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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Il Gruppo Euris nel 2019 ha già assunto 87 nuovi addetti

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Continua a crescere il Gruppo Euris, anche grazie alla costante attenzione per la formazione. Sono 87, tenendo conto soltanto del periodo dal 1° gennaio al 30 settembre, i nuovi dipendenti assunti dall’azienda con sede legale a Trieste e specializzata in consulenza informatica, in grado di offrire soluzioni complete nella gestione dei progetti It sia in ambito architetturale, sia nello sviluppo applicativo. Tutto ciò, grazie anche alle divisioni interne al gruppo, dotate di un know how consolidato.Euris, fondata dal presidente Egisto Bressan, soprattutto negli ultimi anni ha deciso di investire nelle risorse umane. E per farlo, ha organizzato con sempre maggiore intensità degli appuntamenti formativi che, per molti, si sono tramutati in uno sbocco lavorativo. Negli ultimi anni sono una ventina i corsi organizzati a Trieste e nelle filiali di Udine, Milano, Padova e Bologna (c’è anche una sede distaccata a Fiume, in Croazia, dove quest’anno sono state assunte sei persone e c’è stato il coinvolgimento di altrettanti tirocinanti), grazie ai quali l’impresa ha dato lavoro, soltanto nel 2019, a 88 persone, di cui 50 provenienti dai corsi formativi di Euris, rivolti agli esterni; tutto ciò per implementare il proprio organico, che oggi conta su 450 addetti complessivi. Le “lezioni” hanno riguardato svariate tematiche, dalla programmazione NET a quella JAVA, senza dimenticare in tempi più recenti Atlassian e Navision. «La nostra filosofia – chiarisce Raffaele Canetta, HR del Gruppo Euris – è quella di scommettere sul talento dei giovani, ma non soltanto. La formazione, per noi, continua a rivestire un ruolo basilare, perché questi momenti di confronto in aula sono decisivi per farci individuare le figure adatte da inserire nel nostro organico. Proprio per questo, negli ultimi anni abbiamo intensificato il calendario dei cicli formativi e così intendiamo fare anche in futuro». Le aziende tecnologiche italiane subiscono la carenza di personale qualificato, vista l’imperante quanto travolgente pressione sul mercato del lavoro, Euris ha deciso di puntare sulla formazione di coloro che vogliono approcciarsi al mondo dell’Information technology.Euris, fondata 30 anni fa, ha chiuso il 2018 con 26,2 milioni di euro di ricavi e un utile netto pari a 465.000 euro, mentre il valore della produzione si è attestato sui 27,7 milioni. L’Ebitda lo scorso anno è stato di 1 milione e 694 mila euro. Nel 2018, proseguendo nel suo processo di crescita, l’azienda ha acquisito, con un investimento globale di 4 milioni di euro, Test Spa, azienda con core business nella It governance, e Getconnected Srl, realtà dedicata allo sviluppo di soluzioni digitali.

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Di Maio e governo tutelino pensioni italo-venezuelani

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

“Il ministro Di Maio intervenga per tutelare le centinaia di pensionati, quasi tutti cittadini italiani, che si vedono negare il sacrosanto diritto alla pensione, chiedendo il rispetto dell’accordo bilaterale stipulato tra Italia e Venezuela, disatteso da ben 4 anni dallo stato del presidente Maduro”.Così il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI, in un’interrogazione al ministero degli Affari esteri sulla questione della mancata erogazione delle pensioni da parte dell’istituto di previdenza venezuelano.“La ‘Convenzione bilaterale di sicurezza sociale’ tra Italia e Venezuela, firmata nel 1988 ed esecutiva dal 1991, dispone che le prestazioni in denaro dovute da uno Stato contraente saranno corrisposte integralmente e senza alcuna limitazione ai titolari che risiedono nel territorio dell’altro Stato contraente o in uno Stato terzo. Purtroppo, dal dicembre del 2015 risultano interrotte le erogazioni dovute agli italiani residenti in Venezuela dall’istituto di previdenza venezuelano. Una situazione che colpisce la sicurezza sociale delle persone interessate, spesso pensionati che non dispongono di altro reddito, ma anche l’Italia costretta a gestire una vera e propria crisi sociale, che interessa centinaia e centinaia di persone, molto spesso cittadini italiani”. “Per questo Fratelli d’Italia chiede al ministro Di Maio ed al governo di adottare qui necessari provvedimenti per ristabilire la legalità e garantire alle centinaia di pensionati italo-venezuelani il godimento della propria pensione”, conclude il senatore di FdI.

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Il sindacato dell’Aeronautica militare incontra il vertice di Forza Armata

Posted by fidest press agency su domenica, 13 ottobre 2019

Si è tenuto a Roma un incontro tra il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e una delegazione del Sindacato Aeronautica Militare – SIAM, composta dal Segretario Nazionale Paolo Melis, dal Responsabile per i rapporti con i Comitati Locali ed attività sul territorio Alfio Messina e il Responsabile della Comunicazione Antonsergio Belfiori, presso palazzo Aeronautica a Roma. Sebbene si sia svolto in un clima di cordialità, è apparsa subito evidente la posizione di chiusura da parte del Generale Rosso, in analogia a quelle di tutti gli altri Capi di Stato Maggiore. Una volta di più abbiamo constatato il rifiuto di instaurare ogni forma di dialogo con i sindacati militari, trincerandosi dietro la mancanza di una legge che regoli l’attività sindacale, nonostante abbiamo più volte fatto presente che la stessa Corte Costituzionale nella sentenza 120 al punto 18, nelle more di un intervento normativo, rimandi alle regole attuali per la rappresentanza militare. Un fatto gravissimo, questo, poiché continuano ad essere deliberatamente ignorati i chiari principi costituzionali, per cui il diritto sindacale non può essere compresso in nessun modo, se non in virtù di un’apposita legge. Tantomeno attraverso circolari strumentali che hanno valenza esclusivamente interna all’amministrazione e non già verso soggetti di carattere privatistico quali sono le associazioni sindacali, che, di contro, sono tenute ad obbedire esclusivamente alle normative già vigenti quali lo Statuto dei Lavoratori. Questa posizione di chiusura è chiaramente un fatto di inaudita miopia da parte dell’amministrazione che dimostra una precisa volontà di voler, in qualche, modo annichilire e neutralizzare le nascenti organizzazioni sindacali in barba alle attuali norme. È ora di cambiare mentalità su questi temi poiché, sia chiaro, ai sindacati è concesso tutto ciò che non è vietato per legge e la chiusura al dialogo non lascia altra via se non quella delle “carte bollate” che inevitabilmente ci costringerà ad avviare una dura battaglia legale per vedere finalmente garantito il diritto sindacale coerente con i dettami della Consulta e delle attuali norme. (fonte: SIAM Sindacato Aeronautica Militare)

