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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘bambini’

Clima: in Bangladesh a rischio le vite e il futuro di 19 milioni di bambini

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Secondo l’UNICEF le inondazioni, i cicloni e altri devastanti disastri ambientali legati al cambiamento climatico stanno minacciando le vite e il futuro di oltre 19 milioni di bambini in Bangladesh.Secondo il nuovo rapporto UNICEF “A Gathering Storm: Climate change clouds the future of children in Bangladesh” (“Una grande tempesta: il cambiamento climatico annebbia il futuro dei bambini in Banglades), anche se il Bangladesh ha sviluppato una grande resilienza, sono necessari maggiori risorse e programmi innovativi per evitare il pericolo del cambiamento climatico per i cittadini più giovani del paese.
Il rapporto sottolinea che la topografia pianeggiante del Bangladesh, la densità della popolazione e la debolezza delle infrastrutture, rendono il paese vulnerabile a forze potenti e imprevedibili che il cambiamento climatico sta aggravando. La minaccia è sentita dalle pianure soggette a inondazioni e siccità nel nord del paese, fino alla costa devastata da tempeste lungo il golfo del Bengala.In seguito a interviste condotte con famiglie, leader e funzionari delle comunità, l’UNICEF ha affermato che l’unione di eventi metereologici estremi – come inondazioni, temporali, cicloni e siccità – e fenomeni di lungo periodo direttamente legati al cambiamento climatico – come l’innalzamento dei livelli del mare e l’intrusione di acqua salata – stanno spingendo sempre più le famiglie verso povertà e sfollamenti. In questi casi, l’accesso dei bambini ai servizi scolastici e sanitari è gravemente interrotto.Tra i bambini maggiormente colpiti, circa 12 milioni vivono nei pressi di potenti sistemi fluviali che attraversano il Bangladesh e straripano regolarmente. La più ampia e recente inondazione del fiume Brahmaputra nel 2017 ha colpito almeno 480 cliniche sanitarie per le comunità e danneggiato circa 50.000 pozzi tubolari, essenziali per garantire acqua sicura alle comunità.Altri 4,5 milioni di bambini vivono in aree costiere regolarmente colpite da potenti cicloni, compreso circa mezzo milione di bambini rifugiati rohingya che vivono in fragili rifugi di bambù e plastica. Altri 3 milioni di bambini vivono nell’entroterra, dove le comunità agricole soffrono per l’ampliarsi dei periodi di siccità.Il rapporto mostra che il cambiamento climatico è un fattore chiave che sta spingendo la popolazione più povera del Bangladesh ad abbandonare le case e comunità e a provare a ricostruire la sua vita in altri luoghi. Molti si dirigono verso Dhaka e altre città più grandi, dove i bambini rischiano di cadere vittime di pericolose forme di lavoro e matrimoni precoci. Il rapporto cita ricerche che dimostrano che in Bangladesh ci sono già 6 milioni di migranti causati dal cambiamento climatico, un numero che potrebbe raddoppiare entro il 2050.“Quando le famiglie migrano dalle loro case nel paese a causa del cambiamento climatico, i bambini praticamente perdono la loro infanzia”, ha dichiarato Edouard Beigbeder, Rappresentante UNICEF in Bangladesh. “Nelle città affrontano pericoli, deprivazione e la pressione di lavorare nonostante il rischio di sfruttamento e abuso.”L’UNICEF ricorda che dagli inizi degli anni 90, investimenti e azioni – sui programmi di preparazione ai disastri e riduzione dei rischi – hanno reso le comunità vulnerabili in Bangladesh maggiormente resilienti ai pericoli causati da shock climatici. Per esempio, negli ultimi decenni, si è registrata una significativa riduzione dei tassi di mortalità dovuti a cicloni.Il rapporto chiede alla comunità internazionale e agli altri partner di supportare i governi ad attuare una serie di iniziative per proteggere i bambini dagli effetti del cambiamento climatico. Un esempio è la tecnologia promossa dall’UNICEF e altri partner grazie alla quale le comunità che vivono lungo le coste vengono aiutare a proteggere le scorte vitali di acqua potabile dall’intrusione di acqua salata dal mare. Il sistema – conosciuto come Managed Acquifer Recharge – è operativo in circa 75 comunità ed è pronto per essere portato su scala maggiore. http://www.unicef.it.

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UNICEF/Inquinamento: in Francia 3 bambini su 4 respirano aria inquinata

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Secondo un rapporto lanciato dall’UNICEF Francia, più di 3 bambini su 4 in Francia respirano aria tossica. I bambini sono i primi ad essere colpiti dall’inquinamento, soprattutto a causa dello sviluppo ancora non completo dei loro organismi e della loro frequenza respiratoria (una volta e mezzo maggiore rispetto a quella degli adulti). Un gran numero di patologie che si originano durante l’infanzia e persino durante lo stadio fetale (asma, allergie, eczemi, sindromi depressive, diabete, obesità…) sono direttamente legate all’inquinamento atmosferico. Il rapporto “Pour chaque enfant, un air pur ! Les effets de la pollution de l’air en ville sur les enfants” (“Per ogni bambino un’aria pura! Gli effetti dell’inquinamento atmosferico in città sui bambini”), realizzato dall’UNICEF Francia in collaborazione con WWF Francia, Réseau Action Climat e Respire, ricorda che la principale fonte d’inquinamento atmosferico nelle nostre città è il traffico stradale, a cui è legato il 63% delle emissioni di ossido di azoto. Pertanto, vivere in prossimità di collegamenti stradali a forte densità provocherebbe dal 15 al 30% dei nuovi casi d’asma nei bambini.Inoltre, la maggior parte dei luoghi in cui si riuniscono i bambini si trovano in prossimità di assi stradali, quindi la loro esposizione a un’aria inquinata è accentuata. A Parigi, un istituto scolastico su quattro si trova in un luogo costantemente al di sopra delle normative europee, succede la stessa cosa negli stadi, nei parchi e in altre infrastrutture sportive.L’UNICEF Francia e i suoi partner propongono delle raccomandazioni concrete per invertire questa tendenza:
Estendere le zone a bassa emissione nelle città, soprattutto vicino a luoghi che ospitano gruppi vulnerabili (asili nido, scuole, ospedali…), per ridurre progressivamente la presenza di automobili a benzina e a diesel e favorire l’aumento di motori a emissioni minori;
Supportare e sostenere finanziariamente le collettività e i consumatori per sviluppare soluzioni di mobilità più pulite (camminare, usare la bicicletta, trasporti pubblici, passaggi in auto…) e in questo modo uscire dalla dipendenza da un uso individuale dell’automobile;
Sensibilizzare maggiormente la popolazione sui rischi dell’inquinamento dell’aria per la salute dei bambini. In effetti, diversi studi dimostrano che la riduzione del traffico stradale e un cambiamento delle politiche di mobilità a livello locale e nazionale hanno un effetto diretto sul miglioramento della salute, della qualità della vita, della riduzione dei ricoveri ospedalieri e dell’incidenza di malattie.Di fronte all’urgenza sanitaria dell’esposizione di tutti, in particolare dei bambini, all’inquinamento atmosferico, è giunto il momento di modificare i nostri modelli di vita cittadini per rendere l’aria delle città respirabile.

