Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 315

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Eutanasia sociale e cure low cost

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

E’ la nuova frontiera della medicina pubblica. I suoi sostenitori ritengono necessario considerare tali aspetti per garantire risorse alla spesa pubblica nel campo dell’assistenza sanitaria. Altri rafforzano il concetto asserendo che per le sole spese farmaceutiche gli anziani costano undici volte di più di un ventenne.
Cosa s’intende per eutanasia sociale? E’ che il malato incurabile, e gli affetti da gravi e croniche patologie, sono caricati interamente sulle spalle delle famiglie e ciò significa che l’impossibilità, per molte di esse, di sostenere tale onere rende precaria l’assistenza dei loro cari.
Lo stesso ragionamento vale trattando la medicina low cost. E’ come dire che arrivati a una certa età, o per altre forme gravi di infermità comprese le malattie mentali, non è più necessario impegnarsi per prolungare la loro esistenza con strumentazioni e medicinali d’avanguardia. Basta utilizzare i vecchi metodi. D’altra parte morire a trent’anni è un’eccezione mentre a ottanta diventa una regola. Così per le eccezioni si può fare qualcosa ma per le regole no.
Altri prospettano scenari ancora più inquietanti sostenendo che l’accesso all’assistenza ospedaliera debba essere consentita solo per fatti acuti e non a soggetti cronici e riducendo, in pari tempo, i posti letto per i reparti geriatrici. E’ come dire che se gli anziani, e i diversamente abili, si ammalano la loro è da ritenersi una patologia cronica e, quindi, curabile in famiglia anche se l’affezione è indipendente dal loro stato cronico come può essere una polmonite virale per un malato mentale.
Ci portiamo, quindi, a introdurre una forma d’assistenza sanitaria a due velocità che alla fine avvantaggerà chi ha risorse economiche per curarsi mentre per gli altri ritornano i lazzaretti con la sola differenza, rispetto al passato, che essi tendono a moltiplicarsi in ogni famiglia che ha un malato del genere. Questa disumanizzazione dello stato sociale, questo cinico distinguo tra il malato cronico e l’acuto, tra il giovane e l’anziano e il diverso rispecchia, purtroppo, le nostre logiche consumistiche ereditate da forme di accaparramento della ricchezza, dal possesso delle risorse a scapito degli altri che ci porterà a gravi disagi esistenziali ma anche a rivolte sociali e a sprezzanti soppressioni con una sorta di pulizia etnica generazionale, di classe e di razza.
Dobbiamo fermare questa corsa alla perdita del senso della misura, dei valori fondanti la nostra società finché siamo in tempo. Dobbiamo svegliarci dal nostro torpore e cercare un riscatto che ci restituisca la nostra dignità e soprattutto la dignità dei più deboli, di coloro che non si possono difendere da soli. E’ un dovere morale laico e confessionale in pari tempo. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Personale, la verità sulla ricostruzione di carriera tagliata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Il 20 settembre prossimo la Corte di Giustizia Europea si esprime sull’ingiustizia tutta italiana. L’organismo di giudici sovranazionali dovrà decidere sulla causa C-466/17 Motter e sulla compatibilità del Testo Unico sulla Scuola con il diritto comunitario. Il parere dei giudici sovranazionali potrebbe così diventare l’atteso spartiacque: se verranno accolte le tesi dei legali di Anief, come già avviene presso diverse Corti di Appello italiane, tutti i decreti di ricostruzione di carriera emessi negli ultimi dieci anni dovranno infatti essere impugnati al fine di riconoscere per intero, fin da subito, tutto il servizio pre-ruolo superiore ai primi quattro anni, con evidenti ed inevitabili ricadute sul Contratto collettivo nazionale di lavoro e sulle graduatorie interne d’istituto per l’individuazione degli insegnanti sovrannumerari.
La Corte dovrà quindi vagliare se il principio di non discriminazione ex clausola 4 accordo quadro osti a una norma interna, quale quella dettata dall’art. 485 co.1 d.lgs. 16.4.1994, n. 297, la quale dispone che, ai fini della determinazione dell’anzianità di servizio al momento dell’immissione in ruolo con contratto a tempo indeterminato, fino a quattro anni il computo dei servizi svolti a tempo determinato si effettua per intero, mentre per quelli ulteriori si riduce di un terzo a fini giuridici e di due terzi a fini economici. E ciò in ragione della mancanza, allo scopo dello svolgimento di lavoro a tempo determinato, di un’iniziale verifica oggettiva della professionalità, mediante concorso pubblico, con esito positivo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): In questi anni di applicazione della norma prevista dal Testo Unico della scuola, si è di fatto deciso di punire due volte i lavoratori con un alto numero di anni svolti come supplenti prima di entrare in ruolo: alla lunga ed estenuante attesa si è aggiunta la beffa della riduzione stipendiale, come se il protrarsi del precariato fosse da arrecare al dipendente e non ad un’amministrazione pubblica sorda alle richieste di stabilizzazione provenienti dalla stessa Unione Europea ormai da vent’anni attraverso la direttiva comunitaria 70/1999. Ecco perché diventa centrale l’espressione del 20 settembre: potrebbe dare il la ad una modifica sostanziale di tutta la normativa che regola le ricostruzioni di carriera del personale, nonché la contrattazione interna che pone in essere, sotto varie forme, questa e altre palesi discriminazioni.

