Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Dati sull’occupazione smentiscono il governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 novembre 2017

istatDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“C’è poco da gioire nel leggere gli ultimi dati pubblicati dall’ISTAT relativi al mercato del lavoro italiano. Infatti, il tasso di disoccupazione si è confermato all’11,2%, un valore che, sebbene in leggero miglioramento, grazie soprattutto all’effetto traino che l’economia europea sta producendo su quella italiana, rimane straordinariamente al di sopra di quello della media europea. Gli ultimi dati dell’agenzia statistica europea (EUROSTAT) dimostrano, infatti, come il tasso di disoccupazione nell’Unione Europea è sceso, lo scorso settembre, al 7,5%; un valore che l’Italia non vede dall’ultimo governo Berlusconi, ovvero da quasi un decennio. Inoltre, i bassissimi tassi registrati in Repubblica Ceca (2,7%), Germania (3,6%), e addirittura Malta (4,1%) e Ungheria (4,2%) sembrano fantascienza, in questo momento, per il nostro paese.Mentre molti paesi europei hanno ormai raggiunto il livello di piena occupazione, infatti, l’Italia si trova ancora con dei valori tra i massimi storici. Difficile pensare che il tasso di disoccupazione possa scendere al di sotto della soglia del 10% nei prossimi anni, dal momento che le principali agenzie di previsione internazionali hanno stimato che già a partire dall’anno prossimo il tasso di crescita del PIL italiano dovrebbe ricominciare a diminuire, scendendo addirittura al +0,9% nel 2019, con prevedibili effetti negativi anche sull’occupazione.Cattive notizie arrivano anche dal settore delle costruzioni, dopo che sempre l’Istat ha diffuso gli indici di produzione e dei costi nelle costruzioni per il mese di settembre 2017. Rispetto ad agosto, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni ha registrato una diminuzione del -0,9%.
Questi dati non hanno però scoraggiato il primo ministro Paolo Gentiloni e il suo ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, impegnati ormai da giorni a snocciolare qualsiasi possibile fake news sull’economia nel tentativo di far credere agli italiani che la situazione sia positiva. Il ministro Padoan, in particolare, ha affermato che l’economia italiana si sta rafforzando. Tutto bene, quindi, se soltanto la situazione descritta dal ministro fosse vera. Purtroppo non lo è. Prendiamo atto, quindi, di questa nuova infornata di bufale detta dal governo, in attesa che si faccia finalmente da parte dopo le elezioni della prossima primavera”.

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Argentina: Per la riduzione della povertà rurale

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

argentinaGilbert F. Houngbo, Presidente del Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), il 21 novembre incontrerà i ministri degli Affari Esteri, della Finanza e dell’Agroindustria per discutere dei progressi e dei programmi del paese nella lotta per eliminare la povertà rurale.
Questa sarà la prima visita ufficiale di Houngbo in Argentina, dove nel corso degli ultimi 12 mesi la povertà è diminuita dal 32,2 al 28,6 per cento.“All’IFAD, riteniamo che la via più efficace per eliminare la povertà nelle aree rurali, dove è più diffusa, siano i partenariati“, ha dichiarato Houngbo. “In Argentina, ci sono ottime prospettive per i piccoli agricoltori e per i produttori indigeni, purché siano ben inseriti in catene del valore inclusive e abbiano accesso a mercati, tecnologia e finanziamenti.“ Durante la sua visita in Argentina, Houngbo incontrerà:
Luis Miguel Etchevehere, neo-nominato ministro dell’Agroindustria. Tra gli argomenti su cui si confronteranno, l’idea di un partenariato ampliato tra l’Unità per la trasformazione rurale (UCAR) e alcune delle unità tecniche del ministero, nonché la necessità che il governo si ponga come obiettivi prioritari un maggiore inserimento dei piccoli agricoltori nelle catene del valore e la valorizzazione dei vantaggi comparativi del territorio.
Luis Andrés Caputo, ministro delle Finanze. Tra i temi del colloquio, la fase di avviamento di due nuovi programmi: il Programma di sviluppo della catena del valore caprina (PRODECCA) e il Programma per l’inserimento economico dei piccoli produttori dell’Argentina settentrionale (PROCANOR), attivi rispettivamente da marzo e aprile 2017. Houngbo e Caputo parleranno anche delle opportunità di futura collaborazione tra l’IFAD e l’Argentina.Jorge Faurie, ministro degli Affari Esteri e del Culto. L’incontro avverrà nel palazzo San Martín e verterà sulla partecipazione di esperti argentini all’offerta di assistenza tecnica a progetti finanziati dall’IFAD, soprattutto in Africa.
Alejandro Gennari, Coordinatore esecutivo dell’Unità per la trasformazione rurale (UCAR). I due parleranno di come il modello dell’UCAR, creata nel 2009, venga usato come riferimento per valutare l’efficienza nella gestione di progetti in altri paesi, dal momento che l’efficacia dei progetti è aumentata molto da quando l’UCAR è stata creata.Durante il suo soggiorno nel paese, Houngbo visiterà le aree di produzione di ortaggi vicino alla città di La Plata, per osservare di persona il lavoro del Programma per lo sviluppo rurale inclusivo (PRODERI), finanziato dall’IFAD. Il programma è in corso di attuazione in 17 province, con l’obiettivo di raggiungere oltre 25.000 famiglie di contadini poveri, tra cui 4000 famiglie indigene e 8000 famiglie particolarmente fragili (braccianti agricoli senza terra, donne sole a capo di una famiglia, giovani e lavoratori saltuari). Il programma aiuta le famiglie rurali a migliorare la propria qualità di vita e ad aumentare i propri redditi. A La Plata, il presidente incontrerà i membri della Cooperativa Moto Mendez, che – con l’assistenza del PRODERI – sta costruendo un capannone per la trasformazione, il confezionamento e il congelamento degli ortaggi.

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Pensioni, è ora di tornare nelle piazze

