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Archive for the ‘Mostre – Spettacoli/Exhibitions – Theatre’ Category

Exhibitions – Theatre

Canti Gregoriani tra le antiche vestigia normanne

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

Museo Statale di MiletoMileto (Vibo Valentia) Museo Statale Sabato 23 settembre 2017, alle ore 19.00, nel suggestivo scenario del cortile del Museo Statale di Mileto, si terrà Canti Gregoriani tra le antiche vestigia normanne, atteso concerto del prestigioso Coro Polifonico “Gregorianum” Mileto.
Nato nell’Ottobre del 1989 il coro si è esibito in concerti di notevole livello artistico e in rassegne regionali e nazionali. Ha dato apporto con la sua presenza a riti sacri tenutesi nella cattedrale di Mileto e in altre chiese della Calabria. Ha, altresì, partecipato alla Solenne celebrazione presieduta da S. Santità Giovanni Paolo II il 18 maggio del 2000 in occasione del suo 80° genetliaco e del grande Giubileo dei Presbiteri del 2000. Il 21 agosto 1994 è stato insignito del premio “Città di Mileto”. Il suo repertorio spazia dal gregoriano alla polifonia antica e moderna e alla musica profana.
Questo, di seguito indicato, il programma che presenterà nel Museo Statale di Mileto, diretto da Faustino Nigrelli.
Faustino NigrelliSALVE MATER:POLIFONIA E GREGORIANO
AVE MARIA: GREGORIANO
AVE MARIA: M° LORENZO PEROSI
BENEDICIAMO IL SIGNORE: M° ANTONINO MAUGERI
SIGNORE DELLE CIME: M° BEPI DE MARZI
U IADDUZZU: P. BERNARDO MODARO
MADONNINA DEL MARE: Elab. M° DIEGO VENTURA
ROCK MY SOUL:NEGRO SPIRITUAL
TE DEUM: M° ENRICO BUONDONNO
CALABRISELLA: Elab. M° DIEGO VENTURA
L’iniziativa è indetta nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, promosse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.Il Museo Statale di Mileto afferisce al Polo Museale della Calabria diretto da Angela Acordon. (foto: Museo Statale di Mileto, Faustino Nigrelli)

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Farmaci antinfiammatori contro il dolore

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

La terapia del dolore prevede anche l’utilizzazione di farmaci antinfiammatori non steroidi (FANS). Sono tra i farmaci più prescritti sia dai medici sia per automedicazione, e la loro efficacia non deve far dimenticare i possibili effetti collaterali, soprattutto a livello gastrico, ma l’introduzione di farmaci gastroprotettivi ha contribuito a ridurre i rischi nell’utilizzo dei farmaci antinfiammatori. È un tema affrontato durante il simposio “Pain management: unmet needs in acute pain”, organizzato con il coordinamento scientifico dell’European League Against Pain e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «I temi trattati comprendono molti degli aspetti scientifici che sottendono alla Medicina del Dolore, tra cui appunto l’utilizzo dei FANS» spiega Carmelo Scarpignato, docente di Farmacologia Clinica, Università degli Studi di Parma e co-Presidente del simposio. «Sono tra i farmaci più prescritti sia dai medici sia per automedicazione e sono utilizzati anche per il controllo del dolore. Questi farmaci sono gravati da effetti collaterali gastrointestinali la cui frequenza e gravità non sono affatto trascurabili. I fattori di rischio per gastrolesività da FANS sono l’età avanzata, la storia di ulcera peptica, il trattamento concomitante con anticoagulanti orali, con corticosteroidi, l’uso contemporaneo di più FANS e la presenza di altre comorbilità importanti. Questo fa sì che, in categorie di pazienti a rischio elevato, l’utilizzo di farmaci gastroprotettori sia altamente consigliabile. I farmaci dell’apparato gastrointestinale sono a loro volta tra i più prescritti e figurano al secondo posto per spesa sanitaria. Sono prevalentemente rappresentati dagli inibitori di pompa protonica, appunti utilizzati spesso come protettori nei confronti dei danni gastrici da FANS».
Nonostante tutte le linee guida internazionali raccomandino l’uso di gastroprotettori nei soggetti a rischio di danno gastrico da FANS, molti comportamenti difformi sia in senso di ipoprescrizione che di iperprescrizione in soggetti a basso rischio vengono registrati da diversi studi. In particolare, pare che in Italia, inappropriatezze prescrittive in questo campo siano particolarmente presenti nel settore delle cure primarie. Infatti secondo uno studio pubblicato di recente, un impiego insoddisfacente della terapia gastroprotettiva sarebbe osservabile nel 30,6% degli ultra-65enni, mentre un uso eccessivo sarebbe stato accertato nel 57,5% dei pazienti di età inferiore a 65 anni, in assenza di fattori di rischio.
«Da un lato agli anziani vengono prescritti in misura minore i farmaci gastroprotettivi, in altri casi si osserva un uso inappropriato degli inibitori di pompa protonica. Questo perché gli anziani sono spesso affetti da malattie concomitanti e assumono diversi farmaci, per cui sono esposti ai rischi determinati da una terapia prolungata con inibitori di pompa protonica e dall’interazione tra i farmaci» prosegue Scarpignato.
«Nel complesso gli inibitori di pompa protonica sono farmaci insostituibili nella gestione delle malattie acido correlate. Comunque il trattamento con gli inibitori di pompa protonica, come ogni tipo di farmacoterapia, non è privo di rischio di eventi avversi. I benefici globali della terapia e il miglioramento della qualità di vita supera in modo significativo i potenziali danni nella maggior parte dei pazienti, ma i soggetti senza chiare indicazioni cliniche sono soltanto esposti ai rischi della prescrizione degli inibitori di pompa protonica. Pertanto, l’adesione alle linee guida basate sule prove rappresenta l’unico approccio razionale per una terapia con gli inibitori di pompa protonica efficace e sicura».

