Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Editoria: Mura (Pd), legge per dignità lavoro giornalisti

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

“I professionisti dell’informazione e della comunicazione, le giornaliste e i giornalisti hanno il diritto di veder riconosciuto per legge un lavoro profondamente mutato, a non essere condannati anche loro alla piaga del lavoro povero”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), rilanciando le proposte sull’equo compenso e sul limite di utilizzo dei co.co.co nell’editoria.“Questi lavoratori sono quotidianamente impegnati a stare al passo dell’evoluzione del mercato dell’informazione ma – spiega la deputata – non hanno l’aspettativa di una retribuzione dignitosa e adeguata alla loro professionalità. Devono muoversi alla velocità del web e del digitale, seguire l’aggiornamento professionale obbligatorio per gli iscritti all’Ordine dei giornalisti, acquistare di tasca propria gli strumenti tecnologici necessari per poter lavorare”.“Anche per questi lavoratori della democrazia – indica Mura – è arrivato il momento di parlare di dignità retributiva e previdenziale, di considerare che i collaboratori con all’attivo decine di articoli pubblicati arrivano, a fine mese, a percepire meno del reddito di cittadinanza”.

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Lavorare da casa

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

La pandemia ha fatto scoprire nuove modalità di lavoro agli italiani, introducendoli allo smart working, anche se attualmente solo un terzo (32%) dei lavoratori ha la possibilità di lavorare da remoto. Per queste persone l’abitazione diventa quindi un luogo in cui esercitare la propria professione, tantoché il 33% ha deciso di rivoluzionare una stanza per ricreare l’ufficio, il 23% di acquistare una sedia ergonomica da poter utilizzare per più ore consecutive, e, addirittura, il 7% ha deciso di insonorizzare una o più pareti per non essere disturbato durante l’orario lavorativo. Questa è l’immagine scattata dall’indagine di Taskrabbit, il network globale che mette in contatto chi ha bisogno di una mano per lavori dentro e fuori casa con tasker competenti e affidabili, condotta da GPF Inspiring Research per analizzare come gli italiani vivano la propria casa con lo smart workingLa ricerca delinea anche i fattori che spingerebbero gli abitanti del nostro Paese a cambiare casa per poter svolgere al meglio il proprio lavoro: il 56% degli intervistati che lavora in smart working si trasferirebbe in un nuovo appartamento per una connessione Wi-Fi migliore, il 50% per una casa in una zona più bella e confortevole, il 46% per uno spazio più comodo in cui lavorare e il 44% per percorrere una distanza inferiore per raggiungere l’ufficio.In particolare, a Roma metà degli intervistati in smart working (53%) prenderebbe in considerazione l’idea di cambiare casa a favore di un’abitazione più vicina al luogo di lavoro, rispetto al 40% riscontrato a Milano. Non sorprende quindi che il 68% dei romani apprezzi lo smart working, rispetto al 40% dei milanesi. Il lavoro da remoto viene preferito maggiormente dalle donne (72%) rispetto agli uomini (63%), ed è la fascia di lavoratori dai 55 ai 64 anni che lo apprezza di più (77%) dei lavoratori più giovani, ovvero quelli di età compresa tra i 35 e i 44 anni (58%).”L’indagine mostra come gli italiani in questi anni abbiano rivoluzionato gli spazi della propria casa per renderli più adatti al loro lavoro. Chi ha la possibilità di non dover andare in ufficio ha infatti deciso di apportare dei piccoli cambiamenti al proprio appartamento per poter svolgere al meglio la propria professione” ha dichiarato Begüm Zarmann, Managing Director di Taskrabbit Europe. “Abbiamo registrato un aumento del 92% di prenotazioni collegate al trasformare gli spazi della casa in un ufficio e un incremento del 61% prenotazioni per montare nuove scrivanie rispetto all’anno precedente. Siamo lieti di poter dare il nostro contributo per rendere un’abitazione ‘a prova di lavoro’”.Taskrabbit è il network globale che mette in contatto chi ha bisogno di una mano per lavori dentro e fuori casa con tasker competenti e affidabili. Con oltre 9.000 tasker in Italia, Taskrabbit offre ai suoi clienti più di 40 categorie di servizi che spaziano dal montaggio e assemblaggio mobili al giardinaggio, da una mano per i traslochi a piccoli interventi di manutenzione della casa.

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Contratto ospedalieri: il punto sui contenuti economici e normativi

