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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘sciopero’

Usb: sciopero trasporti, a Roma fermi linee metro e il 70% dei bus

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

atac trasporti roma“Siamo sullo stesso tram, autobus, vagone della metropolitana. E quando scioperiamo lo facciamo per migliorare il servizio, perché è il nostro lavoro. È per questo che ci battiamo, e per questo che ogni giornata di sciopero a noi costa circa 80 euro. Ma la nostra dignità non ha prezzo. È questo lo spirito con cui oggi, 20 luglio 2017, i lavoratori autoferrotranvieri del Comune di Roma hanno incrociato le braccia – dichiara Michele Frullo della Federazione romana dell’USB – circa il 70% del servizio su gomma di superfice è rientrato negli impianti; fermo il servizio metropolitano delle linee A, B e B1, riduzioni sulla linea C, sul servizio Roma Lido, Termini-Centocelle, Roma-Civita-Viterbo”.Lo sciopero è stato indetto dall’Unione Sindacale di Base per protestare contro le politiche della giunta comunale di Roma che conferma la logica della privatizzazione dei servizi pubblici. Altri 15 milioni di chilometri regalati ai privati nonostante il pieno fallimento di quest’ultimi sia sulla qualità del servizio reso alla cittadinanza sia in riferimento alle condizioni di lavoro degli addetti al settore più volte costretti al blocco totale del servizio per non aver percepito lo stipendio.Tutt’altri erano gli impegni di questa giunta comunale che, in campagna elettorale, si era posta l’obiettivo di reinternalizzare tutto il servizio esternalizzato proprio per il palese negativo riscontro.In un momento in cui i media passano al setaccio tutti i motivi funzionali al linciaggio mediatico dei lavoratori autoferrotranvieri, inneggiando al privato come unica soluzione e schierandosi in modo vergognoso contro l’esercizio del diritto di sciopero, a questa giunta riesce molto facile mettere in campo una nuova operazione che si allinea con la politica di sempre.No, non ve la caverete con scorciatoie repressive. Dovete rispettare gli utenti e i lavoratori. Dovete investire, rendere efficienti e confortevoli i mezzi di trasporto. È un diritto dei cittadini e un diritto dei lavoratori.

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Sciopero mezzi pubblici a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

USB post sciopero 20 luglio2Roma 20 luglio. “L’azienda ATAC versa in notevole criticità dopo anni di malagestione e di mancati investimenti – denuncia Michele Frullo di Usb Lavoro Privato Roma – oggi la stessa naviga alla deriva esposta ad ogni tipo di attacco, specialmente per chi ha forti interessi nella privatizzazione di una delle aziende di trasporto pubblico più grandi di Europa. Da anni i dipendenti si sono fatto carico delle inefficienze aziendali e solo grazie alla loro esperienza e alla loro buona volontà fanno fronte ai disservizi giornalieri; anche questa volta di fronte a questo tragico incidente, come di consueto, si rincorre al linciaggio mediatico di un presunto colpevole senza porsi i liniti degli attuali sistemi di sicurezza”.“USB augura una pronta guarigione alla signora coinvolta nell’incidente del 12 luglio alla fermata di Termini – continua Frullo Michele – ma riteniamo:
vergognoso e irresponsabile da parte aziendale lasciare un proprio dipendente alla gogna mediatica e scaricare su di lui le inefficienze aziendali;
vergognoso e irresponsabile da parte del comune permettere che ATAC e il suo personale siano abbandonati a se stessi da un anno senza riuscire a trovare una soluzione se non quella di scaricare le responsabilità sul personale;
vergognoso e irresponsabile è chi ha permesso che le immagini riprese dalle telecamere interne siano giunte ai mezzi d’informazione nonostante ci siano delle indagini in corso;
vergognosi e irresponsabili sono quei mezzi d’informazione asserviti alle lobby padronali solo per i propri interessi e non per quelli dei cittadini.
Dall’accordo di luglio 2015 abbiamo denunciato e scioperato perché con l’aumento dei carichi di lavoro vengono a mancare i giusti tempi per un giusto recupero psicofisico e si pregiudica la sicurezza di utenti e lavoratori. Per questo il 20 luglio USB sciopererà proprio perché solo con servizio pubblico e i giusti investimenti si può mantenere un servizio qualitativamente sicuro ed efficiente”.

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Si vuole mettere il bavaglio al diritto di sciopero?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

lavoratoriOggi 19 luglio, le Commissioni congiunte Lavoro e Affari Costituzionali esamineranno i due disegni di legge che sembrano destinati a unificarsi: con il n. 2006 a prima firma Pietro Ichino (PD) e il n. 1286 che porta il nome di Maurizio Sacconi (AP-NCD) si vorrebbe riservare il diritto allo sciopero alle sigle sindacali con almeno la metà della rappresentatività di categoria. Inoltre, l’adesione andrebbe comunicata almeno cinque giorni prima dell’evento e non si potrebbero più indire assemblee sindacali in orario di lavoro. Le modifiche delle regole sugli scioperi riguarderebbero ‘l’area dei servizi pubblici di trasporto’, ma a sentire alcuni estensori delle proposte di legge non si esclude che si possa estendere il tutto ad altri settori. A iniziare dalla Scuola, dove da tempo i Governi di turno stanno tentando di limitare il campo degli scioperi, perché ritenuti lesivi del diritto a fruire del servizio che erogano.Il sindacato ricorda che esistono delle direttive sindacali comunitarie che non possono essere eluse: stiamo parlando, a esempio, della n. 86 del 2001, che completa lo statuto della società UE a proposito del coinvolgimento dei lavoratori, ma anche della direttiva n. 14 del 2002, che introduce il quadro generale sulla informazione e consultazione dei lavoratori della Comunità europea.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): norme di questo genere andrebbero contro la Carta dei diritti fondamentali dell’UE e il Trattato di Lisbona, e lo stesso l’articolo 40 della Costituzione che tutelano i lavoratori e la loro libertà d’espressione in ambito professionale: è assurdo pensare che solo un ristretto numero di sindacati possa avere il diritto di indire lo sciopero, perché un principio classista e discriminatorio. Come è impensabile chiedere ai dipendenti di comunicare al loro datore di lavoro se vogliono o meno aderire alla giornata di protesta. In Italia, già esistono diversi limiti e un organismo, l’Autorità di garanzia sugli scioperi, deputato a governare le richieste. Andare oltre non avrebbe senso. Se non quello di tentare di limitare in partenza gli effetti della protesta. Quando c’è uno sciopero, quasi mai sbaglia chi protesta, che già paga di tasca propria. Sarebbe bene invece interrogarsi sui motivi della mobilitazione, dunque su come si amministra l’azienda. Per certe modifiche, servirebbe poi un referendum tra i lavoratori o i loro rappresentanti. I quali difficilmente sarebbero d’accordo nel riportare l’Italia nell’era pre-Costituzione, quando lo sciopero veniva considerato un’arma illegittima da sopprimere e il datore di lavoro sceglieva a suo piacimento le regole.

