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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘bambini’

Al via i questionari sulle abitudini alimentari dei bambini

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 Maggio 2022

L’Italia è uno dei paesi d’Europa con il più alto tasso di obesità infantile: secondo l’ultimo report di OKkio alla Salute del Ministero della Salute, su un campione di 50mila bambini di terza elementare, il 20,4% è in sovrappeso e il 9,4% è obeso. Una patologia che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo, soprattutto tra i bambini e i giovani.Per dare un quadro più chiaro e aggiornato del fenomeno in Italia, FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri, la Clinica Pediatrica, Endocrinologia, IRCCS Istituto Giannina Gaslini e l’Università degli Studi di Genova hanno sviluppato, con Helpcode Italia, ONOI – l’Osservatorio dell’Obesità Infantile in Italia, un questionario diffuso dai pediatri alle famiglie assistite, che ha l’obiettivo di descrivere e analizzare lo stato nutrizionale dei bambini italiani. La modalità è semplice: nel corso del 2022, i genitori saranno invitati a compilare il questionario online in cui si indicano le abitudini alimentari e di vita dei propri figli (tra cui il consumo della prima colazione, gli alimenti privilegiati e il tempo dedicato all’attività fisica), contribuendo quindi a sviluppare una ricerca sulla relazione tra la salute alimentare e lo stile di vita dei bambini.«I numeri della malnutrizione infantile in Italia sono allarmanti, secondo l’ultimo report sulla malnutrizione infantile condotto da Helpcode, emerge che un terzo dei bambini italiani nella fascia d’età 6-9 anni è obeso o in sovrappeso, per un totale di circa 100mila bambini, con una netta prevalenza dei maschi (21%) sulle femmine (14%), un problema sanitario dagli enormi costi sociali ed economici – spiega Giorgio Zagami, presidente di Helpcode Italia – Per aiutare a contrastare questo problema, rinnoviamo la collaborazione con FIMP e con l’Istituto Gaslini e lanciamo ONOI, una raccolta di dati a livello nazionale che mira a fotografare l’incidenza del fenomeno su tutto il territorio italiano. L’obiettivo è quello di raccogliere circa 50mila questionari, utili a delineare la situazione dell’obesità e del sovrappeso in età infantile e di indagare le eventuali correlazioni con gli stili di vita». «Questo importante progetto – aggiunge Giuseppe Di Mauro, Segretario Nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP – consentirà di avere fondamentali informazioni per mettere in atto una più mirata prevenzione dell’obesità infantile. Riusciremo ad individuare i momenti critici della crescita in cui più frequentemente si manifesta l’obesità e potremo attuare specifici programmi di prevenzione.” “Avremo anche la possibilità di conoscere quanto la dieta mediterranea sia seguita dai bambini italiani e quali siano le loro più frequenti “cattive” abitudini. La correzione dei comportamenti errati, attraverso programmi educativi innovativi da parte del pediatra di famiglia, potrà rappresentare la strategia vincente non solo per la riduzione dell’obesità infantile ma anche per la prevenzione di malattie croniche dell’età adulta» afferma Antonio D’Avino, Presidente FIMP. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’obesità ha un impatto negativo sullo stato di salute generale della popolazione sia in età giovanile che in età adulta. Inoltre, diversi studi hanno evidenziato che l’obesità aumenta anche il rischio di complicanze e morte in persone affette da Covid-19 e quindi può giocare un ruolo anche negli sviluppi delle patologie infettive. In molti casi, l’obesità è associata a disuguaglianze socio-economiche e riguarda in maggior misura le classi sociali più svantaggiate, particolarmente vulnerabili alle influenze dell’ambiente e tendenti a stili di vita meno salutari.

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La probabile causa di epatite acuta nei bambini che preoccupa il mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2022

Adenovirus F41 . È il nome che risuona nei media dal 15 aprile, data in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnalato la comparsa di un focolaio di epatite acuta di origine sconosciuta in bambini del Regno Unito e dell’Irlanda del Nord. Quando non siamo ancora usciti dalla crisi covid-19, un altro virus con un numero nel suo nome sta creando allarme in tutto il mondo in quanto è probabilmente la causa dei 169 casi di epatite acuta in bambini rilevati in 11 paesi e che hanno già segnalato, ha fatto il primo decesso nel Regno Unito. I pazienti rilevati in Italia, al momento 4, e il numero di casi continua a crescere nel mondo: Regno Unito e Irlanda del Nord (114), Spagna (13), Israele (12), Regno Stati (9), Danimarca (6), Irlanda (5), Paesi Bassi (4), Norvegia (2), Francia (2), Romania (1) e Belgio (1). Molti dei bambini che sono stati colpiti dalla malattia hanno riportato precedenti problemi gastrointestinali, come dolore alla pancia, vomito e diarrea; anche ittero (colorazione gialla della pelle, delle mucose o degli occhi), prurito cutaneo, urine scure e feci scarsamente pigmentate. L’ assenza di febbre è un altro fattore da tenere in considerazione. I ricercatori stanno lavorando contro il tempo per cercare di trovare l’origine del virus che ha causato questo focolaio e per questo stanno analizzando a fondo le storie cliniche e i contesti ambientali e alimentari dei pazienti. Poiché i virus che di solito causano l’epatite acuta non sono comparsi in nessuno dei casi, le ipotesi si sono concentrate sull’adenovirus, che è stato rilevato in più di 70 bambini. Tuttavia, l’ adenovirus F41 non spiega di per sé la gravità dei casi. Gli adenovirus non sono nemmeno sconosciuti alla scienza, poiché sono agenti infettivi molto comuni nelle persone e sono causa di patologie molto diverse, interessando le membrane delle vie respiratorie, gli occhi, l’intestino, le vie urinarie o il sistema nervoso.Come si diffonde l’adenovirus? Le malattie causate dagli adenovirus si diffondono dal contatto con le secrezioni di chi è infetto o anche da oggetti contaminati, come il cibo, quindi le misure igieniche sono fondamentali, come ben sappiamo dal covid. Non c’è epatite in Europa che si trasmette attraverso l’aria.L’infezione da adenovirus F41 non ha una prevalenza maggiore in un determinato periodo dell’anno e i bambini di età inferiore ai due anni ne sono più sensibili, come spiegato dagli esperti europei di microbiologia. I casi più complicati sono quelli in cui i bambini hanno avuto altri problemi di salute pregressi, mentre il trapianto di fegato si presenta come la “soluzione” più comune. Gli esperti hanno escluso categoricamente ogni possibile relazione con il vaccino covid , poiché alcuni dei bambini colpiti non avevano ricevuto alcuna dose. Rifiutano anche la possibilità che si tratti di una nuova “manifestazione” del coronavirus. Non è esclusa l’ipotesi che la causa sia una sostanza tossica ancora sconosciuta , anche se sembra improbabile in quanto non è stato trovato alcun denominatore comune nei casi registrati fino ad oggi. “Un’altra possibilità è che fosse un adenovirus comune, ma ora ha un impatto più grave sui bambini con un sistema immunitario indebolito a causa della mancanza di esposizione ad altri agenti patogeni a causa del confinamento e di altre misure durante la pandemia. Inoltre, non possiamo escludere che la causa è un virus non ancora identificato. Nel 2007,evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, una mutazione dell’adenovirus freddo ha ucciso 10 persone e ne ha ammalate circa 140 negli Stati Uniti.

