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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Lavoro: Mura (Pd), in Parlamento portiamo blocco selettivo licenziamenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2021

“Ritengo ci siano le condizioni perché nel dibattito parlamentare si possa giungere a una mediazione, che potrebbe essere il blocco selettivo dei licenziamenti, proposto dal gruppo del Pd. Ci sono territori e settori produttivi che presentano alti rischi, in particolare quelli ad alto contenuto di manodopera e poco propensi all’innovazione”. Lo ha detto oggi la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura, nel corso del digital debate “Il futuro del mercato del lavoro tra innovazione, tutela e welfare” organizzato dal fondo interprofessionale Fonarcom e da Consenso Europa.Parlando degli ammortizzatori sociali, Mura ha spiegato che “l’accesso dev’essere universale per abbattere in maniera definitiva la barriera tra lavoratori garantiti e non garantiti, come autonomi e partite Iva”. “Sulle politiche attive – ha aggiunto la parlamentare dem – si tratta di inserire nel nostro ordinamento il principio della formazione a vita. Dobbiamo mettere i lavoratori in condizione di acquisire competenze e reggere la transizione passando in altri settori produttivi”. Mura ha definito “ingiusti e ipocriti gli attacchi di chi dice che i ragazzi preferiscono stare sul divano e percepire il reddito di cittadinanza piuttosto che fare gli stagionali: spesso è un lavoro sottopagato e non rispetta i minimi diritti”.

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Autostrade per l’Italia: al via 20 assunzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

Venti neolaureati under-30 e con un percorso accademico eccellente alle spalle, da oggi sono ufficialmente assunti da Autostrade per l’Italia con un contratto di apprendistato di alta formazione, scelti tra i 224 partecipanti alle selezioni aperte a marzo per il Master universitario di secondo livello in “Ingegneria e gestione integrata delle reti autostradali”.Promossa da Aspi, questa iniziativa rientra nel Piano di trasformazione dell’azienda – che punta su 2900 nuove assunzioni e upgrade delle competenze al 2024 – ed è frutto della partnership siglata con la Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano e il MIP, la Graduate School of Business dell’Ateneo Milanese. Articolata in vari step, la selezione dei candidati, durata due mesi, è stata improntata sulla base di criteri rigorosi, tesi a valorizzare il percorso accademico, eventuali esperienze all’estero e le soft skills traducibili in predisposizione manageriale, caratteri motivazionali e capacità di lavoro in team.I giovani selezionati, laureati in ingegneria civile, edile, ambiente e territorio o gestionale, potranno seguire un intenso programma formativo, alternato al lavoro in azienda, teso a rafforzare competenze ingegneristiche di progettazione, gestione trasportistica, manutenzione e controllo delle infrastrutture stradali, oltre a competenze manageriali e digitali applicate all’infrastruttura (Monitoraggio IoT, Infrastrutture Smart Mobility). L’obiettivo è quello di formare nuove leve che sappiano distinguersi nella ricerca e nella realizzazione di soluzioni innovative nell’ambito della gestione e del monitoraggio delle reti autostradali, accompagnando l’azienda nel percorso di digital transformation prevista dal Piano industriale di Autostrade per l’Italia, impegnata nello sviluppo di soluzioni di mobilità integrata e sostenibile.Il lancio del Master per l’ingresso in azienda nasce in seno alla “Autostrade Corporate University”, la nuova scuola di formazione aziendale del Gruppo riconosciuta dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri: ideata nell’ambito del più vasto programma di HR Transformation avviato da Aspi per rendere i suoi learning district veri e propri hub di innovazione e sviluppo, abilitando solide competenze diffuse, in grado di presidiare le nuove frontiere tecnologiche al servizio della rete autostradale e dei suoi utenti.L’inaugurazione del percorso accademico si è tenuta questa mattina presso l’Aula magna del Politecnico di Torino alla presenza del suo Vice Rettore per la Didattica Sebastiano Foti e, in collegamento, con il Presidente MIP Vittorio Chiesa. Per la concessionaria autostradale erano presenti l’Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi; Lorenzo Rossi, Amministratore delegato della società del Gruppo tesa allo sviluppo di soluzioni altamente tecnologiche per la mobilità, MOVYON; il Direttore Human Capital Organization and HSE Gian Luca Orefice, la Responsabile Training, Welfare DE&I Management Alessia Ruzzeddu e il Responsabile People Management Gregorio Moretti.

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In un paese lontano – Emigrazione e Nuova Mobilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

