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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘italiani’

Il voto degli italiani e il “Fattore P.”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

By Enrico Cisnetto. “Da quando la Russia ha deciso di attaccare militarmente l’Ucraina, con l’obiettivo molto più alto e pericoloso di dividere l’Europa e sovvertire l’ordine mondiale, portandoci dunque la guerra alle porte di casa, che ho cercato di dire che il “fattore P”, inteso come Vladimir Putin, ma anche come “politica estera”, avrebbe sconvolto la politica italiana. Poi una campagna elettorale idiota, spesa a parlar d’altro, ha fatto credere agli stolti che la partita si giochi su altri piani. Può darsi che sarà così domenica 25, perchè gli italiani metteranno nelle urne prima di tutto le loro rabbie e le loro paure, e in una certa misura finiranno per farsi attrarre, pur disprezzandolo, dal “teatrino della politica”, non fosse altro per poter partecipare al sempiterno gioco degli odii incrociati. Ma non sarà così a partire dal giorno dopo, quando entreranno in campo i veri fattori che condizionano la politica. Ora, a ricordarcelo, a poco più di una settimana dalle elezioni, arrivano tre autentiche bombe nucleari. La prima: le informazioni riservate dell’intelligence americana, contenute in vari dossier che il Dipartimento di Stato Usa ha cominciato (anzi, appena cominciato) a mettere in circolazione attraverso un documento classificato come “sensitive” (cioè contenente informazioni importanti) ma non come “classified”, dunque non da tenere strettamente riservato, circa finanziamenti di Mosca a partiti ed esponenti politici – mai direttamente, ma attraverso intermediari e con la copertura di strutture parallele – di diversi paesi occidentali, tra cui ovviamente l’Italia. La seconda bomba: la reazione di Mario Draghi al rischio di sputtanamento internazionale dell’Italia. Il presidente del Consiglio ci è andato giù durissimo: “La democrazia italiana è forte, non si fa battere da nemici esterni e dai loro pupazzi prezzolati. È chiaro che negli ultimi venti anni la Russia ha effettuato una sistematica opera di corruzione negli affari, stampa e politica in molti paesi Ue e negli Usa”, invitando a distinguere tra chi “vuole togliere le sanzioni e parla di nascosto con i russi” e chi non lo fa. Chi c’è, politicamente parlando, nella “lista nera”? Sicuramente la Lega di Salvini, i mondi alla sinistra del Pd (ma anche qualche componente dei Democratici), gli svalvolati di Paragone. Né sfugge alla memoria (e, immagino neppure ai dossier dell’intelligence) il rapporto di amicizia e di affari di Silvio Berlusconi con il nemico del Cremlino, che di sicuro le ambigue e ondivaghe prese di posizione sulla guerra del Cavaliere in questi mesi hanno fatto dimenticare. Quanto ai 5stelle, ci ha pensato Trump con l’endorsement elettorale di qualche giorno fa al suo amico Giuseppe (stavolta neppure storpiato) a ricordarci involontariamente quali mani Conte abbia stretto, e quelle del duo Donald-Vladimir sono certamente tra quante lasciano più germi. Infine, capitolo a parte per il partito della Meloni. Che si definisce atlantista senza se e senza ma, e che in effetti oltre Atlantico gode di qualche simpatia, naturalmente molto più se non esclusivamente sulla sponda repubblicana. E comunque nessuno mette in dubbio che nella partita della guerra sia stata dalla parte giusta, tanto più se la si paragona ai suoi due alleati col colbacco. Ma per colei che viene da mesi indicata (frettolosamente?) la prima presidente del Consiglio donna, i problemi sono molti più continentali che atlantici. Come dimostra il passo falso del voto su Orban. La Meloni ha compito un errore da matita blu: aveva l’occasione di tacitare le due obiezioni politicamente più rilevanti che le si possono sollevare, quella di non essere né pienamente democratica né sinceramente europeista, e l’ha mancata clamorosamente consentendo che il suo gruppo al Parlamento europeo votasse in difesa del leader ungherese. Un’amicizia, quella con Orban – ormai ai margini dell’Europa, da cui non è ancora stato sbattuto fuori solo per paura che si schieri apertamente (ma non lo è già, di fatto?) con Putin – che rischia di causarle gravi problemi, forse anche alle elezioni ma sicuramente un minuto dopo. Lei ha giocato la carta della lealtà per giustificare la scelta di Strasburgo, ma la lealtà primaria che doveva dimostrare, specie dopo aver passato anni a predicare il verbo nazionalista e aver criticato l’Europa ogni piè sospinto, è quella alla Ue. Tanto più quando in discussione ci sono i valori fondanti della democrazia e della libertà. Non è un caso che Berlusconi (o qualche suo ventriloquo) abbia colto al balzo la ghiotta occasione di recuperare qualcuno dei tanti punti persi con il suo filo-putinismo e per aver partecipato alla congiura che ha fatto cadere il governo Draghi e liquidato in anticipo la legislatura in un momento delicatissimo, per annunciare solenne che lui si farà garante di un governo esclusivamente europeista e che “se questi signori nostri alleati dovessero andare in direzioni diverse, noi non staremmo nel governo”. Inoltre, la leader di Fratelli d’Italia ha perso la possibilità, politicamente ed elettoralmente ghiotta, di scaricare tutto il peso della scelta pro-Orban e anti-Ue sulle spalle di Salvini, cioè di quello che oggi è il suo vero nemico politico (e forse unico, se dopo il voto si concretizzerà un asse Meloni-Letta, di cui i lettori di TerzaRepubblica sanno ormai da qualche mese). Insomma, se per Salvini e Berlusconi pesa il “fattore P”, Meloni d’ora in avanti dovrà fare i conti con il “fattore O”. Tenderei ad escludere a favore di un risultato rovesciato, anche perchè per avverarsi abbisognerebbe non solo di buoni risultati di Pd, 5stelle e Terzo Polo ma anche di un’alleanza che li sommi. Impossibile. Più facile a favore di un “pareggio” che avrebbe come conseguenza un qualche rimescolamento di carte (pronostico un ruolo di prim’attore di Renzi nel cucire alleanze trasversali); 2) il centro-destra vince comunque, seppure senza dilagare (il che vuol dire che la maggioranza al Senato è stretta). Ma con due ipotesi opposte: la prima è che nonostante l’errore su Orban la Meloni ottiene un risultato superlativo (diciamo intorno al 30%) a scapito dei due alleati, la seconda è che invece pur essendo davanti FdI, ci sia un certo equilibrio con Lega e Forza Italia. Pur trattandosi di due scenari assai diversi, questi sui pesi dentro il centro-destra, alla fine portano ad una medesima conclusione: sarà complicatissimo fare un governo, e quand’anche, sarà impossibile tenerlo in piedi (tempo massimo 6 mesi-1 anno).

