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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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La classifica delle città più care d’Italia del 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio stilando la classifica completa delle città più care del 2019 (cfr. tabella n. 1), in termini di aumento del costo della vita, sulla base dell’inflazione media registrata dall’Istat.Il capoluogo con i maggiori rincari del 2019 è Bolzano dove l”inflazione media record dell’1,3% determina, per una famiglia tipo, una stangata pari a 392 euro su base annua. Al secondo posto Modena che, pur avendo “solo” il terzo maggiore incremento dei prezzi, pari all’1,1%, registra una spesa annua supplementare di 307 euro, terza Trapani, dove l’inflazione record dell’1,5%, implica un’impennata del costo della vita pari a 305 euro.
Al quarto posto Bari che, con il secondo più alto rialzo dei prezzi, +1,3%, ha un salasso, per una famiglia media, pari a 270 euro su base annua. Al quinto posto, Brescia, dove l’inflazione dello 0,9% determina una batosta annua pari a 260 euro, facendo risultare la città come la più cara del Nord-Ovest.Ben 2 città della Lombardia (Brescia e Lodi) e della Sicilia (Trapani e Siracusa) sono nella top ten della classifica. Al sesto posto Lodi (245 euro), poi Genova (243), Grosseto (239), Verona (233) ed in decima posizione Siracusa (224).
Le 3 città con i minori rincari del 2019 sono, invece, Ancona, che con Perugia vanta l’inflazione media più bassa, +0,1%, e che registra, per una famiglia tipo, un aggravio annuo di spesa di appena 22 euro, Perugia con 23 euro e, in terza posizione, Sassari, dove la seconda inflazione più bassa (+0,2%) genera un esborso aggiuntivo di soli 41 euro.Confrontando i dati a livello regionale (tabella n. 2), Torino, in termini di aumento del costo della vita, è la città più cara del Piemonte (+0,7% l’inflazione, +185 euro i rincari del 2019), per la Liguria è Genova (+1%, +243 euro), per il Veneto è Verona (+0,9%, +233 euro), per il Friuli-Venezia Giulia è Trieste (+0,9%, +216 euro), per l’Emilia, dopo Modena, ci sono Reggio Emilia e Rimini (+0,7%, +195 euro per entrambe), per la Toscana è Grosseto, la città più cara del Centro (+0,9%, +239 euro), per l’Umbria è Terni (+0,6%, +135 euro), per le Marche è Ascoli Piceno (+0,9%, +188 euro), per il Lazio è Roma (+0,5%, +127 euro), anche se la Capitale si colloca solo al 42° posto della classifica generale, per la Campania è Avellino (+1%, +211 euro), per la Calabria è Cosenza (+0,7%, +135 euro), per la Sicilia è Trapani, la città più cara delle Isole e del Mezzogiorno (+1,5%, +305 euro).”Anche se nel 2019 l’inflazione media dell’Italia è dimezzata rispetto al 2018 e al 2017, da +1,2% a +0,6%, ed è relativamente bassa, ci sono ben 24 capoluoghi di provincia che hanno un’inflazione superiore e rincari che hanno messo in difficoltà le famiglie, che certo non hanno avuto aumenti di stipendi commisurati al rialzo del costo della vita” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Le disparità sul territorio sono enormi. Un residente a Bolzano lo scorso anno ha avuto rincari superiori di 370 euro rispetto ad uno di Ancona. Differenze spropositate anche all’interno della stessa Regione, superiori anche a 200 euro, come in Trentino (294 euro tra Bolzano e Trento) ed in Sicilia (224 euro tra Trapani e Caltanissetta). Per una famiglia media italiana la spesa è salita lo scorso anno di 145 euro. Nel Nord-Ovest, la ripartizione con i maggiori rincari, l’incremento si attesta a 187 euro, mentre nelle Isole, la più virtuosa, si ferma a 117 euro” conclude Dona.

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Arretratezza digitale in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Prima la Finlandia, ultima la Bulgaria e non troppo distante (24esima su 28 Paesi dell’Unione) è l’Italia sul processo di digitalizzazione nell’analisi della Commissione con la diffusione dell’indice dell’economia e della società digitale (DESI), un documento che sintetizza gli indicatori pertinenti sulle prestazioni digitali dell’Europa e tiene traccia dell’evoluzione degli Stati membri dell’UE nella competitività digitale. “La riflessione sull’approfondimento del tema della digitalizzazione della pubblica amministrazione proposta dalle giornaliste Milena Gabanelli e Rita Querzè su Corriere- commenta Domenico Picciano, Head of Public Sector Ntt Data Italia (la multinazionale con base in Giappone, che ha 8 uffici e 3500 dipendenti in Italia, ha contratti attivati in 10 regioni italiane ed ha vinto due dei 5 lotti di gara indetti da Sogei per la fornitura dei sistemi gestionali integrati)- è il nostro monito per invitare a riflettere non solo sull’evoluzione digitale del Paese, ma anche su quella economica. È fondamentale capire che digitalizzazione non significa dematerializzazione quando si guarda al dato riguardante lo scarso utilizzo dei sistemi da parte dei cittadini si dovrebbe ragionare proprio su questo. Un procedimento amministrativo non ripensato e ridisegnato con un approccio digitale non è utile”. Il risparmio stimato da Confindustria Digitale quantifica in circa 30 miliardi di euro l’anno i costi dell’inefficienza pubblica, pari a 2 punti di Pil. I benefici che produrrebbe la trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana li ha calcolati il Politecnico di Milano: 25 miliardi di euro l’anno al bilancio dello Stato. A che punto siamo? -è la domanda che arriva dalle pagine del Corriere. “Nonostante tentativi lodevoli, fino ad oggi è mancata una visione d’insieme di lungo periodo- risponde Picciano- . Per vedere quanto la strada della digitalizzazione sia ancora lunga basta confrontare la differenza che c’è tra prenotare un volo online e richiedere un contributo alla pubblica amministrazione in maniera telematica. Fortunatamente ci sono anche degli aspetti positivi, come i sistemi di interoperabilità e gli Open Data, ambiti in cui miglioriamo di anno in anno”

