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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

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Mostra personale dedicata all’artista contemporaneo Maurizio Donzelli

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

Cortesi Gallery LUGANO espone la mostra personale dedicata all’artista contemporaneo Maurizio Donzelli – THRESHOLDS. L’esposizione presenta un progetto site-specific, caratterizzato dalla selezione di nuove opere, concepite per essere in dialogo con lo spazio della galleria.Attraverso la mostra, è possibile vedere come l’artista sperimenti i materiali; infatti, ogni serie di opere ha un involucro completamente diverso.Ogni opera tratta il tema del crossing over, mettendo in evidenza uno degli aspetti paradigmatici della ricerca di Maurizio Donzelli: il suo lavoro sull’immagine tra evidenza e latenza, trasformazione e apparenza. Cortesi Gallery è lieta di condividere un video realizzato in occasione della mostra in cui sarà possibile visualizzare le opere esposte accompagnate dall’intervento dell’artista stesso.
Cortesi Gallery LUGANO is delighted to invite you to visit the solo show dedicated to the contemporary Italian artist Maurizio Donzelli – THRESHOLDS.The exhibition presents a site-specific project, characterized by new works, specifically conceived to be intended in a dialogue with the gallery space.Through the show, it is possible to see how the artist experiments with materials; in fact, each series of works has a completely different wrapping.Each work treats the theme of crossing over, highlighting one of the paradigmatic aspects of Maurizio Donzelli’s research: his work on the image between evidence and latency, transformation and appearance. Cortesi Gallery is pleased to share a video made on the occasion of the exhibition in which it will be possible to see the works displayed accompanied by the presentation of the artist.

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Mostra “L’altra moda. Vestire in Sardegna fra 1810 e 1930”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

Tresnuraghes 10 luglio, presso il Museo Casa Deriu prende il via la mostra “L’altra moda. Vestire in Sardegna fra 1810 e 1930”, un viaggio tra stili e tendenze, dall’Ottocento all’epoca della Belle Epoque. Saranno in esposizione oltre trenta abiti e capi originali, rappresentativi della storia della moda d’oltremare in Sardegna fra i primi anni del XIX secolo e i primi decenni del XX secolo. I preziosi capi sono stati forniti da alcune importanti famiglie nobili e borghesi, appartenenti alle élites rurali di Bosa, Cuglieri, Tresnuraghes ed altri centri dell’Isola. Patrocinata dalla Regione Sardegna, la mostra è curata da Pier Tonio Pinna, direttore del Museo, e Antonella Unali, responsabile dei servizi educativi della stessa Casa Deriu. La prestigiosa mostra si concluderà il 31 dicembre 2020 (Christian Flammia)

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Mostra estiva sul tema “Carbonaie e Carbonai”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

mostra_Carbonai_LusernaLuserna San Giovanni sabato 4 luglio alle 11,via Beckwith mostra estiva sul tema “Carbonaie e Carbonai: Storie di un antico mestiere delle nostre Valli”. La mostra verrà allestita alla presenza delle autorità locali e dei responsabili degli enti che hanno contribuito alla sua organizzazione, tra cui il Museo regionale dell’Emigrazione di Frossasco e il Museo Etnografico del Pinerolese. L’inaugurazione avverrà durante il consueto mercato rionale. Nell’arco della giornata sono previsti i contributi dell’associazione Hari che pubblica“L’Ora del Pellice” e dell’associazione “Musicainsieme”, organizzatrice della Scuola di Musica Intercomunale della Val Pellice. In serata, a partire dalle 18, aperitivo in piazza XVII Febbraio, con prenotazione telefonando a Manuela Campra al numero 348-7933644 o alla Ferramenta Malan di via I maggio a Luserna San Giovanni allo 0121-909310, oppure ancora a Tullio Parise al 348-0382734. Alle 21, su proposta di Musicainsieme”, in piazza XVII febbraio si terrà il concerto “Paris qui chante”, con il cantante Alessandro Cora e il pianista Gilberto Bonetto, che apriranno la rassegna “Samedi et dimanche avec la français, la musique et le chant”. Domenica 5 luglio la mostra “Carbonaie e Carbonai: Storie di un antico mestiere delle nostre Valli” sarà visitabile dalle 10 alle 18. (foto: mostra carbonai copyright museo regionale dell’emigrazione)

