Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Video tutorial per avvicinare gli anziani alla tecnologia

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

WINDTRE e Senior Italia FederAnziani rinnovano la propria collaborazione con un’iniziativa pensata per avvicinare gli anziani al mondo del digitale. L’azienda guidata da Jeffrey Hedberg, in partnership con la federazione della terza età, ha lanciato una serie di video tutorial per spiegare il funzionamento di alcuni tra i più diffusi servizi online, utili per rimanere in contatto con le persone care e per semplificare le attività quotidiane.L’iniziativa “Più vicino a chi ami” presenta diversi video, pubblicati sul canale YouTube di WINDTRE, che illustrano con voce chiara e un linguaggio semplice tutti i passaggi necessari per utilizzare App di messaggistica e social network, gestire la posta elettronica per avere accesso ai servizi digitali e fare ordinazioni a domicilio tramite servizi di delivery, con l’obiettivo di fornire una guida puntuale e di immediata comprensione.Il primo tutorial spiega come fare una video chiamata, singola o di gruppo, con WhatsApp, l’applicazione più diffusa per le chat. Nel secondo, viene illustrato il processo di creazione e configurazione di un account gratuito di posta elettronica con Gmail, per inviare e ricevere e-mail o documenti e avere accesso a numerosi servizi digitali. Il terzo video, invece, è dedicato all’App per la consegna a domicilio Glovo, che permette di ordinare, senza dover uscire di casa, prodotti come la spesa, i farmaci o il proprio cibo preferito. Al centro del quarto tutorial, infine, le azioni necessarie per installare sullo smartphone l’App di Facebook e quella di Facebook Messenger, due canali utili per rimanere in contatto con amici e familiari.
“Questa iniziativa va nella direzione del superamento del digital divide che, come federazione della terza età, riteniamo un passaggio fondamentale – dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – l’emergenza Covid19, con le sue difficoltà legate al distanziamento, in questi mesi ha reso ancora più evidente quanto l’inclusione digitale possa migliorare la qualità della vita delle persone senior. Tutti noi sappiamo che questo è vero anche ben al di là di questa emergenza. Pensiamo a quanto gli strumenti digitali possono essere utili a contrastare lo spettro della solitudine, per esempio in un momento delicato come l’estate. E più in generale quanto questi strumenti, nel quotidiano, possono servire a mantenersi in contatto coi propri cari e usufruire di servizi. La nostra esperienza ci dice che i senior sono estremamente motivati ad imparare, ce lo chiedono. L’importante è dotarli degli strumenti giusti”.

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L’Uganda assicura riparo ai rifugiati dalla RDC durante il confinamento imposto dal COVID-19

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, accoglie con favore la decisione presa dal Governo dell’Uganda di assicurare riparo a migliaia di rifugiati in fuga dall’acuirsi delle violenze nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) orientale. Da fine maggio, si ritrovano bloccati in un’area remota e inaccessibile del territorio di Mahagi.Secondo le autorità locali, in precedenza, i nuovi arrivati facevano parte di un gruppo più ampio composto da circa 45.000 persone che avevano tentato di fuggire verso il confine ugandese con la RDC subito dopo gli attacchi mortali perpetrati da miliziani contro i civili nella provincia di Ituri il 17 e il 18 maggio. Sebbene alcuni siano riusciti a fare ritorno alle proprie terre di origine, migliaia sono rimasti a ridosso della frontiera.Circa 1.500 richiedenti asilo hanno fatto ingresso in Uganda ieri attraverso i valichi di frontiera di Guladjo e Mount Zeu, nel distretto di Zombo. I nuovi arrivati erano affamati e stanchi. Molti, inoltre, si presentavano in stato di fragilità, avendo vissuto in condizioni precarie, nascondendosi nelle campagne per diverse settimane senza avere sufficiente accesso a cibo, acqua potabile e riparo. Si tratta soprattutto di donne e minori, nonché numerosi anziani.L’Uganda ha imposto restrizioni ai viaggi transnazionali nel mese di marzo per contenere la diffusione del COVID-19, bloccando l’ammissione di nuovi richiedenti asilo sul territorio nazionale. A fini umanitari, il Presidente dell’Uganda ha ordinato al governo di riaprire temporaneamente le frontiere nel distretto di Zombo affinché al gruppo di rifugiati potessero essere assicurati aiuti salvavita e protezione. Il Governo ha indicato che la reintroduzione dei controlli alle frontiere è prevista per venerdì, una volta che le operazioni umanitarie saranno concluse. L’UNHCR e i partner, in coordinamento con l’Ufficio del Primo Ministro, il Ministero della Salute e l’amministrazione del distretto locale, hanno lavorato incessantemente per rafforzare le capacità di accoglienza presso la frontiera di Zombo, allestendo anche strutture da adibire all’osservanza della quarantena, e assicurare la disponibilità di livelli adeguati di assistenza d’emergenza. Tutti i nuovi arrivati saranno sottoposti a controlli sanitari e di sicurezza al confine. Le persone vulnerabili saranno identificate e riceveranno assistenza in via prioritaria.Dopo una quarantena obbligatoria di 14 giorni, secondo quanto previsto dalle linee guida e dai protocolli nazionali in materia, i richiedenti asilo saranno trasferiti presso gli insediamenti di rifugiati esistenti. L’UNHCR ha raccolto solo il 18 per cento dei 357 milioni di dollari richiesti per le operazioni in Uganda. L’Agenzia esorta la comunità internazionale a mostrare solidarietà e ad aiutare l’Uganda a rispettare gli impegni assunti nell’ambito del Global Compact sui Rifugiati e a mantenere le politiche progressiste adottate in materia di rifugiati in questi giorni difficili.

