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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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Competitività e crescita dell’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Lo Studio Strategico indaga il ruolo e l’impatto trasformativo del Cloud di nuova generazione, il “Cloud che viene da te”, basato sul concetto di Everything-as-a-Service (XaaS), Everywhere, nel migliorare la competitività e la crescita dell’Italia, delle imprese, delle Istituzioni e della filiera ICT nazionale. I benefici abilitati dalla diffusione della nuova generazione di Cloud basata su Everything-as-a-Service possono raggiungere fino a 222 miliardi di Euro di PIL cumulato nel quinquennio 2021 – 2025 che si accompagneranno a un aumento della produttività media delle imprese fino al +2,3% e, infine, un impatto diretto per gli attori della filiera ICT pari a circa 1,3 miliardi di Euro di ricavi aggiuntivi. Lo Studio Strategico, realizzato da The European House – Ambrosetti, in partnership con Hewlett Packard Enterprise Italia, analizza il contributo differenziale del modello di Cloud di nuova generazione nell’accompagnare la trasformazione digitale di imprese e Pubblica Amministrazione, andando infine a sviluppare delle proposte di policy in favore della digitalizzazione del sistema-Paese.Le prime evidenze raccolte mostrano come la diffusione di investimenti in asset intangibili sia correlata con la crescita del PIL. Ciò è dimostrato anche dall’analisi delle valutazioni di borsa: ad oggi gli asset intangibili giustificano oltre il 90% del valore di borsa delle principali società statunitensi e oltre il 70% delle aziende europee. In tale contesto, il peso della Data Economy sulle economie europee sta crescendo, nonostante la quasi assenza di player rilevanti a livello internazionale. Sebbene l’Italia si trovi al quarto posto in UE27 + UK per valore complessivo della Data Economy (37,8 miliardi di Euro), si posiziona solamente in 17ª posizione considerando il peso della Data Economy sul PIL (2,3%), distante dalla media europea (3,0%) e da altri peer (UK, 4,0%; Germania, 3,6%; Spagna, 2,7%; Francia, 2,5%). In un futuro sempre più Data-driven, la digitalizzazione di imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini gioca un ruolo chiave nell’abilitare la competitività del sistema-Paese. In tal senso, è stato elaborato un indicatore che ha messo in luce la digitalizzazione del sistema-Paese in base al livello di adozione degli strumenti digitali – connettività, Cloud, Intelligenza Artificiale e robot industriali – nei settori industriali (soppesati per il relativo contributo al Valore Aggiunto). I risultati dell’indicatore posizionano l’Italia al nono posto in Europa ma al primo posto tra i principali Paesi benchmark – la Spagna si trova all’undicesimo posto, la Germania al quindicesimo e la Francia al diciassettesimo. Seppur positivo come risultato, bisogna anche considerare gli elementi critici del sistema imprenditoriale italiano, tra cui: le competenze considerate non idonee per governare la transizione digitale, la larga adozione di strumenti digitale di base dalla maggior parte delle imprese (in particolare piccole e medie) e le difficoltà manageriali nella gestione della transizione digitale. Anche per la Pubblica Amministrazione la strada da percorrere è ancora lunga. Si consideri che: soltanto il 21,8% degli uffici ha già assunto un Responsabile per la transizione digitale; solo il 16,2% della P.A. ha oggi un programma per aggiornare le competenze dei suoi dipendenti; il 62% di tutti i dispositivi informatici in uso nelle pubbliche amministrazioni ha più di 5 anni; solo il 27,8% di tutte le amministrazioni pubbliche hanno accesso a internet ad alta velocità (rete in fibra ottica); solo il 33,8% della Pubblica Amministrazione ha già implementato alcuni casi d’uso dei servizi Cloud; il 51,7% delle amministrazioni pubbliche non offre alcun servizio tramite modulo online. Dalla survey di The European House – Ambrosetti sono emersi ulteriori fattori ostativi, ad esempio, relativi al modello di sourcing delle infrastrutture ICT ritenuto non adeguato a soddisfare le esigenze di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione oppure i modelli di contabilità pubblica e di bilancio pubblico che non permettono di gestire un modello ICT che prevede spese operative variabili in base all’utilizzo.La diffusione del Cloud di nuova generazione, basato su Everything-as-a-Service permetterà di abilitare un aumento della produttività fino al 2,3% per le imprese che potranno utilizzare nuove infrastrutture ICT più avanzate e sempre aggiornate. Da ciò sarà possibile generare un aumento del PIL fino a 222 miliardi di Euro nei prossimi 5 anni e un impatto diretto cumulato per la filiera ICT pari a 1,3 miliardi di Euro di nuovi ricavi. Inoltre, per la Pubblica Amministrazione l’impiego di soluzioni Cloud basate su Everything-as-a-Service potrà generare un risparmio di costi pari a oltre 650 milioni di Euro, equivalenti a una riduzione del 25% dei costi ICT. L’ottimizzazione della gestione dei dati e la creazione di ecosistemi di scambio dati all’interno della Pubblica Amministrazione permetterà di applicare il principio “Once Only”, andando a ridurre del 90% il numero di richieste di dati da parte della Pubblica Amministrazione e ottimizzando l’accesso ai servizi e ai database pubblici, riducendo di 32 ore all’anno l’impegno delle imprese nel compiere gli adempimenti burocratici – cumulativamente ciò corrisponde ad oltre 40.000 anni risparmiati, se considerate tutte le imprese italiane. E’ fondamentale promuovere l’adozione delle soluzioni Cloud più avanzate all’interno delle imprese italiane, istituire “obblighi” di formazione sulle tecnologie e sull’impiego del digitale per i dipendenti delle imprese, al pari di quanto previsto per la sicurezza sul lavoro, e creare degli ecosistemi di dati (spazi dati) a livello nazionale che rendano possibile una maggiore interoperabilità a livello di filiera.

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L’Italia del Riciclo 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Roma 14 dicembre 2021 ore 10:00 – 12:30 Via Palermo 10 Sala Nazionale Spazio Eventi. Torna l’appuntamento con L’Italia del Riciclo, il rapporto annuale sul riciclo e il recupero dei rifiuti, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Fise Unicircular, con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica. Il rapporto, alla sua dodicesima edizione presenta come ogni anno l’aggiornamento relativo all’andamento di tutte le filiere del riciclo. Quest’anno un approfondimento è stato dedicato al settore tessile, tra i più importanti della manifattura italiana.L’ Italia del Riciclo si svolge a pochi mesi dal varo della nuova Strategia nazionale per l’economia circolare – che sarà adottata entro giugno 2022 – che intende definire i nuovi strumenti amministrativi e fiscali per potenziare il mercato delle materie prime seconde, la responsabilità estesa del produttore e del consumatore, una roadmap di azioni e di target misurabili da qui al 2040 e supportare il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica.