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Real Academia de España en Roma: Mostra finale degli artisti residenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Roma giovedì 25 giugno 2020 ore 19.30 (25 giugno 2020 – 31 dicembre 2020) Piazza S. Pietro in Montorio 3 Ingressi al pubblico su prenotazione. Si rinnova il consueto appuntamento del mese di giugno con la mostra dei borsisti della Real Academia de España en Roma che prosegue la stagione espositiva, mai interrotta anche durante il lungo periodo di lockdown che li ha visti presentare i loro lavori sui social con il progetto Finestre Aperte, con l’inaugurazione di Processi 147, mostra finale dei borsisti 2019/2020 che si aprirà giovedì 25 giugno.Gli artisti residenti, 22 in tutto, spagnoli, latinoamericani e italiani, sono i vincitori dell’annuale concorso indetto dal Ministero degli Affari Esteri spagnolo e sono stati chiamati a realizzare un progetto dedicato all’Italia ed in particolare alla città che li ospita. Roma rimane sempre al centro della loro ricerca artistica, che quest’anno spazia dall’archeologia alla musica, dalla fotografia al cinema, dalla letteratura alla moda, dall’arte figurativa alle performance, mettendo in mostra tutta la loro creatività.
La Real Academia de España di Roma, 147 anni dopo la sua istituzione, continua a rinnovarsi come centro di produzione artistica e di conoscenza. Dal 1873, anno della sua nascita, sono stati 988 i borsisti che hanno vissuto a Roma, dando vita durante il loro soggiorno nella città ad importanti progetti e consolidando sempre più il ruolo dell’Accademia come centro di cultura spagnola all’estero.La mostra rappresenta anche l’opportunità di visitare un complesso monumentale solitamente chiuso al pubblico, con i suoi grandi tesori nascosti, come il Tempietto del Bramante, il salone dei ritratti e la sala da pranzo del piano nobile.
Orari di apertura:L’accesso sarà consentito con visite accompagnate Il 25 giugno si potrà visitare la mostra a gruppi di 10 persone con partenza ogni 10 minuti Prenotazione obbligatoria al numero: 06.581.28.06Orario provvisorio durante l’anno:
Dal martedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00 Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 18.00 Visite accompagnate ogni 30 min.

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La prima personale italiana di Rebecca Louise Law

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

Parma. Fino al 20 luglio 2020 – Da settembre a dicembre (orari da definire). Orario apertura: Da giovedì a sabato dalle ore 10:00 alle ore 18:00 Aperture straordinarie: Domenica 7 giugno dalle ore 10:00 alle ore 12:30 – Domenica 5 luglio dalle ore 10:00 alle ore 12:30 Gli ingressi sono contingentati e nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti. Non è necessaria la prenotazione, gli accessi avverranno in base all’orario di arrivo. Ha finalmente aperto i battenti nell’Oratorio di San Tiburzio a Parma – parte del complesso San Tiburzio che include anche l’Antica Farmacia San Filippo Neri. un Florilegium di nome e di fatto, capace di inondare con la sua colorata e profonda brezza d’estate la città di Parma. Curata da OTTN Projects e inserita nel programma di Parma Capitale italiana della Cultura 2020, Florilegium è l’evento di punta di Pharmacopea – progetto di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica della Piccola Parigi, promosso dal Gruppo Chiesi e Davines. L’installazione è letteralmente una cascata naturale in costante e organico mutamento, composta dalla coabitazione di 200mila fiori, dall’Achillea millefolium al Tortum, che potrà essere contemplata sino al 20 luglio e poi, da settembre fino al 19 dicembre 2020, secondo orari che verranno comunicati nei prossimi mesi. Gratuita, adatta ai bambini e ideata appositamente per lo spazio di Via Borgo Palmia 6/A, grazie al sostegno di Gruppo Chiesi, Davines e Cosmoproject e alla collaborazione di Ad Personam, Florilegium è il cuore di un’esposizione su più fronti firmata dall’artista britannica, che prosegue anche in questa occasione la propria ricerca sull’evoluzione e sul deperimento dell’opera, spesso concepita come architettura floreale larger-than-life e scultura site-specific. I luoghi scelti sottolineano il perfetto innesto della mostra nel disegno di Pharmacopea, che intende riconnettere – creando nuovi itinerari turistici in grado di riqualificarli – gli spazi depositari dell’identità chimico-farmaceutica cittadina alle le fonti storiche, ai materiali d’archivio, agli antichi erbari e alle farmacopee riemersi in un meticoloso lavoro di recupero. Tale percorso porterà alla realizzazione di una pubblicazione capace di tracciare una linea sino alle origini locali di questa sfera del sapere che caratterizza il territorio di Parma.Sarà inoltre attivato un volontariato aziendale che contribuirà alla valorizzazione e all’apertura di questo patrimonio storico-culturale a cittadini, visitatori e, in particolare, a un turismo interessato alla sostenibilità, alla storia della cosmesi e della tradizione del benessere.È stato infine sviluppato un Public Program con diverse iniziative. Il calendario degli eventi sarà aggiornato in http://www.pharmacopeaparma.it
Per maggiori dettagli: http://www.pharmacopeaparma.it (by http://www.elladigital.it)

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Davide Benati: Origami – Opere recenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2020

