Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘elezioni’

Elezioni Regione Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2023

“La coalizione di Centrodestra coesa punta a governare il Lazio e a rilanciarlo dopo il decennio targato Zingaretti, costellato d i fallimenti in tutti i settori. L’amministrazione uscente Pd-M5Stelle lascia in eredità un pesante debito nelle casse regionali ed un incremento dell’Irpef che crea un aggravio economico notevole a lavoratori e famiglie già in ristrettezze a causa della negativa congiuntura finanziaria. Il nostro obiettivo è riavvicinare l’Ente Regione alla cittadinanza., scardinando il sistema creato dal PD. Francesco Rocca saprà riorganizzare e rendere più efficiente la Sanità regionale e, con il suo bagaglio di competenze, esperienza e sensibilità, sarà sempre attento e concreto nell’affrontare i temi di politica sociale e nell’attuare le misure adeguate a sostenere i più fragili. Insieme lavoreremo bene e col massimo impegno come sempre per riportare centrali nel governo del Lazio merito e competenza.>> È quanto dichiara Fabrizio Ghera capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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Elezioni regionali, Lombardia al voto 12 e 13 febbraio

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2022

Di Marco (M5S): «Finalmente Giunta Fontana ha data di scadenza» Nicola Di Marco (M5S): «Finalmente la Giunta Fontana ha una data di scadenza. Gli errori e le inadeguatezze di questa amministrazione sono e resteranno purtroppo impressi a lungo nella memoria dei lombardi, nel ricordo di una stagione che ci auguriamo non ritorni mai. Ora è tempo di cambiare, presentando ai lombardi una proposta concreta che parli del rilancio della sanità pubblica e territoriale, di investimenti sul trasporto locale, di lavoro e sociale, di ambiente e futuro sostenibile» così il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Lombardia, in merito all’ufficializzazione della data delle prossime elezioni regionali.

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Elezioni regionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

“La scomposizione del campo progressista alle elezioni politiche del 25 settembre, ha consegnato il Paese alla peggiore destra di sempre. E oggi quella scelta mette a repentaglio il reddito di cittadinanza. ‘Sei mesi di proroga e poi basta sussidio’ lo ha ripetuto più volte la Presidente Giorgia Meloni al tavolone rotondo della Sala Verde di ieri. Tutti insieme, invece, lo avemmo difeso, così come avremmo difeso l’ambiente, i giovani, la scuola e i diritti sociali e civili” lo dichiara in una nota la consigliera regionale Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti. “Oggi non possiamo ripetere lo stesso errore di due mesi fa. Non è accettabile anteporre gli interessi personali e di partito ai bisogni dei cittadini, delle famiglie, delle imprese e alla difesa dell’ambiente e del territorio. E’ arrivato il momento di riaprire il dialogo con il M5S di Giuseppe Conte, da parte nostra e da parte sua. Oggi la coalizione in campo è insufficiente, bisogna sedersi a un tavolo tutti insieme, ripartire dal programma e ricostruire il Campo Largo che ha governato la Regione negli ulti due anni. In gioco c’è il destino di una comunità intera, quella del Lazio” conclude Marta Bonafoni.

