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Posts Tagged ‘bambini’

COVID-19: si affaccia una nuova emergenza: quella dei bambini rimasti senza un adulto di riferimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Con l’aumento dei ricoverati per COVID-19 si affaccia una nuova emergenza: quella dei bambini. Bambini rimasti senza un adulto di riferimento perché i genitori sono stati ricoverati. Ma anche bambini in ospedale a causa della malattia.Terre des Hommes, insieme alla Fondazione Geronimo Stilton, dopo aver collaborato per sostenere la Fondazione per l’Ospedale dei bambini Buzzi nella donazione di un primo ventilatore polmonare all’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano, hanno deciso di avviare una raccolta fondi per sostenere due progetti prioritari. Il primo, il progetto Zumbimbi, è una struttura d’accoglienza per bambini dai 6 ai 14 anni lontani dai genitori e che devono trascorrere la quarantena in isolamento. Zumbimbi è realizzato in collaborazione con La Cordata, COMIN, Diaconia Valdese, Emergency e Comune di Milano. I fondi raccolti da Terre des Hommes e Fondazione Geronimo Stilton serviranno anche all’acquisto di attrezzature mediche indispensabili per l’Ospedale Buzzi che in queste tragiche ore deve far fronte non solo alle esigenze dei bambini ricoverati, ma anche di un crescente numero di adulti ricoverati nelle nuove sale di terapia intensiva.”Nei primi giorni di questa emergenza ci siamo spesso dimenticati dei bambini. Ma anche loro sono in una situazione estremamente difficile e dolorosa. Vivono un isolamento irreale dal contesto esterno, fanno fatica a decifrare i segni di quello che sta accadendo attorno a loro, sospesi in un limbo e in alcuni casi si ritrovano loro stessi vittima di un nemico invisibile, un virus di cui anche noi adulti sappiamo poco. Ma la situazione dei bambini privati dell’affetto dei loro genitori, costretti a vivere con la paura di perderli a causa della malattia, è terrificante,” dichiara Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes. “Con la creazione di questo fondo vogliamo garantire cure immediate, ma anche la risposta a quei bisogni di accoglienza, ascolto e protezione dei bambini che nei primi giorni di questa emergenza nessuno aveva considerato. Lo faremo con partner d’eccezione, sicuri di poter offrire i più alti standard di assistenza, sicurezza e protezione dell’infanzia. Ma dobbiamo fare in fretta.”Zumbimbi è una struttura residenziale riconvertita in luogo di accoglienza che ospiterà una decina di bambini tra i 6 e i 14 anni, i cui genitori sono in ospedale perché positivi al Coronavirus e che non hanno altri adulti di riferimento che possano prendersi cura di loro. In ottemperanza al protocollo sanitario, sarà un posto sicuro dove verrà garantita la quarantena in isolamento. Questo con l’obiettivo di assicurare a tutti loro una permanenza il più possibile serena nonostante la delicatezza di questa fase della loro vita e le ulteriori difficoltà imposte dalle regole dell’isolamento che prevedono che i bambini alloggino in camere singole e mantengano le distanze di sicurezza tra i loro e con l’equipe che si occuperà di loro, composta da operatori, educatori e psicologi.Fondazione Geronimo Stilton e Terre des Hommes si sono attivati per attrezzare al più presto la struttura e reperire donazioni che permettano di comprare tutto il necessario (a cominciare da tablet, lenzuola, salviette, camici, mascherine, guanti…) nonché per pagare il personale altamente qualificato che assisterà i bambini sia dal punto di vista psicologico che educativo.A sostegno della campagna di Emergenza COVID-19 di Fondazione per l’Ospedale dei bambini Buzzi verranno invece acquistate attrezzature per il controllo delle vie aeree difficili che i medici dell’Ospedale Buzzi hanno indicato come urgenze primarie, in primo luogo broncoscopi, laringoscopi e fibroscopi.

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“55 bambini vivono in carcere, di cui 9 a Rebibbia, in tempi di Coronavirus”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Roma. “Nella sezione femminile di Rebibbia ci sono 9 bambini che vivono con le mamme detenute. Dopo il caso accertato di medico positivo al Coronavirus si facciano uscire i bambini dal carcere affidandoli a familiari o ai servizi sociali o alle stesse madri agli arresti domiciliari”. È l’appello accorato che Aldo Di Giacomo, il segretario generale del S.PP., Sindacato di Polizia Penitenziaria, ha rivolto al Presidente della Repubblica Mattarella e ai Ministri della Salute Speranza e Giustizia Bonafede.”Una situazione di grande inciviltà che si aggiunge all’autorevole e recente denuncia del Presidente Mattarella sulla “mancanza di dignità in carcere” continua Di Giacomo.Al 29 febbraio scorso erano ben 55 i bambini con meno di tre anni d’età che vivevano in carcere con le loro madri, alle quali non è stata concessa, per decisione del giudice, la possibilità di accedere alle misure alternative dedicate proprio alle detenute madri. Ad essere recluse con i propri figli sono 51 donne, 31 straniere e 20 Italiane.Per Di Giacomo “non possono essere i bambini a pagare la sempre più grave disattenzione dell’Amministrazione Penitenziaria che si manifesta in relazione alla crescente diffusione del contagio Covid-19 in tutte le carceri italiane. Questi bambini devono uscire subito”.”Tra le misure decise per ridurre il numero di detenuti secondo il DL varato dal Governo la condizione dei bambini in carcere con le madri richiede priorità su tutti gli altri casi. È una situazione insostenibile che va rimossa che come S.PP. abbiamo denunciato “in tempi normali” figuriamoci in questi tempi di emergenza sanitaria. I bambini non devono stare in carcere nè tanto meno rischiare la salute”, conclude il segretario dell’S.PP.

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Sono circa 20 mila i bambini e gli adolescenti diabetici in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

L’infezione da COVID-19 (come peraltro avviene per altre malattie infettive) può alterare il loro equilibrio metabolico, rendendo ancora più stringente l’esigenza di prevenzione. “Questo – dice Claudio Maffeis Presidente della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) – comporta la necessità di rimandare le visite di controllo, salvo urgenze, dei bambini e adolescenti con diabete”. Tuttavia, al fine di offrire comunque assistenza ai pazienti, la SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) e la SIP (Società Italiana di Pediatria) chiedono agli Assessorati alla Salute delle Regioni di autorizzare e formalizzare per tutti i Servizi di Diabetologia Pediatrica presenti sul territorio italiano, la teleassistenza, il tele monitoraggio ed il teleconsulto a favore di questi bambini e adolescenti e delle loro famiglie. “Questa modalità assistenziale -aggiunge Maffeis – si rende facilmente realizzabile nei pazienti e nelle famiglie che utilizzano sistemi ad elevata tecnologia per il trattamento del Diabete di Tipo 1 (Sistemi di Monitoraggio Falsh e Continuo del Glucosio e sistemi semi-automatici di erogazione insulinica), che costituiscono circa il 70% dell’utenza diabetologica pediatrica italiana. Tali prestazioni vengono spesso svolte in autonomia dai professionisti e non hanno ottenuto una regolamentazione ed una organizzazione standardizzata ed istituzionale”
“Al momento – afferma Riccardo Schiaffini, coordinatore del Gruppo di Studio di Diabetologia della SIEDP – sono prontamente attivabili le seguenti prestazioni:
1. Tele-monitoraggio delle glicemie domiciliari;
2. Tele-consulto per adeguamento della terapia insulinica e per interventi sui comportamenti;
3. Tele-assistenza in caso di emergenze acute che non richiedano accesso al pronto soccorso, come ipoglicemie e iperglicemie severe;
4. Tele-educazione nutrizionale ed infermieristica nel caso di pazienti con criticità gestionali”.
“Inoltre -aggiunge Maffeis – anche in questo periodo così difficile, in cui la massima attenzione è giustamente diretta al COVID-19, vi sono casi di esordio di diabete. Purtroppo, in questi ultimi giorni sono stati segnalati casi di chetoacidosi grave in bambini e adolescenti con diabete all’esordio. Si raccomanda quindi di prestare attenzione se il bambino o l’adolescente beve molto e fa molta pipi. Parlarne con il pediatra o il medico di famiglia è fondamentale per una diagnosi rapida e una cura tempestiva. La causa più probabile di questi sintomi è infatti il diabete”.