Reggio Emilia 13 giugno – 26 luglio 2020 Galleria Bonioni Arte, (Corso Garibaldi 43, Reggio Emilia) Davide Benati riprende la propria attività espositiva con una selezione di opere recenti dell’artista reggiano conosciuto ed apprezzato a livello internazionale. Curata da Sandro Parmiggiani. L’esposizione trae il titolo – “Origami” – da tre opere inedite ad acquerello su tela, che attraverso la puntuale stratificazione dei colori primari sembrano alludere all’arte giapponese di piegare la carta per ottenere forme che richiamino la natura. Come si legge nel testo di Sandro Parmiggiani pubblicato all’interno della monografia Skira (Milano, 2010), «La pittura di Benati respira passione in ogni sua fibra: in quel subitaneo accendersi e incupirsi, e nell’altrettanto repentino farsi soffio, fugace e transeunte, dei colori; nello sciogliersi e annullarsi della forma dentro il vuoto, dentro il grande oceano del chiarore della carta; negli stessi repentini movimenti del polso che fanno mutare la direzione del segno, sviando quelli che sembravano il profilo e l’itinerario predestinati di una forma, come se la sua pittura fosse l’esito combinato di molti misteriosi sommovimenti generati dall’interiorità da memorie che riaffiorano, o addirittura da qualche incontrollabile agente come il battito del cuore o il ritmo del respiro».
Davide Benati è nato a Reggio Emilia nel 1949. Ha frequentato il liceo artistico di Modena e in seguito l’Accademia di Brera di Milano. È stato titolare delle cattedre di Anatomia e Pittura all’Accademia di Brera e all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 1972, alla Galleria Il Giorno di Milano, si tiene la sua prima mostra personale. Il suo curriculum espositivo, già rilevante negli anni Settanta, dovuto ad intense ricerche e sperimentazioni, si arricchisce nel decennio successivo di mostre personali ed esposizioni collettive nazionali e internazionali: nel 1982 è invitato da Tommaso Trini alla Biennale di Venezia, dove tornerà di nuovo nel 1990 con una sala personale. Nel 1986 partecipa alla Quadriennale di Roma; nel 1989 la Galleria Civica di Modena organizza su di lui una mostra antologica, alla quale Antonio Tabucchi dedica un racconto in catalogo; nel 1992 e nel 2010 espone ai Musei Civici di Reggio Emilia e in quell’occasione Luciano Caramel scrive un saggio di commento sul catalogo della mostra. Degno di nota è anche l’elenco delle partecipazioni a esposizioni collettive in Italia e in tutto il mondo: nel 1985 partecipa ad “Anni Ottanta” a Bologna, nello stesso anno alla III Triennale Internazionale tenutasi alla Kunsthalle di Norimberga, nel 1985 a “Dopo il concettuale” a Trento, nel 1986 “Itinerari di arte contemporanea” a Lisbona, nel 1995 alla Biennale Internazionale del Cairo e parallelamente espone in molte altre mostre in gallerie private italiane e straniere: Milano, Anversa, Stoccolma, Amburgo, Zurigo, Parigi e New York. Dal 2006, per circa dieci anni, ha lavorato in esclusiva per la Galleria Marlborough Monaco. Nel 2018 Luca Tommasi Arte Contemporanea di Milano presenta la personale “Back to Italy”. Nello stesso anno, nell’ambito della “Biennale del Disegno” di Rimini, gli viene dedicata una grande mostra nella sede di FAR Fabbrica Arte Rimini. Nel 2019 la Galleria Bonioni Arte presenta ad Arte Fiera Bologna una “Piccola antologica” di opere scelte. Attualmente collabora con la galleria milanese Luca Tommasi Arte Contemporanea e con la galleria reggiana Bonioni Arte. È possibile fissare un appuntamento per garantirsi di una visita esclusiva. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0522 435765, cell. 338 40005234, http://www.bonioniarte.it,www.facebook.com/bonioniarte, http://www.instagram.com/bonioniarte.

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Mostra “Un mondo fluttuante”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Casina delle Civette, Musei di Villa Torlonia, ospita dal 2 aprile al 31 maggio 2020 la mostra “Un mondo fluttuante. Opere su carta di Anna Onesti”, che presenta otto arazzi e otto aquiloni in carta giapponese, frutto del recente lavoro dell’artista che da oltre venti anni approfondisce tradizioni artistiche diverse e spesso lontane. Inaugurazione 1 aprile 2020.
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio della Fondazione Italia Giappone, è a cura di Alessia Ferraro. Nell’ambito della mostra si svolgeranno alcune conferenze e visite guidate condotte dall’artista e dalla curatrice, un laboratorio didattico per gli alunni delle scuole elementari e medie e altri eventi in occasione del finissage della mostra.

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Inaugurazione mostra: L’universo di Ignacio Goitia/Inauguración exposición: El universo de Ignacio Goitia

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

Roma Mercoledì 11 marzo alle 18:30 Miércoles 11 de marzo a las 18:30 h. Sala Dalí Piaza Navona, 91 Ingresso gratuito Entrada libreDopo il successo della prima mostra retrospettiva dell’artista basco Ignacio Goitia presso la Sala Rekalde di Bilbao, arriva all’Instituto Cervantes di Roma un piccolo riassunto del suo percorso artistico. Attraverso l’attenta messa in scena, progettata e curata dall’artista stesso, lo spettatore può ripercorrere i diversi periodi e i temi trattati nei suoi 30 anni di produzione artistica.
Tras el éxito de la primera exposición retrospectiva del artista vasco Ignacio Goitia en la Sala Rekalde de Bilbao, llega a nuestra sede del Instituto Cervantes un pequeño resumen de su trayectoria artística. A través de una cuidada puesta en escena, diseñada y comisariada por el propio artista, el espectador puede recorrer los diferentes periodos y temas tratados en sus 30 años de creación artística.

