Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Rinnovo del contratto a favore del personale dei Comparti Sicurezza e Difesa riferito al triennio 2016-2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

palazzo chigiA quasi dieci anni dall’ultima concertazione, ieri presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si sono aperti i lavori per il rinnovo del contratto a favore del personale dei Comparti Sicurezza e Difesa riferito al triennio 2016-2018.Si tratta di un segnale positivo che giunge, però, dopo oltre due anni della sentenza della Corte Costituzionale che nel giugno 2015 dichiarava illegittimo il blocco dei rinnovi contrattuali.Il nostro auspicio, come già dichiarato in precedenti occasioni, è che il Governo metta sul tavolo risorse adeguate per dare concretezza al rinnovo dei contratti affinché si possano dare alle donne e agli uomini delle Forze Armate segnali tangibili garantendo la loro specificità anche sul trattamento accessorio. Lo dichiarano i delegati del Cocer Aeronautica Alfio Messina e Antonsergio Belfiori.

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Lotta alla povertà con meno tasse e più lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

Tasse“Nella proposta di Forza Italia i miliardi in gioco sono ben di più di 4. Essa si occupa in realtà di povertà, mentre una proposta specifica per la famiglia dovrebbe partire dal livello fiscale, stabilendo un rapporto differenziato in ragione del numero dei figli”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista ad “Avvenire”.”È la proposta liberale portata avanti da Berlusconi sin dal 1994, che dal nostro punto di vista è migliore di quella di sinistra. Basata su: meno tasse, più crescita, più lavoro e più risorse per aiutare chi resta indietro. L`economia cresce riducendo la pressione fiscale, e solo se si produce ricchezza la si può distribuire meglio, altrimenti fai solo debiti che scarichi sulle generazioni future”.”Intanto è preferibile dire ‘le’ povertà. La risposta per una coppia di giovani è il lavoro; per una coppia di anziani le bollette, il cibo, i medicinali, la sicurezza; per una famiglia con figli, oltre al lavoro, c`è il problema dei carichi familiari; se ci sono anziani in casa o portatori di handicap la povertà è la non assistenza. Poi c`è la famiglia che non lo è più nel senso tradizionale, con uno dei coniugi che, da solo, separato o divorziato, ha figli o magari un anziano da accudire. Il soggetto è sempre la famiglia, con i suoi diversi bisogni legati al ciclo della vita, o a differenti situazioni sociali. Non basta un assegno, uguale per tutti”.”Noi prevediamo una stretta collaborazione fra pubblico, privato e privato sociale, ed è fondamentale il rapporto con le reti di volontariato. Ad esempio con la grande distribuzione per i banchi alimentari o la rete delle farmacie per i farmaci”, sottolinea Brunetta.

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Ape Social, un flop annunciato: le maestre d’infanzia non aderiscono

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneDelle 66.409 candidature presentate all’Inps ben 26.632 riguardano lavoratori precoci. Solo una domanda su quattro è stata presentata dalle donne, che nella scuola dell’infanzia rappresentano il 99%. Ben 34.530 candidature alla pensione anticipata è poi rappresentato da disoccupati: poi ci sono quasi 14mila domande presentate da invalidi o dipendenti che devono assistere parenti in stato di necessità e altre 15mila invece inviate dai lavoratori gravosi. Appena 4.164 sono quelle presentate da operatori inclusi nelle professioni usuranti ed è in questa categoria che sono collocati i maestri della scuola dell’infanzia, assieme a chi svolge lavori notturni, infermieri e altri.
I maestri 63enni – che hanno un montante pensionistico in buona parte retributivo, quindi più pesante dei colleghi più giovani – scoraggiati dal fatto che l’anticipo avrebbe nella gran parte dei casi vanificato l’ultimo scatto stipendiale automatico dello stipendio e quindi ridotto l’assegno pensionistico, già assottigliato per via dell’uscita anticipata; inoltre, lo stesso assegno di quiescenza si sarebbe ulteriormente ridotto perché superando i 1.500 euro al mese si sarebbero dovuti accontentare di un ammontare più basso, oltre che costretti a restituire allo Stato una quota fissa per un ventennio.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): I nostri dubbi su questo genere di agevolazione erano fondati. Il Governo ha voluto approvare un provvedimento tirando su troppi paletti, che alla lunga sono risultati preclusivi per l’accesso. Ora, a conti fatti, l’operazione si sta anche rivelando poco appetibile. Inoltre, di base, avere deciso di concedere l’Ape Social solo ad una parte dei docenti è stato discriminante: perché è tutto il corpo insegnante italiano ad elevato rischio burnout. L’Ape Social si è rivelata utile soprattutto per coloro che si trovano senza lavoro e assegno di disoccupazione, anche seguito del mancato rinnovo della cosiddetta ottava salvaguardia, rivolta a lavoratori esodati rimasti scoperti a causa della Riforma Fornero. Per il resto, per chi ha lavorato almeno 36 anni ed è giunto quasi alla pensione, il costo da pagare è risultato troppo alto. Figuriamoci, a questo punto, il livello di disinteresse che si andrà a determinare, prossimamente, per l’Ape normale, che prevede pure la restituzione di centinaia di euro al mese per vent’anni.