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Capital Group: Le elezioni di metà mandato negli USA possono influire sui listini?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Matt Miller, Economista politico di Capital Group. In un anno in cui l’inflazione alle stelle, la guerra in Ucraina e un mercato ribassista hanno dominato i titoli dei giornali, le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno rischiato di complicare ulteriormente le cose. Riteniamo che quelle del 2022 potrebbero essere tra le elezioni di metà mandato più importanti nella storia degli Stati Uniti. Per capirlo, abbiamo analizzato più di 90 anni di dati e abbiamo scoperto che la risposta è sì: i mercati hanno esibito un comportamento diverso durante gli anni delle elezioni di metà mandato. Ecco cinque aspetti utili da considerare per gli investimenti durante questo ciclo politico. 1. Il partito del presidente in genere perde seggi al Congresso. Le elezioni di metà mandato si verificano per l’appunto a metà di un mandato presidenziale e di solito comportano per il partito del presidente un calo dei consensi al Congresso. Nelle ultime 22 elezioni di metà mandato, il partito del presidente ha perso in media 28 seggi alla Camera dei rappresentanti e 4 al Senato. Ci sono stati solo due casi in cui il partito del presidente ha ottenuto seggi in entrambe le Camere. Dal momento che la perdita dei seggi è così usuale, di solito questo viene scontato dai mercati all’inizio dell’anno. Ma la portata di uno spostamento del potere politico, e delle seguenti ripercussioni sulle politiche, rimarrà incerta fino a fine anno, il che può spiegare le altre tendenze che abbiamo scoperto. 2. Negli anni di metà mandato, i rendimenti del mercato statunitense tendono ad essere fiacchi fino all’ultimo. La nostra analisi dei rendimenti dell’Indice S&P 500 dal 1931 ha indicato che l’andamento dei titoli durante gli anni delle elezioni di metà mandato varia notevolmente rispetto a tutti gli altri anni. I mercati non amano l’incertezza: un adagio particolarmente calzante in questo caso. All’inizio dell’anno vi sono meno certezze riguardo all’esito e all’impatto delle elezioni, ma i mercati tendono a riprendere quota nelle settimane immediatamente precedenti le votazioni e continuano a salire alla chiusura dei sondaggi. Finora, il 2022 è stato un altro esempio di anno delle elezioni di metà mandato caratterizzato da rendimenti poco brillanti, anche se l’impatto della politica è stato minimo rispetto a quello dell’inflazione e dell’incremento dei tassi d’interesse. L’andamento dei titoli varia notevolmente durante ogni ciclo elettorale e la tendenza generale dei mercati nel lungo termine è positiva. 3. La volatilità è stata più elevata negli anni delle elezioni di metà mandato. Le elezioni possono mettere a dura prova i nervi. I candidati spesso attirano l’attenzione sui problemi del Paese e le campagne elettorali amplificano sistematicamente i messaggi negativi. Le proposte politiche possono essere poco chiare e spesso riguardano industrie o imprese specifiche. Perciò non dovrebbe sorprendere che la volatilità del mercato sia più elevata negli anni delle elezioni di metà mandato, soprattutto nelle settimane precedenti l’Election Day. Dal 1970, gli anni di metà mandato hanno registrato una deviazione standard mediana dei rendimenti di quasi il 16%, rispetto al 13% di tutti gli altri anni. 4. Dopo le elezioni di metà mandato i rendimenti del mercato statunitense in genere sono stati elevati. Il risvolto positivo per gli investitori è che i mercati hanno avuto la tendenza a rimbalzare fortemente nei mesi successivi, e il rilancio spesso iniziato poco prima delle elezioni non è stato un semplice rally a breve termine. Per l’intero anno successivo al ciclo elettorale i rendimenti sono rimasti tipicamente superiori alla media. Dal 1950, i rendimenti medi a un anno dopo le elezioni di metà mandato sono stati del 15%, più del doppio dei rendimenti di tutti gli altri anni su un periodo analogo. Naturalmente ogni ciclo è diverso e le elezioni sono solo uno dei molti fattori che influenzano i rendimenti del mercato. Nel corso del prossimo anno, ad esempio, gli investitori dovranno soppesare anche le ripercussioni di una potenziale recessione negli Stati Uniti. 5. I titoli statunitensi hanno messo a segno buoni risultati indipendentemente dalla composizione dei palazzi del potere di Washington.Non c’è niente di sbagliato nel volere la vittoria del proprio candidato preferito, ma attribuire troppa importanza ai risultati elettorali potrebbe creare problemi agli investitori. Questo perché, storicamente, le elezioni hanno avuto un impatto limitato sui rendimenti degli investimenti a lungo termine.Le elezioni di metà mandato, e la politica nel suo insieme, creano molta confusione e incertezza. Per quanto ogni tornata elettorale alimenti la volatilità, non bisogna lasciarsi spaventare. La verità è che i rendimenti azionari a lungo termine provengono dal valore delle singole società nel tempo. Per investire in modo intelligente è opportuno guardare oltre i massimi e i minimi a breve termine e mantenere invece il focus sul lungo termine. By http://www.verinieassociati.com/

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Sovvenzioni media in vista delle elezioni europee del 2024

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2022

La Direzione generale della Comunicazione (DGCOMM) del Parlamento europeo lancia oggi una nuova gara nell’ambito del programma di sovvenzioni per i media, questa volta con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sul ruolo e sui valori democratici dell’UE in vista delle elezioni europee del 2024. La scadenza per la presentazione dei progetti è il 26 gennaio 2023 alle ore 17:00 CET.Il Parlamento europeo lancia un invito ai media interessati a presentare progetti, preferibilmente in inglese, che svolgano una duplice funzione: da un lato, fornire informazioni regolari, affidabili, pluralistiche e non di parte sulle prossime elezioni europee del 2024 e sul lavoro del Parlamento europeo (in particolare le implicazioni sulla vita quotidiana dei cittadini) e, dall’altro, promuovere la partecipazione e l’attivazione dei cittadini e delle organizzazioni della società civile nel dibattito sulle prossime elezioni europee del 2024.Le azioni devono essere multipiattaforma e contenere una strategia di interazione online. I mezzi di comunicazione target sono le agenzie di stampa, i canali televisivi e radiofonici, i media digitali (sia i media nativi digitali che le piattaforme digitali di altri media) e la stampa.I criteri chiave per l’assegnazione delle sovvenzioni sono l’audience potenziale, la portata e l’impatto dell’azione in termini di aumento della conoscenza dei cittadini sulle attività e le politiche del Parlamento europeo, nonché la capacità di promuovere il dibattito pubblico sull’UE e sulle elezioni europee del 2024.Il calendario per la presentazione delle candidature inizia oggi, 27 ottobre, e termina il 26 gennaio 2023. Le azioni avranno una durata minima di 6 mesi e potranno iniziare il 1° settembre 2023 e protrarsi fino al 31 dicembre 2024 al massimo. Tuttavia, la data di inizio non può essere successiva al 31 dicembre 2023.La sovvenzione è limitata a un tasso di cofinanziamento massimo del 70% dei costi ammissibili per l’azione.I media avranno piena libertà editoriale a condizione che sia garantito il rispetto dei valori sanciti dall’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea e l’indipendenza da qualsiasi istituzione pubblica o privata per quel che concerne le questioni relative alle decisioni editoriali. Inoltre, le attività proposte dovranno seguire i principi di trasparenza, non discriminazione, accuratezza, pluralismo e indipendenza.

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PIMCO: Elezioni di Midterm USA, quali le prospettive?

