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Posts Tagged ‘immigrati’

In due settimane 570 persone sbarcate a Lampedusa

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2019

«Sbarchi continui. Nelle prime settimane di questo mese, 570 persone sono sbarcate a Lampedusa e il sistema sicurezza è già in titl. Il personale non è sufficiente per gestire la situazione». A dichiararlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap). «Attualmente sull’isola abbiamo 4 squadre da 10 uomini, tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, impiegate in turni in quarta. In realtà, le squadre dovrebbero essere cinque. Spesso – spiega Paoloni – una delle squadre è impiegata per gli accompagnamenti, lasciando inevitabilmente scoperto uno dei quadranti nel turno di 24 ore. Questo costringe le restanti tre squadre ad effettuare doppi turni, talvolta anche in maniera consecutiva, iniziando il turno regolare alle 19.00 per poi giungere, tra viaggio e altro, a casa esausti, alle 21.00 del giorno seguente. È inammissibile lavorare in queste condizioni, con poco personale, due squadre in meno e con turni massacranti. Ne va – conclude Paoloni – della sicurezza e del benessere psicofisico dei colleghi».

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Reddito di residenza, forte interesse da parte delle comunità di immigrati

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Il reddito di residenza attiva, deliberato dalla Regione Molise, sta conquistando folte comunità di cittadini stranieri residenti in Italia. Videonotizie sui 700 euro al mese offerti dalla Regione Molise occupano in particolare i canali di riferimento delle comunità pakistane e indiane. Ed i numerosi commenti dimostrano l’interesse per l’iniziativa.Ad esempio, il popolare canale social “Ita Punjabi”, che soltanto su YouTube riunisce quasi 30mila iscritti per lo più originari della regione del Punjab tra Pakistan e India, ha rilanciato la notizia del reddito di 700 euro. L’audio-informazione trasmessa sulla propria pagina YouTube ha raggiunto settemila persone. Dai 265 “mi piace” e 68 commenti emerge il rilevante interesse per l’iniziativa.Analogamente il popolare canale Pixstube, presente anche su Facebook e su Twitter, diffonde su YouTube un filmato con il logo della Regione Molise, in cui il provvedimento dei 700 euro è definito “chance d’oro”. La videonotizia ha raccolto quasi 29mila visualizzazioni.
Il provvedimento della Regione Molise non poteva, insomma, lasciare indifferenti le dinamiche comunità di cittadini stranieri residenti soprattutto nelle regioni limitrofe al Molise, come il Lazio. Principalmente la comunità di pakistani e indiani residenti in Italia, composta complessivamente da quasi 300mila persone, manifesta interesse per la possibilità di collocare la residenza in Molise potendo però svolgere attività “mobili”, quelle più congeniali in particolare alle comunità induiste e musulmane. Un esempio è offerto dai venditori ambulanti, che nel caso del reddito di residenza potrebbero collocare la sede legale dell’attività in un comune molisano con meno di duemila residenti, ma continuerebbero a girovagare, legittimamente, per fiere e mercati.I pakistani in Italia sono circa 130mila (poco più di 400 in Molise), gli indiani circa 160mila (poco meno di 600 in Molise). I più sono braccianti agricoli, cuochi e ambulanti. Una folta comunità è presente nella provincia di Latina, mentre tutto il Lazio conta circa 30mila indiani e seimila pakistani.

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Immigrati e decreto sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 agosto 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime preoccupazione a seguito dell’approvazione ieri da parte del Parlamento italiano della legge di conversione del decreto sicurezza bis che impone sanzioni ancore più severe alle imbarcazioni e alle persone che conducono operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Secondo gli emendamenti approvati dal Parlamento, le multe per le navi private che soccorrono le persone e non rispettano il divieto di ingresso nelle acque territoriali sono aumentate fino a un massimo di 1 milione di euro; inoltre, per tali navi è prevista l’immediata confisca.L’UNHCR ribadisce la propria preoccupazione in merito al fatto che l’imposizione di sanzioni pecuniarie e di altro tipo ai comandanti delle navi potrebbe ostacolare o impedire le attività di soccorso in mare da parte delle navi private in un momento in cui gli Stati europei hanno significativamente ritirato il proprio sostegno alle operazioni di soccorso nel Mediterraneo Centrale. Le ONG svolgono un ruolo cruciale nel salvare le vite dei rifugiati e migranti che intraprendono la pericolosa traversata per arrivare in Europa. Il loro impegno e l’umanità che guida le loro azioni non dovrebbero essere criminalizzati o stigmatizzati.Allo stesso modo, alle imbarcazioni commerciali e a quelle delle ONG non deve essere chiesto né di trasbordare sulle navi della Guardia Costiera libica le persone soccorse, né di farle sbarcare in Libia. Alla luce della situazione di sicurezza estremamente volatile, dei conflitti in corso, delle segnalazioni molto diffuse di violazioni di diritti umani e dell’uso generalizzato della detenzione arbitraria per le persone soccorse o intercettate in mare, la Libia non costituisce un porto sicuro ai fini dello sbarco.L’UNHCR chiede inoltre agli Stati di proseguire le discussioni intraprese recentemente a Parigi sulla creazione di un meccanismo di sbarco temporaneo e prevedibile per le persone soccorse in mare, caratterizzato dalla responsabilità condivisa tra gli Stati per l’accoglienza e per la risposta ai bisogni specifici di queste persone. Queste discussioni sono state incoraggianti, e devono continuare nell’interesse di tutti.

