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Posts Tagged ‘agricoltura’

G20: Cia, pronti a guidare la rivoluzione digitale dell’agroecologia

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

Dall’utilizzo di robot intelligenti nelle stalle, alla vendemmia digitale, fino alle app che permettono di monitorare il lavoro in nei campi, mettendo in connessione tutti i diversi aspetti di una moderna azienda agricola. La rivoluzione dell’agroecologia e dell’agricoltura digitale stanno per cambiare radicalmente il settore rurale, stimolate dalle nuove regole Ue dell’architettura verde e dalle opportunità del Credito di imposta 2020, con l’obiettivo di una sostenibilità ambientale che sia autentica, non solo di facciata. Fare agricoltura digitale significa raccogliere dati, elaborarli e prendere decisioni grazie alle informazioni raccolte (“data driven decision”). Parte, dunque, dal G20 di Firenze il percorso Cia-Agricoltori Italiani negli scenari dell’agritech, per sostenere le aziende e i produttori in questa fase di transizione, con l’obiettivo di garantire maggiore sostenibilità ma, allo stesso tempo, più reddito e competitività, con particolare attenzione alle aree interne del Paese. C’è, dunque, bisogno di strumentazioni evolute sia nell’hardware che nel software, per permettere agli agricoltori un approccio più razionale alle loro strategie imprenditoriali, rendendo tutto misurabile e controllabile.Nei workshop allo stand Cia, l’associazione ha realizzato un vero e proprio showcase sulle soluzioni informatiche più innovative del mondo digitale applicato al settore rurale, grazie alle competenze di aziende protagoniste del cosiddetto smart farming. Si sono approfonditi gli sviluppi dell’agricoltura 4.0, con app create ad hoc per semplificare il lavoro degli agricoltori e sulla digitalizzazione delle produzioni vegetali sostenibili. Un focus particolare sulle opportunità del digitale nell’ambito della zootecnia, con l’utilizzo di robot intelligenti per l’alimentazione “di precisione” dei bovini in stalla, con lo scopo di migliorare ridurre l’impatto ambientale e il benessere animale, anche grazie ad applicazioni che consentono il controllo continuo -tramite sensori- dello stato di salute della mandria. Tutto questo fa parte del nuovo processo di transizione digitale avviato da Cia per semplificare il lavoro dei produttori e valorizzarne il patrimonio informativo, cercando di colmare il gap che ancora sussiste nel mondo rurale. Cia stima, infatti, che il 50% delle aziende non sia ancora familiare con l’utilizzo di queste nuove tecnologie.

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Risorse e politiche sostenibili per agricoltura del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

L’accesso al cibo è un diritto di tutti, eppure 800 milioni di persone nel mondo ancora soffrono la fame. Per questo l’agricoltura oggi deve essere considerata davvero un bene comune, tanto più dopo la grande prova dimostrata in pandemia: solo con la promozione e la crescita di sistemi agricoli sostenibili e innovativi si può garantire la sicurezza alimentare globale, ridurre la povertà, difendere l’ambiente e la biodiversità, assicurare un reddito e, quindi, condizioni di vita più eque dal punto di vista economico e sociale. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, nel suo intervento al G20 Open Forum al Teatro della Pergola.E’ chiaro, però, che lo sforzo collettivo verso sistemi agroalimentari green, resilienti ed equi, va sostenuto con politiche dedicate e risorse adeguate, a cominciare dal Recovery Fund. Ecco perché “ai ministri del G20 -ha detto Scanavino- chiediamo di aumentare l’accesso al credito, soprattutto ai piccoli agricoltori; garantire l’accesso alla terra e fermare il consumo di suolo; investire in ricerca e nuove tecnologie, dalle tecniche di miglioramento genetico all’agricoltura di precisione; lavorare sulla formazione e sul trasferimento delle conoscenze; ridurre gli sprechi nelle filiere favorendo la prevenzione e incrementando il recupero delle eccedenze di cibo; assicurare mercati aperti con regole commerciali chiare; valorizzare le produzioni di qualità e i territori; promuovere le diete tradizionali, come quella mediterranea, contro modalità fuorvianti di etichettatura che vogliono condizionare invece di informare”. Per il presidente di Cia, tutto passa comunque dalla centralità degli agricoltori e delle aree rurali: “Per questo motivo -ha spiegato- bisogna rafforzare il capitale umano dei giovani, il nostro patrimonio più grande per un futuro sostenibile, e continuare a lavorare per la crescita delle aree interne, puntando su infrastrutture e servizi”. Obiettivi che diventano priorità assolute e globali se si guarda alle condizioni di Paesi come l’Africa, dove circa il 60% della popolazione ha meno di 25 anni, ma l’età media di un piccolo agricoltore africano è di oltre 60 anni. “E’ indispensabile -ha sottolineato Scanavino parlando al panel sulla cooperazione internazionale in Africa- operare per creare attraverso l’attività agricola, la valorizzazione delle comunità rurali e la promozione dei prodotti identitari, una migliore condizione di vita delle popolazioni. La tragedia dei migranti che si sta consumando nel Mediterraneo impone di trovare soluzioni durature capaci di ricostruire un tessuto economico e sociale tale da scongiurare la fuga disperata di quelle popolazioni. Noi abbiamo il dovere di contribuire alla crescita di quei Paesi; di rafforzare, attraverso l’impostazione di nuovi e maggiori programmi di cooperazione agricola, una politica di sviluppo sostenibile tale da offrire, soprattutto ai giovani di quei Paesi, una prospettiva”. Con ASeS, la Ong di Cia, e Agricoltura è Vita, “portiamo avanti già da anni progetti per lo sviluppo agricolo in Africa, finalizzati alla formazione, alla conoscenza delle buone pratiche e alla divulgazione delle innovazioni, al sostegno alle famiglie agricole locali. Dimostrando che un modello alternativo è possibile: coltivare la terra per alimentare la speranza”.