17.06.2021 18.06.2021 Online Conferenza. Le persone sono in continuo movimento. Sebbene la società sia stata scossa dal clima di incertezza innescato dall’attuale pandemia, la globalizzazione e la digitalizzazione giocano il ruolo, ora più che mai, di fattori chiave per spingere le persone a cercare nuove opportunità ed evitare lo svantaggio. Le ragioni degli spostamenti tra stati, regioni, o dalla campagna ai centri urbani sono multiple, e spaziano dalla necessità alla scelta individuale. Possono riguardare la ricerca di condizioni economiche migliori, prospettive di carriera vantaggiose, o il mantenimento dei legami famigliari. Il cyberspazio rende le opportunità di lavoro e di carriera visibili e istantaneamente accessibili a un bacino di applicanti molto più vasto, aprendo i mercati del lavoro a una maggiore competizione internazionale. I soggetti pubblici e privati competono per la manodopera straniera, mentre la mancanza di opportunità di lavoro in certe aree e settori incoraggia lo spostamento verso luoghi dove le possibilità di essere assunti sono ancora intatte.Sul piano politico, gli anni precedenti hanno assistito ad accesi dibattiti sull’immigrazione e al disaccordo sulla questione della gestione del flusso di migranti e rifugiati. A livello europeo, per esempio, la cosiddetta crisi della migrazione è divenuto un tema fortemente contestato riguardo il numero di nuovi arrivi, la loro distribuzione all’interno dell’Eurozona, e la gestione delle rotte migratorie. C’è però almeno un’altra realtà che a questo proposito viene raramente messa a fuoco: una risorgente ondata di emigrazione che è particolarmente pronunciata nei paesi del sud Europa. La conferenza, della durata di due giorni, pone l’attenzione su questo fenomeno e le sue implicazioni per l’individuo e la società. Le prospettive multiple – che comprendono sia l’esperienza personale sia la ricerca scientifica – getteranno luce sull’argomento, considerando questa nuova emigrazione nel contesto delle politiche di mobilità europea e del principio della libera circolazione. Saranno tre i nodi fondamentali che verranno discussi durante la conferenza: Il panel indaga la complessa relazione tra la percezione dell’emigrazione, il suo nesso con la storia nazionale, ponendoli in relazione con gli effettivi dati della migrazione. L’equazione tra migrazione e decadenza e la formazione di un’auto-identità nazionale come popolo di emigranti sarà discussa prendendo l’esempio dell’Italia come punto di partenza. Il panel si concentra sulle regioni di confine tra Svizzera, Italia e Francia – come il confine italo-svizzero, la regione del Sud Tirol o l’area del Lago di Ginevra – per discutere le specificità sociali e politiche della mobilità di confine. Inoltre, verranno considerati anche i casi di confine esteso, come gli esempi di pendolarismo su lunga distanza. Il panel considera il modello della residenza, profondamente radicato nella struttura sociale della città di Roma. Nelle sue diverse manifestazioni storiche, ha portato molti stranieri a entrare in contatto con la realtà romana, per ricerche artistiche o scientifiche o pellegrinaggio religioso. La trasformazione digitale odierna sfida il concetto classico e introduce il dibattito su nuove forme di mobilità. L’evento è organizzato in collaborazione con NCCR-On the Move, University of Neuchatel, e il CNR IRPPS – Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali. Comitato scientifico organizzativo: Enrico Pugliese, Università Sapienza, Roma, CNR IRPPS Corrado Bonifazi, CNR IRPPS Gianni D’Amato, Università di Neuchâtel, NCCR On The Move. La conferenza si terrà in inglese con traduzione simultanea in italiano.

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Sostegno ai lavoratori adibiti alla pesca

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

“I pescatori italiani potranno presto presentare domanda per accedere ai 31,1 milioni di euro stanziati nella scorsa Legge di Bilancio. È giunto, infatti, a conclusione il lavoro di interlocuzione tra Inps e Ministero del Lavoro e verrà presto emanata una disposizione per l’avvio della raccolta delle domande, che si concluderà a fine settembre”. Ad annunciarlo è il deputato Filippo Gallinella (M5S), Presidente della commissione Agricoltura, promotore della misura di sostegno al reddito in favore dei lavoratori adibiti alla pesca che abbiano subito una sospensione o una riduzione dell’attività lavorativa, o una riduzione del reddito, a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Un aiuto che potrà essere riconosciuto per una durata massima di 90 giorni, nel periodo tra il 1° gennaio e il prossimo 30 giugno.“Mi auguro che accanto a questo sostegno per il periodo emergenziale Covid – prosegue Gallinella (M5S) – si aggiungano presto ammortizzatori sociali stabili e duraturi per i lavoratori della pesca. Una proposta che approderà nei prossimi giorni in Aula a Montecitorio, contenuta nella proposta di legge del collega Giuseppe L’Abbate (M5S) e su cui sono al lavoro i ministri Patuanelli e Orlando affinché si giunga ad una soluzione della situazione previdenziale dei pescatori italiani”.

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Istat: 1,3 mln di anziani non ricevono aiuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

Secondo il rapporto Istat, circa 1,3 milioni di over 75, su un totale di circa 6,9 milioni, pari al 18,8%, dichiarano di non ricevere aiuto adeguato in relazione ai bisogni della vita quotidiana e alle necessità di tutti i giorni.”Dati vergognosi. Abbandonare a se stessi gli anziani non è degno di un Paese civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In primo luogo bisogna potenziare gli aiuti domiciliari per non costringere gli anziani a entrare in case di riposo, sostenendoli sia dal punto di vista economico che sociale nelle loro abitazioni, assistendoli nei bisogni quotidiani. Quanto alle case di riposo, le rette, anche se commisurate al reddito, sono diventate proibitive per troppe famiglie” conclude Dona.

