Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘italia’

Caos magistratura in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

“Lo sconcerto per lo scandalo che sta travolgendo il Consiglio Superiore della magistratura si associa alle impudenti affermazioni del Pd, che ora reclama una riforma, sempre osteggiata, per poter esercitare a pieno il suo dominio. Nel sistema di nomina dei componenti laici hanno costantemente spadroneggiato e non a caso i direttamente coinvolti fanno parte del cerchio magico di Renzi-Lotti-Ferri, mentre le correnti della magistratura sono ben lontane dal costituire una forma di pluralismo culturale. L’emergenza contemporanea è quella di strappare il potere giudiziario da bande e sottobande legate alle varie costole della sinistra per dare centralità a quella maggioranza silenziosa di magistrati onesti e imparziali, veri servitori dello Stato, soffocati e inibiti da gruppi di potere che stanno mettendo a repentaglio l’intera credibilità del sistema. Spartizione delle procure, promozioni, consulenze pilotate, prebende sono diventati veri e propri cancri da estirpare. Uno scandalo al cubo se si pensa, con terrore, che è il Capo dello Stato a presiedere l’organo di autocontrollo dei giudici. È tempo di riforme radicali che ricostruiscano il rapporto fiduciario tra i cittadini e le toghe: separazione delle carriere, abrogazione delle nomine parlamentari, cambiamento del sistema elettorale dei collegi”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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La Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

Roma 10 giugno 2019 ore 9.30 -13.00 Auditorium «Aldo Farina» – UNICEF Italia Via Palestro, 68 10.00/10.15 – Saluti ed apertura dei lavori Paolo Rozera, Direttore generale del Comitato Italiano per l’UNICEF Min.Plen. Fabrizio Petri, Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani
I Sessione. Introduce e modera i lavori: Andrea Iacomini, Portavoce del Comitato Italiano per l’UNICEF
10.15/10.20 Video-Messaggio da parte del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia
10.20/11.00 – Le “Osservazioni conclusive” indirizzate all’Italia dal Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia
Felix Nikel, Consulta dei ragazzi e delle ragazze dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
Giada Falco, Consulta dei ragazzi e delle ragazze dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
Giovanna Cecchetti, “YOUNICEF” – Movimento dei giovani volontari dell’UNICEF Alessandro Todero, “YOUNICEF” – Movimento dei giovani volontari dell’UNICEF Roberta Franchitti, volontaria Servizio civile, UNICEF
Anastasia Vasapollo, volontaria Servizio civile, UNICEF
Ibrahim Kondeh, Progetto U-Report on the Move, UNICEF
11.00/11.15 – Il ruolo dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza nel monitoraggio dello stato di attuazione della Convenzione ONU su Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
11.15/11.30 – Il ruolo del Terzo Settore nel monitoraggio dello stato di attuazione della Convenzione ONU su Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia Arianna Saulini, Coordinatrice e portavoce del “Gruppo di Lavoro per la CRC”
II Sessione Introduce e modera i lavori: Laura Guercio, Segretario del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani
11.30/12.45 – Tavola rotonda: l’impegno delle Istituzioni per dare seguito alle “Osservazioni conclusive” del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia
Parteciperanno:
– Armando Bartolazzi, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute
– Michela Cocurullo, Segreteria del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, prof. Salvatore Giuliano
– Annaclaudia Servillo, Coordinatore del Servizio per i rapporti internazionali e gli Affari generali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri
– Stefania Boscato, Divisione IV “Programmazione sociale. Segretariato della Rete della protezione e dell’inclusione sociale. Gestione e programmazione dei trasferimenti assistenziali. Politiche per l’infanzia e l’adolescenza” della Direzione Generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Nascita del player di riferimento in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Fornire ai propri clienti i più elevati standard di servizio e di performance, attraverso soluzioni sempre più efficaci ed efficienti per la gestione in outsourcing dell’intero processo del credito e del back office bancario. È con questo preciso obiettivo che Caricese e CRIF BPO hanno siglato un accordo strategico a lungo termine per mettere a fattor comune il proprio know-how ed expertise e offrire agli operatori del mercato finance e assicurativo il massimo livello di specializzazione.Due player leader di mercato, a garanzia della qualità e compliance dei servizi erogati:
CRIF BPO, leader nei processi di Credit Origination e servizi Antifrode e riclassificazione bilanci, grazie all’appartenenza al Gruppo CRIF dispone di un patrimonio informativo esclusivo e unico per ampiezza e profondità;
Caricese, player di riferimento nel mercato dell’Outsourcing e nell’efficientamento di tutti i back end bancari.
Un‘offerta di soluzioni e competenze sinergiche e complementari tra loro, che si rafforzano e consentono lo sviluppo di progetti volti a semplificare l’intera filiera operativa delle banche, riducendo i tempi di esecuzione e migliorando l’esperienza del cliente finale.“Sono molto soddisfatto della partnership che abbiamo definito con Caricese, realtà che come CRIF BPO vede efficienza, qualità, professionalità e specializzazione come elementi fondanti del proprio DNA – ha dichiarato Marco Preti, Managing Director di CRIF Services -. Questo accordo ci consente di presentare agli operatori di settore un’offerta integrata end to end per i servizi di gestione del credito, caratterizzata da un livello di assoluta eccellenza e di affidabilità riconosciute dal mercato. Alla luce di questo sono certo che questa collaborazione porterà concreti benefici in termini di valore aggiunto per tutti i nostri clienti.”“Il primo passo di questa importante collaborazione è stata il lancio sul mercato dell’offerta end to end per la Cessione del Quinto, emblema della sinergia di competenze tra le due Società, così come sono già in avanzata fase di realizzazione soluzioni che permettano alle banche di concentrarsi sul loro core business affidando la parte operativa a questa partnership di eccellenze, che le aiuterà nello snellimento dei processi e nella soddisfazione del cliente finale” – prosegue Marco Lodi, General Manager di Caricese.
Nello specifico l’offerta congiunta per la Cessione del Quinto copre l’intero processo end to end, dalla fase di ‘vendita’ con l’analisi della documentazione reddituale, valutazione del merito creditizio, verifiche antifrode e gestione delle attività post delibera in cui CRIF BPO è specializzata, fino alla fase di ‘post vendita’ con attività di back office bancario quali abbinamento degli incassi con il piano di ammortamento, solleciti di pagamento e gestione dei sinistri, campi in cui Caricese eccelle.
L’intero processo è supportato da un software proprietario per la gestione e il monitoraggio delle lavorazioni, a garanzia della massima qualità e rispetto degli SLA.

