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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for the ‘Mostre – Spettacoli/Exhibitions – Theatre’ Category

Exhibitions – Theatre

21° edizione dell’Ypsigrock Festival

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

Sergio BeercockCastelbuono (PA) dal 10 al 13 Agosto 2017 all’Ypsigrock Festival, sul palco “Ypsi & Love”. L’11 agosto Sergio Beercock con la vittoria del contest “Avanti il prossimo”, sarà possibile al cantautore e polistrumentista anglo-italiano di esibirsi all’Ypsigrock Festival, sul palco “Ypsi & Love”; uno degli appuntamenti musicali, giunto alla 21^edizione, più attesi in Italia e in Europa. Il 7 agosto sarà tra i protagonisti dell’Indiegeno Fest 2017, nei pressi Tindari (alle Grotte di Mongiove) in un luogo unico al fianco di grandi esponenti del cantautorato italiano come Brunori Sas e Carmen Consoli. l’Ypsigrock Festival è uno degli appuntamenti musicali, giunto alla 21° edizione, più attesi in Italia e in Europa. Il 7 agosto, sarà tra i protagonisti dell’Indiegeno Fest 2017, nei pressi Tindari (alle Grotte di Mongiove) in un luogo unico al fianco di grandi esponenti del cantautorato italiano come Brunori Sas e Carmen Consoli.
Il suo primo album “Wollow” (800A Records) è stato ben accolto dalla critica e dal pubblico che si è fatto sempre più numeroso ai suoi live: da Roma a Londra, passando per Bologna, Torino, Oxford, Liverpool, Sergio Beercock ha sempre lasciato il segno delle sue ricercate interpretazioni. Questi due importanti appuntamenti celebrano il nuovo slancio sperimentale di Beercock, la ricerca di un nuovo sound con cui Sergio si discosta progressivamente dalla radice folk nordica per assecondare un sapore nettamente più elettronico e legato al soul-jazz con cui è cresciuto.Ancora uno slancio artistico per Sergio Beercock, che si distingue anche come attore e regista, e dirige insieme a Noa Di Venti la compagnia Bottega di Mastro Porpora, i suoi spettacoli e le sue colonne sonore che hanno appena debuttato al Santarcangelo Festival e a Primavera dei Teatri, per giungere alla finale del 30° Premio Scenario a luglio 2017.
Sergio Beercock, nato nel 1990 a Kingston upon Hull in Inghilterra da madre siciliana e padre inglese, è un artista poliedrico che, nonostante la giovane età, si muove con disinvoltura tra musica e teatro. (foto: Sergio Beercock)

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Serata Vasco Rossi con i Colpa del Blasco da Spillo a Palermo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

vasco rossiPalermo giovedì 27 giugno alle 21,30 da Spillo la birroteca, attraverso la voce e il potente sound dei Colpa del Blasco. Estate, non solo stagione calda, ma la stagione di Vasco Rossi. Dopo il concerto di Modena, Palermo ricrea le stesse atmosfere.
La formazione, riproporrà fedelmente i classici della grande rockstar, ripercorrendo le tappe più significative della storia musicale del Komandante Blasco. La band è capitanata da Francesco “Ciccio rock” Petralla.
Il ristorante, pizzeria e pub di Palermo è dotato di aria condizionata ed è aperto già a ora di colazione. Alle 20,30 scatterà la cena a menù su carta, dove spiccano: la patata Spillo, il birrisotto, la tagliata di carne americana, lo stinco di maiale, gli hamburger da 280 grammi e il birramisù. (foto: vasco rossi)

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Il Frantoio – Capalbio: Inaugurazione mostra

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

simone piccioniCapalbio (GR) dal 30 luglio al 22 agosto 2017 Vernissage sabato 29 luglio ore 19,00 “il vizio e la virtù sono parenti, come il carbone e i diamanti: hanno una base comune nel carbonio; l’intento dei due artisti è proprio quella di risalire alla matrice di partenza da cui si diramano la virtù e il vizio” (Karl Kraus) Dopo il successo della mostra risultato del lavoro degli artisti della prima TREELINE Artist Residency, l’associazione culturale Il Frantoio presenta il progetto EGO/ASSOLVO nato dalla volontà di due pittori di interpretare i “vizi” moderni e antichi; le opere iperrealiste di Simone Piccioni e di Giampaolo Addari fanno riflettere sui vizi danteschi e sul fatto se possano essere ancora considerati peccaminosi o se questi abbiano lasciato il passo ad altri fenomeni che rappresentano meglio la distorsione della società.
Dal confronto delle opere, lo spettatore si troverà a fare una scelta: immergersi nella visione di Simone Piccioni, meticolosa e satura di simboli, dove la luce sembra fissata in un attimo assoluto che la pittura blocca nel suo corpo liquido prima che si dissolva nell’ oblio; oppure in quella di Giampaolo Addari, dove le opere sottraggono chi le osserva dalla necessità dell’identificazione forzata donando la possibilità di perdersi nella materia che le compone e di ricostruire una visione personale dell’immagine osservata.
L’allestimento dello spazio espositivo è stato concepito in modo che lo spettatore, attraversandolo, si troverà di fronte a delle immagini che vogliono rievocare le tappe che ogni uomo affronta durante la propria vita con il dubbio se queste debbano essere considerate degli ostacoli o delle soluzioni e con la speranza di trovare la propria “assoluzione” al termine di questo percorso. Durante il vernissage sarà presentata la performance ideata e diretta da Luca Gaeta. (foto: simone piccioni)

