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Il 2019 è stato l’anno migliore del Gruppo FS Italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

“Il 2019 è stato l’anno migliore della storia del Gruppo Ferrovie dello Stato con ricavi per oltre 12 miliardi di euro e 584 milioni di utile netto, senza le operazioni straordinarie. Per il secondo anno consecutivo abbiamo superato tutti i nostri obiettivi finanziari, sulla base della crescita dei ricavi ricorrenti e di una continua attenzione alla razionalizzazione dei costi”, ha sottolineato Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane.“Siamo forti del nostro Piano industriale 2019 – 2023 e dei principi guida legati alla sostenibilità: con valore economico distribuito pari a 10,2 miliardi di euro, un contributo dell’1,4% al PIL italiano e minori emissioni pari a 2,6 milioni di tonnellate di CO2 in atmosfera nel 2019. Tutto questo mettendo sempre la persona al centro di ogni scelta industriale e con la determinazione di migliorare il nostro business in Italia e nel mondo”, ha continuato Battisti.“In questo difficile inizio di 2020, il Gruppo FS Italiane ha messo in campo diverse iniziative a sostegno del Paese e sta contribuendo ad affrontare l’emergenza sanitaria del coronavirus COVID-19, ma è già pronto a ripartire con un piano straordinario di accelerazione degli investimenti in infrastrutture ferroviarie e stradali per oltre 20 miliardi di euro entro il 2020.FS Italiane si sta preparando alla fase post-pandemica con strategie che si adatteranno al mondo che è inevitabilmente cambiato e le modalità di viaggiare saranno molto diverse da quelle di oggi con innovative misure preventive dove possiamo cristallizzare nei viaggiatori il principio della sicurezza sanitaria nei viaggi, dopo una esperienza pandemica di questo tipo”, prosegue Battisti. “È molto importante identificare da subito le iniziative per analizzare alcune dinamiche come i comportamenti dei consumatori nei loro motivi di viaggio, rivedere la customer experience nel viaggio e sfruttare meglio i canali digitali per tornare a un normale funzionamento della società e dell’economia e alla crescita sostenibile cercando di integrare la transizione verde e la trasformazione digitale”.

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Governo. Coronavirus: Italia e Germania

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

In Italia infettate circa 6 milioni di persone, in Germania 600 mila. Sono le stime dell’Imperial College, una università britannica. Come mai? Abbiamo una costituzione fisica più debole dei tedeschi? No. E’ un problema di programmazione, organizzazione e di rapide decisioni.I piani di emergenza, in caso di pandemia, sono stati predisposti dall’istituto tedesco Robert Koch fin dal 2005, 15 anni fa.Prima ancora che l’Organizzazione mondiale della sanità dichiarasse lo stato pandemico, l’istituto Koch lavorava con il governo tedesco per rallentare i contagi; azione che si è tradotta in meno morti, minori ricoveri e maggiori disponibilità delle strutture sanitarie per i malati. In Italia, il Governo Conte ha dichiarato l’emergenza sanitaria il 31 gennaio 2020 e cosa hanno fatto gli esponenti politici di primo piano? Nicola Zingaretti girava per l’Italia e rilanciava MilanoNonSiFerma, prendendosi l’infezione virale (è guarito e facciamo auguri), Matteo Salvini rilanciava “apriamo tutto” e Giorgia Meloni invitava i turisti in Italia dove “c’è il sole”.
L’errore fondamentale del Governo è di aver seguito e non prevenuto l’evolversi del contagio da Coronavirus, che è particolarmente infettivo. Vale a dire che, nel corso del tempo, sono stati emessi provvedimenti sempre più restrittivi quando il problema andava affrontato subito con provvedimenti risolutivi.Ecco il perché della differenza dell’evolversi della infezione tra Germania e Italia.Qualche citrullo, ce ne sono a iosa, ha paventato l’ipotesi che la Germania nascondesse i dati della diffusione della infezione.Non è così.La soluzione sta nella programmazione, nell’organizzazione e nelle decisioni veloci ed efficienti, il che è mancato nel nostro Paese. Speriamo che questo momento tragico, che stiamo vivendo, sia utile per decisioni future.
Speriamo, ma abbiamo dubbi visto che circolano rivendicazioni etniche (siamo italiani) e storico-geografiche (siamo il Bel Paese), che non risolvono.A proposito, si sta programmando il dopo Coronavirus? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Cosa sappiamo della storia delle migrazioni in Italia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Quando, come e perché sono emigrati all’estero i cittadini italiani? Da chi e come è composta l’immigrazione straniera? Quali sono le principali traiettorie delle migrazioni interne? Per rispondere a queste e ad altre domande i ricercatori dell’Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr – Ismed) in collaborazione con Biblioteche di Roma propongono un breve ciclo di lezioni in video, pensato per rispondere alle domande degli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori e per supportare il lavoro del corpo docente ma anche per tutto il pubblico curioso di saperne di più su un argomento al centro del dibattito pubblico. http://www.romamultietnica.it ,www.bibliotechediroma.it

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Italia: è un Paese che se vuole funziona

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

“Mi è capitato di partecipare alle Cabine di regia con i Presidenti delle Regioni e con i rappresentanti dei Comuni, sono momenti di lavoro serio in cui ognuno dice cosa manca, cosa va migliorato o quali sono le esperienze positive che possono mutuate dagli altri. Questo è un Paese che se vuole funziona, è un Paese capace di mettere assieme le forze migliori. Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Mattarella quando ha detto che nella ricostruzione sappiamo esprimere il meglio.Questa esperienza ci cambierà tutti nel profondo. Mi auguro che si capisca che solo insieme, e forse anche con la forza della nostra generazione, si può superare tutto”.Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, durante una diretta Facebook con il Deputato Questore Francesco D’Uva.

