Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Coronavirus: Fp Cgil, ritardo dpi in dipartimenti Presidenza consiglio ministri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

“Ritardi nel rifornimento di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale tra i dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme al bisogno di adottare misure ancora più incisive, come la rilevazione della temperatura corporea in ingresso negli uffici”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil in merito a quanto si sta registrano all’interno delle articolazioni della Presidenza.
“Abbiamo apprezzato – osserva il sindacato – tempi e modalità dell’intervento di indirizzo del Segretario Generale in merito alle misure da adottare per prevenire il contagio da Covid-19 ma non possiamo dire altrettanto del tempismo e dell’attenzione rivolta ai propri collaboratori per buona parte delle articolazioni della Presidenza.”Inoltre per la Fp Cgil, “ora che lo stato di crisi entra in una fase non più meramente emergenziale, con cui bisogna sapere e poter fare i conti, non è più sostenibile mettere in sospensione le normali relazioni tra amministrazione e rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori. Vanno individuate nuove e più tempestive modalità relazionali, utilizzando gli strumenti tecnologici adeguati. Per questo sollecitiamo una convocazione urgente delle organizzazioni sindacali, delle Rsu, degli Rls, del Cug, con le modalità che si riterranno più opportune, al fine di fare il punto, sullo stato di attuazione delle diverse disposizioni impartite nella fase dell’emergenza, in maniera analitica per i singoli Dipartimenti, comprenderne problematicità e prospettive, i livelli di criticità riscontrate tra il personale”. Infine, conclude la Fp Cgil, “ci rendiamo conto che sulla Presidenza del Consiglio ricadono oggi responsabilità nella gestione dell’emergenza Covid-19, tuttavia diciamo fin da ora che per noi è prioritario chiudere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2016-2018, per il personale del Comparto e per l’Area della Dirigenza, e che nei modi e nei tempi compatibili in questa fase vanno riprese al più presto le trattative per la loro definizione”.

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Covid-19: più che smart è home working

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Bassa digitalizzazione di imprese e lavoratori, pesanti limiti legati alle infrastrutture del Paese e diffidenza da parte di imprenditori all’adozione di questa modalità di lavoro: queste le principali criticità che stanno caratterizzando la sperimentazione, in corso su tutto il territorio nazionale, dello smart working per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Si tratta del “test” più grande che sia stato condotto sul lavoro agile nel nostro Paese e che coinvolge 2 milioni 205 mila dipendenti, il 17,2% della forza lavoro in organico delle imprese italiane. È quanto emerge dal focus della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “Non chiamatelo smart working. Il lavoro agile ai tempi del Coronavirus secondo i Consulenti del Lavoro”, secondo estratto dell’indagine condotta tra il 23 e il 25 marzo 2020 su 4.463 iscritti all’Ordine.

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Autotrasporto, Serbassi (Fast-Confsal): “Pronti a tutto per tutelare la sicurezza dei lavoratori”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

“Con l’emergenza Coronavirus l’autotrasporto sta vivendo uno dei momenti più drammatici della sua storia: difficoltà a superare i confini, restrizioni sugli spostamenti interni, crollo dell’attività dovuto alla chiusura di moltissime attività, enormi ritardi dei pagamenti dei committenti. Siamo dunque favorevoli a qualsiasi tipo di sostegno economico a tutela del settore. Ma questo non significa consentire alle aziende di mettere a rischio la vita dei lavoratori e di comprimere ulteriormente i diritti, già ridotti all’osso, degli autotrasportatori”. Questo il commento di Pietro Serbassi alla richiesta fatta pervenire al governo dalle associazioni datoriali per ottenere altre deroghe sui tempi di guida e di riposo per il personale viaggiante”. “Le proposte contenute nella lettera inviata da 12 associazioni datoriali ai capi di gabinetto dei ministeri dei Trasporti, della Salute e dell’Interno – afferma Serbassi – sono totalmente inaccettabili. Quello dei trasporti è un settore in cui i tempi di guida e di disposizione sono già al limite durante i periodi normali, l’emergenza Covid-19 non può assolutamente comportare un’ulteriore stretta che avrebbe ripercussioni pesanti per la sicurezza dei lavoratori e la già problematica circolazione dei cittadini. Come se non bastassero la direttiva comunitaria ed il CCNL in vigore ad imporre ai trasportatori impegni settimanali di circa 60 ore, che rendendo sufficientemente mobili e difficoltose le fruizioni dei riposi, oggi arriva un’ulteriore domanda di peggioramento”. “La Fast Confsal – spiega il Segretario Generale – ritiene che, in una condizione di criticità come quella che stiamo vivendo, in cui i drivers stanno dando il massimo della professionalità e dell’impegno sociale, non è assolutamente utile né necessaria un’altra deroga. Occorre, invece, garantire il movimento delle sole merci con reali priorità (medicinali, approvvigionamenti sanitari ed ospedalieri, alimenti, carburanti) rispetto ad altri materiali non di primaria necessità. “Per questo – conclude Serbassi – invitiamo tutti i soggetti firmatari a mostrare un maggiore senso di responsabilità e a condividere lo slogan “io resto a guidare”, che equivale ad affermare la necessità di non bloccare le filiere economiche necessarie a difendere l’Italia dal Coronavirus. Siamo pronti ad affrontare ogni problema della movimentazione merci con istituzioni, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, ma non siamo disposti a rinunciare alla sicurezza delle maestranze del settore, che va difesa anche a costo del conflitto collettivo”.