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L’emigrazione italiana raccontata da Marisa Fenoglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

A distanza di vent’anni dalla prima edizione Rubbettino lancia in libreria il libro – più attuale che mai – della scrittrice piemontese Marisa Fenoglio “Vivere altrove”
C’è una narrazione dell’emigrazione italiana oggi largamente diffusa che vede i nostri emigrati quasi delle icone di stile, portatori nel mondo del “made in Italy”, diffusori di cultura, civiltà e bellezza. È un racconto che non tiene conto delle storie (verissime) di clandestinità, di disagio sociale, di delinquenza, di emarginazione. Storie che renderebbero quella emigrazione fin troppo simile a quella moderna che ha nell’Italia uno dei Paesi di maggiore approdo (seppure spesso solo di passaggio).
C’è poi un aspetto che è spesso ignorato o, meglio, rimosso. Ed è quello del dolore e dello spaesamento di chi è partito (e spesso di chi è rimasto), della ricerca spasmodica di nuovi equilibri e nuove identità, sempre più difficili da raggiungere e che finiscono per identificarsi con l’instabilità stessa e lo spaesamento.
A narrare questa condizione è il libro della scrittrice piemontese Marisa Fenoglio “Vivere altrove”. L’autrice (sorella di Beppe Fenoglio) narra la sua di emigrazione, quando negli anni ’50, da “sposina”, segue il marito, funzionario di una nota azienda piemontese, in uno sperduto paesino della Germania, dove l’uomo è incaricato di seguire lo sviluppo di una succursale della casa madre.
Quella della Fenoglio è senza dubbio una forma di emigrazione privilegiata, non contrassegnata dallo spettro della miseria e del bisogno, ma, ciononostante, l’autrice è consapevole che la distanza tra la sua esistenza e quella dei tanti poveracci che lasciavano la stazione di Milano centrale con le loro valige di cartone è minore di quanto si possa pensare. Con i lavoratori che assiepano i treni in partenza verso il Nord Europa condivide quel senso di smarrimento, di solitudine di ogni emigrato. “Esiste un’emigrazione facile? – si chiede l’autrice. – Nessun emigrato conosce alla partenza la portata del suo passo, il suo sarà un cammino solitario, incontrerà difficoltà che nessuno gli ha predetto, dolori e tristezze che pochi condivideranno. L’emigrazione gli mostrerà sempre la sua vera faccia, il prezzo da pagare in termini di solitudine e di rinunce. E a ogni ritorno in patria scoprirà quanto poco sappiano coloro che restano di ciò che capita a coloro che sono partiti.” Quella dei primi anni, descritta dalla giovane Fenoglio, è una Germania minacciosa, una aliena entità geografica, ancora gravida dei tragici eventi della guerra, terra ostile per clima e paesaggi. Col tempo scoprirà che per ogni straniero l’indispensabile strumento di integrazione e di appartenenza al nuovo paese è la lingua: “La patria non è soltanto una casa, una famiglia, un paese, la patria è sopratutto una lingua. Ogni lingua è un confine territoriale che esclude chi non parla, un mondo a se stante che non rimpiange altri mondi perché tutto contiene, un tessuto connettivo che forgia i pensieri e fa di individui un popolo”. “Vivere altrove” è un libro che è oggi, paradossalmente più attuale di quando venne scritto e che merita pertanto di essere letto e conosciuto. http://www.rubbettinoeditore.it

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“social housing” in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Secondo le stime elaborate da Abitare Co. sui dati Istat, in Italia per ben 4,9 milioni di famiglie (il 19,5% del totale), ovvero 14,3 milioni di individui, l’accesso alla casa risulta difficoltoso. Inoltre, sono almeno 1,7 milioni gli individui in locazione che corrono un concreto rischio di diventare morosi. Soprattutto nelle grandi città aumentano i cittadini che non possono permettersi un alloggio sul libero mercato, ma non hanno neppure un reddito così basso da poter ricorrere alle case popolari. Per fare fronte a questa emergenza, da alcuni anni e negli ultimi tempi con più frequenza, nascono iniziative di sviluppo immobiliare classificate come “social housing”. Si tratta di nuovi modelli abitativi che cambiano il modo di vivere la casa e il quartiere mettendo al centro le persone, la famiglia, la condivisione, la solidarietà, e che, nel caso degli interventi più importanti, contribuiscono concretamente alla riqualificazione delle periferie dal punto di vista urbanistico, con un impatto positivo sull’intera comunità. Nelle principali aree metropolitane italiane, dove sono partiti numerosi progetti di social housing, i canoni di affitto convenzionato risultano inferiori del 30%-40% rispetto al mercato libero (da 4 a 6 euro al mq/mese); anche i prezzi di vendita sono mediamente più bassi, almeno del 35% (fra i 1.800 e i 2.400 euro al mq). Un successo “made in Italy” visto che in meno di dieci anni è stato investito in questi progetti circa 1,5 miliardi di euro (per 220 iniziative in tutta Italia), con la prospettiva di raggiungere entro il 2020 20mila alloggi sociali realizzati nell’ultimo decennio. Il Sud rimane il fanalino di coda, mentre il Nord è decisamente più vivace. Milano è sicuramente tra le città italiane più dinamiche per sviluppare progetti immobiliari che permettono di accedere ad abitazioni innovative e di qualità con prezzi inferiori ai 2.500 euro al metro quadro, come le due iniziative “Abitare Moneta” e “URBANA New Living”, progetti che hanno anche un impatto sul territorio.Il primo progetto, oggi in via di realizzazione, è l’intervento di smart living di via Moneta (zona Affori/Bovisa). Lo sviluppo prevede 300 abitazioni (di cui 91 in vendita al prezzo convenzionato medio di 2.480 euro al mq. e le restanti tutte in affitto convenzionato), dotate delle migliori soluzioni tecnologiche intelligenti e di servizi “condivisi” dedicati agli inquilini. Tanti gli spazi comuni progettati per lavorare, giocare, cucinare o guardare un film insieme agli altri condomini. L’impatto positivo sul territorio si manifesta con la realizzazione di ben 5.500 mq. di verde pubblico, privato e gli orti urbani, l’ampliamento e il rinnovo del vicino Parco Litta, circa 320 nuovi alberi piantati, 526 posti bici, 2 aree gioco per bambini, nuove piste ciclabili nel parco. La qualità tecnologica del progetto è evidenziata dal free Wi-Fi nelle aree comuni, le chiavi elettroniche per accedere negli stessi spazi, l’App di quartiere, il controllo dei consumi da smartphone, gli spazi per il car sharing e per la ricarica delle auto ibride, la videosorveglianza.