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La spesa risulta da sempre tra le voci che gravano maggiormente sul portafoglio degli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Negli ultimi mesi, l’elevata inflazione generale ha provocato un’impennata dei prezzi di beni e servizi: secondo i dati Istat si registra un incremento del tasso di inflazione dell’8,4%. Un aumento così elevato non si registrava da dicembre 1985 (quando fu pari a +8,8%). Limitando l’esame al solo “carrello della spesa” si osserva che il tasso d’inflazione è pari al 9,7%; un aumento che non si riscontrava da giugno 1984. Altroconsumo, da sempre dalla parte dei consumatori per aiutarli a compiere acquisti consapevoli e convenienti, ha pubblicato la sua inchiesta annuale volta ad individuare le insegne più convenienti nel nostro Paese e a identificare i punti vendita più economici nelle diverse città. I dati esaminati provengono dall’analisi di un campione di oltre 1,6 milioni di prezzi in 1.171 punti vendita di 67 città italiane, per stimare le insegne più economiche tra ipermercati, supermercati e discount. Quanto può spendere in meno una fa­miglia grazie a queste rilevazioni? Una coppia con due figli può risparmiare fino a 3.350 euro all’anno rispetto a quanto spende mediamente (8.550 euro secondo Istat), comprando i prodotti meno cari in assoluto nei discount più economici dell’inchiesta (Aldi e Eurospin).

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Spagnoli e italiani si collocano insieme ai tedeschi sul podio del risparmio

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2022

Lo fanno con una percentuale media mensile di risparmio rispetto al reddito complessivo che nell’ultimo anno è stata pari al 23% in Spagna, al 18% in Germania ed al 16% in Italia.Secondo N26 le donne risparmiano il 38% in più rispetto agli uomini (il 22% contro il 16%), un dato peraltro in linea con quanto rilevato nel sondaggio realizzato questo mese per conto Ener2Crowd.com dall’International Center for Social Research dal quale è emerso che è “rosa” il 53% degli investimenti nella finanza alternativa verde e che nello specifico comparto dell’energia sostenibile le donne rappresentano il 55% del totale degli investimenti.Seguono poi Valencia (397,49 euro), Roma (352,00 euro), Amburgo (320,68 euro), Barcellona (302,30 euro), Madrid (233,34 euro) e Napoli (132,64 euro) che nella top-10 delle città batte Parigi (111,19 euro) e Lione (74,69 euro).«Gli italiani potranno investire su progetti da realizzare in Spagna, così come gli spagnoli potranno investire su progetti da realizzare in Italia, con il comune denominatore di investire il proprio denaro in progetti green che portano vantaggi concreti sia per diversificare il proprio portafoglio investimenti che per l’ambiente» aggiunge Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd nonché chief analyst del GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa verde.Per il coinvolgimento delle comunità locali, la piattaforma sta già collaborando con tre grandi multinazionali (Enel Green Power, Falck Renewables ed EDP Renewables) e presto rilascerà anche la prima APP per investire in modo sostenibile. Un sistema che ha ottenuto un’elevato grado di risposta in Italia, con oltre 6.500 utenti registrati su Ener2Crowd.com che hanno già investito oltre 10 milioni di euro in oltre 60 campagne chiuse con successo ed un beneficio ambientale di più di 11 mila tonnellate di CO2 evitate. (abstract)

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Italiani: un popolo ingovernabile?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2022

Dalla sua unità sono passati tantissimi anni eppure tutta la sua storia e la cronaca di questi giorni ci danno una nazione divisa anche quando con la dittatura fascista si cercò una identità unitaria. Fu solo un fuoco di paglia che ci portò di filato in una guerra dalla quale uscimmo malconci ma non redenti. Diventammo forzatamente democristiani per ragioni di politica internazionale, ma con un partito comunista molto forte e temuto. Con lo sfaldamento della D.C. e dei suoi alleati, negli anni Novanta, ci ritrovammo senza una guida ma alla mercé del primo imbonitore di turno. Così costruimmo un altro ventennio, dove demmo prova della nostra capacità di sopravvivere agli scandali, alla corruzione, al malgoverno, agli inciuci e alle panzane che ci ammannivano a manca e a destra. Ora ci ritroviamo con i cocci in mano, ma continuiamo a bramare il nostro messia politico e poco importa se ha dei difetti e delle debolezze. È lui che ci fa sognare il paese che non è e che non sarà a dispetto della cruda realtà. Per lui ci dividiamo, litighiamo, fanatizziamo e rendiamo sempre più confuso e triste la nostra vita. Non riusciamo ad avere la mente lucida, d’essere consapevoli che non è più il tempo di deleghe in bianco, ma che dobbiamo verificare di persona il mandato che noi affidiamo ai nostri eletti. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere un popolo che non ha più la licenza d’inseguire le chimere ma di misurare il futuro a ragion veduta e di esserne conseguenti. (Riccardo Alfonso)

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Servono interventi combinati che possano portare ad un alleggerimento sulle tasche degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2022

“Alla luce del dato sull’inflazione (+7,9%), è necessario calmierare il costo delle materie prime e dei beni di prima necessità. L’azione del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è stata sinora puntuale a livello europeo per cercare di introdurre un tetto al prezzo del gas e rimane tale nonostante la caduta del Governo”. Lo dichiara il deputato Pasquale Maglione, vicepresidente vicario di ‘Insieme per il Futuro’ alla Camera.“Il carrello della spesa cresce addirittura del 9,1% il dato più elevato da settembre 1984 – aggiunge – Per questo riteniamo vitale la misura proposta di azzerare l’IVA per pane e pasta, riducendola su carne e pesce nonché sui beni legati alla natalità, ai farmaci e le bollette”.“Allo studio del Governo c’era anche il taglio del cuneo fiscale per i dipendenti con redditi bassi – prosegue Maglione (IpF) – In tal senso bisognerà lavorare nella futura Legge di Bilancio. Ogniqualvolta gli italiani fanno spesa, purtroppo, possono toccare con mano la gravità di aver fatto cadere un Esecutivo in questo momento drammatico”.“Auspichiamo che questa scelta scellerata non venga confermata da un atteggiamento deleterio di mera contrapposizione elettorale quando esamineremo i prossimi provvedimenti, in cui faremo in modo di inserire i primi interventi in aiuto degli italiani” conclude Maglione (IpF).

