Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

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Mostra conclusiva del progetto di residenza tra l’Italia e la Svizzera

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2022

Catania opening 22 ottobre 2022 ore 18.00 Fondazione Brodbeck | Via Gramignani, 93. Tavola rotonda mercoledì 26 ottobre 2022 ore 10.00 – 13.00 Aula Magna – Accademia di Belle Arti di Catania via Raimondo Franchetti, 5. Il progetto ideato da Valeria Caflisch e curato da Valentina Barbagallo e Philippe Clerc, cui seguirà una tavola rotonda, moderata da Valentina Barbagallo, giornalista pubblicista e curatrice d’arte contemporanea, incentrata sul tema delle residenze d’artista e sull’importanza degli scambi culturali che consentono di collegare i centri e le periferie del mondo e dell’arte stessa. Prenderanno parte a questo secondo appuntamento dalle finalità didattiche, il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catania, prof. Gianni Latino; l’ideatrice del progetto 1698/t-t Valeria Caflisch; il direttore artistico della Fondazione Brodbeck Gianluca Collica; la ricercatrice, curatrice e autrice freelance, docente di teoria dell’arte per l’Università delle Arti di Zurigo, di Costanza e di Berna, Sibylle Omlin; il sociologo e docente di sociologia presso l’università degli studi di Catania, prof. Guido Nicolosi; la progettista grafica del catalogo Sofia Di Grazia. Saranno, inoltre presenti gli artisti cui sarà possibile rivolgere delle domande. Nato come un programma articolato in due moduli residenziali – il primo in Svizzera e il secondo in Italia – rivolto a quattro artisti svizzeri – Isabelle Pilloud, Christiane Hamacher, Ivo Vonlanthen, Primula Bosshard – e a quattro artisti italiani – Francesco Balsamo, Marcella Barone, Gianluca Lombardo, Alessandra Schilirò che hanno lavorato in remoto e in presenza in coppie di nazionalità mista, 1698/t-t è cresciuto organicamente durante questi tre anni di gestazione e di vita come un rizoma, estendendosi dagli individui direttamente coinvolti – gli artisti – alla loro cerchia – collaborazioni con istituzioni esterne – che, come neuriti hanno rinforzato e aumentato la comunicazione, la visibilità donando sempre nuova forma e senso al progetto.

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Classifica aziende top in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2022

Per il secondo anno consecutivo la Vivenda Spa, azienda del Gruppo La Cascina Cooperativa leader nei settori della ristorazione collettiva e del global service, ottiene un importante riconoscimento dall’Istituto Tedesco Qualità Finanza (Itqf) e dal media partner La Repubblica Affari&Finanza. Se nel 2021 era stata premiata, nel nostro Paese, fra i migliori 200 datori di lavoro per una donna, con l’indagine “Italy’ s best employers for women” (l’85% della forza lavoro è donna), questa volta la Vivenda Spa è stata inserita fra le 400 aziende top attive in Italia.A determinare il premio “Top Job – Italy’s Best Employers 2022/2023” hanno concorso ben 27 parametri come prospettive di crescita, sostenibilità, sviluppo professionale, clima di lavoro e valori aziendali.Basandosi sul social listening, che analizza dettagliatamente i commenti online di dipendenti e clienti, l’istituto ha notato come l’azienda fosse da tutti percepita come luogo di lavoro ideale. Su un campione di 2.000 realtà imprenditoriali italiane, soltanto una su cinque ha quindi ricevuto l’attestato di “best employers”.I risultati sono stati ottenuti dall’ Itqf, ente indipendente leader in Europa nelle indagini di qualità, ascoltando il web, oggi fondamentale nella valutazione di aziende perché dipendenti e consumatori utilizzano sempre di più le piattaforme social per esprimersi.“Questo secondo riconoscimento da parte dell’Istituto Tedesco Qualità Finanza conferma la bontà del nostro operato e delle scelte messe in campo prima per fronteggiare le difficoltà derivate da due anni di pandemia, poi per consolidare la nostra presenza sul territorio accrecendo il numero degli occupati e dando garanzia di stabilità ai nostri lavoratori”, è il commento di Fabrizio Di Maggio, direttore delle Risorse Umane per la Vivenda Spa. È stato possibile grazie a una precisa visione d’insieme, allo spirito di sacrificio e alla professionalità dei nostri lavoratori, per la maggior parte donne. È grazie a loro se oggi possiamo ricevere questo importante premio, frutto del social listening e, quindi, del giudizio e della percezione che hanno della Vivenda sia i clienti sia i lavoratori”.

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L’Italia dal 2008 al 2010 di Silvano Zanetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2022

Le elezioni del 2008 furono vinte ancora una volta dal centrodestra e si ebbe il IV governo Berlusconi che poteva poggiare su una solida maggioranza. Sfortunatamente in quell’anno scoppiò una crisi finanziaria in tutto l’Occidente determinata da un eccesso di “denaro facile” nel settore immobiliare e di speculazioni in borsa. La tempesta perfetta avvenne quando a questa crisi economica mondiale, sottovalutata dl Governo, si aggiunse un incremento del deficit pubblico dal 104% al 120% in presenza di una economia stagnante. Per di più in una delle tante inchieste giudiziarie, con l’”affaire Ruby” venne alla luce a vita lussuriosa del premier. Il finale era scritto: l’Europa e l’Italia reclamavano ed ottennero le dimissioni di Silvio Berlusconi nel 2001. La vittoria del candidato delle sinistre, Giuliano Pisapia, alle comunali di Milano era stato un avvertimento per Berlusconi che il vento stava cambiando. Nel VI e VII capitolo si descrive il cambiamento avvento in Europa dal 1945 (l’età dell’oro) al 2.000 ( l’età della stagnazione, dovuta anche all’eccessivo peso dello stato sociale. EBOOK € 4,99)