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Il posto di lavoro del nuovo decennio? Decentrato, flessibile e connesso

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

Impostosi in tutto il mondo tra i topic dominanti durante il lockdown per l’emergenza da Covid-19, lo smart working, o “lavoro agile”, rappresenta con ogni probabilità un’eredità che il mondo del lavoro si porterà dietro a lungo, auspicabilmente con migliorie e evoluzioni tecniche. Il successo dello smart working è testimoniato da numerose ricerche. Tra le più recenti spicca quella di Fpa, società del gruppo Digital 360, dedicata al lavoro agile nella pubblica amministrazione italiana. La ricerca è stata condotta su 4.200 dipendenti: il 94% dei lavoratori vorrebbe continuare a lavorare da casa con rientri in ufficio non quotidiani. Il 69,5% degli intervistati ha affermato che organizza meglio il lavoro, il 45,7% che ha più tempo per sé e la famiglia, e il 34,9% che lavora in un clima di maggiore responsabilizzazione. In definitiva, quando i dipendenti sono impossibilitati a recarsi sul luogo di lavoro, lo smart working diventa uno strumento essenziale a garantire operatività e continuità. Tuttavia l’opportunità presenta diverse insidie, a partire dalla difficoltà di pronto intervento sui processi, soprattutto in quelli per cui sono richieste una costante supervisione ed un intervento su diversi sistemi all’interno di un’organizzazione. Serve quindi adottare strategie che possano prevenire perdita d’informazioni e interruzioni del processo produttivo.Del resto quand’è l’ultima volta che vi siete trovati in un’area di lavoro realmente in grado di rendere una giornata produttiva? Forse il quesito più importante riguarda il “dove”. Era in ufficio o a casa? Se il decennio precedente ha visto l’aumento esponenziale del concetto di ufficio “open”, quello che stiamo vivendo vedrà il completo decentramento del posto di lavoro.Possiamo affermare che questo periodo in particolare è stato caratterizzato da un’interruzione dell’attività globale senza precedenti. E man mano che le imprese e le economie vengono ribaltate, lo stato del flusso lavorativo offre sia sfide che opportunità: tutti devono rimanere “agili” e adattarsi ai nuovi modi di lavorare.
Mentre affrontiamo queste topiche sfide, la tecnologia può supportarci offrendo un modo per rendere flessibili le performance dei team di lavoro, salvaguardando al contempo punti fondamentali come la concentrazione e la collaborazione, indipendentemente dalla configurazione dell’ufficio del futuro o delle specifiche aree di lavoro al suo interno.Come le basi stesse del modo in cui lavoriamo cambiano, lo stesso vale per le fonti dei dati che utilizziamo per prendere decisioni aziendali. Mentre la Business Intelligence continuerà a migliorare il futuro degli edifici “intelligenti”, diventerà sempre più importante per le aziende ottimizzare le modalità di lavoro dei dipendenti operativi da remoto. Avanzate tecnologie, per esempio, possono offrire nuovi flussi di dati per aiutare le imprese a valutare l’efficacia di questi nuovi ambienti di lavoro e a prendere decisioni per adattarsi velocemente agli odierni tempi in continua evoluzione, con la certezza che i propri dipendenti siano produttivi e pienamente coinvolti nel processo.
Elementi digitali come i webinar, le lavagne interattive e la condivisione dello schermo diventeranno strumenti sempre più importanti, ulteriormente abilitati da telecamere con campo visivo a 180° che consentono una panoramica completa di tutti i partecipanti in una sala riunioni, aumentando il senso di fiducia attraverso la piena visibilità dell’ambiente.
Il linguaggio del corpo promuoverà anche un maggiore coinvolgimento e una maggiore percezione da parte dei partecipanti attraverso questo insieme di feedback, mentre i vivavoce full duplex consentiranno una comunicazione bidirezionale equa per l’andamento dei meeting e le conversazioni.Nel complesso, la collaborazione virtuale tramite audio, video e software sarà essenziale per qualsiasi organizzazione per gestire il business in modo efficace. Queste strategie dovrebbero essere implementate in anticipo in modo che i fattori esterni che impongono la necessità di pratiche collaborative agili non rallentino in alcun modo il business delle imprese.
Complessivamente, diverse aziende saranno in grado di innovare e di adattarsi in base alle circostanze e ai parametri dei mercati, ma al centro delle nuove modalità del lavoro sarà necessaria la flessibilità.

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Al via la graduale e controllata riapertura dei Centri Sociali Anziani di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

L’ordinanza sindacale prevede la possibilità della riapertura dei centri, nel rispetto delle indicazioni contenute nell’ordinanza regionale e solo nei casi in cui siano stati effettuati i necessari interventi di prevenzione sanitaria.I centri resteranno dunque chiusi in tutti i casi in cui non sia possibile garantire le idonee misure di contenimento del contagio.
Tra gli interventi necessari, rientrano le sanificazioni degli ambienti, gli interventi di manutenzione ordinaria degli spazi interni ed esterni e di manutenzione dei filtri per gli impianti di condizionamento e l’acquisto di dispenser di gel disinfettante.
La riapertura sarà effettuata con provvedimento del direttore del Municipio, sentito il direttore dell’Area Socio-Educativa e il presidente del Centro Sociale Anziani interessato.L’ordinanza prevede inoltre la riattivazione delle attività sociali e sociosanitarie, compresi i centri semiresidenziali per persone con disabilità, mentre restano chiusi i centri diurni e le strutture semiresidenziali in favore di persone anziane o affette da patologie croniche.