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Italiani popolo di risparmiatori ma aumenta la disuguaglianza generazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2022

Punto debole del Belpaese è l’enorme debito pubblico, ma anche il risparmio privato in Italia è tra i più elevati al mondo. «Da questo punto di vista l’italiano è una saggia e previdente formica che non ama fare debiti: al netto degli immobili, il risparmio privato dei nostri connazionali ammonta a 4.200 miliardi di euro, circa due volte e mezzo il pil nazionale» osservano gli analisti di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico.Una cifra pari al 13,6% del risparmio privato dell’intera Unione Europea che ha raggiunto ormai un picco di 31.000 miliardi di euro. Una montagna di denaro che —sia in Italia che in Europa— giace per lo più bloccata in depositi improduttivi, senza riparo dai morsi inferti dall’inflazione che già a giugno è arrivata all’8% erodendo il potere di acquisto degli italiani. Se negli Anni ’90 i risparmi in possesso degli under-30 erano pari a 78 mila euro pro-capite —addirittura di più rispetto ai 57 mila euro pro-capite di risparmio degli over-65— oggi la situazione si è ribaltata in maniera drastica.Nel 2022 la ricchezza degli over-65 è quasi triplicata passando a 143 mila euro, mentre i risparmi degli under-30 sono scesi a 12 mila euro, meno di un sesto rispetto agli Anni ’90. Insomma la ricchezza in possesso degli under-30 è sempre più bassa, quella degli over 65 sempre più alta. Il fenomeno è comprensibilmente determinato da fattori strutturali quali l’invecchiamento della popolazione, la diminuzione della mobilità sociale, la crescente necessità di integrare il sistema pensionistico pubblico e via dicendo.E proprio per questo, pensando ai più giovani, Ener2Crowd ha introdotto il “Green Generation Bonus”, lo strumento attraverso il quale la piattaforma vuole favorire la costruzione di ricchezza per i più giovani concedendo un +0,5% aggiuntivo al tasso di interesse per tutti gli under-24, anche qualora fossero i genitori o altri parenti ad investire per loro.Dei 31.000 miliardi di euro di tesoretto europeo, 2.000 miliardi sono già investiti in prodotti di risparmio, ma oltre 5.000 miliardi sono “parcheggiati” in conti correnti infruttiferi. E qui la percentuale relativa al nostro Paese sale al 30% del totale dell’Ue: 1.500 miliardi fermi nei conti infruttiferi. «È una grande opportunità che se correttamente affrontata, sarebbe in grado di convogliare a favore della finanza alternativa e degli investimenti utili all’ambiente un potenziale di circa il 10% del risparmio totale, insomma —nel gioco delle medie— solo in Italia 8.396 euro pro-capite che investiti nella sostenibilità ambientale ed energetica porterebbero —oltre ad una crescita-Paese— a benefici ambientali stimabili in una riduzione delle emissioni di CO2 a 2,7 tonnellate procapite (contro le attuali 5,6 tonnellate) raggiungendo in un solo anno gli obiettivi globali di emissioni procapite al 2050» conclude Giorgio Mottironi.

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Italiani e soldi: una relazione complicata

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2022

Il 36% ritiene che i soldi esistano per essere spesi, il 27% sente maggiore soddisfazione nello spenderli piuttosto che nel risparmiarli per obiettivi a lungo termine e il 24% guarda al presente senza pensare al futuro. Un’attitudine svelata dall’Osservatorio Flowe sull’educazione finanziaria in Italia, realizzato con la collaborazione di AstraRicerche e la consulenza di un team di psicologi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano[1] con l’obiettivo di indagare conoscenze e comportamenti della popolazione italiana su tematiche economiche-finanziarie.La ricerca ha messo in luce diversi fattori, come la tendenza degli italiani al risparmio che, nonostante il carattere impulsivo evidenziato inizialmente, sembrerebbe più rosea: ben il 62,5% mette da parte una cifra mensilmente anche per spese non programmate, il 21,2% risparmia per spese in programma, mentre oltre il 16% non ha una strategia precisa oppure spende tutto ciò che guadagna. Oltre la metà (57%), rivede la programmazione dei propri risparmi soltanto una volta l’anno (12%), ogni 6 (14%) oppure ogni 3 mesi (31%). Entrando nel dettaglio della gestione del budget, si nota che per la metà degli intervistati è abitudine prevederla sempre, mentre per il 40% soltanto quando viene constatato il pericolo di eccedere: il monitoraggio, però, viene effettuato in modo impreciso e per avere solo una visione generale delle aree di spesa. Infine, il controllo delle entrate e delle uscite per il 48% è una pratica diffusa soltanto mensilmente, il 40% verifica invece settimanalmente (specialmente le donne), ma esiste addirittura una fetta (11%) che non controlla mai oppure di rado.La volontà e il tentativo di risparmiare sono dunque prerogative degli italiani, ma le aree di miglioramento sono ampie e differenti. “In Flowe vogliamo dare alle persone, soprattutto alle nuove generazioni, gli strumenti per sviluppare una cultura finanziaria adeguata, in modo semplice e immediato – ha commentato Ivan Mazzoleni, CEO Flowe – I dati dell’Osservatorio parlano chiaro: siamo nell’era del digitale eppure, tra coloro che risparmiano, la programmazione e gestione tende ad essere manuale per il 79% dei casi. Anche per creare il proprio budget personale quasi la metà di chi lo fa annota le entrate e le uscite su un quaderno cartaceo, mentre il 21% si fa aiutare da un foglio Excel. È importante, quindi, sensibilizzare sulle grandi opportunità che la tecnologia e l’innovazione oggi ci offrono, così da diventare sempre più competenti e attenti alle proprie finanze”.La capacità di risparmiare si basa su alcune caratteristiche psicologiche individuali, come l’orientamento al futuro che ci può motivare a mettere da parte dei risparmi. “La chiave è saper rinunciare alla gratificazione oggi per goderne in futuro, per esempio risparmiare poco ogni mese per andare in vacanza”, spiega Matteo Robba, Collaboratore del dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano.Altro fattore-chiave è la formazione: più sono alte le conoscenze economico-finanziarie, più si è capaci di progettare strategie per risparmiare. Ma non solo: “A fare la differenza è soprattutto la percezione di essere competenti: come nello sport, più si è consapevoli delle proprie capacità, migliori sono i risultati raggiunti”, evidenzia Paola Iannello, docente di Psicologia in Unicatt.Infine, comportamenti virtuosi generano altri comportamenti virtuosi: i più bravi a risparmiare sono anche i più bravi a monitorare entrate ed uscite. “Psicologicamente, monitorare le proprie finanze presuppone capacità di auto-osservarsi e valutarsi, una capacità che ci aiuta a fissare una cifra da risparmiare ogni mese e a perseguire questo obiettivo nel tempo”, commenta Maria Rosa Miccoli, collaboratrice del dipartimento di Psicologia Unicatt. Alla luce di questi dati, è possibile evidenziare un fatto ulteriore: gli italiani necessitano di una guida per risparmiare in modo corretto. Nel periodo estivo, con le vacanze alle porte, non far soccombere il conto corrente può essere ancora più complicato: l’organizzazione del viaggio perfetto, infatti, nasconde diverse insidie economiche. Per aiutare gli italiani a destreggiarsi tra le difficoltà, Flowe – B Corp che mira a educare i giovani sui temi dell’innovazione e della sostenibilità economica, sociale e ambientale – ha redatto 10 regole su come risparmiare e essere consapevoli delle spese vacanziere per partire e godersi la pausa estiva senza pensieri.