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Sciopero auto-ferro-tranvieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

atac trasporti romaRoma sei luglio 2017. Le lavoratrici e i lavoratori autoferrotranvieri incrociano oggi le braccia in tutte le città del paese. Lo fanno per difendere il diritto dell’esercizio di sciopero nei servizi pubblici essenziali, contro la politica delle privatizzazioni, le norme per la riorganizzazione dei Servizi Pubblici Locali (SPL) e delle aziende partecipate che prevedono fusioni, chiusure/ liquidazioni, con un esubero di personale previsto di oltre 300.000 lavoratori, prevedendo l’applicazione anche ai dipendenti delle partecipate le norme relative agli ammortizzatori sociali, così come ridisegnati dal Jobs Act, insieme alle regole sulle crisi d’impresa e legge fallimentare, con una parificazione alle società private; contesto nel quale si inserisce l’abrogazione del Regio Decreto 148/31 per il settore del Trasporto Pubblico Locale;
Ecco il quadro della giornata di lotta e di protesta.
A Roma chiuse tutte linee metropolitane così come la Roma-Lido; oltre il 90% delle linee su gomma è rientrata nei depositi.Altissima l’adesione nella città di Napoli dove le tre linee funicolari della ANM sono ferme così come la linea 1; chiuse la linea Cumana e la Circumflegrea di EAV, adesione allo sciopero di oltre il 70% dei lavoratori ATC che gestisce i collegamenti per l’isola di Capri. Il servizio su gomma entrerà in sciopero nella fascia oraria pomeridiana a partire dalle ore 13,00.E’ di circa il 70% l’adesione nel servizio urbano di Modena, Reggio e Piacenza. Alla SAD di Bolzano oltre il 60% dei lavoratori hanno aderito allo sciopero con il 100% negli impianti di Egna e Monte San Pietro; rilevanti adesioni alla Trentino Trasporti, con ricadute sul servizio della ferrovia Trento-Malè e della Trento-Bassano.Ampie le adesioni in tutte le maggiori città, dove lo sciopero si sta svolgendo in fasce orarie diversificate con percentuali destinate a crescere nei turni serali che coinvolgeranno anche i lavoratori della Lombardia, Umbria, Toscana.Gli autoferrotranvieri, in queste ore, stanno di nuovo dimostrando la loro strordinaria volontà di non cedere il passo a chi sta aggredendo il mondo del lavoro: non hanno alcuna intenzione di restare a guardare e non saranno certo le minacce di norme sempre più stringenti sul diritto all’esercizio di sciopero ad intimorirli.

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Autoferrotramvieri: lunedì 26 sciopero nazionale. E’ stato spostato al 6 luglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

pullmanSulle piazze di tutta Italia si sono moltiplicate le iniziative dei lavoratori autoferrotranvieri; si sono appropriati di ogni spazio utile per denunciare e protestare contro l’ennesimo attacco alla categoria che, con l’abrogazione del RD 148/31, vede materializzarsi un nuovo e veloce passo verso la privatizzazione del settore su scala nazionale. Un indirizzo politico, questo, coltivato da tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi dieci anni, giunto a conclusione attraverso la spending review e la riforma Madia della Pubblica Amministrazione arrivando al varo delle norme per la riorganizzazione dei Servizi Pubblici Locali e delle aziende partecipate con fusioni, chiusure/ liquidazioni, privatizzazioni per tutte quelle aziende che non raggiungono determinati parametri, quali una certa soglia di fatturato e/o ripetuti bilanci in rosso.
L’obiettivo dichiarato è l’eliminazione di almeno 8.000 aziende, con un esubero di personale previsto di oltre 300.000 lavoratori. Un attacco, quindi, che non riguarda il perimetro degli Autoferrotranvieri bensì l’intero mondo del “lavoro pubblico”. Lo testimoniano le rivendicazioni dei lavoratori della sanità, della scuola, della ricerca, dell’università, dei vigili del fuoco, degli enti locali; lo testimonia la conclusione del contratto dell’Igiene ambientale che accoglie tutte le richieste delle controparti proprio in previsione delle privatizzazioni; lo testimoniano i lavoratori Alitalia, ILVA di Taranto, Telecom, miliardi di soldi pubblici sperperati, decine di migliaia di licenziamenti, aumento dei costi dei servizi e peggioramento delle condizioni di lavoro e salariali per chi è rimasto. I lavoratori del Trasporto Pubblico Locale hanno confermato la loro piena contrarietà alle politiche sulla privatizzazione dei servizi pubblici; siamo certi che nessuno abbia peccato di ingenuità pensando che qualche migliaio di lavoratori sotto il Senato o nelle piazze potesse far sterzare di qualche millimetro le politiche aggressive del Governo. Ora è necessario che gli autoferrotranvieri sappiano collocare l’abrogazione del RD 148/31 all’interno di una situazione più vasta che non inizia né finisce all’interno di una categoria o settore; è necessario rompere gli argini, comprendere che lotta degli autoferrotranvieri è la lotta di tanti, tantissimi altri lavoratori.Ora è necessario iniziare un percorso che sappia mettere insieme tutte le vertenze in atto, che esse diventino “la vertenza” a difesa del servizio pubblico. Ora è necessario mantenere alta l’attenzione, non fare nessun passo indietro né farsi intimorire dalle continue minacce di nuove restrizioni per il diritto di sciopero attraverso più pesanti regolamentazioni con l’obiettivo di concedere alle OO.SS. complici il monopolio dell’esercizio di un diritto.
Il 26 giugno deve essere questo, deve avere questo significato anche se sarà uno sciopero nazionale di sole 4 ore, anche se sarà uno sciopero che in molti comuni non potrà essere esercitato a causa dei ballottaggi delle elezioni amministrative dovrà essere la testimonianza di rifiuto alle politiche del Governo e la costruzione di una vera ed ampia vertenza contro di esse. Prepareremo lo sciopero con una serie di assemblee negli impianti a partire da mercoledì.
Da notizia dell’ultima ora apprendiamo che in conseguenza della precettazione del ministro lo sciopero è stato spostato al 6 luglio prossimo.

