Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘italia’

Investimenti e formazione in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Roma 11 dicembre 2019 ore 10.00, Palazzo San Macuto- Sala del refettorio, in via del Seminario 76 il Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione Aggiornamento Professionale presenta due pubblicazioni inedite, un rapporto sull’analisi comparata degli investimenti sulla situazione in Italia e i trend sulla formazione nelle singole Regioni, a due anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo 61 che aveva l’obiettivo di risolvere le difficoltà connesse alla transizione scuola-lavoro, disoccupazione, processo di reskilling della forza lavoro. E una relazione che focalizza la coerenza tra le norme regionali e quelle nazionali di sistema.“Obiettivo è evidenziare la situazione e sviluppare un dialogo costruttivo con le Commissioni competenti – afferma il Direttore Generale CNOS-FAP, Enrico Peretti – affinché i risultati ottenuti ad oggi siano in futuro, resi disponibili per tutti i ragazzi e resi stabili nel tempo”.
Interverranno all’evento, tra gli altri, Valentina Aprea, VII Commissione della Camera dei Deputati, Cristina Grieco, assessore Toscana e Coordinatrice IX Commissione delle Regioni, Salvatore Pirrone, Direttore Generale ANPAL, Paola Nicastro, Direttore Generale INAPP, Eugenio Gotti del PTSCLAS e Giulio Maria Salerno dell’Università di Macerata, autori delle pubblicazioni e Paola Vacchina, Presidente di FORMA curerà le conclusioni.

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Decima edizione del Rapporto L’Italia del Riciclo

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Fotografa l’andamento del settore del riciclo negli ultimi 10 anni: lo sviluppo e le criticità delle 18 filiere del riciclo, un’analisi sui quantitativi di materie prime riciclate che il settore del riciclo fornisce all’industria nazionale. Questi gli highlights del Rapporto e in allegato il comunicato stampa e le schede di sintesi sulle singole filiere:
· L’Italia si conferma avanguardia dell’industria europea del riciclo, attestandosi per il recupero degli imballaggi al terzo posto (con un tasso di riciclo al 67%), dopo Germania (71%) e Spagna (70%).
· Diverse filiere degli imballaggi (carta, vetro, plastica, legno, alluminio e acciaio) hanno già superato, o sono a un passo dal farlo, i nuovi obiettivi previsti a livello europeo per il 2025, altre (RAEE, veicoli fuori uso) crescono più lentamente.
· Il settore del riciclo si conferma strategico per un Paese, il nostro, povero di materie prime e che ogni anno dal riciclo riceve 12 milioni di tonnellate di materie prime per l’industria nazionale.
La versione integrale del Rapporto sarà online sul sito http://unicircular.org/

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Presentazione Rapporto L’Italia del Riciclo

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

Roma, 6 dicembre ore 9:30, Sala Nazionale Spazio Eventi, Via Palermo 10 verrà presentata la decima edizione del Rapporto L’Italia del Riciclo che quest’ anno contiene tutti i trend del settore nell’ultimo decennio ed evidenzia le principali criticità affrontate dal comparto in questi dieci anni. Complessivamente il riciclo dei rifiuti in Italia in questi anni ha continuato a fare passi avanti importanti per le quantità di rifiuti trattate, per i miglioramenti intervenuti negli impianti e nelle tecnologie di trattamento e il sistema è, in generale, pronto a raggiungere gli obiettivi delle nuove Direttive. Come ogni anno, il Report presenta l’aggiornamento sull’andamento di tutte le filiere.

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Compravendite di immobili non residenziali in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

In particolare, nel 2018, gli immobili destinati alle attività economiche hanno originato oltre 51 mila transazioni immobiliari per un fatturato immobiliare, prodotto del numero di compravendite per il loro valore, di 15,6 miliardi di euro, ovvero un sesto di quanto registrato per il comparto residenziale (pari a 94,3 miliardi di euro). Il peso effettivo del comparto, pur essendo caratterizzato da un volume di scambi relativamente contenuto, in realtà determini un valore commerciale ben più consistente e pari al 14% del mercato immobiliare italiano nel suo complesso, da cui si ha conferma del fatto che i valori medi per unità compravenduta risultano significativamente più elevati rispetto a quelli rilevati per il residenziale.Nello specifico, delle 51.571 compravendite di immobili non residenziali, il 57% è costituito da negozi (circa 30 mila transazioni), il 24% da capannoni e il restante 19% da uffici. Complessivamente il volume delle compravendite è cresciuto del +1,9% rispetto all’anno precedente, dato che sintetizza andamenti diversificati: crescita del +4,6% per il comparto commerciale, flessione del -3,7% per quello direzionale, sostanziale stabilità per quello produttivo. Se però parliamo di fatturato immobiliare, i rapporti di forza si presentano diversamente in quanto i capannoni costituiscono ben il 42% del totale, poco al di sopra del settore commerciale che, a sua volta, costituisce il doppio di quello direzionale. Inoltre, a fronte di una sostanziale invarianza del fatturato generato da questi tre mercati (-0,4% nel 2018), si osserva una crescita del +2,9% del mercato dei negozi e una contestuale diminuzione dei capannoni, mentre gli uffici restano pressoché sui livelli dell’anno precedente.