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Investimenti e risorse in Italia: U.E. matrigna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Roma – «Non è possibile iniziare un percorso di ricostruzione post-coronavirus, che ci farà rientrare in 20 anni dagli investimenti, con l’ombra di un commissariamento. Il Mes non ci garantisce di procedere senza i problemi contabili delle vecchie regole del Patto stabilità. «Il commissario Ue Valdis Dombrovskis ha tenuto a precisare che appena possibile torneremmo al Patto così com’è. È inaccettabile. Mario Draghi ha detto che in tempi di guerra non si pensa al debito. Sacrosanto. Ma allora dobbiamo avere la rassicurazione che non stiamo sospendendo le regole per soli due-tre anni e poi ci ritroveremo la Troika in casa». Lo dice il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un’intervista a La Stampa.Rispondendo ad una domanda sull’aumento dei miliardi a garanzia delle leve finanziarie di Cdp, prosegue «la politica deve scegliere come utilizzare bene le leve per sostenere le aziende italiane con strumenti che hanno moltiplicatori importanti, usati in tutto il mondo. Dobbiamo avere tutti in testa che le imprese hanno bisogno di liquidità. Ora». E sulle aziende strategiche «è necessario dotarsi di una struttura per la golden power a tutela dei nostri asset. Non è escluso che vengano presi a modello strutture già esistenti in altri Paesi europei».

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Pandemia e ripresa delle produzioni strategiche in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

In un’intervista al Candido, Rampelli rilancia la centralità dello Stato e la necessità di ripensare il liberismo. “Se circolano liberamente su tutto il pianeta uomini e merci, è impensabile che non circolino virus e batteri. L’abbattimento delle barriere mette in libera comunicazione nazioni con diverse abitudini alimentari, igieniche, sanitarie e conseguentemente è indispensabile aggiornare i propri sistemi di protezione. Ora lo dicono anche illustri virologi, 20 giorni fa lo dicevano solo i presunti ‘razzisti…’”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che, in un’intervista al Candido, traccia le nuove sfide della destra alla luce della crisi sanitaria ed economica scaturita con la pandemia. “È del tutto evidente che d’ora in avanti – ha aggiunto – ammesso e non concesso che il mondo globalizzato sia il nostro destino ineludibile, il dato sanitario dovrà essere il baricentro intorno al quale costruire la società, per garantire la tutela della salute e della vita di persone e famiglie.Sicuramente la crisi sanitaria, così come quella economica che ne consegue, hanno fornito un’altra dimostrazione dell’assoluta necessità di riprendere il controllo diretto – a livello nazionale – delle produzioni strategiche. Priorità che noi sosteniamo da sempre. Il fatto che nella nostra nazione, nel pieno di una pandemia, non esistano mascherine perché devono essere prodotte a pochi centesimi da bambini sfruttati nei capannoni industriali di Shangai è inaccettabile. In alcune filiere dobbiamo essere autosufficienti e tutte le produzioni strategiche devono restare a casa nostra. Non è ammissibile delegare la realizzazione di respiratori artificiali o di altri dispositivi salvavita, alla Germania piuttosto che agli Stati Uniti. La reazione algida che queste nazioni – ma più in generale l’Europa e tutto il blocco Occidentale – hanno mostrato nei confronti dell’Italia nel drammatico momento che attraversa sono un altro indicatore che deve orientare un diverso modo di gestire le proprie relazioni europee e internazionali. L’emergenza sanitaria, insomma, ci aiuta a rimettere in moto la nostra capacità produttiva e a rimettere in ordine le nostre priorità abbandonando stupidi approcci fideistici.Si tratta dell’unico aspetto positivo di una catastrofe senza precedenti”.“Il libero mercato non è assenza di regole, non contempla la concorrenza sleale, non rivendica la pratica del saccheggio del capitale umano e ambientale. Va fermata questa deriva nichilista asservita al più bieco materialismo e restituito un ruolo agli Stati, unici a poter equilibrate il dominio planetario di poche multinazionali nelle quali è concentrata oltre la metà della ricchezza del mondo.In Italia, per esempio non possono giustificarsi operazioni come quella di autostrade – tanto per calarci nella realtà concreta del nostro tempo – in cui i costi delle opere di costruzione della rete sono gravati sullo Stato (cioè sui cittadini), mentre i ricavi sono finiti tutti nelle casse dei concessionari con inaccettabili profitti miliardari con l’aggravante dell’invito e dell’irresponsabilità”. “Sono sicuro che su questi principi di buon senso – ha concluso Rampelli – si possa facilmente trovare una sintonia con tutto il centrodestra, anche quella parte che si ispira a un liberalismo illuminato e non sfrenato, sostenibile e solidale”.

