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Posts Tagged ‘bambini’

Le raccomandazioni SIPPS per una festività che educhi il bambino

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Il Natale: un’occasione da non perdere! La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in occasione delle festività Natalizie, fornisce utili consigli per trascorrere questi giorni in serenità con i propri piccoli.La ricerca degli addobbi migliori e di pranzi e cene dai ricchi e ricercati menu, spesso, infatti, fanno perdere di vista il reale significato del Natale e generare stress, sia nei grandi che nei bambini, e i bimbi si sa, sono come spugne e assorbono il clima emotivo intorno a loro.“Il segreto del Natale sta proprio nell’immergere il bambino nella dimensione della favola, nel farlo sognare – afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS -, contribuendo a sviluppare la loro immaginazione. Durante questi giorni di vacanza, gli adulti dovrebbero rallentare i propri ritmi per godere del tempo prezioso passato con i propri bimbi, unendosi a loro nei giochi, nella decorazione della casa, nei preparativi delle cene e dei pranzi e nelle tradizioni locali. Il benessere psico-fisico dei nostri bimbi deve essere al centro di queste feste”Queste alcune raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:
Il Natale – spiegare ai bambini il significato del Natale raccontandogli storie a tema aiutandosi con belle illustrazioni, ascoltando le musiche natalizie più classiche.
I Regali – Non esagerare nel numero di costosi regali, evitando che diventino una competizione tra adulti: ai bambini il lusso non interessa, sono attratti dalle cose semplici.
Tv – passare del tempo con i propri piccoli coinvolgendoli in tutti i preparativi. Addobbare l’albero, cantare, cucinare insieme, eviterà ai nostri piccoli di annoiarsi e stare troppo tempo davanti tablet e tv.
Cibo – tenere d’occhio l’alimentazione evitando le lunghe abbuffate natalizie, preservando le abitudini e gli orari dei più piccoli: eccessi e sregolatezze possono rovinare il resto delle vacanze a tutta la famiglia.
Occhio all’influenza – temperature basse e passaggi repentini dal caldo al freddo, oltre che gli abbracci e i baci per i tradizionali scambi di auguri, creano le condizioni migliori perché i virus influenzali e parainfluenzali si diffondano costringendoci a letto proprio durante le feste. Coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o tossisce e lavarsi spesso le mani sono abitudini di buon senso per limitare il contagio di sé e degli altri. Molto importante poi è non coprire troppo i bambini.
Le luci del Natale – a volte gli addobbi natalizi possono rappresentare un pericolo, se a portata di bimbo. Occorre prestare la massima attenzione a candele, fili elettrici, lucine, pesanti decorazioni quando i bimbi girano per casa. Importante inoltre spegnere sempre tutto durante la notte.

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Attenzione a quel prurito! 1 bambino su 4 colpito da ossiuri

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

Sono 500 milioni le persone nel mondo chiamate a fare i conti con l’Ossiuriasi, infezione parassitaria intestinale che colpisce prevalentemente i bambini in età scolare e pre-scolare. Si stima, infatti, che 1 bambino su 4 contragga l’Enterobius vermicularis, parassita responsabile dei fastidiosi sintomi di questa infezione. L’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) ci aiuta a capire come riconoscerla, prevenirla e curarla.Prurito intenso, avvertito nella zona perianale soprattutto durante le ore notturne, è il sintomo principale che deve destare sospetto. Ad accompagnarlo, spesso, anche manifestazioni come dolore addominale, diarrea e irrequietezza. Nei casi più acuti, inoltre, possono comparire anemie, deficit di vitamina B12 e disturbi a livello uro-genitale.“I parassiti intestinali colpiscono soprattutto i bambini che, a volte a casa o più spesso all’asilo o a scuola, trascurano le regole basi dell’igiene come lavarsi le mani prima di mangiare e dopo essere andati in bagno – ha commentato la Professoressa Susanna Esposito, Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma e Presidente WAidid -. Ma oltre alla carenza di igiene, gli altri fattori di rischio da non sottovalutare sono i cibi poco cotti o crudi, in particolar modo le carni, oppure quelli non lavati in modo adeguato come spesso accade con frutta e verdura. L’elevata contagiosità degli ossiuri, poi, compromette anche la salute dei genitori. Per questo, seguire alcuni precisi accorgimenti si rivela fondamentale per la prevenzione di questa infezione e per evitare il contagio una volta che un soggetto all’interno della famiglia, o comunque di un gruppo, sia stato infestato”.Se si ha il sospetto di ossiuriasi, è bene ispezionare la zona anale e perianale appena svegli: nelle prime ore del mattino, infatti, è possibile rilevare la presenza di piccoli filamenti bianchi in movimento (ossiuri femmine) che durante la notte, quando il nostro organismo è a riposo, depongono le uova. Sono proprio i movimenti compiuti dalle femmine degli ossiuri a causare il prurito. Le larve nate dalla schiusa possono risalire fino al colon oppure, a seguito dello sfregamento dovuto dal prurito, passare alle mani e alla bocca. Il contagio, dunque, avviene per via oro-fecale. Nelle bambine, le larve di ossiuri possono inoltre raggiungere le parti intime provocando vaginiti.Ai fini della diagnosi è inoltre utile osservare accuratamente anche le feci e la biancheria intima, in cui è possibile accertare la presenza di ossiuri. A confermare l’infezione, poi, è lo scotch test, un’indagine che si esegue applicando nastro adesivo sulla zona anale così da poter raccogliere, nell’eventualità, le uova incriminate, da depositare su un vetrino ed esaminare successivamente al microscopio. I campioni, almeno tre, devono essere raccolti al risveglio.

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Uganda: Stop alla guerra sui bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

