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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘mostra’

Mostra antologica “Guardami”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Bergamo Mercoledì 8 maggio 2019 alle ore 18.00 (9 maggio – 1 settembre 2019) presso il Museo della fotografia Sestini a Bergamo Convento di San Francesco, Piazza Mercato del fieno 6/a, Città alta, inaugura la mostra antologica “Guardami” dedicata al grande fotografo Pepi Merisio.
Il Museo della fotografia Sestini, inaugurato nel 2018, ha recentemente accolto il Fondo Pepi Merisio e con questa mostra offre al pubblico una nuova storia per immagini: più che del soggetto, questa volta, si parla dell’autore in oltre 250 scatti scelti da Merisio stesso, raggruppati in 5 diverse sezioni tematiche ognuna delle quali è dedicata a uno dei temi fondamentali della carriera del grande fotografo. Per ogni sezione, un cuore pulsante: una selezione originale di immagini vintage stampate da Pepi Merisio tra il 1960 e il 1970.La mostra, promossa e organizzata da Museo delle storie di Bergamo e Comune di Bergamo, è realizzata grazie all’importante contributo di SIAD, main sponsor dell’evento e del nuovo allestimento dello spazio espositivo.Catalogo “Guardami”, Lyasis Edizioni, 2019, introduzione di Denis Curti. Biglietti Ingresso alla mostra: 5 euro. Mostra promossa e organizzata da: Comune di Bergamo e Museo delle storie di Bergamo.

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Mostra: progetto RE:HUMANISM

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Roma Martedì 16 aprile alle ore 18.30 AlbumArte, via Flaminia 122 inaugura la mostra collettiva con i progetti vincitori della prima edizione di RE:HUMANISM, premio dedicato al rapporto fra arte e intelligenza artificiale promosso da Alan Advantage, azienda attiva da più di dieci anni nel campo dell’innovazione e della consulenza strategica. Nella mostra saranno esposti i progetti dei dieci artisti vincitori: Nguyen Hoang Giang primo classificato; il gruppo formato da Albert Barqué-Duran, Mario Klingemann e Marc Marzenit al secondo posto; Enrico Boccioletti per il premio residenza; Lorem; Enrica Beccalli in collaborazione con Roula Gholmieh; Guido Segni; Antonio “Creo” Daniele; Michele Tiberio in collaborazione con Diletta Tonatto; Adam Basanta; Daniele Spanò. I dieci progetti prevedono l’intervento di tecnologie e riflessioni nell’ambito dell’intelligenza artificiale, cercando di delineare il confine sempre più opaco tra umano e artificiale.
RE:HUMANISM exhibition of the winning projects will open on Tuesday, April 16th at 6:30 pm at AlbumArte, in Rome. RE:HUMANISM is the first edition of the award dedicated to the relationship between art and artificial intelligence and is promoted by Alan Advantage, company active for more than ten years in the field of innovation and strategic consulting activities. The exhibition will present the ten winning artists’ projects: the first-place winner Nguyen Hoang Giang; in second place the group formed by Albert Barqué-Duran, Mario Klingemann and Marc Marzenit; Enrico Boccioletti for the residency award; Lorem; Enrica Beccalli in collaboration with Roula Gholmieh; Guido Segni; Antonio “Creo” Daniele; Michele Tiberio in collaboration with Diletta Tonatto; Adam Basanta; Daniele Spanò. The ten projects involve the use of artificial intelligence technologies and put a question on the relation between man and computer, trying to outline the increasingly opaque border between human and artificial.

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Mostra: AFTERMODERNISM. A Perspective on Contemporary Art

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Roma mercoledì 17 aprile 2019, ore 18.00 (Apertura al pubblico: 18 aprile – 29 giugno 2019
Orari: martedì – sabato, 10.30 – 19.00; domenica e lunedì chiusi) Mucciaccia Contemporary, piazza Borghese 1/A apre al pubblico la mostra Aftermodernism. A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby – Justin Samson, a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Con dieci opere di James Busby (Rock Hill, SC, USA, 1973) e quindici di Justin Samson (Milford, CT, USA, 1979), il progetto espositivo intende presentare in Italia un nuovo gruppo di artisti internazionali (prevalentemente americani o residenti in USA, ma con una discreta presenza anche di europei) riuniti sotto la sigla AFTERMODERNISM, da parte di uno dei più grandi e singolari collezionisti del nostro tempo, Hubert Neumann. Ottantasettenne con una passione smodata per l’arte contemporanea ereditata dal padre Morton, Neumann possiede una raccolta di oltre 2.600 opere (molte delle quali capolavori) del Cubismo, Astrattismo europeo, Scultura d’avanguardia, Espressionismo Astratto americano, Pop Art e Graffitismo, di alcuni dei più importanti artisti del XX secolo. Tra questi Picasso, Léger, Miró, Kandinsky, Kline, Giacometti, Dubuffet, Rauschenberg, Lichtenstein, Haring, Basquiat, Koons, solo per citarne alcuni.
L’unico filo conduttore su cui si basa questa straordinaria collezione è la conoscenza diretta degli artisti. Dotato di un fiuto eccezionale come il padre, Neumann ha continuato a selezionare, all’albore dei loro esordi, artisti che sarebbero poi diventati di fama internazionale.
Negli ultimi anni la sua attenzione di collezionista si è focalizzata su un gruppo di artisti (per lo più generazione anni Settanta, Ottanta e Novanta), attualmente una quarantina in tutto, in cui Neumann ravvisa quella che per lui è una vera e propria nuova corrente artistica su cui investire, definita appunto AFTERMODERNISM, di cui James Busby e Justin Samson sono i primi esponenti a essere presentati in Italia.
Il catalogo in mostra, a cura di Cesare Biasini Selvaggi ed edito per i tipi di Carlo Cambi editore, rappresenta il primo di una serie che sarà dedicata agli artisti di AFTERMODERNISM.

