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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘mostra’

Mostra “Portfolio Genealogies”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

Venezia, 7 settembre – 4 novembre 2019 Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (ingresso dal Museo Correr, Ala Napoleonica di Piazza San Marco) mostra “PORTFOLIO – Genealogies. Kevin Clarke, Jiny Lan, Bernd Reiter”, curata da Manfred Möller (Minerva Edition) che comprende opere grafiche, dipinti, opere fotografiche e un’installazione, di tre artisti che vivono principalmente in Germania: Kevin Clarke (1953- New York, Stati Uniti, fotografia concettuale, grafica), Jiny Lan (1970- Xiuyan, Repubblica Popolare Cinese, pittura, grafica) e Bernd Reiter (1948- Colonia, Germania, installazioni, grafica). Tre artisti originari di diversi continenti e background culturali, ma il cui focus artistico attuale risiede principalmente in Germania.
Il titolo della mostra GENEALOGIES è stato scelto poiché tutti e tre gli artisti affrontano questo campo concettuale polisemico, pur se in modi molto diversi tra loro. I “DNA Portraits” di Kevin Clarke sono basati sull’interpretazione scientifica del termine, infatti l’artista-fotografo combina l’impronta genetica di personalità viventi e/o storiche, costituita da una sequenza di lettere in composizioni grafiche metaforiche. Questa lettura può essere a buon titolo classificata come ‘genealogica’: il nostro materiale genetico contiene importanti informazioni che condividiamo non solo con i nostri antenati più vicini ma con moltissimi altri esseri umani. Anche i dipinti di Jiny Lan, eseguiti in tecnica mista su tela, si confrontano con la genealogia in modo affascinante. L’artista nei suoi ritratti “Painter princes”, allo stesso modo, ad esempio, di Jörg Immendorff o Georg Baselitz, affronta il termine “arte” in senso ‘storico’, cioè procedendo per accumulazione di lavoro in lavoro, costruendo una sequenza completa di piccoli frammenti a completare un qualcosa che assomiglia a un DNA. Una posizione a sé stante merita l’installazione di Bernd Reiter: sette banchi da chiesa e 40 monitor “(fintamente) sacri” con cui affronta una genealogia di moralità nella storia del pensiero della Chiesa Cattolica.

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Mostra Giuseppe Occhiato Arte e scrittura

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Mileto (Vibo Valentia) Martedì 13 agosto 2019, alle ore 19.00 presso il Museo Statale di Mileto, verrà inaugurata la mostra Giuseppe Occhiato Arte e scrittura.
Interverranno all’iniziativa: Faustino Nigrelli, direttore del Museo Statale di Mileto; S. E. mons. Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea; Salvatore Fortunato Giordano, sindaco di Mileto; Francesco Gangemi, Proloco di Mileto; Francesco Calzone, Accademia Milesia; mons. Filippo Ramondino, direttore Archivio Storico Diocesano e presidente Accademia Milesia e Giulia Fresca, co-curatore della mostra.L’esposizione, curata da Mimmo Corrado, Giulia Fresca, Franco Galante e Franco Valente, è dedicata alla figura ed all’opera di Giuseppe Occhiato (Mileto 1934 – Firenze 2010).
Il percorso espositivo è suddiviso in tre sezioni:
– “la storia”, con l’esposizione dei reperti archeologici recuperati e studiati dallo stesso Occhiato e per la prima volta in mostra, il manoscritto restaurato di Uriele Maria Napolione di proprietà dell’Archivio Storico Diocesano e di un Registro abbaziale ed i miracoli di San Fortunato, manoscritto del XVII;
– “la scrittura”, dedicata alla presentazione delle principali opere dell’Autore tra le quali anche lettere e manoscritti nonché revisioni di opere ripubblicate;
– “l’arte” improntata sugli schizzi, sui rilievi ma soprattutto sui dipinti, appartenenti alla collezione di famiglia e a privati che li hanno offerti per l’occasione, realizzati da Giuseppe Occhiato ed in grado di offrire una visione altra del grande studioso.L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 13 ottobre 2019.Il Museo Statale di Mileto è afferente al Polo museale della Calabria, guidato da gennaio scorso dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

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Mostra “Antico Siam – Lo Splendore dei Regni Thai”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Roma EUROMA2 Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell’Oceano Pacifico da oggi Euroma2 torna a proporre iniziative di arte e cultura e, per il secondo anno consecutivo, spalanca le porte al mondo orientale con un evento d’eccezione, in collaborazione con il Museo delle Civiltà, che porterà il pubblico in un viaggio ideale nelle terre del Siam. Euroma2 diventerà la cornice di un’ampia esposizione sulla misteriosa e affascinante storia della Thailandia, in concomitanza con la mostra “Antico Siam – Lo Splendore dei Regni Thai”, inaugurata lo scorso 18 maggio, presso il vicino Museo delle Civiltà – Salone delle Scienze del Museo preistorico etnografico “Luigi Pigorini”.
Quest’anno ricorre il 150° anniversario del trattato solenne di amicizia e commercio, tra l’Italia e la Thailandia, il primo mai stabilito tra i due giovani Paesi. Il Trattato fu ratificato dalla Camera dei Deputati del Regno d’Italia nella seduta del 18 febbraio 1869. In virtù di questo accordo diplomatico, appare ancor più significativa la realizzazione di una mostra sull’archeologia e l’arte del Regno di Thailandia.
Il pubblico, durante la consueta passeggiata tra le vetrine, avrà modo di viaggiare con la mente e conoscere un’altra cultura, dalla storia tanto antica quanto intrigante, attraverso l’esposizione di immagini originali, presentate come secondo percorso alternativo a quello della mostra del Museo in Piazza G. Marconi.Un modo per portare l’arte nei luoghi di svago e, allo stesso tempo, offrire al pubblico un’occasione imperdibile per assistere all’esposizione di immagini uniche.L’iniziativa rientra in una serie di appuntamenti dedicati all’arte e alla cultura che il centro propone sia al pubblico che ai giovani del territorio, attraverso laboratori scolastici e progetti ad hoc, nonché nel più ampio ventaglio di iniziative a carattere sociale ed educativo come il “Progetto Young” dedicato all’educazione civica delle nuove generazioni, l’iniziativa “A spasso con Ettore, alla scoperta del Patrimonio Artistico del nostro Paese”, e tante altre attività ideate da Euroma2 per accrescere la conoscenza e stimolare l’interesse alla cultura.
Grazie alla collaborazione tra Euroma2 e il Museo delle Civiltà, coloro che siano interessati a visitare la mostra “Antico Siam – Lo Splendore dei Regni Thai”, presso il Museo Preistorico Etnografico Pigorini in Piazza Guglielmo Marconi 14, usufruiranno di uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto, presentando la Gift Card o la APP Euroma2 alla biglietteria del Museo.