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Posti di lavoro, aumenta la ricerca di Facility Manager

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Nell’Italia del lavoro negli ultimi anni ci sono state molte figure che si sono caratterizzate per una impennata di richieste da parte delle aziende italiane. Tra queste c’è senz’altro la richiesta dei Facility Manager, cioè profili manageriali che si occupano dell’utilizzo dei workplace, delle riparazioni, delle manutenzioni e degli interventi relativi all’efficienza energetica e alla qualità dell’ambiente. E questi, va sottolineato, sono solamente alcuni dei compiti principali di questi professionisti.La domanda di Facility Manager è aumentata negli ultimi anni, e continuerà a farlo in futuro. Del resto è lo stesso mondo del Facility Management a svilupparsi in modo continuo e accelerato: stando a un report Markets and Markets, per questo ambito si prevede una crescita dai 32.21 miliardi di dollari del 2017 ai 59.33 miliardi del 2023, con un Compound Annual Growth Rate (CAGR) dell’11.4%. Tutto questo è reso possibile dallo sviluppo degli strumenti più innovativi di Big Data e di Data Analysis, sempre più indispensabili per il Facility Manager.A confermare la crescente domanda di Facility Manager da parte delle imprese italiane è Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati, che aggiunge che «la maggior parte delle aziende ha iniziato a capire che, per migliorare la produttività, è necessario contribuire alla qualità della vita all’interno dell’impresa, e questo è uno degli obiettivi chiave di chi si occupa di Facility Management».A spingere il Facility Manager al centro dell’attenzione degli amministratori e degli esperti di selezione del personale è il fatto che attorno a questa figura si congiungono i principali temi che stanno a cuore alle aziende in questo periodo: il Facility Manager ha infatti voce in capitolo per quanto riguarda la qualità degli ambienti lavorativi, la gestione dell’energia, la sicurezza aziendale e la gestione dei dati.
Come sottolineato più volte nell’ultimo periodo dagli esperti del settore infatti il Facility Manager non può più essere considerato come un costo per l’azienda perché si tratta di un ruolo chiave per il supporto del business.Così dalla mera missione di riduzione dei costi, il Facility Manager si è spostato verso nuove dimensioni strategiche e decisionali per l’azienda.
Ma quali sono i temi principali, le tematiche prioritarie che le aziende riconoscono al Facility Manager?
Si parla sempre più spesso di manutenzione predittiva, di efficienza energetica, di sicurezza e, guardando soprattutto al futuro – ma neanche troppo lontano – di data monetization. Da questo punto di vista, dunque, il Facility Manager è diventato una figura attraente per le imprese dei più differenti settori, dalle costruzioni alla manifattura, passando per il retail e per la ristorazione.Indubbiamente, però, è necessario essere in grado di selezionare il Facility Manager giusto per la propria impresa.
«Per gestire in modo ottimale gli spazi e i servizi integrati, il Facility Manager deve vantare grandi doti organizzative, una profonda conoscenza tecnica del settore, una spiccata managerialità e la capacità di sfruttare i più moderni strumenti per l’analisi dei dati» sottolinea Carola Adami.«Poiché questo professionista è chiamato a gestire e a ottimizzare tutti gli spazi che ci circondano, inoltre, è fondamentale riuscire a selezionare un professionista con uno sguardo a 360 gradi, peculiarità piuttosto rara e difficile da individuare».

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Mostra sulla spedizione artica PolarQuest 2018 sulle tracce del Dirigibile Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 maggio 2019

Roma lunedì 27 maggio 2019, alle 11.00, all’Università Europea di Roma, il Professor Gianluca Casagrande dell’Università Europea di Roma, partecipante scientifico alla spedizione PolarQuest 2018, illustrerà gli ultimi risultati del progetto di ricerca “AURORA”, fra cui cartografie speditive ad alta risoluzione e modelli 3D con droni su alcuni siti coste e isole dell’arcipelago delle Svalbard a Nord del 79° parallelo.
La mostra si potrà visitare fino al 15 giugno 2019, con ingresso libero, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 17.00 in via degli Aldobrandeschi 190.
Completano la mostra immagini aeree da drone e dimostrazioni della cartografia e modellizzazione 3D di alcune zone delle Svalbard settentrionali. Alla spedizione ha partecipato, fra gli altri, il Professor Gianluca Casagrande, Direttore del GREAL (Geographic Research and Application Laboratory) dell’Università Europea di Roma.