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Ucraina: Ogni guerra è una guerra contro i bambini

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2022

La notizia della morte di tre bambini nel conflitto in Ucraina dimostra che ogni guerra è una guerra contro i bambini. E molti altri piccoli innocenti rischiano di essere uccisi se i combattimenti non si fermeranno immediatamente, sottolinea con forza Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini e per garantire loro un futuro.I media riportano che almeno 120 civili sono stati uccisi nell’escalation di violenza, mentre secondo le Nazioni Unite nelle ultime 24 ore ci sarebbero stati 25 civili uccisi e almeno 100 feriti. È altamente probabile che le perdite di vite umane, tra cui bambini, e i danni ai servizi essenziali come scuole e ospedali aumentino se i combattimenti continueranno, specialmente nelle aree densamente popolate. “Assistere all’insorgere di un ennesimo conflitto che imprimerà un segno indelebile nella vita di molti bambini, rischiando di ucciderne tanti altri, è assurdo ed inaccettabile. Partecipiamo a questa manifestazione per chiedere con forza l’immediata cessazione delle ostilità, perché questo è l’unico modo per proteggerli dalla guerra e da ulteriori violazioni dei loro diritti. L’escalation di violenze e i combattimenti, l’uso di armi esplosive, mettono a rischio la popolazione civile, le scuole e gli ospedali, esponendo i bambini a conseguenze gravissime per la loro vita e la loro sicurezza. Le parti in conflitto devono inoltre garantire il massimo accesso agli aiuti umanitari perché possano raggiungere loro e le loro famiglie che sono in grave pericolo e che vivono in condizioni estreme.” ha dichiarato Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children Italia. Save the Children opera in Ucraina dal 2014, fornendo aiuti umanitari essenziali ai bambini e alle loro famiglie. Ciò include sostenere il loro accesso all’istruzione, fornire supporto psicosociale, distribuire kit invernali e kit igienici e fornire sovvenzioni in denaro alle famiglie in modo che possano soddisfare i bisogni di base come cibo, affitto e medicinali, o in modo che possano investire nell’avvio di nuove attività.

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Sicurezza dei giocattoli: servono regole UE più forti per proteggere i bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2022

Bruxelles. Secondo i deputati, nonostante la direttiva sulla sicurezza dei giocattoli (DSG) garantisca un elevato livello di protezione dei bambini, alcuni dei fabbricanti di paesi terzi che vendono i propri prodotti nel mercato unico, in particolare attraverso i mercati online, non rispettano la legislazione dell’UE. Di conseguenza, molti giocattoli venduti nell’UE presentano ancor dei rischi significativi. In una risoluzione non legislativa approvata con 688 voti favorevoli, 6 contrari e un’astensione, i deputati chiedono alla Commissione e ai Paesi UE di intensificare le misure per garantire che tutti i giocattoli immessi sul mercato UE siano conformi alla DSG, indipendentemente dal luogo di fabbricazione. I giocattoli che vengono immessi sul mercato dell’UE devono essere conformi alle norme UE sulle sostanze chimiche. La Commissione dovrebbe garantire che gli interferenti endocrini siano vietati nei giocattoli subito dopo la loro identificazione. Inoltre, la Commissione dovrebbe decidere se abolire l’attuale distinzione tra i giocattoli destinati ai bambini sotto i 36 mesi e quelli destinati ai bambini più grandi.Una futura revisione della DSG dovrebbe anche permettere di adattare rapidamente, se necessario, i valori limite per le sostanze chimiche pericolose, evitando situazioni in cui siano fissati valori diversi a livello nazionale.Il Parlamento invita i Paesi UE a coordinare le loro attività di vigilanza del mercato e a migliorare i controlli per individuare più efficacemente i giocattoli non sicuri. A tal fine, la Commissione dovrebbe esplorare l’uso di nuove tecnologie, come l’etichettatura elettronica e l’intelligenza artificiale.Sottolineando come i giocattoli connessi possano esporre i bambini a nuovi pericoli e rappresentare un rischio per la loro sicurezza, privacy e salute mentale, i deputati incoraggiano i produttori a integrare meccanismi di sicurezza nella progettazione dei loro giocattoli, ad esempio contro le minacce informatiche. Inoltre, chiedono alla Commissione di proporre delle regole per disciplinare tali questioni.La Commissione dovrebbe inoltre valutare se le etichette dei giocattoli non debbano includere anche informazioni sulla durata e la riparabilità del prodotto.I mercati online “dovrebbero essere tenuti ad assumersi maggiori responsabilità nel garantire la sicurezza e la conformità dei giocattoli venduti sulle loro piattaforme”, ad esempio rimuovendo i giocattoli non conformi e impedendone la ricomparsa.

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Il Sole 24 Ore porta in edicola la Collana per bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2022

