Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

L’integrazione secondo Pippo Pollina

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Monaco di Baviera. Martedì 16 aprile presso il Teatro Filarmonico di Monaco di Baviera Pippo Pollina sarà in concerto al fianco degli amici Werner Schmidbauer e Martin Kärlberger con il progetto Süden, giunto al suo secondo splendido capitolo. La serata è in gemellaggio con la serata in programma l’8 giugno al Teatro Massimo di Palermo. Un gemellaggio all’insegna del dialogo e dell’accoglienza: in occasione dei due concerti, infatti, i due Sindaci, rispettivamente di Monaco e di Palermo, si incontreranno in un percorso di incontri che hanno inizio il 16 aprile a Monaco e si concludono l’8 giugno a Palermo, proprio in occasione della data italiana di Süden. Incontri e confronti per condividere i percorsi di integrazione messi in campo da entrambe le municipalità. Quella palermitana con la sua Carta di Palermo e quella bavarese protagonista di una massiccia operazione di assimilazione di migranti: un milione di persone fra il 2014 e il 2015, per lo più siriani, che entrarono in massa dai balcani.Questo fortunatissimo progetto nasce nel 2002 per un caso fortuito della vita. Pippo Pollina tiene un proprio concerto in un club della Baviera. Durante il concerto si rompe una corda della chitarra …. Pippo, quasi per scherzo, chiede aiuto al pubblico e una persona risponde e sale sul palco, cambiando la corda, mentre il cantautore siciliano continua il concerto al pianoforte ….. poi suonano anche insieme. Pippo è stupito dall’eccezionale entusiasmo del pubblico in quei momenti. Scoprirà alla fine dello spettacolo che la persona salita sul palco per soccorrerlo è Werner Schmidbauer, che taoltre che esperto musicista, è un notissimo presentatore della televisione pubblica tedesca. Cinque anni dopo Pippo viene invitato a partecipare ad un grande evento per festeggiare i 10 anni del duo « Schmidbauer & Kälberer ». Pippo inserisce a sorpresa dal vivo una strofa in italiano nella loro celebre canzone « Im Süden von meinem Herzen » …. E lo stesso fa Werner con la storica canzone di Pippo « Camminando », cantando una strofa in bavarese. L’idea dell’incontro fra lingue e culture, nasce così, spontaneamente. E nasce anche una grande amicizia. Tre anni dopo, nel 2010, c’è la prima piccola tournée di Pippo con il duo « Schmidbauer & Kälberer » ….. sono una decina di date, ma è la nascita effettiva di un nuovo trio, che nel decennio successivo farà cose inattese e straordinarie. http://www.alfaprom.com

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Pa: Sorrentino (Fp Cgil) a Bongiorno, accetti sfida: referendum tra contratti e controlli

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

“Il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni, altro che impronte digitali. Questo chiedono i circa tre milioni di dipendenti pubblici. Se il ministro Bongiorno si sente tanto sicuro accetti la sfida di un referendum tra le lavoratrici e i lavoratori per chiedere quali priorità da affrontare: contratti e assunzioni o impronte digitali?”. A lanciare la sfida alla titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino.Il riferimento è alle parole del Ministro Bongiorno che ieri, nel replicare alle critiche ricevute all’introduzione dei controlli biometrici ai dirigenti scolastici, ha ribadito che ‘i controlli biometrici non sono una misura punitiva; sono stati gli stessi dipendenti pubblici, quelli che svolgono il proprio lavoro con scrupolo e attenzione, a chiedermene l’introduzione’. La segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil replica così: “Se il Ministro sostiene siano gli stessi dipendenti pubblici a chiederle i controlli biometrci, perché non accetta questa sfida: un referendum tra i dipendenti pubblici?”.”Noi siamo convinti – prosegue – che siano altre le priorità, ovvero il rinnovo dei contratti pubblici e nuove assunzioni, la sola via per garantire e migliorare l’offerta dei servizi ai cittadini. Su questi due punti, quando il Ministro ci darà risposte? Bongiorno sembra essere così in difficoltà da giustificare l’ennesimo inutile, punitivo e demagogico provvedimento, col presunto sostegno dei lavoratori. Noi sappiamo che le cose stanno in maniera diversa: contratti, assunzioni e risorse sono le vere priorità della Pa. Le stesse che sosterremo l’8 giugno in piazza a Roma nella manifestazione nazionale unitaria: #PubblicoèFuturo”, conclude Sorrentino.

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Dal carcere alla speranza con la Società di San Vincenzo De Paoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