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Cenerentola di Rossini

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

cenerentolaTrapani Martedì 25 luglio 2017 ore 21.00, con replica giovedì 27 luglio Teatro “Giuseppe Di Stefano”. Il debutto sul palcoscenico trapanese del Teatro “Giuseppe Di Stefano” è per martedì 25 luglio con replica giovedì 27 luglio.
La Cenerentola va in scena nella ricorrenza dei duecento anni dalla composizione: la prima rappresentazione dell’opera ebbe infatti luogo il 25 gennaio 1817 al Teatro Valle di Roma, con il contralto Geltrude Righetti Giorgi. Lo spettacolo è un omaggio a Lele Luzzati, scomparso dieci anni fa: sono suoi gli splendidi costumi di scena risalenti alla storica edizione andata in scena nel 1978 al Teatro Margherita di Genova, che recano intatta la cifra stilistica e il tratto meraviglioso e immaginifico di un Maestro indiscusso del teatro contemporaneo. Uno dei suoi discepoli, il genovese Enrico Musenich, firma la scenografia dello spettacolo, ispirandosi allo stile del Maestro.
I costumi originali di Luzzati giungono dopo il prezioso e appassionato restauro realizzato dalla Fondazione Cerratelli, che ha riportato ogni singolo capo sartoriale allo splendore originario; nell’operazione è coinvolto il Museo Luzzati di Genova diretto da Sergio Noberini, in virtù anche della lunga collaborazione esistente tra il Museo e la Fondazione Cerratelli.
Sul podio c’è il maestro Dejan Savić. Nel cast, giovani interpreti di consolidata esperienza, un cast di qualità: Enrico Iviglia è Don Ramiro, affiancato dal complice Dandini, suo cameriere (Pablo Ruiz) e dal filosofo Alidoro (Matteo D’Apolito); Vincenzo Nizzardo, Paola Santucci, Isabel De Paoli vestono rispettivamente i panni di Don Magnifico, Clorinda e Tisbe; Angelina – Cenerentola – interpretata da cenerentola1Paola Gardina- completa la famiglia. Uno dei più talentuosi giovani mezzosoprani di oggi, Paola Gardina ha calcato i palcoscenici di alcuni fra i più importanti teatro del mondo: dal Teatro alla Scala di Milano all’Opera National de Paris, al Theatre des Champs Elysées, alla Bayerische Staatsoper di Monaco. Costante la sua presenza anche nelle stagioni dei più significativi teatri italiani.Aldo Tarabella, direttore artistico del Teatro del Giglio, firma la regia dello spettacolo, al termine di un lungo periodo di ricerca svolto percorrendo a ritroso la strada che lo ha portato alla Cenerentola luzzatiana del 1978. Lo spettacolo vuol essere un omaggio a Luzzati e al suo mondo di immagini, forme e colori, senza per questo assumere il sapore del ricordo nostalgico; la via percorsa, che si snoda tra palazzi di carta e scatole magiche in continuo moto giocoso, è quella della freschezza di una messa in scena attualizzata, viva e coinvolgente, capace di disegnare uno spazio musicale, teatrale e drammaturgico cenerentola2inconsueto, brillante e gioioso.
Lo spettacolo, oltre a Trapani, è stato messo in scena anche nei teatri di Ravenna, Cosenza e nel 2018 sarà al Teatro di Piacenza.
La 69ª stagione d’opera dell’Ente Luglio Musicale Trapanese è realizzata grazie al sostegno di MIBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Siciliana – Assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Trapani, l’Associazione “Amici della Musica” di Trapani, in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Antonio Scontrino” di Trapani, il Goethe Institut, l’Istituto di Cultura Italo Tedesca di Trapani.
Biglietti da 12 a 35 euro. Info e acquisti on line su http://www.lugliomusicale.it, al Botteghino dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, sito in Viale Regina Margherita, 1 (all’interno della Villa Margherita) dal lunedì al sabato, dalle ore 8.30 alle ore 11.00 e dalle ore 18.30 alle ore 20.00. Nelle giornate di recita festive, dalle ore 18.00 a mezz’ora dopo l’inizio dell’opera (foto: cenerentola)

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Carloforte Music Festival quinta edizione

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

Andrea TusacciuSONY DSCCarloforte Dal 25 agosto al 3 settembre come sempre sotto la guida artistica del Maestro Andrea Tusacciu, pianista e direttore d’orchestra attivo da anni a Bruxelles si tiene il festival, che ogni anno attira turisti e residenti, proporrà cinque appuntamenti di grande interesse che vedranno sul palcoscenico solisti e ensemble di assoluto prestigio. Per il primo anno tutti i concerti si terranno nello storico Teatro Cavallera. Iniziato nel 1920, il Cavallera, chiamato anche Casa del proletariato o U Palassiu, fu completato nel maggio 1922 e ospitò le prime organizzazioni sindacali dei battellieri. In seguito, quando tali organizzazioni sindacali persero il loro ruolo, l’edificio venne trasformato in cineteatro diventando un luogo di cultura politica, teatrale ed intrattenimento. L’interno è in stile liberty.
Si inizia venerdì 25 agosto, (ore 21), con Musica da Oscar recital pianistico di Romeo Scaccia protagonista di un coinvolgente programma tutto dedicato alle grandi colonne sonore. Un omaggio particolare al Premio Oscar Ennio Morricone in una scaletta che prevede anche musiche dello stesso Scaccia. Nel corso del concerto saranno proiettate le immagini tratte dai film scelti.
Si prosegue sabato 26 agosto, inizio ore 21, con Napoli Inferno e Paradiso. Sul palco del Cavallera Antonio Volpi (voce recitante), Annalisa Mameli (cantante) e Corrado Aragoni (pianoforte). Uno sguardo innamorato si posa su Napoli, sulla sua storia, le sue straordinarie bellezze, le sue battaglie, perse e vinte, le sue eterne contraddizioni, i suoi poeti, le sue canzoni. Uno sguardo che viaggia attraverso il tempo per restituirci una immagine, antica di ricordi ma vivida di colori: l’immagine di Napoli, “un inferno con tanti pezzetti di paradiso sparsi qua e là”. Lo spettacolo è un viaggio che si snoda tra aneddoti, racconti, poesie e canzoni, quelle senza tempo che attraversano i secoli, indenni, fresche come rose al primo sole, il sole di Napoli. (foto: tusacciu, theodosia)

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Recital per pianoforte e voci