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Report 2019: l’impegno per Capitale Umano

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

Le difficoltà causate dal coronavirus hanno portato alla luce il meglio delle aziende di tutto il mondo, che si sono immediatamente prodigate per fornire assistenza alle comunità in cui operano, mettendo a punto servizi in grado di soddisfare le urgenze e le necessità a livello economico e sociale. IBM non fa eccezione: il Corporate Social Responsibility Report, pubblicato oggi, riporta l’impegno dell’azienda a livello internazionale nella collaborazione con comunità, clienti, istituzioni e organizzazioni no profit per la risoluzione dei problemi legati all’ambiente, alla società e alla governance anche in questo primo periodo di pandemia.Le aziende con programmi di responsabilità sociale solidi e ben avviati sono in grado di offrire assistenza efficace e tempestiva, poiché già addestrate a sviluppare soluzioni e servizi volti a risolvere le grandi sfide dell’umanità nel lungo termine. IBM continua a farlo sviluppando progetti e programmi che fanno leva su due pilastri: la tecnologia e i talenti. È proprio l’integrazione di questi due aspetti che, in Italia, ha permesso di portare avanti importanti progetti in ambito educativo:
P-TECH, il percorso educativo iniziato a Taranto per accompagnare i ragazzi dal liceo al mondo del lavoro insegnando loro le skill tecnologiche e etiche del futuro; La collaborazione con Cisco che ha permesso a studenti e insegnanti di superare la prova della didattica a distanza durante la pandemia contando sulla piattaforma Webex e sulle competenze dei Volontari IBM.

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L’UNHCR esprime sgomento per le crescenti violenze ai danni degli sfollati nella RDC orientale

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è in allarme per il crescente numero di aggressioni violente perpetrate da gruppi armati ai danni dei civili sfollati nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) orientale.L’Agenzia si appella alle autorità affinché rafforzino la presenza delle forze militari e di polizia col supporto della Missione ONU per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO) al fine di migliorare la situazione sul piano della sicurezza e perseguire i responsabili.Gli sfollati restano inoltre esposti a rappresaglie, poiché percepiti dai gruppi armati attivi nella regione come sostenitori dell’esercito, una volta che quest’ultimo porta a termine le operazioni per liberare i territori e non è più presente.
Nelle ultime otto settimane, l’UNHCR e i partner hanno registrato molteplici attacchi di gruppi armati ai danni di insediamenti di sfollati e villaggi, principalmente nel territorio di Djugu, nell’Ituri, nei territori di Fizi e Mwenga, nella provincia del Sud Kivu, e nei territori di Masisi e Rutshuru, nel Nord Kivu. In queste aree, le violenze hanno costretto alla fuga oltre un milione di persone negli ultimi sei mesi.Gli attacchi in corso vanno ad aggravare una situazione già complessa segnata dalla presenza di numerosi sfollati nella RDC orientale ed espongono a rischi elevati le persone in fuga. Questo nuovo esodo, inoltre, mette ulteriore pressione sulle aree che accolgono sfollati interni. I siti di accoglienza non dispongono dei servizi per soddisfare le esigenze più basilari, quali cibo, acqua e assistenza sanitaria.Donne e bambine sono tra le persone più a rischio, considerato che, negli ultimi mesi, il numero di aggressioni e abusi sessuali e di genere nei loro confronti è andato aumentando. Nell’ultimo mese, nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu si sono registrati più di 390 casi di violenza sessuale. La maggior parte delle aggressioni sono attribuite a gruppi armati, ma si presume che in molti casi, la responsabilità sia da attribuire a membri dei servizi di sicurezza congolesi.Il perdurare del conflitto sta impedendo alle persone l’accesso effettivo all’assistenza. Gli attacchi ai danni degli ambulatori medici e le razzie di kit per la profilassi post esposizione – farmaci antiretrovirali per curare le persone potenzialmente esposte all’HIV– in particolare stanno ostacolando gli sforzi volti ad assicurare cure mediche ai sopravvissuti e alle sopravvissute.Nonostante le difficoltà di accedere ad alcune aree, l’UNHCR continua a lavorare con le autorità locali e con gli attori umanitari nelle tre province per agevolare il trasporto dei sopravvissuti a violenza sessuale presso gli ambulatori medici più vicini per ricevere cure mediche adeguate entro 72 ore.L’UNHCR continua ad assicurare assistenza alle persone in fuga, per la stragrande maggioranza donne e minori, fornendo alloggi, beni di prima necessità e denaro contante.

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La mobilità degli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

Anche a giugno l’auto si conferma il principale strumento di mobilità degli italiani. Permane la diffidenza verso i mezzi pubblici. Complice anche la crisi economica, solo 3 italiani su 10 sono disposti ad acquistare un’auto in contanti, metà è propensa a richiedere un finanziamento e l’11% si dice pronto a esplorare la formula del noleggio a lungo termine. Sta cambiando il processo di acquisto: 3 automobilisti su 10 si dicono disponibili ad avviare la trattativa online e a utilizzare piattaforme come WhatsAPP o Skype, dedicando tutto il tempo necessario ad acquisire informazioni utili anche nel proprio tempo libero (nel prime time o durante il weekend).Lo scenario determinato dall’emergenza COVID-19 resta ancora molto fluido con quasi il 67% degli italiani intenzionato a utilizzare l’auto per gli spostamenti abituali quando la situazione sarà tornata alla normalità. Solo l’11% si dichiara pronto a salire sui mezzi pubblici, mentre il 7% (in calo dall’11% dello scorso mese) utilizzerà la bici. Connessa a questa scelta, è interessante osservare che 4 italiani (erano 5 nella rilevazione di maggio) su 10 scelgono l’auto per ragioni di sicurezza, al fine evitare eventuali contagi, mentre altri 4 l’hanno sempre utilizzata.