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Diana Pintaldi: Autoritratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Roma 30 luglio 2019 ore 18.00 2019 MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma Via Nizza 138 – Via Reggio Emilia, 54 Sala Cinema. Dal 30 luglio al 4 agosto 2019 Diana Pintaldi presenta la sua ultima ricerca artistica all’interno dell’Atelier #2 del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. L’artista, durante il periodo di permanenza al MACRO, pone l’accento su quello che è il processo creativo delle sue opere: il suo lavoro, sviluppatosi negli anni in maniera molto spontanea, inizia con un supporto apparentemente statico, la tela, e con un soggetto apparentemente immobile, l’istante catturato da una fotografia o un fermo immagine. Attraverso sovrapposizioni temporali, cerca successivamente di riconsegnare all’istante il movimento che gli è stato tolto: l’obiettivo è riuscire a dipingere un mo(vi)mento in sospensione in cui tutto può ancora accadere, in cui lo spettatore può sentirsi padrone del tempo avvicinandosi al futuro dell’azione, poichè l’opera è il processo stesso. Partendo dallo studio degli strumenti di animazione basati sulla persistenza retinica, l’artista costruisce anche una sua versione di fenachistoscopio: il visitatore potrà così interagire con l’opera e diventare per qualche secondo padrone del tempo. Diana Pintaldi nasce in una famiglia di artisti a Roma nel 1988. Affascinata già da piccolissima dai fotogrammi che generano i filmati, impara a disegnare usando il fermo immagine. Dopo il Liceo Scientifico, la Laurea in Scienze Motorie le permette di approfondire l’anatomia e il movimento del corpo umano non solo a livello biomeccanico, ma anche come manifestazione armonica-espressiva dell’interiorità dell’individuo. Nel 2014 apre il suo studio per iniziare la ricerca del dinamismo sulla tela. Tra i principali progetti ed esposizioni: 2018 Open studio per Rome Art Week: “The first step”; 2018 Una pallottola nel cuore 3 – RAI in cui uno dei protagonisti è ispirato alle opere dell’artista; 2018 “Mimicry” progetto itinerante negli atelier di artisti; 2018 “Tu vieni dall’infinito”; 2017 “Continuità”; 2017 Open studio per Rome Art Week : “Retrospettiva da Incipit a oggi”; 2017 “Il colore Nascosto delle cose” Regia di Silvio Soldini dove appaiono alcune opere dell’artista; 2016 Progetto di Residenza: “Il Tevere nel MACRO”; 2016/2019 Progetto Fotografico: “Water world”; 2014/2016 “Proiezione“; 2015 Mostra collettiva “Creative Room Art Gallery”, Roma; 2015 Mostra Personale Creative Room Art Gallery, Roma; 2013 “Incipit”. Orari: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e domenica dalle 10.00 alle 20.00 Sabato dalle 10.00 alle 22.00www.museomacro.it

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Torna esposta la Madonna della Gatta

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2019

Madonna della gattaFirenze. Gallerie degli Uffizi Piazzale degli Uffizi 6. E’ il capolavoro dell’artista urbinate del ‘500 Federico Barocci (2,33m x 1,79m, 1598 circa) dopo aver trascorso oltre un decennio in deposito. Il grande olio su tela del maestro della pittura della Controriforma, tanti anni fa accolto agli Uffizi, diventa adesso una delle star di Palazzo Pitti: la Madonna da oggi è la protagonista della sala di Berenice, nella Galleria Palatina, insieme ad altre opere di Barocci riallestite in questo spazio per l’occasione (il Ritratto di fanciullo; e la copia coeva dall’Annunciazione).
“Quella che il pittore ha immaginato per questo dipinto, eseguito intorno al 1598, è una delle più delicate e teatrali interpretazioni della maternità – spiega Anna Bisceglia, curatrice della pittura del Cinquecento delle Gallerie degli Uffizi – Giuseppe solleva la tenda e introduce subito lo spettatore tra le mura domestiche, dove la Vergine sta cullando il suo bambino. La particolarità da cui il dipinto prende la sua denominazione è proprio la gatta che allatta i suoi cuccioli, sistemata dal pittore giusto al centro della scena, morbidamente accoccolata tra le vesti di Maria. Un dettaglio che ha la capacità di proiettare in un sol colpo l’immagine sacra in una dimensione quotidiana, vera, di affetti semplici e moti dell’anima che lo spettatore sente vicini a sé e che lo inducono a sentirsi parte di quel dialogo gentile di sguardi e di gesti. Ed è proprio in questa straordinaria capacità di far convivere una sentimentalità accessibile, espressa con una rappresentazione chiara e immediata, con l’eleganza di una materia pittorica raffinatissima che Barocci si rivela lo straordinario protagonista di una stagione di passaggio, che raccoglie l’eredità della grande pittura manierista e la lancia decisamente nell’universo Barocco”.
La tela giunse a Firenze nel 1631, insieme ai beni dell’eredità di Vittoria della Rovere, per effetto del matrimonio con Ferdinando II de’ Medici, e fu originariamente collocata nel suo appartamento d’inverno, al primo piano di Palazzo Pitti, dove oggi viene nuovamente esposta. E’ stata oggetto di numerose copie, tra le quali spicca il sontuoso arazzo eseguito nel 1663-1664 da Pietro Fevère su commissione della stessa granduchessa, e conservato negli Appartamenti Reali di Palazzo Pitti.
Altre due importanti opere di Barocci sono da poco tornate in esposizione dopo un lungo periodo nei depositi, in questo caso agli Uffizi: si tratta della monumentale pala La Madonna del Popolo e del Noli me tangere, entrambe ora accolte nella Sala del Pilastro, uno degli spazi principali tra quelli recentemente inaugurati e dedicati alla pittura del ‘500. (foto copyright galleria degli uffizi)

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Mostra “Luciano De Vita. Autoritratto”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2019