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Vacanze gratis anche quest’estate per bambini e famiglie povere

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Per il quarto anno consecutivo il portale no-profit ospitalitareligiosa.it, con il patrocinio dell’Ufficio nazionale CEI per la Pastorale del Tempo libero Turismo e Sport, mette in campo l’iniziativa benefica “Ospitalità Misericordiosa”, che ha già offerto 35.000 notti gratuite a persone indigenti, per far trascorrere loro qualche giorno di serenità lontano dalle problematiche quotidiane.Per il 2019 l’attenzione sarà incentrata sui bambini fino a 12 anni di età, che questa estate potranno soggiornare gratis con genitori e famiglie in una delle case dell’ospitalità religiosa.Le strutture aderenti al portale, che offriranno generosamente accoglienza gratuita in tutta Italia, spaziano dal mare alla montagna, dalle città d’arte ai luoghi immersi nella natura.Dal genitore single con un figlio alla famiglia numerosa fino a 10 componenti: questo è il ventaglio delle opportunità. Unica condizione per usufruire dei soggiorni gratuiti è passare tramite le parrocchie, diocesi o Caritas: saranno loro a farsi garanti con le case nel segnalare le famiglie meritevoli.Si tratta di un’iniziativa benefica nata in occasione del Giubileo della Misericordia e per la quale proprio Papa Francesco ha manifestato “cordiale gratitudine” auspicando “un sempre più generoso impegno a favore di quanti sono bisognosi e indigenti”.I dati delle strutture offerenti vengono aggiornati continuamente: l’elenco provvisorio è già disponibile a questa pagina https://ospitalitareligiosa.it/news/112-ospitalita-misericordiosa-2019-per-i-bambini.

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Laboratorio creativo per bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Bologna Giovedì 21 Marzo 2019 alle ore 16,30 Galleria spazio Testoni via D’Azeglio 50 dalle ore 16,30 si svolgerà il primo laboratorio didattico creativo dedicato ai bambini ed aperto anche alle loro famiglie, in collaborazione con HISTORIA – Valorizzazione dei Beni Culturali, un gruppo di giovani laureati e laureandi in diverse discipline umanistiche e storici dell’arte.“Crea la tua cartolina in galleria”: ogni bambino, scegliendo l’opera che preferisce tra quelle presenti in esposizione per la mostra in corso “SOLO L’orMa”, potrà disegnarla sul fronte di un cartoncino appositamente ritagliato delle dimensioni standard di una cartolina postale (cm. 10,5×15). Le cartoline resteranno ai giovani artisti e così poi, se lo vorranno, potranno spedirle ai loro amici o alle persone care a cui desiderano dedicare il loro originale lavoro.
– Il laboratorio è aperto ai bambini dai 5 ai 10 anni ed alle loro famiglie per un numero massimo di 10 bambini;
– La durata del laboratorio sarà di circa 90 minuti;
– Il costo è di 6 (sei) Euro a bambino partecipante (Euro 5 ciascuno nel caso di due fratellini partecipanti), per la copertura del costo dei materiali messi a disposizione dagli operatori di HISTORIA che assisteranno i bambini durante il laboratorio;
– La presenza di almeno un adulto accompagnatore per ogni bambino è obbligatoria;
Prenotazione (obbligatoria) via e-mail: info@spaziotestoni.itIn caso di un elevato numero di richieste, si potrà replicare il laboratorio anche giovedì 28 marzo, sempre dalle ore 16,30

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Primo laboratorio didattico creativo per bambini: “Crea la tua cartolina in galleria”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Bologna. Giovedì 21 marzo 2019, dalle ore 16,30 alla Galleria SPAZIO TESTONI in Via D’Azeglio 50 a Bologna si svolgerà il primo laboratorio didattico creativo dedicato ai bambini ed aperto anche alle loro famiglie, in collaborazione con HISTORIA – Valorizzazione dei Beni Culturali, un gruppo di giovani laureati e laureandi in diverse discipline umanistiche e storici dell’arte. “Crea la tua cartolina in galleria”: ogni bambino, scegliendo l’opera che preferisce tra quelle presenti in esposizione per la mostra in corso “SOLO L’orMa”, potrà disegnarla sul fronte di un cartoncino appositamente ritagliato delle dimensioni standard di una cartolina postale (cm. 10,5×15). Le cartoline resteranno ai giovani artisti e così poi, se lo vorranno, potranno spedirle ai loro amici o alle persone care a cui desiderano dedicare il loro originale lavoro.
– Il laboratorio è aperto ai bambini dai 5 ai 10 anni ed alle loro famiglie per un numero massimo di 10 bambini;
– La durata del laboratorio sarà di circa 90 minuti;
– Il costo è di 6 (sei) Euro a bambino partecipante (Euro 5 ciascuno nel caso di due fratellini partecipanti), per la copertura del costo dei materiali messi a disposizione dagli operatori di HISTORIA che assisteranno i bambini durante il laboratorio;
– La presenza di almeno un adulto accompagnatore per ogni bambino è obbligatoria;
Prenotazione (obbligatoria) In caso di un elevato numero di richieste, si potrà replicare il laboratorioanche giovedì 28 marzo, sempre dalle ore 16,30
Historia – Valorizzazione dei Beni Culturali nasce a Ferrara nel 1999 ed è costituita da laureati, laureandi e specializzati di diversa formazione: preistorici, protostorici, archeologi di area classica, oltreché da storici dell’arte.

