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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘sciopero’

Sciopero generale dei trasporti di 4 ore proclamato oggi dall’ Unione Sindacale di Base

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Una mobiliatazione a tutela e per garantire il reale esercizio del diritto di sciopero e le continue interpretazioni restrittive operate dalla commissione nazionale di garanzia; contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle imprese di trasporto; per la salute sicurezza delle operazioni a tutela di lavoratori e utenti, basta omicidi; contro il sistema degli appalti indiscriminati e per la reinternalizzazione delle attività; per la definizione di una reale politica dei trasporti in Italia e per l’avvio dei tavoli sulla riforma dei settori; per ottenere politiche contrattuali realmente nazionali e esigibili per tutti i lavoratori che impediscano il dumping salariale e dei diritti; per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; per la piena occupazione e contro la precarietà;
Fra le città in cui si è scioperato di mattina, a Trieste dove i lavoratori hanno dato vita ad un presidio davanti alla sede della società, Trieste Trasporti, sono rientrati negli impianti il 60% delle vetture; a Bologna ha incrociato le braccia il 50% dei lavoratori del servizio urbano su gomma. Rientrati negli impinti circa il 50% dei mezzi della Trentino Trasporti, ampia l’adesione nella SAD di Bolzano. A Ferrara è il 75% del servizio a fermarsi, circa il 20% l’adesione dei lavoratori del trasporto su ferro della regione Emilia Romagna.
A Napoli i lavoratori hanno dato vita ad un flaschmob davanti al palazzo San Giacomo; l’adesione del 70% del personale ha costretto alla chiusura di 3 linee funicolari su 4, nel servizio su gomma è circa il 40% dei lavoratori delle società ANM e CTT ad incrociare le braccia. Oltre il 30% l’adesione allo sciopero nelle città di Mestre e Venezia. A Gorizia l’adesione allo sciopero è stata del 60%. Oltre il 30% delle vetture in turno della società ATAC di Roma sono rientrate negli impianti mentre, nella società privata Roma TPL, ha aderito il 60% del personale comandato in servizio e le linee della metropolitana hanno subito rallentamenti. A singhiozzo le linee extraurbane della regione Sicilia; numerosi i turni soppressi nelle linee regionali della Calabria.Ma la giornata di mobilitazione continua; in molte altre città lo sciopero si è attivato nelle ore pomeridiane e serali, come a Milano e Torino, Modena e molte altre dalle 18.00 alle 22.00.
Questo primo bilancio consegna all’USB un chiaro mandato da parte dei lavoratori, che non hanno alcuna intenzione di rimanere a guardare lo smantellamento del servizio pubblico, la precarizzazione della loro vita, la continua aggressione ai propri diritti compreso l’esercizio del diritto di sciopero.

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Sciopero: Protesta scuola 17 maggio 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Marcello Pacifico (Anief): Sul precariato alcuna soluzione risolutiva nella proposta dei sindacati. Gli stipendi continuano a rimanere lontani dell’inflazione nell’accordo col Governo, mentre sulla regionalizzazione non vi è alcuna rassicurazione. Il personale Ata continua a essere dimenticato. Per queste ragioni stiamo manifestando a Roma davanti al Parlamento. Chiediamo di essere ascoltati, abbiamo idee a costo zero per lo Stato che risolvono molti dei problemi: riapertura annuale delle GaE al personale abilitato, brevi corsi abilitanti gratuiti per i precari con 36 mesi, utilizzo delle risorse della legge 133 per dare 240 euro in più almeno a docenti, educatori e Ata e autonomia differenziata sul modello siciliano.

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Venerdì 17 sciopero USB trasporto locale, ferrovie e traghetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 maggio 2019

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 17 maggio lo sciopero generale del settore trasporti, con esclusione del trasporto aereo che sciopererà per 24 ore martedì 21 maggio.Il trasporto pubblico locale si fermerà per 4 ore con modalità che variano da città a città e sono riepilogate a seguire.Il trasporto ferroviario (Ferrovie dello Stato, Italo, Trenord) sciopera per 8 ore, dalle 9 alle 17.Il trasporto marittimo e quello merci si fermano per 24 ore.Sono esclusi dallo sciopero il trasporto ferroviario della Regione Piemonte e l’azienda AMT di Catania.Lo sciopero è indetto:
● a tutela e garanzia del reale esercizio del diritto di sciopero e contro le continue interpretazioni restrittive operate dalla commissione nazionale di garanzia;
● contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle imprese di trasporto;
● per la salute sicurezza delle operazioni a tutela di lavoratori e utenti, basta omicidi;
● contro il sistema degli appalti indiscriminati e per la reinternalizzazione delle attività;
● per la definizione di una reale politica dei trasporti in Italia e per l’avvio dei tavoli sulla riforma dei settori;
● per ottenere politiche contrattuali realmente nazionali e esigibili per tutti i lavoratori che impediscano il dumping salariale e dei diritti;
● per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;
● per la piena occupazione e contro la precarietà.

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Sciopero: Continua la mobilitazione dei DS, Udir fornisce indicazioni precise circa l’adesione

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

A causa dell’accelerazione dell’iter del ddl Concretezza, che inserisce le impronte digitali e i sistemi biometrici per la rilevazione delle presenze solo per i DS, alcune sigle sindacali hanno organizzato un sit-in dei dirigenti scolastici davanti al Senato il 16 maggio. Udir rilancia il proprio sciopero fissato per venerdì 17 maggio e comunica che anche chi partecipa al sin-in del 16 può, il giorno dopo, continuare la protesta aggiungendosi ai nostri scioperanti.
Per lo sciopero dei dirigenti scolastici e dei presidi incaricati, la comunicazione va inviata al direttore regionale, via mail, all’indirizzo dell’Usr: avviene sulla base dell’allegato al contratto (Cnnl 1998-2001) del comparto scuola, in attuazione della Legge 146/90. Non sono state infatti approvate le nuove norme sui servizi minimi. Nell’art. 2 del citato allegato, ai commi 3 e 4, si precisa che il DS o il preside incaricato che intende scioperare deve semplicemente comunicare la propria adesione. Bisogna inoltre comunicare la propria assenza per sciopero al personale della scuola e che le funzioni del dirigente aventi caratteri di essenzialità e urgenza saranno svolti, nell’ordine, dal collaboratore con delega a sostituire il dirigente, da altro collaboratore, o dal docente in servizio più anziano di età. Il dirigente o preside incaricato deve prendere in considerazione lo sciopero anche in assenza di comunicazione da parte dell’amministrazione, che non è tenuta, a norma di legge, a informare le singole scuole, risultando sufficiente l’informazione attraverso gli organi di stampa.
Il dirigente scolastico (preside incaricato) dunque: comunica al direttore regionale la propria adesione; comunica al personale docente e Ata la sua adesione allo sciopero e che, in sua assenza, le funzioni del dirigente aventi caratteri di essenzialità e urgenza saranno svolte, nell’ordine, dal collaboratore con delega a sostituire il DS, da un altro collaboratore o dal docente in servizio più anziano d’età. Richiama, nella stessa comunicazione di adesione allo sciopero, che il docente che lo sostituirà dovrà farsi carico di inviare, nei tempi indicati dal Miur, la comunicazione dell’adesione del dirigente allo sciopero.

