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Posts Tagged ‘sciopero’

ArcelorMittal conferma: lasciamo l’Italia. Il 29 sciopero generale

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

L’incontro con la direzione di ArcelorMittal Italia che si è tenuto ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico ha definitivamente chiuso ogni polemica sulla questione dello scudo penale. La dottoressa Morselli ha, dopo due ore di confronto, dichiarato che la decisione di lasciare l’Italia è stata presa in via definitiva, invitando tutti a non perdere tempo cercando di far cambiare idea all’azienda perché ciò non è possibile, lasciando così sbigottiti i vertici di CGIL CISL UIL che avevano più volte dato disponibilità a rivedere, in peggio, l’accordo sottoscritto in sede ministeriale.Le ragioni di tale scelta, quelle dichiarate, sarebbero legate al fatto che le condizioni dello stabilimento di Taranto non corrisponderebbero a quelle prospettate da governo e commissari. Lo stato delle acciaierie, per quanto attiene alla sicurezza ed alle emissioni nocive, è, per dichiarazione esplicita della Morselli, fuori da ogni legalità, ovvero, sempre testuali parole, si lavora in condizioni criminali. Altro punto che avrebbe condotto la multinazionale a recedere dal gruppo ex Ilva sarebbe la venuta meno dello scudo penale. Tuttavia oltre a queste risicate dichiarazioni formali la Morselli si è rifiutata di rispondere nel merito alle tante osservazioni sulle mille contraddizioni nel comportamento della multinazionale. La verità è che la scelta di Arcelormittal si fonda su logiche e strategie internazionali, l’investimento italiano è solo uno dei tanti, assolutamente sacrificabile, anche considerando l’alto costo per l’efficientamento dello stabilimento. Ora serve un piano B. Abbiamo chiesto al governo di convocare con urgenza il tavolo di crisi a Palazzo Chigi. Occorre programmare un intervento pubblico direttamente nella proprietà dell’ex Ilva.L’obbiettivo è la programmazione della chiusura delle fonti inquinanti, le bonifiche e un piano straordinario per la riconversione dello stabilimento, per garantire occupazione, salari e reddito per i dipendenti ArcelorMittal, per quelli in cassa integrazione nel bacino di Ilva in AS e per tutti quelli degli appalti. Se necessario anche entrando in rottura con i divieti dell’Unione Europea. Senza una nuova politica industriale fondata sull’intervento diretto dello stato in economia l’Italia continuerà ad essere ostaggio dei tanti, piccoli e grandi, profittatori e il suo patrimonio industriale continuerà a perdere spessore e ruolo nella divisione internazionale del lavoro. Un processo di impoverimento che infine scarica tutto sulle lavoratrici ed i lavoratori. Povero quel paese che ha pregato, inutilmente, ArcelorMittal di restare. Ai tanti lavoratori che hanno conosciuto il vero volto della multinazionale, non mancherà affatto.
Il prossimo 29 novembre USB ha proclamato lo sciopero generale con manifestazione nazionale a Taranto . Occorre liberare la città dai veleni dell’acciaieria.

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15 novembre sciopero generale Vigili del Fuoco

Posted by fidest press agency su martedì, 12 novembre 2019

“Cgil, Cisl e Uil dei Vigili del Fuoco hanno indetto lo sciopero generale della categoria per venerdì 15 Novembre e organizzato, per la mattinata della stessa giornata, una manifestazione nazionale a Roma presso Piazza Montecitorio e presidi presso tutte le Prefetture del Paese”. A comunicarlo sono Fp Cgil Vvf, Fns Cisl e Uil Pa Vvf, aggiungendo che: “Le iniziative messe in campo sono scaturite dalla vertenza unitaria dello scorso mese di giugno con cui abbiamo rappresentato ai Governi le problematiche che coinvolgono i Vigili del fuoco e il servizio da assicurare alla cittadinanza”. In particolare, fanno sapere i sindacati, “abbiamo richiesto: una valorizzazione effettiva dal punto di vista retributivo e previdenziale del lavoro, unico ed insostituibile, dei Vigili del Fuoco; una maggior tutela e garanzia degli infortuni e delle malattie professionali tipiche del lavoro dei Vigili del Fuoco; un riconoscimento reale della specificità e dell’alta professionalità dei Vigili del Fuoco; risorse adeguate per il rinnovo del contratto di lavoro; potenziamento degli organici del Corpo Nazionale finalizzato a diffondere il servizio sul territorio e a tutela della sicurezza dei Vigili del Fuoco”.Per Fp Cgil Vvf, Fns Cisl e Uil Pa Vvf, “poiché dette risposte non trovano il giusto riscontro nella legge di bilancio in discussione in Parlamento, siamo costretti a far sentire il grido di dolore dei Vigili del Fuoco a tutti i cittadini e a tutti i rappresentati del popolo in Parlamento”, concludono.

