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L’ebola falcidia i bambini del Congo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Più di 500 bambini hanno già perso la vita a causa della terribile epidemia di Ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con un’accelerazione di decessi che si è registrata in particolare negli ultimi sei mesi, denuncia Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.Nei sei mesi successivi al 1 agosto 2018, quando l’Ebola ha cominciato a diffondersi nel Paese, i decessi tra i bambini erano meno di 100, mentre si sono più che quadruplicati negli ultimi mesi, sottolinea l’Organizzazione. In totale, circa 740 minori sono stati infettati dal virus dall’inizio dell’epidemia.“Siamo di fronte a un ulteriore tragico punto critico durante questa epidemia che sta avendo un impatto devastante sui bambini, specialmente quelli più piccoli. Circa il 40% dei minori che hanno contratto la malattia, infatti, hanno meno di cinque anni e molti di loro sono morti. Le conseguenze sono molto gravi anche perché, a causa dell’elevato tasso di mortalità, migliaia di bambini hanno perso almeno uno dei loro genitori a causa della malattia o sono rimasti separati da essi”, ha affermato Heather Kerr, Direttrice di Save the Children in Repubblica Democratica del Congo.Il virus, sottolinea inoltre l’Organizzazione, mette i bambini davanti al rischio di essere stigmatizzati, isolati o abbandonati, e di rimanere quindi vittime di ogni tipo di abuso e sfruttamento o di essere reclutati nei gruppi armati. Molti bambini, poi, non vanno a scuola perché i loro genitori sono morti e chi si prende cura di loro non può permettersi di pagare le tasse scolastiche, o perché le scuole vengono chiuse a causa dell’insicurezza costante.“Anziché retrocedere, negli ultimi sei mesi l’epidemia di Ebola ha subito una forte accelerazione, e la situazione sta degenerando proprio davanti ai nostri occhi se consideriamo i quattro casi registrati a Goma, una città di oltre un milione di abitanti. L’Oms – ha proseguito Heather Kerr – ha dichiarato che si tratta di un’emergenza di carattere internazionale e a questo dovrebbe seguire un maggiore sostegno da parte della comunità internazionale. È fondamentale, in questa fase, identificare le persone contagiate, garantire ai malati le cure di cui hanno bisogno e dare una sepoltura sicura alle persone decedute. Inoltre è quanto mai urgente lavorare per costruire la fiducia nelle comunità locali in modo da sensibilizzare in modo chiaro sulla portata della pericolosità dell’Ebola”.I team di Save the Children che operano nella Repubblica Democratica del Congo sono impegnati sul campo sin dalla prima settimana della diffusione dell’epidemia di Ebola e da allora sono state raggiunte più di 1,1 milioni di persone, di cui più di 834.000 bambini.
L’Organizzazione, in particolare, sta supportando il Ministero della Salute per la prevenzione e il controllo delle infezioni e l’erogazione di servizi igienico-sanitari nelle cliniche, oltre a fornire il supporto di cui hanno bisogno alle comunità locali, anche attraverso la diffusione di messaggi di sensibilizzazione per prevenire la malattia. I nostri team, inoltre, forniscono supporto per quanto riguarda la ricerca e l’identificazione dei casi di contagio.Grazie alle nostre attività di sensibilizzazione delle comunità, solo lo scorso giugno, abbiamo raggiunto 58.290 famiglie e più di 245.000 persone, tra cui oltre 110.000 bambini, attraverso messaggi salvavita sulla prevenzione e l’individuazione dell’Ebola.

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Vacanze con famiglia: ecco alcuni consigli utili quando si viaggia con i bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Per l’estate 2019 si prevedono ancora più disagi rispetto all’anno scorso: l’ultimo studio di AirHelp, la più importante società di supporto ai passeggeri a seguito di ritardi e cancellazioni, stima attese in aeroporto per più di 7,8 milioni di passeggeri che viaggeranno da e per l’Italia. Tra questi viaggiatori ci saranno sicuramente anche famiglie con bambini; AirHelp ha stilato un breve vademecum per chi va in vacanza con i più piccoli, ricordando che tutti hanno diritto al risarcimento, indipendentemente dall’età. “Nonostante alcune compagnie aeree affermino il contrario, anche i neonati sono vittime di ritardi e cancellazioni di voli e – come tutti – hanno diritto al rimborso”, sostiene Roberta Fichera, portavoce di AirHelp Italia. “In vista del mese più caldo dell’anno, riteniamo sia molto importante sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che anche i più piccoli abbiano dei diritti. Invitiamo tutti i genitori a ricordarsi di presentare sempre una richiesta di risarcimento anche per conto dei propri figli in caso di disagi con il volo”. Se si rimane bloccati in aeroporto con i bambini, è bene ricordare che ci sono leggi che tutelano tutta la famiglia durante un’interruzione di volo. Ecco alcuni consigli su cosa fare e cosa dire quando le vacanze prendono una piega inaspettata.
Per voli in ritardo, cancellati o imbarchi negati, tutte le compagnie aeree (low cost comprese) devono corrispondere da 250€ a fino 600€ di rimborso a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato. Si tratta di un diritto dei passeggeri il più delle volte a loro sconosciuto (o omesso dalle compagnie aeree).
Il diritto al risarcimento finanziario deve essere richiesto entro tre anni dalla data di ritardo del volo. Circostanze straordinarie come condizioni meteo avverse o emergenze mediche esentano la compagnia aerea dall’obbligo di rimborsare i passeggeri aerei.
Per maggiori informazioni, si può visitare il sito airhelp.com. I passeggeri coinvolti in disagi aerei a seguito di ritardi o cancellazioni possono verificare l’idoneità al risarcimento gratuitamente, direttamente in aeroporto e presentare un reclamo in pochi minuti.

