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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

Pur rimanendo superiore allo scorso anno, la portata del fiume Po è più che dimezzata rispetto alla media storica (a Pontelagoscuro, 922 metri cubi al secondo contro una media di mc/sec 1.999): è questo il dato più significativo del bollettino settimanale diffuso dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.“Non è ancora tempo di lanciare allarmi ma, considerando il periodo estivo che stiamo per affrontare, è evidente la necessità di cominciare a concordare scelte che, nel rispetto delle priorità di legge, rendano compatibili i diversi interessi, che gravano sulla risorsa acqua – sottolinea Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI) – L’Autorità di Bacino Distrettuale monitora costantemente la situazione e fornirà utili indicazioni in occasione della prossima riunione dell’Osservatorio sul fiume Po, già convocata per il 9 Luglio.”
In linea con il trend, che si sta registrando, è il progressivo, seppur previsto, abbassamento del livello dei grandi laghi del Nord (solo quello di Como, però, è sotto media), che fungono da riserva per la sete della Pianura Padana; conseguentemente restano in media i fiumi lombardi (Brembo, Adda, Mincio, Ticino, Chiese), mentre sono in calo i corsi d’acqua piemontesi (ad eccezione della Dora Baltea), ma soprattutto quelli dell’Emilia Romagna, dove Savio, Taro, Trebbia sono sotto media e dimezzati rispetto all’anno scorso, così come il Secchia che registra addirittura il minimo storico mensile con una portata di mc/sec 1,91.Non va meglio per i fiumi veneti, ad eccezione del Piave: in una settimana, l’Adige è calato di 70 centimetri.Nel Centro Italia, i bacini delle Marche, con circa 49 milioni di metri cubi d’acqua, registrano livelli superiori solo al 2017 nel più recente quinquennio, mentre restano confortanti le situazioni del lago di Bracciano nel Lazio, dell’invaso della diga di Penne in Abruzzo e dei bacini della Sardegna.In Campania, il leggero calo del Volturno è compensato dalla ripresa del Sele: entrambi i fiumi, comunque, registrano altezze idrometriche, superiori allo scorso anno.In assenza di piogge significative è senza fine la discesa delle riserve idriche in Basilicata e Puglia dove, in ciascuna regione, viene prelevato indicativamente, dai bacini, un milione di metri cubi d’acqua al giorno: in Lucania sono attualmente invasati poco meno di 338 milioni di metri cubi (erano quasi 406, lo scorso anno); negli invasi pugliesi, ce ne sono circa 151 milioni contro gli oltre 266 del 2019.Mentre sembra essersi positivamente stabilizzata la situazione idrica calabrese, diventa sempre più consistente il rischio desertificazione per il territorio siciliano, penalizzato non solo da un andamento delle precipitazioni “a macchia di leopardo”, ma da livelli pluviometrici decisamente insufficienti: secondo l’Osservatorio Europeo sulla Siccità (European Drought Observatory) dall’inizio dell’anno solo il mese di marzo avrebbe registrato piogge quantitativamente significative sull’isola.“Di fronte a questo quadro – conclude Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – è quantomai importante la sollecitazione lanciata dalla Ministra alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, per mettere a valore risorse del Fondo Sviluppo e Coesione non ancora allocate o non utilizzate da altri dicasteri, tra cui almeno 1 miliardo e 600 milioni di euro per avviare un Piano Acqua per l’Agricoltura sulla base degli oltre 3.600 progetti definitivi ed esecutivi, redatti dai Consorzi di bonifica ed irrigazione, per un importo complessivo di circa 8 miliardi e mezzo.”

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183 escursioni gratuite nel Parco Nazionale più antico d’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

Il Parco Nazionale Gran Paradiso organizza quasi duecento escursioni gratuite con le guide del Parco, alla scoperta dell’area protetta in salute e sicurezza, nell’estate post emergenza Covid-19.Il bisogno di spazi aperti è molto sentito quest’estate e il Parco è un ottimo alleato per rispondere a queste esigenze. Dal primo weekend di luglio a settembre sono state organizzate nei fine settimana escursioni gratuite, di circa 3 ore, di mattina o di pomeriggio, adatte a un pubblico di grandi e piccoli. Si tratta di percorsi con dislivelli modesti così da essere accessibili a tutti, non solo semplici escursioni ma piccoli viaggi di scoperta e di riflessione, come la necessità di cercare un nuovo benessere, con ritmi più lenti, di modificare le vecchie abitudini e l’importanza di salvaguardare la Natura e il suo equilibrio.Tutte le escursioni sono gratuite ed è necessaria la prenotazione, basterà registrarsi sul sito del Parco alla pagina http://www.pngp.it/escursioni-2020.