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Siena: al via i corsi di preparazione per i concorsi Estar e Arti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 ottobre 2019

Siena. Sono in procinto di partire i corsi di preparazione dedicati ai candidati che hanno superato le fasi di preselezione dei concorsi indetti da Estar per l’assunzione a tempo indeterminato di infermieri e di assistenti e collaboratori amministrativi.
Già stabilite le date delle lezioni che sono sabato 19 e mercoledì 30 ottobre per gli assistenti e collaboratori amministrativi e lunedì 21 e giovedì 24 ottobre per gli infermieri.
Mercoledì 16 ottobre invece sarà dato inizio agli incontri di formazione per la preparazione al concorso Arti riguardante i Centri dell’Impiego.”Riteniamo importante seguire e supportare i futuri lavoratori del nostro territorio – commenta il segretario generale della CISL fp Siena Riccardo Pucci-. La CISL si è sempre messa a disposizione per contribuire alla formazione, per creare sinergie e dare tutte le informazioni necessarie affinché potessero esserci le condizioni migliori per entrare nel mondo del lavoro e continuerà a farlo non venendo meno a quella che è per noi una delle priorità del nostro mandato. Abbiamo uno slogan che accompagna queste nostre attività: #noicislsiamo. E infatti la Cisl c’è”.Gli interessati possono ricevere informazioni su luoghi, orari, date e modalità di svolgimento del corso, contattando la CISL FP al numero 389 2313788 (Riccardo).

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Ministeri: Fp Cgil al Senato, critiche su ddl riordino carriere

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

“Diversi punti critici, con possibili ricadute negative sul personale dipendete, nonché sull’efficacia dell’azione amministrativa”. Questo in estrema sintesi il giudizio della Fp Cgil espresso oggi in audizione presso la Commissione Affari costituzionali del Senato sul disegno di legge 1493 relativo al riordino dei ministeri, delle carriere delle Forze di Polizia e Armate e delle funzioni dell’Autorità delle Comunicazioni.Tra i vari rilievi, relativi ai numerosi elementi contenuti nel Ddl, ovvero le disposizioni per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione di Mibac, Mipaaf, Mise, Maeci, Mit, Mattm, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di Polizia e delle Forze Armate e per la continuità delle funzioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, da sottolineare l’attribuzione al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale delle competenze in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione del sistema Paese.Su questo punto, osserva la Fp Cgil, “ci preme sottolineare la inopportunità, a nostro avviso, dello spostamento delle competenze in materia di commercio internazionale ed internazionalizzazione dal Mise al Maeci. Siamo infatti convinti che all’interno del Mise siano presenti competenze trasversali capaci di offrire supporto alle imprese, in particolare le Pmi, dalla nascita alla penetrazione nei mercati esteri, accompagnandole lungo l’intera filiera. Il Mise possiede inoltre il know-how specifico su assistenza e promozione commerciale all’estero. Riteniamo – prosegue – che l’assegnazione di queste competenze al corpo diplomatico rischi di frammentare il quadro di riferimento generale e rendere meno efficaci le politiche commerciali e imprenditoriali per l’export”.Quanto invece al tema del riordino delle carriere delle Forze di Polizia, osserva la Fp Cgil, “la possibilità di apportare adeguati correttivi al Riordino delle carriere delle Forze di Polizia è stata fortemente limitata da due fattori: la carenza di risorse economiche e la scarsa capacità di ascolto delle proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali da parte delle amministrazioni coinvolte”. Per questo, conclude la Fp Cgil, “confermiamo il nostro giudizio negativo sui correttivi apportati al riordino delle carriere delle Forze di Polizia e chiediamo di reperire nuove risorse e riaprire il confronto con le organizzazioni sindacali”.

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Siria: L’attacco annunciato da mesi è avvenuto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Con il beneplacito di alcuni Stati si è consumata l’ennesima violazione del diritto internazionale, ormai calpestato sistematicamente in una guerra che dura da oltre 8 anni e che ha trasformato il suolo siriano nel campo di battaglia di una guerra infinita tra potenze regionali. Sotto attacco da parte della Turchia questa volta le zone nel nord-est della Siria, abitate prevalentemente dai Curdi, con ancora morti e feriti anche tra i civili. La popolazione nella fascia tra Turchia e Siria, dopo aver combattuto l’Isis e altre formazioni terroristiche, è di nuovo messa a dura prova. L’intervento sta scatenando anche la partenza forzata di decine di migliaia di civili, intrappolati in quest’area di confine. Il numero di sfollati è destinato a salire rapidamente se le operazioni di guerra proseguiranno, sommandosi agli oltre 11 milioni tra sfollati interni e rifugiati in altri paesi. Questa nuova iniziativa bellica si aggiunge a quella del governo siriano appoggiato dalla Russia a nord-ovest, nell’area di Idlib, sotto attacco da aprile 2019, e ende tutto il confine nord del paese di nuovo incandescente con milioni di persone vittime di violenze. Una tragedia che si somma alla grave situazione umanitaria che in Siria si protrae da quasi nove anni con l’80% della popolazione in stato di povertà e oltre 11 milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria e come sempre a farne maggiormente le spese sono i più vulnerabili: anziani, minori, donne, disabili.
Tutta la rete Caritas, già operante da anni nel paese, si sta mobilitando per essere pronta a rispondere a questa nuova emergenza umanitaria. In particolare le Caritas di Aleppo e Hassake, con il sostegno di Caritas Italiana e di altre Caritas estere, si stanno organizzando per riuscire a rispondere alle molteplici necessità in un contesto sempre più difficile e pericoloso. Caritas Italiana fa appello al Governo Italiano, all’Unione Europea e a tutta la Comunità internazionale affinché si faccia tutto il necessario per interrompere, senza condizioni, l’ennesimo eccidio e ristabilire il rispetto del diritto internazionale. Ora più che mai c’è bisogno dell’impegno e della solidarietà di tutti, perché si possa trovare una soluzione
pacifica a questo ennesimo fronte di guerra e si possa rispondere velocemente ai bisogni umanitari più immediati. Il popolo siriano, piagato da quasi nove anni di guerra che hanno causato morte, distruzione e povertà, ha bisogno di pace per ricostruire la propria vita con dignità. Caritas Italiana sostiene gli interventi delle Caritas dei Paesi coinvolti nella crisi siriana – Siria, Libano, Giordania, Turchia, Cipro, Grecia, Macedonia, Serbia e Bosnia – sin dallo scoppio della guerra a marzo 2011. Ad oggi Caritas Italiana, grazie alle offerte ricevute e a contributi dell’otto per mille alla Chiesa Cattolica, ha realizzato decine di progetti con un intervento complessivo di oltre 7.200.000 euro in vari ambiti: assistenza umanitaria, supporto psicosociale, sanità, promozione del lavoro e convivenza pacifica tra i giovani.

