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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

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Italia hub energetico? Se ne parlò 42 anni fa

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2023

By Agostino Spataro. In questi giorni di visite, un po’affrettate in verità, del presidente del Consiglio on. Meloni prima ad Algeri e poi in Libia si è riparlato, dopo 42 anni, di Hub energetico italiano da creare in cooperazione con alcuni Paesi africani produttori di gas naturale (Algeria, Libia e altri) per rifornire, diversificando le fonti, oltre che il mercato italiano anche di quelli di alcuni Paesi europei, Specie in campo energetico una cosa è il dire, l’annunciare, ben altra cosa é il fare. A partire dalla realtà attuale che evidenzia una seria riduzione della fornitura ricontrattata (in aumento) dal governo Draghi con l’Algeria e dalla estrema precarietà della situazione interna, politica e militare, in cui si dibatte la Libia del dopo Gheddafi. Il futuro della Libia è tutto da progettare e realizzare. E l’Italia, che in passato seppe costruire (a partire dagli anni ’70, con Aldo Moro ministro degli esteri) un sistema di relazioni assai proficuo di pace e di cooperazione economica e d’altro tipo, nella contingenza attuale, caratterizzata da nuovi, importanti attori internazionale (Turchia, Russia, Egitto, ecc), che spazio, che ruolo potrà avere? Non sappiamo quanta preparazione, studi, ipotesi operative, finanziamenti siano stati preventivati, accantonati per realizzare un obiettivo così ambizioso, annunciato a ripetizione. Staremo a vedere. In ogni caso, sarebbe opportuno che Parlamento e opinione pubblica venissero adeguatamente informati e magare potessero esprimere la loro opinione in merito, nelle forme possibili. Se ho scritto “dopo 42 anni” è perché solo nel 1981 si parlò, in sede politica e parlamentare, di un ruolo dell’Italia, a partire dal metanodotto italo-algerino, per un piano di forniture multinazionali provenienti da diversi Paesi africani produttori e/o titolari di grandi risorse metanifere. In primo luogo, allora, si si pensava a una cooperazione triangolare Italia, Algeria, Nigeria. In tal senso, quello che oggi si chiama Hub lo proponemmo noi parlamentari del Pci, sulla base di diverse iniziative e contatti politici e diplomatici che trovarono espressione in una interpellanza, del 20 febbraio 1981, di cui fu primo firmatario l’on. Fernando di Giulio, presidente del Gruppo Pci alla Camera dei Deputati, seguito da un gruppo di deputati comunisti, fra cui il sottoscritto che già mi ero occupato, con successo e per conto del Pci, unitamente ad altri parlamentari Dc e Psi, della realizzazione del gasdotto Algeria, Tunisia, Italia. Dal testo dell’interpellanza si possono rilevare (ai punti D e 3), le nostre richieste e proposte al governo dell’epoca per avviare i necessari contatti al fine di giungere ad una intesa con i sopracitati Paesi africani per incrementare l’importazione gasiera e candidare l’Italia a centro di raccolta e di distribuzione verso i paesi europei. Insomma l’hub di cui oggi si parla. L’iniziativa non ebbe seguito per la pavidità del governo che subì le pressioni di alcuni Paesi amici quali gli Usa (per motivi geostrategici) e la Francia che era fortemente interessata a sviluppare una propria politica di approvvigionamento, per rifornire il mercato nazionale e, addirittura, alcune aree del nord ovest italiano. A proposito degli annunci di oggi, come siamo messi con questi Paesi amici? Con questa nota non si vuole rivendicare alcunché, solo ricordare al governo e anche alle forze di opposizione (specie a quelle che si considerano eredi del Pci) che esiste un patrimonio di buone relazioni fra Italia, Algeria e Libia, sia in campo energetico che in altri, costruite, passo dopo passo, con l’azione (anche bilaterale) del Pci che- come si può rilevare da documenti politici e parlamentari- diede un notevole contributo alla politica di buon vicinato con i Paesi del Maghreb arabo e più in generale alla politica mediterranea dell’Italia. Oggi il contesto geopolitico ed economico è mutato (in peggio). Soprattutto la Libia e diversi altri Paesi africani sono in preda a crisi interne assai gravi e complesse. Tuttavia c’è ancora spazio per sviluppare grandi progetti di cooperazione reciprocamente vantaggiosa, nei quali si deve accordare una reciprocità di vantaggio a favore dei partner africani. Anche per favorire lo sviluppo socio-economico di questi Paesi e così ridimensionare i processi migratori irregolari che continuano a puntare sull’Italia, come punto di approdo verso l’Europa. L’immigrazione, infatti, non si contiene soltanto con misure restrittive, ma principalmente con politiche, nazionali e soprattutto europee, mirate allo sviluppo economico e dei servizi dei Paesi d’origine. Per far valere, sul serio, il diritto a non emigrare! Oggi si parla di “piano Mattei”. Ma che cosa è in concreto? In conclusione. Il problema che oggi si pone non solo quello di richiamare il governo ad un’azione meglio coordinata e armonizzata (in primis con l’Europa e naturalmente con i Paesi africani interessati), ma anche l’attenzione delle opposizioni che dovrebbero agire per correggere le incongruenze governative e proporre- se ne hanno- più valide ipotesi alternative. Peccato che la “sinistra “attuale non rivendica (forse la sconosce!) questa importante eredità proveniente dal Pci il quale, oltre a intrattenere ottimi rapporti con Algeria e Libia e in generale con il mondo arabo, fu protagonista dall’opposizione, insieme alle principali forze di governo (buona parte della Dc e una certa parte del Psi) della elaborazione e attuazione di una politica mediterranea dell’Italia che diede frutti notevoli sul piano delle relazioni economiche e commerciali e della stabilità e della pace in tutto il Mediterraneo centro-occidentale. (Agostino Spataro)

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“Lo storico legame tra Italia e Libia è destinato finalmente a rinsaldarsi”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 gennaio 2023

Grazie alla missione di ieri del nostro presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel quadro di un ‘Piano Mattei per l’Africa’. Oltre agli importanti accordi finalizzati ad arginare l’immigrazione clandestina, il nostro premier torna in patria portando in dote la firma tra Eni e Noc, che favorisce il processo di diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico per la nostra nazione e per l’Europa intera”. Lo dichiara il senatore Etelwardo Sigismondi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Ambiente ed Energia di Palazzo Madama.

