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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Archive for the ‘Mostre – Spettacoli/Exhibitions – Theatre’ Category

Exhibitions – Theatre

Teatro Parioli: Giuseppe Cederna in ZIO VANJA

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2023

Roma Teatro Parioli Via Giosuè Borsi, 20 dal 8 al 12 febbraio 2023, Giuseppe Cederna in ZIO VANJA, di Anton Čechov, adattamento e regia Roberto Valerio e con (in ordine alfabetico) Pietro Bontempo, Mimosa Campironi, Massimo Grigò, Alberto Mancioppi, Caterina Misasi, Elisabetta Piccolomini. Giuseppe Cederna, volto molto amato dal pubblico di teatro e cinema sarà Zio Vanja, Caterina Misasi sarà Elena e con loro, sulla scena vedremo Alberto Mancioppi (il professore), Mimosa Campironi (Sonja), Elisabetta Piccolomini (Marjia), Pietro Bontempo (Astrov) e Massimo Grigò (Telegin). Dramma russo che Čechov considerava però una commedia, quasi un vaudeville, che vide il debutto ufficiale il 26 ottobre 1899, al Teatro d’arte di Mosca, con la regia di Vladimir Ivanovič Nemirovič-Dančenko e Konstantin Sergeevič Stanislavskij, Zio Vanja è la rappresentazione delle grandi illusioni, di percorsi che iniziano per poi tornare al punto di partenza, della noia, che non è spazio per la creatività ma al contrario anticamera della depressione, maschera della paura che paralizza impedendo di realizzare i proprio progetti e che Roberto Valerio ha deciso di restituire però con una messa in scena a contrasto, energica, movimentata. Uno spazio vuoto. In primo piano una vecchia credenza ed un tavolo, elementi che rimandano alla quotidianità della vita in campagna. Sullo sfondo appaiono e scompaiono elementi onirici o iperrealistici: un’altalena che scende dal cielo, una botte di vino gigante per l’ubriacatura notturna, un pianoforte che ricorda l’infanzia, un albero di beckettiana memoria. È la scena che Valerio ha scelto per raccontare la vita che Vanja, sua nipote Sonja, l’anziana maman Marija, Telegin e il dottor Astrov, conducono in una casa rurale all’arrivo del proprietario, l’illustre professor Serebrjakov e dalla sua bellissima seconda moglie Elena. I personaggi che si muovono davanti al pubblico non sono eroi e eroine, sono persone comuni, immerse nel flusso della vita, con i quali è facile immedesimarsi, che chi guarda può sentire immediatamente vicino. Sono anime smarrite con passioni, slanci, delusioni, le stesse emozioni che accompagnano la vita di tanti. Ogni personaggio insegue i propri pensieri, le proprie aspirazioni, sogni, sofferenze senza davvero comunicarli agli altri, sordo a quelli dell’altro. Tutti desiderano il riscatto, tutti sono incapaci di agire per ottenerlo, vogliono amare e essere amati ma il desiderio non si tramuta mai in realizzazione. Nella commedia si bevono molta vodka e molto vino, per diciassette volte Čechov invita a bere i personaggi: si evade la realtà, si cerca l’illusione che apre varchi di finta soddisfazione “Quando non c’è vita vera, si vive di miraggi”, dice, ad un certo punto zio Vanja. Lo spettacolo è presentato ancora una volta da ATP Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale che, negli anni, ha prodotto molti spettacoli di successo firmati da Roberto Valerio, tra i quali Tartufo, Il Vantone, di Pasolini, L’Impresario delle Smirne, di Goldoni, Casa di Bambola, di Ibsen.Prossime repliche dello spettacolo: al Teatro degli Animosi di Carrara il 14 e 15 febbraio, al Teatro Curci di Barletta, dal 17 al 19 febbraio. A marzo “Zio Vanja” sarà al Teatro Remondini di Bassano del Grappa il 2, al Teatro Marconi di Abano Terme il 3, al Teatro Pacini di Pescia il 4, al Teatro Francesco Ramarini di Monterotondo il 5, al Teatro Verdi di Pisa il 25 e 26.https://www.ilparioli.it/abbonamenti-e-biglietti/ Servizio WhatsApp 3517211283 ORARIO DI APERTURA Dal 17 ottobre, dal martedì al venerdì 10.00–13.30/14.30–19.00. Sabato e domenica 12.00–19.00. Lunedì chiuso. La biglietteria dopo le 19.00 resterà aperta fino ad inizio spettacolo solo per le operazioni riguardanti lo stesso.

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Spettacolo IL PIU’ BELL’ADDIO

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2023

Roma dal 7 al12 febbraio sarà in scena al Cometa Off, Via Luca della Robbia, 47 lo spettacolo IL PIU’ BELL’ADDIO, testo e regia di Pierpaolo Palladino. Protagoniste: Beatrice Fazi e Marina Zanchi. Lo spettacolo che è stato vincitore del Premio Calcante siad 2020. Ha le scene e costumi di Alessia Sambrini e le musiche originali di maestro Pino Cangialosi.Il rapporto fra una madre e una figlia e il loro quotidiano, fatto di piccole ripicche e di ricordi del passato. Questo lo spunto di partenza di uno spettacolo che ha per protagonista un legame intimo e indissolubile, una giostra divertente e drammatica costruita sul conflitto e la riappacificazione, nel tentativo di elaborare un lungo addio che si svela con l’inserto di telefonate esterne, tra realismo e immaginazione, lungo il solco tracciato dall’inscindibile dilemma fra la spietatezza della verità e l’opportunità della menzogna.Pierpaolo Palladino mette a nudo l’esigenza irrinunciabile degli individui di comunicare anche oltre il limite della vita stessa, proprio in un tempo come quello attuale segnato da una pandemia che ci ha isolati e segregati in casa, rifugio e prigione delle nostre coscienze.Angela non è mai riuscita a superare la figura materna e si identifica nel vittimismo della figlia negletta, ribaltando il suo senso di colpa in critica alla madre, suo perenne oggetto d’amore. La Madre, che in maniera speculare ha interiorizzato tale dinamica, istiga e al contempo schiva le reazioni di Angela, punzecchiandola proprio nei punti in cui è più suscettibile: il rapporto coniugale, la vita sociale, ma anche l’assennatezza del fratello Paolo e la stessa figura paterna, a cui la figlia si aggrappa nel ricordo. Un conflitto profondo e insuperabile che si manifesta nelle ripicche quotidiane e finanche divertenti, basate sul culto delle carte da gioco, l’urgenza delle bollette da pagare, l’olio con cui friggere le melanzane.Su questo teatro delle recriminazioni che si dipana, seguiamo le due attrici con azioni che spesso contraddicono ciò che i personaggi stanno dicendo. Tale dinamica testimonia il contrasto tra lo sforzo del dire e quello del fare, laddove le parole, spesso aggressive, dissimulano ciò a cui fisicamente e ritualmente i due personaggi si stanno preparando, tra uno scontro e una riappacificazione, in un flusso di coscienza comune a entrambe, alla ricerca di un ultimo disperato chiarimento che prende sempre più i connotati di un addio definitivo. Da martedì 7 ore 21 a domenica 12 ore 17,30 – sabato ore 17,30 e 21,00 Intero € 17,50 + € 2,50 tessera associativa Cometa Off = € 20,00 Ridotto (over 65, under 26, CRAL) € 15,00 + € 2,50 tessera associativa Cometa Off = € 17,50 https://www.cometaoff.it/contatti/

