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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Archive for the ‘Mostre – Spettacoli/Exhibitions – Theatre’ Category

Exhibitions – Theatre

Recente scoperta a Londra di un dipinto del 1639 di Artemisia Gentileschi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Il noto restauratore britannico Simon Gillespie racconterà di questa sensazionale scoperta nell’opera audiovisiva “Artemisia Gentileschi, pittrice guerriera”, film diretto da Jordan River e prodotto dalla Delta Star Pictures. Si tratta di un particolare Davide con la testa di Golia, che la famosa pittrice Gentileschi ha dipinto nel periodo di permanenza londinese alla corte del re Carlo I d’Inghilterra; grazie agli accurati lavori di restauro di Mr. Gillespie, è stata proprio la spada di Davide a svelare che questo capolavoro è stato dipinto quasi 4 secoli fa dalle mani di Artemisia. Il film documentario, che vede nel cast l’attrice Angela Curri (Braccialetti rossi 3; La mafia uccide solo d’estate 2; Raffaello, il principe delle arti) nel ruolo di Artemisia, ripercorre la vita della grande pittrice del ‘600 attraverso un viaggio onirico tra i suoi capolavori, oggi conservati nei più importanti musei del mondo (dal Detroit Institute of Arts al Palazzo Reale di Madrid fino alla Galleria Spada di Roma), nonché in collezioni private, come l’‘Aurora’ (ca. 1627), per la prima volta in un documentario Ultra HD 4K. Oltre al contributo del londinese Simon Gillespie, nel documentario sono presenti anche altre testimonianze inedite, come quella di Alessandra Masu, collezionista e storica dell’arte, che introduce alla riscoperta di Artemisia, e della direttrice della Galleria Spada Adriana Capriotti. Diverse anche le lettere di Artemisia che vengono analizzate nel documentario, dalle quali emerge il forte carattere dell’artista, grazie alla corrispondenza con collezionisti e personalità dell’epoca, tra cui Galileo Galilei. L’uscita del film “Artemisia Gentileschi, pittrice guerriera” era prevista per l’estate con Amazon Prime nel Regno Unito e in USA, mentre in Italia, in sala così come televisiva e sulle piattaforme, nella primavera di quest’anno, ma per via dell’emergenza nazionale COVID-19 essa subirà una diversa pianificazione; la produzione sta anche valutando una distribuzione contemporanea sia per l’Italia che a livello internazionale proprio perché, mai come nei periodi più difficili l’arte, come confermano anche numerosi studi scientifici, può aiutare le persone nella voglia di rinascita e nella necessità di riscatto interiore. Artemisia di ciò è sicuramente simbolo – non solo del femminismo mondiale, ma anche di quella forza capace di sprigionare il massimo e il meglio che un essere umano può emanare nelle coscienze, anche a distanza di molti secoli.

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Visibile gratuitamente anche il musical “Chiara di Dio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

Ora si aggiunge un nuovo titolo nella galleria on line del Teatro Leo Amici che con #TeatroaCasa #IoRestoaCasa, mette a disposizione gratuitamente anche il musical “Chiara di Dio”che ha all’attivo 14 anni di rappresentazioni, 10 anni in pianta stabile al Teatro Metastasio di Assisi, oltre 600mila spettatori, con tournèe in Italia e all’estero, riproposto in versione amatoriale da oltre 100 compagnie. La rappresentazione on line è quella straordinariamente realizzata e registrata l’11 agosto 2004 nel bellissimo scenario di San Damiano in occasione della ricorrenza dei 750 anni dalla morte di Santa Chiara.Lo spettacolo, molto apprezzato sia per i contenuti religiosi che storiografici della vita di Chiara d’Assisi, d al debutto avvenuto Liryck Theatre di Assisi nel maggio del 2004, è seguito da un folto pubblico. Il musical, che è stato uno dei pochi esempi in Italia di spettacolo in pianta stabile, era stato richiesto dal Comune di Assisi e dai frati Francescani all’autore e regista Carlo Tedeschi e messo in scena dalla sua compagnia RDL.
Il musical “Chiara di Dio” si aggiunge agli altri titoli già a disposizione gratuitamente sul sito del Teatro Leo Amici in versione HD. Si tratta di “Sicuramente Amici”, “L’Analfabeta colta” e “Accadde per strada”, musical che per contenuti e realizzazione uniscono da Nord a Sud tutto il Paese. Per le tematiche che trattano, tutti gli spettacoli sono adatti anche ad un pubblico di giovani e giovanissimi. L’iniziativa è possibile grazie alla collaborazione del’Associazione Dare – che ha prodotto gli spettacoli -, Fondazione Leo Amici e all’autore e regista Carlo Tedeschi. http://www.teatroleoamici.it

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Donati disegni e acqueforti rare alla galleria degli Uffizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

