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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Lavoro domestico dominato da “nero” e stranieri

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

I tratti principali che hanno contraddistinto il settore lavoro domestico negli ultimi anni sono la presenza massiva di lavoratori stranieri e il lavoro nero (58% circa). “A livello nazionale si registra una prevalenza di lavoratori domestici stranieri (71%), – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – anche se in alcune regioni la percentuale di lavoratori italiani è molto alta: Sardegna (80%). Tra i lavoratori domestici stranieri, la componente più significativa è quella dell’Est Europa che arriva a rappresentare il 42% del totale. I lavoratori dell’Est Europa si concentrano nelle regioni del Nord Est, dove grazie alla vicinanza geografica la percentuale arriva al 60%”. Dal Rapporto Annuale del Lavoro Domestico 2019 di DOMINA, realizzato dall’Osservatorio Nazionale DOMIMA sul Lavoro Domestico in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa, che verrà presentato giovedì 12 dicembre presso la Sala Zuccari – Senato della Repubblica, emerge che i lavoratori domestici asiatici, rappresentano il 15% dei lavoratori a livello nazionale, superano il 20% nelle regioni in cui è forte la presenza di colf come la Lombardia (21%). Sono 58 mila i lavoratori domestici che provengono dal Sud America e se a livello nazionale rappresentano il 7% del totale dei lavoratori, arrivano al 24% in Liguria. I quasi 49 mila lavoratori che provengono dall’Africa rappresentano invece il 6% a livello nazionale ma raggiungono il 12% in Sicilia.

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1,2 miliardi di dollari a favore dell’UNHCR per finanziare programmi umanitari e di protezione dei rifugiati

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Ginevra 17 e 18 dicembre 2019 nel Forum Globale sui Rifugiati (Global Refugee Forum/GRF) i donatori hanno già manifestato l’intenzione di impegnare fondi supplementari in quell’occasione. È previsto che Stati, imprese, organizzazioni internazionali, società civile e i rifugiati stessi adottino misure nuove e coraggiose volte ad allentare le pressioni su Paesi e comunità di accoglienza, aiutare i rifugiati a divenire maggiormente autosufficienti grazie alla destinazione di investimenti nello sviluppo dalle prime fasi delle operazioni di emergenza, promuovere la ricerca di soluzione a lungo termine. I contributi volontari di governi, istituzioni intergovernative, imprese private e singoli individui costituiscono quasi la totalità dei finanziamenti dell’UNHCR. Oltre ai fondi promessi ieri dai governati donatori, i rappresentanti di otto partner nazionali dell’UNHCR del settore privato hanno preso parte per la prima volta alla conferenza dei donatori annunciando uno stanziamento iniziale di 250 milioni di dollari per il 2020. L’UNHCR esprime gratitudine per tutti i contributi ricevuti, in particolare quelli che garantiranno finanziamenti flessibili e sostegno pluriennale, essenziali affinché l’organizzazione possa conservare la flessibilità e la dinamicità necessarie per rispondere tempestivamente allo scoppio di nuove crisi e ottenere benefici a lungo termine a favore di rifugiati, sfollati e comunità di accoglienza.
I fondi impegnati prevedono una cifra iniziale di 884,4 milioni di dollari per assicurare a rifugiati e sfollati interni alloggio, cibo, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, cure mediche, istruzione e tutela legale, e per aiutare le persone apolidi ad acquisire una nazionalità. Tali fondi ammontano a circa il 9 per cento degli 8,7 miliardi di dollari che l’UNHCR stima essere necessari per poter realizzare i propri programmi l’anno prossimo. Inoltre, circa 310 milioni di dollari sono stati impegnati per la definizione dei piani pluriennali, un atto di fiducia nei confronti dell’organizzazione che consente all’UNHCR di essere più efficiente ed efficace nella programmazione a lungo termine e di sostenere i propri partenariati in modo più sostenibile. “Dopo un decennio in cui la portata degli esodi forzati ha raggiunto livelli record anno dopo anno, le esigenze umanitarie di quanti sono colpiti da guerre e persecuzioni sono aumentate come mai prima”, ha dichiarato Kelly T. Clements, Vice Alto Commissario ONU per i Rifugiati. “Il sostegno promesso rappresenta il modo migliore di cominciare l’anno. L’erogazione di contributi anticipati, flessibili e generosi ci permette di alleviare le sofferenze delle persone e delle comunità che le accolgono aiutandole a far fronte alle pressioni a cui sono esposte nel lungo periodo”.
La tempestività di questi fondi permetterà di garantire continuità nell’erogazione di attività salvavita, comprese quelle implementate nell’ambito di alcune tra le operazioni su più vasta scala a livello mondiale nella risposta alle crisi in corso in Siria, Iraq, Yemen, Sud Sudan, Bangladesh, Venezuela, Repubblica Democratica del Congo e nella regione del Sahel.Tuttavia, il divario tra esigenze e fondi disponibili è in costante crescita. Numerosi conflitti restano irrisolti e il numero di persone sradicate dalla propria terra aumenta, in parte spinte dagli effetti dei cambiamenti climatici, dalla povertà e dalle disuguaglianze.“Gli aiuti umanitari devono completare, non sostituire, l’azione politica”, ha dichiarato Kelly Clements. “Devono andare a braccetto con la più ampia ambizione di negoziare la pace, promuovere lo sviluppo e, in primo luogo, affrontare le cause alla radice della fuga delle persone”.

