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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for the ‘Mostre – Spettacoli/Exhibitions – Theatre’ Category

Exhibitions – Theatre

A Roma alla Basilica di San Camillo Requiem di Faurè

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Roma Sabato 2 novembre 2019 ore 20,30 Via Sallustiana, 24 la Cappella Musicale Costantina di Paolo De Matthaeis e il Coro di Voci Bianche dell’Arcum di Paolo Lucci canteranno inseme per l’allestimento del Requiem op. 48 di Gabriel Faurè.L’Arpa, l’organo e le voci dei bambini torneranno ad essere protagonisti nella basilica voluta dalla regina Margherita, all’organo siederà Oliver Gruda mentre le voci soliste saranno quelle di Giulia Patruno e di Edoardo Venditti.L’Orchestra è quella della Cappella Musicale Costantina che proprio in basilica si esibisce regolarmente nelle consuete rassegne musicali.Il Requiem di Faurè è una composizione che trascende, va al di là di ogni schema quasi a riproporre uno sentore laico che non appartiene ad una vera e propria liturgia. In appena sette brani Faurè individua alcuni temi che affiorano in coscienza quasi come i pensieri di Zeno in una psicoanalisi particolare.Viaggia il perfetto Carillon finale, nel meccanismo orologiaio di un Paradiso incredibilmente soave attraversato da una brezza “animata”, viaggia lontano in un posto piacevole che attira tutti… s’alza un canto lontano che compete con quello degli angeli. Il tempo trascorre infinito. Il programma sarà completato dal brano “In Memoria Aeternam” dal Beatus Vir in do maggiore di Antonio Vivaldi e dall’intermezzo Sinfonico di “Cavalleria Rusticana” di Mascagni. Il Requiem è un omaggio voluto da Rita Spoto, dettato dalla devozione per l’Ordine dei Camilliani che piange la recente scomparsa del padre provinciale Leoncir Pessina. Con l’occasione sarà possibile, per chi vuole, lasciare un offerta per la Basilica che ha subito a settembre – durante i noti temporali – danni all’impianto elettrico pregiudicando gravemente il bilancio della stessa. Ingresso libero.

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Mostra: L’enigma del reale

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Roma Mercoledì 23 ottobre 2019, alle ore 11.00, alla Galleria Corsini, sede delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, si terrà l’anteprima stampa della mostra L’enigma del reale. Ritratti e nature morte dalla Collezione Poletti e dalle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, a cura di Paola Nicita. L’esposizione presenta 29 opere, molte delle quali mai esposte a Roma provenienti dalla collezione di Geo Poletti (Milano 9 aprile 1926 – Lenno 13 settembre 2012), storico dell’arte, connoisseur, pittore e collezionista, messe a confronto con alcuni dipinti del museo e un’opera proveniente dal Museo nazionale di Varsavia. Saranno esposte per lo più nature morte seicentesche, da quelle di ambito caravaggesco romano, alle “Cucine” emiliane, dalle più sobrie e intime nature morte lombarde. Completa il percorso espositivo un approfondimento sulla cosiddetta “Pittura di Realtà”.

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Etruschi: Viaggio nelle terre dei Rasna

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Bologna 7 dicembre 2019 – 24 maggio 2020 il Museo Civico Archeologico di Bologna presenta un ambizioso progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca, in cui saranno riuniti circa 1400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali, tra cui il British Museum, il Louvre, il Museé Royal d’Art e d’Histoire di Bruxelles, il Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, i Musei Vaticani e le più importanti Soprintendenze e istituzioni museali italiane.
Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna è una mostra promossa e progettata da Istituzione Bologna Musei | Museo Civico Archeologico, in collaborazione con la Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università degli Studi di Bologna e realizzata da Electa.Il progetto scientifico è a cura di Laura Bentini, Anna Dore, Paola Giovetti, Federica Guidi, Marinella Marchesi, Laura Minarini (Istituzione Bologna Musei | Museo Civico Archeologico) e Elisabetta Govi, Giuseppe Sassatelli (Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università degli Studi di Bologna). Il progetto di allestimento è a cura di PANSTUDIO.
L’esposizione, aperta dal 7 dicembre 2019 al 24 maggio 2020, conduce i visitatori in un itinerario attraverso le terre degli Etruschi e mostra come non esista una sola Etruria, ma molteplici territori che hanno dato esiti di insediamento, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti nello spazio e nel tempo, tutti però sotto l’egida di una sola cultura, quella etrusca. Non c’è migliore metafora che quella del viaggio, per spaziare in un vasto territorio compreso tra le nebbiose pianure del Po fino all’aspro Vesuvio, attraverso paesaggi appenninici e marini, lungo strade e corsi fluviali.
Il viaggiatore/spettatore può così iniziare il suo viaggio nelle terre dei Rasna. Il percorso inizia dalle testimonianze di viaggio ottocentesche ma le rovine e le vedute romantiche cedono poi il posto a un allestimento moderno e sapiente, dagli accesi colori che pongono in risalto IL TEMPO DEI RASNA e scandiscono le fasi principali della lunga storia etrusca: cinque colori per cinque periodi storici, che intendono fornire al viaggiatore/visitatore gli strumenti per meglio comprendere l’itinerario vero e proprio.Si parte dalle origini (IX secolo a.C.) e si continua con l’alba della città (fine del IX – terzo quarto dell’VIII secolo a.C.); il potere dei principi (ultimo quarto dell’VIII – inizi del VI secolo a.C.); una storia di città (VI – V secolo a.C.) e la fine del mondo etrusco (IV – II secolo a.C.).
Il racconto dell’ultima e più consistente parte della mostra, LE TERRE DEI RASNA, è affidato alla volontà di mettersi in viaggio del visitatore, attraverso paesaggi sempre diversi che incorniciano la nascita delle principali realtà etrusche. Ancora una volta si incontrano cinque sezioni per cinque Etrurie, ciascuna foriera di affascinanti temi e di novità di scavo e di studio: l’Etruria Meridionale (Tarquinia, Veio, Cerveteri, Pyrgi e Vulci); l’Etruria Campana (Pontecagnano, Capua e la piana del Volturno, Pompei e la valle del Sarno); l’Etruria Interna (Orvieto, Perugia, Chiusi e Cortona); l’Etruria Settentrionale (Vetulonia, Populonia e il comprensorio Pisa-Volterra-Fiesole) e infine l’Etruria Padana (Bologna, Marzabotto, Verucchio, Spina, l’Emilia occidentale, Adria e Mantova).
La mostra dialoga naturalmente con la ricchissima sezione etrusca del museo, che testimonia il ruolo di primo piano di Bologna etrusca, costituendo, quindi, l’ideale appendice al percorso di visita dell’esposizione temporanea. Grazie alla collaborazione con Aster, nel solco della tradizione ormai pluridecennale del Museo Civico Archeologico, è presente una vasta offerta didattica per le scuole di ogni ordine e per il pubblico adulto. Accompagna la mostra il catalogo Electa con saggi introduttivi di Giuseppe Sassatelli, Vincenzo Bellelli, Roberto Macellari, Marco Rendeli, Alain Schnapp e Giuseppe Maria Della Fina; saggi dedicati alle singole sezioni di mostre; un approfondimento sui musei etruschi italiani e un importante apparato di schede dedicate alle opere in mostra.