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Sciopero generale dei benzinai il 6 e il 7 novembre prossimi

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

L’agitazione inizierà alle ore 7.00 del 6 novembre e terminerà alle ore 7.00 dell’ 8 novembre. La decisione riguarderà gli impianti sia di strade sia di autostrade, compresi i self service: gli oneri del fenomeno dell’illegalità vengono pagati soltanto dai gestori mentre Governo, petrolieri e retisti incassano tutti i benefici. “Nonostante il grido d’allarme sia stato lanciato più volte negli ultimi anni, il settore della distribuzione dei carburanti è stato completamente abbandonato a se stesso e si è quindi assistito alla progressiva diffusione di varie forme di illegalità: sia sotto l’aspetto fiscale, in termini di evasione Iva e accise, sia contrattuale. Noi gestori non possiamo più tollerare questo atteggiamento che accolla sulle nostre spalle tutti gli oneri senza nessuna tutela.” Queste le principali motivazioni che portano anche la FAIB (Federazione Italiana Autonoma Benzinai) Confesercenti – assieme alle altre organizzazioni di categoria Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio – a proclamare per mercoledì 6 e giovedì 7 novembre prossimi due giornate di sciopero nazionale di gestori sia sulla rete ordinaria che sulla rete autostradale, self service compresi.
“Denunciamo la complicità in questo atteggiamento di tutti gli altri attori della filiera – così Franco Giberti, presidente di FAIB Confesercenti Modena – A questo si somma la ritrosia delle compagnie petrolifere e dei retisti privati che non rinnovano gli accordi scaduti oramai da anni, non riconoscendo l’adeguamento dei margini in modo congruo da consentire alle gestioni di poter sopravvivere e far fronte ai maggiori costi di gestione”.
Secondo stime accreditate, quanto prudenti, il fenomeno dell’illegalità nella distribuzione dei carburanti, figlia delle liberalizzazioni selvagge e della conseguente destrutturazione del mercato, interessa una quota che si aggira intorno al 15% su un totale di 30 miliardi di litri erogati. La quantità di denaro sottratta alla collettività, incassata da criminali più o meno organizzati, è incommensurabile, con ricadute sia sulla qualità dei prodotti immessi nei serbatoi di automobilisti ignari, sia sulla concorrenza.

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12 novembre: sciopero del personale scolastico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Confermata la mobilitazione tra meno di un mese, il prossimo 12 novembre. Nel mirino del sindacato il decreto Salva-Precari e la Legge di Bilancio, migliorabili e da migliorare. Il leader del giovane sindacato a Italia Stampa: “I parlamentari ascoltino chi vive sulla propria pelle ogni giorno la supplentite”
Sono due gli obiettivi nel mirino dello sciopero del prossimo 12 novembre proclamato dal giovane sindacato Anief: il cosiddetto decreto Salva-Precari e la Legge di Bilancio, superare la stagione del precariato nella scuola italiana e ottenere compensi dignitosi, possibilmente in linea con quelli dei più avanzati paesi europei. I provvedimenti e le somme stanziate che si prospettano non risolvono il problema del precariato, anzi potrebbero anche renderlo più critico. Dare voce alla piazza e al personale della scuola non tutelato, tra poco meno di un mese, è la strada per iniziare a cambiare lo stato delle cose. Lo ribadisce anche il leader di Anief, Marcello Pacifico, nel corso di un’intervista a Italia Stampa.“Confermiamo questo sciopero del 12 novembre – osserva il professor Pacifico – per poter cambiare le cose attraverso i numeri dell’adesione, attraverso il sit-in, dando voce a tutti i precari esclusi dal decreto che dovrebbe salvarli. Sarà un modo per dare la possibilità ai nostri parlamentari di confrontarsi e ascoltare chi vive, ogni giorno, sulla propria pelle, la supplentite nelle nostre classi”. L’altra sfida è aprire un dibattito sull’imminente Legge di Bilancio. “Visto che sta per essere presentata – sottolinea il presidente nazionale di Anief nell’ìntervista a Italia Stampa – lo sciopero sarà anche un momento opportuno per parlare di scuola in questo senso, per chiedere nuove risorse per il rinnovo del contratto, perché gli appena ottanta euro di aumento non piacciono a nessuno. Manifestando intendiamo modificare in meglio la Legge di Bilancio e il Salva-Precari, trasformandolo in Salva-Scuola”.

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Scuola, AFAM e Università: Anief proclama lo sciopero generale per il 12 novembre 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

Organizzato anche un sit-in nazionale a Roma, durante il dibattito parlamentare del Decreto “salva-precari bis” e del Disegno di Legge di Bilancio 2020. Si protesta per la mancanza di risorse per il rinnovo del contratto di tutto il personale docente, amministrativo e ata, e di politiche tese a valorizzarlo, per il livello record di precarietà raggiunto. Marcello Pacifico (Anief): “Serve un cambio di passo deciso già nei prossimi documenti di Bilancio, dopo la NADEF”Il sindacato chiama a incrociare le braccia e a manifestare tutto il personale docente precario deluso ed escluso dall’Intesa del 1° ottobre sul salva-precari bis, ma anche il personale ata e facente funzione Dsga escluso dalle nuove procedure di stabilizzazione del prossimo 1° gennaio, nonché quello dell’AFAM e dell’Università dove è stata messa ad esaurimento la figura del ricercatore. In stato di agitazione anche il personale di ruolo che dopo l’annuncio degli aumenti a tre cifre della primavera scorsa, nonostante il possibile avvio del tavolo per il rinnovo del contratto, ha letto con stupore le parole del ministro dell’Economia (Gualtieri) sul mancato finanziamento nella prossima legge di Bilancio dei 3 miliardi richiesti, invano, dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Fioramonti).Per l’occasione sarà elaborata e consegnata a tutti i gruppi parlamentari la piattaforma Anief per rilanciare lo status del personale della scuola, dell’università, dell’Afam e della ricerca da tradurre in proposte emendative in Parlamento durante l’iter di conversione del Decreto – Legge urgente di cui all’Intesa del 1° ottobre e del Disegno di Legge di Bilancio 2020-2022. Nei prossimi giorni, dopo le relative autorizzazioni da parte delle autorità competenti, sarà reso noto il luogo del sit-in / manifestazione nazionale. Marcello Pacifico (presidente Anief): “Abbiamo dato la nostra disponibilità a partecipare a tutti i tavoli tecnici per risolvere le questioni urgenti che riguardano il personale e le istituzioni scolastiche, universitarie, Afam e della ricerca. Ma se manca la volontà politica di trovare o stornare le risorse necessarie, pur coscienti della difficile manovra economica ereditata da questo governo, dobbiamo ricorrere alla protesta pacifica e legittima di chi non può più assistere in silenzio al lento declino della nostra società, perché come ci ha ricordato l’Unesco senza la valorizzazione del personale del settore dell’istruzione e della ricerca, con la precarietà si compromette il futuro delle nuove generazioni. Speriamo che la voce della Piazza sia ascoltata dai nostri parlamentari e dal governo. Il nostro sistema non può continuare a reggere sulla supplentite a spese della vita dei lavoratori. È arrivato il momento di prenderne atto.”

