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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘agricoltura’

Agricoltura: Legge su piccole produzioni locali

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

“Valorizzare i prodotti tipici locali e tutelare le nostre piccole realtà agricole territoriali: sono questi gli obiettivi che si prefigge la legge sulle piccole produzioni di origine locale. Una norma che offre risposte concrete alle richieste che provengono dagli agricoltori più piccoli, che spesso operano in zone interne o montane. I piccoli imprenditori agricoli, apistici e ittici saranno così incentivati nel promuovere, valorizzare, trasformare e vendere direttamente i loro prodotti”. Lo dichiara il deputato Dedalo Pignatone (M5S) durante la sua dichiarazione di voto sulla proposta di legge sulle ‘Piccole produzioni locali’, approvata in Aula a Montecitorio e che ritorna al Senato per la definitiva approvazione. “Rafforziamo il legame tra produttore e consumatore – prosegue -, valorizzando il concetto di filiera corta e km zero, e proteggendo il reddito delle aziende agricole permettendo al produttore di ottenere prezzi migliori. Oltre al marchio ‘Piccola Produzione Locale’, seguita dal nome della località, la legge rende partecipi gli istituti tecnici e professionali a indirizzo agrario e alberghiero-ristorativo che, nello svolgimento della propria attività didattica, producono o trasformano piccole quantità di prodotti primari e trasformati, valorizzando dunque la formazione dei giovani”.“Solo pochi anni fa, le piccole produzioni locali sembravano destinate a essere dimenticate, in quanto sinonimo di arretratezza, oggi invece rappresentano uno degli elementi strategici di valorizzazione del mondo rurale e, di conseguenza, un’opportunità di sviluppo per interi territori. Siamo convinti che il settore agroalimentare italiano rappresenti uno degli elementi strategici di rilancio del mondo rurale e di conseguenza una opportunità di sviluppo economico” conclude.

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Agricoltura e avversità atmosferiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2021

“Troppo spesso assistiamo a danni alle coltivazioni causati da avversità atmosferiche straordinarie, come grandine, raffiche di vento o piogge abbondanti, con gravi conseguenze per la redditività degli imprenditori agricoli. Gli indennizzi, quando sono presenti i requisiti per essere riconosciuti, sono purtroppo tardivi e spesso insufficienti e, comunque, non rappresentano strumenti di difesa e prevenzione. Ecco perché, al netto dell’esortazione a sottoscrivere le polizze assicurative per le quali il Ministero delle Politiche agricole riconosce agevolazioni, ho presentato un emendamento al Decreto Sostegni Bis che mira ad incentivare gli investimenti in azioni di prevenzione, volte a ridurre le conseguenze delle calamità naturali”. Lo dichiara la deputata Maria Marzana, esponente M5S in commissione Agricoltura.“Sono sempre maggiori e più evoluti gli strumenti presenti sul mercato per proteggere le colture – prosegue – Dare un supporto agli agricoltori ad adottare la soluzione migliore per difendersi dalle avversità significa sostenere la loro redditività e competitività nonché usare un approccio alla gestione del rischio che consente di agire preventivamente, riducendo di danni e limitando l’impiego di risorse per compensare le perdite” conclude.

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Agricoltura: Rifinanziamento della nuova Sabbatini

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2021

“Auspichiamo che le rassicurazioni governative sul rifinanziamento della ‘Nuova Sabatini’, fornite in risposta a una interrogazione di Luca Sut, capogruppo M5s nella commissione Attività produttive, diventino presto realtà. È necessario, infatti, riattivare quanto prima una misura che rappresenta uno dei principali strumenti agevolativi nazionali che persegue l’obiettivo di rafforzare il sistema produttivo e competitivo delle piccole e medie imprese, agricole e agroalimentari in particolare, attraverso il sostegno all’acquisto o leasing di macchinari, impianti, beni strumentali, attrezzature, hardware e beni immateriali come software e tecnologie digitali a uso produttivo”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) in merito alla misura del Ministero dello Sviluppo economico ‘Beni strumentali – Nuova Sabatini’ che ha visto la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande a partire dallo scorso 1° giugno.“Grazie alle modifiche introdotte nell’ultima Legge di Bilancio – prosegue L’Abbate – che hanno permesso l’erogazione in un’unica tranche del contributo, a fronte delle sei precedenti, si è registrato un boom di richieste nell’ultimo periodo che ha visto prosciugare le risorse a disposizione, pari a 93 milioni di euro. E’ necessario che il rifinanziamento avvenga in tempi celeri per non rallentare la ripresa post-pandemia e vengano così agevolati gli investimenti”. “Si tratta, del resto, di una misura di successo che, dal 2014, ha visto più di 67.000 imprese beneficiarie con un investimento medio di circa 200mila euro. L’ammontare complessivo di finanziamenti concessi dalle banche, a valere sulla misura, supera i 25 miliardi di euro, per un numero complessivo di domande ricevute pari a 126.237 con un contributo erogato di circa 2,1 miliardi di euro” conclude.

