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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Posts Tagged ‘immigrati’

Il buonismo e i conti pubblici

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

ministero-finanze“Strano Paese il nostro, dove si organizzano cortei ‘dell’accoglienza’ per gli immigrati che ‘influiscono positivamente sulla crescita del Pil’ (Emma Bonino pensiero), piuttosto che cercare delle soluzioni al tema della bassa natalità. In questo contesto, ciò che manca è che cosa vogliamo fare della nostra immigrazione dopo gli anni dell’accumulo silenzioso e prima che sia troppo tardi. Prima, cioè, che si inneschi, più o meno inconsapevolmente, un’esplosione razziale a catena, sull’onda dell’umanitarismo e dell’egoismo miope, che produce razzismo”. Lo scrive Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un intervento pubblicato da “Affaritaliani.it”, proponendo delle prime riflessioni in vista della marcia pro immigrati del 20 maggio a Milano che vede Emma Bonino tra i promotori.“Innanzitutto, i flussi migratori cui sono attualmente sottoposti l’Italia e gli altri Paesi dell’Europa comunitaria sono di natura profondamente diversa da quelli che nel dopoguerra e per circa un ventennio avevano interessato il Nord Europa. I flussi migratori di allora erano prevalentemente da domanda, quelli degli anni ottanta e quelli attuali sono, invece, prevalentemente da offerta.Che significa questa distinzione? Nel caso di migrazione da domanda prevalgono i lavoratori dipendenti, in settori manifatturieri, a bassa qualifica, in ogni caso pressoché immediatamente inseriti nelle garanzie di welfare proprie dei paesi di destinazione. Questi flussi di immigrati entrano così nel ciclo sociale delle economie di destinazione attraverso il lavoro. I costi-benefici della loro presenza sono perfettamente visibili alle società in cui essi sono inseriti.Al contrario, nel caso di migrazioni prevalentemente da offerta la ragione del movimento risiede nelle condizioni socioeconomiche dei Paesi di origine. Non esiste, quindi, nessun attrattore capace di selezionare i flussi, per cui le tipologie dei migranti sanno le più varie: alta scolarità, bassa scolarità, alta formazione, bassa formazione, ecc.. I settori di arrivo non saranno quelli centrali manifatturieri, ma quelli marginali-interstiziali-maturi. Ci sarà alta propensione al lavoro autonomo, alla clandestinità e al lavoro sommerso.Il bilancio costi-benefici di questi modelli migratori da offerta è tutto spostato sulla visibilità dei costi. E sulla non percezione dei benefici. Da qui conflitto, razzismo e mancanza di risorse per casa, scuola, lingua, welfare state. Quindi il collasso dei conti pubblici”.

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Immigrati: traversate del Mediterraneo dell’ultimo fine settimana

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 maggio 2017

mediterraneoDichiara l’Alto Commissario per i Rifugiati Filippo Grandi: “Abbiamo verificato che, da venerdì, oltre 6.000 persone hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l’Italia – portando il totale di quest’anno a oltre 43.000. Questi arrivi massicci e il fatto che più di 1.150 persone siano scomparse o abbiano perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa dall’inizio dell’anno, dimostrano come il salvataggio in mare sia ora più cruciale che mai.La rotta del Mediterraneo centrale dal Nord Africa all’Italia, di gran lunga la più utilizzata da richiedenti asilo e migranti per raggiungere l’ Europa, si è dimostrata essere anche la più letale. Dall’inizio del 2017, una persona su 35 è morta durante il viaggio in mare fra la Libia e l’Italia. E solo negli ultimi quattro giorni, 75 persone avrebbero perso la vita.Salvare vite umane deve essere la priorità assoluta per tutti e, alla luce del recente aumento degli arrivi, esorto ulteriori sforzi per salvare le persone lungo questa rotta pericolosa. E’ una questione di vita o di morte, che che si appella al più basico senso di umanità di ognuno di noi, e che non dovrebbe essere mai messa in discussione.
Gli instancabili sforzi della Guardia Costiera italiana, in coordinamento con Frontex, l’Agenzia europea delle frontiere e della guardia costiera, e delle ONG sono veramente notevoli. Insieme, hanno salvato decine di migliaia di vite. Nel 2016, le ONG hanno salvato più di 46.000 persone nel Mediterraneo centrale, rappresentando più del 26% di tutte le operazioni di salvataggio. Tale tendenza continua, raggiungendo il 33% dall’inizio dell’anno.Rimango profondamente sconvolto dalla violenza perpetrata dai trafficanti, tra cui la crudele uccisione di un giovane pochi giorni fa, come è stato segnalato ai miei team da parte di alcuni sopravvissuti.Il crescente numero di persone che vengono fatte salire su queste barche, una media di 100/150, principale causa dei naufragi, è molto allarmante. A ciò si aggiunge la scarsissima qualità dei barconi usati dai trafficanti, e l’utilizzo sempre maggiore di imbarcazioni di gomma piuttosto che di legno. E, sempre più spesso, verifichiamo che la ridotta disponibilità di telefoni satellitari sulle barche (circa la metà tra il 2015 e il 2016), renda più difficili gli sforzi di salvataggio, impossibilitando migranti e richiedenti asilo ad inviare le loro richieste d’aiuto e rendendone difficile l’individuazione ai soccorritori.
E’ necessario affrontare le motivazioni alla base delle migrazioni, e allo stesso modo offrire alternative sicure a queste pericolose traversate e alle persone che hanno bisogno di protezione internazionale, inclusi modi accessibili e sicuri per raggiungere l’Europa, come riunificazioni familiari, ricollocamenti e reinsediamenti.È necessario intervenire prima che le persone vengano catturate e esposte a terribili abusi da parte dei trafficanti in Libia e in altri paesi di transito e prima che essi si imbarchino per attraversare il Mediterraneo. Ciò significa anche moltiplicare gli sforzi per risolvere i conflitti, soprattutto in Africa; utilizzare le risorse per lo sviluppo in modo molto più strategico – per ridurre la povertà, per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e per sostenere i paesi che ospitano un grande numero di rifugiati e i paesi di transito. Ciò richiede politiche e azioni coordinate da parte dei paesi europei e de​gli altri donatori”.

