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Quotidiano di informazione – Anno 27 n° 189

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Italia-Cina: SACE firma accordo di riassicurazione con l’export credit agency cinese

Posted by fidest on Wednesday, 13 May 2015

pechinoL’agenzia di Export Credit cinese e il Sace, hanno firmato oggi un importante accordo di riassicurazione destinato a facilitare la realizzazione di operazioni di mutuo interesse che vedano coinvolte imprese italiane e imprese cinesi.
L’accordo – che rinnova ed estende la collaborazione tra le due società, avviata già nel 2006 – delinea un’efficace piattaforma di condivisione dei rischi per le esportazioni e la realizzazione di progetti strategici in aree geografiche di interesse reciproco per le imprese dei due Paesi. “L’intesa di oggi ci consente di proseguire e ampliare una partnership di lungo corso con un attore del calibro di SINOSURE – ha dichiarato Alessandro Castellano, Amministratore Delegato di SACE, alla cerimonia di firma dell’accordo – e ci permette di condividere la nostra esperienza e la nostra capacità di assunzione del rischio, creando nuove importanti opportunità di business nei mercati emergenti e di frontiera a maggior potenziale per le nostre imprese”.
“Teniamo in alta considerazione la collaborazione con altre società di export credit, come SACE. Infatti, attraverso questo accordo di riassicurazione, potremmo meglio sostenere le imprese cinesi che si approcciano ai mercati globali e, soprattutto, nelle relazioni con le imprese italiane”, ha dichiarato Luo Xi, Presidente di SINOSURE. L’accordo è stato firmato dall’Amministratore Delegato di SACE Alessandro Castellano, e dal Presidente di SINOSURE Luo Xi, a margine degli Spring Meetings dell’Unione di Berna e del Club di Praga (le associazioni internazionali che riuniscono i principali operatori pubblici e privati dell’Export Credit & Investment Insurance di più di 60 Paesi), organizzati quest’anno da SACE a Firenze.
In questi incontri si riunisce il “gotha” di un comparto che gioca un fondamentale ruolo stabilizzatore e anti-ciclico per l’economia mondiale, con circa 2.000 miliardi di dollari di export e investimenti diretti esteri finanziati o assicurati solo nell’ultimo anno e oltre 25 miliardi di dollari di indennizzi erogati alle imprese dallo scoppio della crisi nel 2008.

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Consumo di suolo in Italia

Posted by fidest on Thursday, 7 May 2015

suolo«Proseguendo a questi ritmi nella cementificazione si rischia di aggravare il già precario equilibrio del territorio italiano. Bisogna decidersi a invertire la rotta e per farlo è necessaria una fattiva collaborazione tra istituzioni e soggetti privati. Ci vogliono politiche favorevoli alle riqualificazioni al posto di quelle che spingono a continuare a costruire, favorendo gli intenti speculativi. È vitale concentrarsi sullo snellimento delle procedure burocratiche, specialmente quelle degli enti locali: se per abbattere un vecchio edificio e ricostruirlo ci vogliono quindici anni e una lista infinita di pratiche e carte bollate, è evidente che i centri urbani continueranno a svilupparsi verso l’esterno, con tutte le conseguenze del caso. Non occorre attendere altri disastri per convincersi a cambiare strada».
Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso la facoltà di Architettura dell’università La Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, commentando il rapporto 2015 sul consumo di suolo in Italia presentato oggi dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra).
«Anche per ciò che riguarda le regolarizzazioni, la burocrazia rappresenta un ostacolo micidiale – sottolinea Simoncini –. Oggi i Comuni devono ancora completare le istanze di condono presentate trent’anni fa ed incassare i relativi oneri concessori, mentre favoriscono la costruzione di nuovi fabbricati in periferia. Con le procedure tradizionali le domande pendenti necessitano di tempi biblici: in questo modo i cittadini continuano a vivere nell’incertezza e le Amministrazioni locali non incassano quanto permetterebbe loro di realizzare le infrastrutture necessarie alla messa in sicurezza del territorio. Ci sono nuovi sistemi che permettono di abbattere tempi e costi grazie a procedure snelle e trasparenti: vanno vinte le resistenze e gli interessi di parte che troppo spesso legano a doppio filo enti locali e costruttori».

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L’Islam in Italia

Posted by fidest on Tuesday, 28 April 2015

comoComo Giovedì 7 maggio, ore 14 Aula Magna del Chiostro di S. Abbondio. Il Centro di Ricerca Religioni, Diritti, Economie nello Spazio Mediterraneo (REDESM) del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università degli Studi dell’Insubria di Como, nell’ambito del Forum Internazionale Democrazia & Religioni, organizza il workshop “Dove va l’Islam italiano?”, che si terrà giovedì 7 maggio alle 14 presso l’Aula Magna del Chiostro di Sant’Abbondio a Como.
Partendo dal libro “Islam e integrazione in Italia” (Marsilio Editori, 2014) – a cura di Antonio Angelucci dell’Università degli Studi dell’Insubria, Maria Bombardieri dell’Università degli Studi di Padova e Davide Tacchini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – si parlerà della presenza dell’Islam in Italia e della direzione degli affari dei culti e verranno inoltre affrontati alcuni nodi cruciali: pluralità, nodo associativo e nodo formativo.
Durante l’incontro interverranno, oltre agli autori del libro, i prefetti Giovanna Maria Iurato Direttrice della Direzione centrale degli Affari dei Culti, e Mario Morcone, Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, e Roberto Mazzola Direttore del FIDR – Università del Piemonte Orientale.

