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Archive for the ‘Mostre – Spettacoli/Exhibitions – Theatre’ Category

Exhibitions – Theatre

A Monreale l’inaugurazione del ‘Museo del Mosaico’

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Palermo. Mercoledì 21 febbraio prossimo alle ore 9.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Monreale (PA) avrà luogo l’inaugurazione del Museo dell’Arte del Mosaico (MAM), importante realtà museale, unica in tutto il centro e sud Italia.Un significativo percorso per recuperare i valori della tradizione culturale italiana che hanno visto, nel mosaico, importanti momenti di rappresentazione in tutte le epoche storiche del nostro paese ed in tutti i luoghi, da Pompei alla cattedrale di Monreale.Monreale è oggi “Città del Mosaico”, grazie all’attività incessante del Dirigente e del gruppo docenti del liceo artistico D’Aleo, che hanno sostenuto in questi anni l’importanza che il percorso dell’arte realizza attraverso il mosaico, e per l’azione del Sindaco Piero Capizzi e della Sua Giunta che hanno concesso gli spazi per realizzare questa iniziativa.
Grazie a queste iniziative Monreale è diventata un percorso ideale per la storia del mosaico. Dalla prestigiosa cattedrale alla industriosa scuola artistica, passando attraverso il Museo, il mosaico diventa in questo modo “cosa viva”, che rappresenta l’essere più sincero dell’espressione artistica dei giovani ragazzi.La presenza delle autorità, sia civili che religiose, della associazione dei commercianti e di tutta la cittadinanza rappresenta, in modo forte ed univoco, come questa tradizione mosaicista sia l’essenza di una cultura che, in primis dai giovani, non è mai stata dimenticata. Il Museo ospiterà mostre personali di mosaicisti di fama nazionale e internazionale, presentazione di libri, riviste, cataloghi del settore e verranno realizzati gemellaggi con le scuole del mosaico di Ravenna, Firenze, Spilimbergo (PN), Chartres (FR), seminari, convegni, dibattiti e mostre didattiche.Il museo accoglierà anche il raduno dei mosaicisti associati A.I.M.C., l’Associazione Internazionale mosaicisti Contemporanei, e la prestigiosa Biennale del Mosaico.(Non siamo in grado di pubblicare le foto inviate in quanto sono coperte da copyright)

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Caravaggio e la pittura del seicento

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Firenze Aprono le otto sale al primo piano dell’ala di Levante degli Uffizi con un nuovo allestimento, dedicate a Caravaggio e alla pittura seicentesca. Otto sale dai nomi suggestivi: Tra realtà e magia, Caravaggio e Artemisia, Caravaggio: La Medusa, Caravaggio: Il Bacco, Lume di notte, Rembrandt e Rubens, Galileo e i Medici, Epica Fiorentina. La parte del leone la fa ovviamente Caravaggio, indiscusso fulcro della pittura di quel secolo caratterizzato da passionalità forti, simbolismi e novità spesso estreme. Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, con la collaborazione di Anna Bisceglia (curatrice della pittura toscana del Seicento), Francesca de Luca (pittura del Cinquecento) e Maria Matilde Simari (pittura italiana ed europea del Seicento), ha voluto creare qui un percorso museale che offra un doppio binario di “lettura” delle opere esposte tenendo quindi conto delle differenti esigenze dei visitatori e del bisogno di approfondimento di una consistente parte di loro. Si parlava di passionalità e senza dubbio il colore scelto per i pannelli delle sale lungo il corridoio (per non intervenire definitivamente sull’originale colore vasariano) e per le pareti delle sale interne (dalla 96 alla 99), non poteva che essere il rosso. Un rosso non fiammante ed esagerato, un rosso che si trova spesso nelle stoffe e nei parati rappresentati nei quadri di quegli anni, studiato su un modello tessile dell’epoca e realizzato con pigmenti naturali utilizzati già nel ‘600. Un rosso deciso eppure, verrebbe di dire, un po’ “filtrato”.Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt afferma: “Il nuovo allestimento si basa su un approccio tematico e artistico che ispira e stimola la curiosità del visitatore, trasportato così nell’atmosfera del tempo e nella storia delle collezioni medicee. L’intenzione è di creare un’esperienza intellettuale sia per i non specialisti, che per gli esperti della materia. Grazie all’accostamento di pittura fiorentina e del resto d’Italia, con dipinti d’oltralpe, si recupera lo spirito internazionale del gusto dell’epoca, aperto a suggestioni provenienti da ogni paese”.
“Si è cercata riaprendo la ampie finestre a lunetta una combinazione di luce artificiale e luce naturale – dichiara l’architetto Antonio Godoli che con Nicola Santini ha curato l’allestimento museografico e il progetto illuminotecnico, messo in opera grazie al generoso contributo degli Amici degli Uffizi e della consorella americana, Friends of the Uffizi – l’accento cromatico nei toni del rosso cinabro su pannelli indipendenti e staccati dalle pareti, precede e introduce alle sale propriamente espositive dove il colore è presente in maniera diffusa; invece nelle sale che si affacciano sul piazzale degli Uffizi, la zona espositiva è circoscritta e definita con pannelli dipinti, quasi uno spazio autonomo e a se stante dal percorso, attraverso le porte in successione, verso l’attuale uscita dal museo”. “Tra realtà e magia” è la prima sala; vi si trovano i lavori di artisti ancora cinquecenteschi ma che già si discostano dai canoni manieristici. Francesca de Luca, curatrice della pittura del ‘500, chiarisce che “si tratta di esempi di pittura di ispirazione naturalistica del cinquecento maturo. E’ una campionatura, necessariamente non sistematica, dei diversi approcci al naturale con cui gli artisti dell’area padana hanno cercato di superare l’artificio eccessivo del cosiddetto Manierismo tosco-romano.” Si è potuto dar anche conto di alcuni temi non convenzionali ma giocosi come il curioso Uomo con scimmia di Annibale Carracci, o popolareschi o venati di elementi simbolici ed enigmatici che possono far capire le caratteristiche del bacino culturale in cui è avvenuta la formazione del Caravaggio: è il caso dell’Allegoria di Ercole (che è stata ritenuta in passato anche una scena di stregoneria) dei fratelli Dossi e dell’enigmatica Maga che strangola un putto, di attribuzione incerta (Jacopo Ligozzi o Scuola Emiliana) che presenta sul colletto della donna un oscuro ricamo con scritto ZAF ARF. Nella sala che segue (“Caravaggio e Artemisia”) un bellissimo David e Golia di Guido Reni fronteggerà in giugno, al ritorno dalle mostre di Milano e Forlì, il Sacrificio di Isacco di Caravaggio, fino ad allora sostituito dalla copia antica dell’Incredulità di San Tommaso del Merisi; nella stessa sala la Decapitazione di Oloferne di Artemisia Gentileschi.
Nella Sala della Medusa il magnifico scudo da parata dipinto da Caravaggio è esposto in una nuova teca sullo sfondo di un grande pannello rosso. Alle pareti, oltre all’Armida di Cecco Bravo, donato recentemente dalla sezione americana degli Amici degli Uffizi, segnaliamo la statua romana di Minerva con la testa della figura mitologica sul petto e il quadro della testa coronata dai serpenti di Otto Marsaeus e nei secoli passati attribuito a Leonardo da Vinci e ammirato dai viaggiatori come uno dei più famosi quadri degli Uffizi. È dedicata alla natura morta la sala successiva: intorno al Bacco di Caravaggio due Dispense dell’Empoli, un vaso di fiori di Carlo Dolci e una natura morta di Velazquez dagli evidenti richiami caravaggeschi. “A lume di notte” si intitola la sala successiva dedicata alla rappresentazione di scene illuminate da candele: al centro la Natività di Gherardo Delle Notti (Gerard van Honthorst) in cui la luce che definisce i partecipanti alla scena è in realtà emanata direttamente dal Bambino. Intorno, fra gli altri, l’Annunciazione di Matthias Stamer e la Carità romana di Bartolomeo Manfredi. I massimi maestri della pittura europea dell’epoca si susseguono infine nella sala successiva di questo percorso. “I volti ritratti da Rembrandt, Rubens e Van Dyck in dipinti di piccolo e grande formato costituiscono una successione di opere giustamente celebri che riunite sono un insieme emozionante, denso di spunti per riflettere sulla grande pittura del Seicento che fu soprattutto europea per la vivace circolazione delle idee e per i molti e continui contatti tra artisti e committenti che non si curavano poi molto dei confini territoriali – dice Maria Matilde Simari, curatrice della pittura italiana ed europea del Seicento – . Da queste sale ci si augura che possa affiorare non solo l’esaltazione di alcuni capolavori, ma soprattutto la possibilità di intuire, anche per il visitatore frettoloso, alcuni aspetti salienti di un secolo straordinario, un secolo di circolazione culturale, di novità artistiche, di curiosità verso la realtà quotidiana e verso un mondo che si rivelava sempre più vasto e complesso”.
Alla ritrattistica europea è accostata quella fiorentina. Giganteggiano nella sala successiva il Ritratto di Galileo Galilei e il monumentale triplice ritratto di Cosimo II, Maria Maddalena d’Austria e il figlio Ferdinando II, ambedue di Giusto Sustermans. Il triplice ritratto contiene una curiosità legata a un piccolo mistero. La granduchessa indossa un fermacapelli circolare sul quale splende un grosso diamante giallo: è il celebre “Fiorentino”, un diamante di 138 carati che Ferdinando I aveva acquistato nel 1601 e aveva fatto tagliare a Venezia. Questa gemma venne portata a Vienna dai Lorena, e non se ne ha più notizia dagli inizi dell’Ottocento.
Nell’ultima sala del percorso, “Epica fiorentina”, spiccano un teatrale Rinaldo e Armida di Cesare Dandini, che si ispira al poema del Tasso, e una piccola e preziosa Santa Caterina d’Alessandria di Francesco Furini. “I temi letterari tratti dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso – spiega Anna Bisceglia, curatrice della pittura toscana del Seicento – sono in assoluto i soggetti di maggiore successo a Firenze nella prima metà del secolo, e piacevano sia per l’aspetto di moderna favola mitologica sia per la simbologia morale che si leggeva nelle storie di eroi ed eroine di entrambi quei poemi cavallereschi” .(Non siamo in grado di pubblicare le foto in quanto sono coperte da copyright)