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Eating Italy: A Delicious Journey Through Italian Cuisine

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

italian eatingToronto, From Friday, September 22, 2017 To Friday, November 03, 2017 Time: From 10:00 am To 12:00 pm Hot Docs Ted Rogers Cinema – 506 Bloor St W Organized by: Hot Docs Ted Rogers Cinema In collaboration with: Istituto Italiano di Cultura Entrance : With fee.
It is said that most people eat to live, while in Italy people live to eat. In this course, Hot Docs favourite Dr. Franco Gallippi returns to explore the history and cultural significance of some of the most famous dishes from his native land. From a simple plate of ‘pasta e ceci’ (pasta with chickpeas) to an elaborate ‘timballo di maccheroni’ (macaroni timbale), Franco will use famous scenes in Italian cinema and literature to examine the ingredients and regional differences that have shaped these mouthwatering delicacies, and the identity and history of a people that never stops talking about food.
This course is led by Professor Franco Gallippi, who completed his PhD thesis, Calvino: Reader of Leopardi and Galileo, at the University of Toronto in 2007. He was Assistant Professor of Italian at McMaster University in Hamilton, where he taught Italian language, literature, and cinema for four years. He is presently teaching at the Italian Cultural Institute in Toronto and his writing appears regularly in academic journals in Italy, Canada, and the United States. Doors will open one hour before the first class. Registrants will receive supplementary materials in advance of their first class.
istituto italiano cultura torontoSeptember 22: Antipasto (Appetizers) When Italy was a poor country an antipasto was a meal for many. As Italy found new prosperity and developed its agriculture on an industrial level, the antipasto became more refined and reached new heights of deliciousness. Burrata, anyone?
September 29: Primo (First Courses) Did Marco Polo bring pasta to Italy from China? As we watch the most famous Italian actors twirl spaghetti around their forks, we’ll explore this and the many other vital questions of national identity evoked by Italy’s favourite first course.
October 6: Secondo (Second Courses) Italy is a major producer of meat and fish. The choice between the two brings up interesting differences between Southern and Northern Italy, coastal and inland regions. We’ll explore the fishing towns of Sicily in Il Postino and hike the rolling hills of Tuscany in search of wild boar.
October 20: Dolce (Dessert) The films of Nanni Moretti abound with Italian pastries. Even the Pope in We Have A Pope (2011) can’t resist a good ‘bomba alla crema’ (donut with custard cream). Let’s use this sweet-toothed director to take a closer look at the art of Italian pastry-making, and its place in the progression of an Italian meal.
October 27: Caffè (Coffee) While Italy can’t boast about growing its own coffee, it has set the world standard for how to drink and prepare this delightful beverage. Espresso and cappuccino are no longer foreign words to non-Italians but the country’s coffee appassionati are still debating what makes a perfect ‘caffè espresso.’
November 3: The Italian Diaspora We’ll close by surveying Italian food beyond the borders of Italy. Italian immigrants to the US, Canada, South America and Australia have put their stamp on dishes that claim to be Italian, yet many of these dishes do not exist in Italy. What makes a dish authentically Italian? And if it’s delicious, does it really matter?

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I Nipoti del Re di Spagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

1890 10645nipoti del re1Firenze Palazzo Pitti. Ad appena venti giorni dall’apertura della mostra agli Uffizi dedicata all’acquisto dei due bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi, le Gallerie degli Uffizi aprono un’altra esposizione per presentare al pubblico un’altro prestigioso acquisto effettuato nel 2016: il dipinto di Anton Raphael Mengs (Aussig, 1728 – Roma, 1779) raffigurante Ferdinando e Maria Anna, due dei figli di Pietro Leopoldo di Lorena arciduca d’Austria e di Toscana e di Maria Luisa di Borbone, vestiti in abito contemporaneo e colti in un interno di Palazzo Pitti.
Quando questo ritratto, incompiuto, è comparso sul mercato antiquario è subito apparso chiaro che dovesse essere assicurato alle collezioni delle Gallerie degli Uffizi, per esporlo nelle sale di Palazzo Pitti. Infatti, se anche l’opera non fu completamente dipinta a palazzo Pitti da Anton Raphael Mengs, di certo nel grande palazzo fu progettata. I principini vivevano nella reggia fiorentina accanto ai genitori, oggetto di attenzione costante di governanti e istitutori, ma soprattutto dei genitori stessi, mentre il grande giardino di Boboli era il loro spazio di giochi e svaghi.
Si è voluto celebrare la nuova acquisizione dell’opera, giunta a buon fine anche grazie alle agevolazioni generosamente rese dalla Galleria Virgilio di Roma, con una mostra che metta in luce l’ambito storico e artistico nel quale è stata dipinta. Di origine boema, divenuto poi europeo di adozione e più precisamente italiano e spagnolo, Mengs aveva chiesto licenza al re Carlo III di Spagna di potersi recare a Roma a lavorare e a studiare ancora l’antichità e la grande pittura rinascimentale, Raffaello in primis, del quale portava il nome. Il re, che amava l’Italia e aveva rischiato nipoti del re2di governare la Toscana ed era poi diventato re di Napoli, gli aveva concesso di fare quel viaggio a patto che gli inviasse da Firenze il ritratto dei giovani nipoti, nati dall’unione della figlia Maria Luisa di Borbone con Pietro Leopoldo di Lorena. Le tele, conservate presso il museo del Prado ed esposte in mostra, vennero dipinte tra l’aprile del 1770 e il gennaio 1771, durante il soggiorno dell’artista nel capoluogo toscano. I ritratti ci mostrano i giovanissimi figli di Pietro Leopoldo vestiti in abito di corte spagnolo e con le insegne della regalità (il Toson d’Oro), con l’abbigliamento tradizionale degli infanti, come ci narra la Gazzetta Toscana del 29 settembre 1770. Una volta terminati, prima di essere incassati e spediti alla corte spagnola, i dipinti furono esposti al pubblico a Palazzo Pitti, dove suscitarono grande ammirazione per la loro sfavillante tecnica pittorica e per l’efficacia della resa fisionomica. Fu nella medesima occasione in cui Mengs dipinse i ritratti dei nipoti per il nonno e sovrano spagnolo, che dovette eseguire il quadro recentemente acquistato dalle Gallerie degli Uffizi, ritraente i medesimi piccoli nipoti Ferdinando e Maria Anna, ma con un taglio e uno spirito completamente diverso. Ai due bambini qui raffigurati, che si mostrano tra i più felici ritratti dell’artista, è conferito un taglio e uno spirito completamente diverso. Il loro abbigliamento è moderno e lo si esprime già nella scelta dei toni pieni e sonanti di verde e di rosa dei vestiti: di foggia maschile quello del principe, che tiene nella mano destra un cappello piumato, da passeggio o da caccia, introducendo nell’immagine una nota di toccante verità quotidiana, molto lontana dalla rigida e cerimoniosa impostazione dei ritratti ufficiali madrileni. E’ un dipinto che doveva piacere al gusto severo di Pietro Leopoldo, sovrano illuminista, riformatore, ‘moderno’ per non dire borghese tanto nella vita pubblica che in quella privata. A noi piace perché vi leggiamo la lezione pittorica di Velasquez, ma anche un approccio alla pittura che fa presagire Goya, grande ammiratore di Mengs, e fin’ anche Manet.Ritrattista ufficiale della corte fiorentina, al servizio di Pietro Leopoldo, fu però un altro tedesco, naturalizzato inglese, Johann Zoffany. Di lui in mostra si espone il ritratto del primogenito Francesco, primo granduca di Toscana bozzetto1890 2938della stirpe lorenese, dipinto per spedirlo alla nonna paterna, l’imperatrice Maria Teresa, proveniente dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. Smesso lo smagliante gonnellone turchino degli infanti spagnoli lo ritroviamo, nel cortile di Pitti, contro il maestoso bugnato, un piccolo uomo equamente diviso tra gli obblighi del governo, le armi, gli studi. Il bellissimo dipinto, anch’esso mai più tornato a Firenze da quando fu inviato a Vienna, ci mostra un fanciullo forse un poco malinconico, ma già conscio del suo destino imperiale.
In apertura della mostra ci sono poi le immagini dei nonni e dei genitori, oltre al padre, la madre Maria Luisa di Borbone, e insieme a loro i cuginetti napoletani e parmigiani; a congedo gli autoritratti dei due pittori dalle collezioni degli Uffizi. Il famoso eroico autoritratto di Mengs, immagine già sentimentalmente caricata se non ancora romantica, e quello sottilmente ironico di Zoffany con il suo piccolo cane, che, restaurato per questa occasione, si rivelerà per il pubblico una piacevole sorpresa.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Matteo Ceriana e Steffi Roettgen, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. (foto: nipoti del re, bozzetto)

