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Posts Tagged ‘mostra’

Mostra La Biblioteca del Principe

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Roma Inaugurazione 20 giugno ore 16.00 Apertura al pubblico dal 21 giugno al 30 settembre 2018. Musei di Villa Torlonia, Casina delle Civette Via Nomentana 70 mostra La Biblioteca del Principe. Libri d’Artista di Vittorio Fava. Il percorso della mostra si snoda, in continuo dialogo con la Casina, attraverso circa 20 libri d’Artista, tutti sfogliabili; quali saranno state le letture del Principe? Trattati d’arte, di alchimia, di zoologia, botanica, visto il suo amore per le piante. Cosa è rimasto di tutti questi libri? Nulla. Ed ecco che Vittorio Fava ha ricostruito la biblioteca perduta. Saranno presenti Maria Grazia Massafra Responsabile del Museo della Casina delle Civette e Curatrice della mostra Stefania Severi Critica d’arte e Curatrice della mostra Vittorio Fava Artista.

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A Palermo la mostra di Francesca Leone

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Palermo Real Albergo dei Poveri Corso Calatafimi 217 Orari: Dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.30) ingresso gratuito. Lunedì chiuso. L’artista romana, Francesca Leone, torna a Palermo che l’ha accolta nel 2008 con la sua prima esposizione personale e che la ritrova oggi dopo 10 anni con alle spalle un ciclo di grandi mostre nei più importanti musei d’arte contemporanea: Russia, Cile, Argentina e dopo due importanti istallazioni museali realizzate per La Triennale di Milano e per il Museo Macro di Roma. La mostra dall’emblematico titolo “Monaci” è promossa dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana di Palermo Capitale della Cultura 2018 ed è organizzata da Civita. Il percorso espositivo, composto di 26 opere inedite è curato dal critico d’arte Danilo Eccher e sarà un’anticipazione significativa della grande personale che Francesca Leone porterà in autunno a Madrid. “Due file di monaci silenziosi, assorti, appoggiati alle pareti, avvolti in un consunto saio cementizio. Muti esibiscono le stigmate di una crudele quotidianità offrendo stemmi araldici di un’attualità sofferente. Come silenziosi monaci guerrieri assistono alla processione liturgica di confratelli adornati di paramenti cerimoniali della strada, dello scarto, della marginalità. Nelle austere aule del Real Albergo dei Poveri si sta officiando il rito della contemporaneità “(D. Eccher)

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A Siena in mostra la pittura di Massimo Lomi

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Siena 23 giugno la galleria Beaux Arts di Siena (via Montanini, 38) propone “Soltanto la luce…”, un nuovo appuntamento con l’arte contemporanea. Protagonista la pittura di Massimo Lomi caratterizzata da singolari tagli prospettici e atmosfere rarefatte.Sono oggetti di legno in disuso come vecchie persiane o tavole smesse ad accogliere i paesaggi intimi e poetici che propone l’artista labronico: la sua arte colta ed elegante offre scorci urbani che hanno il potere di evocare veri e propri stati d’animo dove la luce è la vera protagonista, capace di plasmare volumi e muovere la materia pittorica creando trasparenze e segnando linee e prospettive.Non mancano tavole che propongono scorci della città di Siena a cui Lomi dedica suggestivi dipinti fatti di delicati cromatismi che descrivono stagioni e sentimenti.Massimo Lomi si diverte a sperimentare con maestria tecniche e linguaggi: la sua è una pittura figurativa che parte da un sapere antico vestendolo di contemporaneità.I suoi soggetti dipinti a tempera con una tecnica che trae ispirazione dalla lezione dei pittori post-macchiaioli.
Classe 1953, Massimo nasce in una famiglia di artisti: il nonno Giovanni, era un noto pittore post-macchiaiolo e apprezzato cantante lirico mentre il padre Federigo un ottimo esecutore di musica jazz.Fin da giovanissimo Massimo Lomi si misura con la pittura en plein air, imparando così ad osservare. Dopo il liceo artistico inizia ad affinare il suo istinto pittorico. Nel 1972, propone la sua prima personale a Milano, dove viene apprezzato per l’originalità che esprimono le sue opere. Da lì inizia la sua carriera che lo porta in numerose città, con esposizioni in gallerie pubbliche e private. Alla sua arte è dedicato il docufim “I colori del sentimento” realizzato nel 2007 dal regista Luca Dal Canto.
Ingresso gratuito Orario: lunedì dalle ore 16 alle ore 19.30 dal martedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 13 e dalle 16 alle 19.30 domenica chiuso.

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Mostra: “Plastica? … Sì, grazie!”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

