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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Posts Tagged ‘bambini’

Il Covid-19 e le ricadute su donne e bambini

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Mentre la pandemia da coronavirus si prolunga, un mix letale di isolamento, povertà crescente e ristrettezze economiche sta scatenando una nuova ondata di violenze nei confronti di donne e bambine rifugiate, sfollate e apolidi, ha avvertito oggi l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati. Il Global Protection Cluster guidato dall’UNHCR, una rete di agenzie ONU e ONG che assicura protezione alle persone colpite dalle crisi umanitarie, ha registrato un incremento dei casi di violenza di genere in almeno 27 Paesi. In almeno 20 Paesi sono stati riferiti casi di vendita o scambio di prestazioni sessuali come risposta per la sopravvivenza economica.Nel Camerun nord-occidentale e sud-occidentale, dove la situazione sul piano della sicurezza continua a essere instabile, una sconcertante percentuale del 26 per cento di casi di violenza di genere registrati dall’inizio della pandemia riguarda minori. Nella Repubblica Centrafricana, dove un quarto della popolazione è sfollato, si registra un caso di violenza di genere ogni ora, una stima basata sui dati raccolti dal sistema di allerta umanitario, che copre il 42 per cento del Paese.I casi di violenza di genere che riguardano rifugiati e migranti venezuelani in Colombia sono cresciuti del 40 per cento nel corso dei primi tre trimestri dell’anno, rispetto a quelli registrati nello stesso periodo nel 2019. Le chiamate ai numeri di assistenza per le vittime di violenza domestica, inoltre, hanno registrato un aumento del 153 per cento in Colombia e del 56 per cento in Zimbabwe.A Cox’s Bazar, in Bangladesh, il 42 per cento di rifugiati rohingya di entrambi i sessi intervistati nell’ambito di un’attività di valutazione umanitaria ha dichiarato che la sicurezza di donne e bambine è esposta a rischi maggiori ‘all’interno delle mura domestiche’ da quando è scoppiata la crisi da COVID-19. I rifugiati consultati hanno descritto come vi sia un incremento, in particolare, di casi di violenza nei rapporti di coppia, derivanti dalle tensioni causate dalle misure di isolamento, dalle restrizioni al movimento e dalle difficoltà finanziarie. L’UNHCR, inoltre, esprime apprensione in merito all’aumento dei rischi di matrimoni precoci o forzati quali meccanismi di risposta a cui fanno ricorso le famiglie sfollate sopraffatte da pressioni socioeconomiche. Numerosi Paesi teatro di conflitti o esodi fanno già registrare alcuni tra i tassi più elevati al mondo in relazione a tali casi. Rilanciando il tema di quest’anno delle Nazioni Unite per i 16 Giorni di Attivismo dedicati alla promozione di attività volte a finanziare, rispondere, prevenire e raccogliere dati per porre fine alla violenza di genere, l’UNHCR esorta i donatori ad assicurare sostegno per preservare e rafforzare i servizi essenziali di prevenzione e risposta.I servizi di risposta alla violenza di genere, tra cui sostegno psicosociale, servizi sanitari specializzati e case rifugio, costituiscono misure salvavita e devono essere considerati essenziali durante i periodi di isolamento imposti dal COVID-19.

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Tahar Ben Jellou: La filosofia spiegata ai bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

Collana La nave di Teseo O, trad. Anna Maria Lorusso, pp. 208, 18 euro, illustrato In libreria dal 26 novembre. La nave di Teseo. Cos’è l’amicizia? L’immaginazione? La legalità? Il razzismo? Dall’autore de Il razzismo spiegato a mia figlia e Il terrorismo spiegato ai nostri figli, un testo essenziale per avvicinare i bambini alla filosofia. Poiché non è mai troppo presto per imparare a pensare, Tahar Ben Jelloun invita i piccoli lettori ad avvicinarsi ai concetti chiave della filosofia. Una lezione di saggezza luminosa e necessaria che, in un mondo sempre più complesso, ci aiuta a comprendere meglio il nostro rapporto con noi stessi, con gli altri e con il nostro pianeta. Il libro si chiude proprio con la parola che fonda la nostra presenza sulla Terra e rilancia la nostra azione verso il futuro, fin da piccoli: l’ambiente. Cosa sapranno fare i nostri figli per salvaguardarlo dipenderà molto anche dagli strumenti che daremo loro per comprenderlo. Filosofia per bambiniè un testo essenziale per aiutare noi e loro a farlo.

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I bambini separati al confine e l’immigrazione: da Trump a Biden

