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Posts Tagged ‘immigrati’

Immigrati e le esternazioni di Macron

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

“Sull’accoglienza dei migranti l’Italia non può e non deve accettare lezioni da Macron e da una nazione che ha inviato a Bardonecchia i suoi gendarmi commettendo una grave ingerenza, ha chiuso le frontiere a Ventimiglia, ha sfruttato per decenni l’Africa ed è intervenuta militarmente in Libia nel 2011”, lo dichiarano in una nota i deputati di Fratelli d’Italia, Maria Cristina Caretta e Monica Ciaburro.“Riteniamo fondamentale la solidarietà tra gli Stati – aggiungono i deputati – e proprio per questo motivo continueremo a sollecitare il governo italiano affinché nel prossimo Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, proponga con forza il blocco navale a largo delle coste libiche e gli hotspot in territorio africano, che da sempre Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia ritengono essere l’unica soluzione all’immigrazione incontrollata, al business dei trafficanti di essere umani e alle morti in mare”.

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Rimesse – un motore di sviluppo che deve ancora ingranare bene la marcia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Kuala Lumpur. i relatori illustri che a Kuala Lumpur, hanno tenuto i discorsi di apertura alla prima sessione del Foro mondiale su rimesse, investimenti e sviluppo hanno trasmesso un messaggio comune: il settore pubblico e quello privato devono collaborare maggiormente per riuscire a sfruttare l’immenso potenziale di sviluppo rappresentato dalle rimesse nella regione dell’Asia e del Pacifico.
L’evento ha attratto oltre 400 partecipanti da ogni parte del mondo, è stato inaugurato dai discorsi introduttivi di Jessica Chew Cheng Lian, vice governatore della Banca centrale della Malesia; Charlotte Salford, vicepresidente associato del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo; e Ceyla Pazarbasioglu, direttore presso il Gruppo della Banca Mondiale. Insieme, i partecipanti valuteranno soluzioni volte ad aumentare l’efficienza dei mercati e dei servizi delle rimesse, migliorare l’inclusione finanziaria e promuovere investimenti finanziati tramite le rimesse.
Le rimesse – il denaro che i lavoratori migranti spediscono a casa alle loro famiglie – inviate in paesi a basso e medio reddito nella regione dell’Asia e del Pacifico nel 2017 ammontavano a 256 miliardi di dollari. Tale somma è 10 volte superiore al valore netto degli aiuti ufficiali allo sviluppo forniti alla regione.Circa il 70 per cento delle rimesse viene speso per necessità essenziali, quali cibo, alloggio e cure mediche, mentre il restante 30 per cento – che nella regione ammonta a oltre 77 miliardi di dollari – è usato per costruire un futuro più sicuro e autonomo, attraverso una migliore istruzione, risparmi, acquisizione di beni patrimoniali e investimenti in attività generatrici di reddito.“Dato il consenso universalmente diffuso sul potenziale delle rimesse come promotori di sviluppo, è davvero tempo di spingersi oltre le mere raccomandazioni e mettere in campo iniziative su larga scala. Iniziative che devono diventare parte integrante della nostra stategia per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030”, ha dichiarato Charlotte Salford, vicepresidente associato dell’IFAD.I costi elevati per spedire denaro a casa, l’accesso limitato a servizi finanziari di base e mercati che operano ancora sulla base di trasferimenti di denaro contante piuttosto che utilizzare strumenti digitali limitano il flusso delle rimesse e le somme di cui i destinatari possono disporre effettivamente, nonché lo sviluppo e l’impatto economico a livello della comunità nel suo insieme. Le tecnologie della telefonia mobile e il denaro digitale avrebbero il potenziale per trasformare i mercati e ridurre i costi e i tempi per la spedizione di rimesse, ma il loro sviluppo è ancora ostacolato dalla mancanza di armonizzazione tra i quadri normativi dei vari paesi.Il costo medio per spedire rimesse a casa nella regione dell’Asia e del Pacifico è del 6,86 per cento, leggermente al di sotto della media mondiale del 7,13 per cento, ma ancora lontano dall’obiettivo del 3 per cento stabilito dalla comunità internazionale nel decimo Obiettivo di sviluppo sostenibile: ridurre le disuguaglianze.Inoltre, i benefici per le famiglie destinatarie delle rimesse potrebbero essere molto maggiori, se queste avessero accesso a servizi finanziari mirati che le aiutassero a risparmiare e/o investire i loro fondi e ad avere accesso al credito. Almeno due terzi delle famiglie che ricevono rimesse nell’Asia e nel Pacifico vivono ancora al di fuori dei circuiti finanziari formali.I risultati del Foro contribuiranno agli sforzi attualmente in corso, a livello nazionale, regionale e mondiale per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, nonché ai negoziati per approvare, verso la fine del 2018, un Accordo globale delle Nazioni Unite per migrazioni sicure, ordinate e regolari.Questo Foro apre la strada all’iniziativa di organizzare periodicamente Fori nella regione, che mettano a frutto le sinergie e valutino i risultati ottenuti.

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Religioni degli immigrati in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2018