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Presenza minori stranieri in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Sono poco più di 1,3 milioni i minori stranieri di seconda generazione nati (circa 1 milione) o cresciuti in Italia. Solo una piccola parte di questi, 290 mila, ha ottenuto la cittadinanza italiana (Dati Istat). Nella sola città metropolitana di Napoli sono circa 20 mila i minori stranieri e più di 30 mila i ragazzi fino a 26 anni. Ma quali sono i loro bisogni? Quale il modo di “sentire” la loro condizione di cittadini italiani/non italiani, o comunque con una doppia cittadinanza culturale? E come a loro parere sono percepiti dagli altri? Sono i temi di cui si è occupato il progetto B.Es.T (Buone pratiche, scambi di Esperienze e Training per l’intercultura), partito tre anni fa e che oggi arriva a conclusione, con capofila la Cooperativa Sociale Dedalus in partenariato con il CONNGI – Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane. Co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020, B.Es.T ha coinvolto in tutto 66 ragazzi su territorio nazionale, nelle città di Napoli, Padova, Bologna, Torino, Palermo, Genova e Roma, e appartenenti a quelle che vengono chiamate “nuove generazioni di migranti”.Il progetto, in particolare, ha lavorato sulla necessità dei protagonisti di sentirsi e raccontarsi. Si è promossa la loro partecipazione al dibattito pubblico sulle questioni di policies che li riguardano e la possibilità di esprimere e portare i propri bisogni e proposte anche alle istituzioni con cui hanno interagito. Il tutto tramite l’implementazione ed il rafforzamento di una rete di collaborazione tra attori del terzo settore che operano in Italia e in Europa per promuovere il protagonismo dei giovani con background migratorio e lo sviluppo delle competenze interculturali degli educatori e operatori professionali che operano con loro.Il progetto sarà raccontato nel convegno “Nuove generazioni Cittadinanza attiva e intercultura. Esperienze ed idee a confronto” in programma il 20 novembre alle ore 09:30 presso il Centro Interculturale Officine Gomitoli. Nel corso dell’incontro sarà proiettato il nuovo cortometraggio “Nuove generazioni di italiani/e percorsi di cittadinanza” a cura di Maurizio Braucci e che vede come protagonisti i ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa nella città di Napoli.

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Il numero di hotel in vendita in Italia è cresciuto del 63% nell’ultimo anno

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

Nonostante la progressiva ripresa del settore turistico italiano dopo la crisi sanitaria, il numero di hotel in vendita su idealista è cresciuto del 63% nell’ultimo anno. Il 15 novembre le strutture alberghiere in vendita sul portale immobiliare, leader per sviluppo tecnologico in Italia, erano 1.022, mentre alla stessa data dello scorso anno erano 628. Nelle province costiere l’incremento è inferiore in quanto il numero di immobili pubblicizzati su idealista che ha riconosciuto di avere un la licenza alberghiera è cresciuto del 44% negli ultimi dodici mesi, da 318 a 457 unità. Le strutture alberghiere in vendita sono distribuite in tutta la Italia, ma più della metà sono concentrate in 4 regioni: Toscana (194 annunci di hotel), Veneto (125), Lombardia (109) e Lazio (96). Seguono Emilia-Romagna (82 annunci), Sicilia (71) e Piemonte (51). Con un numero minore ai 50 hotel annunciati ci sono altre 13 regioni (:) dalla Liguria (45 annunci), alla Valle d’Aosta (5), Basilicata (4) e Molise. La Toscana è la regione in cui le strutture alberghiere in vendita sono cresciute di più rispetto allo scorso anno (122 unità in più), seguite da Veneto (52 inserzioni in più), Lombardia (47 in più), Sicilia (44 in più), Lazio (32 in più) e Liguria (31 in più). Le unità alberghiere sono aumentate, anche se in maniera più moderata, in tutte le altre regioni dello stivale eccetto 2 regioni dove il numero di hotel pubblicizzati su idealista è diminuito rispetto a novembre 2020, questo è il caso di Emilia-Romagna (44 annunci in meno) e Trentino Alto Adige (1 in meno), mentre il Friuli Venezia Giulia non ha fatto segnare variazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Analizzando i dati per provincia, troviamo che Roma presenta il maggior numero di proprietà con licenze alberghiere in vendita su idealista, con 75 unità, seguite da Firenze (66), Venezia (59) e Siena (55). Nella “top 10” delle province con la maggiore concentrazione di offerta anche Brescia (31), Verona, Milano (entrambe 28 unità), Messina (23), Rimini (22), Lucca e Torino, entrambe con 20 strutture in vendita sul portale

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Dal 1991 al 2019 gli omicidi in Italia sono diminuiti del 74%

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2021

Passando da 1.197 a 315 delitti annuali, dei quali 204 relativi agli uomini e 111 le donne e, per circa la metà (47%) avvengono in ambito familiare o affettivo. Un secolo fa gli omicidi erano mediamente 3.800 l’anno e il nostro Paese si poneva tra i vertici della classifica. Nel 1930 Francia, Svezia, Danimarca, Irlanda e Paesi Bassi erano i Paesi più tranquilli al contrario dell’Italia, dell’Austria, della Grecia e del Portogallo. Nel 2018 in Italia sono stati compiuti 354 omicidi, in Germania 632, in Francia 779 e nel Regno Unito 754. In rapporto alla popolazione, il valore percentuale degli omicidi è maggiore nei tre Paesi assunti a confronto. I dati Istat dimostrano come l’Italia è oggi uno dei Paesi più sicuri al mondo rispetto al rischio di essere vittime di omicidio volontario. Analogamente, per furti e rapine si nota una costante diminuzione dei reati. Dal 2014 al 2019, le rapine denunciate sono diminuite del 45%, mentre i furti dichiarati si sono ridotti del 32%. Per le rapine l’Italia è abbondantemente preceduta dagli altri Paesi comunitari e la percentuale dei furti è inferiore ai Paesi del Nord Europa.Eppure, il cittadino si sente insicuro. Secondo il Censis, ci sono oltre 6 milioni di italiani che hanno paura di tutto: in casa o fuori, vivono costantemente in stato d’ansia, oltre alle fobie c’è, comunque, un 66% di italiani che ha paura di rimanere vittima di un reato.Insomma, diminuiscono i reati e aumenta la paura. Come è possibile questo paradosso? Non ci avevano raccontato che era pericoloso uscire di sera o rimanere soli in casa? Il sociologo Zygmund Baumann, così descrive, nel suo libro “Babel”, uno stato d’animo diffuso: “Ci sentiamo vulnerabili, a livello individuale, singolarmente, e tutti insieme in quanto nazione, anzi in quanto specie umana”. La vulnerabilità induce alla paura che è una reazione naturale di fronte a un pericolo reale o percepito; nasce nella nostra testa e determina la rilevanza emotiva di una esperienza, che può essere vissuta direttamente, oppure, a seguito del racconto di persone a noi vicine. Soprattutto, può essere sollecitata dagli organi di informazione, che giocano una parte fondamentale nell’indurre quell’insicurezza che, sfociando nella paura e nella percezione del pericolo, assume aspetti dominanti rispetto a quelli reali. Le emozioni determinate da un racconto, diretto o indiretto, prevalgono, insomma, sulla ragione. I media, in particolare la televisione, hanno una grande responsabilità nel drammatizzare le notizie di fatti criminosi e indurre la sensazione divulnerabilità nei cittadini. Interessi economici delle reti informative accentuano le notizie di cronaca perché determinano un maggiore ascolto degli utenti e, quindi, un valore aggiunto dei costi pubblicitari e dei relativi incassi. In tutto questo si inserisce l’attività dei partiti, pronti a cavalcare l’onda emotiva suscitata da fatti di criminalità. Dove in tutto questo si collochi la RAI, cioè il pubblico servizio radiotelevisivo, non è dato sapere.(Dal quotidiano LaRagione del 4 Novembre 2021) Primo Mastrantoni, Aduc