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Tutti pazzi per Brahms

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Milano Sabato 26 e domenica 27 ottobre, Sala Verdi del Conservatorio – via Conservatorio 12. Primo appuntamento tutto nel segno di Brahms sabato 26 ottobre alle ore 17: in apertura un brano da camera, il Trio in mi bemolle maggiore per violino, corno e pianoforte op. 40. Nelle parti solistiche: Frank Peter Zimmermann (violino), Natalino Ricciardo (primo corno dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino) e il pianista riminese Enrico Pace, che collabora assiduamente con Zimmermann da oltre vent’anni. Quindi la Tragische Ouvertüre in re minore per orchestra op. 81 insieme alla Sinfonia n. 1 in do minore op. 68, con LaFil diretta da Gatti.
Si prosegue alle 20:30 con il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61 di Beethoven, sempre con Zimmermann solista, e la Terza Sinfonia di Brahms.Vincitore di riconoscimenti rilevanti come il “Premio dell’Accademia Musicale Chigiana”, il “Rheinischer Kulturpreis” e il “Paul-Hindemith-Preis der Stadt Hanau”, Zimmermann ha all’attivo una discografia sterminata che include tutti i principali brani per violino da Bach a Ligeti. Artista versatile, è stato interprete di prime esecuzioni assolute come il Secondo Concerto per violino di Lindberg insieme alla London Philharmonic e successivamente alla New York Philharmonic, o il Concerto per violino “en sourdine” di Pintscher con i Berliner Philharmoniker.
Terzo appuntamento domenica 27 ottobre alle 17:30 con la Seconda Sinfonia di Brahms e con il Concerto per violoncello e orchestra in la minore op. 129 di Schumann. Protagonista un altro solista d’eccezione, Jan Vogler, apprezzato dal «New York Times» per “l’espressività e la ricchezza di colori”. Il violoncellista tedesco, che suona con orchestre come quella del Mariinsky o la Leipzig Gewandhaus, dal 2003 incide per Sony Classical, con cui ha già pubblicato venti CD. Insieme al celebre attore Bill Murray ha realizzato “Bill Murray, Jan Vogler & Friends – New Worlds”, un progetto innovativo che ha attirato l’attenzione internazionale esplorando i nessi tra letteratura e musica da Twain a Hemingway, da Bernstein a Bach, da Piazzolla a Mancini.
Alle 20:30, sempre al Conservatorio di Milano, la chiusura di Tutti pazzi per Brahms con le Variazioni per orchestra su un tema di Haydn op. 56a e la Quarta Sinfonia di Brahms.
Dirige tutti i concerti Daniele Gatti, tra i fautori de LaFil insieme ai quattro soci fondatori Luca Formenton, Roberto Tarenzi, Carlo Maria Parazzoli e Marco Seco. Vincitore del Premio Abbiati, nominato in Francia Chevalier de la Légion d’honneur, Gatti è stato Direttore principale della Royal Concertgebouw Orchestra (RCO) di Amsterdam e precedentemente ha ricoperto ruoli presso altre realtà musicali di prim’ordine come la Royal Philharmonic Orchestra, l’Orchestre national de France, la Royal Opera House di Londra e l’Opernhaus di Zurigo. Attualmente è Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma.
L’ultimo appuntamento del 2019 è previsto domenica 17 novembre al Teatro dell’Arte di Milano alle ore 21. Per celebrare la chiusura di Bookcity, LaFil suonerà la Seconda Sinfonia di Beethoven e tre Lieder di Franz Schubert su testi di Goethe – trascritti per orchestra – con la voce del mezzosoprano Adriana Di Paola: Gretchen am Spinnrade, Ganymed ed Erlkönig. Alla guida de LaFil l’italo-argentino Marco Seco, già protagonista delle residenze estive dell’orchestra in Liguria.
I biglietti (da 25 a 5 euro) sono in vendita presso il botteghino della Società del Quartetto (via Durini 24, 20122 Milano, ore 10 – 17:30) oppure online su http://www.quartettomilano.it. È possibile acquistare diverse formule di abbonamenti (2 concerti a scelta a 38 euro; 3 concerti a scelta a 58 euro; 4 concerti a 78 euro).