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Previsti in Italia + 24.683 nuovi posti di lavoro nel settore fotovoltaico

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

SMA investe nei giovani e punta alle professioni del futuro in vista della crescente richiesta di competenze qualificate e nuovi posti di lavoro nel mercato fotovoltaico.Valerio Natalizia, Regional Manager SMA South Europe ha commentato: “Le professioni del futuro saranno sempre più green: informatico ambientale, green building, chimico verde, esperti del marketing ambientale, economista ambientale, esperto di acquisti verdi. Questo è ancora più vero nel mercato fotovoltaico, che prevede una crescita costante fino al 2021 in tutta Europa e specialmente in Italia in cui si stima che la capacità di installato annuale crescerà di 4 volte, arrivando a quota 2.266 MW l’anno. E anche la creazione di posti di lavoro registra una crescita a doppia cifra, posizionando il nostro Paese secondo solo dopo la Germania. Crediamo fortemente nel futuro del fotovoltaico, per questo vogliamo aiutare i giovani a sviluppare competenze sempre più qualificate e idonee al mercato del lavoro futuro”.SMA, infatti, ha recentemente annunciato di aver siglato una partnership con In-Presa, la Cooperativa sociale che si occupa di formazione professionale e accompagnamento al lavoro per ragazzi in situazione di dispersione scolastica e a rischio di disagio sociale. L’azienda si occuperà di impartire ore di lezione in aula da parte di un tecnico specializzato per insegnare agli studenti le caratteristiche, l’uso e l’installazione dell’inverter, donerà alla struttura un inverter Sunny Boy 2.0 AV41 e farà visitare ai partecipanti impianti fotovoltaici in esterna. L’iniziativa nata nel 2006, è un’esperienza innovativa che in questi ultimi anni ha mostrato una sorprendente efficacia per gli oltre 350 ragazzi che hanno aderito, con tassi di successo molto elevati. Basti pensare che l’80% di coloro che hanno terminato il percorso ha trovato un lavoro stabile e duraturo.Secondo lo studio di EY ‘Solar PV Jobs & Value Added in Europe’, tra il 2008 e il 2011 il mercato del lavoro nel settore fotovoltaico è stato protagonista di una crescita costante, raggiungendo il livello più alto sia in termini di posti di lavoro che di VAL (valore aggiunto economico creato producendo un bene o fornendo un servizio espresso in milioni di Euro). Secondo le stime, entro il 2021 si raggiungeranno 174.700 FTE e un VAL di € 9.500M. Ciò significa un aumento rispettivamente del 145% per i posti di lavoro e del 105% per il VAL rispetto al 2016. Tale aumento si spiega principalmente con l’aumento della nuova potenza installata nella maggior parte dei Paesi europei.Entro il 2021 i posti di lavoro creati e il VAL raddoppieranno rispetto al 2016 sia per le attività a monte (lavorazione delle materie prime), che quelle a valle (servizi forniti dall’industria fotovoltaica e manutenzione) della catena del valore. Per i primi, la maggior parte dei posti di lavoro e del valore aggiunto lordo saranno creati dai componenti di balance of system (BoS) pari al 44% del totale, mentre per i secondi la maggior richiesta di manodopera sarà assorbita dalle attività di Operations & Maintenance.
Conclude Valerio Natalizia: “Il mercato fotovoltaico è relativamente giovane e il ciclo di vita medio di un impianto, secondo lo studio condotto da EY, è di circa 25-30 anni. I costi unitari della messa fuori servizio per kW sono relativamente bassi, ma lo sviluppo di processi di rigenerazione e di riciclaggio richiederanno una forza lavoro specializzata e più qualificata. A partire dal 2020, quindi, le attività di riutilizzo e riciclaggio degli impianti fotovoltaici avranno ulteriori effetti positivi sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Crediamo, però, che tale crescita necessiti anche di un impegno fattivo da parte delle nostre istituzioni. La creazione di nuovi posti di lavoro non può prescindere da un supporto in termini di semplificazione dei processi che riguardano l’installazione e l’utilizzo di sistemi di energie rinnovabili, nonché di provvedimenti che ne facilitino lo sviluppo”.

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Stipendi vigili del fuoco

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

«Dopo aver detto sì alla risoluzione promossa da Fratelli d’Italia per adeguare gli stipendi dei Vigili del Fuoco a quelli delle altre Forze dell’ordine, M5S e PD hanno ritirato all’ultimo secondo i soldi necessari per rendere esecutiva l’equiparazione. E lo hanno fatto di notte, durante la riunione della Commissione Finanze alla Camera sul dl fiscale sperando che nessuno se ne accorgesse. Noi, invece, ci appelliamo a tutte le forze politiche affinché sostengano questa proposta storica del corpo nazionale, che FdI ha già ripresentato al dl fiscale e alla legge di bilancio. Perché i nostri Vigili si onorano con i fatti non con le parole: merito e rispetto per questi patrioti che ogni giorno mettono la loro vita a servizio della nostra comunità nazionale.» Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Codici: dalla Cassazione un “aiuto” per la pensione

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

Novità importante per i liberi professionisti. Una sentenza recente della Corte di Cassazione ha reso possibile la ricongiunzione dei contributi della gestione separata Inps nelle casse professionali. Una notizia che farà felici quei lavoratori che, non avendo una cassa di appartenenza e non essendo dipendenti, hanno versato i contributi nel fondo dell’Istituto, incontrando poi dei problemi al momento di cambiare occupazione nel trasferimento dei contributi maturati, magari cumulati soltanto per quanto riguarda gli anni. “La sentenza della Cassazione apre scenari importanti – dichiara l’avvocato di Codici Marcello Padovani – la ricongiunzione dei contributi rende meno lontana la pensione. D’ora in avanti sarà infatti possibile chiamare nella Cassa anche i contributi della gestione separata, raggiungendo così i pensionamenti tipici dei vari ordinamenti mantenendo al tempo stesso il metodo di calcolo della Cassa, senza dover ricorrere alla conversione al metodo contributivo. Ci stiamo attivando per fornire assistenza a quei lavoratori che, grazie ai contributi della gestione separata, riuscirebbero a raggiungere in anticipo il pensionamento. Il nostro consiglio è di presentare comunque la domanda e di non scoraggiarsi di fronte ad un’eventuale risposta negativa. È infatti possibile ricorrere al contenzioso giudiziario ed a quel punto potranno contare sul sostegno di chi, come Codici, è pronto a tutelarli”. Per richiedere informazioni o chiarimenti sulla ricongiunzione dei contributi, con il trasferimento dalla gestione separata Inps, è possibile contattare l’Associazione Codici al numero 06.5571996

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Ex Ilva, USB: da ArcelorMittal piano irricevibile e vergognoso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

