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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘mostra’

“Artificialia”, mostra personale di Antonella De Sarno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Correggio (RE) Nella Sala dei Putti del Palazzo dei Principi sarà allestita, dal 4 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022, “Artificialia”, mostra personale dell’attrice-performer ed artista visiva Antonella De Sarno, nata in provincia di Modena ma da anni residente in Francia. Curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei, l’esposizione sarà inaugurata sabato 4 dicembre alle ore 16.30. Saranno presenti al vernissage gli utenti e gli operatori delle Associazioni di Correggio che assistono persone con disabilità fisica e cognitiva per celebrare anche attraverso l’arte la Giornata internazionale delle persone con disabilità. In mostra, una ventina opere, caratterizzate da figure umane dipinte su carta, ritagliate ed esposte come sculture o spillate all’interno di teche entomologiche come bizzarrie da collezione. Corpi profondamente segnati dalla loro storia e deformati dalle continue pressioni cui ogni individuo deve fare fronte. Con questo progetto, De Sarno esplora nuovi canoni di bellezza, esito di una sensibilità esacerbata che si esplica in “corpi sensibili”, tra ironia, lacerazioni e riferimenti autobiografici. Corpi-insetto, colti in un particolare istante della loro storia, e corpi deformati, ritagliati in posture improbabili, ma anche composizioni di corpi, che rimandano ad una dimensione collettiva, a volte maleducata e selvaggia, a volte evocatrice di una danza. A completare il progetto, un’opera-libro a fisarmonica, che costituisce una sorta di diario in forma poetica, ed il video “Writing for a rope” (www.antonelladesarno.com/writing-for-a-rope), che documenta una performance di Antonella De Sarno del 2018, proiettato in loop sul muro. L’intero progetto intende sublimare poeticamente il percorso di quanti, non allineati alle esigenze della società, sono rimasti fedeli al proprio sentire e alla propria “forma”. L’artista pone l’accento, più che sulla pesantezza di questo processo, sulla positiva leggerezza che, dalla terra al cielo, conduce ai colori cangianti delle nuvole.La mostra è visitabile fino al 2 gennaio 2022 nei seguenti giorni e orari: sabato ore 15.30-18.30 e domenica ore 10.00-12.30 e 15.30-18.30, chiuso 25 dicembre, aperto 26 dicembre e 1 gennaio. Ingresso libero. Catalogo con prefazione di Ilenia Malavasi (Sindaco di Correggio), testi critici di Francesca Baboni e Stefano Taddei e ricco apparato iconografico. http://www.museoilcorreggio.org

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Mostra di Mario Schifano

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Roma Dal 04 Dicembre al 23 Dicembre 2021 Inaugurazione Sabato 04 Dicembre ore 17:00 Galleria Lombardi – Via di Monte Giordano 40. Orario: Martedì – Sabato 11:00 – 19:00. http://www.gallerialombardi.com

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Sergio Mattarella visita in anteprima la mostra DIS/INTEGRATION

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

Questa mattina, al Rettorato della Sapienza, al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visitato in anteprima la mostra DIS/INTEGRATION, realizzata dagli artisti con disabilità dei Laboratori d’Arte di Sant’Egidio insieme a César Meneghetti e con la collaborazione di altre firme affermate in campo internazionale. L’esposizione, visitabile dal 29 novembre al prossimo 28 gennaio, è incentrata sui temi della fragilità e della disabilità, dell’accoglienza e dell’integrazione, legati anche a questioni di attualità come le migrazioni, i conflitti e le loro drammatiche conseguenze. Poco prima, il presidente Mattarella, in un passaggio del suo messaggio nell’Aula Magna della Sapienza, aveva parlato della necessità di “coniugare l’eccellenza con l’inclusione”.

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A margine della mostra “Dante illustrato nei secoli”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

Modena martedì 23 novembre, martedì 30 novembre, giovedì 16 dicembre tre incontri a margine della mostra “Dante illustrato nei secoli. Testimonianze figurate nelle raccolte della Biblioteca Estense Universitaria” visitabile a ingresso gratuito fino al prossimo 8 gennaio presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena (vedi allegato). Le conversazioni, che si terranno nella Sala Conferenze della Biblioteca, recentemente rinnovata, sono a cura di studiosi che approfondiranno lo straordinario impatto della Commedia fino ai nostri giorni. Dalle illustrazioni negli incunaboli danteschi alla figura di Gerione, fino ai manoscritti della Commedia di Dante alla Biblioteca Estense di Modena, incontri con grandi esperti per celebrare, a 700 anni dalla morte, l’eredità letteraria e visionaria del Sommo Poeta.

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Mostra della LILT “Nel Futuro da 100 anni”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

Roma fino al 29 novembre in Piazza dei Cinquecento di fronte alla Stazione Termini. Un racconto per immagini che ripercorre la lunga storia della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori ), tutti i suoi protagonisti, i riconoscimenti, la sua forte rete sul territorio e il costante impegno per sconfiggere il cancro. Nel corso della cerimonia inaugurale, sarà il Presidente Nazionale della LILT Francesco Schittulli, ad avviare il totem countdown, che scandirà il tempo fino allo scoccare del 25 febbraio .“Questi cento anni sono motivo di grande orgoglio per noi, ma non rappresentano certo un punto di arrivo” ha detto Schittulli “ancora molto c’è da fare per vincere il cancro: i numeri di oggi, cresciuti ulteriormente a causa della pandemia Covid, devono metterci in allerta e ci sfidano a fare ancora di più. La prevenzione va garantita a tutti in maniera equa, dobbiamo ampliare la platea degli screening e continuare a diffondere l’importanza dei corretti stili di vita. Come LILT continueremo a lavorare perché il cancro possa divenire una malattia cronica e con la nostra rete di associazioni provinciali, ambulatori, punti di prevenzione e volontari su tutto il territorio nazionale saremo sempre quotidianamente al fianco di malati, caregiver, famigliari e cittadini”.

