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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Posts Tagged ‘immigrati’

Passaporto sanitario per immigrati

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

L’immigrazione di massa dai paesi del Nord Africa ribellatisi ai vecchi regimi, pone in evidenza in tutta la sua drammaticità il problema dell’immigrazione dai paesi a basso reddito verso l’Italia e l’Europa. L’Italia è stata investita negli ultimi anni da un flusso immigratorio di clandestini continuo, di notevoli dimensioni che ha saputo gestire con grandi difficoltà. Se le conseguenze del fenomeno immigratorio sul piano economico e sociale e dell’ordine pubblico sono state analizzate pur in modo insufficiente, non è invece mai stato analizzato l’impatto del fenomeno sul piano della sanità pubblica. I milioni di immigrati sul territorio nazionale hanno introdotto nuovi elementi sul piano della sanità pubblica:
1) introduzione di nuove patologie non sufficientemente note ai medici italiani con pericolo di diffusione di malattie contagiose, in particolare la tubercolosi;
2) difficoltà da parte del medico di medicina generale e ospedaliera di rapportarsi con lo straniero a causa delle differenze linguistiche e culturali;
3) difficoltà nell’utilizzo delle strutture sanitarie da parte dei regolari a causa delle norme burocratiche che presiedono all’utilizzo delle strutture pubbliche. Sul piano della sanità pubblica il principale pericolo per la popolazione italiana è rappresentato dai clandestini, che per loro stessa definizione sfuggono a controlli adeguati. Le autorità del nostro paese devono porre particolare attenzione alla possibile diffusione di malattie come la tubercolosi, la poliomielite, la meningite meningococcica, l’epatite A e B, la febbre tifoide. Un intervento fondamentale dovrà essere il censimento sanitario della popolazione immigrata, clandestina o regolare, attraverso screening mirati in prevalenza al controllo della TB, malattia diffusa molto contagiosa trasmissibile per via aerea, ad alta endemia nei paesi africani e dell’Est Europa.
Il censimento della popolazione immigrata deve coinvolgere necessariamente tutte le regioni italiane e deve prevedere che ogni immigrato sia in possesso di un documento: Passaporto sanitario, sia cartaceo sia informatico per consentire al medico delle strutture pubbliche di conoscere immediatamente lo stato di salute dell’individuo con i risultati delle indagini sanitarie eseguite. (da un articolo di qualche anno fa di Walter Pasini Direttore Centro di Travel Medicine and Global Health)

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Immigrati: Corsi di agraria per rinascere liberi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Brescia. Si sente dire spesso “aiutiamoli nel loro Paese”, ma altrettanto spesso è un modo per non aiutarli affatto. Invece, con il progetto Farm Training, finanziato con 120.000 euro dalla Cei (progetto “Liberi di partire, liberi di restare”) e con il contributo della Congrega della carità apostolica di Brescia, 72 richiedenti asilo, oggi ospiti dell’Asilo Notturno Pampuri Fatebenefratelli di Brescia e della Caritas bresciana, potranno ottenere invece una qualifica professionale in ambito agrario da spendere in Italia o nel loro Paese d’origine. Si tratta di un corso teorico e pratico, promosso dal Centro Migranti della diocesi di Brescia e organizzato al Pampuri dall’Istituto “M. R. Padre Giovanni Bonsignori” di Remedello che partirà in settembre e si protrarrà sino a giugno 2021. In questi tre anni, 24 alunni per ciclo, potranno ottenere una formazione specifica in allevamento, agronomia e coltivazioni, meccanica agraria, manutenzione e sicurezza. I ragazzi verranno selezionati in base al loro percorso e in sinergia con la Prefettura. Tre aziende agrarie bresciane diventeranno un «laboratorio esperienziale» per i corsisti, mentre nelle aule del Pampuri si terranno le lezioni teoriche e si approfondirà la lingua italiana e l’educazione civica. A completare il monte di mille ore ci saranno stage in realtà agricole prima della valutazione finale. Il corso verrà proposto per tre annualità. L’Asilo Notturno Pampuri Fatebenefratelli può ospitare fino a 300 richiedenti asilo.

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Ogni giorno casi di immigrati che delinquono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Migranti, appello di Cirielli ( Fratelli di Italia) a Salvini: Ogni giorno casi di immigrati che delinquono. Subito approvazione legge su aumento pene per aggressioni a forze dell’ordine ed espulsioni immediate” “A Salerno un nigeriano senza biglietto aggredisce controllori e agenti su un treno regionale. A Sanremo un tunisino scaraventa giù dalla collina una turista. Ogni giorno assistiamo ad aggressioni alle forze dell’ordine. Lancio un appello al ministro dell’Interno Matteo Salvini ad affrontare con la massima urgenza, attraverso un intervento legislativo, l’emergenza”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e responsabile Giustizia di Fdi. “C’è un modo per fermare subito la spirale di violenza: approvare subito le due proposte di legge di Fdi che introducono aumento delle pene per violenze a pubblico ufficiale ed espulsione immediata degli stranieri che delinquono” – conclude Cirielli.