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Stato dell’Unione 2017 Strategia di politica industriale

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

junckerBruxelles. Nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione, il presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Voglio rendere la nostra industria più forte e più competitiva. La nuova strategia di politica industriale presentata oggi intende aiutare le nostre industrie a rimanere o diventare leader mondiali dell’innovazione, della digitalizzazione e della decarbonizzazione.”La nuova strategia di politica industriale dell’UE riunisce tutte le iniziative orizzontali e settoriali, siano esse esistenti o nuove, in una strategia industriale globale. La strategia chiarisce i compiti che dovranno assolvere tutti i soggetti coinvolti e istituisce occasioni di incontro – una Giornata annuale dell’industria, la cui prima edizione si è tenuta nel febbraio 2017, e una Tavola rotonda industriale ad alto livello – che consentiranno in particolare all’industria e alla società civile di orientare in futuro le azioni di politica industriale.
Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: Accettando i cambiamenti tecnologici, convertendo gli investimenti per la ricerca in idee imprenditoriali innovative e continuando ad agire da precursori nella creazione dell’economia circolare e a basse emissioni di carbonio creeremo le premesse per un’industria europea intelligente, innovativa e sostenibile.”Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha aggiunto: “Numerose industrie europee si trovano ad una svolta. Al giorno d’oggi parlare di politica industriale vuol dire rendere le nostre industrie in grado di concretizzare la crescita sostenibile e creare occupazione per le nostre regioni e i nostri cittadini.
I principali elementi salienti della strategia di politica industriale dell’UE comprendono:
un pacchetto globale teso a rafforzare la cibersicurezza della nostra industria,nel quale rientrano la creazione di un Centro europeo per la ricerca e le competenze in materia di cibersicurezza, al fine di sostenere lo sviluppo di capacità tecnologiche e industriali nel campo della cibersicurezza, nonché un sistema di certificazione europeo per i prodotti e i servizi, riconosciuto in tutti gli Stati membri (adottato il 13 settembre 2017);una proposta di regolamento sul libero flusso dei dati non personali, che permetterà la libera circolazione dei dati attraverso le frontiere, contribuendo a modernizzare l’industria e creare un vero e proprio spazio comune europeo dei dati (adottata il 13 settembre 2017);
una nuova serie di azioni riguardanti l’economia circolare, tra le quali una strategia sulla plastica, e misure volte a migliorare la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione in bioprodotti e bioenergia (autunno 2017);
un insieme di iniziative tese a modernizzare il quadro per la proprietà intellettuale, tra le quali una relazione sul funzionamento della direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e una comunicazione relativa a un quadro europeo equilibrato, chiaro e prevedibile di concessione di licenze per i brevetti essenziali (autunno 2017);
un’iniziativa per migliorare il funzionamento degli appalti pubblici nell’UE, comprendente un meccanismo volontario finalizzato a fornire chiarimenti e orientamenti alle autorità che pianificano grandi progetti infrastrutturali (autunno 2017);
l’ampliamento dell’agenda per le competenze a nuovi settori industriali fondamentali, quali l’edilizia, la siderurgia, l’industria cartaria, le tecnologie verdi e l’energia rinnovabile, l’industria manufatturiera e il trasporto marittimo (autunno 2017);
una strategia sulla sostenibilità finanziaria al fine di orientare meglio i flussi di capitale privato verso investimenti più sostenibili (inizio 2018);
iniziative per una politica commerciale equilibrata e innovativa e un quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri diretti che possono costituire una minaccia alla sicurezza o all’ordine pubblico (adottato il 13 settembre 2017);
un elenco riveduto delle materie prime critiche, mediante il quale la Commissione continuerà a dare il proprio sostegno affinché all’industria manifatturiera dell’UE sia garantita la fornitura sicura, sostenibile ed economicamente accessibile di tali materie prime (adottato il 13 settembre 2017);
nuove proposte in materia di mobilità pulita, competitiva e interconnessa, comprendenti standard più severi in materia di emissioni di CO2 di autovetture e furgoni, un piano d’azione sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, volto a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, e interventi per promuovere la guida autonoma (autunno 2017).
L’attuazione pratica di questa strategia olistica è una responsabilità condivisa. Il suo successo dipenderà dall’impegno e dalla cooperazione delle istituzioni dell’UE, degli Stati membri, delle regioni e, in misura ancora maggiore, dalla partecipazione attiva dell’industria stessa.

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Vaccinazioni: Distinguere i fatti dai pregiudizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

vaccino bambino

In Italia la poliomielite è praticamente scomparsa. La poliomielite paralizzava 28.500 bambini ogni anno in Europa. Dal 2002 l’Europa è libera dalla poliomielite. Non esistono cure decisive per la poliomielite se non la vaccinazione. Questi i fatti. La soglia minima di copertura vaccinale è del 95%, vale a dire che, per garantire “l’immunità di gregge” è necessario che 95 individui siano vaccinati per garantire i rimanenti 5. In Italia solo alcune Regioni offrono la copertura del 95% per la poliomielite e questo potrebbe mettere a rischio la popolazione a causa della importazione del virus da zone dove la poliomielite è presente (Africa, Asia). Nonostante i risultati ottenuti con le vaccinazioni, permangono i pregiudizi, le dicerie, la superstizione. Non si creda che questi aspetti siano da collocare solo nelle menti degli sprovveduti, considerato che, per esempio, il Comune di Napoli voleva istallare un gigantesco corno sul lungomare partenopeo. Un corno antijella contro la probabile eruzione del Vesuvio. Non sarebbe meglio prevenire, cioè vaccinarsi contro la superstizione? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Miele: prodotto d’eccellenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