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Teatro: Un amore in altalena

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Roma dal 27 febbraio al 4 marzo 2018 Teatro Trastevere via Jacopa de’ Settesoli 3, lun-sab: 21:00 / dom: 17:30 spettacolo “Un amore in altalena” regia Matteo Fasanella con Paolo Buglioni e Monica Lammardo aiuto regia Christian Sicuro disegno luci Luca Pastore scenografia Maurizio Marchini
Due anime sole, dissolute, tremendamente irrisolte, con un passato ingombrante alle spalle, si incontrano durante un party di una New York oscura e inospitale.
Si cercano, si trovano, si perdono. Alla fine si legano.E’ la loro inadeguatezza, la loro solitudine, il loro vittimismo a tenerli uniti. Lui è un’anima tormentata, dal suo passato irrisolto e complesso.Lei è un’ex ballerina che non ha abbandonato il sogno di una vita d’emozioni e di sicurezze. Proveranno a completarsi, a “formare la metà di un paio”, coltiveranno l’illusione di potercela fare e di potersi fare compagnia. Ma sarà una continua e ripetuta Altalena, solo un’altalena. Che porta con sè il sogno di spiccare il volo, ma poi inesorabilmente, lascia che i piedi sfiorino la terra, oppure….(Non siamo in grado di pubblicare le foto in quanto sono coperte da copyright)

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Zifarelli Bisogno Quartet tra jazz e rock all’Elegance

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Roma sabato 24 febbraio ore 21.30 Elegance Cafè Jazz Club Via Francesco Carletti, 5 Euro 18 (concerto e prima consumazione) Progetto nato nel 2015 dall’incontro tra il chitarrista Rocco Zifarelli ed il vibrafonista Pierpaolo Bisogno, musicisti che lavorano nel panorama musicale italiano ed internazionale, non solo jazzistico. Secondo Zifarelli, quella tra la chitarra ed il vibrafono è quasi “un’attrazione fatale”, due strumenti dalle grandi potenzialità melodiche, ritmiche, timbriche ed armoniche, le cui “essenzialità” favoriscono la creazione di un sound molto equilibrato e nello stesso tempo particolare, elementi importanti per la ricerca del giusto “interplay”. Ispirandosi al suono classico del quintetto di Red Norvo con Jimmy Wyble e Jim Hall, a quello di Gary Burton con Mick Goodrick e Pat Metheny, fino al più elettrico dei recenti Steps Ahead di Mike Mainieri con Mike Stern, il gruppo propone un repertorio di pezzi originali, per lo più composti da Zifarelli e Bisogno, e di standard jazz riarrangiati, tratti dal repertorio sia classico sia moderno. Tutti e quattro i musicisti vantano un’infinità di collaborazioni di prestigio in quasi tutti i settori della musica, dal jazz al pop-rock, dal cinema al teatro, dalle grandi orchestre sinfoniche alle big band, dalle trasmissioni televisive e radiofoniche passando attraverso la musica classica e all’insegnamento nei conservatori. Esperienze fondamentali, messe in evidenza nel repertorio e nello stile esecutivo, che, con l’apporto speciale di Deidda, rendono questo concerto particolarmente interessante. Sul palco Rocco Zifarelli (chitarra), Pierpaolo Bisogno (vibrafono,percussioni), Roberto Pistolesi (batteria) e Dario Deidda (basso).(Non siamo in grado di pubblicare le foto in quanto sono coperte da copyright)

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Mostra di ricerca nel mondo della fotografia documentaristica