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Diciannove (19,3) miliardi di euro: è il costo annuale dei tumori in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2022

In otto anni (2014-2021), nel nostro Paese, la spesa per i farmaci oncologici è passata da 2,3 a 4 miliardi di euro, con un incremento del 73%. A fronte di una costante crescita delle uscite per la cura del cancro, migliora sempre più la sopravvivenza a un quinquennio, attestandosi al 65% nelle donne e al 59% negli uomini (rispetto al 63% e al 54% della rilevazione precedente aggiornata al 2015). Un risultato ottenuto grazie alle campagne di prevenzione e alle terapie innovative che permettono in molti casi di cronicizzare la malattia o di ottenere la guarigione, con consistenti risparmi in altre voci di spesa (sanitaria e sociale). I vantaggi della prevenzione oncologica sono dimostrati, ma questa voce è quasi del tutto assente nei programmi elettorali delle principali coalizioni delle prossime elezioni politiche. “Abbiamo letto solo vaghi accenni alla necessità di riprendere gli screening interrotti durante la pandemia, ma non vi è nessuna visione di sistema che ponga la prevenzione al centro della lotta contro il cancro, che deve includere anche la riduzione dei tempi di accesso ai farmaci innovativi e la maggiore diffusione dei test genomici. Nei programmi manca l’oncologia. Chiediamo alle coalizioni di considerare questi temi fondamentali. Solo così potremo salvare più vite e garantire la sostenibilità del sistema sanitario”. È l’appello di Saverio Cinieri, Presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) in un press briefing al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO), che si apre oggi a Parigi. “A causa della pandemia – afferma il Presidente AIOM -, gli screening per il tumore della mammella, della cervice uterina e del colon retto hanno registrato una riduzione di due milioni e mezzo di esami nel 2020 rispetto al 2019. Sono state stimate anche le diagnosi mancate: oltre 3300 per il tumore del seno, circa 1300 per il colon-retto (e 7474 adenomi in meno) e 2782 lesioni precancerose della cervice uterina. Non basta far riferimento solo alla necessità di riavviare questi programmi di prevenzione secondaria, che restano fondamentali”.Ogni anno in Italia sono 377.000 le nuove diagnosi di cancro. È dimostrato che il 40% dei casi e il 50% delle morti oncologiche possono essere evitati agendo su fattori di rischio prevenibili, in particolare sugli stili di vita. “Il principale – continua Saverio Cinieri – è il fumo di sigaretta, associato all’insorgenza di una neoplasia su tre e a ben 17 tipi di cancro, oltre a quello del polmone. Non solo. Anche una dieta corretta e la regolare attività fisica possono ridurre fino al 30% il rischio di sviluppare la malattia. Il movimento fisico esercita effetti preventivi e terapeutici e può essere paragonato a un farmaco che, opportunamente somministrato, previene gravi malattie come i tumori e ne impedisce lo sviluppo, garantendo considerevoli vantaggi ai cittadini e risparmi al sistema sanitario. È stimato che, in Italia, i fattori di rischio comportamentali e, quindi, modificabili siano responsabili ogni anno di circa 65mila decessi per cancro e il fumo di sigaretta presenta il maggior impatto con 43mila morti”. “L’oncologia di precisione oggi include armi efficaci come le terapie mirate e l’immunoncologia che consentono di allungare la sopravvivenza anche nella malattia metastatica, in alcuni casi cronicizzandola – conclude il prof. Curigliano -. Nell’oncologia di precisione rientrano anche i test genomici, che permettono di limitare il ricorso alla chemioterapia dopo l’intervento chirurgico nelle donne con tumore del seno in stadio precoce. Risale a luglio 2021 la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto attuativo ministeriale, che ha sbloccato i 20 milioni di euro del Fondo dedicato all’applicazione gratuita di queste analisi molecolari, che però non sono ancora utilizzate in modo uniforme sul territorio. Va superata la lunghezza degli iter burocratici a livello regionale, perché tutte le pazienti abbiano la possibilità di accedere ai test genomici”.

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Chi cambierà l’Italia a partire dalla scuola?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2022

Roma 15 settembre 2022 – ore 11.00 partenza da Largo Bernardino da Feltre e arrivo al MIUR, Viale Trastevere, 76/a Alla soglia delle elezioni politiche 2022 i diversi programmi elettorali non approfondiscono punti e riforme per restituire alla scuola il ruolo culturale e sociale per contrastare le diseguaglianze educative e promuovere il benessere fisico e psicologico degli studenti. Per questo ragazze e ragazzi per l’inizio del nuovo anno scolastico, si ritroveranno di fronte al Ministero dell’Istruzione a Roma per un flash mob dal forte impatto visivo che darà il via a lunga mobilitazione in tutta Italia. Prenderanno la parola ActionAid, Unione degli Studenti e studenti dai territori. In occasione del flash mob ActionAid e Unione degli Studenti lanceranno la campagna POSSIAMO TUTTO, per chiedere spazio e rappresentanza decisionale – non solo consultiva – degli studenti all’interno degli organi collegiali e fino alle sedi decisionali nazionali. Vogliamo che la futura classe dirigente italiana faccia spazio agli studenti senza strumentalizzazioni e li sostenga nelle riforme necessarie.