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L’Italia e gli equilibri geopolitici

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Di tanto in tanto il cronista politico pone alla nostra attenzione la tendenza di Matteo Salvini di assecondare le “trame” di Putin nei confronti dell’Italia, ventre molle dell’Unione europea e sul punto di far traballare quest’ultima con tutte le sue contraddizioni. Sull’altro versante opera Luigi Di Maio, enfant prodige dei pentastellati e al secolo ministro degli esteri, che non nasconde le sue simpatie per i cinesi e il suo leader carismatico Xi Jinping, dallo sguardo dolce e amabile.
Due leader indubbiamente prestigiosi e autorevoli entro e fuori le mura dei loro palazzi. Lo stesso cronista, forse in termini più velati, ci fa notare che l’Europa comunitaria non gode degli stessi qualificanti attributi da parte dei suoi leader. E un’Europa debole, divisa e litigiosa avrebbe un bisogno vitale di una guida sicura e determinata anche a costo di perdere qualche pezzo della sua collana.
Se scendiamo nel dettaglio l’esclusione della Russia da una comunità Europea che vada dal Portogallo e fino ai confini asiatici della Federazione russa ci sembra innaturale. Tanto vale, avevamo tempo addietro argomentato in proposito, sdoppiare l’Europa in due distinte entità. Quella che ci interessa come Italiani dovrebbe riguardare i paesi che dalla sponda europea a quella africana e asiatica si affacciano sul Mediterraneo. Solo con la Federazione russa e con il silenzio assenso dei cinesi sarebbe possibile mettere in cantiere questo progetto.
Al tempo stesso non possiamo pensare ad alleanze come quella che fa capo alla Nato che hanno riguardato un momento storico che non esiste più. Noi dobbiamo ragionare su un futuro diverso da quello paventato dai nostri padri. Non possiamo guerreggiare per destabilizzare sotto l’effetto delle bombe interi paesi e trasformare nazioni come l’Irak, la Siria e la Libia in un cumulo di macerie fumanti.
Dobbiamo recuperare e rivitalizzare quelle parti del mondo sofferenti perché, con sette miliardi di abitanti e che nel 2050 arriveranno a nove miliardi, ciò che ci manca è proprio lo spazio vitale e una riorganizzazione delle risorse per evitare ciò che in parte sta già accadendo con milioni di persone che muoiono di fame e di malattie. Per non dire altro. (Riccardo Alfonso)

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Tumore del rene: I casi in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

Diminuiscono i nuovi casi di tumore del rene in Italia. In tre anni, sono state registrate complessivamente 800 diagnosi in meno, con un calo del 6%. Erano 13.400 nel 2016, ne sono state stimate 12.600 nel 2019. Peraltro la diminuzione riguarda soltanto gli uomini (da 8.900 a 8.100), l’incidenza della neoplasia invece resta costante fra le donne (4.500). Preoccupa l’alto numero di casi scoperti in fase già avanzata, pari a circa il 30%. E resta la forte resistenza dei cittadini nei confronti della prevenzione primaria (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta). Nella lotta contro la malattia, infatti gli stili di vita rivestono un ruolo molto importante, in particolare l’attività fisica. E proprio al movimento è dedicata la Giornata Mondiale contro il tumore del rene che si celebra oggi, promossa dall’International Kidney Cancer Coalition (IKCC), rete internazionale e indipendente di associazioni di pazienti provenienti da tutto il mondo (ne rappresenta circa 45).
Nel nostro Paese vivono più di 129mila persone con la diagnosi. “Nei tumori renali la chemioterapia è, storicamente, poco efficace – sottolinea il prof. Di Maio -. Un tempo la nefrectomia totale, cioè l’asportazione totale del rene, era un intervento indispensabile, oggi esistono tecniche chirurgiche che risparmiano parte del rene e, in caso di malattia metastatica, l’opportunità della chirurgia si valuta caso per caso. È tramontato il vecchio paradigma secondo il quale la massima asportazione di tessuto garantisce le migliori possibilità di cura. Quindi, oggi, abbiamo più armi da inserire in una strategia di cura che vede chirurgia, radioterapia, terapie mirate e immunoterapia, migliorando in maniera significativa la capacità di gestione complessiva della neoplasia metastatica. L’obiettivo è rendere cronica la malattia, garantendo una buona qualità di vita. Inoltre, la collaborazione multidisciplinare tra chirurghi, urologi, oncologi medici, radioterapisti, anatomopatologi, psico-oncologi e medici nucleari non deve essere più un’opzione ma un obbligo. Purtroppo sono ancora pochi sul territorio i team multidisciplinari dedicati, sul modello delle Breast Unit per il carcinoma della mammella. Da una medicina basata sul singolo specialista si deve arrivare alla scelta della migliore terapia attraverso la discussione condivisa e il confronto tra più professionisti”.
“Ansia, depressione, disturbi del sonno e più in generale distress emozionale sono frequenti fra i pazienti oncologici, inclusi quelli colpiti da tumore del rene – spiega Anna Costantini, Direttore Psico-Oncologia Ospedale Sant’Andrea di Roma –. Devono essere individuati precocemente per il loro effetto negativo, se non trattati, su qualità della vita, aderenza ai trattamenti, decorso della malattia e soddisfazione per le cure. Identificare pazienti a rischio di sofferenza emozionale permette di intervenire con programmi specifici di supporto psiconcologico nei reparti di oncologia, efficaci sia sulla sintomatologia ansioso depressiva, evitandone la cronicizzazione, sia sul miglioramento delle abilità di coping (fronteggiamento) verso la malattia, con conseguente rinforzo delle risorse interne ed esterne del malato e della sua famiglia. Un’indagine condotta nel 2018 dall’International Kidney Cancer Coalition, che ha coinvolto 1.400 pazienti con tumore del rene e 583 caregiver di 43 Paesi, ha evidenziato che ben il 96% dei malati riferisce che la malattia ha avuto un impatto psicosociale, ma solo il 50% ne ha parlato con il clinico. Da qui l’importanza di un approccio multidisciplinare per far emergere i bisogni non corrisposti di supporto”. “Il bisogno di salute del paziente con una diagnosi di neoplasia è superiore a quello della popolazione generale – continua la prof.ssa Costantini -. E persiste a lungo nel tempo, alla luce delle caratteristiche peculiari delle patologie oncologiche, dei loro effetti e delle specifiche esigenze terapeutiche ed assistenziali. Il concetto di guarigione psicologica non coincide sempre con quella fisica. E l’aiuto della psiconcologia consente ai pazienti, anche nei casi in cui non è possibile guarire dal tumore, di recuperare una qualità di vita piena e soddisfacente, forse diversa da prima della malattia ma non meno significativa da un punto di vista esistenziale e relazionale”.In questo contesto, Ipsen aveva lanciato un servizio di consegna a domicilio su tutto il territorio nazionale del suo farmaco oncologico orale per i pazienti con carcinoma renale, per cercare di garantire la continuità terapeutica a pazienti oncologici.La Giornata Mondiale contro il tumore del rene è un’occasione per ridurre i confini e migliorare la collaborazione tra associazioni dei pazienti, società scientifiche e istituzioni a livello globale.

