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Archive for the ‘Mostre – Spettacoli/Exhibitions – Theatre’ Category

Exhibitions – Theatre

Incontro con Koichi Yamamoto: Static-Dynamic

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

Roma Martedì 17 dicembre ore 10 – Rufa Dipartimento di Arti visive – A cura di Umberto Giovannini Esposizione: Static-Dynamic di Koichi Yamamoto – opening 17 dicembre 2019 – ore 18 17 dicembre 2019 – 16 gennaio 2010 – A cura di Fabrizio Pizzuto Fondazione Pastificio Cerere – via degli ausoni 7, RUFA – Rome University of Fine Arts presenta l’esposizione Static-Dynamic di Koichi Yamamoto, ospitata negli spazi della Fondazione Pastificio Cerere, via degli Ausoni 7, a partire dal 17 dicembre fino al 16 gennaio 2020.L’inaugurazione della mostra, curata da Fabrizio Pizzuto, si terrà il 17 dicembre alle 18 e sarà preceduta, alle ore 10 della stessa giornata, da un incontro formativo dell’artista con gli studenti del corso di Arti visive RUFA, curato dal docente Umberto Giovannini.Il lavoro di Koichi Yamamoto si basa soprattutto sull’utilizzo della tecnica dell’incisione. Spazia con disinvoltura tra la tecnica del monotipo, del bulino e dell’acquaforte e in alcuni lavori è presente anche la chine collè. Le incisioni diventano tuttavia pretesto per un percorso tra le immagini. Appare un livello tridimensionale inaspettato: il lavoro si trasforma in oggetti, in particolare in aquiloni, adatti al volo.
Koichi Yamamoto è un artista che fonde tecniche tradizionali e contemporanee in modo da sviluppare approcci unici e innovativi al linguaggio delle arti grafiche. Le sue stampe esplorano i temi del sublime, della memoria e dell’atmosfera. Ha lavorato su molte scale, dalle piccole lastre di rame meticolosamente incise ai grandi monotipi. Ha esposto in numerose mostre d’arte a livello internazionale. Ha insegnato alla Utah State University e all’Università del Delaware ed è attualmente professore associato all’Università del Tennessee, Knoxville.L’incontro e la mostra nascono dall’iniziativa dei docenti Umberto Giovannini, Gianna Bentivenga, Maria Pina Bentivenga, Emiliano Coletta e Fabrizio Pizzuto.Orari di apertura: dal lunedì al sabato, ore 15 – 19Pausa natalizia: dal 21 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 compresi.

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THIS IS US: Summertime4Children 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

Padova Sabato 14 dicembre alle 21.00 e domenica 15 dicembre 2019 alle ore 17.30 arriva al Gran Teatro Geox di Padova il tradizionale concerto di solidarietà dei Summertime Choir. 45 cantanti, 22 orchestrali, 10 ballerini e una band di 5 elementi si esibiranno per raccogliere fondi per Medici con l’Africa Cuamm e l’Associazione Nuova Famiglia Addis Beteseb O.N.L.U.S.. Guest star dell’evento: Jermaine Paul, Cassandra Sotos e Loren Allred.Doppia data quest’anno per il tradizionale concerto di solidarietà organizzato da Summertime Choir, formazione padovana diretta da Walter Ferrulli, che, in oltre ventinove anni di attività, ha viaggiato per l’Italia e l’Europa con i suoi concerti, coinvolgendo migliaia di spettatori, arrivando anche ad esibirsi per quattro anni consecutivi davanti a Papa Giovanni Paolo II in occasione del concerto di Natale in Vaticano. Il coro ha partecipato anche numerose trasmissioni televisive, tra le quali, l’Ice Christmas Gala, davanti a 10mila persone al Mediolanum Forum e la più recente apertura dell’ultima edizione di Italia’s Got Talent.
Sul palco si sono dati appuntamento 45 cantanti, 22 orchestrali, 10 ballerini e una band di 5 elementi, che incanteranno il pubblico con un repertorio che, viaggiando tra picchi di energia e calore e momenti più intimi e delicati, approderà verso i più svariati generi musicali: christian rock, successi pop rivisitati, venature funk e la potenza degli arrangiamenti gospel. Il tutto impreziosito dai tre special guest di questa edizione Jermaine Paul, vincitore di The Voice USA e candidato al Grammy con Alicia Keys, Cassandra Sotos, violinista rock e classica in tour mondiale con la star indiana Arjit Singh, e Loren Allred, voce originale della canzone “Never Enough”, direttamente dal musical che ha sbancato il botteghino in tutto il mondo “The Greatest showman”. «Senza mai dimenticare le nostre radici, continuiamo il nostro viaggio percorrendo nuove strade che mettono in luce gli aspetti più forti, radicati e sinceri della nostra formazione musicale – racconta Walter Ferrulli – Il nostro spettacolo diventa ogni anno più eclettico, non dimenticando le radici gospel del nostro coro e degli arrangiamenti dei brani, e sempre più internazionale grazie alla fiducia che questi artisti di grandissima caratura ripongono in noi. L’importanza di questo concerto per noi è inoltre arricchita dalle iniziative che sosteniamo grazie all’attività anche di tutti questi mesi di preparazione: contribuire ai progetti di Medici con l’Africa Cuamm e Nuova Famiglia rende tutto ancora più speciale» Il ricavato del concerto sosterrà la riabilitazione e la fornitura di attrezzature per la Neonatologia dell’Ospedale Centrale di Beira, in Mozambico, dove Medici con l’Africa Cuamm opera da diversi anni, gravemente danneggiato dal ciclone Idai che si è abbattuto sulla città lo scorso marzo.
Biglietti Poltronissima vip 50€, Poltronissima 40€, Platea I 30€, Platea II 25€, Tribuna gold (poltrona I livello) 25€, Tribuna numerata (poltrona II livello) 15€.

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Giappone terra di geisha e samurai