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Euro Company: sempre più investimenti sulle risorse umane

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

Food_SecurityUn futuro che nella seconda metà del 2018 vedrà concludersi gli importanti lavori per l’ampliamento della sede di Godo di Russi (Ra) con la creazione di un nuovo centro direzionale di circa 450 mq, che ospiterà palestra, campo sportivo polifunzionale, percorso vita e spaccio aziendale, e di una nuova area produttiva di circa 10.000 mq esclusivamente dedicata ai prodotti biologici. Biologico sul quale Euro Company ha già iniziato a investire, ottenendo anche l’ambito riconoscimento “Best New Organic Food Product” al Natural & Organic Awards 2017 per “Cicioni”, l’unico prodotto fresco da taglio fatto solo con frutta secca fermentata.Questa necessità di ampliamento è frutto del dinamico spirito imprenditoriale che contraddistingue i vertici aziendali, sempre impegnati fra ricerca e innovazione, e del trend positivo che caratterizza l’attività di Euro Company in questi ultimi anni. Trend misurabile attraverso diversi indicatori, economici e non solo. Come ad esempio il numero di dipendenti che dal 2010 a oggi è quasi raddoppiato (+ 85%), nonostante la forte recessione che sta attraversando il nostro Paese, passando da 182 unità a 337, con un’età media di 40 anni, di cui il 60% è rappresentato da donne. «Dipendenti sui quali investiamo risorse in formazione e per migliorare il tempo e la qualità del lavoro, in quanto consapevole che i risultati e i successi ottenuti sono il frutto dell’attività quotidiana di tutti sottolineano dall’Azienda – Soltanto nel 2017 sono stati investiti oltre 52 mila Euro (finanziati per l’80%) per la formazione di 130 dipendenti (circa un terzo dell’organico complessivo), per un totale di 2.700 ore. Formazione che ha riguardato un po’ tutti gli ambiti lavorativi: sviluppo manageriale, lingue straniere, sicurezza, aspetti tecnici. Da settembre 2017 verrà anche attivato all’interno dell’azienda un servizio lavanderia per i dipendenti e, completamente a carico di Euro Company, verranno riconosciuti 3 giorni aggiuntivi di concedo parentale per i neo papà nel primo mese di vita del figlio».A novembre, inoltre, a tutti i dipendenti verrà erogato un premio produzione di 1.000 Euro lordi, o a scelta acquistando beni e servizi tramite la piattaforma di flexible benefit (libri scolastici, interessi sui mutui, fondi pensione, assistenza sanitaria, abbonamenti a cinema e teatro, ecc.) e usufruendo così della detassazione. Euro Company è la prima azienda in Romagna ad adottare questo intervento di welfare aziendale.I risultati raggiunti da Euro Company e la proiezione verso il futuro sono stati al centro della convention aziendale che si è svolta nei giorni scorsi a Bagnacavallo e alla quale hanno partecipato tutti i dipendenti con le proprie famiglie. (foto. euro company)

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Novità sull’art. 4 dello Statuto dei lavoratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

donne al lavoroMilano 14 settembre 2017 ore 10 inizio lavori Hotel NH President, Largo Augusto 10. Il Regolamento europeo, introducendo un approccio nuovo, basato sul rischio nel trattamento dei dati personali di fatto obbliga a ripensare ai trattamenti in essere, a verificare l’impostazione dei sistemi e degli strumenti di trattamento.Il 25 maggio 2018, data di piena applicabilità del Regolamento europeo, sembra lontano ma risulta molto vicino se si pensa alle azioni e alle misure che il nuovo principio di responsabilità richiede di mettere in atto per garantire che i principi e gli obblighi stabiliti nel Regolamento siano rispettati e per dimostrare tale osservanza, su richiesta, alle Autorità di controllo. L’incontro si soffermerà anche sulle problematiche relative ai big data e sull’analisi della recentissima sentenza con la quale è stata confermata la legittimità del licenziamento intimato da un datore di lavoro nei confronti di un dipendente che ha abusato ripetutamente per uso personale della connessione internet messa a disposizione dall’azienda.

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Pensioni: Boeri, 373mila pagate all’estero, 1mld euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

inpsIl presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha reso noto oggi che le pensioni pagate all’estero dall’Inps nel 2016 sono state oltre 373mila, per un valore poco superiore a 1 miliardo di euro; nel 2017 si è registrata un’impennata dei beneficiari delle quattordicesime pari al 131%. “Il turismo previdenziale è dovuto alle tasse troppo alte che si pagano in Italia e al costo della vita troppo elevato. Se il Portogallo è diventato l’Eldorado degli ultrasessantenni è perché basta vivere 183 giorni l’anno nel paese, assumere lo status di residente non abituale e per dieci anni la pensione è esentasse. I prezzi, poi, sono molto vantaggiosi. Ecco perché chi ha periodi di contribuzione molto bassi è costretto ad emigrare all’estero. Si tratta di famiglie che se vivessero in Italia non avrebbero abbastanza per poter vivere e rientrerebbero nella fila dei poveri assoluti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
L’associazione ricorda che se in valore assoluto paghiamo pensioni nei soliti paesi dove gli italiani sono emigrati in passato, ossia Canada, Australia, Francia, Germania, Usa, Svizzera, Argentina, Belgio, i maggiori incrementi durante la crisi sono stati in Romania, Bulgaria, Polonia, Tunisia, Marocco, Cuba, Repubblica dominicana, Perù, Ecuador, Portogallo. “Sono paesi dove con 800 euro al mese si è ricchi, mentre in Italia non si arriverebbe a fine mese” conclude Dona.