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Il 27 settembre è sciopero generale USB per il clima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

L’Unione Sindacale di Base, aderendo allo sciopero globale per il clima, ha proclamato lo sciopero nazionale generale di tutte le categorie ed invita i propri iscritti e tutti i lavoratori e le lavoratrici alla mobilitazione. Lo stato di emergenza nel quale il Pianeta Terra è entrato da diversi anni, a causa del surriscaldamento dovuto al crescente inquinamento atmosferico, non ha spinto finora ad invertire la rotta né su scala globale né a livello nazionale. I frequenti richiami di tanta parte della comunità scientifica rimangono inascoltati e vengono spesso accusati di allarmismo e catastrofismo. Ma l’intensificarsi di sempre maggiori catastrofi, solo apparentemente naturali, sta lì a dimostrarci che stiamo correndo verso il baratro e che le ripercussioni del crescente riscaldamento del pianeta sono destinate ad essere devastanti.Purtroppo la Terra è stata colonizzata dal capitalismo ed il sistema economico resta rigorosamente ancorato ad una logica di sfruttamento della natura e di progressiva concentrazione delle ricchezze nelle mani di sempre meno persone. La corsa forsennata al profitto, che ha portato alla creazione di una smisurata massa di capitale finanziario che agisce ormai al di fuori di qualsiasi logica di crescita equilibrata, è la causa fondamentale di una produzione inquinante ed incurante della salvaguardia degli equilibri del nostro ecosistema.Per millenni l’umanità ha vissuto in armonia con il proprio ambiente, ma dall’affermazione del capitalismo e poi del colonialismo e dell’imperialismo, il Pianeta è stato sottoposto ad una pressione crescente. Ora viviamo un’epoca di accelerazione geometrica del surriscaldamento.Il terzo sciopero globale è un grido d’allarme ma anche una chiamata ad agire. Aspettarsi che i governi, le grandi istituzioni finanziarie o le aziende multinazionali mettano in campo un cambiamento radicale del modello di sviluppo non ha senso. I lavoratori e le lavoratrici possono fare tanto. Fermare l’apparato produttivo del paese, interrompere l’attività economica, anche per un solo giorno, ma tutti assieme in tanta parte del Pianeta, con centinaia di migliaia di giovani e giovanissimi che hanno avuto il merito di cominciare la mobilitazione globale, rappresenta una secchiata d’acqua gelida per chi non si è accorto di quello che sta succedendo.Lo sciopero, però, è solo l’inizio. C’è un complesso di politiche ambientali e, contemporaneamente, di lotta alle disuguaglianze sociali, che vanno agite tutti i giorni e sulle quali sarà molto importante concentrarsi già da quest’autunno.
L’Esecutivo nazionale dell’USB invita i propri delegati e iscritti ad organizzare assemblee ed incontri sui posti di lavoro e sul territorio per promuovere lo sciopero generale del 27 settembre ed allargare la partecipazione nella mobilitazione contro i veri responsabili dei cambiamenti climatici.

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Il 27 settembre Fridays For Future ha lanciato uno Sciopero Globale per il Clima