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Emergenza alluvionale in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2021

“Negli ultimi anni stiamo registrando sempre con maggiore frequenza casi di dissesto geo-idrologico e allagamenti urbani che derivano principalmente da una mancata integrazione della pianificazione urbanistica regionale e comunale con la pianificazione a scala di bacino idrografico – ha proseguito Fiore – la sola azione in grado di consentire uno sviluppo territoriale con consumo di suolo netto (compensazione tra consumo di suolo e rinaturalizzazione delle superfici impermeabilizzate) compatibile e sostenibile con l’assetto geomorfologico e idraulico. Manca una visione che vada oltre il mandato elettorale e che definisca gli strumenti di pianificazione territoriali efficaci, in grado di attuare una politica di prevenzione e manutenzione per ridurre al minimo gli interventi di emergenza.Pochi giorni fa il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, con un video – messaggio ha promosso la campagna della Protezione Civile “Io non rischio”, in questa circostanza ha parlato di conoscenza dei pericoli naturali e della necessità di avere atteggiamenti consapevoli. In attesa che le istituzioni prendano un impegno concreto nei confronti della mitigazione di questi pericoli naturali, ai cittadini non restano che due strade: la rassegnazione o l’auto protezione”.E chiaro è anche, dalla Sicilia, il Presidente della SIGEA Sicilia, geologo Sergio Di Marco che è sul posto.“Le previsioni per i prossimi giorni indicano un ulteriore approfondimento del vortice di bassa pressione con il persistere della pioggia, delineando uno scenario fortemente preoccupante.Le mutate condizioni del clima – ha affermato il geologo Sergio Di Marco, Presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale sezione Sicilia – che hanno trasformato eventi metereologici eccezionali a cadenza pluridecennale in eventi frequenti che si manifestano anche più volte l’anno, richiedono un ulteriore sforzo e una progettazione che non sia solo di tipo emergenziale.La frequenza con cui si ripropongono le drammatiche scene a cui stiamo assistendo in queste ore dimostra inequivocabilmente che bisogna riprogettare lo sviluppo del territorio in un’ottica nuova cercando di rimediare ad errori di decenni di mancate e/o inappropriate pianificazioni territoriali.La fragilità del territorio etneo sta emergendo in tutta la sua drammaticità ed in particolare vorrei sottolineare come le situazioni di grave criticità si stiano manifestando non solo nelle aree maggiormente urbanizzate ma anche in quelle rurali, interessando interi bacini idrografici sia per ciò che concerne le conseguenze dei deflussi idrici di piena che la stabilità dei versanti.Ciò è segno che l’individuazione delle misure di prevenzione e mitigazione dei rischi non possono essere demandate ai singoli amministratori locali, ma richiedono una visione di insieme che attenzioni globalmente l’assetto idrogeologico e tutte le componenti che concorrono a definirlo.Come SIGEA Sicilia continueremo ad impegnarci nella salvaguardia della qualità dell’ambiente naturale ed antropizzato e nell’utilizzazione più responsabile del territorio e delle sue risorse, mettendo a disposizione degli enti preposti le nostre competenze e il nostro impegno”.

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Tumori in Italia e la media europea