Posted in scuola/school, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Pensioni, saltano quota 100 e 41?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

Tra le varie opzioni, sembrerebbe che quella papabile sia quota 100 con almeno 64 anni di età. Quindi andrebbero in pensione coloro che raggiungono la quota 100 sommando età anagrafica (almeno 64 anni) e contributi versati (36 anni). Mentre ‘quota 41’, costituita dal montante di contributi complessivi, starebbe per essere sostituita da ‘quota 42’. Anief ha sempre reputato importante che il nuovo governo desse seguito a quanto promesso con il “Contratto per il governo del cambiamento” M5S e Lega, pochi giorni prima di vedersi affidato l’incarico: in particolare, a pagina 33 di quel contratto, vi è scritto che “occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. ‘Fornero’, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti”. Per il sindacato, quindi, non è possibile pensare che si ignori un impegno così importante, peraltro ancora oggi considerato prioritario dai vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, al pari del reddito di cittadinanza e della flat tax. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Approfitto di questi giorni di pausa e di riflessione per chiedere al governo di essere coerente con gli impegni presi con gli italiani. I lavoratori che rappresentiamo non potrebbero tollerare cambi di direzione in corsa, ancora una volta a loro svantaggio. Per quanto riguarda i docenti e Ata della Scuola, sarebbe anche bene che l’Inps richiedesse finalmente quei contributi figurativi mai versati e si impegni, con i governanti, non a realizzare sterili bracci di ferro, ma a modellare un sistema previdenziale in linea con l’Europa, dove si va in pensione a 63 anni. Ricordo che in Francia e in Germania bastano 25 anni di insegnamento per lasciare il servizio. Sono Paesi dove sanno bene quanto sia usurante stare dietro la cattedra e operare a supporto della crescita delle nuove generazioni: una condizione psicologica davvero pesante, che si traduce prima sotto forma di stress e poi di patologie da burnout. Pensare di mandarli a 67 anni sarebbe un errore imperdonabile. Perché se è vero che si vive per lavorare, è altrettanto vero che non si può morire lavorando. Ecco perché, se proprio non dovessero essere da subito introdotte ‘quota 100’ e ‘quota 41’, che comunque attendiamo nel corso del tempo, è bene che si proceda al più presto ad abbassare la soglia di accesso a 63 anni, così da ritrovarci almeno in linea con la media europea.

Posted in scuola/school, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Salvaguardare l’occupazione e le imprese della Liguria

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

Il Segretario Generale dell’UGL, Paolo Capone, ha convocato la Segreteria regionale del sindacato confederale sui tragici fatti di Genova.“Esprimo, a nome di tutta l’UGL – ha esordito Capone – il nostro cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime della tragedia del viadotto Morandi, estendendola a tutti i cittadini di Genova e della Liguria. Esprimiamo, inoltre, vicinanza al Presidente Giovanni Toti e al sindaco Marco Bucci, instancabili nell’opera di sostegno ai cittadini in questi drammatici momenti”.Le immagini del viadotto crollato rimarranno a lungo nella memoria collettiva del nostro Paese. Una tragedia che secondo le prime ipotesi potrebbe essere stata provocata da un cedimento strutturale, ma che per il Segretario Generale “è anche simbolo di un cedimento culturale del nostro Paese nei confronti del futuro e del progresso”.“Ho incontrato una delegazione di lavoratori con le loro famiglie: Genova non è in ginocchio e anche questa volta saprà riprendersi da questa ennesima ferita, con i talenti, le eccellenze e le straordinarie energie della sua gente”.Nel corso dell’incontro è stata posta particolare attenzione alle conseguenze economiche e sociali. Il viadotto Morandi rappresentava un nodo fondamentale non solo per Genova ma per tutta l’Italia, in particolare il nord-ovest, collegando il più importante porto italiano e lo scalo aereo di Genova al resto del mondo.
Il Segretario Capone conferma le preoccupazioni anche attraverso una valutazione degli effetti economici e sociali del crollo del viadotto: “Secondo una prima stima effettuata dal nostro centro studi sugli effetti dell’interruzione di quest’arteria strategica del nord-Italia, risulta che il Paese potrebbe perdere fino a due punti di Pil come conseguenza diretta se non s’interviene subito per sanare la ferita. Basta considerare che solo la filiera portuale, tra diretta, indiretta e indotto, esprime un valore di circa 11 miliardi di euro. Va poi considerata tutta la filiera turistica, quella commerciale e il rischio concreto che quest’area sia tagliata fuori dalle traiettorie economiche fino a quando non potrà ricominciare a garantire linee di comunicazione essenziali. Sono a rischio oltre 150mila posti di lavoro, di cui un terzo in Liguria, altri 50mila tra Piemonte, Lombardia e Toscana e un altro terzo nel resto d’Italia”.
Per questa ragione l’UGL chiede al Governo di intervenire immediatamente con un fondo straordinario di 15 miliardi di euro per aiutare le imprese che si dovessero trovare in difficoltà, stabilizzare i livelli occupazionali della regione, finanziare le opere infrastrutturali necessarie a superare l’emergenza, assegnando al Presidente della Regione poteri straordinari per l’affidamento delle opere e la gestione dei fondi, come in occasione del terremoto dell’Aquila. Chiediamo, inoltre, al Governo di avviare immediatamente la partenza dei lavori della Gronda autostradale.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bambini migranti e rifugiati: rapporto “Sradicati in America Centrale e Messico”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