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Campidoglio: Blindato il servizio educativo per bambini disabili nelle scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Roma. E’ stato pubblicato il nuovo bando per gli OEPA, il personale che si occupa dell’assistenza ai bambini disabili nelle scuole dell’infanzia, comunali e statali, primarie e secondarie di primo grado. Il servizio continuerà ad essere garantito nel prossimo anno scolastico dai Municipi mediante singole procedure. Dal 1 settembre 2020 partiranno i nuovi contratti applicativi stipulati dai singoli Municipi con le piccole e medie imprese che si aggiudicheranno l’affidamento e specificheranno termini e condizioni.
L’accordo quadro triennale (2020-2022) è stato predisposto dal Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici in sinergia con il Dipartimento Razionalizzazione della Spesa, su indirizzo politico dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale. Finalità: consentire la flessibilità funzionale per far fronte ad esigenze evolutive del servizio, specie sotto il profilo economico (sarà più semplice variare le risorse a bilancio in caso di necessità migliorativa).Il servizio è calibrato in funzione del principale obiettivo: offrire un servizio di qualità ai bimbi disabili, introducendo una formula che scoraggia i potenziali aggiudicatari a presentare offerte troppo ribassate.“Gli Uffici hanno fatto tesoro delle osservazioni dell’ANAC”, spiega l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre. “Le offerte tecniche per essere considerate valevoli dovranno ottenere almeno 40 punti sugli 80 fissati dal bando. L’assegnazione del punteggio sulla parte economica (massimo 20) sarà parimenti legato alla capacità dell’impresa di assicurare il giusto rapporto qualità-prezzo. Il criterio scelto è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.In merito all’aspetto non meno importante del personale, l’Assemblea Capitolina aveva inserito nel Regolamento del 2017 la clausola sociale stabilendo che “l’Organismo partecipante si impegna formalmente…a garantire la permanenza in servizio dei lavoratori già operanti nel medesimo servizio, salvo diversa volontà dei lavoratori interessati”. “Ci siamo impegnati con famiglie e organizzazioni sindacali a tutelare i livelli occupazionali in modo da tutelare contestualmente la continuità del servizio e le presenze accanto ai bimbi. E’ importante che le figure di riferimento siano confermate, per garantire sicurezza alle famiglie e benessere ai piccoli”, conclude l’Assessora Baldassarre.

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In Yemen dall’inizio dell’anno almeno 193 bambini sono morti a causa del colera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Nei primi sei mesi del 2019 sono stati registrati quasi 440.000 casi sospetti, di cui circa 203.000 tra i minori sotto i 15 anni, un numero che ha già superato quelli relativi all’intero anno precedente.Il numero totale di decessi collegati al colera è in aumento, sottolinea Save the Children. Nei primi sei mesi dell’anno in corso, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le persone che hanno perso la vita per il colera sono nove volte in più. Oltre 9 milioni di bambine e bambini, inoltre, non hanno adeguato accesso all’acqua potabile, a causa di un conflitto che ha reso fuori uso buona parte delle infrastrutture per l’acqua pulita e i servizi igienici. Anche la disponibilità di carburante è molto precaria, limitando fortemente così la possibilità di pompaggio delle fogne e raccolta dei rifiuti con il rischio che vaste aree del Paese possano diventare terreno fertile per lo sviluppo di malattie infettive, come i colera, che si trasmettono attraverso le acque. Ad essere particolarmente vulnerabili, in tale contesto, sono soprattutto i bambini malnutriti, che hanno tre volte in più la probabilità, rispetto ai loro coetanei, di morire di colera, a causa del loro sistema immunitario ulteriormente indebolito. Malattie diarroiche come il colera contribuiscono a loro volta alla diffusione della malnutrizione. Save the Children, in questo momento, è impegnata per supportare centri per fornire servizi di reidratazione orale e strutture sanitarie di base nella maggior parte dei distretti del Paese dove maggiore è l’emergenza. L’Organizzazione realizza inoltre progetti per la purificazione delle acque e sensibilizzare le comunità sulla prevenzione delle malattie.Solo la fine del cruento conflitto in corso in Yemen – sottolinea tuttavia Save the Children, che quest’anno, per tenere alta l’attenzione sulle conseguenze del conflitto ha lanciato la campagna “Stop alla guerra sui bambini” – servirà a proteggere i bambini dalla diffusione del colera. Per questo l’Organizzazione chiede alle parti in conflitto di ripartire dall’accordo di Stoccolma dello scorso dicembre e di impegnarsi per una pace duratura. È inoltre più che mai urgente rimettere in piedi il sistema sanitario per evitare la perdita di altre vite per cause facilmente curabili e prevenibili come il colera. Save the Children chiede infine alle autorità di assicurare il pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici, in particolare degli operatori sanitari e degli insegnanti, e di dotare le strutture sanitare del personale necessario affinché possano essere garantite le cure più urgenti e necessarie.

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Uso di tabacco in bambini e adolescenti

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

La US Preventive Services Task Force (USPSTF) ha di recente pubblicato una bozza di raccomandazione di grado B (certezza di beneficio moderato) che invita i pediatri di assistenza primaria a fornire interventi, tra cui brevi sessioni educazionali e informative, per impedire a bambini e adolescenti in età scolare di iniziare a far uso di tabacco e sigarette elettroniche. L’USPSTF ha anche assegnato un grado “I” (prove insufficienti a stabilire un bilancio rischio beneficio) a una bozza di dichiarazione che indica la necessità di ulteriori ricerche su come sia possibile aiutare a smettere i giovani che usano il tabacco. «Per la prima volta, l’USPSTF ha inserito anche le e-cig nelle sue bozze di raccomandazioni» esordisce il membro della task force Michael Silverstein, del Dipartimento di pediatria presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Boston, spiegando che gli altri prodotti, peraltro già inclusi nelle precedenti raccomandazioni, sono sigarette, sigari, pipe e narghilè, ma anche i tabacchi non fumati come quello da fiuto e da masticare. Sebbene quella di livello “I” sia senza precedenti, la raccomandazione “B” integra e aggiorna la versione emessa nel 2013 dall’USPSTF nella medesima area clinica. «Prevenire l’uso del tabacco tra i giovani è fondamentale per la salute della nazione» ribadisce Silverstein, precisando che tutti, bambini e adolescenti, sono a rischio per l’uso di tabacco e che dovrebbero essere resi disponibili interventi preventivi che li aiutino a non iniziare mai. La raccomandazione, disponibile in bozza sul sito istituzionale della Task Force, suggerisce che i siti web di CDC, FDA, Surgeon General e National Cancer Institute mettano a disposizione risorse che possano essere utilizzate dai pediatri di assistenza primaria durante i colloqui con bambini e adolescenti sulle conseguenze derivate dall’uso del tabacco. Sebbene con raccomandazione “I”, l’USPSTF auspica anche studi futuri nelle seguenti aree: valutazione di interventi di counseling comportamentale che con risultati a 6 mesi o più; approfondimento dei benefici e danni dei farmaci usati per aiutare i giovani a smettere di fumare; modi per prevenire l’uso del tabacco e strategie per promuovere nei giovani la cessazione dell’uso dei sistemi elettronici di somministrazione di nicotina (ENDS, Electronic Nicotine Delivery Systems). Il documento in bozza è disponibile per valutazioni e commenti da parte del pubblico fino al 22 luglio 2019 all’indirizzo: http://www.uspreventiveservicestaskforce.org/tfcomment.htm. USPSTFwww. uspreventiveservicestaskforce.org/tfcomment.htm (fonte doctor33)