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Padova Jazz Festival 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Padova dal 25 ottobre al 23 novembre 2019 la ventiduesima edizione della kermesse padovana punta decisamente sui pianisti, convocando un cast in cui brillano i pianoforti di Raphael Gualazzi, Monty Alexander, Kenny Barron, Vijay Iyer, Benny Green, Aaron Diehl, nonché l’organo di Dan Hemmer, che si intreccerà alla batteria di Steve Gadd.Con la sua programmazione espansa su un intero mese di calendario, il festival padovano punta al coinvolgimento dell’intera città, distribuendo i concerti in varie sedi: dalle sale riservate ai grandi eventi (il Teatro Verdi e l’MPX) alle prestigiose location della Sala dei Giganti (che ospiterà una sequenza di recital di solo piano) e dello storico Caffè Pedrocchi (per le serate in stile jazz club). La Sala Fronte del Porto al PortoAstra sarà invece il punto di ritrovo per le proposte musicali più audaci e moderniste. Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e di Antenore Energia. Si inaugura quest’anno un’importante collaborazione con il Centro d’Arte dell’Università di Padova, storica associazione cittadina attiva sin dagli anni Quaranta, per la realizzazione dei concerti alla Sala dei Giganti e alla Sala Fronte del Porto/PortoAstra.
web: http://www.padovajazz.com

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Mostra: Corpi narranti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Roma domenica 20 ottobre ore 18.00 | MagmaLabSpace Via Pietro della Valle, 13c e fino al 9 novembre 2019 (Orari: dal lunedì al venerdì, ore 9:00 – 19:00, solo su appuntamento per prenotazioni) l’Associazione OroIncentri ospita la mostra Corpi narranti a cura di Maria Arcidiacono. Corpi Narranti nasce dall’incontro tra Renata Maccaro e Angela Botta, le cui opere, diverse nella modalità di pratica artistica, presentano un substrato comune, una sensibilità spesso tormentata, che non teme di mostrarsi. Il confronto tra le artiste ha dato vita ad una fitta conversazione dai molti paragrafi: il corpo, il mito, il mutamento, la sofferenza, l’erotismo come tensione vitale e altro ancora. Renata Maccaro è innamorata del colore e sa usare le lumeggiature senza essere leziosa, i suoi corpi maschili, feriti e gloriosi, come quelli di divinità umanizzate, narrano percorsi dolorosi e salvifici di mutazione, in un’alchimia studiata e compresa che si concretizza come materia pittorica solo dopo stesure meditate e faticose. La figura evocata nelle opere di Angela Botta è un frammento, un’apparizione legata a un racconto, ogni sua opera nasconde la parola, sia essa viva esplosione tracciata in rapidità o pura energia calibrata al momento dell’atto performativo. E le sue parole sono versi, come quelli che hanno ispirato il titolo, ma sono anche pennellate, gesto e, soprattutto, voce. Entrambe, ciascuna con la propria prassi, vivono con intensità il tentativo di narrare quella mescolanza di esperienze che tutti e tutte viviamo inesorabilmente sulla nostra pelle e che spesso solamente l’arte, senza sconti, si prende la briga di rappresentare. Nel corso dell’inaugurazione avrà luogo la Performance di Angela Botta.
http://www.melaseccapressoffice.it

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Mostra Corpi narranti

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 ottobre 2019

Roma domenica 20 ottobre ore 18.00 MagmaLabSpace Via Pietro della Valle, 13c opere di Renata Maccaro e Angela Botta a cura di Maria Arcidiacono.
Nasce dall’incontro tra Renata Maccaro e Angela Botta, le cui opere, diverse nella modalità di pratica artistica, presentano un substrato comune, una sensibilità spesso tormentata, che non teme di mostrarsi. Il confronto tra le artiste ha dato vita ad una fitta conversazione dai molti paragrafi: il corpo, il mito, il mutamento, la sofferenza, l’erotismo come tensione vitale e altro ancora.
Renata Maccaro è innamorata del colore e sa usare le lumeggiature senza essere leziosa, i suoi corpi maschili, feriti e gloriosi, come quelli di divinità umanizzate, narrano percorsi dolorosi e salvifici di mutazione, in un’alchimia studiata e compresa che si concretizza come materia pittorica solo dopo stesure meditate e faticose. La figura evocata nelle opere di Angela Botta è un frammento, un’apparizione legata a un racconto, ogni sua opera nasconde la parola, sia essa viva esplosione tracciata in rapidità o pura energia calibrata al momento dell’atto performativo. E le sue parole sono versi, come quelli che hanno ispirato il titolo, ma sono anche pennellate, gesto e, soprattutto, voce.
Entrambe, ciascuna con la propria prassi, vivono con intensità il tentativo di narrare quella mescolanza di esperienze che tutti e tutte viviamo inesorabilmente sulla nostra pelle e che spesso solamente l’arte, senza sconti, si prende la briga di rappresentare.Nel corso dell’inaugurazione avrà luogo la Performance di Angela Botta.
Renata Maccaro è nata a Roma dove vive e lavora. È laureata con lode in Lettere Moderne alla Facoltà di Magistero di Roma. Nel 1994 è stata tra i vincitori del Premio Arte Giorgio Mondadori.
Angela Botta nasce nel 1962 a Roma, dove ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti e canto jazz alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio. Fino al 9 novembre 2019 Orari: dal lunedì al venerdì, ore 9:00 – 19:00, solo su appuntamento per prenotazioni: Tel: +39 3713143165

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Apertura Casa del Bicentenario

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 ottobre 2019

Ercolano (Napoli) 23 ottobre 2019 Parco Archeologico di Ercolano. Dopo più di 30 anni apre al pubblico il ‘Cantiere open’ della Casa del Bicentenario; ai visitatori si aprono le porte della dimora per entrare in alcuni ambienti di un gioiello di vita domestica antica, nonché laboratorio di conservazione per il futuro. Dopo il successo delle precedenti esperienze, diventa stabile il progetto di condivisione del dietro le quinte dei cantieri di conservazione messo in atto dal Parco Archeologico di Ercolano.Il progetto è condotto congiuntamente dal Parco Archeologico di Ercolano, il Parco Archeologico di Pompei, l’Herculaneum Conservation Project e il Getty Conservation Institute. Saranno presenti:
il Direttore Generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta
il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna
il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano
il Sindaco del Comune di Ercolano, Ciro Buonajuto
il Presidente dell’Istituto Packard Beni Culturali, Michele Barbieri
il Responsabile dell’Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson
per il Getty Conservation Institute, conservatore restauratore Leslie Rainer
Chiude i lavori: l’on. Ministro per i Beni e le attività Culturali e per il Turismo, DARIO FRANCESCHINI