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Esiste un rischio Italia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2022

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager Moneyfarm. L’affidabilità dell’Italia dal punto di vista del debito ha svolto un ruolo centrale all’interno del dibattito politico degli ultimi anni. Uno dei compiti principali di ogni governo è quello di rappresentare il Paese, a livello internazionale, come un soggetto economico affidabile e in grado di gestire le proprie finanze in maniera responsabile, compito oggi più che mai fondamentale alla luce del rischio di crisi finanziaria e dell’elevato stock di debito, che ha superato il 150% del Pil durante la pandemia. Con l’inversione di marcia della politica monetaria e la graduale rimozione delle coperture della Bce (che negli ultimi anni ha rappresentato il principale acquirente del debito pubblico italiano), occorre chiarire se l’Italia si trovi esposta o meno al rischio di una nuova crisi finanziaria e come le prossime elezioni possano influenzare questa eventualità.Quando gli investitori cominciano a nutrire dei dubbi sulla capacità di un Paese di ripagare il proprio debito, diminuisce la domanda di titoli di Stato e aumenta il costo del servizio del debito, poiché lo Stato, per attirare investitori, deve pagare un premio al rischio sui titoli di Stato emessi. Per quanto riguarda l’Italia, tale premio si esprime generalmente attraverso lo spread tra Btp e Bund, ovvero il differenziale tra quanto paga lo stato tedesco per i propri bond decennali e quanto paga invece l’Italia. Questo indicatore finanziario è ormai diventato il “termometro” del rischio percepito nell’Eurozona e, in particolare, intorno all’Italia; basti ricordare quando, tra il 2011 e il 2012, la speculazione sul tasso Btp si abbatté sul sistema Italia e lo spread arrivò a oltre 500 punti base.L’Italia ha un ingente debito pubblico che necessita del sostegno degli investitori internazionali: quando questo sostegno, per qualunque motivo, cala, lo spread aumenta rendendo il servizio del debito italiano ancora più costoso e mettendo il Paese a rischio di perdere la capacità di finanziarsi. Quando questo avviene, solo scelte drastiche di politica economica o un intervento della Banca Centrale possono riportare il debito sotto controllo. Le implicazioni sono evidenti, dal momento che avere un ampio debito, in un certo senso, limita la sovranità del Paese e la sua libertà di autodeterminazione.Un’analisi di come si è mosso lo spread negli ultimi anni può essere utile per capire quali sono i fattori che ne determinano l’andamento. Se guardiamo agli spread di una selezione di Paesi europei con una prospettiva di lungo termine, notiamo come essi abbiano cominciato a divergere a partire dalla crisi finanziaria del 2008 per poi subire un’impennata in occasione della crisi della crisi finanziaria del debito europeo del 2011 e del 2012.Il tema della percezione internazionale del Paese sarà centrale nei prossimi mesi, quando la Bce andrà a ridurre gradualmente l’acquisto di titoli di Stato e quando i tassi di interesse cominceranno gradualmente a crescere. In questo contesto l’Italia sembra oggi occupare la scomoda poltrona di Paese “sotto osservazione speciale”.

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Le imprese sociali in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 agosto 2022

«Le imprese sociali, cooperative e non, che devono avere come obiettivo statutario l’interesse generale della comunità, sono in netta crescita: in Italia ci sono 16mila imprese sociali (95% delle quali nella forma di cooperative sociali), con 460mila addetti, in maggioranza donne, con ricavi pari a circa 15 miliardi di euro. Un vero e proprio sistema imprenditoriale, dunque, che, però, è ancora molto poco conosciuto e troppo spesso sottovalutato, nonostante, ad esempio, i due terzi dei servizi di welfare prestati in Italia siano garantiti da imprese sociali». «Il punto che distingue le imprese sociali dal volontariato – ha chiarito Paolo Felice – è proprio l’approccio imprenditoriale che spinge le imprese sociali a realizzare utili, non per fini di lucro, ma per reimpiegarli in attività nell’interesse generale della comunità. In Friuli Venezia Giulia, in particolare, le imprese sociali sono 210, con circa 15mila addetti, dei quali 800 circa sono persone svantaggiate (con un’invalidità superiore al 46%) e generano un fatturato di 600 milioni di euro». Le imprese sociali sono in massima parte cooperative sia di tipo A, e quindi cooperative di operatori che si occupano di riabilitazione nell’ambito della disabilità, della salute mentale, dell’assistenza a minori e anziani, sia di tipo B, e quindi cooperative di inserimento lavorativo che devono impiegare almeno il 30% di persone in condizioni di svantaggio come, ad esempio, invalidi, carcerati, persone in cura per dipendenze, ecc. Le imprese sociali, la cui grande utilità è stata significativamente riconosciuta e sostenuta sia dall’Agenda Onu 2030 con l’obbiettivo 8°, sia dal Piano d’azione per l’economia sociale approvato dalla Commissione Europea a dicembre 2021, hanno trovato una sistematizzazione, seppur con qualche eccessiva complicazione burocratica, anche nella riforma nazionale del Terzo Settore, ma continuano purtroppo a essere poco considerate. Economia sotto l’Ombrellone 2022 è organizzata da EoIpso con il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e Turismo FVG, in partnership con Greenway, Legacoop, Cosm e Lybra e con il sostegno di Cia, Lignano Banda Larga, Calzavara, Triveneto Servizi, IsCopy, Glp e Confindustria Udine. Partner tecnici: Pineta Beach, Lignano Pineta Spa, Hotel Ristorante President e Porto Turistico Marina Uno. Media Partner: Scriptorium Foroiuliense.

