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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

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Siena con gli occhi di un bambino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Siena Dal 8 al 22 settembre una singolare mostra fotografica di Marco Zamperini, nello spazio espositivo di via Cecco Angiolieri 13. Ingresso libero. Zamperini, fotografo senese, regala alla sua città un viaggio emotivo ed emozionale che prende il via da una domanda: vi è mai capitato di tornare in un luogo frequentato da bambini e di rimanere sorpresi perché lo ricordavi diverso e molto più grande di come lo vedete adesso? E così, armato di grandangolo Marco Zamperini torna nei luoghi della sua infanzia alla ricerca di quel punto di vista che li rendeva enormi e magici al suo sguardo di bambino.Ne ricava immagini che mostrano una Siena insolita, intima e bellissima, fatta di prospettive verticali che si infrangono in strade perfette, tracciate nel cielo. Un mondo pieno di poesia, dove i confini si fondono con l’infinito e che è proprio di chi guarda tutto col naso all’insù con stupore e meraviglia.Ed è la “meraviglia” il fil rouge che lega gli scatti di Zamperini: “Siena con gli occhi di un bambino” è un lavoro che nasce dalla volontà di ritornare piccoli, spogliarsi di visioni preconcette e recuperare la capacità di guardare, sognando.Un cammino che dalla fotografia arriva dritto all’anima, invitando lo spettatore a osservare da una prospettiva differente, a portare lo sguardo dal basso verso l’alto in maniera mai scontata e mai banale, ma interiore, intima, profonda.La mostra, curata da Stefano Andrei e realizzata in collaborazione con Liberamente Osteria, sarà aperta ogni giorno dalle ore 18 alle ore 22 ad ingresso libero e sarà arricchita da una video istallazione con immagini dedicate a Siena di Marco Zamperini.
Durante l’orario di apertura l’autore sarà disponibile a omaggiare di una “foto ritratto” i visitatori interessati.

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Prima giornata della Mostra del Cinema di Venezia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Venezia 29 agosto prossimo, “Lexus Opening After party Venezia 75” nella prima giornata della Mostra del Cinema di Venezia, a partire dalle ore 23.30 Al termine della tradizionale cena di gala offerta dalla Biennale di Venezia, i riflettori saranno infatti puntati sull’elegante location messa a disposizione dal brand di lusso di casa Toyota, main sponsor della Manifestazione, dove star del cinema, personalità e VIP si susseguiranno in quello che si preannuncia il party più esclusivo della manifestazione. Rigorosamente su invito .Sarà un ricevimento all’insegna dell’Omotenashi – l’ospitalità tipica della cultura giapponese che si distingue per l’attenzione al dettaglio e per creare esperienze uniche e distintive – che promette di regalare ai fortunati ospiti un’experience unica e memorabile.La Lexus Lounge infatti, uno spazio di 200 mq costruito sulla terrazza di fronte al Casinò e al Red Carpet, si ispira ai principi di Omotenashi e Takumi (filosofia artigianale del saper «fare») e offre agli ospiti un ambiente ispirato alla tradizione giapponese, con pareti divisorie in carta di riso rivisitate in chiave moderna.Per questa 75a edizione sono attesi alla Lounge Lexus ospiti del calibro di Juliette Binoche, Lady Gaga, Riccardo Scamarcio, Valeria Golino.Ad accompagnare ospiti e attori una flotta di 40 vetture Self Charging Hybrid Lexus che offrirà un esclusivo servizio di courtesy car e accompagnerà sul red carpet le celebrità della Mostra per tutta la durata della manifestazione.

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Presentata mostra “L’arte ritrovata”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Roma “Era il 1969 quando fu istituito il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, con l’intento di contrastare un fenomeno che stava saccheggiando il più grande museo al mondo: il nostro Paese.Un anno prima che l’Unesco indicasse agli stati aderenti l’opportunità di adottare misure di contrasto all’acquisizione di beni illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati, l’Italia si dotò di un organismo di polizia specializzato nel settore, prima Nazione al mondo.Il prossimo anno l’attività che svolge il Comando, che oggi opera in diretta collaborazione del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, compirà 50 anni. Per l’occasione, abbiamo avuto modo di presentare una mostra, ‘L’Arte Ritrovata’, che esporrà una cospicua parte delle tante opere recuperate e tornate a impreziosire il nostro sterminato patrimonio culturale. Sarà presente anche una sezione dedicata ai recuperi effettuati dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.L’evento, che si dovrebbe svolgere presso le Sale Terrene dei Musei Capitolini dall’11 aprile al 31 ottobre 2019, potrà essere l’ennesimo atto di riconoscenza al lavoro che svolge il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri e una grande opportunità per i romani e i molti turisti di ammirare nuovamente opere d’arte che si credevano andate perdute, patrimonio senza confini”.Lo dichiara in una nota Carola Penna (M5S), Presidente della XII Commissione di Roma Capitale Turismo, Moda, Eventi e Relazioni internazionali.

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Mostra Musica per gli occhi

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

Siena, Santa Maria della Scala 10 agosto – 4 novembre 2018 Inaugurazione, 9 agosto, ore 18.30 a cura di Luca Quattrocchi (fino al 15 ottobre tutti i giorni ore 10.00-19.00 dal 16 ottobre lunedì, mercoledì, giovedì: ore 10.00-17.00 venerdì, sabato, domenica: ore 10.00-19.00 martedì chiuso) mostra MUSICA PER GLI OCCHI. INTERFERENZE TRA VIDEO ARTE, MUSICA POP, VIDEOCLIP. L’esposizione, curata da Luca Quattrocchi, è un progetto innovativo per il Santa Maria della Scala che indaga, attraverso video installazioni e video clip la contaminazione tra la video arte e pop music, confermando la “rivoluzione” culturale perseguita negli ultimi anni dal Museo senese attraverso l’indagine dei linguaggi contemporanei e della loro ibridazione.
Per il direttore Daniele Pitteri: “Il XX secolo e questo scorcio di XXI secolo, sono stati l’epoca in cui la dimensione visiva e quella uditiva si sono progressivamente cercate, avvicinate e poi definitivamente fuse. Se l’avvento del cinema sonoro costituisce in qualche modo l’inizio di questo sodalizio, è a partire dagli anni sessanta, con l’avvento della musica pop sulla scena internazionale, che esso inizia ad essere dirompente. La nuova musica, quella che milioni di giovani in tutto il mondo amano non è fatta solo di note. È fatta anche di simboli e di musicisti/star che usano il proprio corpo come elemento di comunicazione e di relazione con il pubblico. Una musica fatta non solo per essere ascoltata, ma anche per essere vista. La nascita della videoclip, pur preceduta da altre forme di rappresentazione audiovisiva, non si limita sancire in maniera definitiva questo legame imprescindibile, ma offre nuove possibilità espressive ad altre forme di arte. E la pop music diventa l’elemento di congiunzione/ispirazione per artisti, registi, videoartisti che indagano nuove forme espressive, a partire proprio dalla sublimazione del corpo del musicista/star. Con Musica per gli Occhi vogliamo indagare proprio questi legami, questo miscuglio di espressività che generano a loro volta forme nuove, possibilità di sperimentazioni, in molti estreme, proprio perché esplorano a fondo le potenzialità della fusione fra la dimensione uditiva e quella visiva”.
Divisa in tre sezioni la “mostra visivo-sonora” Musica per gli occhi intende analizzare lo stato di fertile contaminazione che porta non solo gli artisti a cimentarsi con il videoclip, ma soprattutto come i videoclip e la musica pop offrono ai videoartisti inediti spunti creativi e occasioni di riflessione sulla società contemporanea. La prima sezione, centrata sulla video arte, vede la musica pop come strumento di interpretazione della cultura contemporanea, con lavori di quindici video artisti di fama mondiale come Francesco Vezzoli, Pipilotti Rist, Martin Creed, AES, Robert Boyd e Jesper Just. La seconda sezione presenta un’ampia selezione di video clip realizzati da famosi registi cinematografici. Quattordici mostri sacri del cinema mondiale, tra i quali Michelangelo Antonioni, Luc Besson, Derek Jarman, David Lynch, Roman Polanski, Wim Wenders, che hanno prestato il loro ingegno alla realizzazione di video clip musicali per importanti musicisti. La terza sezione, infine, presenta quattordici videoclip realizzati da alcuni dei più significativi ed eversivi artisti contemporanei, fra cui, Damien Hirst, Vanessa Beecroft, Keith Haring, Andres Serrano, Bansky, Andy Warhol.
La mostra si snoda lungo un percorso articolato che sin dall’ingresso nel Santa Maria della Scala progressivamente conduce il visitatore in un mondo di immagini e suoni. Attraverso un allestimento che intende esaltare le installazioni video, rendendole in qualche modo “opere d’arte esposte” e attraverso un’attenta regia audio, che alterna modalità di fruizione differenti nei vari ambienti che si susseguono, “Musica per gli occhi / Music for the Eyes” si presenta essa stessa come una grande installazione audiovisiva, in grado di offrire al visitatore/spettatore un’esperienza immersiva nuova e sui generis. Quindi non una mostra sui rapporti tra musica pop/rock e arti visive, già ampiamente indagati nel loro percorso storico dai Beatles e Warhol in avanti, ma sulle interferenze che, all’insegna della visività della musica, hanno luogo da una parte nel campo della video arte, e dall’altra in quello dei videoclip realizzati da artisti e registi cinematografici, cercando di evidenziare le contaminazioni e le derivazioni reciproche, i parallelismi o gli slittamenti di senso. Il catalogo è edito da Silvana Editoriale BIGLIETTI Mostra: 5 euro Mostra + Museo: 12 euro
Mostra + Acropoli: 21 euro Mostra + Acropoli Plus: 23 euro Ingresso gratuito: minori di 12 anni, accompagnatori portatori di handicap, giornalisti, accompagnatore gruppi. http://www.santamariadellascala.com