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Assicurare sostegno continuo ai siriani e alla regione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Bruxelles. Gli alti rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, lo sviluppo e i rifugiati hanno chiesto di assicurare solidarietà ai Paesi che accolgono numeri record di rifugiati e sostegno continuo ai programmi ONU volti a salvare vite umane, proteggere famiglie vulnerabili, sviluppare capacità di resilienza in Siria e nella regione, e perseguire soluzioni durature per porre fine alle sofferenze dei civili. Ulteriore urgenza è conferita all’appello dall’impatto devastante del COVID-19 sulle economie, che minaccia di destabilizzare ulteriormente la regione.È previsto che i governi e altri donatori si assumeranno impegni a supporto di un appello da 3,8 miliardi di dollari destinati a finanziare il lavoro umanitario delle Nazioni Unite e dei partner in Siria e di un piano regionale da 6,04 miliardi di dollari per la crisi di rifugiati e la resilienza da implementare nei Paesi limitrofi. Attualmente, i due piani sono finanziati rispettivamente al 30 e al 19 per cento. In Siria, oltre 11 milioni di persone hanno bisogno di aiuti e protezione. Sebbene, nel complesso, le ostilità siano diminuite, persistono tensioni e recrudescenze di violenze nel nordovest, nordest e al sud, tra cui la ripresa di aggressioni a opera di gruppi affiliati allo Stato Islamico.“La prosecuzione del conflitto in Siria corrisponde quasi alla durata della Prima e della Seconda Guerra Mondiale combinate”, ha dichiarato Mark Lowcock, Coordinatore dei Soccorsi d’Emergenza (OCHA). “Un’intera generazione di bambini non ha conosciuto altro che avversità, distruzione e privazioni. Quasi 2,5 milioni di bambini non frequentano la scuola. L’economia è disastrata, milioni di persone sono sfollati, e un numero crescente ridotti alla fame. Domani, la comunità internazionale ha l’opportunità di intervenire. Sottoscrizioni generose, erogate in tempi rapidi, possono aiutare le Nazioni Unite e le ONG umanitarie a restare operative in Siria e assicurare alle persone ciò di cui hanno urgente necessità: cibo, alloggi, servizi medici e protezione”.La metà di quella che era la popolazione nel periodo prebellico – oltre 13,2 milioni di persone – continua a risultare sfollata all’interno o al di fuori del Paese. Si tratta della crisi di più vaste dimensioni su scala mondiale, con 6,6 milioni di rifugiati sparsi in tutto il mondo. La stragrande maggioranza – oltre 5,5 milioni – vive in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto.Dopo quasi un decennio in cui hanno assicurato accoglienza ad una delle popolazioni più vulnerabili al mondo, i governi dei Paesi coinvolti ora faticano a sostenere la continuità dei servizi a beneficio dei rifugiati. La situazione è aggravata dal disastroso impatto socioeconomico provocato dalla diffusione del COVID-19. Dati recenti rivelano nette recessioni economiche e l’impoverimento vertiginoso dei Paesi di accoglienza. Sono necessari sforzi vigorosi per sostenere le persone più vulnerabili e preservare la stabilità.Milioni di rifugiati hanno perso i propri mezzi di sostentamento, si stanno indebitando e sono sempre più nelle condizioni di non poter soddisfare le esigenze di base. Sono aumentati i rischi che si manifestino casi di lavoro minorile, violenza di genere, matrimonio precoce e altre forme di sfruttamento.“La crisi innescata dal COVID-19 ha prodotto un impatto immediato e devastante sui mezzi di sussistenza di milioni di rifugiati siriani e comunità di accoglienza della regione”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi. “I più vulnerabili – tra cui milioni di rifugiati – hanno perduto il proprio reddito, già misero e precario. Si tratta di persone che stanno inesorabilmente sprofondando nella povertà e nei debiti. La comunità internazionale deve essere unita e offrire sostegno continuo e strutturato ai rifugiati siriani e ai Paesi e alle comunità della regione che li hanno accolti con generosità per anni”.I Paesi vicini hanno continuato a ribadire il proprio impegno ad accogliere rifugiati, ma è necessario che la comunità internazionale assicuri con urgenza un supporto vigoroso e condivisione di responsabilità. In assenza di tali misure, i risultati conseguiti duramente nell’arco degli anni scorsi rischiano di andare persi, provocando conseguenze potenzialmente disastrose sul piano umano e su quello politico.
“La crisi economica si abbatte su una regione già allo stremo, arrestandone completamente lo sviluppo ed esercitando una pressione insostenibile su governi e comunità che accolgono rifugiati”, ha dichiarato Achim Steiner, Amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). “Milioni di persone che solo pochi mesi fa lottavano per non cadere in povertà, ora hanno perso tutti i propri mezzi di sussistenza. Come comunità internazionale, è nostro dovere inviare un forte segnale di solidarietà incrementando il sostegno a favore dei Paesi confinanti che accolgono rifugiati dalla Siria.”
Ad oggi, nel 2020, l’ONU e i partner operativi in Siria hanno assicurato assistenza a una media di 6,2 milioni di persone al mese, distribuendo aiuti alimentari salvavita per 4,5 milioni di persone in tutti e 14 i governatorati.
In Siria e nella regione, visto l’incremento delle esigenze derivante dalla crisi innescata dalla pandemia, i partner hanno intensificato gli interventi. Oltre ad assicurare complessive attività di protezione, assistenza umanitaria e supporto per sviluppare resilienza a favore di milioni di persone, i piani delle Nazioni Unite includono anche l’implementazione di specifiche misure anti COVID-19 volte a rispondere alle esigenze più pressanti. Alla conferenza di Bruxelles dell’anno scorso, la comunità internazionale ha impegnato finanziamenti per un totale di 7 miliardi di dollari destinati a sostenere le attività umanitarie, per la resilienza e lo sviluppo nell’arco del 2019. Tutte le sottoscrizioni sono state onorate per intero, e, nel corso dell’anno, i donatori hanno inoltre offerto finanziamenti supplementari.