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Inaugurazione mostra: “Cabine d’artista”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

Ostia Lido domenica 20 ottobre 2019 ore 11.30 SBA – Sporting Beach Arte Lungomare A. Vespucci, 6 Intervengono: Alessandra Borzacchini, Responsabile di SBA – Sporting Beach Arte Paola Pallotta, Storico dell’arte e curatrice della mostra. Saranno presenti gli Artisti SBA – Sporting Beach Arte è uno spazio che accoglie l’arte contemporanea all’interno di uno stabilimento balneare, lo Sporting Beach, a Ostia; non solo una galleria, ma un luogo d’incontro per comprendere insieme le diverse problematiche dell’ambiente naturale e sociale in cui è inserito. Quaranta artisti italiani e stranieri compongono un insieme eterogeneo per provenienza, curriculum, fama, metodologie e tecniche, tutti
invitati a presentare un lavoro all’interno dello spazio di una cabina dello stabilimento balneare che abbia come tema fondante l’”avere cura” del patrimonio umano, culturale e materiale che siamo e che abbiamo il dovere di trasmettere al futuro. Pittura, disegno, ceramica, video, fotografia e installazioni dialogano nell’orizzonte ideale del mare e dei temi da esso generati, le migrazioni e le civiltà, gli scambi, i naufragi e i salvataggi, ma anche l’inquinamento, l’erosione, i danni e
gli oltraggi all’ambiente. Gli artisti partecipanti Andrea AQUILANTI, Paolo ASSENZA, Cinzia BECCACECI, Anna BODINI, Alessandra F. BORZACCHINI, Oreste CASALINI, Carlo CECCHI, Giovanni CIMATTI, Cinzia CINGOLANI, Maria D’ALESSANDRO, Iginio DE LUCA, Mauro DI SILVESTRE, Davide DORMINO, Stefania FABRIZI, Evandro GABRIELI, Leonardo GENSINI, Claudio GIVANI, Francesca GUIDIERI, Felice LEVINI, Rita MANDOLINI, Mapi, Marie MATHIESEN, Anna A. MILETO, Matteo NAGGI, Gianfranco NOTARGIACOMO, Luca PADRONI, Marina PARIS, Luana PERILLI, Katia PUGACH, Nicola ROTIROTI, Massimo Saverio RUIU, Gino SABATINI ODOARDI, Maurizio SAVINI, Gaia SCARAMELLA, Donatella SPAZIANI, Alberto TIMOSSI, Claudio VAGNONI, Riikka VAINIO, Edoardo ZAMPONI, Sara ZANIN, Alfredo ZELLI, Fernando ZUCCHI.

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Mostra Immagini Stratigrafiche di Anna Romanello

Posted by fidest press agency su domenica, 13 ottobre 2019

Podgorica (Montenegro) 14 ottobre 2019 si inaugura nella prestigiosa sede espositiva di “Musei e Gallerie”, la mostra Immagini Stratigrafiche di Anna Romanello. La mostra, organizzata dall’Ambasciata d’Italia a in Montenegro, punta a dare al pubblico montenegrino l’occasione unica di ammirare opere e installazioni della nota e poliedrica artista calabrese, che combina tecniche diverse (dall’incisione alla fotografia, dalla pittura alla grafica), raggiungendo effetti sorprendenti. L’artista ci accompagna con le sue immagini e le installazioni evocative, i flussi colorati e sfumate sovrapposizioni a strati, in una realtà nuova, complessa, emozionante: esempio delle innovative tendenze artistiche dell’Italia contemporanea.
(Roberta Melasecca)

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Claustromania: Scultura contemporanea nel chiostro di Sant’Alessio

