Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Archive for the ‘Welfare/ Environment’ Category

Welfare – Environment

Presentato il Progetto Economia Reale ai principali fondi pensione italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Cassa Depositi e Prestiti, Assofondipensione e Fondo Italiano d’Investimento SGR hanno presentato oggi il Progetto Economia Reale a oltre quaranta fondi pensione italiani, sia negoziali che preesistenti. Il Progetto, le cui linee guida erano state annunciate dall’Amministratore Delegato di CDP Fabrizio Palermo durante l’assemblea annuale di Assofondipensione il 2 dicembre scorso condotta dal presidente Giovanni Maggi, mira al potenziale coinvolgimento di tutti i fondi pensione italiani di natura privatistica. Lo scopo del Progetto Economia Reale è quello di fornire ai fondi pensione aderenti la possibilità di co-investire con CDP in strumenti diversificati e con potenziali ritorni in linea con le finalità del risparmio da loro gestito e al contempo di supportare la crescita e la competitività delle imprese italiane facilitando l’afflusso di investimenti verso l’economia nazionale attraverso una piattaforma, costituita da fondi di fondi, gestita dal Fondo Italiano di investimento SGR (FII SGR, controllata da CDP Equity), che investirà in fondi di private equity, private debt, nonché potenzialmente in altre asset class.Durante la sessione tecnica di oggi, sono state presentate ai fondi pensione partecipanti le caratteristiche tecniche principali del Progetto. In particolare, Fondo Italiano d’Investimento SGR ha illustrato le peculiarità dei fondi di fondi sottostanti la piattaforma, unitamente alla possibilità, soggetta all’approvazione del Consiglio di Amministrazione di CDP, di CDP Equity e di Fondo Italiano d’Investimento, di godere di una piattaforma di liquidità e di investire in quote di fondi a rendimenti asimmetrici.L’obiettivo di raccolta dai fondi pensione è di almeno 500 milioni di euro, cui si aggiungono anche le risorse che – coerentemente alla propria missione istituzionale – CDP ha già dedicato (Euro 550mln ad oggi nei fondi di private equity e private debt) e quelle che potrà decidere di dedicare in eventuali ulteriori asset class nell’ambito del Progetto. I fondi pensione attualmente gestiscono per conto dei loro aderenti oltre 100 miliardi di euro e possono esercitare un ruolo importante per favorire il sostegno all’economia, all’occupazione e alla crescita del Paese, cogliendo al contempo la possibilità di maggiori rendimenti per i loro iscritti, per un welfare integrativo sempre più efficiente e inclusivo.

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Pensioni e finte riforme

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Lunedì 27 gennaio Cgil Cisl Uil e il governo, nella persona del ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, si esibiranno nella solita sceneggiata della riforma delle pensioni. Produrranno un ritocco estetico di aspetti marginali, senza arrivare all’essenza del problema.Il governo del doppio cambiamento punta tutto sul collateralismo di Cgil Cisl Uil, rifiutando il confronto con organizzazioni come l’Unione Sindacale di Base. Una chiusura propedeutica a una legge sulla rappresentanza e sulle relazioni sindacali che legittimi il monopolio di Cgil Cisl Uil, impedendo forme di organizzazione sindacale indipendente. È questo che vogliono imporci in nome di una presunta e inverosimile lotta alla destra.Per questo motivo il 27 gennaio anche USB sarà davanti al Ministero del Lavoro, con le sue proposte e le sue richieste: non siamo sardine ma non saremo neanche tonni, al contrario di Cgil Cisl Uil che continuano a subordinare gli interessi dei lavoratori alle politiche governative direttamente ispirate da Ue, Ocse, Bce ecc. Dopo aver taciuto, in evidente connivenza, sulla riforma Monti-Fornero, ora fingono di scoprire a parole la necessità del suo superamento, mantenendo nei fatti l’essenza della riforma, vale a dire sistema contributivo, allungamento dell’età pensionabile, negazione del diritto alla pensione per i giovani.Quando si parla di pensioni bisogna ricordare che stiamo parlando, oltre che di lavoratori, di una parte consistente della ricchezza sociale a disposizione delle famiglie. Perché il 21,9% delle famiglie ha come unica fonte di reddito il pensionato. Non solo ma con il prelievo fiscale di ben 56 miliardi ogni anno, 3,73 punti percentuali del loro Pil, i pensionati danno vita a una manovra con i contributi espropriati dallo Stato, senza sapere che fine fanno. Stiamo parlando del più grande ammortizzatore sociale della storia la cui consistenza monetaria fa gola a fondi pensione, assicurazioni, banche, governo e così via.Ma quali sono le vere priorità del sistema previdenziale? Premesso che riproduce le disuguaglianze presenti nel modo del lavoro, è sicuramente possibile correggerne gli effetti sulle pensioni e sulla vita dei lavoratori in quiescenza. In che modo?Separando previdenza e assistenza, utilizzata per alzare i presunti costi delle pensioni sul Pil, ma senza trasformare quest’ultima in merce da abbandonare sul mercato privato e senza privare i cittadini dei loro diritti, vedi reversibilità, invalidità ecc.Aumentando le pensioni minime che sono spesso al di sotto della soglia di povertà.Stabilendo un’età pensionabile certa e modulata sui lavori usuranti senza trasformare questa opportunità in farsa che si traduce o in assalto alla diligenza, o individuando professioni e lavori vicini all’estinzione.Decidendo che il calcolo della pensione non può essere contributivo a fronte di una strutturale discontinuità del lavoro, e per lo stesso motivo non può più essere retributivo a fronte di retribuzioni frammentarie e inadeguate, vedi il lavoro povero.Abolendo la vergogna dell’assenza di futuro per i giovani, ai quali si promette di andare in pensione a 70 e più anni senza però garantire loro un lavoro stabile.È evidente che di materie da riformare ce ne sono a iosa, ma parliamo di un sistema autofinanziato che ha al suo interno le risorse per potersi riformare. Stiamo parlando dei 56 miliardi di contributi sottratti ogni anno sotto forma di Irpef.
Altro che ritocchetti: lunedì 27 gennaio ricorderemo a governo, Cgil Cisl e Uil che si può costruire un sistema previdenziale di grande impatto sociale e in linea con il dettato costituzionale.