«Immaginate voi di dover lasciare la vostra casa, la vostra famiglia e i vostri amici per partire da soli verso posti che non conoscete. Camminare di giorno, di notte, al buio e al sole per trovare un posto sicuro. Da soli». Inizia così il video reportage realizzato in Uganda da LaSabri – una delle più note star italiane del web, con milioni di follower su tutte le piattaforme – realizzato in collaborazione con Save The Children, in occasione dei 30 anni dalla firma della Convenzione ONU dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza. L’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, infatti, proprio in Uganda garantisce un rifugio sicuro a migliaia di persone in fuga dalla guerra civile in Sud Sudan, un conflitto che ha causato oltre 400.000 vittime e 2.5 milioni rifugiati nei paesi confinanti.L’Uganda è uno dei paesi più ospitali, ma oltre il 57% dei bambini che ha trovato una casa in questa terra non riesce a frequentare una scuola. Da qui nasce lo speciale racconto prodotto dalla major Web Stars Channel, un viaggio durante cui LaSabri ha potuto conoscere e mostrare ai suoi milioni di giovani fan l’impegno di Save The Children per la tutela e l’istruzione dei bambini fuggiti dalla guerra. Un racconto in cui sono stati coinvolti direttamente anche alcuni fan di Sabrina, a cui sono state mostrare in anteprima le immagini di questo viaggio e da cui è emersa una grande solidarietà verso i bambini più sfortunati supportati da Save The Children. L’iniziativa nasce nell’ambito della campagna “Stop alla guerra sui bambini”: oggi, 420 milioni di bambini – uno su cinque al mondo – vive in aree colpite dalla guerra e più di 27 milioni di bambini, sfollati a causa dei conflitti, non possono frequentare una scuola.Save The Children ha scelto LaSabri per la sua capacità di parlare a un pubblico giovane, un pubblico di milioni di ragazzi e ragazze che considerano la creator di Web Stars Channel come una sorella maggiore, affinché questo importante messaggio arrivi a tutte le fasce di età. Un progetto che ha preso forma sui principali social network con un toccante – ma anche divertente – documentario sulla speranza e la forza d’animo dei bambini supportati da Save The Children, narrato nello stile di Sabrina Cereseto. “Mamma adottiva a distanza” di Dorothy, una bambina del Malawi sostenuta sempre attraverso Save the Children, LaSabri è anche stata tra le fautrici della campagna #cyberesistance contro il bullismo online. «Vedere questi bambini che qui stanno bene con dei progetti così importanti dà un senso di gioia pazzesca. E poi basta vedere i loro sorrisi e fanno sorridere anche te!», è il messaggio che LaSabri lascia a tutti i propri fan su questa nuova iniziativa di solidarietà.

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Presidente Sassoli: abbiamo bisogno di una nuova agenda per i diritti dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Durante la cerimonia speciale in occasione del trentesimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha chiesto che la protezione dei bambini venga posta al centro dell’agenda di lavoro della nuova Commissione europea.Il presidente ha tenuto il discorso di apertura insieme a Sua Maestà Mathilde, la Regina del Belgio, e prima dell’esibizione del cantante spagnolo e ambasciatore UNICEF David Bisbal. Sottolineando il significato della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, il Presidente Sassoli ha dichiarato: “La Convenzione ha contribuito a garantire che i bambini non fossero più considerati proprietà dei loro genitori o di qualsiasi altra autorità. La Convenzione sui diritti dell’infanzia rimane il trattato maggiormente ratificato nella storia del mondo e ha contribuito a trasformare la vita di milioni di persone. “Tuttavia, nell’era della globalizzazione e del progresso digitale, è inaccettabile che ogni anno muoiano più di sei milioni di bambini di età inferiore ai 15 anni, la maggior parte per cause prevenibili. Se non agiamo in fretta, prima del 2030 moriranno oltre 55 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni.
“L’Unione europea deve svolgere il proprio ruolo nella difesa dei diritti dei minori in tutto il mondo. È inconcepibile che oltre 152 milioni di bambini siano privati ​​della loro infanzia e della loro istruzione perché costretti a lavorare. Per non parlare di quanti subiscono le peggiori forme di sfruttamento, come la schiavitù, la prostituzione o l’arruolamento come soldati nei conflitti. Dobbiamo fare tutto il possibile per porre fine a questo abuso.”Il Parlamento europeo ha chiesto la promozione e la protezione dei diritti dei minori attraverso la politica estera dell’UE e ha chiesto alla Commissione di proporre una strategia e un piano d’azione per il raggiungimento di tale obiettivo. Inoltre, il Parlamento ha nominato un coordinatore speciale per i diritti dei minori, la vicepresidente On. Ewa Kopacz, per massimizzare maggiormente il suo operato. “Incoraggio tutti i bambini presenti qui oggi nell’emiciclo ad intervenire, e di farlo ogni volta che ne avranno l’opportunità nella vita. Il diritto di espressione e partecipazione è la chiave della Convenzione. Usatelo come lo usate in difesa del clima. Noi adulti abbiamo l’obbligo morale, legale e politico di ascoltare le vostre preoccupazioni e di agire”.

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Casi di bambini e adolescenti colpiti da emicrania con aura

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

La scuola è iniziata da pochi mesi ma già insegnanti e genitori registrano casi di bambini e adolescenti colpiti da emicrania con aura. Questa particolare forma della malattia presenta sintomi come disturbi della vista, formicolii, difficoltà motorie e di linguaggio. Colpisce oltre il 5% dei giovanissimi italiani e ne rende difficile la vita quotidiana, in particolare quella scolastica, limita l’apprendimento oltre ad essere responsabile di molte assenze. “Il mal di testa non è solo un problema dell’adulto – afferma il prof. Cristiano Termine, docente di Neuropsichiatria Infantile dell’Università dell’Insubria -. La patologia si manifesta con attacchi dolorosi, spesso bilaterali e più brevi. Nel periodo che va da settembre a giugno i nostri ambulatori e studi si affollano di piccoli pazienti che non riescono più a svolgere le normali mansioni scolastiche a causa del dolore. Spesso siamo costretti ad intervenire in ritardo perché i genitori si rivolgono allo specialista solo quando la patologia non permette più di studiare con serenità. Invitiamo quindi tutti a non sottovalutare il disturbo e a rivolgersi tempestivamente ad un medico in caso di ripetuta comparsa dei sintomi”. Per trovare un rimedio efficace e privo di effetti collaterali è stato condotto uno studio in cinque centri italiani (La Sapienza Sant’Andrea di Roma, Ospedale Gaslini di Genova, Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, Ospedale Businco di Cagliari e l’Ospedale Universitario di Sassari). E’ stato utilizzato per 16 settimane un prodotto naturale combinando tre diverse sostanze: due piante, la griffonia (o fagiolo africano), il partenio (una pianta molto diffusa in Italia) più magnesio, chiamato Aurastop. “E’ una cura che ha una dimostrata sicurezza e soprattutto non presenta effetti collaterali rilevanti – aggiunge l’esperto -. Il trattamento con il prodotto ha dimostrato di ridurre del 50% il numero di episodi di mal di testa. Il nutraceutico deve essere assunto, per avere un effetto terapeutico, due volte al giorno. In particolare riscontriamo come i genitori siano più propensi e contenti di utilizzare un nutraceutico rispetto ad un farmaco tradizionale il quale va somministrato per molti mesi. Viene quindi considerato come una cura più leggera e meno invasiva. Questo favorisce l’aderenza alla terapia che rappresenta un grande problema quando bisogna trattare il mal di testa. Spesso, infatti, questo disturbo non viene considerato come una vera e propria malattia”. L’emicrania risulta in forte crescita in tutti i Paesi Occidentali e questo fenomeno interessa anche i giovanissimi. “I primi episodi si registrano sempre prima in quanto l’adolescenza è più precoce rispetto al passato – conclude il prof. Termine -. Diagnostichiamo emicrania con aura anche in bambini di 11 o 12 anni. Lo sviluppo precoce sta determinando un aumento dell’incidenza della malattia. Prima della pubertà colpisce in egual misura sia i maschi che le femmine. Dopo la comparsa del menarca le più interessate sono invece le giovanissime. Per questo è importante avere a disposizione diverse opzioni terapeutiche. Prodotti sicuri e di origine alimentare come Aurastop rappresentano quindi un’interessante alternativa. Le sue grandi potenzialità devono essere approfondite con ulteriori studi clinici”.