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2022

A cura di Libby Cantrill, Managing Director, Public Policy di PIMCO A 36 giorni dalle elezioni di Midterm negli Stati Uniti, nonostante il miglioramento del contesto politico per il Presidente Biden, il calo dei prezzi del gas e l’entusiasmo per i Democratici significativamente più alto rispetto a pochi mesi fa, è ancora molto probabile che la Camera dei Rappresentanti passi sotto il controllo repubblicano. Ricordiamo che alla Camera vi sono 435 seggi, tutti in palio alle elezioni di novembre, e i democratici a novembre avranno una maggioranza di soli 5 seggi, il che significa un margine di errore molto ridotto. Con tutti i seggi in palio, la Camera è considerata un’elezione nazionale, più indicativa dell’umore del Paese e dello spirito generale, e tipicamente un referendum sul partito al potere. A tal fine, l’umore nazionale, pur essendo migliorato, è ancora negativo, con un’ampia minoranza di elettori che pensa che il Paese sia sulla strada sbagliata; l’inflazione e l’economia continuano a essere uno dei temi più importanti, se non il più importante, sia per gli elettori repubblicani sia per quelli democratici, mentre allo stesso tempo la maggioranza degli elettori pensa che i repubblicani siano più preparati a gestire la sfera economica. Il Generic Ballot – il sondaggio che storicamente ha un potere predittivo relativamente alto nelle elezioni di metà mandato per la Camera – prevede ancora la parità, ma gli esperti in materia elettorale hanno riscontrato che storicamente i democratici hanno bisogno di un vantaggio significativo nel Generic Ballot per superare alcune delle distorsioni strutturali di questo sondaggio.Un elemento importante, secondo il Cook Political Report, è che i democratici dovrebbero “fare il pieno” di seggi in bilico alla Camera; secondo tale analisi, ci sono 31 seggi in bilico e, per mantenere la maggioranza, i democratici dovrebbero conquistarne 26 su 31. La situazione è resa ancora più difficile dal fatto che 22 dei 31 seggi in bilico sono presidiati dai democratici e solo 9 dai repubblicani, il che significa che i repubblicani difendono meno seggi vulnerabili e hanno bisogno di mantenere solo una frazione dei seggi in bilico per riconquistare la Camera.In conclusione: L’ipotesi di base è che i repubblicani vincano alla Camera, ma con un numero di seggi inferiore a quello che sembrava possibile fino a pochi mesi fa. I dati sembrano indicare che i repubblicani otterranno 10-20 seggi (rispetto ai 20-30 attesi all’inizio dell’estate), lasciando loro una maggioranza piuttosto esigua, che potrebbe condizionare le decisioni politiche quotidiane, come il finanziamento delle attività governative e l’aumento del tetto del debito. Una vittoria è comunque una vittoria: quindi, dal punto di vista dei mercati, una maggioranza repubblicana alla Camera, a prescindere dall’ampiezza della maggioranza stessa, significherà che l’agenda legislativa di Biden è di fatto congelata (anche se si potrebbero trovare dei compromessi su temi come le criptovalute e la sicurezza energetica). Il Senato: Come abbiamo detto più volte, il Senato è molto diverso rispetto alla Camera, con solo un terzo dei 100 seggi del Senato in palio e i democratici che presidiano meno seggi (14) dei repubblicani (20). La competizione al Senato tende ad essere molto più incentrata sui candidati e a essere guidata dalla raccolta di fondi; inoltre dipende dalle peculiarità degli Stati. I democratici hanno maggioranze molto ristrette e devono effettivamente aggrapparsi a ogni seggio del Senato per mantenere la maggioranza. In pratica, il controllo del Senato si ridurrà a poche sfide decisive; tra queste, tuttavia, sono quattro in particolare che, probabilmente, decreteranno il dominio del Senato, tra cui la sfida della Georgia (attualmente stato democratico), del Nevada (democratico), della Pennsylvania (repubblicano) e del Wisconsin (repubblicano). In conclusione: A 36 giorni dalle elezioni di metà mandato, il Senato è in ballottaggio, anche se le probabilità di mantenere il Senato sono leggermente a favore dei democratici. Se i democratici vincono, la maggioranza rimarrà sottile come la lama di un rasoio – un buon risultato si tradurrebbe in una loro maggioranza per 52 a 48, lo stesso sarebbe anche per i repubblicani, per i quali un buono scrutinio si tradurrebbe comunque in una maggioranza altrettanto stretta. Per chiarire: un Senato repubblicano rappresenterebbe una sfida per il Presidente Biden, poiché i repubblicani controllerebbero l’agenda e potrebbero rendere molto più difficile per Biden nominare i suoi candidati per la magistratura e l’amministrazione; tuttavia, finché la Camera sarà repubblicana, il Senato rappresenterà un problema di minore entità per i mercati. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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Elezioni, USB: hanno vinto gli anti-Draghi. Ma il nuovo governo si appresta a seguire le orme di Draghi

