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Posts Tagged ‘sciopero’

Il 27 settembre è sciopero generale USB per il clima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

L’Unione Sindacale di Base, aderendo allo sciopero globale per il clima, ha proclamato lo sciopero nazionale generale di tutte le categorie ed invita i propri iscritti e tutti i lavoratori e le lavoratrici alla mobilitazione. Lo stato di emergenza nel quale il Pianeta Terra è entrato da diversi anni, a causa del surriscaldamento dovuto al crescente inquinamento atmosferico, non ha spinto finora ad invertire la rotta né su scala globale né a livello nazionale. I frequenti richiami di tanta parte della comunità scientifica rimangono inascoltati e vengono spesso accusati di allarmismo e catastrofismo. Ma l’intensificarsi di sempre maggiori catastrofi, solo apparentemente naturali, sta lì a dimostrarci che stiamo correndo verso il baratro e che le ripercussioni del crescente riscaldamento del pianeta sono destinate ad essere devastanti.Purtroppo la Terra è stata colonizzata dal capitalismo ed il sistema economico resta rigorosamente ancorato ad una logica di sfruttamento della natura e di progressiva concentrazione delle ricchezze nelle mani di sempre meno persone. La corsa forsennata al profitto, che ha portato alla creazione di una smisurata massa di capitale finanziario che agisce ormai al di fuori di qualsiasi logica di crescita equilibrata, è la causa fondamentale di una produzione inquinante ed incurante della salvaguardia degli equilibri del nostro ecosistema.Per millenni l’umanità ha vissuto in armonia con il proprio ambiente, ma dall’affermazione del capitalismo e poi del colonialismo e dell’imperialismo, il Pianeta è stato sottoposto ad una pressione crescente. Ora viviamo un’epoca di accelerazione geometrica del surriscaldamento.Il terzo sciopero globale è un grido d’allarme ma anche una chiamata ad agire. Aspettarsi che i governi, le grandi istituzioni finanziarie o le aziende multinazionali mettano in campo un cambiamento radicale del modello di sviluppo non ha senso. I lavoratori e le lavoratrici possono fare tanto. Fermare l’apparato produttivo del paese, interrompere l’attività economica, anche per un solo giorno, ma tutti assieme in tanta parte del Pianeta, con centinaia di migliaia di giovani e giovanissimi che hanno avuto il merito di cominciare la mobilitazione globale, rappresenta una secchiata d’acqua gelida per chi non si è accorto di quello che sta succedendo.Lo sciopero, però, è solo l’inizio. C’è un complesso di politiche ambientali e, contemporaneamente, di lotta alle disuguaglianze sociali, che vanno agite tutti i giorni e sulle quali sarà molto importante concentrarsi già da quest’autunno.
L’Esecutivo nazionale dell’USB invita i propri delegati e iscritti ad organizzare assemblee ed incontri sui posti di lavoro e sul territorio per promuovere lo sciopero generale del 27 settembre ed allargare la partecipazione nella mobilitazione contro i veri responsabili dei cambiamenti climatici.

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Il 27 settembre Fridays For Future ha lanciato uno Sciopero Globale per il Clima

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Raccogliamo la sfida? C’è un grido di allarme che sta circolando per tutto il pianeta, lanciato dal movimento Fridays For Future, che denuncia lo stato di emergenza nel quale è entrata la Terra a causa del cambiamento climatico in atto e delle previsioni drammatiche diffuse da tempo da tanta parte della comunità scientifica. Con la Dichiarazione di Losanna dei primi di agosto il movimento ha proposto uno Sciopero Globale per il Clima nella settimana dal 20 al 27 settembre (in Italia venerdì 27) ed ha invitato alla mobilitazione.Questo grido rimbalza dentro il nostro paese mentre siamo alle prese con la crisi di governo innescata da Salvini i primi di agosto. Apparentemente le questioni ambientali sono dentro i programmi di entrambe le forze, Pd e M5S, che stanno negoziando la formazione del nuovo esecutivo. Zingaretti ha inserito il tema tra i 5 punti imprescindibili e Di Maio lo ha riproposto tra i 10 paletti presentati dai grillini. E, soprattutto, l’economia greenè uno dei capisaldi del programma della nuova Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leven.Le piazze piene di giovani che rispondono all’appello del movimento FFF hanno costretto a dare una riverniciatura di verde ai programmi di diversi partiti e istituzioni, e questo è senz’altro un piccolo ma importante risultato ottenuto dalla prime mobilitazioni. L’ecologismo e la salvaguardia del nostro ecosistema vengono letti come il possibile antidoto ideale e valoriale al nazionalismo xenofobo che si sta allargando in molti paesi, una sorta di rinascimento ideale dell’universalismo ed ugualitarismo che negli ultimi decenni sono stati costretti alla ritirata.Certo non può sfuggire il dato eclatante che solo alcune settimane fa il nostro Parlamento abbia votato a maggioranza schiacciante la mozione pro TAV, mostrando quanto sia forte in Italia il partito trasversale delle grandi opere, che ha una interpretazione assai preoccupante di economiagreen. Che poi è la stessa delle tecnocrazie europee. Secondo questa versione, il green è il campo sul quale convertire e concentrare gli investimenti economici dei prossimi anni, cercando di conciliare profitto e sviluppo con una riduzione dell’impatto ambientale. Verniciare di verde un sistema per lasciarne inalterata la sostanza.L’ipocrisia di governi e partiti che provano a presentarsi come radicali sostenitori dell’ambiente è un dato inevitabile, ma in questa fase segnala anche la difficoltà concreta nella quale si trovano i potenti a mantenere il consenso dentro un contesto nel quale aumentano sia le disuguaglianze sociali che le catastrofi naturali provocate dal peggioramento delle condizioni climatiche.Il grido lanciato da FFF e la proposta di sciopero globale obbligano il movimento dei lavoratori a scelte non semplici ma urgenti: la lotta alla precarietà, alla disoccupazione, ai bassi salari si può fare prescindendo da una battaglia generale per la salvaguardia dell’ambiente e della salute? Quando denunciamo l’aumento dei morti sul lavoro dovuto alla corsa sfrenata e cinica al massimo profitto, stiamo contestando una società in cui prevale esclusivamente l’interessa delle imprese private. Quando denunciamo l’impatto delle nuove tecnologie in termini di aumento delle malattie e dello stress sui lavoratori… Quando denunciamo il ritorno alla schiavitù in molti settori lavorativi, come l’agricoltura…Quando denunciamo la flessibilità selvaggia, la decontrattualizzazione, la perdita di ogni tutela… Il grido lanciato da FFF può dare una spinta al desiderio di cambiamento che c’è in chi è stanco di vivere di precarietà e di bassi salari e percepisce che intorno a sé le condizioni stanno cambiando, in peggio: per l’abbandono di interi territori, per l’incuria di infrastrutture e servizi, per le tante emergenze ecologiche che si accavallano martoriando zone e luoghi sempre meno protetti.Saldare i temi della salute e dell’ambiente a quelli del lavoro può rimettere in moto la società.