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

Sassu (2) (2)recital trapaniTrapani. Andrà in scena lunedì 24 luglio, alle ore 21.00, presso il chiostro di San Domenico a Trapani il “Recital per pianoforte e voci”. Prodotto dal Luglio Musicale Trapanese, il concerto vedrà il Maestro Andrea Certa accompagnare al pianoforte la soprano Francesca Sassu ed il tenore Marcello Nardis. Sugli spartiti musiche di Fauré, Debussy, Hahn e Duparc. Quattro autori francesi per una serata di musica raffinata da vivere in uno scenario unico come quello del chiostro di San Domenico.
Al pianoforte il maestro Andrea Certa. Responsabile della produzione lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, e recentemente impegnato nella direzione dell’orchestra nell’Aida, Certa vanta collaborazioni con grandi maestri provenienti da tutto il mondo, e lui stesso si è esibito in diversi teatri. La voce femminile sarà quella della soprano Francesca Sassu, con una carriera che l’ha vista impegnata in produzioni nazionali ed internazionali. Una cantante che è già molto più di una promessa della lirica italiana. Il tenore Marcello Nardis, ha già calcato i palchi d’Europa, degli Stati uniti e del Giappone ottenendo sempre ottime critiche dal pubblico e dalla stampa specializzata. I tre saranno impegnati in un concerto dai contenuti alti ma leggeri: la grande poesia francese musicata da quattro grandi musicisti, anche loro d’oltralpe.
Biglietti: 5 euro. Info e acquisti on line su http://www.lugliomusicale.it, al Botteghino dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, sito in Viale Regina Margherita, 1 (all’interno della Villa Margherita) dal lunedì al sabato, dalle ore 8.30 alle ore 11.00 e dalle ore 18.30 alle ore 20.00. Nelle giornate di recita festive, dalle ore 18.00 a mezz’ora dopo l’inizio dell’opera – tel 0923 29290- email botteghino@lugliomusicale.it. Media partner della 69ª Stagione d’Opera dell’Ente Luglio Musicale Trapanese: Rai Radio 3, Teatro.it, Opera Click.

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Serata Negramaro con gli Apollo 11

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

Negramaro-01Palermo 29 luglio al Beach club di Isola delle Femmine, sul lungomare Amerigo Vespucci, in provincia di Palermo.Si comincia alle 19,30 con la cena servita al tavolo. Seguirà alle 22 il concerto, che riproporrà i più noti brani della band salentina. Giorgio Emanuel Imparato alla voce, nel ruolo di Guliano Sanfiorgi, Francesco Sampino alla chitarra,  Luca Castiglione al basso, Francesco Chiavetta alla batteria e Francesco Giliberto alle tastiere faranno assaporare tutte le atmosfere della band, considerata da tutti tra le migliori in circolazione in Italia. Tra i brani in scaletta “Mentre tutto scorre”, “Estate” e il rifacimento di “Meraviglioso” di Domenico Modugno. L’evento è organizzato da Dorian. (foto: negramaro)

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L’Art Performing Festival

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

Cristina CianciUltima Fila ContemporaneaNapoli Lunedì 24 luglio 2017 ore 18.00 inaugurazione dell’installazione di Cristina Cianci ore 20.00 performance di Lucio DDTart Mercoledì 26 luglio 2017 ore 20.00 opera performativa VESUVIO2 del collettivo Ultima Fila Contemporanea Via Sedile di Porto, 55 (Via Mezzocannone, C.so Umberto) Ingresso libero a tutti gli eventi
Fra le sedi che ospitano la seconda edizione dell’Art Performing Festival, c’è anche l’AvaNposto Numero Zero. Ideato dallo storico dell’arte Gianni Nappa e organizzato in collaborazione con i curatori Emiliano Aiello, Dario Di Sessa, Pantaleo Musarò e Gino Quinto, la società di marketing e comunicazione Global Strategies di Ester Esposito e gli Assessorati alla Cultura e al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, l’unico festival italiano delle arti performative animerà la città di Napoli fino al 7 agosto con mostre, concerti e rappresentazioni sui temi Femminile, Mediterraneo e Terra Madre.
Tre, le iniziative in calendario, presso il teatro di Via Sedile di Porto. Si comincia lunedì 24 luglio con un doppio appuntamento; alle 18.00 inaugurazione dell’installazione dell’artista Cristina Cianci, che sviluppa un progetto sul Femminile proponendo un trittico realizzato in tessuto basato sul culto degli ex-voto in cui, oggetto di devozione sono elementi legati alla maternità del corpo femminile, che assume un valore sacro nella sua stessa materialità, intendendo la Materia derivata da Mater, Madre. Un richiamo alle origine, alla forma che ha contenuto e protetto tutti noi, sublimata nell’idea di Grande Madre Terra. Cristina Cianci si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Napoli, specializzandosi in seguito in Grafica e Incisione. Finalista nel 2004 al Premio Nazionale delle Arti del MIUR, la sua opera L’Albero è stata inserita nella collezione del Museo d’Arte Religiosa Contemporanea di Napoli, nel Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova. Ha all’attivo numerose personali e collettive, anche all’estero.
Lucio DDTartAlle 20.00, si esibirà il Giuseppe Labriola, in arte Lucio DDTart che porterà sul palco, dopo un’assenza di sette anni, la performance Disastro, un’improvvisazione di denuncia sull’inquinamento, la distruzione del pianeta, l’assenza di rispetto del genere umano per l’ambiente. Un personaggio eremita, sopravvissuto all’ecatombe nucleare porterà, con una sorpresa, il proprio messaggio di speranza, per invogliare tutti noi ad una riflessione. Scultore, pittore e performer, Lucio si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Napoli ed è docente di Arte e Immagine. Alla base della sua ricerca artistica c’è una grande curiosità naturalistica che lo ha portato a studiare Ornitologia e, soprattutto Entomologia dal momento che sono proprio gli insetti, in particolare gli scarabei per le loro forme e i colori dai riflessi metallizzati, i modelli principali delle sue opere, realizzate spesso con materiali riciclati. Da questo interesse deriva il nome d’arte, quello del primo veleno insetticida. Ha presentato i propri lavori in diverse sedi prestigiose, anche all’estero e nel 2016 le sue sculture sono state esposte presso l’atelier Hamak-Ho durante le sfilate di Pitti Uomo a Firenze.
Ispirata dalla cronaca di questa estate di roghi la performance VESUVIO2 del collettivo Ultima Fila Contemporanea in programma mercoledì 26 luglio alle 20.00 che pone il pubblico in diretto contatto con quanto è avvenuto in queste settimane e con la mediaticità delle nostre sensazioni amplificate dai social network e la concretezza della terra, delle piante e della vita distrutte dalle fiamme. Il collettivo nasce nel 2016 grazie alla collaborazione tra Giovanni De Feo, Simone D’Alterio, Lucrezio Catapano e Salvatore Ianniello, in scena insieme con Luigia Conte, tutti ancora studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli conosciutisi alle lezioni di Storia dell’Arte Contemporanea sedendo, per l’appunto, in ultima fila. Il loro campo di ricerca spazia dall’arte digitale alle pratiche performative, passando dalle sperimentazioni pittoriche, musicali e installative spesso incentrate sulla relazione tra spazio pubblico e individui. (foto: cristina cianci, Lucio, Ultima Fila Contemporanea)

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Macondo Festival: L’arte di strada ti viene incontro!