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Sciopero infermieri

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Milano 4 luglio 2020. Tutti in piazza, gli uomini e le donne che hanno difeso la nostra vita contro il covid-19, metteranno in atto una sorta di “flash mob dei flash mob”: ad organizzarlo, con l’energia di sempre, i professionisti del Nursing Up che, assieme a colleghi provenienti da tutte le Regioni, porteranno nelle strade le istanze legittime di chi ha rischiato la propria vita con professionalità, ed umanità da vendere, dimostrando ancora una volta che sotto quel camice batte un cuore forte e generoso.
«Ci avviciniamo ad una data importante nel nostro percorso di lotte per la rivendicazione della nostra valorizzazione di professionisti esemplari, dice De Palma. Ma in questo momento il nemico peggiore che non abbiamo ancora sconfitto è rappresentato dall’indifferenza di una classe politica che ignora sistematicamente le richieste degli infermieri, che ci nega quell’aumento di stipendio che meritiamo da tempo, che non si prodiga nel qualificare con un nuovo percorso giuridico-contrattuale la nostra figura lavorativa. E allora, continua De Palma, mi rivolgo a tutte le associazioni, a tutti i movimenti, a tutte le organizzazioni di infermieri, a tutti i singoli colleghi. Il 4 luglio non sarà solo la manifestazione del Nursing Up, ma la giornata degli infermieri italiani che a voce alta invocano di essere ascoltati e finalmente, si spera, instradati verso i tanti attesi cambiamenti che non possono rimanere solo un urlo nel silenzio. Il 4 luglio, chiosa De Palma, sia l’inizio di una nuova era, l’era di quelli che credono in una professione straordinaria, anche se ingabbiata in un sistema sanitario che, come in un vicolo cieco, non ci consente vie di uscita se non la lotta dura».

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Rifugiati: Numeri record di persone in fuga

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Secondo le stime rese note ieri dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in occasione di un forum annuale sul reinsediamento, l’anno prossimo oltre 1,4 milioni di rifugiati, attualmente soggiornanti in 62 Paesi di accoglienza, avranno bisogno di essere reinsediati.Quest’anno, la conferenza sui reinsediamenti è presentata insieme al governo del Canada e al Consiglio canadese per i rifugiati e si sta tenendo virtualmente.Secondo il rapporto sulle esigenze di reinsediamento globali previste per il 2021 (Projected Global Resettlement Needs 2021), lanciato ieri nel corso delle Consultazioni, tra i rifugiati a rischio più elevato e bisognosi di reinsediamento vi sono quelli siriani. Per il quinto anno consecutivo costituiscono la popolazione che presenta il numero di esigenze di reinsediamento più elevato (41 per cento), seguiti dai rifugiati sudsudanesi (9 per cento) e da quelli congolesi (9 per cento).Il reinsediamento, che prevede il ricollocamento dei rifugiati da un Paese di asilo a un Paese che ha accettato di ammetterli sul proprio territorio concedendo il diritto di potervisi stabilire in modo permanente, permette di proteggere coloro le cui vite potrebbero essere in pericolo o che sono portatori di esigenze particolari che non possono essere prese in carico nel Paese in cui hanno cercato protezione.I Paesi in via di sviluppo accolgono l’85 per cento dei rifugiati di tutto il mondo. Per regione di asilo, quella che comprende Africa orientale e Corno d’Africa continua a costituire la regione che presenta il numero di esigenze di reinsediamento più elevato. Seguono Turchia, che accoglie 3,6 milioni di rifugiati, Medio Oriente e Nord Africa, Africa centrale e regione dei Grandi Laghi.Condividere responsabilità e mostrare solidarietà nei confronti degli Stati che assicurano sostegno alle popolazioni di rifugiati di vaste dimensioni, incrementando le opportunità che consentono ai rifugiati di trasferirsi in Paesi terzi grazie al reinsediamento e a canali di ammissione complementari, quali ricongiungimento familiare e programmi per l’impiego e gli studi, costituisce uno degli obiettivi chiave del Global Compact sui Rifugiati.L’anno scorso, l’UNHCR e i partner hanno lanciato una Strategia triennale su reinsediamento e canali complementari che prevede il reinsediamento di un milione di rifugiati e l’ammissione di due milioni di rifugiati mediante percorsi complementari entro il 2028. A tal fine, è necessario che un numero maggiore di Paesi prenda parte al programma di reinsediamento e offra posti ai rifugiati.Nel 2019, 26 Paesi hanno ammesso al reinsediamento 107.800 rifugiati, quasi 64.000 dei quali beneficiavano dell’assistenza dell’UNHCR. Quest’anno, sono solo 57.600 i posti messi a disposizione dell’UNHCR dagli Stati. Purtroppo, la pandemia da COVID-19 condizionerà la piena realizzazione dei programmi.

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Recovery Plan affronti tema conciliazione famiglia-lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

“In un solo anno sono oltre 37mila le neo mamme che sono state costrette a lasciare il lavoro, mentre poco meno di 14mila i papà, come attestano i dati dell’Ispettorato del lavoro (Inl). Ciò testimonia e conferma come il problema della conciliazione del ruolo di lavoratrice e di madre rappresenti in Italia un tema che non può più essere eluso, imponendo interventi chiari ed efficaci. Fratelli d’Italia a più riprese nei provvedimenti economici, in ultimo nel dl Rilancio, ha presentato emendamenti volti a sostenere le famiglie, poi puntualmente bocciati. Inoltre avevamo anche presentato un piano natalità per favorire la maternità e la paternità, ma l’atteggiamento di chiusura di questo governo e di questa maggioranza ha sempre impedito che si aprisse un confronto serio su questo tema. Riteniamo che il tema non sia più rinviabile, nè rappresenta una soluzione l’incompleto e confuso Family Act varato settimane fa dal governo e di cui non si hanno più notizie. Per questo riteniamo che nell’ambito del Recovery plan sia indispensabile dedicare un’attenzione specifica al tema famiglia-lavoro in quanto la ripartenza della nostra economia non può prescindere da questo”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia al Senato, Isabella Rauti, responsabile nazionale del dipartimento FdI “Pari Opportunità, Famiglia e valori non negoziabili”.