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Si apre il Carnevale di Venezia 2023 con l’Opening Parade “Original Dreamers”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2023

Venezia sabato 4 febbraio alle ore 20.00 sul Canal Grande, si aprirà ufficialmente “Take Your Time For The Original Signs” che solcherà le acque del Canal Grande fino ad arrivare in Bacino San Marco. Il maestoso palcoscenico navigante di “Original Dreamers” partirà dalla Stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia e solcherà le acque del Canal Grande fino ad arrivare in Bacino San Marco, con un lento percorso che durerà circa un’ora e metterà in scena tutti i simboli della tradizione carnascialesca, grazie ad artisti, colori, giochi di luce e musica. Si tratta di un suggestivo spettacolo che saprà trasportare il pubblico in un’atmosfera festosa e ancestrale con un vero e proprio teatro sospeso sull’acqua, capitanato da un Unicorno, creatura magica che trasporta i sognatori verso le stelle, verso la magia unica e fantastica del Carnevale di Venezia. Protagonista è il colore bianco, come le pietre fondanti dell’architettura di Venezia, come una tela bianca dipinta da cinquanta artisti che, vestiti con le splendide creazioni degli storici Atelier veneziani, la faranno vivere di colore e arte, sognatori anch’essi naviganti e accompagnatori di meraviglie.“Original Dreamers” saprà stupire spettatori grandi e piccini con un quartetto lirico di straordinarie voci che interpreteranno le arie d’opera, con i corpi danzanti dei ballerini e acrobati che daranno vita al divertimento, con il fuoco che segnerà il calore e la passione della rinascita, con la rappresentazione della caccia al Toro con i suoi dodici maiali nel segno della tradizione, con i percussionisti che daranno ritmo a questo sogno viaggiante.In questa kermesse fantastica si inserisce anche una Colombina delicata e scintillante: Alice Bars, Maria del Carnevale 2022, attraverserà il Canal Grande sino al Bacino San Marco, in un suggestivo viaggio verso l’inizio del Carnevale di Venezia 2023.L’Opening Parade è una produzione di Vela Spa per il Carnevale di Venezia 2023, dal concept del Direttore artistico Massimo Checchetto con la regia di Enrica Crivellaro. Tra le maestranze artistiche coinvolte: Opera Fiammae; Psycodrummers; RandB. Collective; Compagnia l’Arte dei Mascareri; il quartetto lirico composto dalla soprano Silvia Celadin, il baritono Alberto Zanetti, il tenore Riccardo Gatto e il mezzosoprano Francesca Gerbasi; Viola Cappelli; la Maria del Carnevale 2022 Alice Bars; gli atelier veneziani Atelier Pietro Longhi, Antonia Sautter Creation, Nicolao Atelier, La Bauta; la Compagnia Teatrale Pantakin.

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Mostra La vie en vert

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2023

Roma 17 febbraio 2023 ore 18.00 Galleria del Cembalo Palazzo Borghese, Largo della Fontanella di Borghese 19 mostra La vie en vert, progetto fotografico di Karmen Corak a cura di Paola Stacchini Cavazza e Mario Peliti. La mostra, promossa dalla Galleria del Cembalo di Roma, presenta oltre 40 fotografie inedite, che il pubblico può ammirare nelle affascinanti sale affrescate del Palazzo Borghese, storica residenza della famiglia Borghese, e considerata una delle quattro meraviglie di Roma. La mostra ha visto un grande successo di pubblico e critica, attirando l’interesse dei molti visitatori e degli addetti ai lavori che in questi mesi hanno potuto ammirare le opere della Corak. “Siamo dinanzi agli scatti esemplari di una fotografa che ha dedicato parte del suo lavoro al ritrovare in qualcosa di apparentemente quotidiano – come gli orti botanici che si stagliano nelle nostre città, ma anche negli spazi verdi – immergendosene e traendone scatti che vogliono da un lato riaprire i cancelli della memoria, e i nostri ricordi con essi, ma dall’altro andare a sprigionare la forza immaginifica della Natura stessa, e la sua capacità di diventare umana nelle sue miriadi di forme più strane” – Davide Emmanuele Iannace, articolo pubblicato su Just Kids Magazine.Scattate nei giardini botanici in Italia, Slovenia, Germania, Francia, Cina e Giappone, le fotografie di Karmen Corak assegnano un valore cultuale all’impermanenza, alla dissolvenza del paesaggio, riflettendo sulla sua valenza poetica. In tal modo le immagini suggeriscono, anche attraverso i più piccoli dettagli, la spiritualità della sua connessione con il paesaggio e la profondità di un rapporto interiore, basato sulla vibrante interazione tra memoria e presente.Le fotografie esposte sono testimonianza di una natura venerata, di una contemplazione paesaggistica che muove l’osservatore a dialogare con esse. Le immagini sono il risultato di un processo evolutivo che prende le mosse dall’amore per i giardini, unito ad un profondo interesse per la cultura tradizionale dell’Estremo Oriente. Ed è dal Giappone, sull’isola di Shikoku, che proviene la carta washi, ideale per stampare queste immagini.

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“Proiezione del film Cabrini”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2023

Roma sabato 25 febbraio, alle ore 16.00, presso l’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense,P.za. San Giovanni In Laterano, 4, verrà proiettato il film “CABRINI”, di Eustace Wolfington, che narra la storia di Madre Francesca Saverio Cabrini, fondatrice delle suore Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, prima Santa d’America, nota anche come protettrice dei migranti. L’iniziativa è promossa dal Vicariato di Roma, dalla Fondazione Card. Domenico Bartolucci e dalla Pontificia Università Lateranense, con il Patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. La partecipazione è gratuita, ma soggetta a prenotazione.

