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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

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Bilancio 2020 di D.IT – Distribuzione Italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Bologna. Chiude in positivo il bilancio 2020 di D.IT, con oltre 3 miliardi di euro di fatturato alle vendite sviluppato su una rete di 1.200 punti vendita di cui più di 700 negozi di prossimità, diffusi capillarmente sul territorio nazionale. La crescita si concentra in particolare sul Prodotto a Marchio che nel 2020 segna un +20%. La Cooperativa, nell’esercizio 2020, ha registrato un risultato positivo, riuscendo a contrastare con efficacia le conseguenze della diffusione della pandemia da COVID-19. D.IT ha accentuato gli investimenti a favore del rapporto qualità-convenienza, assicurando prezzi contenuti soprattutto con l’offerta dei prodotti a marchio, che registrano un aumento delle vendite del 20% e che vengono acquistati da quasi il 90% dei clienti. Oltre 2.000 referenze arricchite dalla linea Premium top di gamma Gusto&Passione che propone attraverso le specialità regionali i migliori prodotti enogastronomici della nostra tradizione, la linea Verde Mio con la sua proposta interamente basata sui prodotti biologici, la linea Equilibrio&Piacere focalizzata su un’alimentazione equilibrata, e la linea Primo che esprime la miglior qualità al miglior prezzo. In ambito strategico, il 2020 costituisce per D.IT un anno importante avendo contribuito, come socio fondatore, alla costituzione del Consorzio FORUM – che vede associati in quote paritetiche oltre a D.IT anche i gruppi CRAI SECOM, DESPAR SERVIZI e C3 – al quale è stato dato mandato per la contrattazione con l’IDM a valere dall’1/1/2021. Una grande vitalità, che si esprime anche attraverso l’attività di sviluppo e allargamento della base sociale. Nel 2021 D.IT ha rafforzato la sua presenza in Puglia, Basilicata e Calabria con il coinvolgimento di un’altra importante realtà della GDO italiana con la quale condivide valori visione e strategie. Si tratta di SUPERCENTRO SPA, molto conosciuta e radicata nel proprio territorio, che con circa 90 punti vendita sta sviluppando il brand SISA. A consolidare questa nuova alleanza, durante l’Assemblea dell’11 giugno in cui sono stati presentati i dati, il Presidente e co-fondatore di SUPERCENTRO Paolo Michele Macripò è stato nominato come Consigliere d’Amministrazione di D.IT.

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Autostrade per l’Italia: al via 20 assunzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

Venti neolaureati under-30 e con un percorso accademico eccellente alle spalle, da oggi sono ufficialmente assunti da Autostrade per l’Italia con un contratto di apprendistato di alta formazione, scelti tra i 224 partecipanti alle selezioni aperte a marzo per il Master universitario di secondo livello in “Ingegneria e gestione integrata delle reti autostradali”.Promossa da Aspi, questa iniziativa rientra nel Piano di trasformazione dell’azienda – che punta su 2900 nuove assunzioni e upgrade delle competenze al 2024 – ed è frutto della partnership siglata con la Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano e il MIP, la Graduate School of Business dell’Ateneo Milanese. Articolata in vari step, la selezione dei candidati, durata due mesi, è stata improntata sulla base di criteri rigorosi, tesi a valorizzare il percorso accademico, eventuali esperienze all’estero e le soft skills traducibili in predisposizione manageriale, caratteri motivazionali e capacità di lavoro in team.I giovani selezionati, laureati in ingegneria civile, edile, ambiente e territorio o gestionale, potranno seguire un intenso programma formativo, alternato al lavoro in azienda, teso a rafforzare competenze ingegneristiche di progettazione, gestione trasportistica, manutenzione e controllo delle infrastrutture stradali, oltre a competenze manageriali e digitali applicate all’infrastruttura (Monitoraggio IoT, Infrastrutture Smart Mobility). L’obiettivo è quello di formare nuove leve che sappiano distinguersi nella ricerca e nella realizzazione di soluzioni innovative nell’ambito della gestione e del monitoraggio delle reti autostradali, accompagnando l’azienda nel percorso di digital transformation prevista dal Piano industriale di Autostrade per l’Italia, impegnata nello sviluppo di soluzioni di mobilità integrata e sostenibile.Il lancio del Master per l’ingresso in azienda nasce in seno alla “Autostrade Corporate University”, la nuova scuola di formazione aziendale del Gruppo riconosciuta dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri: ideata nell’ambito del più vasto programma di HR Transformation avviato da Aspi per rendere i suoi learning district veri e propri hub di innovazione e sviluppo, abilitando solide competenze diffuse, in grado di presidiare le nuove frontiere tecnologiche al servizio della rete autostradale e dei suoi utenti.L’inaugurazione del percorso accademico si è tenuta questa mattina presso l’Aula magna del Politecnico di Torino alla presenza del suo Vice Rettore per la Didattica Sebastiano Foti e, in collegamento, con il Presidente MIP Vittorio Chiesa. Per la concessionaria autostradale erano presenti l’Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi; Lorenzo Rossi, Amministratore delegato della società del Gruppo tesa allo sviluppo di soluzioni altamente tecnologiche per la mobilità, MOVYON; il Direttore Human Capital Organization and HSE Gian Luca Orefice, la Responsabile Training, Welfare DE&I Management Alessia Ruzzeddu e il Responsabile People Management Gregorio Moretti.

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L’Italia sotto l’impero Berlusconi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

Come i “venticinque lettori” cui si rivolge Manzoni ne I Promessi sposi o i Sei personaggi in cerca di autore di Pirandello, il primo libro di Francesco Mazza stabilisce fin dalle prime pagine un rapporto diretto con il lettore rendendo esplicite le questioni che motivano la sua scrittura in un metaromanzo che si svela con il racconto del suicidio del padre. Massimo Mazza, conosciuto come il dentista di Berlusconi, un luminare della chirurgia maxillo-facciale, si tolse la vita nel suo studio milanese pochi minuti dopo avere salvato su un file word un memoriale che verrà inserito ne Il veleno nella coda, Laurana editore. Una metanarrazione a firma di Francesco Mazza che porta in grembo l’embrione della necessità gemella di fare i conti con il proprio vissuto e quello dell’Italia sotto l’impero Berlusconi. IL VELENO NELLA CODA racconta a doppio filo gli ultimi trent’anni di storia italiana intrecciati nell’ “autofiction” di un ragazzo nato all’inizio degli anni Ottanta, formatosi davanti alla TV “all’Università della Fininvest”. Francesco Mazza racconta senza veli e con una filigrana di umorismo la propria storia, costellata da successi e delusioni nella Milano furiosa e disorientata degli anni ’90, caratterizzata dal rapporto con un genitore indecifrabile e dal terrore di scoprirsi uguale a lui. Dai tunnel della metropolitana alla redazione di Striscia La Notizia, dal giardino della villa di Arcore alla fuga a New York: un percorso di vita insolito ma rappresentativo di una generazione – la famosa generazione di mezzo, quella troppo giovane per aver conosciuto i privilegi del welfare state ma troppo vecchia per aver sfruttato da subito i meccanismi del digital – culminato da una scoperta: l’autobiografia del padre, che viene anch’essa pubblicata integralmente nel libro. Padre e figlio raccontano al lettore – ognuno a proprio modo – l’Italia, il sistema mediatico, la macchina del consenso, le vie per accedere ai piani alti della società, talvolta grazie a un fortunato gioco del destino, talvolta sotto l’impulso irrazionale e incontrollabile di un “Oscuro Inquilino”. E si entrerà anche nelle vite degli “Altri”, dei nomi da rivista patinata, svelando inediti retroscena. Pagine: 616 Prezzo: € 19,50