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Immigrati e controlli alle frontiere

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

“Blocco navale al largo delle coste libiche ma anche rafforzamento dei controlli alla frontiera est dell’Italia, in particolare impedendo l’invasione di immigrati attraverso la porta di Trieste. Il Friuli Venezia Giulia da tempo sta sostenendo il peso di una doppia immigrazione, è necessario tenere alta la soglia di attenzione per evitare che la Regione continui a sopportare un’emergenza di tali dimensioni. Sugli immigrati l’attenzione deve rimanere alta non soltanto sul mare ma anche via terra. In soli 20 giorni, infatti, a Trieste sono stati sbloccati 200 profughi sia nei furgoni e sia nelle stradine secondarie a piedi. A tal proposito, come Fratelli d’Italia presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo chiarimenti e conoscere quali sono le politiche messe in campo sul fronte orientale per frenare gli arrivi. Tutto ciò, però, dimostra che Fratelli d’Italia aveva ragione nel denunciare che è in atto un’invasione della nostra Nazione e che è necessario continuare lungo la strada della fermezza e del rigore. Dopo i disastri della sinistra al governo l’Italia ha smesso con la politica delle porte aperte a tutti, ma bisogna continuare nel proteggere per mare e per terra i nostri confini”. ”. Lo dichiara il senatore Luca Ciriani, presidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato.

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Immigrati: necessaria gestione strutturata dei soccorsi

Posted by fidest press agency su domenica, 22 luglio 2018

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime soddisfazione per le azioni intraprese negli ultimi giorni da diversi Paesi europei per porre fine collettivamente alla fase di stallo verificatasi nel Mediterraneo che ha coinvolto circa 450 rifugiati e migranti bloccati in mare a causa dell’impossibilità di avviare le operazioni di sbarco.
Da sabato, i governi di Francia, Germania, Italia, Malta, Spagna e Portogallo hanno trovato un accordo per consentire lo sbarco e la presa in carico delle 450 persone coinvolte, anche delle eventuali domande d’asilo che potrebbero essere presentate.“Speriamo che questi accordi siano ora implementati rapidamente ed efficacemente”, ha affermato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. “Oltre a porre fine all’odissea di queste persone, le decisioni prese costituiscono un esempio positivo di come, lavorando insieme, i Paesi possano sostenere le operazioni di soccorso in mare e gestire le frontiere, rispettando, allo stesso tempo, gli obblighi internazionali inerenti il diritto d’asilo”. “Tuttavia, sono ancora necessarie soluzioni che vadano oltre accordi frammentari o “nave-per-nave”, ha aggiunto Grandi. “Al summit del Consiglio UE di fine giugno i governi europei si sono impegnati ad adottare un approccio più sostenibile, collaborativo, strutturato e gestito con efficacia delle operazioni di soccorso in mare. Finché ciò non avverrà, gli accordi per la gestione degli arrivi dal Mediterraneo continueranno a essere a breve termine e non sostenibili, gli interessi di un approccio comune europeo saranno danneggiati e altre vite saranno a rischio ad ogni nuovo tentativo di traversata”.Ad oggi, accordi di più ampia portata nell’area del Mediterraneo per la gestione dei soccorsi, delle operazioni di sbarco e le successive procedure non sono in alcun modo adeguate. Le recenti misure adottate per impedire le operazioni di sbarco delle persone soccorse dalle imbarcazioni delle ONG, e altre restrizioni imposte agli interventi delle ONG, sono profondamente preoccupanti e non affrontano né le cause che stanno alla radice dei flussi di rifugiati e di migranti irregolari, né la disperazione che spinge le persone a fuggire via mare su imbarcazioni pericolose. Ciò significa che le persone continueranno a tentare di attraversare il mare e altre vite saranno perse.Allo stesso tempo, se da un lato gli Stati hanno l’obbligo di salvare vite e garantire protezione ai rifugiati, dall’altro le persone soccorse non hanno un diritto illimitato a scegliere dove andare. Le operazioni di sbarco devono avvenire in un luogo che garantisca assoluta sicurezza, tenendo in considerazione la possibile presenza di richiedenti protezione internazionale, ma non necessariamente nel luogo di loro preferenza.

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Immigrati e convenzione di Ginevra

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

“Gli immigrati che ritengono essere rifugiati politici e fanno leva in prima battuta sulla Convenzione di Ginevra e poi sulla protezione sussidiaria europea, sono rispettivamente tra l’8 e il 9 per cento, e tra il 16 e 17 massimo, è questo il vero problema” ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia, Andrea Delmastro nel corso della trasmissione L’Aria che tira.”Ci mancherebbe pure – ha proseguito – che l’Europa e in particolar modo l’Italia non siano solidali con il rifugiato: non capiamo però come mai oltre al rifugiato ci si debba caricare dei migranti economici che poi rimangono stabilmente in Italia e avanzano pretese di ottenere ciò che a volte non è un loro diritto. Nella protezione umanitaria c’è dentro tutto e il contrario di tutto e poi abbiamo certe situazioni che sono veramente imbarazzanti e disumane non solo per l’Italia, ma anche per le troppe persone che vengono ammassati come dei conigli all’interno dei centri in attesa di poter ottenere il privilegio di poter rimanere sul territorio italiano, pur non essendo dei rifugiati. Io credo che viviamo in un mondo finito, c’è un limite anche all’accoglienza e l’Italia lo ha superato”. “Noi – ha concluso Delmastro – dobbiamo fare attenzione a tutto ciò che sta dietro al fenomeno dell’immigrazione e a una concessione troppo largheggiante: continuo a pensare che ci sia un disegno anche per rivedere al ribasso i diritti sociali dei lavoratori italiani”.

