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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

Posts Tagged ‘immigrati’

Immigrati e risorse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

immigrati“Ottomilacinquecento clandestini arrivati in un solo fine settimana. Inaccettabile, impossibile da sostenere per l’Italia, per le comunità locali, per i nostri bilanci, per la nostra coesione sociale”. Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti in Sala stampa a Montecitorio. “E questo – avverte – è nulla. Aumenteranno, ogni fine settimana. Tempo permettendo, avremo un’invasione di diecimila clandestini, disperati, disgraziati, che vengono prelevati direttamente, con la connivenza di molte Ong, dalle coste e dai mari della Libia e portati in Italia. Questo non è accettabile, distrugge l’economia e la società italiane. Noi – prosegue Brunetta – di tutto questo chiederemo conto al governo Gentiloni. Da troppo tempo, infatti, dall’inizio del governo Renzi ma non solo, l’Italia svolge questa funzione passiva di ricettacolo delle transazioni criminali che si svolgono a largo della Libia. Occorre dire basta. Basta a questi comportamenti criminali, basta a questa Europa che gira la testa dall’altra parte, basta alla distruzione della nostra società, dei nostri territori”. “Poniamo – l’esponente azzurro – molta attenzione alla Commissione d’indagine che è in corso al Senato e che sta dimostrando tutti gli interessi in campo, le connivenze con le Ong e i rapporti poco chiari e poco limpidi che ci sono sotto o accanto a questi traffici. Per questo noi diciamo basta e lo diremo tutti i giorni, portando la questione a tutti i livelli. Quello parlamentare ovviamente, nei consigli comunali in tutta Italia, in Europa e – conclude Brunetta – in tutte le altre istanze a livello internazionale, consiglio di sicurezza dell’Onu compreso.
“Non possiamo più permetterci i 4,6 miliardi di euro che sono previsti nel Def per i costi per l’accoglienza. Non possiamo più permetterci di portare dentro il nostro Paese delle bombe ad orologeria quali sono le centinaia di migliaia di disperati che in Italia non hanno la possibilità né di lavorare, né di avere un’accoglienza decente”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti in Sala stampa a Montecitorio. (n.r. qui non si tratta di rifiutare o meno l’accoglienza è che stiamo sottovalutando la gravità della situazione con centinaia di migliaia di immigrati che non hanno bisogno solo di essere ricevuti ma di lavorare. Finiremo con il diventare razzisti per colpa dello Stato e a dispetto della nostra naturale tendenza all’ospitalità e alla solidarietà.)

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Situazione dei richiedenti asilo in Ungheria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

Onu palaceNew York. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha richiesto una sospensione temporanea di tutti i trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Ungheria, provenienti da altri Stati europei ai sensi del Regolamento di Dublino. Il Regolamento di Dublino è lo strumento utilizzato dall’Unione Europea per la determinazione dello Stato europeo competente nella valutazione della domanda di asilo.
“La situazione dei richiedenti asilo in Ungheria era già motivo di grande preoccupazione per l’UNHCR ed ora, con l’entrata in vigore della nuova legge che prevede la detenzione obbligatoria dei richiedenti asilo, è solo peggiorata,” ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Dato il peggioramento della situazione dei richiedenti asilo in Ungheria, chiedo agli Stati di sospendere qualsiasi trasferimento di richiedenti asilo verso il Paese, fino a quando pratiche e politiche delle autorità ungheresi non saranno in linea con il diritto europeo e internazionale”. L’Alto Commissario ha affermato che è stato “incoraggiato” dalla decisione presa dalla Commissione Europea di collaborare con le autorità ungheresi, al fine di portare la nuova legislazione ungherese e la prassi in linea con il diritto comunitario, notando però che “sono necessarie misure urgenti al fine di migliorare l’accesso all’asilo in Ungheria”.
L’UNHCR ha ripetutamente espresso preoccupazione alle autorità e all’Unione Europea per la situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo che arrivano in Ungheria, sottolineando che barriere fisiche e politiche restrittive hanno portato ad un sostanziale diniego dell’accesso al territorio e all’asilo. Le “misure di emergenza” adottate dall’Ungheria secondo la legge appena emendata estendono la detenzione obbligatoria ai richiedenti asilo e portano all’espulsione dal Paese di coloro che entrano irregolarmente, in violazione degli obblighi del Paese secondo il diritto internazionale.Da quando la legge è entrata in vigore il 28 marzo, i nuovi richiedenti asilo, compresi bambini, sono detenuti al confine in container circondati da alte recinzioni di filo spinato, e resteranno là per tutta la durata della procedura di asilo. Dal 7 aprile, 110 persone si trovavano in questa situazione, tra cui quattro bambini non accompagnati e alcuni bambini con le loro famiglie. “Pur riconoscendo i recenti sforzi da parte delle autorità nell’affrontare la violenza della polizia, rimaniamo molto preoccupati ricevendo notizie sconvolgenti riguardanti gravi episodi di maltrattamenti e violenza contro quanti attraversano il confine ungherese, perpetrati anche da agenti dello Stato”. Ha affermato Grandi, aggiungendo: “Queste pratiche inaccettabili devono cessare ed esorto le autorità ungheresi affinché continuino ad indagare qualsiasi denuncia di abuso e violenza”.L’UNHCR ha già presentato all’Unione Europea e agli Stati Membri una serie di proposte volte a migliorare la distribuzione delle richieste di asilo tra gli Stati Membri. L’Alto Commissario ha anche richiesto all’Unione Europea l’adozione di un sistema di asilo semplificato che permetterebbe di identificare, registrare e gestire gli arrivi in maniera più rapida ed efficiente. “Questa è la chiave per garantire accesso alla protezione a quanti ne hanno bisogno, restaurando allo stesso tempo un clima di fiducia generale.”L’Alto Commissario ha concluso affermando: “E’ importante che vengano ulteriormente migliorati sia il sistema di asilo, che le condizioni di accoglienza di molti Paesi Membri e di quelli che vogliono entrare nell’Unione Europea. Ciò contribuirà a ridurre gli arrivi irregolari e il crescente ricorso ai trafficanti. Aiuterà, inoltre, a ridurre la pressione in corso sul confine meridionale dell’Ungheria. Investire nell’integrazione di richiedenti asilo e rifugiati è parte fondamentale dell’equazione.”