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Arriva il piano Coldiretti/Novamont per lo sviluppo dell’agricoltura 4.0

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

L’agricoltura nell’ultimo anno è cresciuta del 20% generando un fatturato record da 540 milioni di euro. È quanto annuncia la Coldiretti in riferimento alla nascita di Mater-Agro, la nuova società completamente dedicata agli agricoltori, in occasione del G20 con il cuore della città di Firenze in Piazza Santa Croce diventato il palcoscenico de “L’agricoltura che verrà” con i protagonisti del cibo, tra innovazione e tradizione, nel rispetto dell’ambiente, della salute e del territorio contro i cambiamenti climatici.Mater-Agro, dove gli agricoltori sono presenti anche nell’azionariato, è nata per iniziativa di Coldiretti, la più grande associazione di agricoltori in Europa, e di Novamont, pioniere e leader internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemical. La nuova realtà intende promuovere un modello di innovazione partecipata tra agricoltura e industria, aiutando gli imprenditori della terra a mantenere buone rese di coltivazione, attraverso soluzioni agronomiche sostenibili per la transizione ecologica, dai biofitosanitari ai biolubrificanti, dai teli biodegradabili per la pacciamatura alle altre applicazioni in bioplastica biodegradabile fino allo sviluppo di colture in grado di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici su temperature e disponibilità di acqua.Attraverso Mater-Agro, inoltre, Coldiretti e Novamont progetteranno protocolli per rigenerare suoli inquinati, instabili e a rischio di desertificazione, realizzando una “fattoria sperimentale” che formerà agricoltori e ricercatori sulla trasformazione di aree degradate in centri di innovazione e di sviluppo per una gestione efficiente e sostenibile delle colture e per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici.Per la valorizzazione e distribuzione dei nuovi prodotti e servizi, Mater-Agro potrà contare sulla rete dei Consorzi agrari d’Italia – Bonifiche Ferraresi. Queste le “armi” della rivoluzione green avviata dalla chimica verde: BIOFITOSANITARI. Prodotti fitosanitari a base di acido pelargonico ad altissima concentrazione di sostanza attiva, efficaci nel controllo della crescita di erbe infestanti annuali e perennali in aree pubbliche, in vigneti, frutteti, nel controllo della crescita delle gemme ascellari del tabacco, nell’essiccamento pre-raccolta della patata così come nel diradamento della fioritura delle pomacee, rappresentano l’alternativa ideale a soluzioni tradizionali sempre più al centro del dibattito sull’opportunità del loro utilizzo. Rapidamente biodegradabili nel suolo e pochissimo solubili in acqua, i biofitosanitari non generano residui nel terreno o nelle piante trattate, per cui non agiscono sulla germinazione dei semi presenti nel terreno e non intaccano l’apparato radicale, lasciando inalterata la fertilità del suolo e preservandone la biodiversità e la resistenza all’erosione. BIOLUBRIFICANTI. Miscele liquide per la lubrificazione delle parti meccaniche di trattori e macchine agricole, sono la soluzione ottimale per la difesa dell’ambiente. Equivalenti nell’utilizzo ai prodotti tradizionali a base di olio minerale, sono ottenuti da fonti rinnovabili e grazie alla biodegradabilità hanno un elevato profilo ambientale e maggior sicurezza anti incendi grazie a un punto di infiammabilità che supera i 280°. Inoltre, grazie all’alto indice di viscosità, i biolubrificanti permettono alle pompe di lavorare con meno sforzo e di consumare quindi meno energia. TELI BIODEGRADABILI PER PACCIAMATURA. Le plastiche in agricoltura, se non propriamente raccolte e smaltite, possono influenzare l’ambiente in maniera rilevante, contaminando i terreni e incidendo negativamente su fertilità e salute del suolo. È anche concreto il problema dell’asporto di suolo nella fase di rimozione dei teli sottili utilizzati per le coltivazioni ortofrutticole e della conseguente elevata difficoltà di riciclo a fine vita utile. I teli “green”, oltre a evitare le infestanti senza uso di erbicidi e a permettere il risparmio di acqua e il contrasto dell’erosione, proprio in funzione della loro biodegradabilità possono essere lasciati nel suolo ove, una volta incorporati, vengono mineralizzati dai microrganismi in anidride carbonica, acqua e biomassa, senza effetti negativi per il terreno e senza alcuna produzione di rifiuti plastici. Il telo viene quindi completamente biodegradato senza rilasciare residui nel terreno.