mieleTornareccio (Ch) Il miele di coriandolo di Apicoltura Luca Finocchio è testimone d’eccellenza tra i prodotti chiamati a rappresentare il meglio dell’enogastronomia Made in Italy. Lo ha decretato la commissione di GourmArte 2017, la rassegna con sottotitolo “Custodi, maestri, esploratori e interpreti del gusto” che si svolgerà a Bergamo a inizio dicembre, ideata da Elio Ghisalberti per identificare e valorizzare i prodotti enogastronomici eccellenti interpretati dalla creatività e dalle sapienti mani dei migliori chef in circolazione. A Luca Finocchio, così, è stato assegnato il riconoscimento di Esploratore del Gusto, in virtù proprio della bontà del suo miele di coriandolo. Così, l’azienda di Tornareccio continua a fare incetta di premi e ora, grazie a GourmArte, è riuscita a far apprezzare un suo miele nell’impegnativa e selettiva Lombardia, terra di grande tradizione culinaria.
Intanto, per l’ennesimo anno consecutivo sono state diverse le Gocce d’Oro assegnate ai mieli di Luca miele1Finocchio nell’ambito dello storico concorso Grandi Mieli d’Italia Premio “Giulio Piana”, la cui cerimonia di premiazione si svolge oggi (domenica 17 settembre) a Castel San Pietro Terme (Bologna): due Gocce d’Oro ai mieli di arancio, melata e acacia, una Goccia d’Oro a quelli di coriandolo e girasole.
“Siamo particolarmente fieri del premio ottenuto a GourmArte di Bergamo – commenta Luca Finocchio – perché, ancora una volta, inserisce il nostro miele tra le eccellenze del Made in Italy: siamo contenti, dunque, di rappresentare anche noi il meglio della tradizione enogastronomica italiana nel mondo. E, come sempre, rendono merito al nostro miele le Gocce d’Oro di Castel San Pietro Terme: averle ricevute per tanti anni di seguito vuol dire che l’eccellenza dei nostri prodotti non è occasionale ma è la cifra stabile del nostro lavoro. E ora aspettiamo i nostri clienti e gli appassionati del “nettare degli Dei” a Tornareccio Regina di Miele, la rassegna che si svolgerà sabato 23 e domenica 24 settembre nel nostro paese”. (foto: miele)

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Almirall launches AlmirallShare, an open innovation platform, to find innovative solutions in skin health

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

almirallAlmirall, S.A. (ALM) has launched AlmirallShare, an open innovation platform designed to facilitate the establishment of collaborations in dermatological research and find innovative solutions in skin health. By putting together the Science and creativity of experts around the world and Almirall’s own expertise, the AlmirallShare initiative will accelerate the generation of new treatments for skin conditions.Almirall focuses its R&D on dermatology and aesthetics, and is continually growing as a specialist company, in order to cover specialists’ and patients’ unmet needs. In the words of Dr. Bhushan Hardas, Executive Vice President R&D, Chief Scientific Officer: “Our R&D strategy is based on three important aspects: Science, innovation, and partnerships. We are convinced that there are plenty of breakthrough ideas and innovation outside our walls. With this in mind, we have created AlmirallShare, our open innovation platform, to help us identify and progress innovative solutions for skin health”. Scientists at Universities, public or private research institutions, hospitals, and biotechnology companies are invited to participate and address the dermatological challenges posted in sharedinnovation.almirall.com. After the submissions of their proposals, the Almirall team will review them and suggest the best way for the selected proposals to progress.AlmirallShare’s first call is focused on increasing the understanding of skin pathology in diseases such as psoriasis, atopic dermatitis, acne and rosacea. Almirall aims to reach researchers who share this objective in order to establish close working relationships with them and bring together major breakthroughs in this field.The platform also hosts additional collaboration opportunities. The scope of AlmirallShare will be expanded in the future with new calls for collaboration as well as addressing additional dermatological conditions.
Almirall is a leading skin-health focused global pharmaceutical company that partners with healthcare professionals, applying Science to provide medical solutions to patients & future generations. Our efforts are focused on fighting against skin health diseases and helping people feel and look their best. We support healthcare professionals in its continuous improvement, bringing our innovative solutions where they are needed. The company, founded in 1943 and with headquarters in Barcelona, is listed on the Spanish Stock Exchange (ticker: ALM). Almirall has become a key element of value creation to society according to its commitment with its major shareholders and its decision to help others, to understand their challenges and to use Science to provide them with solutions for real life. Total revenue in 2016 was 859.3 million euros and more than 2,000 employees are devoted to Science. linkedin.com/company/almirall.

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GastroCult Festival: L’Ungheria tra sapori e cultura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

GastroCultRoma Dal 29 al 30 settembre p.v. presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà il GastroCult Festival “L’Ungheria tra sapori e cultura”, un viaggio gastro-culturale alla scoperta dei sapori e della cultura ungheresi da mille tradizioni.Il Festival, ad ingresso gratuito, prenderà il via venerdì 29 settembre p.v. alle ore 18.00 con la presentazione e la degustazione di uno dei piatti tipici della campagna magiara, del cosiddetto spezzatino di maiale mangalica con lo slambuc (pasta con le patate, piatto tipico dei pastori), cui seguirà una degustazione di prodotti tipici ungheresi (formaggi, affettati, salcicce, lardi, marmellate, creme di verdure grigliate). Il tutto accompagnato da una selezione di vini provenienti dalla regione vitivinicola di Csopak (comune di Veszprém, lago Balaton) e musica & danza popolare dal vivo.
La serata si concluderà con la proiezione in ungherese con sottotitoli in italiano del ”gulash western ungherese”: ”Talpuk alatt fütyül a szél”(1976, ’87- The Wind is whistling under their feet) del regista György Szomjas.
Sabato 30 settembre p.v. alle ore 18.00 il pubblico potrà assistere ad una seconda degustazione di prodotti tipici ungheresi a cura dell’azienda Nánási portéka, nonché ad una degustazione di vini provenienti sempre dalla regione vitivinicola di Csopak (comune di Veszprém, lago Balaton).
Il GastroCult Festival – organizzato dall’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con il comune di Hajdúnánás, Csopak, Panyola, Mátraderecske, l’Associazione di Città e villaggi (Városok, Falvak Szövetsége) – si concluderà a suon di musica & danza popolare dal vivo.