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Diarrea da antibiotici nei bambini

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

È una condizione molto comune in età pediatrica: si stima che 1 bambino ogni 3-5 trattato con terapie antibiotiche, prescritte per la cura di infezioni acute delle alte e basse vie respiratorie o delle vie urinarie, ne soffra. Si tratta della diarrea da antibiotici, causata da un’alterazione del microbiota intestinale – l’insieme dei batteri che colonizzano l’intestino – indotta da questa categoria di farmaci. Per prevenirla, un valido aiuto arriva da un’innovativa formulazione probiotica, che unisce il Lactobacillus reuteri LRE02 e il Lactobacillus rhamnosus LR04 (Abiflor Baby®): i risultati preliminari di una recente survey nazionale – “Surveyflor” – hanno, infatti, dimostrato che il numero di eventi diarroici si riduce quasi del 50% quando l’associazione dei 2 ceppi probiotici è assunta contemporaneamente all’antibiotico.L’equilibrio del microbiota intestinale è fondamentale per il benessere dell’organismo, a tutte le età, fin dal primo giorno di vita. L’alterazione di questo delicato ecosistema – disbiosi – è un fenomeno molto complesso i cui meccanismi eziopatogenetici variano da individuo a individuo. Una delle cause più comuni della disbiosi nei bambini è rappresentata dall’assunzione di terapie antibiotiche. Gli antibiotici, per definizione, mirano infatti a uccidere in maniera indiscriminata tutti i microrganismi di natura batterica in cui si imbattono, senza risparmiare il microbiota intestinale. Lo squilibrio che ne deriva può facilitare l’ingresso di agenti patogeni e quindi l’insorgenza di sintomi, tra cui appunto la diarrea.Recentemente il Working Group on Probiotics and Prebiotics dell’European Society for Paediatric Gastroenterology Hepatology and Nutrition (ESPGHAN) ha pubblicato un documento che raccomanda l’uso di alcuni ceppi probiotici per la prevenzione della diarrea da antibiotici.Alla luce di tali evidenze scientifiche è nata l’idea di condurre “Surveyflor”, una survey a livello nazionale, grazie alla collaborazione dei pediatri di famiglia, allo scopo di valutare se l’assunzione della formulazione probiotica a base di Lactobacillus reuteri LRE02 e di Lactobacillus rhamnosus LR04 (Abiflor Baby®), insieme alla terapia antibiotica, sia in grado di prevenire o meno gli eventi diarroici.Sono stati coinvolti 83 pediatri che hanno arruolato 8.400 bambini, con un’età media di circa 24 mesi, in terapia antibiotica, suddividendoli in due gruppi: il gruppo A, a cui sono stati somministrati insieme all’antibiotico i due ceppi probiotici, e il gruppo B (di controllo), trattato esclusivamente con antibiotici.I risultati preliminari – la survey si concluderà a dicembre 2019 – sono molto incoraggianti: si è infatti riscontrata una riduzione statisticamente significativa della percentuale di diarrea nei bambini del gruppo A (28%) rispetto a coloro che non avevano assunto i probiotici (52%).
Per maggiori informazioni: http://www.abiprobiotici.it.

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“Il tempo dei bambini”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Roma lunedì 21 ottobre alle ore 10 presso la Sala Rosa della Banca d’Italia, in via Nazionale 91 a Roma, Save the Children presenta l’Atlante dell’infanzia a rischio 2019 “Il tempo dei bambini”.La pubblicazione dell’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, a cura di Giulio Cederna, giunta quest’anno alla sua decima edizione, rappresenta una fotografia aggiornata della condizione dell’infanzia in Italia, con dati e indicatori, mappe, tavole e grafici che raccontano i principali ostacoli incontrati negli ultimi dieci anni dai bambini e dagli adolescenti e le principali sfide future da affrontare.
Intervengono alla presentazione: Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità, Famiglia e Disabilità; Andrea Brandolini, Banca d’Italia; Claudio Tesauro, Presidente Save the Children; Gianrico Carofiglio, scrittore; Giulio Cederna, curatore dell’Atlante dell’infanzia a rischio; Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children; Miriam Giorgi, studentessa; Marco Imperiale, Direttore Impresa Sociale Con i bambini; i ragazzi e le ragazze di Fridays for Future.Nella stessa giornata, l’Atlante dell’infanzia a rischio 2019 verrà presentato anche in altre nove città italiane: Ancona, Bari, Catania, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Sassari, Torino e Udine.