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Protocollo di Intesa per la salute dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo e il Rettore della Saint Camillus International University of Health Sciences Giovanni Crisostamo Profita, nel corso della Conferenza Organizzativa dell’UNICEF Italia che si tiene a Roma in questi giorni, hanno firmato un protocollo di intesa della durata di quattro anni per unire le proprie forze e competenze in ambito sanitario e di cooperazione per i bambini più vulnerabili.
“Ogni giorno nel mondo 7.000 bambini muoiono nel primo mese di vita. Il primo gennaio di quest’anno sono nati nel mondo oltre 395.000 bambini, circa 1.335 in Italia. È con grande senso di responsabilità che abbiamo deciso di impegnarci in questa collaborazione per i bambini più vulnerabili in Italia e nel mondo. Ogni bambino deve avere un accesso adeguato a cure mediche di qualità che consentano un suo corretto e sano sviluppo.” – ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. “Questa collaborazione porterà a risultati concreti e positivi e sono orgoglioso di averne dato notizia in occasione della conferenza organizzativa annuale dell’UNICEF Italia che riunisce i Presidenti provinciali e locali UNICEF, i volontari, il nostro staff, il grande cuore pulsante della nostra organizzazione.”“Insieme con l’UNICEF promuoveremo attività congiunte per la salute e il benessere dei bambini, collaboreremo per la definizione di specifici programmi di ricerca, porteremo avanti progetti nell’ambito della tutela della famiglia e dell’infanzia e della riduzione delle povertà socio educative attraverso la formazione di figure specializzate nel settore sanitario. Questa collaborazione è per noi un grande orgoglio, che porterà beneficio a tanti bambini in Italia e nel mondo”, ha dichiarato il Rettore della Saint Camillus International University of Health Sciences Giovanni Crisostamo Profita.

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115 milioni di ragazzi e uomini nel mondo si sono sposati da bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Secondo l’UNICEF – che oggi lancia il primo studio approfondito sugli sposi bambini – circa 115 milioni di ragazzi e uomini nel mondo si sono sposati da bambini, di questi 1 su 5 – circa 23 milioni – prima dei 15 anni. Attraverso i dati da 82 paesi, lo studio rileva che il matrimonio precoce tra i ragazzi è diffuso in diversi paesi nel mondo, che vanno dall’Africa sub sahariana all’America Latina e i Caraibi, dall’Asia del Sud all’Asia dell’Est e il Pacifico. Secondo i dati, il tasso più alto di matrimoni precoci di bambini si registra in Repubblica Centrafricana con il 28%, seguono Nicaragua con il 19% e il Madagascar con il 13%. I nuovi dati portano il numero totale di spose e sposi bambini a 765 milioni. Le ragazze rimangono quelle maggiormente colpite, con 1 giovane donna su 5 tra i 20 e i 24 anni che si è sposata prima del suo diciottesimo compleanno, rispetto a 1 giovane uomo su 30.
Mentre la percentuale, le cause e l’impatto dei matrimoni precoci tra le ragazze sono stati ampiamente studiati, sui matrimoni precoci di ragazzi e bambini sono state realizzate poche ricerche. I bambini maggiormente a rischio di matrimoni precoci provengono dai famiglie più povere, vivono in aree rurali e sono poco o per nulla istruiti.“Il matrimonio ruba l’infanzia” – ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale UNICEF. “Gli sposi bambini sono costretti ad assumersi responsabilità da adulti, per le quali potrebbero non essere pronti. Il matrimonio precoce comporta paternità precoce, e di conseguenza maggiore pressione di dover provvedere alla famiglia, l’interruzione dell’istruzione e scarse opportunità lavorative. Nell’anno in cui celebriamo l’anniversario dei 30 anni dall’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, dobbiamo ricordare che costringere al matrimonio ragazzi e ragazze quando sono ancora dei bambini è in contrasto con i diritti sanciti dalla Convenzione” – ha dichiarato Fore. “Attraverso ulteriori ricerche, investimenti e l’empowerment, possiamo porre fine a questa violazione.” Sito-web: http://www.unicef.it.

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UNICEF Italia: impegno per 1,2 milioni di bambini in povertà assoluta nel nostro paese

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Dichiarazione del Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo all’Assemblea dei volontari riunita a Roma.“L’Italia, mai come oggi, come ho detto 11 mesi fa al mio insediamento, deve essere il terreno su cui ci impegneremo sempre di più come UNICEF. Ogni giorno assistiamo ad episodi incresciosi che riguardano i nostri bambini. Figli feriti o uccisi per mano dei genitori, bambine vittime di violenza, anche all’interno della scuola, discriminazioni nelle mense scolastiche e fenomeni crescenti di bullismo.
Per non parlare dell’insicurezza in cui si trovano a vivere stretti tra la povertà di alcune periferie – in Italia vivono oltre 1,2 milioni di bambini in povertà assoluta ed il 25,7% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 non studia, non lavora né è inserito in programmi di formazione- e l’indifferenza colpevole dei grandi centri urbani, bambini e adolescenti; come accaduto a Napoli giorni fa, quando la piccola Noemi ha rischiato la vita per un proiettile sparato in pieno giorno da un folle criminale mentre lei giocava in un parco con la mamma e la nonna. A Noemi e alla sua famiglia va l’abbraccio di questa Assemblea mentre resta intollerabile che tutto questo avvenga nel nostro Paese. Per questo motivo ritengo sempre più necessaria una forte attività di advocacy che non solo coinvolga la nostra struttura nazionale ma che veda l’UNICEF sempre più protagonista a livello locale attraverso l’attivismo dei nostri volontari integrati e in rete con società civile, scuola, genitori e istituzioni. Siamo a disposizione del Governo per aprire da subito un tavolo sulla condizione dell’Infanzia nel nostro Paese.L’UNICEF del futuro, quella che ho in mente è questa. Una comunità di persone che mettono la propria vita al servizio di una missione oggi complessa. Non è facile essere volontari nel 2019, in un mondo che mette in discussione tutto, che tenta di screditare chi fa del bene, che attraverso le fake news è capace di dire tutto il contrario di tutto. Per questo sono necessarie idee, motivazioni e grandi ideali. Il nostro, quello di proteggere i bambini, va difeso e sostenuto ogni giorno”.