San Giorgio in Poggiale,(via Nazario Sauro 20/2) 4 settembre – 4 ottobre 2019 nel novantesimo anniversario della nascita di Luciano De Vita, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Genus Bononiae e Musei nella città, in collaborazione con ALI – Associazione Liberi Incisori, vogliono ricordare l’artista con una mostra.
Nato ad Ancona ma trasferitosi a Bologna appena sedicenne, Luciano De Vita è diventato un’eccellenza per la città di cui andare orgogliosi: si iscrive nel 1949 all’Accademia di Belle Arti dove frequenta i corsi di pittura di Virgilio Guidi e di Incisione di Giorgio Morandi. Di Morandi diventa assistente, dal 1954 al 1956. Nel 1961 comincia ad insegnare all’Albertina di Torino e l’anno seguente vince la cattedra all’Accademia di Brera di Milano. A Milano resterà fino al 1975, quando torna a Bologna per assumere il corso di Tecniche dell’incisione che fu di Morandi.
Pur non avendo ancora ricevuto il giusto riconoscimento che meriterebbe, Luciano De Vita è senza dubbio uno tra i maggiori incisori del Novecento, ultimo interprete di una tradizione secolare che a Bologna unisce i Carracci a Giorgio Morandi, passando per Giuseppe Maria Mitelli e Antonio Basoli.
Le acqueforti in mostra, provenienti dalla raccolta di un collezionista bolognese, vogliono restituire l’intero arco evolutivo della sua carriera e sono suddivise nelle tre sezioni che corrispondono ai tre periodi con cui la critica è ormai solita suddividere l’opera di De Vita: il periodo accademico dal 1951 al 1956, il periodo informale dal 1957 al 1959 e il periodo della maturità dal 1960 al 1982.
Artista a tutto tondo, De Vita si è misurato anche con la pittura, la scultura e, dagli anni ‘70 con il teatro, per il quale ha lavorato come scenografo e regista. È tuttavia nell’incisione che egli è riuscito a raggiungere esiti tra i più innovativi e personali, sia dal punto di vista della sperimentazione tecnica sia per quanto concerne la drammaticità espressiva. L’esposizione, ospitata non casualmente a San Giorgio in Poggiale, biblioteca che custodisce un ricco patrimonio grafico, si inserisce all’interno dell’attività espositiva che da sempre Fondazione e Genus Bononiae dedicano alle vicende della città e alla riscoperta di pagine poco note della sua storia. In questo senso la mostra su De Vita si affianca a quella su Angelo Caviglioni (2007), a quella su Alfredo Baruffi (2014), su Sante Mingazzi, artista del ferro, legato alla cerchia dell’Aemilia Ars di Alfonso Rubbiani (2015), o ancora su Enrico Barberi e alla vicenda che per oltre vent’anni lo vide alle prese con la fontana del Nettuno (2018).Accompagna la mostra un esaustivo volume, curato da Marco Fiori e Marzio dall’Acqua per le edizioni dell’ALI, che, attraverso una accurata selezione di studi, anche inediti, redatti dai principali critici che si sono avvicinati al lavoro del Maestro, si propone di diventare lo strumento più completo per comprenderne la poetica.
In occasione della mostra sono previsti due incontri di approfondimento sull’artista: mercoledì 25 settembre alle ore 17.30 la presentazione del volume Luciano De Vita (edito da ALI) e della ristampa della cartella Per d’Aubigné (edita da Pendragon), con gli interventi di Marco Fiori, Marzio Dall’Acqua e Antonio Bagnoli. Giovedì 3 ottobre, sempre alle 17.30 la conferenza di Marilena Pasquali dal titolo “La maniera nera di Luciano De Vita. Le prime incisioni 1950-1956”. Ingresso gratuito Orari: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 9 – 13; martedì 9 – 17

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Mostra “Last Supper in Pompeii”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2019

Oxford (UK), Intesa Sanpaolo sostiene la mostra “Last Supper in Pompeii” presso l’Ashmolean Museum of Art and Archaeology di Oxford (UK). In una fotografia raffigurante l’epoca dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., i visitatori rivivranno la vita quotidiana degli antichi Romani, dai campi coltivati alle taverne, dagli empori ai triclini, dalle cucine ai luoghi di culto. Il sostegno di Intesa Sanpaolo è uno dei capitoli di un ampio accordo di collaborazione che intercorre tra il Gruppo e la prestigiosa Oxford University e che include attività di formazione, di ricerca scientifica, scambi e borse di studio, ed è espressione vivida dell’importanza che la Banca assegna alla diffusione della cultura e dell’arte italiana all’estero, anche facilitando le relazioni tra le istituzioni culturali italiane e quelle straniere.”La collaborazione, che perdura da diversi anni, con la Oxford University, un’istituzione riconosciuta tra le migliori al mondo nel campo della ricerca e della formazione, rappresenta per Intesa Sanpaolo una delle partnership più qualificanti.
Grazie ad essa, Intesa Sanpaolo e i suoi manager – così come giovani studenti meritevoli – hanno la possibilità di accrescere le proprie competenze in un luogo storicamente consacrato alla conoscenza e all’approfondimento.Un legame che oggi si arricchisce di un nuovo significato con il nostro sostegno a una mostra che racconta la vita quotidiana degli antichi Romani e offre un notevole contributo scientifico alla diffusione della storia e della cultura italiana, a partire da scoperte archeologiche anche recenti.
E’ una ulteriore testimonianza di come l’arte e la cultura siano parte integrante del nostro operare come Banca, un aspetto che non viene tralasciato anche in una collaborazione di tale importanza, una delle più ampie stabilite finora da Intesa Sanpaolo con atenei esteri”, ha commentato Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo.In mostra sono esposti oltre 300 reperti archeologici, alcuni di recente scoperta, tra cui oggetti di uso quotidiano, utensili, vasi, persino resti di cibi carbonizzati e preservati dalle ceneri del vulcano, mosaici e tesori provenienti dal Parco archeologico di Pompei e di Paestum, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal British Museum, dal Museo Archeologico di Londra e da collezioni private.Il sostegno della Banca a questa mostra, che contribuisce a diffondere la notorietà e la ricchezza del patrimonio artistico italiano, in particolare archeologico, rientra nell’ambito del denso programma di Intesa Sanpaolo a sostegno di qualificate attività e istituzioni artistiche e culturali in Italia e all’estero. Il Gruppo contribuisce alla vita culturale del nostro Paese anche con l’attività espositiva propria delle Gallerie d’Italia, il polo museale nelle sue tre sedi a Milano, Napoli e Vicenza, che intrattiene rapporti con le principali istituzioni museali internazionali.

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Mostra: “Portfolio. The Road Guide To Interesting Times

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Venezia dal 3 Agosto al 2 Settembre 2019 (ore 10 – 18) Sale Monumentali, Biblioteca Nazionale Marciana Ingresso dal Museo Correr, Piazza San Marco, Ala Napoleonica arte contemporanea. In concomitanza con la 58ma Biennale d’Arte, la Biblioteca Nazionale Marciana, in collaborazione con Minerva Edition (Kunsthandel Verlag), ha deciso di ospitare nel Salone della Libreria Sansoviniana un piccolo ciclo espositivo legato alla tipologia del Portfolio e delle opere d’arte contemporanee in piano su carta, a cura di Manfred Möller.Dopo quelle di Johannes Brus e Ottmar Hörl vengono esposte, dal 3 agosto al 2 settembre, le opere di sette artisti cinesi, per la prima volta in Italia. Chiamati a interpretare il tema tipologico (il portfolio) secondo il proprio personalissimo stile, Pang Maokun, Zhang Jie, Jiao Xingtao, Wei Jia, Chen Shuzhong, Liu Haichen e Hu Yongqi, hanno in un certo qual modo accettato di confrontarsi, con le loro 21 opere su carta (tre per ciascun autore rappresentato), con i 21 tondi allegorici che Andrea Schiavone, Paolo Veronese, Battista Zelotti, Giulio Licinio, Battista Franco, Giuseppe Salviati, Giovanni De Mio hanno realizzato per il soffitto della Libreria. Certo, il programma iconografico unitario del soffitto è un rigoroso addensato di allegorie che rispecchia una rigida tassonomia volta ad illustrare la funzione del palazzo che la Repubblica volle dedicare alla donazione di Bessarione, mentre cercheremmo vanamente tanta simmetria di significati nelle opere dei sette artisti cinesi, tutti docenti all’Istituto Sichuan di Belle Arti, nella città di Chongqing, che è una delle scuole più rinomate della regione. L’intenzione però era quella di rendere accessibile a un vasto pubblico le diverse declinazioni stilistiche in cui si articola l’arte contemporanea cinese, costruendo una Road Guide To Interesting Times attraverso questo improbabile, eppure d’effetto, dialogo artistico tra culture.
L’arte contemporanea asiatica, prima tra tutti quella della Cina, è in continua crescita e sviluppo nel campo di mostre, fiere d’arte e d’asta, e accreditata, anno dopo anno, da nuove affermazioni. La giovane arte cinese si sta sviluppando verso nuovi orizzonti di significato, coniugando le alte capacità manuali assieme all’eredità delle tecniche pittoriche tradizionali. Non mancano, accanto alla pittura classica, altre tecniche tipiche della moderna avanguardia (video art, arte performativa, etc.), facendo prosperare la scena dell’arte quanto è in crescita l’intera economia del paese.In questa cornice espositiva si incontrano rappresentati i più disparati generi artistici, con riconoscibili influenze sia nazionali sia internazionali.