Firenze. Donato al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi un inestimabile insieme di disegni antichi e acqueforti, riunito con passione nell’arco di 40 anni da Carlo Pineider, collezionista ed erede della famiglia che lanciò lo storico marchio fiorentino di articoli di lusso di cancelleria e pelletteria. La collezione, da oggi parte delle Gallerie, è composta da 82 disegni databili tra gli inizi del Cinquecento e gli ultimi anni del Settecento, attribuiti in prevalenza ad artisti toscani ma anche veneti, emiliani e romani. Ad essi si aggiungono 25 acqueforti di uno degli autori più amati di Carlo Pineider, il marchigiano Simone Cantarini (Pesaro 1612 – Verona 1648), allievo di Guido Reni. Per quanto riguarda i disegni si tratta, prevalentemente, di schizzi o primi pensieri preparatori per opere pittoriche, ma non mancano i disegni finiti e quelli di studio o autonomi, ossia non destinati alla produzione di dipinti o di altre opere d’arte. Molti fogli provengono da collezioni famose o da raccolte di celebri studiosi, fra le quali vi sono quelle di J. Fitchett Marsh, Vallardi, Luigi Grassi, Amédée-Paul-Emile Gasc, C. König di Vienna, Émile Maurice Marignane, Hubert Marignane, Ludwig Zatzka, Jan Pietersz Zoomer, Francis Abott, Sir Robert Witt.
La donazione Pineider consiste per la maggior parte di opere di artisti importanti e ben noti. Altre sono attribuite ad artisti meno conosciuti, la produzione grafica dei quali è piuttosto rara e particolarmente ricercata dagli intenditori: tra questi, il friulano Francesco Zamolo (fine XVII secolo-post 1741), presente nella raccolta con uno dei rarissimi fogli firmati; Giovanni Mauro della Rovere detto il Fiamminghino (1575 ca.-1640), con due fogli; il bolognese Giuseppe Marchesi detto Sansone (1699-1771), il veneziano Giovanni Carboncino (ca. 1638-1703) – di cui si conoscono solo nove fogli, e che finora era assente nella collezione del Gabinetto Disegni e Stampe; e infine ben quattro disegni di Giovanni Battista Tempesti (1729-1804).Tra gli esemplari databili al XVI secolo ve ne sono alcuni di grande pregio: tra questi emerge per importanza lo studio di Battista Franco (1510 ca.-1561) per la Natività della Vergine, preparatorio per gli affreschi – progettati attorno al 1545 e mai eseguiti – dell’abside del Duomo di Urbino. Il disegno è perciò una delle rare attestazioni di questo ciclo pittorico. Di notevole interesse scientifico anche due disegni attribuiti a Domenico Campagnola (1500-1564) raffiguranti rispettivamente Mosè riceve le tavole della legge e uno Studio di paesaggio che reca sul verso Studi di figure (quest’ultimo già nella collezione di Luigi Grassi).La parte più cospicua della donazione è costituita da disegni del Seicento, che coprono un ventaglio piuttosto ampio di tipologie (schizzi, disegni finiti, modelli) e di tecniche grafiche.
Il nucleo più ricco è quello degli autori del Seicento fiorentino: si segnalano in particolare Baldassarre Franceschini detto il Volterrano (1611-1690), con ben sei fogli, tra i quali quello raffigurante uno Studio per la figura di san Giovanni Battista (recto) e uno Studio per una Sibilla (verso). Sempre del Franceschini sono da annoverare lo Studio per il santo Stefano protomartire affrescato nella cupola della Tribuna della Santissima Annunziata di Firenze, che si aggiunge ad altri studi preparatori per il medesimo progetto già presenti agli Uffizi, e il foglio col Martirio delle sante Attinia e Greciniana, databile agli anni Ottanta del Seicento. È da ricordare che appena alcune settimane fa anche i Friends of the Uffizi Galleries, il braccio americano degli Amici degli Uffizi, avevano acquistato per il museo due disegni dello stesso maestro. Tra i disegni veneti è inclusa l’Adorazione dei Magi attribuita a Marcantonio Bassetti (1586-1630), una prova giovanile derivata dalla pala di Federico Zuccari in San Francesco della Vigna a Venezia (1564); tra quelli emiliani è da segnalare la Scena allegorica a sanguigna di Giuseppe Maria Mitelli (1634-1718). Il Settecento è rappresentato, tra l’altro, da disegni di Giovanni Domenico Ferretti (1692-1768), che vanno ad arricchire la vasta raccolta di fogli dell’artista nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe.

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Uffizi Decameron, campagna social lanciata dalle Gallerie degli Uffizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