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Priyanka Chopra Jonas in missione in Etiopia tra i bambini rifugiati

Posted by fidest press agency su martedì, 28 Mag 2019

Questa settimana la Goodwill Ambassador dell’UNICEF Priyanka Chopra Jonas ha effettuato una missione sul campo in Etiopia con l’UNICEF per incontrare i bambini rifugiati fuggiti dai propri paesi a causa di conflitti e crisi umanitarie.
Durante la missione, Chopra Jonas ha incontrato bambini e giovani che vivono nel campo di rifugiati di Bambasi, dove si trovano circa 17.000 rifugiati provenienti principalmente dal Sudan, e nei campi di Hitsats e Adi-Harush, dove vivono 55.000 rifugiati dall’Eritrea.”I bambini sradicati dalle loro case a causa della guerra e delle catastrofi subiscono i maggiori disagi nella loro vita”, ha detto Chopra Jonas. “Mancano di istruzione, assistenza sanitaria e stabilità, il che li rende estremamente vulnerabili alla violenza, agli abusi o allo sfruttamento”.L’Etiopia ospita circa 900.000 rifugiati – la seconda popolazione rifugiata più ampia in Africa. La maggior parte è stata costretta a lasciare le proprie case in Somalia, Sud Sudan, Eritrea, Sudan e Yemen. Molti erano alla ricerca di pace o di una vita migliore, hanno dovuto affrontare pericoli e discriminazioni lungo il percorso.Presso la scuola primaria per rifugiati a Bambasi, Chopra Jonas ha incontrato Zulfa Ata Ey, di 8 anni, uno dei 6.000 studenti iscritti alla scuola. Come in molte altre scuole per rifugiati in Etiopia, a Bambasi c’è una grave carenza di classi, insegnanti e libri di testo.Sia a Hitsats sia a Adi-Harush i campi, le scuole, i centri sanitari e altri servizi essenziali sono integrati e sono utilizzati sia da etiopi che da rifugiati eritrei. Al campo di Adi-Harush Chopra Jonas ha visitato un centro per il monitoraggio nutrizionale gestito dal governo e il vicino ospedale MayTserbi, entrambi utili sia per i rifugiati sia per i membri delle comunità ospitanti. Lì i bambini hanno accesso a cure per la malnutrizione e le madri ricevono le cure mediche necessarie.
L’UNICEF chiede ai governi di difendere i rifugiati e i richiedenti asilo adottando politiche che affrontino le cause per cui i bambini vengono sradicati dalle loro case, aiutino i bambini ad andare a scuola e a stare in salute, tengano le famiglie unite e dare ai bambini uno status legale, pongano fine alla detenzione di bambini rifugiati, combattano la xenofobia e le discriminazioni, e proteggano i bambini sradicati da sfruttamento e violenza.

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Afghanistan: tra 2 milioni di bambini con malnutrizione acuta

Posted by fidest press agency su sabato, 25 Mag 2019

“In Afghanistan le condizioni nutrizionali dei bambini sono allarmanti. Tra i 2 milioni di bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione acuta, 600.000 sono colpiti da malnutrizione acuta grave, la forma più pericolosa di denutrizione per un bambino. L’Afghanistan è uno dei paesi con il più alto numero di bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione acuta grave, oltre a Yemen e Sud Sudan.
Nel 2018 l’UNICEF, unico fornitore di alimenti terapeutici pronti all’uso per i bambini malnutriti in Afghanistan, ha potuto finora raggiungere meno del 50% dei bambini con malnutrizione grave a causa delle scorte limitate (275.000). Per il 2019, l’obiettivo è di raggiungere il 60% di questi bambini (375.000). Non riusciremo a raggiungerli però se – entro 3 settimane – non riceveremo i 7 milioni di dollari richiesti, pari a 107.000 scatole di alimenti terapeutico pronto all’uso.
La situazione è complessa anche per le continue violenze, sfollamenti multipli dovuti a condizioni climatiche estreme (siccità e inondazioni improvvise), crescente insicurezza alimentare e abitudini alimentari scorrette. L’impatto della siccità nel 2018 ha reso le cose peggiori, e nel 2019 sta aggravando la scarsa situazione nutrizionale dei bambini. ‎Secondo un’analisi del 2018, nelle aree colpite dalla siccità si è registrato un aumento del 25% dei bambini colpiti da malnutrizione acuta grave. I risultati degli studi più recenti sulla nutrizione in Afghanistan mostrano anche che 22 delle 34 province hanno superato la soglia di emergenza della malnutrizione acuta.
L’UNICEF sta supportando l’integrazione di servizi di consulenza sulla nutrizione materno infantile e dei bambini piccoli in tutte le provincie per assicurare che madri e persone che si prendono cura dei bambini abbiano supporto per allattare e per la nutrizione complementare dei bambini fino ai 23 mesi.
L’UNICEF supporta programmi basati sulle comunità in 7 provincie che aiutano madri e persone che si prendono cura dei bambini a compiere scelte migliori sulla nutrizione dei loro bambini fino ai 23 mesi per prevenire la denutrizione”.web: http://www.unicef.it

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Bambini alle prese con i cicloni in India e in Mozambico

