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L’entrata in guerra dell’Italia vista dagli storici e dai memorialisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 agosto 2018

L’Italia partecipa, come c’è dato di capire, a una guerra di dimensioni continentali quasi per gioco o per puro capriccio e per calcolo: la possibilità di sedersi da vincitore al tavolo della pace senza sparare un solo colpo di cannone. Su questa difficile alleanza di Paesi e d’uomini furono scritti numerosi libri o interi capitoli d’opere illustri. Penso al diario di Ciano il cui resoconto si rifà agli anni 1937/1943 (editore Rizzoli), alle memorie del Maresciallo Alexander (1940/45 – editore Garzanti) e a quelle di Win-ston Churchill (editore Mondadori) e alle attente analisi de-gli storici Jeans Petersen, Basil H. Liddel Hart, Alan John P. Taylor, Elisabeth Wiskemann, Grigore Gafencu e alle rievocazioni settoriali d’Ugoberto Alfassio Grimaldi, di Gherardo Bozzetti, di Silvio Bertoldi, d’Antonio Bragadin e di Mario Cervi e a queste elencazioni dovrei aggiungere molti altri autori e opere che, per ragioni di spazio, non cito.
In tutto questo fiume di scritti e di rievocazioni frammisti a passione e a un misurato equilibrio tipico dello storico, si analizzano fatti e circostanze, sentimenti e calcoli che hanno attraversato la mente degli uomini nel bene e nel male.
Un insieme d’accurati e dettagliati resoconti nell’intento di darci una spiegazione logica, anche cercando di cogliere le reazioni a “caldo”, forse irrazionali, contraddittorie e inspiegabili, dei comportamenti dei protagonisti, dei comprimari e della stessa opinione pubblica in senso lato.
Tutti costoro venivano a volte sospinti verso una condotta autolesionista di cui erano coscienti pur accettandone, diremmo fatalisticamente, le conseguenze. Proprio su quest’aspetto si cerca tuttora di pervenire a un chiarimento per intendere cosa può averci sospinti verso la più grande tragedia di tutti i tempi. In effetti, i momenti della storia che contrassegnarono quel tempo non erano impregnati solo dall’idea di conquista e di dominio, ma anche dal desiderio di forgiare un popolo, una razza, di renderla ad esempio luminosa per gli altri, per coloro che per ragioni geografiche e di natali ne erano estranei e potevano esserne solo degli stupiti osservatori.
Posso quindi soffermarmi all’idea del fascismo che si stava maturando nelle nostre coscienze partendo da particolari a volte insignificanti prima di cedere il passo al crepitio delle armi. Mi riferisco a una ben diversa guerra combattuta in Italia. S’incominciò con l’obbligo di dare il “voi” in luogo dell’odiato “lei” e si continuò a farlo per molte altre cose. Ricordo, ad esempio, che il mio primo libro alle elementari era corredato da tantissime fotografie di figli della lupa e di balilla. C’erano il re, il duce, il Papa e molte frasi elogiative sul fascismo e sui personaggi della storia che diventavano “tanti guerrieri che brandivano l’acciaio”. (Riccardo Alfonso)

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L’Italia è il Paese con il parco ascensori più anziano in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

In Italia ci sono circa 462mila edifici con ascensore per cui si spendono ogni anno 525 milioni di euro in manutenzione con la Liguria che registra la spesa procapite più alta (15,7 euro/abitante). È quanto risulta da una analisi di thyssenkrupp Elevator Italia, azienda specializzata in ascensori e scale mobili. “L’ascensore – afferma Luigi Maggioni, amministratore delegato di thyssenkrupp Elevator Italia – è oggi il mezzo più usato al mondo: i 12 milioni di impianti esistenti sono usati da un miliardo di persone. E’ stato stimato che ogni anno in Italia si accumulano 11 milioni di ore di fuori servizio. Questo significa che un ascensore sta fermo per guasti mediamente 4 giorni e mezzo all’anno. Ecco perchè – continua Maggioni – il servizio di manutenzione predittiva e preventiva per gli ascensori può ridurre del 50% i tempi di fermo impianto. Collegando in rete tutti gli ascensori è possibile monitorare da remoto lo stato di salute e intervenire tempestivamente”.
Secondo l’analisi di thyssenkrupp elevator dopo la Liguria le regioni dove la spesa procapite in riparazioni è maggiore sono il Piemonte (11,8 euro/abitante) e il Lazio (10), seguite dalla Puglia (9,7) e dalla Lombardia (9,6). La manutenzione impatta in misura minore in Basilicata (5 euro/abitante), Veneto (5,5), Toscana e Calabria (entrambe 5,7).La media della spesa procapite italiana si aggira sugli 8,5 euro, una cifra data dal fatto che il parco ascensori italiano è il più vasto, ma anche il più “anziano” in Europa. Circa il 40% degli impianti in funzione ha più di 30 anni e oltre il 60% non è dotato di tecnologie moderne capaci di garantire un livello assoluto di sicurezza agli utenti. Gli impianti installati prima del 1999 non sono dotati delle moderne tecnologie in grado di garantire il livello di sicurezza minimo richiesto dagli standard Europei (Nuova Direttiva Ascensori 2014/33/UE). Si pensi ad esempio ai sistemi di chiamata d’emergenza, ai sistemi di chiusura delle porta automatiche e al livellamento tra pavimento e cabina.
Liguria, Piemonte e Abruzzo sono le prime tre regioni per presenza di ascensori in Italia. Secondo un’analisi di thyssenkrupp Elevator Italia, azienda specializzata in ascensori e scale mobili, in Liguria è presente un edificio con ascensore ogni 70 abitanti, in Piemonte uno ogni 106 e in Abruzzo uno ogni 109. La Lombardia è la regione con il maggior numero assoluto di ascensori, sono oltre 80mila gli edifici che ne hanno almeno uno.
thyssenkrupp Elevator Italia rileva che gli ascensori più vecchi si trovano in Puglia, con una media di quasi 19 anni di età. Hanno un’età media elevata anche in Valle d’Aosta (14 anni) e Veneto (13 anni). Le regioni dove thyssenkrupp Elevator Italia ha registrato il maggior numero di interventi di manutenzione sono la Puglia con 6 interventi in media per ascensore all’anno, Lazio e Toscana con 4.