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Malattie reumatologiche in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

In Italia due milioni di persone, soprattutto donne d’età compresa fra i 25 e i 45 anni, sono colpite da fibromialgia. Si tratta di una malattia reumatologica molto dolorosa, dalle cause ignote e contro la quale non sono ancora state messe a punto terapie realmente efficaci. Da qui l’esigenza di istituire il primo registro nazionale sulla malattia, un progetto realizzato dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR) con il patrocinio del Ministero della Salute. L’obiettivo è ottenere uno strumento che consenta ricerche scientifiche approfondite e favorisca lo sviluppo della medicina di precisione. Il registro viene presentato oggi in occasione della seconda giornata del 56° Congresso Nazionale della SIR che vede riuniti fino a domani a Rimini oltre 2.000 medici. “Per la prima volta il paziente è stato messo al “centro” per un nuovo, ambizioso e complesso progetto, che ha visto finora la partecipazione attiva di 19 centri di reumatologia sul territorio nazionale – sottolinea Fausto Salaffi, Consigliere Nazionale della SIR e delegato ai problemi legati alle malattie da dolore cronico -. L’iniziativa ha consentito di ottenere quella che è, ad oggi, la più ampia casistica italiana di pazienti. I dati epidemiologici e clinici ottenuti potranno ampliare così la conoscenza della malattia, nella speranza di migliorarne il percorso diagnostico terapeutico e incentivare un approccio più personalizzato. La fibromialgia è la terza patologia reumatologica più diffusa nel nostro Paese e rappresenta da sola il 20% di tutte le diagnosi che formuliamo in ambito ambulatoriale. E’ quindi fondamentale riuscire a perfezionare l’assistenza ai malati”. Nonostante la fibromialgia sia così frequente nel nostro Paese, solo il 24% degli italiani ne ha sentito parlare. Più in generale quasi tutte le patologie reumatologiche risultano poco conosciute dal grande pubblico. Per questo la SIR promuoverà per il terzo anno consecutivo #Reumadays, una campagna itinerante che il prossimo anno coinvolgerà altre città italiane. I medici specialisti reumatologi, grazie anche al supporto delle associazioni di pazienti, andranno nelle piazze con speciali info-point. Spiegheranno alla cittadinanza queste patologie, come prevenirle e soprattutto l’importanza di segnalare tempestivamente i sintomi ad un medico. Sarà possibile ricevere materiale informativo, consulti medici ed eseguire dimostrazioni di alcuni esami. Particolare attenzione sarà invece riservata agli over 65 con la nuova edizione della campagna Malattie Reumatologiche? No Grazie! Attraverso una partnership con Senior Italia FederAnziani la SIR andrà nei centri anziani della Penisola per tenere speciali lezioni di salute. “Trattiamo delle malattie in crescita che presentano numeri davvero imponenti – aggiunge Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale SIR -. In totale interessano oltre cinque milioni di persone d’ogni fascia d’età e si calcola che un over 65 su tre deve assumere regolarmente farmaci antinfiammatori e antireumatici. Tuttavia non godono della stessa notorietà e attenzione di altre gravi patologie. La nostra Società Scientifica deve perciò sempre di più impegnarsi anche in campagne informative”. “Sarà un’ottima occasione per ribadire il ruolo indispensabile che il reumatologo deve avere all’interno del sistema sanitario nazionale- sottolinea Guido Valesini, Vice Presidente SIR -. Questo va difeso e potenziato soprattutto per quanto riguarda la libertà prescrittiva, un diritto che deve essere sempre rispettato e garantito nell’interesse sia del clinico che del malato”. “Dobbiamo confrontarci con gli amministratori e le istituzioni per riuscire ad assicurare sempre la disponibilità delle terapie innovative – sostiene Roberto Gerli, Presidente Eletto SIR -. Con queste cure possiamo garantire una buona qualità a chi sta affrontando patologie difficili e molto dolorose come artrite reumatoide, artrite psoriasica o connettiviti”.

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L’Italia che dimentica le sciagure

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

“L’Italia è un campione di velocità nel passare dall’emozione per una sciagura alla sua rimozione nella memoria collettiva e conseguentemente nelle scelte politiche per eliminarne le cause”: la frase ad effetto è di Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto al convegno per i 30 anni della Legge 183 sulla Difesa del Suolo, organizzato nella Capitale dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Roma.
“Gli esempi si sprecano – prosegue il DG di ANBI – Dalla Legge sul Consumo del Suolo, ferma in Parlamento dal 2012 al susseguirsi degli stati di calamità, per i quali mediamente lo Stato riesce a rifondere solo il 10% dei danni; senza parlare delle irresponsabilità costruttive, su cui deve indagare la magistratura o dei ritardi burocratici. Di fronte a questo scenario è necessario che a prevalere siano le competenze che ci sono, come nei Consorzi di bonifica, per un grande piano di prevenzione civile; primi obbiettivi devono essere l’approvazione della legge contro la progressiva cementificazione del territorio, nonchè la riduzione dei tempi fra il momento decisionale e quello esecutivo per le opere pubbliche.”

