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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

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Inaugurazione mostra “Mondi diversi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

mondi diversiRoma Mercoledì 24 maggio 2017 – ore 18 Galleria La Nuvola Via Margutta 51/a, Inaugurazione mostra “Mondi diversi” di Patrizia Castaldi. E’ il calore sprigionato dai materiali lavorati che ha portato l’artista Patrizia Castaldi, pittrice e scultrice in attività da molti anni, a recuperare antiche tradizioni, come quelle delle tribu Bakota e a costruire interessantissime opere scultoree che, a partire da mercoledì 24 maggio, saranno in mostra alla Galleria La Nuvola di Roma. Un percorso, presentato dopo alcuni anni di assenza dell’artista dagli spazi espositivi, che mette in evidenza uno stile astratto inequivocabile legato ai volumi geometrici e che si esprime in una costante ricerca di forme quasi elementari ma essenziali. Il titolo dell’esposizione, “Mondi diversi”, rappresenta le interazioni culturali e le interpolazioni con diverse tipologie di materia che la Castaldi tratta con leggerezza e semplicità: dal legno al ferro, dal rame all’ottone, lega flessibile ed estremamente duttile che assume forme sinuose e sensuali, nel suo colore giallo-oro, aperte a molteplici interpretazioni sensoriali. Una lavorazione che esprime sicuramente un’anima, percepibile, nelle sue forme, anche nel tempo, nonostante i cambiamenti di colore causati dall’ossidazione.Le opere realizzate – di cui in mostra ne saranno visibili circa una ventina – legano materie ed elementi diversi per costruire un ordine cosmico, in un’assoluta armonia di proporzioni e calibrata misura compositiva. Un cammino parallelo di occhio e mente in cui la struttura logica e matematica che caratterizza l’espressività dell’artista gioca in equilibro tra il primo piano e il fondo, tra la facciata della prima percezione e lo sguardo allungato della tridimensionalità.
Sfera, cubo, triangolo, quadrato, rettangolo, linea retta ed ovale sono gli archetipi formali da cui parte la creatività del movimento, evidenziato da una materia plasmata dal tatto felice e da una coscienza curiosa in continua evoluzione, specialmente nelle relazioni spaziali.L’uso multiplo del rame, elemento onnipresente e spesso integrato al legno (entrambi simboli di fertilità gioia e fortuna), si frammenta dalle tessere metalliche del micromosaico a lastre di fondo su cui edificare un’immagine incorporea, sempre e costantemente sotto l’analisi del suo impatto con la luce. Questa scelta di materiale è stata spesso definita dalla critica come una metafora, un’aspirazione a ricongiungersi con una dimensione superiore anticamente perduta, nella quale l’artista ricerca la purezza retrocedendo agli albori dell’arte preclassica. Il risultato, tra un’opera scultorea e l’altra è la sensazione di leggerezza, della forma e del colore emanata da una fervida ispirazione vitale nella quale la luminosità si riflette sull’eleganza, la curiosità sull’equivocità (ogni pezzo è diverso e nessuno è interpretabile alla stessa maniera), l’esperienza sulla fruizione, alla conquista di un dialogo con il suo interlocutore, umano o materico che sia… (foto: mondi diversi)

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A Genova si inaugura la mostra del pittore imperiese Gugliemo Mazzia “Dinosauri”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

chiaruscuriGenova 26 maggio – 15 giugno 2017 orario: mercoledì-venerdì 16-19 inaugurazione: venerdì 26 maggio, ore 17,30 via sant’Agnese 19R. una personale di Guglielmo Mazzia, che presenta un ciclo di lavori su carta incentrato su immagini di dinosauri, raffigurate con un intensa verve fantastica.“Secondo l’opinione espressa da Emilio Villa nel volume L’arte dell’uomo primordiale – scrive Sandro Ricaldone – nella creazione artistica, il rapporto fra l’uomo e le altre specie animali si ponga non solo (e forse non tanto) sul piano della rappresentazione quanto su quello di una vera e propria introiezione. (…) È un simile aspetto che, rivisitato in forme del tutto contemporanee, ritroviamo nel lavoro di Guglielmo Mazzia, nei vorticosi viluppi di rettili e dinosauri, trasfigurati da accensioni di colore talvolta smorzate da lunghe scie d’ombra. Nelle sue carte prende vita una sorta di mostruosità esuberante, che trae energia dalla concentrazione delle masse, mantenendo un tratto di leggerezza nella mobilità e nello slancio del segno che contorna le singole figure. L’afflato fantastico che ne promana non è però semplice gioco visivo: mentre da un lato si fa espressione di una tensione arcaica naturale, sotto altro profilo, collegandosi all’estinzione delle specie ritratte, allude ad una condizione di pericolo che direttamente concerne la condizione precaria del nostro habitat. Viene alla mente allora una riflessione di José Gil: “Probabilmente l’uomo produce mostri per una sola ragione, poter pensare la sua stessa umanità”.
Guglielmo Mazzia è nato a Imperia dove vive e lavora.Introdotto alla pittura nel periodo scolastico da Bernardo Asplanato, partecipa più tardi con entusiasmo alle iniziative del Gruppo Artisti Città di Imperia, sodalizio artistico che ha la sua base nelle “Grotte di Nerone”, storico locale gestito dallo scultore Rino Rossi.La militanza politica nella sinistra rivoluzionaria lo porta ad affrontare l’esperienza del carcere, al cui interno intraprende una vorticosa attività artistica.
In seguito, l’incontro con Giovanni Berio costituisce per lui un passaggio importante. Il maestro Ligustro, oltre alla sua intensa attività d’artista, gestisce una piccola, ardente galleria dove gli organizza una mostra personale con il lavoro di quegli anni.
Matura nel tempo crescente interesse per la scenografia, con allestimenti, mostre e collaborazioni a Torino dove si è trasferito; partecipa al gruppo scultori “Spazio Libertà” con esposizioni itineranti sull’asse Torino-Milano. In quel periodo la scultura trova definitivamente spazio nella sua produzione.Al ritorno a Imperia dà vita al “Laboratorio Reart” dove sarà il mosaico, oltreché l’uso di materiali abbandonati da riciclare, ad avere specifica attenzione, affiancando l’attività pittorica sempre centrale nella sua ricerca. (foto: chiaruscuri)