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Parma Sabato 24 febbraio 2018, dalle ore 18.30 CUBO, via La Spezia 90 (Dal 24 febbraio al 14 aprile 2018) negli spazi della Via Bianca, una mostra di ricerca nel mondo della fotografia documentaristica, soprattutto della “Aftermath Photograhy”, ossia la fotografia dell’indomani, delle cicatrici, di quello che è rimasto, o che prima c’era e ora non c’è più, con il progetto di Marco Bottelli dal titolo “Clashes for Palestine”, a cura di Paola Paleari.Una storia narrata fotograficamente, l’essenza di verità celate in una sequenza di biglie, realizzata dal fotoreporter Marco Bottelli, e che parte nel 2014 – lo stesso anno in cui Marco ha raccolto, nel quartiere di Shu’afat a Gerusalemme est, le biglie che ha poi fotografato e che vedremo esposte fino al 14 aprile.Il progetto prende il suo avvio a seguito di un grave evento: “La mattina del 2 luglio 2014, un giovane palestinese di 14 anni Mohammad Abu Khdeir, di Shu’afat, un quartiere di Gerusalemme Est, è stato rapito ed ucciso da alcuni estremisti israeliani. La brutale uccisione è avvenuta in seguito al rapimento ed uccisione di tre giovani israeliani in West Bank, nell’area tra Betlemme ed Hebron. Sono seguiti violenti scontri tra giovani palestinesi di Shu’afat e le forze di polizia israeliane che sono proseguiti per alcuni giorni. Questi fatti hanno contribuito ad aumentare la tensione fra israeliani e palestinesi sfociata poi nella guerra di Gaza conosciuta come operazione “ Protective Edge” lanciata l’8 Luglio 2014 e conclusasi il successivo 26 Agosto”.
Come spiega Paola Paleari, curatrice della mostra e del saggio critico ”Il lavoro di Marco Bottelli si inserisce nella corrente “Aftermath Photograhy” con eleganza e consapevolezza. Marco è un fotoreporter a tutti gli effetti: ha viaggiato in Est Europa, Africa e Sud America, ha vissuto per anni in Pakistan e poi a Gerusalemme. Qui, Marco ha visto il male nella sua tremenda e sconvolgente potenza, e ha documentato molti degli eventi tragici che colpiscono queste terre. Eppure, nei suoi progetti personali, nulla di questo male è reso evidente. Gli elementi scioccanti e traumatici cedono il posto ai toni minori, ai dettagli quasi mondani, che si prestano alla lettura in tutta la loro sobrietà. Osservando per esempio il progetto Clashes for Palestine, cosa vediamo? Semplicemente, una sequenza di biglie: tante piccole sfere di vetro dai colori variegati che si stagliano su sfondo nero, lucide e imperfette. A ciascuna è dedicata un’immagine, perché ognuna è un pianeta in miniatura; all’apparenza innocuo, in realtà legato a una storia di sangue e violenza tra popoli che da decenni non risparmia nemmeno i ragazzini”.Il soggetto della biglia nella sequenza di fotografie esposte trasferisce all’osservatore un grande significato sociale, che travalica il tempo e lo spazio in cui si trova. Mostrandoci la bellezza dell’oggetto, insieme di luce e colore, ci svela invece un’altra realtà, come una lente d’ingrandimento si fa essa stessa protagonista, strumento e soggetto dal duplice significato: quello universale, ovvero messaggero di una “storia” drammatica a cui siamo impotenti spettatori; e messaggero nel mondo, attraverso un elemento che diversamente dalla sua natura, diventa elemento di un conflitto bellico (le biglie sono spesso usate come proiettili da fionda dai palestinesi durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliane).Come spiega la curatrice: “Queste immagini operano una elaborazione del conflitto e ci restituiscono un documento da completare, da integrare attraverso la nostra interpretazione. Ciò ha una duplice ricaduta sulla ricezione del documento stesso e del suo messaggio: da una parte, viene richiesto e ottenuto un maggior livello di coinvolgimento attivo dello spettatore; dall’altro, viene evitato l’effetto di rifiuto – oppure, peggio, di indifferenza – che molto dell’immaginario bellico può suscitare in caso di eccessiva ostentazione”.La centralità del lavoro fotografico di Marco Bottelli si basa dunque non più sul ruolo di fotoreporter- testimone di quanto accade, ma pone una nuova riflessione verso la materialità delle tracce e sul significato storico, emotivo e psicologico della loro rappresentazione.Ingresso Libero (Non siamo in grado di pubblicare le foto in quanto sono coperte da copyright)

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Esposizione di Raffaela Mariniello “La deriva del paesaggio”

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Madrid Dal 26 febbraio al 29 giugno 2018 Istituto Italiano di Cultura, Calle Mayor, 86. L’Istituto Italiano di Cultura di Madrid presenta nell’ambito di ARCO, Fiera Internazionale d’arte contemporanea, la prima mostra personale in Spagna dell’artista Raffaela Mariniello. La mostra La deriva del paesaggio si propone come una retrospettiva dell’artista e fotografa napoletana Raffaela Mariniello, includendo un folto nucleo di lavori fotografici di formato diverso e light box. La mostra si inserisce in un dibattito di carattere internazionale sull’evoluzione del paesaggio urbano attraverso un percorso espositivo dinamico e diacronico della produzione dell’artista negli ultimi 20 anni.Un bianco e nero fortemente evocativo è protagonista nei lavori degli anni ’90 in cui l’artista indaga principalmente le periferie metropolitane e le zone industriali, in primis quelle della sua città natale indugiando in particolare sulla nota acciaieria di Bagnoli a Napoli, cogliendo similitudini e contrasti lungo le sponde del Mediterraneo (Beirut, Tunisi, Napoli) e soffermando lo sguardo su quei luoghi marginali, interstiziali, e sui loro “ruderi contemporanei”.Dal bianco e nero Mariniello passa, nei primi anni 2000, ad un uso ironico e coinvolgente del colore nelle opere del progetto Souvenirs d’Italie. L’attenzione volge ora ai centri urbani ed in particolare alle città più rappresentative del nostro paese, un tempo mete obbligate del Grand Tour ed oggi veloci tappe di un turismo onnivoro spesso incapace di andare oltre il simulacro di una cultura assimilabile alla merce. In maniera disincantata l’artista focalizza l’interesse sugli elementi stranianti e al limite del kitsch che abitano le piazze dei centri storici che con la loro apparente festosità, sottolineata dai colori sgargianti e dal dinamismo dello scatto, divengono icone del turismo di massa. Il fil rouge del viaggio, dell’attraversamento del tempo e della civiltà, trova il suo massimo sarcasmo negli scatti realizzati nel parco romagnolo dedicato all’Italia in miniatura. La riflessione sul turismo di massa e sui cambiamenti che questo fenomeno contemporaneo comporta sul paesaggio è il soggetto anche della recente serie Capri Teorema, in cui l’artista restituisce, in una narrazione visiva personalissima, una Capri diversa da quella patinata e glamour attraversando alcune zone più segrete dell’isola, le meno battute dal turismo, zone in cui, come sempre nel lavoro dell’artista, l’uomo è solo di passaggio ma se ne leggono le tracce, nel bene e male. L’isola diviene oggetto di un racconto alla luce lunare tracciato sul confine del passaggio stagionale. Tra paesaggi surreali e percorsi abbandonati spiccano delle incredibili still life “installazioni spontanee”, catturate lungo la marina e in percorsi campestri, micro incursioni nella realtà che sembrano tradire quell’aspetto di mito, di luogo del desiderio caro ai tanti frequentatori dell’isola azzurra. Raffaela Mariniello (Napoli 1962) è tra le più note fotografe italiane. Nel 1991 inizia il progetto a tutt’oggi unica testimonianza storica sull’attività dell’acciaieria Bagnoli, una fabbrica esposto a Napoli, Nantes, Calais, Parigi e Milano. La serie Souvenirs d’Italie sui centri storici delle città italiane in cui si evidenzia la trasformazione dei luoghi preda del turismo di massa è stata esposta a Villa Pignatelli |Casa della Fotografia nel 2011. Nel 2014 dedica il un progetto al tragico incendio di Città della Scienza con il poetico e silente racconto Still in Life. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra le quali: Bibliothèque National de Paris; Maison Européenne de la Photographie, Parigi; Banca Commerciale di Milano; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Fond National d’Art Contemporain, Parigi; Museo Madre, Metropolitana di Napoli; Maxxi di Roma; Collezione Cotroneo.Lavora con la galleria Studio Trisorio di Napoli.
Catalogo: il catalogo è stato prodotto dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, edito in italiano e spagnolo, contiene testi critici di Achille Bonito Oliva e Adriana Rispoli.La mostra è stata organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid in collaborazione con la galleria Studio Trisorio.Orari di apertura al pubblico:dalle ore 10.00 alle ore 18.00 dal lunedì al venerdì. Festivi chiusa.

