Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

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Identità e medicina naturale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Roma. Vantaggi della Medicina Naturale, regolamentazione costituzionale delle pratiche mediche tradizionali, inclusione sociale, salvaguardia dell’identità medica di un popolo, medicina naturale come fonte di conoscenza sono temi ricorrenti sono tutti aspetti che potrebbero avviare un programma di iniziative dedicate alla valorizzazione dell’Identità di popolo e del legame con la sua terra, in tutte le sue declinazioni, culturali, sociali, etniche, alimentari. Ma ciò che ci preme di più evidenziare è il tema della medicina naturale per la conoscenza socio-culturale di un popolo. Partendo da questi presupposti pare opportuno consolidare una politica sanitaria basata sulla medicina naturale, ma senza sottacere che la materia si riferisce ad un corpus molto variegato di pratiche e tradizioni come:
a) la medicina ayurvedica, usata in India sin dall’antichità, unisce lo scopo curativo alla ricerca della longevità. L’Unione Europea la riconosce come pratica non convenzionale la cui erogazione è consentita da parte di medici qualificati;
b) la medicina Unani-Tibb, conosciuta in Occidente come medicina Araba, si basa sul bilanciamento dei quattro umori (sangue, flemma, bile gialla e bile nera), delle quattro qualità (secco, freddo, caldo, umido) e dei temperamenti (sanguigno, flemmatico, bilioso e malinconico). La corrispondenza tra questi tre fattori è sfruttata per impostare una corretta terapia farmacologica, basata soprattutto sull’uso di erbe;
c) la medicina cinese è giunta in Occidente un secolo fa, dopo oltre 2500 anni di tradizione consolidata in Asia. Essa è definita “olistica” e considera il corpo come un insieme di energia fisica, mentale e spirituale al quale garantire sempre il perfetto equilibrio. I principi sui quali si fonda la ricerca dell’armonia sono lo ying e lo yang. Essi sono compresenti in ciascun organismo e dalla loro quantità e interdipendenza dipende lo stato complessivo del corpo;
d) l’omeopatia è una pratica nata in occidente verso la fine del XVIII secolo. Il trattamento omeopatico si basa sull’applicazione del principio di similitudine: ogni sostanza capace, a dosi elevate, di provocare dei sintomi in un soggetto sano, in dosi limitate può curare quegli stessi sintomi in una persona malata. Negli ultimi anni, i Paesi Occidentali hanno mostrato un progressivo aumento dell’interesse nei confronti della medicina naturale. Questa tendenza ha varie motivazioni: curiosità, la ricerca di metodi di cura alternativi e meno artificiali, il fascino delle culture diverse, la ricerca di uno stile di vita più sano ed obbediente ai principi della natura. La tendenza in atto favorisce l’incontro tra identità diverse, l’approfondimento scientifico delle pratiche tradizionali, la conoscenza e la tolleranza. (servizio fidest)

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Inquinamento acustico urbano in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Il rumore da traffico urbano è responsabile di oltre un milione di anni di vita persi per malattia, disabilità o mortalità prematura nei Paesi occidentali della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo rivela il primo rapporto sull’impatto sanitario del rumore in Europa, pubblicato tempo fa dall’OMS/Europa. Il rumore causa o contribuisce non solo a fastidio e disturbi del sonno ma anche a infarti, difficoltà di apprendimento, e tinnito auricolare. In Europa, tra i fattori di rischio ambientale, gli effetti del rumore sulla salute sono secondi in grandezza solo a quelli provocati dall’inquinamento dell’aria. Una persona su tre è infastidita durante il giorno e una su cinque è disturbata nel sonno dal rumore proveniente dalla strada, dalle ferrovie e dagli aeroporti. Questo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e di alta pressione del sangue. La pubblicazione, che presenta i risultati di uno studio internazionale coordinato dall’OMS/Europa con il sostegno del Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea, fornisce linee guida per quantificare i rischi derivanti dal rumore e stima gli effetti sanitari nei Paesi dell’Europa occidentale. In Europa orientale e in Asia centrale, dove la mancanza di dati di esposizione impedisce di stimare l’ampiezza degli effetti sulla salute, sono necessarie una migliore sorveglianza e raccolta dati.
Questa pubblicazione è rivolta soprattutto ai decisori, esperti, agenzie di supporto ed altri attori che hanno l’esigenza di stimare ed agire sugli effetti del rumore ambientale. (servizio Fidest)