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Immigrati: Boeri sbaglia, gli immigrati sono più un costo che un beneficio

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

“Il discorso che il Presidente dell’Inps Boeri ha fatto ieri, e che fa da sempre, è stato uno discorso squilibrato. Gli immigrati sono un beneficio solo se lavorano regolarmente, solo se entrano e risiedono in Italia regolarmente, e hanno un posto di lavoro nel quale pagano i contributi, producono reddito e producono ricchezza”. Così il deputato di Forza Italia Renato Brunetta, in un’intervista a Radio Anch’io. “Normalmente gli immigrati sono giovani, e quindi non hanno carichi familiari e quindi nella prima fase della vita attiva producono ricchezza, producono contributi, che servono per pagare le pensioni di chi è più anziano di loro, sia degli italiani, sia degli immigrati di generazioni precedenti”. “Si dà il caso – prosegue – che per colpa nostra, non degli immigrati, i flussi migratori da vent’anni a questa parte, siano stati flussi caotici, non domandati dal Paese di destinazione, vale a dire dall’Italia, ma di fatto frutto dell’offerta dei Paesi d’origine. Gran parte della migrazione, quindi, è una migrazione irregolare, che produce lavoro irregolare nero e sommerso, nella maggior parte dei casi, e solo in piccola parte lavoro regolare”“Se facciamo un conto a spanne – prosegue ancora – gli immigrati in Italia sino ad oggi sono all’incirca 5 milioni. Di questi 5 milioni, circa un milione sono irregolari, quanto permesso di soggiorno e, in quanto clandestini, questi non possono lavorare regolarmente. Poi una parte consistente sono familiari a carico, e quindi per ragioni di età, o perché troppo giovani, o perché troppo anziani, non lavorano, pesando sul nostro welfare. Un’altra parte di popolazione attiva, magari regolari, sono disoccupati. Solo una parte minoritaria sono regolari, quanto a permesso di soggiorno e regolari quanto a posto di lavoro”.“La percezione economica di tutto questo – conclude – è che gli immigrati in Italia, in questo momento storico, per come si sono accumulati nel tempo, sono più un costo che un beneficio”.

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Campidoglio, proseguono percorsi di inclusione sociale per richiedenti asilo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 luglio 2018

Si è conclusa con successo la prima esperienza di volontariato in cui sono stati coinvolti 28 richiedenti asilo che tramite la Croce Rossa Italiana hanno collaborato con il Servizio Giardini di Roma Capitale alla cura e alla manutenzione del verde cittadino. Tante le zone di verde, distribuite in 4 municipi, che hanno beneficiato delle operazioni di pulizia e decoro. Gli interventi hanno riguardato Villa Lazzaroni nel VII Municipio, Piazza Vittorio nel I Municipio, varie aree verdi nel IV Municipio, dove è stata data particolare attenzione alla rasatura delle aiuole e alla potatura delle siepi spartitraffico su viale Palmiro Togliatti, e vari spazi verdi nel XII Municipio.L’obiettivo del progetto è promuovere l’inclusione, tramite la coscienza della partecipazione e il senso civico. L’intesa con la Croce Rossa rappresenta un’emanazione del Protocollo d’Intesa sottoscritto lo scorso anno tra Roma Capitale e Prefettura.Un successo giunto al termine di tre mesi di attività durante i quali i volontari, provenienti in maggioranza dall’Africa subsahariana, hanno lavorato due giorni a settimana insieme agli operatori del Servizio Giardini con cui hanno avviato un ottimo rapporto di collaborazione.
“A metà luglio partirà un nuovo progetto che vedrà sempre il coinvolgimento di altri richiedenti asilo, un’esperienza di grande valore per la città che intendiamo rinnovare. Non è semplicemente un’azione di pulizia e decoro, ma un’importante operazione di inclusione che siamo portando avanti grazie all’accordo tra Roma Capitale e Croce Rossa, un’intesa che risponde a bisogni concreti della città attraverso lo strumento del volontariato che noi vogliamo sostenere e valorizzare”, afferma l’Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari.“Il nostro modello di inclusione, basato sulla partecipazione attiva, si sta rivelando efficace e con ampi margini di penetrazione. Il volontariato è uno dei principali strumenti che abbiamo individuato per assicurare un’accoglienza di qualità, anche creando forti legami con i territori di riferimento. I richiedenti asilo devo sentirsi parte integrante di un progetto e di una comunità, per questo è fondamentale puntare sulla coesione sociale tramite percorsi che mettano sempre al centro le peculiarità delle persone”, spiega l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre. Terminate le attività i 28 volontari, per lo più giovani dai 18 ai 26 anni, riceveranno un attestato che ne certifica la partecipazione al corso di formazione, presso la Casa del Giardinaggio, e all’attività svolta.

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Genfest 2018: muri e respingimenti non sono l’ultima parola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 giugno 2018