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

Monza, in Villa Reale (dal 30 gennaio al 2 giugno) Il meglio di due grandi collezioni private, unito per offrire un viaggio iniziatico in Giappone, paese la cui cultura e le cui arti affascinano da sempre, per grandissima varietà e raffinatezza.Il percorso espositivo, messo a punto da Francesco Morena, propone uno spaccato delle arti tradizionali dell’arcipelago estremo-orientale attraverso una precisa selezione di opere databili tra il XIV e il XX secolo, tutte provenienti dalla raccolta di Valter Guarnieri, collezionista trevigiano con una grande passione per l’Asia orientale, alle quali si uniscono, in questa speciale occasione, alcuni kimono della raccolta di Lydia Manavello, collezionista trevigiana esperta conoscitrice di tessuti asiatici.
La mostra è prodotta da ARTIKA, con il Patrocinio del Comune di Monza. Il percorso si sviluppa per isole tematiche, approfondendo numerosi aspetti relativi ai costumi e alle attività tradizionali del popolo giapponese.
La parte centrale dell’esposizione non poteva che essere dedicata al binomio Geisha e Samurai. Il Giappone tradizionale è infatti un paese popolato di bellissime donne, le geisha, e audaci guerrieri, i samurai. La classe militare ha dominato il paese del Sol Levante per lunghissimo tempo, dal XII alla metà del XIX secolo, imponendo il proprio volere politico ed elaborando una cultura molto raffinata la cui eco si avverte ancora oggi in molti ambiti. La geisha, o più in generale la beltà femminile così come la intendiamo noi (volto ovale cosparso di cipria bianca, abiti elegantissimi e modi cadenzati), ha rappresentato per il Giappone un topos culturale altrettanto radicato, dalle coltissime dame di corte del periodo Heian (794-1185) alle cortigiane vissute tra XVII e XIX secolo, così ben immortalate da Kitagawa Utamaro (1753-1806), il pittore che meglio di ogni altro ha restituito la vivacità dei quartieri dei piaceri di Edo (attuale Tokyo).
Dal mondo degli uomini a quello, affollatissimo, degli dei, sintesi di credenze autoctone e influenze provenienti dal continente asiatico. Il Buddhismo, in particolare, di origini indiane, è giunto nell’arcipelago per tramite di Cina e Corea. Esso ha permeato profondamente il pensiero giapponese, soprattutto nella sua variante dello Zen, che in questa sezione è testimoniata da un gruppo di dipinti nel formato del rotolo verticale raffiguranti Daruma, il mitico fondatore di questa setta.
Questo affascinante avvicinamento all’arte e alla cultura nipponica continua introducendo alla quotidianità del suo popolo: dalle attività di intrattenimento come il teatro Kabuki, dall’utilizzo del kimono alla predilezione degli artisti giapponesi per la micro-scultura. Di quest’ultima troviamo esempio nel nucleo di accessori legati al consumo del fumo di tabacco.
Di grande fascino è la presenza lungo il percorso espositivo di un certo numero di kimono dalla Collezione Manavello, alcuni disseminati tra le sale, altri esposti in un unico salone in un allestimento piuttosto spettacolare che vuole dare giusto rilievo a questi notevoli manufatti artistici.
Una sezione della mostra è riservata al rapporto tra i giapponesi e la natura, che nello Shintoismo, la dottrina filosofica e religiosa autoctona dell’arcipelago, è espressione della divinità. Questa relazione privilegiata con la Natura viene qui indagata attraverso una serie di dipinti su rotolo verticale, parte dei quali realizzati tra Otto e Novecento, agli albori del Giappone moderno.
A metà dell’Ottocento, dopo oltre due secoli di consapevole isolamento, il paese decise di aprirsi al mondo. Così, nel volgere di pochi decenni, il Giappone avanzò con convinzione verso la modernità. Intanto europei e statunitensi cominciarono ad apprezzare le arti sopraffini di quel popolo e molti giunsero a scoprire il mitico arcipelago. Il mutato scenario portò così molti artisti ad adottare tecniche e stili stranieri, e molti artigiani a produrre opere esplicitamente destinate agli acquirenti forestieri.
Tra le forme d’arte inedite per il Giappone di quei tempi, la fotografia d’autore occupava senz’altro un posto d’elezione. Gli stranieri che visitavano l’arcipelago molto spesso acquistavano fotografie per serbare e condividere un ricordo di quel paese misterioso e bellissimo. È il caso dello sconosciuto che ha acquisito il nucleo esposto in mostra, il quale ha annotato in lingua spagnola, a margine delle fotografie, le descrizioni dei luoghi e delle attività raffigurate nei suoi scatti.
L’ultima sala è riservata ad una delle forme d’arte più complesse e insieme più affascinanti del Giappone, la scrittura. Grandi paraventi ornati di potenti calligrafie concludono l’esaltante percorso espositivo.

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Anna Raimondo: Fronte Nazionale Naso Partenopeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 dicembre 2019

Roma giovedì 16 gennaio 2020, dalle ore 18.30 AlbumArte Via Flaminia 122 mostra personale dell’artista Anna Raimondo dal titolo Fronte Nazionale Naso Partenopeo, a cura di Marco Trulli. La mostra resterà aperta fino a sabato 29 febbraio.Il titolo della mostra trae spunto da una scritta letta per caso dall’artista sui muri di Napoli. Il controverso tema dell’identità, messo a nudo ironicamente da questa frase, è al centro della mostra dell’artista che propone una selezione eterogenea di lavori in cui riscontra una costante ricerca che, partendo dalla dimensione intima, affronta questioni centrali di carattere pubblico e politico, come la questione del diritto alla mobilità o la de-costruzione delle identità di genere.La fondazione di un partito utopico, il Fronte Nazionale Naso Partenopeo, nel quale l’artista apre una riflessione corale sulle microazioni quotidiane di trasformazione ed emancipazione sociale, attraverso un lavoro previo di interviste ad attiviste e cittadine partenopee. Un (non) partito, rappresentato da una non bandiera esposta in mostra insieme a vari materiali propagandistici, con l’obiettivo di determinare una frizione con il presente del dibattito politico.“Il lavoro di Anna Raimondo è un luogo d’incontri e scambi, che si nutre dell’ascolto nel processo e nella formalizzazione finale col pubblico. I processi relazionali che l’artista attiva interrogano spesso la costruzione di genere nei comportamenti quotidiani e pubblici, mettendo in dialogo il suo femminismo quotidiano con l’atteggiamento delle altre persone. Può essere definito un viaggio nelle diversità sociali che facilita e crea aree di possibili interazioni, dissonanze, negoziazione e creazione corale di senso.” (Nancy Casielles e N. Suarez, 2016)Molti dei suoi lavori si concentrano in maniera peculiare sulla creazione d’incursioni nello spazio e la sfera pubblica, nel suo continuo tentativo di ricreare spazi e tempi di ascolto all’interno del panorama urbano, creando in questo modo dispositivi di spaesamento e dislocazioni di senso. Attraverso la fluidità del suono l’artista connette spazi, tempi e persone e riflette su temi e identità rimosse dalla memoria o dalla società. La mostra è dunque un itinerario liquido tra lavori sonori, progetti relazionali e atti performativi realizzati dall’artista in diverse parti del mondo.

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Presentazione del volume: L’isola che c’era: grandi maestri al Teatro Ateneo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

Roma Giovedì 12 dicembre ore 19) nel foyer del Teatro Valle si terrà la presentazione del volume L’ISOLA CHE C’ERA: GRANDI MAESTRI AL TEATRO ATENEO (1980-1995), scritto da Katia Ippaso. Con l’autrice dialogheranno Donatella Cataldi, Laura Palmieri e Antonella Ottai, coordina l’incontro Paolo Ruffini.
Nel modo in cui è riuscito a produrre esperienza teatrale e a mettere in circolazione la sua puntuale documentazione, il Centro Teatro Ateneo è stato un vero e proprio modello per tutte le università europee. A questo percorso straordinario rende giustizia il lavoro della giornalista e scrittrice Katia Ippaso, restituendo peso e storia ai tanti maestri e artisti che hanno contribuito alla vitalità dell’Istituzione e che si sono spesi in tutte le tipologie possibili della loro presenza. «L’elemento più speciale delle iniziative del Centro Teatro Ateneo risiedeva nella qualità singolare della relazione che in questa sede si andava a stabilire fra la scena e il pubblico – così Antonella Ottai annota nell’introduzione al volume – Perché il nostro pubblico era quello che ogni artista desidererebbe incontrare, tanto più se è navigato, tanto più se è particolarmente impegnato nella sperimentazione dei linguaggi: nel pubblico di giovani, nella società degli studenti, prendeva corpo e forma senziente il senso stesso della contemporaneità e la capacità innata di accettarne ogni sfida, elaborandone il senso». Dalla prefazione di Katia Ippaso:“Le pagine seguenti rendono conto di alcuni passaggi esemplari nel tempio della cultura teatrale che per quindici anni è stato il Teatro Ateneo gestito dal Centro Teatro Ateneo, al quale la visionarietà e il lavoro duro del prof. Ferruccio Marotti ha dato vita. Il volume non vuole essere una ricostruzione cronologica di tutto quello che è passato in quegli anni dalle parti di viale delle Scienze… La sua forma plastica si staglia attorno al lavoro pedagogico di grandi maestri che hanno costruito nel tempo un rapporto con gli allievi e i giovani attori: in primo luogo Eduardo, ma anche Dario Fo, Peter Stein, Anatolij Vasil’ev. Il lavoro di pedagoghi-registi come Grotowski, Eugenio Barba, Peter Brook, viene fotografato nel momento in cui i loro battelli carichi di esperienza e conoscenza salpavano, insieme o separatamente, nell’isola romana. Grande spazio ha la linea shakespeariana dell’indagine scenica: ed è così che figure come Vittorio Gassman, Carmelo Bene, Leo de Berardinis, e poi di nuovo Eduardo (con la sua Tempesta in lingua napoletana) e di nuovo Stein (con il Tito Andronico), hanno trovato il luogo adatto, protetto, per far germinare un atto di creazione pura, che si espandeva attorno alle opere di Shakespeare. E ci sono, infine, le testimonianze del lavoro coerente e metodico che alcuni artisti della ricerca italiana – come Carlo Quartucci, Rem & Cap, Federico Tiezzi e Sandro Lombardi – hanno potuto fare all’interno del Centro Teatro Ateneo”. ed. Editoria&Spettacolo, Collana “Visioni, pp. 266, € 18,00 http://www.editoriaespettacolo.it