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Anief: tra una settimana scioperiamo anche contro la regionalizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 11 maggio 2019

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, in diretta Facebook, ha parlato dello sciopero di venerdì prossimo, 17 maggio, a cui il sindacato aderisce: a partire dalle ore 10 ci sarà una manifestazione di fronte a Montecitorio.
Docenti precari esclusi dall’aggiornamento GaE, i precedenti dicono che vale la pena provare: meno di una settimana alla scadenza. Il 16 maggio termina la possibilità di dire no alle esclusioni ingiuste dalla “finestra” di inclusione nelle Graduatorie ad esaurimento: il ricorso riguarda coloro che sono a pieno titolo nella quarta fascia delle GaE e chiedono ora di passare in terza fascia; quelli che sono inseriti nella prima fascia delle graduatorie d’istituto, ma vogliono cambiare la provincia o le scuole d’inclusione; i docenti precari che intendono ottenere il riconoscimento del servizio militare prestato non in costanza di nomina; tutti coloro che sono in possesso dell’abilitazione, ovvero del diploma magistrale, ISEF, ITP, AFAM, chi si è abilitato presso le facoltà di Scienze della formazione primaria (SFP), con il TFA o PAS o ancora all’estero, chi è risultato idoneo agli ultimi concorsi, il personale educativo (per l’inserimento nelle GaE della scuola Primaria).
Marcello Pacifico (Anief): Le nostre azioni passate hanno cambiato la giurisprudenza in tema di GaE, come nel caso del diritto al cambio della provincia, al reinserimento dei docenti che ne avevano fatto richiesta, all’inserimento di tutti i docenti abilitati prima del 2012 nonostante la messa ad esaurimento delle graduatori permanenti.
Il presidente nazionale Marcello Pacifico, in diretta Facebook, ha discusso sulla questione stipendiale; ha altresì chiesto che il sindacato venga convocato, visto che la rappresentatività è stata raggiunta un anno fa.
E’ stato superato il termine ultimo per l’invio delle domande di partecipazione al Concorso Navigator. Sono 3.000 i post messi a bando, che si contendono un nuovo ruolo esclusivo e ben remunerato (lo stipendio previsto è di circa 1.600 euro mensili). Il Navigator sarà la figura centrale dell’assistenza tecnica fornita da ANPAL Servizi S.p.A. ai Centri per l’Impiego, selezionata e formata per supportarne i servizi e per integrarsi nel nuovo contesto caratterizzato dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza. L’obiettivo è assicurare assistenza tecnica ai CPI, valorizzando le politiche attive regionali, anche in una logica di case management da integrare e da implementare con le metodologie e tecniche innovative che saranno adottate per il rdc
In 35 mila aspettano il prossimo 1° settembre per entrare nei ruoli, ma regna la confusione presso gli Uffici scolastici sulla tipologia del contratto. Per Anief la norma è chiara: il FIT non esiste più. Pertanto, invitiamo tutti a segnalarci alla mail dedicata exfit@anief.net il rapporto di lavoro proposto e/o sottoscritto al fine di far rispettare la legge, affrontare l’anno di prova con serenità e partecipare alle procedure di mobilità
Mef annuncia per giugno un nuovo micro-aumento e il pagamento di eventuali arretrati
Si tratta di quanto già previsto dalla legge di stabilità per via dell’automatico adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale nel rispetto della normativa vigente. Peccato che non si tenga conto del blocco decennale dal 2008 a dispetto dell’aumento del costo della vita. Anief conferma la volontà di adire il giudice del lavoro per recuperare le somme dovute e non corrisposte dal 2016.

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Scuola: 17 maggio uno sciopero contro un accordo che non risolve i problemi della scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 maggio 2019

Il giovane sindacato risponde all’appello dei Cobas Scuola per una mobilitazione unitaria. Troppi annunci e poca concretezza nell’intesa fra governo e sindacati. Appuntamento davanti a Montecitorio. Pacifico, presidente Anief: “Chi crede nel nostro lavoro, non vuole la regionalizzazione, chiede stipendi adeguati e risposte diverse su carriera, reclutamento, mobilità stia al nostro fianco giorno 17”Scioperare contro un accordo inutile. Scioperare per riaprire il tavolo a soluzioni diverse da quelle prospettate dal governo e accettate dai sindacati. Scioperare per una scuola giusta. Anief risponde all’appello dei Cobas Scuola sulla necessità di una manifestazione unitaria e invita tutte le RSU di scuola e università a non sospendere lo stato di agitazione per rispondere all’intesa per nulla concreta tra governo e parti sociali.
Molteplice il senso della mobilitazione e della protesta in programma a Roma, davanti a Montecitorio, del prossimo 17 maggio, perché non c’è chiarezza e non c’è spazio per novità migliorative nei propositi emersi dall’incontro tra Governo e sindacati svoltosi a Palazzo Chigi nella notte tra il 23 e il 24 aprile; un appuntamento da cui Anief, ormai sindacato rappresentativo, è stato ingiustamente escluso.
I passi indietro annunciati sulla regionalizzazione, ad esempio, confliggono su quanto portato avanti dal governo, specie dalla sua componente leghista, sull’autonomia differenziata. E non si specifica da chi dipenderà il personale docente e Ata assunto, si accenna vagamente a un sistema nazionale di reclutamento e di un unico stato giuridico.
Il giovane sindacato autonomo esprime anche perplessità sugli annunciati aumenti degli stipendi (a tre cifre, cioè di almeno 100 euro), un provvedimento che andrebbe in rotta di collisione con il Documento di economia e finanza, in cui si indica chiaramente una riduzione, uniforme e durevole nel tempo, della spesa per il comparto Scuola di circa 8 punti percentuali, addirittura fino al 2045, e di incrementi stipendiali legati alla sola indennità di vacanza contrattuale, comunque non applicata in modo completo.
Nell’accordo governo-sindacati, prima di tutto, non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario. Poi il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, continua a indicare il concorso come unica via per il reclutamento, ma serve ben altro. Resta sotto accusa, per Anief, il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Per loro tante parole e pochi fatti, come pure per i diplomati magistrale, pari ad oltre 50 mila estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato. Non va meglio agli Ata, per i cui diritti ci sono solo impegni generici.