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Truffe: oltre 3 miliardi di euro persi dagli italiani nell’ultimo anno

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2022

Sono 8,3 milioni gli italiani che, negli ultimi 12 mesi, hanno subito una truffa nell’ambito di una delle principali voci di spesa familiare, con un danno economico stimato di oltre 3 miliardi di euro; questi i primi dati emersi dall’indagine realizzata per Facile.it dagli istituti mUp Research e Norstat e presentata in occasione del lancio della nuova sezione di podcast sulla sicurezza (https://www.facile.it/podcast.html) a cura del comparatore. Secondo l’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, il 7,1% dei rispondenti ha dichiarato di aver subito una truffa legata alle utenze luce e gas, il 6,5% nell’ambito delle carte elettroniche e il 5,2% nella telefonia mobile, mentre l’assicurazione auto/moto, da alcuni ritenuta una delle aree più a rischio, in realtà è tra i campi analizzati quello dove in percentuale gli italiani sono caduti in trappola con meno frequenza (1,4%). Complessivamente, come evidenziato dall’indagine, a seguito delle truffe gli italiani hanno perso oltre 3 miliardi di euro. E se, in media, il valore economico è di 365 euro, il danno è ben più elevato tra i prestiti personali, dove chi è caduto in trappola ha perso, sempre in media, 1.490 euro; 279 euro persi per truffe ai conti correnti e 268 euro per l’RC auto/moto. «La troppa sicurezza o la distrazione che ciascuno di noi può avere sono spesso i motivi principali per cui si cade in trappola», spiega Tobias Stuber, CEO di Facile.it. «In realtà prendere poche e semplici precauzioni ci può mettere al riparo dalle frodi consentendoci di godere a pieno dei vantaggi offerti dai numerosi canali attraverso i quali si può risparmiare sulle principali voci di spesa familiare. Proprio per insegnare ai consumatori come riconoscere una truffa e difendersi da essa, abbiamo arricchito il nostro spazio sicurezza con un nuovo strumento, quello dei podcast, dove con 5 semplici consigli diamo a ciascuno i mezzi adatti per tutelarsi dai principali rischi.». I canali più usati dai malfattori I consigli di Facile.it nascono anche dall’analisi degli strumenti attraverso cui vengono portate a termine le frodi. Nel 45% dei casi le truffe sono passate attraverso un’email, nel 26% tramite SMS (31% nel caso dei conti correnti) e nel 21,5% da siti web fasulli (29% per le carte elettroniche). Va detto, però, che ogni settore ha le sue specificità. Quando si parla di frodi nell’ambito delle utenze luce e gas, ad esempio, tra i canali più usati dai malfattori ci sono i finti call center (44%) e le visite porta a porta (31,3%). La nuova frontiera delle truffe passa anche dai social network, particolarmente usati nell’ambito dei prestiti personali (15,9%), e dalle App di messaggistica istantanea, attraverso cui sono stati truffati, secondo le loro dichiarazioni, circa il 9% dei rispondenti. Cosa accade dopo la truffa? Purtroppo, il 41,5% di chi cade in trappola non denuncia la frode; il dato arriva addirittura al 55,1% nella telefonia mobile e al 54,5% nei prestiti personali. Per quali motivi non si fa? Tra i 3,4 milioni che non hanno denunciato la truffa subita, il 33% ha detto di non averlo fatto perché il danno economico era basso, mentre il 27% perché era certo che non avrebbe recuperato quanto perso. Per circa 800.000 individui, invece, vi è una ragione di natura psicologica; il 15,1% ha detto che si sentiva ingenuo per esserci cascato, mentre il 9% ha dichiarato di non aver denunciato la frode perché non voleva che i familiari/conoscenti lo sapessero.

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Lavoro: il 21,8% degli italiani lo cerca nell’ho.re.ca.

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2022

Se, in numeri assoluti, il 2022 registra complessivamente un minor numero di ricerche di lavoro rispetto allo scorso anno – anno eccezionale, di assoluta ripresa post lockdown – il settore ho.re.ca. raccoglie un interesse ben più alto del passato: l’anno scorso cercava un lavoro in somministrazione in questo settore solo il 12,3% degli italiani. Ciò si spiega considerando il generale “ritorno alla normalità” degli altri settori, che stanno tornando più velocemente ad una condizione pre-covid per quel che concerne la forza lavoro. A questo proposito, Jobtech ha elaborato 5 suggerimenti utili per migliorare i processi di ricerca nel settore. Offrite stipendi chiari, dignitosi e rispettosi delle ore extra, Diciamolo: è il vero elemento di discussione. La media degli stipendi non viene reputata all’altezza delle mansioni, degli orari e degli alti livelli di stress; gli straordinari non vengono quasi mai pagati e i contratti spesso brevi e non offrono abbastanza prospettive. Prospettate un percorso di carriera. Dopo due anni di pandemia e ricollocazione dei lavoratori in altri settori, il datore di lavoro deve entrare nell’ottica di prendere personale da formare, se vuole programmare una stabilità nel suo personale. Il turn over che ha visto protagonisti i lavoratori del settore dal lockdown in poi va colmato con forze giovani, nonostante la loro inesperienza. La consapevolezza di questo elemento può essere davvero strategica nel lungo periodo. Definite un team operativo per creare relazioni di valore La relazione tra i colleghi deve essere chiara e propositiva, perché è anche da gerarchie, ruoli e mansioni definite che passa la serenità del lavoratore. L’attaccamento al posto di lavoro rappresenta uno dei fattori più determinanti per la retention del dipendente, soprattutto in un momento storico in cui la passione per il mondo della ristorazione sembra scemata tra i lavoratori italiani. ll cosiddetto “orario spezzato” è uno degli elementi più difficili da gestire per i dipendenti, che praticamente azzerano la possibilità di avere una vita privata al di fuori del lavoro. Chi cerca personale deve tenerne conto se vuole attrarre e mantenere i propri dipendenti. Appendere un “cercasi cameriere” sulla vetrina del proprio ristorante non è più sufficiente per trovare dipendenti: il processo di recruiting è diventato, soprattutto per i lavori stagionali, più complesso, veloce e soprattutto digitale. Chi cerca lavoro, oggi, è un millennial o appartiene alla Generazione Z, è abituato a gestire via web qualunque aspetto della propria vita personale, lavoro compreso. Jobtech è la prima Agenzia per il Lavoro italiana completamente digitale, nata con l’obiettivo di valorizzare le tecnologie a disposizione per ottimizzare il processo di incontro tra aziende e candidati sul mercato del lavoro https://jobtech.it