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G20 Agricoltura: La nuova sostenibilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2021

Accogliamo con interesse la proposta del ministro Patuanelli di far sottoscrivere ai Paesi membri del G20 e alle organizzazioni partecipanti una Carta della sostenibilità in occasione del vertice di Firenze dedicato all’agricoltura – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il ministro ha giustamente sottolineato come sia necessario andare oltre le semplici dichiarazioni di principio per prendere impegni precisi e misurabili. La sostenibilità può essere declinata secondo modalità molto diverse. Seguiremo quindi da vicino i lavori del G20 a presidenza italiana per capire l’impostazione che i Governi intendono adottare – continua Tiso. Per rendere l’agricoltura realmente sostenibile ci sono infatti alcune condizioni irrinunciabili, come il superamento delle coltivazioni e degli allevamenti a carattere intensivo e la progressiva diminuzione del ricorso ai pesticidi. Questi sono solo alcuni dei requisiti indispensabili per cominciare qualsiasi percorso di cambiamento, che potrà poi avvalersi anche delle nuove soluzioni offerte dal digitale e dall’agricoltura di precisione.In attesa di capire quale seguito potrà avere la proposta italiana, è bene anche ricordare che esistono già strumenti e impegni che dovrebbero vincolare l’azione dei nostri Governi. Tra questi gli obiettivi Onu per lo sviluppo sostenibile e le strategie Ue per il Green Deal. I Paesi dell’Unione europea, in particolare, non si sono dimostrati all’altezza degli obiettivi dichiarati. Stabilire nuovi impegni condivisi potrà quindi produrre effetti se sarà previsto anche un meccanismo di monitoraggio e un mix di premi e sanzioni per i Paesi firmatari.

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Necessaria una svolta all’agricoltura europea

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Il disastro naturale avvenuto in Spagna spinge di nuovo a riflettere sull’urgenza di imprimere una svolta all’agricoltura europea per costruire un futuro sostenibile – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Nei giorni scorsi, nel Mar Menor spagnolo – laguna costiera della provincia di Murcia – si è verificato l’ennesimo disastro naturale con la moria di almeno 4,5 tonnellate di pesci e di altri organismi. Un episodio analogo si era verificato soltanto due anni fa, causando la morte di 3 tonnellate di pesce.L’aspetto più preoccupante è che la tragedia ambientale, secondo gli esperti, potrebbe essere dovuta agli scarichi dell’agricoltura intensiva che hanno causato una mancanza di ossigeno nell’acqua – prosegue Tiso. È sempre più evidente come i metodi agroindustriali non siano compatibili con il rispetto dell’ambiente e delle forme di vita che popolano il nostro pianeta. I danni, come dimostra l’episodio spagnolo, non si limitano ai campi, ma possono estendersi ai fiumi, ai mari, agli animali e agli uomini. L’equilibrio dell’intero ecosistema è legato a doppio filo all’attività agricola.In questo scenario dispiace constatare che alcuni dei pilastri del Green Deal europeo, come la strategia ‘Farm to Fork’, siano di nuovo messi in discussione all’interno della stessa Unione europea. Uno studio pubblicato di recente dal Centro di Ricerca della Commissione rimette in discussione l’intera impostazione della transizione ecologica, paventando che quest’ultima possa portare a una riduzione del reddito agricolo e della produzione, con una conseguente delocalizzazione delle emissioni in Paesi extra Ue. Un’impostazione che sembra ignorare il fatto che compito specifico dell’Unione europea è proprio sostenere il reddito degli agricoltori per facilitare la riconversione dell’agricoltura in senso agroecologico.

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Agricoltura: Il fondo di garanzia sfiora i 4 miliardi

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“A un anno dall’avvio dell’operatività, l’accesso diretto al Fondo di Garanzia di Mediocredito Centrale ha concesso finanziamenti alle imprese agricole e della pesca per oltre 3.587 milioni di euro, a fronte di 23.035 domande presentate. La novità per il credito al comparto primario è divenuta realtà grazie a un emendamento del MoVimento 5 Stelle al decreto ‘Cura Italia’ e ha permesso di supportare le aziende durante la pandemia sia con iniezioni di liquidità che con pianificazioni di investimenti. L’importo medio della singola pratica, infatti, è pari a circa 155mila euro, segno che vengono istruite pratiche più complesse di quelle sino a 30mila euro, notoriamente più semplici grazie alla garanzia statale al 100%”. A dichiararlo è il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S), il quale da sottosegretario alle Politiche agricole ha avviato il ‘Progetto Credito’ al Mipaaf per riavviare il dialogo tra banche e imprese del comparto primario.“La palma dell’istituto di credito più operativo – aggiunge – spetta a Intesa Sanpaolo con circa 668 milioni di euro di pratiche istruite, con un valore medio di 153mila euro per ogni pratica, che da sola rappresenta il 20% del totale finanziato. Seconda Unicredit (318 milioni di euro e 1.814 pratiche), terzo il Banco BPM (369 mln e 1.788 pratiche): ben 378 gli istituti coinvolti. Tra i territori che attingono maggiormente al fondo troviamo la Lombardia con 519 milioni di euro, frutto di 2.749 pratiche, seguita dal Veneto (572 milioni e 2.715 domande), Piemonte (310mln), Emilia-Romagna (471mln) e Toscana (347mln). Prima regione del Sud è la Sicilia con 211 milioni di euro e 1.739, seguita dalla Puglia (204 milioni e 1.639 domande)”.“Alla garanzia del Fondo di Mediocredito Centrale è possibile, poi, sommare l’ipoteca grazie a un’ulteriore novità normativa che abbiamo introdotto nel Sostegni-bis – prosegue L’Abbate – così da agevolare ancor di più l’accesso al credito delle imprese agricole. Ai 3,6 miliardi del Fondo di Garanzia, si aggiungono i circa 1,5 miliardi garantiti da Ismea a oltre 2.000 aziende”.”L’Ente vigilato dal Mipaaf, infine, è riuscito ad ottenere dall’Ue l’estensione della durata dei finanziamenti sino a 10 anni. Il ‘Progetto Credito’ continua con l’intento di affiancare il lavoro di rilancio post-Covid portato avanti dal comparto agricolo e alimentare italiano” conclude.