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2021

In Italia si muore di cancro meno rispetto alla media europea (-13% negli uomini e -10% nelle donne). Nel nostro Paese, nel 2021, diminuiscono i decessi per tumori e migliora la sopravvivenza. Nel 2021 sono stimate 181.330 morti per neoplasie (100.200 uomini e 81.100 donne), 1870 in meno rispetto al 2020. Più in generale, negli ultimi sei anni, si è osservato un calo complessivo della mortalità per cancro del 10% negli uomini e dell’8% nelle donne. Dal 2015 a oggi, nei maschi sono diminuite del 18,4% le morti per neoplasie dello stomaco, del 15,6% quelle del polmone, del 14,6% alla prostata e del 13,6% del colon-retto. Aumentano nella popolazione femminile i decessi per i carcinomi della vescica (+5,6%) e del polmone (+5%), strettamente legati al fumo di sigaretta, mentre calano quelli allo stomaco (-25%), colon-retto (-13,2%), ovaio (-9%) e mammella (-6,8%). Non emergono progressi per il tumore del pancreas, che continua a evidenziare tassi di mortalità stabili nei maschi e in crescita (+3,9%) nelle femmine. L’alto livello dell’assistenza oncologica in Italia è evidenziato dalle percentuali di sopravvivenza a 5 anni, che migliorano per tutte le neoplasie attestandosi al 59% negli uomini ed al 65% nelle donne (rispetto al 54% e 63% della rilevazione precedente aggiornata al 2015). In sette sedi negli uomini ed in otto nelle donne le sopravvivenze si attestano su valori molto elevati, fino al 96,2% dei carcinomi tiroidei nelle donne e al 93,2% nel testicolo. Il rischio di morte è raddoppiato per i malati oncologici con infezione da SARS-CoV-2.La pandemia pesa anche sull’assistenza oncologica, perché si osservano neoplasie in fase sempre più avanzata, come emerge da un’indagine che ha coinvolto 19 anatomie patologiche, rappresentative dell’intero territorio nazionale. Nel 2020 sono stati eseguiti, senza terapia neoadiuvante, 5758 interventi chirurgici alla mammella e 2952 al colon-retto. Il numero delle operazioni è in calo rispetto al 2019 (-805 casi, pari al -12% per la mammella, e -464 casi, pari a -13% per il colon retto). E le dimensioni della malattia al momento dell’intervento spesso sono maggiori di quelle rilevate nel periodo pre-Covid. Il calo dei tumori in situ operati è stato del 32% per il colon-retto e dell’11% per la mammella.Nel 2021, in Italia, sono stimati 34.000 decessi per cancro del polmone, 21.700 per il colon-retto, 12.900 per il pancreas, 12.500 per la mammella e 8500 per lo stomaco. “Un’indagine condotta dalla nostra società scientifica ha stimato, a livello nazionale, l’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 sugli interventi chirurgici dei tumori della mammella e del colon-retto – sottolinea Anna Sapino, Presidente SIAPEC-IAP -. Per il tumore della mammella, il numero di casi operati nel 2020 è risultato inferiore del 12% (-805 casi) rispetto al 2019, e questa riduzione si è osservata per le neoplasie di tutte le dimensioni, in particolare per quelle più piccole. Vi è stato un aumento significativo dei tumori del seno pT2 (compresi tra 2 e 5 cm), a fronte della diminuzione di quelli più piccoli (pT1, tra 1 e 5 mm). Anche per il colon-retto si è registrata una riduzione dei casi operati nel 2020, inferiore del 13% (-464 casi) rispetto al 2019, con un calo particolarmente marcato per i tumori in situ, mentre si è registrato un aumento significativo delle neoplasie con perforazione del peritoneo. I risultati di questa indagine fanno emergere, in generale e per entrambe le patologie, una diminuzione dei tumori in situ caratterizzati da alte probabilità di guarigione (-11% per la mammella, -32% per il colon-retto), che può essere la conseguenza della temporanea riduzione degli screening oncologici nel 2020”. “Gli stili di vita sani rappresentano l’arma più importante per sconfiggere il cancro – conclude Maria Masocco, Responsabile scientifico PASSI e PASSI d’Argento, Istituto Superiore di Sanità -. Quasi il 30% dei cittadini è sedentario. Dal 2008 la sedentarietà nella popolazione adulta è aumentata, in particolare al Sud, dove è passata dal 35% nel 2008 a valori che raggiungono quasi il 45% nel 2019. Più di 4 adulti su 10 sono in eccesso ponderale, ovvero il 31,5% in sovrappeso e il 10,8% obeso, con un trend in crescita per l’obesità, non solo nel Sud ma anche al Nord. La pandemia ha fatto segnare, nel 2020, una battuta d’arresto anche nel calo del numero dei fumatori, progressivamente registrato fra il 2008 e il 2019. Questo rallentamento è sostenuto in particolare dalle donne con più di 35 anni, fra le quali, per la prima volta dal 2008, si registra un’inversione di tendenza con un aumento, modesto ma non trascurabile, della quota di fumatrici. Anche la quota di chi tenta di smettere di fumare scende dal 36% del 2019 al 31% durante la pandemia, in particolare dal 39% al 31% fra le donne”.

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L’Italia dei libri si rafforza in Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2021

Anche nel 2020 l’editoria italiana ha incrementato il numero di titoli venduti all’estero, soprattutto nel Vecchio Continente. E dentro i confini nazionali, con oltre 3 miliardi di giro d’affari (3.056 milioni di euro, più 0,1% rispetto al 2019) si conferma prima industria culturale del Paese insieme alle pay tv, terza industria editoriale europea dietro solo a Germania (9,3 miliardi) e Regno Unito (7,5 miliardi). I dati comprendono, oltre il mercato di varia (libri a stampa e digitali di fiction e non fiction venduti nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione), il comparto educativo, il professionale (libri, e-book, banche dati e servizi Internet), l’export di libri (in allegato la sintesi del Rapporto).Il mercato. La sostanziale tenuta (3.056 milioni di euro, +0,1% rispetto al 2019) è frutto dell’andamento positivo della varia (romanzi e saggi venduti nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione) che segna a fine anno vendite in crescita dello 0,3%. In calo invece del 3,5% i libri scolastici adottati dalle scuole (742 milioni). Forte aumento per il digitale: ebook, audiolibri e banche dati guadagnano il 10,9%, a 430,2 milioni di euro.La produzione. Le novità a stampa pubblicate nell’anno sono state 73.675, in calo del 5,9%. Contemporaneamente, però, gli e-book sono cresciuti del 7,2%, raggiungendo quota 52.273. Sono numeri che risentono del primo lockdown che ha convinto alcuni editori a rivedere il piano dei lanci per far fronte alla chiusura delle librerie. Come tendenza di lungo periodo su cui incide la diffusione delle librerie online, capaci di dare accesso a un catalogo molto ampio, va sottolineata la crescita dei titoli commercialmente vivi, ovvero disponibili per l’acquisto: sono 1,26 milioni, in crescita del 4,5% e senza considerare gli autopubblicati. Erano 716 mila nel 2010. Per gli e-book, siamo a quota 500 mila, erano 17 mila nel 2010.L’internazionalizzazione. Nel 2020 la vendita di diritti è stata pari a 8.586 opere, +0,2% rispetto al 2019 pari al 12% della produzione editoriale di novità. Nel 2001, solo il 4% dei titoli pubblicati trovavano interesse da parte delle case editrici straniere. Sul buon risultato dell’anno scorso hanno inciso le politiche di sostegno pubbliche. Battuta d’arresto, invece, per l’import: sono state 9.127 le opere di autori stranieri acquistate dagli editori italiani, in calo del 5,4%, flessione che va comunque commisurata alla più generale riduzione dei titoli pubblicati durante l’anno. Sul lungo periodo, si conferma il trend che porta verso il pareggio tra esportazioni e importazioni: negli ultimi 19 anni le prime sono cresciute a un tasso medio annuo del 19,9%, le seconde del 4,3%.