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Roma: nuovo concorso per personale non dirigente e dirigente

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

Programmare con sguardo prospettico per rafforzare i servizi. Con questo obiettivo l’Amministrazione capitolina ha previsto, nel Piano assunzionale 2020 – 2022, un bando con nuove procedure concorsuali per un totale di 1.470 posti che copriranno diversi profili professionali del personale non dirigente e 42 posti per dirigenti. Come ha spiegato la Sindaca di Roma Virginia Raggi sin dall’insediamento di questa Amministrazione ci siamo occupati di rigenerare la macchina amministrativa a partire dalle sue fondamenta. Come prima cosa, abbiamo dovuto colmare le lacune strutturali, immettendo linfa negli uffici che consentono ai servizi di funzionare. Basti pensare che nel 2016 il 18% dei dipendenti era over 60 e il 40% oscillava tra i 51 e i 60 anni. Per assicurare ricambio generazionale si è messo in campo un lavoro titanico, con l’assunzione tra il 2016 e il 2020 di 6mila persone nei vari settori: personale amministrativo, maestre e insegnanti, agenti di Polizia Locale, tecnici e giardinieri. Ora, con questo concorso, ha concluso la Sindaca, si vuole assicurare a Roma Capitale una programmazione sistemica, tramite un’organizzazione solida, in grado di durare nel tempo e di fortificare l’ente.Grazie alle assunzioni effettuate tra il 2016 e il 2020, è stato garantito un ricambio pari al 26% dei dipendenti capitolini. In sostanza, una persona su 4 che lavora oggi per Roma Capitale è stata assunta da questa Amministrazione. I nuovi assunti sono stati indirizzati nelle varie strutture sulla base di una precisa analisi dei fabbisogni effettivi, con lo scopo primario di erogare i servizi in modo funzionale ed efficiente. In quest’ottica è stato impostato anche il lavoro di pianificazione sulle procedure ancora aperte, consentendo lo smaltimento di buona parte delle vecchie graduatorie e l’inserimento di tutti gli idonei vincitori.Il nuovo concorso prevede l’attivazione di una nuova figura professionale, il ‘Funzionario Servizi Tecnici (D1)’ che nasce con l’obiettivo di implementare la programmazione e la progettazione delle opere pubbliche, di riqualificazione urbana e ambientale. Inoltre, questa nuova figura sarà responsabile di monitorare le fasi di progettazione, esecuzione, collaudo e manutenzione. L’inserimento di 100 persone in un altro nuovo profilo professionale, ’Istruttore Servizi Informatici e Telematici (C1)’, contribuirà ad allineare la macchina amministrativa capitolina ai bisogni di modernizzazione, soprattutto in relazione alle nuove tecnologie e ai processi di digitalizzazione, che caratterizzano le Pubbliche amministrazioni. Grazie ai nuovi dirigenti (42), sarà inoltre possibile ottimizzare le procedure relative ai bandi di gara.Come sottolineato dall’Assessore al Personale Antonio De Santis la pubblica amministrazione è il perno intorno a cui ruotano i servizi. Per questo il nostro personale deve essere valorizzato e organizzato con azioni di sistema che rispondano a una visione d’insieme. L’architrave del nostro percorso consiste nella firma di due contratti decentrati tra 2017 e 2019, che ha permesso di superare le criticità dell’atto unilaterale. Un percorso che, integrato con le 6mila nuove assunzioni, anche grazie allo smaltimento delle graduatorie ancora aperte, ha permesso di migliorare la qualità di molti servizi. Si pensi, per esempio, all’abbattimento dei tempi per il rilascio della Cie, passati da 117 giorni del luglio 2018 ai circa 10 di oggi. Dopo aver sistemato alcuni pilastri fondamentali, ora possiamo programmare il futuro con ambizione. Il nuovo concorso determinerà l’inserimento di tanti giovani addirittura ‘millennials’. Merito, motivazione e nuove competenze sono gli ingredienti che ci permetteranno di consegnare ai cittadini una macchina davvero moderna e longeva.
PROFILI PROFESSIONALI PERSONALE NON DIRIGENTE
– Funzionario Avvocato (D1) 20
– Funzionario Amministrativo (D1) 100
– Funzionario Servizi Educativi (D1) 80
– Funzionario Servizi Tecnici (D1) 80
– Funzionario Assistente Sociale (D1) 140
– Istruttore Amministrativo (C1) 250
– Istruttore Servizi Informatici e Telematici (C1) 100
– Istruttore Tecnico Costruzioni, Ambiente e Territorio (C1) 200
– Istruttore Polizia Locale (C1) 500
TOTALE PERSONALE NON DIRIGENTE 1470
DIRIGENTI 42

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Fenomeno migratorio a livello internazionale

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

A Parigi si è tenuta la riunione dei Paesi Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sulle migrazioni dal titolo ”Making Migration and Integration Policies Future Ready”. A tema le politiche di integrazione. A guidare la delegazione italiana il sottosegretario al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali fresco di Deleghe per la Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione afferenti a quel ministero. A questo riguardo il sottosegretario Steni Di Piazza ha dichiarato: “Un governo di discontinuità sul fenomeno migratorio. Il carattere strutturale delle migrazioni impone un approccio politico, è necessario un passaggio da un approccio emergenziale ad uno di sistema. Su questo si gioca la sfida della sicurezza e della coesione sociale nei nostri Paesi. Bisogna offrire soluzioni condivise e buone politiche ai nostri cittadini.A livello europeo, bisogna superare una volta per tutte l’idea che il paese di primo ingresso sia quello che debba farsi carico da solo dei migranti, solo una condivisione della responsabilità può portare a politiche capaci di conciliare sicurezza e solidarietà.In una logica di sistema dobbiamo sviluppare una strategia di integrazione attenta alle dinamiche economiche e sociali, senza enfatizzazioni né semplificazioni, senza ideologismi né allarmismi. Ma badando alla realtà del fenomeno, alle policy possibili a livello nazionale e nei contesti territoriali.In questa fase l’azione del nuovo Governo attraverso il suo Ministero del Lavoro e politiche sociali dovremo costruire metodologie e strumenti più avanzati di governo del fenomeno migratorio e di implementazione della qualità della integrazione. Preparare le politiche di integrazione del futuro è, quindi, possibile rafforzando la capacità di capire le sfide attuali e le tendenze del fenomeno, nell’operare rispetto alla concretezza delle dinamiche migratorie e migliorando le condizioni di vita delle persone migranti e dei territori ove sono accolti, contrastando, sempre e ovunque, ogni forma di discriminazione.”

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Cala la fiducia dei lavoratori italiani nel 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

I lavoratori italiani accolgono il 2020 con scarsa fiducia nel miglioramento della situazione economica e finanziaria del Paese. Poco più di quattro dipendenti su dieci credono in una crescita economica nei prossimi dodici mesi (44%), in calo del 4% rispetto al 2018 e ben 13 punti sotto alla media globale, pari al 57%. L’Italia si colloca al terzultimo posto su 34 paesi per livello di fiducia nelle condizioni economiche nazionali, insieme al Belgio e davanti soltanto a Spagna (41%) e Giappone (26%). Resiste la fiducia nei risultati delle imprese, con il 67% dei lavoratori ottimista sulle performance del proprio datore di lavoro, ma risulta comunque in calo rispetto al 75% di due anni fa e distante tre punti dalla media mondiale (70%). Cresce invece l’ottimismo sulle condizioni economiche individuali, con il 50% dei dipendenti che si aspetta di ricevere un bonus nel corso dell’anno (+5% sul 2018) e il 41% che spera in un aumento di stipendio (+2%).Sono le previsioni economiche e finanziarie dell’ultima edizione del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, condotta in 34 Paesi del mondo su un campione di 405 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni per ogni nazione, che lavorano almeno 24 ore alla settimana e percepiscono un compenso economico per questa attività.
Gli italiani sono fra i lavoratori meno ottimisti, collocandosi al 32° posto su 34 Paesi analizzati, a 13 punti di distanza dalla media globale e a 10 dalla media europea. I più prudenti sul futuro sono le donne e i lavoratori più esperti (entrambi al 37%), mentre meno pessimisti appaiono sia i dipendenti di genere maschile (52%) sia i più giovani (50%). Un atteggiamento molto diffuso, con solo 10 paesi su 34 che esprimono una valutazione stabile o favorevole, e particolarmente evidente nel continente europeo, che ospita sei dei dieci paesi che registrano un calo di fiducia in doppia cifra (Portogallo, Olanda, Spagna, Austria, Belgio e Svezia).Cala anche la fiducia nei risultati delle imprese, che resta però più elevata di quella nella crescita economica del paese: il 67% dei dipendenti italiani prevede che il proprio datore di lavoro raggiungerà una posizione finanziaria migliore nel 2020, con un ottimismo più marcato fra uomini (69%) e giovani (72%) e un atteggiamento più cauto fra le donne (65%) e i lavoratori senior (61%). Anche in questo caso l’andamento italiano riflette la situazione internazionale, con solo 11 Paesi su 34 che si mostrano egualmente o più ottimisti di due anni fa.Le speranze dei lavoratori si concentrano sul miglioramento delle condizioni individuali: nella media dei paesi analizzati il 61% dei dipendenti prevede di ricevere un aumento di stipendio (+4%), il 56% si aspetta un premio a fine anno (+5%). Anche in Italia la fiducia nel miglioramento personale è l’unico indicatore a registrare una crescita, con il 41% dei lavoratori che spera di ottenere un aumento di stipendio nel 2020 (+2%) e il 50% che si attende invece un bonus (+5%). Anche in questo caso i più ottimisti sono gli uomini (il 54% spera in un bonus, il 45% in un aumento di stipendio) e i lavoratori fino a 45 anni di età (56% e 53%), mentre sono più caute le donne (46% e 38%) e i lavoratori over 45 (42% e 26%). Resta però molto ampio il divario con i colleghi stranieri: -20% di speranza di ricevere un aumento di stipendio, -6% se si considera l’attesa di un bonus.