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2022

Ancora una volta, come già fu alle elezioni politiche del 2018, hanno vinto le forze che hanno dato la sensazione di rappresentare la protesta e di interpretare l’insofferenza che si registra nella popolazione. Ha vinto il partito della Meloni, che non ha partecipato alla larghissima coalizione pro-Draghi, ed ha recuperato una buona fetta di consensi il Movimento Cinque Stelle, guidato da Conte, che è riuscito a smarcarsi da Draghi, avviando di fatto la crisi di governo che ha portato alle elezioni. Hanno perso invece tutte le forze che hanno convintamente sostenuto il governo del banchiere, a cominciare dal Pd, confermando la voragine che si va allargando tra l’establishment e lo stato d’animo di tanta parte del Paese.Se nel 2018 i due partiti che uscirono vittoriosi si erano presentati alle elezioni con un programma visibilmente diverso da quello del governo di allora, ora Fratelli d’Italia vince le elezioni con un programma di sostanziale continuità con il governo Draghi. All’epoca fu necessario l’intervento del presidente della Repubblica, che condizionò finanche la scelta dei ministri, e i paletti fissati dalla Commissione Europea riportarono nei ranghi i due partiti “antisistema” in occasione della legge di bilancio di fine anno. Oggi invece gli esponenti di FdI già propongono una condivisione con i ministri del governo Draghi per scrivere assieme la Finanziaria.Perché in realtà il governo a guida Meloni si appresta a governare nel segno della continuità. Sia sul fronte della politica estera e dei finanziamenti al riarmo della Nato, che su quello della politica economica.A sinistra non hanno superato lo sbarramento del 3% le formazioni che proponevano un’alternativa di sistema, scontando probabilmente il poco tempo che hanno avuto a disposizione. Chi ha riportato un innegabile successo è stato invece il Movimento Cinque Stelle che si è presentato con un programma radicale, con proposte spesso condivisibili. Adesso bisognerà vedere se si è trattato di semplice tattica elettorale o se i grillini hanno seriamente intrapreso una linea di azione in discontinuità con il loro recente passato di governo.La grande questione dei salari e dell’impennata dei prezzi (e delle bollette), che è il tema delle prossime settimane, sarà il banco di prova del prossimo governo. Proposte di seria discontinuità non ce ne sono nel programma elettorale di FdI: taglio del cuneo fiscale, flat tax, attacco al reddito di cittadinanza e poi tanto fumo sulla ridiscussione del PNRR. Sono né più né meno le idee che circolavano nel governo Draghi e che sono già nelle proposte di Confindustria e di larga parte della maggioranza uscente.Passata la sbornia elettorale, torna in campo la realtà dei problemi, resa sempre più cruda dalla prosecuzione della guerra e da una recessione ormai alle porte con al seguito migliaia di licenziamenti e un pesante attacco alle condizioni generali di vita per milioni di persone.L’USB ha già proclamato uno sciopero generale per il prossimo 2 dicembre assieme al mondo del sindacalismo di base. Non conosciamo ancora come sarà il prossimo governo né quali saranno le prime decisioni che assumerà, ma dal loro programma e dalla campagna elettorale appena conclusa, non è difficile intuire come si muoveranno. E pertanto sarà necessario costruire la più vasta mobilitazione possibile.Ritroveremo nelle piazze anche quelli che non volevano la caduta del governo Draghi e che a luglio diramarono appelli affinchè Draghi restasse. Ritroveremo quelli che hanno sostenuto l’establishment ed hanno favorito lo spostamento a destra del clima generale del paese, regalando il governo alla Meloni. Sarà bene ricordarselo per non abboccare a nuove illusioni unitarie e avendo a cuore l’indipendenza e la chiarezza dei nostri obiettivi. Primo fra tutti: abbassate le armi – alzate i salari.

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Commento post elezioni e prospettive

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2022

Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager, BlueBay Asset Management. “L’esito delle elezioni italiane è stato in linea con le aspettative del mercato. A nostro avviso ci sono rischi legati a una politica economica più nazionalista e meno collaborativa da parte del nuovo governo di destra, ma riteniamo che Meloni abbia dato finora l’impressione di essere una politica molto più ortodossa di Salvini o persino di Berlusconi. Il fatto che la maggioranza del suo partito sia persino più ampia di quella di Forza Italia e della Lega messe insieme ci conforta sul fatto che seguirà le politiche promesse, che sono essenzialmente in netto contrasto con i suoi partner di coalizione: pro-Ucraina/anti-Russia, fiscalmente rigorose e più allineate alle politiche europee anche per quanto riguarda la Belt and Road Initiative cinese. Se nelle prossime settimane i negoziati con l’UE sul bilancio di quest’anno saranno positivi, la necessità di un approccio cooperativo alla sicurezza energetica dell’Unione, che favorirà l’agenda nazionalistica italiana, e di una posizione unitaria nei confronti dell’aggressione russa (più Polonia che Ungheria), a nostro avviso implicherà che gli Spread e i rendimenti dovrebbero restringersi fino alla fine dell’anno con nuove emissioni negative”.

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Elezioni in Brasile: 182 indigeni si presentano come candidati

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2022

(2 ottobre): Quest’anno sono 182 i candidati di 45 popoli indigeni che si presenteranno alle elezioni brasiliane del 2 ottobre. Provengono da un totale di 24 Stati della regione amazzonica, del nordest e del sudest, dell’ovest e del sud del Brasile. Oltre al presidente, la popolazione brasiliana elegge i nuovi governatori e i membri del Senato e del Congresso. Si vota anche per i parlamenti statali di tutti i 26 Stati federali. Qui, 30 indigeni sono in corsa, altri 21 sono in corsa per la Camera dei Deputati a Brasilia, tre sono in corsa per i governatorati, uno per il Senato. Un’altra donna indigena è in corsa per la vicepresidenza insieme alla candidata presidenziale socialista Vera Lucia. Quattro anni di politica anti-indigena sotto Jair Bolsonaro hanno politicizzato ancora di più il movimento indigeno in Brasile. I rappresentanti indigeni vogliono essere presenti attivamente a tutti i livelli politici e rappresentare direttamente i loro diritti. Da quando Bolsonaro si è insediato, le popolazioni indigene brasiliane hanno subito un enorme regresso e non poche violazioni dei diritti umani e spesso attacchi mortali alle loro comunità. L’invasione dei territori indigeni, l’accaparramento delle terre e gli omicidi difficilmente vengono puniti. Soprattutto durante la pandemia di Coronavirus, la violenza e le invasioni sono aumentate. Senza il sostegno delle autorità competenti, le popolazioni indigene brasiliane hanno dovuto fare affidamento su organizzazioni partner nazionali e internazionali per rendere pubblici gli attacchi e le violazioni dei diritti umani. È tempo che il Brasile elegga un presidente migliore e più umano. Allo stesso tempo, per l’Associazione per i popoli minacciati (APM) è importante che venga eletto il maggior numero possibile di candidati indigeni, affinché possano difendere i loro diritti e contrastare gli interessi delle grandi aziende. Nessuno può rappresentare politicamente gli interessi indigeni meglio di loro stessi. La rappresentante mbya guarani Kerexu, candidata come deputato a Brasilia, spiega: “Se Joenia Wapichana da sola [eletta deputata nel 2018] è riuscita a mobilitare parte del parlamento per difendere i diritti indigeni e l’ambiente, immaginatevi due, tre, quattro donne indigene in parlamento!”. È riuscita a lavorare come lavora un rappresentante indigeno, collettivamente”. Sônia Guajajara, candidata al Parlamento di Brasília, afferma: “Le nostre candidature non sono una ricerca del potere per avere il potere. Siamo le voci che devono essere ascoltate. Ma la nostra lotta non è solo a livello politico, è una lotta permanente per la sopravvivenza”.