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L’Italia e la produzione del vaccino

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

“Per i 4 o 5 vaccini che noi abbiamo a disposizione siamo partiti da oltre 300 ricerche, ma oggi ci sono più di 300 imprese che li stanno producendo. In alcune di queste fasi l’Italia è coinvolta e c’è su entrambi i tipi di vaccini, su alcune fasi produttive degli adenovirus e su alcune fasi produttive dei vaccini a mRNA; ma l’Italia c’è anche su alcune altre procedure meno note ma su cui il nostro Paese ha un ruolo importante”. Ha risposto così il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, interpellato dall’agenzia Dire in merito allo stato dell’arte della produzione dei vaccini in Italia, a margine del XLII congresso nazionale dei farmacisti ospedalieri SIFO, in programma a Roma fino a domenica prossima. “In Italia- ha proseguito Scaccabarozzi- ci sono anche delle aziende molto importanti che fanno la validazione dei lotti, e senza il lavoro di queste imprese italiane non ci potrebbe essere il rilascio dei lotti di vaccini in tutto il mondo. Ci sono infine aziende italiane che stanno lavorando sulla produzione dei lotti per la sperimentazione clinica. Quindi, credo che all’interno di questo processo globale l’Italia abbia un ruolo e che questo ruolo lo vuole giocare fino in fondo”. Secondo il presidente di Farmindustria, dunque, l’Italia è “a buon punto” sulla produzione dei vaccini: “Ho sempre detto che la produzione non può essere soltanto un processo locale- ha aggiunto- questo è difficile perché ormai le produzioni, così come la ricerca, rientrano in processi globali. La produzione di un vaccino ha un percorso estremamente complicato, che va dalla preparazione della sostanza attiva allo sviluppo nei bioreattori, poi c’è la purificazione, la filtrazione, la semplificazione, l’infialamento primario, l’infialamento secondario e il packaging finale. Per questo sono necessarie delle tecnologie che difficilmente si vedono concentrate tutte in un sito. Le partnership devono esserci- ha concluso- e ci sono”.

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Nasce Doctolib Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

E’ la tech company italo-francese al servizio della salute che permetterà ad ogni cittadino un contatto semplice e rapido con il proprio medico, aiutando tutto il personale sanitario a gestire meglio il lavoro di ogni giorno. Nicola Brandolese sarà il nuovo CEO di Doctolib Italia. Nicola Brandolese, con 25 anni di esperienza nel settore digitale, ha fatto parte del team fondatore di Sky Italia e ha guidato la crescita digital del Gruppo Luxottica, trasformando a livello globale i suoi brand retail. Per favorire lo sviluppo ulteriore di servizi nel contesto italiano, Doctolib ha acquisito la società Dottori.it, presente in Italia dal 2013. L’accesso all’assistenza sanitaria in Italia è spesso complesso, soprattutto per le cure secondarie. Nel nostro paese i tempi d’attesa per una visita specialistica con il SSN sono tra i più lunghi d’Europa: fino a 9 mesi, a seconda della regione o del tipo di cura. Doctolib permette di trovare lo specialista più indicato e ridurre drasticamente i tempi di attesa per un appuntamento. Ad esempio, in Francia e Germania Doctolib ha ridotto le attese da 2 a 4 volte e punta a ottenere i medesimi risultati anche in Italia. Doctolib ha l’obiettivo di garantire a tutti gli Italiani un accesso rapido e facile all’assistenza sanitaria, a partire dai medici di medicina generale, offrendo un servizio online che consenta ad ogni paziente di prenotare istantaneamente un appuntamento e disporre di tutte le informazioni necessarie prima e dopo la visita. Sarà possibile richiedere una prescrizione online al proprio medico di famiglia e condividere i referti in totale sicurezza. Tutto ciò in modo semplice, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Doctolib rende finalmente semplice e immediato accedere alle cure mediche: il risultato è che il 97% dei pazienti che utilizza Doctolib in Francia e Germania lo consiglia ai propri amici e familiari.

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L’Italia della lettura è sempre più divisa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

Diminuisce la percentuale degli italiani che leggono, oggi al 56% (persone tra i 15 e i 75 anni che hanno letto almeno un libro anche solo in parte, compreso manuali, ebook e audiolibri) ma chi legge lo fa più di prima. “È da tempo che diciamo che la lettura è un’emergenza nazionale – sottolinea il presidente dell’Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi –. Come evidenziato dalla ricerca, la vera emergenza è proprio questa: le disparità all’interno della società italiana”. La non lettura è sempre più connotata come una condizione correlata al livello socio-economico, culturale e geografico: le fasce più deboli (basso titolo di studio, basso livello tecnologico, area geografica di residenza, ecc.) e chi vive nel Sud legge sempre meno libri. Sono questi i risultati principali del progetto di ricerca sulla lettura frutto della collaborazione tra il Centro per il libro e la lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Editori (AIE) e presentato il 24 ottobre al Salone internazionale del Libro di Torino nel convegno Leggere in pandemia #1 – Nuovi percorsi di lettura degli italiani. Quanti sono i lettori, quanto leggono. Secondo i dati raccolti a settembre da Pepe Research e rielaborati dal Centro Studi di AIE, i lettori (15-75 anni) passano dal 65% del 2019 al 59% nel 2020, per scendere ancora al 56% quest’anno (per il 2019 e il 2020 sono state ricalcolati i valori medi: il recupero che si era verificato tra maggio e ottobre 2020 non è stato sufficiente a recuperare le perdite accumulate nella prima parte dell’anno). La fascia d’eta 15-17 anni è quella dove si registra il calo più robusto: sono i ragazzi che hanno scaricato e utilizzato, quindi un’altra forma di lettura, milioni di contenuti didattici integrativi per la didattica a distanza. Allo stesso tempo, però, il numero medio di libri a stampa, ebook e audiolibri fruiti sale a 7,8 contro i 7,2 dell’anno precedente e i 6,6 del 2019. Aumenta rispetto al 2019 anche il tempo dedicato a questa attività: chi legge un’ora ogni giorno è oggi il 15% della popolazione contro il 9% di due anni fa. Crescono le disparità. Al Nord, i lettori in tre anni passano dal 63% (2019), al 60% (2020) e quindi al 59% (2021), valori simili al Centro (61% nel 2019, 57% nel 2020, 56% nel 2021), ma al Sud si passa dal 41% del 2019 al 40% del 2020 e al 35% del 2021. Il divario Nord-Sud si amplia da 22 punti percentuali fino a 24. I lettori con basso titolo di studio oggi sono il 36%, in calo di 14 punti percentuali in due anni, mentre i lettori con la laurea sono l’84%, in calo di 7 punti. Si mantiene invece intatto il differenziale tra uomini e donne: entrambi leggono meno di prima: sono lettrici il 60% delle donne, lettori il 52% degli uomini. Un mercato sempre più dipendente da pochi, forti lettori. Tra i lettori, la maggioranza assoluta ha letto da uno a tre libri (il 55%), il 23% ha letto da 6 a 4 libri, il 14% da 11 a 7 e il 9% più di 12 libri. I forti lettori (più di 12 libri), leggono mediamente 17 libri l’anno, 3 in più di quanti non ne leggessero nel 2020. Oltre a leggere, comprano anche più di prima: in media 12,3 libri, due e mezzo in più dell’anno precedente. Il risultato è un mercato sempre più concentrato: il 59% delle copie vendute sono acquistate dal 23% dei lettori (quelli che leggono più di 7 copie l’anno).

