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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Ocse: cresce reddito famiglie, Italia ultima tra grandi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 agosto 2019

Secondo l’Ocse, nel primo trimestre 2019 il reddito delle famiglie nel nostro Paese è cresciuto dello 0,5% contro il +0,6% dell’area Ocse, il +0,7% di Eurolandia. Peggio di noi fa solo il Regno Unito (+0,3%).”Dati molto allarmanti. L’Italia resta la Cenerentola del mondo, non solo dell’Eurozona” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se poi considerassimo il dato del reddito durante gli anni della crisi, la situazione sarebbe ancora peggiore. E’ assolutamente condivisibile che il reddito reale fornisce un quadro del benessere delle famiglie. Anzi, a nostro avviso non solo delle famiglie ma anche del Paese: fino a che gli italiani arrancano e sono in difficoltà anche il Paese non può che andare male” prosegue Dona.”Dal 2007 al 2018 il potere d’acquisto delle famiglie, ossia il reddito lordo disponibile in termini reali delle famiglie consumatrici, è sceso del 6,6%. Peggio di così non si può!” conclude Dona.

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Rimpatrio volontario in Myanmar

Posted by fidest press agency su domenica, 25 agosto 2019

Attraverso il Gruppo di Lavoro Congiunto sul rimpatrio, il Governo del Myanmar ha fornito al Governo del Bangladesh i nomi di 3.450 rifugiati Rohingya autorizzati a fare ritorno nello stato di Rakhine, in Myanmar. L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, considera l’impegno del Myanmar in questo processo un positivo passo avanti nell’affermazione del diritto al ritorno nel proprio paese per i rifugiati Rohingya.
L’UNHCR ha assistito il Governo del Bangladesh nel processo di conduzione di sondaggi per stabilire se i rifugiati volessero fare ritorno in Myanmar e per assicurarsi che ogni decisione individuale presa in questo senso fosse effettivamente volontaria.
Negli ultimi giorni l’UNHCR ha fatto visita insieme a funzionari del Bangladesh ad alcune famiglie di rifugiati per stabilire se intendessero tornare in Myanmar. Per il momento, nessuno degli intervistati ha espresso la volontà di farvi ritorno. L’UNHCR continuerà ad assistere il Governo del Bangladesh in questo processo per assicurarsi che tutti coloro che hanno ottenuto l’autorizzazione per il rimpatrio siano intervistati. L’Agenzia esprime inoltre apprezzamento per l’impegno significativo dimostrato dal Governo del Bangladesh affinché sia garantito il rispetto delle decisioni dei rifugiati.
L’UNHCR ha concordato con i governi di Bangladesh e Myanmar che il rimpatrio dei rifugiati dev’essere di natura volontaria, oltre che sicuro e dignitoso. Il rispetto di tali principi permetterà inoltre di garantire la sostenibilità del processo di rimpatrio. Ciò è stato confermato in discussioni che le autorità del Bangladesh e l’UNHCR hanno avuto questa settimana con i rifugiati Rohingya. Molti hanno dichiarato che sperano di poter fare ritorno in Myanmar non appena le condizioni lo permetteranno e verranno fornite garanzie in materia di cittadinanza, libertà di movimento e sicurezza.Costruire fiducia è essenziale. Alla fine di luglio, alti funzionari del Myanmar hanno incontrato dei rifugiati Rohingya negli insediamenti in Bangladesh. Si è trattato di un primo passo significativo, ed è importante che il dialogo continui. Insieme all’UNDP, l’UNHCR sostiene gli sforzi del Governo del Myanmar attraverso la realizzazione di progetti a impatto rapido volti a migliorare le condizioni di tutte le comunità nello Stato di Rakhine e a promuovere la coesione sociale tra esse, in modo da rendere possibile il ritorno volontario e la reintegrazione dei rifugiati. Tuttavia, è fondamentale che l’UNHCR e l’UNDP abbiano accesso prevedibile ed efficace ai luoghi di origine dei rifugiati e alle aree cui potrebbero fare ritorno nello Stato di Rakhine.Il rimpatrio volontario dei rifugiati richiederà l’impegno continuo di tutte le parti coinvolte al fine di costruire la fiducia dei rifugiati; è un vero e proprio processo, non un evento isolato. E in tale processo l’UNHCR ribadisce il suo impegno nel sostenere i governi di entrambi i paesi.

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Peggioramento della crisi in Myanmar