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

Roma Inaugurazione 16 ottobre 2019 ore 17.00 Chiostro di Sant’Alessio, Piazza Cavalieri di Malta, 2. Dal 16 al 29 ottobre 2019 (Orari: lun, mar, giov, ven 9-14, merc 9-17; 19 ottobre 9-12; 23 ottobre 17-20; 29 ottobre 16-19), in occasione delle aperture straordinarie dell’Istituto per la Regione Lazio, la mostra sarà visibile all’interno dei percorsi organizzati le porte dell’ex convento di Sant’Alessio si apriranno per la prima volta ad una mostra di arte contemporanea: all’interno del chiostro, luogo quasi sconosciuto agli stessi abitanti di Roma, verrà presentata Claustromania con le opere di Riccardo Monachesi, Giovanna Martinelli, Ninì Santoro e Mara van Wees, a cura di Daniela Gallavotti Cavallero. La mostra è organizzata da AdA – Associazione Amici dell’Aventino e dall’Istituto Nazionale Studi
Romani, con la collaborazione di Letizia Lanzetta, direttore dell’Istituto. L’evento, volutamente territoriale, in quanto organizzato da istituzioni, artisti e curatrice tutti abitanti all’Aventino, vuole promuovere l’arte contemporanea su questo colle storico di Roma con l’esposizione di sculture / installazioni site-specific.
Il chiostro dei Santi Bonifacio e Alessio è un luogo segreto e silenzioso. È uno spazio antico, chiuso su tutti i lati dagli edifici conventuali, scandito da alberi di arancio e da un pozzo al centro. Giovanna Martinelli, Riccardo Monachesi, Ninì Santoro e Mara van Wees hanno percorso il chiostro, lo hanno misurato, hanno letto le lapidi antiche sulle pareti fino a entrare in simbiosi con lo spazio e la storia che vi si respira. Ne è nata ClaustroMania, un termine che non deve condurre all’ambito patologico, ma a pensare una condizione umana protetta, come è stata, soprattutto nei secoli passati, la volontaria reclusione dei monaci nei conventi, per dedicarsi allo studio, alla preghiera e alla contemplazione. E come è stata volontariamente isolata e reclusa, anche, una parte della vita di Sant’Alessio.
Nelle opere metalliche di Giovanna Martinelli si percepisce la matrice grafica, il segno netto e sottile, come di scrittura trasferita nelle tre dimensioni. Dove acquista la forza di una struttura architettonica. Espone L’alleanza e Phi.
Riccardo Monachesi ha individuato i temi del viaggio e dell’elemosina, le conchiglie di San Giacomo che rendono riconoscibile il pellegrino. Alle conchiglie si aggiunge una sequenza di ciotole, che scandiscono gli anni passati da Alessio a mendicare. Un altro elemento, simbolico e reale, che caratterizza il pellegrino sono i passi, impressi nella creta come orme d’oro e d’argento. Di Ninì Santoro, uno dei protagonisti dell’astrattismo, è esposto il grande Ulisse in ferro e inox. La
scultura celebra il capostipite dei personaggi la cui vicenda narrativa è incentrata sul viaggio. E Alessio è un Ulisse cristiano, assonante anche nel nome. I due Templari, di una serie di undici esposti per la prima volta nel 1974, alludono qui al vicino complesso del Priorato. Sono il Gran Maestro Jacques de Morleais, giustiziato per ordine di Filippo IV di Francia, e il sodale Montfleury. Mara van Wees ha privilegiato il tema della scala, scale irregolari e malferme, fatte di frammenti
sovrapposti, e sovrapponibili all’infinito. Anche i prismi metallici, costruiti partendo da figure geometriche semplici, la circonferenza e il triangolo equilatero, richiamano il tema della scala, un omaggio nelle proporzioni al modulo della piramide Cestia. Infine, le Planimetrie di corti immaginarie, sculture che hanno come elemento generatore il piano, dialogano con il chiostro e con le iscrizioni marmoree sulle pareti. (dal testo critico, allegato, di Daniela Gallavotti Cavallero)
L’antico convento dei Santi Bonifacio e Alessio sull’Aventino, sede dell’Istituto Nazionale degli Studi Romani, è un’importante centro monastico della Roma alto-medievale. L’edificio presenta oggi le severe forme settecentesche conferitegli dal celebre architetto e cartografo Giovan Battista Nolli. Vi si accede da piazza dei Cavalieri di Malta, capolavoro architettonico del Piranesi, attraverso una corte quadrangolare. Cuore dell’antico convento è il chiostro, edificato nel tardo Cinquecento reimpiegando colonne antiche di marmi e graniti, ornate da capitelli romani e
rinascimentali; sulle pareti del chiostro è murata una raccolta di epigrafi di epoca medievale.
Durante RAW sono previsti incontri con gli artisti ed altri operatori culturali, visite guidate e presentazioni. Il 22 ottobre, alle ore 11.30, il dibattito OPEN BOX, dalla land art al parco scultoreo urbano, a cura di Roberta Melasecca e Mara van Wees: si discuterà della centralità della scultura nella natura e nel contesto urbano, del suo ruolo sociale e del potere persuasivo del site-specific. Interverranno e illustreranno i loro progetti artisti, curatori, e paesaggisti. Sempre il 22 ottobre, alle ore 15.30, avrà luogo la tavola rotonda presieduta da Claudio Strinati e Riccardo Monachesi con la partecipazione di Edoardo Sassi e Diletta Borromeo: Il contemporaneo incontra l’antico, CASO O NECESSITÀ?: la tavola rotonda prende spunto dalla presenza delle sculture in mostra e intende discutere di altri casi in cui antico e contemporaneo si sono trovati
accostati in proposte museali o espositive. Ci si domanda: è una necessità contingente per attrarre nuovo pubblico o un’autentica urgenza culturale?

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MusiCasa, concerti tutti i venerdì sera

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Palermo 11 ottobre alle 20,30 da A tò casa in via Discesa dei Giudici a Palermo la rassegna del venerdì “MusiCasa”.
Si potrà scegliere il proprio drink preferito e godere di uno show musicale coinvolgente, in un’atmosfera da salotto tra amici
Si comincia con lo show chitarra e voce di Rocco Tarantino e Mimmo Di Bari, che porteranno il loro progetto musicale Wine & Rock. Protagonista della serata sarà un repertorio ricercato, ma allo stesso “trasversale”, che spazia dal blues al pop-rock, con brani dei più grandi artisti oggi in circolazione: Eric Clapton, U2, Sting, The Beatles, Incubus, Pink Floyd e altri giganti della musica internazionale. Ingresso libero.

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15° Giornata del Contemporaneo

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 ottobre 2019

Bologna Sabato 12 Ottobre 2019 dalle 15,00 alle 18,00, in occasione della 15° Giornata del Contemporaneo organizzata da AMACI – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani – alla quale la galleria Spazio Testoni, in Via D’Azeglio 50 a Bologna, ha aderito anche per questa edizione, si festeggerà insieme con gli artisti il finissage di SPAZIO TESTONI’s HISTORY # 1 – HUMAN PLACES – Luoghi Umani che consente ai visitatori di rivedere alcune delle opere che sono state presentate da SPAZIO TESTONI in mostre personali, collettive e fiere, di Filippo Centenari, Ulrich Egger, Andrea Francolino, Fabio Giampietro, James Kalinda e Alan Maglio, che hanno come tematica che le accomuna luoghi in cui si concentrano, si stabiliscono o si incontrano gli esseri umani, siano essi luoghi reali, storici o contemporanei, ma anche virtuali oppure meramente finanziari, così come le espressività di questi artisti li hanno rappresentati con tecniche e prospettive di osservazione diverse.www.spaziotestoni.it,