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Le risorse idriche in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2021

A Settembre, la zona centrale del Veneto tra le province di Padova, Treviso e Vicenza è stata classificata, secondo l’indice SPI (Standardised Precipitation Evapotranspiration Index), in una condizione di siccità estrema, mentre siccità severa è invece indicata, su base trimestrale , per la provincia di Venezia ed il medio-basso Polesine: a renderlo noto è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che indica anche come le precipitazioni settembrine siano calate del 54% sulla regione, toccando -69% sul bacino del fiume Sile (fonte: ARPA Veneto). A Settembre, le portate dei corsi d’acqua veneti sono state inferiori del 40% a quanto registrato negli ultimi vent’anni con l’eccezione del 2003.Per il resto, le precipitazioni del periodo hanno sostanzialmente normalizzato la situazione idrica del Paese, dando respiro a territori in stato di siccità da circa 6 mesi; nonostante alcuni disagi locali, l’ondata di maltempo di questo inizio d’autunno non è fortunatamente paragonabile a quella, copiosa dell’anno scorso e che fu preludio ad un autunno particolarmente piovoso.I livelli dei grandi laghi del Nord sono sopra media con il Maggiore al 92% del riempimento.Come prevedibile, dopo l’innalzamento dovuto alle abbondanti precipitazioni, calano le portate dei corsi d’acqua ad iniziare da quelli valdostani col torrente Lys che scende al di sotto dei flussi di periodo; lo stesso accade in Liguria con i torrenti che, dopo un paio di giorni a rischio, sono rientrati nei valori normali.Il Po, come gli altri fiumi della regione (unica eccezione, la Stura di Lanzo passata in 24 ore da 9,2 metri cubi al secondo a mc/sec 490,00!), è in calo nel tratto piemontese mentre, grazie agli apporti pluviali, raddoppia la portata in Emilia Romagna, pur restando abbondantemente al di sotto dell’anno scorso, quando in questo periodo stava transitando una “piena” morbida. Nella stessa regione non si registra alcun picco di portata (cresce significativamente solo il Savio ); anzi tutti i corsi d’acqua restano ampiamente sotto le medie del periodo ed il Nure rimane al di sotto del minimo storico.Andamento analogo si evidenzia in Toscana, dove tutti i fiumi ritornano ampiamente sotto la media mensile ed i valori degli anni più recenti; l’Ombrone, come la Sieve, non riesce addirittura ad abbandonare una situazione di grave criticità.Diversa è la situazione nelle Marche, dove il forte maltempo, accanto a notevoli disagi, ha comportato evidenti crescite nelle portate dei corsi d’acqua dopo settimane di palese insufficienza.In Abruzzo permane idricamente preoccupante la condizione del bacino della diga di Penne.Nel Lazio, il fiume Liri si mantiene nella media del periodo, mentre il Sacco ha portata inferiore rispetto agli anni scorsi.In Campania, i livelli idrometrici dei fiumi Sele, Garigliano e Volturno risultano in aumento grazie alla ripresa delle precipitazioni, mentre i volumi del lago di Conza e degli invasi del Cilento sono invece in ulteriore calo.In Basilicata, i bacini continuano ad assolvere alla loro determinante funzione, distribuendo al territorio in una settimana ancora 7 milioni di metri cubi d’acqua, mentre in Puglia tale apporto è pari ad 1 milione di metri cubi. Infine, i dati della Sicilia certificano ulteriormente come il 2021 sia da considerare il secondo anno più siccitoso del decennio dopo il 2016.

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Synergie Italia cerca ottanta professionisti da inserire in azienda entro fine anno

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2021

Torino. Synergie Italia cerca 80 professionisti da inserire in azienda. Servono lavoratori nel campo delle risorse umane, serve personale amministrativo, si cercano anche responsabili commerciali e responsabili di filiale. Queste alcune delle figure che entro fine anno la multinazionale francese del recruiting intende inserire in organico, e che andranno ad aggiungersi ai 150 professionisti già assunti durante il primo semestre 2021.Nonostante la contrazione economica mondiale causata dalla pandemia, Synergie – 430 milioni di euro di fatturato solo in Italia, tra le realtà più importanti del settore – ha continuato a crescere in diversi ambiti: dall’aerospazio all’automotive, fino alla farmaceutica. Reclutando persino nel difficilissimo 2020, quando sono state superate le 120 assunzioni. Un risultato ottenuto anche grazie ai grandi investimenti in formazione: nel 2021 sono stati fatti 350 corsi di aggiornamento a oltre 2.700 persone, interne ed esterne, alcuni dei quali finalizzati ad insegnare i nuovi strumenti di intelligenza artificiale a supporto del recruiting, e a fornire nozioni sul management digitale dei clienti.“In un mondo del lavoro in continua evoluzione, che ha reso indispensabile aggiornarsi con costanza per essere appetibili sul mercato, – spiega Giuseppe Garesio, amministratore delegato di Synergie Italia – è sempre più fondamentale occuparsi di upskilling e reskilling”. E Synergie Italia, che lavora su base giornaliera con circa 7.500 clienti, è in grado di collocare 21.000 lavoratori a settimana.L’Agenzia italiana ha saputo cogliere le sfide del mercato in modo sostenibile: in 5 anni è arrivata a contare 800 dipendenti, che operano nelle 130 filiali distribuite in tutte le regioni d’Italia, isole comprese. I dati della multinazionale sono in continua crescita, anche a livello internazionale: il colosso francese ha infatti raggiunto i 4.200 dipendenti in struttura, e 750 filiali in 17 Paesi.

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Meno diplomati e laureati al Sud rispetto al Centro-Nord Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

Ma anche in Italia rispetto al resto d’Europa. Detto che il possesso di almeno un titolo di studio secondario superiore come il livello di formazione indispensabile per una partecipazione al mercato del lavoro con potenziale di crescita individuale, è significativo che in Italia, nel 2020, la statistica comparata a livello di Vecchio Continente ci dice che tale quota è pari a 62,9% (+0,7 punti rispetto al 2019): si tratta di un valore decisamente inferiore a quello medio europeo (79,0% nell’Ue27) e a quello di alcuni tra i più grandi paesi dell’Unione.Anche la quota dei 25-64enni che hanno raggiunto la laurea in Italia è molto bassa, essendo pari al 20,1% contro il 32,8% nella media Ue27. Il dato 2020 conferma come la crescita della popolazione laureata in Italia sia più lenta rispetto agli altri paesi dell’Unione: l’incremento del titolo universitario acquisito è di soli 0,5 punti nell’ultimo anno, meno della metà della media Ue27 (+1,2 punti) e decisamente più basso rispetto a quanto registrato in Francia (+1,7 punti), Spagna (+1,1) e Germania (+1,4). Secondo l’Anief è giunta il momento di voltare pagina. “La quantità dei docenti e Ata – sostiene il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – va determinata sulla base dei bisogni, aumentandola proprio laddove la dispersione è più acuita. Servirà anche incentivare i lavoratori del settore, dando loro degli stipendi degni del ruolo che svolgono, con 350 euro di aumento, più altri 100 euro per recuperare l’inflazione, oltre che specifiche indennità, anche di rischio. Come pure cancellare la supplentite. Ed introdurre, infine, forme di carriera e norme eque sulla mobilità oggi contrassegnata da vincoli che sopprimono il diritto a ricongiungersi con i propri cari”, conclude il sindacalista autonomo.

