Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for the ‘Mostre – Spettacoli/Exhibitions – Theatre’ Category

Exhibitions – Theatre

“Museo Ugo Guidi”: ArteFatti in natura

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Forte dei Marmi Via M. Civitali 33 inaugurazione sabato 11 ore 15:30 – domenica 12 dicembre dalle ore 16 alle 18 verrà inaugurata la mostra “ArteFatti in natura” a cura di Lorenzo Belli, organizzata da Alkedo aps e dove saranno presenti alcuni artisti chesono attivi sul territorio versiliese e che trattano di tematiche filoambientali. La mostra pop up sarà della durata di due giorni e verranno esposte le opere di Florian D’Angelo,Marco Guazzini, Paolo Nicolai, Tatiana Villani, Cosimo Vella saranno affiancate da una selezione di foto frutto di un workshop docu-fotografico svolto con il supporto del collettivo Leaf Creations. L’esposizione degli scatti sarà una fotografia sullo stato dell’ambiente in una porzione del territorio di Forte dei Marmi, dove l’uomo convive con la natura da quando ha strappato queste terre alla zona paludosa del Lago di Porta. È dal connubio tra natura, arte e coinvolgimento emozionale di chi condivide interessi come la mobilità sostenibile e le varie forme d’arte che nasce ArteFatti in natura; come spiega il curatore Lorenzo Belli “il progetto intende focalizzare l’attenzione su una dialettica e su due dinamiche, il comportamento attivo e le forme di arte, sviluppando tre distinte linee di azione: un talk on line interdisciplinare sull’arte e l’approccio consapevole verso la natura, un workshop fotografico in presenza e una mostra collettiva degli artisti coinvolti.” Aspetto fondamentale è il coinvolgimento di artisti che operano ormai da anni un ripensamento in chiave artistica e educativa dell’approccio con l’elemento ambiente.

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Lu Yang is Deutsche Bank’s “Artist of the Year” 2022

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

The Chinese artist Lu Yang is Deutsche Bank’s “Artist of the Year” 2022. The artist was born in Shanghai, where he lives and works today. Lu Yang is one of the most internationally influential Chinese multimedia artists. As the “Artist of the Year,” Lu Yang will be showing his first major solo exhibition in Germany at Deutsche Bank’s PalaisPopulaire in Berlin in the fall of 2022. “Lu Yang represents a young generation in Asian art for whom it is not a contradiction to combine myths, ancient traditions, and spiritual thinking with the latest technology and science. We are particularly pleased to honor Lu Yang in 2022, coinciding with Deutsche Bank’s 150th anniversary in Asia,” said Anna Herrhausen, Head of Deutsche Bank’s Art and Culture department. Lu Yang’s artistic production includes 3D animated films, video game installations, holograms, virtual reality projects, and graphic works. His immersive installations merge the worlds of anime, manga, and science fiction with neuroscience, biotechnology, and Buddhist thought. Dance is a central element in his work. The artist, who does not wish to be assigned to any particular gender, creates gender-neutral avatars that experience different worlds and states. In doing so, he interrogates the concept of reality, which is radically changed by virtualization, since in his view the digital world represents a separate, equal reality. The “Artist of the Year” award is being presented for the eleventh time on the recommendation of the Deutsche Bank Global Art Advisory Council, consisting of the renowned curators Hou Hanru, Udo Kittelmann, and Victoria Noorthoorn. The award goes to promising talents who have created an oeuvre that is artistically and socially relevant oeuvre integrating the two focal points of the Deutsche Bank Collection, works on paper and photography.

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Il Parioli: La Mafia di Luigi Sturzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

Roma il Parioli: La Mafia di Luigi Sturzo il PARIOLI Via Giosuè Borsi, 20 Prezzo € 15,00. Sarà in scena al teatro Il Parioli dal 15 al 19 dicembre (Orario Spettacoli 15, 16, 17 e 18 dicembre ore 21.00 – 19 dicembre ore 17.00) LA MAFIA, dramma in cinque atti di Luigi Sturzo, con la regia di Piero Maccarinelli. Lo spettacolo coprodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana e dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, apre la sezione “Altri Percorsi” del teatro Parioli. Febbraio 1900. A Caltagirone, al Teatro Silvio Pellico, si rappresenta La Mafia, di Luigi Sturzo, dramma in cinque atti su un fenomeno criminale fiorente, che parla di Bene e di Male, ma che è anche storia vera. Una testimonianza dei legami già allora esistenti tra mafia e politica; legami ripetuti, complessi e forti al punto di condizionare le aule di giustizia. Al centro della messa in scena l’omicidio avvenuto nel 1893 del cavalier Emanuele Notarbartolo, direttore del Banco di Sicilia, ex sindaco di Palermo e deputato del Regno. Un delitto eccellente per cui la pubblica accusa aveva individuato come mandante l’on. Raffaele Palizzolo, una circostanza che causò enormi difficoltà e lungaggini allo svolgimento dei processi a carico di ideatori ed esecutori dell’omicidio. Una situazione intricata e melmosa da cui non a caso scaturirono sentenze contraddittorie: Palizzolo condannato in primo grado, venne assolto in appello dodici anni dopo, nel 1905.La battaglia di don Sturzo contro la mafia e la partitocrazia connessa alla corruzione, al clientelismo e all’abuso del denaro e del potere pubblico, fu avversata nel modo più classico attraverso un metodo sempre in voga: la congiura del silenzio, andata avanti anche nel dopoguerra e fino a oggi, sebbene una parte politica sia stata tragicamente decimata anche dal cancro della immoralità, della corruzione e dell’infiltrazione mafiosa. Lo spettacolo “La Mafia” apre la sezione “Altri Percorsi”, un preludio alla nascita di una stagione parallela che dal prossimo anno teatrale vedrà la messinscena di testi che coinvolgeranno un pubblico più giovane e diversificato rispetto a quello della stagione principale. Dopo un lungo periodo di chiusura, nel marzo dello scorso anno, Michele ed Enzo Gentile insieme a Giovanni Vernassa, con il sostegno di Banca del Fucino, hanno rilevato Il Parioli. La direzione artistica è affidata a Piero Maccarinelli. Il Parioli vuole essere un grande teatro privato con la vocazione a diventare un centro culturale e polifunzionale: un teatro di produzione e di ospitalità. La stagione 21/22 si aprirà con MISTERO BUFFO di Dario Fo e Franca Rame con Matthias Martelli il 26 dicembre.Trailer La Mafia https://youtu.be/BSZnImyXHdk

