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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

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Una mostra diffusa in tutta la città di Como

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2020

Como. Miniartextil la storica manifestazione comasca dedicata alla Fiber Art, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia di Covid 19, non rinuncia al progetto pensato per celebrare la trentesima edizione, e annuncia ufficialmente le sue nuove date: dal 30 gennaio al 9 maggio 2021, tutta la città di Como viene coinvolta in una mostra diffusa, tra opere di grandi Maestri e installazioni site specific, allestite negli spazi della Pinacoteca Civica, del Palazzo del Broletto e del Padiglione Grossisti del Mercato Coperto.Ideata da Mimmo Totaro e Nazzarena Bortolaso, promossa e organizzata dall’Associazione ARTE&ARTE in collaborazione con il Comune di Como, dal 1991 Miniartextil porta a Como le visioni evocative e la creatività di grandi nomi dell’arte nazionale e internazionale e di giovani emergenti. La manifestazione ruota attorno all’esposizione di 54 opere di piccolo formato (20×20 cm), i minitessili da cui prende il nome, cui dal 1997 si affiancano installazioni site-specific e opere di grandi artisti.In occasione di questa importante edizione, grazie alla collaborazione tra Fondazione Bortolaso – Totaro – Sponga, Comune di Como e Fondazione Alessandro Volta, Villa Olmo – splendida villa settecentesca e luogo centrale della vita culturale cittadina – ospita dal 30 gennaio al 9 maggio 2021, METAMORPHOSIS una mostra collettiva a cura di Paolo Bolpagni, Giovanni Berera e Sonia D’Alto, che raccoglie voci figlie di epoche, formazioni e origini culturali differenti, accomunate dal linguaggio del filo, della trama, del tessuto, dell’intreccio. In mostra, tra le altre, opere di: Jannis Kounellis, Slavs and Tatars, Marwa Arsanios, Nedko Solakov, Ariel Schlesinger e Jonathan Monk, Hans Peter Feldmann, Daniel Buren, Sheila Hicks.

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La Roma insolita e nascosta dagli Archivi dei Fratelli Alinari

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Roma. Da sabato 7 novembre a domenica 13 dicembre 2020 Bresciani Visual Art, via dei Bresciani, 20. Inaugurazione per ospiti istituzionali e inviti privati: venerdì 6 novembre, ore 19-21. La mostra è visitabile nei seguenti weekend, con orario 10.30-13 / 15.30-19.30. NOVEMBRE: sab 7 e dom 8, sab 14 e dom 15, sab 21 e dom 22 / sab 28 e dom 29. DICEMBRE: sab 5 e dom 6, sab 12 e dom 13, anche martedì 8 dicembre Ingresso mostra: €5. La mostra si compone di 31 fotografie, stampe realizzate a contatto da negativo in lastra di vetro, così da conservare l’elevata qualità e nitidezza delle antiche immagini, scattate tra il 1869 e il 1936 dai Fratelli Alinari, Carlo Brogi, James e Domenico Anderson.L’esposizione prosegue con le immagini del fotografo George Tatge realizzate tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 del Novecento. Di grande impatto storico e artistico sono inoltre 3 riproduzioni da dagherrotipi originali del dagherrotipista francese Pierre-Ambrose Richebourg, degli anni ’40 dell’Ottocento, realizzate con la tecnica della collotipia su lastra di argento. Le fotografie sono state scelte da Paola de Polo, Giorgio de Polo, AD e Consigliere della Società Fratelli Alinari, Gilberto Maltinti e Maria Cristina Valeri, responsabili artistici e organizzativi della nuova galleria Bresciani Visual Art, attingendo al ricchissimo catalogo degli Archivi Alinari composto, tra l’altro, da centinaia di migliaia di immagini dedicate a Roma. Sono l’omaggio che i Fratelli Alinari e Bresciani Visual Art vogliono fare alla Città Eterna. Scatti unici non solo nella loro oggettiva storicità, ma soprattutto per le inattese e mai scontate atmosfere fatte di paesaggi urbani, suburbani e della campagna romana, fotografati all’alba o al tramonto, in cui architetture monumentali, quartieri borghesi e popolari della Capitale post unitaria raccontano una città estiva, incontaminata, in cui l’infinito si perde senza soluzione di continuità nella campagna circostante. Tra le immagini più evocative che raccontano scorci insoliti o piazze famosissime, fotograficamente inanimate, la cui luce all’alba è stata fermata da obbiettivi con ottiche ultragrandangolari, veri pezzi unici costruiti a mano.

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Palazzo Strozzi: Oltre 60.000 visitatori per la mostra di Tomás Saraceno