conferenza univ. europeaE’ stato presentato in una conferenza all’Università Europea di Roma il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, concorso letterario riservato ai reclusi delle carceri italiane, organizzato dalla Società di San Vincenzo De Paoli in collaborazione con il Ministero della Giustizia ed il patrocinio di Camera e Senato.
L’incontro, sul tema “Il carcere e la speranza: un percorso di vita nuova”, ha messo in evidenza il valore dell’accompagnamento e dell’accoglienza delle persone che hanno vissuto l’esperienza della detenzione.Attraverso le testimonianze del Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli, Antonio Gianfico, e del delegato nazionale carceri Claudio Messina, è stato presentato l’operato dell’Associazione, diffusa in tutto il mondo, che ha scopo principale quello di aiutare le persone più sfortunate: i bisognosi, gli ammalati, gli anziani soli, chiunque si trovi in difficoltà. E tra questi ci sono i detenuti. “I volontari della Società di San Vincenzo De Paoli – ha sottolineato il Presidente Gianfico – non si preoccupano soltanto di visitare i detenuti ed offrire loro un aiuto per ritrovare un giusto ruolo nella società, perché si fanno anche promotori di un impegno nella ricerca della riconciliazione tra vittime e colpevoli. Dove alla violenza si risponde con il perdono, là anche il cuore di chi ha sbagliato può essere riappacificato”. E questo incontro tra perdono ricercato, perdono offerto e perdono ricevuto è la miglior garanzia che chi ha raggiunto la consapevolezza del proprio errore, che non vi ricadrà in futuro.
“Perché la vera libertà – ha osservato Claudio Messina – è quella che si ottiene dentro di sè, indipendentemente dalle sbarre di una cella”. Si può essere “liberi dentro” e vivere responsabilmente il carcere, come si può continuare a vivere come “prigionieri in libertà”, incapaci di reinserirsi nella società, se non si è portato a termine un processo di riconciliazione con se stessi e con gli altri. “E’ per questo – prosegue il volontario – che è indispensabile coinvolgere i detenuti in attività formative accompagnate e supportate da una rete di volontari ed esperti. Dove questo viene applicato si può assistere ad una sensibile riduzione del tasso di recidiva nei reati”. Un approccio positivo, quindi, dove non è solo importante la detenzione, ma l’inclusione ed il reinserimento. E il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, nella sua formula che prevede un doppio riconoscimento in denaro per le opere vincitrici, si è rivelato un valido strumento per trasformare il detenuto stesso in un testimone di legalità. E’ lo stesso autore infatti, a dover decidere a quale associazione od opera di beneficenza destinare l’altra parte del premio. Chi ha sbagliato ha così la possibilità, facendo del bene, di riscattarsi almeno parzialmente. Nel suo intervento Carlo Climati, Direttore del Laboratorio “Non sei un nemico!” ha ricordato: “Ogni essere umano ha un valore. Incontrarlo e ascoltarlo significa aprire il proprio cuore a una comunicazione autentica, alimentata da un sereno dialogo. Ma per fare questo bisogna, prima di tutto, vincere la non-cultura del pregiudizio. È quella sensazione che ci spinge a non comunicare con gli altri perché, dentro di noi, li abbiamo già giudicati, catalogati, scartati, messi da parte”.”Il pregiudizio è una cosa terribile perché, come dice la parola stessa, è un giudizio dato prima. Prima di conoscersi realmente, di abbracciarsi e guardarsi negli occhi. Questo, purtroppo, può accadere anche quando incontriamo le persone che hanno vissuto l’esperienza del carcere e che cercano di cominciare una nuova vita. Vincere i pregiudizi significa ritrovare la nostra più autentica natura di esseri umani, pronti all’accoglienza e al dialogo con tutti”, ha spiegato Carlo Climati.Durante l’incontro è stata presentata anche la coinvolgente testimonianza di Roberto Giannoni che, dopo aver conosciuto il carcere da innocente, vittima di un errore giudiziario, ha scoperto la bellezza del volontariato ed ora presta servizio nelle carceri con la Società di San Vincenzo De Paoli, dimostrando così che anche dal male può nascere il bene.I volontari della San Vincenzo ringraziano l’Università Europea di Roma e Padre Gonzalo Monzon LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università, per l’accoglienza ed il supporto all’iniziativa.La Società di San Vincenzo De Paoli con 850.000 soci e 1.500.000 di volontari in 155 Paesi del mondo, una rappresentanza presso le Organizzazione delle Nazioni Unite di Ginevra, fondata nel 1833 dal Beato Federico Ozanam, allora studente universitario, cattolica ma laica, la Società di San Vincenzo De Paoli è una delle associazioni più vaste e radicate sul territorio. Il suo carisma si esprime con la visita a domicilio – e dunque anche in carcere – delle persone in difficoltà. (foto copyright università europea)

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Malattie reumatiche, impatto sul lavoro e qualità della vita, al via l’indagine

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Lavorare è un diritto per ogni donna e ogni uomo. Anche per chi è malato. E di workability, ossia l’impatto della malattia sulla capacità di svolgere un determinato lavoro, e qualità della vita nelle malattie reumatologiche infiammatorie, con focus su artrite reumatoide e artrite psoriasica, si è discusso in occasione dello Study Forum organizzato nei giorni scorsi a Roma da ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus, in collaborazione con ISHEO.
In Italia, l’artrite reumatoide colpisce oltre 300mila soggetti, per il 75% dei casi di sesso femminile e nel pieno della vita attiva. In generale, le malattie reumatiche coinvolgono oltre 5 milioni di italiani di ogni fascia d’età, circa il 10% della popolazione.L’artrite reumatoide e l’artrite psoriasica, malattie croniche autoimmuni, sono altamente disabilitanti: evidenze scientifiche dimostrano che entro 10 anni dall’esordio della malattia almeno il 50-60% dei soggetti non è in grado di mantenere un lavoro a tempo pieno, ossia perde la capacità di proseguire la propria attività lavorativa o mantenere le stesse mansioni o lo stesso numero di ore lavorative.Dolore cronico, stanchezza e manifestazioni cutanee hanno, infatti, un notevole impatto fisico e psicologico sui pazienti tale da condizionare negativamente la percezione del sé e del proprio futuro. Se a livello fisico, l’artrite reumatoide è associata alla perdita di massa muscolare e, quindi, ad una diminuzione della forza, l’artrite psoriasica, essendo una patologia cronica multiorgano, riassume in sé l’effetto di entrambe le malattie, artrite e psoriasi cutanea, ognuna con un peso importante sulla vita dei pazienti.
Se consideriamo questi aspetti da una prospettiva sociale, l’impatto economico che ne deriva è di grande portata, con costi legati alla perdita di produttività lavorativa e alla disabilità.Per i pazienti che soffrono di artrite reumatoide e altre patologie reumatologiche, per esempio, il ricorso a visite specialistiche, esami radiologici e di laboratorio, ricoveri e farmaci costituiscono solo alcuni dei costi sanitari diretti che devono affrontare, oltre a quelli dovuti al trasporto, all’assistenza domiciliare, all’assistenza informale che invece rappresentano costi diretti non sanitari. In generale, si stima che il costo sociale medio annuo dell’artrite reumatoide nel nostro Paese varia da € 2,5 a 3,4 miliardi.Emerge dunque un quadro davvero complesso per i fattori che lo compongono e la molteplicità delle variabili che incidono sulla qualità della vita e la capacità lavorativa dei pazienti con malattie reumatologiche infiammatorie. Ma c’è di più. “Bisogna allargare la prospettiva – avverte Silvia Tonolo, presidente ANMAR – studiare l’impatto complessivo delle cure, puntando per esempio sulla diagnosi precoce che può ridurre, nel tempo, l’impatto negativo degli effetti della malattia e migliorare quelli inerenti la workability. Diagnosticare preventivamente la malattia vuol dire, in sintesi, rallentarne la progressione, migliorare la qualità di vita dei pazienti e contribuire a ridurre non solo i costi diretti ma anche quelli indiretti e sociali della malattia”.Per questi motivi, in occasione dello Study Forum, ANMAR ha lanciato una nuova indagine (www.anmar-italia.it/) i cui risultati saranno presentati nei prossimi mesi, al fine di realizzare una fotografia reale e attuale dell’impatto delle malattie reumatologiche nel nostro Paese, senza tralasciare gli aspetti della sfera sociale e lavorativa di ciascun individuo e dei loro caregiver, e indagando in modo più approfondito nell’esperienza dei pazienti per migliorare la qualità delle cure in tutte le sue dimensioni.