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Immigrati e religioni in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

Secondo le più recenti elaborazioni di Fondazione ISMU su dati Istat e Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim), gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2019 che professano la religione cristiana rimangono i più numerosi (due milioni e 815mila fedeli – pari al 53,6% del totale dei residenti stranieri – tra cattolici, ortodossi evangelici e altri cristiani), seguiti dai musulmani (un milione e 580mila fedeli). Passando all’analisi delle singole appartenenze religiose rispetto alla stessa data del 2018 cambiano invece le posizioni in classifica: quest’anno al primo posto, anziché i cristiani ortodossi, troviamo i musulmani che rappresentano il 30,1% degli stranieri residenti in Italia (nel 2018 erano il 28,2%), i cristiani ortodossi quindi slittano al secondo posto (29,7%, pari a un milione e 560mila), in terza posizione poi troviamo i cattolici (18,6%, pari a 977mila). Passando alle religioni di minor importanza quantitativa tra i residenti stranieri si stimano 183mila (pari al 3,5% sul totale degli stranieri residenti) cristiani evangelici, 136mila (2,6%) buddisti, 114mila induisti (2,2%), 80mila (1,5%) persone di altre fedi cristiane, 49mila sikh (0,9%), 16mila (0,3%) copti.È inoltre rilevante la crescita degli stranieri atei o agnostici, stimati in più di mezzo milione di unità (al 1° gennaio 2018 erano 331mila). Dall’analisi delle stime emerge quindi che, mentre gli stranieri musulmani residenti risultano in aumento 127mila unità rispetto al 2018 (anno in cui erano stimati in 1 milione e 453mila), i cristiani nel loro complesso invece diminuiti di 145mila unità (nel 2018 erano stimati in due milioni e 960mila), pur mantenendo ancora nettamente il ruolo di principale religione professata dagli stranieri (se nel 2018 rappresentavano il 57,5% del totale degli stranieri, nel 2019 rappresentano il 53,6%). È importante segnalare che non tutte le fedi cristiane sono in diminuzione: fanno eccezione infatti gli evangelici che, a differenza di ortodossi, cattolici e copti e altri, sono aumentati di 52mila unità rispetto al 2018, anno in cui se ne stimavano 131mila.Il nuovo assetto delle appartenenze religiose si spiega in primo luogo perché dal conteggio dei residenti stranieri al 1° gennaio 2019, sono stati esclusi i 112.523 stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana durante il 2018 e in secondo luogo perché i diversi flussi migratori nazionali presentano un saldo netto tra arrivi in Italia e ripartenze probabilmente maggiore nell’ultimo anno per musulmani e cristiani evangelici, che non per gli altri cristiani.
Per quanto riguarda le provenienze si stima che la maggior parte dei musulmani stranieri residenti in Italia abbia cittadinanza marocchina (440mila), seguiti da quella albanese (226mila), bangladesha (141mila), pachistana (106mila), egiziana (111mila). Passando ai cattolici stranieri, si stima che la maggior parte abbia cittadinanza rumena (162mila), seguita da quella filippina (159mila). Tra i cristiani ortodossi stranieri al primo posto ritroviamo i cittadini rumeni (965mila), seguiti dagli ucraini (200mila).

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Le forze armate per fermare il traffico illegale di immigrati

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

“Fratelli d’Italia chiede che le Forze armate siano destinate a presidiare i confini marittimi per fermare il traffico illegale di immigrati”. Lo dichiara Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo FDI in commissione Difesa che assieme ai colleghi Prisco e Varchi ha presentato un emendamento al dl Sicurezza bis.
“Davanti ai nuovi sbarchi di algerini – aggiunge Deidda – che anche quest’oggi sono arrivati in Sardegna e davanti alla sfida lanciata dalle ONG alle leggi italiane e alla nostra Sovranità, dobbiamo utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione per garantire legalità ed evitare le morti in mare”. “Dobbiamo contrastare l’arroganza e il cinismo di chi non vuole rispettare le leggi – conclude il deputato di FDI – e la Guardia di Finanza, la Guardia Costiera e le nostre Forze Armate che ringraziamo per i quotidiani sacrifici, sono delle eccellenze che possono e debbono essere schierate in prima linea”.

