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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 31

Posts Tagged ‘italiani’

“Possiamo ancora definirci italiani?

Posted by fidest su martedì, 2 febbraio 2016

pensionatiNel servizio più importante per i cittadini, la Salute, è giusto che ci sia una disparità di trattamento secondo la Regione di residenza?” se lo chiede Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani, che dichiara: “Assistiamo a una pericolosa diversità tra istituzioni Regionali, che lasciano i pazienti disorientati e preoccupati”. Alcuni esempi? “Le norme nazionali conferiscono al medico di medicina generale, almeno sulla carta, il potere di scegliere quali farmaci prescrivere, in scienza e coscienza, nell’interesse del paziente di cui conoscono meglio di chiunque altro la storia clinica, e sempre nell’ottica di privilegiare l’aderenza alla terapia. Pur premettendo che la nostra organizzazione è estremamente favorevole al maggiore utilizzo di farmaci equivalenti e biosimilari, riteniamo che la Regione Puglia, attraverso il piano che il Direttore del Dipartimento Salute sta studiando in questi giorni, svilisca il ruolo del medico e metta a rischio l’aderenza alla terapia. La linea di intervento in questione, infatti, spingerebbe i medici a privilegiare criteri economici nella prescrizione dei farmaci, in luogo di criteri di carattere scientifico, col solo obiettivo di aumentare l’uso di equivalenti e biosimilari a prescindere dai bisogni dei pazienti.
C’è poi il caso della Toscana, che ha deciso di bloccare l’applicazione del Decreto Lorenzin sull’appropriatezza, riportando le decisioni e le modalità di applicazione delle stesse al livello regionale. In Emilia Romagna, invece, viene tolto ai medici il potere prescrittivo che gli veniva conferito dall’AIFA. Questa, con determina del 4/11/2015, aveva disposto per il principio attivo ranolazina l’eliminazione del piano terapeutico, stabilendo che il medicinale divenisse soggetto a prescrizione medica. Dal canto suo, la Regione Emilia Romagna ha riportato come modalità di richiesta del farmaco il Piano Terapeutico Regionale, benché si sappia che l’eliminazione del Piano Terapeutico porti significativi benefici in termini di continuità terapeutica e di aderenza alle cure.
E’ chiaro che di fronte a tanti episodi come questi – conclude Messina – il paziente non può che essere disorientato e confuso, senza avere alcuna certezza circa la stabilità delle regole, ed avendo spesso la sensazione che non sia la tutela della sua salute il primo criterio seguito da chi è pronto a disfare le norme”.

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Libano: italiani Unifil donano un campo di calcetto alla popolazione del Sud

Posted by fidest su mercoledì, 11 novembre 2015

libano unifilTIRO. Una struttura sportiva nuova di zecca per la popolazione del Libano Sud: il Contingente italiano del Sector West di UNIFIL, su base Brigata alpina Taurinense, ha completato infatti la realizzazione di un campo da calcetto presso Jinnata, villaggio situato a nord-est della città di Tiro, consegnandolo ufficialmente alla popolazione con una cerimonia inaugurale.20151107 Inaugurazione campo da calcio a Jinnata-280-ModificaDavanti a numerose autorità Libanesi, tra cui il ‘Quaemaquan’ di Tiro Mohammed Alì Jaffal, il presidente delle municipalità di Tiro Abed Al Mohsen al Houssayini e al sindaco, il Comandante del Sector West ha sottolineato l’importanza del percorso di costruzione di fiducia e trasparenza reciproca basato sulla cooperazione tra tutti i soggetti operanti nel sud del Libano.
ll progetto inaugurato a Jinnata è stato realizzato grazie alla supervisione di specialisti del Multinational Cimic Group (cooperazione civile e militare) con i fondi italiani dedicati allo sviluppo della cooperazione civile e militare e concorre al conseguimento degli obiettivi fissati dalla Risoluzione 1701, per il supporto e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione nel sud del Libano. (foto: libano)

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“Quale welfare per gli italiani del Nord America? La previdenza sociale a cavallo tra due mondi”