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2020

Si è chiusa ieri domenica 1° novembre Tomás Saraceno. Aria, grande mostra di Palazzo Strozzi dedicata a uno dei più originali e visionari artisti contemporanei del mondo, la cui ricerca poliedrica e creativa unisce arte, scienze naturali e sociali. Nonostante la sospensione forzata di 3 mesi a causa dell’emergenza Covid-19, la mostra ha raggiunto un totale di oltre 60.000 visitatori, riscuotendo allo stesso tempo un grandissimo successo di critica, che l’ha consacrata non solo come uno degli eventi culturali più importanti d’Italia, ma anche come una straordinaria occasione di riflessione sul mondo all’epoca del Coronavirus. Inevitabile è fare una riflessione sull’impatto che la pandemia ha avuto sulla partecipazione e le caratteristiche dei visitatori della mostra. Fondamentale è stato il grande coinvolgimento del pubblico locale che ha rappresentato oltre il 50% dei visitatori della mostra, un dato che prova come Palazzo Strozzi rappresenti un punto di riferimento imprescindibile per la vita culturale di Firenze e dei suoi cittadini. Da segnalare tuttavia è anche come Palazzo Strozzi abbia mantenuto, nonostante le difficoltà del momento, un ruolo primario nella valorizzazione del nostro territorio come meta per il pubblico nazionale e come leva per la creazione di valore economico. Sono stati infatti oltre 30.000 i visitatori non locali, di cui oltre 20.000 si sono recati a Firenze appositamente per visitare la mostra. Circa il 50% ha soggiornato in città almeno una notte, gli altri hanno visitato Firenze in giornata approfittando dell’esposizione. In generale si conferma altissimo il gradimento espresso dai visitatori, con il 97% del pubblico che si dichiara soddisfatto dell’esperienza.Nel rispetto delle norme sanitarie, molte attività in presenza legate alla mostra (visite guidate, laboratori, conferenze) sono state proposte in versione online, altre sono state appositamente progettate solo per la dimensione digitale, consentendo una continuità sui progetti e mantenendo costante un’offerta rivolta a differenti target di pubblici che caratterizza da sempre lo spirito audience oriented di Palazzo Strozzi. La dimensione digitale ha permesso in alcuni casi di raggiungere nuovi pubblici e ampliare significativamente la partecipazione. Gli appuntamenti online, conferenze e lecture trasmessi sui nostri canali social, hanno registrato una copertura media di 8.000 visualizzazioni per appuntamento e sono stati seguiti in diretta da circa 800 persone.La riapertura della mostra il 1° giugno è stata accompagnata da una revisione delle modalità di fruizione degli spazi: oltre alle normative vigenti, è stata aumentata la segnaletica nel palazzo ed è stato potenziato il sistema di prenotazione degli ingressi online, utilizzato da circa il 40% dei visitatori (+100% rispetto alla media degli anni precedenti) consentendo una gestione fluida degli accessi ed evitando assembramenti agli ingressi. Dai sondaggi, implementati con domande specifiche a “tema COVID”, è emerso che il 99% dei visitatori ha dichiarato di sentirsi sicuro durante la visita.Novità della riapertura sono stati l’audioguida della mostra, gratuita e direttamente utilizzabile dal proprio cellulare (oltre 18.000 utilizzi unici), e lo speciale Kit digitale dedicato alle famiglie (che ha visto la fruizione di oltre 1.200 famiglie). A tutto ciò si è affiancato un ampio programma di eventi e attività in presenza e online che hanno permesso un ritorno a una fruizione di partecipazione e condivisione: laboratori per le scuole, le famiglie e per tutto il pubblico, visite guidate condotte dagli studenti dell’Università di Firenze, le letture delle Carte da Aracnomanzia (circa 130 letture effettuate) e le attività di accessibilità, tra cui spicca il progetto Corpo libero, dedicato all’inclusione delle persone con il Parkinson, che ha trovato la sua ripartenza dagli spazi del Cortile di Palazzo Strozzi.Di grande partecipazione inoltre sono stati due appuntamenti speciali tenutisi nell’ambito della mostra. Dall’11 al 13 settembre 2020 si sono svolti gli ARIA DAYS, evento realizzato in collaborazione con Manifattura Tabacchi e Aerocene Foundation che ha coinvolto oltre 1000 partecipanti, diventati veri e propri “piloti” delle grandi sculture aerosolari ideate da Tomás Saraceno. Dal 15 al 18 ottobre 2020 si è tenuta invece l’iniziativa Educare al Presente. Immaginare il futuro, realizzata in collaborazione con Publiacqua, che ha coinvolto oltre 900 visitatori della mostra in quattro speciali giornate dedicate a promuovere una nuova consapevolezza del rapporto tra uomo e ambiente attraverso l’arte e la creatività e a ripensare in modo originale e creativo l’uso dell’acqua. Dal 3 dicembre 2020 al 7 febbraio 2021 il Cortile di Palazzo Strozzi ospiterà We Rise by Lifting Others il nuovo progetto site-specific dell’artista italiana Marinella Senatore, che propone una nuova riflessione sull’idea di comunità, vicinanza e relazione in un’epoca in cui il concetto di distanziamento sociale sta condizionando la vita quotidiana di tutte le persone. Dal 6 marzo al 25 luglio 2021 Palazzo Stozzi ospiterà American Art 1961-2001. Da Andy Warhol a Kara Walker una grande mostra, a cura di Vincenzo de Bellis e Arturo Galansino, che per la prima volta racconta l’arte moderna negli Stati Uniti tra due momenti storici decisivi, l’inizio della Guerra del Vietnam e l’attacco dell’11 settembre.

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Mostra: We Rise by Lifting Others

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2020

Firenze. Dal 3 dicembre 2020 al 7 febbraio 2021 Palazzo Strozzi a Firenze presenta We Rise by Lifting Others (Ci eleviamo sollevando gli altri), nuovo progetto dell’artista italiana Marinella Senatore, invitata a proporre una nuova riflessione sull’idea di comunità, vicinanza e relazione in un’epoca in cui il concetto di distanziamento sociale sta condizionando la vita quotidiana di tutte le persone. A cura di Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, il progetto è costituito da una grande installazione per il cortile, ispirata alle luminarie della tradizione popolare dell’Italia meridionale, e un programma di workshop partecipativi, incentrati sull’idea di attivazione sociale e di costruzione di comunità attraverso la pratica performativa. Tra le artiste italiane più note a livello internazionale, Marinella Senatore porta avanti un’arte partecipata e relazionale che incrocia discipline diverse, arti visive, danza e teatro. Nel 2013 ha fondato School of Narrative Dance, un progetto didattico incentrato su inclusione e crescita personale.Ha realizzato performance, dipinti, collage, installazioni, video e fotografie, coinvolgendo intere comunità intorno a tematiche sociali e questioni urbane, quali l’emancipazione e l’uguaglianza, i sistemi di aggregazione e le condizioni dei lavoratori. Le sue opere sono state esposte in diverse sedi, in Italia e in tutto il mondo, come il Centre Pompidou di Parigi e il museo MAXXI di Roma, e ha partecipato a molte importanti biennali internazionali, come Manifesta 12 e alle Biennali di Lione e Venezia. Marinella Senatore ha vinto la quarta edizione dell’Italian Council, il Premio MAXXI, la fellowship della American Academy in Rome e il New York Prize. Il progetto è promosso e organizzato da Fondazione Palazzo Strozzi con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Fondazione CR Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi.

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Mostra Tiepolo: Venezia, Milano, l’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Milano dal 30 ottobre 2020 al 21 marzo 2021 le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, presentano la mostra Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa, a cura di Fernando Mazzocca e Alessandro Morandotti. In occasione dei duecentocinquanta anni dalla morte di Giambattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770), viene realizzata la prima mostra a Milano a lui dedicata.