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Raccogliamo la sfida? C’è un grido di allarme che sta circolando per tutto il pianeta, lanciato dal movimento Fridays For Future, che denuncia lo stato di emergenza nel quale è entrata la Terra a causa del cambiamento climatico in atto e delle previsioni drammatiche diffuse da tempo da tanta parte della comunità scientifica. Con la Dichiarazione di Losanna dei primi di agosto il movimento ha proposto uno Sciopero Globale per il Clima nella settimana dal 20 al 27 settembre (in Italia venerdì 27) ed ha invitato alla mobilitazione.Questo grido rimbalza dentro il nostro paese mentre siamo alle prese con la crisi di governo innescata da Salvini i primi di agosto. Apparentemente le questioni ambientali sono dentro i programmi di entrambe le forze, Pd e M5S, che stanno negoziando la formazione del nuovo esecutivo. Zingaretti ha inserito il tema tra i 5 punti imprescindibili e Di Maio lo ha riproposto tra i 10 paletti presentati dai grillini. E, soprattutto, l’economia greenè uno dei capisaldi del programma della nuova Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leven.Le piazze piene di giovani che rispondono all’appello del movimento FFF hanno costretto a dare una riverniciatura di verde ai programmi di diversi partiti e istituzioni, e questo è senz’altro un piccolo ma importante risultato ottenuto dalla prime mobilitazioni. L’ecologismo e la salvaguardia del nostro ecosistema vengono letti come il possibile antidoto ideale e valoriale al nazionalismo xenofobo che si sta allargando in molti paesi, una sorta di rinascimento ideale dell’universalismo ed ugualitarismo che negli ultimi decenni sono stati costretti alla ritirata.Certo non può sfuggire il dato eclatante che solo alcune settimane fa il nostro Parlamento abbia votato a maggioranza schiacciante la mozione pro TAV, mostrando quanto sia forte in Italia il partito trasversale delle grandi opere, che ha una interpretazione assai preoccupante di economiagreen. Che poi è la stessa delle tecnocrazie europee. Secondo questa versione, il green è il campo sul quale convertire e concentrare gli investimenti economici dei prossimi anni, cercando di conciliare profitto e sviluppo con una riduzione dell’impatto ambientale. Verniciare di verde un sistema per lasciarne inalterata la sostanza.L’ipocrisia di governi e partiti che provano a presentarsi come radicali sostenitori dell’ambiente è un dato inevitabile, ma in questa fase segnala anche la difficoltà concreta nella quale si trovano i potenti a mantenere il consenso dentro un contesto nel quale aumentano sia le disuguaglianze sociali che le catastrofi naturali provocate dal peggioramento delle condizioni climatiche.Il grido lanciato da FFF e la proposta di sciopero globale obbligano il movimento dei lavoratori a scelte non semplici ma urgenti: la lotta alla precarietà, alla disoccupazione, ai bassi salari si può fare prescindendo da una battaglia generale per la salvaguardia dell’ambiente e della salute? Quando denunciamo l’aumento dei morti sul lavoro dovuto alla corsa sfrenata e cinica al massimo profitto, stiamo contestando una società in cui prevale esclusivamente l’interessa delle imprese private. Quando denunciamo l’impatto delle nuove tecnologie in termini di aumento delle malattie e dello stress sui lavoratori… Quando denunciamo il ritorno alla schiavitù in molti settori lavorativi, come l’agricoltura…Quando denunciamo la flessibilità selvaggia, la decontrattualizzazione, la perdita di ogni tutela… Il grido lanciato da FFF può dare una spinta al desiderio di cambiamento che c’è in chi è stanco di vivere di precarietà e di bassi salari e percepisce che intorno a sé le condizioni stanno cambiando, in peggio: per l’abbandono di interi territori, per l’incuria di infrastrutture e servizi, per le tante emergenze ecologiche che si accavallano martoriando zone e luoghi sempre meno protetti.Saldare i temi della salute e dell’ambiente a quelli del lavoro può rimettere in moto la società.

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Autostrade: sindacati confermano sciopero 25-26 agosto

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica hanno confermato la proclamazione dello sciopero per Domenica 25 e lunedì 26 agosto.”Inaccettabile e vergognoso uno sciopero del personale delle autostrade proprio durante il controesodo. Intervenga il ministro dei Trasporti Toninelli, precettando i casellanti e, come previsto dalla legge n. 146 del ’90, dopo aver esperito un tentativo di conciliazione, adotti un’ordinanza, disponendo il differimento dell’astensione collettiva ad altra data” chiede a gran voce Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ evidente che, in questo settore chiave, va rivista la regolamentazione, oramai anacronistica. Un tempo in occasione dello sciopero dei casellanti, l’utente non pagava. Si danneggiava l’azienda e si faceva felice il consumatore. Ora, con i nuovi mezzi tecnologici, si formano solo code estenuanti ai caselli. Nessun danno economico per le società concessionarie, che dovrebbero essere, invece, il vero obiettivo dello sciopero, e disagi immani per gli automobilisti, vittime innocenti dei mancati rinnovi contrattuali. Va, quindi, impedito qualunque sciopero durante tutti i giorni da bollino nero e questo va scritto nero su bianco” conclude Dona.

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Scuola: Sindacati maggiori pronti allo sciopero

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Finalmente i sindacati maggiori, CGIL, CSIL, UIL, SNALS e GILDA, si rendono conto che l’accordo del 24 aprile scorso, a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, era una farsa: comunque vada l’imminente Consiglio dei Ministri, che esaminerà anche il Decreto scuola per andare incontro alle problematiche del precariato, quell’intesa ha avuto un’incidenza vicina allo zero. Le stesse organizzazioni sindacali sono state costrette oggi a organizzare in fretta e in furia una conferenza stampa, durante la quale hanno minacciato di ricorrere allo sciopero generale in autunno qualora il decreto sui precari non venisse approvato. Marcello Pacifico (Anief): Sarebbe ora che i 5 sindacati, CGIL, CSIL, UIL, SNALS e GILDA, facessero mea culpa e ammettessero di aver fallito, soprattutto considerata la marcia indietro che ha portato alla revoca dello sciopero del 17 maggio; in conclusione, lo sciopero generale minacciato ad agosto è fumo negli occhi ai precari.
Premesso che le disposizioni che si vorrebbero attivare – Pas abilitanti e concorsi di vario genere, ordinario e straordinario – non sono affatto risolutivi, viene da chiedersi per quale motivo questi sindacati abbiano dato credito a un vago accordo senza avere preteso mai uno straccio di garanzia scritta nero su bianco. Ecco perché l’Anief, assieme agli altri sindacati, il 17 maggio è sceso in piazza confermando lo sciopero generale, dopo che aveva proclamato altri scioperi nel corso del 2019 (il 27 febbraio, l’8 marzo, il 10 e il 17 maggio, oltre a quello dell’11 settembre 2018).Infatti l’accordo sui precari, frutto della famosa intesa del 24 aprile, per l’Anief era inutile e fallimentare nei contenuti. Nell’accordo governo-sindacati, prima di tutto, non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario. Resta sotto accusa, per Anief, il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Per loro tante parole e pochi fatti, come pure per i diplomati magistrale, pari ad oltre 50 mila insegnanti estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato.