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Mostra Eva Kot’átková: “The Dream Machine is Asleep”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

Eva Kot'átková.jpgMilano dal 15 febbraio al 22 luglio 2018, la mostra personale di Eva Kot’átková, a cura di Roberta Tenconi, concepita come un percorso di immagini e parole, un mondo labirintico e surreale che invita a produrre sogni e a sviluppare l’immaginazione, mettendo in luce le fantasie individuali, le paure e le sfide della società contemporanea. Per la mostra “The Dream Machine is Asleep” Eva Kot’átková ha sviluppato un progetto inedito e immersivo dove opere esistenti sono affiancate a nuove produzioni, tra installazioni, sculture, oggetti fuori scala, collage e momenti performativi. Partendo dalla visione del corpo umano come una macchina, un grande organismo il cui funzionamento necessita di revisioni, rigenerazione e riposo, e dall’idea del sonno come momento in cui attraverso i sogni si creano nuove visioni e mondi paralleli, la mostra esplora le nostre proiezioni e i pensieri più intimi, le ansie e il disorientamento del vivere contemporaneo.Il percorso espositivo raccoglie un’ampia selezione di opere, tra cui l’installazione e video Stomach of the World, 2017 e la serie di sculture Theatre of Speaking Objects, 2012, oltre a nuovi progetti, come l’installazione The Dream Machine is Asleep, 2018 che invade lo spazio con un gigantesco letto, un onirico generatore di idee e storie. L’intera mostra viene concepita come un organismo che, attraverso performance programmate, si anima e viene abitato da figure che si aggirano nello spazio attivando le opere con semplici azioni statiche, con coreografie più complesse o attraverso narrazioni orali estemporanee.
Eva Kot’átková (Praga, 1982) vive e lavora a Praga. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Praga, al San Francisco Art Institute e alla Akademie der Bildenden Künste a Vienna. Ha esposto in diverse istituzioni, tra cui: Haus 21 – Museum of Contemporary Art, Vienna (2017); K21, Düsseldorf, Migros Museum, Zurigo e Ming Contemporary Art Museum, Shangai (2016); MIT List Visual Art’s Center, Cambridge, Massachussets (2015); Staatliche Kunsthalle Baden-Baden, Baden-Baden, e Schinkel Pavillon, Berlino (2014); Wroclaw Museum of Contemporary Art, Breslavia (2013). Ha partecipato a rassegne internazionali, come: 55a Biennale di Venezia e 5a Biennale di Arte Contemporanea di Mosca (2013); 18a Biennale di Sidney (2012); 11a Biennale di Lione (2011). Nel 2018 parteciperà inoltre al 47° International Film Festival di Rotterdam. (foto: Eva Kot’átková)

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Diletta Milinelli & Roberta Pecoraro con il mood dello standad jazz

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

foto molinelli e pecoraroPalermo Mercoledì 14 febbraio ore 21.30, Blue Brass – Ridotto dello Spasimo standard del jazz e Love Songs per celebrare in musica il Valentine’s day con Diletta Molinelli & Roberta Pecoraro per l’appuntamento del “Brass Talent”, la serie di concerti tenuti da allievi ed ex allievi della Scuola Popolare di musica della Fondazione The Brass Group al Blue Brass – Ridotto dello Spasimo. I battenti dello storico jazz club si apriranno con le due giovani e talentuose cantanti che hanno fatto della musica jazz il loro percorso di studio e leit-motiv. Allieve di Carmen Avellone presso la Scuola Popolare di Musica ed accompagnate dal pianista Giuseppe Preiti, da Giuseppe Costa al Contrabasso e Giuseppe Madonia alla batteria, le due artiste eseguiranno brani che riprendono le atmosferre tipiche del mood dei classici jazz e non solo, tra gli altri ricordiamo “Satin Doll”, “Blue Moon” e “All of Me” e “I wanna hold your hand” dei Beatles. Diletta Molinelli, classe 1990 si è avvicinata al jazz verso i 14 anni, ascoltando per caso la canzone “Dream a little dream of me” di Doris Day: Da questo momento la giovane artista si avvicina al genere tanto da approfondirne continuamente il sound e le composizioni. Sarà anche questo uno dei brano inseriti nel repertorio del concerto. La musica per Diletta è paragonabile ai tasti di un pianoforte, giusto per citare il famosissimo film, come lei stessa dichiara, La leggenda del pianista sull’oceano, “tra quegli ottantotto tasti ci sono mille sfumature diverse, possiamo esprimerci in mille modi diversi suonando e cantando”. “Per i ragazzi di oggi”, continua la giovane cantante, “la musica dovrebbe essere un’espressione interiore da sviluppare in modi nuovi, diversi, originali. La musica è emozione, divertimento, ma anche punto di incontro tra culture diverse e modi di esprimersi differenti. Insomma, un linguaggio comune che “ abbatte” tutte le differenze ma che al tempo stesso ci fa sentire unici”. Roberta Pecoraro è invece una cantante che, sebbene si sia approcciata al canto lirico, riesce a passare dalle sonorità classiche a quelle afroamericane della musica jazz proprio presso la Scuola del Brass. Prende parte ad Area Sanremo 2016 e frequenta intensi seminari presieduti da Mogol, Francesco Guccini, Morgan, Simona Molinari ed entra a far parte della Skillie Charles Orchestra come voce solista.
Il costo del biglietto è di euro 5,00 incluso i diritti di prevendita. Da quest’anno, inoltre, la Fondazione ha attivato, oltre all’acquisto online dei biglietti tramite il circuito http://www.ticksweb.com. (foto: molinelli e pecoraro)