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Coronavirus: oltre 208 mila i casi stimati in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

I casi confermati al 26 marzo sono 80.539, ma quanti sono davvero i casi di infezione da coronavirus in Italia? La Fondazione GIMBE ha stimato i casi non identificati tenendo conto che:
• In Italia i tamponi vengono effettuati prevalentemente sui soggetti sintomatici e, esaminando solo la punta dell’iceberg, la gravità di COVID-19 viene ampiamente sovrastimata
• La distribuzione di gravità della malattia è verosimilmente sovrapponibile a quella delle coorte cinese: 81% casi lievi, 15% ospedalizzati e 5% in terapia intensiva (JAMA, 20 febbraio 2020)
Sulla base di queste assunzioni si stima che la parte sommersa dell’iceberg contenga quasi 128.000 casi lievi non identificati per un totale di oltre 208.000 casi. DI conseguenza:
• la piramide si “ricompone” riducendo sia la percentuale di pazienti ricoverati e in terapia intensiva, sia del tasso di letalità che scende al 3,9%
• l’elevato numero dei soggetti infetti non identificati conferma la validità delle misure di distanziamento sociale

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Coronavirus: Livello mortalità in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

(AJ-Com.Net) L’età media della popolazione italiana è maggiore rispetto ad altri Paesi: 44 anni in Italia contro un’età media che in Cina -ad esempio- è di 37 anni. «È questo fattore ad avere portato ad un continuo inasprirsi dei dati» sottolineano gli esperti del comitato medico di Plusimple (www.plusimple.com), società innovativa di sanità digitale che ha deciso di offrire gratuitamente supporto e know-how per fronteggiare in maniera più agile l’attuale emergenza sanitaria.Secondo quanto hanno potuto appurare gli analisti della piattaforma che già ad oggi conta più di 600 medici ed 11 mila pazienti, il dato generale di letalità è attualmente più alto nella popolazione italiana rispetto perfino a quella cinese da dove il virus è partito.«L’Italia ha un elevatissimo grado di invecchiamento della popolazione ed è proprio dopo gli 80 anni e in persone con importanti patologie preesistenti che avvengono i 2/3 dei decessi da Coronavirus» aggiungono i medici di Plusimple.com, che in questi giorni è stata inserita dalla Think Pink Europe tra le 5 migliori società di sanità digital per la lotta contro il tumore al seno.Nel dettaglio -secondo quanto rileva Plusimple.com- in Italia la mortalità da Corona Virus è pari a zero per le fascia di età da 0 a 58 anni, per salire gradualmente allo 0,1% tra i 50 ed i 59 anni, all’1,4% tra i 60 ed i 69 anni, al 4% tra i 70 ed i 79 anni, all’8,2% tra gli 80 e gli 89 anni ed al 14,3% oltre i 90 anni, nonostante la patologia possa manifestarsi in forma aggressiva in tutte le età.L’evoluzione dei contagi sta così mettendo a dura prova il sistema sanitario italiano. Per aiutare a fronteggiare la situazione, Plusimple lancia dunque una piattaforma a supporto dell’emergenza nella lotta contro COVID-19: SupportoCoronaVirus.it.La nuova piattaforma mette a disposizione uno spazio web accessibile gratuitamente a tutti per eseguire un test di autovalutazione redatto dall’Ordine dei Medici di Salerno.Attraverso SupportoCoronaVirus.it diventa inoltre possibile accedere ad informazioni certificate per dirimere dubbi e condividere procedure riguardo prevenzione e riscontro dei sintomi del Corona Virus.«Nel momento di emergenza che stiamo vivendo è indispensabile assicurare le cure ma anche limitare i contagi» sostengono i medici della piattaforma. E proprio grazie a Plusimple.com il rapporto con il proprio medico avviene in remoto: più rapido e più sicuro, riducendo così il rischio di contagio.«Plusimple significa più semplice perché crediamo che una sanità con meno passaggi e meno ostacoli sia più valore per tutti» sostengono i fondatori della start-up che è già stata classificata dall’EIT Health -agenzia innovativa dell’Unione Europea- tra le 15 società di sanità digitali più promettenti d’Europa. (AJ-Com.Net). AJ/LL 26 MAR 2020 09:40 NNNN

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Misure choc per salvare le Pmi e con esse l’economia italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