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Teatro: Fiore di cactus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

BENEDICTA BOCCOLI-MAXIMILIAN NISIRoma dal 4 al 22 ottobre Teatro della Cometa Via del Teatro Marcello, 4 FIORE DI CACTUS di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy. In scena: Anna Zago, Piergiorgio Piccoli/Daniele Berardi, Thierry Di Vietri, Matteo Zandonà, Anna Farinello, Ilaria Pravato, Federico Farsura; la regia è di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese. Una deliziosa commedia di situazioni spassose e divertenti malintesi. Da un ispido cactus può sbocciare un fiore di straordinaria bellezza, mentre le bugie hanno sempre le gambe corte, specie se chi le racconta vive eternamente nella menzogna. Uno straordinario testo che è diventato ormai un classico della commedia “brillante”, un filone teatrale che non è assolutamente da considerarsi “minore”, in quanto ha modalità e criteri di realizzazione spesso complicatissimi. Questo tipo di teatro non ha solo la fortuna di avere grande presa sul pubblico, ma spesso riesce a raccontare, senza darlo troppo a vedere, grandi verità sulla vita, sull’amore, sul dolore e su tutte le debolezze umane.
Fiore di cactus alterna momenti sentimentali ad altri più scanzonati con grande naturalezza, andando dritto al cuore del pubblico, attraverso una serie di bizzarre storie d’amore che sbocciano fra situazioni fra le più “spinose”. Il dentista Giuliano Foch, scapolo convinto, per evitare il matrimonio fa credere benedicta -maxalla sua amante Tonia di avere moglie e tre figli. Ma quando la donna, a causa di un appuntamento mancato, tenta goffamente di togliersi la vita e viene salvata da Igor, il vicino di casa, Giuliano preoccupato promette di sposarla. Prima però dovrà fingere di divorziare, ma la scrupolosa Tonia vuol esser certa che la moglie del dentista non abbia nulla in contrario e chiede di conoscerla personalmente. Giuliano, prigioniero delle proprie bugie, è costretto a inventarsi una consorte per presentarla a Tonia; la trova in Stefania, la sua burbera infermiera, che dopo alcune infelici esperienze sentimentali si è trasformata in una specie di ispido cactus. Alla fine, dopo uno spassoso gioco di divertenti equivoci, il castello di bugie crollerà, e le “affinità elettive” fra i vari personaggi finiranno per trionfare. DURATA: 150 minuti con intervallo
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 – Telefono: 06.6784380Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro. (foto: BENEDICTA BOCCOLI-MAXIMILIAN NISI)

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Photo: Arrivano i Paparazzi!

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

la-dolce-vitaMadison Ave.Torino mercoledì 20 settembre alle ore 20.30 Cinema Massimo, Sala Tre e nella sede di CAMERA Centro Italiano per la Fotografia in via delle Rosine 18 sarà presentata, una rassegna cinematografica, articolata in quattro appuntamenti mensili, dal titolo PHOTO. Arrivano i Paparazzi! Sarà proiettata in primis La dolce vita di Federico Fellini. Il film forse più bello del grande maestro, che racconta, attraverso le vicissitudini del protagonista – interpretato dal celeberrimo Marcello Mastroianni – la Roma mondana, trasgressiva e contradditoria del miracolo economico. Il film sarà introdotto da Walter Guadagnini, Direttore di CAMERA e da Donata Pesenti Campagnoni, Direttore pro tempore del Museo Nazionale del Cinema. Ingresso 6.00/4.00/3.00 euro.
Con oltre 150 immagini di “Vip e Star di ieri e di oggi”, scatti di famosi fotografi come Tazio Secchiaroli, La grande bellezzamarlon brandoMarcello Geppetti, Ron Galella, Lino Nanni e progetti fotografici di artisti contemporanei come Alison Jackson e Armin Linke, la mostra racconta il fenomeno e le trasformazioni dei Paparazzi. A partire dalla Roma dei primi anni Sessanta, il periodo della celeberrima Via Veneto della Dolce Vita, con un’immersione nella società e nel costume di quella stagione, la mostra procede nel suo percorso visivo negli anni e nelle tematiche che si modificano con il cambiare della società e degli stessi mezzi di comunicazione di massa. Il gusto della sorpresa e dell’assalto diretto, che caratterizzava i Paparazzi, si trasforma nel tempo in uno sguardo da lontano, più voyeuristico. Esemplari sono le vicende di Jackie Kennedy, poi Onassis, autentica icona della stampa di costume e scandalistica, e di Lady Diana, le cui storie sono strettamente legate a quelle dei “ladri di immagini”. Nel percorso si inseriscono immagini realizzate da alcuni artisti contemporanei, che hanno giocato su questo linguaggio, tra finzione e realtà, e da grandi fotografi di moda, che hanno trasformato questo linguaggio in stile.

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Versus Versace

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

versus versaceversus versace1versus versace2versus versace3Londra. L’anima di Versus Versace è giovane, sexy, irriverente e, soprattutto, divertente.“Versus è individualità, forza e positività. E’ per tutti coloro che hanno il coraggio di esprimere se stessi in tutto ciò che fanno”. Donatella Versace Questa collezione celebra l’essenza di Versus attraverso la New York degli Anni ’90. Camicie stampate, costumi da bagno, pantaloni flare e gilet di maglia metallica diventano capi essenziali per i giovani di oggi. I mini abiti in tessuto plaid sono personalizzati da intarsi di seta duchesse in colori fluo e borchie, mentre i bikini diventano il nuovo streetwear per l’estate in città e sono indossati sotto camicie stampate, canotte oversize di maglia metallica e tutine aderenti. Il carattere Versus emerge anche nelle proposte sartoriali, con una V intarsiata nel retro degli abiti bordati da frange. Oggi più che mai, Versus ha una forte connotazione streetstyle che si manifesta negli abiti-polo con cinture stampate e bottoni a forma di testa di leone, o nei mini-abiti estivi versus versace4in colori fluo. La maglieria segue le forme del corpo, con intarsi grafici di tessuto tecnico e giochi di trasparenze. Tutto è uno statement, dagli accessori con le frange, ai costumi da bagno con logo glitterato fino ai mini-abiti di maglia metallica borchiati. Versace è felice di annunciare la borsa di studio Gianni Versace a sostegno di uno studente del corso di studi MA Fashion Course alla Central Saint Martins, UAL a partire dall’autunno 2017. “La Central St. Martins educa e prepara molti dei migliori talenti che entrano a far parte del mondo della moda. Tanti suoi alunni hanno lavorato con me nel corso degli anni perché da sempre sostengo e osservo con attenzione queste giovani promesse. E’ quindi con grande piacere che sponsorizziamo questa borsa di studio come tributo a mio fratello Gianni, uno stilista visionario il cui ricordo indelebile aiuterà a formare i creativi del futuro”. Donatella Versace.