Secondo le più recenti stime di Fondazione ISMU, gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2017 che professano la religione cristiana ortodossa si confermano come l’anno precedente i più numerosi (oltre 1,6 milioni, +0,7%), seguiti dai musulmani (poco più di 1,4 milioni, -0,2%) e dai cattolici (poco più di un milione, -0,1%)[1]. Passando alle religioni di minor importanza quantitativa, i buddisti stranieri sono stimati in 188mila (+3,5% rispetto al 1° gennaio 2016), i cristiani evangelisti in 124mila (+2,3%), gli induisti in 73mila (+0,8%), i sikh in 72mila (+0,9%), i cristiani copti in 19mila (+2,1%). Considerando anche cristiani di altre confessioni non comprese tra le principali (111mila in totale al 1° gennaio 2017, +3,8% rispetto ad inizio 2016), i cristiani (compresi i cattolici) stranieri residenti in Italia risultano in tutto 2,9 milioni, in aumento dello 0,6% nell’ultimo anno. Anche se non includono gli stranieri non iscritti in anagrafe le elaborazioni di ISMU mettono in mostra che il panorama delle religioni professate dagli stranieri è variegato e sfata in particolare il pregiudizio secondo cui la maggior parte degli immigrati professa l’Islam. Per quanto riguarda le provenienze si stima che la maggior parte dei musulmani stranieri residenti in Italia provenga dal Marocco (408mila), seguito dall’Albania (206mila), dal Bangladesh (103mila), dal Pakistan (100mila), dall’Egitto (96mila), dalla Tunisia (93mila) e dal Senegal (87mila).Circa un terzo dei cristiani ortodossi vive in Lombardia o nel Lazio. La regione in cui la presenza di stranieri di fede cristiana ortodossa è maggiore è la Lombardia, con 268mila presenze, seguita dal Lazio con 263mila e poi più a distanza da Veneto (174mila), Piemonte (161mila), Emilia Romagna (158mila) e Toscana (117mila).I musulmani si concentrano soprattutto in Lombardia. La regione in cui vivono più stranieri residenti di fede musulmana, minorenni inclusi, è la Lombardia: sono 360mila, pari ad oltre un quarto del totale degli islamici presenti in Italia. Al secondo posto troviamo l’Emilia Romagna con 178mila musulmani, al terzo il Veneto dove i musulmani sono 134mila, al quarto il Lazio con 120mila presenze appena davanti al Piemonte (117mila).
Gli immigrati cattolici sono presenti soprattutto in Lombardia e secondariamente nel Lazio. La regione italiana in cui vivono più immigrati cattolici è la Lombardia, con 273mila presenze, seguita dal Lazio (153mila), dall’Emilia Romagna (94mila), dalla Toscana (84mila), dal Veneto e dal Piemonte (76mila in entrambe le regioni).

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Convegno finale del Progetto VeSTA

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2018

Torino lunedì 26 marzo a partire dalle ore 9.00 presso il Centro Congressi dell’ATC di corso Dante 14 a Torino il convegno finale del Progetto VeSTA (Verso Servizi Territoriali Accoglienti), un percorso progettuale che rientra tra le attività finanziate attravero il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 e cofinanziato da Unione europea, Ministero dell’Interno e Regione Piemonte.Il progetto è finalizzato a migliorare la capacità dei servizi e di strutturare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini e delle cittadine di Paesi terzi attraverso percorsi di formazione e aggiornamento che hanno coinvolto 800 operatori dei servizi pubblici e del privato sociale, assistenti sociali ed educatori professionali; coinvolgere migranti nei percorsi specifici per assistenti sociali ed educatori come esperti della loro esperienza con i servizi sociali; creare una rete regionale dei servizi pubblici e del privato sociale a supporto dei cittadini e delle cittadine di Paesi terzi attraverso la costituzione di una comunità di pratiche virtuale tra operatori basata sullo scambio alla pari e la consulenza di esperti e istituzioni. È stato prodotto anche un video documentario per sensibilizzare le comunità locali sui temi dell’integrazione e dell’accoglienza.Il convegno è realizzato da Regione Piemonte in collaborazione con l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) , IRES Piemonte e Università del Piemonte Orientale.

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Incontro tra imprenditori molisani e cinesi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Pergamena Wong (1).jpgRoma. L’associazione “Forche Caudine” si dota di una sezione “Imprese”, affidata a Francesco Caterina e Mauro Bonello, e la inaugura promuovendo un ambizioso incontro con imprenditori di origine cinese, collegati all’associazione Associna, per favorire interscambi con i molisani.
La delegazione cinese, che ha fissato un primo incontro per lunedì prossimo in zona Eur, sarà guidata dal presidente onorario di Associna, l’ingegnere Marco Wong, 54 anni, sei lingue parlate, autore di tre libri. La sua carriera professionale è indicativa: ha esordito come sviluppatore software in Italtel e manager alla Pirelli cavi, diventando poi direttore generale di Jilin Huatai, direttore acquisti di Tim in Perù, vice presidente di Huawei Italia e dal 2011 titolare di aziende attive nella distribuzione di alimentari etnici. Oggi è anche consigliere di amministrazione di Extrabanca spa, il primo istituto bancario principalmente rivolto agli immigrati. Con lui Xinghai Ke della Chiesa cristiana evangelica cinese in Italia, operativa a Roma dal 1981. Per i molisani saranno presenti gli imprenditori Francesco Caterina e Mauro Bonello, oltre ad alcuni membri del direttivo di “Forche Caudine”.
Con circa 300mila residenti, più o meno quanti ne ha il Molise, la folta comunità cinese in Italia è da sempre identificata con il dinamismo economico. Ai circa 60mila imprenditori che operano nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, nelle attività manifatturiere e in quelle di ristorazione, si sono aggiunti grandi investitori di realtà imprenditoriali “made in China”, spesso con la negoziazione dei membri di Associna: il giro d’affari nel 2015 è stato di oltre 9,5 miliardi di euro con 18mila dipendenti italiani. Tra gli investimenti più importanti, oltre all’Inter e al Milan, anche Benelli, Cerruti, Krizia, Om Carrelli, Pirelli. Con presenze nel capitale di Enel, Eni, Cdp Reti e di istituti bancari e assicurativi del calibro di Unicredit, Mps, Intesa, Generali, Mediobanca. La composizione del gruppo etnico cinese è ora in ulteriore trasformazione grazie alle nuove generazioni: ci sono quasi ottomila cinesi che frequentano le università italiane (un laureato non comunitario su sei è cinese) e sono quindi pienamente integrati nel tessuto economico e sociale del nostro Paese.C’è però un altro aspetto di grande interesse per l’Italia: i crescenti flussi di turisti provenienti dalla Cina. I cinesi sono diventati primi come spesa per il turismo “outcoming” a Roma. Una risorsa che equivale ad enormi benefici economici e a grandi potenzialità da sfruttare al meglio, anche per il Molise. Anche con tali finalità Forche Caudine promuoverà tali appuntamenti. Ma devono essere principalmente le istituzioni a recepire i nuovi fenomeni. Foto: la pergamena che l’associazione Forche Caudine consegnerà all’ingegnere Wong la prossima settimana.