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Risparmi per le famiglie e riduzione delle emissioni di gas serra grazie a nuove norme sugli alimentatori esterni

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Gli alimentatori esterni sono adattatori utilizzati per convertire l’energia elettrica dell’alimentazione di rete in una tensione inferiore e sono molto comuni nelle case europee, con una media di dieci per famiglia e oltre 2 miliardi in totale nell’UE. Le nuove norme dell’UE renderanno questi alimentatori esterni più efficienti sotto il profilo energetico, allineandoli agli standard più elevati a livello mondiale. Si calcola che entro il 2030 le norme faranno risparmiare oltre 4 TWh/anno di energia elettrica, sufficienti ad alimentare l’intera Lettonia per un mese. Ciò consentirà di evitare oltre 1,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente l’anno di emissioni di gas a effetto serra.Gli alimentatori esterni sono utilizzati, ad esempio, nell’elettronica di consumo (smartphone, altoparlanti, sistemi audio, televisori), nei prodotti TIC (modem, router, portatili, tablet, display elettronici), nei piccoli apparecchi da cucina (frullatori, spremiagrumi) e nei prodotti per l’igiene personale (rasoi, spazzolini elettrici). Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile degli alimentatori esterni fa parte di un più ampio pacchetto di misure adottate lo scorso anno, composto da 10 regolamenti sulla progettazione ecocompatibile e 6 regolamenti sull’etichettatura energetica. Il pacchetto completo dovrebbe generare entro il 2030 un risparmio complessivo di 167 TWh di energia finale l’anno, equivalente al consumo energetico annuo della Danimarca. I risparmi cumulativi corrispondono a una riduzione di oltre 46 milioni di tonnellate di CO2 equivalente l’anno.

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UNHCR: continuiamo ad assicurare assistenza ai rifugiati durante l’emergenza COVID-19

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha specificato oggi una serie di misure che sta adottando nelle proprie operazioni sul campo al fine di rispondere all’emergenza di salute pubblica dovuta alla pandemia da COVID-19 e prevenirne l’ulteriore diffusione.Il 26 marzo, nell’ambito di un appello delle Nazioni Unite di più ampia portata, l’UNHCR ha lanciato la raccolta di 255 milioni di dollari da destinare in via prioritaria alle esigenze di quei Paesi che necessiteranno di interventi specifici.Sebbene il numero di casi di contagio da COVID-19 registrati e confermati tra i rifugiati resti basso, oltre l’80 per cento della popolazione rifugiata mondiale e quasi la totalità degli sfollati interni vivono in Paesi a reddito basso o medio, molti dei quali sono dotati di servizi medici, idrici ed igienico-sanitari inadeguati e necessitano di sostegno immediato.Numerosi rifugiati vivono in campi densamente popolati o in aree urbane in condizioni di povertà in cui le infrastrutture per l’assistenza medica e le strutture per l’erogazione di acqua e servizi igienico-sanitari (WASH) sono inadeguate. In questi siti l’implementazione di misure di prevenzione è di primaria importanza, ha osservato Filippo Grandi.Le misure adottate dall’UNHCR mirano a:
• Rafforzare servizi e sistemi WASH e per la salute, anche tramite la distribuzione di sapone e il miglioramento delle opportunità di approvvigionamento idrico.
• Sostenere i governi nell’implementazione di misure di prevenzione del contagio e di risposta dell’assistenza sanitaria, anche mediante la distribuzione di forniture e attrezzature mediche.
• Distribuire materiali per gli alloggi e beni di prima necessità.
• Offrire orientamento e informazioni attendibili in relazione alle misure di prevenzione.
• Estendere l’assistenza in denaro al fine di attenuare gli effetti socio-economici negativi della pandemia da COVID-19.
• Promuovere il monitoraggio e gli interventi volti ad assicurare che i diritti delle persone costrette alla fuga siano rispettati.
In Bangladesh, sono state avviate sessioni formative rivolte al personale delle strutture sanitarie operative presso i campi dei rifugiati Rohingya, dove circa 850.000 persone vivono in condizioni di estremo sovraffollamento. Oltre 2.000 rifugiati volontari collaborano coi leader religiosi e con quelli delle comunità per informare in merito alle importanti misure di prevenzione.
In Grecia, l’UNHCR ha intensificato il sostegno alle autorità per aumentare le capacità di erogazione di acqua e servizi igienico-sanitari, distribuire articoli per l’igiene, e allestire e attrezzare unità e ambienti medici per le procedure di screening, isolamento e messa in quarantena. L’Agenzia da tempo sta esortando le autorità a intensificare i trasferimenti dai sovraffollati centri di accoglienza delle isole dove 35.000 richiedenti asilo vivono in strutture progettate per l’accoglienza di meno di 6.000 persone.
In Giordania, personale preposto misura la febbre ai rifugiati all’ingresso dei campi di Zaatari e Azraq. Sono in corso campagne di sensibilizzazione. L’erogazione di energia elettrica è stata rafforzata e i supermercati osservano orari prolungati per consentire alla popolazione di fare la spesa rispettando il distanziamento sociale.Strutture che consentono di lavarsi le mani e misurare la febbre sono state allestite anche presso centri di transito, centri di accoglienza e ambulatori operativi nei campi/insediamenti dell’Etiopia e dell’Uganda.
In Sudan, l’UNHCR ha distribuito sapone a oltre 260.000 rifugiati, sfollati interni e membri delle comunità di accoglienza. Insieme ad altre agenzie delle Nazioni Unite e al Ministero della Salute, l’Agenzia sta promuovendo una massiccia campagna di sensibilizzazione in diverse lingue. Sono stati inviati circa 15.000 SMS ai rifugiati urbani che vivono a Khartoum, per condividere informazioni sulla tutela della salute e sulla prevenzione.
Misure di prevenzione, inoltre, sono state adottate nei campi rifugiati e negli insediamenti di sfollati interni della Repubblica Democratica del Congo e del Burkina Faso. Fra queste, vi sono l’installazione di postazioni per lavare le mani, la distribuzione di sapone e prodotti detergenti, e l’utilizzo di poster, volantini, messaggi radio e reti comunitarie per sensibilizzare il più elevato numero di beneficiari.
A Boavista, in Brasile, UNHCR e partner hanno allestito un’area per l’isolamento dei casi sospetti di contagio rilevati tra rifugiati e migranti venezuelani, e stanno distribuendo 1.000 kit igienici alle popolazioni indigene di Belem e Santarem.
L’UNHCR, inoltre, collabora coi partner ONU alla ricerca di soluzioni alle criticità logistiche derivanti dalle restrizioni alla filiera produttiva e dalla chiusura delle frontiere. Tali soluzioni prevedono l’intensificazione degli approvvigionamenti a livello locale e regionale e l’organizzazione di ponti aerei. Recentemente, oltre 100 tonnellate di aiuti umanitari e materiali sanitari sono stati trasportati in Ciad e in Iran tramite ponte aereo.