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Sciopero nazionale dei Trasporti

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2019

24 luglio 2019, sciopero nazionale dei Trasporti. Le Società ACI Global S.p.A., ACI Global Servizi S.p.A e ACI Infomobility S.p.A. comunicano che le Federazioni Nazionali della FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI hanno indetto uno sciopero nazionale dei Trasporti.di 24 ore. Per quanto riguarda il settore dell’autonoleggio, del soccorso stradale e dell’infomobilità le modalità di adesione allo sciopero saranno le seguenti:
· personale delle Centrali Operative: ultime 4 ore del turno/prestazione;
· restante personale: l’intero turno di lavoro/prestazione.
Le Società garantiranno, comunque, i servizi minimi essenziali delle proprie centrali operative di assistenza di Roma e di Milano.

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INAIL: quando la tecnologia trasforma il lavoro in peggio

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Venerdì 12 luglio un’ora di sciopero del personale INAIL indetto dall’Unione Sindacale di Base  che si terrà alla fine di ogni turno di lavoro contro l’introduzione della cosiddetta procedura “AGENDA”.Si tratta in sostanza del trasferimento a ogni singolo dipendente della responsabilità della gestione della propria posizione su presenze, permessi e missioni. Una mossa contro la quale USB si è già ripetutamente pronunciata ma che l’amministrazione ha voluto portare avanti a ogni costo.In un ente travolto dalle problematiche, la procedura “AGENDA” non poteva che essere la goccia che fa traboccare il vaso: malfunzionamenti e assenza di istruzioni precise costringono infatti i lavoratori a perdere quotidianamente ore di lavoro, sottraendole all’attività istituzionale e quindi all’utenza.Nel Piano Triennale dei Fabbisogni 2019-2021 la leva tecnologica veniva indicata come il fattore di trasformazione. Peccato sia una trasformazione in peggio, segno di un distacco dal mondo reale. Lo dimostrano le “risposte” della Direzione Generale in una riunione sulla nuova procedura. Silenzio totale su termini e costi dell’appalto “non ricordo” alla domanda se corrisponda a verità un costo dai 20 agli 80 euro per ogni singola richiesta d’intervento a Service Now. Alla faccia della trasparenza.Una bella trovata, la procedura “AGENDA”, che fa il paio con i nuovi 7000 smartphone acquistati per il personale. Sullo sfondo, l’aumento del malessere del personale anche a causa di procedure malfunzionanti e disorganizzazione del lavoro, l’aumento dei carichi di lavoro, il ricorso ormai selvaggio al fenomeno del mansionismo, la carenza di personale nelle strutture.Non ricordiamo da quanto tempo uno sciopero sia stato indetto avendo come controparte diretta l’Inail. Evidentemente abbiamo oltrepassato ogni limite. Chiediamo ai lavoratori INAIL di unirsi allo sciopero, indipendentemente dall’appartenenza sindacale.
(fonte: Coordinamento nazionale USB INAIL)

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Il 20 giugno sciopero USB all’Atac

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per giovedì 20 giugno uno sciopero di 24 ore del personale di Atac. Uno sciopero per difendere la salute e la sicurezza tanto dei lavoratori quanto degli utenti, perché nel trasporto pubblico romano il problema non sono più soltanto i bus che prendono fuoco e le aggressioni al personale, ma anche le polveri sottili nelle gallerie e nelle stazioni della metro, polveri micidiali i cui valori arrivano a sforare anche di 5 volte i limiti di legge.Dopo le denunce di USB e Orsa sulla sospensione da un anno e mezzo della depolverizzazione delle gallerie, che ha lasciato depositare e respirare a dipendenti e utenti polveri sottili, nonché sull’assenza di rilevazioni dallo scorso mese di ottobre, lunedì 3 giugno il prefetto di Roma ha accolto le sollecitazioni delle due organizzazioni sindacali, disponendo che Atac effettui celermente nuovi rilievi, per i quali l’azienda ha incaricato subito l’Università di Tor Vergata.Più in generale USB denuncia la quasi totale assenza di servizi igienici ai capolinea, la negazione continua di ferie adeguate a un sufficiente recupero psico-fisico, lo stato usurato dei mezzi, l’assenza di aria condizionata nei mesi caldi, tutte situazioni che causano un peggioramento delle condizioni di salute dei lavoratori.Le continue aggressioni al personale operativo, causate dalla gestione insufficiente del servizio, aggiungono infine altro stress e altro disagio a lavoratori che svolgono già un’attività di per sé usurante.Il 20 giugno i lavoratori sciopereranno non solo per tutelare la propria salute e la propria sicurezza ma anche quelle degli utenti. È a loro che ci rivolgiamo e chiediamo comprensione e sostegno, perché vittime in egual misura di una gestione inefficiente di un servizio pubblico che è patrimonio di tutti.
Il personale viaggiante di Atac si fermerà dalle ore 08:30 alle ore 17:00 e dalle 20:00 a fine servizio.