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L’Italia di ieri e di oggi e con un futuro che tentenna

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

L’Italia sta dinanzi agli occhi del patriota o dello scettico, dell’apostolo o del Giuda, annebbiata dallo sconforto. E’ il Paese che non riesce più a identificarsi con i suoi abitanti. Siamo in questo modo tra due silenzi, il silenzio delle tombe e il silenzio delle stelle: e questa solennità la popoliamo della nostra discorde ed effimera loquacità.
I più non ricordano neppure, anzi non si accorgono, di quest’intima esistenza sacra e la contaminano nelle ambigue vicende giornaliere, sottomettendosi a ciò che trovano sulla terra. Non bisogna certo, con questo intendere, che nella vita occorra essere filosofi nel senso scolastico della parola, o credenti, o anche semplicemente idealisti e studiosi. No. Occorre avere soltanto una pratica coscienza del dovere, umile e disumana parola di magnificenza. In-somma proseguendo nei secoli, sempre più perdiamo il senso della sincerità della vita: l’artificio è misura. Ci reggiamo sui giochi di parole per mascherare l’assenza delle idee; ci aggiriamo sui falsi e contorti sentimenti come sui trampoli. La verità e la franchezza c’inducono ad affermare che l’unità d’Italia fu pagata con la moneta falsa delle promesse e degli inganni. Cavour a Plombiéres forza la mano a Napoleone III ventilandogli l’eventualità che se i mazziniani e i democratici italiani avessero preso l’iniziativa della guerra contro gli austriaci anche gli operai francesi sarebbero insorti contro Napoleone III e poi vi è, per la Francia, la possibilità di aprire ampi mercati in un’Italia unità sotto la bandiera sabauda, alias “cavourriana”. L’ingenuità, la profondità dell’ammirazione e della venerazione, ecco i sentimenti a noi conosciuti. Intanto la sincerità è, afferma Carlyle, la vera caratteristica dell’Eroe. Perciò non abbiamo più da qualche tempo degli eroi. Ne avremo? Maometto e Cristo, Dante e Goethe, Victor Hugo e Carlyle, Lutero e Cromwel, ecco i riassuntori di secoli titanici. Resta una speranza. Chi mai potrebbe negarla sia pure come ultimo gesto, ultimo respiro? La colomba nelle ore vespertine, tornava a Noè, portando un ramo d’olivo di virenti frondule, e Noè comprese che le acque sulla terra erano cessate, che si propagava l’impero della pace.
A messager, che porta olivo,
tragge la gente per udir novelle.
(Purgatorio)
Affinché si possa dire che è tornato:
Il dolce tempo che riscalda i colli
E che gli fa tornar di bianco in verde
Perché gli cuopre di fioretti e d’erba.
(Riccardo Alfonso)

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L’unità dell’Italia passa attraverso accesi conflitti economici

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

La stessa idea, infatti, di avere un’Italia unita non ebbe precise caratteristiche nazionalistiche, ma fu dettata da ragioni economiche. La nuova borghesia industriale lombarda voleva riscattarsi dalle vessazioni imposte dallo sfruttamento austriaco trasformando la lotta per l’evoluzione economica in lotta politica. Scrive a questo riguardo Rodolfo Morandi: “Essa promuoveva i suoi interessi economici al grado d’interessi generali della società italiana, cioè identificando questa società in se stessa, ne confondeva i valori e la somma dei bisogni nella propria bramosia di potere e di guadagno”. Questo “spirito capitalistico” trovò il suo elemento di forza prima nel mondo industriale lombardo e poi con borghesia industriale toscana ma su basi di potenza diversa per merito del granducato di Toscana e le sue leggi liberali tanto che gli uomini politici stranieri, come il principe Metternich o l’industriale inglese Riccardo Cobden, parlarono della Toscana come di uno stato miracolo. (Riccardo Alfonso)

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Giochi invernali 2026: In Italia per la cultura sportiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Il Prof. Franco Ascani, Coordinatore Scientifico del Master Universitario in “Sport Management, Marketing and Society – SMMS” dell’Università di Milano-Bicocca, unico italiano Membro della Commissione Cultura e Patrimonio Olimpico del CIO e Presidente della FICTS – Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportifs, ha dichiarato oggi – dopo la decisione del Consiglio Nazionale del CONI – alle Agenzie di Stampa:“La scelta del CONI per la Candidatura per i Giochi Olimpici Invernali 2026, guidata dalla forza motrice del Presidente Malagò, costituirà un fattore di sviluppo e di slancio per lo sport italiano, con l’obiettivo di far crescere la cultura sportiva dell’Italia (che ne ha bisogno) con una positiva ricaduta economica sul territorio.Come sostenevo quando ero Segretario Generale del Comitato Milanolimpica 2000 oggi – come allora – “l’Italia ha capacità, uomini e mezzi” per essere sede dei Giochi (sarebbe la quarta volta).
Ora occorre operare “tutti insieme appassionatamente” (“We work together”) per analizzare soluzioni adatte a riportare in Italia il più affascinante evento di cultura ed educazione sportiva per i cittadini, con i giovani a fare da protagonisti.Il CONI propone al CIO una innovativa formula allargata sul territorio, lo “spezzatino” però dovrà valutare i costi per la sicurezza.Le sedi olimpiche nelle diverse realtà territoriali, potrebbero diventare le sedi ideali di significative attività culturali – “Londra 2012 docet” – connesse ai Giochi previste dalla Carta Olimpica.L’Italia, che dovrà confrontarsi con le altre candidature, può farcela se vorrà e se saprà “giocare bene le carte” utilizzando le qualificate risorse umane del settore presenti nel “primo Paese al mondo per patrimonio culturale, storico ed architettonico”.

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Soggetto giuridico: L’Italia deve guardare avanti e non indietro

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

L’epoca degli anni Novanta è ormai finita e il mondo del lavoro è radicalmente cambiato. Per riuscire a governare i nuovi cambiamenti serve un approccio diverso, ma anche la capacità di leggere ed interpretare le situazioni in un modo innovativo. Questo genere di capacità, è bene dirlo sin da ora, non si intravede affatto nel Decreto Dignità dell’esecutivo; anzi, questo provvedimento, semmai, denota solo ulteriore caos e confusione.Stando ai dati ufficiali, in Italia la percentuale dei contratti a tempo determinato è molto vicina a quella della media europea (15,5% e 16%), eppure nel Bel Paese c’è molta più instabilità e difficoltà nel reinserire delle professionalità nel mercato del lavoro. Questo contesto è figlio di numerose concause, ma ce n’è una in particolare a causare i danni maggiori, e cioè la totale assenza di una rete di protezione sociale che consenta a chi perde il lavoro o sta cercando di cambiarlo di non essere assorbito dal virus della disoccupazione cronica.La verità è che non serve cambiare per l’ennesima volta la struttura dei contratti o renderne più complesso l’utilizzo di alcuni (quelli a tempo determinato); serve semmai verificare e sperimentare misure che abbiano le finalità dell’assegno di ricollocazione e che guardino quindi a come tenere le persone nel mercato del lavoro. La stessa flessibilità, diversa dalla precarietà, non va percepita come un nemico, ma come un’occasione per creare un mercato snello e dinamico nel quale le professionalità siano valorizzate e non depresse. Di tutto questo però si parla poco e si continua invece a confrontarsi su basi ideologiche ormai fuori contesto. Il Paese ha bisogno di riforme radicali e coraggio, e non di continuare a giocare con le regole di un mondo che oramai non esiste più e che invece sarebbe bene lasciarsi alle spalle. (fonte: http://www.soggettogiuridico.it)