Manila (Filippine) dal 6 all’8 luglio prossimi incontro mondiale dei giovani dei Focolari. Si parlerà di confini personali, sociali, politici e di come superarli. Difesa dei confini, respingimenti forzati, alleanze di stati per proteggere identità nazionali ed economie, quote umane per il controllo dei flussi migratori. Cosa c’è dietro quelle che sono diventate le parole-chiave di questi ultimi giorni? È per questo che i giovani dei Focolari hanno scelto per il loro prossimo evento mondiale che si terrà a Manila dal 6 all’8 luglio prossimi, il grande tema dei confini, come dice il titolo “Beyond all borders” (oltre ogni confine). Invitano a un coraggioso cambio di prospettiva con cui guardare popoli, culture ed economie; un capovolgimento necessario, dicono, in questi tempi di esasperazione dei particolarismi e chiusure sociali.
Nato nel 1973 da un’idea di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, il Genfest giunge quest’anno alla sua undicesima edizione e per la prima volta si terrà fuori dall’Europa, nella capitale filippina, dal 6 all’8 luglio prossimi. Attesi 6.000 giovani da tutto il mondo, dai 18 ai 30 anni, mentre altre migliaia partecipano alle 23 edizioni locali in corso.
“Abbiamo scelto l’Asia perché nel mondo sei giovani su dieci vivono lì – spiega Kiara Lauren, filippina, dei Giovani per un Mondo Unito dei Focolari, promotori dell’evento. “Nonostante i problemi e il divario socio-economico, questo continente parla al mondo di speranza e di voglia di cambiamento. Non ci riconosciamo in questo contesto geo-politico internazionale che spesso sacrifica popoli interi a scapito di un élite. Vogliamo portare i singoli e le nostre nazioni a guardare fuori dal proprio perimetro personale, culturale, religioso, politico, per incontrare gli altri e lasciarsi contaminare dalla diversità. Il Genfest sarà un laboratorio unico al mondo: chi entrerà troverà gli strumenti per poter operare un cambio in sé stesso e nel proprio ambiente, per passare – come ha invitato recentemente papa Francesco a Loppiano – “dall’io al noi”. Il programma: condividere e lavorare. Largo spazio avranno le testimonianze: l’impegno congiunto di giovani statunitensi e messicani sulla frontiera dei loro paesi; gesti di aiuto e riconciliazione in situazioni di conflitto in Africa e Medio Oriente, attività di supporto alla popolazione in campi profughi e accoglienza nelle città, l’impegno per un nuovo modo di fare politica, il dialogo tra religioni diverse, ecc.
Nel pomeriggio del 7 luglio il Genfest propone l’azione Hands for Humanity: i ragazzi potranno scegliere tra 12 attività di solidarietà, accoglienza e riqualificazione urbana da svolgere in diversi punti di Manila. Lo scopo è sperimentare che i piccoli gesti possono cambiare la realtà attorno a sé, oltre a raccogliere idee esportabili e imitabili nei propri paesi.
C’è poi la Explo, acronimo composto dalle parole “Exposition” e “Exploration”: si tratta di una mostra interattiva che conduce il visitatore attraverso un’esperienza sensoriale immersiva nella storia dell’umanità, raccontata dalla prospettiva della fraternità universale: “Non dunque la storia come la conosciamo – racconta Erika Ivacson, artista ungherese curatrice della mostra – fatta di guerre, conquiste, armistizi. Racconteremo invece ciò che ha permesso all’umanità di progredire dal punto di vista della pace, dell’amicizia tra persone, popoli e culture L’ultima tappa sarà interamente dedicata alla domanda: e io cosa posso fare?”. Saranno ben 110 i forum e workshop su temi chiave per la costruzione di società aperte e solidali: dalle tecniche di pulizia urbana e cura del territorio, alle forme di impresa sociale, alla gestione dei conflitti personali e politici, all’uso dei social media per la pace, e molto altro.

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Le voci che provengono dalle capitali europee

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Sono purtroppo le stesse che in passato hanno fatto il bello e il cattivo tempo e che scatenarono due guerre mondiali e ora passiamo ad una logica condita di ricatti e di minacce. L’Italia è nel mezzo di questa bufera proprio perché è un vaso di coccio tra due di ferro: la Francia e la Germania. Finché è rimasta obbedienti ai dettati dei “grandi” e li ha seguiti con la coda tra le gambe tutto è filato liscio. Ora che si permette di alzare la testa la si accusa di ogni nefandezza dimenticando che i francesi ai confini di Ventimiglia e nell’entro terra non hanno avuto nessuna considerazione per una donna incinta e non si sono fatti scrupoli di riempire i sentieri di montagna che lambiscono i confini di tagliole per bloccare in qualche modo la marcia dei disperati che diventano “umanità sofferente” solo se abita altrove e le supposte crudeltà le praticano gli altri.
Noi che ci siamo imbevuti, si può dire sin dalla tenera età, dell’idea di un’Europa unita e solidale la ritroviamo occupata e imbarbarita dagli avventurieri della politica che ne fanno mercimonio. Non è solo un giudizio di parte e una sofferenza colta nel vivo dovendo gestire da italiani oltre mezzo milione di immigrati che ci sono piovuti addosso in una esigua manciata di anni senza poter offrire loro oltre al soccorso e alla prima assistenza ciò che per loro resta vitale: l’integrazione e un lavoro. E’ la consapevolezza che siamo entrati in un tunnel degli orrori dove intere nazioni sono per anni sconvolte da cruente guerre civili che fanno centinaia di migliaia di vittime e provocano esodi di massa per milioni di persone. E che cosa fa il mondo cosiddetto civilizzato? Si limita ad esportare, lucrandovi, in quelle stesse aree così disastrate, armi di distruzione di massa e proprio se non riesce a farne a meno qualche sacco di farina o di riso. Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Volete che anche l’Europa diventi un focolaio di rivolte e di violenze? (Riccardo Alfonso)

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Immigrati e blocco navale

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

“Credo che Conte debba andare in Consiglio europeo il 28 e 29 giugno a chiedere una cosa soltanto: una missione europea che produca un blocco navale a largo delle coste della Libia. Impedire ai barconi della morte di partire, aprire in Africa gli hotspot e ridistribuire coloro che hanno diritto a essere rifugiati nei 27 Stati dell’Ue è da sempre la proposta di FDI ed è l’unica cosa veramente seria da fare per fermare l’immigrazione clandestina. Purtroppo è l’unica cosa che non ho ancora sentito dire al Governo Conte.Ho sentito dire finalmente da Salvini quello che Fratelli d’Italia sostiene da anni e che in questi giorni abbiamo ribadito a gran voce: le navi delle ONG vanno fatte attraccare per essere sequestrate e i loro equipaggi vanno denunciati per tratta di esseri umani e fiancheggiamento dell’immigrazione irregolare. Mi pare dunque che il segnale di cambiamento sull’immigrazione sia stato molto chiaro. Ora però bisogna essere risolutivi”.Lo ha detto nel corso della trasmissione Agorà su Rai Tre il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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Immigrati e le esternazioni di Macron