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Dopo la pensione? La valigia

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

viaggiatoriPerché di fronte alla prospettiva di assegni sempre più bassi, quasi due romani su tre (63%) si dicono disposti addirittura a trasferirsi all’estero per poter mantenere uno stile di vita simile a quello attuale e trovare un ambiente e servizi più adatti alla terza età, senza trascurare la possibilità di fare nuove, piacevoli esperienze. È il quadro che emerge dall’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare.
Più della metà dei romani (55%), infatti, teme che la propria pensione non sarà sufficiente a mantenere un tenore di vita adeguato una volta usciti dal mondo del lavoro, e un ulteriore 22% vede molta incertezza all’orizzonte. Fra i principali timori, quello di non poter sostenere le spese mediche di cui si potrebbe aver bisogno andando in là con gli anni (54%), o persino cadere in povertà assoluta (30%), non riuscire a dare sostegno economico a figli e nipoti (28%) e dover gravare economicamente sulla famiglia anche per le necessità quotidiane (15%).Non si tratta solo di pessimismo. A gettare ombre sul futuro pensionistico degli abitanti della capitale sono anche le difficoltà del presente, a partire dalla precarietà del lavoro (48%) e dall’instabilità dello scenario economico (48%). Incidono anche una generale difficoltà a risparmiare per la vecchiaia (46%), gli imprevisti e spese straordinarie, che costringano a metter mano al portafoglio anzitempo (41%) e l’incertezza del quadro normativo (26%) del momento.Ma quali sono le misure di welfare a cui guardano i romani per integrare la pensione e prepararsi agli anni della vecchiaia? Il 43% degli abitanti di Roma punterebbe sulla previdenza complementare: di questi, il 43% con un fondo pensione, una quota analoga con un piano individuale di risparmio e il restante 13% stipulerebbe una polizza assicurativa. Ciò che conta, dicono i romani, è pensarci per tempo, fin da giovani (30%) o da quando si inizia la propria carriera lavorativa (39%).Il 50% degli abitanti della capitale, invece, investirebbe i propri soldi nel mattone. Un dato interessante, che si discosta dalla media nazionale (25%), segno del fatto che a Roma la casa rappresenta ancora un bene rifugio in tempi incerti. Per il 24% infine la soluzione è investire i propri risparmi sul mercato finanziario, mentre per il 20% la soluzione è tenere i soldi sul proprio conto corrente.Ma a chi si rivolgono i romani per farsi consigliare? Il 44% si affiderebbe a un consulente, il 30% si muoverebbe in maniera autonoma, cercando informazioni sul web (17%) o decidendo da sé (13%). Se il 28% si rivolverebbe all’agente assicurativo, una quota analoga ricorrerebbe a familiari, colleghi o amici, mentre il 24% alla propria banca. “Integrare la pensione di base con una rendita complementare è sempre più una necessità per gli italiani”, afferma Marco Mazzucco, Direttore Distribuzione Marketing e Brand di Gruppo di Reale Mutua. “Occorre essere lungimiranti, giocare d’anticipo e quindi comprendere l’importanza di costruire per tempo, con una forma di welfare appropriata, una vecchiaia serena giorno dopo giorno. Ed è proprio questo uno dei punti chiave del nostro Osservatorio, l’iniziativa che abbiamo lanciato quest’anno per monitorare l’attenzione e la propensione degli italiani rispetto al macro tema del welfare. Analizzando i risultati della ricerca emerge come i nostri connazionali stiano in effetti sviluppando una sensibilità al tema del futuro pensionistico e agli strumenti e opportunità disponibili.”

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Usb: sciopero trasporti, a Roma fermi linee metro e il 70% dei bus

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

atac trasporti roma“Siamo sullo stesso tram, autobus, vagone della metropolitana. E quando scioperiamo lo facciamo per migliorare il servizio, perché è il nostro lavoro. È per questo che ci battiamo, e per questo che ogni giornata di sciopero a noi costa circa 80 euro. Ma la nostra dignità non ha prezzo. È questo lo spirito con cui oggi, 20 luglio 2017, i lavoratori autoferrotranvieri del Comune di Roma hanno incrociato le braccia – dichiara Michele Frullo della Federazione romana dell’USB – circa il 70% del servizio su gomma di superfice è rientrato negli impianti; fermo il servizio metropolitano delle linee A, B e B1, riduzioni sulla linea C, sul servizio Roma Lido, Termini-Centocelle, Roma-Civita-Viterbo”.Lo sciopero è stato indetto dall’Unione Sindacale di Base per protestare contro le politiche della giunta comunale di Roma che conferma la logica della privatizzazione dei servizi pubblici. Altri 15 milioni di chilometri regalati ai privati nonostante il pieno fallimento di quest’ultimi sia sulla qualità del servizio reso alla cittadinanza sia in riferimento alle condizioni di lavoro degli addetti al settore più volte costretti al blocco totale del servizio per non aver percepito lo stipendio.Tutt’altri erano gli impegni di questa giunta comunale che, in campagna elettorale, si era posta l’obiettivo di reinternalizzare tutto il servizio esternalizzato proprio per il palese negativo riscontro.In un momento in cui i media passano al setaccio tutti i motivi funzionali al linciaggio mediatico dei lavoratori autoferrotranvieri, inneggiando al privato come unica soluzione e schierandosi in modo vergognoso contro l’esercizio del diritto di sciopero, a questa giunta riesce molto facile mettere in campo una nuova operazione che si allinea con la politica di sempre.No, non ve la caverete con scorciatoie repressive. Dovete rispettare gli utenti e i lavoratori. Dovete investire, rendere efficienti e confortevoli i mezzi di trasporto. È un diritto dei cittadini e un diritto dei lavoratori.