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Unicef: un anno dopo la dichiarazione UE-Turchia più rischi per i bambini rifugiati e migranti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

cartina-grecia-centrale-atticaSecondo l’UNICEF, un anno dopo la chiusura delle frontiere balcaniche e la dichiarazione UE-Turchia, che erano finalizzate a bloccare i flussi migratori di massa, i bambini rifugiati e migranti affrontano maggiori rischi di espulsione, detenzione, sfruttamento e privazione. Gli operatori dell’UNICEF in Grecia riferiscono di livelli profondi di sofferenze e frustrazione fra i bambini e le loro famiglie, e anche di un bambino di otto anni che ha tentato pratiche di autolesionismo. Nonostante il recente miglioramento delle condizioni di vita, nei rifugi alcuni bambini non accompagnati soffrono di stress psicosociale, con alti livelli di ansia, aggressività e violenza e dimostrando comportamenti ad alto rischio, come l’utilizzo di droghe e la prostituzione. La guerra, la distruzione, la morte dei propri cari e un viaggio pericoloso, inaspriti da misere condizioni di vita nei campi intorno alla Grecia o dalle lunghe procedure di registrazione e asilo, possono provocare disordini da stress post-traumatico.
Hawar, un ragazzo di 14 anni dall’Iraq, ha detto: “Qualche volta sto bene e altre volte no. Qualche giorno sono motivato e qualche altro sono emotivamente esausto. Mi sento intrappolato. Non voglio vedere niente e nessuno del campo. Dopo che esco per un po’, di solito mi sento meglio.”
Invece di arginare il flusso, la chiusura delle frontiere e la dichiarazione UE-Turchia hanno portato i bambini e le famiglie a prendere la situazione in mano e imbarcarsi in rotte ancora più pericolose e irregolari attraverso trafficanti, come l’UNICEF e i suoi partner avevano avvertito un anno fa. Anche nel 2017, circa 3.000 rifugiati e migranti – circa un terzo dei quali bambini – sono arrivati in Grecia nonostante la piena implementazione della dichiarazione UE-Turchia e i severi controlli di frontiera. Molti di loro continuano a passare di nascosto fra i confini in Bulgaria, nei Balcani occidentali e in Ungheria.
I bambini bloccati in Grecia e nei Balcani occidentali hanno già perso circa tre anni di scuola e attualmente affrontano diversi ostacoli, come una lingua e un sistema scolastico diversi e un altro anno ancora senza istruzione. L’UNICEF sta supportando la strategia del Ministero dell’Istruzione di integrare nelle scuole greche i bambini rifugiati e migranti bloccati. Tuttavia, solo 2.500 bambini, dei 15.000 in età scolastica, hanno beneficiato fino ad ora del programma nazionale in lingua greca.
Nonostante sforzi significativi – da parte dei governi e dei partner – circa la metà dei 2.100 bambini non accompagnati vivono ancora in condizioni al di sotto degli standard, fra cui circa 200 bambini non accompagnati in strutture con possibilità di spostamento limitato all’inizio di marzo (178 in centri di accoglienza e di identificazione nelle isole e 16 in “custodia cautelare” in celle della polizia).

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Sicurezza e immigrati

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

camera deputati“Questa settimana in Aula a Montecitorio arriva il decreto Minniti sulla sicurezza. Tanta buona volontà, ma un pannicello caldo senza risorse, e soprattutto senza coraggio, lo abbiamo capito anche al Lingotto. Il Partito democratico è diviso tra chi vuole più immigrati e vuole fare la manifestazione, come Orlando, per l’accoglienza, ‘venite tutti’, e chi dice, come la Serracchiani, ‘ma la gente ha paura’. Un Pd diviso, un Pd indeciso a tutto non può che produrre questi finti decreti dalla faccia feroce. Finti decreti dalla faccia feroce, che non contengono una sola norma vera, operativa, forte come noi abbiamo chiesto con i nostri emendamenti e come chiederemo nella battaglia in Aula. Senza risorse per le Forze dell’ordine non si va da nessuna parte, si prendono in giro gli italiani che chiedono più sicurezza”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

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Periferie, Presidente Commissione: “Sicurezza è priorità, servono leggi e risorse adeguate per garantirla”‎

Posted by fidest press agency su martedì, 7 marzo 2017

legalità e sicurezza“Il problema più urgente che i cittadini ci hanno segnalato oggi durante il nostro primo giorno di visita a Milano è quello della sicurezza urbana. La percezione degli abitanti di molti quartieri a rischio è che le città sono meno sicure, questo anche a causa della depenalizzazione di alcuni reati che lascia i sindaci scoperti e senza strumenti adeguati. Qui bisogna capire se l’occupazione abusiva, il commercio abusivo sono comportamenti sociali, come sostiene qualcuno, o reati. A mio parere rientrano nei reati e vanno perseguiti perché il rispetto delle regole è elemento fondamentale per la convivenza civile”. E’ quanto ha detto Andrea Causin, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle Periferie, al termine del primo giorno di visita della commissione a Milano.
“Molti degli amministratori dei comuni visitati oggi – ha sottolineato – ci hanno segnalato le difficoltà che affrontano ogni giorno, mancanza di leggi adeguate e di risorse finanziarie adeguate. Ci faremo carico delle questioni da loro segnalate e lavoreremo in questo senso con la commissione. Le periferie di Milano che abbiamo visitato oggi mostrano, rispetto a quelle delle altre città, di essere state oggetto di attenzione e di interesse da parte delle amministrazioni che si sono succedute anche in termini di investimenti. E’ chiaro che c’è ancora molto da fare. A Milano si parla di inversione demografica, abbiamo interi quartieri e comuni, come Pioltello, la cui popolazione di origine straniera supera quella italiana. Per risolvere i problemi di sicurezza e di vera integrazione servono investimenti strutturali e progetti di lungo e respiro programmati in maniera sistematica”.