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Italia: “Ricostruzione e ripartenza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2021

A settantacinque anni da quel 2 giugno 1946, oggi la Festa della Repubblica ha ancora di più questo significato. I nostri nonni, con le macerie di un Paese tra le mani, seppero, nel tempo, ridare futuro e capacità di sognare ad un’intera Nazione. Noi, oggi, dobbiamo rimettere in moto il nostro Sistema Paese, per farlo uscire dalla pandemia, riprogettare il nostro essere Italia, valorizzare maggiormente le nostre eccellenze, i sistemi produttivi e un territorio che ci rende unici al mondo. Grazia anche alle opportunità di riforma ed investimenti legati al Next Generation EU, possiamo veramente guardare al futuro con fiducia. Si apre una stagione importante, che va affrontata con la stessa tenacia di 75 anni fa, mettendo da parte gli individualismi per fare spazio al bene comune. Così l’Italia riparte davvero. W la Repubblica. Lo ha scritto, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in occasione della 75^ Festa della Repubblica.

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Tasse e sprechi. Italia: Paese strano

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2021

Anima il confronto politico la proposta del segretario Pd per ulteriormente tassare i patrimoni ereditati oltre i 5 milioni di euro. Stroncata dal presidente Mario Draghi con una frase ad effetto (“non è il momento di prendere ma di dare”), si possono leggere ed ascoltare ovunque i partigiani del sì e del no. Sembra che il prelievo avrebbe riguardato l’1% della popolazione con un vantaggio fiscale di 2,8 miliardi da devolvere sotto varie forme a 280.000 diciottenni.Dal punto di vista di politica economica sarebbe stato, come giustamente fatto notare dal capo del governo, un segnale negativo. Economicamente, invece, avrebbe leso in piccola parte i diritti acquisiti di poche persone. Socialmente avrebbe avuto un certo impatto, forse come quello del Reddito di cittadinanza (pur con le dovute differenze). Se fosse stato giusto o meno, allo stato dei fatti, non ci interessa. Mentre prendiamo atto del continuo metodo utilizzato ed auspicato per far fronte ai problemi reali dovuti alla pandemia: lo Stato si fa imprenditore e tutore e poi dispensa (maggiormente alle lobby che si sono fatte meglio valere). Non si è scelto di far riferimento ai consumi e alle utenze: ridurre/eliminare le varie aliquote sì che utenti e consumatori fossero aiutati nell’abituale utilizzo di prodotti e servizi.Non solo, ma le politiche di spreco di denaro pubblico non sembra che abbiano avuto una qualche modifica. Due soli esempi: Atac di Roma e Alitalia, due aziende cotte e decotte mantenute solo dai soldi dello Stato, e la cui reiterazione del mantenimento è oggetto anche di decisioni attuali. E quindi ad ogni neonato diamo una dote di 44mila euro di debito pubblico. Sta, intanto, per diventare realtà la prossima sfornata di aiuti (“Ristori”) anche se quelli precedenti non sono stati ancora elargiti. Questo il meccanismo grazie al quale economia e la società dovrebbero riprendersi, con tanto di “super” Mario Draghi alla guida. Noi vediamo tanta continuità che, probabilmente, va bene a chi ha come obiettivo il ritorno alla cosiddetta normalità del pre-covid. Noi avevamo sperato di aver appreso una lezione da questa pandemia. Ma ognuno è a modo suo in questo strano Paese. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Allarme desertificazione in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2021

L’andamento climatico sta spingendo zone interne di Abruzzo e Molise, nonché aree del siracusano in Sicilia, verso la desertificazione: ad indicarle in zona rossa sono le elaborazioni dell’European Drought Observatory (EDO) secondo il parametro CDI ottenuto, combinando tre indicatori di siccità: SPI (confronto tra le precipitazioni attuali e quelle degli anni passati nello stesso periodo), SMA (anomalia di umidità del suolo) e FAPAR (valutazione dell’impatto della siccità sulla vegetazione); lo stesso indicatore classifica “arancioni” una vasta porzione del Piemonte, la costa romagnola, territori sparsi di Toscana ed Umbria, ma intacca sorprendentemente anche zone alpine di Val d’Aosta ed Alto Adige, sconfinando pure in Austria Svizzera. Le macrotendenze del parametro CDI sono confermate dall’andamento settimanale secondo l’analisi dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.La situazione più preoccupante resta quella della Sicilia, i cui bacini stanno registrando un volume complessivo pari a 498,99 milioni di metri cubi, cioè il 50,66% della capacità totale (mc. 984,75 milioni), confermando il trend decrescente del decennio, ma soprattutto risultando inferiore al 2020 caratterizzato da una forte siccità nell’Isola (fonte: Dipartimento Regionale dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico Sicilia).Anche i fiumi marchigiani sono in calo e con le altezze idrometriche più basse del recente quadriennio, così come i bacini.Iniziata definitivamente la stagione irrigua, è finito il periodo di accumulo idrico per gli invasi della Basilicata (- 1 milione circa di metri cubi in una settimana, ma l’anno scorso, a causa dell’assenza di precipitazioni, furono quasi 4 milioni) e di Puglia (calati di oltre 3 milioni di metri cubi in 7 giorni).Nel Lazio cala il Tevere, mentre gli altri fiumi restano stabili; continua a crescere, invece, il lago di Bracciano. In Campania, i dati idrometrici si presentano, per la settima settimana consecutiva, complessivamente con livelli superiori alla media del quadriennio 2017-2020: i fiumi Sele e Volturno si presentano stabili, mentre è in lieve calo il Sarno, compensato però dalla crescita del Garigliano; stabile è il lago di Conza della Campania, mentre gli invasi del Cilento segnalano una moderata diminuzione (elaborazione: ANBI Campania).Andamento simile si registra per i fiumi della Toscana, dove all’ottima prestazione del Serchio corrispondono l’Arno che, pur crescendo, resta sotto media ed il costante calo dell’Ombrone, che si mantiene ben al di sotto della portata standard del mese.In Emilia-Romagna, ancora una volta, si evidenzia una situazione idricamente differenziata a seconda delle zone: restano sotto media i fiumi Savio (in calo), Reno (stabile) e Secchia (in crescita),mentre tornano a superarla il Trebbia e l’Enza.Grazie alle abbondanti precipitazioni a monte sono in ripresa le portate del fiume Po, tornando complessivamente in media col periodo in attesa dello scioglimento delle nevi.Delle piogge hanno abbondantemente beneficiato un po’ tutti i fiumi piemontesi (ad eccezione del Pesio), mentre in calo sono i livelli dei corsi d’acqua valdostani.In salita evidente sono i livelli dei grandi bacini lacustri del Nord: il lago Maggiore guadagna 85 centimetri, Garda ed Iseo sono rispettivamente al 98,6% ed al 93,6% del riempimento, gli apporti del Lario incrementano notevolmente la portata del fiume Adda in Lombardia. In crescita, infine, sono i fiumi veneti ed in particolare l’Adige, il cui livello è salito di un metro e la Livenza che, tra alti e bassi, supera ora di quasi 2 metri l’altezza della scorsa settimana.“La quantità di pioggia è sempre la stessa, il problema è che piove male – afferma il Presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro – Le precipitazioni, in termini di volumi d’acqua, sono nella media, ma si concentrano in pochi eventi di forte entità e che interrompono periodi siccitosi talvolta molto lunghi.”Ne sono esempio gli apporti meteorici di Aprile (cm.95), attestati perfettamente sulla media storica (1994-2020) del mese, ma concentrati tra i giorni 11 e 13 ed a fine mese, mentre nulla o quasi, si è registrato nel resto dei giorni. L’indice SPI, che definisce il livello di siccità nelle campagne, si attesta comunque su valori di normalità, cui si aggiunge ancora uno spessore delle nevi alpine e prealpine, superiore alla media del periodo e che garantisce tranquillità sul progressivo riempimento dei bacini montani. Soddisfacente, infine, è anche la presenza di acqua nelle falde freatiche (elaborazione: ANBI Veneto).“A fronte di questi dati – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – si conferma l’obbiettivo ventennale dei 2000 laghetti multifunzionali da Nord a Sud della Penisola, e poi la necessità di finanziare, attraverso il Piano di Ripresa e Resilienza, i 139 progetti definitivi ed esecutivi, interessanti altrettanti bacini da realizzare, completare o bisognosi di manutenzione straordinaria, ricompresi nel Piano ANBI di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese.”