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Le 20 località del Molise incluse in “E-state in Italia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

L’iniziativa di promozione gratuita, lanciata dall’Unsic con alcuni partner, raggiungerà oltre 900mila italiani C’è davvero la necessità di trascorrere le vacanze in Grecia o in Spagna quando le splendide e variegate coste italiane garantiscono un quarto delle spiagge dell’intero vecchio continente? Almeno per quest’anno possiamo puntare sulle nostre inesauribili città d’arte anziché oltrepassare il confine in cerca di un’offerta certamente meno ricca e differenziata? Non certo con uno spirito autarchico, ma semplicemente per attenuare i problemi economici causati dal Covid-19 al settore turistico, l’Unsic, associazione di rappresentanza datoriale, in collaborazione con altri organismi, dal 21 giugno – giorno di partenza della bella stagione – lancerà l’iniziativa “E-state in Italia” con lo scopo di raggiungere innanzitutto i 900mila utenti dei propri tremila uffici territoriali sparsi in tutte le regioni italiane, tra 2.100 Caf, 600 Patronati (di cui 15 all’estero), 103 Caa, ecc., ma anche il maggior numero di interlocutori possibile.
L’Unsic ha predisposto una directory nel proprio portale (https://unsic.it/news/e-state-in-italia/) con la selezione di oltre 650 località italiane, ognuna con uno o più link di collegamento, 20 di base per ogni regione, più tutti i capoluoghi di provincia e le 55 località preservate dall’Unesco. Questa offerta, che privilegia i siti promozionali locali, verrà diffusa attraverso buona parte dei tremila uffici locali e i relativi social, nonché delle strutture partner. Il tutto gratuitamente.
Per quanto riguarda il Molise, oltre ai due capoluoghi di provincia, la scelta è ricaduta su Agnone con focus sul museo della campana e le Chiese, Bagnoli del Trigno, Campomarino, Capracotta, Casacalenda con focus sull’oasi Lipu, Castel San Vincenzo con la cripta dell’Abate Epifanio, Castelpetroso con il santuario, Civitacampomarano e la sua street art, Fornelli, Frosolone con l’artigianato delle lame e il museo settoriale, Gambatesa con il castello, Guardialfiera con il lago e il ponte sommerso, Pescopennataro con il parco Abete Bianco, Pietrabbondante con il teatro italico, Pizzone con il museo dell’Orso, Santa Maria del Molise con la frazione di Sant’Angelo in Grotte, Scapoli con il museo della zampogna, Sepino con la zona archeologica di Altilia, Termoli e Venafro.

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Il terrorismo islamico torna a riempire le cronache italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

La regione coinvolta è l’Emilia-Romagna, dove lo scorso febbraio è stato arrestato Mounir Barhoumi, muratore tunisino accusato di “autoaddestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale”.Per il 25enne fermato a Busseto e attualmente detenuto nel carcere di Parma, la Procura di Bologna ha chiesto il giudizio immediato.Nel cellulare di Mounir Barhoumi erano stati trovati migliaia di file, il cui contenuto non aveva lasciato dubbi negli investigatori: indicazioni sulle modalità di costruzione di armi ed esplosivi, incitamento alla Jihad, esecuzioni di persone ritenute infedeli e testi che inneggiavano al martirio.Investigatori che non avevano potuto che riscontrare “materiale chiaramente volto all’autoaddestramento a compiere atti di terrorismo”, “consigli” sulla realizzazione di molotov e Anfo (un tipo di miscele esplosive) e:“Tecniche di combattimento e raccomandazioni per evitare la cattura, su ‘strumenti di autodifesa e di fuga’ e sull’uso di armi e altre attività operative”.Il materiale trovato nello smartphone del giovane aveva fatto scattare l’allarme perché non era di natura generica, ma atto “al successivo coinvolgimento in atti di terrorismo”, suffragato anche dal “collegamento informatico, realizzato in ambienti riservati, con l’Isis”.Isis attraverso cui l’accusato era entrato in possesso di numerosi file e:“Almeno 40 video da Telegram, Facebook e Whatsapp, nei quali si incitava ad intraprendere la jihad e si esaltava la morte nel nome di Allah”.Un pericolo per la Procura di Bologna che ha l’immediato processo per Mounir Barhoumi, la cui vicenda è l’ennesimo monito in materia di terrorismo islamico in Italia.Un fenomeno che nel nostro paese non va assolutamente sottovalutato.

