Ulteriori informazioni sono reperibili nei rispettivi bandi scaricabili dal sito http://www.centroeuropeo.it

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Una ripresa “verde” per l’agricoltura europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Lo chiedono in una dichiarazione pubblicata questa mattina 198 decisori politici, imprenditori, associazioni di categoria, Ong e think tank riuniti sotto la guida di Janez Potocnik, ex commissario europeo per l’ambiente dal 2009 al 2014 e attuale presidente della Fondazione RISE e del Forum per il futuro dell’agricoltura, dichiarazione resa nota e condivisa oggi nel nostro Paese dalle associazioni della Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura. La prossima Pac ammonterà probabilmente a quasi 400 miliardi di euro a cui si uniranno i fondi del Recovery Fund: il voto del Parlamento europeo darà quindi un indirizzo chiaro su come spendere oltre il 32% del Bilancio Ue nei prossimi sette anni e, considerata l’entità delle risorse pubbliche destinate all’agricoltura, determinerà se questo settore primario fornirà il supporto necessario all’Unione europea per raggiungere gli obiettivi del Green Deal o se remerà in direzione diametralmente opposta, rimanendo ancora come ora vicina agli interessi di pochi.Nella dichiarazione, l’ex Commissario per l’Ambiente chiede che il denaro dei contribuenti dell’UE sia utilizzato in modo prioritario per il passaggio da una politica di sussidi verso una politica che fornisca gli strumenti necessari ad aiutare gli agricoltori nella transizione verso un modello sostenibile a lungo termine.La dichiarazione ha ricevuto un sostegno senza precedenti da parte di tutti i settori, compresi 21 eurodeputati e altri stakeholder influenti (per un elenco ristretto di stakeholder più influenti, vedi qui) e dimostra un forte impegno a costruire un nuovo sistema agricolo rispettoso dell’ambiente a beneficio delle persone, della natura e del pianeta. All’inizio di quest’anno, inoltre, oltre 3600 scienziati di 63 Paesi hanno chiesto una radicale riforma della Pac mentre la Corte dei conti Ue ha dichiarato che “la maggior parte dei finanziamenti della Pac ha uno scarso impatto positivo sulla biodiversità” come confermato da un ultimo studio pubblicato di recente sulla rivista scientifica People and Nature che evidenzia come l’attuale Pac e il modello di agricoltura intensiva che essa promuove conduca direttamente alla perdita di biodiversità, all’inquinamento dell’acqua e dell’aria, all’eccessiva estrazione dell’acqua e contribuisca alla crisi climatica.“È quindi davvero giunto il momento di una modifica radicale dei sistemi agricoli europei che garantisca la salute dell’ambiente e dei cittadini e la sicurezza alimentare a lungo termine” dichiarano le associazioni della Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura che condividono l’appello lanciato da Janez Potocnik ed auspicano che il nostro Governo, con la Ministra Teresa Bellanova, faccia proprio questo appello già nel prossimo Consiglio AgriFish dei Ministri dell’Agricoltura europei che si terrà il prossimo lunedì, 21 settembre, sostenendo una reale condizionalità rafforzata e un budget minimo obbligatorio dedicato agli Ecoschemi nel primo pilastro della PAC”.

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Le risorse disponibili all’agricoltura italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Ora che la Commissione europea ha fatto chiarezza sulle risorse che saranno a disposizione dell’agricoltura italiana, è ancora più urgente la convocazione di un tavolo che riunisca operatori e associazioni del settore per discutere sul modo migliore di impiegare il Recovery Fund – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro.Secondo la direzione generale Bilancio della Commissione europea, nel periodo 2021-2017 il nostro Paese potrà contare su circa 38,7 miliardi di fondi europei per finanziare le sue politiche agricole, così suddivisi: 25,4 miliardi per i pagamenti diretti; 10,7 per lo sviluppo rurale (9,8 miliardi dal bilancio e 925 milioni dal Recovery Fund); 2,3 miliardi per i programmi vino; 242 per l’olio d’oliva e 36 milioni per il miele.Nonostante la grande attenzione che il Recovery Fund ha catalizzato, il primo elemento che salta all’occhio è l’esiguità delle risorse previste da questo strumento rispetto al finanziamento complessivo destinato al settore primario – continua Tiso. C’è però anche un problema di qualità degli investimenti, che dovranno essere selezionati con cura per sostenere la competitività e migliorare la dotazione infrastrutturale delle nostre aziende agricole, mettendole nelle condizioni di competere sui mercati internazionali.Anche la tempistica dei finanziamenti avrà il suo peso, per questo chiediamo che le risorse del Recovery Fund siano rese disponibili già a partire dal 2021 per realizzare i tempi brevi un piano di investimenti. Ma ribadiamo che quest’ultimo potrà produrre un vero rilancio soltanto se il Governo terrà conto delle esigenze di tutte le forze produttive della nostra agricoltura.

