Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘elezioni’

Commento post elezioni e prospettive

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2022

Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager, BlueBay Asset Management. “L’esito delle elezioni italiane è stato in linea con le aspettative del mercato. A nostro avviso ci sono rischi legati a una politica economica più nazionalista e meno collaborativa da parte del nuovo governo di destra, ma riteniamo che Meloni abbia dato finora l’impressione di essere una politica molto più ortodossa di Salvini o persino di Berlusconi. Il fatto che la maggioranza del suo partito sia persino più ampia di quella di Forza Italia e della Lega messe insieme ci conforta sul fatto che seguirà le politiche promesse, che sono essenzialmente in netto contrasto con i suoi partner di coalizione: pro-Ucraina/anti-Russia, fiscalmente rigorose e più allineate alle politiche europee anche per quanto riguarda la Belt and Road Initiative cinese. Se nelle prossime settimane i negoziati con l’UE sul bilancio di quest’anno saranno positivi, la necessità di un approccio cooperativo alla sicurezza energetica dell’Unione, che favorirà l’agenda nazionalistica italiana, e di una posizione unitaria nei confronti dell’aggressione russa (più Polonia che Ungheria), a nostro avviso implicherà che gli Spread e i rendimenti dovrebbero restringersi fino alla fine dell’anno con nuove emissioni negative”.

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Elezioni in Brasile: 182 indigeni si presentano come candidati

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2022

(2 ottobre): Quest’anno sono 182 i candidati di 45 popoli indigeni che si presenteranno alle elezioni brasiliane del 2 ottobre. Provengono da un totale di 24 Stati della regione amazzonica, del nordest e del sudest, dell’ovest e del sud del Brasile. Oltre al presidente, la popolazione brasiliana elegge i nuovi governatori e i membri del Senato e del Congresso. Si vota anche per i parlamenti statali di tutti i 26 Stati federali. Qui, 30 indigeni sono in corsa, altri 21 sono in corsa per la Camera dei Deputati a Brasilia, tre sono in corsa per i governatorati, uno per il Senato. Un’altra donna indigena è in corsa per la vicepresidenza insieme alla candidata presidenziale socialista Vera Lucia. Quattro anni di politica anti-indigena sotto Jair Bolsonaro hanno politicizzato ancora di più il movimento indigeno in Brasile. I rappresentanti indigeni vogliono essere presenti attivamente a tutti i livelli politici e rappresentare direttamente i loro diritti. Da quando Bolsonaro si è insediato, le popolazioni indigene brasiliane hanno subito un enorme regresso e non poche violazioni dei diritti umani e spesso attacchi mortali alle loro comunità. L’invasione dei territori indigeni, l’accaparramento delle terre e gli omicidi difficilmente vengono puniti. Soprattutto durante la pandemia di Coronavirus, la violenza e le invasioni sono aumentate. Senza il sostegno delle autorità competenti, le popolazioni indigene brasiliane hanno dovuto fare affidamento su organizzazioni partner nazionali e internazionali per rendere pubblici gli attacchi e le violazioni dei diritti umani. È tempo che il Brasile elegga un presidente migliore e più umano. Allo stesso tempo, per l’Associazione per i popoli minacciati (APM) è importante che venga eletto il maggior numero possibile di candidati indigeni, affinché possano difendere i loro diritti e contrastare gli interessi delle grandi aziende. Nessuno può rappresentare politicamente gli interessi indigeni meglio di loro stessi. La rappresentante mbya guarani Kerexu, candidata come deputato a Brasilia, spiega: “Se Joenia Wapichana da sola [eletta deputata nel 2018] è riuscita a mobilitare parte del parlamento per difendere i diritti indigeni e l’ambiente, immaginatevi due, tre, quattro donne indigene in parlamento!”. È riuscita a lavorare come lavora un rappresentante indigeno, collettivamente”. Sônia Guajajara, candidata al Parlamento di Brasília, afferma: “Le nostre candidature non sono una ricerca del potere per avere il potere. Siamo le voci che devono essere ascoltate. Ma la nostra lotta non è solo a livello politico, è una lotta permanente per la sopravvivenza”.

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Elezioni: Serracchiani, il congresso PD sarà un passaggio fondamentale

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

“Il congresso sarà un passaggio fondamentale, se non faremo come al solito, riunendoci in gruppi per dividerci le stanze di una casa che rischia di rimpicciolirsi. No. Il congresso deve essere la ricostruzione collettiva del partito, il rinnovamento politico e programmatico per preparare l’alternativa, prima nelle città e nelle Regioni e poi a Roma. Non commetteremo l’errore di farne un’altra occasione per contarci, bensì per confrontarci, superare i limiti che abbiamo sperimentato in queste elezioni. Io ho fiducia che ce la faremo, perché abbiamo le risorse ideali, la responsabilità e, per quanto mi riguarda, anche una grande voglia di riscatto e rivincita”. Lo scrive su Facebook la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani. “Il risultato insoddisfacente del Partito democratico – annota la capogruppo dem – è un dato di cui sono pronta a portare quota parte della responsabilità per il ruolo che ho ricoperto. Spero anche altri vorranno fare questa riflessione, ciascuno a suo livello, per quanto fatto e non fatto”. Serracchiani ringrazia il segretario Letta “per la sua condotta trasparente, generosa e responsabile, che non abbandona il partito nel momento difficile ma lo accompagna verso le scelte future”, si rivolge a “chi invece di contrastare la destra ha pensato solo ad attaccare il Pd” auspicando che “cambi musica, perché questo concerto non serve all’Italia”.