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Afghanistan: Bambini bisognosi di assistenza umanitaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

In Afghanistan il numero di bambini che avrà bisogno di assistenza umanitaria nel 2020 è salito del 40% rispetto allo scorso anno; ciò significa che 1,5 milioni di minori in più avranno bisogno di supporto per sopravvivere. Questa la denuncia di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – che sottolinea come 18 lunghi anni di conflitto abbiano trasformato l’Afghanistan in uno dei posti peggiori al mondo dove essere bambini.
Nell’anno in corso, specifica l’Organizzazione, altre 3,1 milioni di persone, più della metà delle quali minori, necessiteranno di assistenza umanitaria in un Paese in cui, negli ultimi due anni, la sicurezza è peggiorata notevolmente e il numero di bambini uccisi e mutilati ha raggiunto il suo record.Secondo le Nazioni Unite, nei primi nove mesi del 2019, i bambini hanno rappresentato il 77% delle vittime civili a causa di armi esplosive. Questo quotidiano rischio mortale ha un profondo impatto sulla salute mentale dei più piccoli che spesso sono testimoni di atti di estrema violenza e devono affrontare lesioni traumatiche che spesso hanno ripercussioni gravissime sulla loro vita.Infatti, oggi nel Paese 1 persona su 10 vive con disabilità fisiche.Una recente analisi di Save the Children ha inoltre rilevato che due terzi dei genitori intervistati in alcune parti dell’Afghanistan hanno affermato che i loro figli hanno paura delle esplosioni, dei rapimenti o di altre forme di violenza durante il tragitto per andare a scuola. Queste testimonianze danno la misura di quanto i bambini afgani vivano nella paura costante di perdere la vita, senza il necessario sostegno per affrontare questi traumi.Rischi differenti a seconda che si tratti di bambini o bambine. Come messo in evidenza nel nuovo rapporto “Stop alla guerra sui bambini” diffuso la scorsa settimana dall’Organizzazione, le ragazze nelle aree colpite dai conflitti corrono infatti rischi molto più elevati di essere vittime di violenza sessuale e di genere, gravidanze e matrimoni precoci forzati. In tutti i casi verificati di violenza sessuale contro i minori in aree di conflitto, 9 volte su 10 sono proprio le ragazze ad esserne vittime. I ragazzi hanno invece molte più probabilità di essere esposti ad uccisioni e mutilazioni, rapimenti e reclutamento nei gruppi armati.“Rispetto ad altre emergenze globali, dopo oltre 18 anni di conflitto l’Afghanistan rimane un Paese dimenticato nonostante le decine di migliaia di morti tra i civili e il fallimento di molteplici tentativi per arrivare alla pace. I bambini nati e cresciuti qui non hanno conosciuto altro che la guerra nella loro vita, hanno paura di andare a scuola e sono a rischio continuo di abusi e sfruttamento. I bambini afgani non hanno accesso all’assistenza sanitaria di base e ad un’istruzione di qualità, per non parlare del supporto psicologico di cui hanno bisogno per superare tutto ciò che hanno dovuto subire”, ha dichiarato Onno van Manen, Direttore di Save the Children in Afghanistan.“I bambini afgani hanno il diritto di vivere al sicuro, di essere protetti e di crescere come ogni bambino dovrebbe, purtroppo però i loro diritti fondamentali continuano ad essere calpestati. Dobbiamo offrire loro un futuro libero dalla violenza e dalla paura e per questo Save the Children sta intensificando le sue attività in tutto il Paese per rispondere a questa terribile situazione”, ha proseguito Onno van Manen.Nel 2019, Save the Children ha raggiunto oltre 4 milioni di persone in Afghanistan, delle quali oltre 900 mila bambini, attraverso programmi di educazione, salute, nutrizione e sicurezza alimentare, diritti e protezione. L’Organizzazione è presente con il suo staff in otto province del Paese e realizza anche attraverso partner interventi umanitari in 14 province su 34.