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Democrazia paritaria in Italia e in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Roma Mercoledì 15 Gennaio 2020 (h 14,30 – 17,30) Parlamento Europeo – Sala delle Bandiere – Via IV Novembre,149 Come sta funzionando la doppia preferenza di genere? Quali iniziative si impongono per introdurla nelle Regioni che non la hanno ancora prevista e, dove adottata, quali azioni occorrono per gestirla al meglio? Sono sufficienti le norme vigenti nelle leggi elettorali? Quali sono gli ulteriori obiettivi non rinviabili? Per i Consigli di Amministrazione e per i Collegi Sindacali è sufficiente prorogare la legge Golfo- Mosca? Quali strategie attivare per garantire la parità tra i generi per le nomine monocratiche? Sono alcuni dei quesiti tecnici intorno ai quali si svolge l’incontro organizzato da Noi Rete Donne mercoledì 15 gennaio allo scopo sollecitare una riflessione attraverso il contributo di esperte che, arrivando da varie regioni, mettono a disposizione specifiche competenze e differenti punti di vista. Sullo sfondo ci sono alcuni “nodi politici sui quali occorre confrontarsi senza remore – spiega Daniela Carlà, fondatrice e animatrice della rete insieme a Marisa Rodano – interrogandoci se con la loro presenza nelle istituzioni e nei luoghi decisionali le donne sono riuscite sempre ad essere veicolo di cambiamento, di buona pratiche, di trasparenza, a garantire la legalità. O se, invece, logiche di conservazione del potere hanno condizionato la scelta favorendo spesso la cooptazione di donne propense a mantenere lo status quo. Lo stesso Papa Francesco di recente ha sostenuto la necessità di associare le donne nei processi decisionali per i valori di cui sono portatrici, ma ci chiediamo se è sempre vero e come far sì che la loro presenza modifichi in positivo i meccanismi di selezione della classe dirigente. Noi Rete Donne, che ha coordinato per molti anni l’Accordo per la Democrazia Paritaria riunendo oltre 60 associazioni e sostenendo il lavoro trasversale delle parlamentari per gli importanti traguardi già raggiunti, ritiene ora necessario fare il punto, valutare le misure adottate, costruire un laboratorio per definire strategie più articolate”. Sulla stessa lunghezza d’onda Marilisa D’Amico, che osserva: “Negli ultimi anni sono stati numerosi gli interventi normativi nelle leggi elettorali sia statali che regionali che hanno introdotto meccanismi per promuovere l’equilibrio di genere nelle istituzioni rappresentative. In particolare, la doppia preferenza di genere, prevista da alcune leggi regionali, é stata positivamente valutata anche in una importante decisione della Corte costituzionale (sent. n. 4 del 2010). Occorre però ragionare sull’efficacia di tali strumenti, che in molti casi sono stati aggirati nell’applicazione concreta, non garantendo i risultati sperati. Infine occorre anche riflettere sulla ‘qualità’ delle rappresentanti: non sempre a un maggior numero di donne é corrisposto un effettivo cambiamento dei contenuti della politica, tale da incidere in modo generale sulla vita di tutte”.
Daniela Carlà e Marisa Rodano coordinano gli interventi, a partire dall’introduzione di Marilisa D’Amico (Ordinaria di Diritto Costituzionale e Prorettrice Università statale Milano) cui seguiranno i contributi di Agnese Canevari (Noi Rete Donne), Patrizia del Giudice (Presidente Commissione P.O. Puglia), Francesca Fantato (Associazione Noi Donne2005 Sardegna), Laura Onofri (Commissione P.O. Piemonte), Lorena Saracino (Giornalista e Presidente CoReCom Puglia), Flora Sculco (Consigliera Regionale Calabria), Magda Terrevoli (Presidente CUG Regione Puglia), Alessandra Volpe (Avvocata Consigliera Ordine Avvocati di Genova). È prevista la partecipazione di Massimo Rubechi (Università Urbino) in qualità di Coordinatore del settore legislativo del Gabinetto Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. Nel corso del convegno sarà presentata la ricerca di Maria Lippiello “Le donne e la politica. Il caso degli Statuti regionali e locali e la doppia preferenza di genere”.

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Italia ingessata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

Dal 1992 l’Italia e il cambiamento del sistema paese per non perdere ill passo con i tempi nuovi. Il segnale non fu colto tanto che si passò alla stagione di “mani pulite”. Eppure, si erano alzate voci autorevoli sul decadimento della classe politica da parte di Berlinguer, Moro e Fanfani. Non fu colta l’occasione nel mondo della produzione industriale, economica e finanziaria del Paese. Non ne trasse spunto la cultura in senso generale e nello specifico non vi pervennero gli intellettuali. Così si consolidò un’alleanza innaturale fondata sull’immobilismo secondo l’idea che chi sceglie la via nuova per la vecchia sa quel che lascia ma non quello che trova. Questo retaggio pesa ancora oggi grandemente e gli effetti, con il trascorrere del tempo, possono diventare intollerabili per l’opinione pubblica dopo che i vari governi, che da allora si sono avvicendati, alla guida del paese, hanno ragionevolmente predicato il cambiamento ma con la riserva mentale di lasciare le cose inalterate. Ma cosa significa, in pratica, voltare pagina? La risposta parrebbe ovvia ma non lo è. Ci siamo mai chiesti perché l’alta velocità si è fermata a Salerno? Perché il sistema industriale ha privilegiato per il meridione le “cattedrali nel deserto” invece di fare scelte più congeniali sul territorio? Perché la giustizia non funziona tanto che per arrivare ad una sentenza definitiva possono trascorrere anche due lustri? Perché l’istruzione scolastica è ferma da anni mentre sarebbe stato necessario rinnovare la didattica e preparare una nuova classe di docenti? Per non parlare della sanità e via di questo passo. Il tutto per arrivare all’amara conclusione che ci troviamo in un paese che invecchia ancor prima del dato anagrafico con una mentalità che si sta fossilizzando per un passato che non c’è più, in un presente confuso e per un futuro incerto. Eppure, dovremmo renderci conto che cambiare non è più un optional ma un inderogabile imperativo. (Riccardo Alfonso)

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È legge il finanziamento della Carta Geologica d’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

