Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Posts Tagged ‘italiani’

Italiani in bicicletta: una passione tra tecnologia e risparmio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

italiani in biciclettaDa Gennaio 2016, il numero delle ricerche riconducibili all’universo della bicicletta è stato 6 volte più grande rispetto al numero di quelle condotte per la categoria “calcio”.
Gli italiani si distinguono soprattutto per interesse al risparmio (36,87%) e alle possibili applicazioni tecnologiche (14,08%), ma sono molto meno attenti dei vicini europei quando si tratta di sicurezza (Italia al 17,92% e altre nazioni al 29,69%) e moda in bici (Italia al 2,88% e altre nazioni al 8,56%).
Tra le regioni più interessate all’universo della bicicletta, in generale, vince la “Maglia Rosa” il Trentino-Alto Adige (con il 16,15%), seguito da Lombardia e Veneto.
Alcune regioni italiane si distinguono per particolari inclinazioni nel modo di vivere la passione per le due ruote: emiliani e romagnoli sono i più attratti dalle possibili applicazioni tecnologiche; trentini e altoatesini sono i più modaioli e i più attenti alla sicurezza; il tema del risparmio risulta centrale per i campani; il Lazio è in pole position per l’attenzione all’articolo principale: la bicicletta. Grazie allo studio, idealo fornisce anche alcuni consigli sui momenti migliori per fare acquisti online in questo settore. È preferibile comprare fuori stagione, ma è consigliato anche il mese di giugno: lo scorso anno, nello stesso periodo, sono stati registrati prezzi particolarmente convenienti, soprattutto per i prodotti di alto livello. La comparazione dei prezzi risulta sempre essere un criterio utile per il consumatore digitale. (fonte: http://www.seigradi.com) (foto: italiani in bicicletta)

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L’Italia vista dagli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

sud americaTrovare una línea política per l’Emigrazione diventa difficile per ogni italiano all’estero, soprattutto se la cerchiamo negli ultimi 70 anni. Abbiamo avuto occasione di conoscere grandi uomini come Mirko Tremaglia, un uomo integro di destra che ha dedicato la sua vita a cercar di convincere i suoi colleghi a votare in Parlamento diritti per tutti noi. Abbiamo conosciuto grandi personaggi delle nostre comunità, sia in Argentina come in Brasile, Uruguay o Venezuela, ma un vero e proprio programma da compiere? Mai! Comites, CGIE, elementi troppo deboli per rappresentarci con sostanza e decisioni, vari organi consultivi dedicati ad un esercito di borghesi amanti dei viaggi in Italia per un congresso sindacale, una riunione alla Farnesina e qualche “patacca” di Cavaliere. Molti di loro sono soggetti con serie difficoltà per parlare la nostra lingua che hanno sempre cercato di “accomodarsi e aggrapparsi” a qualche poltroncina, quando c’erano i soldi…anche un posto in prima classe: soggetti che si son anche dedicati a visitare i parenti e farsi rimborsare viatici inesistenti per guadagnare qualche moneta in più. Un vero e proprio programma organico, serio, con un principio, un fine, obiettivi concreti, supporto culturale, difesa della nostra lingua o della nostra storia!!! Non c’é mai stato! Tanti anni fa alcuni di noi inventammo il Comitato Consolare, poi siamo riusciti ad ottenere la caramellina del COEMIT (poi COMITES), quindi il CGIE, un organo consultivo formato da emigrati a meno del 50%, attorniati da Consultori regionali e “borghesi piccoli piccoli” di ogni genere, spesso impreparati, troppo spesso “amichetti” di qualche politico di turno e senza nessun potere di decisione. Abbiamo vissuto anche il lungo periodo di bonanza craxiana, poi berlusconiana, con grandi somme per una Cooperazione che ha portato in galera loschi personaggi come un tal Ambasciatore Moreno. Si presentavano progetti da 1 milione di Euro, dei quali, per il progetto andava la decima parte e per il pagamento di tangenti il resto. Abbiamo vissuto, anche da vicino, code chilometriche davanti alle sedi consolari, sorteggi per ottenere un appuntamento per una pratica di cittadinanza, code di “coleros” a Buenos Aires, pedine “con riscossione” che andavano a fare le code da parte di altre persone alle 2 del mattino. Abbiamo sentito e visto un po’ di tutto! Per ora soltanto abbiamo visto buchi nell’acqua, abbiamo visto sperperare milioni e milioni di Euro in ulteriori buchi che pagano i cittadini italiani che abitano in Patria e che continuano a guardarci con scetticismo, a pensare che non paghiamo le tasse e non abbiamo diritto a votare per cambiare lo squilibrato panorama politico italiano. Molti dei nostri connazionali continuano a credere che la Legge sulla Cittadinanza, firmata nel 1912, poi “aggiustata” in qualche occasione, ormai è assurda. Se hai la possibilità di trovare in una parrocchia perduta nelle Dolomiti il Certificato di Battesimo del bisnonno di tuo nonno, potrai ricostruire il tuo DNA e diventare un italiano che chiede il passaporto per andare a lavorare in Spagna o per entrare negli USA per diventare un fuori legge. Se queste sono politiche per l’Emigrazione???……io sono turco! (STEFANO CASINI L’eco D’Italia)