Posted by fidest press agency su domenica, 25 agosto 2019

Quasi 1 milione di Rohingya stanno ancora aspettando giustizia e chiarezza sul loro futuro, due anni dopo essere state costrette a lasciare le proprie case a causa delle atrocità di massa subite in Myanmar, stanno lottando per la propria sicurezza e la propria dignità come rifugiati in Bangladesh. In una dichiarazione congiunta rilasciata oggi, 61 ONG locali, nazionali e internazionali che lavorano nei due paesi, hanno chiesto che nello stato di Rakhine in Myanmar – dove circa 128.000 sfollati Rohngya e di altre comunità mussulmane sono confinati dal 2012 nei campi senza poter far ritorno alle loro case – i diritti umani vengano riconosciuti a tutta la popolazione, senza eccezioni, e che i rifugiati Rohingya attualmente in Bangladesh possano avere un ruolo nelle decisioni sul proprio futuro, comprese le modalità del loro rimpatrio in Myanmar. Le ONG hanno espresso forte preoccupazione per la sicurezza delle famiglie coinvolte dalle violenze nello stato di Rakhine, incluse quelle Rohingya, mentre il conflitto si intensifica e l’accesso umanitario rimane limitato. Alla luce delle notizie sul possibile rimpatrio accelerato di 3.450 rifugiati Rohingya circolate questa settimana, le ONG hanno esortato i governi del Bangladesh e del Myanmar a garantire che qualsiasi processo di rimpatrio avvenga in sicurezza e che sia volontario e dignitoso.Negli ultimi due anni, le ONG hanno aiutato il governo del Bangladesh e le Agenzie delle Nazioni Unite a fornire il necessario sostegno e il supporto vitale ai rifugiati che vivono nel più grande campo profughi del mondo nel Paese. Gli sforzi congiunti hanno stabilizzato le condizioni di vita nel campo, predisponendo le misure necessarie per affrontare la difficile stagione dei monsoni e prevenire la rapida diffusione di malattie. Ma bisogna fare di più. Le Agenzie hanno infatti invitato la comunità internazionale ad aumentare i finanziamenti per la risposta umanitaria in Bangladesh e Myanmar, per poter migliorare le condizioni di vita dei rifugiati e delle comunità locali ospitanti, e quelle degli sfollati interni nel Rakhine.“Per due anni, i bambini Rohingya e le loro famiglie hanno vissuto nei campi con poche speranze di un futuro dignitoso. Dopo aver subito alcune delle peggiori violazioni dei diritti umani del ventunesimo secolo, ora vivono in rifugi temporanei fatti di bambù e plastica e non riescono a ricevere un’istruzione adeguata. Un bambino su dieci è ancora malnutrito e i rischi di traffico e sfruttamento, droga e criminalità nei campi fanno sentire i bambini insicuri”, afferma David Skinner, Responsabile di Save the Children a Cox’s Bazar.“È tempo che il mondo crei le condizioni per sostenere il ritorno sicuro e volontario dei Rohingya in Myanmar, dove il Governo deve far fronte ad una delle sue responsabilità più elementari, quella di garantire lo stesso livello di sicurezza e umanità per tutti. I Rohingya meritano giustizia per ciò che hanno sofferto: i responsabili delle violazioni dei diritti umani e dei crimini contro l’umanità devono essere assicurati alla giustizia affinché i bambini Rohingya siano protetti e queste atrocità non si ripetano più, e per garantire loro il futuro che desiderano” conclude Skinner.Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, lavora in Myanmar nello stato del Rakhine dal 2010 e in Bangladesh, a Cox’s Bazar dal 2012. L’Organizzazione fornisce supporto ai bambini e alle persone più vulnerabili con interventi per la salute, l’alimentazione, l’igiene, l’istruzione e – soprattutto – la protezione dei minori. Nello stato del Rakhine, Save the Children è presente e opera nei campi di Sittwe e Pauktaw e in 19 villaggi in aree di conflitto, in Bangladesh ha raggiunto con i suoi interventi salvavita più di 400.000 bambini a Cox’s Bazar, e ha creato più di 90 Spazi a misura di bambino e oltre 100 centri per l’apprendimento.

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Sindacato aeronautica: La crisi di governo non comprometta i diritti dei militari

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Preso atto delle dimissioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il Sindacato Aeronautica Militare – SIAM segue l’evolversi della crisi di governo con preoccupazione ma totalmente scevro da ogni comportamento di partigianeria politica che possa in qualsiasi modo minare l’unico e vero interesse legittimo che un sindacato come il nostro debba perseguire, ossia la conquista di quei diritti sindacali a lungo attesi per la tutela del personale militare.Il SIAM ritiene che un ritorno alle urne bloccherebbe molti provvedimenti che stanno a cuore a tutto il personale del comparto Difesa e Sicurezza, non ultimo l’iter di approvazione della legge che dovrà disciplinare l’attività delle associazioni sindacali ferme da mesi in Commissione Difesa della Camera. Per questi motivi la nostra speranza è riposta in tutte le forze politiche che intendono assumersi quel giusto senso di responsabilità per cooperare affinché, prima ancora di tornare al voto, si approvino tutti quei provvedimenti urgenti di cui il paese ha bisogno, ed il nostro comparto in particolare, non ultimo evitare l’aumento dell’ IVA, che sarebbe un colpo pesantissimo per le tasche dei cittadini delle fasce più deboli in un momento delicato di crisi economica, il rinnovo del contratto ed i correttivi del Riordino.Il SIAM fin da subito si dichiara a disposizione di tutte quelle forze politiche che vorranno confrontarsi con noi sui temi di interesse del personale militare al fine di fornire un utile contributo alla soluzione della crisi.

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Due mesi di paura e stenti nella provincia di Ituri, in RDC