“Finalmente dopo vent’anni, sei legislature e tredici governi, riparte il progetto della cartografia geologica (CARG). La conoscenza del territorio, sia nei termini degli aspetti fisico-ambientali del contesto geologico e geomorfologico, sia nei termini della compatibilità tra questi e le potenziali trasformazioni di utilizzo del suolo rappresenta uno strumento indispensabile per la gestione del delicato equilibrio ambientale e il mancato completamento del Progetto CARG ha determinato indubbie criticità nel nostro Paese per il patrimonio abitativo, per la prevenzione dai rischi naturali, per lo sviluppo sostenibile del territorio e per la valorizzazione delle risorse naturali”. Lo dichiara il senatore Ruggiero Quarto a valle dell’approvazione dell’emendamento alla Legge di Bilancio 2020 su proposta unanime della Commissione Ambiente, relativo agli stanziamenti per riavviare il completamento della carta geologica ufficiale d’Italia alla scala 1:50.000, assegnando all’ISPRA un contributo di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, 2022. “Il presente emendamento – continua il senatore Quarto – colma una gravissima lacuna, inconcepibile per un Paese progredito, ad alta densità abitativa, ad elevato rischio idrogeologico-sismico-vulcanico, con georisorse da valorizzare e tutelare, con un ambiente naturale complesso. Per questo sono soddisfatto di questo importante risultato, sia perché cominciano a vedersi i frutti di un mio preciso impegno nella doppia veste di senatore/geologo, sia perché si onora la memoria del senatore Franco Ortolani che tanto si è prodigato per tale obiettivo”.“Dopo una lunga interlocuzione, intrapresa già nella precedente legislatura grazie alla meritevole opera dell’allora senatrice Fabiola Anitori, con cui scrivemmo insieme la prima bozza di legge, oggi finalmente riparte il percorso per il completamento della Carta Geologica d’Italia, iniziato nel lontano 1988 ma mai completato”. Queste le parole di Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, che aggiunge: “E’ il risultato di importanti sinergie, di un lavoro d’insieme con altri enti come l’università e la Società Geologica d’Italia, ma dobbiamo dire anche grazie agli amici senatori geologi, il cui contributo è stato determinante, con un pensiero particolare per il senatore Franco Ortolani che purtroppo ci ha lasciati”.Un commento arriva anche da Sandro Conticelli, Presidente della Società Geologica d’Italia. “La Società Geologica Italiana esprime profonda soddisfazione per il finanziamento che è stato accordato al progetto CARG, il primo dopo quasi un ventennio. È importante comunque segnalare che a fronte di 355 fogli ancora mancanti per completare il progetto di cartografia geologica nazionale, lo stanziamento previsto per il prossimo triennio sarà in grado di coprire la realizzazione di circa 20 fogli. La Società Geologica Italiana manterrà il suo impegno sociale nel ricordare ai decisori della politica la necessità per il Paese di completare il progetto CARG unitamente al potenziamento del Servizio Geologico d’Italia”.

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Ricerca Co-mai e Amsi su 500 coppie miste

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

In Italia secondo i dati Istat nel 2018 vi sono stati 195.778 matrimoni (in diminuzione), di cui 23.916 misti tra uno sposo italiano e uno straniero (in leggero aumento) e 10.017 con entrambi i coniugi stranieri (in leggero aumento). L’altro dato che ci colpisce è quello del tasso di fertilità delle donne: 1,21 per le donne italiane (in diminuzione) e 1,94 per le donne straniere (in diminuzione). I matrimoni misti sono uno dei parametri che più apertamente testimoniano la trasformazione della nostra società dovuta principalmente all’immigrazione, perciò per valutare il significato di questa trasformazione è importante sottolineare il contesto sociale in cui si parla dei matrimoni misti, le dinamiche fondamentali dell’essere “miste”, che riguardano le differenze di cultura d’origine o di religione. In particolare, il confronto quotidiano, sia con l’ambiente esterno che con quello interno della coppia, fra quei valori, stili e abitudini diverse che influenzano il pensiero e i comportamenti personali e sociali nonchè l’effetto del rapporto tra identità diverse sulla percezione identitaria dei figli e sulla loro educazione. Le Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) in collaborazione con l’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), il movimento internazionale Uniti per Unire e con il Contributo di Claudio Rossi, Sociologo e Coordinatore Organizzativo del Movimento Uniti per Unire ,Kamel Belaitouche ,interprete e Segretario generale Co-mai, Mihai Baleanu ,Master in Chirurgia del Piede e Portavoce Amsi, Daniela Seres Coordinatrice Dipartimento Donne di Uniti per Unire ,Donatella Arezzini Coordinatrice Dipartimento Scuola e Istruzione di Uniti per Unire e Nadir Aodi ,laureando in Podologia e Coordinatore del Dipartimento “Gioventù e Seconda Generazione” svolto, proprio per i motivi illustrati sopra, una ricerca sulla situazione coinvolgendo in 3 mesi 500 coppie miste insieme alla prima, seconda e terza generazione, analizzando tipologia, nazionalità, religione, studi, situazione matrimoniale e lavorativa e individuandone i lati positivi e le criticità. Prima di tutto illustriamo le tre fasi di immigrazione in Italia per capire meglio come sono composte le coppie miste.
Prima fase: arrivo prevalentemente di studenti dagli anni ’70 fino all’89, principalmente da paesi arabi, africani ed europei.
Seconda fase: dopo la caduta del muro di Berlino, arrivo prevalentemente di lavoratori e professionisti già laureati, dai paesi dell’Est, Cina, Sud America, Asia, Corno D’Africa e Nord Africa.
Terza Fase con l’inizio della primavera araba.
Tipologia delle coppie miste in Italia:
– il 40% sono matrimoni tra ex studenti e laureati in Italia con italiane, sono le più riuscite visto che gli studenti arrivavano da giovani e che per loro il contesto degli studi rendeva più facile il percorso d’integrazione. Oggi pensano alla seconda generazione e ai loro figli che studiano nelle università italiane (medicina, infermieristica, economia, scienze politiche, fisioterapia, podologia, legge, interpretariato e insegnamento), sono maggiormente provenienti da paesi arabi (Palestina, Giordania, Libano, Siria, Egitto, Marocco), paesi africani (Congo, Camerun, Nigeria, Sud Africa) e paesi europei (Grecia, Francia, Germania);
– 35% matrimoni tra cittadini dei paesi dell’Est e Sud America con cittadini italiani di tutti e due i sessi, di cui il 20% con donne dei paesi dell’est già sposate e separate e con almeno un figlio nel loro paese di origine (Russia, Ucraina, Moldavia, Romania, Albania, Polonia) ed il 15% con donne sudamericane, cinesi, filippine (la maggioranza sono professionisti della sanità e laureati nei loro paesi di origine);
– 20% matrimoni tra cittadini di origine straniera della stessa religione e nazionalità (arabi, cinesi, filippini, asiatici, sudamericani, paesi dell’est, europei e americani);
– 5%, infine, matrimoni tra cittadini di origine straniera di diverse nazionalità e religioni (maggiormente arabi e sudamericani con persone provenienti da paesi dell’est).
“I matrimoni misti in Italia sono una realtà molto importante che non va trascurata – ammonisce Foad Aodi Presidente delle Co-mai, Amsi e membro del Gruppo di lavoro Salute Globale della Fnomceo – Riguardo agli effetti positivi e critici della reciproca conoscenza culturale e religiosa,
su 500 coppie miste della nostra ricerca il 90% festeggia con rispetto reciproco il Natale e le altre feste e tradizioni culturali e religiose, senza muri ma con apertura al dialogo senza paura. Infatti l’albero di Natale non manca quasi mai nel periodo delle festività.”
Invece il 25% delle coppie miste ha dovuto affrontare problematiche relative ai figli: battesimo, circoncisione, nomi, cibo, scuola, matrimoni, vestiti, madrelingua, crisi d’identità, rapporti con i familiari e con i paesi di origine.
Concludendo Aodi ricorda che questi sono tutti argomenti che come società italiana stiamo sottovalutando e la cui mancanza di conoscenza rende a noi molto più difficile capire come si sta costruendo la nuova Italia e spesso ci impedisce di cogliere tutte le potenzialità positive, che pur con tutte le difficoltà che anche le coppie miste evidenziano, il processo d’integrazione della nuova cittadinanza immigrata, piaccia o no, indubbiamente possiede.