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Elezioni: Rampelli Fdi

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

“Questa vittoria nasce dalla consapevolezza che la destra ha un patrimonio culturale enorme perfettamente integrato nella storia d’Italia e questo patrimonio non poteva essere disperso perché sarebbe stato un peccato mortale per tutta la Nazione, per la sua storia e per la sua tradizione”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia rispondendo alle domande del Tg2 sul segreto della vittoria di Fratelli d’Italia a dieci anni dalla sua fondazione. “Dieci anni fa – ha proseguito Rampelli – la destra era in frantumi. Abbiamo scommesso di rimetterla in piedi in un momento difficile. Abbiamo fatto la nostra traversata nel deserto, e abbiamo avuto ragione”.“Questo – ha puntualizzato Rampelli – serve anche per far capire che, diversamente dalle ridicole accuse dei nostri avversari, siamo capaci di pensare più e meglio di loro, di fare strategie, avere obiettivi, misurarli e costruirli con pazienza certosina studiando e aggiustando la traiettoria. Ricordo che in alcune fasi storiche la sinistra ha pubblicato opuscoli su di noi, per capire quale fosse il segreto di una destra che iniziava a sfondare nelle periferie e tra le classi sociali più deboli”. “Fratelli d’Italia funziona innanzitutto perché funziona la sua leader Giorgia Meloni che sta provando a rivoluzionare i codici della politica. Autentica, lineare, coerente, preparata dice ciò che pensa e fa quello che dice. Una modalità sconosciuta fin qui ai cittadini abituati all’ipocrisia della vecchia politica, alla contraddittorietà del linguaggio, al relativismo etico, un valore assoluto che ha attratto verso di noi tanta gente proveniente anche da altre sensibilità”.

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Elezioni: “La vittoria nelle urne della destra era prevista”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

In essa si sommano errori politici e strategici dei partiti e qualche volta anche dei movimenti progressisti di questo Paese”: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: “C’è tuttavia un punto preciso da cui ripartire: questa tornata elettorale ha visto per la prima volta convergere sul tema dell’affermazione dei diritti e del contrasto all’odio, alla violenza e alle discriminazioni, numerose forze politiche, di schieramenti diversi, che sommate rappresentano una maggioranza dell’opinione pubblica, seppur frazionata in diversi partiti. Il fronte dei diritti è ampio e, nonostante questa sciagurata legge elettorale lo confini in una porzione modesta di seggi parlamentari, esso può contare sulle numerose connessioni fuori dai palazzi. Queste connessioni sono oggi indispensabili e strategiche per organizzare una resistenza e una politica sui temi delle persone lgbtqi+, della parità di genere, del razzismo, delle persone migranti, delle persone con disabilità, di tutte le famiglie possibili. Queste connessioni, però, devono poter contare su una lealtà reciproca e sul definitivo superamento di qualsiasi tentennamento, perché sono quei tentennamenti ad aver lasciato l’Italia al palo sui diritti civili e sociali anche quando c’erano i numeri per approvare le leggi indispensabili a superare il ritardo del nostro Paese.”, conclude Piazzoni.

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Elezioni e minacce informatiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2022

Tra novembre 2018 e maggio 2022, Mandiant ha visto attività IO mirate alle elezioni in almeno 27 Paesi in tutto il mondo, nelle Americhe, in Africa, Europa, Asia e Medio Oriente: Mandiant ritiene che la Russia, l’Iran e la Cina rimangono le minacce informatiche più significative per le elezioni a livello globale. Questa asserzione è basata sulle osservazioni delle passate attività condotte da questi Stati e delle loro capacità informatiche; Le attività IO legate alle elezioni evidenziano che il successo delle campagne di influenza possono avere un impatto molto significativo sulla fiducia che l’opinione pubblica ripone nelle istituzioni e nei governi. Proteggere l’ecosistema elettorale: allo stesso modo in cui esiste un’ampia gamma di aggressori, esistono differenti luoghi e modalità in cui le minacce informatiche possono realizzarsi. L’ecosistema elettorale è composto da molte parti differenti che devono essere prese in considerazione: la superficie di attacco comprende infatti sistemi e infrastrutture, gli amministratori e le entità coinvolte nella gestione del processo di voto, le organizzazioni/partiti coinvolti nella campagna elettorale e i media. Gli sforzi degli aggressori non iniziano solamente nei mesi precedenti alle elezioni: alcuni di essi, infatti, prendono costantemente di mira i partiti politici, cercando di influenzare le preferenze degli elettori per anni, o promuovono governi e candidati in carica al di fuori dei cicli elettorali. “La comprensione storica delle minacce agli elettori e alle infrastrutture, e una visibilità globale sulle attuali operazioni condotte dagli attaccanti che in passato hanno dimostrato interesse nel colpire le elezioni, può rivelarsi molto preziosa per i team di sicurezza per individuare, definire le priorità e anticipare le minacce future. Queste informazioni forniscono visibilità sugli strumenti, le tattiche e le procedure più recenti utilizzate dagli attaccanti in altre operazioni e sono estremamente utili per i team preposti alla difesa. Le organizzazioni, gli enti convolti nelle elezioni e anche i partiti possono utilizzare queste informazioni per rafforzare in modo proattivo le proprie reti e mettere in sicurezza i possibili obiettivi di un attacco in modo tale da essere pronti per tempo per affrontate le minacce che insistono su questo critico processo della democrazia che sono le elezioni”, dichiara Luke McNamara, Principal Analyst, Mandiant. By Federico Maggioni Account Executive

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BlueBay – Elezioni italiane: avanti tutta, ma con cautela