Posted by fidest press agency su domenica, 5 Mag 2019

In India, nell’Odisha, 28 milioni di persone, di cui 10 milioni di bambini, vivono sul percorso di impatto del ciclone Fani. Circa 1 milione di persone sono già state evacuate in preparazione di quello che è stato descritto come il ciclone più forte dell’India in più di 20 anni.
Più di 120.000 bambini sono stati colpiti dal ciclone Kenneth, la tempesta più forte che il Mozambico abbia mai registrato. Almeno 400 scuole sono state danneggiate o distrutte, colpendo oltre 40.000 studenti. Un’epidemia di colera è stata dichiarata nella zona colpita di Cabo Delgado. Il ciclone del 25 aprile è arrivato appena sei settimane dopo che il ciclone Idai aveva colpito 1 milione di bambini. Quasi due mesi dopo, quasi 25.000 persone continuano a vivere nei rifugi.Il ciclone che attualmente colpisce l’India e i cicloni che hanno attraversato il Mozambico in marzo e aprile hanno causato gravi danni alla vita di migliaia di bambini. Secondo l’UNICEF dovrebbero essere un campanello d’allarme urgente per i leader mondiali sui gravi rischi che gli eventi meteorologici estremi rappresentano per la vita dei bambini.”Stiamo assistendo ad una tendenza preoccupante”, ha detto Henrietta Fore, Direttore generale dell’UNICEF. “Cicloni, siccità e altri eventi meteorologici estremi stanno aumentando di frequenza e intensità. Come abbiamo visto in Mozambico e altrove, i paesi e le comunità più povere sono colpite in modo sproporzionato. Per i bambini già vulnerabili, l’impatto può essere devastante”. “I bambini saranno i più colpiti da questi disastri”, ha detto Gautam Narasimhan, Senior Adviser dell’UNICEF sui cambiamenti climatici. Non si tratta di un’attività normale”. Il cambiamento climatico è legato all’innalzamento del livello del mare e all’aumento delle precipitazioni associate ai cicloni, causando così una maggiore devastazione nelle zone costiere, ma anche nell’entroterra. Nel breve termine, i bambini più vulnerabili sono a rischio di annegamenti , malattie mortali come il colera e la malaria, malnutrizione dovuta alla ridotta produzione agricola e traumi psicologici – tutti elementi che si aggravano quando i centri sanitari e le scuole vengono colpiti. A lungo termine, i cicli di povertà possono protrarsi per anni e limitare la capacità delle famiglie e delle comunità di adattarsi ai cambiamenti climatici e di ridurre il rischio di disastri”.
L’UNICEF lavora per contenere l’impatto di eventi meteorologici estremi, anche attraverso: la progettazione di sistemi idrici in grado di resistere ai cicloni e alla contaminazione dell’acqua salata; il rafforzamento delle strutture scolastiche e il sostegno alle esercitazioni di preparazione; il sostegno ai sistemi sanitari comunitari nelle aree a rischio; la possibilità di preposizionare scorte in vista dei principali eventi meteorologici.

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Mozambico: altri 368.000 bambini a rischio dopo il secondo devastante ciclone “Kenneth”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

Secondo l’UNICEF, altri 368.000 bambini in Mozambico sono ora a rischio e potenzialmente bisognosi di sostegno umanitario salvavita dopo che il paese è stato colpito da una seconda grande tempesta – il Cyclone Kenneth – in meno di sei settimane.
Il ciclone Kenneth è arrivato giovedì nella provincia di Cabo Delgado nel nord del Mozambico come tempesta di categoria 4 e i meteorologi stanno avvertendo che il lento movimento del sistema potrebbe continuare a scaricare la pioggia per giorni, mettendo le aree colpite ad alto rischio di forti inondazioni e frane. Anche lo sfollamento è una delle maggiori preoccupazioni, poiché Kenneth ha distrutto fino al 90% delle abitazioni in alcuni villaggi.”Cabo Delgado non ha una storia di cicloni e siamo profondamente preoccupati che le comunità della zona non sarebbero state preparate all’entità della tempesta, mettendo bambini e famiglie in una posizione molto vulnerabile”, ha detto Michel Le Pechoux, Vice Rappresentante dell’UNICEF in Mozambico. “Il terreno è saturo di pioggia e i fiumi sono già gonfi, quindi l’emergenza rischia di peggiorare a causa delle inondazioni dei prossimi giorni”. Stiamo facendo tutto il possibile per avere sul campo operatori e rifornimenti per tenere la gente al sicuro”. L’UNICEF a Cabo Delgado ha squadre specializzate in salute, nutrizione, protezione dei bambini, acqua e servizi igienico-sanitari, e ha predisposto aiuti umanitari, compresi kit sanitari e per la purificazione dell’acqua, per accelerare la risposta alle emergenze. Le valutazioni sono in corso e l’entità del disastro diventerà chiara nei prossimi giorni.
Questa è la prima volta nella storia che, nella stessa stagione, due forti cicloni tropicali colpiscono il Mozambico. Il ciclone tropicale Kenneth segue il ciclone tropicale Idai, che ha raggiunto il paese il 14 marzo, causando più di 600 morti e circa 1,85 milioni di persone bisognose.14.800 casi malaria nelle aree colpite dal ciclone Idai- Secondo l’UNICEF, più di 14.800 casi di malaria sono stati segnalati dal 27 marzo nella provincia di Sofala in Mozambico, una delle zone più colpite dal ciclone Idai. Tra tutte le malattie trasmissibili a livello globale, la malaria è il terzo più grande killer di bambini di età compresa tra un mese e cinque anni. Anche prima del ciclone Idai, il Mozambico era uno dei 15 paesi che totalizzano l’80% dei decessi per malaria nel mondo. L’UNICEF e i suoi partner stanno intensificando gli sforzi per prevenire la trasmissione della malaria. Circa 1 milione di zanzariere sono necessarie per le zone colpite dal ciclone Idai, e l’UNICEF ne ha finora procurate 500.000 e ne ha distribuite oltre 116.000. Anche le scuole e i centri sanitari sono stati trattati con disinfettanti e spray antizanzare nell’ambito di una campagna condotta dal Ministero della Salute per completare la distribuzione di reti da letto trattate con insetticidi.
La devastazione causata dai cicloni Idai e Kenneth potrebbe potenzialmente portare il numero complessivo di bambini bisognosi di assistenza umanitaria a quasi 1,4 milioni nelle zone colpite del Mozambico settentrionale e centrale. Dopo il ciclone Idai a marzo, l’UNICEF ha lanciato un appello per 122 milioni di dollari per sostenere la sua risposta umanitaria a favore dei bambini e delle famiglie colpite dalla tempesta e dalle sue conseguenze, in Mozambico, Zimbabwe e Malawi nei prossimi nove mesi.

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Libia:Foad Aodi (Amsi) 262 morti di cui 80 bambini, 18 professionisti della sanità e una donna incinta

