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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

Posts Tagged ‘italiani’

Caccia al Tesoro Botanico dei Grandi Giardini Italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

Isola del GardaOasi ZegnaLunedì 17 aprile 2017, giorno di Pasquetta, torna la Caccia al Tesoro Botanico di Grandi Giardini Italiani, uno degli appuntamenti più attesi e amati dalle famiglie.
29 i giardini in tutta Italia che organizzeranno questo evento ludico-didattico, tutti aderenti a Grandi Giardini Italiani, il network dei più bei giardini visitabili d’Italia (www.grandigiardini.it).La Caccia al Tesoro Botanico di Grandi Giardini Italiani rappresenta ormai un appuntamento fisso per grandi e bambini e da sempre riscuote moltissimo successo perché permette alle famiglie di vivere in modo diverso una giornata tradizionalmente dedicata alle gite fuoriporta, approfittando dei primi giorni di primavera e andando alla scoperta della natura in maniera gioiosa e giocosa in alcuni dei giardini più belli d’Italia, tra isole, labirinti, laghetti, boschi, giochi d’acqua, sculture, vialetti e veri e proprio musei all’aria aperta!L’evento è dedicato alle famiglie, e rivolto in particolar modo ai bambini in età scolare, dai 6 ai 12 anni, che potranno scoprire i tesori botanici custoditi nei giardini attraverso differenti attività pensate apposta per loro.E mentre i bambini saranno impegnati nella Caccia al Tesoro, ai genitori e ai fratellini più piccoli verranno proposte altre attività a tema green, alla scoperta dei giardini e della natura.I giardini in cui si terrà la Caccia al Tesoro Botanico di Grandi Giardini Italiani, suddivisi per Regione:
RosetoVacunaeRosaePIEMONTE
Castello di Miradolo (S. Secondo di Pinerolo, TO) Villa Ottolenghi Wedekind (Acqui Terme, AL) Villa Badia (Sezzadio, AL) Oasi Zegna (Trivero, BI)
LOMBARDIA
Giardino Botanico Heller (Gardone Riviera, BS) Il Vittoriale degli Italiani (Gardone Riviera, BS) Isola del Garda (S. Felice del Benaco, BS) Rocca di Lonato del Garda (Lonato del Garda, BS) Parco Nocivelli (Verolanuova, BS) Villa del Grumello (Como) Villa Carlotta (Tremezzina, CO) Giardini di Villa Melzi d’Eril (Bellagio, CO) Parco della Fondazione Minoprio (Vertemate con Minoprio, CO) Rossini Art Site (Briosco, MB) Giardini di Villa Monastero (Varenna, LC) Villa della Porta Bozzolo – FAI (Casalzuigno, VA)
TRENTINO
Giardini di Castel Trauttmansdorff (Merano, BZ)
Villa Reale di MarliaVENETO
Castello di San Pelagio (Due Carrare, PD) Castello di Roncade (Roncade, TV) Villa Trissino Marzotto (Trissino, VI)
LIGURIA
Villa Serra (Sant’Olcese, GE) Giardini Botanici Hanbury (Ventimiglia, IM)
EMILIA ROMAGNA
Giardino di Palazzo di Varignana (Varignana, BO) Labirinto della Masone (Fontanellato, PR)
TOSCANA
Parco della Villa Reale di Marlia (Marlia, LU) Giardino Bardini (Firenze) Giardino Storico Garzoni (Collodi, PT)
LAZIO
Roseto Vacunae Rosae (Roccantica, RI) Castello Ruspoli (Vignanello, VT)
(foto: RosetoVacunaeRosae, Isola del Garda, Villa Reale di Marlia, oasi zegna)

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World Water Day: gli italiani informati e virtuosi sull’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

acqua-fresca4Salute, lotta agli sprechi e preoccupazione per i fenomeni naturali spingono sempre più italiani verso maggior informazione e rispetto dell’acqua. Qual è il rapporto tra gli italiani e l’acqua? I numeri sembrano essere confortanti: ben il 71% la ritiene fondamentale per gli usi che se ne fanno nella vita quotidiana, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto della salute (29%), dell’ambiente (23%) e del risparmio economico (19%). Ma gli italiani riconoscono anche diversi problemi legati all’acqua: dalla qualità di ciò che beviamo (44%) alla disponibilità per tutti (21%). E per reagire a tutto ciò c’è chi decide di informarsi meglio (34%) e attuare comportamenti più corretti (24%).
E’ quanto emerge da uno studio condotto da In a Bottle (www.inabottle.it) in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 4.500 italiani – uomini e donne tra i 20 e i 60 anni – e realizzato attraverso un monitoraggio sui principali social network, community e forum per capire cosa pensano e come si comportano nei confronti della risorsa acqua.Quanto è importante l’acqua nella vita quotidiana? Ben sette italiani su 10 (71%) la ritengono fondamentale e appena il 16% gli dà poco valore. Tra gli aspetti più importanti che influenza, un italiano su 3 (32%) gli attribuisce grande incidenza per la salute, seguita dai riflessi sull’ambiente (23%), dal risparmio economico – soprattutto tra le mura domestiche (19%) – e dalle attività sportive (16%).Gli italiani mostrano anche una particolare sensibilità verso alcuni problemi legati all’acqua: per il 44% è molto importante tutto ciò che è legato alla qualità di ciò che si beve, mentre il 21% evidenzia il problema della disponibilità della risorsa per tutti. Non mancano poi coloro che puntano il dito contro gli sprechi che si riscontrano nell’uso di ogni giorno (17%) e chi imputa alle attività dell’uomo possibili conseguenze future su qualità e quantità della risorsa (11%).Oltre un italiano su 2 (52%) è soprattutto preoccupato per i danni ambientali, come il dissesto idrogeologico e le esondazioni. Il 46% è allarmato per un prossimo esaurimento della risorsa. Circa un italiano su 3 (34%) è spaventato per lo spreco nelle reti idriche che ha conseguenze anche per le tasche delle famiglie. Infine oltre un italiano su 4 (28%) ha paura di non sapere se l’acqua che fa bere ai propri figli è totalmente sicura.Davanti a queste problematiche gli italiani sembrano aver preso una confortante coscienza e, infatti, solo il 7%, è il caso di dirlo, se ne lava le mani dicendo che non dipende da lui. Ben uno su 3 (33%), pertanto, dichiara di informarsi di più su tutto ciò che ha a che fare con gli effetti dell’acqua sulla salute o sui meccanismi che permettono di non sprecarla in casa. Il 25%, poi, afferma di aver intrapreso comportamenti più corretti, sia a livello individuale che nell’educazione dei propri figli (21%) o nella sensibilizzazione degli altri (11%).