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Anziani. Dopo il Covid rimangono i problemi RSA

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

“Gli anziani e la loro domanda sociale e sanitaria”, è l’indagine Istat da cui si evincono dati preoccupanti: quasi 100mila over 75 sono soli e collocati nella fascia di reddito piu’ bassa, e 1,2 milioni sono senza aiuto per le cure e le attivita’ quotidiane. Gli anziani, quelli che continuavano a morire per il covid fino a che le autorità politiche si sono rese conto che avrebbero dovuto avere priorità per i vaccini, e che talvolta (Toscana docet – 2) sono stati vaccinati anche dopo gli avvocati. Quelli anziani non autosufficienti, che prima e durante il covid, quando finivano e finiscono in una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) o erano benestanti o prosciugavano gli averi di famigliari talvolta costretti a fare debiti per tenerli ricoverati. Con alcuni Comuni e Regioni che, pur di non pagare le rette RSA hanno sviluppato una normativa creativa in dispregio delle leggi nazionali. Il grado di civiltà di un popolo, si sa, lo si valuta dal trattamento riservato ai più indifesi e deboli. Ma qualcuno non si è ancora reso che, a fronte di un sistema sanitario che gestisce l’ospedaliero, l’urgenza e la riabilitazione post acuta, in modo gratuito ed in molte regioni efficiente, la disabilità cronica e l’anzianità, che spesso necessita di assistenza medica intensa continua, ricade, spesso e volentieri, sulle spalle dell’utenza e delle famiglie.La legge prevede che la retta di ricovero sia composta da una quota sanitaria (generalmente il 50% dell’intero) a carico del Sistema sanitario regionale erogate tramite le Asl di appartenenza e da una quota sociale o alberghiera (l’altro 50%) a carico dei Comuni con la compartecipazione del beneficiario della prestazione determinata in base all’Isee, ed in particolare all’Isee socio-sanitario. Ed è proprio nella quota comunale che avviene il pateracchio, perché per valutare chi deve pagare questa parte di retta alcune amministrazioni hanno deciso che non fa testo l’Isee del ricoverato, ma quello della sua famiglia, anche se quest’ultima a stento riesce a far fronte a se stessa. Ed ecco quindi che alcuni anziani si trovano fuori delle RSA. Aduc fa una lotta anche giudiziaria in materia, con alti e bassi (3), ma al momento non sembra che la lezione del covid abbia insegnato sulla tempestività e necessità dell’intervento pubblico.I dati Istat di oggi sono un monito per chi ancora sottovaluta e derubrica la questione anziani a mero calcolo economico. Nella nostra società gli anziani sono sempre di più. Su Covid e RSA si gioca la partita. Per il covid, in ritardo, si è fatto il dovuto. Per la RSA? E’ bene ricordare che i ritardi non fanno fare le cose con maggiore ponderazione, ma in questo caso sono mortali. (fonte Aduc)

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Scuola:sindacati uniti in piazza per cambiare reclutamento e vincere il precariato

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

Domani la scuola scende in piazza con manifestazioni unitarie a Roma e in tutta Italia: lo farà per chiedere di cambiare il decreto Sostegni-bis contro il quale si schierano compattamente i sindacati chiedendo di approvare degli emendamenti risolutivi per superare il problema della supplentite introducendo una volta per tutte il doppio canale di reclutamento. A dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: in un’intervista ad Orizzonte Scuola, il sindacalista ha detto che “con il Patto per la Scuola si era deciso di far partire dei tavoli su alcuni temi. Qualche giorno dopo è stato pubblicato un decreto legge” il Sostegni-bis, “che non ha tenuto conto del contenuto principale del patto: iniziare dei tavoli di confronto sui temi”. Il primo atto è stato “un momento politico per andare a chiarire se quel Patto era ancora in vigore e quindi se si aprivano dei tavoli ed emendare il decreto”. Da parte del ministro Patrizio Bianchi c’è disponibilità: a questo punto l’obiettivo è centrare quel “progetto fondamentale a cui ci richiama il presidente Mattarella: quello di andare a costruire anche grazie ai fondi del Pnrr la società del domani, che passa appunto dalla scuola. In piazza o annunceremo che c’è un’apertura da parte del Governo su alcune proposte o continueremo ad oltranza con le forme di protesta”.

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CuraMI&ProteggiMI dedicati alla cura e al benessere degli anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