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Riapre il borgo dei presepi

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

Ossana (Trento) Inaugurata la 21a edizione de Ilborgodei1000presepi. In mostra, fra le vie del borgo medievale dell’alta Val di Sole e nei cortili dei palazzi del centro storico, migliaia di natività realizzate a mano, oltre agli immancabili mercatini, spettacoli itineranti e iniziative per i più piccoli. Tra le migliaia di opere esposte, una avrà come protagonista un’allevatrice di colore: una dedica ad Agitu Gudeta, la ragazza etiope rifugiata in Trentino, simbolo di integrazione, uccisa il 29 dicembre 2020. Oltre 1600 presepi realizzati a mano e collocati nei cortili dei più bei palazzi del centro storico, concerti e spettacoli itineranti, decine di casette con i tradizionali mercatini di Natale distribuiti tra la piazza centrale e il Castello di San Michele. E ancora: punti selfie, una “elfoslitta” e la casa di Babbo Natale per rendere indimenticabile l’esperienza per i più piccoli. Ossana, borgo medievale in Alta Val di Sole ha inaugurato la 21a edizione de il borgodei1000presepi, iniziativa organizzata dall’amministrazione comunale e dall’associazione Il Borgo Antico in collaborazione con l’Azienda per il Turismo Val di Sole. Un borgo, 1600 presepi, 22 casette, 50 lanterne accese a mano e 40 giorni di apertura: una manifestazione diffusa nello spazio e nel tempo che metterà al centro del Natale il presepe e il suo messaggio di rinascita e solidarietà con massima attenzione alle precauzioni sanitarie per contenere il rischio di contagi.Da sabato scorso, i presepi sono visitabili gratuitamente (green pass obbligatorio) dalle 10 alle 22 fino al 6 gennaio 2022. I mercatini, le casette degustazioni saranno aperti dal 4 all’8 dicembre, l’11 e 12 dicembre, il 18 e 19 dicembre 2021 e tutti i giorni dal 24 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022. Il Castello San Michele sarà aperto tutti i giorni dalle 12 alle 19 e nelle date di apertura dei mercatini dalle 10 alle 20.Tante le novità tra le centinaia di opere d’arte esposte. Verrà ad esempio esposta per la prima volta una Natività che ricostruisce in miniatura il centro del borgo solandro e altri che celebrano i masi e le tradizioni di montagna, così centrali nella vita delle popolazioni locali, realizzati con legno locale, recuperando anche vecchie radici degli alberi della zona. Ugualmente legato alle tradizioni è il presepe a grandezza naturale realizzato da un artigiano con il fieno. Come negli anni scorsi, poi, alle Natività realizzate da artisti locali si uniscono anche quelle donate da collezionisti italiani e internazionali, desiderosi di contribuire ad ampliare una raccolta che non ha eguali in Italia.

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L’America in Guerra

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

Milano. La mostra è stata concepita in occasione dell’80° dell’attacco giapponese a Pearl Harbor e in programma a “la Casa di Vetro” di Milano a partire proprio dal prossimo 7 dicembre all’interno di History & Photography – La Storia raccontata dalla Fotografia (www.history-and-photography.com), un progetto rivolto a grande pubblico e a scuole e università.L’America in Guerra si compone delle mostre fotografiche “La Guerra del Pacifico” e “La Guerra Totale” realizzate con le più belle e iconiche immagini degli archivi pubblici di stato civili e militari degli USA.La prima torna dopo 5 anni con il doppio delle immagini in anteprima (da 54 a 120) ed è proposta in fotoproiezione in grande formato per valorizzare la spettacolarità delle sue fotografie.La seconda, inaugurata nel febbraio 2020, riapre dopo essere stata più volte sospesa causa pandemia da Covid 19. Si compone di circa 60 immagini stampate e incorniciate e altrettante proposte su catalogo la cui visione è su richiesta perché decidere di guardarle significa doverci convivere per il resto della propria vita.Raccontano infatti i crimini nazisti attraverso foto scattate dai fotografi al seguito dell’esercito tedesco, immagini clandestine realizzate nei campi di sterminio o realizzate dai fotografi alleati che per primi vi giunsero.Ad accompagnare ciascuna immagine stampata testi di approfondimento con taglio giornalistico in un’inedita formula editoriale – espositiva.La mostra “La Guerra Totale” inoltre propone nell’introduzione una riflessione sulle questioni morali ed etiche lasciate aperte dalla Seconda Guerra Mondiale a cui non si è ancora dato una risposta sebbene siano di forte attualità.Per pubblico, scuole e università l’offerta digitale è innovativa: le mostre (escluse le immagini a catalogo di cui sopra) sono visibili anche via internet pagando un fee (una proposta particolarmente interessante in tempi di pandemia e perciò di limitazioni degli accessi agli spazi aperti al pubblico).È quindi possibile vederle dal proprio domicilio oppure utilizzarle in classe per fare lezione agli studenti (che poi una volta a casa possono usarle per studiare) .A chi si reca alle mostre è inoltre offerta la possibilità di rivederle in formato digitale per un’intera settimana.A scuole e università sono anche offerte visite guidate e fotoproiezioni commentate in presenza (presso i locali espositivi o le aule e sale convegno degli istituti) oppure in remoto.

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Spettacolo: Beatrice risponde a Dante