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Rapporto segreto tedesco: sei milioni di migranti vogliono entrare in Europa dalle coste del Mediterraneo

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

mediterraneoUn rapporto segreto fuoriuscito dalle autorità di sicurezza tedesche ha rivelato che quasi sei milioni di migranti provenienti dalle coste dei paesi del bacino del Mediterraneo vogliono entrare in Europa. La relazione, che è stata disvelata dal tabloid tedesco Bild, sostiene che ci sono almeno 5,95 milioni di migranti sulle sponde del Mediterraneo che stanno cercando di entrare in Europa. Nella sola Turchia, il rapporto stima che ci sia 2,93 milioni di migranti che hanno messo gli occhi sui vantaggi di essere un richiedente asilo in un paese dell’Europa occidentale come la Germania. La Libia, secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, è attualmente sede di 1,2 milioni di migranti che sono pronti a sbarcare sulle nostre coste per poi raggiungere gli altri paesi europei. Lo scorso anno un numero record di migranti ha attraversato il mare verso l’Europa con la maggior parte di questi che sono approdati in Italia. Il nuovo governo italiano ha promesso di reprimere l’immigrazione clandestina nel corso di quest’anno, ma il paese non ha visto alcun rallentamento dei flussi, ed anzi nelle scorse ore è stato pubblicato il rapporto del Ministero dell’Interno che ha evidenziato il nuovo boom di sbarchi: un +44% rispetto a un anno fa che dovrebbe far comprendere al resto dei Paesi UE che è ora di dare un contributo ulteriore al Nostro Paese. Anche la Giordania, che ha accolto una gran numero di siriani in fuga dalla guerra civile, è menzionata nella relazione. I servizi di sicurezza tedeschi stimano che ci potrebbero essere fino a 720.000 migranti in Giordania che vogliono venire in Europa. I migranti dell’Africa centrale sono anch’essi presi in considerazione nella relazione, che sostiene che la maggior parte di coloro che partono dai porti di Libia e Algeria transitino prima in Mali e Niger, che sono diventati passaggi quasi obbligati per i migranti che provengono dalle regioni a sud del Sahara. Il rapporto tedesco corrisponde a un report sulle migrazioni simile a quelli dell’Agenzia europea delle frontiere Frontex che è stato rilasciato lo scorso anno. Per Frontex il livello di migrazione africana ha una tendenza ad aumentare nei prossimi anni, e gran parte di essa sarebbe stata innescata dalla situazione economica dei paesi dell’Africa occidentale altamente popolati. Il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha anche avvertito che la migrazione incontrollata di milioni di persone potrebbe sopraffare l’Unione europea se la rotta libica resta aperta. “Il flusso di migranti dalla Libia verso l’Italia e l’UE non è sostenibile”, ha detto all’inizio di questo mese. Il servizio di intelligence militare austriaca ha pubblicato una previsione sorprendente il mese scorso, sostenendo entro il 2020 l’Europa potrebbe vedere un afflusso di fino a 15 milioni di migranti. Gli austriaci hanno anche citato l’aumento dei migranti dell’Africa occidentale come una forza trainante per l’aumento del numero. Sono dati impressionanti che superano di gran lunga quelli della relazione tecnica del Viminale e che dovrebbero portare le istituzioni non solo europee, ma mondiali a prendere atto che gli esodi di massa che stiamo vivendo comportano soluzioni globali che non possono essere lasciate ai singoli stati che vivono il fenomeno migratorio in via diretta, in primis l’Italia. È chiaro, sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, però che proprio per questo il Nostro Paese deve farsi primo portavoce di questa situazione e non subirla perché al di là dei numeri, non è possibile che si continuino a verificare i continui e quotidiani drammi del mare come l’ultimo disvelato sulle coste libiche.

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Immigrati e terrorismo

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

europol«Un esercito di 34 mila potenziali terroristi è sbarcato in Europa insieme ai clandestini. Lo dichiara l’Europol, non qualche folle “populista”. Insieme ad altri 4 mila fanatici con cittadinanza europea formano una forza complessiva di 38 mila uomini che mettono in pericolo la sicurezza delle nazioni europee. Questa non è una invasione? Come la vogliono chiamare Renzi, Alfano e Gentiloni? Forse “viaggio turistico organizzato per terroristi e integralisti islamici”? Noi non siamo disposti a farci invadere senza reagire: basta sbarchi e subito un blocco navale al largo delle coste libiche biche per impedire ai barconi di partire. Il resto è complicità con i terroristi». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Giustizia e l’intervento del ministro Orlando

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

orlando ministro“Fratelli d’Italia ritiene insoddisfacente l’intervento del ministro Andrea Orlando sull’amministrazione della giustizia, pur avendo nel passato apprezzato alcuni piccoli passi avanti compiuti nel settore organizzativo”. È quanto ha affermato Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, in dichiarazione di voto.
“Dopo cinque anni di governo in cui il Pd di fatto governa – ha aggiunto – lei pensa che in Italia i più deboli non sono sopraffatti dai più forti? Pensa che le vittime dei reati vedono effettivamente puniti i delinquenti e sono sostenute dallo Stato, e nel complesso facendo in modo che ci sia sicurezza? Pensa davvero che ci sia più Giustizia e più sicurezza? È proprio convinto che il diritto civile anche con le riforme messe in campo permetta al più povero di difendersi contro il più ricco?”
“Anche sul tema delle carceri – ha sottolineato – va fatta una riflessione. È evidente che la civiltà di una Nazione si misura dalla tenuta del sistema carcerario. Sappiamo bene qual è la situazione delle nostre carceri. La verità è che non si appostano le risorse finanziarie necessarie. Non si fa nulla per sostenere gli organici e le misure alternative servono soltanto a far uscire i detenuti anticipatamente. Non c’è reale rieducazione e reinserimento nella società”.
“Sull’immigrazione clandestina – ha concluso – si possono prevedere ed accelerare delle procedure per espulsioni. Perché in questi tre anni non lo avete fatto? Ora promettete di fare un sistema amministrativo per velocizzare le espulsioni ma intanto volete cancellare il reato di immigrazione clandestina. È un segnale sbagliato”.