Milano. Gli sportelli CuraMI&ProteggiMI sono organizzati per offrire una risposta completa e corretta alle famiglie che sono alla ricerca di informazioni, assistenza e supporto per affrontare le diverse necessità derivanti dall’invecchiamento di un loro parente e dalla scelta di gestirlo in maniera sicura e protetta, così da migliorare la qualità di vita dell’anziano e dell’intero nucleo familiare.I primi 4 sportelli al momento attivi (dislocati nelle zone 6 e 7 della città) vanno incontro alla richiesta sempre più urgente delle famiglie di avere un unico punto di riferimento per soddisfare i bisogni assistenziali dei loro anziani.Ricerca di badanti e assistenti familiari, assistenza domiciliare, formazione dei caregiver, pratiche fiscali e amministrative sono i servizi offerti sul fronte dell’assistenza. Per quanto riguarda l’area dei diritti, è offerta la consulenza nell’ambito della protezione giuridica e l’amministrazione di sostegno. Servizi di sollievo, Casa Anziani, Villaggio Alzheimer e Centri Diurni è il pacchetto della residenzialità. Infine per il benessere della persona, i servizi offerti riguardano il counselling e il supporto psicologico, la stimolazione cognitiva, la pet therapy e il nuovo progetto di adattamento degli ambienti di vita “Casa su Misura”. Alcuni servizi sono gratuiti, come quelli informativi e di orientamento ai sostegni amministrativi, altri richiedono un contributo calmierato; nei casi di indigenza la Fondazione valuta un intervento di supporto economico dedicato.L’accesso ai servizi avviene sia in presenza sia per telefono (tutte le modalità di contatto su: http://www.curamieproteggimi.it). Nati nel maggio 2020, i primi due sportelli (in via Trivulzio 15 e via Giasone del Maino 16) hanno funzionato prevalentemente con consulenze da remoto, mentre negli scorsi mesi è stato possibile avviare anche le consulenze in presenza, aggiungendo due nuovi sportelli (in via Rimini 29 e via Giovanni Battista Rasario 8). Durante gli scorsi mesi di grande isolamento causa pandemia, gli operatori specializzati degli sportelli hanno ideato e distribuito a tutti i familiari e caregiver da cui hanno ricevuto un contatto il Diario dell’assistenza, un pratico vademecum contenente indicazioni per la cura dell’anziano in casa e suggerimenti di attività, realizzato grazie al supporto della Fondazione. È possibile scaricarlo dal sito di CuraMI&ProteggiMI a questo link: https://www.curamieproteggimi.it/wp-content/uploads/2020/11/Diario-Assistenza-Familiare.pdf numero verde: 800 681 614 (da lun a ven h.9-18)

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Sociale. Campidoglio, dal 1° luglio riaprono i Centri Sociali Anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

Roma. La Giunta Capitolina ha approvato la Memoria che conferma, ai sensi della normativa nazionale, la possibilità di riaprire, dal 1° luglio, il servizio nei Centri Sociali Anziani del territorio.I circa 150 Centri Sociali Anziani della città potranno così riaprire le porte agli oltre 65 mila iscritti proponendo attività ricreative, sociali, culturali e di informazione, sempre nel rispetto delle vigenti disposizioni sanitarie e di prevenzione del contagio.La possibilità, in zona gialla e a partire dal 1° luglio, di riprendere le attività in centri culturali, sociali e ricreativi è infatti prevista all’interno del Decreto Legge n. 65 del 18 maggio 2021, con esclusione delle attività in sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso. Il Dipartimento Politiche Sociali invierà lunedì una circolare ai Municipi con le informazioni utili a garantire la riapertura in sicurezza dei Centri Sociali Anziani sui relativi territori.“I Centri Sociali Anziani rappresentano un punto di riferimento importante per i cittadini della terza età, fra i più provati dalle conseguenze delle misure di distanziamento rese necessarie dalla pandemia. Per questo, in base alla normativa nazionale abbiamo voluto dare un impulso ai Municipi perché pongano in essere le azioni necessarie alla riapertura in sicurezza di queste strutture, sempre nell’assoluto rispetto delle misure di prevenzione previste”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Assegno unico: Stato continua ad investire per il futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Roma “C’è un bel risultato, a cui abbiamo lavorato molto come MoVimento 5 Stelle, che vi voglio raccontare. Oggi, con un Decreto “ponte”, approda in Consiglio dei Ministri, la prima parte dell’Assegno unico. I lavoratori autonomi e gli incapienti saranno, infatti, i primi destinatari di una riforma storica che entrerà a regime da gennaio 2022, e che segna un radicale cambio di paradigma, mettendo al centro i figli. Lo Stato torna ad investire sul futuro, ed in politiche per giovani e famiglia. Per i prossimi sei mesi, infatti, le famiglie che non beneficiano degli assegni familiari, e con figli da 0 a 18 anni, potranno accedere ad un assegno “semplificato”. Questo in modo transitorio, proprio per allargare la platea di chi già oggi è destinatario di misure analoghe. L’obiettivo dell’Assegno unico universale, che finalizzeremo nei prossimi mesi e su cui c’è stata sostanziale convergenza da parte di tutte le forze politiche, è quello di dare un aiuto concreto a tutte le famiglie con figli, e in particolare alle giovani coppie. La legge delega approvata dal Parlamento, ha previsto che venga erogato a partire dal settimo mese di gravidanza fino alla maggiore età del figlio e poi fino ai 21 anni per motivi di studio. Con una misura che non sarà soggetta a tassazione, e sarà compatibile con il Reddito di cittadinanza e le ulteriori misure erogate da Regioni, Province e Comuni, diamo un aiuto concreto alle famiglie e a chi, una famiglia, la vuole creare. Cercando così di invertire quel calo demografico che da troppo tempo registriamo nel nostro Paese”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Assegno unico. Rauti (FdI): dal governo oltre il danno anche la beffa