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Mostra di libri ‘Famiglie, educazione e benessere’

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

libriRoma Fino al 23 Giugno 2017 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione
Via Milazzo 11. Esposizione di libri con bibliografia in occasione della Giornata Internazionale delle famiglie La pluralità dei tipi di famiglia è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite che hanno istituito nel 1993 la Giornata mondiale dedicata, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza a livello globale dei processi sociali, economici e demografici che coinvolgono le famiglie nel mondo. Quest’anno il tema della Giornata si concentra sul ruolo e le politiche di sostegno alla famiglia per promuovere l’educazione dalla prima infanzia, le opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita, e il benessere complessivo dei membri, a prescindere dall’età, dal numero, dal genere, dal grado di parentela e dalla specie dei suoi componenti.
Si mette in evidenza anche l’importanza del contributo della cultura e delle competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, attraverso l’istruzione e lo stile di vita, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura della pace e della non violenza, la cittadinanza e l’apprezzamento della diversità culturale. http://www.sba.uniroma3.it

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Mostra: DICÓ Combustioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

JOKERMARILYNRoma dall’8 giugno al 9 luglio 2017 la Sala del Giubileo del Complesso del Vittoriano – Ala Brasini di Roma ospita la mostra DICÓ Combustioni: un’antologica dedicata ad uno degli artisti più dirompenti ed originali dal panorama italiano ed internazionale, che rappresenta ad oggi una delle più innovative manifestazioni artistiche del Neo-Pop.
A essere esposte saranno circa 40 opere, alcune delle quali presentate per la prima volta al pubblico che potrà immergersi in un originale universo espressivo che unisce gli echi di Warhol e Burri con la Street Art.Come è ormai noto, infatti, Dicò avvolge i ritratti di personaggi famosi assurti a icone del proprio tempo e monumenti altrettanto iconici in una lastra di materiale plastico che viene poi bruciato e piegato, dando all’opera una nuova prospettiva. Come sottolinea il curatore Lamberto Petrecca, Dicò “utilizza i miti già ampiamente massificati dai media e li trasfigura rendendoli nuovamente unici grazie alla combustione…Dicò non fa quindi del fuoco un uso distruttivo e iconoclasta, ma un uso rivitalizzante e quasi grazioso”.Queste “Combustioni” non possono non far pensare ad Alberto Burri, anche se Dicò, come ricorda ancora il curatore, “rende plastici e combusti personaggi veri e reali. È la vita stessa – attraverso i suoi esponenti più noti – che si deforma e trasmuta in altro. I ritratti di Dicò diventano così quasi primi piani cinematografici”.Da Burri e Warhol, Dicò trae una sintesi rigeneratrice che gli consente di ridare una vita nuova ai miti contemporanei: da Marilyn alla Gioconda, da Gandhi a Fidel Castro, da Mohammad Alì a Gianni Agnelli.“In fondo Dicò – ricorda Vittorio Sgarbi nel suo testo critico in catalogo – non fa né il Burri redivivo, né l’erede della Pop Art, anche se entrambe le esperienze lo hanno ampiamente ispirato”, la sua, prosegue il critico , è “una concezione pragmatica dell’arte, per cui quello che conta è l’oggetto che riesci a elaborare, non ciò che agiti intorno ad esso”.
Orario aperturaTutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (L’ingresso in mostra è consentito fino a 30 minuti prima)Ingresso Gratuito (foto: JOKER, MARILYN)

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Mostra: Sport e dittatura

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

sinagoga romaRoma mercoledì 24 maggio 2017 ore 12:00 Fondazione Museo della Shoah – Casina dei Vallati Via del Portico d’Ottavia 29 conferenza stampa di presentazione della mostra: Sport e dittatura ideata e curata dal Mémorial de la Shoah di Parigi, promossa dalla Fondazione Museo della Shoah e realizzata in collaborazione con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del CONI Comitato Olimpico Nazionale Italiano, della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Comunità Ebraica di Roma e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, approfondisce il rapporto tra sport e dittatura negli anni Trenta e Quaranta. Intervengono Mario Venezia – Presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma, Paolo Masini – Vice Presidente Fondazione Museo della Shoah e Consigliere del Ministro dei beni beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini nel Progetto Migrarti Bruno Boyer -Responsabile Relazioni Internazionali del Mémorial de la Shoah di Parigi Laura Fontana -Responsabile per l’Italia del Mémorial de la Shoah di Parigi.
Non fu solo la Germania nazista di Hitler a servirsi dello sport e della concezione del corpo come affermazione di superiorità e di identità collettiva. Anche l’Italia fascista e la Francia di Vichy, insieme al resto dell’Europa occupata, riuscirono ad associare alla pratica sportiva le teorie razziste che si erano diffuse del primo dopoguerra, adottando misure di discriminazione che toccarono pesantemente il mondo dello sport.