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Soccorso europeo nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

Ginevra. L’UNHCR, Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, elogia l’operato della Guardia Costiera italiana che, in coordinamento con Frontex – Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera – ha soccorso negli ultimi tre giorni oltre 1.500 persone con il maltempo nel Mar Mediterraneo. ginevraAlmeno 8 corpi sono stati recuperati in seguito a quello che risulta essere almeno un naufragio accertato di un’imbarcazione pericolante e sovraffollata al largo delle coste libiche. Secondo la Guardia Costiera italiana, una nave francese, che opera nell’ambito Frontex, ha individuato e soccorso sabato quattro persone in alto mare a 30-40 miglia (48-64 Km) circa dalle coste libiche.
Secondo le prime testimonianze dei sopravvissuti vi sarebbero state almeno 100 persone a bordo di un gommone naufragato a 30-40 miglia dalle coste libiche, fra Tripoli e Misurata. Ieri sera (14 gennaio), la Guardia costiera italiana ha poi soccorso altre 34 persone nei pressi di piattaforme petrolifere a 55 miglia (88 Km) circa dalla costa libica.Le autorità italiane riferiscono inoltre che tre persone soccorse in un’altra operazione di salvataggio sono morte per ipotermia, mentre altre due sono decedute a bordo di un gommone per soffocamentoI sopravvissuti delle operazioni di soccorso dei giorni scorsi e le vittime sono già stati sbarcati sabato a Lampedusa e domenica a Messina. Il personale UNHCR ha assistito alle operazioni e alla commemorazione delle vittime.”In quello che è già un tragico inizio di 2017 nel Mar Mediterraneo, sono davvero rincuorato nel vedere che la priorità di salvare vite umane viene messa in atto grazie agli sforzi di salvataggio della Guardia Costiera italiana e di Frontex, che hanno sfidato condizioni climatiche estreme per salvare tante persone”, ha detto Vincent Cochetel, direttore per l’Europa dell’UNHCR.”I sopravvissuti – che siano rifugiati o migranti – sono passati attraverso inimmaginabili sofferenze fisiche e psicologiche”, ha detto Cochetel, aggiungendo che l’UNHCR lavorerà a stretto contatto con le autorità per indirizzarli ai servizi sanitari competenti.L’anno scorso è stato l’anno più letale mai registrato nel Mar Mediterraneo, con più di 5.000 morti rispetto ai 3.771 del 2015.Questo letale principio di anno mette in evidenza l’urgente necessità per gli Stati di incrementare i percorsi per l’ammissione dei rifugiati, come il reinsediamento, le sponsorizzazioni private e il ricongiungimento familiare, in modo che non debbano ricorrere a viaggi pericolosi e a servirsi dei trafficanti.

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Minniti e i CIE: un fallimento annunciato

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 gennaio 2017

corte di giustizia europeadi MoVimento 5 Stelle. Aprire un CIE per regione, come propone il Ministro Minniti, rallenterebbe solo le espulsioni degli immigrati irregolari e non farebbe altro che alimentare sprechi, illegalità e mafie con pesanti multe (pagate dai cittadini italiani) per la violazione di sentenze della Corte di Giustizia Europa e della Corte Costituzionale in materia di diritti umani. È necessario identificare chi arriva in Italia, scovare i falsi profughi, espellere rapidamente gli immigrati irregolari nel giro di qualche giorno, senza parcheggiarli in inutili CIE spesso gestiti dalle mafie, accogliere chi ha diritto d’asilo ed integrare seriamente gli immigrati regolari.
Sono cose che il M5S afferma con buonsenso da anni. Per far questo serve prima di tutto un governo credibile e in grado di farsi rispettare dai partner internazionali. Condizione necessaria affinchè si stipulino tutti quegli accordi bilaterali che ci permetterebbero di espellere gli immigrati irregolari che, come certificato dalla stessa UE, sono l’80% di chi è giunto in Italia negli ultimi anni.
In assenza di questi accordi però, l’Italia ne può espellere solo poche migliaia degli oltre 75.000 che risiedono sul nostro territorio.
Da mesi dai territori della Penisola arrivano disperati appelli. L’ultimo, è quello del prefetto di Reggio Emilia che ha dichiarato che “sono raddoppiati i richiedenti asilo, non sappiamo più dove metterli ed il rischio è che molti non abbiano diritto agli aiuti”.
L’allarme è stato portato subito all’attenzione del Parlamento, dove abbiamo rilanciato le nostre proposte, inclusa quella di assumere migliaia di laureati in discipline giuridiche che possano identificare al più presto chi ha diritto all’asilo e chi no. Gli irregolari identificati dopo questo processo vanno subito rimpatriati, altro che riaprire i CIE che piacciono a ‘Mafia capitale’!
L’ex presidente USA, il premio Nobel per la Pace Barack Obama, tanto osannato dai “democratici” di casa nostra, durante il suo mandato ha espulso 2,5 milioni di irregolari, una media di 300-400mila ogni anno.
Con la proposta di abolizione del reato d’immigrazione clandestina votata dagli iscritti del M5S (reato inutile che ancora non è stato cancellato dal governo Pd-Ncd) miravamo a rendere più snelle le espulsioni, diminuire i costi a carico dei cittadini e facilitare il duro lavoro di magistrati e forze dell’ordine.Già nel 2008 le forze di Polizia denunciavano l’inefficienza di questa norma propagandistica voluta dalla Lega che nel 2010 ha bloccato l’espulsione dell’89% dei clandestini come ricordavano i sindacati di polizia.
Parliamo della stessa Lega e dello stesso PD che hanno firmato il Regolamento di Dublino III che fa sì che l’Italia si debba accollare tutti i migranti che giungono nel nostro Paese come primo approdo. Regolamento di Dublino che il M5S, per primo, ha proposto di modificare.Il Movimento 5 Stelle ha le idee molto chiare in tema immigrazione, soluzioni concrete che metterà a punto, in rete, con il voto degli iscritti certificati. Un serio programma sull’immigrazione che coniugherà buonsenso, rispetto ferreo della legalità e diritti umani.