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In Commissione Agricoltura ddl di riforma. Valorizzare eccellenza italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2021

“Una buona notizia per il settore: oggi, infatti, la Commissione Agricoltura del Senato ha iniziato l’iter di discussione del disegno di legge, a mia prima firma con il senatore Luca De Carlo, sulla riforma dell’ippica. Si tratta di un primo importante passo che sottolinea la consapevolezza della Commissione sull’importanza di una riforma strutturale dell’intero settore. Sarà possibile avviare un confronto con tutto il settore, che attraverso le audizioni potrà dare un contributo fattivo all’approvazione di questo ddl. E questo perchè il testo depositato è una base concreta di partenza, che con il contributo di tutti potrà rappresentate una vera rivoluzione per tutto il settore. Dobbiamo avere il coraggio di programmare il futuro in maniera diversa, senza limitarci alla gestione del quotidiano. Questo significa aprire una riflessione sulla creazione di un ente esterno al Ministero per la gestione organizzativa ed economica dell’ippica. L’Italia ha i migliori allevamenti ed allevatori, i migliori cavalli d’Europa, ma dobbiamo valorizzare quella che è una grande eccellenza italiana nel mondo”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, capogruppo in Commissione Agricoltura.

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Rilancio agricoltura per il Meridione

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2021

Nella nuova fase dell’agricoltura italiana annunciata dal ministro Patuanelli, anche le campagne del nostro sud devono avere la possibilità di giocare un ruolo da protagoniste – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La costruzione del Piano strategico nazionale sta coinvolgendo sindacati, produttori, organizzazioni ambientaliste e istituzioni. Nella bozza che sta prendendo forma in queste settimane è necessario prevedere interventi specifici per il Meridione, che racchiude potenzialità inespresse, spesso frenate da una burocrazia che a causa di procedure troppo complicate finisce per diventare uno dei principali ostacoli.Ci sono ora le condizioni per promuovere un rinascimento agricolo che assicuri il diritto a un cibo sano e uno sviluppo rispettoso dell’ambiente e del paesaggio. Crediamo che in questa fase di passaggio il Mezzogiorno, che vanta eccellenze riconosciute in tutto il mondo e tradizioni agricole millenarie, possa offrire un contributo decisivo – continua Tiso. Per raggiungere questo obiettivo è necessario recuperare il ritardo accumulato nel campo delle infrastrutture, dai trasporti alla logistica, dalle energie rinnovabili agli impianti idrici. Sono in particolare auspicabili interventi a favore dell’alta velocità nel trasporto merci e per le autostrade del mare, che contano su snodi come Taranto e Gioia Tauro. Questi centri, avvicinando il sud all’Europa, possono sostenere lo sviluppo e la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari meridionali. Ribadiamo infine la proposta di creare un polo per ricerca scientifica applicata in agricoltura nel Meridione, che potrebbe avere sede a Foggia, città che ospita una prestigiosa università di agraria ed è situata in posizione strategica nel Tavoliere delle Puglie.

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Agricoltura: Si apre nuova pagina per Ismea

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“Una nomina fondata sulla competenza e la professionalità, frutto di una trentennale attività di ricerca e studio al servizio dell’agricoltura italiana. Con il professor Angelo Frascarelli alla presidenza di Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, si apre una nuova pagina per l’Ente del Ministero delle Politiche agricole che, proprio in questo momento particolare dovuto alla pandemia, diviene ancor più cruciale e fondamentale per il doveroso supporto delle operazioni di credito per il rilancio delle imprese del comparto primario”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura alla Camera dove la nomina di Frascarelli, professore dell’Università di Perugia, ha ottenuto l’approvazione dei parlamentari nella votazione tenutasi oggi. “Il funzionamento dei mercati e delle filiere agroalimentari – aggiunge -, l’organizzazione delle filiere, la trasparenza delle relazioni tra i soggetti della supply chain o meglio della value chain, lo sviluppo delle imprese, la finanza per le imprese, la gestione del rischio in agricoltura, come ha illustrato sapientemente nella sua relazione alla Camera, sono tematiche a cui il professor Frascarelli ha sempre dedicato grande attenzione nella sua attività didattica e di ricerca”. “Confidiamo che, con la sua guida competente e qualificata, Ismea potrà svolgere un ruolo determinante per accompagnare il percorso post Covid delle imprese agricole e della pesca, con strumenti utili e funzionali a facilitare investimenti e innovazione, per lasciarci finalmente alle spalle la pandemia e le sue conseguenze economiche” conclude.