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L’eccellenza automobilistica italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Charlotte RoadsterMontecarlo dal 1 al 3 giugno Charlotte Roadster farà la sua apparizione durante la “Monte Carlo Fashion Week”, tre giorni di eventi e sfilate, organizzata dalla Camera Monegasca della Moda in collaborazione con il Governo, il Comune e la Direzione del Turismo e dei Congressi di Monaco, in cui i brand della moda si presentano al pubblico internazionale.
Secondo modello dell’azienda italiana FV- Frangivento- che si è fatta conoscere al Salone dell’Auto di Torino nel 2016 per poi ottenere la definitiva consacrazione al Motorshow di Bologna – Charlotte Roadster nasce dalla volontà dei fondatori, Giorgio Pirolo e Paolo Mancini di coniugare uno spiccato senso del design, con la produzione di auto elettriche ed ecosostenibili in un momento di alto tasso di inquinamento.Per realizzare il loro obbiettivo, i fondatori hanno riunito una squadra di oltre venti eccellenze italiane fra Piemonte e Veneto, riuscendo in questo modo ad unire la massima artigianalità italiana unita alle nuove tecnologie rispettose dell’ambiente.La vettura sfoggia una siluette iconica avviluppata su di un’unica linea che dal passaruota posteriore percorre tutta l’auto verso il frontale come a voler riprodurre il Jump. Per la sua costruzione la sono stati adottati componenti lavorati dal pieno dell’alluminio con materiali di derivazione aeronautica mentre gli esterni sono battuti a mano secondo Charlotte Roadster1l’antica tradizione dei battilastra torinesi.La Charlotte Roadster è equipaggiata con quattro unità elettriche a flusso assiale, due all’avantreno e due al retrotreno, per una potenza complessiva di di 660 kW e un consumo pari a 14 kWh/100 km. E’ in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 2,6 secondi, raggiungere i 200 KM orari da ferma in 7,8 secondi e toccare una velocità di punta di 305 km/h. L’autonomia, con ciclo Nedc, raggiunge invece i 500 chilometri.Molto curati anche gli interni, ispirati al Mediterraneo, con pelli e superfici che ricreano i giochi di luce e i riflessi dell’acqua. I passeggeri della due posti possogno gustare la sensazione di un tuffo nel mare grazie alle due ‘Onde’ che avvolgono i sedili fino ai pannelli porta. Pensato per ospitare la guida autonoma, l’abitacolo è stato pensato come un moderno loft sgombero da ogni cosa per lasciare spazio all’uso di materiali di pregio, fino ai tasti in argento. Inoltre su una parte dell’auto sospesa, definita “Isola”, perché riprende la forma triangolare della Sicilia, è stato inserito un Moretto Veneziano. Il richiamo al mare è stato ripreso anche dall’inserimento di un acquario dietro i sedili che dà al tutto un senso prospettico inaspettato regalando un’idea di profondità e relax. (foto: Charlotte Roadster)

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30 anni di Bofrost: ecco come sono cambiati i gusti degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

catalogo piattiCous cous alla trapanese, polpo alla gallega, spicchi di patate “salt & pepper”. E poi una linea di prodotti veg e legati al benessere sempre più ricca. Sono alcune delle novità del catalogo primavera-estate 2017 di Bofrost, pensate per una clientela in cerca di proposte nuove, sfiziose, internazionali e con abbinamenti insoliti, ma anche sempre più attenta al benessere. «Del resto il nostro catalogo è da trent’anni lo specchio fedele di come cambiano le abitudini degli italiani in cucina e a tavola. Nel 1987, quando abbiamo cominciato con la vendita porta a porta di surgelati, eravamo guardati come degli alieni. Oggi ci viene riconosciuta la capacità di anticipare le tendenze, con un assortimento di gran lunga più ampio di quello dei canali tradizionali e prodotti sviluppati appositamente per intercettare le esigenze della clientela»: parola di Enrico Marcuzzi, responsabile marketing di Bofrost Italia, il colosso della vendita diretta di surgelati che nel 2017 festeggia il suo trentesimo anniversario.
Nata nel 1987 dall’intuizione dell’imprenditore friulano Edoardo Roncadin, che volle aprire nel nostro Paese la sorella italiana della tedesca Bofrost, l’azienda, che ha sede a San Vito al Tagliamento (PN), negli anni ha portato i propri camioncini in tutto il territorio nazionale. Oggi lavorano per Bofrost 2.400 persone, pronte a servire più di un milione di famiglie.Il catalogo di trent’anni fa presentava 141 prodotti, specialmente gelati, carne e pesce e verdure. In assortimento quattro pizze diverse, cinque tipi di snack e poi pasticceria, primi piatti, pane e patate, con sette prodotti. «Oggi i prodotti sono 452 –prosegue Marcuzzi–. Le pizze sono diventate 21 e gli snack 25: Bofrost è stata una delle prime aziende a puntare su questo segmento offrendo prodotti premium. Per le patate abbiamo 22 preparazioni diverse. Siamo stati fra i primi anche a offrire piatti pronti da preparare direttamente in microonde: la nostra linea Ristopiatti oggi conta 27 specialità. Un’altra tendenza molto forte ultimamente è quella dei mini formati, apprezzati per verdure, gelati e pasticceria. E negli ultimi anni abbiamo introdotto linee specifiche dedicate a chi segue regimi alimentari particolari: MyLife con specialità vegetariane e vegane, leggere ed equilibrate, fra cui la pizza margherita senza lattosio; la linea FreeLife senza glutine e la linea di gelati Fior di Soia».Negli ultimi anni si sono poi evidenziati due trend fra loro complementari: da un lato c’è l’attenzione agli ingredienti tipici italiani e alle specialità regionali, per cui Bofrost propone con successo piatti ispirati alle tradizioni culinarie italiane, tra cui l’amatissimo Baccalà alla Vicentina. Dall’altro c’è quello dei cibi etnici, con l’ingresso nel catalogo di Bofrost di sushi, cous cous, involtini primavera e specialità di carne ispirate alla cucina di tutto il mondo.Inoltre il catalogo Bofrost oggi offre anche vini, olio d’oliva e caffè in capsule, abbinato a una macchina per il caffè con un design esclusivo.
Insieme a tante trasformazioni resistono però alcuni “evergreen” in cima alle preferenze da trent’anni. Si tratta soprattutto di gelati: ai clienti Bofrost non si possono togliere il gelato in vaschetta alle noci, il tartufo al cacao, il famoso Mini Cono e il gelato su stecco Boblack. Ma c’è anche un piatto sorprendente: «Le lumache alla Bourguignonne sono un successo che dura fin dal 1987 –svela Enrico Marcuzzi–. Per noi questo prodotto rappresenta come, con creatività e un’attenta ricerca sugli ingredienti e sulle preparazioni, si può trasformare il surgelato in un piatto gourmet». (foto: catalogo piatti)