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Le imprese sociali in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2022

«Le imprese sociali, cooperative e non, che devono avere come obiettivo statutario l’interesse generale della comunità, sono in netta crescita: in Italia ci sono 16mila imprese sociali (95% delle quali nella forma di cooperative sociali), con 460mila addetti, in maggioranza donne, con ricavi pari a circa 15 miliardi di euro. Un vero e proprio sistema imprenditoriale, dunque, che, però, è ancora molto poco conosciuto e troppo spesso sottovalutato, nonostante, ad esempio, i due terzi dei servizi di welfare prestati in Italia siano garantiti da imprese sociali». Lo hanno chiarito gli esperti intervenuti al terzo incontro dell’edizione 2022 della rassegna “Economia sotto l’ombrellone”, in svolgimento a Lignano Sabbiadoro e moderata dal giornalista di Eo Ipso, Carlo Tomaso Parmegiani, che si sono confrontati sul tema “Verso un’economia inclusiva: il ruolo delle imprese sociali”: Cristiano Cozzolino, presidente della cooperativa sociale Lybra di Trieste che con 60 soci-lavoratori fornisce servizi socioeducativi, sociosanitari, inclusione sociale e di social housing, Paolo Felice, presidente di LegacoopSociali Fvg l’associazione maggiormente rappresentativa della cooperazione sociale in Friuli Venezia Giulia e Michela Vogrig, presidente del consorzio C.O.S.M., nato nel 1993 per supportare la deistituzionalizzazione dell’ospedale psichiatrico di Udine, secondo le idee portate avanti da Franco Basaglia, e che oggi riunisce 19 cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia attive in molti settori diversi con quasi 4mila lavoratori Le imprese sociali sono in massima parte cooperative sia di tipo A, e quindi cooperative di operatori che si occupano di riabilitazione nell’ambito della disabilità, della salute mentale, dell’assistenza a minori e anziani, sia di tipo B, e quindi cooperative di inserimento lavorativo che devono impiegare almeno il 30% di persone in condizioni di svantaggio come, ad esempio, invalidi, carcerati, persone in cura per dipendenze, ecc. Le imprese sociali, la cui grande utilità è stata significativamente riconosciuta e sostenuta sia dall’Agenda Onu 2030 con l’obbiettivo 8°, sia dal Piano d’azione per l’economia sociale approvato dalla Commissione Europea a dicembre 2021, hanno trovato una sistematizzazione, seppur con qualche eccessiva complicazione burocratica, anche nella riforma nazionale del Terzo Settore, ma continuano purtroppo a essere poco considerate.

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Bronzo per l’Italia agli europei di parapendio

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2022

Un campionato di volo libero in parapendio a senso unico verso la Francia quello che si è chiuso a Nis in Serbia dopo due settimane di gare. I piloti e le pilote francesi hanno lasciato al resto d’Europa solo le briciole e in certi casi neanche quelle. Delle sei task disputate in dieci giorni su distanze tra i 72 e i 101 km la squadra nazionale francese ne ha vinte ben cinque; le restanti quattro sono state cancellate per meteo avversa. Lo strapotere dei cugini di oltralpe ha trasudato nell’individuale con addirittura sei piloti nei primi sette posti, unica eccezione il nostro Denis Soverini, buon sesto e migliore degli azzurri in gara. Quindi Luc Armant ha conquistato la medaglia d’oro, Maxime Pinot quella d’argento e Honorin Hamard il bronzo. Tutte nel paese di Asterix anche le medaglie assegnate con la neonata classifica Junior mista donne e uomini. Per la precisione: primo Loïs Goutagny, secondo Simon Mettetal e terza Meryl Delferriere. Nel femminile le uniche due francesi in gara, Meryl Delferriere e Constance Mettetal, si sono classificate rispettivamente prima e seconda davanti all’austriaca Elisabeth Egger. Il team italiano ufficiale, guidato dal CT Alberto Castagna di Cologno Monzese, ha agguantato all’ultimo volo la medaglia di bronzo a squadre dietro la Repubblica Ceca e, ovviamente, la Francia, nuovo campione d’Europa. Ne facevano parte la milanese Silvia Buzzi Ferraris, Cristian Biasi di Rovereto (Trento), il catanese Marco Busetta, l’ex campione del mondo 2019 Joachim Oberhauser di Termeno (Bolzano) e il friulano di Gemona Denis Soverini. Altri italiani in gara erano i bolognesi Alberto Vitale e Paolo Facchini, i parmensi Michele Boschi e Marco Valentini e Marco Littamé di Torino. All’evento serbo erano presenti 130 piloti provenienti da 30 nazioni. Delle passate edizioni l’Italia aveva vinto quelle del 2004 e del 2010 e mancato d’un soffio il titolo nel 2018.

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Italia al nono posto nel mondo per la ricerca sull’intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2022