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750mila docenti possono spendere i 500 euro per l’aggiornamento professionale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa piattaforma on line era stata temporaneamente sospesa nei giorni scorsi per permettere le operazioni di aggiornamento in corrispondenza del nuovo anno scolastico. Nelle prossime settimane, e comunque entro la fine del mese di ottobre, sarà accreditato l’importo eventualmente non speso nel precedente anno scolastico (o i bonus non validati). E questo per permettere le operazioni di verifica delle somme effettivamente utilizzate nell’anno scolastico passato. Complessivamente, il Miur per il triennio di accreditamento della card a tutti i docenti di ruolo ha speso circa 1,1 miliardi. Si ricorda che le somme non spese e gli importi dei buoni prenotati ma non validati per il precedente anno scolastico sono spendibili con il bonus dell’anno in corso.
Il sindacato continua a non comprendere il motivo per il quale anche dinanzi all’adozione di un provvedimento finalmente giusto, l’amministrazione scolastica riesca a fare degli antipatici distinguo: dal momento in cui è stato deciso di indirizzare il bonus da 500 euro annui al corpo docente, per quale motivo sono stati ad esempio esclusi gli educatori? Ovvero delle figure professionali che, giuridicamente e di fatto, sono a tutti gli effetti docenti di scuola primaria? Per questo motivo, Anief ha deciso di avviato il contenzioso al Giudice del lavoro, in modo da tutelare il personale educativo che non ha ancora presentato ricorso. La decisione è giunta dopo gli esiti confortevoli della sentenza n. 7769/2016, con cui il TAR Lazio ha riconosciuto anche a loro il godimento di tale diritto.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Siccome l’aggiornamento professionale è un diritto-dovere che riguarda, indistintamente, tutti i lavoratori che operano nella scuola pubblica, sarebbe stato lecito immaginare un ravvedimento del legislatore e l’estensione di tale riconoscimento a tutte le professionalità, docenti e non, di ruolo o precarie, della scuola. Considerato che né dal Parlamento né dal Miur arrivano segnali di apertura in tal senso, Anief ha deciso di avviare il contenzioso al giudice del lavoro per il personale educativo che non ha beneficiato della decisione del Tar. Per aderire al ricorso, gratuito, è necessario inviare al Miur la diffida predisposta dall’Anief e preaderire on line al ricorso.Si ricorda che Eurosofia – Ente italiano di Formazione europea e di Ricerca in qualità di Soggetto qualificato dal Miur – eroga servizi di formazione per il personale docente ed educativo della scuola: propone corsi di formazione da destinare sia singolarmente in modalità e-learning, attraverso la nostra piattaforma, sia in forma collettiva attraverso l’attivazione di percorsi che prevedono anche incontri in presenza all’interno degli istituti scolastici, a seguito della stipula di apposito protocollo di intesa. Per l’ampia offerta formativa, consulta questa pagina. Sfoglia il Catalogo on-line dei corsi promossi nella piattaforma ministeriale S.O.F.I.A.

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Rassegna: il teatro che danza

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

EuforiaEuforia1Roma Martedì 19 settembre (ore 21) al Teatro India Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) ritorna l’appuntamento con la coreografia contemporanea della rassegna IL TEATRO CHE DANZA, che propone in prima nazionale Euforia, creazione di Silvia Rampelli, coreografa di Habillé d’eau, con Alessandra Cristiani e Eleonora Chiocchini. A danzare è lo spazio che si trasforma nella fusione tra movimento, suono, immagine, mentre la voce che irrompe è una ferita che non spiega, non commenta, ma suggella uno spettacolo che può essere letto come viene vissuto. “Vorrei allontanare le parole dal fatto. Il fatto è il corpo, costrutto assoluto, asserragliato nella materia, materia, autoevidente, interrogante, in assenza di cognizione, di intenzione, di veglia, manifesto, sembianza, simulacro – racconta Silvia Rampelli – da alcuni anni cerco un passaggio logico ed esistenziale che l’esperienza sollecita e che nella riflessione filosofica incontra una possibilità. Il tema della situatività, dell’essere gettati, della caduta nel tempo trova un rudimentale parallelo nel dispositivo teatrale, artificio volto a ricreare – attraverso l’ordigno dell’esposizione al Mondo – la condizione di apertura, fondamento di ogni sentire. Suono originale. Ipotesi: che i sensi sollecitati diano immagine al tempo”. Posto unico intero 15 euro ridotto 12 euro card 6 ingressi 48 euro (foto: euforia)

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In Florence: Arte contemporanea

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

laserflorenceFirenze. A due anni di distanza, Piazza Signoria ospita nuovamente In Florence, un grande evento di arte contemporanea ideato da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti, promosso dal Comune di Firenze e organizzato in concomitanza con la Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze, giunta alla sua XXX edizione. Dopo la celebre star Jeff Koons, ospite di Firenze nel 2015, il protagonista assoluto della seconda edizione di In Florence sarà lo svizzero Urs Fischer, tra i grandi artisti del panorama mondiale. Il progetto – a cura di Francesco Bonami – consiste, come di rito, nella presentazione di un’opera monumentale all’interno di quello straordinario museo della scultura a cielo aperto che è Piazza Signoria, in un contrasto quantomeno provocante tra antico e contemporaneo. L’organizzazione dell’evento è seguita dall’Associazione Mus.e.
Urs Fischer si è reso famoso nel 2011 in occasione della 50° Biennale di Venezia, quando ha fatto sciogliere una copia in cera e a grandezza reale del Ratto della Sabina del Giambologna, uno dei grandi capolavori della statuaria rinascimentale presente dal 1583 sotto la Loggia dei Lanzi. Adesso, Fischer torna sul “luogo del delitto” con un nuovo sorprendente progetto artistico, che non mancherà di suscitare forti reazioni e discussioni sul linguaggio dell’arte contemporanea, sulla ridefinizione del gusto, sull’evoluzione delle tecniche e del concetto di bellezza, in un duello tematico e formale tra “giganti”, tra neo-classicismo e informe, tra antico e moderno, tra le immagini “senza tempo” di Bandinelli, Cellini e Giambologna e quella “senza forma” – e proprio per questo “con più immagini”- di Urs Fischer, che da anni esplora questioni come l’imperfezione e l’entropia, la relazione tra opera e spazio, tra arte e mondo del cinema, tra vivere quotidiano e immaginario artistico con una carica sperimentale e una forza espressiva tanto inusuale quanto straordinaria, anche nel rinnovare o rischiare tecniche e temi senza limiti di tempo, di genere o di stile.