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Quasi la metà degli italiani sono lettori di libri medio forti o grandi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

amazon-libriLa maggior parte (il 32) è Tecno-curioso: persone attive e colte, con una dotazione tecnologica medio-alta e interessati alla lettura su più supporti (libri, ebook e audiolibri). A questi si affianca il 12% rappresentato da giovani e giovanissimi Trendsetter che hanno meno di 25 anni e sono grandi lettori di libri, leggono di tutto e su tutti i formati (cartaceo, digitale e audio). Sono le prime tipologie delineate dall’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori ideato dal Gruppo Innovazione di AIE e condotto da Pepe Research che è stato presentato oggi, 19 aprile, nell’incontro Il lato oscuro del lettore che le tecnologie ci hanno nascosto. Osservatorio sui nuovi confini della lettura e dei consumi culturali a Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho.Ai due profili si aggiungono i Tecno Basic (il 27%), lettori deboli di libri in prevalenza cartacei o altri supporti di carta mentre l’11% è Mobile Only, ovvero lettori deboli di libri che accedono ai contenuti anche attraverso social e community. Gli Sconnessi restano l’18% di persone oltre i 55 anni, professionalmente non più attive, spesso non connesse a internet e non lettori.
Il nuovo concetto di lettura su cui l’Osservatorio si è concentrato tiene conto non solo dei libri – tutti i tipi e generi di libri: manuali, guide di cucina e di viaggio, graphic novel e libri a fumetti, manuali sulla salute e il self help, di giardinaggio e di vela – ma anche di letture di articoli, testi di fan fiction, su riviste, web e social e comprende l’83% dei 14-74enni che dichiarano di aver letto negli ultimi 3 mesi contenuti narrativi o comunque culturali, come la saggistica, o di utilità quotidiana, come guide e manuali. Di questi, il 65% ha letto sia libri di carta (intesi nel senso più ampio e non solo il classico romanzo o il saggio) che contenuti in formato in formato digitale; mentre il 18% è stato lontano dai libri ma ha scelto riviste, giornali e, più raramente, web e social. “L’Osservatorio permette di capire meglio quali sono i nuovi modi di leggere – ha commentato Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi AIE e curatore del programma professionale di Tempo di Libri – e soprattutto che cosa ha fatto cambiare le modalità di lettura negli ultimi anni. È un quadro per analizzare le nuove forme di consumo editoriale e culturale e anticipare almeno in parte cosa succederà in futuro perché il mondo tecnologico non è in contrapposizione a quello editoriale”.
La maggior parte (il 32) è Tecno-curioso: persone attive e colte, con una dotazione tecnologica medio-alta e interessati alla lettura su più supporti (libri, ebook e audiolibri). A questi si affianca il 12% rappresentato da giovani e giovanissimi Trendsetter che hanno meno di 25 anni e sono grandi lettori di libri, leggono di tutto e su tutti i formati (cartaceo, digitale e audio). Sono le prime tipologie delineate dall’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori ideato dal Gruppo Innovazione di AIE e condotto da Pepe Research che è stato presentato oggi, 19 aprile, nell’incontro Il lato oscuro del lettore che le tecnologie ci hanno nascosto. Osservatorio sui nuovi confini della lettura e dei consumi culturali a Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho.
Ai due profili si aggiungono i Tecno Basic (il 27%), lettori deboli di libri in prevalenza cartacei o altri supporti di carta mentre l’11% è Mobile Only, ovvero lettori deboli di libri che accedono ai contenuti anche attraverso social e community. Gli Sconnessi restano l’18% di persone oltre i 55 anni, professionalmente non più attive, spesso non connesse a internet e non lettori.Il nuovo concetto di lettura su cui l’Osservatorio si è concentrato tiene conto non solo dei libri – tutti i tipi e generi di libri: manuali, guide di cucina e di viaggio, graphic novel e libri a fumetti, manuali sulla salute e il self help, di giardinaggio e di vela – ma anche di letture di articoli, testi di fan fiction, su riviste, web e social e comprende l’83% dei 14-74enni che dichiarano di aver letto negli ultimi 3 mesi contenuti narrativi o comunque culturali, come la saggistica, o di utilità quotidiana, come guide e manuali. Di questi, il 65% ha letto sia libri di carta (intesi nel senso più ampio e non solo il classico romanzo o il saggio) che contenuti in formato in formato digitale; mentre il 18% è stato lontano dai libri ma ha scelto riviste, giornali e, più raramente, web e social.“L’Osservatorio permette di capire meglio quali sono i nuovi modi di leggere – ha commentato Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi AIE e curatore del programma professionale di Tempo di Libri – e soprattutto che cosa ha fatto cambiare le modalità di lettura negli ultimi anni. È un quadro per analizzare le nuove forme di consumo editoriale e culturale e anticipare almeno in parte cosa succederà in futuro perché il mondo tecnologico non è in contrapposizione a quello editoriale”.

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Unione Naz. Consumatori su Istat vendite: italiani mangiano meno

Posted by fidest press agency su sabato, 8 aprile 2017

istatSecondo i dati Istat, a febbraio si registra una flessione rispetto al mese precedente dello 0,3% in valore e dello 0,7% in volume ed una diminuzione rispetto all’anno precedente dell’1% in valore e del 2,4% in volume.
“Lo avevamo detto che il dato di gennaio, quando si era registrato rispetto a dicembre un rialzo in valore dell’1,4%, il più ampio da cinque anni, era solo un rimbalzo tecnico. Il dato di oggi ci riporta, purtroppo, alla dura realtà: calano tutte le vendite, sia su base mensile che su base annua, sia in volume che in valore” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“In particolare, è allarmante l’ennesima riduzione delle vendite alimentari: il crollo annuo in volume del 4,8% significa che gli italiani non solo hanno ridotto gli sprechi, ma stanno letteralmente mangiando di meno” prosegue Dona.
“Non si salva nessuno: scendono le vendite di ipermercati, supermercati e persino discount, che finora erano gli unici ad aver retto e che ora, invece, registrano un calo dell’1,2 per cento” conclude Dona.

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Un’opera di L. Gregoretti sulla vita dei minatori italiani in Belgio