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Venerdì 10 maggio, sciopero generale del Pubblico Impiego

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 maggio 2019

Manifestazione al Ministero della Funzione Pubblica ore 10,30 Piazzetta Vidoni. La figura del dipendente pubblico è stata negli ultimi dieci anni letteralmente demolita da iniziative legislative persecutorie, creando un clima che ha consentito peraltro di bloccare il contratto per nove anni e, quando imposto dalla Corte Costituzionale, di rinnovarlo con aumenti ridicoli.Quei contratti oggi sono scaduti e il Governo, con la precedente legge di bilancio, ha stanziato risorse per aumenti pari all’1,95% (circa 25 euro netti mensili), ennesimo segnale di marginalizzazione del settore pubblico.Dalle impronte digitali al nuovo disegno di legge per il miglioramento della PA, il Governo “del cambiamento” continua ad alimentare l’ormai consunta retorica sui fannulloni del pubblico impiego, invece di affrontare i veri problemi della Pubblica Amministrazione.
Non c’è nessuna intenzione di far ripartire i servizi pubblici. Lo dicono i fatti. Del contratto abbiamo detto. Le assunzioni sono state bloccate. Mansionismo, carichi di lavoro, sicurezza, organizzazione del lavoro, precariato, comparti di contrattazione, democrazia sindacale, restano nodi irrisolti e, soprattutto, non sembra esserci volontà di affrontarli.Non ci resta che scioperare.
Il 10 maggio abbiamo chiamato i lavoratori del pubblico impiego allo sciopero per l’intera giornata e andremo a manifestare al ministero della Funzione Pubblica per chiedere il riconoscimento concreto della dignità della funzione che svolgono ogni giorno al servizio dei cittadini, a partire dallo stanziamento di risorse adeguate per il rinnovo dei contratti.

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Scuola: Pacifico Anief: “Sì allo sciopero dal governo”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 maggio 2019

In un’intervista radiofonica da Italia stampa il presidente nazionale Marcello Pacifico, ribadisce la necessità e le ragioni della mobilitazione della scuola per il prossimo 17 maggio.“Anief chiedeva di abilitare il doppio canale di reclutamento, tramite Gae e concorso ordinario, ma il governo sta procedendo altrimenti. Non si risolverà il problema del precariato, ci sono migliaia di insegnanti abilitati chiamati ancora come supplenti…”. Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, sottolinea in un’intervista radiofonica a Italia Stampa le ragioni dello sciopero della scuola del 17 maggio. L’intesa fra il governo e gli altri sindacati della scuola fa emergere perplessità e dubbi, tutti sottolineati dal presidente Pacifico: sul recupero del potere d’acquisto degli stipendi non si parla di modificare il DEF, in cui sono previsti ulteriori tagli; sul reclutamento si ritorna ai concorsi riservati senza stabilizzare docenti abilitati e precari attraverso le GaE; sul personale Ata non ci sono novità; sulla regionalizzazione non vi è chiarezza.

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Scuola – Sciopero dei DS, Udir: protestiamo per dare alla categoria il riconoscimento che merita

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 maggio 2019

Anche altri sindacati sciopereranno il 17 maggio. Udir disapprova l’accordo raggiunto e va avanti verso la protesta. Marcello Pacifico (Udir): Confermiamo la mobilitazione perché non è stato fatto nessun passo indietro rispetto alle impronte digitali e alle rilevazioni biometriche per accertare la presenza dei DS, misura che reputiamo offensiva e totalmente priva di senso. Non è giunto nemmeno un arresto sul salario accessorio senza valutazione o ancora sull’obbligo della dimora nella sede di servizio presente nel decreto concretezza. Inoltre, il FUN per l’a.s. 2017/2018 risulta privo della RIA dei presidi andati in quiescenza, mentre è assente ancora la perequazione esterna con gli altri dirigenti dal 2016. In ultimo, a non farci desistere dall’intento, l’evidente e progressivo taglio delle risorse per l’istruzione registrato nel DEFOltre al giovane sindacato, altre sigle prenderanno parte alla mobilitazione, come Cub. Udir si è battuto inoltre, anche in occasione della recente audizione in Senato, per assicurare l’oggettività nei criteri di valutazione dei DS e procedure di reclutamento più snelle.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, si è impegnato affinché le criticità potessero trovare una soluzione, ma senza risultati: “Da tempo siamo sul pezzo e seguiamo da vicino le mosse del Governo, con l’intento di direzionarle verso ciò che è più opportuno, tenendo conto anche del fatto che i presidi sono oberati di lavoro e responsabilità”.“Pure attraverso proposte emendative, abbiamo sempre cercato di orientare le scelte, verso la strada che reputiamo più giusta. Visto che non è stato risolto nulla, siamo pronti a scioperare il 17 maggio, poiché non staremo di certo a osservare senza far niente”, conclude il presidente Pacifico.