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L’ebola falcidia i bambini del Congo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Più di 500 bambini hanno già perso la vita a causa della terribile epidemia di Ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con un’accelerazione di decessi che si è registrata in particolare negli ultimi sei mesi, denuncia Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.Nei sei mesi successivi al 1 agosto 2018, quando l’Ebola ha cominciato a diffondersi nel Paese, i decessi tra i bambini erano meno di 100, mentre si sono più che quadruplicati negli ultimi mesi, sottolinea l’Organizzazione. In totale, circa 740 minori sono stati infettati dal virus dall’inizio dell’epidemia.“Siamo di fronte a un ulteriore tragico punto critico durante questa epidemia che sta avendo un impatto devastante sui bambini, specialmente quelli più piccoli. Circa il 40% dei minori che hanno contratto la malattia, infatti, hanno meno di cinque anni e molti di loro sono morti. Le conseguenze sono molto gravi anche perché, a causa dell’elevato tasso di mortalità, migliaia di bambini hanno perso almeno uno dei loro genitori a causa della malattia o sono rimasti separati da essi”, ha affermato Heather Kerr, Direttrice di Save the Children in Repubblica Democratica del Congo.Il virus, sottolinea inoltre l’Organizzazione, mette i bambini davanti al rischio di essere stigmatizzati, isolati o abbandonati, e di rimanere quindi vittime di ogni tipo di abuso e sfruttamento o di essere reclutati nei gruppi armati. Molti bambini, poi, non vanno a scuola perché i loro genitori sono morti e chi si prende cura di loro non può permettersi di pagare le tasse scolastiche, o perché le scuole vengono chiuse a causa dell’insicurezza costante.“Anziché retrocedere, negli ultimi sei mesi l’epidemia di Ebola ha subito una forte accelerazione, e la situazione sta degenerando proprio davanti ai nostri occhi se consideriamo i quattro casi registrati a Goma, una città di oltre un milione di abitanti. L’Oms – ha proseguito Heather Kerr – ha dichiarato che si tratta di un’emergenza di carattere internazionale e a questo dovrebbe seguire un maggiore sostegno da parte della comunità internazionale. È fondamentale, in questa fase, identificare le persone contagiate, garantire ai malati le cure di cui hanno bisogno e dare una sepoltura sicura alle persone decedute. Inoltre è quanto mai urgente lavorare per costruire la fiducia nelle comunità locali in modo da sensibilizzare in modo chiaro sulla portata della pericolosità dell’Ebola”.I team di Save the Children che operano nella Repubblica Democratica del Congo sono impegnati sul campo sin dalla prima settimana della diffusione dell’epidemia di Ebola e da allora sono state raggiunte più di 1,1 milioni di persone, di cui più di 834.000 bambini.
L’Organizzazione, in particolare, sta supportando il Ministero della Salute per la prevenzione e il controllo delle infezioni e l’erogazione di servizi igienico-sanitari nelle cliniche, oltre a fornire il supporto di cui hanno bisogno alle comunità locali, anche attraverso la diffusione di messaggi di sensibilizzazione per prevenire la malattia. I nostri team, inoltre, forniscono supporto per quanto riguarda la ricerca e l’identificazione dei casi di contagio.Grazie alle nostre attività di sensibilizzazione delle comunità, solo lo scorso giugno, abbiamo raggiunto 58.290 famiglie e più di 245.000 persone, tra cui oltre 110.000 bambini, attraverso messaggi salvavita sulla prevenzione e l’individuazione dell’Ebola.

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Vacanze con famiglia: ecco alcuni consigli utili quando si viaggia con i bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Per l’estate 2019 si prevedono ancora più disagi rispetto all’anno scorso: l’ultimo studio di AirHelp, la più importante società di supporto ai passeggeri a seguito di ritardi e cancellazioni, stima attese in aeroporto per più di 7,8 milioni di passeggeri che viaggeranno da e per l’Italia. Tra questi viaggiatori ci saranno sicuramente anche famiglie con bambini; AirHelp ha stilato un breve vademecum per chi va in vacanza con i più piccoli, ricordando che tutti hanno diritto al risarcimento, indipendentemente dall’età. “Nonostante alcune compagnie aeree affermino il contrario, anche i neonati sono vittime di ritardi e cancellazioni di voli e – come tutti – hanno diritto al rimborso”, sostiene Roberta Fichera, portavoce di AirHelp Italia. “In vista del mese più caldo dell’anno, riteniamo sia molto importante sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che anche i più piccoli abbiano dei diritti. Invitiamo tutti i genitori a ricordarsi di presentare sempre una richiesta di risarcimento anche per conto dei propri figli in caso di disagi con il volo”. Se si rimane bloccati in aeroporto con i bambini, è bene ricordare che ci sono leggi che tutelano tutta la famiglia durante un’interruzione di volo. Ecco alcuni consigli su cosa fare e cosa dire quando le vacanze prendono una piega inaspettata.
Per voli in ritardo, cancellati o imbarchi negati, tutte le compagnie aeree (low cost comprese) devono corrispondere da 250€ a fino 600€ di rimborso a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato. Si tratta di un diritto dei passeggeri il più delle volte a loro sconosciuto (o omesso dalle compagnie aeree).
Il diritto al risarcimento finanziario deve essere richiesto entro tre anni dalla data di ritardo del volo. Circostanze straordinarie come condizioni meteo avverse o emergenze mediche esentano la compagnia aerea dall’obbligo di rimborsare i passeggeri aerei.
Per maggiori informazioni, si può visitare il sito airhelp.com. I passeggeri coinvolti in disagi aerei a seguito di ritardi o cancellazioni possono verificare l’idoneità al risarcimento gratuitamente, direttamente in aeroporto e presentare un reclamo in pochi minuti.

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Campidoglio: Blindato il servizio educativo per bambini disabili nelle scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Roma. E’ stato pubblicato il nuovo bando per gli OEPA, il personale che si occupa dell’assistenza ai bambini disabili nelle scuole dell’infanzia, comunali e statali, primarie e secondarie di primo grado. Il servizio continuerà ad essere garantito nel prossimo anno scolastico dai Municipi mediante singole procedure. Dal 1 settembre 2020 partiranno i nuovi contratti applicativi stipulati dai singoli Municipi con le piccole e medie imprese che si aggiudicheranno l’affidamento e specificheranno termini e condizioni.
L’accordo quadro triennale (2020-2022) è stato predisposto dal Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici in sinergia con il Dipartimento Razionalizzazione della Spesa, su indirizzo politico dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale. Finalità: consentire la flessibilità funzionale per far fronte ad esigenze evolutive del servizio, specie sotto il profilo economico (sarà più semplice variare le risorse a bilancio in caso di necessità migliorativa).Il servizio è calibrato in funzione del principale obiettivo: offrire un servizio di qualità ai bimbi disabili, introducendo una formula che scoraggia i potenziali aggiudicatari a presentare offerte troppo ribassate.“Gli Uffici hanno fatto tesoro delle osservazioni dell’ANAC”, spiega l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre. “Le offerte tecniche per essere considerate valevoli dovranno ottenere almeno 40 punti sugli 80 fissati dal bando. L’assegnazione del punteggio sulla parte economica (massimo 20) sarà parimenti legato alla capacità dell’impresa di assicurare il giusto rapporto qualità-prezzo. Il criterio scelto è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.In merito all’aspetto non meno importante del personale, l’Assemblea Capitolina aveva inserito nel Regolamento del 2017 la clausola sociale stabilendo che “l’Organismo partecipante si impegna formalmente…a garantire la permanenza in servizio dei lavoratori già operanti nel medesimo servizio, salvo diversa volontà dei lavoratori interessati”. “Ci siamo impegnati con famiglie e organizzazioni sindacali a tutelare i livelli occupazionali in modo da tutelare contestualmente la continuità del servizio e le presenze accanto ai bimbi. E’ importante che le figure di riferimento siano confermate, per garantire sicurezza alle famiglie e benessere ai piccoli”, conclude l’Assessora Baldassarre.