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“La vicenda di Hong Kong non può lasciare indifferente l’Italia e il nostro governo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2019

“Perché è questione che riguarda i destini di tutto l’Occidente nei rapporti con una potenza quale è la Cina. Questa conferenza sia di esempio anche per il M5S, campioni delle dirette streaming, visto che Grillo si è recentemente recato a colloquio con l’ambasciatore cinese a Roma senza che si sia saputo nulla dei contenuti del loro incontro. Spero che la prossima settimana il Parlamento italiano si possa esprimere con una mozione unitaria a sostegno della democrazia e ai giovani di Hong Kong, ancorché il ministro degli Esteri abbia espresso una sua opinione personale di non ingerenza su Hong Kong”.E’ quanto ha dichiarato il senatore DI Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, promotore dell’iniziativa, insieme al Partito Radicale, che oggi al Senato ha visto la partecipazione di Joshua Wong, il leader delle proteste ad Hong Kong. “Hong Kong è come Berlino durante i due blocchi – ha sottolineato Urso – quello occidentale e quello comunista, ad Hong Kong si gioca il destino del mondo e della libertà dell’Occidente, è la cartina di tornasole di quello che potrebbe accadere una volta che la Repubblica popolare comunista cinese dovesse diventare la potenza globale capace di dominare gli scacchieri di diversi continenti. Se la Cina oggi intende conculcare con la forza le giovani generazioni di Hong Kong e non rispettare i diritti umani stabiliti dai trattati internazionali, vuol dire che questa è la sua intenzione, la sua postura, in tutto il mondo, e allora dovremmo preoccuparci, molto”.

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Rapporto: L’Italia del Riciclo

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2019

Roma, 6 dicembre, ore 9.30 – Sala Nazionale Spazio Eventi, via Palermo, 10 verrà presentata la decima edizione del Rapporto L’Italia del Riciclo che quest’ anno contiene tutti i trend del settore nell’ultimo decennio ed evidenzia le principali criticità affrontate dal comparto in questi dieci anni. Complessivamente il riciclo dei rifiuti in Italia in questi anni ha continuato a fare passi avanti importanti per le quantità di rifiuti trattate, per i miglioramenti intervenuti negli impianti e nelle tecnologie di trattamento e il sistema è, in generale, pronto a raggiungere gli obiettivi delle nuove Direttive. Come ogni anno, il Report presenta l’aggiornamento sull’andamento di tutte le filiere.

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Rapporti tra la comunità polacca e l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Torino. Sabato 30 novembre alle 15 al Circolo della Stampa, a Palazzo Ceriana Mayneri in corso Stati Uniti 27, saranno celebrati il centenario del ripristino delle relazioni diplomatiche tra Polonia e Italia e il 70° della nascita della Comunità polacca di Torino-Ognisko Polskie w Turynie. È prevista la presenza di autorità polacche e italiane, tra cui l’ambasciatrice della Polonia a Roma, Anna Maria Anders, figlia del generale Wladyslaw Anders, comandante del II Corpo polacco che combatté i nazifascisti sul fronte italiano e liberò la Città di Bologna il 21 aprile 1945. Presenti anche il Direttore del Dipartimento del Ministero degli Esteri per la collaborazione con i polacchi all’estero Iwona Kozłowska e la Console generale di Polonia a Milano, Adrianna Siennicka.Dopo i saluti istituzionali è in programma una conferenza del professor Marco Brunazzi, dell’Istituto storico Gaetano Salvemini, sulle relazioni diplomatiche tra Polonia e Italia, seguita da una tavola rotonda sui 70 anni dell’attività di Ognisko Polskie w Turynie, introdotta dalla professoressa Krystyna Jaworska dell’Università di Torino. Interverranno il console onorario della Repubblica di Polonia a Torino, Ulrico Leiss de Leimburg, la Presidente della comunità polacca, Elżbieta Grzyb-Faragli, le ex presidenti Wanda Romer e Barbara Stasiowska. Seguirà la presentazione dell’album fotografico realizzato per celebrare i 70 anni di Ognisko Polskie w Turynie. L’evento, patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino e cofinanziato dal Ministero degli Esteri della Repubblica di Polonia, si concluderà con un concerto della pianista Dominika Szlezynger, che proporrà pagine di Domenico Scarlatti, Fryderyk Chopin, Ruggero Leoncavallo e Ignacy Paderewski.

