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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

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Rapporto su Povertà dei Bambini e Grande Recessione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

povertàFra il 2008 e il 2014, la povertà infantile è aumentata in 2/3 dei paesi europei, con aumenti di oltre 15 punti percentuali per Cipro, Islanda e Grecia e di 7-9 punti percentuali in Ungheria, Italia, Irlanda e Spagna.
· Non un solo paese europeo ha aumentato le spese per le agevolazioni familiari e 2/3 hanno ridotto le spese pro capite.
· La maggior parte dei 41 paesi industrializzati ha raggiunto dei picchi minimi, fra il 2 e il 9%, del PIL fra il 2006-8 e il 2009-14. Otto paesi, fra cui Irlanda, Italia e Grecia hanno visto una riduzione a cifra doppia
· La povertà dei bambini presi come campione è aumentata dal 12 al 20% nell’Italia settentrionale e dal 42 al 50% nell’Italia meridionale fra il 2008 e il 2014.
Quasi dieci anni dopo la prima ondata di shock finanziario, che ha colpito l’economia mondiale generando una recessione globale, i risultati sulla protezione dei bambini dai suoi effetti peggiori nei paesi ad alto reddito sono differenziati. Una nuova pubblicazione “Children of Austerity: Impact of the Great Recession on child poverty in rich countries” (“I bambini dell’austerità, l’impatto della Grande Recessione sulla povertà dei bambini nei paesi ricchi”), pubblicata dall’Ufficio di Ricerca UNICEF Innocenti, in collaborazione con 16 istituti di ricerca internazionali, ha fornito un resoconto dettagliato degli effetti della crisi e delle risposte politiche adottate dai governi sui bambini nei paesi ad alto reddito.Children of Austerity unisce una prospettiva comparativa fra 41 paesi OCSE e dell’UE con casi studio approfonditi su 11 paesi, scritti da importanti accademici nazionali. L’analisi va oltre le medie nazionali, fornendo dati disaggregati per caratteristiche chiave interne e situazioni sub-nazionali.
I paesi oggetto di casi studio sono: Belgio, Germania, Giappone, Grecia, Irlanda, Italia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Ungheria. Un’analisi approfondita delle esperienze ad ampio raggio fornisce insegnamenti preziosi sulla protezione dei bambini durante le crisi economiche, visto che i paesi selezionati coprono tutti gli aspetti riguardanti le condizioni prima dell’inizio della crisi, la severità dell’impatto della crisi all’interno dei loro confini e le loro politiche nazionali di risposta.La maggior parte dei 41 paesi industrializzati ha raggiunto dei picchi minimi, fra il 2 e il 9%, del PIL fra il 2006-8 e il 2009-14. Otto paesi, fra cui Irlanda, Italia e Grecia hanno visto una riduzione a cifra doppia.Mentre lo studio utilizza una serie di strumenti per misurare la povertà, i principali dati ricavati si riferiscono alla povertà infantile “ancorata” che ha come campione i bambini sotto i 18 anni che vivevano in famiglie con reddito, al netto delle tasse e dei versamenti, sotto il 60% della media nazionale negli anni precedenti alla crisi (es.: 2007/8), adeguato all’inflazione.

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Nuova politica UE che protegge i bambini migranti e rifugiati

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

unicef1Bruxelles. L’UNICEF e l’UNHCR accolgono favorevolmente il recente orientamento politico della Commissione Europea: un’importante pietra miliare nella protezione dei bambini migranti e rifugiati. “È la prima politica europea che si rivolge alla condizione e ai diritti di tutti i bambini nei percorsi migratori – rifugiati e migranti, minori non accompagnati e con le loro famiglie – collegando migrazione, asilo e protezione dei bambini”, ha dichiarato Noala Skinner, Direttore dell’ufficio dell’UNICEF di Bruxelles.“Queste importanti linee guida aiuteranno gli Stati dell’UE a rispondere meglio ai bisogni dei bambini rifugiati e migranti. Ci auguriamo vivamente che contribuiranno in modo concreto alla tutela dei tanti bambini che arrivano in Europa dopo essere stati costretti a fuggire dalle loro case a seguito di violenze, guerre e conflitti. Molti hanno affrontato incredibili difficoltà, sia durante che al termine del loro viaggio,” ha dichiarato Diane Goodman, Vice Direttrice dell’ufficio dell’UNHCR per l’Europa.I punti chiave di questa politica includono: la nomina di un tutore per il minore, l’aumento della protezione dei bambini a tutti i livelli e negli hotspot, una migliore raccolta dei dati per garantire un adeguato monitoraggio dei minori, adottando un approccio globale per l’individuazione di soluzioni durevoli, nonché un migliore monitoraggio e cooperazione tra gli Stati.L’UNHCR e l’UNICEF accolgono con favore l’invito rivolto dalla Commissione Europea agli Stati Membri di dare la priorità al finanziamento di progetti rivolti all’infanzia da parte dell’UE e degli Stati Membri, astenendosi da metodi per l’accertamento dell’età invasivi e non necessari, di aumentare i programmi di reinsediamento e altre vie legali per permettere ai bambini di raggiungere l’Europa in modo sicuro. L’impegno da parte della Commissione Europea di investire nella formazione, nell’orientamento e in misure per la protezione dei minori è un ulteriore passo avanti che contribuirà a garantire che il superiore interesse del bambino sia adeguatamente preso in considerazione in tutte le decisioni che riguardano il bambino stesso.L’UNHCR e l’UNICEF hanno definito incoraggiante l’invito che la Commissione ha lanciato agli Stati Membri affinché si faccia tutto il possibile per assicurare che alternative alla detenzione siano disponibili e accessibili sia per i bambini che per le famiglie. Entrambe le agenzie hanno sottolineato che la detenzione non costituisce mai il superiore interesse dei bambini ed è estremamente dannosa per la loro salute e il loro benessere. I bambini non dovrebbero essere detenuti per motivi connessi all’immigrazione, a prescindere dal loro status giuridico o da quello dei loro genitori.La protezione dei bambini deve iniziare valutando i fattori che li hanno spinti ad abbandonare i propri Paesi, che possono includere violenza, conflitti prolungati, movimenti forzati, povertà infantile e privazioni.L’UNICEF e l’UNHCR accolgono favorevolmente l’impegno politico dell’Unione che dà la priorità e supporta i sistemi di protezione nazionali dell’infanzia anche per i minori sfollati o che si trovano oltre i confini europei.L’UNICEF e l’UNHCR auspicano che Unione Europea e Stati Membri implementino questo piano e sostengano gli Stati nella protezione dei minori passo dopo passo per metter fine allo sfruttamento e agli abusi dei bambini.