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Agricoltura: superare la crisi cerasicola in Puglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

“In questi giorni assistiamo alla terza crisi cerasicola pugliese in appena sei anni, con proteste eclatanti e disperate dei produttori locali che si ripetono purtroppo ciclicamente. Eventi che testimoniano come non siano più rinviabili quelle riforme necessarie per il futuro del comparto che si racchiudono nell’organizzazione dei produttori, nell’istituzione della Commissione Unica Nazionale per le ciliegie e nello stop alle cosiddette pratiche commerciali sleali”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura e già Sottosegretario alle Politiche agricole nel Governo Conte II, a seguito delle proteste di questi giorni dei cerasicoltori della provincia di Bari dove si concentra il 34% circa della produzione nazionale per il netto divario tra i prezzi di acquisto delle ciliegie e di vendita al pubblico nella grande distribuzione organizzata. “Crisi vuol dire che c’è un mondo che cambia: un mondo vecchio che va a casa e uno nuovo che arriva. Dunque all’imprenditore agricolo (si badi bene “imprenditore agricolo” non hobbista o part-time) non basterà attendere il ritorno di buoni prezzi ma dovrà accettare l’obiettivo della competitività e cambiare. L’imprenditore agricolo deve perseguire tre obiettivi fondamentali per il successo dell’impresa: programmazione, organizzazione e marketing – prosegue L’Abbate (M5S) – Le vecchie politiche di mercato sono superate e inattuabili nel futuro e la sostenibilità sarà sempre più finanziata dalla PAC (Politica Agricola Comune). Fondamentale sarà dare valore aggiunto alle produzioni. Occorre, dunque, uscire dalla logica delle commodity: per questo il progetto di istituire una IGP ‘Ciliegia di Terra di Bari’, avviato nel 1997 dalla Provincia di Bari a cura del compianto Prof. Godini dell’Università di Bari, andrebbe ripreso. Altra parola d’ordine dell’imprenditore agricolo è ‘diversificazione’ – spiega il deputato 5 Stelle – La diversificazione delle attività migliora il flusso di cassa e rende più elastica l’impresa, permettendo una compensazione interna. Ad esempio, tutti i dati ci dicono che resiste meglio alle crisi di mercato l’azienda frutticolo-zootecnica piuttosto che l’azienda frutticola specializzata”. Risulta fondamentale, poi, costruire reti di imprese perché l’imprenditore isolato non ha futuro. “Gli strumenti normativi ci sono da tempo e la politica non può sostituirsi ai privati e imporre per legge quell’aggregazione che darebbe forza agli agricoltori, parte debole della filiera rispetto a quella degli acquirenti, industrie di trasformazione e distributori, anche per la possibilità che hanno quest’ultimi di differenziare il prodotto e per il minor grado di concentrazione del settore agricolo rispetto a quelli a valle della filiera – dichiara L’Abbate (M5S) – Questa asimmetria amplia la sproporzione tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo e favorisce le pratiche commerciali sleali su cui siamo recentemente intervenuti recependo le norme di contrasto e su cui si attende, a breve, l’emanazione del decreto legislativo da parte del ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.“Infine – conclude il parlamentare 5 Stelle – un ulteriore strumento a disposizione degli agricoltori è la Cun. La Commissione Unica Nazionale, divenuta legge grazie ad un mio emendamento, permetterebbe di conferire trasparenza, compattezza, prezzi più equi e di mercato all’intera filiera. Tocca però ai produttori richiederne l’istituzione e fare in modo che le prerogative normative vengano poi, di fatto, rispettate nella Cun affinché i loro diritti alla redditività siano garantiti”.

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La Pietra (FdI): Mettere l’agricoltura al centro dell’agenda politica nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

“Nei confronti della nostra agricoltura da Enrico Letta c’è un evidente atteggiamento snob tipico della sinistra, che ritiene che i campi italiani siano ancora come le piantagioni di cotone del Sud America dell’Ottocento. In Italia non si coltiva cotone, ma eccellenze. Soltanto una mancanza di conoscenza del settore o, molto probabilmente, un atteggiamento buonista sull’immigrazione può portare a dire che nei nostri campi dobbiamo aumentare gli immigrati. E questo non tanto perché l’agricoltura ne ha bisogno, ma piuttosto perché questa sinistra non è in grado di gestire il fenomeno dell’immigrazione. La nostra agricoltura è fatta in maggior parte da aziende specializzate, dove innovazione e sviluppo vanno di pari passo, dove c’è bisogno di specializzazione e non di bassa manovalanza. Da sempre i nostri agricoltori si sono avvalsi di manodopera straniera, ma sempre specializzata ed è per questo che le associazioni durante la stagione dei raccolti dell’anno scorso chiedevano l’apertura dei corridoi verdi e non certo la sanatoria del ministro Bellanova che, peraltro, si è dimostrata un vero flop. Il vero problema non è la mancanza di giovani, peraltro costretti loro ad emigrare per trovare un posto di lavoro, ma piuttosto la mancanza di redditività degli agricoltori che vedono il loro prodotto pagato spesso al di sotto dei costi di produzione, mentre sui banchi al consumatore i prezzi sono 10 volte superiori. Occorrono politiche di sviluppo, come un piano nazionale per la meccanizzazione che permetta un rinnovamento dei macchinari in agricoltura. Maggiori risorse e incentivi, con regole chiare per le filiere e i distretti che diano maggior valore ai prodotti. In sostanza, l’agricoltura deve essere al centro dell’agenda politica nazionale e non certo la cenerentola dell’economia”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, capogruppo in Commissione Agricoltura.