Posted by fidest su martedì, 27 ottobre 2015

montrealMontreal (Canada) Il Convegno, si terrà, il 29 ottobre prossimo, presso il “Centro Leonardo da Vinci”, introdotto dall’on. FitzGerald Nissoli, dall’Ambasciatore italiano in Canada, Gian Lorenzo Cornado, dal Console Generale, Enrico Padula, e dal Presidente del Comites, Giovanna Giordano e vedrà la partecipazione del dott. Giuseppe Conte (Direttore D.C. Convenzioni Internazionali e Comunitarie – INPS), del dott. Salvatore Ponticelli (Vicario D. C. Convenzioni Internazionali e Comunitarie – INPS), dell’On. Pierpaolo Vargiu, già Presidente della Commissione Affari sociali della Camera, e dell’On. Salvatore Matarrese.
“L’obiettivo – ha detto l’On. Nissoli – è quello di fare il punto sulla situazione della previdenza italiana in Canada e di attivare un confronto tra le Istituzioni, gli operatori e i diretti interessati al tema della previdenza.
Infatti, dopo le relazioni vi sarà un dibattito, moderato da Giovanni Rapanà, in cui i dirigenti INPS potranno dare adeguate risposte ai domande del pubblico”.

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Gli italiani e il viaggio

Posted by fidest su lunedì, 19 ottobre 2015

mercato digitaleIl mercato digitale del turismo vale 9,5 miliardi. Questa è una della evidenze tratte dall’analisi condotta dal Politecnico di Milano nel suo Osservatorio di Digital Innovation, volto ad analizzare le dinamiche di diffusione e il ruolo che le soluzioni digitali possono svolgere a supporto del Turismo. La ricerca è stata sviluppata in collaborazione con importanti aziende del mondo del turismo on e off line, tra cui, Venere.com – noto partale di accomodation online. Nel 2015 si stima che gli acquisti per il turismo e viaggi in Italia, supereranno i 51 miliardi di euro: si registra infatti una crescita del 3% rispetto al 2014, generata soprattutto dai canali digitali. Nel settore travel, l’online è infatti la parte che cresce maggiormente (+11% vs 2014) e rappresenta oltre il 19% del mercato complessivo del turismo.Se si guarda ai canali attraverso i quali i consumatori effettuano gli acquisti emerge che sempre più italiani scelgono le OTA (online travel agency) per la prenotazione delle strutture alberghiere, segnando un +14% vs il 2014. I trasporti hanno un ruolo ancora dominante nel mercato digitale, ma sono le strutture ricettive a crescere con un tasso maggiore.Il ruolo centrale delle OTA emerge anche dall’indagine Doxa su oltre 1.000 utenti rappresentativi della popolazione internet italiana dalla quale nasce il profilo del Turista digitale italiano: particolarmente attivo su internet in tutte le macro-fasi del viaggio: dalla ricerca delle informazioni pre viaggio (88%) alla prenotazione di una sistemazione (82%) dall’acquisto su internet di qualche attività da fare durante (44%) all’esecuzione di attività digitali post viaggio (61%).

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“Italiani Brava Gente”

Posted by fidest su lunedì, 12 ottobre 2015

Roma 17 ottobre al Quirinetta Via Marco Minghetti 5 – a partire dalle 21.00 con “Italiani Brava Gente”: una vera e propria festa del made in Italy musicale di qualità con Appino, Oh Petroleum, Viva Lion, Dardust e The Shalalalas, insieme alle opere di Livia Massaccesi, talentuosa illustratrice e la rotazione di Dj Set Italian Stail e Diego De Gregorio. Tutto per una serata che abiterà il Quirinetta in ogni sala della palazzina liberty, con alcune delle più interessanti proposte rock e cantautorali contemporanee, che incontreranno le arti visive con una retrospettiva ironica e “stilizzata” sulla musica italiana affidata alla matita della giovane Massaccesi. Con “Italiani Brava Gente” si parte alle ore 21.00 con una staffetta di artisti attentamente selezionati da Rockit.Appino, leader degli Zen Circus, con il suo progetto da solista, presenterà per la prima volta a Roma “Grande raccordo animale” (Picicca Dischi / La Tempesta / Sony Music), uscito a maggio 2015, a due anni di distanza dal precedente “Il Testamento”, che gli è valso una Targa Tenco come miglior opera prima.
Insieme ad Appino sul palco del Quirinetta il 17 ottobre Maurizio Vierucci, in arte Oh Petroleum, pugliese doc dall’animo folk, che nella sua produzione ha fatto incontrare la musica italiana alle sonorità tex mex, unendo blues e rock’n’roll con contaminazioni inedite.
Dal rock, al cantautorato, passando per il blues, protagonista di “Italiani Brava Gente” sarà anche l’originale ricerca musicale neoclassica di Dario Faini e il suo progetto Dardust, che recentemente ha portato all’attenzione della critica e del pubblico con l’album di debutto “7”, una cifra stilistica unica, in cui “il suono degli archi e del pianoforte scorrono vicino all’elettronica dei synth e dei computer” (La Stampa).Non solo “solisti”: con “Italiani Brava Gente” al Quirinetta ecco arrivare Viva Lion – il duo folk di Daniele Cardinale e Marco Lo Forti nato dall’esperienza canadese del primo che, reduce dall’esperienza sulla scena nord americana, è entrato in Italia a far parte del roster di Cosecomuni, l’etichetta dei Velvet – e The Shalalalas, giovane duo definito come “Kurt Cobain che incontra Regina Spektor”, fresco di uscita con l’album di debutto “There are 3 las in Shalalalas”, che da aprile scorso a oggi vanta un già un buon seguito di critica e pubblico.A chiudere la serata, il djset tutto italiano di Italian Stail e a seguire Diego De Gregorio.
Con gli “Italiani Brava Gente”, l’appuntamento è il 17 ottobre a partire dalle 21.00 al Quirinetta Caffè Concerto di Via Minghetti 5.Prezzo biglietto: 8 euro.

