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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Archive for the ‘Mostre – Spettacoli/Exhibitions – Theatre’ Category

Exhibitions – Theatre

Concerto Orchestra Sinfonica di Vienna

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

Wiener ConcertRoma lunedì 29 maggio alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza (Città Universitaria – Palazzo del Rettorato) l’orchestra del Wiener Concert-Verein fondata nel 1987 dai membri dell’Orchestra Sinfonica di Vienna si esibirà per un concerto.
Saranno eseguiti alcuni celebri valzer e polke, e Wolfgang Amadesu Mozart, con la Sinfonia in la maggiore K. 201 e con il Concerto per tre pianoforti e orchestra K. 242, una preziosità di raro ascolto, che vedrà schierati sul palco dell’Aula Magna della Sapienza tre pianoforti “gran coda”, alla cui tastiera saranno tre bravissimi pianisti italiani, Marcello Mazzoni, Andrea Padova e Marco Scolastra. L’orchestra viennese spesso suona senza direttore, come in questa occasione: un virtuosismo che solo poche orchestre possono permettersi. È stata ospite di importanti festival musicali tra cui Wiener Festwochen, Festival di Bregenz, Mozart Festival di Würzburg, l’Autunno di Praga, il Ljubljana Festival, il Vienna Klangbogen e l’International Arts Festival di Shenzhen (Cina).
 Ha lavorato con acclamati direttori come Vladimir Fedosejev, Leopold Hager, Marcello Viotti, Claus Peter Flor, Krzysztof Penderecki, Fabio Luisi e Martin Sieghart. Ulf Schirmer ne è il Direttore Ospite Principale dal 2004. Nell’anno dedicato a Mozart (2006), l’orchestra ha effettuato tournée in Canada, Germania, Francia, Ungheria,
Croazia, Slovenia e Svizzera. Il suo repertorio
spazia dalle composizioni orchestrali del periodo classico viennese fino alla musica contemporanea austriaca passando per i capolavori più celebri di ogni epoca e nazionalità.
 Nel 2001, 2002 e 2006 sono stati premiati dalla “Ernst von Siemens Music Foundation”.
Nel 2015 l’incisione del Wiener Concert-Verein con musiche di Michael Haydn è stata insignita dell’Amadeus Classic Award per la categoria “Orchestra and Large Ensemble”, competendo con le incisioni delle Orchestre Filarmoniche di Vienna e Berlino. (foto: Wiener Concert)

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Teatro: Un Vero Capolavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

un vero capolavoroRoma 30 maggio Sala Uno Teatro Piazza di Porta San Giovanni, 10 (La pièce sarà in scena fino al 4 giugno tutti i giorni alle 21.00 e la domenica alle 18.00) debutterà lo spettacolo “Un Vero Capolavoro” scritto, diretto e interpretato da Ivan Bellavista e Sandra Conti con la partecipazione straordinaria di Francesca La Scala. La compagnia del “Molière Immaginario”, capitanata da Ivan Bellavista (decennale collaboratore scenico di Antonio Rezza e Flavia Mastrella (Rezzamastrella) in successi come “Fratto_X” e “Anelante”), torna con un nuovo spettacolo, “Un Vero Capolavoro”, una spiazzante favola teatrale scritta, diretta e interpretata insieme a Sandra Conti. Dopo il mito dissacrato del Don Giovanni di Molière, si torna su un palco vestito solo dell’essenziale. Questa volta a essere celebrato è il Teatro come Spazio, che diventa un vero e proprio Altrove in cui tutto è concesso e dove ognuno può essere ciò che vuole. Un uomo è in fuga: da giorni due scagnozzi tentano di acciuffarlo, ma l’uomo è evanescente. Forte del fatto di trovarsi in un luogo camaleontico, in cui ogni fantasia può assumere le sembianze della realtà, non fa che travestirsi e mimetizzarsi, saltellando da un luogo all’altro, da un’epoca all’altra, vestendo i panni dei più svariati personaggi, veri o immaginari, famosi o sconosciuti, insoliti o ordinari. Balla, canta, salta, recita, trascinando i suoi inseguitori nella propria allegra ed egocentrica follia, re indiscusso di quel luogo, padrone delle proprie fantasie.Perché lo inseguono? Cosa vogliono da lui? Semplice, farlo tornare in vita! Sì, il protagonista altri non è che un uomo caduto in coma, che ora ha l’opportunità – anzi il dovere – di risvegliarsi e tornare ai suoi affetti terreni. Sembrerebbe un’opportunità straordinaria, ma c’è chi, come lui, a una vita reale e mediocre preferisce un limbo sospeso, un Altrove giocoso in cui tutto è possibile, uno spazio così simile al palco di un teatro, in cui poter rappresentare una vita, mille vite, tutte straordinarie.Tra numeri musicali, brillanti coreografie e inaspettati cambi di registro, “Un Vero Capolavoro” vi lascerà senza fiato. Biglietto intero 15 euro/ridotto 10 euro/convenzioni 8 euro – Tessera associativa del Teatro 2 euro. (foto: un vero capolavoro)

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Incontro musicale: I giovani talenti del Quintetto PentEliós

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

PentElios Quintet1PentElios QuintetRoma venerdì 26 maggio alle 20.30 presso la biblioteca di Villa Leopardi in via Macallè si terrà un incontro musicale ad ingresso gratuito che avrà come protagonista il Quintetto PentEliós, formato da alcuni dei migliori giovani diplomati e studenti dei corsi superiori del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. I loro nomi sono Bianca Maria Fiorito al flauto, Ambra Guccione all’oboe, Alice Cortegiani al clarinetto, Stefano Berluti al corno e Paolo Lamagna al fagotto.
Nonostante sia nato da pochi mesi, il PentEliós Quintet si è già esibito in sedi prestigiose, come il teatro dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, la Sala Accademica del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, l’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” di Roma ed altre ancora. Le musiche proposte dal PentEliós Quintet presentano la varietà timbrica degli strumenti a fiato, che con la loro straordinaria varietà e con le loro mille sfumature di colore hanno stimolato la produzione di un repertorio vario e poliedrico a cavallo di periodi diversi. Sono in programma musiche di Mozart (ouverture da “Le Nozze di Figaro”), Haydn (Divertimento n.1 in si bemolle maggiore), Rota (Petite Offrande Musicale), Debussy (Petite Suite) e Ligeti (6 Bagatelles), nella versione originale o in arrangiamenti per a quintetto di strumenti a fiato. Introduce all’ascolto Giulia Paradiso, studentessa del corso di perfezionamento in Musicologia dell’Università La Sapienza.
“Note in biblioteca” è realizzato dalla IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) in collaborazione con il Sistema Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale, l’Università Sapienza e il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Quest’incontro fa parte della rassegna “Sapienza in musica” con il sostegno della Regione Lazio. (foto: PentElios Quintet)