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Mostra “Sogni fuori dal cassetto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 febbraio 2023

Roma venerdì 3 febbraio ore 17:30 (3 – 18 febbraio 2023) Via Macedonia 12, Roma (San Giovanni – Appio Latino) da lunedì a sabato ore 10:30/13:00 e 15:30/19:30 Ingresso libero. La mostra è curata di Francesco Ciaffi e Alice Crisponi, autrice del testo di presentazione.Pittore, scultore, incisore, scenografo, Enrico Benaglia è un artista a tutto tondo che ha impreziosito il panorama artistico italiano e internazionale con una cifra unica nel suo genere ed estremamente riconoscibile. Risparmiandosi la fase emulativa che il percorso di apprendistato di un mestiere solitamente prevede, il Maestro ha immediatamente veicolato il proprio sforzo creativo alla ricerca di un linguaggio espressivo nuovo e personale; il risultato è una testimonianza poetica che esula stilistiche comparazioni, unica, capace di descrivere il proprio mondo interiore e, al contempo, comunicare familiarità all’inconscio collettivo. In mostra circa quaranta opere tra dipinti a olio, pastelli e sculture in bronzo provenienti dalla collezione della galleria. E nel salone della grafica sarà possibile scoprire anche le bellissime litografie, serigrafie e acqueforti dell’importante artista romano. By http://www.edarcom.it

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Teatro: Best Regards di Marco D’Agostin

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 gennaio 2023

Napoli Giovedì 2 > domenica 5 febbraio 2023 – Teatro Nuovo Napoli, Via Montecalvario 16 Inizio spettacoli ore 21.00 (giov), ore 18.30 (ven e dom), ore 19.00 (sab). È lo scambio epistolare, una modalità di comunicazione e relazione ormai molto lontana dal presente, il tema che percorre Best Regards, la lettera danzata di Marco D’Agostin.Best Regards, il cui titolo allude alla formula convenzionalmente utilizzata per concludere le lettere, è frutto di un articolato lavoro corale con Chiara Bersani, Azzurra D’Agostino, Wendy Huston ai testi, Lska per il suono e le grafiche, Giulia Pastore per le luci e Andrea Sanson per le scene.L’assolo di D’Agostin è una sorta di dedica, danzata e recitata, al performer e coreografo Nigel Charnok, scomparso nel 2012 e fondatore, negli anni Ottanta del secolo scorso, del DV8-Physical Theatre. Nel 2010 il danzatore italiano raggiunse Charnok a Londra e lavorò con lui per un certo periodo: un’esperienza fondamentale per tratteggiare con contorni più definiti la propria particolare vocazione, comprendendo meglio come il movimento non potesse che essere complicato e riempito da una drammaturgia complessa e composita.“Il mio incontro con Nigel – spiega D’Agostin, vincitore del premio Ubu 2018 come miglior performer Under 35 – ha segnato in modo netto il mio modo di pensare la danza. Nigel rappresentava ai miei occhi la possibilità che in scena tutto potesse accadere ed esplodere”. Lo spettacolo trova la sua genesi in una lettera mai recapitata scritta dalla danzatrice e coreografa Wendy Houstoun al suo amico e collega Nigel Charnock pochi giorni prima che quest’ultimo morisse. Marco D’Agostin celebra la sua memoria con uno spettacolo d’intrattenimento disperato, senza nostalgia, cercando di porre a sé e al pubblico la stessa domanda: cosa scriveresti a qualcuno che non leggerà mai le tue parole? Il performer racconta anche di Natalia Ginzburg e di Cesare Pavese, della Cvetaeva e di Rilke, dello scrivere e del leggere, dei rapporti interpersonali e della possibilità di danzare, ancora oggi. Il suo lavoro s’interroga sul ruolo e il funzionamento della memoria, e pone al centro la relazione tra performer e spettatore. La danza, una geografia complessa in cui suoni, parole e movimenti collidono di continuo, tende sempre verso la compromissione emotiva di chi la compie e di chi la guarda.

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Carnevale di Venezia

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2023

Venezia. Un’edizione che nasce sotto il segno del Leone di San Marco e che prenderà avvio sabato 4 febbraio con l’Opening Parade “Original Dreamers” lungo il Canal Grande per concludersi martedì grasso 21 febbraio con l’intenzione di proporre un mix di eventi in grado di coinvolgere tutte le fasce di età e spingere veneziani e ospiti a vestirsi in maschera. Il Carnevale di Venezia 2023 è promosso dal Comune di Venezia e organizzato dalla partecipata Vela spa e vede ancora una volta la firma del direttore artistico e scenografo del Teatro La Fenice Massimo Checchetto. La presentazione del programma e delle iniziative collaterali si è svolta questa mattina nella sede comunale di Ca’ Farsetti, alla presenza di Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia Simone Venturini, assessore al turismo, Paola Mar assessore alla promozione del territorio, di Giovanni Giusto, delegato alla tutela delle tradizioni, del direttore artistico del Carnevale Massimo Checchetto, dell’Amministratore unico di Vela spa, Piero Rosa Salva, e del direttore operativo di Vela spa Fabrizio D’Oria.Ci auguriamo che il Carnevale sia un momento per recuperare il sorriso e un po’ di ironia come ci suggerisce il senso del titolo di questa edizione: ritrovarci dentro nel nostro segno. “La missione di questa edizione è cercare dentro sé stessi il proprio segno originale. “Take your time for the Original Signs”, è un invito – ha detto Checchetto -. Un’occasione per perdersi negli spettacoli diffusi, nei campi e nelle calli di Venezia e nelle strade e nelle piazze della terraferma. A tutti coloro che sceglieranno Venezia chiedo di mettersi in maschera perché è il miglior modo per vivere la festa. È il Carnevale nato sotto il segno del Leone, quello di San Marco, nato all’insegna della libera espressione, dell’energia creativa, dello zodiaco, dei mondi fantastici, degli animali mitici e degli eroi per chi vuole tornare a sognare attraverso i segni dell’originalità con leggerezza e invenzione. Aspettiamo tutti a Venezia per ritrovare ognuno dentro se stesso la propria essenza e unicità”. Il programma avrà un unico comune denominatore: passare dall’origine all’originalità ed esprimere l’io unico e irripetibile che sarà condito da musica, spettacoli, divertimento e magia nei campi e nelle calli veneziane, in quelle delle isole, nelle strade e nelle piazze di Mestre e delle Municipalità della terraferma.Il weekend di apertura prevede due grandi appuntamenti sul Canal Grande: l’Opening Parade “Original Dreamers”, sabato 4 alle ore 20, e il Corteo di imbarcazioni a remi che accompagnerà la pittoresca “Pantegana”, domenica 5 alle ore 11. “Original Dreamers” metterà in scena tutti i simboli della tradizione del Carnevale di Venezia grazie alla presenza di artisti, colori, giochi di luce e musica per dare vita a un percorso acqueo di grande suggestione che si snoderà dallo spazio acqueo antistante la stazione ferroviaria di Santa Lucia al Bacino San Marco e che sarà allietato dalla presenza di Alice Bars, vincitrice del concorso delle Marie nel 2022. Domenica 5, invece, in collaborazione con il Coordinamento Associazioni Remiere di Voga alla Veneta, un centinaio di imbarcazioni a remi invaderanno il Canal Grande riempendolo di colori, addobbi e maschere: il corteo acqueo partirà da Punta della Dogana per arrivare a Rialto, capitanato da una caorlina che trasporterà la “Pantegana” in cartapesta, uno dei simboli del carnevale popolare veneziano, pronta a scoppiare davanti al ponte di Rialto in uno sfavillio di coriandoli e stelle filanti dando così un simbolico “via” ai festeggiamenti del Carnevale 2023. Tra il 4 e il 5 febbraio prenderà il via anche il Venice Carnival Street Show, una serie di spettacoli diffusi nei principali campi di Venezia e nelle piazze di Mestre dove a trionfare sarà l’arte di strada con le esibizioni di attori, equilibristi, maghi, musicisti, illusionisti. Le esibizioni del Carnival Street Show si ripeteranno, poi, sabato 11 e domenica 12 febbraio e nei giorni della settimana “grassa” che va da giovedì 16 a martedì 21 febbraio. Le cene spettacolo sono in programma sabato 11 e domenica 12 febbraio e dal 16 al 21 febbraio: biglietti e prenotazioni disponibili su http://www.carnevale.venezia.it (abstract)