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Nuova tragedia nel Mediterraneo: circa 100 persone disperse

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

immigratiSi teme che circa 100 persone siano annegate nell’ultima tragedia nel Mediterraneo. L’altro ieri la guardia costiera italiana ha effettuato quattro operazioni di salvataggio nel Mar Mediterraneo centrale. Queste ultime tragedie fanno salire a oltre cinquemila il numero di morti e dispersi nel Mediterraneo nel 2016, il peggior bilancio di sempre in termini di perdite di vite umane.
Secondo quanto riferito dai sopravvissuti, due gommoni si sono rotti e sono affondati, facendo cadere in mare le persone a bordo. Il primo gommone trasportava tra le 120 e le 140 persone, tra cui molte donne e bambini. Solo 63 persone sono sopravvissute dopo essere cadute in acqua. Il secondo gommone trasportava circa 120 persone, di cui 80 salvate dalla guardia costiera.
Circa 175 persone sono state salvate con successo da un altro gommone e da un’imbarcazione di legno. In tutto, sono 264 le persone sbarcate la notte scorsa a Trapani da una nave della Guardia Costiera. Altri otto corpi sono stati recuperati durante le operazioni.
Questa situazione evidenzia come gli Stati debbano urgentemente ampliare le possibilità di ammissione per i rifugiati, fra queste il reinsediamento, la sponsorizzazione privata, il ricongiungimento familiare e schemi di borse di studio per studenti, così che non siano costretti a ricorrere a pericolose traversate e ai trafficanti.
Le cause dell’allarmante aumento riscontrato quest’anno sono molteplici e sembrano essere legate alla qualità sempre più scarsa delle imbarcazioni utilizzate, dalle imprevedibili condizioni meteorologiche e dalle tattiche utilizzate dai trafficanti per evitare di essere intercettati. Tra queste, si può citare la partenza, in contemporanea, di un elevato numero di imbarcazioni, così da rendere più difficile il lavoro dei soccorritori.
Nel 2016, ogni giorno in media 14 persone sono morte nel Mar Mediterraneo, si tratta del numero più alto mai registrato. L’anno scorso, a fronte di oltre un milione di persone che hanno attraversato il Mediterraneo, sono state registrate 3.771 vittime.

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Immigrati: dal 2010 al 2016 affluenza aumentata in misura esponenziale

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

fotogemmigranti-bonifazicorradoSecondo i dati dell’Agenzia Frontex, aggiornati al periodo gennaio-agosto 2016, il numero di migranti “intercettati” per rotte di provenienza è aumentato notevolmente. Per esempio, nella rotta del Mediterraneo centrale (Italia, Malta) si è passati dai 4.450 del 2010 ai 116.705 del 2016; in quella del Mediterraneo orientale (Grecia, Cipro, Bulgaria) si è passati dai 55.688 del 2010 ai 169.152 del 2016; nella rotta dei Balcani si è passati dai 2.371 del 2010 ai 122.078 del 2016. I dati sono stati forniti oggi da Corrado Bonifazi dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le Politiche sociali Cnr, nel corso dell’incontro “Conoscere e governare l’immigrazione”, che si è svolto nel Polo Didattico dell’Università di Palermo, nell’ambito delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno. Sono intervenuti, tra gli altri, Fabio Mazzola, pro rettore dell’Università di Palermo, Antonello Miranda, Università degli Studi di Palermo, Francesca Abate, dirigente Ufficio Territoriale per la Sicilia Istat, e numerosi studenti interessati ad un tema di grandissima attualità.I residenti stranieri in Italia nel 2016 sono poco più di 5 milioni (maschi 2.381.487, femmine 2.644.666), in Sicilia sono complessivamente 183.192 (maschi 95.472, femmine 87.720) e l’Isola, secondo i dati Istat, si attesta in ottava posizione dopo Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana e Campania.Bonifazi, nel suo intervento, ha anche ricordato l’enorme flusso migratorio negli anni Cinquanta che coinvolse centinaia di migliaia di italiani in cerca di lavoro nelle miniere del Belgio, della Germania e della Francia. Secondo le previsioni Onu, ha aggiunto Bonifazi, nel 2050 l’Africa sarà popolata da circa 2 miliardi e mezzo di persone rispetto al miliardo e 100 circa del 2015. Un aumento notevole, mentre in Europa ci saranno tra 700 e 800 milioni di persone. Il numero dell’Africa corrisponde alla metà della crescita mondiale.Dai dati dell’Istat e Ministero dell’Interno, illustrati da Roberto Foderà dell’Ufficio Territoriale Sicilia dell’Istat, invece, emerge che dal 1990 al 2015 sono state registrate oltre 6 milioni di iscrizioni anagrafiche di cittadini stranieri provenienti dall’estero (quasi 236 mila in media all’anno). Negli ultimi 5 anni, nonostante il decremento rispetto al decennio passato, le iscrizioni sono state poco meno di 1,5 milioni (circa 290 mila in media annua). Nello stesso periodo 1990-2015 sono stati quasi 520 mila gli stranieri richiedenti lo status di rifugiato (poco più di 8 richieste ogni 100 iscrizioni anagrafiche dall’estero). Negli ultimi 5 anni quasi 230 mila: oltre il 44% di quelli degli ultimi 26 anni; quasi 16 richieste ogni 100 iscrizioni anagrafiche.
Dal 1997 al 2015 le persone salvate nel Mediterraneo sono state quasi 770 mila (in media 40 mila all’anno), per la gran parte nell’ultimo quinquennio: per l’esattezza oltre 440 mila (58%), circa 30 salvataggi/ sbarchi ogni 100 iscrizioni anagrafiche dall’estero. Evidente è la correlazione tra il numero di stranieri sbarcati e quello dei richiedenti asilo, anche se questi ultimi sono stati quasi sempre meno numerosi dei primi: nel periodo 1997-2015 circa 475 mila richiedenti, meno di 62 ogni 100 persone sbarcate. Nel periodo 1990-2015 sono state esaminate 457 mila domande di asilo, che hanno dato luogo a meno di 180 mila concessioni (al di sotto del 40% delle richieste), in media meno di 7 mila all’anno. Negli ultimi 5 anni sono state esaminate poco meno di 190 mila domande, con quasi 100 mila concessioni (53%), circa 20 mila concessioni in media all’anno. Lo status di rifugiato secondo la Convenzione di Ginevra è stato riconosciuto solo a 41 mila stranieri, negli altri casi favorevoli è stata proposta la protezione umanitaria (quasi 93.000) o la protezione sussidiaria (45 mila). (foto: fotogemmigranti-bonifazicorrado)