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In Yemen dall’inizio dell’anno almeno 193 bambini sono morti a causa del colera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Nei primi sei mesi del 2019 sono stati registrati quasi 440.000 casi sospetti, di cui circa 203.000 tra i minori sotto i 15 anni, un numero che ha già superato quelli relativi all’intero anno precedente.Il numero totale di decessi collegati al colera è in aumento, sottolinea Save the Children. Nei primi sei mesi dell’anno in corso, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le persone che hanno perso la vita per il colera sono nove volte in più. Oltre 9 milioni di bambine e bambini, inoltre, non hanno adeguato accesso all’acqua potabile, a causa di un conflitto che ha reso fuori uso buona parte delle infrastrutture per l’acqua pulita e i servizi igienici. Anche la disponibilità di carburante è molto precaria, limitando fortemente così la possibilità di pompaggio delle fogne e raccolta dei rifiuti con il rischio che vaste aree del Paese possano diventare terreno fertile per lo sviluppo di malattie infettive, come i colera, che si trasmettono attraverso le acque. Ad essere particolarmente vulnerabili, in tale contesto, sono soprattutto i bambini malnutriti, che hanno tre volte in più la probabilità, rispetto ai loro coetanei, di morire di colera, a causa del loro sistema immunitario ulteriormente indebolito. Malattie diarroiche come il colera contribuiscono a loro volta alla diffusione della malnutrizione. Save the Children, in questo momento, è impegnata per supportare centri per fornire servizi di reidratazione orale e strutture sanitarie di base nella maggior parte dei distretti del Paese dove maggiore è l’emergenza. L’Organizzazione realizza inoltre progetti per la purificazione delle acque e sensibilizzare le comunità sulla prevenzione delle malattie.Solo la fine del cruento conflitto in corso in Yemen – sottolinea tuttavia Save the Children, che quest’anno, per tenere alta l’attenzione sulle conseguenze del conflitto ha lanciato la campagna “Stop alla guerra sui bambini” – servirà a proteggere i bambini dalla diffusione del colera. Per questo l’Organizzazione chiede alle parti in conflitto di ripartire dall’accordo di Stoccolma dello scorso dicembre e di impegnarsi per una pace duratura. È inoltre più che mai urgente rimettere in piedi il sistema sanitario per evitare la perdita di altre vite per cause facilmente curabili e prevenibili come il colera. Save the Children chiede infine alle autorità di assicurare il pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici, in particolare degli operatori sanitari e degli insegnanti, e di dotare le strutture sanitare del personale necessario affinché possano essere garantite le cure più urgenti e necessarie.

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Uso di tabacco in bambini e adolescenti

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

La US Preventive Services Task Force (USPSTF) ha di recente pubblicato una bozza di raccomandazione di grado B (certezza di beneficio moderato) che invita i pediatri di assistenza primaria a fornire interventi, tra cui brevi sessioni educazionali e informative, per impedire a bambini e adolescenti in età scolare di iniziare a far uso di tabacco e sigarette elettroniche. L’USPSTF ha anche assegnato un grado “I” (prove insufficienti a stabilire un bilancio rischio beneficio) a una bozza di dichiarazione che indica la necessità di ulteriori ricerche su come sia possibile aiutare a smettere i giovani che usano il tabacco. «Per la prima volta, l’USPSTF ha inserito anche le e-cig nelle sue bozze di raccomandazioni» esordisce il membro della task force Michael Silverstein, del Dipartimento di pediatria presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Boston, spiegando che gli altri prodotti, peraltro già inclusi nelle precedenti raccomandazioni, sono sigarette, sigari, pipe e narghilè, ma anche i tabacchi non fumati come quello da fiuto e da masticare. Sebbene quella di livello “I” sia senza precedenti, la raccomandazione “B” integra e aggiorna la versione emessa nel 2013 dall’USPSTF nella medesima area clinica. «Prevenire l’uso del tabacco tra i giovani è fondamentale per la salute della nazione» ribadisce Silverstein, precisando che tutti, bambini e adolescenti, sono a rischio per l’uso di tabacco e che dovrebbero essere resi disponibili interventi preventivi che li aiutino a non iniziare mai. La raccomandazione, disponibile in bozza sul sito istituzionale della Task Force, suggerisce che i siti web di CDC, FDA, Surgeon General e National Cancer Institute mettano a disposizione risorse che possano essere utilizzate dai pediatri di assistenza primaria durante i colloqui con bambini e adolescenti sulle conseguenze derivate dall’uso del tabacco. Sebbene con raccomandazione “I”, l’USPSTF auspica anche studi futuri nelle seguenti aree: valutazione di interventi di counseling comportamentale che con risultati a 6 mesi o più; approfondimento dei benefici e danni dei farmaci usati per aiutare i giovani a smettere di fumare; modi per prevenire l’uso del tabacco e strategie per promuovere nei giovani la cessazione dell’uso dei sistemi elettronici di somministrazione di nicotina (ENDS, Electronic Nicotine Delivery Systems). Il documento in bozza è disponibile per valutazioni e commenti da parte del pubblico fino al 22 luglio 2019 all’indirizzo: http://www.uspreventiveservicestaskforce.org/tfcomment.htm. USPSTFwww. uspreventiveservicestaskforce.org/tfcomment.htm (fonte doctor33)

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Protocollo di Intesa per la salute dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo e il Rettore della Saint Camillus International University of Health Sciences Giovanni Crisostamo Profita, nel corso della Conferenza Organizzativa dell’UNICEF Italia che si tiene a Roma in questi giorni, hanno firmato un protocollo di intesa della durata di quattro anni per unire le proprie forze e competenze in ambito sanitario e di cooperazione per i bambini più vulnerabili.
“Ogni giorno nel mondo 7.000 bambini muoiono nel primo mese di vita. Il primo gennaio di quest’anno sono nati nel mondo oltre 395.000 bambini, circa 1.335 in Italia. È con grande senso di responsabilità che abbiamo deciso di impegnarci in questa collaborazione per i bambini più vulnerabili in Italia e nel mondo. Ogni bambino deve avere un accesso adeguato a cure mediche di qualità che consentano un suo corretto e sano sviluppo.” – ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. “Questa collaborazione porterà a risultati concreti e positivi e sono orgoglioso di averne dato notizia in occasione della conferenza organizzativa annuale dell’UNICEF Italia che riunisce i Presidenti provinciali e locali UNICEF, i volontari, il nostro staff, il grande cuore pulsante della nostra organizzazione.”“Insieme con l’UNICEF promuoveremo attività congiunte per la salute e il benessere dei bambini, collaboreremo per la definizione di specifici programmi di ricerca, porteremo avanti progetti nell’ambito della tutela della famiglia e dell’infanzia e della riduzione delle povertà socio educative attraverso la formazione di figure specializzate nel settore sanitario. Questa collaborazione è per noi un grande orgoglio, che porterà beneficio a tanti bambini in Italia e nel mondo”, ha dichiarato il Rettore della Saint Camillus International University of Health Sciences Giovanni Crisostamo Profita.