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L’Italia e la lotta ai tumori

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

In Italia per il 2019 sono stimati 371 mila nuovi casi di cancro, attualmente 3.460.000 persone convivono con un tumore, tuttora seconda causa di morte nel nostro Paese, ma quasi la metà dei cittadini si sente ancora poco informata: al Nord come al Sud solo un italiano su due (55%) ritiene di avere sufficienti informazioni. Gli italiani però, e in particolare i pazienti oncologici, sono per lo più (64%) soddisfatti dell’assistenza offerta dal Servizio sanitario, seppure con forti differenze regionali: la percentuale dei giudizi positivi va dall’81% dei lombardi al 26% dei cittadini della Calabria, dove si registra anche il picco (36%) dei giudizi negativi. Ma ancora oggi un tumore su tre è scoperto per caso e solo il 6% viene evidenziato da un controllo di screening offerto dal SSN, e anche qui con rilevanti differenze regionali, dal 9% della Lombardia al 2% della Calabria.Sono le principali indicazioni che emergono dalla ricerca “L’Italia e la lotta ai tumori: il punto di vista di pazienti e cittadini”, realizzata a livello nazionale e in 6 Regioni dall’Istituto Ipsos, che ha coinvolto in modo parallelo cittadini e pazienti oncologici e onco-ematologici su temi legati alla salute e all’assistenza sanitaria.La ricerca è stata presenta oggi in occasione del Forum Annuale del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” promosso da Salute Donna onlus e da 24 Associazioni che dal 2014 si confrontano con le Istituzioni nazionali e regionali per migliorare la presa in carico e la tutela dei diritti dei pazienti oncologici.
Nel corso del Forum sono stati proclamati i vincitori della prima edizione del Cancer Policy Award, riconoscimento onorario assegnato ai politici che hanno interpretato e tradotto in Atti a livello nazionale e regionale i punti qualificanti dell’Accordo di Legislatura sottoscritto dalle Associazioni dei pazienti con le istituzioni.

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“Family First: In Italia insieme alla tua famiglia”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, insieme a Caritas Italiana e Consorzio Communitas presentano oggi il rapporto “Family First: In Italia insieme alla tua famiglia”, frutto di una ricerca sul ricongiungimento familiare dei rifugiati in Italia.Il ricongiungimento è spesso l’unico modo per garantire il rispetto del diritto all’unità familiare delle persone costrette a fuggire da persecuzioni e guerra, le quali troppo spesso sono costrette a fare la difficile scelta di lasciare la propria famiglia per cercare protezione in un altro paese, senza sapere se i propri cari sono al sicuro.La separazione forzata dei membri della famiglia può avere conseguenze devastanti sul benessere delle persone e sulla loro capacità di ricostruire la propria vita. Nella Dichiarazione di New York sui Rifugiati e i Migranti del 2016, gli Stati si sono impegnati ad ampliare le possibilità di protezione e tutela per i rifugiati, incluso il riconoscimento del ricongiungimento familiare come mezzo per facilitare una migrazione sicura e regolare.È in quest’ottica che UNHCR, Caritas Italiana e Consorzio Communitas hanno lanciato il progetto Family First, volto a migliorare e facilitare le procedure e i meccanismi di ricongiungimento familiare in Italia per i beneficiari di protezione internazionale, e che nella sua fase iniziale ha prodotto la ricerca presentata oggi a Roma.In Italia la normativa prevede diverse misure favorevoli che dovrebbero accelerare il ricongiungimento familiare dei rifugiati; tuttavia nella prassi, mancanza di informazione, lunghi tempi di attesa e numerosi ostacoli burocratici, rischiano di compromettere questo diritto. Per questo motivo, il report contiene alcune raccomandazioni alle autorità italiane per poter rendere realmente efficiente la procedura e far sì che il ricongiungimento possa costituire un’alternativa sicura e credibile ai viaggi organizzati dai trafficanti.Verrà inoltre lanciata la campagna informativa rivolta a rifugiati ed operatori che attraverso materiali multimediali mira a fornire informazioni corrette sulla procedura di ricongiungimento familiare. Per saperne di più e scaricare il rapporto: http://www.ricongiungimento.it

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Italia-Turchia, la cooperazione si gioca sul clima e la società civile