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Lavorare nel turismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Sono salite a 550, quasi un terzo in più rispetto al 2019, le posizioni aperte tra intrattenimento, sport, assistenza bagnanti e mansioni alberghiere (direzione, ricevimento, cucina, servizio sala e bar, economato, housekeeping) che la catena alberghiera Club Esse ha bisogno di coprire per affrontare a pieno organico l’estate 2020. Figure che verranno selezionate nel corso di una grande campagna di reclutamento già ai nastri di partenza: sul sito http://www.clubesse.it il calendario costantemente aggiornato delle opportunità e alla pagina “Lavora con noi” il form da compilare per proporre la propria candidatura. La prima tappa “nazionale” del recruiting-tour sarà come sempre BIT4JOB, l’area dedicata alla ricerca di personale di BIT2020, la Borsa internazionale del turismo prevista a Milano Fieramilanocity dal 9 all’11 febbraio. Club Esse ha ripreso a crescere prepotentemente e ora sono 16 i villaggi estivi che ha in gestione o in proprietà tra Sardegna (proprio sull’isola si sono aggiunte negli ultimi mesi due new entry, a Cala Gonone e a Stintino), Sicilia, Calabria e Abruzzo, a cui vanno aggiunte altre due strutture ricettive in Lazio e Valle d’Aosta, per un fatturato che ha superato i 30 milioni di euro grazie a 600.000 presenze. Competenza ed eventualmente esperienza per i ruoli più tecnici, ma soprattutto entusiasmo, motivazione, disponibilità e, perché no, conoscenza delle lingue straniere sono le caratteristiche richieste a chi – maggiorenne – voglia unirsi alla grande famiglia di Club Esse, che impiega ogni estate 1500 persone da aprile a ottobre. A BIT2020 si cercano soprattutto lavoratori nei settori intrattenimento, sport e assistenza bagnanti, ma anche figure con maggiore esperienza per i ruoli di direttore di villaggio e capo servizio. E’ consigliato accreditarsi inviando la propria candidatura a https://inrecruiting.intervieweb.it/bit4job/it/career. I profili più richiesti nell’ambito dell’intrattenimento sono i tecnici audio-luci, gli scenografi, i coreografi, gli animatori per i miniclub e gli istruttori sportivi – in particolare tennis, tiro con l’arco e fitness -, ma non mancano ottime occasioni per i capi animazione, i musicisti, i ballerini, i costumisti, gli assistenti bagnanti, gli addetti alle boutique. Sempre allo staff di animazione saranno dedicate ulteriori giornate di incontri su appuntamento, in via di definizione, a Milano, Roma e Napoli, per le quali occorrerà compilare il form alla pagina “Lavora con noi” sul sito http://www.clubesse.it. Parallelamente, partirà anche un tour di selezione nelle varie regioni che ospitano i villaggi, perché Club Esse preferisce cercare il personale strettamente alberghiero “in loco”, in modo da valorizzare il territorio ed esaltare le competenze, le tradizioni e i sapori locali. Si comincerà dalla Sardegna, e più precisamente da Cagliari, che il 28 e 29 gennaio ospiterà al quartiere fieristico l’International Job Meeting. Nell’occasione, Club Esse incontrerà i candidati che si siano iscritti al sito https://servizi.sardegnalavoro.it/internationaljobmeeting/home.aspx
Seguiranno altre giornate di incontri sull’isola, organizzate direttamente nelle strutture turistiche: venerdì 28 febbraio a Cala Gonone (NU) al Club Esse Palmasera (via del Bue Marino), dalle 14 alle 17, e sabato 29 a Stintino (SS) al Palazzetto dello Sport di via delle Frecce Tricolore, dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 16.30. L’ultima occasione, almeno per il momento, per sostenere un colloquio in Sardegna sarà a Palau (OT) sabato 14 marzo al Club Esse Posada (via del Vecchio Marino), dalle 11.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 17.30. I colloqui saranno effettuati in base all’ordine di arrivo e non sarà possibile fissare preventivamente un appuntamento.
Sempre a marzo si potrà avere un confronto con i selezionatori di Club Esse anche nelle altre regioni interessate dai villaggi del Gruppo: in Calabria, venerdì 6 (dalle 15 alle 18) e sabato 7 marzo (dalle 10 alle 13.30) al Club Esse Sunbeach di Squillace Lido (CZ), via Lungomare Ulisse 1; in Abruzzo, sabato 14 marzo al Club Esse Mediterraneo di Montesilvano (PE), via Carlo Maresca 34, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 16.30; in Sicilia, sabato 21 marzo al Club Esse Selinunte di Castelvetrano (TP), Contrada Belice di Mare a Marinella di Selinunte, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 15.30. Anche in questi casi, i colloqui saranno effettuati in base all’ordine di arrivo.Chi entrerà a far parte della squadra sarà invitato a partecipare ad “APP”, quattro giorni di formazione e team building al Club Esse Montesilvano, perché la crescita, la motivazione, la coesione, il lavoro di squadra e la fidelizzazione del personale sono uno dei punti di forza del Gruppo.

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Istat: 36,3% pensionati sotto 1.000 euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Inps, al quinto con redditi pensionistici più alti va il 42,4% della spesa complessiva ed il 36,3% dei pensionati percepisce un reddito mensile inferiore a 1000 euro.”La disuguaglianza è un problema irrisolto di questo Paese di cui dovremmo vergognarci” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il dato di oggi si somma a quello dei giorni scorsi, secondo il quale il reddito totale del 20% delle famiglie più abbienti è più di sei volte quello del 20% delle famiglie più povere, un valore che colloca l’Italia tra i peggiori d’Europa” prosegue Dona. “Considerati i diritti acquisiti dei pensionati, l’unica via per arginare il fenomeno è avere un Fisco più equo, rispettoso dell’art. 53 della Costituzione, ossia del criterio della capacità contributiva e della progressività del sistema tributario” conclude Dona.