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Mostra: “Vissi d’Arte”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

Livorno. Il Museo della Città di Livorno, piazza del Luogo Pio (quartiere La Venezia) ospiterà dal 30 ottobre prossimo al 31 gennaio 2021 la mostra “VISSI D’ARTE – Cento capolavori dalle collezioni Della Ragione e Iannaccone”, progetto ideato da Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento di Firenze, e a cura di Eva Francioli, Elena Pontiggia, Sergio Risaliti. Un eccezionale percorso espositivo che riunisce per la prima volta, in un dialogo profondo e serrato, le opere di due importanti collezioni dedicate all’arte italiana del Novecento: quella di Alberto Della Ragione (1892-1973) e quella di Giuseppe Iannaccone (1955), entrambi accomunati dall’intensa passione nei confronti dell’arte italiana, in particolare quella sviluppata negli anni tra le due guerre. In mostra opere di grandi Maestri come Giorgio Morandi, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Emilio Vedova, Renato Birolli, Mario Mafai, Scipione e Filippo De Pisis, e ancora Felice Casorati, Aligi Sassu, Ottone Rosai, Carlo Levi e Fausto Pirandello; opere di altissima qualità pittorica esposte in un percorso dialettico dal forte impatto visivo.La mostra, promossa dal Comune di Livorno, sancisce la collaborazione con la Città di Firenze e il Museo Novecento, nel segno dell’arte moderna e della cultura contemporanea. Le due collezioni sono parallele e complementari, seppur frutto di acquisti e scelte maturate in epoche storiche differenti da due appassionati collezionisti, che in comune non hanno solo una smisurata fede nell’arte italiana, ma anche un dato biografico, essendo entrambi nati in Campania per poi svolgere tutta la loro carriera al Nord Italia: in Liguria, a Genova, l’ingegnere Della Ragione, e, in Lombardia, a Milano, l’avvocato Iannaccone.Una collezione, quella di Alberto Della Ragione, arrivata a Firenze come frutto generoso di una donazione effettuata all’indomani della terribile alluvione subita da Firenze, la culla del Rinascimento, ferita nel suo patrimonio di bellezza dalla furia delle acque dell’Arno, che nel novembre del 1966 tracimò sommergendo le case, le chiese e i palazzi. Fu allora che l’ingegnere decise di risarcire Firenze affidando alle cure della città ben 240 opere di sua proprietà, con un contratto che fu siglato finalmente nel 1970. Forse Della Ragione, nel prendere questa decisione, fu motivato anche dal fatto che nella città di Cosimo Il Vecchio e Lorenzo Il Magnifico abbia avuto origine il collezionismo moderno, dalla cui costola sono poi nati i musei più importanti della città, dagli Uffizi, alla Galleria Palatina, dal Museo Bardini, al Museo Horne, fino allo stesso Museo Novecento, che conserva ed espone la Raccolta Alberto Della Ragione.L’altra collezione è nata invece dalla grande passione di Giuseppe Iannaccone. Le opere da lui sapientemente collezionate rivelano una straordinaria capacità nelle scelte, guidate da una profonda coerenza concettuale e da una rara intelligenza critica, che hanno condotto l’avvocato verso una pittura connotata da un originale calore romantico ed espressionistico, come quella degli artisti di Corrente e della Scuola romana.Il titolo dell’esposizione, “Vissi d’arte”, sta a sottolineare proprio la grande passione che accomuna i due collezionisti spinti a dedicare un’intera vita alla ricerca ed al possesso di alcune opere entrate nel mirino del loro prorompente desiderio di bellezza. Cento di queste opere si potranno ammirare nella mostra livornese che sarà corredata di apparati didattici che consentiranno non solo di comprendere le ragioni dei due collezionisti, ma anche di conoscere la vita e l’opera dei maggiori artisti e dei movimenti affermatisi in Italia tra le due guerre. Il catalogo, pubblicato da Forma edizioni, sarà arricchito da saggi critici e schede di approfondimento sulle singole opere esposte.Orario : dal martedì alla domenica orario continuato 9.00-19.00 (chiusa il lunedì). Ingresso : biglietto intero 8€ – ridotto 5€ – visita guidata 2€ a persona ( con prenotazione)

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Mostra: Permanent is nowhere

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Rome Art Week Lunedì 26 Ottobre, ore 11 – 17 solo su appuntamento 26 – 31 Ottobre, 2020. Rossocinabro Via Raffaele Cadorna, 28. Evento inserito nella RAW (Rome Art Week) – L’impermanenza – cioè il fatto che tutto cambia costantemente – è l’insegnamento fondamentale della vita, forse quello più carico di conseguenze. Intuitivamente lo capiamo da soli osservando qualsiasi cosa ci rendiamo conto che la sua caratteristica fondamentale è quella del cambiamento. Nei vari passaggi della nostra esistenza, non possiamo in alcun modo contrastare il continuo cambiamento del corpo dalla crescita fino alla morte. L’impermanenza è ovunque e tutti i livelli, dal microscopico al cosmico. Non c’è nulla che rimanga immobile nel tempo. Osservare la realtà con un microscopio, verificando come tutto ciò che ci circonda, incluso noi, è impostato muovendo continuamente atomi e particelle subatomiche. Persino oggetti metallici, che sembrano così solidi! Inoltre, è stato calcolato che nel corpo umano ci sono in media quasi 40 mila miliardi di cellule, che viene costantemente rinnovato. Si stima che 300 milioni di cellule muoiano e rinascano ogni minuto nei nostri corpi. Si scopre che, nel giro di pochi anni, non rimane quasi nulla di noi, anche se continuiamo a credere di essere sempre la stessa persona! Sappiamo anche che l’universo intenso è in continua espansione e dei suoi infiniti elementi non ce n’è uno che rimanga fermo. Ma gli artisti con le loro opere cercano di lasciare qualcosa di sé stessi al mondo, gli artisti cercano l’eternità. Curatore Cristina Madini rossocinabro.com