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Uso dei farmaci in Italia

Posted by fidest on Monday, 13 April 2015

farmaci“Come evidenziato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1° Rapporto Globale sulla resistenza antimicrobica del 2014, introduce Enrico Magliano, Direttore Scientifico AMCLI, Associazione Microbiologi Clinici Italiani, la resistenza batterica rappresenta oggi una minaccia reale per la salute pubblica. L’uso inappropriato di antibiotici ha portato alla crescita di questo problema soprattutto in Italia dove la resistenza agli antibiotici è al di sopra della media europea”. “Secondo i dati del Rapporto OSMED° sull’uso dei farmaci in Italia curato annualmente da AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, prosegue Giuseppe Spriano, Presidente Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico – Facciale (SIOeChCF), il nostro paese è il maggior consumatore di antibiotici in Europa e il trend, nonostante gli allarmi, è ancora in crescita, con un aumento del consumo di oltre il 5% nell’ultimo anno. Tra le principali indicazioni terapeutiche associate alla prescrizione di antibiotici ci sono le malattie dell’apparato respiratorio che rappresentano il 40% delle prescrizioni e le malattie del sistema genito-urinario con oltre il 18%. In particolare la cistite rappresenta l’infezione con il maggior numero di prescrizioni di antibiotici che sono quasi il 10% del totale, seguita dalla faringite con oltre l’8% di prescrizioni. In otorinolaringoiatria e urologia c’è il massimo uso e abuso di antibiotici come rilevato da AIFA nel rapporto OSMED 2013 con un uso inappropriato del 49,3% nelle laringotracheiti e del 36,3% nelle cistiti. È quindi proprio in questi ambiti che vanno maggiormente combattute le resistenze batteriche e, sulla base delle raccomandazioni EMA, Agenzia Europea per i medicinali, è diventato necessario promuovere lo sviluppo di presidi terapeutici alternativi ed efficaci”.
“Le infezioni delle vie urinarie, spiega Renzo Colombo, Dipartimento di Urologia, Università “Vita-Salute”, Ospedale San Raffaele Milano, rappresentano circa il 40% di tutte le infezioni ospedaliere e l’Italia è il paese a più alto tasso di infezioni urinarie da germi multiresistenti di tutta Europa. Le infezioni urinarie più frequenti sono le cistiti, soprattutto nella donna, e ciò è dovuto alla sua anatomia che favorisce la risalita di microrganismi intestinali dall’uretra. Per prevenire le infezioni urinarie è fondamentale mantenere l’equilibrio della flora intestinale con l’uso di probiotici e ristabilire l’integrità del rivestimento interno della vescica che può essere stato danneggiato da ripetute infiammazioni e che protegge i tessuti dalla penetrazione dei batteri”.“Da sempre, continua Monica Sommariva, Divisione di Urologia, Ospedale G. Fornaroli, Magenta, AO Legnano, non ho mai prescritto antibiotici per trattare infezioni in assenza di febbre o di sintomi che suggerissero il pericolo di una sepsi e ormai da oltre 20 anni tratto in modo sistematico senza antibiotici diversi tipi di cistite. L’umpiego clinico di capsule molli contenenti acido ialuronico, condroitin solfato, curcumina e quercetina (Ialuril® Soft Gels) ha dimostrato di dare risultati ottimali per il controllo delle cistiti. Questo composto è adatto per essere impiegato per lunghi e ripetuti periodi senza controindicazioni ed è una terapia mirata a restituire al tessuto di rivestimento della vescica le sue proprietà di integrità e di barriera contro le infezioni, ma ha anche azione antinfiammatoria e analgesica, favorendo il miglioramento dei classici sintomi della cistite come frequenza e urgenza ma soprattutto dolore”.“Per quanto riguarda le infezioni delle vie respiratorie, spiega Roberto Mattina, Professore Ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica, Università degli Studi di Milano, nel 2013 è stato attuato un monitoraggio in 9 regioni italiane (Progetto ARES) delle resistenze dei più frequenti agenti patogeni: questo osservatorio ha confermato l’esistenza di una forte resistenza batterica a livello nazionale. In Campania è invece appena partito il Progetto OCRA (Osservatorio Campano Resistenze agli Antibiotici) per una sorveglianza delle resistenze dei più comuni batteri responsabili di infezioni respiratorie che avrà la durata di tre anni. L’utilità degli Osservatori è quella di fornire in tempi rapidi informazioni ai medici sull’andamento delle resistenze, consentendo loro di attuare opportune strategie in grado di rallentare questo fenomeno o addirittura farlo regredire: infatti potrebbe essere utile diminuire per qualche anno la prescrizione di quell’antibiotico o classe di antibiotici che ha fatto registrare in un determinato territorio un’impennata delle resistenze. È pertanto auspicabile l’istituzione di molteplici Osservatori locali”.“L’utilizzo di un’alternativa terapeutica quale l’acido ialuronico, continua Matteo Gelardi, Otorinolaringoiatra e Citologo Nasale, Policlinico Universitario di Bari, ha portato a interessanti risultati. Le forme ricorrenti o croniche delle infezioni delle vie respiratorie sono spesso dovute alla mancata guarigione di infezioni acute e questo è dovuto alla permanenza di biofilm batterici, cioè di batteri che, in condizioni favorevoli, aderiscono ad una superficie e iniziano a produrre una sorta di “scudo” gelatinoso in grado di resistere sia all’azione del sistema immunitario che agli antibiotici che, incapaci di penetrare il biofilm, risultano inefficienti. In questo ambito si inserisce l’impiego dell’acido ialuronico ad alto peso molecolare (9 mg) somministrabile per via aerosolica, la cui azione terapeutica sulle mucose delle alte vie aeree in caso di tonsilliti, laringiti, faringiti, sinusiti, riniti e tracheiti è stata dimostrata da importanti lavori pubblicati su riviste internazionali ad alto impatto scientifico. L’acido ialuronico ad alto peso molecolare (9 mg) idrata le mucose, dando sollievo a bruciore e prurito e al tempo stesso, migliorando il battito ciliare che consente l’eliminazione del muco e impedisce l’ingresso di elementi infettivi, prevenendo le infezioni e il loro cronicizzarsi. Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Acta Pathologica Microbiologica et Immunologica Scandinavica⃰ ha dimostrato poi che l’acido ialuronico, è in grado d’interferire con l’adesione batterica ostacolando quindi la formazione di biofilm. Ad oggi l’acido ialuronico 0,3% ad alto peso molecolare (Yabro®) è il più potente inibitore di questa fase pre-biofilm aprendo nuovi scenari nel trattamento delle infezioni batteriche”