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Camerlenghi: “Drammatica situazione ghiacciai italiani”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

ghiacciai“Persa una superficie pari al Lago di Como. C’è un posto dove si toccano con mano i cambiamenti climatici: il ghiacciaio del Morterascht, sul massiccio del Bernina. La realtà lungo un percorso corredato da sequenza di cartelli che indicano il livello del ghiacciaio anno per anno. Scopriremo che il ghiacciaio arretra mediamente di 200 metri ogni decennio”.
“In poco più di 50 anni abbiamo perso il 30 per cento dei ghiacciai italiani. E’ andata via una superficie pari a quella del Lago di Como. Nel Parco dello Stelvio ad esempio il ghiacciaio dei Forni è ormai piccolo, piccolo. Stessa sorte per il Lys, nel massiccio del Monte Rosa, in Valle d’Aosta che è oggi diviso addirittura in quattro pezzi. Sorti drammatiche per gli altri ghiacciai quali il Lex Blanche, ancora in Valle d’Aosta , la Ventina in Lombardia, il Careser ed il Mandrone – Adamello in Trentino , per la Vedretta Alta ed il Vallelunga in Alto Adige. C’è un posto però dove possiamo toccare con mano il cambiamento climatico e l’arretramento dei ghiacciai”. Lo ha affermato Filippo Camerlenghi, Vice Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche “Questo posto è appena, appena ai confini con la Svizzera – ha proseguito Camerlenghi – nei pressi di Saint Moritz. Si tratta di un ghiacciaio che si ghiacciai1trova sul versante Nord del Massiccio del Bernina: il Morterascht dove davvero possiamo vedere il cambiamento climatico in atto. L’arretramento del ghiacciaio appare chiaro. E’ possibile percorrere un sentiero lungo il quale sono posti dei cartelli che indicano anno ed esattamente il livello in cui era il ghiacciaio in quel periodo. Ad ogni cartello corrisponde un decennio ed alla fine del percorso è possibile avere la percezione chiara della fusione del ghiacciaio dal 1845 ad oggi. Ebbene il ghiacciaio arretra di ben 200 metri ogni decennio , si va verso la scomparsa. L’unico periodo in cui l’arretramento si è ridotto è stato nel decennio 1980 – 1990 , particolarmente freddo. In quel decennio e solo in quel decennio abbiamo registrato un rallentamento dell’arretramento del ghiacciaio. Ecco che con le Guide Ambientali Escursionistiche non si arriva sul ghiacciaio, ma percorrendo tale sentiero si ha la visione completa di quella che è la realtà odierna. E’ in questo posto che si tocca con mano la realtà e si vede con chiarezza lo stato di salute attuale dei ghiacciai”. (foto: ghiacciai)

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Pomodori cinesi e il consumo degli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

pomodoroPassate, polpe e pelati rappresentano il 98,5% del pomodoro che arriva sulle nostre tavole, ed è tutto italiano. Il consumo italiano di concentrato di pomodoro è pari a poco più dell’1,5% del mercato dei derivati del pomodoro.I derivati del pomodoro venduti sugli scaffali dei nostri supermercati sono ottenuti da prodotto 100% italiano: pomodori pelati, passata, pomodorini e polpa possono essere prodotti solo da pomodoro fresco che deve essere lavorato in azienda entro 24/36 ore dalla raccolta. Lavorare prodotto fresco proveniente da altri paesi sarebbe impossibile per la distanza, oltre che antieconomico per l’impatto sui costi. Non c’è alcuna possibilità di trarre in inganno il consumatore: ipotizzare, infatti, che tali derivati possano essere ottenuti da un semilavorato, quale il concentrato cinese, è come pensare di poter trasformare una bottiglia di vino in 30 grappoli d’uva.Il concentrato di pomodoro è una commodity, può essere prodotto ovunque con standard qualitativi equivalenti.
Le aziende italiane trasformano mediamente oltre 5.000.000 di tonnellate di pomodoro fresco all’anno. Importiamo circa 200.000 tonnellate di concentrato di pomodoro da diversi mercati mondiali, quali la Cina, gli USA, la Spagna, il Portogallo e la Grecia, ma lo rilavoriamo e ne esportiamo più del doppio! Pertanto, la produzione e la rilavorazione del concentrato è destinata essenzialmente al mercato estero, generando un volume di affari di circa mezzo miliardo di euro e qualche migliaia di occupati.
Una maggiore produzione agricola di pomodoro, quindi, dovrebbe essere favorita da un sostanziale incremento dei consumi di derivati più direttamente legati al made in Italy, come i pelati e la polpa di pomodoro, oltre che alle passate;
Anicav ha sempre ritenuto fondamentale il dialogo con tutta la filiera per incrementare la produzione di qualità e favorire la conquista di nuovi mercati. L’industria è disponibile a qualsiasi ragionamento sulla trasparenza in etichetta, nella consapevolezza che una norma che vale solo per l’Italia avrebbe un’efficacia molto relativa. A testimonianza di ciò c’è la nostra richiesta di estendere, a livello comunitario, l’obbligo di utilizzare esclusivamente pomodoro fresco per la produzione di Passata, così come già avviene in Italia. (foto: pomodoro)