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

La trattativa per il contratto dei medici ospedalieri non decolla ancora, e si tratta del contratto 2019-21, già scaduto, che prevede incrementi medi del 3,78% più risorse aggiuntive per uno 0,22%. L’ultimo contratto nazionale vigente è il 2016-18. «In busta paga ci vengono erogate due indennità di vacanza contrattuale che si sommano tra loro, siamo indietro di due contratti», riassume Giorgio Cavallero presidente Cosmed. La confederazione, che include i principali sindacati dei professionisti Ssn (Anaao Assomed, Aaroi-Emac, veterinari Fvm, Fedirets, Anmi Assomed-Sivemp Fpm, Andprosan), è inquieta. Da una parte pesa il ritardo dell’atto d’indirizzo per il contratto 2019-21: Cavallero chiede che l’atto d’indirizzo per la dirigenza sanitaria, ancora non ufficialmente noto, sia emanato prima della fine della legislatura, tra il 12 e il 25 settembre data delle elezioni. Ma aggiunge un elemento di preoccupazione: «Partiamo da un aumento che arriverà al 4,38% lordo (2% netto) ma l’inflazione è ad oggi l’8,5% netto, come si concilia l’effetto dell’inatteso picco dei costi energetici con incrementi stabiliti sull’inflazione pregressa, molto più blanda?» La domanda è rivolta ad Antonio Naddeo, presidente dell’Agenzia Aran che coordina la contrattazione pubblica con i sindacati. A fronte dello stallo del tavolo Aran-sindacati per il nuovo contratto della dirigenza, il contratto del comparto che riguarda infermieri ed altre professioni sanitarie è stato firmato in estate. Tra l’altro, come osserva Cavallero, «anche il contratto 2016-18 in alcuni ministeri non è stato esaurito. Certo, c’è l’accordo quadro, che dà il via ai contratti d’area per il nuovo triennio c’è, la contrattazione è pronta a partire, ma serve che il comitato di settore delle regioni produca gli atti d’indirizzo». Già, quattro atti, perché medici, infermieri apicali, farmacisti del Ssn seguono l’iter di tutti i funzionari inseriti per legge tra i dirigenti della Pubblica amministrazione, ma tale “cluster” a sua volta si divide in quattro aree: funzioni centrali (ministeri, forze dell’ordine, magistrati), enti locali (regioni), Sanità (Asl e ospedali), istruzione. Devono aprirsi quattro contrattazioni diverse. E con che tempi? Il presidente Aran Naddeo rassicura su due punti. Primo: il governo resta in carica per l’ordinaria amministrazione anche in campagna elettorale e il ministero dell’Economia dall’oggi al domani può ricevere, vagliare e liberare le bozze d’atto d’indirizzo, prima di tutte quella per le funzioni centrali la cui trattativa potrebbe partire per prima. Secondo: il fatto che si contratti per prima la bozza prima “liberata” non vuol dire che le altre tre funzioni debbano aspettare la fine di quella trattativa, l’intento è di portare avanti i tavoli in parallelo. Naddeo sottolinea anche che il ritardo non dipende dall’Aran, ma dal fatto che ogni volta che i sindacati non accettano lo stanziamento sui contratti i governi si sforzano di integrare la somma e l’integrazione arriva solo alla Finanziaria successiva. Come esponente del comitato di settore -è Direttore del personale- Antonio Cascio conferma che alle cifre stanziate per la trattativa di medici ed altri dirigenti sanitari (3,78%+0,22%) si aggiungono i 27 milioni riservati dal governo a medici di pronto soccorso ed urgenza e si dovrebbero sommare i 25 milioni stanziati per la redazione dei certificati d’infortunio dei pazienti e l’invio all’Inail, nonché -a rigore- i fino a 86 milioni l’anno riservati dal comma 435 all’incremento dei fondi accessori ed incrementati a loro volta fino a 18 altri milioni dal comma 435 bis, più ancora i residui rimasti nelle casse delle regioni gli anni precedenti. Nella parte normativa, il contratto rivedrebbe il sistema degli incarichi per renderlo coerente con la riforma dell’assistenza territoriale (che tra l’altro ha dettato i nuovi standard di dotazione del personale medico ed infermieristico in Case ed Ospedali di comunità) e con l’imminente decreto di riforma del DM 70 sugli standard ospedalieri. Servirebbe anche una “revisione dei ragionamenti sui fondi in modo da gestire uno spazio per l’impiego di arretrati e residui degli anni precedenti. Andrebbe infine rivisto il trattamento delle funzioni aggiuntive e andrebbe meglio compreso come gestire l’indennità di esclusività. Naddeo, in prospettiva, auspica infine una semplificazione dei testi dei contratti, troppo lunghi. Sottolinea che dopotutto, la busta paga del medico è fatta da «un tabellare nazionale, una retribuzione che compensa la posizione rivestita dal medico e le sue maggiori responsabilità, e la retribuzione di risultato. Fin qui le variazioni di salario funzionano solo verso l’alto». Chi, dirigente, dopo un periodo di apicalità è posto in posizione più bassa, «conserva la retribuzione in godimento. Questo non può funzionare per sempre. Il dirigente ha una struttura salariale commisurata al fatto che dirige ma se non dirige per lui può valere una struttura salariale diversa». Mauro Miserendino (fonte Doctor33)

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L’ONU e il report sullo sviluppo umano. Il cantiere dell’evoluzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

Come stare sui trampoli. Non c’è proprio stabilità ma l’altezza dal suolo consente di guardare lontano. Una vista dall’alto, insomma, per osservare oltre la realtà di questi ultimi anni tra cambiamenti climatici, pandemia, siccità, guerra, inflazione e crisi energetica. L’Onu ha recentemente pubblicato l’indagine “Rapporti sullo sviluppo umano” che classifica i paesi in base ad un “Indice di Sviluppo Umano” (HDI), costruito sulla base tre indicatori: speranza di vita, grado di istruzione e PIL pro capite. Da due anni l'”Indice” è fermo – potremmo dire malfermo, riprendendo l’immagine iniziale – considerata la situazione di instabilità che il mondo sta attraversando. Dunque, all’orizzonte nulla di positivo? Non è proprio così. Vediamo. Dopo appena un anno dall’inizio della pandemia sono stati messi a disposizione medicinali per combattere il Covid e predisposti nuovi vaccini per contrastare le varianti del Coronavirus. Un risultato straordinario che ha permesso di salvare milioni di vite umane. La società farmaceutica Moderna ha in fase di sviluppo vaccini a mRNA per un’ampia gamma di malattie, tra i quali quelli contro il virus respiratorio sinciziale degli anziani e il citomegalovirus, per prevenire la mononucleosi infettiva, l’erpes simplex e zoster ma, soprattutto, per intervenire su alcune tipologie di cancro. In collaborazione con istituti di ricerca internazionali, l’Università di Oxford (UK), ha messo a punto un nuovo vaccino contro la malaria, una patologia infettiva che uccide mezzo milione di persone l’anno, soprattutto bambini e neonati. Negli ultimi anni sono state elaborate nuove tecniche, dette “genoma editing”, che permettono di cambiare singole lettere del codice genetico delle piante per migliorarle. Questa tecnologia è stata trasferita nel campo della medicina e la società Crispr Therapeutics, in collaborazione con il gruppo biotecnologico Vertex, alla fine dell’anno presenterà i dati della sperimentazione alle autorità di regolamentazione dell’Unione europea e del Regno Unito, per ottenere l’approvazione per il trattamento di alcune malattie ereditarie del sangue. I ricercatori del laboratorio americano per le energie rinnovabili (NREL) hanno fatto un notevole passo avanti tecnologico realizzando una cella solare in perovskite – un minerale costituito da titanato di calcio – che ha il duplice vantaggio di essere altamente efficiente e stabile. La cellula, infatti, ha una elevata capacità di assorbimento della luce solare e mantiene l’87% della sua efficienza originale anche dopo 2.400 ore di funzionamento. Nel settore delle comunicazioni satellitari si annunciano importanti novità. Starlink è una compagnia che fornisce connessione internet satellitare a banda larga, con collegamenti veloci e a bassa latenza (tempo di risposta) anche in zone remote. La sua caratteristica è dovuta alla collocazione dei satelliti nell’orbita bassa della Terra che consente di avere velocità di connessione simile a quella della fibra delle abitazioni. Nonostante tutto, ricerca e innovazione consentono di scrutare l’orizzonte con fiducia. (Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 16 settembre 2022) Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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Contratti: Cgil Cisl Uil Fp, lavoratori Rsa in emergenza salariale, serve rinnovo