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Inaugurazione della mostra ‘Premio Scuola e Città

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

Roma Martedì 23 Maggio 2017, ore 18:00 / 28 Luglio 2017 Dipartimento di Architettura, Aula Quadrio Pirani Ex Mattatoio di Testaccio. La Città e il Fiume. Mostra dei progetti didattici elaborati dalle scuole primarie di Roma http://www.croma.uniroma3.it

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Il meraviglioso mondo di Wal arriva a Villa Torlonia

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

IMG_0497IMG_0516Roma 20 maggio – 1° ottobre 2017 Musei di Villa Torlonia Museo e Giardino della Casina delle Civette Via Nomentana, 70. La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è organizzata da Maniero Associazione culturale e realizzata da Exibartlab. L’esposizione, a cura di Cesare Biasini Selvaggi e Maria Grazia Massafra.
Wal (Walter Guidobaldi) è nato nel 1949 a Roncolo di Quattro Castella (Reggio Emilia), dove tuttora vive e lavora. La sua formazione artistica si avvia all’Accademia di Belle Arti di Bologna, in particolare, nell’aula di Umberto Mastroianni, per compiersi negli anni Settanta a Milano, dove frequenta l’Accademia di Brera e, con particolare trasporto, i corsi di Alik Cavaliere e Luciano Minguzzi. Nel 1980 è inserito da Renato Barilli nella pattuglia dei Nuovi-nuovi insieme, tra gli altri, a Ontani, Salvo e Mainolfi. Connotati tipici dei Nuovi-nuovi sono una leggerezza ludica, quasi degna di Palazzeschi, e il recupero del colore, dell’immagine e della manualità reagendo, così, al clima troppo “freddo”, intellettualistico, che si era stabilito negli anni Settanta intorno alle poetiche del cosiddetto “concettuale”. Il progetto di questa mostra nasce dal desiderio di risvegliare l’interesse del pubblico, dagli adulti ai bambini, a una narrazione suggestiva sull’importanza dell’arte come strumento in grado di evocare e riconoscere mondi interiori, dominati dall’immaginazione. Le sculture di Wal, con il loro IMG_0509IMG_0508originale bagaglio di figure fantastiche e animali fiabeschi, collocate nel giardino e all’interno del museo, si inseriscono perfettamente in un ambiente già di per sé “magico” accentuando l’atmosfera di un tempo che qui pare sospeso.A prima vista ai visitatori sembrerà di trovarsi di fronte a una casetta emersa direttamente da una delle storie dei fratelli Grimm. All’ingresso del giardino si è accolti da un gigantesco gatto albino, dallo sguardo enigmatico quanto una sfinge. Il gatto, probabilmente l’animale più amato e raffigurato da Wal, ritorna in altre opere in mostra. Tutt’intorno, sulle aiuole del giardino, la scena è catturata dallo scalmanato manipolo dei putti-monelli creati da Wal con il loro inconfondibile biancore di fondo che ne fa dei corpi astrali, eterei. All’interno della Casina delle Civette l’atmosfera non cambia e la fantasia continua a essere il motivo conduttore dell’esposizione.
Nel meraviglioso mondo creato da Wal si può scorgere un ricorso metodico a citazioni colte. Così i putti sono ispirati al Ritratto di Manuel Osorio Manrique de Zuñiga di Goya (al Metropolitan Museum of Art di New York), i putti ginnasti sono mutuati dal pittore francese del XVIII secolo Bénigne Gagneraux, mentre i putti lottatori provengono direttamente da modelli classici. La traduzione dai modelli di IMG_0502IMG_0514riferimento compiuta da Wal non ha, tuttavia, alcun intento dissacrante o irriverente alla Duchamp. È, invece, il pretesto dell’Artista per dare libero sfogo ad una straripante creatività che, attraverso il gioco mentale e la manualità fabbrile, dissemina le opere di enigmi e interrogativi che riguardano il senso dell’esistenza. La ricerca artistica di Wal, infatti, da oltre quarant’anni è contraddistinta da una sapiente ricerca volta a stimolare nello spettatore la sua capacità di sognare, di recuperare quello stato di primordiale stupore per il mondo di cui parlava Elémire Zolla. Tale processo è sempre scandito dal ricorso ad una sapida ironia. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Exibart Edizioni che, oltre alla riproduzione delle opere, a colori, contiene testi a firma dei curatori.
Orario mostra: martedì – domenica 9.00 – 19.00 Biglietto d’ingresso: Biglietto Casina delle Civette: € 6,00 intero; € 5,00 ridotto. La mostra è parte integrante della visita.
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 5,00 intero; € 4,00 ridotto. Ingresso gratuito per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana la prima domenica del mese.

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Mostra Monet: Aperte le prenotazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

monetmonet1Roma 19 maggio aperte le prenotazioni per la mostra MONET che arriva al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini di Roma il prossimo 19 ottobre.L’esposizione, curata da Marianne Mathieu, presenta circa sessanta opere del padre dell’Impressionismo, provenienti dal Musée Marmottan Monet – che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita – testimonianza del suo percorso artistico, ma soprattutto dell’artista medesimo, dacché si tratta di opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny e che il figlio Michel donò al museo. Dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800, attraverso i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, ai ritratti dei figli, alle tele dedicate agli amatissimi fiori del suo giardino (rose, glicini, agapanti) fino alla inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, per arrivare alle monumentali Ninfee e Glicini, la mostra renderà conto delle molteplici sfaccettature del suo lavoro, restituendo la ricchezza artistica di Monet. (foto: monet)

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A Roma gli scatti della fotoreporter Agnese De Donato

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

Charlotte RamplingClaudia CardinaleManifesto femministaRoma giovedì 25 maggio ore 18,30 Galleria d’arte contemporanea De Crescenzo & Viestivia Ferdinando di Savoia 2 mostra fotografica Anni ’70: io c’ero che documenta una stagione irripetibile come gli anni Settanta attraverso gli scatti di Agnese De Donato, giornalista e fotoreporter, femminista e scrittrice, scomparsa lo scorso 5 marzo.Gli scatti testimoniano gli incontri con amici scrittori, pittori, poeti, attori, politici e registi, da Alberto Moravia e Ugo Tognazzi a Valentino Zeichen e Marco Bellocchio, da Giorgio Napolitano e Nanni Moretti a Claudia Cardinale e Mariangela MelatoMonica Vitti. Ci sono le immagini scattate in prova o tra le quinte a grandi ballerini, come Carla Fracci e Rudolf Nureyev, e perfino episodi curiosi, come la presenza di John Lennon alla “First International Feminist Planning Conference”, manifestazione americana rigorosamente separatista, alla quale Yoko Ono riuscì a farlo partecipare in qualità di “video maker”. Con passione e determinazione Agnese De Donato ha lavorato per oltre un anno, fino agli ultimi giorni, all’allestimento di questa mostra, scegliendo tutte le stampe originali realizzate nel suo piccolo laboratorio di sviluppo e stampa dell’epoca. Sarebbe bello se si potesse dedicare uno spazio a questi scatti che testimoniano un mondo ormai lontano, ma ancora indelebile nella memoria collettiva. (foto: Charlotte Rampling, Claudia Cardinale, Manifesto femminista, Mariangela Melato)