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Scuola e PA: Precari non assunti

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

trapaniIl giovane sindacato ha chiesto l’intervento della Cedu contro l’annosa discriminazione che impedisce la stabilizzazione e che, a seguito della sentenza di Cassazione n. 5072 del 15 marzo 2016, limita il risarcimento del danno ai precari della Pubblica Amministrazione non assorbiti nei ruoli dello Stato con una somma minima, variabile tra le 2,5 e le 12 mensilità. La denuncia fa seguito a quelle rivolta al Comitato Europeo dei Diritti Sociali, il quale non ha esitato a pubblicare la presa in carico del reclamo collettivo Anief n.146/2017 sull’abuso di precariato. Gli stessi dubbi sono stati recepiti dalla Commissione per le Petizioni del Parlamento Ue, proprio sulla mancata adozione della Direttiva Ue 1999/70/CE sulla stabilizzazione del personale pubblico con 36 mesi di servizio: tanto che nel prossimo autunno, le autorità del nostro paese e i componenti della rappresentanza permanente dovranno presentarsi in adunanza plenaria per fornire dettagliati ragguagli. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è l’ennesima stoccata inflitta dal nostro giovane sindacato nei confronti di governanti che continuano a ignorare indicazioni, direttive e sentenze europee prodotte nell’ultimo ventennio a tutela dei diritti e della stabilizzazione dei precari. Tra l’altro, perpetrando un danno anche nei confronti degli alunni, visto che questa estate verranno stipulate comunque quasi 90mila supplenze annuali tra i docenti, di cui oltre 80mila su posti vacanti ma furbescamente non ritenuti tali dal Miur. Per non parlare del personale Ata, che dal 2011 non viene immesso in ruolo, con le supplenze annuali quasi sempre decretate fino al 30 giugno anziché al 31 agosto pur in presenza di posti liberi. Il problema del risarcimento esiguo è stato recepito, proprio questa settimana, dalla Corte di Giustizia dell’Unione, la quale ha ritenuto pertinente la questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale di Trapani. Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori di ruolo.

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Sciopero mezzi pubblici a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

USB post sciopero 20 luglio2Roma 20 luglio. “L’azienda ATAC versa in notevole criticità dopo anni di malagestione e di mancati investimenti – denuncia Michele Frullo di Usb Lavoro Privato Roma – oggi la stessa naviga alla deriva esposta ad ogni tipo di attacco, specialmente per chi ha forti interessi nella privatizzazione di una delle aziende di trasporto pubblico più grandi di Europa. Da anni i dipendenti si sono fatto carico delle inefficienze aziendali e solo grazie alla loro esperienza e alla loro buona volontà fanno fronte ai disservizi giornalieri; anche questa volta di fronte a questo tragico incidente, come di consueto, si rincorre al linciaggio mediatico di un presunto colpevole senza porsi i liniti degli attuali sistemi di sicurezza”.“USB augura una pronta guarigione alla signora coinvolta nell’incidente del 12 luglio alla fermata di Termini – continua Frullo Michele – ma riteniamo:
vergognoso e irresponsabile da parte aziendale lasciare un proprio dipendente alla gogna mediatica e scaricare su di lui le inefficienze aziendali;
vergognoso e irresponsabile da parte del comune permettere che ATAC e il suo personale siano abbandonati a se stessi da un anno senza riuscire a trovare una soluzione se non quella di scaricare le responsabilità sul personale;
vergognoso e irresponsabile è chi ha permesso che le immagini riprese dalle telecamere interne siano giunte ai mezzi d’informazione nonostante ci siano delle indagini in corso;
vergognosi e irresponsabili sono quei mezzi d’informazione asserviti alle lobby padronali solo per i propri interessi e non per quelli dei cittadini.
Dall’accordo di luglio 2015 abbiamo denunciato e scioperato perché con l’aumento dei carichi di lavoro vengono a mancare i giusti tempi per un giusto recupero psicofisico e si pregiudica la sicurezza di utenti e lavoratori. Per questo il 20 luglio USB sciopererà proprio perché solo con servizio pubblico e i giusti investimenti si può mantenere un servizio qualitativamente sicuro ed efficiente”.

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Campidoglio, a disposizione 7,8 mln per sviluppare misure di sostegno a fragilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

laura baldassarreRoma E’ di 7,8 milioni di euro la somma a disposizione dell’amministrazione capitolina per finanziare iniziative mirate a sviluppare misure di sostegno alle fragilità. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha, infatti, accolto il progetto presentato da Roma Capitale nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) ‘Inclusione’.
Il progetto messo a punto dall’amministrazione prevede un’ampia e articolata piattaforma di percorsi e interventi:
– Potenziare il sistema informativo/gestionale tramite interventi di adeguamento e/o sviluppo con l’obiettivo di consentire la gestione informatizzata delle fasi del SIA;
– Proseguire e migliorare il lavoro integrato che si svolge sul territorio tra i Centri orientamento al lavoro (Col) e il Servizio sociale territoriale. In questo senso lo strumento più utilizzato nei percorsi di inclusione socio-lavorativa è quello del tirocinio. Si prevede, inoltre, di potenziare la funzione dell’accoglienza e dell’orientamento con i mediatori interculturali, il lavoro di nucleo di animazione territoriale con Agenti di Sviluppo e quella di tutoraggio attraverso progetto di sostegno con i Tirocinanti/Tutor;
– Rafforzamento e coordinamento delle funzioni dei segretariati sociali e Servizio sociale. Potenziamento dei servizi amministrativi legati all’accoglienza e alla gestione delle domande;
– Assunzione a tempo determinato di 26 Assistenti Sociali
– Incremento degli interventi di integrazione scolastica e per il diritto allo studio. Potenziamento delle reti scolastiche per l’ utilizzo di spazi doposcuola; implementazione attività educative per gli spazi nido e la scuola dell’infanzia. Promuovere il sostegno educativo territoriale, di strada e ai progetti avviati spontaneamente dalle famiglie. Implementazione e sostegno ai minori in famiglia con interventi intra ed extra domiciliari. Rafforzamento degli interventi di contrasto all’ evasione e alla dispersione scolastica e azioni volte all’integrazione di allievi con disabilità e stranieri. Potenziamento di servizi di mediazione interculturale e familiare;
– Formazione a 200 unità di personale all’anno per sviluppare, implementare e monitorare il lavoro di equipe, studio e acquisizione modelli e strumenti operativi del SIA, più affiancamento, animazione permanente ai soggetti della rete dei servizi. “Il SIA, se valorizzato con efficacia, può rappresentare un primo passo verso un ‘Reddito di Inclusione Attiva’ che miri a diventare una misura universale che si basi sul sostegno economico condizionato all’attivazione di percorsi di autonomia. Occorre però puntare su un’oculata programmazione, che metta a sistema tutti gli attori coinvolti e che garantisca la possibilità di organizzare gli interventi all’interno di un approccio incentrato su una visione d’insieme”, spiega l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre.