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

macondo festivalFrancavilla al Mare (CH), quartiere San Franco, dal 14 al 16 agosto 2017, spettacoli sorprendenti e street food. Il quartiere San Franco, è l’anima storica della cittadina abruzzese che si estende per 8 km tra spiagge e colline, artisti di strada provenienti da tante località d’Italia e dall’Abruzzo, e daranno vita a spettacoli coinvolgenti, che trasformeranno il cuore del paese alto di Francavilla al Mare in una grande festa della musica, delle performance di strada e dell’incontro. Meraviglie inattese, show originali e di grande impatto visivo, l’irruzione di band itineranti, trasporteranno gli spettatori in un’atmosfera incantata che farà divertire grandi e piccoli. La scelta del quartiere popolare di San Franco, che non si affaccia direttamente sul mare e che quindi offre meno servizi delle zone costiere, è dovuta all’idea di valorizzare luoghi della città meno conosciuti e poco utilizzati come fulcro della vita cittadina e per stimolare la creatività giovanile. Un obiettivo che l’energia e il coinvolgimento contagioso dell’arte di strada raggiungono con entusiasmo e naturalezza. Oltre agli spettacoli sotto il cielo delle serate di Ferragosto (dalle 21.00 alle 24.00, per poi lasciare spazio alla Macondo Night fino a notte fonda), lungo il Belvedere San Franco, sarà allestita l’area street food, con specialità regionali e internazionali (a partire dalle 18.00). Il festival è stato preceduto da inizio luglio da un mese di laboratori artistici gratuiti tenuti dai docenti della Scuola Macondo – l’Officina delle Storie. Il “Macondo Festival – L’arte di strada ti viene incontro” è stato ideato da Peppe Millanta e Luigi Russo. La gigirusso street&stage srl in partnership con il Comune di Francavilla al Mare ha vinto con tale progetto uno dei premi del bando “Periferie Urbane” che fa parte dell’iniziativa promossa da Siae e Mibact “Sillumina, copia privata per i giovani, per la cultura”. (foto: macondo festival)

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Giovanni Iudice “firma” l’opera simbolo del Trofeo del Mare 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

Iudice BagnantiPozzallo (Rg) in occasione della serata di gala sabato 29 luglio, in Piazza Municipio sarà “Bagnanti” dell’artista Giovanni Iudice l’opera simbolo della diciassettesima edizione del Trofeo del Mare Premio Uomini e Storie. Le grafiche tratte dall’omonima opera a olio verranno consegnate agli otto premiati, quale prestigioso riconoscimento per il loro impegno culturale, scientifico e sociale a favore del Mare. Com’è consuetudine, il premio conferito dalla giuria consiste in un’opera grafica realizzata esclusivamente per la manifestazione, in tiratura limitata e impreziosita da ritocchi a mano, ispirata al Mare e affidata di anno in anno a un artista siciliano attivo sulla scena nazionale o internazionale. L’iniziativa è nata anche con l’intento di accostare la passione e l’impegno di personalità che si sono distinte a vario titolo per le loro attività legate al mare con l’opera d’arte di alcuni maestri del colore che lo hanno superbamente raffigurato nelle loro tele. Per l’edizione 2017 la scelta è caduta su Giovanni Iudice, considerato oggi dai critici uno tra i maggiori pittori italiani. Quarantasette anni, originario di Gela (Cl) dove vive e lavora, Iudice ha partecipato a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 2011 (Padiglione Italia) e la collettiva “Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice” a cura di Vittorio Sgarbi, che tra il 2014 e il 2015 ha fatto tappa in diverse location siciliane. Di recente le sue opere sono state esposte a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, nell’ambito di una personale dal titolo “Il rumore del mare”, curata da Giuseppe Iannaccone e dedicata ai migranti sbarcati sulle coste della Sicilia. La sua ricerca artistica più recente verte su tre soggetti: i bagnanti, i nudi, i migranti.E proprio al primo di questi temi, quello dei bagnanti, si ispira l’opera simbolo del Trofeo del Mare 2017. Si tratta di una grafica delle dimensioni di 41 x 51 cm, stampata in dieci esemplari numerati più due prove d’autore, realizzata in collaborazione con la galleria Lo Magno Arte Contemporanea di Modica. L’opera, raffigurante il bagnasciuga di una spiaggia popolata da bagnanti, si distingue per la straordinaria resa artistica del moto delle onde tra riflessi di luce e trasparenze marine. Le grafiche sono state impreziosite dall’artista che è intervenuto per ritoccarle a pastello, rendendole uniche, diverse l’una dall’altra.Nelle passate edizioni, l’opera simbolo è stata realizzata da artisti come Piero Guccione (2011), Giovanni Viola (2012-2013), Francesco Rinzivillo (2014), Claudio D’Angelo (2015), Franco Fratantonio (2016). (foto: Iudice Bagnanti)

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Mostra personale dell’artista Chao Ge