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“La felicità è una cosa seria”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

la felicità è una cosa seriaRescaldina (MI) Martedì 13 febbraio ore 21 Luciano Canova a La Tela “La felicità è una cosa seria” incontro, ad ingresso libero, promosso da AironGas, Gruppo di Acquisto Solidale, in collaborazione con l’osteria sociale. Come misurare uno stato d’animo? Parte da questa domanda Luciano Canova che martedì 13 febbraio sarà il protagonista dell’incontro “la felicità è una cosa seria” all’osteria sociale La Tela. Promossa da AironGas, Gruppo di Acquisto Solidale di Rescaldina, in collaborazione con l’osteria sociale, la serata vuole offrire alcuni interessanti spunti di riflessione sul concetto di felicità attraverso le parole e le ricerche di un illustre studioso.
Luciano Canova è infatti un economista formatosi all’Università Bocconi e alla Paris School of Economics. Insegna economia comportamentale e si occupa prevalentemente di felicità e misurazione del benessere. Crede molto nella digital education e per questo è iProf di Economia della Felicità su Oilproject.org. Definito come mirabile sintesi tra Von Hayek e Italo Calvino – possiede le capacità narrative del primo e l’abilità computazionale del secondo – ama la divulgazione scientifica. Nel suo intervento parlerà di come la misurazione della felicità in una realtà complessa necessiti di un approccio altrettanto complesso. Superando la classica e non così tanto banale equazione che i soldi fanno la felicità – perché ad un euro in più nel portafoglio non corrisponde uno scatto di egual misura in termini di felicità -, offrirà degli interessanti spunti sul tema del benessere e del sentirsi meglio, sempre in chiava scientifica. (foto: la felicità è una cosa seria)

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Teatro: Il grande concorso

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

Il grande concorsoRoma dal 14 al 18 febbraio Teatro Marconi Viale Guglielmo Marconi 698 è in scena Il grande concorso. Lo spettacolo, scritto da Roberto Fei, che ne cura la regia, Fabrizio Gaetani e Fabian Grutt, vede sul palco Fabrizio Gaetani, Fabian Grutt e Valentina Corti. Ognuno di noi, prima di nascere, deve partecipare ad un concorso. Un grande concorso publico, per l’ottenimento di un ambito posto fisso: il posto in cui nascere. I più bravi nasceranno in occidente, i più scarsi nel Terzo Mondo, perché il posto in cui nascere è un qualcosa che si deve meritare.
Succede così che nell’attesa dell’inizio del concorso, due “ex” italiani ed una affascinante e misteriosa ragazza s’incontrino, si conoscano e come accade spesso quando si è lontani da casa, facciano amicizia. Ben presto però la loro spontanea solidarietà, si trasforma in spietata concorrenza, con un’inarrestabile escalation di situazioni comiche ed espedienti che i tre metteranno in atto per accaparrarsi l’ambito premio.
In un periodo storico sempre più caratterizzato dal tema razziale, sfruttato da convenienze politiche ed interessi economici, il Grande Concorso è una divertentissima commedia che vuole usare la risata come mezzo per raccontare un tragica realtà, ricordando a noi stessi quanto siamo stati fortunati a nascere nel più “bel Paese” del mondo. Ricordando ciò, forse saremo più predisposti a ridere anziché ringhiare, di fronte a chi questa fortuna non l’avrà mai, spiegano gli autori. Biglietti: Intero 20€ Ridotto 16 € Under 25, 9€. (foto: Il grande concorso)

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Forum sull’arte africana in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

forum arte africanaFirenze Venerdì 16 febbraio- ore 18:00 Biblioteca delle Oblate – Via dell’Oriuolo 24 Forum sull’arte africana in Italia. Un dialogo con Adama Sanneh, Neri Torcello e Janine Gaelle Dieudji.
Modera Justin Randolph ThompsonNell’ambito della terza edizione di Black History Month Florence presentazione di una tavola rotonda sul rinnovato interesse per l’Arte Africana in Italia, le tendenze e le implicazioni del recente boom di mostre e la crescita di interesse istituzionale.(foto: forum arte africana)

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Mostra ‘Connaissance du Monde’

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

Connaissance du MondeFirenze fino al 1 Marzo 2018 SACI Gallery Palazzo dei Cartelloni Via Sant’Antonino 11, Orario: Lunedì-Venerdì 9-19 / Sabato-Domenica 13-19 mostra ‘Connaissance du Monde’ del genio africano Frédéric Bruly Bouabré a cura di Antonella Pisilli. Quando il 28 gennaio del 2014 è morto Frédéric Bruly Bouabré un patrimonio di conoscenza si è perso per sempre ma nella sua lunga vita l’artista ci ha donato migliaia di “feuilles volages”, disegni in formato cartolina che rimangono a testimoniare il suo importante lavoro e hanno lasciato una traccia del sapere universale del mondo.Nato a Zepregue Daloa ufficialmente nel 1923, ma in realtà nel 1921, nella sua lunga vita ha lavorato incessantemente ogni giorno per trasmettere al suo popolo prima e al mondo poi, la conoscenza dell’universo, occupandosi di tutti campi del sapere, fu scrittore, artista, narratore, filosofo, saggio, mistico, inventore, ricercatore, pacifista, insegnante, poeta, comunicatore, profeta, studioso, visionario, osservatore, documentarista e archivista del mondo che lo circondava.Il lavoro di Frédéric Bruly Bouabré inizia con una visione: la “Vision du soleil”.
Giovedì 11 marzo del 1948 si aprì nel cielo, davanti ai suoi occhi il sole che si divise in altri sette sfere colorate e descrisse un cerchio di bellezza intorno alla madre sole, in quell’istante Bouabré diventò Cheik Nadro, ‘Colui che non dimentica’.Dal momento della rivelazione ha iniziato a disegnare su delle piccole cartoline tutto ciò che era nascosto sulla superficie delle cose, dalle forme sulle bucce dei frutti, alle immagini dei giornali, a tutto ciò che vedeva e che pensava fosse necessario per archiviare il mondo, un lungo lavoro, perpetuato per 60 anni che ha raccolto in un’enciclopedica opera dal titolo “Connaissance du monde”. Frédéric Bruly Bouabré, si è dedicato oltre che al disegno anche alla scrittura perché voleva che la lingua parlata venisse trascritta e diventasse testo scritto, per questo inventa un alfabeto.
Frédéric Bruly Bouabré racconta che nel villaggio vicino a Daloa, a Bekora, c’erano dei piccoli ciottoli neri molto famosi per la loro bellezza, andò a Bekora e li prese, sembravano scolpiti e pensò fossero elementi di una scrittura antica. In quegli stessi giorni feci un sogno e una voce gli rivelò di pronunciare, al risveglio, il nome dei segni che aveva riconosciuto.Da questa seconda rivelazione riuscì con fatica e molto lavoro a trovare l’equivalenza tra suoni e segni e da lì disegnò 500 sillabe. Questa totalità è ciò che chiama un sistema di scrittura, l’alfabeto Bété.Durante la mostra verrà proiettato il film “Nadro” (1998) della regista Ivana Massetti, la quale con un affascinante stile visivo, ci conduce nelle tappe fondamentali della vita di Bouabré. Ivana Massetti del suo film dice: “Il film cattura tutto ciò che non esisterà più nel prossimo millennio. Tutto questo non lo rivedremo mai più”.Nel prossimo futuro, questa figura entrerà a far parte di un’iconografia che sarà studiata e comunicata su Internet, l’immagine virtuale di una realtà virtuale. Nel film, l’uomo e l’artista coesistono.Nel film, il suo volto è lì, la sua espressione ostinata, il suo sguardo, la sua voce. Una presenza reale, non un eco. E’ la gioia, il calore e la bellezza di un incontro. Il nostro incontro. Il compimento di un viaggio. Un viaggio di iniziazione, in cui lo sguardo del discepolo magnifica il maestro. Storie possibile solo tra esseri umani”. Le opere esposte fanno parte della Collezione di arte contemporanea africana Kyo Noir. (foto: Connaissance du Monde)