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115 milioni di ragazzi e uomini nel mondo si sono sposati da bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Secondo l’UNICEF – che oggi lancia il primo studio approfondito sugli sposi bambini – circa 115 milioni di ragazzi e uomini nel mondo si sono sposati da bambini, di questi 1 su 5 – circa 23 milioni – prima dei 15 anni. Attraverso i dati da 82 paesi, lo studio rileva che il matrimonio precoce tra i ragazzi è diffuso in diversi paesi nel mondo, che vanno dall’Africa sub sahariana all’America Latina e i Caraibi, dall’Asia del Sud all’Asia dell’Est e il Pacifico. Secondo i dati, il tasso più alto di matrimoni precoci di bambini si registra in Repubblica Centrafricana con il 28%, seguono Nicaragua con il 19% e il Madagascar con il 13%. I nuovi dati portano il numero totale di spose e sposi bambini a 765 milioni. Le ragazze rimangono quelle maggiormente colpite, con 1 giovane donna su 5 tra i 20 e i 24 anni che si è sposata prima del suo diciottesimo compleanno, rispetto a 1 giovane uomo su 30.
Mentre la percentuale, le cause e l’impatto dei matrimoni precoci tra le ragazze sono stati ampiamente studiati, sui matrimoni precoci di ragazzi e bambini sono state realizzate poche ricerche. I bambini maggiormente a rischio di matrimoni precoci provengono dai famiglie più povere, vivono in aree rurali e sono poco o per nulla istruiti.“Il matrimonio ruba l’infanzia” – ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale UNICEF. “Gli sposi bambini sono costretti ad assumersi responsabilità da adulti, per le quali potrebbero non essere pronti. Il matrimonio precoce comporta paternità precoce, e di conseguenza maggiore pressione di dover provvedere alla famiglia, l’interruzione dell’istruzione e scarse opportunità lavorative. Nell’anno in cui celebriamo l’anniversario dei 30 anni dall’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, dobbiamo ricordare che costringere al matrimonio ragazzi e ragazze quando sono ancora dei bambini è in contrasto con i diritti sanciti dalla Convenzione” – ha dichiarato Fore. “Attraverso ulteriori ricerche, investimenti e l’empowerment, possiamo porre fine a questa violazione.” Sito-web: http://www.unicef.it.

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UNICEF Italia: impegno per 1,2 milioni di bambini in povertà assoluta nel nostro paese

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Dichiarazione del Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo all’Assemblea dei volontari riunita a Roma.“L’Italia, mai come oggi, come ho detto 11 mesi fa al mio insediamento, deve essere il terreno su cui ci impegneremo sempre di più come UNICEF. Ogni giorno assistiamo ad episodi incresciosi che riguardano i nostri bambini. Figli feriti o uccisi per mano dei genitori, bambine vittime di violenza, anche all’interno della scuola, discriminazioni nelle mense scolastiche e fenomeni crescenti di bullismo.
Per non parlare dell’insicurezza in cui si trovano a vivere stretti tra la povertà di alcune periferie – in Italia vivono oltre 1,2 milioni di bambini in povertà assoluta ed il 25,7% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 non studia, non lavora né è inserito in programmi di formazione- e l’indifferenza colpevole dei grandi centri urbani, bambini e adolescenti; come accaduto a Napoli giorni fa, quando la piccola Noemi ha rischiato la vita per un proiettile sparato in pieno giorno da un folle criminale mentre lei giocava in un parco con la mamma e la nonna. A Noemi e alla sua famiglia va l’abbraccio di questa Assemblea mentre resta intollerabile che tutto questo avvenga nel nostro Paese. Per questo motivo ritengo sempre più necessaria una forte attività di advocacy che non solo coinvolga la nostra struttura nazionale ma che veda l’UNICEF sempre più protagonista a livello locale attraverso l’attivismo dei nostri volontari integrati e in rete con società civile, scuola, genitori e istituzioni. Siamo a disposizione del Governo per aprire da subito un tavolo sulla condizione dell’Infanzia nel nostro Paese.L’UNICEF del futuro, quella che ho in mente è questa. Una comunità di persone che mettono la propria vita al servizio di una missione oggi complessa. Non è facile essere volontari nel 2019, in un mondo che mette in discussione tutto, che tenta di screditare chi fa del bene, che attraverso le fake news è capace di dire tutto il contrario di tutto. Per questo sono necessarie idee, motivazioni e grandi ideali. Il nostro, quello di proteggere i bambini, va difeso e sostenuto ogni giorno”.

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Priyanka Chopra Jonas in missione in Etiopia tra i bambini rifugiati

Posted by fidest press agency su martedì, 28 Mag 2019

Questa settimana la Goodwill Ambassador dell’UNICEF Priyanka Chopra Jonas ha effettuato una missione sul campo in Etiopia con l’UNICEF per incontrare i bambini rifugiati fuggiti dai propri paesi a causa di conflitti e crisi umanitarie.
Durante la missione, Chopra Jonas ha incontrato bambini e giovani che vivono nel campo di rifugiati di Bambasi, dove si trovano circa 17.000 rifugiati provenienti principalmente dal Sudan, e nei campi di Hitsats e Adi-Harush, dove vivono 55.000 rifugiati dall’Eritrea.”I bambini sradicati dalle loro case a causa della guerra e delle catastrofi subiscono i maggiori disagi nella loro vita”, ha detto Chopra Jonas. “Mancano di istruzione, assistenza sanitaria e stabilità, il che li rende estremamente vulnerabili alla violenza, agli abusi o allo sfruttamento”.L’Etiopia ospita circa 900.000 rifugiati – la seconda popolazione rifugiata più ampia in Africa. La maggior parte è stata costretta a lasciare le proprie case in Somalia, Sud Sudan, Eritrea, Sudan e Yemen. Molti erano alla ricerca di pace o di una vita migliore, hanno dovuto affrontare pericoli e discriminazioni lungo il percorso.Presso la scuola primaria per rifugiati a Bambasi, Chopra Jonas ha incontrato Zulfa Ata Ey, di 8 anni, uno dei 6.000 studenti iscritti alla scuola. Come in molte altre scuole per rifugiati in Etiopia, a Bambasi c’è una grave carenza di classi, insegnanti e libri di testo.Sia a Hitsats sia a Adi-Harush i campi, le scuole, i centri sanitari e altri servizi essenziali sono integrati e sono utilizzati sia da etiopi che da rifugiati eritrei. Al campo di Adi-Harush Chopra Jonas ha visitato un centro per il monitoraggio nutrizionale gestito dal governo e il vicino ospedale MayTserbi, entrambi utili sia per i rifugiati sia per i membri delle comunità ospitanti. Lì i bambini hanno accesso a cure per la malnutrizione e le madri ricevono le cure mediche necessarie.
L’UNICEF chiede ai governi di difendere i rifugiati e i richiedenti asilo adottando politiche che affrontino le cause per cui i bambini vengono sradicati dalle loro case, aiutino i bambini ad andare a scuola e a stare in salute, tengano le famiglie unite e dare ai bambini uno status legale, pongano fine alla detenzione di bambini rifugiati, combattano la xenofobia e le discriminazioni, e proteggano i bambini sradicati da sfruttamento e violenza.