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Passaporto sanitario per immigrati

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

L’immigrazione di massa dai paesi del Nord Africa ribellatisi ai vecchi regimi, pone in evidenza in tutta la sua drammaticità il problema dell’immigrazione dai paesi a basso reddito verso l’Italia e l’Europa. L’Italia è stata investita negli ultimi anni da un flusso immigratorio di clandestini continuo, di notevoli dimensioni che ha saputo gestire con grandi difficoltà. Se le conseguenze del fenomeno immigratorio sul piano economico e sociale e dell’ordine pubblico sono state analizzate pur in modo insufficiente, non è invece mai stato analizzato l’impatto del fenomeno sul piano della sanità pubblica. I milioni di immigrati sul territorio nazionale hanno introdotto nuovi elementi sul piano della sanità pubblica:
1) introduzione di nuove patologie non sufficientemente note ai medici italiani con pericolo di diffusione di malattie contagiose, in particolare la tubercolosi;
2) difficoltà da parte del medico di medicina generale e ospedaliera di rapportarsi con lo straniero a causa delle differenze linguistiche e culturali;
3) difficoltà nell’utilizzo delle strutture sanitarie da parte dei regolari a causa delle norme burocratiche che presiedono all’utilizzo delle strutture pubbliche. Sul piano della sanità pubblica il principale pericolo per la popolazione italiana è rappresentato dai clandestini, che per loro stessa definizione sfuggono a controlli adeguati. Le autorità del nostro paese devono porre particolare attenzione alla possibile diffusione di malattie come la tubercolosi, la poliomielite, la meningite meningococcica, l’epatite A e B, la febbre tifoide. Un intervento fondamentale dovrà essere il censimento sanitario della popolazione immigrata, clandestina o regolare, attraverso screening mirati in prevalenza al controllo della TB, malattia diffusa molto contagiosa trasmissibile per via aerea, ad alta endemia nei paesi africani e dell’Est Europa.
Il censimento della popolazione immigrata deve coinvolgere necessariamente tutte le regioni italiane e deve prevedere che ogni immigrato sia in possesso di un documento: Passaporto sanitario, sia cartaceo sia informatico per consentire al medico delle strutture pubbliche di conoscere immediatamente lo stato di salute dell’individuo con i risultati delle indagini sanitarie eseguite. (da un articolo di qualche anno fa di Walter Pasini Direttore Centro di Travel Medicine and Global Health)

