Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘italiani’

Fine odissea Costa Magica, ma troppi italiani sono ancora bloccati all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Ho appreso con piacere che i membri dell’equipaggio a bordo della Costa Magica, così come quelli della Costa Favolosa, sono finalmente rientrati in Italia dopo essere sbarcati a Miami. Questa buona notizia non cancella però una situazione inammissibile, che vede tanti nostri connazionali bloccati all’estero, impossibilitati a rientrare da quando sono stati cancellati i collegamenti da e per l’Italia. Ancora peggiore la situazione sulle navi, non solo su quelle di compagnie italiane, dove si trovano imbarcati tanti concittadini che sono partiti senza restrizioni, ed ora non riescono a scendere perché a bordo si registrano casi sospetti o acclarati di contagi da Coronavirus. Su questa ed altre situazioni il ministro degli Esteri dovrebbe chiarire come sta intervenendo, visto che dai canali ufficiali non traspare molto e ci dobbiamo accontentare di qualche dichiarazione spot in tv. Di Maio dica in sedi ufficiali come sta agendo per riportare a casa gli italiani rimasti all’estero. Mi aspetto una risposta rapida che possa anche tranquillizzare le famiglie di chi è rimasto bloccato, giustamente preoccupate per la situazione che si è venuta a creare”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, capogruppo in Commissione Bilancio.

Posted in Cronaca/News, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Covid-19: Gli italiani che vivono all’estero seguono con grande apprensione l’evolversi della situazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Riportiamo l’articolo dell’On. Nissoli apparso domenica scorsa su America Oggi. “Parliamo di un virus subdolo, ad alto contagio, e su questo tutti gli esperti sono concordi, per cui le indicazioni di quarantena sono indispensabili per tutti. È un atto di amore o, quantomeno, di rispetto. Io sono chiusa nella mia abitazione con mio marito e mio figlio, ma le altre due mie figlie vivono distanti per cui, da tempo, non le vedo e non so quando potrò nuovamente incontrarle. Ma la nostra distanza è il più grande atto di amore che possiamo esprimere in questo momento che caratterizza le nostre angosce ed i nostri dolori. Di fronte alla vita, alla quotidianità ed a questo nemico invisibile, siamo tutti uguali e viviamo tutti nell’incertezza di cosa accadrà domani.Ora che anche negli Usa cominciano a vedersi i primi effetti nefasti del contagio la mia mente mi riporta alla terra natale.Ho momenti di sconforto, con una mamma ed una sorella nella provincia bergamasca, ma le lacrime consumate sono per la situazione di tutti i miei concittadini inermi, troppo spesso, di fronte ad un nemico sconosciuto che dobbiamo combattere con la nostra responsabilità.
Ogni giorno mi sveglio sperando che si sia trattato di un incubo, il peggiore! Preoccupazioni legate alla vita privata che si incrociano con quelle per l’Italia e per la sua stabilità … il suo futuro, economico e, quindi, sociale ! Come individuare e suggerire i giusti provvedimenti da prendere, come lavorare per una ripresa rapida e come fare in modo che si possano rafforzare, opportunamente, quei rapporti di solidarietà che legano, da tempo, gli Stati Uniti e l’Italia anche per venire incontro alle esigenze urgenti che l’emergenza sanitaria pone.
Noi italiani, americani da generazioni o che semplicemente viviamo negli Usa, siamo la viva espressione della solida amicizia tra gli Stati Uniti e l’Italia ! Una amicizia che va ben oltre i rapporti politici giacché si intreccia con le storie personali di due popoli divisi da un oceano ma legati proprio dai quei rapporti familiari che si antepongono agli sterili trattati.In questo contesto dobbiamo valutare l’azione umanitaria che, sia il Governo Usa che la società civile americana, stanno portando avanti in Italia soprattutto nelle zone dove i focolai da Covid-19 hanno creato una vera e propria emergenza sanitaria.La scorsa settimana gli Usa hanno inviato aiuti sanitari all’Italia, in particolare il Pentagono con l’aiuto dei fondi della Samaritan’s pursue (organizzazione umanitaria cristiana evangelica) ovvero materiale per la realizzazione di un ospedale da campo, a Cremona, messo in piedi in temi da record.
Il 23 marzo scorso un aereo militare Usa ha portato in nord Italia, ad Aviano, un sistema medico, sia mobile che fisso, in grado di stabilizzare fino a 40 pazienti. Un sistema che fornisce 10 posti letto e può supportare i pazienti per un periodo di 24 ore.Nella medesima giornata sono stati inviati aiuti all’Italia anche da varie associazioni italiane in Usa, come The Italian Cultural society (Ics) di Washington Dc. Nello specifico sono stati donati 10.000 dollari alla sezione della Croce Rossa di San Donato Milanese e altri 10.000 dollari sono stati promessi, a breve, alla sezione di Bergamo.Il 24 marzo scorso l’ambasciatore Lewis Eisenberg ha riferito che Biogen Inc., una società multinazionale statunitense di biotecnologia, con sede a Cambridge in Massachusetts, ha donato 10 milioni di dollari a supporto delle comunità colpite in Italia, mentre la GE Healthcare ha donato un ecografo al Policlinico di Milano tramite la Fondazione Rava.Il 25 marzo l’annuncio, confermato in un Tweet dalla Rappresentanza dell’Italia presso la Nato, di nuove forniture mediche essenziali che stanno per essere consegnate all’Italia dagli Usa sempre a sostegno della battaglia contro il Covid-19.Altri aiuti sono arrivati anche dalla Fondazione Lilly, per la precisione é stato donato all’Italia un milione di euro in insulina.
Ed infine la CocaCola che ha donato 1,3 milioni di euro alla Croce Rossa per offrire i propri prodotti negli ospedali, come gesto di solidarietà a tutti quegli operatori sanitari che ogni giorno affrontano l’emergenza Covid19 in Italia.Come non essere orgogliosa di vivere in un Paese che, nonostante l’emergenza che sta attraversando ed in alcuni Stati abbastanza grave, trovi il modo per venire incontro all’emergenza nella quale versa l’Italia ? Una solidarietà non di facciata, non sbandierata ai quattro venti e, soprattutto, senza fini propagandistici. Una solidarietà che nasce dal profondo rispetto che gli Stati Uniti d’America nutrono per la nostra Terra e per il sentimento di profonda amicizia che ci lega.Tutti coloro che sono interessati a fare donazioni, oltre progetti di solidarietà e canali diretti, possono farle tramite la Protezione civile con un bonifico, sia dall’Italia sia dall’estero, usando le seguenti coordinate bancarie:Banca Intesa Sanpaolo Spa Filiale di Via del Corso, 226 – Roma Intestato a Pres. Cons. Min. Dip. Prot. Civ.
IBAN: IT84 Z030 6905 0201 0000 0066 387 BIC: BCITITMM.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le manie degli italiani dentro e fuori i confini nazionali