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Iniziative per il rilancio-Italia 2020-2022

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

Il comitato di esperti voluto dal governo e guidato dal manager Vittorio Colao ha consegnato alla Presidenza del Consiglio il documento di proposte per favorire la ripresa economica del Paese, intitolato “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”.
È un elenco di 102 proposte. Un documento lungo ed elaborato che affronta ampie aree di interesse per il futuro del nostro paese. “Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato Bonfiglio Mariotti, presidente di AssoSoftware, l’Associazione che raggruppa i produttori italiani di software gestionali e fiscali – che tra gli assi di rafforzamento per la trasformazione dell’Italia, il Piano indichi la digitalizzazione come un obiettivo primario per modernizzare il tessuto economico e produttivo del Paese e aumentarne la sostenibilità. Segnalando, in modo assai preciso e puntuale, che per realizzarla occorrerà intervenire con maggior decisione per aggiornare e incentivare l’innovazione tecnologica delle imprese con il ripristino e il potenziamento delle misure previste da Industry 4.0, e suggerendo, tra l’altro, di introdurre la possibilità che le aziende possano decidere autonomamente il periodo di iper/superammortamento, il cosiddetto ammortamento accelerato”. Un obiettivo a cui AssoSoftware guarda con particolare interesse e con la speranza che non sia solo uno dei tanti suggerimenti inascoltati ma che dia corso, al più presto, a un intervento organico e dettagliato del Governo che ne sviluppi l’efficacia.“Speriamo che il Piano Colao non resti chiuso in un cassetto – conclude Bonfiglio Mariotti – ma sia accolto dal Governo come stimolo e come agenda di lavoro per dare al Paese una sferzata di innovazione, liberandolo dai lacci della burocrazia e avviandolo verso un sano processo di investimenti. È la prima volta che il nostro Paese può contare su un piano elaborato con tanta attenzione e lungimiranza. Certo, ci saranno alcuni aspetti che andranno meglio affrontati e approfonditi, in particolare e per quello che ci riguarda, nell’affrontare meglio e con maggior decisione la strada verso un ampio e completo piano di ammodernamento dei sistemi di gestione delle PMI. La forza produttiva ed economica del nostro Paese risiede ancora nelle PMI che devono essere aiutate a recuperare il gap digitale che ne limita sviluppo interno e internazionale, competitività e produttività”.
AssoSoftware, nata nel 1994, è l’Associazione nazionale, presieduta da Bonfiglio Mariotti, che riunisce, rappresenta e tutela gli interessi di oltre il 90% delle aziende dell’Information Technology che realizzano software applicativo-gestionale per imprese, intermediari e PA. Una realtà produttiva che, con oltre 17.000 dipendenti e 4 miliardi di euro di fatturato globale, svolge un ruolo fondamentale per l’economia del Paese, sviluppando applicazioni innovative per il settore privato e per la Pubblica Amministrazione.AssoSoftware è presente su tutto il territorio nazionale con 217 imprese associate e con una rete di migliaia di aziende distributrici.A livello federale AssoSoftware fa parte di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, un Consigliere Delegato ne è componente di Giunta.Le aziende associate costituiscono il punto di riferimento tecnico per tutti gli intermediari, dai Commercialisti ai Consulenti del lavoro, dalle Associazioni di categoria ai CAF e alle aziende di ogni settore. (fonte: Ufficio Stampa AssoSoftware)

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Progetto Rialzati Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

E’ la piattaforma digitale per l’export delle eccellenze regionali italiane del food, è già una rete che coinvolge circa 3.000 imprenditori. Si tratta soprattutto di ristoratori, albergatori e gestori di pubblici esercizi che hanno individuato e segnalato aziende e prodotti locali del Made in Italy non ancora arrivati sui mercati internazionali. Lanciato sul web in piena emergenza sanitaria, con i locali chiusi e le attività fermate dai provvedimenti anti Covid-19, il progetto ha suscitato da subito un grande interesse nel settore e un boom di adesioni.Chi è entrato a far parte della rete ha in questi giorni l’occasione del primo faccia a faccia, dopo tanti incontri virtuali in videoconferenza, con il team che ha creato e porta avanti l’iniziativa. Da mercoledì, con la riapertura delle frontiere regionali, un camper di Progetto Rialzati Italia è infatti impegnato in un tour da un capo all’altro della penisola: partito da Monza, in Lombardia, ha fatto tappa mercoledì 3 giugno a Firenze e a Firenze Sud. Ieri è stato a Roma e Roma Sud, e oggi a Salerno e poi a Ceglie Messapica, località pugliese in provincia di Brindisi che ospiterà tra alcune settimane le attività estive del Progetto. Domani sarà la volta di Ancona e infine domenica 7 giugno il camper farà l’ultima tappa del tour a Rimini.A bordo c’è Omar Bertolla, l’imprenditore digitale genovese che con Stefano Versace, artefice della maggiore catena di gelaterie italiane negli Stati Uniti, ha ideato e fondato Progetto Rialzati Italia. Con Bertolla viaggia lo staff dei responsabili strategici, organizzativi e tecnologici dell’iniziativa. Per ogni tappa sono in programma incontri con i protagonisti locali: gli “angel”, i segnalatori dei prodotti, e gli “ambassador”, che avranno anche il compito di presentarli. “Ci incontriamo per conoscerci e stare insieme – spiega Omar Bertolla – ma anche e soprattutto per condividere il progetto e approfondirne gli aspetti operativi”.La piattaforma è nata per esportare i migliori prodotti regionali italiani del food garantendone la tracciabilità dell’origine controllata. Obiettivo dell’iniziativa è creare nuove fonti di reddito, in un momento di difficoltà del settore, sia per i segnalatori dei prodotti della propria provincia, sia per le aziende produttrici che verranno selezionate per essere inserite con i loro prodotti nel catalogo digitale di Progetto Rialzati Italia su piattaforme di e-commerce e network internazionali.