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Africa: attacchi suicidi di bambini

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

africa7Secondo il rapporto dell’UNICEF pubblicato oggi, ‘Silent Shame: Bringing out the voices of children caught in the Lake Chad crisis’, il numero di bambini utilizzati in attacchi suicidi nel conflitto del lago Ciad – che coinvolge Nigeria, Ciad, Niger e Camerun – è aumentato a 27 nei primi tre mesi del 2017, rispetto ai 9 casi nello stesso periodo dell’anno scorso. Secondo il rapporto questo incremento rispecchia una pericolosa tattica dei ribelli. Finora, dal 2014, sono stati utilizzati 117 bambini per portare a termine attacchi con bombe in luoghi pubblici in Nigeria, Ciad, Niger e Camerun: 4 nel 2014, 56 nel 2015, 30 nel 2016 e 27 solo nei primi tre mesi del 2017. Nella maggior parte di questi attacchi sono state utilizzate ragazze. Per questo, le ragazze, i ragazzi e anche i bambini vengono visti con maggiore timore presso i mercati e ai checkpoint, in quanto si sospetta che trasportino esplosivo.“Nei primi tre mesi di quest’anno, il numero di bambini utilizzati in attacchi con bombe equivale quasi al numero complessivo dello scorso anno – questo è l’utilizzo peggiore possibile di bambini in un conflitto,” ha dichiarato Marie-Pierre Poirier, Direttore regionale UNICEF per l’Africa Centrale e Occidentale. “Questi bambini sono vittime, non colpevoli. Costringerli o raggirarli per utilizzarli in questo modo è riprovevole.”
Il rapporto, lanciato tre anni dopo il rapimento di oltre 200 studentesse a Chibok, fornisce racconti preoccupanti di bambini cresciuti in cattività per mano di Boko Haram e su come questi bambini siano guardati con sospetto quando tornano nelle proprie comunità.
Nelle interviste, molti bambini che sono stati associati a Boko Haram hanno dichiarato di non parlare con nessuno della loro esperienza perché hanno paura sia di essere stigmatizzati, sia di possibili rappresaglie violente da parte delle loro comunità. Molti di loro sono costretti a sopportare gli orrori subiti in silenzio e si allontanano da altri gruppi per paura di essere banditi o stigmatizzati.Il rapporto, inoltre, sottolinea le sfide che le autorità locali devono affrontare con i bambini che sono stati fermati ai checkpoint e presi in custodia amministrativa per fare loro domande e controlli, facendo crescere la preoccupazione sui prolungati periodi di custodia. Nel 2016, circa 1.500 bambini sono stati in custodia amministrativa in Nigeria, Ciad, Niger e Camerun. Il rilascio di oltre 200 bambini dalle autorità nigeriane, il 10 aprile, rappresenta un passo positivo per la protezione dei bambini colpiti dalla crisi in corso.

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Mostra “Segni, colori e parole per i bambini”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 marzo 2017

Roma Sabato 1 Aprile 2017, ore 11:00 / 30 Aprile 2017 Moby Dick – Biblioteca hub culturale Via Edgardo Ferrati 3. Quaranta studentesse dei corsi di Letteratura per l’infanzia tenuti da Lorenzo Cantatore nel Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre durante l’anno accademico 2016-2017 si sono confrontate con i libri di Antonella Abbatiello, una fra le più interessanti illustratrici e scrittrici per l’infanzia attive oggi in Italia. Il progetto, che ha un carattere prettamente didattico, si ispira al dibattito contemporaneo sull’educazione alla lettura e nasce dall’urgenza di sensibilizzare i futuri educatori e insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria a un uso consapevole del libro per bambini, indagandone le infinite possibilità di approccio critico e pedagogico. Dopo un articolato percorso laboratoriale di analisi e interpretazione dei testi e delle immagini di Abbatiello, le studentesse hanno progettato e curato un itinerario espositivo. All’interno di un corpus di opere pubblicate dall’artista lungo circa trentacinque anni di attività, sono stati approfonditi momenti, personaggi, temi, emozioni, luoghi, tecniche, luci e colori con l’intento di mettere a fuoco alcune delle caratteristiche di fondo che rendono questa autrice così amata dal pubblico bambino. Fra i pannelli didattici ritroveremo immagini e parole tratte da libri ormai celebri come Stella stellina, Storie piccine picciò, La pappa dolce, Maremé¸ Farfalla, Alfabeto delle fiabe, Facce ecc. Alla mostra le giovani curatrici hanno pensato di collegare una serie di laboratori dedicati ai piccoli visitatori. I bambini potranno assistere a letture ad alta voce degli albi illustrati di Antonella Abbatiello, ma anche essere protagonisti di attività grafico-pittoriche ispirate al mondo di quest’autrice che non finisce mai di sorprendere i suoi lettori, sia piccoli che grandi.

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Finalmente a Roma una casa per liberare i bambini detenuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

rebibbiaRoma “L’annuncio da parte di Virginia Raggi, sindaca di Roma, dell’imminente apertura della Casa di Leda, casa famiglia per le donne detenute con bambini attualmente recluse nel carcere di Rebibbia, è una buona notizia, da tempo attesa. A 16 anni esatti dalla legge Finocchiaro, approvata l’8 marzo del 2001, che prevedeva misure alternative alla detenzione a tutela del rapporto tra recluse e figli minori”. Lo afferma il Senatore del Pd Luigi Manconi, Presidente della commissione Diritti umani.
“Ho seguito passo dopo passo grazie anche al lavoro svolto dalla Commissione diritti umani del Senato – aggiunge Manconi – il progetto che ha portato all’apertura della prima casa famiglia in Italia, contribuendo a facilitare in questi anni la collaborazione tra le diverse istituzioni competenti e le associazioni. Importante il sostegno di Poste italiane. Un ringraziamento sentito va a Francesca Danese, assessore alle politiche sociali della giunta Marino, per la determinazione con cui ha voluto portare a compimento il progetto, individuando e riuscendo a ottenere la struttura, confiscata alla criminalità, nonostante le resistenze manifestatesi da più parti”.
“L’auspicio – conclude Manconi – è che sorgano presto in Italia altre case famiglia per assicurare a quelle decine di bambini costretti oggi a vivere in carcere, uno spazio adeguato alle loro esigenze”.

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Un asilo per i bimbi milanesi nel carcere di Opera?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