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Europa ed agricoltura biologica

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Con la decisione di stanziare 40 milioni di euro per la promozione all’estero dei prodotti europei, Bruxelles lancia un chiaro segnale a cui i Governi sono chiamati a rispondere – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Positiva è anche la consultazione pubblica avviata dall’Unione europea per raccogliere osservazioni di cittadini, autorità nazionali e operatori sul piano d’azione per l’agricoltura biologica promosso dalla Commissione.Siamo felici che l’Europa investa nuove risorse per creare le condizioni necessarie per realizzare il Green New Deal. Le contraddizioni tuttavia non mancano, come dimostra il caso della normativa Ue sull’agricoltura biologica, rimandata al 2021 per il nodo irrisolto dei residui dei fitofarmaci che rischiano di penalizzare i Paesi più virtuosi come l’Italia. Nel nostro Paese, inoltre, la nuova legge sul bio è ferma da oltre due anni in attesa del voto del Senato. Occorre evitare ulteriori ritardi per dare maggiori certezze agli operatori della filiera – avverte Tiso.Più in generale, vorremmo che non si affermasse una visione riduzionista del biologico, che guardi soltanto ai limiti e ai vincoli necessari. Quello biologico è infatti un metodo di coltivazione che prevede un approccio completamente diverso all’agricoltura e abbraccia il nostro rapporto complessivo con l’ambiente circostante. In quest’ottica, vanno valutati attentamente anche possibili rischi e conseguenze di alcune tecnologie – come per esempio quelle legate agli organismi geneticamente modificati – spesso promosse come soluzioni a basso impatto ambientale, ma che modificano in modo sostanziale gli equilibri dell’ecosistema. I numeri del biologico in Italia aiutano a comprendere le grandi potenzialità del settore. Il nostro Paese ha visto negli ultimi dieci anni quasi raddoppiare le superfici coltivate con metodi sostenibili, con un aumento del 76% dal 2010. Nel complesso i terreni coltivati a biologico sfiorano i 2 milioni di ettari, equivalenti al 15,5% della superficie totale, mentre sono ben 79mila le aziende attive in questo settore che ha un valore stimato di oltre 4 miliardi l’anno. Sono numeri che indicano una chiara tendenza che i Governi hanno il compito di favorire facendo scelte lungimiranti.

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Agricoltura: Rilanciare il settore

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Solo un dibattito inclusivo e un confronto continuo può rilanciare l’agricoltura e favorire il superamento della crisi economica – dichiara Andrea Michele Tiso. Per questo guardiamo con favore alla proposta di un forum permanente che coinvolga gli operatori della filiera agroalimentare, dalle aziende agricole fino a quelle che si occupano di logistica e commercio. Per avere successo, una simile iniziativa deve però includere tutte le realtà attive nel settore agroalimentare. Senza una rappresentanza capillare e un accesso allargato, il forum non può rispecchiare le reali esigenze del settore primario né farsi promotore di proposte davvero innovative.Il settore agroalimentare italiano è molto variegato. Accanto ai grandi operatori, ci sono migliaia di piccole e medie aziende che hanno bisogno di strumenti e misure ad hoc per restare sul mercato – continua Tiso. Sono queste ultime a costituire il vero tessuto produttivo della nostra agricoltura e a custodire il potenziale per cambiare le regole del gioco, dando il via a una rivoluzione verde. Per questo è importante che la loro voce sia ascoltata. Se il Green New Deal riscuote un consenso unanime, sulle modalità della sua realizzazione non mancano le divergenze. Crediamo che l’innovazione debba giocare un ruolo importante, ma siamo anche convinti che un’agricoltura verde non possa ignorare i possibili pericoli e le incognite di tecnologie molto invasive, come per esempio gli Ogm. Un deciso cambiamento di rotta è necessario a livello europeo per passare da un’agricoltura intensiva a metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente. Se il forum permanente vedrà la luce, ci auguriamo quindi che la svolta agroecologica sia in cima alla sua agenda.