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Allergie alimentari nei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Le allergie alimentari rappresentano un problema comune in età pediatrica, tuttavia secondo gli allergologi, che conoscono bene l’impatto sulla qualità di vita delle gravi allergie alimentari a rischio shock anafilattico con i suoi esiti potenzialmente mortali, in termini di reale prevalenza ed impatto del problema, c’è una sostanziale tendenza a sovradimensionare il fenomeno. Qual è quindi il reale l’impatto dell’allergia alimentare in età pediatrica? Anche se alcuni studi stimano una prevalenza di allergia alimentare in età pediatrica fino al 20%, tuttavia il dato più realistico è quello compreso tra lo 0,5% ed il 5%, riportato da trials condotti utilizzando il test di provocazione con l’alimento sospetto, ad oggi, il criterio diagnostico più attendibile. Otto alimenti causano il 90% delle allergie nei bambini!
Latte e uova, nei primi anni di vita
Grano, arachidi, soia, frutta a guscio, crostacei e pesce, nelle fasi della crescita
La prevenzione delle allergie nel primo anno di vita, cosa è cambiato? Negli anni ‘80 e ‘90 si pensava che l’assunzione precoce, nei primi mesi di vita, degli alimenti “allergenici” potesse favorire la sensibilizzazione e il successivo sviluppo di allergie alimentari. I pediatri, pertanto, nell’attuare lo svezzamento, ritardavano l’introduzione degli alimenti ritenuti “allergizzanti”. Questa strategia preventiva si è dimostrata non solo inefficace, ma forse addirittura dannosa. Si sono accumulate, infatti, numerose evidenze a conferma del fatto che ritardare l’introduzione degli alimenti solidi oltre il 6° mese di vita non previene l’allergia alimentare anzi può favorirla. In quest’ottica gioca un ruolo fondamentale l’allattamento al seno, la cui durata ottimale dovrebbe essere prolungata, laddove possibile, almeno per i primi 6 mesi di vita e, in ogni caso, non sospeso durante tutto il periodo dello svezzamento, da iniziare tra il 4° e il 6° mese di vita.
E allora quando va introdotto il latte vaccino? Fino al 2014 si raccomandava, al posto del latte materno, l’utilizzo di formule lattee a ridotta allergenicità, ma recentemente queste raccomandazioni sono state messe in discussione. Oggi, sia nei casi di mancanza del latte materno sia al momento dello svezzamento, gli esperti consigliano di ricorrere alle normali formule derivate dal latte vaccino.
E le uova di gallina? Fino a pochi anni fa l’uovo veniva introdotto nella dieta del lattante con grande cautela: non prima dei 6-7 mesi il tuorlo, e non prima dell’anno l’albume. Numerosi trials hanno mostrato come sia più vantaggiosa, ai fini della riduzione del rischio di comparsa di allergia all’uovo nei mesi successivi, un’introduzione precoce, cioè tra il 4° e il 6° mese di vita. L’unica situazione che richiede una certa prudenza riguarda il bambino affetto da dermatite atopica medio-grave: in questi casi l’introduzione dell’uovo deve essere preceduta da una valutazione allergologica che escluda l’esistenza di una sensibilizzazione verso le proteine dell’uovo, potenzialmente pericolosa al momento dell’assunzione dell’alimento.
Il caso arachidi: una precoce introduzione riduce il rischio di sviluppo di allergie. Nonostante si tratti di un alimento poco usato nei primi anni di vita nei paesi non-anglosassoni, è quello che ha raccolto le evidenze maggiori circa l’utilità di una precoce introduzione nella dieta del lattante, al fine di ridurre il rischio di comparsa di allergia all’arachide. Nei lattanti “ad alto rischio”, affetti da dermatite atopica grave, allergia all’uovo o entrambe, è raccomandata l’introduzione delle arachidi durante lo svezzamento (tra il 4° e l’11° mese di vita), sotto forma di burro, crema, granulato. Sta arrivando la Desensibilizzazione Orale Per Alimenti (DOPA), una tecnica sperimentale che riesce a indurre la tolleranza alimentare tramite la somministrazione graduale e progressiva di un alimento, partendo da piccole dosi, con l’obiettivo di arrivare a una quantità predeterminata (considerata protettiva) oppure alla dose massima tollerata dal paziente.

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I bambini della tratta

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

By Marco Guerra. Sfruttati nel lavoro, costretti a prostituirsi e mandati per le strade a chiedere elemosina da organizzazioni criminali più o meno strutturate. Sono queste le attività in cui sono impiegati gli schiavi invisibili, bambini e adolescenti, coinvolti nel mercato della tratta di essere umani. Dei 40 milioni di vittime di tratta nel mondo il 23% sono minori, stima l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine. Percentuali quasi identiche emergono anche negli ultimi rapporti sulla tratta prodotti dalla Commissione Europea, dalla Caritas e da Save the Children, che indicano che circa un quarto delle persone colpite dalla tratta sono bambini o adolescenti.
Parliamo di un esercito di piccoli uomini e donne, esposti ad ogni tipo di abuso e praticamente indifesi, perché completamente inconsapevoli dei loro diritti e senza nessuno a cui chiedere aiuto. Nell’ultimo biennio messo sotto la lente dell’Ue (2015-2016) si sono registrate 20.500 vittime di tratta, il 56% dei casi è per sfruttamento sessuale, il 26% per quello lavorativo mentre le restanti forme di sfruttamento prevedono accattonaggio e perfino il prelievo di organi. Un quarto di questo esercito di oppressi ha meno di 18 anni. “Le vittime sono sfruttate nell’industria del sesso e dello spettacolo – si legge nel documento della Commissione Ue -, grazie al rapido sviluppo tecnologico e all’uso di Internet per i servizi pubblicitari e il reclutamento delle vittime. I modelli emergenti segnalati includono la pornografia, l’uso di webcam in diretta e l’abuso sessuale di minori a distanza”. (Fonte In Terris)

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Manovra economica per una decisa riduzione delle disuguaglianze sociali

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

“Alcune delle misure della manovra economica appena approvata rappresentano un primo passo necessario, ma non di per sé ancora sufficiente, verso un riequilibrio delle disuguaglianze sociali che colpiscono il futuro dei bambini e delle bambine”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. L’anno che si avvia alla conclusione, sottolinea l’Organizzazione, ha fatto registrare ancora record negativi sia per la povertà minorile, con più di 1,2 milioni di minori (il 12,5% del totale) in condizioni di povertà assoluta senza disporre dei beni indispensabili per condurre una vita accettabile, che per quanto riguarda la natalità, con meno di 440 mila nati nel 2018 (meno 18 mila sul 2017). Inoltre, la copertura dei servizi per la prima infanzia di qualità su tutto il territorio nazionale presenta ancora oggi troppe differenze a livello territoriale, con una copertura che raggiunge il 19,6% nei comuni del nord-est ma che si ferma a poco più del 5% al sud. Nel 2018, per il secondo anno consecutivo, risale poi la quota di giovani che abbandonano precocemente gli studi, attestandosi al 14,5%.
“Analizzando la manovra dal punto di vista dei bambini, è chiaro che i mancati investimenti in questi settori strategici avranno un effetto a lungo termine, producendo come in un circolo vizioso maggiore abbandono scolastico, fallimenti formativi, mancato accesso alle opportunità di relazione, sviluppo culturale e ricreativo e, in definitiva, maggiore povertà”, ha proseguito Raffaela Milano.
“Ề apprezzabile l’intento di sostenere le famiglie nel pagamento delle rette dei servizi educativi per la prima infanzia e il loro contestuale e progressivo aumento con la costituzione di un fondo che, come abbiamo fortemente sostenuto, concentrerà parte delle risorse verso i territori più deprivati, dove a partire dal 2021 verranno sperimentati servizi innovativi in grado di rispondere al bisogno di flessibilità espresso da sempre più famiglie, attraverso la riconversione di spazi delle scuole dell’infanzia attualmente inutilizzati a causa del calo demografico. E’ indispensabile che questo tipo di investimenti strutturali sia coordinato con gli interventi di sostegno alla gestione ordinaria dei servizi e che sia attentamente monitorata la capacità di spesa effettiva dei fondi da parte dei Comuni, a partire da quelli che ad oggi hanno un’offerta di servizi pari quasi a zero”, ha affermato Raffaela Milano.I servizi educativi per la prima infanzia sono fondamentali per ridurre il gap educativo che già a 3 anni pesa sui bambini e sulle bambine più svantaggiati dal punto di vista socio-economico e dovrebbero diventare dei veri e propri hub territoriali che garantiscano alle famiglie anche l’accesso ad un presidio comunitario multiservizi di riferimento. Dispiace invece, sottolinea Save the Children, che il congedo di paternità sia rimasto fissato a 7 giorni, e non a 10 come richiesto anche dalla Direttiva europea in materia di conciliazione della vita privata e lavorativa.Importante anche la considerazione per i minorenni vittime di bullismo, cyberbullismo e violenza di genere, a favore dei quali vengono stanziati 3 milioni di euro per potenziare la formazione dei docenti per prevenire e contrastare questi fenomeni. Nel 2020 si attende inoltre l’approvazione della legge per garantire il diritto alla sicurezza scolastica per i circa 4 milioni e mezzo di studenti tra i 6 e i 16 anni che vivono in province in tutto o in parte rientranti in aree a rischio sismico. Dall’inizio dell’anno scolastico 2018-2019 ogni tre giorni si sono registrati episodi di distacchi di intonaco e crolli all’interno di edifici scolastici.
Della legge di bilancio l’Organizzazione apprezza l’attenzione dedicata al tema dei minorenni più vulnerabili, come i minori fuori famiglia, tra cui i minori stranieri non accompagnati, a favore dei quali la manovra ha previsto l’esenzione dal ticket sanitario. Istituito anche un Fondo per sostenere l’impegno assunto dagli oltre 3 mila tutori volontari iscritti a fine anno negli appositi elenchi dei tribunali per i minorenni, per il supporto degli oltre 6 mila minorenni stranieri non accompagnati presenti ad oggi nelle strutture di accoglienza del territorio. Tali misure, fortemente sostenute dall’Organizzazione, arrivano il giorno seguente all’adozione, dopo oltre due anni di attesa, di uno dei tre decreti attuativi previsti dalla L. 47/2017, in materia di protezione e accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
Il 2020 sarà inoltre un anno decisivo per valutare gli effetti delle politiche messe in campo in tema di violenza sulle donne e sui loro figli. Un fenomeno la cui gravità è stata confermata dai dati del Rapporto BES 2019, secondo cui su 133 omicidi di donne più della metà sono avvenute per mano del partner attuale o del precedente. Importanti risorse sono state stanziate nel 2019 a favore delle vittime di violenza e degli orfani di femminicidio, ma anche in questo caso l’attuazione concreta è ancora tutta da verificare.
L’Organizzazione mette infine in evidenza la criticità in tema di risorse per la cooperazione allo sviluppo, che ancora una volta si dimostra non essere fra le priorità di Governo. Dalla legge di Bilancio non arriva infatti nessun segnale di ripresa rispetto al trend negativo che vede l’Italia sempre più lontana dal raggiungimento dell’obiettivo definito dall’Agenda 2030 di destinare all’aiuto allo sviluppo lo 0,7% del PIL, un’altra occasione persa, dunque, per sostenere milioni di bambini e bambine nel mondo.