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development (SCSD-SD) è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea, nell’ambito del programma Civil Society Dialogue. Obiettivo è migliorare e sostenere un dialogo efficace con la società civile e sviluppare la cooperazione tra Turchia e Italia nel settore ambientale.Coinvolgere le principali organizzazioni della società civile e gli Enti locali per aumentare gli scambi bilaterali e la cooperazione nel settore ambientale a lungo termine tra Turchia e Italia. È questo il principale obiettivo del progetto SCSD-SD, co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Civil Society Dialogue – V e i cui partner sono Kyoto Club, Roma e Çevreci Enerji Derneği (Environmental Energy Association), Smirne.Durante la visita della delegazione turca in Italia, tenutasi a Roma tra il 24 e il 27 settembre 2019, sono state coinvolte diverse organizzazioni ambientaliste locali e nazionali, centri di ricerca, associazioni di categoria al fine di scambiare buone pratiche e rafforzare i contatti bilaterali tra i due Paesi. Tra le organizzazioni visitate: Coordinamento FREE, Associazione Nazionale Energia del Vento (ANEV), ISES Italia, Campagna Amica, Lunaria, Federbio, Legambiente, Greenpeace, Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria (CREA), Yunus Emre Institute, Azzero CO2, Qualenergia.it, E3G. Durante gli incontri, sono state presentate proposte per la nascita di un network attivo sui temi dell’agricoltura e sono emersi interessi comuni circa le opportunità sull’eolico nell’area di Smirne.Kyoto Club e Çevreci Enerji Derneği hanno poi redatto il monitoring report, uno studio che approfondisce l’acquis comunitario in materia di ambiente, clima ed energia e che illustra i progressi compiuti dalla Turchia nell’armonizzare il proprio quadro normativo ambientale con quello dell’Unione. Scopo dello studio è offrire una comparazione tra i due sistemi e dare un’idea di cosa manca alla Turchia per allinearsi con la normativa UE ai fini dell’ingresso.Dal report si apprende come, negli ultimi anni, la Turchia, nonostante alcuni persistenti ritardi, abbia realizzato importanti progressi nella gestione dei rifiuti, nel controllo dell’inquinamento, nella riduzione dei rischi idrogeologici e nella qualità delle sue acque e dell’aria.A questo proposito, la “Strategia Europea di Approssimazione Integrata 2007-2023” stabilisce gli obiettivi, i target e le attività da intraprendere in Turchia per i diversi settori: secondo la Strategia, il costo di investimenti necessari per garantire l’allineamento con l’acquis ambientale dell’UE è stimato a circa 59 miliardi di euro.Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development è un progetto sostenuto nell’ambito del programma Civil Society Dialogue finanziato dall’Unione europea. Civil Society Dialogue è un programma che riunisce le organizzazioni della società civile provenienti dalla Turchia e dall’UE attorno ad argomenti comuni, per scambiare conoscenze ed esperienze e costruire un dialogo sostenuto tra di loro. Il Dipartimento per le Politiche Europee è l’istituzione responsabile dell’attuazione tecnica del programma, mentre l’unità centrale per le finanze e i contratti è l’autorità di controllo del programma.

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Italia: Dobbiamo rilanciare il Sud attraverso la corretta amministrazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

L’obiettivo? In Calabria bisogna sostenere, lo sviluppo e l’attuazione di progetti e programmi dedicati alla circular economy. Ciò significa non solo iniziative in grado di promuovere il riciclo ma anche capaci di prevenire ed eliminare la produzione di rifiuti, migliorare l’efficienza d’uso delle risorse e sostenere la circolarità in tutti i settori economici dell’Unione.
Di questo ne parleremo, con gli amministratori calabresi, nel convegno organizzato dal movimento d’opinione regionale Un’Altra Storia che si terrà nella città di Cosenza, il giorno 15 Novembre 2019, alle ore 17,00, presso l’hotel Royal in Via Medaglie D’oro. Modera Gianfranco Bonofiglio direttore La Voce Cosentina, introduce Vincenzo Granata coordinatore Flat Tax Cosenza e Vicepresidente Vicario ATO Cosenza, intervengono Salvatore Pichierri Democrazia Mediterranea, Mimmo Bilotta Economista, Domenico Ziccarelli Assessore Ambiente Comune di Rende, Raffaele d’agostino consigliere comunale Gioia Tauro, Paolo Calabrese Sindaco di San Martino di Finita, Angelo Barbiero consigliere comunale di Pedivigliano, Francesco Falsetti Cleto, Claudio Albanese consigliere comunale Pedivigliano, Gioacchino Lorelli Sindaco di San Pietro in Amantea. Conclude Maximiliano Granata Presidente del Consorzio Valle Crati .(Il Presidente Consorzio Valle Crati Avv. Maximiliano Granata)

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Il futuro digitale dell’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 novembre 2019

Milano 13 novembre a partire dalle ore 9,30 presso il Sole 24 ore – Sala Bianchi – Via Monte Rosa, 91. Sarà un importante momento di confronto dedicato al futuro digitale del nostro Paese. Partendo dai dati del Rapporto “Il digitale in Italia 2019”, giunto alla 50 edizione, che verrà presentato per l’occasione e con proiezioni sino al 2021, ci si confronterà sul ruolo del digitale per la crescita del Paese. E ci si confronterà sulle scelte da fare per sciogliere tre nodi fondamentali: dare continuità alla trasformazione digitale delle imprese, rilanciare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, colmare il gap di competenze digitali. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi del Ministro per l’Innovazione Paola Pisano, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il Presidente di Anitec-Assinform Marco Gay, il Presidente di Confindustria Digitale Cesare Avenia, il Presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz e il Presidente del Sole 24 Ore Edoardo Garrone.