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Bloccata l’esternalizzazione dell’ARES 118, adesso avanti con il piano di assunzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

L’Unione Sindacale di Base esprime soddisfazione per la revoca della delibera dell’ARES 118 del 30 Dicembre 2019, che esternalizzava per 3 anni il servizio di emergenza extraospedaliera. Si trattava di una massiccia e ulteriore privatizzazione, attraverso una procedura selettiva per ben 116 mezzi, più della metà di quelli previsti dall’atto aziendale del luglio 2019.La delibera, inoltre, comprendeva l’ulteriore privatizzazione di postazioni pubbliche e attualmente operative. Quest’ultima, da subito contestata da questo sindacato, era in contrasto con il piano assunzionale approvato dalla Regione Lazio; ed è questa la motivazione addotta nella delibera di revoca del 14 Gennaio 2020.Ora ci aspettiamo il finanziamento per le assunzioni, la velocizzazione dell’espletamento del concorso per autisti di cui si è già chiuso il bando, l’assunzione degli infermieri dalle graduatorie e l’assunzione dei barellieri, la cui mancanza causa spesso l’utilizzo di due ambulanze per lo stesso soccorso e conseguntemente, un numero maggiore di ambulanze necessarie.Controlleremo che l’esternalizzazione non venga effettuata sulle postazioni pubbliche, che devono invece essere reintegrate con il piano assunzionale adottato; che prevede, come dice anche la delbera del 14 -01-2020, la completa internalizzione nell’arco di tre anni. (by Usb PI coordinamento regionale sanità Lazio)

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Solidarietà internazionale ai rifugiati e comunità di accoglienza in Sudan

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, chiede maggiore sostegno a favore del Sudan mediante un nuovo appello volto a raccogliere fondi per 477 milioni di dollari da destinare all’assistenza, nell’arco di quest’anno, degli oltre 900.000 rifugiati presenti nel Paese, nonché dei quasi 250.000 sudanesi delle comunità che li accolgono.Il Piano di risposta alla crisi di rifugiati in Sudan (Sudan Refugee Response Plan), presentato a Khartoum stamattina, prevede interventi umanitari ad opera dell’UNHCR e di oltre 30 partner.
Il Sudan può vantare una lunga tradizione di accoglienza a favore di rifugiati e richiedenti asilo, ma deve anche gestire il dramma dei propri cittadini sfollati interni, facendo fronte, allo stesso tempo, a una grave crisi economica. L’UNHCR rivolge il proprio appello in una fase in cui il Paese sta affrontando una storica transizione politica e necessita di solidarietà internazionale per conseguire pace e stabilità. Il gruppo più esteso di rifugiati accolto in Sudan è quello composto dai cittadini sudsudanesi: circa 840.000 hanno cercato rifugio nel Paese dal 2013. Sono, inoltre, necessarie risorse per i rifugiati originari di altri nove Paesi, in cerca di asilo da violenze e persecuzioni.Nel frattempo, il Sudan continua ad accogliere nuovi rifugiati. In Darfur, l’afflusso ininterrotto di rifugiati centrafricani in aree remote degli Stati del Darfur Meridionale e del Darfur Centrale ha fatto registrare un aumento da poco più di 5.000 a quasi 17.000 unità da settembre 2019.In Sudan i rifugiati sono presenti in oltre 130 località distribuite tra i 18 Stati del Paese. Circa il 70 per cento vive fuori dai campi, in villaggi, città e insediamenti. La maggioranza dei rifugiati e dei richiedenti asilo presenti in Sudan deve far fronte a livelli elevati di povertà, ha accesso limitato a opportunità di sostentamento, ed è accolta in alcune tra le regioni più povere del Paese, dove anche le comunità locali faticano a sopravvivere con risorse scarse.Sebbene, spesso, i rifugiati beneficino del sostegno generoso assicurato dalle comunità che li accolgono, la crisi ininterrotta che caratterizza il Sudan ha aggravato la situazione e le risorse locali continuano a scarseggiare.L’UNHCR, inoltre, prende parte agli sforzi umanitari interagenzie volti ad assistere circa 1,9 milioni di sfollati interni, guidando gli interventi di protezione e lavorando per assicurare tutela dei diritti alle persone interessate, alloggi di emergenza e distribuzioni di beni di prima necessità. Dall’anno scorso, il governo di transizione ha agevolato la consegna di aiuti in aree che per le agenzie umanitarie, in precedenza, non erano accessibili, tra cui regioni del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro, e del Jebel Marra, in Darfur.Anni di conflitto e instabilità hanno inoltre causato la fuga di oltre 600.000 rifugiati sudanesi nei Paesi limitrofi – tra i quali oltre 300.000 rifugiati dal Darfur al Ciad orientale. Da quando a maggio 2017 è stato firmato un Accordo tripartito tra il Governo del Sudan, il Governo del Ciad e l’UNHCR, quasi 4.000 rifugiati sudanesi hanno deciso di fare ritorno a casa. Si stima che altri faranno ritorno quest’anno.Nel 2019, l’operazione dell’UNHCR in Sudan ha continuato a restare tra quelle maggiormente sottofinanziate, dato che dei 269 milioni di dollari necessari è stato coperto solo il 32 per cento.

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Torna l’attacco alle pensioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