È questa la ricetta che Consulenti del Lavoro e Commercialisti propongono al Governo per sostenere aziende e lavoratori in un momento di grandissima difficoltà economica e sociale conseguente al forte rallentamento, prima, e allo stop della maggior parte delle attività produttive, dopo, per contenere il contagio da Coronavirus. “Il protrarsi e l’ampliamento della emergenza sanitaria”, dichiarano congiuntamente Marina Calderone e Massimo Miani, rispettivamente presidenti del Consiglio nazionale dell’ordine dei
Consulenti del Lavoro e del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, “hanno messo in ginocchio il tessuto economico del Paese e con esso lavoratori dipendenti e professionisti. I Consigli Nazionali dei Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro propongono la sospensione fino al 30 giugno 2020 dei termini di versamento, con rateazione dei
versamenti sospesi a partire da settembre 2020, relativamente a:
– tributi, ritenute, contributi e premi assicurativi, sia correnti che rateizzati, nonché al diritto annuale alle CCIAA;
– somme dovute, anche in forma rateale, derivanti da avvisi bonari, accertamento con adesione, mediazione tributaria, conciliazione giudiziale, acquiescenza e definizione agevolata delle sanzioni;
– entrate tributarie e non tributarie, anche degli enti locali, derivanti da cartelle di pagamento o ingiunzioni o avvisi di accertamento esecutivi, nonché relativi alla rottamazione dei ruoli e al saldo e stralcio.
Propongono inoltre le seguenti misure:
– ripristino della possibilità di compensazione dei crediti per imposte dirette maturati nel 2019 anche prima della presentazione della relativa dichiarazione;
– eliminazione della proroga di due anni dei termini di accertamento e riscossione relativi ai periodi d’imposta in scadenza nel 2020;
– sospensione fino al 30 giugno 2020 dei termini procedimentali e processuali tributari;
– sospensione fino al 30 giugno 2020 delle procedure concorsuali, cautelari ed esecutive in corso;
– estensione ai professionisti iscritti in albi di tutte le misure di sostegno fiscale, per il lavoro e per la liquidità previste dal decreto-legge n. 18/2020 (come, a titolo esemplificativo, il credito d’imposta per gli studi professionali condotti in locazione,
le indennità di sostegno al reddito, le moratorie sui mutui, ecc.). In materia di lavoro, Consulenti del Lavoro e Commercialisti ritengono inoltre essenziali le seguenti misure:
– Ammortizzatore Sociale Unico con codice unico “Covid-19” da destinare adeguatamente al numero degli aventi diritto, senza creare ingestibili graduatorie con relative esclusioni;
– destinazione dell’A.S.U. a tutti i datori di lavoro a prescindere dall’ambito di applicazione a cui sono soggetti in merito agli ammortizzatori sociali;
– semplificazione delle procedure di richiesta dell’A.S.U. con la previsione di una mera informativa sindacale, per dare cosi rapidità all’iter procedurale delle stesse;
– pagamento mensile diretto da parte dell’INPS delle somme calcolate per ogni lavoratore con bonifico bancario; per il mese di marzo pagamento di un acconto di 1000 euro generalizzato per tutti i lavoratori ricompresi in tutte le istanze presentate, con saldo al mese successivo;
– eliminazione di ogni vincolo legato all’iscrizione a Enti o Fondi, preclusivo dell’accesso al sistema di integrazione salariale;
– rinvio al 30 settembre 2020 del termine per la presentazione delle Certificazioni Uniche e Uniemens.
Soltanto interventi coraggiosi di questo tipo potranno servire a famiglie, imprese e professionisti per far fronte alla gravissima crisi finanziaria ed economica provocata dall’emergenza sanitaria in atto. Siamo certi che il Governo, in momenti difficili come questo, farà il possibile, e anche più, per non lasciarli soli.

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Fabio Grandin, nuovo People & Organisation and Communication Director di Novo Nordisk Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Fabio Grandin è il nuovo People & Organisation and Communication Director di Novo Nordisk Italia dall’inizio di marzo.
Grandin, 43 anni il prossimo aprile, è nato a Roma ed è laureato in legge presso la Terza Università degli Studi di Roma, ha conseguito un master in gestione delle risorse umane e ha accettato questa nuova sfida nell’azienda farmaceutica danese dopo oltre 15 anni di lavoro per la divisione Medical Devices del gruppo Johnson & Johnson.Dal 2006 Grandin ha, infatti, ricoperto diversi ruoli di leadership nelle risorse umane di crescente rilievo e in geografie differenti, ideando e guidando con successo numerosi progetti di trasformazione culturale e organizzativa in linea con le strategie aziendali.Nel corso della propria carriera nella divisione medicale di Johnson & Johnson, Grandin ha ricoperto il ruolo di responsabile delle relazioni industriali per la consociata italiana, per poi assumere la responsabilità cross sector J&J per i programmi internazionali di sviluppo per l’area Europa, Middle East e Africa, con sede ad Amsterdam, e successivamente per l’area Asia Pacifico basato a Singapore. Dal 2009 è ritornato in Europa per ricoprire ruoli di business partner con crescenti responsabilità fino al 2016 quando ha assunto il ruolo di Head of HR per Italia e Sud Europa, dove ha curato, tra gli altri, progetti dedicati alla valorizzazione della diversity e allo sviluppo dei programmi di leadership per i giovani talenti.“Mettere la mia esperienza internazionale a disposizione di Novo Nordisk è per me un privilegio”, dichiara Fabio Grandin. “Sono entusiasta di aiutare le persone nel loro percorso di crescita professionale, contribuendo a esprimere il loro potenziale per un’azienda che si impegna da sempre a mettere i propri talenti al centro della strategia attraverso un ambiente di lavoro che valorizza la creatività e l’innovazione. Uno spirito in linea con la filosofia aziendale fondata sull’obiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone con diabete e altre malattie croniche”.

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Netta riduzione dello smog a Roma e nel resto d’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Non solo ci sta restituendo un’aria più pulita ma può essere anche una barriera anticontagio – lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio già Ministro dell’Ambiente e Presidente della Fondazione Univerde – aggiungendo che “Lo smog può essere una delle cause della più veloce diffusione del virus nelle aree con aria più inquinata della Cina e in quella con più smog d’Europa, che è purtroppo la pianura padana. A queste conclusioni è arrivats la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) che insieme alle Università di Bari e di Bologna, ha esaminato i dati pubblicati sui siti delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale e li hanno incrociati con i casi di contagio riportati dalla Protezione Civile.” Anche il prof. Livio de Santoli prorettore dell’Università Sapienza di Roma e del comitato scientifico della Fondazione Univerde ha ribadito che: “Dallo studio risulta che le polveri sottili possono essere vettori del coronavirus, potrebbe essere questa la ragione per cui il virus ha viaggiato più veloce in Pianura Padana. Occorre riflettere sulla necessità di superare la circolazione di auto con motore a scoppio”
I dati del Copernicus sentinel 5P, con le foto elaborate dalla piattaforma Onda della Serco di Frascati, mostrano un’aria di Roma pulita dopo il primo periodo di stop alla circolazione e rilancio di lavoro e formazione a distanza. Le foto, insieme ai commenti di Pecoraro Scanio e del Prof. De Santoli, sono reperibili sui siti della Fondazione Univerde e della rete Opera2030.