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Confeuro: Non c’è ripresa senza agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

I nuovi fondi europei per la ripresa non possono trascurare il settore agroalimentare che si è rivelato fondamentale per superare l’emergenza coronavirus – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Con l’approvazione del Recovery Fund l’Europa ha compiuto il primo passo, ma dalla sua efficace ripartizione dipende buona parte del suo successo.
L’Unione europea ha stanziato 750 miliardi di euro per sostenere le economie dei Paesi membri e realizzare il Green New Deal. Le risorse devono ora essere allocate in modo equilibrato tra i vari settori produttivi. Crediamo che all’agroalimentare debba spettare il giusto riconoscimento per aver sostenuto sulle sue spalle buona parte del peso dell’emergenza, mentre altri settori sono stati costretti a chiudere – continua Tiso.Secondo la Commissione europea, il 30% del Recovery Fund dovrà essere investito per rendere possibile una svolta verde. Stabilendo l’obiettivo della transizione energetica, Bruxelles ha fissato un traguardo condivisibile e ambizioso. Per raggiungerlo tutti i settori devono essere protagonisti della conversione sostenibile: dall’industria alla mobilità, all’agricoltura.Non può esserci alcuna transizione energetica se l’agricoltura non verrà coinvolta nella ripresa a livello nazionale ed europeo. Per una nuova qualità dell’ambiente non basterà infatti ridurre le emissioni industriali e degli autoveicoli. E’ indispensabile abbattere anche l’uso di fertilizzanti e pesticidi – tra le principali cause di inquinamento atmosferico insieme con gli allevamenti industriali – e introdurre metodi di produzione agroecologici, gli unici che possono assicurare crescita equilibrata e rispetto dell’ambiente.

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Governo non dimentichi agricoltura nel superbonus Hi-Tech

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Un superbonus fiscale che incentivi gli investimenti tecnologici in agricoltura con la possibilità di cessione del credito d’imposta o lo sconto in fattura, come per gli sgravi per le ristrutturazioni domestiche previsti dal Dl Rilancio. E’ questa la proposta di Cia-Agricoltori Italiani, dopo le recenti dichiarazioni del Sottosegretario al Lavoro, Francesca Puglisi, sulle misure in favore dell’innovazione tecnologica allo studio del Governo e chiede, dunque, all’esecutivo di non dimenticare l’agricoltura, coinvolgendo non solo i produttori ma tutti gli attori della filiera agroalimentare.“L’agricoltura non è più la Cenerentola dell’economia nazionale quando si parla di tecnologia e mantiene un dialogo costante con il mondo delle università e della ricerca –sottolinea Dino Scanavino, presidente Cia-. Il giro d’affari dell’agricoltura 4.0 in Italia ha toccato quota 450 milioni di euro con una crescita del 22% su base annua e comprende tutto il complesso di tecnologie usate dalle nostre aziende per migliorare le rese e la sostenibilità delle coltivazioni, la qualità dei prodotti finali e le condizioni dei lavoratori”.“Per continuare a produrre cibo fresco e sano, gli agricoltori dovranno puntare sempre più all’integrazione con l’Hi-Tech –chiosa Scanavino-, utilizzando tutte le risorse messe in campo dalla scienza per affrontare con strumenti efficaci le conseguenze del climate change e del dilagare delle fitopatie. Un superbonus fiscale che acceleri questo processo darebbe continuità agli sforzi già compiuti dal Governo a sostegno dell’innovazione rurale nell’ultima manovra e favorirebbe lo sviluppo economico dell’intero comparto agroalimentare, nel momento così delicato di rilancio del Paese dopo il lockdown”.