Negli ultimi cinque anni, i dieci Paesi al mondo più attivi nella ricerca sull’intelligenza artificiale hanno prodotto oltre 1,1 milioni di paper scientifici sull’argomento: 318mila la Cina, 275mila gli Stati Uniti e 45mila l’Italia, che è nella top ten, al nono posto, in questa speciale classifica. Numeri frutto di un progresso tecnologico che continua ad accelerare a un ritmo velocissimo. Insomma, l’intelligenza artificiale continua a evolversi e a diventare più sofisticata. Non solo si moltiplicano i modelli di AI, ma crescono anche le sue applicazioni e ogni giorno nascono nuovi servizi basati su questa tecnologia. Molti di questi servizi sono dedicati alle imprese, come ad esempio gli assistenti virtuali. E di conseguenza, aumenta anche l’applicazione dell’AI all’interno delle aziende, di ogni dimensione: dalle multinazionali alle pmi.Tuttavia, la penetrazione dei servizi basati sull’intelligenza artificiale all’interno delle imprese procede a un ritmo decisamente più lento. Come mai?Secondo un’analisi di Eurostat, all’interno dell’Unione Europea solo due aziende su dieci usano l’intelligenza artificiale: in Italia il dato scende addirittura al 6%. Ma c’è da considerare che il nostro è un mercato che ha fortissime potenzialità: si pensi che Assintel ha recentemente stimato che arriverà a 1,4 miliardi di euro alla fine dell’anno prossimo, dagli 860 milioni di euro del 2021, con una crescita del +40% sul triennio.Questa fotografia restituisce un’immagine duplice: da un lato un mercato in fermento, dall’altro un’evidente problematicità nella messa a terra da parte delle imprese, probabilmente legata alla comprensibile difficoltà di stare al passo con la rapidità di evoluzione che caratterizza questa tecnologia.Le imprese devono poter capire con chiarezza che tipo di servizio e di vantaggi possono ottenere per decidere di investire e applicarlo in azienda. Ma spesso, questo, è un tipo di informazione a cui non hanno accesso. Infatti, se chi è esperto di intelligenze artificiali può comprendere al volo i vantaggi e le potenzialità dell’applicazione dell’AI nelle aziende – ad esempio, snellire i processi, aiutare i dirigenti a prendere decisioni basate sui dati, aumentare l’efficienza organizzativa, migliorare il rapporto e la comunicazione con clienti e utenti, ottimizzare la gestione del magazzino, automatizzare processi standardizzati liberando risorse per altri progetti – è anche vero che nelle imprese, oggi, specialmente in Italia, mancano delle figure professionali che possano cogliere questi vantaggi. Mancano, insomma, i cosiddetti Data Scientist.Ci sono poi servizi di intelligenza artificiale, come il nostro, che permettono alle aziende di “superare” questo gap professionale e ad esempio di creare un assistente virtuale in modo estremamente semplice e comprensibile anche per chi non mastica nulla o quasi di tecnologia, informatica, big data e AI. Ma che ha capito che un servizio di questo tipo può portare giovamento al proprio business.

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Italia: La ripresa del turismo è pienamente confermata

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2022

Dopo gli ultimi duri anni della pandemia e sembra che la maggior parte delle persone si sia lasciata alle spalle la paura del coronavirus, con una grande voglia di viaggiare e di godersi una meritata vacanza; secondo il potente motore di ricerca di voli e hotel http://www.jetcost.it, le ricerche di voli sono aumentate del 250%, mentre quelle di hotel sono aumentate del 330% nei primi sette mesi del 2022. Infatti, le ricerche per le vacanze di agosto 2022 sono già superiori del 30% di quelle dello stesso mese nel 2019. Inoltre, gli utenti passano il 50% di tempo in più nella ricerca di diverse soluzioni, budget e date alternative, per trovare l’offerta che meglio si adatta alle loro esigenze..Molti degli europei che hanno deciso di viaggiare ad agosto 2022 stanno scegliendo l’Italia. L’ottimo clima quasi sempre con il sole e le tante spiagge a disposizione, il patrimonio culturale, le tradizioni e le feste popolari, così come la ricchissima offerta enogastronomica, i buoni alberghi e le infrastrutture e i prezzi più bassi rispetto ad altri paesi, hanno portato il nostro Paese ad essere il secondo più ricercato su Jetcost per trascorrere queste vacanze, seguito dalla Spagna e preceduto solo dal Portogallo.Jetcost.it analizza regolarmente le ricerche effettuate attraverso il suo sito, in modo da ottenere dati molto affidabili visto che si tratta di ricerche reali e non di sondaggi. I dati che analizzano i risultati delle ricerche di voli per il mese di agosto 2022 indicano che moltissime persone hanno optato per Roma, è la città più richiesta dai viaggiatori francesi, spagnoli, olandesi e portoghesi, e la seconda dai tedeschi e britannici.

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Italia: Quarta ondata di calore

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2022

«I cambiamenti climatici contribuiscono al comportamento estremo degli incendi e quando le condizioni sono estreme, con incendi veloci e intensi, i sistemi di risposta attiva non sono più efficienti. Inoltre, le strategie attuali sono basate quasi esclusivamente sulla soppressione degli incendi, mentre agire anche sulle cause e creare consapevolezza su questo problema è fondamentale. Infatti è sempre più importante non trattare il tema incendi solo durante le emergenze, ma gestire il rischio in modo integrato (previsione, prevenzione e lotta) e trattare questo tema durante tutto l’anno, favorendo l’adozione di politiche forestali che dialoghino con il mondo dell’agricoltura, dell’urbanistica, delle aree protette», dichiara Luca Tonarelli, membro SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale) e direttore tecnico del Centro di addestramento antincendi boschivi della Regione Toscana. Due anni fa Greenpeace Italia e SISEF avevano pubblicato il rapporto “Un Paese che brucia. Cambiamenti climatici e incendi boschivi in Italia”, con l’obiettivo di spiegare il legame fra questi due fenomeni, e offrire scenari, raccomandazioni e proposte. Da allora purtroppo poco è cambiato per mitigare il rischio degli incendi in Italia.

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Italia: la crisi politica e gli obiettivi del Pnrr

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

“A livello europeo facciamo una pessima figura. Dovremmo spiegare come si fa a raggiungere gli altri obiettivi del Pnrr da qui a fine anno se ci si blocca per tre mesi di campagna elettorale nella quale tutto è fermo. E ovviamente questa difficoltà porterà a una difficoltà di utilizzare quelle risorse ora. Già, è un lavoro molto complicato, perché il Pnrr è un piano ambizioso che va seguito con molta cura, seppure viene frenato da questa crisi ed eventuali elezioni, questo è ancora peggio. Qui sono in ballo le imprese che ci stanno mettendo la faccia, che stanno provando a lavorare sul Pnrr, e gli enti territoriali. C’è un’economia reale che, oltre ai mercati e a quello che dai cittadini è visto forse più lontano, parla di famiglie, di lavoro, di difficoltà reali. Ora siamo a pochissimi mesi dalla fine di questa legislatura, bisogna fare delle cose importanti e la cosa peggiore io credo è che in queste ore chi ha scatenato questa crisi ha anche dimostrato che non è capace di capire le proprie scelte quali reazioni hanno”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e dell Finanze, Laura Castelli, intervenendo a Sky Tg24 Economia, in merito alla crisi innescata dal MoVimento 5 Stelle.