68.409 bambini migranti sono stati detenuti in Messico fra il 2016 e aprile 2018, il 91% dei quali sono stati espulsi verso l’America Centrale. Circa 96.216 migranti dall’America centro-settentrionale, fra cui 24.189 donne e bambini sono stati rimpatriati dal Messico e dagli Stati Uniti fra gennaio e giugno di quest’anno; oltre il 90% è stato espulso dal Messico: questi i principali dati del nuovo rapporto (serie Child Alert) dell’ UNICEF “Sradicati in America Centrale e Messico – Bambini migranti e rifugiati affrontano un circolo vizioso di difficoltà e pericoli” (“Uprooted in Central America and Mexico”), che esamina le diverse sfide e pericoli che affrontano i bambini e le famiglie migranti e rifugiate durante il difficile processo di migrazione e rimpatrio.Secondo il rapporto dell’UNICEF, estrema violenza, povertà e mancanza di opportunità non sono soltanto cause delle migrazioni irregolari di bambini dall’America centro-settentrionale (El Salvador, Guatemala e Honduras) e dal Messico, ma anche conseguenze delle espulsioni dal Messico e dagli Stati Uniti. L’UNICEF ha invitato i governi a lavorare insieme per attuare delle soluzioni che aiutino a ridurre le cause scatenanti delle migrazioni irregolari e forzate ed a tutelare il benessere dei bambini rifugiati e migranti durante il viaggio.Più nello specifico, i risultati del rapporto includono:
Povertà – El Salvador, Guatemala e Honduras sono fra i paesi più poveri dell’emisfero occidentale, con, rispettivamente, il 44, il 68 e il 74% dei bambini che vivono in povertà. I bambini e le famiglie povere spesso chiedono dei prestiti per finanziare la loro migrazione irregolare verso gli Stati Uniti, lasciandoli in una situazione finanziaria ancor più precaria quando sono fermati e rimandati indietro senza denaro e si trovano impossibilitati a ripagare i loro prestiti. Questa pressione economica può lasciare i bambini e le famiglie senza casa o senza le risorse necessarie per pagare i beni di prima necessità.
Violenza – La violenza delle gang è pervasiva in molte comunità dell’America centro-settentrionale, con bambini presi come obiettivo di reclutamento, abusi e persino omicidio. Fra il 2008 e il 2016 in Honduras, per esempio, circa un bambino ogni giorno è stato vittima di omicidio. Analogamente, a El Salvador, 365 bambini sono stati uccisi nel 2017, mentre l’anno scorso in Guatemala sono stati segnalati 942 casi di morti violente di bambini. I bambini e le famiglie che migrano a causa di minacce di violenza possono essere esposti a un rischio ancora maggiore se sono costretti a ritornare, senza nessun supporto o protezione, nelle comunità in cui erano precedentemente in pericolo. Molti rimpatriati finiscono per diventare sfollati interni perché per loro è insicuro tornare a casa.
Stigmatizzazione – I bambini e le famiglie rimpatriate affrontano la stigmatizzazione all’interno delle comunità a causa del loro tentativo fallito di arrivare in Messico o negli Stati Uniti. Questo può rendere ancora più difficile per i bambini rimpatriati reintegrarsi a scuola e per gli adulti trovare un lavoro.
Separazione e detenzione – La separazione familiare e la detenzione da parte delle autorità competenti in materia di migrazione, sono esperienze fortemente traumatizzanti che possono pregiudicare lo sviluppo a lungo termine del bambino. Tenere le famiglie unite e supportare
alternative alla detenzione sono misure fondamentali per assicurare il superiore interesse dei bambini migranti e rifugiati.
Il rapporto evidenzia inoltre una serie di raccomandazioni per tenere i bambini rifugiati e migranti al sicuro e ridurre i fattori che spingono le famiglie e i bambini a lasciare le loro case in cerca di sicurezza o un di futuro con maggiori speranze attraverso rotte migratorie irregolari e pericolose. I programmi supportati dall’UNICEF in America centro-settentrionale e Messico stanno facendo la differenza, ma mentre molti giovani migranti, rifugiati e rimpatriati ne stanno traendo beneficio, queste iniziative dovrebbero essere allargate in maniera esponenziale per rispondere a tutte le sfide che affrontano i bambini a rischio della regione.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Soluzione caso Aquarius ma necessario approccio prevedibile per gli sbarchi

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime apprezzamento per la decisione di ieri da parte del governo di Malta di consentire lo sbarco di 141 richiedenti asilo e migranti soccorsi nel Mediterraneo centrale dall’Aquarius, nave di una ONG. L’UNHCR elogia inoltre quei Paesi europei che si sono proposti di offrire posti per le persone soccorse e di trasferirle dopo lo sbarco. Questo dimostra i benefici che possono derivare da un approccio collaborativo.Tuttavia, il caso dell’Aquarius e in particolare la situazione di stallo degli ultimi giorni ha nuovamente evidenziato la necessità di un piano regionale per l’area del Mediterraneo che offra chiarezza e prevedibilità sul punto di attracco delle imbarcazioni che trasportano le persone soccorse. Questo è essenziale se si vogliono evitare ulteriori situazioni di questo tipo.”L’UNHCR accoglie con favore la fine della situazione di stallo rispetto all’Aquarius e il fatto che 141 bambini, donne e uomini non siano più bloccati in mare”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. “Ma la situazione non dovrebbe mai arrivare a questo punto. È sbagliato, pericoloso e immorale tenere le navi di soccorso a vagare nel Mediterraneo mentre i governi competono su chi può assumersi anche la minima responsabilità”.L’UNHCR ha ripetutamente richiesto un approccio regionale per gestire le operazioni di salvataggio e sbarco nel Mediterraneo e ha formulato proposte precise in una nota congiunta del 27 giugno insieme all’Agenzia delle Nazioni Unite per le Migrazioni (OIM).”C’è un urgente bisogno di rompere con questa continua corsa a creareimpasse e approcci ad hoc nave-per-nave su dove far attraccare le persone soccorse”, ha detto Grandi. “Solo in presenza di porti sicuri chiaramente identificati, i comandanti saranno certi che, quando risponderanno alle chiamate di soccorso, saranno in grado di sbarcare rapidamente le persone a bordo e non diventeranno oggetto di lunghe negoziazioni”.L’UNHCR nel frattempo fa appello ai comandanti delle navi affinché continuino i loro sforzi nel sostenere il salvataggio in mare. Senza questa essenziale e fondamentale pietra angolare della legge del mare, molte altre vite andranno perse. Sebbene si sia ridotto significativamente il numero di persone che attraversano il Mediterraneo rispetto agli ultimi anni, il numero di quelle che risultano morte o disperse in mare rimane elevato. Già quest’anno più di 1.500 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo. Lungo la rotta del Mediterraneo centrale in particolare, il tasso di mortalità è triplicato, e ora si attesta a 1 persona che muore ogni 17 che tentano la traversata, rispetto a 1 su 43 durante lo stesso periodo dell’anno scorso.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Misure per prevenire e curare