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

Roma Sabato 4 e Domenica 5 dicembre ore 20,45 Presentazione Spettacolo ore 19,15 Teatro Dei Contrari, Viale Dei Quattroventi 38. Con Melania Fiore nel ruolo di Beatrice Musiche di Piazzolla, Vivaldi, Bach, Paganini Stravinskji eseguite dalla violinista Emy Bernecoli La voce di Dante è di Aldo E. Castellani Scritto e diretto da Enrico Bernard Disegno luci e fonica Riccardo Santini Costumi e scene Entertainment Art Presentano lo spettacolo il Prof. Claudio Giovanardi Socio Accademia della Crusca, il dantista Prof. Eugenio Ragni, il drammaturgo e filosofo Franco Ricordi, l’Autore Enrico Bernard. Beatrice risponde a Dante, la donna parla all’uomo, al poeta. Un divertente, dissacrante e totalmente inedito confronto tra ragione e sentimento. PER LE RIME. La Beatrice che Dante stesso ha imboccato con qualche rimprovero (“Tanto gentile e tanto onesta pare”, ora è un fiume in piena: non più trattenuta dal suo ruolo etereo, ma ritornata donna, affronta il suo uomo con le armi tipicamente femminili. Ed è scesa talmente in terra l’attualissima Beatrice di Bernard, che ora è una donna consumata dalla vita, più simile a quelle fragili e umanissime creature dell’universo di Tennesse Williams, con la bottiglia in mano, la battuta facile e svuotata di ogni idealizzazione stilnovistica, ci mostra l’aspetto umano e spogliato di ogni agiografia del Poeta, la sua solitudine, il suo desiderio di vivere una passione forte mai ricambiata e quel senso di eterna attesa dell’uomo, che la rendono certamente una moderna Penelope impegnata a tessere rime e sbornie in un originalissimo divertissment che mescola sacro e profano nel linguaggio e nella struttura drammaturgica. In una scena completamente spoglia, la talentuosa Melania Fiore, attrice, drammaturga, danzatrice, pianista che vanta importanti riconoscimenti teatrali nazionali e collaborazioni con registi e autori di fama internazionale, vestirà i panni dell’appassionata Beatrice, in una sticomitia ardente e ardimentosa con il Poeta e innamorato Dante: un viaggio mistico, sensuale, filosofico e al contempo incandescente nel delicato universo del rapporto uomo-donna.

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Tre artiste per il MACTE: Bruna Esposito, Sara Enrico e Caterina Silva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Il MACTE di Termoli, primo Museo di Arte Contemporanea del Molise, presenta l’acquisizione di tre nuove opere nella collezione permanente. La 62 edizione dello storico Premio Termoli – ospitata per la prima volta nelle sale del museo – è stata il contesto che ha portato all’acquisizione di Oro colato di Bruna Esposito (Roma, 1960), opera vincitrice della Sezione Arti Visive edizione 2020-2021. L’artista insieme alla poetessa Paola d’Agnese ha eseguito una performance nello spazio del museo che ha coinvolto il pubblico e che è ora disponibile come video registrazione.Grazie alla sinergia con il bando Cantica 21 del Ministero della Cultura e il Ministero degli Affari Esteri, nel 2021 è entrata a far parte del museo anche RGB (skin) di Sara Enrico (Biella, 1979). Un lavoro composto da due grandi sculture con un’anima di gommapiuma, rivestite da un tessuto tecnico che adattandosi alle forme traduce la tela in nuova tridimensionalità. L’artista ha realizzato l’opera partendo dalla tela grezza e digitalizzandone l’immagine in movimento sul piatto di uno scanner, indagando così le potenzialità della superficie e le relazioni tra corpo, abito e spazio.Grazie a MACTE Digital, nuovo progetto del museo per uno spazio espositivo digitale in cui commissionare artisti e artiste a presentare opere inedite, è nata Moira / Mɔjra / Mɔɪ.rə di Caterina Silva (Roma, 1983), un’indagine sul linguaggio, che cerca di condurre gli spettatori in territori in cui è ancora possibile restituire alla parola la capacità di descrivere e trasformare il mondo. Moira cambia continuamente forma: da testo a screensaver ad animazione virtuale. L’opera vive nell’archivio di MACTE Digital sul sito del museo. By http://www.larafacco.com, Lara Facco P&C

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“Artificialia”, mostra personale di Antonella De Sarno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Correggio (RE) Nella Sala dei Putti del Palazzo dei Principi sarà allestita, dal 4 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022, “Artificialia”, mostra personale dell’attrice-performer ed artista visiva Antonella De Sarno, nata in provincia di Modena ma da anni residente in Francia. Curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei, l’esposizione sarà inaugurata sabato 4 dicembre alle ore 16.30. Saranno presenti al vernissage gli utenti e gli operatori delle Associazioni di Correggio che assistono persone con disabilità fisica e cognitiva per celebrare anche attraverso l’arte la Giornata internazionale delle persone con disabilità. In mostra, una ventina opere, caratterizzate da figure umane dipinte su carta, ritagliate ed esposte come sculture o spillate all’interno di teche entomologiche come bizzarrie da collezione. Corpi profondamente segnati dalla loro storia e deformati dalle continue pressioni cui ogni individuo deve fare fronte. Con questo progetto, De Sarno esplora nuovi canoni di bellezza, esito di una sensibilità esacerbata che si esplica in “corpi sensibili”, tra ironia, lacerazioni e riferimenti autobiografici. Corpi-insetto, colti in un particolare istante della loro storia, e corpi deformati, ritagliati in posture improbabili, ma anche composizioni di corpi, che rimandano ad una dimensione collettiva, a volte maleducata e selvaggia, a volte evocatrice di una danza. A completare il progetto, un’opera-libro a fisarmonica, che costituisce una sorta di diario in forma poetica, ed il video “Writing for a rope” (www.antonelladesarno.com/writing-for-a-rope), che documenta una performance di Antonella De Sarno del 2018, proiettato in loop sul muro. L’intero progetto intende sublimare poeticamente il percorso di quanti, non allineati alle esigenze della società, sono rimasti fedeli al proprio sentire e alla propria “forma”. L’artista pone l’accento, più che sulla pesantezza di questo processo, sulla positiva leggerezza che, dalla terra al cielo, conduce ai colori cangianti delle nuvole.La mostra è visitabile fino al 2 gennaio 2022 nei seguenti giorni e orari: sabato ore 15.30-18.30 e domenica ore 10.00-12.30 e 15.30-18.30, chiuso 25 dicembre, aperto 26 dicembre e 1 gennaio. Ingresso libero. Catalogo con prefazione di Ilenia Malavasi (Sindaco di Correggio), testi critici di Francesca Baboni e Stefano Taddei e ricco apparato iconografico. http://www.museoilcorreggio.org

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FUORI, di e con Nella Tirante al Teatro Tordinona