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La ricerca in agricoltura

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

La ricerca in agricoltura ha una strada ancora lunga da percorrere, nonostante gli impegni presi negli ultimi anni per fare il salto di qualità e inaugurare una nuova era – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. A conti fatti, solo una piccola frazione dei fondi europei è investito dalle regioni per promuovere avanzamenti in campo scientifico e tecnologico. La Toscana, per esempio, pur primeggiando in questo settore ha destinato solo 19 milioni di euro in sette anni alla ricerca e all’innovazione in campo agricolo. Nello stesso arco temporale, un’altra regione cruciale come la Lombardia ha investito solo 3 milioni, mentre il Piemonte si è fermato a 3,7 milioni. La scarsa propensione alla ricerca del mondo agricolo riguarda tutto il Paese, con poche eccezioni che non si discostano però molto dall’andamento generale – continua Tiso. Anche l’agricoltura 4.0 e lo sviluppo del digitale, che permetterebbero alle aziende di diventare più efficienti e rispettose dell’ambiente, mancano dello slancio necessario per diffondersi in modo capillare. Facciamo quindi appello al Governo affinché inverta questa rotta a partire dal Pnrr e renda accessibili gli avanzamenti tecnologici anche alle piccole e medie imprese. Mentre al pre-vertice in corso a Roma si discute di sistemi alimentari, è bene ricordare che per un sano sviluppo agricolo è indispensabile procedere in due direzioni solo in apparenza contrarie: da una parte promuovere la ricerca e l’innovazione tecnologica, dall’altra recuperare le tecniche di coltivazione tradizionali che permettono produzioni sostenibili. Modernità e tradizione, infatti, possono e devono convivere nell’agricoltura del futuro.

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Impianti fotovoltaici in agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Non ci potrà mai essere produzione energetica su suolo agricolo, incentivata dallo Stato, senza perdere di vista lo scopo principale del comparto primario: ossia produrre cibo. È quello che prevede un emendamento approvato al Dl Governance con cui vincoliamo gli incentivi statali, previsti sin dal 2011, a impianti agrivoltaici che adottino soluzioni integrative innovative con montaggio dei moduli elevati da terra, anche prevedendo la rotazione dei moduli stessi, e comunque in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale, anche consentendo l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione”. Lo dichiara il deputato Luciano Cadeddu, esponente M5S in commissione Agricoltura e promotore della modifica normativa al Dl Semplificazioni e Governance al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). “L’agricoltura, dunque, farà la sua parte per la decarbonizzazione dell’Italia – aggiunge – ma senza abdicare al suo compito principale: fornire alimenti e cibo per animali e persone. Attraverso l’innovazione tecnologica, siamo certi che potremo raggiungere questo duplice obiettivo. Perciò, con un ordine del giorno a mia prima firma, abbiamo impegnato il Governo a redigere opportune linee guida per garantire la corretta installazione degli impianti agrovoltaici”.”L’accesso agli incentivi per queste tipologie di impianti innovativi, infatti, – spiega Cadeddu – è subordinato alla contestuale realizzazione dei sistemi di monitoraggio che consentano di verificare l’impatto sulle colture, il risparmio idrico, la produttività agricola per le diverse tipologie di colture e la continuità delle attività agricole interessate. Qualora dalla verifica e dal controllo risulti la violazione delle condizioni, cessano i benefici fruiti”.“A disposizione nel PNRR per lo sviluppo dell’agrovoltaico ci sono 1,1 milioni di euro, con cui si mira a raggiungere 2 GW di potenza. Risorse che si aggiungono ai 1.500 milioni di euro per il progetto del Parco Agrisolare con cui ammodernare le coperture delle strutture produttive aziendali e produrre 0,43 GW di energia rinnovabile” conclude.