La Collana sarà in edicola a partire da venerdì 11 febbraio per celebrare la Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza e a seguire ogni giovedì. Scienze, tecnologia, ingegneria e matematica ovvero le materie STEM (l’acronimo delle iniziali in inglese) è un metodo sviluppato dal 2000 negli Stati Uniti con l’obiettivo di avvicinare i bambini alla matematica e alla scienza. Su queste discipline si è posta l’attenzione negli ultimi anni perché identificate come quelle al centro dell’incremento dei posti di lavoro negli anni Duemila. Le abilità STEM abbracciano le 4 C: collaborazione; pensiero critico; comunicazione; creatività. Data la loro rilevanza e in occasione della Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza che ricorre ogni anno l’11 febbraio, Il Sole 24 Ore propone in edicola proprio da venerdì 11 febbraio, e a seguire ogni giovedì, la Collana per bambini “Wow!”, una serie di quaderni operativi dedicati alle discipline STEM per bambini a partire dai 7 anni. Attraverso giochi e piccoli esperimenti i volumi rappresentano una valida risorsa per approfondire queste discipline. I libri sono acquistabili singolarmente a 8,90€ in edicola e su Shopping24. Il primo quaderno in edicola da venerdì 11 febbraio si chiama “Fisica Wow!”. Come funziona una calamita? Com’è nato il Big Bang? Perché durante un temporale prima vediamo il lampo e poi sentiamo il tuono? A queste e ad altre interessanti domande il libro dà risposte semplici e chiare, che appassioneranno i futuri fisici e scienziati.Libro cartaceo Pagine: 40 Formato:22,5×21,5cm Prezzo edicola: 8,90€ oltre al prezzo del quotidiano. Il secondo si intitola “Matematica Wow!” e sarà in edicola da giovedì 17 febbraio. Quando si confrontano i prezzi al supermercato o si pesano gli ingredienti di una ricetta o si controlla il tempo in una gara sportiva non si può fare a meno della matematica. Alla base di ogni materia scientifica, la matematica appassiona tutti i tipi svegli. Il terzo quaderno in uscita giovedì 24 febbraio si intitola “Scienza Wow!” e risponde a tanti interrogativi appassionanti come sapere a cosa servono le pale eoliche e i pannelli solari oppure come vibrano le onde sonore e quanta forza c’è in una calamita. La quarta uscita è “Ingegneria Wow!” e sarà in edicola da giovedì 3 marzo. Come fa un aereo a decollare? Come può essere utile un drone? Che cos’è il coding? Questo libro spiega alcuni concetti scientifici in modo semplice e con giochi divertenti, che ispireranno i giovani ingegneri di domani. Il quinto quaderno che compone la Collana è “Tecnologia Wow!” in edicola da giovedì 10 marzo. Come funziona Internet? Cosa sono le microonde? Com’è fatta la cerniera lampo? Ecco alcune domande a cui questo libro dà risposte con spiegazioni facili e giochi curiosi per i giovani inventori di domani.

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Covid-19, si fa strada l’ipotesi vaccino under-5

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2022

Presto anche i bambini più piccoli, sotto i 5 anni di età, potranno essere vaccinati contro il virus SarsCoV2: uno scenario che potrebbe concretizzarsi già dalla prossima primavera. Ad indicare l’orizzonte temporale di questo ulteriore passo nella campagna vaccinale anti-Covid è il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Franco Locatelli.A fronte di una flessione generale della curva dei contagi nelle ultime settimane, proprio la fascia dei bambini in età scolare rappresenta un’eccezione. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, infatti, nell’ultima settimana i casi in età scolare sono aumentati dal 24%, di sette giorni fa, al 30%, e il 18% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nei bambini sotto i 5 anni. E i pediatri ricordano come anche tra i bambini si verifichino dei casi gravi e ricoveri in intensiva. Da qui l’importanza di poter vaccinare pure gli under5. «All’inizio della primavera potrebbe essere a disposizione in Italia il vaccino anti Covid per la fascia di età 0-5 anni», ha spiegato Locatelli sottolineando che anche in questo caso saranno previste due dosi e ci sarà un dosaggio “ulteriormente ridotto” rispetto a quello che viene proposto per i bambini tra 5 e 11 anni. «Direi che potrebbe essere ragionevole – ha detto – ipotizzare l’orizzonte dell’inizio della primavera per avere questi vaccini a disposizione, dopo che le agenzie regolatorie avranno dato il via libera». Tuttavia, per i bambini di poco più grandi della fascia 5-11 anni, le vaccinazioni procedono con ritardo: negli ultimi sette giorni, rileva la Fondazione Gimbe, si è infatti registrato un ulteriore crollo dei nuovi vaccinati con un – 23,4%. L’ipotesidel vaccino anti-Covid per la fascia d’età under 5vede favorevoleAnnamaria Staiano, presidente della Società italiana di pediatra (Sip) «anche perché stiamo assistendo ad un aumento dei positivi nelle fasce pediatriche», spiega aprendo alla possibilità che questo vaccino sviluppato Pfizer-BioNTech, che ha chiesto il via libera al’Fda, venga incluso nelle vaccinazioni pediatriche annuali «probabilmente sarà così, avrà senso farlo una volta l’anno insieme agli altri». «ll sistema immunitario dei bambini risponde meglio alle stimolazioni dei vaccini – ricorda la presidente dei pediatri – se pensiamo che proprio sotto i cinque anni si fanno le principali vaccinazioni dell’età pediatrica anche in maniera concentrata. Questo si fa proprio perché l’organismo è molto recettivo, pensiamo all’immunità generata dalla vaccinazione contro l’epatite che è molto più vigorosa rispetto a quella che si crea negli adulti». Staiano rimarca poi che «stiamo assistendo a un aumento dei positivi nelle fasce d’età scolare. Siamo passati dal 24% al 30% in una settimana, secondo l’ultimo report dell’Iss, e vanno un po’ a rilento le vaccinazioni tra i 5-11enni: solo il 14,6% ha completato il ciclo vaccinale e il 32% ha fatto una dose. Sarebbe importante implementare la platea”. Nel report dell’Iss si legge che “nell’ultima settimana il 18% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nei bambini sotto i 5 anni, il 44% nella fascia d’età 5-11 anni, il 38% nella fascia 12-19 anni». (fonte Doctor33)

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La stella che non brilla La Shoah narrata ai bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2022

Di Guia Risari con le illustrazioni di Gioia Marchegiani. In occasione del Giorno della Memoria il prossimo 27 gennaio Il Sole 24 Ore presenta in edicola per un mese da sabato 22 gennaio. L’importanza di rendere consapevoli anche i lettori più giovani delle conseguenze a cui può giungere la discriminazione razziale è significativa per promuovere l’uguaglianza dei diritti e imparare a riconoscere quando un atteggiamento può diventare diffamatorio o discriminatorio. In occasione della Giornata della Memoria che cade il prossimo 27 gennaio, Il Sole 24 Ore porta in edicola per un mese il libro “La stella che non brilla. La Shoah narrata ai bambini” di Guia Rasari, con le intense illustrazioni di Gioia Marchegiani, una storia che, con delicatezza e linguaggio adatto ad un pubblico giovane, dai 9 anni in su, getta una luce su uno dei capitoli più bui della storia recente. Il volume è impreziosito da un’appendice con informazioni storiche su fascismo, nazismo, Seconda guerra mondiale e Olocausto.Una bambina, Eva, trova in soffitta una scatola di latta contenente una stella di stoffa che una volta doveva essere gialla, ma il colore è ormai sbiadito. Quando interroga il padre sulla sua provenienza, questi impallidisce e le promette che sarà il nonno a raccontarle la storia di quella stellina. I genitori di Eva, infatti, si sentono in dovere di farle sapere come stanno realmente le cose, ma non hanno il coraggio di affrontare il discorso. Pensano che il nonno possa essere la persona più indicata per parlargliene, visto il suo coinvolgimento diretto e i suoi ricordi personali. Quel pomeriggio stesso il nonno arriva a casa proprio per lei e per la storia che aspetta. Non è una storia allegra, anzi è tristissima, e farà piangere la bambina ma, come le dice il nonno, la cosa più importante è sapere e non dimenticare. Una storia delicata e al tempo stesso potente per raccontare ai bambini la tragedia della Shoah attraverso parole di speranza. «Ricordare. Devi solo ricordare perché niente del genere possa mai ripetersi». La storia della Shoah passa attraverso le emozioni, la memoria, le relazioni, trasformando gli orrori del passato in un seme di pace e di speranza. Guia Risari è nata nel 1971 a Milano, dove ha compiuto studi classici e si è laureata in Filosofia Morale all’Università Statale, lavorando come educatrice e giornalista per “L’Unità”. Si è specializzata in Modern Jewish Studies alla Leeds University con ricerche su Saadia, Maimonide, Mendelsohn, Rosenzweig, Lévinas, Jabès, Rawicz, Bauman, Rose e una tesi di M.A. sull’antisemitismo italiano. Titolo:LA STELLA CHE NON BRILLA Sottotitolo: La Shoah narrata ai bambini Autrice: Guia Risari Illustratrice:Gioia Marchegiani Editore: Il Sole 24 ORE Libro cartaceo Formato 19×27 cm Pagine: 48 Prezzo: 9,90€ Uscita: 22 gennaio 2022 in edicola