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In Italia i pazienti con tumore renale incontrano alcune difficoltà durante il loro percorso di cura

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Per il 58% è insufficiente l’assistenza da parte della medicina territoriale mentre il 29% fatica a contattare il medico specialista. Per il 46% risulta difficile accedere agli esami di follow-up dopo le terapie, mentre il 24% ha difficoltà a compilare i documenti sanitari. Sono questi alcuni dati emersi da un sondaggio on line svolto tra 216 malati e promosso dalla Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO). I risultati sono stati presentati durante il webinar “Tumore del Rene” che è andato in onda, nei giorni scorsi, sulla pagina Facebook della Società Scientifica. Si tratta del terzo di una serie di eventi on line che rientrano nel progetto “SIUrO Incontra Pazienti e Caregiver”. Una volta al mese gli esperti della SIUrO affrontano a 360 gradi tutti gli aspetti inerenti i tumori urologici (prevenzione, terapie, impatto sulla vita quotidiana, difficoltà burocratico-amministrative, riabilitazione). Malati, caregiver, personale medico-sanitario, nonché semplici utenti del web possono così rivolgere domande direttamente agli specialisti. “La medicina territoriale deve avere un ruolo fondamentale nella lotta a tumori complessi come quelli urologici – afferma Camillo Porta, Professore Ordinario di Oncologia Medica all’Università Aldo Moro di Bari e Direttore della Divisione di Oncologia Medica del Policlinico di Bari-. In particolare il Medico di Medicina Generale è la prima figura di riferimento per i pazienti e caregiver fin dalla diagnosi. “Nel nostro Paese vivono più di 144mila persone con una diagnosi di carcinoma renale – aggiunge il dott. Marco Roscigno, Dirigente Medico Unità di Urologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo -. I tassi di sopravvivenza a cinque e dieci anni sono in netto miglioramento grazie soprattutto all’introduzione prima delle terapie mirate e poi dei farmaci immunoterapici. L’intervento chirurgico è la principale indicazione nei pazienti con malattia non metastatica, mentre per i malati con malattia diffusa è necessario un percorso terapeutico condiviso dai vari specialisti, in cui rientrano trattamento medico, chirurgico e radioterapico. Le varie cure possono determinare degli effetti collaterali che, sempre secondo il nostro sondaggio, sono giudicati di forte impatto da tre pazienti su quattro”. “E’ una neoplasia nella quale la chemioterapia ha sempre avuto scarso utilizzo – prosegue Stefano Arcangeli, Direttore Unità di Radioterapia ASST Ospedale San Gerardo di Monza -. Per quanto riguarda la radioterapia, essa invece trova indicazione soprattutto nel trattamento di alcuni siti metastatici o per ridurre il dolore correlato alle metastasi ossee. Al momento, poi, alcuni studi stanno valutando l’efficacia di possibili combinazioni tra radioterapia e immunoterapia. I primissimi dati dimostrano che si tratta di un trattamento fattibile e sicuro, ma va ancora dimostrata la sua reale efficacia. In futuro potrebbe esserci una sempre maggiore integrazione tra queste due modalità terapeutiche”.

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Diabete in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

In Europa il diabete colpisce 62 milioni di persone. Nel 2021 ha causato oltre 1 milione di decessi, rappresentando così la quarta causa di morte. In Italia, ad oggi, sono quasi 4 milioni le persone con diabete che è la causa iniziale o concausa di oltre 80mila morti ogni anno, pari a circa 9 decessi ogni ora. Una pandemia silenziosa con importanti costi sociali e umani che è destinata a crescere, basti pensare che, nel nostro Paese, dal 2000 ad oggi i casi di diabete sono raddoppiati. Attualmente, la qualità dell’assistenza diabetologica italiana è tra le migliori a livello mondiale, ma ci sono dei margini di miglioramento, per questo è giunto il momento di investire per garantire un trattamento uguale per tutti, ovunque sul territorio.Su questi temi si è tenuto un confronto tra istituzioni, società scientifiche ed esperti clinici, in occasione del 15° Italian Diabetes Barometer Forum, dal titolo ‘Diabete e Pnrr: prima le cure’. L’evento è stato organizzato da Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation (IBDO Foundation) e dall’intergruppo parlamentare ‘Obesità e Diabete’, in collaborazione con l’università degli Studi di Roma Tor Vergata e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, nell’ambito del programma Driving Change in Diabetes. “Stiamo assistendo a una crisi strutturale del nostro Sistema Sanitario Nazionale legata alla tecnologia obsoleta delle strutture italiane, alle scarse risorse logistiche e agli aspetti organizzativi gestionali con evidenti problemi di accesso ai servizi, ma soprattutto di continuità nelle cure per i cittadini- ha spiegato Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, consigliere del ministro della Salute per il coordinamento con le Istituzioni sanitarie internazionali per la pandemia da Covid-19 e past president della World Federation of Public Health Associations- È necessario essere lucidi e capire che la crisi può essere superata solo con un lavoro di squadra attraverso la collaborazione tra scienza e istituzioni e garantire così risposte ai pazienti e alla società”.”Il diabete è una malattia cronica e come tale necessita di sostegno continuo. È stato dimostrato che avere un’adeguata assistenza specialistica multiprofessionale può portare a una riduzione del 19% della mortalità per tutte le cause legate al diabete, considerando che questa malattia causa in Italia ogni anno il 3% delle morti totali, è allarmante e preoccupante sapere che solo il 30% di chi ne è affetto riceve un’assistenza adeguata- afferma Agostino Consoli, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid)”. “L’assistenza diabetologica è il fiore all’occhiello del nostro Sistema Sanitario Nazionale, ma è sempre possibile e, in seguito all’emergenza da Covid-19 necessario, potenziarla migliorando il rapporto tra l’assistito e il territorio- ha aggiunto Graziano Di Cianni, presidente dell’Associazione medici diabetologi- Dobbiamo garantire una migliore collaborazione tra strutture diabetologiche e la medicina generale, allo stesso tempo investire nella formazione nel personale e nello sviluppo di servizi di teleconsulti e teleassistenza per facilitare il continuo dialogo medico-paziente ed il confronto tra professionisti”. “Siamo convinti che si debba passare attraverso una più forte alleanza tra scienza e istituzioni e tutti i diversi livelli di governo per una efficace messa a terra delle risorse, nei tempi così stringenti che dovremo rispettare per la realizzazione del Piano. Inoltre, dovremo intervenire per assicurare che un nuovo approccio sia messo in campo, un approccio che veda al centro della politica pubblica il cittadino, il paziente e il suo domicilio, al fine di generare un autentico cambiamento nell’organizzazione delle strutture, nelle competenze e nelle professionalità che avranno l’obiettivo di prevenire e curare le persone con diabete”, ha aggiunto il deputato Roberto Pella, presidente dell’intergruppo parlamentare ‘Obesità e Diabete’ e vicepresidente vicario di Anci.