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

lucio_gregorettiKatarzyna OtczykMercoledì 5 aprile alle 18.00 all’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) sarà rappresentata in forma semiscenica l’opera in un atto “Andante italiano alla belga” con musica di Lucio Gregoretti su testo di Mario Perrotta. L’Ensemble Roma Sinfonietta sarà diretto dallo stesso Gregoretti. “Andante italiano alla belga” è il racconto delle disumane condizioni di lavoro nelle miniere belghe: ne esce un quadro sconvolgente, che colpisce con forza ed efficacia ancora maggiori di un realistico documentario televisivo.
La musica di Lucio Gregoretti si concentra sull’oggettiva violenza della narrazione, non indugia sulla compassione e non sa che farsene del bello scrivere: è aspra, stringata, violenta. Il protagonista stesso non è affatto visto con compassione, ma raffigurato come un personaggio negativo: è un vecchio italiano, che ha lavorato in Belgio e che, tornato in Italia, è diventato razzista e odia gli immigrati. La musica è in totale simbiosi col testo di Perrotta: si tratta di un monologo, che si svolge come un flusso di coscienza del protagonista, le cui parole sono divise tra un attore, Armando De Ceccon, e due cantanti, il tenore Alberto Petricca e il mezzosoprano Katarzyna Otczyk.
Andata in scena al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto nel 2012, l’opera è stata accolta con grande interesse dal pubblico e dalla critica e ha avuto un ottimo successo.
Lucio Gregoretti (figlio del regista Ugo Gregoretti) ha studiato a Roma, si è perfezionato con Sylvano Bussotti ed Ennio Morricone e poi in Germania e negli USA. La sua musica viene eseguita da importanti istituzioni musicali italiane e straniere ed è regolarmente presente nei principali festival internazionali di musica contemporanea. Particolarmente attivo nel campo dell’opera e della musica applicata, Gregoretti ha collaborato, tra gli altri, con Giobbe Covatta, Elio delle Storie Tese e Milena Vukotic.
Questo spettacolo è realizzato in collaborazione con la SIAE e fa parte del progetto “Itinerari musicali… per il cinema… per il teatro”. (foto: lucio_gregoretti, Katarzyna Otczyk)

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I lavoratori italiani tra i più poveri d’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

bancomatLe retribuzioni dei lavoratori italiani, a tutti i livelli, sono in linea con la media europea ma a differenza della maggior parte della popolazione dei Paesi del continente, i nostri connazionali soffrono per un basso potere di acquisto dovuto al costo della vita. E’ quanto emerge dall’ultima indagine Global 50 Remuneration Planning della società di consulenza Willis Towers Watson. Analizzando la media della retribuzione annuale lorda delle prime 20 economie europee, Middle Managers ed Entry Level italiani si posizionano al 14° posto del ranking, posizione che cambia però se presa in considerazione ad essere presa in considerazione è la media relativa al potere d’acquisto: i primi scendono alla 17 posizione, i secondi alla quindicesima.L’alto livello di tassazione del Paese e l’alto costo della vita fanno sì che il “potere d’acquisto” di uno stipendio italiano sia notevolmente inferiore a quello della maggior parte dei Pesi europei compresi Paesi Bassi, Irlanda, Francia, l’Austria, e tutti i paesi scandinavi. Il report indica inoltre che in Italia, un middle manager tipicamente ha una retribuzione base annua di circa 69.000 euro, che scendono a 25.500 per un entry level. Considerando il potere di acquisto, middle manager scendono all’ottava posizione per ricchezza relativa con una retribuzione di poco inferiore a 43.000 euro, gli entry level soffrono leggermente meno posizionandosi comunque all’ottava posto del ranking con un salario molto vicino a 23.500 euro.Rodolfo Monni, Responsabile indagini retributive di Willis Towers Watson, commenta: “L’efficacia, in termini reali, della retribuzione è influenzata da diversi fattori – quali il costo della vita ed il sistema fiscale – che sono profondamente diversi da paese a paese. Al variare di questi, varia anche l’effettiva valenza del reddito. Nei paesi come l’Italia, caratterizzata da un’imposizione fiscale di tipo progressivo, i livelli retributivi reali sono più bassi rispetto agli altri paesi all’aumentare di carriere e retribuzioni”.La Svizzera rimane il paese con le retribuzioni più alte. I dipendenti godono di retribuzioni lorde in media più alte di tutti gli altri Paesi europei, superiore di circa 50% rispetto all’Irlanda, seconda nel ranking. Nonostante i livelli retributivi nominali si siano ridotti, le basse tasse e il basso costo della vita rendono gli svizzeri la popolazione con il più alto potere di acquisto.Rodolfo Monni: “Una tassazione mediamente alta spiega è una delle motivazioni del sempre crescente interesse verso le forme di remunerazione alternative al denaro, in particolare da parte delle aziende a seguito alle novità in materia fiscale introdotte dalla più recente Legge di Stabilità”.

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Caccia al Tesoro Botanico dei Grandi Giardini Italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

Isola del GardaOasi ZegnaLunedì 17 aprile 2017, giorno di Pasquetta, torna la Caccia al Tesoro Botanico di Grandi Giardini Italiani, uno degli appuntamenti più attesi e amati dalle famiglie.
29 i giardini in tutta Italia che organizzeranno questo evento ludico-didattico, tutti aderenti a Grandi Giardini Italiani, il network dei più bei giardini visitabili d’Italia (www.grandigiardini.it).La Caccia al Tesoro Botanico di Grandi Giardini Italiani rappresenta ormai un appuntamento fisso per grandi e bambini e da sempre riscuote moltissimo successo perché permette alle famiglie di vivere in modo diverso una giornata tradizionalmente dedicata alle gite fuoriporta, approfittando dei primi giorni di primavera e andando alla scoperta della natura in maniera gioiosa e giocosa in alcuni dei giardini più belli d’Italia, tra isole, labirinti, laghetti, boschi, giochi d’acqua, sculture, vialetti e veri e proprio musei all’aria aperta!L’evento è dedicato alle famiglie, e rivolto in particolar modo ai bambini in età scolare, dai 6 ai 12 anni, che potranno scoprire i tesori botanici custoditi nei giardini attraverso differenti attività pensate apposta per loro.E mentre i bambini saranno impegnati nella Caccia al Tesoro, ai genitori e ai fratellini più piccoli verranno proposte altre attività a tema green, alla scoperta dei giardini e della natura.I giardini in cui si terrà la Caccia al Tesoro Botanico di Grandi Giardini Italiani, suddivisi per Regione:
RosetoVacunaeRosaePIEMONTE
Castello di Miradolo (S. Secondo di Pinerolo, TO) Villa Ottolenghi Wedekind (Acqui Terme, AL) Villa Badia (Sezzadio, AL) Oasi Zegna (Trivero, BI)
LOMBARDIA
Giardino Botanico Heller (Gardone Riviera, BS) Il Vittoriale degli Italiani (Gardone Riviera, BS) Isola del Garda (S. Felice del Benaco, BS) Rocca di Lonato del Garda (Lonato del Garda, BS) Parco Nocivelli (Verolanuova, BS) Villa del Grumello (Como) Villa Carlotta (Tremezzina, CO) Giardini di Villa Melzi d’Eril (Bellagio, CO) Parco della Fondazione Minoprio (Vertemate con Minoprio, CO) Rossini Art Site (Briosco, MB) Giardini di Villa Monastero (Varenna, LC) Villa della Porta Bozzolo – FAI (Casalzuigno, VA)
TRENTINO
Giardini di Castel Trauttmansdorff (Merano, BZ)
Villa Reale di MarliaVENETO
Castello di San Pelagio (Due Carrare, PD) Castello di Roncade (Roncade, TV) Villa Trissino Marzotto (Trissino, VI)
LIGURIA
Villa Serra (Sant’Olcese, GE) Giardini Botanici Hanbury (Ventimiglia, IM)
EMILIA ROMAGNA
Giardino di Palazzo di Varignana (Varignana, BO) Labirinto della Masone (Fontanellato, PR)
TOSCANA
Parco della Villa Reale di Marlia (Marlia, LU) Giardino Bardini (Firenze) Giardino Storico Garzoni (Collodi, PT)
LAZIO
Roseto Vacunae Rosae (Roccantica, RI) Castello Ruspoli (Vignanello, VT)
(foto: RosetoVacunaeRosae, Isola del Garda, Villa Reale di Marlia, oasi zegna)

