Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

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Le minoranze linguistiche in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

università bocconiEsiste una galassia di parlate in Italia più di quanto non si possa immaginare in un primo momento. Pensiamo alle parlate alloglotte, di tipo germanico, alle minoranze create, albanesi e greche ed ancora al franco-provenziale, all’occitano, al ladino dolomitico e il friulano, alle parlate gallo italiche nel Sud, alle lingue zingare, giudaiche-italiane e più in generale alle lingue di immigrazione recente, al sardo e al catalano. Per questi ultimi due, nello specifico, potremmo addentrarci in altre forme dialettali come quello logudorese con il nuorese ed il barbaricino, che occupa la fascia centrale dell’isola, il campidanese, nel cagliaritano, ed ancora il sassarese ed il gallurese dove si registra una maggiore influenza della parlata toscana da una parte e di quella còrsa dall’altra (gallurese). Questo influsso continentale fu la conseguenza del predominio pisano e genovese tra il secolo XII ed il XIV. Seguì una massiccia immigrazione proveniente dalla Corsica. Nel XIX secolo si cercò, con l’insorgenza di un movimento di tipo regionalistico e nazionalistico, erede del “sadismo”, di dare una impronta unitaria alla parlata della regione. Con il Partito sardo d’azione si pose, man mano, sempre più il problema della tutela linguistica nei suoi programmi autonomisti. E’ appena il caso di ricordare che le varie dominazioni che succedettero nell’isola hanno avuto in comune la volontà d’intralciare in qualche modo il formarsi di un sardo standard unico. D’altra parte lo stesso recente tentativo dell’Amministrazione regionale di far valere il modello sovralocale di lingua scritta, la cosiddetta Limba sarda unificata non ha trovato consensi unanimi. Si ritiene più fattibile la messa punto di piani diversificati per la tutela e la valorizzazione delle diverse lingue locali. Oggi i sardofoni della regione sono circa un milione e seicentomila e ai quali si aggiungono alcune comunità di emigrati nella penisola italiana o all’estero. Il sardo presenta molte caratteristiche fonetiche, morfologiche, sintattiche e lessicali diverse dall’italiano. Le più note sono, tra le tante, la u finale latina e della s nei plurali per cui si dice béllu, bòstru (vostro) ecc. A livello locale, il sardo ha guadagnato molta visibilità nella toponomastica accanto a quella italiana. (Riccardo Alfonso direttore centro studi letterari e sociali della Fidest)

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Riduzione debito pubblico: la richiesta dell’U.E. all’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

european commission“Leggendo con attenzione la lettera inviata al Tesoro dal vice-presidente della Commissione Europea Dombrovskis e dal commissario Moscovici, in risposta alla richiesta italiana di ottenere una riduzione dell’impegno necessario per correggere i disastrati conti pubblici italiani, appare evidente che Bruxelles non ha concesso in alcun modo quello sconto di cui ha scritto in termini trionfalistici la stampa”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Dopo l’arrivo della missiva, il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan hanno esultato, parlando di ‘buone notizie’ e di concessione di uno sconto da 9 miliardi di euro che permetterebbe al Governo di ridurre lo sforzo di risanamento indicato nel DEF dello scorso maggio. Invece, la lettera non contiene alcun riferimento a questo famoso ‘sconto’. Non una percentuale, non un numero. Nulla di tutto ciò. Solo un generico riconoscimento alla ‘proficua collaborazione’ tra Governo italiano e Commissione Europea e un retorico riconoscimento che lo sforzo di risanamento dei conti pubblici non deve andare a detrimento del più ampio obiettivo di crescita. Mantra che la Commissione Europea ripete in ogni occasione a tutti gli stati membri, non solo all’Italia.Quello che, invece, il Governo non ha detto e la stampa non ha scritto è che la Commissione ha ricordato senza mezzi termini che le sue raccomandazioni 2017 richiedono che ‘l’Italia persegua un sostanziale sforzo fiscale per il 2018’ e che ‘il governo italiano deve assicurare un significativo miglioramento della spesa primaria netta come indicato nelle previsioni economiche d’autunno 2017 della Commissione’.Sempre nella lettera, la Commissione ha ricordato che l’Italia è tenuta ad ‘assicurare la discesa del rapporto debito/PIL’. E proprio quest’ultimo è il punto che non rende credibile l’entusiasmo del Governo: concedere uno sconto, in termini di deficit, pari a 9 miliardi, significherebbe far aumentare ulteriormente il debito pubblico in rapporto al Pil, situazione che l’Italia, al contrario, è tenuta a combattere. Sconto del deficit e riduzione del debito non sono due obiettivi raggiungibili simultaneamente. Uno esclude l’altro. E’ la semplice matematica dei conti. Che la Commissione sia disposta ad accettare un ulteriore aumento del debito italiano è qualcosa di non credibile, anche perché si porrebbe in contrasto con le regole del Fiscal Compact.Più che aspettare sconti da Bruxelles come la manna dal cielo, il Governo italiano farebbe meglio a pensare ai buchi di bilancio che le sue politiche economiche hanno già prodotto, a partire da quello generato dalla voluntary disclosure bis, una delle tante misure ‘anti-evasione’ sbandierate per aumentare le entrate, in questo caso 1,6 miliardi di euro, ma che finora ha prodotto un gettito quasi pari a zero, per l’assenza di domande di adesione da parte dei contribuenti. Il che equivale ad un aumento di deficit che andrà sanato nella prossima Legge di Bilancio. Per non parlare dei tagli ai ministeri inseriti nella manovra correttiva appena votata e di cui nessuno conosce i dettagli. Una mancata riduzione della spesa pubblica che si rifletterà anch’essa sull’aumento del deficit pubblico”, conclude Brunetta.