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Autostrade: sindacati confermano sciopero 25-26 agosto

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica hanno confermato la proclamazione dello sciopero per Domenica 25 e lunedì 26 agosto.”Inaccettabile e vergognoso uno sciopero del personale delle autostrade proprio durante il controesodo. Intervenga il ministro dei Trasporti Toninelli, precettando i casellanti e, come previsto dalla legge n. 146 del ’90, dopo aver esperito un tentativo di conciliazione, adotti un’ordinanza, disponendo il differimento dell’astensione collettiva ad altra data” chiede a gran voce Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ evidente che, in questo settore chiave, va rivista la regolamentazione, oramai anacronistica. Un tempo in occasione dello sciopero dei casellanti, l’utente non pagava. Si danneggiava l’azienda e si faceva felice il consumatore. Ora, con i nuovi mezzi tecnologici, si formano solo code estenuanti ai caselli. Nessun danno economico per le società concessionarie, che dovrebbero essere, invece, il vero obiettivo dello sciopero, e disagi immani per gli automobilisti, vittime innocenti dei mancati rinnovi contrattuali. Va, quindi, impedito qualunque sciopero durante tutti i giorni da bollino nero e questo va scritto nero su bianco” conclude Dona.

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Scuola: Sindacati maggiori pronti allo sciopero

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Finalmente i sindacati maggiori, CGIL, CSIL, UIL, SNALS e GILDA, si rendono conto che l’accordo del 24 aprile scorso, a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, era una farsa: comunque vada l’imminente Consiglio dei Ministri, che esaminerà anche il Decreto scuola per andare incontro alle problematiche del precariato, quell’intesa ha avuto un’incidenza vicina allo zero. Le stesse organizzazioni sindacali sono state costrette oggi a organizzare in fretta e in furia una conferenza stampa, durante la quale hanno minacciato di ricorrere allo sciopero generale in autunno qualora il decreto sui precari non venisse approvato. Marcello Pacifico (Anief): Sarebbe ora che i 5 sindacati, CGIL, CSIL, UIL, SNALS e GILDA, facessero mea culpa e ammettessero di aver fallito, soprattutto considerata la marcia indietro che ha portato alla revoca dello sciopero del 17 maggio; in conclusione, lo sciopero generale minacciato ad agosto è fumo negli occhi ai precari.
Premesso che le disposizioni che si vorrebbero attivare – Pas abilitanti e concorsi di vario genere, ordinario e straordinario – non sono affatto risolutivi, viene da chiedersi per quale motivo questi sindacati abbiano dato credito a un vago accordo senza avere preteso mai uno straccio di garanzia scritta nero su bianco. Ecco perché l’Anief, assieme agli altri sindacati, il 17 maggio è sceso in piazza confermando lo sciopero generale, dopo che aveva proclamato altri scioperi nel corso del 2019 (il 27 febbraio, l’8 marzo, il 10 e il 17 maggio, oltre a quello dell’11 settembre 2018).Infatti l’accordo sui precari, frutto della famosa intesa del 24 aprile, per l’Anief era inutile e fallimentare nei contenuti. Nell’accordo governo-sindacati, prima di tutto, non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario. Resta sotto accusa, per Anief, il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Per loro tante parole e pochi fatti, come pure per i diplomati magistrale, pari ad oltre 50 mila insegnanti estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato.

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Sciopero nazionale dei Trasporti

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2019

24 luglio 2019, sciopero nazionale dei Trasporti. Le Società ACI Global S.p.A., ACI Global Servizi S.p.A e ACI Infomobility S.p.A. comunicano che le Federazioni Nazionali della FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI hanno indetto uno sciopero nazionale dei Trasporti.di 24 ore. Per quanto riguarda il settore dell’autonoleggio, del soccorso stradale e dell’infomobilità le modalità di adesione allo sciopero saranno le seguenti:
· personale delle Centrali Operative: ultime 4 ore del turno/prestazione;
· restante personale: l’intero turno di lavoro/prestazione.
Le Società garantiranno, comunque, i servizi minimi essenziali delle proprie centrali operative di assistenza di Roma e di Milano.