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Mostra di libri ‘Famiglie, educazione e benessere’

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 maggio 2017

Onu palaceRoma Lunedì 15 Maggio 2017, ore 9:00 / 23 Giugno 2017 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 b. Esposizione di libri con bibliografia in occasione della Giornata Internazionale delle famiglie – 15 maggio 2017, della Biblioteca di Scienze della Formazione dal 15 maggio al 23 giugno 2017. La pluralità dei tipi di famiglia è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite che hanno istituito nel 1993 la Giornata mondiale dedicata, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza a livello globale dei processi sociali, economici e demografici che coinvolgono le famiglie nel mondo. Quest’anno il tema della Giornata si concentra sul ruolo e le politiche di sostegno alla famiglia per promuovere l’educazione dalla prima infanzia, le opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita, e il benessere complessivo dei membri, a prescindere dall’età, dal numero, dal genere, dal grado di parentela e dalla specie dei suoi componenti. Si mette in evidenza anche l’importanza del contributo della cultura e delle competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, attraverso l’istruzione e lo stile di vita, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura della pace e della non violenza, la cittadinanza e l’apprezzamento della diversità culturale.

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“Gocce d’aria” Olii su tela di Patrizia Masserini

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 maggio 2017

masseriniMantova dal 13 al 25 maggio 2017 via Cappello 17 Galleria “Arianna Sartori” mostra: “Gocce d’aria” Olii su tela di Patrizia Masserini (Inaugurazione: Sabato 13 maggio, ore 17.30. Sarà presente l’artista Mostra a cura: Arianna Sartori Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso Domenica e festivi).
PATRIZIA MASSERINI nasce a Gazzaniga (Bg). Non ancora ventenne inizia un’intensa attività espositiva conseguendo importanti premi e consensi di pubblico e critica. In particolare: 1° Premio Concorso nazionale di Trieste, 1982; premio acquisto Rassegna nazionale Santhià, 1985, 1986 e 1995; selezionata nel 2°, 3°, 4° Premio Murano 1987, 1989, 1991; premio acquisto 1° Rassegna d’arte siciliana, Vittoria (Ragusa) 1994; selezionata al Premio Ravenna 1994; invitata al Premio Lissone 1999.
Le sue opere sono in numerose collezioni private e in spazi pubblici, tra i quali: Istituto di Ricerca Negri, Bergamo; Volksuniversiteit, Rotterdam; Staats Universitatsbibliothek, Amburgo; reparto d’Ostetricia, Ospedali Riuniti, Bergamo.
Insegna pittura alla Scuola d’Arte A. Fantoni di Bergamo per undici anni, dal 1982 al 1993, per poi dedicarsi esclusivamente all’attività professionale.
Nel 1982 per il Comune di Dossena realizza una grande pittura murale e ha occasione di lavorare con alcuni affermati artisti bergamaschi (Scarpanti, Sirtoli, Nicoli, Lizioli, Longaretti, Mazzoleni). Segue, nello stesso anno, la creazione di un’altra opera murale a Villa di Serio. In questo periodo si dedica anche all’incisione calcografica sperimentando le tecniche dell’acquaforte e dell’acquatinta.
Nel 1985 l’architetto Don Pino Gusmini fa incontrare Patrizia Masserini con il “frate-poeta” David Maria Turoldo. A quest’incontro segue l’opera Parola e Immagine una cartella di poesie e grafiche che ben rappresentano il pensiero del “poeta” “tradotto” dalla Masserini in immagini cariche di pathos interiore. La pubblicazione è presentata presso la ProVertova nel 1986 a cura dello stesso Turoldo, relatori Lino Lazzari e Pino Gusmini; successivamente a Trento, presso il Centro di cultura “A. Rosmini”.
Nel 1987 viene realizzato un catalogo monografico sull’opera della pittrice con la presentazione di Carlo Franza dal titolo: L’apparenza del simbolo nella pittura di Patrizia Masserini. Interessante in questi anni l’esperienza di progettazione per il vetro. (foto: masserini)

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Sociale, civile e di comunione in mostra al polo Bonfanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 maggio 2017