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Il numero delle case all’asta in Italia è diminuito del 31% in sei mesi

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

soldi-e-casaLe procedure in corso sono infatti 22.969, a fronte delle 33.304 rilevate lo scorso gennaio. Un’inversione di tendenza di dimensioni inattese che interrompe la crescita registrata nelle due precedenti rilevazioni: +5% nel luglio 2016, +10% a inizio 2017. Lo rivela il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, che è stato presentato in Senato.Il calo è generalizzato per tutte le fasce di prezzo degli immobili e oscilla tra il -15% di quelli compresi nell’intervallo tra 500.000 e un milione di euro e il -41% di quelli con un valore oltre i 3 milioni di euro, passando per il -33% di quelli fino a 100.000 euro, i più numerosi. A trascinare il crollo del dato sulle abitazioni finite in vendita forzata è stato il Nord del Paese, passato da 15.749 a 8.817 procedure (-44%): l’Italia settentrionale, che solitamente rappresentava poco meno della metà degli immobili in vendita, vede la sua quota scendere fino al 38% ma conserva comunque una preminenza rispetto alle altre macroregioni. Assai consistente anche la riduzione verificatasi nel Mezzogiorno (4.766 gli immobili attualmente interessati, -34%), mentre più contenuta è stata la flessione delle regioni centrali (-17%). Maggiori sofferenze, invece, permangono nelle Isole: in Sicilia e Sardegna il fenomeno si è addirittura accentuato, seppur in modeste proporzioni (4.503 case all’asta contro le 4.483 di sei mesi fa).Poco meno di un quinto degli immobili oggetto dello studio, pari a 4.438 unità, è localizzato in Lombardia, che mantiene come sempre il primato in Italia e che è una delle tre regioni con una percentuale a due cifre in rapporto al totale nazionale. A seguire ci sono Sicilia (3.875) e Lazio (2.578), entrambe in controtendenza rispetto al dato complessivo avendo fatto registrare una crescita rispettivamente dell’8% e del 6%. Sforano il tetto del migliaio di abitazioni all’asta anche la Campania (2.190), il Piemonte (2.052), la Toscana (1.422) e la Puglia (1.325). A livello di province, invece, spiccano le 1.464 abitazioni in vendita forzata di Roma, che precede Bergamo (1.336), Catania (1.111), Palermo (1.076) e Brescia (1.000).«Il quadro è meno preoccupante rispetto a quello di sei mesi fa – ha spiegato nel suo intervento l’ing. Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro Studi –, anche se il numero delle persone che vive il dramma di una casa posta in vendita forzata rimane consistente. Sulla drastica diminuzione del dato possono avere inciso almeno un paio di fattori: da una parte il recepimento delle agevolazioni fiscali per le compravendite di questo tipo, che hanno fatto in modo che le operazioni con esito positivo siano evidentemente aumentate in numero assoluto e si siano svolte con maggiore rapidità; dall’altra il consolidamento della tendenza da parte degli istituti di credito ad attenuare l’irruenza nei confronti di chi si trova in una situazione di sofferenza finanziaria. Questo è dovuto a considerazioni di tipo strettamente contabile, visto che in media il valore delle abitazioni è nettamente calato rispetto all’anno di concessione del mutuo e, di conseguenza, un’asta non consentirebbe comunque al creditore di rientrare dei capitali erogati. Più rischioso spingersi sul terreno di previsioni ottimistiche riguardo alla situazione macroeconomica del Paese, soprattutto perché, essendo il mercato delle aste la fotografia di una situazione di precarietà venutasi a creare anni addietro, non è azzardato ipotizzare che la perdurante stagnazione di medio-lungo periodo possa tornare ad accentuare il fenomeno nel prossimo futuro, condannandoci ancora una volta a numeri più severi. Tra l’altro, non può passare sotto silenzio che realtà storicamente più solide nel panorama economico nazionale viaggino in controtendenza rispetto al dato complessivo: il +49% della Valle d’Aosta o il +16% del Friuli-Venezia Giulia rispetto allo scorso gennaio non possono non far riflettere.Altro dato assai indicativo – ha aggiunto Simoncini – è quello che conferma, ancora una volta, come sia sempre la fascia di reddito medio-bassa a pagare il tributo più rilevante alla crisi decennale attraversata dal Paese: il 66% delle case in vendita ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro, quota che sale addirittura fino all’88% se si prendono in esame anche gli immobili appartenenti alla fascia tra 100.000 e 200.000 euro. Nella stragrande maggioranza dei casi, insomma, non si tratta certo di abitazioni di particolare pregio. Tanti impiegati, piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, per anni capaci di fare fronte alle crescenti difficoltà, sul lungo periodo si sono trovati a pagare un conto salatissimo, arrivando a intaccare anche il patrimonio più prezioso: la prima casa.
Di contro, considerando il punto di vista di chi è interessato ad acquistare, la presenza sul mercato di tante case offre notevoli opportunità d’investimento. Molti istituti bancari mettono a disposizione strumenti finanziari ad hoc per procedere all’acquisto e i meccanismi di vendita all’asta sono trasparenti e tutto sommato semplici: chi ha disponibilità di denaro può realizzare dei veri e propri affari e c’è sempre la possibilità di farsi seguire da un tecnico o da un professionista del settore per avere la sicurezza di non commettere passi falsi».

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L’Italia in fiamme

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

vigilidelfuoco14“Come ogni anno, puntualmente arriva l’estate e come ogni anno l’Italia, soprattutto lo splendido Mezzogiorno, va in fiamme a causa della mancanza di una manutenzione dei boschi e del taglio di sterpaglie, ma soprattutto a causa dei piromani che addirittura usano gli animali per propagare le fiamme. Persone ignobili, senza alcuna parvenza di umanità, le quali andrebbero fatte marcire in carcere senza alcuna pietà. Che cosa si aspetta a inasprire le pene? Per quale motivo non s’investono risorse adeguate per realizzare una prevenzione efficace contro gli incendi da ipercombustione naturale e contro la criminalità più o meno organizzata che fa di queste tragedie un business per lucrare sul mercato immobiliare e lavorativo? Cosa attendiamo a rinfoltire con nuove assunzioni le fila dei Vigili del Fuoco, veri eroi moderni?”. È quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Walter Rizzetto.