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Il lavoro degli specialisti delle risorse umane si evolve in modo rapido e continuo

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Cambiano i ruoli, aumentano le competenze richieste e la complessità delle norme relative a lavoro, fisco e previdenza richiede aggiornamento continuo. Una cosa non cambia mai: la necessità di una formazione al passo con i tempi. Per questo Inaz, forte di oltre 70 anni di storia nel settore software e servizi per il mondo HR e di più di 20 nell’ambito della formazione specialistica, rinnova la sua offerta e lancia Inaz Academy, la nuova proposta per tutti coloro che vogliono aggiornarsi professionalmente, arricchire le proprie competenze o addirittura costruirsele da zero, per fare il proprio ingresso nel mondo del lavoro.Offrire formazione in ambito HR vuol dire essere sempre al passo (e talvolta anticipare) con l’evolversi delle esigenze pratiche delle aziende, degli sviluppi tecnologici e del quadro giuslavoristico. La flessibilità è fondamentale. Per questo Inaz Academy ha sviluppato quattro format che soddisfano bisogni e destinatari diversi: i corsi Immersion sono giornate di formazione in aula per acquisire una preparazione completa su un argomento specifico; i Seminar condensano in meno di tre ore approfondimenti veloci e mirati, anche con classe virtuale via web; la formula Project permette la massima personalizzazione, con corsi realizzabili anche direttamente in azienda. Infine, i percorsi Professional prevedono più sessioni in aula e sono dedicati a chi vuole diventare professionista nel proprio ruolo: si tratta del Master Paghe, per imparare a elaborare le buste paga, e del Master HR Professional, per acquisire tutte le competenze richieste nei ruoli di gestione del personale.Tutte le formule sono accomunate dal metodo Inaz Academy, spiega sempre Linda Gilli: «Una condivisione di saperi che derivano dagli oltre 70 anni esperienza di Inaz nella conoscenza e interpretazione della normativa. A questo si uniscono il confronto diretto e l’interazione con docenti che sono professionisti di settore e un’impostazione che alla teoria unisce la pratica nel nostro Inaz Lab, dove ci si esercita sui software Inaz in uso in migliaia di aziende italiane».Il catalogo Inaz Academy tocca tutti i temi più importanti per chi lavora nelle risorse umane e spaziano dai fondamentali della disciplina alle ultime novità relative a previdenza, welfare aziendale, privacy e uso dei social network in azienda. Ampio spazio è dedicato alla trattazione di casi pratici, per dare risposta a problemi concreti.La formazione Inaz Academy è certificata ISO9001:2015 ed è finanziabile grazie ai Fondi interprofessionali per le imprese. I corsi in aula si svolgono sia nelle sedi Inaz a Milano e Roma, sia nelle maggiori città italiane, secondo un calendario sempre in aggiornamento su https://academy.inaz.it. Le aziende possono richiedere corsi ad hoc personalizzati nei contenuti, da tenere anche nella propria sede.

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Ocse: in tasca lavoratori italiani 69% salario, sotto media

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Secondo l’Ocse, i lavoratori single in Italia si portano a casa nel complesso il 68,6% del salario lordo, al netto delle tasse e delle agevolazioni fiscali, ben al di sotto della media Ocse che nel 2018 si attestata al 74,%%. Va un po’ meglio per le coppie con due figli.”I dati Ocse dimostrano che urge una politica dei redditi. Non basta il quoziente familiare, come vuole fare il Governo, aumentando le detrazioni per i figli. Bisogna ridurre il cuneo fiscale, non solo per abbassare il costo del lavoro, ma per aumentare la busta paga netta dei lavoratori, di tutti, single compresi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non è sufficiente nemmeno il salario minimo, che aiuterebbe solo i lavoratori sfruttati e sottopagati. Il punto è che non è possibile che tutto, dalle multe per le violazioni al Codice della Strada alle tariffe dell’acqua, sia adeguato all’inflazione, tranne gli stipendi e le pensioni. Urge ripristinare meccanismi automatici di adeguamento della busta paga all’aumento del costo della vita, come la scala mobile all’inflazione programmata. Mentre per i pensionati, bisogna almeno tornare al sistema di rivalutazione previsto dalla legge n. 388 del 2000, come era previsto prima dell’approvazione della Legge di Bilancio 2019″ conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su Inps e ricalcoli per 5,6 mln di pensioni

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

L’Inps ha annunciato ora che, a seguito dell’entrata della Legge di bilancio 2019 è stata effettuata una seconda operazione di rivalutazione e che le posizioni interessate dal ricalcolo sono circa 5,6 milioni.”Una vergogna! E incredibile che ora i pensionati con più di 1.523 euro siano costretti, in pratica, a restituire i soldi avuti in più, per colpa di un sistema di rivalutazione iniquo, che penalizza anche chi ha pensioni basse, solo perché superiori a 3 volte il trattamento minimo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “La responsabilità non è dell’Inps, ma del Governo che, nonostante la sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015, ha deciso di spillare ancora soldi ai pensionati, peraltro con un sistema che, non essendo per fasce di importo, rispetta ancor meno il principio di proporzionalità” conclude Dona. (n.r. E i sindacati cosa fanno? E i pensionati? Possibile che siamo giunti ad accettare passivamente senza una reazione forte? Non siamo, forse, alla vigilia delle elezioni europee? Ebbene la democrazia ci offre un’arma potente nelle mani degli elettori: si deve andare a votare per penalizzare quelle forze politiche che oltre a decurtare le pensioni già modeste tentano maldestramente di dividere il popolo dei pensionati: divide et impera. E bisogna ricordare, in questo frangente, che gli “assenti hanno sempre torto”.)