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Come è cambiato il lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Grazie al supporto dell’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro Workmagazine presenta un numero speciale dedicato ai numeri del lavoro italiano. Rispetto a dieci anni fa la struttura del lavoro italiano è completamente cambiata: ci sono 2,8 milioni di lavoratori over 44 in più e 2,9 milioni di lavoratori under 45 in meno; i dipendenti part-time sono passati da 2,5 a 3,5 milioni, pari ad un aumento del 40%; l’industria ha perso 900 mila occupati, mentre i servizi sono aumentati di 800 mila unità; il Mezzogiorno ha perso 310 mila occupati, mentre nella Regione Lazio si è registrato un aumento di 193 mila unità e in Lombardia di 125 mila; sono “scomparsi” un milione di operai e artigiani e gli addetti ai servizi sono aumentati di 810 mila unità. Le riforme di cui l’Italia ha bisogno devono tenere conto di questo cambiamento di scenario, che determina un diversa prospettiva.
Come è cambiato il lavoro prima e dopo la grande crisi; quali sono le province ed i territori italiani in cui il mercato del lavoro funziona meglio e ci sono maggiori opportunità; qual è il contributo che viene dagli immigrati stranieri al lavoro italiano e quali sono le maggiori possibilità per laureati e diplomati per trovare lavoro in Italia: questi i temi importanti, su quali spesso circolano più opinioni che dati veri, ai quali è dedicato il numero on line di http://www.workmag.it, il magazine internet diretto da Romano Benini. I report statistici predisposti dall’Osservatorio sono allegati ad ogni articolo. Infine, su Workmag si trova un approfondimento sullo strumento dell’accordo di ricollocazione. (fonte: Testata in corso di registrazione • Editore Work Experience srl Direttore responsabile: Romano Benini)

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Gli autori del nuovo cinema portoghese in tour in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

Roma 29 e 30 Settembre alla Casa del Cinema di Roma, dove è in programma un incontro pubblico con i rappresentanti del cinema e della cultura portoghese. Luso – Mostra itinerante del nuovo cinema portoghese è organizzata da Associazione Il Sorpasso – promotrice in Portogallo e in Brasile della Festa del Cinema Italiano – e Arch Film, casa di distribuzione indipendente italiana, in collaborazione con Fundação Calouste Gulbenkian, Ambasciata del Portogallo di Roma, da Instituto Camões e Slingshot Films.Il Portogallo negli ultimi anni ha attirato l’attenzione dei media internazionali per il momento sociale e politico che sta vivendo, ma anche essere diventate una delle mete preferite dei turisti italiani. Parallelamente anche il cinema portoghese sta avendo molto successo nei festival internazionali ma i suoi giovani autori ancora in Italia non hanno avuto modo di essere conosciuti. Le proiezioni si svolgono in sale, multisale, cineteche, centri culturali, al momento hanno già aderito oltre venticinque sale, tra queste Milano, Trieste, Torino, Bologna, Pisa, Perugia, Roma, Palermo, Bari, Lecce e tante altre. I film selezionati sono “A fabrica de nada” di Pedro Pinho, “São Jorge” di Marco Martins, “Verão Danado” di Pedro Cabeleira, “Ramiro” di Manuel Mozos e “Cartas de guerra” di Ivo Ferreira, oltre ai lungometraggi è in corso la selezione di un programma di cortometraggi dei più grandi maestri del cinema portoghese.Luso nasce da una collaborazione tra produttori e distributori impegnati sul cinema portoghese e una rete dinamica e ancora in corso di formazione di sale cinematografiche su tutto il territorio italiano.

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Povertà: Save the Children

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

Più di 1 bambino su 2, in Italia, non può trascorrere le vacanze lontano da casa; per 3 adolescenti su 5 il motivo è di natura economica.
Più della metà dei bambini e degli adolescenti, in Italia, non può fare una vacanza di almeno quattro giorni lontano da casa e oltre 3 ragazzi su 5 tra i 15 e i 17 anni di età, quasi il doppio rispetto al 2015, non possono permettersi, per motivi economici, periodi ricreativi e di svago neanche più brevi.
Questa la denuncia di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro – che attesta, nel nostro Paese, un incremento negli ultimi anni delle disparità economiche che impediscono ai minori di usufruire di opportunità ludiche, ricreative e formative durante l’estate, quando in molti casi sono costretti a rimanere in città. Nel 2017, infatti, oltre 5,7 milioni di bambini e ragazzi – più del 56% del totale – non hanno potuto trascorrere una vacanza di almeno quattro giorni, un dato percentuale costantemente cresciuto rispetto ai due anni precedenti e che ha subito un’impennata fortissima rispetto al 2008, quando i minori in questa condizione non superavano il 40%.
In particolare, motivi di carattere economico hanno rappresentato la causa principale che ha impedito a più del 61% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni, nel 2017, di andare in vacanza anche per periodi più brevi, un dato quasi raddoppiato rispetto al 2015 (35%) allorché i ragazzi della stessa età che non potevano permettersi di andare in vacanza a causa della condizione economica delle proprie famiglie erano poco più di 1 su 3.

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“Roma Capitale aderirà al Wiki Loves Monuments Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

“Valorizzare il patrimonio culturale di Roma Capitale e dar vita a un concetto di cultura universale e accessibile a tutti.Sono questi gli obiettivi della delibera approvata in Aula Giulio Cesare e riguardante l’adesione al progetto ‘Wiki Loves Monuments Italia’, concorso promosso da Wikimedia Italia e mirato a diffondere la conoscenza del patrimonio culturale italiano mediante la pubblicazione di fotografie su Wikimedia Commons, il grande database multimediale di Wikipedia.Circa 100 i monumenti coinvolti nel concorso, ai quali Roma Capitale intende dare visibilità. Tale elenco include opere di straordinario valore storico-culturale meritevoli di essere conosciuti da tutti.La volontà dell’Amministrazione è quella di promuovere e diffondere una conoscenza più approfondita della storia e del patrimonio culturale dell’intero territorio cittadino, invitando i romani e i turisti a riscoprirlo e valorizzarlo attraverso le fotografie che parteciperanno al concorso 2018 ‘Wiki Loves Monuments Italia’. In questo modo, siti quali Villa Gordiani, il Parco degli Acquedotti, l’Area archeologica di Via delle Botteghe Oscure, la Fontana delle Api, il Ponte Nomentano e il Monumento a Giordano Bruno potranno essere conosciuti e apprezzati in ogni parte del mondo.La Sovrintendenza Capitolina, su impulso della Commissione Cultura, provvederà all’aggiornamento della lista dei siti e monumenti liberamente fotografabili per diffondere ulteriormente la conoscenza della Capitale, dando spazio anche alla cultura contemporanea e includendo i monumenti naturali.Il materiale pubblicato su Wikimedia Commons sarà liberamente scaricabile e utilizzabile dai fruitori del portale, nel pieno rispetto del diritto d’autore e della legislazione italiana.Con l’adesione a questo progetto, vogliamo favorire la diffusione di uno strumento con il quale i cittadini possono documentare la propria eredità culturale, attraverso i monumenti quali luoghi di conservazione della memoria, al fine di creare connessioni tra la cittadinanza e le sue radici storiche.Tutti gli appassionati di fotografia e non solo sono invitati a partecipare al concorso e a riscoprire la propria identità storico-culturale. Tutte le info saranno pubblicate sui portali di Roma Capitale (www.comune.roma.it) e di Wiki Loves Monuments Italia (https://wikilovesmonuments.wikimedia.it/). Per partecipare al concorso sarà possibile pubblicare le foto dal 1 al 30 settembre 2018”.Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale Eleonora Guadagno.