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E’ Renzi che ha chiesto lo sbarco di tutti gli immigrati in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

tritondi Luigi Di Maio. Oggi abbiamo incontrato a Bruxelles il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri. Ci ha confermato, dopo averlo chiarito anche in audizione al Parlamento Ue, che Triton, voluta da Renzi, prevede che tutti i migranti siano portati in Italia. Questa è la verità: Renzi e il Pd ci hanno svenduto per 80 euro trasformandoci nel più grande porto d’Europa, convinti che saremmo rimasti in silenzio. Non solo: ci hanno mentito e pensano di farla franca. In qualsiasi Paese del mondo chi dice bugie ai cittadini si dimette, è tempo che questa pratica venga introdotta anche in Italia. Abbiamo chiesto oggi a Gentiloni, che quando è stato firmato questo accordo era il ministro degli Esteri, di venire a riferire immediatamente in aula.Sulle Ong siamo stati molto chiari: la Libia è un tema di sicurezza nazionale, massimo rispetto per i volontari, ma a chi non rispetta le regole dobbiamo chiudere i nostri porti. Bilanci trasparenti e una stretta collaborazione con l’autorità giudiziaria italiana sono per il MoVimento 5 Stelle due punti imprescindibili. Abbiamo depositato una legge a prima firma Bonafede che prevede la presenza di ufficiali a bordo delle imbarcazioni battenti bandiere straniere che trasportano migranti. Chi non si trova d’accordo, non attracca sulle nostre coste. Chi arriva a entrare in acque libiche per portare i migranti in Italia, non attracca sulle nostre coste. Non possiamo più aspettare. L’Europa prima si è preso tutto dall’Italia, grazie all’accondiscendenza dei governi degli ultimi anni, e poi ci ha sbattuto la porta in faccia. Noi chiediamo di chiudere la rotta mediterranea così come è stato fatto con quella balcanica, ma se nessuno ci ascolta allora facciamo da noi, sottraendo parte del contributo italiano al budget Ue e re-investendolo nella gestione dei rimpatri. E’ assurdo che l’Ue riesca a stringere accordi per importare l’olio tunisino e poi non sia in grado di stringere accordi per i rimpatri con i Paesi di transito in Africa. Manca, la volontà politica da parte di tutti, ma non da parte nostra. Adesso ci presentano questo pseudo-Codice sulle Ong, solo fumo negli occhi. Noi crediamo nelle leggi dello Stato non nei codici. E se, come ha sottolineato oggi nuovamente Frontex, in Italia la maggior parte degli ingressi riguarda i migranti economici, allora devono essere rimpatriati, in sicurezza, nei Paesi da dove provengono con i soldi dell’UE.
Ci domandavamo come fosse possibile l’arrivo di 12.000 migranti in Italia in sole 48 ore, più di quanti non ne siano arrivati in Spagna in un anno intero. Lo abbiamo capito. Renzi, Gentiloni, Alfano, tutto il Pd ma anche una buona parte del centrodestra hanno siglato accordi indicibili con i burocrati UE mettendo in ginocchio la nazione. Hanno trasformato l’Italia in un grandissimo campo profughi, per far contenti anche i loro amici nel coop, in cambio di qualche spicciolo. Di poche briciole. Che loro chiamano flessibilità. I giochi però sono finiti. E a giudicarli saranno prima di tutto gli italiani. (fonte: blog 5 stelle)

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Migranti: sbarchi a Trieste?

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 luglio 2017

trieste“L’idea di portare navi ONG cariche di migranti nei porti del nord tra cui Trieste è puro delirio”. Lo dichiara l’On. di Forza Italia Sandra Savino.”Il nostro territorio – prosegue a la parlamentare – sta già facendo la sua parte anche più di quanto non sia tenuto a fare. La gente è letteralmente esasperata da questa situazione fuori controllo, le città sono diventate bivacchi, il degrado sta arrivando fino al centro storico, con effetti gravi sul valore degli immobili e sul commercio”.”E comunque non si capisce cosa c’entri un porto come quello di Trieste con gli sbarchi dall’Africa. Sarebbe solo una spesa senza senso a carico dei cittadini. Senza contare tutti gli arrivi di questi anni attraverso la rotta balcanica verso la Venezia Giulia”, conclude Sandra Savino. (n.r. Si vede che il governo è proprio con l’acqua alla gola. Dopo aver firmato quel patto scellerato con l’Unione europea, per piatire i classici trenta denari e per sopravvivere con le mancette elettorali, impegnandosi ad accettare indiscriminatamente tutti gli immigrati in fuga dall’Africa oggi tenta di far togliere le castagne dal fuoco agli italiani colpevoli solo di aver sostenuto Renzi. D’altra parte lo hanno detto e ribadito a chiare note sia il presidente francese Macron che la stessa cancelliera tedesca Merkel che accogliere i migranti economici che costituiscono l’85% dei richiedenti asilo è illegale ed è stata quindi una iniziativa sbagliata e che non merita sostegno dagli altri partner europei. Più chiaro di così.)

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Libertà di Ricerca Scientifica: Italia 30esima nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 luglio 2017

ricercatoreBelgio, Olanda e Stati Uniti tra i paesi più virtuosi al mondo per la libertà di ricerca scientifica, Italia 30esima preceduta da Vietnam, Singapore, Sud Africa, India e Israele.
Questa la graduatoria presentata a Ginevra dall’Associazione Luca Coscioni alle Nazioni Unite, nel corso del dibattito “Il diritto a godere del progresso scientifico, e la libertà indispensabile alla ricerca scientifica”, in cui sono intervenuti la Dr. Flavia Bustreo, vicedirettrice generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; S.E. Amb. Maurizio Serra, Rappresentante dell’Italia presso ONU di Ginevra; Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni; Marco Cappato, già Europarlamentare, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, Prof. Yvonne Donders, Università di Amsterdam, Prof. Andrea Boggio, Bryant University, Dr. Stephen Minger, SLM Blue Skies Innovation Ltd, D.ssa Vittoria Brambilla, Università di Milano e Marco Perduca, già Senatore, Associazione Luca Coscioni. La relazione presentata all’Onu sulla libertà di ricerca comprende dunque una classifica costruita su scala globale con metodo empirico. E’ stata elaborata dal Professor Andrea Boggio della Bryant University, sulla base dell’indice di “libertà e autodeterminazione” (Self Determination Index – SDI), attraverso il monitoraggio e l’analisi di fonti pubbliche disponibili dal 2009 a oggi relative all’avanzamento della ricerca legata ai quattro temi che qualificano l’evoluzione:
– Tecnologie di riproduzione assistita
– Ricerca sulle cellule staminali embrionali umane
– Decisioni di fine vita
– Aborto e contraccezione
“L’indice elaborato dal Professor Boggio è uno strumento necessario per valutare il grado di attuazione del diritto alla scienza nei 46 paesi (su 193) dai quali è stato possibile ottenere dati”, sottolinea Marco Perduca, “Per il futuro dovremo ampliare non solo le fonti di informazioni ma anche la gamma di temi monitorati a partire dall’editing del genoma e gli OGM”.