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Immigrati: “galline” dalle uova d’oro

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2016

immigrati“La manovra economica di quest’anno prevede 796 milioni di euro per le attività di soccorso in mare, 2,4 miliardi di euro per le spese di accoglienza, 547 milioni in sanità e istruzione, 395,7 milioni per il Fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo, 170 milioni di euro per il Fondo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Quanto viene destinato al fondo per il rimpatrio? Appena 2,8 milioni di euro, praticamente zero! Questo perché è evidente che i flussi migratori che arrivano in Italia alimentano un business che Renzi non ha intenzione di stroncare. Il sottosegretario Gozi la pianti di prendere per i fondelli gli italiani scaricando i mancati respingimenti sull’Europa. Gli stati nazionali possono molto, se vogliono, come dimostrano queste cifre e l’Italia di Renzi non intende tirare il collo alla ‘gallina dalle uova d’oro’”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Quanto ci costano gli immigrati?

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

immigrati«Oggi dal Governo arrivano due notizie. La prima: il ministro degli Esteri Gentiloni dice che ben due terzi delle persone che sbarcano in Italia sono illegali. La seconda: il ministro Padoan fa sapere che l’Italia spenderà nel 2017 la somma di 4 miliardi per l’accoglienza. Facciamo una sintesi: l’anno prossimo 4 miliardi di euro delle tasse pagate dagli italiani verranno spesi da chi ci governa per dare vitto e alloggio a migliaia di immigrati clandestini che non scappano dalla guerra e non dovrebbero essere sul nostro territorio. Parliamo di un enorme fiume di denaro che in molti casi finirà nelle tasche delle cooperative rosse e bianche amiche di Renzi e Alfano invece di essere usato per aiutare i poveri e i disoccupati. Prima ci liberiamo di questo Governo e meglio sarà per tutti: il 4 dicembre gli italiani voteranno no e lo manderanno a casa». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. (n.r. Forse la gente non ha capito che i soldi per gli immigrati li tirano fuori gli italiani facendo più debiti e non certo l’unione europea che si limita a permetterci d’indebitarci sempre di più)

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Terroristi tra gli immigrati

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

terroristi“Il pericolo che con gli sbarchi dei clandestini arrivino in Italia anche terroristi è serio e concreto, come sosteniamo da tempo, specie perché i due fenomeni sono strettamente connessi, e non solo i rapporti dell’intelligence, ma anche i risultati investigativi emersi con numerose inchieste giudiziarie lo confermano. Oggi l’ennesima, e dopo tutte le scemenze su inesistenti abusi attuati con inesistenti mezzi di tortura contro gli immigrati da parte della Polizia, aspettiamo di vedere quale attenzione sarà riservata alla notizia che un siriano, già arrestato come scafista dopo uno sbarco, è finito di nuovo dentro, dopo ben due anni, per terrorismo! Ecco chi ci mettiamo in casa, ecco da dove nasce l’esigenza dei fondamentali riconoscimenti a cui la maggior parte dei clandestini si oppone, ecco con quale subdolo ed atroce percolo ci misuriamo ogni giorno. Altro che chiacchiere. Chi non capisce nulla di questo lavoro rimanga zitto invece che sollevare scandali fasulli a detrimento della sicurezza nazionale, e si cominci invece ad attuare serie soluzioni per impedire gli ingressi indiscriminati di chiunque in Italia”. Questo il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia che in Calabria, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, la Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di un siriano accusato di terrorismo. L’uomo era già stato arrestato, nel 2014, come presunto scafista dopo uno sbarco di clandestini e, secondo quanto reso noto dagli investigatori, questa nuova operazione rappresenta una delle “indagini in cui è stato verificato il collegamento diretto tra soggetti che pianificano il traffico di migranti ed organizzazioni terroristiche islamiche”. “E’ già intollerabile che un soggetto del genere fosse ancora sul nostro territorio nazionale – incalza Maccari -. Con il rischio anzi la certezza, evidentemente, di poter continuare a fare i propri comodi anche in favore, magari, delle organizzazioni terroristiche che minacciano il mondo intero e l’Europa soprattutto. Questa materia non è più una questione di mera solidarietà o di inutili chiacchiere sull’inclusione o sullo spirito di umanità. Garantire la sicurezza richiede precise regole e presupposti che, di questo passo e di fronte ad un’invasione senza filtri e senza freni, saranno totalmente disattesi. Se ne ricorderanno certi politicanti travestiti da difensori dei diritti umani quando salterà in aria una scuola, un centro sportivo o una chiesa?”.

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Immigrati: Accogliere non basta: occorre integrare