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2022

A cura di Neil Mehta, Portfolio Manager, BlueBay Asset Management. Un centro-sinistra frammentato si tradurrà probabilmente in una vittoria per i partiti di centro-destra nelle prossime elezioni in Italia, con Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia come nuovo Primo Ministro. Riteniamo che nel breve termine i mercati non avranno una reazione forte, ma daranno alla nuova coalizione la possibilità di dimostrare la propria competenza. È improbabile che Meloni si ponga in modo conflittuale fin dall’inizio, riteniamo invece plausibile che voglia evitare rischi inutili con istituzioni come la Commissione UE e la NATO. Fratelli d’Italia vuole presentarsi come un partito credibile e capace di governare, come già fanno altri partiti tradizionali di centro-destra in Europa. È quasi certo che la coalizione nominerà un Ministro delle Finanze favorevole al mercato, che aggiungerà ulteriore fiducia agli investitori e che darà un nuovo incentivo alla prudenza fiscale. Nel medio termine, però, i rischi potrebbero accumularsi sotto la superficie. Nell’ultimo anno Matteo Salvini della Lega è crollato nei sondaggi e, se dovesse sopravvivere alle elezioni e alle conseguenze, potrebbe causare problemi all’interno della coalizione nel tentativo di riconquistare voti. Questo potrebbe portare a lotte intestine nella coalizione e, con poco o nessun tempo per mettere insieme e approvare un bilancio entro la fine dell’anno, gli investitori potrebbero rapidamente rivoltarsi contro la coalizione. C’è poi la riforma dei fondi del Next Generation EU e l’interazione con l’UE, che vuole che l’Italia faccia un ulteriore giro di vite sull’evasione fiscale e riformi le leggi sulla giustizia. Lo scenario più roseo sarebbe se Meloni, con il suo programma di destra, riuscisse a spingersi più al centro e a realizzare una buona politica economica con riforme strutturali e meno espansiva dal punto di vista fiscale, come promesso, il che potrebbe essere positivo per il Paese, per i mercati, per la sua immagine e per quella del suo partito. Se riuscisse a realizzare i suoi obiettivi, potrebbe facilmente allargare la sua base, emarginando in particolare Salvini e Berlusconi, il che soddisferebbe le sue ambizioni personali. Ma con molte sfide da affrontare, sul fronte dell’energia, dell’aumento dei tassi d’interesse e della riforma fiscale, se dovesse presentarsi un’altra crisi, non escluderemmo un altro governo di unità nazionale. Gli investitori dovrebbero, quindi, continuare a muoversi con cautela.

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Le elezioni politiche portano tradizionalmente una crescente incertezza sui mercati: come affrontare la volatilità?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2022

A cura di Gimme5, soluzione digitale che permette di accantonare piccole somme attraverso smartphone e investirle in fondi comuni. Le elezioni politiche italiane sono al centro del dibattito pubblico da mesi: domenica 25 settembre i cittadini saranno chiamati ad eleggere chi dovrà condurre l’Italia attraverso un periodo storico particolarmente complesso, proseguendo il lavoro dell’uscente governo Draghi. I mercati si domandano quale forza politica andrà al governo, quali saranno le azioni che intraprenderanno i nuovi ministri e come questi affronteranno concretamente le difficili scelte economiche. Le elezioni politiche portano tradizionalmente una crescente incertezza sui mercati, come dimostra lo studio “Stock Market Volatility And Presidential Election Uncertainty: Evidence From Political Futures Markets” di David R. Bowes, della Southeastern Louisiana University, USA. La ricerca illustra come, in corrispondenza di ogni elezione presidenziale Usa tra il 1992 e il 2012, la volatilità sui mercati finanziari abbia subito una brusca accelerata (guardando la performance dell’indice S&P500). Questo perché, se i candidati hanno posizioni contrastanti per quanto riguarda la fiscalità, le azioni mirate alla creazione di posti di lavoro, gli stipendi e le riforme chiave, gli operatori finanziari si trovano di fronte a ipotetici scenari divergenti, quindi l’incertezza sul futuro economico rende più difficile adattare i prezzi di Borsa alle previsioni. Maggiore è l’incertezza sul possibile governo vincente, maggiore sarà la volatilità determinata dalle elezioni. Quando si assiste a una caduta dei mercati, è fondamentale rimanere fedeli al proprio obiettivo di investimento, senza farsi prendere dal panico e tenendo presente il fatto che uscire dal mercato in un momento di ribasso rappresenta un modo sicuro per congelare la perdita e perdere la maggior parte dei possibili guadagni. Investire con costanza ogni mese è una tecnica che presenta numerosi vantaggi, soprattutto nelle fasi di discesa del mercato: nessuno può prevedere con certezza quale sarà il movimento dei mercati nel breve periodo, pertanto frazionare l’investimento consente di limitare il rischio di investire troppo quando i prezzi possono ancora scendere. Ad esempio, gli investitori che avevano un piano di accumulo attivo alla vigilia dello scoppio della pandemia, hanno continuato ad acquistare anche in un momento in cui l’emotività glielo avrebbe impedito, aumentando le prospettive di guadagno quando i prezzi sono tornati a salire. quando i mercati scendono i titoli diventano più economici e, acquistandoli in questo momento, si ottiene un potenziale di risalita maggiore. Il rischio può essere ripagato dalla successiva ripresa di valore degli indici, basti pensare che l’S&P 500, ha perso in media il 14,2% almeno una volta l’anno tra il 1980 e il 2015, ma, nonostante ciò, ha chiuso in positivo 27 anni su 36 (il 75% delle volte). La diversificazione è una regola fondamentale, sempre valida: per non investire tutto il capitale in un singolo strumento finanziario, una soluzione semplice è rappresentata dai fondi comuni, che contengono centinaia di titoli, tra azioni e obbligazioni e consentono un’utile ripartizione del rischio. (abstract)