ArcelorMittal si è presentata oggi al Mise con un piano industriale irricevibile e vergognoso, pretendendo più di 6000 esuberi, tutti a Taranto, per assicurare la disponibilità a restare.
Meno di un’ ora di incontro per gettare sul tavolo ministeriale numeri a casaccio.
Usb ha risposto nell’unica maniera possibile: ArcelorMittal se ne deve andare e il governo deve assumersi la responsabilità di prendere le redini della situazione e progettare per Taranto un futuro senza più l’ex Ilva e garantendo l’occupazione, il reddito, la decontaminazione e le bonifiche. (fonte: Unione Sindacale di Base nazionale e Unione Sindacale di Base Taranto)

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Nuova assicurazione Inail per le casalinghe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

Con la firma del decreto attuativo sulla nuova assicurazione INAIL per le casalinghe, arrivano importanti modifiche migliorative che riguardano circa 12 milioni di persone. Secondo quanto risulta alla nostra associazione, infatti, aumenta l’età collegata all’assicurazione obbligatoria che passa da 65 anni, a 67 anni; arriva il diritto alla rendita per invalidità permanente la cui soglia, per l’assegnazione, scende dal 27% al 16%; ci sarà un assegno una tantum di 300 euro per le invalidità permanenti dal 6% al 15% e uno per l’assistenza personale continuativa. Rimane invece invariato il “caso morte” che prevede una rendita per i superstiti ed un assegno funerario di circa 2.140 euro. Da precisare che le rendite ricevute sono nette, ed esenti dal fisco. Inoltre le casalinghe che possiedono un reddito personale complessivo lordo fino a 4.648 euro l’anno e fanno parte di un nucleo familiare il cui reddito complessivo lordo non supera i 9.296,22, hanno diritto all’iscrizione gratuita alla nuova assicurazione INAIL, per effettuare la quale devono compilare solo un modulo di autocertificazione.

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In Italia sono i Millennial a risparmiare di più per la pensione

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

La pianificazione finanziaria in vista della pensione rappresenta uno dei temi più controversi, anche in ragione delle attuali dinamiche demografiche. Ma quanto mettono da parte gli investitori in vista dell’età post-lavorativa? A quanto pare non abbastanza, stando ai dati emersi dalla ricerca annuale Schroders Global Investor Study 2019*, condotta su oltre 25.000 investitori in 32 Paesi.Infatti, pur essendo generalmente noti per essere dei buoni risparmiatori, gli italiani sono risultati tra gli investitori che risparmiano meno per la pensione. In Italia gli investitori non ancora in pensione accantonano in media il 12,4% del reddito totale, rispetto ad esempio ad austriaci e svizzeri, ai primi posti in classifica, che risparmiano rispettivamente il 21,6% e il 21,3%. La percentuale di risparmio dell’Italia è inferiore anche alla media globale al 15,3% e a quella europea al 14,9%.Tuttavia, risulta incoraggiante lo spaccato a livello generazionale: infatti, nonostante siano ancora in piena età lavorativa e sia maggiore il tempo che li separa dalla pensione, in Italia i Millennial (18-37 anni) sono consapevoli di dover risparmiare di più, in quanto dedicano in media il 14,6% del proprio reddito ai risparmi per la pensione. Fanno seguito la Generazione X (38-50 anni) con l’11,5% e i Baby Boomer (51-70 anni) con il 9,7%. Una tendenza che si conferma anche a livello globale, ma con percentuali medie di risparmio generalmente più elevate e pari al 15,9% per i Millennial, 14,7% per la Generazione X e 13,7% per i Baby Boomer.
Quasi tutti gli investitori italiani non ancora in pensione (91%) riconoscono però che alcuni fattori potrebbero convincerli a risparmiare di più in vista di tale fase. Ad esempio, il 30% di questa fetta di investitori sarebbe propenso ad accantonare più denaro se avesse accesso a maggiori informazioni sulla quantità di risparmi necessari per sostenere lo stile di vita desiderato in pensione. Entrambi i dati sono simili alle medie globali: il 94% degli investitori non ancora in pensione ammette che alcune condizioni potrebbero incentivare maggiori risparmi e il 34% di essi lo farebbe concretamente a fronte di maggiori informazioni sul livello di risparmi di cui avrebbero bisogno per potersi permettere lo stile di vita auspicato dopo il pensionamento.Dallo studio emerge infine che, all’opposto, esistono anche alcuni fattori che influenzano negativamente la propensione degli investitori ad accantonare per la pensione. Ad esempio, il 17% degli italiani (identica la media globale), pur volendo risparmiare, ritiene che i bisogni del momento siano più rilevanti. Tra gli altri bias comportamentali selezionati dai rispondenti, sempre il 17% degli investitori italiani (15% il dato globale) ammette di concedersi degli sfizi nel presente invece di risparmiare per la pensione, mentre il 15% degli investitori italiani si dice fiducioso che i contributi versati dal datore di lavoro saranno sufficienti per la pensione (16% la media globale).

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Uganda: Stop alla guerra sui bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

«Immaginate voi di dover lasciare la vostra casa, la vostra famiglia e i vostri amici per partire da soli verso posti che non conoscete. Camminare di giorno, di notte, al buio e al sole per trovare un posto sicuro. Da soli». Inizia così il video reportage realizzato in Uganda da LaSabri – una delle più note star italiane del web, con milioni di follower su tutte le piattaforme – realizzato in collaborazione con Save The Children, in occasione dei 30 anni dalla firma della Convenzione ONU dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza. L’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, infatti, proprio in Uganda garantisce un rifugio sicuro a migliaia di persone in fuga dalla guerra civile in Sud Sudan, un conflitto che ha causato oltre 400.000 vittime e 2.5 milioni rifugiati nei paesi confinanti.L’Uganda è uno dei paesi più ospitali, ma oltre il 57% dei bambini che ha trovato una casa in questa terra non riesce a frequentare una scuola. Da qui nasce lo speciale racconto prodotto dalla major Web Stars Channel, un viaggio durante cui LaSabri ha potuto conoscere e mostrare ai suoi milioni di giovani fan l’impegno di Save The Children per la tutela e l’istruzione dei bambini fuggiti dalla guerra. Un racconto in cui sono stati coinvolti direttamente anche alcuni fan di Sabrina, a cui sono state mostrare in anteprima le immagini di questo viaggio e da cui è emersa una grande solidarietà verso i bambini più sfortunati supportati da Save The Children. L’iniziativa nasce nell’ambito della campagna “Stop alla guerra sui bambini”: oggi, 420 milioni di bambini – uno su cinque al mondo – vive in aree colpite dalla guerra e più di 27 milioni di bambini, sfollati a causa dei conflitti, non possono frequentare una scuola.Save The Children ha scelto LaSabri per la sua capacità di parlare a un pubblico giovane, un pubblico di milioni di ragazzi e ragazze che considerano la creator di Web Stars Channel come una sorella maggiore, affinché questo importante messaggio arrivi a tutte le fasce di età. Un progetto che ha preso forma sui principali social network con un toccante – ma anche divertente – documentario sulla speranza e la forza d’animo dei bambini supportati da Save The Children, narrato nello stile di Sabrina Cereseto. “Mamma adottiva a distanza” di Dorothy, una bambina del Malawi sostenuta sempre attraverso Save the Children, LaSabri è anche stata tra le fautrici della campagna #cyberesistance contro il bullismo online. «Vedere questi bambini che qui stanno bene con dei progetti così importanti dà un senso di gioia pazzesca. E poi basta vedere i loro sorrisi e fanno sorridere anche te!», è il messaggio che LaSabri lascia a tutti i propri fan su questa nuova iniziativa di solidarietà.