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Rapporto italiani nel mondo, uno strumento prezioso di lavoro

Posted by fidest su sabato, 10 ottobre 2015

migrants“E’ stato presentato il decimo ‘Rapporto italiani nel mondo della Migrantes. Si tratta di uno studio che è sempre più apprezzato da studiosi ed operatori in un contesto dove l’emigrazione si trasforma seguendo i cambiamenti in atto a livello globale e nel nostro Paese”. Lo ha dichiarato la deputata Fucsia FitzGerald Nissoli (PI) dopo aver ascoltato la presentazione del volume della Migrantes, alla Domus Mariae, in Roma. “Gli italiani – ha proseguito la deputata eletta nella ripartizione America Settentrionale e Centrale – non hanno mai smesso di partire e di conseguenza siamo chiamati ad avere una attenzione particolare nei loro confronti così come la si sta avendo per i nuovi italiani, frutto dei processi immigratori. In questo contesto la cittadinanza è l’elemento centrale di collegamento, assieme alla cultura e mi piace ricordarlo proprio mentre proprio mentre l ‘Aula di Montecitorio si appresta ad esaminare il Disegno di Legge sulla cittadinanza”.“Penso – ha concluso l’on. Nissoli – che questo Rapporto sarà molto utile anche ai parlamentari, perché leggendolo potranno farsi una idea della complessità e dell’attualità dell’emigrazione italiana nel mondo e di come questa rappresenti una risorsa”.

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Italiani all’estero

Posted by fidest su giovedì, 8 ottobre 2015

aldo di biagio“I dati che emergono dal decimo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes tracciano certamente un quadro interessante per il futuro del Paese che vede l’incremento del 7,6% dell’esodo di cittadini italiani verso l’estero di cui il 35,8% sono giovani laureati e diplomati. Sicuramente non è l’incremento dell’esodo a destare preoccupazioni quanto invece alcune variabili collegate ad esso che dovrebbero indurre ad una riflessione sistemica più ampia.”E’quanto dichiara Aldo Di Biagio, senatore di AP in una nota. “L’incremento del numero dei cittadini che emigra rientra in uno scenario di comprensibile dinamicità del mondo del lavoro soprattutto sul versante europeo – spiega – che non può che essere inquadrato come un dato armonico con quanto registrato anche in altre Paesi UE. Ciò che fa riflettere sta nel fatto che molti dei giovani migranti non rientrano più in Italia probabilmente perché l’esperienza maturata oltre confine non trova un ambiente valorizzante in patria”. “A questo elemento – continua Di Biagio – bisogna poi aggiungere il fatto che a differenza di altri Paesi europei, di indiscutibile appeal migratorio, l’Italia continua ad essere una terra di transito e l’esperienza migratoria extrauropea degli ultimi mesi ne rappresenta la metafora per eccellenza”. Di Biagio conclude: “credo che per ripensare al ruolo dell’Italia in uno scenario europeo non si possa prescindere dall’analisi del quadro delle dinamiche migratorie che lo interessano e che evidenziano certamente una sproporzione nel transito dei flussi a cui bisogna rispondere con quelle riforme strutturali che si fa tanto fatica ad approvare”.