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Nuovo taglio Ue a Pil Italia, +0,1% nel 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 maggio 2019

La Commissione Ue taglia le stime di crescita dell’Italia. Il Pil si attesterà nel 2019 a +0,1% e nel 2020 a +0,7%.”Quello che troviamo preoccupante, non è tanto la stima del Pil, in linea con quella degli altri previsori, quanto l’analisi sulla spesa dei consumatori, che tenderanno a risparmiare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori”I consumi delle famiglie rappresentano il 60% del Pil. Se, quindi, restano al palo, non potremo mai uscire dalla crisi. Ecco perché la politica economica del Governo dovrebbe mirare a rilanciare la capacità di spesa delle famiglie, non di tutte, ma solo di quel 50% meno benestante che fatica ad arrivare a fine mese” prosegue Dona.”No, quindi, alla flat tax. Se si aiutano anche le famiglie più abbienti, infatti, il rialzo del loro reddito disponibile non andrà in consumi ma in risparmi.
Secondo i dati di Bankitalia, la propensione marginale al consumo dell’ultimo quintile è la metà rispetto al primo quintile, ossia rispetto ai più poveri. Aiutare chi ha più bisogno, insomma, non è solo un fatto di equità, ma anche una necessità economica” conclude Dona.

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L’efficienza energetica italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Tra i paesi più industrializzati l’Italia guadagna ancora una volta la palma di Paese più avanzato nel campo dell’efficienza energetica. Secondo la piattaforma, nel 2018 la riduzione delle emissioni in Italia e stata del 24% rispetto al 2013, mentre altri stati hanno avuto performance negative, come nel caso della Francia dove le emissioni sono aumentate del 2%, della Germania con un aumento del 5% e del Regno Unito dove l’aumento è stato dell’8%. In continuo aumento nel Belpaese anche la richiesta di lavori green. Secondo le stime di Ener2Crowd.com, già oggi 3 milioni di persone hanno un green-job ed entro il 2030 a livello globale vi saranno 20 milioni di nuovi posti di lavoro generati dalla green economy.
Ma ancora molto resta da fare. E in questo contesto Ener2Crowd.com si colloca all’avanguardia. «La nostra è una “social open innovation” dei modelli economici e comportamentali di mercato che determinerà una nuova spinta all’innovazione delle aziende e nuovo vigore negli investimenti in tecnologie, nonché soluzioni e risorse ad alto valore aggiunto, proprio perché “sostenibili”. Stiamo affrontando il problema della transizione energetica alle sue radici potendo determinare e sostenere le scelte alla base delle strategie industriali, ancora prima che il prodotto o il servizio possa raggiungere il mercato e, quindi, potenzialmente realizzando una leva di valore incredibile in ottica di redditività attesa» spiega Giorgio Mottironi, managing partner di Ener2Crowd.com.«Il modello di sviluppo sostenibile che punta all’innovazione del sistema industriale attraverso obiettivi di crescita secondo linee di azione volte a contrastare i mutamenti climatici ed a ridurre l’impatto delle attività produttive sull’ambiente, rappresenta -si scopre ora- anche un’opportunità per rilanciare l’occupazione e la filiera industriale attraverso l’innovazione dei processi produttivi» conclude Niccolò Sovico, ceo di Ener2Crowd.com.La start-up si appresta ora ad incontrare il grande pubblico e per incominciare a farlo non mancherà agli eventi «Innovation Ground» del 7 maggio 2019 a Milano e di giugno prossimo a Roma. (AJ-Com.Net).

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Il 2° Corpo d’Armata polacco in Italia 1943-1947

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Firenze Mercoledì 8 Maggio 2019 ore 17:00 Caffè Astra al Duomo Via de’ Cerretani 56r. Incontro con Sergio Sammicheli. Dal maggio del ’44 all’aprile del ’45 alcune decine di migliaia di soldati polacchi, con grande valore combatterono i Tedeschi e successivamente presero Ancona e Bologna.Questi uomini erano per la maggior parte ex prigionieri dei gulag di Stalin e quando il 22 giugno del ’41 la Germania attaccò l’URSS ebbero la possibilità, sotto il comando del Generale Wladyslaw Anders, di ricostituire un embrione del nuovo esercito polacco che avrebbe dovuto combattere i tedeschi accanto ai Russi.Attraverso mille difficoltà e mille peripezie questi soldati dall’Iran si recarono in Persia e dalla Persia, attraverso l’Iraq, in Palestina dove diventarono il 2° Corpo d’Armata Polacco, per arrivare, infine, in Egitto.Da lì nel dicembre del ’43 e nei primi mesi del ’44 sbarcarono in Puglia e furono inquadrati nella 8^ Armata Britannica sotto il comando del Generale Leese.E’ un’epopea memorabile con una serie di componenti psicologiche, politiche ed umane veramente affascinanti ed ancor’oggi molto poco conosciute.
Il Prof. Sergio Sammicheli è nato e vive tutt’ora sui colli tra il Valdarno fiorentino e Greve. Laureato presso l’Università di Firenze e Filosofia. Prima di dedicarsi all’insegnamento ha goduto di esperienza di studio all’estero per oltre 6 anni in paesi di lingua inglese. Successivamente si è specializzato in Filosofia della Storia presso l’Università di Ginevra. E’ poi diventato insegnante di Storia e Filosofia nei Licei, l’ultimo dei quali è stato il Piero Gobetti di Firenze. Già da diversi anni in pensione, è oggi Membro del Consiglio Direttivo del Circolo Culturale Fanin di Figline Valdarno e svolge l’attività di consulente per alcune biblioteche pubbliche.