Il dibattito intorno alla sostenibilità del sistema pensionistico si è riacceso in questi giorni e sono molteplici le iniziative e le dichiarazioni in materia. Tavoli tecnici, commissioni di presunti esperti e di ben collaudate e fedeli parti sociali dovranno trovare la quadra per riuscire ancora una volta a rimettere mano al sistema previdenziale senza che i cittadini e i lavoratori siano in grado di reagire. È la riproposizione del principio della rana bollita, si immerge una rana nell’acqua fredda e questa non si ribellerà perché vi si troverà bene, poi si scalderà lentamente l’acqua e la rana comincerà ad abituarsi alla nuova temperatura fino a che l’acqua diverrà bollente e la rana verrà bollita senza accennare ad alcun tentativo di fuga.La scadenza per mettere mano alle pensioni, secondo gli studiosi attuariali che incrociano tassi di natalità e aspettative di vita, è fissata al 2022 in concomitanza con la fine prevista di quota 100, e così si comincia fin d’ora a preparare il terreno. Proposte di ogni genere, allarmistiche statistiche predisposte all’occorrenza, grida elettorali in strenua difesa del pessimo esistente saranno lo scenario in cui ci troveremo nei prossimi mesi con l’unico reale obbiettivo di affossare definitivamente il sistema previdenziale pubblico e far fiorire i fondi pensionistici privati e/o di categoria. Insomma quanto sta accadendo in Francia non fa alcun effetto ai nostri incalliti riformatori.Molti si chiedono come la vera e propria rivolta sociale che sta attraversando la Francia ormai da molto tempo, prima con i gilet gialli e poi con le manifestazioni sindacali, non abbia avuto alcun riverbero nel nostro Paese. Molti, a ragione indicano nelle complicità sindacali di Cgil Cisl e Uil la ragione di questa assenza. Ma va detto che le complicità non si sono limitate a far passare senza colpo ferire le peggiori riforme pensionistiche d’Europa da 30 anni a questa parte, ma hanno consentito che ai lavoratori italiani fosse scippata la possibilità di opporsi con le armi necessarie agli sfaceli che in tema di pensioni, ma anche di lavoro, di diritti, di tutele si andavano compiendo rispettando e favorendo gli appetiti del capitale e i diktat dell’Unione Europea. I nostri fratelli francesi hanno imbracciato l’arma dello sciopero e la stanno utilizzando a piene mani per contrastare la riforma Macron, le manifestazioni e i blocchi stradali sono all’ordine del giorno ormai da circa due anni.Il nostro paese ha invece subito uno spaventoso arretramento nelle dinamiche del conflitto che è stato pressoché impedito attraverso una normativa sul diritto di sciopero che lo ha reso sostanzialmente inefficace quando non direttamente impraticabile e con le norme penalmente rilevanti introdotte per reati “di lotta” come l’occupazione di fabbriche o aziende, i blocchi stradali ecc. attraverso quei decreti sicurezza che qualche credulone aveva immaginato sarebbero stati immediatamente cancellati dal nuovo governo PD/M5S.Vorremmo ricordarlo a quanti si sono girati dall’altra parte quando in più riprese e da tempo abbiamo segnalato, con lotte e scioperi non a chiacchiere, il precipitare di una involuzione democratica e l’acutizzarsi dell’apparato repressivo delle lotte e del conflitto e che oggi fanno il tifo per le manifestazioni francesi sui social.USB non ha mai creduto che si fosse alla “fine della storia”, noi riteniamo che ci siano comunque le condizioni per riaprire un ciclo di lotte che, a partire dalle tutele del lavoro, della previdenza, del diritto all’abitare, alla salute e al salario possa riportare anche in Italia milioni di lavoratori a lottare. È tempo di uscire di casa.

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Formare gli operatori, aiutare gli anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

Roma 15 gennaio 2020, dalle 9.00 alle 17 incontro formativo organizzato dalla Fondazione Alberto Sordi in Largo dello Scautismo, al Roma Scout Center. Formatori, psicologi, medici, direttori sanitari e di strutture dedicate, esperti della fragilità e docenti universitari si confronteranno sulle principali tematiche della cura, a partire dalle indicazioni contenute nella “Carta Alleanza per le Persone Anziane”. Questo documento, presentato dalla Fondazione Alberto Sordi, mira a sviluppare reti di collaborazione e partnership tra attori pubblici, privati e di terzo settore, per promuovere una cultura della condizione anziana, nel rispetto delle fragilità emergenti, per migliorare la vita della persona e del nucleo familiare che ha vicino.
“Un modo socialmente innovativo – ha affermato il direttore della Fondazione Avv. Ciro Intino – per condividere esperienze, individuare soluzioni e modelli di cura, utili e qualificati, sostenibili economicamente, per l’autonomia degli anziani, oggi sempre più costretti dalla vita quotidiana a ricercare il proprio spazio in un contesto sociale e di vita caratterizzato da fretta e solitudine”.
La Fondazione Alberto Sordi propone progetti culturali e formativi, come nelle intenzioni del suo fondatore, di forte impatto sociale per favorire il protagonismo delle persone anziane anche di quelle più fragili e malate. E c’è tutto un mondo di operatori che lavora per questo, una ricchezza di figure professionali, la disponibilità di volontari qualificati che rappresentano uno spaccato prezioso e non sempre conosciuto e valorizzato appieno, della nostra società civile.
La giornata di incontri sarà occasione per confrontare esperienze sociali fortemente innovative anche sul piano delle nuove tecnologie applicabili, in un’ottica di collaborazione Pubblico-Privato, nel coinvolgimento di tutti gli attori presenti sui territori del mondo delle famiglie e delle imprese.

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Lavoro: disoccupazione ferma al 9,7%, in aumento quella giovanile

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2020

L’Istat ha pubblicato i dati relativi alla disoccupazione a novembre, che resta stabile al 9,7%.La disoccupazione giovanile risale, invece, al 28,6%.Un andamento che sottolinea, ancora una volta, le necessità di interventi più incisivi e decisi in direzione di un rilancio dell’occupazione nel nostro Paese, attraverso lo stanziamento di investimenti necessari per la crescita, lo sviluppo tecnologico, la ricerca e la modernizzazione delle infrastrutture.Il Paese si trova ancora in una fase di incertezza che deve essere superata assumendo scelte coraggiose, che diano uno slancio decisivo all’economia. Scelte di cui, purtroppo, ancora non si vede traccia.Il bonus per le famiglie e il taglio del cuneo fiscale, seppur ancora insufficiente, sono solo i primi passi per rilanciare il potere di acquisto delle famiglie, presupposto indispensabile per determinare una ripresa della domanda interna e, per questa via, della produzione.Tutto ciò si rende ancora più necessario alla luce dei costi stimati in aumento nel 2020 (il nostro Osservatorio ha previsto una stangata di +630,65 Euro).“Se veramente si vuole imprimere una svolta a tale andamento e proiettare il Paese verso la crescita, quel che serve è un piano straordinario per creare nuova occupazione stabile e di qualità e gettare così le basi salde per la ripresa economica.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

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Incidenti: Fp Cgil, accordo Anci-Viminale dimentica bisogno risorse e assunzioni Polizia Locale

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

“Si incrementano compiti e funzioni in capo alla Polizia Locale ma ci si dimentica il bisogno di risorse e di investire di più sul personale interessato da parte del governo, sia a tutela dei cittadini sia a tutela di chi quotidianamente svolge servizi pubblici”. Così la Fp Cgil commenta l’accordo quadro siglato tra il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro, sul coinvolgimento delle polizie locali nei servizi di polizia stradale e sulla viabilità urbana.Ancora una volta, osserva il sindacato, “dobbiamo prendere atto che sindaci e governo sembrano sottovalutare le molteplici funzioni e attività in capo alla Polizia Locale, che già si occupa da sempre di attività di polizia e sicurezza stradale anche in virtù di protocolli locali tra le varie forze di polizia. Così come il Ministero dell’Interno sembra dimenticare che esistono anche le Polizie Metropolitane e Provinciali che si trovano ad assolvere tali attività”.In base al protocollo raggiunto, aggiunge la Fp Cgil, “servono risorse, così come serve superare le carenze di personale e potenziare le assunzioni in questo settore e attuare misure concrete e necessarie per incrementare lo scambio informativo e l’interconnessione tra le sale operative delle forze di polizia, prestando ascolto all’istanza che viene da tempo dal sindacato e dagli operatori. Così come inascoltate sono state fino ad ora le nostre richieste di liberare le risorse dell’art. 208 del Codice della Strada dal tetto al salario accessorio imposto dall’art. 23 del dlgs 75/2017 che potrebbero effettivamente consentire di ampliare e rafforzare le tante attività da garantire sul territorio”.Infine, prosegue il sindacato, “vorremmo fosse prestata la dovuta attenzione alla necessità ormai ineludibile che venga adottata la legge di riforma dell’ordinamento della Polizia Locale e il riconoscimento delle tutele assistenziali, infortunistiche e previdenziali che competono ai lavoratori che svolgono funzioni e attività gravose e rischiose e che oggi continuano ad essere gli unici senza tutele a fronte del continuo incremento di compiti attività”, conclude la Fp Cgil.