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Occupazione e sviluppi sociali in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

BruxellesBruxelles La Commissione ha pubblicato l’edizione 2017 dell’indagine annuale sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (ESDE). L’edizione di quest’anno conferma le tendenze positive nel mercato del lavoro e in ambito sociale, nonché una crescita economica costante. Con più di 234 milioni di lavoratori, il tasso di occupazione non è mai stato così elevato come oggi nell’UE e la disoccupazione è al livello più basso dal dicembre 2008. Dal 2013 sono stati creati 10 milioni di posti di lavoro nell’UE. Al di là del progresso economico e sociale generale, i dati dimostrano però che sulle generazioni più giovani grava un onere particolarmente elevato: tendono ad avere più difficoltà a ottenere un posto di lavoro e si trovano più spesso in forme di occupazione atipiche e precarie come i contratti temporanei, che possono comportare una minore copertura previdenziale. Con tutta probabilità percepiranno inoltre pensioni più basse in rapporto alla remunerazione.È per questo che l’indagine ESDE 2017 si concentra sull’equità intergenerazionale: dobbiamo fare in modo che tutte le generazioni beneficino delle attuali tendenze economiche positive.
Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha commentato: “Questa indagine annuale dimostra ancora una volta che stiamo procedendo con determinazione verso una maggiore crescita e occupazione. Ciononostante, i giovani d’oggi e i loro figli potrebbero ritrovarsi in condizioni peggiori rispetto ai genitori, e non è quello che vogliamo. È necessario agire rapidamente. Con il pilastro europeo dei diritti sociali vogliamo preservare e migliorare gli standard sociali e le condizioni di vita delle generazioni future.”
Dall’indagine emerge che, malgrado i costanti miglioramenti del tenore di vita nell’UE, i giovani non beneficiano di questa evoluzione positiva tanto quanto le generazioni precedenti. A ciò va aggiunto che la quota di reddito da lavoro delle fasce più giovani della popolazione si è ridotta nel tempo. Queste problematiche influiscono sulle decisioni dei giovani relative al nucleo familiare, come l’avere figli o l’acquisto di una casa; ciò può a sua volta ripercuotersi negativamente sui tassi di fecondità e di conseguenza sulla sostenibilità dei sistemi pensionistici e sulla crescita.
Per la popolazione in età lavorativa si prevede inoltre un calo dello 0,3 % annuo da qui al 2060. Ciò significa che una forza lavoro ridotta dovrà fare in modo di garantire il mantenimento dell’attuale tendenza alla crescita. Ne consegue anche che i regimi pensionistici saranno contemporaneamente alimentati da un minor numero di contribuenti – spesso con versamenti di minore entità e/o irregolari, non essendo corrispondenti a quelli del lavoro a tempo pieno e/o standard – mentre aumenterà il numero dei pensionati che ne dipenderanno. I giovani lavoratori di oggi e le generazioni future devono pertanto farsi carico di un doppio onere che deriva dai cambiamenti demografici e dalla necessità di garantire la sostenibilità dei regimi pensionistici.
L’impegno della Commissione, teso a ridurre la disoccupazione in generale e la disoccupazione giovanile in particolare, sta dando i suoi frutti. Dal picco della crisi nel 2013 il numero dei giovani disoccupati è diminuito di 1,8 milioni di unità e quello dei giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano (i cosiddetti NEET) di 1 milione di unità. Con la proroga della garanzia per i giovani, l’integrazione finanziaria offerta dall’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile e dall’iniziativa che prevede di continuare a investire nei giovani d’Europa, presentata di recente, la Commissione intende massimizzare le possibilità dei giovani sul mercato del lavoro.

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Si vuole mettere il bavaglio al diritto di sciopero?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