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Le raccomandazioni SIPPS per una festività che educhi il bambino

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Il Natale: un’occasione da non perdere! La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in occasione delle festività Natalizie, fornisce utili consigli per trascorrere questi giorni in serenità con i propri piccoli.La ricerca degli addobbi migliori e di pranzi e cene dai ricchi e ricercati menu, spesso, infatti, fanno perdere di vista il reale significato del Natale e generare stress, sia nei grandi che nei bambini, e i bimbi si sa, sono come spugne e assorbono il clima emotivo intorno a loro.“Il segreto del Natale sta proprio nell’immergere il bambino nella dimensione della favola, nel farlo sognare – afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS -, contribuendo a sviluppare la loro immaginazione. Durante questi giorni di vacanza, gli adulti dovrebbero rallentare i propri ritmi per godere del tempo prezioso passato con i propri bimbi, unendosi a loro nei giochi, nella decorazione della casa, nei preparativi delle cene e dei pranzi e nelle tradizioni locali. Il benessere psico-fisico dei nostri bimbi deve essere al centro di queste feste”Queste alcune raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:
Il Natale – spiegare ai bambini il significato del Natale raccontandogli storie a tema aiutandosi con belle illustrazioni, ascoltando le musiche natalizie più classiche.
I Regali – Non esagerare nel numero di costosi regali, evitando che diventino una competizione tra adulti: ai bambini il lusso non interessa, sono attratti dalle cose semplici.
Tv – passare del tempo con i propri piccoli coinvolgendoli in tutti i preparativi. Addobbare l’albero, cantare, cucinare insieme, eviterà ai nostri piccoli di annoiarsi e stare troppo tempo davanti tablet e tv.
Cibo – tenere d’occhio l’alimentazione evitando le lunghe abbuffate natalizie, preservando le abitudini e gli orari dei più piccoli: eccessi e sregolatezze possono rovinare il resto delle vacanze a tutta la famiglia.
Occhio all’influenza – temperature basse e passaggi repentini dal caldo al freddo, oltre che gli abbracci e i baci per i tradizionali scambi di auguri, creano le condizioni migliori perché i virus influenzali e parainfluenzali si diffondano costringendoci a letto proprio durante le feste. Coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o tossisce e lavarsi spesso le mani sono abitudini di buon senso per limitare il contagio di sé e degli altri. Molto importante poi è non coprire troppo i bambini.
Le luci del Natale – a volte gli addobbi natalizi possono rappresentare un pericolo, se a portata di bimbo. Occorre prestare la massima attenzione a candele, fili elettrici, lucine, pesanti decorazioni quando i bimbi girano per casa. Importante inoltre spegnere sempre tutto durante la notte.

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Attenzione a quel prurito! 1 bambino su 4 colpito da ossiuri

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

Sono 500 milioni le persone nel mondo chiamate a fare i conti con l’Ossiuriasi, infezione parassitaria intestinale che colpisce prevalentemente i bambini in età scolare e pre-scolare. Si stima, infatti, che 1 bambino su 4 contragga l’Enterobius vermicularis, parassita responsabile dei fastidiosi sintomi di questa infezione. L’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) ci aiuta a capire come riconoscerla, prevenirla e curarla.Prurito intenso, avvertito nella zona perianale soprattutto durante le ore notturne, è il sintomo principale che deve destare sospetto. Ad accompagnarlo, spesso, anche manifestazioni come dolore addominale, diarrea e irrequietezza. Nei casi più acuti, inoltre, possono comparire anemie, deficit di vitamina B12 e disturbi a livello uro-genitale.“I parassiti intestinali colpiscono soprattutto i bambini che, a volte a casa o più spesso all’asilo o a scuola, trascurano le regole basi dell’igiene come lavarsi le mani prima di mangiare e dopo essere andati in bagno – ha commentato la Professoressa Susanna Esposito, Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma e Presidente WAidid -. Ma oltre alla carenza di igiene, gli altri fattori di rischio da non sottovalutare sono i cibi poco cotti o crudi, in particolar modo le carni, oppure quelli non lavati in modo adeguato come spesso accade con frutta e verdura. L’elevata contagiosità degli ossiuri, poi, compromette anche la salute dei genitori. Per questo, seguire alcuni precisi accorgimenti si rivela fondamentale per la prevenzione di questa infezione e per evitare il contagio una volta che un soggetto all’interno della famiglia, o comunque di un gruppo, sia stato infestato”.Se si ha il sospetto di ossiuriasi, è bene ispezionare la zona anale e perianale appena svegli: nelle prime ore del mattino, infatti, è possibile rilevare la presenza di piccoli filamenti bianchi in movimento (ossiuri femmine) che durante la notte, quando il nostro organismo è a riposo, depongono le uova. Sono proprio i movimenti compiuti dalle femmine degli ossiuri a causare il prurito. Le larve nate dalla schiusa possono risalire fino al colon oppure, a seguito dello sfregamento dovuto dal prurito, passare alle mani e alla bocca. Il contagio, dunque, avviene per via oro-fecale. Nelle bambine, le larve di ossiuri possono inoltre raggiungere le parti intime provocando vaginiti.Ai fini della diagnosi è inoltre utile osservare accuratamente anche le feci e la biancheria intima, in cui è possibile accertare la presenza di ossiuri. A confermare l’infezione, poi, è lo scotch test, un’indagine che si esegue applicando nastro adesivo sulla zona anale così da poter raccogliere, nell’eventualità, le uova incriminate, da depositare su un vetrino ed esaminare successivamente al microscopio. I campioni, almeno tre, devono essere raccolti al risveglio.