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Giornata Ambiente: Cia, agricoltura in prima linea. Solo 7% di emissioni

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

L’agricoltura oggi pesa solo il 7% circa sul totale delle emissioni prodotte che si riversano sull’ambiente. Un impegno sulla strada della sostenibilità che in Italia va avanti da anni: diminuisce drasticamente l’uso di chimica impattante; crescono le superfici biologiche e le agroenergie; si riduce di netto il consumo d’acqua grazie all’irrigazione di precisione; aumenta la manutenzione del verde, nelle aree rurali e urbane, realizzata dagli agricoltori. Così Cia-Agricoltori Italiani, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente che si celebra domani 5 giugno, fa il punto sul settore e lancia il suo piano per il futuro: l’agricoltura è pronta a cogliere la sfida del Green Deal europeo, così come gli obiettivi dell’Agenda 2030, però chiede strumenti e risorse adeguate per affrontare la transizione verde puntando su innovazione, ricerca e nuove tecnologie.In questo senso -spiega Cia- i fondi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, così come la nuova Pac, sono essenziali per consentire all’agricoltura di impattare sempre meno su clima e ambiente, tutelando al contempo competitività, reddito e qualità. Questo vuol dire continuare a produrre cibo sano e sicuro per tutti, ma anche assicurare la tenuta e lo sviluppo delle aree rurali, difendendo il paesaggio e la biodiversità; gestendo le risorse idriche; incentivando la produzione di energia da fonti rinnovabili, dal biogas alle biomasse al fotovoltaico sui tetti delle strutture agricole; salvaguardando il suolo e le foreste per prevenire il dissesto idrogeologico, migliorando la sostenibilità dei processi produttivi con nuove tecnologie digitali, blockchain e rinnovo del parco macchine per non inquinare.“La sfida green vogliamo giocarla da protagonisti -sottolinea il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- continuando sempre a migliorare la sostenibilità di allevamenti e coltivazioni e valorizzando i servizi ecosistemici del nostro settore, ma con una visione dell’agricoltura che tutela l’ambiente senza penalizzare la produzione”.

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Agricoltura: Cambiamenti climatici e parassiti

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

L’agricoltura continua a soffrire dell’effetto combinato dei cambiamenti climatici e dell’incapacità della politica di affrontare i problemi alla radice – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Secondo l’ultimo rapporto diffuso dalla Fao, ogni anno fino al 40% della produzione mondiale va persa a causa dei parassiti, sempre più diffusi per via del riscaldamento globale. Il danno è enorme: i costi stimati delle malattie delle piante superano i 220 miliardi di euro, mentre il prezzo da pagare per gli insetti invasivi è di almeno 70 miliardi. Nonostante gli avvertimenti lanciati con cadenza regolare da scienziati e ricercatori, per risolvere i mali dell’agricoltura si continuano a rincorrere soluzioni che sono per lo più provvisorie – continua Tiso. Il diffuso ricorso ai pesticidi per rispondere alla sfide fitosanitarie può fornire solo un sollievo immediato. Risposte di questo tipo, inoltre, non sono prive di effetti collaterali e resteranno comunque parziali.Per ampliare la visione e aprire agli agricoltori nuove prospettive, è indispensabile superare l’approccio di tipo riduzionistico che si limita a cercare una soluzione specifica per ogni singolo problema. Per fare ciò è necessario adottare una strategia integrata, che si prenda veramente cura delle cause all’origine dei problemi del settore. In questo scenario, la rivoluzione agroecologica è l’unica scelta che può permettere di ottenere risultati duraturi a beneficio di produttori, consumatori e ambiente.