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

“Sull’accoglienza dei migranti l’Italia non può e non deve accettare lezioni da Macron e da una nazione che ha inviato a Bardonecchia i suoi gendarmi commettendo una grave ingerenza, ha chiuso le frontiere a Ventimiglia, ha sfruttato per decenni l’Africa ed è intervenuta militarmente in Libia nel 2011”, lo dichiarano in una nota i deputati di Fratelli d’Italia, Maria Cristina Caretta e Monica Ciaburro.“Riteniamo fondamentale la solidarietà tra gli Stati – aggiungono i deputati – e proprio per questo motivo continueremo a sollecitare il governo italiano affinché nel prossimo Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, proponga con forza il blocco navale a largo delle coste libiche e gli hotspot in territorio africano, che da sempre Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia ritengono essere l’unica soluzione all’immigrazione incontrollata, al business dei trafficanti di essere umani e alle morti in mare”.

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Rimesse – un motore di sviluppo che deve ancora ingranare bene la marcia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Kuala Lumpur. i relatori illustri che a Kuala Lumpur, hanno tenuto i discorsi di apertura alla prima sessione del Foro mondiale su rimesse, investimenti e sviluppo hanno trasmesso un messaggio comune: il settore pubblico e quello privato devono collaborare maggiormente per riuscire a sfruttare l’immenso potenziale di sviluppo rappresentato dalle rimesse nella regione dell’Asia e del Pacifico.
L’evento ha attratto oltre 400 partecipanti da ogni parte del mondo, è stato inaugurato dai discorsi introduttivi di Jessica Chew Cheng Lian, vice governatore della Banca centrale della Malesia; Charlotte Salford, vicepresidente associato del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo; e Ceyla Pazarbasioglu, direttore presso il Gruppo della Banca Mondiale. Insieme, i partecipanti valuteranno soluzioni volte ad aumentare l’efficienza dei mercati e dei servizi delle rimesse, migliorare l’inclusione finanziaria e promuovere investimenti finanziati tramite le rimesse.
Le rimesse – il denaro che i lavoratori migranti spediscono a casa alle loro famiglie – inviate in paesi a basso e medio reddito nella regione dell’Asia e del Pacifico nel 2017 ammontavano a 256 miliardi di dollari. Tale somma è 10 volte superiore al valore netto degli aiuti ufficiali allo sviluppo forniti alla regione.Circa il 70 per cento delle rimesse viene speso per necessità essenziali, quali cibo, alloggio e cure mediche, mentre il restante 30 per cento – che nella regione ammonta a oltre 77 miliardi di dollari – è usato per costruire un futuro più sicuro e autonomo, attraverso una migliore istruzione, risparmi, acquisizione di beni patrimoniali e investimenti in attività generatrici di reddito.“Dato il consenso universalmente diffuso sul potenziale delle rimesse come promotori di sviluppo, è davvero tempo di spingersi oltre le mere raccomandazioni e mettere in campo iniziative su larga scala. Iniziative che devono diventare parte integrante della nostra stategia per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030”, ha dichiarato Charlotte Salford, vicepresidente associato dell’IFAD.I costi elevati per spedire denaro a casa, l’accesso limitato a servizi finanziari di base e mercati che operano ancora sulla base di trasferimenti di denaro contante piuttosto che utilizzare strumenti digitali limitano il flusso delle rimesse e le somme di cui i destinatari possono disporre effettivamente, nonché lo sviluppo e l’impatto economico a livello della comunità nel suo insieme. Le tecnologie della telefonia mobile e il denaro digitale avrebbero il potenziale per trasformare i mercati e ridurre i costi e i tempi per la spedizione di rimesse, ma il loro sviluppo è ancora ostacolato dalla mancanza di armonizzazione tra i quadri normativi dei vari paesi.Il costo medio per spedire rimesse a casa nella regione dell’Asia e del Pacifico è del 6,86 per cento, leggermente al di sotto della media mondiale del 7,13 per cento, ma ancora lontano dall’obiettivo del 3 per cento stabilito dalla comunità internazionale nel decimo Obiettivo di sviluppo sostenibile: ridurre le disuguaglianze.Inoltre, i benefici per le famiglie destinatarie delle rimesse potrebbero essere molto maggiori, se queste avessero accesso a servizi finanziari mirati che le aiutassero a risparmiare e/o investire i loro fondi e ad avere accesso al credito. Almeno due terzi delle famiglie che ricevono rimesse nell’Asia e nel Pacifico vivono ancora al di fuori dei circuiti finanziari formali.I risultati del Foro contribuiranno agli sforzi attualmente in corso, a livello nazionale, regionale e mondiale per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, nonché ai negoziati per approvare, verso la fine del 2018, un Accordo globale delle Nazioni Unite per migrazioni sicure, ordinate e regolari.Questo Foro apre la strada all’iniziativa di organizzare periodicamente Fori nella regione, che mettano a frutto le sinergie e valutino i risultati ottenuti.