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Accesso al credito da parte degli italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2017

bancomatSta diventando un processo sempre più digitale, come dimostrato da un mercato in costante crescita e dalla nascita di numerose piattaforme online che agevolano l’incontro tra domanda e offerta di finanziamento. Younited Credit, leader in Europa nel settore credito al consumo online sbarcata sul mercato italiano nel 2016 e diventata velocemente uno dei player di riferimento a livello nazionale con 20 milioni di euro erogati a 3.000 famiglie nel periodo compreso dal lancio delle attività in Italia ad aprile 2016 sino a gennaio 2017, ha voluto analizzare il mercato del prestiti online nel nostro Paese, rilevando i principali trend emersi dallo studio dei progetti finanziati in Italia tramite la sua piattaforma.Quanto richiedono gli Italiani nel momento in cui effettuano una richiesta di prestito? In generale, nel momento in cui si rivolgono ai canali online come Younited Credit, lo fanno per un ammontare medio di 7.500 euro erogato con una rateizzazione media di 48 mesi e un tasso di interesse medio del 7,5%.“Gli ottimi risultati che abbiamo riscontrato in questi primi mesi di attività in Italia dimostrano un interesse sempre più diffuso verso il digitale come strumento di accesso al credito” ha sottolineato Tommaso Gamaleri, Country Manager per Younited Credit in Italia. “Dall’analisi emerge innanzi tutto quanto questo interesse sia ripartito in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, dal Nord al Sud. Tra le finalità, è interessante notare come gli Italiani diano priorità ad esigenze come la sostituzione dell’automobile o il rinnovamento della propria abitazione, piuttosto che a progetti legati al tempo libero, come i viaggi, o alla tecnologia.”Nello specifico, lo studio ha rilevato che gli Italiani si rivolgono alle piattaforme di credito digitali principalmente per finalità legata alla ristrutturazione della propria casa (22,5%) e all’acquisto di un auto, nuova o usata (19%). Una fetta consistente di richieste avviene per un bisogno liquidità (oltre 42%) e finalizzare progetti di diversa natura. Tra questi sembra che i viaggi e la tecnologia non siano tra le priorità degli italiani nel momento in cui cercano un credito, raccogliendo nel complesso solo poco più del 2%. (grafico: crediti)

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Alto Adige: Se gli italiani sono minoranza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

bolzano“Non possiamo non condividere l’appello dei docenti a favore della tutela di nomi italiani nella segnaletica toponomastica altoatesina. FdI si batte da anni a tutela della comunità di lingua italiana, ormai minoranza in Alto Adige e recentemente, con Giorgia Meloni e Fabio Rampelli alla Camera abbiamo espresso la nostra solidarietà agli italiani dell’ Alto Adige venduti da questo governo in cambio di bassi tornaconti politici in occasione del referendum. Giustamente i docenti, e anche il presidente della Crusca, Claudio Marrazzini si chiedono “in quale Paese dell’universo si consentirebbe di eliminare dall’uso pubblico la lingua ufficiale e nazionale parlata dai suoi cittadini”.
Ecco succede nel nostro Paese e il presidente Mattarella, che si interessa del destino delle minoranze migranti, ha l’obbligo come massimo rappresentante, di difendere la nostra identità italiana tutelando anche gli italiani quando sono minoranza nella propria stessa terra”.
Così in una nota, Federico Mollicone, responsabile nazionale della Comunicazione FdI-An e membro dell’esecutivo nazionale.

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Omeopatia al primo posto nella scelta degli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2017