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

“Al fine di proseguire, è scritto in un comunicato reso agli organi d’informazione dai promotori del Progetto Sociale ANLEP, in modo sempre più efficace – la nostra azione pluriennale in direzione della prevenzione sanitaria abbiamo stipulato un accordo con le seguenti primarie strutture sanitarie di Roma: Ospedale San Carlo di Nancy; Villa Tiberia Hospital; Istituto Clinico Cardiologico, Centro polispecialistico DATA MEDICA che fanno parte del Gruppo Villa Maria (GVM Care & Research) una rete integrata di Ospedali di Alta Specialità, Polispecialistici e Day Surgery con Poliambulatorio privato, che coinvolge numerose regioni italiane e si estende anche all’estero. Il Gruppo, avendo posto da anni il cittadino-utente al centro di un percorso di professionalità e qualità dell’assistenza, possiede indubbie doti di sensibilità in materia di attenzione alla persona talchè è accreditato come partner del SSN e si propone come polo di eccellenza nella prevenzione e cura della salute. Rappresenta quindi un partner privilegiato per conseguire gli obiettivi del nostro settore organizzativo CIRCUITO I CARE dedicato alla prevenzione sanitaria.
In base a tale intesa, a partire dal giorno 24 settembre (data del Convegno di presentazione del Progetto Sociale “MISURE PER PREVENIRE E CURARE” presso l’Ospedale San Carlo di Nancy), diverrà operativo un pacchetto CHECK UP gratuito, pensato all’interno del Progetto stesso al fine di offrire, con cadenza mensile, la possibilità di un controllo generale sul proprio stato di salute a tutti gli iscritti (inclusi i familiari) alle Associazioni collegate, agli amici, ai simpatizzanti. (Dott. Domenico Famiglietti)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Le milizie sgomberano e disperdono 1.900 persone sfollate all’interno della Libia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime preoccupazione per lo sgombero forzato – da parte di alcune milizie – di 1.900 sfollati interni dall’insediamento di Triq Al Matar a Tripoli, in Libia. Triq Al Matar era il più grande insediamento di sfollati interni a Tripoli, dove sin dalla sua creazione nel 2011 vivevano 370 famiglie originarie della città di Tawergha.Secondo i residenti, la scorsa settimana una milizia locale ha costretto l’intera popolazione di Triq Al Matar a fuggire dalle proprie case, dopo tre notti di incursioni indiscriminate e l’arresto arbitrario di 94 residenti, 12 dei quali sono tutt’ora detenuti dalle milizie in condizioni terribili. Alcune donne e ragazze sono state minacciate di stupro. Tutti hanno dovuto abbandonare loro case con breve preavviso, portando con sé solo il minimo indispensabile.Queste persone sono ora disperse, vivono in diverse aree in cui hanno parenti o conoscenti, anche all’interno di altri insediamenti di sfollati interni. Alcune famiglie che possiedono un’automobile si trovano a dormire al suo interno.L’UNHCR esprime preoccupazione per il rischio a cui potrebbero essere esposte le persone che risiedono in altri insediamenti a Tripoli a causa di possibili ulteriori sgomberi. Alcune famiglie di Tawergha che vivono in altri insediamenti a Tripoli sono già fuggite dalle loro case per paura di essere attaccate. L’UNHCR chiede il rispetto dei diritti umani, la protezione dei civili e il diritto delle persone sfollate a decidere sul proprio futuro. L’Agenzia segue la situazione da vicino e collabora con tutte le parti per assicurare che vengano soddisfatte i bisogni essenziali degli sfollati interni e che vengano evitati altri eventuali sgomberi.La popolazione di Tawergha costituisce una minoranza etnica, circa 40mila persone che sono state costrette a fuggire dalle proprie case nel 2011. Nella maggior parte dei casi hanno cercato un luogo sicuro all’interno di insediamenti informali intorno all’area di Tripoli o Bengasi. Vivono lì da sette anni in attesa di poter tornare a casa, dopo un recente accordo tra le parti in causa.
In Libia, circa 192mila sfollati all’interno del Paese vivono da anni in condizioni terribili. L’UNHCR richiede soluzioni urgenti per porre fine alle loro sofferenze e per garantire il loro ritorno a casa in modo volontario, sicuro e dignitoso.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Caporalato: Pugno duro anche con i cinesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

“I fenomeni di sfruttamento del lavoro vanno stroncati senza indugi, non possiamo aspettare la tragedie come quella accaduta in questi giorni in Puglia. Vale se a sfruttare gli immigrati sono gli italiani, ma anche se a farlo sono i cinesi, come accade a Prato. Richiedenti asilo e clandestini irregolari africani pagati un massimo di 3 euro l’ora per lavorare nei telai e nelle serre della filiera dell’illegalità. Un fenomeno che la sinistra, a cui piace fare moralismo, ha completamente ignorato permettendo all’imprenditoria illegale cinese di proliferare fino a far penetrare la mafia nel nostro territorio”. E’ quanto afferma il parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.”In Toscana sono stati spesi milioni e milioni di euro per i controlli nelle aziende cinesi, tollerando violazioni gravissime nel nome di un’integrazione che non c’è – sottolinea Donzelli – com’è possibile che nessuno degli ispettori della Regione si sia mai accorto di quello che accade? A Prato, come in altre realtà, ci sono uomini e donne schiavizzati, sfruttati, umiliati dai cinesi e senza diritti per colpa di chi ha permesso un’invasione incontrollata. E’ anche per questo che abbiamo chiesto, senza essere ascoltati, che l’Antimafia mettesse gli occhi sui fenomeni della criminalità cinese – conclude Donzelli – continueremo a batterci perché lo Stato, che sia il governo nazionale o gli enti locali, adotti la linea dura contro questi fenomeni mettendo in campo tutti gli strumenti, compreso quello di applicare le norme antimafia”.

