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Quotidiano di informazione – Anno 27 n° 290

Posts Tagged ‘italia’

Discriminazioni frontalieri Italia-Svizzera

Posted by fidest on Saturday, 1 August 2015

comi“Le decisioni del Canton Ticino sono inaccettabili: porterò la questione davanti alla Corte di Giustizia”. Lo ha detto LARA COMI, europarlamentare di Forza Italia e vice-presidente del gruppo Ppe, secondo cui “chiedere ai frontalieri italiani che lavorano in Svizzera l’estratto del casellario giudiziale e dei carichi penali pendenti è una provocazione inaccettabile”. “Il Governo del Canton Ticino – prosegue Comi – deve tornare sui suoi passi, è una questione di buon senso oltre che di rispetto dell’Accordo europeo sulla libera circolazione delle persone. L’ambasciatore svizzero Giancarlo Kessler, convocato dalla Farnesina a Roma, si è detto d’accordo con l’Italia e ha criticato la decisione ticinese che anche per le autorità federali sarebbe incompatibile con l’accordo europeo. Ma questa spiegazione non basta, non può finire così”. “Quell’accordo va fatto rispettare subito: non è un fatto che dipenda dall’accordo tra governo federale svizzero e governo ticinese. Sono quattro anni – prosegue Comi – che denuncio le numerose discriminazioni che i nostri frontalieri subiscono in Svizzera”. “Porterò nuovamente la questione complessiva al Parlamento europeo, in Commissione e anche davanti alla Corte di Giustizia qualora il problema non venisse risolto. Questa misura è ingiusta e umiliante per il nostro Paese. Mogherini – conclude l’europarlamentare azzurra – faccia sentire la sua voce e cerchi di conquistare un risultato positivo per l’Italia”. (foto: comi)

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Fmi: La ripresa dell’Italia è sempre più lontana

Posted by fidest on Wednesday, 29 July 2015

fondo monetario internazionaleLa necessaria premessa è che non abbiamo particolare affinità con le politiche dell’Fmi e siamo ben consci del suo ruolo spesso negativo esercitato in questi anni, ma è altresì vero – dichiara il Sindacato Labor – che condividiamo con l’istituzione le critiche su quanto il governo italiano sta (o non sta) realizzando in questi mesi sul tema lavoro. La stima dell’Fmi secondo la quale si potrà tornare ai tempi pre-crisi entro 20 anni – continua l’organizzazione – equivale a dire che fino ad ora non si è fatto nulla. E tutto questo per non parlare dei rischi di “lost generation” che riguardano tanti ragazzi senza futuro.
La colpa di questa situazione però – conclude l’organizzazione – non è solo del governo e della sua infinita retorica, ma anche di tutti quei mezzi di comunicazione che raccolgono a braccia aperte ogni parola dell’esecutivo senza controllare la reale veridicità di queste affermazioni. Le voci critiche e costruttive in questi mesi si sono lentamente diradate a vantaggio di annunci, slide e promesse. Tutto questo però non ha solo il demerito di colpire la democrazia alle sue fondamenta, ma anche di lasciare campo aperto a tutti quei provvedimenti come i tagli alla sanità, il jobs act e “la buona scuola” che stanno riportando il Paese molti anni addietro.

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Stili di vita dei bambini in Italia