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L’Italia investe in formazione l’1% in meno della media Ue

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

In base agli ultimi dati Eurostat, il nostro Paese investe per istruire i propri cittadini il 4% del Pil: sotto di quasi un punto percentuale rispetto alla media della Ue (4,9%) e poco più della metà di quanto investito da Danimarca (7%), Svezia (6,5%) e Belgio (6,4%). Inoltre, dei 114mila italiani che si sono trasferiti fuori dalla Penisola nel 2016, si stima che oltre 30mila siano in possesso di un titolo di laurea. In parte, proprio le discipline tecnico-scientifiche fanno fatica ad essere reperite fra i nostri laureati. La spiacevole tendenza a perdere “cervelli” conferma la richiesta formulata dall’Anief solo pochi giorni fa: Per garantire l’attività scientifica, servono investimenti veri, affiancati da nuove disposizioni. Come recepire la Carta europea dei ricercatori e reintrodurre la figura dei ricercatori a tempo indeterminato. Sempre a proposito di falsi miti da demonizzare, va ricordato che di recente l’Aran ha rivelato, con un report sull’evoluzione numerica degli “Occupati nella pubblica amministrazione”, che negli ultimi 15 anni sono stati cancellati ben 35mila posti.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per il sistema di istruzione e di ricerca occorre un investimento capiente che accosti il nostro Paese agli impegni degli altri a noi vicini. Altro che tagli. C’è anche da introdurre una nuova assegnazione degli organici, sulla base delle esigenze dei territori, oltre che dei dati Ocse-Pisa più sfavorevoli, e non più del numero di alunni iscritti. Come è fondamentale aumentare l’obbligo scolastico fino alla maggiore età. Inoltre, per l’immediato, nella Scuola occorre un decreto urgente che assicuri il regolare avvio del nuovo anno scolastico: è fondamentale riaprire le GaE, attraverso il Decreto Dignità, dopo che il Consiglio di Stato ha messo fuori decine di migliaia di maestri con diploma magistrale, 6 mila già assunti a tempo indeterminato. Bisogna infine trasformare tutti i posti oggi in organico di fatto in quello di diritto e immettere in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili, attraverso il doppio canale di immissioni in ruolo.

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Il rischio idrogeologico in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

«Il Rapporto annuale sul rischio idrogeologico dell’Ispra fotografa con la nitidezza e la precisione dei numeri le enormi criticità che riguardano la quasi totalità dei Comuni italiani. Gli allagamenti, le frane, gli smottamenti che anche in questi giorni hanno colpito diverse zone della Penisola sono effetti non riconducibili esclusivamente a fenomeni meteorologici di particolare intensità, ma più spesso il risultato impietoso degli sciagurati interventi dell’uomo. Anche una precipitazione di media intensità, infatti, può causare enormi problemi quando si abbatte su territori incapaci di assorbirla, impermeabilizzati e cementificati all’eccesso, in cui fiumi e torrenti sono stati costretti in letti troppo ristretti per far posto alla speculazione edilizia, dove manca la piantumazione o è assente qualsiasi attività di cura e manutenzione dell’esistente».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Pochi territori come quello italiano sono stati sfruttati, manomessi e sfregiati in nome di una cementificazione sregolata che ha generato e alimentato, ad esempio, il fenomeno della dispersione urbana. Le grandi città, ma anche realtà abitative di dimensioni assai più contenute, non hanno perseguito serie politiche di riqualificazione dell’esistente, ma hanno teso senza sosta ad abbandonare i centri storici e a svilupparsi verso l’esterno, creando periferie e frazioni prive dei necessari requisiti di sicurezza come adeguati argini per fiumi e torrenti, canali di scolo per la pioggia, impianti idrovori, zone dove far esondare in sicurezza i corsi d’acqua in caso di precipitazioni sovrabbondanti.Mentre la legge sul consumo di suolo è finita nel dimenticatoio dopo oltre quattro anni di lavori tra Camera e Senato, ci si riempie la bocca, spesso a sproposito, con il tema della rigenerazione urbana: trova fieramente posto nei programmi di qualsiasi forza politica, spesso si erge suo malgrado a protagonista nei dibattiti televisivi, a volte lo si tira fuori tanto per assicurarsi uno scontato gradimento. Almeno se ne parla, certo, e già è qualcosa. Ma in assenza di un’architettura legislativa nazionale, troppo spesso si lascia fare agli enti locali, che in nome della rigenerazione si spingono a varare provvedimenti e norme che rischiano di assumere i connotati di condoni edilizi mascherati».

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Anche quest’anno, è Milano la regina degli stipendi in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

Lo confermano i risultati dell’ultima edizione della Salary Guide, l’indagine annuale sull’andamento del mercato del lavoro in Italia condotta da Hays – uno dei leader mondiali nel recruitment specializzato – coinvolgendo un campione di oltre 170 aziende e più di 860 professionisti. La ricerca ha preso in esame le retribuzioni annuali medie lorde delle figure professionali di 8 settori aziendali – Banking, Insurance, Engineering, Finance, Information Technology, Life Sciences, Sales&Marketing e Oil&Gas – focalizzandosi su ruolo professionale, esperienza accumulata (dai 2 ai 5 anni, dai 5 ai 10 anni e più di 10 anni) e città in cui viene svolta l’attività lavorativa (Milano, Roma, Torino e Bologna).Tra i settori più remunerativi nella città della Madonnina troviamo il comparto Life Sciences con retribuzioni fino a 150.000 euro annui per un Medical Director con almeno 10 anni di esperienza. La busta paga scende a 120.000 euro se lo stesso professionista vive a Bologna o a Torino. Ottime anche le retribuzioni del settore Finance con buste paga fino a 130.000 euro annui per un Partner in ambito di consulenza fiscale a Milano. Lo stesso manager nella capitale non guadagna più di 100.000 euro che scendono a 90.000 se ci si sposta a Bologna e Torino. Al terzo posto della classifica troviamo il CFO in ambito GDO/Retail che ne guadagna circa 120.000, contro i 110.000 di Roma, i 90.000 di Bologna e gli 80.000 di Torino.Buste paga intorno ai 90.000 euro per un Marketing & Communication Director in ambito Retail sia a Milano sia a Roma, che diventano 83.000 a Torino e 80.000 a Bologna. Cresce il divario tra Milano e Roma nel comparto Alimentare: nel capoluogo meneghino, un Direttore Acquisti può contare su un salario medio annuo di 80.000 euro, mentre a Roma la busta paga dello stesso professionista non supera i 60.000 euro. Lo stesso vale per il Direttore R&D che guadagna 80.000 euro a Milano contro i 65.000 euro di Roma.
“Anche quest’anno Milano fa registrare le migliori performance dal punto di vista lavorativo, vantando le retribuzioni più alte del Paese e il maggior numero di opportunità professionali – ha commentato Alessandro Bossi, Director Hays -. Le retribuzioni dei professionisti milanesi si dimostrano in linea con il più elevato costo della vita nel capoluogo lombardo anche se vi sono ormai diversi settori in cui i professionisti della capitale possono vantare le medesime retribuzioni dei colleghi milanesi”.In alcuni casi il capoluogo lombardo cede il suo primato: un Marketing Director in ambito FMCG (Fast Moving Consumer Goods), ad esempio, ha una retribuzione media annua di 85.000 euro a Roma, mentre a Milano si ferma a 80.000. Un Direttore Operation in ambito Tessile/Abbigliamento guadagna ben 85.000 euro a Bologna e solo 70.000 a Milano. Infine, un Responsabile Produzione in ambito Automotive ha una busta paga di 65.000 euro a Torino e solo 60.000 a Milano.Tutti i dati e le tabelle retributive della nuova edizione dell’indagine sono disponibili al link: Hays Salary Guide 2018.