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Mezzo milione di bambini Rohingya sono rifugiati apolidi in Bangladesh

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

Lo sono nell’area di Cox’s Bazar nel Bangladesh sudorientale. L’ampio sforzo umanitario del Governo del Bangladesh con il supporto internazionale ha salvato innumerevoli bambini. Non si prevedono altre soluzioni per questi bambini Rohingya che vivono nell’insediamento di rifugiati più ampio e affollato al mondo. La maggior parte è stata costretta a scappare dal Myanmar in Bangladesh ad agosto 2017.In Myanmar, la maggior parte non ha identità legale o cittadinanza. In Bangladesh, i bambini non vengono registrati alla nascita, non hanno identità legale né tantomeno lo status di rifugiati. Se in Myanmar non si creeranno le condizioni utili per un loro ritorno a casa, i bambini Rohingya rimarranno una minoranza senza alcun tipo di status. In questo modo i bambini non possono apprendere attraverso percorsi scolastici formali e hanno disperatamente bisogno di competenze utili.
I risultati di una ricerca completata a dicembre 2018 su 180.000 bambini Rohingya tra i 4 e i 14 anni ora iscritti presso “Spazi per l’Apprendimento” nell’area di Cox’s Bazar mostrano l’importanza del bisogno dell’istruzione. Oltre il 90% ha mostrato di avere competenze scolastiche attestate tra il livello prescolare e il 1° o il 2° anno scolastico. Solo il 4% era a un livello tra il 3° e il 5° anno e il 3% tra il 6° e l’8° anno. Alla fine del 2018 solo il 3% dei Rohingya tra i 15 e i 25 anni stavano ricevendo un’istruzione o corsi di formazione.L’UNICEF sta raggiungendo 155.000 bambini tra i 4 e i 14 anni con programmi per l’apprendimento che stanno progressivamente includendo una qualità di insegnamento e abilità maggiori e più strutturate. La priorità per il 2019 è di raggiungere gli adolescenti più grandi per insegnare loro le basi in ambito di alfabetizzazione, aritmetica e corsi di formazione. Ci sarà una più ampia focalizzazione per supportare le comunità ospitanti locali a Cox’s Bazar, uno dei distretti più poveri del Bangladesh.L’UNICEF in Bangladesh ha lanciato un appello di 152 milioni di dollari nel 2019 per fornire a 685.000 rifugiati Rohingya e residenti nelle comunità ospitanti aiuti fondamentali. A febbraio è stato finanziato solo 29% dell’appello. Sito-web: http://www.unicef.it

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Yemen: 120.000 bambini rischiano di morire di fame a causa della guerra

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

In Yemen, 120.000 bambini rischiano di morire di fame a causa del protrarsi degli scontri e dell’impossibilità di accedere a beni essenziali e medicine, e la malnutrizione priva 1 milione di donne in gravidanza o allattamento del sostentamento indispensabile per le loro condizioni[1]. Nel Paese martoriato da ormai quasi quattro anni di guerra, si stima che saranno 1,5 milioni in più i minori che nel 2019, rispetto all’anno precedente, avranno bisogno di assistenza umanitaria urgente. Questo l’allarme lanciato da Save the Children – l’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in concomitanza con la conferenza dei donatori per lo Yemen che si tiene oggi a Ginevra. “Parliamo con i bambini yemeniti ogni giorno. Ci raccontano della distruzione che vedono attorno a sé e ci dicono che hanno bisogno di pace, cibo, acqua pulita, assistenza sanitaria, e del loro desiderio di tornare a studiare tra i banchi di scuola. Eppure, purtroppo, le loro voci continuano a rimanere inascoltate”, ha dichiarato Tamer Kirolos, Direttore di Save the Children in Yemen.Per tenere alta l’attenzione sulla guerra in Yemen, dove più di 1 bambino su 10 vive in aree in cui l’intensità del conflitto è elevata e dove dall’inizio delle ostilità circa 6.500 minori hanno perso la vita o sono rimasti feriti dai bombardamenti, Save the Children, nell’ambito della nuova campagna “Stop alla guerra sui bambini”, ha lanciato una petizione pubblica on line per chiedere all’Italia di fermare immediatamente l’esportazione di armi italiane utilizzate in Yemen dalla coalizione saudita.Gli armamenti, in particolare, vengono prodotti nello stabilimento della RWM di Domusnovas, in Sardegna, e il loro utilizzo da parte dell’aviazione saudita è confermato dal Rapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemen, commissionato dall’Onu.”Le Organizzazioni e le agenzie delle Nazioni Unite impegnate in Yemen stanno lavorando giorno e notte, nonostante le difficoltà, per garantire al popolo e ai bambini yemeniti il supporto e l’assistenza di cui ha bisogno. I leader riuniti a Ginevra hanno nelle loro mani le vite e il futuro di milioni di bambini vulnerabili e per questo chiediamo alla comunità internazionale di incrementare gli sforzi per garantire loro cibo, protezione, educazione e supporto psico-sociale. Soltanto investendo in queste aree si potranno ridurre i danni a lungo termine del conflitto sulla popolazione dello Yemen, e in particolare su donne e bambini”, ha concluso Tamer Kirolos.

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Per guarire i bambini dai tumori maligni serve lavoro di squadra

Posted by fidest press agency su martedì, 19 febbraio 2019

Ogni anno in Italia a circa 300 bambini viene diagnosticato un tumore osseo maligno. Per aumentare le percentuali di guarigione serve un lavoro di squadra. Lo dice, in occasione della Giornata internazionale contro il cancro infantile, il dott. Primo Andrea Daolio, Direttore dell’Ortopedia Oncologica dell’ASST Gaetano Pini-CTO che dagli anni 80 lavora per curare adulti e bambini affetti da queste patologie.Negli anni la chirurgia in ambito oncologico ortopedico ha assistito a grandi miglioramenti: in particolare è aumentata la possibilità di ricostruzione degli arti operati con l’introduzione di protesi modulari, di protesi allungabili e composite, di trapianti di osso di banca o di trapianti ossei autologhi. Questi interventi necessitano della collaborazione in rete di equipe pluri specialistiche che comprendono i microchirurghi, i chirurghi generali, vascolari e i chirurghi plastici.