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In Germania matrimonio egualitario e in Italia?

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 luglio 2017

berlinoBerlino. “Un’ottima notizia, che lascia il nostro Parlamento col cerino in mano”: Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, commenta la notizia dell’approvazione da parte del Parlamento tedesco della legge che istituisce il matrimonio egualitario. “Tutto il dibattito sulle unioni civili in Italia – osserva Piazzoni – è stato caratterizzato dal mito del cosiddetto “modello tedesco”, cioè delle civil partnership che la Germania introdusse nel 2001. Va detto che il voto finale che ha introdotto le unioni civili in Italia mancò clamorosamente anche quell’obiettivo: il “modello tedesco”, infatti, comprendeva anche la stepchild adoption, che l’Italia invece ha perso per strada. Un anno dopo, la Germania mette in soffitta le civil partnership e punta dritto al matrimonio egualitario, con una maggioranza parlamentare ampia e un dibattito di soli 38 minuti. Anche l’Italia, un anno fa, avrebbe potuto puntare dritto al matrimonio egualitario, liberando il nostro Paese da un ritardo che è una pesante zavorra, non solo nella vita delle persone lgbti ma anche nella cultura dell’uguaglianza e dei diritti. Invece quel ritardo e quella disuguaglianza tornano ad essere evidenti e nella mappa dei Paesi in cammino verso il pieno riconoscimento dei diritti di tutte e tutti, l’Italia continua a essere tra i Paesi in coda. Il nostro Parlamento allora deve farsi carico di questa responsabilità e mettere in campo una strategia efficace per uscire dal guado della diseguaglianza. L’obiettivo è uno solo, lo ripetiamo da sempre: matrimonio egualitario, per tutte e tutti. Tutto ciò che sta al di sotto, la cronaca ce lo dimostra, non può essere considerato un modello, semmai soltanto una tappa intermedia”, conclude Piazzoni.

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Il partito democratico è incapace di dare risposte ai problemi dell’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

Il premier Paolo Gentiloni al termine del Cdm

“Gli italiani da diversi anni ormai sono ostaggio del perenne ‘congresso’ del Partito democratico e delle ipocrisie che questo comporta. Una guerra fratricida tra Renzi, i capicorrente e chi ha gravitato in passato nell’orbita del Pd che si ripercuote drammaticamente nell’attività del governo. Un esecutivo debole, piegato alle logiche correntizie, indeciso e ondivago”. Lo afferma, in una nota, la parlamentare di Forza Italia, Vincenza Labriola. “Di fronte alle due macroscopiche emergenze sociali ed economiche che l’Italia sta affrontando – prosegue -, immigrazione e disoccupazione, è assai preoccupante l’immobilismo reale dell’esecutivo Gentiloni, mal celato da una narrazione balbettante e conformista ai canoni della politica dell’ordinaria amministrazione.Di ordinario però nel nostro Paese non c’è proprio nulla: non è tollerabile, infatti, che una donna in preda alla disperazione si sia data fuoco perché non riesce a ottenere un lavoro che le consenta di vivere degnamente, né tanto meno – continua l’espoinente azzurra – è da considerarsi normale la lunga e duratura sequenza di sbarchi nei nostri porti di decine di migliaia di migranti.Crisi sociali e umanitarie che i governi del Pd a guida Renzi e Gentiloni non sono stati in grado di affrontare nel migliore dei modi. Incentivi a tempo determinato e bonus non creano strutturalmente lavoro, semmai drogano il mercato e spostano più in la’ l’asticella della resa dei conti, così come – aggiunge – i moniti contro l’Europa cinica e bara che i membri dei governi di sinistra si affannano a esternare sono inutili e privi di riscontri oggettivi.Serve altro, servirebbe essere più determinati. Servono idee chiare e azioni risolute. Per questo – conclude Labriola – Forza Italia dice: più Europa per gestire l’immigrazione e più Italia per dare risposte ai reali problemi sociali del Paese”.

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Elezioni comunali 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 giugno 2017

Regione Città Sindaco % Votanti Area
ABRUZZO L’Aquila Pierluigi Biondi 53,5 52,1 Centro destra
CALABRIA Catanzaro Sergio Abramo 64,4 47,0  Centro destra
EMILIA-RO. Piacenza Patrizia Barbieri 58,5 46,7 Centro destra
EMILIA-RO. Parma Federico Pizzarotti 57,9 45,2 Liste civiche
FRIULI V.G. Gorizia Rodolfo Ziberna 44,0 Centro destra
LAZIO Frosinone Nicola Ottaviani 56,4 72,5 Centro destra
LAZIO Rieti Antonio Cicchetti 50,2 64,1 Centro destra
LIGURIA La Spezia Pierluigi Peracchini 60,0 46,5 Centro destra
LIGURIA Genova Marco Bucci 55,2 42,7 Centro destra
LOMBARDIA Como Mario Landriscina 52,7 35,8 Centro destra
LOMBARDIA Lodi Sara Casanova 56,9 51,3 Centro destra
LOMBARDIA Monza Dario Allevi 51,3 45,2 Centro destra
PIEMONTE Alessandria Gianfranco Cuttica 55,7 46,4 Centro Destra
PIEMONTE Asti Maurizio Rasero 54,9 41,7 Centro Destra
PIEMONTE Cuneo Federico Borgna 59,7 58,7 Centro sinistra
PUGLIA Lecce Carlo M. Salvemini 54,8 52,8 Centro Sinistra
PUGLIA Taranto Rinaldo Melucci 50,9 32,9 Centro Sinistra
SARDEGNA Oristano Andrea Lutzu 65,3 43,9 Centro Destra
SICILIA Palermo Leoluca Orlando 46,3 52,6 Centro Sinistra
SICILIA Trapani Nomina commis. ——
TOSCANA Lucca Alessandro Tambellini 50,5 45,3 Centro Sinistra
TOSCANA Pistoia Alessandro Tomasi 54,3 49,5 Centro Destra
VENETO Belluno Jacopo Massaro 63,2 41,2 Liste civiche
VENETO Padova Sergio Giordani 51,8 57,0 Centro Destra
VENETO Verona Federico Sboarina 58,1 42,4 Centro Destra