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Il reddito di inclusione del PD è fatto per gli immigrati

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

inps“Secondo le stime dell’INPS il reddito di inclusione, ultima trovata di fine legislatura del PD per fingere di occuparsi dei poveri italiani, costerà ai contribuenti circa 2 miliardi. A leggere bene il provvedimento però scopriamo che l’obiettivo non è proprio sostenere le famiglie indigenti: il Rei infatti può essere ottenuto anche da chi ha un permesso umanitario o risiede in Italia da due anni. Questo spiega perché ad esempio a Trento a farne richiesta sono stati quasi tutti arabi e nigeriani. Dopo l’accoglienza lo Stato Italiano si fa carico anche del mantenimento degli immigrati che da richiedenti asilo diventano richiedenti di reddito. Quando tra pochi mesi saremo al governo metteremo in pratica un principio semplice e chiaro: prima gli italiani”.Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Immigrazione e Regolamento di Dublino: ciò che era e ciò che diventa

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

camera deputatidi Manlio Di Stefano. Era il 18 dicembre 2014 (diciotto dicembre duemilaquattordici) quando la mozione n.1-00605 a mia prima firma venne approvata in aula. Più precisamente l’impegno approvato della mia mozione recitava: “il superamento dell’attuale quadro normativo (così detto sistema di «Dublino III») attraverso una sua revisione per favorire: l’inserimento dei richiedenti asilo già dal momento dell’avvio della procedura di protezione, nei Paesi dell’Unione dove già vivono propri parenti, prima ancora che acquisiscano lo status di apolide”.
Ora il PD, la Lega Nord (con la sua astensione) e Forza Italia hanno approvato in sede di Parlamento Europeo il nuovo regolamento di Dublino che prevede, tra le altre cose, di trattenere in Italia tutti i migranti cosiddetti economici (definizione impropria che andrebbe superata ma che uso per comodità comunicative). Avete capito bene: Salvini ha acconsentito a una riforma del Regolamento di Dublino che obbligherà l’Italia a gestire tutti i migranti economici arrivati (il 61% nel 2016). Per loro non è previsto nessun ricollocamento, nessuna solidarietà europea, nessuna condivisione degli oneri legati alla gestione dell’immigrazione. Da ricordare che Il regolamento di Dublino II fu adottato nel 2003 e votato in sede di Consiglio dal governo Berlusconi – Bossi (Forza Italia e Lega Nord).
A questo punto la propaganda dei partiti sostiene che finalmente cade il principio del “primo ingresso”, in realtà non è così. La riforma introduce criteri e filtri che di fatto faranno gravare sul Paese di primo approdo tutte le responsabilità della gestione dei migranti e renderanno impossibili i ricollocamenti.Ecco nel dettaglio i tratti salienti del provvedimento:
1) PRIMO FILTRO. Il primo filtro stabilisce che i migranti economici, a differenza dei rifugiati, rimarranno nel Paese di arrivo. La maggior parte dei migranti rimarrà, dunque, in Italia. Non è vero – come i partiti affermano – che verranno redistribuiti fra tutti gli Stati membri: sarà solo l’Italia a farsene carico e saranno difficili i rimpatri visto che mancano gli accordi con la maggior parte dei Paesi di provenienza;
2) SECONDO FILTRO. Viene introdotto il filtro della sicurezza: anche in questo caso tutte le persone potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica restano nel Paese di primo ingresso. Non siamo contrari alle verifiche sulla sicurezza, ma siamo contrari al fatto che i Paesi di primo ingresso vengono lasciati da soli a gestire questi soggetti potenzialmente pericolosi;
3) PRIMO PAESE DI APPRODO SEMPRE RESPONSABILE. Nasce il criterio della responsabilità permanente. Con le vecchie regole uno Stato membro diventava competente se il richiedente vi aveva soggiornato per un anno anche se era sbarcato in un altro Paese, con la nuova revisione non sarà più così. Per esempio, un migrante entrato illegalmente in Italia che andava in Svezia e vi rimaneva per 1 anno non poteva più essere rimandato in Italia perché la responsabilità dell’Italia cessava. L’Italia come Paese di primo approdo sarà permanentemente responsabile dei migranti arrivati. Altro che solidarietà!
4) RICOLLOCAMENTO SOLO DOPO LE VERIFICHE DEI DUE FILTRI. Il meccanismo di ricollocamento non è affatto automatico: scatterà dopo le procedure dei filtri sulla sicurezza e sulla domanda. Un richiedente asilo potrà, dunque, essere trasferito in un altro Paese dopo molti mesi dal suo arrivo e nel frattempo sarà sempre l’Italia a farsene carico.
5) PAESI POVERI PENALIZZATI. Fra i criteri per redistribuire i richiedenti asilo non c’è il tasso di disoccupazione: restano solo quelli del PIL e della popolazione. Questo significa che non si terrà conto delle difficoltà che hanno i Paesi con i livelli di disoccupazione più alti, come l’Italia e la Grecia. Così c’è il rischio di una “guerra fra poveri”. Da una parte i rifugiati che hanno riconosciuto il diritto a restare in Italia e dall’altra i disoccupati italiani che non trovano lavoro.
6) TEMPI LUNGHI PER I PAESI IN RITARDO. È concesso un periodo di 3 anni di transizione per gli Stati che sono in ritardo con l’applicazione delle procedure di accoglienza. Questi Paesi sono di fatto esonerati dal meccanismo della redistribuzione. Così facendo si legittima l’egoismo di alcuni Stati membri che si rifiutano di applicare norme comuni per il diritto di asilo e l’Italia continuerà in questi tre anni ad avere più migranti degli altri Paesi europei.
Il piano di Minniti siglato con la Libia è fuffa: ha tentato di mettere il problema sotto un tappeto con un accordo siglato con la Libia ma il risultato è stato solo quello di spostare la rotta più a ovest, verso la Tunisia e consegnare i migranti ad una nuova tratta degli schiavi come testimoniato da diversi video agghiaccianti.Il governo del M5S frantumerà il regolamento di Dublino e i successivi fratellastri. Non ci sarà spazio per i buffoni di corte, per chi fa finta di litigare, per chi corregge simboli e programmi, per coloro che dicono di odiarsi ma che poi si incontrano nei motel… o ad Arcore. (fonte: blog 5 stelle)