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La realtà del servizio sanitario nazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Questa realtà è caratterizzata da un evidente fenomeno: il bisogno di salute supera le risorse disponibili. Tale situazione è generata da una serie di fattori concomitanti:
• l’invecchiamento della popolazione,
• la crescita del peso delle patologie croniche,
• inadeguati investimenti nella prevenzione,
• lo sviluppo di terapie più complesse,
• l’aspettativa dei pazienti di una migliore qualità del servizio assistenziale,
• la mancanza di strumenti di controllo e di gestione necessari per l’analisi e la programmazione dei servizi da erogare,
• l’eccessivo bisogno di autoaffermazione degli stakeholders,
• la scarsità di risorse finanziarie conseguenza dell’enorme debito pubblico.
In uno scenario così complesso e con un finanziamento puntualmente inferiore alla spesa preventivata, le Istituzioni devono affrontare lo spinoso compito di stabilire le “priorità” e cioè il modo migliore di investire le risorse disponibili. In questo contesto la Socitel – Società Italiana di Telemedicina, si propone come soggetto determinato a verificare e sperimentare le potenzialità offerte dal progresso scientifico-tecnologico in campo medico-sanitario suggerendo, attraverso dati, studi e standard operativi derivanti dalle sperimentazioni, riscontri utili per la valutazione dell’investimento in telemedicina. Lo fa avvalendosi della capacità di esperti che operano nel settore della sanità, dell’economia sanitaria e dell’ICT. La Socitel riesce così a individuare i seguenti obiettivi:
• facilitare l’accesso alle strutture sanitarie specialistiche ai pazienti distanti da ospedali e case di cura;
• collaborare con altre associazioni scientifiche, con imprese e con strutture sanitarie, sia pubbliche sia private, allo scopo di elaborare progettualità che implementano telemonitoraggio, teleassistenza, teleconsulto, teledidattica e tutti i potenziali servizi legati alla telemedicina;
• collaborare con il Ministero della Salute, le Regioni, le Aziende Sanitarie Locali e altri Organismi e Istituzioni Sanitarie pubbliche per elaborare linee guida utili alle applicazioni dei servizi di tele-medicina;
• collaborare con associazioni e organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti dei malati, degli anziani e dei disabili allo scopo di elaborare progettualità che, per mezzo della telemedicina e della teleassistenza, producano un miglioramento della qualità di vita dei pazienti;
• promuovere studi clinici, ricerche scientifiche finalizzate e rapporti di collaborazione con altre società e organismi scientifici.
A questo riguardo il direttore dei centri studi Fidest Riccardo Alfonso sulle tematiche riguardanti la sanità precisa: “Esistono delle potenziali possibilità per ridurre i costi della sanità senza per questo diminuire il livello qualitativo delle prestazioni, anzi migliorandole”. Sembra la quadratura del cerchio. In realtà alcuni correttivi sono possibili e praticabili da subito. Basta averne la determinazione politica e la capacità di raccogliere consensi parlamentari trasversali poiché il mondo della sanità è letteralmente circondato, per non dire attraversato, da forti interessi lobbistici. “Penso – osserva il direttore del Centro – alla disciplina dell’attività trasfusionale al monouso dei farmaci, all’attribuzione di nuovi compiti ai medici di base ecc.”
Da parte mia – soggiunge – ho attivato due centri di cui uno è denominato Centro studi sociali intendendo con ciò coniugare la medicina al sociale e un secondo con l’acronimo Asocast ageing society per approfondire le tematiche della terza età.Tutte queste iniziative e altre si sono scontrate, inevitabilmente, con una cultura votata alla conservazione come dire chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova.
D’altra parte chi s’ingegna di trarre lauti profitti in campo sanitario, sa bene che solo attraverso una legislazione farraginosa e con sistemi di tutela insufficienti si può mestare nel torbido impunemente. Se poi sfioriamo appena la natura dei costi che gravano sul bilancio sanitario nazionale e il modo come si forma, a prescindere dall’altra pratica degli sprechi, delle truffe e degli appalti truccati dove alcune strutture pubbliche per acquistare una siringa pagano due euro contro i cinquanta centesimi di un’altra, si può avere chiara l’idea della confusione che esiste. E a volte diventa del tutto regolare se prendiamo per buono, quanto ci dicono i fornitori che sono diventati dei creditori che per avere il dovuto devono aspettare, se non certo anni di sicuro molti mesi con uno Stato che si rivela un pessimo pagatore. A questo punto l’unica strada che a loro resta è di rivalersi sui costi dell’unità prodotta.
Per non parlare di una sanità che deve fronteggiare il riacutizzarsi se non al cronicizzarsi di alcune malattie “ambientali” per il sistematico inquinamento atmosferico, l’avvelenamento delle falde acquifere e la scarsa attenzione che si ripone sulla qualità dei prodotti alimentari.
Altri oneri derivano, ad esempio, dall’infortunistica stradale. La spesa dovrebbe essere cari-cata per intero sulle società assicuratrici e invece si evita facendo così mancare un buon introito compensativo.
Manca, e qui aggiungo la ciliegia sulla torta della disfunzione sanitaria, una forte capacità organizzativa e una visione d’insieme dell’assistenza e soprattutto nel mancato rendersi conto che risparmiare si può e si deve e che alla fine si può andare a regime assicurando migliori servizi e introducendo tecniche d’intervento più efficaci e risolutive. Basta guardarci intorno con l’occhio del costruttore e non di quello del distruttore. (Servizio Fidest)

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Cos’è l’atassia di Friedreich