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I bambini e ragazzi fino a 14 anni sono la fascia d’età che legge di più in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Il 77% contro una media nazionale del 56%. Il dato fa parte di una ricerca che sarà presentata per la prima volta a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria in programma dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola a Roma, durante l’incontro, previsto il 4 dicembre alle 15.30, La lettura nella prima infanzia, a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e Centro per il libro e la lettura (CEPELL).L’indagine esplora anche consumi e abitudini culturali poco studiati fino ad ora, come l’uso di materiali editoriali nella fascia 0-3 anni. Intervengono: Pier Domenico Baccalario (scrittore), Angelo Piero Cappello (CEPELL), Beatrice Fini (Giunti – Commissione ragazzi di AIE), Carlo Gallucci (Gallucci Editore), Giovanni Peresson (Ufficio Studi AIE). Modera: Mauretta Capuano (Ansa).Il calendario degli incontri professionali della Fiera – in programma nella Sala ALDUS della Nuvola – quest’anno dedica particolare attenzione alla lettura nelle fasce giovanili con due incontri sul fumetto, uno sull’ibridazione e le intersezioni con le serie tv, un altro sul fenomeno dei booktoker.Chi è il lettore di fumetti in Italia? è l’appuntamento, infatti, in programma domenica 5 dicembre alle 11.00 (sarà trasmesso anche in streaming sul canale Facebook di Più libri più liberi) dove verrà presentata la prima ricerca sul pubblico di questo settore specifico a cura dell’Osservatorio AIE sulla lettura e i consumi culturali, realizzata in collaborazione con il Centro per il Libro e la Lettura. Intervengono Emanuele Di Giorgi (Tunuè – Commissione Comics e Graphic novels di AIE), Renato Franchi (Panini), Giovanni Peresson (Uffici Studi AIE), Cristian Posocco (Star comics), Marco Schiavone (Edizioni BD), Emanuele Vietina (Lucca Comics & Games). Modera Luca Valtorta (Repubblica). L’incontro è a cura della Commissione comics e graphic novels di AIE in collaborazione con ALDUS UP, Eudicom (entrambi i programmi sono finanziati dalla Commissione europea attraverso il programma Europa Creativa) e Lucca Comics & Games. Il 6 dicembre alle 18 si tiene invece – sempre sul tema – I mestieri del fumetto (ovvero: tutto ciò che posso fare se non so scrivere né disegnare), una carrellata di che cosa succede in una casa editrice quando si decide di pubblicare l’opera inedita di un autore di fumetti, con il dettaglio di tutti i mestieri coinvolti prima e durante la pubblicazione. Intervengono Caterina Marietti (Bao Publishing), Federico Salvan (Edizioni BD), Filippo Sandri (Star Comics).Focus sulle contaminazioni per altri due incontri centrali nel programma: Libri, film e serie tv: un «amore» in crescita? in programma il 5 dicembre alle 14, esplora quali sono i criteri di scelta dei produttori cinematografici e televisivi equali strade l’editore può percorrere per portare alla loro attenzione i cataloghi. Intervengono Maria Pia Ammirati (RAI Fiction), Francesca Gagliardi (Lux Vide) moderate da Cristina Mussinelli (AIE). A cura di AIE in collaborazione con ALDUS UP. Sempre il 5 dicembre ma alle 18.30, si tiene l’incontro Dai bookblogger ai booktoker. Come cambia il racconto dei libri sui social, dedicato all’evoluzione del discorso sui libri sui social network, un percorso lungo oramai un decennio e che vede adesso al centro dell’attenzione TikTok. Intervengono Fabio Ferlin (Marsilio Editori), Roberta Franceschetti (Mamamò) e Federico Rognoni (Zen Production). Modera Alessandra Rotondo (Giornale della libreria). A cura di AIE in collaborazione con ALDUS UP.

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Bambini dimenticati

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

In questo periodo ci sono inondazioni di notizie e informazioni più o meno d’elite, tutte grondanti di interesse collettivo e politico, riguardano noi tutti, la nostra vita, il nostro presente e il nostro futuro. Vaccini, green pass, manifestazioni autorizzate, ribelli veri e ribelli inconcludenti, sindacati sul piede di guerra, governi e governicchi in linea di s-partenza. Insomma non ci facciamo mancare niente a prima vista. Poi accade che poco lontano dai nostri confini, in altri paesi, con cui facciamo affari, ma recitiamo la parte della non condivisione per la strabordante politica della disumanità, ebbene, ci arrivano le immagini di migliaia di persone ammassate nei campi, al gelo, alla fame, soprattutto di donne e bambini ricoperti di stenti, di stracci, di disperata speranza. Immagini di persone nei sacchi a pelo sparse nei campi, di guardiani armati fino ai denti che prendono a calci quelle sagome malamente accasciate, che aizzano i cani a mordere. Sono immagini, soltanto immagini lontane qualcuno s’appresterà a dire. Ecco però che arrivano altre notizie, non sono più comunicazioni di elite, non sono più o meno accettabili, posseggono un preciso interesse collettivo, quello della richiesta insindacabile al rispetto della vita umana. La morte di ogni innocente infatti accorcia drammaticamente le distanze. Ci sono persone che muoiono, ci sono bimbi che muoiono di stenti, di fame, di freddo, bambini lasciati morire. Faccio dannatamente fatica a pensare che possa accadere ancora e nuovamente una cosa del genere, per quanto mi sforzi non riesco davvero a prendere coscienza che oltre a togliere la vita ad una persona c’è anche la più sgangherata programmazione perché accada un tale miserabile evento. Non può essere compresa alcuna indifferenza, alcun rispetto per qualsiasi altro paese, per qualsivoglia sovranità statuale, forma di governo che non si adoperi senza se e senza ma a salvare con immediatezza soprattutto i bambini. Lasciare morire una creatura volutamente tra sofferenze indicibili significa non possedere alcuna autorevolezza, credibilità, nessuna radice profonda per alcun potere condiviso. Lasciare morire intenzionalmente all’agghiaccio, nel gelo della paura, nel freddo dell’abbandono, per accoglienza negata un innocente, non è cosa che possa essere risolta con una alzata di spalle, con le solite giustificazioni; in fin dei conti sono ingiustizie che pesano su altri stati, quindi seppure a denti stretti non ci riguardano. In questo macabro conteggio di chi vive e di chi muore, ci sono a sovvenzionare il baro del gioco delle tre carte, le politiche d’accatto, quelle che non consentono di sentire ma di ascoltare, quelle che non vedono ma guardano sbrigativamente al colore della sofferenza, al colore colpevole per le vittime innocenti, al colore spento di quei bambini dimenticati.