lavoratoriOggi 19 luglio, le Commissioni congiunte Lavoro e Affari Costituzionali esamineranno i due disegni di legge che sembrano destinati a unificarsi: con il n. 2006 a prima firma Pietro Ichino (PD) e il n. 1286 che porta il nome di Maurizio Sacconi (AP-NCD) si vorrebbe riservare il diritto allo sciopero alle sigle sindacali con almeno la metà della rappresentatività di categoria. Inoltre, l’adesione andrebbe comunicata almeno cinque giorni prima dell’evento e non si potrebbero più indire assemblee sindacali in orario di lavoro. Le modifiche delle regole sugli scioperi riguarderebbero ‘l’area dei servizi pubblici di trasporto’, ma a sentire alcuni estensori delle proposte di legge non si esclude che si possa estendere il tutto ad altri settori. A iniziare dalla Scuola, dove da tempo i Governi di turno stanno tentando di limitare il campo degli scioperi, perché ritenuti lesivi del diritto a fruire del servizio che erogano.Il sindacato ricorda che esistono delle direttive sindacali comunitarie che non possono essere eluse: stiamo parlando, a esempio, della n. 86 del 2001, che completa lo statuto della società UE a proposito del coinvolgimento dei lavoratori, ma anche della direttiva n. 14 del 2002, che introduce il quadro generale sulla informazione e consultazione dei lavoratori della Comunità europea.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): norme di questo genere andrebbero contro la Carta dei diritti fondamentali dell’UE e il Trattato di Lisbona, e lo stesso l’articolo 40 della Costituzione che tutelano i lavoratori e la loro libertà d’espressione in ambito professionale: è assurdo pensare che solo un ristretto numero di sindacati possa avere il diritto di indire lo sciopero, perché un principio classista e discriminatorio. Come è impensabile chiedere ai dipendenti di comunicare al loro datore di lavoro se vogliono o meno aderire alla giornata di protesta. In Italia, già esistono diversi limiti e un organismo, l’Autorità di garanzia sugli scioperi, deputato a governare le richieste. Andare oltre non avrebbe senso. Se non quello di tentare di limitare in partenza gli effetti della protesta. Quando c’è uno sciopero, quasi mai sbaglia chi protesta, che già paga di tasca propria. Sarebbe bene invece interrogarsi sui motivi della mobilitazione, dunque su come si amministra l’azienda. Per certe modifiche, servirebbe poi un referendum tra i lavoratori o i loro rappresentanti. I quali difficilmente sarebbero d’accordo nel riportare l’Italia nell’era pre-Costituzione, quando lo sciopero veniva considerato un’arma illegittima da sopprimere e il datore di lavoro sceglieva a suo piacimento le regole.

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Scuola – Precariato, ci risiamo: migliaia di supplenti senza stipendio da tre mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cL’ultimo stipendio percepito risale ad aprile. Per i responsabili dei pagamenti c’è una ‘mancanza di copertura dei fondi da parte del MIUR sul capitolo di bilancio’. Ma secondo il sindacato si tratta di un comportamento ingiustificabile, ancora di più perché si determina dopo che la tanto decantata doppia riforma della scuola e della PA, con tanto di digitalizzazione dei sistemi di pagamento, avrebbe dovuto superare questo genere di problemi. Anief ricorda che fino a prova contraria i rapporti di lavoro sono regolati dagli articoli 35 e 36 della Costituzione, in base ai quali ‘la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni’ e che ‘il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto’. A poco serve sapere se la colpa è del Miur o del dicastero di Via XX Settembre. A rendere insopportabile la situazione sono poi i periodici richiami della Ministra dell’Istruzione a incrementare gli stipendi dei docenti e a ricordare che l’insegnamento non è una missione, ma una preziosa professione da remunerare in modo adeguato.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): molti di questi insegnanti che attendono l’accreditamento dello stipendio, pur di lavorare sono disposti ad allontanarsi da casa anche di centinaia di chilometri. Sono costretti ad anticipare le spese per il viaggio, spesso anche per il pernotto o per l’affitto, oltre che per tutto il resto. Non si può dire loro che l’amministrazione sta verificando la disponibilità dei fondi a disposizione. Il rifornitore di carburante, il bigliettaio, il proprietario dell’appartamento e il cassiere del supermercato vogliono essere pagati subito: cash, come si usa dire in tutto il mondo. Per noi, quindi, l’attesa è finita: il sindacato ha deciso di mettere a disposizione, di tutti i precari in attesa di stipendio, un modello di diffida e messa in mora.

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Migranti: aumentano gli sbarchi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

migranti1“A giugno sono stati 24.800 gli arrivi di migranti in Italia lungo la rotta del Mediterraneo Centrale, con un aumento dell’8% rispetto al livello del mese precedente. Nei primi sei mesi del 2017 sono stati 85.000 gli arrivi nel nostro Paese, con un aumento del 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Questi gli ultimi allarmanti dati forniti da Frontex. Da notizie di stampa apprendiamo che in questo momento nel Mediterraneo ci sono 10 navi che si stanno dirigendo verso i porti italiani, con a bordo oltre 7.300 migranti salvati negli ultimi giorni al largo della Libia. L’arrivo delle navi, a seconda del porto di destinazione, è previsto tra oggi e la giornata di sabato. Al momento, gli scali indicati sono Corigliano Calabro e Vibo Valentia in Calabria, Bari e Brindisi in Puglia, Porto Empedocle e Catania in Sicilia, Salerno in Campania”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Continua l’invasione e il governo, inerte, non accenna ad avere una reazione degna di questo nome.Gentiloni incontra Merkel e Macron portando a casa qualche pacca sulle spalle. Minniti vola a Tripoli per incontrare ministri e sindaci libici. I paesi partner in Europa continuano a propagandare il loro niet ad una condivisione degli sbarchi di questi disperati. L’Unione europea ci promette qualche spicciolo per comprare il nostro silenzio.Basta. Il governo italiano deve reagire. Chiudiamo i nostri porti, usciamo da Triton e apriamo una crisi a livello internazionale. L’Immobilismo di questi giorni e di queste settimane non è più accettabile”.