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Fisco: Sindacati, agenzie fiscali in piazza

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Le lavoratrici e i lavoratori delle agenzie fiscali in piazza: blocco degli uffici per due ore nel giorno del Fisco-day il 23 gennaio dalle ore 10 alle ore 12 e manifestazione nazionale a Roma il 6 febbraio sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze in via XX settembre 97, insieme ad altre nelle maggiori città. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp aggiungendo che: “I lavoratori delle Agenzie Fiscali rompono gli indugi e scendono in piazza a difesa di un fisco giusto, del loro diritto a fornire servizi adeguati ai cittadini e recuperare davvero l’evasione fiscale”. Non solo, aggiungono i sindacati, “il 23 gennaio prossimo sono previste, in contemporanea per tutti gli uffici sia dell’Agenzia delle Entrate che dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, assemblee di due ore che paralizzeranno la macchina fiscale. Sin dai prossimi giorni, intanto, partiranno forme di mobilitazione a livello locale per sensibilizzare la cittadinanza su una situazione che è ormai diventata drammatica”.I lavoratori delle Agenzie, già in stato di agitazione, “stanno operando – fanno sapere i sindacati – con una carenza di personale che non permette ormai nemmeno più di coprire i servizi essenziali, figuriamoci fare la lotta all’evasione fiscale. Inoltre, non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante tutti gli obiettivi fissati dalle Convenzioni con il Ministero dell’Economia siano stati puntualmente raggiunti. A tutto questo si aggiunge il taglio continuo dei fondi per i lavoratori, un’organizzazione obsoleta e la paralisi dovuta all’assenza di un interlocutore, in quanto la politica non è stata capace di nominare né i direttori dell’Agenzia, nomine di competenza governativa, né i comitati di gestione, la cui nomina spetta invece al solo Ministro dell’Economia”.Sinora, proseguono i sindacati, “abbiamo atteso con molto senso di responsabilità perché il Governo aveva promesso soluzioni ai problemi da noi posti con il decreto Fiscale e la successiva legge di Bilancio. Dopo il 10 dicembre, data fissata per un incontro con il Viceministro Misiani e successivamente dallo stesso cancellata, il Governo è sparito dai nostri radar e le promesse fatte sono state disattese completamente. La stessa questione della dirigenza e delle figure di coordinamento intermedie sembra ormai un drammatico gioco dell’oca: sono state istituite per legge posizioni professionali che rischiano di essere bocciate dalla Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi sulla loro legittimità il prossimo 25 febbraio. Qualora ciò dovesse accadere, le agenzie sarebbero riportate alla ‘casella di partenza’, senza direttore generale, senza comitato di gestione e senza dirigenti”.Nel frattempo, però, aggiungono, “continuiamo ad assistere alle passerelle televisive dei nostri governanti che assicurano che nel 2020 dalla lotta all’evasione fiscale arriverà un tesoretto di oltre 3 miliardi. Nella situazione attuale questa è un’utopia e i lavoratori del fisco non vogliono rendersi complici di un buco nel bilancio dello Stato che è attribuibile esclusivamente a coloro che non si stanno occupando di investire nella macchina fiscale e nei suoi lavoratori. Per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la prima scadenza è ancor più ravvicinata: il 31 gennaio è prevista la Brexit, con un aumento esponenziale dei traffici merci sull’Italia, e l’Agenzia non ha il personale per fronteggiare una probabile emergenza né i soldi per il pagamento dei servizi istituzionali e delle indennità previste per legge. Stiamo difendendo i nostri salari ma soprattutto il nostro diritto/dovere di lavorare per lo Stato e i suoi cittadini in maniera concreta ed efficace, con un’organizzazione moderna e funzionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp.

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Incentivi 2020 per singoli e famiglie: scheda pratica

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Per il 2020 sono usufruibili quasi tutte le agevolazioni degli anni passati, con alcune novità. Come al solito vi sono quelle finanziate da normative precedenti, e altre introdotte o riconfermate da vari decreti emessi nel corso del 2019 (decreto clima e decreto fiscale) ma soprattutto dall’ultima Legge di Bilancio.
Tra le novità la CARTA GIOVANI NAZIONALE destinata a cittadini di età compresa tra i 18 e i 35 anni per promuoverne l’accesso ai beni e ai servizi e il fondo per l’acquisto di SOSTITUTI DEL LATTE MATERNO, finanziato con 2 milioni di euro per il 2020 e 5 milioni di euro per gli anni dal 2021 in poi. In corso di attivazione, nell’ambito mutui e finanziamenti, la possibilità di chiedere una sospensione delle rate da parte delle DONNE VITTIME DI VIOLENZA.
Per quanto riguarda invece la rottamazione di vecchie auto e moto, introdotto un BUONO MOBILITÀ spendibile per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico.
Introdotto anche il BONUS SULLA TASSA DEI RIFIUTI (TARI) che sarà regolato dall’ARERA con criteri analoghi a quelli già in essere per i bonus sulle bollette dell’elettricità del gas e dell’acqua.
Rifinanziato il REDDITO DI CITTADINANZA, confermate sia la CARTA ACQUISTI che la CARTA FAMIGLIA per le famiglie numerose, rifinanziata fino al 2021.Incrementati tra questo e l’anno passato anche il il fondo a favore delle persone che assistono un familiare non autosufficiente (detti “CAREGIVER FAMILIARI”), fino al 2021, e il “Fondo per l’assistenza disabili gravi privi del sostegno familiare” (2 milioni di euro per il 2020).Riconfermato anche il BONUS BEBE’ con 348 milioni di euro per l’anno 2020 e 410 milioni di euro per l’anno 2021 e ancora attivi sia il PREMIO NASCITA UNA TANTUM che il BONUS ASILI NIDO per famiglie con bambini nati dal 2016 affetti da gravi patologie croniche.Esteso ai diciottenni del 2020 il cosiddetto BONUS 18ENNI o BONUS CULTURA, il borsellino elettronico utilizzabile per attività culturali.
Per quanto riguarda i mutui ancora possibile ottenere la SOSPENSIONE DELLE RATE a determinate condizioni. Sempre nell’ambito “finanziamenti” è attivo dal 2019 il FONDO SOSTEGNO ALLA NATALITÀ, introdotto al posto del vecchio “Fondo credito nuovi nati” per fornire garanzie di Stato al credito concesso a famiglie che fanno o adottano figli e finanziato fino al 2021.
Il FONDO GARANZIA PRIMA CASA istituito nel 2014 è stato rifinanziato e continua ad operare il cosiddetto PLAFOND CASA con agevolazioni decise dalle banche che aderiscono volontariamente.Per i fondi affitti gestiti localmente dai Comuni sono sempre attivi quello destinato specificamente agli inquilini morosi (cosiddetta morosità incolpevole) e il “Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione” relativo in generale a situazioni di difficoltà degli inquilini.Infine, rinnovati come sempre anche i bonus sulle bollette di elettricità, gas e acqua con una nuova soglia Isee che include un maggior numero di famiglie. Si fa presente che ancora per il 2020 questi bonus sono fruibili SU RICHIESTA, ma dal 2021 dovrebbe scattarne l’automaticità.Tutti i dettagli sulla scheda pratica Incentivi 2020: agevolazioni e bonus per gli individui e le famiglie: https://sosonline.aduc.it/scheda/incentivi+2020+agevolazioni+bonus+individui_30501.php (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Tutte le offerte di lavoro 2020 e i riferimenti per candidarsi per le vendite a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