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I bambini che vivono in aree di conflitto

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Sono 420 milioni – uno su cinque al mondo e sono un numero in crescita di 30 milioni rispetto al 2016, che è raddoppiato dalla fine della Guerra Fredda ad oggi. Nel 2017 sono oltre 10mila i bambini che sono rimasti uccisi o mutilati a causa di bombardamenti, mentre si stima che almeno 100mila neonati perdano la vita ogni anno per cause dirette e indirette delle guerre, come malattie e malnutrizione.
Circa 4,5 milioni di bambini hanno rischiato di morire per fame nel 2018 nei dieci paesi peggiori in conflitto: Afghanistan, Yemen, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo (RDC), Siria, Iraq, Mali, Nigeria e Somalia. Questi sono i paesi in cui i bambini sono stati i più colpiti dai conflitti nel 2017. Le violazioni dei diritti dei minori in queste aree si è triplicato dal 2010 ad oggi.Questi alcuni dei dati presentati oggi da Save the Children nel suo ultimo rapporto, che porta il nome della nuova campagna “Stop alla guerra sui bambini”: un allarme forte da parte dell’Organizzazione, nata nel 1919 all’indomani della prima guerra mondiale per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, che in occasione dei suoi 100 anni denuncia il deteriorarsi delle condizioni di vita dei più piccoli nelle tante aree di conflitto.
“Ogni guerra è una guerra contro i bambini, diceva la fondatrice di Save the Children Eglantyne Jebb cento anni fa e oggi è più vero che mai. Quasi 1 bambino su 5 vive in aree colpite da conflitti, il numero di bambini uccisi o mutilati è aumentato. Dall’uso di armi chimiche, allo stupro, ai rapimenti, ai reclutamenti forzati, i crimini di guerra continuano a crescere e a rimanere impuniti”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “È sconvolgente che nel XXI secolo arretriamo su principi e standard morali così semplici: proteggere i bambini e i civili dovrebbe essere un imperativo, eppure ogni giorno i bambini vengono attaccati, perché i gruppi armati e le forze militari violano le leggi e i trattati internazionali. Milioni di bambini in Yemen stanno vivendo orrori indescrivibili a causa del conflitto. Colpiti per strada, bombardati mentre sono a scuola: sono bambini e bambine a cui è negata un’infanzia. Rimasti orfani, senza più una casa, senza più i propri cari. Tutto questo è inaccettabile”.Le bombe utilizzate dalla Coalizione a guida saudita in Yemen per colpire obiettivi civili sono prodotte anche in Italia. Uccidere bambini in un conflitto è vietato dal diritto internazionale umanitario. Inoltre la legge italiana sul controllo dell’esportazione importazione e transito dei materiali di armamento (L.185/90), proibisce l’esportazione verso paesi che violano i diritti umani. Per questo motivo Save the Children ha lanciato una petizione on line (www.savethechildren.it/StopArmi) per fermare immediatamente la vendita di armi italiane usate contro i bambini in Yemen attualmente prodotte presso la RWM, in Sardegna.

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Migranti: in Africa 1 migrante su 4 è un bambino

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

Quasi un migrante su quattro in Africa è un bambino, più del doppio della media globale, e il 59% dei 6,8 milioni di rifugiati nei paesi africani sono bambini. Almeno 13,5 milioni di bambini sradicati in Africa – con 6,5 milioni di migranti internazionali (compresi 4 milioni di rifugiati) e 7 milioni di sfollati interni – necessitano di azioni nazionali rafforzate e di una cooperazione regionale e internazionale tra Stati per difendere i loro diritti, preservarli e aiutarli a realizzare il loro potenziale.In occasione del vertice dell’Unione africana (UA) di Addis Abeba, l’UNICEF esorta i leader dell’UA a lavorare insieme per affrontare i fattori negativi della migrazione irregolare e rispondere alle esigenze dei bambini sradicati in tutto il continente.”La maggior parte dei migranti africani si sposta all’interno dell’Africa, e mentre gran parte di questo movimento di persone è normale e regolare, le cause negative di fondo rimangono i principali fattori dell’immigrazione irregolare in tutto il continente”, ha detto Henrietta Fore, Direttore generale dell’UNICEF. “Ogni giorno, i bambini e le famiglie vittime di violenza, povertà o delle devastazioni del cambiamento climatico prendono la dolorosa decisione di lasciare le loro case in cerca di sicurezza e di un futuro più promettente. Affrontare queste cause alla radice contribuirà a ridurre la necessità di lasciare le famiglie e i bambini”. Oltre ad affrontare i fattori negativi della migrazione irregolare, l’UNICEF chiede ai governi africani di attuare politiche e programmi per proteggere, incoraggiare ed investire sui bambini rifugiati, migranti e sfollati.

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Yemen: Save the Children, 1,5 milioni di bambini sfollati nel Paese

Posted by fidest press agency su sabato, 2 febbraio 2019

A causa della brutale guerra che dura ormai da quattro anni in Yemen, 1,5 milioni di bambini, pari ad almeno 1 bambino su dieci, sono stati costretti a lasciare la propria casa, esponendosi così a gravi rischi come fame, malattie e violenza. È l’allarme lanciato da Save the Children, l’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.Solo nel governatorato di Hodeidah, teatro di alcuni dei peggiori combattimenti nel paese Negli ultimi sei mesi, in sei mesi sono stati più di mezzo milione i bambini sfollati. Una media di oltre 2000 bambini ogni giorno da giugno dello scorso anno.
I civili in fuga dalle violenze affrontano viaggi in cui la loro vita è costantemente a rischio. Il pericolo più immediato è la morte o il ferimento a causa di armi esplosive che sono state usate indiscriminatamente da tutte le parti in conflitto, con scarso rispetto degli obblighi di legge previsti per proteggere la popolazione civile.Il 23 agosto dello scorso anno, 22 bambini e quattro donne sono stati uccisi da un attacco aereo che ha colpito il loro veicolo mentre cercavano di fuggire dai combattimenti a Hodeidah. Più recentemente, almeno otto civili sono stati uccisi in un centro per famiglie sfollate a Hajjah, apparentemente a causa di schegge da bombe cadute nelle vicinanze. Solo nella seconda metà del 2018, sono stati registrati almeno 25 attacchi contro gli sfollati interni.Se le famiglie sfollate riescono a sopravvivere ai loro pericolosi viaggi ed evitano attacchi aerei e bombardamenti riuscendo a raggiungere zone relativamente sicure, affrontano ulteriori difficoltà nelle comunità di accoglienza o nei campi, privi di adeguate scorte di cibo e di servizi igienico-sanitari di base. Questo mette i bambini a rischio di malnutrizione e malattie in un paese in cui il sistema sanitario è quasi collassato e circa 14 milioni di persone sono sull’orlo della carestia. Save the Children stima che 85.000 bambini sono già morti per fame estrema dal 2015.