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Efficienza energetica in Italia

Posted by fidest on Thursday, 2 April 2015

energiaLa cultura aziendale dell’efficienza energetica in Italia è diffusa in modo relativamente uniforme in tutte le regioni, ma trova nel Nord del Paese il suo punto di maggiore affermazione. Nel Nord Italia, infatti, si trovano la metà (180 mila aziende) delle 360 mila imprese che hanno fatto dell’efficienza energetica una priorità aziendale, di cui 100 mila collocate nel Nord-Ovest e 80 mila nel Nord-Est. A dirlo sono i dati elaborati da Avvenia (www.avvenia.com), leader nazionale nel settore della “white economy”, il ramo dell’economia relativo all’efficienza e alla riqualificazione energetica.Un’altra parte importante delle imprese “bianche” sono dislocate nel Sud Italia, dove ve ne sono circa 100 mila, mentre nel Centro Italia ve ne sono 80 mila.Analizzando i dati a livello delle singole regioni, Avvenia ha fotografato una realtà dell’efficienza energetica che vede Lombardia, Veneto e Lazio sul podio. A collocarsi al primo posto è proprio la Lombardia con oltre 66 mila aziende che hanno fatto dell’efficienza energetica una priorità aziendale. Al secondo posto nella classifica regionale di Avvenia per numero delle imprese “bianche” si colloca il Veneto con 39 mila imprese. Poi, al terzo posto, si colloca il Lazio che registra 34 mila imprese che puntano sull’efficienza energetica.
Nella classifica di Avvenia seguono poi l’Emilia-Romagna, il Piemonte, la Toscana, la Campania e la Puglia, rispettivamente con 30, 27, 26, 22 e 21 mila imprese attente alle loro performance energetiche. Ottimo anche il posizionamento della Sicilia, con 20 mila, e delle Marche, con 11 mila imprese.Passando poi da un livello regionale ad un’analisi a livello provinciale, Avvenia ha poi messo in evidenza che il maggior numero di imprese che hanno puntato sull’efficienza energetica come nuovo modello di sviluppo sono distribuite in uguali proporzioni sia nella Capitale che nel Capoluogo lombardo.
Roma e Milano, con oltre 20 mila imprese “bianche” ciascuna, si collocano infatti al primo posto ex-aequo e guidano la classifica, seguite da Napoli con circa 14 mila imprese e Torino con poco più di 12 mila.A dare un ulteriore contributo all’affermazione di una cultura aziendale dell’efficienza energetica, secondo Avvenia (www.avvenia.com), è stata la nuova norma sulle Diagnosi Energetiche Obbligatorie (DEO) che impone alle grandi imprese specifici obblighi in materia di efficienza energetica. A doversi sottoporre entro il 5 dicembre 2015 ad un primo audit, da ripetersi poi ogni 4 anni, sono le realtà produttive più energivore, ma anche tutte le altre aziende stanno divendando più sensibili a questa tematica.«Sull’efficienza energetica l’Italia si dimostra così ancora una volta all’avanguardia. Anche i finanziamenti al settore stanno diventando una realtà importante del mercato finanziario, dove i classici squilibri Nord-Sud vengono superati e dove la “white economy” è ormai diventata patrimonio di tutti» commenta l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia che, creata nel 2001 con l’intento di fornire alle aziende e agli enti pubblici una risposta significativa per affrontare e risolvere in modo consapevole e sostenibile le problematiche legate all’efficienza energetica, ha sempre dimostrato una particolare attenzione ai meccanismi di innovazione tecnologica più adeguati per aumentare l’efficienza e la produttività di ogni specifico settore.

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Gli hotel più popolari in Italia

Posted by fidest on Sunday, 15 March 2015

hotel italianoI vacanzieri di tutto il mondo hanno scelto i loro hotel preferiti: 36 alberghi in Italia hanno vinto l’HolidayCheck Award 2015. Per il decimo anno consecutivo, il più grande portale turistico di lingua tedesca ha assegnato il premio a diversi hotel in 134 regioni di ben 41 diverse nazioni, basandosi sull’analisi di 1,014,000 recensioni postate dal pubblico nel 2014.Ci sono regole severe in vigore per l’assegnazione del premio: per essere presi in considerazione e avere la possibilità di vincere questo riconoscimento ricercato, un albergo deve avere raccolto almeno 50 recensioni dai suoi ospiti nel 2014 e deve essere stato raccomandato da almeno il 90% della clientela. Un altro ostacolo da affrontare sono i “Soli” di HolidayCheck, che i viaggiatori utilizzano in sede di revisione per informazioni come la camera, l’ubicazione,i servizi e le strutture termali. La scala va da 1 (scadente) a 6 (molto buono); gli hotel vincenti devono aver raggiunto un rating di almeno 5 “Soli”.Inoltre, un albergo non deve aver ricorso a manipolazione o falsificazione per circonvenire il Codice di Condotta del portale. HolidayCheck si riserva inoltre il diritto di revocare e ritirare i premi già assegnati ad un hotel in precedenza; tutte le recensioni passano attraverso un sistema di controllo complesso per scoprire qualsiasi falsificazione.Le regioni italiane con gli alberghi più popolari sono:
Trentino Alto Adige con 14 hotel, di cui 10 nel Südtirol
Lombardia e Veneto con 10 hotel sulle rive del Lago di Garda
Toscana, con 4 hotel nelle province di Siena, Grosseto, Firenze e Lucca
Sardegna, con 3 hotel nelle province di Olbia e Nuoro
Sicilia, con 1 hotel in provincia di Ragusa
Puglia, con 1 hotel in provincia di Lecce
Lombardia con 1 hotel in provincia di Como, sul Lago omonimo
Piemonte, con 1 hotel in provincia di Verbania, sul Lago Maggiore
Abruzzo, con 1 hotel in provincia di Teramo
(Antonina Seges)