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INAIL: quando la tecnologia trasforma il lavoro in peggio

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Venerdì 12 luglio un’ora di sciopero del personale INAIL indetto dall’Unione Sindacale di Base  che si terrà alla fine di ogni turno di lavoro contro l’introduzione della cosiddetta procedura “AGENDA”.Si tratta in sostanza del trasferimento a ogni singolo dipendente della responsabilità della gestione della propria posizione su presenze, permessi e missioni. Una mossa contro la quale USB si è già ripetutamente pronunciata ma che l’amministrazione ha voluto portare avanti a ogni costo.In un ente travolto dalle problematiche, la procedura “AGENDA” non poteva che essere la goccia che fa traboccare il vaso: malfunzionamenti e assenza di istruzioni precise costringono infatti i lavoratori a perdere quotidianamente ore di lavoro, sottraendole all’attività istituzionale e quindi all’utenza.Nel Piano Triennale dei Fabbisogni 2019-2021 la leva tecnologica veniva indicata come il fattore di trasformazione. Peccato sia una trasformazione in peggio, segno di un distacco dal mondo reale. Lo dimostrano le “risposte” della Direzione Generale in una riunione sulla nuova procedura. Silenzio totale su termini e costi dell’appalto “non ricordo” alla domanda se corrisponda a verità un costo dai 20 agli 80 euro per ogni singola richiesta d’intervento a Service Now. Alla faccia della trasparenza.Una bella trovata, la procedura “AGENDA”, che fa il paio con i nuovi 7000 smartphone acquistati per il personale. Sullo sfondo, l’aumento del malessere del personale anche a causa di procedure malfunzionanti e disorganizzazione del lavoro, l’aumento dei carichi di lavoro, il ricorso ormai selvaggio al fenomeno del mansionismo, la carenza di personale nelle strutture.Non ricordiamo da quanto tempo uno sciopero sia stato indetto avendo come controparte diretta l’Inail. Evidentemente abbiamo oltrepassato ogni limite. Chiediamo ai lavoratori INAIL di unirsi allo sciopero, indipendentemente dall’appartenenza sindacale.
(fonte: Coordinamento nazionale USB INAIL)

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Il 20 giugno sciopero USB all’Atac

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per giovedì 20 giugno uno sciopero di 24 ore del personale di Atac. Uno sciopero per difendere la salute e la sicurezza tanto dei lavoratori quanto degli utenti, perché nel trasporto pubblico romano il problema non sono più soltanto i bus che prendono fuoco e le aggressioni al personale, ma anche le polveri sottili nelle gallerie e nelle stazioni della metro, polveri micidiali i cui valori arrivano a sforare anche di 5 volte i limiti di legge.Dopo le denunce di USB e Orsa sulla sospensione da un anno e mezzo della depolverizzazione delle gallerie, che ha lasciato depositare e respirare a dipendenti e utenti polveri sottili, nonché sull’assenza di rilevazioni dallo scorso mese di ottobre, lunedì 3 giugno il prefetto di Roma ha accolto le sollecitazioni delle due organizzazioni sindacali, disponendo che Atac effettui celermente nuovi rilievi, per i quali l’azienda ha incaricato subito l’Università di Tor Vergata.Più in generale USB denuncia la quasi totale assenza di servizi igienici ai capolinea, la negazione continua di ferie adeguate a un sufficiente recupero psico-fisico, lo stato usurato dei mezzi, l’assenza di aria condizionata nei mesi caldi, tutte situazioni che causano un peggioramento delle condizioni di salute dei lavoratori.Le continue aggressioni al personale operativo, causate dalla gestione insufficiente del servizio, aggiungono infine altro stress e altro disagio a lavoratori che svolgono già un’attività di per sé usurante.Il 20 giugno i lavoratori sciopereranno non solo per tutelare la propria salute e la propria sicurezza ma anche quelle degli utenti. È a loro che ci rivolgiamo e chiediamo comprensione e sostegno, perché vittime in egual misura di una gestione inefficiente di un servizio pubblico che è patrimonio di tutti.
Il personale viaggiante di Atac si fermerà dalle ore 08:30 alle ore 17:00 e dalle 20:00 a fine servizio.

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Sciopero generale dei trasporti di 4 ore proclamato oggi dall’ Unione Sindacale di Base

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 Mag 2019

Una mobiliatazione a tutela e per garantire il reale esercizio del diritto di sciopero e le continue interpretazioni restrittive operate dalla commissione nazionale di garanzia; contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle imprese di trasporto; per la salute sicurezza delle operazioni a tutela di lavoratori e utenti, basta omicidi; contro il sistema degli appalti indiscriminati e per la reinternalizzazione delle attività; per la definizione di una reale politica dei trasporti in Italia e per l’avvio dei tavoli sulla riforma dei settori; per ottenere politiche contrattuali realmente nazionali e esigibili per tutti i lavoratori che impediscano il dumping salariale e dei diritti; per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; per la piena occupazione e contro la precarietà;
Fra le città in cui si è scioperato di mattina, a Trieste dove i lavoratori hanno dato vita ad un presidio davanti alla sede della società, Trieste Trasporti, sono rientrati negli impianti il 60% delle vetture; a Bologna ha incrociato le braccia il 50% dei lavoratori del servizio urbano su gomma. Rientrati negli impinti circa il 50% dei mezzi della Trentino Trasporti, ampia l’adesione nella SAD di Bolzano. A Ferrara è il 75% del servizio a fermarsi, circa il 20% l’adesione dei lavoratori del trasporto su ferro della regione Emilia Romagna.
A Napoli i lavoratori hanno dato vita ad un flaschmob davanti al palazzo San Giacomo; l’adesione del 70% del personale ha costretto alla chiusura di 3 linee funicolari su 4, nel servizio su gomma è circa il 40% dei lavoratori delle società ANM e CTT ad incrociare le braccia. Oltre il 30% l’adesione allo sciopero nelle città di Mestre e Venezia. A Gorizia l’adesione allo sciopero è stata del 60%. Oltre il 30% delle vetture in turno della società ATAC di Roma sono rientrate negli impianti mentre, nella società privata Roma TPL, ha aderito il 60% del personale comandato in servizio e le linee della metropolitana hanno subito rallentamenti. A singhiozzo le linee extraurbane della regione Sicilia; numerosi i turni soppressi nelle linee regionali della Calabria.Ma la giornata di mobilitazione continua; in molte altre città lo sciopero si è attivato nelle ore pomeridiane e serali, come a Milano e Torino, Modena e molte altre dalle 18.00 alle 22.00.
Questo primo bilancio consegna all’USB un chiaro mandato da parte dei lavoratori, che non hanno alcuna intenzione di rimanere a guardare lo smantellamento del servizio pubblico, la precarizzazione della loro vita, la continua aggressione ai propri diritti compreso l’esercizio del diritto di sciopero.