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Agricoltura: Rilancio zone rurali

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

“Le produzioni enogastronomiche locali possono rappresentare un importante volano economico per i territori rurali, anche attraverso lo sviluppo di un turismo sostenibile che allarghi i propri orizzontali ad aree meno scoperte e valorizzate del Bel Paese. Grazie alle risorse stanziate nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), abbiamo una grande occasione per l’agroalimentare nazionale. Attraverso gli investimenti dedicati all’attrattività dei borghi, pari a 1,02 miliardi di euro, infatti, si potranno sostenere progetti finalizzati alla promozione di itinerari che valorizzino le produzioni agroalimentari e artigianali nonché saperi e tecniche dei singoli territori rurali”. Lo dichiara la deputata Maria Marzana, esponente M5S della commissione Agricoltura.“A queste risorse – prosegue -, si sommano i 600 milioni di euro previsti dal Piano per la tutela e la valorizzazione degli edifici rurali e delle strutture agricole in stato di abbandono. Attraverso il recupero del patrimonio edilizio rurale, miglioreremo la qualità paesaggistica del territorio, con ricadute positive sulle economie locali, favorendo il turismo sostenibile e valorizzando la produzione legata al mondo agricolo e all’artigianato tradizionale”.”Con la rivalutazione delle zone rurali e delle aree interne, avremo l’ulteriore beneficio di presidiare questi territori che rischiano l’abbandono dando maggiore forza al contrasto al dissesto idrogeologico” conclude.

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Agricoltura: Sostenere danni gelate e apicoltori

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2021

“Al notevole calo di produzione di miele causato dalla crisi climatica, si sono aggiunti i danni provocati dalle gelate e brinate nelle scorse settimane. Siamo pronti a sostenere il comparto apistico, salvaguardando i livelli occupazionali, con un emendamento al Dl Sostegni-bus per stanziare ristori per gli apicoltori”. Lo annuncia Paolo Parentela (M5S), deputato della commissione Agricoltura. “Stiamo affinando il testo – prosegue -, su cui siamo al lavoro attraverso il confronto con le associazioni di settore, soprattutto per quanto concerne le coperture. La richiesta di ristori per danni da gelate è stata ribadita, peraltro, durante l’ultimo Tavolo di filiera”. “Le api svolgono un ruolo imprescindibile per l’ambiente e la biodiversità ma per salvarle è necessario sostenere gli apicoltori e il loro importante lavoro” conclude.

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No alla legge che accredita l’agricoltura biodinamica

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2021

Il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica invita a non approvare, per le parti relative alla cosiddetta “agricoltura biodinamica”, il Disegno di legge 988 “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare, e dell’acquacoltura con metodo biologico”, legge peraltro importante per il settore alla luce del Green Deal europeo e delle Strategie d e Biodiversità. Nella formulazione attuale, il DDL, in discussione oggi al Parlamento, inserisce infatti in diversi articoli (1, 5, 8) riferimenti a questo metodo palesemente antiscientifico che fa riferimento a una filosofia che si basa su credenze esoteriche che con questa legge potrebbero diventare disciplinari accreditati. Tale metodo viene dal DDL equiparato al metodo dell’agricoltura biologica, con il rischio di screditare dal punto di vista scientifico l’intero settore. Il Gruppo 2003 invita il legislatore a basarsi su dati ed evidenze più volte richiamate dalle società scientifiche di riferimento e invita i parlamentari a togliere tutti i riferimenti all’agricoltura biodinamica.

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Finalmente approvata dal Senato la Legge italiana sull’agricoltura biologica!