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Inaugurazione mostra “Plenum”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

Capri Villa Lysis sabato 27 luglio ore 18.30 all’interno di Villa Lysis, la storica dimora che il Conte Fersen fece costruire a inizio ‘900 sull’isola azzurra – la mostra personale dell’artista Luca Gilli, concepita appositamente per questa occasione espositiva, dal titolo “ Plenum”, a cura di Marina Guida. Il progetto, organizzato in collaborazione con la galleria Paola Sosio Contemporary Art di Milano, con il Patrocinio del Comune di Capri e il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, si compone di circa 15 fotografie a colori di medio e grande formato.
L’artista fa proprio il campo di indagine che è venuto delineandosi – dagli anni ’50 in poi – con sempre maggior frequenza nei lavori di alcuni artisti, tra i quali, John Cage e Rachel Whitheread, ed indaga la costruzione del vuoto. Si tratta di un modus operandi, al tempo stesso etico ed estetico, che si contrappone alle pratiche fotografiche correnti, focalizzate sul pieno e sull’eccesso, linguistico, semantico, narrativo ed espressivo. Gilli pratica un’inversione di tendenza, intercetta e struttura una precisa architettura visiva, che invita alla pausa, all’ascolto, alla riflessione, alla meditazione. La trama con cui analizza il reale si tesse di un ordito, in cui, il taglio fotografico trasforma i luoghi, gli oggetti e gli spazi del quotidiano in partiture visive senza tempo e senza spazio, azzerando così la superficialità delle abitudini visive e percettive. Riesce ad indagare e ridare senso a parole abusate, come silenzio, vuoto, assenza. Rovescia il rapporto gerarchico tra figura e sfondo, e conferisce al vuoto il primato all’interno dell’immagine, dischiudendo così, un nuovo orizzonte di senso, ed una inconsueta possibilità di visione”Ed è così che l’interno spoglio di un edificio in costruzione può diventare, inaspettatamente, un fertile spazio di meditazione. Il fotografo dedica particolare attenzione alla luce diffusa, che gli consente di rendere in forma visibile un’immagine mentale. La sua fotografia non è mai estemporanea ma richiede i tempi lunghi di una relazione fisica fattuale con l’ambiente. L’artista emiliano sceglie di eleggere a protagonista delle sue indagini fotografiche, non tanto gli oggetti all’interno di un contesto, quanto piuttosto le relazioni infrasottili che, tramite un elemento intangibile e non osservabile, il “plenum” teorizzato da Cartesio, sostanziano e strutturano la forma, lo spazio e il pensiero. La mostra è visitabile fino al 25 agosto 2019 Ingresso gratuito
Orari: dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 19, chiuso il mercoledì.

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Mostra: La luce e i silenzi

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Fabriano (AN) 2 agosto – 8 dicembre 2019 Pinacoteca Civica Bruno Molajoli Conferenza stampa 1 agosto 2019 ore 11 inaugurazione su invito 1 agosto 2019 ore 18.30. La Regione Marche, il Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Comune di Fabriano e Anci Marche presentano la mostra La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento a cura di Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori, che coinvolgerà non solo la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano, ma anche due evidenze storico-artistiche molto importanti della città, il Duomo e la Chiesa di San Benedetto.
Fabriano, per la sua posizione e la sua storia è universalmente riconosciuta come osservatorio speciale e privilegiato sui fatti artistici che, a partire dalle Marche, hanno avuto poi un impatto ben più vasto. Dopo l’esposizione su Gentile da Fabriano nel 2006 e il prestigioso riconoscimento ricevuto dall’Unesco, la città ospita un’altra grande mostra sulla figura e l’attività di Orazio Gentileschi, pittore commovente, caravaggesco elegiaco e limpido, che rivela uno speciale focus nel momento fabrianese e marchigiano.
La mostra infatti riunisce i capolavori realizzati tra Ancona (1606-1607), con quelli del periodo fabrianese (1613-1619), la sublime Circoncisione e Fabriano, con La Vergine del Rosario oggi nella Pinacoteca Civica, la Visione di Santa Francesca romana oggi a Urbino (Galleria Nazionale delle Marche), l’intensa Maddalena per l’Università dei Cartai, nucleo di una stanza tematica in cui Gentileschi viene messo a confronto con Guerrieri, il grande caravaggesco marchigiano cui è riservata una mostra nella mostra, Baglione, Turchi, Valentin, Vouet, Cagnacci e molti altri.Infine, le opere della Cattedrale di San Venanzio, tra cui la Crocefissione, e della Chiesa di San Benedetto, contesti ricchissimi, sono parte integrante del progetto e del percorso espositivo e riflettono, a gradazioni diverse, la conversione caravaggesca dell’artista.Quest’ultima rappresenta un tema focale della mostra e di grande suggestione, la cui analisi viene proposta per la prima volta in relazione alle Marche, terra dove Caravaggio è grande assente in quanto ad opere, se pur documentate, ma presentissimo nel lascito di Gentileschi e compagni.La mostra, anche grazie a novità di opere e documenti, alcuni sorprendenti, sia per quanto riguarda Gentileschi che per altri protagonisti, allarga l’indagine sul territorio per gettare luce su incontri, incroci e incidenze dei numerosi artisti che, nel ‘raggio di Caravaggio’, ne hanno diffuso la dirompente novità in territorio marchigiano.Una novità-curiosità accattivante, che si deve alla giovane ricercatrice di Sassoferrato Lucia Panetti è quella che riconosce il volto di Artemisia, nota figlia del pittore e grande pittrice, all’epoca quattordicenne, nella Circoncisione di Ancona: tra gli angeli nel cielo il suo ritratto è nelle vesti di Santa Cecilia che suona l’organo portativo.
Si riuniscono in questa occasione brani altissimi del filone caravaggesco nelle Marche, a partire dalle opere del protagonista marchigiano per eccellenza del settore, Giovan Francesco Guerrieri al quale è riservata particolare attenzione, quasi una mostra nella mostra, e altrettanto rilievo avrà l’opera del romano Giovanni Baglione, folgorato da Caravaggio del quale diventerà poi acerrimo nemico, artista che fu molto attivo per le Marche.
La mostra vuole anche dimostrare come ci siano state presenze altrettanto preziose tra coloro che hanno fatto da contrappunto alla diffusione del linguaggio caravaggesco, mostrandone l’impatto ma con un’inflessione più classicista, tra Bologna e Roma, come in Giovanni Lanfranco, Emilio Savonanzi, Simone Cantarini, Guido Cagnacci, Giuseppe Puglia, Girolamo Buratti o nel dibattersi di due anime e due epoche, come in Pomarancio, Andrea Lilli e Filippo Bellini. Con il biglietto della mostra inoltre sarà possibile visitare fino al 3 novembre anche un’altra esposizione in corso a Camerino Dalla polvere alla luce: l’arte recuperata promossa dall’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche e dal Comune di Camerino e realizzata con il contributo della Regione Marche.