Posted in Diritti/Human rights, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La sicurezza sul lavoro è una cosa seria

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

Lo abbiamo sottolineato più volte – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – e vogliamo farlo ancora una volta a pochi giorni dagli incidenti stradali in cui sono morti 16 braccianti agricoli che lavoravano per meno di tre euro l’ora tra i campi di pomodoro in Puglia: la vera agricoltura non ha niente a che vedere con tutto questo.
Come Confeuro – continua Tiso – intendiamo evidenziare i valori alla base del sistema agricolo e la loro, non semplice estraneità, ma totale contrapposizione ad ogni logica di sfruttamento del lavoro e delle persone. Queste considerazioni – prosegue Tiso – vanno ribadite con ulteriore forza dopo la reintroduzione dei voucher, e questo perché riconoscere la stagionalità di alcuni lavori non significa in alcun modo avallare forme di sfruttamento e di svilimento della dignità umana. Il nostro auspicio – conclude Tiso – è che tragedie come queste non raccolgano più il solito cordoglio di circostanza, ma diano invece inizio a dibattiti più seri e approfonditi su come garantire la sicurezza sul lavoro agricolo e su come debellare le tante forme di criminalità presenti al suo interno.

Posted in Diritti/Human rights, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Yemen: dal 2015 quasi 2.400 bambini sono stati uccisi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

“Il terribile attentato (ieri) ad un autobus di Sa’ada, nello Yemen, che, secondo quanto riferito, ha ucciso e mutilato decine di bambini, segna un livello davvero basso nella brutale guerra del paese. La questione ora è se sarà anche un punto di svolta – il momento che deve finalmente spingere le parti in conflitto, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la comunità internazionale a fare ciò che è giusto per i bambini e porre fine a questo conflitto.
L’UNICEF e altri hanno ripetutamente chiesto la protezione dei bambini e il rispetto del diritto umanitario internazionale. Questi appelli sono stati accolti con totale disprezzo. Dal 2015, quasi 2.400 bambini sono stati uccisi, più di 3.600 feriti e migliaia di vite innocenti sono state danneggiate o distrutte. Gli attacchi contro ospedali, scuole e infrastrutture essenziali sono all’ordine del giorno.Il perdurare del conflitto, i ripetuti attacchi e le restrizioni di accesso dovute all’insicurezza e alla violenza ostacolano anche la nostra capacità di raggiungere i più bisognosi, tra cui 11 milioni di bambini che necessitano di assistenza umanitaria.Quanti altri bambini soffriranno o moriranno prima di coloro che possono agire, mettendo fine a questo flagello? Nelle ultime settimane, un impianto idrico e un centro igienico-sanitario a Hodeida, supportati dall’UNICEF, sono stati attaccati e gravemente danneggiati, mettendo a repentaglio la salute e il benessere di centinaia di migliaia di persone. È difficile credere che viviamo in un mondo in cui i bambini dovrebbero vivere nella paura di tali attacchi, eppure è così. Questa però non deve essere la loro realtà. Le parti in conflitto e coloro che esercitano su di esse un’influenza, compresi i membri del Consiglio di Sicurezza, possono e devono scegliere di porre fine a questa catastrofe per il bene dei bambini dello Yemen”.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ferrovie, sindacati: SNCF-Svi non si sottragga a sue responsabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

“Sncf Voyages Italia non si sottragga alle sue responsabilità sulla mancata applicazione del contratto collettivo nazionale della mobilità/attività ferroviarie, invece di accusare i sindacati di violazione delle regole per indire gli scioperi e di valutare azioni legali a tutela della propria immagine”, così dichiarano Filt-Cgil, Fit-Cisl e FastConfsal. “Il tema vero è uno solo – proseguono le organizzazioni sindacali – ovvero che Svi è un’azienda di trasporto ferroviario passeggeri operante in Italia che non applica il ccnl italiano: questo vuol dire non giocare ad armi pari con le concorrenti a scapito dei lavoratori. Da tempo chiediamo un incontro per affrontare il problema e Svi ci ha sempre ignorati. Ora invece che abbiamo indetto uno sciopero nel rispetto della legge italiana, l’azienda si decide a riceverci il 22 agosto ma accusandoci di aver usato come arma pressoria uno sciopero indetto, a suo dire, in violazione delle regole italiane e di aver danneggiato la sua immagine e valutando conseguenti azioni legali. Per noi sono accuse non solo inaccettabili e velatamente intimidatorie, ma chiaramente mirate a sollevare un polverone per nascondere le inadempienze di Svi sul contratto”. Concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Fast-Confsal: “Tutto questo avviene, lo abbiamo già detto e lo ribadiamo, nel silenzio delle istituzioni e delle autorità competenti, in primis la Commissione di garanzia sugli scioperi e l’Autorità di regolazione dei trasporti, le quali sono sempre pronte a richiamare i sindacati alle loro responsabilità, talvolta a sproposito, ma non sono altrettanto sollecite con le aziende quando non rispettano le regole comuni del settore, come ad esempio quelle contrattuali”.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Yemen: Save the Children, decine di bambini uccisi nell’attacco a Saada