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Sbarchi: Numeri spaventosi certificano fallimento politiche migratorie sinistra al governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 novembre 2017

migrantiGregorio Fontana, deputato di Forza Italia e membro della Commissione di inchiesta sui migranti, ha dichiarato:“I numeri assoluti che il Governo ha reso noto proprio oggi sui migranti sono spaventosi: il dato dei 111.552 sbarcati dall’inizio dell’anno non ha precedenti nella storia della Repubblica, se non negli ultimi quattro anni dei governi della sinistra Renzi-Alfano-Gentiloni-Minniti. Oggi il Governo cerca di confondere le acque vantando una contingente diminuzione del numero degli sbarchi nelle ultime settimane. Diminuzione tutta da verificare poiché solo ieri sono stati interessati dalle operazioni di salvataggio nel Canale di Sicilia quasi mille persone in un solo giorno, senza contare l’allarme lanciato da Frontex sulle nuove rotte che rischiano di facilitare ulteriori nuovi arrivi. Inoltre, la propaganda del Governo non riuscirà a coprire il fatto che la politica dei permessi umanitari distribuiti facilmente solo in Italia in questi ultimi anni, hanno fatto del nostro Paese la meta ideale per un flusso incontenibile di migranti economici, provenienti da paesi per i quali non è prevista la ricollocazione in Europa, e che pertanto, vista l’incapacità del governo di effettuare una efficace e massiccia politica di rimpatri, sono di fatto destinati a rimare in Italia da clandestini. Questa è forse la più drammatica eredità che la sinistra lascia ai cittadini italiani dopo cinque anni di Governo.”

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In Sicilia e Sardegna boom di nuovi sbarchi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

immigratiLe rotte dell’immigrazione sono infinite. Minniti pensava che dialogando con i miliziani libici potesse raggiungere la tregua necessaria per far dimenticare in campagna elettorale i disastri del Partito Democratico sull’immigrazione (li ricordiamo: regolamento di Dublino, accordo Triton, procedure di identificazione lunghissime, tagli alla cooperazione internazionale) e invece nulla è cambiato. I barconi adesso salpano dalla Tunisia e dall’Algeria. Probabilmente il business degli scafisti si è semplicemente spostato di qualche km. La Sicilia è di nuovo al collasso.Dall’inizio dell’anno sono sbarcati illegalmente in Italia oltre 106.000 migranti. Alcuni di essi hanno diritto alla protezione internazionale, altri no. L’Europa non si fa carico di entrambi. Siamo lasciati soli. E la colpa è anche dei partiti italiani che sono stati complici in questi anni della definizione delle politiche europee. Si potevano opporre, non lo hanno fatto e adesso ci ritroviamo a gestire questo fenomeno con regole assurde e controproducenti.Le nuove rotte che partono da Tunisia e Algeria arrivano adesso persino in Sardegna. Secondo il quotidiano algerino El Watan, il viaggio costa a ciascun migrante 700 dollari circa. Segno che nulla è cambiato. Lo abbiamo detto più volte e il nostro programma Immigrazione parla chiaro: a cambiare rotta deve essere l’Europa. Queste politiche miopi e tampone non risolvono nulla: serve un nuovo approccio basato su vie legali di accesso e aiuti reali ai Paesi di transito e origine. Va rafforzata la cooperazione internazionale e la lotta agli schiavisti che sfruttano la disperazione delle persone per fare affari. Bisogna ascoltare e rispondere agli allarmi lanciati dai sindaci di Lampedusa e Pozzallo, ma serve un governo nuovo che non sia schiavo dei diktat di Bruxelles.Le prossime settimane saranno decisive. Il Parlamento europeo inizierà a discutere e a votare la riforma del regolamento di Dublino e il nuovo codice frontiere Schengen. Vigileremo e combatteremo se ci saranno nuove trappole per il nostro Paese. I partiti ci hanno trasformato nel campo profughi d’Europa. Faremo di tutto per rendere l’Italia forte e rispettata in Europa. (fonte: MoVimento 5 Stelle Europa)

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Immigrati: occorrono politiche adeguate

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

polizia-e-immigrati

“Le notizie di stampa delle ultime settimane, che continuano a raccontare di scontri tra residenti e immigrati dal Nord al Sud del Paese, dimostrano come la questione dell’integrazione non è affrontata attraverso politiche adeguate, ma continua ad essere trattato come un problema di ordine pubblico e subappaltato alle Forze di Polizia”. E’ quanto afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Le indagini sullo sgombero di via Curtatone – prosegue Pianese – stanno dimostrando quanto fosse delicata la situazione in quello stabile, anche per una presenza criminale forte e pericolosa. Ma anche episodi di violenza come quello del centro di accoglienza nel quartiere Tiburtino III, la guerriglia di Torino, le risse a Catania, Cagliari e Trieste, dimostrano che ci troviamo in tutta Italia di fronte ad una vera e propria emergenza generata da politiche sociali disattente e inefficaci da parte delle amministrazioni coinvolte. Le Forze di Polizia intervengono per rimuovere le situazioni di illegalità e per garantire la sicurezza dei cittadini e spesso quando ormai, come ha rimarcato il Capo della Polizia, l’uso della forza è inevitabile. L’intero Paese è una polveriera, ed è inaccettabile che ogni intervento delle Forze dell’Ordine venga attaccato in maniera strumentale, quando in realtà il problema è a monte e riguarda le responsabilità di chi consente che si creino pericolose sacche di disagio, terreno di coltura dell’illegalità, e di intolleranza. La gestione dei flussi migratori e l’accoglienza dignitosa dei profughi non può diventare un semplice problema di ordine pubblico, scaricato sulle Forze dell’Ordine che vengono, tra l’altro, lasciate senza mezzi tecnici adeguati, senza risorse umane sufficienti, senza tutele legislative per chi opera sul campo per tutelare i cittadini onesti ed è esposto, ancor più che alle aggressioni violente, alle critiche feroci di alcuni organi di stampa e di alcuni esponenti politici che non perdono occasione per scagliarsi contro chi veste una divisa”.