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Italia Paese povero con consumi costosi e lavoro ingabbiato

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Un paese con l’inflazione all’8% dove si deve litigare con taxisti e balneari per liberalizzare trasporti e far pagare il giusto a chi di dovere… questa è la fotografia del rapporto annuale Istat. Non siamo nel baratro perché abbiamo scelto l’Unione europea che, per esempio sulla questione energetica, ci sta consentendo di non navigare a vista. Un Paese povero che ha bisogno del reddito di cittadinanza per, presumibilmente, le situazioni più disperate. Un Paese che non ha giovani che vogliano lavorare con stipendi da fame stagionali che vengono loro proposti dagli operatori turistici e che, con meno giovani in assoluto, si ostina con norme restrittive che impediscono l’arrivo di migranti desiderosi di lavorare ed integrarsi. Un Paese dove il ritardo sulle liberalizzazioni si fa sentire in modo pesante soprattutto sul mondo del lavoro, coi sindacati che continuano a proporre ulteriori ingabbiamenti salariali e di inquadramento che scoraggiano mobilità e imprenditoria. Un Paese povero che al governo ha di tutto e di più: da chi vuole monopoli e domini di corporazione ovunque a chi timidamente “dice” di essere liberista senza mai fare nulla per metterlo in pratica. Il punto centrale, a nostro avviso, è capire se vogliamo essere un Paese libero in economia e nei diritti o rinnovare sistemi assistenziali già giunti allo stremo e su cui, invece, lavoratori, cittadini, corporazioni di ogni tipo continuano a fare affidamento. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Sclerosi multipla in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Ogni anno nel nostro Paese si registrano 3.600 nuove diagnosi di sclerosi multipla e le persone affette sono in totale circa 133mila, con una diffusione doppia nelle donne rispetto agli uomini. La forma recidivante-remittente rappresenta circa l’85% di tutti i casi e si distingue per l’alternanza di attacchi o recidive, dalla durata imprevedibile, caratterizzati dall’insorgenza di sintomi neurologici improvvisi e fasi di remissione completa o parziale. Una patologia, quindi, che mina seriamente la qualità di vita delle persone che ne sono affette. Per questi pazienti si conferma il ruolo positivo di ozanimod, farmaco orale rimborsato in Italia dallo scorso settembre. All’European Academy of Neurology (EAN), che si è tenuto a Vienna dal 25 al 28 giugno, sono stati presentati cinque abstract su dati provenienti dagli studi registrativi e dallo studio di estensione (OLE-Daybreak) con ozanimod. I risultati delle ricerche, e più in generale le novità inerenti il trattamento della patologia, sono presentati oggi in una conferenza stampa on line promossa da Celgene, ora parte di Bristol Myers Squibb.“La sclerosi multipla è una delle patologie neurodegenerative più diffuse – afferma il prof. Luigi Maria Grimaldi, Responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù -. E’ una malattia in cui il sistema immunitario attacca la mielina, la guaina protettiva che ricopre le fibre nervose causando deficit neurologici. Nel Vecchio Continente coinvolge 700mila persone per un totale di oltre 2 milioni e mezzo di pazienti in tutto il mondo. I sintomi sono di difficile interpretazione poichè sono comuni ad altre malattie o condizioni. Può accadere, quindi, che il percorso per arrivare alla diagnosi sia, a volte, lungo e complesso. Il danno neurologico legato alla demielinizzazione è per lo più irreversibile”. “Da qui l’esigenza di avere a disposizione terapie, come ozanimod, efficaci fin dalle fasi precoci della malattia e ben tollerate dalla maggioranza dei pazienti – prosegue il prof. Diego Centonze, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia e della Stroke Unit presso l’IRCCS Neuromed, a Pozzilli (Isernia), Professore Neurologia presso l’Università di Roma Tor Vergata e primo autore dello studio -. Ozanimod agisce modulando la risposta immunitaria interagendo con i recettori della Sfingosina 1-Fosfato in particolare sugli isotipi più implicati nella modulazione della risposta immunitaria e nella riparazione del danno mielinico”.I sintomi della sclerosi multipla possono variare da persona a persona. I più ricorrenti interessano la vista, le sensibilità, le attività motorie o possono manifestarsi con i cosiddetti “sintomi invisibili” come fatica, depressione, disturbi dell’attenzione o della memoria, difficoltà a mantenere la concentrazione, problemi ad effettuare calcoli o pianificare attività complesse e a svolgere più attività contemporaneamente. Tutti i sintomi costringono la persona con sclerosi multipla a ridefinire l’organizzazione della propria vita e i progetti a breve e lungo termine. I deficit cognitivi non sono sempre individuati, ma sono presenti nel 40%-70% dei pazienti fin dalle fasi iniziali della malattia e sono correlati all’atrofia cerebrale che si instaura nel tempo. “La patologia può portare a una perdita di volume cerebrale significativa e irreversibile nonché a una alterazione delle funzioni cognitive se non vi è un intervento terapeutico tempestivo – prosegue il prof. Luigi Maria Grimaldi. – I dati presentati all’EAN hanno mostrato l’azione di ozanimod nel preservare o migliorare le funzioni cognitive nella maggior parte dei pazienti esaminati.