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Oscar 2023, l’Italia sogna con “Le Pupille”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2023

L’Italia sogna con “Le Pupille” di Alice Rohrwacher, il cotrometraggio entrato nella cinquina delle nomination agli Oscar che saranno assegnati il 13 marzo: per i betting analyst di Snai, l’opera è favorita per la vittoria finale a 2,75, ma si prospetta una lotta a tre per la statuetta, con “An Irish Goodbye” secondo a 3,25 e “The Red Suitcase” offerto a 3,50. Più distanti “Ivalu” a 5,50 e “Night Ride”, ultimo in lavagna a 10 volte la posta. L’Italia sarà rappresentata anche da Aldo Signoretti nel team del makeup e hairstyling di “Elvis” di Baz Luhrmann, candidato nella categoria “Miglior trucco e acconciature” e offerto a 3,50, dietro al favorito “The Whale” a 1,75. RED/Agipro

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Carnevale di Ronciglione

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2023

Dal 29 gennaio al 21 febbraio 2023, il Carnevale di Ronciglione (VT) si prepara ad accogliere i suoi visitatori con una festa centenaria amata dai suoi frequenti spettatori e capace di attirare pubblico da tutta la penisola, tanto da far ribattezzare Ronciglione come Città del Carnevale. È lo storico Carnevale di Ronciglione le cui radici si riscontrano nel periodo farnesiano (1537-1649), quando nel cuore della Tuscia si svolgevano le Pubbliche Allegrezze, corse di cavalli senza fantino note come corse dei Barberi e affiliabili con il carnevale romano. Nel 2023 tradizione e folklore potranno essere ammirati durante tre grandi Corsi di Gala – il 29 gennaio, il 5 e 9 gennaio, il 16, 18, 20 e 21 febbraio – e tanti eventi per il Carnevale: per più di un mese Ronciglione diventerà il centro del divertimento tra sfilate, maschere e artisti di strada. Ogni domenica – il 29 gennaio, il 5 e 19 febbraio – dalle 16 si svolgerà il Grandioso Corso di Gala con maschere, carri allegorici, gruppi mascherati e bande folkloristiche. È la giornata ideale per ammirare anche il Carnival Street Show, il Festival degli artisti di strada, la Parata Storica degli Ussari (alle 15.30) e per ballare il tradizionale Saltarello di Carnevale accompagnati dalla Banda cittadina A. Cantiani. È dal 1570 che questo territorio celebra il suo unico e inimitabile Carnevale: neanche le truppe giacobine francesi che incendiarono la cittadina nel 1799 riuscirono a porre fine alla tradizionale festa, che riprese pochi anni dopo il saccheggio con più spirito e voglia di rivalsa. Oggi il Carnevale di Ronciglione – dopo aver cambiato le sue norme e la sua manifestazione – appare fortemente ispirato dal carnevale romano rinascimentale e barocco. Lo dimostrano il suono del campanone del municipio, la danza saltarello accompagnata dalla banda comunale, la già citata corsa dei barberi, i carri allegorici e la sfilata dei Nasi Rossi, maschera tipica locale che offre in Piazza della Nave rigatoni al ragù in pitali di terracotta.Tanti gli appuntamenti da non perdere anche nelle date clou del carnevale: giovedì e martedì grasso, e il lunedì dei Nasi Rossi. Gran finale Martedì Grasso, il 21 febbraio, quando si potrà assistere alla rappresentazione della Morte di Re Carnevale e all’apertura del suo testamento: prima dell’ultimo Saltarello, il Carnevale di Ronciglione si chiude così con il corteo funebre e la tradizionale fiaccolata della Compagnia della Penitenza e della Compagnia della Buona Morte. http://www.carnevaledironciglione.org

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Mostra “L’inferno nazista”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2023

Roma Giovedì 26 gennaio 2023 alle ore 11.00 presso la Casina dei Vallati, Via del Portico d’Ottavia 29, sede espositiva della Fondazione Museo della Shoah, si terrà l’anteprima stampa della mostra “L’inferno nazista. La mostra aprirà al pubblico venerdì 27 gennaio 2023, in occasione della Giornata della Memoria. I campi della morte di Belzec, Sobibor e Treblinka a cura di Marcello Pezzetti. Attraverso documenti, foto, filmati, interviste e ricostruzioni viene raccontata per la prima volta in modo completo, la storia di questi tre campi di sterminio.