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Mostra “Chiare, fresche e dolci acque

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Tremezzina Villa Carlotta. Venerdì 12 aprile si inaugura la mostra “Chiare, fresche e dolci acque. Viaggi fotografici sul Lago di Como”: un viaggio che ripercorre un secolo di vita lariana e di storia della fotografia. Le opere esposte fanno parte di un fondo di oltre 3.000 fotografie, raccolte con sapienza e meticolosità dal collezionista comasco Ruggero Pini. Un viaggio che parte nell’Ottocento con Luigi Sacchi e Pompeo Pozzi e termina con le istantanee di Alfred Stieglitz. Visitabile fino al prossimo 9 giugno.
Continua anche l’esposizione di acquarelli botanici di Silvana Rava “Natura dipinta”, fino al prossimo 16 aprile. Delicate tele che colgono la Natura nella sua perfezione con la tecnica raffinata dell’artista lariana, già premiata dalla Royal Horticultural Society con la Gold medal nel 2008.Per gli appassionati di storia e arte, si propone una visita speciale che riporterà i partecipanti nel Settecento alla ricerca di tracce e testimonianze in giardino e in museo: domenica 14 aprile “Il secolo d’oro a Villa Carlotta” (12 euro su prenotazione – tremezzini 5 euro). Invece per chi ha il pollice verde, o vorrebbe averlo, l’appuntamento è per martedì 30 aprile con “Incontra il giardiniere di villa”: consigli, piccoli segreti del mestiere e curiosità green per tutti i partecipanti (12 euro su prenotazione – tremezzini 5 euro).E per tutti i bambini dai 3 agli 11 anni triplo appuntamento con la canonica “Caccia al Tesoro botanico di Pasquetta”, lunedì 21 aprile. Ore: 11.00 età: 3-5 anni, ore: 14.30 età: 6-12 anni, ore: 16.30 età: 6-12 anni (prenotazione obbligatoria, 10 euro a bambino, 5 euro accompagnatore).

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Mostra “Arte in memoria 10”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Ostia fino a domenica 28 aprile 2019 è stata prorogata la mostra “Arte in memoria 10” che si tiene al Parco Archeologico di Ostia Antica Viale dei Romagnoli 717 a cura di Adachiara Zevi e organizzata dall’Associazione Culturale arteinmemoria.
La mostra promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali – Parco Archeologico di Ostia antica, si avvale del patrocinio del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma, e ha il sostegno di: Forum austriaco di cultura, Istituto polacco di Roma, American Academy in Rome, Ferrovie dello Stato e Fondazione FS italiane.Gli artisti invitati alla decima edizione sono: Ruth Beraha (Milano, 1986), Norbert Hinterberger (Altmünster, Austria, 1949), Zbigniew Libera (Pabianice, Polonia, 1959), Karyn Olivier (Trinidad e Tobago, 1968) che, così come i 46 artisti che hanno esposto nelle 9 edizioni precedenti, creeranno un lavoro appositamente per il luogo sul tema della memoria. Si tratta di grandi installazioni collocate negli spazi della Sinagoga: la lunghissima rotaia di Libera a fianco del cancello; il grande muro-lavagna di Olivier lungo la cancellata che separa la Sinagoga dalla strada ad alta percorrenza; la grande buca dove è caduto Golia colpito da Davide di Beraha; l’anomalo capitello poggiato da Hinterberger in prossimità delle quattro alte colonne all’ingresso della Sinagoga. Il progetto di Karyn Olivier è stato reso possibile grazie al Fellows’ Project Fund dell’American Academy in Rome.Orario ingresso agli Scavi di Ostia: dal martedì alla domenica dalle ore 8.30. ultimo ingresso 18.15 con uscita 19.15; lunedì chiuso Ingresso agli Scavi di Ostia: intero € 10; ridotto €5

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Mostra Alberto Pedrazzini Medico, umanista e cultore d’arte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 aprile 2019

Minusio (Locarno) domenica 14 aprile alle ore 17.00 Fondazione Museo Mecrì Via Mondacce 207 (Orari di apertura martedì-venerdì 14-17 sabato e domenica 10-12/14-17 entrata gratuita) si inaugura la terza mostra del ciclo dedicato all’arte contemporanea. L’esposizione intende focalizzarsi sulla figura di Alberto Pedrazzini (1917-2015), non solo sulla sua ricca produzione pittorica e scultorea ma anche sulla, forse meno conosciuta, attività di scrittore di poesie e di testi. Si vuole inoltre delineare e illustrare una biografia che ripercorra l’infanzia, gli anni scolastici, le sue passioni sportive e per la montagna, i successivi anni di formazione, gli studi universitari accompagnati dai periodi di leva, per giungere infine alla pratica di medico e primario presso l’Ospedale La Carità di Locarno.
Già prima del pensionamento, Alberto Pedrazzini era solito frequentare Remo Rossi e gli artisti che a lui facevano riferimento. Queste frequentazioni si intensificarono nel momento in cui si ritira a vita privata. È ormai noto che il locarnese fu meta ideale per artisti quali Jean Arp, Hans Richter, Italo Valenti, Arturo Bonfanti, Ben Nicholson, e altri ancora. Con molti di loro, in particolare con Jean Arp e Italo Valenti, Alberto Pedrazzini stringe rapporti intensi sul piano artistico e dell’amicizia, traendo motivazioni e ispirazioni.Lungo l’intero corso della sua longeva esistenza Alberto Pedrazzini si è distinto quale attento osservatore della natura e dell’animo umano; un’indagine svolta a più livelli: scientifico, artistico e umanistico. Discipline queste che si intrecciano e si nutrono vicendevolmente nell’arduo tentativo di carpire l’essenza più profonda dell’Uomo. La sua attività artistica comprende una grande quantità di dipinti e stampe, quasi esclusivamente su carta Lafranca, realizzati in prevalenza a partire dalla metà degli anni ’70 fino alla fine dei suoi giorni. Negli spazi museali della Fondazione viene presentata un’inedita selezione composta da 30 opere circa. I dipinti sono accompagnati dagli scritti, anch’essi redatti prevalentemente durante gli ultimi decenni prima della sua dipartita. Alberto Pedrazzini dedicava buona parte della sua esistenza a dipingere o scrivere. Nei testi critici presenti in catalogo si analizzano dettagliatamente entrambe queste sue passioni, ulteriormente contestualizzate da altri due scritti, una sorta di testimonianze dal carattere maggiormente biografico-aneddotico volte a completare il ritratto di un importante e noto personaggio ticinese.La Fondazione Museo Mecrì si dice dunque particolarmente felice di poter omaggiare la poliedrica figura di Alberto Pedrazzini con una mostra di dipinti e sculture (affiancate dai testi) e con il relativo catalogo.

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What’s Next?

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

Roma Rossocinabro Via Raffaele Cadorna, 28 Opening: venerdì 5 aprile dalle 17 alle 19  Visitabile da lun a ven 11-19 (5 – 30 aprile 2019) Rossocinabro è orgoglioso di rappresentare artisti di talento provenienti da tutto il mondo. I diversi media, stili e temi delle opere d’arte, combinati con i diversi background degli artisti stessi, assicurano che ogni mostra sia stimolante ed eccitante.
Le opere presentate spaziano dalla pittura, alla fotografia, alla scultura e alla tecnica mista.Molte sono opere inedite, presentate per la prima volta al pubblico romano in occasione di questa mostra collettiva. Siamo pienamente convinti che l’arte e la cultura migliorino le nostre vite, abbiano la capacità di dare un senso alla nostra esperienza ed entrino in empatia con gli altri. Perché l’arte non è solo per quelli che la fanno!
Visita la mostra e per maggiori informazioni sugli artisti presenti ti rimandiamo al sito rossocinabro.com
Rossocinabro is proud to represent talented artists from around the globe. The diverse media, styles and themes of the artworks, combined with the varied backgrounds of the artists themselves, ensures each exhibition is inspirational and exciting.
Artworks on view will range from painting, photography, to sculpture and mixed media. Many of the works are unpublished, presented for the first time to the Roman public on the occasion of this collective exhibition. We are fully convinced that art and culture improve our lives, have the ability to make sense of our experience and empathize with others. Because art is not just for those who make it!
Visit the exhibition and for more information on the artists present we refer you to rossocinabro.com.
In mostra: Janice Alamanou, Brian Avadka Colez, Maria Rosa Barut Costantini, Annamaria Biagini, Carol Carpenter, Andrew Curtis, Benny De Grove, Shelby Dillon, Onno Dröge, Judy Filipich, Anna Freudenthaler, Lisbeth Glanfield, Ana Paola González, Danny Johananoff, Angela Keller, Oleg Kirnos, Marta Kisiliczyk, Erich Kovar, Lisa J Levasseur, Esther Luthi, Susanna Malinowsky, Alexandra Mekhanik, Betsie Miller-Kusz, Elvio Miressi, Simone Monney, Flavio Pellegrini, Doina Popescu, Irena Procházková, Daniela Rebecchi, Fabio Salun, Sandra Schawalder, Alice Scholte, Danguole Serstinskaja, Leuthard Seylech, Jacqueline van der Grijn, Vanessa Elaine Curatore: Cristina Madini.

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Mostra “MILANO POP. Pop Art e dintorni nella Milano degli anni ’60/’70”

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Milano sede della Regione, accoglie la mostra “MILANO POP. Pop Art e dintorni nella Milano degli anni ’60/’70” dal 4 aprile al 29 maggio 2019 (Orari lunedì-venerdì ore 10-19 Ingresso libero), a cura di Elena Pontiggia. L’esposizione è promossa da Fontanasedici S.r.l. in collaborazione con Regione Lombardia, Collezione Koelliker, Arteutopia, Associazione Sergio Sarri, Associazione Giangiacomo Spadari. La mostra rientra tra le iniziative della Milano Art Week organizzata dal Comune di Milano in collaborazione con miart.Il percorso espositivo, che si snoda in diverse sale, approfondisce un segmento di storia recente del nostro Paese, gli anni Sessanta e Settanta, attraverso una cinquantina di lavori – molti dei quali inediti – dei principali protagonisti milanesi della Pop Art, movimento artistico che più di ogni altro ha saputo esprimere le icone e le contraddizioni della società contemporanea e che, muovendo dagli Stati Uniti, ha animato anche l’Italia, specialmente dopo la celebre Biennale di Venezia del 1964.La collettiva muove da un panorama della Pop Art italiana con i grandi protagonisti della corrente, da Mario Schifano a Tano Festa, da Mimmo Rotella a Giosetta Fioroni, per poi concentrarsi sull’ambiente milanese con Valerio Adami, Enrico Baj, Paolo Baratella, Gianni Bertini, Fernando De Filippi, Lucio Del Pezzo, Umberto Mariani, Silvio Pasotti, Sergio Sarri, Giangiacomo Spadari, Tino Stefanoni, Emilio Tadini.
L’esposizione evidenzia così i diversi punti di contatto, ma anche e soprattutto le differenze profonde con la Pop Art americana – da qui il sottotitolo “Pop Art e dintorni” – indagando come gli artisti italiani, ed in particolare milanesi, abbiano interpretato originalmente la tendenza, sullo sfondo di un’Italia inquieta che da un lato conosce il boom economico e dall’altro si avvicina ai tempi bui degli “anni di piombo”.
Tra le opere esposte si segnalano l’ironico décollage di Rotella Cleopatra Liz (1963), che rimanda ai manifesti dei grandi kolossal cinematografici; la Palma di Schifano dei primi anni ’70; Gli occhiali (1968) dalla serie degli argenti di Giosetta Fioroni. Venendo al panorama milanese, ecco gli antropomorfici collage di Baj, tra cui l’inedito Cathérine Desjardins, dite Madame de Villedieu del 1974; il visionario Questo nottambulo di Zorro (I due astronauti) del 1965 di Bertini; il metafisico Archeologia con De Chirico del 1972 di Tadini. E, ancora, Stefanoni propone un inventario di oggetti quotidiani nella loro disarmante ovvietà, come Gli imbuti (1970) e I flaconi (1969), quest’ultimo esposto per la prima volta. Ecco infine i lavori ispirati a temi politici e sociali come Il giorno della presa del 1970 di Baratella; Cuba-Cuba del 1970 di De Filippi; Il grande prestigiatore (Le avventure di Nessuno) del 1967 di Sarri; Gli oggetti ci guardano e passano del 1970 di Umberto Mariani; Garibaldi e sua figlia Clelia del 1975 e l’inedita Metropolitana del 1973 di Spadari.La mostra si completa di un video-documentario con testimonianze e interviste esclusive agli artisti e alla curatrice raccolte da Stefano Sbarbaro.Accompagna l’esposizione un approfondito catalogo con un testo critico di Elena Pontiggia e altre interviste inedite agli artisti. Sono inoltre previste due visite guidate d’eccezione con alcuni tra gli artisti in mostra per giovedì 9 e giovedì 23 maggio alle ore 19, ad ingresso gratuito (prenotazione obbligatoria).Importante evento collaterale che accompagna per tutta la sua durata “MILANO POP”, la mostra tematica “CINEMA POP” che inaugura mercoledì 10 aprile presso la Galleria Robilant+Voena, in collaborazione con l’Associazione Sergio Sarri e l’Associazione Giangiacomo Spadari.
L’esposizione, attraverso una trentina di lavori di Sergio Sarri e Giangiacomo Spadari, intende approfondire un aspetto comune a questi due protagonisti della Pop Art milanese, «attenti entrambi alle modalità espressive del cinema come spunto pittorico», così come rileva la curatrice Elena Pontiggia. Infatti, come la pittura anche il cinema fonda le sue basi sull’immagine; tuttavia, mentre il film la sviluppa nello spazio e nel tempo, l’arte pittorica la cristallizza in un “fotogramma”. Questa la riflessione di partenza che accomuna Sarri e Spadari e li allontana da altri artisti che hanno guardato alla settima arte come riferimento di cultura popolare, fra cui si ricordano Schifano e Rotella, i quali hanno attinto al bacino di immagini dell’universo cinematografico per farne delle icone pop. Arricchisce l’evento un’originale pubblicazione, ispirata alla grafica delle riviste dell’epoca, con contributi di Elena Pontiggia, Sergio Sarri e un testo dedicato a Giangiacomo Spadari, in dialogo con immagini di repertorio e delle opere esposte. http://www.irmabianchi.it

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Mostra personale: “Invisibilia” di David Lascaris

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Roma Giovedì 18 Aprile 2019 Ore 19.00 Via delle Fosse di Castello,2 (Castel Sant’Angelo/ San Pietro) mostra a cura di Maria Laura Perilli. Durata mostra: dal 19 Aprile al 18 Giugno
Orari: dal Martedì al Sabato 10.00 – 13.00 16.00 – 19.00. Il sinergico intreccio tra molteplici apporti non ultimo quello mediale, è sicuramente il risultato del percorso di questo giovane e poliedrico artista che, spaziando dall’architettura alla fotografia, realizza opere di indubbia originalità e ad alta identificabilità. Si tratta, infatti, di opere che riescono, in una alchimia quasi indecifrabile e, grazie proprio al complesso utilizzo di strumenti tecnici e non, a veicolare messaggi transmediali destinati a fruitori sempre più attivi.
Siamo in presenza, infatti, di un operato artistico che, lontano dagli schemi tradizionali, tenta di coinvolgere l’osservatore in una sorta di “narrazione transmediale” rendendolo, sovente e inconsapevolmente, protagonista della narrazione stessa. L’immateriale, l’effimero e l’indefinito sono alcune delle sensazioni che le opere di David Lascaris trasmettono nell’immediato. È, però, proprio nella immaterialità e nella liquidità che l’artista ricerca nuove forme per fornire concretezze ad un mondo sempre più in dissolvenza.
La mostra sarà preceduta, mercoledì 17, dal talk “La Nuova Frontiera tra Arte e Tecnica” e da un Art Work Shop, inseriti all’interno del Seminario permanente di didattica sperimentale “Half a Classroom” del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Guglielmo Marconi. Il Talk sarà introdotto dalle professoresse Sara Fortuna e Viviana Rubichi e presentato dalla gallerista e curatrice d’arte Maria Laura Perilli. A seguire un art workshop di David Lascaris (architetto e artista) che presenterà la sua opera “Invisibilia”.

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Mostra: Zhivago Duncan Soulmate / Cellmate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Milano martedì 02.04.2019 dalle 19.00 alle 21.00 (dal 02.04.2019 al 28.06.2019) Galleria Poggiali Milano Foro Buonaparte 52 presenta Soulmate / Cellmate, prima mostra personale a Milano, la terza con la galleria, del poliedrico artista Zhivago Duncan (Terre Haute, USA, 1980), con saggio in catalogo di Kit Hammonds. Soulmate / Cellmate raccoglie un nuovo corpo di opere pensate e realizzate dall’artista appositamente per la sede milanese della Galleria Poggiali. Una serie di lavori che spaziano dalla pittura alla scultura in ceramica, tecnica cui ricorre spesso: l’artista ha ricreato in mostra l’immagine della sua mente, partendo da un pensiero libero, fluido, ha abbozzato nei dipinti degli universi in formazione, paesaggi mitici e immaginari dai colori psichedelici.
Ha creato in questo modo dei lavori unici caratterizzati da forme insolite, mai scontate, provenienti da orizzonti lontani, crocevia di culture differenti. L’artista infatti, fin da giovane è stato esposto alle culture e tradizioni più disparate. Nato da padre danese e madre siriana, Zhivago ha avuto modo di conoscere ambienti profondamente differenti, contraddistinti da storie, miti e leggende che hanno segnato la sua infanzia e che non può non considerare e convogliare all’interno della sua opera artistica.
Come nelle opere esposte nella recentissima personale intitolata Beauty Block My View (novembre 2018 – gennaio 2019), tenutasi alla Meem Gallery di Dubai, anche nei lavori esposti in Soulmate / Cellmate Duncan esprime la volontà di ricollegarsi al suo passato. Volontà di indagare, conoscere e riagganciarsi alle sue radici. L’artista ricrea in mostra un mondo legato alla sua eredità ancestrale, connessione tra la sua fisicità e la personificazione metafisica di una terra perduta. “Tutto ciò viene reso su tela attraverso una rete di citazioni, profezie e immagini di divinità, prese da antiche narrazioni siriane. Alla base del processo creativo di Duncan vi è una ricerca bramosa di scoprire interconnessioni nascoste. Indagine espressa da un universo gioioso di forme e colore, sotto le quali in realtà, si celano fragili fondamenta e un profondo lamento interiore.” Kit Hammonds.
Zhivago Duncan si è fatto conoscere per la grande personale del 2012 alla Contemporary Fine Art di Berlino nella quale aveva iniziato a produrre, oltreché grandi dipinti su tela, vetrine abitate da modellini di auto, aerei e treni in movimento, circondati da neon.

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A Bologna, la mostra di Carlo Valsecchi sul gasometro restaurato da Hera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Bologna Pinacoteca Nazionale di Bologna Fino a domenica 31 marzo 2019 il Gruppo Hera promuove presso il Salone degli Incamminati della Pinacoteca Nazionale di Bologna Gasometro M.A.N. n.3, il nuovo progetto di Carlo Valsecchi: quattordici fotografie che raccontano in modo del tutto inedito e originale la metamorfosi del gasometro di Bologna durante i lavori di recupero e restauro promossi dalla stessa multiutility. Al di fuori di ogni intento archeologico, il lavoro di Valsecchi presenta la struttura del gasometro come un organismo vivente in continua trasformazione e non come testimonianza inerte di un passato industriale.La mostra è aperta gratuitamente al pubblico da martedì a domenica, dalle ore 10.00 alle ore 19.00. Sabato 2 febbraio, in occasione dell’ART CITY White Night, l’apertura è prolungata fino alle ore 23.00.Il progetto di Carlo Valsecchi si completa con il volume a cura di Luca Massimo Barbero, edito da Silvana Editoriale, che presenta la descrizione per immagini della rinascita di questo vero e proprio landmark del territorio bolognese.Gasometro M.A.N. n.3 è una riflessione sull’evoluzione dello spazio, che l’artista concepisce come un corpo in costante metamorfosi.L’opera di Carlo Valsecchi nasce da un dialogo continuo e diretto con i luoghi che di volta in volta affronta nei suoi progetti, siano essi architettura, un paesaggio urbano, l’industria pesante, l’industria altamente tecnologica, o l’infinito naturale. L’approccio analogico e geometrico-analitico nei confronti della fotografia di grande formato – un medium che contraddistingue tutta la produzione di Valsecchi – lo porta a scomporre e ricomporre il soggetto per restituirlo sotto una forma del tutto inedita. “Lavorare seguendo il principio analogico mi permette di liberarmi da qualsiasi vincolo con la realtà. Una libertà assoluta che, senza mai mancare di rispetto alla realtà stessa, mi introduce in un mondo immaginario e fantastico dove posso prendere tutti gli elementi che ho di fronte e osservarli da angolature diverse, muoverli nello spazio cercando a loro una “nuova” collocazione, letteralmente “spingerli” nella luce piena per cercare di ottenere solo quell’elemento che racchiude tutti gli elementi, ricercare la loro “luce propria” indipendentemente da quello che vedo illuminato, leggerli e rileggerli fino a comprenderne la natura di soggetto insita in essi.” – spiega Valsecchi, che aggiunge – Il progetto sul Gasometro è nato durante una visita a Bologna. Questa affascinante struttura ha innescato la mia curiosità, sono entrato in dialogo con il Gruppo Hera, società proprietaria, per avere la possibilità di fotografarlo. Da questo dialogo assai interessante è nato il progetto Gasometro M.A.N. n. 3”. (by Cecilia Bondioli)

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Mostra “Roma nella camera oscura”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Roma martedì 26 marzo alle ore 18 Museo di Roma – Palazzo Braschi piazza Navona 2 Gli studenti RUFA della Scuola di Fotografia, coordinati dai docenti Alessandro Carpentieri, Stefano Compagnucci e Raffaele Simongini, parteciperanno al progetto “Roma nella camera oscura” che avrà luogo nella suggestiva cornice del Museo di Roma – Palazzo Braschi.In occasione dei 180 anni dalla nascita ufficiale dell’arte dello scatto, il Museo di Roma propone una scelta di oltre 300 immagini conservate nelle ricche raccolte del proprio archivio. La selezione muove dagli esordi della fotografia per giungere alla contemporaneità, profilando un significativo rapporto con la città eterna.
Nell’ambito di questo percorso così articolato, che sarà inaugurato martedì 26 marzo alle 18, l’Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta dal Miur che quest’anno celebra la doppia decade dalla propria fondazione, sarà protagonista di uno spazio intitolato “Flaneur Roma”. Lo scopo della mostra è conoscere la capitale da un punto di vista diverso e alternativo. Lo sguardo disinteressato serve a perdersi nelle strade, nelle piazze come in una foresta piena di simboli. Passeggiare senza meta per svelare possibili corrispondenze tra suoni e immagini e catturare dettagli che di solito sfuggono perché travolti dalla frenetica quotidianità. Ispirati da Charles Baudelaire e da Walter Benjamin, una pattuglia ben addestrata di studenti, ha realizzato, girovagando per i quartieri romani, quattro video originali della durata ognuno di circa dieci minuti. La colonna sonora, invece, è stata realizzata montando suoni appositamente registrati per le strade e le campagne con voci di repertorio, tratte da you tube, di personaggi autorevoli del mondo dello spettacolo, dell’arte, della politica e del costume, che hanno rappresentato nel corso di mezzo secolo, tra vizi e virtù, la romanità.
A compiere questo viaggio così insolito sospinti dai docenti, in una iterazione che genera arte e conoscenza: Martina Acanfora, Rachele Alessandrelli, Sareh Asgarian, Arianna Ciarimboli, Daniele Cimaglia, Niccolò Consolo, Antonio Cornacchia, Flavia Daniele, Angelo De Marchis, Eduardo De Matteis, Claudia Frisardi, Amparo Lavezzo, Paola Ledderucci, Denise Mazzarella, Noemi Montaleone, Alessia Mugnari, Federica Pace, Chiara Pellegrini, Asia Pierotti, Riccardo Pisetti, Arianna Santini , Francesca Santoro, Arianna Savo, Giovanna Scozzese, Vanessa Spirito, Angela Strano, Lorenzo Valle, Agnese Zingaretti.

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Mostra di Elisa Bertaglia, “Cendriers”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Galerie MZ di Augsburg, Germania dal 28 marzo al 24 aprile 2019 mostra di Elisa Bertaglia, “Cendriers”. L’esposizione, curata da Martin Ziegelmayr con un testo di Carmen Roll, nasce dalla collaborazione ormai consolidata tra la giovane artista di Rovigo e la galleria tedesca. Il titolo della mostra è tratto dal romanzo “Mes Cendriers” (I miei portacenere) di Florence Delay, pubblicato nel 2010. «Attraverso una scrittura puntuale, raffinata e vivida – dichiara Elisa Bertaglia – Florence Deley crea un complesso autoritratto, ottenuto dalla minuziosa descrizione della sua sterminata collezione di portacenere, della loro funzione e del loro contenuto. Nelle sue parole i “cendriers” diventano parte per il tutto, metonimici simulacri del ritratto stesso della scrittrice».In esposizione, le opere di una serie inedita – “Cendriers” – realizzate nel corso del 2018. Richiamando nella tecnica a carboncino e grafite l’elemento della cenere, Elisa Bertaglia affronta, attraverso il suo peculiare linguaggio simbolico e onirico, le tematiche proprie della sua poetica: la metamorfosi, la Natura, la crisi del compendio dei rituali di passaggio e crescita nella società contemporanea, l’indagine della soglia (intesa non come attraversamento, ma come luogo proprio dell’intimità e della trasformazione interiore).Il percorso della mostra comprende tre grandi disegni realizzati su carte giapponesi che scendono leggere da canne di bambù appese al soffitto, una selezione di dipinti su tela di medio formato e alcuni piccoli disegni su fogli trasparenti sovrapposti.

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Lorenzo Puglisi: Il Grande Sacrificio

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Milano 3 – 28 aprile 2019 inaugurazione martedì 2 aprile, ore 18.30 Basilica di Santa Maria delle Grazie Sacrestia del Bramante via Caradosso 1 Lorenzo Puglisi Il Grande Sacrificio a cura di Giovanni Gazzaneo. Nell’anno del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, Lorenzo Puglisi rende il suo personale omaggio al genio fiorentino presentando a Milano la monumentale e inedita opera pittorica Il Grande Sacrificio, lavoro appositamente realizzato per l’esposizione a cura di Giovanni Gazzaneo.
A poca distanza dal capolavoro vinciano cui è dedicato – la celeberrima Ultima Cena – il dipinto a olio su tavola di pioppo, realizzato da Puglisi nel 2019, si staglia nella Sacrestia in tutta la sua imponenza, sei metri di lunghezza e due di altezza. È l’opera più grande realizzata dall’artista: nell’abisso del nero emergono, nella purezza del bianco, le teste e le mani di Cristo e degli apostoli, in una sequenza ritmica e fluttuante.
L’artista ha dedicato al capolavoro vinciano un ciclo di opere che si inserisce in un percorso di dialogo, iniziato sette anni fa, con i grandi artisti del passato e con i loro capolavori.
Scrive Giovanni Gazzaneo: «La storia dell’arte Puglisi l’accoglie nella sua opera non attraverso la perfezione della compiutezza formale, ma offrendoci un’immagine aperta, libera di giocare nelle polarità del bianco e del nero, in un dinamismo che non conosce fine. Dove il nero non è solo orizzonte, tanto meno cornice: è sostanza stessa dell’opera. Dal buio emerge la presenza, una presenza che da quel buio è sostenuta e in quel buio prende vita: bagliori di luce, scaglie di pittura densa e fremente, come in movimento. Il nero invoca la luce e accoglie il generarsi della forma. E nella generazione della forma possiamo cogliere il senso del contemplare l’arte del passato da parte di Puglisi: l’opera non è morta, l’opera è viva, è feconda e il suo splendore attraversa i secoli e continua a illuminare gli uomini e il tempo. Uno splendore che si fa abbagliante per un’icona come l’Ultima Cena di Leonardo. Gli apostoli, ritratti di uomini veri colti in un turbine di emozioni e pensieri per l’annuncio inaspettato del tradimento – che si accompagna al miracolo più grande, l’offerta d’amore e di vita di Cristo nella consacrazione del pane e del vino – nella visione di Puglisi si fanno volti e mani di luce, quasi a formare una partitura ideale o forse una costellazione di stelle».
La mostra – che presenta anche due opere dedicate al tema della Passione di Cristo, Crocifissione del 2018 e Nell’orto degli ulivi del 2017, che trovano ispirazione in Velázquez, Rubens e Goya – è infine una rara occasione per ammirare la bellezza della Sacrestia del Bramante, normalmente non accessibile al pubblico, con tutti i suoi tesori, a cominciare dai dipinti che decorano le ante degli armadi cinquecenteschi e che, con le loro accese cromie, creano un dialogo tra antico e contemporaneo in uno dei luoghi più intensi e conosciuti di Milano.Accompagna la mostra un volume pubblicato da Manfredi Edizioni, a cura di Giovanni Gazzaneo. http://www.fondazionecrocevia.it

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Omar Galliani al CIAC di Foligno

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Foligno 18 aprile Inaugurazione: giovedì 18 aprile, ore 18.00 CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea “Il corpo del disegno” di Omar Galliani, mostra antologica dedicata al maestro indiscusso del disegno italiano.La mostra, che verrà inaugurata alla presenza dell’artista, del curatore e di Giancarlo Partenzi (Presidente del Centro per la cultura e lo sviluppo economico), sarà visitabile fino al 13 ottobre 2019.
L’esposizione, a cura di Italo Tomassoni, ripercorre l’intera produzione dell’artista, dagli anni Settanta ad oggi, attraverso il fitto dipanarsi del disegno, linguaggio d’elezione ed elemento fondante della sua poetica, utilizzato anche per opere a carattere monumentale. Il progetto sarà arricchito da un intervento site-specific di Omar Galliani che, nel corso della mostra, traccerà sulla parete principale del museo una figura femminile, ideale collegamento tra le grandi tavole che costituiscono il cuore dell’esposizione.
Il percorso espositivo comprenderà una cinquantina di opere che, negli anni, sono state presentate nei principali musei italiani ed internazionali. Sarà inoltre presentato in anteprima al CIAC il trittico “L’anello di Berenice” (2019), composto da tre tavole di grandi dimensioni. Un’opera che riprende uno dei soggetti cari all’artista – l’anello – inteso come simbolo di perfezione, elemento di congiunzione e metafora del moto circolare che caratterizza la nostra esistenza.
Catalogo Prearo Editore con testo critico di Italo Tomassoni, testo istituzionale di Giancarlo Partenzi, testo di poetica di Omar Galliani e ricco apparato iconografico.

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Emilio Tadini: Davanti agli occhi, dietro lo sguardo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Milano Mercoledì, 27 marzo 2019 dalle 18.00 alle 21.00 Fondazione Marconi Via Tadino 15.
La Fondazione Marconi presenta Emilio Tadini 1967-1972, Davanti agli occhi, dietro lo sguardo la terza mostra dedicata all’artista e intellettuale milanese Emilio Tadini. Dopo Emilio Tadini 1960-1985. L’occhio della pittura del 2007 e Emilio Tadini 1985-1997. I profughi, i filosofi, la città, la notte del 2012, questo nuovo progetto espositivo pone l’attenzione sugli esordi della produzione artistica di Tadini, dal 1967 al 1972, ovvero dal primo ciclo Vita di Voltaire, che segna la nascita del suo linguaggio pittorico, fino ad Archeologia.Considerato uno tra i personaggi più originali del dibattito culturale del secondo dopoguerra italiano, fin dagli anni Sessanta Emilio Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli, popolati da un clima surreale in cui confluiscono elementi letterari, onirici, personaggi e oggetti quotidiani, spesso frammentari, dove le leggi di spazio e tempo e quelle della gravità sono totalmente annullate.Le opere di Tadini nascono da un clima emotivo, da un flusso mentale “in qualche zona semibuia della coscienza” dove le immagini emergono in un procedimento freudiano di relazioni e associazioni e dove le situazioni “reali” che il pittore raffigura sono immerse nell’atmosfera allucinata del sogno, in un clima surrealista-metafisico. Questo processo automatico si sviluppa, più che sulla prima immagine del quadro, sulla serie: da un’immagine ne scaturiscono altre, modificandola e alterandola.

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Mostra Step by Step

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Villa Sauber – Nouveau Musée National de Monaco venerdi 26 aprile apre la mostra Step by Step. Uno sguardo sulla collezione di un mercante d’arte. E’ un omaggio ad una importante collezione monegasca e al suo proprietario Fabrizio Moretti. Tale raccolta è presentata al pubblico per la prima volta attraverso la selezione di trentanove opere, tra antiche e contemporanee, con un progetto espositivo che esplora la «cosmogonia» privata del collezionista che agisce con l’occhio del mercante, alla cui quotidianità partecipano dipinti e sculture. Un excursus colto e personale che si svolge attraverso sei secoli di Storia dell’Arte, del quale si offre ora la lettura elaborata dalla curatela di Cristiano Raimondi.Una raccolta così vasta e variegata rappresenta per il Museo un’occasione unica per presentare opere assai rare, un compendio eccezionale per la comprensione della cultura artistica occidentale. Svariando tra la stagione gotica e il primo Rinascimento, attraverso Maniera e Barocco, la Collezione Moretti permette di approdare sino alle sperimentazioni dell’ultimo decennio. Si tratta, infatti, di un insieme unico, quanto vario, di piccoli e grandi capolavori; severi come quelli di Spinello Aretino e Jannis Kounellis, seducenti come le tele di Gian Lorenzo Bernini, Guido Cagnacci, George Condo, opere di mostri sacri quali Pontormo, Gerhard Richter e Lucio Fontana.Il taglio scelto dal curatore non vuole esplorare le possibilità di dialogo tra i pezzi della raccolta, ma ambisce ad evidenziare le intuizioni e la visione del collezionista.
Fabrizio, laureato in Lettere presso l’Università di Firenze e figlio del noto antiquario toscano Alfredo, ha aperto ventiduenne la Galleria Moretti, specializzandosi in Old Masters. Nel corso del tempo si è dimostrato un appassionato di tutte le espressioni ed epoche artistiche, ottenendo finanche il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres. Sin dagli inizi della sua carriera colleziona opere realizzate dai protagonisti dell’arte occidentale, senza distinzioni di epoca, genere o medium. Durante il suo percorso professionale ha avuto l’opportunità di poter collaborare con alcuni tra i più importanti musei, case d’asta, collezionisti del panorama mondiale, fedele alla tradizione dei grandi mercanti italiani come Stefano Bardini e Alessandro Contini Bonacossi, ma da sempre predisposto verso una visione internazionale, sul solco di personalità come Joseph Duveen o Richard Feigen. La collezione è basata sulla forza di queste esperienze con alcuni spunti a tratti visionari che paiono seguire l’ispirazione di figure quali Daniel-Henry Kahnweiler ed Ernst Beyeler.

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Mostra “Mito. Dei Ed Eroi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

Vicenza 6 aprile – 14 luglio 2019 Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari Contrà Santa Corona 25, La mostra, a cura di Fernando Mazzocca, Federica Giacobello e Agata Keran, facendo il punto sugli studi e sull’attività di valorizzazione sinora perseguiti, invita alla riscoperta dell’identità di questo palazzo e indaga la fortuna e l’esemplarità della mitologia classica a cui essa è legata, anche grazie all’eccezionale percorso iconografico delle decorazioni pittoriche e a stucco che ne caratterizzano l’architettura.
Partendo dalla rappresentazione di miti e personaggi eroici nell’antichità, il progetto espositivo mette in luce la fortuna della tematica mitologica nei secoli, a partire dalla Grecia, dalla Magna Grecia e da Roma sino all’approdo esemplare tra il Classicismo seicentesco e le diverse stagioni, tra Sette e Ottocento, del Neoclassicismo.
Il piano nobile del palazzo ospita oltre 60 opere, di cui molti capolavori in prestito come lo straordinario Mecenate presenta le Arti Liberali ad Augusto di Giovan Battista Tiepolo, dall’Hermitage di San Pietroburgo con cui Intesa Sanpaolo ha un accordo triennale di collaborazione.La mostra è suddivisa in otto sezioni, ognuna con una tematica diversa, in un continuo confronto tra dei, eroi, miti rappresentati nell’apparato decorativo del palazzo e quelli raffigurati sulle opere esposte. Apollo, Atena, Marsia, Niobe, Alessandro Magno, Ercole, Achille, saranno i protagonisti di un avvincente viaggio nel tempo e nello spazio architettonico, in un incessante rimando sul piano figurativo e iconologico tra i soggetti pittorici delle decorazioni e le opere in mostra, alla scoperta dei significati religiosi, morali e culturali che il mito ha assunto in tempi e contesti diversi.
I vasi dipinti della collezione di Intesa Sanpaolo dialogano con sculture e affreschi dell’arte greco-romana, analizzando gli aspetti produttivi e figurativi, l’influenza e la traduzione in immagine dei soggetti più celebri, le interpretazioni proposte per lo stesso mito da pittori e scultori; allo stesso modo le opere pittoriche di Pompeo Batoni, Ignazio e Filippo Collino, Francesco Hayez, Louis Gauffier, Laurent Pecheux, Camillo Pacetti, Luigi Basiletti, Francesco e Luigi Righetti, Giambattista Tiepolo e Cristoforo Unterberger sono testimonianza di come l’antico venisse considerato come modello universale di bellezza e virtù morale in epoca neoclassica.Il catalogo della mostra, edito da Skira, contiene saggi di Fernando Mazzocca, Federica Giacobello e Agata Keran.
OrariDa martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.30)Chiuso il lunedì
Apertura straordinarie: 18 maggio, in occasione della notte europea dei musei, apertura fino alle 24.00Aperture straordinarie con orario ordinario: 2 giugno Ingresso
Biglietto: intero 5 euro, ridotto 3 euro.Gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni,clienti e dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo.Ingresso gratuito domenica 7 aprile e ogni prima domenica del mese.Prenotazione obbligatoria per i gruppi e le scuole.

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Inaugurazione della nuova sede inresidence di Interno 14 next

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Roma martedì 12 marzo 2019 dalle ore 18.00 in Piazza Galeria 14 b Interno 14 next continua il suo percorso inaugurando la nuova sede espositiva con un progetto pensato per il Mese della Fotografia di Roma: fe/male con le opere di Isabella Borrelli, Roberto Cavallini, Antonella Albani, Marco Marassi. Interno 14 next è una realtà migrante e diffusa, un luogo reale e mentale di idee, di confronto e collaborazione, un luogo di creazione e sperimentazione, che ha l’obiettivo di uscire dai confini metropolitani per inserirsi in un ambito europeo e internazionale; è uno spazio di di ricerca aperto a scambi e connessioni non legato necessariamente ad un luogo fisico e quindi con il desiderio continuo di essere molteplice, multidisciplinare, diffuso.

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One hundred bucks and few cents di Piotr Hanzelewicz

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Roma 16 marzo 2019 alle ore 18.00, Rosso20sette arte contemporanea Via del Sudario 39 (Largo Argentina) Fino al 24 aprile 2019 Orari: da martedì a sabato 11.00 – 19.30 – lunedì chiuso Rosso20sette arte contemporanea presenta One hundred bucks and few cents di Piotr Hanzelewicz, a cura di Fabio De Chirico e Giuseppe Capparelli, con un testo in catalogo di Edoardo Marcenaro. Il progetto si avvale del patrocinio dell’Istituto Polacco di Roma. In mostra 100 opere realizzate con banconote di dollari ed opere su carta realizzate con le monete da un centesimo di euro.
“Il cento, come la sua parte, ovvero il centesimo, nel mio immaginario coglie l’idea di una pienezza. Finalmente non manca più il soldo per fare la lira! Finalmente abbiamo girato con forza la ruota e mentre il pubblico incitava “Cento! Cento!”, ce l’abbiamo fatta: abbiamo la pienezza, la rotondità ideale di cui l’uno è centesima parte. Ma non è cento: è l’uno ripetuto 100 volte il che è profondamente diverso. Ecco, a scandagliare questa differenza, mi vengono in mente 30 camion carichi di monetine da 5 centesimi utili a Apple come risarcimento di un miliardo da parte di Samsung, o, per essere più aderenti alla realtà, utili unicamente a creare un immaginario forte, dal momento che si tratta di una notizia non vera. Poco importa visto che l’immagine è davvero suggestiva e potente.
Il percorso dal centinaio di centesimi verso l’uno, in questa mostra viene invertito. Ogni banconota è uguale ad un’altra banconota. Inevitabilmente deve essere così. Come inevitabilmente ogni banconota deve essere unica ed irripetibile. Toccando proprio i criteri di uguaglianza e unicità delle banconote da un dollaro, ho lavorato sulla frammentazione (che genera poi scarto), e la successiva ricostruzione. Come paradigma di intervento sulle banconote ho usato una griglia. (….) Una mazzetta di banconote da un dollaro con numerazione consecutiva ha fatto da base (100 banconote tagliate a mano in fettucce orizzontali ogni 4 mm) per un intreccio di altre 100 banconote (questa volta tolte alla circolazione per poi essere tagliate verticalmente ogni 4 mm). Con due ne produco una. Diversa, alterata per la serie di variabili che comporta l’operazione eseguita interamente a mano. Ne conseguono banconote molto diverse fra loro. Immediatamente riconoscibili, ma ognuna irripetibile. George Washington cambia la sua fisionomia (quando è riconducibile ad una fisionomia) e se non ha tre o quattro occhi, è una volta pensieroso o turbato, triste o arrabbiato, col naso lungo, la fronte più larga, gli zigomi più in su. È nel vederli insieme, nella totalità, o anche in piccoli gruppi, che questi dollari ammiccano, intrigano, giocano con lo sguardo di chi li studia.” (Piotr Hanzelewicz)

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