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

A due mesi dalle violenze che hanno costretto centinaia di migliaia di persone a fuggire dalle loro case nella provincia orientale di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, un grave sottofinanziamento e la crescente insicurezza hanno reso un numero crescente di persone bisognose di assistenza umanitaria e hanno impedito il loro ritorno a casa.
Nelle ultime tre settimane di giugno soltanto, oltre 145.000 persone costrette a fuggire di recente hanno cercato sicurezza e assistenza nei campi per sfollati interni e rifugiati nella provincia di Ituri, mentre si stima che altre 215.000 persone siano fuggite in aree vicine. I numeri reali sono difficili da verificare, a causa delle difficoltà di accesso in alcuni luoghi e dell’ampia area da cui le persone sono fuggite. In migliaia hanno continuato a fuggire da allora, anche se con minore frequenza.A causa della continua violenza tra gruppi armati, molti hanno paura di fare ritorno a casa. Durante una recente missione nella città di Djugu per fornire assistenza, lo staff dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha trovato un villaggio vuoto dopo l’altro e innumerevoli case date alle fiamme e abbandonate.Le persone sono state costrette a trovare un rifugio ovunque ne avessero la possibilità. Alcune sono state accolte da altre famiglie. Molte sono state costrette a dormire all’aperto. Drodro, una città relativamente piccola, ha visto la sua popolazione triplicarsi in sole poche settimane, mentre le scuole locali e le chiese sono state trasformate in grandi, squallidi dormitori.Il nostro staff ha raccolto numerose testimonianze di persone che hanno perso i loro familiari. Alcune persone che avevano tentato di rientrare a casa per prendere cibo e beni di proprietà sono state uccise da gruppi armati come avvertimento agli altri di non tornare. E’ stata riscontrata una prevalente paura per il futuro.I bisogni più urgenti riguardano l’alloggio, l’acqua, i servizi igienici, le cure sanitarie e il cibo. A causa delle condizioni di sovraffollamento, le donne e le bambine sono ad alto rischio di violenza sessuale e di genere. Le scarse condizioni igieniche, dovute alla mancanza di acqua pulita e di latrine, aumentano il rischio della diffusione delle malattie.L’UNHCR sta fornendo assistenza nei campi per sfollati interni, dove sta costruendo capannoni collettivi di emergenza per le persone costrette a dormire all’aperto, e rifugi individuali per le famiglie più vulnerabili. Tuttavia, occorrono urgentemente dei rifugi nuovi per permettere di liberare le scuole prima che cominci il nuovo semestre all’inizio di settembre. Vengono forniti i beni domestici essenziali, ma il bisogno è di gran lunga superiore alle scorte attuali dell’UNHCR.I finanziamenti per questa crisi umanitaria rimangono ad un livello criticamente basso. L’UNHCR fa appello alla comunità internazionale di farsi avanti con ulteriori fondi e permettere alle organizzazioni umanitarie di fornire un’assistenza salvavita di base. Finora nel 2019 l’UNHCR ha ricevuto solo il 32% dei 150 milioni di dollari statunitensi richiesti per le sue operazioni.

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Lettera del Presidente del Parlamento al Presidente della Commissione per una soluzione per i migranti dell’Open Arms

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

Caro Presidente Juncker, come spesso avviene da quando la parola del Parlamento europeo sulla riforma del Regolamento di Dublino non eÌ stata ascoltata, la vita di povera gente raccolta in mare si ritrova costantemente al centro di strumentalizzazioni e polemiche fra governi. Ad ogni nave che arriva in acque europee si ripete la stessa scena e si riaprono le stesse polemiche. In questi giorni vi eÌ il caso della nave Open Arms, con 121 persone a bordo, che non sa dove dirigersi. L’opera di supplenza che in questi anni la Commissione europea ha svolto eÌ stata meritoria, in linea con i valori dell’Unione e con i dettami delle Convenzioni internazionali. Ma in questo caso non vi sono indicazioni. E a bordo, dalle notizie riferite dalla stampa, vi sarebbero anche 31 minorenni, fra cui 2 gemellini etiopi di 9 mesi, e donne che portano sulla loro pelle i segni indelebili di violenze e soprusi. Se l’Unione si mostrasse indifferente sarebbe come aggiungere sofferenza a sofferenza e sono certo che questo non sia lo stato d’animo dei custodi dei Trattati europei. Alla Commissione da Lei presieduta si eÌ chiesto molto in questi anni e l’impegno mostrato in tante vicende ha riscattato anche la nostra identitàÌ di europei. In un momento in cui sembra prevalere l’egoismo possiamo solo fare fino in fondo il nostro dovere.Sono convinto che la Sua sensibilitàÌ e l’impegno del signor Commissario Avramopoulos saranno all’altezza anche di questa emergenza, coordinando un intervento umanitario rapido e consentendo una equa redistribuzione dei migranti. Sono cosciente che la base volontaria sia l’unica soluzione in grado di rispondere in questo momento alla domanda di umanitàÌ che ci viene rivolta. La situazione eÌ grave e merita un’azione tempestiva anche perchéì, come Lei sa bene per formazione e sensibilitàÌ, i poveri non possono aspettare. Il Parlamento europeo, come tante volte eÌ accaduto, sosterràÌ il Suo sforzo.Facciamolo per Hortensia, signor Presidente, donna ustionata con la benzina per sfuggire al suo aguzzino. Se l’Europa non sapràÌ proteggere quella donna e i suoi compagni alla ricerca di una vita migliore significheràÌ che avremo perso l’anima oltre che il cuore.Il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli.

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Le donne nel mondo del lavoro si formano più degli uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

Sono stati oltre 62.300 (39%), negli ultimi dieci anni, i lavoratori donna coinvolti in progetti di formazione finanziati da FondItalia, Fondo Paritetico lnterprofessionale Nazionale per la Formazione Continua che valuta, approva e finanzia progetti e programmi a supporto della formazione dei lavoratori. “Negli ultimi anni – sottolinea Francesco Franco, Presidente di FondItalia – abbiamo assistito ad importanti passi avanti sulla questione della parità di genere anche a fronte di un dibattito pubblico acceso e ricorrente. Aumenta il numero delle imprese guidate da donne e aumenta il numero di lavoratori donna coinvolti in attività di formazione continua: nel 2010, quando FondItalia ha iniziato la sua attività, erano appena 92 contro le 58.462 formate al 2018. E anche nella fase precedente all’entrata nel mondo del lavoro, le donne confermano una particolare attenzione alla formazione in cui vedono una reale opportunità di crescita professionale.” Dai dati raccolti negli ultimi 10 anni di attività emerge, inoltre, che la regione con il maggior numero di lavoratori donna coinvolti è la Lombardia (13.428), seguita dalla Puglia (10.268) e dal Lazio (8.367) e che per il 43% si tratta di lavoratori donna in possesso di un Diploma di scuola media superiore, mentre un buon 23% ha conseguito la Laurea e una successiva Specializzazione. Dato in controtendenza rispetto alla controparte maschile, dove si registra un 43% di lavoratori uomini in possesso di Licenza media, seguito da un 35% in possesso di Diploma di scuola media superiore e da solo un 8% che ha conseguito la Laurea.
La fascia di età preponderante è quella compresa tra i 35 e i 44 anni (30%), cui segue quella fra i 45 e i 49 anni (15%). Dati che ricalcano, in questo caso, i trend della controparte maschile rappresentata anch’essa per la maggior parte da lavoratori compresi nelle stesse fasce di età (fascia 35-44 al 29%; fascia 45-49 al 15%). In particolare, il progetto che ha coinvolto più donne, si è svolto presso una Casa di Cura Polispecialistica con reparti riservati alla degenza, lungodegenza, day hospital e servizi ambulatoriali in Emilia-Romagna. Il progetto, che ha riguardato 791 lavoratori, di cui il 73 % donne e il 27% uomini, si è focalizzato su un’azione di miglioramento dei servizi e dei processi aziendali volta a sviluppare un’azione continua di miglioramento dei servizi e dei processi aziendali, mirata alla soddisfazione del cliente, alla sicurezza dell’operatore e del paziente e all’appropriatezza del setting di cura, al fine di garantire prestazioni eccellenti, ottimizzando le risorse disponibili, aumentando il grado di autonomia del personale, migliorando il rapporto e le relazioni, e potenziando la sinergia all’interno del team.
Tra gli interlocutori che hanno costruito nel tempo un percorso di formazione dedicato alle loro persone, spicca la Lega del Filo d’Oro, Onlus impegnata nella riabilitazione e nel reinserimento in famiglia e nella società di persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.