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«La nuova disciplina del Viminale sugli sgomberi? È una vergogna

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

marco minniti“Perché si afferma un principio gravissimo: se occupi illegalmente, lo Stato ti garantisce una casa mentre se rispetti la legge puoi continuare a dormire sotto i ponti. Se gli alloggi a disposizione vengono assegnati agli occupanti abusivi per liberare un immobile, questo vuol dire che quegli alloggi vengono sottratti a chi è in lista e ne ha diritto. E chi occupa illegalmente non può avere una priorità nell’assegnazione di una casa popolare rispetto a chi vive dentro al perimetro della legge. Chiediamo che gli alloggi rifiutati dagli occupanti di Piazza Indipendenza siano assegnati agli italiani indigenti».
Lo ha detto in un’intervista a Libero Quotidiano il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
«Un richiedente asilo viene sostenuto all’arrivo e nella fase emergenziale. Una volta che lo Stato ti riconosce lo status di rifugiato diventi un normale residente sul nostro territorio: devi trovarti un lavoro e un alloggio come fanno tutti e se occupi abusivamente ne subisci le conseguenze, al pari di qualunque altro cittadino. Nessuno può pensare che lo Stato italiano ti debba mantenere a vita. Le critiche alla polizia? Noi stiamo al 100% con le Forze dell’Ordine ed è vergognoso che i vertici delle Istituzioni, compreso il Capo della Polizia, non si siano schierati dalla loro parte senza tentennamenti», ha aggiunto Meloni.

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Roma municipio XII: servizi sociali potenziati solo ai rom e agli immigrati

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

romEcco le contraddizioni dei grillini alla guida di Roma, mentre a livello centrale hanno creato strutture amministrative e sportelli di assistenza per i Rom e potenziato i servizi per i migranti, a livello territoriale il M5S chiude un servizio essenziale che fornisce assistenza a migliaia di nostri connazionali, in particolare anziani e appartenenti alle fasce più deboli e fragili. Un vero e proprio paradosso. La morte dello stato sociale, così in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e Giovanni Picone capogruppo Fdi al Municipio XII. Questo accade nel Municipio XII dove a seguito di un curioso tira e molla, che ha visto anche l’addio di ben 2 assessori ai servizi sociali, possiamo considerare definitivamente chiuso, di fatto dal 15 luglio scorso, il Segretariato Sociale e di Prossimità. Nel territorio di Roma Ovest sparisce quindi la porta di accesso ai servizi sociali, così come l’assistenza leggera e l’unità di strada. La sciatteria amministrativa della Giunta Crescimanno invece che rimodulare i servizi come promesso in campagna elettorale li sta chiudendo, dimostrandosi ogni giorno che passa incapace di governare questo territorio.
D’altronde sta seguendo la linea della Sindaca Raggi, che in piena continuità con quanto già visto sotto l’Amministrazione Marino, continua a destinare gran parte dei fondi sul sociale tra Rom e migranti, dimenticandosi degli italiani.

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Corteo contro gli sgomberi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

viminale“Un corteo contro gli sgomberi degli abusivi dalle altrui proprietà? Questo pomeriggio a Roma stiamo assistendo all’ennesimo spettacolo mediatico organizzato ed evidentemente sostenuto da alcune parti politiche pronte come sempre a dare addosso alla Polizia, sottacendo fermamente sulle proprie gravi ed evidenti responsabilità politiche. Un corteo a sostegno di chi pratica l’illegalità? La soluzione ai problemi sociali è indulgere alla commissione di reati? E’ un paese assurdo. Si manifesti una volta tanto a sostegno delle Forze dell’Ordine e delle regole”.
Lo afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito del corteo previsto per questo pomeriggio nel centro di Roma organizzato da collettivi e movimenti per il diritto alla casa anche per protestare contro la politica degli sgomberi delle abitazioni abusivamente occupate. Una manifestazione che desta preoccupazione soprattutto perché segue agli incidenti verificatisi in piazza Indipendenza, nella Capitale, in occasione dello sgombero dell’edificio di via Curtatone, che hanno a loro volta dato il via a forti polemiche dovute all’intervento delle Forze dell’Ordine inviate a liberare la piazza.
“Già è stato grave e incomprensibile – dice Pianese – aver sentito criticare i colleghi impegnati in un servizio pericolosissimo, nonostante siano stati aggrediti e nonostante abbiano come al solito dovuto farsi carico dei problemi causati dalla cattiva gestione di chi aspetta solo che le ‘grane’ scoppino per poi ricorrere come sempre al nostro intervento. Ora dobbiamo anche vedere che si manifesta a sostegno di chi delinque violando di fatto leggi dello Stato che dovrebbero valere per tutti allo stesso modo. E’ vergognoso. Invece che fare cortei a sostegno di chi abusivamente occupa abitazioni che non gli appartengono, politica e istituzioni dovrebbero insorgere a difesa della Polizia di Stato. Se c’è qualcuno che decide di spalleggiare chi occupa illegalmente case ed edifici altrui violando il principio costituzionale che sancisce l’inviolabilità della proprietà, questi non deve trovare sponde politiche né istituzionali”.
“E’ ora di smetterla – conclude il Segretario Generale del Coisp – con atteggiamenti di pericoloso permissivismo che, in pratica, significano ‘favoreggiare’ chi commette dei reati. La manifestazione di oggi pomeriggio, orchestrate dalle solite pseudo organizzazioni che professano l’occupazione delle case altrui come metodo di risoluzione della crisi abitativa, sono solo l’occasione per fomentare agitazioni e creare disordini e sperequazioni in danno dei cittadini onesti. Contiamo sull’altissima professionalità dei colleghi che dovranno ancora una volta rischiare la salute oggi a Roma, ma speriamo comunque che non debbano pagare il solito tributo di sangue per via dell’odiosa strumentalizzazione di alcuni e dell’incapacità assoluta di altri”. (n.r. Crediamo che dalle ceneri del Pd sia nato un nuovo partito: quello dei rom e degli immigrati. D’altra parte la polizia, sino a prova contraria, ha eseguito degli ordini. C’è poi d’aggiungere che per come sono avvenuti i fatti e l’urgenza ad eseguire gli sgomberi genera in noi un dubbio atroce. Cosa si vuole nascondere? Forse urgeva farlo per motivi di sicurezza? Per smatellare un posto che ospitava qualche cellula terroristica o supposta tale? Perché non si dice che i residenti hanno impedito, alcuni giorni prima dello sgombero, ai servizi sociali del comune di Roma di accedere nel fabbricato per un censimento e per offrire assistenza alle persone in condizioni di fragiità e la stessa sorte è capitata ai vigili del fuoco per un sopralluogo sulla sicurezza dello stabile e che il loro rapporto, per quello che sono riusciti a vedere, era di una grave situazione di pericolosità ambientale?)