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“Il decreto legge ‘Cura Italia’ contiene misure buone ma non ancora sufficienti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“Per rispondere alla grave crisi sanitaria ed economica scatenata dal Coronavirus ci vuole un maggiore impegno. Al momento, in attesa del testo definitivo del decreto, siamo soddisfatti del fatto che il governo abbia ascoltato la richiesta di Fratelli d’Italia di stanziare di più dei 7 miliardi originari, arrivando fino a 25 miliardi, grazie allo scostamento di Bilancio votato nei giorni scorsi in Aula. Sospensione dei tributi, interventi su mutui, affitti, cartelle esattoriali, misure per sostenere il sistema sanitario, sono tutte proposte avanzate da Fratelli d’Italia e che sono contenute nel dl Cura Italia. Dispiace non vedere ulteriori misure che potrebbero favorire le imprese, i lavoratori autonomi e le famiglie. Aspetteremo l’arrivo del decreto Legge in Parlamento per poter fare le nostre proposte in senso migliorativo”. Lo dichiara il senatore Nicola Calandrini, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Bilancio.

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Italia bloccata: Chi lavora e chi no

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

Sono circa 3 milioni (il 13,2% del totale degli occupati) i lavoratori che si sono ritrovati da un giorno all’altro a casa per via dei provvedimenti “straordinari” adottatati dal Governo nell’ultima settimana per far fronte all’emergenza sanitaria da COVID-19. Circa un milione di questi sono lavoratori autonomi, mentre 1,9 milioni dipendenti (per lo più addetti alle vendite). E mentre sono ancora tante le persone al lavoro in questi giorni per garantire servizi essenziali, 3,6 milioni (16% del totale) sono occupati in settori “a rischio chiusura”. È quanto emerge dall’analisi statistica della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “Gli occupati in Italia ai tempi del Coronavirus”, che fotografa (nel diagramma 1) 23 milioni di lavoratori (5 milioni 306 mila autonomi e 17 milioni 146 mila dipendenti) che devono fare i conti con un’Italia “bloccata” da misure e provvedimenti di portata straordinaria.

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Tutta l’Italia diventa zona protetta

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Esteso il provvedimento varato nella notte tra sabato e domenica a tutte le regioni. Gli spostamenti della popolazione verranno permessi solo per comprovati motivi di salute o lavoro. Ulteriore giro di vite provocato dalla grave accelerazione nel Paese del contagio. Esteso a tutte le regioni le misure varate nella notte tra sabato e domenica per Lombardia e altre 14 province. Il provvedimento prevede il divieto di spostamento se non «per comprovati motivi di lavoro» o «gravi esigenze familiari o sanitarie». Le cifre, d’altronde, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sono impietose: nelle ultime 24 ore in Italia sono morte per ben 97 persone e altre 1’797 sono rimaste contagiate. Tutto questo ha portato il computo totale degli infetti a 9’172, mentre le vittime totali del Covid-19 sono salite a 463. «I numeri – ha precisato Conte – ci dicono che stiamo avendo una crescita importante. Per questo motivo le nostre abitudini vanno cambiate ora. Per il bene del Paese».Il premier precisa poi che non c’è più tempo da perdere: «Lo dobbiamo fare subito. Questo sarà possibile solo se tutti collaboreremo». Le nuove misure forti e stringenti – continua Conte – possono essere riassunte con «Io resto a casa». «Non ci saranno più due zone. Tutta l’Italia sarà zona protetta».

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Crisi profonda del sistema turistico italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Senza un immediato intervento governativo molto più incisivo di quello posto in atto difficilmente il sistema turistico italiano potrà tenere in questa difficilissima situazione la situazione di Roma non è difforme da quella di altre aree del territorio italiano e per certi aspetti, calcolando l’indotto e l’incidenza sul Pil, ancora più drammatica.Afferma Roberto Necci Chairman del gruppo Necci Hotels afferma: i provvedimenti messi in campo sono totalmente insufficienti, quando sentiamo parlare di ” sospensione ” rimaniamo basiti perché ci dà la misura della mancata comprensione del reale problema.Le strutture alberghiere romane hanno azzerato gli arrivi e rischiano di diventare a breve delle cattedrali nel deserto; le ripercussioni sulle aziende ed a cascata sugli altri settori che rappresentano l’indotto saranno drammatiche.Sono in corso cessazioni di rapporti di lavoro, licenziamenti, chiusura di hotels e di interi reparti connessi. A Marzo le prenotazioni cancellate hanno toccato il 95 per cento e per aprile, per quelle strutture che rimarranno aperte, c’e’ il rischio che si arrivi ad hotel completamente vuoti.Il sistema alberghiero ha bisogno di aiuti straordinari ( dal sostegno al reddito alla cancellazione di ogni tassa e/o tributo locale, regionale, nazionale oltre che di concreti aiuti alle aziende affinché non chiudano )Se non si interviene in queste ore la situazione sarà simile a quella di una guerra. (Roberto Necci Chairman Necci Hotels http://www.neccihotels.it)