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I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2023

Napoli 28>29 gennaio 2023 – Il Pozzo e il Pendolo Napoli, Piazza San Domenico 3 Inizio spettacoli ore 21.00 (sabato), ore 18.00 (domenica). La storia di Olga e di un matrimonio apparentemente felice, che naufraga tra le onde inarrestabili di un desiderio nuovo, prepotente, devastante, prende vita ne I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante, con Rosaria De Cicco nell’adattamento e la regia di Annamaria Russo. Una storia universale, declinata al singolare, ma nella quale ciascuno finisce per veder riflessa l’ombra delle proprie paure o dei propri ricordi. Rimasta con i due figli e il cane nella tranquilla Torino dove si è trasferita da qualche anno, profondamente marchiata dal dolore e dall’umiliazione, Olga è risucchiata dai fantasmi della sua infanzia napoletana, che s’impossessano del presente e la chiudono in un’alienata e intermittente percezione di sé. Lasciata sola sull’orlo dei quarant’anni, incapace di affrontare il proprio dolore, la donna desidera soprattutto non ricadere nello stereotipo della donna abbandonata, non assomigliare alla “poverella” tanto denigrata da sua madre. I giorni dell’abbandono è un lacerante viaggio al centro dell’anima, nei gironi infernali delle paure e dell’insicurezza, del dolore e del passato. Le parole della Ferrante sono schegge di vita che dilaniano la carne, frammenti di domande che pretendono riposte impossibili da trovare, rigurgiti di rimpianti che chiedono voce per ritrovare il senso di un percorso.

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Trapani: seconda parte della 70a stagione concertistica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2023

Si inizia con le celebrazioni della Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Gli Amici della Musica di Trapani, per questa particolare occasione, metteranno in scena due spettacoli: due storie e due vite per le quali l’arte è stata salvifica. Mercoledì 25 gennaio, Francesco Nicolosi al pianoforte e Stefano Valanzuolo voce narrante, di un testo di cui è autore, porteranno in scena “La Musica Miracolosa”, storia e leggenda di Wladyslaw Szpilman, il pianista del ghetto di Varsavia: l’incontro impossibile tra vittima e carnefice, uniti dall’amore per la musica, che ispirò il celebre film “Il pianista”, di Roman Polansky. In programma musiche di Chopin, Liszt, Wagner, Debussy, Szpilman e Rachmaninov. Venerdì 27 gennaio sarà, invece, la volta di Marco Ballestracci, testo e voce narrante, e Alessio Pianelli, al violoncello, con le illustrazioni di Alessandro Gatto, con uno spettacolo multimediale dal titolo “Il Volo di Angelo” che ripercorre la storia di Angelo Gatto, giovane allievo ufficiale dell’aeronautica, catturato dai tedeschi e deportato nei lager nazisti, che riesce a sopravvivere barattando i ritratti che realizzava ai suoi carcerieri nazisti, con la propria vita. Regia di Betty Lo Sciuto. Il 3 febbraio in programma il concerto del Mº Paolo Restani, uno dei più interessanti pianisti della scuola pianistica napoletana (fu l’ultimo allievo del celebre Vincenzo Vitale), il cui vastissimo repertorio spazia da Bach ai contemporanei, prediligendo, tuttavia, i capolavori del Romanticismo e del ‘900 storico. Restani a Trapani eseguirà brani di Chopin, Debussy e Liszt. Il 12 febbraio si assisterà, invece, ad una vera e propria passeggiata musicale attraverso tre secoli di repertorio, con il Duo Abraxas, formato dalla flautista Daria Grillo e dal chitarrista Sergio Camelia. Il concerto si aprirà con la Sonata IV di Johann Sebastian Bach. A seguire, la trascrizione del tema operistico de “La gazza ladra” di Gioachino Rossini e l’Ouverture da “Il Matrimonio Segreto” di Domenico Cimarosa, entrambe curate da Ferdinando Carulli, mentre “La Danza” dalle Soirées musicales op.104, n.8 del compositore di Pesaro è stata trascritta, per l’occasione, dallo stesso M° Camelia. L’ultima parte della serata sarà dedicata alle pagine evocative di indiscussi Maestri del ‘900 quali Ennio Morricone e Astor Piazzolla, porgendo così un ispirato omaggio al Cinema Americano e al Tango Nuevo. Il 5 marzo, sul palco della Chiesa di Sant’Alberto, andrà in scena “Va’ dove ti porta il piede”, il cosiddetto Teatro dei Piedi di Laura Kibel. Uno spettacolo che ha incantato il pubblico di tutto il mondo grazie ad una tecnica originale e sorprendente. Piedi, mani e ginocchia dell’artista si vestono e si trasformano in personaggi umani, burattini in carne ed ossa, che amano, soffrono, lottano, divertono e commuovono. Lo spettacolo conferma l’intendimento dell’Associazione di dedicare ai bambini e ai ragazzi uno spazio significativo della propria programmazione. Il 19 marzo il concerto del pianista Andrea Bacchetti, conosciuto dal grande pubblico per essere il braccio destro di Chiambretti nei suoi celebri programmi televisivi. Bacchetti terrà un concerto sui generis, intitolato “Da Bach a Chiambretti”, quattro secoli di musica in TV. Con un curriculum artistico di tutto rispetto, che l’ha portato a essere considerato un fuoriclasse del pianoforte, Bacchetti presenterà una selezione di brani musicali che hanno accompagnato l’avventura televisiva del Maestro. Si tratta di programma musicale che tocca epoche e generi diversi, in cui troviamo Bach e Debussy ma anche Henry Mancini e Lucio Battisti. Il 26 marzo, invece, è dedicato al jazz, con il trio della celebre pianista e cantante, Francesca Tandoi. Con lei, sul palco, Stefano Senni al contrabbasso, uno dei musicisti più attivi e richiesti del panorama jazzistico internazionale e Giovanni Campanella alla batteria, uno straordinario talento che affianca alla sua attività di batterista anche quella di pianista e compositore. Cambio di sala per il prestigioso concerto del 2 aprile, che si svolgerà al Museo di Arte Contemporanea San Rocco. Sarà possibile dedicarsi all’ascolto del concerto dell’arpista Anna Asteano con musiche originali di Debussy, Bartok, Glinka, Chertok, Prokofiev, Salzedo, Smetana. Il 16 aprile, l’imperdibile concerto del Trio Metamorphosi, che torna a Trapani per proporre l’esecuzione integrale di tutte le composizioni che Ludwig van Beethoven ha dedicato al trio violino, violoncello e pianoforte. Il Trio Metamorphosi, formato da Mauro Loguercio (violino), Francesco Pepicelli (violoncello) e Angelo Pepicelli (pianoforte), è sulle scene da più di tre decenni, conta oltre settecento esibizioni in tutto il mondo ed incide per la prestigiosa etichetta Decca. Tra gli appuntamenti, il 7 maggio quello con il Trio del Conservatorio “G. Puccini” di Gallarate composto da Francesca Di Molfetta, al pianoforte, Elena Porta, al violoncello, Marat Acquavita, al flauto. Uno spettacolo multimediale prodotto dagli Amici della Musica in collaborazione con il Conservatorio “Giacomo Puccini” di Gallarate dal titolo “Corpuscoli e onde: la duplice natura della materia”. Ideazione e regia di Betty Lo Sciuto. Il 14 maggio il Duo Pianistico Fratelli Francolino si esibirà con un repertorio composto di musiche di Schubert, Ravel, Casella. Un concerto in collaborazione con il Conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera. Giuseppe e Alessio Francolino sono due giovani fratelli sicilani che in forza del loro talento, sono delle eccellenze della nostra terra, che hanno già all’attivo esibizioni in importanti teatri del mondo. Il 21 maggio la stagione concertistica prosegue al Museo di Arte Contemporanea San Rocco, con il Quartetto Katane, composto da Ricardo Urbina e Dario Militano al violino, Clelia Lavenia alla viola e Giulio Nicolosi al violoncello. Il giovane quartetto catanese proporrà la rara esecuzione del Quartetto in La minore composto da Antonio Scontrino. Il concerto sarà un omaggio al compositore e contrabbassista trapanese. Appuntamento di chiusura, infine, il 28 maggio ancora con il jazz del duo Nicola Giammarinaro, clarinettista affermatissimo nel panorama jazzistico nazionale e del giovane talentuoso fisarmonicista Roberto Gervasi. Il Duo guiderà il pubblico in un viaggio tra l’Europa “manouche”, il Brasile dello “choro” e l’Argentina del “tango”, attraverso l’affascinante sonorità creata da due strumenti che sono stati e sono tuttora tra i più popolari al mondo. L’intento del duo è quindi quello di riproporre quelle sonorità affrontando anche repertori nuovi, senza mai abbandonare il punto di partenza rappresentato dal linguaggio jazzistico. Orario spettacoli: ore 18.30. Abbonamenti (11 spettacoli): € 35 Gli abbonamenti potranno essere acquistati fino al 24 gennaio. Biglietti: € 10 intero, € 7 ridotti. I biglietti potranno essere acquistati online sul sito http://www.amicidellamusicatrapani.it