omeopatiaOltre un italiano su 5 (il 21,2% della popolazione) fa uso di Medicinali Non Convenzionali (con un +6,7% rispetto al 2012) e l’omeopatia risulta essere la cura alternativa più diffusa. Quando si decide infatti di non affidarsi alla medicina tradizionale, ci si orienta prima di tutto all’omeopatia (76,1%), seguita dalla fitoterapia (con il 58,7%), l’osteopatia (44,8%), l’agopuntura (29,6%) e, infine, la chiropratica (20,4%).I dati del Rapporto Italia 2017 di Eurispes – rilanciati oggi da AMIOT, l’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia – sottolineano una crescita esponenziale che si allinea con i trend europei di diffusione delle Medicine Non Convenzionali. L’aumento della fiducia nei confronti delle cure alternative è stato tale che se si fa un raffronto con i dati storici si scopre che in questi anni sono più che raddoppiati: oggi scelgono, infatti, le Medicinali Non Convenzionali ben 12.861.000 di cittadini, mentre nel 2000 erano poco più di 6 milioni.Il rapporto offre uno spaccato sui comportamenti, gli usi e le tendenze degli italiani nei confronti di un settore che, nonostante la crisi, continua a crescere ed essere utilizzato sempre di più da parte dagli italiani.
“Come rilevato dal rapporto Eurispes l’incremento del ricorso alle Medicine Non Convenzionali è un dato assodato a livello nazionale grazie a una presa di responsabilità sempre più rilevante delle famiglie e degli individui sul proprio stato di salute, all’autodeterminazione della scelta terapeutica, ma soprattutto a modalità relazionali medico/paziente più sensibili alle esigenze del paziente”, ha commentato il Dr. Marco Del Prete, a nome dell’AMIOT – Associazione Medica Italiana di Omotossicologia. “E’ stata recentemente pubblicata la nuova edizione del nuovo volume ‘Low Dose Medicine. Omeopatia e Omotossicologia. Le prove scientifiche’, edito da GUNA Editore, che permette di far conoscere l’efficacia terapeutica dei medicinali non convenzionali sia agli addetti ai lavori sia a coloro che vogliano documentarsi su un argomento di stretta attualità e di interesse pubblico sempre maggiore”, ha concluso Del Prete.
L’Italia, quindi, con questo dato rientra a buon titolo tra i Paesi Europei che hanno maggiormente sviluppato nella popolazione questa consapevolezza: secondo i dati del Consorzio UE CAMbrella, in Europa, non meno di 100 milioni di persone fanno regolarmente uso di prestazioni sanitarie di Medicine Non Convenzionali a livello preventivo e curativo.Dalla ricerca, infine, emerge un altro dato interessante che è quello che riguarda la ricerca delle informazioni che conferma il primato della Rete (con il 47,7%) come mezzo di ricerca sui disturbi della salute: più di tutti (col 64,4%) sono i giovani tra i 18 e i 24 anni a consultare Internet per risolvere i dubbi su questo argomento: soprattutto per capire a che cosa siano dovuti i sintomi/disturbi che si avvertono (91,5%), ma anche sulle buone pratiche/abitudini utili alla salute (79,9%). Il 50,7% usa internet per capire quali esami fare e il 47,4% invece per capire quali farmaci assumere per il proprio disturbo.

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Italiani senza cittadinanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

torino5gTorino. «È inspiegabile che una norma di civiltà come la legge sullo Ius soli sia bloccata al Senato da più di un anno. Come è stata approvata già alla Camera, allo stesso modo deve avvenire al Senato portando a termine l’iter per l’approvazione della legge. Si tratta di un atto al quale il nostro Paese non può sottrarsi» – così Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte, ha commentato il sit-in permanente del movimento Italiani Senza Cittadinanza.
«Si tratta di cittadini e cittadine che rivendicano un proprio diritto. Sono figli/e di genitori stranieri nati in Italia che chiedono di poter legittimare il proprio percorso di inclusione. Questa legge sarebbe uno strumento valido per permettere alle nuove generazioni di sentirsi parte di una comunità e allontanarle anche da eventuali pericoli di radicalizzazioni» – ha continuato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.
«Deve però essere chiaro che: lo stop in Senato della legge sullo Ius soli non può essere uno strumento di baratto politico per facilitare il percorso di una nuova legge elettorale» – ha concluso Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

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“Gli autografi dei letterati italiani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

Perugia_museo_archeologico_01Perugia Venerdì 10 febbraio 2017, ore 14.00 Palazzina Valitutti, (Campus di via C. Manuali) “Gli autografi dei letterati italiani” è il titolo di un seminario che terrà il prof. Matteo Motolese, docente di Linguistica italiana presso l’Università di Roma “La Sapienza. Il seminario sarà anche l’occasione per fare il punto sull’ambizioso progetto scientifico che ha visto in circa 10 anni di lavoro la collaborazione di circa 100 studiosi italiani e stranieri tra filologi, storici della lingua, paleografi, storici della letteratura (www.autografi.net). L’obiettivo è quello di raccogliere le testimonianze autografe ad oggi conosciute relative a oltre duecento letterati italiani dal XIII sino alla fine del XVI secolo. L’idea è quella di costituire una mappa di ciò che sopravvive degli usi scritti di un gruppo rappresentativo di autori dei primi secoli della letteratura italiana, accompagnando il censimento – per ogni singolo autore – con una serie di riproduzioni, una descrizione paleografica degli usi scrittòri, un profilo introduttivo che dia conto dello status relativo ai suoi manoscritti e alla sua biblioteca.
Mentre saranno esclusivi della forma cartacea i profili introduttivi ai singoli autori e le descrizioni paleografiche delle loro abitudini scrittorie verranno riversati nel portale http://www.autografi.net tutti i dati del censimento, che saranno perciò interrogabili in modo incrociato. Inoltre, verrà reso disponibile un numero molto maggiore di riproduzioni, che potranno riguardare anche interi manoscritti. Grazie a un accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è stata avviata infatti un’ampia campagna fotografica nelle biblioteche nazionali e statali italiane che permetterà l’acquisizione di un numero crescente di immagini in alta risoluzione. Per dare qualche numero, è prossima la consegna della prima tranche di oltre 30.000 immagini di manoscritti conservati in 13 biblioteche italiane, tra cui le Nazionali di Roma, Firenze, Napoli, Venezia e, naturalmente, la Laurenziana. Tra gli obiettivi ci sarà anche quello di impostare un’imponente campagna di acquisizione di trascrizioni relative agli autografi che ambisce a costituire un’importante banca dati interrogabile per indagini sulla lingua d’autore dalle Origini sino alla fine del Cinquecento.
Matteo Motolese insegna Linguistica italiana presso l’Università di Roma La Sapienza. Ha curato l’edizione commentata della Giunta fatta al ragionamento degli articoli et de’ verbi di messer Pietro Bembo di Lodovico Castelvetro (Antenore, Roma–Padova 2004). Si è occupato soprattutto di storia della lingua e della letteratura italiana del Rinascimento. Dal 2009 dirige con Emilio Russo l’opera in più volumi degli Autografi dei letterati italiani; collabora inoltre con il supplemento domenicale del “Sole 24 Ore”. Il suo ultimo studio monografico pubblicato, Italiano lingua delle arti. Un’avventura europea (1250-1650), pubblicato da Il Mulino nel 2012, analizza la notevole incidenza della nostra lingua sul lessico moderno delle arti visive e dell’architettura, a partire dalle testimonianze più antiche per arrivare alla trattatistica del Seicento.