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Aumentano i libri italiani tradotti all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Maggio 2022

Nel 2001, l’Italia vendeva all’estero i diritti di traduzione di 1.800 titoli, pari al 4% delle opere pubblicate. Nel 2020 questa percentuale è salita al 12% per un totale di 8.586 titoli. Cosa c’è dietro questa crescita esponenziale, che, nel giro di circa un ventennio, ha visto quasi quintuplicarsi la vendita dei diritti di traduzione? La chiave del successo del libro italiano nel mondo è, senza dubbio, il forte impegno per l’internazionalizzazione portato avanti dalle case editrici. Un impegno costantemente sostenuto e alimentato dalle politiche pubbliche condotte dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e dal Ministero della Cultura, attraverso il Centro per il libro e la lettura, in stretto coordinamento con l’Associazione Italiana Editori (AIE).Nel 2022 il MAECI, attraverso la neo-istituita Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale, e il Centro per il libro danno nuovo slancio alle proprie attività a sostegno dell’editoria italiano nel mondo. Non solo mobilitando quasi 1,5 milioni di euro in favore delle traduzioni, attraverso i 635.000 euro del bando MAECI e gli 800.000 euro di due distinti bandi del Centro per il libro e la lettura. Ma anche, e soprattutto, allestendo un ampio ventaglio di strumenti, nel quadro di strategie a trecentosessanta gradi per l’internazionalizzazione del nostro comparto editoriale. Nei prossimi anni, l’Italia sarà ospite d’onore in diverse Fiere internazionali del libro: occasioni importanti che MAECI e Centro per il libro e la lettura, in coordinamento con AIE, sono determinati a cogliere per rafforzare ulteriormente la presenza del libro italiano nel mondo.Se ne parlerà al Salone Internazionale del Libro di Torino sabato 21 dalle 13.45 alle 14.45 in Sala Lisbona nell’incontro “Libri italiani fantastici e come esportarli: le strategie della Farnesina con l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il libro e la lettura”. Con la moderazione di Lorenzo Cresci, giornalista della Stampa, si confronteranno Simona Battiloro, Capo dell’Ufficio competente del MAECI, Angelo Piero Cappello, direttore del Centro per il libro e la lettura e Fabio Del Giudice, direttore di AIE.

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L’Australia e gli italiani: lontani o vicini?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Quella dall’Italia verso l’Australia è un’emigrazione di lunga data, che parte dall’inizio dell’Ottocento: a emigrare per primi furono, infatti, i missionari per la predicazione agli aborigeni. Tuttavia, tra chi sbarcava in Australia, in pochi sceglievano di radicarsi, scoraggiati dalla fredda accoglienza riservata a chi non era un wasp, cioè bianco, anglosassone e protestante (fatta eccezione per gli irlandesi, la collettività più numerosa dopo quella inglese). Subito dopo il secondo dopoguerra quest’isola-continente si è aperta maggiormente agli italiani, che vi si recarono numerosi nell’ambito di un accordo bilaterale di emigrazione: da allora e sino alla fine del secolo scorso, vi si sono trasferite 400mila persone. Negli ultimi anni a stabilirsi in Australia sono all’incirca un migliaio di italiani l’anno, soprattutto giovani, spesso attratti da un periodo stagionale di “vacanza lavoro”. Nella seconda metà del secolo scorso, prima che venissero aperte le porte anche all’immigrazione asiatica, gli italiani sono arrivati ad essere la terza collettività estera più numerosa. Solo una parte dei nostri connazionali preferì rimpatriare, mentre la maggioranza, superando le difficoltà linguistiche e i problemi sociali, si insediò stabilmente e diede inizio alla collettività italo-australiana che, tra cittadini e oriundi (la componente più numerosa), conta un milione di persone su un totale di 25 milioni di residenti. Gli italiani famosi in Australia, di cui l’indagine presenta una carrellata, riuscirono ad affermarsi nel contesto di una diaspora che è continuata a crescere soprattutto grazie all’apporto delle seconde generazioni, come illustrato dalla significativa testimonianza di Giuseppe Lastella. Nell’attuale contesto geopolitico, dopo il bipolarismo del dopoguerra, l’Europa, persa la centralità politica, appare debole non solo demograficamente ma anche sul piano economico, per la carenza di materie prime. Il Vecchio Continente va pertanto interrogandosi sulla possibilità di una ricollocazione che consenta di valorizzare in pieno la sua capacità tecnologica e industriale attraverso un rinnovato sistema di rapporti internazionali. In quest’ottica, sia la collettività italiana in Australia, che – qui come altrove – può essere considerata un’efficace incubatrice di rapporti transnazionali, quanto l’Australia stessa, con le sue enormi risorse e il suo ininterrotto sviluppo, rappresentano due realtà strategicamente preziose. In particolare, l’Australia merita di essere valorizzata, nel dibattito pubblico italiano, per i suoi positivi indirizzi di governance, come ad esempio la scelta del multiculturalismo, già a partire dagli anni Settanta, e l’introduzione di elementi di flessibilità nella normativa migratoria (fatta salva la cosiddetta “Pacific solution” adottata, non senza problemi, nei confronti degli immigrati irregolari). Gli italiani all’estero continuano a rappresentare un’incredibile miniera di risorse umane, costituite dagli oltre 5 milioni di cittadini residenti e dalle decine di milioni di loro discendenti. Se un tempo le leve di collegamento principali con la patria erano la cittadinanza e la lingua, ora gli italiani, seppure non dimentichi della loro origine, sono inseriti stabilmente in altri Paesi di cui per lo più hanno acquisito la cittadinanza.La ricerca auspica l’introduzione di politiche innovative che consentano di dinamizzare i rapporti tra il nostro capitale sociale all’estero e gli Stati ospitanti, spianando la via a benefici economici, culturali e sociali.