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

inpsNon ci si riesce ad abituare al livello del dibattito politico/sindacale del nostro paese. Se uno non leggesse qualche giornale ogni giorno, non vedesse qualche TG o non navigasse per internet non potrebbe mai credere che si stia davvero discutendo, ai massimi livelli, da qualche mese, cinque per la precisione, per l’uscita dal lavoro.La cosa è ormai risaputa, la legge Fornero ha introdotto, nella individuazione dell’età “giusta” per andare in pensione, anche il calcolo della speranza di vita costruendo un meccanismo che, collegandosi all’aumento della vita media, aumenta di pari passo l’età del pensionamento.La cosa viene rappresentata come una scelta equa e irrinunciabile. Equa perché secondo lor signori bisogna spaccarsi la schiena fino alla soglia della morte, irrinunciabile perché i conti dell’INPS e la sostenibilità del sistema dipendono direttamente anche dall’introduzione di questo mefistofelico meccanismo di continuo aumento dell’età pensionabile.
Ora che l’intero impianto della legge Fornero e di quelle che l’hanno preceduta a partire dalla Riforma Dini del ‘95 – la madre di tutte riforme pensionistiche – siano inique e sbagliate è dato ormai consolidato per tutti gli oltre 60 milioni di italiani, ad eccezione di tre: Camusso, Furlan e Barbagallo.Che i conti dell’INPS e la sostenibilità del sistema siano a rischio è invece cosa di cui andrebbe discusso approfonditamente, ad esempio valutando quanto incidano su di essi i continui sgravi contributivi alle imprese che comunque non hanno creato e non creano occupazione stabile e duratura per i nostri giovani; quanto abbia inciso l’aver l’INPS assorbito Enti previdenziali che erogavano ricchissime pensioni ai professionisti e ai dirigenti d’azienda e che, ad un passo dal crack, sono stati inglobati dal maggiore ente previdenziale italiano che così si è dovuto far carico di pagare pensioni onerosissime senza però averne incamerato i contributi.
Oppure quanto abbia pesato e pesi la fusione con l’INPDAP, l’ente previdenziale dei lavoratori pubblici, ora che si è scoperto che le Amministrazioni pubbliche – i Ministeri, gli enti locali ecc. – si guardavano bene dal versare nelle sue casse i contributi regolarmente prelevati dalle buste paga dei propri dipendenti, provocando così una voragine di enorme valore e mettendo a rischio le pensioni dei lavoratori.Bisognerebbe cancellare venti anni di riforme delle pensioni, costruite al fine di smantellare pezzo a pezzo la previdenza pubblica per ingrassare i fondi previdenziali privati gestiti dai sindacati confederali, per poter mettere le mani davvero al rilancio dell’ente pubblico oggi in mano ad una ditta di demolitori professionisti capeggiata da Boeri. Questo è quello che TUTTI gli Italiani chiedono e si aspettano che accada.
Invece no. Ad un tavolo a cui nessuno li ha delegati, i tre segretari generali di cgilcisluil, i maggiori sindacati gialli d’Europa, stanno a discutere – e qualcuno minaccia scioperi e sfracelli! – di cinque mesi di distanza tra 66 anni e 7 mesi e 67 anni per andare in pensione, e soprattutto se sia sufficiente individuare 15 categorie definite gravose a cui fare la grazia di lasciarle andare in pensione a 66 anni e 7 mesi invece che a 67.In altri tempi si sarebbe chiamata la Croce Rossa. Oggi invece c’è da tornare nelle piazze per impedire che qualcuno si rifaccia una verginità persa da tempo difendendo i cinque mesi di anticipo per qualcuno.
Noi vogliamo andare in pensione a 60 anni, con 40 anni di contributi. Vogliamo una pensione dignitosa che ci consenta di vivere dignitosamente, vogliamo che i giovani abbiano la possibilità di costruirsi anch’essi un futuro con il lavoro buono e di qualità e quindi di avere anche loro la possibilità, di andare in pensione.Di altro non vogliamo nemmeno discutere.

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Rapporto Caritas sulla povertà in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

caritas“Il rapporto della Caritas sulla povertà in Italia mostra il fallimento delle politiche del centro sinistra confermando ciò che Forza Italia sostiene da tempo”, lo dichiara la deputata di Forza Italia, Vincenza Labriola. “Tasso di disoccupazione giovanile tra i più alti d’Europa , record di Neet, un giovane su dieci in stato di povertà assoluta, questi i risultati. I giovani privati di qualsiasi prospettiva occupazionale sono diventati più poveri dei genitori. Nell’ultimo ventennio, osserva la Caritas, il divario di ricchezza tra giovani e anziani si è ampliato: la ricchezza media delle famiglie con capofamiglia di 18-34 anni è meno della metà di quella del 1995, mentre quella delle famiglie con capofamiglia con almeno di 65 anni è aumentata di circa il 60%.L’Italia inoltre -prosegue la deputata azzurra –è il paese dell’Ue con la più alta presenza di Neet: nel 2016 3 milioni 278mila giovani (il 26% di chi ha tra 15 e 34 anni) risultavano fuori dal circuito formativo e lavorativo. Questa situazione di stallo, di mancanza di prospettive e di difficoltà a fronteggiare la quotidianità, che pesa sulle nuove generazioni crea il depauperamento dell’Italia sia in termini economici che in termini culturali e sociali. Bisogna dare risposte concrete e immediate affinché l’Italia risorga dal baratro in cui il Pd lo ha fatto pian piano scivolare. Solo la politica del fare del Presidente Silvio Berlusconi – conclude Labriola- può dare risposte immediate e strutturali al Paese, le cose possono cambiare lo dobbiamo ai nostri figli e a noi stessi.”

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Giornata mondiale della povertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

poveroIl presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal plaude al messaggio del Papa nell’omelia della messa per la prima Giornata Mondiale dei Poveri, nel particolare in riferimento al “dovere evangelico di prenderci cura di loro”: in Italia la platea di chi vive in condizioni difficili è sempre più allargata e lo Stato ha il dovere di trovare delle misure per agevolarne l’esistenza, andando oltre ai 4.742.000 di cittadini sotto la soglia minima. Abbiamo il record europee di Neet: in Italia un ragazzo tra i 15 e i 29 anni su 4 (26%) non è occupato o non è iscritto a un percorso di formazione, contro una media Ocse del 14%. Ed il loro numero è in perenne aumento. Per chi lavora non va molto meglio: la realtà è fatta di nipoti con redditi inferiori ai nonni, di sempre maggiore esclusione sociale, di poco lavoro e mal retribuito, di giovani esclusi dal mondo del lavoro, di pensioni sempre più lontane e assegni vicini a quelli sociali.
“Fa bene Papa Francesco a chiedere di prendersi cura dei poveri. Ma bisognerebbe chiedersi chi va annoverato in una situazione di forte disagio, perché in Italia la platea di chi vive in condizioni difficili è sempre più allargata e lo Stato ha il dovere di trovare delle misure per agevolarne l’esistenza: i numeri ufficiali ci dicono che ci sono 4.742.000 di cittadini sotto la soglia minima, riconducibili ad un milione e 600mila famiglie, ma sono molti molti di più”. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, commentando le parole del Papa nell’omelia della messa per la prima Giornata Mondiale dei Poveri, nel particolare in riferimento al “dovere evangelico di prenderci cura di loro”. “Ci sono vari livelli delle condizioni di indigenza – ricorda Pacifico – e un Governo che tiene ai suoi cittadini deve fare in modo da porre i presupposti affinché le giovani generazioni non vi cadano. Purtroppo, nel nostro Paese sta avvenendo l’esatto contrario, perché un 25enne che non studia e non lavora non ha prospettive e vive aggrappato alle risorse della famiglia: i nuovi poveri sono i giovani senza futuro. Di recente l’Ocse ci hanno detto che abbiamo il record di Neet: in Italia un ragazzo tra i 15 e i 29 anni su 4 (26%) non è occupato o non è iscritto a un percorso di formazione, contro una media Ocse del 14%. Altri rapporti, ci dicono che deteniamo il numero più alto di Neet in Europa, con oltre 2,2 milioni i giovani di 15-29 anni che nel 2016 non studiano e neppure lavorano. Ed il loro numero è in perenne aumento”. Per chi lavora, non va molto meglio. “La realtà del nostro Paese – ha ricordato il sindacalista autonomo – è fatta di nipoti con redditi inferiori ai nonni, di sempre maggiore esclusione sociale, di poco lavoro e mal retribuito, di giovani esclusi dal mondo del lavoro, di pensioni sempre più lontane e assegni vicini a quelli sociali. Oltre a dipendenti pubblici con stipendi bloccati da dieci anni, nonostante l’aumento del 20% dei prezzi al consumo, insegnanti under 40 precari che invece di essere assunti devono fare nuovi concorsi e inserirsi in nuove graduatorie per lavorare fino a 80 anni e prendere assegni di 700 euro”. Ecco una sintesi degli elementi su cui il prossimo Governo è chiamato ad intervenire con urgenza:
IVC programmata: + 11 punti
Inflazione certificata: + 17 punti
Neet: 26%
Età media degli insegnanti: + 50% over 60
Stipendio medio, mensile: 1.500 euro
Rateo pensione 2011 dopo 35 anni di contributi: 80% dell’ultimo stipendio
Rateo pensione 2018 dopo 43 anni di contributi: 72% dell’ultimo stipendio
Rateo pensione 2050 dopo 50 anni di contributi: 42% dell’ultimo stipendio
Assegno sociale: 501 euro

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Leaders delle Nazioni Unite fanno appello per una revoca immediata del blocco umanitario in Yemen

