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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for the ‘Mostre – Spettacoli/Exhibitions – Theatre’ Category

Exhibitions – Theatre

Mostra Landscapes

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Sanremo dal 29 giugno al 29 settembre 2019 presso la Galleria Jean-François Cazeau (Via Giacomo Matteotti 7)si inaugura la mostra Landscapes. E’ un tributo alla pittura di paesaggio e alla sua evoluzione nel corso del ‘900, quando progressivamente i riferimenti naturalistici si perdono fino a dissolversi completamente nei paesaggi interiori degli artisti contemporanei. Testimoni di questa evoluzione, saranno le opere di artisti come Louis Hayet, Pablo Picasso, Hermine David, Afro, Lynn Chadwick, André Masson… Fra i contemporanei, lavori di Sean Scully, Ian Davenport, Samuel De Gunzburg e Nicolas Lefeuvre, artista francese, ex direttore creativo di Chanel a Tokyo che collabora per la prima volta con la Galleria Cazeau e portando in mostra una selezione di 11 opere.
Il richiamo alla tematica del paesaggio, tanto cara ai maestri della pittura en plein air di fine 800, nasce dalle mostre che la Riviera dei Fiori sta dedicando a Claude Monet, rispettivamente al Castello dei Doria di Dolceacqua e a Villa Regina Margherita a Bordighera. Considerato uno dei fondatori dell’impressionismo, Monet ha indagato costantemente il tema del paesaggio, riproponendolo in infinite variazioni e facendolo diventare protagonista assoluto delle sue tele. Egli soggiornò proprio a Bordighera nel finire dell’800, prima in gita con l’amico Renoir e poi in solitaria, dove ebbe modo di dipingere vari scorci della cittadina rivierasca.In occasione dell’inaugurazione di Landscapes, Cazeau celebrerà i dieci anni della sua galleria parigina, inaugurata nel 2009 nel quartiere Marais, in rue Sainte Anastase, a pochi passi dal Museo Picasso.
Da oltre 25 anni presente nel mercato del collezionismo, il suo fondatore Jean-François Cazeau e il socio Raphael Salvadori Tecucianu, hanno deciso di puntare sull’Italia ed in particolare sulla Liguria. La ragione di questa scelta è data dalla presenza ormai consolidata della galleria in fiere e mostre nel sud della Francia e in Italia.
Fra i più importanti artisti presenti, nomi come Armand Guillaumin, Auguste Herbin, Hans Hartung, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Cèsar e Alberto e Diego Giacometti. Il target è quello del collezionismo dei Maestri impressionisti e moderni, un mercato in continua crescita, come confermato dall’ultimo record registrato lo scorso 14 maggio da Sotheby’s New York con una delle celebri composizioni di Claude Monet raffigurante i Covoni, venduta per 110 milioni di dollari. La galleria ha inoltre appena registrato la sua presenza alla quarta edizione di artmonte-carlo, fiera d’arte moderna e contemporanea sostenuta da S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco e tenutasi dal 26 al 28 aprile 2019 al Grimaldi Forum di Monaco. A Montecarlo la galleria Cazeau ha scelto di presentare opere che illustrano gli importanti sviluppi artistici del XIX e XX secolo, percorrendo quasi 100 anni di evoluzione storica. Punto culminante dell’esposizione monegasca, una rara opera di Kees Van Dongen, esposta per la prima volta dall’artista nel 1905 al Salon d’Automne, ora meglio conosciuta come la prima mostra fauvista: La Cage aux Fauves. Orari: Domenica: 15h – 19h Lun: Chiuso Mart: 15h – 19h Merc – Sab: 10h – 13h / 15h – 19h

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Gli Avori del Museo Nazionale del Bargello

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Firenze Martedì 18 giugno alle 17.30 al Museo Nazionale del Bargello, nel Salone di Donatello, verrà presentato il Catalogo dedicato alla raccolta degli avori del Museo Nazionale del Bargello. La collezione degli avori del Museo è tra le più prestigiose oggi esistenti, con oltre 250 esemplari di incomparabile rilievo storico e artistico. Raccoglie raffinati manufatti, realizzati lungo un arco temporale di oltre 15 secoli, che stupiscono per la perizia tecnica delle lavorazioni (con intagli microscopici e perfetti) e che testimoniano un’ampia circolazione di stili e tecniche tra le diverse civiltà.
Vi sono compresi capolavori come il Dittico Denon (fine IV – inizi V secolo), il Pastorale di Yves de Chartres (fine XI) o il Flabellum (fine IX) il grande ventaglio liturgico carolingio di cui esistono solo 3 esemplari al mondo. E poi decine di esemplari a soggetto sacro e profano medievale, pedine e pezzi per gli scacchi, valve di specchio, cofanetti gotici e rinascimentali, manufatti islamici, selle da parata e molto altro ancora.
Al Bargello questi capolavori dell’arte eburnea giunsero sia dalle collezioni mediceo-granducali, al momento della fondazione del museo (1865), sia dalla ricca raccolta privata che il collezionista francese Louis Carrand, defunto nel 1888, donò al museo col suo lascito testamentario.Da allora la collezione degli avori del Bargello ha stupito i visitatori e raccolto l’interesse di studiosi e specialisti del settore. Mancava ancora, tuttavia, un catalogo che raccogliesse in modo unitario, esaustivo e aggiornato la descrizione sistematica della preziosa collezione.Il Catalogo degli avori del Museo Nazionale del Bargello, curato da Ilaria Ciseri ed edito da Officina Libraria, colma oggi questa lacuna e raccoglie, dopo un meticoloso lavoro di ricerca e schedatura durato quattro anni, i frutti dell’impegno di prestigiosi specialisti della materia. Il volume è suddiviso in 12 capitoli e comprende 226 schede scientifiche ma, grazie alla ricchezza di immagini, risulta fruibile anche da un pubblico di non addetti ai lavori.All’evento, presenziato da Paola D’Agostino (Direttore dei Musei del Bargello), Ilaria Ciseri (curatrice del volume) e Francesco Steidl (vice Presidente della Fondazione Il Bargello Onlus), interverranno Martina Bagnoli, Fulvio Cervini e Fabrizio Crivello.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

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Mostra finale degli artisti residenti stagione 2018/2019