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Il colloquio di lavoro è un passaggio decisivo per l’assunzione in un’azienda

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Arrivare preparati a tale appuntamento evitando gli “errori” più comuni e che spesso si riscontrano nei colloqui può rappresentare una delle carte determinanti per trovare un lavoro. Troppo spesso diamo per scontato che i giovani sappiano come comportarsi in queste circostanze e invece non è così. Ci sono dinamiche e modalità di approccio specifiche che bisogna conoscere bene prima di affrontare con possibilità di successo un colloquio. Trovare lavoro è un lavoro e non si può improvvisare. A tal scopo Orienta ha promosso un’iniziativa rivolta agli studenti universitari e legata ai Career Day delle Università denominata“i segreti del colloquio di lavoro”. Si tratta di un programma in due step che prevede una formazione teorica sui principali aspetti e informazioni utili sul colloquio di lavoro fornendo nozioni anche di carattere psicologico e una parte pratica in cui vengono coinvolti i manager delle risorse umane delle aziende principali del territorio per una simulazione “reale” di un colloquio di lavoro. Dall’esperienza sul campo e dai primi incontri svolti con gli studenti universitari – la prima tappa si è svolta presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara – emergono chiaramente delle lacune che il programma promosso da Orienta intende colmare con l’obiettivo di preparare al colloquio nel miglior modo possibile migliaia di studenti.
Alcune cose da fare (e sapere). Prima di presentarsi ad un colloquio, importantissimo nonché essenziale è informarsi riguardo l’azienda per la quale si aspira. A fare la differenza può essere anche il portamento, piuttosto che il mostrarsi curiosi e pronti a mettersi in gioco. Parlare di se stessi va benissimo, come com’è normale essere nervosi, l’importante è riuscire a far emergere le proprie competenze, mettere in luce i propri punti di forza e mostrare di possedere le cosiddette soft skills, ossia quelle indispensabili doti umane che fanno la differenza Le soft skills o competenze trasversali, come lo spirito di sacrificio, la determinazione, il saper stare con gli altri, un giusto senso del dover e così via, sono valori decisivi per un’assunzione. È bene, inoltre, fare domande pertinenti, essere convincenti ma soprattutto, per prima cosa, essere se stessi.
Altre da non fare. Una delle cose peggiori che capita talvolta di riscontrare è vedere giovani candidati farsi accompagnare dai genitori, entrambi, oppure dalla fidanzata o dal fidanzato. Un’idea originale del colloquio di gruppo di tipo “familiare”, che prevede, non troppo di rado, la partecipazione attiva degli stessi genitori alle domande di rito. Alcuni atteggiamenti duranti il colloquio, poi, sono da censura. C’è chi si presenta con gli occhiali da sole, chi risponde ad un sms o ad una telefonata mentre sta interloquendo con il selezionatore, chi lo scambia per un amico o un’amica o uno di famiglia, e chi pensa di essere in discoteca o al bar. Evitare l’inadeguatezza nell’abbigliamento.

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Burberry London anticipa la Brexit

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Roma La boutique Burberry di via dei Condotti chiude: così 34 lavoratori si ritroveranno in mezzo alla strada. La comunicazione è arrivata al sindacato direttamente dall’azienda, con i lavoratori già in agitazione: il futuro per gli addetti alle vendite della lussuosa griffe è più che mai incerto. Una vera e propria incognita l’occupazione così come per i colleghi dei negozi di Fiumicino, in 9 sull’orlo del licenziamento causa chiusura del punto vendita del Terminal 1. Nel caso degli store aeroportuali nessun accordo con il rifiuto dei licenziamenti con incentivo e l’incontro in Regione Lazio previsto per domani.
“In discussione denuncia sembrerebbe anche almeno una boutique di Castel Romano. Quella di Burberry è una vera e propria ‘Brexit’. A farne le spese saranno i lavoratori. Una vera e propria beffa soprattutto per quelli che per anni nel negozio di via dei Condotti hanno dovuto subire vere e proprie vessazioni tra videosorveglianza, perquisizioni e maltrattamenti. La boutique della vergogna ce la ricordiamo tutti” – denuncia Francesco Iacovone del Cobas nazionale riferendosi ai fatti venuti fuori nel 2016 quando alcuni dei commessi trovarono la forza di denunciare i soprusi. Burberry nell’occasione allontanò immediatamente manager e direttore, ritenuti responsabili degli accadimenti.
“Ben 34 le procedure di licenziamento in arrivo per il personale di Burberry di via dei Condotti. Uno store immerso nella via dello shopping tra le più affascinati al mondo, presente nel cuore della Capitale dal 2004: 740 metri quadri di collezioni monomarca distribuiti su due piani di un edificio del XVIII secolo. Alla base della rinuncia al negozio “principe” ci sarebbe l’indisponibilità del locatario a cedere ancora quegli spazi alla griffe del trench più famoso del mondo. Chiediamo con forza che l’azienda, per tutelare i lavoratori, utilizzi degli strumenti difensivi: cassa integrazione o contratti di solidarietà, in attesa di trovare un nuova spazio per la boutique” conclude Iacovone.

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Candidature per un lavoro e metodo Star