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Gentiloni spieghi perché ha ricevuto Soros

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

meloni«Non mi è chiara la ragione per la quale, in questi giorni in cui il tema delle Ong è al centro del dibattito, Gentiloni abbia ricevuto George Soros a Palazzo Chigi. E se il premier italiano riceve questo grande finanziere e filantropo senza spiegare il perché per me è un problema visto che Soros si è messo a disposizione per finanziare chiunque fosse disponibile a favorire l’arrivo di immigrati in Italia e in Europa. Se Soros è tanto generoso, invece che pagare la nostra invasione, potrebbe regalare qualche miliardo di euro ai poveri italiani abbandonati dal Governo. E questo potrebbe chiedergli Gentiloni quando lo incontra. Ma qui non c’entra la solidarietà: alla grande finanza e al grande capitale servono queste centinaia di migliaia di disperati per rivedere al ribasso i diritti dei lavoratori e avere manodopera a basso costo». Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervenendo a “L’Aria che tira” su La 7.

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Immigrati: sostegno a Zuccaro

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 maggio 2017

renato-brunetta“Solidarietà piena al procuratore Zuccaro, che ho risentito oggi in audizione in Commissione Difesa al Senato con una relazione straordinaria, chiara, responsabile, per nulla di protagonismo, ma che deve essere sostanzialmente sostenuto nella sua azione. Negare questo vuol dire mettere la testa sotto la sabbia e vuol dire di fatto essere ‘conniventi’ con i criminali che trafficano in essere umani. Noi con la nostra azione di informazione vogliamo che ci sia chiarezza e trasparenza su tutta questa vicenda, che interessa gli immigrati e le Ong, chiediamo che il governo intervenga al più presto”.
Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa congiunta dei gruppi azzurri di Camera e Senato, a Montecitorio.

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Ong e soccorsi in mare immigrati

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 maggio 2017

immigratiIl modo in cui è stata posta all’attenzione della pubblica opinione la questione delle ONG operanti nel canale di Sicilia è decisamente improprio. Le polemiche sui soccorsi a ridosso della Libia richiedono, come sta facendo il Parlamento, che si intervenga con chiarezza sull’intera materia a tutela di tutti coloro che operano con grande generosità. Il Consiglio Italiano per i Rifugiati respinge ogni forma di criminalizzazione verso le ONG, apprezza il loro lavoro, che ritiene debba essere anzi valorizzato. Il CIR ritiene necessarie, in quest’ottica, alcune misure come l’elencazione puntuale dei soggetti privati operanti nel canale di Sicilia con finalità di salvataggio e delle loro fonti di finanziamento; la definizione formale del rapporto tra le ONG e le istituzioni dello Stato italiano e la creazione di una “white list” per le organizzazioni che si prestano, su base volontaria, a misure di trasparenza.Queste misure sono necessarie per dissipare dubbi e sospetti pregiudizievoli verso coloro che operano per salvare in mare migliaia di vite umane e che, di fatto, esercitano anche una funzione di supplenza nei confronti di istituzioni europee. I tempi sembrano maturi per affrontare, nonostante le lacune delle politiche della UE, alcuni nodi da tempo irrisolti.“Il CIR – ha affermato il Presidente, Roberto Zaccaria – auspica che vengano creati dei ‘canali legali di ingresso’, che ridurrebbero in radice la questione. Il CIR auspica inoltre che possa realizzarsi in tempi ravvicinati un ritorno dell’ONU con le sue agenzie in Libia. Questa presenza potrebbe essere di grande aiuto sia per la questione degli imbarchi irregolari che per la creazione e il controllo di Centri di accoglienza locali, organizzati in modo trasparente e, soprattutto, secondo criteri di assoluto rispetto delle persone che stanno vivendo la tragedia delle migrazioni.”

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Nuovo calo delle rimesse degli immigrati dall’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