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Roma Inaugurazione: giovedì 20 giugno 2019 ore 20.00 Apertura al pubblico: 20 giugno – 15 settembre 2019 Real Academia de España en Roma Piazza S. Pietro in Montorio 3 la Real Academia de España en Roma apre le sue porte al pubblico con l’inaugurazione della mostra Processi 146, che presenta i progetti e i lavori realizzati dagli artisti durante la loro residenza presso l’Accademia nella stagione 2018/2019.
Gli artisti residenti, 23 in tutto, tra spagnoli, italiani e latinoamericani, sono i vincitori dell’annuale concorso indetto dal Ministero degli Affari Esteri spagnolo, e sono stati chiamati a realizzare un progetto dedicato all’Italia ed in particolare alla città che li ospita. Roma, dunque, è al centro della loro ricerca, che va dalla fotografia al cinema, dalle opere pittoriche al teatro, dalla letteratura agli oggetti di design, dall’arte figurativa alle performance, dalla storia dell’arte alle tecnologie multimediali, mettendo in mostra tutta la loro creatività.Sono già 966 i borsisti che sono stati ospitati alla Real Academia dall’anno della sua fondazione avvenuta nel 1873, un lungo percorso che ha visto l’Academia diventare una delle residenze più importanti di Spagna, sviluppando un ruolo fondamentale nella formazione di numerose generazioni di artisti e intellettuali spagnoli e ibero americani.La mostra rappresenta anche l’opportunità di visitare un complesso monumentale solitamente chiuso al pubblico, con i suoi grandi tesori nascosti, come il chiostro, i giardini, la terrazza, il salone dei ritratti e la sala da pranzo del piano nobile.Orari di apertura: Dal martedì alla domenica
dalle ore 10.00 alle ore 18.00 lunedì chiuso Ingresso libero.

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Riapre al pubblico il Museo storico del bersagliere

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

museo del bersagliereRoma 18 giugno ricorrenza del 183° Anniversario della Fondazione del Corpo dei Bersaglieri. La cerimonia ufficiale inizierà alle ore 11.30 e si svolgerà alla presenza di Autorità Civili e Militari all’interno della Porta, nel cortile dell’edificio michelangiolesco, seguirà alle 19.30 un concerto della Fanfara Bersaglieri “Nulli Secundus” di Roma Capitale aperto al pubblico. Porta Pia, da sempre luogo simbolo del nostro Risorgimento e dei romani, suggellerà per sempre, grazie ai fatti d’arme del 20 settembre 1870, il ritorno di Roma all’italianità con il suo indiscusso e riconosciuto ruolo di Capitale d’Italia. La sede museale è un gioiello della storia e della memoria risorgimentale e splendido edificio architettonico cinquecentesco.
Per i Bersaglieri la riapertura del loro Museo Storico è un altro tassello importante nel mosaico delle celebrazioni che hanno in programma per il prossimo anno per la ricorrenza dei 150 anni della “Breccia di Porta Pia”. Allestito, in un luogo simbolo quale è Porta Pia, il museo è rimasto chiuso a lungo per problemi connessi con la messa a norma della struttura, oggi finalmente risolti, grazie all’impegno collaborativo tra lo Stato Maggiore dell’Esercito, il Comando Militare della Capitale e l’Associazione Nazionale Bersaglieri, in prima fila la Sezione di Roma. E’ situato in una delle antiche Porte di Roma nelle storiche Mura Aureliane. Un edificio di proprietà del Comune, ceduto in uso perenne ai Bersaglieri attraverso una permuta del lontano 1932 proprio per tale finalità di Museo. (foto: museo del bersagliere copyright Associazione Nazionale Bersaglieri Roma Capitale)

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Tecnologia Ising

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Il team di ricerca del Dipartimento di Fisica della Sapienza e dell’Istituto dei Sistemi complessi del Cnr, costituito da Davide Pierangeli e Giulia Marcucci e coordinato da Claudio Conti, ha progettato e realizzato sperimentalmente la più grande macchina di Ising mai dimostrata prima. Il risultato, pubblicato sulla rivista Physical Review Letters, apre importanti prospettive per lo sviluppo di tecnologie future. I ricercatori hanno implementato nei laboratori di fotonica della Sapienza il primo dispositivo con un numero di spin potenzialmente illimitato: sono riusciti a codificare e processare decine di migliaia di variabili, utilizzando fasci ottici modulati spazialmente da display attivi. Il nuovo prototipo ottico si basa infatti sulla tecnologia dei display ad alta risoluzione e potrebbe permettere di affrontare problemi di ottimizzazione considerati come computazionalmente intrattabili, per esempio quello della determinazione della struttura proteica a partire dalla sequenza amminoacidica, della generazione di bit-coin o di password sicure.Il risultato apre importanti prospettive per lo sviluppo di tecnologie applicabili a numerosi ambiti disciplinari: dal sequenziamento genico, alla generazione di bit-coin e password sicure. Lo studio, condotto da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Fisica della Sapienza e dell’Istituto dei Sistemi complessi del Cnr, è pubblicato sulla rivista Physical Review LettersTrovare il tragitto più corto che collega molte città, confrontando i numerosi e diversi percorsi, è un compito che diventa sempre più arduo al crescere del numero di città da visitare. Calcoli di ottimizzazione combinatoria, simili a questo, sono molto frequenti nella quotidianità, nella scienza e nell’ingegneria, ma sono difficilmente trattabili su larga scala dai computer tradizionali.Lo sviluppo di nuovi sistemi hardware che possano risolvere efficacemente complesse ottimizzazioni è una delle sfide della scienza moderna. Una direzione promettente è quella di codificare tali problemi in modelli di Ising, modelli fisico-matematici definiti da un insieme finito di variabili (spin), che possano essere risolti da specifici processori ottici, definite macchine di Ising. Queste macchine di calcolo codificano lo stato delle variabili e le loro connessioni nell’ampiezza e nella fase del campo elettromagnetico. Elaborando i dati alla velocità della luce attraverso diversi canali spaziali e di frequenze, promettono di essere estremamente più rapide di quelle elettroniche.
Lo studio, che dimostra un nuovo schema computazionale su grande scala, porta le macchine di Ising vicine alla risoluzione di problemi di ottimizzazione fondamentali per lo sviluppo economico e sociale e per la sua sostenibilità. Le sue applicazioni spaziano dalla realizzazione di processori ottici ultraveloci a dispositivi fotonici per l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico.