L’obiettivo è tenere compagnia, nel segno della grande arte, a tutti coloro che restano in casa per aiutare la campagna di prevenzione del contagio da Coronavirus.
Ogni giorno, sui profili Instagram e Twitter degli Uffizi, verranno pubblicate foto, video e storie dedicate ai capolavori custoditi nella Galleria delle Statue e delle Pitture, in Palazzo Pitti e nel Giardino di Boboli.
Il nome della campagna, che avrà anche l’hashtag #UffiziDecameron, è ispirato appunto alla celebre opera di Giovanni Boccaccio scritta nella metà del Trecento. In essa 10 giovani sfuggono al contagio della peste nera rifugiandosi in una villa sui colli sopra Firenze: per combattere la noia del ritiro forzato ciascuno di loro racconta una novella al giorno, ispirandosi ogni volta a un tema diverso. Così gli Uffizi ai tempi del coronavirus diventano un rifugio virtuale: il loro programma su Instagram, Twitter, Youtube e sul sito web viene ampliato e da oggi potenziato con l’apertura di un altro canale social, Facebook, alla pagina Gallerie degli Uffizi (indirizzo http://www.facebook.com/uffizigalleries/)
“Anche se i musei hanno dovuto chiudere le loro porte, l’arte non si ferma – ha spiegato oggi il direttore Eike Schmidt – Per questo da adesso ci rivolgeremo al nostro pubblico anche attraverso Facebook. I tesori degli Uffizi, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli vi terranno compagnia in queste settimane di comune impegno contro il diffondersi del virus. Oggi diamo inizio ad Uffizi Decameron: come nel capolavoro di Boccaccio, ogni giorno racconteremo le storie, le opere, i personaggi dei nostri bellissimi musei, unendoci nel nome della cultura, dell’arte e – perché no – dello svago. Gli Uffizi saranno con voi, nelle vostre case, per superare tutti insieme l’attuale momento di difficoltà. Evitiamo ogni contagio, tranne quello della bellezza”.

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Mostra fotografica Paesaggi: panoramiche sulla natura e sull’archeologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Locri (Reggio Calabria) Dal 14 al 31 marzo 2020 il Museo del Territorio di Palazzo Nieddu del Rio, diretto dalla dottoressa Rossella Agostino, afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, ospiterà la mostra fotografica Paesaggi: panoramiche sulla natura e sull’archeologia.L’esposizione è a cura dall’Associazione culturale HistoriCal che opera sul territorio ionico calabrese per la salvaguardia e la conoscenza del patrimonio culturale. La mostra – allestita lungo il percorso espositivo museale del primo piano da Attilio Varacalli e Giuseppe Marrapodi – racconterà il paesaggio aspromontano e quello costiero della Locride, luoghi strettamente collegati l’uno all’altro da millenni, come documentato dalle testimonianze archeologiche di diversa natura portate in luce nel corso dei passati decenni. Scorci suggestivi, paesaggi archeologici di montagna o legati alla colonia magno-greca di Locri, percorsi nascosti dalla fitta vegetazione, ma da sempre utilizzati… illustreranno questo paesaggio ancora in parte incontaminato.L’iniziativa è dedicata – come afferma la dottoressa Agostino – al collega Giuseppe Amante recentemente scomparso. Si precisa che l’accesso alla mostra fotografica sarà regolamentato in base a quanto previsto dal Dpcm “in materia di prevenzione dal Covid-19” del 4 marzo 2020.

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Chiusura al pubblico dei siti di Pompei, Oplontis, Stabia e Boscoreale

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Napoli. In ottemperanza alle nuove “Misure di contrasto e contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19 “, previste dal DPCM 8 marzo 2020 – art. 2, lettera d, che sospende l’apertura di tutti i musei e luoghi di cultura statali, il Parco Archeologico di Pompei ha disposto da questa mattina la chiusura al pubblico dei siti di Pompei, Oplontis, Stabia e Boscoreale fino al 3 aprile.

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Mostra “Un mondo fluttuante”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Casina delle Civette, Musei di Villa Torlonia, ospita dal 2 aprile al 31 maggio 2020 la mostra “Un mondo fluttuante. Opere su carta di Anna Onesti”, che presenta otto arazzi e otto aquiloni in carta giapponese, frutto del recente lavoro dell’artista che da oltre venti anni approfondisce tradizioni artistiche diverse e spesso lontane. Inaugurazione 1 aprile 2020.
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio della Fondazione Italia Giappone, è a cura di Alessia Ferraro. Nell’ambito della mostra si svolgeranno alcune conferenze e visite guidate condotte dall’artista e dalla curatrice, un laboratorio didattico per gli alunni delle scuole elementari e medie e altri eventi in occasione del finissage della mostra.

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Juan Antonio González Iglesias Giornata Internazionale della Poesia/Día Internacional de la Poesía

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

Roma Sabato 21 marzo alle 19:00 Sábado 21 de marzo a las 19:00 h.Conservatorio di Santa Cecilia Via dei Greci, 18 Ingresso gratuito Entrada libre.Settima edizione di questo grande incontro di poesia, in cui vari poeti di differenti paesi europei leggono le proprie poesie nelle rispettive lingue. La Spagna quest’anno sarà rappresentata da Juan Antonio González Iglesias, vincitore, tra i vari premi, dell’ultima edizione del Premio per la Poesia Jaime Gil de Biedma.
Juan Antonio González Iglesias realizzerà una lettura commentata della sua opera il giorno 20 marzo alle ore 11:00 alla Sapienza-Università di Roma (Aula T01, Edificio Marco Polo – C.ne Tiburtina, 4)
Séptima edición de este gran encuentro de la poesía en el que varios poetas de diferentes países europeos leen sus propias poesías en sus respectivos idiomas. Por parte española participará Juan Antonio González Iglesias, ganador, entre otros, de la última edición del Premio de Poesía Jaime Gil de Biedma. Juan Antonio González Iglesias realizará una lectura comentada de su obra el día 20 de marzo a las 11:00 h. en la Sapienza-Universidad de Roma (Aula T01, Edificio Marco Polo – C.ne Tiburtina, 4).