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Roma dall’8 al 12 dicembre 2021 Teatro Tordinona, Via degli Acquasparta 16 ( vicino Piazza Navona) Orari: 8 dicembre ore 18.00 9-10-11 dicembre ore 21.00, 12 dicembre ore 18.00 Biglietti: 12 euro + tessera 3 euro. Florian Metateatro Centro di Produzione Teatrale presenta F U O R I scritto, diretto e interpretato da Nella Tirante Compagnia Cosa sono le nuvole Testo vincitore del Premio Sipario al Concorso Autori Italiani 2020 nella sezione monologhi Premio Tragos 2021, concorso europeo per il teatro e la drammaturgia.Nella Tirante, autrice e attrice, torna in scena con un suo nuovo lavoro dopo il fermo obbligatorio dovuto alla pandemia. E’ proprio da questa esperienza dolorosa di arresto forzato che nasce il testo, ma il lock down è solo il punto di avvio di un’analisi più approfondita dell’animo umano. Il silenzio è esploso improvvisamente. Il lock-down ha creato uno stato mentale per uscire dal quale è necessario affrontare sia il passato che il presente; è necessario avere il coraggio di uscire davvero, di andare F U O R I, fuori dalle nostre comode convinzioni e dalle convenzioni.Fuori è uno spettacolo sul teatro, che parla di emancipazione e desiderio di libertà; una feroce riflessione di una donna, che è anche madre, compagna e attrice, su se stessa. La scrittura è schietta, diretta, piena d’ ironia e anche di rabbia: un flusso di pensiero corpo e voce che innesta il presente sul passato tra ricordi di infanzia e il profumo della terra di origine. Scrive Nella Tirante: “Lo spettacolo è in piccola parte un tributo al lavoro dell’attore: proprio in questo momento terribile della nostra storia è grande il bisogno di parlare di ciò che è successo alla nostra categoria e del rischio di essere dimenticati.E’ grande adesso per me, la necessità di andare in scena. A quelle parole scritte potrò dare finalmente carne e voce”. Nella Tirante nasce a Roma, dove si conoscono i genitori: suo padre è siciliano e la madre peruviana (figlia d’immigrati italiani) cresce a Nizza di Sicilia in provincia di Messina, in seguito si trasferisce a Roma, dove vive adesso. La sua formazione è variegata, a cominciare da quella artistica: si diploma in accademia di Belle Arti, con una tesi in costume per lo spettacolo, lavora come decoratrice costumista e contemporaneamente si forma come attrice, in primis con il maestro Donato Castellaneta e Maurizio Marchetti e poi E. Dante,V. Pirrotta, F. Scaldati.Ha lavorato tra gli altri con L. Melchionna , G. Sepe, W. Manfrè, ma il lavoro da scritturata non le basta, fonda così nel 2007, “ Cosa sono le nuvole” compagnia di ricerca teatrale.Come drammaturga scrive: Figghia d’arte, dedicato a Pina Menichelli, scritto, diretto e interpretato; Ognimmenzuionnu scritto nel 2016. Nel 2017 scrive Fidelity card”, spettacolo vincitore de “I teatri del sacro 2017.Scrive ancora Lezginca (una fiaba nera) dedicato alla situazione delle donne in Cecenia; Talk-show scritto nel 2018; Custurera nel 2018/19, testo di ricerca, scritto in una commistione di lingue.

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Progetto fotografico Al di là dell’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Campo Santo Stefano 2828a, Venezia 4 dicembre 2021 – 9 gennaio 2022 inaugurazione sabato 4 dicembre 2021 ore 18,30 (Orari lunedì – domenica 11.00 – 18.00 Ingresso libero), Massimiliano Camellini presenta a Venezia, nei suggestivi ambienti di SPARC* Spazio Arte Contemporanea, il suo progetto fotografico Al di là dell’acqua. La mostra, include una serie di oltre 20 scatti in bianco e nero, tutti rigorosamente calibrati nell’aspetto contenutistico e formale, com’è proprio del lavoro dell’artista.Massimiliano Camellini sceglie di esplorare il tema del viaggio come desiderio sconfinato di scoperta. La chiave metaforica di un percorso, che è prima di tutto esistenziale, porta l’artista all’interno delle navi cargo dove si focalizza sulla vita che si svolge a bordo, guardando al di là della superficie del mare o dell’oceano, visibile attraverso l’oblò e in direzione di una meta che non è solo geografica. Il fascino da cui lui stesso è ammaliato oscilla tra il senso di libertà e l’esorcizzazione della paura per l’ignoto, ricollegandosi all’opera Novecento di Alessandro Baricco, che Giuseppe Tornatore trasformerà nel film La leggenda del pianista sull’oceano, dove il protagonista preferisce la nave alla terraferma in quanto proiettata – sempre e comunque – verso il sogno infinito della scoperta. La stretta relazione che lega i soggetti ai luoghi e agli spazi architettonici, tanto fisici quanto mentali, è sottolineata dalle immagini di oggetti di uso comune: il binocolo, l’orologio nel corridoio, la lavatrice, gli attrezzi per gli esercizi ginnici, il timone, il quadro comandi, gli apparecchi elettronici. Oggetti da cui trapelano storie vissute all’interno della nave, intesa come città-stato: uno spazio architettonico progettato per adattarsi a una nuova organizzazione ma anche uno spazio universale che contiene i simboli di tante appartenenze culturali ed etniche che condividono lo stesso viaggio, rappresentate in particolare dalla fotografia che inquadra tanti passaporti diversi su una stessa scrivania.Lo spazio espositivo veneziano che ospita la mostra rappresenta la cornice perfetta per questo progetto: *SPARC nasce da un’antica abitazione privata lagunare, che mantiene la suddivisione per stanze propria dell’intimità domestica con un affaccio panoramico sui canali e sulla storia di navigazione dell’antica repubblica marinara. In omaggio alla storia del luogo e della città, Massimiliano Camellini ha realizzato una piccola serie d’immagini all’interno dello stesso spazio espositivo che ritraggono le tracce di arredo propriamente “navale” di cui è portatore, e che saranno esposte in una sorta di ‘mostra nella mostra’.Il progetto espositivo Al di là dell’acqua è accompagnato dal catalogo italiano/inglese edito da Greta’s Books (2017) con testi di Andrea Tinterri (critico fotografico), Fabio Dei (antropologo) e Donatello Bellomo (scrittore), realizzato con il patrocinio del Comune di Venezia, Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova, Capitolo Italiano della Royal Photographic Society, Laboratorio di Storia Marittima e Navale – DAFIST (Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia) dell’Università di Genova, e in collaborazione con Mu.MA – Musei del Mare e delle Migrazioni (Genova), l’Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione, e il Doc SAI – Archivio Fotografico del Comune di Genova.