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Non è la solidarietà a far crescere i rifugiati ma le guerre. Triton? Assolutamente inefficace

Posted by fidest on Saturday, 14 March 2015

rifugiatiNel gennaio del 2014 sulle coste italiane sono avvenuti 2171 sbarchi e c’era Mare Nostrum. Un anno dopo, in presenza di Triton, gli sbarchi sono stati 3520. Dunque, constata Andrea Riccardi a Livorno, intervenendo al convegno internazionale “Medi’ – Le città hanno un’anima” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, “Non e’ la solidarietà che fa crescere i numeri dei rifugiati, ma la guerra”. Se la politica europea era convinta che Mare Nostrum fosse un incentivo all’emigrazione, ha sbagliato. Sono ancora i numeri a dirlo: su 170 mila sbarcati durante Mare Nostrum 42 mila sono siriani, 34 mila eritrei, 10 mila maliani, 5 mila somali. “Di fatto sono diminuiti gli immigrati e cresciuti i rifugiati che hanno diritto ad essere salvati – spiega Riccardi – Mare Nostrum e’ stata una grande vicenda. 170 mila persone sono state salvate dalla morte e arrestati 600 scafisti”.
” Si può lavorare per un impegno maggiore euro-arabo per la Siria, il cui dramma Sant’Egidio ha segnalato costantemente, lanciando meno di un anno fa un appello per Aleppo”. A Livorno, con Medi’, sono stati invitati da Sant’Egidio personalità delle principali città-porto del Mediterraneo, da Barcellona a Smirne a Tunisi, per confrontarsi sul tema ‘Le città hanno un’anima’.

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Sofferenze delle banche in Italia

Posted by fidest on Wednesday, 11 February 2015

Banca d'ItaliaSuperano quota 183 miliardi di euro le sofferenze delle banche. Le rate di prestiti non ripagate da famiglie e imprese sono cresciute di oltre 27 miliardi da dicembre 2013 a dicembre 2014 con un incremento di quasi il 18%. La quota di finanziamenti non rimborsati dalle famiglie ha raggiunto i 34 miliardi, quella delle imprese i vale più di 84 miliardi. A dicembre scorso è stato registrato un dato positivo: le sofferenze nette (quelle al valore di realizzo) sono diminuite di 348 milioni su base mensile. Questi i dati più rilevanti di una analisi del Centro studi di Unimpresa sui bilanci bancari.
Secondo l’analisi, basata su dati della Banca d’Italia, la corsa delle sofferenze dunque non frena. In un anno, da dicembre 2013 a dicembre 2014, i finanziamenti non restituiti sono arrivati a 183,6 miliardi con un incremento di 27,7 miliardi (+17,8%). Nel corso del 2014 le sofferenze sono aumentate al ritmo di 2,3 miliardi al mese. A dicembre c’è un dato positivo: su base mensile (cioè rispetto a novembre) le sofferenze nette (vale a dire quelle al valore di realizzo) sono calate di 348 milioni da 84,8 miliardi a 84,4 miliardi. Su base annua, invece, le sofferenze nette sono risultate in crescita di 4,5 miliardi (+5,6%) da 79,9 miliardi a 84,4 miliardi. Rispetto al totale di 183,6 miliardi delle sofferenze lorde, quelle delle imprese valgono 130,7 miliardi, salite in un anno di 22,4 miliardi (+6,9%) da 108,3 miliardi; quelle delle famiglie sono passate da 32,1 miliardi a 34,1 miliardi, in crescita di 1,9 miliardi (+6,21%); le “altre” sofferenze (imprese familiari, assicurazioni, onlus, fondi) sono a quota 18,7 miliardi in aumento di 3,3 miliardi (+21,7%) dai 15,4 miliardi di dicembre 2013.
“C’è un piccolo segnale positivo, una inversione di tendenza che fa sperare: il dato sulle sofferenze nette è incoraggiante. In questo senso, accogliamo con favore il progetto del governo per risolvere il problema delle sofferenze delle banche: è un problema che va risolto su base sistemica e un supporto da parte dello Stato può essere utile. L’iniziativa però non deve trasformarsi in un regalo ai grandi gruppi industriali che pure hanno enormi responsabilità proprio in relazione alla montagna di finanziamenti incagliati e dubbi degli istituti di credito” dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, in relazione al progetto allo studio del governo volto a creare una sorta di bad bank a partecipazione pubblica in cui far confluire i prestiti bancari non ripagati dalle imprese. “Bisogna fare attenzione e selezionare” aggiunge Longobardi ricordando che le sofferenze delle banche sono legate principalmente ai grandi prestiti non rimborsati: il 67% dei finanziamenti non ripagati da famiglie e imprese si riferisce, infatti, a crediti superiori a 500.000 euro. Sul totale delle sofferenze pari a 162,2 miliardi di euro a giugno 2014, 109,9 miliardi risultavano relativi a finanziamenti oltre il mezzo milione di euro erogati ad appena 51.324 soggetti, il 4,23% dei clienti “problematici” degli istituti; 20,9 miliardi di sofferenze sono a carico di soli 505 soggetti, lo 0,04% del totale; sul 95% dei clienti (più di 1 milione di soggetti), che hanno prestiti da 250 euro a 500.000 euro, pesa solo il 32% delle sofferenze (52 miliardi).