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La sclerosi laterale nei bambini

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Saranno presentati il 20 novembre prossimo i risultati del primo studio al mondo sui bambini e i preadolescenti che sono entrati in “contatto” con la SLA, sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che modifica radicalmente la vita di chi ne è colpito e dell’intero nucleo famigliare. Lo studio ha cercato di fare luce su alcuni punti importanti che riguardano questa malattia: quando sono presenti dei minori, qual è il loro impatto con il dolore? Quali sono gli aspetti che incidono sulla loro crescita emotiva? E come è possibile sostenerli? Ad oggi non esiste letteratura scientifica sul tema. Per questo dal 2018 AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, in collaborazione con Fondazione Mediolanum onlus ha voluto comprendere cosa significhi “essere figli della SLA” e crescere con un genitore che è affetto dalla patologia. Grazie alla collaborazione della Scuola di Psicologia dell’Università di Padova si è concluso così lo studio clinico osservazionale, durato ben tre anni, chiamato Baobab. L’idea del nome del progetto nasce dal libro di Saint-Exupéry “Il piccolo Principe”: con la figura del Baobab si vuole rappresentare la Sla che, se non viene “curata” in tutti i suoi aspetti, può prendere il sopravvento nella vita delle persone che ne sono coinvolte. Sabato 20 novembre, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, saranno presentati in diretta streaming i risultati del primo studio al mondo sui bambini e i preadolescenti che sono entrati in “contatto” con la malattia. L’incontro sarà anche l’occasione di confronto per offrire strategie educative ai genitori nel sostenere la relazione con questa esperienza di vita e vedrà la testimonianza di Benedetta Signorini che, nel 19° anniversario della scomparsa dell’indimenticato capitano del Genoa, porterà la sua testimonianza di figlia, diventata oggi donna e mamma.Il webinar sarà trasmesso in diretta streaming alle ore 09:30 sulle pagine social Facebook, YouTube, Instagram e Linkedin ufficiali di AISLA e Fondazione Mediolanum. Il programma scientifico è anche ECM per le professioni sanitarie e dà diritto a 1,5 crediti formativi.Per i professionisti che volessero accedere ai crediti, la partecipazione è gratuita ma è necessario iscriversi a questo link: https://ecmitalianmr.it/people/register e seguire la diretta via zoom con le credenziali che saranno inviate.

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I 12 diritti imprescindibili del bambino

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

Ogni bambino ha diritto alla propria identità, ad avere una famiglia a crescere in un luogo sicuro, che tuteli il suo benessere psico-fisico, ad essere vaccinato e curato in caso di malattia, ad essere istruito, ascoltato e tutelato contro ogni forma di violenza. I pediatri di famiglia del nostro Paese lanciano la Carta dei Diritti del Bambino. Ad oltre 30 anni dalla ratifica italiana della Convenzione di New York sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha elaborato un nuovo documento presentato oggi nella giornata inaugurale del XV Congresso Nazionale dal titolo Nuvole, vento, pioggia… l’arcobaleno! e che si svolge a Baveno (VB) fino a sabato prossimo. Questo nuovo documento ora verrà distribuito alle Istituzioni nazionali e regionali, negli ambulatori medici e diventerà un punto di riferimento per la tutela degli adolescenti. In occasione del suo Congresso Scientifico la FIMP rilancia il sistema di visite basato sui Bilanci di Salute, vero pilastro delle strategie di prevenzione e promozione della salute e dei corretti stili di vita. Viene quindi presentata la campagna “Bilanci per la Vita”, promossa dalla FIMP e che prevede un mini sito bilanciperlavita.it/ che offre con informazioni utili e certificate per i genitori e una forte attività sul profilo Facebook collegato di FIMP (con approfondimenti, video interviste ad esperti e consigli sui controlli dello sviluppo neuromotorio). Sabato 9 ottobre si svolgeranno in tre città italiane (Milano, Roma e Matera) delle attività di promozione e sensibilizzazione dedicate alle famiglie volti a sensibilizzare i genitori nel seguire gli appuntamenti dei Bilanci di Salute presso il proprio pediatra di famiglia con volantinaggio davanti ai supermercati. “I bilanci di salute prevedono una serie di controlli a intervalli regolari che hanno l’obiettivo di sviluppare un processo di osservazione longitudinale dello sviluppo del bambino – conclude Doria -. Vengono affrontati in modo particolare, ad esempio, i temi dell’alimentazione per la prevenzione dell’obesità e sono valutati gli aspetti neuroevolutivi per il precoce riconoscimento dei disturbi del neurosviluppo e delle malattie neuromuscolari. I Bilanci poi costituiscono una fondamentale occasione di monitoraggio complessivo del benessere della popolazione pediatrica anche perchè costituiscono momenti utili di dialogo con i genitori. Per questo abbiamo deciso di promuovere una campagna nazionale di sensibilizzazione sia on line che in presenza e che metta al centro il benessere dei bambini. Nelle prossime settimane avvieremo altre iniziative per coinvolgere un numero sempre maggiore di famiglie”.