EPSON DSC pictureFirenze. Sabato, 13 maggio 2017, ore 14.30 Polo Lionello Bonfanti (Burchio – Figline e Incisa Valdarno – FI) Sociale, civile e di comunione in mostra al polo Bonfanti con la partecipazione degli economisti Carlo Borzaga, presidente del centro sull’Economia Sociale EURICSE di Trento e Luigino Bruni, coordinatore del progetto Economia di Comunione; di Massimo Toschi, già assessore alla cooperazione internazionale della Regione Toscana, di Eva Gullo, imprenditrice e presidente EdiC spa e dei progettisti della mostra Chiara Ronconi e Massimo Innocenti. Sarà presente anche Giulia Mugnai, sindaco di Figline e Incisa Valdarno. Modera Carlo Cefaloni, giornalista.
«Le economie sociale, civile e di comunione ci permettono di sperarlo», spiega il prof. Benedetto Gui, economista e docente di Economia politica presso l’Istituto Universitario Sophia e promotore di “SCIC”, la Mostra multimediale di Economia sociale, civile e di comunione che verrà inaugurata il 13 maggio prossimo al Polo Lionello Bonfanti (Burchio – Figline e Incisa Valdarno- FI) alle 14.30.
«Oggi nei confronti dell’economia c’è molta sfiducia. La si vede come una macchina che schiaccia le persone e dà vantaggi solo ad alcuni. Questa è una parte della realtà, ma c’è n’è un’altra che la mostra vuole far conoscere e mettere in luce. La sigla “SCiC” mette insieme l’Economia Sociale, con la tradizione cooperativa e il fermento di nuove iniziative, la cosiddetta “Economia Civile”, che vede anche le aziende come partner nella costruzione dell’interesse pubblico, e l’Economia di Comunione, nata per reagire alla povertà e mettere al centro la persona. Ne emerge una visione delle relazioni economiche e del benessere che può offrire delle vie di uscita dai problemi della disuguaglianza, della conflittualità e della povertà di senso».
«Pensare ad un evento che si basa sull’economia è già di per sé difficile” – spiegano Chiara Ronconi e Massimo Innocenti, progettisti e visual designer della mostra – “ed esporre dei numeri lo è forse di più. Per questo abbiamo ideato un percorso esperienziale rivolto principalmente ai giovani dove presentiamo scenari ed economie concettualmente diverse. Attraverso contributi video, grafici e immagini abbiamo voluto dar voce ai protagonisti. Entrando così in contatto diretto con le fonti, il visitatore potrà acquisire un bagaglio di informazioni, conoscenze, idee non mediate; primo passo per futuri progetti o per una condivisione di idee e proposte innovative».

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Mostra “La sedia eccellente e il suo contorno”

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

sediaAnguillara 13 maggio 2017 alle 17.30 inaugurazione mostra “La sedia eccellente e il suo contorno”Per l’occasione Marinelli terrà anche una introduzione sul tema “Le sedie dal 1600 al 1900 -Una raccolta di stili”, ricostruendo la storia e le tipologie delle varie sedute in mostra. Un’occasione per gli appassionati e non solo per addentrarsi nel mondo del collezionismo d’antiquariato. L’Associazione Culturale Sabate, che dal 1992 cura la gestione del Museo, è lieta di ospitare un evento del genere che si colloca perfettamente nella riscoperta dell’antico. L’iniziativa si tiene in concomitanza con la Festa di Primavera organizzata nelle stesse giornata dallo storico Rione Castello. Un motivo in più per essere ad Anguillara alla scoperta dell’antico e delle tradizioni.
Una mostra di antiquariato nella quale verranno esposte decine di esemplari selezionati e restaurati da Annibale Marinelli, un appassionato che ha raccolto una collezione unica nel suo genere. La sua è una passione che lo ha colto fin dalla gioventù e che è andata via via crescendo determinando un patrimonio di mobili antichi di tutto rispetto provenienti da tutta Europa e non solo. Nella mostra di Anguillara che si tiene nell’ambito delle iniziative organizzate in collaborazione con il Comune di Anguillara e la locale Pro Loco, Marinelli propone ai visitatori un selezionato campionario di sedute d’altri tempi con un contorno di raffinati mobiletti e quanto altro. (foto: sedia)

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Mostra “Lampi di Memorie”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 maggio 2017

lampi di memorieBracciano. Il 7 maggio (lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 9 alle 12 e il martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17) s’inaugura a Bracciano la mostra “Lampi di Memorie”. La mostra, a ingresso libero, resterà aperta con documenti, fotografie e cimeli della Grande Guerra chiude a Bracciano l’intenso programma organizzato dall’Associazione Eserciti e Popoli, presieduta dal generale Giorgio Zucchetti, nell’ambito del Progetto “Pace o Guerra: Il 1914 I Dilemmi del Novecento”.La mostra, che coincide con l’evento “Domenica in Archivio” ideato dall’assessore alla Cultura di Bracciano Elena Felluca, verrà inaugurata domenica 7 maggio alle 10 presso l’archivio comunale di Bracciano in piazza Mazzini 5 e resterà aperta fino al 28 maggio.Sarà un’occasione per approfondire le tematiche attraverso le immagini, le documentazioni e i cimeli esposti, tra le quali alcune divise originali dell’epoca, del primo conflitto mondiale che per l’Italia è considerata anche la quarta guerra di indipendenza.”Con questa mostra – commenta l’assessore Felluca – siamo giunti a conclusione del progetto “Pace o Guerra”, un’iniziativa curata magnificamente dall’associazione Eserciti e Popoli. Il lavoro di studio e divulgazione di una fase storica cruciale per l’assetto politico e culturale mondiale, ha avuto un notevole impatto sul territorio di Bracciano attraverso vari eventi che hanno interessato le scuole, con seminari e proiezioni di film sul tema della Grande Guerra, e, più in generale, la popolazione di Bracciano lampi di memorie1con l’emozionante concerto del 25 aprile scorso che ha visto l’interazione di diverse associazioni ed una grande partecipazione. Non posso far altro che ringraziare l’associazione Eserciti e Popoli per il loro notevole contributo alla crescita culturale di questo Comune”.
Il programma di Bracciano ha coinvolto studenti in ricerche ed approfondimenti. Realizzati inoltre un importante seminario, proiezioni e un concerto che ha toccato i cuori grazie alla esecuzione celebri canti militari italiani tra le quali “La canzone del Piave”.
Il progetto “Pace o Guerra: Il 1914 I Dilemmi del Novecento”, finanziato dalla Regione Lazio ai sensi della legge n. 6 del 7 agosto 2013, coinvolge oltre al Comune di Bracciano (Comune capofila) anche i Comuni di Anguillara, Campagnano Romano, Cerveteri, Formello, Mazzano Romano, Oriolo Romano, Tolfa assieme alla Soprintendenza Archivistica del Lazio, l’Istituto Luce e l’Istituto Storico per il Risorgimento. (lampi di memorie)