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Udir proclama, per il prossimo 17 maggio, lo sciopero dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

A nulla serve l’intesa raggiunta fra i rappresentanti del governo e alcuni sindacati della scuola, perché impercettibili e vaghi sono stati, nel corso del dialogo fra le parti, i riferimenti alla condizione, sempre più difficile, dei dirigenti scolastici.Per bloccare la mobilitazione servivano ben altri impegni. Ad esempio un auspicabile passo indietro sul fronte delle impronte digitali e delle rilevazioni biometriche per accertare la presenza dei presidi sul luogo di lavoro: mossa inutile, offensiva, anche antieuropea, su cui ha espresso dubbi anche il Garante per la protezione dei dati personali, e che produrrebbe un inutile aggravio per l’erario. Oppure sarebbe stata necessaria qualche mossa più concreta per garantire l’oggettività nei criteri di valutazione per i dirigenti scolastici, o una semplificazione delle procedure di reclutamento, come richiesto anche da Udir, in una recente audizione in Senato.Sono ancora molte le criticità che non sembrano essere state nemmeno sfiorate nel dialogo e nell’intesa raggiunti dal governo e da alcune sigle sindacali del mondo della scuola: dal FUN per lo scorso anno scolastico privo di Ria dei dirigenti andati in pensione alla mancata perequazione interna con le altre aree della dirigenza dal 2016. Oltretutto, nonostante le rassicurazioni verbali, non ci sono risposte sul fronte delle retribuzioni – tema caro al giovane sindacato dei dirigenti scolastici – tanto più che non è all’ordine del giorno l’aggiornamento del DEF a cui poi dovrà riferirsi la prossima legge di stabilità 2020.

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USB Scuola: l’unico vero sciopero era e resta il 10 maggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 aprile 2019

Come era prevedibile la farsa del 17 Maggio è finita, con i due attori principali, sindacati gialli e governo, che nella scena finale chiudono il sipario con un accordo sul nulla, con vaghe promesse sui precari con 36 mesi di servizio e “corposi” aumenti stipendiali, mentre nulla di nulla si prevede per la risoluzione dei problemi della mobilità docente, per le assunzioni ATA, e men che meno sulla regionalizzazione.
Ancora una volta la finta concertazione ha prodotto un topolino con cui si cerca di prendere in giro i precari, i lavoratori di ruolo e la scuola pubblica statale tutta, ma questa volta il prezzo da pagare sarà altissimo, perché l’autonomia differenziata cambierà radicalmente il volto dell’istruzione pubblica statale.Ai precari vengono promessi percorsi riservati che prevedono comunque prove concorsuali, mentre per i contratti si promettono stanziamenti “corposi” senza che una cifra sia messa su carta.Sul “compartone” Istruzione e Ricerca, in cui sono stati forzatamente costretti i tre settori Scuola, Università e Ricerca, che in realtà non hanno nulla in comune dal punto di vista contrattuale, non è stato fatto neanche un accenno involontario.Ma la cosa più preoccupante è come l’accordo non preveda alcun riferimento alla regionalizzazione, dopo che i sindacati concertativi – insieme a quasi tutti il sindacalismo di base – avevano messo al centro dello sciopero questo tema con assemblee e convegni unitari. L’USB ha avviato un percorso di lotta contro la regionalizzazione, una secessione camuffata, che resta al centro delle mobilitazioni della Scuola e dell’intero Pubblico Impiego, il 10 maggio e non solo, perché crediamo fermamente che i diritti dei nostri studenti e dei lavoratori debbano essere identici in ogni regione del Paese.
L’unità è finita, perché l’unità è un feticcio utilizzato dai sindacati collaborazionisti per manipolare le giuste aspettative dei lavoratori della scuola, ma l’unica unità vera a cui mirano CGIL-CISL-UIL, Snals e Gilda è quella con il potere per garantire la propria esistenza, come era già stato dimostrato immediatamente dopo lo sciopero del 5 maggio 2015: la grande ammucchiata è stata ed è funzionale al mantenimento dello status quo e al rabbonimento dei lavoratori.Confermiamo lo sciopero della scuola il 10 Maggio, nella giornata dello sciopero generale dell’intero Pubblico Impiego proclamato da USB, ed invita le realtà del sindacalismo di base che non si accontentano delle promesse pre-elettorali a convergere su questa data che era ed è ancora di più l’unico sciopero vero contro la regionalizzazione, per la stabilizzazione definitiva dei precari della scuola, per una giusta mobilità e per aumenti stipendiali veri. (by USB P.I. Scuola)

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Scuola – Anief dice no all’accordo tra Governo e sindacati e conferma lo sciopero del 17 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 aprile 2019

L’intesa sottoscritta all’alba di questa mattina a Palazzo Chigi con i sindacati rappresentativi contiene parole vaghe e nessuna risposta concreta per risolvere i problemi del personale. Sul recupero del potere d’acquisto degli stipendi, per i quali servono 200 euro di aumenti, non si parla di modificare il DEF, nel quale invece sono previsti ulteriori tagli; sul reclutamento si ritorna ai concorsi riservati senza la stabilizzazione di docenti abilitati e precari attraverso le GaE; sul personale Ata non c’è nessuna novità, come per la ricerca e l’Afam; sulla regionalizzazione non vi è chiarezza sul passaggio del personale dallo Stato. Ecco perché permangono i motivi della protesta iniziata il 28 febbraio e l’8 marzo. Marcello Pacifico (Anief): Nel documento accordato non c’è alcun riferimento a rivedere il Documento di economia e finanza, eppure è un passaggio imprescindibile, se davvero si vogliono introdurre finanziamenti importanti nella legge di Stabilità di fine anno. Non stiamo parlando di cifre marginali, ma di almeno tre miliardi di euro: uno per riallineare gli stipendi di un milione e 200 mila dipendenti ai 10 punti di inflazione incassati negli ultimi anni, più altri due miliardi per gli aumenti veri e propri.Solo un accordo di massima, con molti rinvii e poche azioni concrete, finalizzati solo ad evitare la protesta di massa della scuola alla vigilia delle elezioni europee: l’Anief, ingiustamente escluso dall’incontro tra governo e sindacati svolto a Palazzo Chigi, però non ci casca e conferma lo stop delle attività previsto per il prossimo 17 maggio. È questa la risposta del giovane sindacato all’intesa sottoscritta questa mattina, che confligge con il Documento di economia e finanza, nel quale si parla di riduzione costante della spesa per l’Istruzione pubblica di ben 8 punti percentuali, addirittura fino al 2040, e di incrementi stipendiali legati alla sola indennità di vacanza contrattuale, peraltro nemmeno applicata in modo corretto e completo. Non è un caso che tutto questo sia stato denunciato anche dalla Commissione Cultura della Camera.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sottolinea come non sia prevista “alcuna riapertura delle GaE per tutto il personale docente abilitato all’insegnamento, con in ballo 100 mila precari di cui tantissimi storici, per i diplomati magistrali, pari ad oltre 50 mila estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato, per i precari con 36 mesi dietro frequenza di un corso abilitante speciale. Né c’è traccia del riavvio del vecchio doppio canale di reclutamento. Come non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario”.
“Allo stesso modo – continua il sindacalista – sono ignorati i docenti immessi in ruolo con riserva o assunti lontanissimo da casa per colpa di un algoritmo impazzito mai sanato dal Miur. Sugli Ata, infine, ci sono impegni generici, senza entrare nel merito, pur in presenza di un quadro normativo che prevede passaggi professionali verticali ogni quattro anni come denunciamo da tempo e 20 mila posti come assistente e collaboratore scolastico previsti da due decenni solo sulla carta”.Anche l’accordo sull’autonomia differenziata non convince il leader dell’Anief: “Il testo attuale voluto dalla Lega sulla regionalizzazione dice esattamente il contrario di quello che è stato sottoscritto con i sindacati. Anche su questo serve chiarezza: a chi dobbiamo credere? Senza dimenticare che nell’accordo non si parla da chi dipenderà il personale docente e Ata assunto ma di un sistema nazionale di reclutamento e di un unico stato giuridico che potrebbero dire cose diverse”, conclude Pacifico.