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Palermo: Serata Renato Zero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2023

Palermo Il 27 gennaio nel locale alle spalle di Borgo Vecchio a pochi metri dal porto I Max Zero in via Rosario Gerbasi 6, di fronte al molo Santa Lucia del porto di Palermo. La serata inizierà alle 20 e sarà a ingresso libero con possibilità di scelta tra apericena, cena, pizza alla carta e piatto a base di carne. Alle 22 sarà tempo di musica, con i MaxZero band che suoneranno i successi di Renato Zero da “Cercami” a “Il cielo”. Per prenotare un tavolo, telefonare o mandare un messaggio WhatsApp al 3807980615 o andare sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/dorianart.it.

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Mostra Istinto sano di Sahar Khalafi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2023

Roma sabato 28 gennaio 2023 ore 18:30 (dal 28 gennaio al 17 febbraio 2023) ART G.A.P. Gallery Via di Santa Maria in Monticelli 66. La Galleria è lieta di accogliere la personale “Istinto sano” di Sahar Khalafi, a cura di Federica Fabrizi. La mostra verrà inaugurata sabato 28 gennaio 2023 alle ore 18:30. Sahar Khalafi classe 1997 è nata a Teheran, in Iran nel 1997, ha iniziato nel 2015 gli studi in matematica ma nello stesso momento si appassiona al teatro. In seguito decide di abbandonare. L’artista iraniana Sahar Khalafi è nata nel 1997 a Teheran. Nel 2015 inizia gli studi in matematica ma nel 2017 decide di cambiare rotta per seguire la sua passione, il teatro, intraprendendo gli studi in recitazione teatrale e cinematografica che termina nel 2019. A 19 anni scopre, quasi per caso, guidata dal pennello, il suo talento nella pittura. Inizia a collaborare con diverse gallerie nella sua città natale e questo la porta a confrontarsi con diverse personalità del settore che incoraggiano Sahar a proseguire il percorso intrapreso. Oggi vive e lavora a Firenze.

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Mostra: “Orazio Gentileschi e l’immagine di san Francesco. La nascita del caravaggismo a Roma”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2023

Roma giovedì 26 gennaio 2023, ore 11.00 via delle Quattro Fontane 13 Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini a cura di Giuseppe Porzio e Yuri Primarosa si terrà alle Gallerie Nazionali di Arte Antica, nella sede di Palazzo Barberini, l’anteprima stampa della mostra Orazio Gentileschi e l’immagine di san Francesco. La nascita del caravaggismo a Roma, a cura di Giuseppe Porzio, professore di storia dell’arte moderna presso l’Università di Napoli L’Orientale, e Yuri Primarosa, curatore del museo e docente a contratto di storia dell’arte moderna presso la Sapienza Università di Roma. Esposto per la prima volta un dipinto di Orazio Gentileschi raffigurante San Francesco in estasi, notificato dallo Stato italiano su parere di Yuri Primarosa quale opera di eccezionale importanza storico-artistica, messo a confronto con tre importanti opere conservate a Palazzo Barberini e con un dipinto proveniente dal Museo del Prado, che ricostruiscono influenze e interpretazioni dello stesso soggetto.

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Mostra “Incolpevoli”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2023