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Proroga mostra White

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Roma Finissage sabato 27 novembre ore 11.00 –18.00 Ex Cartiera Latina Sala Nagasawa Via Appia Antica, 42 prorogata la chiusura della mostra “WHITE. Progetto di Barbara Duran”, ospitata presso l’Ex Cartiera Latina di Roma, fino a sabato 27 novembre per permettere ad un più vasto pubblico di ripercorrere il cammino all’interno degli archivi reconditi dell’artista attraverso molteplici linguaggi visuali quali pittura, disegno e video. L’intero progetto, composto da quattro cicli di opere, alla luce di una circolarità del tempo tra passato e presente, si snoda infatti, nella Sala Nagasawa, in centottanta opere di cui centoventidue inedite. Come scrive l’Artista, in un’ottica di impegno civile, l’intero progetto, composto da quattro cicli di opere, “è dedicato a tutti coloro che fuggono dalle guerre, dalle ingiustizie, dalla tortura. Alle donne, alle madri, alle sorelle, agli uomini, ai fratelli, ai figli. A tutti gli esseri viventi che soffrono e che hanno il diritto di vivere. Dedicato alle nostre sorelle e ai nostri Fratelli. Accanto alla memoria, forte è anche il sentimento del dolore, che nasce da una riflessione sulle violenze e sulle sopraffazioni proprie dei regimi autoritari, in cui viene cancellata ogni forma di dignità umana. In questo contesto la figura femminile si riconfigura nel suo ruolo salvifico, quale artefice delle salvezza collettiva, colei che accoglie e genera, che difende e protegge se stessa e l’altro.” La mostra, a cura di Studio Urbana, si avvale del Patrocinio di: Regione Lazio, Parco Regionale dell’Appia Antica, MIBAC, Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, Fondazione Il Gabbiano, Without Borders Festival, Valentina Moncada, Galerie Metanoia, Centre Culturel Italien Paris. Responsabile di progetto Silvia Savoca. Il catalogo, Editore d’Arte Studio Urbana, è arricchito dai testi di Renato Miracco, Ignazio Venafro, Barbara Duran, Benedetta D’Ettorre, Silvia Savoca, Simona Cirelli, Maria Azahara Hernando Ibáñez.

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Mostra: “Roma com’era” di Stefano Caviglia

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2021

Roma 17 ottobre, le più belle fotografie di Roma fra Otto e Novecento saranno proposte al pubblico grazie all’ Associazione Tevere Day ed al I Municipio di Roma. La mostra – trentatré scatti selezionati dal giornalista e scrittore Stefano Caviglia, tra quelli utilizzati per i suoi libri di divulgazione storica – sarà inaugurata martedì 16 novembre alle ore 16, alla presenza della neo Presidente del I Municipio, Lorenza Bonaccorsi, e visitabile gratuitamente, nel magnifico ingresso del Palazzo dell’Anagrafe – Via Luigi Petroselli, 50, Roma – fino al 15 dicembre in un percorso espositivo integrato con didascalie per raccontare i cambiamenti della capitale d’Italia iniziati 150 anni fa. Scatti affascinanti, oggi conservati in diverse importanti raccolte pubbliche come quelle dell’Archivio Fotografico Capitolino, della Biblioteca Nazionale Centrale e del Museo di Roma, la cui disponibilità rende possibile questa iniziativa. Un compendio fotografico dove è impressa la più grande trasformazione della storia dell’Urbe: da agglomerato di rioni storici con poco più di 220 mila abitanti a grande capitale di uno stato moderno. Il fiume Tevere, che prima dei muraglioni era una sponda bassa e irregolare che congiungeva alla città, è uno dei simboli di questa travolgente modernizzazione che ha provocato, com’è ben noto, dolorose distruzioni. Ma non certo l’unico. Molte sono le zone della città di un tempo che oggi appaiono irriconoscibili. Mostrare e spiegare il percorso attraverso cui hanno acquisito il loro aspetto attuale è uno degli intenti della mostra. Stefano Caviglia è un giornalista che ha lavorato per numerose testate nazionali tra cui l’Indipendente, la Repubblica, Panorama, occupandosi soprattutto di politica e di economia.