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Un’Italia tutta da far conoscere soprattutto a Natale

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

Un’Italia tutta da ammirare anche a Natale. A Genga, paesino delle Marche, c’è un Presepe Vivente con 300 figuranti nelle grotte! Escursione con Guida Ambientale Escursionistica, nel giorno di Santo Stefano, il 26 Dicembre, al termine della quale si potrà ammirare il Presepe vivente di Genga: E’ il più grande del mondo per estensione! Il presepe, sarà nel cuore della grotta e si snoderà su un percorso di 30.000 metri quadri, lungo il costone roccioso che conduce al tempio di Valadier e alla grotta. Il Presepe Vivente di Genga si svolge nella gola di Frasassi con 300 figuranti: soldati romani, pastori, artigiani”. Lo ha affermato Davide Galli, Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche dell’AIGAE.
Dalle Marche al Friuli Venezia Giulia per il Presepe vivente di Stolvizza con la discesa della Grande Stella. In Val Resia, una valle d’argento vivo, escursione a piedi attraverso il “Bel sentiero” il Ta Lipa Pot. Si attraverseranno numerosi borghi curati dalle associazioni locali. Meravigliose saranno le vedute panoramiche sulla argentea valle di ghiaccio. Sullo sfondo si avranno le vette giuliane. La sera, a Stolvizza, si svolgerà l’attesa tradizione della discesa della Grande Stella sul Presepe Vivente . L’iniziativa è promossa dal Parco Prealpi Giulie e inserita all’interno del Calendario Invernale 2019!” Dal piccolo borgo nel comune di Fiumalbo, reso famoso dalle Capanne Celtiche, caratteristiche abitazioniche che testimoniamo il passaggio di popolazioni nordiche in appennino.
Nel modenese una ciaspolata con la leggenda del Lago della Ninfa. Abetaie secolari, vasti panorami e una conca di origine glaciale che custodisce un lago dalle acque cristalline, dai riflessi verde smeraldo, in uno dei contesti di maggior pregio naturalistico dell’Appennino.
Saremo con ciaspole ai piedi sulla sponda destra della conca lacustre e vi racconteremo un’antica leggenda, per poi proseguire nella fitta foresta seguendo le tracce degli animali selvatici, affiancando e guardando a più riprese piccoli ruscelli gonfi dalle acque del disgelo. Usciremo dal bosco e attraverseremo un’estesa area prativa per giungere nei pressi di un agriturismo ,risaliremo in direzione di un passo assai panoramico ove faremo una breve e meritata pausa con magnifica vista sul comprensorio del Monte Cimone e tutto l’arco appenninico fino al bolognese. Riprenderemo salendo in direzione di un colle dalle dolci pendenze attraverso una fitta pineta, quindi rientreremo sui nostri passi variando a tratti il percorso d’andata per raggiungere un ultimo rifugio e “planare” sul lago seguendone al ritorno la sponda sinistra fino al punto di partenza”.
In Abruzzo ci imbattiamo in uno “Splendido anello ai piedi del Monte Morrone nel Parco Nazionale della Majella che in soli 11 km ci permetterà di ammirare il Tempio italico di Ercole Curino, l’Eremo della Santa Croce e l’ Eremo di S. Onofrio. Luoghi che hanno da sempre affascinato l’uomo. Infatti Pietro da Morrone divenuto poi Papa Celestino V – ha continuato Galli – si rifugiò qui al ritorno del suo viaggio a Roma nel 1240, e nel 1294 il re di Napoli Carlo II D’Angiò, giunse sul Morrone per annunziare a Pietro l’elezione a Papa e condurlo a L’Aquila per l’inconorazione.
Ed ancora in Emilia -Romagna il 26 Dicembre escursione post-natalizia a Campigna (FC), nelle zone più alte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Raggiungeremo le cime del Monte Falco e del Falterona e ammireremo il panorama sui versanti romagnolo e toscano del Parco. L’itinerario esatto verrà deciso in base alla presenza e alla quantità di neve a terra, oltre che alle condizioni meteo”.
In Basilicata abbiamo “Il vallone della Loe è l’ultimo dei vari presenti nella gravina materana, l’unico ancora “vero”, non modificato dal turismo di massa, dal rumore. Non di solo Sassi è fatta questa città incredibile, Matera e il vallone della Loe lo dimostra in tutto il suo incredibile valore storico e naturalistico. In Toscana, invece vedremo Faggete e Crinali innevati. Ammireremo l’Incanto delle vette innevate. Escursione Ciaspe ai piedi nella magnifica Foresta del Teso, per salire fin sul crinale Tosco Emiliano ad ammirare lo spettacolo dell’Inverno. E poi a Budrio, nel bolognese, per conoscere due alberi secolari in un contesto ambientale piuttosto particolare.Sono stati censiti e catalogati dalla Regione Emilia Romagna tramite la L.R. 2/77 come patriarchi monumentali e quindi degni di tutela e protezione e rispetto, come in realtà dovrebbero essere tutte le forme di vita, non solo vegetale. E visto il clima di festa e celebrazione natalizia – ha concluso Davide Galli – in questa camminata ci sarà la possibilità di “festeggiare insieme”.
Nel modenese è possibile inoltrarsi nel fitto di una rigogliosa foresta di faggio, ove si possono seguire le tracce ben evidenti delle lepri e degli altri animali selvatici. Si può attaversare una fitta abetaia per raggiungere la piana che nasconde le sponde ghiacciate del Lago della Ninfa e scendere nella conca lacustre per una breve e meritata pausa. E’ quella parte dell’Italia, ma non è la sola, da tutelare, da amare, da vivere, sempre!