rimesseLa Fondazione ISMU segnala che nel 2016 si è registrato un ulteriore calo dell’ammontare delle rimesse verso l’estero da parte dei migranti che vivono nel nostro Paese: poco più di 5 miliardi di euro, il 3,4% in meno rispetto all’anno precedente.In Italia il flusso di denaro verso l’estero, inviato tramite i canali formali rilevato dalla Banca d’Italia, è risultato in forte crescita tra il 2005 e il 2011 – da 3,9 a 7,4 miliardi di euro – ma si è successivamente registrata una diminuzione delle rimesse a partire dal 2012. Con il brusco calo verificatosi nel 2013 – quasi un quinto in meno di denaro inviato all’estero rispetto all’anno precedente – sembra quindi avviata una fase di decrescita dell’ammontare delle rimesse verso i paesi di origine dei migranti presenti in Italia.
rimesse1Crolla la Cina, mentre al primo posto in graduatoria c’è la Romania. La lettura dei dati per Paese di destinazione risulta particolarmente interessante: la Cina, che per anni è stato il primo Paese per rimesse ricevute dall’Italia (con oltre un quarto del denaro in uscita e punte del 39% nel 2012), oggi è crollata all’ottavo posto in graduatoria. Nel 2016 la Cina ha ricevuto solo 238 milioni di euro dall’Italia con un calo del 57% rispetto all’anno precedente: la diminuzione più importante tra i principali paesi di destinazione, se si confronta inoltre col 2012, anno in cui i cittadini cinesi hanno inviato la cifra record di 2,7 miliardi di euro al proprio paese di origine. Al primo posto in graduatoria si conferma la Romania, che dal 2014 costituisce il principale paese di destinazione del denaro inviato, e oggi rappresenta il 15% di tutte le destinazioni. Un paese che registra aumenti è il Bangladesh, che nel 2016, con 487 milioni di euro di rimesse, è diventato il secondo per ammontare di denaro ricevuto dai propri concittadini in Italia. Al terzo posto troviamo le Filippine che ricevono in modo piuttosto stabile dal 2012 rimesse per 340 milioni di euro mediamente ogni anno. Aumenti importanti nell’ultimo anno si registrano per altri Paesi dell’Asia meridionale come Sri Lanka (+39%), Pakistan (+20%), India (+11%), e cresce nell’Europa dell’Est l’Ucraina (+16%).
rimesse2La regione dalla quale partono più rimesse verso l’estero è la Lombardia. ISMU evidenzia che quasi un quinto delle rimesse proviene dalla Lombardia, regione che detiene il primato con oltre 1 miliardo e 167 milioni di euro inviato all’estero nel 2016. Tre territori regionali, Lombardia, Lazio e Toscana, rappresentano da soli poco meno del 50% del volume di rimesse totale in uscita dal nostro Paese.
La provincia di Roma, che nel 2005 inviava il 29% delle rimesse, nel 2016 con quasi 670 milioni di euro ha ridotto notevolmente il suo peso percentuale rispetto al territorio nazionale (13%) e ha perso in un anno il 18% delle rimesse inviate nel 2015. Dalla provincia di Milano, seconda in graduatoria, sono stati spediti all’estero 587 milioni di euro, l’11% del totale. Seguono, su livelli più bassi, le province di Napoli e Torino. (fonte: fondazione ismu) (foto: rimesse)

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Immigrati e risorse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

immigrati“Ottomilacinquecento clandestini arrivati in un solo fine settimana. Inaccettabile, impossibile da sostenere per l’Italia, per le comunità locali, per i nostri bilanci, per la nostra coesione sociale”. Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti in Sala stampa a Montecitorio. “E questo – avverte – è nulla. Aumenteranno, ogni fine settimana. Tempo permettendo, avremo un’invasione di diecimila clandestini, disperati, disgraziati, che vengono prelevati direttamente, con la connivenza di molte Ong, dalle coste e dai mari della Libia e portati in Italia. Questo non è accettabile, distrugge l’economia e la società italiane. Noi – prosegue Brunetta – di tutto questo chiederemo conto al governo Gentiloni. Da troppo tempo, infatti, dall’inizio del governo Renzi ma non solo, l’Italia svolge questa funzione passiva di ricettacolo delle transazioni criminali che si svolgono a largo della Libia. Occorre dire basta. Basta a questi comportamenti criminali, basta a questa Europa che gira la testa dall’altra parte, basta alla distruzione della nostra società, dei nostri territori”. “Poniamo – l’esponente azzurro – molta attenzione alla Commissione d’indagine che è in corso al Senato e che sta dimostrando tutti gli interessi in campo, le connivenze con le Ong e i rapporti poco chiari e poco limpidi che ci sono sotto o accanto a questi traffici. Per questo noi diciamo basta e lo diremo tutti i giorni, portando la questione a tutti i livelli. Quello parlamentare ovviamente, nei consigli comunali in tutta Italia, in Europa e – conclude Brunetta – in tutte le altre istanze a livello internazionale, consiglio di sicurezza dell’Onu compreso.
“Non possiamo più permetterci i 4,6 miliardi di euro che sono previsti nel Def per i costi per l’accoglienza. Non possiamo più permetterci di portare dentro il nostro Paese delle bombe ad orologeria quali sono le centinaia di migliaia di disperati che in Italia non hanno la possibilità né di lavorare, né di avere un’accoglienza decente”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti in Sala stampa a Montecitorio. (n.r. qui non si tratta di rifiutare o meno l’accoglienza è che stiamo sottovalutando la gravità della situazione con centinaia di migliaia di immigrati che non hanno bisogno solo di essere ricevuti ma di lavorare. Finiremo con il diventare razzisti per colpa dello Stato e a dispetto della nostra naturale tendenza all’ospitalità e alla solidarietà.)

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Situazione dei richiedenti asilo in Ungheria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