Mantova Dal 15 giugno al 30 giugno 2018 la Galleria Arianna Sartori di Mantova nella sede di Via Cappello 17, ospiterà la mostra personale dell’artista milanese CIBI intitolata “Plastica? … Sì, grazie!” Declinazione artistica di un materiale controverso. Incominciamo dalle mele. L’inaugurazione della mostra si svolgerà Venerdì 15 giugno alle ore 18.00 alla presenza dell’artista.“Mi sono da sempre dedicato alla plastica, per necessità e per lavoro; grazie al suo fascino si creò un legame importante cosicché la mia attività si svolse al fianco di una compagna gradevole, sempre giovanile, in continua trasformazione, mai annoiante.
Da molto tempo rifletto sulla possibilità di utilizzarla anche in applicazioni meno industriali e ripetitive ma più artigianali ed amene; lentamente è andata delineandosi una personale interpretazione artistica e sempre di più è aumentato il desiderio di esprimerla; molti anni dopo e nel tempo libero l’ho appagato dando così vita all’iniziativa che qui presento.Nei miei lavori, abbinato al legno, utilizzo il pmma (polimetilmetacrilato). Puntare su questo materiale non è stato difficile, è bello, caldo, trasparente e soprattutto longevo e stabile alla luce; per queste ragioni molti artisti lo hanno scelto per esprimere la propria creatività.Anche la mia declinazione non poteva prescindere dalle sue qualità cercando però di utilizzarlo in una forma nuova ed inedita verso la quale è stata indirizzata tutta la sperimentazione.
Oggi nel mio lavoro la mela è diventata una componente marginale che comunque non trascuro e continuo ad utilizzare come strumento per affinare un metodo trasportando i risultati sulle nuove realizzazioni.Così la mia tela acrilica diventa un materiale sartoriale che oltre a cucirsi addosso a pezzi della natura come un frutto, una foglia, un pezzo di legno diventa un binario, un tracciato, una geometria sognate, una architettura planare ma… rimaniamo alle mele che gentilmente accolte nella Galleria di Arianna Sartori saranno le protagoniste”.
CIBI nasce a Rho nel 1955, frequenta a Milano la facoltà di chimica industriale entrando ben presto nel mondo del lavoro dedicandosi alla plastica; in tale materiale intravede da subito potenzialità creative straordinarie ma lascia questa visione alle spalle per dedicarsi all’azienda nella quale ricerca, sperimenta e porta sul mercato numerose soluzioni nei settori industriali più diversi. Ed è durante questo affascinante cammino all’interno dell’universo plastico che Cibi incontrerà il polimetilmetacrilato (PMMA): ne rimarrà folgorato ed una sorta di innamoramento / panico farà sì che esso diventi da quel momento il suo punto di riferimento sul quale dedicarsi con grande passione e concentrare l’attenzione.

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Mostra 105 immagini in bianco e nero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

Bard (Ao) Dal 17 giugno al 21 ottobre 2018 la mostra Landscapes realizzata dal Forte di Bard in collaborazione con Magnum Photos International e Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi, presenta 105 immagini in bianco e nero, personalmente selezionate da Henri Cartier-Bresson, scattate tra gli anni Trenta e gli anni Novanta fra Europa, Asia e America.
Ciascuna fotografia è rappresentazione di quell’istante decisivo che per il maestro è il “riconoscimento immediato, nella frazione di un secondo, del significato di un fatto e, contemporaneamente, della rigorosa organizzazione della forma che esprime quel fatto”.
Sebbene in alcune foto compaiano anche delle persone, l’attenzione dell’autore è concentrata in modo particolare sull’ambiente, tanto che si può parlare di Paesaggio della Natura e Paesaggio dell’Uomo. Le immagini in bianco e nero di colui che è stato denominato l'”occhio del secolo”, sono raggruppate per tema: alberi, neve, nebbia, sabbia, tetti, risaie, treni, scale, ombra, pendenze e corsi d’acqua. A proporre una “promenade” tra paesaggi urbani e paesaggi rurali.
Sono immagini che riflettono il rigore e il talento di Henri Cartier-Bresson che in esse ha saputo cogliere momenti e aspetti emblematici della natura. Spesso immortalando la perfetta armonia tra le linee e le geometrie delle immagini. Armonia perfetta e serena, ad offrire una interpretazione naturale, calma e bella di un secolo, il ventesimo, per altri versi magmatico e drammaticamente complesso. Nato nel 1908 a Chenteloup, Seine-et-Marne, Cartier-Bresson fu co-fondatore nel 1947 della celebre agenzia Magnum ed è una figura diventata mitica nella storia della fotografia del Novecento. Dopo gli studi di pittura, la frequentazione degli ambienti surrealisti e dopo l’esperienza in campo cinematografico al fianco di Jean Renoir, nel 1931, in seguito a un viaggio in Africa, decide di dedicarsi completamente alla fotografia.
Da Città del Messico a New York, dall’India di Gandhi alla Cuba di Fidel Castro, dalla Cina ormai comunista all’Unione Sovietica degli anni cinquanta: HCB percorre la storia del secolo breve con la fedele Leica al collo, scegliendo con cura il punto di ripresa, cogliendo il “momento decisivo” e dando vita a immagini ormai entrate nell’immaginario comune e che gli sono valse l’appellativo di “occhio del secolo” .www.fortedibard.it
Orari martedì-venerdì: 10.00-18.00 Sabato, domenica e festivi: 10.00-19.00 Aperta tutti i giorni dal 23 luglio al 2 settembre 10.00-19.30. Tariffe Intero: 8,00 euro Ridotto: 7,00 euro Ragazzi 6-18 anni: 5,00 euro 0-5 anni: gratuito.

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Mostra: We come as friends, di Andrea Ventura

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Milano 13 giugno, ore 19.00 Durata mostra: 13 giugno – 13 luglio 2018 NONOSTANTE MARRAS, via Cola di Rienzo 8 Curatore: Francesca Alfano Miglietti. In mostra 4 opere di 150×170 cm e alcuni disegni più piccoli (30x40cm) della serie We come as friends. Negli acrilici su carta di Andrea Ventura fiorisce una natura morta estremamente “viva”, antropomorfizzata: mele con le sopracciglia, pere con i baffi, ananas con gli occhi. Un’allegoria colorata che stride con i titoli delle opere: Mercenari, Nessuno è Innocente, Gruppo di Disertori, Non Fate Prigionieri.
Le sue opere sono caratterizzate da un valore simbolico-esistenziale dato dalla mancata immediatezza di lettura, dal non senso che scaturisce dai travestimenti che l’artista adotta per mascherare il messaggio che vuole mandare. La pittura diventa così non un’azione compiuta, ma piuttosto il racconto di uno svolgimento, di una potenza, di un’evoluzione. Estrapolando dal loro contesto abituale gli oggetti della vita quotidiana, Andrea Ventura li investe di nuovi significati, dettati più dalla fantasia e dall’immaginazione che non dall’uso e dalla consuetudine.La sua pittura è uno sguardo “particolare”, non “universale”, che al tempo stesso lascia ampi margini di interpretazione, riempiendo un vuoto di senso con misteriosi ruoli assegnati ad assemblaggi di oggetti inconsueti.
Andrea Ventura nasce a Milano nel maggio 1968. Ha studiato Storia Moderna all’Università Statale di Milano ma senza conseguire la laurea. Si trasferisce a New York nel 1991 dove inizia a lavorare come illustratore. I suoi disegni sono stati pubblicati dal The New York Times e dal The New Yorker e da molte altre riviste. Da molti anni lavora anche come pittore. Il suo lavoro è stato esposto in gallerie in vari paesi del mondo. Nel 2014 ha pubblicato da Gestalten in Germania una monografia del suo lavoro. Attualmente vive a Berlino.