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Immigrati irregolari in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 Mag 2019

Nei giorni passati si è registrato un vivace dibattito sui dati relativi agli immigrati, in particolare irregolari. Poiché continuano a perdurare informazioni divergenti su tali dati, ISMU ritiene di intervenire con alcune puntualizzazioni al fine di contribuire a chiarire i termini della questione, al di là delle polemiche che spesso accompagnano il fenomeno migratorio. La stima della presenza irregolare sul territorio italiano, di cui dispone Fondazione ISMU, è pubblicata sul Ventiquattresimo Rapporto sulle migrazioni 2018. In base a tali stime si conferma che gli irregolari presenti in Italia al 1° gennaio 2018 erano 533mila.In relazione alla dichiarazione rilasciata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini – che quantifica in circa 90mila unità l’incremento massimo nel numero di irregolari derivanti dagli sbarchi avvenuti sulle coste italiane nel periodo intercorrente il 1° gennaio 2015 e aprile 2019 – si intende precisare che, pur non essendo direttamente confrontabili, i due dati sono tuttavia compatibili.I punti da evidenziare sono i seguenti:
Scostamento temporale: il dato prodotto da Fondazione ISMU si riferisce al 1° gennaio 2018, mentre il dato rilasciato dal Ministro dell’Interno si riferisce al periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019, superando così di 16 mesi l’orizzonte temporale della stima elaborata da ISMU.
Differenza nel tipo di dato: il dato fornito da Fondazione ISMU è una stima relativa alla presenza totale di irregolari nell’ambito dell’intera popolazione straniera valutata a una data di riferimento (1° gennaio 2018). Si tratta tecnicamente di un dato di stock (ovvero della stima della quantità del complesso degli immigrati irregolari presenti a una determinata data). Il dato fornito dal Ministro Salvini è, invece, un dato di flusso: si riferisce cioè esclusivamente all’apporto massimo nel numero di nuovi irregolari riconducibile agli sbarchi osservati tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019.
Compatibilità dell’ordine di grandezza dei due dati: Fondazione ISMU stimava al 1° gennaio 2015 la presenza di 404mila irregolari sul territorio italiano. La comparazione con il dato di 533mila, stimato da ISMU al 1° gennaio 2018, indica che nei 3 anni intercorsi tra le due stime, il numero totale di irregolari è cresciuto di 129mila unità (404mila + 129mila = 533mila). Tale valore (129mila), derivante dalle molteplici tipologie di irregolarità (permessi temporanei e visti turistici scaduti, ingressi non autorizzati via terra ecc…), è superiore alla quantificazione di 90mila, la quale deriva solamente dagli sbarchi registrati tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019. Gli sbarchi sono infatti solo una tra le diverse tipologie di irregolarità come già specificato.
Nonostante le due fonti non siano direttamente comparabili a causa del differente lasso temporale a cui si riferiscono (Fondazione ISMU: 1° gennaio 2015-1° gennaio 2018; Ministro dell’Interno: 1° gennaio 2015-aprile 2019), le stime rilasciate da Fondazione ISMU nell’ambito dei rapporti annuali sono compatibili con le cifre rilasciate dal Ministro dell’Interno.Le stime di Fondazione ISMU mostrano una crescita costante del numero di irregolari nella popolazione straniera dal 2013. Pertanto, rispetto a tale crescita. gli ingressi via mare costituiscono solo una delle fonti di incremento. Alla luce di quanto qui esposto si può confermare che i due dati (533mila e 90mila) sono compatibili ma non confrontabili. http://www.ismu.org

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«Ciao Italia»: la storia degli immigrati italiani in Francia