Rome Art WeekReception: Monday, August 26th, 11AM – 5PM by appointment only October 26th – 31st, 2020 Rossocinabro Via Raffaele Cadorna, 28. The event is inserted in RAW (Rome Art Week). Impermanence – that is, the fact that everything changes constantly – is the fundamental teaching of life, perhaps the one most laden with consequences. Intuitively we understand it for ourselves. Whatever we observe, we realize its fundamental characteristic is that of change. Our very existence is the whole sign of change, with the passage from childhood to youth, then to adulthood, old age and death. As much as we try, we cannot in any way counteract the continuous ageing of the body. Impermanence is everywhere and all levels, from the microscopic to the cosmic. There is nothing that remains immobile over time. Observing reality with a microscope, verifying how everything that surrounds us, including us, is set by continuously moving atoms and subatomic particles. Even metal objects, which seems so solid! Also, it has been calculated that in the human body there are on average almost 40 thousand billion cells, which is constantly renewed. It is estimated that 300 million cells die and reborn every minute in our bodies. It turns out that, within a few years, almost nothing remains of us, although we continue to believe we are always the same person! And yet the intense universe, we know, is constantly expanding and of its infinite elements, there is not one that remains still. But the artists with their artworks try to leave something of themself to the world, the artists seek eternity. Artists: Janice Alamanou, Cecilia Álvarez, Alessandro Angeletti, Annabelle Art Gallery, Brian Avadka Colez, Ivana Bachová, Nicola Barth, Dorothea Margarete Berger, Peter Bobbett, Federico Campanale, Helen Canetta, Susan Carnahan, Lidia Chaplin, Chris Corridore, Louise De Buck, Onno Dröge, Bogdan Dyulgerov, Vanessa Freuler, Noemi Galavotti, Allyson Glenn, Evaldas Gulbinas, Michael Jiliak, Robert Kalin, Alexandra Kapogianni-Beth, kAtheFee, Alan Lacke Cairo, Rosana Largo Rodríguez, Daphna Laszlo Katzor, Maria Linares Freire, Fiona Livingstone, Angeliki Manta, Alex Maresti, Ron Miller, Eve Neeracher, Tomáš Neuwirth, Isabel O’Brien, Ann Palmer, Marika Pentikäinen, Gerhard Petzl, Steffi Pieters, Ludwika Pilat, Sal Ponce Enrile, Irena Procházková, Belle Roth, Connie García Sainz, Przemko Stachowski, Taka & Megu, Nancy van Wichelen, Stéphane Vereecken, Marja-Riitta Vuorela, Renate West Curator Cristina Madini.

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Mostra a cura di Liliana Cargnelutti e Caterina Furlan

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2020

Udine. Vernice per la Stampa: venerdì 11 dicembre, ore 11,30.Raffaello lo volle al suo fianco nella Loggia di Psiche alla Farnesina e nell’impresa delle Logge vaticane, Michelangelo lo teneva in alto conto, Clemente VII si affidò a lui per delicati interventi di restauro e decorazione sia a Roma che a Firenze. Giovanni Ricamatore, o meglio, Giovanni da Udine “Furlano”, come si firmò all’interno della Domus Aurea, riuniva in sé l’arte della pittura, del disegno, dell’architettura, dello stucco e del restauro. Il tutto a livelli di grande eccellenza. A Roma, dove era stato uno dei più fidati collaboratori di Raffaello, rimase anche dopo la scomparsa dell’Urbinate. Conquistandosi, per la sua abilità, dapprima il titolo di Cavaliere di San Pietro e quindi una congrua pensione da pagarsi sull’ufficio del Piombo. Intorno alla metà degli anni trenta del ‘500, Giovanni decise di abbandonare la città che gli aveva garantito fama e onori e rientrare nella sua Udine con il proposito di “non toccar più pennelli”. Preceduto dalla fama conquistata a Roma, una volta tornato in Friuli si trovò pressato dalle committenze e non seppe mantenere fede al suo “autopensionamento”. Tra gli interventi di maggiore importanza, il lungo fregio a stucco ed affresco nel castello di Spilimbergo e, a Venezia, la decorazione di due camerini di Palazzo Grimani. Sarà proprio salendo la monumentale scalinata a doppia rampa progetta da Giovanni, stavolta in veste d’architetto, che il pubblico potrà accedere alla magnifica Sala del Parlamento che dal 12 dicembre 2020 al 14 marzo 2021 accoglie la prima retrospettiva che mai sia stata a lui dedicata. “Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo (1487 – 1561)”, promossa dal Comune di Udine – Servizio Integrato Musei e Biblioteche, è a cura di Liliana Cargnelutti e Caterina Furlan, affiancate da un autorevole Comitato scientifico. Per la prima volta in questa mostra viene riunito un cospicuo numero di raffinati disegni che, provenienti da diversi musei europei e da una collezione privata americana, confermano la sua proverbiale abilità nella rappresentazione del mondo animalistico-vegetale e soprattutto di uccelli. Ciascuno degli ambiti della poliedrica attività di Giovanni da Udine è indagato in mostra attraverso stucchi, incisioni, documenti, lettere, libri e altri materiali. Inoltre le spettacolari sezioni dedicate alle stampe e ai disegni di architettura consentono di visualizzare i principali luoghi e ambienti in cui l’artista ha operato: dalla Farnesina alle Logge vaticane, da Villa Madama alla Sacrestia nuova di San Lorenzo a Firenze. Il contesto storico e culturale del tempo viene ricostruito in mostra attraverso libri, documenti e filmati. Una sezione speciale ripropone al Castello di Udine la mostra documentaria realizzata nell’aprile 2017 alla Farnesina, dedicata ai festoni realizzati nella loggia di Psiche da Giovanni da Udine.Concluso il percorso espositivo, il visitatore potrà ammirare dal vivo le opere architettoniche, gli affreschi e gli stucchi realizzati da Giovanni da Udine e dai suoi collaboratori nel Castello di Colloredo di Montalbano, a Spilimbergo, a San Daniele del Friuli e a Udine. Per chi voglia spingersi fuori dal Friuli, l’itinerario ideale trova il suo completamento a Venezia, per una visita a Palazzo Grimani, e naturalmente a Roma, che fa tesoro delle sue opere più celebri. http://www.civicimuseiudine.it

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“Pret a porter” Mostra Internazionale di Arte contemporanea