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Mostra Pasquale Celona: La luce oltre

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Lucca dal 16 giugno al 16 agosto 2018 saranno esposte nel Lu.C.C.A. Lounge & Underground, con ingresso libero, nella personale dal titolo “La luce oltre”. La mostra sarà inaugurata alla presenza dell’artista e del curatore Maurizio Vanni sabato 23 giugno 2018 alle ore 17.
“Celona – scrive Maurizio Vanni nel testo critico di presentazione – sembra essere consapevole che la luce è ciò che permette la costruzione dell’universo, partendo dalla creazione divina fino ad arrivare alla realtà in essere per come la percepiamo. In molti suoi dipinti il fenomeno irraggiante è tale da risultare, in sintonia con il flusso vitale del quadro, come una specie di apertura, un vero e proprio stargate attraverso il quale anelare a quel cambio dimensionale che potrebbe condurci alla giusta armonia con il cuore della natura e all’essenza della visione”. I suoi lavori sono dominati da una luce che irradia dall’interno dei volumi creando un’atmosfera quasi onirica. Non abbiamo più di fronte a noi paesaggi, ritratti o nature morte, ma immagini della memoria che si rifanno a vicende reali o ideali del passato intrecciate a quelle del presente. Tutto ciò per portare a galla la precarietà e la provvisorietà del destino umano.

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“Henri Cartier-Bresson. In America”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Lucca venerdì 15 giugno 2018 alle ore 11,30 via della Fratta 36 presentazione della mostra HENRI CARTIER-BRESSON. IN AMERICA a cura di Maurizio Vanni. La mostra resterà aperta al pubblico fino all’11 novembre 2018 con il seguente orario: da martedì a domenica ore 10-19. Chiuso lunedì. L’esposizione, che si compone di 101 immagini in bianco e nero, riunisce gli scatti che il fotografo parigino – fondatore insieme a Robert Capa, George Rodger, David ‘Chim’ Seymour e William Vandivert della Magnum Photos – realizzò negli Stati Uniti a partire dalla metà degli anni Trenta, quando visitò per la prima volta il Paese, fino alla fine degli anni Sessanta. Questi lavori sono riusciti a catturare la realtà e l’essenza della vita americana di allora, mostrando in particolare la diversità della ricca società americana.

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Ghostspace: Collettiva di arte contemporanea

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Palermo 16 giugno- 4 novembre 2018 (Opening 16 giugno H 19.00). Palazzo Oneto di Sperlinga in via Bandiera 24 a Palermo, collettiva di arte contemporanea Ghostspace. La collettiva, che nasce da un progetto condiviso fra Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, Cesira Palmeri di Villalba, Marilena Morabito e l’Associazione Acav e si compone delle opere di Dario Agrimi, Collettivo Art3e, Giuseppe Barilaro, Francesco Barilaro, Sergio Fiorentino, Angelo Gallo, Federico Giampaolo, Lucy Mey, Stefano Milazzo, Franco Paternostro, Luigi Rovella, Ignazio Schifano, Gianluca Sità, Marco Stefanucci, artisti di varia appartenenza stilistica e linguaggi contrastanti.
Ghostspace è un esperimento espositivo che nasce dalla necessità di identificare luoghi che ufficialmente possono apparire inesistenti se legati ad un sistema di manifestazione ufficiale come lo può essere Manifesta 12 a Palermo. Spazi e luoghi soltanto sfiorati dalla foga degli eventi che stanno li impassibilmente immobili quasi invisibili alla folla ma che riescono a farsi percepire come presenza. La città di Palermo, in questi mesi, sarà aperta all’arte e forme artistiche di ogni genere dando la possibilità anche di visitare edifici storici da lungo tempo interdetti al pubblico. L’esposizione di una collettiva d’arte contemporanea all’interno di Palazzo Oneto di Sperlinga a Palermo vuole essere una sorta di proposta alternativa ad eventi di grossa portata tentando non di ridare dignità ad uno spazio, in quanto azione non necessaria, ma di renderlo percepibile nella sua attuale condizione di presenza e di essenza. Ghostspace per tali necessità ne occupa spazi inusuali che altrimenti non verrebbero fruiti in una sorta di ballata, adagiandosi teneramente e con riverenza su ciò che incontra.
Il progetto “Ghostspace”, insieme ad altre manifestazioni artistiche di rilevanza internazionale che si svolgeranno contestualmente all’interno dell’edificio, sarà uno dei motivi di apertura di palazzo Oneto di Sperlinga per la prima volta dopo anni di chiusura al pubblico e che lo renderà nuovamente fruibile, grazie alle sinergie intraprese fra il dott Bilotti, la Regione Sicilia e la Soprintentenza. Il palazzo nel 1758 venne riconfigurato da Antonino Oneto Valguarnera Duca di Sperlinga, conferendogli l’aspetto attuale di edificio nobiliare settecentesco. I soffitti dei saloni del piano nobile e del primo piano furono affrescati nel 1746 da Gaspare Serenario con la “Gloria del Principe e tre Allegorie di Virtù”. Nei primi dell’800 il palazzo pervenne ai Burgio duchi di Villafiorita e ospitò il circolo nobiliare della “Conversazione del Fiore”, il quale durante il Carnevale Palermitano organizzava spettacoli in maschera e feste da ballo. Dopo un lunghissimo periodo di abbandono e di degrado, il Palazzo è stato acquisito dal mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona che sta realizzando negli anni un complesso intervento di restauro.
La collettiva d’arte “Ghostspace” allestita nel sottotetto del palazzo, si aprirà giorno 16 giugno 2018 ore 19:00 alla presenza dei padroni di casa Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e Cesira Palmeri di Villalba e rimarrà aperta al pubblico fino al 4 novembre 2018 con ingresso gratuito.
Il coordinamento è dell’Associazione Culturale Arti Visive, la mostra è a cura di Marilena Morabito.Si ringrazia il dott. Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona aver condiviso e permesso la realizzazione di questo progetto. Inoltre si ringraziano i partner KoArt, Castellinaria, Gnosis e Visual per il supporto e la buona riuscita dell’evento e lo sponsor tecnico Plastidea.