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

“Si tratta di qualcosa che un cristiano non può fare. È la crudeltà nella forma più alta”. Così Papa Francesco sulla separazione delle famiglie in un nuovo documentario di Evgeny Afineevsky presentato recentemente alla Festa del Cinema di Roma. Il Papa era ovviamente a conoscenza della tragica situazione al confine fra il Messico e Stati Uniti ma ignorava probabilmente il caso emerso recentemente di 545 bambini i cui genitori non possono essere rintracciati dal governo americano. Il tema dei bambini separati è anche emerso all’ultimo dibattito fra Donald Trump e il suo avversario democratico Joe Biden.Al dibattito Trump ha capovolto la realtà dicendo che questi 545 bambini sono curati nel migliore dei modi e che sono stati portati in America da “coyotes”, i trafficanti che fanno attraversare il confine ai migranti. Biden ha ribattuto invece che questi bambini sono stati strappati dalle braccia dei genitori a causa della “tolleranza zero”, la draconiana politica anti-migranti dell’amministrazione di Trump. Sotto la guida dell’allora Ministro della giustizia Jeff Sessions nel 2017 la separazione dei bambini dai genitori mirava a stabilire un deterrente ai migranti scoraggiandoli dall’entrare negli Stati Uniti. Questa separazione era stata anche usata in piccolissimi numeri dall’amministrazione di George W. Bush e quella di Barack Obama. Nel caso di Trump, però, è divenuta la strategia principale separando più di 5mila bambini dai loro genitori. Va ricordato inoltre che nel 2017 il 45esimo presidente inviò persino l’esercito americano a contrastare le cosiddette “carovane” di rifugiati dal Centroamerica che sfuggivano alla miseria e violenza dei loro Paesi.Trump ha anche reiterato la sua costruzione del muro al confine che, secondo lui, bloccherebbe i rifugiati di entrare negli Stati Uniti. Papa Francesco nel documentario di Afineevsky la vede diversamente, asserendo che “chi costruisce muri diventa prigioniero delle proprie costruzioni”. Inoltre, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha cercato di scaricare la colpa su Obama e Biden per la costruzione dei centri di detenzione che la sua amministrazione ha usato. Bambini rinchiusi in queste gabbie in lacrime sono stati fotografati e hanno fatto il giro del mondo, sottolineando la crudeltà di cui ha parlato Papa Francesco.Trump ha cercato di giustificare la sua politica anti-immigranti ritornando alla sua idea centrale dei nuovi arrivati come criminali da cui bisogna difendersi. Biden ha invece centrato il bersaglio quando ha ribadito i grandi danni fatti ai bambini dalla separazione, specialmente perché causa loro effetti traumatici. Biden ha anche ribadito il diritto alla richiesta di asilo sancito sia dalla legge americana ma anche da quella internazionale. Il candidato democratico ha poi chiarito il suo piano sull’immigrazione per risolvere la spinosissima questione dei nuovi arrivati ma anche quella di coloro già in America senza documenti legali. Biden, a differenza di Trump, istituirebbe un percorso che condurrebbe alla residenza permanente e eventuale cittadinanza per i “dreamers”, i giovani portati in America dai loro genitori senza documenti legali. Questi giovani sono cresciuti in America e Obama gli aveva offerto residenza legale temporanea mediante il Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA) nel 2012. Biden li vede come giovani modello e cita il loro servizio e i contributi al Paese. Trump da presidente ha cercato di eliminarlo ma alla fine la Corte Suprema glielo ha impedito. Biden risolverebbe la questione degli 11 milioni di immigrati non autorizzati mediante un iter che condurrebbe alla loro residenza legale e eventuale cittadinanza. I punti specifici non sono stati elaborati ma Trump lo ha attaccato dicendo che in 8 anni al potere non era riuscito a metterlo in atto.Ciò è vero ma la ragione per questa mancanza cade in realtà nell’intransigenza del Partito Repubblicano. Nel 2013 il Senato aveva approvato una riforma sull’immigrazione che eventualmente si spense alla Camera sotto la guida di John Boehner il quale cedette all’ala destra del suo partito e non sottomise il disegno di legge a un voto. Trump ha dunque ragione che Biden e i democratici non avevano avuto successo nella riforma dell’immigrazione ma dimentica ovviamente le responsabilità dei repubblicani. Biden ha però indicato che nei primi 100 giorni della sua presidenza invierà un disegno di legge alla legislatura per riformare la spinosa questione dell’immigrazione.L’elezione è alle porte e tutti i sondaggi ci dicono che Biden sarà eletto presidente. Biden si troverà nella stessa situazione del 2009 quando lui da vice presidente e Obama da presidente ricevettero un’economia a pezzi da George W. Bush. Il compito di Biden però sarà molto più difficile perché oltre alla pandemia del Covid-19 Biden dovrà anche fare i conti con la ripresa economica, la riforma della sanità, oltre all’immigrazione. Un barlume di speranza gli viene però offerto dal probabile mantenimento di maggioranza del suo partito alla Camera e la probabile conquista di quella al Senato. Con il partito alle redini dei rami esecutivi e legislativi Biden avrà buone prospettive di successo di rimettere l’America sulla strada giusta per correggere lo sbaglio dell’elettorato americano del 2016.Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Covid-19, effetti sulla salute psico-fisica dei bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Disturbi del sonno, alimentazione non corretta, sedentarietà e disturbi dell’apprendimento sono alcune delle problematiche che si stanno accentuando nei più piccoli dopo la pandemia. Le preoccupazioni su questi aspetti sono emerse durante il XIV Congresso nazionale della Federazione italiana dei medici pediatri, che si è chiuso il 17 ottobre. «La salute dei bambini italiani al tempo del Covid-19 desta più di una preoccupazione in tutti noi – ha spiegato oggi in una conferenza stampa il presidente della Fimp, Paolo Biasci -. Ad allarmarci sono anche i ritardi nei recuperi del calendario vaccinale in tante Regioni, dovuti all’impegno dei Dipartimenti di Prevenzione sul contenimento del virus». Il gruppo di bambini in maggiore sofferenza è quel «15% con disturbi del neurosviluppo, dalle difficoltà di apprendimento alle forme di autismo; in generale, tutti i bambini hanno sofferto il fatto di non poter mantenere le normali abitudini. La socializzazione e la frequenza a scuola è la migliore medicina per risolvere i problemi di cui stiamo parlando». «La Pediatria di famiglia – ha proseguito Biasci – viene sottoposta da sette mesi a incredibili pressioni. Siamo divisi tra l’attività di prevenzione e i controlli sullo sviluppo del bambino, il trattamento dei malanni tipici dell’infanzia e quello delle cronicità, il rispetto delle scadenze sui vaccini e naturalmente la gestione dell’epidemia di Covid-19. Anche le famiglie di cui ci occupiamo vivono una condizione di notevole difficoltà, soprattutto nel rispettare uno stile di vita salutare. Il lockdown ha avuto un forte impatto sul ritmo sonno-veglia di bambini e adolescenti, con una flessione sia della quantità che della qualità delle ore dormite». Presto i pediatri di famiglia avranno la possibilità di completare le schede di screening sui gestionali degli oltre 5000 pediatri iscritti alla Fimp. «In questo momento è un’azione fondamentale – ha poi proseguito Mattia Doria, segretario nazionale alle attività scientifiche ed etiche della Fimp -. I disturbi del neurosviluppo sono centrali. Si presentano in modalità multiforme, sono sempre più frequenti e spesso, per arrivare alla diagnosi, ci vogliono anni. È un’emergenza anche per le famiglie». Il progetto di condivisione delle informazioni tramite le schede di screening è stato illustrato anche da Maria Luisa Scattoni, coordinatrice per l’Istituto superiore di sanità del network per il riconoscimento precoce dei Disturbi del neurosviluppo: «Si tratta del frutto di quattro anni di lavoro – ha specificato -. Un percorso che coinvolge, oltre alla pediatria di famiglia anche le neuropsichiatrie infantili, i nidi-scuole dell’infanzia e le neonatologie di tutta Italia. Effettuiamo la sorveglianza della popolazione generale e ad alto rischio attraverso un protocollo di valutazione del neurosviluppo con alta sensibilità e specificità sulla popolazione da 0 a 3 anni e sostenibile nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. I pediatri di famiglia compileranno le schede in occasione dei Bilanci di salute e valuteranno i tre assi neurofunzionali: motorio, comunicativo/relazionale e della regolazione. Potranno così riconoscere eventuali anomalie comportamentali e segnalare i casi ‘sospetti’ ai Servizi di Neuropsichiatria. Per la prima volta si dà la possibilità a ogni singolo pediatra di comunicare con il neuropsichiatra di riferimento, attraverso un’unica piattaforma su tutto il territorio nazionale».Altro tema fondamentale è la corretta alimentazione nei bambini e quali effetti può avere a breve e lungo termine sulla salute. Per questo Fimp ha messo in campo un progetto per capire il dato di prevalenza dell’obesità e quali sono gli errori dell’alimentazione. «Da un nostro studio – rivela Raffaella de Franchis dell’area alimentazione e nutrizione della Fimp – emerge con forza l’importanza della dieta mediterranea per il benessere complessivo del bambino, ma anche per evitare lo sviluppo di patologie come la celiachia o il morbo di Crohn e altre malattie infiammatorie croniche come diabete, obesità, malattie degenerative e tumori, tutte patologie in drammatico aumento nei bambini. Un approccio che interviene inoltre nel determinare la costituzione del microbioma intestinale corretto, quello che la persona si porterà avanti tutta la vita». (fonte Doctor33)