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Nove febbraio: Giornata internazionale per l’epilessia

Posted by fidest on Sunday, 8 February 2015

epilessiaIn oltre 125 Paesi – tra i quali l’Italia – sono state organizzate numerose iniziative per diffondere informazioni su questa grave malattia. L’epilessia colpisce circa 65 milioni di persone ed è, pertanto, una delle malattie neurologiche più diffuse nel mondo. Nonostante questi numeri, l’epilessia rimane un problema sommerso a causa degli irragionevoli pregiudizi che ad essa sono associati. Seppure esistono numerosi farmaci che controllano le crisi consentendo a chi ne fa uso di condurre una vita normale, il 30% delle persone con epilessia non risponde alle terapie attualmente disponibili, con gravi ricadute sulla loro qualità di vita. Nei Paesi meno ricchi solo una piccola percentuale dei malati ha accesso alle terapie e non sempre in maniera regolare. Tutto ciò fa dell’epilessia una vera e propria emergenza sanitaria e sociale. In questo scenario la Giornata Internazionale per l’Epilessia è l’occasione per portare fuori dall’ombra i problemi legati alla malattia. Le principali organizzazioni che nel mondo si occupano di epilessia, l’International League Against Epilepsy (ILAE) e l’International Bureau for Epilepsy (IBE), hanno fortemente voluto questa celebrazione e stanno coordinando le iniziative in programma nei diversi Stati. In Italia, la FIE (Federazione Italiana Epilessie) che riunisce 23 associazioni di portatori di interesse operanti in diverse regioni, organizza il 7 Febbraio, a Bologna, un convegno dedicato a temi scottanti della vita quotidiana dei malati. “La nostra organizzazione ha l’obiettivo di restituire alle persone con epilessia la speranza di poter vivere pienamente la propria vita”. Ha commentato Rosa Cervellione, Presidente di FIE. “Gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di questa possibilità sono molteplici ma siamo sicuri che la società civile saprà dare risposte adeguate ai bisogni espressi dalle 500mila persone che in Italia soffrono di epilessia”. In questa direzione, FIE ha avviato una proficua interazione con le Istituzioni sanitarie del Paese e i primi frutti sono stati raccolti: è, infatti, di questi giorni la notizia dell’approvazione della prima risoluzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sull’epilessia. “La risoluzione rappresenta una pietra miliare ? dichiara il Prof. Emilio Perucca, Presidente dell’ILAE – poiché chiede agli Stati Membri un intervento coordinato per ridurre l’impatto della malattia a livello nazionale e globale migliorando l’assistenza, garantendo il rispetto dei diritti civili e aumentando l’investimento in ricerca”. L’Italia ha contribuito all’esito di questa risoluzione rilasciando una dichiarazione formale all’OMS che ne sollecita l’appoggio per favorire specifici interventi socio-sanitari.
Alla vigilia della Giornata Internazionale dell’Epilessia, questo risultato è particolarmente significativo. Infatti, la posizione assunta dall’Italia presso l’OMS, unica tra gli Stati dell’Europa Occidentale, insieme alla Grecia, ad appoggiare la risoluzione con una propria dichiarazione, è la risposta del Ministero della Salute alle istanze delle persone con epilessia delle quali la FIE si è fatta portavoce. “Siamo riconoscenti al Ministero e alla Prof.ssa Marilisa D’Amico ? docente di Diritto Costituzionale, Presidente della 2° Commissione del Consiglio di Presidenza di Giustizia Amministrativa e amica della FIE ? che con la sensibilità dimostrata verso questo tema scottante hanno permesso l’importante risultato. Auspichiamo che sia l’inizio di una proficua collaborazione con le Istituzioni” conclude Rosa Cervellione.