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Sciopero: Protesta scuola 17 maggio 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 Mag 2019

Marcello Pacifico (Anief): Sul precariato alcuna soluzione risolutiva nella proposta dei sindacati. Gli stipendi continuano a rimanere lontani dell’inflazione nell’accordo col Governo, mentre sulla regionalizzazione non vi è alcuna rassicurazione. Il personale Ata continua a essere dimenticato. Per queste ragioni stiamo manifestando a Roma davanti al Parlamento. Chiediamo di essere ascoltati, abbiamo idee a costo zero per lo Stato che risolvono molti dei problemi: riapertura annuale delle GaE al personale abilitato, brevi corsi abilitanti gratuiti per i precari con 36 mesi, utilizzo delle risorse della legge 133 per dare 240 euro in più almeno a docenti, educatori e Ata e autonomia differenziata sul modello siciliano.

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Venerdì 17 sciopero USB trasporto locale, ferrovie e traghetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 Mag 2019

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 17 maggio lo sciopero generale del settore trasporti, con esclusione del trasporto aereo che sciopererà per 24 ore martedì 21 maggio.Il trasporto pubblico locale si fermerà per 4 ore con modalità che variano da città a città e sono riepilogate a seguire.Il trasporto ferroviario (Ferrovie dello Stato, Italo, Trenord) sciopera per 8 ore, dalle 9 alle 17.Il trasporto marittimo e quello merci si fermano per 24 ore.Sono esclusi dallo sciopero il trasporto ferroviario della Regione Piemonte e l’azienda AMT di Catania.Lo sciopero è indetto:
● a tutela e garanzia del reale esercizio del diritto di sciopero e contro le continue interpretazioni restrittive operate dalla commissione nazionale di garanzia;
● contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle imprese di trasporto;
● per la salute sicurezza delle operazioni a tutela di lavoratori e utenti, basta omicidi;
● contro il sistema degli appalti indiscriminati e per la reinternalizzazione delle attività;
● per la definizione di una reale politica dei trasporti in Italia e per l’avvio dei tavoli sulla riforma dei settori;
● per ottenere politiche contrattuali realmente nazionali e esigibili per tutti i lavoratori che impediscano il dumping salariale e dei diritti;
● per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;
● per la piena occupazione e contro la precarietà.

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Sciopero: Continua la mobilitazione dei DS, Udir fornisce indicazioni precise circa l’adesione

Posted by fidest press agency su domenica, 12 Mag 2019

A causa dell’accelerazione dell’iter del ddl Concretezza, che inserisce le impronte digitali e i sistemi biometrici per la rilevazione delle presenze solo per i DS, alcune sigle sindacali hanno organizzato un sit-in dei dirigenti scolastici davanti al Senato il 16 maggio. Udir rilancia il proprio sciopero fissato per venerdì 17 maggio e comunica che anche chi partecipa al sin-in del 16 può, il giorno dopo, continuare la protesta aggiungendosi ai nostri scioperanti.
Per lo sciopero dei dirigenti scolastici e dei presidi incaricati, la comunicazione va inviata al direttore regionale, via mail, all’indirizzo dell’Usr: avviene sulla base dell’allegato al contratto (Cnnl 1998-2001) del comparto scuola, in attuazione della Legge 146/90. Non sono state infatti approvate le nuove norme sui servizi minimi. Nell’art. 2 del citato allegato, ai commi 3 e 4, si precisa che il DS o il preside incaricato che intende scioperare deve semplicemente comunicare la propria adesione. Bisogna inoltre comunicare la propria assenza per sciopero al personale della scuola e che le funzioni del dirigente aventi caratteri di essenzialità e urgenza saranno svolti, nell’ordine, dal collaboratore con delega a sostituire il dirigente, da altro collaboratore, o dal docente in servizio più anziano di età. Il dirigente o preside incaricato deve prendere in considerazione lo sciopero anche in assenza di comunicazione da parte dell’amministrazione, che non è tenuta, a norma di legge, a informare le singole scuole, risultando sufficiente l’informazione attraverso gli organi di stampa.
Il dirigente scolastico (preside incaricato) dunque: comunica al direttore regionale la propria adesione; comunica al personale docente e Ata la sua adesione allo sciopero e che, in sua assenza, le funzioni del dirigente aventi caratteri di essenzialità e urgenza saranno svolte, nell’ordine, dal collaboratore con delega a sostituire il DS, da un altro collaboratore o dal docente in servizio più anziano d’età. Richiama, nella stessa comunicazione di adesione allo sciopero, che il docente che lo sostituirà dovrà farsi carico di inviare, nei tempi indicati dal Miur, la comunicazione dell’adesione del dirigente allo sciopero.