Posted by fidest on Friday, 17 July 2015

Sport a Miss Italia nel Mondo (1)Quasi un bambino su cinque (17%) in Italia non fa sport nel tempo libero e per il 27% di loro la motivazione deve essere ricercata nella mancanza di possibilità economiche delle famiglie di affrontare questa spesa. Circa un minore su dieci, invece, non pratica attività motorie neppure a scuola (11%), per mancanza di spazi attrezzati o per l’assenza di attività nel programma scolastico. Questi i dati principali che emergono dalla ricerca “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi”, realizzata da Ipsos per Save the Children e Gruppo Mondelēz in Italia e presentata oggi ad Expo 2015, in occasione dei quattro anni di “Pronti, Partenza, Via!”, progetto promosso da Save the Children insieme a Mondelēz International Foundation nelle aree periferiche di 10 città italiane (Ancona e Aprilia, Bari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Sassari e Torino) a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini.Il progetto, realizzato in partnership con Centro Sportivo Italiano (CSI) e Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) – con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria – ha coinvolto negli ultimi quattro anni 96.000 beneficiari tra bambini e genitori e sono 1400 i professionisti interessati nelle attività. Sulla scia dei risultati raggiunti, Save the Children e Mondelēz International Foundation hanno annunciato stamattina che il progetto verrà esteso fino al 2016 e le buone pratiche consolidate in questi anni verranno proposte anche a Roma, Brindisi, Gioiosa Ionica e Scalea, all’interno delle attività dei Punti Luce di Save the Children, strutture “ad alta densità educativa” dove bambini e adolescenti possono studiare, giocare, avere accesso ad attività sportive, culturali e creative.La ricerca Ipsos descrive bambini e ragazzi abbastanza attenti all’alimentazione, che per una buona parte praticano attività sportiva, ma passano anche tanto tempo chiusi in casa davanti alla televisione, ai videogiochi o leggendo un libro. I ragazzi trascorrono in casa o a casa di amici (62%) molto del loro tempo libero, anche perché non ci sono spazi all’aperto dove incontrarsi o, anche quando ci sono, sono sporchi e poco sicuri (66%). Solo il 44% dei ragazzi dichiara di trascorrere con i genitori più di un’ora di tempo durante le giornate lavorative, situazione che migliora nel weekend dove però quasi un bambino su quattro (23%) passa comunque meno di un’ora al giorno in attività coi propri genitori. Il tempo trascorso coi ragazzi in famiglia è per lo più dedicato a fare delle passeggiate (58%) e solo poco più di uno su tre va a visitare qualcosa (34%), uno su quattro va al cinema (25%) e meno di uno su cinque fa attività sportiva coi genitori (18%). Quando i ragazzi sono a casa, in media trascorrono 55 minuti al giorno su internet, 47 minuti giocando con i videogame; dal lunedì al venerdì passano in media 71 minuti al giorno davanti alla TV, tempo che si allunga a 84 minuti nei fine settimana. Il 12% di loro sta davanti alla televisione più di tre ore al giorno durante i giorni feriali, percentuale che sale al 20% nel weekend. Circa uno su sei sta su internet e gioca ai videogame per lo stesso lasso di tempo.La considerazione che i ragazzi hanno dell’importanza della pratica sportiva e dell’attività motoria resta bassa: solo per meno della metà degli intervistati “uno che pratica sport viene considerato molto bene, perché piacciono i ragazzi sportivi” (46%). Per uno su tre questo elemento non è rilevante per la “popolarità” tra i coetanei (32%) e più di uno su cinque dichiara che tra amici bisogna invece saperne di videogiochi, campionato di calcio e cartoni animati (22%).Le occasioni di sport e movimento non si esauriscono però nella pratica sportiva e la sedentarietà dei ragazzi si conferma un tratto distintivo: un intervistato su quattro dichiara di camminare non più di 15 minuti al giorno, dato che aumenta a uno su tre nel Centro Italia; solo il 4% afferma di percorrere a piedi più di un’ora al giorno. Due su cinque vanno a scuola accompagnati in macchina da un familiare e gli altri si muovono utilizzando mezzi pubblici (17%), a piedi (28%) o con la bicicletta (15%). Tra i ragazzi che utilizzano la bicicletta, si segnala un incremento del 6% rispetto alla precedente rilevazione nell’utilizzo delle due ruote, percentuale che sale fino al 22% tra i ragazzi fra gli 11 e i 13 anni.Se da un lato i genitori non sono molto presenti in casa con i ragazzi, spesso a causa degli impegni lavorativi, quasi tutti considerano importante che i propri figli vadano bene a scuola (95%) e che pratichino attività sportive (90%). Quasi 4 genitori su 5 (77%) dichiarano di “essere attenti a fornire alimenti salutari durante i pasti”. L’87% afferma di conoscere le regole base dell’alimentazione che favoriscono la crescita equilibrata dei propri figli. È grazie alle tradizioni imparate dalla famiglia d’origine(40%) che i genitori sanno quali sono gli alimenti da mettere sulla tavola per i propri figli, ma nella messa in pratica quotidiana sono meno rigidi: infatti per ben il 32% si tratta di una applicazione solo occasionale.Il ruolo dei pediatri è invece molto importante per l’educazione alimentare dei propri figli, secondo quanto dichiarano i genitori intervistati: il 56% di loro vorrebbe che fosse proprio il pediatra a fornire loro le informazioni necessarie ad una corretta pratica alimentare e il 19% si aspetta che questi suggerimenti arrivino dagli insegnanti dei figli a scuola.Ma cosa mangiano questi ragazzi? Secondo quanto dichiarano i loro genitori, il 74% di loro mangia frutta e verdura almeno una volta al giorno, ma il 22% dei bambini e ragazzi non ha l’abitudine di fare colazione tutte le mattine. Un bambino su due mangia a pranzo con almeno un genitore (52%) e il 27% lo fa a mensa con i compagni. A cena la famiglia italiana sembra riunirsi intorno al tavolo: l’87% dei ragazzi dichiara infatti di cenare sempre o quasi con i genitori. Quattro bambini su 10 affermano però di farlo ogni giorno con la TV accesa. La ricerca è scaricabile dal link: http://media.savethechildren.it/?r=5489&k=02ec75cdfa

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Italia: Povertà assoluta

Posted by fidest on Wednesday, 15 July 2015

confeuroIn un contesto nel quale ci sono 4 milioni e 102 mila persone in condizione di povertà assoluta – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – dovrebbe essere logico adottare delle politiche sociali di sostegno, ma ancor di più investire su quei settori come l’agricoltura in grado di rispondere ai bisogni di prima necessità. Ma in Italia no. Nel Bel Paese le cose non si risolvono mai senza una buona base di retorica, di promesse e di slide. Ed è infatti così che ci si ritova quasi a festeggiare l’arresto, dopo due anni consecutivi, dell’avanzata di quei dati sulla povertà assoluta che invece andrebbero commentati con tanta vergogna.
La nostra organizzazione – prosegue Tiso – si è più volte soffermata sulla multifunzionalità del primario e sull’esigenza di non considerare il settore come un semplice aggregato economico, ma piuttosto come un insieme di opportunita per la pensiola. Purtroppo però nessun passo avanti è stato fatto in questa direzione. E soprattutto il ministero per le Politiche Agricole e il governo non hanno mostrato una particolare capacità di ascolto per quelle organizzazioni di rappresentanza che non fossero le “tradizionali”. Noi di Confeuro – conclude Tiso – rimaniamo convinti che sia proprio l’agricoltura, con il suo modello di progresso alternativo, con il suo rapporto con la natura e con i suoi valori, a rappresentare la soluzione italiana alla crisi di questi anni. L’auspicio è che presto lo comprendano anche coloro che da anni vivono all’interno dei processi decisionali.