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2016

migranti1Non si può chiudere il cuore a un rifugiato, ma serve anche la prudenza dei governanti. Sono le ultime parole pronunciate da Papa Francesco, a ragione considerato il grande paladino dei diritti di migranti e rifugiati. Ed è a questa prudenza di buon governo che fa riferimento il convegno promosso dalla Associazione Etica e Democrazia lunedì prossimo, 7 novembre, alla Camera dei Deputati: Il diritto alla salute delle popolazioni migranti. E’ un convegno in cui si intrecceranno la voce del ministro Alfano con quella di Monsignor di Tora, presidente di Migrantes. La prospettiva istituzionale di chi si confronta giorno per giorno con i temi dell’emergenza e quella di chi ha un vero e proprio carisma, per dilatare il cuore nell’accoglienza. A Federico Gelli, presidente della Commissione parlamentare che si occupa dei richiedenti asilo, il compito di disegnare una mappa con le luci e le ombre emerse dalla recente inchiesta sui centri di accoglienza. Il tema della salute dei rifugiati e dei migranti farà da filo conduttore, negli interventi di Silvia Angeletti e Massimo Ciccozzi, che da anni lavorano per affrontare in modo scientifico la responsabilità di tutelare la salute, la propria e quella degli altri, come diritto inalienabile. Ma proprio per questo è necessario fare un salto di qualità nel modello di accoglienza e capire quali siano i rischi che corrono le persone quando arrivano in Italia, alla luce della propria storia clinica ed immunologica. Toccherà poi a Maurizio Lo Palco e Mario Affronti descrivere la complessa esperienza dei Cara, i loro punti forti e la condizione di rischio che si crea al loro interno, se non si predispongono concrete misure di prevenzione, di diagnosi precoce e di intervento tempestivo.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, che ha promosso l’incontro e che ne curerà lo svolgimento. “Il riferimento del Papa alla prudenza dei governanti significa per tutti noi una sollecitazione a far meglio di quanto già l’Italia sta facendo. Sappiamo bene che l’Italia è il Paese che da anni fa di più, non solo per gestire emergenza e prima accoglienza, ma anche per farsi carico dei livelli essenziali di assistenza di tutte queste persone. La tutela della loro salute ci sta a cuore perché è un bene in se stesso e perché è un bene per noi; poche cose come la salute sono di interesse per tutta la comunità, perché siamo tutti esposti all’influenza di chi ci sta vicino. Di tutto questo parleremo lunedì prossimo ad un pubblico variegato di medici e di volontari, di associazioni impegnate nel settore dell’accoglienza e di responsabili istituzionali, perché solo un approccio integrato può facilitare davvero l’integrazione umana e socio-assistenziale indispensabile a tutelare il diritto alla salute di tutti”, conclude Binetti.

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Consumi e vivibilità: Le tre urgenze. Il resto viene dopo

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2016

europa comunitariaFirenze. La complessità della nostra società impone oggi di dover far girare tutto su tre punti: Europa, ambiente, migranti. Certamente la complessità è maggiore, ma i punti di riferimento sono a nostro avviso questi tre, intorno ai quali tutte le politiche, a partire da quelle per i consumatori, devono fare riferimento.
Europa. Dopo la pagliacciata delle scorse settimane sull’accordo UE/Canada (CETA), domenica 30 ottobre e’ finalmente stato siglato l’accordo con il premier canadese Justin Trudeau che e’ venuto a Bruxelles per manifestare il loro diretto e coinvolgente interesse. Il futuro delle nostre economie si basa su accordi di questo tipo, che dovrebbero portare -nella fattispecie- ad abbattere gli ostacoli per gli scambi dal 36 al 3%, portare più ricchezza ed esportare la stessa. Non solo incontri e scambi tra economie delimitate, però, ma economie che si proiettano verso il futuro grazie a queste collaborazioni, per nuove innovazioni economiche, giuridiche ed umane. Questa è l’ambizione del Ceta che e’ riuscito a vincere l’ottusità della regione Vallonia del Belgio che ne ha fatto slittare la firma e che -auspichiamo- non troverà ostacoli nelle future ratifiche che tutti i parlamenti dei singoli Stati comunitari dovranno fare. Già questo meccanismo, che non esclude la levata di scudi di altrettante Vallonie, ce la dice lunga sul farraginoso e bloccante metodo oggi in vigore in Ue per decidere e mettere in pratica politiche di ogni tipo. Ed e’ su questo che l’Italia -che in merito ha tutte le carte in regola essendo uno dei Paesi fondatori ed ispiratori della sovrannazionalità federalista europea- deve fare maggiore pressione, in una prospettiva di Stati Uniti d’Europa.
Ambiente. I fatti tragici di questi giorni del terremoto, sono piu’ che mai il segnale che il nostro Pianeta, anche a partire dal giardino della nostra casa, non puo’ continuare con questo metodo che e’ stato utilizzato fino ad oggi: ci sta portando a viverci male sopra e a distruggere quella biodiversita’ sul cui equilibrio abbiamo stabilito il nostro sistema di vita. Tutto quello che ne e’ responsabile va rimosso, qualunque sia il prezzo da pagare, in denaro, in lavoro e in equilibri conseguenziali. Chi e’ diventato ricco con questi metodi, deve ridimensionarsi, cominciare a donare e farsi prendere tutto il necessario, per distribuirlo ovunque e per impedire che i poveri di oggi e quelli in cosiddetta via di di sviluppo, facciano gli stessi errori. Il ruolo dell’Italia è importante anche se, allo stato dei fatti marginale. Bisogna che questa marginalità venga capovolta, per fa capire che, come lo scioglimento dei ghiacciai al Polo Nord o la sparizione di diverse specie animali in Africa o in Asia o lo stravolgimento ambientale per le conseguenze delle emissioni dei gas ad effetto serra, cosi’ sono anche i nostri terremoti, i nostri vulcani. Il Giappone e la California, per esempio, non possono solo gelosamente essere alfieri della convivenza col terremoto, devono -anche per il loro benessere-spartirla con noi, col centro America, con la Turchia, cioè con tutti coloro che ogni volta che la terra trema, sono vittime della loro arretratezza (sia essa politica-burocratica come in Italia, sia economica come in altre parti del Pianeta). E anche qui, come per la vicenda Ceta, conta solo la disponibilità di ognuno a condividere, semplificare, aiutare.
Migranti. Un presupposto: non c’e’ differenza tra quelli cosiddetti economici e quelli rifugiati da zone di guerra. Sono sempre persone che si muovono, come e’ sempre successo nei secoli passati, per cercare di vivere, creando dal nulla quelle che oggi sono le maggiori potenze -in tutti i sensi- del mondo (tipo Usa e Australia). La migrazione fa parte del DNA dell’essere umano, e tutti gli umani possono e devono organizzarsi per accoglierla, condividerla e trarne valore. In Europa il nostro Paese e’ troppo isolato. Fa bene il nostro capo del governo nazionale a sbattere sempre in faccia le loro responsabilità agli altri partner dell’Ue, ma occorre andare più a fondo con coraggio, determinazione e risolutezza nelle decisioni, anche dolorose, che possono e devono essere prese per evitare il massacro quotidiano a cui stiamo assistendo in questi anni, da Calais al Mediterraneo, dalla frontiere ungheresi ai ripensamenti tedeschi. Non ci sono alternative, se non mortali per noi e per i nostri figli e nipoti, e quindi per il Pianeta. Politiche limitative sono un non-senso, e’ come darsi delle martellate in testa facendo finta di godere delle stesse. Politiche di accoglienza migratoria che devono marciare con alcuni capisaldi fondamentali, primo fra tutti quello del controllo demografico (volontario), con politiche contrarie a quelle che oggi -Italia inclusa- stanno divampando in Europa con premi per fertilità e natalità nazionali.
Questi sono solo degli spunti su cui lavorare. Europa. Ambiente. Migrazioni. Spunti che fanno aumentare e razionalizzare i consumi, perche’ li democratizzino e li rendano potenziali per ognuno. E per coloro che non hanno voglia di vedere oltre il proprio naso, e’ bene ricordargli che il giardino sotto casa che vogliono difendere da quelli che loro considerano intrusi, proprio perche’ fino ad oggi hanno avuto corte vedute, gli sta franando sotto, a Norcia come a Dallas, ad Amatrice come ad Amsterdam o Berlino.