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Italia: Siamo poveri o ricchi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

Secondo l’Istat, nel nostro Paese ci sono 5 milioni di poveri assoluti, ma coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza sono 2,4 milioni, meno della metà dei poveri assoluti dichiarati, il che significa che solo il 4% della popolazione è povera assoluta; non va bene, ovviamente, ma questa diversità di numeri è dovuta alla modalità di ricerca, infatti, è basata sulla dichiarazione delle persone sui propri consumi, non sul reddito o sul patrimonio. Il tasso di disoccupazione è del 9,7%, quindi alto. C’è poca offerta di lavoro, si dice, ma l’economia non osservata, vale a dire in nero, vale circa 211 miliardi di euro, una cifra enorme; significa che quel 9,7% di disoccupati non è reale, è minore, perchè quando si lavora, in tutto o in parte, in nero non si è inclusi in quella percentuale.Il mercato finanziario è asfittico, si dice, ma la borsa italiana quest’anno è cresciuta del 31% (indice FTSE MIB), una performance che ci pone al primo posto in Europa.Non si arriva a fine mese, si dice, ma ci sono 1.400 miliardi in contanti e depositi bancari e la ricchezza netta delle famiglie italiane, mobiliare e immobiliare, è maggiore di quella dei tedeschi, ed è pari a 9.743 miliardi di euro, dei quali 4.374 miliardi in attività finanziarie. Vero è che la ricchezza non è distribuita omogeneamente ma, ricordiamo, che le famiglie detengono il 92% del valore del patrimonio residenziale complessivo e la disponibilità di terreni coltivati è per quasi il 90% di proprietà delle famiglie. Siamo abbandonati dallo Stato, si dice, ma spendiamo il 52% del bilancio pubblico in welfare, cioè, pensioni, sanità e assistenza. Tutto bene, dunque? No, ovviamente, lo abbiamo già scritto e non vogliamo ripeterci, giacchè l’elenco sarebbe lungo, ma prendiamo atto dei numeri e invitiamo a prestare attenzione a chi ha più bisogno di noi. Non solo a Natale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Nuovo presidente nazionale di Ristoworld Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

Marcello Proietto di Silvestro, è il nuovo presidente nazionale di Ristoworld Italia, l’associazione di cucina, turismo e valorizzazione del Made in Italy di respiro nazionale con sedi anche all’estero. 48 anni, sposato con due figli, di formazione classica e poi accademica, ha un trascorso intenso nel campo giornalistico, avendo per anni collaborato con importanti realtà editoriali.La svolta poi con l’ingresso nel mondo alberghiero e ristorativo: da oltre dieci anni ormai, lavora in strutture ristorative complesse come food and beverage manager e responsabile commerciale, senza dimenticare il primo amore, ossia la comunicazione.Wedding and event manager con certificazione accademica, master trainer in formazione duale, è stato presente fin dalla sua costituzione in Ristoworld Italy: precedentemente ha ricoperto il ruolo di segretario nazionale e direttore responsabile della rivista trimestrale Ristonews. Nata nel 2011, per volere dello chef executive Andrea Finocchiaro (che andrà a rivestire il ruolo di Past President), Ristoworld Italy è una dinamica e giovane associazione che si occupa di valorizzare il settore enogastronomico e territoriale Italiano.La missione è quella di divulgare al meglio il Made in Italy con attività variegate come corsi professionali, selezione di ristoranti, formazione e consulenza strategica per le aziende ristorativo-alberghiere, convegnistica, formazione Academy e tanto altro ancora. L’associazione, che ha anche un settore Emergency riconosciuto con Decreto Ministeriale, già intervenuto in calamità naturali (Amatrice, Genova, l’Aquila), è senza scopo di lucro ed è spesso impegnata con iniziative di solidarietà e beneficenza. «Diamo un respiro nazionale a Ristoworld che rappresenta, finalmente, l’associazione giovane e operativa, fatta di donne e uomini orgogliosi di lavorare in maniera qualificata nella ristorazione e nel turismo. Ci rivolgiamo agli imprenditori della Ristorazione e a quanti operano in questo mondo complesso con opportunità di crescita e aiuto di consulenza. Una particolare attenzione – commenta il neo presidente Proietto di Silvestro – sarà rivolta agli studenti delle scuole alberghiere e degli istituti professionali di formazione, per aiutarli nel loro cammino di crescita e fornire loro le credenziali giuste per un ingresso autorevole nel mondo della ristorazione, un comparto strategico e pilastro dell’economia».

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I conti bancari degli italiani in Svizzera finiscono sotto la lente del fisco italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

Secondo quanto riferiscono i media, Berna si appresta a trasferire all’Italia i dati dei contribuenti italiani, che detenevano conti correnti o depositi nelle maggiori banche elvetiche (UBS, BSI, EFG e altri) tra il 23 febbraio 2015 e il 31 dicembre 2016, ovvero prima che è entrato in vigore lo scambio automatico di informazioni fiscali tra i due paesi. Il fisco italiano, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, incrocerà in particolare i dati delle dichiarazioni dei redditi con l’esistenza e la consistenza di depositi all’estero. Se non sono stati dichiarati scatteranno sanzioni pesanti con riserva di denuncia penale per violazione della normativa sul riciclaggio. In base agli accordi stipulati con l’Italia, le banche svizzere sono obbligate per legge a comunicare alle autorità fiscali i rapporti di conto corrente aperti a favore di non residenti che dovranno essere resi noti al fisco del Paese di appartenenza. In questo modo il conto corrente del contribuente residente in Italia sarà conosciuto dall’Agenzia delle Entrate che verificherà se è stato compilato il quadro RW della dichiarazione dei redditi. Non sono pochi i casi finora accertati in cui l’Agenzia delle Entrate invita i frontalieri o chi detiene conti correnti svizzeri a regolarizzare la propria posizione. Al vaglio anche la lista “Panama Papers”: secondo quanto riferisce Italia Oggi, sarebbero state trasferite anche le informazioni relative ai titolari italiani delle società appartenenti alla lista denominata «Panama Papers», diffusa nel 2016, nonché i dati dei contribuenti elencati nella lista del Credit Suisse del 2014, che non avrebbero ancora regolarizzato la propria posizione fiscale e sui quali indaga la Procura di Milano. Nel 2015, un simile precedente con il fisco spagnolo permise di scoprire 20 miliardi di euro di fondi non dichiarati detenuti da cittadini iberici in Svizzera. La cifra fu indicata dal direttore dell’Agenzia statale dell’amministrazione tributaria (AEAT) Santiago Menéndez durante un’audizione al Congresso.Di questa ventina di miliardi, 14 erano attivi finanziari e 4,8 miliardi erano conti bancari.