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Diritto dei bambini e dei ragazzi alla vaccinazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2021

L’Associazione degli Ospedali Pediatrici Italiani e la Società Italiana di Pediatria, nel ribadire l’efficacia e la sicurezza della vaccinazione contro il SARS-CoV 2 in tutte le fasce di età in cui è stata praticata nel mondo, in miliardi di dosi, difendono il diritto di bambini e ragazzi a avere la propria salute tutelata attraverso la vaccinazione. In Italia, grazie all’eccellenza dell’assistenza garantita all’età 0-18 anni dal SSN italiano, riconosciuto come uno dei migliori al mondo, il numero di decessi in età evolutiva dovuti al COVID è contenuto, ma sono numerosi i casi di forme gravi che hanno necessitato di cure intensive (sindrome infiammatoria multiorgano pediatrica – MIS-C) curate e guarite negli ospedali italiani. In accordo con i suggerimenti dell’American Academy of Pediatrics , di altre società scientifiche nel mondo e in particolare l’European Academy of Pediatrics, esprimiamo apprezzamento per l’opportunità offerta agli adolescenti (12-16 anni) di potere tutelare la propria salute contro un virus responsabile della più devastante pandemia dell’epoca contemporanea. Auspichiamo la possibilità che il vaccino contro il COVID, confermando i promettenti dati ad oggi disponibili, dimostri la propria efficacia e la propria sicurezza anche nei soggetti da 0 a 12 anni in modo che, completato l’iter previsto dalle norme, anche i più piccoli possano usufruire della stessa possibilità di prevenzione contro il SARS-CoV 2. I dati della letteratura scientifica internazionale confermano che, seppur raramente, il COVID può determinare il decesso anche in età evolutiva e che non sono rari i casi gravi, in particolare la MIS-C. Sosteniamo con fermezza il diritto di tutti i soggetti in età evolutiva a poter fruire delle vaccinazioni disponibili per le fasce di età in cui già esiste un vaccino autorizzato (12-16 anni) e di poter offrire, appena disponibili, la stessa opportunità anche ai soggetti in età inferiore ai 12 anni. A oggi la vaccinazione è il solo provvedimento che porta quasi a zero il rischio morte e rende minimo il rischio di contrarre forme cliniche gravi. Per tale motivo è importante che le stesse opportunità di salute vengano offerte anche ai cittadini dell’età evolutiva. I benefici della vaccinazione per bambini e adolescenti sono molteplici: proteggere la loro salute dal COVID-19; normalizzare la loro vita (scuola, socializzazione); ridurre la circolazione virale nell’intera popolazione. Rappresentando gran parte delle istituzioni pediatriche nelle quali afferiscono bambini e ragazzi affetti dalle forme gravi di COVID, ribadiamo la necessità di provvedere nei tempi più rapidi alla vaccinazione dei soggetti per i quali sono già disponibili i vaccini e auspichiamo il massimo impegno di tutte le componenti della società al fine di garantire la vaccinazione a tutti coloro per i quali vaccini saranno approvati.

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Vaccini Covid, pediatri e ginecologi: subito a donne in gravidanza e bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

Appello al ministero della Salute da parte di neonatologi, pediatri e ginecologi per accelerare la vaccinazione anti-Covid delle donne in gravidanza e in allattamento e dei bambini di età superiore ai 12 anni: “Sono infatti, possibili rischi gravi anche per queste categorie”, avvertono gli esperti. I vaccini a mRNA, sottolineano le associazioni di specialisti in una nota, sono “assolutamente sicuri sia per le donne in gravidanza, sia per le donne che allattano. In alcuni centri di riferimento nel mondo (come a Parigi, in Israele, in Belgio, in Irlanda, negli Usa) la vaccinazione in gravidanza viene offerta di routine. Non esistono controindicazioni diverse dal resto della popolazione alla vaccinazione”. Il vaccino, inoltre, “non influisce sulla fertilità della donna, nè vi è alcun motivo per rimandare una gravidanza”. Queste indicazioni, precisano, sono fornite anche in Italia dall’ultima Circolare del Ministero della Salute del 4 agosto e ribadite dall’Organizzazione mondiale della Sanità in un documento del 25 giugno. Per questo, la Società italiana di neonatologia (Sin), la Società italiana di pediatria (Sip), la Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), la Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi), la Associazione ginecologi universitari italiani (Agui), la Società italiana di medicina perinatale (Simp), l’Associazione ginecologi territoriali (Agite) e la Società europea di rianimazione pediatrica e neonatale (Espnic) fanno appello al Ministero della Salute e a tutte le istituzioni perché “sia promossa il più possibile la vaccinazione delle donne in gravidanza e in allattamento oltreché dei bambini di età superiore ai 12 anni (e più piccoli quando vaccini dedicati saranno disponibili)”. Chiedono inoltre che si instauri un coordinamento centralizzato, come in altri Paesi europei, per la vaccinazione di queste categorie al fine di evitare disparità a livello locale e regionale, e che l’informazione su questi temi sia veicolata in maniera scientificamente valida e con la adeguata competenza specialistica. (Fonte Doctor33)

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Vaccini Covid-19 in bambini e adolescenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

Il Commitee on Infectious Diseases dell’American Academy of Pediatrics (Aap) ha appena pubblicato su Pediatrics un articolo sui vaccini Covid-19 nei bambini e adolescenti. «Questa è una pre-pubblicazione di un articolo già sottoposto a revisione e accettato per la pubblicazione, ma non è la sua versione finale e potrebbe contenere informazioni imprecise in termini di fatti, cifre e dichiarazioni che verranno corrette nella versione finale» chiarisce Yvonne Maldonado, coordinatrice del gruppo di esperti che ha firmato l’articolo e professore di pediatria alla Stanford University, aggiungendo che la rivista stampa una pre-pubblicazione dell’articolo per accelerare l’accesso alle informazioni in esso contenute.«I vaccini sono sicuri ed efficaci nel proteggere individui e popolazioni dalle malattie infettive, e quelli nuovi vengono valutati dalla Food and Drug Administration (Fda) e dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) attraverso un processo rigoroso e trasparente durante il quale i dati di sicurezza ed efficacia vengono rivalutati in modo critico» scrivono gli esperti dell’Aap, precisando che ciò accade anche per i vaccini Covid-19 nei bambini e adolescenti. Tant’è che l’Aap raccomanda quanto segue: 1) la vaccinazione Covid-19 è raccomandata in tutti i bambini e gli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni privi di controindicazioni somministrando vaccini autorizzati per l’età; 2) qualsiasi vaccino Covid-19 autorizzato dall’Fda, raccomandato dai Cdc e appropriato per età e stato di salute può essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti; 3) data l’importanza della vaccinazione e di una rapida diffusione dei vaccini Covid-19, l’Aap approva la somministrazione concomitante delle consuete vaccinazioni per l’infanzia e adolescenza con i vaccini Covid-19; 4) in alternativa l’Aap raccomanda la vaccinazione Covid-19 nei giorni precedenti o successivi nei bambini e adolescenti in ritardo o in scadenza per le vaccinazioni in base al programma vaccinale suggerito da Cdc/Aap. (fonte doctor33)