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Milano: sciopero trasporti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

milanodavedere“Il sindaco Sala ce l’ha fatta! Il prossimo 5 aprile, i milanesi andranno a piedi. Lo sciopero Atm, annunciato ieri dai sindacati, rappresenta l’ennesima occasione persa dall’amministrazione comunale, vicina ai milanesi solo nell’elargire tasse e multe, ma nei fatti pronta a creare solo difficoltà (scioperi e tagli al trasporto pubblico). Il Sindaco Sala dimentica i lavoratori del trasporto pubblico locale che, ormai da settimane, chiedono di dialogare con il Comune, al fine di evitare lo spacchettamento del servizio e l’indebolimento del trasporto pubblico locale, in vista del bando di gara per l’affidamento. Quello di Atm è un patrimonio che deve necessariamente essere tutelato, prestando la giusta attenzione al futuro dei lavoratori e alle esigenze dei milanesi. Sala prenda una posizione chiara e affronti la legittima protesta dei lavoratori. Basta giocare a nascondino!” Così Maristella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera e coordinatrice Lombarda.

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5 aprile 2017: Sciopero Alitalia

Posted by fidest press agency su domenica, 19 marzo 2017

alitaliaUSB ha proclamato per il 5 aprile lo sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori Alitalia. Tecnici, impiegati, operai, piloti e assistenti di volo si asterranno dal lavoro per dire NO AL PIANO INDUSTRIALE presentato ieri, identico nelle sue linee a quelli devastanti degli ultimi decenni. Come risposta immediata Usb invita intanto i lavoratori ad aderire allo sciopero Alitalia già proclamato per lunedì 20 marzo.
Il piano industriale dell’amministratore delegato Cramer Ball prevede la messa a terra di 20 aerei e l’abbandono di molte attività, la riduzione del personale e il taglio del costo del lavoro, senza interventi sul settore dei voli intercontinentali, l’unico a produrre reddito. Tutti i vertici aziendali che si sono succeduti, pubblici o privati, fuggiti o defenestrati, premiati o condannati, hanno sempre ripetuto gli stessi errori:
Riduzione sconsiderata dei costi, con abbandono di asset e settori importanti e strategici
Abbandono di linee e direttrici produttive
Messa a terra di aerei
Taglio di personale e di professionalità acquisite in decenni
Accordi commerciali capestro come quello con Air France dal quale è costoso uscire ancora oggi
Leasing degli aerei a condizioni che rasentano l’usura
Queste misure hanno condannato Alitalia a perdere la supremazia sul mercato italiano e a un ruolo internazionale più che secondario. Il nuovo piano industriale insiste nel voler ridurre la compagnia a una low cost che faccia concorrenza a quelle vere come Ryanair. Impossibile con impianti, struttura e storia come quelli di Alitalia: equivarrebbe a ripercorrere la strada del 2008, con il commissariamento, il fallimento e una bad company nella quale scaricare personale da licenziare e debiti.
Malafede che nasconde altri obiettivi? Estrema incapacità manageriale? In entrambi i casi questo piano produrrebbe la svendita a pezzi di Alitalia, decretando la fine della storia e dell’industria del trasporto aereo in Italia. Non si spiega altrimenti la condizione posta dalle banche di subordinare il piano all’accordo con il sindacato. È altrettanto evidente che i soldi che dovrebbero entrare non serviranno a rilanciare l’azienda ma soltanto a ripianare debiti e anticipazioni degli attuali azionisti (banche e Etihad).
Ci vogliono invece investimenti massicci sull’attività intercontinentale, come fatto all’estero con il sostegno dei governi interessati. Come sindacato lo diciamo da 20 anni, inascoltati, mentre compagnie come Air France, British o Lufthansa raddoppiavano le flotte aeree di lungo raggio, chiedevano e ottenevano il sostegno dei rispettivi governi contro lo strapotere delle low cost, con regole uguali per tutti.
Al contrario in Italia le low cost, prima fra tutte Ryanair, hanno ottenuto facilitazioni e finanziamenti da società aeroportuali ed enti locali, mentre la mancanza patologica di regole le ha fatte crescere a dismisura mettendo in crisi Alitalia e Meridiana. Servono quindi interventi economici, politici ed istituzionali che non possono essere prerogativa di privati. Serve l’intervento diretto dello Stato nella ridefinizione delle regole del settore con condizioni uguali per tutti i vettori e un intervento economico diretto sino alla vera e propria nazionalizzazione di Alitalia che permetta investimenti importanti e produca anche occupazione buona e ritorni produttivi per lo Stato.