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Assistenza ai rifugiati che vivono nelle aree urbane della Libia

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha annunciato ieri che sta intensificando il sostegno destinato a rifugiati e richiedenti asilo presenti nelle aree urbane della Libia e rivalutando il ruolo e il funzionamento del Centro di raccolta e partenza (Gathering and Departure Facility/GDF) I rifugiati e i richiedenti asilo che vivono nelle aree urbane sono già circa 40.000, tra i quali alcuni estremamente vulnerabili e in disperato bisogno di aiuto. L’assistenza umanitaria per rifugiati e richiedenti asilo è disponibile presso il Centro comunitario diurno (Community Day Centre/CDC) dell’UNHCR attivo a Gurji, nel distretto di Tripoli, dove coloro che ne hanno necessità possono accedere a servizi quali cure primarie, registrazione e assistenza in denaro per soddisfare le esigenze legate a cibo e alloggio.L’agenzia, inoltre, sta rivalutando il ruolo del GDF alla luce delle gravi e insostenibili condizioni di sovraffollamento. Il GDF è stato inaugurato un anno fa come centro di transito per rifugiati e richiedenti asilo vulnerabili, principalmente donne e minori non accompagnati a rischio più elevato in stato di detenzione e per i quali erano state individuate soluzioni fuori dalla Libia. Tali soluzioni restano estremamente limitate e richiedono che l’UNHCR individui e dia priorità ai casi di vulnerabilità più gravi in seno a una popolazione molto più ampia, composta da molte persone in stato di forte bisogno. L’UNHCR e i partner operano all’interno della struttura, la quale ricade sotto la giurisdizione complessiva del Ministero dell’Interno libico.Tuttavia, a partire da luglio, in seguito all’attacco aereo che ha colpito il centro di detenzione di Tajoura, provocando diverse vittime, centinaia di ex detenuti si sono recati presso il GDF. A fine ottobre, a questi si è aggiunto un altro gruppo di circa 400 persone provenienti dal centro di detenzione di Abu Salim, nonché fino ad altre 200 persone dalle aree urbane. Fanno parte di una popolazione più ampia di richiedenti asilo, rifugiati e migranti che in Libia sono vulnerabili e esposti a rischi – ma ai cui casi non è stata data priorità per l’evacuazione o il reinsediamento.Il GDF è ora in condizioni di grave sovraffollamento: a fronte di una capacità di circa 600 persone, attualmente ne ospita quasi il doppio, molte delle quali da diversi mesi. L’UNHCR, altre agenzie delle Nazioni Unite e i partner hanno fornito loro assistenza umanitaria, offrendo cure mediche, supporto psicosociale, pasti caldi e biscotti ad alto contenuto energetico. Tuttavia, la situazione presso il GDF non è sostenibile e la struttura non funziona più come centro di transito, ostacolando la capacità dell’UNHCR di evacuare i rifugiati più vulnerabili per i quali sono state individuate soluzioni al di fuori della Libia, fuori dai centri di detenzione e in luoghi sicuri.
Data l’introduzione di un pacchetto di assistenza urbana di portata più ampia, l’UNHCR eliminerà gradualmente il servizio di ristorazione erogato presso il GDF a partire dall’inizio dell’anno. L’UNHCR continuerà a garantire informazioni e consulenza a quanti hanno fatto ingresso informalmente nel GDF in merito alle opzioni a loro disposizione e al pacchetto di assistenza urbana. Coloro che presentano profili per cui è necessaria la protezione internazionale stanno ricevendo sostegno per lasciare il GDF tramite il pacchetto di assistenza urbana, il quale include denaro di emergenza in contanti per i primi due mesi, beni di prima necessità, accesso alle cure primarie e invio a visite specialistiche. Inoltre, ai beneficiari verrà data la possibilità di sostenere colloqui col personale dell’UNHCR per individuare vulnerabilità e soluzioni specifiche. L’UNHCR continua a chiedere risorse supplementari che permetterebbero di fornire un sostegno più sostanzioso e continuo.Circa 40 persone hanno già accettato quest’opzione, il che non esclude che possano usufruire in futuro di possibili evacuazioni o reinsediamenti al di fuori della Libia. A titolo di esempio, a quattro persone che hanno accettato il pacchetto è stata riconosciuta l’ammissibilità all’evacuazione umanitaria a seguito dei colloqui di valutazione delle esigenze di protezione.L’esame dei casi individuali, comprese la valutazione delle esigenze di protezione e l’individuazione di possibili soluzioni durature al di fuori della Libia, continuerà a essere effettuato presso l’ufficio di registrazione dell’UNHCR operativo a Sarraj, al fine di assicurare l’integrità delle procedure previste dall’UNHCR.L’UNHCR ribadisce che le opzioni di reinsediamento purtroppo continuano a essere estremamente limitate, con il numero di posti disponibili a livello mondiale drammaticamente inferiore rispetto alle esigenze. Ogni anno, meno dell’1 per cento dei rifugiati ritenuti in stato di necessità dall’UNHCR può essere reinsediato. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati esorta la comunità internazionale a garantire più posti per il reinsediamento e procedure più rapide per consentire di evacuare un numero più elevato di rifugiati che necessitano di essere reinsediati in luoghi sicuri.