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Roma dal 25 marzo al 13 aprile 2019 Institut français – Centre Saint-Louis Largo Toniolo 22 mostra itinerante del Musée national de l’histoire de l’immigration di Parigi. L’esposizione è stata allestita presso il Musée national de l’histoire de l’immigration di Parigi nel 2017, che ne propone una versione itinerante fino al 2021. La sua circolazione in Italia è coordinata dall’Institut français Italia. Nel XIX e nel XX secolo, circa 26 milioni di Italiani e Italiane emigrano per motivi sia economici che politici. Una parte di essi si dirige in Francia che all’epoca mancava di manodopera. Gli Italiani diventano così gli stranieri più numerosi in Francia dall’inizio del Novecento fino agli anni ‘60. Oggi commemorata, la loro integrazione non avvenne comunque senza intoppi. Tra diffidenza e desiderio, violenze e passioni, rifiuto e integrazione, la mostra Ciao Italia! narra questa storia evidenziando l’apporto degli Italiani alla società e alla cultura francesi.
25 marzo, 18.00: VERNISSAGE con introduzione di Hélène Orain, direttrice del Musée national de l’histoire de l’immigration di Parigi, Stéphane Mourlane e Isabelle Renard, curatori della mostra.
28 marzo, 18.30: INCONTRO “Quelli che se ne vanno. La nuova emigrazione italiana” (2018, Il Mulino) del Prof. Enrico Pugliese, in dialogo con Lorenzo Flabbi (L’Orma Ed.) e con giovani con esperienze di espatrio.
1° aprile, 20.30: CINEMA proiezione di una pellicola in 35mm di Toni di Jean Renoir (1935). Seguito da un incontro con Stefania Parigi, professoressa di Storia del cinema presso l’Università Roma Tre.
11 aprile, 20.30: SPETTACOLO TEATRALE di Cesare Capitani in lingua francese “Médinitalì”

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Tutelare gli immigrati e i musulmani in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Dopo la condanna unanime di tutte le associazioni ,comunità,ong,confederazioni, centri culturali ,moschee ,mondo politico ,istituzioni e società civile al tremendo e disumano attentato in Nuova Zelanda , compiuto in due moschee e contro innocenti musulmani in preghiera ,che ha scosso tutti e ha fatto arrivare tantissima solidarietà al mondo musulmano in nuova Zelanda,in Italia e nel mondo intero.
Sono stati uccisi 50 civili (19 palestinesi,5 dalla Tunisia ,5 dal Bangladesh,4 dal Marocco ,3 dallo Yemen,2 dal Iraq,2 dalla Giordania ,1 dalla Siria 1 dal Iran,1 dall’Afghanistan . Altri 6 non sono stati identificati , insieme a numerosi feriti molto gravi , come ci hanno riferito i nostri medici in Nuova Zelanda. Le Comunita’ del mondo arabo in Italia (Co-mai) e la Confederazione Internazionale laica interreligiosa( Cili-italia) ringraziano tutti e apprezzano la condanna senza ambiguità, ferma e tempestiva fatta dalle Istituzioni , nella quale si è dimostrata ,ancora una volta, una unità solida tra comunità, associazioni e la società civile italiana e di origine araba ,musulmana e straniera contro il terrorismo in tutte le sue forme. Abbiamo combattuto , sempre uniti ,il terrorismo dell’Isis e ancora di più siamo convinti che solo l’unità può sconfiggere questo nuovo terrorismo ed il razzismo religioso contro i musulmani e gli immigrati in Occidente -dichiara Foad Aodi Fondatore Co-mai.

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Le mani della finanza speculativa sui centri per migranti

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 gennaio 2019

Al di là della propaganda delle forze di maggioranza, c’è qualcosa che dimostra con efficacia chi sono i veri beneficiari dei nuovi scenari creati dal “decreto-sicurezza” voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e avallato senza grossi patemi dal Movimento 5 Stelle. Basta osservare i movimenti nel mondo finanziario e imprenditoriale impegnato nella gestione dei migranti in altri Stati Ue. Una rete di holding, società, private equity provenienti dall’Europa del Nord si sta organizzando per “calare sull’Italia”. Alle loro spalle, gestioni non sempre cristalline dei grandi centri migranti loro affidati e strategie di business basate su tagli drastici al personale e ai servizi di integrazione che sfociano spesso in vere e proprie violazioni dei diritti umani. Il viaggio alla scoperta di queste realtà è al centro del nuovo dossier di Valori.it “Migranti: gli sciacalli della finanza brindano a Salvini”, online dal 29 gennaio. Un’inchiesta arricchita da analisi dettagliate sui dati macroeconomici della gestione dei migranti in Italia, sui big del settore e su cosa cambierà per le casse dello Stato con le nuove norme. Nei prossimi giorni il deputato di Liberi e Uguali Nicola Fratoianni depositerà un’interrogazione parlamentare. Il dossier si trova all’indirizzo https://valori.it/dossier/gennaio2019/

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Basta con la schiavitù nei campi