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Mutui: dagli under 30 solo il 10% di domande e il 6,5% delle erogazioni

Posted by fidest su venerdì, 2 ottobre 2015

Lasciare i sogni nel cassetto sembra, per i giovani italiani, un obbligo a cui è impossibile sottrarsi. Anche quando parliamo di comprare casa. I portali Mutui.it e Facile.it (http://www.facile.it/mutui.html) hanno analizzato tanto le richieste di finanziamento casa compilate, quanto le erogazioni ottenute dagli italiani nei sei mesi da marzo ad agosto 2015, scoprendo che la percentuale di cittadini di età inferiore a 30 anni che hanno richiesto un mutuo si è ridotta drasticamente, passando dal 17% al 9,7% in poco più di un anno. Se addirittura nelle rilevazioni del 2012 quasi un preventivo su 4 arrivava da under 30 – a dimostrazione di come, pure in periodi difficili, la voglia di comprare casa, facendo progetti di vita “adulta”, restava alta – adesso la precarietà diffusa e le difficoltà economiche sembrano aver persino tolto la voglia di provarci.
Questo generale scoraggiamento mostrato da parte dei più giovani appare in controtendenza rispetto ad alcuni dati positivi che emergono dallo studio dei due portali. Analizzando infatti le erogazioni di finanziamento registrate nello stesso lasso di tempo, i mutui ottenuti dai più giovani hanno raccolto una percentuale più elevata che in passato: siamo al 6,5% del totale, contro il 5% registrato in maniera stabile negli scorsi anni.
Passando in esame il campione di circa diecimila domande di mutuo, si nota come la richiesta tipo fatta dai giovani aspiranti mutuatari sia finalizzata in larghissima parte all’acquisto della prima casa: è l’obiettivo del 74% del campione. Se, infatti, isoliamo solo le domande di mutuo prima casa, quelle degli under 30 rappresentano il 17,5% del totale.
In termini di importo si punta ad ottenere cifre molto vicine alla media dei finanziamenti richiesti in Italia (114.000 euro), con cui coprire il 67% del valore dell’immobile da acquistare. Il tasso preferito è quello fisso (56%) – segno di una buona consapevolezza delle interessanti opportunità presenti sul mercato – mentre il tasso variabile, pur ai minimi storici, raccoglie solo il 36% delle domande.
Guardando le differenze che emergono a livello regionale, le regioni più attive sul fronte “mutui giovani” sono quelle in cui sognare casa è un po’ più semplice: prezzi medi degli immobili più bassi oppure maggiori opportunità di ottenere un lavoro stabile spingono gli under 30 di Veneto, Emilia Romagna e Sicilia a provare a comprar casa con più convinzione dei loro coetanei che vivono nelle altre regioni italiane. Di contro, i più restii a fare domanda si trovano in Sardegna e Lazio. Le regioni da cui provengono le domande più ingenti sono: Lazio (133.000 euro), Trentino Alto Adige (130.000 euro), Toscana (125.000 euro) e Lombardia (119.000 euro).
Il mutuo in cifre: le erogazioni
Questo il quadro della domanda, ma cosa succede in fase di erogazione? Quando si sottoscrive, il mutuo si fa più piccolo: diminuisce sia l’importo erogato (si scende a 107.000 euro), sia il loan to value (63%), dati che rivelano come gli immobili acquistati siano di valore medio-basso. Si conferma la predilezione per il tasso fisso, scelto dal 61% dei mutuatari; significativo, infine, che ben il 29% dei finanziamenti erogati sia una surroga.
«Visti i tassi ben più vantaggiosi di quelli offerti ai mutuatari anche solo qualche anno fa – dichiara Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it – è evidente l’interesse dei più giovani a vagliare e quindi scegliere opportunità migliori; segno, questo, di una generale maturità finanziaria di una buona fetta dei sottoscrittori più giovani. Il peso delle richieste da parte degli under 30, calato fortemente rispetto al passato, tuttavia, è sintomo di una generale demotivazione di questa fascia, che pure, al momento, è vista dal mercato come clientela interessante, a cui riservare offerte particolarmente convenienti.» (foto:mutui)

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Nissoli (PI): Cittadinanza anche per gli italiani all’estero che l’hanno perduta