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“L’arte ritrovata dall’Arma dei Carabinieri per il recupero e la salvaguardia del nostro Patrimonio Culturale”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Si apre a Roma, presso i Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, la mostra “L’arte ritrovata dall’Arma dei Carabinieri per il recupero e la salvaguardia del nostro Patrimonio Culturale”. L’esposizione è stata allestita in occasione del cinquantennale dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e durerà fino al 20 gennaio 2020. La prestigiosa mostra, curata da Daniela Porro e Alessandro Mandolesi, testimonia la pluridecennale azione dell’Arma dei Carbinieri per la salvaguardia del nostro immenso patrimonio artistico e archeologico. Il colonnello Alberto Deregibus, Vicecomandante dei Carabinieri Tpc, sottolinea che : “La mostra è anche un esempio, soprattutto per i giovani, di una nuova cultura della legalità”. L’esposizione allestita in occasione del cinquantennale dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) durerà fino al 26 gennaio 2020 (by Christian Flammia)

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Mostra: Effetto Araki

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Siena 21 giugno – 30 settembre 2019 Santa Maria della Scala s’inaugura una nuova grande mostra del maestro Nobuyoshi Araki (Tokyo, 1940). L’esposizione, organizzata dal Santa Maria della Scala con il sostegno di Opera-Civita, è curata di Filippo Maggia che ha selezionato opere appartenenti a oltre venti serie prodotte dal fotografo giapponese dai primi anni sessanta ad oggi. Araki ha voluto celebrare gli oltre 50 anni di attività (è del 1965 la sua prima mostra) con una selezione di 2200 opere che ripercorre la sua lunga carriera artistica offrendo un panorama pressoché completo sulla sua sterminata produzione, assai complessa e articolata, ben oltre le immagini di bondage che l’hanno reso celebre in tutto il mondo.
Lungo il percorso espositivo troviamo il racconto dedicato a Satchin and his brother Mabo, due ragazzini vicini di casa di Araki, immagini degli anni sessanta; Subway of Love, fotografie scattate nella metropolitana di Tokyo a cavallo degli anni settanta; ritratti classici di eleganti donne e uomini giapponesi e le composizioni intitolate Araki’s Lovers degli anni ottanta e novanta; una raffinata selezione di bondage; le immagini appartenenti a Tokyo Diary del decennio 2000-2010, diario fotografico che Araki aggiorna quotidianamente dal 1980, e la cronaca del 2017 intitolata Anniversary of Hokusai’s Death, in onore del grande pittore e incisore giapponese Katsushika Hokusai.Accanto al toccante Sentimental Journey in versione completa (il racconto del viaggio di nozze con la moglie Yoko in 108 fotografie in bianco e nero), viene proposta per la prima volta in Italia l’altrettanto emozionante lavoro intitolato Sentimental night in Kyoto; e poi ancora l’Amant d’Août, dedicata alla modella Komari; le fotografie realizzate in occasione dei 60 anni dalla fine della guerra, The 60th year after the End of the War, e una ventina di dittici dalla serie Tokyo Nude, architetture simboliche della capitale giapponese accostate a nudi femminili.Con le composizioni floreali, a celebrare la bellezza e la caducità della vita, viene presentata anche la serie Balcony of Love, fotografie organizzate sulla terrazza di casa animate dalla presenza del gatto Ciro, insostituibile compagno di vita del fotografo giapponese.A completare la mostra un video che presenta Araki mentre seleziona le opere della mostra insieme al curatore Filippo Maggia e un libro catalogo, edito da Skira, con una selezione di 300 opere fra quelle in mostra.

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A Pisa il ministro Bonisoli apre il Museo delle Navi Antiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Pisa La cerimonia di inaugurazione è fissata domenica 16 giugno alle 18 agli Arsenali Medicei, mentre dalle 21 alle 23, in concomitanza con le luminare di San Ranieri, sarà possibile visitare gratuitamente il museo. 4700 metri quadri di superficie espositiva e 47 sezioni divise in 8 aree tematiche nelle quali saranno esposte sette imbarcazioni di epoca romana, databili tra il III secolo a.C. e il VII secolo d.C. e circa 8000 reperti: apre ufficialmente al pubblico il Museo delle Navi Antiche di Pisa, dopo un percorso di ricerca e restauro durato vent’anni. La cerimonia di inaugurazione alla presenza di Alberto Bonisoli, ministro per i Beni e le attività culturali, si terrà domenica 16 giugno alle 18 presso gli Arsenali Medicei, in Lungarno Ranieri Simonelli, 16. Dalle 21 alle 23, in occasione delle luminare di San Ranieri, sarà possibile visitare gratuitamente il museo mentre, dal giorno successivo, l’esposizione sarà aperta al pubblico (0508057880). La concessione del museo è affidata a Cooperativa Archeologia, che ha seguito negli ultimi anni lo scavo archeologico e il restauro delle navi e dei reperti, sotto la direzione scientifica di Andrea Camilli, responsabile di progetto per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno.
A dare l’annuncio dell’attesa inaugurazione è Andrea Muzzi, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio di Pisa e Livorno, insieme al sindaco di Pisa Michele Conti. Si tratta di una tappa fondamentale per un percorso iniziato nel 1998, anno in cui nei pressi della stazione ferroviaria di San Rossore vennero alla luce i resti della prima nave. Nacque così il grande cantiere di scavo e restauro realizzato grazie all’importante e costante impegno del MiBAC e di un ricco ed eterogeneo gruppo di professionisti archeologi e restauratori.Il Museo, allestito all’interno degli Arsenali Medicei sul lungarno pisano, espone le navi di età romana e i reperti a esse riferiti rinvenuti nel cantiere delle Navi Antiche e restaurati presso il Centro di restauro del Legno Bagnato. L’adiacente complesso di San Vito ospiterà a breve il Centro di restauro del Legno Bagnato, struttura di rilievo internazionale nel restauro delle sostanze organiche, attualmente ospitata provvisoriamente presso il cantiere di scavo.
Il progetto di scavo e restauro delle antiche navi di Pisa rappresenta uno dei più interessanti e ricchi cantieri di scavo e ricerca degli ultimi anni. La particolare condizione di conservazione dei reperti racchiusi in strati di argilla e sabbie ha richiesto un considerevole sforzo economico, organizzativo e tecnologico, mettendo a disposizione della ricerca laboratori, depositi, strumentazioni all’avanguardia e logistica devoluti al recupero degli oltre trenta relitti individuati e dei materiali ad essi associati. Il cantiere delle Navi Antiche è quindi diventato un centro dotato di laboratori, depositi e strumentazione che ha visto la collaborazione di decine di istituzioni universitarie e di ricerca italiane e straniere.