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Crolla la produzione d’olio in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2023

La drammatica siccità, dovuta alla crisi climatica, ha imposto agli uliveti uno stress idrico senza precedenti che ha portato ad un crollo della produzione nazionale di #olive del -37% (ISMEA).A questa critica situazione si deve purtroppo aggiungere l’aumento dei costi di produzione, di circa 50%, dovuto alla speculazione nel settore energetico e ai rincari delle materie prime. Il combinato disposto di questi due fattori sta mettendo in ginocchio le aziende agricole – con ovvie ripercussioni sulle lavoratrici e sui lavoratori della filiera – ed i consumatori che dovranno far fronte ai rincari dei prezzi al dettaglio. Questa situazione pesa soprattutto sul Sud Italia, specie nelle regioni più vocate all’olivicoltura come Puglia e Calabria che da sole rappresentano circa il 70% della produzione olivicola nazionale (dati Dossier “2022 fra clima e guerra, nasce l’olio nuovo” di Coldiretti e Unaprol su dati Ismea).”Per tutelare le aziende agricole, i braccianti e i consumatori, ho presentato un‘interrogazione parlamentare al Ministro dell’Agricoltura evidenziando, tra le altre cose, la necessità di dotarsi di un nuovo piano del settore olivicolo oleario, adeguato al drammatico scenario attuale e in grado di offrire risposte immediate. Inoltre, a difesa dell’eccellenza dei nostri prodotti, è opportuno avviare un’azione coordinata con l’Unione europea per tracciare la provenienza di olive e di olio immessi nel territorio nazionale da Paesi comunitari e/o extracomunitari, al fine di impedire che vengano commercializzati come italiani.Le forze politiche dovrebbero essere unite sulla tutela dei lavoratori della terra e sulla salvaguardia dei nostri prodotti. Il Governo metta in campo tutte le risorse necessarie per salvare il nostro “oro verde” e tutelare i produttori e i lavoratori della terra”, ha dichiarato Aboubakar Soumahoro.

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Quanto durerà l’inflazione in Italia e in Europa?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2022

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm. L’ultimo dato sull’inflazione di novembre nell’Eurozona ci ricorda che, in questo momento, la pressione inflattiva resta il focus principale per i mercati finanziari. Nonostante sembri essere arrivata a un punto di svolta, siamo ancora ben lontani dai livelli a cui siamo stati abituati nell’ultimo decennio. La domanda sorge dunque spontanea: per quanto tempo, ancora, possiamo aspettarci livelli di inflazione sostenuti? La morsa dell’inflazione sull’economia dovrebbe cominciare ad allentarsi nel corso del 2023, per poi assestarsi definitivamente nel 2024. Stando agli ultimi dati dalla Commissione UE, però, il prossimo anno l’inflazione continuerà a rimanere elevata: al 7% nell’Unione Europea e al 6,1% nell’area Euro. Per il 2024, invece, è prevista una discesa rispettivamente al 3% e al 2,6%. Attualmente, il forte aumento inflattivo sta colpendo un’economia globale ancora alle prese con le conseguenze economiche della crisi pandemica e della guerra in Ucraina dove, in particolare, l’UE risulta essere tra le regioni più esposte a causa della sua vicinanza geografica e della forte dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili russe. La corsa dell’inflazione sta inoltre erodendo il valore reale dei risparmi aggiuntivi accumulati durante la pandemia. Si prevede, pertanto, che la crescita dei consumi privati ​​reali rallenterà dal 3,7% nel 2022 allo 0,1% nel 2023, prima di risalire all’1,5% nel 2024 quando i salari reali, e quindi i redditi disponibili, recupereranno parte del potere d’acquisto perduto. L’inflazione nel 2022 ha continuato a sorprendere al rialzo. L’accelerazione e l’ampliamento delle pressioni sui prezzi nei primi dieci mesi dell’anno hanno spostato il picco di inflazione previsto al quarto trimestre 2022 e hanno contribuito a far alzare la proiezione del tasso di inflazione annuale al 9,3% nell’Unione Europea e all’8,5% nell’area Euro. Situazione che ha avuto effetti negativi sulla crescita economica e sui mercati finanziari, tanto che i paesi dell’UE e dell’area Euro dovrebbero sperimentare una recessione tecnica quest’inverno. Per il 2023, nel suo complesso, si prevede una crescita del Pil reale sia nell’UE che in area Euro allo 0,3%, ben al di sotto dell’1,5% e dell’1,4% stimati in precedenza. Secondo le ultime previsioni economiche fatte dalla Commissione UE, anche l’Italia subirà un rallentamento dell’economia questo inverno. È infatti prevista una crescita dello 0,3% nel 2023 e dell’1,1% nel 2024. Il tasso di inflazione dovrebbe salire a 8,7% quest’anno e scendere al 2,3% entro il 2024.

