Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘italiani’

I prodotti italiani sono tra i più contraffatti al mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2023

L’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) hanno pubblicato oggi uno studio sull’impatto della violazione della proprietà intellettuale sulle piccole e medie imprese (PMI). Questo tipo di ricerca, che per la prima volta si concentra sulle piccole imprese, offre nuovi spunti di riflessione sull’impatto della contraffazione e di altri tipi di violazione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) sulle PMI.I brevetti sono i diritti di PI che proteggono più direttamente le innovazioni. Gli attacchi ai brevetti sono quindi particolarmente pericolosi per l’economia in generale e per le PMI in particolare.Secondo l’ultimo quadro di valutazione delle PMI, il 15 % delle PMI titolari di un diritto di PI registrato ha subito violazioni dei DPI. Questa percentuale è più elevata tra le PMI che hanno introdotto innovazioni (19,4 % nel caso delle PMI che hanno introdotto innovazioni inedite). La violazione dei DPI è quindi un problema particolare per le piccole imprese che innovano e creano occupazione e crescita. I contraffattori si interessano a tutti i tipi di prodotti realizzati dalle PMI. Quelli più frequentemente presi di mira sono macchinari elettrici ed elettronica (30 % dei sequestri), abbigliamento (18 %), profumeria e cosmetici (10 %) e giocattoli e giochi (anche in questo caso 10 %). Inoltre, molti di questi prodotti contraffatti sono di scarsa qualità e spesso rappresentano una minaccia per la salute e la sicurezza dei consumatori. Secondo l’ultimo quadro di valutazione delle PMI dell’EUIPO, pubblicato nel settembre 2022, le PMI che hanno subito violazioni dei DPI ritengono che ciò abbia avuto un impatto negativo sulla loro attività, con perdita di fatturato, di reputazione, di immagine e di vantaggio competitivo. Tuttavia, il 40 % delle piccole e medie imprese riconosce di non monitorare i propri mercati per individuare eventuali violazioni dei propri diritti di PI o di affidarsi solo a informazioni ricevute occasionalmente sulle violazioni, come i riscontri dei clienti o le informazioni fornite dai partner commerciali.Le PMI costituiscono la maggior parte delle imprese dell’UE (99 %) e rappresentano circa due terzi dei posti di lavoro. Al fine di sostenerle, l’EUIPO, insieme alla Commissione europea e agli uffici di PI nazionali e regionali dell’UE, ha avviato una serie di iniziative nel campo della proprietà intellettuale, tra cui un Fondo per le PMI che fornisce sostegno finanziario alle piccole imprese per la registrazione dei loro diritti di PI. Più di 32 000 PMI nell’UE hanno già beneficiato del Fondo.Queste iniziative fanno parte del più ampio piano d’azione sulla proprietà intellettuale della Commissione europea, che si concentra anche sulla lotta alla contraffazione e sul rafforzamento dell’applicazione dei diritti di PI. In questo settore l’EUIPO sostiene lo sviluppo di un pacchetto di strumenti dell’UE per la lotta alla contraffazione al fine di migliorare la cooperazione e la condivisione dei dati tra i titolari dei diritti, gli intermediari e le autorità pubbliche. Le imprese possono inoltre accedere gratuitamente all’IP Enforcement Portal. Questo strumento dell’EUIPO aiuta le imprese a tutelare i loro diritti di PI nei diversi Stati membri dell’UE, facilitando lo scambio di informazioni protette tra i titolari dei diritti e le autorità di contrasto al fine di sequestrare merci contraffatte. (abstract by EUIPO)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le esigenze di prestito degli italiani nel 2022

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2023

In cima alla lista delle motivazioni che spingono gli italiani a chiedere un prestito in questo periodo di incertezza globale vi è la necessità di liquidità, indicata come motivazione per oltre il 45% dei prestiti, seguita dall’esigenza di sostenere spese per lavori di ristrutturazione (12%) e, in percentuale pressoché identica, dalla necessità di far fronte a dei debiti contratti e di acquistare un’auto usata (11%).I prestiti erogati per poter disporre di liquidità, in particolare, sono aumentati del 41% rispetto al 2021, quelli per le spese di ristrutturazione del 48% e quelli per i debiti di oltre il 60%.Aumentano anche i finanziamenti per sostenere le spese mediche, che crescono del 45%, e per affrontare la nascita di un figlio (+36%), momento di grande gioia che va però di pari passo con un incremento dei costi familiari. Crescono considerevolmente anche quelli per acquistare un’auto nuova (+30%). Dopo due anni di restrizioni legate all’emergenza sanitaria gli italiani sono inoltre tornati a viaggiare e a celebrare le occasioni importanti: i prestiti erogati per le vacanze sono aumentati del 95% e quelli per i matrimoni del 61%.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Il mercato della Florida, la Ficte 2023 e la promozione dei prodotti italiani negli USA