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Ti dedico una canzone il nuovo spettacolo di Antonio Romano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Roma Dal 2 al 19 dicembre il palcoscenico del Teatro de’ Servi alza il sipario su TI DEDICO UNA CANZONE, nuovo spettacolo di Antonio Romano con la regia di Antonio Grosso.Una commedia dai toni dolceamari ambientata a Napoli, dove il protagonista Giuseppe, lavorando tra miscele di verniciatura e materiale navale, affronta la vita di tutti i giorni con un suo sorriso trascinante, circondato da un fratello sgangherato e nullafacente, una vicina di casa invadente e pettegola ed una moglie intrappolata nella routine quotidiana. Ognuno ha le proprie abitudini e i propri gesti che si intrecciano generando una serie di trovate comiche e umoristiche. Sarà proprio il protagonista, con la sua gioia di vivere e la fiducia nell’azienda che gli da’ un lavoro fisso ad esporsi senza nessuna protezione, a una difficile prova di vita.Un’autobiografia di famiglia, uno spaccato intimo e divertente delle dinamiche di una nucleo familiare semplice alle prese con gli affetti, gli istinti, e gli imprevisti talvolta infelici che la vita ci pone davanti. Legami indissolubili che resistono, nonostante tutto, finché “amianto non ci separi”. Orario spettacoli: da Martedì a Sabato ore 20 – Domenica ore 17.30 Costo ingresso: € 24 euro

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Al Teatro del Torrino il balletto “Lo Schiaccianoci”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Roma Dal 5 dicembre 2021 Via Sciangai,10. con uno degli spettacoli più famosi al mondo: “Lo Schiaccianoci” per la regia di Luca Pizzurro, direttore artistico dello stabile del IX Municipio. “Lo schiaccianoci” sarà in scena dal 5 dicembre 2021 alle ore 16:00 e per tutte le domeniche di dicembre, con un cast di ballerini professionisti. La meravigliosa musica di Čajkovskij, le musiche originali ed inedite di Giacomo Zumpano, un uomo misterioso, giocattoli che prendono vita nel cuore della notte, uno schiaccianoci magico e un viaggio fantastico nel Regno dei Dolci: tutto questo è Lo schiaccianoci! Il grande classico di Natale che ispirò a Ciajkovskij le musiche per uno dei balletti più famosi di tutti i tempi, sarà messo in scena al Teatro del Torrino dagli allievi della Scuola di Ballo di Napoli, diretti dal famosissimo ballerino Andrè De La Roche, definito da Vittoria Ottolenghi “uno dei migliori ballerini jazz al mondo”, nonchè responsabile del Dipartimento Modern della Nuova Scuola del Balletto di Roma.I riflettori si accendono su la dolce Clara, che si addormenta e inizia a vivere il suo sogno in cui lo Schiaccianoci si trasforma in un principe. Clara lo segue, entrando in una foresta innevata, dove il primo atto si chiude, con un’incantevole danza dei fiocchi di neve, per poi continuare, nel secondo atto, con il più famoso intermezzo di danze di Ciajkovskij ed un tripudio di musiche e suoni che incantano il pubblico da sempre!Un balletto che rappresenta un banco di prova importante sia per i ballerini che per gli allievi del teatro del Torrino, costantemente impegnati in una significativa attività di danza e che, sicuramente, andrà ad arricchire la loro esperienza e curriculum. Ma senza dare ulteriori anticipazioni la Compagnia del Teatro del Torrino vi invita a prenotare il posto in prima fila al numero 338 8193001, per assistere ad uno spettacolo unico ed irripetibile in totale sicurezza!

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William Congdon: 33 dipinti dalla William G. Congdon Foundation

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Jesi, Palazzo Bisaccioni 12 dicembre 2021 – 27 marzo 2022 Un progetto di Casa Testori A cura di Davide Dall’Ombra Inaugurazione sabato 11 dicembre 2021, ore 17. La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, con il patrocinio della Regione Marche, presenta nella propria sede l’importante mostra antologica del pittore americano William Congdon (1912-1998), un’interprete eccezionale del Novecento che con la sua pittura ha dato un volto alla ricerca umana del secolo breve, grazie a un’indagine antropologica sfociata in quadri di grande potenza lirica, tra città e natura antropizzata.La mostra nasce dalla volontà della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi che ha coinvolto l’associazione culturale Casa Testori. Le opere esposte sono state messe generosamente a disposizione dalla William G. Congdon Foundation – che tutela l’opera del pittore – e appositamente selezionate da Davide Dall’Ombra, direttore di Casa Testori.Un percorso esaustivo e inaspettato di oltre trenta quadri, spesso di grandi dimensioni, pensato per gli spazi di Palazzo Bisaccioni: dalle New York degli anni Quaranta e le Venezie amate e collezionate da Peggy Guggenheim, fino all’approdo metafisico dei Campi arati degli anni Ottanta e Novanta.Il visitatore potrà muovere il suo sguardo dall’energia dirompente del linguaggio americano dell’Action painting, di cui Congdon era un interprete, attraverso le sue prime esperienze di viaggio per le città d’elezione. È così che la Roma imponente delle vestigia del Pantheon fa i conti con una rappresentazione esistenziale dell’architettura, rappresentata dalla voragine del Colosseo o dalla precarietà della città di Assisi, franante sulla collina.A raccontare la “ritrattistica” delle città operata da Congdon, spiccano in mostra, una dopo l’altra, le imponenti tavole di Istanbul, del Taj Mahal, del deserto marchiato dalla presenza umana di Sahara e della voragine di Santorini.A contrappunto dei tormenti e fasti delle civiltà, Congdon scende nel minuto dell’esistenza, attraversando la metafora dell’animale che, come la natura, deve fare i conti con la violenza dell’uomo. È così che il ciclo dei Tori diviene la metafora della ricerca crudele, espressa dalle nostre tradizioni, come nell’inseguimento dei propri desideri. Ma perfino un toro umiliato, ferito e destinato alla morte può essere – scrive Congdon – redento dall’artista, che ne eterna la grandezza e potenza con la pittura. Dalla pittura come redenzione al simbolo umano di sofferenza e resurrezione per eccellenza, il Crocifisso, il passo è breve. Ma l’approccio dell’artista americano non è mai estetico o teorico e l’approdo al soggetto sacro avviene solo in seguito alla sua tormentata conversione al Cattolicesimo.Il trasferimento a sud di Milano concentra il suo punto di vista su un soggetto pressoché unico: i campi coltivati. È nell’ultimo ventennio di vita che la ricerca, da spaziale, si fa temporale e protagoniste diventano la potenza della terra e le sue trasformazioni. Non si tratta di visioni idilliache: si svolge l’orizzonte sui campi e se ne segue il processo umano operato in superfice. È un tormento, anche materico, che sembra trovar pace nelle Nebbie e nei monocromi, sfociando nel lirismo musicale della vegetazione che conclude la mostra. Riemergono così le meditazioni su George Braque e Nicolas De Staël, ma, soprattutto, i dialoghi pittorici con la Scuola di New York legati alla galleria di Betty Parsons, all’origine della presenza di opere di Congdon nei più importanti musei statunitensi e nella Peggy Guggenheim Collection di Venezia.William Congdon è uno dei più profondi pittori del Novecento, naturalizzato italiano ma sempre americano nell’attitudine artistica. Su di lui hanno scritto alcuni dei più importanti critici internazionali, tra i quali: Clement Greenberg, Jacques Maritain, Giulio Carlo Argan, Giovanni Testori, Peter Selz, Fred Licht, e Massimo Cacciari.