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Mostra: This is Now

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Roma 16 luglio dalle 17 alle 19 (16 – 31 luglio 2019) Via Raffaele Cadorna 28, presso Rossocinabro saranno visibili le opere di 35 artisti da tutto il mondo che hanno un grande impatto sul linguaggio visivo di oggi. La mostra, a cura di Cristina Madini, dal titolo “This is Now” per indicare la rilevanza che rappresentano nel nostro tempo attuale. Tutti sono esperti nei loro rispettivi campi creativi e questi artisti hanno messo in rilievo con le loro opere le direzioni e le tendenze future. La mostra comprende pittura e fotografia. È invitato a partecipare qualsiasi appassionato di arte che ami le opere che stimolano la riflessione.
In mostra: Marco Azario, Brian Avadka Colez, Carol Carpenter, Claracarat, Woon Hyoung Choi, Wendy Cohen, Benny De Grove, Cees Dert, Robert Doesburg, Jochen Dreckmann, Onno Dröge, Judith Filipich, Juliet James, Danny Johananoff, Marta Kisiliczyk, Kinga Lapot- Dzierwa, Rosana Largo Rodríguez, Candelaria Magliano, Gerlinde Marktl, Betsie Miller-Kusz, Elvio Miressi, Simone Monney, Makotu Nakagawa, Ana Nobre, Mehdi Oveisi, Irena Procházková, Fábio Salun, Sandra Schawalder, SirK, Sroka, Annette Elizabeth Sykes, Petra Tiemann, Vanessa Elaine, Irina Volova, Anna Wode Sul rossocinabro.com troverete gli approfondimenti su ogni singolo artista.
THIS IS NOW exhibition 16th July at Rossocinabro, Rome. Rossocinabro has invited 35 of the world’s artists that have a great impact on today’s visual language. The exhibition is named “THIS IS NOW” to indicate the relevance they represent in our current time. All 35 are experts in their respective creative fields and these artists have staked out the future directions and trends.
The exhibition includes painting and photography. Any art lover who enjoys thought-provoking artworks and meeting talented and interesting artists is encouraged to attend.
Admission is free and the show can be visited Mon_Fri 11am – 6pm
For full details see website rossocinabro.com. Featured Artists: Marco Azario, Brian Avadka Colez, Carol Carpenter, Claracarat, Woon Hyoung Choi, Wendy Cohen, Benny De Grove, Cees Dert, Robert Doesburg, Jochen Dreckmann, Onno Dröge, Judith Filipich, Juliet James, Danny Johananoff, Marta Kisiliczyk, Kinga Lapot-Dzierwa, Rosana Largo Rodríguez, Candelaria Magliano, Gerlinde Marktl, Betsie Miller-Kusz, Elvio Miressi, Simone Monney, Makotu Nakagawa, Ana Nobre, Mehdi Oveisi, Irena Procházková, Fábio Salun, Sandra Schawalder, SirK, Sroka, Annette Elizabeth Sykes, Petra Tiemann, Vanessa Elaine, Irina Volova, Anna Wode Curated by Cristina Madini.

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Mostra personale: “Onde di Montagna”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Capalbio (GR) dal 20 al 25 luglio 2019 e con l’inaugurazione sabato 20 luglio alle ore 19.00 al Palazzo Collacchioni di Capalbio della mostra personale “Onde di Montagna” di Susanna Montagna, già conosciuta per aver partecipato a numerose collettive e personali (Biblioteca Angelica, Ambasciata della Repubblica araba d’Egitto, Camera dei Deputati, Palazzo della Cancelleria, Arte Borgo Gallery). Sarà a cura di Studio MOCA di Roma con il Patrocinio del Comune di Capalbio e con l’allestimento del chiostro a cura della Bottega del Camaleonte.
La mostra verrà e, a seguire, l’artista sarà protagonista di una sua performance, una session riguardante la conclusione di una sua opera. Conosciuta come la ‘ pittrice di onde”, Susanna Montagna ha ultimamente partecipato alla scenografia in movie-motion di Antonija Pacek, sia all’Auditorium Parco della Musica di Roma, che al Teatro Dal Verme di Milano.Il mare è protagonista indiscusso di una serie di opere che rappresentano onde giganti materiche. L’abilità dell’artista sta nel saper riproporre un unico soggetto senza mai cadere nella monotonia.La sua tecnica pittorica che mescola sabbia, cemento, stucco con pigmenti puri, conferisce all’insieme una resa poetica di forte impatto che arriva per assurdo a riprodurre il suono di quelle onde. Onde dove si può dimenticare il tempo che passa e valorizzare al meglio l’istante.Per l’artista il passato è passato, il futuro sarà futuro, quindi il presente è una continua onda, da vivere qui ed ora. L’onda è vita, arriva s’infrange e poi ricomincia a ripetizione il suo percorso. La vita è una continua onda, è una rincorsa verso il tempo che scorre.Susanna Montagna ha una sua propria visione della vita: la vita va vista a ”pancia in su”, dentro un turbinio di onde dove il mondo ci appare ”sottosopra”, niente è in ordine: siamo noi a scegliere. Per questo motivo l’artista si firma al contrario. http://www.susannamontagna.com/

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Mostra: Altissimi colori

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

Châtillon (Valle d’Aosta) 12 luglio – 29 settembre 2019 Inaugurazione: giovedì 11 luglio, dalle ore 18.00 Castello Gamba – Località Crêt-de-Breil. Ingresso: Compreso nel biglietto di ingresso del Museo (5/2 euro). Orari e giorni di apertura: tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. La montagna dipinta: Testori e i suoi artisti, da Courbet a Guttuso”. La mostra è realizzata dall’Assessorato al Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali della Valle d’Aosta in collaborazione con Casa Testori. La mostra prende spunto dalla presenza nella collezione del Castello Gamba di una piccola ma importante opera di Giovanni Testori (1923-1993), Tramonto (Actus Tragicus) del 1967. Da qui, comincia un viaggio di scoperta attraverso le opere di cui Testori amava circondarsi: da Gustave Courbet a Bernd Zimmer, attraverso i capolavori di Willy Varlin, Paolo Vallorz e Renato Guttuso, per finire con un ciclo di fotografie del grande fotografo Pepi Merisio.
Impegnato su diversi fronti, dalla critica d’arte al teatro, dalla narrativa alla pittura, Giovanni Testori fu tra i più importanti intellettuali italiani del Novecento. Romanziere e drammaturgo, nonché critico d’arte, in montagna aveva riscoperto la sua vocazione pittorica eleggendone gli scenari a soggetto di molti suoi dipinti. Per la prima volta questo nucleo molto privato, che Giovanni Testori ha voluto tenere per sé e per la sua famiglia, viene presentato al pubblico in un allestimento straordinariamente suggestivo: la torre del Castello Gamba. La mostra è parte del nuovo progetto del Castello Gamba – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea della Regione che la Soprintendenza per i beni e le attività culturali ha lanciato per il 2019 e affidato alla curatela di Casa Testori, hub culturale alle porte di Milano, attraverso un piano di studio e valorizzazione della collezione del Museo, che daranno vita a studi scientifici, approfondimenti, focus ed esposizioni che pongono le basi di interventi negli anni a venire.

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Mostra “La stanza segreta”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Gualdo Tadino (Perugia), Chiesa monumentale di San Francesco Corso Italia, fino al 27 ottobre nella Chiesa monumentale di San Francesco mostra “La stanza segreta. Capolavori della figurazione contemporanea dalla Collezione Massimo Caggiano”, a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi. L’arte da sempre, quando è vera e profonda, è in grado di provocare sentimenti incredibilmente contrastanti. Il polittico di Valls dà una risposta ai tanti segreti che da secoli turbano i pensieri dell’uomo, si interroga sul destino dell’individuo e dell’umanità.
Lo spagnolo Dino Valls, gigante dell’arte di figurazione contemporanea, agevolato nella riproduzione dell’anatomia umana dalla professione di medico, mai praticata per dedicarsi totalmente alla pittura, è riuscito a sconvolgere e turbare i pensieri degli innumerevoli visitatori che accorrono curiosi davanti all’opera Psicostasia, etimologicamente “pesa delle anime”, e vivono fisicamente il Giudizio Universale descritto nel Libro dell’Apocalisse.
Il Polittico ha la forma di un doppio crocifisso che richiama la scuola toscana del XIII secolo – sull’esempio di Cimabue e Giotto – al centro i corpi e i volti acerbi di due gemelle siamesi in equilibrio, che incarnano il ruolo di bilanciere tradizionalmente attribuito all’Arcangelo Michele, nell’atto di pesare in una mano un putto – la testa di un bambino sopra un uccello morto in un piattino – e nell’altra il capo reciso di un adulto, ferito nel mezzo della fronte.
Psicostasia è un viaggio escatologico che promette di trovare la pietra filosofale attraverso un’iconografia labirintica che consentirà il passaggio verso l’Eterno, la conquista dello stato di grazia. Campeggia su tutto il motto alchemico che recita: “Visita Interiorem Terrae Rectificando Invenies Operae Lapidem” – dall’acrostico V.I.T.R.I.O.L. – significa infatti “Visita l’interno della terra e con successive purificazioni troverai la pietra nascosta”. Non solo, dunque, l’itinerario alchemico di lavorazione e trasformazione della materia prima finalizzato a realizzare il raggiungimento della Conoscenza, ma anche una sorta di invito a indagare dentro noi stessi, nella propria anima e nel proprio spirito per purificarsi.
Non sappiamo se chi guarda l’opera veramente svelerà il segreto e troverà la “conoscenza eterna”, ma possiamo però certamente concludere con la classica frase: “chi vivrà, vedrà”! Sta di certo che vale la pena recarsi a Gualdo Tadino per osservare oltre a questo dipinto, la mostra “La stanza segreta. Capolavori della figurazione contemporanea dalla Collezione Massimo Caggiano”, una strepitosa selezione di capolavori – 70 opere di 40 artisti – il fior fiore della Collezione Massimo Caggiano, una delle raccolte d’arte contemporanea più significative e rappresentative soprattutto per l’Italia (ma non solo) degli ultimi trent’anni di pittura e scultura d’immagine, sia per la qualità delle opere scelte sia per l’ampiezza del panorama artistico, anche internazionale, che vi è documentato.
Un mondo ancora per lo più poco conosciuto e accessibile di cui la Chiesa monumentale di San Francesco ospita una selezione di capolavori a firma di alcuni dei più importanti nomi del ritorno della pittura e della scultura nella storia dell’arte italiana e internazionale dagli anni Ottanta del XX secolo: Alberto Abate, Hermann Albert, Giuseppe Bergomi, Carlo Bertocci, Lorenzo Bonechi, Aurelio Bulzatti, Sergio Ceccotti, Marco Chiucchiarelli, Valentina Cipullo, Eleonora Ciroli, Marco Cornini, Paolo dell’Aquila, Stefano Di Stasio, Stefania Fabrizi, Paolo Fiorentino, Carlos Forns Bada, Lino Frongia, Alberto Gálvez, Paola Gandolfi, Sean Henry, Harry Holland, Anna Keen, John Kirby, Jan Knap, Massimo Livadiotti, Carlo Maria Mariani, Salvatore Marrone, Sigfrido Martín Begué, Gianluca Martucci, Alberto Mingotti, Luca Morelli, Philip Pearlstein, Lithian Ricci, Lily Salvo, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin, Dino Valls, Luca Valotta, Angela Volpi (e Massimo Caggiano stesso in qualità di designer).
L’esposizione è promossa dal Polo Museale città di Gualdo Tadino, con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
catalogo: Carlo Cambi Editore orari mostra: da martedì a domenica 10.00 – 13.00; 15.00 – 19.00 http://www.polomusealegualdotadino.it

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Mostra a cura di Anna Imponente:Vesuvio quotidiano_Vesuvio universale