300 incaricati alle vendite in tutta Italia per AMC Italia SpA – Settore: sistemi di cottura di alta gamma in acciaio inossidabile per la sana e gustosa alimentazione. Riferimenti: Numero verde 800.011.046
4.000 incaricati alle vendite, 700 capogruppo e 30 responsabili di zona in tutta Italia per Avon Cosmetics Srl. Settore: prodotti cosmetici, di moda e per la casa. Riferimenti: Tel 02.96485111 – http://www.avon.it
110 operatori di vendita e 165 Promoter in tutta Italia per Bofrost* Italia SpA. Settore: specialità alimentari. Riferimenti: http://www.bofrost.it
120 consulenti per viaggiare in tutta Italia per CartOrange Srl. Settore: turismo, viaggi e tempo libero. Riferimenti: Tel. 02.58321772 (int. 1) http://www.consulentediviaggio.it
40 operatori di vendita in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana per Conte Ottavio Piccolomini Srl. Settore: grandi vini, liquori, olio extra vergine, esclusive confezioni regalo. Riferimenti: Tel. 02.58018575
950 incaricati alle vendite, 85 capogruppo e 30 responsabili di zona in tutta Italia per Dalmesse Italia Srl. Settore: prodotti per la pulizia della casa, cosmesi e bellezza, lingerie e abbigliamento, tessili per la casa, unità di cottura, sistema riposo. Riferimenti: Tel. 0823.513028 – http://www.dalmesseitalia.it
75 incaricati alle vendite, 15 capogruppo e 15 agenti territoriali in tutta Italia per DES Srl. Settore: sistemi innovativi per la pulizia e la sanificazione degli ambienti domestici e professionali a marchio LUX (distributore esclusivo per l’Italia). Riferimenti: Numero verde 800.098.436 – Tel. 035.4236010 – http://www.viveresano.eu
1.050 incaricati alle vendite e 90 capogruppo in tutta Italia per Fi.Ma.Stars Srl. Settore: prodotti biomagnetici per il benessere della persona e dell’ambiente. Riferimenti: Tel. 0332.890221 – http://www.fimastars.it
25 incaricati alle vendite e 3 responsabili di zona in tutta Italia per Nuove Idee Srl. Settore: sistemi innovativi per il riposo e il benessere della persona. Riferimenti: Tel. 035.592843
1.500 consulenti di bellezza e 45 capogruppo e agenti in tutta Italia per Starline Srl. Settore: prodotti cosmetici e nutraceutici a marchio JAFRA (distributore esclusivo per l’Italia). Riferimenti: Tel. 0332.1434283 – http://www.starline-italia.com
2.300 dimostratrici e 250 capogruppo in tutta Italia per Tupperware Italia SpA. Settore: contenitori per alimenti e utensili per la casa. Riferimenti: Numero verde 800.821.053 – Tel. 02.722271
600 incaricati alle vendite, 70 team leader e 10 area manager per Uniquepels Srl. Settore: prodotti di alta cosmesi. Riferimenti: N. verde 800.960.313, Tel. 0461.530000 – http://www.uniquepels.com
1.400 incaricati alle vendite, 420 capogruppo, 85 responsabili di zona e 17 capoarea in tutta Italia per Vast & Fast Srl. Settore: asciugatrici a gas ed elettriche di alta gamma. Riferimenti: Tel. 0445.370168 – http://www.xira.ithttp://www.vastfast.itjob@vastfast.it
6.000 incaricati alle vendite e 100 team leader in tutta Italia per Vorwerk Italia Sas – Divisione Bimby. Settore: robot da cucina. Riferimenti: N. verde 800.841.811 – http://www.bimby.it
1.000 incaricati alle vendite in tutta Italia per Vorwerk Italia Sas – Divisione Folletto. Settore: sistemi di pulizia per la cura, l’igiene, il benessere dell’ambiente domestico. Riferimenti: Numero verde 800.014.457 -www.folletto.it
1.500 incaricati alle vendite e 50 responsabili di zona e 10 capoarea in tutta Italia per Witt Italia SpA. Settore: prodotti per la cura e il benessere naturale della persona e detergenza ecologica. N. verde 800.231.439 – http://www.witt.it
Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Italia – divisione Bimby, Vorwerk Italia – divisione Folletto, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Opportunità lavoro per le vendite a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

Per il 2020 ci sono oltre 23mila opportunità di lavoro in tutta Italia nella vendita a domicilio. A renderlo noto è Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore, le cui imprese associate ricercano collaboratrici e collaboratori da inserire come venditori dei prodotti e servizi più diversi: dai cosmetici agli alimentari, dai beni durevoli e di consumo per la casa, agli elettrodomestici, fino ai viaggi. «Diventare venditore a domicilio, e scegliere di farlo entrando in un’azienda di Univendita, significa far parte di un settore solido, dinamico e che mette al centro le persone – commenta il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. È una professione meritocratica, nella quale vengono valorizzati i rapporti umani e in cui tutti possono trovare percorsi di carriera in linea con le proprie esigenze e motivazioni: c’è chi, come i giovani, desidera fare una prima esperienza lavorativa e garantirsi un guadagno extra; c’è chi ricerca flessibilità nell’organizzare il lavoro con gli impegni familiari, e si tratta soprattutto delle donne; e c’è chi vuole rimettersi in gioco dopo un’esperienza lavorativa che si è chiusa. Non ci sono barriere legate a età, studi o curriculum: la formazione qualificata e gratuita offerta dalle nostre aziende permette di diventare consulenti esperti nel proprio ambito di riferimento, in grado di proporre alla clientela prodotti e servizi personalizzati». Nel 2018 le aziende associate Univendita hanno fatturato 1,662 miliardi di euro superato quota 159mila venditori. Il 37% sono “millennial” con meno di 35 anni e il 91% sono donne. Un recente sondaggio condotto dall’associazione su un campione rappresentativo di incaricati delle imprese associate ha fatto emergere che si tratta di un lavoro solido (il 59,2% degli intervistati dichiara di svolgerlo da più di 6 anni) e gratificante: il 91% degli incaricati si dichiara soddisfatto della propria scelta professionale.

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Federacciai su ex Ilva

Posted by fidest press agency su martedì, 7 gennaio 2020

Alessandro Banzato, Presidente di Federacciai, la federazione che rappresenta le imprese siderurgiche italiane, è intervenuto sulla decisione del Tribunale del Riesame di Taranto che ha accolto oggi il ricorso presentato dai commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria scongiurando lo spegnimento dell’Altoforno 2 dell’ex Ilva, dichiarando: «Esprimo a nome di Federacciai piena soddisfazione rispetto alla decisione del Tribunale del Riesame, che ha accolto le istanze dei commissari. Grazie a questa decisione, peraltro ben motivata nel merito, si potrà dare seguito alla base dell’accordo già preso a fine anno da ArcelorMittal e dai commissari di Ilva in amministrazione straordinaria, portando avanti le trattative e continuando con il processo di riorganizzazione e rilancio di uno dei più importanti siti produttivi siderurgici d’Europa. Si tratta dunque di una notizia molto positiva per l’ex Ilva e per l’intera siderugia italiana, nella speranza che entro fine mese si possa arrivare a un’intesa completa che salvaguardi la produzione e la forza lavoro».Per quanto riguarda invece le motivazioni della sentenza con la quale la Procura di Milano aveva assolto nel luglio dello scorso anno Fabio Riva dalle accuse di bancarotta riferite all’ex Ilva, il Presidente Banzato dichiara:
«Non posso non evidenziare oggi che nelle 127 pagine delle motivazioni della sentenza si nota tra l’altro come la famiglia Riva abbia ben gestito la società, investendo “oltre un miliardo di euro” “in materia di ambiente e “oltre tre miliardi di euro per l’ammodernamento e la costruzione di nuovi impianti” e questo “unitamente alla sostanziale conformità alle prescrizioni AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) del 2011” ».