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Al via servizio del Campidoglio in favore di donne vittime e figli minorenni

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Roma. E’ stato aggiudicato per 12 mesi il servizio di accoglienza in favore di 24 vittime di tratta e sfruttamento sessuale. Obiettivo: tutelare le donne inserite nei piani di protezione e inclusione per le vittime di circuiti criminali accolte nelle strutture protette di Roma Capitale, offrendo uno “spazio protetto” e, nel contempo, assicurare collaborazione agli organi di Sicurezza e di Magistratura.Le donne, in prevalenza immigrate comunitarie ed extracomunitarie, dovranno manifestare l’intenzione ad un percorso individualizzato. Saranno accolte in strutture suddivise in due lotti (12 posti ciascuno), in grado di ospitare anche i figli di minore età, gestanti o minorenni: in casa famiglia (6 posti) o avviate a programmi di semi autonomia (6) disponibili per le donne già in struttura e per le ospiti del sistema antitratta nazionale, che siano abbastanza autonome da proseguire il percorso senza dover contare sulla presenza continuativa degli operatori.
La casa famiglia sarà attiva h24 con 7 operatori qualificati coordinati da un responsabile specializzato, 365 giorni all’anno. Garantirà accoglienza immediata nelle 24 ore, qualora ci siano posti disponibili, a seguito di richiesta delle Forze dell’ordine. Operativi anche i mediatori culturali. Tra gli obiettivi: protezione e assistenza; formazione professionale e inserimento lavorativo; sostegno al recupero delle condizioni psicofisiche e alla scelta di emancipazione; comprensione interetnica e integrazione culturale. Obiettivi dei programmi di semi autonomia: consolidamento dell’autogestione; recupero di rapporti personali rilevanti; sostegno all’accantonamento economico, all’autonomia alloggiativa e al percorso di conversione del permesso di soggiorno.
Il servizio “Roxanne” che presidia i servizi di sensibilizzazione, contrasto e sostegno nella duplice dimensione sociale e di riduzione del danno, può prorogare il soggiorno delle donne (massimo 18 mesi) nella struttura protetta. Ciò tenendo conto dell’evoluzione del percorso e di eventuali ulteriori esigenze di protezione. “Un servizio innestato in un sistema preesistente già articolato”, sottolinea l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre. “La tratta di essere umani, di bambini e donne, specie per sfruttamento sessuale è un fenomeno che una comunità solidale deve affrontare con coraggio e preparazione. Mettiamo professionisti a disposizione delle donne, coinvolgendole in un piano personalizzato in cui siano sempre attive. Noi le affianchiamo e le sosteniamo, ma la loro scelta è fondamentale per uscire dal circuito criminale”.

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Immigrati e decreto sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 agosto 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime preoccupazione a seguito dell’approvazione ieri da parte del Parlamento italiano della legge di conversione del decreto sicurezza bis che impone sanzioni ancore più severe alle imbarcazioni e alle persone che conducono operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Secondo gli emendamenti approvati dal Parlamento, le multe per le navi private che soccorrono le persone e non rispettano il divieto di ingresso nelle acque territoriali sono aumentate fino a un massimo di 1 milione di euro; inoltre, per tali navi è prevista l’immediata confisca.L’UNHCR ribadisce la propria preoccupazione in merito al fatto che l’imposizione di sanzioni pecuniarie e di altro tipo ai comandanti delle navi potrebbe ostacolare o impedire le attività di soccorso in mare da parte delle navi private in un momento in cui gli Stati europei hanno significativamente ritirato il proprio sostegno alle operazioni di soccorso nel Mediterraneo Centrale. Le ONG svolgono un ruolo cruciale nel salvare le vite dei rifugiati e migranti che intraprendono la pericolosa traversata per arrivare in Europa. Il loro impegno e l’umanità che guida le loro azioni non dovrebbero essere criminalizzati o stigmatizzati.Allo stesso modo, alle imbarcazioni commerciali e a quelle delle ONG non deve essere chiesto né di trasbordare sulle navi della Guardia Costiera libica le persone soccorse, né di farle sbarcare in Libia. Alla luce della situazione di sicurezza estremamente volatile, dei conflitti in corso, delle segnalazioni molto diffuse di violazioni di diritti umani e dell’uso generalizzato della detenzione arbitraria per le persone soccorse o intercettate in mare, la Libia non costituisce un porto sicuro ai fini dello sbarco.L’UNHCR chiede inoltre agli Stati di proseguire le discussioni intraprese recentemente a Parigi sulla creazione di un meccanismo di sbarco temporaneo e prevedibile per le persone soccorse in mare, caratterizzato dalla responsabilità condivisa tra gli Stati per l’accoglienza e per la risposta ai bisogni specifici di queste persone. Queste discussioni sono state incoraggianti, e devono continuare nell’interesse di tutti.