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Emergenza Covid-19 e sospensione lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

Sono circa 8 milioni 434 mila (il 65,8% del totale) i lavoratori dipendenti che in questo momento non lavorano, in larga parte perché interessati dal fermo imposto dai DPCM dell’11 e 22 marzo scorso, e successive modifiche (5mln e 717 mila unità, il 44,6%) e in altra misura perché sono in ferie obbligate o bloccati dalla sospensione volontaria delle attività (2mln e 717 mila, il 21,2%). I restanti 4 milioni 384 mila lavoratori dipendenti (il 34,2%), invece, continuano a lavorare: nel 17,2% dei casi principalmente o in via esclusiva da casa (2 mln 205 mila), in un altro 17% in sede (2 mln e 179 mila). Il blocco delle attività produttive, unito alla chiusura volontaria di altre, ha portato alla sospensione del 65,9% delle attività imprenditoriali italiane. È il quadro stimato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nel focus “Emergenza Covid-19: l’impatto su aziende e lavoratori secondo i Consulenti del Lavoro”, che riporta i risultati dell’indagine condotta tra il 23 e il 25 marzo 2020 su 4.463 iscritti all’Ordine, con l’obiettivo di valutare le conseguenze della pandemia sul tessuto produttivo italiano e sui suoi addetti ai lavori.

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Cassa integrazione entro Pasqua

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

“Ieri è stata sottoscritta una Convenzione da parti sociali, sindacati, imprese, ABI e Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. Le banche anticiperanno la cassa integrazione ai lavoratori. L’INPS avrà dunque il tempo necessario per lavorare le pratiche, preventivato da due a tre mesi, mentre gli istituti di credito anticiperanno il pagamento al lavoratore che non sarà gravato di costi e di ritardi dovuti alla burocrazia. Le banche incasseranno, nei mesi a seguire, le cifre anticipate direttamente dall’INPS. Il lavoratore vedrà accreditata sul conto corrente la cifra senza costi ne interessi. Sono particolarmente orgoglioso nel condividere con voi questo accordo, frutto di un lavoro intenso e operoso. Non abbiamo, come Governo, soltanto risolto un problema che avrebbe messo in crisi migliaia di lavoratori; abbiamo, di fatto, dato concretezza a quell’idea di economia buona che coniuga l’agire dello Stato con il benessere delle persone. Credo sia il tempo di comunicazioni essenziali come questa, che diano la misura di quanto chi come me, chiamato ad un ruolo istituzionale, si stia spendendo non per il clamore delle cronache ma per la serenità di persone e comunità intere”.Lo ha scritto, su Facebook, il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Steni Di Piazza.