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Mostra Unforgettable Childhood. L’Infanzia indimenticabile

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Roma dal 13 dicembre prossimo fino al 16 febbraio 2020 al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese. Più di sessanta tra artisti italiani e israeliani in mostra che esplorano in oltre ottanta opere la dimensione intima e immaginifica dell’infanzia. I temi proposti spaziano così dall’affettività al gioco, dal rapporto genitori-figli fino alla dimensione corporea del bambino, mentre le tecniche utilizzate ripropongono la sua curiosità nell’appropriarsi degli oggetti che ne popolano il mondo. Tra gli artisti italiani in mostra vi segnalo nomi importanti come Ugo Nespolo, Edward Spitz, Valerio Berruti, Riccardo Cordero, Margherita Grasselli e David Gerstein. Tra gli israeliani ci sono Avivit Segal e David Kassman.

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Cavalli, costumi e dimore

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

Torino 19 dicembre 2019 – 13 aprile 2020 GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino Anteprima per la stampa: mercoledì 18 dicembre ore 12. La mostra, a cura di Virginia Bertone tratteggia la formazione di Carlo Pittara e gli anni della “Scuola di Rivara”, per concentrarsi sulla storia e la fortuna critica della Fiera di Saluzzo. Il riallestimento del dipinto è quindi un’occasione di riscoperta, studio e approfondimento, per cercare di ritrovare le motivazioni della grande raffigurazione. Nello stesso tempo l’esposizione del dipinto ha permesso di verificare le sue condizioni conservative, a tale scopo è stato realizzato un nuovo telaio in sostituzione di quello non più utilizzabile del 1981.La grande opera suscitò grande entusiasmo del pubblico che visitò l’Esposizione Nazionale, per l’originalità dell’invenzione, la resa realistica della ricostruzione dell’antica fiera, accanto alla dimensione a scala naturale della rappresentazione. Il risultato è sorprendente: una grande parata di cavalieri, personaggi in costume e moltissimi animali: dalle capre ai bovini, dai cavalli di razza a quelli da tiro, dagli animali da cortile ai cani, fino alla scimmietta ritratta sulla spalla di un giovane con lo scopo di attrarre l’attenzione sulla merce di un pittoresco venditore di chincaglieria. Una sorta di grande affresco, se non addirittura la premonizione di una visione da cinemascope.
Al dipinto è affiancato un grande grafico che permette di individuare gli edifici e le dimore saluzzesi, e apprezzare le diverse specie degli animali raffigurati. Per il riconoscimento e lo studio degli animali dipinti con grande competenza da Pittara, la mostra si avvale in particolare dell’apporto di alcuni Docenti ed ex Docenti del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, nell’ambito di una collaborazione in occasione delle celebrazioni per i 250 anni dalla fondazione della Scuola Veterinaria di Torino.A concludere il percorso è una sezione dedicata all’Esposizione Nazionale del 1880 che propone i diversi acquisti della Città di Torino per il Museo Civico, a partire da una delle tele premiate: La deposizione di Papa Silverio di Cesare Maccari, che riflette un’impressionante ricerca di verità nella rappresentazione delle figure, anche qui grandi al vero, ispirate all’età romana tardoantica. Alla rievocazione dei primi martiri è dedicato il marmo dell’Eulalia Cristiana di Emilio Franceschi, anch’esso premiato, mentre al gusto orientalista rispondeva la rappresentazione sensuale della Schiava di Giacomo Ginotti. L’indagine compiuta in occasione della mostra ha permesso di mettere in luce, all’interno della collezione della GAM, diverse altre opere che parteciparono a quella manifestazione e che furono donate al Museo in momenti successivi: è il caso di un soggetto non lontano da quello Pittara, come la Fiera di animali a Moncalieri di Felice Cerruti Bauduc, che fu però completamente oscurato dalla presenza della Fiera di Saluzzo, o ancora il singolare soggetto dell’ormai anziano Francesco Gonin, Il primo cavallo domato dall’uomo. Sono inoltre esposti gli splendidi Studi per le “Tentazioni di Sant’Antonio” di Domenico Morelli che permettono di rievocare la presenza del dipinto che l’artista presentò con successo all’Esposizione. Domenico Morelli veniva premiato in quell’occasione con un diploma d’onore, mentre Antonio Fontanesi, che si presentava con la sua ultima fatica Le nubi, veniva ignorato ed escluso dalle premiazioni.La mostra si avvale della collaborazione scientifica di Lea Antonioletti, Sonia Damiano e Alice Guido ed è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale. Orari di apertura: da martedì a domenica: 10.00 – 18.00, lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima. Biglietti: Intero 10,00€ Ridotto 8,00€ Ingresso gratuito Abbonamento Musei e Torino Card.

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Mamma balli con me?

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

Roma Dal 20 dicembre al 5 gennaio Teatro de’Servi Via del Mortaro 22 (angolo Via del Tritone) Storia d’amore e di amicizia tra le mura di San Lorenzo di Monica Lugini e Paolo Pioppini 31 dicembre Speciale Capodanno Regia Alessandro Moser con Antonia Di Francesco, Monica Lugini, Tommaso Paolucci, Erica Picchi, Paolo Pioppini, Angela Ruggiero. Tecnico audio e luci Alessandro Moser. Grafica e foto Danilo Giovannangeli. Costumi Rossella Filipponi. Scene Muse&Musi Orario spettacoli I settimana: venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e 21, domenica ore 17.30 II e III settimana da martedì a venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e 21, domenica ore 17.30 Speciale Capodanno a teatro 31 dicembre ore 20.00 Brindisi e spettacolo euro 50,00
Mamma balli con me? ha il sapore delle pastarelle del pranzo della domenica, ha i colori delle smanicate incrociate sul davanti delle nonne, il candore delle canotte bianche dei padri dopo il lavoro, l’odore dei guanti di gomma da cucina delle mamme.
Questa famiglia, che trova le sue radici proprio tra quelli che sono scampati alle bombe, vive il conflitto tra padre e figlio che li separa su tutto, come un muro fatto a regola d’arte.E si racconta di una figlia adolescente che, nonostante l’età, sembra saperne molto di più di suo fratello sulla vita perché le piace ascoltare dai racconti della saggia nonna, che tra il lavoro a maglia, levare un malocchio, un proverbio romano e l’altro non spreca mai le parole ma racconta e racconta… Infine la zia vedova che arriva da Mondragone il cui unico sogno è di potere visitare il santuario di Lourdes. “Tutti conservano un segreto” sentenzia nonna Rosa, uno di quei segreti intoccabili, antichi come la radio rotta, dalla quale non suona più lo swing da ballare dei loro anni fuggiti. Segreti su cui la vita si stratifica giorno dopo giorno e che inaspettatamente tornano a galla, rovesciando quel mare che si agita nello stomaco malgrado le scelte compiute. La vita prende sempre una direzione, lasciando a volte in sospeso troppe questioni che gli anni, l’amore, le rinunce ammorbidiscono ma non dimenticano. L’amore vero è davvero uno solo? Chi lo sa, ma intanto: “mamma, balli con me?” Biglietti: Platea Intero € 24 – Ridotto € 18 – Under14 € 10 Galleria intero € 20 – Ridotto € 15 – Under14 € 10 http://www.teatroservi.it