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In Italia ogni anno circa 270 mila cittadini sono colpiti dal cancro

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2021

Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte si cronicizza, riuscendo a vivere più a lungo. Ci sono però ancora problemi: dalla presa in carico del paziente alla revisione organizzativa, dall’accesso uniforme a terapie innovative ai problemi nutrizionali che moltissimi pazienti presentano. Il coordinamento tra Centri ‘Hub e Spoke’ e medicina territoriale, è fondamentale nei processi organizzativi/gestionali. Per fare il punto sul tema, Motore Sanità ha organizzato un nuovo incontro ‘ONCOnnection – La medicina di precisione: un nuovo snodo chiave del percorso diagnostico-terapeutico’, serie di webinar incentrati sul mondo dell’oncologia, realizzati grazie al contributo incondizionato di Pfizer, Amgen, Boston Scientific, Nestlé Health Science, Takeda, Kite a Gilead Company, Janssen Pharmaceutical Companies of Johnson & Johnson e Kyowa Kirin. “A lungo in ambito oncologico ci siamo concentrati sulla patologia, raggiungendo risultati importanti anche con poche conoscenze specifiche dei processi biologici che sono alla base della malattia. Oggi sappiamo, invece, che non possiamo più pensare che esista “il” tumore ma tanti sono “i” tumori, e ogni persona presenta una malattia diversa con un’evoluzione differente. Siamo anche consapevoli del fatto che il nostro patrimonio genetico, unico per ciascuno di noi, interagisce in maniera altrettanto peculiare con l’ambiente circostante. Per questo dobbiamo guardare ad ogni paziente come un individuo “unico” e applicare una medicina di precisione che possa consentirci di ottenere i migliori risultati tenendo conto della genetica e dell’epigenetica, ovvero delle caratteristiche biologiche della malattia, delle caratteristiche cliniche del paziente, unendo le diverse discipline e competenze e quanto di meglio, in termini di tecnologia e terapia, provenga dalla ricerca. In altre parole, dobbiamo guardare a ogni paziente come già aveva suggerito Ippocrate nel Prognostico: cercando di capire cosa sia meglio per quella singola persona.”, ha dichiarato Rossana Berardi, Direttore Clinica Oncologica, Direttore Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica, Direttore Centro di Riferimento Regionale di Genetica Oncologica, Ospedali Riuniti di Ancona”Il profondo cambiamento a cui stiamo assistendo nel campo dell’oncologia umana è principalmente dovuto ai progressi nell’ambito genetico e genomico. Il nuovo modello di “oncologia mutazionale” ha consolidato il principio ben noto di “medicina di precisione” con lo sviluppo di terapie a bersaglio molecolare sempre più efficaci. In questo nuovo scenario è fondamentale che la Rete Oncologica Piemonte Valle d’Aosta garantisca, nella pratica clinica, il mantenimento di appropriatezza, omogeneità e sostenibilità economica dei test genomici richiesti, nonché renda disponibili specifiche competenze scientifiche e cliniche per la scelta delle terapie mediche. La profilazione molecolare di campioni tumorali e l’espansione dei dataset di “big data” genomici renderanno infatti sempre più complessa l’interpretazione dei dati da parte dei clinici, facendo crescere il divario tra le conoscenze cliniche e le implicazioni della genomica nella cura del cancro. In tale contesto è fondamentale il ruolo dei Tumor Board Molecolari, all’interno dei quali operano differenti specialisti, che si pongono l’obiettivo di fornire risposte ed indirizzi a supporto della Rete Oncologica Regionale, sia in riferimento alla governance del sistema che sugli aspetti clinici, al fine di governare l’accesso ai nuovi approcci terapeutici secondo appropriatezza, garantire un’offerta di qualità alla rete, promuovere l’omogeneità nelle procedure sul territorio regionale, e definire un’organizzazione basata sull’equilibrio costo/efficacia, anche per la definizione di criteri per l’accesso all’innovazione in campo terapeutico-assistenziale.”, ha detto Franca Fagioli, Direttore ff Rete Oncologica Piemontese – Direttore SC Oncoematologia Pediatrica e Centro Trapianti – Presidio Ospedaliero Infantile Regina Margherita – AOU Città della Salute e della Scienza di Torino

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Tra l’Italia e la Svizzera: l’impatto scientifico e politico di Pellegrino Rossi