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Fotografia e giornalismo

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Milano sabato 4 dicembre 2021 dalle ore 15.00 alle ore 20.00 Corso Como 10 in mostra da domenica 5 dicembre 2021 a domenica 8 gennaio 2022 Tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30 Intero € 6.00 Ridotto € 3.00 (6-26 anni) prenotazioni sul sito http://www.fondazionesozzani.org Nel rispetto delle misure di sicurezza sanitarie e delle modalità di accesso consentite. La Fondazione Sozzani presenta per il 26° anno il World Press Photo 2021, uno dei più prestigiosi premi di giornalismo visivo mondiale. Il concorso, alla sua 64esima edizione, è aperto ai professionisti provenienti da tutto il mondo che abbiano fotografato un avvenimento o sviluppato un progetto di forte rilevanza giornalistica. Sin dalla fondazione nel 1955, i World Press Photo Awards sono un contributo alla storia del miglior fotogiornalismo internazionale e un viaggio negli avvenimenti del 2020. In questa edizione sono state esaminate 74.470 fotografie provenienti da 4.315 fotografi di 130 Paesi e premiati 45 fotografi in 8 diverse categorie suddivise tra “Foto dell’anno” e “Storia dell’anno” in Attualità, Notizie Generali, Spot News, Ambiente, Progetti a lungo termine, Natura, Sport e Ritratti. A vincere i due premi più importanti, il “World Press Photo Story of the Year” e il “World Press Photo of the Year” sono stati: Mads Nissen che ha vinto la “Foto dell’anno” con The First Embrace – l’immagine di un’anziana abbracciata per la prima volta dopo cinque mesi attraverso una tenda di plastica durante la pandemia da Coronavirus – e l’italiano Antonio Faccilongo che ha ricevuto il premio “Storia dell’anno”.

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Lady and Gentlemen: Incontro con Elisabetta Benassi e Riccardo Venturi

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Milano martedì 30 novembre ore 18.30 e fino al 17 dicembre 2021 Fondazione Adolfo Pini Corso Garibaldi 2. In occasione della mostra Lady and Gentlemen di Elisabetta Benassi, la Fondazione Adolfo Pini organizza un incontro con l’artista e lo storico e critico d’arte Riccardo Venturi, presentati dalla curatrice Gabi Scardi, per indagare le tematiche della mostra. L’appuntamento si svolgerà martedì 30 novembre alle ore 18:30 all’interno degli spazi della Fondazione. Da una parte ci sono gli anni Settanta di Andy Warhol, del postmodernismo americano e dell’arte come business. Dall’altra ci sono gli anni Settanta di Pier Paolo Pasolini e di una figura poco conosciuta, quella del gallerista Luciano Anselmino. Due mondi che s’incontrano nel 1975 dove meno ce l’aspettiamo, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara: qui vengono esposte le polaroid di Warhol ritraenti quattordici travestiti e drag queens newyorkesi. Due mondi che s’incontrano di nuovo oggi, nella mostra Lady and Gentlemen di Elisabetta Benassi. Dialogando con Riccardo Venturi, l’artista ripercorrerà su questa mostra e sul suo lavoro recente. In che modo – ovvero con quali narrazioni, materiali, dispositivi – far incontrare gli anni Settanta e il nostro tempo, gli Stati Uniti e l’Italia, il passato storico e la memoria personale? Come trasmetterla senza raggelarla al pari degli assegni esposti in mostra, conservati in piccoli frigoriferi con una parete in vetro? Elisabetta Benassi (Roma, 1966) è attiva sulla scena internazionale a partire dagli anni 2000. È la vincitrice della terza edizione del premio Italian Council nel 2018. Inoltre ha partecipato alla Biennale di Venezia tre volte, nel 2015 Personne et les Autres, Padiglione Belgio, a cura di Katerina Gregos, nel 2013 Viceversa, Padiglione Italia, a cura di Bartolomeo Pietromarchi e nel 2011 ILLUMInazioni | ILLUMInations, a cura di Bice Curiger. Ha esposto le sue opere in numerosi musei e istituzioni, sia in Italia sia all’estero. Riccardo Venturi (Roma, 1974) è storico e critico d’arte contemporanea. Ha pubblicato tra l’altro Mark Rothko. Lo spazio e la sua disciplina (Electa 2007), Black paintings. Eclissi sul modernismo (Electa 2008) e Passione dell’indifferenza. Francesco Lo Savio (Humboldt Books 2018). Responsabile del public program della Fondazione ICA di Milano, scrive per cataloghi di mostre, pubblicazioni accademiche e non, cartacee e digitali, tra cui “Artforum”, “Alias – Il Manifesto”, “Flash Art”, “Doppiozero” e il sito di scritture e immagini “Antinomie”, http://www.antinomie.it, che ha co-fondato. Insegna all’Accademia di Brera, all’università Aix-Marseille e altrove. Attraversa spesso i confini – non solo geografici – tra la Francia e l’Italia. http://www.fondazionepini.net

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Torino Film Festival, Altri padri