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2023

Il 25 gennaio 2023, alle ore 15.00, Federitaly, la Federazione nata per tutelare, promuovere e valorizzare il “Made in Italy” e le aziende italiane in tutto il mondo, in collaborazione con la società M.Ro Business Cooperation & Innovation Center terranno un webinar, trasmesso gratuitamente online sulle pagine social di Federitaly, dedicato all’attrattività dell’eccellenza italiana sul mercato della Florida, il successo della settima edizione del Fitce, il Florida International Trade and Cultural Expo, l’importante evento internazionale a cui hanno partecipato aziende di tutto il mondo ed autorevoli esperti del commercio internazionale e il lancio del marchio 100% Made in Italy, che si avvale di una piattaforma in tecnologia blockchain su sui vengono depositate tutte le informazioni relative al prodotto e all’azienda, nonché le fasi salienti del processo di certificazione. Dopo i saluti di Samuil Buschkin, Delegato USA di Federitaly, partecipano ai lavori online, Romina Nicoletti, CEO della M.Ro Business Cooperation & Innovation Center e delegata italiana del Florida International Trade and Cultural Expo, Enrica Maggi, del Coordinamento Delegazioni Estere di FederItaly, Lamberto Scorzino, Segretario Nazionale di FederItaly e Giordano Guerrieri, Ceo di Finera, introdotti da Ilaria Salonna, componente dell’Ufficio di Presidenza di Federitaly, nonché responsabile degli eventi online della Federazione e moderati dal giornalista Domenico Letizia, esperto di geopolitica e mercati esteri. Lo scorso 19 e 20 ottobre, in Florida, ha avuto luogo la settima edizione del Fitce, il Florida International Trade and Culture Expo, un rilevante evento a carattere internazionale al quale hanno partecipato imprese ed espositori locali ed internazionali. La Fitce diviene sempre più una vera e propria “esposizione universale” nel corso della quale le imprese hanno la possibilità di entrare direttamente in contatto con numerosi rappresentanti governativi di spicco ed esperti del settore dell’export. Nel 2022, M.Ro Business Cooperation & Innovation Center ha presentato insieme al Ficte la prima edizione del padiglione Italian Delegation Made In Italy. Hanno partecipato 1588 partecipanti inclusi 250 espositori e oltre 100 relatori sui temi del commercio internazionale, degli investimenti internazionali e della cultura. La Italian Delegation Made in Italy è stata la delegazione più numerosa ed importante dell’Expo.L’evento online vuole promuovere il mercato della Florida e l’importanza del Florida International Trade and Cultural Expo per la crescita del Made in Italy nel Nord America. L’importante sinergia avviata da Romina Nicoletti, CEO della M.Ro Business Cooperation & Innovation Center, ha permesso di raccogliere un grande risultato anche per l’appuntamento del 2023 del Florida International Trade and Cultural Expo, ricevendo un plauso e un concreto apprezzamento dal Consolato Generale d’Italia a Miami, dal Console Cristiano Musillo, da Angelo Bocchi, Direttore dell’Italian Trade Agency di Miami e attirando l’interesse di Federitaly. Peraltro, sono numerosi gli incentivi finanziari per le imprese che intendono operare in determinati settori industriali e posizionare la propria attività in determinate aree all’interno dello Stato americano. Un ulteriore vantaggio è costituito dall’assenza di tassazione sui redditi per le persone fisiche, che rende la Florida un luogo ideale per tutti i lavoratori dipendenti e cresce per il consumatore della Florida la volontà di voler acquistare e consumare prodotti italiani certificati e autentici. Un mercato che diviene particolarmente importante anche per il marchio collettivo “Federitaly 100% Made in Italy”, che attraverso un complesso e innovativo sistema di certificazione identificata promuove e sostiene i prodotti 100% italiani. Grazie al marchio, la contraffazione del prodotto è sistematicamente non realizzabile poiché la tecnologia blockchain consente di verificare la validità del marchio, apposto sui prodotti, tramite la scansione di un Qrc che rimanda all’innovativa piattaforma, garantendo certezza sul prodotto che si sta acquistando. Ogni consumatore nazionale o estero potrà avere certezza che il prodotto che sta acquistando e su cui è apposto il marchio è realmente “100% Made in Italy”.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sondaggio: i desideri degli italiani per il 2023

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2022

Il desiderio più grande degli italiani per il 2023 è quello di investire su se stessi, con corsi di formazione e corsi di aggiornamento per il miglioramento personale. È quanto ha messo alla luce un sondaggio realizzato da Vorrei.it, piattaforma digitale specializzata in servizi per l’immobiliare.Il sondaggio ha chiesto ad oltre millecinquecento italiani di rispondere ad una semplice domanda: “Che cosa vorresti realizzare nel 2023?”. Oltre il 35% degli italiani intervistati ha espresso il desiderio di voler investire su di sé, scegliendo di mettere al primo posto la propria persona dedicando tempo e denaro alla propria formazione.Dopo il primo desiderio, gli italiani hanno espresso la volontà di concludere il percorso di studi intrapreso, con il 18.6%, e di cambiare casa con oltre il 16.7% degli intervistati.Successivamente troviamo il bisogno di cambiare lavoro (15.7%), di andare a vivere all’estero con il 10.8%. Infine il 3.2% degli intervistati vorrebbe cambiare il proprio partner nel corso del 2023.“La scelta di investire su se stessi, per aumentare le proprie conoscenze dimostra quanto le persone siano sempre più consapevoli che oggi sia necessario continuare a formarsi a qualunque età”, ha commentato il sondaggio Ivan Laffranchi, fondatore di Vorrei.it.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

C’è un 17% di italiani (15-74 anni) che leggono, ma solo online o su smartphone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2022

Sono persone che fruiscono di contenuti editoriali sui social network, online su siti specializzati o dedicati alla fanficition, ma che non hanno invece familiarità con i libri, nemmeno in versione elettronica o audio. I dati sono stati presentati a Più libri più liberi – Fiera nazionale della piccola e media editoria organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e in programma fino all’11 dicembre alla Nuvola e Roma, durante l’incontro Gli altri modi di leggere, organizzato in collaborazione con ALDUS UP, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di Europa Creativa. “Stiamo parlando di un 17% di italiani – ha spiegato Giovanni Peresson, responsabile ufficio studi di AIE – che, pur non leggendo libri, ebook, ascoltando audiolibri, esprimono una domanda di evasione, informazione, aggiornamento attraverso la lettura di contenuti editoriali da altri dispositivi. È un pubblico che si può intercettare ma che pone anche delle criticità: parliamo di persone con bassi indici di competenze alfabetiche e che può avere difficoltà ad approcciarsi a sistemi di lettura più articolati”.Insieme a Gianni Peresson, che ha illustrato i dati, sono intervenuti Angelo Piero Cappello (Centro per il libro e la lettura) ed Elisa Salamini (Mamamò), con la moderazione di Cristina Mussinelli (ufficio studi AIE).La ricerca mostra inoltre come la percentuale di persone che rifiuta qualsiasi tipo di lettura sia in calo: è passata dal 16% nel 2017 al 14% nel 2019, per poi attestarsi all’11% nel 2022.Per quanto riguarda i media attraverso cui gli italiani accedono ai mondi narrativi, a quello delle utilità pratiche e a quello degli approfondimenti culturali e divulgazione, la televisione si conferma il media di gran lungo più seguito, crescono i social network, ma il libro – nelle sue versioni a stampa, ebook o audio – continua a giocare un ruolo importantissimo. Per quanto riguarda i mondi narrativi in particolare, la tv in chiaro è la porta d’accesso per il 75% degli italiani, la pay tv per il 62% (in forte crescita), il libro per il 53%, raggiunto quest’anno dai social autoriali (53%). Youtube al 46%, cinema al 36%, ebook al 31%.Nel mondo delle utilità pratiche, il libro si attesta al 35% mentre dominano ai primi posti tutor-webinar con il 55%, social tematici (55%), rubriche televisive (53%), siti specialistici (37%).Negli approfondimenti culturali e divulgazioni, infine, la tv in chiaro si attesta al 51%, seguita da pay tv (35%), segue il libro con il 31% e la radio con il 21%. Ebook al 18%.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Italiani attenti al risparmio ma l’inflazione li ostacola