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Il 3 settembre scorso l’Unione Sindacale di Base si era confrontata con il governo a Foggia durante la prima riunione del tavolo interministeriale sul lavoro agricolo, chiesto a lungo e a gran voce da USB. Si era parlato dell’importanza di costruire un intervento articolato su tutta la filiera agricola agricola e della necessità di rafforzare i centri per l’impiego, unici strumenti reali ed efficaci contro il sistema marcio dell’intermediazione agricola. Da allora nulla più è accaduto. In compenso lo sfruttamento e la schiavizzazione dei lavoratori dilagano ovunque e i sei arresti di questa mattina a Sezze stanno lì a dimostrarlo: di qualità – e che perversa qualità! – c’è solo la rete che ha ideato un sistema efficientissimo per lo sfruttamento di centinaia di braccianti, soprattutto migranti – africani ed europei, anche provenienti dai Centri di accoglienza straordinaria – che si dannavano l’anima e il corpo nei campi di tutta la regione per la miseria di 4 euro l’ora, anche per più di 12 ore al giorno. Il fatto che tra gli arrestati ci siano un ispettore del lavoro e il segretario provinciale di Latina della Fai Cisl rende tutto ancora più raccapricciante. Chi aveva il compito preciso della tutela dei lavoratori, lucrava invece sulla pelle dei non garantiti, con battute che riportano alla memoria gli speculatori del terremoto: “A Babbo Natale ho chiesto 4.000 disoccupazioni e un gatto” è parente stretto di “Io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto”. “4.000 disoccupazioni”, a 60 euro la pratica per gente costretta a iscriversi alla Cisl, fa 240.000 euro, un bel bottino per gente senza scrupoli, che per mascherare i traffici sporchi ha creato la Agri Amici Società Cooperativa di Sezze. È ora di stroncare definitivamente sfruttamento e malaffare, è tempo di espellere dalla vita di questo paese il caporalato. Si può fare soltanto riprendendo i discorsi avviati il 3 settembre a Foggia, rafforzando gli ispettorati del lavoro ed espellendone le mele marce, facendo ripartire il tavolo interministeriale. Questo chiederemo venerdì, inoltrando al ministro Di Maio la richiesta urgente di ricevere l’Unione Sindacale di Base. Coordinamento nazionale Lavoro Agricolo USB

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Emendamento FdI su revoca tutela internazionale a immigrati

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

“Fratelli d’Italia esprime grande soddisfazione per l’approvazione in Commissione Affari costituzionali del Senato di un emendamento di FdI (prima firmataria Isabella Rauti) che consentirà di revocare o non concedere la tutela internazionale a quegli immigrati che si rendono colpevoli di furto in abitazione anche in assenza di aggravanti quali, ad esempio, la presenza di una arma. Inoltre, sempre in Commissione Affari costituzionali è stato approvato un emendamento simile a uno della Lega, con il quale la concessione della cittadinanza è subordinata alla prova della conoscenza della lingua italiana”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato.

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Sindaco Riace. Ciriani (FdI): conferma immigrazione è grande business

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

“Un fatto molto grave, le accuse sono pesanti. Ovviamente vale anche per il sindaco di Riace la presunzione di innocenza, ma al di là dell’episodio questo conferma quello che Fratelli d’Italia sostiene da molto tempo, e cioè che l’immigrazione era ed è un grande business. Coloro che hanno predicato le porte aperte, l’accoglienza, in realtà spesso lo facevano perchè coltivavano un business alle spalle di questi disperati”. A dirlo il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani, nel corso della trasmissione Skytg24. “Per anni Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni hanno chiesto, invano, che le cooperative o le organizzazioni senza scopo di lucro, almeno apparente, che gestiscono questi centri di ospitalità per i migranti fossero costrette a rendicontare euro per euro rispetto all’accoglienza stessa. Questo non è mai avvenuto, consentendo che ci fosse un regime troppo nebuloso che permettesse di fare affari attorno ai 35 euro al giorno che le operative ricevono in cambio di ospitalità” conclude il presidente dei senatori di FdI.

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Immigrati: abolizione protezione umanitaria?

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

“E’ positivo, che il ministro Salvini abbia annunciato la volontà di abolire i permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario. È una storica battaglia di Fratelli d’Italia, che ha già presentato al Senato un disegno di legge in proposito, di cui sono il primo firmatario. Intollerabile che attraverso l’abuso del meccanismo della protezione umanitaria sia stata concessa accoglienza e un permesso di soggiorno a immigrati illegali che non avevano alcun diritto alla tutela internazionale. Secondo i dati del Viminale in questi anni soltanto il 15 per cento di chi è sbarcato aveva diritto ad una forma di protezione internazionale tra quelle previste dalla Convenzione di Ginevra e quella sussidiaria dell’Unione europea. Mentre ad un ulteriore 28 per cento è stata regalata la sedicente protezione umanitaria. E’ tempo di mettere fine a questa assurdità. Il governo riprenda il ddl di Fratelli d’Italia presentato al Senato per escludere la protezione umanitaria dal circuito dell’accoglienza e lo faccia proprio”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari.