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Roma Domenica 18 ottobre alle ore 12,00 la Galleria Studio CiCo via Gallese 8/10/12 inaugura una mostra Collettiva Internazionale dal titolo pret a porter dove saranno esposte opere inedite di Artisti provenienti da 3 continenti, eseguite nell’ultimo periodo del loro percorso artistico. La mostra sarà presentata dal critico d’ arte dott.ssa Mara Ferloni e curata da Cinzia Cotellessa e Giuseppe Zumbolo. Gli Artisti che esporranno a pret a porter sono: Arman-Angelucci-Bacci-Bosio-Brancia-Brunetti-Calza-Camilleri-Corbut-Cremonesi-Dal Bo-De Ponti-Francesconi-Frati-Florio Hacker-Fusar Poli-Khasiev-Lera-Marte-Nanì-Ogliari-Orazi-Premoli-Romanello-Roro-Tavcar-Uber-Veronese-Vulcanes-Zumbolo.In questo particolarissimo 2020 la Galleria Studio CiCo inaugura una Collettiva Internazionale nella quale saranno esposte opere inedite di artisti provenienti da 3 continenti. Presenterà la mostra il critico d’arte dottoressa Mara Ferloni. 30 sono gli artisti provenienti da Russia, Argentina, Usa ed Europa che presenteranno opere inedite e recentissime di piccolo formato; le opere, se pure attraverso le tecniche più svariate e gli argomenti più variegati, hanno come filo conduttore in comune il formato 30×30 cm: un indirizzo compositivo ristretto in una visuale ritmica che ne uniforma il contenuto. Questa collettiva ha l’intento di aprire virtualmente una finestra sul mondo dell’Arte contemporanea.Ogni Artista attraverso forme, colori e spessori, ombre e luci riesce, con il suo linguaggio personale, a raggiungere l’intimo di ogni visitatore. Gli Artisti, sempre cronisti del loro periodo storico, in questo così particolare momento della vita dell’uomo sulla terra, hanno creato delle opere non necessariamente legate al tema condiviso del Corona Virus, ma hanno messo su carta, tela, legno, forex e alluminio il loro animo, la loro gioia, il loro dolore, i sogni e la loro energia. La possibilità di esprimere l’inconscio e comunicare attraverso le immagini favorisce chi delle immagini si serve per trasmettere emozioni. Un poeta dovrà tradurre in parole ciò che emerge dal suo inconscio sottoforma di immagini. In tal senso le arti visive sono avvantaggiate rispetto alle altre arti. Quindi, sfruttando tale caratteristica, la Collettiva pret a porter si presenta come una sequenza di fotogrammi apparentemente slegati, ma in realtà appartenenti all’unico cortometraggio di emozioni generate da un medesimo universale senso di sbigottimento mondiale. E allora si alternano sentimenti di speranza, fughe simboliche, metafore e segni dalle molteplici interpretazioni, segni di un tempo complesso e condiviso in cui ognuno di noi, anche attraverso l’Arte, ricerca futuri e soluzioni possibili: i rifugi in cui annichilirsi o immagini attraverso le quali condividere la propria personale posizione rispetto al presente. Anche la presenza di più tecniche e dei molti materiali utilizzati indirizza il fruitore nei vari mondi interpretativi che garantiscono una mostra di gran respiro.L’interessante altalenare di mondi, culture e tecniche diverse ci conducono ad un unico obiettivo: l’emozione. L’Arte non si ferma nemmeno oggi. Questa mostra ne è la prova.

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Mostra Raffaello. L’Accademia di San Luca e il mito dell’Urbinate

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Roma Mercoledì 21 ottobre 2020, alle ore 11.00, si terrà all’Accademia Nazionale di San Luca Piazza Accademia di San Luca 77, la conferenza stampa di presentazione della mostra Raffaello. L’Accademia di San Luca e il mito dell’Urbinate, a cura di Francesco Moschini, Valeria Rotili e Stefania Ventra, coadiuvati dal comitato scientifico composto da Liliana Barroero, Marisa Dalai Emiliani, Michela di Macco, Sybille Ebert-Schifferer, Vincenzo Farinella, Silvia Ginzburg, Arnold Nesselrath, Serenella Rolfi Ožvald e Alessandro Zuccari, con l’allestimento di Francesco Cellini.Nell’ambito delle celebrazioni dei 500 anni della morte di Raffaello Sanzio, l’Accademia Nazionale di San Luca dedica a Raffaello, artista esemplare cui l’istituzione ha ispirato la propria azione nel corso dei secoli, una mostra che intende illustrare il ruolo svolto dall’Accademia stessa nella costruzione, nella custodia e nella diffusione del mito dell’Urbinate tra Cinquecento e Novecento. Seguirà visita alla mostra fino alle ore 13.30. Ingresso contingentato, numero di posti limitato. Accesso solo su accredito

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Inaugurazione mostra, Giancarlo Cerri

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

Milano 28 ottobre – 15 novembre 2020 Vernissage, mercoledì 28 ottobre 2020 dalle 18 alle 22, Ingresso libero Orari di apertura: lun-ven 10.00-13.00, 14.00-18.00; sab-dom 15-19 Centro Culturale di Milano Largo Corsia dei Servi 4. A Milano Giancarlo Cerri presenta 43 opere, la maggior parte disegni su carta, divise su quattro sezioni: 20 tra ritratti e nudi femminili, 9 tra paesaggi e figure morte, 8 sequenze e 6 dipinti di arte sacra. I lavori presenti a Milano, molti dei quali mai esposti sino ad ora, sono stati tutti realizzati tra gli anni Sessanta e il 2004, anno in cui la grave maculopatia ha costretto l’artista prima a rallentare e poi a fermare per oltre dodici anni la propria attività pittorica. La mostra, nata in collaborazione con il Centro Culturale di Milano e che rappresenta anche un ulteriore segnale da parte della città di Milano di far ripartire la cultura in città dopo l’emergenza Covid-19, vuole essere un omaggio all’incanto del bianco e nero, ricerca dell’essenziale, le due estremità della tavolozza, i “non-colori” che sembrano incapaci di interagire con l’anima ma che invece, come nessun altro, determinano fortissime tensioni emotive e creano disorientamento. Come nelle opere di Giancarlo Cerri.Artista e grafico pubblicitario sin dagli anni Cinquanta, convinto da sempre che la pittura e la personalità di un pittore si esprimano “in parete”, Giancarlo Cerri ha attraversato appieno gli anni 60/70 dell’arte milanese conoscendone alcuni dei principali protagonisti.Sebbene come artista abbia trovato il maggiore riscontro di notorietà a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, in realtà Cerri si era già fatto notare con due personali alla storica galleria Barbaroux di Milano, nel 1969 e nel 1972, ovvero in uno dei templi della grande pittura figurativa novecentesca, che lo aveva subito percepito come la “costola” di due suoi campioni, Carrà e Tosi. Il catalogo della mostra presenta un contributo critico di Elisabetta Muritti. A tutti i visitatori presenti il giorno dell’inaugurazione verrà dato in omaggio una copia del catalogo firmato dall’artista.