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Unione Naz. Consumatori su Bce e Istat: Italia ultima ruota del carro nell’Eurozona

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 giugno 2017

euro-areaNell’Eurozona gli esperti dell’Eurosistema prevedono una crescita annuale del PIL, in termini reali, dell’1,9 per cento nel 2017. “Questo vuol dire che se anche l’Italia confermasse la previsione del FMI, +1,3% nel 2017, che ha suscitato l’entusiasmo del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che ha parlato di lancio spaziale, il nostro Paese sarebbe comunque, tanto per cambiare, l’ultima ruota del carro dell’Eurozona” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Tra le ragioni c’è sicuramente la questione irrisolta del Mezzogiorno, che secondo i dati Istat di oggi, nel 2016 registrerà un incremento del Pil dello 0,9%, contro un +1,2% del Nord –Est. Inoltre, si registra una preoccupante disparità territoriale anche nel Centro, che si ferma addirittura a +0,7, con un crollo dell’1,9% in agricoltura che invece prende il volo nel Nord Est, con un +4,5 per cento. Un’Italia troppo diversa che richiederebbe politiche più mirate” conclude Dona.

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Conferenza sul tumore del rene in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 giugno 2017

tumore reneRoma, 22 giugno 2017, ore 13 Senato della Repubblica, Palazzo Madama, Piazza Madama 11 Sala Caduti di Nassirya. Nel nostro Paese vivono più di 118.760 persone dopo la diagnosi di tumore del rene. Le possibilità di sopravvivenza a 5 anni raggiungono il 71%, grazie alla diagnosi precoce e a terapie sempre più efficaci. Questi pazienti chiedono di tornare a una vita come prima, al lavoro, agli affetti. Senza dimenticare gli aspetti molto importanti legati alla riabilitazione. Per sensibilizzare i cittadini su questa patologia il 22 giugno si celebra la Prima Giornata Mondiale contro il Tumore del Rene, in cui le associazioni dei pazienti di tutto il pianeta si uniscono per migliorare la consapevolezza su questa malattia e raccogliere fondi. In Italia AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro) e FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) aderiscono alla Giornata e presentano un opuscolo sulla patologia destinato ai cittadini, ai pazienti e ai familiari. Per illustrare i contenuti della Giornata e della pubblicazione, il 22 giugno alle 13 al Senato (Palazzo Madama, Sala Caduti di Nassirya) è prevista una conferenza stampa con gli interventi del prof. Giuseppe Procopio, membro del Direttivo nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), del prof. Michele Gallucci, Direttore Urologia Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, del prof. Francesco Cognetti, presidente Fondazione Insieme contro il cancro, del prof. Camillo Porta dell’Oncologia Medica della Fondazione IRCCS Policlinico “San Matteo” di Pavia e dell’avv. Elisabetta Iannelli, Segretario Generale FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia). Interverrà anche Marina Ripa di Meana che porterà la sua testimonianza di paziente oncologica.

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Attività bancaria in Italia e vigilanza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

banca centrale europeadi Elio Lannutti. Il ruolo delle autorità di vigilanza per le banche italiane è stato svolto esclusivamente dalla Banca d’Italia, ma con l’arrivo della moneta unica e della Banca centrale europea per le Banche di interesse cosiddetto sistemico – ossia quelle con attivo superiore a 30 miliardi di euro – dal 2014 la vigilanza è svolta direttamente dalla Banca Centrale Europea tramite l’Iban. le norme sulla vigilanza bancaria sono comprese nel TUB (Testo Unico Bancario) aggiornato in ragione del coordinamento e recepimento di direttive e regolamenti europei sull’attività bancaria.Quello stesso Tub, spesso violato dalla banca d’Italia, sia nella durata dei commissariamenti -pari un anno con la proroga massima di sei mesi, articolo 70 del TUB- invece di 60 mesi, come nel caso di scandaloso del Credito Sportivo, che all’articolo 128 del testo unico bancario, per inibire soggetti che prestano l’operazione di servizi disciplinati della continuazione dell’attività anche di singole sedi secondarie sull’anatocismo bancario, per ordinare la restituzione delle somme indebitamente percepite dalle banche per 7 miliardi di euro, configuranti anche l’omissione in atti di ufficio, oltre ad altri eventuali e più gravi reati a danno degli utenti dei servizi bancari.La Bce detiene il potere di revoca delle licenze bancarie, quindi può decidere la sorte di tutte le banche italiane piccole e grandi: si tratta di una leva molto funzionale e performante della Bce nell’indurre le banche ad eseguire i suoi desideri. ad esempio nel caso di banche in ovvia difficoltà, la stessa può con facilità indurle verso la fusione o l’accorpamento o magari verso la vendita di una banca a favore un altro gruppo bancario, avendo il potere di ritirare la licenza bancaria. in parole povere uno strumento un po’ più potente rispetto alla classica moral suasion. Posso semplicemente affermare che la Banca d’Italia ha commissariato una banca con i conti in ordine, come la Bene Banca Vagienna, per aiutare lo spiccia-faccende degli operatori della Banca d’Italia, quel Giovanni Zonin che dopo aver messo sul lastrico 120mila famiglie che erano azioniste della banca Popolare di Vicenza è ancora a piede libero e non paga il conto, perché se lo pagasse crollerebbe il castello: quello che vede la Consob e la Banca d’Italia anche loro senza alcuna responsabilità. Se ci fossero i crac bancari, anche loro probabilmente andrebbero in galera. (fonte blog 5 stelle)