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I numeri del cancro in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2022

Roma, 19 dicembre 2022, ore 11 Ministero della Salute (Auditorium), Lungotevere Ripa 1. Il volume sarà presentato in una conferenza stampa con gli interventi di Saverio Cinieri (Presidente Nazionale AIOM), Fabrizio Stracci (Presidente AIRTUM), Diego Serraino (Direttore, SOC Epidemiologia Oncologica e Registro Tumori del Friuli Venezia Giulia, Centro di Riferimento Oncologico, IRCCS, Aviano), Paola Mantellini (Direttrice Osservatorio Nazionale Screening), Guido Mazzoleni (Azienda Sanitaria di Bolzano, Registro Tumori di Bolzano, Referente SIAPeC-IAP), Maria Masocco (Responsabile PASSI e PASSI D’Argento, ISS) e Giordano Beretta (Presidente Fondazione AIOM). Interverrà il Ministro della Salute, prof. Orazio Schillaci. È prevista anche la diffusione in streaming dell’evento. La registrazione è obbligatoria e va effettuata prima dell’inizio dell’evento. un’analisi a 360 gradi sui numeri del cancro relativi all’anno in corso permette a tutti gli attori della sanità di pianificare al meglio gli interventi necessari. Quanti sono i nuovi casi di tumori stimati nel 2022? Quanti saranno i decessi? Qual è la sopravvivenza? Quante persone vivono dopo la diagnosi? Sono alcune delle domande a cui risponde il volume “I numeri del cancro in Italia 2022”, il censimento ufficiale in grado di offrire una panoramica aggiornata sui numeri delle neoplasie relativi all’anno in corso. Questa pubblicazione, firmata dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori), Fondazione AIOM, Osservatorio Nazionale Screening (ONS), PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), PASSI d’Argento e dalla Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPEC-IAP), rappresenta un appuntamento annuale, indispensabile sia per gli addetti ai lavori che per i cittadini per conoscere l’impatto dei tumori con i dati epidemiologici relativi agli ultimi 12 mesi.

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I numeri del cancro in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2022

Roma, 19 dicembre 2022, ore 11 Ministero della Salute (Auditorium), Lungotevere Ripa 1. n’analisi a 360 gradi sui numeri del cancro relativi all’anno in corso permette a tutti gli attori della sanità di pianificare al meglio gli interventi necessari. Quanti sono i nuovi casi di tumori stimati nel 2022? Quanti saranno i decessi? Qual è la sopravvivenza? Quante persone vivono dopo la diagnosi? Sono alcune delle domande a cui risponde il volume “I numeri del cancro in Italia 2022”, il censimento ufficiale in grado di offrire una panoramica aggiornata sui numeri delle neoplasie relativi all’anno in corso. Questa pubblicazione, firmata dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori), Fondazione AIOM, Osservatorio Nazionale Screening (ONS), PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), PASSI d’Argento e dalla Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPEC-IAP), rappresenta un appuntamento annuale, indispensabile sia per gli addetti ai lavori che per i cittadini per conoscere l’impatto dei tumori con i dati epidemiologici relativi agli ultimi 12 mesi. Sono previsti gli interventi di Saverio Cinieri (Presidente Nazionale AIOM), Fabrizio Stracci (Presidente AIRTUM), Diego Serraino (Direttore, SOC Epidemiologia Oncologica e Registro Tumori del Friuli Venezia Giulia, Centro di Riferimento Oncologico, IRCCS, Aviano), Marco Zappa (Osservatorio Nazionale Screening, ONS, ISPRO Firenze), Guido Mazzoleni (Azienda Sanitaria di Bolzano, Registro Tumori di Bolzano, Referente SIAPeC-IAP), Maria Masocco (Responsabile PASSI e PASSI D’Argento, ISS) e Giordano Beretta (Presidente Fondazione AIOM).

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Comunità di Sant’Egidio: la povertà in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2022

Disoccupazione e lavori precari, pensioni e salari insufficienti, prezzi dei beni di prima necessità alle stelle e bollette da capogiro: la pressione sulle tasche degli italiani non cessa, spingendo sempre più persone in povertà e costringendole a cercare aiuto. Il preoccupante quadro è delineato dalla Comunità di Sant’Egidio, che da oltre cinquant’anni assiste le persone che vivono in povertà e ai margini, e che nell’ultimo anno per far fronte alle richieste di assistenza ha intensificato le proprie attività di distribuzione di alimenti e accoglienza. Il 68% degli italiani si dice oggi “molto preoccupato” o “abbastanza preoccupato” dalle difficoltà di pagare le bollette: in Europa, lo sono di più soltanto i greci (69%). Questo mentre, a causa dell’aumento del prezzo dell’energia collegato alla guerra in Ucraina, negli ultimi nove mesi 4,7 milioni di persone hanno già “saltato” il pagamento di almeno una bolletta di luce e gas e altri 3,3 milioni temono di fare lo stesso a breve. E i segni di un miglioramento paiono lontani, visto che la Commissione europea prevede che il costo dell’energia tocchi il picco a fine anno, iniziando poi a diminuire lentamente, e l’inflazione dei prezzi al consumo si attesti quest’anno in media all’8,7%, destinata a calare nel 2023 al 6,6% e l’anno dopo al 2,3%.Costi che pesano sulla vita quotidiana di persone e famiglie, con il connesso aumento dei prezzi al consumo dei beni alimentari, nel preoccupante quadro sulla povertà che sostanzialmente conferma i massimi storici del 2020, anno d’inizio della pandemia del Covid-19: 5,6 milioni di individui in povertà assoluta. La situazione più allarmante è quella di famiglie monoreddito, persone anziane e con lavoro precario, madri sole e fascia d’età 36-50 anni. Un segnale d’ottimismo arriva dal rapporto Istat sulla redistribuzione del reddito nel 2022: gli interventi rivolti alle famiglie hanno lievemente ridotto la diseguaglianza (da 30,4% a 29,6%) e il rischio di povertà (da 18,6% al 16,8%, ma il rischio è invariato per famiglie senza figli o solo con figli adulti). Per contrastare la dilagante povertà, dall’inizio della pandemia, la Comunità di Sant’Egidio ha distribuito oltre 600mila pacchi alimentari in tutta Italia, numero tre volte maggiore rispetto al periodo precedente. Di fronte alle crescenti esigenze, ha anche aperto nuovi centri di distribuzione alimentare in tutt’Italia, in 30 città dal Nord al Sud: solo a Roma, il numero delle ‘Case dell’amicizia’ è passato da tre a 28, a Genova da quattro a 10. Luoghi dove trovare aiuto concreto ma, anche, ascolto, informazioni, consigli. Un altro dato racconta la difficile situazione generale: i pasti serviti nelle mense della Comunità a Roma, Genova, Novara, Frosinone e Lucca sono, dall’inizio della pandemia, 500mila, il doppio rispetto agli anni pre-pandemia. Ad essi si aggiungono i 650mila pasti distribuiti nelle cene itineranti in varie città italiane, da Padova a Catania, da Torino a Napoli. Nei Comuni più piccoli, Sant’Egidio ha invece raggiunto con altri mezzi le persone e le famiglie in stato di necessità. Torna nel 2022 anche la guida ‘Dove mangiare, dormire lavarsi’, ormai giunta alla 33esima edizione. Un compendio per orientarsi nel mondo della solidarietà, rivolto alle persone senza casa o che abbiano bisogno di aiuto, distribuito gratuitamente dalla Comunità di Sant’Egidio per aiutarle a individuare i servizi sul territorio. Duecentottanta pagine in cui sono elencati strutture e centri cui rivolgersi per avere assistenza e accoglienza, come mense, dormitori, servizi di distribuzione alimentare, centri di ascolto.