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

“Le lavoratrici e i lavoratori delle Rsa sono in piena emergenza salariale, a fronte di contratti fermi da anni e per effetto della crescita dell’inflazione. Le associazioni datoriali ARIS e AIOP aprano le trattative per il contratto delle RSA ARIS/AIOP atteso da più di due anni”. Così in una nota Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl replicano alle recenti dichiarazioni dei presidenti di Aris e Aiop, Virginio Beber e Barbara Cittadini, sull’impossibilità per le RSA in tutta Italia di far fronte agli aumenti determinati dal caro energia e che rischia di mettere a rischio il mantenimento delle strutture e la loro sostenibilità.La crescita dell’inflazione all’8,5%, aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, “sta colpendo i prezzi di beni alimentari e di consumo, riducendo la capacità di spesa di queste lavoratrici e lavoratori che, con i contratti fermi nel peggiore dei casi al 2005 o nel migliore nel 2012, con stipendi che superano per alcune categorie di poco i 1.000 euro, sono ancora più drammaticamente colpiti dagli effetti del caro energia. Le lavoratrici e i lavoratori devono, come i loro datori di lavoro, far fronte agli aumenti dei costi alimentari ed energetici; non è una situazione sostenibile perché non hanno più capacità di spesa, ma di questo i due presidenti se ne dimenticano oramai da tempo, anche prima di questa crisi, opponendo di fatto un fermo rifiuto all’apertura del tavolo di trattativa per la definizione del nuovo contratto nazionale di lavoro”. Per questo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono “ancora una volta ad ARIS e AIOP di aprire le trattative per il contratto delle RSA ARIS/AIOP che aspettiamo da più di due anni, con l’obiettivo di garantire salari adeguati e diritti, giuste tutele normative al personale, per contrastare insieme il dumping contrattuale e i contratti pirata. Vogliamo un contratto che riconosca diritti e professionalità necessari a garantire il mantenimento di un’assistenza adeguata e delle strutture; per arrivare a questo occorre che le due associazioni si fermino e comprendano che ciò dovrà accadere a partire da come loro garantiscono al proprio personale come poter continuare a recarsi al lavoro e come provvedere alla propria sopravvivenza. La nostra non è dietrologia, c’è troppo silenzio da parte delle due associazioni nei confronti dei lavoratori che, è bene ricordare, sono coloro che hanno permesso di mantenere aperte le loro strutture durante la pandemia e tuttora lo garantiscono, con estreme difficoltà soprattutto economiche”, concludono.

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Le incognite del futuro sono maggiori di quelle di quando eravamo giovani noi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

By Donato Speroni, Nel suo intervento alla Luiss di Roma, sul tema “Una politica economica a misura dei giovani”, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha mostrato piena consapevolezza delle difficoltà che le nuove generazioni devono affrontare e ha esortato ad acquisire pensiero critico e nuove competenze. Prepararsi al futuro è una grande sfida e non a caso, tra le proposte del decalogo presentato dall’ASviS alle forze politiche e discusso nell’incontro di lunedì 12, quella relativa alla creazione di un istituto per il futuro ha avuto grande attenzione. Che significa studiare il futuro? Stiamo uscendo (speriamo) da una crisi totalmente imprevista, la pandemia, che ha segnato tutto il mondo per oltre due anni. Ne viviamo un’altra, anch’essa imprevista, a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, che comunque vada cambierà la geopolitica. Ne incombe un’altra ancora, la crisi climatica, che politici e opinione pubblica faticano ad affrontare nella sua ormai sicura gravità. Ci viene detto che il ghiacciaio antartico Thwaites, grande quanto la Florida, potrebbe sciogliersi rapidamente provocando un aumento dei mari da uno a tre metri e noi non facciamo un plissé. Ma è solo un esempio tra i tanti. Sappiamo che le risorse idriche saranno sempre più preziose (ne abbiamo parlato nel focus di futuranetwork di questa settimana), ma sono oggetto di manovre geopolitiche più che di uno sforzo congiunto per utilizzarle al meglio. Forse siamo diventati più resilienti, pronti (o rassegnati?) a sfide che riteniamo inevitabili, ma non si può dire che siamo sereni. Uno studio appena pubblicato dalla Gallup (Blind Spot: The Global Rise of Unhappiness and How Leaders Missed It) ci parla della “crescita globale della infelicità”. Ma attenzione: l’insieme di “rabbia, stress, tristezza, dolore fisico e preoccupazione”, cioè le componenti dell’infelicità, ha cominciato a crescere nell’insieme dei Paesi indagati fin dal 2011, quindi ben prima della pandemia. (abstract)

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Il ritorno dei giovani alla terra

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

E’ uno dei fenomeni più rilevanti dello scenario economico e sociale del nostro Paese, ma senza un intervento immediato contro il caro energia questa spinta positiva rischia di andare persa – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Gli ultimi dati in materia di nuove generazioni inducono all’ottimismo: i giovani imprenditori agricoli sono aumentati dell’8% negli ultimi cinque anni, con un incremento di 19mila unità rispetto al periodo pre-Covid.Il Governo uscente è chiamato a prendere i provvedimenti più urgenti prima del voto, considerando anche che i tempi per la formazione del nuovo esecutivo potrebbero non essere così brevi – continua Tiso. Di fronte a un segnale forte come quello che proviene dalle nuove generazioni non si può restare a guardare. Gli aiuti per il primo settore servono adesso. Ogni giorno che passa può significare la chiusura forzata per molte aziende agricole che non riescono più a sostenere il costo delle bollette.Al problema dell’energia si aggiunge quello del ritardo nella programmazione. A soli tre mesi dall’entrata in vigore della nuova Pac, l’Italia non ha ancora risposto alle osservazioni della Ue sul Piano strategico nazionale. Non si tratta di una questione meramente amministrativa, perché il Piano è la base indispensabile per programmare colture e investimenti, mentre ulteriori ritardi potrebbero far scattare le penalizzazioni di Bruxelles. Le inefficienze del Governo e l’assenza di regole chiare sarebbero così pagate dai coltivatori già in difficoltà per la crisi economica.