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Amsi 1550 feriti di cui 400 gravi e più di 35 mila sfollati e numerose ambulanze distrutte e ospedali colpiti e 45 famiglie evacuate.Queste sono le cifre che fotografano la situazione tragica a Tripoli in Libia, aggiornata con i morti di oggi alle ore 16.00 del 22.04 ,seguita dal Fondatore dellAmsi(Associazione medici di origine straniera in Italia) e Consigliere OMCEO di Roma – Foad Aodi – che é in contatto con i medici libici locali che soccorrono e certificano la morte di bambini ,donne violentate, feriti gravi sia in ospedale che nelle strade e periferie della capitale. La situazione ormai è entrata in una fase cruciale e viene chiamata dall’esercito di Haftar la seconda fase e aspettano il semaforo verde proprio dallo stesso Haftar per il colpo finale prima dell’inizio del mese di Ramadan.La situazione degli ospedali peggiora giorno per giorno e non riesce a curare e operare tutti i feriti e sono a rischio anche i pazienti cronici ed i dializzati ,la direttrice del centro di dialisi di Ain Zara ha trasferito il materiale del deposito per la dialisi insieme ai medici libici in un posto più sicuro. Inoltre sono state distribuiti alimenti e cibo a più di 400 famiglie delle 800 registrate per ricevere sostegno e cibo nel sud della capitale. I combattenti stanno utilizzando i bambini, le donne e gli ospedali come scudo umano continua Aodi che denuncia l’utilizzo ancora più massiccio dei migranti irregolari nei conflitti specialmente quelli che sono stati fatti fuggire da Bengasi e Tobrok per mancanza di cibo e medicinali sufficienti per tutti i migranti e per poi reclutarli nel conflitto. Si parla di aerei che arrivano direttamente dall’estero con giovani reduci dalla Siria e nello stesso tempo la fuga di generali da Tripoli verso paesi amici a loro. Di recente è stata chiusa la strada verso l’aeroporto di Tripoli. Sicuramente la situazione tragica e la sofferenza della popolazione libica e il reclutamento dei bambini e migranti irregolari nel conflitto da parte di tutte e due le parti rimarrà una macchia pesante nella storia e sulla coscienza di chi sostiene uno contro l’altro senza pensare un attimo al popolo libico, ai migranti,alle donne e ai bambini sfruttati e violentati e sta aumentando giorno dopo giorno il pericolo di violenza sessuale sui minorenni e pedofilia ,il mercato nero e clandistino dei trapianti d’organi tra i numerosi orfani di numerose famiglie scomparse completamente conclude Aodi ricordando l’appello Amsi e Co-mai #SalviamolaLibia e la sua popolazione ,compreso i bambini e le donne ,dai giochi e conflitti politici internazionali e di leadership e di interesse economico più grande di lei.

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Libia: la vita e il benessere dei bambini in pericolo mentre si intensificano i combattimenti a Tripoli

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

“Un numero crescente di bambini è a rischio imminente di ferite o morte a causa dell’escalation dei combattimenti – i peggiori degli ultimi anni – a Tripoli e dintorni.Ricordiamo a tutte le parti in guerra in Libia l’obbligo di proteggere i bambini in ogni momento, nel pieno rispetto del diritto internazionale. Uccidere, ferire e reclutare bambini, gli attacchi su strutture scolastiche, mediche e idriche sono tutte gravi violazioni dei diritti dei bambini e devono cessare immediatamente. Devono essere messe in atto misure di prevenzione per proteggere meglio i bambini, in linea con la risoluzione 2427 del Consiglio di sicurezza.Esortiamo inoltre ad un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli per tutti i bambini bisognosi, e ad un cessate il fuoco per consentire ai civili di lasciare in sicurezza le aree in conflitto.Quasi 1.800 bambini sono tra i civili che hanno urgente bisogno di essere evacuati dalle zone in prima linea di combattimento, mentre 7.300 bambini sono già stati sfollati dalle loro case a causa delle violenze. Si stima che circa 500.000 bambini siano stati colpiti dalla violenza in tutta la Libia occidentale.I bambini intrappolati nelle zone di conflitto rischiano di finire il cibo e di perdere l’accesso alle cure mediche. Non potendo lasciare queste zone, non possono cercare protezione o assistenza in tutta sicurezza.La violenza ha anche messo in grave pericolo i quasi 1.000 bambini rifugiati e migranti tenuti nei centri di detenzione. Dovrebbero essere immediatamente rilasciati e dotati di un rifugio sicuro fino a quando le loro richieste di asilo potranno essere esaminate o potranno ottenere assistenza per un rimpatrio sicuro con le loro famiglie. Il principio del non respingimento deve essere rispettato. I minorenni non accompagnati, molti dei quali sono in transito nel paese, sono a rischio di gravi violazioni, tra cui il reclutamento, la violenza sessuale o il rapimento.I combattimenti stanno anche privando i bambini del loro diritto all’istruzione. L’anno scolastico è stato sospeso in tutte le scuole nelle zone colpite dal conflitto, e sette scuole stanno attualmente ospitando famiglie sfollate. Un recente attacco a un magazzino scolastico ha distrutto 5 milioni di libri di testo e i risultati degli esami scolastici nazionali.La Libia ha sofferto per più di sette anni di conflitto persistente che ha lasciato almeno 820.000 persone, tra cui circa 250.000 bambini, nel disperato bisogno di assistenza umanitaria e la situazione si sta nuovamente deteriorando. Per il loro bene, e per il futuro del paese, i combattimenti devono cessare”.

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Clima: in Bangladesh a rischio le vite e il futuro di 19 milioni di bambini