Onu palaceNew York. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha richiesto una sospensione temporanea di tutti i trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Ungheria, provenienti da altri Stati europei ai sensi del Regolamento di Dublino. Il Regolamento di Dublino è lo strumento utilizzato dall’Unione Europea per la determinazione dello Stato europeo competente nella valutazione della domanda di asilo.
“La situazione dei richiedenti asilo in Ungheria era già motivo di grande preoccupazione per l’UNHCR ed ora, con l’entrata in vigore della nuova legge che prevede la detenzione obbligatoria dei richiedenti asilo, è solo peggiorata,” ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Dato il peggioramento della situazione dei richiedenti asilo in Ungheria, chiedo agli Stati di sospendere qualsiasi trasferimento di richiedenti asilo verso il Paese, fino a quando pratiche e politiche delle autorità ungheresi non saranno in linea con il diritto europeo e internazionale”. L’Alto Commissario ha affermato che è stato “incoraggiato” dalla decisione presa dalla Commissione Europea di collaborare con le autorità ungheresi, al fine di portare la nuova legislazione ungherese e la prassi in linea con il diritto comunitario, notando però che “sono necessarie misure urgenti al fine di migliorare l’accesso all’asilo in Ungheria”.
L’UNHCR ha ripetutamente espresso preoccupazione alle autorità e all’Unione Europea per la situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo che arrivano in Ungheria, sottolineando che barriere fisiche e politiche restrittive hanno portato ad un sostanziale diniego dell’accesso al territorio e all’asilo. Le “misure di emergenza” adottate dall’Ungheria secondo la legge appena emendata estendono la detenzione obbligatoria ai richiedenti asilo e portano all’espulsione dal Paese di coloro che entrano irregolarmente, in violazione degli obblighi del Paese secondo il diritto internazionale.Da quando la legge è entrata in vigore il 28 marzo, i nuovi richiedenti asilo, compresi bambini, sono detenuti al confine in container circondati da alte recinzioni di filo spinato, e resteranno là per tutta la durata della procedura di asilo. Dal 7 aprile, 110 persone si trovavano in questa situazione, tra cui quattro bambini non accompagnati e alcuni bambini con le loro famiglie. “Pur riconoscendo i recenti sforzi da parte delle autorità nell’affrontare la violenza della polizia, rimaniamo molto preoccupati ricevendo notizie sconvolgenti riguardanti gravi episodi di maltrattamenti e violenza contro quanti attraversano il confine ungherese, perpetrati anche da agenti dello Stato”. Ha affermato Grandi, aggiungendo: “Queste pratiche inaccettabili devono cessare ed esorto le autorità ungheresi affinché continuino ad indagare qualsiasi denuncia di abuso e violenza”.L’UNHCR ha già presentato all’Unione Europea e agli Stati Membri una serie di proposte volte a migliorare la distribuzione delle richieste di asilo tra gli Stati Membri. L’Alto Commissario ha anche richiesto all’Unione Europea l’adozione di un sistema di asilo semplificato che permetterebbe di identificare, registrare e gestire gli arrivi in maniera più rapida ed efficiente. “Questa è la chiave per garantire accesso alla protezione a quanti ne hanno bisogno, restaurando allo stesso tempo un clima di fiducia generale.”L’Alto Commissario ha concluso affermando: “E’ importante che vengano ulteriormente migliorati sia il sistema di asilo, che le condizioni di accoglienza di molti Paesi Membri e di quelli che vogliono entrare nell’Unione Europea. Ciò contribuirà a ridurre gli arrivi irregolari e il crescente ricorso ai trafficanti. Aiuterà, inoltre, a ridurre la pressione in corso sul confine meridionale dell’Ungheria. Investire nell’integrazione di richiedenti asilo e rifugiati è parte fondamentale dell’equazione.”

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Unicef: un anno dopo la dichiarazione UE-Turchia più rischi per i bambini rifugiati e migranti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

cartina-grecia-centrale-atticaSecondo l’UNICEF, un anno dopo la chiusura delle frontiere balcaniche e la dichiarazione UE-Turchia, che erano finalizzate a bloccare i flussi migratori di massa, i bambini rifugiati e migranti affrontano maggiori rischi di espulsione, detenzione, sfruttamento e privazione. Gli operatori dell’UNICEF in Grecia riferiscono di livelli profondi di sofferenze e frustrazione fra i bambini e le loro famiglie, e anche di un bambino di otto anni che ha tentato pratiche di autolesionismo. Nonostante il recente miglioramento delle condizioni di vita, nei rifugi alcuni bambini non accompagnati soffrono di stress psicosociale, con alti livelli di ansia, aggressività e violenza e dimostrando comportamenti ad alto rischio, come l’utilizzo di droghe e la prostituzione. La guerra, la distruzione, la morte dei propri cari e un viaggio pericoloso, inaspriti da misere condizioni di vita nei campi intorno alla Grecia o dalle lunghe procedure di registrazione e asilo, possono provocare disordini da stress post-traumatico.
Hawar, un ragazzo di 14 anni dall’Iraq, ha detto: “Qualche volta sto bene e altre volte no. Qualche giorno sono motivato e qualche altro sono emotivamente esausto. Mi sento intrappolato. Non voglio vedere niente e nessuno del campo. Dopo che esco per un po’, di solito mi sento meglio.”
Invece di arginare il flusso, la chiusura delle frontiere e la dichiarazione UE-Turchia hanno portato i bambini e le famiglie a prendere la situazione in mano e imbarcarsi in rotte ancora più pericolose e irregolari attraverso trafficanti, come l’UNICEF e i suoi partner avevano avvertito un anno fa. Anche nel 2017, circa 3.000 rifugiati e migranti – circa un terzo dei quali bambini – sono arrivati in Grecia nonostante la piena implementazione della dichiarazione UE-Turchia e i severi controlli di frontiera. Molti di loro continuano a passare di nascosto fra i confini in Bulgaria, nei Balcani occidentali e in Ungheria.
I bambini bloccati in Grecia e nei Balcani occidentali hanno già perso circa tre anni di scuola e attualmente affrontano diversi ostacoli, come una lingua e un sistema scolastico diversi e un altro anno ancora senza istruzione. L’UNICEF sta supportando la strategia del Ministero dell’Istruzione di integrare nelle scuole greche i bambini rifugiati e migranti bloccati. Tuttavia, solo 2.500 bambini, dei 15.000 in età scolastica, hanno beneficiato fino ad ora del programma nazionale in lingua greca.
Nonostante sforzi significativi – da parte dei governi e dei partner – circa la metà dei 2.100 bambini non accompagnati vivono ancora in condizioni al di sotto degli standard, fra cui circa 200 bambini non accompagnati in strutture con possibilità di spostamento limitato all’inizio di marzo (178 in centri di accoglienza e di identificazione nelle isole e 16 in “custodia cautelare” in celle della polizia).