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Salario minimo: approvate le nuove regole per i lavoratori dell’UE

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2022

Bruxelles. Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì in via definitiva la nuova legislazione sui salari minimi adeguati nell’UE. La legge, concordata a giugno con il Consiglio, intende migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori dell’UE e promuovere progressi in ambito economico e sociale. A tal fine, vengono definiti i requisiti essenziali per l’adeguatezza dei salari minimi garantiti, come stabilito dalle leggi nazionali e/o dai contratti collettivi. La legge vuole inoltre migliorare l’accesso effettivo dei lavoratori alla tutela garantita dal salario minimo.Il testo è stato approvato con 505 voti favorevoli, 92 contrari e 44 astensioni (votazione finale su accordo in prima lettura).La nuova direttiva si applicherà a tutti i lavoratori dell’UE con un contratto o un rapporto di lavoro. I Paesi UE, in cui il salario minimo gode già di protezione, grazie ai contratti collettivi, non saranno tenuti a introdurre queste norme o a rendere gli accordi già previsti universalmente applicabili.La definizione del salario minimo rimane di competenza dei singoli Stati membri, i quali dovranno però garantire che i loro salari minimi consentano ai lavoratori una vita dignitosa, tenendo conto del costo della vita e dei più ampi livelli di retribuzione. Per quanto riguarda la valutazione dell’adeguatezza dei salari minimi garantiti esistenti, i Paesi UE potranno determinare un paniere di beni e servizi a prezzi reali, o fissarlo al 60% del salario mediano lordo e al 50% del salario medio lordo.La contrattazione collettiva a livello settoriale e interprofessionale è un fattore essenziale per determinare i salari minimi adeguati e, pertanto, deve essere promossa e rafforzata sulla base delle nuove regole. Gli Stati membri in cui meno dell’80% dei lavoratori è interessato dalla contrattazione collettiva, dovranno – congiuntamente alle parti sociali – stabilire un piano d’azione per aumentare tale percentuale.Nel testo concordato viene introdotto l’obbligo per i Paesi UE di istituire un sistema di monitoraggio affidabile, nonché controlli e ispezioni sul campo, per garantire conformità e contrastare i subappalti abusivi, il lavoro autonomo fittizio, gli straordinari non registrati o la maggiore intensità di lavoro.

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Salario minimo: Mura (Pd), fondamentale per dignità lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2022

“Il prossimo Governo e il Parlamento italiano devono porre al più presto in discussione le norme per attuare la Direttiva sul salario minimo approvata definitivamente a Strasburgo. Abbiamo ampiamente provato che c’è la necessità di ampliare la sfera di protezione sociale, valorizzando e rafforzando il ruolo della contrattazione. Il salario minimo, la giusta retribuzione rimane un elemento fondamentale della dignità e qualità del lavoro, soprattutto per giovani e donne che oggi lavorano sottopagati e domani vivranno ai margini con pensioni al limite della povertà”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), commentando l’approvazione dell’Europarlamento.

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Lefebvre Sarrut aderisce al Global Compact delle Nazioni Unite

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2022

Lefebvre Sarrut, leader mondiale nell’informazione legale, fiscale e regolamentare annuncia la sua adesione al Global Compact delle Nazioni Unite. Il programma supporta le aziende nel definire le proprie strategie nel rispetto dei principi universali relativi ai diritti umani, al lavoro, alla tutela dell’ambiente e all’anticorruzione. Istruzione di qualità, innovazione, riduzione delle diseguaglianze, pace, giustizia, rafforzamento delle istituzioni, industria sostenibile sono alcuni dei 17 traguardi di sviluppo sostenibile (SDG) che le società dovranno raggiungere entro il 2030. In questo modo, tutte le società appartenenti al Gruppo presenti in 8 Paesi europei saranno tenute ad includere tali obiettivi nelle proprie decisioni strategiche ed operative. Ciascuna di esse avrà la libertà di adattare il proprio approccio alle specificità dei rispettivi mercati.I progressi del Gruppo verso il raggiungimento di questi 10 traguardi e obiettivi verranno resi pubblici annualmente (CoP, Communication on Progess).In Italia il gruppo Lefebvre Sarrut è presente con Giuffrè Francis Lefebvre, leader nell’offerta di soluzioni e servizi editoriali tradizionali e digitali, portali specialistici, piattaforme integrate, software e formazione accreditata in aula e online per le aree professionali legale, fiscale, lavoro e per le imprese.

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A luglio retribuzioni +1,2%, inflazione +7,9%

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

A luglio le retribuzioni contrattuali orarie sono cresciute sull’anno dell’1,2% a fronte di un aumento dei prezzi sulla base dell’indice Nic del 7,9%. “Urge il ripristino della scala mobile all’inflazione programmata, ossia quella post referendum. Non è tollerabile che le bollette di luce e gas raddoppino, le multe per le violazioni al codice della strada e le tariffe siano adeguate all’inflazione, mentre stipendi e pensioni restino sempre al palo. Se non si preserva la capacità di spesa delle famiglie, gli effetti sui consumi e sul Pil saranno drammatici” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In alternativa, per non incidere sui costi delle aziende e innescare una spirale prezzi salari, rischio che comunque non scatterebbe adeguando gli stipendi all’inflazione programmata dal Governo, è sufficiente che lo Stato riduca il costo del lavoro” conclude Dona. press.economia@consumatori.it,

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Si avvicina la Festa dei Nonni ma con un triste bilancio