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Mercato del lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Sono 486.577 le offerte di lavoro pubblicate dalle aziende di tutta Italia nel 2019 su InfoJobs, con una predominanza di annunci in Lombardia, in particolare a Milano, che si conferma la provincia più attiva. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio sul Mercato del Lavoro 2019 di InfoJobs, piattaforma di recruiting online n.1 in Italia, che analizza i settori più attivi e le professioni più richieste in Italia, per restituire uno spaccato del panorama del lavoro online nell’anno appena concluso.
In cima alla classifica delle regioni che spiccano per offerte di lavoro si conferma per il terzo anno consecutivo la Lombardia, che rappresenta nel 2019 il 34,4% del totale nazionale delle richieste, con Milano che si conferma la città italiana dove la ricerca delle aziende è più attiva. Al secondo posto tra le regioni si posiziona l’Emilia-Romagna (15,4%), cui fanno seguito Veneto (14,2%), Piemonte (8,1%) e Lazio (6,5%).Dal punto di vista della crescita anno su anno, sono due le regioni che emergono dall’Osservatorio di InfoJobs: l’Abruzzo è in testa con una crescita del +23,2% rispetto al 2018, e segue a poca distanza il Friuli-Venezia Giulia, che cresce del +11,4% sull’anno precedente.Con una lente d’ingrandimento sulle provincie, oltre al capoluogo lombardo che primeggia, il secondo e terzo posto sono occupati da Roma e Torino, al quarto posto si posiziona Bergamo, e al quinto posto Bologna.
Se nel primo semestre 2019 è stato l’ICT a primeggiare nella classifica, il dato annuale complessivo vede questo settore al terzo posto, superato da Terziario e Servizi alle Imprese, che si classifica al primo posto con oltre il 30% del totale offerte, e da Produzione Industriale, in particolare quella avanzata legata all’industria 4.0. Quarto posto assegnato al Retail, seguito da Telecomunicazioni e, al sesto posto, Servizi Ambientali. Il settore Energie rinnovabili e ambiente, anche se di poco fuori dalla top 10, è quello che cresce di più, a testimonianza non solo del progressivo commitment verso i temi della sostenibilità, ma anche del ruolo propulsivo del green nel business.Salda al primo posto, in continuità con i dati del primo semestre 2019, la categoria che raccoglie i professionisti in ambito Manifatturiero, produzione e qualità: sono a loro indirizzate il 20,5% del totale delle offerte. Amministrazione e contabilità segue al secondo posto con il 9%, al terzo Vendite (8,7%), Commercio, GDO, retail (8,3%) al quarto e chiude la top 5 la Logistica, con il 7,5% sul totale italiano.Andando più in profondità nelle categorie professionali, InfoJobs ha indagato anche lo specifico delle professioni più ricercate dalle aziende. In generale si tratta di professioni dove l’elemento umano è imprescindibile e dove il numero di addetti rimane necessariamente elevato. Al primo posto gli Addetti alle pulizie, in uffici e alberghi in particolare, con poca esperienza ma capaci di adattarsi al cambiamento. Seguono al secondo posto gli addetti alla Logistica, spostamento merci e spedizioni, in particolare per il settore Trasporti. Bene anche la ricerca di Addetti alle vendite, sia per la grande distribuzione che per il commercio al dettaglio, seguono al quarto posto gli Operai non specializzati e al quinto il Personale amministrativo, al quale si richiede abilità in contabilità.
Al 7° e 8° posto troviamo due professioni tecniche qualificate, che richiedono hard skills specifiche. Per i giovani Disegnatori industriali che hanno già alle spalle una prima esperienza di 2-4 anni, ci sono state molte offerte che richiedevano capacità di utilizzo di AUTOCAD, progettazione architetturale, ma anche grafica e software per il disegno tecnico. Richiesti anche gli Sviluppatori software, con capacità di analisi delle specifiche del software, progettazione software e informatica, oltre ad esperienza precedentemente maturata. Senza dimenticare le soft skills, tra le quali la più apprezzata sembra essere il pensiero creativo, indispensabile in molti mestieri, anche molto tecnici come questo.

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Fare impresa in Italia è difficile e costoso