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I commerci tennero uniti l’Italia e l’Europa con il vicino oriente e l’Africa

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Nel XVI secolo vi fu un momento magico nell’area adriatica e delle terre che la lambiscono, quando Venezia rese possibile tutto ciò con i suoi commerci. Le sue navi, infatti, quasi in regime di monopolio, andavano a prendere le spezie ad Alessandria e a Cipro, nei porti della Siria e dell’Asia minore, le sete, i cotoni grezzi e lavorati, i camelots, i tappeti, ecc.
Vi portavano, per contro, i prodotti dell’industria occidentale, le tele di Fiandra o di Firenze che le giungevano dal mare, i metalli e gli oggetti lavorati dalla Germania attraverso le Alpi e che venivano in seguito ammassati nei magazzini del quartiere tedesco, chiamato a imitazione dei fonduk orientali: Fondaco dei tedeschi.
Queste attività commerciali di Venezia furono senza dubbio favorite dai suoi possedimenti insulari, resti di un impero che prima si estendevano fino al Mar Nero e che fecero, tra l’altro, le fortune di Cipro con le sue piantagioni di canna e di Creta, che si chiamava allora Candia, con le sue produzioni di vini dolci allora molto apprezzati in occidente. Il più famoso fu la “Malvasia”, deformazione di Momenvasia, piccolo porto dell’estremità Sud orientale della Morea, dove si coltivavano le stesse uve.
Nell’Adriatico invece note furono le posizioni veneziane lungo le coste che risalivano da Sud con Zante, Cefalonia e Corfù per poi toccare le coste albanesi come Durazzo, Scutari e la maggior parte della costa dalmata con Cattaro e le bocche omonime, Spalato e Zara.
Fu un periodo davvero “magico” per Venezia e l’Adriatico ma si trovò ben presto a doversi confrontare con un altro astro nascente: Marsiglia in Francia. I francesi ebbero facile gioco nel trarne vantaggio potendo contare sulle buone relazioni che il loro re manteneva con gli stati musulmani.
Seguirono altri concorrenti: gli inglesi e gli olandesi. Essi partendo da basi lontane avevano bisogno di scali sulla via del Levante. Il primo individuato fu Livorno. Offriva le facilitazioni desiderate di scalo e di deposito. Gli inglesi, nello specifico ottennero dal sultano Ahmed I, per opera di due commercianti londinesi, delle capitolazioni analoghe a quelle francesi e soprattutto in virtù di un baratto considerato molto prezioso dall’impero ottomano che dopo la lezione di Lepanto aveva sempre più bisogno, per la fabbricazione di artiglierie, dello stagno inglese. E’ così che si stabilirono regole di buon vicinato ma anche l’occasione per i “predatori” nell’usare la violenza e la prevaricazione cavalcando le ideologie aberranti. (Riccardo Alfonso)

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Tumore del rene in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Ogni anno in Italia 3.600 nuove diagnosi di tumore del rene negli uomini (il 40% del totale in questa popolazione) sono dovute al fumo di sigaretta. A questo vizio è riconducibile una percentuale inferiore ma significativa anche fra le donne, pari al 25%, cioè a 1.150 casi. E i tabagisti presentano un rischio del 50% più elevato di sviluppare la più diffusa forma di tumore rene, il carcinoma a cellule renali, rispetto a coloro che non hanno mai fumato. Per i pazienti colpiti dalla malattia in fase avanzata da oggi è disponibile una terapia mirata innovativa, tivozanib, in grado di migliorare la qualità di vita grazie a un ottimo profilo di tollerabilità. Alle nuove strategie nella lotta contro questa neoplasia è dedicato un incontro con i giornalisti oggi a Milano. Nel 2017 sono state stimate 13.600 nuove diagnosi in Italia (9.000 uomini e 4.600 donne). “Tivozanib appartiene a una classe di farmaci a bersaglio molecolare che hanno la capacità di colpire obiettivi cellulari precisi e impedire la crescita del cancro – spiega il prof. Camillo Porta dell’Oncologia Medica della Fondazione IRCCS Policlinico ‘San Matteo’ di Pavia -. Questa molecola è caratterizzata da un’elevata selettività d’azione, è molto potente e svolge un’azione antiangiogenica, agisce cioè sui vasi sanguigni che nutrono i tessuti tumorali inibendone la crescita e affamando il tumore. In attesa che venga finalizzato nei prossimi mesi l’iter per la rimborsabilità della molecola con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), da luglio è partito il ‘Programma di Uso Terapeutico Tivozanib (Expanded Access Program) per il carcinoma a cellule renali (RCC)’ che consente ai pazienti del nostro Paese di accedere in prima linea a questa terapia innovativa. Sappiamo che servono circa due anni perché un farmaco approvato in Europa sia disponibile nel nostro Paese, per cui la decisione di avviare il programma di uso terapeutico è molto importante”. L’agenzia regolatoria europea (EMA), ad agosto 2017, ha approvato tivozanib in prima linea nel carcinoma a cellule renali avanzato in base ai risultati dello studio di fase III TiVO-1 che ha coinvolto 517 pazienti di 76 centri in 15 Paesi. Lo studio ha evidenziato una sopravvivenza libera da progressione mediana con tivozanib di 11,9 mesi rispetto ai 9,1 mesi raggiunti con un’altra terapia mirata (sorafenib). “Il carcinoma a cellule renali rappresenta circa l’85% del totale dei casi – continua il prof. Porta -. L’alto profilo di tollerabilità di tivozanib è dimostrato dal fatto che solo il 14% dei pazienti, rispetto al 43% con sorafenib, ha richiesto una riduzione della dose a causa degli effetti collaterali. Le persone trattate con questa nuova terapia possono condurre una vita ‘normale’, si tratta di un importante beneficio”.
“I sintomi della malattia non sono specifici e possono essere sottovalutati o confusi con altre condizioni come la calcolosi renale – sottolinea il prof. Giuseppe Procopio, responsabile dell’Oncologia Medica genitourinaria della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Quando presenti, i segnali più frequenti sono rappresentati da ematuria, cioè dalla presenza di sangue nelle urine, da dolore sordo al fianco o dalla presenza di una massa palpabile nella cavità addominale a livello del fianco. Il 60% delle diagnosi avviene infatti casualmente, come diretta conseguenza dell’impiego, sempre più diffuso, della diagnostica per immagini in pazienti non sospetti in senso oncologico. Nel cancro del rene la chemioterapia e la radioterapia si sono dimostrate, storicamente, poco efficaci. Pertanto la disponibilità di nuove armi con un impatto positivo sulla qualità di vita potrà migliorare in maniera significativa la capacità di gestione complessiva di questa neoplasia. Inoltre la collaborazione multidisciplinare tra chirurghi, urologi, oncologi medici e radioterapisti, anatomopatologi, psicologi e medici nucleari non deve essere più un’opzione ma un obbligo. Da una medicina basata sul singolo specialista si deve arrivare alla scelta della migliore terapia attraverso l’analisi e il confronto di più professionisti”. La sopravvivenza a 5 anni in Italia è pari al 71% (70% uomini e 72% donne), statisticamente più elevata della media europea (60,6%) e del Nord Europa (55,8%).
Circa il 30% dei pazienti arriva alla diagnosi in stadio avanzato e in un terzo la malattia si sviluppa nella forma metastatica dopo l’intervento chirurgico con limitate possibilità di trattamento. I principali siti metastatici riguardano polmoni, fegato, ossa e cervello. Quindi solo il 30% dei casi guarisce grazie alla sola chirurgia. Oltre al fumo, tra i principali fattori di rischio vanno ricordati il sovrappeso e l’obesità (all’eccesso ponderale è attribuito circa un quarto dei casi), l’ipertensione arteriosa (associata a un incremento del 60% delle probabilità rispetto ai normotesi) e l’esposizione professionale a sostanze tossiche.
“La rivoluzione nel trattamento del tumore del rene è iniziata nel 2005 – afferma il prof. Procopio -. Tredici anni fa, le terapie per i pazienti colpiti dalla forma metastatica erano molto scarse, oggi abbiamo a disposizione 13 farmaci attivi che includono terapie mirate e immunoterapiche. Si tratta di un enorme passo in avanti che ha permesso di triplicare la sopravvivenza a 5 anni nella malattia metastatica, passando dal 10% a oltre il 30%. In particolare l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi, in seguito alla scoperta di una peculiarità del carcinoma a cellule renali metastatico, cioè della sua particolare propensione a indurre vasi neoformati, ha profondamente cambiato le prospettive di cura. L’obiettivo è rendere cronica la malattia garantendo una buona qualità di vita”. Un risultato sempre più vicino, visto che oggi nel nostro Paese vivono circa 130mila persone dopo la diagnosi, con un incremento del 31% rispetto al 2010.
“EUSA Pharma è una multinazionale in rapidissima crescita e totalmente dedicata ad offrire terapie innovative particolarmente nel campo delle malattie rare ed in oncoematologia a persone che si trovano a dover affrontare una malattia complessa come il cancro – conclude il dott. Bruno Rago, Direttore Generale ed Amministratore Delegato di EUSA Pharma -. Il bisogno terapeutico dei pazienti affetti da tumore del rene metastatico è ancora largamente insoddisfatto. Per questo, vogliamo collaborare con le società scientifiche e con le Associazioni di Pazienti per promuovere la cultura e la sensibilizzazione verso questa neoplasia”.