Milano 7 febbraio – 28 febbraio 2023 Basilica di San Celso di Milano Corso Italia 37. Opening: lunedì 6 febbraio 2023 dalle ore 17:00 alle ore 20:00. L’esposizione, aperta al pubblico presenta le opere degli artisti Luca Coser e Piermario Dorigatti che interagiscono con i suggestivi ambienti del luogo sacro.Il titolo della mostra, INCOLPEVOLI, è preso in prestito dal capolavoro letterario di Herman Broch, ambientato nel periodo dell’ascesa di Hitler, ma non si riferisce tanto alla piccola borghesia “incolpevole” del nazismo, ma ferocemente colpevole sotto il profilo etico per la propria irresponsabile indifferenza, quanto a una domanda che si pone lo stesso Broch rispetto alla responsabilità etica dell’arte e degli artisti. “L’arte non ha mai convertito nessuno” afferma lo scrittore, che sottolinea il primato estetico dell’opera rispetto ai suoi significati etici. Ed è qui che Luca Coser e Piermario Dorigatti, catturano il senso del titolo del loro evento espositivo, e in definitiva di tutto il loro lavoro: nel “convertire” dell’arte, nel “convertire di Celso”, Santo martire a cui è dedicata la Basilica che ospita la mostra, soprattutto nella fragilità connessa all’insufficienza del “convertire” propria dell’arte, ma anche, come una lama di luce, nella sua tensione verso un significato sociale che si estende fino al piano metafisico. È la prima volta che vengono esposte insieme le opere dei due artisti, colleghi e docenti all’Accademia di Belle Arti di Brera, legati da una trentennale amicizia. Le ricerche artistiche di Luca Coser e Piermario Dorigatti mostrano diversi punti di accordo, così come altrettante insanabili distanze. Ambedue si dichiarano “orgogliosamente” pittori, ambedue tendono alla dissoluzione del reale fino a definire una sorta di confine “poroso” tra figura e astrazione. Luca Coser si distingue per una meditata, soppesata e pacata attenzione compositiva e cromatica, Piermario Dorigatti – al contrario – si distingue per una gestualità irruente e drammatica e per una tavolozza di grandi contrasti. Isorropia Homegallery è una associazione culturale no profit. Promozione, diffusione e conoscenza dell’arte costituiscono i principi cardine su cui si fonda, con una peculiare attenzione alle variegate forme d’arte contemporanea nell’ambito figurativo, espressivo e multimediale. Gli scopi associativi vengono perseguiti tramite l’ideazione e l’organizzazione di eventi, mostre e iniziative volte alla sensibilizzazione del pubblico verso il mondo dell’arte.

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Pierre-Auguste Renoir: L’alba di un nuovo classicismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2023

Rovigo, Palazzo Roverella 25 febbraio – 25 giugno 2023. Mostra a cura di Paolo Bolpagni. È una mostra davvero originale quella dedicata a “Pierre-Auguste Renoir: l’alba di un nuovo classicismo”, curata da Paolo Bolpagni, che la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo annuncia in Palazzo Roverella dal 25 febbraio al 25 giugno del ’23. Di Renoir, uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo, è messo a fuoco il momento successivo alla breve esperienza impressionista, quando l’artista, spinto da una profonda inquietudine creativa, decide di intraprendere, nel 1881, un viaggio in Italia. Un tour che ebbe inizio a Venezia, dove a colpirlo furono soprattutto Carpaccio e Tiepolo (mentre già conosceva bene Tiziano e Veronese, ammirati e studiati al Louvre); che proseguì per brevi tappe a Padova e a Firenze; e che trovò una meta fondamentale a Roma. Qui Renoir fu travolto dalla forza della luce mediterranea e sviluppò un’ammirazione per i maestri rinascimentali. Un’ulteriore tappa del viaggio fu il golfo di Napoli: Renoir scoprì le pitture pompeiane, fu rapito dalla bellezza dell’isola di Capri e quasi soggiogato dai capolavori antichi esposti nel museo archeologico. Infine andò a Palermo, dove incontrò Richard Wagner e lo ritrasse in un’opera divenuta famosa (ma non si può dire che fra i due scoccò la scintilla: anzi, il compositore gli concedette soltanto quarantacinque minuti di posa).Il viaggio in Italia, più che suscitare opere di particolare rilievo, fu foriero di una sorta di rivoluzione creativa per l’artista, riverberandosi sul prosieguo della sua produzione, che culminerà, di fatto, nell’abbandono della tecnica e della poetica impressioniste, che avvenne prima dell’ufficiale scioglimento del sodalizio nel 1886.Dalla joie de vivre delle scene di divertimento della borghesia parigina degli anni Settanta, Renoir passò quindi a uno stile aigre, aspro. Riprendendo anche la lezione di Jean-Auguste-Dominique Ingres, il pittore, allora poco più che quarantenne, recuperò un tratto nitido e un’attenzione alle volumetrie e alla monumentalità delle figure, nel segno di una sintesi che enucleò una personale forma di classicismo, mentre le tendenze dominanti viravano verso il Postimpressionismo da una parte e il Simbolismo dall’altra. Nei primi due decenni del Novecento Renoir passò poi a dar vita a un’arte che costituì, mentre si scatenavano le avanguardie, una precoce avvisaglia della nuova sensibilità che sarebbe divenuta dominante dopo il conflitto mondiale, dipingendo in un possente stile neo-rinascimentale, dove i toni caldi e scintillanti mutuati da Tiziano e da Rubens si coniugavano con i riferimenti a un’iconografia mitica e classicheggiante e con un’esaltazione della poetica degli affetti familiari. Renoir anticipava in tal modo vari aspetti del rappel à l’ordre: un lato meritevole di messa a fuoco, giacché quella che superficialmente è apparsa a non pochi come un’involuzione era, in realtà, una premonizione di molta della pittura e della scultura che si sarebbero sviluppate tra le due guerre. La mostra si concentrerà soprattutto su questa seconda fase della carriera di Renoir, a partire dal ritorno dal viaggio in Italia sino alle opere della vecchiaia, dapprima evidenziando vicinanze e tangenze con Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi, Giovanni Boldini e Medardo Rosso, italiani attivi a Parigi, e poi ponendo in risalto l’originalità di una produzione che non fu affatto attardata, ma che costituì uno dei primi casi quella “moderna classicità” che sarebbe stata perseguita da numerosi artisti degli anni Venti e Trenta, in maniera speciale in Italia, come sarà evidenziato dai confronti che saranno istituiti nelle sale di Palazzo Roverella. Per esempio con le sculture di Marino Marini e Antonietta Raphaël (affiancate alla Venus Victrix di Renoir del 1916), e con i dipinti di Armando Spadini, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Arturo Tosi, Filippo de Pisis, Luigi Bartolini, Enrico Paulucci. Sarà dunque posta al centro dell’indagine la produzione di Pierre-Auguste Renoir a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo, che segnò l’inizio di un progressivo allontanamento dall’esperienza impressionista. La mostra seguirà poi l’evoluzione della sua pittura nei successivi sviluppi, dalla monumentalità classicheggiante e “neorinascimentale” delle figure ai paesaggi della Provenza e della Costa Azzurra, indagando sia i rapporti con altri artisti, sia le “assonanze” con chi, nel periodo del “ritorno all’ordine”, ne mediterà e assimilerà la lezione. In mostra il percorso prenderà avvio da un capolavoro della stagione impressionista di Renoir, il grande studio preparatorio a olio su tela del celeberrimo Moulin de la Galette, per misurarne poi la deviazione via via sempre più netta da quel linguaggio. Non mancherà il fil rouge del racconto biografico delle vicende personali dell’artista, anche sulla falsariga della biografia che il figlio Jean, celebre regista, dedicò al padre all’inizio degli anni Sessanta del Novecento (Pierre-Auguste Renoir, mon père).