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Dall’armadio in ordine al televisore sempre acceso, gli italiani sono proprio degli abitudinari: tendono spesso a fare le cose con ripetizione e continuità, soprattutto i single. E poi in vacanza entrano in gioco la curiosità e la voglia di fare i paragoni. Ed ecco che nascono le manie degli italiani. A rivelarlo è un sondaggio condotto da SpeedVacanze.it. Il famoso tour operator specializzato nell’organizzazione di viaggi di gruppo e per single ha condotto un nuovo sondaggio sulle «manie degli italiani», basandosi su un campione di 2 mila uomini e donne di età compresa tra i 18 ed i 65 anni.
In merito alle «abitudini domestiche», il 38% confessa di tenere il televisore acceso di sottofondo sia durante il giorno che nel corso della notte. E per la metà di loro la cosa è assolutamente normale.
Il 24% racconta poi di mettere almeno 3 sveglie la mattina, così da riuscire ad alzarsi per andare a lavoro ed avere anche la certezza di avere il tempo da poter dedicare ad attività extra, soprattutto a fare un po’ di palestra in casa, a portare a spasso il cane oppure a fare jogging prima di andare in ufficio.
Altra fissazione, per il 14% del campione, è mangiare a letto. Mentre cucinare rientra nelle manie degli italiani: dedicarsi alla preparazione del cibo è una grande passione per l’8% degli italiani di entrambi i sessi.
Poi ancora, a casa il 7% ama ordinare i vestiti per colore nell’armadio, manifestando una fissazione spropositata per l’ordine. «Sono soprattutto le donne con una percentuale del 10%, ma anche gli uomini con il 4% ad avere questa tendenza per l’ordine dell’armadio» commenta Giuseppe Gambardella, fondatore di SpeedVacanze.it, portale che per primo ha introdotto in Italia l’esclusiva formula dei viaggi e delle crociere di gruppo e per single, e di SpeedDate.it, il portale che offre ai single il modo più veloce e divertente per incontrare gente nuova e tanti potenziali partner.«Sono manie che nascono quando si è single, ma che poi molto spesso si trasferiscono anche alla vita di coppia» aggiunge Roberto Sberna, direttore generale di SpeedVacanze.it.
Quando si viaggia, secondo quanto ha potuto rilevare SpeedVacanze.it, altre manie prendono il sopravvento. Al primo posto la fissazione, dichiarata dal 32% del campione, per le fotografie nei luoghi più caratteristici delle città che si visitano e soprattutto per la posa simulando di tenere un monumento con le dita o saltando nelle piazze principali.Un’altra delle manie che contraddistingue i vacanzieri italiani in trasferta all’estero è la classica comparazione dei prezzi: il 28% afferma di stare sempre molto attento a tutti i prezzi esposti al ristorante o perfino al bar o dal benzinaio, comparando sempre i prezzi esposti con quelli cui si è abituati in Italia.«Ma non bisogna lasciarsi ingannare: non si tratta di essere tirchi, ma di pura e semplice curiosità» commenta Giuseppe Gambardella.
Il 18%, quando è in vacanza in un Paese straniero, ha poi la fissazione per i supermercati. I motivi? I più disparati: dalla voglia di scoprire differenze logistiche rispetto a quelli italiani a desiderio di scoprire prodotti che magari in Italia non si trovano.
Poi ancora, il 14% ha confessato che quando si trova in un Paese straniero non può fare a meno di osservare e paragonare la bellezza degli uomini e delle donne locali con quella dei propri connazionali. (WORLDNET)

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La spesa alimentare a domicilio conquista gli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Alimentari a domicilio per affrontare i disagi dovuti alle misure di contenimento del Coronavirus. Una modalità che sempre più italiani preferiscono per evitare di doversi recare al supermercato, scegliendo la comodità della consegna a casa. Ma con tutte le dovute misure di sicurezza. Lo testimonia il caso di Bofrost, colosso dei surgelati porta a porta: l’azienda, che ha sede a San Vito al Tagliamento (PN) e filiali in tutta Italia, sta vivendo un forte incremento degli ordini, in particolare online: «A partire da domenica 23 febbraio gli ordini online sul nostro sito e sulla nostra app sono aumentati in media del 100% ogni giorno – spiega l’amministratore delegato di Bofrost Italia Gianluca Tesolin – e prevediamo che questa tendenza proseguirà fino a quando la situazione non tornerà alla normalità, rafforzata anche dalla recente raccomandazione di non uscire di casa rivolta in tutta Italia agli over 65, che rappresentano una fascia di clientela importante per Bofrost».In particolare è stata utilizzata molto la app Bofrost che ha consentito un ulteriore canale di comunicazione diretta e immediata tra i venditori Bofrost e i loro clienti con la possibilità di prenotare in anticipo la propria spesa. Il canale e-commerce si affianca ai canali tradizionali Bofrost quali la visita del venditore oppure l’ordine telefonico, che hanno visto un incremento delle richieste in particolare nelle regioni più colpite dalla crisi.«In questi momenti la relazione di fiducia tra venditori e clienti è fondamentale – continua Tesolin –. Per questo ci siamo attrezzati per far fronte alle richieste e garantire un servizio che per molti si sta rivelando essenziale, in tutta sicurezza».Bofrost serve con i suoi prodotti oltre un milione di famiglie italiane con circa 2.000 venditori che, su tutto il territorio nazionale, consegnano i surgelati a domicilio spostandosi con i mezzi refrigerati in dotazione all’azienda. «Con il diffondersi dei primi timori per il Coronavirus – continua Tesolin – i clienti hanno iniziato a contattarci per sapere se avremmo continuato ad assicurare il servizio, cosa che abbiamo fatto con continuità e adottando tutte le opportune misure di sicurezza a tutela sia dei clienti, sia del nostro personale. Tutti i venditori Bofrost hanno ricevuto precise indicazioni che seguono le raccomandazioni sanitarie emanate in questi giorni e sono stati muniti di mascherina protettiva, guanti e disinfettanti per le mani che utilizzano a ogni consegna».

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Cresce l’indebitamento degli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