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2022

A cura di Gimme5. Se in passato il denaro era visto come un argomento da affrontare soltanto tra le mura di casa, oggi non è più così e la maggior parte degli italiani (64,6%) si trova a suo agio a parlare di spese e risparmi anche con amici e parenti: è quanto emerge da una recente ricerca condotta da Gimme5 – soluzione digitale che permette di accantonare piccole somme attraverso smartphone e investirle in fondi comuni – su un campione rappresentativo della propria base clienti.La nuova indagine conferma ancora una volta come gli italiani siano un popolo lungimirante: il 40,4% degli intervistati ritiene, infatti, che risparmiare sia un’azione fondamentale per il futuro della famiglia, mentre il 24,8% ritiene che sia addirittura necessario. A risparmiare sono soprattutto gli uomini, seguiti a poca distanza dalle donne (81% vs 76%) e i più parsimoniosi si rivelano i ragazzi tra i 25 e i 34 anni (84% del totale). Tra i motivi per cui si risparmia ci sono soprattutto “grandi progetti” come casa, matrimonio o attività in proprio (27,1%).Se, dunque, la maggioranza del campione concorda sull’importanza del risparmio e afferma di aver concretamente messo da parte del denaro negli ultimi 12 mesi (79%), tutt’altra questione è l’aver risparmiato in modo efficiente, poiché spesso (27,4%) le cifre risparmiate sono parcheggiate sullo stesso conto utilizzato per le spese correnti, con il rischio di perdere il controllo di entrate e uscite.Sui temi di finanza personale vi è quindi ancora scarsa chiarezza e le decisioni finanziarie di ogni giorno sono rese ancora più complicate dall’attuale congiuntura internazionale e dagli elevati livelli di inflazione, tanto che chi afferma di non riuscire a risparmiare indica tra le cause principali l’impennata dei prezzi (70,7%) e l’aumento delle spese di prima necessità (35,9%).Per sentirsi in pace con la propria situazione finanziaria, la maggior parte degli intervistati afferma che sia sufficiente avere la possibilità di coprire gli imprevisti (56%) e, in secondo luogo, avere abbastanza conoscenze finanziarie per gestire consapevolmente il denaro (43,6%). Possedere una grande somma di denaro non è invece visto come un fattore necessario (9%). Per questo, l’educazione finanziaria (59,1%) e le competenze digitali (37,2%) sono i fattori su cui puntare per avvicinare i risparmiatori al mondo della finanza e degli investimenti. Le persone si affidano più volentieri a strumenti che li possano guidare nelle scelte di investimento (72,9%) e che consentano loro di automatizzare gli accantonamenti (39,3%), mentre il fattore costo è meno rilevante nella scelta del servizio (18,3%).Il 69,1% del campione afferma di investire il proprio denaro, una percentuale che cresce all’aumentare dell’età dei rispondenti (78% della fascia 45-54 anni, contro 55% della fascia 18-24 anni) e gli uomini risultano essere più propensi al rischio di investimento rispetto alle donne (74% vs 54%). La maggioranza degli intervistati comincia, però, a investire dopo anni dal primo stipendio (35,2%), presumibilmente per essere certi di aver accumulato un capitale sufficiente a far fronte agli imprevisti. I fondi comuni sono gli strumenti di investimento preferiti (64,4%), seguiti da titoli azionari (31,4%) e cripto, NFT ed ETF (30,1%).L’educazione finanziaria viene percepita come una conoscenza fondamentale per la gestione del denaro (81%) e la sua mancanza causa incertezza nelle scelte d’investimento nel 31,2% dei casi. Sono gli enti pubblici ad essere considerati più affidabili per la divulgazione di queste conoscenze, soprattutto scuola (48,5%) e istituzioni (25,5%), più che le famiglie (7,9%). Il digitale è quindi il vero fattore che può fare la differenza nell’apprendimento delle conoscenze finanziarie, ma non è solo social: il 52,6% degli intervistati preferisce contenuti video, il 48,5% spiegazioni sul sito o sull’app del servizio finanziario prescelto, mentre solo il 3,6% preferisce i social network.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I medici italiani e stranieri sono responsabili, preparati e solidali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2022

Noi, dal 2000, abbiamo sempre curato, tramite #Ambulatorio_Amsi per stranieri, migliaia di migranti. Da questo abbiamo sempre presentato i dati che i migranti non portano malattie infettive. Il 75% dei migranti si ammalano dopo o durante il loro arrivo in Italia perché le difese immunitarie indeboliscono il fisico e lo stato psicologico, poi hanno molti traumi di natura ortopedica, problemi respiratori, cardiaci, gastrici, dermatologici e per la scarsa igiene e alimentazione. Sulle donne ed i bambini c’è molta violenza sessuale. Non accettiamo che qualcuno possa mettere in dubbio il lavoro dei medici italiani e stranieri in Italia che sono tra i più preparati nel mondo. I medici italiani e di origine straniera devono svolgere il loro compito in modo autonomo ed indipendente .Ricordiamo che i medici italiani girano il mondo per salvare bambini e pazienti che hanno difficoltà e sono i più solidali in Europa. L’Associazione medici di origine straniera in Italia(AMSI) lancia appello al Governo italiano di lavorare insieme sui 2 binare per combattere l’immigrazione irregolari, gli scafisti, chi violenta le donne da una parte e di promuovere progetti per l’integrazione ,assistenza sanitaria e far rispettare gli accordi bilaterale e da tutti i paesi europei dall’altra parte. L’Europa deve intervenire e sostenere l’Italia e nessuno può dare lezione all’Italia in solidarietà e difesa dei diritti umani. Ma fermatevi sul punto dei medici. Non può assolutamente essere messo in dubbio il loro operato!”. Così dichiara Foad Aodi, Presidente Amsi e del Movimento Uniti per Unire e membro della commissione salute Globale Fnomceo. http://www.amsimed.org