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Uganda: Stop alla guerra sui bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

«Immaginate voi di dover lasciare la vostra casa, la vostra famiglia e i vostri amici per partire da soli verso posti che non conoscete. Camminare di giorno, di notte, al buio e al sole per trovare un posto sicuro. Da soli». Inizia così il video reportage realizzato in Uganda da LaSabri – una delle più note star italiane del web, con milioni di follower su tutte le piattaforme – realizzato in collaborazione con Save The Children, in occasione dei 30 anni dalla firma della Convenzione ONU dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza. L’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, infatti, proprio in Uganda garantisce un rifugio sicuro a migliaia di persone in fuga dalla guerra civile in Sud Sudan, un conflitto che ha causato oltre 400.000 vittime e 2.5 milioni rifugiati nei paesi confinanti.L’Uganda è uno dei paesi più ospitali, ma oltre il 57% dei bambini che ha trovato una casa in questa terra non riesce a frequentare una scuola. Da qui nasce lo speciale racconto prodotto dalla major Web Stars Channel, un viaggio durante cui LaSabri ha potuto conoscere e mostrare ai suoi milioni di giovani fan l’impegno di Save The Children per la tutela e l’istruzione dei bambini fuggiti dalla guerra. Un racconto in cui sono stati coinvolti direttamente anche alcuni fan di Sabrina, a cui sono state mostrare in anteprima le immagini di questo viaggio e da cui è emersa una grande solidarietà verso i bambini più sfortunati supportati da Save The Children. L’iniziativa nasce nell’ambito della campagna “Stop alla guerra sui bambini”: oggi, 420 milioni di bambini – uno su cinque al mondo – vive in aree colpite dalla guerra e più di 27 milioni di bambini, sfollati a causa dei conflitti, non possono frequentare una scuola.Save The Children ha scelto LaSabri per la sua capacità di parlare a un pubblico giovane, un pubblico di milioni di ragazzi e ragazze che considerano la creator di Web Stars Channel come una sorella maggiore, affinché questo importante messaggio arrivi a tutte le fasce di età. Un progetto che ha preso forma sui principali social network con un toccante – ma anche divertente – documentario sulla speranza e la forza d’animo dei bambini supportati da Save The Children, narrato nello stile di Sabrina Cereseto. “Mamma adottiva a distanza” di Dorothy, una bambina del Malawi sostenuta sempre attraverso Save the Children, LaSabri è anche stata tra le fautrici della campagna #cyberesistance contro il bullismo online. «Vedere questi bambini che qui stanno bene con dei progetti così importanti dà un senso di gioia pazzesca. E poi basta vedere i loro sorrisi e fanno sorridere anche te!», è il messaggio che LaSabri lascia a tutti i propri fan su questa nuova iniziativa di solidarietà.

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Presidente Sassoli: abbiamo bisogno di una nuova agenda per i diritti dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Durante la cerimonia speciale in occasione del trentesimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha chiesto che la protezione dei bambini venga posta al centro dell’agenda di lavoro della nuova Commissione europea.Il presidente ha tenuto il discorso di apertura insieme a Sua Maestà Mathilde, la Regina del Belgio, e prima dell’esibizione del cantante spagnolo e ambasciatore UNICEF David Bisbal. Sottolineando il significato della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, il Presidente Sassoli ha dichiarato: “La Convenzione ha contribuito a garantire che i bambini non fossero più considerati proprietà dei loro genitori o di qualsiasi altra autorità. La Convenzione sui diritti dell’infanzia rimane il trattato maggiormente ratificato nella storia del mondo e ha contribuito a trasformare la vita di milioni di persone. “Tuttavia, nell’era della globalizzazione e del progresso digitale, è inaccettabile che ogni anno muoiano più di sei milioni di bambini di età inferiore ai 15 anni, la maggior parte per cause prevenibili. Se non agiamo in fretta, prima del 2030 moriranno oltre 55 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni.
“L’Unione europea deve svolgere il proprio ruolo nella difesa dei diritti dei minori in tutto il mondo. È inconcepibile che oltre 152 milioni di bambini siano privati ​​della loro infanzia e della loro istruzione perché costretti a lavorare. Per non parlare di quanti subiscono le peggiori forme di sfruttamento, come la schiavitù, la prostituzione o l’arruolamento come soldati nei conflitti. Dobbiamo fare tutto il possibile per porre fine a questo abuso.”Il Parlamento europeo ha chiesto la promozione e la protezione dei diritti dei minori attraverso la politica estera dell’UE e ha chiesto alla Commissione di proporre una strategia e un piano d’azione per il raggiungimento di tale obiettivo. Inoltre, il Parlamento ha nominato un coordinatore speciale per i diritti dei minori, la vicepresidente On. Ewa Kopacz, per massimizzare maggiormente il suo operato. “Incoraggio tutti i bambini presenti qui oggi nell’emiciclo ad intervenire, e di farlo ogni volta che ne avranno l’opportunità nella vita. Il diritto di espressione e partecipazione è la chiave della Convenzione. Usatelo come lo usate in difesa del clima. Noi adulti abbiamo l’obbligo morale, legale e politico di ascoltare le vostre preoccupazioni e di agire”.

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Casi di bambini e adolescenti colpiti da emicrania con aura