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Mancano pochi giorni alle elezioni del 25 settembre

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2022

La settimana di campagna elettorale ha avuto al centro il confronto tra Enrico Letta e Giorgia Meloni. Il rapporto USA sulle interferenze russe è stato fonte di tensione al centrodestra. L’appello al “voto utile” del segretario del PD Enrico Letta è uno scudo contro i rischi per la democrazia nel caso di una vittoria della destra.La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni prova a rassicurare, proponendo una bicamerale per fare le riforme costituzionali anche con l’opposizione. In mezzo i Cinque Stelle cercano i voti a sinistra e al Sud. Mentre dal Terzo Polo Renzi e Calenda puntano al 10% per cambiare gli equilibri e riportare Draghi a Palazzo Chigi. Gli ultimi sondaggi prima dello stop imposto dalla par condicio vedono Fratelli d’Italia crescere ancora nelle preferenze di voto, inseguito dal Partito democratico.La coalizione di centrodestra è stabilmente in testa e dal centrosinistra sperano ancora sugli indecisi. Significativa la crescita dei Cinque Stelle, che superano la Lega. Intanto la Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen – con camicia blu e giacca gialla con coccarda – ha aperto il suo discorso sullo stato dell’Unione a Strasburgo definendo l’Ucraina una «nazione di eroi» e ricordando che «mai prima d’ora questo Parlamento si è trovato a discutere lo stato della nostra Unione mentre sul suolo europeo infuriava la guerra».Tra promesse e slogan, disaccordi e stoccate, quello che l’elettore può fare è provare a inserire alla fine di ogni affermazione un punto di domanda. L’esercizio del dubbio non toglie credibilità ma anzi consente di trovare proprie risposte a tematiche generiche e generalizzate, dando a quel percorso di conoscenza una gratificazione insperata.

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Parole… parole… parole!

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2022

Recitava così il ritornello di una famosa canzone… ma potrebbe benissimo essere il titolo riassuntivo di questa indecorosa campagna elettorale. Stiamo assistendo alle dichiarazioni di impegno a voler fare ciò che in realtà spesso si è già avuto l’occasione di realizzare nelle precedenti legislature! A turno tanti di loro sono stati al Governo… perché promettono ora ciò che avrebbero avuto il tempo e la possibilità di realizzare nelle precedenti legislature? Non solo: mi è sembrato di capire che in alcuni casi stiano annunciando di avere l’intenzione di voler modificare o abrogare leggi che, andando a ritroso, si potrebbe finire per scoprire siano state approvate anche grazie al loro assenso. Ho come l’impressione che ogni giorno l’asticella si stia sollevando sempre di più e mi sembra di assistere ad un gioco al rialzo, un po’ come succede nelle aste dove l’oggetto è aggiudicato a chi ha offerto di più… in questo caso a chi la spara più grossa. Per dirla tutta, mi pare stiano offendendo la nostra intelligenza! È uno spettacolo inverecondo al quale avrei voluto non dover assistere. Il voto dovrebbe essere la possibilità che noi cittadini abbiamo per cambiare le cose… la campagna elettorale dovrebbe essere un momento in cui ci si confronta e si dibatte sulla concreta volontà di perseguire il bene comune, ognuno secondo quelli che dovrebbero essere gli ideali politici. Purtroppo forse il problema è proprio questo: gli ideali sembrano essere scomparsi… ci sono le persone, che però, a mio umile parere, appaiono prive di una sana coscienza politica. Ciò che ho la sensazione di percepire è la diffusa tendenza a mutare colore, come i camaleonti… E potrebbe continuare a crescere il disinteresse, l’astensionismo… e purtroppo anche l’inconsistenza di questa classe politica! By Pino Masciari

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Messaggio dei Vescovi di Sicilia in occasione delle elezioni politiche e regionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Palermo sabato 10 settembre alle ore 11 presso la sede della Conferenza Episcopale Siciliana, in Corso Calatafimi 1043, a Palermo sarà illustrato il messaggio dei vescovi siciliani, nel quale interverranno Mons. Antonino Raspanti e il Vescovo di Cefalù Mons. Giuseppe Marciante,Delegato per i Problemi Sociali, il Lavoro, la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato. Per l’occasione il Presidente della CESi, Mons. Antonino Raspanti ha dichiarato: “In una società profondamente colpita dalla pandemia sono emersi problemi antichi e sempre presenti: dal lavoro alla scuola, dalla lotta alla povertà all’assistenza sanitaria, dai servizi ai cittadini all’ambiente. Per di più, di recente si sono aggiunte le conseguenze della guerra in Ucraina, l’aumento dell’inflazione causata dal costo dell’energia e dei prodotti alimentari e gli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici. In Sicilia – prosegue il Presidente – gli eventi hanno rivelato come la crescita sconsiderata delle disuguaglianze e la carenza dei servizi pubblici abbiano indebolito le capacità di affrontare gli shock esterni ed abbiano creato nuove vulnerabilità. In tale contesto le previsioni di piano di sviluppo diventano una ‘sfida’ da affrontare e vincere con il contributo di tutti, attorno alla quale però è necessario raccogliere le migliori esperienze e le capacità più innovative di chi vuole mettersi in gioco per il futuro del Paese. La Chiesa di Sicilia e i Vescovi – conclude Mons. Raspanti – faranno la loro parte per assicurare uno sviluppo omogeneo in tutto il Paese e avanzeranno proposte concrete a difesa dei valori della condivisione, della solidarietà e dei diritti delle classi sociali più deboli”.