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

Decine di bambini tra i 6 e i 14 anni sarebbero stati uccisi e molti altri sarebbero stati feriti quando un bus scolastico è stato colpito, probabilmente da un attacco aereo, nella città di Dhahyan, nel governatorato di Saada, nel nord dello Yemen. Gli operatori di Save the Children hanno riferito che, quando è avvenuto l’attacco, gli studenti stavano tornando a scuola dopo pranzo ed erano sul bus momentaneamente in sosta, anche se al momento è impossibile verificare i dettagli dell’accaduto. “Questa è un’altra palese evidenza delle violazioni della legge internazionale sui diritti umani a cui assistiamo in Yemen ormai da tre anni, dagli attacchi sproporzionati e indiscriminati sui civili al rifiuto dell’accesso per gli aiuti umanitari e all’utilizzo della fame come arma di ricatto, e sono le persone, non i combattenti, a pagare il prezzo più alto,” ha dichiarato Sylvia Ghaly, Direttore Advocay in Yemen di di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro. Save the Children condanna questo attacco orrendo e chiede un’inchiesta indipendente immediata su questo ed altri recenti attacchi sui civili e su edifici pubblici come scuole e ospedali. Abbiamo assistito ad un crescendo di incidenti senza che alcuno venisse ritenuto responsabile. Anche nella capitale, Saada, ci sono stati duri combattimenti nelle ultime 24 ore, con attacchi aerei che hanno colpito anche in prossimità del nostro ufficio costringendoci a fuggire in cerca di un rifugio.“Non c’è alcuna soluzione militare possibile per questo conflitto. Solo una soluzione politica può porvi fine e ristabilire la pace in Yemen. Chiediamo a tutte le parti di sospendere immediatamente i combattimenti per tornare al tavolo e trattare un cessate il fuoco collaborando con l’Inviato Speciale delle Nazioni Unite Martin Griffiths. Risparmiamo altre morti e la miseria al popolo Yemenita.”

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Solidarité Identités in Siria prosegue con la visita all’Ospedale Italiano a Damasco

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Damasco. E’ la sua settima missione. La struttura, fondata nel 1913, fa riferimento all’Associazione medici cattolici italiani (ANSMI) ed è situata nel quartiere di Mazraa al centro della capitale siriana. L’Ospedale Italiano è una struttura di primo livello tra quelle siriane, attualmente ha una disponibilità di 55 posti letto, sei sale operatorie, locali per la radiologia e l’ecografia, un reparto per la MOC ed un reparto di pronto soccorso in funzione h24.
L’Ospedale è gestito dalle Suore salesiane “Figlie di Maria Ausiliatrice” ed è collegato all’oratorio salesiano frequentato da decine di bambini e giovani. Durante la visita, i nostri volontari hanno incontrato il dott. Joseph Fares, direttore medico dell’istituto, che ha meglio spiegato tutte le attività diagnostiche e di intervento chirurgico di cui si fa carico la struttura e il progetto “ospedali aperti”, lanciato dalla Nunziatura apostolica in #Siria, con l’obiettivo di assicurare le cure mediche ad un numero sempre più grande di bisognosi, sopratutto tra le fasce più deboli della popolazione siriana già gravate a causa della guerra. Al progetto partecipano l’Ospedale francese, sempre a #Damasco, e l’Ospedale St. Louis di Aleppo e prevede la cura di almeno quarantamila persone nei prossimi anni.
Sono attualmente al vaglio le modalità di intervento e partecipazione di #Solid a questo importante progetto e di supporto alla struttura ospedaliera, in uno degli ambiti, quello medico sanitario, più colpiti dalla guerra terroristica contro la Siria.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rafforzare attività di contrasto allo sfruttamento lavorativo

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

Le recenti tragedie avvenute nel foggiano in questi ultimi giorni hanno portato al centro dell’attenzione mediatica il tema dello sfruttamento lavorativo nei campi, di cui sono vittime molti migranti e cittadini italiani.“La nostra organizzazione è impegnata da anni nel contrasto allo sfruttamento lavorativo”, afferma Federico Soda, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM (l’Agenzia delle Nazioni Unite per le Migrazioni), “e ci auguriamo che la presa di coscienza di queste ore non sia solo un episodio momentaneo ma che rappresenti l’inizio di un rinnovato impegno volto a risolvere un problema che da anni causa immense sofferenze a migliaia di persone.”“Alcuni programmi interregionali di contrasto dello sfruttamento sono in fase di definizione, occorre quindi realizzarli in modo efficiente per promuovere percorsi di legalità, garantire il rispetto delle norme di base in materia di lavoro e sicurezza, fare emergere casi di sfruttamento, contrastare i caporali, regolarizzare i trasporti e prevedere alloggi dignitosi per i lavoratori stagionali.”Proprio in quest’ottica, l’OIM Italia ha già avviato un dialogo con l’Ispettorato del Lavoro per rafforzare i controlli sul territorio ma anche per promuovere efficaci meccanismi di accesso al lavoro regolare attraverso un più ampio coinvolgimento di imprenditori etici.“Il lavoro stagionale nei campi è di fondamentale importanza per il settore agroalimentare”, continua il Direttore OIM, “e non è accettabile che vi siano così tante persone (tra cui tantissimi migranti regolari e irregolari) impiegate in condizioni di grave sfruttamento, se non proprio di semi-schiavitù.”
“E’ il momento che tutti i soggetti coinvolti – istituzioni, settore datoriale, società civile e Grande Distribuzione (che potrebbe avere un ruolo fondamentale nell’eliminare alcune storture del sistema) – comincino a lavorare insieme per ripristinare al più presto la legalità”, conclude Soda.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sono urgenti progressi concreti per migliorare le condizioni nello Stato di Rakhine in Myanmar