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SACE (Gruppo CDP) porta in Italia l’indiana SREI

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 luglio 2018

SACE (Gruppo CDP) ha garantito un finanziamento da 30 milioni di euro, erogato da ING Bank, a Branch of ING-DiBa AG, in favore di Srei Equipment Finance Ltd – SEFL, società del gruppo indiano SREI specializzata in servizi di equipment financing per il settore infrastrutture.
Con questo intervento, SACE SIMEST, il Polo italiano dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, consolida la relazione con il gruppo finanziario indiano. L’obiettivo è facilitare l’assegnazione di contratti del valore di 90 milioni di euro ad esportatori italiani attivi nelle forniture di macchinari e attrezzature per i settori costruzioni, minerario, sanità e agri-food.L’iniziativa conclusa con SREI, un gruppo da 75.000 clienti e 90 filiali in tutta l’India, rappresenta per le PMI italiane una via di accesso unica alle opportunità offerte dal piano di investimenti da 200 miliardi di dollari del governo indiano che, nei prossimi 5 anni, realizzerà progetti infrastrutturali portuali, ferroviari, stradali e minerari, con un impatto stimato per i comparti dei macchinari e apparecchiature pari a circa 30 miliardi di dollari.Per SACE questa è una nuova operazione conclusa nell’ambito della Push Strategy, l’approccio proattivo introdotto con il nuovo Piano Industriale che punta ad agevolare e rafforzare la competitività dell’export italiano nei confronti di selezionati acquirenti esteri, in settori chiave del Made in Italy.A tale scopo, dal 17 al 19 luglio a Vicenza, Bologna e Milano, SACE SIMEST ha organizzato tre giorni di incontri e business matching tra i vertici del gruppo indiano e i potenziali esportatori italiani interessati alle opportunità offerte nell’ambito dei progetti in corso nel Paese.Fondata nel 1989 con l’obiettivo di offrire soluzioni finanziarie per la realizzazione di progetti infrastrutturali, oggi SREI è il maggiore gruppo indiano attivo nel settore. Con oltre 5,5 miliardi di asset gestiti, SREI è in grado di offrire un’ampia gamma di servizi lungo l’intera catena del valore nel comparto infrastrutturale: finanziamento dei progetti, servizi di leasing, consulenza e soluzioni finanziarie innovative per i propri clienti.Secondo le previsioni dell’ultimo Rapporto Export di SACE, l’India rientra tra i quindici Paesi “irrinunciabili” per il Made in Italy che nel 2017 hanno contribuito per 95 miliardi all’export totale italiano. Solo nell’ultimo anno la crescita delle esportazioni italiane in India ha registrato un +9,3%, con previsioni positive anche nel periodo 2018-2021 (+7,7% in media). Il programma Make in India, infatti, aprirà interessanti opportunità per le imprese italiane soprattutto nei settori dei beni di investimento, in particolare per la meccanica strumentale, settore coinvolto in varie industrie, dall’automotive alla trasformazione alimentare, dall’energia alle telecomunicazioni.