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Secondo l’UNICEF le inondazioni, i cicloni e altri devastanti disastri ambientali legati al cambiamento climatico stanno minacciando le vite e il futuro di oltre 19 milioni di bambini in Bangladesh.Secondo il nuovo rapporto UNICEF “A Gathering Storm: Climate change clouds the future of children in Bangladesh” (“Una grande tempesta: il cambiamento climatico annebbia il futuro dei bambini in Banglades), anche se il Bangladesh ha sviluppato una grande resilienza, sono necessari maggiori risorse e programmi innovativi per evitare il pericolo del cambiamento climatico per i cittadini più giovani del paese.
Il rapporto sottolinea che la topografia pianeggiante del Bangladesh, la densità della popolazione e la debolezza delle infrastrutture, rendono il paese vulnerabile a forze potenti e imprevedibili che il cambiamento climatico sta aggravando. La minaccia è sentita dalle pianure soggette a inondazioni e siccità nel nord del paese, fino alla costa devastata da tempeste lungo il golfo del Bengala.In seguito a interviste condotte con famiglie, leader e funzionari delle comunità, l’UNICEF ha affermato che l’unione di eventi metereologici estremi – come inondazioni, temporali, cicloni e siccità – e fenomeni di lungo periodo direttamente legati al cambiamento climatico – come l’innalzamento dei livelli del mare e l’intrusione di acqua salata – stanno spingendo sempre più le famiglie verso povertà e sfollamenti. In questi casi, l’accesso dei bambini ai servizi scolastici e sanitari è gravemente interrotto.Tra i bambini maggiormente colpiti, circa 12 milioni vivono nei pressi di potenti sistemi fluviali che attraversano il Bangladesh e straripano regolarmente. La più ampia e recente inondazione del fiume Brahmaputra nel 2017 ha colpito almeno 480 cliniche sanitarie per le comunità e danneggiato circa 50.000 pozzi tubolari, essenziali per garantire acqua sicura alle comunità.Altri 4,5 milioni di bambini vivono in aree costiere regolarmente colpite da potenti cicloni, compreso circa mezzo milione di bambini rifugiati rohingya che vivono in fragili rifugi di bambù e plastica. Altri 3 milioni di bambini vivono nell’entroterra, dove le comunità agricole soffrono per l’ampliarsi dei periodi di siccità.Il rapporto mostra che il cambiamento climatico è un fattore chiave che sta spingendo la popolazione più povera del Bangladesh ad abbandonare le case e comunità e a provare a ricostruire la sua vita in altri luoghi. Molti si dirigono verso Dhaka e altre città più grandi, dove i bambini rischiano di cadere vittime di pericolose forme di lavoro e matrimoni precoci. Il rapporto cita ricerche che dimostrano che in Bangladesh ci sono già 6 milioni di migranti causati dal cambiamento climatico, un numero che potrebbe raddoppiare entro il 2050.“Quando le famiglie migrano dalle loro case nel paese a causa del cambiamento climatico, i bambini praticamente perdono la loro infanzia”, ha dichiarato Edouard Beigbeder, Rappresentante UNICEF in Bangladesh. “Nelle città affrontano pericoli, deprivazione e la pressione di lavorare nonostante il rischio di sfruttamento e abuso.”L’UNICEF ricorda che dagli inizi degli anni 90, investimenti e azioni – sui programmi di preparazione ai disastri e riduzione dei rischi – hanno reso le comunità vulnerabili in Bangladesh maggiormente resilienti ai pericoli causati da shock climatici. Per esempio, negli ultimi decenni, si è registrata una significativa riduzione dei tassi di mortalità dovuti a cicloni.Il rapporto chiede alla comunità internazionale e agli altri partner di supportare i governi ad attuare una serie di iniziative per proteggere i bambini dagli effetti del cambiamento climatico. Un esempio è la tecnologia promossa dall’UNICEF e altri partner grazie alla quale le comunità che vivono lungo le coste vengono aiutare a proteggere le scorte vitali di acqua potabile dall’intrusione di acqua salata dal mare. Il sistema – conosciuto come Managed Acquifer Recharge – è operativo in circa 75 comunità ed è pronto per essere portato su scala maggiore. http://www.unicef.it.

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UNICEF/Inquinamento: in Francia 3 bambini su 4 respirano aria inquinata

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Secondo un rapporto lanciato dall’UNICEF Francia, più di 3 bambini su 4 in Francia respirano aria tossica. I bambini sono i primi ad essere colpiti dall’inquinamento, soprattutto a causa dello sviluppo ancora non completo dei loro organismi e della loro frequenza respiratoria (una volta e mezzo maggiore rispetto a quella degli adulti). Un gran numero di patologie che si originano durante l’infanzia e persino durante lo stadio fetale (asma, allergie, eczemi, sindromi depressive, diabete, obesità…) sono direttamente legate all’inquinamento atmosferico. Il rapporto “Pour chaque enfant, un air pur ! Les effets de la pollution de l’air en ville sur les enfants” (“Per ogni bambino un’aria pura! Gli effetti dell’inquinamento atmosferico in città sui bambini”), realizzato dall’UNICEF Francia in collaborazione con WWF Francia, Réseau Action Climat e Respire, ricorda che la principale fonte d’inquinamento atmosferico nelle nostre città è il traffico stradale, a cui è legato il 63% delle emissioni di ossido di azoto. Pertanto, vivere in prossimità di collegamenti stradali a forte densità provocherebbe dal 15 al 30% dei nuovi casi d’asma nei bambini.Inoltre, la maggior parte dei luoghi in cui si riuniscono i bambini si trovano in prossimità di assi stradali, quindi la loro esposizione a un’aria inquinata è accentuata. A Parigi, un istituto scolastico su quattro si trova in un luogo costantemente al di sopra delle normative europee, succede la stessa cosa negli stadi, nei parchi e in altre infrastrutture sportive.L’UNICEF Francia e i suoi partner propongono delle raccomandazioni concrete per invertire questa tendenza:
Estendere le zone a bassa emissione nelle città, soprattutto vicino a luoghi che ospitano gruppi vulnerabili (asili nido, scuole, ospedali…), per ridurre progressivamente la presenza di automobili a benzina e a diesel e favorire l’aumento di motori a emissioni minori;
Supportare e sostenere finanziariamente le collettività e i consumatori per sviluppare soluzioni di mobilità più pulite (camminare, usare la bicicletta, trasporti pubblici, passaggi in auto…) e in questo modo uscire dalla dipendenza da un uso individuale dell’automobile;
Sensibilizzare maggiormente la popolazione sui rischi dell’inquinamento dell’aria per la salute dei bambini. In effetti, diversi studi dimostrano che la riduzione del traffico stradale e un cambiamento delle politiche di mobilità a livello locale e nazionale hanno un effetto diretto sul miglioramento della salute, della qualità della vita, della riduzione dei ricoveri ospedalieri e dell’incidenza di malattie.Di fronte all’urgenza sanitaria dell’esposizione di tutti, in particolare dei bambini, all’inquinamento atmosferico, è giunto il momento di modificare i nostri modelli di vita cittadini per rendere l’aria delle città respirabile.

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Vacanze gratis anche quest’estate per bambini e famiglie povere

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Per il quarto anno consecutivo il portale no-profit ospitalitareligiosa.it, con il patrocinio dell’Ufficio nazionale CEI per la Pastorale del Tempo libero Turismo e Sport, mette in campo l’iniziativa benefica “Ospitalità Misericordiosa”, che ha già offerto 35.000 notti gratuite a persone indigenti, per far trascorrere loro qualche giorno di serenità lontano dalle problematiche quotidiane.Per il 2019 l’attenzione sarà incentrata sui bambini fino a 12 anni di età, che questa estate potranno soggiornare gratis con genitori e famiglie in una delle case dell’ospitalità religiosa.Le strutture aderenti al portale, che offriranno generosamente accoglienza gratuita in tutta Italia, spaziano dal mare alla montagna, dalle città d’arte ai luoghi immersi nella natura.Dal genitore single con un figlio alla famiglia numerosa fino a 10 componenti: questo è il ventaglio delle opportunità. Unica condizione per usufruire dei soggiorni gratuiti è passare tramite le parrocchie, diocesi o Caritas: saranno loro a farsi garanti con le case nel segnalare le famiglie meritevoli.Si tratta di un’iniziativa benefica nata in occasione del Giubileo della Misericordia e per la quale proprio Papa Francesco ha manifestato “cordiale gratitudine” auspicando “un sempre più generoso impegno a favore di quanti sono bisognosi e indigenti”.I dati delle strutture offerenti vengono aggiornati continuamente: l’elenco provvisorio è già disponibile a questa pagina https://ospitalitareligiosa.it/news/112-ospitalita-misericordiosa-2019-per-i-bambini.