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Elezioni: Serracchiani, il congresso PD sarà un passaggio fondamentale

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

“Il congresso sarà un passaggio fondamentale, se non faremo come al solito, riunendoci in gruppi per dividerci le stanze di una casa che rischia di rimpicciolirsi. No. Il congresso deve essere la ricostruzione collettiva del partito, il rinnovamento politico e programmatico per preparare l’alternativa, prima nelle città e nelle Regioni e poi a Roma. Non commetteremo l’errore di farne un’altra occasione per contarci, bensì per confrontarci, superare i limiti che abbiamo sperimentato in queste elezioni. Io ho fiducia che ce la faremo, perché abbiamo le risorse ideali, la responsabilità e, per quanto mi riguarda, anche una grande voglia di riscatto e rivincita”. Lo scrive su Facebook la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani. “Il risultato insoddisfacente del Partito democratico – annota la capogruppo dem – è un dato di cui sono pronta a portare quota parte della responsabilità per il ruolo che ho ricoperto. Spero anche altri vorranno fare questa riflessione, ciascuno a suo livello, per quanto fatto e non fatto”. Serracchiani ringrazia il segretario Letta “per la sua condotta trasparente, generosa e responsabile, che non abbandona il partito nel momento difficile ma lo accompagna verso le scelte future”, si rivolge a “chi invece di contrastare la destra ha pensato solo ad attaccare il Pd” auspicando che “cambi musica, perché questo concerto non serve all’Italia”.

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Elezioni: Rampelli Fdi

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

“Questa vittoria nasce dalla consapevolezza che la destra ha un patrimonio culturale enorme perfettamente integrato nella storia d’Italia e questo patrimonio non poteva essere disperso perché sarebbe stato un peccato mortale per tutta la Nazione, per la sua storia e per la sua tradizione”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia rispondendo alle domande del Tg2 sul segreto della vittoria di Fratelli d’Italia a dieci anni dalla sua fondazione. “Dieci anni fa – ha proseguito Rampelli – la destra era in frantumi. Abbiamo scommesso di rimetterla in piedi in un momento difficile. Abbiamo fatto la nostra traversata nel deserto, e abbiamo avuto ragione”.“Questo – ha puntualizzato Rampelli – serve anche per far capire che, diversamente dalle ridicole accuse dei nostri avversari, siamo capaci di pensare più e meglio di loro, di fare strategie, avere obiettivi, misurarli e costruirli con pazienza certosina studiando e aggiustando la traiettoria. Ricordo che in alcune fasi storiche la sinistra ha pubblicato opuscoli su di noi, per capire quale fosse il segreto di una destra che iniziava a sfondare nelle periferie e tra le classi sociali più deboli”. “Fratelli d’Italia funziona innanzitutto perché funziona la sua leader Giorgia Meloni che sta provando a rivoluzionare i codici della politica. Autentica, lineare, coerente, preparata dice ciò che pensa e fa quello che dice. Una modalità sconosciuta fin qui ai cittadini abituati all’ipocrisia della vecchia politica, alla contraddittorietà del linguaggio, al relativismo etico, un valore assoluto che ha attratto verso di noi tanta gente proveniente anche da altre sensibilità”.

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Elezioni: “La vittoria nelle urne della destra era prevista”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

In essa si sommano errori politici e strategici dei partiti e qualche volta anche dei movimenti progressisti di questo Paese”: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: “C’è tuttavia un punto preciso da cui ripartire: questa tornata elettorale ha visto per la prima volta convergere sul tema dell’affermazione dei diritti e del contrasto all’odio, alla violenza e alle discriminazioni, numerose forze politiche, di schieramenti diversi, che sommate rappresentano una maggioranza dell’opinione pubblica, seppur frazionata in diversi partiti. Il fronte dei diritti è ampio e, nonostante questa sciagurata legge elettorale lo confini in una porzione modesta di seggi parlamentari, esso può contare sulle numerose connessioni fuori dai palazzi. Queste connessioni sono oggi indispensabili e strategiche per organizzare una resistenza e una politica sui temi delle persone lgbtqi+, della parità di genere, del razzismo, delle persone migranti, delle persone con disabilità, di tutte le famiglie possibili. Queste connessioni, però, devono poter contare su una lealtà reciproca e sul definitivo superamento di qualsiasi tentennamento, perché sono quei tentennamenti ad aver lasciato l’Italia al palo sui diritti civili e sociali anche quando c’erano i numeri per approvare le leggi indispensabili a superare il ritardo del nostro Paese.”, conclude Piazzoni.