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World Water Day: gli italiani informati e virtuosi sull’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

acqua-fresca4Salute, lotta agli sprechi e preoccupazione per i fenomeni naturali spingono sempre più italiani verso maggior informazione e rispetto dell’acqua. Qual è il rapporto tra gli italiani e l’acqua? I numeri sembrano essere confortanti: ben il 71% la ritiene fondamentale per gli usi che se ne fanno nella vita quotidiana, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto della salute (29%), dell’ambiente (23%) e del risparmio economico (19%). Ma gli italiani riconoscono anche diversi problemi legati all’acqua: dalla qualità di ciò che beviamo (44%) alla disponibilità per tutti (21%). E per reagire a tutto ciò c’è chi decide di informarsi meglio (34%) e attuare comportamenti più corretti (24%).
E’ quanto emerge da uno studio condotto da In a Bottle (www.inabottle.it) in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 4.500 italiani – uomini e donne tra i 20 e i 60 anni – e realizzato attraverso un monitoraggio sui principali social network, community e forum per capire cosa pensano e come si comportano nei confronti della risorsa acqua.Quanto è importante l’acqua nella vita quotidiana? Ben sette italiani su 10 (71%) la ritengono fondamentale e appena il 16% gli dà poco valore. Tra gli aspetti più importanti che influenza, un italiano su 3 (32%) gli attribuisce grande incidenza per la salute, seguita dai riflessi sull’ambiente (23%), dal risparmio economico – soprattutto tra le mura domestiche (19%) – e dalle attività sportive (16%).Gli italiani mostrano anche una particolare sensibilità verso alcuni problemi legati all’acqua: per il 44% è molto importante tutto ciò che è legato alla qualità di ciò che si beve, mentre il 21% evidenzia il problema della disponibilità della risorsa per tutti. Non mancano poi coloro che puntano il dito contro gli sprechi che si riscontrano nell’uso di ogni giorno (17%) e chi imputa alle attività dell’uomo possibili conseguenze future su qualità e quantità della risorsa (11%).Oltre un italiano su 2 (52%) è soprattutto preoccupato per i danni ambientali, come il dissesto idrogeologico e le esondazioni. Il 46% è allarmato per un prossimo esaurimento della risorsa. Circa un italiano su 3 (34%) è spaventato per lo spreco nelle reti idriche che ha conseguenze anche per le tasche delle famiglie. Infine oltre un italiano su 4 (28%) ha paura di non sapere se l’acqua che fa bere ai propri figli è totalmente sicura.Davanti a queste problematiche gli italiani sembrano aver preso una confortante coscienza e, infatti, solo il 7%, è il caso di dirlo, se ne lava le mani dicendo che non dipende da lui. Ben uno su 3 (33%), pertanto, dichiara di informarsi di più su tutto ciò che ha a che fare con gli effetti dell’acqua sulla salute o sui meccanismi che permettono di non sprecarla in casa. Il 25%, poi, afferma di aver intrapreso comportamenti più corretti, sia a livello individuale che nell’educazione dei propri figli (21%) o nella sensibilizzazione degli altri (11%).

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Camerlenghi: “Drammatica situazione ghiacciai italiani”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

ghiacciai“Persa una superficie pari al Lago di Como. C’è un posto dove si toccano con mano i cambiamenti climatici: il ghiacciaio del Morterascht, sul massiccio del Bernina. La realtà lungo un percorso corredato da sequenza di cartelli che indicano il livello del ghiacciaio anno per anno. Scopriremo che il ghiacciaio arretra mediamente di 200 metri ogni decennio”.
“In poco più di 50 anni abbiamo perso il 30 per cento dei ghiacciai italiani. E’ andata via una superficie pari a quella del Lago di Como. Nel Parco dello Stelvio ad esempio il ghiacciaio dei Forni è ormai piccolo, piccolo. Stessa sorte per il Lys, nel massiccio del Monte Rosa, in Valle d’Aosta che è oggi diviso addirittura in quattro pezzi. Sorti drammatiche per gli altri ghiacciai quali il Lex Blanche, ancora in Valle d’Aosta , la Ventina in Lombardia, il Careser ed il Mandrone – Adamello in Trentino , per la Vedretta Alta ed il Vallelunga in Alto Adige. C’è un posto però dove possiamo toccare con mano il cambiamento climatico e l’arretramento dei ghiacciai”. Lo ha affermato Filippo Camerlenghi, Vice Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche “Questo posto è appena, appena ai confini con la Svizzera – ha proseguito Camerlenghi – nei pressi di Saint Moritz. Si tratta di un ghiacciaio che si ghiacciai1trova sul versante Nord del Massiccio del Bernina: il Morterascht dove davvero possiamo vedere il cambiamento climatico in atto. L’arretramento del ghiacciaio appare chiaro. E’ possibile percorrere un sentiero lungo il quale sono posti dei cartelli che indicano anno ed esattamente il livello in cui era il ghiacciaio in quel periodo. Ad ogni cartello corrisponde un decennio ed alla fine del percorso è possibile avere la percezione chiara della fusione del ghiacciaio dal 1845 ad oggi. Ebbene il ghiacciaio arretra di ben 200 metri ogni decennio , si va verso la scomparsa. L’unico periodo in cui l’arretramento si è ridotto è stato nel decennio 1980 – 1990 , particolarmente freddo. In quel decennio e solo in quel decennio abbiamo registrato un rallentamento dell’arretramento del ghiacciaio. Ecco che con le Guide Ambientali Escursionistiche non si arriva sul ghiacciaio, ma percorrendo tale sentiero si ha la visione completa di quella che è la realtà odierna. E’ in questo posto che si tocca con mano la realtà e si vede con chiarezza lo stato di salute attuale dei ghiacciai”. (foto: ghiacciai)