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

Chao GeRoma Dal 27 luglio il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini Via di San Pietro in Carcere ospita la mostra EPOS. CHAO GE. La lirica della luce, esaustiva antologica dedicata all’artista cinese Chao Ge. (27 luglio – 26 settembre 2017 Orari di apertura: Dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30; Venerdì e sabato 9.30 – 22.00; Domenica 9.30 – 20.30 (L’ingresso è consentito fino un’ora prima. Ingresso libero)
Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, promossa e organizzata da Segni d’Arte in collaborazione con Uniarts, l’esposizione ha ottenuto il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio e dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese. Nata da un desiderio del Maestro Chao Ge, Professore all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, condiviso dall’artista Ma Lin, da Nicolina Bianchi, critico d’arte, editore e direttore responsabile di Segni d’Arte, e da Giancarlo Arientoli, antropologo e art director di Segni d’Arte, la mostra è curata da Claudio Strinati, noto storico dell’arte, e dalla stessa Nicolina Bianchi.
La rassegna propone un percorso espositivo che testimonia la rilevanza nel panorama artistico contemporaneo di questo pittore, che racchiude in sé due anime: quella della tradizionale nativa Mongolia Interna, a cui è tuttora legato molto profondamente, e quella della moderna Pechino, la grande città in cui ha studiato, raggiunto i primi successi e dove tuttora continua a dipingere e ad insegnare. In programma fino al 26 settembre EPOS. CHAO GE. La lirica della luce racconta attraverso circa 80 lavori, suddivisi in due sezioni (dipinti e disegni), realizzati dal 1987 a oggi, la straordinaria storia creativa dell’artista che evidenzia la maestria con la quale domina le tecniche pittoriche (olio, tempera, disegno su tela) attraverso le quali come ricorda Strinati, egli “si spinge molto avanti nella ricerca del colore, anzi più esattamente nella ricerca del bianco quale sintesi di tutti i colori”. Cultore appassionato del Rinascimento italiano, ritrattista meticoloso e notevole paesaggista, Chao Ge2Chao Ge è l’espressione più piena della propria terra d’origine, quella “terra del cielo blu” così definita per la spettacolare luce che tutto vivifica. Capace di andare a indagare l’invisibile oltre le apparenze, in particolar modo quando si sofferma sugli intensi ritratti umani dove accorpa alla fisicità delle persone quella delle cose, l’artista riversa continuamente sulla tela, con una nitidezza impressionante, le proprie emozioni e lo fa ogni volta che, novello Marco Polo, diventa osservatore e testimone attento dei complessi scenari asiatici. “Qui sta il cuore del continente più vasto e fiero del nostro pianeta: è l’Asia Centrale, secondo la definizione che ne diede un attento studioso proveniente dall’arcipelago nipponico” – racconta il Maestro cinese. “Questa porzione di continente, la cui matrice consiste in vaste lande selvagge, è divenuta un trasmettitore di vita per le civilizzazioni circostanti sulle quali ha infuso sempre nuovi dinamismi. Qui sono nate e cresciute le più antiche espressioni religiose dell’umanità e, a tutt’oggi, questa regione rappresenta l’antenato e la culla di tutte le religioni o, si potrebbe dire, il preannuncio delle civiltà limitrofe. Nel 1999, seguendo la mia immaginazione, ho inteso narrare e descrivere questa parte di continente …”. È tuttavia evidente che, nel momento in cui ritrae paesaggi e temi che riportano alle origini, la sua arte assume quasi la forma del poema epico, “quando poi – come scrive Claudio Strinati nella sua presentazione a catalogo – dietro a certi formidabili ritratti trapelano le stelle o le montagne, si sente chiaro quel sentimento di unione universale che rende i ritratti stessi una sorta di elegia dell’umano in sé”. E questo senso di profonda umanità, per dirla ancora con le parole del curatore, “è forse il valore massimo conseguito da Chao Ge, un pittore che sa parlare sia al cuore sia alla mente, sommo tecnico e autentico poeta”. A proposito del titolo della rassegna Nicolina Bianchi scrive: “Epos, il titolo della mostra, che secondo il termine greco, è narrare la storia di un popolo, le sue gesta, il suo importante patrimonio spirituale, tramandandone così la memoria e la sua essenziale identità, è per Chao Ge un modo di impaginare ed evocare nel dipinto la storia delle sue origini, della sua Inner Mongolia, narrandola secondo una musicale poetica di luce.” Il catalogo della mostra è edito da Segni d’Arte. Gestione e organizzazione Complesso del Vittoriano – Ala Brasini: Arthemisia. (foto: Chao Ge)

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Autoritratti al museo

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

autoritrattiAosta Hôtel des Etats fino al 24 settembre. La mostra è aperta con ingresso gratuito fino al 24 settembre, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 (chiusa il lunedì). Il catalogo, edito dalla Tipografia Duc, costa 10 euro. «Chi guarda fa il quadro» diceva il pittore e scultore Marcel Duchamp e proprio questa affermazione sembra animare il progetto AUTORITRATTI AL MUSEO dell’artista torinese Miriam Colognesi, mostra allestita all’Hôtel des Etats ad Aosta e visitabile fino al 24 settembre.L’esposizione, a cura di Daria Jorioz, documenta la relazione che si instaura fra le opere d’arte e chi ne fruisce, suggerendo una riflessione sul tema del ritratto e dell’autoritratto nell’arte contemporanea e facilmente applicabile all’oggi, fatto del costante flusso di immagini e di selfie che riempie le nostre vite su internet e non solo.
In mostra è presentata una selezione di 30 fotografie che Miriam Colognesi ha realizzato durante alcuni workshop fotograficiall’interno di importanti spazi museali: il Museo Archeologico Regionale di Aosta, nel corso della mostra dedicata a Enrico Baj, la Pinacoteca del Castello Gamba di Châtillon, la Galleria Sabauda, la GAM e il Museo dell’Automobile di Torino, il Castello di Rivoli, la Galleria Sabauda, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo dell’Automobile di Torino.Qui la fotografa ha chiesto proprio ai visitatori di scegliere un’opera d’arte e di interpretarla liberamente riuscendo così a trasformare, per il suo tramite, il ritratto in un autoritratto.«Le fotografie realizzate da Miriam Colognesi compongono una sorta di autoritratto di gruppo – scrive Daria Jorioz nel catalogo -, la cui efficacia espressiva e narrativa si basa sulla capacità dell’artista di far esprimere il visitatore, di indurlo a dichiarare il proprio amore o la propria curiosità per un dipinto, di farlo giocare con le immagini e i contenuti delle opere d’arte».Miriam Colognesi è laureata in Pittura all’Accademia Albertina di Torino. Vive in Valle d’Aosta e il suo percorso artistico è orientato sulle possibilità offerte dal mezzo fotografico, con particolare riguardo all’autoritratto. Ha esposto in personali e collettive in Italia e all’estero. Alcune sue opere si trovano al Museo dell’autoritratto fotografico di Senigallia. (foto. autoritratti)