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Gli argomenti che non interessano gli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

meloni«A 64 giorni dalla bocciatura al referendum del Governo Renzi e delle politiche della sinistra, nel Palazzo si continua a parlare di temi che non interessano minimamente gli italiani, come la legge elettorale e i premi di maggioranza. Chi continua a perdere tempo e cerca l’inciucio per non andare a votare non sta facendo gli interessi del popolo. Fratelli d’Italia continua a chiedere elezioni subito per dare all’Italia un governo che si occupi delle vere priorità nazionali: difesa dei confini, sicurezza, certezza della pena, lotta all’integralismo islamico, rapporto con l’Europa, contrasto alla povertà e sostegno alla famiglia». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Votare la fiducia al governo Gentiloni è tradire il voto di 19 milioni d’italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

camera deputatiÈ sbagliato continuare a fare gli assistenti sociali di un governo che non ci rappresenta. L’UDC non può assumersi la responsabilità di dare avvio a un esecutivo che è stato bollato dal voto referendario.
È cambiato il direttore d’orchestra ma non la musica che sbeffeggia milioni d’italiani che chiedevano discontinuità rispetto all’esecutivo renziano. Questo è un governo con il fiato corto, privo di prospettive e mancante di ogni adesione alla realtà. Si faccia al più presto la legge elettorale per ridare la parola agli elettori. Basta con il finto rinnovamento, c’è bisogno di responsabilità e non si può continuare a rimanere fermi mentre cresce l’antipolitica e il populismo.

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Bruxelles. Boom medici italiani in Belgio, polemiche su mobilità in Ue

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2016

bruxelles-1Bruxelles. La sanità in Belgio parla sempre meno francese o fiammingo, sempre più italiano. E scoppiano polemiche politiche sulla mobilità del lavoro garantita dalle regole dell’Ue, che hanno ispirato il titolo di apertura della prima pagina dell’edizione on line e cartacea del quotidiano Le Soir, il più prestigioso del Paese, perché la leader del partito popolare (Cdh) ha diffuso i dati di un rapporto riservato del ministero della sanità, chiedendo l’introduzione di test – attitudinali e/o linguistici – che possano riaprire le porte a neomedici e infermieri belgi, attualmente limitati da rigidi “numeri chiusi”. “Numeri Inami, le licenze che permettono di esercitare la professione nel Paese,: il 41,1% a stranieri” è il titolo de Le Soir di oggi, che parte dal dato principale del rapporto della cellula di pianificazione della Spf Santé Publique, il ministero della sanità belga, reso pubblico da Catherine Fonck, capogruppo alla Camera della Cdh: nel 2015, nella comunità francofona il 41,1% dei ‘numeri Inami’ sono andati a medici che non hanno studiato o conseguito l’abilitazione in Belgio, con gli italiani al primo posto davanti a francesi, olandesi e spagnoli.In termini assoluti, delle 649 nuove licenze rilasciate in Vallonia lo scorso anno, 382 sono andate a belgi francofoni, 247 a stranieri, in maggioranza italiani, e 20 a persone proveniente da Paesi non membri dell’Ue. A livello nazionale, ovvero sommando la parte fiamminga del Paese, la percentuale scende al 28,1%, ma era al 19,7% nel 2011. Un aumento di quasi il 50% in appena cinque anni. Passando ai dentisti, gli stranieri diventano maggioranza assoluta nella comunità francofona (56,1% nel 2015) e circa uno su due nell’insieme del Paese (44,2%). All’origine del fenomeno, le regole europee sulla libera circolazione dei lavoratori che vietano l’imposizione di limiti. L’assenza di qualsiasi prospettiva d’uscita da una crisi che attanaglia sempre più il Nostro Paese ci costringe a lanciare un ennesimo grido d’allarme. Perché dopo i Paesi più a rischio dell’UE come Grecia, Portogallo, Spagna e la piccola isola di Cipro abbiamo il dovere di denunciare come preannunciato in alcuni nostri interventi negli scorsi mesi, ma adesso con dati ufficiali alla mano, il riavvio dopo anni dei flussi migratori da parte di Nostri connazionali verso l’estero alla ricerca di un posto di lavoro. Perché se ci sono almeno tre milioni di disoccupati, di cui molti laureati, molti sono costretti a fare le valigie ed un biglietto di sola andata oltre confine perché per molti appare davvero come l’ultima spiaggia. Come detto l’avevamo percepito ed avevamo diffuso i primi dati ma il XVIII rapporto Ismu (Fondazione che si occupa di Iniziative e Studi sulla Multietnicità) parla chiaro: solo l’anno appena trascorso sono emigrati all’estero ben 50mila italiani che vanno a rinforzare le fila dei 4 milioni e 200mila gli italiani che già risiedono fuori dai confini nazionali con una crescita, quindi, del 9% rispetto all’anno precedente. La differenza principale con i flussi migratori dei decenni passati sta nelle categorie di Nostri concittadini che scelgono di emigrare: se prima erano padri di famiglia alla ricerca di un lavoro da manovale o da operaio oggi la tendenza riguarda soprattutto i giovani e qualificati, la gran parte laureati. La maggioranza, sceglie di restare in Europa in particolare cerca fortuna in Belgio, Francia, Germania, ma anche Inghilterra e Svizzera. Di fronte a dati come questi, rileva Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, non si può più restare inermi. È ora di dire basta all’assenza di politiche del lavoro in questo Paese ed al silenzio che avvolge il tragico tema della disoccupazione.