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Agricoltura 4.0 la situazione in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2022

Si è tenuto presso la Sala “20 Maggio 2012” dell’Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, il convegno “Le nuove sfide dell’agricoltura: formazione e tecnologie digitali” organizzato in collaborazione tra Accademia Nazionale di Agricoltura e Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna con il patrocinio di UNASA (Accademie per le Scienze Agrarie) e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna. La giornata è stato un importante momento di riflessione per fare il punto da un lato sulla attuale situazione dei nuovi approcci formativi per la conoscenza e la diffusione delle tecnologie digitali nell’agricoltura di precisione, dall’altro sull’utilizzo di precision farming, robotica e nuovi materiali in Italia. Oggi l’agricoltura è uno dei settori al centro della scena mondiale risentendo più di altri delle condizioni climatiche mutate, ma avendo anche il compito di utilizzare in maniera adeguata le risorse naturali, con l’obiettivo di aumentare la sostenibilità ambientale delle proprie produzioni e al contempo fornire adeguato sostentamento alimentare. Una sfida questa che può essere affrontata in maniera efficace grazie all’avanzamento della ricerca tecnologica e meccanica dei propri strumenti di lavoro. Gli interventi della giornata, tenuti dai principali professori universitari dei diversi Dipartimenti di scienze agrarie, alimentari e forestali delle università di Bologna, Firenze, Padova, Tuscia, rappresentanti del C.N.I.T di Pisa e addetti ai lavori di realtà produttive del territorio ha analizzato l’intero comparto dell’innovazione agricola, dalla necessità di istruzione e formazione fino ad arrivare alle applicazioni in campo pratico. Il convegno è stato aperto da Alessio Mammi, Assessore Agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca Regione Emilia-Romagna e le conclusioni tenute dal Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura e dal Prof. Giovanni Molari, Magnifico Rettore Università di Bologna. Fonte: http://www.accademia-agricoltura.it

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“L’Italia vive un’emergenza nascosta”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2022

Si tratta del dilagare delle droghe e delle dipendenze patologiche. Lo confermano i dati ufficiali, aggravati dalla pandemia, e i sempre più frequenti casi di cronaca, che coinvolgono persino neonati e bambini piccolissimi. Un fenomeno che il Governo continua a sottovalutare. Nella Giornata mondiale contro la droga, Fratelli d’Italia continua a chiedere un’inversione di rotta: serve un piano straordinario contro droghe e dipendenze, più aiuti al servizio pubblico e alle comunità terapeutiche, maggiori risorse per il fondo nazionale e massicce campagne di prevenzione. Rinnoviamo, infine, il nostro appello: discutere e approvare in Parlamento la proposta di FdI sulla riforma del sistema dei servizi, che prevede anche l’apertura di specifici servizi per le famiglie e i più giovani. Basta perdere tempo”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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Italia. Spread e partito della spesa pubblica

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2022

C’è sempre chi, in occasione di elezioni locali o nazionali, vuole aumentare la spesa pubblica, nonostante un debito che ha raggiunto 2.759 miliardi di euro. Lo abbiamo ascoltato anche nel recente dibattito in Parlamento sulla situazione in Ucraina. Il partito trasversale dello scostamento di bilancio è sempre attivo ed è lo stesso che lancia l’accusa di complotti che affosserebbero l’Italia, riducendola come la Grecia del 2011. L’aumento dello spread, cioè il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani (Btp) e quelli tedeschi (Bund), è preso come esempio della congiura in atto. Il bello, o il brutto, è che c’è una moltitudine che ci crede.Negli anni scorsi la Banca centrale europea è intervenuta con massicce coperture. Si ricordi il “tutto ciò che è necessario” del presidente della Bce, Mario Draghi, del 2012. Senza quell’intervento, oggi, non saremmo neanche con le famose pezze nel fondoschiena; eppure, alcuni partiti (M5S, Lega e FdI) volevano uscire dall’euro.A giorni, la Bce deciderà di intervenire con uno scudo anti spread che dovrebbe aggirarsi su 500 miliardi di euro per il reinvestimento dei titoli in scadenza.Poi toccherà all’Italia, o meglio, ai nostri governanti, anche da quelli che usciranno dalle elezioni nazionali del prossimo anno. Il che non lascia per niente tranquilli. Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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