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FLIPPS investe in Italia

Posted by fidest on Friday, 6 February 2015

FLIPPSLa presentazione ufficiale si è svolta a Milano alla presenza dei vertici BVMedia e Publishare, le società che si occuperanno della diffusione italiana, di Paolo Pavan, Ceo Wigepa e responsabile di FLIPPS Europa, e di Metodi Filipov, cofondatore della APP, il quale ha illustrato le caratteristiche tecniche e le potenzialità commerciali della piattaforma FLIPPS, la prima app al mondo in grado di visualizzare istantaneamente sul televisore contenuti multimediali HD sfruttando la rete internet senza l’utilizzo di complessi setup, cavi, usb key, decoder o altro. Una tecnologia brevettata che al momento offre oltre 180 canali con un archivio di più di 300.000 titoli unici tra Film, Cartoni animati, Musica, News, Sport e molto altro sempre disponibile e comodamente navigabile dal proprio device.“All’origine di FLIPPS – ha spiegato Filipov – c’è la convinzione che il digitale debba essere qualcosa di semplice. E che quindi il rapporto tra mobile e tv debba escludere la presenza di cavi, telecomando, box e supporti. Il collegamento deve essere immediato e facile per permettere all’utente di godere di un’esperienza televisiva unica. Per capire FLIPPS basti pensare che l’80% del pubblico americano utilizza un mobile device (smartphone o tablet) mentre guarda la tv e che le previsioni stimano che nel 2018 il 90% possiederà una smart tv”.“In Europa – ha aggiunto Pavan – siamo presenti da due anni e oggi i dowload europei rappresentano il 47% del totale. 4 mesi fa la permanenza media su FLIPPS Italia era di 24 minuti, oggi siamo a 67 minuti. Prima la Gran Bretagna, seconda la Germania, terza la Spagna. Oggi FLIPPS ha 300.000 utenti italiani, il 70% settimanali e il 30% quotidiani. Il nostro obiettivo è raggiungere 1 milione di download entro il 2015”.FLIPPS ha grandi aspettative per l’Italia, un mercato importante soprattutto dal punto di vista qualitativo e dei contenuti che l’Italia potrebbe offrire al mondo. Il pubblico italiano nel mondo è numericamente consistente ( sono già stati raggiunti 1 milione 800 mila user italiani) ed è molto interessato a seguire informazioni e programmi dall’Italia. Con FLIPPS potrebbe farlo in modo assolutamente facile e gratuito, semplicemente scaricando una app sul proprio device e potendo trasferire i contenuti direttamente sul proprio televisore smart. A confermare l’attenzione per il mercato italiano della società americana l’avvio, a partire da lunedi 9 febbraio, del primo canale di notizie in italiano su FLIPPS. Si chiamerà TAP NEWS e sarà realizzato da ESTE News del Gruppo Media News. Un tg vero e proprio di 25 minuti, ogni giorno dalle ore 19 (italiane), preceduto da 15 minuti di approfondimento sportivo.“Uno dei canali al quale crediamo molto – aggiunge Valerio Gallorini di BVMedia, responsabile FLIPPS Italia – è FILM MAGIC, dedicato ai film indipendenti e che permette la distribuzione internazionale di tutte quelle produzioni ( e in Italia ce ne sono tante e di qualità!) che nei circuiti ufficiali e in tv non riuscirebbero mai ad entrare. E’ una grande opportunità che vogliamo offrire ai talenti italiani e che a breve attiveremo anche in italiano. FLIPPS in Italia ha un futuro grandioso”.“L’Italia – dice Pavan – paga purtroppo il gap digitale rispetto ad altri paesi del mondo e d’Europa. Speriamo possa presto diminuire perché il futuro passa da qui. Internet può offrire la valida alternativa all’utilizzo dei trasmettitori, che sappiamo avere ripercussioni sull’inquinamento elettromagnetico. Con FLIPPS è possibile portare un canale in HD su tv tramite internet, con percezione qualitativa anche in quelle zone dove il supporto delle infrastrutture è carente”.Al di là della tecnologia però sono i contenuti a fare la differenza. E l’offerta FLIPPS su questo è decisamente interessante e in grande espansione: “Abbiamo coinvolto gli editori più importanti – conclude Filipov – e aperto oltre 180 canali internazionali. Un’opportunità unica perché permette una divulgazione internazionale di programmi che altrimenti avrebbero solo un circuito nazionale, e inoltre con possibilità di targettizzare il pubblico per aree geografiche”.FLIPPS è l’unica applicazione al mondo in grado di aggregare oltre 250 mila supporti tv, compatibile con più di 5000 modelli diversi di smart TV, con Xbox, Dish Hopper, Apple Tv, Chromecast e apparati DLNA compatibili. Alcuni contenuti sono a pagamento, ma a costi accessibili: l’abbonamento Premium, ad esempio, costa 5,99 al mese ed è revocabile, senza vincoli temporali, in qualsiasi momento. (foto: FLIPPS)

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Canon Italia annuncia un accordo per l’acquisizione dell’italiana Integra Document Management (IDM)

Posted by fidest on Saturday, 24 January 2015

canonCanon Italia S.p.A. annuncia di aver siglato un accordo per l’acquisizione di Integra Document Management (IDM), società italiana specializzata e focalizzata sui servizi di Document and Business Process Outsourcing.
L’accordo testimonia la volontà di Canon di posizionarsi come uno tra i leader più importanti nel mercato italiano dell’Information Management e dei processi di business in outsourcing, affiancando le aziende italiane nel loro percorso verso la digitalizzazione.
“Questo importante investimento sul mercato italiano è un tassello fondamentale nella strategia di crescita di Canon Italia che abbiamo presentato alcuni mesi orsono”, ha commentato Enrico Deluchi, Amministratore Delegato e Presidente di Canon Italia. “Investire in Italia è una grossa sfida che cogliamo con convinzione, certi di poter dare un contributo di valore nell’indispensabile percorso di semplificazione attraverso la digitalizzazione dei processi delle Imprese e della Pubblica Amministrazione”.IDM, fondata nel 2001 da Fabio Risetti, Antonio De Cesare e Stefano Barzetti e supportata nella sua crescita dal fondo Alto Capital II gestito da Alto Partners SGR, è un’azienda che si posiziona, in termini di fatturato, clienti consolidati e volumi trattati, come la prima realtà italiana che garantisce una gestione diretta, globale ed integrata di tutti i processi documentali cartacei e digitali.Il successo di IDM si basa sulla qualità dei suoi servizi, sulle forti partnership costruite negli anni e su un solido approccio imprenditoriale, che ha consentito all’azienda di crescere costantemente negli anni.“Insieme, Canon e IDM costituiranno un sicuro punto di riferimento per il mercato italiano, proponendo soluzioni basate sulle innovative tecnologie Canon e sull’ampia gamma di servizi offerti da IDM”, ha proseguito Deluchi. “Il mercato delle soluzioni e dei servizi per la gestione delle informazioni e dei processi di business è in costante crescita e Canon intende avere un ruolo di primo piano in questo segmento nel nostro Paese. Il contributo di IDM sarà fondamentale per il nostro successo”.Anche Mario Calcagnini, Direttore Generale di IDM, ha espresso grande soddisfazione per questa acquisizione, che “offre grandi opportunità di crescita per IDM, permettendoci di continuare ad innovare grazie all’accesso alle risorse e alle competenze tecnologiche e di mercato di Canon Italia”.Al termine dell’acquisizione, che sarà completata entro la fine del mese di Febbraio 2015, IDM continuerà ad operare come società indipendente all’interno del gruppo Canon.