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Inaugurazione mostra: L’universo di Ignacio Goitia/Inauguración exposición: El universo de Ignacio Goitia

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

Roma Mercoledì 11 marzo alle 18:30 Miércoles 11 de marzo a las 18:30 h. Sala Dalí Piaza Navona, 91 Ingresso gratuito Entrada libreDopo il successo della prima mostra retrospettiva dell’artista basco Ignacio Goitia presso la Sala Rekalde di Bilbao, arriva all’Instituto Cervantes di Roma un piccolo riassunto del suo percorso artistico. Attraverso l’attenta messa in scena, progettata e curata dall’artista stesso, lo spettatore può ripercorrere i diversi periodi e i temi trattati nei suoi 30 anni di produzione artistica.
Tras el éxito de la primera exposición retrospectiva del artista vasco Ignacio Goitia en la Sala Rekalde de Bilbao, llega a nuestra sede del Instituto Cervantes un pequeño resumen de su trayectoria artística. A través de una cuidada puesta en escena, diseñada y comisariada por el propio artista, el espectador puede recorrer los diferentes periodos y temas tratados en sus 30 años de creación artística.

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Mostra. Svenja Deininger: Two Thoughts

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

Reggio Emilia 8 marzo – 26 luglio 2020 Inaugurazione su invito: 7 marzo 2020, alle ore 18.00, alla presenza dell’artista. Collezione Maramotti Via Fratelli Cervi, 66 in dialogo con quattro opere di Władysław Strzemiński dal Museo Sztuki di Łódź.
La Pattern Room della Collezione Maramotti ospita Two Thoughts, mostra personale di Svenja Deininger che raccoglie un ciclo di nuove opere pittoriche concepite specificamente per questo progetto e in dialogo con quattro dipinti degli anni Venti dell’avanguardista polacco Władysław Strzemiński, in prestito dal Muzeum Sztuki di Łódź.Partendo da un quadro del 2018 acquisito dalla Collezione Maramotti e prendendo spunto dalla ricerca di Strzemiński e dalle sue Architectural Compositions realizzate quasi un secolo fa, Deininger ha lavorato su numerose opere contemporaneamente per giungere alla selezione finale dei dipinti, alla “frase” che essi compongono sulle pareti della sala.Deininger concepisce infatti le sue opere all’interno di un processo ininterrotto: ogni dipinto, sul quale lavora anche per lungo tempo, non è un’entità conclusa, ma un tassello del discorso creativo che conduce l’artista a visualizzarne la collocazione in un contesto spaziale definito. Affine alla generazione di unità lessicali e alla contemporanea elaborazione di una loro sintassi, il processo creativo di Deininger prende forma attraverso passaggi successivi e pazienti sulla superficie di ogni singola opera e si sviluppa nei rapporti tra i diversi dipinti.Le texture, le consistenze e gli spessori che si svelano a una distanza ravvicinata dalle opere sono ottenuti dall’artista mescolando gesso, polvere di marmo o colla ai colori ad olio – materiali che assorbono e restituiscono la luce in modo differente – così come procedendo per stratificazioni di colore e lavorando sia sul fronte che sul retro delle tele.Le composizioni di linee e colori rimandano a una dimensione astratta, ma l’immaginario di Deininger attinge alla realtà di forme e oggetti concreti, che sono poi trasposti e ibridati sulla tela, ricombinati per aprirsi a nuove interpretazioni possibili. Anche l’apparenza piatta della superficie delle opere è spesso scardinata da un’osservazione attenta, che rivela livelli diversi di profondità e rapporti talvolta prospettici tra gli elementi.
Deininger, che lavora esclusivamente con la luce naturale, dipinge reagendo passo dopo passo alle fasi successive della generazione stessa delle opere, nel tempo del loro farsi, della loro “messa al mondo”. La sua pittura è sperimentale nel processo – di cui gli errori e i cambi di direzione sono parte connaturata – ed esatta e calibrata nel risultato formale.In questo progetto connesso e ispirato a Strzemiński emerge la riflessione di Deininger sulla ricerca di un artista della generazione dell’Avanguardia, lontano dal punto di vista storico e teorico, ma in cui riecheggiano affinità formali inaspettate e una comune profonda ricerca sull’essenza della visione e della pittura.La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione con testi di Luigi Fassi, Paulina Kurc-Maj e Władysław Strzemiński.
Visita con ingresso libero negli orari di apertura della collezione permanente Giovedì e venerdì 14.30 – 18.30 Sabato e domenica 10.30 – 18.30 Chiuso: 25 aprile, 1° maggio

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Mostra fotografica CaraDonna