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Presentazione del restauro della Sala delle Fatiche di Ercole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

IMG_0529IMG_0533Roma Il Polo Museale del Lazio e la Fondazione Silvano Toti hanno presentato ieri, martedì 23 maggio 2017, il restauro del soffitto e del fregio a fresco della Sala delle Fatiche di Ercole a Palazzo Venezia L’intervento è stato curato per la parte scientifica da due funzionari del Polo Museale del Lazio, Sonia Martone e Paolo Castellani. Sonia Martone, direttore di Palazzo Venezia, ha coordinato l’intera operazione e progettato il nuovo allestimento della sala; Paolo Castellani ha diretto il cantiere di restauro propriamente detto. I lavori sono stati interamente finanziati dalla Fondazione Silvano Toti attraverso una donazione liberale: essi rappresentano una dimostrazione dell’efficacia del rapporto fra pubblico e privato. L’intervento è stato materialmente eseguito da L’OFFICINA, Consorzio di restauro e conservazione opere d’arte, nelle persone di Rita Ciardi e Isabella Righetti. La Sala delle Fatiche di Ercole si trova al piano nobile di Palazzo Venezia, nell’appartamento del fondatore dell’edificio, il cardinale veneziano Pietro Barbo, poi divenuto papa Paolo II (1464-1471). Essa era ufficialmente destinata alla custodia dei paramenti sacri del pontefice e perciò talora anche detta Sala dei Paramenti. Il fregio a fresco che ne decora la parte alta raffigura in trompe-l’œil una loggia a dodici arcate, quattro con fontane e amorini, le otto restanti con fatiche dell’eroe. Ecco dunque Ercole e il leone Nemeo, Ercole e Anteo, Ercole e i buoi di Gerione, Ercole e Gerione, Ercole e il drago Ladone, Ercole e la cerva di Cerinea, Ercole e gli uccelli di Stinfalo ed infine Ercole e il centauro Nesso. La matrice culturale dell’autore, ancora anonimo, va ricondotta all’Italia del nord, forse nell’ambito di Andrea Mantegna.
IMG_0542Già in passato le decorazioni erano state oggetto di restauro, fra l’altro nella seconda metà del XIX secolo, nel 1928 e infine nel 1970. Tenendo presente questa complessa vicenda conservativa, il nuovo intervento ha dapprima rimosso il fisiologico deposito di sporco, le vecchie vernici superficiali – nel frattempo ingiallite – e le estese ridipinture dei fondi azzurri delle scene raffigurate entro la finta loggia, per poi passare al reintegro delle lacune, laddove naturalmente necessario e possibile.
I lavori hanno determinato il recupero dell’equilibrio cromatico d’insieme, in precedenza gravemente compromesso; quel che più conta, hanno restituito l’idea del finto loggiato aperto, una delle idee-base del progetto decorativo d’origine, di evidente derivazione albertiana. Il Polo Museale del Lazio, istituito nel 2014 nell’ambito della recente riforma del MIBACT e attivo dal 9 marzo del 2015 con la direzione di Edith Gabrielli, gestisce quarantatre luoghi della cultura statali di Roma e del Lazio – fra cui appunto il complesso di Palazzo Venezia – e coordina tutti i soggetti pubblici e privati impegnati nell’ambito dei beni culturali sul territorio regionale. Il rapporto con la Fondazione Silvano Toti e questo restauro in particolare sono in tal senso degni di nota. “L’intesa con la Fondazione Silvano Toti – spiega il Direttore Edith Gabrielli – sottolinea l’ormai raggiunta maturità del Polo Museale del Lazio e la sua connessa, effettiva capacità di ‘fare sistema’ con la società civile, ai fini di costituire un vero e proprio sistema museale integrato. D’altro canto, essa rappresenta un ulteriore passo in avanti in quel rilancio del Palazzo, per il quale fin dal 2015 è stato elaborato un piano museologico complessivo, d’intesa con l’architetto Sonia Martone, Direttore del Museo”.
IMG_0540La Fondazione Silvano Toti promuove da anni la salvaguardia del patrimonio culturale, artistico e ambientale italiano. Il suo impegno nel sociale è costante nel tempo e sostiene la tutela dei diritti dell’uomo, con particolare attenzione alle categorie più svantaggiate. Tra le attività supportate dalla Fondazione Silvano Toti si ricordano la costruzione del “Silvano Toti Globe Theatre”, il teatro elisabettiano di Villa Borghese poi donato alla città di Roma, e l’impegno a sostegno della Società Genextra che opera nel campo della ricerca sulle malattie legate all’invecchiamento e sulla rigenerazione cellulare.Nella nuova veste la Sala delle Fatiche di Ercole tornerà ad essere visibile al pubblico, con ingresso gratuito, sabato 27 maggio. Per l’occasione verranno organizzate delle apposite visite guidate.Le visite, in programma dalle 10.00 alle 18.00 ogni 30 minuti, non necessitano di prenotazione.Si formeranno i gruppi direttamente in biglietteria (via del Plebiscito 118) secondo l’ordine di arrivo. Da domenica 28 maggio la visita alla Sala rientrerà nel normale percorso museale di Palazzo Venezia.