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Albania: Save children

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

Mentre in Albania proseguono le scosse a seguito del devastante terremoto di martedì scorso, sono 9 mila i bambini che, assieme alle loro famiglie, hanno bisogno di supporto vitale, con alcuni dei quali che a causa del sisma hanno perduto la loro casa.Questo l’allarme lanciato oggi da Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – che sottolinea come tra le vittime ci sarebbero almeno 4 minori, mentre sarebbero almeno 675 le persone rimaste ferite.Le forti scosse in corso hanno ulteriormente danneggiato gli ospedali e le strutture sanitarie di primo soccorso, rendendo ancora più difficile fornire servizi medici a chi ne ha più bisogno. Le operazioni di soccorso continuano e si prevede che dalle macerie possano emergere altre vittime, sottolinea con preoccupazione l’Organizzazione.Save the Children è attualmente impegnata sul terreno dove sta lavorando a stretto contatto con il governo per una valutazione complessiva dei bisogni nelle quattro aree colpite, ovvero Durazzo, Tirana, Shijak e Fushe Kruje. In particolare, i nostri operatori stanno offrendo risposta immediata ai bisogni più impellenti dei minori e delle loro famiglie, mentre un team di psicologici è attualmente al fianco dei bambini all’interno delle scuole che sono state usate come rifugi nelle zone colpite. “I bambini che hanno già vissuto sulla propria pelle lo shock del terremoto continuano ad essere esposti ad esperienze potenzialmente traumatizzanti ogni volta che si verificano altre scosse di assestamento. Molti riescono a malapena a parlare e quando lo fanno dicono che sono molto spaventati e hanno paura che l’edificio in cui si trovano stia per crollare. Fa freddo e piove in Albania e le persone hanno bisogno urgentemente di tende, letti, coperte e kit igienici, oltre a ricevere supporto nonché di supporto psicologico”, ha affermato Anila Meco, Direttrice di Save the Children in Albania.

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Scuola: Ocse boccia “Quota 100”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

Anief: Assurdo andare in pensione a 70 anni. Se un organismo internazionale interviene perché uno Stato sovrano destina 7,5 miliardi per permettere ai suoi lavoratori di andare in pensione seppur con penalizzazione sull’asse contributivo entro la media degli altri Paesi potrebbe cominciare a perdere di credibilità Nella media dei Paesi OCDE l’età pensionabile è di 63 anni. In Italia, per il secondo anno consecutivo, si permette di accedere alla pensione con una penalizzazione pro rata a 62 anni, rispetto ai requisiti previsti dalla legge Fornero. Cosa ci sia di scandaloso per l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico per la quale occorre aumentare l’età pensionabile “limitando indebiti sussidi di prepensionamento”, a partire proprio da “Quota 100”, perché lasciare il lavoro a 62 anni non è ammissibile? Il giovane sindacato non lo capisce. Perché un lavoratore con quasi 40 anni di contributi versati, soprattutto quando sottoposto ad uno stress particolarmente accentuato, come quello che arreca la scuola, deve essere costretto a rimanere in servizio? I conti di uno Stato si possono far quadrare in tanti modi, non di certo sulla pelle dei suoi cittadini. “Anief – ricorda il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – in audizione alla Camera ha di recente espressamente chiesto di sbloccare i posti liberati con ‘Quota 100’ per le assunzioni, con l’emendamento al decreto salva-precari che sta procedendo in questa direzione, e reputa particolarmente grave che si possa pensare che tutte le professioni siano uguali: non a caso, il giovane sindacato ha richiesto che la Legge di Bilancio possa contenere una norma che collochi l’insegnamento tra le professioni gravose, finanziando l’operazione dal fondo con la legge 23 dicembre 2014 n. 190. Ecco perché non c’è altra scelta che collocare l’insegnamento, non solo quello nella scuola dell’infanzia, tra le professioni a carattere gravoso, quindi nell’Ape Social”. Mentre in Italia il Governo italiano conferma l’anticipo pensionistico “Quota 100” almeno fino al 2021, l’Ocse sostiene che invece la norma va abolita: secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, in Italia a rischio è la sostenibilità del sistema macroeconomico e quindi occorre assicurare “adeguate prestazioni di vecchiaia limitando la pressione nel breve, medio e lungo periodo”. Il problema, secondo l’Organizzazione internazionale, è che in Italia si lascia il lavoro per andare in pensione a 62 anni, 63 e poco più per gli uomini e 61 per le donne. In Europa invece, per gli altri paesi Ocse, l’età del passaggio lavoro-pensione si attesta a poco più di 65 anni per gli uomini e 63 per le donne.

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Violenze nella Repubblica Democratica del Congo e sorte dei civili