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Scuola: Domani sera sindacati rappresentativi convocati a Palazzo Chigi per evitare lo sciopero

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Il Governo prova a ricucire lo strappo venutosi a creare con la scuola ed il suo milione abbondante di dipendenti: domani sera, alle ore 20, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti hanno convocato a Palazzo Chigi i sindacati rappresentativi della scuola. Al centro dell’incontro ci saranno i temi dello sciopero unitario proclamato per il prossimo 17 maggio: i sindacati, quindi, si aspettano interventi straordinari per i precari, buone nuove sul contratto, a partire dagli stipendi, e sulla regionalizzazione che dopo il via libera condizionato del Consiglio dei Ministri sembra vivere un momento di stanca. Al tavolo, tuttavia non ci saranno tutti i sindacati rappresentativi, come la legge prevede: per ragioni sconosciute, visto che l’Aran ha da tempo riconosciuta, seppure provvisoriamente, la rappresentatività dell’Anief, il Governo dimentica il dato ottenuto un anno fa dal giovane sindacato autonomo, in occasione delle ultime elezioni Rsu, quando Anief superò abbondantemente la soglia della rappresentatività. Il quesito è stato posto di recente anche alla stessa ministra della PA Giulia Bongiorno.
Questa è la lettera di convocazione per domani sera: «I rappresentanti delle organizzazioni sindacali in indirizzo sono invitati a partecipare all’incontro, concernente l’oggetto, che si terrà il giorno 23 aprile p.v., alle ore 20.00, presso la Sala Verde della Presidenza del Consiglio dei ministri. All’incontro saranno presenti il Presidente del Consiglio dei ministri, prof. Giuseppe Conte, e il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, prof. Marco Bussetti. Per motivi organizzativi si chiede di limitare la partecipazione ad un massimo di due rappresentanti per sigla. Cordialmente». Durante l’incontro post-pasquale a Palazzo Chigi, vi saranno anche altri aspetti da chiarire. A partire dal fatto che il Governo ha appena confermato nel Documento di economia e finanza, che caratterizza gli investimenti del prossimo triennio e sul quale anche la Commissione Cultura della Camera ha posto seri dubbi, il taglio progressivo delle risorse al settore dell’istruzione e della ricerca, a dispetto della perdita di mille euro del potere d’acquisto degli stipendi del personale docente italiano, mentre in Europa per lo stesso lavoro si continua a percepire tra il 30% e il 50% in più. Con differenze che, sempre in Europa, a fine carriera si caratterizzano per mille euro in più al mese e l’uscita anticipata per la pensione senza decurtazioni. Inoltre, l’indennità di vacanza contrattuale in Italia sbloccata con il corrente mesi di aprile non coprirà nemmeno il costo dell’inflazione, aumentato di ulteriori dieci punti rispetto agli ultimi aumenti stipendiali. Nel nostro Paese, si sta anche portando avanti un pericoloso processo di approvazione legislativa della regionalizzazione scolastica. Come se l’autonomia scolastica non possa passare per altri canali, che non vanno, come l’autonomia differenziata, a minare l’unitarietà del sistema pubblico d’istruzione. Viene anche da chiedersi per quale motivo la scuola continua a non ricevere tre miliardi di euro l’anno di risparmi derivanti dal dimensionamento figlio della Legge 133 del 2008: si potrebbero senza dubbio utilizzare per il rinnovo del contratto e per dare finalmente spinta ai livelli stipendiali.
Sul fronte del precariato scolastico, oltre che a rivendicare il rispetto del principio comunitario di non discriminazione del personale non di ruolo su temi come i contratti, le ricostruzioni di carriera e i trasferimenti, va chiesto di stralciare la norma che vorrebbe solo la strada dei concorsi per essere assunti in ruolo, per fare spazio, per i docenti, al doppio canale di reclutamento e allo sblocco immediato, per il personale Ata, di 20 mila posti in organico su profili professionali mai attivati nell’ambito degli assistenti tecnici e dei collaboratori scolastici, per i passaggi verticali professionali e l’accesso ai concorsi, a partire da quello di Dsga bandito dopo 20 anni senza alcuna considerazione per i ‘facenti funzione’, se si eccettua la fase finale del concorso stesso. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dopo avere ribadito che “non si può parlare di stipendi dignitosi se non si applicano 200 euro di aumenti, di precariato da vincere senza il ritorno del doppio canale di reclutamento e di riapertura delle GaE, oltre che di assunzione degli Ata su tutti i posti”, si sofferma su un ulteriore punto: la mancata convocazione del sindacato autonomo al tavolo di confronto del 23 aprile. “Considerando che l’Aran l’ha da tempo riconosciuta – spiega il sindacalista – il Governo dimentica il dato ottenuto un anno dal nostro sindacato, in occasione delle ultime elezioni Rsu, quando superammo la soglia della rappresentatività. Considerando che i comparti professionali e le aree lavorative non sono mutate, viene da chiedersi cosa stiano attendendo ancora per dare seguito ad un dato di risposta storico e inequivocabilmente di rottura rispetto al passato”, conclude il presidente nazionale Anief.