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Elezioni: Mura (Pd), Rosato contro Pd sbaglia bersaglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2022

“In Italia Viva ci sono tante storie politiche costruite sui valori del centrosinistra, sull’esperienza del Governo Prodi, sulle battaglie contro la destra più impresentabile: chi è stato da quella parte non può costruire una campagna elettorale prendendo di mira il Pd, sbaglia bersaglio. Noi siamo stati con Draghi fino alla fine, siamo l’alternativa alla visione e alla politica di Meloni e Salvini, siamo per la solidarietà sociale e i diritti, per il Pnrr e l’Europa, per l’ambiente e la crescita sostenibile, per la libertà di tutti. Qui non c’è rassegnazione ma solo voglia di non mollare, ci candidiamo per vincere. Spero che dopo le elezioni ci ritroveremo dalla stessa parte”. Lo dichiara la presidente del gruppo Pd alla Camera Romina Mura (Pd), replicando al presidente di Iv, Ettore Rosato, il quale ha detto che “il Pd si è rassegnato a organizzare l’opposizione”.

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Elezioni 25 settembre, biglietti scontati per i viaggi in treno

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2022

Sconti e agevolazioni per raggiungere in treno regionale e a lunga percorrenza le località di voto. In occasione delle elezioni politiche per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, previste per domenica 25 settembre, gli elettori potranno raggiungere il proprio collegio elettorale usufruendo di particolari riduzioni sui biglietti di viaggio di andata e ritorno.Una convenzione, riporta Fsnews.it, fra il Ministero dell’Interno e le imprese ferroviarie – fra cui Trenitalia, Trenitalia Tper, Trenord, FSE – prevede, infatti, uno sconto del 70% sui servizi Alta Velocità, Intercity, Eurocity Italia-Svizzera, e una riduzione del 60% per spostarsi con i treni Regionali a tariffa di corsa semplice regionale e interregionale. Si potrà così viaggiare in treno a prezzo scontato a partire dal 16 settembre, per gli spostamenti di andata, e non oltre il 5 ottobre per quelli di ritorno. I biglietti comprensivi di agevolazione sono acquistabili anche sul sito internet e la App di Trenitalia e sono validi per i viaggi realizzati nell’arco di venti giorni a ridosso del 25 settembre. Per usufruire delle riduzioni è necessario essere provvisti di documento di identità e tessera elettorale da esibire al personale dedicato. Possono usufruire dei biglietti a prezzo ridotto sia gli elettori residenti nel territorio nazionale, sia quelli residenti all’estero.

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Elezioni: Serracchiani, la nostra parola è “scegli”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2022

“Il Pd invita gli italiani a scegliere tra due alternative completamente diverse”. Lo ha detto oggi a Trieste la capogruppo dem Debora Serracchiani, partecipando alla presentazione delle liste dei candidati del Pd.Riferendosi a Salvini, la parlamentare ha ricordato che “c’è chi ha adottato come parola d’ordine ‘credo’, come una personalizzazione fideistica, mentre Meloni ha scelto la parola ‘pronti’ e passa tutti i giorni a spiegare che è cambiata, che è moderata e non deve spaventare l’Europa e i mercati. La nostra parola – ha rimarcato la capogruppo dem – è ‘scegli’, tra noi e loro, tra Putin e l’Europa, tra i combustibili fossili e le rinnovabili, tra la discriminazione e i diritti”. Serracchiani ha anche sottolineato la necessità di “rappresentare bene una regione come il Friuli Venezia Giulia che ha una posizione geografica e storica particolarmente importante in questi momenti di passaggio”.

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Scuola: Elezioni politiche 2022

Posted by fidest press agency su domenica, 21 agosto 2022

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): “Rispetto alla media dei Paesi OCDE l’Italia spendeva meno dell’1% quindici anni fa, prima della crisi, oggi il doppio, il 2%. Bisogna fin dalla prossima legge di bilancio invertire il trend negativo e investire nell’istruzione anche per sviluppare l’economia nazionale. Oltre a risorse finanziarie, la scuola, l’università, la ricerca hanno bisogno di favorire le risorse umane con stipendi almeno ancorati all’inflazione e comunque senza più discriminazioni in base alla durata del contratto. Nel 2008 con la legge 133 sono stati sottratti 10 miliardi alla scuola che devono essere ripristinati. Con queste parole, il leader Anief ha ripreso il punto 3 del “Manifesto Anief #perunascuolagiusta” Risorse (Azione: legge di bilancio) Aumento di Un punto del PIL, ripristino dei 10 miliardi tagliati e stanziamento risorse aggiuntive per allineare stipendi ad inflazione.