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

“Era già tutto previsto e solo il governo non ha avuto il coraggio di ammetterlo. Oggi arriva la bozza del decreto legge contenente le misure “in materia di assegno temporaneo per i figli minori”, una sorta di “soluzione ponte” per trascinarsi da luglio a dicembre senza rispettare gli impegni presi. Vale la pena di ricordare, infatti, che la misura dell’assegno unico universale per i figli, contenuto nel “FAMILY ACT”, è stato approvato all’unanimità e in via definitiva al Senato nel marzo scorso con decorrenza dal 1° Luglio 2021. Già allora, come evidenziato da Fratelli d’Italia negli interventi in Aula, era evidente che i tempi erano stretti per varare i decreti attuativi del disegno di legge (N. 46/2021) ed, inoltre, non era stato ancora definito il “quantum” da destinare con il governo che si era accontentato di proiezioni virtuali, rinviando i necessari calcoli matematici sulla platea dei beneficiari”.Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, responsabile nazionale del Dipartimento Pari opportunità, famiglia e valori non negoziabili.“Insomma, continua la senatrice di FdI, era già evidente che a luglio le famiglie questo assegno non lo avrebbero ricevuto. Inoltre, il Family Act e lo stesso assegno unico universale per i figli sono stati inseriti nelle “riforme di accompagnamento al PNRR” e questo, implicitamente, ha significato rinunciare all’impegno preso e rinviare ad altro momento la necessaria riforma fiscale nonché la razionalizzazione delle varie misure attualmente in vigore ( bonus, sostegni, sgravi) per le famiglie in una misura unica come quella dell’assegno universale. Ora, la soluzione ponte rappresenta un danno e una beffa, perchè non solo non arriva il promesso assegno unico universale ma anche perchè questa riguarda soltanto una platea ristretta di beneficiari. Infatti, si mantiene la formula discriminatoria dell’ISEE come criterio per stabilire i nuclei familiari aventi diritto e, nella lunga tabella allegata allo schema di decreto legge, si va da un minimo di 30 euro ad un massimo di 217 euro al mese per ciascun figlio per le famiglie che non godono già di assegni familiari. “Fratelli d’Italia che ha votato a favore dell’assegno unico universale sia alla Camera che al Senato, consentendo così che la misura passasse più velocemente e all’unanimità, aveva compiuto più che un atto di fiducia nei confronti del governo, un atto di responsabilità verso le famiglie italiane così duramente colpite dalla crisi economica e sociale dovuta alla pandemia. Anche se continuiamo a ritenere necessario l’introduzione del quoziente familiare, superando il meccanismo dell’ISEE, con un sistema di deduzioni basato sul numero dei componenti del nucleo familiare. Ciononostante, con quella scelta Fratelli d’Italia ha inteso confermato che le politiche familiari sono sempre al centro delle nostre battaglie e nei nostri programmi. Invece, per quanto riguarda l’azione del governo la conferma, purtroppo, che famiglia e natalità non sono una priorità”, conclude la senatrice Rauti.

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Scuola: Docenti, lunedì 7 la verità sui trasferimenti bloccati

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

È giunta quasi al termine l’attesa per conoscere l’esito della domanda volontaria o obbligatoria di trasferimento di sede. Tra pochi giorni verranno pubblicati i trasferimenti. Nel frattempo, scrive Orizzonte Scuola, “gli Uffici Scolastici stanno pubblicando i posti disponibili per le operazioni. In maniera preventiva quindi il docente potrà conoscere se il posto desiderato è ancora disponibile, o quali potrebbero essere le opzioni”.Il giovane sindacato Anief intende venire incontro alle legittime richieste di spostamento che molto docenti hanno presentato e si sono visti negare, pur in presenza di posti liberi per accogliere la loro istanza. Anief, quindi, con le sue proposte di modifica del decreto legge 73 intende cancellare i vincoli di permanenza sulle sedi attraverso la contrattazione collettiva, almeno lasciando spazio all’assegnazione provvisoria annuale per esigenze di famiglia; ma anche di adottare lo stop triennale in caso di soddisfazione ‘puntuale’, nella scuola indicata dal richiedente.Come pure si intende accordare l’assegnazione provvisoria a “tutto il personale scolastico che abbia presentato relativa domanda”, in modo da “consentire la contemplazione del diritto al lavoro e del diritto alla famiglia, ad invarianza finanziaria, nel rispetto delle norme contrattuali”, in “deroga ai vincoli introdotti dalla legge 159/19 sulle domande di assegnazione provvisoria per i neo-assunti degli ultimi due anni”. Una disposizione che risponde anche “al divieto di spostamento tra le regioni durante la pandemia”.L’organizzazione sindacale chiede, infine, di attivare una serie di corsi di abilitazione all’insegnamento “destinati al personale docente già di ruolo” da svolgere “in modalità telematica come da Decreto del Ministero dell’Università del 18 novembre 2020, n. 858” e ridefinendo “i numeri degli iscritti e le quote di iscrizione”: in tal modo si potrebbe agevolare la mobilità professionale del personale di ruolo, garantendo quel diritto al ricongiungimento della famiglia, in presenza di posti vacanti, oggi invece negato da norme ingiuste e assolutamente da superare.