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Sicurezza e immigrati

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

camera deputati“Questa settimana in Aula a Montecitorio arriva il decreto Minniti sulla sicurezza. Tanta buona volontà, ma un pannicello caldo senza risorse, e soprattutto senza coraggio, lo abbiamo capito anche al Lingotto. Il Partito democratico è diviso tra chi vuole più immigrati e vuole fare la manifestazione, come Orlando, per l’accoglienza, ‘venite tutti’, e chi dice, come la Serracchiani, ‘ma la gente ha paura’. Un Pd diviso, un Pd indeciso a tutto non può che produrre questi finti decreti dalla faccia feroce. Finti decreti dalla faccia feroce, che non contengono una sola norma vera, operativa, forte come noi abbiamo chiesto con i nostri emendamenti e come chiederemo nella battaglia in Aula. Senza risorse per le Forze dell’ordine non si va da nessuna parte, si prendono in giro gli italiani che chiedono più sicurezza”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

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Periferie, Presidente Commissione: “Sicurezza è priorità, servono leggi e risorse adeguate per garantirla”‎

Posted by fidest press agency su martedì, 7 marzo 2017

legalità e sicurezza“Il problema più urgente che i cittadini ci hanno segnalato oggi durante il nostro primo giorno di visita a Milano è quello della sicurezza urbana. La percezione degli abitanti di molti quartieri a rischio è che le città sono meno sicure, questo anche a causa della depenalizzazione di alcuni reati che lascia i sindaci scoperti e senza strumenti adeguati. Qui bisogna capire se l’occupazione abusiva, il commercio abusivo sono comportamenti sociali, come sostiene qualcuno, o reati. A mio parere rientrano nei reati e vanno perseguiti perché il rispetto delle regole è elemento fondamentale per la convivenza civile”. E’ quanto ha detto Andrea Causin, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle Periferie, al termine del primo giorno di visita della commissione a Milano.
“Molti degli amministratori dei comuni visitati oggi – ha sottolineato – ci hanno segnalato le difficoltà che affrontano ogni giorno, mancanza di leggi adeguate e di risorse finanziarie adeguate. Ci faremo carico delle questioni da loro segnalate e lavoreremo in questo senso con la commissione. Le periferie di Milano che abbiamo visitato oggi mostrano, rispetto a quelle delle altre città, di essere state oggetto di attenzione e di interesse da parte delle amministrazioni che si sono succedute anche in termini di investimenti. E’ chiaro che c’è ancora molto da fare. A Milano si parla di inversione demografica, abbiamo interi quartieri e comuni, come Pioltello, la cui popolazione di origine straniera supera quella italiana. Per risolvere i problemi di sicurezza e di vera integrazione servono investimenti strutturali e progetti di lungo e respiro programmati in maniera sistematica”.

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Rapporto segreto tedesco: sei milioni di migranti vogliono entrare in Europa dalle coste del Mediterraneo

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

mediterraneoUn rapporto segreto fuoriuscito dalle autorità di sicurezza tedesche ha rivelato che quasi sei milioni di migranti provenienti dalle coste dei paesi del bacino del Mediterraneo vogliono entrare in Europa. La relazione, che è stata disvelata dal tabloid tedesco Bild, sostiene che ci sono almeno 5,95 milioni di migranti sulle sponde del Mediterraneo che stanno cercando di entrare in Europa. Nella sola Turchia, il rapporto stima che ci sia 2,93 milioni di migranti che hanno messo gli occhi sui vantaggi di essere un richiedente asilo in un paese dell’Europa occidentale come la Germania. La Libia, secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, è attualmente sede di 1,2 milioni di migranti che sono pronti a sbarcare sulle nostre coste per poi raggiungere gli altri paesi europei. Lo scorso anno un numero record di migranti ha attraversato il mare verso l’Europa con la maggior parte di questi che sono approdati in Italia. Il nuovo governo italiano ha promesso di reprimere l’immigrazione clandestina nel corso di quest’anno, ma il paese non ha visto alcun rallentamento dei flussi, ed anzi nelle scorse ore è stato pubblicato il rapporto del Ministero dell’Interno che ha evidenziato il nuovo boom di sbarchi: un +44% rispetto a un anno fa che dovrebbe far comprendere al resto dei Paesi UE che è ora di dare un contributo ulteriore al Nostro Paese. Anche la Giordania, che ha accolto una gran numero di siriani in fuga dalla guerra civile, è menzionata nella relazione. I servizi di sicurezza tedeschi stimano che ci potrebbero essere fino a 720.000 migranti in Giordania che vogliono venire in Europa. I migranti dell’Africa centrale sono anch’essi presi in considerazione nella relazione, che sostiene che la maggior parte di coloro che partono dai porti di Libia e Algeria transitino prima in Mali e Niger, che sono diventati passaggi quasi obbligati per i migranti che provengono dalle regioni a sud del Sahara. Il rapporto tedesco corrisponde a un report sulle migrazioni simile a quelli dell’Agenzia europea delle frontiere Frontex che è stato rilasciato lo scorso anno. Per Frontex il livello di migrazione africana ha una tendenza ad aumentare nei prossimi anni, e gran parte di essa sarebbe stata innescata dalla situazione economica dei paesi dell’Africa occidentale altamente popolati. Il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha anche avvertito che la migrazione incontrollata di milioni di persone potrebbe sopraffare l’Unione europea se la rotta libica resta aperta. “Il flusso di migranti dalla Libia verso l’Italia e l’UE non è sostenibile”, ha detto all’inizio di questo mese. Il servizio di intelligence militare austriaca ha pubblicato una previsione sorprendente il mese scorso, sostenendo entro il 2020 l’Europa potrebbe vedere un afflusso di fino a 15 milioni di migranti. Gli austriaci hanno anche citato l’aumento dei migranti dell’Africa occidentale come una forza trainante per l’aumento del numero. Sono dati impressionanti che superano di gran lunga quelli della relazione tecnica del Viminale e che dovrebbero portare le istituzioni non solo europee, ma mondiali a prendere atto che gli esodi di massa che stiamo vivendo comportano soluzioni globali che non possono essere lasciate ai singoli stati che vivono il fenomeno migratorio in via diretta, in primis l’Italia. È chiaro, sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, però che proprio per questo il Nostro Paese deve farsi primo portavoce di questa situazione e non subirla perché al di là dei numeri, non è possibile che si continuino a verificare i continui e quotidiani drammi del mare come l’ultimo disvelato sulle coste libiche.