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Personale di Umberto Manzo

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

umberto manzoNapoli Venerdì 16 febbraio 2018 alle ore 19.00 presso lo Studio Trisorio Riviera di Chiaia, 215 sarà inaugurata una personale di Umberto Manzo. Fin dagli anni Ottanta il lavoro dell’artista partenopeo è caratterizzato da un percorso che l’ha portato a confrontarsi con tecniche e materiali eterogenei quali l’emulsione fotografica, la grafite, la pittura a olio, i colori e le colle vegetali, fino ad elaborare un proprio linguaggio inconfondibile.
Nelle opere più recenti l’artista sperimenta nuove soluzioni formali per realizzare i suoi archivi della memoria, continua a stratificare i suoi disegni e li colloca nello spessore del telaio creando poi tagli multiformi, sagome di erme classiche, profili di volti, attraverso i quali riemergono le carte con infinite narrazioni. Come nei suoi primi lavori il corpo resta la sua cifra stilistica riconoscibile e diventa unità di misura dello spazio e del tempo.
L’artista scruta oltre la superficie, alla ricerca di molteplici significati, di un ordine nuovo che indaga anche lo spazio delle architetture classiche, dei monumenti del passato più lontano, come la Piscina Mirabilis o gli anfiteatri romani, evocati nelle sue ultime opere.La mostra si potrà visitare fino al 7 aprile.
Umberto Manzo ha esposto in gallerie private e spazi pubblici in Italia e all’estero. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni private internazionali. Alcuni suoi lavori di grandi dimensioni sono installati in permanenza nella Stazione Cilea della Metropolitana di Napoli e nei prossimi mesi due sue opere verranno acquisite nelle collezioni del Museo di Capodimonte e del Museo Madre di Napoli. (foto: umberto manzo)

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“Sospesa” Mostra personale di pittura di: Lucia Fantoni

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

sospesaMilano 21 febbraio 2018 dalle ore 18,30 alle ore 21,00 In mostra fino al 6 Marzo mattino Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13 Via Statuto, 13 (corte int.) Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato.
L’arte della pittrice Lucia Fantoni è maturata nel corso degli anni ed è frutto di un profondo percorso introspettivo, permeato da grandi sofferenze – come quella della malattia – che sono state l’elemento formativo della sua creatività.Decisa ad esporre le sue tele per la prima volta, sceglie assieme al Curatore della mostra un preciso percorso espositivo cronologico: tre periodi che partono da oltre dieci anni or sono e che ci conducono per mano in un viaggio conoscitivo, umano e creativo di una donna che ha saputo rafforzarsi nonostante le dure avversità della vita e incoraggiare con la sua arte chiunque si trovi in una situazione infausta e tormentosa.Ciò che colpisce immediatamente nell’artista e che è evidente nei suoi quadri è la forza d’animo combattiva e la caparbietà nella lotta. Le pennellate nervose, materiche e vorticose; i colori intensi che spesso vogliono uscire dalla tela, sono l’eco di questo grande temperamento e il riflesso del suo fare arte.Ispirata dalle cromie di Kandinskij e di Klee, coniuga la sua poetica nel suo mondo interiore, che oscilla tra la figurazione e l’astrazione, dove inizialmente si avvertiva un prepotente bisogno di serenità e di tranquillità introspettive ma, in seguito, dipanava – e accade anche attualmente – verso un dinamismo, una tempestuosità che sono sinonimi di voglia di vivere e di voler gridare all’esterno e per l’eternità quanto sia imperante il desiderio di combattere e di estroiettare le proprie sensazioni.Questo complesso e articolato processo che si è succeduto nel tempo si evince chiaramente nelle opere di Lucia Fantoni, dove il rosso dei petali dei fiori è violento, dove le atmosfere astratte sono piacevolmente cadenzate da toni freddi e caldi, da bianchi e tocchi di pennello che altro non sono se non l’automatismo segnico e taumatorgico della propria arte..della propria vita.Il ricavato delle vendite delle proprie opere andrà in donazione ad un’ Associazione che si prodiga nella lotta contro il Parkinson e che coinvolge gli operatori del settore che si impegnano quotidianamente nella missione di migliorare la qualità della vita delle persone affette da questa terribile malattia. Fantoni con la sua arte e con questo gesto continua a stupire anche chi la conosce da poco tempo.
“Sospesa” vuole essere dunque la prima di molte e future attività che l’artista desidera promuovere. Lei che potrebbe sentirsi sospesa su un filo ma che con la sua tenacia e alacrità sa arrivare al cuore del fruitore con le sue opere d’arte, ricaricandolo di quella forza astrale, di quell’energia spirituale e vera che solo chi ha realmente sofferto può trasmettere con tale spontaneità e genuino sentimento filantropico. (foto: sospesa)

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Mostra “International Surrealism Now”, dopo New York arriva il Portogallo