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Carenza medici in Italia: cause ed effetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2022

Secondo le statistiche di Amsi(associazione medici di origine straniera in Italia) ,UMEM (Unione Medica Euro Mediterranea) ed il Movimento internazionale Uniti per Unire, negli ultimi 5 anni vi sonoo più di 9000 di richieste da tutte le regioni italiane sia dal privato che dal pubblico (la maggioranza rispettivamente da; Veneto, Lombardia, Lazio, Calabria, Sicilia, Piemonte, Umbria e Toscana) per medici, infermieri, fisioterapisti, farmacisti, logopedisti, podologi, dietisti e psicologi: Analizzando questo importante campione di richieste ed offerte di lavoro abbiamo questi elementi che fanno fotografare la situazione attuale e su cui lavorare; -Aumento del 30% dell’abbandono della sanità pubblica da parte di dei medici ed infermieri ; -Aumento del 35% dei medici ed infermieri che vanno a lavorare all’estero(In Europa e nei paesi arabi) -È diminuito del 50% dell’arrivo degli studenti stranieri per le facoltà sienitiche in Italia (per motivi numero chiuso e costo economico e affitto); -Più di 150 tra medici, infermieri e fisioterapisti arrivati in Italia grazie all’accordo di reciprocità tra Italia-Egitto; -È diminuito del 50% il numero dei professionisti della sanità che arrivano dai paesi dell’Est e dell’Africa (tranne Egitto ,Tunisia ,Marocco e Libia). -Ci sono più di 600 mila medici di origine straniera in Europa e la maggioranza dei medici vanno si trasferiscono in Francia, Germania ,Belgio ,Inghilterra ,Olanda ,Scozia e Spagna. “Siamo d’accordo con l’analisi del ministro Orazio Schillaci per quanto riguarda la carenza medici, è mancata la programmazione per prevenire e curare il fenomeno e tutte le sue cause che vengono da lontano e non solo nel periodo della Pandemia .Urgono soluzioni adesso per evitare altre chiusure di ospedali e dipartimenti in Italia(previsto più di 100 tra ospedali e dipartimenti che chiuderanno nei prossimi 5 anni) .Per questo urge coinvolgere ,valorizzare e tutelare i medici specializzandi ,precari e medici ed infermieri di origine straniera che stanno già in Italia, frenare l’emorragia dei medici dalla sanità pubblica e verso l’estero ,aumentare gli stipendi dei professionisti della sanità italiani e di origine straniera ,combattere l’aggressione e la medicina difensiva per combattere il problema di disaffezione verso il Servizio sanitario nazionale”. Cosi dichiara Il Prof.Foad Aodi Presidente Nazionale dell’Amsi e dell’UMEM nonché membro della Commissione Salute Globale della Fnomceo.

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In Italia la spesa dei Silver è la più alta al mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2022

Avrà un impatto diretto sull’economia di 43,4 miliardi di euro. Rispetto al 2020 si prevede un raddoppiamento del numero di persone con più di 60 anni entro il 2050, si passerà da circa 1 miliardo di over 60 a 2,1 miliardi nel 2050 e 3,1 miliardi nel 2100; Si stima che, entro il 2050, gli ultracinquantenni sosterranno 1,5 miliardi di posti di lavoro a livello mondiale, +50% il numero di occupazioni generate vs 2020; Ad oggi la Silver Economy registra un impatto diretto sull’economia italiana di 43,4 miliardi di euro. L’impatto sul PIL del Paese degli ultra65enni italiani avrebbe un valore stimabile compreso tra il 20% e il 30% del PIL 2020; Tra i settori chiave, l’abitazione è al primo posto nella spesa dei Silver con il 48,7% del totale della spesa media mensile; il secondo settore è il consumo alimentare, il terzo è quello dei trasporti e la spesa per i servizi sanitari che rappresenta il 6-7% della spesa mensile; L l’Italia è la nazione più vecchia in UE con i +50 che rappresentano il 23% della popolazione totale -pari a circa 14 milioni di persone, di cui oltre la metà donne- che diventeranno oltre 16 milioni nel 2030; A livello regionale, l’incidenza maggiore di ultra65enni si registra nel Nord-Ovest e al Centro, con un individuo su quattro, segue poi il Nord-Est con il 24,2%; più staccati le Isole con il 23,2% e il Sud con il 22,2%; Entro il 2040, il Sud diventerà la terza area per incidenza degli ultra65enni in Italia con il 33%, seguiranno il Nord-Est con il 32,8% e il Nord-Ovest con il 32%; Secondo lo studio, il processo di invecchiamento non è una minaccia alla sostenibilità fiscale ma, anzi, rappresenta un’enorme risorsa con benefici per tutte le generazioni sempre che l’Italia sia in grado di cogliere le opportunità di questo mercato. By Rome Business School