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Progetto Aware: La nave degli incanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 giugno 2019

Matera Il progetto, Aware – La nave degli incanti, ha vinto il bando riservato alle compagnie lucane dalla Fondazione Matera – Basilicata 2019 ed è stato ideato dalla compagnia Gommalacca Teatro.
Rispetto ad altri progetti, ideati per Matera e senza significative ricadute sul territorio, AWARE nasce da un percorso artistico e pedagogico della compagnia, impegnata da oltre dieci anni in un lavoro su un quartiere disagiato di Potenza, chiamato “rione Cocuzzo” ma noto alla popolazione come “serpentone” o “nave” a causa del Parco Miralles, un’enorme struttura in cemento che avrebbe dovuto riqualificare il quartiere con il suo tetto giardino ma che, disgraziatamente, è divenuta ulteriore elemento di degrado.
Il bando vinto per Matera ha permesso alla compagnia di allargare la propria pratica artistica e pedagogica ad altre quattro comunità in una raccolta di testimonianze e racconti che sono confluiti nella drammaturgia curata da Riccardo Spagnulo, attore e autore per il teatro, fondatore della compagnia Fibre Parallele e vincitore di numerosi premi fra cui il Premio Hystrio – Castel dei Mondi nel 2011 e il Premio Lo Straniero nel 2014.Ispirata alla nave di cemento di rione Cocuzzo la macchina spettacolare di Aware sarà un teatro viaggiante in forma di nave, lunga 22 metri e altra 4,5 m, progettata in collaborazione con gli Atelier SudSide di Marsiglia che, percorrendo la via della Basentana, partirà il 7 luglio da Potenza per arrivare il 21 luglio a Matera, facendo tappa a Castelmezzano (10 luglio), Garaguso (14) e Ferrandina (17). Cinque comunità che ospiteranno altrettanti episodi dello spettacolo teatrale itinerante che le attraverserà con la sua Nave incantata, cinque spettacoli unici, nutriti dalle storie e dagli elementi identitari raccolti nel territorio, che troverà la sua forma conclusiva e totale nella tappa di Matera.Partner del progetto l’artista plastico Didier Gallot Lavallée e Andrea Paolucci con il Teatro dell’Argine, che si occupa della supervisione artistica e organizzativa. Per far conoscere il progetto, è stato organizzato un incontro a Milano, presso la Fondazione Feltrinelli, il 20 giugno.

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Concerti di organo della IUC

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Roma martedì 11 giugno 2019 alle 21.00 presso la Chiesa Evangelica Luterana di via Sicilia 70. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti una di concerti di organo della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti.
L’organista Francesco Finotti suonerà l’organo realizzato nel 1930 dalla casa tedesca Steinmeyer, collocato nella cantoria sulla controfacciata della chiesa. È uno strumento moderno a trasmissione elettrica, con due tastiere e pedaliera, ottimo anche per la musica del passato. Il concerto si apre e si chiude nel nome di Johann Sebastian Bach, il più grande autore di musica per organo di tutti i tempi, di cui Finotti eseguirà la Toccata, adagio e fuga in do maggiore BWV 564 e il Concerto n. 2 in la minore BWV 593, che è la rielaborazione fatta da Bach di un Concerto di Vivaldi. Inoltre l’Andante in fa maggiore K 616 di Wolfgang Amadeus Mozart, uno dei suoi pochi brani per organo: è un breve pezzo d’occasione destinato ad un organo meccanico ma Mozart lo scrisse al culmine della sua maturità ed è un piccolo capolavoro. Seguono due delle cinquecentocinquantacinque Sonate di Domenico Scarlatti, quella in re minore K 516 e quella in sol maggiore K 125, scritte originariamente per clavicembalo, ma adatte a tutti gli strumenti a tastiera: due piccoli, scintillanti gioielli. A questi tre autori del Settecento Finotti accosta il Preludio, fuga e variazione in si minore op. 18 di César Franck, un caposaldo della letteratura organistica dell’Ottocento.
Francesco Finotti ha vinto nel 1978 il Concorso Internazionale d’Organo “Franz Liszt” di Budapest e svolge una brillante carriera di concertista che lo porta a suonare nei più importanti festival d’organo internazionali. La sua discografia comprende musiche di Schumann, Liszt, Franck, J. S. Bach, Mozart, Messiaen, Dupré, Langlais e Satie.

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Il Kouros ritrovato in mostra a Catania

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

Catania fino al 3 novembre 2019 presso il Museo Civico di Castello Ursino il torso del kouros di Lentini e la Testa Biscari, finalmente assemblati, sono in mostra a Catania. E’ la seconda tappa dell’esposizione dopo l’inaugurazione palermitana. L’iniziativa è promossa dalla Regione Siciliana, dal Comune di Catania – Assessorato alle Attività e beni culturali, dalla Fondazione Sicilia, in collaborazione con, Associazione Lapis, Siqilliya srl. L’organizzazione e la promozione sono state affidate a Civita Sicilia.
La “Testa apollinea” rinvenuta nel Settecento da Ignazio Paternò Castello principe di Biscari e conservata oggi nel Museo di Castello Ursino, si ricongiunge con il torso di efebo acefalo acquisito nel 1904 da Paolo Orsi e conservato nel Museo Archeologico Regionale di Siracusa che porta il suo nome.Il Kouros, statua greca con funzione funeraria o votiva, raffigurante un giovane, era molto diffusa nel periodo arcaico e classico, tra il VII e il V secolo a.C.Una nuova opera si aggiunge così alla statuaria della Sicilia greca: il Kouros di Leontinoi.
L’idea lanciata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e dal Sindaco di Catania, si è concretizzata grazie all’impegno dell’ex Assessore ai Beni Culturali della Regione Sebastiano Tusa che, con la Fondazione Sicilia, ne ha promosso l’intervento di restauro eseguito dalla ditta Siqilliya, presentandolo per la prima volta a Palermo nella Sala della Cavallerizza di Palazzo Branciforte.La seconda tappa espositiva del progetto, appositamente ideata da Civita Sicilia per la sede di Castello Ursino, prevede un arricchimento e una rilettura del kouros attraverso un allestimento dalle forti suggestioni e soluzioni illuminotecniche originali. Il progetto di valorizzazione del Kouros, curato da Sebastiano Tusa prima della prematura scomparsa, ha mirato a restituirne l’integrità, risolvendo la querelle che da anni impegna la comunità scientifica in supposizioni e ipotesi sull’effettiva pertinenza dei due reperti a unica statua di età arcaica.Imprescindibile presupposto per l’iniziativa di ricongiungimento sono state le indagini petrografiche e geochimiche promosse dall’associazione LapiS (Lapidei Siciliani) già nel 2011, grazie alle quali si può affermare che entrambi gli elementi sono stati ricavati da uno stesso blocco di marmo, prelevato nell’isola greca di Paros.
La Sicilia non dispone di materiali lapidei paragonabili a un così pregevole marmo bianco a grana media, i blocchi di marmo pario venivano pertanto imbarcati nell’isola delle Cicladi per raggiungere i porti delle colonie siceliote dove li attendevano le botteghe di scultori dalle comuni radici culturali.Per il ricongiungimento dei due reperti con sistemi reversibili si è utilizzato il foro già esistente alla base della testa, troncata nettamente nel Settecento, colmando “la brevissima lacuna” con una protesi in materiale plastico ad alta resistenza appositamente progettata e prototipata.Un intervento di pulitura ha inoltre permesso la rimozione dei depositi e delle incrostazioni che occultavano la tonalità della superficie marmorea della parte posteriore e dei fianchi del torso, per un riequilibrio delle variazioni tonali che ne permette di apprezzarne pienamente i valori materici.
Dopo l’esposizione di Palermo e Catania, l’opera, seguendo il filo della ricerca di Sebastiano Tusa che considerava il ricongiungimento un vero e proprio nuovo ritrovamento archeologico, continuerà a essere concepita come una realtà unitaria, non più come due distinti reperti conservati in musei diversi. Il kouros ritrovato sarà successivamente trasferito al Museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa, dove un convegno internazionale concluderà l’evento.