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Inaugurazione mostra “Mondi diversi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

mondi diversiRoma Mercoledì 24 maggio 2017 – ore 18 Galleria La Nuvola Via Margutta 51/a, Inaugurazione mostra “Mondi diversi” di Patrizia Castaldi. E’ il calore sprigionato dai materiali lavorati che ha portato l’artista Patrizia Castaldi, pittrice e scultrice in attività da molti anni, a recuperare antiche tradizioni, come quelle delle tribu Bakota e a costruire interessantissime opere scultoree che, a partire da mercoledì 24 maggio, saranno in mostra alla Galleria La Nuvola di Roma. Un percorso, presentato dopo alcuni anni di assenza dell’artista dagli spazi espositivi, che mette in evidenza uno stile astratto inequivocabile legato ai volumi geometrici e che si esprime in una costante ricerca di forme quasi elementari ma essenziali. Il titolo dell’esposizione, “Mondi diversi”, rappresenta le interazioni culturali e le interpolazioni con diverse tipologie di materia che la Castaldi tratta con leggerezza e semplicità: dal legno al ferro, dal rame all’ottone, lega flessibile ed estremamente duttile che assume forme sinuose e sensuali, nel suo colore giallo-oro, aperte a molteplici interpretazioni sensoriali. Una lavorazione che esprime sicuramente un’anima, percepibile, nelle sue forme, anche nel tempo, nonostante i cambiamenti di colore causati dall’ossidazione.Le opere realizzate – di cui in mostra ne saranno visibili circa una ventina – legano materie ed elementi diversi per costruire un ordine cosmico, in un’assoluta armonia di proporzioni e calibrata misura compositiva. Un cammino parallelo di occhio e mente in cui la struttura logica e matematica che caratterizza l’espressività dell’artista gioca in equilibro tra il primo piano e il fondo, tra la facciata della prima percezione e lo sguardo allungato della tridimensionalità.
Sfera, cubo, triangolo, quadrato, rettangolo, linea retta ed ovale sono gli archetipi formali da cui parte la creatività del movimento, evidenziato da una materia plasmata dal tatto felice e da una coscienza curiosa in continua evoluzione, specialmente nelle relazioni spaziali.L’uso multiplo del rame, elemento onnipresente e spesso integrato al legno (entrambi simboli di fertilità gioia e fortuna), si frammenta dalle tessere metalliche del micromosaico a lastre di fondo su cui edificare un’immagine incorporea, sempre e costantemente sotto l’analisi del suo impatto con la luce. Questa scelta di materiale è stata spesso definita dalla critica come una metafora, un’aspirazione a ricongiungersi con una dimensione superiore anticamente perduta, nella quale l’artista ricerca la purezza retrocedendo agli albori dell’arte preclassica. Il risultato, tra un’opera scultorea e l’altra è la sensazione di leggerezza, della forma e del colore emanata da una fervida ispirazione vitale nella quale la luminosità si riflette sull’eleganza, la curiosità sull’equivocità (ogni pezzo è diverso e nessuno è interpretabile alla stessa maniera), l’esperienza sulla fruizione, alla conquista di un dialogo con il suo interlocutore, umano o materico che sia… (foto: mondi diversi)

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Scacchi in Città, la manifestazione sportiva parte dal Campidoglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

campidoglioDomenica 28 maggio alle 10.00 Piazza del Campidoglio si animerà con il primo appuntamento della manifestazione “Scacchi in Città”. L’evento è organizzato dalla Federazione Scacchistica Italiana in collaborazione con l’Assessorato allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi di Roma Capitale al fine di promuovere questa disciplina dall’alto valore sociale, educativo ed inclusivo in sedi di particolare fascino culturale e paesaggistico.
Tre campionesse degli scacchi, Daniela Movileanu, Fiammetta Panella e Désirée Di Benedetto sfideranno il pubblico di partecipanti in una simultanea.La piazza ospiterà tavolini, scacchiere, istruttori e atleti della Federazione Scacchistica Italiana pronti a insegnare le tattiche di gioco e a dare qualche dritta su come fare uno scacco matto.La manifestazione è gratuita, avrà cadenza mensile, da maggio a ottobre, e sarà ospitata in altri luoghi d’interesse culturale della città.Gli scacchi sono uno sport straordinariamente diffuso in tutto il mondo, con circa 1 miliardo di praticanti. E’ molto esercitato anche in Italia, dove si tende ad apprenderlo in giovanissima età, in famiglia o nella scuola. E’ una disciplina sportiva associata al CONI la cui Federazione Italiana è stata costituita nel 1920 ed eretta ad Ente Morale nel 1930.Gli aspetti valoriali legati alla pratica di tale disciplina sono inerenti al rispetto delle regole, dell’ambiente, dei compagni e degli avversari, nonché alla cultura del confronto finalizzato alla crescita del senso sociale e l’aspirazione al benessere psico-fisico, all’approccio scientifico e metodologico per la soluzione dei problemi attraverso l’uso sistematico delle tecniche logiche e matematiche.La Dichiarazione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2012 ha invitato i Paesi dell’Unione Europea a inserire gli scacchi tra le materie curriculari nella scuola dell’obbligo e in Italia sono insegnati in molte scuole, anche se per ora tra le materie facoltative. Per questo è intenzione dell’Amministrazione capitolina diffondere la conoscenza di questo sport.“Gli scacchi insegnano a concentrarsi, a risolvere i conflitti in modo pacifico, hanno una profonda valenza sociale e culturale ed è per questo motivo che l’Amministrazione capitolina si è impegnata a promuovere questo sport. Crediamo che giocare a scacchi, in luoghi affascinanti di Roma, contribuisca al benessere dei nostri cittadini. È un modo sano di trascorrere il tempo insieme a familiari, amici e cittadini”, afferma l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi di Roma Capitale Daniele Frongia.

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Progetto installazione “LA FOLLA”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

la follaCortona (Ar) Centro convegni sant’Agostino vernissage 4 giugno ore 11,30 Via Guelfa 40 (durata mostra: dal 5 giugno al 5 luglio 2017). Il progetto installazione “LA FOLLA” dell’artista Davide Dall’Osso intercetta una tematica che da sempre ma soprattutto recentemente, è stata oggetto di confronti, talvolta anche accesi, sulla diversità e accettazione di essa, in tutte le sue manifestazioni. Una diversità che lo scrittore Roberto Saviano, ha stigmatizzato dicendo che la diversità è negli occhi di chi guarda e non di chi é guardato”. Il Comune di Cortona in sinergia con l’artista Davide Dall’Osso con la curatela della dott.ssa Maria Laura Perilli presenta nel prestigioso spazio del Centro Convegni Sant’Agostino un installazione dal titolo ” la Folla”. Una sorta di auspicio al superamento di vecchi preconcetti perchè si viva in un domani fatto di accettazione dell’altro quale superamento di qualsiasi tipo di ”differenza”. Questa installazione, rappresenta con i suoi 100 corpi in policarbonato, un vero e proprio esercito dell’anima, ciascuno con la sua diversità, espressione di uno stato psicologico predisposto alla ricerca di una connessione empatica con il mondo che lo circonda. Questi corpi sembrano quasi consumarsi nel faticoso tentativo di trovare un canale di comunicazione con l’esterno e si pongono lì, davanti all’osservatore, arrovellati in una sorta di circuito fatto di decomposizione e rigenerazione. E’ questa opera quasi una sfida che all’apparente perfezione, involucro parco nei contenuti, ha preso da troppo tempo il sopravvento sulla sostanza. L’identificazione dell’ individuo passa attraverso cosi detti canoni ” normali” di fisicità e modo di porsi e dove alcuni segnali di accoglienza , talvolta, sono sovente legati al sentimento ” della pena”. Una sorta di omologazione al negativo che trova in una frase di Paul Wilson la sua umiliante vacuità: “Lascia la perfezione agli altri. Tu contentati di essere te stesso e ti sentirali molto più sereno”. (foto: la folla)