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Agricoltura: Processi di transizione ecologica e digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2021

Il Governo si è dichiarato pronto a valutare l’opportunità di introdurre misure di sostegno finalizzate ad accelerare i processi di transizione ecologica e digitale delle imprese agricole, come per esempio l’introduzione di un voucher destinato all’acquisto di servizi innovativi integrati per la smart agriculture, al fine di poter incrementare la trasformazione digitale del settore agricolo, migliorandone l’efficienza e la sostenibilità”. A dichiararlo è il deputato Luciano Cadeddu, esponente M5S in commissione Agricoltura e primo firmatario dell’ordine del giorno approvato nell’ambito della conversione in legge del decreto Sostegni-bis.“Nel 2020 – prosegue -, le start up agrifood hanno visto investimenti a livello globale per circa 30 miliardi di dollari, registrando una crescita di oltre il 30%. In Italia, il mercato della smart agriculture rappresenta circa il 10% delle start up nazionali. Nuovo sviluppo giungerà grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che stanzia 500 milioni di euro per l’innovazione e la meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare. L’introduzione di tecniche di agricoltura di precisione e l’utilizzo di tecnologie, infatti, sono elementi imprescindibili per la riduzione delle emissioni e la sostenibilità ambientale nonché sono in grado di aiutare gli agricoltori a trasformare più rapidamente i propri metodi di produzione”.“La digitalizzazione del comparto agricolo, pertanto – aggiunge Cadeddu – gioca un ruolo fondamentale per ottenere migliori risultati ambientali, aumentare la resilienza climatica e ottimizzare i processi produttivi. La diffusione di nuove tecnologie digitali come Internet of Things, big data, intelligenza artificiale e blockchain possono contribuire al rilancio dell’agricoltura italiana, comparto strategico per il Paese, preparandolo alle grandi sfide su scala globale come la sostenibilità, i cambiamenti climatici e la povertà alimentare” conclude.

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Clima: Agricoltura in sofferenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2021

Gli eventi climatici che in queste settimane stanno provocando danni all’agricoltura italiana ed europea confermano una volta di più che è necessario accelerare l’azione di contrasto al riscaldamento globale – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Un’ulteriore spinta in questa direzione proviene dall’Unione europea, che ha chiesto all’Italia di tagliare le emissioni del 43% entro il 2030. Un incremento del 10% rispetto al 33% fissato in precedenza. L’alternarsi di siccità e inondazioni a cui ci stiamo a poco a poco abituando provoca danni rilevanti – continua Tiso. Nel complesso si stima che in un decennio i cambiamenti climatici abbiano fatto perdere oltre 14 miliardi all’agricoltura, non solo per il calo della produzione agricola, ma anche per i danni alle infrastrutture nelle campagne provocati da allagamenti e frane. Inoltre, secondo lo European Severe Weather Database (Eswd), nel 2021 si contano in Italia già 426 eventi estremi. Alla luce di questo scenario, preoccupa la mancanza di ambizione della nuova Pac, che ha rivisto al ribasso gli impegni in tema di agricoltura biologica e sostenibilità. Dalla stessa Europa si levano voci che chiedono un cambiamento delle politiche ambientali. La Corte dei conti europei ha di recente esaminato le pratiche per la mitigazione dei cambiamenti climatici dell’Ue. La valutazione non lascia spazio a interpretazioni: sebbene nel periodo 2014-2020 siano stati investiti oltre 100 miliardi per la lotta ai cambiamenti climatici, le emissioni di gas serra non sono diminuite dal lontano 2010. Si tratta di un bilancio fallimentare che richiede un cambio di passo all’Unione e ai Paesi membri.

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Utilizzo dei droni in agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

“Il Governo si dichiara pronto a intervenire in un prossimo provvedimento di competenza affinché sia normato e potenziato l’utilizzo dei droni in agricoltura. È stato, infatti, accolto il mio ordine del giorno che punta a rendere quanto più concrete possibili le misure previste dal Fondo per progetti innovativi e impiego di soluzioni tecnologiche nelle coltivazioni, rifinanziato con ulteriori 500mila euro grazie a un nostro emendamento al decreto Sostegni-bis”. Lo dichiara il deputato Alberto Manca, esponente M5S in commissione Agricoltura.“Garantire una regolamentazione adeguata dei mezzi di precisione – aggiunge – denominati ‘Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto’ (SAPR) e ‘Aeromobili a Pilotaggio Remoto’ (APR) può essere una strada preferenziale per raggiungere i numerosi obiettivi agroclimatici e ambientali contenuti nel Green Deal europeo e dalle derivate strategie ‘Farm to fork’ e per la Biodiversità. Aprire alla possibilità di impiegare questi mezzi per la distribuzione, in via sperimentale, di agrofarmaci è un intervento molto atteso dall’agricoltura italiana. In molti altri Paesi, infatti, sono già impiegati con successo e rappresentano un cambio di passo radicale nella modernizzazione del comparto agricolo nazionale, nonché un sostegno per alleggerire di costi e oneri gli operatori del settore, ancora gravati dagli effetti dell’emergenza Covid-19” conclude.

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L’agricoltura biologica è in grado di soddisfare il fabbisogno alimentare europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