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

unicef1ROMA/GINEVRA/NEW YORK – “Anche se la coalizione militare a guida saudita ha in parte revocato il recente blocco allo Yemen, la chiusura di gran parte degli accessi via aerea, via mare e via terra sta peggiorando di molto una situazione già catastrofica. Lo spazio e l’accesso di cui abbiamo bisogno per consegnare l’assistenza alimentare sono soffocati, e sono in pericolo le vite di milioni di bambini e di famiglie vulnerabili. Insieme, facciamo un altro appello urgente alla coalizione affinché permetta l’ingresso di rifornimenti salva-vita in Yemen in risposta a quella che è, ora, la peggiore crisi umanitaria al mondo. I rifornimenti, che includono medicine, vaccini e cibo, sono essenziali per combattere malattie e morte per fame. Senza di essi, migliaia e migliaia di vittime innocenti non sopravviveranno, e tra di loro ci sono moltissimi bambini.Oltre 20 milioni di persone, inclusi oltre 11 milioni di bambini, hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. Almeno 14,8 milioni di persone mancano di assistenza medica di base e l’epidemia di colera ha causato oltre 900.000 casi sospetti.Circa 17 milioni di persone non sanno se mangeranno domani e 7 milioni sono totalmente dipendenti dagli aiuti alimentari. La malnutrizione grave acuta sta minacciando le vite di almeno 400.000 bambini. Con lo scarseggiare dei rifornimenti, salgono alle stelle i prezzi alimentari, mettendo altre migliaia ancora di persone a rischio.Anche con una revoca parziale del blocco, il World Food Programme stima che ulteriori 3,2 milioni di persone soffriranno la fame. Senza cure, 150.000 bambini malnutriti potrebbero morire nei prossimi mesi. Privare così tante persone dei principali mezzi di sopravvivenza è un atto immorale e una violazione del diritto umanitario.Si ha un bisogno disperato di carburante, di medicine e di cibo – il cui ingresso nel paese è al momento bloccato – se si vogliono proteggere le vite umane. Senza carburante, smetteranno di funzionare la catena del freddo dei vaccini, i sistemi di rifornimenti idrici e gli impianti di trattamento delle acque reflue. E senza cibo e acqua pulita, la minaccia della carestia cresce di giorno in giorno.
Stiamo già assistendo alle conseguenze umanitarie del blocco: la difterite si sta diffondendo rapidamente con 120 casi diagnosticati e 14 morti – per lo più bambini – nelle ultime settimane. Abbiamo vaccini e medicinali in transito verso lo Yemen, ma il loro accesso nel paese è bloccato. Almeno un milione di bambini rischiano ora di contrarre la malattia.“La più vasta epidemia di colera al mondo sta riducendosi e il numero di nuovi casi è diminuito per l’ottava settimana consecutiva dopo il picco degli oltre 900.000 casi sospetti. Se l’embargo non sarà revocato, il colera tornerà a riacutizzarsi.Tutti i porti del paese, compresi quelli nelle aree controllate dall’opposizione, devono essere riaperti senza indugio. Questo è l’unico modo per le navi noleggiate dalle Nazioni Unite di consegnare il vitale carico umanitario di cui la popolazione ha bisogno per sopravvivere. I voli del Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite – in entrata e in uscita dallo Yemen – devono ricevere immediatamente l’autorizzazione a riprendere le operazioni. Lo staff delle Nazioni Unite in servizio in Yemen non ha potuto spostarsi, nemmeno in caso di assistenza medica urgente.”Il tempo stringe e le scorte di medicinali, cibo e altri aiuti umanitari stanno esaurendosi. Il costo di questo blocco viene misurato nel numero di vite perse. “Se qualcuno di noi, nella propria quotidianità, vedesse una bambina in pericolo di vita, non cercherebbe di salvarla? In Yemen, si tratta di centinaia di migliaia di bambini, se non di più. Abbiamo cibo salvavita, medicine e rifornimenti necessari a salvarli, ma dobbiamo avere l’accesso che, al momento, viene negato.”A nome di tutti coloro le cui vite sono in pericolo imminente, ribadiamo il nostro appello a consentire l’accesso umanitario in Yemen senza ulteriori ritardi.”
Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

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Quando gli anziani possono diventare una risorsa

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

anziani-come-risorsaIl Comune di Cori – Assessorato alle Politiche Sociali – ha pubblicato un bando per la selezione di anziani autosufficienti da inserire in progetti di valorizzazione della cittadinanza attiva. I destinatari dell’avviso sono gli anziani residenti sul territorio comunale che hanno compiuto 65 anni, inoccupati o pensionati, in buono stato di salute certificato dal medico di famiglia; e gli anziani di 60 anni con una fragilità emotiva e di indigenza sociale. Gli interessati possono presentare la relativa domanda al Protocollo generale dell’Ente entro le ore 13:00 del 1° Dicembre. Il modulo per la partecipazione può essere ritirato presso i Servizi Sociali del Comune di Cori e la Delegazione comunale di Giulianello negli orari d’ufficio. Dovrà essere allegata la seguente documentazione: copia del documento di identità in corso di validità, ISEE, certificato del medico di famiglia.Si vuole così offrire agli anziani autosufficienti o con fragilità l’opportunità di svolgere lavori socialmente utili, quali: funzioni di segreteria e supporto all’attività amministrativa del settore Servizi Sociali e Culturali; piccole pulizie nei locali comunali di Giulianello, al centro anziani di Giulianello, nella biblioteca di Giulianello, al centro sociale di Cori, nella mensa sociale del Comune di Cori; assistenza all’attraversamento pedonale scolastico nei pressi degli istituti locali.L’iniziativa è ulteriormente dettagliata come segue. L’inserimento civico prevede un rimborso spese di 250,00 € mensili, per un corrispettivo di 3 ore di disponibilità giornaliere, da garantire per 5 giorni a settimana e fino al raggiungimento di un monte complessivo di 60 ore al mese. Dopo le iscrizioni verrà stilata una graduatoria, con precedenza data ai soggetti con minor reddito. In base alle richieste si potrà prevedere una rotazione.(n.r. Perchè il comune di Roma, nello specifico, non fa la stessa cosa? E’ stata da anni anche la nostra proposta e l’avevamo segnalata a ben 15 comuni italiani indipendentemente dal loro numero di residenti. Nessuno si è degnato di risponderci. Qui non si tratta di sottrarre lavoro ai giovani poiché sono prestazioni di supporto tant’è che nello specifico avevamo indicati gli anziani anche come “osservatori e segnalatori” ambientali)

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Innovazione e nuove tecnologie nella sanità

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

berlinoBerlino. Sono i temi centrali di Frontiers Health, l’evento sulla salute digitale più importante d’Europa. Speaker ed esperti di fama internazionale si riuniscono a Berlino per due giorni di dialoghi, dimostrazioni pratiche e sessioni di approfondimento sulle innovazioni all’avanguardia e sulle tendenze future. Oltre a nuove prospettive su cure e procedure, l’evento è anche l’occasione per conoscere le startup più promettenti in ambito healthcare. Si tratta di un settore in fase di trasformazione e sempre più interessato dalle tecnologie digitaliper aspetti che, ad esempio, riguardano il rapporto con i pazienti, le soluzioni di diagnostica, i trattamenti, l’assistenza sanitaria.Nel panel dedicato alla “Trasformazione Digitale nel Pharma”, l’intervento di Eugene Borukhovich, Global Head of Digital Health Incubation & Innovation di Bayer, tratterà delle iniziative di Open Innovation dell’azienda. Prima tra tutte il progetto Grants4Apps, un felice esempio di collaborazione con le startup che si muovono sui grandi temi della salute e dell’agricoltura. “Il nostro obiettivo è creare un vero e proprio ponte tra innovatori e Bayer, per contaminarci a vicenda, creare valore per azienda e utilizzatori, scoprire talenti in grado di proporre nuove idee per una salute migliore”. Bayer sta investendo molto in questo progetto globale che ha declinazioni in 23 Paesi, tra cui l’Italia, affiancando le startup nel loro sviluppo con percorsi di incubazione, accelerazione, investimenti, workshop ed eventi con esperti del settore.A testimoniare gli sviluppi italiani del programma, Alessandro Rancitelli, Responsabile di G4A Italy con gli esempi concreti di progetti pilota attivati in seguito al lancio dell’incubatore G4A nella sede Bayer a Milano.
L’evento Frontiers Health rientra nelle Conference Frontiers dedicate al settore sanitario, che realizza conferenze internazionali sulla tecnologia e l’innovazione sin dal 2005.

