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Mostra personale di Loredana Galante: La Rivoluzione Gentile

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2021

Forlì dal 18 settembre 2021 al 15 gennaio 2022 (Inaugurazione: sabato 18 settembre, ore 18.00 Orari: da martedì a venerdì ore 9.30-12.30, sabato e domenica ore 9.30-12.30 e 16.00-19.00, chiuso lunedì e festivi Ingresso libero previa presentazione del Green pass) alla Fondazione Dino Zoli Viale Bologna 288, promotrice della mostra insieme a Dino Zoli Textile.Curata da Nadia Stefanel, l’esposizione trae origine dal Premio Speciale Dino Zoli Textile ad Arteam Cup 2019 e dalla residenza tenutasi nel settembre 2020 presso l’azienda tessile, da sempre attenta all’ambiente, alla cultura e al sociale, in linea con la filosofia di Dino Zoli Group. Galante, genovese per nascita ma residente a Milano, ha fatto del proprio cognome un manifesto programmatico, invitando le persone a rivoluzionare la propria quotidianità a partire da piccoli gesti di gentilezza. «La Gentilezza – dice l’artista – è demodé e troppo poco sensazionalistica per essere notata in fabbriche cacofoniche ed accelerate ma c’è chi la pratica. La corazza in dotazione è minima, permeabile, fragile. Ci vuole tempo per assimilare, accogliere, ricucire, rammendare strappi e ferite, ma anche per ammirare il disegno fatto con il filo di parole scelte, scenari rassicuranti, costellazioni sentimentali».Il percorso espositivo si svilupperà a partire dall’installazione site-specific Come acque versate, realizzata durante la residenza forlivese. All’interno di una grande piscina, saranno inseriti innumerevoli ritagli di tessuto, gli sfridi di lavorazione di Dino Zoli Textile, lunghi e arrotondati come le onde del mare. Acque nelle quali ci si potrà idealmente immergere per cercare i pensieri raccolti attraverso una call to action e trascritti o ricamati sulle strisce di tessuto. L’artista aveva chiesto, infatti, nei mesi precedenti, di pensare ad una frase, un pensiero, una considerazione, una riflessione, un intento per agire insieme, per scrivere un programma condiviso che, come un’onda di miglioramento, ci aiutasse nella costruzione di un sentire comune, soprattutto dopo il periodo di lockdown e di chiusura verso gli altri. Sono state coinvolte scuole di ogni ordine e grado, associazioni e cooperative, ma anche singoli individui, che hanno aderito con entusiasmo. I bordi della vasca sono realizzati con dieci pannelli di 70×100 cm, caratterizzati da un insieme armonico di suggestioni disegnate dall’artista, poi elaborate al computer e stampate con apposite macchine su raso di cotone misto a poliestere di Dino Zoli Textile, con successivi interventi a ricamo. Il visitatore sarà condotto verso la piscina da cinque Portatrici: tele ricamate, libere e fluttuanti, appese al soffitto, che evocano sembianze di donna.Nel corso della mostra, l’installazione Come acque versate sarà arricchita con ulteriori pensieri e riflessioni che potranno essere inviati direttamente all’artista.A completamento dell’esposizione, una serie di acrilici su tela che raccontano il mondo di Loredana Galante, frutto di una ricerca ultraventennale, che si avvale di differenti medium e che si inserisce anche nel solco della tradizione della Performance Art. «Dipinti che, come racconta l’artista, sono tapisserie in cui compiere itinerari tra oggetti, racemi, animali complici di qualche sortilegio. Appunti, scritte, forse istruzioni. Per leggerli occorre inclinare la testa, mettersi a testa in giù, cambiare il punto di vista».Verranno, inoltre, esposti alcuni lavori inediti, realizzati appositamente per l’occasione attraverso la tecnica del collage, applicata ai tessuti di Dino Zoli Textile.

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“I DI STEFANO”: Mostra personale di Arte Contemporanea

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2021

Roma Lunedi 6 settembre 2021 alle ore 19.00 Presso la Galleria Studio CiCo a Roma in Via Gallese 8 si inaugura la mostra personale di Arte Contemporanea. Presenterà la Dott.ssa Critica d’Arte Mara Ferloni. Questa mostra organizzata dalla Galleria Studio CiCo e’ composta da oltre 50 opere in acquerello, china e olio su tela realizzate da due Artisti padre e figlio: Giovanni di Stefano e Stefano di Stefano. Due stili, due epoche, due modi di interpretare l’Arte e i sentimenti che si fondono magicamente in questa esposizione. Le opere di Giovanni di Stefano (il padre 1930-1990) hanno una fortissima intensità cromatica e hanno una particolare attenzione al movimento, sono essenzialmente olii su tela ma anche nell’ acquarello è leggibile lo stesso vigore. Questa peculiarità rende il suo lavoro molto dinamico e anche nella staticità di alcune immagini (vedi il Cristo) il colore fa vibrare l’immagine fino a farla sembrare viva pulsante. Come fotogrammi di un film (non a caso ha lavorato come illustratore per il cinema) Giovanni di Stefano racconta i sentimenti attraverso il colore pennellate che accompagnano il movimento che lo seguono come un’ombra (i Galli). Si contrappongono le opere di Stefano di Stefano che sono realizzate a china e a acquerello di piccole e medie dimensioni sono opere con un segno sapiente date probabilmente dal suo percorso che parte e prosegue come architetto. Il segno, il dettaglio e la precisione sono i capisaldi dell’opera di questo Artista. I suoi scorci di paesini sono come ricami di una punta sottile e nera, al tempo stesso danno immediatamente il senso della prospettiva e della profondità. Ma l’opera che unisce i due artisti ed è il volto del Cristo che Stefano di Stefano ha realizzato nel 2021 ad acquarello. Un tributo che il figlio ha voluto dare al padre per sua carriera per sua storia per non dimenticarlo e non farlo dimenticare. Nel quadro del Cristo ad olio di Giovanni di Stefano il viso non è in primo piano ed emerge la rassegnazione nella posizione e il figlio Stefano di Stefano dipingendone il volto in acquarello ha voluto dare un’espressione al Cristo e il connubio ha una forza e un significato profondo che travalica l’Arte di per sé stessa e arriva direttamente al cuore. Una famiglia di Artisti che lascerà il segno nella storia dell’Arte.