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Elezioni 2022 e “Manifesto Anief”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2022

Dal 5 al 23 settembre, ogni giorno Anief avvierà un dibattito live sul “Manifesto Anief #perunascuolagiusta” con i rappresentanti dei partiti alle elezioni politiche. Sono 13 i temi su cui si vuole puntare per la risoluzione dei problemi: precariato, organici, risorse, indennità, mobilità, pensioni, natalità, professionalità, formazione, luoghi di lavoro, contrattazione, tempo scuola, inclusione. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha detto che “da oggi scatta la par condicio nella TV per le elezioni politiche. L’appello è di inviare il programma Anief per la scuola a chi presenterà la propria candidatura entro fine mese e chiederà il vostro voto. Niente più assegni in bianco. Nel frattempo stiamo organizzando il confronto con gli esponenti del mondo della politica: nei prossimi giorni sarà pubblicato il Calendario. Previsti già 10 incontri con i responsabili scuola delle principali forze politiche”.Per quanto riguarda il Precariato viene richiesto il doppio canale di reclutamento per assumere giovani, idonei dei concorsi e precari. Per gli Organici viene richiesta una revisione del dimensionamento e adeguamento organico di fatto a organico di diritto per garantire la continuità didattica con conferma Organico Covid e ripristino dei 200mila posti tagliati, docenti e ATA, con assegnazione di un assistente tecnico per istituto comprensivo e dei posti di coordinamento AS e C e di quelli accantonati. Per le Risorse: aumento di un punto del PIL, ripristino dei 10 miliardi tagliati e stanziamento risorse aggiuntive per allineare stipendi ad inflazione. Per le Indennità è richiesta la previsione di specifiche indennità di incarico per i supplenti, di sede per i lavoratori lontani dal proprio domicilio o residenza e di rischio professionale. Per quanto concerne la Mobilità si richiede l’abolizione dei vincoli e delle quote per i passaggi di ruolo e i trasferimenti. Per quanto riguarda le Pensioni è stato inserito nel Manifesto il ripristino quota 96 con riscatto gratuito anni di formazione universitaria e riconoscimento burnout. Per la Natalità c’è la previsione di una 14a per ogni figlio a carico fino alla maggiore età con un anno di contributi pagato per la pensione per ogni figlio. Per la Professionalità c’è la revisione degli ordinamenti professionali con stanziamento adeguato delle risorse da definire nel contratto. Per quanto concerne la Formazione si chiede che venga espletata durante l’orario di servizio e retribuita senza sistemi premiali dispendiosi e discriminanti con estensione carta docente a precari Ata ed educatori. Per i Luoghi di lavoro si chiede il ripristino di 4mila sedi dismesse e delle 4 sedi di presidenza e istituzione di 80 mila nuove classi con un piano di messa in sicurezza degli edifici e ventilazione delle classi. Per la Contrattazione è richiesta la revisione di ogni intervento legislativo in contrasto o in deroga alle norme contrattuali e semplificazione. Per il Tempo scuola è richiesta la revisione dell’obbligo scolastico da ultimo anno infanzia a ultimo anno della secondaria con dimezzamento tasse universitarie per i meno abbienti per lottare contro la dispersione e a favore dell’orientamento, ripristino 4 ore settimanali in ogni ordine e grado. Per quanto riguarda l’Inclusione è richiesta la revisione della riforma sul sostegno, dai posti in deroga alle certificazioni, dal nuovo Pei all’assegnazione delle ore con attenzione agli studenti alloglotti e con bes.

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Elezioni politiche: Il sindacato lancia il “Manifesto Anief”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2022

“Dal 5 al 23 settembre, ogni giorno avremo un dibattito live sul “Manifesto Anief #perunascuolagiusta” con i rappresentanti dei partiti alle elezioni politiche. Chiediamo a tutti di seguirci e di farci anche sapere la loro”: Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, annuncia così una serie di incontri che avranno come fine il confronto di idee, per giungere insieme alla costruzione di una scuola giusta.Sono 13 i temi su cui si vuole puntare per la risoluzione dei problemi: precariato, organici, risorse, indennità, mobilità, pensioni, natalità, professionalità, formazione, luoghi di lavoro, contrattazione, tempo scuola, inclusione.Per quanto riguarda il Precariato viene richiesto il doppio canale di reclutamento per assumere giovani, idonei dei concorsi e precari. Per gli Organici viene richiesta una revisione del dimensionamento e adeguamento organico di fatto a organico di diritto per garantire la continuità didattica con conferma Organico Covid e ripristino dei 200mila posti tagliati, docenti e ATA, con assegnazione di un assistente tecnico per istituto comprensivo e dei posti di coordinamento AS e C e di quelli accantonati. Per le Risorse: aumento di un punto del PIL, ripristino dei 10 miliardi tagliati e stanziamento risorse aggiuntive per allineare stipendi ad inflazione. Per le Indennità è richiesta la previsione di specifiche indennità di incarico per i supplenti, di sede per i lavoratori lontani dal proprio domicilio o residenza e di rischio professionale. Per quanto concerne la Mobilità si richiede l’abolizione dei vincoli e delle quote per i passaggi di ruolo e i trasferimenti. Per quanto riguarda le Pensioni è stato inserito nel Manifesto il ripristino quota 96 con riscatto gratuito anni di formazione universitaria e riconoscimento burnout. Per la Natalità c’è la previsione di una 14a per ogni figlio a carico fino alla maggiore età con un anno di contributi pagato per la pensione per ogni figlio. Per la Professionalità c’è la revisione degli ordinamenti professionali con stanziamento adeguato delle risorse da definire nel contratto. Per quanto concerne la Formazione si chiede che venga espletata durante l’orario di servizio e retribuita senza sistemi premiali dispendiosi e discriminanti con estensione carta docente a precari Ata ed educatori. Per i Luoghi di lavoro si chiede il ripristino di 4mila sedi dismesse e delle 4 sedi di presidenza e istituzione di 80 mila nuove classi con un piano di messa in sicurezza degli edifici e ventilazione delle classi. Per la Contrattazione è richiesta la revisione di ogni intervento legislativo in contrasto o in deroga alle norme contrattuali e semplificazione. Per il Tempo scuola è richiesta la revisione dell’obbligo scolastico da ultimo anno infanzia a ultimo anno della secondaria con dimezzamento tasse universitarie per i meno abbienti per lottare contro la dispersione e a favore dell’orientamento, ripristino 4 ore settimanali in ogni ordine e grado. Per quanto riguarda l’Inclusione è richiesta la revisione della riforma sul sostegno, dai posti in deroga alle certificazioni, dal nuovo Pei all’assegnazione delle ore con attenzione agli studenti alloglotti e con bes.