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

La scuola è iniziata da pochi mesi ma già insegnanti e genitori registrano casi di bambini e adolescenti colpiti da emicrania con aura. Questa particolare forma della malattia presenta sintomi come disturbi della vista, formicolii, difficoltà motorie e di linguaggio. Colpisce oltre il 5% dei giovanissimi italiani e ne rende difficile la vita quotidiana, in particolare quella scolastica, limita l’apprendimento oltre ad essere responsabile di molte assenze. “Il mal di testa non è solo un problema dell’adulto – afferma il prof. Cristiano Termine, docente di Neuropsichiatria Infantile dell’Università dell’Insubria -. La patologia si manifesta con attacchi dolorosi, spesso bilaterali e più brevi. Nel periodo che va da settembre a giugno i nostri ambulatori e studi si affollano di piccoli pazienti che non riescono più a svolgere le normali mansioni scolastiche a causa del dolore. Spesso siamo costretti ad intervenire in ritardo perché i genitori si rivolgono allo specialista solo quando la patologia non permette più di studiare con serenità. Invitiamo quindi tutti a non sottovalutare il disturbo e a rivolgersi tempestivamente ad un medico in caso di ripetuta comparsa dei sintomi”. Per trovare un rimedio efficace e privo di effetti collaterali è stato condotto uno studio in cinque centri italiani (La Sapienza Sant’Andrea di Roma, Ospedale Gaslini di Genova, Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, Ospedale Businco di Cagliari e l’Ospedale Universitario di Sassari). E’ stato utilizzato per 16 settimane un prodotto naturale combinando tre diverse sostanze: due piante, la griffonia (o fagiolo africano), il partenio (una pianta molto diffusa in Italia) più magnesio, chiamato Aurastop. “E’ una cura che ha una dimostrata sicurezza e soprattutto non presenta effetti collaterali rilevanti – aggiunge l’esperto -. Il trattamento con il prodotto ha dimostrato di ridurre del 50% il numero di episodi di mal di testa. Il nutraceutico deve essere assunto, per avere un effetto terapeutico, due volte al giorno. In particolare riscontriamo come i genitori siano più propensi e contenti di utilizzare un nutraceutico rispetto ad un farmaco tradizionale il quale va somministrato per molti mesi. Viene quindi considerato come una cura più leggera e meno invasiva. Questo favorisce l’aderenza alla terapia che rappresenta un grande problema quando bisogna trattare il mal di testa. Spesso, infatti, questo disturbo non viene considerato come una vera e propria malattia”. L’emicrania risulta in forte crescita in tutti i Paesi Occidentali e questo fenomeno interessa anche i giovanissimi. “I primi episodi si registrano sempre prima in quanto l’adolescenza è più precoce rispetto al passato – conclude il prof. Termine -. Diagnostichiamo emicrania con aura anche in bambini di 11 o 12 anni. Lo sviluppo precoce sta determinando un aumento dell’incidenza della malattia. Prima della pubertà colpisce in egual misura sia i maschi che le femmine. Dopo la comparsa del menarca le più interessate sono invece le giovanissime. Per questo è importante avere a disposizione diverse opzioni terapeutiche. Prodotti sicuri e di origine alimentare come Aurastop rappresentano quindi un’interessante alternativa. Le sue grandi potenzialità devono essere approfondite con ulteriori studi clinici”.

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Diarrea da antibiotici nei bambini

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

È una condizione molto comune in età pediatrica: si stima che 1 bambino ogni 3-5 trattato con terapie antibiotiche, prescritte per la cura di infezioni acute delle alte e basse vie respiratorie o delle vie urinarie, ne soffra. Si tratta della diarrea da antibiotici, causata da un’alterazione del microbiota intestinale – l’insieme dei batteri che colonizzano l’intestino – indotta da questa categoria di farmaci. Per prevenirla, un valido aiuto arriva da un’innovativa formulazione probiotica, che unisce il Lactobacillus reuteri LRE02 e il Lactobacillus rhamnosus LR04 (Abiflor Baby®): i risultati preliminari di una recente survey nazionale – “Surveyflor” – hanno, infatti, dimostrato che il numero di eventi diarroici si riduce quasi del 50% quando l’associazione dei 2 ceppi probiotici è assunta contemporaneamente all’antibiotico.L’equilibrio del microbiota intestinale è fondamentale per il benessere dell’organismo, a tutte le età, fin dal primo giorno di vita. L’alterazione di questo delicato ecosistema – disbiosi – è un fenomeno molto complesso i cui meccanismi eziopatogenetici variano da individuo a individuo. Una delle cause più comuni della disbiosi nei bambini è rappresentata dall’assunzione di terapie antibiotiche. Gli antibiotici, per definizione, mirano infatti a uccidere in maniera indiscriminata tutti i microrganismi di natura batterica in cui si imbattono, senza risparmiare il microbiota intestinale. Lo squilibrio che ne deriva può facilitare l’ingresso di agenti patogeni e quindi l’insorgenza di sintomi, tra cui appunto la diarrea.Recentemente il Working Group on Probiotics and Prebiotics dell’European Society for Paediatric Gastroenterology Hepatology and Nutrition (ESPGHAN) ha pubblicato un documento che raccomanda l’uso di alcuni ceppi probiotici per la prevenzione della diarrea da antibiotici.Alla luce di tali evidenze scientifiche è nata l’idea di condurre “Surveyflor”, una survey a livello nazionale, grazie alla collaborazione dei pediatri di famiglia, allo scopo di valutare se l’assunzione della formulazione probiotica a base di Lactobacillus reuteri LRE02 e di Lactobacillus rhamnosus LR04 (Abiflor Baby®), insieme alla terapia antibiotica, sia in grado di prevenire o meno gli eventi diarroici.Sono stati coinvolti 83 pediatri che hanno arruolato 8.400 bambini, con un’età media di circa 24 mesi, in terapia antibiotica, suddividendoli in due gruppi: il gruppo A, a cui sono stati somministrati insieme all’antibiotico i due ceppi probiotici, e il gruppo B (di controllo), trattato esclusivamente con antibiotici.I risultati preliminari – la survey si concluderà a dicembre 2019 – sono molto incoraggianti: si è infatti riscontrata una riduzione statisticamente significativa della percentuale di diarrea nei bambini del gruppo A (28%) rispetto a coloro che non avevano assunto i probiotici (52%).
Per maggiori informazioni: http://www.abiprobiotici.it.

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“Il tempo dei bambini”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Roma lunedì 21 ottobre alle ore 10 presso la Sala Rosa della Banca d’Italia, in via Nazionale 91 a Roma, Save the Children presenta l’Atlante dell’infanzia a rischio 2019 “Il tempo dei bambini”.La pubblicazione dell’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, a cura di Giulio Cederna, giunta quest’anno alla sua decima edizione, rappresenta una fotografia aggiornata della condizione dell’infanzia in Italia, con dati e indicatori, mappe, tavole e grafici che raccontano i principali ostacoli incontrati negli ultimi dieci anni dai bambini e dagli adolescenti e le principali sfide future da affrontare.
Intervengono alla presentazione: Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità, Famiglia e Disabilità; Andrea Brandolini, Banca d’Italia; Claudio Tesauro, Presidente Save the Children; Gianrico Carofiglio, scrittore; Giulio Cederna, curatore dell’Atlante dell’infanzia a rischio; Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children; Miriam Giorgi, studentessa; Marco Imperiale, Direttore Impresa Sociale Con i bambini; i ragazzi e le ragazze di Fridays for Future.Nella stessa giornata, l’Atlante dell’infanzia a rischio 2019 verrà presentato anche in altre nove città italiane: Ancona, Bari, Catania, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Sassari, Torino e Udine.