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Roma Sabato 7 marzo p.v. alle ore 18.30 presso la Galleria dell’Accademia d’Ungheria Istituto di Cultura Ungherese in Roma. (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) verrà inaugurata la mostra fotografica CaraDonna. Si tratta di una campagna creativa tutta al femminile, impostata e sostenuta da Agapestudenti e realizzata in collaborazione con la fotografa Gemma R. Gonçalves da Silva.
L’obiettivo del progetto, giunto alla sua quinta edizione, è favorire e sostenere l’ascolto delle voci delle donne.L’iniziativa vede cinque sessioni fotografiche, realizzate tra la fine di gennaio e la metà di febbraio 2020, durante le quali le donne che hanno scelto di partecipare si sono lasciate scrivere il loro messaggio sul proprio corpo. Da donna a donna.
In occasione della Festa Internazionale della Donna, le foto scattate saranno esposte in una mostra aperta al pubblico, celebrativa delle donne e dei messaggi da loro scelti. Contestualmente sarà in esposizione anche la mostra fotografica di House of Light, una casa di accoglienza in India per donne salvate dallo sfruttamento sessuale. Apertura al pubblico: sabato 7 marzo p.v. ore 16.00-22.00
domenica 8 marzo p.v. ore 11.00-17.00.

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Luca Vitone: Il Canone

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Parma 4 aprile – 30 maggio 2020 Inaugurazione: 4 aprile 2020, ore 11.00 Abbazia di Valserena Strada Viazza di Paradigna 1, lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma presenta il secondo appuntamento del programma di residenze d’artista Through time: integrità e trasformazione dell’opera, realizzato in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, che vede la partecipazione di Massimo Bartolini, Luca Vitone ed Eva Marisaldi.
L’Archivio-Museo CSAC conserva a partire dal 1968 oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte, Fotografia, Media, Progetto e Spettacolo. Dopo Massimo Bartolini, che il 16 febbraio scorso ha presentato l’installazione On Identikit, a confrontarsi con questo patrimonio preziosissimo sarà Luca Vitone, già protagonista di una residenza presso lo CSAC nel 2017 nell’ambito del progetto #GrandTourists. In quell’occasione, Luca Vitone aveva potuto letteralmente immergersi negli archivi e nelle collezioni CSAC, confrontandosi al tempo stesso con la città di Parma e una rete di altri archivi e musei.Vitone, artista che da sempre lavora sull’idea di luogo, produzione culturale e memoria, propone nell’ambito di Through time l’esito espositivo di quella residenza: Il Canone, un omaggio al concetto stesso di archivio a partire dal furgone utilizzato fino all’inizio degli anni 2000 dallo CSAC per il trasporto e l’acquisizione delle opere e degli archivi. Il mezzo di trasporto – metafora dell’azione del prelevare e dell’agire per la raccolta e la costruzione dell’archivio – sarà allestito nell’imponente navata centrale della Chiesa abbaziale, seguito da una lunga “parata” di lavori e progetti che rappresentano un ampio spettro della ricerca artistico-culturale italiana del Novecento, selezionati dall’artista con un criterio del tutto personale, quasi a ricostruire immaginari legami tra le opere conservate allo CSAC e le proprie vicende biografiche.
Per l’artista, “entrare nell’archivio del CSAC è come immergersi in un mare tropicale, di quelli noti per lo snorkeling. Impossibile non rimanerne affascinati, anche se non si riconoscono i pesci si è frastornati dai colori, dalle forme e soprattutto dalla quantità di animali da osservare. […] Ma c’era una cosa che mi tornava sempre alla mente: un furgone bianco, parcheggiato nell’angolo più lontano del piazzale, come fosse abbandonato, stava lì con la sua scritta sulla portiera ‘Università di Parma’ a testimoniare il suo ruolo passato”.
Nella visione di Luca Vitone il furgone rimanda concettualmente all’opera Das Rudel di Joseph Beuys del 1969, in cui 24 slitte in legno fuoriescono da un vecchio furgoncino Volkswagen. Come per Beuys, anche in questo caso, le 24 opere e oggetti che il furgone dell’Università di Parma lascia dietro di sè sono collegate a episodi autobiografici dell’artista oppure ad autori che hanno profondamente segnato la sua crescita artistica, riscoperti all’interno degli archivi CSAC. Tra questi figurano Ugo Mulas, Alighiero Boetti, Gianni Colombo, Lucio Fontana, Mario Schifano, Mario Nigro, Pietro Consagra, Alberto Rosselli, Afro Basaldella, Luigi Ghirri, Erberto Carboni, Archizoom Associati/Lucia Bartolini, Walter Albini, Giosetta Fioroni, Michelangelo Pistoletto, Maddalena Dimt, Franco Albini, Danilo Donati/Sartoria Farani, Ettore Sottsass jr./Sottsass Associati, Andrea Branzi, la rivista satirica “Il Male” e persino un anonimo, autore un’imitazione di una lampada di Vico Magistretti. Sarà poi allestito nell’abside della Chiesa anche un monocromo eseguito dallo stesso Vitone con le polveri dello CSAC, realizzato in occasione della residenza e donato al centro.