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Torino 13, 14 e 15 dicembre 2021 sarà presentato “Altri padri”, il film che segna il debutto nel lungometraggio narrativo di Mario Sesti, documentarista, giornalista e critico cinematografico. Altri padri affronta un tema molto delicato e drammaticamente attuale, portando sul grande schermo la storia di un padre che, dopo una dolorosa separazione dalla moglie, si ritrova solo, senza casa e in un pesante stato di indigenza economica. Centocinquanta mila, solo in Italia, sono i padri che si trovano in condizioni analoghe a quelle di Giulio, protagonista del racconto, che ha il volto di Paolo Briguglia. Ad affiancarlo, un’inedita Chiara Francini per la prima volta in un ruolo drammatico.Prodotto da Morol srl di Gianluca Cerasola, che del film è anche sceneggiatore, in collaborazione con Rai Cinema e con il sostegno del MIC. Giulio, che vive in macchina dopo la separazione, viene fermato dalla polizia che trova una quantità ingente di cocaina nella sua auto. Ciò accade dopo che Giulio si è separato da Annalisa avendone scoperto l’adulterio. Dopo aver lasciato la casa di proprietà, l’ex moglie gli ha reso sempre più difficile vedere i bambini e quando Giulio nega alla donna il permesso di recarsi negli USA, per lavoro, insieme al nuovo compagno e i figli, Annalisa lo accusa di essere violento e per questo chiede una ordinanza restrittiva nei suoi confronti. Una drammatica udienza confermerà il provvedimento. Giulio viene fermato e arrestato subito dopo. In carcere, tuttavia, qualcosa in lui genera la reazione necessaria a ritrovare relazioni sociali con detenuti e istituzioni carcerarie e a intravedere un nuovo orizzonte. Un anno e mezzo dopo la sua entrata a Rebibbia, la poliziotta che lo ha arrestato chiede di vederlo. È l’inizio di un’evoluzione della sua storia personale che porterà ad un insospettabile colpo di scena.

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Mostra personale di Romina Bassu

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Roma, presenta dal 30 novembre al 31 dicembre 2021,AlbumArte Via Flaminia,122 la mostra personale di Romina Bassu (Roma 1982) dal titolo Arché, che, oltre alla fase espositiva, comprenderà una serie di laboratori, visite guidate e dibattiti che coinvolgeranno varie comunità attive sul territorio.L’iniziativa è finanziata con fondi della Regione Lazio.L’archetipo è un contenuto dell’inconscio collettivo, che determina la tendenza a reagire e a percepire la realtà secondo forme tipiche, costanti nei vari gruppi culturali e periodi storici. Gli archetipi, contenuti nei livelli più profondi dell’inconscio, non risultano mai accessibili direttamente, ma affiorano nel linguaggio figurato, nei miti, nei simboli onirici, nelle rappresentazioni folcloriche, tutte manifestazioni che possono essere utilizzate nella terapia analitica per indagare il modo in cui l’inconscio collettivo modella le forme fondamentali dell’adattamento, perciò diventano condizionamenti sociali.In linea con la ricerca dell’artista visiva Romina Bassu, che da sempre si occupa di modelli e stereotipi sociali, cercando di analizzarli da più punti di vista e l’attenzione che AlbumArte ha sempre riservato all’espressione artistica e alla condizione femminile e di genere, la mostra personale Archè, riflette sulla rappresentazione degli archetipi intesi come radice dell’identità femminile. Per Archè verranno prodotte opere inedite: sette dipinti, che vorranno ognuna corrispondere simbolicamente ad un archetipo e un insieme di acquarelli e disegni.L’artista intende entrare in contatto profondo con queste figure della mitologia, relazionandosi ad ognuna per sintetizzarla e tracciare in maniera poetica un percorso di riabilitazione dello stereotipo e di profonda auto-cura, preziosa in questo momento molto difficile nel quale tutti ci siamo resi più fragili e turbati, perché ritrovare e legittimare le dee all’interno della propria personalità, rappresenta un enorme potenziale per la lettura di se stessi e delle interazioni sociali. Il mito, infatti, rievoca immagini, che, anche se non comprese nell’immediato, come nei sogni, rimangono importanti sul piano simbolico. La mitologia greca rispecchia la società patriarcale di allora, che però ha continuato in varie forme fino a tempi recenti. In questo progetto analizzeremo l’influenza che questi miti hanno avuto nello sviluppo della psicologia femminile, interrogandoci su quali fossero le Dee, o i loro tratti, che la nostra cultura non sostiene – ad esempio Afrodite sminuita per la sua sensualità e condannata a rappresentare, nel tempo, semplicemente la prostituta.

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“Venom – La furia di Carnage” sarà disponibile in streaming

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Dal 16 dicembre è in arrivo l’attesissimo “VENOM – LA FURIA DI CARNAGE” di Andy Serkis, che a soli due mesi dall’uscita al cinema sarà disponibile in streaming senza abbonamento sulle principali piattaforme digitali Google Play, Apple TV, Prime Video Store, CHILI, Rakuten TV, TIMVision e SKY Primafila e in imperdibili edizioni Home Video nei formati DVD, Blu-ray e 4K Ultra HD. Oltre a quello digitale, il film di Andy Serkis sarà edito anche in 5 diversi formati fisici, due Steelbook e due imperdibili cofanetti con tantissimi contenuti speciali – tra cui scene eliminate ed errori sul set – e card esclusive da collezionare. In particolare, il secondo capitolo di Venom sarà disponibile nei formati DVD con una card da collezione, in Blu-Ray sempre con una card, nel doppio disco 4K+Blu-ray con una card, in due elegantissime Steelbook rispettivamente in formato 4K+Blu-Ray con ben 6 card collezionabili e in quello Combo (con dentro sia il DVD che il Blu-ray) insieme a 3 card e infine in due imperdibili cofanetti da collezione contenenti sia il primo film del 2018 che il secondo capitolo “Venom – La Furia di Carnage”, editi in formato DVD e Blu-ray, entrambi con all’interno una card esclusiva. Dopo il successo del primo film, la star Tom Hardy ritorna sul grande schermo nel ruolo del protettore letale Venom, uno dei personaggi Marvel più enigmatici e complessi, qui diretto da Andy Serkis, già alla regia del live action “Mowgli – Il figlio della giungla”. Alla scrittura della sceneggiatura ha contribuito lo stesso Tom Hardy, mentre il direttore della fotografia è Robert Richardson, Premio Oscar per i film “JFK”, “The Aviator” e “Hugo Cabret“. Completano il cast la pluripremiata Michelle Williams, Naomie Harris e l’iconico Woody Harrelson nel ruolo del villain Cletus Kasady/Carnage. Al centro della vicenda il giornalista Eddie Brock (Tom Hardy) che, alla ricerca del suo prossimo scoop, ottiene un’intervista esclusiva con un assassino incarcerato nel braccio della morte Cletus Kasady (Woody Harrelson) che scopre il segreto di Eddie e diventa l’ospite di Carnage, un simbionte minaccioso e terrificante. Eddie e Venom devono andare oltre il loro rapporto controverso e collaborare per sconfiggere Carnage.