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Bambini con disturbi dello spettro autistico

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2020

“Da circa un anno stiamo conducendo uno studio su un cluster di bambini con disturbi dello spettro autistico che si basa sull’elettroencefalografia (Eeg). In particolare, vogliamo cercare di individuare i segni prognostici precoci sia dell’esito dell’intervento terapeutico, che di validità dello stesso percorso riabilitativo impiegato”. Parte da qui Giancarlo Zito, neurologo dell’ospedale ‘S. Giovanni Calibita’ Fatebenefratelli di Roma e direttore del servizio di elettroencefalografia dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), per raccontare la ricerca che l’IdO sta portando avanti su un campione di circa cinquanta bambini e bambine con disturbi dello spettro autistico, di età compresa tra i due anni e mezzo e i sette anni, i cui risultati verranno presentati nel corso del convegno per i 50 anni dell’Istituto in programma a Roma dal 15 al 18 aprile 2021. In sostanza quello che lo studio vuole determinare è un indice predittivo che permetta di validare il successo del modello riabilitativo utilizzato. Parliamo di “un indice di complessità del funzionamento del cervello da correlare agli stadi molto precoci di esordio del quadro clinico”, specifica Zito. L’IdO ha sviluppato e applica da anni il progetto DERBBI (developmental, emotional regulation, relationship and body-based intervention), il primo modello italiano evolutivo a mediazione corporea, soprannominato ‘progetto Tartaruga’. Per gli obiettivi dello studio “è fondamentale avvalersi della diagnosi precoce che può essere fatta, in alcuni casi, anche fin dal diciottesimo-ventiquattresimo mese di vita- evidenzia il neurologo- questo ci permette non solo di ottenere un segnale al basale e di avere quindi dei dati quando il bambino comincia il suo percorso di riabilitazione, ma consente anche, longitudinalmente nel tempo, di operare un confronto con ciò che il funzionamento cerebrale ci mostra una volta che il soggetto è stato sottoposto a uno specifico percorso riabilitativo”, conclude il neurologo.

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Tahar Ben Jelloun: La filosofia spiegata ai bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Collana La nave di Teseo O, trad. Anna Maria Lorusso, pp. 208, 18 euro, illustrato La nave di Teseo Cos’è l’amicizia? L’immaginazione? La legalità? Il razzismo? Dall’autore de Il razzismo spiegato a mia figlia e Il terrorismo spiegato ai nostri figli, un testo essenziale per avvicinare i bambini alla filosofia. Poiché non è mai troppo presto per imparare a pensare, Tahar Ben Jelloun invita i piccoli lettori ad avvicinarsi ai concetti chiave della filosofia. Una lezione di saggezza luminosa e necessaria che, in un mondo sempre più complesso, ci aiuta a comprendere meglio il nostro rapporto con noi stessi, con gli altri e con il nostro pianeta. Il libro si chiude proprio con la parola che fonda la nostra presenza sulla Terra e rilancia la nostra azione verso il futuro, fin da piccoli: l’ambiente. Cosa sapranno fare i nostri figli per salvaguardarlo dipenderà molto anche dagli strumenti che daremo loro per comprenderlo. Filosofia per bambini è un testo essenziale per aiutare noi e loro a farlo.

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“Dai acqua al futuro dei bambini del Kenya”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Pozzi e sistemi di irrigazione per garantire acqua sicura nelle zone più fragili del Kenya. ActionAid Italia lancia l’iniziativa “Dai acqua al futuro dei bambini del Kenya” per sostenere le famiglie dei territori più vulnerabili del Paese e, in particolare, della contea di Isiolo, messa in ginocchio dalle conseguenze del cambiamento climatico e dal drammatico impatto sulla salute e sull’economia dell’emergenza Covid-19. «Oltre il 40% delle persone in Kenya non ha accesso all’acqua potabile e sono i bambini, i più fragili, a subire le conseguenze peggiori di questa mancanza. Senza acqua pulita per tutti e fonti disponibili per l’agricoltura e il bestiame si entra nella spirale della fame e della malnutrizione da cui diventa sempre più difficile uscire», sottolinea Raffaella Lebano, vicesegretaria generale di ActionAid Italia.Nelle zone aride e semiaride del Kenya, tra cui la contea di Isiolo, l’emergenza sanitaria si è inserita in un contesto socioeconomico già fortemente critico, anche a causa dei devastanti effetti del cambiamento climatico. In Kenya sono oltre 1milione i bambini e le donne che necessitano di cure per la malnutrizione acuta, di cui circa 135mila per malnutrizione acuta grave. Nel Paese le conseguenze socioeconomiche della crisi climatica e dell’epidemia Covid-19, uniti alle infestazioni di locuste, hanno aumentato ulteriormente i livelli di insicurezza alimentare e povertà, soprattutto per chi vive di attività agro-pastorali o svolge piccoli lavori di fortuna, ovvero circa l’80% della popolazione. Ma non solo, in Kenya le misure di contenimento Covid-19 hanno avuto conseguenze drammatiche anche a livello sociale, causando la perdita di 1,7 milioni di posti di lavoro, l’interruzione della scuola, da marzo 2020, per oltre 15 milioni di bambini (circa il 42% di ragazze).Con la campagna solidale “Dai acqua al futuro dei bambini del Kenya”, grazie a sms e chiamate da rete fissa al numero solidale 45511, tutti potranno dare un contributo per sostenere il progetto di ActionAid e garantire acqua, salute e possibilità di crescita ai bambini e alle famiglie delle zone più vulnerabili del Kenya. L’iniziativa solidale è attiva fino al 15 novembre e i fondi raccolti sosterranno interventi di miglioramento dei sistemi idrici e dei sistemi di raccolta dell’acqua. Alla campagna danno il loro supporto i testimonial di ActionAid, tra questi, l’attore e doppiatore Luca Ward che ha dato voce allo spot, il gruppo creativo The Jackal, la nota chef Cristina Bowerman e l’attrice Amanda Sandrelli.