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Da Mozart a Piazzolla: quando la grande musica è solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

Camerino. Lunedì 10 giugno 2019 alle ore 20.30, nell’aula magna del Polo Liceale di Camerino, ultima tappa del progetto “Da Kabul a Camerino – In viaggio con Rita Cucé” e il Quartetto del Teatro Regio di Torino, con la partecipazione straordinaria del violinista Alessandro Quarta.Un viaggio pieno di note che partendo dal Concerto per pianoforte n. 14 in mi bemolle maggiore, K. 449 di Wolfgang Amadeus Mozart, maestro che trova in Rita Cucè una delle sue interpreti più sensibili, arriverà fino alle atmosfere del tango di Astor Piazzolla con Alessandro Quarta che proporrà brani del compositore argentino quali Chau Paris, Oblivion, La Muerte del Angel, Jeanne y Paul, Fracanapa, Libertango.
L‘appuntamento chiude il progetto “Da Kabul a Camerino – In viaggio con Rita Cucé” finalizzato alla raccolta di fondi per la ricostruzione dell’Istituto Nelio Biondi di Camerino, distrutto dal sisma del 2016.Il progetto ideato e promosso dell’associazione UnAltroPremio-Festiv’Art2.0, in accordo con il Comune di Camerino, nasce dall’esperienza maturata dalla pianista Rita Cucè, nel programma “Afghanistan back to the music” voluto nel 2005 da Marco Braghero dell’Associazione Peacewaves International Network che ebbe tra i suoi sostenitori il Teatro Regio di Torino.Naturale che in questa occasione, l’Associazione Peacewaves International Network abbia saputo coinvolgere partner come il Consiglio Regionale, la Fondazione CRT e il Teatro Regio di Torino. Comune capofila del progetto “Da Kabul a Camerino” è Arezzo “Città della Musica” e sostenitori sono i comuni di Bolsena e Ascoli Piceno e la Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago.
Ingresso libero. Media partner è CLASSICA HD.

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Be Different una mostra collettiva con opere di 24 artisti

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

Roma Via Raffaele Cadorna 28, Opening: 13 giugno dalle 14 alle 18 13 – 30 giugno 4 2019 Rossocinabro è lieta di presentare Be Different una mostra collettiva con opere di 24 artisti. Roma è una città tra le più impegnate nell’arte contemporanea. L’interesse in questo settore è cresciuto negli ultimi anni soprattutto nella Capitale. Pubblico, privato, musei, spazi espositivi di ogni genere, antico e moderno, stratificazioni, ogni formula è sperimentata per creare interesse e porre l’attenzione ai nuovi linguaggi del contemporaneo. Nell’esposizione è evidente questa versatilità, stili e linguaggi diversi, che passano per le categorie della pittura, mixed media, fotografia, design e installazioni. L’attenzione ai diversi linguaggi, la conoscenza e lo scambio con gli altri trovano modalità concrete e canali privilegiati di realizzazione proprio nei linguaggi artistici ed espressivi. Aspirare ad avviare e a promuovere, passo dopo passo, la ricerca di una ragione comune, può infatti rendere conto di nuove possibilità di confronto e di crescita culturale. A cura di Cristina Madini.
Questa mostra riunisce artisti provenienti da Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea del Sud, Australia e Russia, i cui scopi e pratiche artistiche, sebbene piuttosto diverse, condividono ampi interessi.
In mostra: Marco Azario, Claracarat, Juan Emilio Checa Quevedo, Woon Hyoung Choi, Wendy Cohen, Benny De Grove, Cees Dert, Robert Doesburg, Onno Dröge, Juliet James, Danny Johananoff, Marta Kisiliczyk, Erich Kovar, Kinga Lapot-Dzierwa, Rosana Largo Rodríguez, Noreen Larinde, Menno Vos, Elvio Miressi, Simone Monney, Makotu Nakagawa, Irena Procházková, Irina Volova, Anna Wode, Geek Zwetsloot Img guida: ‘Stolen’ acrilico e olio su tela 90 x 60 cm 2018 – Woon Hyoung Choi
Rossocinabro is pleased to present Be-Different, a group exhibition featuring the works of 24 artists. Rome is one of the busiest cities in Contemporary Art. The interest in this sector has grown in recent years, especially in the Capital. Public, private, museums, exhibition spaces of all kinds, ancient and modern, stratifications, each formula is experimented to create interest and focus attention on the new languages of the Contemporary. The versatility, different styles and languages that go through the categories of painting, mixed media, and photography are many evident in the exhibition. The attention to different languages, the knowledge and the exchange with others find concrete ways and privileged channels to realization precisely in artistic and expressive languages. Aspiring to start and to promote step by step the search for a common reason, can, sure enough, give new possibilities for comparison and cultural growth
This exhibit brings together artists from the Europe, USA, Canada, Japan, South Korea, Australia and Russia whose artistic aims and practices, although quite diverse, share some very broad concerns.
Artists: Marco Azario, Claracarat, Juan Emilio Checa Quevedo, Woon Hyoung Choi, Wendy Cohen, Benny De Grove, Cees Dert, Robert Doesburg, Onno Dröge, Juliet James, Danny Johananoff, Marta Kisiliczyk, Erich Kovar, Kinga Lapot-Dzierwa, Rosana Largo Rodríguez, Noreen Larinde, Menno Vos, Elvio Miressi, Simone Monney, Makotu Nakagawa, Irena Procházková, Irina Volova, Anna Wode, Geek Zwetsloot Curated by Cristina Madini

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Il ciclo della vita: Nascere e rinascere in Etruria