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Elezioni e minacce informatiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2022

Tra novembre 2018 e maggio 2022, Mandiant ha visto attività IO mirate alle elezioni in almeno 27 Paesi in tutto il mondo, nelle Americhe, in Africa, Europa, Asia e Medio Oriente: Mandiant ritiene che la Russia, l’Iran e la Cina rimangono le minacce informatiche più significative per le elezioni a livello globale. Questa asserzione è basata sulle osservazioni delle passate attività condotte da questi Stati e delle loro capacità informatiche; Le attività IO legate alle elezioni evidenziano che il successo delle campagne di influenza possono avere un impatto molto significativo sulla fiducia che l’opinione pubblica ripone nelle istituzioni e nei governi. Proteggere l’ecosistema elettorale: allo stesso modo in cui esiste un’ampia gamma di aggressori, esistono differenti luoghi e modalità in cui le minacce informatiche possono realizzarsi. L’ecosistema elettorale è composto da molte parti differenti che devono essere prese in considerazione: la superficie di attacco comprende infatti sistemi e infrastrutture, gli amministratori e le entità coinvolte nella gestione del processo di voto, le organizzazioni/partiti coinvolti nella campagna elettorale e i media. Gli sforzi degli aggressori non iniziano solamente nei mesi precedenti alle elezioni: alcuni di essi, infatti, prendono costantemente di mira i partiti politici, cercando di influenzare le preferenze degli elettori per anni, o promuovono governi e candidati in carica al di fuori dei cicli elettorali. “La comprensione storica delle minacce agli elettori e alle infrastrutture, e una visibilità globale sulle attuali operazioni condotte dagli attaccanti che in passato hanno dimostrato interesse nel colpire le elezioni, può rivelarsi molto preziosa per i team di sicurezza per individuare, definire le priorità e anticipare le minacce future. Queste informazioni forniscono visibilità sugli strumenti, le tattiche e le procedure più recenti utilizzate dagli attaccanti in altre operazioni e sono estremamente utili per i team preposti alla difesa. Le organizzazioni, gli enti convolti nelle elezioni e anche i partiti possono utilizzare queste informazioni per rafforzare in modo proattivo le proprie reti e mettere in sicurezza i possibili obiettivi di un attacco in modo tale da essere pronti per tempo per affrontate le minacce che insistono su questo critico processo della democrazia che sono le elezioni”, dichiara Luke McNamara, Principal Analyst, Mandiant. By Federico Maggioni Account Executive

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BlueBay – Elezioni italiane: avanti tutta, ma con cautela

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2022

A cura di Neil Mehta, Portfolio Manager, BlueBay Asset Management. Un centro-sinistra frammentato si tradurrà probabilmente in una vittoria per i partiti di centro-destra nelle prossime elezioni in Italia, con Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia come nuovo Primo Ministro. Riteniamo che nel breve termine i mercati non avranno una reazione forte, ma daranno alla nuova coalizione la possibilità di dimostrare la propria competenza. È improbabile che Meloni si ponga in modo conflittuale fin dall’inizio, riteniamo invece plausibile che voglia evitare rischi inutili con istituzioni come la Commissione UE e la NATO. Fratelli d’Italia vuole presentarsi come un partito credibile e capace di governare, come già fanno altri partiti tradizionali di centro-destra in Europa. È quasi certo che la coalizione nominerà un Ministro delle Finanze favorevole al mercato, che aggiungerà ulteriore fiducia agli investitori e che darà un nuovo incentivo alla prudenza fiscale. Nel medio termine, però, i rischi potrebbero accumularsi sotto la superficie. Nell’ultimo anno Matteo Salvini della Lega è crollato nei sondaggi e, se dovesse sopravvivere alle elezioni e alle conseguenze, potrebbe causare problemi all’interno della coalizione nel tentativo di riconquistare voti. Questo potrebbe portare a lotte intestine nella coalizione e, con poco o nessun tempo per mettere insieme e approvare un bilancio entro la fine dell’anno, gli investitori potrebbero rapidamente rivoltarsi contro la coalizione. C’è poi la riforma dei fondi del Next Generation EU e l’interazione con l’UE, che vuole che l’Italia faccia un ulteriore giro di vite sull’evasione fiscale e riformi le leggi sulla giustizia. Lo scenario più roseo sarebbe se Meloni, con il suo programma di destra, riuscisse a spingersi più al centro e a realizzare una buona politica economica con riforme strutturali e meno espansiva dal punto di vista fiscale, come promesso, il che potrebbe essere positivo per il Paese, per i mercati, per la sua immagine e per quella del suo partito. Se riuscisse a realizzare i suoi obiettivi, potrebbe facilmente allargare la sua base, emarginando in particolare Salvini e Berlusconi, il che soddisferebbe le sue ambizioni personali. Ma con molte sfide da affrontare, sul fronte dell’energia, dell’aumento dei tassi d’interesse e della riforma fiscale, se dovesse presentarsi un’altra crisi, non escluderemmo un altro governo di unità nazionale. Gli investitori dovrebbero, quindi, continuare a muoversi con cautela.