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Mostra: “Giuseppe Capogrossi. Il Segno in mutamento”

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Roma 28 ottobre ore 12, la Galleria Lombardi in Via di Monte Giordano, 40 inaugura “Giuseppe Capogrossi. Il Segno in mutamento”, con una selezione di circa 30 opere del maestro eseguite tra gli anni ‘30 e gli anni ’50, provenienti dagli eredi di Capogrossi. La mostra è curata da Lorenzo Lombardi e da Francesca Romana Morelli, autrice con Guglielmo Capogrossi del catalogo ragionato dell’opera dell’artista tra il 1920 e il 1949 (Skira, Milano 2012). Forse per la prima volta l’opera su carta di Giuseppe Capogrossi tra gli anni trenta e quaranta è oggetto di una mostra, che ne ricostruisce l’itinerario, spingendosi ai confini estremi di un vasto territorio fino a saldarsi con quello dell’informale, rappresentato da una tempera ritrovata nello studio di Capogrossi, dopo la sua scomparsa. Racchiude l’inedita esposizione due straordinari dipinti emblematici, posti come pietre miliari dell’itinerario artistico di Capogrossi: una «Ballerina» del 1941, costruito da tinte profonde e sontuose, esposto al Premio Bergamo (1942), e «Donna distesa con chitarra» (1947-1948), servito a mettere a fuoco lo stesso soggetto nel grande dipinto delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma.www.gallerialombardi.com. Data Apertura: 28 ottobre 2020 Data Chiusura: 18 novembre 2020 Orario: dal martedì al sabato 11:00-19:00 Ingresso libero

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Mostra Strati di tempo nella Chiesa di Sant’Agnese

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Giudecca, Venezia Casa dei Tre Oci, sale De Maria. l nuovo progetto fotografico di Marco Maria Zanin presso la Casa dei Tre Oci a Venezia resterà aperta al pubblico fino a domenica 1 novembre 2020.Marco Maria Zanin (Padova, 1983) artista e ricercatore che usa la fotografia come principale, ma non unico, mezzo espressivo, racconta ciò che il tempo ha trasformato, nella ricerca di un equilibrio tra la tensione al futuro e le tracce del tempo passato. Nelle sue fotografie passato e presente si sovrappongono, segni lievi e altamente poetici ci accompagnano in un percorso fatto di spazi vuoti e silenzi, nel tentativo di stringere legami armonici tra l’uomo e l’ambiente che vive.Per questo la Fondazione Alberto Peruzzo ha affidato a Zanin un progetto fotografico dedicato agli spazi vuoti della Chiesa di Sant’Agnese, da anni oggetto di complessi restauri e presto pronti ad accogliere la sede della Fondazione stessa e i suoi progetti di arte e cultura. La Chiesa di Sant’Agnese a Padova (XIII secolo) oggi sconsacrata, è una sorta di spazio scenico che, in più fasi della propria vita, ha vestito identità diverse: luogo di culto nel Medioevo, nel Settecento la struttura viene modificata; bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale – la canonica parzialmente distrutta non è stata più restaurata – e sconsacrata nel 1947, venne poi venduta a privati che dalla fine degli anni Quaranta la trasformarono in autofficina. Così rimase fino alla fine degli anni Ottanta per poi essere definitivamente abbandonata.La mostra alla Casa dei Tre Oci, accompagnata da un testo critico di Enrico Gusella, espone 13 scatti di grande e medio formato, realizzati da Zanin all’interno dell’edificio nel corso del restauro, cercando di immortalare segni e frammenti da cui scaturiscono le storie e le vicende di Sant’Agnese.

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Mostra fotografica CaraDonna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

Roma Venerdì 16 ottobre p.v. dalle ore 18.30 alle ore 21.00 presso la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) verrà presentata la mostra fotografica CaraDonna. Si tratta di una campagna creativa tutta al femminile, impostata e sostenuta da Agapestudenti, realizzata in collaborazione con la fotografa Gemma R. Gonçalves da Silva. L’obiettivo del progetto, giunto alla sua quinta edizione, è favorire e sostenere l’ascolto delle voci delle donne. Durante le sessioni fotografiche le donne che hanno scelto di partecipare si sono lasciate scrivere il loro messaggio sul proprio corpo. Da donna a donna.L’Accademia con la presente mostra intende sensibilizzare il pubblico circa il ruolo della donna rivestito nella società odierna, in quanto crede e riconosce l’importanza della valorizzazione del ruolo della donna sia nella società italiana che in quella ungherese, quale innegabile ricchezza del tessuto culturale, sociale ed economico. orari di apertura al pubblico: 13-15 ottobre. 10.00-19.00 17 ottobre 10.00-17.00 19-21 ottobre 10.00-19.00

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Mostra Ritratti di Cinema. La sala, il lavoro, il pubblico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

Torino 20 ottobre – 15 novembre 2020 Polo del ‘900 – Corso Valdocco 4/A. L’esposizione – visitabile gratuitamente include 54 scatti di diversi formati realizzati dal fotografo Diego Dominici durante l’edizione 2019 di Movie Tellers e mostrano 27 sale di tutte le 8 province coinvolte nella rassegna cinematografica organizzata dall’Associazione Piemonte Movie. La mostra è inoltre un modo per mantenere in vita la rassegna Movie Tellers che – a causa dell’incertezza dovuta al Covid – per quest’anno è sospesa.La mostra si snoda in 3 ambienti che accolgono 3 macro-temi: la sala, il lavoro e il pubblico, oltre a una parete di “polaroid” create graficamente da Diego Dominici con tutti i volti di gestori e proprietari, le attrezzature, gli oggetti e le curiosità colti dal suo obiettivo.La saletta proiezione completa il percorso con un focus sulle tante sale della città di Torino, attive e non, raccontate nel cortometraggio Manuale di Storie dei cinema di Stefano D’Antuono e Bruno Ugioli che ha vinto la seconda edizione del contest Torino Factory e che, proprio in questi giorni, sta concludendo la produzione della versione lungometraggio, prodotta da Rossofuoco. http://www.piemontemovie.com

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Mostra “La realtà svelata”