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Lo è per via delle lungaggini burocratiche e di una pressione fiscali tra le più alte in Europa. Il 37% delle nuove attività, finisce con il chiudere, non superando i 4 anni. Le cose, ora, potrebbero farsi ancora più difficili con l’approvazione del “codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019. Un provvedimento che è stato accolto con estrema preoccupazione dal mondo imprenditoriale e, in particolare dai soci delle S.r.l., quelle società di capitali a responsabilità limitata, che potrebbero vedere messi a rischio i conti personali dei soci e degli amministratori, con lo Stato legittimato ad accedervi in caso di controllo fiscale su attività che riguardano il flusso di capitali dell’azienda.“Con questo codice sembra che si vogliano uccidere definitivamente le S.r.l. e, di conseguenza, la voglia di fare impresa o investire in attività sul territorio italiano. – Commenta Francesco Cardone, imprenditore e cofondatore dell’associazione di categoria Imprenditore non sei solo, che riunisce centinaia di imprenditori in Italia. – Ora, se l’Agenzia delle Entrate accerta, ad esempio, un aumento di reddito di 10 mila euro per un socio di un’azienda, per il discorso della cosiddetta ristretta base societaria, l’Agenzia può procedere a fare degli accertamenti non solo sui conti della società, ma anche su quelli privati di tutti i soci dell’azienda. Loro percepiscono la somma come un incasso che ha portato alla redistribuzione degli utili. Questo autorizza lo Stato a frugare nelle tasche degli imprenditori e fare ciò che vuole. In un simile provvedimento, non posso che vedere una precisa volontà dello Stato di andare a colpire soci e amministratori delle S.r.l., combattendo l’impresa, anziché incentivarla”.Inoltre, in caso di situazioni di crisi aziendale e successivo indebitamento, contratto proprio per salvare le sorti dell’azienda e di tutti coloro che vi lavorano all’interno, dall’amministratore ai dipendenti, i creditori possono rivalersi sui patrimoni personali dei soci. Il codice stabilisce, infatti, che “Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. La rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con l’azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi”.Una novità fiscale, questa, che finirà, senza alcun dubbio, per scoraggiare gli aspiranti imprenditori, e per frenare chi ha già un’impresa S.r.l., che, temendo pesanti ripercussioni sui conti personali, con ovvie conseguenze per l’intero nucleo famigliare, sceglierà solo investimenti sicuri, a discapito dell’innovazione e della potenziale crescita dell’attività.“Un’azienda localizzata in Italia porta vantaggi all’economia del nostro paese. Eppure, lo stato sembra voglia spingerci a delocalizzare la produzione all’estero. Costituire una società ora sarà più difficile, l’unica salvezza per coloro che non vogliano rinunciare al desiderio di creare valore economico e sociale per il proprio paese, sembra essere, ormai, la via dell’aggregazione tra imprenditori ed imprenditrici. Io continuo a chiedermi perché la politica ce l’abbia così tanto con gli imprenditori e invito tutti i colleghi ad unirsi per costituire un fronte comune e colmare il vuoto sempre più ampio lasciato dalle istituzioni” conclude Cardone.

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Focolai coronavirus in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Londra. Lo scoppio di alcuni focolai di coronavirus in Italia è stato accompagnato comprensibilmente da grande preoccupazione. Non potrebbe essere altrimenti, vista la portata delle misure preventive che sono state messe in campo dalle autorità per proteggere la salute pubblica e provare a contenere i contagi. Anche i listini globali, e soprattutto quello italiano (su cui il posizionamento di Moneyfarm è limitato), oggi hanno reagito con forte volatilità benché non avessero mostrato alcuna reazione rilevante all’emergenza fino alla scorsa settimana: a spaventare è specialmente l’eventualità che il virus – la cui diffusione in Cina è ormai in rallentamento – possa iniziare a diffondersi altrove. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha riconosciuto che questo potrebbe ripercuotersi in negativo sull’economia globale.Si tratta, se confermata, di una frenata non irrilevante. In un contesto di valutazioni generalmente alte e con i fondamentali societari ed economici in fragile equilibrio dopo due anni volatili, qualsiasi fattore di rischio per la crescita globale è ovviamente di grande importanza.Se dal punto di vista della salute pubblica sono opportune misure cautelative, per quanto riguarda gli investimenti è bene valutare con razionalità gli scenari, evitando reazioni istintive. Senza la pretesa di lanciarsi in considerazioni azzardate su come la vicenda si snoderà, ecco alcuni punti chiave da tenere in considerazione:La diffusione del contagio al di fuori della Cina era prevedibile ed è ragionevole aspettarsi nei prossimi giorni e nelle prossime settimane la diffusione di altri contagi in giro per il mondo. D’altra parte, l’incidenza dei casi fuori dalla Cina (in particolare in Italia, in Corea, a Singapore e in Iran) è ancora piuttosto limitata per creare allarme, considerando che il virus – per quello che sappiamo – è stato contenuto con successo in tutte le aree fuori dall’epicentro della regione di Wuhan: in nessuna regione o nazione si sono per il momento registrati più di 1.300 contagi.
Questo non vuol dire che non bisogna prepararsi a scenari peggiori, ma vuol dire che – per quanto riguarda gli investimenti – bisogna evitare assolutamente reazioni istintive e ragionare in ottica di controllo, gestione del rischio e di obiettivi di investimento (specialmente dal punto di vista dell’orizzonte temporale). In Cina la diffusione dei casi sembra registrare un netto rallentamento, come dimostra il grafico qui sotto che indica il numero di casi registrati attualmente attivi. Da questa settimana sembra anche che l’attività economica si stia ricominciando a risvegliare. Nonostante stiamo assistendo a ritardi nel rilascio di alcuni dati economici da parte delle autorità cinesi, alcuni indicatori più ad altra frequenza ci stanno mostrando un parziale ritorno alla normalità da parte dell’economia asiatica.

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Coronavirus e il caso Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