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 maggio 2021

24.05.2021 Online Conferenza H18:00 Registrazione online organizzato da: Elisabetta Fiocchi Malaspina – Assistant Professor in storia del diritto, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Zurigo Pierpaolo Ianni – Dottore di ricerca e Capo di gabinetto dell’Ufficio del Presidente della Biblioteca e dell’Archivio Storico del Senato della Repubblica. Pellegrino Rossi (1787-1848) rappresenta una delle figure più poliedriche ed europee della prima metà dell’Ottocento: avvocato, economista, politico, con una brillante carriera nell’accademia. Nel 1814 fu nominato professore di diritto e procedura criminale a Bologna, a partire dal 1818 insegnò diritto romano, legislazione penale e storia all’Accademia di Ginevra; nel 1833 a Parigi insegnò al Collegio di Francia economia politica, e l’anno successivo l’università Sorbona creò una cattedra di diritto costituzionale appositamente per Rossi. Era stato Camillo Benso Conte di Cavour, in una lettera alla scrittrice francese Mélanie Waldor, a descrivere Rossi come: «l’uomo di maggiore spirito d’Italia, il genio più versatile della nostra epoca, la mente forse più pratica d’Europa».La versatilità e praticità di Rossi si cristallizzano soprattutto nei diversi contributi che diede al diritto costituzionale, alla sua grande capacità di riuscire a leggere gli avvenimenti politici svizzeri dell’epoca in chiave europea: basti solo pensare al giornale di taglio liberale-moderato, Le fédéral. Journal genevois, politique, littéraire et industriel di cui Rossi fu direttore nel 1832 e alla sua partecipazione tra 1831-1832 alla Dieta federale di Lucerna, dove fu il redattore di un progetto per una nuova costituzione, il cosiddetto Patto-Rossi, poi respinto.Attraverso una ricostruzione archivistica (Archivio storico del Senato della Repubblica) e con una prospettiva storico-politica e storico-giuridica, il seminario si pone l’obiettivo di presentare e discutere in modo parallelo l’impatto e l’eredità scientifica di Pellegrino Rossi in diversi “spazi” della storia svizzera e della storia italiana. A seguire, una discussione aperta alla partecipazione del pubblico.

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Disturbi del sonno in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 maggio 2021

In Italia ben 12 milioni di persone soffrono di disturbi del sonno: difficoltà di addormentamento, frequenti risvegli durante la notte, risvegli precoci la mattina e difficoltà di riprendere sonno.Secondo i recenti dati dell’Associazione Italiana per la Medicina del Sonno (AIMS), nel nostro Paese circa 1 adulto su 4 soffre di insonnia cronica o transitoria. Sono soprattutto le donne ad essere maggiormente interessate, circa il 60% rispetto al totale. Il 20% dei casi riguarda invece bambini e minori. Cifre che, secondo gli esperti, sarebbero addirittura raddoppiate nell’anno della pandemia da COVID.Nella maggioranza dei casi le alterazioni del sonno si traducono nella perdita del riposo notturno, con conseguente senso di malessere psico-fisico al risveglio e anche comparsa dell’eccessiva sonnolenza diurna (ESD), cioè l’incapacità di rimanere svegli in maniera appropriata durante il giorno. L’ESD peggiora la qualità della vita e la produttività dei pazienti che ne sono affetti: negli adulti l’eccessiva sonnolenza diurna aumenta il rischio di incidenti stradali, domestici o lavorativi, mentre nei bambini ostacola l’apprendimento e la socializzazione.L’eccessiva sonnolenza diurna è spesso associata a due patologie fortemente sottostimate e spesso non diagnosticate correttamente: la narcolessia e le apnee ostruttive del sonno (OSA).I numeri parlano chiaro, basti pensare che le apnee ostruttive del sonno colpiscono circa 1 miliardo di persone nel mondo. In Italia circa 7 milioni di soggetti soffrono di almeno 5 apnee per ora di sonno, mentre nella popolazione di età compresa tra 30 e 69 anni, sono 4 milioni quelli con più di 15 apnee per ora di sonno. In età pediatrica l’incidenza è del 5%. La narcolessia invece, una malattia rara di difficile diagnosi, colpisce 4-5 persone ogni 10.000 abitanti, per un totale di circa 27.000 pazienti stimati in Italia. Tuttavia sono appena 2.500 quelli attualmente in cura per una diagnosi corretta di narcolessia. Tra le patologie più significative legate ai disturbi del sonno c’è senz’altro la narcolessia, una malattia neurologica cronica rara caratterizzata da un ciclo sonno-veglia non regolare e dalla comparsa, durante la veglia, di periodi di sonno improvvisi e non controllabili dal soggetto, associati o meno a cataplessia.I sintomi più importanti sono un’eccessiva sonnolenza diurna, sonno notturno disturbato, allucinazioni al momento dell’addormentamento o al risveglio e paralisi del sonno, che consistono nella sensazione di non riuscire a muoversi per alcuni secondi, a volte anche minuti, sempre nel momento dell’addormentamento o del risveglio. Secondo gli esperti la narcolessia è una patologia fortemente sotto diagnosticata. In Italia, paese all’avanguardia in questo campo, il tempo medio per una diagnosi dalla comparsa dei primi sintomi è di 5 anni, mentre in Europa e negli Stati Uniti è addirittura di 15 anni. Il sintomo principale delle apnee ostruttive del sonno è certamente il russamento, quasi sempre molto intenso e, a causa dell’apnea, intermittente, la sonnolenza diurna, l’insonnia soprattutto legata ai risvegli precoci e alla difficoltà di riprendere sonno, affaticamento e difficoltà di concentrazione, nicturia (la tendenza ad alzarsi di notte per l’urgenza di urinare). Tra le cause invece, certamente obesità e sovrappeso, ma anche alcune di natura anatomica: per esempio, una mandibola piccola, palati molto abbondanti o una lingua grossa possono contribuire a ridurre lo spazio aereo faringeo e ostruire le vie aeree superiori facilitando le apnee. Anche l’assunzione di alcol la sera può favorire l’insorgenza di apnee ostruttive, mentre le tonsille o le adenoidi possono esserne la causa in età pediatrica.