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Toni Brunetti: Cose da bambini

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Milano, dicembre 1969. Marco Berni ha undici anni e troppe paure. La sua è una famiglia problematica: sua sorella è fragile e testarda, sua madre è oppressa dal rapporto burrascoso con il marito e suo padre è un irresponsabile. A Marco non resta che la sua grande passione per il calcio e i dialoghi interiori con il suo idolo Tex Willer, un modello di coraggio da seguire. Trasferitosi all’Anello, un quartiere difficile dove tutto è violenza e persino la scomparsa di una bambina sembra passare inosservata, Marco fa amicizia con Edo e il Fotaro e in 12 mesi memorabili sarà costretto ad affrontare tutti i suoi fantasmi. La scoperta dell’amore e la consapevolezza della paura di crescere lo spingeranno a compiere un’azione eroica e folle. Quell’impresa diventerà il punto di svolta della sua crescita personale. Toni Brunetti vive e risiede a Milano. Autore e regista, da molti anni si occupa di comunicazione e lavora in ambito televisivo per aziende e la pubblica amministrazione. Cose da bambini è il suo primo romanzo.

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Bambini sani e vaccini anti Covid-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2021

“Il nostro appello sul vaccino anti-Covid ai bambini dello scorso 29 maggio invitava alla riflessione su tre argomenti: 1) medici: la sostanziale non pericolosità dell’infezione da SARS-CoV-2 nella fascia di età tra gli 0 e 19 anni (mortalità dello 0,0003%) a cui si accompagna una prevalenza molto bassa di infezioni nella scuola (mediamente inferiore allo 1% di positivi nella popolazione scolastica) e un’ altrettanto rara trasmissione dell’infezione da minori ad adulti (dovuta a molte cause, alcune ignote, comunque statisticamente dimostrata); 2) etici: facciamo nostro l’appello del direttore dell’OMS contro l’egoismo dei paesi ricchi che si permettono di vaccinare gruppi con rischi quasi nulli di sviluppare malattie gravi da Covid-19 e intanto negano il vaccino ai paesi poveri dove milioni di anziani e fragili aspettano di essere vaccinati; 3) di precauzione: come ha rilevato la stessa azienda farmaceutica Pfizer/Biontech, «visto il numero ridotto di bambini partecipanti allo studio [sperimentale], non è stato possibile valutare effetti collaterali rari». Siamo quindi d’accordo sull’opportunità di vaccinare quei bambini che per condizioni di salute rientrano tra i soggetti fragili, potendo sviluppare una forma di Covid-19 grave. Non possiamo essere d’accordo su un obbligo vaccinale imposto ai minori, esplicito o implicito, giuridico o sociale che li esporrebbe a un rischio per la salute non attualmente conosciuto rispetto a un beneficio irrisorio. Crediamo infatti fortemente nell’utilità della vaccinazione per le fasce a rischio anche moderato. Il 9,6% dei bambini e adolescenti è affetto da patologie croniche. Si tratta principalmente di malattie allergiche (8,3% per i maschi e 7,6% per le femmine) che non rientrano direttamente tra i fattori prognostici significativamente associati alla mortalità da Covid-19. Secondo le linee guida del CDC: i bambini a maggior rischio di malattia grave da Covid-19 sono i bambini con condizioni genetiche, neurologiche, metaboliche, o con malattie cardiache congenite, con obesità, diabete, asma o malattia polmonare cronica o immunodepressi. Anche se l’asma in alcuni casi è collegata alle allergie, rimangono comunque una estrema minoranza i giovani con patologie concomitanti gravi.Benché la perdita di ogni vita umana, soprattutto dei più piccoli, sia sempre motivo di profondo dolore, la mortalità da Covid-19 nei giovani è stata estremamente bassa. L’Istituto Superiore di Sanità indica 27 decessi nell’arco temporale da marzo 2020 al 26 maggio 2021. Anche se il dato cumulativo su ricoveri e terapie intensive non è disponibile, nel giorno in cui abbiamo osservato il massimo numero di contagi nel 2021, l’8 marzo, 21 ragazzi di 0-19 anni su 10,5 milioni erano ricoverati in terapia intensiva (1 su 500 mila), mentre in tutto 368 erano ricoverati in reparto ordinario (1 su 29mila). Dal punto di vista epidemiologico, questi sono dati rassicuranti. Siamo convinti che ci siano forti e stringenti ragioni per evitare obblighi o condizionamenti sociali rispetto alle vaccinazioni anti-Covid pediatriche e che una vaccinazione pediatrica universale sia scorretta da un punto di vista medico, eticamente inaccettabile e con un rapporto rischi/benefici svantaggioso.Sappiamo che sull’argomento non v’è uniformità di vedute ma ribadiamo che l’obiettivo comune è quello di una conoscenza più ampia e piena: come ci insegna Popper – e ben prima di lui Socrate – l’amore per la verità si esprime attraverso una ricerca critica persistente e inquieta, che non mira a sconfiggere l’argomento dell’avversario, ma ad accoglierlo e discuterlo in nome di un proposito: solo così è possibile individuare gli errori e imparare qualcosa di nuovo. (fonte: https://www.facebook.com/SaraGandini68)

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Un’aula dedicata all’insegnamento multimediale e interattivo dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

Un’iniziativa tesa all’innovazione, allo sviluppo, alla multimedialità didattica, sempre più importante anche nei confronti delle nuove generazioni. Così potrebbe riassumersi la ferma volontà della Scuola Elementare “Lorenzo Lotto” e dell’Istituto Comprensivo “Beniamino Gigli” di aprire l’Innova Lab, un’aula dedicata all’insegnamento multimediale e interattivo dei bambini. L’aula è stata intitolata al Maestro Luigi Vincenzoni, nipote di Beniamino Gigli, scomparso lo scorso anno e instancabile custode della cultura gigliana. Il Gruppo Editoriale ELi ha contribuito attivamente alla realizzazione di quest’aula speciale, fornendo gratuitamente libri di narrativa e materiale didattico per arricchire la biblioteca a disposizione di bambini e maestre. “Aprire un’aula dopo che per molto tempo abbiamo vissuto le chiusure è un gesto simbolicamente molto profondo” commenta l’AD di ELI Michele Casali. “Siamo felici di aver contribuito alla realizzazione di quest’aula, dedicata a un grande personaggio recanatese, che sarà sicuramente il nido creativo dal quale le idee di tanti bambini e ragazzini spiccheranno il volo”.