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

L’Atassia di Friedreich (AF) è dovuta alla mancanza della proteina mitocondriale denominata fratassina che induce degenerazione dei fasci spinocerebellari del midollo spinale provocando atassia (mancanza di coordinazione nei movimenti). Si manifesta generalmente tra l’età scolare e i venticinque anni di età, più raramente (in circa il 15% dei casi) in età più avanzata. Le prime manifestazioni comportano difficoltà nell’equilibrio e nella coordinazione motoria. Non è raro che le persone affette da AF debbano ricorrere entro una decina d’anni dal suo esordio all’uso di una sedia a rotelle.
Le persone colpite dall’AF hanno un’intelli-genza del tutto normale, possono dedicarsi a qualsiasi attività o lavoro intellettivo e avere una normale vita di relazione. La malattia si trasmette geneticamente con modalità autosomica recessiva. Se i genitori sono entrambi portatori sani, la proba-bilità di trasmettere la malattia è del 25% a ogni gravidanza. l’AF colpisce così dei bambini o degli adolescenti ogni 50000.
La diagnosi si effettua con uno specifico test di indagine genetica E’ inoltre possibile indivi-duare i portatori sani e effettuare diagnosi prenatale.
Esiste una terapia? Nonostante le nume-rose ricerche, ora non è disponibile una cura efficace e gli approcci terapeutici a oggi esistenti sono in grado di trattare esclusivamente i sintomi. Risulta, pertanto, importante l’aiuto che i pazienti possono ricevere dal supporto fisioterapico e dagli ausili. (Lancio Fidest)

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Prevenzione andrologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Dopo l’abolizione del servizio di leva si sono, in pratica, azzerati gli screening di massa dei giovani maschi. L’aspetto è stato sottovalutato perché si ritiene che non siano importanti e diffusi i problemi di carattere sanitario come sterilità e disturbi sessuali. Un aspetto disatteso, per contro, può determinare conseguenze sul piano sociale e psicologico anche gravi per la semplice ragione che molti adolescenti crescono convinti di avere un problema sessuale non risolvibile finendo con l’interagire nei confronti dell’altro sesso spesso in maniera aggressiva, con disagio e con un senso di inadeguatezza. Oppure, in altri casi, sono messi in moto comportamenti pericolosi come la ricerca e l’assunzione di droghe nel vano tentativo di mitigare il disagio che tale condizione comporta, illudendosi di poter migliorare le prestazioni sessuali. In altri casi poi i ragazzi mettono in atto comportamenti di “evitamento” cercando l’incontro con ragazze dal profilo più basso riguardo a quanto potrebbero aspirare. Ciò si potrebbe evitare se vi fossero strutture adeguate dedicate agli adolescenti maschi per la prevenzione delle malattie andrologiche. La situazione oggi è sottovalutata poiché si dimentica, con eccessiva leggerezza, che proprio dai dati raccolti alla visita di leva si ebbe la consapevolezza dell’ampiezza del problema se consideriamo che i giovani al 70%, a diciotto anni, presentassero una patologia che li esponeva al rischio di sterilità e a disturbi sessuali. Ora che questi dati non sono più rilevabili i pericoli derivanti da tali situazioni non sono di certo svaniti. Come porvi riparo? Per gli andrologi è necessario emanare una specifica legge che abbia in sé due contenuti necessari per fare una vera prevenzione e sono: dotarsi di strutture andrologiche autonome in ogni ospedale o ASL e creare una rete d’assistenza in grado di visitare tutti gli adolescenti maschi. Tale rete dovrebbe prevedere una stretta collaborazione tra medico di medicina generale e specialista Andrologo. Ai medici di medicina generale sarebbe affidato il compito dello screening di primo livello con la risoluzione dei casi più semplici. Mentre allo specialista andrologo sarebbero inviati i casi patologici o quelli più complessi. In alternativa qualcuno, ha avanzato l’idea di un modello d’assistenza diverso basato su uno screening da fare nelle scuole. Immaginare, tuttavia, di fare un intervento nelle Scuole, avrebbe significato affrontare tre problemi che farebbero molto probabilmente naufragare l’iniziativa di prevenzione.
Il primo risiede nel fatto che nelle scuole secondarie non ci sono tutti i ragazzi e sono proprio quelli più emarginati, quelli che non vanno a scuola, che hanno più bisogno di assistenza.
Il secondo è che se si attua un programma di prevenzione nelle scuole bisognerebbe fare un programma analogo per le ragazze, che invece hanno problematiche differenti.
Inoltre proprio i più timidi, potrebbero avere disagio a far sapere ai coetanei e alle ragazze di essere visitati o di non aver voluto fare la visita. Del resto la visita delle ragazze non avviene nelle scuole ma riservatamente negli ambulatori medici.
Infine entrare nelle scuole sistematicamente, su tutti i ragazzi pone un problema pratico di strategia per avere una serie di autorizzazioni e attivare una sequela di competenze nazionali che spesso sono in conflitto e di ostacolo alla realizzazione di un programma di screening.
A questo punto per poter quindi modificare questa situazione e riuscire a “farsi vedere” dalla classe politica e dare un futuro sereno ai ragazzi, non abbiamo bisogno ricerche scientifiche ma di creare un movimento di opinione per ottenere una Legge Regionale. (Redazione Fidest)