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Mostra: La sibilla e il fuoco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

sibillaCastelfalfi (Firenze) 22 luglio – 31 agosto Inaugurazione: 22 luglio 2017, ore 18.00 la Galleria Nuvole Volanti di Castelfalfi propone una mostra personale di Paolo Annibali curata da Francesco Gucci. Paolo Annibali, marchigiano, racconta come la sua Sibilla sia, fra le figure mitologiche, colei che vede da migliaia di anni i desideri e le paure dell’uomo.
Il Maestro Annibali a Castelfalfi propone una mostra composta da figure femminili, per un totale di ventitré opere esposte: dodici sculture in terracotta, Ragazza che si trucca, Sibilla, La linea della fortuna, Album di famiglia, Inventario delle incertezze, Case dimenticate, C. che guarda il mare, Frattura, Chi? Io!, La chioma di Berenice, Vegliare rovine, Fin dove si tocca, allestite all’interno del Resort “Il Castelfalfi”, e undici disegni, Autoritratto, Ragazza con limoni, Omaggio a Courbet, Verso sera, F. che si pettina, Lungomare d’inverno, La moglie del marinaio, Il cervo volante, Da qui si vede il mare, Per quello che so, tutti realizzati con la tecnica della china su carta ed esposti nella home gallery “CasaGucci”. Della Sibilla, che dà il nome alla mostra, ancora oggi si pronuncia il suo nome con ossequioso timore. La Sibilla di Paolo Annibali, in una bacinella, la cui circolarità evoca quella delle esistenze, si rispecchia interrogando il suo stesso volto, e chiedendogli del proprio futuro. Ma il volto non è solo riflesso, è pietrificato, e un responso definitivo non verrà mai dato. La Sibilla, da cui si avvia il percorso espositivo di questa mostra, è accompagnata da altre figure femminili che, come cristallizzate in uno spazio altro, sono colte, invece, in banali pose quotidiane. Sembra tutto sospeso, in attesa di un movimento, di un’ immagine nuova, di una storia che verrà.
Anche gli altorilievi raccontano di storie declinate al femminile, le narrano con dovizia anche se apparentemente sembrano lasciate al caso. Nei mondi circoscritti di Paolo Annibali accade sempre qualcosa di inatteso, una storia diversa che racchiude anche l’emozione e il pensiero di chi osserva l’opera. Una mostra che porta in Toscana, a Castelfalfi, un grande maestro della scultura, e cantore dell’universo femminile, con opere di grande bellezza. Apertura: dal 22 luglio al 31 agosto Visite: tutti i giorni, ad eccezione del lunedì e martedì, visite guidate, ingresso gratuito. (foto: la sibilla)

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Seduzione e potere: la donna nell’arte

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

seduzione e potereseduzione e potere1Gualdo Tadino (Pg) 30 luglio – 3 dicembre 2017 Chiesa Monumentale di San Francesco, inaugurazione 29 luglio ore 17.00. La seduzione è storia antica tanto quanto l’uomo e per la donna è da sempre un potere irrinunciabile. Il Comune di Gualdo Tadino e il Polo Museale aprono le porte dell’imponente Chiesa medioevale di San Francesco, nel cuore del centro storico, per svelare un percorso irresistibile e intrigante, dove regna sovrana la donna che si mostra nel pieno del suo fascino seduttivo, con l’enfasi dei gesti e con la nudità di corpi lascivi. Dalla terribile Circe del genovese Anton Maria Vassallo che seduce e distrugge, fino alla delicata ritrosia di una giovane Rebecca al pozzo di Giuseppe Antonio Pianca, la mostra offre un ventaglio attraente del potere seduttivo della donna, mostrandone le diverse sfaccettature dipinte da artisti italiani tra la fine del Cinquecento e il Settecento, da Simone Peterzano, il primo maestro di Caravaggio a Milano, passando per Lionello Spada, Gioacchino Assereto, Mattia Preti, Luca Giordano, fino ai Tiepolo. In un crescendo che cattura i sensi, potremo ammirare la forza penetrante della Maddalena rapita in estasi di Francesco Cairo, l’intrepida esaltazione di Giuditta, l’eroina dipinta da Pietro della Vecchia e da Lorenzo De Caro, il sensuale abbandono del giovane Rinaldo tra le braccia della bella Armida di Paolo De Matteis o la superlativa Cleopatra di Guido Cagnacci, una tela presentata qui per la prima volta. Figure, queste, che competono con la sensualità contenuta delle figlie di Lot nel Sebastiano Mazzoni, della cuciniera e dell’ortolana di Antonio Boselli che fa vedere l’ortaggio in bella vista, in un esplicito gioco di doppi sensi. Senza scivolare mai nell’esplicito groviglio di corpi, i dipinti esposti che provengono da prestigiose collezioni private italiane ed estere, dalla Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi di Forlì e dalle Collezioni d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, raffigurano sgarbi2donne che offrono di sé il lato più segreto e intimo della loro femminilità, sempre consapevoli di un potere insito nella loro stessa natura.
Gualdo Tadino e i musei: lasciati conquistare da un itinerario museale unico: dalle collezioni di ceramica a lustro oro e rubino, ai preziosi reperti archeologici degli antichi umbri, per arrivare ai meravigliosi dipinti, tra tardo gotico e rinascimento maturo, della scuola umbro-marchigiana e di Matteo da Gualdo, capostipite di una famiglia di pittori-notai. Con l’ingresso alla mostra “Seduzione e potere” si accede ad uno sconto del 50% e si vistano 5 musei con un ticket di 3,00 euro: il Museo Civico Rocca Flea, il capolavoro di Federico II nel centro Italia, Museo Opificio Rubboli, la ceramica a lustro oro e rubino,Centro Culturale Casa Cajani, Museo della Ceramica e Museo Archeologico Antichi Umbri, ilMuseo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti”, viaggio multimediale nella storia dell’emigrazione italiana. Biglietti: Intero 8,00 € / Ridotto A 7,00 € per universitari e over 65 / Ridotto B 5,00 € per gruppi minimo 15 persone bambini 7-12 anni / Gratuito per i bambini fino ai 6 anni / Unico musei scontato 3,00 € (foto: seduzione e potere, sgarbi)