(By AJ-Com.Net) Sono 16 milioni gli italiani segnalati ai sistemi di informazione creditizia (SIC) perché non sono riusciti a restituire nei tempi previsti gli importi concessi loro da una banca o da una finanziaria. A metterlo in evidenza è Creopay (www.creopay.cloud), la newco fondata da Antonello Fontanelli, avvocato specializzato nella gestione dei crediti, che ha ideato un sistema «customer-centric» per migliorare la performance e la qualità di vita dei consumatori e degli utenti.«Gli italiani si indebitano soprattutto per l’acquisto della casa, con i prestiti ipotecari che rappresentano il 44% dell’indebitamento totale degli italiani» puntualizza il fondatore di Creopay.
«Ma è il credito al consumo nel suo complesso ad avere un peso ancora più considerevole: considerando tutti i settori -dall’automobile ai viaggi- nell’ultimo anno il credito al consumo ha infatti segnato una crescita del 7,4%, sfiorando i 22 miliardi di euro, con una prevalenza di prestiti di importo inferiore ai 5.000 euro che costituiscono il 46% del totale» aggiunge Giorgio Mottironi, co-fondatore e chief strategy officer di Creopay.Tra i motivi per i quali vengono richiesti prestiti troviamo anche la necessità di estinguere debiti precedenti, pagare le bollette delle utenze domestiche, fronteggiare spese sanitarie impreviste. E perfino Amazon ha lanciato un sistema di rateizzazione automatico degli acquisti.Quello italiano, insomma, non è più un popolo di risparmiatori. L’attitudine a pagare a rate è diventato un comportamento ormai abituale anche nel Belpaese che ha cosi adottato i modelli consumistici più sfrenati come quello americano: tutto ormai viene consumato, con buona pace dei nostri nonni che ci avevano insegnato a conservare e a riparare.
Oggi, al contrario, si preferisce buttare qualcosa e ricomprare a rate il nuovo sostituto piuttosto che affrontare in una volta sola le spese di riparazione: l’importante è che la rata sia più bassa del costo di riparazione.Così il baratro del progressivo indebitamento privato e della saturazione della capacità di spesa del ceto medio sembra essere sempre più vicino: una situazione che comporterà da parte dei consumatori la necessità di adottare efficaci metodi per controllare le spese ricorrenti rispetto alle proprie fonti di reddito e da parte dei fornitori la necessità offrire ai clienti l’opportunità di rateizzare anche i più semplici acquisti.Creopay offre entrambe le soluzioni. La possibilità per le aziende di gestire in modo rateizzato i pagamenti per i propri clienti è già pronta, soprattutto per quelle che oggi hanno significativi volumi di fatturazione, mentre la soluzione per le piccole e micro-imprese e per i professionisti -e soprattutto l’app con il controllo della spesa per i consumatori- verranno rilasciati tra giugno e settembre 2020.«Oggi Creopay è uno strumento eccezionale per la gestione dei crediti scaduti ed esigibili. Da una semplice bolletta alla fattura del leasing di una macchina, aziende e consumatori possono dire addio alle vecchie telefonate e gestire quanto scaduto con pochi semplici click ed una procedura di pagamento rapida e digitale. Con questo strumento le aziende italiane sono in grado di recuperare con un costo di processo bassissimo almeno il 50% del proprio scaduto entro 30 giorni» assicura l’avvocato Antonello Fontanelli.E vero è infatti che Amazon ha appena lanciato un sistema di rateizzazione automatico degli acquisti sul proprio portale, adottando una soluzione che indebolisce ancora di più le capacità commerciali dei negozianti e delle aziende che si trovano a dover affrontare la competizione di colossi che hanno capacità per investire in strumenti fintech e di digital payment, rimanendo tagliati fuori dal commercio digitale -sia per loro colpe (nel non averci mai creduto ed investito) sia perché guidati da dinamiche ribassiste dei prezzi che non consentono l’esistenza della struttura fisica di “front-office”.Tuttavia, con il proprio attuale sistema, Creopay (www.creopay.cloud) già permette alle aziende con significativi volumi di fatturazione di intraprendere la strada della gestione rateale dei pagamenti dei propri clienti, con il vantaggio di poter «tokenizzare» la fonte di pagamento qualunque essa sia: carta di credito, carta di debito o numero di iban.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

I desideri degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

C’è chi vuole sostituire la propria auto o chi arredare l’abitazione, ma in cima alla classifica dei desideri per questo 2020 si collocano i viaggi per oltre un quarto degli intervistati (26%), soprattutto della fascia più adulta. Il 75% degli italiani ha in programma di partire nell’anno in corso, con un budget medio di spesa per il viaggio principale di circa €1.600 (per il 2% supererà i €5.000). Obiettivo principale? Fare nuove esperienze (86%) e tanto relax (61%). È’ quanto emerge dall’Osservatorio Compass, società di credito al consumo del Gruppo Mediobanca, che ha realizzato un focus sulle abitudini degli italiani in tema di viaggi e vacanze per il 2020.Una volta definito il budget per il viaggio principale bisogna valutare tanti altri aspetti come data, meta, durata, compagni di viaggio e come prenotare.Se i mesi primaverili ed estivi sono i preferiti, gli italiani si confermano ancora una volta tradizionalisti, con il 38% che concentra le proprie vacanze equamente tra luglio e agosto. Solo il 4% preferisce sfruttare il mese di Natale per organizzare il viaggio più importante dell’anno.Si tratta di una vacanza che durerà per la maggior parte una settimana (44%) o al massimo due (26%), mentre per quasi due su dieci sarà di pochi giorni.
Italia o estero? Lo Stivale è la meta preferita, con sei italiani su dieci che rimarranno all’interno dei confini nazionali. Oltre un quarto (26%), invece, sta valutando di spostarsi in un Paese europeo, con la Spagna in cima ai desideri seguita da Grecia, Francia e Gran Bretagna. C’è anche il 14% che si sta orientando su mete lontane, come gli Stati Uniti. Che sia Italia o estero, nella scelta vincono le mete marine (42%) o le località d’arte (31%), preferite rispetto alla montagna (11%) o alla crociera (8%). Gli italiani, infatti, tra le attività da fare durante il viaggio vorrebbero principalmente visitare musei, monumenti o mostre (45%) o rilassarsi al mare (40%).Con chi partiranno? In coppia con il proprio partner (56%) o con la famiglia (31%), ma c’è anche chi preferisce viaggiare con amici (14%) o da solo (10%). Su quest’ultimo aspetto, il 26% degli intervistati è dell’idea che partire da soli sia il viaggio migliore.Com’era prevedibile, per prenotare ci si affida prevalentemente ai portali specializzati (41%), mentre quasi due su dieci si rivolgono direttamente alle strutture ricettive. Solo il 4% viaggia “all’avventura” non prenotando in anticipo. Il mezzo preferito? A pari merito l’aereo (47%) e l’auto (46%).“La famiglie italiane non smettono di essere ottimiste e continuano a fare progetti per il futuro come programmare un viaggio, acquistare un’auto o sposarsi – ha commentato Luigi Pace, Direttore Centrale Marketing e Innovation di Compass – Per questo è importante che il settore del credito al consumo supporti costantemente le famiglie affinché riescano a realizzare i loro desideri, mettendo a disposizione strumenti e risorse in modo semplice e veloce. E l’offerta di Compass va proprio in questa direzione, consentendo di ottenere un prestito in un giorno per realizzare piccoli o grandi progetti.”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Aumentano gli italiani che si trasferiscono all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Lo segnala l’Istat nell’ultimo Report Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione residente. In tutto sono 816mila gli italiani trasferiti all’estero negli ultimi 10 anni, oltre il 73% ha 25 anni e più; di questi, quasi tre su quattro hanno un livello di istruzione medio-alto. In dieci anni, secondo l’Istat, sono espatriati circa 182 mila laureati e l’età media degli emigrati è di 33 anni per gli uomini e 30 per le donne. «I nostri giovani sono le risorse migliori su cui l’Italia può puntare non solo per crescere, ma per diventare il principale competitor su scala mondiale- dichiara Antonio Marchese, vicepresidente esecutivo di Soft Strategy-. Perché continuare a perdere le menti migliori nell’indifferenza generale, perché non cercare di arginare la cosiddetta “fuga dei cervelli” all’estero? La soluzione per la crescita del Paese sono proprio loro. Il nostro esempio lo dimostra: puntiamo sui talenti migliori per galoppare l’epoca dell’industria 4.0 e della digitalizzazione dei processi anche in ambito pubblico, è anche grazie a loro che il Gruppo Soft Strategy in tre anni è stato capace di passare da 14 a 25 milioni di fatturato. E se aumenta il fatturato delle imprese aumenta la possibilità di investire e di conseguenza l’economia riparte. Noi crediamo molto anche nelle competenze presenti al Sud ed è per questo che nel 2019 abbiamo deciso di investire anche con la creazione di una nuova realtà, Soft Strategy Local Government con sede operativa a Palermo focalizzata sulla pubblica amministrazione locale». E mentre le menti migliori lasciano il Paese, continua a crescere il cosiddetto mismatch, ovvero il gap tra la domanda delle aziende che devono assumere e il livello di competenze che i giovani riescono ad offrire. Stando ai dati elaborati nell’ultimo Rapporto Excelsior di Unioncamere “La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane nel 2018”, Una delle informazioni più preziose contenute nell’indagine è proprio la valutazione operata dalle imprese sulla difficoltà di reperimento delle figure professionali da cui emerge che dall’analisi delle prime trenta professioni, si evidenza come nella filiera dell’elettronica e informatica si concentra una significativa richiesta di figure non facilmente reperibili sul mercato a diversi livelli di specializzazione (analisti e progettisti di software, esperti di apparecchiature informatiche, ingegneri elettrotecnici). «Al mercato del lavoro al momento mancano i profili giusti- dichiara Miriam Persico, Direttore Area Legal e risorse Umane di Soft Strategy-. Gli studenti che fanno percorsi di studi che hanno un’evoluzione in linea con i sistemi informatici sono pochi, per questo facciamo fatica a reperire risorse. All’interno dei nostri percorsi di formazione aziendale creiamo dei veri e propri vivai sostenendo e incentivando master di formazione attraverso i quali riusciamo a collocare nella nostra azienda i profili in base alle professionalità di ognuno». Se fosse necessario utilizzare un termine sintetico per catturare i fenomeni che stanno investendo il mercato del lavoro dei principali Paesi avanzati e dunque anche dell’Italia, il termine più appropriato sarebbe “cambiamento strutturale”, in quanto relativo alla struttura stessa della produzione e in particolare al rapporto tra impiego dei fattori di produzione (capitale e lavoro) e output. La digitalizzazione dei processi e il progresso tecnologico sono legati all’applicazione della rivoluzione digitale al settore produttivo. Non si tratta solo delle tecnologie relative alla cosiddetta industria 4.0 e all’impiego di robot in sostituzione del lavoro manuale, ma riguarda anche lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle implicazioni che ha per il mondo dei servizi, coinvolgendo professioni che sino a pochi anni fa sembravano immuni dalla minaccia tecnologica. «La chiave di volta per le aziende – conclude Persico- sono proprio i talenti migliori che questo Paese ha, su queste menti brillanti bisogna investire per arginare il fenomeno della fuga dei cervelli all’estero, una vera ricchezza che merita di essere valorizzata».