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2021

Dopo anni d’attesa, è stata approvata oggi in via definitiva dal Senato la Legge italiana sull’agricoltura biologica. FederBio esprime grande soddisfazione per la recente approvazione del Disegno di legge n. 988 “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico “ e ringrazia i gruppi politici che hanno espresso con convinzione il loro voto favorevole raggiungendo l’unanimità. Il testo dovrà ora essere sottoposto all’ultimo passaggio definitivo presso la Camera dei Deputati. La legge sul biologico è uno strumento normativo fondamentale per supportare la transizione agroecologica e permettere di allineare l’Italia agli obiettivi ambiziosi del Green Deal europeo e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, che puntano a triplicare la superficie coltivata a biologico e a ridurre del 50% l’uso di pesticidi e antibiotici e del 20% quello dei fertilizzanti entro il 2030.La legge n. 988 introduce elementi particolarmente significativi a sostegno del biologico. Tra questi, la possibilità di registrare il marchio biologico “Made in Italy”, di istituire distretti biologici che consentano di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali e di adottare un Piano nazionale per sostenere lo sviluppo del biologico italiano come metodo avanzato dell’approccio agroecologico. FederBio giudica estremamente positiva anche la delega al Governo per la revisione e razionalizzazione della normativa sui controlli, che rafforza il sistema delle verifiche all’insegna di una maggiore trasparenza grazie anche all’impiego di piattaforme digitali e alla semplificazione delle norme. Con una superficie agricola utilizzata del 15,8%, contro una media europea del 7,8%, il biologico è l’elemento di punta del sistema agroalimentare italiano. Negli ultimi 10 anni ha fatto registrare trend di crescita a doppia cifra: le superfici bio in Italia, circa 2 milioni di ettari, sono aumentate del 79%, mentre le aziende bio, che attualmente sono oltre 80.000, del 69%. Inoltre, nel 2020 il mercato del biologico ha raggiunto i 6,9 miliardi di euro, di cui 4,3 miliardi relativi al mercato interno con un incremento del +142% dal 2010. Questi dati confermano una trasformazione del modo di produrre e consumare cibo, che la pandemia ha ulteriormente accentuato mettendo ancora di più in evidenza la stretta connessione tra la salute dell’uomo e quella del pianeta.“Siamo particolarmente soddisfatti per l’approvazione in Senato della legge sull’agricoltura biologica, che stavamo aspettando da oltre 15 anni. Si sblocca finalmente una norma attesissima da tutto il mondo del biologico e dai cittadini, la cui domanda di un cibo sano, prodotto nel rispetto dell’ambiente, è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni. Adesso occorre che la Camera approvi in via definitiva il provvedimento in tempi rapidi, per riuscire così a cogliere tutte le opportunità di questa fase di cambiamento strategico per i sistemi agricoli e alimentari nel nostro Paese e in tutta Europa. Infatti, nonostante questa legge sia rimasta ferma così a lungo, arriva proprio nel momento giusto: a distanza di poco tempo dall’adozione del Piano d’azione europeo per il biologico, redatto in attuazione della Strategia Farm to Fork, e all’avvio del percorso di stesura del Piano Strategico Nazionale della PAC. Il Piano Strategico italiano deve puntare su obiettivi ambiziosi di crescita del biologico e attivare tutti gli strumenti necessari per raggiungerli, sia in termini di aumento della produzione agricola che in termini di crescita della domanda di prodotti bio da parte dei cittadini, per favorire l’incremento della produzione e dei consumi. Proprio in una fase decisiva per il biologico come quella attuale, l’approvazione della legge può costituire la spinta giusta affinché il Governo metta a punto un Piano d’azione nazionale per il biologico, come indicato anche dal Piano d’azione europeo, attraverso un percorso partecipato con tutte le associazioni del settore bio, quelle agricole e l’insieme dei portatori di interesse che sono stati indicati anche nel tavolo di lavoro previsto nella legge. Per il nostro Paese il biologico rappresenta un’opportunità strategica per contribuire alla transizione ecologica, alla valorizzazione del territorio rurale e a creare spazi innovativi per giovani e donne che vogliano lavorare in agricoltura”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio. FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito dei tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica dell’applicazione degli standard comuni.

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Agricoltura e decreto sostegni

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2021

“Con l’approvazione definitiva alla Camera, il Dl Sostegni diviene legge. Nell’attesa che venga emanato dal Consiglio dei Ministri il ‘Bis’, sono diverse le misure di interesse per il comparto primario. Oltre al contributo a fondo perduto, abbiamo stanziato 301 milioni di euro per l’esonero contributivo previdenziale e assistenziale per il mese di gennaio e ulteriori 150 milioni di euro per il Fondo di sviluppo e sostegno delle Filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura che si aggiungono ai 160 milioni della Legge di Bilancio e al 1,2 miliardi del Fondo complementare al PNRR”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura dopo il voto finale tenutosi ieri sera a Montecitorio.“Abbiamo previsto, inoltre, il trattamento di integrazione salariale per i lavoratori dipendenti agricoli a tempo indeterminato (CISOA) – prosegue -, lo stanziamento di un milione di euro per le attività di acquacoltura, pesca e ripopolamento concessionarie di aree demaniali anche per la realizzazione di manufatti destinati al prodotto ittico nonché 500mila euro per l’accordo Mipaaf-Enama (Ente nazionale meccanizzazione agricola) per l’innovazione e la sostenibilità delle macchine agricole. Infine, abbiamo introdotto nuove disposizioni sui prodotti ortofrutticoli di quarta gamma, prorogato norme in materia di imballaggi ed esteso il ‘Conto Termico 2.0’ sino al 31 dicembre 2022 per impianti di piccole dimensioni di imprenditori agricoli”.“Siamo pronti a metterci al lavoro sul Dl Sostegni Bis per implementare le misure che il Governo emanerà per il doveroso contributo al comparto primario a fronte della pandemia che stiamo cercando di lasciarci alle spalle” conclude.