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Prima personale dell’artista coreana Geumhyung

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Modena dal 6 marzo al 2 giugno 2020 Fondazione Modena Arti Visive Palazzina dei Giardini Corso Cavour 2, presenta Upgrade in Progress, la prima personale dell’artista coreana Geumhyung Jeong in un’istituzione d’arte contemporanea italiana. La mostra, è a cura di Diana Baldon, curator-at-large di Fondazione Modena Arti Visive. Domenica 29 marzo alle ore 17, l’artista metterà in scena un live demonstration tour pensato appositamente per Upgrade in Progress, in cui interagirà con gli oggetti che compongono l’installazione alla Palazzina dei Giardini.
L’esposizione illustra una nuova installazione site-specific commissionata da Fondazione Modena Arti Visive, incentrata sul progetto più recente di Geumhyung Jeong. L’artista si è distinta a livello internazionale nell’ambito delle arti performative per le sue coreografie allo stesso tempo divertenti e inquietanti in cui si esibisce con apparecchi elettronici con sembianze umanoidi. Combinando diversi mezzi espressivi – danza, teatro, film e scultura – l’artista realizza le sue opere con una varietà di dispositivi protesici, strumenti hardware meccanici e tecnologici, cosmetici, manichini medici, inserendo performance dal vivo che “dimostrano” come i suoi oggetti possano essere utilizzati. Quando li presenta in contesti dedicati alle arti visive, l’artista dispone gli oggetti secondo strane sequenze e li ordina su piedistalli all’interno di ambienti molto illuminati, imitando gli archivi scientifici e le collezioni museali.
Nata nel 1980 a Seoul, dove vive e lavora, Jeong ha studiato recitazione alla Hoseo University di Asan (Corea del Sud), danza e performance alla Korean National University of Arts e cinema di animazione alla Korean Academy of Film Arts (entrambe a Seoul). Fin dall’inizio della sua carriera, l’artista ha dedicato il suo lavoro allo studio del rapporto tra il corpo umano e gli oggetti quotidiani inanimati attraverso delle produzioni che combinano linguaggi e tecniche provenienti dagli ambiti della danza contemporanea, del teatro di figura e delle arti visive.La sua pratica performativa prevede movimenti ordinari e riduce al minimo indispensabile i codici specifici e le convenzioni dell’arte e del teatro. Durante l’interazione fisica tra il suo corpo e gli oggetti, è sempre più ambiguo chi controlla chi. Ciò che invece diventa evidente è l’indagine compiuta dall’artista sull’inesorabile legame tra il nostro corpo e la tecno-sfera contemporanea, ovvero il modello dominante attraverso cui facciamo esperienza della nostra quotidianità. Mettendo in discussione la falsa convinzione secondo cui saremmo in grado di controllare la realtà, le opere di Jeong analizzano il modo in cui si manifestano le inafferrabili e mutevoli sfumature dello sviluppo tecnologico, che modellano la nostra percezione, condizionano le nostre scelte e ci fanno fare esperienza del tempo e dello spazio.

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Il 21 marzo al teatro Golden di Palermo con gli Inside out

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Palermo. La storia di una band da trenta milioni di dischi, raccontata per una sera attraverso il suo lavoro simbolo.L’originale storia della musica sarà in scena sabato 21 marzo alle 21,30 al teatro Golden di Palermo in via Terrasanta 60 in occasione di “The Wall”, lo spettacolo degli Inside out, la più importante Pink Floyd tribute band siciliana.Con la partecipazione straordinaria degli Erato String Quartet e il Coro voci bianche AMM.Sarà suonato interamente l’undicesimo lavoro discografico del gruppo musicale britannico, l’ultimo in cui figura la formazione completa, pubblicato nel 1979 con i suoi 30 milioni di dischi è il secondo doppio album più venduto di tutti i tempi, dopo The White Album dei Beatles. Lo show sarà corredato da proiezioni, laser show ed effetti speciali, marchio di fabbrica degli spettacoli floydiani. Lo show sarà corredato da proiezioni, laser show ed effetti speciali. Il biglietto di ingresso costa da 20 a 25 euro.

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I ragazzi che si amano da Jacques Prévert