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

STAR – sigla di Situation, Task, Action, Result – è un modello strutturato per rispondere ai diversi quesiti che possono emergere in un colloquio di tipo comportamentale, efficace per formulare argomentazioni precise e dettagliate che possano soddisfare i selezionatori.
“Soprattutto durante un colloquio di tipo comportamentale, è fondamentale essere in grado di elaborare risposte concrete per dimostrare ai recruiter quali sono effettivamente le proprie skill – afferma Fabio Scarcella, Director Hays Response -. Essere vaghi, non fornire esempi e non descrivere in modo esaustivo le esperienze pregresse, sicuramente non aiuta a fare breccia nell’interesse dei selezionatori, specialmente in contesti strutturati come aziende multinazionali. Affidarsi a tecniche consolidate come il metodo STAR, può essere molto utile per dimostrarsi sicuri di sé ed esporre in modo efficace i propri punti di forza, minimizzando invece le eventuali debolezze”.Ecco i consigli degli esperti di Hays Response per applicare al meglio i principi del modello STAR: SITUATION: “Descriva una situazione in cui ha dovuto affrontare un problema e come lo ha risolto”. In un colloquio di tipo comportamentale, le domande più frequenti puntano a valutare le cosiddette soft skill del candidato, indagando le sue precedenti esperienze o immaginando avvenimenti ipotetici che potrebbero metterlo in difficoltà. Per rispondere in modo efficace, il primo passo è sicuramente quello di descrivere in modo dettagliato la circostanza e le mansioni che si sono svolte in quell’occasione. Meglio fornire tutti i particolari necessari al recruiter per comprendere effettivamente la complessità della situazione e, se possibile, descrivere esperienze recenti.
TASK: Il secondo step è descrivere il proprio ruolo all’interno della situazione. Qual era il proprio compito? Cosa si era stati incaricati di fare e da chi? Quale risultato ci si aspettava di ottenere? Questi dettagli sono indispensabili per far comprendere al selezionatore la propria funzione nella circostanza descritta.
ACTION: Questo passaggio è in assoluto il più importante. Quali azioni si sono intraprese per raggiungere gli obiettivi? È fondamentale spiegare esaustivamente come si è agito, descrivendo ogni step e mettendo l’accento sul lavoro svolto in prima persona. Saper lavorare in team è importante, ma in questo caso è necessario focalizzarsi sul proprio operato, tralasciando invece le azioni svolte dai colleghi. Dimostrare di aver giocato un ruolo ben preciso nel progetto serve a dar prova di professionalità e responsabilità.
RESULT: Ultimo ma non ultimo, il risultato. Un aspetto molto interessante per i recruiter è l’obiettivo raggiunto che va descritto dettagliatamente, prendendosi il merito delle proprie azioni. Se il risultato è quantificabile numericamente, via libera a dati e cifre che dimostrino l’output concreto del proprio lavoro. Importantissima anche la cosiddetta lesson learnt. Cosa si è imparato? Cosa si poteva fare meglio? Cosa si ritiene di aver fatto bene? Essere capaci di analizzare il proprio operato è fondamentale per trarne insegnamenti utili per il futuro, facendo così tesoro delle proprie esperienze.

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Domino’s Pizza: 300 assunzioni nei prossimi due mesi

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Domino’s Pizza annuncia l’apertura di un’imponente campagna di recruiting mirata a circa 300 assunzioni, molte delle quali già entro fine aprile, focalizzata su sei città: Milano, Torino, Modena, Bologna, Genova e Brescia.I nuovi assunti andranno a completare i team Domino’s Pizza già attivi e presenti in maniera capillare a Milano, Torino, Modena e Bologna ( dove sono previste ulteriori aperture) o formeranno le nuove squadre per le prossime inaugurazioni previste a Genova e Brescia.La campagna di recruitment si colloca all’interno di una strategia più ampia, che vuole accelerare la crescita e far aumentare almeno del 50% il numero dei propri punti vendita nel Nord Italia. La realtà Domino’s Pizza, infatti, è al suo quarto anno di attività e ha già all’attivo 23 punti vendita diretti e in franchising.A conferma del proprio impegno nei confronti di dipendenti e collaboratori, Domino’s Pizza ha recentemente firmato la “Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano”, un documento varato dall’Assessore al Lavoro di Bologna e dalle locali sigle sindacali a tutela dei rider, i fattorini impegnati nelle consegne a domicilio.Per quanto concerne le città dove Domino’s è già presente, la ricerca si concentra su Milano (con oltre 100 assunzioni in programma), ma anche a Modena (10), Bologna (40) e Torino (40). Il capoluogo piemontese, in particolare, è quello che in questo momento ha più necessità della figura di assistant manager: se ne cercano circa 20, infatti, mentre a Milano e Bologna 10 e 2 a Modena. Come annunciato, inoltre, ci sono già altre città nell’immediato futuro di Domino’s, a partire da Brescia – dove servono in particolare 5 assistant manager e 15/20 addetti alla ristorazione e alle consegne – e Genova, dove si cercano 10 assistant manager e circa 40 figure operative. Gli interessati ad una delle posizioni aperte, potranno inviare il proprio CV e una breve presentazione all’indirizzo e-mail risorseumane@dominositalia.it (https://www.dominositalia.it/?lang=it)
Domino’s Pizza ® Fondata nel 1960, è la prima catena di pizzerie al mondo con oltre 16.000 punti vendita in più di 85 mercati. Nel 2017 il volume di affari generato da Domino’s a livello globale è stato di 11 miliardi di dollari, di cui il 52% proveniente dai mercati internazionali.

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Scuola: Stipendi sotto la soglia di povertà

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

La differenza strutturale tra il compenso di un insegnante italiano e quello di un collega europeo sta nelle progressioni accreditate nel tempo: ai nostri docenti si applicano aumenti minimi, in media ogni quattro-cinque anni, mentre ai colleghi di oltre confine si danno incrementi più ravvicinati e sostanziosi. Il risultato di questo gap, riportato in modo fedele nell’annuale pubblicazione dell’OCSE, Regard de l’éducation, riferita al 2018, viene evidenziato per bene oggi della rivista Tuttoscuola: ai maestri della primaria, ad esempio, mancano 11 mila euro l’anno. Marcello Pacifico (Anief) insiste: servono subito almeno 200 euro al mese, quindi 2 miliardi e mezzo l’anno. Il Governo deve trovarli.
Quando si parla di stipendi annui lordi dei docenti europei, nella maggior parte dei casi in fase iniziale sono abbastanza ravvicinati: tranne “la Germania che assegna retribuzioni doppie di quelle italiane”, lo stipendio lordo iniziale annuo dei docenti italiani di scuola primaria (e di scuola dell’infanzia), è di circa tre mila euro al di sotto della media dei Paesi dell’UE (31.699) e di quasi 4 mila sotto la media dei Paesi aderenti all’OCSE”. La rivista rileva che la forbice sulla retribuzione, però, a fine carriera si triplica: prima di andare in pensione, la distanza “per i docenti italiani di primaria è di 11 mila euro inferiore alla media dei Paesi europei”.
Lo stesso vale per gli altri gradi scolastici. “Vi è analogia di posizioni e di rapporti anche per i professori della secondaria di I grado, che, rispetto alla media retributiva iniziale dei Paesi dell’UE, hanno stipendi annui lordi inferiore di circa 3mila euro. Gli stipendi di fine carriera dei professori di scuola secondaria di I grado dei Paesi UE superano di circa 10 mila euro annui quelli degli italiani”. È emblematico il caso dei docenti francesi delle scuole medie: “Nel confronto con i colleghi francesi i professori italiani la differenza nello stipendio iniziale vede i transalpini in vantaggio di poche centinaia” di euro, “ma a fine carriera i francesi superano di ottomila euro i docenti di casa nostra”. In questo caso il gap nel corso degli anni diventa abissale, perché si materializza in una condizione di partenza quasi analoga. Per Tutttoscuola, la conclusione è inevitabile: esiste un gap retributivo rispetto ai collegi europei così evidente che “soltanto una coraggiosa riforma potrà colmare. Intanto in Parlamento, su iniziativa del Movimento 5 Stelle, si discute di ridurre ulteriormente il rapporto alunni-docenti: si pensa di farlo lasciando invariata la retribuzione (il che comporterebbe un aumento di spesa per gli stipendi proporzionale alla riduzione del rapporto), oppure di aumentarla come “vorrebbe tanto” il ministro Bussetti, con conseguente esplosione del costo per stipendi?”