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“Andrés Segovia in Italia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2021

Arriva in libreria Andrés Segovia in Italia. L’attività concertistica dal 1926 al 1985 di Stefano Picciano (Edizioni Curci).Andrés Segovia (1893-1987), il più grande chitarrista del Novecento, ha sempre avuto un legame molto forte con l’Italia. Il virtuoso spagnolo considerò la penisola italiana una seconda patria e, nell’arco di sessant’anni, programmò più di venti tournée, tenendo verosimilmente circa duecento concerti. Lo storico della chitarra Stefano Picciano ne ha ricostruiti 188, riportando di ognuno le località, i teatri, i programmi di sala, le recensioni.Tra gli argomenti affrontati nel libro: l’impatto di Segovia sull’orizzonte chitarristico del nostro Paese; l’energia inesauribile con cui portò avanti una carriera straordinariamente fitta di concerti; l’ardore con cui, negandosi ogni possibilità di ritiro dalle scene, continuò a perseguire gli orizzonti di una bellezza a cui aveva dedicato la vita.Esito di un’approfondita ricerca in archivi ed emeroteche, il libro conduce il lettore in questa fitta trama di viaggi, rapporti ed eventi che ha scritto la storia della chitarra: dalla prima apparizione di Segovia a Milano nel 1926 fino al suo ultimo storico recital, tenuto a Venezia nel 1985. Stefano Picciano (Rimini, 1980), musicologo e chitarrista, conduce ricerche nell’ambito della storia della chitarra. È autore di importanti saggi su Alirio Díaz e Miguel Llobet, tradotti in quattro lingue e frutto di approfondite ricerche storiche e musicologiche. È inoltre autore di numerosi articoli pubblicati sulle riviste specializzate italiane.

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Governo. Pnrr e pubblica amministrazione. Lo stato dell’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2021

“La scarsa familiarità con le tecnologie digitali caratterizza anche il settore pubblico. Prima dello scoppio della pandemia, il 99 per cento dei dipendenti dell’amministrazione pubblica in Italia non aveva mai utilizzato il lavoro agile. Anche durante la pandemia, a fronte di un potenziale di tale modalità di lavoro nei servizi pubblici pari a circa il 53 per cento, l’utilizzo effettivo è stato del 30 per cento, con livelli più bassi, di circa 10 punti percentuali, nel Mezzogiorno.” Così l’impietoso quadro della pubblica amministrazione delineato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.Nel periodo settembre 2019 – febbraio 2021, in auge il governo Conte2, c’era il ministero per “L’Innovazione tecnologica e la transizione digitale”, guidato dalla ministra Paola Pisano (M5S) e a quello della Pubblica amministrazione c’era Fabiana Dadone, sempre del M5S.Il periodo pandemico è stato, ed è ancora, l’occasione per sviluppare il lavoro agile, consentendo ai cittadini di poter usufruire pienamente dei servizi della pubblica amministrazione. Così non è stato. Gli investimenti per avviare i processi di modernizzazione della pubblica amministrazione sono previsti dal Next Generation EU, il fondo europeo per sostenere gli Stati membri colpiti da pandemia Covid-19. Si tratta di utilizzarli bene. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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La lista delle aziende nelle quali crescere professionalmente in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

LinkedIn, il più grande network professionale online al mondo, annuncia oggi la lista Top Companies 2021 Italia, la prima in assoluto per il nostro Paese. La lista comprende le 25 aziende considerate dagli italiani come luoghi di lavoro che offrono le migliori prospettive di carriera.In questa prima edizione per l’Italia, circa il 50% delle aziende è di origine italiana o a partecipazione italiana, a partire da Intesa Sanpaolo e Generali, ai primi posti, oltre ad altre importanti aziende riconosciute anche all’estero come ENI, Leonardo, TIM, Enel e Banca Mediolanum.La lista completa delle Top Companies Italia 2021 comprende: Intesa Sanpaolo; Accenture; Stellantis; Generali; UniCredit; Comcast (Sky); Deloitte; STMicroelectronics; BNP Paribas; Eni; Leonardo; GSK; Capgemini; PwC; ABB; Reply; Enel Group; TIM; Volkswagen AG; Deutsche Bank; Banca Mediolanum; AXA; Essilor-Luxottica; Siemens; Johnson & Johnson.Per la compilazione della lista Top Companies 2021, la redazione di LinkedIn Notizie e i data scientist di LinkedIn hanno condotto un’analisi relativa alla percezione degli utenti su alcuni temi chiave, come ad esempio cosa significhi riuscire a costruirsi una buona carriera professionale e li hanno mixati con i dati unici dalla piattaforma LinkedIn. Allo stesso modo, sono stati presi in considerazione sette elementi fondamentali che esaminano le informazioni relative al rapporto delle aziende con i propri dipendenti, ciascuno dei quali rappresenta un importante indicatore di crescita all’interno della realtà aziendale:Capacità di avanzamento: monitora le promozioni dei dipendenti all’interno di un’azienda e tiene traccia di quando si trasferiscono in una nuova azienda, sulla base di qualifiche lavorative standardizzate.Sviluppo delle competenze: considera come i dipendenti dell’azienda acquisiscono competenze durante il periodo di assunzione, basate su competenze standardizzate da LinkedIn.Stabilità dell’azienda: monitora i tassi di abbandono nel corso dell’ultimo anno, nonché la percentuale di dipendenti che resta nell’azienda per almeno tre anni.Opportunità esterne: considera la strategia di contatto dei recruiter nei confronti dei dipendenti dell’azienda, indice della richiesta di lavoratori provenienti da tali aziende.Affinità aziendale: misura quanto è di supporto la cultura aziendale ed esamina il volume di collegamenti su LinkedIn tra i dipendenti, considerando le dimensioni dell’azienda. Diversità di genere: misura i livelli relativi alla parità di genere all’interno di un’azienda e delle sue filiali.Background accademico: considera la varietà dei livelli di istruzione tra i dipendenti, da nessuna laurea fino al possesso di un PhD, indice dell’impegno ad assumere un’ampia gamma di professionisti.Per essere ritenute idonee, le aziende devono avere in organico almeno 500 dipendenti nel Paese alla data del 31 dicembre 2020 e il tasso di riduzione del personale, comprensivo di dimissioni e licenziamenti, non deve essere superiore al 10% (in base ai dati di LinkedIn e agli annunci pubblici). Vengono classificate solo le società madri; le filiali controllate a maggioranza e i relativi dati sono inclusi nel punteggio totale dell’azienda madre. I conteggi dei dati vengono normalizzati in base alle dimensioni dell’azienda sull’insieme delle aziende idonee per la classifica. L’intervallo di tempo considerato va dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020. Tutti i dati vengono utilizzati in forma aggregata e/o anonima. Sono escluse tutte le aziende e agenzie di recruiting e per la ricerca del personale, gli istituti didattici e le agenzie governative. Sono escluse anche LinkedIn, la sua società madre Microsoft e le filiali di Microsoft.