Lo fa abbattendo al tempo stesso le emissioni di gas serra e l’inquinamento idrico – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La diffusa convinzione che solo l’agricoltura intensiva e il massiccio impiego di pesticidi possano garantire cibo per tutti è messa in seria discussione da uno studio del National Center for Scientific Research (Cnrs), realizzato in collaborazione con tre università europee, il Joint research centre (Jrc) e l’Ispra.Secondi i ricercatori è concretamente possibile rimodellare l’agroalimentare europeo adottando pratiche sostenibili, un obiettivo da molti considerato ancora troppo ambizioso – continua Tiso. Tra i passaggi fondamentali per realizzare questa trasformazione ci sono la riduzione degli allevamenti intensivi, la rotazione delle colture e un ritorno al giusto rapporto tra animali e campi. L’agricoltura biologica potrebbe in questo modo sfamare l’intera Europa nel 2050, che per quella data dovrebbe arrivare a contare 600 milioni di abitanti. Per riconvertire l’agricoltura europea serve insomma una trasformazione radicale, ma si tratta di uno sforzo che verrebbe ripagato con gli interessi.Mentre a livello nazionale non mancano gli interventi positivi, come i cinque milioni stanziati in questi giorni per il settore apistico e del miele, a livello europeo la discussione rimane centrata su traguardi minimi. Il 19 luglio i ministri dell’Agricoltura si riuniranno per approvare le conclusioni del Consiglio sul piano d’azione Ue per l’agricoltura biologica. Si tratta dello strumento che dovrebbe tradurre in realtà l’obiettivo della strategia ‘Farm to fork”: destinare almeno il 25% dei terreni dell’Ue al biologico entro il 2030. Una quota insufficiente a innescare una vera riconversione del settore primario, che un’Europa ancora esitante ha di fatto rinviato a data da definirsi.

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Agricoltura: Fondi per uso tecnologie

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2021

“Mezzo milione di euro in più per le misure di sviluppo e sostegno alle innovazioni in agricoltura. È ciò che prevede la modifica normativa del MoVimento 5 Stelle approvata alla Camera in sede di conversione del decreto Sostegni-bis”. A dichiararlo è il deputato Alberto Manca, esponente M5S in commissione Agricoltura e primo firmatario dell’emendamento che prevede l’aumento della dotazione sino a 1,5 milioni di euro al fondo istituito con la Legge di Bilancio 2020 con cui vengono concessi contributi, nel limite massimo di 100.000 euro e dell’80% delle spese ammissibili, per il finanziamento di iniziative finalizzate allo sviluppo di processi produttivi innovativi e dell’agricoltura di precisione o alla tracciabilità dei prodotti con tecnologie blockchain, nei limiti previsti dalla normativa europea in materia di aiuti de minimis. “L’obiettivo è supportare la ripresa, lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole tramite sperimentazioni, progetti innovativi e impiego di soluzioni tecnologiche per la produzione agricola – prosegue – riducendo i costi e le spese sostenute dai produttori agricoli, aumentandone la resilienza di fronte alle costrizioni dell’emergenza pandemica, contenendo l’impatto ambientale e mitigando i cambiamenti climatici. Penso, ad esempio, a tecnologie innovative come quelle dei droni che in agricoltura possono permetterci di abbattere i consumi delle imprese e, al contempo, di evitare sprechi di risorse e prodotti”.

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Agricoltura biologica

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2021

Mentre l’agricoltura biologica si rivela sempre più vantaggiosa sia dal punto di vista ambientale che economico, preoccupa la resistenza contro la legge destinata a regolamentare il settore – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Sana diffusi da “TuttoFood”, nel 2020 le vendite bio in Italia hanno superato i 4,3 miliardi di euro, sostenute anche dalla rapida espansione dell’e-commerce. Una spinta in avanti notevole proviene inoltre dall’export, cresciuto del 149% in 10 anni per un valore di 2,6 miliardi di euro di prodotti.I numeri smentiscono una delle principali obiezioni sollevate contro il biologico: la sua presunta insostenibilità economica, un mito ancora molto diffuso e duro a morire – continua Tiso. Di fronte a uno scenario che permette di nutrire un giustificato ottimismo, dispiace continuare ad assistere a polemiche che hanno il solo effetto di sviare l’attenzione dai fatti realmente rilevanti e rischiano di ritardare l’approvazione della legge sul biologico, ancora in attesa del sì della Camera.Gli attacchi contro il testo all’esame del Parlamento si sono concentrati contro l’agricoltura biodinamica, puntando il dito contro le pratiche considerate più antiscientifiche e ignorando tutto il resto. I suoi oppositori dimenticano però di ricordare che gli agricoltori biodinamici rientrano tra i beneficiari dei fondi europei perché rispettano i parametri della coltivazione biologica. Le altre pratiche da loro adottate si aggiungono quindi a quelle previste dalla legislazione europea e nazionale. L’impressione è che si prenda di mira una parte per colpire il tutto, nel tentativo di frenare un settore che si è già affermato sul mercato italiano e internazionale.

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Pac: Il taglio delle risorse penalizza l’agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2021