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Le elezioni politiche portano tradizionalmente una crescente incertezza sui mercati: come affrontare la volatilità?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2022

A cura di Gimme5, soluzione digitale che permette di accantonare piccole somme attraverso smartphone e investirle in fondi comuni. Le elezioni politiche italiane sono al centro del dibattito pubblico da mesi: domenica 25 settembre i cittadini saranno chiamati ad eleggere chi dovrà condurre l’Italia attraverso un periodo storico particolarmente complesso, proseguendo il lavoro dell’uscente governo Draghi. I mercati si domandano quale forza politica andrà al governo, quali saranno le azioni che intraprenderanno i nuovi ministri e come questi affronteranno concretamente le difficili scelte economiche. Le elezioni politiche portano tradizionalmente una crescente incertezza sui mercati, come dimostra lo studio “Stock Market Volatility And Presidential Election Uncertainty: Evidence From Political Futures Markets” di David R. Bowes, della Southeastern Louisiana University, USA. La ricerca illustra come, in corrispondenza di ogni elezione presidenziale Usa tra il 1992 e il 2012, la volatilità sui mercati finanziari abbia subito una brusca accelerata (guardando la performance dell’indice S&P500). Questo perché, se i candidati hanno posizioni contrastanti per quanto riguarda la fiscalità, le azioni mirate alla creazione di posti di lavoro, gli stipendi e le riforme chiave, gli operatori finanziari si trovano di fronte a ipotetici scenari divergenti, quindi l’incertezza sul futuro economico rende più difficile adattare i prezzi di Borsa alle previsioni. Maggiore è l’incertezza sul possibile governo vincente, maggiore sarà la volatilità determinata dalle elezioni. Quando si assiste a una caduta dei mercati, è fondamentale rimanere fedeli al proprio obiettivo di investimento, senza farsi prendere dal panico e tenendo presente il fatto che uscire dal mercato in un momento di ribasso rappresenta un modo sicuro per congelare la perdita e perdere la maggior parte dei possibili guadagni. Investire con costanza ogni mese è una tecnica che presenta numerosi vantaggi, soprattutto nelle fasi di discesa del mercato: nessuno può prevedere con certezza quale sarà il movimento dei mercati nel breve periodo, pertanto frazionare l’investimento consente di limitare il rischio di investire troppo quando i prezzi possono ancora scendere. Ad esempio, gli investitori che avevano un piano di accumulo attivo alla vigilia dello scoppio della pandemia, hanno continuato ad acquistare anche in un momento in cui l’emotività glielo avrebbe impedito, aumentando le prospettive di guadagno quando i prezzi sono tornati a salire. quando i mercati scendono i titoli diventano più economici e, acquistandoli in questo momento, si ottiene un potenziale di risalita maggiore. Il rischio può essere ripagato dalla successiva ripresa di valore degli indici, basti pensare che l’S&P 500, ha perso in media il 14,2% almeno una volta l’anno tra il 1980 e il 2015, ma, nonostante ciò, ha chiuso in positivo 27 anni su 36 (il 75% delle volte). La diversificazione è una regola fondamentale, sempre valida: per non investire tutto il capitale in un singolo strumento finanziario, una soluzione semplice è rappresentata dai fondi comuni, che contengono centinaia di titoli, tra azioni e obbligazioni e consentono un’utile ripartizione del rischio. (abstract)

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Mancano pochi giorni alle elezioni del 25 settembre

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2022

La settimana di campagna elettorale ha avuto al centro il confronto tra Enrico Letta e Giorgia Meloni. Il rapporto USA sulle interferenze russe è stato fonte di tensione al centrodestra. L’appello al “voto utile” del segretario del PD Enrico Letta è uno scudo contro i rischi per la democrazia nel caso di una vittoria della destra.La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni prova a rassicurare, proponendo una bicamerale per fare le riforme costituzionali anche con l’opposizione. In mezzo i Cinque Stelle cercano i voti a sinistra e al Sud. Mentre dal Terzo Polo Renzi e Calenda puntano al 10% per cambiare gli equilibri e riportare Draghi a Palazzo Chigi. Gli ultimi sondaggi prima dello stop imposto dalla par condicio vedono Fratelli d’Italia crescere ancora nelle preferenze di voto, inseguito dal Partito democratico.La coalizione di centrodestra è stabilmente in testa e dal centrosinistra sperano ancora sugli indecisi. Significativa la crescita dei Cinque Stelle, che superano la Lega. Intanto la Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen – con camicia blu e giacca gialla con coccarda – ha aperto il suo discorso sullo stato dell’Unione a Strasburgo definendo l’Ucraina una «nazione di eroi» e ricordando che «mai prima d’ora questo Parlamento si è trovato a discutere lo stato della nostra Unione mentre sul suolo europeo infuriava la guerra».Tra promesse e slogan, disaccordi e stoccate, quello che l’elettore può fare è provare a inserire alla fine di ogni affermazione un punto di domanda. L’esercizio del dubbio non toglie credibilità ma anzi consente di trovare proprie risposte a tematiche generiche e generalizzate, dando a quel percorso di conoscenza una gratificazione insperata.

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Parole… parole… parole!