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Mostra fotografica CaraDonna

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Roma Sabato 7 marzo p.v. alle ore 18.30 presso la Galleria dell’Accademia d’Ungheria Istituto di Cultura Ungherese in Roma. (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) verrà inaugurata la mostra fotografica CaraDonna. Si tratta di una campagna creativa tutta al femminile, impostata e sostenuta da Agapestudenti e realizzata in collaborazione con la fotografa Gemma R. Gonçalves da Silva.
L’obiettivo del progetto, giunto alla sua quinta edizione, è favorire e sostenere l’ascolto delle voci delle donne.L’iniziativa vede cinque sessioni fotografiche, realizzate tra la fine di gennaio e la metà di febbraio 2020, durante le quali le donne che hanno scelto di partecipare si sono lasciate scrivere il loro messaggio sul proprio corpo. Da donna a donna.
In occasione della Festa Internazionale della Donna, le foto scattate saranno esposte in una mostra aperta al pubblico, celebrativa delle donne e dei messaggi da loro scelti. Contestualmente sarà in esposizione anche la mostra fotografica di House of Light, una casa di accoglienza in India per donne salvate dallo sfruttamento sessuale. Apertura al pubblico: sabato 7 marzo p.v. ore 16.00-22.00
domenica 8 marzo p.v. ore 11.00-17.00.

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Mostra monografica di Giuseppe Bezzuoli (1789-1855)

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Conferenza stampa 1 aprile ore 11 (2 aprile – 31 luglio 2020) Gli Uffizi, Aula Magliabechiana e Sala Detti Un grande protagonista della pittura romanticaa cura di Vanessa Gavioli, Elena Marconi, Ettore Spalletti. Si tratta della prima mostra monografica dedicata a Giuseppe Bezzuoli, uno dei protagonisti della pittura dell’Ottocento. Dagli esordi neoclassici, il percorso espositivo giungerà alla fase matura, con capolavori che si inseriscono a pieno titolo nella grande pittura romantica italiana: basti citare l’Ingresso di Carlo VIII a Firenze, Il ripudio di Agar, Eva tentata dal serpente (recentemente acquistata dalle Gallerie degli Uffizi) e i grandi ritratti della borghesia. La mostra permetterà inoltre di confrontare la produzione artistica di Bezzuoli con quella di maestri del calibro di Francesco Hayez e Massimo D’Azeglio, nonché dei maggiori esponenti della cultura cosmopolita a Firenze nel primo Ottocento, con i magnifici ritratti di Ingres e di Thomas Lawrence. Le sculture di Horatio Greenough e Hiram Powers, oltre ai paesaggi di Thomas Cole, saranno in un’apposita sezione dedicata ai giovani artisti americani frequentatori dei corsi di Giuseppe Bezzuoli presso l’Accademia di Belle Arti, dove egli ebbe, tra i suoi più celebri allievi, anche Giovanni Fattori.

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Mostra: Inediti attraversamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Roma Inaugurazione venerdi 6 marzo ore 18.00 (6 – 31 marzo 2020) MICRO Arti Visive, Viale Mazzini 1. Due percorsi interconnessi quelli di Renato Pengo (1943) – grande personalità che ha vissuto appieno il periodo della sperimentazione e dell’avanguardia – e di Alessandro Pizzo (1972) già conosciuto per il progetto di più ampio respiro “Talent Exchange” che lo vede in permanennza in galleria da gennaio. Dopo l’ultima esposizione londinese di nuovo insieme con una mostra generazionale che sottolinea la vocazione sperimentale e la trasversalità dei due artisti.Cosi Renato Pengo introduce la mostra:
Inseguire sogni, credere nell’evoluzione dell’uomo attraverso il linguaggio dell’arte e della cultura, misura salvifica di antiche meridiane.
Proporre, esporre in gallerie le proprie opere e idee per una sopravvivenza di effimere indulgenze. Tutto questo ha ancora un senso? Credo proprio di sì.Stiamo vivendo, dal mio modesto osservatorio di uomo e artista, l’ultimo grande passaggio epocale della nostra specie, dove pochezza, demagogia, disuguaglianze, populismo globale e tecnologia rendono tutto liquido e superficiale.
Replicanti impauriti sopra i resti della diga spianata, lasciando le immagini altrove appese in un amplesso virtuale. Ci hanno rubato l’utopia togliendoci la possibilità di essere liberi, critici, creativi.Uno zainetto pieno di dubbi ma fiducioso dell’esistenza di nuove nicchie del sentire, del vedere e del comunicare. Eccoci, con le dovute differenze, planare come il tuffatore di Paestum, dentro questa nicchia, lo Spazio MICRO di Paola Valori, nel tentativo cosciente di proporre nuovi linguaggi lontani ma vicini, in una sorta di complementarietà del bisogno. Allora un cambio di corsia, strade che urlano nuovi percorsi alimentando paesaggi verticali senza fine, necessità evolutiva per una nuova etica dell’arte. (Renato Pengo)

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Firenze: La mostra di Palazzo Strozzi Tomás Saraceno