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Bayer in Italia è l’azienda del settore chimico e farmaceutico dove si lavora meglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

bayer_healthcareLe aziende sono state scelte sulla base di un’indagine indipendente, condotta nel mese di maggio, da Statista società tedesca specializzata nelle ricerche di mercato e nella creazione di classifiche per i più importanti giornali del mondo. La società di analisi ha preso in considerazione le aziende italiane, raggruppate in uno o più dei 21 settori di attività, con più di 250 dipendenti, una platea di oltre 1.900 imprese. Sono stati contattati complessivamente 15.000 lavoratori ai quali è stato sottoposto un approfondito sondaggio. L’indagine è stata condotta tramite un questionario anonimo online, a cui gli intervistati hanno potuto accedere in forma anonima, coprendo diversi profili socio-demografici della popolazione. La domanda chiave del sondaggio era: “su una scala da 0 a 10 con quanta probabilità raccomanderebbe la sua azienda ad un conoscente o familiare”. Ai partecipanti del sondaggio è stato anche chiesto se ci sono aziende che avrebbero addirittura sconsigliato. I risultati di tutti gli elementi sono stati combinati per calcolare un punteggio finale, attribuendo un peso maggiore alla disponibilità dei partecipanti a raccomandare la propria azienda.Il settore farmaceutico, come del resto quello della chimica, ha una lunga tradizione in Italia, continuando ad essere un luogo di innovazione e ricerca. Le aziende che popolano questo comparto investono molto in laboratori all’avanguardia e offrono opportunità di formazione a chi le sceglie. Dall’indagine emerge inoltre che dalle 400 aziende dove si lavora meglio ha la sede centrale centrale in Lombardia, per un totale di 172 aziende.
Bayer è un’azienda globale con competenze chiave nei settori di Salute e Agricoltura. I prodotti e i servizi sono concepiti per migliorare la qualità della vita di uomini, animali e piante. Allo stesso tempo, il Gruppo Bayer punta a creare valore attraverso innovazione, crescita e un’elevata redditività. Bayer fonda la propria attività su principi di sviluppo sostenibile e di responsabilità etica e sociale. Nel 2016, il Gruppo ha impiegato 99.600 collaboratori e registrato un fatturato di 34,9 miliardi di euro. Gli investimenti in conto capitale sono stati pari a 2,2 miliardi di euro mentre quelli in Ricerca & Sviluppo 4.4 miliardi di euro. Maggiori informazioni sul sito http://www.bayer.it

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UK employees to receive among the lowest salary increases in Europe next year

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 novembre 2017

londonLondon. UK professionals expected to receive just 0.2% real-terms salary increase in 2018, up to fifteen times less than European peers Higher inflation to wipe out majority of pay increases In Europe, only employees in Hungary, Portugal and Ukraine are likely to be worse off than those in the UK
Real salary increases in Asia-Pacific to continue to lead the world in 2018, filling eight of the top ten positions in the global rankings According to the latest Salary Trends Report by ECA International (ECA), UK employees in the private sector are expected to see a real salary increase of just 0.2 percent in 2018, the equivalent of approximately £4.41 a month (£53 pa) for the average worker¹ before tax. This keeps the UK at the bottom of the salary increase table in Europe, ranking 23rd out of 26 countries surveyed in the region. The real salary increase is calculated based on the difference between the forecast nominal salary increase (2.8 percent in the UK) and inflation² (2.6 percent). The latest survey also reveals that employees in the UK received a disappointing 0.1 percent real salary increase this year, lower than forecast in 2016 (0.3 percent), due to a jump in inflation caused by sterling’s fall in value.
Real salary growth for UK workers is forecast to remain behind most of their European peers. Only employees in Hungary, Poland and Ukraine are anticipated to have lower real salary increases than those in the UK.Although there are early signs of growth in some major European economies, expected real salary increases still lag behind those of a few years ago. Real wage growth in Germany and France is expected to be less than half the rate of 2015 at 1.2 percent and 0.9 percent respectively.Despite the lacklustre predictions for 2018, the average rise across the continent is expected to be 1 percent, and for the first time in five years no European nation is expected to experience a salary decrease. Real-terms pay freezes are pushing Ukraine and Portugal to the bottom of the regional rankings.
Russia is forecast to move to the top of the European rankings in 2018. As its economy stabilises and inflation falls, employees in Russia are set to receive a 3.1 percent real salary increase next year.
After seeing the highest real salary increases in Europe in 2017, inflation is expected to move higher in Romania. This will cause the country to see real pay rises of just 0.7 percent next year, compared to 3.4 percent in 2017, and fall 46 places in the global rankings. Ireland and Hungary face a similar situation, falling 18 and 21 places respectively.
Asia-Pacific countries continue to outperform the rest of the world, occupying eight of the top ten spots in the global rankings with above-inflation salary increases across the board. Despite slower economic growth, China is forecast to rank seventh in the world next year and will maintain its ever-present record in the top ten of ECA’s ranking of global real salary increases. Top spot in the region is taken by India, with a 4.9 percent real salary increase predicted.
India is only beaten to the global top spot by Argentina, which is forecast to receive an impressive 7.2 percent real salary increase in 2018.
In the Americas, average real salary increases are predicted to be 1.6 percent, slightly higher than in 2017 (1.4 percent). Employees in Mexico in particular look set to benefit from lower inflation in 2018 to record a real-terms increase of 0.8 percent compared to a 1.3 percent pay cut in 2017. Uplifts for the USA and Canada are set to remain steady, at 0.9 and 1.1 percent respectively.
Despite both expecting to see 10 percent nominal salary increases next year, Egypt and Nigeria find themselves at the bottom of the global rankings thanks to high inflation, which will likely far outweigh pay rises and cause real decreases of 11.2 and 4.8 percent respectively. Lower inflation in Ghana will help the country to leap 51 places globally and top the regional rankings for Africa and Middle East, where with employees are predicted to enjoy a 4.7 percent real pay hike.The imminent introduction of VAT in the countries of the Gulf Cooperation Council has raised inflation forecasts. Saudi Arabia and Qatar are particularly affected with both anticipated to experience real salary decreases as a result, dropping from among the highest ranked nations in the region in 2017 to the lowest in 2018.