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Kelly Services: Si aprono le nuove candidature

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 aprile 2019

Castel Romano giovedì 11 aprile, dalle 10.00 alle 16.00 presso “Castel Romano Designer Outlet”, in Via Ponte di Piscina Cupa, 64 sono più di 50 le risorse ricercate per ricoprire diverse posizioni lavorative, sia in Italia che all’estero, alcune delle quali per il gruppo McArthurGlen, leader, proprietario, sviluppatore e gestore di Designer Outlets con 24 “McArthurGlen Designer Outlets” in nove paesi europei e in Canada. Una giornata di selezioni, interamente dedicata ai candidati che, presentandosi presso la postazione Kelly Services muniti di Curriculum Vitae, potranno effettuare un breve colloquio conoscitivo con le recruiter. Un’occasione imperdibile per tutti coloro che sono alla ricerca di un nuovo impiego e sono in possesso dei requisiti richiesti. Di seguito, l’elenco delle figure ricercate:
DRIVER: i candidati ideali devono possedere una buona conoscenza della lingua inglese ed essere in possesso della patente B da almeno 5 anni. È richiesta assoluta disponibilità a spostarsi sia in Italia che all’estero. Non si richiede un’esperienza pregressa nel ruolo.
SHOP ASSISTANT: requisiti fondamentali per i candidati ricercati sono un’ottima conoscenza della lingua inglese, una spiccata propensione al contatto con il pubblico e una buona attitudine alla vendita. È richiesta una minima esperienza nel ruolo.
FOOD ASSISTANT: requisiti fondamentali sono un’ottima conoscenza della lingua inglese, una spiccata propensione al contatto con il pubblico e una buona attitudine alla vendita. È richiesta una minima esperienza nel ruolo.
In qualità di workforce solutions provider leader a livello globale, Kelly Services, Inc. (Nasdaq: KELYA, KELYB) e le sue consociate presenti in tutto il mondo offrono una gamma completa di servizi di outsourcing e consulenza, nonché somministrazione di lavoro a tempo determinato e indeterminato e ricerca e selezione di personale qualificato e specializzato. Kelly® ha aiutato più di un milione di lavoratori in tutto il mondo a gestire le proprie opportunità di carriera, trovando direttamente lavoro a 550.000 persone e aiutando gli altri attraverso il proprio network di partner nella gestione della talent supply chain. Il fatturato della società per il 2017 è stato di 5.4 miliardi di dollari. Per maggiori informazioni, consulta il sito kellyservices.it ed unisciti a noi su Facebook, LinkedIn e Twitter.

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Governo. “Pensionatostaisereno”, che ti tolgo i soldi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Scattano da questo mese i tagli alle pensioni. E’ l’effetto della decisione del governo lega stellato, approvato dalla relativa maggioranza parlamentare.Si tratta dei mancati adeguamenti all’indice Istat che riguardano 5 milioni di pensionati e porterà nelle casse dello Stato qualcosa come 3,6 miliardi di euro in 3 anni.
Non si tratta di pensioni d’oro ma di quelle superiori a 1.522 euro lordi mensili, che equivalgono a circa 1250 euro netti. Sopra questa cifra non ci sarà l’adeguamento all’Istat, cioè alla svalutazione, con relativa decurtazione delle pensioni. C’è un problema in più: i pensionati, oltre a non vedersi adeguata la pensione, dovranno restituire quanto percepito nei primi tre mesi di quest’anno durante i quali, invece, c’è stato l’adeguamento Istat. Nel nostro Paese ci sono circa 16 milioni di pensionati, dei quali circa 8 milioni non hanno versato contributi in relazione alla propria pensione, per cui sono a carico della fiscalità generale, cioè delle tasse pagate dalle imprese e dai cittadini, comprese quelle versate dai pensionati veri e propri, ai quali si sottrae l’adeguamento della propria pensione alla svalutazione, dopo aver pagato le tasse anche per gli 8 milioni di pensionati che non hanno versato contributi previdenziali né pagano tasse. “Pensionatostaiseremo”, dice questo governo, che ti toglie i soldi.

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Normativa per il funzionamento dei sindacati per la tutela e rappresentatività dei Carabinieri d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Il SIM CARABINIERI, scevro da condizionamenti esterni, in prossimità della chiusura della fase emendativa al PDL 875 Corda esprime massima fiducia ai parlamentari relatori in commissione su quello che sono le richieste emendative presentate nelle diverse modalità, tendenti ad ottenere una normativa adeguata ed attuale per il futuro funzionamento dei “sindacati” che dovranno occuparsi della Tutela e della Rappresentatività dei Carabinieri d’Italia. Appare impossibile ritenere che la nascente norma possa precludere ai Carabinieri i diritti che con la sentenza n.120/2018 della Corte Costituzionale sono stati definitivamente concessi dopo anni di privazione. E’ proprio per questi motivi non accetterà in alcun modo, categoricamente, nulla che possa continuare a ledere la libertà e la tutela di ogni Carabiniere. Uomini, donne, soldati, sbirri e servitori della
Patria, disposti a donare la propria vita affinché si possano continuare ad affermare i principi di onestà e legalità che contraddistinguono da oltre 200 anni l’Arma dei Carabinieri, patrimonio degli Italiani e del mondo intero. Il SIM Carabinieri si offre di continuare ad essere uno strumento di interfaccia con le parti politiche, come è stato fatto sino ad ora, affinché possano giungere ai citati parlamentari tutti i consigli e l’esperienza che ogni Carabiniere serba in se dopo decenni di “essenza”. L’attesa è lunga ed estenuante, ma con saggezza e calma, siamo certi che nessuno deluderà le nostre aspettative. (Il Segretario Generale Nazionale Antonio Serpi)