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Firenze. Aria, a cura di Arturo Galansino, dedicata a uno dei più originali e visionari artisti contemporanei al mondo che ad oggi ha superato le 4.000 presenze è aperta regolarmente tutti i giorni ore 10.00-20.00, giovedì fino alle 23.00 e tutte le attività educative e collaterali si stanno svolgendo come da programma così che fiorentini e turisti possano ritrovare l’entusiasmo di vivere la cultura “ La cultura non si ferma! Credo fermamente che sia il mezzo più potente per combattere il clima di paura che stiamo vivendo in questi giorni. Palazzo Strozzi è aperto e invita tutti a vedere la mostra di Tomás Saraceno la cui arte ci fa riflettere su problemi e sfide caratteristici della nostra era – l’Antropocene – divenuti sempre più urgenti, come l’inquinamento, i cambiamenti climatici, la sostenibilità, il superamento di barriere geografiche e sociali” afferma Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore della mostra. “A Palazzo Strozzi la ricerca artistica di Tomás, che con la sua visione aperta e interconnessa schiude mondi utopici e allo stesso tempo reali, viene ulteriormente amplificata di senso e resa esteticamente unica dal confronto con il nostro edificio, simbolo dell’Umanesimo. Il titolo della mostra – Aria – oltre a riferirsi a temi ed elementi caratteristici del lavoro dell’artista, vuole essere un monito al rispetto del pianeta e della sua atmosfera, ormai criticamente compromessa, e prefigurare il passaggio ad una nuova era geologica – l’Aerocene – incentrata proprio su questo preziosissimo elemento, ha anche implicazioni musicali, data la presenza nell’esposizione del ritmo delle vibrazioni delle ragnatele e della sonificazione delle onde gravitazionali provenienti dall’Universo. Un approccio interdisciplinare che ci fa percepire la complessa rete che collega l’uomo sia al microcosmo delle particelle, sia al macrocosmo dei mondi”.
La mostra è accompagnata da un ricco programma di eventi e attività che include la realizzazione di speciali progetti partecipativi, in collaborazione con Aerocene Foundation, come gli Aerocene Flights, che si terranno presso la Manifattura Tabacchi, dove è anche ospitata una selezione di video e materiali dedicati ad Aerocene, e Museo Aero Solar sviluppato con la partecipazione dell’Istituto Europeo di Design (educational partner) e Publiacqua, spettacolari performance di elementi volanti che si basano sulla ricerca dell’artista di sperimentare nuove forme di mobilità, alimentati dall’aria e dall’energia solare e non dai combustibili fossili.La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e dallo Studio Tomás Saraceno. Con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze e Fondazione CR Firenze. Con il supporto di Terna. In collaborazione con Manifattura Tabacchi e con la partecipazione di Istituto Europeo di Design (IED)

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Mostra Nanda Vigo Light project 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

Termoli (Campobasso) il MACTE di Termoli presenta dal 1 marzo al 16 maggio 2020 la mostra NANDA VIGO LIGHT PROJECT 2020, a cura di Laura Cherubini e realizzata in collaborazione con l’Archivio Nanda Vigo.Ripercorrendo alcuni punti salienti della ricerca di Nanda Vigo dagli anni Settanta a oggi, la mostra celebra una delle artiste italiane più importanti della sua generazione – pioniera della sperimentazione tra arte, architettura e design – inserendosi nel percorso di studio e valorizzazione della collezione permanente e della storia del Premio Termoli attivato dal MACTE sin dalla sua apertura. Nanda Vigo vinse il Premio Termoli nel 1976 con l’opera Sintagma, realizzata in vetro, specchio e neon; il cui titolo – dal greco σύνταγμα, propriamente «composizione, ordinamento» – si riferisce al termine coniato da Ferdinand de Saussure per definire “la combinazione di due o più elementi linguistici linearmente ordinati”. Quarantaquattro anni dopo quest’opera torna protagonista, nella sua monolitica indivisibilità di significato, come chiave interpretativa dell’intera esposizione. I lavori in mostra, infatti, da un lato sono disposti secondo un disegno espositivo unitario e attento all’architettura del museo – cifra distintiva degli allestimenti della Vigo – dall’altro dimostrano la relazione tra due gruppi di opere collegati anche dal punto di vista linguistico il cui comune denominatore è la luce. Il primo gruppo di opere è costituito da lavori definiti Trigger of the space (“innescatori di spazio”) – tra cui lo stesso Sintagma (1976) – che l’artista ha realizzato a partire dagli anni Settanta a oggi, in un’incessante ricerca di “nuovo spazio” e “nuovo tempo”. Si tratta di vere e proprie sculture di luce e riflessioni speculari composte da due elementi distinti ma inseparabili: trampolini verso nuovi mondi, porte di accesso all’universo immenso e sconosciuto, ma totalmente interconnesso che Nanda Vigo ha ricercato in tutta la sua produzione artistica.
Il secondo gruppo comprende, tra le altre, l’opera Light Progressions, Trilogy: Omaggio a Gio Ponti, Lucio Fontana e Piero Manzoni (1993). Realizzata in vetro e neon, è un omaggio a due artisti e un architetto, due compagni di viaggio nel lavoro e uno nella vita: tre uomini capaci di comporre un unico sintagma nella vita di Nanda Vigo.
NANDA VIGO LIGHT PROJECT 2020 fonde le opere in un racconto unitario: lo spazio buio della sala circolare del MACTE – illuminato esclusivamente dalla luce delle opere – immerge il visitatore in un viaggio attraverso l’universo dell’artista, fatto di vita e di ricerca, di esperienza e aspirazioni alla conoscenza.La mostra è anche l’occasione per presentare il volume antologico Nanda Vigo. Light Project a cura di Marco Meneguzzo (2019, Silvana Editoriale) pubblicato per la mostra a Palazzo Reale di Milano.