porta nuova milanoMilano potrebbe avere il suo prossimo asilo nido all’interno del carcere di Opera. Una struttura quasi pronta all’uso è presente nell’istituto ed è stata visionata ieri da Simonetta D’Amico, consigliera comunale PD a Milano insieme a Gianni Rubagotti, iscritto al Partito Radicale e l’avvocato Paola Ponte insieme al Direttore Giacinto Siciliano durante una visita all’istituto organizzata dal Partito Radicale.
“Uno spazio che è stato inaugurato 4 anni fa che è un asilo nido dedicato ai dipendenti del carcere e che è stato però utilizzato solo in parte.” ha dichiarato D’Amico “L’idea che secondo me è da portare avanti è quella di convenzionarlo col Comune di Milano e di poter aprire questo asilo nido anche ai cittadini milanesi.
E’ una struttura bellissima, bisogna visitarla per rendersene conto, e sarebbe una opportunità sia dal punto di vista delle famiglie, perché sarebbe un costo inferiore rispetto a un asilo nido in zona centrale, e per far vivere il carcere sotto un punto di vista diverso”
Lo spazio inoltre è videosorvegliato, dando quindi massime garanzie ai genitori sul comportamento degli educatori presenti, e avrebbe costi molto ridotti per il comune.
La delegazione ha incontrato alcuni dei detenuti che hanno digiunato durante la Marcia per l’Amnistia dello scorso novembre informandoli sullo sciopero della fame di oramai 3 settimane di Rita Bernardini e Lucio Berté per chiedere lo stralcio di alcune norme della riforma della giustizia per garantirne l’approvazione in questa legislatura.
Lucio Berté digiuna inoltre per chiedere il rispetto di una mozione votata all’unanimità dal Consiglio Regionale lombardo che chiede che la ASL durante le visite nelle carceri controlli anche le cartelle cliniche dei detenuti.
La delegazione ha visitato alcuni dei detenuti anziani, alcuni dei quali ultraottantenni e con forti problemi fisici, un detenuto marocchino su sedia a rotelle in seguito a un ictus e che ha problemi di memoria.
Nell’ottica di rieducare i detenuti attraverso il lavoro sta per essere ampliato il panificio interno del carcere e nella ex-gelateria verrà aperto un pastificio che servirà altri istituti penitenziari.
Grazie anche alla collaborazione con atenei milanesi alcuni detenuti seguono corsi universitari, in generale già dalla loro entrata nell’istituto si cerca di instradare i detenuti verso percorsi formativi. Nella foto: Simonetta D’Amico (PD), consigliere comunale a Milano.

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“In tema di genitorialità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

giustizia“La sentenza della Corte d’Appello di Trento finalmente ci libera dall’ossessione del biologico e rimette al centro l’interesse dei bambini e delle bambine”: così Gabriele Piazzoni commenta la sentenza storica del tribunale trentino che ha riconosciuto la piena genitorialità ad una coppia di padri che hanno fatto ricorso alla gestazione per altri. “I giudici si sono espressi con chiarezza, assumendo alla lettera il legame genitoriale descritto nel certificato di nascita dei piccoli, e affermando che il vincolo genitori figli è costituito non tanto dal legame biologico, ma dalla volontà dei genitori di accudire e crescere un bambino o una bambina, provvedendo alle sue esigenze ed assumendosi la responsabilità di occuparsene. La Corte ha riconosciuto il diritto di quei bambini alla piena tutela del loro legame con i genitori, in quanto loro inalienabile diritto. il Legislatore mediti su questa sentenza e rifletta sulla necessità di una riforma del diritto di famiglia che rimetta davvero al centro i bambini e le bambine, compresi quelli la cui famiglia risulta ancora in parte invisibile allo Stato. Una riforma che riconosca la complessità e la molteplicità dei legami familiari, aprendo a tutti i tipi di famiglia in grado di provvedere alla cura dei bambini e delle bambine e liberandoli da ingiusti calvari giudiziari, che in molti casi, e ci auguriamo d’ora in avanti in tutti, non fanno che ribadire la meta che il Parlamento non ha avuto ancora il coraggio di raggiungere”, conclude Piazzoni.

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1,4 milioni di bambini a rischio di morte in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

unicefSecondo l’UNICEF, quest’anno, circa 1,4 milioni di bambini sono a rischio di morte imminente per malnutrizione acuta grave, viste le incombenti carestie in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen.“Il tempo sta per finire per oltre 1 milione di bambini”, ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “Possiamo ancora salvare tante vite. La malnutrizione acuta e l’incombente carestia sono principalmente causate dall’uomo. Il nostro comune sentire richiede azioni più veloci. Non dobbiamo ripetere la tragedia della carestia nel Corno d’Africa del 2011.”
In Sud Sudan, un paese colpito da conflitti, povertà e insicurezza, oltre 270.000 bambini sono gravemente malnutriti. La carestia è stata recentemente dichiarata in alcune zone dello Stato di Unity nella parte centrosettentrionale del Paese, dove vivono 20.000 bambini. Se non sarà fatto nulla per bloccare la gravità e la diffusione della crisi alimentare, il numero totale di persone colpite nel paese ci si aspetta crescerà da 4,9 a 5,5 milioni con il culminare della stagione secca a luglio.
In Somalia, la siccità sta minacciando una già fragile popolazione danneggiata da anni di conflitto. Circa la metà della popolazione, 6,2 milioni di persone, stanno affrontando una grave situazione di insicurezza alimentare e hanno bisogno di assistenza umanitaria. Quest’anno si prevede che circa 185.000 bambini soffriranno di malnutrizione acuta grave, nei prossimi mesi questo dato ci si aspetta arriverà a 270.000.
Nel Nordest della Nigeria, il numero di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave ci si aspetta che quest’anno arriverà a 450.000 negli stati colpiti dal conflitto di Adamawa, Borno e Yobi. Secondo il Fews Net- il Sistema di allerta precoce della carestia che monitora l’insicurezza alimentare – l’anno scorso la carestia probabilmente era presente in alcune delle aree precedentemente inaccessibili degli Stati del Borno, è probabilmente in corso e si espanderà in altre aree che non sono ancora state raggiunte dagli aiuti umanitari.
In Yemen, a causa degli ultimi due anni di violenti conflitti, 462.000 bambini sono attualmente colpiti da malnutrizione acuta grave – con un aumento dal 2014 di circa il 200%.
Quest’anno, l’UNICEF sta lavorando con i suoi partner per garantire cure terapeutiche a 220.000 bambini gravemente malnutriti in Nigeria; oltre 200.000 bambini gravemente malnutriti in Sud Sudan; oltre 200.000 bambini gravemente malnutriti in Somalia e 320.000 bambini in Yemen.

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Mostra ‘Dopo Carosello… tutti a letto! L’influenza di pubblicità e TV sui bambini’

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

carosello italiano

Roma Fino al 28 Febbraio 2017 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11. In occasione dei 60 anni dalla nascita di Carosello e 40 anni dal suo termine (3 febbraio 1957 e 1° gennaio 1977), la biblioteca di Scienze della Formazione suggerisce una bibliografia ed espone dei libri sul ruolo della pubblicità e della televisione con riguardo all’influenza che esercitano sui bambini.
Dal 1957 al 1977 i bambini sono stati, in un certo senso incoraggiati, alla visione di Carosello, dalle 20.50 alle 21.00. Per una legge allora vigente non era concesso fare della pubblicità all’interno di alcuno spettacolo televisivo serale.
Famosi registi hanno realizzato gli sketch del programma, la cui trama doveva essere estranea al prodotto, pubblicizzato poi in pochi secondi.Carosello è stato in Italia l’inizio di un’era mediatica fortemente improntata al consumismo ed ha influenzato i gusti e le abitudini alimentari, i comportamenti di stile di vita e di consumo (Sygmunt Bauman ha definito con questi cambiamenti il passaggio ad una società “liquida”) e anche la costruzione dei ruoli di genere.