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Roma, 13 giugno – 6 ottobre 2019 Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Piazzale di Villa Giulia, 9. Il Ciclo della vita, dalla nascita alla morte, è al centro di questo nuovo progetto espositivo che affronta il tema dell’intreccio fisiologico dei diversi momenti della vita da un punto di vista sociale, mettendo in luce le transizioni da una fase all’altra e le diversità di approccio a seconda del contesto storico nel quale si vive.
Affondando le radici nell’antichità, le testimonianze archeologiche ci informano che i passaggi fisiologici erano percepiti dalle genti dell’Italia antica come talmente importanti da essere posti sotto la protezione degli dei e sanciti da riti e cerimonie corali.In questa prospettiva sono in mostra le forme della religiosità popolare degli Etruschi e delle popolazioni vicine, per le quali la fecondità dei suoli e la fertilità umana sono alla base della sopravvivenza della specie. Il racconto è affidato ai doni offerti alle divinità che presidiavano alle nozze e alla fertilità sia femminile che maschile, sollecitate e favorite dal coinvolgimento dell’eros, che proteggevano la maternità in tutte le sue fasi, dal momento del concepimento alla crescita dei figli.
Il tema della natalità è anch’esso centrale: basti pensare alla variegata gamma delle rappresentazioni degli uteri in terracotta che rivelano anche le conoscenze e le pratiche degli Etruschi in ambito anatomico.Attraverso pillole di storia si giunge al tema della sconfitta della malattia, della vecchiaia e della morte. Questa tendenza naturale non è esclusiva dei nostri giorni caratterizzati da continue evoluzioni tecnologiche e da nuove frontiere della vita, ma è un tema che ritroviamo nel mito e nell’immaginario delle genti etrusche fin dal VII secolo a.C.Prestigiosi vasi destinati al consumo del vino nei banchetti aristocratici ci narrano dei vani sortilegi della maga Medea per soddisfare il sogno dell’eterna giovinezza, dell’impossibilità di Eracle di sconfiggere la Vecchiaia, dell’immortalità raggiunta da Arianna attraverso la fedeltà dell’amore coniugale di Dioniso o dallo stesso Eracle quale premio per il suo spendersi contro il male a favore dell’umanità.In questa ottica, intrecciando mondo etrusco-italico e attualità, i due poli estremi del percorso della vita – la nascita e la morte – si fondono nel tema sempre eterno della malattia e della vecchia.Questo il filo conduttore della mostra realizzata dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dalla Fondazione “San Camillo-Forlanini” di Roma, dal Museo di Storia della Medicina e dal Polo Museale dell’Università di Roma “Sapienza” grazie ad un accordo di collaborazione stipulato fra le quattro Istituzioni. In virtù di tale accordo, il giardino centrale di Villa Giulia, accoglie anche quest’anno nella giornata del 12 giugno, l’evento “Premio 2019 Eccellenza in Sanità” promosso dalla Fondazione “San Camillo-Forlanini” di Roma che premia coloro che si sono distinti come illustri protagonisti italiani della Medicina.La mostra in continuità con questa manifestazione è aperta al pubblico dal 13 giugno al 6 ottobre 2019 nelle splendide sale affrescate del Piano nobile della Villa.

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Secondo appuntamento con Museo Adagio

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Roma Domenica 9 giugno 2019, alle ore 11.00 alla Galleria Corsini via della Lungara 10, secondo appuntamento con Museo Adagio – un progetto di slow art tra le opere della mostra Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile a cura di Sara Comelato e Luca Ferrero.Il progetto MUSEO ADAGIO prevede un ciclo di appuntamenti ispirati alla pratica della Slow Art con l’intento di valorizzare i principali eventi che animano le Gallerie da marzo a giugno 2019.
MUSEO ADAGIO è un invito alla lentezza, alla contemplazione e alla condivisione. Un calendario di esperienze artistiche rallentate e partecipate, per osservare i capolavori custoditi nelle Gallerie Nazionali con maggiore attenzione e consapevolezza.Ogni appuntamento interessa un ristretto numero di opere, da una a cinque, sulle quali un esiguo gruppo di visitatori è invitato a soffermarsi per alcuni minuti di osservazione individuale (circa dieci minuti per ogni opera).A ciascun visitatore viene fornito un kit di osservazione redatto con domande e stimoli per ogni opera selezionata: l’osservatore ha dunque opportunità di annotare le proprie reazioni personali e gli eventuali spunti di riflessione. Al termine dell’osservazione individuale segue una fase di condivisione dell’esperienza con gli altri partecipanti denominata focus group e coordinata dal mediatore culturale.Il progetto alle Gallerie Nazionali di Arte Antica ha già valorizzato alcune delle opere della mostra Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti a Palazzo Barberini per tre sabati (9 e 23 marzo e 6 aprile 2019), del nuovo allestimento dell’ala Sud a Palazzo Barberini, 13 e 27 aprile e 11 maggio, e continua con i capolavori della mostra Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile a Galleria Corsini per le successive due domeniche: 9 e 23 giugno, ore 11.00Le attività si svolgono in lingua italiana per gruppi di partecipanti non superiori alle 10 unità.La partecipazione è inclusa nel costo del biglietto. Occorre prenotarsi. I partecipanti ad uno degli appuntamenti di Museo Adagio hanno diritto alla riduzione a 6 euro del biglietto d’ingresso per la successiva visita alle Galleria Nazionali Barberini Corsini. ORARI: dal mercoledì al lunedì dalle 8.30 alle 19.00. La biglietteria chiude alle 18.00
GIORNI DI CHIUSURA: martedì, 25 dicembre, 1° gennaio BIGLIETTO BARBERINI CORSINI: Intero 12 € – Ridotto 2 € (per i giovani dai 18 ai 25 anni)Il biglietto è valido dal momento della timbratura per 10 giorni in entrambe le sedi del Museo: Palazzo Barberini e Galleria Corsini.Gratuito: minori di 18 anni, scolaresche e insegnanti accompagnatori dell’Unione Europea (previa prenotazione), studenti e docenti di Architettura.
http://www.barberinicorsini.org

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Cinquecentenario della nascita di Cosimo I