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e i partner umanitari esprimono nuovamente profonda preoccupazione per l’incolumità di centinaia di migliaia di civili nel territorio di Beni, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) orientale, dopo che gli attacchi mortali e le proteste di massa hanno portato alla chiusura dell’accesso umanitario alla regione colpita. Le tensioni in questa zona della provincia del Nord Kivu sono andate crescendo in seguito al lancio di un’operazione di sicurezza condotta dal Governo contro le Forze democratiche alleate (Allied Democratic Forces/ADF) il 30 ottobre. Gruppi armati perseguitano da tempo civili e popolazioni sfollate nella regione, assassinando dozzine di persone.
Si stima che almeno 100 persone siano state assassinate nel corso di attacchi violenti nella regione di Beni a partire dal 2 novembre, costringendo alla fuga migliaia di persone, la stragrande maggioranza delle quali donne e bambini. Sono stati riferiti ulteriori esodi di massa dalle località di Mbau e Oicha, a nord di Beni. Gli abitanti si stanno rifugiando nella città di Beni, nel tentativo di sfuggire agli attacchi e alle continue ostilità tra l’esercito della RDC e le ADF.Testimonianze allarmanti dalla regione riferiscono che vi sarebbero persone intrappolate sotto la minaccia dei gruppi armati e che, ogni giorno, in molti perdono la vita. Anche il numero di rapimenti e attacchi a scuole, ambulatori medici e comunità indigene è in crescita.L’UNHCR e i partner chiedono che siano ripristinate con urgenza le condizioni di sicurezza necessarie per consentire alle agenzie umanitarie di portare assistenza immediata alla popolazione colpita. Attualmente, centinaia di famiglie dormono nelle chiese e nelle scuole.I bambini, molti dei quali hanno perso i genitori o sono arrivati non accompagnati, necessitano di sostegno immediato. Il reclutamento forzato attuato da parte dei gruppi armati rappresenta una reale minaccia alla loro sicurezza. Le donne, inoltre, sono vittime di episodi diffusi di violenza sessuale, abusi e rischio di sfruttamento. L’UNHCR teme che molte altre persone potrebbero perdere la vita se l’accesso umanitario, nonché l’ordine pubblico, non saranno immediatamente ripristinati nelle aree interessate. L’UNHCR lavora dentro e fuori la città di Beni per garantire protezione, riparo e coordinamento tramite l’allestimento di alloggi di emergenza per le popolazioni sfollate, la promozione di una coesistenza pacifica fra sfollati e comunità di accoglienza, e la collaborazione con le autorità locali per raccogliere informazioni inerenti ai profili e alle vulnerabilità delle persone sfollate al fine di rispondere meglio alle loro esigenze di protezione e di aiuto.Secondo stime ufficiali, la città di Beni accoglie quasi mezzo milione di persone. Sul territorio vivono circa 275.000 sfollati. A causa della continua situazione di insicurezza, molti sono stati abbandonati alla mercé dei gruppi armati. L’attuale situazione di insicurezza peggiora un quadro già complesso in Nord Kivu, dove a causa del conflitto gli sfollati interni sono già 1,5 milioni e gli sforzi per debellare il virus mortale Ebola continuano senza sosta.

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Cresce il sindacato Aeronautica militare

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Continua senza sosta a crescere in tutta Italia il sindacato dei militari dell’Aeronautica Italiana e radicarsi nel territorio nonostante i ritardi del Parlamento nell’approvare una legge che ne regoli l’operatività. Si è costituito il 28 novembre il Comitato Locale di Guidonia dove è stato eletto coordinatore Dario Parlato e vice coordinatore Fabio Massimo Zaccaria. I Comitati locali sono cellule di personale militare che si organizza e si unisce al SIAM con lo scopo di essere più vicini alle varie problematiche dei lavoratori militari e per rendere l’organizzazione sindacale SIAM sempre più efficiente, credibile e, sopratutto, rappresentativa. Ai neo coordinatori eletti vanno gli auguri di buon lavoro del Segretario Generale Paolo Melis.

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Manovra: Fp Cgil Vvf, servono maggiori risorse per Vigili del Fuoco

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

“È ora di dare concretezza ai proclami: c’è bisogno di maggiori risorse in legge di Bilancio o nel decreto fiscale per dare concretezza all’esigenza di valorizzare sul versante economico e previdenziale i Vigili del Fuoco. Abbiamo una grande professionalità, pagata con pochi euro, ed è urgente adeguare la nostra busta paga al lavoro svolto e al rischio che corriamo, senza troppi giri di parole”. Ad affermarlo è il coordinatore nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella, nel ricordare i due grandi fronti su cui sono schierati oggi i Vigili del Fuoco: maltempo in Italia e terremoto in Albania.”Mentre i nostri colleghi partiti per l’Albania – prosegue il dirigente sindacale – scavano con le mani tra le macerie, rischiando la vita in un altro paese tra una scossa di assestamento e l’altra, l’Italia conta i danni procurati dal maltempo, fronteggiato con una dotazione organica per il corpo dei Vigili del Fuoco al di sotto di circa 6.000 unità, sempre in emergenza, e in più oggi con 175 pompieri fuori nazione. Il governo torni a parlare, e le rende immediatamente operative, di assunzioni per il Corpo nazionale, proponendo l’aumento della dotazione organica fino a 40.000 unità”. Inoltre, aggiunge Giulianella, “serve assicurare la nostra vita con un sistema, quello Inail, in grado di riconoscere malattie professionali e infortuni sul lavoro alla pari del restante mondo del pubblico impiego. Riconosciamo il lavoro dei Vigili del Fuoco e rendiamogli il giusto riconoscimento. E soprattutto ringraziamoli: sono professionisti del soccorso che con determinazione, e senza fare troppe storie, si mettono a disposizione dei cittadini”, conclude.

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Scuola: Decreto Legge N. 126/2019: sbloccati i posti “Quota 100”

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Non si ripeterà la mancata copertura del turn over verificatasi quest’anno a seguito dei circa 25 mila posti venutisi a liberare a seguito dell’anticipo pensionistico “Quota 100” e non assegnati al turn over: lo prevede un emendamento approvato in settimana dalle Commissioni Cultura e Lavoro della Camera. Per Anief che ne ha caldeggiato l’approvazione è una norma giusta che doveva essere approvata già prima. L’anno prossimo il personale che lascerà la scuola anticipatamente attraverso l’anticipo pensionistico “Quota 100”, introdotto dal Governo M5S-Lega e valevole fino al 2021, sarà rimpiazzato con nuove assunzioni a tempo indeterminato: è servita da lezione, quindi, l’esperienza della scorsa estate, quando le lungaggini delle verifiche dei requisiti per accedere al pensionamento, realizzate dall’Inps, hanno vanificato la possibilità di assegnare nel contingente delle immissioni in ruolo i tanti posti liberati attraverso il sistema previdenziale che permette di lasciare il lavoro con almeno 38 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica.Nella fattispecie, l’emendamento 1. 107. al decreto n. 126 sulla scuola che da domani arriverà nell’Aula della Camera, dopo la sua approvazione da parte delle Commissioni VII e IX, prevede che “in via straordinaria, in considerazione dei posti” che a seguito della pensione anticipata con il sistema cosiddetto “Quota 100” anche nel 2020 rimarranno “vacanti e disponibili, sono nominati in ruolo i soggetti inclusi a pieno titolo nelle graduatorie valide per la stipula di contratti a tempo indeterminato, che siano in posizione utile per la nomina rispetto alle facoltà assunzionali non utilizzate alla conclusione delle operazioni di immissione per l’anno scolastico 2019/2020”.La nomina del lavoratore subentrante in ruolo prevede, sempre secondo l’emendamento approvato, che avrà “decorrenza giuridica dal 1° settembre 2019 e decorrenza economica dalla presa di servizio, che avviene nell’anno scolastico 2020/2021”. Infine, chi subentrerà al personale, avrà facoltà di scegliere “la provincia e la sede di assegnazione con priorità rispetto alle ordinarie operazioni di mobilità e di immissione in ruolo da disporsi per l’anno scolastico 2020/2021”.