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Mostra “LOS OJOS DE LOS POBRES”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

occhi dei poveriocchi dei poveri2Roma 11 maggio alle ore 18 presso la Sala Dalí dell’Instituto Cervantes (piazza Navona, 91) la mostra “LOS OJOS DE LOS POBRES”, gli occhi dei poveri. L’esposizione – prima italiana – raccoglie 48 fotografie in bianco e nero (40cm x 50cm) del fotoreporter spagnolo Joan Guerrero, accompagnate da versi poetici di Mons. Pedro Casaldáliga, vescovo emerito di São Félix do Araguaiam, per due volte candidato al Premio Nobel per la Pace.
“Los ojos de los pobres” fa parte di un progetto di sensibilizzazione e di educazione alla solidarietà portato avanti dalla ONG Tierra sin males, nata a Soria (Spagna) 17 anni fa e da allora dedita alla cooperazione e allo sviluppo delle realtà in difficoltà, con vari progetti nello Stato del Mato Grosso in Brasile, a Sao Felix Prelazia Araguaya, in Bolivia, El Salvador e Gambia.Oltre a diverse città in Catalogna, la mostra è stata esposta in altre città spagnole come Burgos, Gijón, Soria, Palencia, Aviles, Valladolid, Segovia e Soria e al Forum 2010, nella Galleria Sargadelos di Santiago de Compostela. Adesso arriva a Roma, dove resterà esposta fino a sabato 10 giugno 2017 e si potrà visitare gratuitamente dal mercoledì al sabato, dalle 16 alle 20.
Gli scatti presenti, frutto di diversi viaggi in America Latina di Joan Guerrero – tra il 1996 e il 1998 in Ecuador, El Salvador e Nicaragua – descrivono, grazie ai versi di Mons. Casaldáliga, la difficile realtà presente in alcune aree, in particolare nelle zone rurali e nelle aree urbane più disagiate di questi Paesi. Nelle foto si richiama l’attenzione all’espressività degli occhi e delle mani, alla loro autenticità. Da qui il titolo che ci esorta a guardare la realtà attraverso gli occhi dei bisognosi. Con il loro sguardo che rivela una esistenza travagliata, frutto di violenza e morte, di emarginazione e occhi dei poveri1fame. E che al tempo stesso racconta, attraverso lo sguardo evangelico delle persone sofferenti, l’indignazione e la speranza di tutti i diseredati del mondo.Al vernissage della mostra, giovedì 11 maggio alle ore 18, interverranno Eduardo Lallana, presidente della ONG Tierra Sin Males, Sergio Rodríguez López-Ros, direttore dell’Instituto Cervantes di Roma e rappresentanti delle ambasciate in Italia di Ecuador, El Salvador e Nicaragua.Mons. Pedro Casaldáliga (Balsareny, Barcelona, 1928) è vescovo emerito della prelatura territoriale di Sao Félix do Araguaia (Brasile) e presidente onorario di Tierra sin males. Da sempre vicino alla teologia della liberazione, è stato ordinato in Catalogna, dove si unì all’ordine dei Clarettiani. Ha lavorato a Sabadell, Barcellona, Barbastro e Madrid prima di stabilirsi nel Mato Grosso, dove vive dal 1971 e dove ha fondato una missione clarettiana, dedicando tutta la sua esistenza ai più bisognosi. Per la sua attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti.
Joan Guerrero (Tarifa, 1940) è un affermato fotoreporter spagnolo. Ha lavorato per diversi media come El Periodico de Catalunya, El Observador e El País. Le sue fotografie trasudano umanità e riflettono la realtà sociale di ogni momento e luogo. Ha ricevuto il premio Ciutat de Santa Coloma (1988) e la Medaglia d’Oro al Merito Artistico del Comune di Barcellona (2009). Presiede la Gramenet Imatge Solidaria, associazione di fotogiornalisti dediti alla raccolta di fondi per finanziare progetti sociali, attraverso mostre e iniziative specifiche. (foto: occhi dei poveri)

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Mostra personale di Romano Moscatelli: Fotografie

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

DCF 1.0moscatelli1Roma Galleria della Tartaruga – via Sistina, 85/a Inaugurazione: venerdì 5 maggio ore 18 Durata della mostra: dal 5 al 15 maggio 2017 Orario d’apertura: 10-13 e 16.30-19.30 – Mostra a cura di: Marco Pezzali Presentazione in catalogo: Cesare Pietroiusti. Chiuso i festivi ed il lunedì mattina.
La Galleria della Tartaruga ospita e tiene a battesimo per la sua prima mostra personale circa venti opere inedite del fotografo Romano Moscatelli. Sono fotografie che indagano il particolare, il dettaglio, per poi divenire delle vere e proprie immagini “astratte”.
Così in catalogo Cesare Pietroiusti conclude la sua presentazione: “…..Quindi scultura, pittura e citazione; e poi potenzialità del caso e della combinazione di elementi insignificanti o qualunque. Le tematiche richiamate in questa mostra sono parte integrante e fondamentale della ricerca artistica dell’ultimo secolo.Resta ovvio, però, che queste fotografie rappresentano una delle infinite gocce del diluvio di immagini in mezzo a cui viviamo, e mi sembra alludano al potere e all’essenza della cosa fotografica come a un ricordo un po’ vago di un amore, grande ma perduto. La cosa buona è che lo fanno senza alcuna indulgenza al patetico; piuttosto, con nonchalance.” (foto: moscatelli)

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Mostra personale dell’acquerellista Luigi Zucchero