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Olio d’oliva in India

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

olio olivaCon il supporto di SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, la PMI calabrese Oleifici Sità ha assicurato per 150mila euro le forniture di olio d’oliva in India.L’intervento di SACE, presente in India con un ufficio a Mumbai, ha consentito a Oleifici Sità di offrire ai suoi clienti indiani dilazioni di pagamento competitive, assicurandosi contro il rischio di mancato pagamento per cause di natura commerciale e politica. L’operazione conferma l’impegno di SACE e SIMEST per le PMI del Sud Italia. Si tratta di un supporto che continua nel tempo, aspetto fondamentale per le aziende di taglia piccola e media. Oleifici Sità, infatti, negli ultimi due anni ha assicurato quattro contratti di fornitura con SACE, tutti per esportazioni verso l’India: operazioni che hanno permesso alla PMI calabrese di allargare il suo raggio d’azione verso un nuovo mercato ricco di opportunità.

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Mostra: Il Mediterraneo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

MediterraneoLucca. L’edizione 2017 del Photolux Festival, Biennale Internazionale di Fotografia, a Lucca dal 18 novembre al 10 dicembre 2017, sarà dedicata ad un tema e ad un luogo simbolico: il “Mediterraneo”.
“Il Mediterraneo è un immenso archivio e un profondo sepolcro.” Ad affermarlo è stato Predag Matvejevic, autore nel 1987 di Breviario mediterraneo, lavoro fondativo della storia culturale della regione del Mediterraneo, tradotto in oltre venti lingue.
Le parole di Matvejevic risuonano, nella loro assoluta attualità, espresse da molte delle mostre e riecheggiate dagli appuntamenti di Photolux 2017.
“Il Mediterraneo è lo scenario nel quale negli ultimi anni si sta consumando l’emergenza umanitaria legata ai flussi migratori verso le coste europee, una delle più gravi per le sue proporzioni in termini di persone coinvolte e per le ripercussioni sul sistema di valori e sull’identità dell’Europa”, annota Enrico Stefanelli che di Photolux Festival è il fondatore e direttore.
“E oggi più che mai si avverte l’urgenza di tornare a interrogare il Mediterraneo e la sua storia, di trovare un nuovo dialogo tra le culture”.
Per questo l’edizione 2017 di Photolux Festival vuole essere un focus sui fotografi del Mediterraneo e su quelli che del “mare nostrum” hanno fatto l’oggetto del proprio sguardo, che dia luogo a inedite contaminazioni e che provi a raccontare un mare dove da millenni si incontrano e scontrano civiltà che ne arricchiscono e complicano la storia”.
Le 22 mostre indagano questo tema-simbolo attraverso il lavoro di grandi nomi e giovani autori della fotografia internazionale. (foto: mediterraneo)

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Omaggio al Granduca

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

piatti d'argentoFirenze Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti: Memorie dei piatti d’argento per la festa di san Giovanni, aperta al pubblico dallo scorso 24 giugno e il cui termine di chiusura previsto era il 24 settembre 2017, viene prorogata all’8 ottobre 2017. Nel corso di questi mesi l’esposizione ha ottenuto grandi consensi di pubblico, oltre che ottimi riconoscimenti da parte della stampa e della critica di settore. E’ stato deciso quindi di prolungarne l’apertura di venti giorni, affinché, oltre alle numerose scolaresche che ne hanno fatta richiesta, possa visitarla anche il pubblico internazionale che converrà a Firenze dal 23 settembre al 1 ottobre, in occasione della prossima Biennale Internazionale dell’Antiquariato.
La mostra presenta un episodio tanto appassionante quanto poco noto dell’oreficeria italiana tra Sei e Settecento che trae la sua origine dalla ricorrenza di San Giovanni Battista, solennemente festeggiata a Firenze già in antico il 24 giugno di ogni anno, e dalle relazioni diplomatiche di Casa Medici che estendeva la sua influenza sull’ambiente curiale romano. Queste circostanze portarono nelle collezioni medicee una straordinaria raccolta di piatti istoriati d’argento eseguiti su disegno dei più significativi artisti romani del tempo.
palazzo pittiA partire dal 1680 infatti, per ben cinquantotto anni Cosimo III e il suo successore, il figlio Gian Gastone, ricevettero come dono per disposizione del cardinale Lorenzo Pallavicini ai suoi eredi Rospigliosi, pregiati bacili d’argento con storie che illustravano i fasti dinastici della Casata fiorentina, su disegno di prestigiosi artisti come Carlo Maratti, tra i massimi esponenti della pittura romana della seconda metà del Seicento, (disegni conservati a Chatsworth ed esposti in mostra), Ciro Ferri, Pietro Lucatelli, Ludovico Gimignani, Lazzaro Baldi, Filippo Luzi, Giuseppe, Carlo e Tommaso Chiari. Dal 1700 furono spesso gli argentieri a progettare le tese. I disegni noti, provenienti da musei italiani ed esteri e da collezioni private, sono tutti esposti in mostra. I nomi degli argentieri d’Oltralpe e romani, che sbalzarono e cesellarono l’argento dei bacini, sono emersi dai documenti degli archivi romani.
«I ‘piatti di san Giovanni’», come sottolinea il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt «rappresentavano una celebrazione di Casa Medici, riconoscendone e testimoniandone i grandi meriti nel governo della Toscana attraverso il ricorso a figurazioni che riconducono a valori eterni e a fatti contingenti. Le ricerche condotte in questa occasione hanno portato a una lettura puntuale delle singole scene, sia per le figurazioni allegoriche che rispondono ai più noti repertori di iconologia, sia per le scene storiche esemplate su una profonda conoscenza degli avvenimenti.»
A Firenze gli argenti arrivati in dono a Cosimo III erano conservati gelosamente nella Guardaroba di Palazzo Vecchio, mentre quelli donati al tempo di Gian Gastone rimasero nella residenza di Palazzo Pitti. Estinta la dinastia medicea, nonostante il Patto di Famiglia stipulato il 31 ottobre 1737 fra Anna Maria Luisa Elettrice Palatina e il nuovo granduca di Toscana Francesco Stefano di Lorena, i piatti di San Giovanni, come tutti gli altri argenti, furono considerati una preziosa risorsa per ripianare il bilancio precario dello Stato toscano al fine di favorire le imprese militari. Dei ‘piatti di san Giovanni’ sarebbe svanito anche il ricordo se la Manifattura Ginori di Doccia, per volontà del suo fondatore, il marchese Carlo Ginori, tra il 1746 e il 1748 non avesse fatto realizzare dall’argentiere Pietro Romolo Bini, già attivo nella Galleria dei Lavori, le forme in gesso tratte dagli originali in argento da cui sono derivati i calchi in gesso esposti in mostra. L’intento era probabilmente di trattenere la memoria della magnificenza dei bacini, prevedendone forse una traduzione in porcellana, anche se uno solo, il primo della serie, fu realizzato dalla manifattura, attualmente conservato nel Museo Duca di Martina di Napoli, è esposto in mostra. La fortuna dei bacili nella manifattura proseguì nell’Ottocento, dove alcuni di essi furono replicati in porcellana per l’Esposizione internazionale di Parigi del 1867, ma già a quella italiana del 1861 troviamo il primo piatto della serie abbinato ad un mesciroba tardobarocco, esposto in mostra, probabilmente con l’intento di evocare le “acquereccie” con vassoio di celliniana memoria. All’Esposizione di Torino del 1884 la Ginori registra le variazioni del gusto, ma continua a proporre i bacili seppur nella sola ripresa della tesa da abbinare a piatti riproducenti dipinti, con la funzione di cornice, come visibile dagli esemplari in mostra.
Oggi i calchi, donati molti anni fa dal marchese Leonardo Ginori Lisci alle Gallerie fiorentine, sono esposti nelle sale di Palazzo Pitti che accolgono il Tesoro dei Medici e sono l’unica testimonianza tangibile della magnificenza della perduta serie in argento.
Da questi nel 1999 è stata eseguita una versione con la tecnica dell’elettroformatura, utilizzata a scopo scenografico, con lo stesso fine con cui viene riproposta in mostra. Essa consente al visitatore di immaginare quale potesse essere la preziosità dell’omaggio fatto ai granduchi fiorentini, unitamente ad un video che spiega la complessità delle tecniche messe in atto dagli argentieri romani e dalla Manifattura Ginori di Doccia.
La Manifattura Ginori di Doccia è stata celebrata quest’anno a Firenze con un dittico di mostre che, oltre a questa di Palazzo Pitti, vede al Museo Nazionale del Bargello La fabbrica della bellezza. La manifattura Ginori e il suo popolo di statue aperta fino al prossimo 1 ottobre.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Rita Balleri e Maria Sframeli, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. (foto: piatti d’argento)