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Sciopero generale dei trasporti di 4 ore proclamato oggi dall’ Unione Sindacale di Base

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 Mag 2019

Una mobiliatazione a tutela e per garantire il reale esercizio del diritto di sciopero e le continue interpretazioni restrittive operate dalla commissione nazionale di garanzia; contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle imprese di trasporto; per la salute sicurezza delle operazioni a tutela di lavoratori e utenti, basta omicidi; contro il sistema degli appalti indiscriminati e per la reinternalizzazione delle attività; per la definizione di una reale politica dei trasporti in Italia e per l’avvio dei tavoli sulla riforma dei settori; per ottenere politiche contrattuali realmente nazionali e esigibili per tutti i lavoratori che impediscano il dumping salariale e dei diritti; per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; per la piena occupazione e contro la precarietà;
Fra le città in cui si è scioperato di mattina, a Trieste dove i lavoratori hanno dato vita ad un presidio davanti alla sede della società, Trieste Trasporti, sono rientrati negli impianti il 60% delle vetture; a Bologna ha incrociato le braccia il 50% dei lavoratori del servizio urbano su gomma. Rientrati negli impinti circa il 50% dei mezzi della Trentino Trasporti, ampia l’adesione nella SAD di Bolzano. A Ferrara è il 75% del servizio a fermarsi, circa il 20% l’adesione dei lavoratori del trasporto su ferro della regione Emilia Romagna.
A Napoli i lavoratori hanno dato vita ad un flaschmob davanti al palazzo San Giacomo; l’adesione del 70% del personale ha costretto alla chiusura di 3 linee funicolari su 4, nel servizio su gomma è circa il 40% dei lavoratori delle società ANM e CTT ad incrociare le braccia. Oltre il 30% l’adesione allo sciopero nelle città di Mestre e Venezia. A Gorizia l’adesione allo sciopero è stata del 60%. Oltre il 30% delle vetture in turno della società ATAC di Roma sono rientrate negli impianti mentre, nella società privata Roma TPL, ha aderito il 60% del personale comandato in servizio e le linee della metropolitana hanno subito rallentamenti. A singhiozzo le linee extraurbane della regione Sicilia; numerosi i turni soppressi nelle linee regionali della Calabria.Ma la giornata di mobilitazione continua; in molte altre città lo sciopero si è attivato nelle ore pomeridiane e serali, come a Milano e Torino, Modena e molte altre dalle 18.00 alle 22.00.
Questo primo bilancio consegna all’USB un chiaro mandato da parte dei lavoratori, che non hanno alcuna intenzione di rimanere a guardare lo smantellamento del servizio pubblico, la precarizzazione della loro vita, la continua aggressione ai propri diritti compreso l’esercizio del diritto di sciopero.

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Sciopero: Protesta scuola 17 maggio 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 Mag 2019

Marcello Pacifico (Anief): Sul precariato alcuna soluzione risolutiva nella proposta dei sindacati. Gli stipendi continuano a rimanere lontani dell’inflazione nell’accordo col Governo, mentre sulla regionalizzazione non vi è alcuna rassicurazione. Il personale Ata continua a essere dimenticato. Per queste ragioni stiamo manifestando a Roma davanti al Parlamento. Chiediamo di essere ascoltati, abbiamo idee a costo zero per lo Stato che risolvono molti dei problemi: riapertura annuale delle GaE al personale abilitato, brevi corsi abilitanti gratuiti per i precari con 36 mesi, utilizzo delle risorse della legge 133 per dare 240 euro in più almeno a docenti, educatori e Ata e autonomia differenziata sul modello siciliano.

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Venerdì 17 sciopero USB trasporto locale, ferrovie e traghetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 Mag 2019

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 17 maggio lo sciopero generale del settore trasporti, con esclusione del trasporto aereo che sciopererà per 24 ore martedì 21 maggio.Il trasporto pubblico locale si fermerà per 4 ore con modalità che variano da città a città e sono riepilogate a seguire.Il trasporto ferroviario (Ferrovie dello Stato, Italo, Trenord) sciopera per 8 ore, dalle 9 alle 17.Il trasporto marittimo e quello merci si fermano per 24 ore.Sono esclusi dallo sciopero il trasporto ferroviario della Regione Piemonte e l’azienda AMT di Catania.Lo sciopero è indetto:
● a tutela e garanzia del reale esercizio del diritto di sciopero e contro le continue interpretazioni restrittive operate dalla commissione nazionale di garanzia;
● contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle imprese di trasporto;
● per la salute sicurezza delle operazioni a tutela di lavoratori e utenti, basta omicidi;
● contro il sistema degli appalti indiscriminati e per la reinternalizzazione delle attività;
● per la definizione di una reale politica dei trasporti in Italia e per l’avvio dei tavoli sulla riforma dei settori;
● per ottenere politiche contrattuali realmente nazionali e esigibili per tutti i lavoratori che impediscano il dumping salariale e dei diritti;
● per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;
● per la piena occupazione e contro la precarietà.