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Sciopero scuola 17 marzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

ministero-pubblica-istruzioneScuola: Concorso a cattedra, siamo alla farsa. Bandita oltre un anno fa, con l’impegno preso più volte dall’allora Ministro Giannini di concludere tutte le operazioni entro il 31 agosto 2016; la selezione si è trasformata in una vera agonia. Su molte materie, le commissioni stanno valutando i titoli per stilare le graduatorie, mentre per le scuole dell’infanzia mancano ancora le prove orali che prenderanno l’avvio il 7 aprile. Quindi, il rischio concreto è che se dovessero subentrare ancora lungaggini o intoppi, i vincitori di questo concorso non verranno individuati in tempo nemmeno per il prossimo 1° settembre. Poi ci sono i posti che non verranno mai assegnati per l’eccessivo numero di candidati respinti; i vincitori che non prenderanno mai posti per il mancato adeguamento delle classi di concorso rispetto agli organici; le prove suppletive, ancora da svolgere. E tanto altro.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): si è partiti male, con delle norme d’accesso sballate, che hanno anche tagliato fuori per la prima volta i laureati, messo nelle condizioni i potenziali commissari di non accettare l’incarico o di lasciarlo dopo pochi giorni; di andati avanti perseverando nell’errore, adottando un’inspiegabile eccessiva severità delle commissioni; si sta concludendo in modo ancora peggiore, perché in alcune classi di concorso sono più i posti che rimarranno liberi che quelli che andranno assegnati. E siccome non ci sono più candidati nemmeno nelle GaE, viene da chiedersi chi verrà stabilizzato per insegnare quelle discipline fino al 2024. Anche per questi motivi, abbiamo proclamato lo sciopero della Scuola per venerdì prossimo 17 marzo.

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Sciopero gruppo Alitalia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

alitaliaI lavoratori di Alitalia Sai e di Cityliner sciopereranno compatti il 23 febbraio per difendere il proprio posto di lavoro e le condizioni contrattuali di fronte all’ennesima crisi che coinvolge la più grande azienda del Trasporto Aereo – dichiara Francesco Staccioli di USB Lavoro Privato Trasporti. Una crisi che vola sopra le teste dei lavoratori: all’interno di un CdA litigioso, nelle alleanze tra Etihad e Lufthansa dove non si capisce che ruolo possa avere Alitalia, negli incontri riservati a una parte di sigle sindacali e il Governo, mentre quest’ultimo ancora non scioglie la riserva su cosa intenda fare e il Piano industriale rimane tuttora un mistero.
I lavoratori non saranno spettatori inermi, nessuno può neanche immaginare di presentare pacchetti preconfezionati e legati al ricatto – continua Staccioli. – Attraverso le partecipate assemblee tenute fino a qui e con lo sciopero, i lavoratori vogliono dire la loro e lottare con le proprie parole d’ordine:
per un piano di investimenti concreto e per dire un enorme NO ai licenziamenti;
per dire basta ai tagli salariali e ad eventuali societarizzazioni;
per chiedere l’intervento diretto del Governo che assicuri lo sviluppo di Alitalia ma anche per imporre un sistema di regole uguali a tutti gli operatori del Trasporto aereo e far cessare la concorrenza sleale in atto tra i vettori e dentro gli aeroporti.
Non si può continuare a curare un malato cronico con la stessa medicina e gli stessi dottori che ne hanno persino peggiorato le condizioni – insiste il sindacalista USB. – Gli anni buttati via dietro piani fallimentari impongono una scelta radicale e onerosa che pensiamo possa essere sostenuta attraverso la nazionalizzazione di un’Azienda strategica per gli interessi nazionali.
Non più un posto di lavoro perso, non più il far west senza regole dentro un settore che sviluppa – conclude Staccioli -.

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17 marzo: sciopero della scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

ministero-pubblica-istruzioneA un anno dalla pubblicazione del bando, il quotidiano La Repubblica tira le prime tragiche somme: un posto su sei non sarà assegnato; uno su cinque tra i vincitori non avrà mai la cattedra, gli idonei esclusi. Secondo uno studio parallelo dell’Anief, che conferma la ricerca Tuttoscuola, avremo ancora supplentite assicurata per i prossimi sette anni: in Lombardia per matematica nella scuola media e nel Lazio per sostegno alle superiori. Ecco tutti i numeri del flop della selezione nazionale, destinati ancora a cambiare, perché ad aprile prenderanno il via le prove suppletive per migliaia di candidati inizialmente esclusi dal Miur. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): servono modifiche urgenti nella fase transitoria prevista dalla delega su formazione iniziale e reclutamento (Atto 377), all’esame del Parlamento. Oltre alla riapertura delle GaE per gli abilitati, il doppio canale per le assunzioni da graduatorie d’istituto laddove risultano esaurite le GaE, la validità di quelle di Merito non esaurite e l’inserimento degli idonei. Tutti i vincitori e idonei del concorso vanno immessi in ruolo. Se ciò non avverrà entro breve, Anief si rivolgerà ai giudici, rivendicando, nel contempo, la trasformazione di tutto l’organico di fatto in organico diritto e chiedendo finanziamenti adeguanti. Poiché, infatti, non possono di certo bastare i 400 milioni previsti dalla Legge di Stabilità: servirebbero solo a stabilizzare 13.300 precari, mentre i posti sono 100mila. Più 35mila Ata. Noi a questo gioco al ribasso non ci stiamo: per questo abbiamo proclamato lo sciopero della Scuola per il prossimo 17 marzo.