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L’obesità in Italia è tempo di agire

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2022

Roma Martedì 29 novembre, ore 10.00 – 12.30 Sala Conferenze Anci (primo piano), via dei Prefetti 46. Sarà presentato il 4° Italian Barometer Obesity Report, realizzato da IBDO Foundation in collaborazione con Istat, Coresearch e Bhave e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk nell’ambito del progetto Driving Change in Obesity, che offre una fotografia della situazione nazionale, con approfondimenti regionali, dei livelli di obesità e sovrappeso. Il report, attraverso la condivisione di informazioni e dati significativi, vuole stimolare il dibattito per promuovere la sensibilizzazione e informazione della popolazione. Quasi metà della popolazione italiana è in eccesso di peso e, purtroppo, esiste una forte disuguaglianza territoriale sull’ accesso alle cure e ai trattamenti, cosa che influisce notevolmente sulla qualità di vita delle persone. È fondamentale che le istituzioni considerino l’obesità una priorità clinica, sociale ed economica e si impegnino a garantire la tutela della salute uguale per tutti sul territorio nazionale.

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Italia – Francia. La disfida di Forchetta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 novembre 2022

Dopo un vivace dibattito se si doveva dire Franco-Italiano oppure Italo-Francese, con l’auspicio dei Santi del Paradiso fu firmato il Grande Trattato del Quirinale, con il quale tutti i cugini di qua e di là delle Alpi si trovarono d’accordo. I Paladini Draghi e Macron, vestiti d’azzurro e celeste, dissero: «Italia e Francia più vicine». I giornali scrissero sui temi bilaterali cui faceva riferimento il Trattato: dalla politica europea a quella internazionale, difesa, sicurezza, e ancora economia, industria, spazio, transizione ecologica e digitale, cultura, giovani. Ma s’erano dimenticati le salsicce, i salami e i formaggi, saperi e sapori, come si dice, territorio contro terroir, eccellenze sia italiane che francesi. I vini, poi non se li dovevano proprio dimenticare. Contro le bollicine sovraniste dello champagne nelle regioni italiane volavano tappi sospinti dallo spumante italico. Gli Italiani si inventarono anche un vino verde per avere il tricolore con il bianco e il rosso. Alcuni di destra estrema ribattezzarono come vino nero il vino rosso, accusato di simpatie bolsceviche. La rivalità tra cugini riprese piano piano, sotto sotto, prima con sussurri poi inesorabilmente con alte grida ad agitare commensali, i mercatanti a chilometro zero, ristoratori localissimi, che si scoprirono Italici Paladini del vanto culinario e del made in Italy. Fatto in Italia fu scartato dai proibizionisti antidrogati. Tutti invocavano uno scontro in armi (coltelli e forchette) tra Francia e Italia. Si addivenne a un accordo che prevedeva una sfida in pieno campo tra Paladini dell’Eccellenza. Passò alla storia come la famosa Disfida di Forchetta. Chi vinceva avrebbe invaso le tavole avversarie con i propri prodotti sovrani. I Campioni in arme erano pronti alla battaglia. A capo dei Paladini italiani fu resuscitato Ettore Fieramosca, mentre i Francesi riesumarono il capitano Charles de Torgues, lo rimpinzarono di foie gras e lui si riprese subito. Ecco i risultati delle singole tenzoni. Nero da Norcia abbatté subito quel tartufo insipido di Truffe del Périgord con un colpo alla testa. Su una cavalcatura bardata, Puzzone di Moena ammorbò in un attimo il rivale industriale Fourme de Rochefort, che scappò in mare affogando. Moraiolo da Reggello gettò un orcio d’olio novo sotto gli zoccoli del destriero di Beurre de Blois che era grasso come un maiale e fu presto disarcionato senza più poter combattere. Nero De’ Nebrodi e Cinta da Siena s’azzuffarono con Noir de Bigorre e Blanche de l’Ouest. Le zanne erano forti e morirono tutti e quattro i maiali, Italiani e Francesi. La sfida pendeva dalla parte Italiana e Charles de Torgues schierò i prezzolati Moët & Chandon e Mouton Rothschild che misero sotto Moscato d’Asti e Brunello da Montalcino, ma dopo una dura lotta che stava per finire alla pari. Visto che la Disfida di Forchetta sembrava risolversi in un nulla di fatto, da Roma scese un drappello di sovranisti culinari capeggiati da facinorosi armati di cassoeula, salsicce, abbacchi, amatriciane, guanciali, coppe e culatelli. Volarono delle pizze. La zuffa sarebbe continuata a lungo se da Bari e da Napoli non fosse arrivato uno coi Tarallucci e il Vino. I duellanti rimandarono la disfida giurando di rivedersi per tempo il giorno dopo. By Giannino http://www.aduc.it

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Promos Italia, Giovanna Manzi nuova direttrice generale