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La rappresentanza e i Comitati degli Italiani all’Estero (Comites)

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2022

Lo Speciale del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes 2022 è dedicato allo studio dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites) e del loro ultimo rinnovo avvenuto a dicembre 2021. I Comites sono organi elettivi senza fini di lucro ed apolitici che raccolgono e rappresentano le esigenze dei cittadini italiani residenti all’estero. Questi organi (i cui membri non percepiscono remunerazione per la loro attività di volontariato) si interfacciano nei rapporti con le istituzioni italiane insieme alle quali promuovono, nell’interesse della collettività italiana residente nella circoscrizione, tutte quelle iniziative ritenute opportune in materia di vita sociale e culturale, assistenza sociale e scolastica, formazione professionale, settore ricreativo e tempo libero. Il Comites diventa in queste pagine occasione di analisi e di riflessione sulla mobilità italiana che ha abitato e abita quel luogo – inteso nel duplice significato di nazione e città – e sulla capacità che ha avuto e che ha di intessere relazioni con la comunità italiana lì residente. La presenza di un Comites operativo significa avere una comunità organizzata che accompagna i nuovi arrivi e supporta i lungoresidenti dialogando e confrontandosi per le naturali difficoltà intergenerazionali che si vengono a presentare. Un cammino del fare, quindi, irto di difficoltà dovute al costante mutamento dei protagonisti della mobilità, delle loro necessità e delle condizioni storiche, sociali, politiche, economiche e culturali in cui avviene la migrazione. Vi sono, d’altra parte, Comitati in crisi per gli stessi motivi perché non ritenuti rappresentativi della realtà, ma ancorati a un passato che non ha più senso di esistere se non riletto alla luce dei cambiamenti nel frattempo occorsi. I Comites possono a ragione essere tacciati di scarsa – o nessuna – rappresentanza quantitativa della comunità, vista la platea estremamente esigua che li ha eletti. Una parte degli elettori italiani, residenti in Italia e fuori dei confini nazionali, resta contraria al voto all’estero così come è stato riformato: permangono, cioè, ancora irrisolte alcune criticità note come la difficoltà di garantire la personalità, la libertà e la segretezza del voto. Sfiducia e opposizione al voto possono trovare nell’astensionismo una forma legittima di protesta. Ma ciò che i dati sull’affluenza suggeriscono è che con il passar degli anni è venuta meno la spinta propulsiva che ha riformato il voto degli italiani all’estero, e la generazione che l’ha promossa. Una parte sempre maggiore di elettori, e tra questi segnaliamo gli italodiscendenti e i neo-immigrati dall’Italia, non ha fatto parte di quella “battaglia” per il voto all’estero e potrebbe sentirsi in qualche maniera slegata dal diritto-dovere di votare. Portare (o riportare) questi elettori alle urne è senz’altro una delle sfide più urgenti per contrastare l’astensionismo crescente.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’Italia fuori dall’Italia: Gli italiani che emigrano

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2022

Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes.È da tempo che i giovani italiani non si sentono ben voluti dal proprio Paese e dai propri territori di origine, sempre più spinti a cercar fortuna altrove. La via per l’estero si presenta loro quale unica scelta da adottare per la risoluzione di tutti i problemi esistenziali (autonomia, serenità, lavoro, genitorialità, ecc.). E così ci si trova di fronte a una Italia demograficamente in caduta libera se risiede e opera all’interno dei confini nazionali e un’altra Italia, sempre più attiva e dinamica, che però guarda quegli stessi confini da lontano. È quanto emerge dalla XVII edizione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, presentato questa mattina a Roma. Al 1° gennaio 2022 i cittadini italiani iscritti all’AIRE sono 5.806.068, il 9,8% degli oltre 58,9 milioni di italiani residenti in Italia. Non c’è nessuna eccezione: tutte le regioni italiane – si legge nel testo – perdono residenti aumentando, però, la loro presenza all’estero. La crescita, in generale, dell’Italia residente nel mondo è stata, nell’ultimo anno, più contenuta, sia in valore assoluto che in termini percentuali, rispetto agli anni precedenti. Dal 2006 al 2022 la presenza degli italiani all’estero è cresciuta del 87% passando da 3,1 milioni a oltre 5,8 milioni.L’Italia è irrimediabilmente legata alla mobilità e inevitabilmente chiamata, oggi, a fare i conti con le difficoltà degli spostamenti dovuti alla pandemia. Molti probabilmente lo hanno fatto ricorrendo all’irregolarità, non ottemperando, cioè, all’obbligo di legge di iscriversi all’AIRE poiché, in tempi di emergenza sanitaria, suona forte – e non potrebbe essere altrimenti – il campanello di allarme relativo alla perdita di assistenza sanitaria che rappresenta, da sempre, il principale motivo che trattiene chi parte per l’estero a iscriversi all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. Le partenze per “espatrio” avvenute lungo il corso del 2021 – sottolinea il Rapporto – sono state 83.781, la cifra più bassa rilevata dal 2014, quando erano più di 94 mila. Chi è partito per espatrio da gennaio a dicembre 2021 è prevalentemente maschio (il 54,7% del totale), giovane tra i 18 e i 34 anni (41,6%) o giovane adulto (23,9% tra i 35 e i 49 anni), celibe/nubile (66,8%). I minori scendono al 19,5%. I coniugati si attestano al 28,1%. A partire sono stati sempre più i giovani e sempre meno gli anziani (-19,6%) e le famiglie. In drastica riduzione anche il numero dei minori. Il 78,6% di chi ha lasciato l’Italia per espatrio nel corso del 2021 è andato in Europa, il 53,7% (poco più di 45 mila) è partito dal Settentrione d’Italia, il 46,4% (38.757), invece, dal Centro-Sud. La Lombardia (incidenza del 19,0% sul totale) e il Veneto (11,7%) continuano ad essere, come da ormai diversi anni, le regioni da cui si parte di più. Seguono: la Sicilia (9,3%), l’Emilia-Romagna (8,3%) e la Campania (7,1%). Tuttavia, dei quasi 16 mila lombardi, dei circa 10 mila veneti o dei 7 mila emiliano-romagnoli molti sono, in realtà, i protagonisti di un secondo percorso migratorio che li ha portati dapprima dal Sud al Nord del Paese e poi dal Settentrione all’oltreconfine.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Migrantes: Rapporto Italiani nel Mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Roma. Stamani, alle ore 10.00, a Roma, presso l’Auditorium “V. Bachelet” del The Church Palace (Via Aurelia, 481), incontro per la XVII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo”, della Fondazione Migrantes. Il meeting apre con la prolusione di mons. Francesco Savino, Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. A presentare nel dettaglio il Rapporto, la curatrice Delfina Licata. Seguiranno gli interventi di Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie; Paolo Masini, Presidente del Comitato di Indirizzo del Museo dell’Emigrazione Italiana e Claudio Visconti, Responsabile del Foyer Catholique Européan di Bruxelles. Le conclusioni saranno affidate al Direttore Generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. A moderare i lavori la giornalista e conduttrice Rai, Monica Marangoni.