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Mostra personale di Pierre-Yves Le Duc dal titolo “Il Tempio”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2021

Roma 27 novembre 2021 — 15 gennaio 2022 Maja Arte Contemporanea Via di Monserrato 30. Nelle dodici tele esposte, in principio è il corpo, ma non la totale vastità della sua esistenza, bensì quella parte più intima ed erotica quale l’organo sessuale femminile. L’essenza della caratterizzazione corporea nell’opera di Pierre-Yves Le Duc passa attraverso una dinamica propriamente sessuata. Nulla è nascosto ma tutto è esposto, con scienza dipinto. Il segno è visibile sulla tela e viene accuratamente ripetuto. Ridondante e gestuale, adombrato come le opere calligrafiche orientali, ha qualcosa di estatico, prende spazio, assume una forma di maniera, una potenza propria. Fa riferimento a quella matrice corporea, erotica, ma assume per forma e distinzione una essenza diversa. Parla del fare pittura oggi. Guardiamo evidentemente un organo sessuale femminile ma allo stesso tempo, attraverso il sapiente e lungo lavoro dell’artista, siamo trasportati nella dimensione interrogativa dell’arte. Cosa fare oggi, e come farlo?Le Duc compie una scelta radicale, quella di parlare di eros, e di perseverare in questo discorso. E nel farlo, ricopre tutto con un velo di colore: il blu, che molto lascia immaginare. Il blu è un colore simbolico: narra di cieli e infiniti, ha una connotazione molto chiara in arte. Il blu attrae lo sguardo e se da una parte cela, di certo dall’altra ci conduce dritti al cuore dello scandalo, una corporeità particolarmente esplicita. Che la plasticità degli elementi – la semantica, appunto – non tragga però in inganno: la maniera di Le Duc cerca la perfezione nella ripetizione, vuole dimostrare quanto quella primigenia corporeità sia tempio, da rispettare e comprendere.Osserva l’artista a proposito dell’uso del velo: “Con il taglio sulla tela, Lucio Fontana aprì una breccia nella bidimensionalità e introdusse il concetto spaziale. Senza volermi mettere al suo pari, e solo perché Fontana confessò, forse a mo’ di battuta, che il taglio era un riferimento al sesso femminile, farò un veloce raffronto con il mio lavoro. Sento un’affinità che proviene dalla percezione dell’oltre data dal taglio in Fontana e la trasfigurazione, o distanza dall’oggetto pittorico, prodotta dall’uso dei veli nei miei lavori. Nella mia ricerca, l’opera è finalizzata alla percezione visiva; più esattamente, punta al modo in cui, oltre a veicolare il senso attraverso i segni, essi stessi vengono veicolati, in modo da aprire la strada a sensazioni percettive inedite, se possibile. Vorrei che tra il messaggio e il suo veicolo ci fosse una perfetta sintonia. Una cognizione sensoriale.”

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Mostra su Lin Delija e il suo omaggio alle donne

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2021

By Federica Rinaudo. Roma dal 16 al 26 novembre 2021.La mostra, sarà aperta al pubblico presso l’Accademia di Belle Arti a Roma ed è promossa dall’Associazione “Lin Delija” di Antrodoco (Ri), dalla Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, con la collaborazione dell’Accademia Desiderosi del Sapere di Roma e sotto il Patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata di Albania in Italia e del Comune di Antrodoco. Un viaggio nel percorso artistico di Delija che raccoglie le varie sfumature dell’artista, grazie alla sinergia tra paesi vicini, alla generosità di numerosi collezionisti privati che si sono resi disponibili ai prestiti delle opere del maestro e alla proficua collaborazione tra Istituzioni pubbliche e private. Ed è proprio un volto femminile a rappresentare l’immagine dell’esposizione, la cui curatrice scientifica è Angela Scilimati, nella quale Lin Delija rende straordinaria la semplicità di ogni giorno con un omaggio alle donne della sua epoca, sottolineando la dedizione e i sacrifici di lavandaie, insegnanti, operaie, attraverso la linea del ritratto e quelle pieghe del tempo nelle quali ha colto il destino di ognuna. Un ponte tra l’analisi introspettiva e lo studio della fisiognomica per raccontare il mondo letto dai suoi occhi. Non solo donne, che pure erano il suo soggetto preferito, ma anche momenti, pensieri, malinconie, affidati ai volti del suo vivere quotidiano.La scelta della sede è legata alla volontà di ricordare il periodo che l’artista trascorse a Roma, dove studiò proprio presso l’Accademia di Belle Arti dal 1955, allievo di Mario Mafai, Amerigo Bartoli, Mario Rivosecchi e Pericle Fazzini, dopo la fuga dal sistema totalitario che regnava in Albania e dopo gli anni di permanenza e studio a Zagabria. Sarà possibile ammirare anche il noto “Ritratto di donna”, gentilmente concesso per l’esposizione dalla Presidenza della Repubblica di Albania, e, attraverso proiezioni, le opere custodite nel Museo Civico “Lin Delija-Carlo Cesi” di Antrodoco, prezioso scrigno che conserva numerosi capolavori dell’artista.Questo primo progetto importante prevede la valorizzazione dell’opera dell’artista con una serie di altri eventi espositivi che avranno come successiva sede Firenze e, a seguire, l’Albania, con una mostra a Scutari e una conclusione del percorso a Tirana. Il viaggio inizia proprio nell’anno in cui ricorre il trentennale dei primi sbarchi dall’Albania in Italia e, ripercorrendo le tappe principali della vita di questo artista esule, indicherà Lin Delija come “precursore” del fenomeno migratorio albanese causato da ragioni politiche e sociali.La conclusione in Albania avverrà in un momento altrettanto significativo, ovvero la ricorrenza del venticinquennale dalla morte di Madre Teresa di Calcutta, che Lin Delija conobbe e ammirò con grande devozione e della quale realizzò numerosi ritratti. Il percorso avrà il nome “Lin Delija. In viaggio verso casa”. L’accesso alla mostra sarà consentito nel rispetto delle norme vigenti sul contingentamento delle presenze ed esclusivamente ai visitatori muniti di certificazione verde Covid19 – Green Pass o in possesso di tampone molecolare o rapido negativo effettuato nelle ultime 48 ore.