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2022

Promos Italia, l’agenzia nazionale del sistema camerale per l’internazionalizzazione delle imprese, ha una nuova direttrice generale: Giovanna Manzi. Nata a Napoli e cresciuta ad Assisi, Manzi si laurea in Economia e Finanza all’Università di Perugia. Dopo numerose esperienze nel top management di società tech e travel, tra cui Amadeus e Travelonline, a 37 anni viene chiamata in Best Western Italia per il ruolo di CEO con l’obiettivo di trasformare un consorzio alberghiero in un’azienda strutturata. In Promos Italia Manzi arriva con l’obiettivo di consolidare l’attività della Consortile, partecipata a oggi da 16 strutture del sistema camerale, di contribuire allo sviluppo di politiche e attività per preparare all’export nuove potenziali imprese esportatrici e ampliare il business internazionale di quelle già attive nei mercati esteri. Per farlo, Promos Italia mette a disposizione delle Pmi italiane un’ampia gamma di servizi: informazione specialistica (il prossimo incontro organizzato dall’ufficio Promos Italia di Udine sarà un approfondimento sui mercati di Spagna e Serbia in agenda per martedì 8 novembre, info http://www.pnud.camcom.it), formazione qualificata, assistenza personalizzata, incontri b2b in Italia e all’estero con operatori selezionati e soluzioni per il digital export. Inoltre, l’Agenzia del Sistema Camerale per l’internazionalizzazione è impegnata nel favorire l’attrazione di investimenti esteri, di flussi turistici e nel supportare le imprese e i territori nell’accesso ai finanziamenti nazionali e comunitari, anche in relazione ai fondi previsti dal Pnrr.L’azione di Promos Italia avviene in costante raccordo, per il tramite di Unioncamere nazionale, con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il Ministero dello Sviluppo Economico, con le Regioni ed altre Amministrazioni locali, così come attraverso una forte sinergia con l’intero sistema camerale, rappresentato sia dalle Camere di Commercio presenti in Italia, sia da Assocamerestero e dalle Camere di commercio italiane all’estero, oltre che con ICE e con i suoi uffici esteri, con Sace Simest e con altre entità nazionali che si occupano di internazionalizzazione delle imprese.

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Italia: non è un Paese per giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2022

Chissà come finirà con questa storia della legge ad hoc per impedire i raveparty (e non solo). Vedremo. Una cosa emerge: l’Italia sembra non essere un Paese per giovani. Certo, ci sono giovani e giovani. Inclusi quelli che non vanno ai concerti e ai cortei o che sfilano a Predappio, ma innegabilmente esistono anche i giovani che vanno ai raveparty… e non sono pochi. Qualcuno ritiene che lo Stato debba obbligarli ad essere come lui vuole, ma riteniamo ardua questa impresa e, di conseguenza, comprendiamo che questi “qualcuno” si facciano forti solo grazie ai rigori di leggi ad hoc.Intanto, però, esiste il conformismo che, nella fattispecie, si manifesta con la rincorsa ad essere “più reali del re”.Sembra che di questo si sia ammantato il neo-ministro della Giustizia, Carlo Nordio che, partito in quarta con affermazioni e speranza garantiste, sembra si sia arenato nella melma della sua maggioranza. E su questo ne vedremo delle belle: persone, associazioni, aziende, istituti, fondazioni, partiti, cooperative… e chi più ne ha più ne metta: tutte prese dal consueto “dobbiamo pur vivere”.In proposito, prendiamo atto di una sentenza dei giorni scorsi di un giudice di Grosseto:a conferma che le leggi in materia già ci sono, ha assolto 11 giovani fermati a caso tra i migliaia di un rave ad Orbetello nel 2016, assolvendoli dall’accusa di occupazione abusiva, ma condannandoli a complessivi 11mila euro per i danni arrecati alla proprietà (danni che non si capisce quali siano stati, visto che i ragazzi, dopo il rave in un posto abbandonato, avevano anche pulito tutto).Di cosa ci lamentiamo? Dell’allineamento, suo malgrado e con una certa ipocrisia, del giudice di Grosseto alla filosofia giuridica della legge anti-rave del nuovo governo… addolcendola usando “solo” le leggi già esistenti, ma non rinunciando al voler dire ai ragazzi che certe cose non si fanno… ed ecco il risarcimento dei danni inesistenti. Il classico “un colpo alla botte ed uno al cerchio”.Questo a significare che il nostro Paese non è per giovani anche nella versione senza legge anti-rave … figuriamoci con questa nuova legge.Siamo messi male. Invece di porsi il problema (e risolverlo) che sarebbero necessari spazi adeguati per questi raduni musicali, si cerca solo di penalizzarli. Impedendoli del tutto (governo) o punendoli economicamente (giudice di Grosseto). Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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7 passi per combattere l’epidemia di fumo in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2022

Oggi il più grande gruppo a difesa dei consumatori di sigarette elettroniche al mondo ha presentato al nuovo governo italiano una strategia in 7 fasi per ridurre il tasso di fumo. All’indomani della nomina del nuovo governo in Italia, World Vapers’ Alliance (WVA), insieme alla sua organizzazione partner italiana, ANPVU, ha consegnato ai rappresentanti della nuova maggioranza delle raccomandazioni per ridurre il tasso di fumatori e combattere le morti causate dal fumo. La “strategia in 7 fasi” è stata annunciata anche durante una conferenza stampa a Roma, mentre il nuovo governo riceveva il voto di fiducia del Parlamento. Alla conferenza stampa hanno partecipato il direttore della World Vapers’ Alliance Michael Landl, l’europarlamentare Gianna Gancia (Lega), Barbara Mennitti, caporedattore di SigMagazine, e la vicepresidente dell’Associazione Nazionale Vapers Uniti (ANPVU), Anna Corbosiero. Le raccomandazioni includono i seguenti punti: Abbracciare la riduzione dei danni del tabacco; Promuovere il vaping come strumento per smettere di fumare; Consentire il vaping nelle aree esterne non fumatori; Abbassare la tassazione sui prodotti del vaping e adeguarla al rischio relativo; Rifiutare i divieti sugli aromi; Mantenere il vaping disponibile, applicando al contempo norme intelligenti per prevenire il vaping tra i minorenni; Promuovere la riduzione del danno da tabacco nelle istituzioni e nelle legislazioni dell’UE. La strategia in 7 fasi per la riduzione del danno in Italia fa parte della campagna europea della World Vapers’ Alliance sulla riduzione del danno, presentata con lo slogan #BackVapingBeatSmoking.Il gruppo si è già recato in Francia, Polonia e Repubblica Ceca per presentare la Direttiva sui Prodotti del Vaping, una visione del gruppo della Direttiva sui Prodotti del Tabacco sulla riduzione del danno, a diversi membri del Parlamento europeo e ai responsabili politici locali. La campagna proseguirà in Portogallo il 10 novembre e a Bruxelles il 30 novembre.