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A nationwide campaign against the Sexual Abuse of Children

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 novembre 2017

ateneAthens. The campaign is organized by “The Smile of the Child” and takes place under the aegis of His Excellency, the President of the Hellenic Republic, Mr. Prokopis Pavlopoulos and with the support of the Representation of the European Commission in Greece.“The Smile of the Child” opened the debate of the issue of “Sexual Abuse of Children” with the participation of prosecutors, Minors’ Investigative Magistrates, Professors of Judicial Psychiatry, Directors and Heads of Social Services, Children’s Hospitals, representatives of primary and secondary Education, from the Hellenic Police and specifically from the Cybercrime Unit and Missing Persons’ Unit, the President of Athens Bar Association, representatives from the International Organization for Migration (IOM), the Office of the United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR) and other competent actors and agencies.
The President of the “The Smile of the Child”, Mr. Costas Yannopoulos underscored: Through the campaign “It remains a Secret” we open the discussion on the issue of sexual abuse of children. This is an issue that torments Greek society for many years. However, over the recent years the sexual abuse has grown in extent not only in Greece, but also elsewhere and has been recognized in our country and internationally as a public health issue. This campaign will offer us the opportunity to work together with the institutional actors involved and come up with common proposals from across Greece, mobilize state authorities and tackle the problem. At the same time, we work relentlessly to strengthen the level of prevention of in and outside the school communities and empower our children with knowledge. We struggle for the ideal result, but we serve what is feasible in order to protect children and avoid their further victimization”.
In the framework of this nationwide campaign, “The Smile of the Child” submitted for further discussion and elaboration the following proposals:
1. The institutionalization of sexual education in primary schools with the goal of providing proper information to children and, at the other hand, raising awareness on all these issues that children should refuse, suspect and ask for help and assistance in the cases they feel threatened.
2. Development of specialized Centers in Greece where a specialized scientific team will take care for each child victim. In these Centers children will testify to trained interviewers in a unified manner, only once and in a safe and fully protective environment. Competent professionals (prosecutorial authorities, Hellenic Police, social services, services of mental and physical health).
3. Strict limitation to the services involved to call a child victim to an additional testimony -interviews before or after the abovementioned single and unified testimony with the goal to avoid any secondary and further victimization of the children victims and any discouragement of potential victims to report.
4. Institutionalized development of a unified authority that will register the cases and nature of sexual abuse of children.
5. Development of therapeutic Centers for children victims of sexual abuse.
6. Training to professionals for the effective tackling of each case of sexual abuse (police officers, prosecutors, teachers, health professionals, social services).
7. Requirement of CLEAN criminal record as a prerequisite for the recruitment of professionals to public and private actors who come in direct contact with children. This certificate should be renewed annually.
8. Facilitation of legal procedures. The cases of sexual abuse of children are lengthy and as a result children-victims usually experience a procedure with detrimental consequences for them.
In the framework of the campaign, similar meetings will take place in various cities across Greece: Patras (14/11), Larisa (16/11), Chalkida (27/11), Heraklion (28/11), Chania (29/11), Tripoli (4/12) and Thessaloniki (8/12). The meetings will be held with the support of the local Municipalities. (foto: Sexual Abuse of Children)

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Convegno per il riconoscimento giuridico delle Case Famiglie

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

mantovaMantova martedì 14 Novembre dalle 9:00 presso il Seminario Vescovile, in via Cairoli 20 il convegno “ 40 Anni di Casa Famiglia in Lombardia”, organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), in occasione del 40° anniversario dell’apertura della prima casa famiglia in Lombardia.Nella sessione mattutina interverranno Vera Negri Zamagni, docente di storia economica presso l’Università di Bologna, Domenico Simeone, docente di Pedagogia presso l’Università Cattolica di Milano, Elena Faini, IACP Milano, Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII. Il dibattito sarà moderato da Giordano Cavallari, direttore Caritas Mantova.L’importanza e l’efficacia del metodo educativo e terapeutico della Casa Famiglia multiutenza Apg23 sarà al centro del dibattito. Un metodo educativo efficace, fondato da don Oreste Benzi, ma ancora non riconosciuto dalla Regione Lombardia. Il convegno intende dunque essere l’occasione per sollecitare il riconoscimento giuridico della Casa Famiglia come ente accogliente da parte della Regione.
Nel pomeriggio si terranno laboratori sui temi dell’accoglienza, della genitorialità e della generatività sociale nelle case famiglia.La partecipazione al convegno é gratuita e dà diritto al riconoscimento dei crediti ECM, dei crediti obbligatori per Assistenti Sociali e degli attestati M.I.U.R. per gli insegnanti.L’evento fa parte delle numerose celebrazioni che si stanno tenendo in tutta Italia per Don Oreste Benzi, nel decennale dalla sua morte, avvenuta il 2 Novembre 2007, a Rimini.
Chi era Don Oreste Benzi? Nato nel 1925, è stato un presbitero. Fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha speso tutta la sua vita a favore degli ultimi.

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Salute e condizioni sociali

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

034-Figura di vecchio seduto addormentato con mani strette a pugno chiuso, 1944, Carboncino, cm 1Le condizioni sociali ed economiche in cui una persona nasce e cresce possono avere un forte impatto sul suo stato di salute e sulla qualità della sua vita. Lo ha affermato l’epidemiologo Paolo Vineis, nella relazione che ha tenuto all’apertura dei lavori della conferenza Invecchiamento di successo, organizzata ad Alba dalla Fondazione Ferrero. Vineis insegna Salute globale all’Imperial College di Londra ed è coordinatore del progetto europeo Lifepath, che si occupa di studiare i meccanismi biologici tramite i quali le condizioni socioeconomiche condizionano la salute delle persone. Ad Alba, Vineis ha presentato i risultati finora ottenuti nella comprensione scientifica delle “disuguaglianze di salute”. Di come, in altri termini, le disuguaglianze sociali si traducano in eventi biologici che possono determinare un invecchiamento più o meno in salute, e spesso una mortalità prematura.Ci sono persone che possono scegliere di andare a vivere in contesti più confortevoli e meno inquinati, di mandare a scuola i figli e di adottare stili di vita più sani. Ci sono altre persone, invece, che sono più esposte a una cattiva alimentazione, che non possono permettersi di coltivare l’istruzione loro e dei propri figli, e che sono costrette ad abitare in quartieri malsani, trafficati, se non addirittura asfissiati da discariche e poli industriali. Queste differenze, che vanno sempre più allargandosi, generano a loro volta preoccupanti differenze a livello di salute e qualità della vita.In Europa, l’86% dei decessi è attribuibile alle malattie croniche non trasmissibili, che a loro volta determinano il 77% degli anni di vita in buona salute persi e il 75% dei costi sanitari (soprattutto in assistenza a lungo termine). La maggior parte di queste malattie, e le conseguenti morti premature, vengono attribuite a cause complesse (largamente ambientali o comportamentali), che hanno negli stili di vita insalubri le cause principali: alimentazione scorretta, scarsa attività fisica, fumo, alcol. In realtà gli stili di vita, così come altri fattori di rischio, risentono fortemente di determinanti sociali di salute come la posizione nella società e sul lavoro, il reddito, e il livello educativo. I quali, quindi, vanno di fatto considerati le cause delle cause, che andrebbero tenute presenti nelle azioni di prevenzione e contrasto messe in opera dai sistemi sanitari.Le disparità sociali che si traducono in disuguaglianze di salute sono evidenti anche in paesi come l’Italia, meno colpita di altri paesi, probabilmente grazie all’effetto positivo che ancora giocano fattori come la alimentazione e la presenza di un sistema sanitario universalistico. Ciononostante, anche in Italia, fra un operaio non qualificato e un dirigente si osservano in media 5 anni di svantaggio nella speranza di vita.Perché questo accade? Attraverso quali meccanismi biologici e molecolari lo svantaggio sociale si traduce in malattia? Una delle spiegazioni più accreditate individua queste differenze di longevità e benessere negli stili di vita connessi allo stato socioeconomico, ma anche nello stress psicosociale connesso a condizioni di deficit educativo, lavorativo, ambientale, relazionale ed economico. Lo stress cronico che ne consegue può tradursi in malattia e mortalità precoce attraverso una serie di meccanismi fisiopatologici: dagli ormoni dello stress (rilascio aumentato di cortisolo) a marcatori di rischio cardiovascolare come la proteina C reattiva, allo stato di infiammazione cronica e alle malattie che ne derivano.Un gruppo di ricercatori del progetto Lifepath ha recentemente dimostrato che il 20% della mortalità prematura è dovuto a povere condizioni socioeconomiche, che si rivelano essere il terzo fattore di rischio dopo il fumo e l’inattività fisica. Altre ricerche realizzate dal consorzio coordinato da Vineis hanno mostrato come le disuguaglianze nella vita materiale e psicologica delle persone comincino ad esercitare la loro influenza a partire addirittura dalla gestazione. Già da quel momento, infatti, le condizioni materiali dei genitori influiscono sul nascituro, determinando in parte anche parametri come l’altezza e la predisposizione futura a sviluppare malattie. È nella prima fase della vita, almeno fino alla tarda adolescenza, che è massima l’incidenza dello svantaggio socioeconomico sulla biologia della persona, che poi si manifesterà nei decenni successivi in termini di malattie e mortalità prematura.
Riconoscere l’importanza delle condizioni sociali ed economiche nell’influire sulla salute e sulla qualità dell’invecchiamento, secondo Vineis, è dunque il primo passo necessario per capire dove intervenire per migliorare il benessere delle persone. Inoltre, la comprensione dei processi biologici attraverso i quali le disuguaglianze sociali si traducono in disuguaglianze per la salute consentirebbe di fornire accurate importanti prove scientifiche a istituzioni sanitare e decisori politici, che a loro volta potranno rendere più incisive le politiche di sanità pubblica.