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Napoli Venerdì 5 luglio 2019, alle ore 10.30, si terrà a Napoli, presso la Certosa e Museo di San Martino la conferenza e anteprima stampa della mostra Vesuvio quotidiano_Vesuvio universale, Ne parleranno: Anna Imponente, direttore del Polo Museale della Campania e curatrice della mostra Rita Pastorelli, direttore della Certosa e Museo di San Martino e co-curatrice della mostra per la parte storica Patrizia Boldoni, Regione Campania Bruno Corà, storico dell’arte, Presidente Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri Città di Castello Saranno presenti alcuni degli artisti in mostra.
Il Vesuvio sarà protagonista anche della degustazione in programma al termine dell’inaugurazione. Tutti gli invitati potranno assaporare il famoso Babà Vesuvio “disegnato” dall’architetto Fabrizio Mangoni, esclusivamente per l’Antica Pasticceria Giovanni Scaturchio, che da oltre cent’anni rappresenta l’eccellenza della pasticceria artigianale napoletana. La degustazione sarà accompagnata da prodotti tipici campani, offerti da Amico Bio e dai vini dell’Azienda agricolo Di Meo.
La mostra, aperta al pubblico dal 6 luglio al 29 settembre, presenta circa 100 opere, dal Cinquecento ad oggi, tra le più significative delle raccolte del museo che affiancano quelle provenienti da collezioni pubbliche e private: dipinti emblematici di Micco Spadaro, Paolo de Matteis, Pierre Jacques Volaire, Antonio Joli, Giuseppe de Nittis e molti altri, saranno messi a confronto con opere di grandi artisti del Novecento, quali Alberto Burri, Leoncillo Leonardi, Andy Warhol, Jannis Kounellis, Anselm Kiefer e di artisti contemporanei quali Bizhan Bassiri, Antonio Biasiucci, Giovanni De Angelis, Stefano Di Stasio, Maurizio Esposito, Sophie Ko, Adele Lotito, Anna Maria Maiolino, Claudio Palmieri, Riccarda Rodinò di Miglione, Roberto Sironi, Caragh Thuring, oltre all’installazione di art sound di Piero Mottola.
Napoli Venerdì 5 luglio 2019, alle ore 10.30, si terrà a Napoli, presso la Certosa e Museo di San Martino la conferenza e anteprima stampa della mostra Vesuvio quotidiano_Vesuvio universale, Ne parleranno: Anna Imponente, direttore del Polo Museale della Campania e curatrice della mostra Rita Pastorelli, direttore della Certosa e Museo di San Martino e co-curatrice della mostra per la parte storica Patrizia Boldoni, Regione Campania Bruno Corà, storico dell’arte, Presidente Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri Città di Castello Saranno presenti alcuni degli artisti in mostra.
Il Vesuvio sarà protagonista anche della degustazione in programma al termine dell’inaugurazione. Tutti gli invitati potranno assaporare il famoso Babà Vesuvio “disegnato” dall’architetto Fabrizio Mangoni, esclusivamente per l’Antica Pasticceria Giovanni Scaturchio, che da oltre cent’anni rappresenta l’eccellenza della pasticceria artigianale napoletana. La degustazione sarà accompagnata da prodotti tipici campani, offerti da Amico Bio e dai vini dell’Azienda agricolo Di Meo.
La mostra, aperta al pubblico dal 6 luglio al 29 settembre, presenta circa 100 opere, dal Cinquecento ad oggi, tra le più significative delle raccolte del museo che affiancano quelle provenienti da collezioni pubbliche e private: dipinti emblematici di Micco Spadaro, Paolo de Matteis, Pierre Jacques Volaire, Antonio Joli, Giuseppe de Nittis e molti altri, saranno messi a confronto con opere di grandi artisti del Novecento, quali Alberto Burri, Leoncillo Leonardi, Andy Warhol, Jannis Kounellis, Anselm Kiefer e di artisti contemporanei quali Bizhan Bassiri, Antonio Biasiucci, Giovanni De Angelis, Stefano Di Stasio, Maurizio Esposito, Sophie Ko, Adele Lotito, Anna Maria Maiolino, Claudio Palmieri, Riccarda Rodinò di Miglione, Roberto Sironi, Caragh Thuring, oltre all’installazione di art sound di Piero Mottola.

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Potsdam: Mostra “Wege Des Barock”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 giugno 2019

Potsdam dal 13 luglio al 6 ottobre 2019 al Museum Barberini di Potsdam mostra Wege des Barock. Die Nationalgalerien Barberini Corsini in Rom. La mostra si inserisce nella politica di scambi con musei italiani e stranieri promossa dalle Gallerie, volta a rafforzare il ruolo chiave svolto dal museo a livello internazionale, allargando sempre più i rapporti con le istituzioni museali di tutto il mondo.Il palazzo di Potsdam venne costruito dall’architetto Carl von Gontard nella seconda metà del Settecento su modello di Palazzo Barberini; venne poi distrutto durante la Seconda guerra mondiale e ricostruito tra 2013 e 2016. Una vera propria copia d’oltralpe che con questa mostra vuole rievocare le atmosfere barocche della Roma del Seicento.Saranno esposte a Potsdam 54 opere della collezione delle Gallerie Nazionali, provenienti dalle sale in riallestimento e dai depositi del museo, alcune molto note, come il Narciso attribuito a Caravaggio, la Trasfigurazione di Giovanni Lanfranco, l’Amor Sacro e Amor profano di Giovanni Baglione, il San Francesco sorretto dall’angelo di Orazio Gentileschi, accanto ad opere meno conosciute e solitamente non esposte, come il dipinto La volta della Sala della Divina Provvidenza di Pietro da Cortona, o le allegorie della La Musica e La Poesia di Salvator Rosa.Le opere in prestito rientreranno a Roma a ottobre e alcune di esse saranno allestite nelle sale rinnovate dell’ala nord del Palazzo, la cui riapertura è prevista per i primi di dicembre 2019.
Dal 1° luglio 2019 Palazzo Barberini prosegue il rinnovamento degli spazi espositivi riallestendo le sale dedicate a Caravaggio, ai caravaggeschi e alla pittura del Seicento, adeguandole alla recentemente rinnovata ala sud del piano nobile.I lavori comportano la chiusura fino a novembre delle sale espositive dalla n. 17 alla n. 24, ma le opere più rappresentative qui conservate saranno fruibili in altre sale del museo. La Giuditta e Oloferne di Caravaggio dialoga ora con quella dipinta da Francesco Furini nella sala 34 della nuova Ala sud; l’Enrico VIII di Hans Holbein il giovane si trasferisce in una sala dedicata al genere del ritratto, la n. 10; nella sala 14 trovano posto i capolavori di Lorenzo Lotto, El Greco e Tintoretto mentre la pittura di scuola caravaggesca si potrà ammirare nella sala 15.
Galleria Corsini, via della Lungara 10 – Roma dal mercoledì al lunedì dalle 8.30 alle 19.00. La biglietteria chiude alle 18.30
Giorni di chiusura: il martedì, 25 dicembre, 1° gennaio. Costo biglietti: Intero 12 € – Ridotto 2 € (ragazzi dai 18 ai 25 anni)

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Mostra Luigi Boille: Luoghi di luce, scrittura del silenzio

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

Roma dal 21 giugno al 3 novembre 2019 si terrà al Casino dei Principi di Villa Torlonia l’anteprima riservata alla stampa della mostra “Luigi Boille. Luoghi di luce, scrittura del silenzio. Opere 1958 – 2015”. Con più di ottanta opere che illustrano il percorso artistico di Boille dal 1958 fino al 2015, la mostra aperta al pubblico dal 21 giugno al 3 novembre 2019, è la prima grande antologica che Roma dedica all’artista dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2015.