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UNICEF: 41 milioni di bambini in 59 paesi colpiti da conflitti o disastri

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 gennaio 2019

L’UNICEF ha lanciato oggi il nuovo Rapporto sull’intervento umanitario, che contiene gli appelli e gli impegni per il 2019 per fornire a 41 milioni di bambini in 59 paesi nel mondo accesso ad acqua sicura, nutrizione, istruzione, salute e protezione; per supportare il suo lavoro per i bambini in contesti di crisi umanitarie l’UNICEF chiede 3,9 miliardi di dollari di fondi necessari per il 2019. L’UNICEF stima che più di 34 milioni di bambini vivono in situazioni di conflitto e disastri senza accesso a servizi di protezione dell’infanzia, fra cui 6,6 milioni di bambini in Yemen, 5,5 milioni in Siria e 4 milioni in Repubblica Democratica del Congo. I cinque più grandi appelli riguardano i rifugiati siriani e le comunità ospitanti in Egitto, Giordania, Libano, Iraq e Turchia (904 milioni di dollari); Yemen (542,3 milioni di dollari); Repubblica democratica del Congo (326,1 milioni di dollari); Siria (319,8 milioni di dollari) e Sud Sudan (179,2 milioni di dollari).Milioni di bambini che vivono in paesi colpiti da conflitti e disastri non hanno accesso a servizi di protezione vitali per i bambini, mettendo a rischio la loro sicurezza, il loro benessere e il loro futuro: per i programmi di protezione dell’infanzia sono necessari 385 milioni di dollari dell’appello generale, compresi anche circa 121 milioni di dollari per i servizi di protezione per i bambini colpiti dalla crisi in Siria.I servizi di protezione dell’infanzia includono tutte quelle azioni per prevenire e rispondere ad abusi, abbandono, sfruttamento, traumi e violenza. L’UNICEF lavora anche per assicurare che la protezione dei bambini sia centrale in tutte le altre aree dei suoi programmi di intervento umanitario, che comprendono acqua e servizi igienico-sanitari, istruzione e altre aree di lavoro quali l’identificazione, l’attenuazione e la risposta ai potenziali pericoli per la salute e il benessere dei bambini.Tuttavia, i finanziamenti limitati e altre sfide come il crescente disinteresse delle parti in guerra per il diritto internazionale umanitario e il diniego dell’accesso umanitario rappresentano una significativa limitazione alla capacità delle agenzie per gli aiuti di proteggere i bambini. In Repubblica Democratica del Congo, ad esempio, l’UNICEF ha ricevuto solo un terzo dei 21 milioni di dollari richiesti per i programmi di protezione dei bambini nel 2018, mentre circa un quinto dei fondi per la protezione dei bambini in Siria non è stato ricevuto.Nel 2019 ricorre il 30° anniversario della ratifica della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e il 70° anniversario della Convenzione di Ginevra, ma, oggi più che in qualsiasi altro momento degli ultimi 30 anni, molti paesi sono coinvolti in conflitti interni o internazionali, minacciando la sicurezza e il benessere di milioni di bambini.L’appello dell’UNICEF viene lanciato a un mese da quando l’agenzia ha dichiarato che il mondo non sta proteggendo i bambini che vivono in conflitto, con conseguenze catastrofiche. I bambini che sono continuamente esposti a violenze o conflitto, in particolare in giovane età, rischiano di vivere in uno stato di stress tossico – una condizione che, senza il giusto sostegno, può portare a conseguenze negative per tutta la vita sul loro sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo. Molti bambini colpiti da guerra, sfollamenti e altri eventi traumatizzanti come violenza sessuale e di genere, richiedono assistenza specializzata per essere aiutati ad affrontare e superare questi traumi.

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Libano: aiuti per proteggere circa 40.000 bambini a rischio a causa delle tempeste invernali

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

L’impatto delle ultime tempeste in Libano ha lasciato molti bambini vulnerabili in una condizione di bisogno di protezione e calore, soprattutto i bambini rifugiati.L’UNICEF e i suoi partner, in stretto coordinamento con le autorità locali libanesi, l’UNHCR e altre agenzie delle Nazioni Unite, hanno agito immediatamente per rispondere ai bisogni dei bambini colpiti e delle loro famiglie. L’assistenza dell’UNICEF comprende la distribuzione di aiuti in denaro, servizi idrici e igienico-sanitari come il pompaggio e il drenaggio delle acque, la distribuzione di oltre 7.000 coperte e 5.500 vestiti invernali per i bambini, insieme a 1.500 kit igienici per le famiglie e le donne.I forti venti, la neve e le piogge torrenziali hanno colpito oltre 570 siti in tutto il paese, con inondazioni in oltre 11 rifugi informali. Oltre 11.300 persone, la metà delle quali bambini, sono state colpite dalla tempesta.La situazione dei bambini sfollati e delle loro famiglie è particolarmente grave in quanto le loro condizioni erano precarie già prima dell’arrivo del maltempo. Solo nella valle della Bekaa, si sono dovuti ricollocare almeno 847 rifugiati siriani a causa delle inondazioni o per gravi danni ai loro rifugi. Nel nord, sono stati segnalati finora oltre 700 ricollocamenti.“Le sofferenze dei bambini nelle aree colpite sono aumentate”, ha dichiarato Violet Speel-Warnery, vice rappresentante dell’UNICEF in Libano. “Nei 10 giorni passati, l’UNICEF ha raggiunto oltre 6.000 bambini rifugiati che avevano urgente bisogno di assistenza. I nostri team stanno lavorando con i partner giorno e notte per raggiungere i bambini che ne hanno bisogno con gli aiuti e per tenerli al caldo”.L’UNICEF, con i suoi partner sul campo, continua a rispondere ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie, in aumento. Ad oggi, l’UNICEF ha pompato e drenato acqua in eccesso da oltre 60 siti colpiti e distribuito aiuti salvavita a Bekaa, Libano del Nord, Beirut, Monte Libano e in aree colpite nel sud del paese. I partner sul campo dell’UNICEF stanno anche monitorando i bisogni per la salute, l’istruzione e l’igiene per prevenire un’epidemia di malattie.