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Semplificare procedure per cassa integrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

L’emergenza in corso richiede ingenti risorse pubbliche, ma anche risposte rapide per portare sollievo immediato a imprese e cittadini. Di fronte a un crisi di proporzioni inedite, per la cassa integrazione si è tuttavia preferito replicare i vecchi schemi rinunciando a semplificare le procedure.Noi di Soggetto Giuridico crediamo che l’utilizzo di un unico strumento uguale per tutti avrebbe notevolmente velocizzato l’iter a vantaggio dei cittadini e della stessa pubblica amministrazione. Le misure del Governo per la cassa integrazione fanno invece riferimento agli strumenti già esistenti, con suddivisioni specifiche per categorie merceologiche e dimensioni aziendali, mentre i vincoli delle Regioni e il gran numero di domande sono destinati ad allungare ulteriormente i tempi.Occorre evitare che il blocco del Paese abbia un impatto irreversibile sulle imprese. Il tessuto produttivo ha ora bisogno di credito e liquidità in tempi strettissimi. In questo scenario, il Governo e la pubblica amministrazione sono chiamati a fare la loro parte, garantendo la chiarezza dei provvedimenti e l’immediata operatività della cassa integrazione.Se l’eccessiva burocrazia costituisce un pesante fardello in tempi di normale attività, durante una delle peggiori crisi della storia del nostro Paese rischia di assestare un colpo fatale alle tante aziende già in difficoltà. Perché vada tutto bene, ognuno è chiamato a fare la sua parte. Di fronte a una minaccia eccezionale, non si può rispondere con procedure ordinarie. E’ necessario che tutto il Paese, a partire dai nostri amministratori, facciano uno sforzo eccezionale.

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I consigli di LinkedIn per lavorare da remoto in questo periodo con i propri figli

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

A cura di Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, padre di due bambini ed esperto di temi legati allo sviluppo della carriera. Parla con i tuoi figli in maniera schietta di ciò che sta succedendo e aiutali a capire perché devi concentrarti sul lavoro. Spiega che dovrebbero cercare di non disturbarti (tranne in caso di emergenza …) mentre li rassicuri che sei ancora lì per loro. È probabile che troveranno l’intera esperienza nuova e divertente, ma c’è la possibilità che possano essere confusi o preoccupati.
Crea uno spazio designato nella tua “area ufficio in casa” per i tuoi figli in modo che possano stare con te mentre non sei, ad esempio, in una call. Questo può variare da una culla o un box a un tavolino fornito di strumenti utili per la creatività, o con i libri e i quaderni per i compiti a casa, se il bambino è più grande.Cerca di organizzare le chiamate e le riunioni importanti durante l’orario del pisolino dei bambini. Se i tuoi figli sono troppo grandi per i pisolini, stabilisci ogni giorno un “tempo del gioco tranquillo” in cui possano leggere o giocare in silenzio, e utilizzare questo tempo per le chiamate o il lavoro che richiedono la tua piena attenzione.
Spiega alle persone con le quali parli al telefono o in videoconferenza che i tuoi figli sono a casa, quindi potrebbero esserci dei rumori di fondo o delle interruzioni. Alcune persone potrebbero persino dare il benvenuto a uno dei tuoi ragazzi che appare sullo schermo. Se i tuoi figli finiscono per disturbarti, gestisci la situazione a mente fredda, come puoi leggere anche dai suggerimenti del professor Robert Kelly.Assicurati di organizzare pause regolari per avere tempo di qualità con i tuoi figli durante la giornata lavorativa. Sia che si tratti del loro gioco preferito, o di una lettura insieme, l’attenzione dedicata da te contribuirà a garantire che i tuoi figli non si sentano ignorati e non abbiano avuto una giornata noiosa! Non sei solo! Molte persone saranno nella tua stessa condizione. Sfrutta al massimo la tua community su LinkedIn per combattere il senso di isolamento che potresti sentire e utilizza i diversi strumenti disponibili sulla piattaforma, tra i quali 16 corsi riguardanti il lavoro da casa che sono stati appena aperti a tutti dal team di LinkedIn sulla piattaforma LinkedIn Learning
Infine, sii gentile e premuroso anche con te stesso. Bilanciare un carico di lavoro intenso con l’attenzione da dare ai bambini può risultare difficile, e creare dei momenti di auto riconoscimento in alcuni giorni sarà più difficile di altri. In questo contesto chattare e condividere idee con la tua rete può sicuramente rendere l’esperienza un po’ più semplice.Suggerimenti da LinkedIn per lavorare da casa in maniera efficace, anche quando condividi il tuo spazio. A cura di Cameron Veasey, career expert di LinkedIn. Trattare i propri coinquilini come se fossero colleghi di lavoro: rispettare lo spazio e gli orari di lavoro di altre persone proprio come si farebbe in ufficio è estremamente importante. Nonostante la possibilità di discutere di cose non per forza legate al lavoro può offrire un leggero sollievo, è bene considerare i coinquilini come affini ai colleghi e trattarli con professionalità durante l’orario di lavoro.E’ utile comunicare il programma della giornata: le riunioni di persone al momento hanno fatto “un passo indietro” e ritorneranno nel prossimo futuro, mentre la quantità di chiamate e videochiamate importanti è notevolmente aumentata. Finora, una delle situazioni più difficili si è creata quando entrambi gli inquilini hanno organizzato delle call allo stesso orario. Per evitare questo tipo di inconveniente, è utile condividere a voce quali saranno le riunioni e meeting da remoto più importanti della giornata, in modo da potersi garantire uno spazio di pace e tranquillità quando se ne ha più bisogno. Anche la designazione reciproca di spazi di lavoro specifici a casa, in modo da avere tutti dei limiti durante l’orario di lavoro, può essere utile.Mantieni la casa in ordine: nella situazione attuale, con diverse persone tutte insieme nello stesso ambiente domestico, è facile che la casa possa diventare presto disordinata. La cosa migliore è potersi dividere i compiti di pulizia tutti i giorni, in modo da poter mantenere le stanze di casa come spazi adatti al lavoro e alla concentrazione.Pianificare le pause: mentre si è a casa, è utile pianificare le pause condivise come tempo per la socializzazione. Ciò aiuterà a dare un sano break alla giornata e a sentirsi anche ispirati per il futuro. Può fare sicuramente bene, anche tra coinquilini che non si conoscono molto, poter pranzare insieme e addirittura cucinare insieme la sera. Si potrebbe anche concordare un momento per guardare insieme un film o una nuova serie TV.