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Renzi e Padoan prendono in giro gli italiani, mai come oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

padoanNon si era mai visto un decreto-legge che ha effetti nel 2016, dichiarato collegato ad una manovra valida per il triennio 2017-2019 che deve essere ancora esaminata e votata. Un decreto fatto per fare cassa (le norme sulla definizione agevolata sono fatte solo per avere effetti nel 2017, e non aiutano affatto i contribuenti vessati e in difficoltà, ma premia solo chi ha soldi ‘pronti’) e per coprire ‘marchette’ pre-elettorali, con coperture aleatorie che contraddicono di fatto l’intera riforma del bilancio portata avanti in questi anni. La confusione nei saldi e nelle disposizioni di spesa è inimmaginabile. Non si era mai visto che in una relazione tecnica presentata alla Camera il 24 ottobre, un decreto-legge collegato contiene una disposizione (quella sulla voluntary disclosure) che non viene quantificata, e poi, guarda caso, all’interno della manovra di bilancio presentata qualche giorno dopo (teoricamente approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 15 ottobre) sbuca un articolo che quantifica proprio quella disposizione (con 1,6 miliardi di euro), giusto per far tornare i conti, messo quasi come ‘pezza a colori’ di un puzzle che purtroppo non torna. Per non parlare della presa in giro sull’aumento Iva e sulla presunta sterilizzazione delle clausole di salvaguardia. E’ noto come la manovra, rinvii l’aumento Iva solo di un anno, senza disinnescare una volta per tutte tale aumento. Ma il governo fa di più: come si evince dalla relazione tecnica dell’articolo 85 della manovra, addirittura nel 2019 aumentano i costi per 3,6 miliardi, portando l’aumento del’Iva addirittura al 25,9%: un’autentica follia! Questo governo continua a lasciare al Paese un’eredità pesante che sconteranno le generazioni future”.

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Liberazione italiani in Libia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2016

“La liberazione di Danilo Calonegro e Bruno Cacace, i due tecnici italiani rapiti in Libia, è il frutto di una efficace collaborazione diplomatica tra l’Italia e la Libia. Ringraziamo, dunque, le forze di sicurezza del Consiglio presidenziale della Libia che hanno effettuato l’operazione e, in particolare, la Farnesina e le nostre unità diplomatiche per aver sempre tenuto desta l’attenzione. Questo episodio dimostra come la diplomazia sia sempre la soluzione migliore per i conflitti e le situazioni più difficili. Ora sarà la magistratura a far luce su quanto accaduto”. A dirlo è Paolo Alli, Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato.

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Maledetti studenti italiani che la guerra l’avete voluta

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2016

grande-guerraCori Sabato 5 Novembre, alle ore 21:00, il centro socio-culturale ‘Il Ponte’ di Giulianello, con il patrocinio del Comune di Cori, ospita un’altra tappa di Calendario Civile, l’iniziativa organizzata dal Circolo Gianni Bosio in collaborazione di Donzelli Editore. Delle guerre, meglio festeggiare la fine, non l’inizio. Sabato 5 Novembre, alle ore 21:00, il centro socio-culturale ‘Il Ponte’ di Giulianello, con il patrocinio del Comune di Cori, ospita un’altra tappa di Calendario Civile, l’iniziativa organizzata dal Circolo Gianni Bosio in collaborazione di Donzelli Editore. “Maledetti studenti italiani che la guerra l’avete voluta” è uno spettacolo-concerto costruito, negli anni del centenario della Prima Guerra Mondiale, a partire dalle storie e dalle canzoni di chi quella guerra l’ha subita ed è stato costretto a combatterla. Il titolo viene da una canzone molto diffusa nella memoria popolare, tuttora ricordata e cantata nella tradizione orale ed esprime assai bene il risentimento nei confronti di un interventismo classista già pronto a trasformarsi in fascismo.Dice la canzone di “Gorizia”: “voi chiamate il campo d’onore questa terra di là dai confini …” Qualche anno fa, in una registrazione raccolta da Alessandro Portelli, un reduce contadino di Ginestra Sabina cantava: “voi chiamate il campo dolore questa terra di là dai confini …” Quello che i signori e la gente istruita chiamavano onore, i contadini analfabeti – per i quali quel tipo di linguaggio era un lingua straniera ma che su quel “campo” avevano combattuto e sofferto – lo chiamavano dolore.Questa memoria alternativa, questo scontro fra “onore” e “dolore”, attraversa insieme i canti e i racconti dello spettacolo. Le canzoni (alcune in versioni inedite, recuperate dagli archivi sonori del Circolo Bosio) sono presentate da una delle voci più grandi della nostra musica popolare, Sara Modigliani, insieme con il gruppo Albero della Libertà: Gabriele Modigliani, Stefano Pogelli, Gavina Saba, Livia Tedeschini Lalli, Laura Zanacchi. E si intrecciano con la lettura del cantastorie Mauro Geraci tratta da Terra matta, lo straordinario libro di memorie di Vincenzo Rabito: un contadino siciliano spedito a fare la guerra di trincea all’altro capo dell’Italia, che racconta senza un’ombra di ideologia, ma con tutta la rabbia della cultura popolare incarnata in una scrittura, la sofferenza di milioni di persone.