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L’Italia rischia una crisi energetica

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

Se non investe rapidamente in impianti moderni, efficienti e a basso impatto ambientale: più elettricità da fonti rinnovabili come vento, sole, acqua, biomasse; più centrali alimentate da metano; nuove connessioni per rafforzare la rete di alta e media tensione; sistemi di accumulo, realizzati soprattutto nel Mezzogiorno.“Per fare questi investimenti è urgente un progetto forte di politica energetica che aiuti la transizione e l’uscita dal carbone”, avverte Alessandro Marangoni, economista di Althesys, intervenuto nell’incontro “Il futuro del sistema elettrico italiano, decarbonizzazione, rinnovabili, reti” a Key Energy, la rassegna della IEG sulle nuove energie in corso a RiminiFiera. “Finora ci salvano le importazioni, ma presto non basteranno più – dice ancora Marangoni. Gli scenari NET, lo strumento Althesys di analisi sui trend del mercato elettrico, indicano una serie di criticità nel medio termine, tra cui la necessità di realizzare al 2026 nuove centrali a gas per 5 GW e accumuli per 3 GW, per limitare deficit, e di ulteriori 8 GW a gas e oltre 4 GW di accumuli al 2030.Accade infatti che, mentre altri Paesi europei non intendono rinunciare a bruciare forsennatamente il carbone, in primo luogo la Polonia e la “virtuosa” Germania, l’Italia ha deciso di chiudere entro 6 anni le sue centrali a carbone, come quelle di Brindisi, di Civitavecchia, quelle in Sardegna e quelle in Alta Italia: a Fusina, nel comune di Venezia e a Monfalcone, in provincia di Gorizia. Per compensare il cosiddetto phase-out occorre mettere mano al rafforzamento delle reti sulla dorsale Sud-Nord e ad un nuovo collegamento triterminale tra Sardegna, Sicilia e Campania. È inoltre necessario sviluppare i necessari sistemi di accumulo strategici per l’equilibrio del sistema, prevedendo 3 GW in più rispetto agli obiettivi della Sen per il Sud e le isole, ma anche nuova generazione FER al 2025 per 9,3 GW di fotovoltaico e 3,6 GW di eolico.“Purtroppo le sole fonti rinnovabili non basteranno a sostituire i grandi impianti a carbone. E nel frattempo – aggiunge Marangoni – le politiche climatiche e ambientali dovrebbero spostare i consumi verso l’elettricità, anche quelli termici e dei trasporti”. L’Italia dovrà dunque rivedere al rialzo il target di cui alla proposta PNIEC 2019 (30%), andando oltre il 55,4% per l’elettrico. Il fotovoltaico dovrebbe quindi superare i 50 GW indicati dal piano, arrivando a produrre più di 74 TWh/anno, mentre l’eolico dovrebbe più che raddoppiare, passando da 10,4 a 18,4 GW.“Appare, dunque, evidente – conclude Marangoni – che è necessario mettere mano a una riforma complessiva del mercato elettrico, andando così oltre le indicazioni del Clean Energy Package la cui revisione del market design pare oggi di non ampio respiro”.

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Le sessioni di Binge-Watching sono in aumento anche in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

Sono cresciute del 18% dallo scorso anno raggiungendo una media di 2 ore e 29 minuti per sessione. In Italia la media è di 2 ore e 12 minuti per sessione ma, secondo il sondaggio, sono gli americani a risultare i più accaniti binge-watchers con sessioni che durano in media oltre 3 ore. I consumatori, inoltre, stanno investendo più denaro nei servizi di video online. Il rapporto rivela che il 47% dei consumatori in Italia guardano video online su una Smart TV e su app di video online (rispetto al 37% nel 2018). In particolare, risulta che la visione di video in modalità online in Italia ha registrato un aumento del 25% nell’ultimo anno e che, in termini di contenuti video, l’Italia predilige i film e lo smartphone è il dispositivo preferito per accedere ai video online. Con l’aumento della domanda di streaming anche le aspettative per una visione di qualità sono in aumento. Ad esempio, oltre la metà dei consumatori in Italia (52%) segnalano frustrazioni per il rebuffering (interruzione dello streaming) e il 29% segnala problemi di qualità video, i fornitori di streaming dovranno dunque privilegiare la qualità dell’esperienza per allinearsi alle richieste degli spettatori e mantenere gli abbonati. “C’è grande clamore attorno alle guerre di streaming, in particolare quando vengono lanciati nuovi e importanti servizi. Il nostro sondaggio conferma che la domanda è reale”, ha affermato Michael Milligan, Senior Director di Limelight Networks. “I consumatori stanno abbracciando nuove piattaforme di streaming, ma il mantenimento degli abbonati richiede molto più che buoni spettacoli. Per avere successo a lungo termine è necessario un equilibrio tra programmazione di qualità ed esperienze utente senza interruzioni. Ecco perché Limelight sta investendo nell’ampliamento della capacità globale, nella fornitura di video online di altissima qualità e nella creazione di esperienze di visualizzazione interattive innovative.” Dal sondaggio si apprende, tra l’altro, che: “Gli uomini risultano essere più sedentari delle donne. In genere, in media, gli uomini guardano 30 minuti in più di video online e 40 minuti in più di trasmissioni televisive rispetto alle donne a livello globale”. La visione delle trasmissioni TV, in generale, subisce un arresto ma resta comunque più popolare rispetto a quella dei video online. L’Italia risulta essere la nazione con la più alta percentuale di utenti che seguono le trasmissioni TV con un totale di 9 ore a settimana e una media di un’ora e 38 minuti in più rispetto alla visione dei video online. Il pubblico globale che segue la TV tradizionale rimane superiore a quello dei video online in tutti i paesi, tranne Singapore e India. La sensibilità relativamente ai costi è il fattore decisivo negli abbonamenti. L’aumento dei prezzi è il primo dei motivi per cui i consumatori italiani annulleranno i servizi di streaming (62%), più della mancanza di contenuti interessanti (18%). I consumatori in Italia hanno maggiori probabilità di interrompere il servizio via satellite o via cavo a causa dei costi (53%).
Gli annunci streaming non devono interrompere l’esperienza di visualizzazione. I consumatori globali accettano maggiormente gli annunci durante un video online se possono saltarlo (59%) e se si tratta di un breve annuncio prima di un video gratuito (57%).
I telefoni cellulari superano i PC per i video online. Per la prima volta in assoluto gli smartphone hanno superato i computer come dispositivo preferito per guardare i video online.