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Sciopero: Continua la mobilitazione dei DS, Udir fornisce indicazioni precise circa l’adesione

Posted by fidest press agency su domenica, 12 Mag 2019

A causa dell’accelerazione dell’iter del ddl Concretezza, che inserisce le impronte digitali e i sistemi biometrici per la rilevazione delle presenze solo per i DS, alcune sigle sindacali hanno organizzato un sit-in dei dirigenti scolastici davanti al Senato il 16 maggio. Udir rilancia il proprio sciopero fissato per venerdì 17 maggio e comunica che anche chi partecipa al sin-in del 16 può, il giorno dopo, continuare la protesta aggiungendosi ai nostri scioperanti.
Per lo sciopero dei dirigenti scolastici e dei presidi incaricati, la comunicazione va inviata al direttore regionale, via mail, all’indirizzo dell’Usr: avviene sulla base dell’allegato al contratto (Cnnl 1998-2001) del comparto scuola, in attuazione della Legge 146/90. Non sono state infatti approvate le nuove norme sui servizi minimi. Nell’art. 2 del citato allegato, ai commi 3 e 4, si precisa che il DS o il preside incaricato che intende scioperare deve semplicemente comunicare la propria adesione. Bisogna inoltre comunicare la propria assenza per sciopero al personale della scuola e che le funzioni del dirigente aventi caratteri di essenzialità e urgenza saranno svolti, nell’ordine, dal collaboratore con delega a sostituire il dirigente, da altro collaboratore, o dal docente in servizio più anziano di età. Il dirigente o preside incaricato deve prendere in considerazione lo sciopero anche in assenza di comunicazione da parte dell’amministrazione, che non è tenuta, a norma di legge, a informare le singole scuole, risultando sufficiente l’informazione attraverso gli organi di stampa.
Il dirigente scolastico (preside incaricato) dunque: comunica al direttore regionale la propria adesione; comunica al personale docente e Ata la sua adesione allo sciopero e che, in sua assenza, le funzioni del dirigente aventi caratteri di essenzialità e urgenza saranno svolte, nell’ordine, dal collaboratore con delega a sostituire il DS, da un altro collaboratore o dal docente in servizio più anziano d’età. Richiama, nella stessa comunicazione di adesione allo sciopero, che il docente che lo sostituirà dovrà farsi carico di inviare, nei tempi indicati dal Miur, la comunicazione dell’adesione del dirigente allo sciopero.

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Anief: tra una settimana scioperiamo anche contro la regionalizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 11 Mag 2019

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, in diretta Facebook, ha parlato dello sciopero di venerdì prossimo, 17 maggio, a cui il sindacato aderisce: a partire dalle ore 10 ci sarà una manifestazione di fronte a Montecitorio.
Docenti precari esclusi dall’aggiornamento GaE, i precedenti dicono che vale la pena provare: meno di una settimana alla scadenza. Il 16 maggio termina la possibilità di dire no alle esclusioni ingiuste dalla “finestra” di inclusione nelle Graduatorie ad esaurimento: il ricorso riguarda coloro che sono a pieno titolo nella quarta fascia delle GaE e chiedono ora di passare in terza fascia; quelli che sono inseriti nella prima fascia delle graduatorie d’istituto, ma vogliono cambiare la provincia o le scuole d’inclusione; i docenti precari che intendono ottenere il riconoscimento del servizio militare prestato non in costanza di nomina; tutti coloro che sono in possesso dell’abilitazione, ovvero del diploma magistrale, ISEF, ITP, AFAM, chi si è abilitato presso le facoltà di Scienze della formazione primaria (SFP), con il TFA o PAS o ancora all’estero, chi è risultato idoneo agli ultimi concorsi, il personale educativo (per l’inserimento nelle GaE della scuola Primaria).
Marcello Pacifico (Anief): Le nostre azioni passate hanno cambiato la giurisprudenza in tema di GaE, come nel caso del diritto al cambio della provincia, al reinserimento dei docenti che ne avevano fatto richiesta, all’inserimento di tutti i docenti abilitati prima del 2012 nonostante la messa ad esaurimento delle graduatori permanenti.
Il presidente nazionale Marcello Pacifico, in diretta Facebook, ha discusso sulla questione stipendiale; ha altresì chiesto che il sindacato venga convocato, visto che la rappresentatività è stata raggiunta un anno fa.
E’ stato superato il termine ultimo per l’invio delle domande di partecipazione al Concorso Navigator. Sono 3.000 i post messi a bando, che si contendono un nuovo ruolo esclusivo e ben remunerato (lo stipendio previsto è di circa 1.600 euro mensili). Il Navigator sarà la figura centrale dell’assistenza tecnica fornita da ANPAL Servizi S.p.A. ai Centri per l’Impiego, selezionata e formata per supportarne i servizi e per integrarsi nel nuovo contesto caratterizzato dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza. L’obiettivo è assicurare assistenza tecnica ai CPI, valorizzando le politiche attive regionali, anche in una logica di case management da integrare e da implementare con le metodologie e tecniche innovative che saranno adottate per il rdc
In 35 mila aspettano il prossimo 1° settembre per entrare nei ruoli, ma regna la confusione presso gli Uffici scolastici sulla tipologia del contratto. Per Anief la norma è chiara: il FIT non esiste più. Pertanto, invitiamo tutti a segnalarci alla mail dedicata exfit@anief.net il rapporto di lavoro proposto e/o sottoscritto al fine di far rispettare la legge, affrontare l’anno di prova con serenità e partecipare alle procedure di mobilità
Mef annuncia per giugno un nuovo micro-aumento e il pagamento di eventuali arretrati
Si tratta di quanto già previsto dalla legge di stabilità per via dell’automatico adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale nel rispetto della normativa vigente. Peccato che non si tenga conto del blocco decennale dal 2008 a dispetto dell’aumento del costo della vita. Anief conferma la volontà di adire il giudice del lavoro per recuperare le somme dovute e non corrisposte dal 2016.