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KONE rafforza la propria presenza in Italia

Posted by fidest on Thursday, 1 January 2015

milanoMilano KONE S.p.A, consociata italiana di KONE Corporation, una delle maggiori società a livello mondiale nella progettazione, produzione e manutenzione di Ascensori, Scale e Tappeti Mobili e Porte Automatiche per edifici, fondata nel 1910 con sede a Helsinki, annuncia l’acquisizione di MIA S.p.A., una delle principali aziende del settore operante sul territorio nazionale.
MIA S.p.A., nata nel 2008 e appartenente al gruppo MANUTENCOOP, il principale operatore di facility management italiano, ha oltre 16.000 impianti in manutenzione e impiega circa 160 persone.
Con sede direzionale a Modena e una presenza radicata in aree strategiche quali Emilia Romagna, Trentino, Lombardia, Veneto, Lazio e Sicilia, MIA S.p.A. rappresenta un modello imprenditoriale e un esempio di azienda ben gestita su cui vale la pena investire.
Proprio per questo motivo, KONE ha deciso di rinforzare la propria già rilevante presenza in Italia, che rappresenta per l’azienda finlandese un mercato strategico in cui continuare a investire.
KONE è stata assistita da NCTM in qualità di consulente legale e da Crowe Horwath AS per la financial due diligence.

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Mortalitià evitabile in Italia

Posted by fidest on Friday, 19 December 2014

sigaretteIl Rapporto MEV(i) 2014, elaborato su oltre 70.000 decessi potenzialmente evitabili maschili e 40.000 femminili, introduce oltre al consueto quadro regionale una classifica per provincia, che sottolinea la variabilità del fenomeno anche all’interno della medesima regione. Al primo posto della classifica provinciale maschile si colloca Monza-Brianza, seguita da Siena e da Terni, mentre quella femminile è aperta da Oristano, seguita anche in questo caso da Siena, che a sua volta precede Reggio Emilia; di contro, le province Medio-Campidano, Verbano-Cusio-Ossola e Nuoro nel caso dei maschi e Caserta, Caltanissetta e Foggia per le femmine chiudono invece le due classifiche con i valori più critici.
La classifica regionale maschile evidenzia risultati sensibilmente migliori della media nazionale in Umbria, Marche, Emilia Romagna, Toscana; di contro, Valle d’Aosta, Campania, Sicilia e Sardegna fanno registrare i valori regionali più elevati. Ancora Campania e Sicilia, insieme alla Calabria, chiudono la classifica femminile, guidata invece da Marche e Trentino Alto Adige.
Il Rapporto MEV(i) 2014 aggiorna il quadro della “mortalità evitabile”, vale a dire quella legata a cause di morte che potrebbero essere efficacemente contrastate con interventi di sanità pubblica, conferma almeno per i maschi il trend discendente degli ultimi anni, ma torna a sottolineare l’eterogeneità con cui questo fenomeno si manifesta sul territorio italiano, sia a livello regionale che provinciale.
Abitudine al fumo, abuso di alcol, scorretto regime alimentare, mancata tempestività nella diagnosi e nella terapia di alcuni tumori trattabili, ricorso inappropriato ai servizi sanitari, gestione inadeguata di pazienti cronici sono i potenziali responsabili di quasi 110.000 morti l’anno avvenute prima del 75° compleanno.
Le classifiche regionale e provinciale, in particolare, sono basate sui giorni di vita perduti per mortalità evitabile, e tengono conto oltre che del numero di decessi anche della quota di vita non vissuta a causa di eventi che avrebbero potuto essere prevenuti, accentuando quindi il “peso” dei casi relativi ai più giovani. Lo studio, curato da Nebo Ricerche PA, è disponibile all’indirizzo http://www.mortalitaevitabile.it.

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Si accentua la crisi in Italia

Posted by fidest on Monday, 15 December 2014

produzione-industrialeDiminuisce la produzione industriale di ben il 3%, il semestre di Presidenza della Commissione europea, sembra non aver lasciato traccia, si continuano a perdere posti di lavoro, aumentano gli sfatti, cresce la povertà estrema, aumenta la paura per il futuro. A pagare, pesantemente questa crisi, sono, come sempre, i soggetti più deboli , come i pensionati , i lavoratori , i giovani – così ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – Un Paese che sembra ripiegato su se stesso, con un quadro politico incerto , e la maggioranza, pur in presenza di una opposizione debole, a tratti, scarsamente presente, che sembra non in grado di agire con decisione, per la realizzazione delle necessarie riforme . Una burocrazia asfissiante, un sistema bancario. ha continuato Fatuzzo – che non è elemento propulsivo di una spinta verso un effettivo risanamento economico e di una maggiore coesione sociale , con mirati interventi a sostegno della piccola e media impresa, una tassazione pesantissima, che non attira investitori e che induce troppe aziende italiane, a trasferirsi all’estero . L’incertezza politica, la continua riproposizione della possibilità di nuove elezioni, creano incertezza e sostanziale debolezza ed allora , che si vada al voto , perché il Paese, ha bisogno di certezze . Il Partito Pensionati ritiene non più rinviabile un dimezzamento delle tasse, di tutti i tipi, che è l’unica strada percorribile , per sperare nella ripresa del nostro Paese. La situazione economica e sociale dell’Italia ,è pesante, il Partito Pensionati spera non diventi drammatica. Si chiedono sempre nuovi sacrifici, ma quali altri sacrifici si possono chiedere ad un pensionato che già è costretto a rinunciare a tutto ,ai milioni di senza lavoro, alla massa di giovani che dopo anni di studio , con lauree o attestati professionali, sono costretti ad andare all’estero . Quali sacrifici si possono chiedere ai troppi imprenditori che hanno perso l’azienda , ai lavoratori rimasti disoccupati, ai tanti che hanno perso la casa ? Il Partito Pensionati ritiene che ne abbiano fatti già troppi.