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Religioni degli immigrati in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2018

Secondo le più recenti stime di Fondazione ISMU, gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2017 che professano la religione cristiana ortodossa si confermano come l’anno precedente i più numerosi (oltre 1,6 milioni, +0,7%), seguiti dai musulmani (poco più di 1,4 milioni, -0,2%) e dai cattolici (poco più di un milione, -0,1%)[1]. Passando alle religioni di minor importanza quantitativa, i buddisti stranieri sono stimati in 188mila (+3,5% rispetto al 1° gennaio 2016), i cristiani evangelisti in 124mila (+2,3%), gli induisti in 73mila (+0,8%), i sikh in 72mila (+0,9%), i cristiani copti in 19mila (+2,1%). Considerando anche cristiani di altre confessioni non comprese tra le principali (111mila in totale al 1° gennaio 2017, +3,8% rispetto ad inizio 2016), i cristiani (compresi i cattolici) stranieri residenti in Italia risultano in tutto 2,9 milioni, in aumento dello 0,6% nell’ultimo anno. Anche se non includono gli stranieri non iscritti in anagrafe le elaborazioni di ISMU mettono in mostra che il panorama delle religioni professate dagli stranieri è variegato e sfata in particolare il pregiudizio secondo cui la maggior parte degli immigrati professa l’Islam. Per quanto riguarda le provenienze si stima che la maggior parte dei musulmani stranieri residenti in Italia provenga dal Marocco (408mila), seguito dall’Albania (206mila), dal Bangladesh (103mila), dal Pakistan (100mila), dall’Egitto (96mila), dalla Tunisia (93mila) e dal Senegal (87mila).Circa un terzo dei cristiani ortodossi vive in Lombardia o nel Lazio. La regione in cui la presenza di stranieri di fede cristiana ortodossa è maggiore è la Lombardia, con 268mila presenze, seguita dal Lazio con 263mila e poi più a distanza da Veneto (174mila), Piemonte (161mila), Emilia Romagna (158mila) e Toscana (117mila).I musulmani si concentrano soprattutto in Lombardia. La regione in cui vivono più stranieri residenti di fede musulmana, minorenni inclusi, è la Lombardia: sono 360mila, pari ad oltre un quarto del totale degli islamici presenti in Italia. Al secondo posto troviamo l’Emilia Romagna con 178mila musulmani, al terzo il Veneto dove i musulmani sono 134mila, al quarto il Lazio con 120mila presenze appena davanti al Piemonte (117mila).
Gli immigrati cattolici sono presenti soprattutto in Lombardia e secondariamente nel Lazio. La regione italiana in cui vivono più immigrati cattolici è la Lombardia, con 273mila presenze, seguita dal Lazio (153mila), dall’Emilia Romagna (94mila), dalla Toscana (84mila), dal Veneto e dal Piemonte (76mila in entrambe le regioni).

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Convegno finale del Progetto VeSTA

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2018

Torino lunedì 26 marzo a partire dalle ore 9.00 presso il Centro Congressi dell’ATC di corso Dante 14 a Torino il convegno finale del Progetto VeSTA (Verso Servizi Territoriali Accoglienti), un percorso progettuale che rientra tra le attività finanziate attravero il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 e cofinanziato da Unione europea, Ministero dell’Interno e Regione Piemonte.Il progetto è finalizzato a migliorare la capacità dei servizi e di strutturare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini e delle cittadine di Paesi terzi attraverso percorsi di formazione e aggiornamento che hanno coinvolto 800 operatori dei servizi pubblici e del privato sociale, assistenti sociali ed educatori professionali; coinvolgere migranti nei percorsi specifici per assistenti sociali ed educatori come esperti della loro esperienza con i servizi sociali; creare una rete regionale dei servizi pubblici e del privato sociale a supporto dei cittadini e delle cittadine di Paesi terzi attraverso la costituzione di una comunità di pratiche virtuale tra operatori basata sullo scambio alla pari e la consulenza di esperti e istituzioni. È stato prodotto anche un video documentario per sensibilizzare le comunità locali sui temi dell’integrazione e dell’accoglienza.Il convegno è realizzato da Regione Piemonte in collaborazione con l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) , IRES Piemonte e Università del Piemonte Orientale.

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Incontro tra imprenditori molisani e cinesi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Pergamena Wong (1).jpgRoma. L’associazione “Forche Caudine” si dota di una sezione “Imprese”, affidata a Francesco Caterina e Mauro Bonello, e la inaugura promuovendo un ambizioso incontro con imprenditori di origine cinese, collegati all’associazione Associna, per favorire interscambi con i molisani.
La delegazione cinese, che ha fissato un primo incontro per lunedì prossimo in zona Eur, sarà guidata dal presidente onorario di Associna, l’ingegnere Marco Wong, 54 anni, sei lingue parlate, autore di tre libri. La sua carriera professionale è indicativa: ha esordito come sviluppatore software in Italtel e manager alla Pirelli cavi, diventando poi direttore generale di Jilin Huatai, direttore acquisti di Tim in Perù, vice presidente di Huawei Italia e dal 2011 titolare di aziende attive nella distribuzione di alimentari etnici. Oggi è anche consigliere di amministrazione di Extrabanca spa, il primo istituto bancario principalmente rivolto agli immigrati. Con lui Xinghai Ke della Chiesa cristiana evangelica cinese in Italia, operativa a Roma dal 1981. Per i molisani saranno presenti gli imprenditori Francesco Caterina e Mauro Bonello, oltre ad alcuni membri del direttivo di “Forche Caudine”.
Con circa 300mila residenti, più o meno quanti ne ha il Molise, la folta comunità cinese in Italia è da sempre identificata con il dinamismo economico. Ai circa 60mila imprenditori che operano nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, nelle attività manifatturiere e in quelle di ristorazione, si sono aggiunti grandi investitori di realtà imprenditoriali “made in China”, spesso con la negoziazione dei membri di Associna: il giro d’affari nel 2015 è stato di oltre 9,5 miliardi di euro con 18mila dipendenti italiani. Tra gli investimenti più importanti, oltre all’Inter e al Milan, anche Benelli, Cerruti, Krizia, Om Carrelli, Pirelli. Con presenze nel capitale di Enel, Eni, Cdp Reti e di istituti bancari e assicurativi del calibro di Unicredit, Mps, Intesa, Generali, Mediobanca. La composizione del gruppo etnico cinese è ora in ulteriore trasformazione grazie alle nuove generazioni: ci sono quasi ottomila cinesi che frequentano le università italiane (un laureato non comunitario su sei è cinese) e sono quindi pienamente integrati nel tessuto economico e sociale del nostro Paese.C’è però un altro aspetto di grande interesse per l’Italia: i crescenti flussi di turisti provenienti dalla Cina. I cinesi sono diventati primi come spesa per il turismo “outcoming” a Roma. Una risorsa che equivale ad enormi benefici economici e a grandi potenzialità da sfruttare al meglio, anche per il Molise. Anche con tali finalità Forche Caudine promuoverà tali appuntamenti. Ma devono essere principalmente le istituzioni a recepire i nuovi fenomeni. Foto: la pergamena che l’associazione Forche Caudine consegnerà all’ingegnere Wong la prossima settimana.