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

Santiago RibeiroNEW YORK. Dopo la mostra d’arte multimediale nella piazza di Times Square, a New York, la mostra “International Surrealism Now” di Santiago Ribeiro va a Coimbra, in Portogallo. Le opere del pittore surrealista portoghese sono esposte dallo scorso luglio sugli schermi multimediali di Thomson Reuters e Nasdaq OMX Group, a Times Square, la piazza multimediale più famosa del mondo, e verranno esposte ancora per tutto il 2018.Basato su sogni e visioni, l’immagine surreale metaforica di Ribeiro sorprende, rompe e scatena sentimenti contrastanti.I suoi dipinti sono stati descritti come “composizioni complesse che illustrano le profonde preoccupazioni della società moderna e il suo comportamento individuale e collettivo”.
“Cerco sempre di fare qualcosa di nuovo, diverso e innovativo e l’idea di esporre a Times Square vuole significare che i media e le nuove tecnologie sono un modo moderno di diffondere la nostra arte”, ha affermato Ribeiro.I suoi lavori saranno esposti, con degli intervalli, durante tutto l’anno in corso e tra gli sponsor dell’evento si trovano la Bissaya Barreto Foundation, la Coimbra Chamber e lo studio nordamericano MagicCraftsman.Partecipano alla più grande mostra d’arte surrealista del mondo del XXI secolo ben 107 artisti surrealisti provenienti da 45 paesi e cinque continenti.I paesi che saranno rappresentati includono: Algeria, Argentina, Australia, Austria, Azerbaigian, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Croazia, Repubblica Ceca, Cuba, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Islanda, Indonesia, Iran, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Messico, Marocco, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Nigeria, Filippine, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Svezia, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, Ucraina, Venezuela e Vietnam.
Santiago Ribeiro nato a Coimbra, Portogallo, Ribeiro ha frequentato corsi d’arte presso Escola Avelar Brotero e la Escola Superior de Educação a Coimbra ed ha organizzato e partecipato a numerose mostre personali e collettive in Portogallo e all’estero. (foto: Santiago Ribeiro)

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Soglie di Luce: Opere di Pietro Gentili dal 1970 al 2000

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

casina-delle-civetteRoma Inaugurazione 16 febbraio ore 16.00 (Apertura al pubblico dal 17 febbraio al 27 maggio 2018) Musei di Villa Torlonia, Casina delle Civette Via Nomentana 70. Saranno presenti Maria Grazia Massafra Responsabile del Museo della Casina delle Civette e Curatrice della mostra Claudio Cerritelli Docente di Storia dell’arte contemporanea, Accademia di Brera e Curatore della mostra Francesca Caprioli Direttrice Artistica dell’Associazione Culturale Fabrica Emanuela Gentili Archivio Gentili. La prima mostra personale di Pietro Gentili nella Capitale, dopo la sua scomparsa, ha l’intento di farne conoscere l’universo artistico attraverso 50 opere tra quadri, sculture, gioielli, moduli tridimensionali realizzate utilizzando tempera, foglia d’oro e d’argento, sabbia, polvere di specchio, plexiglass, legno. Tra scudi di angeli, cieli stellati, porte aperte su di uno spazio “altro”, giochi di superfici riflettenti, filo conduttore dell’esposizione è la luce come soglia verso un’altra dimensione. Come scrive Claudio Cerritelli l’immagine della “porta” si pone come luogo del mistero conoscitivo dell’arte, soglia dove si avverte il desiderio e la ricerca della luce spirituale, percepita nella vastità senza fine del tempo. Il percorso creativo di Pietro Gentili ha un carattere talmente singolare da escludere ogni possibile appartenenza al gioco delle tendenze artistiche contemporanee. Il mondo di astrazione del suo lavoro ha, tuttavia, attinenze dirette con tutto un filone di arte contemporanea di carattere mistico-simbolico-spiritualistico che si rifà al mondo orientale, alla religione e alla filosofia Zen.

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Dipinto di Johann Paul Schor, ultima importante acquisizione fatta dalle Gallerie degli Uffizi

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

Johann Paul SchorFirenze “Spettacolare e raro” – così il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ha definito il grande dipinto di Johan Paul Schor, datato 1664, appena acquistato dalle Gallerie degli Uffizi. – “La tela mostra un centinaio di figure vestite in abiti dorati che sfilano per il carnevale del 1664 insieme alle antiche maschere della commedia dell’arte. Il corteo accompagna gioiosamente un monumentale carro trionfale – capolavoro dello stesso Schor, documentato dalle fonti – e una carrozza che ospita personaggi dell’aristocrazia romana. Facendoci rivivere i fasti del barocco nell’Urbe, l’artista immortala e contestualizza un capolavoro effimero e pertanto ora perduto, appunto un monumentale carro trionfale dorato, e inoltre ritrae se stesso in basso a destra, nell’atto di mostrare orgogliosamente il foglio con la firma: Gio. Paul Schor de Insprvh fat(to) il carro e il quadro anno 1664. Il quadro quindi si inserisce anche nella raccolta di autoritratti iniziata proprio in quegli anni da Leopoldo de’ Medici, lo straordinario collezionista che celebriamo ancora fino al 25 febbraio con una grande mostra a Palazzo Pitti. Da ricordare che Schor, originario di Innsbruck in Austria, raggiunse fama internazionale a Roma, dove risiedette dal 1640 fino alla morte nel 1679: egli pertanto rappresenta in maniera emblematica la dimensione veramente europea della scena artistica italiana nel periodo barocco. Anche per questo motivo, l’acquisto del dipinto sottolinea la statura nazionale ed europea delle collezioni delle Gallerie degli Uffizi.” Aggiunge la Curatrice della Pittura del Seicento Maria Matilde Simari: “Lo scenografo e artista austriaco – che in Italia veniva chiamato Giovanni Paolo Todesco (1615 -1679) – ha dato in questo dipinto una originale testimonianza della sua straripante fantasia barocca. Schor era capace di concepire scenografie urbane di straordinaria inventiva, ma anche di eseguire pregevoli pitture ad affresco e su tela, oltre a progettare arredi e oggetti di uso quotidiano. Fu un assiduo collaboratore di Gian Lorenzo Bernini che in questo maestro nordico trovò affinità nella realizzazione di macchine e apparati esuberanti che espressero al massimo grado il gusto tipico del loro periodo storico.” Conclude la Curatrice della pittura del Settecento, degli Arazzi, dei Mobili e delle Carrozze Alessandra Griffo: “La destinazione prevista in apertura del nuovo Museo delle Carrozze di Palazzo Pitti valorizzerà appieno il significato e la particolarità iconografica del dipinto che corrispondeva a una specialità dell’artista. Al tema delle carrozze esaminate in dettaglio per le loro potenzialità decorative e rappresentative si riconducono infatti numerosi fogli di Johann Paul Schor e del suo ambito, patrimonio del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e di altre collezioni internazionali.” (foto: Johann Paul Schor)

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Nuova edizione de: “Il Ballo del Doge”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 febbraio 2018