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Pediatria: I bambini al tempo Covid-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Il Congresso Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri “A braccia aperte” si svolgerà in modalità virtuale dal 15 al 17 ottobre. Mai come in questa XIV edizione, emergerà la centralità del pediatra di famiglia, diviso tra il lavoro di prevenzione e quello sullo sviluppo del bambino, il trattamento dei malanni tipici dell’infanzia e quello delle cronicità, il rispetto del calendario vaccinale, la profilassi anti-influenzale e naturalmente il controllo dell’epidemia di Covid-19. Tutto questo in una fase di nuove restrizioni sulle attività scolastiche e sportive, che inducono i più piccoli alla sedentarietà e alla solitudine, con effetti importanti sul loro equilibrio psico-fisico. Il confronto sarà utile inoltre per approfondire il tema del sovrappeso e degli stili alimentari delle famiglie italiane, ma ci sarà spazio anche per i progetti FIMP nell’ambito dei disturbi del neurosviluppo, dai ritardi sul linguaggio alle forme di autismo grave.Il quadro della Pediatria di Famiglia in Italia sarà tracciato nel corso di una conferenza stampa virtuale che si terrà venerdì 16 ottobre dalle 12 alle 13. Alla virtual press conference interverranno Paolo Biasci, Presidente della FIMP, Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP, Raffaella De Franchis, Area Alimentazione e Nutrizione della FIMP, Maria Luisa Scattoni, Coordinatrice per l’Istituto Superiore di Sanità del Progetto Riconoscimento precoce Disturbi neurosviluppo e Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva.La conferenza on line si terrà venerdì 16 ottobre dalle 12 alle 13. La registrazione è obbligatoria e va effettuata prima dell’inizio dell’evento. Per registrarsi è sufficiente cliccare qui e seguire la procedura.Se vuoi seguire il congresso FIMP

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Tamponi bambini ad ogni starnuto?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2020

“Se è necessario che ad ogni raffreddore o starnuto un bambino faccia un tampone? Il rischio oggi è quello di sovraccaricare il numero di tamponi richiesti, specialmente con le scuole aperte, ma al momento non abbiamo altre soluzioni“. Così il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall’agenzia Dire. “Per evitare i contagi- prosegue Magi- in questo momento è necessario essere il più prudenti possibili e fare i tamponi. Certo è che se al primo segnale ci si ritrova a dover fare un tampone la situazione diventa complessa. Così come sarebbe la ‘fine’ se per ogni bambino che arriva a scuola e fa un colpo di tosse tutti i suoi compagni fossero costretti a tornare a casa e a fare i tamponi tutti i giorni”. Il tampone, aggiunge il presidente dell’Omceo Roma, non è una “passeggiata di salute- aggiunge Magi- e si stanno sperimentando altri tipi di test, che speriamo siano meno invasivi”. “Soprattutto in una grande città come Roma, capita che le persone non vadano a fare il tampone perché temono di perdere un’intera giornata. Così, il più delle volte, si convincono di avere solo un raffreddore”, spiega Magi. “A questo si sta aggiungendo il fatto che per avere l’esito del test, a volte, si devono aspettare giorni– prosegue Magi- con persone a casa in attesa di tornare a lavoro”. Secondo il presidente dell’Omceo Roma, è però necessario che i cittadini siano “pazienti, perché purtroppo è una guerra contro il virus. Quando durante la Seconda guerra mondiale gli aerei sganciavano le bombe- conclude- tutti quanti correvano nei rifugi. Dobbiamo fare lo stesso”. “Sta aumentando il numero dei ricoveri nelle terapie intensive. E questo è fonte di grande preoccupazione”, aggiunge il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi. “Si tratta dell’onda lunga di questa estate- spiega Magi- con gli ormai ‘famosi’ nipoti asintomatici rientrati dalle vacanze, che sono andati a trovare i nonni. E magari quei nonni, sottovalutando i primi sintomi perché ‘tanto è solo un’influenza’, non sono andati dal medico di famiglia perché questo avrebbe significato mettersi in fila per andare a fare un tampone. Poi invece sono finiti in ospedale”. Il problema, secondo Magi, sono quindi i “positivi sintomatici che non troviamo con i tamponi. Buona parte di questi non hanno fatto il tampone e lo fanno solo quando arrivano in ospedale”, conclude. “La Campania è la Regione con più casi in Italia? Questo dato non ha alcun significato, dipende dal numero di tamponi che si fanno”. Risponde così il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato dall’agenzia Dire in merito al ‘salto in avanti’ della Campania, che in una settimana ha avuto 1.796 positività (+38%), scavalcando Lombardia e Lazio. (fonte: agenzia Dire)

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Vaccino per Covid-19 nei bambini: si discute sui criteri dell’obbligatorietà

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2020

Secondo un’opinione pubblicata su Jama Pediatrics, la decisione sul rendere obbligatoria o meno la vaccinazione contro il coronavirus nei bambini dovrebbe essere presa basandosi su nove criteri standard, a cui dare diversa priorità in base alle nuove scoperte sulla malattia. «Questi criteri possono essere suddivisi in tre categorie, come correlati al vaccino, alla malattia e alla praticabilità» spiega Douglas Opel, della University of Washington School of Medicine, Seattle, primo autore del documento.I criteri relativi al vaccino sono quattro, cioè che il medicinale sia sicuro e che abbia un livello accettabile di effetti avversi, che sia efficace, che abbia un rapporto costo/beneficio simile a quello degli altri vaccini, che abbia qualche relazione con l’aumento della sicurezza nell’ambiente scolastico. Ci sono poi due criteri correlati alla malattia, ovvero il vaccino deve prevenire malattie con significativa morbilità e mortalità in almeno alcuni sottogruppi della popolazione, e deve ridurre il rischio di trasmissione da persona a persona, e altri tre criteri legati alla praticabilità, cioè che sia accettabile per la comunità medica e il pubblico, che gli oneri amministrativi della somministrazione e del monitoraggio del vaccino siano ragionevoli, e che l’onere dell’aderenza sia ragionevole. Il criterio a cui in assoluto bisognerà dare la priorità sarà chiaramente la prova che il vaccino sia sicuro per i bambini. Tra gli altri criteri, al momento attuale quelli prevalenti sembrano essere il peso della malattia che è sostanziale in almeno un sottogruppo della popolazione, e la riduzione del rischio di trasmissione di malattie. Quest’ultimo criterio, tuttavia, si basa sulla comprensione del ruolo dei bambini nella trasmissione di Sars-CoV-2, che è attualmente ancora da valutare. Come criterio successivo al momento gli autori considererebbero la protezione per il bambino da Covid-19 e il fatto che il vaccino non dovrebbe essere gravoso per il bambino o per il genitore o tutore. Se a un certo punto gli studi evidenziassero per esempio che la probabilità e l’entità del danno da Covid-19 sono maggiori nei bambini rispetto a quanto si pensa ora, sarebbe giustificato dare la priorità al criterio dell’efficacia del vaccino nel mitigare tali danni rispetto alla trasmissione della malattia e al carico di aderenza, e così via a seconda di quello le nuove prove mostreranno. (fonte Doctor33)