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Stati Uniti d’Europa. Trump vuole che l’Italia esca dall’Ue. Non conviene

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Ci ha provato prima con il Regno Unito e, pochi giorni fa, anche con l’Italia. E’ il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha dichiarato: “L’Italia è un altro Paese che starebbe molto meglio senza la Ue”, promettendo vantaggi commerciali. I dati smentiscono il presidente Trump. Vediamo:
Valore delle esportazioni italiane nel Mondo: 462 miliardi.
Valore delle esportazioni italiane verso la Ue: 260 miliardi.
Valore delle esportazioni italiane verso gli USA: 42 miliardi.
Quindi, le esportazioni italiane verso gli Usa rappresentano solo il 9% delle nostre esportazioni nel Mondo, mentre le esportazioni italiane verso la Ue ne rappresentano ben il 56%. La principale voce delle esportazioni italiane sono i macchinari, siamo, cioè, un Paese “metalmeccanico”. E’ di tutta evidenza che all’Italia conviene rimanere nella Ue.Fuori dalla Ue, l’Italia si troverebbe il muro dei dazi alzati dai Paesi europei, il cui valore sarebbe complessivamente superiore a quelli posti dagli Usa.Fuori dalla Ue, l’Italia si troverebbe schiacciata tra due colossi economici: quello americano e quello cinese, che rappresentano rispettivamente il 24% e il 16% del prodotto interno lordo mondiale. L’Italia con il suo 2,4% del Pil mondiale farebbe la fine del vaso di coccio tra quelli di ferro: una catastrofe per i cittadini italiani.Ricordiamo che il Pil complessivo della Ue è del 21%, secondo agli Usa e prima della Cina, e che, solo muovendoci come Ue, possiamo confrontarci con questi due giganti economici.Eppure, prima delle elezioni nazionali, Lega e M5s volevano uscire dalla Ue. Ora il M5s ci ha ripensato, la Lega, invece, ondeggia tra dichiarazioni favorevoli alla Ue la mattina, e quelle contrarie la sera. Sempre a caccia di voti.E’ necessario, quindi, proseguire nella integrazione europea, per arrivare alla stessa politica estera, fiscale e militare. Insomma, occorrono gli Stati Uniti d’Europa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il divario tra Nord e Sud Italia non accenna a diminuire

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Interessa tutto il tessuto produttivo, agricoltura inclusa – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Il rapporto Svimez, presentato oggi a Roma, evidenzia una diminuzione del 2,7% del valore aggiunto dell’agricoltura al Sud nel 2018, contro un aumento nel Centro-Nord del 3,3%. Ma a preoccupare è soprattutto l’abbandono del Mezzogiorno da parte dei giovani: dall’inizio del secolo ben 2 milioni e 15 mila residenti, la metà giovani fino ai 34 anni, quasi un quinto laureati, hanno scelto di andare altrove per costruire il proprio futuro.Senza il contributo delle nuove generazioni, diventa difficile pensare a un rilancio dell’agricoltura del nostro Mezzogiorno – continua Tiso. I dati mostrano con chiarezza la necessità di stimolare la crescita del Sud attraverso misure che vadano oltre l’assistenzialismo per promuovere lo sviluppo a lungo termine, come per esempio un accesso più agevole al credito per le piccole e medie aziende agricole e finanziamenti mirati. Per includere le nuove generazioni è necessaria un’azione a tutti i livelli: una nuova Pac incisiva integrata da misure adeguate a livello nazionale, come per esempio norme più flessibili in materia di fiscalità e successioni per migliorare l’accesso dei giovani. Se si vuole puntare sull’agricoltura per far ripartire il Sud, non va poi dimenticato un altro gap: quello che distanzia la produttività del lavoro del settore primario dagli altri settori. Finché questo divario persiste, le nuove generazioni sceglieranno lavori con maggiore retribuzione e sarà difficile contrastare l’abbandono dei territori a vocazione agricola.