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Afghanistan: tra 2 milioni di bambini con malnutrizione acuta

Posted by fidest press agency su sabato, 25 Mag 2019

“In Afghanistan le condizioni nutrizionali dei bambini sono allarmanti. Tra i 2 milioni di bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione acuta, 600.000 sono colpiti da malnutrizione acuta grave, la forma più pericolosa di denutrizione per un bambino. L’Afghanistan è uno dei paesi con il più alto numero di bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione acuta grave, oltre a Yemen e Sud Sudan.
Nel 2018 l’UNICEF, unico fornitore di alimenti terapeutici pronti all’uso per i bambini malnutriti in Afghanistan, ha potuto finora raggiungere meno del 50% dei bambini con malnutrizione grave a causa delle scorte limitate (275.000). Per il 2019, l’obiettivo è di raggiungere il 60% di questi bambini (375.000). Non riusciremo a raggiungerli però se – entro 3 settimane – non riceveremo i 7 milioni di dollari richiesti, pari a 107.000 scatole di alimenti terapeutico pronto all’uso.
La situazione è complessa anche per le continue violenze, sfollamenti multipli dovuti a condizioni climatiche estreme (siccità e inondazioni improvvise), crescente insicurezza alimentare e abitudini alimentari scorrette. L’impatto della siccità nel 2018 ha reso le cose peggiori, e nel 2019 sta aggravando la scarsa situazione nutrizionale dei bambini. ‎Secondo un’analisi del 2018, nelle aree colpite dalla siccità si è registrato un aumento del 25% dei bambini colpiti da malnutrizione acuta grave. I risultati degli studi più recenti sulla nutrizione in Afghanistan mostrano anche che 22 delle 34 province hanno superato la soglia di emergenza della malnutrizione acuta.
L’UNICEF sta supportando l’integrazione di servizi di consulenza sulla nutrizione materno infantile e dei bambini piccoli in tutte le provincie per assicurare che madri e persone che si prendono cura dei bambini abbiano supporto per allattare e per la nutrizione complementare dei bambini fino ai 23 mesi.
L’UNICEF supporta programmi basati sulle comunità in 7 provincie che aiutano madri e persone che si prendono cura dei bambini a compiere scelte migliori sulla nutrizione dei loro bambini fino ai 23 mesi per prevenire la denutrizione”.web: http://www.unicef.it

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Bambini alle prese con i cicloni in India e in Mozambico

Posted by fidest press agency su domenica, 5 Mag 2019

In India, nell’Odisha, 28 milioni di persone, di cui 10 milioni di bambini, vivono sul percorso di impatto del ciclone Fani. Circa 1 milione di persone sono già state evacuate in preparazione di quello che è stato descritto come il ciclone più forte dell’India in più di 20 anni.
Più di 120.000 bambini sono stati colpiti dal ciclone Kenneth, la tempesta più forte che il Mozambico abbia mai registrato. Almeno 400 scuole sono state danneggiate o distrutte, colpendo oltre 40.000 studenti. Un’epidemia di colera è stata dichiarata nella zona colpita di Cabo Delgado. Il ciclone del 25 aprile è arrivato appena sei settimane dopo che il ciclone Idai aveva colpito 1 milione di bambini. Quasi due mesi dopo, quasi 25.000 persone continuano a vivere nei rifugi.Il ciclone che attualmente colpisce l’India e i cicloni che hanno attraversato il Mozambico in marzo e aprile hanno causato gravi danni alla vita di migliaia di bambini. Secondo l’UNICEF dovrebbero essere un campanello d’allarme urgente per i leader mondiali sui gravi rischi che gli eventi meteorologici estremi rappresentano per la vita dei bambini.”Stiamo assistendo ad una tendenza preoccupante”, ha detto Henrietta Fore, Direttore generale dell’UNICEF. “Cicloni, siccità e altri eventi meteorologici estremi stanno aumentando di frequenza e intensità. Come abbiamo visto in Mozambico e altrove, i paesi e le comunità più povere sono colpite in modo sproporzionato. Per i bambini già vulnerabili, l’impatto può essere devastante”. “I bambini saranno i più colpiti da questi disastri”, ha detto Gautam Narasimhan, Senior Adviser dell’UNICEF sui cambiamenti climatici. Non si tratta di un’attività normale”. Il cambiamento climatico è legato all’innalzamento del livello del mare e all’aumento delle precipitazioni associate ai cicloni, causando così una maggiore devastazione nelle zone costiere, ma anche nell’entroterra. Nel breve termine, i bambini più vulnerabili sono a rischio di annegamenti , malattie mortali come il colera e la malaria, malnutrizione dovuta alla ridotta produzione agricola e traumi psicologici – tutti elementi che si aggravano quando i centri sanitari e le scuole vengono colpiti. A lungo termine, i cicli di povertà possono protrarsi per anni e limitare la capacità delle famiglie e delle comunità di adattarsi ai cambiamenti climatici e di ridurre il rischio di disastri”.
L’UNICEF lavora per contenere l’impatto di eventi meteorologici estremi, anche attraverso: la progettazione di sistemi idrici in grado di resistere ai cicloni e alla contaminazione dell’acqua salata; il rafforzamento delle strutture scolastiche e il sostegno alle esercitazioni di preparazione; il sostegno ai sistemi sanitari comunitari nelle aree a rischio; la possibilità di preposizionare scorte in vista dei principali eventi meteorologici.