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Sito Inps sovraccarico: il malcontento dei Consulenti del Lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Difficoltà di navigazione che impediscono ai professionisti di poter presentare la documentazione, scaricare la modulistica e lavorare correttamente Tantissime le segnalazioni giunte al Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro sui disservizi del sito Inps che nella giornata di oggi, 30 marzo 2020, non funziona correttamente. Il sito dell’Istituto negli ultimi giorni è
evidentemente sovraccarico per il numero altissimo di visite al portale per scaricare la modulistica o per utilizzare il pin semplificato e richiedere i bonus previsti dal Decreto “Cura Italia”. Diversi, infatti, i problemi di navigazione del portale, di caricamento dei dati e di accesso alla propria area personale. Tale situazione crea un forte malcontento tra i Consulenti del Lavoro, in prima linea
da settimane per garantire corrette informazioni e assistenza alle aziende, ai dipendenti, agli autonomi, per trovare soluzioni che consentano di gestire la crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria da COVID-19. I Consulenti del Lavoro infatti stanno in queste ore affrontando una emergenza senza precedenti, destinata a protrarsi ancora per settimane, con gli strumenti di sempre. E la mancata semplificazione delle procedure, così come i continui rallentamenti dei portali interessati, non aiutano certamente il lavoro dei professionisti.

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Cobas: Chanel non vuole abbassare il reddito dei lavoratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Chanel, casa di alta moda parigina fondata all’inizio del ventesimo secolo da Coco Chanel, annuncia ai Cobas di rinunciare al ricorso alla cassa integrazione, previsto dal decreto ‘Cura Italia’. I lavoratori hanno percepito le retribuzioni piene di febbraio e marzo, comprese dei premi di risultato raggiunti, e continueranno a percepire lo stipendio – nonostante il fermo – per tutto il mese di aprile.«Una scelta etica dettata da due nobili motivi – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – l’azienda ci ha comunicato che non vuole in alcun modo impattare sul reddito dei suoi dipendenti né tanto meno gravare sulle casse dello Stato italiano.» «La decisione segue di qualche giorno quella assunta a Parigi per la Francia – prosegue il rappresentante sindacale – e la salutiamo con enorme soddisfazione. Un esempio del senso di redistribuzione che dovrebbe muovere tutte quelle industrie e quelle aziende che hanno accumulato un enorme profitto negli anni passati..» «La guerra al Coronavirus si combatte anche così.» – conclude Iacovone.

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Cosa sappiamo della storia delle migrazioni in Italia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Quando, come e perché sono emigrati all’estero i cittadini italiani? Da chi e come è composta l’immigrazione straniera? Quali sono le principali traiettorie delle migrazioni interne? Per rispondere a queste e ad altre domande i ricercatori dell’Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr – Ismed) in collaborazione con Biblioteche di Roma propongono un breve ciclo di lezioni in video, pensato per rispondere alle domande degli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori e per supportare il lavoro del corpo docente ma anche per tutto il pubblico curioso di saperne di più su un argomento al centro del dibattito pubblico. http://www.romamultietnica.it ,www.bibliotechediroma.it