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L’Italia in prima linea a tutela del lavoro creativo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

“Dopo il voto del Senato, si definisce la strada che porta all’approvazione del decreto di recepimento della direttiva copyright in Italia: un passo di fondamentale importanza per la tutela dell’industria creativa nel nostro Paese” dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi. Il Senato ha infatti approvato in via definitiva la legge di delegazione europea 2019-2020 che, all’articolo 9, prevede l’attuazione della direttiva Ue 2019/790 a tutela del diritto d’autore. “Il governo italiano – spiega Levi – sarà così in prima linea in Europa per dare al nostro Paese regole capaci di dare nuove tutele al lavoro creativo, agli autori e a tutti gli attori del mondo del libro promuovendo allo stesso tempo la diffusione della conoscenza”. “L’impegno nostro e del Governo non finisce qui; – conclude Levi – la direttiva e il suo recepimento vanno considerati come un punto di partenza e non di arrivo. Perché possano dispiegare i suoi effetti benefici, infatti, devono essere accompagnati da nuovi strumenti che consentano la gestione del diritto d’autore online in maniera semplice ed efficiente. Come AIE siamo impegnati da dieci anni per la costruzione di una infrastruttura tecnologica aperta che assolva questo compito. Il lancio da parte della presidenza di turno dell’Unione europea dell’iniziativa “Copyright infrastructure” e la scelta della Commissione europea di definire prioritario gli investimenti per realizzarla nel suo “Piano d’azione sulla proprietà intellettuale per rafforzare la resilienza e la ripresa economica dell’UE” vanno nella direzione da noi auspicata e sulla quale abbiamo richiamato l’attenzione nelle interlocuzioni con il Governo”.

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Tumore dell’esofago in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

In cinque anni (2015-2020), in Italia, i nuovi casi di tumore dell’esofago sono aumentati del 26%, da 1.900 a 2.400, ma la mortalità è diminuita del 12,4% nelle donne e del 6,7% negli uomini. Un risultato significativo, a cui ha contribuito la migliore capacità di gestione della malattia, soprattutto in fase preoperatoria con la chemio-radioterapia per le forme squamose e la chemioterapia per quelle non squamose. Circa due terzi dei casi però vengono scoperti già in fase avanzata, in cui la sopravvivenza non supera i 10 mesi. Una nuova molecola immunoterapica, tislelizumab, ha evidenziato un netto miglioramento della sopravvivenza proprio nei pazienti con tumore dell’esofago squamoso in fase avanzata non operabile o metastatica e già trattati. La sfida è “portare” i vantaggi dell’immunoterapia anche in prima linea, cioè in persone non ancora trattate, o in fase più precoce, come quella preoperatoria. Tislelizumab è una molecola innovativa sviluppata da BeiGene, azienda farmaceutica biotecnologica globale, che presenta oggi in un media tutorial virtuale la pipeline, con armi efficaci sia nei tumori solidi che ematologici. In particolare una nuova terapia mirata orale, zanubrutinib, ha dimostrato risultati importanti non solo in una neoplasia del sangue molto rara come la macroglobulinemia di Waldenstrom, ma anche nella leucemia linfatica cronica, la forma di leucemia più frequente, e nel linfoma mantellare. Un aspetto decisivo nelle malattie ematologiche è il mantenimento della risposta, che zanubrutinib ha evidenziato in più dell’80% dei pazienti colpiti da queste patologie.

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L’Italia è il paese che registra il calo più netto dei consumi (-30%) e pagamenti mobili

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

La global digital bank N26 e l’Istituto tedesco di ricerca economica Ifo comunicano i risultati emersi dall’ ifo-N26 Economic Monitor, una sorta di “termometro” realizzato per delineare il quadro della ripresa economica in tutta Europa, a un anno esatto dall’adozione delle diverse misure restrittive e dei lockdown in tutto il continente. L’iniziativa si è posta l’obiettivo di rilevare informazioni concrete e fornire aggiornamenti tempestivi e dettagliati sulle attitudini alla spesa e al risparmio dei consumatori nelle maggiori economie europee, ovvero Francia, Germania, Italia e Spagna. A causa delle rilevanti e diffuse condizioni di rischio per la propria salute e delle misure restrittive che determinano un aumento dei pagamenti cashless, le transazioni da mobile si sono affermate come la nuova normalità per i consumatori europei. In molti mercati europei, N26 Bank ha visto i prelievi bancomat stabilizzarsi intorno al 65% dei livelli pre-pandemici. Al contrario, l’utilizzo di metodi di pagamento mobile come Apple Pay e Google Pay è in forte aumento, mostrando un balzo del 79% in Spagna e del 74% in Francia.

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“L’Italia vaccina le persone sbagliate”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

Durissimo attacco del Washington Post alla campagna vaccinale italiana paragonando quanto sta avvenendo in Italia con le varie campagne europee e non.Durissime le accuse lanciate dal giornale americano, che mette sotto accusa le priorità con cui sono stati somministrati i vaccini disponibili in Italia, mettendo a confronto il numero di decessi su base giornaliera e settimanale, con quelli relativi ad altri Paesi Europei.Un paragone che dimostra, chiaramente, quello che anche Codacons sta denunciando da mesi, ovvero il fatto che sia stata lasciata troppa libertà alle singole Regioni di procedere nell’ordine che preferivano, finendo così per vaccinare moltissimi soggetti di categorie sottoposte a rischi molto bassi di avere conseguenze gravi o mortali dal Covid-19.”I risultati sono sotto gli occhi di tutti – denuncia il Presidente Marco Donzelli – in Italia la curva di mortalità si è abbassata, ma non come negli altri Paesi Europei; il confronto con la Gran Bretagna è impietoso, ma ora anche Francia, Germania e Spagna stanno ottenendo risultati migliori dei nostri. Tutto è dipeso dalle priorità, se si procede a vaccinare, per primi, soggetti di categorie che statisticamente hanno meno possibilità di avere conseguenze gravi o mortali dal Covid-19, il risultato purtroppo è quello attuale.Per questo motivo presenteremo esposti alle Procure delle Repubbliche verso tutti i Governatori che con le loro politiche vaccinali hanno contribuito al decesso di decine e centinaia di persone”.

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L’Italia verso il Decimo Forum Mondiale dell’Acqua 2024