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Bambini e ragazzi alla scoperta della Tecnologia

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2020

Torino. Con un calendario di attività fino al 15 novembre, “Biennale Tecnologia per le scuole” avrà lo scopo di invitare bambini e ragazzi a riflettere sulla tecnologia da punti di vista insoliti e interessanti, catturando la loro attenzione con “L’Esperto in classe”, una serie di lezioni per le scuole superiori con i ricercatori e docenti del Politecnico di Torino, e con i laboratori didattici interattivi per le scuole primarie e medie inferiori a cura dell’Associazione CentroScienza Onlus.“L’Esperto in classe” è una offerta di 12 lezioni pensate per gli studenti delle scuole medie superiori dai docenti e dai ricercatori del Politecnico di Torino, per avvicinare i ragazzi ai temi della sostenibilità secondo diverse declinazioni, tra cui: energia sostenibile, fonti rinnovabili, intelligenza artificiale, medicina personalizzata, internet, previsione del futuro con gli algoritmi, tutela del patrimonio culturale. Questi incontri saranno disponibili su prenotazione in modalità online e, per alcune di essi, in presenza nelle scuole del comune di Torino.I 10 Laboratori didattici proposti da CentroScienza Onlus vogliono essere uno strumento di supporto per la didattica delle scuole primarie e medie inferiori. Grazie alla forte interazione con i bambini e i ragazzi e all’utilizzo di modalità di insegnamento integrate con il gioco, CentroScienza propone un’ampia gamma di temi – biologia evolutiva, matematica, scienze della Terra, fisica, chimica, informatica ed economia – e di possibilità formative dai titoli accattivanti come: “Costruiamo un asteroide”, “Informazioni Top Secret!” e “Clima che scotta”. Anche in questo caso, gli incontri saranno disponibili su prenotazione in modalità online oppure in presenza nelle scuole del comune di Torino.Le attività di “Biennale Tecnologia per le scuole” sono completamente gratuite e devono essere prenotate dagli istituti scolastici interessati sul sito di Biennale Tecnologia all’indirizzo: https://www.biennaletecnologia.it/biennale-tecnologia-le-scuole dove si trovano tutte le informazioni sulla proposta didattica.

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Bambini, deficit dell’attenzione e iperattività

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

La psicoterapia comportamentale potrebbe essere utile a tenere a bada il disturbo da deficit di attenzione? Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, da cui l’acronimo italiano DDAI, ma ben più noto col suo equivalente inglese ADHD, derivante da Attention Deficit Hyperactivity Disorder, è uno dei disturbi dello sviluppo più comuni. Normalmente viene diagnosticato durante l’infanzia e spesso questa condizione persiste fino all’età adulta. I bambini con ADHD possono avere difficoltà nel prestare attenzione, controllare comportamenti impulsivi (capita spesso che agiscano senza rendersi conto delle conseguenze) e ovviamente, mostrare un’attivazione comportamentale molto elevata.Esistono tre diversi tipi di ADHD: •Disattento: gli individui con questo tipo di ADHD trovano difficile organizzare o terminare un’attività, prestare attenzione ai dettagli, seguire istruzioni o conversazioni con altri. La distrazione è facile; •Iperattivo: gli individui con questo tipo di ADHD spesso appaiono visibilmente agitati e logorroici; per loro è difficile rimanere seduti a lungo. Nei bambini più piccoli può essere impellente la necessità di correre, saltare o arrampicarsi costantemente. L’irrequietezza è costante e ci sono problemi con l’impulsività; •Combinato: in questa tipologia i sintomi dei due tipi precedenti sono ugualmente presenti nell’individuo. In molti casi l’ADHD viene trattato al meglio con una combinazione di psicoterapia comportamentale e farmaci. Per i bambini in età prescolare, tra i 4 e i 5 anni, la psicoterapia comportamentale, che include in particolare la formazione per i genitori, è raccomandata come prima linea di trattamento, ancor prima dei farmaci. Ciò che funziona al meglio può dipendere dal bambino e dalla famiglia. Per contattare il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” telefonare al numero 06 22796355, al numero 380 3780741 o visitare il sito http://www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

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Riapertura scuole, pediatri ospedalieri: rischio sovraffollamento dei pronto soccorso

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2020

Con la riapertura delle scuole è fondamentale individuare percorsi strutturati per la valutazione clinica dei pazienti sintomatici, con particolare riferimento a quelli in età prescolare, per prevenire il sovraffollamento dei pronto soccorso. Questo l’allarme lanciato dalla Commissione nazionale pediatria Anaao Assomed in vista della riapertura in presenza delle attività scolastiche.
La proposta della Commissione è quella di prevedere l’istituzione di specifici percorsi ambulatoriali extraospedalieri, facilmente accessibili ai bambini, gestiti in modo integrato da medici del territorio, medici ospedalieri, medici scolastici (dove istituiti) e personale infermieristico, in grado di offrire una risposta sanitaria adeguata (visita, rilevazione della saturazione di ossigeno, esecuzione di un tampone rapido, setting assistenziale a cui indirizzare) ai pazienti in età pediatrica con sintomatologia sospetta per Covid-19. “Come spesso accade – si legge in una nota ufficiale -, anche in questo frangente la sanità ospedaliera rischia di essere rimossa da qualsiasi analisi e piano di programmazione, senza tener conto che buona parte della patologia acuta infettiva ricorrente in età pediatrica attualmente si riversa impropriamente e pericolosamente su di essa non trovando adeguato filtro nella medicina del territorio che vive una prolungata ed inspiegabile serrata delle proprie attività ambulatoriali a favore degli ammalati. La Commissione in proposito ha chiesto un incontro urgente con il Ministero della salute “per valutare gli interventi necessari a rispondere all’attuale emergenza e riorganizzare la rete ospedale/territorio secondo criteri di efficienza che garantiscano assistenza adeguata e flussi ordinati e appropriati dei pazienti bloccando, una volta per tutte, gli affollamenti disordinati e pericolosi (i Ps sono i principali focolai di diffusione in caso di epidemie) negli imbuti dei Pronto soccorso che, al di là delle dichiarazioni di intenti, restano l’unico luogo dove qualsiasi patologia, anche la più lieve, può trovare oggi una risposta”. (Fonte doctor33)