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Anief: tra una settimana scioperiamo anche contro la regionalizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 11 Mag 2019

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, in diretta Facebook, ha parlato dello sciopero di venerdì prossimo, 17 maggio, a cui il sindacato aderisce: a partire dalle ore 10 ci sarà una manifestazione di fronte a Montecitorio.
Docenti precari esclusi dall’aggiornamento GaE, i precedenti dicono che vale la pena provare: meno di una settimana alla scadenza. Il 16 maggio termina la possibilità di dire no alle esclusioni ingiuste dalla “finestra” di inclusione nelle Graduatorie ad esaurimento: il ricorso riguarda coloro che sono a pieno titolo nella quarta fascia delle GaE e chiedono ora di passare in terza fascia; quelli che sono inseriti nella prima fascia delle graduatorie d’istituto, ma vogliono cambiare la provincia o le scuole d’inclusione; i docenti precari che intendono ottenere il riconoscimento del servizio militare prestato non in costanza di nomina; tutti coloro che sono in possesso dell’abilitazione, ovvero del diploma magistrale, ISEF, ITP, AFAM, chi si è abilitato presso le facoltà di Scienze della formazione primaria (SFP), con il TFA o PAS o ancora all’estero, chi è risultato idoneo agli ultimi concorsi, il personale educativo (per l’inserimento nelle GaE della scuola Primaria).
Marcello Pacifico (Anief): Le nostre azioni passate hanno cambiato la giurisprudenza in tema di GaE, come nel caso del diritto al cambio della provincia, al reinserimento dei docenti che ne avevano fatto richiesta, all’inserimento di tutti i docenti abilitati prima del 2012 nonostante la messa ad esaurimento delle graduatori permanenti.
Il presidente nazionale Marcello Pacifico, in diretta Facebook, ha discusso sulla questione stipendiale; ha altresì chiesto che il sindacato venga convocato, visto che la rappresentatività è stata raggiunta un anno fa.
E’ stato superato il termine ultimo per l’invio delle domande di partecipazione al Concorso Navigator. Sono 3.000 i post messi a bando, che si contendono un nuovo ruolo esclusivo e ben remunerato (lo stipendio previsto è di circa 1.600 euro mensili). Il Navigator sarà la figura centrale dell’assistenza tecnica fornita da ANPAL Servizi S.p.A. ai Centri per l’Impiego, selezionata e formata per supportarne i servizi e per integrarsi nel nuovo contesto caratterizzato dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza. L’obiettivo è assicurare assistenza tecnica ai CPI, valorizzando le politiche attive regionali, anche in una logica di case management da integrare e da implementare con le metodologie e tecniche innovative che saranno adottate per il rdc
In 35 mila aspettano il prossimo 1° settembre per entrare nei ruoli, ma regna la confusione presso gli Uffici scolastici sulla tipologia del contratto. Per Anief la norma è chiara: il FIT non esiste più. Pertanto, invitiamo tutti a segnalarci alla mail dedicata exfit@anief.net il rapporto di lavoro proposto e/o sottoscritto al fine di far rispettare la legge, affrontare l’anno di prova con serenità e partecipare alle procedure di mobilità
Mef annuncia per giugno un nuovo micro-aumento e il pagamento di eventuali arretrati
Si tratta di quanto già previsto dalla legge di stabilità per via dell’automatico adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale nel rispetto della normativa vigente. Peccato che non si tenga conto del blocco decennale dal 2008 a dispetto dell’aumento del costo della vita. Anief conferma la volontà di adire il giudice del lavoro per recuperare le somme dovute e non corrisposte dal 2016.

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Scuola: 17 maggio uno sciopero contro un accordo che non risolve i problemi della scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Il giovane sindacato risponde all’appello dei Cobas Scuola per una mobilitazione unitaria. Troppi annunci e poca concretezza nell’intesa fra governo e sindacati. Appuntamento davanti a Montecitorio. Pacifico, presidente Anief: “Chi crede nel nostro lavoro, non vuole la regionalizzazione, chiede stipendi adeguati e risposte diverse su carriera, reclutamento, mobilità stia al nostro fianco giorno 17”Scioperare contro un accordo inutile. Scioperare per riaprire il tavolo a soluzioni diverse da quelle prospettate dal governo e accettate dai sindacati. Scioperare per una scuola giusta. Anief risponde all’appello dei Cobas Scuola sulla necessità di una manifestazione unitaria e invita tutte le RSU di scuola e università a non sospendere lo stato di agitazione per rispondere all’intesa per nulla concreta tra governo e parti sociali.
Molteplice il senso della mobilitazione e della protesta in programma a Roma, davanti a Montecitorio, del prossimo 17 maggio, perché non c’è chiarezza e non c’è spazio per novità migliorative nei propositi emersi dall’incontro tra Governo e sindacati svoltosi a Palazzo Chigi nella notte tra il 23 e il 24 aprile; un appuntamento da cui Anief, ormai sindacato rappresentativo, è stato ingiustamente escluso.
I passi indietro annunciati sulla regionalizzazione, ad esempio, confliggono su quanto portato avanti dal governo, specie dalla sua componente leghista, sull’autonomia differenziata. E non si specifica da chi dipenderà il personale docente e Ata assunto, si accenna vagamente a un sistema nazionale di reclutamento e di un unico stato giuridico.
Il giovane sindacato autonomo esprime anche perplessità sugli annunciati aumenti degli stipendi (a tre cifre, cioè di almeno 100 euro), un provvedimento che andrebbe in rotta di collisione con il Documento di economia e finanza, in cui si indica chiaramente una riduzione, uniforme e durevole nel tempo, della spesa per il comparto Scuola di circa 8 punti percentuali, addirittura fino al 2045, e di incrementi stipendiali legati alla sola indennità di vacanza contrattuale, comunque non applicata in modo completo.
Nell’accordo governo-sindacati, prima di tutto, non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario. Poi il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, continua a indicare il concorso come unica via per il reclutamento, ma serve ben altro. Resta sotto accusa, per Anief, il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Per loro tante parole e pochi fatti, come pure per i diplomati magistrale, pari ad oltre 50 mila estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato. Non va meglio agli Ata, per i cui diritti ci sono solo impegni generici.