Posted by fidest su martedì, 29 settembre 2015

Angela_Rosaria_NissoliL’on. Fucsia FitzGerald Nissoli (eletta al Parlamento dagli italiani all’estero residenti in Nord e Centro America) è intervenuta, nell’Aula di Montecitorio, in sede di discussione generale sul testo di legge di riforma della cittadinanza per portare la voce e le richieste dei tanti italiani che recatisi all’estero hanno perso la cittadinanza.
“Oggi – ha detto l’on. FitzGerald Nissoli – è un bel giorno perché finalmente parliamo di cittadinanza in quest’Aula. Un argomento spinoso ma la cui riforma non può attendere. Essa è il simbolo dell’aspirazione all’uguaglianza tra le persone e le lega allo Stato in un quadro giuridico definito. È un tema, la cittadinanza, che tocca profondamente l’animo umano in quanto attiene il sentirsi parte di una comunità.
Quella che stiamo esaminando, quindi, e’ una riforma doverosa per quei minori stranieri che hanno provato il senso di appartenenza a questa comunità ma allo stesso tempo è una sconfitta per altri che non sono stati presi in considerazione e cioè quegli italiani che recatisi all’estero hanno perso la cittadinanza ma che conservano nel cuore e nel modo di essere l’italianità. La loro è una identità italiana piena, viva che chiede di essere riconosciuta anche sul piano giuridico”.
Poi, la deputata eletta all’estero ha richiamato il fatto che “l’Italia è un Paese che ha vissuto nella sua storia forti fenomeni emigratori fino agli anni ’90, quando abbiamo tutti registrato il fatto che il nostro Paese da Paese di emigrazione era diventato un Paese di immigrazione, tanto che oggi possiamo contare un pari numero di cittadini italiani emigrati ed immigrati.
Due facce della stessa medaglia nel contesto globale dei movimenti umani al cui centro vi è la dimensione della cittadinanza come appartenenza, una cittadinanza che può essere anche plurale. Oggi, abbiamo fatto un primo passo nell’affrontare le novità demografiche presenti nel nostro Paese ma non possiamo parlare di una riforma completa, questa riforma dovrà essere completata inserendo anche gli italiani che hanno perduto la cittadinanza andando all’estero. In questo modo avremo la possibilità di legare insieme due realtà che possono fare grande l’Italia: quella dei nuovi italiani e quella degli italiani all’estero”.
“Oggi mantenendo lo lus sanguinis – ha puntualizzato l’on. Fucsia Nissoli richiamando il disegno di legge all’esame del Parlamento – apriamo le porte ad uno Ius soli temperato: prevedendo di concedere la cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori legalmente soggiornanti da almeno 5 anni. Inoltre, si introduce lo Ius culturae, prevedendo la concessione della cittadinanza ai figli di genitori stranieri che siano entrati in Italia entro il compimento del dodicesimo anno di età e abbiano frequentato almeno 5 anni le scuole in Italia. Un provvedimento rivolto ai minori con il carattere dell’urgenza perché i minori sono una priorità, ma questo non ci deve far dimenticare di lavorare alla definizione di un nuovo orizzonte di diritti per dare a ciascuna persona l’orgoglio di sentirsi pienamente italiana. Un percorso che non puo’ prescindere da una consapevolezza civica di cui si deve far carico in primis la scuola sin dai primi anni. Solo cosi’ riusciremo a dare corpo ad un nuovo ethos civile di cui l’Italia ha bisogno per le future generazioni”.
In seguito, l’on. Nissoli ha esortato i colleghi a lavorare “con uno spirito lungimirante” ed ha affermato con forza: “non dimentichiamo quei tanti italiani all’estero che l’Italia l’hanno sempre amata veramente. Vi chiedo di tener conto di un’altra Italia che è fuori dall’Italia, delle attese di chi ha perduto la cittadinanza e che guarda con speranza a questo Governo e a questo Paese che vuol essere innovativo ed aperto al contributo degli italiani all’estero come risorsa preziosa per il nostro Sistema Paese. Non si tratta di uno sguardo al passato ma di una proiezione verso il futuro”.
E considerando la società contemporanea, caratterizzata da un aumento dei movimenti umani, ha rimarcato che “spesso non si vive più nel Paese in cui si è nati anche se si sente profondamente il legame con esso. La globalizzazione, come processo – ha osservato – è una realtà e contribuirà ad aumentare le richieste di cittadinanze plurime. E’ il caso degli italiani che oggi si recano all’estero e di quelli che erano partiti dai luoghi natii anni orsono e che hanno perso la cittadinanza italiana senza comunque affievolire l’amore per la madrepatria. Il mio Disegno di Legge intendeva dare una risposta a queste persone, non è stato possibile inserirlo in questo testo coordinato ma credo che si debba prendere, in questa sede, un impegno serio teso a permettere il riacquisto della cittadinanza a chi l’ha perduta recandosi all’estero”.
Infine, dopo aver ringraziato tutti i 317 colleghi che avevano sottoscritto la sua Proposta di Legge ha chiesto “di essere, ora, conseguenti, come ci chiedono le tanti voci italiane cui la legge non riconosce cittadinanza. Ed a quelle voci l’on. Nissoli ha prestato la sua voce leggendo alcune testimonianze, provenienti da varie parti del mondo, che le sono state inviate. Si tratta del grido di gente alle quali “non possiamo non dare risposte – ha concluso la deputata – un debito di gratitudine nei confronti di chi, italiano all’estero privo di cittadinanza italiana, ha continuato a conservare nel cuore l’amore per l’Italia”.