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Nissoli (FI): La memoria di Marcinelle ci aiuti a capire l’importanza dell’emigrazione nella storia dell’Italia!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

“Domani ricorre l’anniversario della tragedia di Marcinelle, in Belgio. In quella tragedia mineraria del 1956 persero la vita duecentosessantadue minatori, tra cui centotrentasei italiani.La data di quella tragedia è diventata, dal 2001, la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” per ricordare e onorare l’importanza del lavoro che gli italiani hanno svolto e svolgono nel mondo.Marcinelle, oggi, quindi, rappresenta un simbolo, un luogo della memoria per tutti coloro che hanno perso la vita sui luoghi di lavoro, lontani da casa, e deve essere parte del nostro patrimonio culturale, assieme a Monongah, per farci comprendere i vari aspetti dell’emigrazione italiana nel mondo e le difficoltà incontrate dai nostri connazionali.Un simbolo che ci ricorda l’importanza dell’emigrazione affinché sappiamo inserirla pienamente nelle politiche elaborate per promuovere il nostro Sistema Paese e affinché sappiamo porre in essere politiche del lavoro sempre rispettose della dignità delle persone, di cui la sicurezza è premessa fondamentale.”Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald alla vigilia della “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”.

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L’Unione sindacale di base nell’incontro con il presidente del Consiglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Per l’occasione l’Unione Sindacale di Base ha presentato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte un pacchetto di proposte in tema di lavoro e misure sociali per la prossima Legge di Stabilità. USB ritiene in via preliminare necessaria la cancellazione del pareggio di bilancio dalla Costituzione, come da modifiche all’articolo 81, e della legge 201/2011 sulla possibilità di aumentare l’Iva come strumento di riduzione del deficit. Solo così sarà possibile rompere la gabbia dei diktat UE sulle politiche monetarie ed economiche. Queste le proposte avanzate da USB:
Sicurezza sul lavoro. Rifinanziare e migliorare la vigilanza sui luoghi di lavoro per combattere gli omicidi sul lavoro, in continua crescita
Salario minimo. Introduzione della soglia di 10 euro orari, peraltro previsti per i voucher in vigore, da applicare a tutte le tipologie di contratti.
Reddito di cittadinanza. Ripensamento e rifinanziamento per eliminare le condizioni restrittive che ne hanno ridotto la portata, cioè tetto massimo a 6000 euro dei conti correnti dei beneficiari, aggancio al reddito familiare ISEE, sanzioni penali per lavoro nero
Reddito ai senza lavoro. Ripristino degli ammortizzatori sociali della vecchia legge 223/91 per chi perde il lavoro a causa di ristrutturazioni aziendali e crisi industriali, tutela del reddito per chi comunque perde il lavoro, abolizione del Jobs Act.
Lotta al lavoro povero. Eliminare le norme che rendono possibili la piaga del part time involontario, il lavoro nero, l’intermediazione di manodopera, il ricorso indiscriminato al tempo determinato. Piena reintroduzione ed estensione dell’Art.18.
Gig economy. Riconoscimento del carattere di lavoro subordinato (art.2094 C.C.) anche quando le direttive dell’impresa arrivano tramite applicazione informatica, quando non vi sia un orario predeterminato, quando la prestazione è remunerata da un terzo e quando il lavoratore utilizza mezzi propri.
Orario di lavoro. Riduzione a 32 ore a parità di salario in tutti i settori per far crescere il numero degli occupati e diminuire disoccupati e inoccupati.
Ambiente e territorio. Stanziamenti nella Legge di Stabilità 2020 per la cura del territorio e dell’ambiente nonché per la manutenzione e protezione dei Beni Culturali.
Pubblica Amministrazione. Piano straordinario di assunzioni in previsione del forte esodo pensionistico, per evitare il collasso degli uffici e dei servizi pubblici, a partire da enti locali, sanità e scuola. Stabilizzazione del personale precario e reinternalizzazione dei servizi in appalto. Stanziamenti per il rinnovo dei contratti pubblici, superando la crescita zero di salari agganciati a indici di inflazione nulli da anni.
Accoglienza. Misure straordinarie come la CIG per contrastare gli effetti devastanti del decreto sicurezza, che ha causato una perdita di 20mila posti di lavoro.
Crisi aziendali. Creazione di uno strumento pubblico che prenda in carico le imprese strategiche in crisi, garantendo la continuità, il risanamento e la riqualificazione.
Discriminazioni di genere. Strumenti di sostegno al lavoro femminile e sanzioni alle aziende che discriminano i dipendenti in base al sesso.
Pressione fiscale. Spostarne il peso dal lavoro alla rendita, con forme di patrimoniale che redistribuiscano ricchezza, aggrediscano l’evasione fiscale e migliorino la qualità dei servizi. Tavolo sugli scaglioni Irpef e sull’Iva. No alla flat tax.
Welfare. Ritorno al welfare universale, smantellato negli ultimi decenni in favore di un welfare aziendale contrattuale che abbassa i salari e privatizza i diritti. Rifinanziamento spostando le risorse da opere inutili o dannose come Tav, Tap, Muos etc.
Casa. Piano di edilizia pubblica e popolare per garantire il diritto costituzionale all’abitare.
Rappresentatività sindacale. Una legge pluralistica contro il monopolio della rappresentanza e i contratti pirata che stabilisca i criteri di sufficiente rappresentatività e non garantisca rendite di posizione.
Rispetto di impegni e accordi. I continui passi indietro di ministri e istituzioni su impegni assunti rendono poco credibile l’azione del governo, come dimostrano il mancato varo del decreto su ex LSU ATA, il caso Arcelor Mittal, il pagamento delle spettanze ai lavoratori Manital e aziende consorziate.