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Il biosimilare in Italia

Posted by fidest on Saturday, 27 June 2015

farmaci“L’arrivo dei farmaci biosimilari rappresenta per l’Italia un’occasione unica innanzitutto per aumentare il numero dei pazienti che ricevono terapie gold standard e, poi, per garantire la sostenibilità del sistema. E’ quindi meritorio che l’Istituto Superiore di Sanità abbia dedicato una giornata di lavoro a questo che sarà uno dei fattori decisivi per lo sviluppo dell’assistenza farmaceutica in Italia” dice Francesco Colantuoni, coordinatore dell’Italian Biosimilar Group, intervenuto a presentare il punto di vista dell’industria al convegno “I farmaci biosimilari: uso, sicurezza, sostenibilità”, organizzato dal Reparto di Farmacoepidemiologia del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto. Per l’IBG la situazione italiana presenta un quadro contraddittorio: “dal punto di vista della penetrazione nell’uso clinico, abbiamo l’esempio del filgrastim biosimilare che rispecchia quanto detto prima: rappresenta il 72% delle dosi dispensate, con un aumento di oltre il 40% dell’accesso a questa terapia da parte dei pazienti ed una sostanziale riduzione della spesa. E tra gli aspetti positivi va senz’altro ricordato il position paper del’AIFA, che ha tracciato in maniera limpida il ruolo di questi medicinali, ribadendo che la scelta tra questi e il farmaco biologico di riferimento spetta esclusivamente al medico, considerando tuttavia che “I biosimilari sono da preferire qualora costituiscano un vantaggio economico, in particolare per il trattamento dei pazienti mai trattati in precedenza, i cosiddetti naive” spiega Colantuoni. Altrettanto positivo è che molte Regioni abbiano attuato politiche di incentivazione dell’uso del biosimilare, in alcuni casi fissando anche degli obiettivi di appropriatezza prescrittiva o di contenimento del costo della terapia ma, e qui cominciano le note negative, “non in tutti i casi c’è stata una regolamentazione delle procedure di acquisto coerente con questi stessi obietti. Ne consegue” spiega Colantuoni “che ancora oggi il quadro generale è estremamente disomogeneo, con alcune Regioni che hanno saputo mettere a frutto il biosimilare per rendere più inclusiva e sostenibile l’assistenza farmaceutica e altre dove sono presenti vere e proprie diseconomie. E’ un quadro che occorre rendere omogeneo nelle diverse regioni se vogliamo trarre il massimo vantaggio dalle imminenti scadenze di brevetto di farmaci biologici, tra i quali vi sono per esempio farmaci antitumorali importantissimi e insuline ricombinanti di larghissimo impiego. In una fase in cui alla crescita della spesa farmaceutica si risponde con misure sempre più complesse e spesso penalizzanti, in primo luogo per i cittadini, è imperdonabile trascurare occasioni di risparmio che si traducono anche in un miglioramento dell’accesso alle cure per decine di migliaia di malati”.

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Italia-Cina: SACE firma accordo di riassicurazione con l’export credit agency cinese

Posted by fidest on Wednesday, 13 May 2015

pechinoL’agenzia di Export Credit cinese e il Sace, hanno firmato oggi un importante accordo di riassicurazione destinato a facilitare la realizzazione di operazioni di mutuo interesse che vedano coinvolte imprese italiane e imprese cinesi.
L’accordo – che rinnova ed estende la collaborazione tra le due società, avviata già nel 2006 – delinea un’efficace piattaforma di condivisione dei rischi per le esportazioni e la realizzazione di progetti strategici in aree geografiche di interesse reciproco per le imprese dei due Paesi. “L’intesa di oggi ci consente di proseguire e ampliare una partnership di lungo corso con un attore del calibro di SINOSURE – ha dichiarato Alessandro Castellano, Amministratore Delegato di SACE, alla cerimonia di firma dell’accordo – e ci permette di condividere la nostra esperienza e la nostra capacità di assunzione del rischio, creando nuove importanti opportunità di business nei mercati emergenti e di frontiera a maggior potenziale per le nostre imprese”.
“Teniamo in alta considerazione la collaborazione con altre società di export credit, come SACE. Infatti, attraverso questo accordo di riassicurazione, potremmo meglio sostenere le imprese cinesi che si approcciano ai mercati globali e, soprattutto, nelle relazioni con le imprese italiane”, ha dichiarato Luo Xi, Presidente di SINOSURE. L’accordo è stato firmato dall’Amministratore Delegato di SACE Alessandro Castellano, e dal Presidente di SINOSURE Luo Xi, a margine degli Spring Meetings dell’Unione di Berna e del Club di Praga (le associazioni internazionali che riuniscono i principali operatori pubblici e privati dell’Export Credit & Investment Insurance di più di 60 Paesi), organizzati quest’anno da SACE a Firenze.
In questi incontri si riunisce il “gotha” di un comparto che gioca un fondamentale ruolo stabilizzatore e anti-ciclico per l’economia mondiale, con circa 2.000 miliardi di dollari di export e investimenti diretti esteri finanziati o assicurati solo nell’ultimo anno e oltre 25 miliardi di dollari di indennizzi erogati alle imprese dallo scoppio della crisi nel 2008.