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Il 2 ottobre infatti è la ricorrenza ufficiale per questa celebrazione che negli anni è diventata sempre più importante. Ma quest’anno sarà sicuramente una Festa meno gioiosa degli anni passati. Sono 46.116 i nonni morti di Covid. Non possiamo dimenticare quello che sta accadendo nelle case delle famiglie italiane in questi ultimi 2 anni e mezzo. Purtroppo, come nel 2020 e nel 2021, non sarà possibile celebrare, come negli anni precedenti, una Festa dei Nonni piena di gioia e di sorrisi. Ma la pandemia va fermata: bisogna intervenire con urgenza per arginarla e fermare questa mattanza fra gli anziani. E’ necessario ed urgente incentivare le nuove vaccinazioni, in special modo per gli over 60, al fine di far fronte a quest’emergenza che, ancora, con la prossima stagione autunno-inverno, rischia di diventare inarrestabile. Fondamentale incentivare quindi le nuove vaccinazioni, ma anche la profilassi anti Covid per quei quasi 150.000 pazienti in Italia, che per le loro patologie onco-ematologiche, di artrite reumatoide, o per aver subito trapianti d’organo, a causa dei farmaci immunosoppressori che assumono giornalmente, non potranno mai essere protetti da nessun vaccino; per tutte queste persone l’unica possibilità di avere un’ottima copertura sono i farmaci di profilassi anti Covid. E’ tempo di intervenire fattivamente, valutando tutte le modifiche necessarie nella lotta al Covid per proteggere tutti e ancora di più i più fragili.Ma la Festa dei Nonni, che purtroppo già negli ultimi due anni è stata funestata dallo spettro del Covid, quest’anno è ancora più amara: la crisi economica legata alla guerra in Ucraina che trascina le utenze a continue impennate, l’instabilità, gli aumenti incontrollati dei costi si stanno abbattendo sui più fragili e anziani in modo drammatico. E il risultato di questo impatto economico è stimabile nella cifra di ben due mensilità di pensione, che si sono letteralmente polverizzate dalle tasche dei nostri nonni. E’ infatti di 12.471 euro l’importo netto medio annuale delle pensioni in Italia in base all’elaborazione del Centro Studi di Senior Italia FederAnziani sui dati Istat. Cifra che comprende anche la tredicesima e che suddivisa per 12 mensilità corrisponde a 1.039 euro. In base ai dati ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti Ambiente per una famiglia media italiana (ovvero consumo annuale gas 1.400 m³, energia elettrica 2.700 kWh), si prevede per il 2022 (sulla base dell’andamento attuale) un aumento della spesa annuale della bolletta per il gas di 888 euro e per l’energia elettrica di 672 euro, per un totale di 1.560 euro. Ora, se a questa cifra aggiungiamo il complessivo aumento dei prezzi di prodotti e servizi nel nostro Paese, ci rendiamo conto come di fatto vengano a polverizzarsi almeno due mensilità di una pensione media. Ci chiediamo: come faranno ad andare avanti i nostri nonni? Non solo. Se sono proprio loro, i nonni, da sempre colonne portanti delle famiglie italiane, ad essere colpiti così gravemente dalla crisi economica, come andranno avanti le famiglie? Durante gli anni di pandemia i nonni in Italia hanno contribuito con oltre 38,2 miliardi ai bilanci delle famiglie. Senza tralasciare l’importanza del tempo trascorso con i propri nipoti, oltre che il sostegno economico fornito nell’acquisto di beni di ogni tipo. Basti pensare che durante gli anni di pandemia il 92,8% dei senior ha aiutato economicamente figli e nipoti, facendolo spesso (48%), qualche volta (34,7%) o raramente (10,1%), mentre solo il 7,2% non lo ha mai fatto. Tra coloro che hanno aiutato la famiglia dei figli, il 41,8% ha trasferito mensilmente una cifra compresa tra i 100 e i 500 euro, l’8,2% una cifra compresa tra i 500 e i 1.000 euro, e il 7,3% addirittura ha contribuito mensilmente con oltre 1000 euro. Cifre che proiettate sulla popolazione dei senior conducono a un totale di circa 38,2 miliardi. E ora cosa succederà? Chi aiuterà le famiglie? Come resisterà il nostro tessuto sociale? Senior Italia FederAnziani fa appello a tutte le forze politiche perché trovino le soluzioni per intervenire su questa situazione, arginare il Covid e le conseguenze della pandemia sul Sistema Sanitario e insieme contrastare la crisi economica per salvare i nonni e, con loro, le famiglie italiane. Perché si restituisca alla Festa dei Nonni, almeno per il prossimo anno, il suo carattere di Festa gioiosa che è doveroso e giusto che abbia.

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Lavoro agile: Istruzioni per l’uso

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Entro il primo novembre 2022 i datori di lavoro dovranno comunicare l’attivazione di nuovi accordi di lavoro agile o le modifiche di precedenti intese. A stabilirlo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dopo le numerose criticità emerse in fase di prima applicazione delle nuove modalità, in vigore dal primo settembre scorso. Inoltre, per favorire la semplificazione degli obblighi per i datori di lavoro, la comunicazione andrà effettuata entro cinque giorni per non incorrere nelle sanzioni previste dall’art. 19, comma 3, del D.Lgs. n.276/2003. I datori di lavoro, dunque, devono porre attenzione alle nuove modalità di accesso per la trasmissione delle comunicazioni e per attivare il servizio massivo REST – utile per l’invio di un elevato numero di periodi di lavoro agile da comunicare – e alle nuove tempistiche di comunicazione. Su questi aspetti si concentra l’approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro dal titolo “Smart working: istruzioni per l’uso” del 13 settembre 2022, con il quale vengono analizzati anche i profili sanzionatori e fornite utili FAQ per sciogliere i dubbi più frequenti in materia di lavoro agile dopo il ritorno alla procedura ordinaria.

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Mercato del lavoro Usa: è davvero lo scenario ideale?

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2022

I dati di agosto sul mercato del lavoro dipingono un quadro “idilliaco” dell’economia statunitense: la crescita dei posti di lavoro rallenta ma resta positiva e ci sono segnali di attenuazione della carenza di manodopera.Per i responsabili politici, uno scenario ideale: i lavoratori rientrano nella forza-lavoro, attenuando i timori sulla carenza di manodopera e, allo stesso tempo, contenendo le pressioni sulla crescita salariale. Il tasso di disoccupazione aumenta così dai minimi di ciclo, ma non di molto, evitando una recessione, con conseguente attenuazione dell’inflazione.Anche se si basa su un solo mese di dati, il rapporto sull’occupazione di agosto lascia intravvedere questo “best-case scenario”: il tasso di disoccupazione statunitense è salito di 0,2 punti percentuali – attestandosi al 3,7% – trainato da un aumento di 786.000 unità della partecipazione alla forza-lavoro, salita ai massimi di ciclo al 62,4%. Pur essendo ancora al di sotto dei livelli di partecipazione pre-Covid, è un deciso passo verso la direzione giusta. Anche l’occupazione domestica, che era stata debole negli ultimi mesi, è aumentata di 442.000 unità in agosto. La crescita dei salari, misurata in base alla retribuzione oraria media, è rallentata a 0,3% su base mensile, da 0,5% del mese di luglio (anche se con un tasso di variazione del 5,2% su base annua, ancora superiore alla crescita della produttività). Il rapporto occupazione/popolazione in età lavorativa è balzato all’80,3% in agosto, avvicinandosi al pieno recupero del massimo pre-Covid dell’80,5%. Nel frattempo, la crescita dei posti di lavoro, che è rallentata dal ritmo torrido di +526.000 di luglio a +315.000 in agosto, rimane robusta e diffusa in tutti i settori. La media mobile a tre mesi della crescita dei posti di lavoro è di +378.000, che, sebbene sia più lenta della media a 12 mesi (+487.000), riflette ancora una crescita stellare dei posti di lavoro.In conclusione, il rapporto sui posti di lavoro di agosto rappresenta lo scenario ideale per i politici statunitensi. Non c’è un evidente bisogno che la Fed si muova per salvare un’economia in sofferenza, né si manifesteranno preoccupazioni di “surriscaldamento” qualora la tendenza alla ripresa della forza lavoro persistesse fino all’autunno. Prevediamo ancora che la Fed spingerà il tasso overnight al 4% entro la fine dell’anno, con un aumento di 75 punti base a settembre. La previsione a breve della Fed di Cleveland sull’inflazione core di agosto mostra che è probabile un aumento dello 0,5% mese su mese, portando la lettura su base annua al 6,2% (dati che verranno pubblicati il 13 settembre). Inoltre, non è ancora chiaro se una crescita della retribuzione oraria media superiore al 5% sia compatibile con un’inflazione del 2%: una preoccupazione fondamentale per i banchieri centrali. Detto questo, un mercato del lavoro solido – ma non surriscaldato – riduce la probabilità di una svolta della Fed verso un taglio dei tassi nei prossimi 12 mesi. Anche se un rapporto non delinea un trend, riteniamo che il rapporto sui posti di lavoro di agosto rappresenti un’ottima notizia per un possibile “atterraggio morbido”.