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Elezioni: Il risultato del voto non è affatto scontato

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2022

By Enrico Cisnetto.A far discendere le proprie valutazioni e le conseguenti decisioni dalla realtà virtuale dei sondaggi è un errore capitale. Seconda premessa: se i partiti fossero tali, e non dei comitati elettorali a carattere padronale, oggi gli schieramenti sarebbero delineati e i programmi già consolidati. Invece tutto è ricondotto a scelte personali che ruotano intorno a vere o, soprattutto, presunte leadership. Questo significa che l’affermarsi, prima sul piano mediatico e poi, eventualmente, su quello elettorale, di personalità che sembrano rivolte ad un successo imperituro, sono invece destinate a durare, al massimo, lo spazio di uno scorcio di legislatura. Teniamone conto. Terza e ultima premessa: il 25 settembre si voterà con la vecchia legge elettorale, che assegna il 37% dei seggi con il metodo maggioritario delle candidature uninominali, e il resto con il sistema proporzionale. Questo perché – nonostante sia stata decisa la decurtazione di un terzo del numero dei parlamentari, scendendo a 400 deputati e 200 senatori, cosa che ha determinato uno stravolgimento dei collegi – i partiti non hanno trovato la determinazione e la lucidità necessaria per cambiare la legge, come avevano detto e promesso. E siccome la quota uninominale sarà decisiva, specie al Senato, i partiti pur di vincere sono costretti – ma sarebbe meglio dire, si sono autocostretti – a formare alleanze preventive. Ed essendo totalmente privi di intelligenza politica, peggiorano le cose costringendo queste alleanze – la cui inconsistenza è dimostrata dal fatto che a poche settimane dal voto o devono ancora essere fatte o sono con tutta evidenza posticce e quindi destinate a frantumarsi dopo le elezioni – dentro lo schema bipolare, già dimostratosi fallimentare nella Seconda Repubblica. Tutto ciò premesso, ne discende che occorre evitare di farsi abbagliare sia dalla chincaglieria delle facili promesse – di solito spesa pubblica senza indicazione di dove si prendono le risorse, e quindi o non realizzabile o fatta a debito – sia dalle demonizzazioni degli avversari (basterebbe sottolinearne il dilettantismo e l’ignoranza, che ce ne sarebbe davanzo). Viceversa, la linea del giudizio deve assumere come discrimine le grandi questioni che sono davanti a noi. E la prima, quella fondamentale perché riguarda l’appartenenza all’Occidente e al suo sistema di valori, democrazie e libertà in testa, riguarda la collocazione internazionale dell’Italia, sollecitata dalla guerra che la Russia di Putin ha scatenato in Ucraina ma che ha mire che vanno ben oltre. Ricorderete che fin dalla prima cannonata su Kiev, a febbraio, io scrissi che il nostro Paese si sarebbe trovato di fronte ad una inequivoca (ma non per questo acritica) scelta di campo, e che la politica italiana avrebbe ritrovato un fattore discriminante, il “fattore P” (da Putin), così come durante la guerra fredda del secolo scorso ci fu il “fattore K”, che stava per comunismo e da cui ne discendeva la “conventio ad excludendum” nei confronti del Pci. Ora, la linea di confine è la caratura euro-atlantica dei partiti. Laddove entrambe le componenti del binomio – la pienezza della dimensione europea, che preclude ogni sbavatura sovranista, e la convinta adesione al patto Atlantico e alla Nato – devono essere garantite. E tradotte in una conseguente “solidarietà attiva”, cioè anche militare, all’Ucraina, senza ambiguità pacifiste, dietro le quali si nascondono i fili di legami inconfessabili con Mosca.Giorgio La Malfa ha tradotto l’applicazione rigorosa di questa discriminante in una proposta: il centrosinistra costruisca – pur nelle difficoltà di una legge elettorale che vieta forme di alleanze indirette, come la desistenza – un patto per i collegi uninominali tra tutti gli euro-atlantici, partendo dal presupposto che nessuna delle leadership del centro-destra abbia sul punto le carte in regola. Ora, se è vero che la Meloni è atlantista ma non europeista (l’amicizia con Orban e la collocazione nel parlamento europeo lo testimoniano), che Salvini non è né l’uno né l’altro e che Berlusconi ha dimenticato i suoi vecchi orientamenti liberali (ammesso che fossero autentici) ma non l’amicizia “molto stretta” con Putin, non per questo è altrettanto vero che il vasto fronte di chi si colloca nel centro-sinistra sia tutto adamantinamente euro-atlantico. Ne sono escluse vaste area della sinistra, anche dentro il Pd, mondi cattolici vari a cominciare da quelli ispirati al Papa peronista, e i 5stelle di Conte. E infatti si è già visto che la sinistra anziché organizzare su questi temi la campagna elettorale, preferisce – more solito – andare sul terreno della demonizzazione dei leader della destra e chiamare a raccolta il suo popolo agitando lo spettro del fascismo. La verità è che la selezione andrebbe fatta tra gli elettori, che sono sicuro starebbero in grande maggioranza dalla parte giusta, mentre il filtro dei partiti rende tutto poco limpido e credibile. Purtroppo, manca pochissimo alla presentazione delle liste e al voto, e pesano tutte le cose sbagliate fatte fin qui, e soprattutto quelle non fatte. E queste elezioni sono fondamentali, perché il Paese si gioca l’osso del collo. Sia perché arriva impreparato all’impatto con la somma di una serie di problemi esogeni di portata epocale – la guerra alle porte, la pandemia ancora ben viva, lo spettro della recessione da crisi dei costi dell’energia e delle materie prime e da inflazione prossima alle due cifre – con quelli endogeni dovuti ad una arretratezza lasciata incancrenire, sia perché subisce le conseguenze di avere un sistema politico e una architettura istituzionale sprofondati da anni in una crisi senza sbocco. Se poi gli ombrelli riparatori e le ciambelle di salvataggio che l’Europa ci ha messo a disposizione in questi anni, e di cui empiamente non abbiano fatto buon uso, non ci dovessero più essere, allora la situazione si farebbe davvero drammatica. Per questo non ci possiamo permettere una riedizione del 2018, in cui il combinato disposto tra l’astensione – ve lo dice uno che nel passato l’ha praticata, rivendicandone anche il valore politico quando non derivante da qualunquismo – e il voto di protesta, ha prodotto la peggior legislatura della storia repubblicana, che neppure l’italiano con maggiore credibilità internazionale è riuscito a salvare.Partiamo da qui, e portiamoci queste considerazioni in vacanza con noi che ci aiutino a riflettere, che prima del 25 settembre un’idea sul che fare ce la faremo. Per intanto buone vacanze a tutti, riprenderemo il filo del discorso ai primi di settembre. (abstract) Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it