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E’ ora di ridare la cittadinanza anche agli italiani che l’hanno perduta recandosi all’estero!

Posted by fidest su giovedì, 17 settembre 2015

camera deputati“La Commissione Affari costituzionali della Camera sta affrontando il delicato tema della cittadinanza ed ha già elaborato il relativo testo unificato che affronta il tema solo in parte, restringendolo alla questione della cittadinanza per i minori stranieri in Italia. Si è così letteralmente cassata anche la mia Proposta di Legge che aveva avuto ben 317 firmatari, da tutti i gruppi parlamentari, sul riacquisto della cittadinanza per gli italiani che recatisi all’estero hanno perduto la cittadinanza”. Lo ha dichiarato l’On. FitzGerald Nissoli allo scadere del termine per la presentazione degli emendamenti al testo di legge unificato sulla cittadinanza in Commissione Affari costituzionali.“Per rimediare a quanto fatto – ha precisato la Deputata eletta in Nord e Centro America – ho presentato un emendamento che contiene il testo della mia Proposta di Legge ormai accorpata senza tener conto del contenuto. Infatti, il mio emendamento al Testo unificato sulla cittadinanza, AC 9 ed abbinati, prevede quanto segue: “Al comma 1, dopo la lettera f), aggiungere la seguente: f bis) Il comma 1 dell’articolo 17 è sostituito dal seguente: « 1. I nati in Italia, figli di almeno un genitore italiano, che hanno perso la cittadinanza in seguito a espatrio, per cause non direttamente imputabili a loro stessi o per motivi di lavoro, riacquistano la cittadinanza italiana facendone espressa richiesta al consolato italiano che ha giurisdizione nel territorio di residenza estera purché ciò non sia in contrasto con accordi bilaterali internazionali in vigore ».” “ “Ora faccio appello – ha concluso l’on. Nissoli – alla sensibilità di tutti i miei Colleghi circa la grande vicenda migratoria italiana nel mondo e a tutti i 317 che hanno firmato la mia Proposta di Legge affinché siano consequenziali e votino a favore del mio emendamento per permettere il riacquisto della cittadinanza italiana a quei concittadini che l’hanno persa perché trasferitisi all’estero”.

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Dall’Inghilterra segnali preoccupanti per i giovani italiani residenti