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Liste d’attesa, ora basta: è tempo di cambiare marcia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2022

È l’appello di Senior Italia FederAnziani, che di fronte al perdurare di questo annoso problema del nostro sistema sanitario, continua a pungolare le Regioni affinché trovino le giuste soluzioni per poter diminuire quanto prima le liste d’attesa e ristabilire una situazione di effettivo accesso al sistema sanitario. Non è accettabile – sottolinea la federazione della terza età – che gli over 60 non possano effettuare gli accessi per le visite specialistiche al fine di potersi trovare negativi o positivi ad una patologia, e di conseguenza aumentare le proprie possibilità di cura. Non è accettabile che ci siano ritardi nell’individuare una patologia oncologica. Bisogna intervenire in modo fattivo su questo stato di cose inaccettabile.Anche se le Regioni, anche a seguito dei solleciti di Senior Italia FederAnziani, hanno iniziato a rimboccarsi le maniche, gli interventi fatti fin qui non sono stati sufficienti e sul fronte del recupero delle liste d’attesa occorre ancora uno sforzo importante per rilanciare la sanità del territorio. L’emergenza della pandemia ha portato a livelli allarmanti il problema delle liste d’attesa, su cui, già prima, pesava la cronica mancanza di personale con cui far fronte ai bisogni di salute dei cittadini. Sono i numeri a dare la dimensione colossale del fenomeno: rispetto al 2019 (pre-pandemia) nel corso del 2020 abbiamo avuto 64.504.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale in meno (-28,3%) e nel 2021 sono state 33.919.000 in meno (-14,9%), per un totale di 98.423.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale in meno nel biennio; i ricoveri ospedalieri sono stati nel 2020 1.774.817 in meno rispetto al 2019 (-21%) (fonte: adattamento Agenas Portale Covid-19 su dati del Ministero della Salute).Il problema è confermato anche dai risultati di una survey condotta dall’ISTAT che ha valutato i numeri delle rinunce da parte dei cittadini alle prestazioni sanitarie (visite specialistiche ed esami diagnostici) per la difficoltà di accedere al servizio o motivi economici, evidenziando che le rinunce sono state 4.845.000 nel 2021 e ben 5.610.000 nel 2021 (nel 2019 erano 3.162.000), con un evidente trend in aumento (fonte: Rapporto BES 2021 su dati Istat, Indagine Aspetti della vita quotidiana).Per molti mesi il Covid ha di fatto cancellato le altre cronicità, togliendo spazio a chi, per esempio, ha problemi cardiaci o deve fare un intervento di cataratta. Sono milioni i pazienti che ancora oggi faticano a ottenere il rispetto dei tempi indicati dal medico sulle prescrizioni, trovandosi a dover rinviare visite specialistiche, controlli, interventi, con i Cup che spesso non sono nemmeno in grado di fornire una data. E’ importante non abbassare la guardia sulla lotta al Covid, ma al tempo stesso bisogna tornare a prendere in carico le altre cronicità perché i cittadini continuano a subire l’enorme danno di salute per malattie diagnosticate tardivamente e quindi più difficili da curare.Occorre riaprire le sale operatorie per le cataratte, far ripartire l’oftalmologia perché l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha comportato notevoli ritardi alle attività legate alle patologie oftalmologiche: in questo periodo a livello nazionale sono state svolte 2.500.000 prestazioni ambulatoriali in meno e ciò ha determinato l’allungarsi delle liste d’attesa e disagi per l’utenza. Si è verificata una contrazione di più di 300.000 interventi chirurgici della cataratta, che in tempi pre-Covid raggiungevano i 600.000 in un anno; una parte degli over 80, che non sono stati operati, ha subito una frattura del femore a causa dell’ipovisione e della conseguente difficoltà ad evitare gli ostacoli; tutto ciò ha causato un aggravio delle spese dell’SSN; si è verificata una riduzione delle iniezioni endovitreali (IVT) per la cura della maculopatia essudativa, che, talvolta, ha reso impossibile il recupero funzionale della vista.Ma sono tanti i fronti su cui è urgente intervenire per ridurre ritardi e mancanze inammissibili. Occorre riaprire le riabilitazioni. Occorre ricominciare immediatamente a fare prevenzione oncologica altrimenti da qui a un anno ci troveremo una quantità di malati oncologici allo stadio non iniziale ma allo stadio avanzato, che costeranno al Sistema Sanitario tre volte tanto e non raggiungeranno i 5 anni di sopravvivenza. Bisogna ripristinare il diritto alla salute facendo ripartire a pieno regime la sanità del territorio.Sono molti i modi in cui si può intervenire. E’ necessario, per esempio, migliorare i processi di cura dei pazienti, in particolare quelli anziani e cronici attraverso un coinvolgimento degli studi dei medici di medicina generale disseminati su tutto il territorio. Non è pensabile infatti riportare alla sanità territoriale funzioni che attualmente sovraccaricano impropriamente le strutture ospedaliere senza un pieno coinvolgimento dei medici di famiglia, e andrebbero superate alcune limitazioni alla facoltà di prescrizione da parte dei medici di medicina generale dei farmaci per alcune patologie, evitando le tante visite specialistiche prescritte solo per il rinnovo del piano terapeutico. Bisogna potenziare la specialistica ambulatoriale: se siamo giunti a questo punto è perché per anni il territorio è stato abbandonato e desertificato lasciando che i medici andassero in pensione senza che venissero sostituiti. Uno dei problemi delle liste d’attesa infatti è il mancato potenziamento della specialistica ambulatoriale, ovvero quel settore della medicina che opera nel territorio, anche al di fuori degli ospedali, e che ha negli anziani e nei cronici i propri pazienti. È ormai urgente quindi aumentare l’offerta di medici specialisti che ci sono e che sono sottoutilizzati rispetto al concreto fabbisogno. Ed è necessario soprattutto che le Regioni prendano in carico in modo definitivo questo grave problema del nostro Sistema Sanitario perché si restituisca una volta per tutte ai cittadini, soprattutto anziani, cronici e fragili il diritto ad avere le migliori opportunità di cura.