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Estate 2017: Italia tra le mete più care d’Europa, ma anche tra le più irrinunciabili

Posted by fidest press agency su sabato, 17 giugno 2017

bluvacanzeSiamo alle porte dell’estate e l’Italia si prepara ad accogliere migliaia di turisti, puntando sulle sue numerose attrazioni artistiche e naturalistiche. Mete marinare e città d’arte rientrano nella top ten delle destinazioni più gettonate dai turisti per i prossimi mesi di luglio e agosto.
Gli ultimi dati Istat riguardanti viaggi e vacanze stimano che per gli italiani il numero di viaggi con pernottamento si aggira intorno ai 66 milioni. La durata media del soggiorno è di 5,4 notti. Aumentano però anche le vacanze brevi (fino a tre pernottamenti) che nel 2016 sono cresciute del 20,7% rispetto all’anno precedente. L’82,8% degli italiani preferisce mete nazionali e si muove soprattutto nei mesi estivi (42,1%). Gli alloggi privati si confermano la sistemazione preferita (55,6% dei viaggi, 62,1% delle notti), soprattutto per i soggiorni lunghi (60,8% dei viaggi, 65% delle notti). L’auto resta il mezzo preferito e più utilizzato per viaggiare (64,2% dei viaggi), soprattutto per le vacanze brevi (76,1%, +33,7% rispetto al 2015). A seguire l’aereo (16,1%) e il treno (10,3%). Inoltre, analizzando il periodo che va dal 1 luglio al 31 agosto, l’Italia, secondo un’analisi di Hundredrooms, risulta essere una delle destinazioni più care con un prezzo medio di 190 euro a notte per due persone. Più cara di noi solo la Francia, con un prezzo

Rimini Beach Italy - Panoramic summer overview

Rimini Beach Italy – Panoramic summer overview

medio che per una coppia si aggira attorno 212 euro. Seguono Spagna (162 euro), Germania (151 euro), Austria (148 euro), Regno Unito (147 euro) e Paesi Bassi (145 euro).
I turisti, insomma, non badano a spese e non rinunciano alle attrazioni che offre l’Italia, preferendo soprattutto le località balneari.
Lo studio di Hundredrooms, che ha analizzato le ricerche degli utenti, mette in luce che la meta italiana più scelta si riconferma ancora una volta Jesolo, che avevamo visto già sul podio delle preferenze in occasione del break pasquale. Con le sue spiagge limpide non stupisce che la località veneta sia la più richiesta. A seguire un’altra città di mare nel cuore del Salento, Gallipoli, conosciuta a ragione anche come la Perla dello Ionio. L’intramontabile Roma, poi, non poteva piazzarsi molto più in basso, e infatti risulta la terza città più richiesta secondo l’analisi di Hundredrooms. Poco fuori dal podio altre due città che offrono cultura, movida, arte e tanto altro. Parliamo di Torino e Milano, che si piazzano rispettivamente al quarto e quinto posto nella classifica del meta-motore di ricerca.
Nel cuore della riviera adriatica romagnola si trova invece la sesta destinazione più richiesta dai turisti. Famosa per le sue spiagge e le sue discoteche, Riccione si popola ogni anno di giovani visitatori in cerca di una vacanza all’insegna del divertimento.
L’offerta turistica è molto variegata anche nella settima meta più ricercata d’Italia, ovvero il capoluogo della Liguria, dove è possibile visitare il famoso Acquario, ma anche la Cattedrale di San Lorenzo, musei, palazzi antichi e un centro storico incantevole.
Il riconoscimento come Capitale europea della cultura per il 2019 avrà sicuramente avuto il suo peso nel fare di Matera una delle destinazioni più appetibili d’Italia. La Città dei Sassi ha puntato molto sulla valorizzazione del suo patrimonio storico, che si è tradotto negli anni in un meritato aumento di visite. Ultime mete della top ten, ma non per questo meno interessanti, sono Catania e Verona, due città tra loro così diverse, ma così ugualmente affascinanti. La città di Romeo e Giulietta ha un bellissimo centro storico, ma Catania non è da meno, con il suo ricco patrimonio storico e architettonico: il Duomo di Sant’Agata, il Castello Ursino o, ancora, il Monastero dei Benedettini sono solo alcuni esempi di un’architettura meravigliosa.
Infine, dalla ricerca di Hundredrooms, come si può notare anche dalla tabella che segue, si evince un tendenziale aumento dei prezzi nelle località balneari tra i mesi di luglio e agosto, mentre nelle città si registra una curva opposta. Un’osservazione che può risultare utile per chi vuole risparmiare senza però rinunciare alle proprie vacanze.

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Il lavoro domestico in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 17 giugno 2017