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Migranti, il Coisp condivide l’azione di Minniti

Posted by fidest press agency su sabato, 12 agosto 2017

marco minniti“Se c’è qualcosa che non può che essere riconosciuta a tutte le latitudini, indipendentemente dal colore dell’appartenenza politica, e per il bene della collettività in nome della quale si amministra, quel qualcosa sono competenza ed equilibrio. Cose che certamente non difettano al Ministro dell’Interno, Marco Minniti. Ebbene il valore di un tale bagaglio di conoscenza e perizia, e tanta affidabilità non possono essere riconosciute al Ministro dell’Interno a giorni alterni. Né le materie sulle quali interviene il Ministro che ha in mano le sorti della sicurezza nazionale possono essere oggetto di personalismi, di scontri politici, e meno che mai di campagne mediatiche basate sui luoghi comuni e sui ‘buoni sentimenti’ a scopi pubblicitari. In tutte le materie di sua competenza, e certamente dunque anche sul fronte migranti, il ministro Minniti ha gli strumenti necessari per suggerire, ed anzi per dettare una linea che però deve essere poi seguita, altrimenti è il caos più totale”.
Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene così sul tema “caldo” dell’accoglienza migranti, dopo che i media hanno dato risalto a presunti contrasti rispetto alla linea espressa dal Ministro dell’Interno, in particolare relativamente al codice di comportamento delle Ong, che Minniti sostiene con assoluta decisione e di cui ha chiesto un’applicazione rigorosa. “Il Codice crea un rapporto di fiducia tra le Ong e la democrazia italiana – ha detto ieri in tarda serata il Ministro Minniti -. Il dovere che ho io è di avere un rapporto più forte con chi lo ha firmato”. Una posizione, peraltro, sostenuta anche dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che sempre ieri sera ha affermato al Tg1: “Il codice sulle Ong è un pezzo fondamentale di una strategia di insieme che il governo ha sui temi dell’immigrazione. Il codice dei migranti è un pezzo fondamentale di una strategia d’insieme sull’immigrazione: questa strategia di collaborazione anche con le autorità libiche sta producendo piano piano risultati. I flussi si stanno gradualmente riducendo, vince lo Stato e perdono gli scafisti. È uno spiraglio, ma uno spiraglio su cui insistere”.
“Le attività di contrasto all’immigrazione clandestina, ai trafficanti di esseri umani, poste in essere dal Ministro Minniti devono essere sostenute – conclude Pianese – e auspichiamo che la coerenza, il senso di responsabilità e la costante ricerca del bene dei cittadini prevalgano sempre e comunque perché su certe questioni non ci si può permettere nulla meno di questo”.

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Immigrati e le minacce del generale Haftar

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 agosto 2017

mediterraneo“Le parole e le minacce del generale Haftar, confermate al Corriere della Sera, dimostrano che è necessario ricucire i rapporti tra l’Egitto e l’Italia, che, senza dimenticare il caso Regni, deve avere nuovamente un ambasciatore a Il Cairo. Ne va della nostra possibilità di continuare a giocare un ruolo internazionale nel Mediterraneo”. Così Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare. E spiega: “L’Egitto è, tra i tanti attori della vicenda libica, quello da cui non si può assolutamente prescindere, perché al-Sisi non può controllare il confine del Sinai, il confine del Sudan, il Mar Mediterraneo e il confine della Libia. Quindi, al-Sisi è disponibile anche alla separazione in due o in tre parti della Libia, purché il generale Haftar gli garantisca l’impermeabilità del confine con la Cirenaica. Questo significa che Haftar si muove solo con in accordo con al-Sisi, e le sue parole di oggi sembrano scritte sotto dettatura. Né si possono escludere influenze francesi in queste posizioni anti italiane”. (n.r. Ci sembra di capire che la Francia fa parte della stessa Comunità europea e della Nato dove vi è anche l’Italia e se è così, come lo è, siamo al cospetto di una disintegrazione nei fatti della stessa comunità se ognuno va per conto suo e minaccia, sia pure per interposta persona, la stessa sovranità di un paese che suole definirlo ipocritamente “fratello”. La verità è che alla prova dei fatti la Comunità europea non esiste di là dell’asse Francia-Germania. Gli altri sono dei semplici vassalli: o fate come vi diciamo o facciamo intorno a voi terra bruciata. Viva l’Europa.)

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“140 immigrati per 200 residenti!