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La mostra di Kenro Izu: Requiem for Pompei

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

Modena fino al 13 aprile 2020 via della Manifattura dei Tabacchi 83. A cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi. L’esposizione presenta 55 fotografie inedite, donate dall’artista giapponese alla Fondazione di Modena, frutto di una visione lirica di quanto è rimasto a Pompei, il giorno dopo l’eruzione del 79 d.C. Modena consolida il suo rapporto privilegiato con la fotografia, che l’ha portata a diventare uno dei punti di riferimento in Italia per questa particolare forma di espressione, capace di influenzare tutta la vita culturale della città, grazie all’apporto di istituzioni come la Galleria Civica e la Fondazione Fotografia Modena, entrambe confluite nel 2017 in Fondazione Modena Arti Visive.Proprio in una delle sue sedi, FMAV – MATA, Fondazione Modena Arti Visive presenta dal 6 dicembre 2019 al 13 aprile 2020 una mostra di grande suggestione dedicata a Pompei, a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi. L’esposizione è co-promossa dal Parco archeologico di Pompei che per l’occasione presterà alcune riproduzioni dei celebri calchi in gesso delle vittime dell’eruzione e che successivamente la ospiterà nei propri spazi espositivi.Protagonista è il fotografo giapponese Kenro Izu (Osaka, 1949), da sempre affascinato dalle vestigia delle civiltà antiche che lo hanno portato a realizzare delle serie di immagini all’interno dei siti archeologici più importanti e conosciuti al mondo, dall’Egitto alla Cambogia, dall’Indonesia all’India, dal Tibet alla Siria.A Modena, Kenro Izu presenta Requiem for Pompei, un progetto iniziato nel 2015, in collaborazione con Fondazione Fotografia Modena, dedicato alla città campana distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e sepolta sotto la cenere e i lapilli. Gli scavi archeologici hanno restituito non solo gli edifici, ma anche le forme esatte dei corpi degli abitanti nel momento della morte, grazie ai calchi eseguiti sui vuoti che essi hanno lasciato sotto la coltre pietrificata.L’esposizione propone una selezione di 55 immagini inedite, donate da Kenro Izu alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, scattate tra le rovine di Pompei, dove l’artista ha collocato, con un poetico gesto di pietà, le copie dei calchi originali dei corpi che spiccano come bianche sagome umane.L’intenzione di Kenro Izu non è quella di documentare i resti di Pompei, quanto di trasmettere il carattere sospeso fra meraviglia e distruzione che proviene dalle rovine, insistendo sull’idea di quanto è rimasto, il giorno dopo l’eruzione del Vesuvio.“Kenro Izu” – nelle parole dei curatori Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi – “ha la straordinaria capacità di abbattere i muri del tempo, creando immagini sublimi che ci accomunano nello spirito agli uomini di altre epoche, luoghi e civiltà. La sua preghiera per Pompei ci avvicina alle vittime di quella lontana tragedia ma al tempo stesso, come l’artista sottolinea, porta il nostro pensiero ai drammi analoghi che possono verificarsi oggi in qualunque momento e luogo del mondo”.
Orari Mercoledì, giovedì e venerdì: 11-13 / 16-19; sabato, domenica e festivi: 11-19 Aperta 25 dicembre e 1° gennaio: 16-19 Ingresso
Intero € 6,00| Ridotto € 4,00 Ingresso libero: mercoledì | prima domenica del mese

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Concerto a Maria

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

Roma Sabato 7 dicembre – ore 19.30 Basilica Sant’Andrea delle Fratte – Santuario Madonna del Miracolo Via di Sant’Andrea delle Fratte, 1. In occasione dell’Immacolata e delle prossime festività natalizie, Paoline organizza un concerto dedicato a Maria: un percorso musicale tra classici mariani e natalizi a cura del M° Andrea Montepaone, che dirigerà l’Orchestra Supernova.Tra i brani che verranno eseguiti dall’orchestra, titoli celebri ed estremamente popolari, come ad esempio Salve Regina, Nome dolcissimo, Tu scendi dalle stelle, Stille Nacht. Classici di cui il M° Montepaone racconterà anche genesi e curiosità.Il concerto sarà inoltre arricchito dalla presentazione del volume La Natività nella Legenda Aurea, con interventi di Rodolfo PAPA, Presidente dell’Accademia Urbana delle Arti, e Silvia GUIDI, Giornalista de L’Osservatore Romano.
Andrea Montepaone – Nato a Roma, dopo aver conseguito una laurea in DAMS ed un dottorato in orchestrazione cinematografica, si è perfezionato con Stelvio Cipriani, acquisendo una grande versatilità specie nella tecnica della scrittura per orchestra. Ha iniziato presto un’intensa attività di autore nel campo della musica da commento e diverse sue composizioni originali ed elaborazioni sono state inserite in film e fiction, tra cui quattro stagioni di Don Matteo. La sua attività si è poi maggiormente orientata verso il mondo televisivo: ha pubblicato venti raccolte discografiche di musiche, spesso utilizzate per servizi giornalistici, sigle o spot pubblicitari, programmi Rai e Mediaset. Di rilievo anche le sue collaborazioni nell’ambito del pop: con i Tiromancino, per i quali ha arrangiato e diretto la canzone Il rubacuori al 58° Festival di Sanremo; con Tony Renis, per l’album d’esordio del trio Il Volo; con Dolcenera, per il Coca Cola Summer Festival di Roma. Nel 2017 ha vinto il Premio Respighi della Chamber Orchestra of New York nella categoria compositori con il brano The Holy Family. Il primo disco pubblicato con Paoline è stato Sinfonia Gregoriana, a cui è seguita, oltre alla serie Classici di Natale, la collana Classici mariani.
Orchestra Supernova – Fondata nel 2010 dal M° Montepaone, che ne è anche il direttore artistico, è composta da musicisti di grande esperienza professionale provenienti da importanti orchestre italiane e ha sviluppato in maniera particolare un repertorio cinematografico e leggero, adattandosi a qualsiasi evento in cui la musica riveste un ruolo fondamentale. La Legenda Aurea, testo agiografico composto da Jacopo da Varagine nella seconda metà del XIII secolo, è un caposaldo della letteratura cristiana, al quale si sono riferiti molti artisti, per illustrare la storia sacra. Basti ricordare Giotto per la Cappella degli Scrovegni o Piero della Francesca per le Storie della vera croce. Il volume “La Natività nella Legenda Aurea” raccoglie i testi che hanno particolare relazione con il Natale, corredati di immagini tratte dal patrimonio artistico medioevale e rinascimentale. Un racconto insieme storico e fiabesco, dal fascino ineguagliabile, paragonabile ai grandi classici della letteratura. Il libro è arricchito dall’introduzione del card. Gianfranco Ravasi.