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In the Arctic, remembering airship Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Gianluca CasagrandeThe European University of Rome will participate in the PolarQuest 2018 expedition The voyage is planned in July-August this year, and it will cross the area where airship ITALIA was lost in 1928 after reaching the North Pole. The expedition will be conducted onboard sailboat NANUQ (“polar bear” in Inuit), a 60-foot vessel designed by Peter Gallinelli and built by Swiss company Sailworks. NANUQ, created as part of the “Passive Igloo” project, is conceived so as to minimize environmental impact. Project Leader of the expedition is Paola Catapano, science communicator at CERN and science journalist. Technical coordination is managed by Michael Struik, engineer at CERN.
Along her journey, NANUQ will be equipped as a sailing laboratory, fitted with appropriate instrumentation. Observations and experiments will be conducted onboard. MANTANET, by ISMAR-CNR, is focused on microplastics in the Arctic ocean and it will cover 60 sampling stations along the route. POLARQUEEEST, directed by Centro Fermi Rome, in cooperation with the Italian National Institute of Nuclear Physics INFN and CERN, will measure the cosmic ray flow at latitudes never reached before.
Gianluca Casagrande, geography professor at the European University of Rome and Scientific Director of GREAL (Geographic Research and Application Laboratory) will take part in the expedition as the scientist in charge of project AURORA (Accessible UAVs for Research and Observation in Remote Areas). His work will include geographic and environmental observations along the Northern coasts of Svalbard.
“For our University and for GREAL – prof. Casagrande explains – participation in this expedition is very important. It will be possible to validate a series of methodologies which we have been working on for the past few years, and to do so in a most relevant geographic and environmental context. Furthermore, we will be cooperating with some important scientific institutions”.
Among the scientific activities planned for the expedition by GREAL will be the experimental mapping of a small areas of the Arctic Ocean’s floor by the use of an innovative multibeamer sonar developed by Norwegian company NORBIT. The areas designated for such test are among the less studied in the region and one of the potential locations where the wreck of lost airship ITALIA might be found. Airship N4, renamed Italia, flew from Svalbard to the North Pole in 1928 and was lost during the re-entry towards Ny Aalesund. Although 8 survivors were finally located and rescued, the wreck of the airship and other 6 crewmembers were never found over the following 90 years.
The purpose of PolarQuest 2018 underwater research is summarized by Prof. Casagrande:
“The use of this innovative sonar will enable us to obtain new data about a seafloor area which is known in its general features but at a lower level of detail. It will therefore be a real exploration, albeit of a small area. We do not know whether the wreck of the ITALIA is actually there. If this should be the case, and the remnants should be within a maximum depth of 300 meters, it could be theoretically possible to detect them. The leadership of the project has therefore decided to give this technological test a highly symbolical value. PolarQuest 2018 is the first expedition to actually search for the wreck of the ITALIA after 90 years of oblivion”.
“The probabilities of success are scarce, but this is the first targeted attempt and worth doing. At least, as a contribution to the memory of that important scientific and explorative endeavor” –said Paola Catapano, Polarquest2018 project leader.
The expedition will depart on July 21th from Isafjordur, in north-western Iceland. The first leg will be a crossing of the Greenland Sea, with a possible brief stop-over in Jan Mayen. NANUQ will then arrive in Longyearbyen, the main settlement of Svalbard, on August 1st. On August 4 it will cast off to reach the scientific base of Ny Ålesund where, on August 5, a commemoration will be held, in the presence of some descendants of the crew of ITALIA on the very spot where Nobile’s expedition departed to reach the North Pole.
On August 6th, NANUQ will then leave the base to attempt a circumnavigation of Spitsbergen and Nordaustlandet islands. Return to Longyearbyen is planned for August 24th. From August 26th, then, the expedition will leave Svalbard and head for continental Norway, with a final arrival at Tromsø, on September 4th.

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Sulle tracce del dirigibile Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

L’Università Europea di Roma parteciperà alla spedizione Polarquest2018 (www.polarquest2018.org) programmata per i prossimi mesi di luglio e agosto nella regione artica, sulle tracce del dirigibile ITALIA, scomparso nel 1928.
Il viaggio sarà compiuto a bordo del veliero NANUQ (“orso polare” in lingua Inuit). Il natante, della lunghezza di 18 metri, è stato progettato dall’architetto e skipper Peter Gallinelli e costruito dalla società svizzera Sailworks in base a criteri di architettura passiva ed elevata ecosostenibilità.
Project leader di PolarQuest 2018 è la Dott.ssa Paola Catapano, giornalista scientifica e responsabile della comunicazione audiovisiva del CERN di Ginevra; il coordinamento tecnico è svolto da Michael Struik, ingegnere del CERN.
Durante il suo viaggio, NANUQ sarà attrezzata come un vero e proprio laboratorio navigante, dotato di un’apposita strumentazione. A bordo saranno condotte osservazioni ed esperimenti: il primo, MANTANET, è organizzato dall’ISMAR-CNR e prevederà la raccolta di campioni di microplastiche galleggianti in 60 diversi punti della navigazione. Il secondo, POLARQUEEEST, è diretto dal Centro Fermi in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e col CERN; si tratta in questo caso di un programma di misure di raggi cosmici effettuate ad alte latitudini. Alla spedizione prenderà parte, fra gli altri, Gianluca Casagrande, professore dell’Università Europea di Roma e direttore del Geographic Research and Application Laboratory (GREAL) presso lo stesso ateneo. E’ lui il referente del programma AURORA (Accessible UAVs for Research and Observation in Remote Areas), che condurrà una serie di rilievi e osservazioni ambientali lungo le coste settentrionali delle Svalbard. “Per la nostra Università e per il GREAL – spiega il docente – è molto significativo partecipare a questo progetto. Sarà infatti possibile dar seguito a una serie di studi metodologici che abbiamo intrapreso negli anni scorsi, in un contesto geografico e ambientale di grande interesse. Inoltre, ci troveremo a collaborare con alcune importanti istituzioni scientifiche.”Un caso particolare, fra gli esperimenti scientifici che saranno svolti, consisterà nell’osservazione di un piccolo tratto di fondale marino mediante un sonar multibeamer di nuova concezione sviluppato dall’azienda norvegese NORBIT. La zona osservata rientra fra quelle meno studiate dell’area ed è appunto nella regione dove si suppone che sia scomparso il dirigibile ITALIA.La ragion d’essere di questa sperimentazione è sintetizzata dal Prof. Casagrande:
“L’utilizzo di questo sonar innovativo permetterà di ricavare informazioni inedite su una zona complessivamente nota, ma non in modo così dettagliato, del mare a nord-est delle Svalbard. Si tratterà quindi di una vera e propria esplorazione, benché limitata ad una piccola zona. Non sappiamo se in quell’area si trovi effettivamente il relitto dell’ ITALIA. Se così fosse, e i resti giacessero entro una profondità di 100-300 metri, sarebbe teoricamente possibile rilevarli. La leadership del progetto ha ritenuto quindi di dare a questa sperimentazione tecnlogica una connotazione di grande valore simbolico. PolarQuest 2018 è a tutti gli effetti la prima spedizione che dopo novant’anni di oblio affronterà il tema di cercare il relitto del dirigibile”. “Benché le probabilità di successo siano scarse” ha dichiarato la Dott.ssa Catapano “è un tentativo che vale la pena di essere fatto, se non altro per contribuire al ricordo di quella grande vicenda di esplorazione e ricerca scientifica”.
Gli organizzatori informano che la spedizione partirà il 21 luglio 2018 da Isafjordur, Islanda nord-occidentale, per una traversata del Mare di Groenlandia con un’eventuale sosta a Jan Mayen. NANUQ arriverà a Longyearbyen, capoluogo amministrativo delle Svalbard, la “capitale” più settentrionale del mondo, il 1° agosto. Ne ripartirà il 4 e nei due giorni successivi sarà presso Ny Ålesund, insediamento scientifico dove si trova anche la base “Dirigibile ITALIA” del CNR. In quella sede l’equipaggio di PolarQuest 2018 parteciperà a una cerimonia commemorativa alla presenza dei discendenti dell’equipaggio dell’aeronave italiana che nel 1928 sorvolò il Polo Nord precipitando poi sulla via del ritorno.
Il 6 agosto NANUQ salperà per tentare una circumnavigazione delle Svalbard. Da quel momento la spedizione si svolgerà, compatibilmente con lo stato dei ghiacci, lungo le coste settentrionali dell’isola di Spitsbergen e della Terra di Nord Est (Nordaustlandet). La rotta quindi tornerà a costeggiare Spitsbergen, isola maggiore dell’arcipelago, fino al rientro a Longyearbyen, previsto per il 24/8. Dal 26/8, infine, sarà effettuata la traversata del mare di Barents, fino a Tromsø, nella Norvegia continentale. In quella città portuale la spedizione si concluderà prevedibilmente il 4 settembre. (foto: gianluca casagrande)