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Immigrati irregolari in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Nei giorni passati si è registrato un vivace dibattito sui dati relativi agli immigrati, in particolare irregolari. Poiché continuano a perdurare informazioni divergenti su tali dati, ISMU ritiene di intervenire con alcune puntualizzazioni al fine di contribuire a chiarire i termini della questione, al di là delle polemiche che spesso accompagnano il fenomeno migratorio. La stima della presenza irregolare sul territorio italiano, di cui dispone Fondazione ISMU, è pubblicata sul Ventiquattresimo Rapporto sulle migrazioni 2018. In base a tali stime si conferma che gli irregolari presenti in Italia al 1° gennaio 2018 erano 533mila.In relazione alla dichiarazione rilasciata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini – che quantifica in circa 90mila unità l’incremento massimo nel numero di irregolari derivanti dagli sbarchi avvenuti sulle coste italiane nel periodo intercorrente il 1° gennaio 2015 e aprile 2019 – si intende precisare che, pur non essendo direttamente confrontabili, i due dati sono tuttavia compatibili.I punti da evidenziare sono i seguenti:
Scostamento temporale: il dato prodotto da Fondazione ISMU si riferisce al 1° gennaio 2018, mentre il dato rilasciato dal Ministro dell’Interno si riferisce al periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019, superando così di 16 mesi l’orizzonte temporale della stima elaborata da ISMU.
Differenza nel tipo di dato: il dato fornito da Fondazione ISMU è una stima relativa alla presenza totale di irregolari nell’ambito dell’intera popolazione straniera valutata a una data di riferimento (1° gennaio 2018). Si tratta tecnicamente di un dato di stock (ovvero della stima della quantità del complesso degli immigrati irregolari presenti a una determinata data). Il dato fornito dal Ministro Salvini è, invece, un dato di flusso: si riferisce cioè esclusivamente all’apporto massimo nel numero di nuovi irregolari riconducibile agli sbarchi osservati tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019.
Compatibilità dell’ordine di grandezza dei due dati: Fondazione ISMU stimava al 1° gennaio 2015 la presenza di 404mila irregolari sul territorio italiano. La comparazione con il dato di 533mila, stimato da ISMU al 1° gennaio 2018, indica che nei 3 anni intercorsi tra le due stime, il numero totale di irregolari è cresciuto di 129mila unità (404mila + 129mila = 533mila). Tale valore (129mila), derivante dalle molteplici tipologie di irregolarità (permessi temporanei e visti turistici scaduti, ingressi non autorizzati via terra ecc…), è superiore alla quantificazione di 90mila, la quale deriva solamente dagli sbarchi registrati tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019. Gli sbarchi sono infatti solo una tra le diverse tipologie di irregolarità come già specificato.
Nonostante le due fonti non siano direttamente comparabili a causa del differente lasso temporale a cui si riferiscono (Fondazione ISMU: 1° gennaio 2015-1° gennaio 2018; Ministro dell’Interno: 1° gennaio 2015-aprile 2019), le stime rilasciate da Fondazione ISMU nell’ambito dei rapporti annuali sono compatibili con le cifre rilasciate dal Ministro dell’Interno.Le stime di Fondazione ISMU mostrano una crescita costante del numero di irregolari nella popolazione straniera dal 2013. Pertanto, rispetto a tale crescita. gli ingressi via mare costituiscono solo una delle fonti di incremento. Alla luce di quanto qui esposto si può confermare che i due dati (533mila e 90mila) sono compatibili ma non confrontabili. http://www.ismu.org

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RC Auto: premi in calo del 2,7% nel primo trimestre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Assicurare l’auto in Italia costa un po’ meno. La buona notizia arriva dall’Osservatorio RC auto di Facile.it che, analizzando un campione di oltre 8 milioni di preventivi raccolti nell’ultimo anno, ha scoperto come nel corso dei primi 3 mesi del 2019 le tariffe siano calate e, a marzo 2019, per assicurare un’auto servivano in media 542,09 euro, il 2,7% in meno rispetto a gennaio 2019; il 5,5% in meno se confrontato con il premio medio di marzo 2018.Seppur in misura differente, da gennaio a marzo 2019 le tariffe medie sono diminuite in tutta Italia, ad eccezione di Calabria e Puglia, regioni dove il premio medio è aumentato, rispettivamente del +1,4% del +0,7%. I cali più consistenti, invece, sono stati registrati in Valle d’Aosta (-10,5%), in Abruzzo (-7,1%) e in Veneto (-5,4%).In termini di costi assoluti, la regione più cara, nonostante un calo del -1,2%, si conferma essere la Campania; qui, a marzo 2019, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 935,57 euro, vale a dire il 73% in più rispetto alla media nazionale. Seguono in classifica la Calabria (660,85 euro) e la Puglia (624,54 euro).
A livello nazionale, la garanzia accessoria più richiesta è l’assistenza stradale (presente nel 45% dei preventivi comprendenti almeno una garanzia opzionale), seguita dalla copertura infortuni conducente (16%) e dalla tutela legale (15%).

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146 rifugiati evacuati in Italia dalla Libia, teatro di scontri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Nella giornata di ieri 146 rifugiati sono stati evacuati dalla Libia grazie a un’operazione congiunta dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e delle autorità italiane e libiche. Dall’inizio dei recenti scontri, l’Italia è il primo Paese ad accogliere persone evacuate dalla Libia. L’evacuazione è stata organizzata in collaborazione con il Ministero degli Interni libico.
Il gruppo, di cui fanno parte anche 46 minori separati dalle loro famiglie, è partito dall’aeroporto libico di Misurata ed è da poco atterrato a Roma. I rifugiati evacuati saranno ospitati in centri di accoglienza straordinaria.“Questa operazione di evacuazione è un’àncora di salvezza per le persone che hanno affrontato gravi minacce e pericoli in Libia,” ha affermato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Ora è di fondamentale importanza che anche altri Stati mettano in atto simili gesti di generosità, offrendo opportunità di evacuazione per i rifugiati coinvolti nel conflitto. Fingere di non vedere quanto sta accadendo avrà conseguenze drammatiche e reali.” Intanto, a Tripoli, le condizioni di sicurezza continuano a peggiorare a causa del protrarsi dei combattimenti tra forze rivali. Nei giorni scorsi, i raid aerei hanno causato numerose vittime tra i civili e distrutto diverse infrastrutture.Migliaia di rifugiati e migranti continuano a essere prigionieri nei centri di detenzione, dove anche prima dell’inizio del recente conflitto vivevano in condizioni drammatiche. Le persone detenute hanno riferito di temere per le loro vite e di aver sentito spari e attacchi aerei nelle vicinanze. Se i combattimenti dovessero raggiungere i luoghi di detenzione, queste persone rischierebbero di essere abbandonate o coinvolte nel conflitto.
L’UNHCR esorta la comunità internazionale a evacuare tutti i rifugiati rimasti nei centri di detenzione a Tripoli e a portarli al sicuro. Poiché gli scontri non accennano ad arrestarsi, la rapidità è un elemento essenziale.Al momento più di 3.300 persone sono particolarmente a rischio, intrappolate all’interno dei centri di detenzione in prossimità degli scontri in corso e imminenti. L’UNHCR ha già evacuato centinaia di rifugiati e migranti lontano dai pericoli più immediati; tra essi, circa 500 persone sono state trasferite nel nostro Centro di Raccolta e Partenza a Tripoli, mentre altre 163 persone sono state portate in Niger nell’ambito del Meccanismo di Transito di Emergenza (Emergency Transit Mechanism). Tuttavia, poiché queste strutture sono al limite delle loro capacità, le evacuazioni dirette dalla Libia diventeranno presto la sola àncora di salvezza disponibile per i rifugiati vulnerabili. Il deteriorarsi della situazione di sicurezza sta già notevolmente ostacolando gli sforzi compiuti dall’UNHCR per raggiungere alcuni centri di detenzione, e la situazione è destinata a peggiorare qualora la violenza dovesse diffondersi ulteriormente.