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Fiera nazionale della piccola e media editoria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

Roma 4-8 dicembre 2019 La nuvola Eur. Più libri più liberi. Il 2019 si conferma come un anno positivo per l’editoria italiana. Lo dicono i dati Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) riferiti alle vendite di libri di varia (esclusi quindi scolastici e universitari) nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, grande distribuzione organizzata, piattaforme online compreso Amazon) che registrano una crescita del 3,7% nei primi undici mesi dell’anno, pari a 1,131 miliardi di euro. Crescono – ed erano molti anni che ciò non accadeva – anche il numero di copie vendute toccando, a un mese dal Natale, il più 2,3%, pari a 77,4 milioni di copie.Sono questi i primi dati dell’andamento del mercato che verranno illustrati a Roma, in occasione di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria. Nel corso del convegno Il Natale è alle porte: come è andato il mercato trade nel 2019 per piccoli e grandi editori, in Sala Aldus mercoledì 4 dicembre dalle 15.30. Un focus particolare durante l’illustrazione dell’andamento del mercato sarà dedicato al ruolo giocato dalla piccola e media editoria. Intervengono, all’incontro organizzato in collaborazione con Nielsen, Carlo Gallucci (Gallucci editore), Diego Guida (Presidente Gruppo Piccoli Editori dell’AIE), Bruno Mari (Giunti), moderati dalla giornalista Sabina Minardi (L’Espresso).
E il focus sul ruolo della piccola e media editoria torna in maniera centrale nel convegno Per un programma di filiera, in Sala Aldus giovedì 5 dicembre dalle 14.30, durante il quale verrà presentato il documento “Professione editore, un programma del Gruppo Piccoli Editori AIE. Proposte per una filiera più efficiente”, frutto delle riflessioni scaturite dal tavolo di lavoro attivato due anni fa dal Consiglio del Gruppo Piccoli Editori e base di confronto per tutto il comparto. All’incontro, organizzato in collaborazione con Aldus, il network delle fiere del libro europee supportato dal programma Europa Creativa della Commissione Europea, intervengono Lorenzo Armando (Armando Editore), Diego Guida (Presidente Gruppo Piccoli Editori di AIE), Gregorio Pellegrino (Effatà).
Quest’anno il polo consolida ulteriormente la sua centralità in un’area organica di 500 metri quadrati, composta dal Business Centre al Piano Forum de la Nuvola e dal Rights Centre – che ospiterà ben 36 operatori stranieri – al Livello N5, e che venerdì 6 dicembre, per la prima volta, diventerà Area Book Influencer, per veri e propri speed date tra book influencer ed editori. L’obiettivo è accrescere l’importanza che queste attività (convegni, servizi alle aziende, incontri b2b) hanno per gli operatori italiani e stranieri, seguendo una delle vocazioni costitutive della Fiera: essere punto di riferimento, di aggiornamento, di formazione, di dibattito per gli addetti ai lavori e confermarsi punto di riferimento internazionale per le piccole e medie case editrici europee (ma non solo). Il Rights Centre: 35 gli operatori stranieri provenienti da 18 Paesi Continua a crescere infatti il percorso di valorizzazione del programma di scambi di diritti per incentivare l’internazionalizzazione della piccola editoria in fiera. Il 4 e 5 dicembre al Piano N5 sarà in funzione il Rights Centre per gli appuntamenti B2B per lo scambio dei diritti con 35 operatori stranieri (erano 30 l‘anno scorso) provenienti da 18 Paesi – Brasile, Canada, Croazia, Francia, Germania, Lettonia, Lituania, Olanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Russia, Serbia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Ucraina. Nuovi modi di informarsi e nuove forme di marketing, ma anche nuovi prodotti che rinnovano la lettura e il modo in cui sono veicolate le storie: se nell’incontro “Audiolibri e podcast.
Momenti professionali a 360 gradi che si svolgono in forma gratuita per gli operatori durante i cinque giorni della Fiera ma preparati anche da momenti introduttivi, come il seminario sugli Strumenti della Business Intelligence per la gestione dell’impresa, il webinar dedicato a «come si presenta il proprio progetto editoriale ai book influencer», lo sviluppo di Professione editore per migliorare l’efficienza della filiera, la visibilità dei piccoli editori nei canali e per mettere a disposizione dei piccoli editori strumenti operativi e pratici funzionali a migliorare la loro attività.

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“Autunno D’Autore”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

 

Senise (PZ) 7 dicembre 2019 alle ore 18.30 nel Complesso Monumentale di San Francesco –“Palazzo Falcone e Borsellino” – datato XIII secolo, recentemente ristrutturato, con annessa la Bellissima chiesa di Santa Maria degli Angeli, custode di un raffinato polittico rinascimentale di Simone da Firenze (1523) , si svolgerà l’evento “Autunno D’Autore”. La Località si trova nel cuore della più estesa area protetta italiana, il Parco Nazionale del Pollino, nella valle del fiume Sinni. Nel suo territorio insiste il borgo antico di Senise, di origini normanne, si sviluppa ai piedi del castello medioevale ed è un inestricabile labirinto di viuzze, case antiche, e vicoli decorati da preziose e croccanti collane purpuree lasciate essiccare al sole sui balconi: i Peperoni “Cruschi” , prelibatezza lucana ormai nota in tutto il mondo e la diga di Monte Cutugno , invaso artificiale più grande d’Europa. La manifestazione voluta fortemente dal Comune di Senise nella persona del Commissario Dr. Alberico Gentile è organizzata dall’associazione culturale “ Il Girasole ”. In passerella sfileranno lo stilista internazionale Koscanyo , Ambasciatore Siciliano in giro per il mondo che presenterà le sue nuove creazioni di alta moda. Rappresenta la sua sicilianità attraverso i suoi abiti e lo fa con grande onore e dignità e questo viene premiato, ogni anno, dai tantissimi clienti che arrivano da diverse parti del mondo. Anche la donna araba, tedesca, russa, gradisce gli abiti Koscanyo. Tommaso Filieri con i suoi stupendi abiti di composizioni floreali naturali di stile botticelliano , che porterà in scena una rappresentazione degli “ Ori di Senise” , le creazioni artigianali del famosissimo Gioielliere Gerardo Sacco , gioielli fatti a mano , dallo stile eclettico e multiforme , interamente pensati, disegnati e realizzati nel laboratorio-bottega del maestro orafo ed infine gli abiti da sposa dell’Atelier Do’ di Domenica Cozzi , lucana e vincitrice di numerosi premi di caratura nazionale che porterà in scena la sua nuova collezione sposa 2020 “ le pagine della nostra vita”. La serata sarà presentata dallo Showman Francesco Capodacqua, direttamente dal programma di Amici. Ospite il noto Instant Fashion Alfredo Nocera che realizzerà dal vivo, con il solo ausilio di stoffe e spilli, abiti unici direttamente in palcoscenico con le top model le quali indosseranno gli originali outfits.
l make up e hair styling sono a cura della Scuola Europea Accademia di Policoro e Matera, creata e gestita da Mirella D’Alessandro , le fotografie di Petrigliano Domenico. Particolare attenzione sarà data allo scopo sociale: a cura dell’associazione “Lucanicom” che si occupa di diffondere la cultura dell’inclusione e della solidarietà. L’evento sarà seguito da Telenorba, da TV e organi di stampa locali (La Siritide BasilicataNotizie.net, Radio Senise Centrale).

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In scena: “Doc – Donne di origine controllata”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

Roma Sabato 7 dicembre ore 21 – domenica 8 dicembre ore 18 Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, 8 Biglietto: intero 20 euro; ridotto 15 Di Valter Lupo, Gianluca Giugliarelli, Francesca Reggiani e Linda Brunetta. Un nuovo show, anzi uno dei pochi ‘oneman show al femminile’: Francesca Reggiani è la protagonista di “Doc – Donne di origine controllata”, in scena sabato 7 e domenica 8 dicembre al Teatro Palladium di Roma nell’ambito del Festival Flautissimo, giunto quest’anno alla sua ventunesima edizione. Più che uno spettacolo, un vero manuale di sopravvivenza al caos. Non esiste più la strada sicura, il posto fisso, la via retta. Oggi si procede per sbandamenti. Rimbalziamo tra vero e falso, tra realtà e reality, tra innovazione e tradizione. Con la sensazione di essere le palline di una partita a flipper giocata da altri. Non doveva andare cosi! E dunque non ci restano che due opzioni. Piangersi addosso. Farci sopra della satira. La Reggiani, naturalmente, sceglie la seconda. Affila le armi che le sono proprie per costruire uno spettacolo che procede per frammenti. Monologhi sull’attualità (le pari opportunità, il corpo della donna, la politica, gli influencer), parodie di personaggi famosi (Giorgia Meloni, Chiara Ferragni), contributi video che fanno il verso a programmi televisivi (Chi l’ha visto con Federica Sciarelli) e jingle pubblicitari. Un procedere sincopato, a strappi, per comporre un puzzle dove tutto si tiene, dove mondi apparentemente inconciliabili finiscono per parlare tra loro.http://teatropalladium.uniroma3.it/