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Quando la Fotografia cambiò l’Arte, alla Pinacoteca Zust

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 ottobre 2019

Rancate (Mendrisio), Canton Ticino – Svizzera Venerdì 18 ottobre, ore 11.00 Pinacoteca cantonale Giovanni Züst. A cura di Matteo Bianchi in collaborazione con Mariangela Agliati Ruggia ed Elisabetta Chiodini Quanto può influire un’invenzione tecnica sul modo in cui guardiamo il mondo? Cosa è accaduto alla pittura e alla scultura quando, a metà Ottocento, la fotografia arriva a sconvolgere il concetto stesso di arte, come da secoli lo si era inteso?
Cosa ne è dell’opera d’arte ‘nell’epoca della riproducibilità tecnica’, arrivata oggi alle estreme conseguenze, in un mondo in cui siamo sommersi dalle immagini?
È nota la frase di Paul Gauguin: ‘Sono entrate le macchine, l’arte è uscita… Sono lontano dal pensare che la fotografia possa esserci utile’. Un pregiudizio aleggiò infatti per molti decenni nei confronti della nuova tecnica: con l’arte si crea, con la fotografia si riproduce solo meccanicamente. Essa darà invece origine a un nuovo modo di rapportarsi al reale e molti saranno i pittori che sapranno farne un uso originale.
La mostra propone un confronto serrato e stimolante tra fotografie, dipinti, incisioni, disegni, libri, permettendo di ricostruire il processo creativo seguito dagli artisti e di comprendere come quella di metà Ottocento fu una vera e propria rivoluzione, senza ritorno, nel modo di vedere la realtà e di diffondere conoscenze e informazioni.
Ed è a uno straordinario artista che di questa transizione fu protagonista, Jean-Baptiste Camille Corot, che viene riservato un omaggio particolare, con una suite d’eccezione di suoi cliché-verre, punto di trasmutazione tra fotografia e arte figurativa. Oggi rarissimi, sono letteralmente ‘immagini di vetro’, visioni dal grande fascino.
Attorno, sfilano opere di pittori attivi tra Arras, Barbizon e Fontainbleau. La mostra presenta inoltre una ricca carrellata di lavori dei più noti artisti ticinesi e italiani dell’epoca: Fontanesi, Carcano, Induno, Faruffini, Dell’Orto, Michetti, Pellizza da Volpedo e Morbelli, solo per citarne alcuni.
Tre approfondimenti sono inoltre dedicati a Luigi Rossi, Filippo Franzoni e ai Vela, Vincenzo, Lorenzo e Spartaco. Un’apposita sezione, infine, documenta tecniche e strumenti a supporto della riproduzione delle immagini: macchine fotografiche e lastre d’epoca, stereoscopio, pietra litografica, tavola silografica, rame.

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Restauro del Polittico di S. Giovanni in Val d’Afra di Matteo di Giovanni

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 ottobre 2019

Sansepolcro (Ar) sabato 12 ottobre alle ore 16.30, giorno del 527° anniversario della morte di Piero della Francesca, sarà presentato il restauro del Polittico di S. Giovanni in Val d’Afra di Matteo di Giovanni, presso il Museo Civico Piero della Francesca di Sansepolcro. Alla cerimonia interverranno Mauro Cornioli, Sindaco del Comune di Sansepolcro; Gabriele Marconcini, Assessore alla Cultura del Comune di Sansepolcro; Maria Cristina Giambagli, Direttore del Museo; Stefano Casciu, Direttore del Polo Museale della Toscana; Felicia Rotundo, Funzionario Storico dell’arte della Soprintendenza di Arezzo, Siena e Grosseto e Giovanni Pennacchini, Presidente della Fondazione Piero della Francesca.
I saluti delle autorità saranno seguiti da due interventi a cura di Alessandro Angelini, dell’Università di Siena, che inquadrerà l’opera nel cotesto culturale in cui è stata creata e di Rossella Cavigli e Ciro Castelli che spigheranno i risultati e le ricerche del restauro della tavola.La serata sarà accompagnata da performance musicali a cura del Centro Studi Musicali della Valtiberina.Il restauri del capolavoro di Matteo di Giovanni , durati circa cinque anni, sono stati effettuati dalla restauratrice Rossella Cavigli del Polo Museale, inizialmente in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure (per la parte tecnica), sotto la direzione della storica dell’arte Paola Refice della SABAP, a cui è subentrata Felicia Rotundo, presso il Laboratorio di Restauro della Soprintendenza di Arezzo.Il riposizionamento del Polittico rappresenta per il Museo un momento molto importante, perché permette di restituire al Mondo un’opera importantissima, di mostrare i risultati delle indagini scientifiche effettuate sull’opera durante il restauro e di approfondire gli studi storico artistici, sotto l’alta supervisione della Soprintendenza. Il Museo auspica, inoltre, il coinvolgimento futuro, oltre che dell’Opificio delle Pietre Dure, dei tecnici inglesi della National Gallery, per lo studio della connessione dell’opera con il Battesimo di Piero della Francesca.La storia della Trittico di San Giovanni in Val D’afra è molto complessa, poiché è stato realizzato in più tempi, con la partecipazione di Antonio d’Anghiari, Piero della Francesca e Matteo di Giovanni.Al primo si rifece la progettazione dell’impaginato generale dell’opera, realizzato poi da un carpentiere locale, a cui è stata commissionata la parte lignea nel 1433. Il prezioso intagliato, che ancora oggi si può osservare nelle cornici, nei capitelli fogliati, nelle cuspidi e nella foggia degli archetti trilobati, rientra nella tradizione tardo-gotica senese.L’esecuzione della tavola centrale con il Battesimo, dipinta da Piero della Francesca, è da riferire probabilmente agli anni 1444-1447, dopo il soggiorno fiorentino del Maestro.
L’Opera, destinata alla Chiesa di S. Giovanni in Val d’Afra da Sansepolcro, portava con sé i segni della dedicazione della Chiesa stessa al Battista. I molteplici incarichi di Piero non gli consentirono con probabilità di prestare fede agli impegni assunti e, intorno al 1455, Matteo di Giovanni subentrò all’incarico. Il complesso fu scomposto e privato dello scomparto centrale nel 1857, per essere venduto alla National Gallery di Londra, dove fece il suo ingresso nel 1861.
Matteo di Giovanni eseguì su fondo d’oro i laterali con i Santi Pietro e Paolo e la predella, dove sono raffigurati gli stemmi della famiglia Graziani e della Chiesa a cui il trittico era destinato. La zona basamentale è suddivisa in cinque scene, con Storie del Battista, Crocifissione e Quattro Dottori della Chiesa. Nei laterali le figure dei Santi emulano lo stile di Piero, nella possente volumetria dei corpi, accentuata dal forte chiaroscuro. Si tratta di una delle pagine più alte della poetica figurativa di Matteo di Giovanni, nativo di Sansepolcro, ma operante a Siena nell’entourage del Vecchietta.Il Polittico appare comunque incongruo nelle dimensioni rispetto alla tavola centrale del Battesimo, che rendono necessari ulteriori studi e approfondimenti circa i tempi e le modalità di esecuzione dell’Opera.
La tavola è stata smontata in due occasioni: nel 2009, in seguito all’avvio della campagna di studio sulla carpenteria e all’esecuzione di indagini in funzione della sua comparazione con il Polittico della Misericordia di Piero, durante il quale, a causa di vari fattori di criticità, sono stati eseguiti minimi interventi di messa in sicurezza, e nel 2014, in occasione dei lavori di adeguamento del Museo per l’antisismica, durante il quale il Polittico è stato nuovamente smontato ed è stato deciso di programmare l’intervento di restauro vero e proprio che verrà presentato per l’occasione.Gli interventi musicali, in programma all’inizio e al termine della presentazione, sono a cura del Centro Studi Musicali della Valtiberina, con il soprano Barbara Strozzi e al clavicembalo Enzo Del Dottore che eseguiranno brani di Barbara Strozzi (di cui ricorre il quattrocentenario della nascita) e di autori a lei contemporanei.