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Mostra Dall’Italia ad Auschwitz

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Roma Casina dei Vallati, Fondazione Museo della Shoah via del Porcico d’Ottavia 29. A seguito del grande successo di pubblico con oltre 200 visitatori al giorno e oltre 4000 ingressi nei mesi di giugno e luglio, la mostra “Dall’Italia ad Auschwitz” a cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger, in corso presso la Casina dei Vallati sede museale della Fondazione Museo della Shoah, rimarrà aperta al pubblico anche durante tutto il mese di agosto. La mostra, presentata il 27 gennaio 2021, in occasione della Giornata della Memoria, si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dell’UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità, della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma, dell’Associazione Figli della Shoah e in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.Questa esposizione descrive la storia di tutte le persone arrestate tra il 1943 e il 1944 nel territorio italiano e deportate nel complesso concentrazionario di Auschwitz-Birkenau.Si tratta innanzitutto delle persone di origini ebraiche – spesso interi blocchi familiari –, compresi gli ebrei stranieri che negli anni precedenti avevano cercato rifugio nella penisola e gli ebrei che risiedevano nelle isole del Dodecaneso, nella quasi totalità di nazionalità italiana. Ma, grazie alle indagini storiografiche condotte, si è scoperto che la realtà della deportazione “politica” – nella quasi totalità costituita da donne residenti nel territorio dell’Adriatisches Küstenland (Litorale Adriatico) – è ben più consistente rispetto a quella proposta fino ad ora dalla storiografia e che la deportazione ha toccato anche un piccolo numero di rom – dato fino ad oggi sconosciuto –, anch’essi arrestati nell’Adriatisches Küstenland.La mostra si caratterizza per la presenza di considerevoli novità, storiografiche ed espositive, fra cui innanzitutto la scoperta della rilevante consistenza della deportazione dei “politici” non ebrei ad Auschwitz e la presenza nei convogli di rom, donne e uomini. Vengono presentate nuove cifre della deportazione ebraica, compresa anche l’individuazione di nuove date di partenza dei trasporti.Nel corso della ricerca è emersa la notevole consistenza, nei vari trasporti, di coniugi e figli di matrimoni misti così come la loro specifica sorte all’interno del campo. [La ricerca per stabilire il numero delle persone deportate rimarrà in ogni caso sempre in corso] Ponendosi la mostra come obiettivo anche quello di dare un volto alla deportazione dall’Italia ad Auschwitz, sono proposti nuovi e commoventi percorsi biografici di numerose vittime, sia tra i “sommersi”, sia tra i “salvati”, senza tralasciarne alcuni relativi ai persecutori. Tali percorsi vedono la presenza di preziosi documenti originali e oggetti personali.L’ampio uso di disegni e dipinti realizzati nel dopoguerra da artisti sopravvissuti alla deportazione ad Auschwitz ci fanno comprendere situazioni che non sono documentate da immagini fotografiche. Nuove mappe assonometriche realizzate in Germania dall’architetto Peter Siebers – un progetto sostenuto da Serge Klarsfeld – ci permettono una migliore visualizzazione di Auschwitz I, di Birkenau e di Monowitz.Molte novità presenti in questa esposizione sono il frutto di un lavoro di ricerca effettuato per diversi mesi dai curatori insieme ad autorevoli studiosi della Shoah, della deportazione ebraica e della deportazione politica. Per la prima volta gli enti più prestigiosi che si occupano del tema hanno lavorato fianco a fianco, anche in previsione della realizzazione del memoriale italiano che sarà allestito dal Governo italiano nel Blocco 21 di Auschwitz. Si tratta del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) di Milano – Liliana Picciotto e il suo staff –, della Fondazione Memoria della Deportazione, sempre di Milano, dell’ANED (l’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) nazionale, l’ANED di Sesto San Giovanni – Laura Tagliabue – e di Trieste – Dunja Nanut – e del Auschwitz-Birkenau State Museum – Jadwiga Pinderska-Lech –.Con questa grande mostra sarà possibile conoscere per la prima volta in maniera completa il “volto” della deportazione in Italia. http://www.museodellashoah.it ORARI MOSTRA:da domenica a giovedì dalle ore 10.00alle ore 17.00 venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 sabato chiuso

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Mostra: Colori nelle mani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 agosto 2021

Firenze. Dal 2 ottobre 2021 all’8 gennaio 2022 la Galleria Poggiali di Firenze, nelle sue due sedi di via della Scala e di via Benedetta presenta la mostra Colori nelle mani dell’artista austriaco Arnulf Rainer (Baden, 8 dicembre 1929) con la curatela di Helmut Friedel.Colori nelle mani presenta un corpus di dipinti inediti, scelti appositamente dall’artista, dal curatore e dai galleristi attingendo da opere venute alla luce tra il 1981 e il 1985. Tra queste si trovano anche quelle della famosa serie dei dipinti fatti con le mani che furono esposti per la prima volta a Kassel per Documenta 7.La mostra, che sarà accompagnata da un testo critico di Giovanni Iovane, si inserisce nella tradizione della sede fiorentina della Galleria Poggiali che ha infatti esposto il lavoro di grandi maestri come ad esempio Claudio Parmiggiani, Gilberto Zorio, Enzo Cucchi che hanno sempre lavorato appositamente per la galleria.Noto al grande pubblico per la sua arte astratta e informale, Arnulf Rainer durante i suoi primi anni di carriera fu influenzato dal Surrealismo facendo poi evolvere il suo stile verso la distruzione delle forme, con annerimenti, ridipinture e mascherature di illustrazioni e fotografie che dominano i suoi lavori successivi. Era molto vicino all’Azionismo viennese, caratterizzato da body art e pittura sotto l’effetto di droghe e dipinse a lungo la relazione tra la vita e la morte concentrandosi ampiamente sul tema di Hiroshima in relazione al bombardamento nucleare della città giapponese e alle sue ricadute politiche e fisiche. Ha esposto nei grandi eventi internazionali come ad esempio la Biennale di Venezia (1980 e 2011) e la Biennale di San Paolo (1996) o ancora Documenta 7 (1982). Le sue opere sono esposte nei più importanti musei del mondo come il MOMA e il Guggenheim Museum di New York, il Centre Georges Pompidou di Parigi, lo Stedelijk di Amsterdam e il Kunstforum Vienna. Nel 1993 a New York è stato inoltre aperto l’Arnulf Rainer Museum. Dopo una splendida carriera, e a 92 anni, la Galleria Poggiali porta per la prima volta in assoluto Arnulf Rainer a Firenze e gli dedica una grande mostra.

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Mostra TERRA al cubo – abitare il futuro

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

Dal 5 al 10 settembre 2021, in occasione della Milano Design Week, nei Chiostri dell’Umanitaria, ISIA Faenza presenta la mostra TERRA al cubo – abitare il futuro, una mostra che nasce da tre anni di ricerca sull’ecodesign della casa del futuro con indagini mirate a nuove possibili forme di convivenza con la terra, intesa come luogo dove abitare, come nutrimento e materia da lavorare attraverso l’arte della ceramica, è anche ciò che lega Faenza al proprio genius loci. L’esposizione è concepita come un trittico di esperienze con oggetti e arredi progettati dagli studenti dei Biennio Specialistico in Design del Prodotto e Progettazione con Materiali Ceramici e Innovativi e il Biennio Specialistico in Design della Comunicazione di ISIA Faenza. EARTHz comprende attrezzi per coltivare la terra, protesi-contenitori da indossare per il contenimento e la riserva di cibo, utensili in ceramica 3D di nuova generazione per la raccolta dell’acqua, la sua depurazione e la conservazione alimentare. Oggetti che funzionano anche in assenza di energia grazie a materiali ceramici potenziati con nano-materiali. Nomadism progetta micro-unità abitative, trasportabili e facilmente scomponibili. I “Cocoon” sono gusci funzionali realizzati con materiali di recupero, polimeri, tessuti intelligenti, biomateriali e nanoceramiche. La preziosa eredità custodita dal Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza è fonte di ispirazione per il design della collezione di contenitori “Faventia_Upgrade”. Community si focalizza sull’ambiente di lavoro contemporaneo, co-working o da remoto, in spazi condivisi e flessibilii. Tramite l’adesione al ClustER Regionale Emilia Romagna Industrie culturali e Creative, l’ISIA di Faenza ha svolto in collaborazione con l’azienda specializzata Methis una ricerca sperimentale orientata ai futuri scenari possibili, tenendo in considerazione le attuali vicissitudini pandemiche. In una dimensione di convivenza in spazi chiusi, i giovani progettisti di ISIA Faenza hanno sviluppato anche l’innovativo progetto “Designer custodi dell’aria”, una serie di depuratori d’aria con filtri ceramici potenziati da nanomateriali, in collaborazione con il Centro Ricerche Ce.Ri.Col di Colorobbia.

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62mo Premio Termoli

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

In occasione dell’ultimo weekend di apertura della mostra dedicata al 62mo Premio Termoli il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli presenta due appuntamenti speciali: sabato 28 agosto alle 18.00 l’artista – in concorso nella Sezione Arti Visive – Bruna Esposito presenta al pubblico la performance Oro Colato – As the gospel truth realizzata insieme alla poetessa Paola D’Agnese. Domenica 29 agosto nel corso del finissage della mostra alle 19.30, saranno annunciati i vincitori della Sezione Arti Visive e della Sezione Architettura e Design; l’opera dell’artista vincitore entrerà a far parte della collezione permanente del MACTE, mentre al progettista vincitore insieme a un premio in denaro, vedrà il suo progetto incluso nei piani di riqualificazione urbana del Comune di Termoli. Contestualmente saranno annunciati l’artista in concorso a cui il museo dedicherà una mostra personale nel 2022 e la menzione speciale verrà assegnata agli artisti e progettisti cui andranno le preferenze del pubblico del museo, invitato a partecipare con il suo voto.Il Premio Termoli – oggi alla sua sessantaduesima edizione – è una delle manifestazioni più longeve nel panorama italiano che, dal 1955, ha portato nel capoluogo molisano alcuni degli artisti più importanti del secondo Novecento, le cui opere, testimonianza del loro passaggio, oggi compongono la preziosa collezione del MACTE. Per la prima volta nella sua storia, il Premio Termoli è organizzato proprio dal MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli, primo e unico museo di arte contemporanea del Molise, fondato nel 2019.

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Mostra Pupille

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2021

sabato 24 luglio 2021 nei boschi di Cortina d’Ampezzo (fino al 3 novembre). L’esposizione accompagna il visitatore alla scoperta del sentiero di Pian de ra Spines ed è ispirata al ricco patrimonio di leggende e fiabe connesse alla storia delle Dolomiti. Le opere degli artisti Benni Bosetto, Cuoghi Corsello, Dado, Maurizio Mercuri sono state realizzate appositamente per essere collocate nei boschi del sentiero, con l’intento di creare un percorso onirico dove il visitatore di ogni età potrà ritrovare la propria dimensione legata all’infanzia.Benni Bosetto utilizza l’installazione sonora per diffondere nell’ambiente un canto a cappella, che ha la funzione di avvicinare il pubblico, e interviene anche con il disegno a matita sui tronchi di alcuni alberi disposti lungo il percorso. Il duo Cuoghi Corsello propone una serie di installazioni ispirate a un sorprendente immaginario fiabesco: per osservarle il fruitore sarà spinto ad abbandonare in alcuni tratti il sentiero principale, e si troverà completamente immerso in una dimensione naturale. Dado (Alessandro Ferri) dipinge con il colore oro uno degli alberi che danno forma al bosco con la finalità di coniugare la sfera fantastica del mondo delle fiabe con quella reale. Maurizio Mercuri si lascia ispirare da una nota leggenda legata alle Dolomiti, che illustra l’enrosadira: fenomeno apparentemente magico, che si ripete ogni giorno in coincidenza dell’alba e del tramonto, quando i raggi del sole accarezzano le cime delle Dolomiti, colorandole di rosa.

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Mostra On life

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

Roma 19 luglio – 30 agosto 2021 Rossocinabro Via Raffaele Cadorna 28 Curatori: Joe Hansen, Cristina Madini Questo periodo di pandemia ha reso chiaro a tutti che le esperienze online e offline sono ora unite. Non si tratta più di uscire dal mondo virtuale per entrare in quello fisico e viceversa, viviamo in un mondo in cui queste due dimensioni sono ormai intrecciate. E questo è stato evidente nell'arte già da molto tempo. Rossocinabro prosegue l’attività espositiva nella consapevolezza di tenere aperto il discorso e richiama l’attenzione sull’arte contemporanea orientando lo sguardo sul presente e sul futuro. L’attenzione ai linguaggi diversi, la conoscenza e lo scambio con gli altri trovano vie concrete e canali privilegiati di realizzazione proprio nei linguaggi artistici ed espressivi. Aspirare ad avviare e promuovere, passo dopo passo, la ricerca di una ragione comune, può infatti rappresentare nuove occasioni di confronto e di crescita culturale. Siamo consapevoli che allestire una collezione d’arte oggi significa riflettere i cambiamenti dei propri sentimenti, ma a pochi mesi dallo scoppio della pandemia Roma si candidava a tornare capitale del contemporaneo, e con la recente riapertura è ormai chiaro che la città è in subbuglio. Il forte aumento dell’afflusso di dati nell'ultimo anno indica che l’interesse per l’arte in tutte le sue espressioni sta crescendo, che il peso della tradizione, particolarmente forte a Roma, non impedisce anche a un pubblico eterogeneo di avvicinarsi più difficile e meno provato terreno dell’arte recente. La mostra è un work in progress, alle opere già esposte se ne aggiungeranno di nuove durante l’estate. Questa mostra offre una grande opportunità per investire nell’arte internazionale ed è una vetrina dell’artista affermato e dei giovani talenti. I visitatori possono aspettarsi una varietà di dipinti, disegni, arte fotografica, arte urbana, video e sculture in diversi stili. In mostra opere di: Daniel Agra, Ekaterina Aristova, Brian Avadka Colez, Heike Baltruweit, Steve Bicknell, Marciana Biasiello, Yenny Carruyo, Dénes Csasznyl, Marie-Pierre de Gottrau, Onno Dröge, Tom Dugdale, Earnest, Torhild Frøydis Eid, Margarita Felis, Elena Gonzalez Muñoyerro, Hanna Maarit Jauhiainen, Michael Jiliak, Chikara Komura, Agnieszka Kopczyńska-Kardaś, Alexandra Kordas, Lize Krüger, Kristin Inbal, Constanza Laguna Roldán, Gudrun Latten, Angelika, Lialios Freitag, Linda Liao, Fiona Livingstone, Marcia Lorente Howell, Judith Minks, Fanou Montel, Susan Nalaboff Brilliant, Cox Nathanael, Vera Nowottny, Ann Palmer, Sal Ponce Enrile, Erwin Rios, Belle Roth, Toril Sæterbakken, Olgu Sümengen Berker, Taka & Megu, Serina Tara, Stéphane Vereecken, Victoria V. Visita: https://www.rossocinabro.com/exhibitions/exhibitions_2021/214_on_life.htm On Life July 19 – August 30, 2021 Rossocinabro Rome, Via Raffaele Cadorna 28 Curators Joe Hansen, Cristina Madini This pandemic period has made it clear to everyone that online and offline experiences are now united. It is no longer a question of leaving the virtual world to enter the physical one and vice versa, we live in a world where these two dimensions are now intertwined. And this has been evident in art already a long time. Rossocinabro goes on the exhibition activity in the awareness of keeping the discourse open and draws attention to contemporary art by orienting its gaze on the present and the future. Attention to different languages, knowledge and exchange with others find concrete ways and privileged channels of realization precisely in artistic and expressive languages. Aspiring to start and promote, step by step, the search for a common reason, can in fact represent new opportunities for comparison and cultural growth. We are aware that setting up an art collection today means reflecting the changes in one's feelings, but a few months after the outbreak of the pandemic Rome was a candidate to return as the capital of the contemporary, and with the recent reopening it is now clear that the city is in turmoil. The sharp increase in the influx of data in the last year indicates that the interest in art in all its expressions is growing, that the weight of tradition, particularly strong in Rome, does not prevent even a heterogeneous public from approaching more difficult and less proven terrain of recent art. The exhibition is a work in progress, the artworks will be joined by new ones during the summer. This exhibition offers a great opportunity to invest in international art and is a showcase of the established artist and young talents. Visitors can expect a variety of paintings, drawings, photographic art, urban art, videos and sculptures in different styles. Featured artists: Daniel Agra, Ekaterina Aristova, Brian Avadka Colez, Heike Baltruweit, Steve Bicknell, Marciana Biasiello, Yenny Carruyo, Dénes Csasznyl, Marie-Pierre de Gottrau, Onno Dröge, Tom Dugdale, Earnest, Torhild Frøydis Eid, Margarita Felis, Elena Gonzalez Muñoyerro, Hanna Maarit Jauhiainen, Michael Jiliak, Chikara Komura, Agnieszka Kopczyńska-Kardaś, Alexandra Kordas, Lize Krüger, Kristin Inbal, Constanza Laguna Roldán, Gudrun Latten, Angelika Lialios Freitag, Linda Liao, Fiona Livingstone, Marcia Lorente Howell, Judith Minks, Fanou Montel, Susan Nalaboff Brilliant, Cox Nathanael, Vera Nowottny, Ann Palmer, Sal Ponce Enrile, Erwin Rios, Belle Roth, Toril Sæterbakken, Olgu Sümengen Berker, Taka & Megu, Serina Tara, Stéphane Vereecken, Victoria V The exhibition is accompanied by a page on the website http://www.rossocinabro.com, with in-depth analysis of the research of the selected artists and their works on display.

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Le illustrazioni originali di Lorenzo Mattotti in mostra a Morgex

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2021

Per la prima volta, dal 30 luglio al 25 settembre 2021, alla Tour de l’Archet di Morgex (Valle d’Aosta), il pubblico potrà ammirare 10 illustrazioni originali e oltre 40 disegni preparatori e bozzetti a matita che documentano lo studio e il lavoro di Lorenzo Mattotti intorno all’Inferno e alla lunga tradizione della sua trasposizione iconografica, e costituiscono un impressionante affaccio sull’aldilà dantesco. Nel 1999, Mattotti aveva realizzato le tavole necessarie a illustrare la prima cantica della Commedia, in occasione della sua pubblicazione presso l’editore milanese Nuages, che aveva affidato a Milton Glaser il Purgatorio e a Mœbius il Paradiso.L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Centro studi storico-letterari Natalino Sapegno onlus, nel 700° anniversario della morte di Dante Alighieri. Proprio il commento di Natalino Sapegno – che dell’opera dantesca fu uno fra i più fini e celebri interpreti – accompagnerà i visitatori, assicurando loro un’immersione completa nell’immaginario e nel dettato del poeta.Parallelamente alla mostra e sempre a Morgex, la Fondazione Sapegno ha promosso un ciclo di Incontri letterari estivi. Lorenzo Mattotti interverrà il 6 agosto, dialogando con l’editrice e gallerista Cristina Taverna (Galleria Nuages, Milano), il cineasta Jonny Costantino (autore della prefazione al catalogo Guardando l’Inferno, edizione a tiratura limitata, a cura di Andrea Rauch, acquistabile in mostra), e con il professor Enrico Fornaroli, docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e curatore della mostra.Il giorno seguente, Mattotti sarà anche a Courmayeur, a presentare i suoi lavori su Dante e su Buzzati (La famosa invasione degli orsi in Sicilia) nell’ambito della Maratona Dante organizzata da Italie-France Rencontres européennes.La Fondazione Sapegno (con il patrocinio del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario dantesco) ha organizzato altre due iniziative per celebrare l’Alighieri: il seminario di alta formazione su Dante e la letteratura dell’Occidente (che si svolgerà dal 13 al 18 settembre), al quale interverranno i maggiori dantisti, italiani e stranieri, e numerosi giovani ricercatori;il convegno Dante e la scuola (10 novembre), rivolto in particolar modo ai docenti italiani delle scuole secondarie e patrocinato anche da Accademia della Crusca, Fondazione I Lincei per la Scuola, Associazione degli Italianisti.

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Prima mostra italiana di Charlotte Posenenske

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2021

Dall’11 settembre 2021, la Fondazione Antonio Dalle Nogare presenta la prima mostra italiana di Charlotte Posenenske, a cura di Vincenzo de Bellis.Artista di fama internazionale e figura centrale del movimento minimal tedesco, Charlotte Posenenske (1930-1985) lavorò prevalentemente con la scultura, ottenendo ampi riconoscimenti in Germania e sulla scena internazionale fino alla decisione, nel 1968, di dedicarsi alla sociologia.From B to E and more è la sua prima retrospettiva in Italia e ripercorre l’evoluzione della pratica di un’artista scomparsa prematuramente concentrandosi su una serie di opere, tra le più conosciute, realizzate in realtà in poco più di un anno. Il suo lavoro si distingue per la propria natura radicalmente aperta: insistendo sui concetti di ripetizione e di fabbricazione industriale, Posenenske ha sviluppato una forma di minimalismo che, a differenza dei suoi contemporanei americani, affrontava le preoccupazioni socioeconomiche e politiche del ’68 al fine di ripensare lo status quo del mercato dell’arte e rifiutando le gerarchie culturali prestabilite. In questi anni di pandemia e proteste sociali derivanti da una preoccupazione sempre crescente rispetto alla polarizzazione economica, la Fondazione Antonio Dalle Nogare propone Charlotte Posenenske: from B to E and more con l’obiettivo di aprirsi ad un confronto necessario sulle dinamiche che governano le strutture economiche mondiali e in particolare il sistema dell’arte contemporanea. Lo fa attraverso l’opera di un’artista che ha lavorato su queste tematiche oltre 50 anni fa, a testimoniare come, nonostante i progressi della nostra civiltà, ciclicamente ci confrontiamo con le stesse preoccupazioni, anche se generate da eventi di natura profondamente diversa. La mostra è realizzata con il gentile sostegno della Provincia autonoma di Bolzano. From 11th September 2021 onwards, Fondazione Antonio Dalle Nogare will be exhibiting Charlotte Posenenske’s first show in Italy, curated by Vincenzo de Bellis. An internationally acclaimed artist and a figure central to the German minimalist movement, Charlotte Posenenske (1930-1985) worked mainly with sculpture, and received numerous accolades in Germany and from the international scene up until her decision, in 1968, to dedicate her life to sociology.From B to E and more is her first retrospective in Italy, and it traces the evolution of this artist, who died prematurely, by concentrating on a series of some of her best-known works that were created in the span of just over a year. Her artwork is distinguished by its radically open-ended nature: embracing concepts of repetition and industrial fabrication, Posenenske developed a form of minimalism that, unlike her American contemporaries, addressed the socioeconomic and political concerns of 1968 in order to redesign the status quo of the art market and reject the established cultural hierarchies. In these years of pandemic and social protests driven by an ever-increasing apprehension of economic polarisation, FondazioneAntonio Dalle Nogare is exhibiting Charlotte Posenenske: from B to E and more with the aim of confronting the dynamics that govern the world’s economic structures and especially those of the contemporary art system. It does this through the work of an artist who focused on these issues over 50 years ago, indicating that, despite the progress of our civilisation, cyclically we face the same concerns, even if they are generated by events of a profoundly different nature.

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“Here We Are”, mostra itinerante curata da Cristina Madini e Joe Hansen

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

Roma fino al 13 luglio Rossocinabro Via Raffaele Cadorna 28 Curator Cristina Madini, Joe Hansen. La mostra presenta opere di artisti internazionali, pittori, scultori, fotografi e videomaker. “Here we are” si è evoluta attraverso un processo di selezione aperto e affronta diversi temi e idee come l’isolamento e la libertà durante il lockdown, l’identità femminile, il paesaggio naturale e gli edifici architettonici, il rapporto tra l’esistenza e la vita, le identità umane e una critica all’industria della moda. Le opere qui esposte rappresentano un filo conduttore, una celebrazione della vita. Gli artisti selezionati sono sia emergenti che affermati nelle loro carriere. Quando abbiamo iniziato a pensare di curare “Here We Are”, sapevamo di volerlo per celebrare un certo filone dell’arte contemporanea che abbiamo sempre amato e che non è sempre presente nelle mostre ufficiali. È stato un privilegio straordinario riunire questa collezione di opere che ci hanno influenzato così tanto nel corso degli anni. Forniscono un ritratto dell’arte contemporanea, in tutte le sue sfumature, sia eccezionali che mondane, aspre e austere. È lo spirito di quelle opere – a volte irreali, idealistiche, a volte inaspettate, ma sempre veritiere – che ha guidato la nostra collezione di giugno”. In mostra opere di: Daniel Agra, Ekaterina Aristova, Heike Baltruweit, Steve Bicknell, Marciana Biasiello, Oleg Bregman, Joy Caloc, Roderick Camilleri, Dénes Csasznyl, Marie-Pierre de Gottrau, Fanou Montel, Gabi Simon Artworks Concept, Hillbrand Juliet, Agnieszka Kopczyńska-Kardaś, Alexandra Kordas, Lize Krüger, Caroline Kusters, Linda Liao, Judith Minks, Susan Nalaboff Brilliant, Vera Nowottny, Roanne O’Donnell, Sal Ponce Enrile, Belle Roth, Olgu Sümengen Berker. Dopo Roma, dall’1 al 10 dicembre sarà il momento del debutto a Shanghai. Rossocinabro Rome, Via Raffaele Cadorna 28 Curators Cristina Madini, Joe Hansen.First stop at Rossocinabro Gallery in Rome this June, ‘Here We Are’ is an itinerant exhibition curated by Cristina Madini and Joe Hansen. The traveling exhibition features works by artists including, painters, sculptors, photographers and video makers. ‘Here we are’ is an exhibition by Rossocinabro, which evolved through an open call-out and selection process and addresses diverse themes and ideas such as isolation and freedom during the lockdown, female identity, the relationship between existence and life, natural landscape and architectural buildings, human identities and a critique of the fashion industry. The works shown here represent one common thread, a celebration of life. The artists selected are both emerging and established within their careers. When we started thinking about curating “Here We Are”, we knew we wanted it to celebrate a certain strand of contemporary art that we have always loved and it is not always present in official exhibitions. It has been an extraordinary privilege to gather together this collection of artworks that have influenced us so much over the years. They provide a portrait of contemporary art, in all its nuances, both exceptional and mundane, harsh and austere. It’s the spirit of those works – sometimes unreal, idealistic, sometimes unexpected, but always truthful – that has guided our June collection’. Following Rome, it will be time for the Shanghai debut on December 1-10.Featured artists: Daniel Agra, Ekaterina Aristova, Heike Baltruweit, Steve Bicknell, Marciana Biasiello, Oleg Bregman, Joy Caloc, Roderick Camilleri, Dénes Csasznyl, Marie-Pierre de Gottrau, Fanou Montel, Gabi Simon Artworks Concept, Hillbrand Juliet, Agnieszka Kopczyńska-Kardaś, Alexandra Kordas, Lize Krüger, Caroline Kusters, Linda Liao, Judith Minks, Susan Nalaboff Brilliant, Vera Nowottny, Roanne O’Donnell, Sal Ponce Enrile, Belle Roth, Olgu Sümengen Berker The exhibition is accompanied by a page on the website http://www.rossocinabro.com, with in-depth analysis of the research of the selected artists and their works on display.

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Mostra “Pepi Merisio. Gioco!”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

Trevi giovedì 24 giugno 2021 ore 17.00 La città di Trevi rende omaggio ad uno dei protagonisti della fotografia italiana del Novecento con la mostra “Pepi Merisio. Gioco!” ospitata nella cinquecentesca cornice di Villa Fabri dal 24 giugno al 3 ottobre 2021. È la prima esposizione a pochi mesi dalla scomparsa del celebre fotografo: cinquanta foto in bianco e nero e a colori di varie dimensioni ripercorrono il tema del gioco nella quotidianità attraverso scatti poetici e immediati realizzati dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta. “[…] Il gioco è l’alfabeto più immediato, quello che toglie i protagonisti dalla necessità di sentirsi in un ruolo predefinito, mettendoli nella condizione di rivelarsi. Il lavoro di Merisio ha per lo più questo indirizzo: lasciare che le cose accadano, si rivelino per quello che sono, mentre sta all’osservatore cercare di capire ciò che vede stampato. […] I ragazzi del Rione stella, i seminaristi che giocano a basket, gli orchestrali che attendono la scena giocando a scacchi, come la madre carica di legna e il figlio con la piccola gerla vuota che gioca alla fatica della vita, sono scorci o paradigmi della nostra esistenza. Ognuno con il suo portato di felicità e persino amarezza: il gioco finisce, si deve tornare a casa, ai compiti, al lavoro, alla normalità. Il gioco, in tal senso, è quell’attimo eroico e atemporale in cui ci si immerge per mettere uno stacco dalla cronaca ed entrare nella propria storia.” (F. Arensi). La mostra, a cura di Flavio Arensi, è coprodotta e organizzata da Le Macchine Effimere e Menti Associate con il Patrocinio del Comune di Trevi in collaborazione con il Complesso Museale di San Francesco. L’esposizione costituirà il via per Villa Fabri e per l’intera cittadina umbra di una nuova stagione culturale che si snoderà attraverso incontri, conferenze e concerti.

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Mostra: John Singer Sargent

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

Roma 24 giugno – 17 luglio 2021 ore 18,00-21,00 presentazione dell’opera a cura di Paolo Serafini Galleria Russo Via Alibert, 20 (lunedì dalle 16.30 alle 19.30; dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.30 Ingresso libero). L’arrivo in galleria di un’opera di speciale importanza merita una speciale evidenza, soprattutto se a firmarla è John Singer Sargent, uno dei più importanti ritrattisti del XIX secolo. Per questa ragione il dipinto in cui il Van Dick dell’800 raffigura la principessa de Beaumont, un olio su tela recentemente acquisito dalla storica Galleria Russo, sarà esposto al pubblico nella sede di via Alibert dal 24 giugno al 17 luglio. “Portrait provisoire denier à Dieu”: l’iscrizione posta in alto sulla tela rivela che il ritratto, eseguito nel 1884, è un modello proposto al committente in attesa dell’incarico ufficiale, un’opera, insomma, eseguita dall’artista senza impegno secondo una modalità molto in voga tra i ritrattisti dell’alta società che in questo modo cercavano di procacciarsi committenze eccellenti. Consapevoli che il livello sociale e la notorietà dei clienti si sarebbero inevitabilmente tradotti in nuove committenze, gli specialisti dell’arte del ritratto inseguivano le stelle delle cronache mondane. Marie Marguerite Bonnin de La Bonninière de Beaumont aveva tutte le carte in regola per far gola ai ritrattisti più famosi: rango, censo e quell’atteggiamento di aristocratica sprezzatura che l’infallibile talento di Singer fa emergere con chiarezza nel suo dipinto, concepito come un vero e proprio attestato dello status sociale dell’effigiata, una donna proveniente da una famiglia che all’epoca annoverava tra le sue proprietà la famosa tenuta di Château Latour e più di un milione di ettari di piantagioni in Africa e Asia. Quanto alla principessa de Beaumont, immortalata nell’ultima opera del periodo parigino del grande John Singer Sargent, sappiamo che morì ancora giovane dopo aver sposato in seconde nozze un italiano, il principe Fulco Salvatore Ruffo di Calabria.

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Mostra: “In Zir. I miei Viaggi verso Gerusalemme. Foto di Lidia Bagnara”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2021

Milano. Mercoledì 23 giugno 2021, alle ore 19.00, Via Cola di Rienzo 8 Apertura al pubblico: 24 giugno 2021- 19 settembre 2021 Ingresso gratuito Orari: dal lunedì al sabato 10.00 – 19.00; domenica 12.00 – 19.00 si inaugura negli spazi di Nonostante Marras a Milano la mostra In Zir – I miei viaggi verso Gerusalemme – Foto di Lidia Bagnara a cura di Francesca Alfano Miglietti.Fino al 19 settembre 2021 sarà esposta al pubblico una selezione di un centinaio di scatti che raccontano i viaggi di Lidia Bagnara tra il 1991 e il 2021. Un orizzonte luminoso e colorato di frammenti di luoghi, persone, distanze e prossimità, che unisce l’India la Cappadocia, il Libano, la Siria, la Giordania, Israele, l’Egitto, l’Italia. La fotografia di Bagnara non conosce filtri né inquadrature studiate o ritocchi. Le foto di Lidia Bagnara sono istintive e spontanee, uno sguardo imperniato su un attimo di luce, ma proprio questa immediatezza le rende evanescenti, oniriche, a metà tra fotografia e pittura. L’immagine ferma diventa una narrazione di stati d’animo, sensazioni, odori, percezioni tattili derivanti dalla polvere, dal deserto, dalla pietra, dalla sabbia, dal mare, dal cielo.Gli scatti si fondono con la sua storia personale: il titolo della mostra è già di per sé una suggestione che deriva dall’amore sconfinato della fotografa per il viaggio. Infatti In Zir in dialetto romagnolo significa girare, girovagare, senza meta. E in questi vent’anni ha continuato a muoversi e a riportare nelle immagini tutti i luoghi che ha sentito profondamente sino ad arrivare, appunto, a Gerusalemme.Come scrive Francesca Alfano Miglietti: “Le ‘riprese’ di Lidia sembrano avere origine dal suo mondo poetico, e sembrano volersi caratterizzare come una forma di lotta per la sopravvivenza, sembrano voler trasformare la stessa esistenza in una sorta di liquida placenta attraverso la quale poter osservare, parlare, sentire… un pensiero, insieme, selvaggio e raffinato che tiene quasi la storia a distanza. Un pensiero che occorre ‘pensare’ d’un colpo o non pensarlo per nulla”.In occasione dell’inaugurazione sarà anche presentato il libro di Lidia Bagnara Jerusalem, edito da Danilo Montanari, con testi di Giovanna Calvenzi e Manuela Dviri.

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Mostra del cinema iberoamericano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Roma IX edizione dal 18 Giugno al 10 Luglio 2021 Instituto Cervantes Via di Villa Albani,16 Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Organizzata in collaborazione con le ambasciate in Italia di Argentina, Cile, Colombia, Ecuador, Guatemala, Honduras, Messico, Panama, Perú, Repubblica Dominicana, Uruguay e il supporto dell’Istituto Italolatinoamericano e di TurEspaña, Scoprir presenta quest’anno 12 opere in lingua originale con sottotitoli in Italiano, in rappresentanza di altrettanti paesi. Un’ampia vetrina che offre al pubblico un panorama multiculturale del mondo ispanoamericano e della sua vivace scena cinematografica, attraverso film in anteprima nazionale e proiezioni speciali. Oltre a Roma, la rassegna si terrà anche a Palermo e Napoli. Da venerdì 18 giugno alle ore 20, sarà possibile assistere alla visione delle pellicole in cartellone, ad accesso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili (prenotazione obbligatoria cenrom@cervantes.es). “El cuento de las comadrejas”, coproduzione Argentina/Spagna diretta dal regista premio Oscar, Juan José Campanella con Graciela Borges, Oscar Martínez e Luis Brandoni è il titolo che inaugura questa edizione di Scoprir. Tra i film presenti in cartellone: “Jaulas” dello spagnolo Nicolás Pacheco, il thriller politico “Araña” (Spider) diretto dal cileno Andrés Wood, la coproduzione Honduras/USA “Un lugar en el Caribe” di Juan Carlos Fanconi, “Colours” del regista e sceneggiatore Luis Cepeda e “Las toninas van al Este”, film scritto, diretto e interpretato dagli uruguayani Verónica Perrota e Gonzalo Delgado. Chiuderà la rassegna “The Birders” del regista statunitense Gregg Bleakney, un documentario in stile road movie girato nelle praterie dell’Orinoquia in Colombia – con Diego Calderón e Keith Ladzinski, fotografo di National Geographic – che mostra volatili e specie rare.Ad anticipare questa edizione della mostra del cinema iberoamericano ci sarà l’omaggio a Luis García Berlanga (1921 – 2010), una delle figure più eminenti del cinema spagnolo del XX secolo. Nel centenario della sua nascita, sul canale Vimeo dell’Instituto Cervantes verrà proposto, fino al 27 giugno, un ciclo online con quattro opere del grande cineasta valenzano: “Esa pareja feliz” (1951), “Calabuch” (1956), “Plácido” (1961) e “Patrimonio nacional” (1981).

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Joseph Beuys a 100 anni dalla nascita: una mostra a Casa Mantegna, Mantova

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Mantova. “Il Tamburo dello Sciamano” espone opere, multipli, video e documenti per omaggiare l’attualità del pensiero dell’artista tedesco protagonista della sperimentazione concettuale Il programma espositivo di Casa del Mantegna a Mantova riparte con la mostra “Joseph Beuys. Il Tamburo dello Sciamano”. L’evento commemora il centenario della nascita di Joseph Beuys, artista che ha segnato la storia dell’arte contemporanea con la sua idea di “arte ampliata”, interpretata in senso antropologico. Dal 19 giugno al 29 agosto 2021 (inaugurazione venerdì 18 giugno alle ore 18) la mostra rende omaggio all’attualità del pensiero di Beuys circa il ruolo dell’artista, l’impegno ambientale, il rapporto tra arte e scienza, con opere, multipli, video, materiale documentario e un calendario di iniziative collaterali. Promossa dall’Associazione Culturale Flangini in collaborazione con la Provincia di Mantova, la personale è curata dal professor Antonio d’Avossa, critico d’arte e docente emerito all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, studioso dell’opera e del pensiero del Maestro tedesco e curatore di numerose esposizioni in Europa e in America. Grande protagonista della sperimentazione concettuale, Beuys compendia con Andy Warhol, di cui era amico ed estimatore benché su posizioni diverse, le linee fondamentali dell’arte visiva del secondo dopoguerra. Notissimo in Europa e negli USA, dal 1971 lavorò ed espose frequentemente in Italia. Legato in un primo tempo a Fluxus, gruppo che intendeva ricreare il senso dell’arte in relazione alla vita, fu sempre molto attivo nel proporre temi ecologici e politici e fornì un contributo essenziale alla fondazione del movimento dei Verdi (Die Grünen) in Germania. «Il suo attivismo politico va letto non soltanto nel senso ecologico, ma principalmente nell’aspetto antropologico: difesa dell’uomo, della creatività, dei valori umani» (A. d’Avossa). In mostra oltre 100 esemplari di multipli e opere uniche, provenienti da collezioni private e pubbliche, dimostrano un uso strategico di questo “arsenale” creativo e pacifico come arma di propaganda di un pensiero divenuto oggetto di numerose attenzioni e letture. Circa 150 documenti rari guidano il visitatore lungo il percorso della Casa del Mantegna: i manifesti firmatidal Maestro tedesco, le cartoline e le fotografie documentano la sua attività e il suo pensiero. I multipli e i documenti sono accompagnati da una serie di video realizzati tra il 1964 e il 1985, che testimoniano le famose “azioni” durante le quali l’artista coinvolgeva il pubblico con discussioni su temi sociali, dando vita a un nuovo concetto di scultura: la “scultura sociale” (Soziale Plastik). Rari filmati, dodici tra silenziosi e sonori, di “azioni” e discussioni dell’artista sono collocati in quattro differenti postazioni lungo il percorso espositivo. In questo modo essi «rendono visibile l’invisibilità delle sue parole» (A. d’Avossa). Di particolare interesse in mostra la ricostruzione simbolica dell’incidente dell’aereo Stuka JU-87, caduto sul fronte russo in Crimea, a causa di un’improvvisa tempesta di neve, nel febbraio 1943. L’artista fu soccorso da una tribù di nomadi tartari, che praticarono una medicina sciamanica di “ricostruzione”, ricoprendo il suo corpo di grasso animale e avvolgendolo nel feltro. Successivamente venne trasportato nell’ospedale militare tedesco, dove ricevette ulteriori cure. Ilcontatto con la cultura dei Tartari e lo straordinario episodio vissuto favorirono lo sviluppo dell’idea di un’arte come esperienza salvifica del mondo malato; l’uso del feltro e del grasso, materiali ricorrenti nelle sue “azioni”, opere e installazioni, rimanda infatti a quel particolaremomento biografico. La mostra è occasione per una riflessione sul percorso artistico e biografico di questo rivoluzionario artista del ‘900. Nella sala conferenze di Casa del Mantegna saranno organizzati due incontri con il professor Antonio d’Avossa, il 10 e il 24 luglio, il primo dedicato a indagare i rapporti politici e sociali nell’opera di Joseph Beuys nel suo tempo, il secondo incentrato sul rapporto di Beuys con arte, ambiente, scienza e natura. Previsto inoltre un simposio, ancora il 24 luglio, a cui interverranno studiosi e testimoni internazionali, con introduzione e presentazione dello stessocuratore.

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Mostra personale “Powerfull – L’estroflessione pop di un’idea dell’essere

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

Roma. Mercoledì 16 giugno, fino a venerdì 25 giugno, presso Galleria SpazioCima, mostra personale “Powerfull”, visitabile da lunedì a giovedì, dalle 15:30 alle 19:30, Ingresso libero.con le opere di Giampiero Malgioglio. L’esposizione, a cura di Arianna Forni e organizzata da Roberta Cima, è a ingresso libero, visitabile da lunedì a giovedì, dalle 15:30 alle 19:30. Giampiero Malgioglio attinge alle grandi icone della cultura pop, ai grandi loghi del nostro vivere quotidiano, ai frutti del marketing globale: dalla mela di Apple al pipistrello di Batman, dalle bottiglie di Coca Cola all’italianissima Vespa. Le grandi immagini, le più potenti, dell’immaginario collettivo riprendono vita attraverso un nuovo punto di vista, che si avvicina allo spettatore in maniera prepotente e straordinaria, proponendo nuove emozioni e nuovi spunti di riflessione. Tanti i riferimenti anche al mondo dell’arte e della cultura, dalla Bambina con il palloncino di Banksy allo scatto di Iain Macmillan che immortala i Beatles ad Abbey Road, Liverpool.

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InMostra. Gli Archivi di AitArt presentano i propri artisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

Presentazione online: 14 giugno, alle ore 18 https://global.gotomeeting.com/join/766228605. Gli Archivi di AitArt presentano i propri artisti, una serie di rassegne virtuali nate da un’idea di Mariateresa Chirico, che presenteranno l’opera degli artisti degli Archivi associati.In un momento in cui, finalmente a livello globale, sta conquistando sempre maggiore attenzione la questione di genere, il primo appuntamento della rassegna dal titolo PASSIONE ARTE è dedicato al talento delle donne, ovvero alle artiste i cui archivi sono soci di AitArt: Gabriella Benedini, Rachele Bianchi e Carol Rama. Gabriella Benedini, Rachele Bianchi e Carol Rama: tre artiste molto diverse tra loro per storie personali e per ricerca artistica, che hanno operato in modi e ambiti del tutto differenti. Sono state accomunate, però, nel loro operare da una forte, caparbia determinazione, hanno lavorato, instancabili, nonostante le difficoltà determinate dal loro essere donne in una società, anche quella dell’arte, declinata prevalentemente al maschile. La mostra virtuale, articolata in tre rassegne personali ideate dai curatori dei rispettivi archivi – Mariateresa Chirico, Giorgio Uberti e Maria Cristina Mundici – sarà visibile in concomitanza con la presentazione che avverrà sulla piattaforma global.gotomeeting.com/join/766228605. La mostra rimarrà poi a disposizione del pubblico sul sito di AitArt.Tre artiste molto diverse tra loro per storie personali e per ricerca artistica, che hanno operato in modi e ambiti del tutto differenti. Sono state accomunate, però, nel loro operare da una forte, caparbia determinazione per poter giungere a esprimere il proprio universo, la propria concezione della vita e del mondo. Hanno lavorato, instancabili, “nonostante” le difficoltà determinate dal loro essere donne in una società, anche quella dell’arte, declinata prevalentemente al maschile e che vedeva il loro operare come un divertissement, un passatempo, certo non come un impegno che assorbe completamente, un’urgenza che reclama fatica, dedizione e passione.Il progetto si inserisce tra le attività che dal 2014 AitArt promuove, nella convinzione dell’importanza degli Archivi d’Artista quale strumento di conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico italiano e della sua tutela all’interno del mercato delle opere d’arte e sostiene la necessità di un loro riconoscimento giuridico.

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Apre la mostra Natura vincit

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

Modena. Venerdì 18 giugno,8 (e fino al 19 settembre 2021) negli spazi appena restaurati dell’Ex Chiesa di San Paolo e della Sala delle Monache a Modena, apre la mostra NATURA VINCIT di Andrea Chiesi (Modena, 1966), noto per la sua ricerca sul paesaggio contemporaneo, che lo ha portato a ritrarre, in maniera estremamente rigorosa, quasi meditativa, architetture industriali e ambienti urbani.Il titolo della mostra, a ingresso libero fino al 19 settembre, fa riferimento alla potenziale rinascita dell’uomo attraverso un percorso in cui la natura è per l’artista una guida costante e ispiratrice. La prima sala, l’ex Chiesa di San Paolo, denominata dall’artista Eschatos (“luoghi ultimi”), presenta una serie di dipinti ad olio che hanno per soggetto strutture connesse all’archeologia industriale. In queste tele Chiesi documenta le macerie lasciate dalla produzione industriale, dei corpi-fabbrica sui quali le categorie di spazio e di tempo hanno esercitato con violenza la propria azione. La Sala delle Monache, che qui prende il nome di Anastasis (“resurrezione”), è dedicata alla potenziale rinascita dello spirito, con opere a inchiostro su carta di grande formato, che caratterizzano la ricerca attuale dell’artista. I lavori raccontano la riappropriazione da parte della natura del proprio ambiente-paesaggio. Un’allusione anche al perenne rinnovamento della pittura in un’era fortemente marcata dalla digitalizzazione dei linguaggi artistici. Nello stesso ambiente, nella sezione denominata Insulae (“isole”), Chiesi mostra anche una preziosa serie di disegni su carta e taccuini, nei quali l’artista costruisce un’affascinante narrazione in progress della città di Modena. L’evento espositivo è organizzato da Associazone CerchioStella in collaborazione con D406 e Comune di Modena, con il sostegno di Gruppo Hera e il patrocinio di Regione Emilia-Romagna.

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Inaugurazione mostra “A Line Made by Walking”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2021

Castel Belasi, Campodenno 5 giugno 2021 – 30 ottobre 2021 opening 5 giugno h 17.00.I castelli della Val di Non, in Trentino, sono tra i meglio conservati di tutto l’arco alpino e la loro riapertura al pubblico li vedrà trasformarsi in un bellissimo spazio espositivo diffuso, che, ospiterà la mostra A Line Made by Walking. Pratiche immersive e residui esperienziali in Long, Fulton, Griffin, Girardi, prevalentemente incentrata su opere, per lo più inedite, provenienti dalla prestigiosa Panza Collection di Biumo. Delle 21 opere in mostra a Castel Belasi, edificio affrescato tardo duecentesco recentemente restaurato e fulcro della mostra, 15 sono inedite e 6 sono state parte della Collezione Guggenheim New York dal 1996 al 2003.Filo conduttore, pensato come un dialogo tra il territorio, i suoi castelli e le opere, la pratica del camminare quale esperienza estetica. Oltre a quelli di Long, Fulton e Griffini, a Castel Belasi, sarà inoltre presentata una serie di lavori di Daniele Girardi, frutto principalmente di una residenza artistica in Val di Non, concretizzata anche in un’installazione site specific. Castel Valer, Castel Nanno e Castel Coredo gli altri manieri coinvolti dal percorso espositivo che ospiteranno opere, quaderni d’artista e approfondimenti. Un progetto voluto dall’APT Val di Non e riavviato dopo l’interruzione causata dall’epidemia Apice di un progetto biennale a più mani, creato da APT Val di Non e dell’associazione culturale Urbs Picta, in collaborazione con Panza Collection avviato lo scorso anno e interrotto dalla pandemia, la mostra ruota attorno alla particolarità dei castelli della valle trentina: sono immaginati, appunto, quali spazi perfetti per un percorso espositivo dedicato esperienza estetica insita nel camminare. Il titolo scelto dai curatori deriva, infatti, da una celebre opera di Richard Long del 1967, A Line Made by Walking, una linea disegnata calpestando l’erba di un campo, e tutte le opere esposte sono legate alle ricerche dei quattro artisti che si fondano sul concetto di esperienza dello spazio attraversato, e sulla volontà di recuperare una relazione più autentica non solo con la natura e il paesaggio, ma anche con il fare arte. Un’arte che si misura con una dimensione ancestrale alla base della quale stanno il rapporto tra uomo e natura e un’idea di lavoro artistico come processo, di cui l’oggetto-opera non è che un residuo, una traccia dell’esperienza vissuta. Per informazioni e orari: http://www.castellivaldinon.it

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