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Il reddito di inclusione del PD è fatto per gli immigrati

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

inps“Secondo le stime dell’INPS il reddito di inclusione, ultima trovata di fine legislatura del PD per fingere di occuparsi dei poveri italiani, costerà ai contribuenti circa 2 miliardi. A leggere bene il provvedimento però scopriamo che l’obiettivo non è proprio sostenere le famiglie indigenti: il Rei infatti può essere ottenuto anche da chi ha un permesso umanitario o risiede in Italia da due anni. Questo spiega perché ad esempio a Trento a farne richiesta sono stati quasi tutti arabi e nigeriani. Dopo l’accoglienza lo Stato Italiano si fa carico anche del mantenimento degli immigrati che da richiedenti asilo diventano richiedenti di reddito. Quando tra pochi mesi saremo al governo metteremo in pratica un principio semplice e chiaro: prima gli italiani”.Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Immigrazione e Regolamento di Dublino: ciò che era e ciò che diventa

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

camera deputatidi Manlio Di Stefano. Era il 18 dicembre 2014 (diciotto dicembre duemilaquattordici) quando la mozione n.1-00605 a mia prima firma venne approvata in aula. Più precisamente l’impegno approvato della mia mozione recitava: “il superamento dell’attuale quadro normativo (così detto sistema di «Dublino III») attraverso una sua revisione per favorire: l’inserimento dei richiedenti asilo già dal momento dell’avvio della procedura di protezione, nei Paesi dell’Unione dove già vivono propri parenti, prima ancora che acquisiscano lo status di apolide”.
Ora il PD, la Lega Nord (con la sua astensione) e Forza Italia hanno approvato in sede di Parlamento Europeo il nuovo regolamento di Dublino che prevede, tra le altre cose, di trattenere in Italia tutti i migranti cosiddetti economici (definizione impropria che andrebbe superata ma che uso per comodità comunicative). Avete capito bene: Salvini ha acconsentito a una riforma del Regolamento di Dublino che obbligherà l’Italia a gestire tutti i migranti economici arrivati (il 61% nel 2016). Per loro non è previsto nessun ricollocamento, nessuna solidarietà europea, nessuna condivisione degli oneri legati alla gestione dell’immigrazione. Da ricordare che Il regolamento di Dublino II fu adottato nel 2003 e votato in sede di Consiglio dal governo Berlusconi – Bossi (Forza Italia e Lega Nord).
A questo punto la propaganda dei partiti sostiene che finalmente cade il principio del “primo ingresso”, in realtà non è così. La riforma introduce criteri e filtri che di fatto faranno gravare sul Paese di primo approdo tutte le responsabilità della gestione dei migranti e renderanno impossibili i ricollocamenti.Ecco nel dettaglio i tratti salienti del provvedimento:
1) PRIMO FILTRO. Il primo filtro stabilisce che i migranti economici, a differenza dei rifugiati, rimarranno nel Paese di arrivo. La maggior parte dei migranti rimarrà, dunque, in Italia. Non è vero – come i partiti affermano – che verranno redistribuiti fra tutti gli Stati membri: sarà solo l’Italia a farsene carico e saranno difficili i rimpatri visto che mancano gli accordi con la maggior parte dei Paesi di provenienza;
2) SECONDO FILTRO. Viene introdotto il filtro della sicurezza: anche in questo caso tutte le persone potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica restano nel Paese di primo ingresso. Non siamo contrari alle verifiche sulla sicurezza, ma siamo contrari al fatto che i Paesi di primo ingresso vengono lasciati da soli a gestire questi soggetti potenzialmente pericolosi;
3) PRIMO PAESE DI APPRODO SEMPRE RESPONSABILE. Nasce il criterio della responsabilità permanente. Con le vecchie regole uno Stato membro diventava competente se il richiedente vi aveva soggiornato per un anno anche se era sbarcato in un altro Paese, con la nuova revisione non sarà più così. Per esempio, un migrante entrato illegalmente in Italia che andava in Svezia e vi rimaneva per 1 anno non poteva più essere rimandato in Italia perché la responsabilità dell’Italia cessava. L’Italia come Paese di primo approdo sarà permanentemente responsabile dei migranti arrivati. Altro che solidarietà!
4) RICOLLOCAMENTO SOLO DOPO LE VERIFICHE DEI DUE FILTRI. Il meccanismo di ricollocamento non è affatto automatico: scatterà dopo le procedure dei filtri sulla sicurezza e sulla domanda. Un richiedente asilo potrà, dunque, essere trasferito in un altro Paese dopo molti mesi dal suo arrivo e nel frattempo sarà sempre l’Italia a farsene carico.
5) PAESI POVERI PENALIZZATI. Fra i criteri per redistribuire i richiedenti asilo non c’è il tasso di disoccupazione: restano solo quelli del PIL e della popolazione. Questo significa che non si terrà conto delle difficoltà che hanno i Paesi con i livelli di disoccupazione più alti, come l’Italia e la Grecia. Così c’è il rischio di una “guerra fra poveri”. Da una parte i rifugiati che hanno riconosciuto il diritto a restare in Italia e dall’altra i disoccupati italiani che non trovano lavoro.
6) TEMPI LUNGHI PER I PAESI IN RITARDO. È concesso un periodo di 3 anni di transizione per gli Stati che sono in ritardo con l’applicazione delle procedure di accoglienza. Questi Paesi sono di fatto esonerati dal meccanismo della redistribuzione. Così facendo si legittima l’egoismo di alcuni Stati membri che si rifiutano di applicare norme comuni per il diritto di asilo e l’Italia continuerà in questi tre anni ad avere più migranti degli altri Paesi europei.
Il piano di Minniti siglato con la Libia è fuffa: ha tentato di mettere il problema sotto un tappeto con un accordo siglato con la Libia ma il risultato è stato solo quello di spostare la rotta più a ovest, verso la Tunisia e consegnare i migranti ad una nuova tratta degli schiavi come testimoniato da diversi video agghiaccianti.Il governo del M5S frantumerà il regolamento di Dublino e i successivi fratellastri. Non ci sarà spazio per i buffoni di corte, per chi fa finta di litigare, per chi corregge simboli e programmi, per coloro che dicono di odiarsi ma che poi si incontrano nei motel… o ad Arcore. (fonte: blog 5 stelle)