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

D’Angelis: “In Italia ben 7494 corsi d’acqua e non li ha nessuno in Europa. Di questi 1242 sono fiumi a regime torrentizio. L’83% del nostro territorio è un territorio coperto da bacini fluviali. Abbiamo 347 laghi, 14 naturali con una superfice maggiore di 10 chilometri quadrati, 183 artificiali, abbiamo 532 dighe e 16.000 piccolissimi invasi regionali e di questi 4000 sono alpini. Abbiamo anche 1053 falde sotterranee. Ma abbiamo ancora luoghi non serviti. Noi siamo italiani che riescono a portare l’acqua agli astronauti, siamo italiani che oggi stanno tentando di produrre idrogeno dalle acque di fognatura e che cercano di produrre calore dalle acque di fognatura”.“Siamo dinanzi ad una grandissima avventura, ad una grande opportunità. La candidatura italiana è forte, figlia di Leonardo da Vinci e di “Sorella Acqua” di San Francesco. Dai loro pensieri, realizzazioni, opere, arrivano quelle suggestioni note nel mondo e che emergeranno con forza durante l’evento anche come monito a non sprecare la risorsa acqua ma a tutelarla ovunque. La nostra memoria collettiva ha perso la memoria di un Paese costruito nell’acqua, noi siamo non soltanto nati dall’acqua ma noi siamo un pontile lanciato nel Mediterraneo, siamo circondati di acqua, abbiamo una cultura incredibile che ha fatto dell’acqua metafora, mitologia, filosofia, simbolo, emozioni. Gli italiani fin dall’inizio dell’avventura umana hanno dovuto strappare le terre all’acqua. Noi siamo il Paese europeo più ricco di acqua e sicuramente tra i paesi più ricchi di acqua del Mondo. La nostra mappa di tutti gli aspetti relativi all’idrogeologia: piogge, evaporizzazioni, deflussi superficiali, deflussi sotterranei, serbatoi di acqua, ci carica di responsabilità e ci dice anche che è un Paese che ha il record delle piogge. Ogni anno piovono più di 300 miliardi di metri cubi di acqua, una dotazione stellare circa 5-6000 metri cubi di acqua per ogni abitante. Una famiglia media in Italia consuma 160 metri cubi di acqua all’anno, dunque dotazioni importanti. Siamo custodi di un patrimonio idrogeologico incredibile. Abbiamo 7494 corsi d’acqua e non li ha nessuno in Europa. Di questi 1242 sono fiumi a regime torrentizio. L’83% del nostro territorio è un territorio coperto da bacini fluviali, abbiamo 131 fiumi che hanno dei bacini molto vasti e coprono l’83% della superfice nazionale. Pensiamo alla Pianura Veneta, quella laziale, tante realtà dove in questo momento sono in azione le idrovore, pensiamo alla Pianura Padana per regimare l’acqua. Abbiamo 347 laghi, 14 naturali con una superfice maggiore di 10 chilometri quadrati, 183 artificiali, abbiamo 532 dighe e 16.000 piccolissimi invasi regionali e di questi 4000 sono alpini. Abbiamo anche 1053 falde sotterranee, grandi serbatoi di acqua purissima come quella che dal Peschiera arriva ai rubinetti di Roma”. Lo ha affermato Erasmo D’Angelis, Segretario dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale. Quella dell’Italia è una storia viva, intensa, emozionante, tra paesaggi, bellezze, limiti, realtà controverse di questioni aperte in materia di gestione ma anche di eccellenze.

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Italia-Turchia: Urge un chiarimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

Di Agostino Spataro. Oggettivamente, l’episodio del “divano turco” è increscioso e va rilevato. Tuttavia, non si dovrebbe enfatizzare più di quanto non hanno fatto i due rappresentanti della UE presenti all’incontro con il presidente Erdogan. Infatti, come dichiarato da Charles Michel, presidente del Consiglio europeo e pertanto personalità UE più alta in grado, si è preferito andare alla “sostanza” che- come noto- sono gli accordi, appunto sostanziosi, fra la UE e la Turchia in diversi settori. In primo luogo quelli relativi al contenimento dei flussi migratori e dei profughi. Partiamo dalla scena madre, dove si vedono assise su due sontuose sedie Michel e Erdogan ossia le due personalità più rilevanti delle due istituzioni a confronto e altre due personalità Ursula von der Leyen, presidente della commissione UE e il ministro degli esteri turco sedute su due divani. Alla sorpresa della signora (che tuttavia partecipa a pieno titolo al dialogo fra le due parti) fa da pendant l’impassibilità del presidente Michel che resta, seduto, a fianco a Erdogan. Per cercar di capire si rende necessario svolgere alcune osservazioni. 1… Credo sia impensabile che un incontro così importante e al massimo livello si potesse svolgere senza un’adeguata preparazione e programmazione e al di fuori dei protocolli del cerimoniale. Come da consuetudine, i due uffici preposti al cerimoniale avranno discusso e concordato sia i temi in agenda sia gli aspetti protocollari. C’è da ritenere chela disposizione delle sedie e dei divani sia stata discussa fin nei minimi particolari e condivisa da ambo le parti. Per cui, le eventuali rimostranze da parte UE vanno rivolte in primo luogo agli addetti al cerimoniale che in tal senso hanno disposto i posti a sedere. In particolare, agli addetti della UE che- qualora in disaccordo- potevano consultarsi con i loro referenti politici e far decidere loro in ultima istanza.Se tale disposizione veniva percepita come lesiva del prestigio istituzionale e della dignità di genere della signora Leyen, l’autorità politica avrebbe potuto, per protesta o per altri validi motivi, non dar seguito agli incontri. Dalle dichiarazioni del signor Michel c’è da ritenere che i funzionari UE avranno informato, per tempo, i rappresentanti politici e che da questi (da uno o da entrambi? ) ne abbiano ricevuto via libera, poiché – come scrive Michel- ”si è preferito andare alla sostanza”. C’è da desumere che egli sia stato informato, ma non ha voluto farne un problema. 2… Se così si sono svolti i fatti, allora bisognerebbe indirizzare gli strali e quant’altro, innanzitutto verso coloro che hanno approvato e gestito il cerimoniale. Un chiarimento in tal senso credo potrebbe agevolare il rientro dalla imbarazzante polemica che ne è seguita. Addirittura coinvolgendo il nostro capo del Governo spintosi a definire “dittatore” il presidente Erdogan. E’ presumibile che per arrivare a tanto il dottor Draghi avrà avuto le sue buone ragioni e soprattutto buone informazioni, che però l’opinione pubblica ancora non conosce. La reazione può essere compresa qualora si potesse dimostrare che la disposizione (di sedie e divani) fu imposta da Erdogan in persona per umiliare la signora Von der Leyn, in quanto donna e presidente della Commissione UE. In tale eventualità si tratterebbe di una imposizione inaccettabile oltre che offensiva verso una donna al vertice delle Istituzioni europee. Ma bisognerebbe dimostrate tale assunto e- in caso affermativo- spiegare perché fu accettato dai diretti interessati. Solo dopo tali passaggi dimostrativi si potrà condannare fermamente la presunta pretesa del presidente della Turchia. Diversamente, verrà meno la ragione dichiarata della dura reazione e si creerà un “caso” davvero di ardua soluzione. Tranne che non ci siano altre motivazioni e obiettivi che l’opinione pubblica sconosce. Perciò è auspicabile che chi di dovere informi l’opinione pubblica su come si siano svolti effettivamente i fatti in quel di Ankara. 3… La Turchia è un Paese importante, per quanto gestito politicamente in maniera assai discutibile, a tratti illiberale, facente parte della Nato **, è un partner importante sul fronte economico, energetico e su quello del contenimento degli afflussi d’immigrati e, soprattutto, della valanga di profughi provenienti dalla Siria a causa di una guerra scatenata da tre potenze occidentali (Francia, Inghilterra e Usa) e nella quale si è inserita la Turchia di Erdogan che è al confine ed ha tante questioni aperte da risolvere. In primis quella del popolo curdo, prima vittima delle spartizioni coloniali europee. Evidentemente queste potenze, la stessa UE non intendono rispettare uno dei principi basilari dello Statuto delle Nazioni Unite che è quello della “non ingerenza” negli affari interni dei singoli Stati. Anche nel caso che tali Stati siano ritenuti retti da regimi dittatoriali. Per altro, tale intromissione non è equa: si applica la norma dei “due pesi e due misure”. Infatti, esistono altre dittature “amiche” in Medio oriente e altrove che nessuno si sogna di disturbare, d’invadere. Anzi vengono rifornite regolarmente di sistemi d’arma sempre più sofisticati e costosi che consentono a tali regimi di reprimere, nel sangue e con il carcere, tutti i movimenti che aspirano alla libertà, al progresso civile ed economico, alla parità di generi. Emblematica e arcinota è la repressione dei movimenti femminili, di singole esponenti, ma nessun dei governanti europei ha protestato, minacciato i satrapi di questi paesi di non…vendere più armi in cambio di petrolio e d’investimenti finanziari non propriamente limpidi. 4…Per concludere, torniamo al “divano turco” che ha provocato un vero parapiglia diplomatico internazionale, con probabili conseguenze per l’Italia, visto che il “governo” della UE, i grandi Paesi europei (a iniziare dalla Germania) non hanno attribuito all’episodio molta importanza. Di là delle motivazione (che sono basilari), sarebbe problematico per il nostro Paese restare isolato nel sostenere una posizione così aspra contro il presidente della Repubblica della Turchia. Da semplice cittadino, che ha avuto la ventura di occuparsi della politiche mediterranee e mediorientali, non mi permetto di dare consigli a chicchessia. Desidero, soltanto, esternare una preoccupazione (credo piuttosto diffusa) circa l’evoluzione della polemica italo-turca, accompagnata dall’auspicio che si possa giungere a un chiarimento sull’effettivo svolgimento dell’incontro di Ankara che potrebbe contribuire a far superare le reciproche diffidenze e asperità a livello bilaterale. Ripeto, sicuramente tale incontro ha avuto un’adeguata preparazione, secondo i protocolli, per cui la questione del “divano” poteva essere prevenuta e- se del caso- respinta.Vedremo. Tuttavia, oggi sono in ballo le relazioni italo-turche, politiche e non solo, in una fase assai complessa e movimentata in cui la Turchia di Erdogan è divenuta protagonista di un disegno mirato ad acquisire un ruolo internazionale più impulsivo, espansivo talvolta, in una vasta area che va dal Mediterraneo centrale al Medio Oriente, fino ad alcuni Paesi (ex Urss) dell’Asia centrale. Inoltre, segnalo che la presenza, soprattutto economica, della Turchia si fa sentire in diversi Paesi (anche UE) dell’Europa centro-orientale: dalla Germania all’Austria, all’Ungheria, alla Bulgaria, ai Balcani, ecc. Oggi, il caso più eclatante è quello della Libia. Però nessuno di coloro che hanno provocato prima la caduta di Gheddafi e dopo agevolato l’irruzione della presenza militare turca nel conflitto fratricida, ha spiegato all’opinione pubblica come siano andate, come stanno andando le cose. (dal blog di Agostino Spataro leggiamo e rilanciamo: blog: http://montefamoso.blogspot.com/2021/04/italia-turchia-urge-un-chiarimento-per.html. Lo ringraziamo per la disponibilità offertaci e per un contenuto che abbiamo inteso riprodurre integralmente e che si collega non solo al contingente ma offre al lettore ampi spazi per una riflessione più accurata rispetto a quanto alcune fonti di hanno lasciato intendere.)