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La capitale italiana e la seconda città d’Irlanda, tutta da scoprire

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2022

Dalla fine di ottobre saranno collegate da nuovi voli diretti. E grazie ai nuovi voli Ryanair operati due volte a settimana dall’aeroporto di Fiumicino, Cork è una delle mete in evidenza di questo autunno-inverno: per collegare le due città, ricche di eventi culturali, un volo di poco più di due ore. Numerose le offerte disponibili sul sito http://www.irlanda.com/cork Porta dell’ovest irlandese e punto di partenza ideale per andare alla scoperta della Wild Atlantic Way, nonché dello spirito meravigliosamente atlantico della contea di Kerry, saprà riservare non poche sorprese sia a chi è “malato d’Irlanda” sia a chi sta pensando di fare il primo viaggio nell’isola di smeraldo. I motivi per dedicarle qualche giorno sono davvero moltissimi. https://www.irlanda.com/cork

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Viaggio in Italia XXI: Lo sguardo sull’altro

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2022

Roma martedì 25 ottobre 2022, alle ore 11.30, si terrà al Museo Casa di Goethe a Roma l’anteprima stampa della mostra Viaggio in Italia XXI – Lo sguardo sull’altro, a cura di Ludovico Pratesi, che inaugura la nuova direzione di Gregor H. Lersch. Una sorta di viaggio fra le opere di otto artisti appartenenti a diverse generazioni, accomunati dal lavoro tra l’Italia e la Germania: Francesco Arena, Guido Casaretto, Johanna Diehl, Esra Ersen, Silvia Giambrone, Benedikt Hipp, Christian Jankowski, Alessandro Piangiamore indagano il presente dei viaggi in Italia, così fortemente cambiati negli intenti e nel carattere rispetto al Grand Tour dei tempi di Goethe. La mostra è realizzata con il sostegno dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.

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Agricoltura: Italia pro glifosato?

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2022

Slitta di un altro mese la decisione del Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF) dell’Unione Europea per la proroga di un anno dell’autorizzazione all’uso del glifosato in scadenza il prossimo 15 dicembre. Nella riunione dello scorso 14 ottobre è mancata una maggioranza qualificata favorevole che concedeva un anno di proroga per l’uso di questo pesticida. Determinante è stata l’astensione di Germania, Francia e Slovenia, l’Italia ha, invece votato a favore della proroga, smentendo la sua posizione contraria all’uso del glifosato.La richiesta di una proroga di un anno è stata determinata dalla situazione di stallo creatasi dalla dichiarazione di EFSA di necessitare di altri mesi (fino a giugno del prossimo anno) per completare la sua valutazione scientifica al fine di decidere sul possibile rinnovo o sul divieto totale e definitivo. Dopo il nulla di fatto a causa della mancata maggioranza qualificata (sebbene, purtroppo, la maggioranza degli Stati membri abbia sostenuto la proposta) la DG Sante della Commissione UE ha annunciato che intende ripresentare al più presto la sua proposta di proroga al Comitato d’appello, senza specificare però una data, invitando gli Stati membri che si sono opposti alla proposta o si sono astenuti a riconsiderare la loro posizione. Il prossimo PAFF sui fitofarmaci è previsto per l’8-9 dicembre e non ci sarebbero i tempi tecnici per formalizzare la proroga dell’autorizzazione, potrebbe per questo essere programmata un’altra riunione a novembre per evitare l’automatico divieto dell’uso del glifosato dopo il 15 dicembre.

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L’Italia è il mercato europeo con il maggior potenziale di crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2022

A cura di Andrea Rocchetti, Head of Investment Advisory di Moneyfarm. Milano. L’Italia, tra i primi Paesi in Europa ad aver adottato gli ETF, ormai vent’anni fa, sta finalmente cominciando ad essere vista da addetti ai lavori e risparmiatori, come mercato con un sempre più solido track record. A giugno 2022 gli asset under management (AUM) investiti in ETF in Italia hanno raggiunto i 105,4 miliardi di euro, con afflussi di 9 miliardi raccolti nel 2021 e di 3,8 miliardi nel primo semestre di quest’anno (-19% anno su anno), dimostrando una resilienza superiore rispetto al mercato europeo degli ETF nel complesso (-35% anno su anno), in uno scenario di mercato particolarmente volatile ed incerto a livello geopolitico e macroeconomico come quello attuale. Nonostante il nostro Paese sia ancora indietro rispetto a Germania e Regno Unito, la sua parabola ascendente è stata notata dagli emittenti di ETF, che hanno aumentato la loro presenza commerciale sul territorio, nel tentativo di avvicinarsi agli investitori retail.Secondo un rapporto sui costi e le performance al dettaglio pubblicato in aprile dall’ESMA, l’Italia ha le più elevate commissioni di gestione per i prodotti azionari d’Europa, quasi il 2% e il 70% di questa cifra viene speso per gestire e mantenere la rete di distribuzione. Proprio l’onerosità dell’accesso ai prodotti di investimento ha favorito l’affermarsi di player digitali, che hanno intuito la possibilità di ottimizzare e rivoluzionare l’offerta di ETF attraverso una gestione trasparente, fiscalmente efficiente e a costi contenuti. Al contempo, sempre più asset manager tradizionali – anche Tier1 – si sono affacciati al mercato degli ETF in Italia, incrementando l’offerta di strumenti a disposizione degli investitori, istituzionali e non, non soltanto sulle asset class e gli indici più tradizionali, ma anche su quelli più ricercati. Soltanto negli ultimi due anni, il numero di strumenti ETF è cresciuto del 25%, arrivando oggi a contare quasi 1400 strumenti quotati su Borsa Italiana (ETF Plus). Tutto ciò ha portato ulteriore impulso alla diffusione di questo strumento finanziario e al superamento di alcune inefficienze iniziali (come gli ampi bid-ask spread e la scarsa liquidità), viste come un ostacolo da molti investitori. I più recenti sviluppi normativi come MiFID II, che sta favorendo la sensibilizzazione degli investitori retail sull’importanza dei costi negli investimenti, stanno ulteriormente alimentando questo circolo virtuoso.Alla diffusione degli ETF tra il pubblico retail hanno contribuito anche alcune recenti partnership tra emittenti e player digitali e l’aumento del numero di consulenti finanziari autonomi operanti in Italia (ad oggi oltre 400), più propensi all’utilizzo di ETF rispetto ai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (sebbene gli asset sotto consulenza in ETF di questi ultimi siano in lenta crescita negli ultimi anni, rappresentano solo l’1,2% circa del patrimonio complessivo gestito dalle reti) per ovvie differenze legate alla remunerazione delle due figure professionali: l’assenza di inducements e i bassi costi di gestione favoriscono pure fees applicate soprattutto da società di consulenza finanziaria indipendente o da consulenti finanziari autonomi.Con la continua crescita degli accantonamenti in conto corrente degli italiani e la conseguente necessità di investimenti retail sempre più efficienti in tutto il Paese, una delle maggiori sfide da affrontare è quella di garantire che gli investitori siano adeguatamente istruiti sui rischi che corrono: è fondamentale che gli operatori aiutino i clienti a conoscere i vantaggi della diversificazione e degli investimenti a lungo termine, accrescendo la loro consapevolezza in particolare per alcuni prodotti complessi come gli ETP short e a leva (ETP S&L), la cui popolarità è in crescita. Il fatto che l’Italia sia attualmente al penultimo posto in Europa in termini di alfabetizzazione finanziaria indica che la strada da percorrere è ancora lunga.