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8 marzo: sciopero internazionale delle donne

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2017

inno donneL’Unione Sindacale di Base ha risposto all’appello del movimento delle donne Non una di meno con la proclamazione dello sciopero generale di 24 ore per l’8 marzo.Uno sciopero internazionale delle donne, oltre 20 i Paesi che hanno già aderito, dopo l’enorme manifestazione del 26 novembre scorso e la grande partecipazione alla 2 giorni svoltasi a Bologna il 4/5 febbraio. Uno sciopero dalle attività produttive che vedrà mobilitazioni in tutte le città ma, anche, uno sciopero dal lavoro domestico e di cura che ancora troppo spesso grava in via esclusiva sulle donne, siano esse native o migranti, che fungono da ammortizzatore sociale di un welfare sempre più privatizzato.Uno sciopero per dire basta alla violenza maschile sulle donne, alle discriminazioni di genere e alle molestie nei luoghi di lavoro, ai femminicidi.Uno sciopero per urlare che non se ne può più delle discriminazioni salariali di genere fatte di livelli contrattuali più bassi, di una retribuzione fino al 20% inferiore a quella degli uomini a parità di mansione, di ricorso massiccio al part time involontario, di lavori non qualificati nonostante una maggiore scolarizzazione, di richiesta di dimissioni in bianco all’atto dell’assunzione, di maggiori contratti atipici e precari da giovani e di pensioni da fame in vecchiaia.Uno sciopero per rivendicare il diritto a servizi pubblici gratuiti ed accessibili, al reddito sociale, alla casa, al lavoro e alla parità salariale; all’educazione scolastica, alle strutture sanitarie pubbliche – a comiciare dai consultori – libere da obiettori; alla formazione di operatori sociali, sanitari e del diritto. Per il diritto all’autodeterminazione e all’interruzione di gravidanza gratuita e sicura.
Per il riconoscimento ed il finanziamento dei Centri Antiviolenza ed il sostegno economico per le donne che denunciano le violenze.

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Scuola: 17 marzo sciopero unitario contro le deleghe della riforma Renzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

pacifico-marcelloAnief scende in piazza insieme a Cobas, Unicobas e Usb. La data è simbolica, poiché è l’ultimo giorno utile al Parlamento per esprimere il parere sugli otto decreti legislativi della Buona Scuola, i quali non risolvono il problema del precariato, della valutazione e del merito, dell’organico di sostegno, del diritto allo studio, dell’insegnamento all’estero, della chiamata diretta. Per l’occasione, il sindacato autonomo lancia un appello a tutti i supplenti, docenti e Ata della scuola italiana e all’estero. Anief chiede anche ai sindacati rappresentativi di scioperare insieme, ancora una volta, per mandare un segnale forte al Governo: sono previsti sit-in nella capitale e in alcune città della Penisola.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): con le deleghe della Legge 107/2015 peggiorano le condizioni della scuola italiana. Continuano a essere dimenticati i docenti abilitati della seconda fascia delle graduatorie d’istituto e tutti coloro che hanno prestato servizio per almeno 36 mesi su posto vacante, mentre più di centomila supplenti permettono il regolare svolgimento dell’anno scolastico, a testimonianza del fatto che la precarietà non è stata sconfitta e che la scuola ha bisogno di loro. Sul fronte stipendiale, è tempo di dimostrare coi fatti che s’intende valorizzare e riconoscere la giusta retribuzione a chi si occupa dell’educazione dei nostri figli, stanziando risorse economiche adeguate. Così come in Germania dove, fin dall’inizio della carriera, gli stipendi sono il doppio ed è possibile andare in pensione quasi con la metà del servizio. Così non si può andare avanti: venerdì 17 marzo abbiamo l’opportunità di farci sentire.

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Sciopero: Alitalia, Meridiana, Sea e non solo

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

aereoUSB ha proclamato per il 23 febbraio una serie di scioperi nel trasporto aereo: da Alitalia di 24 ore (4 per il personale di terra) alla SEA di Milano dove sarà indetto a breve, alla prima azione di 4 ore in Meridiana e negli aeroporti di Firenze e Pisa. Il susseguirsi di crisi aziendali impone anche la necessità di uno sciopero di tutto il trasporto aereo per una riforma complessiva del settore e l’apertura di un vero contratto nazionale applicabile ai lavoratori di tutte le Aziende – afferma Francesco Staccioli di USB Lavoro Privato.
Otre alla terza crisi Alitalia, ci troviamo ancora tra le macerie fumanti di Meridiana, o meglio di quello che rimane della seconda compagnia aerea italiana. Enormi problemi si riscontrano costantemente in tutti gli Aeroporti: Sea di Milano annuncia altri licenziamenti, le principali aziende di handling iniziano a disdire i contratti integrativi vigenti, come Aviation Services a Bologna, oppure applicano in maniera riduttiva i principi della clausola sociale. Ormai sono a nudo le miserie del trasporto aereo italiano, un settore che cresce a ritmi vertiginosi (+4,9% passeggeri trasportati nel 2016) ma che continua inesorabilmente a produrre disoccupazione e taglio ai salari. – continua Staccioli. Tutto questo ha un comune denominatore: una ultra-deregulation che ha prodotto l’assenza assoluta di regole, spalancando praterie a chi sfrutta di più, a chi paga meno tasse, a chi applica contratti esteri in Italia, a chi produce più precarietà, producendo la palese e insostenibile contraddizione dove ad un aumento costante di passeggeri corrisponde meno lavoro e la svendita di asset strategici a interessi stranieri – insiste il sindacalista USB.Dopo averlo chiesto da anni, USB crede non sia più rinviabile l’intervento diretto del Governo per affrontare le problematiche del settore in chiave generale. C’è bisogno di rilanciare le aziende nazionali, di imporre regole uguali a tutti gli operatori, dai contratti alle tutele sociali, passando per lo statuto dei lavoratori, è necessario che la sicurezza sia assicurata e che si ripensi ad un piano complessivo del sistema aeroportuale. Questi principi sono alla base della piattaforma della parte generale per il rinnovo del contratto nazionale del settore che USB ha già inviato a dicembre alle controparti e sulle quali attende una risposta.E’ ormai chiaro come il destino di ogni singolo lavoratore del settore sia ormai connesso l’uno con l’altro; la crisi Alitalia impatterà, come già accaduto, sulle altre aziende del settore e viceversa. Questo USB lo afferma da anni e su questo chiameremo i lavoratori del trasporto aereo alla prima mobilitazione comune il prossimo 23 febbraio – conclude Francesco Staccioli.