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Consumo di suolo in Italia

Posted by fidest on Thursday, 7 May 2015

suolo«Proseguendo a questi ritmi nella cementificazione si rischia di aggravare il già precario equilibrio del territorio italiano. Bisogna decidersi a invertire la rotta e per farlo è necessaria una fattiva collaborazione tra istituzioni e soggetti privati. Ci vogliono politiche favorevoli alle riqualificazioni al posto di quelle che spingono a continuare a costruire, favorendo gli intenti speculativi. È vitale concentrarsi sullo snellimento delle procedure burocratiche, specialmente quelle degli enti locali: se per abbattere un vecchio edificio e ricostruirlo ci vogliono quindici anni e una lista infinita di pratiche e carte bollate, è evidente che i centri urbani continueranno a svilupparsi verso l’esterno, con tutte le conseguenze del caso. Non occorre attendere altri disastri per convincersi a cambiare strada».
Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso la facoltà di Architettura dell’università La Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, commentando il rapporto 2015 sul consumo di suolo in Italia presentato oggi dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra).
«Anche per ciò che riguarda le regolarizzazioni, la burocrazia rappresenta un ostacolo micidiale – sottolinea Simoncini –. Oggi i Comuni devono ancora completare le istanze di condono presentate trent’anni fa ed incassare i relativi oneri concessori, mentre favoriscono la costruzione di nuovi fabbricati in periferia. Con le procedure tradizionali le domande pendenti necessitano di tempi biblici: in questo modo i cittadini continuano a vivere nell’incertezza e le Amministrazioni locali non incassano quanto permetterebbe loro di realizzare le infrastrutture necessarie alla messa in sicurezza del territorio. Ci sono nuovi sistemi che permettono di abbattere tempi e costi grazie a procedure snelle e trasparenti: vanno vinte le resistenze e gli interessi di parte che troppo spesso legano a doppio filo enti locali e costruttori».

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L’Islam in Italia

Posted by fidest on Tuesday, 28 April 2015

comoComo Giovedì 7 maggio, ore 14 Aula Magna del Chiostro di S. Abbondio. Il Centro di Ricerca Religioni, Diritti, Economie nello Spazio Mediterraneo (REDESM) del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università degli Studi dell’Insubria di Como, nell’ambito del Forum Internazionale Democrazia & Religioni, organizza il workshop “Dove va l’Islam italiano?”, che si terrà giovedì 7 maggio alle 14 presso l’Aula Magna del Chiostro di Sant’Abbondio a Como.
Partendo dal libro “Islam e integrazione in Italia” (Marsilio Editori, 2014) – a cura di Antonio Angelucci dell’Università degli Studi dell’Insubria, Maria Bombardieri dell’Università degli Studi di Padova e Davide Tacchini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – si parlerà della presenza dell’Islam in Italia e della direzione degli affari dei culti e verranno inoltre affrontati alcuni nodi cruciali: pluralità, nodo associativo e nodo formativo.
Durante l’incontro interverranno, oltre agli autori del libro, i prefetti Giovanna Maria Iurato Direttrice della Direzione centrale degli Affari dei Culti, e Mario Morcone, Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, e Roberto Mazzola Direttore del FIDR – Università del Piemonte Orientale.

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Uso dei farmaci in Italia

Posted by fidest on Monday, 13 April 2015

farmaci“Come evidenziato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1° Rapporto Globale sulla resistenza antimicrobica del 2014, introduce Enrico Magliano, Direttore Scientifico AMCLI, Associazione Microbiologi Clinici Italiani, la resistenza batterica rappresenta oggi una minaccia reale per la salute pubblica. L’uso inappropriato di antibiotici ha portato alla crescita di questo problema soprattutto in Italia dove la resistenza agli antibiotici è al di sopra della media europea”. “Secondo i dati del Rapporto OSMED° sull’uso dei farmaci in Italia curato annualmente da AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, prosegue Giuseppe Spriano, Presidente Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico – Facciale (SIOeChCF), il nostro paese è il maggior consumatore di antibiotici in Europa e il trend, nonostante gli allarmi, è ancora in crescita, con un aumento del consumo di oltre il 5% nell’ultimo anno. Tra le principali indicazioni terapeutiche associate alla prescrizione di antibiotici ci sono le malattie dell’apparato respiratorio che rappresentano il 40% delle prescrizioni e le malattie del sistema genito-urinario con oltre il 18%. In particolare la cistite rappresenta l’infezione con il maggior numero di prescrizioni di antibiotici che sono quasi il 10% del totale, seguita dalla faringite con oltre l’8% di prescrizioni. In otorinolaringoiatria e urologia c’è il massimo uso e abuso di antibiotici come rilevato da AIFA nel rapporto OSMED 2013 con un uso inappropriato del 49,3% nelle laringotracheiti e del 36,3% nelle cistiti. È quindi proprio in questi ambiti che vanno maggiormente combattute le resistenze batteriche e, sulla base delle raccomandazioni EMA, Agenzia Europea per i medicinali, è diventato necessario promuovere lo sviluppo di presidi terapeutici alternativi ed efficaci”.
“Le infezioni delle vie urinarie, spiega Renzo Colombo, Dipartimento di Urologia, Università “Vita-Salute”, Ospedale San Raffaele Milano, rappresentano circa il 40% di tutte le infezioni ospedaliere e l’Italia è il paese a più alto tasso di infezioni urinarie da germi multiresistenti di tutta Europa. Le infezioni urinarie più frequenti sono le cistiti, soprattutto nella donna, e ciò è dovuto alla sua anatomia che favorisce la risalita di microrganismi intestinali dall’uretra. Per prevenire le infezioni urinarie è fondamentale mantenere l’equilibrio della flora intestinale con l’uso di probiotici e ristabilire l’integrità del rivestimento interno della vescica che può essere stato danneggiato da ripetute infiammazioni e che protegge i tessuti dalla penetrazione dei batteri”.“Da sempre, continua Monica Sommariva, Divisione di Urologia, Ospedale G. Fornaroli, Magenta, AO Legnano, non ho mai prescritto antibiotici per trattare infezioni in assenza di febbre o di sintomi che suggerissero il pericolo di una sepsi e ormai da oltre 20 anni tratto in modo sistematico senza antibiotici diversi tipi di cistite. L’umpiego clinico di capsule molli contenenti acido ialuronico, condroitin solfato, curcumina e quercetina (Ialuril® Soft Gels) ha dimostrato di dare risultati ottimali per il controllo delle cistiti. Questo composto è adatto per essere impiegato per lunghi e ripetuti periodi senza controindicazioni ed è una terapia mirata a restituire al tessuto di rivestimento della vescica le sue proprietà di integrità e di barriera contro le infezioni, ma ha anche azione antinfiammatoria e analgesica, favorendo il miglioramento dei classici sintomi della cistite come frequenza e urgenza ma soprattutto dolore”.“Per quanto riguarda le infezioni delle vie respiratorie, spiega Roberto Mattina, Professore Ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica, Università degli Studi di Milano, nel 2013 è stato attuato un monitoraggio in 9 regioni italiane (Progetto ARES) delle resistenze dei più frequenti agenti patogeni: questo osservatorio ha confermato l’esistenza di una forte resistenza batterica a livello nazionale. In Campania è invece appena partito il Progetto OCRA (Osservatorio Campano Resistenze agli Antibiotici) per una sorveglianza delle resistenze dei più comuni batteri responsabili di infezioni respiratorie che avrà la durata di tre anni. L’utilità degli Osservatori è quella di fornire in tempi rapidi informazioni ai medici sull’andamento delle resistenze, consentendo loro di attuare opportune strategie in grado di rallentare questo fenomeno o addirittura farlo regredire: infatti potrebbe essere utile diminuire per qualche anno la prescrizione di quell’antibiotico o classe di antibiotici che ha fatto registrare in un determinato territorio un’impennata delle resistenze. È pertanto auspicabile l’istituzione di molteplici Osservatori locali”.“L’utilizzo di un’alternativa terapeutica quale l’acido ialuronico, continua Matteo Gelardi, Otorinolaringoiatra e Citologo Nasale, Policlinico Universitario di Bari, ha portato a interessanti risultati. Le forme ricorrenti o croniche delle infezioni delle vie respiratorie sono spesso dovute alla mancata guarigione di infezioni acute e questo è dovuto alla permanenza di biofilm batterici, cioè di batteri che, in condizioni favorevoli, aderiscono ad una superficie e iniziano a produrre una sorta di “scudo” gelatinoso in grado di resistere sia all’azione del sistema immunitario che agli antibiotici che, incapaci di penetrare il biofilm, risultano inefficienti. In questo ambito si inserisce l’impiego dell’acido ialuronico ad alto peso molecolare (9 mg) somministrabile per via aerosolica, la cui azione terapeutica sulle mucose delle alte vie aeree in caso di tonsilliti, laringiti, faringiti, sinusiti, riniti e tracheiti è stata dimostrata da importanti lavori pubblicati su riviste internazionali ad alto impatto scientifico. L’acido ialuronico ad alto peso molecolare (9 mg) idrata le mucose, dando sollievo a bruciore e prurito e al tempo stesso, migliorando il battito ciliare che consente l’eliminazione del muco e impedisce l’ingresso di elementi infettivi, prevenendo le infezioni e il loro cronicizzarsi. Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Acta Pathologica Microbiologica et Immunologica Scandinavica⃰ ha dimostrato poi che l’acido ialuronico, è in grado d’interferire con l’adesione batterica ostacolando quindi la formazione di biofilm. Ad oggi l’acido ialuronico 0,3% ad alto peso molecolare (Yabro®) è il più potente inibitore di questa fase pre-biofilm aprendo nuovi scenari nel trattamento delle infezioni batteriche”