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Scienza online per i bambini dell’ospedale pediatrico Meyer

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2021

Nuove attività educative e di svago rivolte ai piccoli pazienti di lunga degenza: il Museo Galileo prosegue la collaborazione avviata già nel 2016 con la scuola primaria dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze con un ciclo di sei incontri a partire da ieri. In questo momento di emergenza pandemica, estremamente difficoltoso per tutti gli studenti, il Museo ha ripensato le proprie attività adattandole al digitale, in questo caso proponendo ai bambini del Meyer visite e attività a distanza con collegamenti online.
I percorsi didattici, personalizzati a seconda dell’età e degli interessi degli alunni e delle indicazioni dei loro insegnanti, spaziano dallo spettacolo dei burattini, per un primo approccio al mondo della scienza per i più piccoli, a visite virtuali alle splendide collezioni di strumenti scientifici del Museo con una guida d’eccezione, Galileo Galilei “in persona”.I bambini avranno così l’occasione di avvicinarsi al mondo della scienza e alle figure dei grandi scienziati del passato in maniera appassionante e divertente.Uno dei percorsi nasce direttamente dalla richiesta di uno dei piccoli pazienti, appassionato di chimica, che desiderava intervistare un ricercatore di questa materia: si tratta di “Chimicando”, un programma di attività online progettate appositamente per la scuola del Meyer in collaborazione con il Politecnico di Torino. Le divertenti e istruttive esperienze di chimica saranno svolte a distanza da un operatore, ma potranno essere eseguite anche da casa con l’aiuto di semplici schede. Per far sentire i piccoli ricoverati uniti ai loro compagni di scuola, durante le attività sarà collegata l’intera classe. (foto: lezioni galileo in copyright)

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Allarme allergie tra i più piccoli: colpisce 4 bambini su 10

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Anche quella delle allergie sta assumendo le dimensioni di un’epidemia. A lanciare l’allarme sono gli esperti della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) che tra poco più di un mese si riuniranno in occasione del XXIII Congresso Nazionale (22-24 aprile). Un atteso appuntamento per condividere e discutere le ultime novità pediatriche in tema di allergologia e immunologia e che, per questa edizione virtuale, avrà il piacere di ospitare l’immunologo di fama mondiale Tony Fauci. “Nei bambini al di sotto dei 14 anni ci attestiamo ormai su percentuali che vanno dal 30 al 40% – conferma Gianluigi MARSEGLIA, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Pavia e Presidente SIAIP. “Dobbiamo considerare diversi fattori. Il primo è rappresentato dalla predisposizione genetica che però, per definizione, è modulata dall’ambiente. In altre parole – continua MARSEGLIA – se un individuo predisposto geneticamente vive in un ambiente in cui il contatto con sostanze estranee potenzialmente in grado di indurre l’allergia è scarso, il rischio che queste sostanze incidano sulla genetica è molto basso. Se viceversa il contatto con sostanze che favoriscono lo sviluppo di allergie è elevato, il rischio aumenta. Quando parliamo di queste sostanze estranee non ci riferiamo esclusivamente agli allergeni, ma anche a situazioni che in modo indiretto modulano la predisposizione genetica, come per esempio l’inquinamento ambientale. Il rapporto fra genetica e ambiente è molto importante e spiega perché l’epidemia di malattie allergiche non ha il medesimo impatto nelle varie parti del mondo. Così, se nei Paesi occidentali viaggiamo verso il 50% di allergici sotto i 14 anni, in altre aree, per esempio in Africa, le percentuali sono molto più basse”. “Grazie alla ricerca di base stiamo cercando di capire come l’ambiente riesce a modulare la genetica. La comprensione dei meccanismi molecolari alla base delle manifestazioni allergiche sta consentendo di sviluppare farmaci intelligenti che vanno a centrare con precisione il meccanismo che innesca la reazione allergica. Si tratta di un intervento che rientra nella medicina di precisione: oggi per esempio – continua MARSEGLIA – disponiamo di anticorpi monoclonali intelligenti con cui siamo in grado di curare anche nei bambini le malattie allergiche gravissime come per esempio le forme gravi di asma o di dermatite atopica. Una seconda linea di ricerca mira a individuare i fattori che possono permetterci di identificare precocemente i soggetti a potenziale rischio di sviluppare forme severe, nei quali possiamo instaurare una prevenzione ambientale, alimentare o farmacologica per evitare che questi individui possano andare incontro a forme persistenti più gravi. Tutti temi che affronteremo in occasione del prossimo congresso della SIAIP”.

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Coronavirus, possibili sintomi a lungo termine nei bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

Secondo un articolo pubblicato su MedRxiv sotto forma di prestampa, ossia non ancora sottoposto a peer-review, i bambini possono soffrire di postumi da Covid-19 a lungo quanto gli adulti, con sintomi che durano mesi dopo l’evento iniziale. Allo studio, svolto dai ricercatori del Policlinico Gemelli di Roma in collaborazione con la Federazione italiana medici pediatri (Fimp), hanno preso parte 129 bambini e ragazzi tra 5 e 18 anni con diagnosi di Covid-19 valutati in pronto soccorso, in reparto oppure in regime ambulatoriale durante la prima e la seconda ondata della pandemia da Coronavirus. E dai risultati emerge che un terzo della coorte oggetto di studio ha riferito la persistenza a distanza di mesi di sintomi più o meno evidenti tra cui i più frequenti erano dolori muscolari o articolari, cefalea, disturbi del sonno, senso di costrizione o dolore toracico e palpitazioni.In particolare, il 51% di 68 bambini valutati a distanza di 120 giorni riportava almeno un sintomo persistente che in molti casi interferiva con le consuete attività quotidiane. E dopo una rivalutazione a 160 giorni, la percentuale di partecipanti che ancora riferiva almeno un sintomo era ancora significativa, sebbene fosse calata al 36%. «I sintomi attribuiti ai bambini sono stati riportati da genitori in interviste telefoniche, e nel campione esaminato sembrerebbe che la sintomatologia si verifichi addirittura con un tasso più elevato rispetto agli adulti. I dati sull’argomento, tuttavia, sono ancora scarsi e saranno oggetto di approfondimento in studi più ampi già in corso presso il nostro centro» commenta il primo autore Danilo Buonsenso, infettivologo pediatra presso il Dipartimento di scienze della salute della donna, del bambino al Policlinico Gemelli di Roma. E Teresa Rongai, segretaria della Fimp di Roma, conclude: «Ad avere sintomi a distanza di tempo sono spesso i bambini un po’ più grandi, dagli 8 anni in su. Questi casi non hanno nulla a che fare con la sindrome infiammatoria sistemica, ma piuttosto si tratta di una cronicizzazione dei sintomi, in genere non gravi, che permangono in modo simile a quanto accade negli adulti». (Fonte doctor33)

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