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Mostra “Migration”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

Castelbuono (PA) domenica 15 dicembre, ore 12.00 inaugurazione e apertura al pubblico: (dal 15 dicembre 2019 – 12 aprile 2020) Museo Civico di Castelbuono Piazza Castello. mostra Migration, a cura di Susanne Anna, Laura Barreca e Raya Zommer-Tal, direttrici rispettivamente dello StadtMuseum di Du¨sseldorf (Germania), del Museo Civico di Castelbuono (Italia) e del Janco-Dada Museum di Ein Hod (Israele). Migration è un’esposizione itinerante, co-prodotta dai tre musei e realizzata con il sostegno della Fondazione Federico II. La mostra Migration rappresenta l’evento conclusivo del programma di BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo a Palermo (www.bampalermo.com), il festival internazionale di teatro, musica e arti visive dedicato ai popoli e alle culture dei paesi che si affacciano sul mare, incentrato sulle tematiche dell’accoglienza e del dialogo. Dopo Castelbuono, Migration approderà al Janco-Dada Museum di Ein Hod (maggio-dicembre 2020) e infine allo StadtMuseum di Du¨sseldorf (giugno-agosto 2021).Tre poli geografici che esprimono tre punti di vista differenti sul tema della migrazione, analizzandone gli elementi e le problematiche secondo prospettive e latitudini diverse, europee e mediterranee. L’intento del progetto è di coinvolgere i musei nel loro ruolo di “osservatori” privilegiati sul presente, sollecitando nel pubblico una riflessione critica attraverso gli occhi di sei artisti, di altrettante nazionalità, selezionati dai tre direttori dei Musei.Il progetto espositivo, con il coordinamento curatoriale di Alessandro Pinto, comprende circa venti opere di Oren Fisher, Hadar Mitz, Margherita Moscardini, Edith Oellers, Klaus Richter, Francesco Simeti, che indagano le diversità politiche, economiche e geografiche sulla migrazione, questione di portata storica, generata da condizioni di vita precarie, da situazioni di violenza, da guerre, e dal divario crescente tra paesi poveri e ricchi.
Patrizia Monterosso, Presidente della Fondazione Federico II nel suo contributo in catalogo afferma: “Il bisogno di ordine nelle nostre vite rischia di semplificare il fenomeno dell’immigrazione e della morte di migliaia di uomini, donne e bambini, applicando uno schematismo sull’appartenenza e sull’esclusione, delle vite utili e delle vite superflue. Così facendo il dramma dell’immigrazione accresce ancor più la sua tragicità, perché ci si pone nell’atteggiamento di spettatori indifferenti dinanzi ad un numero sempre continuo di morti.” “La mia idea curatoriale si riferisce al termine “migrazione” solo come lo stato in cui una persona prende la decisione di lasciare il suo paese quando la sua vita o la sua libertà sono in pericolo. Questa era la condizione degli ebrei in Europa prima e durante l’Olocausto”, così descrive Raya Zommer-Tal il suo contributo al progetto. Susanne Anna fa riferimento alla condizione di multiculturalismo presente in germania: “Nel Museo della Citta` di Du¨sseldorf la storia della citta` coincide con la storia della migrazione. Pertanto, la collaborazione con colleghi e artisti tedeschi, italiani e israeliani sul tema della migrazione e` piu` che appropriata. Un clima cittadino sociale, liberale e multiculturale ha caratterizzato fin dall’inizio la piccola citta` sul Reno”.
Nell’ottica di sviluppare conoscenza e consapevolezza sulle tematiche della mostra nelle giovani generazioni, il Museo Civico di Castelbuono ha programmato un ciclo di conferenze, dibattiti, proiezioni e incontri pubblici e destinati al coinvolgimento delle scuole. Ospiti del Museo saranno giornalisti, attivisti, associazioni, esperti in diritti umanitari e dei rifugiati che direttamente e quotidianamente affrontano la questione migratoria, chiamati a dare testimonianza del loro operato con lo scopo di accrescere conoscenza dei fatti e maturare un rinnovato senso di responsabilità civica. Tra questi Emma Averna e Aldo Premoli, co-fondatori dell’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa; Alessandra Sciurba, avvocato di Mediterranea Saving Humans; Clementina Cordero di Montezemolo, presidente dell’Associazione Beyond Lampedusa; Leila Segal, fondatrice della no-profit Voice of Freedom, Paola Caridi, giornalista e scrittrice, Clarissa Podbielski, e altri.
Inoltre l’Associazione degli Amici del Museo Civico di Castelbuono ha sviluppato un programma di iniziative che si svolgeranno durante tutto il periodo espositivo della mostra.La mostra è accompagnata da un catalogo in italiano e inglese, pubblicato da Edizioni Kalós, e con testi delle tre curatrici, Maria Enza Puccia, Presidente del Museo Civico, Patrizia Monterosso, Direttore Generale della Fondazione Federico II, Andrea Cusumano, Direttore Artistico di BAM e Clarissa Podbielski, Avvocato ed esperta in Diritti umani, Diritto internazionale e Diritto dei rifugiati.
ORARIO INVERNALE: (in vigore dal 1° ottobre al 31 marzo) dal lunedì a domenica: 09.30 – 17.00
BIGLIETTO: intero € 5,00; ridotto € 3,00 (adulti oltre i 65 anni e ragazzi dagli 8 ai 18 anni, scolaresche e gruppi superiori a 12 persone, soci Touring club, altre convenzioni); ridotto € 2.00 residenti e nati a Castelbuono, altre convenzioni; gratuito per bambini fino a 7 anni d’età, portatori di handicap con accompagnatore, docenti e guide turistiche che accompagnano gruppi, studenti delle Facoltà di Arte e Architettura, membri ICOM, giornalisti accreditati.

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Nuova mostra fotografica di paolo Gotti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

Bologna 14 dicembre 2019 – 28 febbraio 2020 Temporary Gallery via Orfeo 4/a, mostra Oltre i confini in cui Paolo Gotti si misura con un tema complesso, quello del superamento di limiti e barriere, siano essi geografici, geopolitici, culturali, sociali o anche solo mentali.“Nessun uomo è un’isola”, scriveva il poeta teologo John Donne nel diciassettesimo secolo, e questo è ancora più vero oggi in un mondo sempre più interconnesso dove la globalizzazione sta cambiando gli equilibri del pianeta. Uno scenario dove il confine è una curva immateriale, arbitraria e del tutto convenzionale, la frontiera di una superficie controllata da un individuo o da un popolo, una linea che separa e allo stesso tempo unisce, che ci serve per organizzare i pensieri, dare un senso alle cose ma anche per abbattere pregiudizi e rigidità.Il superamento dei confini è dettato anche da un irrefrenabile desiderio di conoscenza o di conquista, in particolare dei luoghi in cui i tre elementi – aria, acqua, terra – tendono a confondersi in labili orizzonti, in paesaggi esotici e lontani alle estremità del pianeta: dall’Islanda alla Bolivia fino al Nepal, deserti di sabbia e di sale, basse maree e oceani, strade che scompaiono dietro alle montagne, che suggeriscono vie ancora da percorrere. L’attraversamento del cielo apre il percorso di Paolo Gotti, che poi si sofferma su luoghi di infiniti transiti, fino ad arrivare a quella terra che l’uomo ha delimitato e recintato e che solo l’orizzonte libera.
L’obiettivo di Paolo Gotti indugia anche sulle persone, fotografate mentre osservano un panorama senza tuttavia entrarci veramente, uno spazio che si dilata all’infinito, che si può solo intuire e non comprendere, in senso quasi leopardiano. Altri soggetti delle fotografie di Paolo Gotti sono ripresi invece nell’atto di attraversare la scena. Lo fanno sullo sfondo di un aeroporto, luogo di passaggio per eccellenza oltre i confini. Lo fanno in uno sperduto paese tra le montagne del Nepal. Oppure sfrecciano su un treno, con lo sguardo che suggerisce una profonda inquietudine. O ancora, condividono momenti di gioia – come nella fotografia che ritrae i figli sorridenti dei minatori d’oro in Ghana – aprendosi agli altri e superando gli steccati della mente, come forse solo i bambini sanno fare.In occasione della mostra sarà presentato anche il calendario 2020 “Oltre i confini”. Martedì-venerdì: 16.30-19.30 sabato e domenica: 11-13 e 16.30-19-30 chiuso lunedì