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Efficienza energetica in Italia

Posted by fidest on Thursday, 2 April 2015

energiaLa cultura aziendale dell’efficienza energetica in Italia è diffusa in modo relativamente uniforme in tutte le regioni, ma trova nel Nord del Paese il suo punto di maggiore affermazione. Nel Nord Italia, infatti, si trovano la metà (180 mila aziende) delle 360 mila imprese che hanno fatto dell’efficienza energetica una priorità aziendale, di cui 100 mila collocate nel Nord-Ovest e 80 mila nel Nord-Est. A dirlo sono i dati elaborati da Avvenia (www.avvenia.com), leader nazionale nel settore della “white economy”, il ramo dell’economia relativo all’efficienza e alla riqualificazione energetica.Un’altra parte importante delle imprese “bianche” sono dislocate nel Sud Italia, dove ve ne sono circa 100 mila, mentre nel Centro Italia ve ne sono 80 mila.Analizzando i dati a livello delle singole regioni, Avvenia ha fotografato una realtà dell’efficienza energetica che vede Lombardia, Veneto e Lazio sul podio. A collocarsi al primo posto è proprio la Lombardia con oltre 66 mila aziende che hanno fatto dell’efficienza energetica una priorità aziendale. Al secondo posto nella classifica regionale di Avvenia per numero delle imprese “bianche” si colloca il Veneto con 39 mila imprese. Poi, al terzo posto, si colloca il Lazio che registra 34 mila imprese che puntano sull’efficienza energetica.
Nella classifica di Avvenia seguono poi l’Emilia-Romagna, il Piemonte, la Toscana, la Campania e la Puglia, rispettivamente con 30, 27, 26, 22 e 21 mila imprese attente alle loro performance energetiche. Ottimo anche il posizionamento della Sicilia, con 20 mila, e delle Marche, con 11 mila imprese.Passando poi da un livello regionale ad un’analisi a livello provinciale, Avvenia ha poi messo in evidenza che il maggior numero di imprese che hanno puntato sull’efficienza energetica come nuovo modello di sviluppo sono distribuite in uguali proporzioni sia nella Capitale che nel Capoluogo lombardo.
Roma e Milano, con oltre 20 mila imprese “bianche” ciascuna, si collocano infatti al primo posto ex-aequo e guidano la classifica, seguite da Napoli con circa 14 mila imprese e Torino con poco più di 12 mila.A dare un ulteriore contributo all’affermazione di una cultura aziendale dell’efficienza energetica, secondo Avvenia (www.avvenia.com), è stata la nuova norma sulle Diagnosi Energetiche Obbligatorie (DEO) che impone alle grandi imprese specifici obblighi in materia di efficienza energetica. A doversi sottoporre entro il 5 dicembre 2015 ad un primo audit, da ripetersi poi ogni 4 anni, sono le realtà produttive più energivore, ma anche tutte le altre aziende stanno divendando più sensibili a questa tematica.«Sull’efficienza energetica l’Italia si dimostra così ancora una volta all’avanguardia. Anche i finanziamenti al settore stanno diventando una realtà importante del mercato finanziario, dove i classici squilibri Nord-Sud vengono superati e dove la “white economy” è ormai diventata patrimonio di tutti» commenta l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia che, creata nel 2001 con l’intento di fornire alle aziende e agli enti pubblici una risposta significativa per affrontare e risolvere in modo consapevole e sostenibile le problematiche legate all’efficienza energetica, ha sempre dimostrato una particolare attenzione ai meccanismi di innovazione tecnologica più adeguati per aumentare l’efficienza e la produttività di ogni specifico settore.