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Convegno “Transizione ecologica in agricoltura è fare la scelta giusta”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2021

“Avremo una vera transizione ecologica in agricoltura se al calcolo della sostenibilità ambientale delle aziende agricole sommeremo il rating economico degli investimenti. La politica e gli istituti di credito sono pronti a sostenere il cambiamento dei processi produttivi affinché il costo della transizione non si traduca in una perdita di reddito per le imprese. L’obiettivo è sfamare tutti in maniera adeguata e sostenibile e potremo raggiungerlo solo valutando il legame doppio tra impronta ecologica e guadagno economico degli agricoltori”. Lo dichiara Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura della Camera a margine del webinar “Transizione ecologica in agricoltura è fare la scelta giusta” a cui hanno partecipato la sottosegretaria al Ministero della Transizione Ecologica, Ilaria Fontana, il prof. Silvio Franco e il ricercatore Angelo Martella dell’Università della Tuscia, Maurizio Gambi (agronomo ET13), Giulietta Magagnoli (direttrice generale CAL Parma), e Claudia Pasquini, Responsabile Ufficio Rischi, Controlli e Sostenibilità ABI (Associazione Bancaria Italiana). “Oggi abbiamo visto come un modello di calcolo dell’impronta ecologica possa determinarsi a partire da semplici e puntuali input, dando un valore univoco che, se positivo, si traduce in un miglioramento per l’ambiente. Ciò andrà accompagnato – prosegue Gallinella – con un modello di rating in grado di valutare la redditività del cambiamento del processo produttivo. Nella transizione ecologica, un ruolo determinante e cruciale lo svolgeranno gli istituti di credito che stanno già operando con strumenti che vincolano i fondi ad un utilizzo sostenibile oppure come capitale circolante con un patto su indicatori di miglioramento delle performance ambientale. Un trattore fermo, infatti, non produce lavoro né cibo: dobbiamo far funzionare quel trattore nel modo più sostenibile possibile” conclude.

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Agricoltura: bonus braccianti e pescatori

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

“Quella dei braccianti agricoli è stata una delle categorie che, eroicamente, ha continuato a lavorare in tutto il periodo del lockdown, nonostante i leciti timori di contrarre il Covid-19, e garantendo l’approvvigionamento di cibo di qualità sulle tavole di tutti gli italiani. Nonostante ciò, nel 2020 si è registrata una flessione delle giornate lavorative. Per questo, plaudiamo alla conferma, da parte del ministro Stefano Patuanelli, dell’inserimento di una misura nel Sostegni Bis che possa indennizzare in qualche modo gli stagionali agricoli”. Lo dichiara Anna Bilotti, deputata M5S in commissione Agricoltura alla Camera. “Ringraziamo il ministro Patuanelli per la sensibilità dimostrata e siamo certi che la misura includerà anche i lavoratori della pesca, i quali hanno potuto beneficiare del bonus nel decreto Rilancio, un anno fa, grazie ad un nostro emendamento. La norma, che si sta approntando con il concerto del ministro del Lavoro, competente in materia, troverà il nostro massimo appoggio parlamentare”, conclude.

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Agricoltura: Rilancio aree rurali

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2021

“Il rilancio post-pandemia passa dal contrasto allo spopolamento delle zone marginali di pianura e periurbane, delle aree montane e collinari. Attraverso la rivalutazione della figura dell’agricoltore contadino, custode del proprio territorio e delle sue tradizioni, contrastiamo il cambiamento climatico e preserviamo la biodiversità”. Lo dichiara il deputato Dedalo Pignatone (M5S), relatore della proposta di legge “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura contadina” oggetto di discussione generale oggi a Montecitorio. “Attraverso la promozione dell’agroecologia, come definita dalla FAO nella 163esima sessione – prosegue – puntiamo alla gestione sostenibile del suolo, a favorire la biodiversità animale e vegetale, la diversificazione e gli avvicendamenti colturali, tutelando il paesaggio e privilegiando la sostenibilità ambientale delle attività agricole. Culture, tradizioni e sensibilità che intendiamo celebrare con la Giornata nazionale dell’agricoltura contadina, momento di riflessione sul passato e proiettato al futuro del comparto primario” conclude.

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Dare stabilità irrigua all’agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2021