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È partita la prima missione di Promos Italia a Dubai in occasione dell’Esposizione Universale

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

Coinvolge una decina di imprese del settore green economy di Pordenone-Udine, oltre che di Milano Monza Brianza Lodi e Ravenna. Le aziende partecipanti stanno prendendo parte in questi giorni a incontri d’affari con oltre 50 controparti selezionate alla fiera Wetex di Dubai, la più importante manifestazione regionale sul settore dell’ambiente ed energia.Per il Friuli, le aziende in questa prima missione sono Seltek e Carbon Compositi, entrambe impegnate nel dare soluzioni nel comparto ambiente.Si tratta infatti della prima iniziativa di un ciclo che Promos Italia organizzerà entro la fine dell’anno. Entro dicembre, infatti, l’agenzia speciale del Sistema camerale italiano, con uffici anche nell’ente camerale Pn-Ud, sede di Udine, porterà a Dubai un totale di un’ottantina di imprese italiane dei settori green economy, food e arredo&design e realizzerà attività di accompagnamento mirate con l’obiettivo di far conoscere le opportunità commerciali ed economiche nel Paese. Le imprese coinvolte parteciperanno infatti a incontri d’affari mirati e selezionati nelle più importanti fiere come Wetex, la Specialy Food Fair e Downtown Design. Saranno organizzati anche eventi di networking e workshop. Sempre nei prossimi mesi, Promos Italia inaugurerà anche il progetto Italian Food Days @Expo, che vedrà l’esposizione e vendita di prodotti alimentari italiani presso un rinomato gourmet store di Dubai. Valgono 3,5 miliardi gli scambi tra Italia e Emirati Arabi Uniti nei primi sei mesi del 2021, in crescita del 41,4% rispetto ai 2,5 miliardi del 2020, primi sei mesi, e del 36,6 percento rispetto al 2019. Dal Friuli Venezia Giulia verso gli Emirati, secondo le elaborazioni del Centro Studi Cciaa Pn-Ud su dati Istat, il valore delle esportazioni ha superato 77 milioni di euro, con le province di Udine e Pordenone che realizzano circa il 50% dell’export regionale. I prodotti maggiormente esportati dalla nostra regione sono macchinari, per impieghi generali e speciali (circa 23%), ma anche legno e mobili (21% dell’export).

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Il rilancio dell’Italia visto dall’Anbi

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2021

“Come la stragrande maggioranza del Paese, i Consorzi di bonifica ed irrigazione stanno facendo la loro parte per il rilancio dell’Italia, non solo completando ed avviando lavori per circa un miliardo di euro nel rispetto dei tempi previsti, ma avendo presentato progettualità definitive, per oltre 4 miliardi e 300 milioni di euro, da inserire nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, perché nelle condizioni di rispettare il cronoprogramma imposto dall’Unione Europea. Per questo, non ci piacciono certi distinguo, che cominciamo ad avvertire nel mondo della politica”: a dirlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto all’inaugurazione della centrale idroelettrica Mulino San Giuseppe a Canneto sull’Oglio, nel mantovano, là dove Hermann Einstein, padre di Albert, produsse la prima energia a servizio della comunità locale. “L’idea – ricorda Paolo Magri, Direttore Tecnico del Consorzio di bonifica Garda Chiese, autore dell’intervento – fu di chi, a fine ‘800, sfruttò il salto del corso d’acqua. Il Consorzio ha installato una coclea idraulica, cioè la vite inventata da Archimede: pensata per sollevare i liquidi, qui la si usa per provocare un moto rotatorio, sfruttando la forza dell’acqua e, grazie ad una dinamo, produrre elettricità.” La piccola centrale, ricca però di significati, avrà una produzione media annua fino a 250.000 kilowattora in un anno; la potenza elettrica massima, che poteva essere prodotta con la turbina di Einstein, era di circa 16 Kilowatt, ora si arriva a 50!” Il Presidente dell’ente consortile, Gianluigi Zani, approfitta dell’occasione per lanciare un appello: “Stiamo portando avanti opere per oltre 40 milioni di euro. Ce l’abbiamo messa tutta e siamo riusciti a presentare progetti cantierabili per il P.N.R.R. in pochissimo tempo e ne siamo orgogliosi ma vogliamo che le Istituzioni tutte siano al nostro fianco.” E’ l’ennesima dimostrazione che oggi in Italia il primo problema non sono le risorse economiche, anche se sono 25 anni che non si investe nella prevenzione del dissesto idrogeologico – conclude il Presidente di ANBI – Il piano di resilienza è una straordinaria opportunità. Dobbiamo fare in modo che entro il 2026 tutte le risorse siano spese. E’ vero che ci sono tempistiche europee, cui non siamo abituati, ma accettiamo la sfida; prendiamo esempio dallo sport, perché se l’Italia fa l’Italia, ce la fa.”

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Mostra Dall’Italia ad Auschwitz