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Codici: con la pandemia si aggrava la situazione dei nuovi poveri

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

È un quadro triste e preoccupante quello che emerge dai dati diffusi dalla Caritas sui pesanti effetti socio-economici della pandemia. Quello che colpisce, e che l’associazione Codici evidenzia, è l’aumento dei nuovi poveri e di chi ne fa parte.”Quasi la metà dei nuovi poveri, visto che il dato si attesta al 46% – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – è rappresentato da padri separati non collocatari, ovvero con figli che, dopo la separazione, abitano stabilmente con la madre. Oltre la metà di loro, circa il 66%, non riesce a sostenere le spese per i beni di prima necessità. L’assegno di mantenimento per i figli diventa un peso insostenibile, anche perché in molti casi si aggiungono le spese per una nuova abitazione, visto che la casa spesso viene assegnata alla ex. È per questo che chiediamo un cambio di rotta da parte dei giudici, perché non si può andare avanti con decisioni a senso unico, che ignorano la situazione dei genitori, aggravando una realtà diventata ancora più difficile a causa della pandemia. I numeri forniti dalla Caritas, che purtroppo non sono una sorpresa ma una dolorosa conferma – prosegue Giacomelli – meritano la massima attenzione. I padri separati o divorziati sono 4 milioni e 800mila vivono sulla soglia di povertà. È arrivato il momento di intervenire per mettere un argine a questa situazione. Qualche segnale finalmente c’è. Come il bonus per i genitori separati arrivato con il Decreto Sostegni o come la legge recentemente approvata dal Consiglio della Regione Lazio per sostenere i genitori separati che vivono una condizione di disagio economico. Un’iniziativa bipartisan, firmata Pd e Fdi, come dovrebbe accadere sempre in questi casi, perché problematiche del genere devono unire, non dividere. Quello dei genitori separati e, in particolare, dei padri separati è un tema che la politica deve affrontare e risolvere, senza divisioni ideologiche ormai fuori dal tempo”.

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Regolarizzazione lavoratori stranieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Tre mesi fa, come promotori della campagna Ero straniero – L’Umanità che fa bene, abbiamo denunciato in un report il grave ritardo nell’esame della misura di emersione e regolarizzazione avviata nel 2020 con il decreto “rilancio”. A tutt’oggi il quadro appare ancora grave in tutta Italia: delle 220.000 persone che hanno fatto richiesta, solo 11.000 (il 5%) hanno ottenuto un permesso di soggiorno per lavoro, mentre circa 20.000 sono in via di rilascio. Molto critica, in particolare, la situazione nelle grandi città: a Roma, al 20 maggio, su un totale di 16.000 domande ricevute, solo 2 pratiche sono arrivate alla fase conclusiva e non è stato ancora rilasciato alcun permesso di soggiorno. A Milano, su oltre 26.000 istanze ricevute in totale, poco più di 400 sono i permessi di soggiorno rilasciati.Nel dossier, oltre all’analisi dei dati relativi allo stato delle pratiche sono state raccolte storie e testimonianze di lavoratori e datori di lavoro, sconcertati per i tempi lunghissimi. Il dossier prova a spiegare come mai, nonostante fosse stato previsto personale aggiuntivo destinato alle prefetture per l’esame delle pratiche di regolarizzazione questo sia entrato effettivamente in servizio – e neanche dappertutto – solo i primi di maggio di quest’anno, contribuendo significativamente al prolungarsi dei tempi.Le conseguenze di questi ritardi sulla vita delle persone sono pesantissime e riguardano anche la difficoltà di accesso al sistema sanitario nazionale e alle vaccinazioni, con un impatto inevitabile a livello di salute pubblica nel contesto di emergenza che stiamo vivendo. Alla luce di quanto emerso dal monitoraggio, la campagna Ero straniero ribadisce la richiesta al Ministero dell’Interno di intervenire immediatamente per superare gli ostacoli burocratici e velocizzare l’iter delle domande, in modo che le quasi 200.000 persone ancora in attesa di risposta possano al più presto perfezionare l’assunzione. Allo stesso tempo, sappiamo che non sarà sufficiente questa misura a risolvere il problema della creazione costante di nuova irregolarità, anche perché una gran parte di persone senza documenti ne è stata esclusa, vista la limitazione a pochi settori lavorativi. Per questo continuiamo a chiedere a Governo e Parlamento un intervento a lungo termine che permetta di ampliare le maglie della regolarizzazione e di favorire legalità e integrazione, a partire da uno strumento di emersione sempre accessibile, come prevede la proposta di legge di iniziativa popolare Ero straniero, ferma in Commissione affari costituzionali della Camera, la cui approvazione non può più aspettare.

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Polizia: Assunzione di nuovi 3000 allievi agenti