Ricorre all’immagine della nuvoletta, che insegue il popolare ragionier Ugo Fantozzi, l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche per rappresentare un’Italia dove le disponibilità idriche fanno la differenza anche fra territori limitrofi.Ne è esempio il Nord Ovest, dove ad una ripresa delle portate negli alvei valdostani (a Champdepraz sono caduti 92 millimetri di pioggia in 7 giorni e la portata del torrente Lyz è balzata da mc/sec 1,9 a 39,3 metri cubi al secondo!) corrispondono corsi d’acqua piemontesi in calo (in primis, Sesia e Stura di Lanzo più che dimezzate) ad un anno dall’ondata di forte maltempo, che colpì la regione e la confinante Lombardia. Qui, invece, sono in crescita i livelli del fiume Adda mentre, spostandoci ad Est in Veneto, l’Adige cala di 90 centimetri in una settimana e la Livenza conferma l’andamento torrentizio in corso da settimane, abbassandosi di circa un metro (il Piave, invece, cresce).A fare da cornice sono i grandi laghi, tutti sopra la media del periodo (il Garda già al 98,6% del riempimento), complici le piogge ed il progressivo scioglimento delle nevi.A questo fenomeno ed alle piogge si appellano anche il fiume Po e l’importante reticolo irriguo, che ne dipende, per por fine ad una condizione deficitaria, che supera il -50% nelle portate; tale condizione, pur in un quadro di “severità idrica bassa”, unitamente all’andamento meteo ha comportato un parziale ritardo nelle semine a causa dei terreni secchi e delle inevitabili difficoltà incontrate per una corretta irrigazione. L’attuale disponibilità di risorsa idrica nei bacini montani è pari a circa il 35% della capacità invasabile.Ad eccezione del Trebbia, anche i principali corsi d’acqua dell’Emilia Romagna restano sotto media (il Secchia è al 25% della portata), mentre sono confortanti i volumi invasati nei bacini piacentini di Molato e Mignano (16,33 milioni di metri cubi su una capacità di Mmc. 21,5).“Questa situazione d’incertezza sulle risorse idriche disponibili per l’agricoltura, che produce cibo – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – evidenzia la grande opportunità del Next Generation EU per dotare il Paese di adeguate infrastrutture irrigue per dare prospettiva di futuro stabile ad un settore fondamentale.” In Toscana, pur in calo da settimane, tornano sopra media mensile le portate di Serchio e Sieve, ma non quelle di Arno ed Ombrone. In deficit rispetto agli anni scorsi sono i livelli idrometrici dei principali fiumi delle Marche (Esino, Potenza, Tronto, Sentino), così come i bacini che, con 45,83 milioni di metri cubi trattenuti, segnano la peggiore performance dal siccitoso 2017 (nello stesso periodo dell’epoca conservavano Mmc. 50,63).Migliori dello scorso anno sono le condizioni dei fiumi nel Lazio (Tevere, Sacco, Liri-Garigliano), così come del lago di Bracciano.Sull’Umbria, in Aprile, sono caduti 55 millimetri di pioggia, di cui ha beneficato l’invaso del Maroggia, ma non altrettanto può dirsi del lago Trasimeno, i cui livelli rimane largamente sotto la media del periodo.L’andamento pluviometrico “a macchia di leopardo”, che si sta stabilizzando sull’Italia, trova evidente conferma in Abruzzo, dove le piogge hanno beneficiato i territori inariditi dalle mancate precipitazioni di inizio primavera (Vasto, Scerni e San Salvo) a discapito, però, di altre zone della regione, ora largamente deficitarie; confortante è la disponibilità idrica conservata nel bacino di Penne (oltre 6 milioni di metri cubi). In Campania, i fiumi Volturno, Sele e Liri Garigliano risultano in calo, mentre il Sarno è stabile; in lieve calo è il lago di Conza della Campania, mentre gli invasi del Cilento segnalano una diminuzione più consistente (Piano della Rocca sul fiume Alento appare in calo di circa 20 milioni di metri cubi e contiene l’83% della sua capacità, ma è superiore del 65,23% rispetto ad un anno fa).Dopo settimane si ferma la costante crescita del patrimonio idrico trattenuto nei bacini di Puglia e Basilicata (l’anno scorso colpite dalla siccità), mentre gli invasi della Sardegna, con quasi l’88% del volume disponibile già invasato, hanno disponibilità d’acqua in linea con quelle dei due anni precedenti.“Ad eccezione della Sicilia, dove permangono forti preoccupazioni sul futuro della stagione irrigua – commenta Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – si sta disegnando un’Italia idricamente capovolta rispetto allo scorso anno con la costante, però, di un’Emilia Romagna, area agricola di valenza internazionale, in ripetuta apprensione irrigua, lenita solo dalla determinante funzione svolta dal Canale C.E.R. a servizio non solo del settore primario, ma dell’intero territorio attraversato.”

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Agricoltura: La questione enfiteusi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 maggio 2021

“La promessa di occuparci della questione enfiteusi, sino alla sua definitiva soluzione, è per noi un dovere che, nei fatti, stiamo portando avanti nonostante le oggettive difficoltà del caso. Nessuno ha la bacchetta magica per cambiare le cose da un giorno all’altro ma, di certo, abbiamo la ferma volontà politica di superare questa impasse, dando voce alle richieste degli agricoltori e dei comitati di cittadini”. È il commento del deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura a margine dell’incontro con la sottosegretaria alla Giustizia, Anna Macina, sulla questione enfiteusi. Il vetusto retaggio medievale, tornato prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni, ha visto ingaggiare diverse diatribe legali tra proprietari e enfiteuti, costretti di punto in bianco a dover pagare cifre spropositate per riscattare quelli che tutti loro ritenevano essere i propri terreni. “Mi occupo di enfiteusi sin dal 2016, quando ho portato in Parlamento la questione con una interrogazione all’allora Governo Renzi – prosegue –. Se eliminare tout court questo diritto non sarà materialmente possibile, anche perché gli atti notarili riportano il richiamo all’enfiteusi, sono certo che si potrà addivenire ad una conclusione in grado di permettere un affrancamento dell’enfiteusi in maniera non penalizzante per gli agricoltori che, per decenni se non per secoli, hanno apportato migliorie ai terreni avuti in concessione con il proprio lavoro e il proprio sudore”. “Ringrazio la sottosegretaria Macina e confido che si possa raggiungere al più presto un risultato positivo” conclude.