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Gli italiani preferiscono riparare che acquistare il nuovo rispetto ai tedeschi e ai francesi

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2022

Sono aumentate del +266% le prenotazioni per riparare mobili e complementi d’arredo, accompagnate da un incremento di richieste di aiuto per il compostaggio domestico (+80%). È quanto emerge dall’analisi condotta da TaskRabbit, il network globale che mette in contatto chi ha bisogno di una mano per lavori dentro e fuori casa con tasker competenti e affidabili. La tendenza della sostenibilità nel fai da te è un fenomeno esploso con il lockdown[3], quando il 50% degli italiani ha dato nuova vita ai mobili di casa, modificandoli e rendendoli adatti a stili e usi diversi, e il 65% si è scoperto molto più attento al riutilizzo degli oggetti, con i romani più green dei milanesi, 69% vs 54%, e le donne più consapevoli degli uomini, 71% vs 58%.L’Italia infatti, in Unione Europea, si posiziona al secondo posto a pari merito con il Portogallo, in una classifica sull’ecologia che vede sul podio la Spagna, in terza posizione la Germania e in quarta la Francia.Le riparazioni e il riciclo risultano essere le azioni più comuni per chi vuole essere più attento all’ambiente. Dalla sua creazione nel 2008, TaskRabbit ha registrato in tutto il mondo oltre 19.000 prenotazioni per riparare mobili, i tasker hanno aggiustato più di 6.620 armadietti, 2.970 tavoli, 2.600 scaffali, 1.800 sedie e 1.355 scrivanie, ci sono state 6.863 richieste per la riparazione di elettrodomestici, oltre 2.500 tv, 2.000 lavastoviglie e 1.000 frigoriferi, e più di 2.700 complementi di arredo sono stati riciclati, vale a dire oltre 900 letti, 600 tavoli, 500 sedie, 300 armadietti e 150 divani.L’analisi avanza anche delle previsioni per la casa green del futuro. Per TaskRabbit la sostenibilità all’interno delle quattro mura non sarà più legata soltanto alla riparazione, l’upcycling e il riutilizzo di mobili, ma riguarderà anche una migliore gestione dell’energia: già oggi la piattaforma ha registrato in tutto il mondo un incremento del 111% di richieste per la sigillatura degli infissi, per garantire un miglior isolamento dell’abitazione e un più efficiente dispendio di energie. La casa del futuro sarà verde anche per la presenza di piante: con un +108% di prenotazioni per giardinaggio, +41% di richieste di aiuto per la cura di piante e fiori e + 25% appuntamenti fissati per creare un orto in casa, gli spazi dedicati alla vegetazione aumenteranno, in molti casi per garantire la fornitura di verdure a km0 – dal balcone alla forchetta.

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XVI Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2022

Si è svolta a Città del Messico sabato 9 aprile, presso l’Istituto italiano di cultura di Città del Messico, la XVI Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo.La manifestazione è stata organizzata dall’ARIM —Associazione dei Ricercatori Italiani in Messico— in cooperazione con la Texas Scientific Italian Community (TSIC) e con il patrocinio delle Camere dei deputati italiana e messicana, l’Istituto superiore di sanità, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), l’Alleanza globale per lo sviluppo Stanford-USAID México Energía Limpia 2050, l’Accademia IWR e il Consiglio Nazionale della Scienza e Tecnologia del Messico (Conacyt).Nel corso della cerimonia di apertura — guidata da Simone Lucatello, presidente dell’ARIM, e Vincenzo Arcobelli, Chairman della conferenza e Consigliere del CGIE in video messaggio— sono intervenute varie autoritá italiane e messicane,che hanno presenziato l’evento sottolineando l’importanza della ricerca e della cooperazione scientifica tra l’Italia, il Messico e il mondo. L’ambasciatore italiano in Messico Luigi de Chiara ha ricordato l’importanza di promuovere le associazioni di ricerca e il loro lavoro che contribuiscono in forma sostantivaall’eccellenza italiana nel mondo.Sono poi intervenuti il presidente della commissione Affari esteri della Camera dei deputati messicana, Jesús Femat, il Segretario tecnico della stessa commissione, Luis Huacuja, il politico e politologo Porfirio Muñoz Ledo, e Cassio Luiselli, ex ambasciatore ed economista esperto in questioni rurali, con una vasta esperienza accademica, nel servizio pubblico e in diplomazia. Come key-note speakers hanno partecipato Pablo Yanes, coordinatore delle ricerche della Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi dell’Onu, e Blas L. Pérez Henríquez, direttore dell’iniziativa Mexico Clean Economy 2050.E’ stato poi il momento delle presentazioni di circa 30 ricercatori provenienti da 10 Paesi di 3 continenti, tra cui rappresentanti della Miami Scientific Italian Community (MSIC), la Texas Scientific Italian Community (TSIC) e ARIM.Le presentazioni hanno riguardato temi cruciali e di avanguardia nelle scienze naturali (astronomia) , la struttura interna della Terra, i sistemi planetari, la medicina, la tecnologia, i diritti umani, gli ambienti urbani, le arti e le scienze sociali, musica e filosofia.La giornata è stata anche caratterizzata dalla presenza di ben 7 Presidenti delle Associazioni dei Ricercatori Italiani all’estero, l’Associazione dei ricercatori italiani in Brasile (ARIB), in Francia (RéCIF), la Società degli accademici italiani in Svizzera (SAIS) e nella Cina Orientale, con L’Associazione dei Ricercatori Italiani in Messico (ARIM),la Miami Scientific Italian Community (MSIC) e la Texas Scientific Italian Community(TSIC). Nello spazio dedicato alle associazioni, si sono identificati temi e date per gli Stati Generali, un progetto che rimetta la questione delle Associazioni italiane all’estero al centro dell’agenda politica ed aprire un confronto con il Governo.