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Una vergogna! Individui poveri salgono del 3,1%

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

poveroSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2016 viene battuto il record storico raggiunto nel 2015 degli individui in povertà assoluta, che sale da 4 mln e 598 mila a 4 mln e 742 mila (+3,1%), un livello mai raggiunto dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2005 (cfr tabella).”Una vergogna, che dimostra che quanto è stato fatto finora per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà è servito a ben poco. Per gli individui, l’incidenza passa dal precedente primato del 7,6 al 7,9 per cento. Anche se per le famiglie povere non si è battuto il record del 2013, 1 mln e 641 mila famiglie, rispetto al 2015 si registra un peggioramento notevole, pari al 2,3 per cento” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se invece di sprecare soldi in bonus inutili o, peggio ancora, dati a famiglie benestanti, solo perché non commisurati al reddito Isee, si concentrassero gli stanziamenti su chi ne ha effettivamente bisogno, questo dato sarebbe crollato” prosegue Dona.L’associazione di consumatori ricorda che il bonus di 80 euro, che avrebbe dovuto aiutare le persone con redditi medio bassi, va solo al 28,2% delle famiglie più povere (1 mln e 411 mila le famiglie beneficiarie), contro il 29,6% del quinto più ricco (1 mln e 613 mila famiglia) e, addirittura, il 45,9% di quelle con redditi medio alti (2 mln e 383 mila famiglia), ossia della quarta classe di reddito disponibile. Le cose vanno un po’ meglio, si fa per dire, per la quattordicesima, anche se ne beneficiano di più i redditi medi della terza classe (733 mila famiglie) rispetto ai più poveri del primo quinto (570 mila famiglia), persino rispetto all’importo medio annuo, 280 euro contro 267.
“Una situazione assurda e paradossale. Basterebbe che gli stessi soldi venissero spesi meglio per contrastare seriamente la povertà, Il Reddito d’inclusione, che secondo il comunicato del Governo del 9 giugno, dovrebbe andare, nella prima fase, ad appena 500 mila famiglie, ossia ad appena il 30,9% dei poveri assoluti, stanzierà importi vergognosi, da un minino di 190 a un massimo di 485 euro per le famiglie più numerose con 5 componenti. Insomma, si può e si deve fare di più” conclude Dona.

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Tutela dei diritti dei pazienti oncologici

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

tumore metastatico1Roma. Il progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” ideato e coordinato da Salute Donna onlus promuove con successo anche nel Lazio un Intergruppo consiliare regionale per favorire il confronto fra Associazioni pazienti, politici ed esperti e migliorare così la presa in carico e la tutela dei diritti dei pazienti oncologici.Nel Lazio sono oltre 265.000 le persone che convivono con un tumore mentre le nuove diagnosi stimate nel 2016 sono circa 33.000. Incremento delle risorse per i pazienti oncologici, mutazioni genetiche BRCA1 e BRCA2, qualità dei percorsi diagnostico-terapeutici, attuazione e gestione della Rete oncologica regionale, sistema informatico “user-friendly” sono i principali obiettivi da raggiungere.L’Intergruppo, che sarà presieduto da Rodolfo Lena, Presidente della VII Commissione Consiliare Politiche Sociali e Salute, avrà come scopo quello di favorire un dialogo efficace e costruttivo fra i principali attori del sistema oncologico ed ematologico ed indirizzare la Giunta regionale verso obiettivi raggiungibili ed utili per migliorare l’offerta sanitaria in oncologia.«Con gli Intergruppi regionali vogliamo dare una nuova concretezza alle azioni intraprese a livello nazionale», dichiara Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus. «Con essi vogliamo far sentire ancora di più la nostra vicinanza ai pazienti e dare una risposta autentica ai loro bisogni nell’ottica di una tutela ottimale dei loro diritti».

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Migranti: Fontana (FI), Renzi disco rotto per coprire errori del suo governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

migranti“Sono assolutamente inaccettabili le reiterate affermazioni del segretario del PD Matteo Renzi che, come un disco rotto, continua a straparlare per nascondere le gravissime responsabilità sue e del suo governo sulla questione migranti. Il regolamento di Dublino, al quale scarica le colpe, fu sottoscritto nel 2003 quando sbarcava in un anno l’equivalente degli sbarchi che oggi avvengono in soli due giorni. Mentre gli accordi capestro sui ricollocamenti negoziati dal suo Governo nel 2015 e che consentono il trasferimento in Europa esclusivamente di Siriani ed Eritrei, interessano una percentuale quasi impercettibile rispetto all’enorme esigenza che ha l’Italia di ricollocare i migranti presenti oggi in Italia, pari all’1,64%. Accettare le condizioni dell’operazione Triton del 2015 e firmare gli accordi sui ricollocamenti è stato un vero e proprio tradimento degli interessi nazionali e questo tradimento è stato sottoscritto da Renzi, Gentiloni, Alfano e Minniti, ovvero da chi ancora governa l’Italia o ha la maggioranza politica che tiene in piedi l’Esecutivo di questo Paese. In questa situazione, solo pensare vagamente di attribuire responsabilità al Governo Berlusconi, evidenzia la disperazione dell’ex premier Renzi a fronte di scelte politiche sbagliate di cui tutti oggi gli italiani pagano le conseguenze.” Ad affermarlo, il deputato di Forza Italia Gregorio Fontana, componente della Commissione d’inchiesta sui migranti, in replica alle affermazioni di Renzi sull’accordo di Dublino.

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Immigrazione: continua la presa in giro dell’U.E.