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Grande esposizione d’arte

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

cuccoCastellabate (SA) dal 22 luglio al 30 settembre 2017 Sale espositive del Castello Dell’Abate grande esposizione d’arte aperta gratuitamente al pubblico. La grande kermesse artistica del Premio Pio Alferano presenta quest’anno le mostre di Piero Guccione “L’armonia dell’invisibile” a cura di Giuseppe Iannaccone; di Carlo Guarienti “Finzione ambigua” a cura di Giuseppe Iannaccone; di Pino Navedoro “Di-segno e destino” a cura di Cristina Mazzantini; di Rocco Iannelli “Paesaggi cifrati” a cura di Michele Ainis; di Nicolò Morales “Mediterraneo” a cura di Giampaolo Cagnin; di Grazia Cucco “Il paradiso ritrovato” a cura di Sabrina Colle; il grande murale dello street-artist Neve dal titolo “Leucosia” a cura di Simona Capodimonti e la mostra “I Novantiani. Giovinezza della pittura. Censimento primo” a cura di Camillo Langone.
“L’armonia dell’invisibile” di Piero Guccione curata da Giuseppe Iannaccone è una mostra che racconta la natura, e soprattutto il mare. Guccione, noto per la sua riservatezza, è un poeta dotato di grande sensibilità. L’artista non dipinge la realtà, ma la sublimazione della realtà. Guccione fa un atto estremo di “sicilitudine” piantando il suo cavalletto, non davanti a ciò che la Sicilia potrebbe fornirgli in immagini varie, pittoresche e pittoriche, ma al contrario davanti a ciò che presenta di più piatto, di più immobile: la superficie del mare e le distese di terre bruciate. Sempre a cura di Giuseppe Iannaccone, la mostra di Carlo Guarienti “Finzione ambigua” viene raccontata da Vittorio Sgarbi come pittura puramente mentale. Nelle opere di Guarienti troviamo quello che la pittura metafisica aveva voluto rappresentare, fin dai propri inizi, con la ricerca di De Chirico: una dimensione essenziale, totalmente purificata, di puro pensiero, che viene a distillare e quindi a distanziare l’emotività.
mostraLa mostra di Pino Navedoro “Di-segno e destino” a cura di Cristina Mazzantini espone un’imponente sequenza di tele dedicata alla pratica della divinazione, in particolare al gioco dei Tarocchi, con figure quasi irreali, che con movenze flessuose si avvicendano e si dissolvono. Le tele restano volutamente incompiute e trasmettono il fascino del non finito.
I dipinti di Rocco Iannelli in “Paesaggi cifrati” a cura di Michele Ainis, sembrano sospesi, segni che galleggiano nel vuoto, come zattere, come atolli nell’oceano. D’altronde la leggerezza, la sottrazione di peso, costituisce la sua cifra artistica, il suo specifico linguaggio caratterizzato da numeri e simboli astratti che esprimono l’ineffabile condizione umana.
Nicolò Morales, artista ceramista di Caltagirone, maestro nell’uso dei colori, rappresenta una vera e propria sfida cromatica. Sfumature mediterranee e delicate armonie dove i colori vibrano forti e possenti dentro ad ogni opera. Nicolò Morales, la cui storia sembra uscita da una romanzo d’altri tempi, trasforma senza limiti di fantasia quella straordinaria materia che è l’argilla, donandogli accesi cromatismi la cui luce si rispecchia direttamente nel titolo della mostra: 1985-1987OLIO SU TELAcm. 84x108 - CON CORNICE cm. 105x130x7FOTO PAOLO VANDRASCH“Mediterraneo”, curata da Giampaolo Cagnin.Le opere di Grazia Cucco che compongono il nucleo della mostra “Il paradiso ritrovato”, a cura di Sabrina Colle, guidano lo spettatore in un vero e proprio mondo incantato, in un’arte che rovescia le sue carte tra realismo magico e surrealismo, tra passione e rigore formale, tra lirismo e memoria. Come sogni a occhi aperti le opere di Grazia Cucco illustrano un paradiso ritrovato, irreale e trasognato.L’opera di Danilo Pistone, in arte Neve, “Leucosia” ha il privilegio di essere il primo murale realizzato a Castellabate e di rappresentare una forma espressiva contemporanea ormai molto diffusa e amata come la street art in una località di valore storico-artistico e in uno scenario di riconosciuto fascino paesaggistico. L’artista raffigura un’affascinante sirena, ripresa nel suo ambiente naturale sott’acqua, tra i riflessi di luce che penetrano dalla superficie, mentre stringe tra le dita una perla rara.
La mostra “I Novantiani. Giovinezza della pittura. Censimento primo” a cura di Camillo Langone, è una rassegna dedicata ad una generazione, quella degli anni ’90 dello scorso secolo, una generazione di giovani che la mostra di Castellabate vuole “fotografare” sul piano del linguaggio artistico, delle poetiche e dei mezzi d’espressione utilizzati. A parte un caso isolato, tutti gli artisti che espongono in questa mostra sono nati nella prima metà del decennio e specialmente nei primi tre anni: 1990, 1991, 1992. Grazie a loro, e ai loro coetanei non presenti (i Novantiani sono l’esito di una selezione, oltre che di un censimento), la mostra vuole tentare una singolare analisi dell’arte e degli artisti e mettere in rilievo quello che potrebbe essere, e la mostra lo dirà, un denominatore comune o matrice “temporale”. Ingresso alle mostre: gratuito Orari: 9:30 – 12:30 e 16:00 – 24:00 Chiusura: lunedì. (foto: cucco, mostra)

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Romeo e Giulietta: spettacolo di danza