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COVID-19: si affaccia una nuova emergenza: quella dei bambini rimasti senza un adulto di riferimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Con l’aumento dei ricoverati per COVID-19 si affaccia una nuova emergenza: quella dei bambini. Bambini rimasti senza un adulto di riferimento perché i genitori sono stati ricoverati. Ma anche bambini in ospedale a causa della malattia.Terre des Hommes, insieme alla Fondazione Geronimo Stilton, dopo aver collaborato per sostenere la Fondazione per l’Ospedale dei bambini Buzzi nella donazione di un primo ventilatore polmonare all’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano, hanno deciso di avviare una raccolta fondi per sostenere due progetti prioritari. Il primo, il progetto Zumbimbi, è una struttura d’accoglienza per bambini dai 6 ai 14 anni lontani dai genitori e che devono trascorrere la quarantena in isolamento. Zumbimbi è realizzato in collaborazione con La Cordata, COMIN, Diaconia Valdese, Emergency e Comune di Milano. I fondi raccolti da Terre des Hommes e Fondazione Geronimo Stilton serviranno anche all’acquisto di attrezzature mediche indispensabili per l’Ospedale Buzzi che in queste tragiche ore deve far fronte non solo alle esigenze dei bambini ricoverati, ma anche di un crescente numero di adulti ricoverati nelle nuove sale di terapia intensiva.”Nei primi giorni di questa emergenza ci siamo spesso dimenticati dei bambini. Ma anche loro sono in una situazione estremamente difficile e dolorosa. Vivono un isolamento irreale dal contesto esterno, fanno fatica a decifrare i segni di quello che sta accadendo attorno a loro, sospesi in un limbo e in alcuni casi si ritrovano loro stessi vittima di un nemico invisibile, un virus di cui anche noi adulti sappiamo poco. Ma la situazione dei bambini privati dell’affetto dei loro genitori, costretti a vivere con la paura di perderli a causa della malattia, è terrificante,” dichiara Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes. “Con la creazione di questo fondo vogliamo garantire cure immediate, ma anche la risposta a quei bisogni di accoglienza, ascolto e protezione dei bambini che nei primi giorni di questa emergenza nessuno aveva considerato. Lo faremo con partner d’eccezione, sicuri di poter offrire i più alti standard di assistenza, sicurezza e protezione dell’infanzia. Ma dobbiamo fare in fretta.”Zumbimbi è una struttura residenziale riconvertita in luogo di accoglienza che ospiterà una decina di bambini tra i 6 e i 14 anni, i cui genitori sono in ospedale perché positivi al Coronavirus e che non hanno altri adulti di riferimento che possano prendersi cura di loro. In ottemperanza al protocollo sanitario, sarà un posto sicuro dove verrà garantita la quarantena in isolamento. Questo con l’obiettivo di assicurare a tutti loro una permanenza il più possibile serena nonostante la delicatezza di questa fase della loro vita e le ulteriori difficoltà imposte dalle regole dell’isolamento che prevedono che i bambini alloggino in camere singole e mantengano le distanze di sicurezza tra i loro e con l’equipe che si occuperà di loro, composta da operatori, educatori e psicologi.Fondazione Geronimo Stilton e Terre des Hommes si sono attivati per attrezzare al più presto la struttura e reperire donazioni che permettano di comprare tutto il necessario (a cominciare da tablet, lenzuola, salviette, camici, mascherine, guanti…) nonché per pagare il personale altamente qualificato che assisterà i bambini sia dal punto di vista psicologico che educativo.A sostegno della campagna di Emergenza COVID-19 di Fondazione per l’Ospedale dei bambini Buzzi verranno invece acquistate attrezzature per il controllo delle vie aeree difficili che i medici dell’Ospedale Buzzi hanno indicato come urgenze primarie, in primo luogo broncoscopi, laringoscopi e fibroscopi.

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“55 bambini vivono in carcere, di cui 9 a Rebibbia, in tempi di Coronavirus”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Roma. “Nella sezione femminile di Rebibbia ci sono 9 bambini che vivono con le mamme detenute. Dopo il caso accertato di medico positivo al Coronavirus si facciano uscire i bambini dal carcere affidandoli a familiari o ai servizi sociali o alle stesse madri agli arresti domiciliari”. È l’appello accorato che Aldo Di Giacomo, il segretario generale del S.PP., Sindacato di Polizia Penitenziaria, ha rivolto al Presidente della Repubblica Mattarella e ai Ministri della Salute Speranza e Giustizia Bonafede.”Una situazione di grande inciviltà che si aggiunge all’autorevole e recente denuncia del Presidente Mattarella sulla “mancanza di dignità in carcere” continua Di Giacomo.Al 29 febbraio scorso erano ben 55 i bambini con meno di tre anni d’età che vivevano in carcere con le loro madri, alle quali non è stata concessa, per decisione del giudice, la possibilità di accedere alle misure alternative dedicate proprio alle detenute madri. Ad essere recluse con i propri figli sono 51 donne, 31 straniere e 20 Italiane.Per Di Giacomo “non possono essere i bambini a pagare la sempre più grave disattenzione dell’Amministrazione Penitenziaria che si manifesta in relazione alla crescente diffusione del contagio Covid-19 in tutte le carceri italiane. Questi bambini devono uscire subito”.”Tra le misure decise per ridurre il numero di detenuti secondo il DL varato dal Governo la condizione dei bambini in carcere con le madri richiede priorità su tutti gli altri casi. È una situazione insostenibile che va rimossa che come S.PP. abbiamo denunciato “in tempi normali” figuriamoci in questi tempi di emergenza sanitaria. I bambini non devono stare in carcere nè tanto meno rischiare la salute”, conclude il segretario dell’S.PP.