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Venerdì 10 maggio, sciopero generale del Pubblico Impiego

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 Mag 2019

Manifestazione al Ministero della Funzione Pubblica ore 10,30 Piazzetta Vidoni. La figura del dipendente pubblico è stata negli ultimi dieci anni letteralmente demolita da iniziative legislative persecutorie, creando un clima che ha consentito peraltro di bloccare il contratto per nove anni e, quando imposto dalla Corte Costituzionale, di rinnovarlo con aumenti ridicoli.Quei contratti oggi sono scaduti e il Governo, con la precedente legge di bilancio, ha stanziato risorse per aumenti pari all’1,95% (circa 25 euro netti mensili), ennesimo segnale di marginalizzazione del settore pubblico.Dalle impronte digitali al nuovo disegno di legge per il miglioramento della PA, il Governo “del cambiamento” continua ad alimentare l’ormai consunta retorica sui fannulloni del pubblico impiego, invece di affrontare i veri problemi della Pubblica Amministrazione.
Non c’è nessuna intenzione di far ripartire i servizi pubblici. Lo dicono i fatti. Del contratto abbiamo detto. Le assunzioni sono state bloccate. Mansionismo, carichi di lavoro, sicurezza, organizzazione del lavoro, precariato, comparti di contrattazione, democrazia sindacale, restano nodi irrisolti e, soprattutto, non sembra esserci volontà di affrontarli.Non ci resta che scioperare.
Il 10 maggio abbiamo chiamato i lavoratori del pubblico impiego allo sciopero per l’intera giornata e andremo a manifestare al ministero della Funzione Pubblica per chiedere il riconoscimento concreto della dignità della funzione che svolgono ogni giorno al servizio dei cittadini, a partire dallo stanziamento di risorse adeguate per il rinnovo dei contratti.

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Scuola: Pacifico Anief: “Sì allo sciopero dal governo”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 Mag 2019

In un’intervista radiofonica da Italia stampa il presidente nazionale Marcello Pacifico, ribadisce la necessità e le ragioni della mobilitazione della scuola per il prossimo 17 maggio.“Anief chiedeva di abilitare il doppio canale di reclutamento, tramite Gae e concorso ordinario, ma il governo sta procedendo altrimenti. Non si risolverà il problema del precariato, ci sono migliaia di insegnanti abilitati chiamati ancora come supplenti…”. Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, sottolinea in un’intervista radiofonica a Italia Stampa le ragioni dello sciopero della scuola del 17 maggio. L’intesa fra il governo e gli altri sindacati della scuola fa emergere perplessità e dubbi, tutti sottolineati dal presidente Pacifico: sul recupero del potere d’acquisto degli stipendi non si parla di modificare il DEF, in cui sono previsti ulteriori tagli; sul reclutamento si ritorna ai concorsi riservati senza stabilizzare docenti abilitati e precari attraverso le GaE; sul personale Ata non ci sono novità; sulla regionalizzazione non vi è chiarezza.

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Scuola – Sciopero dei DS, Udir: protestiamo per dare alla categoria il riconoscimento che merita

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Anche altri sindacati sciopereranno il 17 maggio. Udir disapprova l’accordo raggiunto e va avanti verso la protesta. Marcello Pacifico (Udir): Confermiamo la mobilitazione perché non è stato fatto nessun passo indietro rispetto alle impronte digitali e alle rilevazioni biometriche per accertare la presenza dei DS, misura che reputiamo offensiva e totalmente priva di senso. Non è giunto nemmeno un arresto sul salario accessorio senza valutazione o ancora sull’obbligo della dimora nella sede di servizio presente nel decreto concretezza. Inoltre, il FUN per l’a.s. 2017/2018 risulta privo della RIA dei presidi andati in quiescenza, mentre è assente ancora la perequazione esterna con gli altri dirigenti dal 2016. In ultimo, a non farci desistere dall’intento, l’evidente e progressivo taglio delle risorse per l’istruzione registrato nel DEFOltre al giovane sindacato, altre sigle prenderanno parte alla mobilitazione, come Cub. Udir si è battuto inoltre, anche in occasione della recente audizione in Senato, per assicurare l’oggettività nei criteri di valutazione dei DS e procedure di reclutamento più snelle.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, si è impegnato affinché le criticità potessero trovare una soluzione, ma senza risultati: “Da tempo siamo sul pezzo e seguiamo da vicino le mosse del Governo, con l’intento di direzionarle verso ciò che è più opportuno, tenendo conto anche del fatto che i presidi sono oberati di lavoro e responsabilità”.“Pure attraverso proposte emendative, abbiamo sempre cercato di orientare le scelte, verso la strada che reputiamo più giusta. Visto che non è stato risolto nulla, siamo pronti a scioperare il 17 maggio, poiché non staremo di certo a osservare senza far niente”, conclude il presidente Pacifico.

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Udir proclama, per il prossimo 17 maggio, lo sciopero dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

A nulla serve l’intesa raggiunta fra i rappresentanti del governo e alcuni sindacati della scuola, perché impercettibili e vaghi sono stati, nel corso del dialogo fra le parti, i riferimenti alla condizione, sempre più difficile, dei dirigenti scolastici.Per bloccare la mobilitazione servivano ben altri impegni. Ad esempio un auspicabile passo indietro sul fronte delle impronte digitali e delle rilevazioni biometriche per accertare la presenza dei presidi sul luogo di lavoro: mossa inutile, offensiva, anche antieuropea, su cui ha espresso dubbi anche il Garante per la protezione dei dati personali, e che produrrebbe un inutile aggravio per l’erario. Oppure sarebbe stata necessaria qualche mossa più concreta per garantire l’oggettività nei criteri di valutazione per i dirigenti scolastici, o una semplificazione delle procedure di reclutamento, come richiesto anche da Udir, in una recente audizione in Senato.Sono ancora molte le criticità che non sembrano essere state nemmeno sfiorate nel dialogo e nell’intesa raggiunti dal governo e da alcune sigle sindacali del mondo della scuola: dal FUN per lo scorso anno scolastico privo di Ria dei dirigenti andati in pensione alla mancata perequazione interna con le altre aree della dirigenza dal 2016. Oltretutto, nonostante le rassicurazioni verbali, non ci sono risposte sul fronte delle retribuzioni – tema caro al giovane sindacato dei dirigenti scolastici – tanto più che non è all’ordine del giorno l’aggiornamento del DEF a cui poi dovrà riferirsi la prossima legge di stabilità 2020.