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In siberia è emergenza climatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Una squadra di Greenpeace Russia ha documentato i massicci incendi che stanno interessando la Grande foresta del Nord nella regione di Krasnoyarsk in Siberia.Nonostante le dichiarazioni delle autorità, l’intensità degli incendi non sta diminuendo e anzi, la distruzione di 4,3 milioni di ettari di foresta (una superficie equivalente a quella di Lombardia e Piemonte messi insieme) e l’emissione di oltre 166 milioni di tonnellate di anidride carbonica (più o meno quanto viene emesso in un anno da 36 milioni di auto), continua a minacciare il clima del Pianeta.Uno degli effetti collaterali di questa catastrofe è la produzione di “black carbon”, ovvero particelle nere che rischiano di finire nell’Artico e depositarsi sul ghiaccio riducendone l’albedo (il potere riflettente di una superficie) e facilitando così l’assorbimento di calore, contribuendo ulteriormente al riscaldamento globale.“Questi incendi avrebbero dovuto essere spenti immediatamente e invece sono stati ignorati. Ora la situazione è catastrofica e le conseguenze che avranno sul clima non sono una minaccia solo per la Russia, ma per l’intero Pianeta” dichiara Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia. “La Russia dovrebbe fare di più per proteggere le proprie foreste, ad esempio fornendo finanziamenti sufficienti per la prevenzione e il monitoraggio degli incendi. La questione degli incendi che ogni anno consumano le foreste del mondo, come sta accadendo non solo in Russia ma anche in Indonesia, dovrebbe essere affrontata a livello internazionale durante i negoziati sul clima delle Nazioni Unite” conclude Borghi.
Ogni anno nella taiga si verificano alcuni incendi, ma le fiamme di questa estate hanno raggiunto dimensioni senza precedenti e molto probabilmente, a causa della situazione meteorologica, la situazione rimarrà catastrofica anche per le prossime due settimane.
In Russia, oltre il 90 per cento degli incendi avviene nelle cosiddette “zone di controllo”, ovvero aree in cui la legge non prevede che debbano essere spenti. Molti degli incendi che quest’anno stanno divampando nelle “zone di controllo” avrebbero potuto essere estinti in fase precoce, il che avrebbe ridotto significativamente l’area interessata dagli incendi e le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

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Le domande per il reddito e la pensione di cittadinanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Quelle presentate a luglio sono 896.173 accolte. Lo fa sapere l’Inps. “Solo il 49,19% di chi ne avrebbe diritto e bisogno ha avuto il sostegno del reddito di cittadinanza. Meno del 50% delle famiglie povere assolute, pari, secondo l’Istat, a 1 milione e 822 mila, ha avuto un aiuto da parte dello Stato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il problema della povertà, quindi, è ben lungi dall’essere stato risolto. Ancora 925 mila e 827 famiglie non ha la possibilità di acquisire un paniere di beni e servizi considerato essenziale per uno standard di vita minimamente accettabile. Vergognoso!” conclude Dona.

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Lavoro in Italia: 2 milioni di contratti l’anno per diplomati e laureati

Posted by fidest press agency su martedì, 6 agosto 2019

È tempo di scelte per i nostri diplomati che devono decidere se proporsi sul mercato del lavoro o proseguire il percorso di studi. Le tendenze della prima metà dell’anno sembrano confermare le positive indicazioni sui contratti che le imprese intendevano stipulare nel 2018: circa 1,6 milioni quelli destinati ai diplomati. Anche per i laureati però ci sono buone opportunità e le indicazioni finora emerse confermano che si dovrebbe superare la quota di 550mila contratti in cui è richiesto il possesso di una laurea. Questi ed altri dati emergono dagli approfondimenti tematici del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal.Tra i diplomi più richiesti dalle imprese spiccano quelli ad indirizzo amministrativo, finanziario e marketing, seguiti dall’indirizzo meccanico e meccatronico, dal settore turistico ed enogastronomico, dall’elettronica ed elettrotecnica e dall’informatica e telecomunicazioni. Tra le professioni di sbocco per i diplomati, il 51,8% dei disegnatori industriali è difficile da reperire; difficoltà anche superiori si registrano per i tecnici elettronici (57,7%) e per gli elettrotecnici (71,5%).Per quanto riguarda i laureati, la richiesta da parte delle imprese interessa principalmente gli indirizzi economico e, a seguire, ingegneria, insegnamento e formazione e sanitario e paramedico. Anche in questo caso le difficoltà di reperimento per i profili di sbocco dei laureati sono spesso elevate: 48,4% per gli specialisti nei rapporti con il mercato, il 52,5% per gli ingegneri energetici e meccanici e il 64,8% per gli analisti e progettisti di software.Tutti questi dati sono analizzati dettagliatamente alla pagina “Le opportunità di lavoro per diplomati e laureati” da oggi disponibile sul portale Excelsior.