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Pesce crudo e anisakis

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Mangiare il pesce crudo e prendersi l’anisakidosi. E’ un rischio concreto perché va di moda mangiare pesce crudo, in particolare il sushi e sashimi. L’Anisakis è un verme di 3-4 cm, che può infestare praticamente tutti i pesci ma le specie più frequentemente colpite sono l’aringa lo sgombro, il tracuro, il melù, il pesce sciabola, il merluzzo, le acciughe, la sardina e le triglie. Nessuna area di pesca marittima può essere considerata immune da larve di Anisakis. Il vermetto provoca dolori addominali, diarrea, nausea, vomito, perforazioni dell’in-testino e dello stomaco. A questi rischi ora se ne aggiunge un altro: l’allergia. Le reazioni allergiche alle larve di Anisakis comprendono gastroenterite e sintomi di natura reumatologica e dermatologica. E’ quanto rivela uno studio dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. La soluzione e’ la cottura del pesce perché l’anisakis non resiste a temperature superiori a 60 gradi. La legge prevede che i pesci consumati crudi devono essere lasciati nel congelatore per 24 ore a -20 gradi. La prescrizione vale anche per un piatto molto popolare: le alici marinate. Il succo di limone o l’aceto non bastano a uccidere il parassita, occorre appunto la refrigerazione prolungata. Sarebbe interessante chiedere ai ristoratori se le alici, o comunque il pesce crudo, che ci servono hanno passato una giornata nel congelatore. (Redazione Fidest)

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Sopravvivenza infantile

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Ogni anno 10,5 milioni di bambini muoiono prima del 5° anno di vita: oltre 29.000 al giorno. La maggior parte di queste morti sono prevenibili. La polmonite, rivela un rapporto presentato da UNICEF e OMS, risulta la principale causa di mortalità infantile sotto i 5 anni: oltre 2 milioni di bambini ogni anno, più di quanti muoiono a causa di AIDS, malaria e morbillo messi insieme. Sulla lotta alla mortalità infantile, occorre accrescere la conoscenza delle tematiche correlate e promuovere gli interventi per ridurla di 2/3 entro il 2015, in linea con il 4° Obiettivo di sviluppo del millennio. In vista del termine ultimo del 2015, appare chiaro che il 4° Obiettivo di sviluppo del millennio non sarà raggiunto se la comunità internazionale non mobiliterà le risorse economiche e la volontà politica necessarie a promuovere la sopravvivenza infantile.
Il fallimento non è inevitabile; l’obiettivo può essere raggiunto se ci sarà la necessaria volontà. La mortalità infantile va affrontata nell’ambito di “un’assistenza costante” alla salute materna, neo natale e infantile, e con riferimento ad alcune delle principali cause di mortalità infantile, come la malnutrizione, la malaria e l’HIV/AIDS. Il convegno odierno esamina le soluzioni possibili – ad esempio l’approccio denominato Iniziativa accelerata per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’infanzia, che sta contribuendo a ridurre la mortalità infantile in alcune parti dell’Africa occidentale – per diffondere su scala globale gli interventi sanitari di provata efficacia. (Redazione Fidest)