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Mostra Leda Tagliavini

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

Maranello (MO) sabato 8 settembre, ore 18.00 trenta opere inedite dell’artista reggiana Leda Tagliavini in mostra presso lo Spazio Culturale Madonna del Corso Via Claudia, 277. Nata a Reggio Emilia, Leda Tagliavini si è formata all’Istituto d’Arte della città e all’Accademia di Belle Arti di Bologna con Pompilio Mandelli. Pittrice e scultrice, lavora a Reggio Emilia. Ha partecipato a numerose mostre collettive. L’esposizione, promossa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Maranello, sarà inaugurata con il concerto per pianoforte dei giovani musicisti Daniele Ceraolo, Simone Sgarbanti e Alessandro Curti. Il titolo della mostra – “Dedicato. Il colore nell’anima” – racchiude una dedica personale dell’artista, ma anche il riferimento diretto al colore, cuore pulsante della sua ricerca.
Il percorso espositivo, che si articola tra le lesene della chiesa sconsacrata, un tempo convento dei frati Francescani, illustra l’ultima produzione pittorica di Leda Tagliavini, caratterizzata dall’uso di tavole di grandi dimensioni trattate con colori acrilici, vernici ed inserti materici, ma anche dalla presenza di alcuni elementi ricorrenti: dagli uccelli, metafora di libertà, trasformazione e infiniti voli pindarici, alle sagome allungate di matrice giacomettiana, fino agli alberi scheletriti, eco di una natura sfruttata senza riguardo.
«L’artista – si legge nel testo di Chiara Serri – si muove al confine tra astrazione e figurazione, dove convivono geometria e natura, puntelli visivi (a volte a carattere tridimensionale) ed improvvisi slanci poetici. Può capitare che l’onda cromatica sia rafforzata da una pioggia di marmo, che il sole sia eclissato da un tondino metallico o, ancora, che tele di recupero confluiscano in nuovi lavori. Tutto converge nella realizzazione di un’opera che si nutre della realtà che la circonda e del dato naturale, visto attraverso la finestra di casa, in un continuo gioco di rimandi tra dentro e fuori, sguardo personale e memoria collettiva».
La personale, realizzata con il sostegno di Gruppo Alitenda, Mondial Ricambi, Renault – Officina Scarabelli Due S.r.l, SAU S.p.A., sarà visitabile fino al 22 settembre 2018, di lunedì, martedì, mercoledì e venerdì con orario 18.00-20.00, giovedì, sabato e domenica ore 10.00-12.00 e 16.00-20.00. Ingresso libero. http://www.comune.maranello.mo.it

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I capolavori degli incisori veneti del ‘700 in mostra a Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Segrate (Mi) Byblos 2.0 il 15 e 16 settembre a Milano (Parco Esposizioni Novegro) Orario: 10-19 Ingresso €10 per Byblos 2.0 e Brocantage – ridotto per bambini dai 6 ai 12 anni – gratuito da 0 a 6 anni (presentando alle casse la cartolina scaricabile dal sito è possibile usufruire di uno sconto del 50% sul biglietto). mostra mercato del libro antico e del ‘900. È una delle più curiose e originali collezioni presenti sul mercato, quella dedicata al ‘700 veneziano. La mostra, curata dallo studio Lux in Art (www.luxinart.com) di Verona e composta da circa 150 incisioni originali, si snoda lungo un percorso espositivo che tocca quattro sezioni tematiche: le stampe popolari, i maestri veneti, i maestri veneziani e Venezia, cogliendo di questo secolo così fiorente per gli artisti lagunari, non solo gli aspetti più pittorici della città, ma anche la vita dei salotti e delle calle. L’obiettivo? Svelare i segreti di oltre un secolo di arte incisoria, un secolo per la cultura veneziana straordinario e superato forse solo dal 500, in cui l’intensa attività editoriale si incrocia con novità letterarie e rivisitazione dei classici, scoperte scientifico-geografiche e ricerche storiche e in cui, in generale, non era mai stato così stretto il rapporto tra produzione artistica e didattica.Protagoniste della mostra le incisioni su rame all’acquaforte o a bulino di abili artisti veneziani, artefici di capolavori dell’editoria illustrata che raggiunse proprio nel Veneto il suo massimo splendore.Tra questi, spicca per importanza e bellezza Il Pese di Cuccagna di Remondini (1760 circa): montagne di formaggio, vulcani che eruttano maccheroni e lasagne, laghi di burro sciolto e, tutt’intorno, mari, monti e fiumi che regalano cibi e vini prelibati. A incoronare l’immagine a bulino colorata a pennello la scritta “Discritione del Paese di Chucagna, dove chi manco lavora più guadagna” per raccontare il mito, di origine decameroniana, di questo universo ribaltato di sogno ed evasione, dove l’esistenza non conosce doveri, i vizi sostituiscono le virtù e l’edonismo diventa legge. È questa l’essenza di una delle più celebri stampe popolari dell’artista bassanese, splendida satira della società umana.
Immancabile poi un tributo a Canaletto nel 250° anniversario dalla scomparsa, che mette sotto i riflettori le stampe del geniale artista veneziano, a corollario e completamento delle grandi mostre che nel 2018 ne hanno ricordato e celebrato figura e opere.E ancora, si potranno ammirare opere di Innocente Alessandri, Antonio Canal, Giovanni Volpato e le eleganti scene di vita bucolica incise da Giuseppe Wagner.La mostra sarà inaugurata dal curatore M° Ermanno Bertelli assieme all’esperto Enrico Cortona ed altre personalità del settore sabato 15 settembre alle ore 11:30, per l’occasione ci sarà anche un off-topic: una introduzione pianistica a dimostrazione di come il linguaggio dei libri parla da sempre anche a quello della musica.Ad ospitare l’esposizione, Byblos 2.0, la mostra mercato del libro antico e del ‘900, della stampa d’epoca e della cartofilia amata da collezionisti e bibliofili e molto frequentata anche da semplici curiosi che, con oltre 40 espositori dall’Italia e dall’estero, offre una proposta commerciale di qualità: manoscritti, incunaboli, pregiati volumi, cartografia antica, mappe e stampe d’epoca, autografi, riviste, fotografie ed ephemera di ogni genere.L’evento è organizzato da Comis Lombardia in collaborazione con le maggiori piattaforme online del settore: Abebooks.it, Maremagnum.com e Copernicum.it.