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Laboratorio creativo per bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Bologna Giovedì 21 Marzo 2019 alle ore 16,30 Galleria spazio Testoni via D’Azeglio 50 dalle ore 16,30 si svolgerà il primo laboratorio didattico creativo dedicato ai bambini ed aperto anche alle loro famiglie, in collaborazione con HISTORIA – Valorizzazione dei Beni Culturali, un gruppo di giovani laureati e laureandi in diverse discipline umanistiche e storici dell’arte.“Crea la tua cartolina in galleria”: ogni bambino, scegliendo l’opera che preferisce tra quelle presenti in esposizione per la mostra in corso “SOLO L’orMa”, potrà disegnarla sul fronte di un cartoncino appositamente ritagliato delle dimensioni standard di una cartolina postale (cm. 10,5×15). Le cartoline resteranno ai giovani artisti e così poi, se lo vorranno, potranno spedirle ai loro amici o alle persone care a cui desiderano dedicare il loro originale lavoro.
– Il laboratorio è aperto ai bambini dai 5 ai 10 anni ed alle loro famiglie per un numero massimo di 10 bambini;
– La durata del laboratorio sarà di circa 90 minuti;
– Il costo è di 6 (sei) Euro a bambino partecipante (Euro 5 ciascuno nel caso di due fratellini partecipanti), per la copertura del costo dei materiali messi a disposizione dagli operatori di HISTORIA che assisteranno i bambini durante il laboratorio;
– La presenza di almeno un adulto accompagnatore per ogni bambino è obbligatoria;
Prenotazione (obbligatoria) via e-mail: info@spaziotestoni.itIn caso di un elevato numero di richieste, si potrà replicare il laboratorio anche giovedì 28 marzo, sempre dalle ore 16,30

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Primo laboratorio didattico creativo per bambini: “Crea la tua cartolina in galleria”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Bologna. Giovedì 21 marzo 2019, dalle ore 16,30 alla Galleria SPAZIO TESTONI in Via D’Azeglio 50 a Bologna si svolgerà il primo laboratorio didattico creativo dedicato ai bambini ed aperto anche alle loro famiglie, in collaborazione con HISTORIA – Valorizzazione dei Beni Culturali, un gruppo di giovani laureati e laureandi in diverse discipline umanistiche e storici dell’arte. “Crea la tua cartolina in galleria”: ogni bambino, scegliendo l’opera che preferisce tra quelle presenti in esposizione per la mostra in corso “SOLO L’orMa”, potrà disegnarla sul fronte di un cartoncino appositamente ritagliato delle dimensioni standard di una cartolina postale (cm. 10,5×15). Le cartoline resteranno ai giovani artisti e così poi, se lo vorranno, potranno spedirle ai loro amici o alle persone care a cui desiderano dedicare il loro originale lavoro.
– Il laboratorio è aperto ai bambini dai 5 ai 10 anni ed alle loro famiglie per un numero massimo di 10 bambini;
– La durata del laboratorio sarà di circa 90 minuti;
– Il costo è di 6 (sei) Euro a bambino partecipante (Euro 5 ciascuno nel caso di due fratellini partecipanti), per la copertura del costo dei materiali messi a disposizione dagli operatori di HISTORIA che assisteranno i bambini durante il laboratorio;
– La presenza di almeno un adulto accompagnatore per ogni bambino è obbligatoria;
Prenotazione (obbligatoria) In caso di un elevato numero di richieste, si potrà replicare il laboratorioanche giovedì 28 marzo, sempre dalle ore 16,30
Historia – Valorizzazione dei Beni Culturali nasce a Ferrara nel 1999 ed è costituita da laureati, laureandi e specializzati di diversa formazione: preistorici, protostorici, archeologi di area classica, oltreché da storici dell’arte.

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Mezzo milione di bambini Rohingya sono rifugiati apolidi in Bangladesh

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

Lo sono nell’area di Cox’s Bazar nel Bangladesh sudorientale. L’ampio sforzo umanitario del Governo del Bangladesh con il supporto internazionale ha salvato innumerevoli bambini. Non si prevedono altre soluzioni per questi bambini Rohingya che vivono nell’insediamento di rifugiati più ampio e affollato al mondo. La maggior parte è stata costretta a scappare dal Myanmar in Bangladesh ad agosto 2017.In Myanmar, la maggior parte non ha identità legale o cittadinanza. In Bangladesh, i bambini non vengono registrati alla nascita, non hanno identità legale né tantomeno lo status di rifugiati. Se in Myanmar non si creeranno le condizioni utili per un loro ritorno a casa, i bambini Rohingya rimarranno una minoranza senza alcun tipo di status. In questo modo i bambini non possono apprendere attraverso percorsi scolastici formali e hanno disperatamente bisogno di competenze utili.
I risultati di una ricerca completata a dicembre 2018 su 180.000 bambini Rohingya tra i 4 e i 14 anni ora iscritti presso “Spazi per l’Apprendimento” nell’area di Cox’s Bazar mostrano l’importanza del bisogno dell’istruzione. Oltre il 90% ha mostrato di avere competenze scolastiche attestate tra il livello prescolare e il 1° o il 2° anno scolastico. Solo il 4% era a un livello tra il 3° e il 5° anno e il 3% tra il 6° e l’8° anno. Alla fine del 2018 solo il 3% dei Rohingya tra i 15 e i 25 anni stavano ricevendo un’istruzione o corsi di formazione.L’UNICEF sta raggiungendo 155.000 bambini tra i 4 e i 14 anni con programmi per l’apprendimento che stanno progressivamente includendo una qualità di insegnamento e abilità maggiori e più strutturate. La priorità per il 2019 è di raggiungere gli adolescenti più grandi per insegnare loro le basi in ambito di alfabetizzazione, aritmetica e corsi di formazione. Ci sarà una più ampia focalizzazione per supportare le comunità ospitanti locali a Cox’s Bazar, uno dei distretti più poveri del Bangladesh.L’UNICEF in Bangladesh ha lanciato un appello di 152 milioni di dollari nel 2019 per fornire a 685.000 rifugiati Rohingya e residenti nelle comunità ospitanti aiuti fondamentali. A febbraio è stato finanziato solo 29% dell’appello. Sito-web: http://www.unicef.it

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