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Galli: “Il 1 Maggio 120 escursioni in tutta Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Ben 200 borghi, Parchi Nazionali, Geoparchi Unesco. A Roma arrivo di 100 canoisti da 30 Nazioni, per la 40esima Discesa del Tevere. Nel Lazio percorreremo antichi sentieri attraversando borghi di una volta. Entreremo nella Rocca Sinibalda, capolavoro dell’architettura difensiva del primo Rinascimento. Nelle Marche con i geologi e le Guide saremo sulle faglie di Castelluccio riattivatesi nel 2016. In Toscana entreremo in una imponente Necropoli Etrusca. In Campania escursione alle bocche vulcaniche del 1906, sul Monte Somma vedremo la lava a corde. Poi musica sul Vesuvio al tramonto. In Valle D’Aosta saremo nell’antica casa di Caccia del Re Vittorio Emanuele II. Ammireremo lo stambecco alpino nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso. In Sardegna in SUP lungo tutta la costa Sud. Nel Sarrabus c’è un’archeologia celata nei fondali marini con imbarcazioni fenicio- punico; romane; medievali; del periodo bellico, ma abbiamo anche interessanti torri costiere e fornicazioni. Entreremo nel Villaggio Nuragico custodito dentro il monte Tiscali. In Sicilia San Marco d’Alunzio, il borgo medioevale eletto “Borgo più bello d’Italia”. A Vendicari con le Vecchie Tonnare. Vedremo come si lavorava il pesce nell’epoca romana. C’è uno stabilimento risalente all’epoca romana ed utilizzato per la lavorazione del pesce. Si entrerà nella Torre che difendeva dai Pirati. C’è Prizzi, un borgo medievale, abbarbicato su di una rocca a 1045 m s.l.m. con vicoli stretti ed Hippana sito archeologico . Si tratterebbe di una antica città di età alto – ellenistica, in Sicilia. A Marettimo nelle Isole Egadi ci sono 400 grotte da visitare. In Calabria le industrie Borboniche ma anche la “Meraviglia d’Italia”, la più alta cascata di tutto l’Appennino Meridionale. In Emilia – Romagna la cascata citata da Dante nel XVI dell’Inferno”.

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Italia e Ungheria: Modern musici Aquincum

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Roma Venerdì 26 aprile p.v., alle ore 19.00 presso la Sala Liszt dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà il concerto Modern musici Aquincum.
Il programma del concerto ad ingresso libero, organizzato in collaborazione con il Conservatorio di Musica “A. Casella” dell’Aquila e l’ Accademia “Ferenc Liszt” di Budapest prevede musiche di Péter Eötvös, Patrik. Gergely Oláh, Federico Santori, Luciano Di Giandomenico, Zoltán Kodály, Nino Rota, nell’esecuzione di Patrizia Cigna (soprano), Zoltán Bánfalvi (violino), Péter Szűcs, (clarinetto), Pierluigi Ruggiero (violoncello), Luciano Di Giandomenico (pianoforte); con la partecipazione di Federico Santori (compositore), Luca Giuliani (clarinetto), Daniele Boidi (pianoforte) da parte del Conservatorio di Musica “A. Casella” dell’Aquila e Patrik Gergely Oláh (compositore), Virág Hévízi (violino), Péter Friderikusz (violoncello) da parte dell’Accademia “Ferenc Liszt” di Budapest
Domenica, 28 aprile p.v. alle ore 18.00 gli stessi musicisti si esibiranno presso l’Auditorium del Parco dell’Acqua.

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I 10 migliori Campeggi e Villaggi Pet Friendly in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

È il Pineto Beach Village & Camping – Pineto (TE) ad aggiudicarsi il titolo di miglior campeggio/villaggio Pet Friendly del 2019, assegnato nell’ambito della quarta edizione dei Certificati di Eccellenza KoobCamp, quale riconoscimento alle strutture en plein air che offrono ai turisti la possibilità di trascorrere vacanze indimenticabili insieme ai propri amici a quattro zampe. Al Pineto Beach Village & Camping gli animali domestici sono considerati parte integrante della famiglia e per questo ci sono molte aree a loro riservate. All’arrivo in struttura troverete il bau welcome corner, potrete scegliere tra unità abitative con giardinetto recintato all’ombra, usufruire della bau beach gratuita adiacente al Villaggio, oppure della bau exercise area, senza dimenticare la possibilità di sfruttare la doccia riservata ai cani. La vittoria finale del Pineto Beach Village & Camping nel Certificato Pet Friendly 2019 è il risultato di un’attenta selezione che ha portato alla scelta dei 10 migliori Campeggi e Villaggi per le vacanze in compagnia degli animali domestici. La selezione, come per gli altri certificati, è stata realizzata dagli esperti del network turistico KoobCamp (https://www.koobcamp.com/). Veri e propri paradisi per chi viaggia in compagnia del proprio cane o gatto, i campeggi e villaggi presenti nella TOP 10 Pet Friendly sono diffusi su tutto il territorio italiano. Dalle dog beach all’accesso in camping in tutti i periodi dell’anno, passando per i servizi di pet sitter, fino alle aree gioco e alle docce dedicate, le strutture Pet Friendly hanno un occhio di riguardo anche per i vostri amati animali.Di seguito, i 10 migliori Campeggi e Villaggi Pet Friendly 2019 (in ordine casuale, vincitore escluso):
· Pineto Beach Village & Camping – Pineto (TE)
· Camping Union Lido Park & Resort – Cavallino Treporti (VE)
· Club degli Amici Camping Village – Montalto di Castro (VT)
· Tiliguerta Glamping & Camping Village – Muravera (CA)
· Camping Village le Pianacce – Castegneto Carducci (LI)
· Camping Cavallino – Cavallino-Treporti (VE)
· San Benedetto Camping Village – Peschiera del Garda (VR)
· Camping Village Marina di Venezia – Cavallino-Treporti (VE)
· Cesenatico Camping Village – Cesenatico (FC)
· Campeggio Baia dei Gabbiani – Scarlino (GR) I Certificati di Eccellenza KoobCamp, visibili sul portale Campeggi.com (https://www.campeggi.com/) e sugli altri siti del network KoobCamp, rappresentano un premio agli sforzi fatti dalle strutture per andare incontro alle esigenze dei turisti e sono uno strumento al servizio dei campeggiatori per una migliore organizzazione delle vacanze.