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Azienda Italia: Posti lavoro bruciati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

“I numeri della crisi che abbiamo calcolato sono impressionanti”: si apre così una nota stampa di Azienda Italia, associazione tra imprenditori, professionisti e lavoratori impegnati per dare risposte e soluzioni alla crisi. “Le imprese artigiane in Italia sono 1,3 milioni, con 2,8 milioni di lavoratori interessati. E’ un settore già sfiancato da 10 anni di crisi, ed è a rischio chiusura un terzo delle imprese artigiane con una perdita potenziale di 750.000 posti di lavoro. Nel primo trimestre hanno già chiuso 35.000 imprese di questo tipo”, aggiunge il Segretario di Azienda Italia, Andrea Minazzi. Non va meglio per il Commercio. “Il 2020 che avrebbe dovuto essere l’anno della speranza è diventato anno della disperazione. Con 1,35 milioni di aziende coinvolte, 600.000 delle quali con obbligo di chiusura durante il lockdown, le imprese commerciali annoverano 1milione di posti a rischio a fronte di 300.000 aziende che non riapriranno o chiuderanno entro l’anno. Il 60%degli occupati nell’impresa trova lavoro nelle micro e piccole imprese (sotto 20 occupati) che sono quelle più a rischio per la difficoltà che sussistono per accedere ai finanziamenti, malgrado le rassicurazioni del governo”, prosegue Minazzi. “Abbiamo calcolato che sono 2.2 milioni in tutto gli italiani che hanno già perso o che stanno correndo oggi il serissimo rischio di perdere il lavoro. E’ a questo punto indispensabile mettere insieme le migliori energie in un grande progetto di coesione nazionale per ridare al sistema-Paese un orizzonte di certezza, agendo concretamente per snellire i processi e dare ossigeno alle imprese. Non c’è più un solo giorno da perdere”, conclude Minazzi, per Azienda Italia.

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Ue: Rojc (Pd), chi sta con Orban è contro l’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2020

“Parole utili quelle del premier ungherese perché mostrano definitivamente che chi sta con Orban è contro l’Italia. I sovranisti sono nemici dell’Europa solidale e non credono in un futuro comune, per questo Meloni e Salvini hanno votato contro il Recovery Fund, e per questo sono amici di Orban”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd) commentando la dichiarazione del premier ungherese Viktor Orban, secondo il quale il Recovery Fund è “assurdo e perverso”.
“L’Ungheria sta con un piede in Europa da dove – precisa Rojc – arrivano i trasferimenti dal bilancio Ue che finanziano il suo sviluppo, e dall’altra parte si tiene le mani libere con la Russia o la Cina. Adesso vuole pure mettersi di traverso agli aiuti all’Italia”.

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Covid-19: La mortalità in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 maggio 2020

“Anche l’Inps conferma i dati dell’Ufficio studi di Fratelli d’Italia sulla reale mortalità causata dal Covid-19. FdI aveva chiesto al governo di fornire i dati per comparare il numero di morti del mese di marzo 2020 con quello dello stesso mese ma degli anni precedenti, al fine di avere una dimensione reale dell’incremento della mortalità. Purtroppo non abbiamo ricevuto alcuna risposta e abbiamo dovuto fare da soli attraverso il nostro Ufficio studi. Il 29 aprile in conferenza stampa è stato presentato lo studio e grazie a questo impulso pochi giorni dopo analogo studio è stato pubblicato dall’Istat, confermando i dati da noi forniti. Siamo felici che ora anche l’Inps abbia fatto altrettanto, riferendosi anche al mese di aprile, confermando pienamente l’analisi svolta dall’Ufficio Studi FdI che segnala un numero di morti reali ben più ampio di quello ufficiale. Evidentemente la richiesta di FdI era tutt’altro che infondata”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.

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Italia-Austria: Rojc (Pd), non abbiamo bisogno della “cura Kurz”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

“Spero si comincino a capire gli effetti del sovranismo quando i sovranisti sono gli altri: ti chiudono le frontiere in faccia, i soldi te li danno solo in prestito o magari bloccano i Tir. Non è la ‘cura Kurz’ quella di cui l’Italia ha bisogno, ma di punti fermi e condivisi sull’area Schengen, sul mercato unico, sul Recovery fund e sulle rotte del turismo. Se lo ricordino quelli che ora si lamentano e pochi mesi fa volevano sospendere Schengen, mettere muri o fototrappole”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd) commentando le dichiarazioni del cancelliere austriaco Sebastian Kurz, in merito alla chiusura delle frontiere e alla formula “prestiti non sovvenzioni” contrapposta al programma Macron-Merkel. Per Rojc “è bizzarro che qualcuno oggi a destra si lamenti con questo Governo perché non si dà da fare in Europa, quando fino a ieri hanno lavorato contro l’idea stessa di Unione europea”.