Posted by fidest su martedì, 1 settembre 2015

Paola-Binetti“Con la fine dell’estate il dibattito sulla immigrazione comincia ad assumere una diversa forma: appaiono nuovi problemi, nuove ipotesi di soluzione e nuove preoccupazioni per tutti”.Lo dichiara in una nota Paola Binetti, deputato di Area Popolare (Ncd- Udc).”Dall’Inghilterra giungono notizie che ci toccano direttamente, non come Paese in cui sostano e in parte rimangono migranti che vengono da situazioni drammatiche ma come nazione da cui partono giovani italiani neolaureati, determinati, ambiziosi, quel tanto che rende loro insopportabile la disoccupazione nazionale, le lunghe attese, i fenomeni ancora perduranti di privilegi e raccomandazioni.
Sono almeno 250.000 gli italiani presenti a Londra e impegnati nelle più diverse occupazioni, una intera città italiana di medie dimensioni che si è ricollocata a Londra per fare di tutto: dalla ristorazione al mondo dell’arte, dalla moda alla finanza, dalla ricerca all’attività sanitaria. Lavorano, si fanno apprezzare, fanno esperienza, e danno al loro futuro una dimensione costruttiva. Ci hanno messo del tempo per raggiungere posizioni discrete e sono passati come è logico dalla fase del precariato giovanile, flessibile e ancora incerto nella strada da intraprendere. Ma è proprio ai giovani appena arrivati che Cameron si rivolge e che vorrebbe rispedire indietro, il no all’immigrazione a Londra significa anche questo. Ci sono drammi diversi- spiega Binetti- c’è chi fugge dalla fame e dalla persecuzione, dalla guerra e dalla morte, chi lotta per la sopravvivenza. Ma c’è anche chi fugge dalla disoccupazione e dall’inerzia, dal rischio della depressione e dalla paura di sprecare la sua gioventù. Per tutti questi giovani occorrerebbe trovare soluzioni creative, nuove nella formula burocratico-istituzionale, ma ancor più nuove sul piano delle opportunità professionali. Casa, Lavoro, Famiglia sono ancora te valori cardini nella vita di tutti. Renzi in questi giorni- commenta la Parlamentare- ha lanciato una sorta di formula magica: un passaporto europeo per i migranti che consenta loro di spostarsi serenamente nel rispetto delle regole del vivere civile e delle leggi nazionali, finchè non trovano una situazione in cui diritti e doveri si amalgamano opportunamente. Una risposta europea ai bisogni delle nuove generazioni: non sarà certo facile da realizzare, ma è un’ottima sollecitazione per rinnovare il dibattito sui fenomeni migratori del prossimo autunno”.

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SACE con 25 esportatori italiani per la mega-nave petrolifera Cidade de Saquarema

Posted by fidest su sabato, 29 agosto 2015

petrolioCon un impegno assicurativo pari a 300 milioni di dollari, SACE è intervenuta a sostegno delle forniture di Nuovo Pignone e altri 24 esportatori italiani per la realizzazione della nave petrolifera “Cidade de Saquarema”, la più grande mai costruita da SBM, gruppo olandese leader mondiale nella realizzazione di piattaforme galleggianti “FPSO” per la produzione, lo stoccaggio e lo scarico di petrolio offshore.“Cidade de Saquarema” è controllata da SBM (che ne detiene il 56%), Mitsubishi Corporation, Nippon Yusen Kabushiki Kaisha, e Queiroz Galvão Óleo e Gas SA. Il finanziamento del progetto, del valore complessivo di circa 1,5 miliardi di dollari, è sostenuto da un pool internazionale di 16 banche e 4 società di export credit: oltre a SACE, anche Atradius (Olanda), NEXI (Giappone), UKEF (Gran Bretagna).Destinata al giacimento brasiliano di Santos, a circa 300 chilometri a largo della costa di Sao Paulo, la nave riuscirà a processare fino a 150 mila barili di greggio e di 6 milioni di metri cubi di gas al giorno, e avrà una capacità di stoccaggio di circa 1,6 milioni di barili.Il bacino di Santos, con una superficie complessiva di circa 350 mila kilometri quadrati, è tra i maggiori giacimenti “pre-salt” scoperti in Brasile, insieme a quello dei Campos e di Espirito Santo. Tali giacimenti si contraddistinguono sia per la collocazione (a una profondità tra i cinque e i sette chilometri sotto il livello del mare, sotto uno strato di sale che può raggiungere uno spessore di due chilometri) sia per la qualità meno densa e dunque più elevata del greggio.L’operazione conferma il ruolo consolidato di SACE al fianco delle eccellenze italiane del comparto dell’oil & gas: grandi gruppi e Pmi con un know how e un’esperienza riconosciuti a livello mondiale, impegnati nei più grandi progetti internazionali in mercati a elevato potenziale.

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Giovani italiani fra i meno soddisfatti. Il 31,8% a rischio povertà

Posted by fidest su venerdì, 14 agosto 2015

povertyIn occasione della giornata internazionale della Gioventù, Eurostat, il servizio statistico della Commissione Europea ha diffuso i dati sul livello di “soddisfazione” dei giovani nei 28 paesi dell’Unione e in alcuni paesi dell’area di libero scambio. Il risultato, per quanto riguarda l’Italia è che i nostri giovani (è stato considerato un campione fra i 16 e i 24 anni) sono fra i meno contenti: peggio di noi soltanto i giovani di Bulgaria e Cipro. I più soddisfatti sono invece gli austriaci, seguiti dagli islandesi e dai finlandesi. Ad incidere negativamente sul livello di soddisfazione dei giovani italiani sono soprattutto il giudizio sulla qualità dell’ambiente di vita e sulla condizione finanziaria, ma sono comunque tutti i parametri presi in considerazione ad essere al di sotto della media europea. Un dato preoccupante, rispecchiato da quello dei giovani considerati “a rischio di povertà ed emarginazione” che vede ben il 31,8% dei giovani italiani esposti, con un dato ben superiore alla media europea del 27% e per di più in crescita rispetto al passato. Una situazione che fa dei giovani italiani dei “mammoni”, che lasciano la casa dei genitori alla media di 30 anni (31 gli uomini, 28 le donne) contro una media europea che vede i giovani abbandonare il nido già all’età di 26 anni.