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

A due mesi dalla firma del Memorandum d’Intesa tripartito tra l’UNHCR, l’UNDP e il governo del Myanmar, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’Agenzia per lo Sviluppo dell’ONU (UNDP) sollecitano le autorità birmane a compiere progressi tangibili per migliorare le condizioni nello Stato di Rakhine. La volontà del governo del Myanmar di assumere un ruolo guida nell’attuazione di questo accordo è fondamentale per creare condizioni favorevoli al ritorno volontario, sicuro, dignitoso e sostenibile dei rifugiati rohingya.Il governo ha adottato alcune misure incoraggianti da quando il 6 giugno è stato firmato il Memorandum d’Intesa, tra cui la formazione di un gruppo di lavoro tecnico tripartito per sostenere l’attuazione dello stesso Memorandum; l’accettazione di un’importante visita di alti funzionari dell’UNHCR e dell’UNDP nella parte settentrionale dello Stato di Rakhine all’inizio di luglio e la facilitazione di una prima visita congiunta sul campo nello Stato di Rakhine da parte del gruppo di lavoro tecnico a metà luglio. Tuttavia, sono urgentemente necessari progressi sostanziali in tre settori chiave, inclusi nel Memorandum d’Intesa: garantire un accesso effettivo nello Stato di Rakhine; assicurare a tutte le comunità la libertà di movimento e affrontare le cause profonde della crisi.In primo luogo, un accesso effettivo degli attori umanitari rappresenta la possibilità di realizzare consultazioni in modo libero, indipendente e su base giornaliera, con le comunità dello Stato di Rakhine sulle loro esigenze. E’ inoltre necessaria una procedura prevedibile, flessibile e semplificata per approvare le autorizzazioni di viaggio entro un ragionevole periodo di tempo affinché i funzionari dell’UNHCR e dell’UNDP possano recarsi nelle aree in cui risiedono queste comunità. Questi sono i criteri fondamentali che consentono alle Agenzie di svolgere il proprio lavoro nelle zone dello Stato di Rakhine coperte dal Memorandum d’Intesa. Il 14 giugno, l’UNHCR e l’UNDP hanno inoltrato richieste di autorizzazione di viaggio per il personale internazionale di stanza a Maungdaw e per avviare il loro lavoro nella parte settentrionale dello Stato di Rakhine, ma sono ancora in attesa di una risposta da parte del governo.In secondo luogo, la libertà di movimento e l’aumento dei servizi pubblici sono cruciali per tutte le comunità dello Stato di Rakhine, indipendentemente dalla religione, dall’etnia o dalla cittadinanza. Durante la visita di alti funzionari dell’UNHCR e dell’UNDP a inizio luglio, è risultato evidente che le comunità che ancora vivevano nella parte settentrionale dello Stato di Rakhine continuavano a vivere in una condizione di reciproco timore. Tutte le comunità sono state colpite dalla violenza, ma le comunità rohingya che vivono ancora lì sono esposte a maggior pericolo. In particolare, le autorità locali limitano fortemente la loro libertà di movimento. Queste restrizioni impediscono alle comunità rohingya di poter lavorare, andare a scuola e accedere all’assistenza sanitaria. Inoltre, impediscono loro di interagire con amici, familiari e altre comunità presenti nello Stato di Rakhine. La libertà di movimento è una delle richieste che è stata più frequentemente espressa dalle comunità rohingya durante la visita dell’UNHCR e dell’UNDP.In terzo luogo, è fondamentale affrontare le cause profonde della crisi. Oggi le aree settentrionali dello Stato di Rakhine sono caratterizzate da grandi spazi aperti laddove prima c’erano villaggi ora distrutti. Le risaie inutilizzate e vuote sono un severo promemoria della popolazione scomparsa che le coltivava. La firma del Memorandum tripartito con il governo di Myanmar non consentirà, di per sé, ai rifugiati rohingya di tornare a casa in Myanmar. Conformemente con quanto previsto dal Memorandum d’Intesa, è necessario affrontare le cause profonde, mettendo in atto le raccomandazioni della Commissione consultiva dello Stato di Rakhine, che prevede anche una chiara, volontaria ed equa possibilità di accesso alla cittadinanza per tutte le persone che ne hanno diritto.È necessario che siano avviate e implementate le misure volte a potenziare la fiducia tra le comunità, a partire dall’agevolare l’accesso dell’UNHCR e dell’UNDP e dall’avvio delle visite di valutazione dei bisogni per individuare progetti ad impatto rapido in quelle parti dei villaggi alle quali le Agenzie e il governo hanno concordato di assegnare priorità.L’UNHCR e l’UNDP sono pronti a sostenere il Myanmar nel miglioramento delle condizioni nello Stato di Rakhine e nel dare piena attuazione al Memorandum d’Intesa.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

FCA Melfi, il 30 agosto USB al ministero del Lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

Il 30 Agosto, alle ore 12.00, una rappresentanza dell’USB Basilicata e dello stabilimento FCA di Melfi incontrerà a Roma una delegazione del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.Il tavolo avrà come oggetto di discussione le condizioni di lavoro all’interno dello stabilimento lucano in una fase delicata come quella attuale per le lavoratrici e i lavoratori FCA di Melfi.
I contratti di solidarietà a rotazione richiesti dall’azienda per far fronte alla cessazione del modello Grande Punto, che inevitabilmente ha abbassato il livello produttivo, devono trovare un giusto equilibrio rispetto alla condizione di lavoro in cui versano le lavoratrici e i lavoratori chiamati a produrre le altre due vetture realizzate a Melfi (Suv).Come USB siamo convinti, ed è ciò che riporteremo al tavolo ministeriale, che ripristinando i minuti di pausa tagliati da anni e riducendo al massimo le criticità attualmente presenti sulle postazioni di lavoro all’interno dello stabilimento si otterrebbero dei benefici per tutti e si ridurrebbe il numero di esuberi dichiarati dall’azienda.Ridurre il numero di esuberi significherebbe innanzitutto una garanzia occupazionale maggiore, un rientro economico significativo per le lavoratrici e i lavoratori di Melfi e un miglioramento della qualità del lavoro rispetto alla condizione attuale.L’incontro al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è solo l’ultimo appuntamento in ordine di tempo, ed una tappa importante, a fronte del lavoro che USB sta portando avanti da anni, impegno che ha come unico fine riportare un livello di lavoro, e di vita, dignitoso all’interno della fabbrica automobilistica lucana.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bologna, USB: serve un ente regolatore che controlli i movimenti di merci e persone