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Mostra Mario Ferrante

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2021

Roma Venerdì 12 novembre la Galleria Edarcom Europa, in via Macedonia 12 a Roma, inaugurerà la mostra “Sorpreso in flagranza di sogni”, personale del Maestro Mario Ferrante. In tale occasione l’artista presenterà in anteprima al pubblico della galleria il suo libro “Diario di un ritrattista”, edito da Gruppo Albatros Il Filo. La presentazione ufficiale avverrà invece giovedì 2 dicembre presso la Sala di Apollo di Castel Sant’Angelo. In questa prima opera letteraria, Ferrante ripercorre le vicissitudini e i luoghi che hanno ispirato i suoi dipinti, pieni della poesia e del fascino delle suggestive atmosfere del Brasile, terra della sua infanzia.Nelle oltre 30 opere selezionate per la mostra, lo spettatore avrà la possibilità di riscoprire l’evoluzione stilistica di Ferrante degli ultimi venti anni. Il suo linguaggio dapprima vicino a una figurazione più realista, si contamina progressivamente con una personale informalità della rappresentazione, realizzata mediante l’utilizzo delle spatole, ideali per trasmettere dinamicità alla composizione. Mario Ferrante nasce a Roma nel 1957. Tra le tappe più significative del suo percorso si ricordano la partecipazione al progetto Alitalia per l’Arte con le esposizioni nelle sale Freccia Alata degli aeroporti John F. Kennedy di New York, Malpensa di Milano e Leonardo Da Vinci di Roma, la mostra al National Art Club di New York (1999), la mostra Maschere ed anime presso il Maschio Angioino di Napoli (2003), Ubique vacuum a Palazzo Venezia di Roma (2007) e, nello stesso anno, Le ombre della croce del Sud nuovamente al Maschio Angioino di Napoli, Sinfonia di Berlino. Negro no coração presso l’Ambasciata del Brasile in Germania (2010) e, nello stesso anno, con Work in progress. A bênção da mãe de santo nuovamente al Museo del Sannio di Benevento, e ancora Ventre molle. Napoli come Rio al Castel dell’Ovo di Napoli (2013) e, nello stesso anno, Oltre il cielo. L’aria ed il cuore presso l’Ambasciata del Brasile in Italia. Tre anni dopo con L’amore al tempo delle stelle cadenti presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga (2016) e infine Il dialogo dei Contrapposti. I protagonisti del ‘900 presso la Reggia di Caserta (2019).La mostra, curata da Francesco Ciaffi, sarà visibile fino al 28 novembre 2021. L’accesso all’inaugurazione della mostra sarà consentito nel rispetto delle norme di sicurezza e pertanto sarà necessario presentare all’ingresso il Green Pass. L’esibizione del Green Pass non sarà necessaria per visitare la mostra durante i restanti giorni.

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Mostra personale Fuori asse dell’artista Mirella Saluzzo

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2021

Ravenna 13 novembre 2021 – 19 febbraio 2022 Inaugurazione: sabato 13 novembre 2021, ore 11.30 Fondazione Sabe per l’arte Via Giovanni Pascoli 3 mostra personale Fuori asse dell’artista Mirella Saluzzo, a cura di Elena Di Raddo. Il nuovo spazio espositivo, all’interno di un edificio ottocentesco completamente rimodernato a pochi passi dal MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, intende porsi quale punto di riferimento per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione alla scultura. La mostra inaugurale, che proseguirà fino al 19 febbraio 2022, presenta otto sculture recenti dell’artista Mirella Saluzzo (Alassio, 1943): forme fluide modellate a partire da sottili lastre di alluminio, un materiale flessibile e luminoso che l’artista incurva con un movimento scultoreo paragonabile – come scrive la curatrice Elena Di Raddo nel testo critico che accompagna la mostra – a quello proprio dell’arte giapponese dell’origami: un procedimento pieno di attenzione e cura, che conferisce identità, bellezza e forma a ciò che in partenza è identico a sé stesso, celebrando al tempo stesso il rapporto intimo, tattile e sensitivo tra l’artista e la materia. Se da un lato, si può tracciare un legame tra l’opera di Mirella Saluzzo e il Costruttivismo per l’aderenza alla natura intrinseca del materiale, dall’altro il gesto creativo dell’artista si spinge oltre l’approccio materialista per configurarsi invece come emotivo e individuale, come si nota dalla vibrante continuità visiva risultante dalla leggera scalfittura della superficie, che opacizza e rende sensibile un materiale freddo come l’alluminio, trasfigurandolo. L’emotività è accentuata anche dall’utilizzo di tracce di colore, che fanno emergere la formazione di pittrice dell’artista, sotto la guida del maestro dell’astrattismo Luigi Veronesi. Fuori asse si apre con una serie di opere su carta intitolate Open (2015-2016), in cui si osserva, attraverso sovrapposizioni e ritagli, l’apertura verso un’altra dimensione. Al centro della sala principale, svetta la scultura monumentale Exit (2018-2019), una struttura modulare circolare orizzontale collocata su una sorta di pedana all’ingresso di una soglia aperta su una gabbia metallica. Sulle pareti alcune sculture appese (Voyager, 2020; Attrazioni, 2020; Explorer, 2020) sembrano sfidare la forza di gravità innestando un gioco di incastri e di movimento illusorio. L’attenzione ai dettagli con cui Mirella Saluzzo realizza le sue opere riesce solo apparentemente a celare l’instabilità di cui sono permeate: tra equilibrio e disequilibrio, si configurano come spazi inquieti, metafore dell’esistenza e allo stesso tempo della forza di adattabilità della vita stessa, come dimostra la scultura verticale Fuori Asse (2016-2017), costruita con elementi disallineati. La mostra sarà accompagnata da un programma di attività collaterali che comprende dibattiti, conferenze, proiezioni e incontri con artisti, critici e studiosi attivi sul territorio nazionale. Mirella Saluzzo nasce ad Alassio, in Liguria, nel 1943, ma vive e lavora tra Ravenna e Milano. Dopo gli studi superiori si iscrive all’Accademia di Brera, dove entra in contatto con i protagonisti della scena artistica milanese, in particolare con Luigi Veronesi, del quale segue con passione il corso di Cromatologia, e Guido Ballo. Tra i suoi insegnanti figura anche Luciano Caramel che più di ogni altro seguirà con costanza le tappe del suo percorso artistico. http://www.sabeperlarte.org