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Siria: nella città sotto assedio di Deir Ez Zor oltre 40.000 bambini in pericolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2017

siria“I bambini che vivono nella città assediata di Deir Ez Zor hanno subito un intenso attacco la scorsa settimana. L’acuirsi delle violenze minaccia le vite di 93.000 civili, compresi oltre 40.000 bambini che non ricevono regolarmente assistenza umanitaria da oltre due anni.
Bombardamenti indiscriminati hanno ucciso dozzine di civili e costretto le altre persone a rimanere nelle proprie case. I prezzi del cibo sono aumentati a dismisura fino a raggiungere livelli tra le 5 e le 10 volte superiori rispetto alla capitale Damasco. La mancanza cronica di acqua sta costringendo le famiglie a raccoglierne altra non sicura dal fiume Eufrate, esponendo i bambini a rischi di malattie legate all’acqua. L’assedio rischia di peggiorare la già difficile condizione nutrizionale dei bambini.L’UNICEF chiede alle parti in conflitto in Siria di liberare immediatamente tutte le città sotto assedio e consentire un accesso sicuro e senza condizionamenti ai bambini a Deir Ez Zor e in tutte le 15 aree sotto assedio nel paese. Non c’è nulla che possa giustificare un assedio e le terribili sofferenze che subiscono i bambini. I bambini della Siria hanno già pagato il prezzo più alto per una guerra che non hanno voluto”.

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Il centro che tratterà in Marocco bambini con malattie cardiache congenite

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2016

cardiologiaE’ frutto dell’impegno di una fondazione umanitaria italiana, l’EHC (European Heart for Children) con sede a Nizza presso la Società Europea di Cardiologia, il primo e unico centro che tratterà in Marocco bambini con malattie cardiache congenite, che riguardano ben 5.000 nuovi casi l’anno. L’unità operativa sarà realizzata nel prossimo anno e gli interventi sui piccoli pazienti con equipe formate e strumentazioni di grande livello saranno possibili già nel 2018. L’annuncio in chiusura dei lavori del 77 congresso Sic svoltosi a Roma alla presenza di 2.500 specialisti, sotto la presidenza del prof. Francesco Romeo che ha aderito con entusiasmo al progetto umanitario della Fondazione EHC.
“Ho concepito l’idea di questa Fondazione durante il mio incarico di presidente della Società Europea di Cardiologia – spiega il prof. Roberto Ferrari, direttore della Cardiologia dell’Università di Ferrara e membro del Board di EHC – dal 2009, grazie ai fondi raccolti durante congressi e da singoli benefattori, abbiamo visitato oltre 2100 bambini, quasi 300 quelli operati e salvati, 9 portati in Italia per interventi chirurgici complessi. Grazie a borse di studio, sono stati formati medici e personale sanitario che hanno prestato la loro opera in paesi tormentati come Iraq del Nord, Siria, Tunisia, Haiti, Camerun, Romania, Egitto e Marocco. E proprio in questo paese ora stiamo iniziando la costruzione di una sede nell’ospedale CHU Ibn Rochd di Casablanca, dove, una volta completati i lavori, potremo trattare gratuitamente i bambini affetti da malattie cardiache congenite. Prevediamo 500 interventi l’anno, che diventeranno 1.000 nel tempo.”
Nel board della Fondazione, oltre al prof. Ferrari, alla regista Claudia Florio, al presidente ESC Francisco Pinto e al responsabile del Dipartimento di Cardiologia del prestigioso ospedale Pitiè – Salpetriere di Parigi, Michel Komajda, ora è stato eletto il prof. Francesco Romeo, presidente uscente di SIC. “Con l’entrata del prof. Romeo nella nostra Fondazione – afferma il prof. Ferrari – anche la SIC assume una nuova dimensione: una moderna società scientifica deve occuparsi di portare avanti il proprio ruolo scientifico, educazionale ed organizzativo, ma non deve dimenticare l’aspetto umanitario.” (foto: cardiologia)

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Cresce ancora l’interesse all’estero per i libri per bambini e la narrativa

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2016

Più libri più liberi 2010_Foto di Jacopo Pergameno_Courtesy AIE_Associazione Italiana Editori_PANORAMICA_L’editoria italiana diventa sempre più internazionale nella sua capacità di affermare autori e titoli, ormai non più solo nel settore Bambini e Ragazzi, ma anche nella Narrativa. E questo mentre diminuisce nel 2016 il numero di titoli per cui sono stati acquistati i diritti da case editrici straniere.
E’ quanto emerge dalla ricerca sull’import/export dei diritti realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) per conto dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria in programma fino all’11 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’EUR.
Una fotografia su come le case editrici italiane si muovono in ambito internazionale, e che evidenzia che nel 2016 hanno venduto all’estero i diritti di 6.229 titoli (+5,3% sul 2015) e ne hanno acquistati 10.169 (-4,8% sul 2015).
Per dimostrare l’influenza dell’export basti pensare che i titoli venduti nel 2016 rappresentano il 9,5% delle novità pubblicate mentre nel 2011 erano il 3,2%.
Quali sono i generi più venduti? L’export dei diritti italiani si basa soprattutto sui libri per Bambini (37,9%, +13,5% sul 2015) e sulla Narrativa (35,4%, +4,3 sul 2015).
E quelli più acquistati? L’attenzione degli editori italiani si concentra sulla Narrativa che occupa il 34,8% (-1,7% sul 2015) degli acquisti dei diritti. La crescita maggiore è degli Illustrati che rappresentano il 3,3%, +10,2% rispetto al 2015.
Dove? Cambiano i paesi di riferimento in cui si esporta l’editoria italiana. Mentre l’Europa si conferma il mercato tradizionale delle vendite con il 59,2% (+23,1% sul 2015), a crescere maggiormente sono il Medio Oriente (4,3%, +77,9% sul 2015) e i paesi africani che con lo 0,6% sono in aumento del +30% sul 2015.
E da dove? L’Europa continua a essere il principale paese da cui si acquistano i diritti. Rappresenta il 54,4% dei titoli acquistati ed è sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Il secondo è il Nord America con il 28,5 % di quota e una crescita del 23,6% sul 2015. Si nota anche un interesse (numericamente ancora piccolo ma culturalmente rilevante) verso i paesi e le editorie africane: rappresentano appena lo 0,1% ma con un +37% sul 2015.
In generale l’Osservatorio realizzato da AIE e ICE Agenzia conferma la capacità degli editori italiani di offrire autori, generi diversi ai loro colleghi stranieri e di esplorare letterature e mercati nuovi rispetto a quelli europei, più tradizionali.
E i piccoli? Comprano più diritti all’estero di quelli che vendono, anche per la naturale necessità in fase di avvio di crearsi un catalogo importante. Cresce però (e più della media) la loro capacità di vendere all’estero (anche come probabile effetto traino che negli anni scorso hanno fatto alcuni marchi editoriali). L’export dei diritti raggiunge il 15,3% (+13,8% sul 2015) mentre l’acquisto dei diritti è il 45,9% (+18,1% sul 2015).
Quest’anno la ricerca si integra di un osservatorio sulle coedizioni, che costituisce un altro tassello importante dei processi di internazionalizzazione dell’editoria italiana. Nel 2016 sono state 1.075 le coedizioni realizzate con gli editori stranieri. Due i generi che si impongono: quello dei Bambini e Ragazzi (57,7%) e quello degli gli Illustrati (18,5%). Due settori i cui costi di produzione possono essere abbattuti quando uno stesso titolo (o una collana) viene realizzato da più partner internazionali in modo da contenere i prezzi di copertina di prodotti in cui il «colore» e la qualità della carta incide in maniera significativa sui costi di produzione.
“L’Osservatorio – ha commentato Gianni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi AIE – conferma le tendenze di lungo periodo dell’editoria italiana: crescente capacità di proporre autori, generi e tipologie editoriali diverse a editori e mercati stranieri; capacità di proporsi verso paesi e mercati che non sono più solo quelli tradizionali. In questo ruolo ICE-Agenzia ha mostrato le ricche opportunità di rapporto tra pubblico e privato e sembra che anche la regione Lazio si stia muovendo su traiettorie analoghe, valorizzate e imitate da altri soggetti pubblici”.
L’attenzione per l’internalizzazione dell’editoria italiana, da tempo sostenuta da ICE- Agenzia, si è rafforzata.
“L’ICE-Agenzia ha da sempre creduto alle potenzialità della piccola e media editoria italiana, sostenendo Più Libri Più Liberi sin dalla sua prima edizione – ha commentato Ferdinando Fiore, Dirigente dell’Ufficio Beni di Consumo di ICE-Agenzia-. Con questo obiettivo, in stretta collaborazione con l’AIE, è alla ricerca costante di nuovi mercati; nel 2016 infatti siamo stati Paese ospite d’onore alla Fiera internazionale del Libro di Abu Dhabi e per il 2017 saremo Paese ospite d’onore alla Fiera internazionale del libro di Teheran”.