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Dai trasporti all’Inps, le adesioni allo sciopero Usb

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

Partecipazione altissima allo sciopero nel settore del trasporto pubblico. A Roma, nonostante Atac dichiarasse un’adesione allo sciopero del 28,9%, questa mattina si sono fermate le linee metro A, B e C, le Roma-Lido, Roma-Viterbo e Roma-Centocelle. Rientrati in deposito il 95% dei mezzi su gomma. Adesioni del 90% tra gli operai. A Venezia blocco totale del servizio: traghetti e vaporetti fermi in laguna e città paralizzata. Riunione urgente del prefetto con ACTV e USB, al termine della quale la Prefettura è ricorsa al precetto per riavviare il servizio nel pomeriggio. Dato lo scarso preavviso, con un precetto che imponeva la ripresa del servizio entro 20 minuti, Usb ha manifestato il pieno dissenso, rifiutandosi di sottoscrivere il precetto e decidendo di continuare nello sciopero, che ha visto una partecipazione superiore al 60%. A Torino le percentuali di adesione hanno raggiunto il 76% a Gerbido. A Genova fermo il 40% del trasporto urbano e extraurbano. A Trieste adesioni al 50%, così come a Gorizia, dove per l’extraurbano si è registrata un’adesione del 70%. A Bologna il trasporto locale su gomma ha raccolto il 75% di adesioni, mentre in regione è stato soppresso l’80% dei treni regionali. A Ferrara fermo il 60% del trasporto urbano e il 50% dell’extraurbano. Percentuale altissima a Modena, 95%, mentre a Forlì si scende al 55% e Rimini si ferma al 30%.
In Toscana nel pomeriggio fermi l’80% dei mezzi a Livorno e il 75% a Pisa.
A Napoli chiuse Circumvesuviana e Cumana, mentre alla Funicolare centrale ha funzionato solo la diretta. Rientrati nei depositi oltre il 50% dei bus. A Palermo adesioni al 33%.
Completamente fermo il collegamento ferroviario Trenord, che gestisce il Malpensa Express. Nelle ferrovie calabresi gli impianti di Cosenza e Castrovillari fanno segnare un 35% di adesioni, mentre quelli di Gioia Tauro e Petilia Policastro il 30%.
Nel settore aereo cancellati tutti i voli dagli aeroporti di Pisa e Firenze, tranne quelli previsti dalla legge. I due scali sono da tempo in lotta contro la privatizzazione strisciante.
All’INPS adesioni allo sciopero al 19%, mentre la media dell’astensione dal lavoro, sia pubblico che privato, in Sardegna, è del 20%.
A Napoli si è tenuto un presidio all’ospedale San Giovanni Bosco durante il quale non è stato fatto pagare il ticket ai cittadini per sostenere le visite mediche.
A Trieste presidio al Municipio a sostegno della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi educativi e scolastici comunali.

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La Caritas presenta il Rapporto “La povertà a Roma: un punto di vista”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

povertàRoma. Lo studio è stato presentato questa mattina nel corso dell’assemblea di inizio anno dei volontari della Caritas di Roma e delle parrocchie con l’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario di Papa Francesco per la Diocesi di Roma, che si è svolta presso la Pontificia Università Lateranense. 240 pagine in cui si affrontano attraverso dati e testimonianze alcune tra le maggiori emergenze sociali della Capitale approfondendo diverse dimensioni: “Povertà socio-economica”; “Integrazione”; “Salute, dipendenze, disabilità”; “Educazione e cittadinanza”.
Mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas: «un’iniziativa che viene presentata a ridosso della prima Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco per sostenere le comunità, attraverso la conoscenza, che si impegnano a vivere la carità come basilare valore del cristianesimo e come quotidianità nell’esistenza dei credenti».
Il Rapporto della Caritas di Roma “La povertà a Roma: un punto di vista” è un volume che affronta attraverso dati e testimonianze alcune tra le maggiori emergenze sociali della Capitale approfondendo diverse dimensioni: “Povertà socio-economica”; “Integrazione”; “Salute, dipendenze, disabilità”; “Educazione e cittadinanza”. Il Rapporto si completa con una rilevazione sui centri d’ascolto delle parrocchie romane riguardanti 22 mila persone in situazioni di disagio.
Dallo studio emerge un malessere della città sempre più palpabile.  Oltre il 45% degli utenti dei centri di ascolto Caritas sono italiani. A Roma quasi il 22% della popolazione è composto da anziani, in alcuni municipi questi superano il 43%. Un terzo degli ultrasessantacinquenni di Roma è a rischio povertà. Crescono i comportamenti della disperazione e con essi gli esercizi commerciali legati al gioco d’azzardo e ai “compro oro”. Le persone senza dimora censite sono 7.500, ma stime attendibili parlano di 14-16mila.
Occupazione. In 10 anni il tasso di disoccupazione a Roma è passato da 7,2% al 9,8%. La disoccupazione giovanile è al 40,2 % (15-24 anni). Nell’edilizia la crisi ha cancellato 35.000 posti di lavoro. Si stimano 308mila lavoratori irregolari nel terziario. I Neet (not engaged in education, employment or training), giovani che non studiano né lavorano, a Roma sono il 22,5% nella fascia 15-29 anni.
La casa. Nella Capitale sono oltre 130.000 gli alloggi sfitti. L’emergenza casa coinvolge più di 30mila famiglie, tra queste 5mila persone vivono in case occupate abusivamente. Manca un’offerta abitativa in affitto a prezzi accessibili. La quota degli alloggi in affitto sociale è il 4,3 % a fronte di media europea del 13,7%. A Roma vi è stato uno sfratto per morosità ogni 279 abitanti (media nazionale uno ogni 419 abitanti). Nel 2016 sono state sfrattate con l’intervento della forza pubblica 3.215 famiglie.
Integrazione: nella provincia di Roma l’incidenza della popolazione straniera residente è pari al 12,5 %, un valore inferiore rispetto a Milano o Firenze. Nel Comune di Roma l’incidenza della popolazione straniera è di 377.217 su un totale di 2.877.215 residenti, gli stranieri sono il 13,1% ma va precisato che di questi il 44,3 % sono europei. I richiedenti asilo ospitati nel territorio provinciale di Roma sono 4.063. Il sistema di accoglienza e le sue strutture(SPRAR, CAS) è chiaramente in affanno, diminuiscono i posti nei grandi centri, si auspica la riduzione delle dimensioni dei centri e la loro diversificazione, per evitare la crescita dell’allontanamento volontario di quanti vengono accolti che favorisce rischi di cooptazione nella criminalità, nella prostituzione, nel traffico di organi. I minori non accompagnati giunti in Italia nel 2016 sono stati più del doppio dell’anno precedente: 25.846. A fine luglio 2017 i minori sbarcati sulle coste italiane sono stati 12.478, di essi molti sono attratti da Roma per le possibilità di lavoro irregolare.
slot machinesSalute mentale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che le famiglie in povertà sono a rischio di disturbi mentali. Nel Lazio le persone affette da disturbo mentale trattate nel servizio sanitario pubblico sono 68.217. Il quadro complessivo dei Dipartimenti di salute mentale risente fortemente di una stagione di tagli che hanno interessato le risorse umane e i posti letto del Servizio Sanitario Nazionale, in tale situazione la quota della domanda che ha possibilità economiche si rivolge alla psichiatria privata e dunque può curarsi, mentre gli altri, compresi i migranti, finiscono spesso col vivere in maniere ingravescence la loro malattia. In generale si registra una crescita della domanda di cure psichiatriche a elevata complessità a fronte di un’offerta impoverita e disomogenea.
Dipendenze. All’inizio del 2017 risultano presi in carico a Roma dalle strutture pubbliche 6.785 utenti per uso di stupefacenti e quasi mille per l’alcool. È solo la punta dell’iceberg: il traffico di stupefacenti è in crescita. Nel 2016 le operazioni antidroga effettuate nella provincia di Roma sono state 3.446 con il sequestro di 9.966 chili di sostanze.
Gioco d’azzardo. In Italia, primo mercato d’Europa, il fatturato del gioco d’azzardo ha superato i 96 miliardi di euro. Sono circa 3 milioni le persone che per frequenza di gioco e importo di denaro sono a rischio di ludopatia, 300mila sono chiaramente patologici. Nel Lazio il gioco d’azzardo ha movimentato 7,8 miliardi di euro, il numero delle persona in cura presso i SerD a Roma sono solo la punta dell’iceberg. Il profilo del giocatore prevalente è maschio, oltre 40 anni, con titolo di studio madio-baso. Il 44% degli studenti abita o frequenta una scuola a pochi passi da un luogo dove si può giocare, quasi il 50 % degli studenti tra i 14 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno scolastico 2015-2016.