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Basta conflitti e violenza contro i civili, i migranti, le donne e i bambini in Libia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Cosi il presidente della Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) ,Foad Aodi nonché membro registro esperti Fnomceo ,commenta l’annuncio del cessate il fuoco da parte di Sarraji che arriva in un momento tragico per la popolazione libica dal punto di vista umanitario e sanitario e gli ospedali sono paralizzati in mancanza di tutto come ci riferiscono i medici locali e aumentano i contagiati con Coronavirus.Inoltre Aodi mette in evidenza le altre cause che hanno spinto Sarraji a questo annuncio; debolezza e corruzioni tra i generali e militari di tutte e due governi libici, aumentano le tragedie dei migranti irregolari ,i conflitti internazionali per la Libia si stanno intensificando specialmente per interesse del petrolio e di Leadership sulla pelle dei libici e la Libia .infine Aodi si augura che l’Italia possa recuperare il terreno perso in Libia e di riprendersi una posizione di primo piano e decisiva a favore della stabilità e del processo politico e concretizzare la proposta di elezioni a Marzo.

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Il Covid-19 spiegato ai bambini

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

Bergamo. Le emozioni al tempo del Coronavirus” è il progetto educativo sviluppato dal Dipartimento di scienze umane e sociali dell’Università di Bergamo con lo scopo di aiutare i bambini a prendere coscienza delle loro emozioni. Attraverso i burattini è possibile favorire la rielaborazione del dolore vissuto in questi ultimi mesi di emergenza sanitaria dai bambini, dalle bambine e dalle loro famiglie.La rielaborazione del dolore vissuto in questi ultimi mesi di emergenza sanitaria dai bambini e bambine e dalle loro famiglie è un aspetto imprescindibile per poter guardare al futuro con positività e speranza. Con questo obiettivo otto dottorandi in Formazione della persona e del mercato del lavoro, in collaborazione con il Centro di Ateneo per la Qualità dell’insegnamento(CQIA) hanno sviluppato il progetto educativo “Covid-19: il virus con la corona invisibile ma terribile. Le emozioni al tempo del Coronavirus”, facendo propria una delle tradizioni bergamasche più apprezzate in Italia e all’estero: i burattini.Un testo teatrale, rivolto a bambini della scuola primaria, incentrato sul tema delle emozioni (tristezza, paura, rabbia, disgusto, gioia, sorpresa), è stato messo in scena in un teatro di burattini e filmato. Testo e video sono ora disponibili sul sito dell’Università di Bergamo corredati di materiali come le schede di presentazione e un tutorial sulla costruzione dei burattini a guanto. Attività che stimolano lo sviluppo della manualità, come la costruzione di burattini a guanto, attraverso cui i bambini, accompagnati dagli adulti, possono mettersi in gioco in prima persona, con fantasia e creatività, inventando personaggi per raccontare nuove storie e diventare protagonisti, proiettando sul burattino i propri stati d’animo e le proprie emozioni.I filmati dispongono anche di un riquadro con le riprese della traduzione fatta da un’interprete in lingua dei segni ed è disponibile anche la traduzione del testo in simboli di Comunicazione Aumentativa e Alternativa,per dare la possibilità di fruire lo spettacolo anche a bambini con disabilità uditiva o con difficoltà a usare i più comuni canali comunicativi.I materiali utili nei corsi e laboratori del corso di laurea in Scienze della formazione primaria sono anche disposizione di operatori e genitori che ne vogliano fare uso in ambito educativo e formativo, senza fini di lucro.Una illustrazione più dettagliata del progetto e i link ai materiali sono disponibili nel sito del Centro per la Qualità dell’Insegnamento e dell’Apprendimento CQIA e del Dipartimento di scienze umane e sociali dell’Università degli Studi di Bergamo.

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Afghanistan: nel corso dell’anno un terzo delle vittime civili sono bambini

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2020

“I bambini stanno pagando un tremendo tributo al conflitto in Afghanistan: da gennaio, infatti, almeno 340 di loro hanno perso la vita. Più di 700 sono stati feriti, molti con lesioni invalidanti come amputazioni o traumi cranici, per non parlare delle conseguenze dello stress post-traumatico, invisibili ma ugualmente dannose di cui soffrono molti dei più piccoli” ha dichiarato Milan Dinic, Direttore di Save the Children in Afghanistan, a seguito della pubblicazione del rapporto di metà anno delle Nazioni Unite sulla protezione dei civili nei conflitti armati sull’Afghanistan. Il conflitto in Afghanistan rimane uno dei più pericolosi per i bambini, che rappresentano il 31% del totale delle vittime civili. “Questi ultimi mesi sono stati tra i più letali degli ultimi tempi, con un picco nel numero di attacchi che hanno ucciso o ferito civili. In un momento in cui l’Afghanistan dovrebbe concentrarsi sull’epidemia COVID-19 e sui suoi effetti devastanti sull’economia e sui mezzi di sussistenza di milioni di persone, l’estrema violenza sta causando indicibili disagi e impedendo ai bambini di accedere all’istruzione, all’assistenza sanitaria e ad altri servizi fondamentali. Gli attacchi ai civili, in particolare ai bambini, non possono mai essere tollerati. Non solo uccidono e feriscono persone innocenti, ma hanno anche un impatto a lungo termine sullo sviluppo fisico, emotivo e mentale dei bambini” ha proseguito Milan Dinic. “Save the Children” ha concluso Milan Dinic “condanna tutti gli attacchi ai civili e invita tutte le parti in Afghanistan a fare tutto il possibile per proteggere i bambini”.