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Napoli Mercoledì 4 marzo 2020, Teatro Nuovo di Napoli Via Montecalvario, 16 (Mercoledì 4>domenica 8 marzo 2020. Inizio spettacoli ore 21.00 (mercoledì e giovedì), ore 18.30 (venerdì e domenica), ore 19.00 (sabato). Il bacio tra giovani innamorati della poesia di Prévert è l’immagine su cui Gabriele Lavia ha costruito I ragazzi che si amano, un intenso recital sul potere del sentimento, capace di guarire anche i cuori più stanchi, che sarà in scena sul palcoscenico del Teatro Nuovo di Napoli. Presentato da Fondazione Teatro della Toscana e impreziosito dalle musiche di Giordano Corapi, I ragazzi che si amano racconta un amore salvifico che dà l’unico senso possibile alla vita: un amore cui aggrapparsi come naufraghi nel mare delle amarezze e ingiustizie dell’esistenza.
Un amore totalizzante che rigenera e crea un mondo in cui non c’è spazio per altri, in cui non esiste più niente se non i due giovani amanti. Ciascuno di noi può ritrovare echi e immagini della propria adolescenza.“Un poeta estremamente complesso, un poeta strano – sottolinea Gabriele Lavia – che ha attraversato tanti momenti diversi e che ha voluto usare le parole di tutti i giorni per esprimere concetti profondi. I ragazzi che si amano è anche un omaggio all’amore, a quel sentimento assoluto, totalizzante, innocente e coraggioso, prerogativa soprattutto della giovinezza, capace di annullare il resto del mondo”.Sulle parole dell’autore francese, il carismatico attore e regista costruisce un recital sul filo della nostalgia, partendo dal bacio tra innamorati della poesia omonima per riflettere sul senso della vita.Dietro il fumo delle sigarette Gauloises “papier mais”, amate dal poeta, e quello dei locali parigini in cui Juliette Gréco cantava Le foglie morte, il monologo è costellato di citazioni colte e pop, da Magritte a Elvis, da Picasso ai Beatles.Lavia è un Prévert vestito di grigio, in impermeabile e cappello, si mescola alla folla e racconta l’amore salvifico che dà l’unico senso possibile alla vita. Un amore, sentimento forte e fragile, che rimanda all’adolescenza, e nel quale tutti ci rispecchiamo. Perché i ragazzi che si amano, secondo Lavia, siamo tutti noi.È quell’amore puro, giovanile e libero, espresso appunto da i ragazzi che si amano, che si ribellano alla gabbia degli stereotipi e dei pregiudizi.I giovani esprimono, nella loro sana umanità, una gran voglia di libertà senza dare peso alla chiusura morale della gente verso la loro genuinità e il loro coraggio, derivante dall’incoscienza o dall’innocenza dei loro anni.Cos’è, allora, l’amore di cui ci parla Prévert? È l’amore che rigenera l’esistenza, acceca, rende unici e straordinari. E’ l’amore che crea un mondo e annulla gli altri, rende invisibili e senza paura, è un amore che libera.

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Mostra monografica di Giuseppe Bezzuoli (1789-1855)

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Conferenza stampa 1 aprile ore 11 (2 aprile – 31 luglio 2020) Gli Uffizi, Aula Magliabechiana e Sala Detti Un grande protagonista della pittura romanticaa cura di Vanessa Gavioli, Elena Marconi, Ettore Spalletti. Si tratta della prima mostra monografica dedicata a Giuseppe Bezzuoli, uno dei protagonisti della pittura dell’Ottocento. Dagli esordi neoclassici, il percorso espositivo giungerà alla fase matura, con capolavori che si inseriscono a pieno titolo nella grande pittura romantica italiana: basti citare l’Ingresso di Carlo VIII a Firenze, Il ripudio di Agar, Eva tentata dal serpente (recentemente acquistata dalle Gallerie degli Uffizi) e i grandi ritratti della borghesia. La mostra permetterà inoltre di confrontare la produzione artistica di Bezzuoli con quella di maestri del calibro di Francesco Hayez e Massimo D’Azeglio, nonché dei maggiori esponenti della cultura cosmopolita a Firenze nel primo Ottocento, con i magnifici ritratti di Ingres e di Thomas Lawrence. Le sculture di Horatio Greenough e Hiram Powers, oltre ai paesaggi di Thomas Cole, saranno in un’apposita sezione dedicata ai giovani artisti americani frequentatori dei corsi di Giuseppe Bezzuoli presso l’Accademia di Belle Arti, dove egli ebbe, tra i suoi più celebri allievi, anche Giovanni Fattori.

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Mostra: ‘La grandezza dell’universo’ nell’arte di Giovanna Garzoni

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Firenze Conferenza stampa 9 marzo ore 11 Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini (10 marzo – 7 giugno 2020) a cura di Sheila Barker
Protagonista riconosciuta nell’evoluzione dell’illustrazione scientifica, Giovanna Garzoni è meno nota come illustratrice dell’immaginario geografico dell’epoca barocca. In composizioni armoniche e spesso di piccole dimensioni, la pittrice combinò infatti oggetti esotici e di provenienze diverse come porcellane cinesi, nautili del Pacifico, zucche e fiori messicani, piante sudamericane o cani da salotto inglesi, con il fine ultimo di stupire e divertire. Scostandosi dal modello di vita femminile del suo tempo, la Garzoni viaggiò in Italia, forse in Francia, ed ebbe accesso alle più importanti collezioni di curiosità. In mostra saranno esposte le sue opere collezionate dai Medici e tutt’ora patrimonio delle Gallerie, oltre a prestiti mirati che illustrano il campo d’azione dell’artista e la sua abilità di ritrattista. Sulla base di un inventario inedito, una sezione ricostruisce la Wunderkammer di Vittoria della Rovere ospitata nella Sala dell’Aurora al Poggio Imperiale, facendo quindi luce, indirettamente, su una figura di spicco della famiglia granducale.