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Gorino e gli immigrati e un governo “provocatore”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2016

gorino-blocco-stradale«A Gorino in provincia di Ferrara il Governo è arrivato a sequestrare l’unica struttura turistica presente in zona per trasformarla in un centro d’accoglienza per gli immigrati. Questo ha scatenato la legittima protesta dei cittadini. Ma il ministro dell’Interno Alfano arriva a dire che “quella non è Italia” e il prefetto Morcone invita i cittadini che hanno manifestato ad andare a “vivere in Ungheria”. Sono parole indegne: ricordiamo ad Alfano e Morcone che il loro stipendio viene lautamente pagato da tutti gli italiani, compresi quelli che protestano. Ogni Stato degno di questo nome dovrebbe occuparsi prima dei suoi cittadini, non spendere miliardi di euro per accogliere centinaia di migliaia di clandestini. Se c’è qualcuno che deve andare a vivere all’estero non sono i cittadini di Goro e Gorino ma Alfano e Morcone. Se decideranno di farlo, l’Italia se ne farà una ragione». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.  (Fonte foto: rit la tua repubblica)

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Immigrati: Sistema di accoglienza nel caos e vicini al collasso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2016

immigrati“L’episodio di Gorino è l’ennesima manifestazione del totale caos in cui versa il sistema italiano di gestione del fenomeno migratorio. Siamo ormai al collasso, come emerge anche dagli atti parlamentari”. Lo afferma, in una nota, Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia e membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate. “E’ grande, inoltre – prosegue l’esponente azzurro -, la sorpresa rispetto agli sprezzanti giudizi che sono giunti in queste ore dal Ministero dell’Interno contro la popolazione in rivolta. Aspettiamo di conoscere i fatti nel dettaglio, ma intanto ci chiediamo: a che titolo si pontifica sull’esasperazione delle persone, visto che la responsabilità primaria di questa situazione va cercata proprio nell’esecutivo? Siamo tutti consapevoli dello spirito di umanità con cui i cittadini italiani, a cominciare dagli amministratori locali, affrontano l’emergenza migratoria, in una situazione che si fa sempre più difficile e caotica, soprattutto per il grave deficit di iniziativa del Governo su questo fronte. L’approccio dell’Esecutivo al problema, come da noi ripetutamente denunciato – conclude -, è improntato a un misto di pressapochismo e improvvisazione. Chiederemo, dunque, che il Governo venga a riferire in Parlamento sull’accaduto e sulle cause, sia immediate sia remote, dell’increscioso episodio a Gorino”. (n.r. abbiamo sempre sostenuto che gli italiani non sono razzisti o ostili in linea di principio all’immigrazione. E’ sbagliata, semmai, la politica dell’accoglienza che sembra volta a risvegliare le ostilità degli autoctoni perché non si può vedere invase le città da migliaia di immigrati che sembrano avere il solo obiettivo di dislocarsi fuori dai bar, dai supermercati e persino dai portoni dei palazzi per chiedere l’elemosina. Sono giovani e ben prestanti e non mancano quelli che si fanno più arditi quasi pretendendo un obolo. Possibile che i nostri governanti non si rendono conto che stanno diventando una vera e propria “bomba etnica” capace di esploderci tra le mani?)

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Immigrati: “Governo vuole solo alimentare business”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 ottobre 2016

immigrati“Anziché chiedere le risorse per fermare gli sbarchi il nostro governo preferisce ottenere dall’Europa i soldi ‘extra-manovra’ per l’accoglienza degli immigrati. Il motivo è semplice: continuare ad alimentare il business delle cooperative che ci lucrano sopra. Il governo fa finta di lamentarsi, ma poi accoglie tutti senza fare distinzioni fra chi ne ha il diritto e chi no. A dimostrarlo ci sono le ultime cifre dell’accoglienza, che parlano di 153mila immigrati già arrivati in Italia quest’anno: il 2016 supererà l’anno record del 2014, in cui furono accolte 170mila persone”. E’ quanto afferma il coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, promotore della legge parlamentare d’iniziativa regionale “Tagiabusiness immigrati”, già depositata dai consiglieri del partito in sette regioni: Toscana, Liguria, Piemonte, Sardegna, Campania, Umbria e Veneto. “Il business degli immigrati nel 2016 raddoppierà rispetto all’anno scorso – sottolinea Donzelli – Fratelli d’Italia chiede che i soggetti che lavorano nell’accoglienza siano obbligati a rendicontare le spese sostenute, come accade in qualsiasi altro settore”. Per sostenere l’iniziativa di legge è possibile firmare una petizione online all’indirizzo http://www.leggeimmigrati.it.

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