tempio adriano romaRoma mercoledì 21 giugno 2017 alle ore 9,45 presso la Sala del Tempio di Adriano – Camera di Commercio di Roma, Piazza di Pietra si parlerà del lavoro domestico in italia e delle dimensioni del fenomeno. Nel 2015 presso le famiglie italiane sono assunti in regola 886.125 lavoratori domestici (57,6% Colf, 42,4% Badanti). Dal 2007, il numero complessivo è cresciuto mediamente del 42%. Secondo le stime DOMINA, considerando anche i lavoratori irregolari si supera la soglia di 1 milione di lavoratori domestici, a sostegno delle famiglie.Continua a prevalere l’Est Europa, ma negli ultimi anni molte donne italiane che prima non lavoravano sono entrate (o rientrate) nel mercato del lavoro, specialmente nel lavoro domestico. Si tratta in prevalenza di lavoratori non qualificati (97%) ma con molti anni di esperienza (85% oltre 3 anni).L’impatto economico e sociale. Dall’analisi dei dati INPS e DOMINA si può calcolare una spesa delle famiglie di circa 7 miliardi di euro l’anno, di cui poco meno di 1 miliardo in contributi versati allo Stato. Questo genere di rapporti contrattuali non solo permette allo Stato di risparmiare costi di gestione di strutture per l’assistenza, ma permette alle donne autoctone la possibilità di entrare e rimanere nel mercato del lavoro, affidando ad altre persone il compito di risolvere il problema della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Considerando gli irregolari, il volume d’affari e il gettito fiscale potrebbero raddoppiare.
DOMINA stima che le somme non incassate potrebbero rientrare grazie a politiche fiscali ad hoc a sostegno delle famiglie che assumono un lavoratore domestico.Nei paesi mediterranei, in particolare, la gestione dell’assistenza e della cura è affidata alle famiglie, con un impegno dello Stato molto minore rispetto ai paesi nordici. Per questo, in Italia è più diffuso il lavoro domestico rispetto alle strutture assistenziali: i lavoratori domestici in Italia sono il 3,5% di tutti gli occupati (contro l’1,0% della media Ue 28).
Tuttavia, l’incontro tra Domanda e Offerta resta informale (in 6 casi su 10) e solo 1 famiglia su 10 riceve sovvenzioni pubbliche per il lavoro domestico. Anche qui, un maggiore sostegno pubblico porterebbe emersione e benessere per lavoratori e famiglie.
Alcuni passi avanti. Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico del 2013 ha portato benefici concreti sia per le famiglie che per i lavoratori, introducendo maggiori tutele e garanzie. Tra le misure concrete apportate, l’assunzione per sostituzione, le precisazioni burocratiche, tutele per malattia e maternità, la regolarizzazione dei permessi e dei riposi, la risoluzione dei rapporti di lavoro e preavviso.
Altro passo in avanti è stata la Convenzione ILO 189/2011, che dà pieno riconoscimento al lavoro domestico e fornisce strumenti per il contrasto al lavoro nero.

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Quanti sono gli islamici radicalizzati che vivono o hanno base logistica in Italia?

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

bolognaBologna. Dopo l’uccisione a Sesto San Giovanni, a un passo da Milano, di Amis Amri, l’attentatore tunisino di Berlino, si scopre che il terzo terrorista di Londra, Youssef Zaghba, aveva nazionalità e passaporto italiani, e incontrava la madre che vive in provincia di Bologna. Un altro campanello d’allarme utile a richiamare gli amministratori locali, vecchi e nuovi, alla cautela. Infatti non è solo un problema per l’intelligence o per le forze dell’ordine, la prevenzione anti terrorismo”. Così Mariastella Gelmini, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera e coordinatrice lombarda. “I sindaci – continua -, sia dei piccoli comuni, che delle grandi metropoli dove nelle periferie vivono comunità islamiche spesso fuori controllo, sono in prima linea nell’affrontare le difficoltà di periferie e realtà religiose a rischio radicalizzazione. Tocca al ministero degli Interni, che ha precise responsabilità, offrire strumenti adeguati per individuare e contrastare le sacche di radicalismo che possono aprire le porte al terrorismo. Il problema – prosegue l’esponente azzurra – non sono solo gli immigrati irregolari radicalizzati, che possono arrivare via mare, ma tutte le realtà violente e intolleranti, a prescindere dalla nazionalità, che sono già insediate nelle nostre città, e che possono cedere alla radicalizzazione e al terrorismo. Gli episodi drammatici verificatisi in Europa – conclude Gelmini – devono spingere il Governo ad assumere provvedimenti forti, anche in chiave di prevenzione”.

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Brevetti: Italia e Germania sono più vicine grazie alla collaborazione tra Università di Trieste e GLP Intellectual Property Office

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

brevetti_t1Dai rapporti commerciali alla proprietà intellettuale, l’Italia rafforza il legame con la Germania. Nell’ambito del progetto “Sistemi multilivello delle fonti e tutela della proprietà industriale in ambito europeo” dell’Università di Trieste è stato pubblicato il volume “Das italienische Gesetzbuch für das gewerbliche Eigentum. Codice della Proprietà Industriale Italiano”, curato dal professore Angelo Venchiarutti con la collaborazione dello studio GLP, per gli editori Giappichelli e Nomos. Un testo in tedesco e in italiano, unico nel suo genere, che non solamente raffronta i due sistemi giuridici per evidenziarne somiglianze, differenze e peculiarità, ma vuole essere un utile strumento per avvicinare ulteriormente i due Paesi in un ambito strategico per lo sviluppo e la crescita.
«L’Italia ha delle strettissime relazioni economiche con la Germania. Insistere sul tema della proprietà intellettuale è creare un volano per la crescita», premette Davide Petraz, Managing Partner di GLP, studio che da 50 anni opera nel campo della tutela della proprietà intellettuale a livello internazionale (ha sedi a Udine, Milano, Perugia, San Marino e Zurigo). «La collaborazione con l’Università di Trieste ci ha portato a sviluppare quest’opera che va in una duplice direzione: da una parte la condivisione delle informazioni, dall’altra fornire uno strumento completo agli operatori del settore».
La scelta della Germania non è stata casuale. Con oltre 112 miliardi di euro di interscambio commerciale (Istat 2016), la Germania è il primo partner commerciale per l’Italia. Inoltre ha molto da insegnare all’Italia: è il primo Paese in Europa – e il quinto a livello mondiale – per deposito dei brevetti. Ben 67mila quelli depositati nel 2015; a fronte di un’Italia ferma sotto quota 10mila (fonte WIPO). «Le relazioni economiche che coinvolgono i due Paesi riguardano prevalentemente i settori della meccanica e dell’elettromeccanica. Sono settori ad alto valore aggiunto e ad elevata innovazione, dove la proprietà intellettuale riveste un ruolo fondamentale», aggiunge Petraz. «Siamo fermamente convinti che la proprietà intellettuale rappresenti uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo di un sistema economico prima, e di un sistema Paese poi».Nella convinzione che in questo campo sia necessario un cambio culturale, «redigiamo e mettiamo gratuitamente a disposizione pubblicazioni specifiche, organizziamo e promuoviamo eventi, corsi e seminari al fine di trasmettere l’importanza di spostare l’attenzione sul piano intellettuale del lavoro industriale». Continua: «Questa pubblicazione vuole favorire un’attualizzazione e un’armonizzazione delle legislazioni dei Paesi dell’Unione Europea, in particolare di Italia e Germania, storicamente interdipendenti per molti fattori. Infatti, attraverso un diretto parallelismo bilingue è possibile far emergere in maniera più chiara e diretta le somiglianze, le differenze e le peculiarità che ci sono fra il sistema giuridico italiano e quello tedesco, al fine di arricchirli entrambi, dove possibile, con nuovi spunti».La traduzione del Codice della Proprietà Industriale è stata effettuata dal Dr. Matthias Probst, con il coordinamento della Prof.ssa Lorenza Rega e la revisione del Prof. Michael Lehamn del Max Planck Institute für Innovation und Wettbewerb di Monaco.
GLP – Fondata da Gilberto Luigi Petraz nel 1967 a Udine e gestita oggi dai figli Davide e Daniele, GLP è tra le prime cinque aziende italiane nel settore della tutela della proprietà intellettuale. Con sedi Udine, Milano, Perugia, San Marino e Zurigo, conta più di 70 dipendenti, un portafoglio di oltre 7mila clienti con all’attivo più di 90mila casi trattati a livello nazionale e internazionale. Dal 2003 al 2007 ha detenuto il primato mondiale per numero di Modelli Comunitari depositati; un suo brevetto è stato preso a modello dall’Epo (Ufficio Brevetti Europeo) quale esempio di brevetto ben scritto. GLP ritiene la proprietà intellettuale uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo di un sistema economico prima, e di un sistema Paese poi. http://www.glp.eu