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Mostra Lea Stein: “Tutto cominciò da un bottone…”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 ottobre 2019

Casalmaggiore (CR) 19 ottobre 2019 – 16 febbraio 2020 Museo del Bijou di Casalmaggiore Via Porzio 9, nel centro storico, a pochi passi da Piazza Garibaldi Orario: da martedì a sabato: 10.00-12.00 / 15.00 – 18.00; domenica e festivi: 15.00- 19.00 Ingresso: intero € 3,00; ridotto € 2,50; cumulativo con il Museo Diotti € 4,50. Gratuito la prima domenica del mese e con l’Abbonamento Musei Lombardia. Visita guidata € 45,00.
L’artista francese, considerata la designer più innovativa nel campo dei gioielli in materiale plastico, ha scelto il Museo del Bijou per raccontare la sua vita e soprattutto il percorso creativo che l’ha resa una vera icona di stile, adorata da collezionisti di tutto il mondo. A rendere possibile questa mostra, prima in Italia, Lorena Taddei, antiquaria milanese, già collaboratrice fin dal 2017 del Museo del Bijou ai tempi della mostra “Galalite, bachelite & Co. 121 impugnature d’ombrello e altre meraviglie”, che ha fatto da trait d’union fra l’artista e il Museo.
Direttamente dall’archivio parigino di Lea Stein sono così pervenuti a Casalmaggiore centinaia di pezzi mai esposti prima: le spille più rare, fra cui le strabilianti serigrafate, gli oggetti di tabletterie (alcuni dei quali creati per la Maison Guerlain), bracciali, anelli, collane e bottoni… Fiumi di bottoni!
La mostra (aperta fino al 16 febbraio 2020 nella Sala Zaffanella del museo) è curata da Lorena Taddei, in collaborazione con Roberto Cavaglià, Elisabetta Ghidini e Paolo Zani, e con le foto di Luigi Briselli. Traduzioni di Silvia Tomasoni.
Unico in Italia, il Museo del Bijou, fondato nel 1986 a Casalmaggiore, storico e importante distretto di bigiotteria sorto nel XIX secolo, ospita oltre 20 mila pezzi di bigiotteria, dalla fine dell’Ottocento alle soglie del nuovo Millennio.

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Prima stampa della mostra Il Giardino delle Meraviglie

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2019

Roma Venerdì 11 ottobre ore 11.30 Musei di Villa Torlonia, Dipendenza della Casina delle Civette Via Nomentana 70 mentre l’inaugurazione avverrà lo stesso giorno alle ore 17 e l’apertura al pubblico dal 12 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020.
La mostra ha l’obiettivo di far conoscere l’universo artistico del Maestro canadese Garth Speight, da sempre abituato ai paesaggi verdi della sua terra di origine, attraverso 50 dipinti in acrilico nei quali campeggia la Natura tra uccelli acquatici, ninfee, iris bianchi e blu, fiori di campo, boschi di betulle, crisantemi. Saranno presenti alla preview
Maria Grazia Massafra Responsabile del Museo della Casina delle Civette e Curatrice della mostra
Cesare Nissirio Direttore del Museo Parigino di Roma e Curatore della mostra
Stefania Severi Storica dell’arte e Critica d’arte
Cristiana Mancinelli Scotti Vicepresidente dell’Associazione Respiro Verde Legalberi e Curatrice degli eventi
Garth Speight Artista

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Ultra limina leti – Oltre le porte della morte. L’ultimo viaggio dei cittadini di Scolacium​