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Benzina in Italia: prezzi tra più cari d’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

Per l’Unione Petrolifera la rete di punti vendita dei carburanti in Italia resta un caso unico in Europa, con 21.700 distributori e sono stati inutili i tentativi di ridurla e renderla più efficiente.”Il vero problema è che abbiamo i prezzi tra i più cari d’Europa, anche per colpa delle accise troppo alte. Per questo serve più concorrenza e ridurre il carico fiscale. Non si può diminuire il numero dei distributori a tavolino. Se ci fosse, ad esempio, più trasparenza nel prezzo, i distributori meno efficienti e più cari sarebbero più penalizzati dagli automobilisti e finirebbero per essere costretti ad uscire dal mercato, in modo naturale, in base alla legge della domanda e dell’offerta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dando, ad esempio, un’occhiata ai prezzi pubblicati oggi per la città di Roma sul sito del ministero, per la benzina abbiamo trovato un distributore che la vende a 1,354 euro al litro ed un altro a 2,010 euro, una differenza abissale pari a 65,6 centesimi al litro, che per un pieno di 50 litri corrisponde a ben 32 euro e 80 cent. Anche considerando differenze di prezzo meno eclatanti, ad es pari a 20 centesimi al litro, considerando due pieni da 50 litri all’anno, si possono risparmiare ben 240 euro all’anno” conclude Dona.Di seguito i suggerimenti dell’Unione Nazionale Consumatori per risparmiare:
· Non entrate nel primo distributore che vi capita appena si accende la spia della benzina, ma cercate il prezzo più basso.
· Prediligete le pompe bianche, senza insegne famose (no logo), o quelle della grande distribuzione.
· Preferite il self service al servito
· Verificate la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli e quelli effettivamente praticati
· I distributori in autostrada hanno prezzi mediamente più alti, quindi, prima di partire per un viaggio lungo, fate il pieno.
· Guardate i benzacartelloni
· Confrontate i prezzi attraverso il sito carburanti.mise.gov.it

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Amazon ha creato oltre 1.400 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato in Italia nel 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Amazon ha annunciato oggi che quest’anno ha creato in Italia più di 1.400 posti di lavoro a tempo indeterminato: un aumento di più del 25% rispetto alla fine del 2018. In questo modo, l’azienda ha superato il piano annunciato nel mese di luglio che prevedeva 1.000 nuovi posti di lavoro entro la fine dell’anno. Oggi Amazon dà lavoro a più di 6900 dipendenti a tempo indeterminato in tutta Italia. Posti di lavoro per persone con ogni tipo di esperienza, istruzione e livelli di competenza, dagli ingegneri e sviluppatori di software alle posizioni di livello base. Le nuove assunzioni sono dislocate sugli oltre 20 siti, in tutta Italia, da Milano a Passo Corese (RI), da Torrazza Piemonte (TO) a Cagliari. Queste posizioni lavorative offrono una retribuzione competitiva e molti benefit, inclusi programmi innovativi per il settore, come Career Choice, e programmi d’avanguardia di congedo parentale. Inoltre, a partire dal prossimo gennaio, gli addetti al magazzino di Amazon in Italia beneficeranno di un aumento del salario di ingresso di 100 euro lordi al mese.Dal 2010 al 2018, Amazon ha investito un totale di 4 miliardi di euro* in Italia. Questa cifra include sia le spese in conto capitale, come le infrastrutture, i centri di distribuzione, gli uffici aziendali; sia le spese operative, come gli stipendi dei dipendenti o i costi sostenuti per i fornitori del settore logistico impiegati per consegnare i prodotti ai clienti.Secondo un recente studio di Keystone Strategy, commissionato da Amazon, le aziende nella supply chain di Amazon, tra cui, per esempio, quelle che si occupano di servizi edili, servizi immobiliari o altri servizi professionali, solo nel 2018 hanno generato più di 12.000 nuovi posti di lavoro in Italia quale effetto degli investimenti di Amazon nel Paese.Accanto alla creazione di nuove posizioni a tempo indeterminato, Amazon continua a supportare le piccole e medie imprese e coloro che vogliono iniziare una propria attività, digitalizzarne una esistente o creare un’altra fonte di guadagno per integrare le proprie entrate attraverso strumenti e servizi come Vendi su Amazon e Logistica di Amazon. Le aziende italiane che vendono su Amazon hanno creato in Italia, nel 2018, più di 18.000 posti di lavoro a tempo pieno per gestire la loro attività di vendita su Amazon. Il valore dei beni esportati da queste imprese ha raggiunto la cifra record di oltre €500 milioni di euro nel 2018.La maggior parte degli investimenti effettuati da Amazon ha avuto il maggior impatto anche in termini occupazionali su cinque regioni italiane: l’Emilia Romagna, dove Amazon ha aperto il suo primo centro di distribuzione a Castel San Giovanni (PC), attivo dal 2011; la Lombardia, che ospita gli uffici corporate, il centro di smistamento di Casirate d’Adda (BG), quattro depositi, il centro di distribuzione Prime Now a Milano e e che accoglierà presto la nuova infrastruttura della regione di AWS Europe (Milan); il Piemonte, dove Amazon ha aperto, nel mese di luglio, il più recente e avanzato centro di distribuzione a Torrazza Piemonte (TO), dopo averne aperto uno a Vercelli, e dove è stato creato centro di sviluppo di Torino, dedicato ai progressi nel riconoscimento vocale e alla comprensione del linguaggio naturale per Alexa; il Lazio, che ospita il centro di distribuzione robotizzato, a Passo Corese (RI) e il nuovo centro di distribuzione Prime Now a Roma. La Sardegna completa la lista con il customer service di Cagliari in costante crescita negli ultimi anni.

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Nasce ALocal, la prima agenzia di stampa iperlocale in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