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Gli hotel più popolari in Italia

Posted by fidest on Sunday, 15 March 2015

hotel italianoI vacanzieri di tutto il mondo hanno scelto i loro hotel preferiti: 36 alberghi in Italia hanno vinto l’HolidayCheck Award 2015. Per il decimo anno consecutivo, il più grande portale turistico di lingua tedesca ha assegnato il premio a diversi hotel in 134 regioni di ben 41 diverse nazioni, basandosi sull’analisi di 1,014,000 recensioni postate dal pubblico nel 2014.Ci sono regole severe in vigore per l’assegnazione del premio: per essere presi in considerazione e avere la possibilità di vincere questo riconoscimento ricercato, un albergo deve avere raccolto almeno 50 recensioni dai suoi ospiti nel 2014 e deve essere stato raccomandato da almeno il 90% della clientela. Un altro ostacolo da affrontare sono i “Soli” di HolidayCheck, che i viaggiatori utilizzano in sede di revisione per informazioni come la camera, l’ubicazione,i servizi e le strutture termali. La scala va da 1 (scadente) a 6 (molto buono); gli hotel vincenti devono aver raggiunto un rating di almeno 5 “Soli”.Inoltre, un albergo non deve aver ricorso a manipolazione o falsificazione per circonvenire il Codice di Condotta del portale. HolidayCheck si riserva inoltre il diritto di revocare e ritirare i premi già assegnati ad un hotel in precedenza; tutte le recensioni passano attraverso un sistema di controllo complesso per scoprire qualsiasi falsificazione.Le regioni italiane con gli alberghi più popolari sono:
Trentino Alto Adige con 14 hotel, di cui 10 nel Südtirol
Lombardia e Veneto con 10 hotel sulle rive del Lago di Garda
Toscana, con 4 hotel nelle province di Siena, Grosseto, Firenze e Lucca
Sardegna, con 3 hotel nelle province di Olbia e Nuoro
Sicilia, con 1 hotel in provincia di Ragusa
Puglia, con 1 hotel in provincia di Lecce
Lombardia con 1 hotel in provincia di Como, sul Lago omonimo
Piemonte, con 1 hotel in provincia di Verbania, sul Lago Maggiore
Abruzzo, con 1 hotel in provincia di Teramo
(Antonina Seges)

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Non è la solidarietà a far crescere i rifugiati ma le guerre. Triton? Assolutamente inefficace

Posted by fidest on Saturday, 14 March 2015

rifugiatiNel gennaio del 2014 sulle coste italiane sono avvenuti 2171 sbarchi e c’era Mare Nostrum. Un anno dopo, in presenza di Triton, gli sbarchi sono stati 3520. Dunque, constata Andrea Riccardi a Livorno, intervenendo al convegno internazionale “Medi’ – Le città hanno un’anima” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, “Non e’ la solidarietà che fa crescere i numeri dei rifugiati, ma la guerra”. Se la politica europea era convinta che Mare Nostrum fosse un incentivo all’emigrazione, ha sbagliato. Sono ancora i numeri a dirlo: su 170 mila sbarcati durante Mare Nostrum 42 mila sono siriani, 34 mila eritrei, 10 mila maliani, 5 mila somali. “Di fatto sono diminuiti gli immigrati e cresciuti i rifugiati che hanno diritto ad essere salvati – spiega Riccardi – Mare Nostrum e’ stata una grande vicenda. 170 mila persone sono state salvate dalla morte e arrestati 600 scafisti”.
” Si può lavorare per un impegno maggiore euro-arabo per la Siria, il cui dramma Sant’Egidio ha segnalato costantemente, lanciando meno di un anno fa un appello per Aleppo”. A Livorno, con Medi’, sono stati invitati da Sant’Egidio personalità delle principali città-porto del Mediterraneo, da Barcellona a Smirne a Tunisi, per confrontarsi sul tema ‘Le città hanno un’anima’.