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Genova: una “mostra dall’enorme valore didattico”

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2021

Genova. Prosegue presso Palazzo Ducale a Genova, fino al 20 febbraio 2022, la più grande e completa mostra antologica dedicata al grande genio olandese Maurits Cornelis Escher, uno degli artisti più amati a livello globale e i cui mondi impossibili sono entrati nell’immaginario collettivo rendendolo una vera icona del mondo dell’arte moderna. Con oltre 200 opere e i suoi lavori più rappresentativi come Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata, la mostra presenta in 8 sezioni un excursus della sua intera e ampia produzione artistica. All’interno della mostra è inoltre possibile esplorare l’immaginifico universo escheriano tramite inedite sale immersive e strutture impossibili messe a confronto con opere di grandi artisti visionari del calibro di Giovanni Battista Piranesi (1720 – 1778) e di Victor Vasarely (1906 – 1997).Promossa e organizzata dal Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Comune di Genova, Regione Liguria e Arthemisia, in collaborazione con M. C. Escher Foundation, la mostra è curata da Mark Veldhuysen – CEO della M.C. Escher Company – e Federico Giudiceandrea – uno dei più importanti esperti di Escher al mondo. A curare l’illuminazione delle opere in mostra è Francesco Murano, oggi tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte e autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia.“La mostra dedicata ad Escher, oltre ad essere affascinante, ha un enorme valore didattico perché la sua ricerca investe tanti campi differenti: dalla tecnica alla geografia, dalla zoologia alla mineralogia, dall’arte islamica al simbolismo massonico – dichiara Francesco Murano – Per questo le opere dell’autore vengono viste, lette ed esaminate minuziosamente da una distanza di pochi centimetri”.

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Mostra del maestro Carlo Iacomucci a Jesi

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2021

Jesi resterà aperta fino al 1° novembre 2021 presso le Sale museali di Palazzo Bisaccioni, piazza Colocci a JESI (AN), tutti i giorni, compresi i festivi, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle 15.30 alle ore 19.30. ll progetto espositivo, curato dal professor Gabriele Bevilacqua, intende documentare, attraverso una antologia di circa trenta lavori, la produzione pittorica del maestro urbinate, dalla metà degli anni ’60 ai nostri giorni. Nel corso della mostra, tutti i weekend del mese, si terranno una serie di eventi, a cura di O.D.V Organizzazione Di Volontariato Residenza Anziani Collegio Pergolesi Jesi, con convegni aperti alla cittadinanza. “ Artista tra i più rappresentativi delle Marche, maceratese d’adozione, Carlo lacomucci è nato ad Urbino, dove ha frequentato la Scuola del Libro: una scuola di grande tradizione e prestigio, che porta avanti, in modo personalizzato, da tantissimi anni. Personaggio eclettico e versatile, il Maestro Iacomucci, negli anni, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta. In molte sue opere, sono presenti anche personaggi e oggetti (come ad es. l’onnipresente aquilone) che danno dinamismo ai suoi lavori e, allo stesso tempo, esprimono un significato simbolico e realistico della natura da difendere. Numerosi e prestigiosi i premi e riconoscimenti che l’artista Iacomucci ha ricevuto nella sua lunga carriera: dalla Biennale di Venezia al premio “Marchigiano dell’anno 2014”, dall’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana al “Premio Marche 2018”. Ed oggi, in occasione di questa bellissima mostra, che ha lo scopo, particolarmente gradito, di portare la testimonianza diretta della fertile carriera di incisore e pittore del Maestro Iacomucci, il prestigioso Palazzo Bisaccioni fa da cornice e da palcoscenico al suo luminoso e brillante vissuto artistico. Nel libro-catalogo della mostra, oltre alla presentazione del curatore, vi sono note critiche di Armando Ginesi, Patrizia Minnozzi, Romina Quarchioni e Francesca Bini e testimonianze di Fr. Marco Albani (Superiore Generale), Fr. Piercarlo Messi (Superiore Provinciale), Enrico Carrescia (Direttore Generale), Paolo Troiani ( Presidente ODV). Il libro-catalogo è stato composto graficamente dallo studio Toni di Grigio di Jesi.

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Mostra “Una rivoluzione silenziosa. Plautilla Bricci pittrice e architettrice

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2021

Roma Giovedì 4 novembre 2021, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 Gallerie Nazionali di Arte Antica – Galleria Corsini via della Lungara 10 si terrà l’anteprima stampa della mostra Una rivoluzione silenziosa. Plautilla Bricci pittrice e architettrice a cura di Yuri Primarosa. Si tratta della prima mostra personale dedicata a Plautilla Bricci (Roma, 1616 – post 1690), portata di recente all’attenzione del grande pubblico da Melania Mazzucco col romanzo L’architettrice.

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Mostra White: Progetto di Barbara Duran

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2021

Roma venerdì 29 ottobre ore 11.30 Roma, Ex Cartiera Latina Sala Conferenze “Antonio Cederna” Via Appia Antica, 42 Intervengono: Renato Miracco, Art Curator (intervento in video), Benedetta D’Ettorre, Art Curator (intervento in video), Silvia Savoca, Exhibition manager and public relations Studio Urbana, Responsabile di progetto Corrado de Grazia, Studio Urbana. Sarà presente l’Artista La mostra “WHITE. Progetto di Barbara Duran” ospitata nella Sala Nagasawa dell’Ex Cartiera Latina di Roma dal 30 ottobre al 21 novembre 2021 vuole ripercorrere il lavoro dell’artista dal 2016 al 2021 attraverso centottanta opere circa di cui centoventidue inedite – oli su tela e su tavola, pigmenti e tecniche miste su carta di riso, acquarelli su carta, punta d’argento su carta preparata a mano, video. L’intero progetto, composto da quattro cicli di opere, alla luce di una circolarità del tempo tra passato e presente, fil rouge del percorso espositivo, è legato ad una idea di sacralità laica, che si riferisce fortemente nel suo divenire formale all’iconografia antica e moderna. “Accanto alla memoria, forte è anche il sentimento del dolore, che nasce da una riflessione sulle violenze e sulle sopraffazioni proprie dei regimi autoritari, in cui viene cancellata ogni forma di dignità umana. In questo contesto la figura femminile si riconfigura nel suo ruolo salvifico, quale artefice delle salvezza collettiva, colei che accoglie e genera, che difende e protegge se stessa e l’altro.” (B. Duran).L’esposizione, a cura di Studio Urbana, si avvale del Patrocinio di: Regione Lazio, Parco Regionale dell’Appia Antica, MIBAC, Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, Fondazione Il Gabbiano, Without Borders Festival, Valentina Moncada, Galerie Metanoia, Centre Culturel Italien Paris. Responsabile di progetto Silvia Savoca. Il catalogo, Editore d’Arte Studio Urbana, è arricchito dai testi di Renato Miracco, Ignazio Venafro, Barbara Duran, Benedetta D’Ettorre, Silvia Savoca, Simona Cirelli, Maria Azahara Hernando Ibáñez. Come scrive la stessa Barbara Duran “WHITE è un lavoro di sottrazione nelle sovrapposizioni sensoriali e strutturali che annebbiano l’immagine oggi, vuol essere la porta che attraverso il rumore bianco, possa aprire la percezione all’empatia. Icone contemporanee del mondo introducono a comprendere che la gioia e il dolore che si scontrano nell’esistenza dell’umanità possano ricondursi in essenza ad un’assenza della percezione dell’altro, che è altro da noi solo se volutamente ignoriamo che il nostro essere è, solo nella relazione ad un altro da sé, nel presente del tempo, nella comprensione della differenza.” La presentazione alla stampa avverrà nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid in ottemperanza alla normativa vigente. Sito web http://www.barbaraduran.net

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Mostra del maestro Carlo Iacomucci

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2021

Jesi (AN) Continua con notevole successo di pubblico e critica la mostra del Maestro Carlo Iacomucci dal titolo “THE RESILIENCE OF ART”. Resterà aperta fino al 1° novembre 2021 presso le Sale museali di Palazzo Bisaccioni, a Jesi (AN), tutti i giorni, compresi i festivi, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle 15.30 alle ore 19.30. Il progetto espositivo, curato dal professor Gabriele Bevilacqua, intende documentare, attraverso una antologia di circa trenta lavori, la produzione pittorica del maestro urbinate, dalla metà degli anni ’60 ai nostri giorni. Nel corso della mostra, tutti i weekend del mese, si terranno una serie di eventi, a cura di O.D.V Organizzazione Di Volontariato Residenza Anziani Collegio Pergolesi Jesi, con convegni aperti alla cittadinanza. “ Artista tra i più rappresentativi delle Marche, maceratese d’adozione, Carlo lacomucci è nato ad Urbino, dove ha frequentato la Scuola del Libro: una scuola di grande tradizione e prestigio, che porta avanti, in modo personalizzato, da tantissimi anni. Personaggio eclettico e versatile, il Maestro Iacomucci, negli anni, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta. In molte sue opere, sono presenti anche personaggi e oggetti (come ad es. l’onnipresente aquilone) che danno dinamismo ai suoi lavori e, allo stesso tempo, esprimono un significato simbolico e realistico della natura da difendere. Numerosi e prestigiosi i premi e riconoscimenti che l’artista Iacomucci ha ricevuto nella sua lunga carriera: dalla Biennale di Venezia al premio “Marchigiano dell’anno 2014”, dall’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana al “Premio Marche 2018”. Ed oggi, in occasione di questa bellissima mostra, che ha lo scopo, particolarmente gradito, di portare la testimonianza diretta della fertile carriera di incisore e pittore del Maestro Iacomucci, il prestigioso Palazzo Bisaccioni fa da cornice e da palcoscenico al suo luminoso e brillante vissuto artistico. Nel libro-catalogo della mostra, oltre alla presentazione del curatore, vi sono note critiche di Armando Ginesi, Patrizia Minnozzi, Romina Quarchioni e Francesca Bini e testimonianze di Fr. Marco Albani (Superiore Generale), Fr. Piercarlo Messi (Superiore Provinciale), Enrico Carrescia (Direttore Generale), Paolo Troiani ( Presidente ODV). Il libro-catalogo è stato composto graficamente dallo studio Toni di Grigio di Jesi. By Agnese Testadiferro. (ingresso libero ma con green pass).

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Mostra dal titolo “Finestre sul mondo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

Bologna 27 ottobre 2021 – 28 febbraio 2022 Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19.30 MUG – magazzini generativi Via Emilia Levante 9/F. Lo sguardo artistico di Paolo Gotti tra natura, cultura e umanità a cura di Licia Mazzoni con oltre 30 opere fotografiche di grandi dimensioni. Il nuovo hub bolognese – realizzato grazie al contributo di Emil Bancacon l’obiettivo di creare uno spazio collaborativo e attivare percorsi ad alto impatto sociale – ha scelto di proporre un excursus tra gli scatti più significativi che il fotografo Paolo Gotti ha realizzato in quasi 50 anni di esplorazioni attorno al mondo. MUG – Magazzini Generativi nasce nel 2021 dalla riqualificazione di un ex magazzino di oltre 1700 metri quadrati, riconvertito in una smart working area per imprese, organizzazioni del terzo settore, startup e talenti. Spazi contemporanei con infrastrutture tecnologicamente avanzate, all’interno dei quali MUG sviluppa idee e progetti con una particolare attenzione alla tutela dell’ambiente e delle persone per generare un cambiamento positivo e di impatto sul lungo periodo. Per il suo primo evento espositivo, la curatrice Licia Mazzoni ha invitato Paolo Gotti con l’obiettivo di “spalancare le finestre sul mondo”: le grandi opere fotografiche dell’artista bolognese si presentano come veri e propri varchi aperti su paesaggi, architetture, culture e umanità differenti. Scorci meravigliosi di angoli del pianeta così distanti da noi, visioni di natura incontaminata o popolata di umanità che è ancora più importante ritrovare in questo periodo così difficile, in attesa di ritrovare la libertà di muoversi e viaggiare con serenità. FINESTRE SUL MONDO include oltre 30 opere fotografiche di grandi dimensioni, tratte dal monumentale repertorio di oltre 10.000 immagini realizzate da Paolo Gotti in occasione dei suoi numerosi viaggi che hanno interessato oltre 70 paesi nei cinque continenti: dal Niger alla Cina, da Haiti al Brasile, e ancora il Messico e il Guatemala, il Nepal, Ceylon e le Maldive, l’Indonesia, gli USA, il Canada, la Thailandia, i Caraibi, la Malesia, lo Yemen, il Venezuela, le Filippine, Cuba, l’India, il Cile, la Bolivia, l’Islanda, l’Australia, la Colombia. Suggestioni internazionali – naturali, culturali, geografiche – che seguono il filo conduttore del grande “atlante visivo” che da decenni Paolo Gotti va componendo con la sua fedele Nikon. In mostra sono rappresentati non solo i paesaggi e i visi delle persone che Gotti ha incrociato dal 1974 a oggi, ma soprattutto emerge evidentissimo lo sguardo del fotografo, mai disincantato ma sempre curioso ed entusiasta, convinto che la destinazione non esista senza il percorso e che il viaggio più bello sia quello che bisogna ancora compiere.Oltre alle opere da esporre in parete, sul grande schermo installato nella gradinata centrale saranno proiettati i video che compongono una narrazione ancora più completa e descrittiva dell’opera dell’artista.Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico-cinematografici.

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Mostra personale in Italia dell’artista cinese Liu Yi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Milano 21 ottobre – 21 novembre 2021 Inaugurazione | giovedì 21 ottobre, dalle ore 18 alle ore 21 aA29 Project Room Piazza Caiazzo 3. la prima mostra personale in Italia dell’artista cinese Liu Yi (1990, Ningbo, provincia di Zhejiang, Cina), aA29 Project Room riprende l’attività espositiva negli spazi di Piazza Caiazzo a Milano.La mostra è realizzata in collaborazione con ShanghART Gallery e presenta 11 opere multimediali e immersive che sperimentano diversi linguaggi, dal disegno e pittura a inchiostro tradizionale cinese all’animazione e live-action, fino a installazioni di grandi dimensioni dove si connettono diversi media.Influenzata dalla lunga tradizione di interazioni tra cinema, animazione e arte contemporanea tipica della cultura cinese, la ricerca di Liu Yi nasce dai primi film d’arte cinese per arrivare all’animazione sperimentale, muovendosi agevolmente tra diverse discipline artistiche.Tra i suoi ultimi lavori, A Crow Has Been Calling for a Whole Day (2016) è un documentario creativo realizzato sotto forma di diario di viaggio, una rielaborazione dell’esperienza particolarmente toccante vissuta dall’artista in India, nel novembre 2015. L’installazione si compone di diversi tessuti tesi e dipinti, che dividono lo spazio della galleria, e sulla quale l’artista proietta un film che è una combinazione al contempo di live-action e di fluenti animazioni realizzate a mano con inchiostro cinese, una restituzione a metà tra la realtà e l’immaginazione, che esprime il dramma e le profonde emozioni umane che l’artista ha percepito sui volti delle persone indiane.Il pubblico è chiamato a camminare attraverso l’installazione e a osservare i dipinti statici e le immagini in movimento, lasciandosi impressionare e travolgere, come in un passaggio repentino in un’altra dimensione spazio-temporale.The Earthly Men (2017) è invece un’indagine filosofica sull’umanità, realizzata disegnando su diversi strati di sottile carta di riso, materiale organico che si altera con l’umidità dell’inchiostro e aggiungendo alle animazioni una componente materica. L’orientamento verticale dell’immagine proiettata ricorda il modo dinamico e odierno di filmare con il cellulare. Della stessa serie sono presenti in mostra anche delle lightbox che, attraverso la sovrapposizione ciascuna di sei disegni su carta di riso, rivelano un’immagine viva e vibrante, uno stato dell’essere umano transitorio e fluido che non si trattiene e che spesso si fatica ad accettare.AMONG THE CROWS diventa così un momento di approfondimento e di conciliazione tra due linguaggi apparentemente distanti come la pittura a inchiostro e il film.

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Mostra “Vulnerabile” di Giulia Spernazza

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2021

Roma Sabato 23 ottobre (dal 23 ottobre al 4 dicembre 2021 martedì – sabato 10:00 – 19:00 domenica su appuntamento) la galleria d’arte FABER Via dei Banchi Vecchi 31, ospiterà la mostra VULNERABILE di Giulia Spernazza a cura di Cristian Porretta. Il titolo intende mettere in evidenza la parte più sensibile che è dentro ognuno di noi, la nostra “zona cieca”, un territorio che vale la pena perlustrare e osservare con estrema compassione. Accogliere le nostre imperfezioni trasformando le debolezze in punti di forza. Rendersi vulnerabili. Superare le paure accettando il rischio di essere feriti nell’esporsi senza corazze. Lasciare che le emozioni ci attraversino e trapelino, mostrarsi per ciò che si è, connettersi con gli altri. Partendo dalla difficile osservazione delle parti buie celate nell’intimo, si assiste al loro progressivo scioglimento nel tentativo di intercettare la purezza che è in noi, al di là della forma e dell’ impermanenza. In tal senso la mostra si apre con la serie Nodi/Snodi, sviluppata nell’ultimo anno e influenzata inevitabilmente dalla complessa situazione che in parte stiamo ancora vivendo. Il nodo come simbolo di ciò che non è stato risolto e che nel periodo di solitudine trascorso è emerso dalla sensibilità dell’artista. Le prime opere appaiono proprio per questo statiche, sospese nel tempo e nello spazio, soggette alla forza di gravità in modo drammatico. Proseguendo si assiste a un lento districamento, ogni singolo lavoro è al tempo stesso l’istantanea di una condizione interiore e la testimonianza di un processo in divenire. Si tende a una crescente leggerezza, a una materia sempre più trasparente, quasi impercettibile al fine di trascenderla. Questo progressivo processo di ascesa è percepibile nel cambiamento del materiale che passa dal tessuto alla carta e nel corrispettivo mutamento cromatico dal grigio scuro all’ocra. Nella parte finale dell’esposizione l’atmosfera assume sfumature vivide, quasi liquide, le opere appaiono più essenziali, lo spazio inizia a dilatarsi; la carta emerge dalla paraffina, prevalgono trasparenze, bianchi e toni delicati. VULNERABILE. Arte come espressione di una ricerca introspettiva che indaga le profondità dell’io, invitando l’osservatore a entrare in contatto con le proprie fragilità e, con coraggio, manifestarle. La mostra sarà visitabile nel rispetto delle normative sanitarie vigenti. galleriadartefaber.com

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Mostra Klimt. La Secessione e l’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

Roma Dal 27 ottobre (27 ottobre 2021 – 27 marzo 2022) il Museo di Roma a Palazzo Braschi Piazza San Pantaleo, 10 ospiterà la mostra Klimt. La Secessione e l’Italia, un evento espositivo che segna il ritorno in Italia dell’artista austriaco con alcuni dei suoi capolavori provenienti dal Museo Belvedere di Vienna, dalla Klimt Foundation e da collezioni pubbliche e private come la Neue Galerie Graz.La mostra ripercorre la vita e la produzione artistica di Klimt, sottolineandone il ruolo di cofondatore della Secessione viennese e indagando sul suo rapporto con l’Italia, meta dei suoi viaggi e luogo di alcuni suoi successi espositivi.Sono circa 200 le opere esposte, tra dipinti, disegni, manifesti d’epoca e sculture di Klimt e degli artisti della sua cerchia. Oltre a opere iconiche come la famosissima Giuditta I, Signora in bianco, Amiche I (Le Sorelle) e Amalie Zuckerkandl è possibile ammirare anche prestiti del tutto eccezionali come La sposa della Klimt Foundation e Ritratto di Signora, trafugato dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza nel 1997 e recuperato fortunosamente nel 2019.Klimt. La Secessione e l’Italia è una mostra promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, co-prodotta da Arthemisia che ne cura anche l’organizzazione con Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con il Belvedere Museum e in cooperazione con Klimt Foundation, a cura di Franz Smola, curatore del Belvedere, Maria Vittoria Marini Clarelli, Sovrintendente Capitolina ai Beni Culturali e Sandra Tretter, vicedirettore della Klimt Foundation di Vienna. La mostra vede come special partner Julius Meinl e Ricola, come partner Catellani & Smith, come radio partner Dimensione Suono Soft ed è consigliata da Sky Arte.

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