Posted by fidest press agency su sabato, 29 luglio 2017

Arcinazzo. Alla faccia della distribuzione dei migranti e della proporzione. Questa è l’assurdo paradosso degli Altipiani di Arcinazzo, una deliziosa località di villeggiatura di montagna trasformato in un ghetto di finta accoglienza. Una situazione aggravata dal fatto che ad Arcinazzo la caserma dei carabinieri è inattiva e il presidio della Croce Rossa è aperto solamente la domenica. Assurdo collocare così tanti migranti, tra le altre cose tutti uomini, in un una zona priva di servizi. Questo è il disastro di una sinistra incompetente che sta letteralmente distruggendo la nostra Regione e che tra le altre cose non risolve affatto le problematiche legate agli immigrati presenti, abbandonati al loro destino. Questo scempio non può continuare e chiediamo risposte chiare al sindaco considerato il fatto che il numero degli immigrati “parcheggiati” e abbandonati dal governo ad Arcinazzo sembra destinato a crescere. In caso di mancate risposte delle istituzioni locali siamo pronti ad intervenire a difesa di un territorio che non può essere abbandonato in nome di interessi economici. Il patrimonio paesaggistico e naturalistico del Lazio e la sicurezza dei cittadini non si svende!”. Lo dichiara Francesco Zicchieri coordinatore regionale di Noi con Salvini.

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La linea guida per fornire raccomandazioni sui controlli sanitari di immigrati

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

AmbulatorioRoma oggi alle ore 17.30 presso la sala stampa della Camera dei Deputati Verrà presentata alla presenza del Ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin, la linea guida per fornire raccomandazioni sui controlli sanitari di immigrati. Il documento sarà illustrato dal direttore generale dell’INMP Concetta Mirisola, dal presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, dal presidente della Società italiana di medicina delle migrazioni – SIMM Maurizio Marceca e dal direttore generale della Prevenzione del Ministero Ranieri Guerra.Si tratta del primo importante contributo scientifico a livello europeo su un tema estremamente attuale. Il documento, Controlli sanitari all’arrivo e percorsi di tutela per i migranti ospiti nei centri di accoglienza, è stato elaborato nell’ambito del “Programma nazionale linee guida salute migranti, sviluppato dall’INMP in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, a partire dall’esperienza maturata nell’ambito del Sistema nazionale linee guida, e con la SIMM, in quanto unico network scienti­fico specificamente volto alla tutela della salute degli immigrati e impegnato a sostenere le buone pratiche nell’assistenza sia a livello nazionale sia locale, attraverso i propri gruppi immigrazione e salute (GrIS).La linea guida è rivolta ai decisori, agli enti gestori dei centri di accoglienza e agli operatori sociosanitari e fornirà un pratico ausilio a fronte dell’incertezza ed eterogeneità nei comportamenti adottati sul territorio nazionale.All’elaborazione delle raccomandazioni ha lavorato un panel multidisciplinare e multiprofessionale di esperti, scelti in rappresentanza delle principali società scientifiche interessate e di istituzioni sanitarie nazionali e internazionali. È stata seguita una metodologia rigorosamente evidence-based, che ha previsto una ricognizione sistematica della letteratura biomedica sui temi d’interesse (in totale, 1.059 documenti reperiti e valutati criticamente).Sono state prese in considerazione le principali malattie infettive e diffusive (tubercolosi, malaria, epatite B e C, HIV, parassitosi, infezioni sessualmente trasmissibili) e alcune patologie cronico-degenerative (diabete, anemie, ipertensione, carcinoma cervice uterina) la cui diagnosi precoce si associa a una riduzione degli esiti negativi per la salute e dei costi per il Servizio sanitario nazionale. Sono state anche considerate alcune condizioni – quali la gravidanza – meritevoli di particolare tutela e in grado di modificare il percorso di accoglienza. Alla luce delle evidenze emerse, per ciascuna delle patologie e condizioni individuate, gli esperti del panel hanno elaborato delle raccomandazioni di taglio clinico-organizzativo, incardinandole all’interno di un percorso modulato e progressivo, che va dalla valutazione iniziale in fase di soccorso alla visita medica completa in prima accoglienza, fino alla “presa in carico” vera e propria nella seconda accoglienza.Prima della pubblicazione, il documento è stato sottoposto a revisione aperta, mediante consultazione pubblica via web, al fine di favorire un confronto trasparente, partecipato e costruttivo tra gli stakeholder e gli operatori sociosanitari, e costruire un consenso intorno alle raccomandazioni, che ne agevoli l’implementazione.Alla guida faranno seguito altri documenti evidence-based su temi relativi alla salute dei migranti, selezionati come prioritari a partire dalle indicazioni dei rappresentanti regionali della rete nazionale coordinata dall’INMP, di esperti del settore e di qualificati stakeholder. L’insieme di tali documenti e raccomandazioni concorre alla definizione delle politiche pubbliche a tutela della salute dei migranti in un’ottica di Evidence-based Public Health e alla diffusione di modelli clinico-organizzativi che garantiscano appropriatezza e continuità delle cure. (foto. ambulatorio)

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Gli immigrati e i razzisti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

“Secondo il Ministro dell’Interno Minniti non c’è un’emergenza migranti. Per l’84% degli italiani invece l’emergenza c’è eccome”. Lo dichiara l’On. di Forza Italia Sandra Savino. “Se questa non è istigazione al razzismo – prosegue la parlamentare azzurra – non so davvero cosa sia. La sinistra sta giocando col fuoco, se ne renda conto. Sta scaricando la propria debolezza internazionale e la propria incapacità di uscire dai propri schemi ideologici sui nervi delle persone, mettendo a dura prova il loro livello di sopportazione. E non si illuda, il PD: le uscite puramente elettorali fatte in questi mesi e sempre al traino di quanto il centrodestra dice da anni, non basteranno per recuperare la sintonia con il paese”.“L’emergenza c’è, e ha due facce: il flusso dei migranti e l’assenza del Governo”, conclude Sandra Savino.