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2020

Lucca Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 a partire dal 10 ottobre 2020 dalle ore 16 alle 17, le guide saranno a disposizione per approfondire le tematiche legate alla mostra in corso “La realtà svelata. Il Surrealismo e la metafisica del sogno. Magritte, Dalí, Miró, Masson, Man Ray, Bellmer, Matta e De Chirico”. Il biglietto cumulativo per l’ingresso alla mostra e la visita guidata è di 15 euro. Prenotazione obbligatoria entro le ore 12 di ciascun sabato. Non mancheranno anche le visite speciali dedicate ai bambini e alle loro famiglie. Il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art ha riservato quattro appuntamenti dal titolo “Un viaggio nel mondo dei sogni” per la domenica mattina dalle ore 11 alle 12 per gruppi familiari di massimo 5 persone (2 adulti e 3 bambini dai 4 ai 10 anni): 18 ottobre, 15 novembre, 20 dicembre 2020 e 17 gennaio 2021. Tutti potranno divertirsi a scoprire in maniera giocosa le tematiche surrealiste e saranno sorpresi con una performance teatrale a tema. Per partecipare, costo di 7 euro per ogni nucleo familiare. Prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente di ciascuna data.Ad ogni appuntamento possono partecipare massimo 15 persone. Per info e prenotazioni, chiamare lo 0583.492180. visite guidate Tutti i sabato ore 16-17 Biglietto cumulativo (ingresso mostra + visita guidata) 15 euro visite speciali family “un viaggio nel mondo dei sogni” domenica 18 ottobre, 15 novembre, 20 dicembre 2020, 17 gennaio 2021 ore 11-12 Ingresso e visita guidata alla mostra 7 euro a famiglia gruppi familiari di max 5 persone (2 adulti+3 bambini dai 4 ai 10 anni)

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Fons vitae: Mostra di Antonio Ievolella

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

Certosa di San Giacomo, Via Certosa, Capri (NA) 11 ottobre – 30 novembre 2020 a cura di: Virginia Baradel, Valerio Dehò, Andrea Del Guercio in collaborazione con la Direzione regionale Musei Campania e con l’Ufficio Servizi Educativi della Certosa di San Giacomo a Capri Catalogo: Grafiche Turato Editore Testi in catalogo di: Virginia Baradel, Valerio Dehò, Andrea Del Guercio. L’allestimento ha come motivo ispiratore l’acqua e così i 30 otri di terracotta su strutture di ferro in sospensione sono dei veri e propri vasi – grembi che costituiscono la forma plastica scelta dall’Artista quale motivo ricorrente delle installazioni. L’otre diventa un dispositivo simbolico che allude all’uomo e alla sua unicità e, in particolare, al monaco nel suo silenzioso e volontario isolamento, pur all’interno di una dimensione collettiva. E se, secondo Alberto Savinio, “Capri è uno dei punti magnetici dell’universo”, certamente quest’isola è la cornice perfetta per la mostra di Antonio Ievolella. Cappella di San Bruno – L’installazione consta di 7 otri in terracotta nelle quali domina il bianco in relazione al colore dell’abito certosino e al numero dei compagni che seguono San Bruno nella Curia pontificia, luogo in cui il papa Urbano Il concede il breve apostolico, il primo documento pontificio che riconosce la fondazione dell’Ordine certosino. Chiostro piccolo – L’installazione consta di 12 otri, in relazione al numero dei Padri che abitavano nella Certosa di Capri, disposte nella galilea del chiostro a pianta quadrata, ove l’importanza dell’acqua è ben visibile per la presenza di un pozzo e dei canali di scorrimento, elementi fondamentali per la raccolta dell’acqua piovana che dai tetti viene condotta fino alla cisterna del chiostro grande. La tredicesima otre, in riferimento alla figura del Priore, guida spirituale della comunità certosina, sarà collocata sul tetto della Sala del Capitolo, luogo in cui ci si riunisce per la discussione dei problemi più importanti e dove, con votazione segreta, si elegge il Priore. Chiostro grande – Nel riquadro rettangolare accanto al finto pozzo, che un tempo ospitava il cimitero dei Padri, saranno collocate decine di occhi in ceramica dipinta, nell’atto di guardare verso il cielo, metafora del Sole che trionfa sulle tenebre. L’acqua e la luce alla fine si collegano, dunque, al trionfo della vita sulla morte. Il tema della luce nella Certosa di San Giacomo è fonte della nitida visibilità, della plastica evidenza degli elementi architettonici, delle volte di apertura, dei pilastri e delle arcate dei chiostri. A tale diurna luminosità fa da contrappunto la luminescenza fonda, nascosta dentro alla materia, dentro all’acqua tempestosa. Pure nell’interno “uterino” degli otri si cela l’acqua che non si vede, che non ha luce sin tanto che non si espone sgorgando dal grembo-contenitore. L’occhio che vede la luce è legato a doppio filo all’otre, è della stessa sua natura plastica, materica e cromatica. Orario mostra: 10.00-16.00 (ultimo ingresso ore 15.30), tutti i giorni escluso il lunedì Biglietti: intero € 6,00; ridotto 18-25 anni € 4,00. Con il biglietto si visita la Certosa di San Giacomo. I biglietti si acquistano online su http://www.coopculture.it o presso la biglietteria della Certosa.

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Inaugurazione Mostra “Deep Trance”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