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Meleo, scongiurato sciopero trasporto pubblico dell’11 gennaio

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

atac-roma“Ieri ho incontrato i sindacati che avevano proclamato uno sciopero del trasporto pubblico per mercoledì 11 gennaio. È stata trovata un’intesa e così abbiamo scongiurato lo sciopero di dopodomani che avrebbe causato, come sempre, disagi ai romani e alle romane”. Così in una nota l’Assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale Linda Meleo. “Il motivo della mobilitazione era sempre quello che ha portato le stesse sigle sindacali ad altri scioperi nel 2016: ovvero la richiesta ad Atac di effettuare un referendum sull’accordo sindacale del 17 luglio 2015. Su questo si apriranno a breve dei tavoli di confronto con l’azienda. Nulla osta che al termine di questi, trovato un accordo sulle modifiche da apportare, i lavoratori potranno esprimersi attraverso una consultazione secondo la normativa vigente” conclude.

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Scuola: oggi in migliaia davanti a Montecitorio per sensibilizzare i parlamentari

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2016

camera deputati2L’esame della Commissione Bilancio della Camera prenderà il via nel giorno dello sciopero Anief e della manifestazione nazionale organizzata dallo stesso sindacato autonomo davanti a Montecitorio. Le richieste di modifica riguardano le storture della Legge 107/2015, la piaga del precariato scolastico, le graduatorie ad esaurimento e d’istituto, gli idonei e vincitori non assunti del Concorso a cattedra 2016, le selezioni pubbliche nazionali, anche per Dirigenti scolastici, Dsga, Coordinatori di segreteria, la carriera del personale docente e Ata, lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale, l’abolizione della trattenuta del Tfr, il blocco del primo gradone stipendiale per i neo-assunti dal 2011, l’estensione dell’Ape “social” a tutti gli insegnanti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): approvare i nostri emendamenti significa dare seguito alle richieste di chi vive e gestisce la scuola ogni giorno, dopo essersi reso conto sulla propria pelle che le norme in vigore necessitano di modifiche urgenti. Vuol dire, però, anche tornare a valorizzare il lavoro di chi svolge un ruolo delicato e fondamentale per la crescita dei nostri giovani cittadini, in cambio di stipendi che sono in fondo all’area Ocse. L’occasione per riparare a questa iniquità è proprio la Legge di Stabilità, ma occorrono risorse e non più ‘mance’. I parlamentari lo devono capire e domani lo grideremo a gran voce.

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14 novembre: sciopero scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2016

Pacifico marcelloTra pochi mesi sparirà la mobilità su scuola e il sistema telematico si limiterà ad assegnare i docenti agli ambiti, dai quali poi saranno chiamati dai dirigenti scolastici: gli unici che manterranno la titolarità su scuola saranno quei docenti che, nel corrente anno scolastico, sono titolari su scuola e non chiederanno trasferimento. Per tutti gli altri non ci sarà scampo. Anche i docenti della vecchia “guardia”, magari con 35 e più anni di servizio, dovranno passare per il giudizio dei dirigenti. Che dovranno valutare il loro curriculum. Marcello Pacifico (presidente Anief e segretario confederale Cisal): serve una norma che ripristini il diritto del personale docente neoassunto o in mobilità a domanda o d’ufficio ad ottenere e mantenere la titolarità su scuola, invece che imporre spostamenti coatti anche a centinaia di chilometri e dopo 40 anni di onorato servizio. Con l’umiliazione finale di essere pure valutati dal dirigente scolastico, che magari non ha alcuna competenza nella disciplina d’insegnamento del docente da giudicare. Per prendere possesso di una cattedra d’insegnamento, ogni docente ha superato già miriadi di esami universitari e abilitanti, oltre che di un concorso, pubblico o riservato. Gli anni di servizio gli hanno permesso poi di sviluppare competenze ed esperienza: decidere, ora, la sua destinazione in base alla valutazione soggettiva di quei titoli, oltre che di altri percorsi formativi, è foriero di iniquità. Chi amministra la scuola lo deve capire. E agire di conseguenza. Prima che i danni prodotti dalla chiamata diretta non siano più sanabili, se non attraverso l’intervento dei tribunali. Anief confida nella buona volontà dei parlamentari, nella possibilità che possano mettere mano a questa legge: per questo, il prossimo 14 novembre il giovane sindacato ha deciso di indire una giornata di sciopero nazionale e di scendere in piazza davanti a Montecitorio, dove giungeranno tanti docenti precari. E anche di ruolo, pure loro precarizzati.