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

romeo e giuliettaRoma martedì 18 luglio h 21 spettacolo di danza Teatro vascello via Giacinto Carini, 78 Dopo la festa/compleanno del quarto di secolo e gli ultimi anni ricchi d’intensa produttività Roberto Zappalà inizia un nuovo progetto dal titolo Antologia. Con Antologia si intende recuperare i lavori più interessanti che hanno lasciato un segno nel tempo e nella costruzione della linea coreografica di Zappalà e della compagnia. Il progetto non ha soltanto il compito di “recuperare” e di “rivisitare”, ma anche quello di originare attraverso un nuovo “contatto” nuove visioni; dove anche il “semplice” cambiamento degli interpreti può fare da primo mobile per un diverso approccio alla creazione da parte del coreografo. Tutto ciò non solo determinerà una riflessione sul passato ma inevitabilmente porterà a riflettere sul futuro. “La sfocatura dei corpi” era il titolo del Romeo e Giulietta del 2006 che Roberto Zappalà ha deciso di riprendere e riportare in scena come primo spettacolo di Antologia. Una revisione che è anche e soprattutto un rinnovamento. Un romeo e giulietta 1.1. Cosa ci fa sentire sfocati, quando ci sentiamo sfocati ? Tecnicamente, (in ottica, fotografia, cinema), la sfocatura è una questione di distanza. La distanza tra il centro focale dell’obiettivo è l’oggetto inquadrato; se questa distanza è inferiore o superiore ad una certa misura l’oggetto risulta, appunto, sfocato.
romeo e giulietta1Riportando tutto ai due amanti di Verona ci sentiamo sfocati quando “percepiamo” che la distanza tra noi e il mondo, tra noi e l’amato non è quella giusta; quando la distanza che ci separa dall’essere amato è condizionata dal proprio essere nel mondo; quando siamo, ci sentiamo, crediamo di essere, troppo vicini, o troppo lontani. Siamo tutti Romeo e Giulietta. Nella versione 1.1 il coreografo ha spostato la propria messa a fuoco, concentrandola più che sulla coppia di innamorati, sulla loro individualità di esseri che vivono singolarmente un disagio soprattutto sociale. Nelle note vicissitudini scespiriane si arriva all’amore sublimato dalla morte (e viceversa), la versione 1.1 vuole riflettere e al contempo “ribellarsi” ad un tempo storico (oggi) dove la pulsione di morte è sublimata solo da se stessa e contrapporle passione e rispetto nei confronti della vita.
Una riproposizione di Romeo e Giulietta che non vuole “parlare” d’amore ma essere un atto d’amore verso la vita.Si ringrazia Simone Viola per i movimenti di danze da sala e Stefano Tomassini per aver seguito in qualità di studioso l’inizio del percorso di ripresa e rilettura dello spettacolo. (foto: romeo e giulietta)

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Mostra d’arte internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

napoliNapoli. Dal 19 al 25 luglio 2017 Presso Galleria Serio Via Oberdan 8 Vernissage: 19 luglio ore 17 Visitabile dal lunedì al sabato h.10.30 – 13.00 / 16.30 – 19.30 Chiuso domenica Ingresso libero mostra d’arte internazionale “Napoli in Arte” curata dal critico e storico dell’arte Sabrina Falzone. L’esposizione, dedicata ad un pubblico eterogeneo, sarà visitabile dal lunedì al sabato fino al 25 luglio presso la Galleria Salvatore Serio, situata nel cuore della capitale partenopea.
L’evento prevede l’esposizione di opere provenienti da Parigi, dalla Spagna, dall’Austria, dalla Svizzera e da diverse città italiane per un confronto culturale a più voci che metta in evidenza la pluralità stilistica di differenti scuole artistiche.
Nel percorso di allestimento saranno esposte le opere di alcuni rinomati artisti d’eccellenza sul panorama artistico contemporaneo, come Jacqueline Gallicot Madar, Stefano Iosca, Daniela Rancati, Roberto Re, Paolo Remondini, Julio Saldaña Manero , Roswitha Schablauer, Paolo Schifano, Carmela Scialò, Georgeta Stefanescu, Traversi Guerra. Un viaggio tra scultura e pittura, da non perdere.

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Foto. 100 Anni di fotografia Leica

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

Christer StrömholmRoma Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, 17 novembre 2017 – 18 febbraio 2018. La mostra, Foto. 100 Anni di fotografia Leica, prodotta e realizzata da Arthemisia e Contrasto, a cura di Hans-Michael Koetzle, rende omaggio alla prima macchina fotografica 35 mm provvista di pellicola, alla fotografia d’epoca e a tutti gli artisti che hanno utilizzato la Leica dagli anni venti ai giorni d’oggi, celebrando le loro immagini. Oltre 350 opere dei maggiori e più prestigiosi autori – da Henri Cartier-Bresson a Gianni Berengo Gardin, da William Klein a Robert Frank, a Robert Capa a Elliott Erwitt e molti altri – decine di documenti originali, riviste e libri rari, fotografie vintage, macchine fotografiche d’epoca, compongono questa ricca esposizione che occuperà le sale del Complesso del Vittoriano di Roma nella sua unica ed eccezionale tappa italiana (foto: Christer Strömholm)

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Mostra: Botero

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

boteroVerona AMO Palazzo Forti, dal 21 ottobre 2017. Da ottobre AMO Palazzo Forti di Verona accoglie la grande mostra monografica dedicata a uno degli artisti più amati e riconoscibili del nostro secolo: Fernando Botero.
Una dimensione onirica, fantastica e fiabesca. Nell’opera di Botero si percepisce forte l’eco della nostalgia; di un mondo che non c’è più o in via di dissoluzione; un universo in cui uomini, animali e vegetazione – dai tratti e colori brillanti – riportano immediatamente alla memoria l’America Latina dove tutto è più vero del vero, dove non c’è posto per la sfumatura e che anzi favorisce l’esuberanza di forme e racconto.
Questa è la cifra stilistica di Botero, origini colombiane, famoso e popolare in tutto il mondo per il suo inconfondibile linguaggio pittorico: a lui si rende omaggio con un’esposizione che ripercorre attraverso 50 suoi capolavori, molti dei quali in prestito da tutto il mondo, oltre 50 anni di carriera del Maestro dal 1958 al 2016. Una pittura che non sta dentro un genere, pur esprimendosi attraverso la figurazione. Un genere proprio e autonomo attorno al quale il pittore colombiano ha sviluppato la propria poetica. (foto: botero)

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Mostra: Monet

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

monetRoma Monet Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, 19 ottobre 2017 – 28 gennaio 2018 e arriva a Roma l’esposizione più attesa dell’autunno 2017: Monet.
Curata da Marianne Mathieu, la mostra presenta circa sessanta opere – per la prima volta esposte in Italia – del padre dell’Impressionismo, provenienti dal Musée Marmottan Monet – che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita – testimonianza del suo percorso artistico, ma soprattutto dell’artista medesimo, dacché si tratta di opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny, che il figlio Michel donò al museo e che rimasero sconosciute al pubblico fino al 1966.
Dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800, attraverso i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, ai ritratti dei figli, alle tele dedicate agli amatissimi fiori del suo giardino (rose, glicini, agapanti) fino alla inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, per arrivare alle monumentali Ninfee e Glicini, la mostra renderà conto delle molteplici sfaccettature del suo lavoro, restituendo la ricchezza artistica di Monet.(foto monet)

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