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USB Scuola: l’unico vero sciopero era e resta il 10 maggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 aprile 2019

Come era prevedibile la farsa del 17 Maggio è finita, con i due attori principali, sindacati gialli e governo, che nella scena finale chiudono il sipario con un accordo sul nulla, con vaghe promesse sui precari con 36 mesi di servizio e “corposi” aumenti stipendiali, mentre nulla di nulla si prevede per la risoluzione dei problemi della mobilità docente, per le assunzioni ATA, e men che meno sulla regionalizzazione.
Ancora una volta la finta concertazione ha prodotto un topolino con cui si cerca di prendere in giro i precari, i lavoratori di ruolo e la scuola pubblica statale tutta, ma questa volta il prezzo da pagare sarà altissimo, perché l’autonomia differenziata cambierà radicalmente il volto dell’istruzione pubblica statale.Ai precari vengono promessi percorsi riservati che prevedono comunque prove concorsuali, mentre per i contratti si promettono stanziamenti “corposi” senza che una cifra sia messa su carta.Sul “compartone” Istruzione e Ricerca, in cui sono stati forzatamente costretti i tre settori Scuola, Università e Ricerca, che in realtà non hanno nulla in comune dal punto di vista contrattuale, non è stato fatto neanche un accenno involontario.Ma la cosa più preoccupante è come l’accordo non preveda alcun riferimento alla regionalizzazione, dopo che i sindacati concertativi – insieme a quasi tutti il sindacalismo di base – avevano messo al centro dello sciopero questo tema con assemblee e convegni unitari. L’USB ha avviato un percorso di lotta contro la regionalizzazione, una secessione camuffata, che resta al centro delle mobilitazioni della Scuola e dell’intero Pubblico Impiego, il 10 maggio e non solo, perché crediamo fermamente che i diritti dei nostri studenti e dei lavoratori debbano essere identici in ogni regione del Paese.
L’unità è finita, perché l’unità è un feticcio utilizzato dai sindacati collaborazionisti per manipolare le giuste aspettative dei lavoratori della scuola, ma l’unica unità vera a cui mirano CGIL-CISL-UIL, Snals e Gilda è quella con il potere per garantire la propria esistenza, come era già stato dimostrato immediatamente dopo lo sciopero del 5 maggio 2015: la grande ammucchiata è stata ed è funzionale al mantenimento dello status quo e al rabbonimento dei lavoratori.Confermiamo lo sciopero della scuola il 10 Maggio, nella giornata dello sciopero generale dell’intero Pubblico Impiego proclamato da USB, ed invita le realtà del sindacalismo di base che non si accontentano delle promesse pre-elettorali a convergere su questa data che era ed è ancora di più l’unico sciopero vero contro la regionalizzazione, per la stabilizzazione definitiva dei precari della scuola, per una giusta mobilità e per aumenti stipendiali veri. (by USB P.I. Scuola)

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Scuola – Anief dice no all’accordo tra Governo e sindacati e conferma lo sciopero del 17 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 aprile 2019

L’intesa sottoscritta all’alba di questa mattina a Palazzo Chigi con i sindacati rappresentativi contiene parole vaghe e nessuna risposta concreta per risolvere i problemi del personale. Sul recupero del potere d’acquisto degli stipendi, per i quali servono 200 euro di aumenti, non si parla di modificare il DEF, nel quale invece sono previsti ulteriori tagli; sul reclutamento si ritorna ai concorsi riservati senza la stabilizzazione di docenti abilitati e precari attraverso le GaE; sul personale Ata non c’è nessuna novità, come per la ricerca e l’Afam; sulla regionalizzazione non vi è chiarezza sul passaggio del personale dallo Stato. Ecco perché permangono i motivi della protesta iniziata il 28 febbraio e l’8 marzo. Marcello Pacifico (Anief): Nel documento accordato non c’è alcun riferimento a rivedere il Documento di economia e finanza, eppure è un passaggio imprescindibile, se davvero si vogliono introdurre finanziamenti importanti nella legge di Stabilità di fine anno. Non stiamo parlando di cifre marginali, ma di almeno tre miliardi di euro: uno per riallineare gli stipendi di un milione e 200 mila dipendenti ai 10 punti di inflazione incassati negli ultimi anni, più altri due miliardi per gli aumenti veri e propri.Solo un accordo di massima, con molti rinvii e poche azioni concrete, finalizzati solo ad evitare la protesta di massa della scuola alla vigilia delle elezioni europee: l’Anief, ingiustamente escluso dall’incontro tra governo e sindacati svolto a Palazzo Chigi, però non ci casca e conferma lo stop delle attività previsto per il prossimo 17 maggio. È questa la risposta del giovane sindacato all’intesa sottoscritta questa mattina, che confligge con il Documento di economia e finanza, nel quale si parla di riduzione costante della spesa per l’Istruzione pubblica di ben 8 punti percentuali, addirittura fino al 2040, e di incrementi stipendiali legati alla sola indennità di vacanza contrattuale, peraltro nemmeno applicata in modo corretto e completo. Non è un caso che tutto questo sia stato denunciato anche dalla Commissione Cultura della Camera.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sottolinea come non sia prevista “alcuna riapertura delle GaE per tutto il personale docente abilitato all’insegnamento, con in ballo 100 mila precari di cui tantissimi storici, per i diplomati magistrali, pari ad oltre 50 mila estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato, per i precari con 36 mesi dietro frequenza di un corso abilitante speciale. Né c’è traccia del riavvio del vecchio doppio canale di reclutamento. Come non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario”.
“Allo stesso modo – continua il sindacalista – sono ignorati i docenti immessi in ruolo con riserva o assunti lontanissimo da casa per colpa di un algoritmo impazzito mai sanato dal Miur. Sugli Ata, infine, ci sono impegni generici, senza entrare nel merito, pur in presenza di un quadro normativo che prevede passaggi professionali verticali ogni quattro anni come denunciamo da tempo e 20 mila posti come assistente e collaboratore scolastico previsti da due decenni solo sulla carta”.Anche l’accordo sull’autonomia differenziata non convince il leader dell’Anief: “Il testo attuale voluto dalla Lega sulla regionalizzazione dice esattamente il contrario di quello che è stato sottoscritto con i sindacati. Anche su questo serve chiarezza: a chi dobbiamo credere? Senza dimenticare che nell’accordo non si parla da chi dipenderà il personale docente e Ata assunto ma di un sistema nazionale di reclutamento e di un unico stato giuridico che potrebbero dire cose diverse”, conclude Pacifico.