Posted by fidest press agency su martedì, 2 maggio 2017

zuccherozucchero1Milano dal 3 al 17 maggio 2017 Inaugurazione: sabato 6 Maggio 2017, ore 17.30 presso la Galleria Degli Artisti, via Nirone, 1 (ang. Corso Magenta).
Catalogo in Galleria. Orari di apertura: da lunedì a sabato 10.00-12.30 – 16.00-19.00 domenica chiuso, ospita la mostra personale dell’acquerellista Luigi Zucchero. In mostra a Milano fino al 17 maggio una quarantina di acquerelli di medie e grandi dimensioni che spaziano dalle figure ai paesaggi ai fiori e alle marine fino alle composizioni più astratte, estremamente poetiche e al tempo stesso contemplative come spiega Luigi Zucchero: “queste ultime sono arrivate per un sentire interiore, un cambiamento pittorico che travalica lo stile per giungere alla sintesi e poi all’ astratto.”
Un viaggio nel profondo della tecnica pittorica dell’acquerellista, che sceglie la Galleria d’arte nel cuore di Milano per presentare una selezione delle sue opere che è sintesi ma anche ricapitolazione dell’ ultimo decennio 2006/2016, dove la luce riveste un ruolo centrale, articolandosi in fulminee intuizioni e gioco di chiaroscuro che si fa lirica poetica della realtà. Ad ambire l’effetto colmato dai viola e dei malva che annegano nel bianco fanno da fusione i gialli accesi e le terre bruciate stese in avvolgenti velature a comporre pennellate gestuali di grande libertà compositiva, riconoscibili nelle opere Paesaggio in controluce, Colori Sul Lago, Tramonto, zucchero2Cielo autunnale, La prima neve, tra i tanti in mostra.Nei suoi ultimissimi lavori, datati 2016-2017, l’acquerello puro, prerogativa essenziale nell’opera dell’artista, si fa sintesi dell’immagine. Dinamismo cromatico e ricerca lo conducono all’astrazione e alla scoperta delle emozioni più profonde. L’immagine travalica il soggetto per raggiungere effetti eterogenei, fatti soprattutto di sperimentazione stilistica di grande impatto visivo dove la spontaneità evocativa di una sensazione interiore diventa un assoluto.Egli rimane sempre fedele alla liricità della sua cifra stilistica ma nell’incognito ambizioso di andare oltre supera, con grande esperienza e abile tecnicismo, le difficoltà dell’acquerello, nella massima accezione del termine, ed è proprio nell’intensità delle opere più recenti, poiché scaturite dall’ immaginazione, che il visitatore avrà modo di scoprire il lato più emozionale della sua arte. (foto: zucchero)

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Nature silenti: Mostra personale di Claudio Spattini

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

Villa De MollSpattini QuadriBrugneto, Reggiolo (RE) Pavarini Arte, Villa De Moll, Via Guastalla 144, a cura di Camilla Mineo. Inaugurazione sabato 6 maggio 2017, ore 17 6 maggio 2017 – 17 settembre 2017 Aperto tutti i giorni dalle 10.00-12.00 e 15.00-19.00. Ingresso libero.
Il prezioso Archivio Spattini, dal quale la famiglia dell’artista ha selezionato le opere per la mostra, contiene dipinti storicamente importanti e non ancora esposti o pubblicati. L’esposizione, attraverso oltre 50 opere scelte, vuole ripercorrere alcuni momenti del singolare percorso creativo dell’artista offrendo una visione d’insieme del suo lavoro. Una ricerca pittorica, quella di Spattini, che ha metabolizzato la modernità e gli insegnamenti dei grandi maestri (da Ghiozzi a Morandi a Cézanne e Modigliani, passando per il Cubismo) rielaborandoli in modo personale senza lasciarsi troppo condizionare e mantenendo una individualità riconoscibile.
Ritroviamo nelle opere di Spattini “I colori del Novecento”: dai colori accesi e talvolta antinaturalistici dei Fauves che dominano alcuni paesaggi, ai toni neutri e rarefatti di Morandi Spattini Quadri1Spattini Quadri2.jpgrievocati in alcune Composizioni; s’intravede l’intensità e la pienezza dei colori di Renato Guttuso, la violenza dei gialli e dei rossi di stampo espressionista, i bruni della pittura del “naturalismo” padano definito da Francesco Arcangeli.
Le Nature silenti di Spattini, così come i suoi paesaggi padani, sono soggetti scandagliati instancabilmente per una vita che si rivelano, come è stato già affermato da critici illustri, pretesti espressivi per una ricerca costante sulla forza significante del colore. Opere che rivelano attraverso il colore e la forma la sensibilità del pittore, l’attenzione per le piccole cose, l’interesse per quello che lo circonda, alla ricerca dell’anima più profonda della natura e della vita.
L’esposizione sarà visitabile fino al 17 settembre 2017 tutti i giorni nei seguenti orari: 10.00-12.00 e 15.00-19.00; Ingresso libero. (foto: Villa De Moll, Spattini Quadri)

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Mostra: Alle origini dell’impressionismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

monet impressionMartigny (Svizzera) 3 febbraio – 11 giugno 2017 Fondation Pierre Gianadda, tutti i giorni ore 10-18. la mostra riunisce presso la Fondation Pierre Gianadda una bella serie di opere di Ferdinand Hodler (Berna 1853 – Ginevra 1918), Claude Monet (Parigi 1840 – Giverny 1926) ed Edvard Munch (Løten 1863 – Oslo 1944) si arricchisce di un’opera famosisissima di Monet – Impression, Soleil levant proveniente dal Musée Marmottan Monet – dal cui titolo ha preso ispirazione il termine “impressionismo” che avrebbe connotato, da allora in poi, la produzione artistica di Monet e di altri autori attivi in Francia nella seconda metà dell’Ottocento.
Varie le considerazioni che si possono fare sul dipinto di Monet.”Si sa – scrive in catalogo il curatore Philippe Dagen – che il sole era couchant (al tramonto) nel titolo, prima di essere considerato levant (all’alba)… per limitarci a considerazioni strettamente pittoriche, si segnala che, per dipingere il sole, Monet si affida a una modalità semplice: un disco vivacemente colorato di rosso che è l’unica forma nettamente definita della tela, essendo il bacino e le barche individuate da tracciati imprecisi di gradazioni di grigio, in modo che appaiano come delle ombre e dei fantasmidi e che la vivacità dell’astro solare si imponga così fortemente, essendo l’unico riferimento visivo stabile. Si segnala inoltre che questo motivo è assente dalla sua opera, fatto che potrebbe sembrare un paradosso. Consacrata dunque quasi esclusivamente alla luce, l’opera non fronteggia la sua sorgente luminosa così che questo lavoro può considerarsi una vera eccezione….”. L’opera si inserisce nel contesto di questa mostra organizzata dal Musée Marmottan Monet di Parigi e dalla Fondation Pierre Gianadda con la collaborazione del Munch-Museet di Oslo e che ha come titolo “Dipingere l’impossibile”, perché sviluppa la narrazione dei modi in cui tre artisti di rformazioni culturali diverse – uno svizzero, un francese e un norvegese – affrontano temi complessi da rappresentare: le sezioni in cui l’esposizione si articola hanno come riferimento la rappresentazione dell’acqua, della neve, della luna e del sole, per concludersi con quelli che vengono definiti i “limiti dello sguardo”, tutti argomenti che mettono alla prova le capacità percettive dell’artista che deve andare oltre le consuetudini sfruttando al massimo le proprie competenze tecniche e narrative mettendo a punto nuove, inedite e sorprendenti modalità espressive.
Ingresso: adulti CHF 18 (€ 16,50) terza età: CHF 16 (€14,50) famiglie: CHF 38 (€ 34,50) (foto: monet impression)