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Eurotassa imposta dalla Germania

Posted by fidest su giovedì, 30 luglio 2015

berlino“La risposta del ministro Padoan conferma che c’è l’intenzione di introdurre una nuova tassa, ormai nota come eurotassa. Purtroppo constatiamo come l’Unione Europea decida misure sempre e soltanto nella direzione di irrigidire, se non rovinare, i rapporti con gli Stati partner soprattutto quelli del Mediterraneo. Sarebbe molto più proficua l’istituzione di una commissione europea che affronti tutti le problemi che l’Ue scarica sull’Italia, come per esempio, l’utilizzo del latte in polvere (leader della produzione è la Germania) al posto del latte naturale per la produzione dei formaggi, in cui eccelliamo. Quando si affronterà il problema del diametro delle vongole, che ha letteralmente decimato la nostra pesca, o la vicenda delle reti da pesca e delle loro dimensioni più adatte ai mari del Nord che al nostro mare, o quando si affronterà la resistenza della Germania per la promozione del Made in, ovviamente in chiave anti Made in Italy. L’Unione europea propone l’istituzione di una nuova tassa proprio all’indomani del rifiuto all’equa ripartizione delle quote dei migranti. Insomma, a pagare sempre gli italiani. E questo è inaccettabile”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli replicando al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan intervenuto in aula sul question time relativo all’introduzione dell’euro tassa.

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Assicurazione viaggio

Posted by fidest su giovedì, 30 luglio 2015

viaggiatoriItaliani con la valigia in mano, sempre più pronti a partire ma con la cautela di una polizza che garantisca protezione e tranquillità. Si avvicina il periodo vacanziero per eccellenza e, in base all’acquisto di polizze per il viaggio, Europ Assistance, la Compagnia di Assistenza del Gruppo Generali, segnala verso quali destinazioni vengono acquistate più polizze anche in confronto allo stesso periodo dello scorso anno.A influenzare la speciale classifica è evidentemente il timore – in caso di necessità – di affrontare costi altissimi della sanità privata o malfunzionamenti della sanità pubblica locale. Timore che, grazie alla sottoscrizione di una polizza viaggi, che garantisce assistenza sanitaria h24 e copertura delle spese mediche in caso di infortunio o malattia viene superato.
Infatti, ben il 22% degli Italiani, in leggero aumento rispetto al dato dello scorso anno che si aggirava intorno al 20%, stipula una polizza per un viaggio negli Stati Uniti d’America dove, si sa, a causa di una gestione della Sanità completamente affidata ai privati, anche un piccolo problema di carattere sanitario può generare un considerevole esborso di denaro.Mentre evidentemente la crisi greca genera più di qualche dubbio che la vacanza in terra Ellenica – a cui comunque non si rinuncia nonostante l’attuale crisi finanziaria – possa essere rovinata da disservizi o mancanze. Se confrontato con lo stesso periodo del 2014 sono infatti più che raddoppiate le polizze viaggio stipulate dagli italiani portando la percentuale sul totale dal 3,16 al 7,94% e facendo della Grecia il secondo Paese al mondo per assicurazioni in viaggio stipulate online con Europ Assistance.A perdere il secondo posto in classifica scendendo in terza posizione tra i Paesi verso cui ci si assicura di più è la Thailandia, luogo dai paesaggi mozzafiato ma del quale evidentemente si diffida, soprattutto per la qualità delle sue strutture sanitarie.Dall’analisi fatta sembra dunque che a preoccupare i viaggiatori italiani siano più i potenziali costi o le inefficienze dei vari sistemi sanitari locali che gli altri possibili imprevisti in viaggio.D’altra parte il Barometro Vacanze 2015 Ipsos-Europ Assistance aveva già evidenziato come la maggior preoccupazione, per più di un Italiano su due (53%), sia proprio un problema di salute durante il viaggio per sé o per un familiare.

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