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Pomodori cinesi e il consumo degli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

pomodoroPassate, polpe e pelati rappresentano il 98,5% del pomodoro che arriva sulle nostre tavole, ed è tutto italiano. Il consumo italiano di concentrato di pomodoro è pari a poco più dell’1,5% del mercato dei derivati del pomodoro.I derivati del pomodoro venduti sugli scaffali dei nostri supermercati sono ottenuti da prodotto 100% italiano: pomodori pelati, passata, pomodorini e polpa possono essere prodotti solo da pomodoro fresco che deve essere lavorato in azienda entro 24/36 ore dalla raccolta. Lavorare prodotto fresco proveniente da altri paesi sarebbe impossibile per la distanza, oltre che antieconomico per l’impatto sui costi. Non c’è alcuna possibilità di trarre in inganno il consumatore: ipotizzare, infatti, che tali derivati possano essere ottenuti da un semilavorato, quale il concentrato cinese, è come pensare di poter trasformare una bottiglia di vino in 30 grappoli d’uva.Il concentrato di pomodoro è una commodity, può essere prodotto ovunque con standard qualitativi equivalenti.
Le aziende italiane trasformano mediamente oltre 5.000.000 di tonnellate di pomodoro fresco all’anno. Importiamo circa 200.000 tonnellate di concentrato di pomodoro da diversi mercati mondiali, quali la Cina, gli USA, la Spagna, il Portogallo e la Grecia, ma lo rilavoriamo e ne esportiamo più del doppio! Pertanto, la produzione e la rilavorazione del concentrato è destinata essenzialmente al mercato estero, generando un volume di affari di circa mezzo miliardo di euro e qualche migliaia di occupati.
Una maggiore produzione agricola di pomodoro, quindi, dovrebbe essere favorita da un sostanziale incremento dei consumi di derivati più direttamente legati al made in Italy, come i pelati e la polpa di pomodoro, oltre che alle passate;
Anicav ha sempre ritenuto fondamentale il dialogo con tutta la filiera per incrementare la produzione di qualità e favorire la conquista di nuovi mercati. L’industria è disponibile a qualsiasi ragionamento sulla trasparenza in etichetta, nella consapevolezza che una norma che vale solo per l’Italia avrebbe un’efficacia molto relativa. A testimonianza di ciò c’è la nostra richiesta di estendere, a livello comunitario, l’obbligo di utilizzare esclusivamente pomodoro fresco per la produzione di Passata, così come già avviene in Italia. (foto: pomodoro)

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Accesso al credito da parte degli italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2017

bancomatSta diventando un processo sempre più digitale, come dimostrato da un mercato in costante crescita e dalla nascita di numerose piattaforme online che agevolano l’incontro tra domanda e offerta di finanziamento. Younited Credit, leader in Europa nel settore credito al consumo online sbarcata sul mercato italiano nel 2016 e diventata velocemente uno dei player di riferimento a livello nazionale con 20 milioni di euro erogati a 3.000 famiglie nel periodo compreso dal lancio delle attività in Italia ad aprile 2016 sino a gennaio 2017, ha voluto analizzare il mercato del prestiti online nel nostro Paese, rilevando i principali trend emersi dallo studio dei progetti finanziati in Italia tramite la sua piattaforma.Quanto richiedono gli Italiani nel momento in cui effettuano una richiesta di prestito? In generale, nel momento in cui si rivolgono ai canali online come Younited Credit, lo fanno per un ammontare medio di 7.500 euro erogato con una rateizzazione media di 48 mesi e un tasso di interesse medio del 7,5%.“Gli ottimi risultati che abbiamo riscontrato in questi primi mesi di attività in Italia dimostrano un interesse sempre più diffuso verso il digitale come strumento di accesso al credito” ha sottolineato Tommaso Gamaleri, Country Manager per Younited Credit in Italia. “Dall’analisi emerge innanzi tutto quanto questo interesse sia ripartito in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, dal Nord al Sud. Tra le finalità, è interessante notare come gli Italiani diano priorità ad esigenze come la sostituzione dell’automobile o il rinnovamento della propria abitazione, piuttosto che a progetti legati al tempo libero, come i viaggi, o alla tecnologia.”Nello specifico, lo studio ha rilevato che gli Italiani si rivolgono alle piattaforme di credito digitali principalmente per finalità legata alla ristrutturazione della propria casa (22,5%) e all’acquisto di un auto, nuova o usata (19%). Una fetta consistente di richieste avviene per un bisogno liquidità (oltre 42%) e finalizzare progetti di diversa natura. Tra questi sembra che i viaggi e la tecnologia non siano tra le priorità degli italiani nel momento in cui cercano un credito, raccogliendo nel complesso solo poco più del 2%. (grafico: crediti)

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Alto Adige: Se gli italiani sono minoranza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

bolzano“Non possiamo non condividere l’appello dei docenti a favore della tutela di nomi italiani nella segnaletica toponomastica altoatesina. FdI si batte da anni a tutela della comunità di lingua italiana, ormai minoranza in Alto Adige e recentemente, con Giorgia Meloni e Fabio Rampelli alla Camera abbiamo espresso la nostra solidarietà agli italiani dell’ Alto Adige venduti da questo governo in cambio di bassi tornaconti politici in occasione del referendum. Giustamente i docenti, e anche il presidente della Crusca, Claudio Marrazzini si chiedono “in quale Paese dell’universo si consentirebbe di eliminare dall’uso pubblico la lingua ufficiale e nazionale parlata dai suoi cittadini”.
Ecco succede nel nostro Paese e il presidente Mattarella, che si interessa del destino delle minoranze migranti, ha l’obbligo come massimo rappresentante, di difendere la nostra identità italiana tutelando anche gli italiani quando sono minoranza nella propria stessa terra”.
Così in una nota, Federico Mollicone, responsabile nazionale della Comunicazione FdI-An e membro dell’esecutivo nazionale.