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Immigrati e terrorismo

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

europol«Un esercito di 34 mila potenziali terroristi è sbarcato in Europa insieme ai clandestini. Lo dichiara l’Europol, non qualche folle “populista”. Insieme ad altri 4 mila fanatici con cittadinanza europea formano una forza complessiva di 38 mila uomini che mettono in pericolo la sicurezza delle nazioni europee. Questa non è una invasione? Come la vogliono chiamare Renzi, Alfano e Gentiloni? Forse “viaggio turistico organizzato per terroristi e integralisti islamici”? Noi non siamo disposti a farci invadere senza reagire: basta sbarchi e subito un blocco navale al largo delle coste libiche biche per impedire ai barconi di partire. Il resto è complicità con i terroristi». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Giustizia e l’intervento del ministro Orlando

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

orlando ministro“Fratelli d’Italia ritiene insoddisfacente l’intervento del ministro Andrea Orlando sull’amministrazione della giustizia, pur avendo nel passato apprezzato alcuni piccoli passi avanti compiuti nel settore organizzativo”. È quanto ha affermato Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, in dichiarazione di voto.
“Dopo cinque anni di governo in cui il Pd di fatto governa – ha aggiunto – lei pensa che in Italia i più deboli non sono sopraffatti dai più forti? Pensa che le vittime dei reati vedono effettivamente puniti i delinquenti e sono sostenute dallo Stato, e nel complesso facendo in modo che ci sia sicurezza? Pensa davvero che ci sia più Giustizia e più sicurezza? È proprio convinto che il diritto civile anche con le riforme messe in campo permetta al più povero di difendersi contro il più ricco?”
“Anche sul tema delle carceri – ha sottolineato – va fatta una riflessione. È evidente che la civiltà di una Nazione si misura dalla tenuta del sistema carcerario. Sappiamo bene qual è la situazione delle nostre carceri. La verità è che non si appostano le risorse finanziarie necessarie. Non si fa nulla per sostenere gli organici e le misure alternative servono soltanto a far uscire i detenuti anticipatamente. Non c’è reale rieducazione e reinserimento nella società”.
“Sull’immigrazione clandestina – ha concluso – si possono prevedere ed accelerare delle procedure per espulsioni. Perché in questi tre anni non lo avete fatto? Ora promettete di fare un sistema amministrativo per velocizzare le espulsioni ma intanto volete cancellare il reato di immigrazione clandestina. È un segnale sbagliato”.

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Soccorso europeo nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

Ginevra. L’UNHCR, Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, elogia l’operato della Guardia Costiera italiana che, in coordinamento con Frontex – Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera – ha soccorso negli ultimi tre giorni oltre 1.500 persone con il maltempo nel Mar Mediterraneo. ginevraAlmeno 8 corpi sono stati recuperati in seguito a quello che risulta essere almeno un naufragio accertato di un’imbarcazione pericolante e sovraffollata al largo delle coste libiche. Secondo la Guardia Costiera italiana, una nave francese, che opera nell’ambito Frontex, ha individuato e soccorso sabato quattro persone in alto mare a 30-40 miglia (48-64 Km) circa dalle coste libiche.
Secondo le prime testimonianze dei sopravvissuti vi sarebbero state almeno 100 persone a bordo di un gommone naufragato a 30-40 miglia dalle coste libiche, fra Tripoli e Misurata. Ieri sera (14 gennaio), la Guardia costiera italiana ha poi soccorso altre 34 persone nei pressi di piattaforme petrolifere a 55 miglia (88 Km) circa dalla costa libica.Le autorità italiane riferiscono inoltre che tre persone soccorse in un’altra operazione di salvataggio sono morte per ipotermia, mentre altre due sono decedute a bordo di un gommone per soffocamentoI sopravvissuti delle operazioni di soccorso dei giorni scorsi e le vittime sono già stati sbarcati sabato a Lampedusa e domenica a Messina. Il personale UNHCR ha assistito alle operazioni e alla commemorazione delle vittime.”In quello che è già un tragico inizio di 2017 nel Mar Mediterraneo, sono davvero rincuorato nel vedere che la priorità di salvare vite umane viene messa in atto grazie agli sforzi di salvataggio della Guardia Costiera italiana e di Frontex, che hanno sfidato condizioni climatiche estreme per salvare tante persone”, ha detto Vincent Cochetel, direttore per l’Europa dell’UNHCR.”I sopravvissuti – che siano rifugiati o migranti – sono passati attraverso inimmaginabili sofferenze fisiche e psicologiche”, ha detto Cochetel, aggiungendo che l’UNHCR lavorerà a stretto contatto con le autorità per indirizzarli ai servizi sanitari competenti.L’anno scorso è stato l’anno più letale mai registrato nel Mar Mediterraneo, con più di 5.000 morti rispetto ai 3.771 del 2015.Questo letale principio di anno mette in evidenza l’urgente necessità per gli Stati di incrementare i percorsi per l’ammissione dei rifugiati, come il reinsediamento, le sponsorizzazioni private e il ricongiungimento familiare, in modo che non debbano ricorrere a viaggi pericolosi e a servirsi dei trafficanti.