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Giornalisti italiani sempre più social

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2016

Giornalisti“Audit Italian Press“, un’indagine qualitativa dell’Istituto Ixè con il supporto di Encanto Public Relations, la prima fotografia di come i giornalisti utilizzano i social network nel loro lavoro. L’anteprima della ricerca, che a dicembre sarà ripoprosta ai 18 mila iscritti al portale Giornalistisocial.it, indaga 50 casi in Italia (che confrontiamo con un campione negli Stati Uniti e Canada raccolto da Cision), da cui emerge che i giornalisti intervistati utilizzano i social network in primis per promuovere il proprio lavoro (83% contro il 73% degli americani) e per costruire relazioni (54% contro il 73%). Solo in seconda battuta i social vengono utilizzati per monitorare l’opinione pubblica (52% contro il 64%) e secondariamente per trovare storie (41% contro il 52%), verificare i fatti e approfondire (41%).
Le piattaforme più utilizzate sono Facebook (87%), YouTube (70%) e Twitter (67%), mentre si prevede una crescita di rilievo soprattutto di Instagram e Snapchat. Per il rapporto di Cision, è Periscope a farla da padrone in particolare perché consente di accedere a trasmissioni live quando altri mezzi non sono a disposizione.

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Gli italiani e le presidenziali americane

Posted by fidest press agency su martedì, 11 ottobre 2016

trumphillary clintonNell’ultima settimana Lorien Consulting ha chiesto agli italiani di esprimersi anche sulle prossime elezioni americane. Emerge senza ombra di dubbio un certo grado di interesse e attenzione: il 63% ritiene che il risultato influenzerà anche la situazione dell’Italia, addirittura per circa un quarto degli italiani la influenzerà “molto”. La preferenza per la candidata Hillary Clinton è assolutamente netta e si conferma la distanza fondamentale tra l’opinione pubblica italiana (ma allo stesso modo quella europea) e la cosiddetta America profonda. D’altronde i cittadini europei e italiani sono sempre stati “pro-democratici”. Inoltre oggi prevale un’immagine di Trump molto differente da quella che si riscontra negli USA, veicolata anche da media differenti, gettando in conseguenza un forte discredito su un probabile Presidente e rendendo ulteriormente temibili (per l’Europa) le scelte isolazioniste di Trump.
Anche sulle previsioni di vittoria sono pochissimi gli italiani che credono realmente ad una possibile vittoria di Donald Trump.
Analizzando le preferenze per auto-collocazione politica degli intervistati le differenze appaiono tutto sommato lievi: la percentuale di coloro che preferiscono Trump raggiunge il 10% tra chi si colloca a destra e centrodestra, tuttavia la differenza (69 a 10) per Hillary rimane assolutamente schiacciante. Abbiamo inoltre distinto le preferenze anche per utilizzo dei mezzi d’informazione: emerge appena che chi si informa SOLO attraverso la televisione è molto meno propenso ad esprimere una preferenza per uno dei due candidati.

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Grande successo per la prima edizione di I LOVE GAI – Giovani Autori Italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2016

giovani-autori-italianiE’ il concorso nato da un’iniziativa SIAE in collaborazione con Lightbox, che ha appena chiuso le porte alla 73. Mostra del Cinema di Venezia.Dopo i due giorni di proiezioni dei cortometraggi finalisti al Palazzo del Cinema, la giuria ha annunciato negli spazi da favola dell’Hotel Excelsior il vincitore di questa prima edizione di fronte ad un selezionato pubblico di cinelovers: va a “Food for Thought” del 31enne Davide Gentile il primo premio per “l’idea originale e la capacità di tradurre un tema sociale in linguaggio cinematografico, l’ottima sceneggiatura e regia, il montaggio impeccabile che riesce ad immergere il pubblico in un’atmosfera ad alta tensione”. Ma non finisce qui. Tre menzioni speciali ad altrettanti cortometraggi dei registi under 40: “Agosto” di Adriano Valerio ed Eva Jospin, scelto per “l’idea coraggiosa di raccontare la sospensione magica del tempo dilatato dell’infanzia”, “A lu cielu chianau” di Daniele Greco e Mauro Maugeri, per “la capacità di raccontare con un climax drammatico un rituale popolare ancora vivo”, e “113” di Luca Maria Piccolo, per “l’originalità nel raccontare una storia di un personaggio reale attraverso la musica e la voce della protagonista”.La giuria, composta da Beatrice Bulgari, fondatrice della casa di produzione In Between Art Film, Karel Och direttore artistico del Karlovy Vary International Film Festival e Riccardo Chiattelli, direttore del canale laeffe-tv, non ha avuto un compito semplice, data l’altissima qualità e originalità stilistica dei 17 corti finalisti tra gli oltre trecento partecipanti.
Durante la premiazione Gaetano Blandini, Direttore Generale di SIAE, ha annunciato che verrà destinato anche un contributo economico alle promesse e al futuro del giovane cinema italiano per i loro nuovi lavori: 5.000 euro al vincitore e 3.000 euro ad ognuna delle menzioni speciali. L’obiettivo è dare un supporto reale alle opere dei giovani e talentuosi registi e al cinema che verrà.E già si pensa alla prossima edizione: al via da novembre sul sito http://www.ilovegai.com le candidature per I Love Gai 2017. I film verranno ponderati da tre nomi noti in ambito culturale e cinematografico italiano: Nicola Giuliano, co-fondatore di Indigo Film, Andrea Purgatori, giornalista e membro del consiglio direttivo SIAE, e Mara Sartore, editore e direttore di Lightbox. (foto: giovani autori italiani)