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Roma Casina dei Vallati, Fondazione Museo della Shoah via del Porcico d’Ottavia 29. A seguito del grande successo di pubblico con oltre 200 visitatori al giorno e oltre 4000 ingressi nei mesi di giugno e luglio, la mostra “Dall’Italia ad Auschwitz” a cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger, in corso presso la Casina dei Vallati sede museale della Fondazione Museo della Shoah, rimarrà aperta al pubblico anche durante tutto il mese di agosto. La mostra, presentata il 27 gennaio 2021, in occasione della Giornata della Memoria, si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dell’UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità, della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma, dell’Associazione Figli della Shoah e in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.Questa esposizione descrive la storia di tutte le persone arrestate tra il 1943 e il 1944 nel territorio italiano e deportate nel complesso concentrazionario di Auschwitz-Birkenau.Si tratta innanzitutto delle persone di origini ebraiche – spesso interi blocchi familiari –, compresi gli ebrei stranieri che negli anni precedenti avevano cercato rifugio nella penisola e gli ebrei che risiedevano nelle isole del Dodecaneso, nella quasi totalità di nazionalità italiana. Ma, grazie alle indagini storiografiche condotte, si è scoperto che la realtà della deportazione “politica” – nella quasi totalità costituita da donne residenti nel territorio dell’Adriatisches Küstenland (Litorale Adriatico) – è ben più consistente rispetto a quella proposta fino ad ora dalla storiografia e che la deportazione ha toccato anche un piccolo numero di rom – dato fino ad oggi sconosciuto –, anch’essi arrestati nell’Adriatisches Küstenland.La mostra si caratterizza per la presenza di considerevoli novità, storiografiche ed espositive, fra cui innanzitutto la scoperta della rilevante consistenza della deportazione dei “politici” non ebrei ad Auschwitz e la presenza nei convogli di rom, donne e uomini. Vengono presentate nuove cifre della deportazione ebraica, compresa anche l’individuazione di nuove date di partenza dei trasporti.Nel corso della ricerca è emersa la notevole consistenza, nei vari trasporti, di coniugi e figli di matrimoni misti così come la loro specifica sorte all’interno del campo. [La ricerca per stabilire il numero delle persone deportate rimarrà in ogni caso sempre in corso] Ponendosi la mostra come obiettivo anche quello di dare un volto alla deportazione dall’Italia ad Auschwitz, sono proposti nuovi e commoventi percorsi biografici di numerose vittime, sia tra i “sommersi”, sia tra i “salvati”, senza tralasciarne alcuni relativi ai persecutori. Tali percorsi vedono la presenza di preziosi documenti originali e oggetti personali.L’ampio uso di disegni e dipinti realizzati nel dopoguerra da artisti sopravvissuti alla deportazione ad Auschwitz ci fanno comprendere situazioni che non sono documentate da immagini fotografiche. Nuove mappe assonometriche realizzate in Germania dall’architetto Peter Siebers – un progetto sostenuto da Serge Klarsfeld – ci permettono una migliore visualizzazione di Auschwitz I, di Birkenau e di Monowitz.Molte novità presenti in questa esposizione sono il frutto di un lavoro di ricerca effettuato per diversi mesi dai curatori insieme ad autorevoli studiosi della Shoah, della deportazione ebraica e della deportazione politica. Per la prima volta gli enti più prestigiosi che si occupano del tema hanno lavorato fianco a fianco, anche in previsione della realizzazione del memoriale italiano che sarà allestito dal Governo italiano nel Blocco 21 di Auschwitz. Si tratta del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) di Milano – Liliana Picciotto e il suo staff –, della Fondazione Memoria della Deportazione, sempre di Milano, dell’ANED (l’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) nazionale, l’ANED di Sesto San Giovanni – Laura Tagliabue – e di Trieste – Dunja Nanut – e del Auschwitz-Birkenau State Museum – Jadwiga Pinderska-Lech –.Con questa grande mostra sarà possibile conoscere per la prima volta in maniera completa il “volto” della deportazione in Italia. http://www.museodellashoah.it ORARI MOSTRA:da domenica a giovedì dalle ore 10.00alle ore 17.00 venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 sabato chiuso

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Antitrust: procedimento contro Autostrade per l’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

L’Antitrust ha avviato un procedimento di inottemperanza nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.A. (ASPI), atteso che la società non ha ridotto il costo del pedaggio per le tratte autostradali in cui si verificano rilevanti criticità nella viabilità a causa di lavori straordinari.”Speriamo che il procedimento si chiuda in fretta! In questo momento milioni di italiani stanno per partire per le vacanze e saranno costretti a viaggiare al rallentatore a causa di lavori di manutenzione. E’ incredibile, considerato che c’era tutto il tempo del lockdown per mettere in sicurezza tutte le tratte autostradali del nostro Paese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Chi viaggia in autostrada paga il pedaggio per poter andare velocemente e non certo di restare in coda per ore. Se l’automobilista resta imbottigliato, ha diritto non solo alla restituzione dell’intero importo pagato, ma, nei casi più gravi, se non viene informato prima dei rallentamenti, anche ad un indennizzo. Se invece è costretto per mesi a viaggiare ad 80 km/h per lavori in corso, il pedaggio va adeguato in modo corrispondente” conclude Dona

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Le aste immobiliari in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2021

Roma, 21 Luglio 2021, ore 13 Senato della Repubblica Sala Caduti di Nassirya Palazzo Madama sarà presentato il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari.L’elaborazione della rilevazione effettuata nel primo semestre 2021 offre un panorama completo del numero delle abitazioni all’asta, del loro prezzo di mercato e della loro collocazione geografica. I dati verranno illustrati dal direttore del Centro Studi, Prof. Sandro Simoncini, e commentati dal Senatore Patrizio Giacomo La Pietra.

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Pnrr: Melilli, per l’Italia un nuovo passo nel futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

“Una tappa decisiva verso l’Italia del futuro: è il tempo di costruire un Paese non solo capace di mettersi alle spalle la crisi dovuta alla pandemia, ma anche più moderno, più verde e più giusto” lo dichiara il presidente della commissione Bilancio alla Camera, Fabio Melilli, commentando il via libera dei ministri dell’Ecofin dei 27 Stati Ue ai Pnrr, i piani nazionali di ripresa e resilienza di dodici Paesi.”L’Italia, come ogni altro Paese europeo – spiega Melilli – deve dimostrare ora di saper spendere le risorse che arriveranno dall’Ue. Il Pnrr traccia la strada, indica gli obiettivi, individua i progetti che verranno portati a termine con i fondi europei. Il via libera arrivato oggi conferma che il governo Draghi, raccogliendo ed integrando il pregevole lavoro fatto, ha saputo imprimere la dovuta accelerazione al processo di uscita dal periodo più buio del dopoguerra e che l’Europa intera riconosce il valore di questo impegno. Ora dovremo trasformare i piani in azioni, i fondi in opere. Il governo sarà il regista di tutto ciò. Il Parlamento e la commissione Bilancio sapranno sicuramente affiancarlo. E, soprattutto, saranno supervisori attenti di questo immenso lavoro che spetta al nostro Paese.””L’Italia dimostrerà di saperlo portare a compimento. La sfida più grande resta quella di superare davvero le troppe differenze che il nostro paese registra. Di genere, sociali e territoriali e, qualora si dimostrassero insufficienti le risorse del PNRR dovranno intervenire con coerenza altri strumenti europei e nazionali perché non tutto viene risolto dal piano. L’auspicio e’ che soprattutto le realtà territoriali e sociali più svantaggiate possano giovarsi della mole di risorse messe in campo per rendere il nostro paese più competitivo e più uguale. Il Parlamento sarà attento osservatore e richiamerà, sono certo, l’attenzione di tutti, se il processo nel suo cammino non dovesse dare i risultati sperati. Allo stesso modo il pacchetto di riforme troverà nelle aule Parlamentari la naturale sede di confronto per superare le antiche abitudini del rinvio dei problemi in luogo della loro soluzione.”

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