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Marstrand’s Unusual Family Portrait

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

Bruun RasmussenCopenhagen Tuesday, 30 May at 4 pm in Bredgade 33 Bruun Rasmussen Auctioneers marks the 100th anniversary of the sale of the Danish West Indies with Wilhelm Marstrand’s depiction of his brother’s family from St. Thomas – a genuine piece of Danish colonial history with the beautiful Afro-Caribbean nanny Justina in the middle of the painting.This year, it is 100 years since Denmark’s national flag flew over the Danish West Indies for the last time before we sold the three Caribbean islands of St. Thomas, St. Croix and St. John to the United States for 25 million Dollars. We had owned the islands since 1672 and up until 1917 many Danes journeyed to the Danish West Indies to work as civil servants, priests, teachers and more. This was also the case for the Danish Golden Age painter Wilhelm Marstrand’s brother Otto Marstrand. In 1830, he settled down on St. Thomas as a timber merchant, raised a family and was later appointed Consul and Chief Fire Officer. In 1857 the whole Caribbean branch of the Marstrand family visited Denmark, and they brought their Afro-Caribbean nanny Justina with them. It was during a walk in the Frederiksberg Gardens that the family was immortalized in the painting up for auction.An Afro-Caribbean Nanny at the Centre of the Painting. “As the dominant figure of the painting, Justina gazes at the viewer with a serious look in her eyes. She is dressed in a European, white dress and a red shawl, while she is wearing a traditional Afro-Caribbean, orange and green headdress. The colourful dress stands in contrast to the blue summer sky and the lush Danish nature. The painting’s composition is structured around the beautiful nanny Justina with the two Marstrand girls, Emily Ottilie and Annie Lætitia, on each side. In the background, Otto Marstrand, the wife Annie and their son Osvald are strolling in the park, and unlike the figures in the foreground they are depicted more sketch-like and with much less attention to detail. Why Justina constitutes such a central part of the painting is open to interpretation, but the portrait provides an important and rare artistic insight into Denmark’s role as a colonial power and slave nation,” says Julie Arendse Voss, head of the fine art department at Bruun Rasmussen.
The painting was made nine years after the abolishment of slavery in the Danish West Indies, and it is therefore most likely that the young nanny was born a slave. In Denmark, we have relatively few paintings that depict the Danes and their relationship with the slaves and their descendants on the Danish West Indies, and it is therefore a rarity to see this kind of painting on the auction market. The painting has never been up for auction before, since it has been passed down through Otto Marstrand’s family. The daughter Emily, depicted on the right in the painting’s foreground, inherited it after her father. Afterwards, her daughter Edna inherited the painting, and she is the current owner’s grandmother. (photo: Bruun Rasmussen)

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Presentazione del restauro della Sala delle Fatiche di Ercole

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

palazzoveneziaRoma martedì 23 maggio 2017, ore 11.30 Palazzo Venezia il Polo Museale del Lazio e la Fondazione Silvano Toti presentano alla stampa il restauro del soffitto e del fregio a fresco della Sala delle Fatiche di Ercole.Alla presentazione intervengono Edith Gabrielli, Direttore del Polo Museale del Lazio, Maria Teresa Toti, Presidente Fondazione Silvano Toti, Sonia Martone, Direttore del Museo di Palazzo Venezia e Paolo Castellani, Direttore dei lavori di restauro. Il restauro restituisce al pubblico la magnificenza degli affreschi e del fregio ligneo della Sala delle Fatiche di Ercole, che riportano otto fatiche dell’eroe: Ercole e il leone Nemeo, Ercole e Anteo, Ercole e i buoi di Gerione, Ercole e Gerione, Ercole e il drago Ladone, Ercole e la cerva di Cerinea, Ercole e gli uccelli di Stinfalo ed infine Ercole e il centauro Nesso.

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A Genova si inaugura la mostra del pittore imperiese Gugliemo Mazzia “Dinosauri”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

chiaruscuriGenova 26 maggio – 15 giugno 2017 orario: mercoledì-venerdì 16-19 inaugurazione: venerdì 26 maggio, ore 17,30 via sant’Agnese 19R. una personale di Guglielmo Mazzia, che presenta un ciclo di lavori su carta incentrato su immagini di dinosauri, raffigurate con un intensa verve fantastica.“Secondo l’opinione espressa da Emilio Villa nel volume L’arte dell’uomo primordiale – scrive Sandro Ricaldone – nella creazione artistica, il rapporto fra l’uomo e le altre specie animali si ponga non solo (e forse non tanto) sul piano della rappresentazione quanto su quello di una vera e propria introiezione. (…) È un simile aspetto che, rivisitato in forme del tutto contemporanee, ritroviamo nel lavoro di Guglielmo Mazzia, nei vorticosi viluppi di rettili e dinosauri, trasfigurati da accensioni di colore talvolta smorzate da lunghe scie d’ombra. Nelle sue carte prende vita una sorta di mostruosità esuberante, che trae energia dalla concentrazione delle masse, mantenendo un tratto di leggerezza nella mobilità e nello slancio del segno che contorna le singole figure. L’afflato fantastico che ne promana non è però semplice gioco visivo: mentre da un lato si fa espressione di una tensione arcaica naturale, sotto altro profilo, collegandosi all’estinzione delle specie ritratte, allude ad una condizione di pericolo che direttamente concerne la condizione precaria del nostro habitat. Viene alla mente allora una riflessione di José Gil: “Probabilmente l’uomo produce mostri per una sola ragione, poter pensare la sua stessa umanità”.
Guglielmo Mazzia è nato a Imperia dove vive e lavora.Introdotto alla pittura nel periodo scolastico da Bernardo Asplanato, partecipa più tardi con entusiasmo alle iniziative del Gruppo Artisti Città di Imperia, sodalizio artistico che ha la sua base nelle “Grotte di Nerone”, storico locale gestito dallo scultore Rino Rossi.La militanza politica nella sinistra rivoluzionaria lo porta ad affrontare l’esperienza del carcere, al cui interno intraprende una vorticosa attività artistica.
In seguito, l’incontro con Giovanni Berio costituisce per lui un passaggio importante. Il maestro Ligustro, oltre alla sua intensa attività d’artista, gestisce una piccola, ardente galleria dove gli organizza una mostra personale con il lavoro di quegli anni.
Matura nel tempo crescente interesse per la scenografia, con allestimenti, mostre e collaborazioni a Torino dove si è trasferito; partecipa al gruppo scultori “Spazio Libertà” con esposizioni itineranti sull’asse Torino-Milano. In quel periodo la scultura trova definitivamente spazio nella sua produzione.Al ritorno a Imperia dà vita al “Laboratorio Reart” dove sarà il mosaico, oltreché l’uso di materiali abbandonati da riciclare, ad avere specifica attenzione, affiancando l’attività pittorica sempre centrale nella sua ricerca. (foto: chiaruscuri)