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

Stefano Paoloni SAP: “Una Polizia che guarda avanti ha bisogno di efficienza e forza giovane: irragionevoli le proposte di trattenimento in servizio oltre i 60 anni di età”. In Commissione Affari Costituzionali, il Capo della Polizia Prefetto Lanfranco Giannini, ha annunciato l’assunzione di 3000 nuovi agenti entro il 2022: “E’ con grande favore che accogliamo le intenzione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza – il commento di Stefano Paoloni, Segretario Generale del SAP – Dopo i tagli agli organici dovuti alla legge Madia e alle previsioni di pensionamento attese per i prossimi anni è necessaria una massiccia campagna di arruolamento. Una Polizia che guarda avanti ha bisogno di efficienza e modernità e l’invecchiamento del personale è un dato di fatto. L’età media degli organici è di circa 49 anni, e i servizi di polizia richiedono in molti casi freschezza fisica”. “Il Dipartimento della Pubblica sicurezza – continua Paoloni – negli ultimi anni è intervenuto più volte per affrontare questo importante problema, sia prevedendo l’assegnazione di giovani agenti nelle città ove l’età media era particolarmente alta, prescindendo anche dalle graduatorie per i trasferimenti, e abbassando l’età per la partecipazione ai concorsi di arruolamento passando da un massimo di anni 28 a anni 26. La proposta che viene da alcune organizzazioni sindacali di trattenere, se pur in forma volontaria, il personale in servizio anche dopo il raggiungimento dei limiti ordinamentali di età, ossia 60 anni, ci appare irragionevole, illogica ed in controtendenza anche con le politiche degli ultimi anni del Dipartimento”. “La strada da percorrere – conclude Paoloni – riteniamo sia quella di aumentare il numero delle assunzioni attraverso nuovi bandi, scorrimento di graduatorie, rimodulazione dei corsi e soprattutto il ripristino dei numerosi Istituti di Istruzione della Polizia di Stato chiusi negli ultimi anni”.

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Morti di Pavia, USB: basta vite umane sacrificate al profitto, introdurre il reato di omicidio sul lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 maggio 2021

I vigili del fuoco sono dovuti intervenire con il nucleo NBCR (Nucleare, batteriologico, chimico e radiometrico) per entrare nel capannone della Di.Gi.Ma. di Villanterio (Pavia), dove due lavoratori hanno perso la vita intorno a mezzogiorno, ultimi di una lunga lista che solo quest’anno tocca le 300 vittime.Andrea Lusini, 51 anni, e Alessandro Brigo, 50 anni compiuti proprio oggi, sono stati uccisi dalla rottura di una valvola che ha saturato l’ambiente di idrogeno solforato, gas estremamente tossico, capace di uccidere un uomo in pochi minuti. Sarà compito degli inquirenti stabilire le circostanze esatte dell’accaduto. Soprattutto se gli impianti usati nell’azienda, che si occupa di trasformazione dei sottoprodotti della macellazione, fossero a norma e se i lavoratori operassero nel rispetto delle regole sulla sicurezza.L’episodio avviene nello stesso mese della morte di Luana D’Orazio, l’operaia 22enne che ha pagato con la vita il mancato rispetto delle misure di sicurezza e del suo contratto di apprendista, lasciata sola con un macchinario di cui non aveva padronanza e che l’ha uccisa. E accade a pochi giorni dalla tragedia della funivia del Mottarone, anche quella avvenuta per sete di profitto, a conferma di una tendenza precisa in atto in questo Paese.In Italia il tributo di sangue pagato al sistema economico è mediamente di tre vite umane al giorno, lavoratori che perdono la vita guadagnandosi da vivere. Le lavoratrici e i lavoratori muoiono come mosche, uccisi dal mancato rispetto delle norme di sicurezza, dalla loro interpretazione lassa, dalla mancata formazione, dalla scarsa manutenzione, dalla sete di profitto come sola guida degli imprenditori. Questa tendenza, lungi dall’essere frenata dalla pandemia, continua la sua strada di sangue, ancora di più oggi che la situazione economica è più precaria che mai. USB denuncia da sempre e continuerà a denunciare che queste non sono semplici morti, ma omicidi, voluti da un sistema economico che mette gli esseri umani, i lavoratori all’ultimo posto. È tempo di introdurre nel codice penale il reato di “omicidio sul lavoro”.

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Tabacco. 8 milioni di morti all’anno nel mondo. Quasi 90mila in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2021

Il fumo di tabacco è uno dei maggiori problemi di salute del mondo. Nel corso del XX secolo, ha ucciso circa 100 milioni di persone, la maggior parte delle quali nei paesi ricchi di oggi.Gli oneri sanitari del fumo si stanno ora spostando dai paesi ad alto reddito a quelli a reddito medio-basso; alcune stime suggeriscono che un miliardo di persone potrebbe morire a causa del tabacco nel XXI secolo. Secondo lo studio Global Burden of Disease più di 8 milioni di persone sono morte prematuramente a causa del fumo nel 2017. 7 milioni di persone sono morte per aver fumato tabacco da sole. Ma ci sono anche grandi impatti sulla salute dovuti al fumo passivo: si stima che 1,2 milioni di persone siano morte prematuramente a causa del fumo passivo.A confronto, il fumo passivo ha ucciso più persone rispetto agli incidenti stradali a livello globale.Il Global Burden of Disease è un importante studio globale sulle cause e sui fattori di rischio di morte e malattia pubblicato sulla rivista medica The Lancet.Queste stime del numero annuale di decessi attribuiti a un’ampia gamma di fattori di rischio sono visibili su uno specifico grafico, che può può essere esplorato per qualsiasi paese o regione utilizzando l’interruttore “cambia paese”.: https://ourworldindata.org/smoking. Il fumo è un fattore di rischio per molte delle principali cause di morte al mondo, compresi i polmoni e altre forme di cancro, malattie cardiache e respiratorie. Nel grafico si nota che è il secondo principale fattore di rischio di morte a livello globale. In Italia, i morti sono quasi 90mila (84.848), è la terza causa di morte dopo l’altra pressione sanguigna (119.780) e l’alto tasso di zucchero nel sangue (104.405). Dopo il fumo c’è l’obesità con 63.365 morti. Questi dati sono importanti visto che il prossimo 31 maggio è la giornata mondiale contro il fumo. (fonte: Comunicato Aduc)