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Cala la fiducia dei lavoratori italiani nel 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

I lavoratori italiani accolgono il 2020 con scarsa fiducia nel miglioramento della situazione economica e finanziaria del Paese. Poco più di quattro dipendenti su dieci credono in una crescita economica nei prossimi dodici mesi (44%), in calo del 4% rispetto al 2018 e ben 13 punti sotto alla media globale, pari al 57%. L’Italia si colloca al terzultimo posto su 34 paesi per livello di fiducia nelle condizioni economiche nazionali, insieme al Belgio e davanti soltanto a Spagna (41%) e Giappone (26%). Resiste la fiducia nei risultati delle imprese, con il 67% dei lavoratori ottimista sulle performance del proprio datore di lavoro, ma risulta comunque in calo rispetto al 75% di due anni fa e distante tre punti dalla media mondiale (70%). Cresce invece l’ottimismo sulle condizioni economiche individuali, con il 50% dei dipendenti che si aspetta di ricevere un bonus nel corso dell’anno (+5% sul 2018) e il 41% che spera in un aumento di stipendio (+2%).Sono le previsioni economiche e finanziarie dell’ultima edizione del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, condotta in 34 Paesi del mondo su un campione di 405 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni per ogni nazione, che lavorano almeno 24 ore alla settimana e percepiscono un compenso economico per questa attività.
Gli italiani sono fra i lavoratori meno ottimisti, collocandosi al 32° posto su 34 Paesi analizzati, a 13 punti di distanza dalla media globale e a 10 dalla media europea. I più prudenti sul futuro sono le donne e i lavoratori più esperti (entrambi al 37%), mentre meno pessimisti appaiono sia i dipendenti di genere maschile (52%) sia i più giovani (50%). Un atteggiamento molto diffuso, con solo 10 paesi su 34 che esprimono una valutazione stabile o favorevole, e particolarmente evidente nel continente europeo, che ospita sei dei dieci paesi che registrano un calo di fiducia in doppia cifra (Portogallo, Olanda, Spagna, Austria, Belgio e Svezia).Cala anche la fiducia nei risultati delle imprese, che resta però più elevata di quella nella crescita economica del paese: il 67% dei dipendenti italiani prevede che il proprio datore di lavoro raggiungerà una posizione finanziaria migliore nel 2020, con un ottimismo più marcato fra uomini (69%) e giovani (72%) e un atteggiamento più cauto fra le donne (65%) e i lavoratori senior (61%). Anche in questo caso l’andamento italiano riflette la situazione internazionale, con solo 11 Paesi su 34 che si mostrano egualmente o più ottimisti di due anni fa.Le speranze dei lavoratori si concentrano sul miglioramento delle condizioni individuali: nella media dei paesi analizzati il 61% dei dipendenti prevede di ricevere un aumento di stipendio (+4%), il 56% si aspetta un premio a fine anno (+5%). Anche in Italia la fiducia nel miglioramento personale è l’unico indicatore a registrare una crescita, con il 41% dei lavoratori che spera di ottenere un aumento di stipendio nel 2020 (+2%) e il 50% che si attende invece un bonus (+5%). Anche in questo caso i più ottimisti sono gli uomini (il 54% spera in un bonus, il 45% in un aumento di stipendio) e i lavoratori fino a 45 anni di età (56% e 53%), mentre sono più caute le donne (46% e 38%) e i lavoratori over 45 (42% e 26%). Resta però molto ampio il divario con i colleghi stranieri: -20% di speranza di ricevere un aumento di stipendio, -6% se si considera l’attesa di un bonus.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Italiani: un popolo ingovernabile?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