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L’ebola falcidia i bambini del Congo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Più di 500 bambini hanno già perso la vita a causa della terribile epidemia di Ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con un’accelerazione di decessi che si è registrata in particolare negli ultimi sei mesi, denuncia Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.Nei sei mesi successivi al 1 agosto 2018, quando l’Ebola ha cominciato a diffondersi nel Paese, i decessi tra i bambini erano meno di 100, mentre si sono più che quadruplicati negli ultimi mesi, sottolinea l’Organizzazione. In totale, circa 740 minori sono stati infettati dal virus dall’inizio dell’epidemia.“Siamo di fronte a un ulteriore tragico punto critico durante questa epidemia che sta avendo un impatto devastante sui bambini, specialmente quelli più piccoli. Circa il 40% dei minori che hanno contratto la malattia, infatti, hanno meno di cinque anni e molti di loro sono morti. Le conseguenze sono molto gravi anche perché, a causa dell’elevato tasso di mortalità, migliaia di bambini hanno perso almeno uno dei loro genitori a causa della malattia o sono rimasti separati da essi”, ha affermato Heather Kerr, Direttrice di Save the Children in Repubblica Democratica del Congo.Il virus, sottolinea inoltre l’Organizzazione, mette i bambini davanti al rischio di essere stigmatizzati, isolati o abbandonati, e di rimanere quindi vittime di ogni tipo di abuso e sfruttamento o di essere reclutati nei gruppi armati. Molti bambini, poi, non vanno a scuola perché i loro genitori sono morti e chi si prende cura di loro non può permettersi di pagare le tasse scolastiche, o perché le scuole vengono chiuse a causa dell’insicurezza costante.“Anziché retrocedere, negli ultimi sei mesi l’epidemia di Ebola ha subito una forte accelerazione, e la situazione sta degenerando proprio davanti ai nostri occhi se consideriamo i quattro casi registrati a Goma, una città di oltre un milione di abitanti. L’Oms – ha proseguito Heather Kerr – ha dichiarato che si tratta di un’emergenza di carattere internazionale e a questo dovrebbe seguire un maggiore sostegno da parte della comunità internazionale. È fondamentale, in questa fase, identificare le persone contagiate, garantire ai malati le cure di cui hanno bisogno e dare una sepoltura sicura alle persone decedute. Inoltre è quanto mai urgente lavorare per costruire la fiducia nelle comunità locali in modo da sensibilizzare in modo chiaro sulla portata della pericolosità dell’Ebola”.I team di Save the Children che operano nella Repubblica Democratica del Congo sono impegnati sul campo sin dalla prima settimana della diffusione dell’epidemia di Ebola e da allora sono state raggiunte più di 1,1 milioni di persone, di cui più di 834.000 bambini.
L’Organizzazione, in particolare, sta supportando il Ministero della Salute per la prevenzione e il controllo delle infezioni e l’erogazione di servizi igienico-sanitari nelle cliniche, oltre a fornire il supporto di cui hanno bisogno alle comunità locali, anche attraverso la diffusione di messaggi di sensibilizzazione per prevenire la malattia. I nostri team, inoltre, forniscono supporto per quanto riguarda la ricerca e l’identificazione dei casi di contagio.Grazie alle nostre attività di sensibilizzazione delle comunità, solo lo scorso giugno, abbiamo raggiunto 58.290 famiglie e più di 245.000 persone, tra cui oltre 110.000 bambini, attraverso messaggi salvavita sulla prevenzione e l’individuazione dell’Ebola.

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Vacanze con famiglia: ecco alcuni consigli utili quando si viaggia con i bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Per l’estate 2019 si prevedono ancora più disagi rispetto all’anno scorso: l’ultimo studio di AirHelp, la più importante società di supporto ai passeggeri a seguito di ritardi e cancellazioni, stima attese in aeroporto per più di 7,8 milioni di passeggeri che viaggeranno da e per l’Italia. Tra questi viaggiatori ci saranno sicuramente anche famiglie con bambini; AirHelp ha stilato un breve vademecum per chi va in vacanza con i più piccoli, ricordando che tutti hanno diritto al risarcimento, indipendentemente dall’età. “Nonostante alcune compagnie aeree affermino il contrario, anche i neonati sono vittime di ritardi e cancellazioni di voli e – come tutti – hanno diritto al rimborso”, sostiene Roberta Fichera, portavoce di AirHelp Italia. “In vista del mese più caldo dell’anno, riteniamo sia molto importante sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che anche i più piccoli abbiano dei diritti. Invitiamo tutti i genitori a ricordarsi di presentare sempre una richiesta di risarcimento anche per conto dei propri figli in caso di disagi con il volo”. Se si rimane bloccati in aeroporto con i bambini, è bene ricordare che ci sono leggi che tutelano tutta la famiglia durante un’interruzione di volo. Ecco alcuni consigli su cosa fare e cosa dire quando le vacanze prendono una piega inaspettata.
Per voli in ritardo, cancellati o imbarchi negati, tutte le compagnie aeree (low cost comprese) devono corrispondere da 250€ a fino 600€ di rimborso a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato. Si tratta di un diritto dei passeggeri il più delle volte a loro sconosciuto (o omesso dalle compagnie aeree).
Il diritto al risarcimento finanziario deve essere richiesto entro tre anni dalla data di ritardo del volo. Circostanze straordinarie come condizioni meteo avverse o emergenze mediche esentano la compagnia aerea dall’obbligo di rimborsare i passeggeri aerei.
Per maggiori informazioni, si può visitare il sito airhelp.com. I passeggeri coinvolti in disagi aerei a seguito di ritardi o cancellazioni possono verificare l’idoneità al risarcimento gratuitamente, direttamente in aeroporto e presentare un reclamo in pochi minuti.

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Campidoglio: Blindato il servizio educativo per bambini disabili nelle scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Roma. E’ stato pubblicato il nuovo bando per gli OEPA, il personale che si occupa dell’assistenza ai bambini disabili nelle scuole dell’infanzia, comunali e statali, primarie e secondarie di primo grado. Il servizio continuerà ad essere garantito nel prossimo anno scolastico dai Municipi mediante singole procedure. Dal 1 settembre 2020 partiranno i nuovi contratti applicativi stipulati dai singoli Municipi con le piccole e medie imprese che si aggiudicheranno l’affidamento e specificheranno termini e condizioni.
L’accordo quadro triennale (2020-2022) è stato predisposto dal Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici in sinergia con il Dipartimento Razionalizzazione della Spesa, su indirizzo politico dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale. Finalità: consentire la flessibilità funzionale per far fronte ad esigenze evolutive del servizio, specie sotto il profilo economico (sarà più semplice variare le risorse a bilancio in caso di necessità migliorativa).Il servizio è calibrato in funzione del principale obiettivo: offrire un servizio di qualità ai bimbi disabili, introducendo una formula che scoraggia i potenziali aggiudicatari a presentare offerte troppo ribassate.“Gli Uffici hanno fatto tesoro delle osservazioni dell’ANAC”, spiega l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre. “Le offerte tecniche per essere considerate valevoli dovranno ottenere almeno 40 punti sugli 80 fissati dal bando. L’assegnazione del punteggio sulla parte economica (massimo 20) sarà parimenti legato alla capacità dell’impresa di assicurare il giusto rapporto qualità-prezzo. Il criterio scelto è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.In merito all’aspetto non meno importante del personale, l’Assemblea Capitolina aveva inserito nel Regolamento del 2017 la clausola sociale stabilendo che “l’Organismo partecipante si impegna formalmente…a garantire la permanenza in servizio dei lavoratori già operanti nel medesimo servizio, salvo diversa volontà dei lavoratori interessati”. “Ci siamo impegnati con famiglie e organizzazioni sindacali a tutelare i livelli occupazionali in modo da tutelare contestualmente la continuità del servizio e le presenze accanto ai bimbi. E’ importante che le figure di riferimento siano confermate, per garantire sicurezza alle famiglie e benessere ai piccoli”, conclude l’Assessora Baldassarre.