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Scuola: 17 maggio uno sciopero contro un accordo che non risolve i problemi della scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Il giovane sindacato risponde all’appello dei Cobas Scuola per una mobilitazione unitaria. Troppi annunci e poca concretezza nell’intesa fra governo e sindacati. Appuntamento davanti a Montecitorio. Pacifico, presidente Anief: “Chi crede nel nostro lavoro, non vuole la regionalizzazione, chiede stipendi adeguati e risposte diverse su carriera, reclutamento, mobilità stia al nostro fianco giorno 17”Scioperare contro un accordo inutile. Scioperare per riaprire il tavolo a soluzioni diverse da quelle prospettate dal governo e accettate dai sindacati. Scioperare per una scuola giusta. Anief risponde all’appello dei Cobas Scuola sulla necessità di una manifestazione unitaria e invita tutte le RSU di scuola e università a non sospendere lo stato di agitazione per rispondere all’intesa per nulla concreta tra governo e parti sociali.
Molteplice il senso della mobilitazione e della protesta in programma a Roma, davanti a Montecitorio, del prossimo 17 maggio, perché non c’è chiarezza e non c’è spazio per novità migliorative nei propositi emersi dall’incontro tra Governo e sindacati svoltosi a Palazzo Chigi nella notte tra il 23 e il 24 aprile; un appuntamento da cui Anief, ormai sindacato rappresentativo, è stato ingiustamente escluso.
I passi indietro annunciati sulla regionalizzazione, ad esempio, confliggono su quanto portato avanti dal governo, specie dalla sua componente leghista, sull’autonomia differenziata. E non si specifica da chi dipenderà il personale docente e Ata assunto, si accenna vagamente a un sistema nazionale di reclutamento e di un unico stato giuridico.
Il giovane sindacato autonomo esprime anche perplessità sugli annunciati aumenti degli stipendi (a tre cifre, cioè di almeno 100 euro), un provvedimento che andrebbe in rotta di collisione con il Documento di economia e finanza, in cui si indica chiaramente una riduzione, uniforme e durevole nel tempo, della spesa per il comparto Scuola di circa 8 punti percentuali, addirittura fino al 2045, e di incrementi stipendiali legati alla sola indennità di vacanza contrattuale, comunque non applicata in modo completo.
Nell’accordo governo-sindacati, prima di tutto, non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario. Poi il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, continua a indicare il concorso come unica via per il reclutamento, ma serve ben altro. Resta sotto accusa, per Anief, il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Per loro tante parole e pochi fatti, come pure per i diplomati magistrale, pari ad oltre 50 mila estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato. Non va meglio agli Ata, per i cui diritti ci sono solo impegni generici.

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Venerdì 10 maggio, sciopero generale del Pubblico Impiego

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 Mag 2019

Manifestazione al Ministero della Funzione Pubblica ore 10,30 Piazzetta Vidoni. La figura del dipendente pubblico è stata negli ultimi dieci anni letteralmente demolita da iniziative legislative persecutorie, creando un clima che ha consentito peraltro di bloccare il contratto per nove anni e, quando imposto dalla Corte Costituzionale, di rinnovarlo con aumenti ridicoli.Quei contratti oggi sono scaduti e il Governo, con la precedente legge di bilancio, ha stanziato risorse per aumenti pari all’1,95% (circa 25 euro netti mensili), ennesimo segnale di marginalizzazione del settore pubblico.Dalle impronte digitali al nuovo disegno di legge per il miglioramento della PA, il Governo “del cambiamento” continua ad alimentare l’ormai consunta retorica sui fannulloni del pubblico impiego, invece di affrontare i veri problemi della Pubblica Amministrazione.
Non c’è nessuna intenzione di far ripartire i servizi pubblici. Lo dicono i fatti. Del contratto abbiamo detto. Le assunzioni sono state bloccate. Mansionismo, carichi di lavoro, sicurezza, organizzazione del lavoro, precariato, comparti di contrattazione, democrazia sindacale, restano nodi irrisolti e, soprattutto, non sembra esserci volontà di affrontarli.Non ci resta che scioperare.
Il 10 maggio abbiamo chiamato i lavoratori del pubblico impiego allo sciopero per l’intera giornata e andremo a manifestare al ministero della Funzione Pubblica per chiedere il riconoscimento concreto della dignità della funzione che svolgono ogni giorno al servizio dei cittadini, a partire dallo stanziamento di risorse adeguate per il rinnovo dei contratti.

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Scuola: Pacifico Anief: “Sì allo sciopero dal governo”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 Mag 2019

In un’intervista radiofonica da Italia stampa il presidente nazionale Marcello Pacifico, ribadisce la necessità e le ragioni della mobilitazione della scuola per il prossimo 17 maggio.“Anief chiedeva di abilitare il doppio canale di reclutamento, tramite Gae e concorso ordinario, ma il governo sta procedendo altrimenti. Non si risolverà il problema del precariato, ci sono migliaia di insegnanti abilitati chiamati ancora come supplenti…”. Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, sottolinea in un’intervista radiofonica a Italia Stampa le ragioni dello sciopero della scuola del 17 maggio. L’intesa fra il governo e gli altri sindacati della scuola fa emergere perplessità e dubbi, tutti sottolineati dal presidente Pacifico: sul recupero del potere d’acquisto degli stipendi non si parla di modificare il DEF, in cui sono previsti ulteriori tagli; sul reclutamento si ritorna ai concorsi riservati senza stabilizzare docenti abilitati e precari attraverso le GaE; sul personale Ata non ci sono novità; sulla regionalizzazione non vi è chiarezza.

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