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Funzione pubblica: Incontro sul lavoro agile

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Presentata una bozza di protocollo quadro per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici sui luoghi di lavoro in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19”. La ministra Dadone dice che bisognerà continuare con la didattica a distanza anche dopo l’emergenza. Marcello Pacifico (Confedir-Udir): Necessario prevedere uno scudo penale per tutelare i dirigenti scolastici; inoltre, occorre rimettere in sesto tutti quegli edifici che nell’ultimo decennio sono stati accantonanti, così da permettere un giusto ritorno a scuola, in sicurezza. La Confedir ha sottolineato come sia necessario, dopo l’aggiornamento del documento di valutazione rischi, inserire anche la previsione, presso ogni sede di lavoro competente, di riunioni periodiche del Servizio Prevenzione e Protezione già esistente, riunione che di norma dovrebbe tenersi almeno una volta l’anno, e a cui sono tenuti. Inoltre, si reputa necessario introdurre, dove ve ne siano le esigenze e le condizioni, le valutazioni di potenziale maggior rischio, campionamenti nell’aria ambiente, monitoraggio impianti di condizionamento attraverso prelievi di aria ad altezza predefinita in ingresso e in uscita e a livello delle bocchette di immissione dell’aria negli ambienti di lavoro, campionamenti sulle superfici di lavoro e sui camici utilizzati dal personale, monitoraggio microbiologico negli ambienti di lavoro, nonché nell’acqua della rete idrica che alimenta gli impianti di acqua potabile e non potabile e sanitaria. Ovviamente si è pensato ai laboratori di ricerca e a formare il personale, informare capillarmente il personale sulle misure tecniche, organizzative e procedurali adottate per il contenimento del contagio fuori e dentro i locali, intendendo destinatari dell’attività formativa anche il personale a tempo determinato, borsista e con contratto di lavoro flessibile. Il personale precario infine deve avere le stesse tutele del personale di ruolo.

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Mai come in questo periodo, la connessione internet è fondamentale

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Per lavorare in maniera efficiente e per svagarsi guardando il campionato e le serie TV. La connettività che permette di continuare a svolgere queste attività ovunque è sicuramente quella LTE, grazie alla quale l’utente può usufruire sia di una rete WiFi performante sia di una copertura capillare su tutto il territorio nazionale garantita dagli operatori. La velocità è una delle ragioni per cui si preferisce la connessione LTE: basti pensare che la velocità media in download, considerando i principali operatori, è nettamente superiore rispetto a quella dell’ADSL. Non solo quando si è in movimento, l’LTE è anche l’alternativa ideale alla linea ADSL, soprattutto in quelle aree dove non è presente una connessione internet sufficientemente adeguata da poter garantire all’utente di lavorare, giocare o guardare partite di calcio utilizzando una linea fissa.
Da tempo, Netgear, sviluppa prodotti LTE, come hotspot o router portatili, in grado di garantire un’esperienza WiFi flessibile e performante, indipendentemente dal luogo in cui ci si trova. Secondo l’ultimo rapporto sugli immobili in Italia dell’Agenzia delle Entrate, si registrano 5,5 milioni di “seconde case” e questo significa che, probabilmente, molte persone durante questa fase 3 si sposteranno nelle seconde case o approfitteranno della condizione di smartworking per lavorare dal mare o dalla montagna.
Netgear M2, è uno dei mobile router più versatili e performanti sul mercato. Può essere utilizzato sia da chi viaggia, per lavoro o per svago, sia come router casalingo, grazie all’apposita porta ethernet e la velocità giga. Semplicemente acquistando una microSIM e inserendola nel mobile router, l’utente potrà connettere fino a 30 dispositivi e navigare alla massima velocità. Non sarà infatti necessario connettersi a WiFi pubblici, WiFi di hotel o bar che mettono spesso a rischio la sicurezza dei dati. Il router mobile Nighthawk M2 è dotato di una batteria a lunga durata per un utilizzo prolungato, fino a 24 ore. Grazie alla funzione JumpBoost ottimizzata, è possibile ricaricare gli altri dispositivi. Arrivati a destinazione, è possibile collegarsi a una presa di corrente per un funzionamento 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza batteria ma sfruttando il cavo elettrico.
Il router mobile Nighthawk M2 è dotato di un nuovo design touchscreen, che semplifica ulteriormente la gestione della rete e delle impostazioni. È possibile monitorare l’uso dei dati, visualizzare nome/password WiFi e la potenza del segnale mobile, nonché gestire le impostazioni di rete e quelle del dispositivo.

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“Sanità selettiva” e anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza Andrea Riccardi. Tra i temi del colloquio con il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, in primo piano la protezione degli anziani nelle nostre società, il contrasto a una “sanità selettiva” e un nuovo sistema che punti sulla domiciliarità della cura e dell’assistenza, anche alla luce dell’altissimo e inaccettabile numero di vittime tra gli anziani in istituto per il covid-19 in Italia e in Europa. Riccardi si è fatto recentemente promotore di un appello internazionale “Senza anziani non c’è futuro”, che ha già raccolto migliaia di firme.
Forte preoccupazione è stata espressa anche, nel corso dell’udienza, per le zone del mondo in cui la guerra non si è fermata, anche in questo tempo di pandemia. Come anche per i campi profughi e quelli di detenzione in cui i migranti soffrono in modo particolare in questo momento, privati di sostegno concreto, a partire dal cibo, e per i quali appare urgente implementare i corridoi umanitari, modello di accoglienza e integrazione, che la Comunità, con le chiese evangeliche e successivamente la CEI, ha attivato a partire dal 2016, e che oggi sono considerati una best practice a livello internazionale per il soccorso e l’integrazione dei migranti.