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Ridiamo la cittadinanza agli italiani che l’hanno perduta in seguito ad espatrio

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2022

“La cittadinanza è di nuovo all’ordine del giorno della Camera dei Deputati. Infatti, la riforma della cittadinanza che prevede l’introduzione dello ius scholae è attualmente in discussione in Commissione Affari Costituzionali.Un testo semplice e di facile comprensione che tuttavia manca dell’attenzione agli italiani all’estero che hanno perso la cittadinanza in seguito ad espatrio ed oggi si trovano ad essere stranieri secondo la legge pur essendo nati e cresciuti in Italia.Per queste ragioni abbiamo presentato degli emendamenti che prevedono la possibilità di riacquistare la cittadinanza italiana con una semplice richiesta amministrativa al Consolato competente per residenza estera per coloro che hanno perso la cittadinanza italiana in seguito ad espatrio.Abbiamo anche previsto che tale possibilità venga estesa anche alle donne italiane per nascita che hanno perduto la cittadinanza, a seguito di matrimonio con uno straniero, contratto prima del 1° gennaio 1948 e ai loro figli.Si tratta di emendamenti dettati dal buon senso, tesi a riconoscere una condizione di fatto, quella di essere italiani sia sul piano culturale che di nascita, ma che manca del riconoscimento giuridico.Vogliamo che gli italiani di fatto si possano sentire italiani a tutti gli effetti e quindi anche secondo il diritto.Auspichiamo, pertanto, che su questo ci sia una ampia convergenza che porti all’approvazione dei nostri emendamenti tenendo conto, quindi, dell’evoluzione della disciplina sulla cittadinanza sia a livello interno che internazionale.” Lo hanno dichiarato le deputate di Forza Italia Annagrazia Calabria (Vicepresidente Commissione Affari costituzionali) e Fucsia Fitzgerald Nissoli (Coordinatrice di Forza Italia in Nord e Centro America).

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Cambiamento climatico: i venture capitalist italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Milano. In Italia i venture capitalist non investono in start up impegnate nella mitigazione del cambiamento climatico e nella riduzione delle emissioni. Secondo un’analisi dell’Osservatorio Climate Finance della School of Management del Politecnico di Milano, dal 2015 al 2020 sono state appena 13 le start up di questo tipo – concentrate nelle soluzioni per energie rinnovabili, materiali avanzati e nella mobilità sostenibile – che hanno ricevuto finanziamenti da VC italiani, su un totale di 1.195 imprese selezionate, per un volume di raccolta pari a 36,8 milioni di euro su 2.458 (la punta minima nel 2020, con appena 400.000 euro investiti, la massima nel 2018, con 18,4 milioni). Eppure il mercato del venture capital nostrano non è certamente in crisi, anzi cresce di anno in anno (nel 2021 si è superato il miliardo di investimenti), ma preferisce concentrarsi sulla digitalizzazione e i servizi web, oppure sul biotech e il nanotech, dove identifica e sceglie le iniziative più promettenti e le aiuta a svilupparsi, invece che su aziende impegnate a misurare, gestire e mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici.Anche per questo, dunque, la parte del leone ancora la gioca l’investitore pubblico, soprattutto a livello europeo: nel programma Horizon 2020, ben il 24,4% dei progetti su cui ha investito la Comunità Europea riguardano la mitigazione del cambiamento climatico, per un totale di 20,8 miliardi di euro che rappresentano però il 30,5% dei finanziamenti totali, con un supporto medio per ciascuna iniziativa più alto (2,4 milioni contro 1,7). Anche l’Italia ne ha beneficiato: 1,7 miliardi sono andati a progetti il cui soggetto coordinatore è italiano, e altri 11 a cordate con almeno un player italiano. A livello europeo, però, sono molto più coinvolti anche i soggetti privati: il 60% dei progetti cleantech, cioè che riducono l’impatto ambientale, vede la partecipazione di almeno una impresa (contro il 39% di quelli non cleantech) e nei consorzi le aziende rappresentano il 43% dei partecipanti, quasi il doppio della media (25%). E la finanza alternativa? Iniziative di crowdfunding possono avere un ruolo in questo contesto? “Al momento, sembra che questa fonte di finanziamento non possa rappresentare una soluzione strutturale – commenta Vincenzo Butticè, vicedirettore dell’Osservatorio -: finora i dati dimostrano che le campagne ‘verdi’ hanno meno probabilità di avere successo rispetto alle altre, soprattutto quando vengono lanciate da Paesi in cui le istituzioni sono meno orientate alla sostenibilità ambientale”.

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Gli italiani hanno speso di tasca propria oltre 2 miliardi di euro per sottoporsi ai tamponi

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2022

Il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* della popolazione nazionale adulta, da cui è emerso che da marzo 2020 ad oggi sono circa 26,8 milioni i maggiorenni che hanno fatto uno o più tamponi a pagamento, con una spesa media pro capite di circa 76 euro.«Il costo dei tamponi è solo una delle spese che, causa pandemia, hanno iniziato a gravare sulle famiglie italiane», spiega Irene Giani, responsabile polizze vita e salute di Facile.it. «Un aiuto economico in questo senso può arrivare dalle assicurazioni a tutela della salute; generalmente il tampone non è escluso dalle coperture per esami diagnostici, ma occorre un certificato medico che dichiari che serve per avere conferma della diagnosi di Covid. Se si tratta di un tampone effettuato prima di un viaggio, invece, è bene sapere che alcune polizze ne rimborsano il costo in caso di positività».Per quasi 1 italiano su 5 l’importo pagato è stato ben più alto della media; 3,4 milioni di individui hanno speso tra i 100 e i 200 euro, mentre quasi 2 milioni hanno dovuto mettere a budget più di 200 euro; le fasce anagrafiche che in media hanno pagato di più sono i 25-34enni (93 euro) e i 45-54enni (81 euro). Il testo completo dell’indagine è disponibile a questo link: https://www.facile.it/ufficio-stampa/comunicati/covid-2-miliardi-spesi-dagli-italiani-per-i-tamponi.html

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Sanità, gli italiani rinunciano a curarsi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2022

Per gli italiani curarsi è diventata una missione impossibile. “Aggrapparsi, come giustificazione, solo a questi difficili anni di pandemia sarebbe delittuoso. La realtà è che oltre il 50% dei cittadini rinuncia, lo dice una recente indagine, al diritto alla salute per problemi economici, indisponibilità del servizio o inadeguatezza dell’offerta” dichiara il Segretario Nazionale della Ugl Salute Gianluca Giuliano. “Il virus ha portato a galla le falle di un sistema che era già assolutamente insufficiente e che si è mostrato colpevolmente impreparato ad affrontare le ondate di diffusione del covid. Lo Stato avrebbe il dovere di garantire cure di qualità per tutti restituendo agli italiani parte di quello che versano in tasse per i servizi, come il diritto alla salute, che invece sono sempre meno accessibili. Visite, accertamenti diagnostici, ricoveri diventano sempre più un miraggio. La prevenzione è un vocabolo ormai dimenticato dalle famiglie italiane. E ci sono casi limite, come quello della Campania, dove le prestazioni sono state addirittura sospese. È un quadro terribile nel presente – prosegue il sindacalista – ma che potrebbe diventare apocalittico nel futuro quando inevitabilmente si pagheranno le conseguenze di questi anni di stop alle cure”. Il Segretario dice ancora: “Il SSN deve essere rivoluzionato non a parole ma con i fatti e in tempi brevissimi. Bisogna restituire ai cittadini la possibilità di accedere ai servizi sanitari e per farlo c’è bisogno di una riforma strutturale che non può più attendere. Serve assumere operatori sanitari con forme di contratto a tempo indeterminato, bisogna potenziare la medicina territoriale e farne uno scudo che allenti la pressione sugli ospedali, procedere ad ammodernare strutture ormai obsolete e crearne di nuove. E servirà costruire un nuovo SSN che garantisca in ogni parte d’Italia la stessa qualità e la stessa assistenza, perché la nostra nazione non può e non deve viaggiare a velocità diverse. La salute in un paese civile è e deve restare un diritto di tutti” conclude Giuliano.