Dalla sua unità sono passati tantissimi anni eppure tutta la sua storia e la cronaca di questi giorni ci danno una nazione divisa anche quando con la dittatura fascista si cercò una identità unitaria. Fu solo un fuoco di paglia che ci portò di filato in una guerra dalla quale uscimmo malconci ma non redenti. Diventammo forzatamente democristiani per ragioni di politica internazionale, ma con un partito comunista molto forte e temuto. Con lo sfaldamento della D.C. e dei suoi alleati, negli anni novanta, ci ritrovammo senza una guida ma alla mercé del primo imbonitore di turno. Così costruimmo un altro ventennio, dove demmo prova della nostra capacità di sopravvivere agli scandali, alla corruzione, al malgoverno, agli inciuci e alle panzane che ci ammannivano a manca e a destra. Ora ci ritroviamo con i cocci in mano, ma continuiamo a bramare il nostro messia politico e poco importa se ha dei difetti e delle debolezze. E’ lui che ci fa sognare il paese che non è e che non sarà a dispetto della cruda realtà. Per lui ci dividiamo, litighiamo, fanatizziamo e rendiamo sempre più confuso e triste la nostra vita. Non riusciamo ad avere la mente lucida, d’essere consapevoli che non è più il tempo di deleghe in bianco, ma che dobbiamo verificare di persona il mandato che noi affidiamo ai nostri eletti. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere un popolo che non ha più la licenza d’inseguire le chimere ma di misurare il futuro con le sue mani e le sue azioni. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli italiani leggono poco?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 gennaio 2020

Durante le festività di fine anno ho avuto modo di osservare con più frequenza, e alle ore più disparate, quanti si recavano nelle due librerie che si trovano a pochi metri dalla mia abitazione e mi son fatta l’idea che il libro stampato continua ad essere un’attrazione alquanto diffusa. Ho notato, nello specifico, bambini che cercavano di scegliere libri non sempre adatti alla loro età forse attratti dalle figure della copertina, giovani che pensavano di fare dei regali agli amici con un libro e con qualche preferenza sul fantastico e altri con scelte forse orientate dalla pubblicità mediatica o dal nome altisonante del personaggio del giorno o dalle suggestioni di un classico. E’, nel loro insieme mi è apparso uno spettacolo incoraggiante. Non saprei, tuttavia, fare un confronto meticoloso tra gli anni della mia gioventù e quelli delle nuove generazioni in fatto di letture. Posso solo chiedermi quanti libri ho letto, sino ad oggi, mentre sono seduto sullo scranno dei miei anni dall’età scolare e ancor prima per merito di chi me li ha letti dalle favole a quelli un po’ più impegnativi, ma in edizione per bambini e con tante immagini come pinocchio, cenerentola, ecc. Ed anche in questo caso la risposta non riuscirei a darla.Ora una loro parte è lì silenziosa a fare bella mostra sugli scaffali delle mie librerie da quella del salotto all’altra nella camera di mio figlio e persino nella mensola in cucina o in una piccola étagère nella mia stanza da letto o nei riposti angoli degli armadi.Non li ho contati, con certosina precisione, ma mi sono fatta l’idea che non fossero meno di tremila. Li ho letti tutti? Non so anche perché alcuni sono gli acquisti fatti da mio figlio e gli argomenti non sempre mi attiravano. Di certo non saprei disfarmene a cuor leggero anche se per talune pubblicazioni ne avrei la voglia avendo, nel frattempo, cambiato gusti e interessi. Avrei voluto dar loro un certo ordine raccogliendoli per tematiche per consentirmi una più facile lettura o consultazione, ma alla fine è prevalso un altro modo di tenerli raccolti conservando con maggior cura le edizioni più vecchie a prescindere dagli argomenti trattati. Con mio figlio, poi, ho dovuto convivere con libri scritti in Inglese, spagnolo e francese. Egli, man mano che approfondiva lo studio in queste lingue, preferiva entrare in possesso dei classici che prima aveva letto tradotti in italiano.Vi sono quindi dei libri “doppiati” e per quanto avessi poca dimestichezza nella lingua, che non fosse la mia, ogni tanto cercavo di leggerli anche avvalendomi del fatto che l’avevo già fatto in italiano. Mio figlio, poi, a volte s’intrometteva spiegandomi che alcuni traduttori avevano fatto un uso non preciso di talune parole e mi aveva convinto della necessità che per leggere correttamente un autore straniero era molto importante sapere chi lo avesse tradotto. Così con quest’andante adagio finivo con ritrovarmi con una pila di libri sul mio comodino pronti per essere letti e che a volte mi limitavo a scorrere le prime pagine prima di passare a un altro autore. Ho sempre letto di tutto: narrativa, saggistica, letteratura, filosofia, ecc. In particolare dopo che mio figlio si era iscritto alla facoltà di psicologia il mio interesse per questa materia, si era accresciuto. Arrivò ad avere tra testi universitari e letture di riferimento non meno di centotrenta volumi. Ma ciò che posso dire con assoluta certezza avvalendomi dalle mie osservazioni andando a trovare parenti, amici e conoscenti è che non ho trovato famiglie che possedessero più di un centinaio di libri al di fuori di quelli scolastici. E allora? Mi rimane il dubbio ma in parte tende a dissolversi quando vedo sul tram o sui bus o in treno dei giovani e meno giovani che in luogo del classico smartphone prendono dal loro zainetto un libro e si concentrano alla sua lettura. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

“Bianco Natale? Per gli italiani sono piuttosto notti in bianco”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

LONDRA/MILANO. Le preoccupazioni economiche toccano tutte le generazioni italiane, ma sono più diffuse tra i Millennial (nati tra gli anni ’80 e la metà dei ‘90). È il risultato di un sondaggio* condotto da Columbia Threadneedle Investments, uno dei principali gruppi di risparmio gestito a livello globale, su un campione di 2.000 italiani, tra cui 563 Millennial.Oltre la metà degli italiani (53%) concorda sul fatto che le preoccupazioni economiche sono fonte di stress tanto da tenerli svegli la notte. Percentuale che cresce in modo significativo tra le giovani generazioni: se “solo” il 47% dei Baby-Boomer (i nati tra il 1945 e il 1964) e il 57% della Generazione X (i nati tra il 1964 e il 1980) passano le notti in bianco pensando ai problemi economici, ben il 62% dei Millennial soffre di insonnia causata dalla difficoltà di arrivare a fine mese e pianificare il proprio futuro finanziario.Il 40% dei Millennial, inoltre, vive con preoccupazione il confronto a livello finanziario con amici e familiari, un confronto che potrebbe risultare ancora più difficile a causa dell’esposizione ai social media. Il dato risulta nettamente più alto rispetto agli appartenenti alla Generazione X e ai Baby Boomer.Un dato preoccupante evidenzia che, quest’anno, un quarto dei Millennial (26%) afferma di avere difficoltà addirittura nel pianificare le spese legate al Natale, dai regali al cenone, rispetto al 22% della Generazione X e solo al 14% dei Baby Boomer.Fra i Millennial si avverte, inoltre, particolare preoccupazione su come affrontare le spese più di breve periodo, ma anche sulla pianificazione di un piano pensionistico adeguato. I Millennial risultano la generazione più afflitta da preoccupazioni economiche in generale: acquistare una casa (66%), avere una pensione confortevole (63%), beneficiare di assistenza socio-sanitaria dopo la pensione (61%) e disporre di liquidità per affrontare spese importanti nel corso della propria vita e/o di quella dei propri cari (61%), sono le prime e principali fonti di preoccupazione a livello economico.
Questo scarto potrebbe essere attribuito a una maggiore difficoltà dovuta alla fase economica contingente: quasi un terzo dei Millennial (63%) ritiene che le generazioni precedenti abbiano vissuto in un contesto più facile rispetto a quello attuale. Dalla ricerca emerge, quindi, chiaramente una certa tensione tra le varie generazioni oltre a un impatto molto negativo sulla qualità della vita delle generazioni più giovani e sui loro rapporti personali. Ad esempio, oltre un terzo dei Millennial (35%) afferma di avere spesso confronti accesi, in merito alle questioni finanziarie, con i membri della propria famiglia. In definitiva, le preoccupazioni su spese e risparmi e gli attriti in famiglia che ne derivano hanno implicazioni sul benessere dei Millennial. Uno su cinque (22%) ha dichiarato che, negli ultimi 12 mesi, le preoccupazioni economiche hanno avuto un impatto negativo sulla qualità della propria vita rispetto al 15% della Generazione X e al 12% dei Baby-Boomer. Questo tipo di impatto, tuttavia, non si avverte solo fra generazioni diverse, ma ha delle importanti ricadute anche fra coetanei, a livello interpersonale. Per il 16% dei Millennial le preoccupazioni economiche hanno avuto una ricaduta sulla propria relazione o a livello coniugale, rispetto all’11% della Generazione X e solo al 9% dei Baby-Boomer.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Italiani inclini al risparmio? Sì