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Web conference “Smart Working”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Il Sole 24 Ore, in collaborazione con 24 ORE Eventi, organizza martedì 30 giugno, a partire dalle 10.30, la web conference “SMART WORKING. Novità normative, soluzioni tecnologiche e scenari organizzativi per il lavoro a distanza”, un momento di confronto tra esperti e istituzioni nel corso del quale verranno approfonditi gli aspetti normativi da presidiare, verrà fatto un panorama delle soluzioni tecnologiche privilegiare e verranno presentati alcuni casi di successo.Su questi temi interverranno Enzo De Fusco, Consulente del lavoro e Fondatore De Fusco & Partners, Renzo Giacometti, Direttore HR e Procurement Tamoil Italia, Alessandro Magnino, Responsabile Marketing Grandi Aziende e Pubbliche Amministrazioni Vodafone Business Italia, Gregorio Moretti, Responsabile Risorse Umane Autostrade per l’Italia, Ivana Pais, Professore associato di Sociologia Economica Università Cattolica di Milano, e Stefano Tomasini, Direttore Centrale per l’Organizzazione Digitale INAIL. La partecipazione è gratuita previa registrazione. Per informazioni e programma https://virtualevent.ilsole24ore.com/smartworking/

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Sanità privata, il 2 luglio sciopero e manifestazione a Montecitorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

La pandemia in corso che in Italia ha sterminato oltre 32.000 cittadini e nel corso della quale 25.000 operatori sanitari sono stati contagiati, ha confermate alcune cose chiare sul nostro sistema sanitario che l’Unione Sindacale di Base dice da tempo e che devono costituire la base di discussione per la costruzione di un nuovo Sistema Sanitario Nazionale.
La Sanità non sarà mai pubblica e universale se di mezzo ci sono gli immensi profitti dei privati che con i soldi pubblici lucrano sulla salute delle persone e di lavoratori e lavoratrici. Gli stessi imprenditori che oggi sventolano nel rinnovo del contratto ARIS AIOP aumenti salariali, omettendo che metà dell’intero importo economico del contratto verrà pagato dalle Regioni con soldi pubblici.
Mentre contavamo i morti da Covid-19 in pieno picco di contagio, tutti prospettavano una riforma totale del sistema sanitario incentivando il servizio pubblico, ma oggi i soliti sostenitori del privato, con il calo dei numeri nei bollettini giornalieri, scoprono le carte progettando cospicue erogazioni economiche proprio agli imprenditori della Sanità Privata, giustificandoli persino con i 13 anni di mancato aumento salariale e nascondendo gli enormi profitti fatti sulle spalle di lavoratori e lavoratrici oltre che dei pazienti.
La USB su questi temi avvia una straordinaria mobilitazione di tutti i lavoratori della Sanità Pubblica, della Sanità Privata e del Terzo Settore che afferisce alla Sanità, aprendo così una stagione di rivendicazioni, come inizio di un percorso che porti al Contratto Unico della Sanità e dei Servizi Socio-Assistenziali in modo che a questi lavoratori sia garantito il principio secondo cui a uguale lavoro corrispondano uguale salario e gli stessi diritti.
IL 2 LUGLIO ORE 10 IN PIAZZA MONTECITORIO PER:
– Applicazione del contratto pubblico per tutti i lavoratori e lavoratrici della Sanità Privata, in concessione, in convenzione e negli appalti delle strutture pubbliche
– Garanzia e rispetto delle normative per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro
– Bonus Covid per tutti gli Operatori della Sanità Pubblica e Privata e del Terzo settore. (Unione Sindacale di Base – Sanità Privata)

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Misure rigorose necessarie per proteggere i lavoratori stagionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Bruxelles. Parlamento europeo.La Commissione deve verificare se le leggi UE sono adatte allo scopo e a prova di pandemia, I deputati chiedono un’azione urgente per salvaguardare la salute, la sicurezza e le condizioni di lavoro dei lavoratori transfrontalieri e stagionali nel contesto di COVID-19. La crisi COVID-19 ha messo ulteriormente in luce ed esacerbato il dumping sociale e l’attuale precarietà delle situazioni di molti lavoratori transfrontalieri e stagionali impiegati nei settori agroalimentare, edile e sanitario dell’UE.In una risoluzione adottata venerdì, il Parlamento esorta la Commissione a valutare le condizioni di occupazione, salute e sicurezza dei lavoratori transfrontalieri e stagionali, compreso il ruolo delle agenzie intermediarie e delle imprese subappaltatrici, per individuare le carenze della legislazione comunitaria e nazionale e, eventualmente, rivedere le leggi comunitarie esistenti. Il testo chiede inoltre un accordo rapido ed equilibrato sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, necessario per combattere la frode sociale e l’abuso dei diritti dei lavoratori mobili.I deputati chiedono alla Commissione di emanare nuove linee guida specifiche per i lavoratori transfrontalieri e stagionali nel contesto di COVID-19, proporre soluzioni a lungo termine per affrontare le pratiche abusive di subappalto e garantire che l’Autorità europea del lavoro (ELA) diventi pienamente operativa. Gli Stati membri devono aumentare la capacità degli ispettorati del lavoro e garantire un alloggio di qualità, che non dovrebbe essere collegato alla retribuzione, si legge nel testo approvato.La risoluzione è stata approvata con 593 voti a favore, 34 contrari e 38 astensioni.La Commissione europea dovrebbe presentare a breve le linee guida per la protezione dei lavoratori transfrontalieri e stagionali.Si stima che ogni anno nell’UE vengano assunti tra gli 800 000 e il milione di lavoratori stagionali, soprattutto nel settore agroalimentare: 370 000 in Italia, 300 000 in Germania, 276 000 in Francia e 150 000 in Spagna.