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“Siria: morti 15 bambini a causa del freddo e della mancanza di cure mediche”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 gennaio 2019

Dichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore regionale dell’UNICEF in Medio Oriente e in Nord Africa: “Le gelide temperature e le dure condizioni di vita a Rukban, al confine sud occidentale della Siria con la Giordania, stanno sempre più mettendo a rischio le vite dei bambini. In solo un mese, almeno 8 bambini – la maggior parte con meno di 4 mesi e il più piccolo nato da solo un’ora – sono morti.A Rukban, dove l’80% delle circa 45.000 persone sono donne e bambini, il freddo intenso e la mancanza di cure mediche per le madri prima e durante il parto e per i neonati, hanno acuito le già difficili condizioni di vita per i bambini e le loro famiglie.Allo stesso tempo, nella Siria orientale, le dure violenze ad Hajin nell’area di Deir-Ez-Zor hanno causato lo sfollamento di circa 10.000 persone dallo scorso dicembre. Le famiglie alla ricerca di un luogo sicuro devono affrontare diverse difficoltà nel lasciare la zona di conflitto e rimangono al freddo in attesa per giorni senza rifugi o aiuti di base. Stando alle informazioni disponibili, il viaggio difficile e pericoloso avrebbe causato la morte di 7 bambini – molti con meno di un anno di vita.Le vite dei bambini continuano ad essere troncate da condizioni di salute che potrebbero essere prevenibili o curabili. Non ci sono scuse perché questo continui a succedere nel 21° secolo. La tragica perdita di vite causata dall’uomo deve fine adesso.Senza servizi di assistenza sanitaria solidi e accessibili, protezione e rifugi, molti altri bambini moriranno giorno dopo giorno a Rukban, Deir-Ez-Zor e in ogni altro luogo in Siria. La storia ci giudicherà per queste morti che avrebbero potute essere evitate.L’UNICEF chiede a tutte le parti in conflitto e tutti coloro che esercitano un’influenza su di loro di garantire passaggi sicuri a tutte le famiglie alla ricerca di un luogo sicuro fuori dalle aree di scontro e di facilitare l’accesso all’assistenza medica salvavita per i bambini ad Hajin e ovunque in Siria.I bisogni di assistenza a Rukban sono più che urgenti, sono estremamente gravi e iniziano a diventare una questione di vita o di morte.
Ancora una volta, l’UNICEF chiede a tutte le parti di facilitare urgentemente l’arrivo di un convoglio umanitario a Rukban, che comprenda cliniche sanitarie mobili per distribuire aiuti e servizi salvavita.Non è sicuramente troppo da chiedere quando le vite di decine di migliaia di bambini – bambini – ne dipendono.

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Dolore addominale ricorrente nei bambini: i probiotici potrebbero essere una soluzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2019

Secondo una nuova sinossi di evidenza clinica pubblicata su JAMA Pediatrics, i probiotici possono essere d’aiuto per gestire il dolore addominale ricorrente a breve termine nei bambini. «Un bambino su quattro in età scolare soffre di dolore addominale ricorrente, un termine collettivo che include dispepsia funzionale, sindrome dell’intestino irritabile, dolore addominale funzionale e sindrome da dolore addominale funzionale» afferma Tamsin Newlove-Delgado, della University of Exeter Medical School nel Regno Unito. Nel rapporto, i ricercatori hanno analizzato 19 studi, di cui 14 hanno incluso bambini con diagnosi di dolore addominale ricorrente e cinque bambini con sindrome dell’intestino irritabile. Tredici studi hanno valutato i probiotici, più comunemente Lactobacillus rhamnosus GG, quattro hanno valutato cambiamenti dietetici a base di fibra e due hanno osservato diete di esclusione o restrizione. Ebbene, da zero a tre mesi dopo l’inizio dell’intervento, i pazienti che hanno ricevuto i probiotici hanno mostrato una probabilità significativamente più alta di ottenere miglioramenti del dolore rispetto a quelli trattati con placebo, con prove di moderata qualità. I probiotici sono inoltre risultati associati a riduzioni della frequenza e dell’intensità del dolore, anche se con prove di bassa qualità. Due studi hanno seguito i partecipanti allo studio per tre-sei mesi dopo l’intervento, e hanno riscontrato anche una probabilità significativamente maggiore di miglioramento del dolore con probiotici, con prove di qualità moderata. I cambiamenti dietetici a base di fibre non hanno invece ottenuto risultati migliori del placebo nel migliorare il dolore a breve termine. Sulla base delle scarse prove disponibili, non è stato possibile determinare quale ceppo probiotico fosse più efficace, o quali fossero i migliori dosaggi e regimi. «Le sperimentazioni future dovrebbero valutare i risultati a lungo termine e utilizzare risultati convalidati e misure coerenti concordate dai leader della ricerca in questo settore. Pochi studi hanno fornito informazioni su assenze da scuola e da eventi sociali o sul funzionamento psicologico e sulla qualità della vita, che sono esiti invece molto significativi per le famiglie» concludono gli autori. JAMA Pediatr. 2018. doi: 10.1001/jamapediatrics.2018.4575 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30592480 by Doctor33)

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Linfoma di Burkitt nei bambini iracheni