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Mostra alla ricerca di Stabia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Pompei Martedì, 31 LUGLIO ore 11,00 Antiquarium degli scavi di Pompei (ingresso Porta Marina)il Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna illustrerà i reperti esposti, provenienti dai due siti.
“Alla ricerca di Stabia” è il titolo della mostra che inaugura all’Antiquarium di Pompei
Un percorso di conoscenza della storia dell’antica Stabiae attraverso le testimonianze lasciateci dai ritrovamenti dalla necropoli di Madonna delle Grazie, con le sue numerose sepolture e dal santuario extraurbano in località Privati connesso, come rivelano i reperti votivi rinvenuti, al mondo femminile, alla protezione della fertilità e delle nascite.
Due contesti di grande importanza per la ricostruzione delle dinamiche insediative del territorio stabiano e per le sue vicende storiche in epoca preromana.

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Una mostra per il cinquantesimo anniversario del film Romeo & Giulietta

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

romeo e giulietta.jpgPienza (Siena) Il prossimo 28 luglio si apre in Palazzo Piccolomini a Pienza una mostra per il cinquantesimo anniversario del celeberrimo film Romeo & Giulietta, diretto da Franco Zeffirelli, girato nella città di Pio II nel 1968, prevalentemente negli interni del palazzo che nella finzione è casa Capuleti, dove i due giovani protagonisti, Giulietta e Romeo, si incontrano per la prima volta a una festa da ballo.
WHAT IS A YOUTH? è il titolo della canzone che, nella ricostruzione della tragedia shakespeariana voluta dal geniale regista toscano, risuona all’interno del cortile del palazzo durante il ballo. La musica venne composta da Nino Rota, mentre il testo italiano fu scritto da Elsa Morante. La mostra, oltre a ricordare l’anniversario dell’uscita del film, intende porre l’attenzione sugli usi e i costumi della casa del Rinascimento, così come risulta bene evidente dalla finzione cinematografica di Franco Zeffirelli: non a caso, per girare le scene del film, il regista scelse Palazzo Piccolomini, non solo per il suo carattere monumentale, ma anche per la sua autenticità conservativa di dimora rinascimentale.Il percorso della mostra parte dal cortile, costituito da un loggiato a tre arcate, e dal giardino pensile, proseguendo al piano nobile del Palazzo: sala d’ingresso, sala da pranzo, sala della musica, camera di Pio II e biblioteca.
Le foto di set e le foto di scena, messe a disposizione dalla Fondazione Zeffirelli, saranno disposte nelle sale dove sono state scattate, in modo da far rivivere gli ambienti come se i personaggi del film si muovessero negli interni e li animassero di nuovo, offrendo al visitatore uno spaccato ancora più autentico della vita quotidiana del Rinascimento, così magistralmente ricostruita dal regista.Insieme alle foto saranno esposti nelle sale anche i costumi di scena realizzati da Danilo Donati e vincitori nel 1969 del premio Oscar, oggi proprietà della Fondazione Cerratelli. Si avrà quindi la possibilità di ammirare da vicino dei capolavori di alta sartoria cinematografica all’interno dell’ambiente per cui sono stati concepiti.
L’esposizione è promossa dalla Società di Esecutori di Pie Disposizioni Onlus, che ha la cura per la valorizzazione del Palazzo Piccolomini e dalla Fondazione Zeffirelli, prodotta e gestita da Opera-Civita. Nelle celebrazioni è stato coinvolto il Comune di Pienza che, a sua volta, ha chiamato a raccolta le altre città dove è stato girato il film, Gubbio e Tuscania, dove sarà allestita, anche in questo caso, una mostra con materiale messo a disposizione dall’archivio della Fondazione Zeffirelli.Vittorio Carnesecchi, Rettore Società di Esecutori di Pie Disposizioni, Fabrizio Fè, Sindaco di Pienza e Giuseppe Costa, Presidente e Amministratore Delegato di Opera-Civita inaugureranno, il 27 luglio alle ore 18,00, la mostra a Palazzo Piccolomini. (foto copyright Fondazione Zeffirelli)