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Lavoro domestico. Regolarizzazione migranti

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

Il 91% delle domande dal lavoro domestico e dall’assistenza alla persona. I dati del Viminale, a due settimane dall’apertura della procedura. Soddisfatta Domina, Associazione dei datori di lavoro, che chiede più impegno allo Stato per far emergere il lavoro nero. A due settimane dall’apertura della procedura di regolarizzazione dei migranti, il Viminale ha diffuso i primi dati. Delle 32mila domande di regolarizzazione presentate finora dai datori di lavoro, quelle relative al lavoro domestico e di assistenza alla persona sono più di 27mila: rappresentano il 91% delle domande già perfezionate (21.695) e il 76% di quelle in lavorazione (5.906).“Numeri importanti – sottolinea Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina, Associazione nazionale famiglie datori di lavoro – che evidenziano la volontà delle famiglie di mettere in regola chi si dedica ogni giorno ad anziani e bambini”. “Una sanatoria una tantum, tuttavia, non basta – continua Gasparrini –. Da tempo chiediamo una riforma fiscale e sociale strutturale, in grado di far emergere il nero e di aumentare il gettito per lo Stato, salvaguardando sia i lavoratori che i datori di lavoro”.La percentuale del lavoro nero nel settore del lavoro domestico è molto alta: su 2 milioni di lavoratori stimati in Italia, 1,2 milioni (il 58%) sono irregolari. Considerando che il 75,4% delle badanti e il 67,8% delle colf sono straniere, la necessità di una regolarizzazione appare lampante. Tutti i dati sono pubblicati nel primo “Rapporto sul lavoro domestico”, realizzato dall’Osservatorio nazionale Domina sul lavoro domestico.Il ministero dell’Interno comunica il trend positivo dell’operazione, in corso fino al 15 luglio. L’andamento giornaliero delle domande per la procedura di regolarizzazione è in costante crescita: il giorno di apertura, il 1° giugno, le domande perfezionate erano 870; venerdì 13 giugno sono salite a 3.229. Nella distribuzione geografica delle domande relative al lavoro domestico, la Lombardia, la regione con più lavoratori del settore in Italia, è al primo posto. I primi Paesi di provenienza dei lavoratori risultano il Marocco, l’Egitto e il Bangladesh.

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Trasferimenti di rifugiati beneficiari di reinsediamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e l’OIM, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, hanno annunciato la ripresa delle partenze di rifugiati nell’ambito del programma di reinsediamento.La sospensione temporanea dei trasferimenti, imposta dalle restrizioni ai viaggi aerei e dai gravi disagi dovuti alla pandemia da COVID-19, ha ritardato le partenze di circa 10.000 rifugiati verso i Paesi di reinsediamento. Per tutto questo periodo, l’UNHCR, l’OIM e i loro partner hanno continuato ad assicurare consulenza ai rifugiati e ad esaminarne i casi, reinsediandone decine tra quelli in condizioni più urgenti.Inoltre, numerosi Paesi di reinsediamento hanno istituito o ampliato le capacità di applicazione di modalità di esame flessibili, in modo da adeguare i propri programmi al verificarsi di circostanze imprevedibili, assicurandone la continuità.
Nonostante molte restrizioni agli spostamenti rimangano in vigore, in molti Paesi di reinsediamento nei quali cominciano a essere revocate è possibile prevedere la ripresa di numerose partenze di rifugiati. L’UNHCR e l’OIM continueranno a lavorare coi partner governativi e altri attori in tutto il mondo per poter tornare alla regolarità delle operazioni non appena la situazione di ogni singolo Paese lo consentirà. Per molti rifugiati, quello del reinsediamento continua a rappresentare uno strumento salvavita e le due agenzie auspicano di poter lavorare coi partner tanto nei Paesi di accoglienza quanto in quelli di reinsediamento per poter riprendere a implementare gli itinerari di viaggio in condizioni sicure.Il divario tra il numero di rifugiati che necessitano di reinsediamento e i posti messi a disposizione dai governi nel mondo è preoccupante. L’UNHCR e l’OIM reiterano gli appelli affinché anche altri Paesi partecipino al programma contribuendo a trovare soluzioni per un numero maggiore di rifugiati.

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Lavoratori domestici: rischi occupazionali

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Quasi tre quarti dei lavoratori domestici in tutto il mondo, oltre 55 milioni, corrono il rischio di perdere lavoro a causa della pandemia, per mancanza di coperture previdenziali (dati ILO). La maggior parte di questi lavoratori (37 milioni) sono donne. La regione più colpita è il sud-est asiatico e Pacifico con il 76% dei lavoratori a rischio, seguito dalle Americhe (74%), Africa (72%) ed Europa (45%). Il problema è comune a tutti i continenti. L’ha ribadito un confronto tra rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro provenienti da Repubblica Dominicana, Kuwait, Malaysia, Togo e Italia, in occasione del webinar ILO “International Domestic Workers’ Day: Making decent work a reality beyond COVID-19″. All’incontro l’Italia è stata rappresentata da Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, che ha riportato le difficoltà italiane: “Le famiglie hanno tagliato le spese non essenziali comprese quelle per colf e badanti. Molti lavoratori migranti sono tornati a casa, lasciando le famiglie in difficoltà. Il nostro paese non ha messo in campo misure di sostegno sufficienti per consentire alle famiglie di mantenere i contratti in essere e continuare a pagare i lavoratori. Per rilanciare il settore abbiamo chiesto al Governo una riforma fiscale e sociale in linea con i principi della Convenzione ILO 189”.

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