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Rocca di Papa: Immigrati irreperibili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

“L’irreperibilità di circa quaranta immigrati che dalla nave Diciotti erano stati temporaneamente trasferiti al centro di Rocca di Papa è un fatto gravissimo che mostra le inadempienze del governo italiano e l’inadeguatezza della scelta operata. E a nulla vale il maldestro tentativo di mettere le mani avanti dichiarando che queste persone hanno libertà di movimento e che quindi, per legge, non sono sottoposte a sorveglianza da parte dello Stato. Il Consiglio europeo due mesi fa ha stabilito che i richiedenti asilo vengano trasferiti in centri sorvegliati proprio per evitare simili fatti. Come mai il governo non ha ancora attivato questa misura e, al contrario, ha disposto il trasferimento dalla Diciotti in un centro senza controllo e misure di sicurezza adeguate? Annuncio sin da ora che a breve una delegazione di Fratelli d’Italia si recherà a Rocca di Papa per verificare quanto accaduto. E che presenteremo una interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno per capire quando intenda attivare i centri sorvegliati per evitare episodi analoghi a questo”. Lo dichiara in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

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L’UNHCR esorta la Grecia a far fronte al sovraffollamento nei centri di accoglienza sulle isole dell’Egeo

Posted by fidest press agency su martedì, 4 settembre 2018

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esorta il governo greco a risolvere la situazione nei Centri di accoglienza e identificazione (RIC) del Mar Egeo, comunemente noti come ‘hotspot’. I centri sono seriamente sovraffollati. Ciò significa che migliaia di richiedenti asilo e migranti, tra cui molti bambini, vivono in condizioni misere, inadeguate e in rapido deterioramento. Alcuni sono in questi centri da più di sei mesi.
L’UNHCR invita le autorità ad accelerare quanto più possibile le procedure di trasferimento delle persone idonee sulla terraferma; ad incrementare la capacità ricettiva per ospitarle; a migliorare rapidamente le condizioni nei centri di accoglienza e a offrire sistemazioni alternative ai più vulnerabili.La situazione sta raggiungendo un punto critico al RIC di Moria, sull’isola di Lesbo, dove più di 7.000 richiedenti asilo e migranti sono stipati in rifugi pensati per 2.000 persone soltanto. Un quarto di questi sono bambini.Si stima che 2.700 persone, principalmente famiglie siriane e irachene, risiedano nel centro di Vathy, a Samos, originariamente progettato per accoglierne meno di 700. Questo costringe molti a sistemarsi in tende inconsistenti e ripari di fortuna. Se la situazione non viene affrontata prima dell’arrivo dell’inverno rischia di diventare davvero preoccupante. Le persone che hanno bisogno di cure mediche sono costrette a fare la fila per ore prima di essere visitate.Nei centri di accoglienza sulle isole di Chios e Kos le persone ospitate sono ormai quasi il doppio rispetto alla capacità di accoglienza delle strutture.Simili livelli di sovraffollamento non si verificavano dal mese di marzo 2016, quando gli arrivi erano molto più numerosi. Tutti i RIC hanno un accesso limitato ai servizi. L’UNHCR è particolarmente preoccupato per le strutture sanitarie del tutto inadeguate, per il verificarsi di scontri tra le comunità frustrate, per l’aumento delle molestie sessuali e delle aggressioni e per la crescente necessità di cure mediche e psicosociali. Esprime tuttavia soddisfazione per l’ospitalità dimostrata dalle comunità locali ed è consapevole dell’impatto che questa situazione ha su di loro.I minori, compresi centinaia di bambini e bambine non accompagnati, sono particolarmente a rischio, così come decine di donne incinte, neonati, vittime di violenze sessuali e altre persone estremamente vulnerabili.
Più di 3.000 richiedenti asilo sulle isole hanno ricevuto l’autorizzazione a trasferirsi sulla terraferma, ma le operazioni sono state rallentate a causa della mancanza di sufficienti alloggi e strutture ricettive. Circa 800 richiedenti asilo sono stati trasferiti nel mese di agosto, tuttavia questo non riesce ad alleviare la pressione in quanto altre persone continuano ad arrivare sulle isole. Si calcola che nel mese di agosto la media degli arrivi giornalieri fosse di 114 persone, rispetto alle 83 di luglio. Più del 70% sono famiglie provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan.Nonostante abbia ricevuto finanziamenti europei, il governo ha dovuto affrontare una serie di difficoltà nel rispettare l’impegno concordato di decongestionare i centri di accoglienza sulle isole. L’UNHCR esorta le autorità a intensificare gli sforzi per superare i ritardi amministrativi e logistici. Nel frattempo, occorre prendere in considerazione misure straordinarie, tra cui alloggi di emergenza o strutture alternative, e incoraggiare le autorità a lavorare a stretto contatto con la società civile e le organizzazioni non governative in settori specifici come l’assistenza sanitaria.L’UNHCR rimane pronto a sostenere le autorità greche nel consolidare le capacità e nel rafforzare la risposta operativa, così come nel trasferire le persone idonee sulla terraferma. Su richiesta del governo, l’UNHCR ha concordato in via eccezionale di continuare a sostenere il trasporto dei richiedenti asilo sulla terraferma nel mese di settembre, al fine di evitare ulteriori ritardi.