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

galleria uffizi firenze.jpgFirenze Le Gallerie degli Uffizi celebrano il cinquecentenario della nascita di Cosimo I (1519-1574), primo Granduca di Firenze, dedicandogli un ‘trittico’ di mostre: “Cento lanzi per il Principe”, “Una biografia tessuta. Gli arazzi seicenteschi in onore di Cosimo I” (sala delle Nicchie e sala Bianca di Palazzo Pitti dal 5 giugno al 29 settembre) e “La prima statua per Boboli. Il Villano restaurato” (sala delle Nicchie di Palazzo Pitti dal 5 giugno al 29 settembre).
La prima ad aprirsi, Cento lanzi per il Principe, è dedicata alla Guardia tedesca dei Medici (‘Guardia de’ lanzi’ in vernacolo fiorentino), composta dai caratteristici alabardieri in livrea. La mostra si svolge al primo piano degli Uffizi e non per caso: dalle finestre delle sale si può infatti ammirare la Loggia dell’Orcagna su Piazza della Signoria, che per essere stata la facciata del quartier generale della Guardia tedesca negli Uffizi è ancora oggi nota come Loggia dei Lanzi (abbreviazione dal tedesco “Lanzknecht”, lanzichenecchi). Il loro arrivo a Firenze nel 1541 è una delle manifestazioni della fedeltà di Cosimo I all’imperatore Carlo V d’Asburgo: molto prima di diventare duca di Firenze, Cosimo aveva infatti più volte potuto vedere in azione la Guardia dei cien Alemanes (cento tedeschi) che seguivano l’imperatore in tutti i suoi pellegrinaggi.
Per quasi duecento anni, fino al 1738, i Lanzi hanno svolto una funzione cruciale nell’ambito della corte medicea. Compito principale della guardia era difendere la persona del sovrano e i suoi più stretti congiunti, pertanto nelle raffigurazioni degli eventi legati al sovrano, i suoi soldati appaiono quasi sempre, facilmente individuabili grazie ai loro costumi sgargianti e alla loro arma iconica: l’alabarda.
La mostra percorre la storia di questa milizia sotto vari aspetti – sociale, culturale, militare: divise in quattro sezioni, oltre 90 opere tra armature, armi, vestiti, incisioni, dipinti, documenti e libri ne raccontano l’istituzione e la storia, senza tralasciare l’impatto che essa ebbe sulla vita cittadina. È un racconto a tutto campo, che coinvolge tanto il popolo quanto i personaggi della corte, dai nani alla duchessa Eleonora da Toledo. Sono esposti oggetti sensazionali: quello che resta dell’armatura di Cosimo I, e la splendida armatura del capitano Fernberger con impresso lo stemma mediceo, proveniente dal Künsthistorisches Museum di Vienna, oltre ad armi, oggetti, incisioni e ritratti. Le guardie furono immagini iconiche del potere principesco, capaci, con la sola comparsa, di trasformare un qualsiasi spazio e situazione in una “scena di corte”. Dopo circa 200 anni di fedele servizio, furono l’ultima vestigia del vecchio regime ad abbandonare il proprio posto, rimanendo a scorta dell’Elettrice palatina fino all’arrivo a Firenze, nel marzo 1738, della Guardia svizzera dei Lorena che prese il loro posto. “Gli studi archivistici del Medici Archive Project sugli alabardieri tedeschi a Firenze – commenta il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt – hanno fatto emergere una messe di informazioni inedite, portando alla luce opere d’arte dimenticate o sconosciute, e offrono ora una nuova lettura per innumerevoli documenti figurativi del periodo, legati alla storia di Firenze al tempo dei lanzichenecchi”.La mostra, promossa dalle Gallerie degli Uffizi in collaborazione con il Medici Archive Project è curata da Maurizio Arfaioli, Pasquale Focarile e Marco Merlo. Catalogo Giunti. (foto copyright: galleria uffizi firenze)

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Mostra Pier Toffoletti: Fearless

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Napoli 13 giugno 2019, ore 17.30 PAN Palazzo delle Arti sarà inanurata la mostra concepita appositamente per questa occasione espositiva, dal titolo “Fearless”, a cura di Marina Guida. Il progetto, promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli è realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale C.R.A. Centro Raccolta Arte di San Miniato (PI) e la Casa d’Arte San Lorenzo di Pisa, si compone di nove tele di grandi dimensioni, nove storie di donne straordinarie, racchiuse in un titolo emblematico – Fearless, ossia senza paura – contraddistinto da un forte messaggio sociale.
Pier Toffoletti, classe 1957, si muove tra pittura figurativa e informale donando alle sue opere, dinamismo ed espressività, declinate con pennellate potenti, che conservano il vigore del gesto e la sapienza nell’uso del colore, a tratti, steso puro sulla superficie della tela.L’artista udinese, con questo progetto rende omaggio a 9 donne impavide, alcune arrivate sotto i riflettori della cronaca più recente per le loro “gesta” virtuose ed eroiche e altre meno conosciute, ma non meno meritevoli, tutte accomunate dall’aver sfidato pregiudizi, superato i propri limiti mentali e fisici e dall’aver combattuto la discriminazione sociale e l’emarginazione.Nelle opere che compongono il percorso espositivo, il volto e gli occhi di queste donne sono protagonisti e raccontano della grande forza, racchiusa nella vita di ciascuna. Nelle sale del PAN il visitatore si troverà di fronte ad una teoria di storie straordinarie, tra le quali la nigeriana Balkissa Chaibou che si è opposta a un matrimonio combinato all’età di 12 anni, pratica molto diffusa nelle zone più povere del mondo, e che oggi studia per diventare medico, l’afgana Negin Khpalwak, prima donna direttrice d’orchestra in un paese in cui il regime talebano vieta di suonare qualsiasi strumento, che sta portando la sua Zhora Orchestra in tutto il mondo; Tess Asplund, svedese di origini africane che nel 2016 ha marciato da sola e silenziosamente con il pugno chiuso alzato ad un raduno di estrema destra in Svezia, per dire no all’intolleranza e alla violenza; la nuotatrice siriana Yusra Mardini che, dopo lo scoppio della guerra civile, imbarcata su un gommone verso la Grecia, ha trainato a nuoto il natante che rischiava di affondare, fino a riva e oggi si sta allenando a Berlino per i mondiali 2020; la quindicenne svedese Greta Thunberg paladina della battaglia contro il riscaldamento globale; la scacchista ucraina Anna Muzychuk, campionessa mondiale in carica che, nel 2017, ha boicottato i Mondiali in Arabia Saudita per non dover indossare l’abayae non sentirsi così una persona di serie B; insieme altre protagoniste di nazionalità italiana da scoprire in mostra.La mostra, corredata da un catalogo edito da Casa d’Arte San Miniato di Pisa, con un testo critico di Marina Guida, sarà visitabile gratuitamente fino al 1 luglio 2019, secondo gli orari di apertura previsti (aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.00 – la domenica dalle 10.30 alle 13.00. Martedì chiuso.)