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Mostra: “l’Arlecchino Tristano Martinelli – la Commedia dell’Arte nell’Arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

arlecchinoCastel d’Ario (Mantova) 30 aprile ore 11. La Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (Mantova) in via XX Settembre 11/13/15, dal 30 Aprile al 28 Maggio 2017 presenta la rassegna “l’Arlecchino Tristano Martinelli – la Commedia dell’Arte nell’Arte Contemporanea”.
La mostra, che nasce da un’idea e progetto di Adalberto Sartori, gode dei patrocini di Regione Lombardia, Provincia di Mantova, Comune di Castel d’Ario, Comune di Bigarello e San Giorgio, Comune di Mantova, Accademia Teatrale Campogalliani Mantova, Ecomuseo della risaia, dei fiumi, del paesaggio rurale mantovano, Pro Loco di Castel d’Ario si inaugura Domenica 30 Aprile alle ore 11.00, con interventi di Arianna Sartori curatrice della mostra e del catalogo, Daniela Castro Sindaco di Castel d’Ario, Barbara Chilesi Sindaco di Bigarello, Mattia Palazzi Sindaco di Mantova, Beniamino Morselli Presidente Provincia di Mantova e Maria Gabriella Savoia ‘Casa Museo Sartori’ e autrice del testo critico pubblicato nel catalogo, e alla presenza degli artisti che sono stati invitati dalla curatrice Arianna Sartori a presentare un’opera in questa rassegna.
Alle ore 11.30, Diego Fusari attore della Accademia Teatrale Campogalliani di Mantova, interpreterà brani di Tristano Martinelli e dai canovacci della Commedia dell’Arte.
In mostra si possono ammirare 58 opere, tra dipinti e sculture, realizzate da Baldassin Cesare, Baratella Paolo, Bedeschi Nevio, Bellomi Federico, Benedetti Laura, Benghi Claudio, Bianco Lino, Bobò Antonio, Bonafini Annalisa, Bongini Alberto, Budini Gianfranco, Calabrò Vico, Calvi Cesare, Capraro Sabina, Castagna Angelo, Castaldi Domenico, Cattaneo Claudio, Crestani Cristina, De Micheli Gioxe, Desiderati Luigi, Dugo Franco, Dulbecco Gian Paolo, Faccioli Giovanni, Falco Marina, Ferraris Giancarlo, Fioravanti Ilario, Fonsati Rodolfo, Galante Sabino, Galbiati Barbara, Grilanda Alberta, Guala Imer, Lavagna Silvana, Lo Presti Giovanni, Luchini Riccardo, Macaluso Marisa, Masserini Patrizia, Merik Milanese Eugenio Enrico, Molinari Mauro, Nastasio Alessandro, Nigiani Impero, Pantaleoni Ideo, Pedroli Gigi, Pilon Valerio, Poggiali Berlinghieri Giampiero, Previtali Carlo, Rossato Kiara, Sandrone Manuela, Santoli Leonardo, Scotto Aniello, Sironi Fabio, Soravia Sandro, Staccioli Paolo, Terreni Elio, Timoncini Luigi, Venditti Alberto, Vigliaturo Silvio, Zoli Carlo, Zucchellini Maurizio.
Nello stesso periodo è possibile vedere, al primo piano di Casa Museo Sartori, la mostra antologica “Omaggio a Vanni Viviani”, organizzata da Vincenzo Bruno e Arianna Sartori, a quindici anni dalla scomparsa del maestro. In mostra sono esposte una cinquantina di opere realizzate a partire dagli anni Sessanta fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2002. Per l’occasione è stato edito un catalogo con testo di Francesco Martani.Durante la mostra è possibile visitare il Museo d’Arte Ceramica “Terra Crea – Sartori”. Nel Museo, ancora in divenire, è presentato il primo nucleo della raccolta di Opere ceramiche, collocate in modo permanente negli spazi predisposti nel cortile interno del palazzo. Oltre 120 è il numero delle piastre ceramiche che, modellate ed elaborate secondo le varie tecniche e ispirazioni dagli artisti, sono fissate alle pareti.
• Domenica 7 maggio alle ore 17.00, si svolgerà la presentazione del volume a cura degli autori: Emanuela Chiavarelli e Luigi Pellini “Arlecchino: Dio, Demone e Re” Origini Sciamaniche di un Culto Arcaico (Libreria Editrice Aseq – Roma).
Stefano Paiusco, attore, proporrà un brano sulla commedia all’improvviso, tratta dal suo spettacolo “Comici Giullari Buffoni e Maghi ciarlatani”. (foto: arlecchino)

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