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Legge di Stabilità deludente, lunedì 14 novembre sciopero nazionale Anief con manifestazione a Montecitorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2016

scuola-pubblicaIl sindacato dice basta ad una Legge di Bilancio di fine anno che non rilancia l’istruzione pubblica e lascia immutate le ingiustizie introdotte dalla riforma Renzi-Giannini.La piattaforma rivendicativa sindacale è quanto mai ampia: urge la stabilizzazione dei docenti delle graduatorie d’istituto; l’inserimento nelle GaE del personale abilitato dopo il 2011 e dei diplomati magistrale; un nuovo piano straordinario di assunzioni che stabilizzi coloro che hanno già lavorato, come docenti o Ata, oltre tre anni su posti liberi; consentire ai neolaureati di accedere alla terza fascia delle graduatorie d’istituto e ai concorsi a cattedra; raggiungere la parità di diritti tra personale di ruolo e a tempo determinato, attraverso l’estensione ai precari degli scatti stipendiali e del bonus 500 euro per l’aggiornamento; in tema di permessi e malattia, garantire a tutti le medesime opportunità e modalità di fruizione; aprire ai precari la partecipare al prossimo concorso per dirigenti scolastici, se in possesso del requisito dei 5 anni di servizio; urgono i concorsi per Dsga e come Coordinatore dei servizi di segreteria. Riguardo all’ultimo concorso docenti, è necessario superare il tetto del 10% degli idonei e consentire lo scorrimento delle graduatorie di merito per il 50% delle assunzioni. Ruoli, peraltro, da garantire subito ai vincitori rimasti senza posto; va tolto poi il vincolo triennale sulla provincia di immissione in ruolo e garantito per intero il servizio pre-ruolo ai fini della ricostruzione di carriera; riconoscere l’elevato rischio psico-fisico connesso allo svolgimento della funzione docente, perché lavoro usurante, senza alcuna distinzione di ordine e grado; rispettare i diritti degli studenti disabili con più docenti di sostegno; adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto.
Marcello Pacifico (presidente Anief e segretario confederale Cisal): mai i motivi del dissenso avevano raggiunto una consistenza così forte. Si va dalla mancata stabilizzazione di oltre 100mila docenti abilitati e Ata con lungo servizio alle spalle, ad un blocco del contratto che viola contemporaneamente la Costituzione, il diritto europeo e le sentenze dei tribunali, fino ad un precariato professionale allargato a tutto il personale, dal momento in cui gli ambiti territoriali e la chiamata diretta possono comportare spostamenti coatti a centinaia di chilometri anche a chi ha svolto 40 anni di onorato servizio. Questi obbrobri normativi vanno cancellati, con norme aggiunte da collocare nella versione definitiva della Legge di Stabilità 2017.

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Sciopero generale: adesioni

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2016

Oltre un milione e trecentomila lavoratori e lavoratrici hanno aderito allo sciopero generale proclamato oggi dall’USB assieme ad altre sigle del sindacalismo di base.Alta partecipazione nelle fabbriche e negli uffici pubblici, scuole chiuse, sia per l’adesione degli insegnanti che del personale Ata ed ex Lsu; ben 5.300 (il 21,5% del personale) hanno scioperato all’INPS.Altissime, come sempre accade quando è l’USB a convocare la lotta, le adesioni nel settore trasporti. Molti aeroporti hanno subito cancellazioni e forti ritardi‌; in molte città il blocco degli autobus e delle metropolitane è stato rilevantissimo: una media del 60% che si preannuncia ancora più elevata nelle fasce serali.Tante le piazze che oggi in Italia si sono riempite delle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici e privati, dei precari, dei disoccupati, dei senza casa, dei migranti, dei pensionati, per le manifestazioni dello sciopero: dai lavoratori della scuola, insegnanti ed ex LSU delle pulizie in presidio a Roma sotto il MIUR, a quelli della Piaggio di Pontedera, in corteo a Pisa; dai lavoratori del trasporto aereo, in presidio all’aeroporto di Fiumicino, a quelli della logistica campana, all’interporto di Nola, e tutte le altre numerose vertenze che sono confluite nelle iniziative territoriali. (video e foto delle piazze su http://www.usb.it ).
Grande soddisfazione da parte dell’USB, che ha convocato lo sciopero sulla propria piattaforma e che ritiene stia finalmente cambiando la percezione del mondo del lavoro sulla possibilità di cacciare il Governo Renzi con le sue politiche di aggressione ai diritti, difendendo così anche la Costituzione italiana nata dalla Resistenza.
Il ritorno dello sciopero politico, da tempo scomparso nel nostro Paese, dimostra che c’è un largo fronte del mondo del lavoro disponibile a scendere in campo anche su parole d’ordine che vanno oltre le rivendicazioni sociali e sindacali.Secondo gli organizzatori, la riuscita dello sciopero generale di oggi e l’annuncio dell’arrivo di circa un centinaio di pullman da tutta Italia fa prevedere una grande adesione anche alla manifestazione nazionale “No Renzi Day”, che domani sfilerà per le vie della capitale.
Il corteo di domani avrà il seguente percorso: San Giovanni, via Emanuele Filiberto, via Manzoni, Via Labicana, Colosseo, Circo Massimo, via dei Cerchi, Piazza Bocca Della Verità, via Petroselli, Piazza Venezia, Via Botteghe Oscure, piazza di Torre Argentina, Corso Vittorio Emanuele. Piazza Campo de’ Fiori. (foto: blocco sciopero)

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USB conferma lo sciopero generale del 21 Ottobre