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Ex Ilva, Afo2 può continuare a uccidere

Posted by fidest press agency su martedì, 7 gennaio 2020

Il tribunale del riesame ha, come purtroppo immaginavamo, ha accolto il ricorso contro la decisione del tribunale di Taranto di decretare lo spegnimento di Afo2 nell’ex Ilva dopo anni di mancato adeguamento alle prescrizioni di sicurezza.
Una decisione sbagliata che, ancora una volta, considera la produzione dell’acciaio più importante della vita delle donne e degli uomini. Complici e responsabili tutti coloro che hanno alimentato la paura delle conseguenze sociali dello spegnimento dell’Afo2 agitando lo spettro della disoccupazione se non della miseria, allo scopo di esercitare una pressione violenta sul tribunale del riesame.
Era la sentenza che il “palazzo” attendeva per riconvocare il tavolo ArcelorMittal e stringere un nuovo accordo che riscriva in peggio quello del 2018 concedendo al magnate Indiano licenziamenti; scudo penale; sconto sull’acquisto e finanziamento pubblico al capitale privato. USB non cambia linea. Lo stabilimento siderurgico tarantino non è in condizioni di sicurezza e non rispetta il diritto alla salute dei cittadini. Al tavolo ministeriale ribadiremo la necessità di predisporre un piano straordinario per l’eliminazione delle fonti inquinanti, la decontaminazione, la bonifica dell’area e la riconversione del territorio allo scopo di garantire occupazione, salario e reddito a tutti i lavoratori. Nel frattempo cresce la mobilitazione dei lavoratori Ilva in amministrazione straordinaria che nelle intenzioni del governo sarebbero le prime vittime sacrificali della resa ai voleri di Mittal. USB ha chiamato tutti alla lotta davanti ai cancelli della raffineria Eni contestando al governo la mancanza del rinnovo dei provvedimenti a sostegno del reddito dei lavoratori in cassa integrazione.
Venerdi 10 gennaio è convocata una nuova assemblea dei lavoratori Ilva As per decidere come proseguire la mobilitazione. (by Sergio Bellavita USB nazionale e Francesco Rizzo USB Taranto)

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2020: un anno-anniversario per l’USB

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

L’8, 9 e 10 maggio 2010 con un Congresso costituente nasce l’Unione Sindacale di Base, forte della convergenza politica e organizzativa sostanzialmente di RdB e SdL Intercategoriale più alcuni spezzoni della CUB da cui proveniva sia RdB che, fino a qualche anno prima, il SULTA che poi confluì in SdL. Dieci anni, difficili e entusiasmanti al tempo stesso, che vogliamo ricordare e su cui riflettere assieme a tutti coloro che hanno condiviso la nostra impresa e la nostra scommessa. Ricordarli perché sono accadute tante cose, e tanti momenti importanti della vita politica e sindacale del Paese ci hanno visti protagonisti, rifletterci su per capire quali sono ancora oggi i nostri limiti e per capire come far meglio sindacato, analizzando e studiando la complessa situazione dell’oggi e come quindi adeguare la nostra azione e le nostre attività alle esigenze in continuo cambiamento, evitiamo di chiamarla evoluzione, che la società ci propone. Nel periodo trascorso abbiamo anche trasformato la nostra organizzazione, è nata la Federazione del Sociale, che si è andata ad affiancare alle due organizzazioni “storiche” USB Pubblico Impiego e USB Lavoro Privato, per intercettare tutti quei lavoratori, figli della riorganizzazione produttiva e dell’avanzare delle disuguaglianze, che non hanno una vita lavorativa classica e che non incontrano il sindacato quando hanno da affrontare e risolvere i propri bisogni o la propria condizione sociale, ad esempio in relazione al diritto al reddito o all’abitare. Abbiamo aperto fronti importanti di lotta e concluso con successo vertenze che ci vedevano impegnati da anni come quella degli ex LSU ATA; siamo diventati un punto di riferimento e di organizzazione per migliaia di braccianti e di lavoratori della logistica, per la gran parte migranti. Siamo da anni protagonisti delle più importanti vertenze nazionali dall’Ilva all’Alitalia passando per il rilancio del conflitto in centinaia di aziende industriali e del commercio. Abbiamo condotto in splendida solitudine la battaglia contro il precariato nella pubblica amministrazione costringendo il governo ad aprire alla stabilizzazione di migliaia di precari, a partire dalla ricerca. Molto altro potremmo ricordare di fatti e vertenze importanti che ci hanno visto protagonisti, ma quello che più ci interessa ricordare ed analizzare è la unicità della nostra esperienza nel variegato mondo del sindacalismo complessivamente inteso. Non siamo il classico sindacato “basista”, senza organizzazione e senza struttura unitaria politica e di elaborazione, non siamo un sindacato complice prono ai diktat del capitale e dell’Unione Europea, non siamo un sindacato autonomo pronto a piegare i propri comportamenti e la propria identità al cambio di vento politico o agli umori popolari. Abbiamo scelto di essere un sindacato di classe, internazionalista, antifascista, anticapitalista e indipendente che lavora per essere sempre più sindacato di massa, che si pone l’obbiettivo della difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e della trasformazione sociale.L’aver scelto di incrociare consapevolmente il movimento delle donne e quello per l’ambiente danno anche il segno della consapevolezza di tutta USB che l’azione del sindacato non può fermarsi ai luoghi di lavoro ma deve essere capace di interpretare il proprio ruolo nelle diverse contraddizioni presenti. Se ovviamente siamo soddisfatti della nostra crescita e della nostra iniziativa, la condizione politica e sociale in cui versa il nostro blocco sociale di riferimento rischia di limitare fortemente la nostra azione e la nostra penetrazione nelle fabbriche, negli uffici, nei quartieri. Un blocco sociale composto da lavoratrici e lavoratori che subiscono la scomparsa di riferimenti politici di massa, che sono preda della devastazione culturale in atto, di quell’egoismo sociale profuso a piene mani da chi li vuole succubi e silenziosi e che li getta in un’entropia sempre più evidente. C’è quindi la necessità di un sindacato che non solo abbia una forte identità collettiva legata ai nostri principi fondanti, ma che sia fatto di militanti, capaci di affrontare le sfide anche di natura culturale e ideologica che ci si stanno già proponendo, che non si lascino attrarre dai facili approdi dell’aziendalismo e del corporativismo di categoria o di territorio per rilanciare con forza l’idea alta di una confederalità non semplicemente dichiarata ma fortemente praticata.

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