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Lotta contro l’apolidia

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha avvertito che i recenti progressi nella lotta per la fine dell’apolidia – una delle principali cause di privazione dei diritti umani per milioni di persone in tutto il mondo – sono stati messi in pericolo da un aumento delle forme dannose di nazionalismo.”Di recente, cinque anni fa, la consapevolezza pubblica dell’apolidia, e dei danni che provoca, era ancora trascurabile. Questo sta cambiando, e oggi la prospettiva di porre fine all’apolidia non è mai stata così vicina”, ha detto Grandi.”Eppure, il progresso è lungi dall’essere assicurato: forme dannose di nazionalismo e la manipolazione dei sentimenti negativi nei confronti di rifugiati e migranti sono correnti potenti a livello internazionale che rischiano di farci tornare indietro. Sono urgentemente necessarie soluzioni per milioni di persone senza cittadinanza o a rischio di apolidia in tutto il mondo – tra cui i Rohingya del Myanmar e le popolazioni minoritarie a rischio di apolidia nell’Assam dell’India. Senza di essi, rischiamo un peggioramento dell’esclusione che già colpisce la vita di milioni di persone. Questo è il motivo per cui è diventato indispensabile raddoppiare gli sforzi”.
L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha lanciato nel 2014 una Campagna globale, #IBelong, per porre fine all’apolidia entro il 2024. Da allora circa 15 paesi hanno aderito ai due principali trattati sull’apolidia, la Convenzione delle Nazioni Unite sullo status degli apolidi del 1954 e la Convenzione sulla riduzione dell’apolidia del 1961.Con ulteriori adesioni e altri impegni previsti questa settimana, il totale delle adesioni al primo di questi trattati, la Convenzione del 1954 sullo status degli apolidi, potrebbe presto superare la notevole soglia di 100 Paesi.
Nei primi cinque anni di #IBelong, più di 220.000 apolidi hanno acquisito la cittadinanza, anche grazie a sforzi nazionali concertati e motivati dalla Campagna, in luoghi diversi come il Kirghizistan e il Kenya, il Tagikistan e la Tailandia. Nel luglio di quest’anno il Kirghizistan è diventato il primo Paese al mondo ad annunciare la risoluzione completa di tutti i casi noti di apolidia. Inoltre, da quando è stata lanciata la Campagna, due paesi, Madagascar e Sierra Leone, hanno riformato le leggi sulla nazionalità per consentire alle madri di conferire la cittadinanza ai propri figli su un piano di parità con i padri. Tuttavia, venticinque Paesi continuano a rendere difficile o impossibile per le madri conferire la cittadinanza ai propri figli, una delle principali cause di apolidia a livello globale. Poiché non tutte le leggi sulla nazionalità contengono salvaguardie che garantiscano che nessun bambino nasca senza cittadinanza, l’apolidia può anche essere tramandata di generazione in generazione.Porre fine a tutte le forme di discriminazione nelle leggi sulla nazionalità aiuterebbe la comunità internazionale a tener fede all’impegno assunto da tutti gli Stati nell’adottare l’Agenda per lo sviluppo sostenibile di “non lasciare indietro nessuno”.Oggi, personalità di spicco del mondo dei media, dei diritti umani, dei rifugiati e degli apolidi si uniscono ai rappresentanti degli Stati membri a Ginevra in una sessione speciale del Comitato esecutivo dell’UNHCR, il segmento di alto livello sull’apolidia, per fare il punto sui progressi compiuti a metà della Campagna e impegnarsi a intraprendere ulteriori azioni per porre fine all’apolidia entro il 2024.Tra i partecipanti vi sono la vice Segretaria Generale delle Nazioni Unite, Amina Mohammed, l’Ambasciatrice di Buona Volontà dell’UNHCR, Cate Blanchett, la giornalista televisiva e presentatrice britannica, Anita Rani, l’ex rifugiato senza Stato e attivista, Maha Mamo, l’Alto Commissario OSCE per le minoranze nazionali, Lamberto Zannier, e altri.Alcuni Paesi metteranno in atto impegni, presentando formalmente gli strumenti di adesione ai trattati di apolidia.

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Le donne, la maternità e il lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 ottobre 2019

“I dati diffusi oggi dall’Istat sull’occupazione femminile rappresentano l’ulteriore conferma degli ostacoli insormontabili che le donne e in particolare le mamme, nel nostro Paese, si trovano ad affrontare quotidianamente. Le donne con figli sempre più spesso devono rinunciare a lavorare a causa degli impegni familiari e una scarsa rete di servizi per la prima infanzia aggrava il quadro”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.
In Italia, sottolinea Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – tra le donne tra i 25 e i 49 anni con figli minorenni, più di 4 su 10 non hanno un lavoro, mentre più del 40% delle madri con almeno un figlio preferisce il part-time pur di continuare a mantenere un’occupazione[1]. Dati che si inseriscono in un contesto di denatalità ai minimi storici (meno di 440 mila nascite nel 2018) e aggravato dall’impossibilità nel conciliare vita privata e impegni professionali, radicate difficoltà di carriera e di crescita salariale, forte squilibrio nei carichi familiari tra madri e padri, una scarsissima offerta di servizi educativi per l’infanzia. Un quadro critico che si riverbera sul benessere delle madri, ma che affonda le radici nelle pesanti disparità di genere in Italia.“Ề fondamentale che il nuovo Governo dia seguito agli impegni annunciati in favore delle famiglie, investendo risorse adeguate per aumentare l’offerta degli asili e per favorire la conciliazione di entrambi i genitori tra lavoro e vita privata così come indicato dall’Europa. C’è bisogno di una vera politica di sostegno alla genitorialità sul medio e lungo termine”, ha concluso Raffaela Milano.