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Sofferenze delle banche in Italia

Posted by fidest on Wednesday, 11 February 2015

Banca d'ItaliaSuperano quota 183 miliardi di euro le sofferenze delle banche. Le rate di prestiti non ripagate da famiglie e imprese sono cresciute di oltre 27 miliardi da dicembre 2013 a dicembre 2014 con un incremento di quasi il 18%. La quota di finanziamenti non rimborsati dalle famiglie ha raggiunto i 34 miliardi, quella delle imprese i vale più di 84 miliardi. A dicembre scorso è stato registrato un dato positivo: le sofferenze nette (quelle al valore di realizzo) sono diminuite di 348 milioni su base mensile. Questi i dati più rilevanti di una analisi del Centro studi di Unimpresa sui bilanci bancari.
Secondo l’analisi, basata su dati della Banca d’Italia, la corsa delle sofferenze dunque non frena. In un anno, da dicembre 2013 a dicembre 2014, i finanziamenti non restituiti sono arrivati a 183,6 miliardi con un incremento di 27,7 miliardi (+17,8%). Nel corso del 2014 le sofferenze sono aumentate al ritmo di 2,3 miliardi al mese. A dicembre c’è un dato positivo: su base mensile (cioè rispetto a novembre) le sofferenze nette (vale a dire quelle al valore di realizzo) sono calate di 348 milioni da 84,8 miliardi a 84,4 miliardi. Su base annua, invece, le sofferenze nette sono risultate in crescita di 4,5 miliardi (+5,6%) da 79,9 miliardi a 84,4 miliardi. Rispetto al totale di 183,6 miliardi delle sofferenze lorde, quelle delle imprese valgono 130,7 miliardi, salite in un anno di 22,4 miliardi (+6,9%) da 108,3 miliardi; quelle delle famiglie sono passate da 32,1 miliardi a 34,1 miliardi, in crescita di 1,9 miliardi (+6,21%); le “altre” sofferenze (imprese familiari, assicurazioni, onlus, fondi) sono a quota 18,7 miliardi in aumento di 3,3 miliardi (+21,7%) dai 15,4 miliardi di dicembre 2013.
“C’è un piccolo segnale positivo, una inversione di tendenza che fa sperare: il dato sulle sofferenze nette è incoraggiante. In questo senso, accogliamo con favore il progetto del governo per risolvere il problema delle sofferenze delle banche: è un problema che va risolto su base sistemica e un supporto da parte dello Stato può essere utile. L’iniziativa però non deve trasformarsi in un regalo ai grandi gruppi industriali che pure hanno enormi responsabilità proprio in relazione alla montagna di finanziamenti incagliati e dubbi degli istituti di credito” dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, in relazione al progetto allo studio del governo volto a creare una sorta di bad bank a partecipazione pubblica in cui far confluire i prestiti bancari non ripagati dalle imprese. “Bisogna fare attenzione e selezionare” aggiunge Longobardi ricordando che le sofferenze delle banche sono legate principalmente ai grandi prestiti non rimborsati: il 67% dei finanziamenti non ripagati da famiglie e imprese si riferisce, infatti, a crediti superiori a 500.000 euro. Sul totale delle sofferenze pari a 162,2 miliardi di euro a giugno 2014, 109,9 miliardi risultavano relativi a finanziamenti oltre il mezzo milione di euro erogati ad appena 51.324 soggetti, il 4,23% dei clienti “problematici” degli istituti; 20,9 miliardi di sofferenze sono a carico di soli 505 soggetti, lo 0,04% del totale; sul 95% dei clienti (più di 1 milione di soggetti), che hanno prestiti da 250 euro a 500.000 euro, pesa solo il 32% delle sofferenze (52 miliardi).

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Nove febbraio: Giornata internazionale per l’epilessia

Posted by fidest on Sunday, 8 February 2015

epilessiaIn oltre 125 Paesi – tra i quali l’Italia – sono state organizzate numerose iniziative per diffondere informazioni su questa grave malattia. L’epilessia colpisce circa 65 milioni di persone ed è, pertanto, una delle malattie neurologiche più diffuse nel mondo. Nonostante questi numeri, l’epilessia rimane un problema sommerso a causa degli irragionevoli pregiudizi che ad essa sono associati. Seppure esistono numerosi farmaci che controllano le crisi consentendo a chi ne fa uso di condurre una vita normale, il 30% delle persone con epilessia non risponde alle terapie attualmente disponibili, con gravi ricadute sulla loro qualità di vita. Nei Paesi meno ricchi solo una piccola percentuale dei malati ha accesso alle terapie e non sempre in maniera regolare. Tutto ciò fa dell’epilessia una vera e propria emergenza sanitaria e sociale. In questo scenario la Giornata Internazionale per l’Epilessia è l’occasione per portare fuori dall’ombra i problemi legati alla malattia. Le principali organizzazioni che nel mondo si occupano di epilessia, l’International League Against Epilepsy (ILAE) e l’International Bureau for Epilepsy (IBE), hanno fortemente voluto questa celebrazione e stanno coordinando le iniziative in programma nei diversi Stati. In Italia, la FIE (Federazione Italiana Epilessie) che riunisce 23 associazioni di portatori di interesse operanti in diverse regioni, organizza il 7 Febbraio, a Bologna, un convegno dedicato a temi scottanti della vita quotidiana dei malati. “La nostra organizzazione ha l’obiettivo di restituire alle persone con epilessia la speranza di poter vivere pienamente la propria vita”. Ha commentato Rosa Cervellione, Presidente di FIE. “Gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di questa possibilità sono molteplici ma siamo sicuri che la società civile saprà dare risposte adeguate ai bisogni espressi dalle 500mila persone che in Italia soffrono di epilessia”. In questa direzione, FIE ha avviato una proficua interazione con le Istituzioni sanitarie del Paese e i primi frutti sono stati raccolti: è, infatti, di questi giorni la notizia dell’approvazione della prima risoluzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sull’epilessia. “La risoluzione rappresenta una pietra miliare ? dichiara il Prof. Emilio Perucca, Presidente dell’ILAE – poiché chiede agli Stati Membri un intervento coordinato per ridurre l’impatto della malattia a livello nazionale e globale migliorando l’assistenza, garantendo il rispetto dei diritti civili e aumentando l’investimento in ricerca”. L’Italia ha contribuito all’esito di questa risoluzione rilasciando una dichiarazione formale all’OMS che ne sollecita l’appoggio per favorire specifici interventi socio-sanitari.
Alla vigilia della Giornata Internazionale dell’Epilessia, questo risultato è particolarmente significativo. Infatti, la posizione assunta dall’Italia presso l’OMS, unica tra gli Stati dell’Europa Occidentale, insieme alla Grecia, ad appoggiare la risoluzione con una propria dichiarazione, è la risposta del Ministero della Salute alle istanze delle persone con epilessia delle quali la FIE si è fatta portavoce. “Siamo riconoscenti al Ministero e alla Prof.ssa Marilisa D’Amico ? docente di Diritto Costituzionale, Presidente della 2° Commissione del Consiglio di Presidenza di Giustizia Amministrativa e amica della FIE ? che con la sensibilità dimostrata verso questo tema scottante hanno permesso l’importante risultato. Auspichiamo che sia l’inizio di una proficua collaborazione con le Istituzioni” conclude Rosa Cervellione.