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Mostra dedicata a Carlo Carrà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Milano, Palazzo Reale Dal 4 ottobre 2018 sino al 3 febbraio 2019 sarà possibile ammirare a Palazzo Reale una straordinaria mostra dedicata a Carlo Carrà (1881 – 1966), uno dei più i grandi maestri del Novecento, protagonista fondamentale dell’arte italiana e della pittura moderna europea, che ha lasciato un segno indelebile con uno stile che è rimasto vitale in tutta la sua produzione artistica. Si tratta della più ampia e importante rassegna antologica mai realizzata su Carrà, un’occasione irripetibile che vede riunite circa 130 opere, concesse in prestito dalle più importanti collezioni italiane e internazionali, pubbliche e private. Promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre, la mostra curata da Maria Cristina Bandera, esperta di Carrà e direttrice scientifica della Fondazione Roberto Longhi di Firenze, con la collaborazione di Luca Carrà, nipote del maestro, fotografo e responsabile dell’archivio di Carlo Carrà, e fa parte del palinsesto Novecento Italiano ideato dall’Assessorato alla Cultura per il 2018.L’esposizione aprirà al pubblico a trent’anni dall’ultima rassegna dedicatagli dal Comune di Milano (1987) e cinquantasei anni da quella che – Carrà ancora in vita – si svolse nel 1962, sotto la presidenza di Roberto Longhi, entrambe realizzate proprio a Palazzo Reale.Quella del 1962 era un omaggio al maestro che nel ‘54 aveva ricevuto la medaglia d’oro di cittadino benemerito e che giovanissimo aveva scelto Milano come sua città d’elezione; un doveroso riconoscimento – in una tradizione tutta milanese – che faceva seguito al tributo dedicato al pittore nelle sale della Pinacoteca di Brera nel 1942, in uno dei momenti più tragici della seconda guerra mondiale.
Obiettivo della nuova esposizione è ricostruire l’intero percorso artistico del maestro attraverso le sue opere più significative dalle iniziali prove divisioniste, ai grandi capolavori che ne fanno uno dei maggiori esponenti e battistrada del futurismo e della metafisica, ai dipinti ascrivibili ai cosiddetti ‘valori plastici’, ai paesaggi e alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realtà a partire dagli anni venti, con una scelta tematica che lo vedrà attivo sino alla fine dei suoi anni, non senza trascurare le grandi composizioni di figura, soprattutto degli anni trenta, il decennio a cui risalgono anche gli affreschi per il Palazzo di Giustizia di Milano, documentati in mostra dai grandi cartoni preparatori.La mostra presenta un corpus di circa 130 opere concessi da alcune delle più grandi collezioni del mondo come quelle dello State Pushkin Museum of Fine Arts di Mosca, dell’Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, della Kunsthaus di Zurigo, della Yale University Art Gallery, della National Gallery in Prague, del Museum of Fine Arts di Budapest e dai Musei Vaticani e da prestiti di numerosi musei italiani, tra cui la Pinacoteca di Brera, il MART di Rovereto, il Museo del 900 di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, oltre a molte collezioni private, così da ricostruire la fitta trama di affinità intellettuali e di rapporti d’elezione che legò Carlo Carrà ai suoi collezionisti e amici del tempo. Fu, infatti, artista irrequieto, persona dai viaggi significativi che lo portarono già giovanissimo a Parigi e poi a Londra, e di importanti incontri internazionali da Apollinaire a Picasso, oltre che uomo di grandi aperture culturali e di letture che lo spinsero a svolgere un’attività critica sulle riviste più importanti e di tendenza del tempo “La Voce”, “Lacerba” e soprattutto “L’Ambrosiano”.
Infine la mostra non intende proporre solo la produzione artistica di Carrà, ma anche i tratti e i momenti più significativi di quella che lui stesso definisce “una vita appassionata”. Sarà pertanto corredata da documenti, fotografie, lettere e numerosi filmati che documentano l’intensa vita di Carlo Carrà, di cui in prima persona ci dà conto nelle pagine de La mia vita, l’autobiografia che ha scritto nel 1942. Tutti i visitatori avranno a disposizione una audioguida che li accompagnerà nelle varie sezioni con un racconto accessibile e coinvolgente.Ne derivano 7 sezioni, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande maestro: Tra Divisionismo e Futurismo; Primitivismo; Metafisica; Ritorno alla natura; Centralità della figura; Gli ultimi anni; Ritratti. In tal modo, il percorso espositivo, fluido e coerente, scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla pittura: “La mia pittura è fatta di elementi variabili e di elementi costanti. Fra gli elementi variabili si possono includere quelli che riguardano i princìpi teorici e le idee estetiche. Fra gli elementi costanti si pongono quelli che riguardano la costruzione del quadro. Per me, anzi, non si può parlare di espressione di sentimenti pittorici senza tener calcolo soprattutto di questi elementi architettonici che subordinano a sé tutti i valori figurativi di forma e di colore. A questi principi deve unirsi quello di spazialità, il quale non è da confondersi col prospettivismo; poiché il valore di spazialità non ha mai origini per così dire visive. Questo concetto nella mia pittura è espressione fondamentale.” (Carlo Carrà, 1962)Un prestigioso volume a cura di Marsilio Editori farà da catalogo della mostra.

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Mostra “Risonanza Cinese”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Jin Shangyi_Huang BinhongRoma Dal 19 luglio al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini va in scena Risonanza Cinese, la più importante e ricca mostra di pittura a olio cinese mai allestita a Roma. Il Vittoriano torna a ospitare un evento che porta per la prima volta nella Capitale i più rappresentativi maestri cinesi del ‘900, sulla base del rapporto consolidato tra Arthemisia e l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia e dopo il grande successo ottenuto nel 2017 dalle rassegne dedicate all’arte contemporanea cinese come la collettiva “Arte e Pace. L’arte contemporanea cinese” e le monografiche “Epos. La lirica della luce” di Chao Ge, “The timeless dance. Beyond the mountains” di Mao Jianhua e “The eternal melody of chubby lady” di Xu Hong Fei. Dopo il grande successo di pubblico di Parigi al Palais Brongniart e in Cina presso il Museo dell’Accademia di Belle Arti di Cina (Hangzhou), con oltre 150 opere e 62 diversi artisti, la mostra Risonanza cinese – curata dallo storico dell’arte e saggista Claudio Strinati, dal critico d’arte editore e direttore di Segni d’Arte Nicolina Bianchi e da Zhang Zuying, Direttore dell’Istituto di Pittura a olio dell’Accademia Nazionale cinese di Pittura – offre una panoramica completa sulla pittura a olio contemporanea cinese e sulla sua progressiva evoluzione, favorita anche grazie alla decisa azione riformatrice e strutturale che ha visto la Cina protagonista negli ultimi 30 anni. Il percorso espositivo, contraddistinto da una sequenza interrotta da capolavori assoluti, oltre che specchio di una civiltà in continuo fermento, simboleggia il tracciato vivido di profondi cambiamenti sociali e culturali che hanno segnato la storia di una Nazione. La mostra Risonanza Cinese con il consenso del Ministero della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, con il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, della Regione Lazio e di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, è organizzata dall’Accademia Nazionale Cinese di Pittura e dalla Fondazione Letteraria ed Artistica Cinese, realizzata dall’Istituto di Pittura a Olio dell’Accademia Nazionale Cinese di Pittura. L’esposizione gode del supporto accademico dell’Accademia Nazionale di San Luca, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, con la collaborazione della Casa Editrice Conoscenza Mondiale, della Galleria d’Arte Han Yuchen di Handan, di Comunicazione e Cultura Jiarun Srl di Weihai e di Comunicazione e Cultura Shihua Srl. Gestione e organizzazione Complesso del Vittoriano – Ala Brasini a cura del Gruppo Arthemisia.

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Mostra Elliott Erwitt: i cani sono come gli umani, solo con più capelli

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

Treviso, Casa dei Carraresi, 22 settembre 2018 – 3 febbraio 2019 A cura di Marco Minuz.Vernice per la Stampa: 21 settembre, ore 12. Orari apertura: da martedì a venerdì: 10 – 18 sabato, domenica e festivi: 10 – 20. Nel corso della mostra sono in programma eventi dedicati al tema, con il coinvolgimento delle principali realtà territoriali del territorio.La mostra intitolata Elliott Erwitt: i cani sono come gli umani, solo con più capelli, curata da Marco Minuz, raccoglie una straordinaria selezione di fotografie dedicate a questo tema. In un percorso che spazia dagli anni cinquanta fino ai giorno nostri e che documenta la profondità e l’acutezza del lavoro fotografico di Erwitt su questo specifico tema. Le sue sono tutte immagini realizzate dal punto di vista dei cani. Spesso il fotografo pone il suo obiettivo ad altezza di cane, lasciando ai suoi padroni, il solo spazio di un piede o dei polpacci. I cani sono tra i soggetti più amati dal fotografo. Non perché egli ne sia particolarmente affascinato (come lui sostiene), ma perché con il loro atteggiamento naturale e irriverente, fungono da perfetto contraltare alla pomposità ed alla ricercata compostezza dei loro padroni. E soprattutto, a differenza degli uomini, non hanno la pessima abitudine di pretendere una stampa delle foto che viene loro fatta! Il titolo, tratto da una sua dichiarazione rilasciata in un’intervista, è già una guida per questa mostra che vuole essere un’opportunità per analizzare, con ironia e a volte cinismo, l’essenza profonda di questa ricerca che, attraverso il quadrupede peloso, mira all’essere umano.
Molte di queste immagini sono buffe e ritraggono animali che saltano o si mostrano sorpresi. Pose che sono ottenute, a volte, da Erwitt con un metodo preciso, ovvero suonando, poco prima di fotografare, una trombetta che spaventava i cani. Oppure, ricorrendo ad un unico forte latrato, emesso dallo stesso fotografo, che scatena la reazione dei cani che, all’improvviso, saltano, abbaiano, ringhiano, consentendogli di coglierli nella loro naturalezza. Escono così immagini di forte spontaneità, che fissano l’espressione animata degli animali. Nelle fotografie di Erwitt non c’è un’attenzione particolare per il paesaggio; il suo occhio s’indirizza alla figure umane e sugli animali, per lui riflessi inconsapevoli delle abitudini degli uomini.
Erwitt è nato nel 1928 in Francia da una famiglia di emigranti russi. Ha trascorso la sua infanzia in Italia, sino al ritorno in Francia e poi al definitivo trasferimento negli Stati Uniti ed in particolare a New York. Nel 1953 entra a far parte della celebre agenzia fotografica Magnum Photos.
E’ universalmente annoverato tra i grandi maestri della fotografia mondiale di tutti i tempi. Il suo stile inconfondibile, caratterizzato dal bianco e nero e dal carattere ironico, è sempre mosso da un unico grande dogma: l’osservazione acuta della realtà circostante. Molte delle sue foto appartengono oramai al patrimonio visivo del secolo scorso. Celebri i suoi ritratti a personaggi storici come Marylin Monroe.