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A Palermo la mostra di Bianco e Valente: “Terra di me”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Palermo, Palazzo Branciforte 23 giugno – 30 settembre 2018 Anteprima stampa 22 giugno ore 11.00 progetto espositivo Terra di me, di Bianco-Valente, promosso e sostenuto dalla Fondazione Sicilia in occasione di Manifesta 2018 e ideato e organizzato da Sicily Art and Culture e da Civita Sicilia, in collaborazione con il CRESM, pone al centro il punto d’osservazione degli artisti sul confine sottile tra sé e l’altro. Su quanto sia possibile condividere il vissuto altrui.Quella di Bianco-Valente è una ricerca sociologica, un esperimento linguistico ampio, in cui forma e rappresentazione diventano elementi subordinati alla consapevolezza di un codice condiviso.Per questo progetto è stato innescato un proficuo e interessante dialogo con alcune delle mappe del patrimonio cartografico esposto a Villa Zito, risalenti al periodo fra il XV e il XVIII secolo.Questo confronto con la rappresentazione cartografica della Sicilia e del Mediterraneo ha generato una serie di riflessioni sulle tematiche legate al viaggio e alle migrazioni e a come sia cambiata l’idea di Mediterraneo,che da formidabile strumento di diffusione culturale ed economica in epoca classica, viene oggi da molti considerato una sorta di barriera, che si vorrebbe invalicabile, perdendo così di vista la vera natura di questo mare che è stato l’elemento da cui si è generata e diffusa la cultura occidentale per come la conosciamo oggi. Parte fondante del progetto espositivo sono stati una serie di incontri avvenuti a Palermo durante i primi mesi dell’anno che hanno messo in scena un intenso scambio tra gli artisti e un gruppo di migranti, con cui è stato attivato uno sguardo reciproco sul tema dell’immaginario e della narrazione, volto a esplorare punti di contatto e ad intrecciare le esperienze individuali. “Le rappresentazioni cartografiche della Sicilia e del Mediterraneo realizzate tra la seconda metà del Cinquecento e la fine del Settecento – afferma il Presidente della Fondazione Avv. Raffaele Bonsignore – rivivono di luce nuova attraverso lo sguardo di Bianco-Valente; il dialogo tra passato e presente, oggi più che mai necessario, diventa strumento per illuminare il futuro.” La mostra sarà accompagnata da un catalogo, edito da Silvana Editoriale, contenente un ampio apparato iconografico, saggi e schede analitiche delle opere e delle mappe nautiche. http://www.palazzobranciforte.it Biglietti Intero € 7 Ridotto € 5 Mostra e collezione archeologica € 3

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Le sculture (2002 – 2018) di Nino Ventura in mostra

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

Forte di Gavi (Alessandria) dal 30 giugno al 29 settembre 2018 Le sculture (2002 – 2018) di Nino Ventura in mostra. Per il pubblico la mostra sarà visitabile a partire dall’inaugurazione del 30 giugno (ore 10.30) fino al 29 settembre 2018 con il pagamento del biglietto d’ingresso al Forte. L’evento è realizzato dal Polo Museale del Piemonte – con la Direzione del Forte di Gavi – in collaborazione con l’Associazione Amici del Forte di Gavi e dà l’avvio alla programmazione di mostre d’Arte Contemporanea per meglio valorizzare il sito museale e il suo territorio.Per la mostra di sculture di Nino Ventura sono allestite le salette per le mostre, quelle espositive, i cortili interni della cittadella e la polveriera. È intento della nuova direzione poter dar vita al Forte e utilizzare questi importanti spazi per attività continue.
E con la mostra si vuole dare a Gavi una più ampia visibilità e portare il pubblico al Forte attraverso la formula “arte, cultura, turismo ed enogastronomia” grazie al sistema di coinvolgimento di tutti i principali soggetti presenti sul territorio.
Si è infatti costituito un itinerario culturale, creando una sinergia che faccia incontrare offerta artistica e del territorio, in modo da ottimizzare le risorse, garantendone la massima visibilità grazie anche a un capillare sistema di connessioni che possa continuare quel processo di promozione della realtà locale in tutte le sue espressioni.
Durante l’esposizione sono previsti eventi collaterali per sensibilizzare il pubblico su argomenti specifici.Tre conferenze dal titolo “I materiali dell’Arte” prevedono la presenza di relatori di fama nazionale e internazionale, esperti nel campo della scultura che utilizza materiali della produzione artistica italiana e mediterranea come marmo, bronzo e ceramica.
Prima conferenza IL MARMO – con Luciano Massari, scultore, direttore artistico del Laboratorio Cave Michelangelo di Carrara e Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara
Seconda conferenza IL BRONZO – con la Fonderia Artistica De Carli (TO), azienda che negli ultimi anni ha sviluppato una notevole esperienza su lavori artistici che – per le particolari condizioni progettuali relative a finalità, dimensioni e impegno – possono definirsi di pubblico rilievo.
Terza conferenza LA CERAMICA – con la Ceramica Gatti, fondata nel 1928 da Riccardo Gatti, ceramista e scultore.Gatti si distinse nel panorama artistico faentino sin dal 1908 perché inventore di tecniche complesse ottenendo risultati eccezionali come i riflessi metallici.
Una quarta conferenza, prevista per la giornata di chiusura mostra, sempre negli spazi del Forte di Gavi, è dedicata al Vino e all’Arte, per valorizzare l’Anno del Cibo Europeo.
CATALOGO della mostra Mondadori Electa con fotografie di Valentina Esposito e testi di Nicolas Ballario.

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Lo stato dell’arte: Il nuovo progetto di C.RE.S.CO

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

La prima tappa sarà a Sansepolcro, a Kilowatt Festival, lunedì 16 e martedì 17 luglio e vedrà la presenza di Oscar De Summa, Babilonia Teatri, Simona Bertozzi, Fanny & Alexander e, come testimone interessato, Umberto Angelini. Si continua a Troia Festival a Troia, il 2 e 3 agosto, con Deflorian – Tagliarini, Motus, Michele Sinisi, Kinkaleri e testimone interessato Franco D’Ippolito. Il 24 e 25 settembre, a Contemporanea Festival a Prato, Sotterraneo, Silvia Gribaudi, Anna Maria Ajmone avranno come testimone interessato Carlo Mangolini. Si conclude il percorso per quest’anno con Michele Abbondanza, Enzo Cosimi, Licia Lanera, Anagoor accompagnati da Barbara Boninsegna e Dino Sommadossi a Wonderland Festival a Brescia il 23 e 24 novembre.
Per questo primo ciclo hanno dato la loro disponibilità: Kilowatt Festival a Sansepolcro AR (luglio 2018), Troia Festival a Troia FG (agosto 2018), Contemporanea Festival a Prato (settembre 2018) Wonderland Festival a Brescia (novembre 2018). Sono già in preparazione altrettante tappe nel 2019, tra le quali una in Veneto e l’altra in Basilicata, a Matera Capitale Europea della Cultura.
Il progetto è articolato in 4 incontri nel corso di ogni anno, a partire dal 2018. A ciascuno di questi 4 incontri saranno invitati 4 registi e/o coreografi italiani che, nel corso della prima giornata discuteranno tra loro, in una zona protetta, alla quale avranno accesso soltanto a 1 o 2 testimoni interessati – curatori o direttori di teatri e festival – e 1 o 2 narratori – ovvero critici teatrali che possano moderare la discussione. A questo incontro sarà possibile portare differenti materiali cartacei o cross-mediali, testi completi o ancora non finiti, immagini fotografiche, suoni, forse anche video di prove, e comunque tutto ciò che sta nutrendo la creazione della sua nuova opera. Il secondo giorno questo racconto collettivo si aprirà all’ingresso di spettatori e osservatori esterni che sono interessate al lavoro degli artisti coinvolti e alla narrazione che questi intendono fare dei loro processi in corso, con l’unico scopo di far si che questo tipo di processo possa nutrire i percorsi creativi degli artisti italiani, possa arricchirli, possa farli maturare in un clima di mutuale fiducia con altri colleghi e dentro un humus di pensiero più ricco e complesso.
La creazione è un patrimonio sensibile, del quale prendersi cura collettivamente. In questa prospettiva, C.Re.S.Co. – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea – vuole lanciare un nuovo progetto di indagine e approfondimento chiamato LO STATO DELL’ARTE, con lo scopo di far dialogare tra loro le voci più significative della creazione contemporanea italiana negli ambiti del teatro e della danza.
Alla base del progetto è l’idea che gli artisti possano ritrovarsi a condividere i processi in fieri che stanno tracciando in quel momento, cioè tutto quell’insieme di idee, pensieri, visioni che permettono il passaggio dall’idea all’opera “Vogliamo invitare gli artisti a condividere quella fase estremamente delicata della creazione dove prendono forma le utopie e le immaginazioni e dove la verifica della scena restituisce ancora segnali contrastanti. Lì si annida quello che è più vitale dell’arte, lì – secondo noi – ha senso potenziare i meccanismi di incontro per rafforzare l’idea che la creazione appartiene collettivamente a un sistema, e che è prezioso averne cura”, afferma Luca Ricci, coordinatore del Tavolo delle idee che ha ideato il progetto.I venti componenti del Tavolo delle Idee di CreSCo hanno selezionato i 16 artisti invitati, i testimoni interessati e i narratori, coinvolti nel primo anno del progetto, e le sedi degli incontri.

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“Extemporanea H24”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 giugno 2018

Palermo 16 Giugno 2018 La Galleria Lombardi e la Galleria d’arte La Nica, in occasione di Palermo capitale italiana della Cultura 2018 e di “Manifesta 12”, hanno intrapreso dal mese di aprile una collaborazione aprendo il proprio spazio espositivo in via Villaermosa 41 (PA). Per tale occasione le due gallerie hanno ideato una mostra evento che prevede la presenza di artisti che dipingeranno in estemporanea in galleria e in vari punti della città.
Gli artisti che hanno aderito all’iniziativa sono: Alessandro Bazan, Fulvio di Piazza, Marco Eusepi, Piero Mascetti, Nicola Pucci, Ignazio Schifano, che saranno presenti in galleria e Francesco Barilaro, Giuseppe Barilaro, Antonino Gaeta, Lorenzo Gramaccia, Flavio Orlando, Igor Scalisi Palminteri, Linda Randazzo, Laboratorio Saccardi, Jacopo Truffa che lavoreranno in vari punti della città.
L’evento inizierà alle ore18:00 sia nelle piazze della città e sia in galleria. Nel corso della stessa giornata e fino al giorno successivo sarà possibile vedere gli artisti all’opera, da qui il titolo “Extemporanea H24”. L’esposizione in galleria durerà fino a sabato 14 Luglio 2018.
In questa occasione le gallerie Lombardi e La Nica diventeranno un palcoscenico dell’arte palermitana e non solo, per tutti i turisti e i visitatori che vorranno vedere uno spaccato di quello che è oggi la pittura in Italia.
Nelle ventiquattro ore si avvicenderanno una serie di iniziative tutte dedicate all’arte e alla cultura: dialoghi con gli artisti, incontri con la critica, con i giovani, lettura di poesie, musica, momenti conviviali enogastronomici etc.
Con questo progetto la Galleria Lombardi e la Galleria d’arte La Nica intendono omaggiare Palermo come una delle grandi capitali europee della cultura.

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Mostra di Paolo Valerio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

Sellano (PG) sabato 9 giugno 2018 a Castello di Postignano, alle 18.30 si terrà l’inaugurazione della mostra di Paolo VALERIO dal titolo “Stone heart Broken heart Love Cages and Surroundings”.
L’esposizione, presentata da Giuseppe Ferraro e Luigi Maria Sicca, è allestita pressol’appartamento Sabbioneta ed è visitabile fino al 14 luglio prossimo nei seguenti orari: tutti i giorni, dalle 10 alle 22. L’ingresso è gratuito. Paolo Valerio destinerà il ricavato della vendita delle sue opere alla raccolta di fondi per il restauro dei registri parrocchiali di Santa Maria di Preci, danneggiati dal recente sisma.Dopo il “taglio del nastro” alla mostra, presso la Chiesa SS. Annunziata, avrà luogo una proiezione video sull’artista e il suo lavoro.
Paolo Valerio è Professore Ordinario di Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. È delegato del Rettore per gli studenti con disabilità, Direttore Centro di Ateneo SInAPSi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Psicologia del Policlinico Universitario di Napoli, Presidente della Fondazione Genere Identità Cultura e Presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere.
Castello di Postignano, in Umbria, frazione del Comune di Sellano (PG), fu abbandonato negli anni ’60 ed è tornato a vivere grazie ad una attenta opera di restauro durata molti anni, a cura degli Architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella. Il borgo è stato inaugurato nel giugno 2011.www.castellodipostignano.it

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Mostra collettiva Immerso

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Milano dall’8 al 27 giugno presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci mostra collettiva Immerso. L’allestimento che si presenterà ai visitatori non sarà una semplice mostra fotografica ma un caleidoscopico viaggio che dallo Spazio porterà ad esplorare le profondità marine passando per grotte gelate ed architetture urbane. Attraverso gli scatti che i numerosi fotografi hanno realizzato con le loro fotocamere Nikon, sarà possibile ammirare le innumerevoli sfaccettature del mondo che solitamente sono celate alla vista. Dalla macrofotografia alla fotografia astronomica, si potranno ammirare colori mai visti, particolari inaspettati e visioni stupefacenti. Immerso è una mostra dedicata al potere della fotografia, che ha la capacità di catturare l’osservatore per fargli conoscere nuovi mondi possibili.
Per avvicinare il pubblico all’affascinante universo fotografico di Nikon, nell’ambito della mostra verranno proposti due talk gratuiti ed un workshop. Di seguito il programma:
– 13 giugno, ore 17.00: Alessandro Barteletti parlerà della sua esperienza a fianco dell’astronauta Paolo Nespoli.
Il fotografo racconterà il dietro le quinte del suo progetto che ha avuto come protagonista l’astronauta Paolo Nespoli: nel corso di un intero anno ne ha seguito e fotografato l’addestramento in vista della sua terza missione nello spazio. Affiancare Nespoli ha significato vivere la quotidianità dei centri di addestramento di Colonia in Germania (ESA), Houston negli Stati Uniti (NASA) e Star City in Russia (Roscosmos) per scoprire come un uomo “rinasce” astronauta. Storie, aneddoti, organizzazione e imprevisti di un lavoro esclusivo per National Geographic Italia.
– 20 giugno, ore 17.00: Damiano Andreotti racconterà “Il volto riflesso dell’anima”
Damiano Andreotti, poliedrico artista dell’immagine, presenta il progetto “Il volto riflesso dell’anima”: una collezione di ritratti di persone illustri che vengono affiancati a perfetti sconosciuti, donne e uomini scelti per il loro volto e, soprattutto, per il loro essere, per la storia che Damiano sapientemente ferma in uno scatto, forte del suo carattere semplice ed al contempo estremamente complesso e sofisticato.
– 23 giugno, ore 10.00: workshop “La fotografia d’interno spiegata e raccontata da Saverio Lombardi Vallauri”
Saverio Lombardi Vallauri è una delle firme più prestigiose nel settore della fotografia di architettura: ha fotografato elementi architettonici ovunque nel mondo e pubblicato le sue immagini su riviste di livello internazionale. Grazie alla sua esperienza sarà possibile imparare la scelta del corretto punto di vista per il controllo della dinamica prospettica, la giusta posizione del sensore per il controllo delle linee cadenti, il calcolo dell’esposizione ed il bracketing, le scelte per il corretto bilanciamento del bianco e l’uso degli obiettivi tilt/shift.www.nikonschool.it/eventi/mostra-immerso/

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Mostra di Stefano Cerio Amusement Places

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Napoli. Mercoledì 6 giugno, alle ore 19, sarà inaugurata al Museo Pignatelli Casa della fotografia Riviera di Chiaia, 200 la mostra di Stefano Cerio Amusement Places. L’esposizione, curata da Denise Pagano, è promossa dal Polo Museale della Campania in collaborazione con gli Incontri Internazionali d’Arte e lo Studio Trisorio.
La mostra riunisce per la prima volta una selezione di 30 opere di grande formato e due video tratti dalle 5 serie di lavori sviluppati dall’artista su luoghi e architetture per il gioco e il tempo libero.Gli Aquapark (2010), le piste e gli impianti di risalita della serie Night Ski (2011), le navi da crociera della serie Cruise Ship (2012), i luoghi di Chinese Fun (2013) e i parchi dei Night Games (2017) sono accomunati dal fatto di essere ripresi sempre in assenza di persone e quando non sono in funzione. Ciò crea una sensazione di disagio nello spettatore in cerca della riconoscibilità di questi luoghi sempre uguali eppure caratterizzati in modo diverso.
“Voglio catturare esattamente ciò che vedo in quel momento”, afferma Cerio, “uso le mie luci come strumento di costruzione dell’immagine, creo delle atmosfere che in realtà non esistono”.
1/250 di secondo è il tempo che Cerio usa per “tagliare qualsiasi luce ambiente” e proporre allo spettatore ciò che l’occhio umano non ha il tempo di percepire.Come ha scritto Walter Guadagnini (Percorsi di Cerio in Vice Versa, Roma 2012): “questa condizione crea una sensazione di sospensione del tempo, una sorta di metafisica delle cose che allontana gli oggetti dalla realtà e li trasforma in apparizioni fantasmatiche. Là dove la fotografia topografica racconta il mutamento, la fotografia di Cerio racconta la sospensione. Inoltre, tutti questi luoghi vengono ripresi quando sono – nella percezione comune – invisibili (…). Cerio rivendica alla fotografia, con assoluta nonchalance, la capacità di rendere manifesto l’invisibile, ciò che è abitualmente sottratto agli occhi”.Stefano Cerio vive e lavora tra Roma e Parigi. Inizia la carriera di fotografo molto giovane, collaborando con il settimanale L’Espresso. Dal 2001, il suo interesse si sposta progressivamente verso la fotografia di ricerca e il video. Tra le numerose mostre da lui realizzate, si ricordano: Sintetico Italiano (Certosa di San Giacomo, Capri 2009), Aquapark (Fondazione Forma per la fotografia, Milano 2011), Night Ski (Studio Trisorio 2012), Chinese Fun (Fondazione Volume!, Roma 2015), Night Games (Camera Centro Italiano per la Fotografia, Torino 2017).L’esposizione si potrà visitare fino al 15 luglio 2018. Orari: 10 – 17, ultimo ingresso ore 16; chiuso il martedì; biglietto intero € 5,00.

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Mostra Adunanza di Adelita Husni-Bey

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Modena. Venerdì 8 giugno alla Galleria Civica di Modena, nella suggestiva Palazzina dei Giardini mostra Adunanza di Adelita Husni-Bey. Si tratta della prima grande personale in un’istituzione italiana della giovane artista, nata a Milano nel 1985 che oggi vive a New York e che negli ultimi anni si è distinta nel panorama internazionale, partecipando a manifestazioni di rilievo quali la Biennale d’Arte di Venezia nel 2017 (tra i rappresentanti del Padiglione Italia), e la mostra Being: New Photography 2018 al MoMA di New York.La mostra riunisce l’eterogenea produzione che Adelita Husni-Bey ha sviluppato negli ultimi dieci anni tra video, installazioni, opere pittoriche, serie fotografiche, disegni e lavori su carta. Fin da giovanissima, Adelita s’interessa a temi politici e sociali complessi indagandoli attraverso studi di sociologia, teorie educative anarco-collettiviste e pratiche d’insegnamento sperimentali. Le sue opere si fondano e nascono da processi collettivi, nella forma di workshop e giochi di ruolo che hanno visto la partecipazione di varie tipologie di comunità, tra cui figurano studenti, atleti, giuristi e attivisti politici, con i quali sono condivisi contrattualmente i proventi dell’opera finale.

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Obscure clarté di Li Chevalier

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Siena Santa Maria della Scala 1 giugno -30 settembre 2018 ORARI da lunedì a mercoledì e da venerdì a domenica: 10,00 – 19,00 giovedì: 10,00 -22.00. Biglietto intero: € 9,00 Biglietto ridotto: € 7,00. Oggi si inaugura presso i Magazzini della Corticella, l’esposizione di Li Chevalier Obscure clarté. Figura di spicco tra le pittrici della sua generazione, Li Chevalier, assai attiva nel panorama artistico contemporaneo, costruisce la sua carriera attorno ad un percorso intercontinentale, caratterizzato da un universo estetico transculturale e multidisciplinare, che sviluppa un’arte la cui firma ha un rapporto appassionato con il mondo musicale e poetico. A quindici anni viene scelta dalla Compagnia dell’Opera dell’esercito cinese e dopo cinque anni di profonda immersione come cantante lirica, Li Chevalier viaggerà alla scoperta delle maggiori capitali europee, passando da Firenze e Venezia dove studia arte, per laurearsi a Londra, al London Central St Martins College of Art & Design, in Filosofia e Belle Arti.Con Obscure clarté Li Chevalier rende omaggio a Siena, città con la quale la pittrice franco-cinese ha iniziato una relazione appassionata da più di 20 anni. L’artista, inoltre, rende omaggio a Karol Beffa, accordando la sua installazione a due brani famosi del compositore francese, Into the Dark, Pièce pour piano et orchestre e Supplique, Pièce pour violon seul: una fusione tra l’arte mutevole della pittrice e le melodie liquide del compositore, un insieme che celebra il legame appassionato dell’artista con il mondo musicale.Oltre a ciò, saranno esposte in mostra 20 opere di pittura sperimentale ad inchiostro, che rivelano la “traiettoria” spirituale dell’artista con i suoi dubbi e le sue rivelazioni.
Lo spazio scelto all’interno del Santa Maria della Scala per l’esposizione, ben qualifica l’opera della pittrice, che si caratterizza per un effetto scenografico e per una composizione spaziale specifica che include una dimensione teatrale. Particolare rilievo viene assegnato all’uso della luce, dell’ambiente e del suono, così come alla partecipazione dei visitatori all’evento. Tuto ciò contribuisce a un’esperienza sensoriale che coinvolge gli spettatori e li fonde con le opere. La mostra, promossa e organizzata dal Comune di Siena, è realizzata in collaborazione con Opera-Civita.
Li Chevalier ( 诗蓝 Shī Lán), nata a Pechino nel 1961, è una pittrice e artista visuale francese. Laureata presso il London Central St Martins College of Art & Design in Belle Arti, è una figura di spicco tra le donne della sua generazione dedite all’arte, molto attiva nel panorama artistico internazionale. La carriera di Chevalier è costruita attorno a un eccezionale percorso intercontinentale, caratterizzato da un universo estetico transculturale e multidisciplinare, che sviluppa un’arte la cui firma ha un rapporto appassionato con il mondo musicale.

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Mostra: Oltre l’immagine

Posted by fidest press agency su martedì, 29 maggio 2018

Mantova Venerdì 1° giugno, ore 18.00 in via Nievo 10, alla presenza degli artisti, inaugurazione della mostra aperta al pubblico a cura di Arianna Sartori con opere di Elsa Dembech – Domenico Pompa Miriam Pracchi – Mario Vitale e resterà aperta sino al 30 giugno (Orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 Chiuso Festivi). Come nasce psicologicamente un dipinto? Da quali meandri profondi della mente dell’artista hanno origine le immagini che vediamo?In mostra primi piani di giovani, boschi alberati e città aggrovigliate, non è semplicemente il frutto di una tendenza “disimpegnata” della pittura contemporanea; non è un mero espletamento di necessità esibizionistica, ma è indiscutibile che dietro a tutte queste soluzioni visive esistono percorsi profondi di conoscenza e di ascolto dei propri bisogni comunicativi. I temi dei legami all’uomo, all’equilibrio, all’identità dei luoghi sono infatti i vertici di osservazione, scelti dagli artisti, per parlare nelle proprie opere. Temi cruciali delle vicissitudini di ciascuno di noi.

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Mostra “Scent of Pop” di Ludmilla Radchenko

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2018

Milano 1 giugno – 8 luglio Inaugurazione giovedì 31 maggio ore 18.30. È Ludmilla Radchenko la protagonista di “Scent of Pop”, mostra della nuova serie dedicata al pop di “st art. L’arte per tutti”, il progetto di Mondadori Store curato da Angelo Crespi con l’idea di rendere accessibile l’arte e i suoi protagonisti. Il pop nelle sue varie declinazioni è il perno attorno a cui ruota questa nuova serie e nella mostra “Scent of Pop” è la “metasensorialità” olfattiva il fil rouge. Le opere in mostra rivelano la sacralità del mondo pop, con pezzi iconici che divengono il mezzo per coinvolgere i sensi attraverso la più squisita “essenza” di tale realtà: “Scent of Pop”.
Per Angelo Crespi, la domanda che accomuna e accompagna le opere in mostra è: “Il pop ha un profumo? Certo quello della contemporaneità stretta, perché tra tutte le declinazioni dell’arte visiva è quello che meglio definisce e si esalta dentro i meccanismi della comunicazione moderna, li genera, li cavalca, talvolta ne usura le icone e i marchi, rare volte riesce ad alimentarne in modo definitivo la riconoscibilità, la popolarità. Accade, per esempio, con Marilyn (Monroe): da principio è il grimaldello che usa Warhol per dare un facile notorietà alle sue serigrafie, ma oggi a cinquant’anni di distanza, dimenticato il cinema in bianco e nero, il mito della star di Hollywood arriva alle giovani generazioni filtrato, se non unicamente passando attraverso il lavoro dell’artista americano o degli epigoni che incessantemente, come i pittori ortodossi di icone, hanno ripetuto pregando la sacra icona. Così Marylin ci giunge scarnificata nella sua essenza, ma sublimata metafisicamente, quasi fosse una madonna “acheropita”, non dipinta da mano umana, semmai capace di impressionare da sola la tela per intervento divino. E dunque il pop ha un profumo sacro, non di incenso, di qualcosa di simile che si spande e fa salire al cielo, nell’iper uranio, ciò che resta dei corpi immolati alla divinità, spesso solo le etichette, i marchi, al massimo quando si è molto fortunati, i brand. Ecco il segreto del pop – continua il curatore “ciò che anche Ludmilla Radchenko svela nella sua immillata riproposizione di Marilyn, o quando, scorticando il ‘label’ gioca con il profumo, il Channel, che non è più l’olezzante essenza del più famoso marchio del lusso mondiale, bensì un ‘canale’, oppure italianizzando un ‘cane’. E allo stesso modo, la zuppa Campbell di warholiana memoria, rivista all’ennesima potenza, bordeggiando ovviamente Piero Manzoni, diventa una ‘bio bull shit’ in edizione limited, che trascina con sé tutta la forza del concettuale e del dada sprofondandoli in una dimensione super pop e dunque, seppur parificante, agreable e non più urticante. Ecco la forza del pop by Ludmilla, a sua volta una creatura sublime dello stesso pop di cui è interprete, traghettata dalla gelida Siberia fin dentro i gangli televisivi del mid cult, e poi diventata artista per antica vocazione che dipinge ciò che la comunicazione di massa vorrebbe vendere o televendere, per esempio la madonna, in verità una venere botticelliana che indossa scarpe da ginnastica ed esclama implorante ‘God save my shoes'”.

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