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Europei parapendio: Italia alla riscossa

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

parapendio littame-portogallo-2012.jpgLa squadra nazionale di volo libero in parapendio è prossima alla partenza per la 15.a edizione dei Campionati Europei della disciplina che si terranno a Montalegre, in Portogallo, dal 16 al 28 luglio.
Difficile il compito degli azzurri a partire dal riscatto dopo la pallida prova ai campionati del mondo dello scorso anno, quando la squadra non ha sfruttato il fattore campo, visto che si sono disputati nei cieli nostrani di Feltre. Subito dopo quello di battere i mostri francesi che da anni regnano incontrastati nei cieli. I piloti transalpini negli ultimi cinque campionati del mondo hanno vinto altrettante medaglie d’oro individuali maschili, due femminili e tre a squadra. Durante gli scorsi europei, dove l’Italia ha vinto una medaglia d’argento nell’individuale grazie a Joachim Oberhauser e quella di bronzo a squadre, i cugini d’oltralpe hanno riempito il sacco con tutte le medaglie d’oro e l’argento femminile.Questi i convocati dal CT Alberto Castagna di Cologno Monzese: Silvia Buzzi Ferraris, milanese e fresca di titolo italiano, Christian Biasi di Rovereto (Trento), Joachim Oberhauser di Termeno (Bolzano), Federico Nevastro (Padova), l’emiliano Michele Boschi, Marco Littamè (Torino), Alberto Vitale (Bologna) e, dalle pendici dell’Etna, Marco Busetta.La cittadina di Montalegre è situata nel nord del Portogallo, nel distretto di Vila Real. Tutto intorno alte montagne, valli aperte e vaste pianure, sito di volo collaudato che ha già ospitato altri eventi internazionali. Dal decollo di Serra do Larouco a 1525 metri d’altitudine i piloti dirameranno lungo percorsi contrassegnati da punti salienti del territorio e, con condizioni del tempo favorevoli, voleranno anche per 100 km prima di raggiungere l’atterraggio.Il titolo è assegnato in base ai risultati conseguiti da ciascun pilota nel corso di dieci voli, uno al giorno, meteo permettendo. Oltre 30 le nazioni europee partecipanti per un massimo di 150 piloti, numero dettato da ragioni organizzative e di sicurezza. (foto: parapendio)

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Nel 2018 Amazon creerà 1.700 nuovi posti di lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Amazon ha annunciato oggi che creerà 1.700 posti di lavoro a tempo indeterminato in Italia entro la fine dell’anno, permettendole di superare i 5.200 dipendenti, dai 3.500 di fine 2017. Queste nuove opportunità di lavoro sono destinate a persone con ogni tipo di esperienza, istruzione e livelli di competenza, dagli ingegneri e sviluppatori di software agli operatori di magazzino. Molti dei ruoli sono disponibili nei nuovi centri di distribuzione che sono stati aperti nell’autunno 2017 a Passo Corese (RI) e a Vercelli così come nel centro di distribuzione Amazon già esistente a Castel San Giovanni (PC), nel Customer Service di Cagliari, nel Centro di Sviluppo di Torino e nella nuova sede direzionale a Milano. Dal 2010 Amazon ha investito oltre 1,6 miliardi di euro per sviluppare le sue attività in Italia.
Recentemente Amazon si è trasferita nella nuova sede di Milano che ospiterà oltre 600 dipendenti a tempo indeterminato entro la fine dell’anno. Il nuovo edificio, composto da due strutture – di 9 e 6 piani per un totale di 17.500 mq nel cuore del distretto di Porta Nuova – offre un ambiente ideale per attrarre e trattenere i migliori talenti e supportare la crescita. Amazon è alla ricerca di un’ampia molteplicità di posizioni corporate e Amazon Web Services, dagli account manager retail, agli specialisti del cloud, fino agli account manager che aiutano le piccole e medie imprese (PMI) ad aumentare le loro vendite su Amazon; così come ingegneri, solution architect, tech evangelist e molti altri.
Amazon continua, inoltre, ad assumere per il suo Centro di Sviluppo a Torino focalizzato sulla ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale che supporterà la tecnologia già utilizzata per l’assistente vocale Alexa per servizi e prodotti come Amazon Echo, Echo Dot, Amazon Fire TV e i tablet Amazon Fire.
Dopo l’apertura di due nuovi centri di distribuzione a Passo Corese e Vercelli e di cinque depositi di smistamento in tutta Italia nel 2017, Amazon ha aperto quest’anno tre nuovi depositi di smistamento – a Buccinasco (Milano), Burago (Monza e Brianza) e Roma – e aprirà un nuovo centro di smistamento a Casirate (Bergamo). Oltre all’assunzione di responsabili operativi, ingegneri, specialisti nelle risorse umane, specialisti IT e di operatori che prelevano, imballano e spediscono gli ordini dei clienti, l’azienda sta assumendo anche ruoli altamente qualificati per il Tech Center di Vercelli focalizzati sul l’implementazione di processi tecnologici dei nostri centri di distribuzione.
Fred Pattje, Amazon Operations Director per l’Italia e la Spagna, ha dichiarato: “La continua creazione di posti di lavoro a tempo indeterminato nei nostri centri di distribuzione e il nuovo Tech Hub a Vercelli sono una dimostrazione dell’impegno di Amazon in Italia. Questa espansione ci consentirà di migliorare ulteriormente il nostro servizio ai clienti e alle piccole imprese italiane che utilizzano il nostro sito web per far crescere i loro ricavi in Europa. Allo stesso tempo, Amazon si impegna a garantire un ambiente di lavoro ottimale per i dipendenti, con opportunità di sviluppo professionale, retribuzioni competitive e benefit”.Tutti i dipendenti Amazon che lavorano nei centri di distribuzione, nel customer service o negli uffici corporate ricevono una retribuzione competitiva e un pacchetto completo di benefit, compresa l’assicurazione medica privata dal primo giorno di lavoro, assicurazione sulla vita, uno sconto per acquisti su Amazon e un piano pensionistico aziendale. Amazon offre inoltre ai dipendenti dei centri di distribuzione un programma innovativo chiamato Career Choice che copre per quattro anni fino al 95% dei costi della retta e dei libri per corsi di formazione scelti dal personale, fino ad un massimo di 8.000 euro. Venditori indipendenti offrono su Amazon una varietà di prodotti nuovi, usati, rinnovati e da collezione. Gli artigiani possono vendere le proprie creazioni originali alle centinaia di milioni di clienti Amazon in tutto il mondo, utilizzando il negozio Handmade. Il negozio Made in Italy apre le porte dei laboratori artigiani in Toscana, Sardegna, Calabria, Campania, Piemonte, Sicilia e nelle province di Bergamo e Vicenza ai clienti di Amazon.it, Amazon.fr, Amazon.es, Amazon. de, Amazon.co.uk, Anmazon.com e Amazon.jp.

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