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Mostra personale d’arte di Patricia M.

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

patriciaMilano 24 maggio 2017 dalle h. 18,30 alle 21,00 e si concluderà il 6 giugno mattina Presso la Galleria d’Arte Contemporanea STATUTO13, in Via Statuto, 13 (corte interna) a Milano, Brera District mostra personale d’arte di Patricia M. a cura di Massimiliano Bisazza. Un mondo di oggetti inanimati popola la creatività di Patricia M, sensibile e talentuosa artista che ama trasmettere al fruitore la propria poetica grazie alla ricontestualizzazione di materiali recuperati dalla spazzatura, dai mercatini…abbandonati. Le installazioni godono di una nuova vita ma riescono a raccontarci il loro passato, lo scorrere del tempo, la loro vita e quella di chi li ha utilizzati e ambiscono a catturare la nostra attenzione a tal punto da renderci così partecipi da subentrare in un loro vissuto “altro” e attuale. Una vecchia macchina da scrivere (“Cut words”), ricoperta di un colore rosso accesso che riporta al pensiero il sangue – sangue della vita ma anche sangue della morte violenta – è nella sala e sembra osservarci. Un paio di forbici è conficcato all’interno e lacerti di parole si intravedono. Quelle parole che possono essere taglienti, violente e spesso manipolate da una società dove la comunicazione veicolata è spesso intrisa di falsità, di ipocrisie. Il rosso della ceralacca può sigillare, sugellare quegli atti scomodi e quelle scomode realtà volutamente celate per evitare l’incontro/scontro con una disagevole realtà che è meglio insabbiare.Un passeggino abitato da bambole e bambolotti, adornato da foglie e piante che possono essere annaffiate in modo interattivo (“Nessuno” è il titolo di quest’opera), sottolineano la cruda realtà di quelle infanzie non vissute; violate, maltrattate, malate…uccise nello spirito e sul nascere ma anche la possibilità di nutrire la vita; scegliendo dunque un percorso che aneli ad un fine costruttivo. E poi, assieme ad ulteriori installazioni e opere – che trattano temi della malattia, dell’incomunicabilità e molto altro ancora, ndr.- , ecco sulla parete “Agua”. Si tratta di fatto di scatti speculari di bambini che attraverso una fase ludica interrazziale si esprimono con quel candore che è tipico della giovanissima età, in quanto tale è ancora puro, inviolato e vero dove l’intento sta rammentare al fruitore quella splendida fase della vita che dovrebbe essere libera da inganni e turbamenti.Una mostra riflessiva, piena di spunti e di contenuti molto attuali – si pensi per esempio al tema della “diversità” – che, vista la loro intensità volgono spesso al riverbero del pensiero o contornano in modo traumatico la nostra contemporaneità più che mai. Una mostra che grazie alla creatività delle arti visive può svegliare la coscienza collettiva, partendo da quella del singolo individuo.

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Mostra: DICÓ Combustioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

JOKERMARILYNRoma dall’8 giugno al 9 luglio 2017 la Sala del Giubileo del Complesso del Vittoriano – Ala Brasini di Roma ospita la mostra DICÓ Combustioni: un’antologica dedicata ad uno degli artisti più dirompenti ed originali dal panorama italiano ed internazionale, che rappresenta ad oggi una delle più innovative manifestazioni artistiche del Neo-Pop.
A essere esposte saranno circa 40 opere, alcune delle quali presentate per la prima volta al pubblico che potrà immergersi in un originale universo espressivo che unisce gli echi di Warhol e Burri con la Street Art.Come è ormai noto, infatti, Dicò avvolge i ritratti di personaggi famosi assurti a icone del proprio tempo e monumenti altrettanto iconici in una lastra di materiale plastico che viene poi bruciato e piegato, dando all’opera una nuova prospettiva. Come sottolinea il curatore Lamberto Petrecca, Dicò “utilizza i miti già ampiamente massificati dai media e li trasfigura rendendoli nuovamente unici grazie alla combustione…Dicò non fa quindi del fuoco un uso distruttivo e iconoclasta, ma un uso rivitalizzante e quasi grazioso”.Queste “Combustioni” non possono non far pensare ad Alberto Burri, anche se Dicò, come ricorda ancora il curatore, “rende plastici e combusti personaggi veri e reali. È la vita stessa – attraverso i suoi esponenti più noti – che si deforma e trasmuta in altro. I ritratti di Dicò diventano così quasi primi piani cinematografici”.Da Burri e Warhol, Dicò trae una sintesi rigeneratrice che gli consente di ridare una vita nuova ai miti contemporanei: da Marilyn alla Gioconda, da Gandhi a Fidel Castro, da Mohammad Alì a Gianni Agnelli.“In fondo Dicò – ricorda Vittorio Sgarbi nel suo testo critico in catalogo – non fa né il Burri redivivo, né l’erede della Pop Art, anche se entrambe le esperienze lo hanno ampiamente ispirato”, la sua, prosegue il critico , è “una concezione pragmatica dell’arte, per cui quello che conta è l’oggetto che riesci a elaborare, non ciò che agiti intorno ad esso”.
Orario aperturaTutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (L’ingresso in mostra è consentito fino a 30 minuti prima)Ingresso Gratuito (foto: JOKER, MARILYN)