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Nanotecnologia e alimentazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Il futuro degli alimenti sarà contrassegnato dall’infinitamente piccolo. Tutto quello che mangiamo, nei prossimi anni avrà avuto a che fare, in una delle sue fasi di produzione, con la nanotecnologia. E’ quella scienza che consente di manipolare e controllare i materiali a livello di atomo e molecole (materiali di dimensioni che variano approssimativamente da 0,1 a 100 nanometri, cioè un milionesimo di millimetro) per, ad esempio, conservare più a lungo il cibo confezionato, renderlo resistente al calore e alle contaminazioni batteriche, ma anche per impedire l’alterazione della struttura e del sapore dei prodotti conservati in frigorifero. Si stanno studiando sistemi di ‘Smart packaging’ in grado di proteggere meglio gli alimenti e aumentare le tecniche di monitoraggio che permettono la tracciabilità del prodotto dal produttore al consumatore. Materiali di imballaggio più leggeri e più flessibili che sono più resistenti al calore, alla luce, al danno meccanico e materiali in grado di assorbire l’ossigeno e l’umidità ci aiuteranno a mantenere freschi gli alimenti più a lungo. Nanoparticelle dotate di proprietà antimicrobiche e con superfici repellenti allo sporco si spera trovino un’applicazione diffusa nei materiali di confezionamento e nei macchinari utilizzati nei processi di produzione degli alimenti. Inoltre vi sono le pipeline, materiali che possono modificare le loro proprietà in base alle condizioni interne o esterne, come ad esempio la temperatura, e quelli che si autoriparano in caso di strappamento o bucatura. Un’altra idea innovativa è l’utilizzo di nanosensori all’interno delle confezioni in grado di rilevare piccolissime quantità di sostanze chimiche come quelle rilasciate dagli alimenti quando iniziano a deteriorarsi. Il consumatore si accorge del deterioramento o della contaminazione del prodotto attraverso il cambio di colore della confezione. La nanotecnologia non ha nulla a che vedere con i nano inquinanti. La nanotecnologia promette molto, ma crea anche inquietudini. Tempo fa la Commissione Europea ha dibattuto con esperti e scienziati di varie branche per capire se fosse necessario disciplinarne le applicazioni in campo alimentare. Poiché nessuno sembra ancora in grado di dare risposte convincenti alle domande più pressanti dei consumatori, Bruxelles ha deciso di non regolare la materia e di risolvere la questione con un codice di comportamento per le aziende interessate. In pratica, un via libera. Il codice richiesto prevede dei criteri piuttosto semplici e prevedibili; si limitano a suggerire prudenza ed eticità per non danneggiare la salute e l’ambiente. (Redazione Fidest)

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Qualità dell’acqua: Controlli continui

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

In riferimento a quanto pubblicato recentemente dalla stampa in merito ai controlli sulla presenza di sostanze chimiche nell’acqua, è necessario anzitutto distinguere tra l’acqua distribuita in rete e l’acqua prelevata dai pozzi prima dei trattamenti. Sia i pozzi sia l’acqua in rete vengono costantemente monitorati attraverso campionamenti effettuati dall’Asl e analisi svolte dall’ARPAT, oltre a quelli fatti dal Gestore (Acque S.p.A.) in auto-controllo. La frequenza dei campionamenti per il rilevamento dei parametri chimici è tale da garantire il monitoraggio efficace della qualità dell’acqua distribuita.
Resta la costante di una procedura per la valutazione del livello di inquinamento dei pozzi e per il monitoraggio più frequente della rete. E’ richiesto, inoltre, di installare a scopo precauzionale un sistema di trattamento aggiuntivo volto a evitare qualsiasi passaggio della sostanza nell’acqua distribuita dalla rete. L’indagine dovrà stabilire le cause di una eventuale contaminazione, che potrebbero risalire anche a parecchio tempo fa dal momento che il CVM è il prodotto di degradazione di altre sostanze chimiche clorurate. Oltre a questo stretto controllo, più in generale, è fondamentale l’impegno a evitare la contaminazione all’origine dell’acqua (che vede diverse segnalazioni nel nostro Paese), mediante un’oculata pianificazione e programmazione del territorio, in particolare di insediamenti produttivi che utilizzano sostanze pericolose. La qualità dell’acqua è un problema primario per la salute e questa deve essere tutelata in modo assolutamente prioritario, come adesso avviene. (Redazione Fidest)