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Lavoro: Mura (Pd), evitare disastro sociale a Sud e nelle Isole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2022

“Bisogna intervenire subito sul disastro sociale fotografato dalla Cgil, frenando in particolare la drammatica caduta nel Mezzogiorno e nelle Isole. Senza misure drastiche lavoro povero e precarietà sono piaghe destinate ad aumentare con conseguenze gravi sulla tenuta sociale”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro del Senato Romina Mura (Pd), analizzando il rapporto di Cgil e fondazione Di Vittorio (Fdv) sul disagio occupazionale e la disoccupazione sostanziale nel 2021. “Sull’orlo della povertà e anche al di là della soglia in vaste aree del Paese – rileva la deputata dem – ci sono milioni di donne, giovani, lavoratori autonomi e partite Iva, disoccupati di lungo periodo che fruiscono di ammortizzatori sociali, lavoratori che attendono il rinnovo del contratto”. “Introdurre il salario minimo, incentivare i contratti a tempo indeterminato rendendoli più convenienti, rinnovare i contratti scaduti – spiega Mura – sono misure da prendere al più presto. Bisogna poi modificare i tirocini e l’apprendistato in modo che i giovani siano collocati al lavoro senza essere sfruttati e rafforzare il sistema del welfare, prevedendo norme che consentano alle lavoratrici di accedere a un’occupazione e mantenerla”.

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Sanità: Liste d’attesa, ora basta: è tempo di cambiare marcia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2022

Anche se le Regioni, anche a seguito dei solleciti di Senior Italia FederAnziani, hanno iniziato a rimboccarsi le maniche, gli interventi fatti fin qui non sono stati sufficienti e sul fronte del recupero delle liste d’attesa occorre ancora uno sforzo importante per rilanciare la sanità del territorio. L’emergenza della pandemia ha portato a livelli allarmanti il problema delle liste d’attesa, su cui, già prima, pesava la cronica mancanza di personale con cui far fronte ai bisogni di salute dei cittadini. Sono i numeri a dare la dimensione colossale del fenomeno: rispetto al 2019 (pre-pandemia) nel corso del 2020 abbiamo avuto 64.504.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale in meno (-28,3%) e nel 2021 sono state 33.919.000 in meno (-14,9%), per un totale di 98.423.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale in meno nel biennio; i ricoveri ospedalieri sono stati nel 2020 1.774.817 in meno rispetto al 2019 (-21%) (fonte: adattamento Agenas Portale Covid-19 su dati del Ministero della Salute). Il problema è confermato anche dai risultati di una survey condotta dall’ISTAT che ha valutato i numeri delle rinunce da parte dei cittadini alle prestazioni sanitarie (visite specialistiche ed esami diagnostici) per la difficoltà di accedere al servizio o motivi economici, evidenziando che le rinunce sono state 4.845.000 nel 2021 e ben 5.610.000 nel 2021 (nel 2019 erano 3.162.000), con un evidente trend in aumento (fonte: Rapporto BES 2021 su dati Istat, Indagine Aspetti della vita quotidiana). Occorre riaprire le sale operatorie per le cataratte, far ripartire l’oftalmologia perché l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha comportato notevoli ritardi alle attività legate alle patologie oftalmologiche: in questo periodo a livello nazionale sono state svolte 2.500.000 prestazioni ambulatoriali in meno e ciò ha determinato l’allungarsi delle liste d’attesa e disagi per l’utenza. Si è verificata una contrazione di più di 300.000 interventi chirurgici della cataratta, che in tempi pre-Covid raggiungevano i 600.000 in un anno; una parte degli over 80, che non sono stati operati, ha subito una frattura del femore a causa dell’ipovisione e della conseguente difficoltà ad evitare gli ostacoli; tutto ciò ha causato un aggravio delle spese dell’SSN; si è verificata una riduzione delle iniezioni endovitreali (IVT) per la cura della maculopatia essudativa, che, talvolta, ha reso impossibile il recupero funzionale della vista. Sono molti i modi in cui si può intervenire. E’ necessario, per esempio, migliorare i processi di cura dei pazienti, in particolare quelli anziani e cronici attraverso un coinvolgimento degli studi dei medici di medicina generale disseminati su tutto il territorio. Non è pensabile infatti riportare alla sanità territoriale funzioni che attualmente sovraccaricano impropriamente le strutture ospedaliere senza un pieno coinvolgimento dei medici di famiglia, e andrebbero superate alcune limitazioni alla facoltà di prescrizione da parte dei medici di medicina generale dei farmaci per alcune patologie, evitando le tante visite specialistiche prescritte solo per il rinnovo del piano terapeutico. Bisogna potenziare la specialistica ambulatoriale: se siamo giunti a questo punto è perché per anni il territorio è stato abbandonato e desertificato lasciando che i medici andassero in pensione senza che venissero sostituiti. Uno dei problemi delle liste d’attesa infatti è il mancato potenziamento della specialistica ambulatoriale, ovvero quel settore della medicina che opera nel territorio, anche al di fuori degli ospedali, e che ha negli anziani e nei cronici i propri pazienti. È ormai urgente quindi aumentare l’offerta di medici specialisti che ci sono e che sono sottoutilizzati rispetto al concreto fabbisogno. Ed è necessario soprattutto che le Regioni prendano in carico in modo definitivo questo grave problema del nostro Sistema Sanitario perché si restituisca una volta per tutte ai cittadini, soprattutto anziani, cronici e fragili il diritto ad avere le migliori opportunità di cura.