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In aumento i debiti e le richieste d’aiuto delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

saluteIl 23% degli intervistati si indebita per garantire prestazioni sanitarie a un familiare in condizione di fragilità. Aumentano quelli che rinunciano per motivi economici alle cure mediche. È salito a 12,2 milioni il numero degli italiani che nell’ultimo anno ha rinunciato o rinviato una prestazione sanitaria per ragioni economiche, 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente. (Dati Censis). Sono numeri che spingono a riflettere sulla concreta e drammatica difficoltà economica delle famiglie italiane, una condizione aggravata anche da un Servizio Sanitario Nazionale debole, tra liste d’attesa troppo lunghe per gli esami e l’elenco dei farmaci rimborsabili sempre più esiguo.
Da un’indagine condotta dall’Osservatorio Prodeitalia che, nell’ultimo anno ha analizzato la situazione economica di circa 300 famiglie assistite, è emerso come il 23% dichiara di essersi indebitato per poter garantire un’adeguata assistenza medica ad un proprio familiare invalido o anziano, debiti che, in alcuni casi, arrivano a sfiorare i 3.000 euro; inoltre, sono sempre più frequenti i casi in cui i prestiti presi o i mutui accesi, vanno a gravare o a peggiorare una condizione di indebitamento preesistente. Sempre secondo la Ricerca, il 46% dichiara di aver rinunciato da anni alle visite mediche esami e controlli di prevenzione, proprio perché non in grado di far fronte alle spese sanitarie.
“A complicare il quadro, un marcato divario regionale che sottolinea in modo impietoso un diverso accesso alla tutela della salute e alle cure dei cittadini. Sono, infatti, numerose le richieste di aiuto che Prodeitalia riceve ogni giorno da nuclei familiari che non riescono a sostenere le spese mediche. La nostra indagine evidenzia che la maggior parte delle richieste proviene proprio dalle Regioni del Sud Italia, quasi l’80% del totale, ma ci sono anche famiglie provenienti da territori normalmente considerati ‘ricchi’, come il Veneto e il Trentino. Nelle grandi città, come Roma per esempio, si ricrea questo microcosmo con le sue differenze. Abbiamo notizia di famiglie che nelle periferie rinunciano in qualche caso alle cure mediche e molto spesso alla prevenzione. Questo succede quando si rivolgono ad una struttura sanitaria in cui le liste d’attesa sono impossibili e dove non ci si possono permettere le parcelle del privato. Gravissima poi la situazione di molte famiglie con uno o più disabili a carico. L’assistenza pubblica viene ridimensionata di continuo e molte famiglie a fronte di un’esigenza 24 ore su 24 sono costrette ad indebitarsi” – dichiara l’Avvocato Francesca Scoppetta, uno degli ideatori del Progetto Prodeitalia. Progetto Prodeitalia Nasce allo scopo di offrire un aiuto a chi per motivi di salute, economici, organizzativi o di varia natura, non riesce più a onorare i propri debiti. Sulla base della legge 3/2012 che regola il sovraindebitamento e introduce nell’ordinamento giuridico italiano la procedura di esdebitazione, Prodeitalia assiste e aiuta le aziende e i cittadini che, almeno in una prima fase, hanno la necessità di essere guidati. I professionisti che hanno aderito al Progetto offrono le proprie competenze fornendo una prima consulenza gratuita sugli strumenti che la legge mette a disposizione, trovando lo strumento giuridico utile a risolvere il problema e riducendo i debiti fino all’80%. Osservatorio Prodeitalia Ideato dalla squadra di professionisti dell’omonimo Progetto, l’Osservatorio si pone l’obiettivo di rilevare dati sulla crisi economica che non compaiono nelle statistiche istituzionali. Le ricerche, infatti, si basano sulla raccolta e analisi di dati in riferimento alle esperienze concrete dei soggetti intervistati, allo scopo di fornire numeri e informazioni più aderenti possibili alla realtà.

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Burberry London, dopo la lotta l’accordo: sancita la facoltatività del lavoro festivo e aumentati i salari

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

Milano. I lavoratori Burberry, sostenuti dall’USB, hanno lottato facendo leva sul blocco del lavoro festivo ed hanno vinto. Un accordo che si estende su tutto il territorio nazionale e uniforma le condizioni degli Outlet a quelle delle Boutique.“La lotta condotta dai lavoratori Burberry London, che hanno bloccato compattamente la disponibilità al lavoro festivo già dal mese di agosto, ha portato nella giornata di oggi a perfezionare un accordo su quella e altre materie che i lavoratori stessi hanno posto come obbiettivi.”, dichiara Francesco Iacovone, dell’USB Lavoro Privato.“Gli istituti contrattuali che sono stati migliorati sono sostanzialmente 3 – prosegue il rappresentante USB – si è esteso il benefit di 30 euro mensili, riservato ai lavoratori boutique, anche ai lavoratori outlet; è’ aumentato il valore economico dei tiket restaurant da € 5.20 a € 7.00 e l’eventuale lavoro festivo, che non diviene in alcun modo obbligatorio e lascia inalterato il diritto a godere le festività nazionali e infrasettimanali, vedrà aumentata la maggiorazione della retribuzione oraria che passerà dal 30% previsto dal CCNL di categoria al 100%.”.“L’accordo, frutto delle rivendicazioni dei lavoratori del distretto di Roma aderenti alla nostra organizzazione sindacale, è esteso in tutta Italia. Ed è un segnale chiaro alle controparti: l’USB sa fare la lotta e coglierne i frutti con accordi che migliorano le condizioni salariali. Raggiungere questo risultato nel giorno dello sciopero generale è la classica ciliegina sulla torta.”, conclude Iacovon.