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Appello all’Ue dell’UNICEF: mettere al primo posto i bambini rifugiati e migranti

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2016

rifugiati sirianiLe Istituzioni europee e gli Stati Membri devono fare di più per proteggere i bambini rifugiati e migranti”, sostiene una dichiarazione firmata da 78 agenzie, fra cui l’UNICEF e Save the Children, in occasione dell’inizio del 10° Forum Europeo sui diritti dei minori a Bruxelles.La crisi migratoria europea entrerà presto nel suo terzo anno, i bambini saranno sempre più numerosi e l’impatto sulle loro vite sarà ancora più tragico. Fra gennaio 2015 e settembre 2016, più di 664.500 bambini hanno richiesto asilo in Europa; quest’anno, in Italia, su 10 minori arrivati, 9 erano non accompagnati; in Grecia per 23.000 bambini il futuro continua a rimanere in bilico, così come il loro accesso all’istruzione.Si stima che, solo quest’anno, più di 700 i bambini siano morti in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa. La scorsa settimana, un bambino di sei anni è morto in un incendio nel campo Moria sull’isola greca di Lesbo.Il fallimento delle azioni per rendere prioritaria la protezione dei minori preoccupa fortemente l’UNICEF e Save the Children, perché in questo modo i bambini sono esposti ancora di più a rischi. Si è fatto troppo poco per rispondere ai particolari bisogni di questi minorenni. I bambini in Svezia, per esempio, rimangono spesso fino a un anno in attesa dell’udienza per la loro richiesta d’asilo. I bambini bloccati in Grecia, in media, sono rimasti fuori dal percorso scolastico per 20 mesi. Sono tanti coloro che devono aspettare oltre un anno per raggiungere i membri della propria famiglia in altri stati dell’UE – un ritardo pericoloso, che può provocare la scomparsa di alcuni bambini o che finiscano nelle mani dei trafficanti.L’Unione Europea e gli Stati Membri possono fare molto di più per proteggere i bambini e rispondere ai loro particolari bisogni.Rivolgendosi al Forum, le associazioni per la tutela dei diritti dei bambini invitano a intraprendere azioni concrete, a definire una leadership, dedicare risorse economiche pubbliche e concordare quadri strategici che definiscano gli obiettivi e misurino i progressi, ricordando che i bambini non si proteggono da soli.Le 78 organizzazioni partner identificano 7 azioni prioritarie per proteggere i bambini migranti e rifugiati oggi e aiutarli ad affrontare il loro futuro. Fra queste azioni: l’adozione urgente di un piano d’azione europeo per i minori migranti, tutele rafforzate per i bambini nella legislazione in tema di asilo, maggiori finanziamenti per i sistemi nazionali di protezione dei minori e la creazione di meccanismi per proteggere i bambini ai confini.Le agenzie sostengono che, fino ad ora, le azioni a livello europeo sono state sporadiche e insufficienti. Risulta quindi necessaria un’azione a tutto campo per i minori migranti, che mette insieme tutte le autorità responsabili e incoraggi gli Stati a raccogliere e diffondere i dati in modo più efficiente.La riforma del sistema europeo comune di asilo, attualmente in corso di dibattito al Parlamento Europeo, offre un’opportunità unica per assicurare ai bambini l’accesso a tutori legali, istruzione e ricongiungimento familiare. L’azione dell’Unione Europea è inoltre necessaria per porre fine alla detenzione di bambini migranti e rifugiati e per l’individuazione di alternative valide.Molti di questi bambini cresceranno e diventeranno cittadini europei. Dovrebbero essere considerati prima di tutto bambini, a prescindere dal loro status di migranti. Gli Stati devono investire su di loro e metterli nelle condizioni di poter sviluppare il proprio potenziale per partecipare appieno alla vita delle comunità.

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“È stata una settimana terribile per i bambini siriani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

siriani sfollatiStanno vivendo e morendo sotto ininterrotti bombardamenti di scuole, case e ospedali. Gli ospedali nella parte orientale di Aleppo e Idlib sono stati presi di mira e gli attacchi alle scuole di Aleppo e Ghouta hanno causato la morte di nove bambini.
Abbiamo visto video di bambini che vengono curati per un’asfissia nella parte orientale di Aleppo. Qualche momento dopo, l’ospedale al-Bayan viene bombardato: madri terrorizzate portano i loro figli verso un sotterraneo, mentre bambini malati sono tirati fuori dagli incubatori per essere trascinati via di corsa, verso la salvezza. Non ci sono più ospedali operativi nella parte orientale di Aleppo, dove più di 100.000 bambini sono rimasti intrappolati sotto uno stato d’assedio e forti bombardamenti e inoltre l’accesso a cibo e medicine è in diminuzione. Hanno bisogno di questi ospedali per restare in vita. I bambini non dovrebbero morire negli ospedali a causa dei bombardamenti, né dovrebbero morire a scuola. Nella parte occidentale di Aleppo sono state attaccate due scuole: otto bambini sono morti e molti più sono stati i feriti. In una scuola, una classe di quarta elementare stava facendo una lezione di danza nel momento in cui un mortaio è caduto nel giardino della scuola. Nella scuola elementare di al-Qarma, nella parte orientale di Ghouta, vicino a Damasco, una ragazza, secondo quanto riferito, è stata uccisa, e sono stati almeno 15 i feriti quando l’edificio ha subito un colpo diretto. I bambini di dieci anni erano a lezione di matematica. Ad Idlib sono state colpite altre due scuole, provocando il ferimento di tre bambini.
Quest’anno, le Nazioni Unite hanno documentato 84 attacchi a scuole in Siria: i bambini deceduti sono stati almeno 69 e molti altri i feriti.Le parti in conflitto devono fermare i bombardamenti a scuole, ospedali e altre infrastrutture civili. Sono azioni che vanno contro il diritto internazionale, e molte di queste sono crimini di guerra.
Le parole rimaste per esprimere la nostra indignazione sono poche. Ci domandiamo se a tutti i responsabili siano rimaste parole per giustificare questi attacchi sui bambini.”