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PIMCO: il rapporto sul lavoro degli Stati Uniti

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2022

A Cura di Tiffany Wilding e Allison Boxer, US Economist di PIMCO. Un rapporto sull’occupazione “Goldilocks”. Il report del mese di agosto ha soddisfatto tutti. Il mercato del lavoro statunitense è ancora solido, con una capillare crescita dei posti di lavoro sia nelle indagini relative alle imprese (+315 mila) sia in quelle relative alle famiglie (+442 mila) ad agosto, a sostegno dell’ipotesi che l’economia statunitense stia reggendo bene nonostante l’inasprimento delle condizioni finanziarie registrato fino ad oggi. Tuttavia, si è registrato anche un significativo miglioramento dell’offerta di lavoro, un rallentamento delle assunzioni e un andamento meno negativo della crescita dei salari, considerazioni importanti per le prospettive di inflazione nel breve periodo. Anche se i funzionari della Fed saranno molto soddisfatti delle notizie positive contenute in questo rapporto, non riteniamo che in definitiva influenzerà i funzionari che discuteranno di un rialzo di 50 o 75 punti base alla riunione del FOMC di settembre; continuiamo a credere che la decisione dipenderà dal prossimo rapporto sull’IPC; riteniamo, a questo punto, che le possibilità di uno dei due esiti siano circa 50/50. – La crescita degli occupati è stata leggermente più alta delle aspettative (315 mila contro i 280 mila previsti), e i nuovi posti di lavoro sono risultati ad ampio raggio; – La crescita dei salari si è raffreddata a un ritmo ancora troppo elevato; – L’indagine sulle famiglie è risultata ancora più “goldilocks”, ossia favorevole. L’aumento dell’occupazione è stato forte e la partecipazione alla forza lavoro è aumentata, portando il tasso di disoccupazione al 3,7%; Il rapporto di venerdì fornisce un’ulteriore conferma che il mercato del lavoro statunitense resta ancora molto forte, nonostante la perdita di slancio registrata negli altri Paesi. Anche se i funzionari della Fed accoglieranno con favore il segnale che l’inasprimento non ha ancora fatto deragliare il mercato del lavoro e che l’offerta di lavoro si sta riprendendo, in ogni caso non crediamo che ciò cambierà le prospettive per la politica monetaria nel breve periodo. Riteniamo che i funzionari della Fed aspetteranno di vedere il prossimo rapporto sull’IPC per decidere l’andamento della stretta nella riunione di settembre.

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Lavoro intermittente e periodo di prova

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2022

Datore di lavoro non più obbligato al preavviso di chiamata minimo, ma tenuto a indicare nel contratto di lavoro intermittente le eventuali fasce orarie e i giorni prestabiliti in cui il lavoratore è chiamato a svolgere la prestazione. Nuove tutele, inoltre, in favore dei lavoratori per quanto riguarda il periodo di prova. Sono alcune delle novità introdotte dal D.Lgs. n.104/2022 (c.d. Decreto Trasparenza) in materia di contratto di lavoro intermittente e periodo di prova che la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro analizza con l’approfondimento dal titolo “Il contratto di lavoro intermittente e il nuovo periodo di prova dopo il Decreto Trasparenza” del 6 settembre 2022. Come noto, il provvedimento prevede, dallo scorso 13 agosto, una serie di informazioni relative al rapporto di lavoro che datori di lavoro e committenti sono tenuti a comunicare ai lavoratori in fase di assunzione. Il Decreto apporta modifiche all’articolo 15 del D.Lgs. n. 81/2015 e stabilisce che, oltre alle informazioni di cui all’articolo 1, comma 1 del decreto citato, il contratto di lavoro intermittente debba contenere altri elementi, tra cui la natura variabile della programmazione del lavoro, la durata e le ipotesi, oggettive o soggettive, che consentono la stipulazione del contratto. L’ulteriore novità che emerge dal confronto tra il testo originario dell’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015 e il Decreto Trasparenza è che il legislatore ha eliminato la previsione che obbligava il datore a un preavviso di chiamata minimo. In buona sostanza, le parti ora possono concordare un preavviso di chiamata anche di una sola ora. Il documento si sofferma poi sul periodo di prova che, stando all’articolo 7, comma 1, del D.Lgs. n. 104/2022, non può essere superiore ai sei mesi, nemmeno laddove ci fosse un accordo certificato delle parti contraenti. Per poi analizzare proporzionalità, sospensione, non ripetibilità del periodo di prova con un cenno ai profili ispettivi e alle sanzioni amministrative nel caso in cui il datore non fornisse le informazioni dovute al lavoratore.

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Prosegue la mattanza dei senior

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2022

Non si arresta la strage da Covid, soprattutto fra gli over 60. E’ questo l’allarme che lancia Senior Italia FederAnziani, la federazione della terza età, sulla base di un’analisi del suo Centro Studi che prende in considerazione i dati ufficiali dei decessi Covid degli anni 2020, 2021, 2022.Bisogna intervenire con urgenza per arginare definitivamente la pandemia e la sua conseguente mattanza fra gli anziani. Dall’analisi dettagliata dei dati emerge infatti che, nonostante gli interventi messi in campo fin qui, non c’è stata una massiccia riduzione dei decessi. Basti pensare che se il totale dei decessi nel 2021è stato di 63.229, nei primi 8 mesi del 2022 il dato ha raggiunto già i 38.348 decessi, con un trend che non si può considerare quindi di netta riduzione, e anzi allarmante nella prospettiva dell’incipiente periodo autunnale. Se a questo si aggiunge che ancora il 95% dei decessi continua a riguardare gli over 60, ci si rende conto di quale impatto abbiamo tuttora il Covid sulla nostra popolazione anziana. Infatti, la probabilità di decesso una volta accertato il contagio va da meno di 1 su 100.000 per gli adolescenti (10-19 anni) fino a più di 14 su 100 per gli ultranovantenni (oltre 15.000 volte più probabile!). La media per gli ultrasessantenni è pari a quasi 3.3 decessi ogni 100 casi accertati, e di fronte a solo il 22,6% dei casi, essi costituiscono oltre il 95% dei decessi.A fronte di questi dati allarmanti, è necessario ed urgente incentivare le nuove vaccinazioni, in special modo per gli over 60, al fine di far fronte a quest’emergenza che ancora, soprattutto alla luce della prossima stagione autunno-inverno, rischia di diventare inarrestabile. Questo è l’appello di Senior Italia FederAnziani. E’ importante inoltre provvedere anche ai quasi 150.000 pazienti, così come indicato dall’Aifa, cittadini residenti in Italia che per le loro patologie onco-ematologiche, di artrite reumatoide, o per aver subito trapianti d’organo, a causa dei farmaci immunosoppressori che assumono giornalmente, non potranno mai essere protetti da nessun vaccino; per tutte queste persone l’unica possibilità di avere un’ottima copertura sono i farmaci di profilassi anti Covid. Come organizzazione Senior Italia FederAnziani chiede di intervenire e valutare le modifiche necessarie nella lotta a questa pandemia per proteggere tutti e ancora di più i più fragili.

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