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Linde Burkhardt Dalle gioie degli Etruschi Un dialogo contemporaneo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Linde Burkhardt.jpgSanta Maria della Scala dal 13 luglio al 23 settembre prossimi ospita la mostra Linde Burkhardt Dalle gioie degli Etruschi. Un dialogo contemporaneo. Organizzata dal Comune di Siena in collaborazione con il Polo Museale della Toscana la mostra di Linde Burkhardt nasce con l‘intento di far dialogare antico e contemporaneo. Nella mostra sono, infatti, esposti sette grandi tappeti ispirati ad affreschi, bassorilievi o dischi di piombo iscritti che richiamano aspetti del mondo religioso e della società degli Etruschi, seguendo il filo conduttore, spesso richiamato per il mondo etrusco, della “gioia di vivere”. I tappeti, che hanno per oggetto la vita quotidiana, sono stati realizzati fra il 2015 e 2018 con tecniche tradizionali, in lana e seta annodati a mano.Il percorso espositivo inizia con la presentazione di alcune piante – ricordo del paesaggio mediterraneo ricco di boschi e di macchia – classificate dagli antichi come benefiche o portatrici di sventura. Accanto all’uso delle piante e e alle loro funzioni salutari, i sacerdoti etruschi osservavano anche il volo degli uccelli, i fulmini o esaminavano le viscere degli ovini (aruspicina): proprio per questo il tappeto “Facoltà divinatoria” raffigura il volo degli uccelli. Ispirati al tema del simposio/banchetto con tutte le sue implicazioni sono “Convivium”, raffigurante un gruppo di commensali, e “Danzatrici” con una giovane donna che balla durante un banchetto. “Bestiario” illustra due categorie di animali, quelli mitologici e quelli domestici o addomesticati; “Il giardino di Aulo l’Etrusco” ritrae un giardino del tutto personale affollato di piante, fiori e uccelli. “Il Piombo di Magliano” evoca i giorni e i luoghi stabiliti dai precetti religiosi per venerare determinate divinità e richiama l’attenzione sull’importanza fondamentale della scrittura nel mondo antico. Infine il tappeto “Le ceramiche di Tanaquil” immagina come avrebbero potuto essere le ceramiche di una nobildonna di Tarquinia.I tappeti sono accompagnati da alcuni materiali provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Siena, abbinati ai singoli tappeti in base alle rispettive tematiche: vasellame da banchetto, urne con banchettanti, urne iscritte.Questo dialogo tematico tra gli oggetti del Museo Archeologico Nazionale e i tappeti contemporanei dell’artista Linde Burkhardt è anche un tentativo di stimolare una riflessione sul rapporto tra la vita quotidiana di oltre duemila anni fa e quella contemporanea, intrecciando narrazione, storia, arte e artigianato contemporaneo. È questo uno degli ambiti di ricerca a cui l’artista e designer si è rivolta negli ultimi anni.
Linde Burkhardt ha studiato arte alla Kunstgewerbeschule di Zurigo, alla Hochschule der Künste di Berlino e a quella di Amburgo; è stata poi borsista al Warburg Institute di Londra. Con il marito e architetto François Burkhardt fonda nel 1968 Urbanes Design con cui partecipa a concorsi progettando piazze, aree gioco per l’infanzia, sistemi di elementi mobili e segnaletica applicata all’architettura. Dal 1976 al 2002 è docente presso l’università di Bielefeld in Germania. Dagli anni ’90 inizia la carriera di designer progettando tappeti, ceramiche, oggetti in ceramica e acciaio, piastrelle etc. Mostra a cura di Debora Barbagli François Burkhardt Allestimento Urbanes Design, Berlino (foto copyright Linde Burkhardt)

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Mostra: The Group Show

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Roma piazza Borghese 1/a apertura al pubblico fino al 19 settembre 2018 orario estivo: lunedì – venerdì, 10.30 – 19.00; sabato e domenica chiusi ingresso libero. Mucciaccia Contemporary presenta The Group Show, la mostra collettiva che vede l’esposizione delle opere degli artisti con cui la galleria ha collaborato sia dal momento della sua apertura. Lo spazio espositivo sarà allestito per riproporre un viaggio critico che accompagnerà il visitatore in un percorso memorativo che si svolgerà per l’intero ambiente della galleria. Sono diverse le ricerche artistiche raccolte per l’esposizione: dalla pittura complessa di Francesco Cervelli e Mauro Di Silvestre, alle opere sui generis di Daniel Jouseff, Lorenzo Modica, Maurizio Savini e Nicole Voltan. Sino agli armoniosi plexiglass di Birigita Huemer che dialogano con la profondità materica e grafica delle tele di Angelica Romeo e Francesca Matarazzo. La prima mostra che ha segnato l’apertura della galleria, è la doppia personale Nel fondo del tempo, di Francesco Cervelli e Mauro Di Silvestre, i quali hanno trattato il tema dello scorrere del tempo e della memoria umana. Le opere di Francesco Cervelli hanno un approccio concettuale e fatto di citazioni tratte dalla storia collettiva al fine di catturare l’attenzione dello spettatore per ricondurlo nei luoghi più rappresentativi della storia dell’arte. Diversamente, le opere di Mauro Di Silvestre sono frutto di un linguaggio pittorico che ha come fonte di ispirazione la memoria personale: nelle sue opere si intravedono oggetti, scene di vita che si sovrappongono a pattern decorativi. La ricerca artistica di Nicole Voltan, che è stata protagonista della personale site-specific dal titolo Piano CIELO / Piano TERRA, si sviluppa seguendo diversi medium artistici, dalla fiber art sino alla pittura e la scultura. Ogni opera cela una complessità teorica che può essere letta come un cammino tra diversi livelli di comprensione della natura, lungo il quale arte e scienza forniscono diverse rappresentazioni di una conoscenza che si amplia e si modifica per giungere alla comprensione dell’uomo nella sua complessità. Tra i giovani artisti emergenti compare anche l’opera di Lorenzo Modica, il quale esplora temi quali l’immagine, il linguaggio, il caso e il rapporto con lo spazio architettonico. In occasione della mostra è in esposizione l’opera nata dopo una residenza artistica del 2015 presso la città di Belgrado. In mostra c’è anche l’artista Maurizio Savini, noto per le sue creazioni fatte con il chewing gum che tendono a dare una interpretazione critica della società contemporanea. Il percorso prosegue con le opere di Francesca Matarazzo, i cui lavori, esposti alla mostra Ipergrafie sono caratterizzati da una trascrizione materica di segni grafici frutto di una processualità compositiva che deriva da una riflessione sul tema del tempo, l’inconscio e l’identità. Per l’artista Daniel Jouseff saranno esposti alcuni lavori nati a partire dalla serie FLAGS, opere che riflettono sull’iconografia della bandiera come simbolo identitario e di appartenenza culturale.L’artista “borderline”, nato in Svezia ma di origini palestinesi, incentra la produzione artistica sulla ricerca identitaria associando l’irrazionale e il razionale, l’appartenenza a un luogo e la ricerca di esso. A conclusione del percorso espositivo vi sono le opere delle due artiste, Brigita Huemer e Angelica Romeo, le quali sono state recentemente protagoniste della mostra EMOTIVA, in cui entrambe hanno messo in luce l’analisi dell’io e la complessità dell’essere umano e delle sue emozioni.La pittura geometrica e monocromatica su plexiglass di Brigita Huemer tendente a catturare la materia fluida attraverso il gesto pittorico, entra in dialogo con la pittura gestuale di Angelica Romeo.

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Mostra Neolithic Sunshine

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

Pescheria – Pesaro sabato 21 luglio 2018, ore 19.00 Corso XI settembre 184 (21 luglio 7 ottobre 2018) la Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive di Pesaro presenta la mostra Neolithic Sunshine, prima personale di Matteo Nasini in un’istituzione museale italiana, interamente concepita per questa occasione.La mostra, a cura di Marcello Smarrelli, comprende numerose opere scultoree e installazioni sonore, caratterizzate da alcuni aspetti ricorrenti nella poetica dell’artista: il suono e le sue origini, l’impiego di pratiche manuali lente, la sperimentazione tecnologica.
Come suggerisce il titolo, l’esposizione propone un salto all’indietro di oltre trentamila anni, epoca a cui risalgono i primi ritrovamenti di parti animali impiegate come strumenti musicali.
L’artista ha individuato e selezionato, dalle collezioni di alcuni importanti musei di storia naturale, reperti di fossili animali riconducibili alle prime forme di strumenti acustici: zanne, corna, ossa, sono state scansionate e riprodotte in ceramica con una stampante 3D, per essere trasformate in sculture sonore. Oltre alle qualità formali questi strumenti rudimentali, che rimandano a un immaginario arcaico e ancestrale, mantengono la loro funzione intrinseca nel potenziale sonoro.L’installazione Neolithic Sunshine, realizzata nella Chiesa del Suffragio, è un sound piece composto dall’artista, diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, eseguito da un ensemble di musicisti utilizzando gli strumenti/scultura e diffuso nello spazio con un sistema che segue la forma circolare dell’edificio. Il brano, da un lato propone un tentativo di rievocazione dei suoni primordiali, dall’altro ci permette di ascoltare le sonorità estinte e inaudite di questi fossili millenari. Gli strumenti sono posizionati su un podio al centro dell’aula dodecagonale – come fossero stati depositati dopo un’esecuzione musicale – circondati da una struttura realizzata con fili di lana, intitolata Tenda vestigia. Si tratta di un’installazione monumentale e al tempo stesso effimera, che con le sue linee colorate definisce una metastanza capace di collegare interno ed esterno: il fascio di fili, infatti, parte dal Liceo Artistico Mengaroni, antistante il Centro Arti Visive Pescheria, attraversa la piazza della Creatività e penetra nella Chiesa del Suffragio, creando un segno nel contesto urbano che sottolinea l’ideale relazione tra i tre spazi architettonici.Con questa mostra, evitando qualsiasi sguardo nostalgico, Matteo Nasini celebra la genesi di una primordialità feconda. La connessione con il tempo presente e la propensione verso il progresso tecnologico trasformano lo spazio espositivo in un luogo animato da una forte componente rituale, dove arcaismo e modernismo dialogano in un contesto inedito.L’idea di ricostruire il momento straordinario in cui in un luogo e in un tempo indefinito l’uomo ha inventato la musica vuole essere un omaggio alla figura del grande musicista e compositore Gioachino Rossini, di cui si celebra il 150° anno dalla morte, e alla sua Pesaro, nominata Città Creativa Unesco della Musica nel 2017.

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Mostra “Carta e Sasso”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

arianna sartoriMantova Inaugurazione Giovedì 5 luglio, ore 18.00 Galleria Arianna Sartori Via Ippolito Nievo 10 alla presenza degli artisti (5 – 21 luglio 2018 dal Lunedì al Venerdì 9.00 – 12.30 / 16.00 – 19.30 Sabato 9.00 – 12.30 Chiuso Festivi) La coppia di artisti giapponesi Miho Ikeda e Kenji Takahashi, esporranno in una mostra personale a due, alla Galleria Arianna Sartori di Mantova dove avevano già presentato le loro opere insieme nel 2013. La mostra “Carta e Sasso” gode del patrocinio della Fondazione Italia Giappone di Roma e verrà inaugurata alla presenza degli artisti. Miho Ikeda presenterà le sue delicate xilografie e i suoi dipinti recenti, mentre Kenji Takahashi esporrà le sue sculture in marmo spaccate e ricucite. “Tramite la xilografia, l’artista Miho Ikeda intende rappresentare il mondo lirico, utilizzando la figura della ragazzina immersa in una natura onirica. Questo perché dentro ognuno di noi risiede la figura di bambino, la quale ci crea nostalgia dei tempi passati, quando la vita ancora ci pareva un sogno mistico.Al fianco della bambina, fauna e flora si fondono all’unisono, poiché tutto vive in armonia nel mondo unico. La Terra non è solo per gli umani: tanti esseri vivono insieme a noi, e l’artista vuole portare rispetto ed onore a tutti i viventi.Infine, un simbolo ricorrente è la Luna, la quale sempre ci osserva dal cosmo serenamente.Le sue opere puntano a rappresentare il cosmo nella sua completezza ed armonia”.
arianna sartori1.jpgMiho Ikeda è nata nell’anno 1978 nella città di Tsukiyono, nella regione di Gunma, in Giappone. Si è laureata nel 2001 all’ Università di Tokyo Gakugei, Facoltà di Pedagogia specializzandosi in Belle Arti (corso di scultura) e ottenendo il Master nella stessa università nel 2003. Dopodiché, nell’anno 2004, si è trasferita in Italia per proseguire la sua carriera frequentando l’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove si è laureata 2009. Ora si è stabilita a Carrara, dove vive e lavora. Tuttavia non ha tagliato le sue radici col Giappone, dove periodicamente tiene mostre, così come in vari paesi dell’Europa.Le opere principali dell’autrice sono xilografie, ma non si limita solo a quelle: infatti realizza pure dipinti, copertine di libri e CD, vincendo anche alcuni premi.“Tutte le cose cambiano forma col passare del tempo e con la modificazione naturale.La screpolatura nata sul marmo con un colpo di martello può diventare uno degli elementi della forma primaria. Io vorrei rappresentare l’inevitabilità della relazione tra spaccatura e cucitura ripetuta sul marmo. Penso che fare a pezzi il marmo è una liberazione del fisico, ricostruire è una meditazione mentale”. (Kenji Takahashi) (foto copyright galleria arianna sartori)

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Mostra Stone Design

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 luglio 2018

Roma giovedì 5 luglio alle ore 18.30 presso lo spazio espositivo della nuova Rinascente in Via del Tritone mostra Stone Design il progetto curato dagli studenti del corso di laurea in Arredamento e Product Design che rende omaggio a un materiale che da sempre accompagna l’umanità: la pietra. Al piano -1 del mega-store, nell’area in cui hanno trovato nuova luce i resti dell’Aqua Virgo -l’acquedotto di epoca romana riemerso durante la costruzione del nuovo edificio -, la pietra antica dialogherà con il presente attraverso un’esposizione di oggetti di diverse tipologie, realizzati in pietra santafiora, marmo e pietra leccese.Il progetto è frutto di un lavoro di squadra che vede collaborare studenti e docenti di Accademia Italiana in partnership con Santafiora Stone, Monitillo Marmi e Lotriglia & Tarantino. Le tre aziende hanno sviluppato assieme agli allievi le idee proposte fino alla realizzazione del prototipo, supportandoli nell’affrontare la complessità presentata da ciascun materiale. Sono nati così oggetti da tavola, lampade e complementi di arredo dalle linee contemporanee ed essenziali, che rimarcano il focus sulla materia prima.La pietra, nelle sue molteplici finiture, è ispirazione anche per gli studenti dei corsi di Fashion Design e Design del Gioiello, le cui creazioni completano il percorso espositivo con una ulteriore reinterpretazione materica.Il progetto Stone Design, nato da un’idea del Presidente di Accademia Italiana Vincenzo Giubba, si sviluppa nelle aule e nei laboratori della scuola, quale testimonianza di come la creatività sia una risorsa infinita, e quanto sia importante per l’Accademia valorizzare e promuovere il lavoro dei propri studenti.Per la sede di Roma sono stati coinvolti nel progetto Amanda Biscossi, Emilia Cristini, Grazia De Carlo, Andrea Lambiase, Cristina Parissi, Mariya Syrvacheva, diplomati in Fashion Design; Patricia Ardiani (Master in Design del Prodotto), e gli studenti del corso in Interior & Product (secondo anno) Clarissa Bartomeoli, Guglielmo Cataldi, Sara Ciuccè, Mariele Conti, Najwa El Wali, Sara Fusco, Mariangela Manco, Adriana Paloscia, James H. Panit, Rohini T. Raina, Shahd Rezkana, Gaia Romano; da Firenze: gli studenti in Interior & Product Design (terzo anno) Sama Abdelmohsen, Virginia Fanfani, Alice Grandcolas, Ilaria Grassi, Anastassiya Grinina, Antonio Mori, Valentina Sermanni, Daniel Yildiz.In occasione dell’apertura della mostra, verrà presentano il volume Il metodo del creativo, di Vincenzo Giubba e Nicolas Ballario, edito da Nardini. Il libro, con prefazione di Francesco Merlo, ripercorre la storia di Accademia Italiana attraverso il racconto di aneddoti salienti e dei contributi di nomi illustri del panorama del design internazionale, quali Franco Zeffirelli, Oliviero Toscani, Domenico Guzzini, Gianni Quaranta.La mostra sarà aperta al pubblico fino al 25 luglio, visitabile negli orari di apertura dello store.

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Mostra: Co-Existence 4

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Roma sabato 7 luglio dalle 18 alle 20 Visitabile da lun a ven 11-19 apertura no-stop Rossocinabro Via Raffaele Cadorna, 28 (dal 7 al 13/7/2018) Giunta alla 4a Edizione la mostra in questione sarà un vero e proprio concerto, che coinvolgerà artisti di varie nazionalità volti a vivere e a catturare gli sguardi sul proprio pensiero nomadista, su coesistenze e slittamenti; tutto attuato con tecniche diverse, e che nello spirito di queste trovano così il motivo di un’unità. Risulta evidente che la coesistenza di vari linguaggi artistici che si mettono in correlazione, si compenetrano e si integrano, diventa un parametro importante nella comprensione e valutazione di espressioni artistiche di realtà culturali diverse come strumento in grado di fornire una chiave di lettura unitaria. L’attenzione ai diversi linguaggi, la conoscenza e lo scambio con gli altri trovano modalità concrete e canali privilegiati di realizzazione proprio nei linguaggi artistici ed espressivi. Verso questa direzione conciliatrice, va letta, dunque, la capacità metamorfica dell’arte, sempre più tesa a scandagliare nelle dinamiche e nelle alterne coesistenze di sistemi oppositivi il rispetto e il riconoscimento dell’alterità che fatica e richiede una più matura riflessione. Aspirare ad avviare e a promuovere, passo dopo passo, la ricerca di una ragione comune, può infatti rendere conto di nuove possibilità di confronto e di crescita culturale.
Artisti: Janice Alamanou, Isabella Angelini, Teresa Bianchi, Roberto Bonetti, Tamara Budnikova, Maristella Campolunghi, Francesca Costa, Alex Di Meglio, Osamu Jinguji, Barbro Jonasson, LiV, Paolo Monina, Gabrielle Mutti, Mirja Birgitta Nuutinen, Marlen Peix, Daniela Rebecchi, Meir Salomon, Shigeru K, Gladys Sica, Dolors Simó, Christina Steinwendtner, Luciano Celli Tancredi, Lady Yupiigold, Angelo Zuena. La mostra è curata da Cristina Madini.

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Montepulciano e la città eterna

Posted by fidest press agency su martedì, 26 giugno 2018

Montepulciano (Siena) 14 luglio 7 ottobre 2018 Museo civico Pinacoteca Crociani vernice della Mostra: 14 luglio, ore 18. Due città a confronto, nell’immagine che di esse hanno trasmesso protagonisti e comprimari del Grand Tour. Le città sono quella di Montepulciano, dove è proposta la mostra, l’altra la meta privilegiata dei viaggiatori europei, ovvero Roma. L’ambito temporale indagato è prevalentemente quello dell’Ottocento, dai suoi albori, sino al suo trasbordare nel secolo successivo. L’ultimo, grande periodo di un fenomeno che aveva avuto, soprattutto nel Settecento, uno dei suoi momenti epici, come già ampiamente documentato da molte importanti mostre sul Vedutismo. Montepulciano e la Città Eterna. Paesaggi e vedute dall’estetica del Grand Tour alla metà del XX secolo, curata da Roberto Longi, con la collaborazione di Renato Mammucari e Fabrizio Nevola, e organizzata dal Comune di Montepulciano, è proposta dal 14 luglio al 7 ottobre nelle sale del Museo Civico Pinacoteca Crociani, naturalmente a Montepulciano.
Roma e la campagna romana, così come Montepulciano e i suoi dintorni campestri rivivono negli oltre cento oli, disegni, acquerelli, incisioni d’epoca qui raccolti. Tutte vedute delle due città o dell’’ambiente agreste che all’epoca le circondava e spesso compenetrava. Se per alcuni dipinti a prevalere è l’interesse documentario, molti altri spiccano anche per il livello artistico. In mostra si ammirano importanti lavori di Carlo Labruzzi, Michelangelo Pacetti, Giulio Aristide Sartorio, Luigi Petrassi, Ranieri Rossi e opere di Ettore Roesler Franz, il principe degli acquarellisti romani. Ma per certi versi ancora più interessanti risultano essere le vedute che di Roma, e di questa parte di terra senese, propongono artisti stranieri, per i quali il Gran Tour ha significato un vero cambio di paradigma. Quali lo spagnolo Juan Gimenez Martin, l’inglese Samuel Prout, il bavarese Karl Lindemann-Frommel, lo svizzero Salomon Corrodi, altro grande acquarellista che eseguì numerose vedute per lo zar Nicola I e la regina Vittoria.
Accanto ai dipinti la mostra propone una selezione di altri materiali che, portati dal servitore, accompagnavano il Tourista nel suo lungo percorso. Testimonianze di un’epoca e di uno stile di vita: dallo scrittoio da viaggio, ai calamai portatili, alle farmacie da viaggio, indispensabili in tempi di malaria, agli utensili per organizzare, strada facendo, un ottimo spuntino. Il nobile viaggiatore doveva essere perfetto in ogni occasione, ed ecco lo stira cravatte, il portagioielli e il porta fragranze, ma anche il pesa sterline, le scacchiere da viaggio da estrarre dai bagagli per rendere meno monotone le serate nelle locande. Poi gli immancabili bastoni da viaggio che all’occorrenza potevano trasformarsi in una efficace arma di difesa o preservare una corroborante e segreta riserva di fine liquore. Poi bussole e compassi. Infine l’ultima sezione della mostra, non meno affascinante: gli strumenti da lavoro dell’artista in viaggio: dalle scatole per i colori ad olio a quelle per l’acquerello, dalle tavolozze ai materiali per le tecniche grafiche, dagli album da disegno alle cartelle porta lavori. Che il Grand Tour venisse programmato con molta cognizione di causa lo confermano le edizioni del Baedekers Central Italy, con tanto di piante, e le molte, diversissime guide d’Italia e di Roma che recano anche firme illustri come quella di Charles Dickens o di Johann Wolfgang von Goethe. La mostra si inserisce in ben due Progetti portati avanti dalla Pinacoteca Crociani. L’uno intitolato Riflessioni di paesaggio, che ha preso avvio nel 2010 con una importante mostra sui Macchiaioli, il secondo dedicato all’emersione di Collezioni Private di alto livello qualitativo. Come avviene per questa mostra che attinge, in modo ampio, da due notevoli Collezioni romane, e da numerose collezioni private poliziane con opere mai prima esposte al pubblico. Con il Comune di Montepulciano, titolare dell’iniziativa, collaborano alla Mostra la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte, la Fondazione Musei Senesi, Vernice Progetti Culturali, la Pro Loco di Montepulciano e l’Università Telematica Pegaso Sede di Montepulciano.

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A 100 anni dalla Grande Guerra

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Ossana (Trento) L’inaugurazione di “Oltre le mura – memorie di guerra, sospiri di pace” è una realtà già da qualche giorno e ospiterà fino al 16 settembre centinaia di oggetti, materiali, documenti, lettere private recuperate da un team composto da sei abitanti della Val di Sole. A guidarli è Claudio Redolfi, che da trent’anni scala le vette che erano state teatro di molte aspre battaglie tra il 1915 e il 18 alla ricerca di frammenti e oggetti che potessero aiutare a ricostruire la vita (e spesso la morte) degli antenati della propria comunità. Una caccia al tesoro degna di Indiana Jones tra alcune delle cime più celebri e suggestive del Trentino. Nomi storici come Palon de la Mare nel gruppo dell’Ortles Cevedale, il ghiacciaio del Presena, l’Adamello.
Il ricordo e la memoria per i propri avi possono durare anche cento anni se una comunità ha valori solidi ed è conscia del sacrificio di chi l’ha preceduta. A cento anni di distanza, la Grande Guerra per molti giovani è solo uno sbiadito evento, da leggere, come molti altri, nei manuali di storia. A Ossana, pittoresco borgo in Val di Sole (a una quindicina di chilometri da Marilleva e una trentina da Madonna di Campiglio), hanno pensato di fare ben altro che una banale celebrazione per il centenario della fine della 1a Guerra mondiale. Trasformeranno infatti il castello di San Michele, splendida costruzione fortificata risalente al 12° secolo che troneggia a fianco del paese, in una cornice suggestiva per ospitare delle iniziative particolari. A unirle, un unico fil rouge: la capacità di rinverdire il ricordo dei propri antenati. E, attraverso di loro, stimolare il ricordo, la coltivazione della memoria collettiva. Destinatari, i tanti turisti che quest’estate affolleranno la Val di Sole.
“Per le nostre genti, le nostre famiglie, la Grande Guerra è un evento che ciascuno ha avuto in casa. In ognuna delle nostre case c’è qualche storia, dolorosa, eroica o a lieto fine che le generazioni si tramandano” racconta l’assessore alla Cultura del Comune di Ossana, Laura Marinelli. “Abbiamo quindi deciso di commemorare i Cento Anni della 1a Guerra Mondiale andando oltre la mera celebrazione dell’anniversario”.
A introdurre i cimeli all’ingresso del Castello di San Michele ci sarà anche un’opera d’arte decisamente particolare: un modello fedele, in scala 1:1, di un aereo da guerra tedesco (un Fokker E.III con motore 9 cilindri), realizzato da Claudio Redolfi usando legno, plastiche, forex.“Accanto alla mostra di cimeli, la rassegna sarà animata da spettacoli teatrali, letture, incontri con giornalisti di guerra, un concorso di sculture, concerti e molti altri appuntamenti per riflettere sulla nostra storia e sulle speranze di costruire un mondo di pace” prosegue Marinelli. Ci saranno ovviamente iniziative anche per i più piccoli, affinché attraverso il gioco, laboratori di intaglio e rappresentazioni teatrali conoscano le radici storiche che hanno contribuito a costruire l’Italia.(fonte: http://www.valdisole.net/IT/Castello-Ossana-Oltre-le-Mura)

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Mostra di Luca Vernizzi “Il ritratto, il volto, l’identità”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 giugno 2018

Bormio (SO), giovedì 28 giugno alle ore 18.00 presso il Museo Civico, mostra di Luca Vernizzi “Il ritratto, il volto, l’identità” in collaborazione con Ciaccio Arte e Rotary Bormio Contea. La rassegna si svolge in occasione della diciannovesima edizione de La Milanesiana, prestigiosa manifestazione d’arte, letteratura, filosofia, teatro, musica, cinema e scienza voluta e promossa da Elisabetta Sgarbi.Durante l’inaugurazione, e in virtù del tema, il ritratto, sempre affrontato da Luca Vernizzi con una cifra inconfondibile, l’artista è chiamato a dialogare con Paolo Crepet, nell’incontro coordinato da Paola Romerio Bonazzi.Luca Vernizzi, artista noto, ma soprattutto per la ritrattistica, presenta al pubblico diciotto ritratti, fra cui sedici di personaggi illustri come Walter Bonatti, Giorgio Armani, Giulietta Masina, Walter Chiari, Alberto Lattuada, Giulietta Simionato, Valentino Bompiani, Mario Tobino, Silvio Ceccato, Umberto Veronesi, Giovanni Testori, Valentina Cortese, Mariuccia Mandelli (Krizia), Elisabetta Sgarbi, Giuseppe Sgarbi e Giorgio Bocca. A questi sedici si aggiungono due ritratti più intimi: quello della nonna materna e quello dell’amico Renato Migliavacca, dal titolo Uomo che fuma il sigaro. L’artista colloca i suoi ritrattati in uno spazio incondizionato, privo di elementi contingenti, per esaltare l’essenza del soggetto. Emerge un profondo senso di solitudine, consonante con il tema di questa nuova edizione de La Milanesiana: Il dubbio e la certezza. Saranno esposte, inoltre, le due versioni (terracotta e bronzo) di un ritratto a Picasso; quattro grandi tavole, raffiguranti altrettanti getti d’acqua, con i quali l’artista ha inteso dimostrare, come domanda sul mistero dell’identità, che è possibile realizzare, oltre che dell’uomo, il ritratto di ogni cosa di questo mondo.La mostra di Luca Vernizzi, Il ritratto, il volto, l’identità, resterà aperta fino all’8 luglio, con orario 10:00 – 12:30 e 15:00 – 19:00. Sarà possibile visitarla tutti i giorni, escluso il lunedì mattina (orario di chiusura del museo).

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