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FLIPPS investe in Italia

Posted by fidest on Friday, 6 February 2015

FLIPPSLa presentazione ufficiale si è svolta a Milano alla presenza dei vertici BVMedia e Publishare, le società che si occuperanno della diffusione italiana, di Paolo Pavan, Ceo Wigepa e responsabile di FLIPPS Europa, e di Metodi Filipov, cofondatore della APP, il quale ha illustrato le caratteristiche tecniche e le potenzialità commerciali della piattaforma FLIPPS, la prima app al mondo in grado di visualizzare istantaneamente sul televisore contenuti multimediali HD sfruttando la rete internet senza l’utilizzo di complessi setup, cavi, usb key, decoder o altro. Una tecnologia brevettata che al momento offre oltre 180 canali con un archivio di più di 300.000 titoli unici tra Film, Cartoni animati, Musica, News, Sport e molto altro sempre disponibile e comodamente navigabile dal proprio device.“All’origine di FLIPPS – ha spiegato Filipov – c’è la convinzione che il digitale debba essere qualcosa di semplice. E che quindi il rapporto tra mobile e tv debba escludere la presenza di cavi, telecomando, box e supporti. Il collegamento deve essere immediato e facile per permettere all’utente di godere di un’esperienza televisiva unica. Per capire FLIPPS basti pensare che l’80% del pubblico americano utilizza un mobile device (smartphone o tablet) mentre guarda la tv e che le previsioni stimano che nel 2018 il 90% possiederà una smart tv”.“In Europa – ha aggiunto Pavan – siamo presenti da due anni e oggi i dowload europei rappresentano il 47% del totale. 4 mesi fa la permanenza media su FLIPPS Italia era di 24 minuti, oggi siamo a 67 minuti. Prima la Gran Bretagna, seconda la Germania, terza la Spagna. Oggi FLIPPS ha 300.000 utenti italiani, il 70% settimanali e il 30% quotidiani. Il nostro obiettivo è raggiungere 1 milione di download entro il 2015”.FLIPPS ha grandi aspettative per l’Italia, un mercato importante soprattutto dal punto di vista qualitativo e dei contenuti che l’Italia potrebbe offrire al mondo. Il pubblico italiano nel mondo è numericamente consistente ( sono già stati raggiunti 1 milione 800 mila user italiani) ed è molto interessato a seguire informazioni e programmi dall’Italia. Con FLIPPS potrebbe farlo in modo assolutamente facile e gratuito, semplicemente scaricando una app sul proprio device e potendo trasferire i contenuti direttamente sul proprio televisore smart. A confermare l’attenzione per il mercato italiano della società americana l’avvio, a partire da lunedi 9 febbraio, del primo canale di notizie in italiano su FLIPPS. Si chiamerà TAP NEWS e sarà realizzato da ESTE News del Gruppo Media News. Un tg vero e proprio di 25 minuti, ogni giorno dalle ore 19 (italiane), preceduto da 15 minuti di approfondimento sportivo.“Uno dei canali al quale crediamo molto – aggiunge Valerio Gallorini di BVMedia, responsabile FLIPPS Italia – è FILM MAGIC, dedicato ai film indipendenti e che permette la distribuzione internazionale di tutte quelle produzioni ( e in Italia ce ne sono tante e di qualità!) che nei circuiti ufficiali e in tv non riuscirebbero mai ad entrare. E’ una grande opportunità che vogliamo offrire ai talenti italiani e che a breve attiveremo anche in italiano. FLIPPS in Italia ha un futuro grandioso”.“L’Italia – dice Pavan – paga purtroppo il gap digitale rispetto ad altri paesi del mondo e d’Europa. Speriamo possa presto diminuire perché il futuro passa da qui. Internet può offrire la valida alternativa all’utilizzo dei trasmettitori, che sappiamo avere ripercussioni sull’inquinamento elettromagnetico. Con FLIPPS è possibile portare un canale in HD su tv tramite internet, con percezione qualitativa anche in quelle zone dove il supporto delle infrastrutture è carente”.Al di là della tecnologia però sono i contenuti a fare la differenza. E l’offerta FLIPPS su questo è decisamente interessante e in grande espansione: “Abbiamo coinvolto gli editori più importanti – conclude Filipov – e aperto oltre 180 canali internazionali. Un’opportunità unica perché permette una divulgazione internazionale di programmi che altrimenti avrebbero solo un circuito nazionale, e inoltre con possibilità di targettizzare il pubblico per aree geografiche”.FLIPPS è l’unica applicazione al mondo in grado di aggregare oltre 250 mila supporti tv, compatibile con più di 5000 modelli diversi di smart TV, con Xbox, Dish Hopper, Apple Tv, Chromecast e apparati DLNA compatibili. Alcuni contenuti sono a pagamento, ma a costi accessibili: l’abbonamento Premium, ad esempio, costa 5,99 al mese ed è revocabile, senza vincoli temporali, in qualsiasi momento. (foto: FLIPPS)

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