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Mostra di sei opere

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Roma 3 marzo 2020 ore 18.00 Fino all’8 marzo 2020 Canova 22 Via Antonio Canova 22 Le mutevoli forme del classico – disegnare il contemporaneo Mostra delle opere Lucilla Monardi, Argenzia Gallotta, Gabriele Savi, Giada Reggio, Maria Starace, Antonio Schiavo
A cura di Franz Prati.All’interno degli spazi dedicati al workshop, un gruppo di giovani ha dato vita ad un laboratorio artistico connotato da una coinvolgente atmosfera creativa, guidati dall’esperienza del tutor Franz Prati. Il processo creativo ha preso le mosse da una particolare lettura dell’arte canoviana, ognuno partendo da un punto di vista per lo più inedito che ha permesso di esprimere al meglio l’originalità di ciascuna proposta, nel clima di una collettività condivisa tra personalità variegate, con esperienze che vanno dall’architettura all’arte e provenienti da città diverse: Genova, Matera, Rimini, Foligno e Roma. I progetti pensati per lo spazio in cui saranno esposte hanno diversamente coniugato il legame sottile che si stabilisce tra classico e contemporaneo.
Il lavoro è iniziato con un’elaborazione, proposta dal tutor, di una serie di esempi della storia dell’arte contemporanea (da Dalì a Picasso, da Twombly a Kiefer) dove il rapporto tra classico e contemporaneo costituisce l’elemento caratterizzante. Alla luce di questo presupposto con un riferimento diretto all’opera del Canova, i giovani artisti hanno condotto il loro lavoro con l’obbiettivo di tradurre nel linguaggio contemporaneo la grande lezione del classico.
E così Lucilla Monardi lavora su una rilettura della “Maddalena Penitente”; Argenzia Gallotta impagina in un paesaggio metafisico frammenti canoviani; Gabriele Savi riconsegna l’immagine della Fornace in una sorta di wunder kammer; Giada Reggio dà forma ad un’opera-reperto in un fitto montaggio di elementi ritrovati; Maria Starace sovrappone in una figura duplicata l’immaginario del Piranesi e del Canova; Antonio Schiavo restituisce nel rapporto figura e sfondo la classicità del moderno miesiano con le forme canoviane.

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Mostra: Ettore Pinelli, Archivio senza titolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Pozzallo (RG) Inaugurazione: 29 febbraio 2020 ore 18 Periodo: 29 febbraio – 18 aprile 2020 SACCA gallery – Contenitore di sicilianità – Via Mazzini, 56 A cura di Giovanni Scucces e dell’artista Apertura al pubblico: dal mar. al sab. ore 16.30-19.30 / mar. e gio. anche di mattina ore 10-13.Orari speciali: mer. aperti fino alle ore 21.30; gio. orario continuato; prima domenica di ogni mese ore 17- 21. Lunedì e fuori orario su appuntamento.Un dialogo con lo spazio della galleria. Due grandi wall paintings, rosa e grigio, daranno uno slancio dinamico all’esposizione e ingloberanno opere su più livelli. In mostra ci sarà buona parte della produzione più recente insieme ad alcuni materiali d’archivio che, nel complesso, permetteranno di tracciare e comprendere la metodologia adottata da Pinelli dall’ideazione fino alla realizzazione dei suoi lavori.L’artista è noto per la rappresentazione evanescente di immagini tratte dai media e in particolare dal web.Esse riprendono, nella maggior parte dei casi, episodi di tensione e scontro fra esseri umani nell’attimo in cui l’istinto prende il sopravvento sulla razionalità e l’ira sull’autocontrollo. O ancora, “icone” di supremazia animale.Talvolta rielabora immagini talmente a bassa definizione in cui l’unica soluzione possibile è quella di operare su una lontana percezione di figurazione o di movimento. Si tratta spesso di soggetti che potremmo definire “fantasma”, cioè intesi nella doppia accezione di presenze incorporee ed effimere che di soggetti che vivono in uno stato di ghettizzazione all’interno della società.Opere che in alcuni casi ricordano l’immagine fantasma, il curioso fenomeno dello “screen burn-in” presente nei vecchi display, per cui la figura in sovraimpressione lasciava una propria traccia sullo schermo anche dopo lo spegnimento.Immagini persistenti, impressioni retiniche in bilico tra rappresentazione figurativa e astrazione, fra istinto e razionalità. La mostra è basata su opere cardine dalle quali si diramano lavori e materiali di varia tipologia e grandezza, interconnessi tra di loro a formare una trama rappresentativa ed esplicativa del corpus dei sui lavori.Sarà possibile visitare la mostra fino al 18 aprile secondo i consueti orari di apertura della galleria o su appuntamento.

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Un evento di chiusura per la mostra After Bauhaus

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

Roma Una visita guidata tenuta in italiano dalla curatrice Zsófia Kókai chiuderà, venerdì 28 febbraio p.v., alle ore 18.00 la mostra AFTER BAUHAUS. Riflessioni degli studenti dell’Università di Arte e Design Moholy-Nagy di Budapest sul Bauhaus in corso presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Via Giulia, 1) dallo scorso 16 gennaio.
La mostra, organizzata in collaborazione con MOME e con il sostegno del Fondo Nazionale Culturale di Ungheria, ha presentato una selezione di lavori realizzati dagli studenti dell’Università di Arte e Design Moholy-Nagy di Budapest durante i corsi relativi al Bauhaus del secondo semestre del 2019. Le opere provenienti dal Dipartimento di Progettazione Tessile e Moda, Design, Media Design e Grafica rievocano e portano avanti i pensieri tuttoggi validi del Bauhaus centenario.

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Mostra “La riscoperta di un capolavoro”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

Bologna dal 12 marzo al 28 giugno 2020 Palazzo Fava a Bologna ospita la mostra “La riscoperta di un capolavoro”, che riporta a Bologna a 300 anni dalla dispersione le 16 tavole originali del Polittico Griffoni, la celeberrima pala d’altare di Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti. Oltre 100mila visualizzazioni sui diversi social (YouTube, Instagram, Facebook) in meno di 24 ore: è l’effetto Luis Sal, grazie al video da lui realizzato dedicato alla storia del Polittico Griffoni, la pala d’altare realizzata dai ferraresi Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti per la Basilica di San Petronio di Bologna nel 1470, smembrata poi nel corso del Settecento ed oggi ricomposta a Bologna, in occasione della mostra “La riscoperta di un capolavoro”, che aprirà il prossimo 12 marzo a Palazzo Fava – Palazzo delle esposizioni del circuito museale Genus Bononiae. Musei nella città.
La collaborazione tra Genus Bononiae e lo youtuber bolognese famoso in tutta Italia (oltre 1 milione di follower su Instagram) nasce dal desiderio di avvicinare anche il pubblico più giovane a questa mostra e alla storia che racconta, definita da Lonely Planet una “spy story degna di un romanzo di Dan Brown”.
Diventa dunque oggi realtà la poderosa impresa di riunire il Polittico, resa possibile grazie all’impegno di Genus Bononiae e del suo Presidente Fabio Roversi-Monaco e dagli straordinari prestiti concessi dai 9 Musei oggi possessori delle singole opere: National Gallery di Londra, Pinacoteca di Brera di Milano, Louvre di Parigi, National Gallery of Art di Washington, Collezione Cagnola di Gazzada (Va), Musei Vaticani, Pinacoteca Nazionale di Ferrara, Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, Collezione Vittorio Cini di Venezia.

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Mostra e convegno “Cinquant’anni di stampa e propaganda di destra”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

Si chiuderà lunedì 17 febbraio la mostra sui cinquant’anni di stampa e propaganda della destra italiana (1945-1995) che ha aperto i battenti con un convegno che ha visto la partecipazione di Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato, Andrea De Pasquale, direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Francesco Pappalardo, responsabile della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, Isabella Rauti, vicepresidente vicario dei senatori di FdI e componente della Commissione per la Biblioteca e l’Archivio storico del Senato, Antonio Iannone, senatore di FdI, Paola Frassinetti, deputata di FdI, Federico Mollicone, deputato di FdI, Francesco Storace, direttore del “Secolo d’Italia”, Alessandro Amorese, Centro Studi Beppe Niccolai, Adolfo Urso, senatore di FdI e presidente della Fondazione Fare Futuro, Marcello De Angelis, giornalista e scrittore, Andrea Ungari, docente universitario, co la moderazione dello scrittore Emanuele Merlino.La mostra è un percorso espositivo che segue un criterio cronologico, articolato in nove bacheche che ricostruiscono i cinque decenni interessati, cui si aggiungono quattro teche tematiche dedicate alla propaganda giovanile del “Fonte della Gioventù”, alla Satira, alle tematiche femminili ed alla pubblicistica elettorale. La mostra raccoglie una selezione di quanto custodito nella Biblioteca del Senato e della Camera dei Deputati e nella Biblioteca nazionale di Stato di Roma; con l’integrazione di materiale provenienti dall’Archivio della Casa editrice “Eclettica” e dall’Archivio privato del “Centro Studi Pino Rauti”. Complessivamente, circa 90 esemplari ed alcune importanti Raccolte. Il percorso espositivo termina con l’annuncio del Congresso di Fiuggi e la nascita di Alleanza Nazionale, affidando idealmente ad un’altra rassegna il compito di raccontare quanto accadde dal 1995 ad oggi.”Questa mostra – ha dichiarato Ignazio La Russa – colma un vuoto di informazione non si tratta di qualcosa solamente a carattere storico. Questa pubblicistica testimonia la volontà di non scomparire da parte da parte di chi credeva che le proprie idee non fossero sconfitte” Per Isabella Rauti, “la mostra viaggia su due piani paralleli: l’editoria, con il suo fiorire di pubblicazioni di destra anticomunista, e la propaganda politica in senso stretto, ovvero gli strumenti di divulgazione utilizzati dal Movimento Sociale italiano. All’interno dell’Msi e, più in generale nella destra, erano presenti molte anime, anche diverse tra loro, ma con un comune denominatore nella stessa visione del mondo, quella visione che ancora oggi dà voce ad una comunità che viene da una storia poco conosciuta ma la cui cultura ha avuto la capacità di essere avanguardia e di individuare temi di attualità. La mostra restituisce nel suo insieme un racconto che potremmo definire ‘del pensiero lungo’ che ha le sue radici e la sua identità e che consente di leggere ed interpretare le sfide politiche attuali e le emergenze”.

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Mostra Rei Warudo

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Roma Inaugurazione 14 febbraio 2020 ore 18.00 (Fino al 29 febbraio 2020 Orari: dal lunedì al venerdì 11-13 / 15-19; sabato 11-19) Museo Venanzo Crocetti Via Cassia 492 mostra di esordio dell’artista Rei, a cura di Lorenzo Canova e con un catalogo edito da Gangemi Editore. “Un segno scuro e potente che scava le forme per estrarne la luce segreta, l’incontro e la lotta tra il nero e gli altri colori da cui scaturisce lo splendore delle cose e dei volti, evocazioni e culture che si sovrappongono e si fondono in un ciclo coerente di opere: la mostra di esordio di Rei si presenta come un mosaico vitale di suggestioni e di riferimenti legati da una pittura che riesce a unire la sua decisa componente disegnativa a un’intensa ricerca cromatica. Le indagini di Rei si concentrano infatti su pochi elementi primari e basilari: i volti e la natura, gli sguardi e i fiori che nel suo lavoro assumono una presenza lucente e misteriosa proprio grazie alla sua capacità di usare il disegno per comporre la struttura dei dipinti con una rigorosa e nitida qualità visionaria, in un pensiero costruttivo che riesce a coniugare una severa analisi del colore a un tagliente elemento grafico. L’opera di Rei nasce dunque da una felice combinazione di riferimenti e di omaggi che il pittore riesce però a declinare in modo del tutto personale, creando una struttura in cui le culture si incontrano in quella ricombinazione dei livelli che è uno dei tratti salienti del nostro presente. L’artista, come moltissimi altri autori in tutto il mondo, non nasconde difatti il suo amore per il cinema e per il mondo articolato dei fumetti, degli anime giapponesi e dei comics americani, ma riesce ad esaltarlo in quadri dove i Manga incontrano la Marvel, Blade Runner e Corto Maltese. Nella pittura di Rei sono del resto evidenti anche le dichiarate influenze della storia dell’arte, a partire da quelle dei volti di Francis Bacon e delle figure di Egon Schiele, che, non a caso, è un pittore amato e citato da molti grandi fumettisti e illustratori. […]I ritratti vengono quindi eseguiti attraverso un metodo che ricorda la composizione digitale delle immagini, mediante una geometrizzazione in cui ogni viso viene sfaccettato e rielaborato come se dovesse poi essere trasformato in una scultura o in un oggetto plastico in 3D. […] I quadri di Rei hanno allora la capacità di tendere a un magico, personale e minuzioso realismo, che però viene messo in crisi e contraddetto dalla loro atmosfera enigmatica che sembra rappresentare un universo di sintesi concepito in laboratorio. […] Le margherite, i papaveri e i fiori di campo dipinti da Rei mutano così il loro codice genetico, mostrandosi come apparizioni solenni che sorgono dal basso verso l’alto, come le nuove architetture di uno spazio ideato dal pensiero e dalla mano di un’artista, di una terra rinnovata che rivela la sua essenza segreta, sospesa tra la lirica vibrazione di una natura fragile e precaria e l’impero delle luci dominato dai raggi metallici di un sole artificiale.” (dal testo critico di Lorenzo Canova)
Alessandro Vitale, in arte Rei, nasce a Roma nel 1977. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2004, considera punti di riferimento l’arte di Egon Schiele e di Francis Bacon. Ha sempre nutrito una grande passione per la cultura e l’arte del Giappone, Paese che visita abitualmente. Ha uno studio a Roma, dove vive e lavora.

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A Bologna arriva “Monet e gli Impressionisti

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Bologna dal 13 marzo al 12 luglio 2020, sarà ospitata nelle sale di Palazzo Albergati Via Saragozza, 28 per la prima volta dalla sua fondazione nel 1934, il Musée Marmottan Monet di Parigi cede in prestito opere uniche, molte mai esposte altrove nel mondo e firmate da alcuni dei maggiori esponenti dell’Impressionismo. Principalmente Monet, ma anche Manet, Renoir, Degas, Corot, Sisley, Caillebotte, Morisot, Boudin, Pissarro e Signac saranno gli indiscussi protagonisti della mostra Monet e gli Impressionisti. Capolavori dal Musée Marmottan Monet che, : un’occasione irripetibile per ripercorrere l’evoluzione del movimento pittorico più amato a livello globale.
Dopo il grande successo conseguito dalla mostra “Chagall. Sogno e magia”, che terminerà il prossimo 1° marzo, Arthemisia è lieta di presentare proprio a Bologna questa mostra dal carattere eccezionale, con un percorso espositivo che vedrà primeggiare – accanto a capolavori cardine dell’impressionismo francese come Portrait de Madame Ducros (1858) di Degas, Portrait de Julie Manet (1894) di Renoir e Nymphéas (1916-1919 ca.) di Monet – opere inedite per il grande pubblico perché mai uscite dal Musée Marmottan Monet. È il caso di Portrait de Berthe Morisot étendue (1873) di Édouard Manet, Le Pont de l’Europe, gare Saint-Lazare (1877) di Claude Monet e Jeune Fille assise au chapeau blanc (1884) di Pierre Auguste Renoir.Attraverso 57 capolavori, la mostra Monet e gli Impressionisti. Capolavori dal Musée Marmottan Monet vuole anche rendere omaggio a tutti quei collezionisti e benefattori – tra i quali molti discendenti e amici degli stessi artisti in mostra – che, a partire dal 1932, hanno contribuito ad arricchire la prestigiosa collezione del museo parigino rendendola una tra le più ricche e più importanti nella conservazione della memoria impressionista. La mostra è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia e curata da Marianne Mathieu, Direttrore scientifico del Musée Marmottan Monet di Parigi.

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