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Europee. de Bertoldi (FdI): elezioni saranno occasione per rafforzare autorevolezza Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

“La vicenda Tercas, con la Corte di Giustizia europea che ha dato ragione all’Italia, conferma che il 26 maggio bisogna voltare pagina, per ricostruire un’Europa che risponda al vero spirito dei trattati di Roma. Non quell’Europa che in questi anni ha voluto il Pd, nella quale l’Italia è stata ai margini e calpestata, ma in cui ritrovi la sua dignità e autorevolezza. Questo vale anche sul piano del sistema bancario, che dovrà essere il banco di prova della nostra Nazione e rispetto al quale dovrà pretendere parità di confronto e trattamento, come finora non è stato. Fratelli d’Italia dal 26 maggio porterà al Parlamento europeo queste istanze e questa nuova visione d’Europa, facendosi portavoce dei diritti della nostra Nazione”. Lo ha detto in Aula il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, nel corso della discussione sulla Legge europea.

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L’Italia è al 13° posto in Europa per puntualità dei pagamenti da parte delle imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

E’ stata sorpassata da Paesi come Polonia (1°), Slovenia (7°), Irlanda (8°) e Belgio (12°) mentre, complice anche la Brexit, la Gran Bretagna si posiziona 14° alle nostre spalle. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti 2019 effettuato da CRIBIS, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento di 32 Paesi nel mondo, di cui 22 europei.In Italia nel 2018 soltanto il 35,5% di imprese rispettano i tempi concordati e l’11,5% di aziende saldano i conti con ritardi superiori ai 30 giorni.A livello europeo, la Polonia nel 2018 è il Paese con il maggior numero di imprese puntuali, il 79,3%, seguita dai Paesi Bassi, con il 73,8% e dalla Germania con il 67,1%. Chiude la classifica continentale il Portogallo, che con il 14,2% di aziende virtuose guadagna l’ultimo posto, preceduto dalla Romania con il 20,3% e dalla Bulgaria con il 20,4%. Nella parte centrale della classifica stilata da CRIBIS, troviamo al quarto posto la Svezia (57,1%) seguita da Lussemburgo (51,6%), Slovenia (49,9%), Irlanda (47,8%), Spagna (47,5%), Finlandia (45,5%), Francia (43,3%) e Belgio (40,6%). Nel Regno Unito il numero di imprese puntuali nei pagamenti si attesta al 34,7%, mentre crescono le aziende che pagano con più di 30 giorni di ritardo, dal 7,6% del 2017 all’8,1% del 2018.“Lo scenario europeo è dominato dalle imprese dell’Europa settentrionale – afferma Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS – in Polonia le imprese virtuose sono cresciute del 3,8% mentre quelle che pagano con gravi ritardi sono diminuite del 3,9%. Dall’altra parte in Italia le aziende puntuali sono diminuite dell’1,8% a fronte di un aumento dell’1% dei pagamenti oltre i trenta giorni”.Per quanto riguarda la percentuale di imprese che pagano oltre i 30 giorni di ritardo, la Grecia presenta la performance peggiore (32,1%), sostanzialmente in linea con i dati del 2017 (31,6%). In Svezia, invece, si trova la più bassa percentuale di imprese ritardatarie (solo lo 0,4%), seguita da Finlandia (0,8%) e Paesi Bassi (1,4%). I cattivi pagatori diminuiscono leggermente in Romania (dal 37,2% al 31,6%) e Bulgaria (dall’11,7% al 9,2%).
Tra le aree geografiche analizzate da CRIBIS, nel continente asiatico le Filippine sono il Paese con il maggior numero di imprese che pagano con ritardi superiori ai 30 giorni (38,6%), anche se il dato è in miglioramento rispetto al 2017 (52,3%). I cattivi pagatori diminuiscono anche a Honk Kong (dal 14,3% al 13,9%), Thailandia (dal 6,8% al 5,7%) e India (dal 17% al 13%), mentre crescono in Cina (dal 22,8% al 24,2%) e Israele (dal 20,6% al 21,9%).In Nord America “gli Stati Uniti registrano un buon andamento – prosegue Preti – con le performance di pagamento che migliorano dello 0,7%, raggiungendo il 57,1% di pagatori puntuali mentre i ritardi superiori ai 30 giorni diminuiscono dell’1,8%, raggiungendo il 6,4%. In Canada diminuisce di 10 punti, dal 42% al 31,9%, la quota di aziende che paga entro i termini previsti e contemporaneamente si riduce anche quella di chi adempie ai propri obblighi con ritardi superiori a 30 giorni dall’8,2% al 6,3%. In Messico la percentuale di imprese che paga abitualmente con grave ritardo è del 2,8%, in crescita rispetto al 2,5% del 2017”

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Progetto di collaborazione commerciale fra Italia e Messico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