Posted in Roma/about Rome, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Migrantes: Rapporto Italiani nel Mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2022

Roma Martedì 8 Novembre 2022 alle ore 10.00 TH Roma –Carpegna Palace Hotel via Aurelia, 481 nuova edizione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. Il Rapporto giunge, quest’anno, alla diciassettesima edizione e si avvale di autori e autrici che, dall’Italia e dall’estero, hanno lavorato a diversi saggi. Il volume raccoglie analisi socio-statistiche delle fonti ufficiali, nazionali e internazionali, più accreditate sulla mobilità dall’Italia. La trattazione di questi temi procede a livello statistico, di riflessione teorica e di azione empirica attraverso indagini quali-quantitative.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I risparmi degli italiani sono i più colpiti dal carovita in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2022

Nella Giornata Mondiale del Risparmio, la banca online N26 ha analizzato l’impatto dell’attuale aumento del costo della vita sulla propensione al consumo e al risparmio dei propri clienti in Italia e in Europa.La ricerca ha coinvolto 5 paesi europei quali Italia, Austria, Francia, Germania e Spagna, analizzando e confrontando i dati relativi a consumi e risparmi nell’utilizzo dei conti correnti da parte dei propri clienti, da gennaio ad agosto 2022.L’impatto sul risparmio: Italia registra il calo maggiore da marzo 22 Tra i paesi presi in considerazione, l’Italia si classifica al quarto posto per percentuale di reddito risparmiato (1,50% del reddito in media al mese). Al primo posto troviamo la Spagna (6%), seguita da Germania (5%) e Austria (4%), mentre la Francia si posiziona all’ultimo posto (0,1%). Nel confronto con i vicini europei, inoltre, le abitudini di risparmio degli italiani sembrano essere le più colpite dall’aumento del costo della vita. Nel periodo analizzato da N26, infatti, l’Italia risulta essere il paese che ha registrato il calo maggiore dei risparmi medi rispetto al reddito: da marzo 2022, gli italiani hanno messo da parte in media il 78% in meno del proprio reddito, rispetto ai primi due mesi dell’anno. Situazione opposta rispetto ai risparmiatori tedeschi, ad esempio, i meno influenzati dal carovita: sempre a partire da marzo 2022, la Germania infatti ha registrato il calo minore nell’importo medio risparmiato (-49%). In questo panorama complesso, a livello europeo sono le donne a risparmiare di più, nonostante l’endemica differenza di reddito medio con gli uomini (che arriva quasi al 40%): la propensione al risparmio delle donne emerge chiaramente dal dato medio (5,9% del reddito rispetto al 3,7% degli uomini) e da quello assoluto (112 € in media ogni mese, contro 95€ degli uomini). Le città italiane a confronto: Bologna “formica” d’Italia, Napoli risparmia più di Milano In quanto ai dati locali, Bologna è in vetta alla classifica del risparmio, seguita da Napoli che batte Milano. I napoletani infatti risparmiano in media quasi 26 euro al mese, mentre i milanesi sono a quota 19 euro. I più oculati come detto sono i bolognesi che in media riescono a mettere da parte più di 33 euro ogni mese. Ultimi nella classifica delle città analizzate sono i romani, con solo 13 euro.In risposta al carovita, dall’analisi dei primi mesi del 2022 risulta un parziale cambiamento nelle abitudini di spesa degli italiani.In particolare, gli Italiani hanno tagliato le spese per il tempo libero e l’intrattenimento (-15,1%) registrando il calo più accentuato in questa categoria merceologica tra i paesi coinvolti nello studio.D’altro canto, però, alcuni settori non hanno subito alcuna flessione ma anzi hanno sperimentato una forte crescita, trainata dalla stagionalità: nei mesi estivi infatti gli italiani hanno concentrato le proprie spese in viaggi e spostamenti, segmento che ha registrato l’aumento più alto in termini percentuali tra quelli analizzati (+ 107%).L’incremento dei prezzi ha inoltre inciso significativamente sulle spese degli italiani relative alla gestione e manutenzione dell’auto, impattate dall’aumento dei costi della benzina, in generale sulle spese destinate ai trasporti (+53.5%, record tra i paesi esaminati nello studio) e a riempire il carrello del supermercato (+ 15.6%).Tra le categorie merceologiche impattate negli altri paesi in Europa, spicca in particolare la spesa relativa ai comparti media ed elettronica, ridotta notevolmente sia in Germania (-7,9%) che in Austria (-15,4%) da marzo in poi. In entrambi i paesi il segmento media ed elettronica è l’unico tra quelli presi in esame che ha visto una diminuzione della spesa sia in termini assoluti sia come percentuale del reddito.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Italiani e caro prezzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2022