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Teatro: la rapina

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

GiannsantiRoma dal 30 maggio al 4 giugno orari: martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30 Teatro Trastevere – Via Jacopa De Settesoli, 3 in scena “La rapina” Scritto e diretto da Federico Maria Giansanti Con Giacomo Bottoni Luca Cesa Simone Lilliu Daniele Marini Martina Montini Mark Proietti. La pièce, ricalcando i temi della commedia umana, vede come illustre protagonista il ceto popolare romano, dipinto ora con ironia e leggerezza ora con amarezza e crudo realismo, attraverso il racconto di diverse esperienze di vita che, lasciando i personaggi sconfitti e amareggiati, insinua nella loro mente un’idea assurdamente brillante:”organizzare una rapina in banca”, idea che, prendendo forma e diventando realtà, dà vita ad un racconto grottesco e divertente che vedrà i protagonisti in seria difficoltà,esasperati e dubbiosi nella scelta delle proprie priorità: “…Denaro, Amicizia o Famiglia?” (foto: Giannsanti)

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Moda all’Ombra del Vesuvio

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

Annabella Esposito.jpgEnrico InferreraNapoli venerdì 26 maggio ore 20.00, presso Villa Signorini, a Ercolano (NA). E’ stata presentata alla Camera di Commercio di Napoli la 16° edizione della manifestazione ‘Moda all’Ombra del Vesuvio – Premio Giovani talenti della Moda’, ideata da Annabella Esposito, Presidente dell’Associazione Piazza di Spagna e organizzata in collaborazione con Confartigianato Napoli, che ha indetto la prima edizione del ‘Premio Ulisse, per l’Arte e l’Ingegno’. Sfilata ed evento conclusivo, condotto dalla presentatrice Paola Mercurio e dal giornalista Gianni de Somma.
Si rinnova l’appuntamento con ‘Moda all’Ombra del Vesuvio – Premio Giovani Talenti’, il concorso sartoriale rivolto agli allievi e ai diplomati degli Istituti d’Arte e alle Accademie di Moda. Nella splendida cornice di Villa Signorini le Scuole selezionate, provenienti da Campania, Abruzzo, Lazio e Puglia presenteranno capi d’Alta Moda ispirati agli stili di Capri e Positano per i più grandi e abiti in pelle con intarsi, per i più giovani. I migliori, selezionati da una giuria composta Alessio Visone, Angela Orabona, Anna Guarda, Consiglia Miggione, Enrico Inferrera, Ferdinando Borrelli, Giovanna Panico, Giuseppe Miranda, Lella Fuoco, Leonardo Lasala, Luigi Di Domenico, Maria Laurenza e Vincenzo Conferenza StampaCasapulla, vinceranno degli stage presso importanti Maison. «Questa è una manifestazione per offrire occasioni di confronto» dice Annabella Esposito. Al suo interno la Confartigianato Napoli lancia il ‘Premio Ulisse, per l’Arte e l’Ingegno’ per meriti professionali e reali contributi al territorio. I vincitori della prima edizione sono Virginia Capuano di Che Follia, Annabella Esposito Presidente dell’Associazione Piazza di Spagna, Gennaro Illiano CEO della Install srl e Ernesto Taccogna amministratore della della Energy Total Capital. Soddisfatto il Presidente Enrico Inferrera: «lavorando insieme, dobbiamo creare le condizioni affinchè i nostri giovani restino nella nostra terra». L’edizione 2017 vede il sostegno di Artigiancassa Gruppo BNP Paribas, che ha ideato un piano di aiuto alle piccole e medie imprese e alle aziende in via di costituzione attraverso il microcredito fino a 25mila euro, come spiega il dott. Barbi: «sentiamo il dovere di aiutare i più deboli, assumendoci fino al 30% del rischio e la Campania è la regione con i risultati migliori». Tra gli sponsor anche l’agenzia di viaggi Erima Flying che ha lanciato una card esclusiva per i partecipanti: «se avete idee mettetevi in gioco, creiamo occupazione e non avremo più rivali» dice il titolare Leonardo Lasala, rivolgendosi ai ragazzi. (foto: Annabella Esposito, Enrico Inferrera, Conferenza Stampa)

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Mostra: Sport e dittatura

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

sinagoga romaRoma mercoledì 24 maggio 2017 ore 12:00 Fondazione Museo della Shoah – Casina dei Vallati Via del Portico d’Ottavia 29 conferenza stampa di presentazione della mostra: Sport e dittatura ideata e curata dal Mémorial de la Shoah di Parigi, promossa dalla Fondazione Museo della Shoah e realizzata in collaborazione con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del CONI Comitato Olimpico Nazionale Italiano, della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Comunità Ebraica di Roma e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, approfondisce il rapporto tra sport e dittatura negli anni Trenta e Quaranta. Intervengono Mario Venezia – Presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma, Paolo Masini – Vice Presidente Fondazione Museo della Shoah e Consigliere del Ministro dei beni beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini nel Progetto Migrarti Bruno Boyer -Responsabile Relazioni Internazionali del Mémorial de la Shoah di Parigi Laura Fontana -Responsabile per l’Italia del Mémorial de la Shoah di Parigi.
Non fu solo la Germania nazista di Hitler a servirsi dello sport e della concezione del corpo come affermazione di superiorità e di identità collettiva. Anche l’Italia fascista e la Francia di Vichy, insieme al resto dell’Europa occupata, riuscirono ad associare alla pratica sportiva le teorie razziste che si erano diffuse del primo dopoguerra, adottando misure di discriminazione che toccarono pesantemente il mondo dello sport.