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

Ancora gas che esplode. Per noi ferrovieri il gas che si sversa da una cisterna, che si spande ovunque e poi prende violentemente fuoco vuol dire solo una cosa: Viareggio. L’altro giorno è successo in Emilia Romagna anziché in Toscana, sull’asfalto di una autostrada invece che sui binari ma l’effetto è stato simile.Così come la domanda che ci ponemmo allora e che si riaffaccia oggi: come è potuto accadere? Norme, controlli, regolamenti: non sono serviti a nulla? Indagini e accertamenti faranno luce sulle dinamiche ma oggi resta lo sbigottimento. Se per la strage di Viareggio, e solo grazie alla fermezza e alla volontà dei cittadini e dei familiari delle vittime, uno spiraglio di luce si è aperto sull’accaduto, non è difficile immaginare che domani venga tutto dimenticato o scavalcato da altre notizie mentre altre situazioni di rischio si ripeteranno senza sosta.Per questo, e non solamente, i ferrovieri di USB sono da anni impegnati nella richiesta di istituzione di un ente regolatore che controlli dove, come e quando si debbano muovere persone e merci; nel rispetto della sicurezza, della salute, della sostenibilità e dell’economia del Paese. Questo mentre chi intende solo il profitto e la rendita sopra ogni altra opzione ci vuole ingannare con teorie come quelle della ‘sicurezza sostenibile’ . Ancora una volta parole per nascondere la realtà.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

FIT CISL contro il piano di esternalizzazione dei servizi proposto da SEI Toscana

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

A seguito dell’incontro che si è tenuto a Siena tra i vertici di SEI Toscana e le organizzazioni sindacali, continua la preoccupazione per gli oltre 400 interinali a cui non è stato rinnovato il contratto. La FIT CISL, rappresentata al tavolo dai delegati RSU e dalla Segreteria Regionale Toscana, ha espresso contrarietà assoluta al progetto di inclusione sociale proposto dall’azienda.Si tratta di un’esternalizzazione mascherata, un progetto che taglia salario e diritti, concepito per recuperare cassa, facendo pagare il conto a lavoratori e cittadini, senza ridurre i costi del sistema ma soprattutto con un rischio di peggioramento della qualità del servizio erogato.FIT CISL ha chiesto all’azienda risposte sul piano di rientro dai 4 milioni e 200 mila euro di disavanzo e sulle coperture del nuovo piano industriale, che sarà presentato al CDA nella seduta in programma il 29 agosto.
Purtroppo, non solo non esiste ad oggi un programma certo di rientro, ma nemmeno la certezza che il piano industriale a regime possa sortire l’effetto panacea auspicato dall’azienda. L’investimento richiesto, a quanto riferito dall’azienda stessa, si aggira intorno ai 50 milioni di euro, ma, secondo Fit Cisl non garantisce né gli obiettivi di filiera, in merito alla qualità del materiale raccolto, né gli obiettivi economici, in merito ai ricavi derivanti dalla vendita del materiale selezionato.La cosa sconcertante è che fino al 2017 l’azienda prospettava il rientro degli impianti nel perimetro di gara, la valorizzazione delle materie prime secondarie e l’assunzione di 300 interinali. Se le esternalizzazioni sono oggi la risposta ai lavoratori che chiedono, dopo anni di precariato, assunzioni a tempo indeterminato e applicazione del CCNL di settore, non capiamo cosa c’entri il decreto dignità, una legge che si prefigge di ridurre il ricorso a somministrazioni e contratti a termine.Allo stesso modo, se la risposta ai cittadini, e di conseguenza alle amministrazioni comunali, sono i cassonetti intelligenti, non capiamo come un simile piano possa ridurre in prospettiva i costi del personale ma soprattutto come si possa conciliare con un piano economico-finanziario sostenibile e alla portata di questa compagine.L’obiettivo della FIT CISL, condiviso durante l’incontro, è l’apertura di un tavolo che – già a settembre – coinvolga azienda, organizzazioni sindacali e amministrazioni locali.Un piano che, in attesa dell’ingresso del nuovo o dei nuovi soci industriali, come richiesto dai commissari, si prefigga di salvaguardare posti di lavoro, tariffa e qualità dei servizi.
Un piano che contrasti, in un momento di incertezza, come quello che SEI Toscana sta attraversando, l’affermarsi di un meccanismo collaudato di sfruttamento del lavoro, utile solo a chi, anche di fronte all’evidenza dei fatti, si ostina a far ricadere responsabilità diffuse su chi responsabile non è.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Contratti: Fp cgil, siglato rinnovo Agenzia del demanio

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

È stato siglato il rinnovo del contratto dell’Agenzia del demanio valido per il triennio 2016-2018. Un contratto che coinvolge circa un migliaio di lavoratori e che prevede ampi margini di miglioramento nella parte economica e in quella normativa, tra i quali un incremento salariale di 105 euro medi.Secondo la Funzione Pubblica Cgil il nuovo Ccnl “riconosce al personale un più ampio e ricco ventaglio di opportunità e pone molta attenzione al welfare aziendale. Concretizza, infatti un importante incremento economico dei tabellari mantenendo, al tempo stesso, la parte stipendiale legata agli scatti biennali. Ma il miglioramento interessa anche la parte normativa. Le politiche di valorizzazione e sviluppo del personale sono divenute parte integrante del contratto: valorizzazione delle competenze e professionalità, oltre che delle prestazioni (attraverso passaggi di livello, superminimi e una-tantum). Ampio spazio è stato dato, infine, alla conciliazione vita-lavoro, un aspetto che sarà agevolato dalla flessibilità in entrata/uscita, da permessi lavorativi e dal potenziamento dei congedi legati alla genitorialità”.“Gli strumenti introdotti nel contratto per il triennio 2016/2018 vanno nella direzione auspicata e pongono le basi per il rinnovo seguente, tracciandone già il percorso. Restano ulteriori margini di potenziamento sui quali lavoreremo a partire da subito”, conclude la Funzione Pubblica Cgil.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »