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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Posts Tagged ‘mostra’

Gabriella Capodiferro alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Mantova Sabato 20 ottobre, ore 17.30 alla Galleria “Arianna Sartori” in via Ippolito Nievo 10 mostra personale della pittrice teatina Gabriella Capodiferro intitolata “Luce Acqua Vento 2. Luce e Ombra, Incisioni e dipinti”. L’esposizione mantovana segue la personale “Luce Acqua Vento”, tenutasi con grande successo nel 2016, a Venezia, città dove la Capodiferro ha vissuto importanti momenti formativi giovanili all’interno della locale Accademia di Belle Arti, sotto la guida di grandi maestri come Bruno Saetti e Carmelo Zotti. Per questa nuova importante esposizione, Gabriella Capodiferro esporrà una serie di trenta dipinti, dei quali ben ventotto sono inediti, mentre due provengono dalla precedente esposizione.
Durante la vernice, alle ore 17,30, sarà presentata inoltre, la cartella d’incisione “Trittico” contenente tre acqueforti di Gabriella Capodiferro, realizzata dall’Atelier Aperto di Nicola Sene e Silvano Gosparini, edizione “Venezia Viva”, tre poesie di Tagore e una preziosa presentazione di Enzo Di Martino che in passato ha curato, tra gli altri, mostre di Morandi, De Pisis, Vedova, Turcato, Paladino, Sassu, solo per citare alcuni dei nomi più significati dell’arte contemporanea italiana. Orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 Chiuso Festivi.

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Mostra: Reliquiae, di Raffaello Bassotto

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Milano Inaugurazione: mercoledì 17 ottobre, ore 19.00 Apertura al pubblico: Orari: dal lunedì al sabato 10.00-19.00 | domenica 12.00-19.00 NONOSTANTE MARRAS, via Cola di Rienzo 8 la mostra Reliquiae del fotografo Raffaello Bassotto, a cura di Francesca Alfano Miglietti, rimarrà aperta al pubblico fino al 13 novembre 2018. In mostra una serie di fotografie di reliquie che Raffaello Bassotto realizza tra il 2011 e il 2014, ognuna delle quali assume il valore di “memoria di una memoria”.Piccole ossa, cartilagini, frammenti di abiti, capelli, oggetti della passione, chiodi, corde, unghie, ciglia, organi interni, braccia, dita, arti, queste sono reliquie: le parti rimaste di un più vasto corpo fisico, frammenti di un insieme disperso, corrotto, avanzi di vite estinte sul piano biologico ma ancora vive nella dimensione simbolica e apotropaica del culto, della richiesta di cura, di aiuto, di intercessione con il registro umano.Sono proprio questi gli oggetti fotografati da Raffaello Bassotto, che ne studia da un lato il significato religioso e dall’altro il simbolo magico di cui sono portatori.La storia della reliquia ha origine antichissime e dicotomiche: un oggetto sottratto alla morte, di cui ne è inevitabilmente parte, carico di significati allegorici, portafortuna, simbolo di forza e dei poteri dell’eroe-santo cui apparteneva.A partire dal Medioevo le reliquie (dal latino relinquere, lasciare dietro) sono state oggetto di adorazione, ricerche, brame, collezioni, rapine, falsificazioni, venerazione ed esposizione. Le caratteristiche di autenticità, rarità, acquistabilità e monetizzazione, insieme alla loro esponibilità in privato e in pubblico fanno delle reliquie il nucleo del museo moderno. La grandiosità di umanità, speranza e sacrificio che si cela dietro a questi minuscoli pezzetti di passato ha suscitato in Raffaello Bassotto un interesse per tutto ciò che circonda le reliquie: le bacheche in cui sono custodite, i gioielli e i castoni. Le sue foto, come afferma Francesca Alfano Miglietti, “(…) sono dei viaggi poetici che ci portano oltre il momento raffigurato, spesso oltre la fotografia, una sorta di racconto, una specie di lamento sul corso del tempo. Ogni una fotografia è una traccia, e così preleva dal reale un istante, e lo trasforma in un’apparenza”.

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Mostra dedicata ad Antonio Leto

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 ottobre 2018

Palermo dal 13 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019 (Anteprima stampa 12 ottobre 2018 ore 11.00) Galleria d’Arte Moderna di Palermo via Sant’Anna 21. A oltre dieci anni dalla memorabile rassegna dedicata a Francesco Lojacono che ha rappresentato una svolta decisiva per la valorizzazione della pittura dell’Ottocento in Sicilia si intende restituire la statura europea che gli compete anche all’altro grande protagonista della pittura in Sicilia.
Appartenenti alla stessa generazione – Leto è sei anni più giovane di Lojacono – i due pittori hanno avuto una vicenda analoga, entrambi affermatisi come interpreti di una straordinaria visione mediterranea del paesaggio, declinato in uno stile che si è confrontato, dai Macchiaioli agli Impressionisti, con i grandi movimenti moderni europei.
Curata da Luisa Martorelli e Antonella Purpura, la mostra “Antonino Leto. Tra l’epopea dei Florio e la luce di Capri” è promossa dal Comune di Palermo – Assessorato alla Cultura, dalla Galleria d’Arte Moderna E. Restivo, in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018. L’organizzazione è affidata a Civita. Il Catalogo è edito da Silvana Editoriale.
Con circa 100 opere, la mostra sarà la grande occasione per riconsiderare Leto, nel suo articolato percorso artistico, che lo ha visto formarsi innanzitutto a Napoli, dove si recò nel 1864, attratto dalla pittura di Giuseppe De Nittis e dalle proposte della “Scuola di Resina” che, sulla scorta della lezione macchiaiola divulgata da Adriano Cecioni, sosteneva una resa naturalistica svincolata dal descrittivismo analitico di Filippo Palizzi. Vincendo il “Pensionato Artistico” Leto si trasferisce prima a Roma nel 1875 e poi a Firenze, tra il 1876 e il 1878, dove collabora con la Galleria Pisani che diventa il maggior acquirente della produzione di quegli anni.
Il soggiorno a Parigi è decisivo per l’affermazione sul mercato internazionale e, invitato dal mercante Goupil, vi si trasferisce nel 1879. Di questo periodo rimane la suggestione dei bellissimi dipinti con scene di vita parigina, espressioni accattivanti dei nuovi gusti della clientela borghese. Capri fu il luogo dove amò ritirarsi definitivamente a partire dal 1890 con una scelta artistica e di vita condivisa con altri protagonisti della pittura moderna tra Otto e Novecento.

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Mostra: “Colore e dinamismo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 ottobre 2018

Roma. E’ il nome della nuova mostra di Galleria SpazioCima, sita in via Ombrone 9, visitabile sino a mercoledì 31 ottobre. La mostra, curata e organizzata da Roberta Cima, è a ingresso libero, da lunedì a giovedì dalle 15 alle 19 e il venerdì dalle 10 alle 13. Circa trenta le opere in esposizione. Nino Attinà sembra voler attingere ai grandi della pittura del Novecento per la sua nuova mostra, al contempo intensa e inspirata. Tra figure intere e primi piani, tra soggetti femminili dalle procaci rotondità agli uomini più austeri, l’artista propone piccoli scorci di vita e di quotidianità, che esplodono, però, grazie alla ricchezza del colore e alla luce che il pittore infonde in maniera consapevole e attenta.
Il pittore riprende in mano la lezione del Cubismo Sintetico di Picasso e Georges Braque per proporre forme capaci di dare il senso del movimento a quella sorta di fotografia. I soggetti sembrano in posa quindi, ma mai immobili. Postura, angolazioni e ambientazioni suggeriscono una scena di vita che va oltre, dando profondità e carattere ai soggetti in mostra. Vanno in scena, in questi quadri, né drammi né amori, ma frammenti di vita quotidiana che diventano straordinari grazie alla forte e sapiente cromaticità acquisita negli anni da Attinà.

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Mostra di stampe contemporanee cinesi in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Caerano di San Marco sabato 20 ottobre alle ore 17 Villa Benzi Zecchini via Montello 61 (orari di apertura giovedì/venerdì 15-19 sabato e domenica 10-12,30, 15- 19 ingresso libero), verrà allestita la mostra di stampe contemporanee cinesi in Italia e rimarrà aperta fino al 18 novembre con il seguente orario: giovedì e venerdì dalle 15 alle 17, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19
A suggellare la continua e feconda ricerca di confronti con dimensioni artistiche straniere, l’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei presenta in Italia una mostra completamente dedicata alla realtà culturale cinese con cui il gruppo di maestri italiani è entrato in contatto recentemente. A seguito della partecipazione dell’Associazione all’International Printmaking Forum a Guanlan, sono stati avviati contatti con il mondo della grafica in Cina, che hanno portato a programmare una nuova formula espositiva: così come in Cina saranno esposte le opere di tutti gli artisti dell’associazione italiana, così Villa Benzi Zecchini ospiterà dal 20 ottobre una interessante rassegna dedicata a trentaquattro incisori cinesi.
Una settantina circa di opere, selezionate da Zhao Jiachun, direttore della Guanlan International Print Biennial e dell’International Exchange department – China Printmaking Museum, rappresentano l’attualità delle ricerche grafiche cinesi e la vitalità di un ambiente creativo che si racconta non solo con la classica xilografia o con l’acquaforte, ma anche nell’apertura dei maestri orientali verso tecniche come la serigrafia e la litografia o la combinazione di figuratività accese e molto dinamiche con atmosfere più pacate e minutamente indagate. Come la tecnologia dell’immagine non si esaurisce nelle formule accademiche ma sistruttura nel continuo sperimentare, così l’immaginario degli artisti cinesi sa scorrere da momenti di puntuale realismo, a pause più oniriche, sino a figurazioni più sintetiche e visivamente impattanti.

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Mostra di Franco Angeli

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Roma Dal 20 Ottobre al 10 Novembre 2018 Inaugurazione Sabato 20 Ottobre ore 18:00 Galleria Lombardi – Via di Monte Giordano 40 Orario: Martedì – Sabato 11:00 – 19:00, ingresso libero, della mostra di Franco Angeli Simboli e Passioni” con una selezione di 15 opere degli anni 60/70/80.
Gli esordi di Franco Angeli sono nel 1960 con una mostra collettiva alla Galleria “ La Salita”, insieme a Tano Festa, Francesco Lo Savio, Mario Schifano e Giuseppe Uncini. I suoi temi Croci, Svastiche, Falci e Martello, Lupe Capitoline, Piramidi, Mezze Lune, Aerei e paesaggi che alludono ad altro, portano a scrivere al critico Dario Micacchi “Vedere e rendere la realtà visibile politicamente”.Dal testo di Lorenzo Canova: Franco Angeli, fastoso e tragico, appare, ritornante e misterioso, come il pittore di una melanconia millenaria e irredimibile, come il poeta dolente di fasti segreti di un barocco corrotto, dell’accidia senza rimedio nascosta nelle ombre di Roma.
Dal testo di Paola Pitagora: Un volto da nord europeo, Franco Angeli, romano di Roma, che manifestava i suoi tormenti in quelle tele velate, come il suo carattere…… http://www.gallerialombardi.com

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Mostra: Nessun tema ovvio unificante

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Roma Rossocinabro Via Raffaele Cadorna, 28 Apertura straordinaria sabato 13 Ottobre dalle 18 alle 20 Visitabile da lun a ven 11-19 (durata apertura: 13 – 19 ottobre 2018). In occasione della XIV Giornata del Contemporaneo AMACI, Rossocinabro presenta una selezione di circa 40 opere di artisti contemporanei internazionali in permanenza nella Galleria: pittura, scultura e tecnica mista, con particolare attenzione al mestiere di fare arte.
Il titolo ‘Nessun tema ovvio unificante’ si riferisce allo stato degli artisti nel mondo dell’arte mainstream – mentre il gruppo è in gran parte sconosciuto, le loro rispettive pratiche sono molto ammirate dai loro pari, le opere trattano una miriade di temi che riguardano le condizioni visive della vita contemporanea, come il flusso esponenziale delle immagini, la rappresentazione del corpo nell’era di Internet e l’etica della visione rispetto al voyeurismo.Questi artisti non hanno paura di esplorare nuovi media in modi stimolanti, e ognuno persegue una pratica altamente individualizzata. Sono un gruppo apparentemente disparato, ma insieme riflettono la diversità e l’ampiezza dell’arte contemporanea in un’era globalizzata e sempre più digitale. Mentre la mostra non offre un ovvio tema unificante o un punto di vista ideologico, presenta al pubblico un gruppo di artisti degni di una più ampia considerazione. Artisti:
Janice Alamanou, Jonathan Alfaro, Maria De Vido, Jari Di Giampietro, Onno Dröge, Eivor Ewalds, Ana Paola González, Linda Grool, Gul Durmayaz Guducu, Andreina Guerrieri, Sabine Heetebrij, Gary Hopkins, Osamu Jinguji, Stefanie Kamrath, Aleksandra Kosoń, Ioanna Konstantinou, Judy Lange, Lisa J Levasseur, LiV, Stjepko Mamic, Walter Marin, Alexandra Mekhanik, Mikesch, Elvio Miressi, Paris Leroy, Irena Procházková, Daniela Rebecchi, Sandra Schawalder, Shigeru K, Gladys Sica, Nabeel Siddiqui, Ildikó Terebesi, Anthony Vella, Yalim Yildirim
La mostra è curata da Cristina Madini.

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Mostra By or Of Marcel Duchamp or Rrose Sélavy

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Roma giovedì 11 ottobre dalle ore 12 alle 19 inaugurazione: sabato 13 ottobre dalle ore 12 alle 19 (13 ottobre | 22 dicembre 2018) Galleria Casoli De Luca Piazza di Campitelli 2 inaugura mostra By or Of Marcel Duchamp or Rrose Sélavy dedicata a Marcel Duchamp. L’artista è stato uno dei più influenti del Novecento, e data l’unicità del suo pensiero, può essere considerato il grande innovatore dell’arte.La mostra presenta oltre 100 pezzi, tra opere, brochure, inviti, manifesti, libri, e il solo readymade a non aver avuto edizioni successive, restando dunque un pezzo unico, Porta: 11, rue Larrey (1927), esposto a Roma per la prima volta in questa occasione. Elemento strategico nell’appartamento parigino che Duchamp occupava con la moglie, la porta, incardinata tra due stanze, rimanda a un atto di sottrazione che permette all’artista di creare, e che viene “rigenerata” da Duchamp in opera d’arte. Alla Biennale del 1978, scambiata per una comunissima porta, fu ridipinta con una doppia mandata di bianco dagli imbianchini addetti ai lavori di allestimento, risultando in un costosissimo risarcimento al proprietario dell’opera all’epoca dell’incidente.Uno dei maggiori apporti di Duchamp all’arte contemporanea è l’inserimento e l’utilizzo del fattore caso nel processo artistico. Questo è evidente se si analizza un’opera straordinaria come La Mariée mise à nu par ses célibataires, même, anche detta Grande Vetro. L’opera è composta da due pannelli di vetro dipinti ad olio, con fogli di argento e di piombo e racconta una storia di amore e desiderio con personaggi inconsueti personificati da macchine meccaniche: una sposa, gli scapoli ed i testimoni oculisti, che si muovono tra macinatrici di cioccolata, setacci e mulini ad acqua. Da lui stesso considerata la più importante del suo percorso, iniziato nel 1915 e volutamente lasciata incompiuta nel 1923, durante un trasporto l’opera subì gravi danni, ma l’artista decise di non ripararla dimostrando di accettare la complicità del caso rendendola così una delle opere più enigmatiche del Novecento. A dimostrazione di come Duchamp si preoccupasse di generare una forma d’arte mentale più che visiva, interviene però la sua attività letteraria, che affianca e sostiene l’attività plastica. La Boîte Verte, presente in mostra sia nella versione di lusso realizzata in 20 esemplari che nella versione a tiratura più alta, racchiude 93 pezzi tra appunti, scritti, progetti e fotografie per la realizzazione del Grande Vetro, opera che oggi si trova al Philadelphia Museum of Art. http://www.casolideluca.com

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Mostra del collettivo Assemble: “Ways of listening”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Roma lunedì 8 ottobre 2018, ore 19.30 The British School at Rome via Gramsci 61, la British School at Rome apre la mostra ASSEMBLE. Ways of Listening, una rassegna dei progetti più esemplificativi del collettivo interdisciplinare londinese di architettura, design e arte Assemble, fra i più singolari e meno convenzionali di questi giorni.
Primo studio di architettura ad aver vinto un Turner Prize (2015), Assemble, composto da 18 membri tra architetti, filosofi, intellettuali etc., realizza progetti che hanno come obiettivo il contesto sociale, umano e ambientale a cui si rivolgono, partendo dalle risorse reperite in situ, promuovendo un tipo di architettura “socio-partecipata”, in cui vengono coinvolti gli abitanti del luogo o i destinatari delle opere stesse. Una loro opera è in mostra alla Biennale di Venezia nella mostra del curatore e a settembre è stato inaugurato il Goldsmith’s Centre for Contemporary Art, realizzato da loro (https://assemblestudio.co.uk/). Due dei membri di Assemble, Fran Edgerley e Audrey Thomas-Hayes saranno a Roma e in occasione dell’inaugurazione della mostra, dalle ore 18.00 alle ore 19.30 parteciperanno ad una tavola rotonda, in dialogo con Stefano Ragazzo, dello studio Orizzontale e moderata da Simone Capra, dello studio stARTT.

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Mostra “Gioielli d’artista”

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Roma mercoledì 10 ottobre, nella Boutique Roberto Coin in via del Babuino 73 sarà prorogata la mostra Gioielli d’artista.L’esposizione, realizzata con il supporto del team di Inside Art, che ha suscitato l’interesse dei media e di tanti appassionati, sia di arte che di lusso, propone le pregiate creazioni di nove grandi artisti internazionali, tra pittori e scultori. Parliamo di Arman, Pol Bury, Turi Simeti, Marco Lodola, Lim Dong Lak, Mauro Staccioli, Valerio Adami, Jean Claude Farhi, Emilio Isgrò, interpreti che hanno lasciato il segno nella storia dell’arte contemporanea, che hanno disegnato i preziosi della collezione “Jewels by Contemporary Artists” di Marylart, editore di Lugano da anni impegnato nella realizzazione di gioielli disegnati dai più affermati artisti contemporanei.
La mostra, dal titolo “Gioielli d’Artista”, curata da Marina Ruggieri, da oltre 20 anni editore di gioielli d’artista, è un itinerario di grande fascino nella dialettica e nella poetica di grandi interpreti dell’arte contemporanea che si sono espressi attraverso un’esplosione creativa declinata nello studio del gioiello. Artisti che hanno segnato il Novecento per le diverse sperimentazioni in campo pittorico come Arman, Bury, Adami, o per il modo in cui hanno trattato la materia e le superfici, Staccioli, Farhi, Simeti e Dong Lak, o ancora per essersi inventati un nuovo linguaggio artistico come nel caso delle famose cancellazioni firmate da Isgrò.
Teatro di questa esposizione, che offre l’avvincente possibilità di “divenire” parte di un’opera d’arte, indossando anelli, collier, bracciali, gemelli ed altre creazioni firmati da artisti di spessore internazionale, è la Boutique di Roberto Coin, fondatore del brand e grande amante dell’arte ed egli stesso appassionato collezionista. “Ho sempre considerato il gioiello come una forma d’arte – afferma Roberto Coin – che va ben oltre il semplice accessorio legato al mondo della moda o dello stile. Questa mostra è la dimostrazione di quanto la capacità e la sensibilità artistiche siano fondamentali per dare vita a gioielli preziosi quanto unici”.

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Mostra: «L’officina del poeta nella biblioteca di Sandro Penna»

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

Perugia Palazzo Gallenga – Piazza Fortebraccio 4 da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 18.30 e sabato dalle 9.00 alle 13.00 e fino al 20 ottobre prossimo. La mostra è esposta presso la Biblioteca Augusta di Perugia. La mostra è stata ideata e organizzata, nell’ambito delle manifestazioni per i quaranta anni dalla morte del poeta perugino, dall’Università per Stranieri di Perugia, in collaborazione con il Comune di Perugia, le biblioteche di Roma, la biblioteca Marconi, la Fondazione Giorgio e Lilli Devoto, l’Università degli Studi di Pavia e l’Unipg, e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio Perugia.
La biblioteca personale di Sandro Penna venne donata dal poeta stesso al Comune di Roma e attualmente è collocata presso la Biblioteca Marconi di Roma. Il lavoro di Carlo Serafini, curatore della mostra, partito da un progetto di ricerca di Floriana Calitti, docente di Letteratura italiana della Stranieri di Perugia, che dura da molti anni sulle “Biblioteche d’autore”, cioè le biblioteche personali degli scrittori e critici, è stato quello di studiare il fondo Penna della Biblioteca Marconi di Roma dove sono custoditi i libri rimasti della sua biblioteca. Sono messi in mostra circa 40 volumi con dediche personali al poeta, segni di lettura e di studio, appunti e disegni di mano di Penna dei quali verranno illustrate nelle didascalie le connessioni con le sue opere poetiche. Tra i libri dedicati spiccano quelli di Saba, poeta particolarmente vicino a Penna, poi Volponi, Milani, Matacotta e altri.
Tra i libri più “agiti” dal poeta si evidenziano gli studi su Pascoli, Leopardi, Baudelaire, Poe. Di notevole interesse anche gli interventi di lettura sui romanzi di Moravia, o gli articoli di giornali di Comisso, Barilli, Vigolo inseriti all’interno delle antologie letterarie. Saranno ancora in mostra autografi e dattiloscritti corretti del poeta. Gentilmente fornite dall’editore San Marco dei Giustiniani, verranno esposte carte preparatorie alla pubblicazione del volume Il viaggiatore insonne del 1976, volume presente in mostra nella copia appartenuta a Giorgio Caproni, con dedica autografa del direttore della collana Adriano Guerrini. Ancora appartenete al Fondo Caproni, verrà esposto il volume di Penna Stranezze (1957-1976), sul quale Caproni è intervenuto con note di lettura e appunti. Provenienti dal Centro per gli Studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia, la mostra ospiterà 7 manoscritti autografi di Penna e 3 dattiloscritti con correzioni del poeta, materiali relativi all’edizione di Croce e delizia del 1958. Diretta soprattutto al pubblico scolastico e agli studenti universitari, l’esposizione verrà arricchita da pannelli tematici sul rapporto del poeta con la città di Perugia e con altri poeti, in maniera particolare Saba, Montale, Pasolini. Un pannello a parte sarà dedicato alla storia della biblioteca personale di Penna. Nell’ambito della mostra sarà proiettato il documentario “Sandro Penna. Croce e delizia” di Gabriella Sica, regia di Gianni Barcelloni, produzione Rai; nel documentario è possibile ascoltare Penna stesso parlare della propria arte e leggere le poesie a lui più care. La mostra rappresenta il primo evento specifico sulla biblioteca personale di Sandro Penna, poeta oggi oggetto di notevole attenzione e rivalutazione critica.

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Mostra Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Roma Dal 6 al 12 ottobre 2018 vernissage Sabato 6 ottobre dalle ore 18 alle 20 Galleria Arte Borgo Borgo Vittorio 25 Orari di apertura: lunedì dalle 15 alle 19, da martedì a venerdì dalle 11 alle 19, sabato dalle 10 alle 13, chiuso domenica. Espongono gli artisti: Cinta Agell, Giorgio Buccolini in arte G.B., Icona Magica, Santo Caglioti, Bruno Carati, Bruno Caviola (1937-2017), Susana Cirille, Frans Frengen, Yuni Ko, Stefano Iosca, Luciana La Marca, Giovanni Marchini (1877-1946), Teresa Martins, Roberta Musi, Florence Pages, Ninni Antonella Pecoraro, Stefano Sandri, Georgeta Stefanescu, Norbert Zehm.L’arte sonora arriva alla Galleria Arte Borgo di Roma con uno dei maggiori musicisti italiani, Nico Acquaviva, che si esibirà in una performance musicale ispirata alle opere d’arte selezionate dalla curatrice Sabrina Falzone.
Durante il vernissage dell’esposizione internazionale “Roma Art Contest” il chitarrista storico di Fausto Leali suonerà su ispirazione immediata e spontanea della mostra. E’ un evento realizzato in collaborazione con il gruppo artistico spagnolo Art Nou.
La mostra annovera nomi internazionali come Cinta Agell dalla Spagna, Susana Cirille dall’Argentina, Frans Frengen dal Belgio, Yuni Ko dalla Corea, Teresa Martins dal Portogallo, Florence Pages dalla Francia, Georgeta Stefanescu dalla Romania e Norbert Zehm dall’Austria. Il maestro Zehm è peraltro un affermato compositore professionista di Innsbruck.
I pittori italiani selezionati per la mostra, invece, sono Bruno Carati, Giorgio Buccolini, Santo Caglioti, Luciana La Marca, Roberta Musi, Ninni Antonella Pecoraro e Stefano Sandri.
Tra i fotografi figurano nomi d’eccezione come Icona Magica, oltre ad una scultura di Stefano Iosca.Assolutamente da visionare le opere pittoriche di due grandi maestri dell’arte Bruno Caviola (1937-2017) e Giovanni Marchini (1877-1946).

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Mostra Cabaret du néant

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 settembre 2018

Milano 27 settembre 2018 Lorenzelli Arte – Milano, corso Buenos Aires, 2 Orari: martedì – sabato, ore 10.00/13.00 – 15.00/19.00 lunedì su appuntamento. Festivi chiuso. Ingresso libero.
La mostra Cabaret du néant è dedicata alla figura di Arturo Bonfanti, importante protagonista della scena artistica del secondo dopoguerra che ha saputo creare un linguaggio molto personale nell’ambito della grande tradizione italiana. Con lui, in un ideale dialogo, due rilevanti esponenti della scena astratta internazionale del secondo Novecento, Julius Bissier (Friburgo in Brisgovia 1893 – Ascona 1965) e Victor Pasmore (Chelsham 1908 – Malta 1998)Il titolo della rassegna è ispirato ad un’opera del 1955 di Arturo Bonfanti dalla quale traspaiono gli elementi peculiari della poetica di questo artista, nato a Bergamo nel 1905 e scomparso esattamente quarant’anni fa. Anzitutto il singolare “senso dello spettacolo” che contraddistingue la sua pittura astratta. Nei suoi dipinti infatti – soprattutto in quelli degli anni Quaranta e Cinquanta – è come se si aprisse il sipario e andasse in scena una pièce ironica ed enigmatica, con un sottofondo musicale sottile ma percettibile. Bonfanti d’altra parte, anche in quanto genero del grande attore milanese Edoardo Ferravilla, ha conosciuto e frequentato il mondo dello spettacolo internazionale. La chiave di Calandrino, il film di marionette con cui ha vinto un premio al Festival di Cannes del 1954, testimonia quanto la sua creatività superasse di gran lunga i confini del più ortodosso astrattismo, e permette di comprendere la teatralità di certe sue composizioni dal sapore giocoso e allo stesso tempo metafisico.Una grazia inafferrabile e un’essenzialità che riesce a essere intensamente espressiva accomunano il lavoro di Bonfanti a quello Bissier e di Pasmore (Chelsham 1908 – Malta 1998). Fra loro intercorre una fitta rete di rimandi estetici all’insegna dell’allusività, della sottigliezza, della capacità di dipingere la vaghezza con un’estrema e paradossale precisione. Un non-so-che ineffabile congiunge trasversalmente questi tre artisti che si sono personalmente conosciuti, e poeticamente riconosciuti, grazie alla galleria Lorenzelli, facendo nascere un sodalizio che è durato nel tempo.In mostra sarà presentato un consistente nucleo di opere di Bonfanti che spazia dagli oli su tela della Biennale del 1968 ai Rilievi e ai Pavatex, questi ultimi trascurati dalla critica sino a oggi anche se di eclatante contemporaneità. Per evidenziare il reciproco scambio creativo fra gli artisti, saranno presenti in mostra tra l’altro due fra le più grandi tele di Pasmore (alte circa 4 metri), realizzate ed esposte nel 1974 per il Museo della Valletta, e un gruppo di acquarelli e oli della prima metà degli anni Sessanta di Julius Bissier.Il catalogo include i testi di Matteo Lorenzelli e Roberto Borghi, un’antologia di interventi di vari autori e un bellissimo scritto critico-poetico del 1962 che Michel Seuphor dedicò a Bonfanti. Durante l’inaugurazione verrà proiettato La chiave di Calandrino, il film di marionette girato nel 1954 da Arturo Bonfanti con il quale l’artista vinse il Prix du Film de Marionettes al Festival di Cannes del 1954.

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Mostra “LOGOS ANGELI”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Perugia Sabato 29 settembre 2018, alle ore 17.30, presso la trecentesca Chiesa di Sant’Agata, si inaugurerà la mostra “LOGOS ANGELI. Gli angeli si rivelano attraverso immagini e musica” con i disegni di Fabiola Mengoni e le musiche di Fabio Imbergamo.L’esposizione, con ingresso gratuito, è visitabile fino a domenica 14 ottobre 2018 nei seguenti orari: 9–12 e 16–18.La pittrice Fabiola Mengoni e il violinista e compositore Fabio Imbergamo, affrontano le tematiche artistiche relative alle figure angeliche in rapporto alle loro ispirazioni personali e coerenti con la tradizione culturale e religiosa.In mostra, 24 disegni inseriti in supporti trasparenti e collocati sul presbiterio, ai lati dell’altare e lungo i fianchi della navata; le musiche contribuiscono alla creazione di un’atmosfera spirituale e audio/visuale.
Da segnalare due concerti in programma: il primo, per l’inaugurazione di sabato 29 settembre, ore 17.30; il secondo, per la chiusura della mostra che si terrà domenica 14 ottobre prossimo, sempre alle ore 17.30: saranno concerti di violino e live-electronics con esecuzione di musiche di compositori del ‘700 e dello stesso Fabio Imbergamo, tutte su tematiche attinenti gli angeli.
La mostra, con il patrocinio della Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Perugia e Istituto Diocesano di Musica Sacra “G. Frescobaldi” di Perugia, è resa possibile grazie al Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo di Perugia e l’Associazione Culturale “Sansalù al Borgo” e agli sponsor Light to Light – Il Giardino di Francesca – Aquilon Vivere la Danza.
L’angelo, in greco ággelos, in latino angelus, è un inviato di Dio che assiste gli esseri umani.
In tutte le tradizioni religiose e nella filosofia classica sono presenti entità e presenze che, in specifiche forme, si pongono al servizio prima del Creatore e poi degli uomini, facendo da tramite e da messaggeri.Esse proteggono, intervengono, stanno accanto alle persone che custodiscono, rispondono alle domande, mettono in contatto con il sovrannaturale: saperli “vedere” e percepirne la presenza è da sempre uno dei maggiori desideri di chiunque.
Nell’Arte, gli angeli sono stati rappresentati in modi diversi a seconda dell’epoca storica e del contesto culturale e religioso. La mostra Logos Angeli rappresenta il tentativo di dare forma e voce agli angeli, facendoli calare nella dimensione terrena senza dimenticare le loro origini sovrannaturali. Ciò viene fatto tramite il disegno grafico e la musica, ben consapevoli che l’arte arriva là dove la razionalità non può accedere.Gli angeli disegnati da Fabiola Mengoni e descritti dalle note di Fabio Imbergamo, sono esseri materiali e immateriali allo stesso tempo, che si manifestano con sembianze umane e operano a fianco delle persone.
Fabiola Mengoni trae ispirazione dalle proprie emozioni, attingendo dalla profondità del proprio essere. Gli angeli rappresentano stati d’animo ben precisi: gioia, serenità, stupore, rabbia, inquietudine, dolore e comprensione; tutte quelle sfumature di emozioni che sono nel sentire quotidiano di ogni persona.
Fabio Imbergamo si è inizialmente lasciato ispirare dai disegni della Mengoni; poi si è riallacciato alla tradizione musicale di brani dedicati alle figure angeliche per trovare una propria ispirazione in forma di musiche originali da lui stesso composte ed eseguite al violino e live-electronics. Le musiche sono in parte tratte dal repertorio violinistico classico e in parte appositamente composte.I titoli di ciascuna opera in mostra sono pensati come delle parole, delle frasi che gli angeli pronunciano. Talvolta uno sguardo, una semplice parola, è la giusta risposta ai nostri dubbi, alle nostre incertezze. Le istallazioni su cui si collocano le opere grafiche sono studiate per far apparire le figure degli angeli come sospesi in aria, sottolineando la natura eterea di queste creature.

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Mostra al Museo del Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Bologna Inaugura il 26 settembre (26 settembre – 25 novembre 2018 Orari: da martedì a domenica ore 10-19 – Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura) al Museo del Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita via Clavature, 8, la mostra dell’artista bolognese Beatrice M. Serpieri, Dinamiche d’Arte: 25 scatti, uno studio su opere scultoree di grandi artisti italiani quali Niccolò dell’Arca, Antonio Canova, Pietro Tenerani, Adolfo Wildt, reinterpretate attraverso la tecnica della scomposizione della luce e delle immagini applicate su materiale traslucente.
Fulcro centrale della mostra – promossa da Fondazione Carisbo e Genus Bononiae Musei nella Città – sono le scomposizioni fotografiche dedicate al gruppo del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, gioiello del Quattrocento in terracotta composto da sette statue, custodito alla destra dell’altare maggiore di Santa Maria della Vita. Dopo essersi dedicata alla statuaria marmorea di Canova, Tenerani e Wildt, che tende alla statica perfezione ideale, nel 2018 Beatrice studia Niccolò dell’Arca, uno dei più grandi interpreti della coroplastica Rinascimentale, addentrandosi in un nuovo mondo artistico dove a farla da padrone sono il dinamismo e la forza espressiva delle singole figure. Struggenti sono i particolari tratti dalla scomposizione di elementi: dai più incisivi delle Marie piangenti ai meno esuberanti del San Giovanni, figura centrale che, silenziosa, si dispera nel suo pianto.
“I volti, le mani, “l’urlo di pietra” delle Marie “sterminatamente piangenti” di Niccolò, sono indagate – commenta Graziano Campanini, curatore, responsabile di Santa Maria della Vita- fino ai minimi dettagli – fino a mostrarci i denti delle bocche urlanti e la lingua, fino a farci vedere le rughe sul viso di San Giovanni Battista e tutti i suoi ricci arruffati, fino a farci vedere le vesti di Maria Maddalena scomposte dal vento che ricama sui veli e sui mantelli onde di dolore come se si propagassero nell’aria attorno”.
Nel corso degli anni Settanta, Serpieri inizia il suo percorso artistico come ritrattista in bianco e nero, curando personalmente tutto il procedimento fino alla stampa manuale. Artista riconosciuta a livello internazionale per le capacità di introspezione dei soggetti ritratti, ha partecipato ad importanti mostre ed esposizioni come la 56° Biennale di Venezia nel 2015, a diverse edizioni di Arte Fiera a Bologna e Biennali all’estero. Dal 2003 passa intenzionalmente al colore e allo studio della scomposizione della luce indagando in prima analisi le vedute architettoniche – in mostra è presente un’immagine onirica dei portici bolognesi che conducono al Santuario della Madonna di San Luca – per poi approdare alla rilettura della figura umana di grandi artisti del passato.
Le opere dell’artista bolognese, esperta nell’amplificazione descrittiva dei dettagli, visibile soprattutto nella scomposizione dei volti e delle vesti, conquistano il pubblico con una nuova interpretazione dei grandi scultori. Nel suo lavoro l’emergere della luce scomposta mette in evidenza una precisa ricerca mirata allo stravolgimento dell’immagine, suscitando un senso di straniamento. Le opere – realizzate in stampa digitale su pellicola vinilica e applicate su grandi lastre di massello in metacrilato traslucente – diventano vere e proprie foto-sculture che dialogano con il contesto esterno in un continuo divenire e con una visione tridimensionale.
Il catalogo della mostra è edito da Edizioni Pendragon in un volume bilingue corredato da saggi critici del curatore Graziano Campanini, e da Jadranka Bentini e Sandro Parmeggiani, critici d’arte.

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Giuliana Cusino: Donne vi voglio cantare

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

Mantova. Dal 22 settembre al 4 ottobre 2018 Inaugurazione Sabato 22 settembre, ore 17.30 alla presenza dell’artista la Galleria Arianna Sartori di Mantova nella sede di Via Ippolito Nievo 10, ospiterà la mostra personale dell’artista torinese Giuliana Cusino intitolata “Donne vi voglio cantare”.In mostra una serie di pannelli in ceramica raku realizzati dall’artista dal 2017 ad oggi.L’inaugurazione della mostra si svolgerà Sabato 22 settembre alle ore 17.30 alla presenza dell’artista.
Giuliana Cusino ha sviluppato con l’arte un rapporto che oggi la trova vivace creatrice di proposte figurate. Esegue quelle immagini, a cui da sempre dà vita, mettendo insieme colori e forme, lasciato il foglio bianco per il raku, tecnica ceramica tra le più laboriose e impegnative. Questo fa sì che le sue creazioni, solo apparentemente immediate, rendano un senso di complessità domata che sfugge a chi si accosti alla sua arte senza sapere della tecnica e dei lunghi processi che la caratterizzano.Mi è già capitato di scherzare con Giuliana, paragonando i suoi manufatti a ‘prodotti da forno’ della più elaborata pasticceria, ma oso riprendere il paragone, certo di non uscire dal seminato, perché sempre di ‘prodotti da forno’ si tratta. Infatti: quale prodigiosa maestria! e quanta operosità! soprattutto se, per il processo di fabbricazione, il ceramista stesso è impedito fino alla fine non solo di conoscere l’effetto finale di colori ed increspi materici, ma addirittura di sapere se la materia lavorata supererà indenne la prova dell’ultima cottura…Giuliana ha un gusto per il ritorno all’arte dei grandi, li rilegge e li reinterpreta in un rapporto di genuina confidenza, e dall’intimità con il loro mondo non solo li ha meno distanti e remoti ma trae delle proposte per i suoi manufatti.Servendosi della massa argillosa, ma senza dare ad essa definizione spaziale, ché si mantiene per lo più sulle due dimensioni, crea opere che non sono mai bassorilievi. Ma veri e propri fogli d’album che usa per le sue composizioni, composizioni che le giungono da quei momenti nei quali metteva la sua creatività a disposizione del mondo dei piccoli, nella scuola e nell’editoria. Ora, con il raku, riprende i soggetti e i colori di un tempo e dà loro corpo e figura artistica esclusiva. Essi trovano vaghi richiami nei mosaici e nei vetri cattedrali, e, davvero i suoi risultati sono notevoli, le tavole a cui dà forma solo lei può crearle, ricche come sono di quei cromatismi che le fanno vive, e prive di ogni traccia di bianco, foss’anche il contenuto di un riflesso, e tutte vivono di profonde espressioni poetiche.Non si sa, in questo lavorio improntato su antiche ricette, quale ruolo il caso possa giocare, quale invece la consapevolezza. Per definire le sue creazioni, noi ritroviamo in esse un’arte vera e un’ispirazione genuina, vissute con trasporto e passionalità. Arte di cose piccole, come spesso lo sono anche i suoi soggetti, fatti di una materia tanto povera quanto la terra, che lei, novello Demiurgo, ha plasmato, formato, colorato per poi proporci, in serena umiltà, ma con sincero trasporto spirituale. (Carlo Alfonso Maria Burdet)

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De Molfetta/Maglionico: All you can eat!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Reggio Emilia Galleria Bonioni Arte 29 settembre – 28 ottobre 2018 Inaugurazione: sabato 29 settembre, ore 17.00. «Il titolo della mostra – spiega la curatrice – fa riferimento alla celebre catena di ristoranti in cui è possibile mangiare di tutto a poco prezzo e in cui si scatenano delle vere e proprie gare alimentari incontrollate, dunque al concetto di arraffare e di abbuffarsi fino alla perdita di lucidità, sia in ambito consumistico (nel caso di De Molfetta) che in ambito politico (Maglionico). I due artisti indagano l’uno attraverso la pittura e l’altro la scultura, problematiche contemporanee e di estrema attualità quale l’idolatria maniacale di una estetica fittizia del cibo che diviene una droga e un surrogato di passiva felicità, le promesse mancate della politica e nel contempo il richiamo quasi bulimico all’ingordigia del potere, attraverso il gioco delle carte, il rifiuto di plastica abbandonato, i simboli della società capitalistica come il Mc Donald’s e le grandi multinazionali, simboli di un decadimento culturale oramai irreversibile». In esposizione, una grande opera in vetroresina di Francesco De Molfetta (“Milkow”), accompagnata da una serie di piccole porcellane smaltate a terzo fuoco (tecnica tradizionale settecentesca), tutte riprese da calchi in gesso del Settecento, e l’inedita installazione pittorica dalla sfumatura socio-politica “Poker Face” di Giulia Maglionico che rimanda alle leadership internazionali, unitamente ad altre opere a tema alimentare.

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Mostra da Picasso a Fontana

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Bologna Mercoledì 3 ottobre 2018, ore 18.00 sarà inaugurata la mostra da Picasso a Fontana presso la Raccolta Lercaro in via Riva di Reno 57 (Orari di apertura museo: giovedì e venerdì, 10-13 sabato e domenica, 11-18.30 Il 4 ottobre (San Petronio) e il 1° novembre il museo resterà aperto con orario ordinario Ingresso gratuito.)
Mezzo secolo di sguardi d’artista nelle opere della collezione di Sandro Cherchi presenta al pubblico, per la prima volta, il ricco corpus di opere entrate nella collezione della Raccolta Lercaro grazie alla donazione disposta nel 1997 dall’artista Sandro Cherchi (Genova 1911-1998) e, successivamente, dalla moglie Anna. Oltre a disegni, incisioni, ceramiche e vetri realizzati dall’artista stesso, il nucleo comprende opere della sua collezione privata: due splendidi disegni su carta di Marino Marini, una cera graffita di Felice Casorati, una fragile quanto preziosa ceramica smaltata di Lucio Fontana, seguita da un grande foglio di carta ancora “impastato” di argilla su cui sono tracciati studi e bozzetti per sculture diverse. Poi ancora, un carboncino di Ennio Morlotti, diversi disegni di Mino Maccari, al confine tra umorismo vignettistico e satira, un delicatissimo ritrattino femminile di Pietro Marussig, una natura morta su carta di Giuseppe Santomaso, due litografie di Pablo Picasso, una di Jean Dubuffet, un’altra di Virgilio Guidi, un olio di Piero Ruggeri e un lavoro di Emilio Scanavino. Infine, due opere antiche: un’icona e un disegno a penna su carta del XVIII secolo.
Ad eccezione di queste ultime, che testimoniano l’ampio respiro degli interessi figurativi di Cherchi, tutte le altre opere provengono dalle ricerche di artisti a lui coetanei e riflettono la rete di relazioni che lo circondava. Si tratta, infatti, di lavori entrati nella sua casa e nel suo studio grazie a quello scambio di pezzi che è prassi costante fra intellettuali che si stimano e che hanno occasione, anche per un breve periodo, di lavorare insieme.Una raccolta che assume un particolare significato culturale in quanto testimonianza non solo delle frequentazioni dello scultore ligure, della ricchezza e della continuità dei suoi rapporti artistici, ma anche della vivacità del clima culturale che, nel dopoguerra, ha caratterizzato quell’ampio “triangolo” territoriale compreso tra Milano, Torino e Genova in cui Cherchi ha lavorato.
Sandro Cherchi, artista interessante, avvia la propria attività di scultore a Genova, ma nel 1936 si trasferisce a Milano, dove conosce Renato Birolli, Giacomo Manzù, Bruno Cassinari, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu, Duilio Morosini, Raffaele De Grada ed Ernesto Treccani, con i quali entra a far parte del gruppo Corrente.Nel 1942, in pieno conflitto, ritorna nella sua città natale e inizia ad interessarsi alla lavorazione plastica della ceramica su stimolo di Lucio Fontana, che lo invita ad Albisola. Da questo momento e fino alla fine della vita la ceramica rimarrà una costante nella sua ricerca artistica.

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Sebastião Salgado: Genesi

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Ancona Venerdì 28 settembre ore 11.00 anteprima stampa Mole Vanvitelliana presso la Sala Vanvitelli dal 29 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 grande mostra fotografica di Sebastião Salgado: “Genesi” a cura di Lélia Wanick Salgado su progetto di Amazonas Images e Contrasto, la mostra è promossa dal Comune di Ancona e organizzata da Civita Mostre. Ultimo grande lavoro del più importante fotografo documentario del nostro tempo, la mostra è sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro.
Genesi è un progetto iniziato nel 2003 e durato 10 anni, un canto d’amore per la terra e un monito per gli uomini. Con 245 eccezionali immagini che compongono un itinerario fotografico in un bianco e nero di grande incanto, la mostra racconta la rara bellezza del patrimonio unico e prezioso di cui disponiamo: il nostro pianeta.
La mostra è suddivisa in cinque sezioni che ripercorrono le terre in cui Salgado ha realizzato le fotografie: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl.Il percorso espositivo presenta una serie di fotografie, molte delle quali di straordinari paesaggi, realizzate con lo scopo di immortalare un mondo in cui natura ed esseri viventi vivono ancora in equilibrio con l’ambiente. Una parte del suo lavoro è rivolto agli animali che sono impressi nel suo obiettivo attraverso un lungo lavoro di immedesimazione con i loro habitat. Salgado ha infatti vissuto nelle Galapagos tra tartarughe giganti, iguane e leoni marini, ha viaggiato tra le zebre e gli animali selvatici che attraversano il Kenya e la Tanzania rispondendo al richiamo annuale della natura alla migrazione.Un’attenzione particolare è riservata anche alle popolazioni indigene ancora vergini: gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana; i Pigmei delle foreste equatoriali nel Congo settentrionale; i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica; le tribù Himba del deserto della Namibia e quelle più remote delle foreste della Nuova Guinea.Salgado ha trascorso diversi mesi con ognuno di questi gruppi per poter raccogliere una serie di fotografie che li mostrassero in totale armonia con gli elementi del proprio habitat.

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Mostra-evento: Rugamexperience

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

Como dal 13 al 21 ottobre, inaugurazione: Sabato 13 ottobre 2018, ore 17.30, nella Galleria Spazio Diaz, nel centro di Como, fondata da Enzo Pifferi, in via Armando Diaz 58 a cura di Sandro Ravagnani presenta la mostra-evento dal titolo “Confronta la vita con l’arte” dell’artista Ruggero Gamba, in arte Rugam. Promossa nell’ambito del progetto culturale Rugamexperience, ovvero l’esperienza di Ruggero Gamba nelle varie forme dell’arte e della comunicazione visiva, vuole raccontare tutta l’attività artistica e di progettazione di Rugam attraverso una mostra, una masterclass, e una serie di visite guidate con la presenza dell’ Artista.Un percorso espositivo che attinge alle sue molteplici attività, traendo numerosi spunti tanto dall’immaginario quanto dalla certificazione rappresentativa, dove l’ Arte e la creatività in ogni declinazione ha segnato i passaggi più importanti della vita dell’ uomo ma anche dell’ artista e del professionista.Maestro di vita, curioso ed energico Rugam si è spinto oltre, quando l’artigianato si faceva design e industrial design e immaginare significava realizzare e scoprire senza limiti che tutto era possibile. E per Rugam è stato così. Rugamexperience è un progetto culturale che accompagna il visitatore in un percorso creativo e di ricerca che è l’evoluzione e la storia di una “esperienza visiva” nella massima accezione del termine. Un esempio del lavoro e della grande passione artistica di un uomo che ha fatto della sua creatività nella curiosità del conoscere una guida e una ragione di vita.
Diviso in più sezioni espositive il percorso comprende la mostra delle opere artistiche, tra pittura ad olio e tecnica dell’ acquerello e i progetti creativi più significativi, seguendo tutte le fasi di progettazione: dalla loro nascita fino al processo di realizzazione nell’ambito delle molteplici attività svolte.In esposizione, oltre ai bozzetti e a documenti originali, sono presenti anche i manifesti della cartellonistica pubblicitaria e della comunicazione visiva realizzati da Ruggero Gamba, fino alla progettazione di oggettistica nell’ Industrial Design con la presentazione, per la prima volta, di numerosi prototipi brevettati “pièces uniques”.
Pittore, progettista, industrial designer, cartellonista, uomo di comunicazione e di grande spessore culturale, Rugam si è fatto apprezzare in tutti i campi della creazione sia artistica che industriale anche grazie alle precedenti attività nel campo dell’ Industrial Design e della progettazione, collaborando con le più prestigiose Aziende italiane e internazionali al lancio di prodotti nel settore automobilistico, nautico, moda, gioielleria, giocattolo e del packaging, per le quali ha realizzato numerosi prototipi. Col passare degli anni, durante la sua lunga carriera, ha realizzato decine di progetti creando oggetti nell’ Industrial Design come nel Visual Design, nell’ambito della comunicazione e del messaggio pubblicitario cartellonistico, significativo connubio nell’importante ruolo di Marketing Manager ricoperto successivamente in The Walt Disney Company, ma senza mai dimenticare il suo ruolo di artista e pittore. L’ Arte è sempre stata la sua prima e grande passione. (Orario apertura al pubblico:10-13 e 15-18 dal lunedì al venerdì 10-14 e 14-19 sabato e domenica)

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