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La distribuzione cinematografica in Italia: storie, ricerche, metodologie

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

COLLANA: IMAGO/21 PP: 268 PREZZO: 20,00€ Aa.Vv. IMAGO 21 Vito Zagarrio L’archivio politico. Ricordo di Steve Ricci. La distribuzione cinematografica in Italia: storie, ricerche, metodologie a cura di Damiano Garofalo, Andrea Minuz e Emiliano Morreale Damiano Garofalo, Andrea Minuz, Emiliano Morreale, La distribuzione cinematografica in Italia: storie, ricerche, metodologie Francesco Di Chiara e Paolo Noto, Integrazione verticale al contrario? Il ruolo della distribuzione nel sistema industriale del cinema italiano del dopoguerra Gaia Amadori e Mariagrazia Fanchi, L’anello forte. Il sistema dell’esercizio in Italia: dati, prospettive, approcci metodologici Barbara Corsi e Alfonso Venturini, Da Pittaluga a Cinema 5: storia di un circuito Valerio Coladonato, La Pathé e la distribuzione del cinema italiano d’autore: i casi de La dolce vita e Il Gattopardo Martina Lovascio, La vendita internazionale di film storici italiani tra anni Novanta e anni Duemila Stefano Guerini Rocco, Natale a Zurigo. Il ruolo delle comunità italofone nella distribuzione del cinema italiano in Svizzera Luca Barra, Una finestra secondaria? Alcune considerazioni sulla programmazione televisiva dei film nei primi decenni della tv commerciale italiana Giorgio Avezzù, Fratelli unici. Successo in sala e in televisione del cinema italiano Valentina Re, Crime sì, ma “di qualità”: sulla circolazione transnazionale del prodotto televisivo Emiliano Rossi, Un treno da non perdere: la circolazione dell’audiovisivo sui portali di bordo dell’alta velocità italiana tra prospettive, opportunità e qualche obsolescenza Alessio Lazzareschi, Gli incentivi alla distribuzione internazionale di opere cinematografiche secondo la legge n. 220 del 2016

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Mutui green: in Italia 174.000 euro la richiesta media

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2021

Il mercato dei mutui “green” inizia a prendere forma anche in Italia; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel corso degli scorsi nove mesi quasi 3 richiedenti su 100 hanno presentato domanda per ottenere un finanziamento “verde” per l’acquisto della casa.La percentuale può sembrare bassa, ma non lo è affatto se si considera che questa tipologia di finanziamento è destinata principalmente all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica (classi energetiche A o B) e in Italia appena il 10% delle unità abitative rientra in questa categoria. Dall’analisi di oltre 75.000 richieste di finanziamento raccolte da maggio 2020 a febbraio 2021 Facile.it e Mutui.it hanno potuto stabilire che chi ha chiesto un mutuo green ha cercato di ottenere, in media, 174.151 euro, vale a dire il 32% in più rispetto all’importo medio normalmente richiesto agli istituti di credito per l’acquisto di una casa; le regioni con la percentuale maggiore di domande di mutuo verde sul totale richieste sono il Trentino-Alto Adige, il Veneto e la Valle d’Aosta.

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