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Sciopero 17 maggio: Il mondo della scuola ha bisogno di certezze

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Considerazione e sostegno. Infatti non investire nell’istituzione scolastica significa non investire nel futuro. Per tutte queste ragioni vogliamo ribadire il nostro pieno sostegno al mondo scolastico e allo sciopero indetto per il 17 Maggio. Va infatti sottolineato che nel corso degli anni le figure del mondo della scuola hanno subito varie forme di delegittimazione, da quelle economiche a quelle pedagogiche. La fine del progetto di regionalizzazione della scuola; la parità di trattamento retributivo tra gli operatori scolastici e quelli del pubblico impiego; il rinnovo del contratto e l’equiparazione degli stipendi dei maestri italiani con quelli europei sono solo alcune delle rivendicazioni che vengono giustamente fatte dal mondo della scuola e a cui il governo deve una risposta seria, tempestiva e trasparente.Dietro alla noncuranza verso chi lavora per formare le prossime generazioni c’è un qualcosa di estremamente malsano e l’incapacità di ragionare in prospettiva. Questo tipo di approccio ha determinato, e determina, ritardi di vario genere; soprattutto nell’acquisizione di competenze tecnico-teoriche da parte dei ragazzi che hanno necessità di inserirsi nel mercato del lavoro. Per noi di Soggetto Giuridico esiste solo un modo per far ripartire il Paese; ed è quello di creare opportunità lavorative in cui l’Italia possa primeggiare e distinguersi. Per farlo, però, serve investire nel creare competenze che siano in grado di mettere il Paese al passo delle maggiori potenze mondiali.

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Scuola: Anief aderisce allo Sciopero del 17 maggio

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Contro la regionalizzazione della scuola, il mancato rinnovo del contratto, le politiche sbagliate sul precariato di migliaia di docenti e Ata. Per Marcello Pacifico, in questo momento è importante, così come contro la Buona Scuola, dimostrare che il bene dell’unità del Paese e della valorizzazione del personale scolastico sia un valore comune. Per questo aderiamo convinti. Ci dichiarano pure disponibili a partecipare già lunedì prossimo 8 aprile al tavolo di confronto politico presso il Ministero dell’Istruzione con il ministro Marco Bussetti. In caso di mancata risposta o di risposta negativa ai problemi posti siamo pronti a confermare la nostra adesione a un nuovo sciopero per l’intera giornata del 17 maggio”. Anief conferma la sua adesione alla forma di protesta sindacale congiunta e ricorda che tutte le rivendicazioni che hanno portato allo sciopero – autonomia differenziata, contratto scaduto, stipendi iniqui, reclutamento e mancata stabilizzazione dei precari con oltre 36 mesi di servizio svolto, personale Ata, il ricorso alla Corte di giustizia europea – sono contenute in tutte le piattaforme prodotte in tempi non sospetti dal giovane sindacato. Tra questi, si ricorda lo stop alla regionalizzazione dei servizi pubblici, la mancata immissione in ruolo di decine di migliaia di precari storici introducendo un automatismo che l’Unione Europea ha indicato dal lontano 1999, la vertenza contrattuale che non può certo essere risolta fino a dicembre con i 5 euro scarsi di incremento accordati con la mensilità di aprile, attraverso l’introduzione prevista per legge dell’indennità di vacanza contrattuale. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il tempo dell’attesa e della pazienza è finito: il nuovo Governo ha avuto un anno per dare una linea d’indirizzo al comparto scuola: questo non è avvenuto. Anzi, per il contratto è stato detto che c’erano altre priorità; sui precari c’è stata un’inversione di tendenza rispetto a quanto promesso in campagna elettorale, con la volontà a stabilizzarne solo una piccola parte, mentre per il personale Ata non si è fatto nulla”.

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Scuola: Sciopero 8 marzo, Anief invita tutti i docenti ad aderire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Dopo la scandalosa sentenza dell’Adunanza plenaria e in attesa della discussione del suo annullamento in Cassazione prevista tra pochi giorni, il 12 marzo, a causa dell’inconcludente intervento della politica, si vuole dimostrare come per un giorno senza le maestre con diploma magistrale le scuole dell’infanzia e primaria chiuderanno, senza bisogno di aspettare il prossimo 1° settembre. Il sindacato invita tutti i precari, pure della secondaria, anche con 36 mesi di servizio senza abilitazione, laureati in Scienze della formazione primaria, abilitati con Pas, Tfa, Ssis, Afam, Cobaslid e tutti gli altri tramite precedenti concorsi, a incrociare le braccia lo stesso giorno per chiudere le scuole: bisogna, oggi più che mai, chiedere a gran voce la riapertura delle GaE e l’estensione del doppio canale di reclutamento con graduatorie d’istituto provinciali. Marcello Pacifico (Anief): la nostra battaglia è la loro battaglia. La scuola ha bisogno delle maestre e dei maestri con diploma magistrale. Perché a questi docenti vengono assegnati da diversi anni delle supplenze di lunga durata, senza le quali l’istruzione pubblica, rivolta agli alunni tra i 3 e gli 11 anni, non si realizzerebbe con una didattica regolare e un’offerta formativa adeguata. Al Ministero dell’Istruzione non hanno però probabilmente ancora compreso che gli esiti della sentenza dell’Adunanza plenaria dei giorni passati, pure elogiata dal Ministro Marco Bussetti comprometterà l’avvio del prossimo anno scolastico, con il licenziamento di massa di 50 mila insegnanti contro cui Anief non smetterà di ricorrere in tribunale. Inoltre la soluzione al problema non può essere di certo attendere l’esito dei concorsi. Ad iniziare da quelli riservati, che potranno al massimo coprire un posto vacante su cinque. Con gli altri che verranno in larga parte assegnati dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto, che però non comporta alcuna garanzia: i maestri, infatti, possono presentare la loro candidatura al massimo in dieci-quindici istituti e quindi potrebbero essere concentrati in alcuni, lasciandone sguarniti altri. “L’unica certezza – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che la continuità didattica si andrà a far benedire, con tanti alunni che non solo si ritroveranno senza il loro maestro dell’anno prima, ma un supplente diverso probabilmente nemmeno abilitato. Una circostanza che si realizza già nella scuola secondaria, dove la chiusura delle GaE sta determinando effetti devastanti. Ecco perché chiediamo a tutti i docenti, dall’infanzia alle superiori, di fermarsi venerdì 8 marzo: la nostra battaglia è la loro battaglia”, conclude il sindacalista autonomo. Continuano i ricorsi Anief in tribunale con l’udienza della Cassazione prevista per il prossimo 12 marzo e la decisione sul reclamo collettivo presentato da Anief al Consiglio d’Europa, proprio per far assumere in ruolo tutti i docenti con 36 mesi di servizio anche senza abilitazione.