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Sbarchi: Numeri spaventosi certificano fallimento politiche migratorie sinistra al governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 novembre 2017

migrantiGregorio Fontana, deputato di Forza Italia e membro della Commissione di inchiesta sui migranti, ha dichiarato:“I numeri assoluti che il Governo ha reso noto proprio oggi sui migranti sono spaventosi: il dato dei 111.552 sbarcati dall’inizio dell’anno non ha precedenti nella storia della Repubblica, se non negli ultimi quattro anni dei governi della sinistra Renzi-Alfano-Gentiloni-Minniti. Oggi il Governo cerca di confondere le acque vantando una contingente diminuzione del numero degli sbarchi nelle ultime settimane. Diminuzione tutta da verificare poiché solo ieri sono stati interessati dalle operazioni di salvataggio nel Canale di Sicilia quasi mille persone in un solo giorno, senza contare l’allarme lanciato da Frontex sulle nuove rotte che rischiano di facilitare ulteriori nuovi arrivi. Inoltre, la propaganda del Governo non riuscirà a coprire il fatto che la politica dei permessi umanitari distribuiti facilmente solo in Italia in questi ultimi anni, hanno fatto del nostro Paese la meta ideale per un flusso incontenibile di migranti economici, provenienti da paesi per i quali non è prevista la ricollocazione in Europa, e che pertanto, vista l’incapacità del governo di effettuare una efficace e massiccia politica di rimpatri, sono di fatto destinati a rimare in Italia da clandestini. Questa è forse la più drammatica eredità che la sinistra lascia ai cittadini italiani dopo cinque anni di Governo.”

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In Sicilia e Sardegna boom di nuovi sbarchi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

immigratiLe rotte dell’immigrazione sono infinite. Minniti pensava che dialogando con i miliziani libici potesse raggiungere la tregua necessaria per far dimenticare in campagna elettorale i disastri del Partito Democratico sull’immigrazione (li ricordiamo: regolamento di Dublino, accordo Triton, procedure di identificazione lunghissime, tagli alla cooperazione internazionale) e invece nulla è cambiato. I barconi adesso salpano dalla Tunisia e dall’Algeria. Probabilmente il business degli scafisti si è semplicemente spostato di qualche km. La Sicilia è di nuovo al collasso.Dall’inizio dell’anno sono sbarcati illegalmente in Italia oltre 106.000 migranti. Alcuni di essi hanno diritto alla protezione internazionale, altri no. L’Europa non si fa carico di entrambi. Siamo lasciati soli. E la colpa è anche dei partiti italiani che sono stati complici in questi anni della definizione delle politiche europee. Si potevano opporre, non lo hanno fatto e adesso ci ritroviamo a gestire questo fenomeno con regole assurde e controproducenti.Le nuove rotte che partono da Tunisia e Algeria arrivano adesso persino in Sardegna. Secondo il quotidiano algerino El Watan, il viaggio costa a ciascun migrante 700 dollari circa. Segno che nulla è cambiato. Lo abbiamo detto più volte e il nostro programma Immigrazione parla chiaro: a cambiare rotta deve essere l’Europa. Queste politiche miopi e tampone non risolvono nulla: serve un nuovo approccio basato su vie legali di accesso e aiuti reali ai Paesi di transito e origine. Va rafforzata la cooperazione internazionale e la lotta agli schiavisti che sfruttano la disperazione delle persone per fare affari. Bisogna ascoltare e rispondere agli allarmi lanciati dai sindaci di Lampedusa e Pozzallo, ma serve un governo nuovo che non sia schiavo dei diktat di Bruxelles.Le prossime settimane saranno decisive. Il Parlamento europeo inizierà a discutere e a votare la riforma del regolamento di Dublino e il nuovo codice frontiere Schengen. Vigileremo e combatteremo se ci saranno nuove trappole per il nostro Paese. I partiti ci hanno trasformato nel campo profughi d’Europa. Faremo di tutto per rendere l’Italia forte e rispettata in Europa. (fonte: MoVimento 5 Stelle Europa)

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