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Mozambico: altri 368.000 bambini a rischio dopo il secondo devastante ciclone “Kenneth”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

Secondo l’UNICEF, altri 368.000 bambini in Mozambico sono ora a rischio e potenzialmente bisognosi di sostegno umanitario salvavita dopo che il paese è stato colpito da una seconda grande tempesta – il Cyclone Kenneth – in meno di sei settimane.
Il ciclone Kenneth è arrivato giovedì nella provincia di Cabo Delgado nel nord del Mozambico come tempesta di categoria 4 e i meteorologi stanno avvertendo che il lento movimento del sistema potrebbe continuare a scaricare la pioggia per giorni, mettendo le aree colpite ad alto rischio di forti inondazioni e frane. Anche lo sfollamento è una delle maggiori preoccupazioni, poiché Kenneth ha distrutto fino al 90% delle abitazioni in alcuni villaggi.”Cabo Delgado non ha una storia di cicloni e siamo profondamente preoccupati che le comunità della zona non sarebbero state preparate all’entità della tempesta, mettendo bambini e famiglie in una posizione molto vulnerabile”, ha detto Michel Le Pechoux, Vice Rappresentante dell’UNICEF in Mozambico. “Il terreno è saturo di pioggia e i fiumi sono già gonfi, quindi l’emergenza rischia di peggiorare a causa delle inondazioni dei prossimi giorni”. Stiamo facendo tutto il possibile per avere sul campo operatori e rifornimenti per tenere la gente al sicuro”. L’UNICEF a Cabo Delgado ha squadre specializzate in salute, nutrizione, protezione dei bambini, acqua e servizi igienico-sanitari, e ha predisposto aiuti umanitari, compresi kit sanitari e per la purificazione dell’acqua, per accelerare la risposta alle emergenze. Le valutazioni sono in corso e l’entità del disastro diventerà chiara nei prossimi giorni.
Questa è la prima volta nella storia che, nella stessa stagione, due forti cicloni tropicali colpiscono il Mozambico. Il ciclone tropicale Kenneth segue il ciclone tropicale Idai, che ha raggiunto il paese il 14 marzo, causando più di 600 morti e circa 1,85 milioni di persone bisognose.14.800 casi malaria nelle aree colpite dal ciclone Idai- Secondo l’UNICEF, più di 14.800 casi di malaria sono stati segnalati dal 27 marzo nella provincia di Sofala in Mozambico, una delle zone più colpite dal ciclone Idai. Tra tutte le malattie trasmissibili a livello globale, la malaria è il terzo più grande killer di bambini di età compresa tra un mese e cinque anni. Anche prima del ciclone Idai, il Mozambico era uno dei 15 paesi che totalizzano l’80% dei decessi per malaria nel mondo. L’UNICEF e i suoi partner stanno intensificando gli sforzi per prevenire la trasmissione della malaria. Circa 1 milione di zanzariere sono necessarie per le zone colpite dal ciclone Idai, e l’UNICEF ne ha finora procurate 500.000 e ne ha distribuite oltre 116.000. Anche le scuole e i centri sanitari sono stati trattati con disinfettanti e spray antizanzare nell’ambito di una campagna condotta dal Ministero della Salute per completare la distribuzione di reti da letto trattate con insetticidi.
La devastazione causata dai cicloni Idai e Kenneth potrebbe potenzialmente portare il numero complessivo di bambini bisognosi di assistenza umanitaria a quasi 1,4 milioni nelle zone colpite del Mozambico settentrionale e centrale. Dopo il ciclone Idai a marzo, l’UNICEF ha lanciato un appello per 122 milioni di dollari per sostenere la sua risposta umanitaria a favore dei bambini e delle famiglie colpite dalla tempesta e dalle sue conseguenze, in Mozambico, Zimbabwe e Malawi nei prossimi nove mesi.

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Libia:Foad Aodi (Amsi) 262 morti di cui 80 bambini, 18 professionisti della sanità e una donna incinta

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Amsi 1550 feriti di cui 400 gravi e più di 35 mila sfollati e numerose ambulanze distrutte e ospedali colpiti e 45 famiglie evacuate.Queste sono le cifre che fotografano la situazione tragica a Tripoli in Libia, aggiornata con i morti di oggi alle ore 16.00 del 22.04 ,seguita dal Fondatore dellAmsi(Associazione medici di origine straniera in Italia) e Consigliere OMCEO di Roma – Foad Aodi – che é in contatto con i medici libici locali che soccorrono e certificano la morte di bambini ,donne violentate, feriti gravi sia in ospedale che nelle strade e periferie della capitale. La situazione ormai è entrata in una fase cruciale e viene chiamata dall’esercito di Haftar la seconda fase e aspettano il semaforo verde proprio dallo stesso Haftar per il colpo finale prima dell’inizio del mese di Ramadan.La situazione degli ospedali peggiora giorno per giorno e non riesce a curare e operare tutti i feriti e sono a rischio anche i pazienti cronici ed i dializzati ,la direttrice del centro di dialisi di Ain Zara ha trasferito il materiale del deposito per la dialisi insieme ai medici libici in un posto più sicuro. Inoltre sono state distribuiti alimenti e cibo a più di 400 famiglie delle 800 registrate per ricevere sostegno e cibo nel sud della capitale. I combattenti stanno utilizzando i bambini, le donne e gli ospedali come scudo umano continua Aodi che denuncia l’utilizzo ancora più massiccio dei migranti irregolari nei conflitti specialmente quelli che sono stati fatti fuggire da Bengasi e Tobrok per mancanza di cibo e medicinali sufficienti per tutti i migranti e per poi reclutarli nel conflitto. Si parla di aerei che arrivano direttamente dall’estero con giovani reduci dalla Siria e nello stesso tempo la fuga di generali da Tripoli verso paesi amici a loro. Di recente è stata chiusa la strada verso l’aeroporto di Tripoli. Sicuramente la situazione tragica e la sofferenza della popolazione libica e il reclutamento dei bambini e migranti irregolari nel conflitto da parte di tutte e due le parti rimarrà una macchia pesante nella storia e sulla coscienza di chi sostiene uno contro l’altro senza pensare un attimo al popolo libico, ai migranti,alle donne e ai bambini sfruttati e violentati e sta aumentando giorno dopo giorno il pericolo di violenza sessuale sui minorenni e pedofilia ,il mercato nero e clandistino dei trapianti d’organi tra i numerosi orfani di numerose famiglie scomparse completamente conclude Aodi ricordando l’appello Amsi e Co-mai #SalviamolaLibia e la sua popolazione ,compreso i bambini e le donne ,dai giochi e conflitti politici internazionali e di leadership e di interesse economico più grande di lei.

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