ANSO, Associazione Nazionale Stampa Online, mette in rete le testate locali per la diffusione e lo scambio di notizie. Il progetto, reso possibile grazie a GNI – Google News Initiative, è già operativo.ALocal permette a tutti gli associati ANSO, la principale associazione italiana formata da editori digitali, di avere a disposizione un servizio unico per reperire informazioni su quello che accade in Italia, gli editori avranno così a disposizione un sistema automatico per ricevere notizie selezionate dall’algoritmo di ALocal sulla base delle loro preferenze. Il nuovo tool, disponibile gratuitamente ed esclusivamente per gli associati ANSO, permetterà – ad esempio – a una redazione di Varese di ricevere e utilizzare i contributi prodotti a Catanzaro e viceversa. Entrambe le redazioni avranno quindi a disposizione il lancio della notizia e, quando possibile, foto, video e contributi in diretta.«La rete locale diventa lo strumento per azzerare distanze e tempi dell’informazione», premette il presidente di ANSO, Marco Giovannelli. «Lo scopo dell’associazione è quello di aiutare gli editori nativi digitali in tutti i campi, dalla burocrazia alla routine quotidiana, dalla formazione allo sviluppo di soluzioni di business. ALocal è lo strumento per farlo e per rendere immediatamente più competitive le testate associate. L’algoritmo sviluppato da Edinet permetterà di automatizzare il flusso delle notizie prodotte da tutte le redazioni associate, segnalando in maniera del tutto automatica eventuali notizie interessanti ad altri associati. Prendiamo ad esempio un fatto di cronaca che coinvolge un cittadino della provincia di Grosseto mentre si trova per lavoro ad Imperia: oggi sarebbe difficoltoso per un piccolo editore toscano recuperare in tempi rapidi la notizia e avere materiali originali come foto e video. Ma, grazie ad ALocal, sarà l’algoritmo ad individuare la notizia interessante per la testata grossetana e ad informarla sulla sua pubblicazione; oltre a questo sarà possibile facilitare il contatto tra redazioni sparse per tutta l’Italia, senza dover passare per intermediari o altro».ALocal non avrà solo la funzione di agenzia di stampa interna all’associazione, ma permetterà anche agli associati di monetizzare i propri contenuti verso il mondo esterno, grazie ad accordi con i principali broadcaster italiani, e non solo, che in questo modo potranno recuperare materiali originali e prodotti in ottica giornalistica per fatti dove l’invio della troupe sarebbe impossibile per tempi e costi. «Molto spesso le testate iperlocali sono le prime ad arrivare sulla notizia, le prime a raccontare quello accade e per questo le prime a produrre contenuti multimediali interessanti per le televisioni nazionali o i grandi siti generalisti. Grazie a questo servizio ogni editore avrà la possibilità di mettersi direttamente in contatto con i desk delle principali testate e vendere i propri materiali», aggiunge Matteo Rainisio, vicepresidente di ANSO.L’obiettivo è «dare un vantaggio competitivo a tutti gli associati: potranno sfruttare uno strumento unico nel suo genere che permetterà a tutti di avere dei corrispondenti sparsi sul territorio italiano, senza alcun costo aggiuntivo rispetto a quanto accade invece con le principali agenzie di stampa nazionali», conclude Giovannelli.

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Modeste le previsioni di occupazione in Italia nel primo trimestre 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

I risultati del MEOS (Manpower Employment Outlook Survey), resi noti oggi da ManpowerGroup, relativi alle previsioni occupazionali per il primo trimestre 2020 prefigurano ancora un trimestre sostanzialmente fermo in termini di occupazione. Infatti, sebbene il 6% dei datori di lavoro preveda un incremento delle assunzioni a fronte di un analogo 6% che prevede una diminuzione, il dato che prevale è l’86% delle imprese che non intravede alcun cambiamento; ciò si traduce, quindi, in un saldo nella Previsione Netta sull’Occupazione pari allo 0%, che diventa +1% al netto delle variazioni stagionali. In ottica storica, poi, il trend continua a essere negativo: le previsioni di assunzione diminuiscono di 3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 2 punti percentuali rispetto all’anno scorso.
Confronti regionali: Per il prossimo trimestre i datori di lavoro di tre delle quattro regioni prevedono un aumento del numero di lavoratori. I dati più positivi provengono dal Nord Ovest, con una prospettiva di crescita dell’occupazione netta al +6%, seguito dal Nord Est, con un + 5%. Si prevedono modesti aumenti occupazionali anche nell’Italia centrale (+1%), mentre nel Sud e Isole è prevista una consistente flessione del mercato delle assunzioni pari al -11%.
Confronti settoriali: I datori di lavoro prevedono, per il prossimo trimestre, un incremento delle assunzioni in 4 settori industriali su 10: significativi il settore pubblico e nel sociale, con una crescita dell’occupazione netta del 6%, e il settore dell’hotellerie e della ristorazione (+ 2%). Dall’altra parte, i datori di lavoro nei restanti sei settori prevedono un taglio occupazionale: dal settore agricolo, caccia, pesca e silvicoltura, al settore dei trasporti e alle comunicazioni, la Previsione Netta sull’Occupazione attesta un decremento del 3%. In calo del 2% anche il settore finanziario, assicurativo, immobiliare & dei servizi e il settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio.
Confronto tra dimensioni aziendali: Per quanto riguarda le dimensioni aziendali, i datori di lavoro delle quattro categorie analizzate si aspettano un incremento nel prossimo trimestre. I datori di lavoro delle grandi aziende (oltre 250 dipendenti) dichiarano solide intenzioni di assunzione con una previsione di crescita netta del 18%; si prevede una crescita occupazionale rilevante (+12%) anche per le medie imprese (50-249 dipendenti), mentre le piccole imprese (10-49 dipendenti) e le micro imprese (meno di 10 dipendenti) prefigurano un modesto incremento dell’1%.

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“In Italia l’incontinenza è un problema che va affrontato con molta attenzione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

Si deve agire “riorganizzando il sistema di prevenzione, cura, riabilitazione e integrazione sociale dei pazienti stomizzati e incontinenti, come previsto nel disegno di legge di cui sono stato relatore al senato della Repubblica. La mia attenzione verso questo problema proseguirà anche nel mio ruolo di Vice Ministro”. E’ quanto ha dichiarato il Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri intervenendo al convegno nazionale Basic Riab – Als Live Surgery che si è svolto a Roma e organizzato dall’AIUG (Associazione Italiana di Urologia Ginecologica). “Per portare avanti questo processo è fondamentale la collaborazione con le società medico-scientifiche come l’AIUG e con le associazioni dei pazienti che possono portare il loro specifico contributo – ha aggiunto Sileri -. Un nostro obiettivo primario, rispetto alla gestione dell’incontinenza, deve essere l’implementazione dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA)”. “Ringraziamo il Vice Ministro per l’interessamento e siamo pronti a collaborare con le istituzioni – ha sottolineato il prof. Marzio Angelo Zullo, membro del direttivo nazionale AIUG e presidente del convegno di Roma -. L’incontinenza non è piccolo disturbo della terza età ma una vera e propria malattia che interessa oltre 2 milioni di donne in Italia. Numeri importanti e in crescita che sottolineano la necessità di definire percorsi d’assistenza condivisi e uniformi”. Al convegno di Roma è intervenuta anche la Senatrice Paola Binetti, il direttore generale dei dispositivi medici del ministero della salute Marcella Marletta e rappresentanti delle Associazioni dei pazienti Senior ITALIA e Fais, le federazioni delle ostetriche e degli infermieri e i rappresentanti dell’industria.