L’on. Nissoli è intervenuta alla conferenza stampa sui rapporti economici Italia Messico in cui sono state presentate le possibilità di investimento in Messico da parte delle imprese italiane. Un evento promosso da Patrizio Baroni, consigliere, nonché vicepresidente onorario con delega al turismo, commercio estero e relazioni pubbliche, della locale Camera di Commercio – la Canaco Servytur di Playa del Carmen. Patrizio Baroni ha avviato un progetto per agevolare le imprese italiane che vogliono entrare nel mercato messicano, anche in stretta collaborazione con la Segretaria dello Sviluppo Economico dello Stato del Quintana Roo, M.ta Rosa Lozano, che è coordinatrice di tutte le Segreterie di economia degli Stati del Sud-Sud/Est del Messico. Inoltre, sono intervenuti alla conferenza il Ministro Jorge Luis Hidalgo, addetto commerciale dell’Ambasciata del Messico, e l’Avv. Maria Grazia Galeotti, in rappresentanza della P&B Network.L’on. Nissoli, nel suo intervento, ha detto che: ”i nostri concittadini, residenti all’estero, possono rappresentare un valore aggiunto, se non la chiave di volta, per la costruzione di una rete, dinamica, di rappresentanza della nostra italianità, nel senso più ampio del termine, anche sotto gli aspetti commerciali. Mi domando spesso se l’evoluzione sociale e, con essa, quella economico-commerciale non si sviluppi, oggi, ad una velocità tanto elevata che la politica non riesce a sostenere. Questi Italiani, con la I maiuscola, hanno costruito fortune, realtà imprenditoriali ma, soprattutto, una rete di relazioni internazionali che, laddove le vogliamo condividere, sono indispensabili per il nostro “Sistema Paese”. Indispensabili per l’evoluzione dei mercati di cui parlavo poc’anzi, indispensabili per la conoscenza che questi concittadini hanno dei diversi Paesi, delle loro economie e delle realtà istituzionali. …… Abbiamo un’altra Italia, fuori dalla penisola, e sarebbe una follia non poter contare su questa rete. Questa è la mia visione. Non cittadini da aiutare, certo, talvolta è necessario anche quello, ma cittadini su cui contare! …. sono molti i cittadini italiani, residenti all’estero, che possono garantirci questo interfaccia, motivati dalla voglia di fare tutto ciò che è possibile perché l’Italia continui ad essere un grande Paese”.

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Barometer obesity in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

In Italia, il 46 per cento degli adulti (18 anni e più), ovvero oltre 23 milioni di persone, e il 24,2 per cento tra bambini e adolescenti (6-17 anni), vale a dire 1 milione e 700mila persone, è in eccesso di peso. In entrambe le fasce di età si osservano delle differenze in base al genere; le donne mostrano un tasso di obesità inferiore (9,4 per cento) rispetto agli uomini (11,8 per cento). Ancora più marcata è la differenza tra i bambini e adolescenti, di cui il 20,8 per cento delle femmine è in eccesso di peso rispetto al 27,3 per cento dei maschi.
L’analisi territoriale conferma come l’eccesso di peso sia un problema molto diffuso soprattutto al Sud e nelle Isole; in particolare tra i più giovani, dove sono ben il 31,9 e 26,1 per cento rispettivamente i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso, rispetto al 18,9 per cento dei residenti del Nord-Ovest, il 22,1 per cento del Nord-Est e il 22 per cento del Centro. Tra gli adulti, le diseguaglianze territoriali sono meno marcate: il tasso di adulti obesi varia dall’11,8 per cento al Sud e nelle Isole, al 10,6 e 10,2 per cento nel Nord-Est e Nord-ovest rispettivamente, fino all’8,8 per cento del Centro. Anche per la sedentarietà emerge un forte gap territoriale Nord – Sud. Fatta eccezione per la Sardegna, nella maggior parte delle regioni meridionali e insulari più di un terzo dei giovani non pratica né sport né attività fisica e le percentuali più elevate si rilevano in Sicilia (42 per cento), Campania (41,3 per cento) e Calabria (40,1 per cento).
Questi sono alcuni dei dati del rapporto di Istat realizzato per l’Italian Obesity Barometer Report presentato a Roma in occasione del 1st Italian Obesity summit – Changing ObesityTM meeting, organizzato dall’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO), con il patrocinio del Ministero della Salute, ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, Intergruppo Parlamentare Qualità di vita nelle Città, Sport, Salute e Benessere, ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, Amici Obesi, Italian Obesity Network (IO- NET), SIE – Società Italiana di Endocrinologia, SIEDP – Società Italiana Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, SICOB – Società Italiana di Chirurgia dell’OBesità e delle malattie metaboliche, SIO – Società Italiana dell’Obesità e il contributo non condizionato di Novo Nordisk.
Oltre alla differenza di diffusione dell’obesità tra Nord e Sud Italia, si riscontra un divario anche tra zone rurali e centri urbani: la percentuale più elevata di persone obese, pari al 12 per cento, si rileva nei piccoli centri sotto i 2 mila abitanti, mentre nei centri dell’area metropolitana tale quota scende all’8,8 per cento. Tuttavia, dal 2001 al 2017, gli incrementi più elevati nelle prevalenze dell’obesità si sono osservati proprio nei centri delle aree metropolitane (da 6,8 per cento a 8,8 per cento) e nelle loro periferie (da 8,2 per cento a 10,9 per cento).“Oltre alle disuguaglianze territoriali, un importante ruolo lo gioca il livello di istruzione. Un elevato titolo di studio rappresenta, infatti, un fattore protettivo per l’obesità, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione a vari livelli e ancor più per quella primaria”.
“L’obesità si manifesta a causa di uno squilibrio tra introito calorico e spesa energetica con conseguente accumulo dell’eccesso di calorie in forma di trigliceridi nei depositi di tessuto adiposo. Si tratta di una patologia eterogenea e multifattoriale, al cui sviluppo concorrono sia fattori genetici e biologici che ambientali” afferma Paolo Sbraccia, Vice Presidente IBDO Foundation e Professore Ordinario di Medicina Interna dell’Università di Roma “Tor Vergata” che ha coordinato l’Italian Obesity Barometer Report.

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