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La democrazia in Italia alle prese con la nostra contemporaneità

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Se per democrazia intendiamo una forma di governo costituita tramite rappresentanti liberamente eletti, in forma diretta o rappresentativa con il filtro parlamentare, dobbiamo chiederci se l’attuale cambiamento della società, divenuta complessa e frammentata dalla crisi dei tradizionali partiti di massa, possa ancora giustificare questo modello di governance.
La nostra storia politica è iniziata con la Costituzione del 1948 che dopo il ventennio fascista ha aperto la strada ad una “democrazia compromissoria” per poi passare, nel 1993, all’evoluzione bipolare basata su coalizioni alternative che annunciano al corpo elettorale il rispettivo candidato alla Presidenza del Consiglio.
Ciò impone la logica delle coalizioni per raggiungere la maggioranza parlamentare per la formazione di un Governo. Questa formula ha in un certo qual modo funzionato sino alle politiche del 2018. Da allora ad oggi tutto è stato rimesso in discussione, diciamo in maniera più marcata ma anche dirompente, con la rottura delle alleanze pre-elettorali tra i movimenti politici e la formazione di coalizioni “variabili” rimescolando la posizione di alleati e oppositori tra loro.
Tutto questo cosa vuole significare? Che abbiamo perso la capacità di proporre una forma di governo statale in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale, chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti? Sembra proprio di sì. Ma come siamo arrivati a scompaginare il tutto? Probabilmente questo deficit dipende dalla mancata caratterizzazione del sistema politico e della cultura politica. Ora la detenzione del potere si traduce nel formare e disfare governi basandosi su un “parlamentarismo maggioritario” non più attraverso lo scontro fra due coalizioni alternative ma al loro interno scompaginandosi tra loro. E l’elettore a questo punto come può fare le sue scelte se persino i programmi elettorali sono inattendibili? Sembra proprio che ci stiamo avviando verso la fine della democrazia e non solo in Italia. (Riccardo Alfonso)

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Unc: una disfatta! Crollo produzione peggio del 2009

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Secondo i dati resi noti dall’Istat, la produzione industriale a marzo scende del 28,4% rispetto al mese precedente e del 29,3% su base annua.”Una disfatta! Il Coronavirus ha travolto le nostre industrie producendo un tracollo record. Un vero e proprio terremoto che ha abbattuto il nostro sistema industriale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Una caduta che non ha precedenti neanche rispetto all’anno horribilis del 2009. Rispetto a marzo 2009, infatti, la produzione è ora inferiore del 23,4%. Per i beni di consumo durevoli, poi, la distanza rispetto a 11 anni fa è del 53,7%, ossia più della metà” prosegue Dona.”Il crollo su base annua del 29,3% registrato oggi è persino superiore a quello che si era verificato nel 2009, quando ci fu un tonfo della produzione rispetto a marzo 2008 del 25,9%” conclude Dona (Mauro Antonelli)

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“Viaggio in Italia: per un’estate italiana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

E’ la nuova campagna promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo in collaborazione con l’Enit, il Touring Club Italiano e l’Associazione dei Borghi più belli d’Italia in vista della più ampia attività di promozione istituzionale di questa prossima stagione estiva. Un avvicinamento costituito dal racconto del territorio nazionale attraverso una selezione dei manifesti pubblicitari che hanno reso l’Italia celebre nel mondo raccontando per immagini le località più belle e affascinanti della Penisola, nonché i piccoli centri, i borghi, lo splendido paesaggio tra mare e montagna e le aree più interne e meno note del Paese.I manifesti provengono dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, dal patrimonio culturale dell’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, e dall’archivio del Touring Club Italiano. Raccolte su http://www.beniculturali.it/estateitaliana e in continuo aggiornamento, le immagini saranno pubblicate sui canali social, concentrate specialmente nel fine settimana di sabato 9 e domenica 10 maggio per invitare tutti a condividere il proprio #viaggioinitalia, proseguendo con i flash mob fotografici “Art you ready?” promossi dal MiBACT dall’inizio del lockdown con lo scopo di mantenere viva l’attenzione sul patrimonio culturale. “È fondamentale non perdere il contatto con il patrimonio culturale e le bellezze dei nostri territorio” ha dichiarato il ministro Franceschini e anche per questo fine settimana l’invito è sempre lo stesso, quello di condividere le proprie fotografie di paesaggi e luoghi del cuore lungo tutto il territorio nazionale, ripescando scatti recenti nella galleria del proprio smartphone o cercando vecchie foto nei cassetti e negli album fotografici di tanti anni fa.Una promozione che accompagnerà gli italiani attraverso le rappresentazioni retrò di un’Italia che, con gli esempi dei viaggi di allora, diverrà il modello da seguire la prossima estate, un vero e proprio revival per delle vacanze del tutto particolari anche all’insegna del turismo lento: percorsi da intraprendere in bicicletta, a cavallo, in barca a vela e sui treni storici, dedicandosi a quel turismo dolce e sostenibile che, per ragioni diverse ancora, sarà fondamentale riscoprire in questa fase.​Realizzati tra gli anni ’40 e ’50, i manifesti del Museo Salce – che con oltre 24.000 opere conserva la più ampia raccolta di grafica pubblicitaria in Italia – raccontano l’ascesa del turismo italiano, che coincide con l’epoca d’oro del manifesto. All’illustrazione, più economica, colorata e facilmente riproducibile della fotografia, spetta il compito di promuovere le destinazioni più affascinanti, i siti storici di interesse culturale e i prodotti tipici. I primi committenti saranno le ferrovie: per loro gli artisti decoravano con fiori e paesaggi incantevoli le tabelle degli orari. Negli anni tra le due guerre, in seguito anche alla nascita dell’Enit, vengono creati i manifesti turistici più iconici della pubblicità italiana, ad opera di Mario Puppo, Marcello Dudovich, ma anche Giuseppe Riccobaldi del Bava, Giovanni Guerrini e Mario Borgoni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il turismo italiano conoscerà una nuova ondata: saranno soprattutto le spiagge e in particolare la riviera romagnola le mete più ambite del turismo italiano e straniero.L’ENIT è l’Agenzia nazionale italiana del turismo che cura la promozione all’estero dell’immagine turistica italiana e delle varie tipologie dell’offerta turistica nazionale, nonché la promozione integrata delle risorse turistiche delle Regioni, delle Province Autonome di Trento e Bolzano e, per il loro tramite, degli enti locali.ll Touring Club Italiano è una libera associazione senza scopo di lucro che propone ai suoi soci – destinatari e attori della missione – di essere protagonisti di un grande compito: prendersi cura dell’Italia come bene comune perché sia più conosciuta, attrattiva, competitiva e accogliente. Per questo il Touring Club Italiano contribuisce a produrre conoscenza, tutelare e valorizzare il paesaggio, il patrimonio artistico e culturale e le eccellenze economico produttive dei territori, attraverso il volontariato diffuso e una pratica turistica del viaggio etica, responsabile e sostenibili.L’Associazione dei Borghi più belli d’Italia, nata nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), si occupa della valorizzazione, promozione, protezione e sviluppo del grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani.