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La più grande mostra italiana dedicata all’arte cecoslovacca

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Parma Il Palazzo del Governatore di Parma ospita, fino al 28 luglio 2019, la più grande mostra italiana dedicata all’arte cecoslovacca. In esposizione, oltre 200 opere tra dipinti, disegni, acquerelli, lavori di grafica e di stampa, fotografie, oggetti di design e proiezioni cinematografiche.
Sabato 22 giugno 2019, in occasione della “Notte Bianca della Cultura”, culmine dei tre giorni di eventi di “Anteprima Parma 2020. Il nuovo ritmo della città”, apertura gratuita della mostra “La Forma dell’Ideologia. Praga: 1948-1989” con orario 19.00-24.00.
L’esposizione, allestita su entrambi i piani del Palazzo, propone al pubblico un percorso temporale, a partire dagli anni ’20 del Novecento fino agli anni ’80, in cui viene approfondita l’atmosfera culturale di Praga e dell’intera nazione cecoslovacca, altamente influenzata dalle vicende storico-politiche, che hanno portato ad una particolarissima produzione artistica, parte della quale ha trovato espressione nella pittura realista di artisti di primo piano come Josef Štolovský (1879-1936), Josef Brož (1904-1980), Adolf Žábranský (1909-1981), Jaromír Schoř (1912-1987), Sauro Ballardini (1925-2010) ed Alena Čermáková (1926-2009). Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al cinema fino al design, l’arte di quel periodo è declinata nelle sue variegate sfaccettature sottolineando, in particolare, l’impatto che ha avuto lo “stato di regime”, dal ’48 in poi, sulla cultura della città e dell’intera nazione.

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Mostra Landscapes

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Sanremo dal 29 giugno al 29 settembre 2019 presso la Galleria Jean-François Cazeau (Via Giacomo Matteotti 7)si inaugura la mostra Landscapes. E’ un tributo alla pittura di paesaggio e alla sua evoluzione nel corso del ‘900, quando progressivamente i riferimenti naturalistici si perdono fino a dissolversi completamente nei paesaggi interiori degli artisti contemporanei. Testimoni di questa evoluzione, saranno le opere di artisti come Louis Hayet, Pablo Picasso, Hermine David, Afro, Lynn Chadwick, André Masson… Fra i contemporanei, lavori di Sean Scully, Ian Davenport, Samuel De Gunzburg e Nicolas Lefeuvre, artista francese, ex direttore creativo di Chanel a Tokyo che collabora per la prima volta con la Galleria Cazeau e portando in mostra una selezione di 11 opere.
Il richiamo alla tematica del paesaggio, tanto cara ai maestri della pittura en plein air di fine 800, nasce dalle mostre che la Riviera dei Fiori sta dedicando a Claude Monet, rispettivamente al Castello dei Doria di Dolceacqua e a Villa Regina Margherita a Bordighera. Considerato uno dei fondatori dell’impressionismo, Monet ha indagato costantemente il tema del paesaggio, riproponendolo in infinite variazioni e facendolo diventare protagonista assoluto delle sue tele. Egli soggiornò proprio a Bordighera nel finire dell’800, prima in gita con l’amico Renoir e poi in solitaria, dove ebbe modo di dipingere vari scorci della cittadina rivierasca.In occasione dell’inaugurazione di Landscapes, Cazeau celebrerà i dieci anni della sua galleria parigina, inaugurata nel 2009 nel quartiere Marais, in rue Sainte Anastase, a pochi passi dal Museo Picasso.
Da oltre 25 anni presente nel mercato del collezionismo, il suo fondatore Jean-François Cazeau e il socio Raphael Salvadori Tecucianu, hanno deciso di puntare sull’Italia ed in particolare sulla Liguria. La ragione di questa scelta è data dalla presenza ormai consolidata della galleria in fiere e mostre nel sud della Francia e in Italia.
Fra i più importanti artisti presenti, nomi come Armand Guillaumin, Auguste Herbin, Hans Hartung, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Cèsar e Alberto e Diego Giacometti. Il target è quello del collezionismo dei Maestri impressionisti e moderni, un mercato in continua crescita, come confermato dall’ultimo record registrato lo scorso 14 maggio da Sotheby’s New York con una delle celebri composizioni di Claude Monet raffigurante i Covoni, venduta per 110 milioni di dollari. La galleria ha inoltre appena registrato la sua presenza alla quarta edizione di artmonte-carlo, fiera d’arte moderna e contemporanea sostenuta da S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco e tenutasi dal 26 al 28 aprile 2019 al Grimaldi Forum di Monaco. A Montecarlo la galleria Cazeau ha scelto di presentare opere che illustrano gli importanti sviluppi artistici del XIX e XX secolo, percorrendo quasi 100 anni di evoluzione storica. Punto culminante dell’esposizione monegasca, una rara opera di Kees Van Dongen, esposta per la prima volta dall’artista nel 1905 al Salon d’Automne, ora meglio conosciuta come la prima mostra fauvista: La Cage aux Fauves. Orari: Domenica: 15h – 19h Lun: Chiuso Mart: 15h – 19h Merc – Sab: 10h – 13h / 15h – 19h

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Mostra finale degli artisti residenti stagione 2018/2019

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Roma Inaugurazione: giovedì 20 giugno 2019 ore 20.00 Apertura al pubblico: 20 giugno – 15 settembre 2019 Real Academia de España en Roma Piazza S. Pietro in Montorio 3 la Real Academia de España en Roma apre le sue porte al pubblico con l’inaugurazione della mostra Processi 146, che presenta i progetti e i lavori realizzati dagli artisti durante la loro residenza presso l’Accademia nella stagione 2018/2019.
Gli artisti residenti, 23 in tutto, tra spagnoli, italiani e latinoamericani, sono i vincitori dell’annuale concorso indetto dal Ministero degli Affari Esteri spagnolo, e sono stati chiamati a realizzare un progetto dedicato all’Italia ed in particolare alla città che li ospita. Roma, dunque, è al centro della loro ricerca, che va dalla fotografia al cinema, dalle opere pittoriche al teatro, dalla letteratura agli oggetti di design, dall’arte figurativa alle performance, dalla storia dell’arte alle tecnologie multimediali, mettendo in mostra tutta la loro creatività.Sono già 966 i borsisti che sono stati ospitati alla Real Academia dall’anno della sua fondazione avvenuta nel 1873, un lungo percorso che ha visto l’Academia diventare una delle residenze più importanti di Spagna, sviluppando un ruolo fondamentale nella formazione di numerose generazioni di artisti e intellettuali spagnoli e ibero americani.La mostra rappresenta anche l’opportunità di visitare un complesso monumentale solitamente chiuso al pubblico, con i suoi grandi tesori nascosti, come il chiostro, i giardini, la terrazza, il salone dei ritratti e la sala da pranzo del piano nobile.Orari di apertura: Dal martedì alla domenica
dalle ore 10.00 alle ore 18.00 lunedì chiuso Ingresso libero.

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