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Italia: vuoto a perdere?

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

italiaTra una manciata di anni il sistema paese si troverà con una prospettiva tra le più inquietanti. Per quella data avremo 10 milioni di immigrati (tra la prima e seconda generazione), un sistema giudiziario fuori controllo, la popolazione autoctona in netta diminuzione con il crollo delle nascite e l’allungamento della vita, sistema sanitario e previdenziale permettendo, una disoccupazione a due cifre e un incremento dei giovani che emigrano in cerca di lavoro. Successive ricadute possono riguardare sia l’istruzione, la sicurezza, la tutela dei diritti sul lavoro e via di questo passo.
E’ uno scenario che non vorremmo ma sta a noi oggi e non domani scongiurarlo con un parlamento e un governo capaci di arginare i flussi migratori, rimettere ordine ai conti pubblici, rivedere tutta la filiera giustizia con processi rapidi e tempestivi e, soprattutto rendendo credibile l’applicazione delle leggi e loro esecuzione. Non è certo cosa da poco e c’è da lavorare tanto. Per farlo la ricetta è una sola: trovare il movimento politico giusto, gli uomini e le donne giusti e offrire loro l’arma della governabilità senza dover cedere a compromessi e a inciuci di ogni genere. Devono essere banditi i soliti arrivisti, gli imbonitori di turno e i predicatori di salvifiche soluzioni che sono pronti a dimenticare una volta eletti. Pare una chimera? No se ci rendiamo conto del rischio che corriamo, soprattutto che incombe sui nostri figli, è serio. La prima cosa da comprendere è che si può disquisire a lungo sulla politica malata, dei corrotti, dei corruttori e dei corruttibili, ma alla fine è proprio la politica la chiave che ci permetterà di voltare pagina seriamente. (Riccardo Alfonso direttore Centri Studi Politici)

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Italia primo paese in Europa per possibilità di risparmio online

Posted by fidest press agency su domenica, 4 giugno 2017

Online Banking ComputerSecondo il nuovo studio di idealo – il portale di comparazione prezzi per gli acquisti digitali – gli italiani che utilizzano un comparatore prezzi per lo shopping online possono risparmiare in media il 36,5% in più rispetto a chi non fa uso di questo strumento. L’Italia risulta essere al primo posto per potenziale capacità di risparmio online tra gli altri paesi europei. L’e-consumer medio è generalmente un uomo, per lo più di età compresa tra i 35 e i 44 anni. In Italia la percentuale maschile che acquista online è pari al 66%, quella femminile al 34% (la più bassa se confrontata con i dati degli altri paesi). La fascia oraria preferita dai consumatori digitali è quella intorno alle 18 e quella dalle 21 alle 22. Lo strumento utilizzato varia a seconda del giorno della settimana: nelle giornate feriali gli italiani preferiscono il PC (52,98%); durante il weekend la tendenza si inverte a favore del mobile (42,4%).Per aiutare gli e-consumer a caccia di risparmio e attenti alla questione “prezzo”, idealo ha calcolato il tempo medio di attesa da considerare per risparmiare su alcune categorie. Tecnologia, sport e fotografia sono i settori dove gli effetti positivi sono evidenti a breve termine, ma anche per gli appassionati di musica o giochi, oltre che per chi deve acquistare per la propria casa, è possibile risparmiare, specialmente se gli acquisti vengono programmati con anticipo. Il portale segnala la funzione “prezzo ideale”, uno strumento su misura, che permette all’utente di indicare il prezzo d’acquisto desiderato per un certo prodotto: si esprime quindi un “desiderio di risparmio” – del 5, 10 o 15% – e il sistema calcola e comunica all’utente il momento perfetto per procedere con l’acquisto. (foto: e-consumer)

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“Limpida e impietosa l’immagine scattata dal governatore di Bankitalia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

Banca d'ItaliaLo ha fatto nella sua relazione conclusiva. La certificazione che le politiche economiche praticate negli ultimi anni non hanno prodotto i risultati sperati. Vincenzo Visco fa un appello inequivocabile: tornare alla realtà. Visco sottolinea il fallimento della politica economica degli ultimi governi di centrosinistra, che ha portato a un alto debito pubblico, un basso tasso di crescita ed insufficienti cambiamenti strutturali nel sistema produttivo”. Lo afferma, in una nota, Mariastella Gelmini, vice presidente vicario del gruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Le previsioni di Forza Italia – prosegue – non erano sbagliate. La politica del tassa e spendi, propria della sinistra, e le tante regalie fatte di bonus e prebende hanno soltanto illuso gli italiani e drogato i numeri. Servono interventi nell’interesse generale, che liberino l’economia da inutili vincoli, rendite di posizione, antichi e nuovi ritardi, insiste Visco. Un manifesto elettorale – conclude l’esponente azzurra – da sottoscrivere”.

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