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“Lavoro e sicurezza: aspetti normativi, tecnici, formativi e innovativi”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Roma 11 Aprile 2019, ore 9,30-13,30 Parlamentino del CNEL, viale David Lubin 2.Il convegno è organizzato dal Dipartimento salute e sicurezza nei luoghi di lavoro della Confsal. Storicamente esisteva il medico di fabbrica, poi diventato l’attuale medico competente specialista in Medicina del lavoro. Per molto tempo la funzione del medico del lavoro è stata identificata nella sorveglianza sanitaria periodica finalizzata alla prevenzione delle malattie professionali. Oggi è necessaria, invece, una visione olistica della salute e della sicurezza di chi lavora.Le nuove dimensioni dell’economia impongono nuovi sistemi di tutela della salute e della sicurezza in ambito lavorativo, confortati da illuminati orientamenti giurisprudenziali che, in non pochi casi, ispirano innovazioni normative sul tema. Purtroppo si tratta spesso di misure non esaustive, non efficienti e bisognose di continue rivisitazioni, anche e soprattutto alla luce dell’evoluzione industriale e dei repentini e nuovi rischi emergenti in campo lavorativo. Inoltre, non sono rari i casi in cui pratiche illegali ed elusive della norma nascondono realtà criminose e di lavoro nero.
Occorre quindi arginare tali condotte “malate” partendo dal fulcro dell’expertise, e cioè dalla formazione e dalla diffusione della cultura della sicurezza facendo leva, non solo sulla mera sensibilizzazione e informazione dei lavoratori, ma anche su dinamiche innovative e capillari, quali l’innovazione e l’addestramento virtuale certificato.Il convegno sarà aperto e coordinato da Michele de Nuntiis, Responsabile Confsal Dipartimento salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Seguiranno i saluti del Presidente del Cnel, Tiziano Treu e del Responsabile Ufficio studi Confsal, Mario Bozzo. Le relazioni saranno a cura di: Raffaele Guariniello Magistrato Emerito; Salvatore Dovere, Consigliere Corte di Cassazione; Andrea Magrini, Direttore della Scuola di Specializzazione di Medicina del Lavoro Università di Roma “Tor Vergata”; Giuseppe Piegari, Dirigente INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro); Antonio Terracina, Dirigente Inail; Angelone Sara, Medico del lavoro e criminologa; Lucia Massa, Responsabile Confsal Dipartimento Formazione; Oliviero Casale, Marketing and Training Manager MTIC Group; Andrea Bor.

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Scuola: Sostegno alunni disabili, maldistribuiti i posti dei corsi di specializzazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

La Regione Piemonte raccoglie la denuncia di Anief che ha portato all’immediata impugnazione della decisione del Miur di far ripartire in modo disomogeneo i 14.224 posti utili a specializzarsi come docente di sostegno, autorizzati con il decreto n. 92/2019 secondo l’offerta degli Atenei e non della vacanza di posti e di insegnanti specializzati nel territorio come prevede la legge. Il caso dei posti di sostegno assegnati al Piemonte: a non comprendere il perché del sensibile squilibrio nella distribuzione dei posti a livello regionale è ora l’Assessorato regionale all’Istruzione del Piemonte che ha chiesto un incontro tra l’Università di Torino e l’Ufficio Scolastico. Per Anief la richiesta è più che lecita, perché si è introdotta una soglia “fluttuante”. Secondo il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico oltretutto non c’era alcun motivo di lasciare fuori un altissimo numero di candidati che già stanno aderendo in tanti a una nuova azione giudiziaria contro il numero chiuso e l’assenza di una soglia ai test pre-selettivi oggettiva legata al raggiungimento della sufficienza.
I corsi di sostegno devono ancora prendere il via, le selezioni si avvieranno solo a metà a aprile, ma già è tempo di polemiche. E i motivi sono fondati. Secondo Orizzonte Scuola, il problema rimane “capire come far fronte alla cronica mancanza di insegnanti di sostegno specializzati. Numerosi docenti infatti anche quest’anno continuano ad insegnare privi del titolo di specializzazione e delle competenze specifiche per questa professione”. Il problema è che invece di fare fronte alla comprovata necessità di specializzare migliaia di docenti che ogni anno coprono le cattedre di sostegno vacanti, l’amministrazione piemontese è riuscita ad allestire dei corsi che avviano alla didattica “speciale” per appena 200 posti, di cui la miseria di 15 nella scuola dell’infanzia, peraltro concentrandoli nella sola Università di Torino. “Si tratta con ogni evidenza di cifre del tutto inadeguate ai bisogni piemontesi – ha detto l’assessore regionale Gianna Pentenero a Torinoggi -. Basti pensare che lo stesso numero complessivo di percorsi di specializzazione è attivato dagli atenei della Basilicata, regione con popolazione inferiore di otto volte a quella del Piemonte. Questo non può che riflettersi negativamente sulle condizioni di tante ragazze e tanti ragazzi disabili. La questione è stata posta anche in Conferenza Stato-Regioni e, allo stato attuale, è indispensabile – ha concluso la consigliera piemontese – che il Governo nazionale dedichi maggiori risorse per finanziare la formazione degli insegnanti”. Anief concorda con la presa di posizione del Consiglio regionale del Piemonte dopo aver denunciato all’USR l’incredibile situazione: la scuola pubblica italiana ha estremo bisogno di docenti di sostegno specializzati, come del resto più volte rilevato dal Ministro dell’Istruzione. A questo scopo, sono stati programmati i corsi per specializzare 40 mila docenti in tre anni ma lo si è deciso di fare con una ripartizione di posti illogica e con dei numeri del tutto insufficienti. Oltretutto, decidendo di ammettere alla prova scritta solo chi supererà una soglia “fluttuante”, variabile in base al conseguimento dei punteggi conseguiti in ogni singolo ateneo, si stanno andando a determinare i presupposti per creare una selezione discriminante. Anief ricorda, che è fondamentale la preparazione iniziale per affrontare al meglio le prove e il corso. Per informazioni, rivolgersi a Eurosofia.