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Italia: Al Sud il 41% dei residenti è povero o a rischio esclusione sociale”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2022

Bruxelles. “Il 25,4% degli italiani, pari a circa 15 milioni di residenti, vive al di sotto della soglia di povertà. Un dato che cresce sensibilmente nelle regioni del Mezzogiorno, dove nel 2021 la percentuale di cittadini poveri o a rischio esclusione sociale è arrivata a toccare quota 41%. Un dato destinato a incrementarsi drammaticamente, per effetto dell’aumento dei prezzi di energia e dei beni di prima necessità, unito all’annunciata chiusura di tantissime imprese, con decine di migliaia di cittadini che perderanno il proprio posto di lavoro. Una fotografia inquietante, immortalata dall’ultimo rapporto Istat, che traccia un solco ancora più ampio nella distanza tra il Nord e il Sud del Paese”. Lo dichiara l’europarlamentare del Gruppo Greens/Efa Piernicola Pedicini, commentando il report dell’Istat, illustrato ieri, su “Condizioni di vita e reddito delle famiglie”, relativo agli anni 2020-2021. “Preoccupa che la risposta di chi, quotidianamente, è costretto a fare i conti con la necessità di mettere un piatto a tavola per sé e per i propri figli, sia spesso la rinuncia alle cure sanitarie e all’istruzione. Fenomeno ancor più evidente al Sud – precisa Pedicini – dove, per i ritardi sempre più biblici delle liste d’attesa, un’assistenza tempestiva, anche per le terapie salvavita, è garantita solo dal privato. E dove, per i mancati investimenti nella digitalizzazione e nell’arruolamento di personale, persino le borse di studio a chi ne ha diritto vengono erogate con anni di ritardo, con la conseguenza che non sono pochi gli studenti costretti a interrompere anzitempo il proprio percorso didattico, incapaci di sostenere le spese. Va invertita al più presto la tendenza. Il Pnrr è un’opportunità, ma non è l’unica soluzione. Servono vere politiche di coesione – conclude l’europarlamentare – che concentrino in questa parte del Paese investimenti mirati, vigilando sulla qualità della spesa. Un’Italia sempre più spaccata in due è un’Italia destinata al fallimento, con un riverbero letale per l’intera Europa”.

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In Italia indice della criminalità

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2022

Tra le 107 province in testa nell’Indice della criminalità 2022 del Sole 24 Ore pubblicato sul Sole 24 Ore si conferma Milano, il territorio con più furti rilevati ogni 100mila abitanti, in particolare nei negozi e nelle auto in sosta; la città metropolitana è settima per denunce di violenze sessuali; seconda per rapine in pubblica via; terza per associazioni per delinquere. A influenzare il trend delle denunce rilevate dalle forze di Polizia nel corso del 2021 sono i flussi turistici anche nella seconda provincia classificata, Rimini, dove – anche qui – sono i furti la tipologia di reato più denunciata, come a Milano. Seguono per densità di crimini le altre grandi città: tra le prime dieci classificate si incontrano – oltre a Milano – anche Torino (3ª), Bologna (4ª), Roma (5ª), Firenze (7ª) e Napoli (10ª). La geografia dei reati 2021 conferma, poi, una serie di scenari ormai consolidati: Milano capitale dei furti in generale davanti a Rimini e Roma; Barletta in cima alla classifica di quelli d’auto; Napoli prima per furti con strappo e di motocicli, ma anche di contrabbando. E, ancora: Gorizia in cima alla classifica delle truffe e delle frodi informatiche; Vibo Valentia prima per minacce. Emergono però una serie di novità come il primato di La Spezia nei reati legati agli stupefacenti – incluso lo spaccio – e quello di Matera sul fronte delle denunce di incendi. Enna sostituisce Caltanissetta in cima alla classifica degli omicidi volontari – ed è seguita da Aosta – mentre Biella e Ragusa vestono la maglia nera per, rispettivamente, estorsioni e usura. L’Indice di criminalità è consultabile sul sito internet del Sole 24 Ore. Per ogni provincia è possibile conoscere l’incidenza delle denunce ogni 100mila abitanti e i dati assoluti per oltre 20 tipologie di illecito. I dati sono disponibili dal 2018 al 2021. lab24.ilsole24ore.com/indice-della-criminalita/

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