IL BALLO DEL DOGE 2016Ballo del Doge 2016__Venezia sabato 10 febbraio 2018 si terrà la nuova edizione de Il Ballo del Doge, dal titolo “Rebirth&Celebration”, nello splendido Palazzo Pisani Moretta, affacciato sul Canal Grande.
Antonia Sautter e Il Ballo del Doge quest’anno celebreranno 25 anni di attività. Attraverso questo evento internazionale, Antonia Sautter mantiene viva l’artigianalità, la tradizione e gli aspetti della cultura veneziana più alti e nobili che rendono celebre e amata Venezia nel mondo. Il suo è un esempio di imprenditoria tutta al femminile riconosciuta e stimata, un’icona del vero Carnevale Veneziano nel mondo.Per questo evento esclusivo, che rientra nel novero dei 10 eventi più ambiti del globo e fra le 100 esperienze da fare almeno una volta nella vita, ogni ospite partecipante, indossando uno degli oltre 1.500 costumi disegnati da Antonia Sautter e realizzati interamente a mano nel suo Atelier di Venezia, prenderà parte ad una rivisitazione contemporanea dei sontuosi banchetti del ‘700.Come ad ogni edizione, la preparazione dei piatti è affidata a chef stellati e quest’anno la scelta è ricaduta su Luca Marchini, chef del ristorante L’Erba del Re di Modena che ha ideato il menu ispirandosi al tema dell’evento assegnando importanza all’esperienza tattile che il cibo offre, oltre alle emozioni palatali.Ad accompagnare le pietanze e ad illuminare i brindisi dei presenti nella magica atmosfera di Carnevale, sarà il perlage dello Champagne Vranken-Pommery.
IL BALLO DEL DOGE 2016Ballo del Doge4Una straordinaria torta per celebrare i 25 anni del Ballo e festeggiare il compleanno della sua ideatrice e creatrice Antonia Sautter, verrà realizzata dal maggior esponente del cake design italiano Renato Ardovino, incoronato “Re delle Torte” da La Repubblica, nonché volto di Real Time con le trasmissioni Torte in Corso con Renato e My Cake Design.Tre bar man​ veneziani di chiara fama, prepareranno tre cocktail inediti ispirati ai temi de Il Ballo del Doge. Giorgio Fadda, Presidente AIBES e Barman del The Westing Europa & Regina elaborerà un drink a base di Elyx Vodka per il tema “Piacere”; Enrico Fuga, Barman dello Skyline Rooftop-Bar Hilton Molino Stucky di Venezia, farà un drink a base di Whisky The Glenlivet 18 per il tema “Tempo”; Marino Lucchetti, Barman del Londra bar Hotel Londra Palace realizzerà un drink a base di Gin Plymouth sul tema “Natura”.Nelle edizioni precedenti hanno vissuto questa indimenticabile esperienza personaggi dello spettacolo come Vivienne​ Westwood, David Bowie, Joaquin Cortesia, Zucchero Fornaciari, Alberta Ferretti, Marta Marzotto, Antonio Banderas, Bebe Vio, ma anche tanti imprenditori, reali ​e personalità da tutto il mondo. (foto: ballo del doge, Palazzo Pisani Moretta)

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Mostra-mercato: Antonio Salinari. Piccole Utopie

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 febbraio 2018

salinari inventingthefuturesalinari musaeGenova Piazzale Kennedy, Padiglione Blu – Stand n° 110 Fiera di Genova Vernice giovedì 15 febbraio 2018 ore 18 (ingresso ad invito) Expo: 16,17,18,19 febbraio 2018 ven, sab, dom 10.00 – 20.00 lun 10.00 – 13.00 personale di Antonio Salinari, un manager dell’informatica che diventa scultore realizzando opere con un’anima tecnologica e legni di alto pregio.
Giunta alla 14ª edizione, nel padiglione Blu del polo fieristico genovese la mostra-mercato d’arte moderna e contemporanea Arte Genova salinari simbiosipone i riflettori su nuovi talenti a fianco dei grandi maestri.Nuovo volto dell’arte contemporanea, Antonio Salinari, rappresentato dall’équipe di Sabrina Falzone, critico e storico dell’arte, esporrà per l’occasione una raffinata selezione di opere create assemblando frammenti: simbolo dell’esigenza da parte dell’uomo di raccogliere i cocci dello sgretolamento del senso per tentare di costruire nuovi valori di riferimento.
Una peculiarità della sua scultura sta nell’evoluzione di questi frammenti, legni policromatici provenienti da tutto il mondo, metafora del reciproco assorbimento di culture e saperi (la “creolizzazione” di Edouard Glissant).Espressione di questo percorso sono i bambini multietnici: mix di tecnologia e saper fare e allo stesso tempo messaggeri di significati accessibili. Ognuno di noi può intuire i loro gesti o immedesimarsi in uno di quei bimbi: aperto, fantasioso, entusiasta, ingenuo, sensibile verso l’ambiente… E’ l’esortazione a liberare il bambino nascosto dentro di noi. (fonte: Studio Sabrina Falzone) (foto: salinari simbiosi, musae, inventingthefuture)

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Emanuele Ferrari inaugura el nuevo ciclo de música Note Nuove: Suono Italiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 febbraio 2018

emanuele ferrariMadrid. El pianista Emanuele Ferrari inaugurará el próximo 15 de febrero el nuevo ciclo de música Note Nuove – Suono Italiano Madrid 2018, organizado por el Istituto Italiano di Cultura di Madrid con el patrocinio de UFG (Unión Fenosa Gas). La pieza elegida para estrenar el ciclo será Liszt: Il sogno d’amore. Paráfrasis del “Rigoletto” de Giuseppe Verdi.En esta nueva edición del ciclo, compuesta por 5 conciertos (15 de febrero: Emanuele Ferrari, 15 de marzo: Raoul Moretti, 12 de abril: Mariangela Vacatello, 17 de mayo: Akiko Kozato y Adele D’Aronzo, 7 de junio: Mario Mariani) y con un repertorio que va desde lo clásico hasta lo contemporáneo, se exhibirán algunos entre los mejores intérpretes de la música italiana.Emanuele Ferrari brinda un acercamiento completamente nuevo a la música que une a la magia de un concierto la emoción de una visita guiada. Las piezas son interpretadas y exploradas, nota tras nota, como si fueran castillos encantados de los que desvelar su belleza y misterios. El recorrido se enriquece con poesías, lecturas e imágenes que ayudan al público a entender mejor la riqueza de la pieza, confrontándola con otras expresiones artísticas de su época. Un espectáculo para escuchar, emocionar, divertir y… pensar.Ferrari es pianista e investigador de Musicología e Historia de la música en la Universidad de Milán-Bicocca, donde enseña Música y Didáctica de la música. Ha dado conciertos, lecciones-concierto, master clases, ponencias en congresos y conferencias, habiendo publicado ensayos en Italia, Suiza, España, Alemania, Holanda Suecia, Chipre, Colombia, Brasil y Estados Unidos. Sus espectáculos pianísticos y narrativos se emiten en el canal satélite Sky Classica HD y en La Fenice Channel, radio web del teatro La Fenice de Venecia. Es autor de cuatro monografías y decenas de ensayos de estética y crítica musical. (photo: emanuele ferrari)

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