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Settimana della protezione civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 ottobre 2019

Torino. Si apre nel week end del 12 ottobre la Settimana della protezione civile, un’iniziativa nata da una direttiva della Presidenza del Consiglio per promuovere su tutto il territorio italiano, dalle metropoli ai comuni più piccoli, una serie di eventi “volti alla diffusione della conoscenza e della cultura di protezione civile, a promuovere e accrescere la resilienza delle comunità attraverso l’adozione di comportamenti consapevoli e misure di autoprotezione da parte dei cittadini, a favorire l’informazione alle popolazioni sugli scenari di rischio, le relative nuove norme di comportamento, e la moderna pianificazione di Protezione civile”.
Alla Settimana della protezione civile partecipano sul territorio metropolitano moltissime realtà territoriali, a cominciare da Prefettura di Torino, Regione Piemonte, Città metropolitana, Città di Torino e Comuni unitamente a istituzioni pubbliche e private e associazioni di volontariato.ll 10 novembre la Città di Torino organizza nell’ambito dell’iniziativa “Con la protezione civile per una Città resiliente”, una giornata di informazione sulle attività del servizio di protezione civile della Città e delle associazioni convenzionate.Il 12 e 13 ottobre prende il via anche la campagna di informazione “Io non rischio”, dedicata alle buone pratiche di protezione civile,che si svolgerà sotto l’egida della Regione Piemonte nelle piazze di numerosi comuni. A Torino ”Io non rischio” sarà in piazza Castello (sia il sabato che la domenica), e nella sola giornata di sabato in piazza Borgo Dora e i, via Livorno presso il centro commerciale Ipercoop. Tutti i punti saranno presidiati da volontari, appartenenti ad Anpas, Croce verde Torino, Legambiente, associazione Psicologi per i popoli di Torino, associazione Volontari alpini di protezione civile Torino, Gruppo comunale volontari di protezione civile di torino. Sul territorio “Io non rischio” sarà a Carmagnola, Cavagnolo, Ciriè, Giaveno, Moncalieri, Nole, Sangano, con la presenza di funzionari della protezione civile della Regione Piemonte e della Città metropolitana di Torino.San Mauro Torinese ha organizzato una esercitazione dal 10 al 13 ottobre, con il coinvolgimento delle scuole di venerdì 11. La Città metropolitana di Torino prenderà parte attivamente alla manifestazione sia supportando l’apertura del Coc (Centro comunale operativo), sia partecipando alla’esercitazione che si svolgerà sabato pomeriggio. Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre la Prefettura di Torino coordinerà una esercitazione, a direzione italiana, nella galleria autostradale del Frejus per la verifica del nuovo Piano binazionale italo -francese. La Prefettura di Torino inoltre ha convocato per il 15 ottobre una riunione con i responsabili di protezione civile degli enti pubblici, polizie locali, comandi dei caraibinieri e delle guardie di finanza, vigili del fuoco, 118 e112, Arpa Piemonte per fare il punto sulla gestione delle emergenze con il nuovo sistema di allertamento in vista della stagione autunnale. Il 14 ottobre riprende il calendario di Evviva, programma di sensibilizzazioe alla rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione veloce, realizzato dall’Azienda sanitaria AslTo3 in collaborazione con il gruppo Irc per far conoscere il primo soccorso agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Saranno ad Avigliana il 14 ottobre, a Luserna San Giovanni il 15, a Pianezza il 16, a Collegno il 17 e a Orbassano il 18 ottobre. La Città metropolitana di Torino parteciperà in alcune delle piazze con filmati, attività e mezzi per far conoscere le attività di protezione civile ai bambini e ragazzi.
Sempre il 14 ottobre il Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) organizza a Palazzo Chiablese a Torino una Giornata di approfondimento sulle metodologie di richiesta di sopralluogo in occasione di eventi calamitosi, rivolto prevalentemente al personale interno, in cui verrà presentato il sistema Erikus per la gestione delle richieste di sopralluogo presentate dai cittadini ai COC, realizzato dalla Regione Piemonte-Settore Sismico e Arpa Piemonte in collaborazione con il Dipartimento di protezione civile, con la previsione di una sua estensione anche ai beni culturali.Come si è detto, anche la Giornata regionale della protezione civile il 5 novembre sarà celebrata con una serie di attività non solo commemorative ma volte a sensibilizzare amministratori e cittadini sulle tematiche di protezione civile.
II 5 novembre la Città metropolitana di Torino organizza nell’Auditorium di corso Inghilterra una convention intitolata “Alluvione del 1994. Venticinque anni dopo” per riflettere insieme ai sindaci sui passi in avanti fatti soprattutto in tema di prevenzione, e gestione delle emergenze dal 1994 a oggi.
Nei giorni 6, 7 e 8 novembre la Regione Piemonte organizza nella sede della protezione civile in corso Marche “La scuola incontra la protezione civile”, una visita alla struttura regionale, con la collaborazione di Arpa Piemonte, Città metropolitana di Torino e Politecnico di Torino, che accompagnerà oltre 600 ragazzi della scuola secondaria di primo grado, in un percorso conoscitivo che li porterà ad avere una maggiore consapevolezza dei rischi del territorio in cui vivono e di come farvi fronte in maniera corretta e con comportamenti adeguati.

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Il costo della fuga dei giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2019

Da circa un decennio l’Italia è tornata ad essere terra di emigrazione: in dieci anni abbiamo perso quasi 500 mila italiani (saldo tra partenze e rientri di connazionali). Tra questi, quasi 250 mila giovani (15-34 anni). Considerando le caratteristiche lavorative dei giovani in Italia, possiamo stimare che questa “fuga” ci sia costata 16 miliardi di euro (oltre 1 punto percentuale di PIL): è infatti questo il valore aggiunto che i giovani emigrati potrebbero realizzare se occupati nel nostro paese.Il gap tra giovani italiani ed europei. Tra le cause di questo esodo vi sono sicuramente le (scarse) opportunità occupazionali che l’Italia offre ai propri giovani. L’Italia registra il tasso di occupazione più basso d’Europa nella fascia 25-29 anni (54,6%, contro una media Ue del 75,0%). Il tasso di disoccupazione italiano (19,7%) è il terzo più alto dopo Grecia e Spagna, dieci punti oltre la media europea (9,2%). Nella stessa fascia d’età, anche il tasso di NEET (chi non studia e non lavora) è il più alto d’Europa: 30,9%, media Ue 17,1%. Inoltre, il livello d’istruzione dei nostri giovani è molto basso: tra i 25 e i 29 anni solo il 27,6% è laureato, quasi 12 punti in meno rispetto alla media europea. Il declino demografico dell’Italia. La popolazione italiana sta diminuendo: si fanno pochi figli (mediamente 1,32 per donna) e il saldo tra nati e morti è negativo da oltre 25 anni. Quindi calano i giovani e aumentano gli anziani: l’Istat prevede che nel 2038 gli over 65 saranno un terzo della popolazione (31,3%). Ciò determinerà squilibri economici e finanziari, dato che proporzionalmente diminuiscono i lavoratori e aumentano i pensionati.Chi sono gli immigrati in Italia. La presenza straniera in Italia è stabile negli ultimi anni, con 5,2 milioni di stranieri residenti a fine 2018 (8,7% della popolazione). Il saldo migratorio rimane positivo (+245 mila), anche se la composizione dei nuovi arrivi è molto diversa rispetto al passato: prevalgono i ricongiungimenti familiari, si stabilizzano gli arrivi per motivi umanitari, mentre sono quasi nulli gli ingressi per lavoro. Vi è, complessivamente, una lieve prevalenza di donne (52%) e una netta dominanza di paesi dell’Est Europa (oltre il 45% del totale). Le prime nazionalità (23,0% Romania, 8,4% Albania, 8,0% Marocco) evidenziano che la maggior parte degli immigrati è qui da oltre dieci anni. Il valore dell’immigrazione. Nel 2018 i lavoratori stranieri sono 2,5 milioni, pari al 10,6% degli occupati totali. La ricchezza prodotta da questi lavoratori è stimabile in 139 miliardi di euro, pari al 9% del PIL. Gli occupati stranieri si concentrano nelle professioni non qualificate (33,3%), mentre solo il 7,6% svolge mansioni qualificate (il restante 60% si divide quasi equamente tra operai / artigiani e commercianti / impiegati). Il contributo economico dell’immigrazione è inoltre dato da oltre 700 mila imprenditori nati all’estero (9,4% del totale) e, a livello fiscale, da 2,3 milioni di contribuenti. Da essi provengono un gettito Irpef di 3,5 miliardi di euro (su un ammontare di 27,4 miliardi di redditi dichiarati) e 13,9 miliardi di contributi previdenziali e assistenziali versati.