La più grande riforma della Pac degli ultimi trent’anni assegna all’Italia più obiettivi, ma mette a disposizione meno risorse rispetto al passato – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’ammontare di fondi previsto fino al 2027 si aggira infatti intorno ai 34 miliardi di euro. Una cifra che sancisce un taglio di 6,2 miliardi in valore assoluto e del 15% in termini relativi, contro una diminuzione media complessiva per l’intera Unione europea che si attesta al 10%. Spetterà dunque al Governo italiano integrare queste risorse attraverso il cofinanziamento nazionale dei fondi per lo sviluppo rurale, che potrebbe far salire la disponibilità complessiva a 50 miliardi di euro. Il ridimensionamento del budget della Pac non è una novità: è avvenuto in modo graduale e costante negli ultimi decenni, passando dal 50% del bilancio Ue negli anni Novanta all’attuale 30% – prosegue Tiso. Il taglio era dunque atteso, ma non si può non rilevare che per l’Italia pesa circa un terzo in più rispetto alla media europea. A conti fatti, la nostra agricoltura, una delle più importanti del Vecchio continente per volumi di produzione e qualità, ne esce penalizzata.Il problema delle risorse, naturalmente, non è solo quantitativo, ma riguarda anche e soprattutto gli obiettivi che la nuova Pac ha fissato per gli Stati membri. Questi ultimi sono largamente insufficienti a realizzare il Green Deal che, stando così le cose, è destinato a rimanere sulla carta. Dagli ecoschemi alla condizionalità sociale, passando per i finanziamenti alle Pmi agricole, poco è destinato a cambiare rispetto al passato se non saranno apportate correzioni a livello europeo e nazionale.

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Agricoltura. La Pietra (FdI): ritorna il tema della siccità

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2021

Il Governo si riempie la bocca di slogan ma nel PNRR non c’è nulla. “Come ogni anno, ritorna il tema della mancanza di acqua. I fiumi, il Po ad esempio, sono a livelli minimi e la bassa portata inizia a creare problemi ai consorzi di irrigazione per il prelievo delle acque. Situazione ancora più grave se rapportata al fatto che la stagione estiva è appena iniziata e si prevede un periodo torrido per i prossimi mesi. Se è vero che i cambiamenti climatici rendono il clima incerto e che i fenomeni sono sempre più estremi, è altrettanto vero che l’agricoltura italiana deve affrontare il problema in maniera strutturale. La riforma nazionale del sistema dei consorzi irrigui e di bonifica valorizzi i tanti esempi virtuosi, ma metta fine alle tante criticità che insistono sul territorio nazionale. Ma oltre a questo occorre un piano nazionale per la realizzazione di bacini di raccolta, indispensabili per una buona programmazione e conservazione dell’acqua. Il PNRR può essere un’occasione unica per creare un sistema nazionale di conservazione delle acque, ma purtroppo non c’è traccia nei piani del governo e tanto meno delle regioni. Una maggioranza che si riempie la bocca di slogan e di principi ambientalisti ma che poi nei fatti non fa assolutamente niente. Fratelli d’Italia rilancia il tema delle risorse idriche, ma non lo fa in maniera demagogica ma chiedendo un piano serio per realizzare una rete nazionale di bacini”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, capogruppo in Commissione Agricoltura.

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Pensioni: Inac e Anp-Cia, torna quattordicesima a luglio per 3 mln di anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

Torna a luglio la quattordicesima mensilità: spetterà ai pensionati con un assegno mensile inferiore ai mille euro, che in Italia sono circa 3 milioni. Così il Patronato Inac e l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, ricordando la circolare Inps del 24 giugno in cui si comunica che, unitamente alla rata di luglio 2021, verrà corrisposta agli aventi diritto la somma aggiuntiva.Si tratta di un beneficio che spetta ai pensionati Inps della gestione privata e della gestione spettacolo e sport e ai pensionati della gestione pubblica con un’età pari o superiore a 64 anni in presenza di determinati requisiti reddituali, e con un importo variabile a seconda della contribuzione con la quale è stata liquidata la pensione. Ai pensionati al minimo, che già la prendevano in base alla legge n.127 del 2007, verrà confermata la quattordicesima con un incremento che va dai 437 ai 655 euro.“Nonostante la buona notizia, si tratta di risorse del tutto insufficienti per far fronte alle più elementari esigenze della vita quotidiana -spiega il presidente nazionale di Anp-Cia, Alessandro Del Carlo-. L’istituzione della quattordicesima fu motivata da ragioni emergenziali: dare sollievo alle categorie che, più di altre, avevano sofferto il peso della crisi economica. Ma l’emergenza sociale è ancora in atto, per di più acuita da un anno e mezzo di pandemia”.“La richiesta di aumento della quattordicesima mensilità è storicamente una battaglia del Patronato Cia -aggiunge il presidente dell’Inac, Antonio Barile- che ha trovato, dopo numerosi incontri istituzionali, una prima risposta con la legge di Bilancio del 2017 attraverso l’estensione del beneficio fino al doppio del trattamento minimo, oggi 1.030 euro, e l’aumento del 30% per quelle più basse”. Oggi, continua Barile, “insistiamo affinché la quattordicesima sia estesa fino a 3 volte il trattamento minimo (1.520 euro al mese) e i minimi di pensione siano portati, almeno, a quanto previsto dalla Carta Sociale Europea (40% del reddito medio nazionale, cioè almeno 780 euro)”.Per queste ragioni, prosegue il pressing di Inac e Anp per sollecitare nuovi e adeguati interventi, anche perché i pensionati, in quanto titolari di pensione diretta o indiretta (ad eccezione dell’assegno di invalidità), sono stati esclusi da ogni beneficio in questo ultimo anno e mezzo; e la pensione di cittadinanza non ha, purtroppo, risolto il problema degli assegni bassi.

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