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Storie di pagine dipinte

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Firenze 24 marzo – 23 giugno 2020 Conferenza stampa 23 marzo ore 11 Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie. Manoscritti e miniature recuperati dal Nucleo Tutela del Patrimonio di Firenze a cura di Sonia Chiodo. Antichi manoscritti miniati, pagine e miniature ritagliate, provenienti dalle numerose istituzioni religiose italiane, trafugati e in seguito recuperati dal Nucleo Tutela del Patrimonio, celebrano il lavoro svolto negli anni dai Carabinieri dell’Arte, richiamando l’attenzione sulla fragilità estrema del nostro patrimonio storico artistico e sulla necessità della tutela e della corretta conservazione. Il percorso espositivo presenta una serie di “casi di studio” esemplari, che documentano i diversi metodi per ricostruire la storia di questi oggetti, spesso manomessi per favorirne il commercio illegale: grazie a indizi anche minimi, avvalendosi di competenze interdisciplinari, è possibile ricollegare questi oggetti dispersi al loro contesto fisico e geografico di appartenenza. Oltre a spiegare le caratteristiche peculiari di questi gruppi di codici rispetto al percorso della storia della miniatura, di ognuno si evidenzieranno le pagine recuperate e, se ve ne sono, quelle ancora da ricercare.

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Mostra: Inediti attraversamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Roma Inaugurazione venerdi 6 marzo ore 18.00 (6 – 31 marzo 2020) MICRO Arti Visive, Viale Mazzini 1. Due percorsi interconnessi quelli di Renato Pengo (1943) – grande personalità che ha vissuto appieno il periodo della sperimentazione e dell’avanguardia – e di Alessandro Pizzo (1972) già conosciuto per il progetto di più ampio respiro “Talent Exchange” che lo vede in permanennza in galleria da gennaio. Dopo l’ultima esposizione londinese di nuovo insieme con una mostra generazionale che sottolinea la vocazione sperimentale e la trasversalità dei due artisti.Cosi Renato Pengo introduce la mostra:
Inseguire sogni, credere nell’evoluzione dell’uomo attraverso il linguaggio dell’arte e della cultura, misura salvifica di antiche meridiane.
Proporre, esporre in gallerie le proprie opere e idee per una sopravvivenza di effimere indulgenze. Tutto questo ha ancora un senso? Credo proprio di sì.Stiamo vivendo, dal mio modesto osservatorio di uomo e artista, l’ultimo grande passaggio epocale della nostra specie, dove pochezza, demagogia, disuguaglianze, populismo globale e tecnologia rendono tutto liquido e superficiale.
Replicanti impauriti sopra i resti della diga spianata, lasciando le immagini altrove appese in un amplesso virtuale. Ci hanno rubato l’utopia togliendoci la possibilità di essere liberi, critici, creativi.Uno zainetto pieno di dubbi ma fiducioso dell’esistenza di nuove nicchie del sentire, del vedere e del comunicare. Eccoci, con le dovute differenze, planare come il tuffatore di Paestum, dentro questa nicchia, lo Spazio MICRO di Paola Valori, nel tentativo cosciente di proporre nuovi linguaggi lontani ma vicini, in una sorta di complementarietà del bisogno. Allora un cambio di corsia, strade che urlano nuovi percorsi alimentando paesaggi verticali senza fine, necessità evolutiva per una nuova etica dell’arte. (Renato Pengo)

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Giornate di studio alla Galleria Borghese

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Roma lunedì 23 marzo presso la Galleria Borghese Piazzale Scipione Borghese 5 e martedì 24 marzo presso il Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma – Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, si terrà una serie di brevi interventi su tematiche pertinenti soprattutto al Barocco romano, in relazione agli studi di Lavin, o di testimonianze rivolte alla persona e all’attività del grande studioso.
Alla giornata del 23 marzo alla Galleria Borghese saranno presenti Marilyn Aronberg Lavin, storica dell’arte, Anna Coliva, Direttrice della Galleria, Marcello Fagiolo, presidente del Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma, Claudio Strinati, storico dell’arte.
Tra i relatori Claudia Cieri Via, Sapienza Università di Roma; Anna Lo Bianco, storica dell’arte; Francesco Petrucci, Palazzo Chigi, Ariccia; Horst Bredekamp, Humboldt Universität zu Berlin; Tod Marder, The State University of New Jersey. Ha inviato una sua relazione Ann Sutherland Harris, University of Pittsburgh.
Gli studi di Irving Lavin (Saint Louis, Missouri, 14 dicembre 1927 – Princeton, New Jersey, 3 febbraio 2019) sono fondamentali per la storia dell’arte e della cultura. Rivolte inizialmente anche all’arte tardoantica, le sue ricerche si orientano soprattutto sull’arte italiana del Cinquecento e del Seicento per incentrarsi in particolare, dagli anni Sessanta del XX secolo, sul barocco romano. Lavin interpreta la relazione tra contenuto e forma attraverso un metodo complesso e filologicamente rigoroso ma insieme innovativo e vivace, fondato sull’indagine degli aspetti storici, documentari, formali, iconografici, sullo studio delle fonti, esaminando problemi di recezione e contesto culturale e sociale. Sono centrali gli studi su Bernini, che comprendono anche numerose e interessanti integrazioni del catalogo dell’artista, del quale Lavin è stato un interprete imprescindibile. Si ricordano, tra gli altri, Bernini and the Crossing of St. Peter’s (1968) e Bernini and the Unity of the Visual Arts (1980) testo definitivo di riferimento per gli studi sull’artista; ma i suoi vasti interessi si estendono fino all’arte contemporanea, con saggi su Picasso, Jackson Pollock, Frank Gehry.

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