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I ragazzi chiedono futuro: 15 marzo è “sciopero” globale dei giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Il 15 marzo è “sciopero” globale dei giovani, degli studenti, per il clima (#climatestrike). Abbiamo solo 11 anni per agire e limitare i danni da cambiamento climatico. Al seguito di Greta Thunberg, la sedicenne svedese che sciopera da scuola ogni venerdi per il clima e parla ai potenti del mondo, si moltiplicano le iniziative. Anche la rete dei giornalisti Nell’erba aderisce e si mobilita per una giornata di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici in varie parti d’Italia. I giovani e giovanissimi ne parlano, indagano, scrivono, fanno reportage sul clima da 13 anni e non possono non aderire a questa mobilitazione mondiale. Le scuole di Bovino (Fg), di Greve in Chianti, di Frascati, con la collaborazione del Comune, già sono al lavoro per le iniziative del 15 marzo. Molti altri di aggiungeranno.

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Scuola: Domani sciopero generale contro regionalizzazione, aumenti-farsa e precariato senza fine

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

“C’è uno strano silenzio sulla volontà della Lega di regionalizzare l’istruzione e diversi altri servizi pubblici: il popolo della scuola non si fida e domani ha l’occasione giusta per manifestare il proprio dissenso contro la secessione dei ricchi, ma anche per chiedere aumenti stipendiali legati all’inflazione cresciuta a dismisura negli ultimi dieci anni, per la riapertura delle GaE, per la difesa dei ruoli assegnati con riserva ai docenti che hanno superato l’anno di prova, per l’avvio di una fase transitoria che preveda finalmente l’immissione in ruolo dei precari docenti e Ata con tre anni di servizio”. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, alla vigilia dello sciopero nazionale di tutto il personale docente e Ata, di ruolo e non, proclamato per l’intera giornata dall’Unicobas, ha cui ha aderito il giovane sindacato, con manifestazione nazionale a Roma sotto Montecitorio dalle ore 9.30 alle 14.L’Anief – che da Aosta ha già espresso un secco ‘no’ al progetto tramite il suo Consiglio nazionale – sa bene che l’autonomia differenziata è una proposta da rigettare, senza se e senza ma: perché senza la dimensione statale, peraltro garantita dalla Costituzione, le differenze di sviluppo tra le varie regioni, specie al Sud, finirebbero inevitabilmente per aumentare il gap con le regioni più ricche. Si vuole, tra l’altro, istituire un progetto incostituzionale, sul quale si sono espressi sempre negativamente i tribunali, a partire dalla sentenza n. 242/2011 della Consulta, e che acuirebbe il gap, non solo della scuola, Nord-Sud. Per questi motivi occorre difendere a tutti i costi l’istruzione statale da ogni progetto di regionalizzazione e nel contempo dire basta alla stagione degli aumenti-farsa e del precariato senza fine.“Se il progetto della Lega dovesse passare – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci ritroveremo presto con un’istruzione di serie B in termini di risorse, strutture e servizi. Con altissime possibilità di ritrovarci anche le gabbie salariali, con stipendi differenti in base alla regione di lavoro, anche se col fondato rischio di ripartire con gli scatti da zero per chi è di ruolo e con l’obbligo comunque di svolgere più ore di lavoro. Visto che è il modello di Trento a governare è questo che bisogna aspettarsi”.
“Ma non finisce qui, perché – continua Pacifico – ci saranno anche grandi novità sulla mobilità di docenti e Ata, costretti a rimanere nella regione di assunzione e forse anche a sostenere e vincere nuovamente un concorso per potere chiedere trasferimento. Una follia che finirebbe per far pagare un conto salatissimo anche alle regioni del nord, che potrebbero veder diminuire la disponibilità di docenti, in molti casi provenienti dal Sud e senza i quali la didattica non sarebbe più garantita. Ecco perché abbiamo aderito allo sciopero di domani e anche a quello dell’8 marzo insieme a Cobas, Slai Cobas, CUB, Sgb e Usi”.Tra i motivi della protesta c’è anche la necessità di un nuovo contratto di lavoro che restituisca al personale scolastico dignità non solo economica, con aumenti che facciano almeno recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi dieci anni, ma anche giuridica; cioè che si superi definitivamente ogni illegittima discriminazione del lavoro del personale precario in termini di diritto agli scatti stipendiali e a retribuzione professionale docenti, ferie, malattia e permessi. Basti pensare, ad esempio, che ancora oggi un docente precario è costretto a rinunciare a un giorno di retribuzione e di anzianità di servizio per partecipare a un concorso perché solo il collega di ruolo ha diritto a un permesso retribuito. Una situazione, per Anief, semplicemente inaccettabile.
Il giovane sindacato non dimentica, inoltre, di portare in piazza tutti i suoi cavalli di battaglia sui quali, in questi anni, non ha mai smesso di alzare la voce: riapertura delle Graduatorie ad Esaurimento, scioglimento della riserva a tutti i docenti immessi in ruolo con clausola rescissoria per ricorso pendente che abbiano superato l’anno di prova, immediato avvio di una fase transitoria che consenta la stabilizzazione dei docenti e degli Ata non abilitati con almeno tre anni di servizio. Così i docenti non abilitati che si sono visti letteralmente “scippare” il già misero concorso a loro riservato promesso dal governo precedente, cancellato dalla Legge di Bilancio 2019 e sostituito da una ancora più misera riserva del 10% dei posti al prossimo concorso ordinario.