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Omeopatia al primo posto nella scelta degli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2017

omeopatiaOltre un italiano su 5 (il 21,2% della popolazione) fa uso di Medicinali Non Convenzionali (con un +6,7% rispetto al 2012) e l’omeopatia risulta essere la cura alternativa più diffusa. Quando si decide infatti di non affidarsi alla medicina tradizionale, ci si orienta prima di tutto all’omeopatia (76,1%), seguita dalla fitoterapia (con il 58,7%), l’osteopatia (44,8%), l’agopuntura (29,6%) e, infine, la chiropratica (20,4%).I dati del Rapporto Italia 2017 di Eurispes – rilanciati oggi da AMIOT, l’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia – sottolineano una crescita esponenziale che si allinea con i trend europei di diffusione delle Medicine Non Convenzionali. L’aumento della fiducia nei confronti delle cure alternative è stato tale che se si fa un raffronto con i dati storici si scopre che in questi anni sono più che raddoppiati: oggi scelgono, infatti, le Medicinali Non Convenzionali ben 12.861.000 di cittadini, mentre nel 2000 erano poco più di 6 milioni.Il rapporto offre uno spaccato sui comportamenti, gli usi e le tendenze degli italiani nei confronti di un settore che, nonostante la crisi, continua a crescere ed essere utilizzato sempre di più da parte dagli italiani.
“Come rilevato dal rapporto Eurispes l’incremento del ricorso alle Medicine Non Convenzionali è un dato assodato a livello nazionale grazie a una presa di responsabilità sempre più rilevante delle famiglie e degli individui sul proprio stato di salute, all’autodeterminazione della scelta terapeutica, ma soprattutto a modalità relazionali medico/paziente più sensibili alle esigenze del paziente”, ha commentato il Dr. Marco Del Prete, a nome dell’AMIOT – Associazione Medica Italiana di Omotossicologia. “E’ stata recentemente pubblicata la nuova edizione del nuovo volume ‘Low Dose Medicine. Omeopatia e Omotossicologia. Le prove scientifiche’, edito da GUNA Editore, che permette di far conoscere l’efficacia terapeutica dei medicinali non convenzionali sia agli addetti ai lavori sia a coloro che vogliano documentarsi su un argomento di stretta attualità e di interesse pubblico sempre maggiore”, ha concluso Del Prete.
L’Italia, quindi, con questo dato rientra a buon titolo tra i Paesi Europei che hanno maggiormente sviluppato nella popolazione questa consapevolezza: secondo i dati del Consorzio UE CAMbrella, in Europa, non meno di 100 milioni di persone fanno regolarmente uso di prestazioni sanitarie di Medicine Non Convenzionali a livello preventivo e curativo.Dalla ricerca, infine, emerge un altro dato interessante che è quello che riguarda la ricerca delle informazioni che conferma il primato della Rete (con il 47,7%) come mezzo di ricerca sui disturbi della salute: più di tutti (col 64,4%) sono i giovani tra i 18 e i 24 anni a consultare Internet per risolvere i dubbi su questo argomento: soprattutto per capire a che cosa siano dovuti i sintomi/disturbi che si avvertono (91,5%), ma anche sulle buone pratiche/abitudini utili alla salute (79,9%). Il 50,7% usa internet per capire quali esami fare e il 47,4% invece per capire quali farmaci assumere per il proprio disturbo.

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Italiani senza cittadinanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

torino5gTorino. «È inspiegabile che una norma di civiltà come la legge sullo Ius soli sia bloccata al Senato da più di un anno. Come è stata approvata già alla Camera, allo stesso modo deve avvenire al Senato portando a termine l’iter per l’approvazione della legge. Si tratta di un atto al quale il nostro Paese non può sottrarsi» – così Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte, ha commentato il sit-in permanente del movimento Italiani Senza Cittadinanza.
«Si tratta di cittadini e cittadine che rivendicano un proprio diritto. Sono figli/e di genitori stranieri nati in Italia che chiedono di poter legittimare il proprio percorso di inclusione. Questa legge sarebbe uno strumento valido per permettere alle nuove generazioni di sentirsi parte di una comunità e allontanarle anche da eventuali pericoli di radicalizzazioni» – ha continuato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.
«Deve però essere chiaro che: lo stop in Senato della legge sullo Ius soli non può essere uno strumento di baratto politico per facilitare il percorso di una nuova legge elettorale» – ha concluso Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

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“Gli autografi dei letterati italiani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

Perugia_museo_archeologico_01Perugia Venerdì 10 febbraio 2017, ore 14.00 Palazzina Valitutti, (Campus di via C. Manuali) “Gli autografi dei letterati italiani” è il titolo di un seminario che terrà il prof. Matteo Motolese, docente di Linguistica italiana presso l’Università di Roma “La Sapienza. Il seminario sarà anche l’occasione per fare il punto sull’ambizioso progetto scientifico che ha visto in circa 10 anni di lavoro la collaborazione di circa 100 studiosi italiani e stranieri tra filologi, storici della lingua, paleografi, storici della letteratura (www.autografi.net). L’obiettivo è quello di raccogliere le testimonianze autografe ad oggi conosciute relative a oltre duecento letterati italiani dal XIII sino alla fine del XVI secolo. L’idea è quella di costituire una mappa di ciò che sopravvive degli usi scritti di un gruppo rappresentativo di autori dei primi secoli della letteratura italiana, accompagnando il censimento – per ogni singolo autore – con una serie di riproduzioni, una descrizione paleografica degli usi scrittòri, un profilo introduttivo che dia conto dello status relativo ai suoi manoscritti e alla sua biblioteca.
Mentre saranno esclusivi della forma cartacea i profili introduttivi ai singoli autori e le descrizioni paleografiche delle loro abitudini scrittorie verranno riversati nel portale http://www.autografi.net tutti i dati del censimento, che saranno perciò interrogabili in modo incrociato. Inoltre, verrà reso disponibile un numero molto maggiore di riproduzioni, che potranno riguardare anche interi manoscritti. Grazie a un accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è stata avviata infatti un’ampia campagna fotografica nelle biblioteche nazionali e statali italiane che permetterà l’acquisizione di un numero crescente di immagini in alta risoluzione. Per dare qualche numero, è prossima la consegna della prima tranche di oltre 30.000 immagini di manoscritti conservati in 13 biblioteche italiane, tra cui le Nazionali di Roma, Firenze, Napoli, Venezia e, naturalmente, la Laurenziana. Tra gli obiettivi ci sarà anche quello di impostare un’imponente campagna di acquisizione di trascrizioni relative agli autografi che ambisce a costituire un’importante banca dati interrogabile per indagini sulla lingua d’autore dalle Origini sino alla fine del Cinquecento.
Matteo Motolese insegna Linguistica italiana presso l’Università di Roma La Sapienza. Ha curato l’edizione commentata della Giunta fatta al ragionamento degli articoli et de’ verbi di messer Pietro Bembo di Lodovico Castelvetro (Antenore, Roma–Padova 2004). Si è occupato soprattutto di storia della lingua e della letteratura italiana del Rinascimento. Dal 2009 dirige con Emilio Russo l’opera in più volumi degli Autografi dei letterati italiani; collabora inoltre con il supplemento domenicale del “Sole 24 Ore”. Il suo ultimo studio monografico pubblicato, Italiano lingua delle arti. Un’avventura europea (1250-1650), pubblicato da Il Mulino nel 2012, analizza la notevole incidenza della nostra lingua sul lessico moderno delle arti visive e dell’architettura, a partire dalle testimonianze più antiche per arrivare alla trattatistica del Seicento.