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Castelli, “Contratto di espansione funziona. La misura va resa strutturale”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

Roma – Apprendo con piacere della sottoscrizione, da parte di Ericsson, del Contratto di Espansione. Innovazione a cui ho lavorato molto e che consentirà alla società di rispondere positivamente alla trasformazione digitale in corso abilitata dal 5G. L’intesa, sottoscritta oggi al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, avrà validità fino al 31 dicembre 2020 e prevede l’assunzione di 30 persone con profili professionali innovativi, un considerevole piano di formazione e riqualificazione professionale a beneficio di oltre 1.500 dipendenti e l’adesione volontaria allo scivolo pensionistico per i dipendenti che matureranno il requisito di accesso alla pensione entro i successivi 60 mesi.Spero che la politica tutta sia sensibile alla necessità di rendere strutturale questa misura, che oggi vede un grande successo senza lasciare a casa nessuno e senza lasciare indietro nessuno”.Lo afferma il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in merito alla sottoscrizione da parte di Ericsson Telecomunicazioni dell’innovativo ammortizzatore sociale introdotto, in modo sperimentale, dalla legge n. 58/2019, con l’obiettivo di agevolare i processi di sviluppo tecnologico delle imprese con più di 1.000 addetti.

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Contro lo sfruttamento in agricoltura

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

Una delegazione del Coordinamento Lavoratori agricoli USB ha incontrato questa mattina nella sede dell’INPS il presidente Pasquale Tridico per discutere i punti qualificanti di una strategia da mettere in campo per combattere e debellare le piaghe dello sfruttamento e del lavoro irregolare che affliggono le campagne italiane.L’esigenza, ha sottolineato USB a Tridico, è quella di avere strumenti operativi concreti a tutela dei lavoratori e a contrasto delle forme arcaiche di sfruttamento che pervadono tutta la filiera agroalimentare.Cinque i cardini della strategia:
CONTROLLI RIGOROSI SULLE DENUNCE AZIENDALI (DA). La maggior parte delle anomalie (falsi braccianti e forme di caporalato) si verificano con aziende che presentano la Denuncia Aziendale senza essere effettivamente proprietarie di terreni, favorendo quindi l’interposizione di manodopera che per legge non è consentita (le assunzioni e i contratti devono essere fatti dalla prima azienda, non da quelle successive a cascata).
RIFONDARE LA RETE DEL LAVORO AGRICOLO DI QUALITÀ. Bisogna rendere operativo il principio costituzionale del pluralismo e della partecipazione, cosa che l’attuale struttura della Rete del lavoro agricolo di qualità e la sua Cabina di regia non attuano. A oggi la partecipazione per la parte riguardante le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori è riservata solo agli enti bilaterali.
NUOVE TECNOLOGIE CON PIN PER VERIFICA GIORNATE LAVORATE. Occorre attivare un numero verde al quale gli imprenditori possano inviare i numeri di matricola dei lavoratori effettivamente impegnati in quel determinato giorno. I dati saranno gestiti da un software che automaticamente permetterà ai lavoratori tramite PIN di verificare l’avvenuta comunicazione e registrazione della giornata, cosa che già avviene per l’erogazione di diverse prestazioni INPS. In altre parole, nel 2019 sarebbe ora di mettere al servizio dei lavoratori l’innovazione tecnologica.
APPLICAZIONE DEL SISTEMA UNIEMENS. Bisogna evitare ulteriori dilazioni nell’introduzione delle nuove modalità di trasmissione di dati aziendali e contributi attraverso il sistema UNIEMENS. L’entrata in vigore secondo la legge di bilancio 2019 è fissata al 1 gennaio 2020. Tale sistema è già applicato nel privato e oggi anche nel pubblico impiego.
EMERSIONE/REGOLARIZZAZIONE. Nel sistema agroalimentare nel suo complesso, che parte dal mercato delle sementi e prosegue per la coltivazione, la raccolta, le lavorazioni post-raccolta, la trasformazione, il trasporto, la commercializzazione, la distribuzione e la vendita sui banchi della GDO, operano decine di migliaia di braccianti migranti “invisibili”. La loro emersione con il rilascio di un permesso di soggiorno è un atto di giustizia e di civiltà.
Il presidente Tridico ha condiviso l’esigenza rappresentata da USB di contrastare lo sfruttamento e il lavoro irregolare e si è detto in linea di massima d’accordo sui cinque punti presentati durante l’incontro.

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Si è riunito il Comitato Nazionale del Sindacato Aeronautica Militare – SIAM

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

A sei mesi esatti dalla costituzione del SIAM, si è riunito a Roma il Comitato Nazionale. Il Segretario Generale che ha presieduto l’assemblea, ha fatto il punto della situazione evidenziando i significativi progressi in tema di iscritti e di radicamento sul territorio, grazie alla costituzione di numerosi comitati territoriali, presto seguiti da altri. Inoltre ha delineato le linee operative per la futura campagna elettorale e le regole che dovranno disciplinare il primo Congresso che avrà luogo nella prima metà di Maggio 2020.Il dibattito che si è sviluppato, nel corso di una riunione partecipata, ha indicato le tappe di avvicinamento al Congresso nazionale, con lo svolgimento delle assemblee congressuali locali entro la prima metà di marzo e definito il relativo regolamento. Per quanto riguarda la campagna tesseramenti che sarà aperta già dal prossimo mese di dicembre, si è voluto premiare la fiducia degli iscritti della prima ora, garantendo il rinnovo ai tesserati del 2019, sempre a 10 euro. Mentre i nuovi tesserati potranno comunque aderire versando una quota di poco superiore e pari a 15 euro. Infine è stata approvata la linea di presenza concreta nei vari reparti, dando ulteriore impulso alla costituzione di nuovi Comitati Locali, in un’ottica di vicinanza al personale laddove è più necessaria, ossia sul luogo di lavoro.Gli interventi dei vari soci hanno, inoltre, testimoniato come siano in corso alcune azioni da parte di soggetti dell’Amministrazione, i quali avvicinando gli iscritti del SIAM, mettono in atto comportamenti minacciosi e di disinformazione, nell’intento di dissuadere il personale a partecipare alle iniziative del nostro sindacato.
Questa azione è stata ritenuta unanimemente grave e chiaramente riconducibile ad una attività antisindacale illegittima, per la quale è stato dato mandato al Segretario Generale di adottare tutte le azioni necessarie per pretendere l’immediata interruzione di tali comportamenti, disinnescarne la portata e rassicurare tutto il personale sulla legittimità dell’operato del SIAM, nella piena aderenza a quanto stabilito dalla sentenza 120 del 2018 della Corte Costituzionale.