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Adulti e bambini devono mangiare cinque volte al giorno

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Colazione, spuntino, pranzo, spuntino e cena. Saltare una delle tappe indicate è “correlato positivamente con un aumentato rischio di obesità, perché la distribuzione giornaliera dei pasti è uno dei fattori che possono contribuire meglio alla qualità della dieta. Cinque occasioni alimentari al giorno sono dunque ideali per una corretta distribuzione di energia e nutrienti”. A garantirlo è Martina Pirola, biologa nutrizionista e referente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), che salva gli spuntini dalle false credenze. Una tra tutte è che causino un incremento dell’apporto energetico giornaliero: “Non è così- ribadisce l’esperta- i due spuntini al giorno non sono un pasto in più, anzi contribuiscono a ridurre il potenziale sovraccarico digestivo e metabolico che può conseguire a un minor numero di pasti più pesanti. Gli spuntini, riducendo il senso di fame, permettono un maggiore controllo dell’appetito. Generalmente lo spuntino di metà mattina apporta un 5% dell’energia e quello di metà pomeriggio un altro 5%”. E il gelato d’estate può essere considerato un buon alleato come spuntino? “Il gelato non è cibo spazzatura- assicura la nutrizionista- e se si vuole mangiare come spuntino allora meglio se fatto in casa con yogurt e frutta fresca. In questo modo sarà uno spuntino sano e goloso. Se ci riferiamo, invece, ai gelati confezionati, questi sono un’eccezione alla dieta sana ed equilibrata”. Molto importante, secondo la studiosa, “è evitare di dare i gelati come ricompensa per un comportamento seguito dal bambino, perché così facendo si corre il rischio che siano visti come alimenti più validi rispetto ad altri, oltre ad utilizzare il cibo come premio, e si fa passare un messaggio sbagliato”.
Altri esempi di spuntini validi possono essere “la frutta fresca che, con l’apporto di fibra e vitamine- continua Pirola- contribuisce a raggiungere un introito di gruppi alimentari spesso lasciati da parte. Si possono fare spremute o centrifugati o mousses. Anche lo yogurt o il pane e marmellata sono buoni spuntini”. Attenzione però agli eccessi: “Se questi break alimentari sono fatti in abbondanza o ricchi in calorie, ma carenti in nutrienti necessari, si correrà il rischio di intercorrere nel sovrappeso e nell’obesità- avverte la biologa nutrizionista- soprattutto in età pediatrica”. Nella lista degli alleati rientra inoltre la frutta a guscio. “È un ottimo spuntino se alternata ad altri, in quanto è una valida fonte di grassi buoni, ma in eccesso non va bene”.
Sotto l’ombrellone si potrebbero, inoltre, “privilegiare alimenti freschi per idratarsi adeguatamente, tra cui la frutta e verdure crude come cetrioli e carote. Ci vorrà un po’ di creatività per farli mangiare ai bambini- ricorda Pirola- ma con un po’ di fantasia si riesce. Si può giocare realizzando formine a stella ad esempio”. Nel pranzo estivo, infine, i panini non sono banditi, ma occorre “scegliere il pane integrale e non farcirli in maniera esagerata. Sarebbe perfetto- conclude l’esperta- se si riuscisse ad introdurre come companatico verdura, quali i pomodori, e una fetta di prosciutto cotto magro”. Pirola ha collaborato alla realizzazione del progetto ‘Nutripiatto’ della Nestlé per l’educazione alimentare dei bambini dai 4 ai 12 anni, con il supporto scientifico della SIPPS e del Campus Biomedico di Roma.

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Covid-19, i sintomi neurologici nei bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

Secondo un case-serie pubblicato su Jama Neurology, i bambini con Covid-19 potrebbero presentare sintomi neurologici che coinvolgono il sistema nervoso, centrale e periferico, e cambiamenti spleniali all’imaging. Secondo Omar Abdel-Mannan, del Great Ormond Street Hospital for Children di Londra, e colleghi, i medici dovrebbero aggiungere Sars-CoV-2 alla loro diagnosi differenziale per i bambini che si presentano con sintomi neurologici.Nello studio sono stati inclusi pazienti (≤18 anni) che, tra il primo marzo e l’8 maggio, si sono presentati all’ospedale pediatrico di Londra con sintomi neurologici. Su 50 bambini, 27 mostravano caratteristiche coerenti con la sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica Covid-19, 4 dei quali, precedentemente sani, avevano un coinvolgimento neurologico e sono stati ricoverati in unità di terapia intensiva a causa della sindrome. I sintomi neurologici di nuova insorgenza includevano encefalopatia, mal di testa, segni cerebrali e cerebellari, debolezza muscolare e riflessi ridotti. In tutti sono stati riscontrati cambiamenti del segnale nello splenium del corpo calloso e i test per il recettore N-metil-D-aspartato, la glicoproteina oligodendrocitaria mielinica e gli anticorpi contro l’acquaporina 4 erano negativi. I campioni di fluido cerebrospinale erano acellulari nei 2 pazienti in cui è stato testato, senza prove di infezione e con risultati negativi per bande oligoclonali. Nei 3 sottoposti a elettroencefalografia è stato osservato un eccesso di attività lenta e nei 3 sottoposti a studi di conduzione nervosa e elettromiografia, c’erano cambiamenti neuropatici e miopatici lievi. Al termine dello studio, tutti sono migliorati e 2 sono stati dimessi. «I risultati negativi del fluido cerebrospinale, la risposta all’immunosoppressione e la sovrapposizione clinica con la linfoistiocitosi emofagocitica suggeriscono che questo è probabilmente immuno-mediato» affermano gli autori discutendo in merito al coinvolgimento del sistema nervoso e alle lesioni allo splenium del corpo calloso. Da notare che nella coorte considerata, la cui piccola dimensione è il limite dello studio, i sintomi respiratori non erano frequenti e, se presenti, erano lievi. L’infezione da Sars-CoV-2 dovrebbe essere considerata in quei pazienti pediatrici che mostrano sintomi neurologici primari senza coinvolgimento sistemico. «È necessaria una stretta sorveglianza dello sviluppo neurologico per valutare gli outcome neurologici e cognitivi in questi pazienti» concludono gli autori. (fonte Doctor33)

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Un’intera generazione di bambini consegnata alla povertà