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Connecting memories

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2023

Bologna 2 febbraio – 1 marzo 2023, Grand Hotel Majestic già Baglioni, a cura di Eli Sassoli de’ Bianchi ed Olivia Spatola. In collaborazione con la Galleria Russo. Il Grand Hotel Majestic già Baglioni, in occasione di Arte Fiera 2023, ospita la mostra personale di Manuel Felisi intitolata Connecting memories a cura di Eli Sassoli de’ Bianchi ed Olivia Spatola, in collaborazione con la Galleria Russo.Gli spazi dell’hotel, tempio di eleganza classica, si attivano di rinnovata energia, tramite il gesto d’artista di Manuel Felisi che ne risveglia l’anima più contemporanea.Le ‘Vertigini’ pittoriche ed i recenti lavori “intorno alle nuvole” di Manuel Felisi, realizzati site specific per il Salone al piano nobile e per le sale al piano terra dell’hotel, accolgono e raccolgono suggestioni e attingono alle energie (genius loci) del luogo, già di per sé contenitore di memorie, per attivarne la percezione. Lo sguardo di Felisi è sempre volto verso l’alto, nel costruire un tessuto pittorico intriso di trame e fatto di sedimenti, materiali, reperti che si fanno supporto di una pittura cromaticamente ricca, fantasiosa ed articolata, sulla quale campeggiano, in primo piano, le lunghe ombre scure (o sono forse braccia) che assumono la forma di rami, tronchi, liane che si spingono verso il centro dell’opera, mossi da una forza centrifuga strabiliante che ci proietta, quali spettatori, verso il fulcro dell’opera, laddove la luce pare scaturire, ad invadere tutta la superficie circostante nel farsi colore, policromo e variegato. La visione, frammentata in maniera rigorosa e con assoluta precisione attorno ad una sequenza di opere di piccola dimensione che sono, al tempo stesso, parte unica e a sé stante del tutto, si risolve in una sorta di grande puzzle, un arazzo pittorico di grande intensità ed intrinseca bellezza ed armonia, perfettamente orchestrato, da un punto di vista formale e per quanto riguarda la fruizione dell’opera. Non siamo forse noi stessi parte unica ed irriproducibile di un più grande tutto. Felisi condensa memorie, le innesta sul tracciato della tela, procedendo secondo una visione mnemonica per la quale l’oggi è il risultato di ciò che fu e al tempo stesso, è già, in fieri, il tempo del domani. La presa di consapevolezza di questo processo, così evidente nell’opera artistica di Felisi, pone attenzione su uno dei grandi temi contemporanei: l’importanza di ‘restare nel proprio tempo’ con una potenziata consapevolezza dell’esistenza di un ‘filo rosso’ che ricollega ieri all’oggi caricando la nostra memoria di un sapere antico. Lo sguardo osserva allora questi sedimenti, la tela si fa rete e deposito di segni, di forme, di impronte. Di tutto ciò che ‘ ha lasciato traccia di sé, nel tempo. Per il tramite di queste opere, Felisi scandaglia la trama della tela per rintracciarvi ciò che vi soggiace, ne pone in luce substrati ed intimi raccordi; il suo sguardo si fa fronda (ramo – braccio) di alberi spogliati del loro fogliame divenuto essenza per attraversare, con la sola linfa vitale, il tessuto dell’opera (la vita stessa?). Mai come oggi lo sguardo dell’uomo dovrebbe essere volto e mantenuto al cielo, nel desiderio di rintracciarvi costellazioni e nel tentativo di riannodare trame e percorsi energetici che ricollegano il sotto al sopra, in una circolarità di relazione e di trasmissione che vede l’uomo al centro di un sistema- universo ove ogni cosa pare ricollegarsi, nella tensione verso il ripristino di una ritrovata armonia con la natura della quale siamo parte pulsante, attraverso il sigillo della Luce. (testo di Eli Genuizzi Sassoli de’ Bianchi) Vernissage su invito venerdì 3 febbraio ore 18.30 orari di visibilità: tutti i giorni dalle 11.00 alle 19.00 – sabato 04.02 dalle 11.00 alle 24.00

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Inaugurazione mostra Alessandra Calò The Garden’s Tale

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2023

Milano Martedì 24 gennaio ore 18-20 (24 gennaio – 7 marzo 2023) Fotografia contemporanea Via Mantova 21, Lab 1930. Ingresso libero Orari di apertura Su appuntamento tutti i martedì e giovedì dalle 16 alle 19 Open day dalle 15 alle 18 nei seguenti fine settimana: sabato e domenica 28-29 gennaio; 18-19 febbraio; 4-5 marzo Mostra a cura di Elena Carotti Testo critico di Lóránd Hegyi. The Garden’s Tale (Il racconto del giardino) il nuovo progetto fotografico di Alessandra Calò. L’esposizione milanese, curata da Elena Carotti, direttore dello spazio espositivo, e accompagnata da un saggio critico di Lóránd Hegyi, già direttore del Musée d’art moderne et contemporain Saint-Étienne Métropole, si presenta come un’unica installazione composta da undici opere fotografiche Fine Art su carta di cotone differenti una dall’altra sia per dimensioni che per soggetto.Ideato durante il periodo di confinamento tra il 2020 e il 2021 e poi realizzato nel 2022, The Garden’s Tale si sviluppa attraverso una serie di nature morte realizzate con oggetti reperiti in ambiente domestico che si alternano a visioni selvatiche, facendo emergere costantemente il confronto, sempre presente, tra il mondo della natura e il mondo costruito dall’uomo.Notturni selvatici e oggetti inanimati vengono entrambi fotografati nella loro drammatica staticità. Il risultato sono opere fotografiche che invitano a penetrare l’oscurità alla ricerca della luce, opere dove si percepisce la delicata fragilità del nostro tempo nel sottile brusio del silenzio notturno. Le opere di Alessandra Calò sono un viaggio alle radici della nostra identità, un momento di raccoglimento su ciò che nell’oscurità sfugge al racconto. Una fotografia paziente, fatta di velature e trasparenze, elegante nella semplicità compositiva, dove la costante è il ritmo taciturno del buio e chi osserva viene immerso nella solenne grandezza della natura. http://www.deangelispress.com

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