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2022

Recitava così il ritornello di una famosa canzone… ma potrebbe benissimo essere il titolo riassuntivo di questa indecorosa campagna elettorale. Stiamo assistendo alle dichiarazioni di impegno a voler fare ciò che in realtà spesso si è già avuto l’occasione di realizzare nelle precedenti legislature! A turno tanti di loro sono stati al Governo… perché promettono ora ciò che avrebbero avuto il tempo e la possibilità di realizzare nelle precedenti legislature? Non solo: mi è sembrato di capire che in alcuni casi stiano annunciando di avere l’intenzione di voler modificare o abrogare leggi che, andando a ritroso, si potrebbe finire per scoprire siano state approvate anche grazie al loro assenso. Ho come l’impressione che ogni giorno l’asticella si stia sollevando sempre di più e mi sembra di assistere ad un gioco al rialzo, un po’ come succede nelle aste dove l’oggetto è aggiudicato a chi ha offerto di più… in questo caso a chi la spara più grossa. Per dirla tutta, mi pare stiano offendendo la nostra intelligenza! È uno spettacolo inverecondo al quale avrei voluto non dover assistere. Il voto dovrebbe essere la possibilità che noi cittadini abbiamo per cambiare le cose… la campagna elettorale dovrebbe essere un momento in cui ci si confronta e si dibatte sulla concreta volontà di perseguire il bene comune, ognuno secondo quelli che dovrebbero essere gli ideali politici. Purtroppo forse il problema è proprio questo: gli ideali sembrano essere scomparsi… ci sono le persone, che però, a mio umile parere, appaiono prive di una sana coscienza politica. Ciò che ho la sensazione di percepire è la diffusa tendenza a mutare colore, come i camaleonti… E potrebbe continuare a crescere il disinteresse, l’astensionismo… e purtroppo anche l’inconsistenza di questa classe politica! By Pino Masciari

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Messaggio dei Vescovi di Sicilia in occasione delle elezioni politiche e regionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Palermo sabato 10 settembre alle ore 11 presso la sede della Conferenza Episcopale Siciliana, in Corso Calatafimi 1043, a Palermo sarà illustrato il messaggio dei vescovi siciliani, nel quale interverranno Mons. Antonino Raspanti e il Vescovo di Cefalù Mons. Giuseppe Marciante,Delegato per i Problemi Sociali, il Lavoro, la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato. Per l’occasione il Presidente della CESi, Mons. Antonino Raspanti ha dichiarato: “In una società profondamente colpita dalla pandemia sono emersi problemi antichi e sempre presenti: dal lavoro alla scuola, dalla lotta alla povertà all’assistenza sanitaria, dai servizi ai cittadini all’ambiente. Per di più, di recente si sono aggiunte le conseguenze della guerra in Ucraina, l’aumento dell’inflazione causata dal costo dell’energia e dei prodotti alimentari e gli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici. In Sicilia – prosegue il Presidente – gli eventi hanno rivelato come la crescita sconsiderata delle disuguaglianze e la carenza dei servizi pubblici abbiano indebolito le capacità di affrontare gli shock esterni ed abbiano creato nuove vulnerabilità. In tale contesto le previsioni di piano di sviluppo diventano una ‘sfida’ da affrontare e vincere con il contributo di tutti, attorno alla quale però è necessario raccogliere le migliori esperienze e le capacità più innovative di chi vuole mettersi in gioco per il futuro del Paese. La Chiesa di Sicilia e i Vescovi – conclude Mons. Raspanti – faranno la loro parte per assicurare uno sviluppo omogeneo in tutto il Paese e avanzeranno proposte concrete a difesa dei valori della condivisione, della solidarietà e dei diritti delle classi sociali più deboli”.

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Elezioni: Mura (Pd), Rosato contro Pd sbaglia bersaglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2022

“In Italia Viva ci sono tante storie politiche costruite sui valori del centrosinistra, sull’esperienza del Governo Prodi, sulle battaglie contro la destra più impresentabile: chi è stato da quella parte non può costruire una campagna elettorale prendendo di mira il Pd, sbaglia bersaglio. Noi siamo stati con Draghi fino alla fine, siamo l’alternativa alla visione e alla politica di Meloni e Salvini, siamo per la solidarietà sociale e i diritti, per il Pnrr e l’Europa, per l’ambiente e la crescita sostenibile, per la libertà di tutti. Qui non c’è rassegnazione ma solo voglia di non mollare, ci candidiamo per vincere. Spero che dopo le elezioni ci ritroveremo dalla stessa parte”. Lo dichiara la presidente del gruppo Pd alla Camera Romina Mura (Pd), replicando al presidente di Iv, Ettore Rosato, il quale ha detto che “il Pd si è rassegnato a organizzare l’opposizione”.

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Elezioni 25 settembre, biglietti scontati per i viaggi in treno

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2022

Sconti e agevolazioni per raggiungere in treno regionale e a lunga percorrenza le località di voto. In occasione delle elezioni politiche per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, previste per domenica 25 settembre, gli elettori potranno raggiungere il proprio collegio elettorale usufruendo di particolari riduzioni sui biglietti di viaggio di andata e ritorno.Una convenzione, riporta Fsnews.it, fra il Ministero dell’Interno e le imprese ferroviarie – fra cui Trenitalia, Trenitalia Tper, Trenord, FSE – prevede, infatti, uno sconto del 70% sui servizi Alta Velocità, Intercity, Eurocity Italia-Svizzera, e una riduzione del 60% per spostarsi con i treni Regionali a tariffa di corsa semplice regionale e interregionale. Si potrà così viaggiare in treno a prezzo scontato a partire dal 16 settembre, per gli spostamenti di andata, e non oltre il 5 ottobre per quelli di ritorno. I biglietti comprensivi di agevolazione sono acquistabili anche sul sito internet e la App di Trenitalia e sono validi per i viaggi realizzati nell’arco di venti giorni a ridosso del 25 settembre. Per usufruire delle riduzioni è necessario essere provvisti di documento di identità e tessera elettorale da esibire al personale dedicato. Possono usufruire dei biglietti a prezzo ridotto sia gli elettori residenti nel territorio nazionale, sia quelli residenti all’estero.

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