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Agricoltura sociale per il rilancio dell’economia

Posted by fidest press agency su sabato, 15 maggio 2021

Il valore sociale dell’agricoltura è tangibile non solo in termini di occupazione e tutela del territorio, ma anche per i risultati positivi nel contrasto alle disuguaglianze – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Uno studio diffuso di recente da Aiccon e Ubi Banca ha misurato l’impatto in termini di occupazione e produzione delle imprese sociali, evidenziando come le aziende agricole abbiano spesso un ruolo da protagonista nel rispondere ai bisogni del territorio e delle persone svantaggiate.Dalla ricerca, effettuata su 1267 realtà con 14.196 dipendenti – per lo più meridionali – emerge la capacità del mondo agricolo di includere i soggetti più deboli e di promuovere la coesione sociale, riattivando le comunità e rimettendo in moto le economie locali – continua Tiso. In termini di dimensioni economiche, è il turismo sociale il settore che ha prodotto in media i migliori risultati, sia rispetto alla redditività dell’organizzazione (+82% di utile) che dell’occupazione (+78% di dipendenti). Le imprese attive nell’agricoltura sociale sono inoltre protagoniste nel campo dei contratti di rete (il 50% del totale), perché capaci di costruire partnership che generano nuove opportunità di occupazione e sviluppo sostenibile. Di fronte a uno scenario in cui le disuguaglianze continuano ad aumentare, anche a causa della crisi sanitaria, l’agricoltura sociale è una risorsa preziosa su cui è opportuno investire non solo per il rilancio dell’economia, ma anche per uno sviluppo inclusivo capace di offrire nuove prospettive di crescita e lavoro.

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Agricoltura: Prevenire il capolarato

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 maggio 2021

Alla parte repressiva delle norme di contrasto al caporalato, è giunto ora il momento di accompagnare strumenti efficaci per la prevenzione che riescano a coinvolgere attivamente le imprese agricole e comunichino adeguatamente al consumatore l’importanza delle scelte etiche e consapevoli nell’acquisto di prodotti agroalimentari”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura, a margine della votazione a Montecitorio sul documento conclusivo dell’Indagine conoscitiva sul fenomeno del caporalato in agricoltura, iniziata a gennaio 2019. “È necessario potenziare la Rete del lavoro agricolo di qualità e convocare con maggiore frequenza la Cabina di Regia nazionale presieduta dall’Inps – prosegue -. Inoltre, se con la Legge di Delegazione europea siamo riusciti a intervenire sulle cosiddette pratiche sleali che, abbassando i prezzi in agricoltura, non permettono una adeguata remunerazione dei lavoratori, risulta determinante attivare una piattaforma digitale per l’incontro tra domanda e offerta nonché rivedere la normativa per la modalità di ingresso dei lavoratori stranieri. Il farraginoso Decreto Flussi, emanato con ritardo ogni anno, e il fallimento della misura sulla regolarizzazione voluta dall’ex ministra Bellanova impongono una seria riflessione a sostegno di un comparto primario, vanto del Made in Italy nel mondo” conclude. valerio.labbate@camera.it,

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Giovani e braccianti per la ripartenza dell’agricoltura

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2021

I nuovi contributi per i giovani in agricoltura e l’estensione dei sostegni ai braccianti sono segnali di una rinnovata attenzione del Governo, che permettono di guardare ai prossimi mesi con più ottimismo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La protesta dei braccianti agricoli ha ottenuto i risultati sperati, spingendo l’esecutivo a riservare a questa categoria, che nell’ultimo anno ha perso centinaia di ore lavoro, lo stesso trattamento pensato per gli altri settori. Non c’erano ragioni per escludere i lavoratori dei campi dai benefici legati all’emergenza sanitaria. Anche se in ritardo, il Governo l’ha finalmente riconosciuto.L’altro importante capitolo riguarda i giovani, che potranno accedere a mutui a tasso zero e a contributi a fondo perduto per ampliare aziende già esistenti o avviare un progetto di start-up – continua Tiso. Anche in questo caso, il Governo ha riconosciuto la forza di rinnovamento dell’agricoltura introducendo incentivi mirati ad accelerare il ricambio generazionale. Negli ultimi cinque anni, il numero dei giovani imprenditori agricoli è cresciuto del 14%, con un grande balzo in avanti registrato proprio nel corso del difficile 2020. L’Italia è il primo Paese in Europa per numero di progetti condotti da giovani: sono più di 55mila gli under 35 alla guida di imprese agricole e allevamenti. Promuovere il loro valore aggiunto è il primo passo verso una ripartenza dell’agricoltura che sia al tempo stesso

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