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Italiani sempre più amanti del Made in Italy, soprattutto a tavola

Posted by fidest press agency su martedì, 23 agosto 2016

pizzaLo dicono le rilevazioni Eurispes, secondo cui oltre due terzi degli italiani (77,6%) privilegiano l’acquisto di prodotti alimentari di provenienza nazionale, una caratteristica che è percepita come garanzia di qualità. E lo sa bene Bofrost, la più importante azienda italiana della vendita diretta di specialità surgelate, che nel nuovo catalogo in distribuzione da agosto ha inserito molte specialità italiane.Prendendo spunto dalle tradizioni culinarie regionali, Bofrost ha infatti deciso di privilegiare prodotti con marchi Doc, Dop e Igp, garantendo così al consumatore la maggior qualità. Una scelta che piace sempre di più ai clienti, che trovano nel nuovo catalogo piatti tipici di tutta Italia.Tra le novità c’è il burger di carne Chianina, la rinomata razza bovina dell’Italia centrale, conosciuta e apprezzata per la sua carne succosa e saporita. Tra le specialità ci sono poi la schiacciata ligure allo stracchino, ideale per un pasto veloce o un aperitivo, e la focaccia genovese sempre arricchita con stracchino. E ancora sono i pizzoccheri della Valtellina, realizzati con grano saraceno, burgerpatate, verza e formaggio, e la zuppa alla furlana, ispirata alla tradizione contadina a base di riso e patate.Poi ci sono le pizze, naturalmente prodotte in Italia. Tra le novità c’è “La piccante” del fornaio, ispirata alle specialità calabresi grazie alla farcitura con la ‘nduja, insaccato di suino tipico della regione che ha una connotazione delicatamente piccante. Una specialità molto amata è anche la pizza con radicchio di Chioggia Igp e Asiago Dop. Un “classico” Bofrost è la pizza “Nord e Sud”, in cui si incontrano i migliori sapori del nostro Paese: radicchio di Chioggia Igp in una metà e il sapore deciso dei friarielli nell’altra. Non può mancare poi la “Bufalina del fornaio”, con mozzarella di bufala Dop.
bofrost Italia – È la più importante azienda italiana della vendita diretta a domicilio di specialità alimentari surgelate senza nessuna interruzione della catena del freddo. Vi lavorano 2.400 persone in tutta Italia. Le sede centrale si trova a San Vito al Tagliamento (PN). A oggi, sono oltre un milione le famiglie italiane che apprezzano e conoscono i prodotti di bofrost Italia. La qualità, il gusto e un eccellente servizio rappresentano i fattori di successo di questa azienda. http://www.bofrost.it (foto: pizza, burger)

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Legge di stabilità e la verità agli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

renato-brunetta“Accogliamo con favore la proposta del professor Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera di oggi di togliere dal dibattito referendario la legge di stabilità. Poniamo un’unica condizione: che Renzi, il grande produttore di incertezza, dica la verità agli italiani”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.
“Noi – prosegue – ci siamo per discutere una Legge di stabilità seria, non clientelare, non finalizzata ad acquistare il consenso e che riassicuri i mercati. Dubitiamo che Renzi sia capace di tutto questo, visti già gli annunci, si pensi a quello sui 500 milioni per combattere la povertà o quello sulla flessibilità pensionistica, e visto lo stile del suo governo, tutto volto a distribuire mance e mancette a soli fini elettorali, ma prendiamo per buona la provocazione di Giavazzi. La accettiamo – continua l’esponente azzurro –, se non altro per verificare quanto lontano sia Renzi da scelte da statista e quanto inadeguata sia la sua ministra Boschi, che pur ad agosto fa dichiarazioni insensate e folli”.
“Noi – sottolinea Brunetta – siamo pronti a discutere una legge di stabilità che dica agli italiani la verità sulla congiuntura economica, che volge al peggio, sui conti pubblici, che versano in condizioni disastrose, sulle banche, sulla disoccupazione, sul collasso degli investimenti, sulla mancata spending review, che spieghi al Parlamento e agli italiani le cose da fare e che non porti più con sè trucchi, imbrogli, inganni, come purtroppo è avvenuto in questi quasi tre anni di governo. Se Renzi farà un’operazione verità saremo pronti a considerare la possibilità di un voto bipartisan sulla Legge di stabilità, così da sottrarla alla più che probabile strumentalizzazione referendaria da parte del governo, chiamando a garante su questo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dubitiamo che Renzi ne sia capace – conclude –, il suo endemico azzardo morale glielo impedisce”.

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