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59° Zecchino d’oro

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2016

zecchino d'oroRoma Mercoledì 16 novembre ore 12.00 Sala A Viale Mazzini, 14 Conferenza stampa per la presentazione del “59° ZECCHINO D’ORO” RASSEGNA INTERNAZIONALE DI CANZONI PER BAMBINI Eurovisione In diretta dall’Antoniano di Bologna Conducono Francesca Fialdini e Giovanni Caccamo
Con il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano Diretto da Sabrina Simoni Regia di Roberto Croce In onda su Rai1, ogni sabato in diretta a partire dal 19 novembre.

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Sicurezza bambini a tavola

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2016

alimentareOgni anno in Italia muoiono circa 50 bambini per l’ostruzione delle vie aeree, in media uno a settimana, come ci ricorda la Società Italiana di Pediatria (SIP). La responsabilità è di alcuni cibi all’apparenza innocui, ma potenzialmente dannosi per un bambino piccolo o un lattante se non tagliati adeguatamente, come i chicchi d’uva, le rondelle di wurstel o di carote, gli gnocchi, il grasso del prosciutto, i tocchetti di formaggio e tanti altri ancora. Di fronte a queste inutili tragedie non si può certo stare inerti ed è così che le due Associazioni toscane AGe, AGesc, e le Federazioni Fidae e Fism si sono impegnate a diffondere informazioni sul manuale “La sicurezza a tavola” in tutte le scuole statali e paritarie della Toscana. La decisione è scaturita a seguito del corso sulle “Manovre di Disostruzione Pediatriche & Taglio degli alimenti”, organizzato dal comune di Firenze presso il Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, con la partecipazione del dr Marco Squicciarini, il medico che da anni ha fatto della disostruzione pediatrica la propria missione. “Ogni bambino che muore è una sconfitta per tutti noi” ripete incessantemente il dr Squicciarini, e certo non si può non dargli ragione.
Insegnanti e genitori sono spesso formati per soccorrere un altro adulto, ma in caso di emergenza pediatrica restano purtroppo impotenti. Di fronte a simili tragedie non si può stare a guardare: da qui un rapido consulto fra le Associazioni dei genitori AGe e AGeSC e le Federazioni delle scuole paritarie FIDAE e FISM e la comune decisione di mettere a disposizione i propri canali associativi per raggiungere potenzialmente tutti i genitori toscani. Sono state inviate informazioni su come scaricare gratuitamente il manuale all’indirizzo http://www.sipps.it/la-sicurezza-a-tavola, nonché links di filmati in cui vengono attuate le tecniche di disostruzione del lattante e del bambino non solo a iscritti e simpatizzanti, ma a tutte le scuole statali e paritarie e ai Comuni, che gestiscono buona parte delle mense scolastiche e un consistente numero di nidi e scuole dell’infanzia. Il manuale “La sicurezza a tavola”, appena 16 accattivanti pagine piene di informazioni e di consigli, è stato realizzato dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale SIPPS e pubblicato dal Gruppo editoriale Editeam; ne sono autori i pediatri Piercarlo Salari e Francesco Pastore e l’esperto di tecniche di rianimazione cardio-polmonare pediatriche Marco Squicciarini.

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La vaccinazione contro il morbillo salva più di 20 milioni di bambini nel mondo ogni anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2016

vaccinazioniSecondo un rapporto lanciato oggi da UNICEF, OMS, CDC e GAVI, circa 400 bambini muoiono ogni giorno a causa del morbillo, nonostante ci sia stato un calo del 79% del numero di morti dovute a questa malattia tra il 2000 e il 2015. Secondo UNICEF, Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Alleanza Mondiale per le Vaccinazioni – GAVI e il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), le campagne per le vaccinazioni di massa contro il morbillo e l’aumento a livello globale delle vaccinazioni di routine contro il morbillo, tra il 2000 e il 2015, hanno salvato le vite di 20,3 milioni di giovani.
A livello globale però i progressi non sono stati omogenei. Nel 2015, circa 20 milioni di bambini non sono stati vaccinati contro il morbillo e circa 134.000 sono i bambini morti a causa della malattia. Il 75% delle morti causate dal morbillo avvengono in Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia, Nigeria e Pakistan. In questi stessi paesi vive la metà di tutti i bambini non vaccinati contro il morbillo. “Continuare a fare progressi nella lotta contro il morbillo non è una missione impossibile”, ha dichiarato Robin Nandy, Responsabile UNICEF per le Vaccinazioni. “Abbiamo gli strumenti e le conoscenze per farlo; ciò che ci manca è la volontà politica di raggiungere ogni singolo bambino, ovunque esso sia. Se non ci sarà un impegno concreto, i bambini continueranno a morire per una malattia prevenibile con soluzioni semplici e a basso costo.”
“È inaccettabile che ogni anno milioni di bambini non vengano vaccinati. Abbiamo un vaccino sicuro e altamente efficace che può fermare la diffusione del morbillo e salvare vite”, ha dichiarato Jean-Marie Okwo-Bele, Direttore del Dipartimento per l’Immunizzazione, le Vaccinazioni e la ricerca Biologica dell’OMS. “Quest’anno, la Regione delle Americhe è stata dichiarata libera dal morbillo – questa è la prova che è possibile eliminare la malattia. Ora, dobbiamo fermare la diffusione del morbillo nel resto del mondo. Il primo passo è la vaccinazione.” “Il morbillo è un indicatore chiave della robustezza del sistema di vaccinazione di un paese e, troppo spesso, finisce per essere il campanello d’allarme delle epidemie, il primo segnale di un problema più profondo,” ha dichiarato Seth Berkley, CEO di Gavi. “Per affrontare una fra le più letali al mondo malattie killer dell’infanzia prevenibili con un vaccino, è necessario un forte impegno da parte dei paesi e dei partner per aumentare la copertura delle vaccinazioni di routine e rafforzare il sistema di controllo.”
Il morbillo, malattia virale altamente contagiosa che si diffonde attraverso il contatto diretto e l’aria, è una delle maggiori cause di morti infantili nel mondo ed è prevenibile con l’assunzione di due dosi di un vaccino sicuro ed efficace.
Le epidemie di morbillo in diversi paesi – causate da una mancanza di campagne di vaccinazioni di routine e di vaccinazione di masse – continuano a rappresentare una sfida seria. Nel 2015, sono state registrate grandi epidemie in Egitto, Etiopia, Germania, Kirghizistan e Mongolia. In Germania e in Mongolia il contagio è avvenuto tra le persone più anziane, sottolineando che è necessario vaccinare gli adolescenti e i giovani che non hanno nessuna protezione contro il morbillo.
Il morbillo tende inoltre a diffondersi in paesi in conflitto o in emergenza umanitaria, a causa delle difficoltà a vaccinare ogni bambino. L’anno scorso, si sono registrate epidemie in Nigeria, Somalia e Sud Sudan.