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Condotta Antisindacale: il giudice condanna Pam Panorama

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 aprile 2019

Nel mese di ottobre 2018 due RSA della Filcams CGIL Roma Lazio, affiggevano presso la bacheca sindacale del punto vendita PAM Panorama di Roma Bufalotta un volantino, che aveva il compito di evidenziare come le buone pratiche teorizzate dall’azienda in un percorso formativo non venissero di fatto rispettate nella realtà del punto vendita, producendo solo effetti negativi sull’organizzazione del lavoro.
Pam Panorama con un atto immotivato e strumentale operato al solo fine di limitare il diritto di critica e le libertà sindacali, sospese dal servizio i due Rappresentanti Sindacali e avviò una contestazione disciplinare e relativa sanzione di 10 giorni di sospensione.La Filcams CGIL Roma Lazio ritenendo tale atto gravissimo e lesivo delle libertà sindacali, impugnò la contestazione e portò davanti al giudice la Società Pam Panorama ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori per condotta antisindacale tenuta dalla società. Giorni fa il giudice ha accolto il ricorso del sindacato condannando la società e ha riconosciuto come antisindacale il comportamento tenuto da Pam Panorama, di conseguenza ha dichiarato nulle le sanzioni disciplinari.Maurizio Alberighi
(funzionario Filcams CGIL Roma Lazio, Dipartimento Commercio) dichiara: “Esprimiamo estrema soddisfazione per il risultato conseguito. Un risultato importante, che vede il sindacato in prima linea nel riaffermare con forza le libertà di espressione e di diritto di critica delle Rappresentanze Sindacali nei luoghi di lavoro, arginando sul nascere e in modo netto, fenomeni di repressione sempre più praticati dai datori di lavoro.”

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Protezione dei lavoratori: nuove norme UE su esposizione a sostanze cancerogene

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

I deputati europei hanno approvato valori limite di esposizione per cinque sostanze chimiche dannose per la salute dei lavoratori.
La proposta, già concordata informalmente con i ministri dell’UE, è stata approvata in via definitiva dal Parlamento a larga maggioranza, con 586 voti favorevoli, 10 contrari e 26 astensioni.La legislazione aggiunge cadmio, berillio, acido arsenico, formaldeide e 4,4′-metilene-bis (2-cloroanilina) (MOCA) all’elenco UE delle sostanze nocive. Queste sostanze chimiche sono utilizzate in un’ampia gamma di settori, come: fabbricazione di batterie al nichel-cadmio, fusione di zinco e rame, laboratori, elettronica, funerali e imbalsamazione, edilizia, sanità (reparti di patologia e sale di autopsia), plastica e settori del riciclaggio.Le nuove norme miglioreranno le condizioni di lavoro di oltre un milione di lavoratori dell’UE e dovrebbero prevenire oltre 22 000 casi di malattie professionali.
Il testo approvato fissa i seguenti periodi di transizione:
8 anni per il cadmio,
7 anni per il berillio e
4 anni per l’acido arsenico.
Per la formaldeide viene fissato un periodo di transizione di 5 anni unicamente per il settore sanitario e quello funerario, considerate le situazioni specifiche di tali settori.
Cadmio e farmaci citotossici: possibili ulteriori modifiche
La Commissione europea valuterà entro tre anni se la direttiva debba essere modificata per includere ulteriori disposizioni sul cadmio. Inoltre, su richiesta del Parlamento, la Commissione valuterà, entro la fine del secondo trimestre del 2020, la possibilità di modificare la direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni (CMD) per includere le droghe pericolose, comprese le droghe citotossiche, o di proporre uno strumento più appropriato per garantire la sicurezza sul lavoro dei lavoratori.La terza revisione della direttiva CMD mira a ridurre ulteriormente il rischio di ammalarsi di cancro per i lavoratori europei, che resta la principale causa di decessi sul lavoro nell’UE.

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Sanità privata Lazio: la mobilitazione dei lavoratori non si ferma

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

“La mobilitazione dei lavoratori non si ferma, andremo avanti fino alla firma del nuovo contratto”. Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – non cedono di un millimetro e lanciano la seconda fase delle iniziative di protesta nei posti di lavoro e nelle strutture della sanità privata accreditata della regione.”Se marzo è stato un mese caldo, aprile lo sarà ancora di più”, attaccano. “In queste settimane di lotta e azioni informative abbiamo registrato le prime aperture da parte datoriale. Ma non ci basta affatto: troppi imprenditori sono ancora asserragliati dietro la difesa dei profitti, la scusa della crisi o la proposta di un rinnovo a zero euro. Per noi è inaccettabile. E lo ribadiremo con tutta la determinazione e la rabbia accumulata in 12 anni di attesa. Vogliamo un contratto giusto, con più salario, più diritti, più riconoscimento professionale. Anche le migliaia di cittadini e utenti che abbiamo incontrato ne sono convinti: per avere una buona sanità e un sistema di salute d’eccellenza bisogna credere e investire nelle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“Per questo abbiamo pronto un nuovo calendario di iniziative, assemblee e volantinaggi che toccheranno tutti i territori”, spiegano Di Cola, Chierchia e Bernardini. “Oggi si inizia con il frusinate, al San Raffaele di Cassino, all’Ini Città Bianca e a Villa Alba di Veroli. Il 3 aprile sarà la volta della casa di cura Città di Roma, il 4 aprile di Capodarco e Villa Fulvia, il 5 aprile dell’ospedale Cristo Re. L’8 aprile si riparte con Villa Tiberia, il 10 aprile con la clinica Sant’Anna di Pomezia, il 12 con l’Icot di Latina, il 15 con l’Aurelia Hospital e poi in tante altre strutture. Sempre ad aprile ci sarà poi una grande manifestazione nazionale con Furlan, Landini e Barbagallo”.”Ai datori di lavoro, Aris e Aiop in testa, non daremo tregua. I lavoratori della sanità privata meritano un contratto come i loro colleghi del pubblico: stesso lavoro, stesso salario, stessi diritti”, concludono i segretari di categoria di Cgil Cisl e Uil. “Ma anche Regione Lazio e Conferenza Stato-Regioni devono assumersi le loro responsabilità su regole e tariffe di accreditamento. Non siamo disposti a fare sconti e se sarà necessario arriveremo a un nuovo sciopero del comparto”

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