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

I nostri connazionali tornano ad accumulare e risparmiano più di prima. È quanto emerge da un sondaggio realizzato questo mese da Ener2Crowd, la startup tutta italiana che sta rivoluzionando gli investimenti nella sostenibilità ambientale ed energetica.Su un campione di mille uomini e mille donne di età compresa tra i 18 ed i 64 anni distribuiti lungo tutto lo Stivale, nel sondaggio promosso da Ener2Crowd la propensione al risparmio degli italiani nel 2019 è risultata essere pari al 12% del reddito: +4% rispetto alla percentuale rilevata per l’anno precedente.«È la percentuale più alta d’Europa» commentano gli analisti di Ener2Crowd. In Italia l’86% del campione afferma infatti di riuscire a mettere da parte qualcosa ogni mese, rispetto ad una media europea che, secondo analoghe rilevazioni, è pari al 75%. Il 64% degli intervistati si mostra però insoddisfatto dai classici investimenti proposti dalle banche o dagli intermediari finanziari, sfiduciati dagli scandali e dai crac del passato e scontenti anche per via dei tassi di interesse irrisori.
«Sta invece crescendo la consapevolezza degli italiani sulla necessità di affiancare all’analisi dei classici rischi economico-finanziari anche il monitoraggio di fattori ambientali, sociali e di governance» puntualizza Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd.
Con Ener2Crowd parte così ufficialmente il crowdfunding energetico, una novità non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, con attese -entro il prossimo biennio- ben superiori rispetto ai volumi del crowdfunding immobiliare che, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, ha già marcato dal 2017 al 2018 una crescita a tre cifre (+529%), passando da 1,8 milioni di euro (68% nel lending) a 11,5 milioni di euro (33% nel lending e 67% nell’equity).
Ma l’«energy crowdfunding» apre ora nuovi orizzonti ed Ener2Crowd è destinata a sostenere la crescita del «lending» grazie ai progetti proposti al «crowd», ovvero a tutti i cittadini che potranno così diventare dei «greenvestor», con una previsione di investimenti per circa un milione di euro nei prossimi 5 mesi, da novembre 2019 a marzo 2020, su una pipeline totale di circa 5 milioni di euro prevista entro la fine del prossimo anno. Per poi quintuplicarsi entro il primo biennio.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sono 4,08 milioni gli italiani che ascoltano audiolibri

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

E il 40% di loro, pari a 1,6 milioni, li sceglie solo o anche in lingua straniera. Questa modalità di fruizione di prodotti editoriali entra così con forza nei consumi culturali di una fetta rilevante di italiani: sono il 9% della popolazione tra i 15 e i 74 anni, in buona parte persone poliglotte. Sono cresciuti del 28,3% rispetto all’anno precedente, quando erano 3,18 milioni. Il numero medio di audiolibri ascoltati in un anno è di 3,1.È quanto emerge dai dati 2019 di Pepe Research elaborati dall’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e presentati oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della Piccola e Media Editoria, in programma fino all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola, nel corso dell’evento Audiolibri e podcast. Dal progetto editoriale al piano produttivo.“I dati sull’andamento del mercato degli audiolibri e della loro “lettura” si inseriscono in un fenomeno molto più ampio che vede crescere il peso della voce narrante rispetto alla musica – ha spiegato il responsabile dell’Ufficio studi AIE Gianni Peresson -, come mostra l’indagine The Spoken World Audio Report 2019 di Edison Research, in cui si vede che l’ascolto di audio parlato (il 25% di tutti i contenuti) cresce di 5 punti percentuali rispetto al 2014 a svantaggio dell’ascolto di musica (oggi al 75%)”.
I device utilizzati: arrivano gli assistenti vocali. In un settore fortemente connotato dall’innovazione tecnologica, gli smartphone si confermano e rafforzano la loro posizione di primo device per l’ascolto: sono utilizzati dall’81% degli utenti. Seguono tablet e pc/notebook, entrambi al 53%, quindi lettori Mp3 (39%), lettori cd (34%) e a chiudere gli assistenti vocali, con il 31% (erano possibili più di una risposta). Significativa la performance degli assistenti vocali che, alla loro prima rilevazione, conquistano già quasi un ascoltatore su tre, percentuale destinata a crescere se si tiene conto che nel 2018 le famiglie dove erano presenti questi device erano l’11% del totale e, nel 2019, sono già cresciute al 15%.
Dove si comprano-scaricano gli audiolibri. In un Paese tradizionalmente poco propenso agli acquisti di prodotti culturali e informativi online, ben il 40% degli ascoltatori di audiolibri dichiara di avere un abbonamento a servizi come Audible o Storytel. Il 44% (anche qui era possibile più di una risposta) scarica gratuitamente da altri siti, il 28% ha acquistato singoli titoli da piattaforme come Google Play, Libri di Apple, Emons, Il Narratore, il 21% dal sito dell’editore. A seguire gli audiolibri su cd comprati in store fisici e online (20%), il prestito bibliotecario digitale (11%), gli audiolibri su cd presi in prestito in biblioteca (7%).
Perché si ascoltano audiolibri. Tra gli ascoltatori di audiolibri, il 21% cita tra i vantaggi di questa modalità il fatto di “poter ascoltare un libro mentre faccio altre cose come guidare, correre, viaggiare”, il 20% “ascoltare un libro dove e quando voglio”, il 14% “ascoltare un libro in lingua originale”, il 13% cita le esigenze di chi ha difficoltà alla vista, il 12% parla di “piacere di leggere senza affaticare la vista”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Stefano Mariotti è tra i migliori top manager italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