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“Abbiamo sempre sognato un’Italia verde, un’Italia sicura, un’Italia semplice”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

“Lo so che non è facile crederci in questo momento, nel quale stiamo ancora affrontando l’emergenza sanitaria, ma dobbiamo avere tutti una visione a lungo termine e programmare la ricostruzione secondo nuovi canoni, perché tutte le risorse che stiamo mettendo in campo siano utili a ridisegnare il nostro Paese. Dobbiamo fare in modo che l’Italia diventi un Paese ad economia circolare e senza CO2, sostenibile, che investa sulla rigenerazione urbana e curi il suo territorio, dove la tutela della salute e quella dell’ambiente vadano di pari passo, dove la digitalizzazione della pubblica amministrazione e il lavoro agile vengano vissuti anche come un’opportunità per garantire una migliore qualità della vita a ciascuno di noi. Le norme a cui stiamo lavorando vanno lette in un quadro d’insieme, come quelle che rivoluzioneranno alcuni settori e che favoriranno l’efficientamento energetico, l’adeguamento sismico, l’installazione di pannelli fotovoltaici. Per la prima volta avremo un super bonus, pari al 110% dell’importo speso. Le famiglie potranno avere una detrazione, da compensare in soli 5 anni, oppure cederla all’impresa e ottenere uno sconto dell’intero importo fatturato. Strumenti che, sono certa, aiuteranno non solo il settore dell’edilizia, ma l’economia di tutto il Paese. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Crollo verticale ad aprile per l’intero mercato degli autoveicoli in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

In media nel mese sono state 12.835 le pratiche totali lavorate giornalmente dagli uffici del Pubblico Registro Automobilistico, rispetto alle 66.890 formalità dell’aprile 2019. Un’eclatante flessione dell’80,8%, attenuata esclusivamente da un forte aumento delle cancellazioni di provvedimento giudiziario (formalità indipendenti dall’andamento degli scambi commerciali), che fotografa un mercato messo letteralmente in ginocchio dall’emergenza Covid-19 e dalle conseguenti misure di lockdown imposte da Governo e Regioni per contenere la pandemia.In forte contrazione i passaggi di proprietà, che al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) ad aprile hanno registrato un calo complessivo del 92,1% rispetto allo stesso mese del 2019, con punte negative del 92,8% per le autovetture e del 94,8% per i motocicli. Risultati che si rivelano ancora più pesanti in termini di media giornaliera, a causa della presenza ad aprile 2020 di una giornata lavorativa in più.In termini statistici per ogni 100 autovetture nuove nel mese di aprile ne sono state vendute 126 di seconda mano e 179 nel primo quadrimestre del 2020. Va tuttavia rilevato che nel settore delle quattro ruote il bilancio mensile delle prime iscrizioni ha fortemente risentito del dato registrato nel Trentino Alto Adige, laddove rispetto al crollo del 91,5% registrato dal PRA a livello nazionale si è evidenziata una variazione negativa del 73,9%, indubbiamente favorita dalle iscrizioni di noleggio per le note agevolazioni fiscali, con 7.344 auto nuove iscritte (di cui 5.856 nell’Ufficio di Bolzano), pari a circa il 50% di tutte le prime iscrizioni effettuate ad aprile in Italia.Sempre in tema di prime iscrizioni, si conferma nel mese di aprile il superamento della quota delle motorizzazioni diesel sul totale delle nuove auto vendute rispetto a quelle a benzina (49,9% per il diesel contro 43,0% della benzina), analogamente a quanto si verifica ormai da tempo per il mercato delle auto di seconda mano. I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it