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In Yemen dall’inizio dell’anno almeno 193 bambini sono morti a causa del colera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Nei primi sei mesi del 2019 sono stati registrati quasi 440.000 casi sospetti, di cui circa 203.000 tra i minori sotto i 15 anni, un numero che ha già superato quelli relativi all’intero anno precedente.Il numero totale di decessi collegati al colera è in aumento, sottolinea Save the Children. Nei primi sei mesi dell’anno in corso, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le persone che hanno perso la vita per il colera sono nove volte in più. Oltre 9 milioni di bambine e bambini, inoltre, non hanno adeguato accesso all’acqua potabile, a causa di un conflitto che ha reso fuori uso buona parte delle infrastrutture per l’acqua pulita e i servizi igienici. Anche la disponibilità di carburante è molto precaria, limitando fortemente così la possibilità di pompaggio delle fogne e raccolta dei rifiuti con il rischio che vaste aree del Paese possano diventare terreno fertile per lo sviluppo di malattie infettive, come i colera, che si trasmettono attraverso le acque. Ad essere particolarmente vulnerabili, in tale contesto, sono soprattutto i bambini malnutriti, che hanno tre volte in più la probabilità, rispetto ai loro coetanei, di morire di colera, a causa del loro sistema immunitario ulteriormente indebolito. Malattie diarroiche come il colera contribuiscono a loro volta alla diffusione della malnutrizione. Save the Children, in questo momento, è impegnata per supportare centri per fornire servizi di reidratazione orale e strutture sanitarie di base nella maggior parte dei distretti del Paese dove maggiore è l’emergenza. L’Organizzazione realizza inoltre progetti per la purificazione delle acque e sensibilizzare le comunità sulla prevenzione delle malattie.Solo la fine del cruento conflitto in corso in Yemen – sottolinea tuttavia Save the Children, che quest’anno, per tenere alta l’attenzione sulle conseguenze del conflitto ha lanciato la campagna “Stop alla guerra sui bambini” – servirà a proteggere i bambini dalla diffusione del colera. Per questo l’Organizzazione chiede alle parti in conflitto di ripartire dall’accordo di Stoccolma dello scorso dicembre e di impegnarsi per una pace duratura. È inoltre più che mai urgente rimettere in piedi il sistema sanitario per evitare la perdita di altre vite per cause facilmente curabili e prevenibili come il colera. Save the Children chiede infine alle autorità di assicurare il pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici, in particolare degli operatori sanitari e degli insegnanti, e di dotare le strutture sanitare del personale necessario affinché possano essere garantite le cure più urgenti e necessarie.

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Uso di tabacco in bambini e adolescenti

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

La US Preventive Services Task Force (USPSTF) ha di recente pubblicato una bozza di raccomandazione di grado B (certezza di beneficio moderato) che invita i pediatri di assistenza primaria a fornire interventi, tra cui brevi sessioni educazionali e informative, per impedire a bambini e adolescenti in età scolare di iniziare a far uso di tabacco e sigarette elettroniche. L’USPSTF ha anche assegnato un grado “I” (prove insufficienti a stabilire un bilancio rischio beneficio) a una bozza di dichiarazione che indica la necessità di ulteriori ricerche su come sia possibile aiutare a smettere i giovani che usano il tabacco. «Per la prima volta, l’USPSTF ha inserito anche le e-cig nelle sue bozze di raccomandazioni» esordisce il membro della task force Michael Silverstein, del Dipartimento di pediatria presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Boston, spiegando che gli altri prodotti, peraltro già inclusi nelle precedenti raccomandazioni, sono sigarette, sigari, pipe e narghilè, ma anche i tabacchi non fumati come quello da fiuto e da masticare. Sebbene quella di livello “I” sia senza precedenti, la raccomandazione “B” integra e aggiorna la versione emessa nel 2013 dall’USPSTF nella medesima area clinica. «Prevenire l’uso del tabacco tra i giovani è fondamentale per la salute della nazione» ribadisce Silverstein, precisando che tutti, bambini e adolescenti, sono a rischio per l’uso di tabacco e che dovrebbero essere resi disponibili interventi preventivi che li aiutino a non iniziare mai. La raccomandazione, disponibile in bozza sul sito istituzionale della Task Force, suggerisce che i siti web di CDC, FDA, Surgeon General e National Cancer Institute mettano a disposizione risorse che possano essere utilizzate dai pediatri di assistenza primaria durante i colloqui con bambini e adolescenti sulle conseguenze derivate dall’uso del tabacco. Sebbene con raccomandazione “I”, l’USPSTF auspica anche studi futuri nelle seguenti aree: valutazione di interventi di counseling comportamentale che con risultati a 6 mesi o più; approfondimento dei benefici e danni dei farmaci usati per aiutare i giovani a smettere di fumare; modi per prevenire l’uso del tabacco e strategie per promuovere nei giovani la cessazione dell’uso dei sistemi elettronici di somministrazione di nicotina (ENDS, Electronic Nicotine Delivery Systems). Il documento in bozza è disponibile per valutazioni e commenti da parte del pubblico fino al 22 luglio 2019 all’indirizzo: http://www.uspreventiveservicestaskforce.org/tfcomment.htm. USPSTFwww. uspreventiveservicestaskforce.org/tfcomment.htm (fonte doctor33)

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Protocollo di Intesa per la salute dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo e il Rettore della Saint Camillus International University of Health Sciences Giovanni Crisostamo Profita, nel corso della Conferenza Organizzativa dell’UNICEF Italia che si tiene a Roma in questi giorni, hanno firmato un protocollo di intesa della durata di quattro anni per unire le proprie forze e competenze in ambito sanitario e di cooperazione per i bambini più vulnerabili.
“Ogni giorno nel mondo 7.000 bambini muoiono nel primo mese di vita. Il primo gennaio di quest’anno sono nati nel mondo oltre 395.000 bambini, circa 1.335 in Italia. È con grande senso di responsabilità che abbiamo deciso di impegnarci in questa collaborazione per i bambini più vulnerabili in Italia e nel mondo. Ogni bambino deve avere un accesso adeguato a cure mediche di qualità che consentano un suo corretto e sano sviluppo.” – ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. “Questa collaborazione porterà a risultati concreti e positivi e sono orgoglioso di averne dato notizia in occasione della conferenza organizzativa annuale dell’UNICEF Italia che riunisce i Presidenti provinciali e locali UNICEF, i volontari, il nostro staff, il grande cuore pulsante della nostra organizzazione.”“Insieme con l’UNICEF promuoveremo attività congiunte per la salute e il benessere dei bambini, collaboreremo per la definizione di specifici programmi di ricerca, porteremo avanti progetti nell’ambito della tutela della famiglia e dell’infanzia e della riduzione delle povertà socio educative attraverso la formazione di figure specializzate nel settore sanitario. Questa collaborazione è per noi un grande orgoglio, che porterà beneficio a tanti bambini in Italia e nel mondo”, ha dichiarato il Rettore della Saint Camillus International University of Health Sciences Giovanni Crisostamo Profita.

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