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Tra ciglia e pensiero di Eglė Budvytytė

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

MagiciansRoma lunedì 18 settembre 2017 ore 18.30 Apertura al pubblico: 19 settembre – 11 novembre 2017 (Orari di apertura della mostra: dal martedì al sabato ore 15.00-19.00) AlbumArte Via Flaminia 122 mostra Tra ciglia e pensiero dell’artista lituana Eglė Budvytytė che espone per la prima volta in Italia una selezione delle sue opere video.
La mostra è curata da Benedetta Carpi De Resmini e si impernia su scenari e contesti inusuali posti accanto a elementi quotidiani, dicotomie strutturali alle opere della giovane artista. Eglė Budvytytė crea all’interno delle sue opere dei cortocircuiti tra realtà e finzione, aprendo questioni sul ruolo del soggetto rispetto a una riflessione sociale in senso più ampio. In mostra una selezione di opere video che riflettono sul tempo economico e sociale che scandisce gli spostamenti, i ritmi della vita quotidiana, andando a creare vuoti momentanei in cui l’immaginazione prende il sopravvento.
Il percorso narrativo si apre con Secta (2006) che fa da contrappunto all’universo immaginario di Magicians (2011), mentre il movimento incontrollato del corpo dei bambini di Shaking Children (2013) si collega alle rigide disposizioni di As if you are catching a bomb (2013) – opere video entrambe nate dalla collaborazione con Bart Groenendaal – le quali guidano le azioni di un uomo.In uno scenario mondiale basato sempre di più sulla cyber intelligence, in cui i conflitti sia economici che sociali sembrano governati dal potere virtuale della rete, l’opera dell’artista si pone come naturale reazione di denuncia alla società contemporanea. Gruppi o realtà individuali sfidano le convenzioni, condotti alcune volte da una voce fuori campo, come un deus ex machina, che racconta o li conduce a contrapporsi alle regole imposte.
Eglė BudvytytėIl corpo diventa per l’artista lo strumento per sfidare i comportamenti codificati, per ricordare a tutti che il potenziale di ognuno risiede nella fantasia, unico mezzo per raggiungere, con velocità e traiettorie differenti da uomo a uomo, lo stesso obiettivo: la libertà. In occasione della mostra sono previsti eventi collaterali che riflettono sulle dinamiche affrontate.
Eglė Budvytytė (Lituania, 1981) vive attualmente tra Vilnius e Amsterdam. Realizza video e performance al fine di esplorare la relazione che intercorre tra corpo, architettura, ambiente e pubblico. Partendo da coreografie di diversi performer – al fine di rappresentare gesti che possono apparire spesso contraddittori rispetto al contesto in cui si sviluppano – l’artista guarda alla capacità del corpo di sfidare i comportamenti convenzionali e le narrazioni normative implicite all’interno degli spazi pubblici. I suoi lavori sono stati esposti a Liste, Basel; Art Dubai commissions 2017, la 19° Biennale di Sidney, De Appel Arts Centre, CAC di Vilnius e lo Stedeljik Museum di Amsterdam. Eglė è stata artista residente presso Le Pavillon, Palais de Tokyo (Parigi, 2012) e Wiels, Contemporary art centre, (Brussels, 2013). (foto: Magicians, Eglė Budvytytė)

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Yardi Prepares Gerald Eve for Portfolio Growth

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

londonLondon. UK-based international real estate services company Gerald Eve has selected Yardi Voyager® 7S as the management platform for its new commercial property and asset management business. Gerald Eve’s new business arm sought a cloud-based, mobile solution to support its predicted exponential growth.Yardi Voyager 7S will centralise asset and property data and streamline core accounting. Yardi PAYscan will help automate invoice processing to deliver additional efficiencies.“Commercial property and asset management was the strategic gap in our business,” said Jennifer Cottle, partner for Gerald Eve. “Yardi filled that gap. It was fundamentally important for us to select a software platform that not only delivered the process efficiencies we were looking for, but supported the long-term goals and service requirements of the new venture.” “We are very pleased to see Gerald Eve move to the Voyager platform,” said Neal Gemassmer, vice president, international for Yardi. “Combined with Yardi PAYscan, the solution will allow Gerald Eve’s property and asset management business to hit the ground running and support an exciting growth strategy.”
Gerald Eve is a firm of international property consultants based in the UK who operate a national network of nine offices covering Europe and major US markets. Whether you are a property owner, investor, occupier or developer, Gerald Eve provides independent, intelligent and relevant advice based on detailed market knowledge and sector understanding. Learn more about Gerald Eve.
Yardi® develops and supports industry-leading investment and property management software for all types and sizes of real estate companies. Established in 1984, Yardi is based in Santa Barbara, Calif., and serves clients worldwide from offices in Australia, Asia, the Middle East, Europe and North America. For more information, visit: yardi.com/uk

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