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UNICEF: 300 milioni di bambini respirano aria molto inquinata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

World Health OrganizationSecondo un nuovo rapporto dell’UNICEF, circa 1 bambino su 7 nel mondo – 300 milioni – vive in aree con i più alti livelli di inquinamento esterno – 6 o 7 volte più altro rispetto alle linee guida internazionali. “Clear the Air for Children” utilizza immagini satellitari e mostra per la prima volta quanti bambini sono esposti ad inquinamento esterno – che supera gli standard contenuti nelle linee guida globali, realizzate dall’OMS, e dove questi bambini vivono in tutto il mondo. Le immagini satellitari confermano che circa 2 miliardi di bambini vivono in aree dove è presente l’inquinamento esterno, causato da fattori come emissioni da parte di veicoli, ampio uso di carburanti fossili, polvere, incendi di rifiuti, che supera i livelli minimi di qualità dell’aria secondo le linee guida internazionali dell’OMS. In Asia del Sud si trova il numero più alto di bambini, 620 milioni; in Africa il secondo con 520 milioni di bambini. Nella regione dell’Asia dell’Est e del Pacifico ci sono 450 milioni di bambini che vivono in aree che superano i limiti compresi nelle linee guida. I dati vengono lanciati una settimana prima del COP22 che si terrà a Marrakech, in Marocco, dove l’UNICEF chiederà ai leader del mondo di intraprendere azioni urgenti per tagliare l’emissione di agenti inquinanti nei propri paesi.
“L’inquinamento è il principale fattore che contribuisce alle morti di circa 600.000 bambini sotto i 5 anni ogni anno – e minaccia le vite di altri milioni di bambini ogni giorno”, ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “Gli agenti inquinanti non solo danneggiano lo sviluppo polmonare dei bambini – ma possono superare la barriera emato-encefalica e danneggiare permanentemente il cervello e il loro futuro. Nessuna società può ignorare l’inquinamento dell’aria.”
Lo studio esamina anche le conseguenze dell’inquinamento all’interno (soprattutto delle abitazioni), comunemente causate dall’uso di carburanti come carbone e legna da ardere, che colpisce maggiormente i bambini nei paesi a basso reddito e nelle aree rurali.
L’inquinamento all’interno e all’esterno sono direttamente legati alla polmonite e ad altre malattie respiratorie che causano la morte di circa 1 bambino su 10 sotto i 5 anni di età, rendendo l’inquinamento uno dei principali pericoli per la salute di un bambino.
I bambini sono molto più sensibili rispetto agli adulti ad entrambe le tipologie di inquinamento, dato che i loro polmoni, il loro cervello e il sistema immunitario si devono ancora sviluppare in maniera completa e le loro vie respiratorie sono più permeabili. I bambini più piccoli respirano anche più velocemente rispetto agli adulti, e inspirano più aria rispetto al loro peso corporeo. I più svantaggiati, che tendono già ad avere cattive condizioni di salute e un accesso non adeguato ai servizi sanitari, sono i più vulnerabili a malattie causate dall’inquinamento dell’aria.
L’UNICEF chiede ai leader del mondo che parteciperanno a COP 22 di agire il prima possibile nei propri paesi per proteggere i bambini dall’inquinamento:
– Ridurre l’inquinamento: tutti i paesi dovrebbero lavorare per rispettare le linee guida globali sulla qualità dell’aria dell’OMS per migliorare le condizioni di sicurezza e il benessere dei bambini. Per raggiungere questo obiettivo, i governi dovrebbero adottare misure come il taglio delle combustioni di carburanti fossili e investire in fonti di energia efficienti e rinnovabili.
– Ampliare l’accesso dei bambini alle cure mediche: investire nell’assistenza sanitaria per i bambini a livello globale – comprese le campagne di vaccinazione.
– Ridurre al minimo l’esposizione dei bambini: le fonti di inquinamento come le industrie non dovrebbero essere collocate vicino alle scuole e ai parchi giochi. Una miglior gestione migliore dei rifiuti può ridurre la quantità di rifiuti bruciati all’interno delle comunità. Fornelli più puliti possono contribuire aiutare a migliorare la qualità dell’aria in casa. Ridurre l’inquinamento a livello globale può contribuire a ridurre l’esposizione dei bambini all’inquinamento.
-Monitorare l’inquinamento: è stato provato che un miglior monitoraggio può aiutare i bambini, i giovani, le famiglie e le comunità a ridurre la loro esposizione all’inquinamento, informando sulle cause e chiedendo un cambiamento che possa rendere concretamente l’aria più pulita.
“Noi proteggiamo i nostri figli quando proteggiamo la qualità dell’aria che respiriamo. Entrambi sono fondamentali per il nostro futuro,” ha concluso Lake.L’UNICEF chiede livelli di inquinamento d’aria più bassi, e allo stesso tempo lavora sul campo per proteggere i bambini dagli effetti dannosi. Per esempio, l’UNICEF sostiene lo sviluppo dei bambini, la distribuzione e l’utilizzo di fornelli più puliti in Bangladesh, Zimbawbe e altri paesi, e lavora in molti di questi paesi per ridurre l’impatto dell’inquinamento all’aperto sulla salute dei bambini. L’UNICEF supporta anche i programmi per ampliare l’accesso dei bambini a centri sanitari di qualità e per vaccinarli contro malattie come la polmonite.

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UNICEF-OMS: in Iraq al via campagna per vaccinare 5,8 milioni di bambini contro la polio