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Più incentivi ad una agricoltura sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Coniugare sostenibilità economica e ambientale è tra i primi obiettivi della transizione ecologica dell’agricoltura – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Affinché ciò avvenga, i coltivatori devono essere messi nelle condizioni di convertire i loro metodi di produzione attraverso incentivi e regole che riducano al minimo i rischi e massimizzino i vantaggi della scelta agroecologica. In caso contrario, come ha sottolineato la ministra Bellanova, il pericolo è l’abbandono dei terreni e un territorio sempre più fragile e in balia dei cambiamenti climatici.Nel suo ultimo intervento, la ministra per le Politiche agricole ha rinnovato il suo impegno per far sì che l’Europa allochi più risorse a favore dell’agricoltura, ponendo particolare enfasi sulla sostenibilità economica – prosegue Tiso. Crediamo che non possa esserci sostenibilità economica senza sostenibilità ambientale. Per comprenderlo basta allargare l‘orizzonte e valutare i possibili effetti sull’intera società di una svolta verde dell’agricoltura. Per questo la partita che si sta giocando in Europa sarà decisiva. In Italia, nel 2018, gli ettari di superfici coltivate a biologico hanno sfiorato i 2 milioni, con un incremento rispetto all’anno precedente di quasi il 3%. Si è inoltre registrata una crescita non solo in termini di superfici, ma anche di soggetti coinvolti nel settore. Nello stesso anno la superficie biologica coltivata in Italia equivaleva all’estensione della Puglia, ovvero al 15,5% del totale della superficie agricola utilizzata, contro una media nei Paesi Ue che si ferma al 7%. Sono numeri che delineano una chiara tendenza che va sostenuta con misure ad hoc. Siamo leader in Europa e vogliamo continuare ad esserlo.

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Agricoltura: Testi Unici per settori produttivi

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

Snellire le normative agricole attraverso la definizione di Testi Unici su settori chiave per il Made in Italy, come già fatto per il vino; consentire la cessione del credito d’imposta previsto dal piano nazionale “Impresa 4.0” agli agricoltori che ne sono beneficiari; estendere l’ecobonus al 110% anche ai fabbricati rurali; eliminare l’obbligo di denuncia dei depositi di carburante per usi privati, agricoli e industriali. Queste le richieste principali di Cia-Agricoltori Italiani al Governo, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del Dl Semplificazioni, ora al Senato.Nel dettaglio, secondo Cia, sono più che mai necessari strumenti agili di semplificazione per il lavoro agricolo, da affiancare a uno snellimento delle norme, attraverso l’introduzione del Testo Unico anche in altri settori, come la zootecnia, per riunire in un unico atto tutte le regole e le disposizioni in materia, in modo snello e sistematico.In una fase in cui la ripresa del sistema produttivo passa necessariamente anche per l’innovazione, è necessario consentire ai soggetti beneficiari del credito d’imposta del piano “Impresa 4.0”, tra i quali gli agricoltori, la possibilità di optare per la cessione, anche parziale, del credito stesso. Un’opzione strategica di semplificazione -spiega Cia- che potrebbe allargare la platea dei destinatari e ampliare gli investimenti in digitalizzazione, come previsto dal piano del Mise e in linea con le sfide del Next Generation Eu.Per Cia, inoltre, è opportuno far rientrare nel super ecobonus al 110% anche i fabbricati agricoli (come stalle, depositi, magazzini) e gli agriturismi, sempre in un’ottica di riqualificazione ed efficientamento energetico anche a tutela dell’ambiente, con soluzioni ad alto contenuto tecnologico, dai cappotti termici alla domotica. Infine, per proseguire sulla strada della sburocratizzazione in agricoltura, Cia chiede la soppressione, con il Decreto Semplificazioni, dell’obbligo di denuncia dei depositi di carburante per usi privati, agricoli e industriali, per ora prorogato al primo gennaio 2021.

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