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Pubblicato in Gazzetta il decreto che introduce la Carta europea della disabilità in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

La Carta europea della disabilità in Italia, che “consente l’accesso agevolato a beni e/o servizi”, può essere rilasciata a determinate categoria, come gli invalidi civili con determinate percentuali, i ciechi e sordi, permette di avere delle agevolazioni da “attivare – si legge nel testo del decreto approvato – mediante protocolli d’intesa o convenzioni tra l’Ufficio per le politiche a favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei ministri e soggetti pubblici o privati, coerenti con i requisiti e le finalità dell’iniziativa”. Chi volesse avere maggiori informazioni può farlo collegandosi con “il sito istituzionale dell’Ufficio per le politiche a favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei ministri”, dal quale si esplicita “il funzionamento della Carta” e le agevolazioni che comporta. La norma pubblicata in Gazzetta prevede, inoltre, che “trascorsi sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i destinatari di cui all’art. 2 possono presentare domanda per il rilascio della Carta sul portale telematico INPS, ovvero attraverso associazioni rappresentative delle persone con disabilità abilitate dall’INPS all’uso del canale telematico, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica o del richiedente”.

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Sono un milione i lettori italiani in dieci mesi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 dicembre 2021

Che negli ultimi dodici mesi hanno acquistato almeno un libro attraverso i siti delle case editrici: una cifra raddoppiata rispetto ai dati di maggio 2020 e quadruplicata rispetto a marzo. “Nella rivoluzione della distribuzione e dell’acquisto di libri seguita ai mesi di lockdown non c’è spazio solo per le grande librerie online: l’e-commerce è una realtà che si è imposta a tutti i livelli” ha spiegato il responsabile dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Giovanni Peresson. Del tema si è discusso oggi a Più libri più liberi, Fiera della piccola e media editoria di AIE, durante l’incontro “I nuovi volti dell’e-commerce”, dove sono intervenuti Marco Malandra (Raffaello Cortina), Enrico Quaglia (NW Libri da asporto), Michele Riva (Roi edizioni), Enrico Turrin (Federation of European Publishers), con la moderazione di Cristina Mussinelli (AIE).Secondo i dati raccolti da Pepe Research e rielaborati dall’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e riferiti a settembre 2021, negli ultimi 12 mesi il 39% dei lettori dichiara di aver acquistato un libro su Amazon, il 7% su Ibs.it/laFeltrinelli, il 5% in altre librerie online, il 4% direttamente sui siti delle case editrici. La progressione degli acquisti sui siti delle case editrici, pur su percentuali ancora piccole, è evidente e costante rispetto all’1% di marzo 2020, il 2% di maggio 2020, il 3% di ottobre 2020.Questo fenomeno si inscrive all’interno della maggiore familiarità che gli italiani hanno acquisito nei mesi di pandemia rispetto all’e-commerce: sono 2,7 milioni le persone che hanno iniziato ad acquistare in rete e che prima non lo facevano, pari all’11% dei lettori. Oggi, così, il 55% dei lettori ha familiarità con gli acquisti in rete e ne ha fatto almeno uno negli ultimi dodici mesi. Le consegne a domicilio da parte delle librerie, invece, dopo aver toccato un picco del 10% a maggio 2020, in pieno lockdown, sono diminuite fino al 3% di settembre 2021.

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Cambiare modalità di voto per gli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 5 dicembre 2021

“La gestione del voto per gli italiani all’estero registra ormai da anni forti criticità ed è giunto il momento di cambiare le sue modalità”.Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra che sull’argomento è intervenuto oggi nell’aula di Palazzo Madama.”I nostri connazionali che vivono all’estero – sottolinea La Pietra – mantengono un forte legame con la madre Patria che purtroppo però, spesso, troppo spesso si presenta più matrigna che madre. Molte sono le difficoltà di chi vive all’estero, penso alle procedure per il riconoscimento della cittadinanza in quanto figli o nipoti di italiani, elemento fondamentale sia per ufficializzare un forte legame con l’Italia sia, molto spesso, per una doverosa tutela dei propri diritti oltre confine, tutela della quale noi già tutti possiamo godere in quanto cittadini italiani”.”In questi giorni, in queste ore – osserva la Pietra – in otre 100 Distretti Consolari si stanno svolgendo le elezioni dei COM.IT.ES., l’organismo di rappresentanza dei cittadini italiani all’estero e anche in questa circostanza si sono registrati, e ci sono arrivate segnalazioni puntuali relative a criticità al limite della legalità. Oggi parliamo di COM.IT.ES, ieri di elezioni Politiche, sono sempre le solite problematiche. Per questo abbiamo già da tempo depositato come Fratelli d’Italia una proposta di legge per l’istituzione del voto elettronico per gli italiani all’estero”.”Una normativa di tre articoli – conclude La Pietra – che prevede questa modalità di voto solo ed esclusivamente per i 6 milioni di cittadini italiani residenti all’estero. Un provvedimento che non è un atto isolato ma è frutto di un lavoro e di una sensibilità di Fratelli d’Italia, di attenzione alle nostre comunità che vivono “oltre confine”, fatta di interrogazioni ed anche di emendamenti, uno per tutti, quello che ha consentito ai medici venezuelani di origine italiana, ai quali non si voleva riconoscere la professionalità acquisita negli anni passati all’estero, di venire ad esercitare la loro preziosa professione in Italia durante la pandemia. Non possiamo rimanere sordi alle richieste dei nostri concittadini, vedremo come si esprimerà l’aula, ma possiamo sicuramente garantire che Fratelli d’Italia sarà al loro fianco in ogni passaggio parlamentare, necessario per arrivare a questo obiettivo comune: garantire legalità e degna rappresentanza dei nostri connazionali all’estero”.

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