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2016

unicefIl Ministero della Salute con il sostegno dell’UNICEF e dell l’OMS ha lanciato una campagna nazionale di una settimana per vaccinare i bambini dell’Iraq contro la polio. Con lo slogan “due gocce possono cambiare una vita”, la campagna di cinque giorni si propone di raggiungere 5,8 milioni di bambini sotto i cinque anni in Iraq. Più di 25.000 vaccinatori andranno di casa in casa durante la campagna, visitando le famiglie. L’annuncio è stato dato ieri, nella Giornata Mondiale contro la Polio.
La poliomielite è una malattia virale altamente contagiosa che attacca il sistema nervoso. I bambini sotto i cinque anni di età sono i più vulnerabili alla malattia, ma una tempestiva vaccinazione può prevenire l’infezione. “Il governo iracheno è impegnato ad eradicare la polio, e per questo ha realizzato 16 campagne nel 2014 e nel 2015, come parte della risposta Middle East Polio Outbreak “, ha dichiarato il Rappresentante UNICEF in Iraq Peter Hawkins.
Dal mese di aprile 2014, nessun nuovo caso di polio è stato segnalato in Iraq, grazie al forte impegno del governo e al duro lavoro degli operatori impegnati in prima linea. Nel maggio 2015, l’Iraq è stato tolto dalla lista dei paesi con nuovi casi. Tuttavia, i rischi di una ripresa persistono a causa di eventuali lacune nella sorveglianza e nella copertura vaccinale tra le popolazioni sfollate in Iraq così, tra coloro che vivono in zone impervie e negli insediamenti informali.
“C’è ancora il rischio che la poliomielite possa tornare in Iraq”, ha detto il Rappresentante OMS in Iraq Altaf Musani. “La trasmissione della polio é in corso in Pakistan e in Afghanistan e nuovi casi di poliomielite sono stati confermati anche in Nigeria”, ha detto. “Fino a quando la trasmissione non viene interrotta a livello globale, dobbiamo mantenere elevati livelli di copertura vaccinale e forti sistemi di sorveglianza”, ha aggiunto.
Con la Iraq Polio Partnership sono stati organizzati 2 turni di vaccinazione a livello nazionale nei mesi di febbraio e aprile di quest’anno, raggiungendo oltre il 91% della target di popolazione previsto. La campagna di vaccinazione di questo mese sarà coordinata dal Ministero della Salute iracheno (MOH) con il sostegno di OMS e UNICEF; particolare attenzione verrà rivolta ai bambini più vulnerabili dei campi per sfollati e dei campi rifugiati siriani, degli insediamenti informali, delle comunità di accoglienza colpite e delle aree recentemente riconquistate.

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Il diabete nei bambini angoscia i genitori

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

diabete testLa principale preoccupazione per i genitori di un bambino con diabete? La riduzione del livello di zuccheri nel sangue e le crisi di ipoglicemia. È questo il vero incubo per 7 genitori italiani su 10, secondo l’indagine internazionale DAWN Youth promossa da International Diabetes Federation (IDF) e International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes (ISPAD), con il contributo di Novo Nordisk, e condotta su circa 7mila bambini e ragazzi con diabete, sui loro genitori e sugli operatori sanitari.
Genitori che, in 6 casi su 10, si sentono in qualche modo “oppressi” dalla malattia del figlio; in 1 caso su 2 (47%) dichiarano di avere avuto per questo motivo ripercussioni negative sul lavoro; e per il 33% denunciano un impatto economico da moderato a forte sul proprio bilancio familiare. Più positivi, invece, i diretti interessati, ossia i bambini e gli adolescenti con diabete, che nella stragrande maggioranza dei casi (93%) dichiarano che la malattia non ha mai causato, se non di rado, imbarazzo, e che nel 95% dei casi pensano di non sentirsi mai, o solo qualche volta, discriminati o limitati nelle proprie relazioni sociali e godono complessivamente di una buona qualità di vita. Anche se 3 giovani su 4 confessano che raramente il loro diabete è sotto controllo.“Che la paura di episodi di ipoglicemia, in particolare quelli notturni, nei propri figli preoccupi oltremodo i genitori non stupisce”, dice Fortunato Lombardo, coordinatore del Gruppo di studio sul diabete della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp). “Questo dato, che si riscontra in tutti i Paesi, deriva essenzialmente dalla paura delle conseguenze nell’immediato; dalle possibili manifestazioni della crisi ipoglicemica: palpitazioni, tremore, sino alle convulsioni e alla perdita di conoscenza, che in un bambino assumono caratteristiche ancora più drammatiche”, prosegue.“Il diabete infatti ha un forte impatto emotivo e psicologico sui genitori”, aggiunge Lombardo. “La nostra attenzione di pediatri diabetologi è indirizzata pertanto non solo alla cura della malattia ma al prendersi cura, nel complesso, del bambino e dei familiari: grande impegno è messo nell’educazione terapeutica, negli aspetti informativi, educativi e di sostegno ai familiari. Un grande aiuto, peraltro, viene dalle tecnologie innovative, sotto forma di nuovi microinfusori e nuove insuline, le cui caratteristiche producono minori effetti indesiderati, quali appunto le ipoglicemie”, conclude.Sono 18mila, secondo i dati della Siedp, i bambini e gli adolescenti colpiti in Italia dal diabete tipo 1, la forma più grave della malattia che richiede la somministrazione dell’insulina, attraverso iniezioni da quattro a sei volte al giorno oppure l’impiego del microinfusore. Questi giovani sono assistiti da una rete di oltre 60 centri di diabetologia pediatrica, uniformemente distribuiti sul territorio nazionale. Nel complesso sono circa 300mila, per il Ministero della salute, gli Italiani, giovani e adulti, con diabete tipo “Il numero di giovani e bambini con diabete tipo 1 è in crescita, particolarmente nella fascia di età inferiore ai 6 anni. Soprattutto, esiste un’importante percentuale di giovani, circa il 30%, a cui la malattia viene diagnosticata solo quando si manifesta la chetoacidosi, una grave crisi dovuta all’impossibilità dell’organismo di utilizzare il glucosio come fonte energetica – per mancanza di insulina – che viene quindi sostituito con i grassi. Infatti, frequentemente i sintomi iniziali del diabete in un bambino sono spesso confusi con altre malattie”, dice Franco Cerutti, Presidente Siedp. “Il diabete tipo 1 in età evolutiva, pur costituendo una minima parte della totalità delle persone che soffrono di questa malattia, è una delle endocrinopatie più frequenti in età pediatrico-adolescenziale, oltre ad essere una malattia cronica che, se non affrontata adeguatamente, può provocare un impatto familiare e sociale negativo. La presa in cura del bambino o adolescente diabetico rappresenta una sfida il cui obiettivo è di investire sulla loro salute, in modo da assicurare un’adeguata qualità di vita futura, riducendo il più possibile l’età di insorgenza delle complicanze. A questo proposito giova dire che, mediamente, il compenso glicometabolico dei bambini con diabete italiani è tra i migliori”, conclude.E proprio ai bambini tra i 3 e gli 8 anni con diabete tipo 1 è dedicata una nuova app – Pancry Life – ideata da AGDI Italia – Coordinamento tra le associazioni italiane giovani con diabete, patrocinata da SIEDP – Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica e realizzata con il supporto non condizionato di Novo Nordisk. Pancry Life è la prima applicazione di tale genere progettata per iOS e Android (già disponibile per l’installazione su Apple Store e Google Play) e si pone a metà strada tra il gioco elettronico e lo strumento educativo.Attraverso il gioco il bambino costruisce il proprio “avatar” e inizia l’avventura interattiva con l’aiuto di un simpatico personaggio parlante: Pancry, che lo aiuta e affianca in tutti i momenti cruciali del gioco, prettamente incentrato sull’esecuzione delle gestualità giornaliere atte a tenere sotto controllo e trattare il diabete.Pancry Life è stata sviluppata grazie alla consulenza medico-scientifica di Stefano Tumini, Responsabile Servizio di Diabetologia Pediatrica, Ospedale di Chieti.

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