All’amministratore delegato di Manifatture Sigaro Toscano è stato assegnato ieri sera da Forbes Italia e Business International il premio “Ceo Italian Awards 2019”, un riconoscimento che ogni anno va ai manager che si sono distinti “per audacia e intraprendenza, consolidando la competitività delle loro imprese sui mercati internazionali, rendendole al tempo stesso luoghi di lavoro migliori e più attenti alle necessità delle persone”. Mariotti, in particolare, è stato premiato “per aver consolidato e accresciuto una storia di successo lunga due secoli di un prodotto assolutamente made in Italy, legato alla sua terra di produzione e simbolo nel mondo dell’Italia delle eccellenze”. La premiazione dei migliori Ceo ha chiuso l’Executive Summit, l’annuale appuntamento, condotto dal direttore di Forbes Italia Alessandro Rossi al Park Hyatt Milan, che ha l’obiettivo di mettere a confronto le figure apicali del mondo dell’industria italiana con i rappresentanti di istituzioni, esperti e accademici di tutto il mondo per identificare le sfide del futuro. “Questo riconoscimento – ha commentato l’Ad di Manifatture Sigaro Toscano – è l’ulteriore dimostrazione che con i suoi oltre 200 anni di storia il sigaro Toscano rappresenta un’eccellenza italiana nel mondo. Desidero condividere questo premio con le oltre 400 persone che lavorano in Manifatture Sigaro Toscano, e con tutta la filiera, che con passione e quotidiana dedizione, contribuisce al nostro successo. Personalmente considero motivo di grande orgoglio poter rappresentare un marchio e un simbolo così distintivo del made in Italy”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Geoblocking: online il leaflet del Centro europeo consumatori Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Ad un anno esatto dall’entrata in vigore del Regolamento Geoblocking (CE 2018/302) attraverso cui l’UE ha introdotto misure stringenti volte a impedire i blocchi geografici e le altre forme di discriminazione basate sulla nazionalità, sul luogo di residenza o di stabilimento dei consumatori, il Centro Europeo Consumatori Italia, designato quale organo competente a prestare assistenza ai consumatori penalizzati da pratiche discriminatorie, traccia un bilancio dell’attività compiuta nel corso dell’anno e pubblica sul proprio sito web un leaflet esplicativo delle condotte vietate dalla normativa.Nello svolgimento dell’attività di assistenza, è infatti chiaramente emersa l’esigenza di implementare l’informazione relativa ai contenuti e agli effetti della recente normativa, grazie alla quale, nell’acquisto online di beni e servizi, non sono più ammessi blocchi, limitazioni o disparità di trattamento che non siano legittimati da particolari circostanze o da specifiche e peculiari disposizioni nazionali.
L’analisi delle richieste di informazione e dei reclami gestiti dal Centro Europeo Consumatori Italia rivela la persistenza, all’interno del mercato unico, di illegittime restrizioni che, di fatto, impediscono ai consumatori di beneficiare appieno del mercato unico attraverso l’accesso ad una scelta più ampia di beni e servizi e di condizioni più vantaggiose. La necessità di una maggiore informazione dei consumatori in merito al loro diritto ad un libero accesso ai beni e servizi offerti all’interno dell’UE è emersa, inoltre, nelle numerose occasioni di dibattito e confronto non solo con i Centri Europei Consumatori della rete ECC-Net, ma anche nei tavoli di discussione tenuti con rappresentanti istituzionali e organizzazioni europee.“L’informazione è lo strumento più efficace che il consumatore può utilizzare per far rispettare e difendere i propri diritti. Se il consumatore non sa di avere dei diritti non potrà, all’occorrenza, rivendicarli”, afferma Maria Pisanò, direttore del Centro Europeo Consumatori Italia.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il 58% degli italiani è scaramantico: terzo posto in Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

C’è chi incrocia le dita, chi stringe forte un cornetto rosso, oppure chi evita in tutti i modi di aprire un ombrello in casa. Possono cambiare le usanze o le credenze, ma resta che gli italiani sono molto superstiziosi. Per approfondire il rapporto tra italiani e cattiva sorte, LeoVegas ha realizzato l’infografica “Maledetta Sfortuna”, in occasione della Giornata mondiale del Gatto Nero, che si è celebrata a novembre.La fortuna è tradizionalmente vista come una dea bendata che distribuisce casualmente i suoi doni. Tuttavia, dati alla mano, ci sono alcune zone d’Italia molto più fortunate di altre. Il Piemonte è in testa per il suo altissimo rapporto di vincite pro-capite, che risulta essere addirittura 11 volte superiore di quello della Valle d’Aosta e il doppio di quello degli abitanti della Campania. Sul podio di questa speciale classifica troviamo al secondo posto la Sicilia e al terzo la Lombardia.Tra credenze popolari e tradizioni antichissime, esistono ancora oggi diverse superstizioni che possono essere malauguranti o, al contrario, indicare un colpo di fortuna. Nell’infografica vengono ripercorse le origini e le curiosità che si celano dietro alcune di esse: ad esempio la scala aperta deve la sua cattiva nomea al fatto di essere un simbolo sacro per molte religioni, dunque passarci sotto sarebbe un sacrilegio. Al contrario esistono alcuni piccoli oggetti o situazioni di buon auspicio e in grado di allontanare la cattiva sorte. Tra le più comuni troviamo il classico cornetto rosso, erede moderno dell’antica usanza risalente al 3500 a.C. di appendere corna di animali nei villaggi, o ancora trovare una coccinella rossa, colore beneaugurante, che ha sul dorso 7 puntini neri, numero considerato di buon auspicio.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I debiti degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

Italiani popolo di risparmiatori? Fino a qualche anno fa forse, oggi siamo invece un popolo di consumatori sempre più indebitati. I dati di Creopay (www.creopay.cloud), la newco fondata dall’avvocato Antonello Fontanelli con l’obiettivo di aiutare gli italiani a risolvere le loro «non performing exposures» ed aiutare nel contempo le aziende italiane che a causa di ciò accusano perdite finanziarie (46%), evidenziano una crescita dell’indebitamento delle famiglie, che nel secondo semestre del 2019 ha superato i 500 miliardi di euro.
L’esborso medio è di 380 euro al mese, con punte di 520 in Lombardia e minimi di 250 in Sardegna. «Gli acquisti a rate riguardano la prima casa (48%), ma anche beni durevole con in testa auto ed elettrodomestici (32%) o spese sanitarie (8%)» spiegano gli analisti di Creopay.È questa la vita a rate degli italiani: quell’economia domestica che le famiglie del nostro Paese hanno adottato anche per sostenere le spese fisse come le bollette di luce, gas ed altre utenze, per estinguere debiti precedenti e perfino per potere andare in vacanza.Ma il vero problema sono le “sofferenze”, ossia i debiti che non vengono pagati, che in Italia ammontano a 70 miliardi di euro, con percentuali di recupero del 12% a fronte di costi del 10%: insomma si spendono 7 miliardi per recuperarne 8,4 e ben 61,6 miliardi vanno perduti.E proprio a questo riguardo il 2020 promette una svolta epocale a vantaggio non tanto delle 46 aziende su 100 che a causa di ciò accusano perdite finanziarie ma anche e soprattutto a vantaggio delle singole persone che potranno così essere aiutate nell’essere adempienti, evitare interruzioni di servizi, non incorrere in pagamenti di more ed interessi, evitare le segnalazioni nelle centrali rischi, avere addirittura uno scoring indipendente ed affidabile, avere un maggior accesso al credito, insomma potere aumentare notevolmente la propria qualità di vita.«Il 19% degli italiani paga in ritardo ed il 3% non paga affatto» puntualizzano gli analisti di Creopay che hanno anche potuto appurare che nel 95% dei casi il consumatore o l’utente vorrebbe pagare ma non è in grado di farlo perché fino ad oggi sono mancate soluzioni «customer-centric» in grado di adattarsi alla singola complessità.Il processo attuale di «collection» è infatti troppo frammentato e farraginoso ed è la conseguenza di una visione della gestione dei comportamenti del cliente basata sul concetto del «senso di colpa».