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Raccontare l’Italia al mondo

Posted by fidest on Thursday, 30 October 2014

Roberto_Napoletano_Di Roberto Napoletano. C’è qualcosa di molto particolare che appartiene ai tratti costitutivi di un giornale, ne custodisce il senso profondo e l’anima, lo rende riconoscibile sempre a ogni ora e latitudine. Ho davanti agli occhi la faccia di Fabrizio Galimberti, uno dei vecchi di questo giornale, quando mi dice molti anni fa: nessuno può pensare di conoscere davvero l’Italia se non legge il Sole 24 Ore, il suo racconto quotidiano dell’economia e della finanza, il suo bagaglio di informazioni preziose per il ceto professionale e il mondo del lavoro autonomo, una politica di contenuti ancorata ai fatti e una proposta culturale impegnativa. Questo è il Sole 24 Ore: un modo asciutto, essenziale, di fare informazione che si sforza di garantire un racconto veritiero del Paese, si esprime con la scienza esatta dei numeri e un patrimonio mai scalfito di competenze.
Da oggi realizziamo il sogno più ambizioso: il racconto veritiero del Sole 24 Ore sull’Italia informerà il mondo, userà la lingua degli affari e i suoi canoni di sostanza e brevità, ma saremo noi (sempre noi) a spiegare il nostro Paese alla comunità internazionale degli investitori. Questo sarà Italy 24 (per dieci giorni accesso gratuito con http://www.Italy24.ilSole24Ore.com) il primo quotidiano digitale interamente in inglese interamente dedicato all’Italia. Abbiamo l’ambizione e l’orgoglio di raccontare il nostro Paese per quello che è, non per le troppe esemplificazioni e luoghi comuni che ne alterano e banalizzano la fisionomia. Abbiamo l’ambizione di raccontare questo Paese complesso senza mai sottacere nessuno dei vizi (sono tanti e duri a morire), ma anche l’unicità della sua manifattura, quel misto di innovazione e di saper fare, bellezza dei territori e talento artigianale, una certa idea made in Italy del lavoro e della vita che ha nel suo primato culturale cosmopolita la cifra più autentica e, in un cumulo di dimenticanze, la vergogna più grande. Lo faremo a modo nostro, con tutte le sezioni del Sole 24 Ore e anche qualcuna in più, lo faremo con il consueto rigore e senza mai rinunciare a quel tratto divulgativo che parte con la parola chiave nel Sole cartaceo e diventa Lexicon in Italy 24: un’enciclopedia in inglese scritta dai giornalisti e dagli esperti del giornale che offre in modo interattivo la fotografia di tutte le province italiane (pil pro capite, consumi, disoccupazione, depositi bancari, export, copertura banda larga, smaltimento cause civili e così via) ma anche luoghi da non perdere, i suoi monumenti più importanti, le aziende e i personaggi famosi; non ci sarà impresa, istituzione, società quotata, partito e leader politico, amministratore comunale o ministro, di cui Italy 24 non saprà segnalarti chi è con un semplice click. Vogliamo dirlo con chiarezza: la domanda mondiale di informazione che riguarda l’Italia spazia dalla politica alla finanza, dall’economia reale alla cultura, dal fisco alla burocrazia, investe gli equilibri della vecchia e nuova Europa (ci deve essere) e non merita di essere appannaggio totalitario dell’informazione estera. Per la prima volta ci sono un giornale italiano e la sua redazione che hanno deciso di farlo ogni giorno con contenuti propri ed esclusivi e puntano a quel primato della conoscenza che può, di fatto coincide, con l’interesse nazionale alla verità: la lingua degli affari, per spiegare ciò che spesso non si vuole capire, può essere decisiva.
Dico, spesso, che non esiste più Il Sole 24 Ore cartaceo ma il sistema multimediale del Sole con la sua filiera di quotidiani digitali verticali specializzati(Fisco, Diritto, Lavoro, Casa & Territori, Scuola, Enti locali, Finanza, Consulente finanziario, Assicurazioni già in rete, altri in arrivo: strumenti di lavoro che mettono insieme informazione, analisi tecnica, e banche dati) e, da oggi, con la stella cometa di Italy 24 che attua il disegno di internazionalizzazione di tutti i nostri contenuti, dal core business economico-finanziario e normativo alla cultura della Domenica del Sole. Vorrei, però, fosse chiaro a tutti che questo sistema multimediale è possibile ed esiste solo perché esistono prima i quattro giornali in uno (attualità, economia reale, finanza, professionisti) del vecchio Sole cartaceo, anima e bandiera di questo gruppo di informazione e di un certo modo di farla. Se ci riconosceranno in ogni parte del mondo, se riconosceranno nel racconto quotidiano dell’Italia il vecchio Sole, ne sono certo, avremo vinto la battaglia dell’innovazione più importante. (fonte foto Wikipedia)

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