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

triesteTrieste. “Grande preoccupazione per il nulla di fatto dopo i vertici di Tallinn e Varsavia in merito all’emergenza immigrazione nel nostro Paese e in relazione ad aiuti concreti che, anche in considerazione delle aspettative del ministro Minniti e del governo, dovevano arrivare e non sono arrivati all’Italia.Dopo l’inutile vertice di ieri – otto ore, tanto fiato al vento, zero risultati concreti –, quest’oggi il direttore dell’agenzia Frontex, Fabrice Leggeri, in audizione al Parlamento europeo conferma le sbiadite conclusioni lette negli organi di informazione: ‘Ho sentito la richiesta dell’Italia’ di predisporre lo sbarco dei migranti salvati in mare anche nei porti di altri Paesi oltre all’Italia, ‘ma non ho sentito disponibilità da parte di nessuno degli altri Stati membri partecipanti alle operazioni navali di Frontex’. ‘Ci sarà un gruppo di lavoro tecnico che si occuperà di elaborare proposte per cambiare il piano operativo dell’operazione Triton’. ‘Ci sarà un bilaterale tecnico Frontex-Italia per elaborare una serie di proposte che saranno poi condivise con tutti gli Stati che partecipano all’operazione’. Niet deciso, dunque, dai partner Ue e una serie di pensierini con tanti buoni propositi… ma il governo italiano si ritrova ancora una volta con un pugno di mosche in mano”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Dispiace dirlo, ma basta analizzare il lessico usato da questi burocrati Ue per capire che ci troviamo di fronte ad un’ennesima presa in giro. ‘Gruppo di lavoro tecnico’, ‘proposte’, ‘piano operativo’, ‘bilaterale tecnico’, il tutto condito dall’onnipresente ‘ci sarà’… Tutto, sempre rinviato.A questo punto ci aspettiamo un intervento chiarificatore da parte del ministro dell’Interno, Marco Minniti, che magari potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di riferire in Parlamento in merito alle ultime novità (???) emerse dopo i vertici di Tallinn e Varsavia.Ad ogni modo il Paese e i cittadini italiani vogliono conoscere la posizione del governo. Che farà l’esecutivo Gentiloni dopo le porte in faccia ricevute nelle ultime settimane in Europa? Come agirà? Come difenderà i nostri territori e il nostro tessuto sociale? Al momento registriamo solo un imbarazzato silenzio.Sullo sfondo l’emergenza continua, e l’Italia dovrà affrontare, ancora una volta, da sola i mesi estivi con migliaia e migliaia di disperati che arriveranno nei porti delle nostre regioni del Sud. E Renzi, il segretario del partito azionista di maggioranza del governo, che per pubblicizzare il suo libro, parla di numero chiuso e di altre corbellerie irrealizzabili di questo tipo. Siamo alla frutta”, conclude Brunetta.

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Scuola e mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

ingrandUn binomio invocato, ma che spesso rischia di restare un semplice proclama. Non così con la web agency InGrandiMenti di Legnano che si è aperta ai giovani ospitando negli ultimi tre mesi più di venti studenti provenienti dal liceo Clemente Rebora di Rho, dall’Isis Bernocchi di Legnano e dall’Itis Giulio Riva di Saronno. Più che una moda, la precisa volontà di «creare un ponte tra le nuove generazioni e il mondo del lavoro. Perché, se è vero che per molti ragazzi oggi non ci sono ancora le qualifiche del lavoro che faranno domani, il mondo del lavoro ha bisogno già oggi delle loro competenze, del loro modo di guardare la realtà. E questo vale soprattutto per un’agenzia di comunicazione digitale come la nostra», premette Enrico Piacentini, amministratore e fondatore di InGrandiMenti, società che per quanto giovane vanta un organico composto da 25 dipendenti e cinque collaboratori esterni la cui età media oscilla tra i 25 ed i 27 anni. «Le nuove tecnologie, i social e gli strumenti di marketing a loro collegati richiedono una formazione costante non solamente in termini di conoscenze tecniche, ma anche di linguaggi. La presenza degli studenti è l’occasione per noi di confrontarci con le generazioni più giovani, per loro di avvicinare concretamente il mondo del lavoro». Dell’esperienza maturata gli stessi studenti hanno parlato con toni entusiasti: «Il nostro lavoro è stato preso in considerazione seriamente», hanno scritto diversi alunni nel questionario finale. Anche se il lavoro non era quello che si aspettavano – la complessità riscontrata è stata maggiore delle attese -, tutti hanno rilevato l’utilità dell’iniziativa. «Mi piacerebbe un lavoro, come quello del copywriter o di social strategist, capace di stimolare la creatività», ha scritto Federica del liceo Rebora; Matteo dell’Isis Bernocchi si vedrebbe bene in futuro come «front-end developer perché si occupa di tutta la parte del sito dal lato dell’utente». Nicholas dell’Itis Riva è strato colpito dal clima di amicizia: «Se c’è competenza e collaborazione, i risultati sono di efficienza».Del resto, il progetto di alternanza scuola-lavoro si prefigge non solamente di accorciare le distanze tra aula e ufficio, ma soprattutto di creare una sinergia tra due mondi che spesso appaiono così distanti. «Prima ancora che diventasse un obbligo ministeriale, lo proponevano ai nostri alunni», ricorda Giuseppina Rognoni, docente di Italiano, Greco e Latino al Rebora di Rho e tra i referenti del progetto per l’istituto rhodense. «Non si tratta esclusivamente di offrire l’opportunità ai ragazzi di poter meglio comprendere il mondo del lavoro e di conseguenza fare anche le scelte formative più in linea con la loro indole, ma anche di rimotivarli allo studio. L’esperienza con InGrandiMenti si è rivelata positiva perché gli studenti si sono misurati con problemi concreti, capendo anche i loro limiti e lavorando per superarli».
InGrandimenti ha un team composto da esperti di web marketing, strategia digitale e IT, SEO e SEM specialist, web developer e designer, copywriter, sviluppatori di software e new business, graphic designer. Fondata nel 2011 per le imprese che operano nella digital economy, InGrandimenti in questi anni ha puntato su risorse umane giovani, prima inquadrate all’interno di stage o come free lance, poi assunte a tempo indeterminato. http://ingrandimenti.eu/ (foto: ingrand)

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