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Gli argomenti che non interessano gli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

meloni«A 64 giorni dalla bocciatura al referendum del Governo Renzi e delle politiche della sinistra, nel Palazzo si continua a parlare di temi che non interessano minimamente gli italiani, come la legge elettorale e i premi di maggioranza. Chi continua a perdere tempo e cerca l’inciucio per non andare a votare non sta facendo gli interessi del popolo. Fratelli d’Italia continua a chiedere elezioni subito per dare all’Italia un governo che si occupi delle vere priorità nazionali: difesa dei confini, sicurezza, certezza della pena, lotta all’integralismo islamico, rapporto con l’Europa, contrasto alla povertà e sostegno alla famiglia». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Votare la fiducia al governo Gentiloni è tradire il voto di 19 milioni d’italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

camera deputatiÈ sbagliato continuare a fare gli assistenti sociali di un governo che non ci rappresenta. L’UDC non può assumersi la responsabilità di dare avvio a un esecutivo che è stato bollato dal voto referendario.
È cambiato il direttore d’orchestra ma non la musica che sbeffeggia milioni d’italiani che chiedevano discontinuità rispetto all’esecutivo renziano. Questo è un governo con il fiato corto, privo di prospettive e mancante di ogni adesione alla realtà. Si faccia al più presto la legge elettorale per ridare la parola agli elettori. Basta con il finto rinnovamento, c’è bisogno di responsabilità e non si può continuare a rimanere fermi mentre cresce l’antipolitica e il populismo.

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Bruxelles. Boom medici italiani in Belgio, polemiche su mobilità in Ue

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2016

bruxelles-1Bruxelles. La sanità in Belgio parla sempre meno francese o fiammingo, sempre più italiano. E scoppiano polemiche politiche sulla mobilità del lavoro garantita dalle regole dell’Ue, che hanno ispirato il titolo di apertura della prima pagina dell’edizione on line e cartacea del quotidiano Le Soir, il più prestigioso del Paese, perché la leader del partito popolare (Cdh) ha diffuso i dati di un rapporto riservato del ministero della sanità, chiedendo l’introduzione di test – attitudinali e/o linguistici – che possano riaprire le porte a neomedici e infermieri belgi, attualmente limitati da rigidi “numeri chiusi”. “Numeri Inami, le licenze che permettono di esercitare la professione nel Paese,: il 41,1% a stranieri” è il titolo de Le Soir di oggi, che parte dal dato principale del rapporto della cellula di pianificazione della Spf Santé Publique, il ministero della sanità belga, reso pubblico da Catherine Fonck, capogruppo alla Camera della Cdh: nel 2015, nella comunità francofona il 41,1% dei ‘numeri Inami’ sono andati a medici che non hanno studiato o conseguito l’abilitazione in Belgio, con gli italiani al primo posto davanti a francesi, olandesi e spagnoli.In termini assoluti, delle 649 nuove licenze rilasciate in Vallonia lo scorso anno, 382 sono andate a belgi francofoni, 247 a stranieri, in maggioranza italiani, e 20 a persone proveniente da Paesi non membri dell’Ue. A livello nazionale, ovvero sommando la parte fiamminga del Paese, la percentuale scende al 28,1%, ma era al 19,7% nel 2011. Un aumento di quasi il 50% in appena cinque anni. Passando ai dentisti, gli stranieri diventano maggioranza assoluta nella comunità francofona (56,1% nel 2015) e circa uno su due nell’insieme del Paese (44,2%). All’origine del fenomeno, le regole europee sulla libera circolazione dei lavoratori che vietano l’imposizione di limiti. L’assenza di qualsiasi prospettiva d’uscita da una crisi che attanaglia sempre più il Nostro Paese ci costringe a lanciare un ennesimo grido d’allarme. Perché dopo i Paesi più a rischio dell’UE come Grecia, Portogallo, Spagna e la piccola isola di Cipro abbiamo il dovere di denunciare come preannunciato in alcuni nostri interventi negli scorsi mesi, ma adesso con dati ufficiali alla mano, il riavvio dopo anni dei flussi migratori da parte di Nostri connazionali verso l’estero alla ricerca di un posto di lavoro. Perché se ci sono almeno tre milioni di disoccupati, di cui molti laureati, molti sono costretti a fare le valigie ed un biglietto di sola andata oltre confine perché per molti appare davvero come l’ultima spiaggia. Come detto l’avevamo percepito ed avevamo diffuso i primi dati ma il XVIII rapporto Ismu (Fondazione che si occupa di Iniziative e Studi sulla Multietnicità) parla chiaro: solo l’anno appena trascorso sono emigrati all’estero ben 50mila italiani che vanno a rinforzare le fila dei 4 milioni e 200mila gli italiani che già risiedono fuori dai confini nazionali con una crescita, quindi, del 9% rispetto all’anno precedente. La differenza principale con i flussi migratori dei decenni passati sta nelle categorie di Nostri concittadini che scelgono di emigrare: se prima erano padri di famiglia alla ricerca di un lavoro da manovale o da operaio oggi la tendenza riguarda soprattutto i giovani e qualificati, la gran parte laureati. La maggioranza, sceglie di restare in Europa in particolare cerca fortuna in Belgio, Francia, Germania, ma anche Inghilterra e Svizzera. Di fronte a dati come questi, rileva Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, non si può più restare inermi. È ora di dire basta all’assenza di politiche del lavoro in questo Paese ed al silenzio che avvolge il tragico tema della disoccupazione.

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