Posted by fidest press agency su martedì, 15 gennaio 2019

I Linfomi sono tumori causati dalla proliferazione incontrollata dei linfociti, le cellule del sistema immunitario che contribuiscono a difenderci dagli agenti esterni. Più della metà dei linfomi infantili è rappresentata dal Linfoma di Burkitt, un tumore molto aggressivo di cui esistono due varianti cliniche principali: quella endemica, presente nell’Africa equatoriale (dove questo tipo di linfoma rappresenta il cancro più comune nei bambini che vivono nelle regioni in cui la malaria è endemica), che si manifesta soprattutto a livello della testa e delle ossa facciali; e quella sporadica, presente in Europa, in America e in Giappone, che si sviluppa prevalentemente nell’intestino.Grazie alla lunga e fruttuosa collaborazione coordinata dalla Prof.ssa Stefania Uccini fra l’Istituto Pasteur Italia, Sapienza Università di Roma e il Children’s Welfare Teaching Hospital dell’Università di Baghdad, è stato possibile incrementare le conoscenze scientifiche relative al Linfoma di Burkitt nei bambini iracheni e aumentare così l’accuratezza diagnostica relativa a questa malattia. I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati sulla rivista specialistica internazionale Pediatric Blood Cancer.
Un’ulteriore importante differenza tra le due principali varianti del Linfoma di Burkitt è data dal grado di correlazione con l’infezione da Epstein Barr Virus (EBV), appartenente alla famiglia degli herpesvirus e responsabile della mononucleosi infettiva. L’EBV infetta più del 90% della popolazione umana instaurando un’infezione latente asintomatica. Mentre i linfomi che si sviluppano nei bambini africani sono al 100% legati all’infezione da EBV, la forma sporadica del tumore è correlata solo al 30% alla presenza del virus. Si ipotizza dunque che mentre nei soggetti sani l’infezione da EBV sia facilmente controllata dal sistema immunitario, nei bambini malnutriti o che vivono in aree geografiche in via di sviluppo (o più in generale in individui affetti da immunodeficienza), la presenza di EBV potrebbe contribuire a causare l’insorgenza del Linfoma di Burkitt.«La collaborazione con i colleghi di Baghdad ci ha permesso di identificare nei bambini iracheni una terza forma della malattia che si caratterizza per una elevata incidenza di infezione da EBV, come per i bambini Africani, ma con una frequente localizzazione intestinale, come per i bambini Occidentali» spiega la Prof.ssa Stefania Uccini, coordinatrice dello studio. «L’Ospedale Pediatrico di Baghdad ci invia mensilmente 10 casi di patologia pediatrica oncologica per una seconda opinione diagnostica perché a Roma, presso l’Unità di Anatomia Patologica del Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare dell’Ospedale Sant’Andrea, disponiamo di tecnologie attualmente poco utilizzate in Iraq che consentono di migliorare moltissimo l’accuratezza diagnostica» continua la Prof.ssa Uccini.
Una diagnosi corretta e tempestiva è essenziale per la terapia del Linfoma di Burkitt in quanto si tratta di un tumore molto aggressivo che prolifera e cresce molto rapidamente. Il trattamento chemioterapico, infatti, è spesso efficace e ha una percentuale di guarigione molto elevata, ma deve essere iniziato molto precocemente.«Questo lavoro, che ci porta a diagnosticare 120 casi l’anno, ha fatto emergere che nell’area geografica irachena vi è un’elevata incidenza di Linfomi di Burkitt, caratterizzati dalla frequente localizzazione a livello addominale (66%) e dall’alta percentuale di casi EBV positivi (86%). È emerso inoltre che i bambini iracheni diventano sieropositivi per il virus di Epstein Barr sin dall’età di due anni, mentre per le popolazioni occidentali la sieropositività per EBV inizia dai 14 – 15 anni in poi. I nostri risultati indicano pertanto che esistono almeno due diverse forme di Linfoma di Burkitt sporadico, uno più comune nei Paesi occidentali e in Giappone, caratterizzato da un basso tasso di casi infetti da EBV (20% – 30 %) e l’altro più comune nei Paesi in via di sviluppo, caratterizzato da un alto tasso di casi infetti da EBV (47% – 80%). La differenza tra le due forme è probabilmente dovuta alle peggiori condizioni socioeconomiche delle aree geografiche in via di sviluppo, che potrebbero favorire l’infezione da EBV già durante la prima infanzia».Per la Prof.ssa Stefania Uccini è infine molto importante sottolineare che «la collaborazione Italia – Iraq è molto rilevante non solo sotto il profilo medico-scientifico, ma anche perché offre ai colleghi iracheni la possibilità di uscire dall’isolamento culturale nel quale la guerra, ormai da molti anni, li costringe a vivere».
Lo studio è stato sostenuto dai finanziamenti dell’Istituto Pasteur Italia e di Sapienza Università di Roma. Fa inoltre parte del programma di collaborazione scientifica “Baghdad Resolve” tra Sapienza Università e il Children’s Welfare Teaching Hospital dell’Università di Baghdad.

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“I Bambini di Nessuno” di Beppe Convertini

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Roma Giovedì 17 gennaio 2019 – ore 19.30 Libreria Feltrinelli Red (via Tomacelli, 23) Intervengono: Beppe Convertini; Vincenzo Spadafora, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; Donatella Vergari, Segretario generale Terre Des Hommes – Modera: Maria Concetta Mattei, Giornalista TG2 RAI.“I Bambini di Nessuno”, edito da Admaiora, di Giuseppe Pierro, è il racconto fotografico delle ultime missioni umanitarie che Beppe Convertini ha fatto, per Terre Des Hommes, nei campi profughi Siriani ad Aarsal, al confine Siriano Libanese, a Zarqa, al confine Siriano Giordano e nelle baraccopoli del Myanmar.Secondo l’autore è un dovere morale, per chi, come lui, fortunato ad avere un ruolo pubblico, mettere a disposizione la propria popolarità a favore di persone meno fortunate. La testimonianza fotografica, inoltre, più di ogni altro elemento di comunicazione, rende immediato il concetto che si vuole esprimere, con incisività senza molti giri di parole.
“Io ho perso il mio papà a 17 anni per un cancro ai polmoni – dichiara Beppe Convertini – e ogni sera alcuni medici volontari venivano a casa prendendosi cura moralmente e medicalmente di mio padre. Lui aveva tra le varie metastasi un’esterna sul viso e tutte le sere loro tamponavano la fuoriuscita di sangue e lo sostenevano psicologicamente. Tutto in modo gratuito e questo mi ha spinto ad essere davvero disponibile per il prossimo e quindi impegnarmi in tante campagne sociali e soprattutto a spendermi personalmente sul campo in Siria e in Myanmar”.Beppe Convertini ha deciso di realizzare questo libro per un obiettivo sociale, infatti il ricavato derivante dalla vendita del libro, andrà ai bambini Siriani e Birmani in quanto devoluto alla fondazione Terre Des Hommes.(Editore: Admaiora, Pagine: 111 pagine, costo: Euro 13,00)

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Bambini trattati come cose inutili