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Scuola – ANIEF aderisce agli scioperi del 27 febbraio e dell’8 marzo in difesa della scuola statale

Posted by fidest press agency su domenica, 10 febbraio 2019

Contro la scellerata proposta di regionalizzare l’istruzione, per aumenti stipendiali legati all’inflazione cresciuta a dismisura negli ultimi dieci anni, per la riapertura delle graduatorie ad esaurimento, la difesa dei ruoli assegnati con riserva ai docenti che hanno superato l’anno di prova, l’avvio di una fase transitoria per la stabilizzazione dei precari docenti e Ata con 3 anni di servizio.Marcello Pacifico (Anief): invitiamo tutto il personale della scuola, di ruolo e non, a incrociare le braccia il 27 febbraio e l’8 marzo per difendere l’istruzione statale contro ogni progetto di regionalizzazione e per dire basta alla stagione degli aumenti-farsa e del precariato senza fine.L’Anief non ci sta: troppi gli elementi di rottura in questo inizio 2019 che continua a vedere la scuola sotto attacco. L’ultimo elemento, in ordine di tempo, è quello del progetto di regionalizzazione dell’istruzione. Una proposta scellerata, secondo l’Anief, perché senza la dimensione statale, peraltro garantita dalla Costituzione, le differenze di sviluppo tra le varie regioni, specie al Sud, finirebbero inevitabilmente per aumentare il gap con le regioni più ricche.“Se questo progetto dovesse passare – si domanda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – come si potrà evitare di avere regioni con un’istruzione di serie B in termini di risorse, strutture, servizi? E a quel punto cosa impedirebbe di ritornare al sistema delle gabbie salariali, con stipendi differenti in base alla regione di lavoro, oppure di eliminare la mobilità di docenti e Ata, costretti a rimanere nella regione di assunzione e a dover sostenere e vincere nuovamente un concorso per potersi spostare? Una follia che finirebbe per far pagare un conto salatissimo anche alle regioni del nord, che potrebbero veder diminuire la disponibilità di docenti, in molti casi provenienti dal Sud e senza i quali molte scuole rimarrebbero con le classi scoperte”.Anief aveva preso posizione giusto pochi giorni fa da Aosta con un secco ‘no’ del suo Consiglio nazionale ad ogni progetto di autonomia regionale della scuola. Oggi, dopo aver annunciato di essere pronta a dare battaglia anche sul piano giudiziario a questo piano, il sindacato neo rappresentativo ha deciso di aderire allo sciopero del 27 febbraio con Unicobas e a quello generale dell’8 marzo insieme a Cobas, Slai Cobas, CUB, Sgb e Usi.“Abbiamo deciso – continua Pacifico – di chiedere al personale scolastico di incrociare le braccia due volte nelle prossime settimane per difendere l’istruzione statale contro ogni progetto di regionalizzazione e per iniziare finalmente a lottare contro la precarietà”.Tra i motivi della protesta, infatti, per Anief non possono mancare la rivendicazione di un nuovo contratto di lavoro che restituisca al personale scolastico dignità non solo economica, con aumenti che facciano almeno recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi dieci anni, ma anche giuridica, con il definitivo superamento di ogni illegittima discriminazione del lavoro del personale precario in termini di diritto agli scatti stipendiali e alla retribuzione professionale docenti, ferie, malattia e permessi. Basti pensare, ad esempio, che ancora oggi un docente precario è costretto a rinunciare a un giorno di retribuzione e di anzianità di servizio per partecipare a un concorso perché solo il collega di ruolo ha diritto a un permesso retribuito. Una situazione, per Anief, semplicemente inaccettabile.Anief non dimentica, inoltre, di portare in piazza tutti i suoi cavalli di battaglia sui quali, in questi anni, non ha mai smesso di alzare la voce: riapertura delle graduatorie ad esaurimento, scioglimento della riserva a tutti i docenti immessi in ruolo con clausola rescissoria per ricorso pendente che abbiano superato l’anno di prova, immediato avvio di una fase transitoria che consenta la stabilizzazione dei docenti e degli Ata non abilitati con almeno tre anni di servizio.Su quest’ultimo punto, infatti, la maggioranza giallo-verde deve più di una spiegazione ai docenti non abilitati che si sono visti letteralmente “scippare” il già misero concorso a loro riservato promesso dal governo precedente, cancellato dalla Legge di Bilancio 2019 e sostituito da una ancora più misera riserva del 10% dei posti al prossimo concorso ordinario.Per tutti questi motivi, Anief invita tutto il personale docente e Ata, in servizio e di ruolo, a scioperare il 27 febbraio e l’8 marzo e a scendere in piazza numerosi in occasione delle manifestazioni che, in quei giorni, saranno organizzate.

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Sciopero Atac Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 15 gennaio 2019

Roma giovedì 17 gennaio 2019 dalle ore 08:30 alle ore 12:30 Da tempo l’Unione Sindacale di Base chiede all’azienda più sicurezza, da tempo denunciamo le problematiche che affrontano i colleghi del frontline nel gestire il proprio lavoro, problematiche cadute nel dimenticatoio nell’azienda Atac, causa il dissesto finanziario creato ad arte da politica e dirigenti incapaci.Problemi che i lavoratori affrontano tutti i giorni per far funzionare un azienda che solo grazie a loro riesce a dare quel minimo di servizio di cui la cittadinanza può usufruire.
Denunciamo da tempo le problematiche che un autista, un macchinista o un tramviere vive quotidianamente, affrontando le giuste lamentele degli utenti sullo scarso servizio offerto; basterebbe effettuare un intero turno di servizio per comprendere meglio le condizioni da terzo mondo in cui operiamo; vivere la difficoltà della viabilità, il problema indegno dei servizi igienici assenti e/o del tutto inadeguati, le specifiche difficoltà del personale femminile, i problemi che affrontano le squadre dei verificatori e dei lavoratori della sosta, che spesso vengono aggrediti, il problema di operai e macchinisti che operano in gallerie malsane, problema sul quale la Procura sta indagando per verificarne le responsabilità.Inoltre, nell’accordo del novembre 2017 inserendo le 39 ore settimanali per aumentare la produttività e, quindi i carichi di lavoro, era previsto di inserire la così detta “job-rotation” per i conducenti per garantire il recupero psicofisico e la prevenzione delle patologie professionali riscontrate sempre più con maggiore frequenza; nulla è stato fatto in tale direzione, come nulla è stato fatto nel merito della formazione per aggiornare AdL e DS in metro C. Intanto gli autobus vecchi e con centinaia di migliaia di chilometri effettuati sulle strade di Roma continuano a bruciare. Serve nel più breve tempo possibile ringiovanire la flotta, Atac non può andare avanti solo con le dichiarazioni, servono fatti e impegni immediati, perché non è possibile accettare solo l’aumento dei carichi di lavoro senza avere mezzi che permettano di dare un servizio efficiente.

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