Napoli 3-4 ottobre 2020 ore 11.00-18.00 Nina Gallery all’interno del cortile dell’antico Palazzo Monte Manso di Scala, in via Nilo 34, la NINA Gallery Open Space, nell’ambito della manifestazione Open House giunta alla sua seconda edizione, aprirà al pubblico la personale dell’artista Camillo Ripaldi, dal titolo “ Deep Trance”, a cura di Marina Guida.Il nuovo progetto pensato appositamente per questa occasione espositiva, presenta una grande installazione a parete ed una decina tra dittici e trittici di fotografie digitali di medie dimensioni, dalle quali emerge – tra alchimie e sinestesie – un’approfondita indagine degli archetipi e dei loro rapporti; interpreti di una fotografia intesa come continua esplorazione di immagini primordiali, molto spesso emerse dalla natura dei materiali e dei soggetti fotografati. Simbolismo ed esoterismo, architettura, urbanistica, interesse per l’archeologia, la storia dell’arte e la cinematografia, frammisti ad una rigorosa indagine filosofica, antropologica e sociologica: tutto questo compone il multiforme universo visivo del poliedrico artista partenopeo.Come nello stato di deep trance, nel quale l’individuo vive la destrutturazione del suo stato di coscienza e può avvertire delle sensazioni di spersonalizzazione o irrealtà ed approda alla formazione di nuovi stati esperienziali che destrutturano le abitudini visive costruite e mantenute invariate dalle gabbie della coscienza, così nelle fotografie di Ripaldi i piani di realtà si mescolano e confondono, dando luogo ad associazioni mentali ed immagini fugaci, a cavallo tra passato e presente tra inconscio collettivo e memoria personale, tra reale ed irreale, tra architetture moderniste e cupole di chiese rinascimentali, statue romane e visioni urbane, elementi naturali sovrapposti a modulari strutture abitative, fino ad arrivare alla Flagellazione di Caravaggio, cui si sovrappongono le fenditure/ferite delle pareti di pietra nelle cave di Chiaiano, che rimanda alla mente la flagellazione cui è sottoposta la terra per l’intervento umano sempre più aggressivo ed invasivo. L’artista lavora per sovrapposizione di senso, tessendo una fitta trama di accostamenti incongrui e visioni surreali, muovendo riflessioni ed interrogativi che mescolano all’ intento utopico, quello filosofico e politico.I suoi scorci di Napoli raccontano di come l’autore sappia guardare e reinterpretare alla sua maniera la lezione dei maestri del passato, ma soprattutto costringono il fruitore a porsi degli interrogativi, che riguardano le abitazioni nelle quali viviamo, i sistemi di credenze ai quali viene attribuito valore, le grandi narrazioni che influenzano le nostre azioni, addirittura la nostra capacità di visione. Qui, come in un flusso continuo d’ immagini che si sovrappongono ad altre immagini senza soluzione di continuità, l’umanità sembra essere avvolta in uno stato di trance che non le consente più di avere uno sguardo lucido sulla realtà, che appare frammentaria, disconnessa, incomprensibile. E’ come se l’ordine del discorso dell’esistente fosse sempre lo stesso, che si reitera negli stessi schemi e nelle stesse forme da decenni. Su tutte le fotografie si intravedono i calcinacci e le crepe di un mondo che tarda a scomparire, fa fatica a mutare, che ha assunto a regola di base il perseguimento dell’eccesso e della sovrabbondanza, della proliferazione dell’inessenziale, del predominio dell’artificiale sul dato naturale. Sembra impossibile ristabilire una rotta, un ordine inverso all’eccesso, ed è qui che Ripaldi compie la sua magia: attraverso le sue composizioni impossibili – trasgredendo ogni regola della composizione fotografica classica – passando attraverso la vertigine della visione, ci fa riflettere una volta di più, sulla possibilità che la fotografia ha di catturare la realtà e raccontare meglio di ogni altra disciplina del visivo, una verità più ampia dell’orizzonte del visibile, proprio perché ha fatto i conti con quello invisibile.Orari visita lunedì, martedì, mercoledì 11.00 – 18.00, giovedì, venerdì e sabato su appuntamento.

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Mostra di Anna Di Paola: “Misero Blu”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Roma 1 ottobre – 14 novembre 2020 Maja Arte Contemporanea Via di Monserrato 30 inaugura la stagione espositiva con la prima personale della giovane artista molisana Anna Di Paola, che debutta in galleria con un ensemble di ritratti dal titolo “Misero Blu”. Attraverso l’utilizzo della cianografia, Di Paola fa affiorare nel blu prussiano quindici immagini che rievocano altrettante opere del “Periodo Blu” di Picasso.”Per una giovane artista dialogare in modo esplicito con Pablo Picasso richiede un atto di coraggio e una dose di spregiudicatezza: il rischio è di essere travolta dal peso dell’artista più famoso del Novecento o di dare vita a opere che non escono dai limiti di quella convenzionalità che gran parte del ‘picassismo’ internazionale aveva già mostrato già negli anni Cinquanta del secolo passato. Eppure Anna Di Paola ha avuto questo coraggio e sembra aver decisamente vinto la sua sfida personale”, osserva Lorenzo Canova nel testo critico in catalogo. Orietta, Agostino, Paolo, Chiara, Gianmario, Emanuela, … Anna, sono i protagonisti senza tempo di questi enigmatici “ritratti molisani”. “Riemerse dall’oblio e dalla dimenticanza, quelle figure sono ancora fissate nella posa che Picasso aveva scelto per loro, ma una vibrazione inafferrabile sembra attraversare la materia rugosa di questi fogli miseri e poetici. Quelle persone si proteggono ancora dal freddo, stirano, si rinchiudono nella prigione nera della propria malinconia, abbracciano i propri bambini, stringono a sé e carezzano colombe e cagnolini: e tutto questo sembra accadere nella nota vespertina di una sera senza notte, in una luce che non diventerà mai quella splendida del giorno senza però trascolorare nel nero delle tenebre.Così, in questo perenne crepuscolo fatto di una sostanza immateriale, misera e meravigliosa, gli scatti di Anna Di Paola riescono a trovare un dialogo ermetico con la grande pittura del maestro, un’affinità di immagini e sentimenti, fino a scoprire nei suoi stessi occhi il riflesso segreto che anima il sofferto e solenne autoritratto di Picasso e che ci accompagna nei percorsi leggeri e melanconici di una fotografia che si ravviva nella sua misteriosa essenza pittorica.” Nasce a Campobasso nel 1996. Dopo aver conseguito la maturità classica si stabilisce a Roma per intraprendere il corso di Laurea di primo livello in Fotografia presso RUFA “Rome University of Fine Arts”. È tra i 25 finalisti del Rufa Contest, nel 2016 con il cortometraggio “Un caffè in convento” e nel 2017 con “Cosa vuoi fare da grande?”. Nel 2017 partecipa come assistente alla fotografia e alla regia alla realizzazione dei cortometraggi “Mirror” e “Il soldatino” di Alfonso Bergamo e pubblica il documentario “Teco Vorrei – Il Venerdì Santo a Campobasso”. Long Opening: Giovedì 1 ottobre 2020, ore 12-20; venerdì 2 ottobre 2020, ore 15,30-19,30; sabato 3 ottobre 2020, ore 11-19,30; APERTURA STRAORDINARIA domenica 4 ottobre 2020, ore 11-14 Orari mostra: martedì – venerdì h. 15,30-19,30; sabato h. 11-13 / 15-19. Chiuso lunedì e festivi. Altri orari su appuntamento. Ingresso libero. Sito: http://www.majartecontemporanea.com

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Personale di Luisa Turuani

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Roma Giovedì 1° ottobre 2020 in via dei Banchi Nuovi 22 verrà inaugurata alle ore 18.00 la mostra RISERVA DI CACCIA, personale di Luisa Turuani per la quinta edizione della Rome Art Week. RISERVA DI CACCIA, che vedrà esposte 7 opere tra installazioni e video, vuole riflettere sul rapporto tra il fruitore e il quotidiano, “[…] dimensione caratterizzata da precarietà e leggerezza, ironia e dramma” (Luisa Turuani), suggerendo nuove modalità di lettura e interazione. Così come il quotidiano, le opere dell’artista sembrano continuamente sfuggire alla percezione dell’osservatore per subire una costante trasformazione, costringendo lo spettatore ad immedesimarsi con l’opera e ad infondergli sempre nuova vita e nuovi significati.

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