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Minniti e i CIE: un fallimento annunciato

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 gennaio 2017

corte di giustizia europeadi MoVimento 5 Stelle. Aprire un CIE per regione, come propone il Ministro Minniti, rallenterebbe solo le espulsioni degli immigrati irregolari e non farebbe altro che alimentare sprechi, illegalità e mafie con pesanti multe (pagate dai cittadini italiani) per la violazione di sentenze della Corte di Giustizia Europa e della Corte Costituzionale in materia di diritti umani. È necessario identificare chi arriva in Italia, scovare i falsi profughi, espellere rapidamente gli immigrati irregolari nel giro di qualche giorno, senza parcheggiarli in inutili CIE spesso gestiti dalle mafie, accogliere chi ha diritto d’asilo ed integrare seriamente gli immigrati regolari.
Sono cose che il M5S afferma con buonsenso da anni. Per far questo serve prima di tutto un governo credibile e in grado di farsi rispettare dai partner internazionali. Condizione necessaria affinchè si stipulino tutti quegli accordi bilaterali che ci permetterebbero di espellere gli immigrati irregolari che, come certificato dalla stessa UE, sono l’80% di chi è giunto in Italia negli ultimi anni.
In assenza di questi accordi però, l’Italia ne può espellere solo poche migliaia degli oltre 75.000 che risiedono sul nostro territorio.
Da mesi dai territori della Penisola arrivano disperati appelli. L’ultimo, è quello del prefetto di Reggio Emilia che ha dichiarato che “sono raddoppiati i richiedenti asilo, non sappiamo più dove metterli ed il rischio è che molti non abbiano diritto agli aiuti”.
L’allarme è stato portato subito all’attenzione del Parlamento, dove abbiamo rilanciato le nostre proposte, inclusa quella di assumere migliaia di laureati in discipline giuridiche che possano identificare al più presto chi ha diritto all’asilo e chi no. Gli irregolari identificati dopo questo processo vanno subito rimpatriati, altro che riaprire i CIE che piacciono a ‘Mafia capitale’!
L’ex presidente USA, il premio Nobel per la Pace Barack Obama, tanto osannato dai “democratici” di casa nostra, durante il suo mandato ha espulso 2,5 milioni di irregolari, una media di 300-400mila ogni anno.
Con la proposta di abolizione del reato d’immigrazione clandestina votata dagli iscritti del M5S (reato inutile che ancora non è stato cancellato dal governo Pd-Ncd) miravamo a rendere più snelle le espulsioni, diminuire i costi a carico dei cittadini e facilitare il duro lavoro di magistrati e forze dell’ordine.Già nel 2008 le forze di Polizia denunciavano l’inefficienza di questa norma propagandistica voluta dalla Lega che nel 2010 ha bloccato l’espulsione dell’89% dei clandestini come ricordavano i sindacati di polizia.
Parliamo della stessa Lega e dello stesso PD che hanno firmato il Regolamento di Dublino III che fa sì che l’Italia si debba accollare tutti i migranti che giungono nel nostro Paese come primo approdo. Regolamento di Dublino che il M5S, per primo, ha proposto di modificare.Il Movimento 5 Stelle ha le idee molto chiare in tema immigrazione, soluzioni concrete che metterà a punto, in rete, con il voto degli iscritti certificati. Un serio programma sull’immigrazione che coniugherà buonsenso, rispetto ferreo della legalità e diritti umani.

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Nuova tragedia nel Mediterraneo: circa 100 persone disperse

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

immigratiSi teme che circa 100 persone siano annegate nell’ultima tragedia nel Mediterraneo. L’altro ieri la guardia costiera italiana ha effettuato quattro operazioni di salvataggio nel Mar Mediterraneo centrale. Queste ultime tragedie fanno salire a oltre cinquemila il numero di morti e dispersi nel Mediterraneo nel 2016, il peggior bilancio di sempre in termini di perdite di vite umane.
Secondo quanto riferito dai sopravvissuti, due gommoni si sono rotti e sono affondati, facendo cadere in mare le persone a bordo. Il primo gommone trasportava tra le 120 e le 140 persone, tra cui molte donne e bambini. Solo 63 persone sono sopravvissute dopo essere cadute in acqua. Il secondo gommone trasportava circa 120 persone, di cui 80 salvate dalla guardia costiera.
Circa 175 persone sono state salvate con successo da un altro gommone e da un’imbarcazione di legno. In tutto, sono 264 le persone sbarcate la notte scorsa a Trapani da una nave della Guardia Costiera. Altri otto corpi sono stati recuperati durante le operazioni.
Questa situazione evidenzia come gli Stati debbano urgentemente ampliare le possibilità di ammissione per i rifugiati, fra queste il reinsediamento, la sponsorizzazione privata, il ricongiungimento familiare e schemi di borse di studio per studenti, così che non siano costretti a ricorrere a pericolose traversate e ai trafficanti.
Le cause dell’allarmante aumento riscontrato quest’anno sono molteplici e sembrano essere legate alla qualità sempre più scarsa delle imbarcazioni utilizzate, dalle imprevedibili condizioni meteorologiche e dalle tattiche utilizzate dai trafficanti per evitare di essere intercettati. Tra queste, si può citare la partenza, in contemporanea, di un elevato numero di imbarcazioni, così da rendere più difficile il lavoro dei soccorritori.
Nel 2016, ogni giorno in media 14 persone sono morte nel Mar Mediterraneo, si tratta del numero più alto mai registrato. L’anno scorso, a fronte di oltre un milione di persone che hanno attraversato il Mediterraneo, sono state registrate 3.771 vittime.