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Concerto a Maria

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

Roma Sabato 7 dicembre – ore 19.30 Basilica Sant’Andrea delle Fratte – Santuario Madonna del Miracolo Via di Sant’Andrea delle Fratte, 1. In occasione dell’Immacolata e delle prossime festività natalizie, Paoline organizza un concerto dedicato a Maria: un percorso musicale tra classici mariani e natalizi a cura del M° Andrea Montepaone, che dirigerà l’Orchestra Supernova.Tra i brani che verranno eseguiti dall’orchestra, titoli celebri ed estremamente popolari, come ad esempio Salve Regina, Nome dolcissimo, Tu scendi dalle stelle, Stille Nacht. Classici di cui il M° Montepaone racconterà anche genesi e curiosità.Il concerto sarà inoltre arricchito dalla presentazione del volume La Natività nella Legenda Aurea, con interventi di Rodolfo PAPA, Presidente dell’Accademia Urbana delle Arti, e Silvia GUIDI, Giornalista de L’Osservatore Romano.Andrea Montepaone – Nato a Roma, dopo aver conseguito una laurea in DAMS ed un dottorato in orchestrazione cinematografica, si è perfezionato con Stelvio Cipriani, acquisendo una grande versatilità specie nella tecnica della scrittura per orchestra. Ha iniziato presto un’intensa attività di autore nel campo della musica da commento e diverse sue composizioni originali ed elaborazioni sono state inserite in film e fiction, tra cui quattro stagioni di Don Matteo. La sua attività si è poi maggiormente orientata verso il mondo televisivo: ha pubblicato venti raccolte discografiche di musiche, spesso utilizzate per servizi giornalistici, sigle o spot pubblicitari, programmi Rai e Mediaset. Di rilievo anche le sue collaborazioni nell’ambito del pop: con i Tiromancino, per i quali ha arrangiato e diretto la canzone Il rubacuori al 58° Festival di Sanremo; con Tony Renis, per l’album d’esordio del trio Il Volo; con Dolcenera, per il Coca Cola Summer Festival di Roma. Nel 2017 ha vinto il Premio Respighi della Chamber Orchestra of New York nella categoria compositori con il brano The Holy Family. Il primo disco pubblicato con Paoline è stato Sinfonia Gregoriana, a cui è seguita, oltre alla serie Classici di Natale, la collana Classici mariani.
Orchestra Supernova – Fondata nel 2010 dal M° Montepaone, che ne è anche il direttore artistico, è composta da musicisti di grande esperienza professionale provenienti da importanti orchestre italiane e ha sviluppato in maniera particolare un repertorio cinematografico e leggero, adattandosi a qualsiasi evento in cui la musica riveste un ruolo fondamentale. Oltre ad aver partecipato a diversi concerti, svolge soprattutto attività in studio di registrazione e, parallelamente a numerosi album del M° Montepaone, ha inciso l’ultima colonna sonora di Manuel De Sica, composta per il film L’altro Adamo di Pasquale Squitieri (2014) e alcune musiche da commento di Maurizio Abeni (2019). Negli ultimi anni ha intrapreso una felice collaborazione con Marco Frisina registrando diversi suoi CD. La Legenda Aurea, testo agiografico composto da Jacopo da Varagine nella seconda metà del XIII secolo, è un caposaldo della letteratura cristiana, al quale si sono riferiti molti artisti, per illustrare la storia sacra. Basti ricordare Giotto per la Cappella degli Scrovegni o Piero della Francesca per le Storie della vera croce. Il volume “La Natività nella Legenda Aurea” raccoglie i testi che hanno particolare relazione con il Natale, corredati di immagini tratte dal patrimonio artistico medioevale e rinascimentale. Un racconto insieme storico e fiabesco, dal fascino ineguagliabile, paragonabile ai grandi classici della letteratura. Il libro è arricchito dall’introduzione del card. Gianfranco Ravasi.

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Valeria Marini al Bagaglino ne “La Presidente”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Grande successo per la prima de La Presidente con protagonista una sexy e strepitosa Valeria Marini, che apre la stagione teatrale del Salone Margherita. La primadonna dello spettacolo italiano viene diretta nuovamente dal Maestro Pierfrancesco Pingitore che la elegge Presidente al Quirinale. Un sodalizio che dura da anni quello tra Pingitore e la Marini, sin dai tempi de Il Bagaglino: l’affetto e la stima reciproca hanno conquistato pubblico e critica presenti in sala.
Quindi dimenticate la Marini del varietà perché sta per arrivare una nuova Valeria, più decisa che mai a difendere il suo popolo e la sua poltrona, d’altronde viviamo nell’era del cambiamento.Al fianco della Presidente, gli attori ormai storici del Bagaglino: Martufello, Mario Zamma, Manuela Villa, Morgana Giovannetti, Enzo Piscopo.Tutti si chiederanno: Cosa fa una ex showgirl alle prese con un mestiere del tutto nuovo? Fa quello che farebbe qualsiasi Presidente della Repubblica al suo posto: riceve i grandi della Terra e per ciascuno ha una parola o una canzone da offrire, mentre sotto i suoi occhi i grandi-piccoli nostrani litigano e s’insultano come fanno ogni giorno. Ma alla fine, la Presidente Valeria saprà ben trovare una soluzione che forse farà il bene dell’Italia?.
Standing ovation alla fine dello spettacolo hanno emozionato la Marini che ha ringraziato tutto il suo pubblico con un bis finale. In platea ad applaudire la showgirl, tanti i volti noti dello spettacolo Valeria Fabrizi, Alda D’eusanio, Eva Grimaldi e Imma Battaglia, Giancarlo Magalli, Anna Falchi, Gianlugi Martino, Fabio Barone, Vittorio Cecchi Gori e molti altri.
Durante la serata sono stati raccolti i fondi per la Sorridendo Onlus, della quale Valeria Marini è ambasciatrice del sorriso. L’associazione evolverà i proventi per la costruzione del primo maneggio di ippoterapia gratuita nella casa famiglia di Capitano Ultimo.Si ringrazia Oro Italia Investimenti, sponsor de La Presidente, leader nel commercio di Oro da investimento, che ha omaggiato gli ospiti con un lingottino d’oro.