Il 76% degli italiani è molto preoccupato rispetto all’aumento dei prezzi nell’attuale contesto di crisi economica emersa anche in seguito alla pandemia di Covid-19 e alla guerra in Ucraina, tuttavia il 62% adotta un atteggiamento attivo mettendo in pratica delle misure concrete per contrastare l’inflazione. Sono questi alcuni dei dati emersi da un’indagine che è stata sviluppata dall’istituto Bilendi, tra i leader europei nell’analisi dei dati a scopo di ricerche di mercato, in collaborazione con i ricercatori dell’Università Cattolica su un campione rappresentante la popolazione italiana formato da 800 persone. Lo studio che analizza la tematica dell’aumento dei prezzi di beni e servizi e come le persone si informano in tale ambito, è al centro della quarta newsletter per l’informazione consapevole (link) del progetto Opinion Leader 4 Future, un programma triennale nato dalla collaborazione tra Almed (Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica) e Gruppo Credem, tra i principali gruppi bancari italiani e tra i più solidi a livello europeo.Dalla ricerca emerge che fra gli intervistati vi è grande preoccupazione sull’aumento dei costi di beni e servizi (76%) e un costante aggiornamento sull’argomento (70%), molti ritengono di trovarsi in un momento di difficoltà economica maggiore rispetto al passato (45%) e il caro prezzi è un tema quotidiano di conversazione (40%). Tuttavia, permane un atteggiamento propositivo, infatti, il campione preso in considerazione sta attuando una serie di provvedimenti per fronteggiare la situazione di crisi economica (62%). A livello informativo, invece, gli intervistati dichiarano che le notizie sull’aumento dei prezzi sono poco chiare (44%) e in un contesto nel quale i contenuti sono considerati maggiormente utili, queste devono possedere le seguenti caratteristiche: attendibilità (63%), comprensibilità (49%) e capacità di indicare soluzioni (44%). Risulta essenziale anche la completezza delle informazioni, infatti il campione intervistato predilige comunicazioni capaci di offrire una panoramica completa e veritiera.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Italiani popolo longevo

Posted by fidest press agency su martedì, 11 ottobre 2022

Gli italiani sono una popolazione tra le più longeve in Europa e nel mondo. Secondo i dati Istat, al primo gennaio 2021, oltre 17 mila persone hanno più di 100 anni. È un record a cui dobbiamo essere affezionati e che invece potrebbe essere minato da diversi fattori come stress, assunzione continua di farmaci e condizioni infiammatorie. Tutte queste condizioni possono infatti portare a un invecchiamento precoce delle cellule, alterandone il normale comportamento, rendendole più facilmente attaccabili dai radicali liberi e dallo stress ossidativo. Questo particolare stato impedisce il normale svolgimento delle funzioni vitali e questo può portare anche a disturbi cronici. Contro lo stress ossidativo che danneggia le cellule e compromette la funzionalità dei tessuti arriva in aiuto l’innovazione nel campo dei nutraceutici. Con un mix sinergico di componenti ad azione antiossidante è nato Gludat di Aqma Italia. Gludat contiene una serie di principi attivi utili contro lo stress ossidativo, che risulta essere particolarmente sviluppato in caso di diabete, alterazioni del metabolismo, arteriosclerosi, infertilità maschile, intossicazioni alimentari, avvelenamento da metalli pesanti e assunzione di farmaci. Gludat non è infatti costituito solo da una forma di glutatione protetta e particolarmente stabile ed efficace, ma anche da un insieme di Omotaurina, Coenzima Q10, Rame, N-Acetilcisteina, Zinco, Magnesio, Selenio, Vitamina D e Vitamina E, che lo rendono un alleato importante nelle diverse condizioni di stress ossidativo.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Gli stipendi dei docenti italiani sono bassi e fermi nel tempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 ottobre 2022

In Italia gli stipendi iniziali degli insegnanti non sono solo modesti e abbondantemente sotto l’inflazione, inoltre dopo 35 anni di servizio crescono nemmeno del 50%; ci sono Paesi europei, invece, come Irlanda, Cipro, Paesi Bassi e Polonia, dove lo stipendio iniziale degli insegnanti può aumentare di oltre il 60% già nei primi 15 anni di carriera; in altri Paesi del Vecchio Continente, come il Portogallo, lo stipendio finale, dopo 34 anni di servizio addirittura supera il doppio di quello iniziale arrivando al 115,9%. Sono numeri e percentuali che potevamo immaginare, ma non in queste proporzioni, quelli contenuti nel rapporto di Eurydice sugli stipendi e le indennità degli insegnanti e dei capi di istituto in Europa, Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe, 2020/2021, pubblicato in corrispondenza della Giornata mondiale degli insegnanti svolta ieri. Quasi nessuno riesce a fare peggio dell’Italia. Forse la Spagna, dove gli insegnanti raggiungono l’aumento massimo dei loro compensi, pari al 42% dello stipendio iniziale, dopo ben 39 anni di servizio. “Ma è una eccezione – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché nella norma in Europa si raggiunge l’apice della carriera già dopo qualche lustro, mentre in Italia il docente è ancorato a degli scatti automatici non certo ‘pesanti’ e troppo distanti uno dall’altro. Riteniamo che gli scatti automatici debbano raddoppiare di consistenza, con un aumento medio periodico di almeno 200 euro netti. Ma aumentare anche di numero, reintroducendo subito il primo ‘scaglione’ dopo tre anni di servizio riconosciuto e aggiungerne uno di sicuro al 38esimo anno di anzianità, considerando che la Legge Fornero ha costretto praticamente tutti i dipendenti a rimanere al lavoro fino a quasi 70 anni di età. Ecco perché l’Anief chiede dalla scorsa primavera di sbloccare il contratto, così come sembra stia accadendo ora con lo stanziamento aggiuntivo di 300 milioni di euro, che porteranno in media quasi 10 euro in più netti ad insegnante”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il voto degli italiani e il “Fattore P.”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