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Migranti. Fazzolari (FdI): governo rimpatria badanti ucraine e si tiene mafia nigeriana

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

“Vergognosa pagliacciata dei ministri Di Maio e Bonafede sui rimpatri. Oggi questi scienziati prestati alla politica hanno annunciato un decreto ministeriale con cui si stabiliscono 13 ‘Paesi sicuri’ per i quali saranno negate in automatico le richieste di asilo, in modo, in teoria, da accelerare i rimpatri dei clandestini. Tra questi Stati figura l’Ucraina, dove è in corso una guerra civile che ha fatto negli ultimi anni più di 14mila morti e 28mila mutilati, ma in compenso non figurano gli Stati principali di provenienza dei clandestini finti profughi come Nigeria, Pakistan, Bangladesh, Costa d’Avorio, nei quali non è in corso alcuna guerra. Il risultato di avere degli incompetenti al governo? L’Italia dedicherà tempo e risorse per rimpatriare le badanti ucraine, anche se provengono da zone di guerra, si terrà i componenti della mafia nigeriana e continuerà a pagare senza alcun motivo vitto e alloggio a pakistani, bengalesi e clandestini vari sedicenti richiedenti asilo. Altro che 13 ‘Paesi sicuri’, gli Stati sicuri dove rimpatriare i clandestini sono la quasi totalità dei 200 Stati esistenti al mondo, con pochissime eccezioni, che sicuramente non riguardano gli Stati incomprensibilmente dimenticati dal governo rosso giallo”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile del programma di FdI.

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Giornata della Fraternità, nel nome di Francesco e del dialogo

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Firenze martedì 8 ottobre, nel cenacolo di Santa Croce a Firenze (a partire dalle 9.30) due attori di primo piano nello scenario del dialogo cristiano islamico saranno tra i protagonisti della Giornata della fraternità. L’iniziativa di confronto internazionale, promossa dall’l’Opera di Santa Croce, con la Comunità dei Frati francescani minori conventuali, vede infatti tra i suoi partecipanti il principe El Hassan bin Talal di Giordania, chair del Royal Institute for Inter-Faith Studies di Amman, e il cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso. A ottocento anni dall’incontro tra Francesco di Assisi e il Sultano e a pochi mesi dalla Dichiarazione sulla Fratellanza Umana di Abu Dhabi, Firenze, città del dialogo, diventa ancora una volta ancora una volta crocevia di incontro. Come lo è stata negli anni Cinquanta e Sessanta grazie all’opera profetica di Giorgio La Pira. La storia e l’attualità delle relazioni tra due grandi religioni, la cristiana e l’islamica, sono al centro della Giornata, coordinata da don Alessandro Andreini e Giulio Conticelli, rispettivamente vicepresidente e consigliere dell’Opera di Santa Croce.Nella città toscana la cooperazione tra le grandi religioni è fatta di gesti straordinariamente concreti, anche grazie alla decisiva azione del Comune di Firenze. Nel 2015 è stato firmato un Protocollo d’Intesa fra i capi delle religioni cattolica, ebraica, islamica ed il Comune di Firenze, gettando le basi per la creazione della Scuola di alta formazione per il dialogo interreligioso e interculturale.Del resto Santa Croce, luogo chiave della spiritualità francescana, conserva la memoria dell’incontro epocale tra Francesco e il sultano in tre opere: il dipinto di Coppo di Marcovaldo nella Pala Bardi, l’affresco di Giotto per la Cappella Bardi, e il rilievo di marmo scolpito da Benedetto da Maiano sul pulpito della navata centrale.I lavori saranno aperti dall’introduzione del cardinale Giuseppe Betori e dai saluti del sindaco Dario Nardella, della presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi, del prefetto Laura Lega, di padre Paolo Bocci, rettore della Basilica di Santa Croce e dell’imam Izzedin Elzir. Il principe El Hassan bin Talal di Giordania rappresenta una dinastia che da decenni è impegnata nella realizzazione di un nuovo corso di relazioni tra i popoli e gli uomini di fedi religiose diverse (suo fratello era Hussein I, amico di La Pira), mentre il cardinale Ayuso Guixot, è un esperto nella costruzione di ponti culturali e spirituali: comboniano e missionario in Egitto e Sudan, è stato docente di Islamologia a Karthoum e al Cairo e, quindi, al Pontificio istituto di studi arabi e d’islamistica. Sono previsti gli interventi di padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi; del prefetto Michele Di Bari, Capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno; di Giulio Conticelli dell’Università degli Studi di Firenze, consigliere dell’Opera di Santa Croce. Conclude Alessandro Martini, assessore ai Rapporti con le confessioni religiose del Comune di Firenze. Il coordinamento del confronto è affidato a don Alessandro Andreini, vicepresidente dell’Opera di Santa Croce.

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Islam. La Pietra (FdI): lotta integralismo si fa in carcere

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

“Il ministro Bonafede oggi si accorge che la lotta all’integralismo islamico passa anche attraverso il controllo dei detenuti stranieri all’interno delle carceri. Ne siamo lieti, ma ci chiediamo cosa abbia fatto di concreto fino ad oggi per dare i giusti strumenti alla Polizia penitenziaria. Più volte come Fratelli d’Italia abbiamo sollecitato una riforma di tutto il sistema carcerario, a partire dalla sorveglianza dinamica che permette ai detenuti di sfuggire meglio al controllo degli agenti. Occorre un piano serio di rimpatrio dei detenuti stranieri con degli accordi bilaterali in cui il peso economico e commerciale della nostra Nazione deve pesare. Servono risorse da destinare ai mezzi e alle attrezzature in dotazione agli agenti, così come risorse per aumentare il personale e soprattutto per dare un riconoscimento economico adeguato al lavoro che essi svolgono; spesso in situazioni anche di pericolo personale. Insomma, meglio tardi che mai, ma alle parole si dia seguito ad atti concreti”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati in visita in Messico