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Decreti d’urgenza e lavoro domestico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

“La paura del contagio, lo smart working e le difficoltà negli spostamenti – dichiara Lorenzo Gasparrini segretario generale di Domina – stanno mettendo in ginocchio il settore spingendo le famiglie, costrette a d interrompere il rapporto di lavoro coi propri collaboratori”. “Inoltre – continua Gasparrini – molti lavoratori domestici in regime di convivenza stanno perdendo il lavoro, la retribuzione e anche il vitto e l’alloggio previsto dal contratto, con l’impossibilità di tornare nei Paese di origine a causa delle chiusure delle frontiere”. Il settore del lavoro domestico è considerato dagli ultimi un lavoro essenziale ma non degno di tutele nonostante la crisi emergenziale. Il segretario generale di Domina, Lorenzo Gasparrini chiede al Governo l’immediata revisione dei testi normativi, includendo i lavoratori domestici e i datori tra i destinatari dei sostegni al reddito. “Questo è il momento di essere tutti uniti e di collaborare, datori di lavoro e lavoratori domestici, organizzazioni datoriali e sindacali, Parti Sociali e Governo. L’esclusione del lavoro domestico dai decreti di urgenza ravvisano gravi profili di incostituzionalità, delineando cittadini di serie A e di serie B. Inoltre sono in piena violazione della Convenzione ILO C189.

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Le strutture ecclesiali per la Protezione Civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Continua l’impegno delle Diocesi italiane nel far fronte all’emergenza Covid-19 mettendo a disposizione strutture edilizie, proprie o altrui, destinate principalmente a tre categorie di soggetti: medici e/o infermieri, persone in quarantena, senza dimora. È una scelta solidale incoraggiata e sostenuta dalla Presidenza della Cei. Ad oggi sono 23 le Diocesi (in 11 Regioni Ecclesiastiche) che hanno comunicato di aver offerto alla Protezione civile e al Sistema Sanitario Nazionale altrettante strutture per oltre 500 posti. Tra queste: Tivoli e Palestrina, Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, Locri-Gerace, Catanzaro-Squillace, Alba, Savona-Noli, Aversa, Albenga-Imperia, Ugento-Santa Maria di Leuca, Rossano-Cariati, Messina, Genova, Concordia-Pordenone, Mondovì, Siena e Perugia.A queste vanno aggiunte 18 Diocesi (in 8 Regioni Ecclesiastiche) – tra cui Città di Castello, Ferrara-Comacchio e Gaeta – che hanno impegnato più di 25 strutture per oltre 300 posti nell’accoglienza di persone in quarantena e/o dimesse dagli ospedali. Infine 21 Diocesi (in 10 Regioni Ecclesiastiche) – Cerignola-Ascoli Satriano, Matera-Irsina, Torino, Pesaro, Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, Senigallia, Jesi, Fermo, Aversa, Rossano-Cariati, Roma, Molfetta-Ruvo-Giovanizzo-Terlizzi – hanno comunicato di aver messo a disposizione quasi 300 posti per l’accoglienza aggiuntiva di persone senza dimora, oltre all’ospitalità residenziale ordinaria che tiene conto delle misure di sicurezza indicate dai Decreti del Governo. Un’attenzione particolare alcune Diocesi la stanno rivolgendo al mondo del carcere e alle condizioni di quanti escono a fine pena e si trovano senza alternative.
È una mappa della carità ampia e in continuo aggiornamento, per sostenere la quale Caritas Italiana ha lanciato una campagna di raccolta fondi – “Emergenza coronavirus: la concretezza della carità” -, della durata di un mese. “Ci sostengono nel nostro impegno le parole del Santo Padre al momento straordinario di preghiera presieduto ieri sul sagrato della Basilica di San Pietro”, afferma Mons. Stefano Russo, segretario generale della CEI, ricordando tutta la gente che “esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità”.Per contribuire alla raccolta fondi di Caritas Italiana (via Aurelia 796 − 00165 Roma) utilizzare il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line tramite il sito http://www.caritas.it,

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Difesa dei minori e degli anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Dichiarazioni della Presidente Camera Nazionale Avvocati per la Famiglia e i Minorenni, Avv. Maria Giovanna Ruo:”I diritti fondamentali non sono in quarantena, ma il tutto deve essere interpretato con equilibrio e buonsenso. La relazione con entrambi i genitori è un diritto fondamentale dei figli minorenni: in questo momento sono soprattutto i genitori stessi che debbono garantirlo cooperando. Ad es. se debbo andare a fare la spesa, invece che portarmi i bambini a fare la fila, è meglio che vadano con il papà. E che casomai insieme evitiamo troppi spostamenti accorpando giorni e pernotti. Questo il senso del nostro decalogo diretto ai genitori, cui è richiesta una rinnovata disponibilità nei confronti dei figli”