“Non c’è nessuna Wuhan italiana. In questo momento abbiamo alcune decine di casi di casi su una popolazione nazionale di ben 60 milioni di persone. L’Italia è un paese sicuro. Ovviamente anche l’Italia fa parte del Pianeta e ricordo che ci sono casi in Francia, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Spagna, Finlandia. In Italia la situazione è sotto controllo grazie a misure preventive messe in campo dalle istituzioni. Necessita a mio parere un summit europeo a Bruxelles con il coinvolgimento anche delle associazioni di categoria interessate, al fine di adottare provvedimenti in rete, cioè unici anche in termini di regole e normative, prevenzioni e scambi di relazioni umane”. Lo ha affermato ora Ivana Jelinic, Presidente della FIAVET, la Federazione Italiana delle Agenzie di Viaggio e delle Imprese Turistiche. “Evitare in questo momento ogni tipo di spostamento sarebbe solo esclusivamente allarmistico. Sarebbe stata pura utopia il pensare che anche in Italia non arrivasse il virus. L’Italia però è Paese sicuro dove il Sistema Sanitario Nazionale risponde bene, è il migliore che si possa pretendere ed avere. C’è in Italia una straordinaria attività di ricerca scientifica. L’esperienza del Coronavirus ci dice che non dobbiamo viaggiare all’estero senza assistenza, con il fai da te ma avvalersi di operatori turistici e di assistenza sanitaria – ha continuato Jelinic – e ricordiamo sempre che anche questo virus come anche quello della precedente SARS o dell’Aviaria non è nato in Italia ma è arrivato in Italia. Non abbiamo una WUHAN italiana soprattutto per dimensioni, Wuhan conta ben 6 milioni e 434 mila abitanti ed anche per dimensioni del fenomeno, a Wuhan circa 1400 morti mentre in Italia non è cosi. Il nostro è un Paese sicuro per tanti motivi, nei collegamenti, nell’accoglienza e per la straordinaria risposta del Sistema Nazionale Sanitario. Abbiamo centri specializzati che rappresentano una vera eccellenza”.
Basta attenersi alle disposizioni del Ministero della Salute e dunque:“Lavarsi spesso le mani. Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono decisivi per prevenire l’infezione. Le mani vanno lavate con acqua e sapone per almeno 20 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol al 60%. Lavarsi le mani elimina il virus.
Evitare il contatto RAVVICINATO con persone che soffrono di infezioni respiratorie ACUTE. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani. Coprire bocca e naso se si starnutisce o si tossisce. Non prendere farmaci antivirali – ha concluso la Jelinic – né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol. Usare la mascherina SOLO se si sospetta di essere malati o se assistono persone malate. In Italia contattare il numero verde 1500 se si ha febbre o tosse o se si è tornati dalla CINA da meno di 14 giorni. QUESTE PRECAUZIONI VALGONO NON SOLO PER L’ITALIA MA ANCHE PER TUTTI I PAESI. Ed inoltre ricordo che ogni anno, di questi tempi anche l’influenza normale può causare conseguenze importanti”.

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Crisi idrica in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

A testimonianza di una situazione ancora in divenire, il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche segnala una leggera riduzione del deficit nelle riserve d’acqua di Puglia e Basilicata, le due regioni in maggiore sofferenza.Situazione difficile, seppur “a macchia di leopardo”, anche in Sicilia, dove mancano all’appello, rispetto ad un anno fa, circa 73 milioni di metri cubi d’acqua; la situazione più preoccupante è in provincia di Palermo, i cui grandi bacini (Poma, Garcia e Rosamarina) contengono complessivamente circa 49 milioni di metri cubi in meno rispetto al 2019, mentre in altri invasi (la diga di Lentini nel siracusano, ad esempio) si registrano maggiori quantità d’acqua rispetto a 12 mesi fa. La contingenza è aggravata dalle insolite temperature, che stanno accelerando i processi colturali.Situazione anomala anche per i grandi laghi del Nord, dove solo i bacini di Como e di Iseo sono largamente sotto media (sono rispettivamente al 24,7% ed al 27,9% della capacità di riempimento).Permane una situazione differenziata anche in Emilia-Romagna, dove all’evidente deficit idrico dei fiumi Secchia e Savio, fortemente sotto la media, corrispondono quantità d’acqua record per il periodo, trattenute negli invasi picentini del Molato e di Mignano.Anche i livelli idrometrici del fiume Po sono sotto la media stagionale e le portate sono costantemente monitorate. Durante la prima seduta dell’Osservatorio sulle crisi idriche dell’Autorità Distrettuale di Bacino del fiume Po, già convocato per il prossimo 6 Marzo, verrà effettuato l’esame della situazione nei vari bacini e sottobacini del territorio per prepararsi alla gestione delle risorse idriche nei prossimi mesi. Nelle prossime settimane non si prevedono precipitazioni, se non di scarsa entità e comunque non da influenzare l’incremento della falda: potrebbero verificarsi ulteriori riduzioni dei livelli idrometrici, nell’ordine del 20%.In montagna, la neve è praticamente assente nelle zone appenniniche, mentre il manto alpino si ridurrà ulteriormente a causa dell’innalzamento delle temperature e dell’assenza di precipitazioni: dopo una discesa momentanea, infatti, nei prossimi giorni sono previsti aumenti compresi tra i 5 e gli 8 gradi centigradi.Da segnalare, per altro, le migliori condizioni dei fiumi piemontesi rispetto ad un anno fa, così come dei bacini della Sardegna, che segnano un incremento di 8 milioni di metri cubi d’acqua.“Quanto registrato – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – è un’ulteriore dimostrazione della necessità per il Paese di avviare un nuovo Piano Nazionale Invasi per adeguare il territorio a raccogliere le acque di pioggia, quando arrivano, per utilizzarle nei momenti di bisogno.”“La situazione – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – va seguita con attenzione, perché si riduce il margine, che divide dall’avvio generalizzato dell’irrigazione in tutta Italia. C’è ancora tempo, perché il mutare delle condizioni meteo permetta un miglioramento del bilancio idrico; certo, permanendo le attuali condizioni, si preannuncia una stagione difficile, soprattutto in alcune regioni del Sud.”

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