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Soluzione caso Aquarius ma necessario approccio prevedibile per gli sbarchi

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime apprezzamento per la decisione di ieri da parte del governo di Malta di consentire lo sbarco di 141 richiedenti asilo e migranti soccorsi nel Mediterraneo centrale dall’Aquarius, nave di una ONG. L’UNHCR elogia inoltre quei Paesi europei che si sono proposti di offrire posti per le persone soccorse e di trasferirle dopo lo sbarco. Questo dimostra i benefici che possono derivare da un approccio collaborativo.Tuttavia, il caso dell’Aquarius e in particolare la situazione di stallo degli ultimi giorni ha nuovamente evidenziato la necessità di un piano regionale per l’area del Mediterraneo che offra chiarezza e prevedibilità sul punto di attracco delle imbarcazioni che trasportano le persone soccorse. Questo è essenziale se si vogliono evitare ulteriori situazioni di questo tipo.”L’UNHCR accoglie con favore la fine della situazione di stallo rispetto all’Aquarius e il fatto che 141 bambini, donne e uomini non siano più bloccati in mare”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. “Ma la situazione non dovrebbe mai arrivare a questo punto. È sbagliato, pericoloso e immorale tenere le navi di soccorso a vagare nel Mediterraneo mentre i governi competono su chi può assumersi anche la minima responsabilità”.L’UNHCR ha ripetutamente richiesto un approccio regionale per gestire le operazioni di salvataggio e sbarco nel Mediterraneo e ha formulato proposte precise in una nota congiunta del 27 giugno insieme all’Agenzia delle Nazioni Unite per le Migrazioni (OIM).”C’è un urgente bisogno di rompere con questa continua corsa a creareimpasse e approcci ad hoc nave-per-nave su dove far attraccare le persone soccorse”, ha detto Grandi. “Solo in presenza di porti sicuri chiaramente identificati, i comandanti saranno certi che, quando risponderanno alle chiamate di soccorso, saranno in grado di sbarcare rapidamente le persone a bordo e non diventeranno oggetto di lunghe negoziazioni”.L’UNHCR nel frattempo fa appello ai comandanti delle navi affinché continuino i loro sforzi nel sostenere il salvataggio in mare. Senza questa essenziale e fondamentale pietra angolare della legge del mare, molte altre vite andranno perse. Sebbene si sia ridotto significativamente il numero di persone che attraversano il Mediterraneo rispetto agli ultimi anni, il numero di quelle che risultano morte o disperse in mare rimane elevato. Già quest’anno più di 1.500 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo. Lungo la rotta del Mediterraneo centrale in particolare, il tasso di mortalità è triplicato, e ora si attesta a 1 persona che muore ogni 17 che tentano la traversata, rispetto a 1 su 43 durante lo stesso periodo dell’anno scorso.

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Passaporto sanitario per immigrati

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

L’immigrazione di massa dai paesi del Nord Africa ribellatisi ai vecchi regimi, pone in evidenza in tutta la sua drammaticità il problema dell’immigrazione dai paesi a basso reddito verso l’Italia e l’Europa. L’Italia è stata investita negli ultimi anni da un flusso immigratorio di clandestini continuo, di notevoli dimensioni che ha saputo gestire con grandi difficoltà. Se le conseguenze del fenomeno immigratorio sul piano economico e sociale e dell’ordine pubblico sono state analizzate pur in modo insufficiente, non è invece mai stato analizzato l’impatto del fenomeno sul piano della sanità pubblica. I milioni di immigrati sul territorio nazionale hanno introdotto nuovi elementi sul piano della sanità pubblica:
1) introduzione di nuove patologie non sufficientemente note ai medici italiani con pericolo di diffusione di malattie contagiose, in particolare la tubercolosi;
2) difficoltà da parte del medico di medicina generale e ospedaliera di rapportarsi con lo straniero a causa delle differenze linguistiche e culturali;
3) difficoltà nell’utilizzo delle strutture sanitarie da parte dei regolari a causa delle norme burocratiche che presiedono all’utilizzo delle strutture pubbliche. Sul piano della sanità pubblica il principale pericolo per la popolazione italiana è rappresentato dai clandestini, che per loro stessa definizione sfuggono a controlli adeguati. Le autorità del nostro paese devono porre particolare attenzione alla possibile diffusione di malattie come la tubercolosi, la poliomielite, la meningite meningococcica, l’epatite A e B, la febbre tifoide. Un intervento fondamentale dovrà essere il censimento sanitario della popolazione immigrata, clandestina o regolare, attraverso screening mirati in prevalenza al controllo della TB, malattia diffusa molto contagiosa trasmissibile per via aerea, ad alta endemia nei paesi africani e dell’Est Europa.
Il censimento della popolazione immigrata deve coinvolgere necessariamente tutte le regioni italiane e deve prevedere che ogni immigrato sia in possesso di un documento: Passaporto sanitario, sia cartaceo sia informatico per consentire al medico delle strutture pubbliche di conoscere immediatamente lo stato di salute dell’individuo con i risultati delle indagini sanitarie eseguite. (da un articolo di qualche anno fa di Walter Pasini Direttore Centro di Travel Medicine and Global Health)