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“Italiani e Social Media in tempo di Coronavirus”

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

In questo particolare momento di emergenza sanitaria e di misure restrittive atte al contenimento della diffusione del contagio da COVID-19, i social diventano i luoghi dove si concentrano le conversazioni e, oggi più che mai, sono lo specchio del cambiamento delle abitudini degli italiani.Blogmeter, grazie alla Blogmeter Suite – la piattaforma integrata di Social Listening, Social Analytics e Social Influencer – ha attivato un Osservatorio continuo su “Italiani e Social Media in tempo di Coronavirus”, per meglio comprendere l’evoluzione della vita (social e non) e dei consumi nel Paese.Di che cosa parlano e come reagiscono gli italiani sui social in tempo di Coronavirus secondo i dati raccolti dalla Blogmeter SuiteA seguito dei diversi Decreti emessi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che hanno via via istituito misure sempre più stringenti nel tentativo di contenere la diffusione del Coronavirus, le reazioni degli italiani sui social hanno sovvertito quelle dei primi giorni dell’epidemia – quali l’assalto ai supermercati e a beni come gel igienizzanti per mani e mascherine – e hanno visto una positiva trasformazione: dall’analisi di Blogmeter, emerge infatti che sui social a prevalere siano la solidarietà, il senso di responsabilità civile e la necessità di far fronte comune contro questa grave emergenza, anche in termini economici. Questi sono i dati emersi dall’analisi effettuata da Blogmeter nel periodo 8 – 11 marzo, in cui l’hashtag #iorestoacasa è stato il più utilizzato con una ricorrenza pari a 131,5k rispetto all’hashtag #coronavirus, che registra circa 92k citazioni.

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Rete solidale per famiglie, anziani e disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

“La rete solidale territoriale riesce a dare risposte alle famiglie, anziani e disabili che si trovano in difficoltà. Il Governo può fare di tutto, ma senza il supporto dei Comuni sarebbe difficile arrivare a soddisfare i bisogni di tutte queste persone.Il Governo ha stanziato risorse ingenti per famiglie e imprese con il decreto di marzo e stiamo mettendo a punto altre risorse per il mese di aprile. Il supporto del volontariato è importante, per bisogni delle persone anziane e disabili, come fare la spesa o l’acquisto dei farmaci e il supporto psicologico in questi momenti difficili per tutti. Dobbiamo restituire tranquillità alle persone e poi intervenire per garantire un reddito alle persone che non ce lo hanno e alle imprese che devono poter ripartire appena questa emergenza sarà finita.A Torino questo modello di rete solidale sta funzionando, grazie anche all’impegno della Sindaca Appendino e tuo. E’ un buon modello che spero venga attuato in tutti i Comuni d’Italia”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in occasione di una diretta Facebook con l’Assessore alla Protezione civile del Comune di Torino, Alberto Unia.

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Coronavirus: urgente un intervento del Governo a sostegno delle famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Sono dovute intervenire le Forze dell’Ordine per presidiare i supermercati a Palermo, dopo che alcuni clienti avevano tentato di uscire senza pagare, perché impossibilitati a causa delle condizioni economiche precarie causate dalla pandemia.
“Una situazione estremamente grave, che accende i riflettori sulle pesanti ripercussioni sul piano economico che l’attuale emergenza sta causando.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.
Gli ammortizzatori sociali e le misure previste dal Decreto di Marzo si stanno mostrando insufficienti, come purtroppo questi episodi mettono in luce con grande evidenza. Sono necessari sostegni concreti e immediati per le famiglie in maggiore difficoltà, per i nuclei più fragili, quelli monoreddito, colpiti da perdita o mancanza di lavoro.
È questo il momento di agire con misure straordinarie di sostegno al reddito, anche attraverso un assegno di sussistenza per le famiglie che non percepiscono alcun reddito o che non hanno accesso al reddito di cittadinanza o altre forme di sussidio, in modo da permettere una sopravvivenza dignitosa anche a quei nuclei più duramente colpiti dall’attuale crisi.
Per questo richiediamo urgentemente al Governo di adottare misure efficaci, ma soprattutto rapide, immediate, che non prevedano lunghi passaggi burocratici, che sarebbero insostenibili per i cittadini in questo delicato frangente.
Non vorremmo, inoltre, che episodi come quello descritto siano strumentalizzati da organizzazioni illegali, per questo chiediamo al Governo massima attenzione e allerta nei confronti di vicende simili.
Condividiamo, infine, l’appello lanciato ieri dal Presidente della Repubblica affinché l’Europa sia unita in questo momento difficile, esortando ad un’azione comune, condivisa e solidale, in armonia con i valori di unità e cooperazione su cui si fonda l’Unione.

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