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Caravaggio e i caravaggeschi nell Italia meridionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

caravaggioOtranto, Castello Aragonese 11 giugno – 24 settembre 2017 Conferenza stampa e inaugurazione sabato 10 giugno ore 18.30. Dopo lo straordinario successo della mostra dedicata a Steve McCurry nell’estate 2016, il Comune di Otranto e Civita Mostre organizzano, dall’11 giugno al 24 settembre 2017, nei suggestivi ambienti del Castello Aragonese una mostra dedicata a Caravaggio e ai pittori caravaggeschi che hanno operato nell’Italia meridionale. Tutte le opere esposte provengono dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, che custodisce il lascito di quello che è stato il più importante storico dell’arte italiano ma anche uno straordinario collezionista.
Roberto Longhi (Alba 1890 – Firenze 1970) è una delle personalità più affascinanti della storia dell’arte del XX secolo. Alla pittura del Caravaggio (Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, Milano 1571 – Porto Ercole 1610) e ai suoi seguaci, i cosiddetti caravaggeschi, ha dedicato una vita di studi, a partire dalla tesi di laurea sul Caravaggio del 1911. Si trattò, a quella data, di una scelta pioneristica, tanto all’epoca il pittore era uno dei “meno conosciuti dell’arte italiana”. Longhi seppe da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Merisi, così da intenderlo come “il primo pittore dell’età moderna”.
Nella sua dimora fiorentina – villa Il Tasso –, oggi sede della Fondazione che gli è intitolata, raccolse un numero notevole di opere dei maestri di tutte le epoche, che furono per lui occasione di ricerca e di studio. Tra queste il nucleo più importante e significativo è senza dubbio quello che comprende le opere del Caravaggio e dei caravaggeschi, formatosi attorno al Ragazzo morso da un ramarro del Merisi, da lui acquistato verso il 1928. Il dipinto, che risale all’inizio del soggiorno romano di Caravaggio, all’incirca nel 1596-1597, colpisce innanzitutto per la resa del brusco scatto con cui il giovane si ritrae improvvisamente per il morso di un ramarro, quasi come in una istantanea fotografica, ma anche per la “diligenza” con cui ha reso il brano della natura morta con la caraffa e i fiori, un genere pittorico riportato a dignità autonoma proprio dal Caravaggio.Nella mostra, curata da Maria Cristina Bandera, direttrice scientifica della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, accanto al Caravaggio sono esposti i dipinti dei suoi seguaci meridionali o attivi nell’Italia del Sud, che fanno parte della stessa collezione e offrono una efficace testimonianza del significato storico della sua pittura. Grandi capolavori possono ritenersi cinque tele che raffigurano gli Apostoli, del giovane Jusepe de Ribera e la Deposizione di Cristo di Battistello Caracciolo, il principale caravaggesco napoletano. Il profondo radicamento dell’esempio del maestro nell’arte napoletana è attestato dal David di Andrea Vaccaro e dal drammatico San Girolamo del Maestro dell’Emmaus di Caravaggio StJerome_bisPau. Nelle opere di Matthias Stom, a lungo attivo in Sicilia, si materializza una perfetta sintesi tra la cultura nordica di partenza – legata al caravaggismo olandese – e la pittura italiana. Sono inoltre presentate inoltre opere di Lanfranco, del Maestro dell’Annuncio ai pastori, di Filippo Napoletano e di Giacinto Brandi. Il percorso si conclude con due capolavori di Mattia Preti, l’artista che più di ogni altro contribuisce a mantenere per tutto il Seicento la vitalità della tradizione caravaggesca.È infine prevista la proiezione del film di Mario Martone dal titolo L’ultimo Caravaggio (durata 40‘), realizzato nel 2004. La cinepresa del grande regista scompone e riassembla dettagli rubati ora ai dipinti di Caravaggio, ora ai quartieri popolari e alle estreme periferie di Napoli, ricostruendo così, con un linguaggio che parla anche al nostro tempo, la vicenda artistica ed umana del Caravaggio nei suoi ultimi anni, vissuti nell’Italia meridionale.La mostra, unitamente a quella di Roberto Cotroneo, sarà accessibile al pubblico con il biglietto di ingresso del Castello Aragonese, che consente di visitare tutti gli ambienti della fortezza, dai sotterranei agli allestimenti dedicati alla storia della città. (foto caravaggio)

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Grande successo per la lirica giovane

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

lirica giovane2lirica giovane4Tivoli (Roma) Emozioni, bel canto e sorrisi hanno caratterizzato la quinta edizione del Concorso lirico “Jole De Maria”, che si è svolto quest’anno a Tivoli presso le Scuderie Estensi. L’evento canoro ha catalizzato l’attenzione di giovani provenienti da ogni parte del mondo pronti a sfidarsi a suon di note, talento, bravura ed esaminati da una giuria di qualità, presieduta dal famoso soprano Giovanna Casolla, dal pianista Maurizio Colacicchi, dagli agenti lirici Alhambra Concha e Adalberto Ruggeri, Cristiano Sandri, responsabile della programmazione artistica del Teatro Regio di Parma. Una platea gremitissima, in prima fila anche gli attori Adriana Russo, Emauele Vezzoli, Sabrina Crocco, ha lirica giovane3accompagnato ogni esibizione con applausi scroscianti, tra gli sguardi soddisfatti dell’organizzatrice Eleonora Vicario, promotrice con l’associazione culturale Arcipelago, e il direttore artistico Irene Bottaro. Elegantissime le madrine: Francesca Valtorta e Donatella Pandimiglio, che non hanno risparmiato i commenti positivi sulla massiccia partecipazione dei ragazzi evidenziando la passione per un genere musicale ritenuto erroneamente d’élite. Una serata preziosa, volta a sensibilizzare il grande pubblico anche in merito alla ricerca sul cancro che ha sempre sottolineato l’impegno degli organizzatori con la medaglia inviata dal Presidente della Repubblica nel 2014; nel 2015 con l’Alto patrocinio del Parlamento europeo, il patrocinio del Senato, della Presidenza del Consiglio dei Ministri; nel 2016 con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, richiesto anche per questa edizione. Nel gran finale (dopo tre giorni di prove e selezioni) la palma della vittoria è stata assegnata a tre bellissime e talentuose soprano arrivate: il primo posto alla romana Martina Grasia, seconda Maria Laura Iacobellis, terza Michela Guarrera di Cerveteri. (foto: lirica giovane)

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Il meraviglioso mondo di Wal arriva a Villa Torlonia