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Funzioni Locali, la Corte dei Conti certifica l’abisso economico tra i dirigenti e il resto del personale

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

Con la delibera n.21/SEZAUT/2019/FRG la Corte dei Conti ha certificato la spesa per il personale degli enti territoriali nel triennio 2015-2017. Il documento approvato dalla sezione delle Autonomie ha attestato in 14 MLD di euro la spesa complessiva, comprensiva del lavoro flessibile, per il personale nelle funzioni locali che risulta così suddivisa: 2,8 nelle Regioni, 0,9 nelle Province e le Città metropolitane e 10,3 nei Comuni.Il comparto nella sua totalità conta 483 mila unità tra dirigenti, segretari, direttori e lavoratori con qualifica non dirigenziale, di cui 36 mila unità pari al 7,5% hanno un contratto di tipo flessibile.Nel 2017, la spesa media per dipendente regionale ammonta a 34mila euro, a fronte di 27mila relativi al dipendente comunale e di 28mila per il dipendente provinciale. La spesa media per il personale dirigente è di 94mila euro nelle Regioni, 84mila nei Comuni e 103mila nelle Province.Nelle regioni e province autonome aumenta la consistenza dei dirigenti a tempo determinato (+35,63%) con una spesa media totale per la categoria che arriva ad un (+5,34%) nelle regioni a statuto ordinario. Per il personale non dirigente la spesa media nel triennio fa registrare una flessione (-1,1%).Nei comuni si registra una riduzione della spesa generale pari al (-4,05%) ma per le qualifiche apicali come Direttori generali e Segretari comunali emerge un incremento delle retribuzioni di risultato (+1,1%) che per la dirigenza arriva fino ad un (+1,53%). Degno di nota il dato di alcune regioni che sull’indennità di risultato hanno aumenti ingiustificati come per il Lazio (+286,49%), Molise (+251,605) e la Sicilia (+130,99%).Va segnalata infine una netta contrazione dei contratti degli LSU, 2.092 in meno rispetto al 2015 e non certo per avvenute stabilizzazioni, le regioni che mostrano una minima tenuta sono la Campania (2.148 unità), Lombardia (900) e Veneto (640), mentre va registrato un uso eccessivo dei contratti a tempo determinato a favore della dirigenza.
Per USB la relazione della Corte dei Conti certifica in maniera netta ed inequivocabile un aumento della spesa a favore solo del personale che ricopre posizioni apicali, mentre attesta una diminuzione di spesa nei confronti del personale non dirigente.
Se si pensa al fatto che questo rapporto si riferisce ad un triennio in cui erano presenti diversi vincoli come il blocco del turn over, la mancanza di contratto nazionale, e gli stringenti limiti economici assunzionali, appare evidente che è necessario un piano straordinario di assunzioni, di reinternalizzazione dei servizi e stabilizzazione di precari ed LSU, scelte non più procrastinabili.
Il risultato che scaturisce dalla lettura del documento della Corte infatti, non fa che comprovare il conseguente aumento dei carichi di lavoro sofferto dai lavoratori delle Funzioni Locali che non hanno posizioni apicali ed il ricorso forsennato al fenomeno del mansionismo, con il conseguente ed inevitabile peggioramento dell’organizzazione e della qualità ed efficienza dei servizi pubblici rivolti ai cittadini.

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Primo contratto di espansione in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

“Dopo anni di applicazione di ammortizzatori sociali finalizzati ad evitare licenziamenti collettivi, per la prima volta si introduce uno strumento di politica del lavoro, che consente di coniugare politiche attive e passive, favorendo non solo interventi formativi per tutto il personale in forza, ma consente anche di ampliare la base occupazionale, con l’impegno di Tim di assumere 600 nuovi lavoratori e scongiurare circa 3000 esuberi, dopo 10 anni di blocco delle assunzioni.
Stiamo trasformando il mondo del lavoro e, in un periodo di grandi evoluzioni, ci fa piacere che sia il mondo delle telecomunicazioni a mettere il primo tassello, e TIM rappresenta un esempio positivo per l’intero settore.
È una misura in cui crediamo, lavoreremo perché diventi una strutturale.
Adesso, il passo successivo è l’avvio di un tavolo interministeriale per analizzare con le parti sociali l’intera filiera delle TLC”.
Così in una nota congiunta il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Claudio Durigon, e il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, a margine della sottoscrizione dell’accordo, avvenuto oggi, tra Ministero del Lavoro, Tim e organizzazioni sindacali per l’avvio del primo contratto di espansione in Italia, a seguito della sua introduzione nel Decreto Crescita.

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Nuove assunzioni in Rai con il “Giusto Contratto”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Grazie al “Giusto Contratto”, l’accordo appena firmato tra Rai, Usigrai e Fnsi, verranno assunte in RAI 90 nuovi giornalisti, con l’obiettivo di “trasformare la Rai in un’azienda di servizio pubblico multimediale e crossmediale legata al territorio ” e saranno stabilizzati 250 professionisti che già svolgono attività giornalistica all’interno dell’azienda. Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della stampa, sottolinea: “Auspico che il giusto contratto diventi un modello anche per altre aziende editoriali, una strada da seguire. Lo storico accordo è il frutto di un lungo e faticoso lavoro, lontano dai riflettori”. (byChristian Flammia)

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Giovani: Agosto, “riposo” non ti conosco