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Terza edizione del Mondello Mudd Festival

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Mondello. Venerdì 7 giugno alle ore 11.30 presso la Sala degli Specchi di Villa Niscemi. Sulla realizzazione della Kermesse, in programma dal 9 al 16 giugno a Mondello, interviene la stessa ideatrice che dichiara: “Viviamo sempre connessi, in un presente virtuale ormai privo di memoria, alimentato da un flusso costante di informazioni che non hanno più il tempo di sedimentare. Con il Mudd penso di interpretare le esigenze di una generazione che attualmente sente fortissimo il bisogno di spazi culturali reali, liberi e creativi, dove poter condividere e approfondire le tematiche più attuali. La cultura contemporanea è onnivora ed ha un assetto trasversale, i fenomeni culturali possono essere compresi a fondo solo se osservati contemporaneamente da più punti di vista, ovvero esplorandone il confine. La mia ambizione è stata sin da subito quella di dare forma ad un progetto culturale collettivo e di condividerlo, facendolo affiorare per qualche giorno dal brulicante rumore di fondo della stagione estiva mondelliana”. “Il Mudd è infatti – continua l’Arrivas Bajardi – un festival diffuso e multidisciplinare che adotta diversi linguaggi (musica, teatro, danza, simposi, arti visive, ecc…), ed ha l’obiettivo di creare spazi culturali inediti, valorizzando al tempo stesso un terrirorio unico nel suo genere come la borgata di Mondello; è qui che ho trascorso la mia infanzia con i nonni, certi ricordi rimangono indelebili e, con il tempo, danno i loro frutti”.
Ricordiamo che Mudd trae spunto dall’etimo arabo di Mondello (unità di misura equivalente a circa 273 mq e 4 lt), ed è un festival realizzato in sinergia con istituzioni, realtà culturali, associazioni e aziende private.Ricco il programma della terza edizione che propone simposi, performance e un intervento di arte urbana temporaneo ed ecosostenibile nella piazza di Mondello Paese. Il Mudd di quest’anno prenderà spunto dall’esigenza di interrogarsi su quali siano i nuovi limiti e le nuove barriere da abolire nell’ “era dell’accesso” (cit. J. Rifkin) e quali, invece, quelli da rispettare, come l’ equilibrio degli ecosistemi ambientali il cui limite, punto di non ritorno, è stato ormai superato.

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(LA)Horde: Il domani è cancellato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Roma Venerdì 7 e sabato 8 giugno 2019 Ore 19.30 Chiostro del Bramante via Arco della Pace 5. Il Chiostro del Bramante diventa un palcoscenico a cielo aperto con la prima nazionale di Il domani è cancellato, una performance creata per l’occasione dal collettivo multidisciplinare francese (LA)HORDE, fresco di nomina alla direzione artistica del Centre Chorégraphique National – Ballet National di Marsiglia.Lo spettacolo è realizzato nell’ambito de La Francia in Scena, stagione artistica dell’Institut Français Italia realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut Français, del Ministère de la Culture e della Fondazione Nuovi Mecenati, e rientra nella programmazione di CHIOSTRO+, incontri e progetti speciali tra performance, musica, spettacolo e aperitivo di Dart-Chiostro del Bramante.Nel centro del chiostro progettato da Donato Bramante quattro danzatori invadono ogni angolo del colonnato con una serie di azioni performative legate al presente, in una riflessione sulla necessità di cambiamento, e con alcune coreografie apparentemente improvvisate di jumpstyle, stile originale di street dance nato all’inizio degli Anni Duemila in Belgio e Olanda e basato sul solo movimento delle gambe attraverso calci, rotazioni e salti, con i movimenti delle braccia limitati al mantenimento dell’equilibrio.Ad accompagnarli, le proiezioni dei film realizzati dal collettivo The Master’s Tools (2017), dove nel mezzo di un balletto di macchine – strumenti al tempo stesso di repressione e di grande fascinazione – e sotto l’occhio di una telecamera in continua rotazione che non permette mai di capire in che punto dello schermo ci si trova, corpi danzanti ribelli e convulsi si strofinano l’un l’altro; e Cultes (2019), che vuole raccontare l’alienazione dell’umanità in un mondo dominato dal feticismo della merce, interrogandosi sul dubbio legame tra la forma del festival e i suoi risvolti industriali, a partire dalla Summer of Love e da Woodstock.Completa la serata un dj-set electro di Pierre Rousseau, giovane produttore e compositore, parte del duo Paradis e autore della colonna sonora di Cultes.
(LA)HORDE è un collettivo artistico fondato nel 2011 e composto da Marine Brutti, Jonathan Debrouwer e Arthur Harel. Il campo d’azione include gli scambi e la commistione di codici derivanti da diverse discipline artistiche, in particolare dello spettacolo dal vivo e dell’arte contemporanea. La ricerca viene declinata attraverso la realizzazione di film, videoinstallazioni, coreografie, regie teatrali, performance. Con l’aiuto di molteplici strumenti, sceneggiature e storie legate al quotidiano si sviluppano in differenti ambiti narrativi: (LA)HORDE crea universi instabili e storie ipnotizzanti che sfidano lo spettatore nella comprensione dell’opera. Il collettivo è stato recentemente nominato direttore artistico del Centre Chorégraphique National – Ballet National di Marsiglia.

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Mostra: Magic Carpets

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Roma inaugurazione lunedì 17 giugno ore 18.30 (dal 17 al 22 giugno 2019) Sala Colleoni – Via di Ripetta 222 Latitudo-Art Projects e l’Accademia di Belle Arti di Roma presentano la mostra Flowing Cities, doppia personale dedicata agli artisti Yves Mettlere Patricia Geraldes nell’ambito della piattaforma internazionale Magic Carpets, seconda edizione.
Magic Carpets(2017-2022) nasce da un’idea di Benedetta Carpi De Resmini, curatrice dell’iniziativa per Latitudo-Art Projects. Il progetto è sviluppato grazie a una rete di tredici partner europeie co-finanziato dal Creative Europe Platform Programme, il programma della Commissione europea per il sostegno ai settori della cultura e degli audiovisivi.Obiettivo degli organizzatori è incrementare il dialogo tra i diversi paesi del network – Austria, Croazia, Georgia, Germania, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Regno Unito,Repubblica Ceca, Romania, Portogallo, Serbia – attraverso un programma di residenze artistiche e di mostre che coinvolge artisti internazionali impegnati sui temi di identità, territorio e comunità.A Yves Mettler e Patricia Geraldes, i due artisti invitati per questa seconda edizione, è stato chiesto di lavorare sul processo di trasformazione che sta interessando i quartieri romani Laurentino 38 e Corviale, e di interpretare, ognuno con i propri strumenti artistici, quel cambiamento in corso che sulla spinta di nuove forme di partecipazione comunitaria coinvolge identità urbanistica e tessuto sociale.Attraverso laboratori e workshop che hanno animato Corviale e Laurentino 38 nei mesi di marzo e aprile, i due artisti hanno coinvolto i residenti e le associazioni attive nei due quartieri, affiancati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, prestigiosa istituzione che dal 17 giugno ospiterà nei suoi spazi di Via di Ripetta la mostra conclusiva Flowing Cities.

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