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Domina: con l’estate alle porte colf e badanti in ferie, le famiglie lasciate senza assistenza

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2021

Con l’estate alle porte le famiglie devono fare i conti con ferie e con i problemi che si presenteranno a causa della mancata assistenza. Secondo il Rapporto annuale sul lavoro domestico 2020, elaborato dall’Osservatorio DOMINA, i lavoratori domestici in Italia sono il 70,3%, di cui 67mila provenienti dalle Filippine, 58mila dall’America del sud, 45mila dall’Asia orientale, 29mila dal nord Africa, 18mila dall’Africa centro sud, 15mila dall’America centrale, 13mila dall’Asia medio orientale. I numeri si riferiscono alla sola componente regolare che, con un permesso di soggiorno in vigore, potrebbero uscire e rientrare in Italia senza problemi.“Nel 2020 sono state poche le assistenti familiari che sono andate in vacanza per paura del contagio o perché i tempi delle quarantene, in entrata e in uscita, avrebbero creato più stress che riposo” a dirlo Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico. “Quest’anno – continua Gasparrini – molte lavoratrici domestiche hanno deciso di andare in vacanza con i giorni di ferie maturati e quelli accumulati l’anno passato, allungando così il periodo di mancata assistenza di familiari bisognosi di cure” “La Soluzione per molte famiglie -conclude la nota – sarà rinunciare alle tanto attese ferie estive o in alternativa investire in una struttura con ulteriore aggravio sul bilancio familiare”

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Una via d’uscita dall’ossessione per il lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 29 maggio 2021

Tutti sarebbero probabilmente d’accordo con Aristotele sul fatto che “lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero”. Eppure questa causa-effetto viene spesso ribaltata in modo tale da adattare le nostre vite al nostro lavoro. Ma cosa succederebbe se considerassimo il tempo libero non come una cosa futile ma come un tempo necessario per riflettere e coltivare la creatività? E quali sarebbero le conseguenze di un minor bisogno di lavoro per produrre i beni e i servizi che ci servono, a seguito della meccanizzazione? È questo l’argomento affrontato nel focus di Flavio Natale che vi proponiamo in questa newsletter. L’esperienza della didattica a distanza durante l’emergenza Covid-19 ha rappresentato una sfida per il mondo delle università. Gli atenei si stanno rapidamente spostando verso programmi online ma non è chiaro se questa sia la risposta al problema. La presidente della Rus – Rete delle università per lo sviluppo sostenibile, Patrizia Lombardi, discute di Dad, relazioni sociali, disuguaglianze, nuove professioni in questa intervista concessa a William Valentini. E del ruolo degli atenei nello sforzo di digitalizzazione del Paese. Su Generazione Futuro, il blog della Rete Giovani 2021, si parla di riforma delle abilitazioni professionali, un tema tornato al centro del dibattito dopo la presentazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Pubblichiamo inoltre, una riflessione sul ruolo delle nonne e dei nonni in una società che cambia (lo spunto è l’ultimo libro dell’esperto di educazione ambientale Mattia Mascher) e un contributo sull’affermazione dell’Africa come laboratorio di innovazione digitale. Per la rubrica Il futuro visto da ieri, un articolo del 1979 a firma di Lucia Martini indaga il tema delle soluzioni energetiche alternative. A proposito di modello di sviluppo, non mancate l’appuntamento organizzato dall’ASviS per domani pomeriggio, nel quale l’Alleanza presenterà l’analisi aggiornata del Piano nazionale di ripresa e resilienza alla presenza di esponenti chiave del governo. Nel corso dell’evento, un dibattito promosso da FUTURAnetwork stimolerà il confronto sull’evoluzione del capitalismo, con la partecipazione di Romano Prodi, Giovanni Battista Costa e Laura Pennacchi. a cura di Andrea De Tommasi fonte: FUTURAnetwork

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Lavoro: Mura (Pd), attenzione a innescare crisi sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2021

“Attenzione a innescare una crisi sociale dalle conseguenze imprevedibili: in questa fase di passaggio i lavoratori devono essere supportati e non lasciati alle esclusive dinamiche della ripresa. Inopportune anche iniziative come quella di Salvini, che escono dagli argini istituzionali, fanno dilagare le logiche partitiche”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), intervenendo nel dibattito sulla modulazione del blocco dei licenziamenti.Per la parlamentare “nell’allentamento dei blocchi serve gradualità, se vogliamo evitare pesanti traumi sociali e per avviare quelle politiche attive del lavoro e i nuovi ammortizzatori sociali di cui parla Confindustria. Auspico che le categorie datoriali decidano di evitare forzature che non aiutano nemmeno il sistema delle imprese, e che il dialogo con le parti sociali prosegua e si approfondisca nei luoghi propri”.“Abbiamo all’ordine del giorno le risposte da dare alle povertà vecchie e nuove, la revisione del reddito di cittadinanza e delle politiche attive, da rafforzare e per alcuni aspetti elaborare ex novo – aggiunge Mura – un percorso di tutela del lavoro autonomo”.

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