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Elezioni: Mura (Pd), non basta autodefinirsi progressisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 luglio 2022

“Il Pd ha segnato l’agenda sociale del Governo Draghi che sta ancora lavorando e noi vogliamo renderla sempre più forte: a cominciare dal prossimo Dl Aiuti bis si mettano in sicurezza i più fragili, i redditi medio-bassi, i costi di energia e carburanti. Provvedimenti concreti già incardinati per cui ci sono le risorse, non propaganda a chi la spara più grossa”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), in vista dell’esame alla Camera, nella settimana entrante, dell’aggiornamento del bilancio per finanziare il decreto Aiuti bis. “Non bastano i proclami per autodefinirsi progressisti ma – puntualizza la deputata dem – serve la capacità di governo e la responsabilità istituzionale. Chi ha fatto saltare il Governo e aperto la porta al blitz della destra ha la colpa oggettiva di aver bloccato gli interventi tesi a rilanciare il cantiere sociale e a dare risposte a lavoratori e imprese”. “Salario minimo, parità retributiva, taglio al cuneo fiscale, investimenti su educazione e formazione sono punti fermi della nostra agenda sociale e su quelli – conclude Mura – chiederemo fiducia agli italiani”.

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Diritti consumatori ed elezioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2022

Si va a votare a settembre. Noi avremmo preferito che il governo di Mario Draghi avesse continuato, non tanto perché eravamo sostenitori a prescindere, ma ché ci è sembrato il meno peggio tra i tanti delle ultime decine di anni, soprattutto per la sua propensione europeista. Ma, non si può avere tutto e, del resto, i partiti che lo fiduciavano erano molto diversi fra loro, con molto, ma proprio molto opportunismo caso per caso.Non chiediamo ai concorrenti la lista delle promesse. Non ci fidiamo di nessuno. In questa fase, nostri interlocutori non sono coloro che si apprestano ad avere il consenso elettorale, ma chi dovrebbe esprimere questo consenso, gli elettori.Chiediamo agli elettori di prestare attenzione, già in questa fase di formazione delle liste, a coloro che, nell’ultimo governo e negli anni precedenti, hanno operato con risultato (quindi bando alle chiacchiere), per gli interessi degli utenti e dei consumatori. E soprattutto che lo abbiano fatto non violando le leggi base del nostro patto civico ed economico: concorrenza, libero mercato, mutualità, rispetto e affermazione dei diritti individuali. L’elenco è lungo e ci sono anche questioni che, per esempio, sono tra quelle considerate causa della caduta del governo . Un elenco che svilupperemo nel tempo da qui alla consultazione di fine settembre, sì che ogni elettore posa avere strumenti di valutazione.In questa fase di partenza della “campagna elettorale” crediamo sia opportuno che il cittadino utente e consumatore, nonché elettore, faccia mente locale e tesoro del proprio potere. Il voto che esprimeremo per il rinnovo di Camera e Senato è il massimo potere in assoluto, individuale ed istituzionale del nostre regime democratico. Ogni elettore non dovrebbe essere passivamente in attesa di vedere programmi e volti di chi si offre per rappresentarci, per poi scegliere, ma dovrebbe contribuire a partire dal proprio bagaglio di informazioni, e in base a questo “attivamente partecipare” con stimoli di vario tipo alla formazione delle liste.Sia chiaro. Non siamo nati ieri. Non ci aspettiamo niente di particolarmente rivoluzionario da questa “partecipazione attiva”. Conosciamo i nostri interlocutori istituzionali, che hanno confermato ciò che sono in come e perché è stato sfiduciato il governo Draghi. Ma il pessimismo del giudizio non deve necessariamente compromettere la speranza e l’impegno per un mondo diverso.Perché sia chiaro, soprattutto per le legioni di persone che stano già valutando di non partecipare al voto… il mondo non si cambia da sé e, nonostante i deliri dei metodi putiniani di fare politica, non ci sono Bastiglie o palazzi d’Inverno da assaltare e far diventare propri, ma “solo” da far funzionare la democrazia. Vincenzo Donvito Maxia: http://www.aduc.it

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