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Roma invasa dagli immigrati

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

ministero interni“Il ministro Minniti non ha capito che Roma non può ricevere più un solo immigrato. Pensavamo fosse ormai chiaro, visto che la capitale è letteralmente assediata da un esercito di disperati il cui effettivo numero non è mai stato quantificato.
A Roma non ci sono solo i migranti assegnati dal ministero, ci sono decine di migliaia di stranieri che hanno già avuto risposta negativa alla richiesta di asilo, provenienti da tutta Italia, che non sono più ospiti delle strutture di accoglienza e bivaccano ovunque e vivono di espedienti e attività illecite, ci sono serbi, bosniaci e rumeni senza titolo nei campi nomadi, mentre le sponde dei fiumi Tevere e Aniene si sono trasformate in accampamenti dove dimorano veri e propri “fantasmi”, persone senza una riconosciuta identità. Per non parlare di stazioni, parchi, monumenti, edifici abbandonati, mentre le occupazioni ammontano a 108 casi.
L’ipotesi di continuare a uccidere la dignità e il decoro della capitale con arrivi continui deve essere respinta dal sindaco Raggi e dal presidente Zingaretti con decisione, la richiesta di trasformare la sede della Protezione Civile nel parco di Vejo nell’ennesimo centro di accoglienza è inaccettabile. Ricordiamo che la ristrutturazione di quell’immobile è costata oltre 5 milioni e serviva per formare volontari pronti a intervenire in attività di soccorso. Sulla notizia è già pronta un’interrogazione al ministro”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli. (n.r.seguiamo sempre con interesse i comunicati dell’on.le Rampelli. Ai suoi tempi anche il nostro direttore è stato un immigrato (in Australia per l’esattezza) e da quella esperienza ha tratto utili insegnamenti. Possiamo dire, quindi, senza essere tacciati di “razzismo”, o quanto altro, che abbiamo perso letteralmente il controllo della situazione. Non è possibile in due anni ospitare oltre seicentomila persone e si prevedono altri centomila entro il prossimo mese. Se poi ci limitiamo al caso Roma la circostanza ci sconcerta. Giovani immigrati bivaccano ovunque e hanno occupato stabilmente le uscite di supermercati e bar e pasticcerie con il solo intento di chiedere l’elemosina e altri hanno allestito bancarelle improvvisate occupando gran parte dei marciapiedi. Sono questi le risorse che fanno entrare nelle casse dell’Inps svariati miliardi secondo Boeri? Noi stiamo, invece, assistendo per parte nostra ad un esodo di massa: dai pensionati che emigrano per sopravvivere in luoghi meno costosi ai giovani (diplomati, laureati, ricercatori ecc.) e questi ultimi sono oltre duecentomila solo negli ultimi due anni. Perché Boeri non ci dice quanto l’Italia previdenziale perde di contributi che potrebbero versare questi giovani che hanno studiato in Italia e ora vanno a raccogliere i frutti del loro studio all’estero e che se li ritrova senza aver sostenuto un costo per la formazione scolastica. E potremmo andare avanti ancora a lungo ma ci rendiamo conto che l’on.le Rampelli conosce meglio di noi la situazione. Ora gli chiediamo cosa fare per far capire a quegli italiani che come le tre scimmiette si coprono gli occhi, si tappano la bocca e si mettono la cera nelle orecchie e non si rendono conto della gravità della situazione? Ci vogliono forzatamente dei razzisti?

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Invasione immigrati non significa emergenza

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

marco minniti“Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ieri ha detto in Parlamento che non ci sono le condizioni per chiedere lo stato di emergenza in merito all’invasione dei migranti che il nostro Paese sta subendo da mesi e mesi, salvo poi andare in Europa, lo ha fatto nelle scorse settimane, a dire che in Italia c’è un’emergenza. Si metta d’accordo con se stesso. I cittadini italiani non possono più sopportare indecisioni e improntitudine”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Dall’inizio del 2017 sulle nostre coste sono sbarcati oltre 93.292 migranti, il 16,79 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Dal 2014, cioè da quando la sinistra è al governo, sono sbarcati sulle nostre coste oltre 600mila disperati. È troppo facile dare la colpa al regolamento di Dublino e all’Europa cattiva. Ed è fuorviante richiamare gli errori delle missioni Triton e Sophia, su cui la stessa sinistra al governo, con Renzi premier, ha svenduto l’Italia. Cosa ormai assodata dopo le rivelazioni della Bonino e le conferme dello stesso Minniti.È invece importane conoscere i contenuti degli accordi che hanno portato l’Italia a diventare l’unico approdo di tutti i migranti del Mediterraneo, visto che il governo sta facendo carte false per cambiare i piani operativi di quelle missioni che ora sono diventate ‘sbagliate’, ricevendo solo porte in faccia.È importante poi conoscere i contenuti del Regolamento di condotta per i salvataggi in mare a cura delle Ong, visto che è evidente come il traffico degli ultimi mesi sia cambiato, e che i migranti vengono caricati direttamente su gommoni destinati ad affondare, che guidano loro stessi, e recuperati direttamente dalle navi delle Ong, senza la possibilità di incriminare gli scafisti.È importante aprire gli occhi di fronte alla drammatica realtà, e dichiarare lo stato di emergenza: non solo per adottare più agevolmente ogni misura urgente e utile per affrontare la catastrofe migratoria, ma, soprattutto, per assumersi la responsabilità politica di una questione che non può più essere scaricata sul territorio e sugli amministratori locali.Dal governo nessuna risposta degna di questo nome, nessuna trasparenza, nessuna chiarezza, solo una fuga irresponsabile dalla realtà. Sarà bene che il premier Gentiloni e il ministro Minniti tornino al più presto con i piedi per terrà per gestire con decisione, con azioni forti, un’emergenza senza fine. Blocco dei porti, blocco navale, regole stringenti per le Ong. Basta pannicelli caldi”, conclude Brunetta. (n.r. Con 600mila immigrati arrivati in Italia negli ultimi due anni dobbiamo aggiungere che non si tratta tanto di ospitarli ma di come gestirli tra lavoro che non c’è, abitazioni che mancano, assistenza sempre più carente, i terremoti e gli incendi che hanno messo in ginocchio gran parte dell’Italia e le risorse finanziarie che si sono ridotte all’osso.)

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