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Mostra: Oreste Casalini “Per sempre”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Roma 7 dicembre 2019 ore 18.00 Kou Gallery Via della Barchetta 13 (Fino al 20 dicembre 2019) a cura di Fabrizio Pizzuto e Paola Pallotta. La mostra è dedicata ad un tema specifico, lo spirito della libera ricerca, che in materiali e tecniche diverse l’autore ha sviluppato dal 1987 ad oggi. Un gruppo di opere apparentemente eterogeneo in una sorta di dialogo interiore con un medesimo soggetto, la trasmissione del sapere ‘di padre in figlio’, la concatenazione delle intenzioni, il tradimento, le scoperte, il ritorno alle origini, che nell’insieme vuole fare il punto su un atteggiamento specifico dell’artista, in parallelo e in riferimento anche ad ambiti del tutto estranei al mondo dell’arte. La mostra è stata infatti voluta e sostenuta dall’incontro di saperi provenienti da ambiti molto diversi, diverse esperienze che per questa occasione insieme cercano di mettere a fuoco l’essenza dello spirito della libera ricerca e la necessità di integrare diverse forme di conoscenza per raggiungere risultati e soluzioni inedite e imprevedibili.
L’ARTOI, Associazione di professionisti votati alla ricerca e alla sperimentazione di terapie oncologiche integrate, lo Studio di INGEGNERIA DEFA, polo d’eccellenza di alta ingegneria integrata, la KOU Gallery, centro culturale dove si combinano linguaggi differenti, rendono possibile l’esposizione di una serie di opere di Oreste Casalini dedicate al tema dell’integrazione delle conoscenze nella ricerca artistica contemporanea. Filo conduttore, la volontà di fare libera ricerca con l’obiettivo di promuovere la conoscenza pura, più lontana possibile da vischiosi compromessi con i sistemi omologati. Colui che dedica la vita alla ricerca è Homo Sacer (sacro), rifugge le logiche del potere, accetta la marginalità (quasi follia) sapendo che soltanto in quel modo può far progredire il mondo e riconnetterlo alle radici feconde. Si tratta di un percorso (una fuga) quasi infinito: come Ulisse, il ricercatore non si adagia sui risultati raggiunti e subito riprende il largo per continuare a cercare, con ostinazione, fede, caparbietà, o forse soltanto ottusità. In particolare l’artista, l’Homo Faber, che custodisce la sapienza del costruire cose mirabili, deve scegliere ad ogni passo: farsi dominare dalle proprie ossessioni o accettare, approfittandone, un percorso ben disegnato e sicuro in cui ottenere successo nel conformismo.
Durante il vernissage interverranno Fabrizio Pizzuto e Paola Pallotta curatori del progetto, Massimo Bonucci Presidente di ARTOI Associazione per la Ricerca di Terapie Oncologiche integrate, Generoso Falciano CEO della DEFA Società di Ingegneria e Sandro Lorenzatti, archeologo e ricercatore, Alessandra Francesca Borzacchini, artista e promotrice dello spazio SBA Sporting Beach Arte che nell’ultimo anno ha ospitato Oreste Casalini in una residenza d’artista a Ostia sul mare.Alle ore 20:00 il maestro Leonardo Gensini eseguirà dal vivo “PETRA n°2”, una composizione inedita, un unico movimento per ceramica, sassi, parola e silenzio.
Alle ore 21:00 il poeta Marino Santalucia reciterà un suo testo inedito “ASSENZE”, in una performance per sola voce.
Oreste Casalini nato a Napoli nel 1962, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e espone dal 1989.

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Letizia Battaglia: Storie di strada

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Milano, Palazzo Reale 5 dicembre 2019 – 19 gennaio 2020 Anteprima stampa Mercoledì 4 dicembre ore 12.00. Fino al 19 gennaio 2020, negli spazi espositivi di Palazzo Reale a Milano, sarà aperta al pubblico la grande mostra “Storie di strada”, una grande retrospettiva con oltre 300 fotografie che riscostruiscono per tappe e temi la straordinaria vita professionale di Letizia Battaglia. Promossa da Comune di Milano|Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre e Musei, la mostra anticipa con la sua apertura il palinsesto “I talenti delle donne”, promosso e coordinato dall’Assessorato alla Cultura, che durante tutto il 2020 proporrà iniziative multidisciplinari – dalle arti visive alle varie forme di spettacolo dal vivo, dalle lettere ai media, dalla moda alle scienze– dedicate alle donne protagoniste nella cultura e nel pensiero creativo.
Con circa 300 fotografie, molte delle quali inedite, “Storie di strada” attraversa l’intera vita professionale della fotografa siciliana, e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo costruito su diversi capitoli e tematiche. I ritratti di donne, di uomini o di animali, o di bimbi, sono solo alcuni capitoli che compongono la rassegna; a questi si aggiungono quelli sulle città come Palermo, e quindi sulla politica, sulla vita, sulla morte e sull’amore, e due filmati che approfondiscono la sua vicenda umana e artistica. Il percorso espositivo si focalizza sugli argomenti che hanno costruito la cifra espressiva più caratteristica dell’artista, che l’ha portata a fare una profonda e continua critica sociale, evitando i luoghi comuni e mettendo in discussione i presupposti visivi della cultura contemporanea. Quello che ne risulta è un vero ritratto, quello di un’intellettuale controcorrente, ma anche una fotografa poetica e politica, una donna che si interessa di ciò che la circonda e di quello che, lontano da lei, la incuriosisce.
Non ha bisogno di presentazioni Letizia Battaglia (Palermo, 1935). Non solo in Italia, ma anche all’estero: nel 2017 il New York Times l’ha infatti citata come una delle undici donne straordinarie dell’anno.Letizia Battaglia ha raccontato da insider tutta Palermo, per non parlare del contributo dato al teatro, all’editoria e alla promozione della fotografia come disciplina. È riconosciuta come una delle figure più importanti della fotografia contemporanea non solo per i suoi scatti saldamente presenti nell’immaginario collettivo, ma anche per il valore civile ed etico da lei attribuito al fare fotografia.Nel corso della sua vita Letizia Battaglia ha raccontato anche i volti dei poveri e le rivolte delle piazze, tenendo sempre la città come spazio privilegiato per l’osservazione della realtà, oltre che del suo paesaggio urbano. Letizia Battaglia ‘tratta’ il suo lavoro come un manifesto, esponendo le sue convinzioni in maniera diretta, vera, poetica e colta, rivoluzionando così il ruolo della fotografia di cronaca. Impara la tecnica direttamente ‘in strada’, e le sue immagini si distinguono da subito per il tentativo di catturare una potente emozione e quasi sempre un sentimento di ‘pietas’.I soggetti di Letizia, scelti non affatto casualmente, hanno tracciato un percorso finalizzato a rafforzare le proprie ideologie e convinzioni in merito alla società, all’impegno politico, alle realtà emarginate, alla violenza provocata dalle guerre di potere, all’emancipazione della donna.Molti sono i documentari che hanno indagato la sua figura di donna e di artista, il più recente dei quali è stato presentato all’edizione 2019 del Sundance Film Festival. Il film Shooting The mafia, per la regia di Kim Longinotto, racconta Letizia Battaglia giornalista e artista, che con la sua macchina fotografica e la propria movimentata vita è testimone in prima persona di un periodo storico fondamentale per la Sicilia e per l’Italia tutta, quello culminato con le barbare uccisioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.Accompagna la mostra un catalogo Marsilio Editori, con testi di Francesca Alfano Miglietti, Leoluca Orlando, Maria Chiara Di Trapani, Filippo La Mantia, Paolo Ventura.

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Primo concorso fotografico internazionale dedicato ai trittici

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Lugano. 3 dicembre 2019. Negli spazi di via Pelli 13 – piano primo – Lugano di Artphilein Library, alle ore 18.30, saranno esposti i lavori dei cinque finalisti: ERNESTO BLOTTO (Italia) ENNIO DEMARIN (Italia) MIYUKI OKUYAMA (Giappone) PIETRO PRIVITERA (Italia) ANDREA TONELLOTTO (Italia). La giuria, presieduta da Andrea Micheli, e impreziosita dalla partecipazione del curatore Gian Franco Ragno, proclamerà il vincitore durante la serata.L’autore dell’opera vincitrice si aggiudicherà un premio in denaro di CHF 1’500 e la possibilità di una mostra personale da Heillandi Gallery a Lugano (CH).Heillandi Gallery e Andrea Micheli, insieme agli Sponsor UBP – Union Bancaire Privée e De Pietri Artphilein Foundation, proclameranno il 3 dicembre 2019 presso Artphilein Library il vincitore della prima edizione del Swiss Photo-Three Award, primo premio internazionale dedicato ai trittici ed aperto a fotografi, professionisti e non, di ogni nazionalità. Uno degli obiettivi che lo Swiss Photo-Three Award si è posto è quello di contribuire ad affermare il tema dell’identità in fotografia, della centralità espressiva; la forma del trittico è insidiosa e in quanto tale un banco di prova per identificare, ove presente, un linguaggio fotografico definito e solido.

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