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10 novembre: sciopero generale e Manifestazione nazionale a Roma l’11

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

lavoratoriRoma 11 novembre alle ore 14 in Piazza Vittorio manifestazione nazionale. Il 10 lo sciopero generale è stato proclamato da USB, COBAS, UNICOBAS e da altre sigle sindacali. Coinvolge tutto il mondo del lavoro pubblico e privato, con decine e decine di manifestazioni previste in tutta Italia, due a Roma. È uno sciopero che trova il sostegno di oltre 40 organizzazioni sociali e politiche, che, sugli stessi temi della giornata di lotta, hanno costituito il Comitato 11/11 per organizzare una manifestazione nazionale a Roma. La manifestazione ha avuto anche l’adesione dei partigiani Lidia Menapace e Umberto Eros Lorenzoni, di Moni Ovadia e di Valerio Evangelisti, del presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena e di altri giuristi, intellettuali, militanti dei movimenti che hanno voluto ricordare che a quasi un anno dal referendum con cui il popolo difese la Costituzione dalla controriforma di Renzi, tutti i valori ed i principi della Carta sono ignorati o messi in discussione.
Alla manifestazione partecipano i lavoratori di Ilva, Alitalia e di tante realtà colpite da migliaia di licenziamenti, i lavoratori migranti in lotta per i diritti più elementari, i lavoratori pubblici, i vigili del fuoco, i militanti Notav, i giovani precari, gli studenti. Tutti per fare sentire la loro voce coperta dalle bugie ufficiali che continuano a ripetere come tutto vada bene. La manifestazione dell’11 novembre ha come obiettivo quello di “portare in corteo la verità” e la censura dei mass media su di essa dimostra quanto questo slogan sia giusto. “È sempre più evidente – dichiarano gli organizzatori – che nel nostro paese il regime unico dell’informazione sia una delle parti responsabili della crisi della nostra democrazia. Per questo é ancora più necessario scendere in piazza e farsi vedere e sentire. Per tutte e tutti coloro che vogliono rivendicare l’abolizione delle leggi vergognose che hanno distrutto lavoro, diritti e stato sociale, per tutti coloro che non vogliono mollare, l’appuntamento è l’11 novembre alle ore 14 in Piazza Vittorio a Roma”.

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Dal banco di scuola al posto di lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

ErmetrisAcademyGorizia. Studenti venite in azienda per iniziare a conoscere il mondo del lavoro: in palio potrebbe esserci un’assunzione. Il messaggio arriva da Ermetris, una giovanissima impresa di Gorizia specializzata nella fornitura di materiali ad elevata tecnologia per il settore ferroviario, che ha fatto propria la classica alternanza scuola-lavoro e ha redatto un progetto ad hoc coinvolgendo due istituti tecnici superiori del suo territorio, l’Itis Galilei di Gorizia e l’istituto tecnico tecnologico Marconi di Staranzano (GO). Con il progetto Ermetris Academy l’azienda mira a creare professionalità che possano rispondere alle locali richieste del mercato del lavoro.«Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso, abbiamo deciso di farci promotori di un progetto specifico nella convinzione che non solamente sia importante accompagnare gli studenti ad avere più elementi possibili per fare una scelta lavorativa futura che sia più coerente con le loro aspettative professionali e personali, ma anche si fondamentale sviluppare alcune capacità ed abilità professionali mediante percorsi di apprendimento direttamente in azienda», spiega Claudio Borrello, ingegnere, che solamente sei anni fa ha dato vita ad Ermetris facendo di una start up una realtà in continua crescita e profondamente legata al proprio territorio. «I ragazzi degli istituti hanno grande attrattiva per il mercato locale. Per questo crediamo che necessitino di un orientamento e di una formazione che li portino ad una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie abilità e delle proprie propensioni. Il tutto anche nell’ottica di formare professionalità che possano rispondere effettivamente alle esigenze delle aziende, quindi permettere a questi ragazzi di trovare lavoro sul territorio. Noi per primi ci poniamo nell’ottica di assumere uno di questi ragazzi».La reazione degli istituti e soprattutto degli studenti cui il progetto è stato proposto è stata entusiastica. «Ci fossero state 30 anni fa questo tipo di iniziative, sicuramente avremmo avuto diplomati con maggiore consapevolezza di cosa significhi entrare nel mondo del lavoro», ricorda Carlo Prencis, docente dell’Itis di Gorizia e referente per l’alternanza scuola lavoro. «È un progetto molto interessante. Un’iniziativa direi fondamentale soprattutto per i ragazzi che frequentano un istituto tecnico. La positiva esperienza fatta con Ermetris l’anno scorso ci ha spinto ad aderire ad Ermetris Academy per l’utilità e il riscontro che abbiamo avuto dagli alunni». Sul fatto che la proposta arrivi direttamente da un’azienda, «è la prima volta che mi capita. Sicuramente è un’iniziativa utile e interessante», aggiunge Prencis.Il progetto Ermetris Academy, che si rivolge agli alunni di quarta e di quinta indirizzo elettrotecnico, prevede due fasi tra novembre e aprile del prossimo anno: la prima all’interno della scuola con una serie di incontri conoscitivi con i ragazzi; la seconda direttamente in azienda per conoscere i vari reparti di cui si compone una realtà produttiva, osservare un tutor aziendale nello svolgimento della sua attività lavorativa e apprendere sul campo un primo livello di competenze. Ermetris però guarda un po’ più lontano con la prospettiva di «fare sistema». Aggiunge Borrello: «Ci muoviamo sul territorio con l’intenzione di creare una rete tra aziende e territorio. Perché, anche se operiamo a livello internazionale, è qui che lavoriamo e vorremmo che questo territorio potesse crescere con noi». In quest’ottica, Ermetris si pone come una sorta di modello per altre aziende. «Così da creare una rete locale dove impresa, scuola e territorio collaborano lavorando nella medesima direzione, quella della crescita», conclude Borrello.Ermetris Academy è un progetto a tutt’oggi aperto a nuove collaborazioni. (foto: ErmetrisAcademy)

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Sostegno ai soggetti fragili e il bla, bla dei politicanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

anzianiL’ex Premier Renzi ha dichiarato, durante l’intervista a Dimartedì su La7, che bisogna trovare i soldi per aiutare chi non riesce a pagare la badante e che bisogna dare respiro a chi si prende cura delle persone anziane. “Con DOMINA promuoviamo da anni l’importanza di sostenere le famiglie datori di lavoro domestico – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – soprattutto quelle che si prendono cura di persone non autosufficienti”.
L’età media si allunga, ha ricordato Renzi durante il programma di Floris, e questo porta in tutte le famiglie esperienze di persone con Alzheimer e demenza senile che richiedono le cure di assistenti familiari i cui costi pesano sul bilancio familiare. “Siamo contenti che il dibattito politico inizi a capire l’importanza del lavoro domestico – prosegue Gasparrini – ma le parole devono essere seguite da fatti concreti”. Il settore domestico contribuisce all’1,3% del PIL (circa 19 miliardi di Euro generati da colf e badanti – dati Ricerca DOMINA) e secondo le stime dell’Associazione metà dei lavoratori domestici (circa 1 milione) attivi in Italia non è in regola. “Immaginate il beneficio in termini di valore aggiunto che potremmo avere se aumentasse la quota dei lavoratori regolari – continua Gasparrini – serve una politica di defiscalizzazione che dia respiro alle famiglie e incentivi a regolarizzare le badanti; il lavoro sommerso è un male per le famiglie, per i lavoratori e per le casse dello Stato”. (n.r. Non vorremmo far perdere una speranza a chi crede ancora alle parole gettate al vento ma, purtroppo, da anni sulla fragilità degli anziani e dei diversamente abili se ne parla solo, guarda caso, solo a ridosso di campagne elettorali. Perché il governo non interviene subito, perché non dimostra con i fatti ciò che sembrano essere le sue intenzioni sia pure per l’interposta persona del suo segretario politico? Questo problema, del resto, non si presenta oggi ma è già un qualcosa che dura da parecchio, da troppo tempo).

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