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2019

Roccelletta di Borgia (Catanzaro) domenica 20 ottobre 2019 alle ore 10,00 presso il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, si terrà l’inaugurazione dell’allestimento temporaneo della Mostra Vide Ultra limina leti – Oltre le porte della morte. L’ultimo viaggio dei cittadini di Scolacium. Saranno presentati reperti provenienti dalla necropoli di Scolacium.
Le necropoli di Scolacium testimoniano l’importanza del centro. Con la crescita economica e sociale della città si organizzarono e iniziarono ad estendersi anche le “città dei morti”. Le ricerche archeologiche hanno permesso di scoprire le diverse tipologie di sepolcri, dalle inumazioni alle tombe ad incinerazione, fino ai mausolei monumentali che, lungo le vie e sotto gli occhi dei cittadini, plasmavano la fisionomia del suburbio e erano uno dei punti di riferimento per i viaggiatori. Il contesto proposto per rappresentare l’ultimo viaggio proviene dalla necropoli sud-est, che ha restituito sepolture databili tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C.: una tomba ad inumazione in cassone di mattoni e due urne cinerarie (in terracotta e in lamina di piombo) con i loro corredi, manufatti in vetro deposti insieme alla salma e alcuni oggetti rinvenuti fusi all’esterno delle tombe, in relazione ai rituali post mortem. Il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium è afferente al Polo museale della Calabria, diretto dalla dottoressa Antonella Cucciniello che con apposito provvedimento ha nominato referente di questo prestigioso Bene culturale l’archeologa Elisa Nisticò.

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Due icone del surrealismo per la prima volta a confronto

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Bruxelles 11 novembre 2019. La mostra “DalÍ & Magritte” sarà aperta dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 17:00 e nei weekend dalle 11:00 alle 18:00.Parallelamente, BELVUE ospita fino a gennaio 2020 “Dotremont and the surrealist”, una mostra che racconta la storia travagliata e anche poco conosciuta del movimento surrealista a Bruxelles, attraverso le opere, le fotografie, i film di Dotremont e di altri artisti del periodo.
Il Museo Magritte di Bruxelles celebra il suo decimo anniversario con la mostra evento “Dalí & Magritte”, che aprirà al pubblico dall’11 novembre al 9 febbraio 2020.Curata in prima persona da Michel Draguet, direttore generale dei Musei Reali delle Belle Arti del Belgio, l’esposizione sarà allestita presso la sede del Museo delle Belle Arti di Bruxelles adiacente al Museo Magritte, e sarà dedicata all’analisi e all’approfondimento delle similitudini e delle reciproche influenze nelle opere dei due artisti. Rivolta agli appassionati di arte, la mostra è perfetta anche per curiosi e famiglie: oltre a stimolare il pensiero laterale degli adulti, le opere surrealiste hanno infatti il pregio di entusiasmare anche i bambini, con i loro colori e la loro creatività. La rassegna raccoglie più di 80 pezzi tra dipinti, fotografie, sculture, filmati e disegni provenienti da oltre 40 musei, gallerie e collezioni private di tutto il mondo: Italia compresa. Alla realizzazione, hanno infatti partecipato la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e il Museo del Territorio Biellese di Biella.Dalí e Magritte si sono incontrati a Parigi nella primavera del 1929, quando l’artista spagnolo irruppe nella Ville Lumière per unirsi al gruppo dei surrealisti di Montparnasse. Magritte si era trasferito in città due anni prima con la moglie Georgette, anch’egli affascinato dalla corrente surrealista parigina, e ci sarebbe rimasto fino al 1930, prima di tornare a Bruxelles. Nell’agosto del 1929 Dalí invitò il pittore belga nella sua casa di Cadaquès insieme ad altri artisti del calibro di Eluard, Mirò e Bunuel, dando vita ad uno dei momenti più importanti della storia del movimento.Nonostante le loro forti personalità li avrebbero inevitabilmente portati ad allontanarsi di lì a poco, Dalí e Magritte hanno condiviso la critica alla razionalità cosciente insita nel movimento surrealista, abbinata alla ricerca delle potenzialità espressive dell’inconscio. Magritte, in particolare, illustra gli oggetti reali decontestualizzandoli, deformandone le dimensioni per creare atmosfere ambigue e inquietanti, come quelle dei sogni, al punto da essere spesso definito “le saboteur tranquille”, per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso. Dalí trae ispirazione dal suo inconscio, secondo l’approccio “paranoico-critico”, termine da lui stesso coniato per descrivere il suo metodo finalizzato a “rendere tangibilmente creative le mie idee più ossessivamente pericolose”. L’attesissima mostra vede il coinvolgimento, oltre ai Musei Reali delle Belle Arti del Belgio, del celebre Museo Dalí di St. Petersburg (Florida), della Gala-Salvador Dalí Foundation e della Magritte Foundation e rappresenta l’evento di punta per celebrare il X anniversario del Museo Magritte, inaugurato nel 1989. Situato in Place Royale, custodisce la più grande collezione al mondo dedicata all’artista: dipinti, disegni, sculture, oggetti, poster pubblicitari, spartiti musicali, fotografie e filmati, compresa la più ampia raccolta del periodo “vache”. In totale, 234 opere distribuite in uno spazio di 2.500 m² su cinque piani. Aperto 7 giorni su 7, in 10 anni di attività ha ospitato più di tre milioni di visitatori, 65% dei quali provenienti dall’estero, ricevendo 8 riconoscimenti, quasi uno all’anno, tra premi e nomination.I festeggiamenti veri e propri del decennale avranno luogo domenica 24 novembre, giorno in cui si potrà accedere al museo gratuitamente, partecipando a visite guidate e workshop. Sempre nella stessa data, il museo ospiterà performance artistiche di grande suggestione, a cominciare da ECHO, uno spettacolo di son et lumière dedicato all’opera di Magritte. In programma anche conferenze, dibattiti e l’esibizione della Compagnie du Reverbère, un gruppo di attori del Royal Conservatory.

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