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

Per la prima volta nella storia dell’umanità un’intera generazione di bambini a livello globale ha dovuto interrompere la propria istruzione: la chiusura delle scuole per contenere la diffusione del Coronavirus nella fase più acuta dell’emergenza ha lasciato 1,6 miliardi di bambini e adolescenti fuori dalla scuola – circa il 90% dell’intera popolazione studentesca. Ad oggi sono 1,2 miliardi gli studenti colpiti dalla chiusura delle scuole, prima dell’emergenza erano molto meno di un quarto, 258 milioni2. I profondi tagli al budget per l’istruzione e la crescente povertà causati dalla pandemia di COVID-19 potrebbero costringere almeno 9,7 milioni di bambini a lasciare la scuola per sempre entro la fine di quest’anno, mentre milioni di altri bambini avranno gravi ritardi nell’apprendimento. Il cammino per garantire entro il 2030 a tutti i bambini di poter andare a scuola era già a rischio, e non aveva registrato significativi progressi, ma l’emergenza Covid-19 rischia di consegnare a una generazione di bambini un futuro fatto solo di povertà.
Prima dello scoppio dell’emergenza, 258 milioni di bambini e adolescenti erano già fuori dalla scuola. Nel rapporto di Save the Children si analizza, attraverso un indice di vulnerabilità, il rischio che corrono i bambini in molti paesi a medio e basso reddito di non tornare a scuola dopo la chiusura a causa del Covid-19. “Circa 10 milioni di bambini potrebbero non tornare mai a scuola: si tratta di un’emergenza educativa senza precedenti.Sono nell’africa Sub-Sahariana, ad esempio, a causa della pandemia, dai 22 ai 33 milioni di bambini potrebbero aggiungersi a coloro che vivono sotto la soglia di povertà, vivendo con meno di 1,90 dollari al giorno. Nonostante gli sforzi dei governi e delle organizzazioni, circa 500 milioni di bambini non hanno avuto accesso all’apprendimento a distanza e molti dei bambini più poveri e vulnerabili potrebbero non avere genitori alfabetizzati che possano aiutarli. Avendo perso mesi di apprendimento, molti faranno fatica a recuperare la perdita di competenze o il mancato apprendimento, aumentando la probabilità di abbandono.
La riduzione degli investimenti nell’educazione, oltre all’epidemia di COVID-19, potrebbe essere un duro colpo per milioni di bambini. Tenendo conto delle ultime proiezioni di crescita economica da giugno 2020, la stima di Save the Children prevede che senza un’azione urgente per proteggere le famiglie, il numero di bambini che vivono in famiglie povere potrebbe salire tra 90 e 117 milioni nel 2020, con una stima media di 105 milioni.La questione delle risorse a disposizione da investire in istruzione è fondamentale, soprattutto in un momento di rischio di recessione. I rimborsi del debito occupano ancora una parte considerevole di entrate che i paesi in via di sviluppo devono ai governi creditori. Anche prima della crisi COVID-19, 34 paesi a basso reddito su 73 erano schiacciati da questa spesa e il rischio è che questo scenario possa peggiorare nel momento in cui la recessione provocherà una significativa riduzione delle entrate. Si tratta invece di denaro che potrebbe essere utilizzato per rispondere e contrastare la crisi sanitaria ed economica, non andando dunque ad intaccare gli investimenti in educazione per coprire altre voci di bilancio.In molti paesi, Save the Children ha fornito materiali di apprendimento a distanza come libri e kit di apprendimento a casa per supportare gli studenti durante il blocco, lavorando a stretto contatto con governi e insegnanti per fornire lezioni e supporto tramite radio, televisione, telefono, social media e app di messaggistica. Save the Children esorta i governi e i donatori a garantire che i bambini fuori dalla scuola abbiano accesso all’apprendimento a distanza e ai servizi di protezione. Chi torna a scuola dovrebbe essere in grado di farlo in modo sicuro e inclusivo, con accesso ai pasti scolastici e ai servizi sanitari. Le valutazioni di apprendimento e le lezioni di recupero devono essere adattate in modo che i bambini possano recuperare il loro apprendimento perduto. Per garantire che ciò accada, Save the Children chiede un aumento dei finanziamenti per l’istruzione, oltre ai 35 miliardi di dollari che dovranno essere messi a disposizione dalla Banca mondiale. I governi nazionali devono dare priorità all’istruzione producendo e implementando le risposte educative COVID-19 e piani di recupero per garantire che i bambini più emarginati possano continuare ad apprendere.

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Bambini e coronavirus, ecco le presentazioni cliniche tipiche dell’età pediatrica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Sono necessari approfondimenti sulle caratteristiche cliniche ed epidemiologiche dei pazienti pediatrici affetti da Covid-19 per facilitare l’identificazione precoce e l’intervento in pazienti sospetti. Questo è quanto sostengono Xihui Zhou, del First Affiliated Hospital della Xi’an Jiaotong University, Cina, e il suo gruppo di lavoro, in uno studio pubblicato su Plos Medicine. «La grave infezione da Sars-CoV-2 si è diffusa rapidamente in tutto il mondo. Ovviamente l’identificazione e l’intervento precoci sono necessari per il controllo efficace dell’epidemia sia negli adulti che nei bambini, ma sappiamo relativamente molto poco delle caratteristiche cliniche ed epidemiologiche dei pazienti pediatrici» spiegano gli autori.I ricercatori hanno approfondito tale aspetto per fornire più informazioni su come la malattia si presenta nella popolazione pediatrica, raccogliendo e analizzando i dati clinici di 34 pazienti pediatrici affetti da Covid-19 in quattro ospedali in Cina, dal 27 gennaio al 23 febbraio, e concentrandosi sui sintomi iniziali, sulle rilevazioni radiografiche e sugli esiti. I pazienti, che si sono ripresi entro tre o quattro giorni dall’inizio del trattamento, hanno presentato forme della malattia lievi (18%) o moderate (82%), per la maggior parte di loro i sintomi iniziali più comuni sono stati febbre (76%) e tosse (62%). Gli esperti sottolineano che, contrariamente alle osservazioni riferite nei pazienti adulti, i casi pediatrici hanno mostrato una percentuale più elevata di febbre, vomito (12%) e diarrea (12%) al momento del ricovero. Dal punto di vista dell’imaging, sono state effettuate scansioni tomografiche computerizzate al torace che hanno rivelato in 28 pazienti (82%) ombre irregolari ad alta densità con un pattern a esordio tardivo in lesioni polmonari lobulari. Al contrario di quanto osservato negli adulti con Covid-19, solo nel 3% dei pazienti pediatrici si sono osservate le opacità caratteristiche note come vetro smerigliato, ovvero opacità nebulose che non oscurano le strutture bronchiali o i vasi polmonari sottostanti. Le presentazioni cliniche nella popolazione pediatrica non sono state gravi quanto avrebbero fatto pensare i segni osservati nelle immagini Tc, e anche il recupero dai sintomi clinici è avvenuto in anticipo rispetto al recupero delle lesioni documentate tramite imaging. Tutti i bambini sono stati dimessi dopo un ricovero che è durato mediamente 10 giorni.Gli autori sottolineano che lo studio è stato limitato dal campione molto piccolo e dalla mancanza di un rilevamento dinamico dei marcatori dell’infiammazione, ma ritengono di aver comunque offerto informazioni preziose che potranno essere utilizzate per migliorare la diagnosi precoce e quindi il controllo dell’epidemia di Covid-19 nei bambini. In particolare, spiegano che i medici dovrebbero fare attenzione alla presentazione di sintomi che non sono tipici della malattia negli adulti quando gestiscono casi sospetti. I ricercatori non hanno trovato prove dirette della trasmissione della malattia dai bambini agli adulti, ma sostengono che il rischio della trasmissione nell’ambito familiare dovrebbe comunque essere preso in considerazione nella preparazione di politiche per la gestione dell’epidemia. (Plos Medicine 2020. Doi: 10.1371/journal.pmed.1003130
https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1003130 -fonte: Doctor33)

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