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Ancora, ancora e ancora, in un asilo nido, in una scuola materna, in uno spazio dell’infanzia, ancora, ancora e ancora botte, percosse, umiliazioni, ferite profonde, sui bimbi, sui genitori, su una società allo sbando, una collettività ripetutamente colpita alle spalle, a tradimento. Perché di un vero e proprio tradimento si tratta, dapprima culturale, affettivo, comunitario, nei riguardi di creature innocenti, indifese, incolpevoli. Quando accadono queste infamie così ben documentate dalle immagini delle video camere nascoste, non ci possono essere dubbi sui crimini commessi, tanto meno su chi li sta commettendo, e ancor di meno sull’onere della prova, perché inconfutabile. Trattandosi di reati veramente indegni, infarciti di una miserabilità dis-umana inconcepibile, c’è da chiedersi come sia possibile non usare lo stesso metro di misura in tema di giustizia, di giusta punizione. Per un ladro di galline, per qualcuno che ruba al supermercato, in una casa, una macchina, e via dicendo, il delinquente in questione lo si arresta, lo si traduce in carcere, in attesa dell’eventuale dibattimento. Con una differenza, che il ladro di cui sopra può accadere che venga rilasciato perché risultato innocente, estraneo ai fatti, mentre invece chi alza le mani su un bambino, lo strattona e terrorizza, immortalato dalle video camere, dentro immagini inequivocabili che non consentono alcun giochino delle parti, dunque senza alcuna possibilità di farla franca, di affermare che stava scherzando, che si tratta di una esagerazione, peggio, di una percezione sbagliata. Ebbene, questi educatori così “professionali” nel mettere in campo maltrattamenti, lesioni personali e abuso di trattamenti scorretti, mai vengono accompagnati in una cella, più semplicemente allontanati e posti agli arresti domiciliari, mi domando perché? Cosa c’è da tutelare, da tenere in debita considerazione, per fare o agire di rimessa nei confronti di queste persone che non meritano di vedere neppure da lontano le attenuanti prevalenti alle aggravanti. Allora perché dopo tanta infamia, se ne dovrebbero stare al comodo del proprio lettuccio? La dignità ha preso un’altra strada, queste donne, questi uomini che dovrebbero rappresentare l’educazione, esser i veri protagonisti dell’importanza della gentilezza, fautori della pazienza, figli prediletti della pedagogia della nonna, cioè del buon esempio, che significa senza tentennamenti grammaticali, avere profondo ribrezzo di metodi coercitivi o usare le mani come didattica educativa. Credo davvero che la dignità sia andata dispersa come la consapevolezza del proprio valore che dovrebbero custodire sacralmente invece di aggredire verbalmente e fisicamente bambini così piccoli. (Vincenzo Andraous)

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Un racconto per bambini: I cuscini magici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

I cuscini magici di Evghenios Trivizàs traduzione di Tiziana Cavasino illustrazioni di Noemi Vola Collana I peli di gatto età consigliata: dagli 8 anni 80 pp., euro 10,90. Nel regno del malvagio Arraffone I sono vietati i divertimenti, le feste di compleanno, persino il singhiozzo. Le domeniche sono state abolite e sono diventate “prelunedì”. I sudditi di Arraffone non possono far altro che lavorare nelle miniere per estrarre diamanti destinati alle corone del re; da quando il perfido capomago Rettilio Richelieu ha inventato i “cuscini incubo”, hanno perso anche la capacità di sognare e, con questa, la forza per ribellarsi.
Solo il maestro Andonis e la sua classe potrebbero vincere il tiranno al suo stesso gioco e restituire a tutti il potere dei sogni e il desiderio di libertà.Con I cuscini magici arriva ai lettori italiani un piccolo capolavoro del celebre autore greco per bambini Evghenios Trivizàs, già tradotto in tutto il mondo, finalista all’Hans Christian Andersen Award. Una satira sul potere, rappresentato con brillante umorismo, una riflessione su come i sogni e la capacità di immaginare siano la chiave per realizzare un futuro diverso.L’edizione italiana è arricchita dalle illustrazioni originali di Noemi Vola, vincitrice del Premio Nati per Leggere 2018 per Un orso sullo stomaco.
Evghenios Trivizàs è uno dei più importanti autori greci per bambini. Ha pubblicato oltre 100 libri, tradotti in tutto il mondo, e ricevuto moltissimi premi nazionali e internazionali. Finalista all’Hans Christian Andersen Award, è stato inoltre selezionato per l’Astrid Lindgren Memorial Award 2015, 2018 e 2019. Da molti dei suoi libri sono tratte serie TV ed è l’autore teatrale per bambini più rappresentato in Grecia. Parallelamente alla carriera di scrittore, è professore di Criminology and Comparative Criminal Law all’università di Reading (UK).
Noemi Vola, illustratrice, classe 1993, si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Cofondatrice di Blanca e MaPerò, autoproduzioni rivolte ai ragazzi, ha pubblicato con Corraini Un libro di cavalli* (*rivoluzionari) e Un orso sullo stomaco, vincitore nel 2018 del Premio Nazionale Nati per Leggere. Il suo libro Fim? Isto nao açaba assim (Planeta Tangerina) è vincitore dell’International Serpa Picturebook Prize.

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La vita dei bambini in Siria è appesa a un filo

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 gennaio 2019

I bambini continuano a pagare il prezzo più alto a causa dell’escalation di violenze nel Nord Ovest della Siria. L’UNICEF ha ricevuto notizie allarmanti secondo cui sarebbero state uccise 80 persone, tra cui 1 bambino.Molte famiglie stanno scappando dalle proprie case a causa dell’intensificarsi dei conflitti, senza aver nessun posto in cui andare se non nei campi già sovraffollati che ospitano le famiglie sfollate.Il 26 dicembre le inondazioni che hanno coinvolto l’area hanno colpito circa 10.000 bambini ad Atmeh, Qah, Deir Ballut, Albab, Jisr Ashughur e altre località. Esposte a rigide condizioni meteorologiche e a temperature gelide, le vite dei bambini sono appese a un filo.
Se i combattimenti continueranno e dato il previsto aumento delle piogge, il numero dei bambini colpiti potrebbe aumentare. Molti di questi bambini sono sfollati, alcuni già diverse volte.“Le sofferenze dei bambini in Siria Nordoccidentale sono triplicate a causa della recente escalation di violenze, rigide condizioni meteorologiche e la mancanza di rifugi sicuri. L’UNICEF chiede a tutte le parti in conflitto nell’area e ovunque in Siria di proteggere sempre i bambini e consentire agli operatori umanitari di raggiungere i bambini e le loro famiglie con aiuti salvavita”, ha dichiarato Geert Cappelaere, Direttore Regionale UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa.L’UNICEF con i suoi partner sul campo continua a rispondere ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie, in aumento. Solo ieri, l’UNICEF ha inviato nell’area 13 camion che trasportavano aiuti salvavita, tra cui: abiti invernali, teli di plastica, carburante per il riscaldamento, micronutrienti, biscotti ad alto contenuto energetico, Sali per la Reidratazione Orale e tende per classi temporanee. I partner dell’UNICEF sul campo stanno inoltre monitorando i bisogni relativi alla salute, nutrizione e servizi igienici per prevenire epidemie di malattie.

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