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Assistenza invernale destinata a rifugiati e sfollati siriani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, stima che circa 3,8 milioni di rifugiati siriani e iracheni, nonché di sfollati interni e rifugiati di altre nazionalità, quest’inverno necessiteranno di assistenza supplementare in Siria, Iraq, Libano, Giordania ed Egitto. Per molti siriani, si tratta del nono inverno consecutivo che affronteranno fuori da casa. Grazie ai preparativi per l’assistenza cominciati a settembre sarà garantito sostegno continuo per tutto l’inverno fino a marzo dell’anno prossimo. I preparativi includono la consegna di beni di prima necessità per l’inverno quali coperte termiche di qualità elevata, teloni impermeabili e indumenti pesanti. Gli alloggi dei rifugiati sono in fase di riparazione e rimodernamento per renderli resistenti alle intemperie. Altre attività includono il miglioramento degli impianti di scarico e di altre infrastrutture, sia nei campi sia negli insediamenti informali. Alle famiglie rifugiate vulnerabili l’UNHCR sta erogando assistenza in denaro per soddisfarne le ulteriori necessità legate ai freddi mesi invernali.
In tutta la Siria, l’UNHCR mira ad assistere 1,6 milioni di sfollati interni siriani (320.000 famiglie). È prioritaria l’assistenza di sfollati interni e rimpatriati vulnerabili, famiglie sfollate di recente, persone che vivono in aree remote difficili da raggiungere e in alloggi al di sotto degli standard, coloro che hanno fatto ritorno volontariamente, nonché quanti si trovano in aree alle quali è divenuto possibile accedere solo di recente e che non hanno ricevuto aiuto in passato. Ad oggi, le distribuzioni sono avvenute nel nordest della Siria, dove l’UNHCR, nell’ambito degli interventi interagenzie, ha assicurato aiuti e beni di prima necessità per l’inverno a più di 177.500 sfollati di recente presso le comunità locali, gli alloggi collettivi e i campi, comprese le oltre 86.500 persone accolte nei campi di Al-Hol, Areesha, Roj e Mahmoudli.
In Iraq, l’UNHCR intende assicurare aiuti invernali a oltre 660.000 sfollati interni (110.000 famiglie), 157.700 rifugiati siriani (38300 famiglie), e 16.800 rifugiati di altre nazionalità (4.200 famiglie). Nel solo mese di ottobre, più di 89.000 sfollati interni e persone che hanno fatto ritorno (quasi 15.000 famiglie) hanno ricevuto assistenza in denaro per la stagione invernale. Quasi una famiglia su tre era composta da una donna coi propri figli.
In Libano, l’UNHCR sta distribuendo aiuti invernali a più di 860.000 rifugiati siriani (circa 172.000 famiglie) e 9.000 rifugiati iracheni (3.000 famiglie) al di sotto della soglia di povertà. Il 73 per cento delle famiglie siriane rifugiate in Libano vivono al di sotto della soglia di povertà che è di 3,84 dollari USA pro capite al giorno. Queste famiglie non sono in grado di soddisfare le necessità essenziali per la sopravvivenza quali cibo, salute e alloggio. Di conseguenza, aumentano le esigenze di protezione e il rischio di ricorrere a meccanismi di risposta negativi quali lavoro minorile, matrimonio precoce od offerta di prestazioni sessuali per sopravvivere. Quasi nove famiglie su dieci sono indebitate, dato che indica chiaramente come alle famiglie rifugiate siriane manchino le risorse per soddisfare le necessità essenziali. Durante l’inverno, tale situazione è esacerbata dagli shock economici associati alle condizioni climatiche avverse e alla riduzione di opportunità redditizie già limitate. Inoltre, molte famiglie dovranno far fronte a ulteriori rischi per la salute dal momento che non potranno vivere al caldo. Si verificano inondazioni e l’accesso all’assistenza sanitaria è già limitato. Alla luce della grave crisi economica che colpisce il Libano attualmente, la campagna invernale dell’UNHCR quest’anno permetterà di assistere un numero maggiore di famiglie vulnerabili rispetto agli anni precedenti assicurando che possano trascorrere l’inverno al caldo nonostante la loro situazione si vada deteriorando rapidamente.
In Egitto, a partire da novembre l’UNHCR intende erogare assistenza in denaro per l’inverno a più di 87.000 rifugiati siriani (29.000 famiglie) e 3.934 rifugiati iracheni (1.659 famiglie).L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati esprime gratitudine per l’appoggio mostrato fino ad oggi dai donatori governativi e del settore privato volto a sostenere gli sforzi per aiutare e proteggere i rifugiati e gli sfollati interni siriani. Tuttavia, il finanziamento complessivo delle operazioni dell’UNHCR a favore dei siriani sfollati interni e di quelli rifugiati nei Paesi confinanti nel 2019 attualmente copre il 43 per cento dei 2,180 miliardi di dollari USA richiesti. I siriani continuano a costituire la popolazione rifugiata più numerosa a livello mondiale. Oltre 5,6 milioni vivono nei Paesi limitrofi e in tutto il Nord Africa. Si stima che altri 6,2 milioni siano sfollati internamente in Siria.

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