By Enrico Cisnetto. “Da quando la Russia ha deciso di attaccare militarmente l’Ucraina, con l’obiettivo molto più alto e pericoloso di dividere l’Europa e sovvertire l’ordine mondiale, portandoci dunque la guerra alle porte di casa, che ho cercato di dire che il “fattore P”, inteso come Vladimir Putin, ma anche come “politica estera”, avrebbe sconvolto la politica italiana. Poi una campagna elettorale idiota, spesa a parlar d’altro, ha fatto credere agli stolti che la partita si giochi su altri piani. Può darsi che sarà così domenica 25, perchè gli italiani metteranno nelle urne prima di tutto le loro rabbie e le loro paure, e in una certa misura finiranno per farsi attrarre, pur disprezzandolo, dal “teatrino della politica”, non fosse altro per poter partecipare al sempiterno gioco degli odii incrociati. Ma non sarà così a partire dal giorno dopo, quando entreranno in campo i veri fattori che condizionano la politica. Ora, a ricordarcelo, a poco più di una settimana dalle elezioni, arrivano tre autentiche bombe nucleari. La prima: le informazioni riservate dell’intelligence americana, contenute in vari dossier che il Dipartimento di Stato Usa ha cominciato (anzi, appena cominciato) a mettere in circolazione attraverso un documento classificato come “sensitive” (cioè contenente informazioni importanti) ma non come “classified”, dunque non da tenere strettamente riservato, circa finanziamenti di Mosca a partiti ed esponenti politici – mai direttamente, ma attraverso intermediari e con la copertura di strutture parallele – di diversi paesi occidentali, tra cui ovviamente l’Italia. La seconda bomba: la reazione di Mario Draghi al rischio di sputtanamento internazionale dell’Italia. Il presidente del Consiglio ci è andato giù durissimo: “La democrazia italiana è forte, non si fa battere da nemici esterni e dai loro pupazzi prezzolati. È chiaro che negli ultimi venti anni la Russia ha effettuato una sistematica opera di corruzione negli affari, stampa e politica in molti paesi Ue e negli Usa”, invitando a distinguere tra chi “vuole togliere le sanzioni e parla di nascosto con i russi” e chi non lo fa. Chi c’è, politicamente parlando, nella “lista nera”? Sicuramente la Lega di Salvini, i mondi alla sinistra del Pd (ma anche qualche componente dei Democratici), gli svalvolati di Paragone. Né sfugge alla memoria (e, immagino neppure ai dossier dell’intelligence) il rapporto di amicizia e di affari di Silvio Berlusconi con il nemico del Cremlino, che di sicuro le ambigue e ondivaghe prese di posizione sulla guerra del Cavaliere in questi mesi hanno fatto dimenticare. Quanto ai 5stelle, ci ha pensato Trump con l’endorsement elettorale di qualche giorno fa al suo amico Giuseppe (stavolta neppure storpiato) a ricordarci involontariamente quali mani Conte abbia stretto, e quelle del duo Donald-Vladimir sono certamente tra quante lasciano più germi. Infine, capitolo a parte per il partito della Meloni. Che si definisce atlantista senza se e senza ma, e che in effetti oltre Atlantico gode di qualche simpatia, naturalmente molto più se non esclusivamente sulla sponda repubblicana. E comunque nessuno mette in dubbio che nella partita della guerra sia stata dalla parte giusta, tanto più se la si paragona ai suoi due alleati col colbacco. Ma per colei che viene da mesi indicata (frettolosamente?) la prima presidente del Consiglio donna, i problemi sono molti più continentali che atlantici. Come dimostra il passo falso del voto su Orban. La Meloni ha compito un errore da matita blu: aveva l’occasione di tacitare le due obiezioni politicamente più rilevanti che le si possono sollevare, quella di non essere né pienamente democratica né sinceramente europeista, e l’ha mancata clamorosamente consentendo che il suo gruppo al Parlamento europeo votasse in difesa del leader ungherese. Un’amicizia, quella con Orban – ormai ai margini dell’Europa, da cui non è ancora stato sbattuto fuori solo per paura che si schieri apertamente (ma non lo è già, di fatto?) con Putin – che rischia di causarle gravi problemi, forse anche alle elezioni ma sicuramente un minuto dopo. Lei ha giocato la carta della lealtà per giustificare la scelta di Strasburgo, ma la lealtà primaria che doveva dimostrare, specie dopo aver passato anni a predicare il verbo nazionalista e aver criticato l’Europa ogni piè sospinto, è quella alla Ue. Tanto più quando in discussione ci sono i valori fondanti della democrazia e della libertà. Non è un caso che Berlusconi (o qualche suo ventriloquo) abbia colto al balzo la ghiotta occasione di recuperare qualcuno dei tanti punti persi con il suo filo-putinismo e per aver partecipato alla congiura che ha fatto cadere il governo Draghi e liquidato in anticipo la legislatura in un momento delicatissimo, per annunciare solenne che lui si farà garante di un governo esclusivamente europeista e che “se questi signori nostri alleati dovessero andare in direzioni diverse, noi non staremmo nel governo”. Inoltre, la leader di Fratelli d’Italia ha perso la possibilità, politicamente ed elettoralmente ghiotta, di scaricare tutto il peso della scelta pro-Orban e anti-Ue sulle spalle di Salvini, cioè di quello che oggi è il suo vero nemico politico (e forse unico, se dopo il voto si concretizzerà un asse Meloni-Letta, di cui i lettori di TerzaRepubblica sanno ormai da qualche mese). Insomma, se per Salvini e Berlusconi pesa il “fattore P”, Meloni d’ora in avanti dovrà fare i conti con il “fattore O”. Tenderei ad escludere a favore di un risultato rovesciato, anche perchè per avverarsi abbisognerebbe non solo di buoni risultati di Pd, 5stelle e Terzo Polo ma anche di un’alleanza che li sommi. Impossibile. Più facile a favore di un “pareggio” che avrebbe come conseguenza un qualche rimescolamento di carte (pronostico un ruolo di prim’attore di Renzi nel cucire alleanze trasversali); 2) il centro-destra vince comunque, seppure senza dilagare (il che vuol dire che la maggioranza al Senato è stretta). Ma con due ipotesi opposte: la prima è che nonostante l’errore su Orban la Meloni ottiene un risultato superlativo (diciamo intorno al 30%) a scapito dei due alleati, la seconda è che invece pur essendo davanti FdI, ci sia un certo equilibrio con Lega e Forza Italia. Pur trattandosi di due scenari assai diversi, questi sui pesi dentro il centro-destra, alla fine portano ad una medesima conclusione: sarà complicatissimo fare un governo, e quand’anche, sarà impossibile tenerlo in piedi (tempo massimo 6 mesi-1 anno).