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2016

palazzo chigiLa legge di stabilità, di cui si conoscono ancora soltanto le solite slide di Renzi, al momento può essere sintetizzata in poche sintetiche riflessioni. Una bozza di legge di stabilità come questa non si vedeva dai tempi in cui la DC forniva una scarpa prima e una la prometteva per il giorno dopo le elezioni. Oggi il Governo Renzi rispolvera i vecchi metodi costruendo una Legge di Stabilità a misura di referendum. Premia i soggetti schierati a favore del SI alla riforma costituzionale facendo arrivare qualche miliardo a Coldiretti, alle scuole cattoliche, agli evasori fiscali etc., e facendo balenare risparmi improbabili dalla chiusura di Equitalia, sulla cui sorte nulla si sa, ma complessivamente mischia le carte perché nel fumo delle chiacchiere non si capisca esattamente dove e a chi sono dedicate le poste messe in campo. Si nega che ci siano ulteriori decurtazioni alla sanità, dopo quelle enormi già operate negli ultimi mesi che hanno portato ad una drastica, e drammatica, riduzione delle prestazioni garantite gratuitamente ai cittadini, però si rilancia la spending review non specificando dove calerà di nuovo la sua scure. Dire che ci sono 1,9 mld per il pubblico impiego senza specificare quanto sarà destinato al rinnovo dei contratti e quanto alle assunzioni per le forze armate e per qualche altra categoria pubblica (qualche infermiere e forse medici) vuol dire cercare di buttare fumo negli occhi a una categoria stremata dalla enorme riduzione di personale e senza rinnovo contrattuale da anni. Nessuno sgravio fiscale per tutti i lavoratori e ciò, insieme all’attacco continuo allo stato sociale e ai servizi pubblici, conferma il disinteresse di questo governo nei confronti di chi lavora.
Non si parla neanche di reddito per chi non lavora o di politiche per l’abitare e le briciole elargite (forse) a una parte dei pensionati passano in secondo piano rispetto alla negatività dell’accordo tra governo e sindacati sull’APE.
L’unico dato certo è la riduzione di tasse e nuovi sgravi ed incentivi alle aziende (20 miliardi in tre anni) ed infatti la risposta positiva di Confindustria non si è fatta attendere.Accettare l’idea che …”basta un si….” al referendum perché le magnifiche sorti e progressive descritte nella bozza di legge di Stabilità diventino realtà è quanto di più illusorio ci possa essere.Questa bozza inviata all’Europa, da cui già arrivano segnali di insofferenza per l’atteggiamento guascone di Renzi, va respinta al mittente nell’unico modo che abbiamo, partecipando allo sciopero generale del 21 ottobre e alla manifestazione nazionale del 22 ottobre a Roma. Solo la mobilitazione e la lotta possono cacciare Renzi e le sue politiche di smantellamento dei diritti. Abbiamo una grande occasione di rompere con questa situazione e aprire nuovi spazi. Approfiittiamone!

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Trasporto: sciopero generale

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2016

piazza-san-giovanniIl 21 Ottobre si fermeranno anche tutti i trasporti per lo Sciopero Generale indetto da USB e da altri sindacati di base. Uno stop dei trasporti, settore colpito da ristrutturazioni, privatizzazioni e tagli al personale, inserito in uno sciopero generale necessario che, ne siamo certi, sarà compreso e condiviso dagli utenti e da tutti i cittadini perché si tratta di una protesta che ha alla base motivazioni che toccano gli interessi di tutti.La lotta alla precarietà e alle privatizzazioni, la difesa dello stato sociale, nuova occupazione per i giovani e per chi il lavoro lo ha perso, pensioni e salari dignitosi, sanità e scuola pubbliche e efficienti, trasporti sicuri e funzionali. Infine anche il NO allo stravolgimento della Costituzione. Sono obiettivi e contenuti che qualsiasi cittadino, lavoratore o meno che sia, dovrebbe condividere. Per questo chiediamo a tutti di scioperare il 21 ottobre. Per questo chiediamo a tutti i cittadini di comprendere i disagi che deriveranno dallo sciopero e di mobilitarsi insieme a noi il 21 per le iniziative che accompagneranno lo Sciopero Generale
A Roma, dal pomeriggio del 21, l’USB, l’Unicobas e l’USI, insieme a molte altre organizzazioni sociali e politiche, si ritroveranno in piazza San Giovanni, che per l’occasione sarà rinominata piazza Abd Elsalam, il lavoratore ucciso a Piacenza il 14 settembre scorso mentre svolgeva attività sindacale. In serata si terranno nella piazza assemblee e dibattiti, a cui è prevista la partecipazione di lavoratrici e lavoratori, giuristi, magistrati, esponenti politici e sindacali, e concerti con diversi gruppi musicali. Lì si attenderà la partenza della manifestazione nazionale del pomeriggio seguente, sabato 22 ottobre, indetta per difendere lavoro e stato sociale, a sostegno del NO al Referendum e contro le politiche del governo Renzi.
Trasporto pubblico locale. 24 ore nel rispetto delle fasce protette localmente definite.
Trasporto Aereo. Dalle ore 00.00 alle ore 23.59 per tutto il personale navigante e operativo con il rispetto delle fasce e dei voli garantiti. Intero turno per i lavoratori normalisti o non operativi.
Trasporto ferroviario. Personale addetto alla circolazione dalle ore 09.01 alle 17.00. Personale fisso intero turno
Trasporto marittimo.ISOLE MAGGIORI
Per il personale viaggiante lo sciopero inizia da un’ora prima delle partenze del 21 ottobre.
Intero turno per il personale amministrativo
ISOLE MINORI Per il personale viaggiante dalle 00.00 alle 24.00 del 21 ottobre.
Intero turno per il personale amministrativo
ANAS. Intero turno dalle 00.00 alle 24.00 del 21 ottobre.

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