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

In occasione di una visita di quattro giorni in Messico, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha fatto visita a un programma innovativo di integrazione e ha incontrato richiedenti asilo e rifugiati in diverse città settentrionali e meridionali del Paese. Le persone ascoltate hanno raccontato delle violenze, degli abusi e delle persecuzioni che hanno patito per mano di gruppi criminali che le hanno costrette a fuggire dai propri Paesi. L’Alto Commissario Filippo Grandi ha cominciato la visita in Messico venerdi scorso (27 settembre) dallo Stato nordorientale di Coahuila, recandosi a Saltillo, presso una fabbrica che impiega circa 70 rifugiati su un totale di 1.500 dipendenti. I rifugiati impiegati nello stabilimento erano stati ricollocati dal sud del Paese mediante uno schema di cooperazione tra le autorità centrali, nazionali e locali, il settore privato, la società civile e l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Il programma aiuta i rifugiati a integrarsi e a dare il proprio contributo all’economia locale. L’Alto Commissario si è sentito rincuorato una volta ascoltati i riscontri positivi sulle esperienze vissute al loro arrivo, il benvenuto ricevuto dalle comunità locali e il continuo processo di integrazione nella società messicana.Nell’ambito dello schema, e col sostegno delle autorità locali, solo nel corso di quest’anno oltre 3.000 rifugiati sono stati ricollocati tra quattro Stati messicani. In media, ogni settimana più di cento rifugiati sono ricollocati in varie città del Messico centrale e settentrionale.Da Paese di transito per le persone che sperano di raggiungere gli Stati Uniti, il Messico sta sempre più divenendo un Paese di destinazione per i rifugiati dell’America Latina e di altre regioni. Le domande di asilo presentate in Messico sono aumentate dalle circa 2.100 del 2014 alle oltre 48.000 dei primi otto mesi di quest’anno.
L’Alto Commissario ha inoltre visitato lo Stato meridionale del Chiapas, che accoglie quasi il 70 per cento dei richiedenti asilo presenti in Messico. La Commissione messicana di sostegno ai rifugiati (Comisión Mexicana de Ayuda a Refugiados/COMAR) ha compiuto progressi per accelerare il processo di esame delle domande di asilo, tuttavia i richiedenti sono ancora costretti ad attendere mesi prima di ottenere i necessari documenti che danno loro accesso al mercato del lavoro e, spesso, anche ai servizi sociali. L’UNHCR sta sostenendo la COMAR su vasta scala, aprendo nuovi uffici a Monterrey, Tijuana e Palenque, e impiegando oltre 110 collaboratori esterni per la registrazione e l’esame dei casi. Durante la tappa a Tapachula, l’Alto Commissario ha inaugurato due nuovi centri di registrazione gestiti da COMAR e RET, partner dell’UNHCR.Lungo il confine meridionale, l’Alto Commissario ha potuto constatare di persona alcune delle problematiche che devono affrontare le autorità messicane per l’immigrazione. Pur riconoscendo il diritto sovrano del Messico di controllare i propri confini, l’Alto Commissario ha espresso preoccupazione in merito all’assenza di tutele sistematiche e di protocolli adeguati per lo screening e la presa in carico dei richiedenti asilo al confine. L’Alto Commissario ha inoltre manifestato la propria apprensione rispetto alla detenzione automatica di quanti presentano domanda di asilo alla frontiera, comprese le famiglie con bambini. A Tapachula, l’Alto Commissario ha ascoltato anche il dramma di molte persone originarie di diversi Paesi africani, nonché Haiti e Cuba, che non desiderano presentare domanda di asilo in Messico. Per tutti coloro che non hanno diritto a protezione internazionale, sono necessarie soluzioni in linea con il Global Compact per una migrazione sicura, ordinata e regolare.A Tapachula, Saltillo e Città del Messico, l’Alto Commissario ha visitato gli alloggi destinati a richiedenti asilo e migranti vulnerabili gestiti dalle organizzazioni della società civile e della Chiesa. Queste svolgono un ruolo fondamentale, dato che assicurano a rifugiati e migranti alloggi di emergenza e altri servizi vitali, fra i quali sostegno psicosociale, orientamento e assistenza legale per le domande di asilo. Tuttavia, necessitano anch’esse di maggiori risorse.L’Alto Commissario ha concluso la propria missione lunedi a Città del Messico, dove ha incontrato esponenti del Governo fra i quali Olga Sanchez Cordero, Ministro dell’Interno, e Marta Delgado Peralta, Vice Ministro degli Esteri.L’Alto Commissario ha espresso soddisfazione in merito all’impegno costante profuso dalle autorità messicane per adempiere gli obblighi internazionali e i principi di protezione internazionale, trattamento umanitario e rispetto dei diritti umano. Le autorità hanno sottolineato come queste costituiscano una componente fondamentale delle politiche nazionali e di quelle internazionali del Paese.Durante i colloqui con le autorità, l’Alto Commissario ha accolto con favore l’impegno preso dal Governo poco dopo essersi insediato in merito alla volontà di risolvere il dramma degli sfollati interni e ha offerto il sostegno continuo dell’UNHCR per sviluppare normative e politiche pubbliche capaci di rispondere a questo problema che per troppo tempo è stato trascurato.

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Pa: Cgil Cisl Uil, strano governo che avvia dialogo sociale e poi decide da solo su contratti

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 ottobre 2019

“Strano quel Governo che da una parte riavvia il dialogo sociale e poi dall’altra decide unilateralmente sui contratti pubblici. Ci aspettiamo che arrivi a breve una convocazione da parte del Governo, come convenuto tra il presidente del Consiglio Conte e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Furlan e Barbagallo, in cui avviare il confronto sul rinnovo dei contratti pubblici e sulla riforma della Pubblica Amministrazione”. Ad affermarlo sono i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Nicola Turco e Michelangelo Librandi, in merito alla nota di aggiornamento al Def.Dopo la pubblicazione della nota di aggiornamento al Def, affermano Fp Cgil, Cisl Fp, UilPa e Uil Fpl, “rileviamo che sui contratti non c’è nessuna risposta per le lavoratrici e i lavoratori pubblici, ma anzi c’è piena continuità con il precedente Governo. Si conferma, infatti, che per il rinnovo del contratto della Pubblica Amministrazione, secondo il Def, si prevedono aumenti dell’1,95% e che l’accordo verrà siglato nel 2020”. Secondo le categorie di Cgil, Cisl e Uil, “in primo luogo le risorse sono insufficienti, ci siamo mobilitati a giugno con una piattaforma chiara: risorse sul tabellare, ricordiamo che il contratto 16/18 prevedeva aumenti del 3,48%; stabilizzazione dell’elemento perequativo; finanziamento del nuovo sistema di classificazione e della riforma dell’ordinamento, ovvero carriere e inquadramenti”. In secondo luogo, proseguono, “non può dettare il Governo i tempi senza neanche aver avviato il confronto sull’atto di indirizzo, per questo chiediamo di avviare subito il percorso che ci porti a definire un accordo prima della legge di Bilancio. Infine, sulla riforma della Pa, leggiamo che il governo vuole portare avanti la delega Bongiorno che riteniamo contenga indirizzi sbagliati. Per noi, prima ancora di riforme ‘epocali’, contano le risposte immediate sul fronte dell’occupazione, della proroga dei requisiti di stabilizzazione per tutti i precari della Pa e delle graduatorie dei vincitori e idonei. Se non ci saranno convocazioni nelle prossime ore, nelle settimane che seguiranno decideremo il percorso di confronto con le lavoratrici e i lavoratori sulle mancate risposte del Governo”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, UilPa e Uil Fpl.