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La spesa risulta da sempre tra le voci che gravano maggiormente sul portafoglio degli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Negli ultimi mesi, l’elevata inflazione generale ha provocato un’impennata dei prezzi di beni e servizi: secondo i dati Istat si registra un incremento del tasso di inflazione dell’8,4%. Un aumento così elevato non si registrava da dicembre 1985 (quando fu pari a +8,8%). Limitando l’esame al solo “carrello della spesa” si osserva che il tasso d’inflazione è pari al 9,7%; un aumento che non si riscontrava da giugno 1984. Altroconsumo, da sempre dalla parte dei consumatori per aiutarli a compiere acquisti consapevoli e convenienti, ha pubblicato la sua inchiesta annuale volta ad individuare le insegne più convenienti nel nostro Paese e a identificare i punti vendita più economici nelle diverse città. I dati esaminati provengono dall’analisi di un campione di oltre 1,6 milioni di prezzi in 1.171 punti vendita di 67 città italiane, per stimare le insegne più economiche tra ipermercati, supermercati e discount. Quanto può spendere in meno una fa­miglia grazie a queste rilevazioni? Una coppia con due figli può risparmiare fino a 3.350 euro all’anno rispetto a quanto spende mediamente (8.550 euro secondo Istat), comprando i prodotti meno cari in assoluto nei discount più economici dell’inchiesta (Aldi e Eurospin).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Spagnoli e italiani si collocano insieme ai tedeschi sul podio del risparmio

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2022

Lo fanno con una percentuale media mensile di risparmio rispetto al reddito complessivo che nell’ultimo anno è stata pari al 23% in Spagna, al 18% in Germania ed al 16% in Italia.Secondo N26 le donne risparmiano il 38% in più rispetto agli uomini (il 22% contro il 16%), un dato peraltro in linea con quanto rilevato nel sondaggio realizzato questo mese per conto Ener2Crowd.com dall’International Center for Social Research dal quale è emerso che è “rosa” il 53% degli investimenti nella finanza alternativa verde e che nello specifico comparto dell’energia sostenibile le donne rappresentano il 55% del totale degli investimenti.Seguono poi Valencia (397,49 euro), Roma (352,00 euro), Amburgo (320,68 euro), Barcellona (302,30 euro), Madrid (233,34 euro) e Napoli (132,64 euro) che nella top-10 delle città batte Parigi (111,19 euro) e Lione (74,69 euro).«Gli italiani potranno investire su progetti da realizzare in Spagna, così come gli spagnoli potranno investire su progetti da realizzare in Italia, con il comune denominatore di investire il proprio denaro in progetti green che portano vantaggi concreti sia per diversificare il proprio portafoglio investimenti che per l’ambiente» aggiunge Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd nonché chief analyst del GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa verde.Per il coinvolgimento delle comunità locali, la piattaforma sta già collaborando con tre grandi multinazionali (Enel Green Power, Falck Renewables ed EDP Renewables) e presto rilascerà anche la prima APP per investire in modo sostenibile. Un sistema che ha ottenuto un’elevato grado di risposta in Italia, con oltre 6.500 utenti registrati su Ener2Crowd.com che hanno già investito oltre 10 milioni di euro in oltre 60 campagne chiuse con successo ed un beneficio ambientale di più di 11 mila tonnellate di CO2 evitate. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Italiani: un popolo ingovernabile?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2022

Dalla sua unità sono passati tantissimi anni eppure tutta la sua storia e la cronaca di questi giorni ci danno una nazione divisa anche quando con la dittatura fascista si cercò una identità unitaria. Fu solo un fuoco di paglia che ci portò di filato in una guerra dalla quale uscimmo malconci ma non redenti. Diventammo forzatamente democristiani per ragioni di politica internazionale, ma con un partito comunista molto forte e temuto. Con lo sfaldamento della D.C. e dei suoi alleati, negli anni Novanta, ci ritrovammo senza una guida ma alla mercé del primo imbonitore di turno. Così costruimmo un altro ventennio, dove demmo prova della nostra capacità di sopravvivere agli scandali, alla corruzione, al malgoverno, agli inciuci e alle panzane che ci ammannivano a manca e a destra. Ora ci ritroviamo con i cocci in mano, ma continuiamo a bramare il nostro messia politico e poco importa se ha dei difetti e delle debolezze. È lui che ci fa sognare il paese che non è e che non sarà a dispetto della cruda realtà. Per lui ci dividiamo, litighiamo, fanatizziamo e rendiamo sempre più confuso e triste la nostra vita. Non riusciamo ad avere la mente lucida, d’essere consapevoli che non è più il tempo di deleghe in bianco, ma che dobbiamo verificare di persona il mandato che noi affidiamo ai nostri eletti. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere un popolo che non ha più la licenza d’inseguire le chimere ma di misurare il futuro a ragion veduta e di esserne conseguenti. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Servono interventi combinati che possano portare ad un alleggerimento sulle tasche degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2022

“Alla luce del dato sull’inflazione (+7,9%), è necessario calmierare il costo delle materie prime e dei beni di prima necessità. L’azione del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è stata sinora puntuale a livello europeo per cercare di introdurre un tetto al prezzo del gas e rimane tale nonostante la caduta del Governo”. Lo dichiara il deputato Pasquale Maglione, vicepresidente vicario di ‘Insieme per il Futuro’ alla Camera.“Il carrello della spesa cresce addirittura del 9,1% il dato più elevato da settembre 1984 – aggiunge – Per questo riteniamo vitale la misura proposta di azzerare l’IVA per pane e pasta, riducendola su carne e pesce nonché sui beni legati alla natalità, ai farmaci e le bollette”.“Allo studio del Governo c’era anche il taglio del cuneo fiscale per i dipendenti con redditi bassi – prosegue Maglione (IpF) – In tal senso bisognerà lavorare nella futura Legge di Bilancio. Ogniqualvolta gli italiani fanno spesa, purtroppo, possono toccare con mano la gravità di aver fatto cadere un Esecutivo in questo momento drammatico”.“Auspichiamo che questa scelta scellerata non venga confermata da un atteggiamento deleterio di mera contrapposizione elettorale quando esamineremo i prossimi provvedimenti, in cui faremo in modo di inserire i primi interventi in aiuto degli italiani” conclude Maglione (IpF).

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »