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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

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Mostra: Filippo Maggiore: “Il Paesaggio” Immaginario

Posted by fidest press agency su sabato, 25 marzo 2017

maggioreMantova via Ippolito Nievo 10 dal 25 marzo al 6 aprile 2017 Galleria Arianna Sartori. Inaugurazione: Sabato 25 marzo, ore 17.30. Sarà presente l’artista. Mostra e Catalogo a cura di: Arianna Sartori. Catalogo con testi di: Francesca Lucioni e Susanne Capolongo Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso Domenica e festivi.
Per la prima volta a Mantova si potranno ammirare i dipinti del Maestro Filippo Maggiore ospitati dalla Galleria Arianna Sartori. Ci sono due modi di fare esperienza del paesaggio: muovendosi al suo interno, fissando un orizzonte, un limite mobile che avanza con l’avanzare del corpo generando una profondità, oppure avere uno sguardo onnisciente, una sorta di sguardo divino che vede al di sopra di esso. Il primo approccio prevede un’esperienza meramente fisica, un addentrarsi nei suoi meandri, mentre il secondo prevede un distaccamento ed una ricostruzione mentale. Due modalità differenti che rimandano ad un avvicinamento e allontanamento dall’oggetto in questione.
La pittura di Filippo Maggiore è il collante fra questi due elementi: da una parte la sua esperienza vissuta, dall’altra il suo ricordo e rielaborazione.
L’artista nasce e passa la sua infanzia a Catania, dove ha modo di osservare e vivere in un ambiente denso di colori dalle tinte calde, vivaci ed avvolgenti, dominato da una luce che abbaglia penetrando ogni elemento, la sua maturità invece la trascorrerà a Milano, cittadina sul finire degli anni cinquanta ricca di stimoli culturali ma dall’atmosfera più cupa. A contatto con questo ambiente, Maggiore, ha modo di affinare la tecnica ed arrivare a una maggiore consapevolezza artistica.
Nascono così i suoi Paesaggi retaggio ed elaborazione delle sensazioni ed esperienze avute durante il passato. Quelle che osserviamo sono delle visioni in cui il ricordo agisce da filtro selettivo e semplificativo, un velo che conferisce maggior consapevolezza. A passare in rassegna nella mente dell’artista sono le forme e i colori; le tinte sempre evocative abitano forme dai caratteri onirici, mai descrittivi nella volontà di identificare un paesaggio reale. Ad ogni osservatore infatti sembrerà di avere di fronte luoghi già visti. Quella di Filippo Maggiore non è una pittura realistica anche se ad uno sguardo distratto parrebbe così.
Un elemento che concorre a determinare la cifra stilistica di Maggiore è la fissità degli elementi. Il tempo sembra bloccato, paesaggi immobili ricordo delle composizioni metafisiche di Giorgio De Chirico, dove ogni elemento sembra bloccato nel suo processo. Anche nelle opere di Maggiore vige una sorta di chiarezza compositiva; l’ordine conferisce alle sue opere un senso di immobilità permanente che fa perdere la relazione diretta con le realtà. Allo stesso modo l’interrogativo che potrebbe porsi l’osservatore è sulla veridicità dei soggetti osservati, innescando il medesimo quesito che si ha di fronte alle tele degli artisti Surrealisti. Sogno e realtà dunque si fondono in modo indissolubile provocando una beatitudine visiva. In alcuni lavori scorgiamo delle presenze umane, figure in armonia con l’ambiente, mai ingombranti ma piuttosto fusione con il contesto circostante. Maggiore attraverso di esse ci racconta della sinergia fra uomo e natura, un rapporto sofferto e rimpianto. Tali figure, infatti, sono trattate nella stessa maniera pittorica degli alberi, dell’acqua e delle colline che li avvolge. Giovani e adulti, sembrano colti in momenti di assoluta pace. Tale potrebbe essere la medesima sensazione che si ha osservando uno dei dipinti più noti di Georges Seurat “Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte”, opera realizzata fra il 1884-86. Anche qui l’atmosfera è luminosa e calda, un senso di rilassatezza pervade la scena, le figure sono immobili anche se colte nell’atto di svolgere delle azioni.
Esattamente come accade nelle composizioni di Maggiore, lo stesso trattamento pittorico è destinato sia alle figure umane che al contesto paesaggistico; un abbraccio primitivo sembra pervadere le composizioni provocandoci una sorta di malinconia. Immaginiamo la tecnica di Seurat, come quella di Maggiore, molto lenta e riflessiva, il contrario di una pittura istintiva e gestuale. E questa è la stessa sensazione che ci restituisce l’artista, una lentezza che sembra contrastare con la frenesia e l’incalzante ritmo della società contemporanea, è forse questo clima, dominato da un soffio lento, che ci porta a leggere le composizioni con estrema calma restituendoci un sentore di armonia e un forte senso di perdita. Francesca Lucioni (dal catalogo della mostra) (foto: maggiore)

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Mostra KOKOCINSKI La vita e la maschera

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 marzo 2017

KOKOCINSKINapoli 7 aprile 5 giugno 2017 (Anteprima stampa Giovedì 6 aprile 2017 ore 12.00) il Museo Archeologico Nazionale di Napoli presenta al pubblico la mostra personale di Alessandro Kokocinski (Porto Recanati, 1948) dal titolo Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown, promossa ed organizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che rappresenta l’ideale prosecuzione dell’esposizione realizzata nel Museo di Palazzo Cipolla a Roma nell’anno 2015.
L’esposizione contempla un corpus di oltre settanta opere polimateriche dalle tecniche fortemente innovative – dipinti, sculture, altorilievi, installazioni, disegni, filmati, versi poetici, libri d’artista – ispirate alla metamorfosi della «maschera», che l’artista definisce «mediatrice fra noi e il vuoto insondabile celato», la cui iconografia accompagna da sempre la storia e la storia dell’arte: fra mito, finzione, realtà. La cartapesta – medium essenziale di quasi tutti i lavori – è assoluta protagonista, elemento coagulante, materia dell’effimero. Il limite tra pubblico e palcoscenico si assottiglia fino a scomparire. La marionetta si cala nell’umano, l’umano si trasforma in burattino.Il percorso espositivo si articola in sei aree, scalate con continuità di rimandi: L’Arena; Pulcinella; Petruška; Sogno; Il Clown; Maschera Interiore.
L’itinerario è animato da tre grandi installazioni (Olocausto del Clown tragico, Non l’ho fatto apposta – quest’ultima si avvale della preziosa partecipazione di Lina Sastri, in un video di corredo – e Sguardo al futuro nascente, recentissima creazione appositamente realizzata per questa esposizione), che compongono una miscellanea figurativa satura di spunti linguistici, rielaborazioni di opere precedenti assemblate in nuove configurazioni, variazioni tematiche, affacci e ritorni: tutte sostenute dal rapporto tra finzione e realtà.
Realtà, ambiente, società, che nella parodia grottesca dell’installazione Sguardo al futuro nascente sono filtrati attraverso un nuovo modello di capitalismo globale e attraverso un ritorno all’incubo atomico, visione che costringe l’artista a sottolineare come «o si cambia sistema di sviluppo oppure sarà un suicidio globale». Ricchissima la grafica e i disegni: quasi pergamene di altri mondi, tra caratteri atletici, forme aperte, lontananze arcaiche, silenzi luminosi.
Perturbante a tratti e più che mai soave, Kokocinski combina gli spunti del fantastico di impronta russa col realismo sudamericano (assimilato durante la giovinezza trascorsa tra Cile e Argentina: le terre che accolsero la sua famiglia esule dall’Europa straziata dalla macchina totalitaria), la tradizione pittorica italiana e spagnola coi monumenti del teatro popolare napoletano, il dettato dell’arte scenica con quello della componente circense. È infatti al circo che afferisce la maggior parte delle opere esposte – alla cui selezione ha contribuito l’autore stesso – da Kokocinski ben conosciuto per avervi lungamente lavorato. Pulcinella affianca Petruška, si mescola alle clownerie, la stravaganza teatrale si alterna alla gravità, gli esercizi coi cavalli alle tauromachie. In una galleria di composizioni mosse da flussi esistenzialisti. La coscienza della maschera umana tutto permea. E il mascheramento diviene verità.
Afferma il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che – come detto – promuove e sostiene l’evento: «La mostra del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, oltre a rappresentare il punto più alto della produzione artistica di Kokocinski, può considerarsi anche una sintesi del suo percorso esistenziale. L’arte del Maestro va letta, infatti, in parallelo alla sua esperienza di vita, e la mostra dà un forte contributo in tal senso, in quanto costituisce l’occasione per conoscere non solo l’opera di un uomo che ha vissuto direttamente alcune tra le più grandi tragedie del Novecento, ma anche quella di un artista che ha avuto la fortuna di vivere una delle più dinamiche stagioni dell’arte, quella degli anni Settanta, fatta di ricerca, sperimentazione e scoperta. Il messaggio quanto mai attuale di Kokocinski, in conclusione, ruota intorno al rispetto per la dignità umana, condizione indispensabile perché questo nostro mondo sia sempre più orientato alla mutua comprensione e alla collaborazione tra i popoli, al di là delle rispettive convinzioni religiose, culturali e politiche di ciascuno. Non posso quindi fare a meno di esprimere il mio personale ringraziamento a Kokocinski, cui sono legato per via di un sincero rapporto umano protrattosi negli anni e caratterizzato da un proficuo scambio culturale, che mi ha permesso, tra l’altro, di comprendere appieno la poetica artistica del Maestro avvalorata dall’apprezzamento per le sue opere.».
Il superamento del pastiche del circo trapela da ogni dove; sebbene non manchino spunti giocosi o grotteschi, è una gioiosità dal volto melanconico – talvolta persino plumbeo – nei sentimenti di una meditazione che evolve l’eccitazione dello spettacolo nella riflessione dell’interiorità. Talvolta è la componente poetica a prevalere, specie nelle annotazioni scelte da Kokocinski per la titolazione delle opere: ben più estese di semplici diciture di accompagnamento, prediligono lo sviluppo di brevi versi dal linguaggio fortemente evocativo (Scendo vestito di luna; Prigioniero di questo giardino dolente, ombra solitaria; Guarda come ci parlano dal Paradiso; Partirò con le mani vuote ma con l’anima speranzosa; Il poeta: con inchiostro azzurro e sangre bizantina).
Come scrive Paola Goretti: «Sotto il tendone da circo sempre vivo, Kokocinski è un assalto al cuore colmo di paesaggi con uomini rotti, il canto di un disastro partorito a morsi e a morsi sputato nelle latrine, un colore pentecostale acceso di lapilli. Ma anche uno sterminato orizzonte aereo dai riflessi felici e iridescenti, catapultati verso il cielo; un volume sottile -infinitamente esangue- esaltato dalla dimensione funambolica dell’arte circense. Un graduale affettivo fitto di allacci, un vibrante sedimento della memoria dell’umanità. Tra Vita, Maschera, Sogno». (foto: KOKOCINSKI)

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I trattati di Roma: mostra di Carlo Riccardi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

trattati di romaRoma da martedì 21 a sabato 25 marzo 2017 nelle sale di Palazzo Ferrajoli in piazza Colonna mostra fotografica I Trattati di Roma del 1957 con gli scatti fotografici di Carlo Riccardi – Archivio Riccardi in occasione dell’evento “Buon Compleanno Europa” iniziativa promossa ed organizzata dal Centro per la Promozione del Libro, con il sostegno della Commissione Europea – Rappresentanza in Italia in occasione del 60° anniversario dei trattati di Roma, che vedranno nella Capitale la presenza delle 27 delegazioni con Capi di Stato e di Governo.
Le immagini di Carlo Riccardi documentano la giornata del 25 marzo 1957 quando, in Campidoglio, vennero siglati i Trattati di Roma, considerati come l’atto di nascita della grande famiglia europea. Nelle foto si rivive l’atmosfera di energia ed entusiasmo per un giorno storico per l’Italia e tutti i Paesi promotori. Riccardi documenta le varie situazioni, dall’arrivo delle europadelegazioni in Campidoglio in una Roma piovosa fino alla firma dei Trattati. Nei primi piani dei padri fondatori traspare l’emozione di vedere la realizzazione di un sogno chiamato Europa. Carlo Riccardi (1926) Fotografo ed Artista, ha raccolto in un grande archivio 70 anni di Storia italiana. I suoi scatti sono esposti in mostre permanenti a Pechino, Roma e San Pietroburgo. E’ il primo paparazzo della “Dolce Vita”. Amico di Ennio Flaiano, Federico Fellini e di Totò Negli anni Cinquanta fonda la rivista «Vip» e lavora per molti giornali. Ha documentato sei elezioni papali. Ha pubblicato diversi libri fotografici, tra i quali: Sophia Loren – Se mi dice bene (Armando, 2014) in omaggio agli 80 anni della grande attrice. De Sica, I tanti Pasolini e Vita da Strega, mostra fotografica che racconta gli anni d’oro del Premio Strega.L’Archivio Fotografico Riccardi, iscritto presso la Soprintendenza Archivistica del Lazio di Roma in qualità di Patrimonio di Interesse Nazionale, è composto da oltre un milione di negativi originali, che ritraggono altrettanti momenti più o meno noti della vita politica, sociale e di costume che hanno caratterizzato gli ultimi 70 anni di Storia italiana.La mostra, a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado per l’Archivio Riccardi, in collaborazione con Istituto Quinta Dimensione e Agenzia Documentazione Fotografica AGR ed Il Centro per la Promozione del Libro con il sostegno della Commissione Europea – Rappresentanza in Italia. (foto: trattati di roma)

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Mostra ‘8 marzo 2017, donne e lavoro’

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

Roma Fino al 31 Marzo 2017 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 a Esposizione di libri con bibliografia. Quest’anno il tema per la gGiornata Internazionale delle Donne è il lavoro “Women in the Changing World of Work: Planet 50-50 by 2030”. L’auspicio è che il globale cambiamento nel mondo lavorativo con le rivoluzioni tecnologiche e digitali e le conseguenti opportunità scaturite, porti con sé un maggiore sviluppo e rafforzamento delle condizioni e della qualità della vita lavorativa delle Donne. http://www.sba.uniroma3.it

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Mostra personale di Walter Erra Hubert

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

breathing in the voidwithin without seriesLucca dal 31 marzo al 23 aprile 2017 (orario mostra: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì Ingresso libero). L’inaugurazione si terrà alla presenza del’artista venerdì 31 marzo alle ore 17 negli spazi del Lu.C.C.A. Lounge&Underground. L’esposizione è curata da Maurizio Vanni e la mostra nella personale “Studies from the breathing in the void series”, è organizzata in collaborazione con ViDA – Villicana D’Annibale.
“Walter Erra Hubert – scrive il curatore Maurizio Vanni – è consapevole che la pittura può prescindere dalla mimesi della natura e che può attingere una propria forza espressiva attraverso un confronto continuo tra forma, spazio, colore, luce e superficie. Il suo desiderio non è legato alla percezione originale della superficie delle cose, ma alla ricerca del non visibile: un’analisi nell’oltre dove le energie dell’universo e i respiri della materia lo accompagnano in un viaggio verso il segreto del Tutto. Gli elementi delle sue composizioni, privi di riferimenti spazio-temporali, trovano la loro posizione in un ‘vuoto’ che non corrisponde a un semplice palinsesto, ma a una luce soprannaturale in grado di coagulare segni, colore e materia viva”. Quelle dell’artista californiano sono visioni sintetiche, cerebrali e consapevoli, profonde e concrete che ci riportano ad atmosfere primordiali: quasi ingrandimenti macroscopici di forme vitali che da una parte si rifanno all’Informale di Jean Dubuffet e Jean Fautrier, dall’altra alludono a un legame personalissimo con la realtà che, probabilmente, diventa ancora più intenso in relazione alla sua volontà di percepirne l’essenza. Walter Erra Hubert ci propone un percorso di conoscenza e autoconoscenza alla ricerca della verità interiore. Nelle sue composizioni le immagini prendono vita attraverso particolari cromie che scandiscono la materia in una liquida e luminosa trasparenza magnetica che evoca la realtà. “I suoi studi – conclude Vanni – non sono bozzetti o prove, ma corrispondono alle tessere di un mosaico che rende visibile il non visibile: proprio nell’invisibile ognuno può trovare la propria libertà”. (foto:breathing in the void, within without series)

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Dario Fo e Franca Rame: il mestiere del narratore

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

foa-rameRoma giovedì 23 marzo 2017, ore 12.00 Palazzo Barberini via delle Quattro Fontane, 13 Intervengono:
Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo
Flaminia Gennari Santori, Direttore delle Gallerie Nazionali d’Arte Antica
Jacopo Fo, Compagnia Teatrale Fo Rame
Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano nella sede di Palazzo Barberini, la mostra Dario Fo e Franca Rame: il mestiere del narratore, a cura della Compagnia Teatrale Fo-Rame, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, aperta al pubblico dal 24 marzo al 25 giugno 2017.Un viaggio, un’esperienza, un cammino intrapreso da due artisti straordinari, Dario Fo e di Franca Rame, che insieme hanno collezionato disegni, tele, arazzi, copioni, foto, documenti, pupazzi, maschere, costumi e oggetti di scena per rendere il loro messaggio comprensibile a tutti, facendo del narrare una vera e propria arte.

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Arriva a Verona la mostra Toulouse-Lautrec

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

Toulouse-LautrecToulouse-Lautrec1Toulouse-Lautrec2Verona 1 aprile – 3 settembre 2017 > AMO – Palazzo Forti. Dal 1° aprile una grande mostra ad AMO-Palazzo Forti celebra il percorso artistico di Toulouse-Lautrec con 170 opere provenienti dall’Herakleidon Museum di Atene. Curata da Stefano Zuffi, la mostra è patrocinata dal Comune di Verona ed è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia.
AGSM, main sponsor ha contribuito significativamente alla sua realizzazione.
Generali, partner di Arthemisia per Valore Cultura, offre gratuitamente a tutti i visitatori l’audioguida della mostra. La mostra vede come sponsor tecnico Trenitalia, media partner RMC – Radio Monte Carlo e L’Arena, hospitality partner Due Torri Hotel Verona e champagne partner Maison Perrier Jouët.L’evento è consigliato da Sky Arte HD.
Il catalogo è edito da Skira.
Parigi, fine Ottocento; la vita bohémienne, gli artisti di Montmartre, il Moulin Rouge, i postriboli, i teatri, le prostitute. Questa è la realtà che vive e rappresenta Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), diventandone il più noto interprete.
Alto un metro e cinquantadue – era affetto da una forma di nanismo – e morto a meno di 36 anni devastato dalla sifilide e dall’alcolismo, Toulouse-Lautrec divenne noto soprattutto per i suoi manifesti pubblicitari e i ritratti di personaggi dell’epoca. Sue sono le immagini, ben impresse nell’immaginario collettivo, del balletto al Moulin Rouge e di Aristide Bruant e delle discinte prostitute nelle maisons closes (le case chiuse) in cui aveva il suo atelier. (foto: Toulouse-Lautrec)

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“Mostra Internazionale Libri antichi e di pregio a Milano”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

collezioneL'arte de metalliMilano dal 24 al 26 marzo 2017, si terrà la mostra Internazionale dei libri antichi e di pregio organizzata da Noema e ALAI – Associazione Librai Antiquari d’Italia, in collaborazione con ILAB – International League of Antiquarian Booksellers, con il supporto di AbeBooks e il patrocinio di Comune di Milano, Città Metropolitana e Camera di Commercio di Milano, all’interno del prestigioso Salone dei Tessuti, a due passi dalla Stazione Centrale.
Per tre giorni, la grande mostra-mercato, che grazie al successo delle precedenti edizioni si è riconfermata come il più importante evento del mercato librario d’antiquariato in Italia, metterà a disposizione di un pubblico variegato, composto da collezionisti, esperti bibliofili e appassionati della carta stampata, un’ampia scelta di manoscritti antichi e straordinari libri miniati, pregiati incunaboli, stampe e documenti rari, introvabili prime edizioni e molte altre meraviglie provenienti dal passato. Un vero e proprio patrimonio su carta che, scandagliando le più diverse tematiche, dall’arte alla letteratura alla musica e alle diverse scienze, accompagnerà i visitatori in un viaggio costituito da innumerevoli narrazioni ricche di cultura e bellezza. (foto: collezione, Autografo di Napoleone bonaparte, L’arte de metalli)

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Mostra Helidon Xhixha: in Ordine Sparso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

Helidon Xhixha1Firenze dal 27 giugno – 29 ottobre 2017 Palazzo Pitti, Piazza Pitti, 1 nel giardino di Boboli mostra Helidon Xhixha: in Ordine Sparso,promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei, sarà curata da Diego Giolitti e Eike Schmidt e. La mostra cercherà di esplorare i concetti di caos e ordine attraverso un’ambiziosa serie di imponenti sculture ed installazioni. Durante la sua carriera, Xhixha ha sviluppato uno stile iconico di scultura, attraverso la manipolazione di acciaio inox riflettente, un materiale che si configura quale elemento chiave dell’artista, trasformandolo in una serie di oggetti astratti che rivelano la loro imponente maestosità e bellezza. Con il successo degli ultimi anni, prima alla Biennale di Venezia 2015 e in seguito alla London Design Biennale 2016, l’artista si è assicurato una posizione tra i vertici del mondo dell’arte, rendendo le sue sculture immediatamente riconoscibili dal pubblico contemporaneo. Attraverso un intervento altamente qualificato sull’acciaio, il materiale passa dall’essere ininterrottamente lineare, al divenire distorto, intricato e frammentario, ottenendo come risultato una personale interpretazione visiva dell’influenza tra metallo e luce, tra il concreto e l’etereo, e affrontando parallelamente notevoli concetti filosofici. Di origine albanese, Xhixha attualmente vive e lavora tra Milano e Dubai. Nasce in una famiglia di artisti dove cresce con un rispetto innato per le arti, scoprendo in giovane età la sua passione per la scultura, ereditata dal padre. Da qui, il suo continuo successo grazie alle sue iconiche installazioni in acciaio inox, ora esposte in collezioni pubbliche e private, in un contesto ormai globale.
Helidon XhixhaPer questa prossima mostra nel Giardino di Boboli l’artista ha cercato di approfondire temi molto complessi legati al Caos e all’Ordine, ispirandosi alla natura e alla geometria sacra. L’esposizione sarà divisa in due sezioni dove la differenza tra Caos e Ordine apparirà subito chiara. Nella Limonaia del Giardino di Boboli l’artista guarderà alla natura, al fine di scoprire il caos. La sua fonte primaria di ispirazione è quella delle grotte di cristallo di Naica in Messico: Xhixha formula una risposta complessa alle composizioni apparentemente casuali, dove allo stesso tempo ritroviamo opere d’arte segnate dalla sua caratteristica impronta, la stessa che lo ha reso riconoscibile in tutto il mondo. La Limonaia diverrà una risposta artistica alle grotte stesse; grandi strutture a colonna immediatamente riconducibile all’artista, formeranno un conturbante intreccio dove il visitatore potrà incantarsi, perdendosi durante l’esplorazione. L’installazione comporterà Helidon Xhixha2una risposta visiva e coinvolgente all’idea del caos in sé; nessuno schema sottostante, nessuna regolarità sarà individuabile nell’intero corpus dell’opera. La bellezza, ancora una volta, si troverà nell’intangibile e nella casualità.La risposta dell’artista rispetto al concetto di Ordine sarà ispirata alle teorie basilari della geometria sacra. Grandi strutture sono state create in risposta alla sezione aurea, tra cui principi matematici affini, le cui radici si trovano in natura. Forse le opere più sorprendenti in assoluto ad essere esposte saranno quelle monumentali: Conoscenza e Infinito. Le opere riveleranno intricati livelli di geometria e di motivi; provocando agli occhi dello spettatore un’estasiante meraviglia. Conoscenza ricorda la spirale logaritmica della conchiglia del Nautilus; la risposta più riconoscibile della natura alla sezione aurea, in cui grandi segmenti curvi di acciaio a spirale vanno estendendosi verso l’esterno, partendo da un singolo punto centrale dove, aumentando di dimensioni, oscillano. Infinito, seppur molto diverso da Conoscenza, ancora una volta ci rievoca dei concetti fondamentali dell’ Ordine, in questo caso l’equilibrio e la regolarità. Due forme inclinate, frammentate, che vanno in direzioni opposte ma che si affiancano. Opere uguali e differenti, poste sullo stesso piano, che vanno a rivelare la più ampia intenzione della mostra: ricreare un luogo dove gli opposti non sono intesi come entità disparate, ma come un unico concetto, profondamente legato. (foto: Helidon Xhixha)

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Mostra: Filippo Carcano “Allegria, Pescarenico nel lago di Lecco”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

carcano2Milano. Galleria Art Studio Pedrazzini di Milano Via Achille Zezon 5 dal 24 di marzo al 7 di aprile 2017 mostra: Filippo Carcano “Allegria, Pescarenico nel lago di Lecco”. L’esposizione, che si articolerà proprio intorno al capolavoro di Carcano il cui titolo è “Allegria, Pescarenico nel lago di Lecco”, è stata ordinata innanzitutto per mostrare l’opera di cui si era persa ogni traccia iconografica. Su di essa esiste una grande letteratura, che comprende anche un numero molto ampio di articoli e descrizioni del dipinto sui giornali dell’epoca, ma solo oggi può essere ammirata poiché né le cronache dell’epoca né la mostra di Brera, realizzata senza catalogo, mostravano appieno il dipinto.
Fra i passaggi nella storia del capolavoro si ricorda come lo stesso fu acquistato nel 1880 dal torinese Ernesto Balbo Bertone conte di Sambuy, presidente del comitato dell’esposizione di Belle Arti. L’inserimento nella collezione del conte di Sambuy fece uscire per sempre il dipinto dal circuito espositivo ottocentesco.
La nuova esposizione milanese dell’opera, esattamente a 102 anni dal suo allestimento a Brera, è accompagnata da un rigoroso saggio di Elisabetta Chiodini, studiosa di riferimento per Carcano, che per l’occasione ha firmato il testo in catalogo dove ha ricostruito la storia, il percorso espositivo e la ricca bibliografia d’epoca del capolavoro.
Accanto al dipinto del maestro ambrosiano, si presentano le opere di altri autori lombardi che, tra gli anni ottanta e novanta dell’Ottocento, ammaliati dal fascino della forza innovatrice del fare pittorico di Carcano vi si sono ispirati trovando proprio nella pittura di paesaggio la loro strada. Tra questi saranno in mostra: Eugenio Gignous con Imbarcadero sul lago Maggiore, tela eseguita dal vero nel 1879; Achille Tominetti, rappresentato da un piccolo paesaggio eseguito nel 1881 a Miazzina; Giorgio Belloni del quale si espone Acquazzoni d’aprile, grande tela presentata all’inaugurazione della nuova sede della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano nel 1886; ed ancora Leonardo Bazzaro, Emilio Gola, Pompeo Mariani e Giuseppe Mentessi, autori che hanno fatto della pittura di paesaggio il loro punto di forza e del linguaggio innovativo di Filippo Carcano il proprio linguaggio.

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Gran successo per l’Opening della Mostra di Lisa Tibaldi “Trama Aurunca”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

Simona BorionitibaldiRoma Museo delle Civiltà – Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari Piazza Guglielmo Marconi, 8/10, gran successo per l’Opening della Mostra “Trama Aurunca … Emozioni e Creatività di un Territorio”.
Madrina dell’iniziativa la splendida attrice Simona Borioni, che insieme all’ideatrice dell’iniziativa, la stilista Lisa Tibaldi, al Direttore del Museo della Civiltà Leandro Ventura e al Presidente del Parco Naturale dei Monti Aurunci Michele Moschetta, hanno accolto i numerosi ospiti intervenuti alla serata.“Un’esperienza unica, dichiara Simona Borioni, sia per aver potuto ammirare da vicino dei manufatti artigianali unici: abiti,collane, bracciali, orecchini e borse, realizzati da Lisa Tibaldi attraverso la lavorazione dei filamenti della “Stramma”, una tipica pianta spontanea a cespuglio frondoso presente nell’area falanganaturale protetta e sia per l’umanità incontrata negli artigiani del laboratorio di arti e mestieri del parco dei Monti Aurunci, che hanno prodotto e realizzato l’intero allestimento della mostra.Suggestioni, colori, profumi, tutto questo è “Trama Aurunca” un progetto che sarà possibile visitare al Museo della Civiltà dell’EUR sino al 30 aprile, e che si dà ora si prefigge di varcare il territorio nazionale per promuovere l’artigianalità Made in Italy, attraverso il recupero delle tradizioni popolari di un territorio. Si ringrazia, la Fondazione BioCampus e Ipsoa Istituto Alberghiero “Angelo Celletti” di Formia. (foto: Simona Borioni, tibaldi, falanga)

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Mostra Plautilla Nelli: Arte e devozione in convento sulle orme di Savon

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

plautillaFirenze fino al 4 giugno 2017 Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture. Alle donne artiste, e in particolare alle donne che coltivarono il loro talento creativo tra le mura conventuali, gli studi hanno dedicato crescente attenzione, specie negli ultimi vent’anni.
Anche la figura di Plautilla Nelli (Firenze 1524-1588), la “prima pittrice fiorentina” le cui opere ai tempi di Giorgio Vasari erano disseminate nei conventi e nelle dimore dei gentiluomini fiorentini, è stata investita dall’impulso dei nuovi studi. Per tale motivo le Gallerie degli Uffizi hanno voluto inaugurare la serie di mostre dedicate alle donne artista con una monografica sulla suora pittrice.
Entrata a quattordici anni nel convento domenicano di Santa Caterina in Cafaggio – a Firenze, in piazza San Marco -, Plautilla, imbevuta della mistica savonaroliana, fu interprete appassionata della poetica figurativa ispirata al magistero di Girolamo Savonarola nel campo delle arti e al nuovo modello disciplinato di santità femminile della riforma tridentina.
Nel monastero fiorentino ricoprì la carica di priora e fu a capo di una fiorente bottega artistica grazie alla quale numerose consorelle sue discepole contribuirono alla diffusione di immagini sacre, avvalendosi di una tecnica pittorica da vere professioniste. Intesa come parte integrante del lavoro quotidiano delle suore e approvato come regola di tutte le terziarie domenicane, la creazione di immagini sacre era valutata essenzialmente per la loro efficacia devozionale e non certo dal punto di vista dell’originalità dello stile o della composizione. Il gusto “conservatore” nel campo artistico delle suore – e di Plautilla Nelli in particolare – rifletteva la scala dei valori maggiormente stimati, tra cui al sommo grado quelli che rappresentavano la continuità della illustre tradizione artistica domenicana.
L’attività artistica del convento di Santa Caterina in Cafaggio fu destinata a soddisfare principalmente la richiesta del mercato dei “parenti e clienti”, ovvero di coloro i quali erano legati alla vasta rete dei conventi toscani dell’Ordine dei Predicatori. La richiesta era diffusa a tal segno da implicare la serialità, come nel caso dei quattro dipinti raffiguranti l’immagine di una santa domenicana ritratta di profilo che costituiscono il fulcro di tutta la mostra.
La vendita di tali opere divenne poi fondamentale per la vita del convento di Santa Caterina all’indomani della riforma dei monasteri femminili emanata dai decreti tridentini (1566), riforma che sanciva la proibizione di ricercare beneficenze fuori delle mura conventuali. Le modifiche apportate alle iscrizioni che riportano il nome di santa Caterina da Siena distinguibili nella serie dei quattro dipinti tramandano il nome di “un’altra Caterina”: suor Caterina de’ Ricci, coetanea di Plautilla e anch’ella fervente savonaroliana, suggerendo la possibilità che in tali ritratti la Nelli volesse rappresentare la “monaca santa” di Prato, uguagliandola alla santa senese.Finalmente è giunto il tempo che a Plautilla si dedichi una mostra, il tempo di riscattare la sua memoria storica e le sue opere d’arte spesso, ingiustamente, assegnate a uomini artisti: una mostra questa di Plautilla che apre la serie delle iniziative che le Gallerie degli Uffizi hanno in programma di realizzare ogni anno dedicate all’altra metà del cielo, alle donne che seppero distinguersi anche nel campo delle arti.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Fausta Navarro, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei, ed è stata realizzata con il generoso contributo di Advancing Women Artists Foundation e con la collaborazione del Museo del Tessuto di Prato.Il catalogo Plautilla Nelli. Arte e devozione in convento sulle orme di Savonarola e l’omonimo breve video documentario in mostra sono stati infatti realizzati con il contributo della Advancing Women Artists Foundation, che ha anche finanziato il restauro di 5 opere e 2 manoscritti esposti, alcuni dei quali sono di nuova attribuzione.
La fondazione statunitense (www.advancingwomenartists.org), operativa a Firenze dal 2006, si dedica al restauro e all’esibizione dell’arte al femminile conservata nei musei e nelle chiese della città. Nell’ultima decade ha restaurato 21 opere di Plautilla Nelli, contribuendo notevolmente alla riscoperta dell’artista e diffondendo la sua storia a Firenze e in tutto il mondo.“Pochi sanno che da ben più di cinque secoli Firenze è un vero e proprio centro per l’arte al femminile” spiega Jane Fortune, fondatore e presidente di AWA. “Le opere di artiste donne che abbiamo ritracciato e censito nei musei e chiese di Firenze sono più di 2.000. Sono una parte ‘invisibile’ della storia dell’arte, che necessita di essere restituita al pubblico. Plautilla Nelli ha aperto la strada ad altre donne della sua epoca e ha goduto di un successo senza precedenti. È l’ispirazione il vero stimolo della nostra missione: dare voce alle donne artiste del passato. Grazie a questa mostra, Nelli non sarà più tra le artiste ‘invisibili’”.«Con la mostra dedicata a Plautilla Nelli non vengono soltanto posti i riflettori su una protagonista della pittura fiorentina del Cinquecento e della riforma e spiritualità savonaroliana» afferma Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, «ma, insieme alla monografica dedicata a Maria Lassnig, che aprirà il 25 marzo, instituiremo per gli anni a venire una serie di esposizioni dedicate alle donne artiste.» (foto: plautilla)

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Mostra: Carlo Zoli. Tra sogno e realtà

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

cavaliere rossoZoli foto invitoMantova dall’11 al 30 marzo 2017 via Cappello 17 Galleria “Arianna Sartori”. Inaugurazione Mostra: Carlo Zoli. Tra sogno e realtà: Sabato 11 marzo, ore 17.00. Sarà presente l’artistaOrario di apertura:dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso Domenica e festivi (18 marzo 2017).
Scrive Vittorio Amedeo Sacco: “Un senso di umana sacralità percorre le opere di Carlo Zoli, da sempre interessato ad indagare territori storici, epici, cavallereschi. Le figure e le immagini, dense di ogni carattere descrittivo, aneddotico e narrativo, diventano puri simboli, fantasie archetipe che emergono dalla storia, cariche della potenza del mito e ricche di modernità. Le opere si collocano in uno spazio storico e attuale allo stesso tempo, in una cornice temporale sospesa, suggerita dalle forme, da cui affiora la dimensione simbolica. Le sue opere, ricche di una fantasmagorica gamma di segni, mantengono un solido substrato grafico, proveniente dalla sua consolidata preparazione nel campo del disegno e della figura. Le sculture modellate con la plastica materica, increspata, disegnano linee fluide composte in una sorta di esplosione vitale. I primi piani della materia, che si plasma, si disgrega e si ricompone nell’eterno gioco della vita sotto il soffio vitale dell’autocoscienza e dell’intelletto, si dilatano in uno scenario figurativo, rappresentando simboli, corpi femminili dalla silhouette delicata, cavalieri erranti, figure alate e cavalli dal profilo elegante, che si stagliano entro uno spazio bidimensionale, distruggendo l’illusione e rivelando la verità icastica della forma che vive di vita propria. In queste forme materiche che imprimono alla staticità della massa quasi un vertiginoso dinamismo, è proprio l’uomo ad essere il perno di queste illuminanti visioni, rivelandosi in tutta la sua fragile realtà e disvelando utopiche “isole nascoste”. Attraverso l’eliminazione di elementi superflui o autoreferenziali, l’artista elude il passaggio prosaico della favola cavalleresca ed esclude l’esercizio narcisistico e consolatorio della divinizzazione dell’umano e della narrazione per immagini, maturando un nuovo linguaggio figurativo, in cui sintesi formale e segnica gli consentono di recuperare la dimensione primaria della figurazione. Questa ricerca lo ha portato a considerare la luce, la forma e il colore elementi imprescindibili nella scultura che è diventata, sostanzialmente, necessità di una nitida misura mentale, sublimata attraverso l’assimilazione dell’arte antica. Carlo Zoli ha percorso per intero la figurazione, dimostrando una eccezionale perizia disegnativa e pittorica e si è affermato come artista profondamente e passionalmente sensibile”. (foto:  cavaliere rosso, Zoli foto invito)

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Mostra: Effimera – Suoni, luci, visioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2017

Minolta DSCRoberto PuglieseModena via della Manifattura dei Tabacchi 83, Mata dal 18 marzo al 7 maggio 2017 inaugurazione 18 marzo ore 18 nuova edizione di Effimera – Suoni, luci, visioni, a cura di Fulvio Chimento e Luca Panaro e in collaborazione con la Galleria Civica di Modena, che quest’anno propone opere di Carlo Bernardini (1966), Sarah Ciracì (1972) e Roberto Pugliese (1982). La mostra è realizzata con il supporto di Coptip e del Gruppo Fotografico Grandangolo BFI.
Effimera giunge dunque alla sua seconda edizione, con l’intento di individuare e valorizzare artisti che fanno dell’utilizzo avanzato della tecnologia la cifra stilistica del proprio lavoro. Nel 2016 Effimera aveva individuato il suo punto focale nel web, inteso come strumento di conoscenza artistica e relazionale grazie alla presenza degli artisti Eva e Franco Mattes, Carlo Zanni e Diego Zuelli. La nuova edizione si concentra sull’analisi della componente immateriale che è caratteristica della ricerca artistica dei nostri giorni, che trova trasposizione (e sintesi) all’interno di un percorso espositivo che prevede la creazione di un viaggio sensoriale interno alle tendenze artistiche recenti.
Sarah CiraciNel 2017 i curatori hanno strutturato i 500 mq del MATA in tre ambienti distinti. Punto di partenza di questo “attraversamento” è costituito dalla ricerca sonora del sound artist Roberto Pugliese, mentre l’approdo si identifica nelle installazioni luminose in fibra ottica di Carlo Bernardini, dipanando il percorso fra le immagini fluttuanti degli affreschi digitali di Sarah Ciracì. Effimera – Suoni, luci, visioni è costruita intorno a un percorso spiccatamente immersivo, ideato e strutturato appositamente sul MATA: tre imponenti installazioni ambientali, separate ma contigue, marcano una distinzione linguistica e temporale, e al tempo stesso suggeriscono una linea di continuità all’interno del percorso evolutivo dell’arte. Fa da corredo ad Effimera un ricco calendario di incontri collaterali che prevede la presenza degli artisti coinvolti, ma anche di filosofi ed esperti del settore “arte e tecnologia”. (foto: Carlo Bernardini, Roberto Pugliese, Sarah Ciraci)

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ROCK! Mostra internazionale sulla Musica e i suoi linguaggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2017

NafrythmNapoli VENERDÌ 10 MARZO 2017 [ore 17.00], in collaborazione con il Consolato Generale degli Stati Uniti d’America per il Sud Italia, presenterà – per il secondo anno consecutivo – ‘MUSIC OF INTEGRATION’, un pomeriggio/evento per celebrare l’integrazione tra culture attraverso il linguaggio universale della musica.
L’Atrio del PAN – Palazzo delle Arti di Napoli farà da cornice a questo pomeriggio che vedrà la musica grande protagonista.
All’appuntamento – coordinato dai giornalisti Michelangelo Iossa e Carmine Aymone – prenderanno parte i rappresentanti del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America per il Sud Italia e il M° Vittorio Nicoletti Altimari.
Protagonista principale del pomeriggio sarà l’ensemble multietnico NAFrythm, che presenterà dal vivo – in anteprima assoluta – il suo primo progetto discografico, l’album “Ocean”. NAFrythm è un ensemble afro-napoletano che ha messo in musica l’incontro tra diverse culture. Tutto ha avuto inizio nel 2013, quando la Rete co’ Mar, un collettivo di musicisti napoletani, ha dato vita ad un laboratorio musicale gratuito per immigrati provenienti da differenti sponde del Mediterraneo. Da quel momento, ha preso forma un autentico gruppo di lavoro con un repertorio di brani inediti incentrati sul tema della solidarietà internazionale. Tra gli animatori di questo progetto merita un posto d’onore il bassista Vittorio Nicoletti Altimari, già nelle fila della storica band 666, protagonista della stagione della Vesuwave partenopea.
Inyang e Vittorio NicolettiAccanto al cantautore nigeriano Nyong Inyang e al bassista/chitarrista Vittorio Nicoletti Altimari, il collettivo è costituito da alcuni dei migliori musicisti della scena-live mediterranea: Christian Imalaweian (chitarra), Carlo Nicoletti Altimari (voce e chitarre), Carmine Brachi (batteria), Silvia Romano (tastiere), Gigi Brunetti (chitarra), Antonello Petrella (sassofono), Ousmane Sanou (percussioni) vede la featuring del coro polifonico Euphoria Gospel Choir.La mostra internazionale ROCK!, sin dalla sua prima edizione, è al fianco del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America per il Sud Italia e della programmazione culturale della Missione Diplomatica statunitense in Italia.Il pomeriggio/evento sarà una delle tappe-simbolo di “ASPETTANDO…ROCK!7”, il calendario di appuntamenti di avvicinamento alla settima edizione della mostra ROCK!, che nelle sue prime sei edizioni è stata visitata da oltre 76.000 persone e che si terrà dal 2 al 30 settembre 2017 negli spazi del PAN – Palazzo delle Arti Napoli, come di consueto. (foto: Nafrythm, Inyang e Vittorio Nicoletti)

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Grande mostra: Giovanni Boldini

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

boldini1boldiniRoma fino al 16 luglio 2017 al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini,la mostra di Giovanni Boldini si presenta come una delle più ricche e spettacolari esposizioni antologiche degli ultimi decenni, con oltre 150 opere rappresentative della produzione di Boldini e dei più importanti artisti del suo tempo.
Il fascino femminile, gli abiti sontuosi e fruscianti, la Belle Époque, i salotti, l’attimo fuggente: è il travolgente mondo di Giovanni Boldini, genio della pittura che più di ogni altro ha saputo restituire le atmosfere rarefatte di un’epoca straordinaria.
Le opere – tra cui le celebri La tenda rossa (1904), Signora che legge (1875), Ritratto di signora in bianco (1889), Signora bruna in abito da sera (1892 ca.), Ritratto di Madame G. Blumenthal (1896) – provengono dai principali musei internazionali quali il Musée d’Orsay di Parigi, l’Alte Nationalgalerie di Berlino, il Musée des Beaux-Arts di Marsiglia, gli Uffizi di Firenze, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e da prestigiose collezioni private difficilmente accessibili.
Sessanta diversi prestatori, sapientemente coordinati in quattro anni di lavoro (questo il tempo di preparazione della mostra) da Tiziano Panconi – autore del catalogo ragionato di Boldini del 2002 – con la collaborazione di Sergio Gaddi.In mostra anche 30 opere di artisti contemporanei a Boldini, quali Cristiano Banti, Vittorio Matteo Corcos, Giuseppe De Nittis, Antonio de La Gandara, Paul-César Helleu, Telemaco Signorini, James Tissot, Ettore Tito, Federigo Zandomeneghi.Ospite d’eccezione al Vittoriano anche il capolavoro simbolo della Belle Époque: la grande tela dedicata a Donna Franca Florio, realizzata tra il 1901 ed il 1924.
Nel 1901 Ignazio Florio, erede di una delle più importanti famiglie imprenditoriali siciliane, affida a Boldini il compito di ritrarre sua moglie Franca, donna di singolare fascino e bellezza, chiamata “Donna Franca, la Regina di Sicilia” e definita da D’Annunzio “L’unica. Una creatura che svela in ogni suo movimento un ritmo divino”.
boldini2boldini3Boldini si reca a Palermo ed esegue il ritratto, che però non piace a Ignazio: lo giudica troppo sensuale e provocatorio, il vestito troppo scollato e decide quindi di non pagare il lavoro.Boldini si rimette all’opera eseguendo una seconda versione del dipinto, che questa volta piace a Don Ignazio. L’opera è presentata alla Biennale di Venezia nel 1903 ma nel tempo se ne perdono le tracce. A distanza di anni Boldini, su richiesta della stessa Donna Franca, riprende la prima versione del ritratto, conservata da sempre nel suo atelier, realizzando il dipinto nella sua forma definitiva, quella nota a tutti.
Tra il 1927 e il 1928, il quadro, in seguito alla rovina finanziaria della famiglia Florio, viene comprato dal Barone Maurice de Rothschild; dal 2006 fu esposto a Villa Igiea a Palermo.Destinata a far parlare di sé, oggi l’opera è coinvolta nella procedura giudiziaria che interessa il Gruppo Acqua Marcia (Francesco Bellavista Caltagirone) ed è eccezionalmente prestata alla mostra del Vittoriano: messa all’asta potrebbe dunque trattarsi, se il dipinto finisse in mani private, di una delle ultime occasioni per ammirare il ritratto di Donna Franca.Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio, la grande retrospettiva è organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale ed è curata da Tiziano Panconi e Sergio Gaddi.
La mostra vede come sponsor Generali Italia, sponsor tecnico Trenitalia e media partner Dimensione Suono Due. L’evento è consigliato da Sky Arte HD. Il catalogo è edito da Arthemisia/Skira. (foto: Boldini)

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Mostra: Enrico Pedercini. Sculture di terracotta e dipinti

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

enrico-pedercinienrico-pedercini1Mantova dal 4 al 23 marzo 2017 Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo 10 mostra: Enrico Pedercini. Sculture di terracotta e dipinti Inaugurazione: Sabato 4 marzo, ore 17.00. Sarà presente l’artista Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso Domenica e festivi (18 marzo 2017).
Sculture in terracotta e dipinti ad olio e disegni di Enrico Pedercini, sarà possibile ammirare alla Galleria Arianna Sartori di Mantova nella sala di via Ippolito Nievo.
L’inaugurazione della mostra si svolgerà Sabato 4 marzo alle ore 17,00 alla presenza dell’artista.
“Mi sono sempre chiesta che cosa spinge una persona a trascinare fuori di se una sua parte inconscia, quella che anche lui di sé non capisce, forse che questo sia un mezzo per far meditare noi comuni mortali che non abbiamo queste capacità? Ci soffermiamo davanti a queste creazioni e restiamo stupiti di poterci per un attimo staccare dalla nostra tinta unita di cui non conosciamo il colore (ognuno che ci guarda vede le sue sfumature) per scoprire che qualcuno possiede l’intero arcobaleno e lo usa inconsapevolmente. In questi impasti, più che scultura si intuiscono grossi fermenti emotivi e si scontrano coi nostri posati modi di essere causandoci (curiosità, inquietudine, tristezza, simpatia, violenza…) qualsiasi cosa tranne indifferenza. Siamo passali tante volte di fronte a una statua e abbiamo detto “Bella!” e tutto era già finito, era una statua scolpita. Qui abbiamo davanti delle opere che non sono informi eppure non hanno forma definita ed è proprio qui lo sconcerto, come i pensieri nebulosi cambiano senso legati a frasi diverse, come i gas formati da diverse aggregazioni molecolari, come i colori cambiano tonalità avvicinati a colori diversi, così anche questi impasti modellati da dita guidate da sensi aperti collegato visceralmente all’inconscio ci mostrano lati di noi che l’artefice poliedrico non riusciva più a contenerle in sé.” (R.P.)
Enrico Pedercini Nato a Volta Mantovana, vive a Porto Mantovano.Fa parte della prestigiosa raccolta del “Bosco per artisti” Raccolta internazionale itinerante di “Eco d’Arte Moderna” di Firenze. Pervenuto spontaneamente all’attività artistica, Enrico Pedercini vanta già un intenso curriculum che lo inserisce degnamente nella schiera degli artisti Mantovani.(foto: Enrico Pedercini)

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Mostra: Assedio a Madrid

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

assedio-a-madridMilano 18 marzo 2017 dalle 15.30 a La Casa di Vetro di Milano via Luisa Sanfelice 3 (Apertura al pubblico: Da lunedì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 Ultimo ingresso alle 19:00 Giovedì dalle 15:30 alle 18:00 Ultimo ingresso alle 17:30 Ingresso:€ 5,00) mostra “Assedio a Madrid” dedicata alla Guerra Civile Spagnola. L’esposizione è curata da Alessandro Luigi Perna e prodotta da Eff&Ci. La mostra fotografica è patrocinata dall’ Instituto Cervantes de Milán. In programma fino al prossimo 27 maggio. E’ un progetto rivolto al grande pubblico e alle scuole che ha per obiettivo raccontare la storia contemporanea attraverso la valorizzazione degli archivi storici fotografici (in particolare di fotoreportage) sia italiani che internazionali, sia pubblici che privati. La mostra si compone di circa 60 riproduzioni digitali da stampe fotografiche, selezionate tra le circa 3000 immagini conservate dall’ “Archivo Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil”. In particolare, sulla falsa riga della catalogazione utilizzata all’epoca in cui è nato il fondo, la selezione di immagini mostra i primi momenti della ribellione dell’esercito guidato da Franco a Toledo, Guadalajara e Madrid, la mobilitazione assedio-a-madrid1popolare in difesa della capitale assediata, i bombardamenti aerei e i loro effetti, le sofferenze dei civili, la guerra nelle regioni intorno alla capitale, il ruolo delle donne presenti anche in prima linea come forze combattenti, la vita al fronte e nelle retrovie, e infine la campagna di alfabetizzazione delle truppe da parte del governo repubblicano. Autori della maggior parte delle foto selezionate, sono Manuel Albero e Francisco Segovia, fondatori nel 1930 dell’agenzia fotografica Albero y Segovia Información Gráfica. Specializzati in fotografia sportiva, collaboratori di diverse testate giornalistiche, allo scoppio del conflitto divennero fotoreporter di guerra entrando nella storia della fotografia spagnola grazie alla qualità delle loro immagini.
L’“Archivo Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil”, facente oggi parte del “Ministerio de Educación, Cultura y Deporte. Archivo General de la Administración”, si compone delle fotografie che vari autori realizzarono durante i diversi momenti delle alterne vicende belliche che sconvolsero Madrid e le regioni centrali della Spagna durante la guerra civile. Della maggior parte dei fotografi si conosce il nome: infatti per poter realizzare servizi fotografici nelle aree controllate dal governo democratico era necessario avere assedio-a-madrid2l’autorizzazione del ministero della propaganda repubblicano, nato per “raccontare” agli spagnoli lo sforzo che la Repubblica stava facendo per fermare la ribellione fascista e per mostrare i tragici effetti dei bombardamenti sulle città dell’aviazione di Franco e dei suoi alleati.
La fotografia ritrae e racconta la realtà ormai da quasi due secoli. È partendo da questo presupposto che nasce History & Photography (www.history-and-photography.com), un progetto che si pone tre obiettivi principali. Il primo è quello di realizzare e promuovere esposizioni che raccontino la storia contemporanea con la fotografia (e la storia della fotografia), esaltando sia la funzione narrativa e documentale delle immagini che il loro valore estetico. Il secondo è quello di riscoprire e rendere fruibili al grande pubblico i tantissimi archivi fotografici storici – sia italiani che stranieri, sia di fotografi che di enti pubblici e privati – che rimangono spesso sconosciuti o frequentati solo dagli addetti ai lavori.
Alessandro Luigi Perna (www.alessandroluigiperna.com) è un giornalista, un consulente e un curatore che dedica molta della sua attività professionale alla fotografia storica. È infatti assedio-a-madrid3specializzato nella valorizzazione e promozione di archivi di fotografi, agenzie, case editrici, musei, aziende. In curriculum ha alcuni volumi fotografici e decine di mostre realizzate con enti pubblici e privati. (le foto riportate citano: “Assedio a Madrid. 1936 – 1939, la Guerra Civile Spagnola nelle immagini dell’“Archivo Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil” Con il patrocinio di: Instituto Cervantes De Milán Una produzione di: Eff&Ci – Facciamo Cose
A cura di: Alessandro Luigi Perna Per il progetto: History & Photography – La Storia raccontata dalla Fotografia e provengono dal Ministerio de Educación, Cultura y Deporte. Archivo General de la Administración, Fondo “Archivo Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil”) Le foto: Miliziani all’assalto dell’Alcázar (Palazzo Reale), Ragazzini rifugiati in una stazione della metropolitana durante un bombardamento Madrid (Spagna), 1936, Miliziano della Guardia Civile durante il pasto a Cabanillas de la Sierra Provincia di Madrid (Spagna), 1936, “Miliziana dice addio a suo figlio prima di marciare per il fronte” Estremadura (Spagna), 1936) http://www.history-and-photography.com

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Fino al 5 marzo a Romaest in mostra le mitiche Ferrari

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2017

ferrariRoma Romaest GRA uscita 14 – 15 – Autostrada A24 uscita Ponte di Nona – Roma Lunghezza. Un grande evento da non perdere per gli appassionati e tifosi della Ferrari, quello che si svolgerà fino al 5 marzo presso il Centro Commerciale Romaest, Via Collatina, 858 (secondo piano, ingresso nord). La Scuderia Ferrari Club Roma Centro, il più grande sodalizio del Lazio e decimo nel mondo per numero di iscritti, intende omaggiare tutti i fan del cavallino rampante e i visitatori del Centro Commerciale Romaest con un’esposizione di due vetture Ferrari, la prima una F430 Challenge campione del mondo 2009 e l’altra una Ferrari stradale dell’ultima generazione. Presso lo stand del Club sarà possibile farsi fotografare con le auto, avere informazioni sulle loro caratteristiche e iscriversi al Club ufficiale Ferrari per usufruire di numerosi vantaggi. Associandosi ad uno dei Club ufficiali, infatti, è possibile, ad esempio, partecipare al Passion Day, incontro con i piloti e la squadra di Formula 1, visitare con il Factory Tour gli stabilimenti di Maranello o sedere in una tribuna riservata per assistere al GP d’Italia, entrare nei Musei Ferrari di Modena e Maranello, oltre ad avere accesso gratuito alla community web del sito HYPERLINK “http://www.ferrari.com/”www.ferrari.com per avere notizie in diretta della Ferrari e delle attività sportive.
SCUDERIA FERRARI CLUB è una società consortile, senza scopo di lucro, fondata nel 2006 da Ferrari S.p.A. con l’obiettivo di coordinare le attività dei molti tifosi della Scuderia, riuniti in Club operanti in tutto il mondo. HYPERLINK “javascript:mails_addtocal(1,%22Oggi%22);” Oggi la Società conta oltre 150 Club ufficialmente riconosciuti, distribuiti in 16 paesi. Un insieme di nazionalità, culture e stili di vita differenti, ma uniti dalla stessa grande passione: la Ferrari. (foto: ferrari)

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