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

IMG_0497IMG_0516Roma 20 maggio – 1° ottobre 2017 Musei di Villa Torlonia Museo e Giardino della Casina delle Civette Via Nomentana, 70. La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è organizzata da Maniero Associazione culturale e realizzata da Exibartlab. L’esposizione, a cura di Cesare Biasini Selvaggi e Maria Grazia Massafra.
Wal (Walter Guidobaldi) è nato nel 1949 a Roncolo di Quattro Castella (Reggio Emilia), dove tuttora vive e lavora. La sua formazione artistica si avvia all’Accademia di Belle Arti di Bologna, in particolare, nell’aula di Umberto Mastroianni, per compiersi negli anni Settanta a Milano, dove frequenta l’Accademia di Brera e, con particolare trasporto, i corsi di Alik Cavaliere e Luciano Minguzzi. Nel 1980 è inserito da Renato Barilli nella pattuglia dei Nuovi-nuovi insieme, tra gli altri, a Ontani, Salvo e Mainolfi. Connotati tipici dei Nuovi-nuovi sono una leggerezza ludica, quasi degna di Palazzeschi, e il recupero del colore, dell’immagine e della manualità reagendo, così, al clima troppo “freddo”, intellettualistico, che si era stabilito negli anni Settanta intorno alle poetiche del cosiddetto “concettuale”. Il progetto di questa mostra nasce dal desiderio di risvegliare l’interesse del pubblico, dagli adulti ai bambini, a una narrazione suggestiva sull’importanza dell’arte come strumento in grado di evocare e riconoscere mondi interiori, dominati dall’immaginazione. Le sculture di Wal, con il loro IMG_0509IMG_0508originale bagaglio di figure fantastiche e animali fiabeschi, collocate nel giardino e all’interno del museo, si inseriscono perfettamente in un ambiente già di per sé “magico” accentuando l’atmosfera di un tempo che qui pare sospeso.A prima vista ai visitatori sembrerà di trovarsi di fronte a una casetta emersa direttamente da una delle storie dei fratelli Grimm. All’ingresso del giardino si è accolti da un gigantesco gatto albino, dallo sguardo enigmatico quanto una sfinge. Il gatto, probabilmente l’animale più amato e raffigurato da Wal, ritorna in altre opere in mostra. Tutt’intorno, sulle aiuole del giardino, la scena è catturata dallo scalmanato manipolo dei putti-monelli creati da Wal con il loro inconfondibile biancore di fondo che ne fa dei corpi astrali, eterei. All’interno della Casina delle Civette l’atmosfera non cambia e la fantasia continua a essere il motivo conduttore dell’esposizione.
Nel meraviglioso mondo creato da Wal si può scorgere un ricorso metodico a citazioni colte. Così i putti sono ispirati al Ritratto di Manuel Osorio Manrique de Zuñiga di Goya (al Metropolitan Museum of Art di New York), i putti ginnasti sono mutuati dal pittore francese del XVIII secolo Bénigne Gagneraux, mentre i putti lottatori provengono direttamente da modelli classici. La traduzione dai modelli di IMG_0502IMG_0514riferimento compiuta da Wal non ha, tuttavia, alcun intento dissacrante o irriverente alla Duchamp. È, invece, il pretesto dell’Artista per dare libero sfogo ad una straripante creatività che, attraverso il gioco mentale e la manualità fabbrile, dissemina le opere di enigmi e interrogativi che riguardano il senso dell’esistenza. La ricerca artistica di Wal, infatti, da oltre quarant’anni è contraddistinta da una sapiente ricerca volta a stimolare nello spettatore la sua capacità di sognare, di recuperare quello stato di primordiale stupore per il mondo di cui parlava Elémire Zolla. Tale processo è sempre scandito dal ricorso ad una sapida ironia. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Exibart Edizioni che, oltre alla riproduzione delle opere, a colori, contiene testi a firma dei curatori.
Orario mostra: martedì – domenica 9.00 – 19.00 Biglietto d’ingresso: Biglietto Casina delle Civette: € 6,00 intero; € 5,00 ridotto. La mostra è parte integrante della visita.
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 5,00 intero; € 4,00 ridotto. Ingresso gratuito per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana la prima domenica del mese.

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Mostra Monet: Aperte le prenotazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

monetmonet1Roma 19 maggio aperte le prenotazioni per la mostra MONET che arriva al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini di Roma il prossimo 19 ottobre.L’esposizione, curata da Marianne Mathieu, presenta circa sessanta opere del padre dell’Impressionismo, provenienti dal Musée Marmottan Monet – che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita – testimonianza del suo percorso artistico, ma soprattutto dell’artista medesimo, dacché si tratta di opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny e che il figlio Michel donò al museo. Dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800, attraverso i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, ai ritratti dei figli, alle tele dedicate agli amatissimi fiori del suo giardino (rose, glicini, agapanti) fino alla inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, per arrivare alle monumentali Ninfee e Glicini, la mostra renderà conto delle molteplici sfaccettature del suo lavoro, restituendo la ricchezza artistica di Monet. (foto: monet)

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A Roma gli scatti della fotoreporter Agnese De Donato

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

Charlotte RamplingClaudia CardinaleManifesto femministaRoma giovedì 25 maggio ore 18,30 Galleria d’arte contemporanea De Crescenzo & Viestivia Ferdinando di Savoia 2 mostra fotografica Anni ’70: io c’ero che documenta una stagione irripetibile come gli anni Settanta attraverso gli scatti di Agnese De Donato, giornalista e fotoreporter, femminista e scrittrice, scomparsa lo scorso 5 marzo.Gli scatti testimoniano gli incontri con amici scrittori, pittori, poeti, attori, politici e registi, da Alberto Moravia e Ugo Tognazzi a Valentino Zeichen e Marco Bellocchio, da Giorgio Napolitano e Nanni Moretti a Claudia Cardinale e Mariangela MelatoMonica Vitti. Ci sono le immagini scattate in prova o tra le quinte a grandi ballerini, come Carla Fracci e Rudolf Nureyev, e perfino episodi curiosi, come la presenza di John Lennon alla “First International Feminist Planning Conference”, manifestazione americana rigorosamente separatista, alla quale Yoko Ono riuscì a farlo partecipare in qualità di “video maker”. Con passione e determinazione Agnese De Donato ha lavorato per oltre un anno, fino agli ultimi giorni, all’allestimento di questa mostra, scegliendo tutte le stampe originali realizzate nel suo piccolo laboratorio di sviluppo e stampa dell’epoca. Sarebbe bello se si potesse dedicare uno spazio a questi scatti che testimoniano un mondo ormai lontano, ma ancora indelebile nella memoria collettiva. (foto: Charlotte Rampling, Claudia Cardinale, Manifesto femminista, Mariangela Melato)

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