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“Un modo perfetto per “vivere” il capolavoro di Dante Alighieri”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2021

Prosegue con successo, presso le Scuderie del Quirinale di Roma, sino al 9 gennaio 2022, la mostra Inferno, curata da Jean Clair e Laura Bossi e voluta da Mario De Simoni, Presidente e Ad di Ales – Scuderie del Quirinale e Matteo Lafranconi, Direttore Scuderie del Quirinale. Inferno racconta la presenza nell’iconografia e nel pensiero del concetto di inferno e dannazione dal Medioevo ai nostri giorni. Accompagnati dalla parola dantesca, i visitatori attraverseranno i luoghi terrifici e le visioni laceranti dell’Inferno così come sono stati rappresentati dagli artisti di tutte le epoche: dalle schematiche scene medievali alle sublimi invenzioni rinascimentali e barocche, dalle tormentate visioni romantiche fino alle spietate interpretazioni psicoanalitiche del Novecento. LE OPERE IN MOSTRA – Il percorso espositivo, realizzato da Francesca Ercole, Architetto Responsabile Ufficio Tecnico e Progettazione delle Scuderie del Quirinale, si dipanerà attraverso più di duecento opere d’arte concesse in prestito da oltre ottanta tra grandi musei, raccolte pubbliche e prestigiose collezioni private provenienti, oltre che dall’Italia e dal Vaticano, da Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Portogallo, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Bulgaria. Tra i capolavori, opere di Beato Angelico, Botticelli, Bosch, Bruegel, Goya, Manet, Delacroix, Rodin, Cezanne, von Stuck, Balla, Dix, Taslitzky, Richter, Kiefer. INFERNO, UNA MOSTRA PER “VIVERE” IL CAPOLAVORO DI DANTE – A curare l’illuminazione delle opere in mostra è Francesco Murano, oggi tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte e autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia. “Visitare la mostra è un modo perfetto, direi quasi unico, per “vivere” il capolavoro di Dante Alighieri – dichiara Murano – Nonostante la mia cultura laica e non confessionale, stare per giorni e giorni tra diavoli e demoni ha inciso sul mio atteggiamento nei confronti dell’occulto. Non posso nascondere che ho avuto qualche turbamento notturno, specie nei confronti di alcune opere che presentavano il peccato sotto spoglie femminili. Uno di questi dipinti è senz’altro “Myrrha” di Loewe-Marchand, dove la protagonista incestuosa è ritratta con una modernità e una tecnica fenomenale, quasi iperrealistica. Un’opera che non conoscevo e che mi ha rapito: è davvero incredibile sia stata dipinta nel 1892”. COME ILLUMINARE I DEMONI DI “INFERNO” – Dal punto di vista luministico, una mostra complessa e di carattere enciclopedico come “Inferno” presenta notevoli problemi: per l’importanza dei molti capolavori d’arte, per la presenza contemporanea di lavori appartenenti ad epoche diverse e, soprattutto, per le dimensioni delle opere esposte, che spaziano da dipinti ad olio come “Dante e Virgilio nel nono cerchio dell’Inferno” di Gustave Doré (più di tre metri per quattro) a piccoli disegni a matita su carta come quelli di Paul Richer, da pergamene preziose come la rappresentazione dell’Inferno di Botticelli alle migliaia di microsculture di cadaveri composti a piramide dai fratelli Chapman.

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Gallarate: “Concerto di Musica Sacra”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2021

Gallarate (VA), nella Basilica di Santa Maria Assunta, sabato 27 novembre la corale San Cristoforo torna a esibirsi dal vivo in un appuntamento che ha il sapore della rinascita. Organizzato dalla corale San Cristoforo con il supporto della Basilica di Santa Maria Assunta di Gallarate e della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, il “Concerto di Musica Sacra” vuole sancire la ripresa delle attività in presenza. «Per quanto non ci siamo mai fermati nel corso dell’emergenza pandemica, anche da remoto abbiamo infatti continuato a provare e a imparare nuovi canti, questa è per noi una rinascita perché dopo un periodo di assenza torniamo a cantare dal vivo», premette il maestro Fabio Zambon, direttore della corale gallaratese e tra i principali fautori, quattro anni fa, della creazione di una formazione canora per la basilica di Gallarate. «Il programma che andremo a eseguire vuole simboleggiare la ripresa e la rinascita della vita musicale della Basilica: per questo motivo abbiamo scelto musiche sacre di autori contemporanei dai toni “positivi”». Una visione condivisa dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate che ha voluto essere al fianco della corale in questo evento. «I segnali reattivi che arrivano dalle nostre comunità devono essere sostenuti», afferma il presidente dell’istituto bancario dell’Altomilanese e del Varesotto, Roberto Scazzosi. «La voglia di ripartenza deve essere alimentata per permettere al territorio di essere nuovamente protagonista. Ed è significativo che questa voglia di rinascita, dopo mesi decisamente complessi per tutti, arrivi da chi promuove il bello attraverso la musica. Dare valore a realtà come la corale San Cristoforo è sostenere la crescita di una città e di un territorio. È questo che rende unica una banca di credito cooperativo».Accompagnati all’organo e al pianoforte dal maestro Marco Vismara, i 40 componenti della corale eseguiranno infatti “Agnus Dei” (Fabio Zambon), “Missa Brevis” (Jacob de Haan), “Rorando Coeli” (Rihards Dubra), “Cantate Domino” (Ko Matsushita), “And can it be?” (Dan Forrest) e “Gaudeamus Omnes” (Fabio Zambon), in una viaggio tutto all’interno della musica sacra.Diretta dal maestro Fabio Zambon, la corale San Cristoforo è nata lungo il percorso di restauro e rinnovamento della basilica di Gallarate per sperimentare un progetto di animazione culturale che lì avesse il proprio fulcro. La formazione si è già fatta conoscere con l’esecuzione del Requiem di G. Fauré nel 2017 e con lo Stabat Mater op.138 di J. G. Rheinberger nel 2018. Inoltre, a novembre dello stesso anno, in occasione della dedicazione dell’altare e dell’inaugurazione dei restauri della basilica di Gallarate, ha tenuto un concerto interamente dedicato a Maria Assunta, in dialogo con gli interventi organistici del maestro Giancarlo Parodi. Nel 2019 la Corale si è distinta eseguendo in prima assoluta Lombarda il “Requiem for the Living” di Dan Forrest. A Natale dello stesso anno ha proposto alla cittadinanza di Gallarate un viaggio musicale intorno al mondo alla scoperta di canti natalizi di rara esecuzione.Il concerto ha inizio alle 21. L’ingresso è libero; è richiesto il green pass.

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