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Immigrati: dal 2010 al 2016 affluenza aumentata in misura esponenziale

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

fotogemmigranti-bonifazicorradoSecondo i dati dell’Agenzia Frontex, aggiornati al periodo gennaio-agosto 2016, il numero di migranti “intercettati” per rotte di provenienza è aumentato notevolmente. Per esempio, nella rotta del Mediterraneo centrale (Italia, Malta) si è passati dai 4.450 del 2010 ai 116.705 del 2016; in quella del Mediterraneo orientale (Grecia, Cipro, Bulgaria) si è passati dai 55.688 del 2010 ai 169.152 del 2016; nella rotta dei Balcani si è passati dai 2.371 del 2010 ai 122.078 del 2016. I dati sono stati forniti oggi da Corrado Bonifazi dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le Politiche sociali Cnr, nel corso dell’incontro “Conoscere e governare l’immigrazione”, che si è svolto nel Polo Didattico dell’Università di Palermo, nell’ambito delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno. Sono intervenuti, tra gli altri, Fabio Mazzola, pro rettore dell’Università di Palermo, Antonello Miranda, Università degli Studi di Palermo, Francesca Abate, dirigente Ufficio Territoriale per la Sicilia Istat, e numerosi studenti interessati ad un tema di grandissima attualità.I residenti stranieri in Italia nel 2016 sono poco più di 5 milioni (maschi 2.381.487, femmine 2.644.666), in Sicilia sono complessivamente 183.192 (maschi 95.472, femmine 87.720) e l’Isola, secondo i dati Istat, si attesta in ottava posizione dopo Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana e Campania.Bonifazi, nel suo intervento, ha anche ricordato l’enorme flusso migratorio negli anni Cinquanta che coinvolse centinaia di migliaia di italiani in cerca di lavoro nelle miniere del Belgio, della Germania e della Francia. Secondo le previsioni Onu, ha aggiunto Bonifazi, nel 2050 l’Africa sarà popolata da circa 2 miliardi e mezzo di persone rispetto al miliardo e 100 circa del 2015. Un aumento notevole, mentre in Europa ci saranno tra 700 e 800 milioni di persone. Il numero dell’Africa corrisponde alla metà della crescita mondiale.Dai dati dell’Istat e Ministero dell’Interno, illustrati da Roberto Foderà dell’Ufficio Territoriale Sicilia dell’Istat, invece, emerge che dal 1990 al 2015 sono state registrate oltre 6 milioni di iscrizioni anagrafiche di cittadini stranieri provenienti dall’estero (quasi 236 mila in media all’anno). Negli ultimi 5 anni, nonostante il decremento rispetto al decennio passato, le iscrizioni sono state poco meno di 1,5 milioni (circa 290 mila in media annua). Nello stesso periodo 1990-2015 sono stati quasi 520 mila gli stranieri richiedenti lo status di rifugiato (poco più di 8 richieste ogni 100 iscrizioni anagrafiche dall’estero). Negli ultimi 5 anni quasi 230 mila: oltre il 44% di quelli degli ultimi 26 anni; quasi 16 richieste ogni 100 iscrizioni anagrafiche.
Dal 1997 al 2015 le persone salvate nel Mediterraneo sono state quasi 770 mila (in media 40 mila all’anno), per la gran parte nell’ultimo quinquennio: per l’esattezza oltre 440 mila (58%), circa 30 salvataggi/ sbarchi ogni 100 iscrizioni anagrafiche dall’estero. Evidente è la correlazione tra il numero di stranieri sbarcati e quello dei richiedenti asilo, anche se questi ultimi sono stati quasi sempre meno numerosi dei primi: nel periodo 1997-2015 circa 475 mila richiedenti, meno di 62 ogni 100 persone sbarcate. Nel periodo 1990-2015 sono state esaminate 457 mila domande di asilo, che hanno dato luogo a meno di 180 mila concessioni (al di sotto del 40% delle richieste), in media meno di 7 mila all’anno. Negli ultimi 5 anni sono state esaminate poco meno di 190 mila domande, con quasi 100 mila concessioni (53%), circa 20 mila concessioni in media all’anno. Lo status di rifugiato secondo la Convenzione di Ginevra è stato riconosciuto solo a 41 mila stranieri, negli altri casi favorevoli è stata proposta la protezione umanitaria (quasi 93.000) o la protezione sussidiaria (45 mila). (foto: fotogemmigranti-bonifazicorrado)

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Immigrati: “galline” dalle uova d’oro

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2016

immigrati“La manovra economica di quest’anno prevede 796 milioni di euro per le attività di soccorso in mare, 2,4 miliardi di euro per le spese di accoglienza, 547 milioni in sanità e istruzione, 395,7 milioni per il Fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo, 170 milioni di euro per il Fondo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Quanto viene destinato al fondo per il rimpatrio? Appena 2,8 milioni di euro, praticamente zero! Questo perché è evidente che i flussi migratori che arrivano in Italia alimentano un business che Renzi non ha intenzione di stroncare. Il sottosegretario Gozi la pianti di prendere per i fondelli gli italiani scaricando i mancati respingimenti sull’Europa. Gli stati nazionali possono molto, se vogliono, come dimostrano queste cifre e l’Italia di Renzi non intende tirare il collo alla ‘gallina dalle uova d’oro’”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Quanto ci costano gli immigrati?

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

immigrati«Oggi dal Governo arrivano due notizie. La prima: il ministro degli Esteri Gentiloni dice che ben due terzi delle persone che sbarcano in Italia sono illegali. La seconda: il ministro Padoan fa sapere che l’Italia spenderà nel 2017 la somma di 4 miliardi per l’accoglienza. Facciamo una sintesi: l’anno prossimo 4 miliardi di euro delle tasse pagate dagli italiani verranno spesi da chi ci governa per dare vitto e alloggio a migliaia di immigrati clandestini che non scappano dalla guerra e non dovrebbero essere sul nostro territorio. Parliamo di un enorme fiume di denaro che in molti casi finirà nelle tasche delle cooperative rosse e bianche amiche di Renzi e Alfano invece di essere usato per aiutare i poveri e i disoccupati. Prima ci liberiamo di questo Governo e meglio sarà per tutti: il 4 dicembre gli italiani voteranno no e lo manderanno a casa». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. (n.r. Forse la gente non ha capito che i soldi per gli immigrati li tirano fuori gli italiani facendo più debiti e non certo l’unione europea che si limita a permetterci d’indebitarci sempre di più)

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