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L’assistenza pediatrica in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

Roma 17 dicembre 2019 ore 11 Ministero della Salute Lungotevere Ripa 1 presentazione libro bianco. L’assistenza pediatrica in Italia, sino a oggi tra le migliori al mondo, vive una stagione difficile dovuta principalmente alla progressiva riduzione del numero di specialisti che si occupano di bambini, al conseguente depauperamento di risorse umane nei reparti ospedalieri, nei pronto soccorso, nelle terapie intensive neonatali e nel territorio, all’aumento dei bambini con patologie croniche e complesse che necessitano di un’assistenza specialistica e multidisciplinare, alle criticità che contraddistinguono il passaggio di questi pazienti dal pediatra al medico dell’adulto e all’emergere di forti diseguaglianze territoriali nell’accesso alle cure. Il Libro Bianco realizzato dalla FIARPED, Federazione Italiana delle Associazioni e Società Scientifiche dell’Area Pediatrica, per la prima volta fotografa lo stato dell’assistenza pediatrica in Italia: dalla neonatologia all’oncoematologia; dall’emergenza-urgenza alle malattie respiratorie e allergiche sino alla neuropsichiatria e alla chirurgia. Il Libro Bianco è frutto del contributo di 34 Società Scientifiche e Associazioni che operano nel mondo del bambino e della sua salute. Il risultato è un documento estremamente ricco e dettagliato per ciascuna area specialistica, dal quale emergono molte difficoltà, spesso comuni a tutte. Di certo si evidenzia l’importanza di garantire a ogni neonato, bambino e ragazzo il diritto di essere sempre seguito da uno specialista competente e dedicato all’età evolutiva. Intervengono:
· Paolo Siani, pediatra, Deputato;
· Giorgio Trizzino, pediatra, Deputato;
· Giovanni Corsello, Past President FIARPED
· Renato Cutrera, Presidente FIARPED
· Annamaria Staiano, Vicepresidente Società Italiana di Pediatria
· Antonella Costantino, Presidente Società Italiana Neuropsichiatria Infantile
· Fabio Mosca, Presidente Società Italiana di Neonatologia
· Federica Zanetto, Presidente ACP
· Mario Lima, Presidente Società Italiana di Chirurgia Pediatrica.

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Un’alleanza strategica per salvare l’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

In un’intervista, il segretario della CGIL reclama un’alleanza strategica “per impedire che il paese si sbricioli sotto i colpi di un processo di deindustrializzazione” attraverso “una convergenza su obiettivi condivisi con il pieno coinvolgimento di tutti gli azionisti dell’azienda”. Il sindacato sembra svegliarsi dopo decenni di torpore e trova il vuoto politico attorno a sé. In pieno di una crisi del sistema produttivo che è tutt’uno con la conseguente debolezza della posizione internazionale dell’Italia. E’ completamente assente un partito del lavoro, dei lavoratori e degli imprenditori, che solo il sindacato riprendendo il modello della formazione del laburismo inglese può riuscire ad aggregare in una alleanza repubblicana e nazionale. Critica Sociale ha dato voce direttamente – nelle scorse settimana – agli operai dell’ILVA con un’Inchiesta condotta da un proprio inviato a Taranto presso gli stabilimenti. Le dichiarazioni degli operai riportate sono coperte da nomi di fantasia come richiesto espressamente dagli intervistati. Nessuna fiducia nella Mittal e in come è impostata la trattativa dal Governo. Oggi un operaio dell’ex ILVA che ha preso parte alla mobilitazione delle aziende in crisi, nella intervista alla Critica afferma che per i lavoratori l’unico riferimento di garanzia, in questa situazione è il Presidente della Repubblica, Mattarella.

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Investimenti e formazione in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Roma 11 dicembre 2019 ore 10.00, Palazzo San Macuto- Sala del refettorio, in via del Seminario 76 il Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione Aggiornamento Professionale presenta due pubblicazioni inedite, un rapporto sull’analisi comparata degli investimenti sulla situazione in Italia e i trend sulla formazione nelle singole Regioni, a due anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo 61 che aveva l’obiettivo di risolvere le difficoltà connesse alla transizione scuola-lavoro, disoccupazione, processo di reskilling della forza lavoro. E una relazione che focalizza la coerenza tra le norme regionali e quelle nazionali di sistema.“Obiettivo è evidenziare la situazione e sviluppare un dialogo costruttivo con le Commissioni competenti – afferma il Direttore Generale CNOS-FAP, Enrico Peretti – affinché i risultati ottenuti ad oggi siano in futuro, resi disponibili per tutti i ragazzi e resi stabili nel tempo”.
Interverranno all’evento, tra gli altri, Valentina Aprea, VII Commissione della Camera dei Deputati, Cristina Grieco, assessore Toscana e Coordinatrice IX Commissione delle Regioni, Salvatore Pirrone, Direttore Generale ANPAL, Paola Nicastro, Direttore Generale INAPP, Eugenio Gotti del PTSCLAS e Giulio Maria Salerno dell’Università di Macerata, autori delle pubblicazioni e Paola Vacchina, Presidente di FORMA curerà le conclusioni.

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Decima edizione del Rapporto L’Italia del Riciclo

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Fotografa l’andamento del settore del riciclo negli ultimi 10 anni: lo sviluppo e le criticità delle 18 filiere del riciclo, un’analisi sui quantitativi di materie prime riciclate che il settore del riciclo fornisce all’industria nazionale. Questi gli highlights del Rapporto e in allegato il comunicato stampa e le schede di sintesi sulle singole filiere:
· L’Italia si conferma avanguardia dell’industria europea del riciclo, attestandosi per il recupero degli imballaggi al terzo posto (con un tasso di riciclo al 67%), dopo Germania (71%) e Spagna (70%).
· Diverse filiere degli imballaggi (carta, vetro, plastica, legno, alluminio e acciaio) hanno già superato, o sono a un passo dal farlo, i nuovi obiettivi previsti a livello europeo per il 2025, altre (RAEE, veicoli fuori uso) crescono più lentamente.
· Il settore del riciclo si conferma strategico per un Paese, il nostro, povero di materie prime e che ogni anno dal riciclo riceve 12 milioni di tonnellate di materie prime per l’industria nazionale.
La versione integrale del Rapporto sarà online sul sito http://unicircular.org/

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Presentazione Rapporto L’Italia del Riciclo

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

Roma, 6 dicembre ore 9:30, Sala Nazionale Spazio Eventi, Via Palermo 10 verrà presentata la decima edizione del Rapporto L’Italia del Riciclo che quest’ anno contiene tutti i trend del settore nell’ultimo decennio ed evidenzia le principali criticità affrontate dal comparto in questi dieci anni. Complessivamente il riciclo dei rifiuti in Italia in questi anni ha continuato a fare passi avanti importanti per le quantità di rifiuti trattate, per i miglioramenti intervenuti negli impianti e nelle tecnologie di trattamento e il sistema è, in generale, pronto a raggiungere gli obiettivi delle nuove Direttive. Come ogni anno, il Report presenta l’aggiornamento sull’andamento di tutte le filiere.

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