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Immigrati: Corsi di agraria per rinascere liberi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Brescia. Si sente dire spesso “aiutiamoli nel loro Paese”, ma altrettanto spesso è un modo per non aiutarli affatto. Invece, con il progetto Farm Training, finanziato con 120.000 euro dalla Cei (progetto “Liberi di partire, liberi di restare”) e con il contributo della Congrega della carità apostolica di Brescia, 72 richiedenti asilo, oggi ospiti dell’Asilo Notturno Pampuri Fatebenefratelli di Brescia e della Caritas bresciana, potranno ottenere invece una qualifica professionale in ambito agrario da spendere in Italia o nel loro Paese d’origine. Si tratta di un corso teorico e pratico, promosso dal Centro Migranti della diocesi di Brescia e organizzato al Pampuri dall’Istituto “M. R. Padre Giovanni Bonsignori” di Remedello che partirà in settembre e si protrarrà sino a giugno 2021. In questi tre anni, 24 alunni per ciclo, potranno ottenere una formazione specifica in allevamento, agronomia e coltivazioni, meccanica agraria, manutenzione e sicurezza. I ragazzi verranno selezionati in base al loro percorso e in sinergia con la Prefettura. Tre aziende agrarie bresciane diventeranno un «laboratorio esperienziale» per i corsisti, mentre nelle aule del Pampuri si terranno le lezioni teoriche e si approfondirà la lingua italiana e l’educazione civica. A completare il monte di mille ore ci saranno stage in realtà agricole prima della valutazione finale. Il corso verrà proposto per tre annualità. L’Asilo Notturno Pampuri Fatebenefratelli può ospitare fino a 300 richiedenti asilo.

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Ogni giorno casi di immigrati che delinquono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Migranti, appello di Cirielli ( Fratelli di Italia) a Salvini: Ogni giorno casi di immigrati che delinquono. Subito approvazione legge su aumento pene per aggressioni a forze dell’ordine ed espulsioni immediate” “A Salerno un nigeriano senza biglietto aggredisce controllori e agenti su un treno regionale. A Sanremo un tunisino scaraventa giù dalla collina una turista. Ogni giorno assistiamo ad aggressioni alle forze dell’ordine. Lancio un appello al ministro dell’Interno Matteo Salvini ad affrontare con la massima urgenza, attraverso un intervento legislativo, l’emergenza”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e responsabile Giustizia di Fdi. “C’è un modo per fermare subito la spirale di violenza: approvare subito le due proposte di legge di Fdi che introducono aumento delle pene per violenze a pubblico ufficiale ed espulsione immediata degli stranieri che delinquono” – conclude Cirielli.

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Immigrati e controlli alle frontiere

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

“Blocco navale al largo delle coste libiche ma anche rafforzamento dei controlli alla frontiera est dell’Italia, in particolare impedendo l’invasione di immigrati attraverso la porta di Trieste. Il Friuli Venezia Giulia da tempo sta sostenendo il peso di una doppia immigrazione, è necessario tenere alta la soglia di attenzione per evitare che la Regione continui a sopportare un’emergenza di tali dimensioni. Sugli immigrati l’attenzione deve rimanere alta non soltanto sul mare ma anche via terra. In soli 20 giorni, infatti, a Trieste sono stati sbloccati 200 profughi sia nei furgoni e sia nelle stradine secondarie a piedi. A tal proposito, come Fratelli d’Italia presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo chiarimenti e conoscere quali sono le politiche messe in campo sul fronte orientale per frenare gli arrivi. Tutto ciò, però, dimostra che Fratelli d’Italia aveva ragione nel denunciare che è in atto un’invasione della nostra Nazione e che è necessario continuare lungo la strada della fermezza e del rigore. Dopo i disastri della sinistra al governo l’Italia ha smesso con la politica delle porte aperte a tutti, ma bisogna continuare nel proteggere per mare e per terra i nostri confini”. ”. Lo dichiara il senatore Luca Ciriani, presidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato.

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