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La Grecia deve porre fine al pericoloso sovraffollamento dei centri di accoglienza delle isole

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 ottobre 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, oggi rivolge un appello alla Grecia affinché trasferisca con urgenza migliaia di richiedenti asilo fuori dai centri di accoglienza pericolosamente sovraffollati delle isole egee. A settembre, 10.258 persone sono arrivate via mare, principalmente famiglie afgane e siriane – la cifra mensile più elevata dal 2016 – aggravando le condizioni umanitarie sulle isole che attualmente accolgono 30.000 richiedenti asilo.A Lesbo, Samo e Cos la situazione è critica. Il centro di accoglienza di Moria, a Lesbo, ospita già 12.600 persone, un numero cinque volte superiore alla propria capacità. In un insediamento informale nelle vicinanze, 100 persone sono costrette a condividere un solo bagno. Le tensioni restano alte a Moria, dove, domenica, in un incendio divampato in un container utilizzato per alloggiare le persone ha perso la vita una donna. Una rivolta lanciata in seguito per la frustrazione dai richiedenti asilo ha portato al verificarsi di scontri con le forze di polizia.A Samo, il centro di accoglienza di Vathy ospita 5.500 persone – una cifra otto volte superiore alla propria capacità. La maggior parte dorme in tende con accesso limitato a latrine, acqua potabile e cure mediche. Le condizioni sono andate deteriorandosi bruscamente anche a Cos, dove 3.000 persone condividono uno spazio destinato a sole 700.Tenere le persone sulle isole in tali condizioni inadeguate e insicure è disumano ed è necessario porvi fine. Il Governo greco ha dichiarato che le priorità, che l’UNHCR accoglie con favore, sono allentare la pressione sulle isole e proteggere i minori non accompagnati. L’UNHCR, inoltre, prende atto delle misure annunciate lunedì in occasione di una riunione di gabinetto straordinaria e volte ad accelerare e rafforzare le procedure di asilo e a gestire i flussi verso la Grecia. L’UNHCR resta in attesa di conoscere i dettagli per iscritto così da poter esprimere commenti a riguardo.Tuttavia, essendo necessario agire con urgenza, l’UNHCR esorta le autorità greche a dare priorità ai piani per il trasferimento degli oltre 5.000 richiedenti asilo già autorizzati a proseguire la propria procedura di asilo sulla terraferma. Contemporaneamente, è necessario mettere a disposizione nuovi posti in accoglienza per prevenire che ulteriori flussi dalle isole si riversino sulla Grecia continentale, dove la maggior parte delle strutture sono al completo. L’UNHCR continuerà a sostenere i trasferimenti verso la terraferma anche in ottobre, su richiesta del Governo.
Sono inoltre necessarie soluzioni a più lungo termine, fra cui assicurare sostegno ai rifugiati affinché diventino autonomi e possano integrarsi in Grecia.Il dramma dei minori non accompagnati, che nel complesso sono oltre 4.400, suscita particolare preoccupazione, considerato che solo uno su quattro vive in alloggi adeguati alla loro età.A Moria, circa 500 minori sono alloggiati in un enorme capannone insieme ad adulti coi quali non condividono alcun grado di parentela. A Samo, oltre una dozzina di bambine non accompagnate dormono a turno in un piccolo container, mentre altri bambini sono costretti a utilizzare le tettoie dei container. Date le condizioni estremamente rischiose e le situazioni potenzialmente violente a cui sono esposti i minori non accompagnati, l’UNHCR rivolge un appello agli Stati europei affinché in via prioritaria mettano a disposizione posti per il ricollocamento e velocizzino i trasferimenti dei minori che soddisfano i requisiti per il ricongiungimento coi propri familiari.L’UNHCR continua a lavorare con le autorità greche al fine di sviluppare le capacità necessarie per rispondere alle esigenze umanitarie. Gestiamo oltre 25.000 posti in appartamenti destinati ad alcuni dei richiedenti asilo e dei rifugiati più vulnerabili, nell’ambito del programma ESTIA finanziato dall’UE. Circa 75.000 persone ricevono mensilmente assistenza in denaro nell’ambito del medesimo progetto. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, col sostegno continuo dell’UE e di altri donatori, è pronto a espandere il proprio intervento tramite uno schema di assistenza finanziaria per il pagamento di alloggi che permetterebbe ai richiedenti asilo autorizzati di lasciare le isole e stabilirsi sulla terraferma. Quest’anno la Grecia è meta della maggior parte degli arrivi attraverso il Mediterraneo, circa 45.600 su 77.400 – più di quelli che hanno interessato Spagna, Italia, Malta e Cipro insieme.

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Riscatto laurea ai fini pensionistici

Posted by fidest press agency su domenica, 29 settembre 2019

Tante sono le spese di cui le famiglie devono tener conto per non sforare il proprio bilancio. Negli ultimi mesi, è entrato a far parte della casistica anche il “riscatto della laurea”. Infatti, dopo l’eliminazione del vincolo dei 45 anni, molte famiglie stanno pensando di riscattare la laurea dei propri figli, in considerazione delle difficoltà che potrebbero incontrare in futuro per il conseguimento della pensione, contribuendo a creare, in tal modo, almeno uno “zoccolo” previdenziale.Ad avviso di Adiconsum, affinché il riscatto della laurea agevolato rappresenti davvero un’opportunità, è necessario che il Governo garantisca che quanto versato ora mantenga il suo valore anche nel futuro. Ad esempio, in parole povere, i 26.000 euro pagati oggi per riscattare la laurea quinquennale devono mantenere il loro valore anche al momento della pensione.Adiconsum, in qualità di gestore del Fondo di prevenzione del sovraindebitamento rivolto alle famiglie in difficoltà, su incarico del Ministero dell’Economia, conosce bene i problemi delle famiglie e sa che molte di queste sarebbero disposte ad indebitarsi, e finanche a sovraindebitarsi, pur di dare un futuro di stabilità previdenziale ai propri figli. A tal proposito, il riscatto della laurea rappresenta una forma di investimento che implica un’educazione finanziaria per valutare se investire o meno i propri soldi.Prima di mettere mano ai propri risparmi o di indebitarsi, consigliamo di verificare con grande attenzione, recandosi presso un patronato, l’effettiva convenienza o meno del riscatto della laurea ai fini pensionistici.