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Scuola: Domani sera sindacati rappresentativi convocati a Palazzo Chigi per evitare lo sciopero

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Il Governo prova a ricucire lo strappo venutosi a creare con la scuola ed il suo milione abbondante di dipendenti: domani sera, alle ore 20, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti hanno convocato a Palazzo Chigi i sindacati rappresentativi della scuola. Al centro dell’incontro ci saranno i temi dello sciopero unitario proclamato per il prossimo 17 maggio: i sindacati, quindi, si aspettano interventi straordinari per i precari, buone nuove sul contratto, a partire dagli stipendi, e sulla regionalizzazione che dopo il via libera condizionato del Consiglio dei Ministri sembra vivere un momento di stanca. Al tavolo, tuttavia non ci saranno tutti i sindacati rappresentativi, come la legge prevede: per ragioni sconosciute, visto che l’Aran ha da tempo riconosciuta, seppure provvisoriamente, la rappresentatività dell’Anief, il Governo dimentica il dato ottenuto un anno fa dal giovane sindacato autonomo, in occasione delle ultime elezioni Rsu, quando Anief superò abbondantemente la soglia della rappresentatività. Il quesito è stato posto di recente anche alla stessa ministra della PA Giulia Bongiorno.
Questa è la lettera di convocazione per domani sera: «I rappresentanti delle organizzazioni sindacali in indirizzo sono invitati a partecipare all’incontro, concernente l’oggetto, che si terrà il giorno 23 aprile p.v., alle ore 20.00, presso la Sala Verde della Presidenza del Consiglio dei ministri. All’incontro saranno presenti il Presidente del Consiglio dei ministri, prof. Giuseppe Conte, e il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, prof. Marco Bussetti. Per motivi organizzativi si chiede di limitare la partecipazione ad un massimo di due rappresentanti per sigla. Cordialmente». Durante l’incontro post-pasquale a Palazzo Chigi, vi saranno anche altri aspetti da chiarire. A partire dal fatto che il Governo ha appena confermato nel Documento di economia e finanza, che caratterizza gli investimenti del prossimo triennio e sul quale anche la Commissione Cultura della Camera ha posto seri dubbi, il taglio progressivo delle risorse al settore dell’istruzione e della ricerca, a dispetto della perdita di mille euro del potere d’acquisto degli stipendi del personale docente italiano, mentre in Europa per lo stesso lavoro si continua a percepire tra il 30% e il 50% in più. Con differenze che, sempre in Europa, a fine carriera si caratterizzano per mille euro in più al mese e l’uscita anticipata per la pensione senza decurtazioni. Inoltre, l’indennità di vacanza contrattuale in Italia sbloccata con il corrente mesi di aprile non coprirà nemmeno il costo dell’inflazione, aumentato di ulteriori dieci punti rispetto agli ultimi aumenti stipendiali. Nel nostro Paese, si sta anche portando avanti un pericoloso processo di approvazione legislativa della regionalizzazione scolastica. Come se l’autonomia scolastica non possa passare per altri canali, che non vanno, come l’autonomia differenziata, a minare l’unitarietà del sistema pubblico d’istruzione. Viene anche da chiedersi per quale motivo la scuola continua a non ricevere tre miliardi di euro l’anno di risparmi derivanti dal dimensionamento figlio della Legge 133 del 2008: si potrebbero senza dubbio utilizzare per il rinnovo del contratto e per dare finalmente spinta ai livelli stipendiali.
Sul fronte del precariato scolastico, oltre che a rivendicare il rispetto del principio comunitario di non discriminazione del personale non di ruolo su temi come i contratti, le ricostruzioni di carriera e i trasferimenti, va chiesto di stralciare la norma che vorrebbe solo la strada dei concorsi per essere assunti in ruolo, per fare spazio, per i docenti, al doppio canale di reclutamento e allo sblocco immediato, per il personale Ata, di 20 mila posti in organico su profili professionali mai attivati nell’ambito degli assistenti tecnici e dei collaboratori scolastici, per i passaggi verticali professionali e l’accesso ai concorsi, a partire da quello di Dsga bandito dopo 20 anni senza alcuna considerazione per i ‘facenti funzione’, se si eccettua la fase finale del concorso stesso. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dopo avere ribadito che “non si può parlare di stipendi dignitosi se non si applicano 200 euro di aumenti, di precariato da vincere senza il ritorno del doppio canale di reclutamento e di riapertura delle GaE, oltre che di assunzione degli Ata su tutti i posti”, si sofferma su un ulteriore punto: la mancata convocazione del sindacato autonomo al tavolo di confronto del 23 aprile. “Considerando che l’Aran l’ha da tempo riconosciuta – spiega il sindacalista – il Governo dimentica il dato ottenuto un anno dal nostro sindacato, in occasione delle ultime elezioni Rsu, quando superammo la soglia della rappresentatività. Considerando che i comparti professionali e le aree lavorative non sono mutate, viene da chiedersi cosa stiano attendendo ancora per dare seguito ad un dato di risposta storico e inequivocabilmente di rottura rispetto al passato”, conclude il presidente nazionale Anief.

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