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Il rapporto Federculture delinea un quadro desolante delle politiche culturali in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Nel 2008 il centrodestra investiva ben 6 miliardi e 550 milioni di euro in cultura, nel 2017 la sinistra con Gentiloni e Franceschini ha decurtato ben 700 milioni. La Nazione è divisa, con i consumi culturali che sì crescono, ma in maniera diseguale in un’inquietante tendenza di frattura geografica. Lo strumento dell’Art Bonus, come dice il rapporto, è diventato un club per ricchi, concentrati al Nord Italia. Va ampliata la platea per estendere la detraibilità anche alle piccole e medie imprese e alle persone fisiche.Dal 2008 al 2018 abbiamo, poi, una diminuzione di coloro che leggono libri, fino ai 23 milioni di persone attuali. La proposta di legge per la promozione della lettura va, quindi, approvata con urgenza, per fornire un quadro normativo di riferimento del tema.In vista della legge di bilancio, l’azione di Fratelli d’Italia sarà rivolta a sanare queste asincronie nelle politiche culturali dell’attuale governo e di quelli di centrosinistra.
Presenteremo emendamenti su questi temi, così da garantire la completa riforma dello spettacolo dal vivo, dell’editoria e del finanziamento pubblico e privato dei beni culturali che l’Italia aspetta da anni.” Commenta il deputato capogruppo FDI in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito, Federico Mollicone, a margine della presentazione della quindicesima edizione del Rapporto Federculture.

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Boom del solare in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

In Italia il mercato del fotovoltaico è entrato in una fase di maturazione: dalle offerte chiavi in mano ai «bitcoin dell’energia» fino ai servizi più ambiziosi come i «Corporate Green PPA» di Solar Power Network che rendono la transizione energetica non più un mero passaggio da fossili a rinnovabili ma una vera riorganizzazione della produzione e del consumo.E lo spazio per crescere è ancora ampio: sul fronte dell’autoconsumo i numeri in Italia sono molto rilevanti. L’energia elettrica non immessa nella rete di trasmissione o di distribuzione ma utilizzata nel luogo di produzione è pari al 22% della produzione complessiva degli impianti fotovoltaici, con una crescita annuale del 2,5% secondo le stime di Solar Power Network.«Can we have capitalism and a planet?». Questa la domanda che si pongono gli analisti di Solar Power Network (www.solarpowernetwork.ca), la multinazionale canadese che, dal Canada agli Stati Uniti passando per il Giappone e per l’Australia ha già cambiato il mercato del fotovoltaico in tutto il mondo e lo sta cambiando ora anche in Italia. E, proprio come Barack Obama, si danno anche una risposta: «yes we can».Gli analisti della multinazionale che ha al suo attivo contratti per la generazione ed autoconsumo “in situ” di energia elettrica per oltre 400 MW di potenza generata attraverso il sole in ben 678 località, tra siti industriali ed edifici commerciali, partono dall’analisi del contesto basandosi su 2 fatti/notizie che ritengono «fondamentali».
Il primo fatto/notizia riguarda le grandi società di «Oil&Gas», che hanno subito un downgrading del rating dei loro titoli a WallStreet proprio a causa del loro modello di business fortemente legato alle fonti fossili. Ed è infatti vero che EXXON è uscita dalla top-10 del listino di New York ed ha subito un downgrade da «buy» a «sell», così come anche Royal Dutch Shell e Repsol, su «sell» da parte di «hashtag» #redburn, e così come nel mirino, seppure in giudizio «neutral» di «hashtag» #redburn, anche BP, ENI ed OMV (dati Solar Power Network tratti da IlSole24Ore).
Poi ancora, secondo fatto/notizia, negli ultimi giorni due dei più grandi fondi di investimento hanno subito l’incapacità di modificare la propria cultura finanziaria riportando notevoli perdite dirette e di rendimento. Black Rock e Vanguard hanno infatti respinto le proposte dei propri soci investitori di spostare il focus su temi riconducibili alla sostenibilità ambientale ed alle rinnovabili (report Solar Power Network tratto da TheGuardian – bit.ly/2LT8YQe – e Reuters – reut.rs/2J9rpNe -).
Quotidianamente assistiamo al sollevarsi di sempre più voci della società civile che si interrogano non solo su quanto possa essere giusto continuare a fondare un modello di business sulle fonti fossili -o su ciò che è più dannoso per il Pianeta- ma addirittura sulla necessità di non continuare ad avere più relazioni commerciali, seppure molto proficue, con loro. Non ultime le proteste negli Stati Uniti contro Microsoft, azienda che ha sbandierato la propria virata verso energia 100% rinnovabile, ma che oggi continua a fornire soluzioni di cloud computing alle grandi corporation del settore Oil&Gas, osservazioni condivise anche dall’interno dai dipendenti della tech corporation.
Certo è che il mondo dell’imprenditoria sperimenta oggi un’onda green che non è solo lunga, ma che si sta gonfiando. In particolare per le aziende, private o pubbliche, che hanno importanti consumi di energia, rimarranno solo due opzioni, cavalcarla o rimanerne travolti. (AJ-Com.Net). AJ/LL 25 OTT 2019 14:40 NNNN

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