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Il 2 ottobre in Italia si celebra la Festa dei Nonni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

Roma Alla Conferenza Stampa di Presentazione della Campagna Festa dei Nonni 2019, che si terrà il 30 settembre presso l’Hotel Nazionale, parteciperanno il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, e sono stati invitati: l’attore Lino Banfi, Testimonial della Festa dei Nonni e icona di tutti i nonni d’Italia, Elena Bonetti, Ministra delle Pari Opportunità, della famiglia e delle disabilità Pierpaolo Sileri, Vice Ministro della Salute, Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale Mauro Boldrini, CIAT Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia,Nonno Romano Carletti, testimonianza nonché i rappresentanti dei partner della campagna e i suoi sostenitori.
La ricorrenza istituita con Legge 31 luglio 2005, n. 159 per celebrare l’importanza del ruolo dei nonni nelle famiglie e nella società.Come ogni anno, Senior Italia FederAnziani, attraverso l’omonima Fondazione, porta avanti la campagna Festa dei Nonni, con diverse iniziative per valorizzare il legame tra le generazioni e migliorare la qualità della vita della popolazione senior, anche attraverso progetti tesi a sostenere la prevenzione e la salute nella terza età.
La Conferenza Stampa anticiperà il grande evento di sensibilizzazione in programma a Roma per il 2 ottobre, giorno ufficiale della Festa dei Nonni. Dalle ore 10.00 in Piazza di Spagna partiranno i laboratori artistici, di manualità e di ricordi con sensibilizzazione sul rapporto tra nuove e vecchie generazioni, nonché una sessione di Pet Therapy, con il coinvolgimento dei nostri amici a quattro zampe, mentre alle ore 12:00 avrà luogo il flash mob che unirà le diverse generazioni per festeggiare i nonni d’Italia e sensibilizzare sul loro ruolo insostituibile: “Il grande cuore dei Nonni” che vedrà la partecipazione di Lino Banfi.

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Immigrazione, USB: da Malta cambi di linguaggio ma non di sostanza

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

La riunione dei ministri dell’Interno svoltasi a La Valletta con la partecipazione di Francia, Italia, Malta, Germania e Finlandia, si conclude con dichiarazioni “d’intenti” partorendo un documento congiunto rispetto ai due presentati da Malta e Italia da un lato e Germania e Francia dall’altro. Il documento finale, qualificato come “accordo base”, sarò sottoposto all’approvazione di tutti i paesi dell’Unione europea in occasione del Consiglio europeo Giustizia e Affari interni che si terrà a Lussemburgo il prossimo 8 ottobre.
La realtà è che il cambio del linguaggio non porta ancora con sé un cambio nella sostanza, perché i muri restano alti sotto il cielo del Trattato di Dublino, che stabilisce che il paese di primo approdo ha la responsabilità di farsi carico del richiedente asilo fino alla definizione finale della sua procedura, trasformando lo spazio europeo in una prigione a cielo aperto.Un vero cambiamento rispetto all’attuale drammatica situazione, fatta di privazione di libertà e sfruttamento sociale e lavorativo di migliaia di persone, deve prevedere canali umanitari reali per i dannati della globalizzazione e della crisi climatica con superamento del Trattato di Dublino.Quindi l’abrogazione della legge Bossi-Fini e dei pacchetti detti di sicurezza, la regolarizzazione delle persone presenti in Italia, spesso costrette a subire sfruttamento e ricatti di ogni genere in ambito sociale e lavorativo.

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Il più grande motore del cambiamento di fronte al più grande motore di ricerca

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

Nel 2020, 825.000 posti di lavoro nell’UE saranno legati all’informatica e alle telecomunicazioni, ma attualmente, in seno all’OCSE, solo 1 laureato in Ingegneria su 5 è donna. Loro continuano a preferire fare la maestra o l’infermiera, le classiche ‘professioni da donna’. Anche se sono sempre più numerose quelle che sognano di diventare ‘youtuber’, ‘instagramer’ o influencer.Tuttavia, l’interesse delle bambine per la scienza e la tecnologia raddoppia quando hanno dei punti di riferimento in questo campo. Ed è qui che sorge il problema: non è affatto facile trovare dei referenti femminili. Soprattutto attraverso il primo strumento di ricerca di informazioni: Google.Internet si è dimenticato di loro. Neanche l’ombra, nelle prime ricerche, di referenti donne… in quasi nulla che non rientri nello stereotipo sessista femminile. Oggi Internet ci mostra un’immagine prevalentemente distorta della donna. C’è qualcosa che non va e la Fundación Esperanza Pertusa vuole risolvere il problema.A cominciare da quel modo di decidere che cos’è più rilevante. Per questo hanno chiesto a Google di renderle più visibili su Internet, al fine di aiutare a risvegliare l’interesse di altre bambine per le STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Una cosa così complessa (eppure così semplice) come cambiare il suo algoritmo. Quella formula segreta che decide ciò che esiste e ciò che no, e che, pur essendo aggiornata 500 volte all’anno, non ha ancora corretto quella carenza. «Se con Google Adwords è possibile apparire ai primi posti delle ricerche, semplicemente per aver pagato, supponiamo che Google potrà posizionare ai primi posti donne ispiratrici di altre donne, semplicemente per responsabilità» afferma Esperanza Navarro, presidente della fondazione.Infatti, allo stato attuale, è più probabile che una bambina preferisca essere ‘famosa’ che scienziata o ingegnera nucleare. Abbiamo bisogno «di più Marie Curie, di più Nuria Oliver, di più Walley… e di meno ‘silicone’». Un grido di aiuto che, prima o poi, dovrà essere ascoltato: «Cambiate il vostro algoritmo o tra non molto lo cambieremo noi!», assicurano queste future ingegnere del team di robotica di una scuola di Alicante, ‘Las Peque Robots’ (Le piccole robot), protagoniste del video della campagna.
Girls4Tech è un progetto educativo creato per promuovere l’interesse delle bambine per la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica, che rientra nell’ambito del programma Women4Change della Fundación Esperanza Pertusa dell’azienda di calzature Gioseppo.
Abbiamo bisogno di più donne nei settori tecnologici, nella ricerca, nelle aziende e a capo dei principali progetti che stanno definendo il futuro, se vogliamo costruire un mondo più giusto, egualitario e sostenibile.

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