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

I centri diabetologici italiani continuano a migliorarsi

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

Aumenta infatti la percentuale di pazienti, seguiti presso le strutture diabetologiche del SSN, a cui vengono controllati: emoglobina glicata, peso, colesterolo, pressione, funzionalità renale, fondo dell’occhio. E aumentano i pazienti che in queste misurazioni raggiungono valori desiderabili per un buon controllo della malattia. Cresce l’impiego dei nuovi farmaci per curare il diabete, diminuisce l’uso delle sulfaniluree (che danno ipoglicemie), mentre è stabile l’insulina. Sei pazienti su dieci accedono ai massimi livelli di qualità della cura. Ma non mancano le “zone d’ombra”: ancora insufficienti i controlli del piede diabetico, pressione fuori controllo per quasi un paziente su due, troppi fumatori e soprattutto troppi obesi, in particolare tra le donne.Questi sono alcuni dei dati emersi dall’ultima edizione degli Annali AMD, l’indagine condotta periodicamente dall’Associazione Medici Diabetologi per fotografare la qualità dell’assistenza diabetologica erogata nel nostro Paese. Lo studio, di cui è stata presentata un’anticipazione oggi in occasione del 22° Congresso Nazionale AMD in corso a Padova, ha riguardato 33.172 pazienti con diabete tipo 1 e 462.600 con tipo 2, seguiti presso 255 servizi di diabetologia su tutto il territorio nazionale, pari a più di un terzo del totale.“Il 53% del campione ha un’emoglobina glicata ‘a target’ (< 7%), oltre il 63% ha il colesterolo LDL (cattivo) nella norma, ma bisogna ancora lavorare sulla pressione arteriosa e sugli stili di vita; per la prima volta diminuisce la quota di soggetti obesi, ma sono comunque ancora troppi (40%)”, illustra Valeria Manicardi, Coordinatore del Gruppo Annali AMD. “Sul fronte dei trattamenti, il 32% dei pazienti con DM2 utilizza insulina, da sola o associata ad altra terapia, l’impiego di sulfaniluree e glinidi scende sotto il 20% e crescono i farmaci più innovativi. Gli inibitori del DPP4 passano, infatti, dal 18% della rilevazione precedente (2016) al 21% di quest’ultima; gli inibitori SGLT2 dal 4 arrivano al 9,6%, mentre gli agonisti del GLP1 salgono solo dal 3,7 al 5,8%. SGLT2i e GLP1-RA hanno dimostrato di proteggere cuore e reni e quindi di salvaguardare meglio la salute delle persone con diabete, pertanto ci saremmo attesi un aumento più consistente. Tra i pazienti con DM1 aumentano quelli che utilizzano i microinfusori, che passano dal 12 al 17%”.
AMD ha pubblicato di recente anche due Monografie dedicate ad analizzare come cambia la qualità di cura a seconda delle singole Regioni e a seconda del genere, sulla base dei dati della Campagna Annali 2018. “Abbiamo osservato – prosegue Manicardi – come le Regioni che hanno aderito con più centri alla raccolta dati (soprattutto al Nord) siano anche state quelle con i migliori risultati di salute: Lazio e Sardegna, in particolare, hanno percentuali più alte di pazienti con emoglobina a target; sul colesterolo invece vanno meglio Piemonte, Lombardia, Friuli, Veneto e Trentino. Relativamente all’utilizzo dei farmaci, c’è ovviamente una grande variabilità che dipende anche dalle diverse possibilità prescrittive vigenti nelle singole Regioni. Per quanto riguarda, invece, le differenze di genere, i dati disponibili non hanno evidenziato un problema di sotto-trattamento delle donne rispetto agli uomini (come segnalato dalla letteratura internazionale) ma, a parità di trattamento, le prime hanno esiti peggiori: sono più obese, hanno un peggiore compenso del diabete e soprattutto un peggiore profilo lipidico – quindi un peggiore profilo di rischio cardiovascolare – oltre a una peggior funzionalità renale. Questo suggerisce che vi siano differenze biologiche e di risposta ai farmaci che dovranno essere approfondite nell’ambito della ricerca”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Iraq, Foad Aodi (Co-mai): Condanna con fermezza all’attentato con solidarietà ai militari italiani feriti

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

Subito dopo la divulgazione della notizia dell’attentato contro militari italiani che ha causato 5 feriti di cui 3 feriti gravi in Iraq, le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) condannano l’attentato e esprimono solidarietà e vicinanza ai familiari e ai colleghi dei militari feriti. “Co-mai e Amsi ringraziano e apprezzano il lavoro e impegno dei militari italiani nel mondo a favore della pace e della difesa dei civili, donne e bambini sia in Iraq sia in tutti i paesi dove c’è l’impegno italiano sempre manifestato con umanità e coraggio e senza mai tirarsi indietro a favore della popolazione locale. E’ quanto dichiara Foad Aodi Presidente Amsi e Co-mai e membro Gdl Salute Globale Fnomceo. Si appella, altresì, al Governo italiano affinché si faccia promotore per la convocazione di una conferenza internazionale per discutere e mettere in agenda soluzioni diplomatiche per i conflitti in atto e ormai dimenticati dove si muore tutti i giorni senza darne più notizie come nello Yemen, Siria, Libia, Iraq e Sudan.

Posted in Cronaca/News, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

È morto Fred Bongusto, cantò l’amore degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 novembre 2019

E’ morto il cantante Fred Bongusto, voce amata della canzone italiana. Aveva 84 anni. La sua canzone più nota era Una rotonda sul mare. Bongusto, nome completo Alfredo Antonio Carlo Buongusto, era da qualche tempo  alle prese con problemi di salute.
I funerali saranno celebrati a Roma lunedì 11 novembre, con inizio alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto (Chiesa degli artisti), piazza del Popolo. Popolare negli anni Sessanta e Settanta, Bongusto ha spopolato in quegli anni con una canzone straordinaria dal piglio internazionale: “Una rotonda sul mare”. Il celebre brano, composto da Aldo Valleroni, Francesco Migliacci, Bongusto e Pietro Faleni ha stregato diverse generazioni: “Una rotonda sul mare / il nostro disco che suona / vedo gli amici ballare / ma tu non sei qui con me…”.( Fornito da RAI COM SPA Articles). (Ci siamo conosciuti al tempo in cui frequentavamo la scuola a Campobasso. Poi siamo emigrati e ognuno è andato per la sua strada: Lui con la chitarra ed io con la fisarmonica. Anni dopo ci siamo incontrati casualmente in una balera nei pressi di Abano Terme. Sempre sorridente per l’ultima volta, quant’era già malato, l’ho rivisto a Roma per un premio che gli era stato assegnato alla carriera. Che dire di lui? Se ne va un pezzo importante del canto italiano ma soprattutto un amico e un compagno di studi. Ciao Fred. (Riccardo)

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »