Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Aperte iscrizioni al sindacato aeronautica militare

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Per la prima volta i militari dell’Aeronautica Militare potranno iscriversi ad una associazione sindacale autonoma, indipendente e democratica. Una svolta nel mondo del diritto militare che vede impegnato anche il Parlamento per l’approvazione di una legge che regoli questa nuova realtà. Si avvia oggi la campagna dei tesseramenti – afferma il Segretario Generale del SIAM Paolo Melis – una nuova stagione di diritti in cui ciascuno di noi ha la possibilità di essere partecipe di un futuro fatto di impegno e conquiste sociali, un nuovo modo di vivere la propria realtà lavorativa caratterizzata da maggiori diritti e tutele.
Il SIAM, da oggi – conclude Melis – sarà sempre a fianco dei lavoratori con le stellette anche grazie ad una rete di servizi, presto operativi su tutto il territorio nazionale. Lo dichiara il Segretario Generale del SIAM Paolo Melis.

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Rapporto annuale 2018 di Aiuto alla Chiesa che Soffre

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Roma giovedì 20 giugno alle ore 10.30, presso la sede di ACS di Piazza San Calisto 16 (entrando a destra, IV piano) Interverranno: il cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, Thomas Heine-Geldern, Presidente esecutivo ACN-International, Alfredo Mantovano, Presidente ACS-Italia, e Alessandro Monteduro, Direttore ACS-Italia.

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Al via l’estate di solidarietà

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Parte la vacanza alternativa di chi sceglie di passare una o più settimane insieme a chi non avrebbe avuto la possibilità di farlo. E dimostra che esiste un’Italia generosa e solidale. Perché anche l’estate – e non solo l’inverno per il freddo – è per molti poveri un momento difficile: il caldo intenso, la diminuzione delle occasioni di incontro nelle città che si svuotano, i servizi ridotti, accentuano l’isolamento e divengono un vero fattore di rischio anche per la salute di molti tra loro. Soprattutto per i più fragili, l’estate non è sinonimo di vacanza, ma di solitudine. Un fenomeno in crescita, che riguarda soprattutto gli anziani, considerando che sono milioni gli italiani over 65 che non si allontanano da casa nemmeno per un giorno durante i mesi estivi.
Per questo, durante l’estate, in tutte le città italiane dove è presente, la Comunità di Sant’Egidio non interrompe la sua presenza accanto ai poveri, mantenendo aperte le mense e i centri di aiuto, ma propone anche delle vere e proprie vacanze con chi accompagna durante tutto l’anno: una settimana al lago, al mare, in collina, in montagna, in modo autogestito e autofinanziato. Un’occasione non solo per allontanarsi dal caldo delle città ma anche per uscire dalla solitudine, incontrare gli altri e far crescere l’amicizia. Si tratta di una vera e propria vacanza: i volontari, giovani e adulti, a volte con le loro famiglie, trascorrono questi giorni con i bambini delle Scuole della Pace (minori in difficoltà delle periferie), gli anziani, le persone con disabilità, i senza dimora e i migranti, tra i quali anche alcuni venuti con i corridoi umanitari. E’ la vacanza alternativa e solidale che ci piace e che vede crescere ogni anno l’adesione dei volontari che intendono viverla con il loro impegno libero e gratuito.A queste iniziative si affianca, tra la fine di luglio e inizio di settembre, la Summer School of Peace, che coinvolgerà in attività di sostegno scolastico ed educativo 80 bambini rom di Roma, passo fondamentale per la loro inclusione sociale, resa possibile grazie a una rete di centinaia giovani di tutta Italia che si alterneranno durante le vacanze. Infine decine di studenti universitari di varie città italiane trascorreranno alcune settimane in Africa, impegnati in missioni di solidarietà, nell’ambito del programma DREAM per la cura dell’AIDS e delle distribuzioni di aiuti alle popolazioni del Malawi e del Mozambico, colpite il marzo scorso dal ciclone Idai.

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Per il rinnovo del contratto della sanità privata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Roma. “Confermiamo l’obiettivo di arrivare, in maniera condivisa e in tempi ragionevoli, al doveroso aggiornamento contrattuale dei professionisti che operano nella componente di diritto privato del SSN.” È quanto affermato da Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari) in occasione dell’incontro odierno con l’assessore Sergio Venturi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Aiop e Aris hanno anche accolto con favore l’avvio di un confronto congiunto voluto dalla Conferenza delle Regioni.
Le strutture sanitarie della componente di diritto privato del SSN operano in un sistema regolato da terzi, con volumi di attività e tariffe che, oltre a variare da regione a regione con differenziali fino al 30%, sono datate e costruite in base a meccanismi che non tengono in considerazione le reali componenti di costo delle prestazioni che le strutture erogano ai cittadini per conto del SSN, mettendo a rischio la sostenibilità dell’intero settore.Obiettivo prioritario di Aiop e di Aris, le cui strutture sanitarie associate contribuiscono in maniera determinante all’offerta sanitaria del Paese, è quello di garantire il rinnovo del contratto nei confronti degli oltre 100mila lavoratori che ogni giorno, con grande professionalità, consentono agli italiani di avere una risposta alla propria domanda di salute, e alle aziende di garantire al SSN servizi e prestazioni efficaci e di qualità.Aiop e Aris, in pieno spirito di collaborazione, hanno sottolineato di essere pronti al confronto per raggiungere l’obiettivo, comune a tutti, di un rinnovo contrattuale che valorizzi le competenze dei professionisti della componente di diritto privato del SSN – che hanno pari dignità rispetto ai colleghi del comparto pubblico – e salvaguardi le esigenze di efficienza e produttività delle strutture sanitarie.È stato rilevato, tuttavia, che la sostenibilità del settore è garantita dalla congruità di tariffe definite dalle Regioni, per questo motivo Aiop e Aris ritengono che l’aggiornamento del contratto, comportando costi aggiuntivi, debba anche esser fondato sulle relative coperture, così come previste per il comparto pubblico.
Nel corso dell’incontro è stato anche evidenziato come, negli ultimi anni, le strutture della componente di diritto privato del SSN hanno subìto l’imposizione di un tetto di spesa regionale (D.L. 95 del 2012), che, nella migliore delle ipotesi, cristallizza i budget al 2011 abbattuti di un ulteriore 2% (in alcuni casi anche al 2007). Considerato tutto questo, Aiop e Aris ritengono indispensabile che la deroga al D.L. 95 del 2012, che era stata prefigurata nella Legge di bilancio 2019, trovi la sua concreta attuazione all’interno del Patto per la salute.

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Giornata Mondiale del Rifugiato 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di oltre 70 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo che, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza in un altro paese. E soprattutto invita a non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche di chi è riuscito a ricostruire il proprio futuro, offrendo il proprio contributo alla società che lo ha accolto.Per perseguire questo obiettivo l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, prosegue la campagna #WithRefugees, che vuole dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, raccogliendo e amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo.
Le storie dei rifugiati e delle rifugiate, le testimonianze di solidarietà di esponenti del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo, e l’elenco e le informazioni sulle principali iniziative in programma su tutto il territorio nazionale sono disponibili sul sito della campagna http://www.unhcr.it/withrefugees.Anche quest’anno l’UNHCR ha voluto organizzare il proprio programma di eventi e iniziative intorno a tre colonne portanti della cultura italiana: arte, musica e gastronomia. Inoltre, verranno organizzate le consuete giornate di “Porte Aperte” nei centri di accoglienza sul territorio e la presentazione in conferenza stampa del report annuale Global Trends 2018 con la partecipazione di rappresentanti delle comunità di rifugiati, delle istituzioni e della sociatà civile.“Un’integrazione efficace parte dalla conoscenza dell’altro e del contesto da cui proviene, nonché delle motivazioni che l’hanno spinto ad abbandonare la propria casa per cercare asilo in un altro Paese”, ha aggiunto Roland Schilling, Rappresentante regionale UNHCR a.i. per il Sud Europa. “Speriamo che questa giornata, con il suo ricco programma di iniziative su tutto il territorio nazionale, possa aiutare ad avvicinare i rifugiati ed i richiedenti asilo e le comunità ospitanti in una prospettiva di reciproco beneficio”.

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Il 20 giugno sciopero USB all’Atac

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per giovedì 20 giugno uno sciopero di 24 ore del personale di Atac. Uno sciopero per difendere la salute e la sicurezza tanto dei lavoratori quanto degli utenti, perché nel trasporto pubblico romano il problema non sono più soltanto i bus che prendono fuoco e le aggressioni al personale, ma anche le polveri sottili nelle gallerie e nelle stazioni della metro, polveri micidiali i cui valori arrivano a sforare anche di 5 volte i limiti di legge.Dopo le denunce di USB e Orsa sulla sospensione da un anno e mezzo della depolverizzazione delle gallerie, che ha lasciato depositare e respirare a dipendenti e utenti polveri sottili, nonché sull’assenza di rilevazioni dallo scorso mese di ottobre, lunedì 3 giugno il prefetto di Roma ha accolto le sollecitazioni delle due organizzazioni sindacali, disponendo che Atac effettui celermente nuovi rilievi, per i quali l’azienda ha incaricato subito l’Università di Tor Vergata.Più in generale USB denuncia la quasi totale assenza di servizi igienici ai capolinea, la negazione continua di ferie adeguate a un sufficiente recupero psico-fisico, lo stato usurato dei mezzi, l’assenza di aria condizionata nei mesi caldi, tutte situazioni che causano un peggioramento delle condizioni di salute dei lavoratori.Le continue aggressioni al personale operativo, causate dalla gestione insufficiente del servizio, aggiungono infine altro stress e altro disagio a lavoratori che svolgono già un’attività di per sé usurante.Il 20 giugno i lavoratori sciopereranno non solo per tutelare la propria salute e la propria sicurezza ma anche quelle degli utenti. È a loro che ci rivolgiamo e chiediamo comprensione e sostegno, perché vittime in egual misura di una gestione inefficiente di un servizio pubblico che è patrimonio di tutti.
Il personale viaggiante di Atac si fermerà dalle ore 08:30 alle ore 17:00 e dalle 20:00 a fine servizio.

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Rette Residenze sanitarie assistenziali

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Il Consiglio di Stato, con sentenza pubblicata il 21 marzo scorso ha chiarito un importante aspetto dell’interpretazione normativa in materia di Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) e di diritto alla salute, in relazione alla cura ed ai ricoveri nelle Residenze sanitarie Assistenziali (RSA) dei soggetti non autosufficienti e degli anziani: se il malato continua ad esser tale, anche dopo che siano trascorsi i tempi previsti per le cure intensive ad esclusivo carico del Servizo Sanitario Nazionale (SSN), anche della fase di “lungoassistenza” i costi saranno a carico delle Aziende Sanitarie Locali (Asl) competenti (e non come adesso per metà quota a carico dei comuni e dell’utente).
La pronuncia si inserisce in un più ampio contesto. L’azione promossa da alcune associazioni che tutelano le persone disabili e gli anziani, aveva principalmente ad oggetto la riforma della sentenza del Tar Lazio, concernente la legittimità del Dpcm con cui si sono riformati i LEA (del 12.01.2017). In questo contesto, però i giudici si sono pronunciati, fra le altre cose, anche sul riparto dei costi di ricovero nella “lungoassistenza” e sull’applicabilità dei limiti temporali relativi alle cure ai soggetti non autosufficienti ed anziani ricoverati in struttura,Ed invero, le normative secondarie (ex decreto LEA DPCM 29 novembre 2001, poi sostituito dai nuovi LEA come definiti nel DPCM 12.01.2017) prevedono, in contrasto con la norma primaria e con l’art. 32 della Costituzione, che la copertura integrale del SSN avvenga solo per 30, 60 o al massimo 18 o 36 mesi, dopo di che il costo diviene in parte a carico di Comuni ed utenza (la cosiddetta quota sociale).Il Consiglio di Stato, invece, ha ritenuto che tali limiti temporali (oggi le famiglie pagano circa 1500 euro al mese a titolo di quota sociale, per capirsi), non possono elidere il nucleo essenziale del diritto alle cure. E se le condizioni di salute e di bisogno permangono dopo i predetti tempi, il SSN deve continuare a farsi carico integralmente dei costi. In altre parole, ai fini del riparto, contano le terapie necessarie alla cura e non i tempi che occorrono per effettuarle.Tali limiti, che oggi costituiscono un tetto massimo di copertura dei costi da parte del SSN, a parere dei giudici, cozzano, se rigidamente applicati, con la normativa di rango primario e costituzionale. Essi, devono, infatti, esser ritenuti “meramente indicativi” e, laddove il paziente, al termine del periodo intensivo, abbia ancora bisogno di (lungo) assistenza socio-sanitaria a prevalente carattere sanitario (e non meramente socio assistenziale), essa è ad integrale carico del SSN.Un malato con patologie croniche ingravescenti, che riceve prestazioni socio-sanitarie “ad alta integrazione sanitaria” (art. 3 septies d.lgs 502/92), è improbabile che dopo 30, 60, 18 mesi o 36 mesi possa tornare alla normalità. E’ probabile che sia ricoverato a lungo, e a tempo indeterminato in Rsa e, in tal caso, i costi delle prestazioni spettano all’Asl di competenza.Si tratta di una pronuncia importante, che avvalora e rende concreto il diritto alla salute di molti anziani e/o soggetti non autosufficienti. Importante anche per le loro famiglie, su cui ancora troppo spesso gravano, illegittimamente, i costi del ricovero. E’ anche utile a prender coscienza che i costi dell’assistenza agli anziani non autosufficienti sono e saranno sempre più esplosivi, in un periodo di invecchiamento della popolazione e di contemporaneo miglioramento delle possibilità terapeutiche. Occorre allora porsi una questione importante di risorse e di bilancio e di correlate scelte politiche. (Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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Protocollo di Intesa per la salute dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo e il Rettore della Saint Camillus International University of Health Sciences Giovanni Crisostamo Profita, nel corso della Conferenza Organizzativa dell’UNICEF Italia che si tiene a Roma in questi giorni, hanno firmato un protocollo di intesa della durata di quattro anni per unire le proprie forze e competenze in ambito sanitario e di cooperazione per i bambini più vulnerabili.
“Ogni giorno nel mondo 7.000 bambini muoiono nel primo mese di vita. Il primo gennaio di quest’anno sono nati nel mondo oltre 395.000 bambini, circa 1.335 in Italia. È con grande senso di responsabilità che abbiamo deciso di impegnarci in questa collaborazione per i bambini più vulnerabili in Italia e nel mondo. Ogni bambino deve avere un accesso adeguato a cure mediche di qualità che consentano un suo corretto e sano sviluppo.” – ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. “Questa collaborazione porterà a risultati concreti e positivi e sono orgoglioso di averne dato notizia in occasione della conferenza organizzativa annuale dell’UNICEF Italia che riunisce i Presidenti provinciali e locali UNICEF, i volontari, il nostro staff, il grande cuore pulsante della nostra organizzazione.”“Insieme con l’UNICEF promuoveremo attività congiunte per la salute e il benessere dei bambini, collaboreremo per la definizione di specifici programmi di ricerca, porteremo avanti progetti nell’ambito della tutela della famiglia e dell’infanzia e della riduzione delle povertà socio educative attraverso la formazione di figure specializzate nel settore sanitario. Questa collaborazione è per noi un grande orgoglio, che porterà beneficio a tanti bambini in Italia e nel mondo”, ha dichiarato il Rettore della Saint Camillus International University of Health Sciences Giovanni Crisostamo Profita.

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115 milioni di ragazzi e uomini nel mondo si sono sposati da bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Secondo l’UNICEF – che oggi lancia il primo studio approfondito sugli sposi bambini – circa 115 milioni di ragazzi e uomini nel mondo si sono sposati da bambini, di questi 1 su 5 – circa 23 milioni – prima dei 15 anni. Attraverso i dati da 82 paesi, lo studio rileva che il matrimonio precoce tra i ragazzi è diffuso in diversi paesi nel mondo, che vanno dall’Africa sub sahariana all’America Latina e i Caraibi, dall’Asia del Sud all’Asia dell’Est e il Pacifico. Secondo i dati, il tasso più alto di matrimoni precoci di bambini si registra in Repubblica Centrafricana con il 28%, seguono Nicaragua con il 19% e il Madagascar con il 13%. I nuovi dati portano il numero totale di spose e sposi bambini a 765 milioni. Le ragazze rimangono quelle maggiormente colpite, con 1 giovane donna su 5 tra i 20 e i 24 anni che si è sposata prima del suo diciottesimo compleanno, rispetto a 1 giovane uomo su 30.
Mentre la percentuale, le cause e l’impatto dei matrimoni precoci tra le ragazze sono stati ampiamente studiati, sui matrimoni precoci di ragazzi e bambini sono state realizzate poche ricerche. I bambini maggiormente a rischio di matrimoni precoci provengono dai famiglie più povere, vivono in aree rurali e sono poco o per nulla istruiti.“Il matrimonio ruba l’infanzia” – ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale UNICEF. “Gli sposi bambini sono costretti ad assumersi responsabilità da adulti, per le quali potrebbero non essere pronti. Il matrimonio precoce comporta paternità precoce, e di conseguenza maggiore pressione di dover provvedere alla famiglia, l’interruzione dell’istruzione e scarse opportunità lavorative. Nell’anno in cui celebriamo l’anniversario dei 30 anni dall’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, dobbiamo ricordare che costringere al matrimonio ragazzi e ragazze quando sono ancora dei bambini è in contrasto con i diritti sanciti dalla Convenzione” – ha dichiarato Fore. “Attraverso ulteriori ricerche, investimenti e l’empowerment, possiamo porre fine a questa violazione.” Sito-web: http://www.unicef.it.

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UNICEF Italia: impegno per 1,2 milioni di bambini in povertà assoluta nel nostro paese

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Dichiarazione del Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo all’Assemblea dei volontari riunita a Roma.“L’Italia, mai come oggi, come ho detto 11 mesi fa al mio insediamento, deve essere il terreno su cui ci impegneremo sempre di più come UNICEF. Ogni giorno assistiamo ad episodi incresciosi che riguardano i nostri bambini. Figli feriti o uccisi per mano dei genitori, bambine vittime di violenza, anche all’interno della scuola, discriminazioni nelle mense scolastiche e fenomeni crescenti di bullismo.
Per non parlare dell’insicurezza in cui si trovano a vivere stretti tra la povertà di alcune periferie – in Italia vivono oltre 1,2 milioni di bambini in povertà assoluta ed il 25,7% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 non studia, non lavora né è inserito in programmi di formazione- e l’indifferenza colpevole dei grandi centri urbani, bambini e adolescenti; come accaduto a Napoli giorni fa, quando la piccola Noemi ha rischiato la vita per un proiettile sparato in pieno giorno da un folle criminale mentre lei giocava in un parco con la mamma e la nonna. A Noemi e alla sua famiglia va l’abbraccio di questa Assemblea mentre resta intollerabile che tutto questo avvenga nel nostro Paese. Per questo motivo ritengo sempre più necessaria una forte attività di advocacy che non solo coinvolga la nostra struttura nazionale ma che veda l’UNICEF sempre più protagonista a livello locale attraverso l’attivismo dei nostri volontari integrati e in rete con società civile, scuola, genitori e istituzioni. Siamo a disposizione del Governo per aprire da subito un tavolo sulla condizione dell’Infanzia nel nostro Paese.L’UNICEF del futuro, quella che ho in mente è questa. Una comunità di persone che mettono la propria vita al servizio di una missione oggi complessa. Non è facile essere volontari nel 2019, in un mondo che mette in discussione tutto, che tenta di screditare chi fa del bene, che attraverso le fake news è capace di dire tutto il contrario di tutto. Per questo sono necessarie idee, motivazioni e grandi ideali. Il nostro, quello di proteggere i bambini, va difeso e sostenuto ogni giorno”.

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Il numero di rifugiati e migranti venezuelani supera i 4 milioni

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, e l’OIM, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, hanno annunciato oggi che il numero di venezuelani in fuga dal proprio paese ha raggiunto i 4 milioni. Quello dei venezuelani è uno degli esodi più massicci a livello mondiale.Il flusso di persone in fuga dal Venezuela è cresciuto a un ritmo impressionante. Alla fine del 2015 i rifugiati e i migranti venezuelani erano circa 695.000, mentre a metà del 2019 il loro numero ha superato i 4 milioni, secondo i dati forniti dalle autorità nazionali per l’immigrazione e da altre fonti. In soli sette mesi a partire dal novembre 2018 il numero di rifugiati e migranti è cresciuto di un milione.I paesi dell’America Latina ospitano la gran parte dei venezuelani: 1,3 milioni si trovano in Colombia, 768.000 in Perù, 288.000 in Cile, 263.000 in Ecuador, 168.000 in Brasile e 130.000 in Argentina. Anche il Messico e altri paesi in America Centrale e nei Caraibi ospitano un numero significativo di rifugiati e migranti provenienti dal Venezuela.“Queste cifre allarmanti sottolineano l’urgente necessità di sostenere le comunità dei paesi ospitanti,” ha affermato Eduardo Stein, Rappresentante Speciale di UNHCR e OIM per i rifugiati e i migranti venezuelani. “I paesi dell’America Latina e dei Caraibi stanno rispondendo a questa crisi senza precedenti, ma non possono continuare a farlo senza il sostegno della comunità internazionale.”I governi della regione hanno creato meccanismi per coordinare la loro risposta e facilitare l’inclusione legale, sociale ed economica dei cittadini venezuelani. Tra questi, il meccanismo principale è il Processo di Quito, che ha riunito i paesi latinoamericani interessati dall’esodo di rifugiati e migranti venezuelani. Al fine di integrare questi sforzi, un Piano umanitario Regionale di Risposta alla situazione dei rifugiati e dei migranti (Regional Refugee and Migrant Response Plan – RMRP) è stato lanciato lo scorso dicembre, ed è rivolto a 2,2 milioni di venezuelani e a 580.000 persone delle comunità ospitanti in 16 paesi. Ad oggi, il Piano Regionale di Risposta è stato finanziato solo al 21%.

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Pensioni Anief: fa bene il Governo a non cedere all’Ue

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Dinanzi alla possibilità concreta che ad inizio luglio la Commissione europea sanzioni l’Italia per via del debito pubblico, il Governo gialloverde mette le mani avanti: non solo Quota 100 è confermata, come ha ribadito oggi il premier Giuseppe Conte, ma si intende mettere ancora mano alla riforma previdenziale facendo scendere le pensioni di anzianità a 41 anni. Marcello Pacifico (Anief): Ci sono delle professionalità, come quelle che operano nella scuola, che non possono continuare a rimanere in servizio dopo i 60 anni di età. L’anno scorso, abbiamo formalizzato questa richiesta nella Legge di Bilancio con una serie di emendamenti che avrebbe permesso l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole precedenti alla legge Fornero, oltre a collocare la professione docente tra quelle a carattere gravoso.
“Sulla legge Fornero siamo solo all’inizio. La lettera dell’Ue ci dice che abbiamo sbagliato a iniziare a smontarla e ad approvare ‘quota 100’. Io rispondo educatamente che siamo solo all’inizio perché l’obiettivo è quota 41”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Foligno. “Andare in pensione dopo 41 anni di fabbrica, di negozio o di ospedale – ha sottolineato il leader della Lega – mi sembra il minimo. Quindi sarà un bel confronto tra due prospettive diverse, di vita”. Secondo Anief, la proposta che il vicepremier Matteo Salvini intende attuare, anticipando l’uscita dei lavoratori con 41 anni di contributi, è il minimo che si possa fare. “Ricordiamo a chi si indigna – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che in Europa l’insegnante lascia in media a 63 anni, con Francia e Germania che offrono la possibilità di andare in pensione con 27 anni di contributi accumulati e senza particolari decurtazioni. Non si tratta di fare delle concessioni, ma solo di accordare il diritto alla pensione, dopo avere accumulato oltre 40 anni di contributi, e di ammettere una volta per tutte che vi sono delle professioni, come quelle che si svolgono a scuola, particolarmente stressanti. Anche l’Oms ha confermato questo, descrivendo di recente il burnout, tipico malessere cronico che si riscontra nei lavoratori della scuola, come una sindrome che conduce allo ‘stress cronico’ impossibile da curare con successo”.

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Sono oltre 26mila le opportunità lavorative in arrivo con l’estate 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Trasporti, turismo, grande distribuzione e cura della persona sono tra i settori che offrono maggiori occasioni. È quanto emerge dalla rilevazione effettuata da Assolavoro, l’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro.
Hostess e addetti all’accoglienza, animatori per villaggi turistici, scenografi, ballerini e tecnici audiovideo sono tra le figure più richieste nel turismo assieme a responsabili villaggi vacanze, istruttori subacquei, skipper e caddy master per golf club.
In porti e aeroporti crescono le opportunità per personale – anche di terra; molto gradita la conoscenza di una seconda lingua straniera. Tra le più gettonate, oltre all’inglese, risultano il russo, il cinese e l’arabo.
Cuochi e aiuto cuochi, pizzaioli, pasticceri, sommelier e personale di sala anche alla prima esperienza sono tra le professionalità più cercate nel settore ristorazione.
Nella grande distribuzione si aprono occasioni per banconisti, specie per taglio carni e reparto freschi, addetti alle casse, magazzinieri e addetti alla security.
Sotto la voce “cura della persona” le opportunità riguardano infermieri, badanti e personale socio sanitario, ma anche estetisti, parrucchieri, massaggiatori e personal trainer (yoga, pilates, gyrotonic tra le discipline più in voga).
Anche durante il periodo estivo, inoltre, aumenta la richiesta di figure professionali legate alla promozione attraverso i canali digitali, che conoscano bene le piattaforme, sappiano analizzare dati e tendenze e siano capaci di accompagnare le strutture ricettive e della ristorazione in attività di comunicazione finalizzate.
Le figure professionali cercate dalle Agenzie per il Lavoro sono inquadrate con contratti di lavoro in somministrazione, ovvero con diritti, tutele e retribuzione tipiche del lavoro dipendente.La durata dei contratti per queste specifiche opportunità è solitamente legata a quella della stagione estiva. Rappresentano una occasione per i più giovani di fare le prime esperienze concrete di lavoro e per chi è più adulto per cercare nuove occasioni e migliorare la propria condizione occupazionale.
La retribuzione è quella prevista dai Ccnl per le singole professionalità, le competenze sono naturalmente legate alle singole occasioni, in generale tuttavia è richiesta disponibilità a lavorare in orari notturni e in giorni festivi, flessibilità, capacità di lavorare in team, conoscenza di lingue straniere (inglese, cinese, russo, arabo su tutte).
Per candidarsi basta consultare i siti delle principali Agenzie oppure rivolgersi a una delle 2.500 filiali presenti su tutto il territorio nazionale, info su http://www.assolavoro.eu Assolavoro è l’Associazione Nazionale di Categoria delle Agenzie per il Lavoro (ApL), costituita il 18 ottobre 2006 dalla fusione delle tre rappresentanze preesistenti.
Riunisce le Agenzie per il Lavoro che producono oltre l’85% del fatturato complessivo legato alla somministrazione di lavoro e contano in tutta Italia oltre 2.500 filiali.
L’Associazione nasce per garantire alle ApL standard più elevati di tutela e rappresentanza, nonché un’offerta integrata di assistenza e informazione.È riconosciuta quale Parte Sociale e interviene stabilmente alle audizioni convocate dal Governo e dagli Organismi Parlamentari, per contribuire alla fase di elaborazione sia di nuove normative, sia di indagini conoscitive sul mercato del lavoro. Assolavoro aderisce a Confindustria e rappresenta l’espressione italiana della World Employment Confederation – Europe, la Confederazione Europea delle Agenzie per il Lavoro.

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«Resto al Sud … in Sicilia» incontro a Marsala

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Marsala lunedì 10 giugno 2019 (ore 16.00), presso il Complesso Monumentale San Pietro,si terrà un incontro informativo finalizzato ad illustrare l’incentivo «Resto al Sud», che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno. Le opportunità sono rivolte, in particolare, ai giovani tra i 18 e i 35 anni di età, ma con le novità previste dalla Legge di Bilancio 2019 anche ai liberi professionisti e agli under 46. Le domande vanno presentate sulla piattaforma on-line di Resto al Sud ed una volta approvata la richiesta il regime di aiuto è gestito da Invitalia, per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si possono, pertanto, avviare iniziative imprenditoriali per la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura fornitura di servizi alle imprese e alle persone e turismo. Sono escluse dal finanziamento le attività agricole ed il commercio. Sono ammissibili le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività. Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi. Resto al Sud è un incentivo a sportello, per cui le domande vengono esaminate senza graduatorie in base all’ordine cronologico di arrivo. Sono previsti i saluti istituzionali da parte di Liborio Furco (Presidente GAL Elimos), Alberto Di Girolamo (Sindaco Comune di Marsala), Vito Mancuso (Presidente O.A.P.P.C di Trapani) e Antonio Mistretta (Consigliere Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Marsala). Gli interventi previsti sono i seguenti: Stefania Esposito – INVITALIA (Resto al sud: stato di avanzamento della misura agevolativa), Pasquale Brancato – Direttore Area Retail Trapani (Resto al Sud: Intesa Sanpaolo al fianco dei giovani imprenditori) e Rocco Lima – Direttore GAL Elimos (Il GAL per lo Sviluppo Locale PAL “Terre degli Elimi 2020”). Le conclusioni sono affidate a Liborio Furco (Presidente del GAL Elimos). A partire dalle ore 18.30, infine, si terranno incontri «One to One»

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Servizi pubblici a rischio implosione

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2019

Roma 8 giugno 2019 alle ore 9 in piazza della Repubblica, da lì direzione piazza del Popolo dove dalle ore 11 si terranno i comizi finali.presso la sede della Città metropolitana di Roma, i segretari nazionali delle quattro categorie di Cgil, Cisl e Uil, Fabrizio Rossetti, Franco Berardi, Daniele Ilari e Sandro Colombi, hanno elencato le ragioni della manifestazione. “Un appuntamento per cittadini e lavoratori perché quella dei servizi pubblici è una battaglia generale che riguarda l’idea di solidarietà e la garanzia dei diritti sociali per tutti”. Così le ragioni: “Scendiamo in Piazza chiedendo con forza lo sblocco immediato del turn-over, un Piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione di precari, perché le pubbliche amministrazioni sono al collasso ed avere meno personale significa non solo carichi di lavoro insostenibili ma anche una penalizzazione per la qualità e la quantità dei servizi che si è in grado di offrire ai cittadini”. Così come, sul fronte contratti, hanno aggiunto: “Scendiamo in Piazza per chiedere il rinnovo di tutti i contratti pubblici, per i quali ad oggi non ci sono risorse adeguate, e privati, alcuni dei quali non vengono rinnovati da più di 12 anni eppure parliamo di persone che si occupano della nostra Salute, della nostra assistenza e di quelli dei nostri cari e delle persone più fragili”.
Tra i temi, inoltre, “cancellare le iniquità e le disparità nel sistema previdenziale sia nel settore pubblico riguardo al trattamento di fine rapporto, sia su quota 100 e sui lavori gravosi nei nostri settori pubblici e privati; garantire una contrattazione piena sui processi di riorganizzazione e sulle questioni del personale per dare più valore alla contrattazione decentrata, per tutelare la dignità dei lavoratori e contro ogni forma di delegittimazione della funzione e del lavoro dei pubblici e contro ogni forma di controllo invasivo, dalle impronte alle telecamere; rivendicare più investimenti nei servizi pubblici e per il loro rafforzamento e per contrastare i processi di esternalizzazione che determinano dumping contrattuale e mancata universalità dei diritti per i cittadini”.
Tra le questioni, inoltre, “un taglio netto a consulenze e una revisione del codice degli appalti pubblici, soprattutto per rafforzare la clausola sociale e la parità di trattamento tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato, insieme all’avvio di un vero processo di razionalizzazione della spesa pubblica e di lotta agli sprechi e alla corruzione, di investimenti seri per il potenziamento dei servizi ispettivi e maggiore tutela e garanzie per la sicurezza sul lavoro e per la lotta alla illegalità”. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa rivendicano inoltre “finanziamenti adeguati per il Servizio Sanitario Nazionale, per le Politiche Sociali, per un vero investimento a sostegno dell’infanzia e della non autosufficienza”.Infine, hanno aggiunto Rossetti, Berardi, Ilari e Colombi, “l’avvio di confronti con le istituzioni, sul tema contratti e welfare, e con le associazioni datoriali per il rinnovo dei contratti privati a partire a quello della Sanità Privata. In piazza perché cittadine e imprese hanno bisogno di una pubblica amministrazione efficace, di politiche che guardino alla dignità ed al benessere di tutti, perché i servizi pubblici garantiscono realmente equità nel nostro Paese se potenziati e garantiti”. Queste le ragioni della manifestazione di sabato a Roma ‘Il futuro è servizi pubblici’, “perché non c’è futuro senza lavoro, non c’è uguaglianza senza servizi pubblici”.

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Migrazioni. Oltre l’indignazione. Il razzismo nella storia d’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Torino Giovedì 6 giugno, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 L’estate scorsa ha offerto innumerevoli occasioni per indignarsi: la chiusura dei porti italiani alle navi dei naufraghi; la criminalizzazione dell’attività umanitaria delle Ong; la vergogna dei lager libici; il cinismo dell’Italia e dell’Europa che fanno finta di non vedere e si trincerano nella loro fortezza. È necessario capire che cosa sta succedendo. Confrontarsi con la realtà. Per affrontare questi temi, la Scuola per la buona politica di Torino si è rivolta alle competenze di chi da anni si occupa di fenomeni migratori: demografi, giuristi, antropologi, storici, ma anche esponenti politici e giornalisti alle prese con la gestione concreta dell’accoglienza o con la sua rappresentazione mediatica. Giovedì 6 giugno ore 18, al Circolo dei lettori, con Gad Lerner e Marco Revelli, si conclude la serie di incontri con un appuntamento dal titolo Il razzismo nella storia d’Italia.
Perché tante persone, oggi, lasciano i loro Paesi? Si tratta di un fenomeno senza precedenti? Ha senso distinguere tra chi “ha diritto” e chi “non ha diritto” di emigrare, tra profughi e migranti economici? E, ancora: qual è l’impatto economico e demografico dell’immigrazione dall’Africa e dal Medio Oriente verso la vecchia Europa? Che cosa c’è di vero nella denuncia del business dell’accoglienza? È vero che stiamo diventando razzisti?

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Vivere l’infanzia: un diritto negato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Vivere l’infanzia che meritano oggi è un diritto negato per 690 milioni di minori, quasi 1 su 3 al mondo. Bambine e bambini che muoiono troppo presto a causa di malattie facilmente curabili e prevenibili, che non hanno cibo adeguato per vincere la malnutrizione, che non possono studiare e andare a scuola, che sono costretti a lavorare o a sposarsi precocemente. Un quadro che si fa ancor più cupo nei paesi sferzati dai conflitti, dove in un solo anno 53.000 bambini hanno perso la vita in seguito alle violenze.
La Repubblica Centrafricana è il Paese al mondo dove le condizioni di vita per i bambini sono le peggiori; a seguire Niger e Ciad, con 10 Stati africani, di cui 6 colpiti da conflitti, ad occupare gli ultimi dieci posti della classifica dei Paesi dove l’infanzia incontra le condizioni migliori (1), stilata per il terzo anno consecutivo da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Sul versante opposto, il primato dei Paesi più a misura di bambino spetta a Singapore, seguito da Svezia e Finlandia, con l’Italia all’ottavo posto in graduatoria, in linea con lo scorso anno, peggio solo di Irlanda, Germania, Slovenia e Norvegia, oltre che dei tre sul podio, sebbene nel nostro Paese oggi si contino 1,2 milioni di minori in povertà assoluta. “Rispetto al passato, le condizioni di vita dei bambini, in tutto il pianeta, stanno facendo registrare miglioramenti enormi: si tratta di una notizia importantissima, che dimostra chiaramente che quando si intraprendono i passi giusti e si mettono in campo le azioni necessarie si possono ottenere risultati straordinari per assicurare un futuro a milioni di minori, anche nei Paesi più poveri e nei contesti più complicati. Tuttavia, il lavoro è tutt’altro che compiuto perché sono ancora troppi i bambini che continuano a essere privati dell’infanzia che meritano e che soffrono terribilmente a causa di guerre, povertà, cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale che i leader mondiali, che nel 2015 si sono impegnati a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030, facciano ancora di più e mettano in campo ogni sforzo possibile perché nessun bambino al mondo venga più lasciato indietro”, ha affermato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children.
Rispetto a 20 anni fa, emerge dal nuovo rapporto di Save the Children, si registrano 4,4 milioni di morti infantili all’anno in meno; il numero di bambini colpiti dalla malnutrizione è sceso di 49 milioni; si contano 115 milioni di bambini in meno tagliati fuori dall’educazione e 94 milioni in meno coinvolti in varie forme di lavoro minorile.
La cattiva notizia: sempre più bambini soffrono a causa dei conflitti.

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Incontro Aran: Pronti a valorizzare la professione dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Presso l’Aran ha avuto luogo l’incontro tra le confederazioni sindacali per il rinnovo degli accordi quadro su comparti aree e rappresentatività. Teleborsa ha intervistato il presidente nazionale del giovane sindacato, divenuto rappresentativo in occasione delle elezioni Rsu 2018, Marcello Pacifico. Pacifico ha affermato che, in occasione dell’incontro, “alcune confederazioni come CGIL e CISL hanno chiesto di approfondire la questione sul rinnovo dei comparti e delle aree, mentre tutte le altre organizzazioni confederali, tra cui CISAL e anche la stessa CONFEDIR, hanno preso atto e tutti quanti hanno chiesto un impegno preciso per certificare quello che ormai è sotto gli occhi di tutti. Infatti è stato chiesto all’Aran di certificare questi dati che sono ormai emersi, in modo da affrontare nuove relazioni sindacali che rispettino la volontà di chi si iscrive a un sindacato, di chi vota un rappresentante sindacale, cioè sostanzialmente che rispettino le semplici regole democratiche, scongiurando il rischio di possibili danni o perdite di tempo per ragioni di convenienza”.”Anief nella delegazione Cisal era presente, così come Udir nella delegazione Confedir, ed entrambi i sindacati sono pronti a portare avanti le istanze di tutto il personale della scuola docente, educativo e Ata ma anche dirigente per valorizzare la professione e fare in modo che nella scuola si parli di contenuti che portino a un miglioramento dei servizi anche per il cittadino”.

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Rinnovo contratto trasporto aereo, USB: schema che perde non si cambia

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Il rinnovo della parte generale del Contratto Nazionale del settore del Trasporto Aereo da parte delle federazioni di categoria Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle associazioni datoriali ricalca nel metodo, purtroppo, uno schema perdente che non ha funzionato negli ultimi anni, visti i frutti amari di questo tipo di relazioni industriali.Non c’è stata la verifica della rappresentatività di ogni sigla presente nel settore, come invece previsto delle regole dello stesso testo unico del 10 gennaio scorso, che viene brandito come una clava quando invece conviene, impedendo la partecipazione a organizzazione radicate e rappresentative come USB.Quindi niente di nuovo rispetto agli ultimi 10 anni, a dispetto dell’estremo bisogno di rilanciare le rivendicazioni dei lavoratori non solo per affrancarsi dagli errori del passato ma per riaffermare il contratto nazionale quale strumento di tutela e regolazione degli evidenti squilibri del trasporto aereo italiano.
Nel merito del testo contrattuale, ci riserviamo a breve una valutazione completa con le strutture del settore sulle tematiche più sensibili, quali appalti, clausola sociale, mercato del lavoro, precarietà e democrazia.Adesso si apre la stagione fondamentale dei rinnovi delle parti specifiche, (vettori, gestioni aeroportuali, handling, catering, assistenza al volo, etc…) che tratteranno i temi legati ai salari, all’organizzazione e all’orario di lavoro, nonché l’applicazione concreta di alcuni dei temi trattati nella stessa parte generale.Il contratto nazionale non potrà mai funzionare, tanto più in un settore così delicato e composito come quello del trasporto aereo, se continuerà a basarsi su una logica di esclusione dei lavoratori e dei loro rappresentanti liberamente scelti.

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Contratti: Fp Cgil, bene su adeguamento risorse per rinnovo Medici

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Roma. “Accogliamo con favore la dichiarazione del presidente del comitato di settore Venturi in merito all’adeguamento delle risorse per il rinnovo del contratto della Dirigenza medica e sanitaria, un risultato importante, frutto di una lunga e complicata trattativa sindacale”. Queste le parole di soddisfazione di Andrea Filippi, segretario nazionale della Funzione Pubblica Cgil Medici in merito allo sblocco del contratto della Dirigenza medica e sanitaria, fermo da 11 anni.”Siamo soddisfatti – prosegue Filippi – dei risultati raggiunti in questi mesi con l’inserimento dell’indennità di esclusività nella massa salariale, con il recupero di una parte della retribuzione individuale di anzianità ed oggi, con il finanziamento delle risorse necessarie a parificare il contratto della dirigenza del Ssn a quella del comparto, siamo finalmente in grado di sbloccare il contratto dei professionisti fermo da 11 anni. Ora sarà fondamentale la contrattazione sulla parte normativa per restituire dignità alle carriere bloccate da anni per la mancata esigibilità del contratto in tema di incarichi e fondi contrattuali. È necessario revisionare alcune norme che negli anni hanno causato gravi sperequazioni a danno dei professionisti della sanità” conclude il segretario.

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