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Andamento del Pil in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Secondo l’Istat, nel primo trimestre del 2020 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), è diminuito del 4,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,8% in termini tendenziali.”Dato in linea con le principali previsioni. Certo, considerato che i negozi sono stati chiusi solo dal 12 marzo, mentre le attività produttive sono state sospese solo a partire dal 23 marzo, ed entro il 25 marzo, in pratica una settimana su 4, si tratta di un crollo incredibile, come dice l’Istat di entità eccezionale. Ricordiamo, però, che secondo l’Upb sarebbe stato di circa il 5%, mentre nel Def era stimato un crollo ancora superiore, del 5,5 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Inaccettabile che sorti Italia ed Europa siano decise dalla Germania

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

«La Corte Costituzionale tedesca richiama la BCE contro il piano di sostegno all’economia per fronteggiare la crisi causata dal Coronavirus. Solo a Fratelli d’Italia sembra inaccettabile che le sorti dell’Italia e dell’intera Europa siano decise in totale autonomia dalla Germania attraverso la sua Corte Costituzionale? Abbiamo sempre posto il problema di una architettura europea distorta, nella quale l’Italia ha ceduto ogni sua sovranità nazionale alla UE mentre Francia e Germania utilizzano proprio la UE per perseguire i propri interessi nazionali a discapito degli altri Stati membri, Italia soprattutto. I fatti di questi giorni ci danno ragione, ancora una volta. La trappola che la Germania, con i suoi vassalli, sta preparando è molto chiara: senza un intervento imponente della BCE che acquista titoli di Stato, l’Italia (come altri Stati membri) sarà costretta a far ricorso al MES, il famigerato Fondo Salva Stati, aprendo così le porte alla Troika e al commissariamento della nostra Nazione. Il Governo italiano si faccia sentire. La BCE non è proprietà tedesca, è anche dell’Italia, visto che ne possediamo il 14% e visto che le abbiamo delegato il potere di emettere moneta. In questa fase di emergenza la BCE deve fare quello che fanno tutte le banche centrali del mondo: immettere liquidità e acquistare illimitatamente titoli di Stato, altrimenti non sappiamo cosa farcene di questa BCE e di questa Unione Europea. Se ad altri sta bene vivere da servi dei tedeschi, problemi loro, noi difenderemo con ogni mezzo la libertà e la sovranità del popolo italiano». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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“Sanità, fare l’unità d’Italia. La salute dopo il coronavirus”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

Il libro di Antonio Saitta nasce, potremmo dire, sul campo. Saitta infatti è stato Assessore alla Sanità della Regione Piemonte dal 2014 al 2019 e coordinatore degli assessori regionali alla sanità nella Conferenza delle Regioni. Il libro, com’è facile intuire, contiene un’interessante parte di analisi ma, soprattutto, una serie di proposte concrete e attuabili. Saitta muove da una considerazione di fondo, ovvero la necessità che per quel che concerne la sanità, lo Stato, pur garantendo l’autonomia regionale, svolga in maniera più attiva e diretta il ruolo di coordinatore che dovrebbe avere, specie in occasione di grandi emergenze come quella che stiamo vivendo. Per Saitta la “cura dimagrante” alla quale è stata sottoposta la sanità in questi anni, ha prodotto tanti effetti positivi a cominciare da un miglioramento dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, che sono stati ampiamente raggiunti quasi ovunque con l’unica eccezione della Calabria.Secondo l’Autore però l’attuale emergenza covid rischia di far perdere il terreno guadagnato e di far retrocedere ulteriormente il nostro paese. Quasi ovunque la politica sembra agire in maniera miope e localistica, invocando l’aumento dei posti letto e tornando, di fatto, a una sanità simile a quella che ha preceduto l’introduzione dei piani di rientro regionali con gli ospedali “sotto casa”.«La comunità scientifica internazionale – osserva Saitta – è concorde sul fatto che, per garantire sicurezza, si evitino interventi chirurgici complessi da parte di strutture e chirurghi con bassa attività. È in fondo – nota l’autore – la stessa opinione che abbiamo tutti noi quando abbiamo la necessità di una cura particolare: ci spostiamo per rivolgerci alle strutture pubbliche dove si è consolidata una maggiore specializzazione perché questa garantisce maggiore sicurezza». Vale a dire: meno ospedali ma più specializzati, garantendo al contempo più medicina territoriale mediante l’istituzione reale e concreta di case della salute e più personale sanitario.Lo Stato deve però garantire una maggiore uniformità nelle cure sul territorio nazionale recuperando risorse anche da un più oculato uso dei farmaci.
Ogni anno gettiamo nel cestino 1 miliardo e 600 mila euro di farmaci: 600.000 metri cubi.
Usiamo i generici solo per il 25% mentre a livello europeo la media è del 40%.
Inoltre continuiamo ad assumere farmaci inutili, secondo quanto sostiene il farmacologo Silvio Garattini dell’Istituto Mario Negri secondo cui buona parte delle prescrizioni sono inappropriate.
L’emergenza covid ci pone a un bivio di fronte al futuro della nostra sanità. Alla politica spetta l’onere di decidere. Le generiche dichiarazioni sull’importanza del SSN in assenza di azioni concrete, servono a poco.

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