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

E’ possibile ribattezzare così un vecchio detto popolare per sintetizzare, quest’estate, l’approccio alle vacanze dei giovani studenti e neolaureati. Il 36% dei ragazzi trascorrerà le vacanze lavorando o alla ricerca di un impiego, mentre solo il 28% si prenderà “il lusso” di dedicarsi al completo relax. Divisi da uno stato d’animo che alterna l’essere ansiosi e apprensivi ad un atteggiamento più tranquillo e positivo, il 39% ha intenzione di trascorrere il mese di agosto in città, concedendosi al massimo qualche giorno di stop durante il weekend di Ferragosto, ma sempre col pensiero volto agli impegni futuri (34%) e alla voglia di diventare autonomi e indipendenti (22%) il prima possibile.E’ quanto emerge da uno studio del Sanpellegrino Campus condotto su circa 2.500 tra laureati e studenti con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum e community per capire bisogni e aspettative per l’estate 2019.L’estate è arrivata, ma con quale stato d’animo s’apprestano a viverla i giovani italiani? Essi provano in questo particolare momento dell’anno diversi sentimenti, a volte contrastanti tra loro, ma la differenza è data dal modo in cui i ragazzi guardano al futuro prossimo, ovvero a quello che accadrà dopo l’estate: la maggioranza prova apprensione (64%) e ansia (49%) pensando a ciò che potrà accadere da settembre, mentre altri vivono con più tranquillità (55%) e positività (44%) l’approccio agli impegni che verranno. Dove andranno quest’estate? La maggioranza (61%) dei giovani studenti e neolaureati raggiungerà le località di villeggiatura per lavoro o per relax, mentre il 39% resterà in città per diversi motivi.A quali attività si dedicheranno quest’estate? Il 36% ha deciso di cercare qualche lavoretto anche solo part-time già in questi mesi estivi, mentre il 25% si dedicherà allo studio e solo il 28% al completo relax. Coloro che scelgono di lavorare? La maggior parte (37%) cercherà un’occupazione come cameriere all’interno di bar o ristoranti e località di villeggiatura, seguiti da coloro che preferiranno lavorare come hostess o all’interno di villaggi turistici (31%).Cosa spinge un giovane studente a lavorare in estate? La voglia di raggiungere un’indipendenza economica la fa da padrona: la maggioranza (34%) sente l’esigenza di sostenere le spese da fuorisede, altri (28%) avvertono l’urgenza di pagarsi la retta d’iscrizione universitaria o al master di specializzazione, mentre il 22% pensa all’immediato, ovvero al racimolare qualche soldo per pagarsi le vacanze estive o anche solo un weekend lampo per godere del giusto relax. Una volta terminata l’estate, cosa faranno? Il 38% proseguirà o comincerà l’attività formativa attraverso università o master, il 26% si lancerà subito nel mondo del lavoro, mentre i più lungimiranti (28%) alterneranno lo studio ad attività di stage per inserirsi il prima possibile nel mondo del lavoro.

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Ingenico TravelHub Opens up New Payments Routes for Travel Companies

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Ingenico Group (Euronext: FR0000125346 – ING), the global leader in seamless payments has launched TravelHub, a solution built to connect travel companies with Ingenico’s global end-to-end payment processing capabilities and regional gateways across Asia, Latin America and Europe.TravelHub allows travel companies to easily access more than 150 payment methods – including credit cards and alternative payment solutions – and currency options relevant for their customers. It offers smart transaction routing capabilities across all payment platforms, improving conversion rates and, as a result, increasing revenue from online travel sales.Ingenico’s TravelHub offers a simple direct connection to global payment capabilities, as well as integration with the leading airline global distribution systems (GDS), such as Amadeus, Sabre and Navitaire, and hotels’ property management systems (PMS). This helps travel businesses tackle the complexity of managing multiple systems, payment service providers (PSPs) and acquirers.The sophisticated solution marks Ingenico’s increased focus on travel, an industry where it already celebrates a strong portfolio and a long history of working with some of the world’s most famous airlines, hotels and online travel agents (OTAs). It is built by a dedicated team of seasoned professionals from the travel payments industry, and this combination of technology and expertise positions Ingenico to help travel companies grow and expand globally.Kevin Weber, Chief Projects Officer and Chief Information Officer at Viva Air, who has been using TravelHub already, said: “Ingenico’s TravelHub helped us to increase authorization rates and revenue significantly, and supported our expansion to new countries.”Gabriel de Montessus, SVP Global Online for Ingenico Group, said: “We are very proud to be launching TravelHub, a state of the art solution that helps travel companies increase revenue from online channels. TravelHub combines the global reach of Ingenico’s online payment platforms that can now be accessed with a simple connection.”Eric Liebman, Global Head of Travel at Ingenico ePayments, said: “Online travel businesses are looking to navigate the complex technology ecosystem while growing quickly in a very competitive space. TravelHub helps travel companies provide the best digital customer experience, offering payment methods and currencies travellers want to pay with.” As the solution continues to gain popularity among travel businesses, ongoing developments will be made to add new travel technology connections and improve direct connections, making it easier to access new markets.

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Aeronautica: Trasferimento ufficiali ma a spese proprie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

L’Aeronautica militare, a differenza delle altre forze armate, è l’unica a non corrispondere l’indennità di trasferimento (legge 86 / 2001) agli Ufficiali del ruolo speciale provenienti da altri ruoli. Tale indennità – sottolinea il Sindacato Aeronautica Militare – serve per sopperire ai disagi cui va incontro il personale trasferito. Un atto molto grave – denuncia il SIAM – perpetRato da alcuni reparti divenuti ormai interpreti delle leggi che però si applicano diametralmente nel modo opposto nelle altre forze armate. Sul fatto è intervento anche il Parlamento con una interrogazione al Ministro della Difesa Trenta per chiarire e risolvere la questione che va a limitare un diritto soggettivo importante che si ripercuote direttamente sul nucleo familiare poiché il militare deve pagare di tasca propria il trasloco, cercare casa e quindi, in taluni casi, alcuni rinunciano a ricongiungere il nucleo familiare a causa degli elevati costi a proprio carico che dobrebbero essere mitigati dell’indennità di trasferimento ma che non percepisce. A tutto ciò – conclude il SIAM – si aggiunge il silenzio della Direzione Generale del Personale Militare a guida dell’Ammiraglio Ricca che non risponde ai tanti quesiti a discapito delle più elementari regole sulla trasparenza ed in controtendenza con l’indirizzo del Ministro Trenta in tema di ricongiungimenti e tutela della famiglia del militare.

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