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Diarrea del viaggiatore

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

La Diarrea del Viaggiatore è considerata la sindrome clinica più frequente nei viaggiatori internazionali. Studi epidemiologici recenti hanno dimostrato che essa interessa dal 20 all’80% dei viaggiatori internazionali che si recano in paesi del Medio-Oriente, dell’Africa, del continente indiano, del Sud Est Asiatico e dell’America latina (1 su 5, 4 su 5 a seconda dei diversi studi). La diarrea può essere associata a nausea, vomito, crampi addominali e febbre. Vari batteri, virus e parassiti sono responsabili della Diarrea del Viaggiatore, ma i batteri sono responsabili della maggior parte dei casi, in particolare l’Escherichia Coli Enterotossica (ETEC). I viaggiatori devono prestare grande attenzione a tutti gli alimenti e bevande compresi quelli serviti negli hotel e nei ristoranti di qualità al fine di ridurre il rischio di contrarre la Diarrea del Viaggiatore o di contrarre altre malattie trasmesse da cibo e acqua contaminati come l’Epatite A, il Colera e la Febbre tifoide.
Il rispetto delle norme di sicurezza alimentare rappresenta la misura più efficace di prevenzione:
– evitare il cibo che è stato tenuto a temperatura ambiente per parecchio tempo, come il cibo dei buffet e quello dei venditori ambulanti
– evitare gli alimenti crudi ad eccezione della frutta e della verdura che possono essere sbucciate o pelate personalmente dal viaggiatore
– bere solo acqua imbottigliata, evitare il ghiaccio e non lavarsi i denti con acqua non potabile
– No a uova crude o insufficientemente cotte
– No a gelati di origine dubbia, compresi quelli venduti per strada
– In certi paesi del Centro e Sud America o dell’Asia il pesce e i crostacei possono contenere tossine pericolose
– Attenzione al latte. Bollire quello non pastorizzato.
Pur essendo di buon senso, le norme di sicurezza alimentare vengono rispettate poco anche da persone colte e avvedute. In uno studio della nostra Società Italiana di Medicina del Turismo (2009), il 39% dei medici italiani ammetteva di aver commesso almeno un errore alimentare durante un viaggio all’estero. Un’altra misura di prevenzione contro la Diarrea del Viaggiatore è rappresentata dalla vaccinazione anticolerica, in quanto il vaccino in uso anche il Italia (Dukoral) fornisce una protezione crociata nei confronti dell’Escherichia Coli Enterotossica, responsabile dell’80% dei casi di Diarrea del Viaggiatore. Altri importanti vaccini contro gravi malattie causate da cibo e bevande sono quelli contro l’Epatite A e la Febbre tifoide. Nei casi in cui la diarrea persista anche al ritorno, occorre compiere l’esame colturale delle feci e le necessarie indagini ematochimiche per escludere patologie come amebiasi, giardiasi e brucellosi. (Da un articolo del dott. Walter Pasini Presidente Società Italiana di Medicina del Turismo) (Redazione Fidest)

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Disidratazione: il nemico numero uno per la salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Le ondate di calore rappresentano un importante rischio per la salute pubblica specie per la popolazione anziana cui manca lo stimolo della sete quando il corpo si disidrata. Le ondate di calore sono tanto più pericolose quanto maggiore è l’intensità, il tasso di umidità, la durata e quando il caldo persiste nelle ore notturne. I rischi del caldo sono legati agli effetti della disidratazione, condizione fisiopatologica che comporta una serie di effetti sul rene, sul cervello e sull’apparato cardiovascolare. Il rischio principale delle ondate di calore è rappresentato dal colpo di calore che si caratterizza per una grave alterazione dei meccanismi di termoregolazione e per l’incapacità dell’organismo di disperdere calore. La temperatura interna può salire fino a 40/41 gradi, mentre la sudorazione diminuisce fino ad arrestarsi. Compaiono cefalea, confusione mentale, fatica a respirare. Nei casi gravi compaiono insufficienza renale, collasso cardiocircolatorio, aritmie, danno cerebrale e coma. Il colpo di calore può portare a morte in poche ore dall’inizio dei sintomi e miete vittime nei soggetti defedati e in quelli affette da patologie croniche. Prima dell’arrivo del soccorso medico, il trattamento consiste nel porre il paziente in ambiente fresco e ventilato, al riparo dal sole; nel toglierli i vestiti, bagnargli il corpo con asciugamani inumiditi, nell’applicargli una borsa di ghiaccio sul capo. Il trattamento medico deve prevedere il monitoraggio della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, del volume sanguigno e della funzionalità renale. Per prevenire il colpo di calore e gli altri danni da calore specie negli anziani occorre soprattutto non lasciarli soli ad affrontare l’ondata di calore, occorre limitarne l’esposizione al caldo dotando qualche ambiente di aria condizionata, ventilando le stanze in cui vivono, aiutandoli a fare docce frequenti e soprattutto aiutandoli a bere acqua in quantità sufficienti a evitare la disidratazione, L’assunzione di acqua deve avvenire nell’intero corso della giornata senza aspettare lo stimolo della sete per una quantità totale di 1,5-2 litri che può variare a seconda delle condizioni cliniche del soggetto e dello stato di salute. L’assunzione di bicchieri di acqua durante l’intero arco della giornata deve essere considerata una misura salva-vita. I pasti devono essere leggeri, ricchi di frutta e verdura. Da evitarsi le bevande zuccherine, specie quelle ricche di caffeina e teina in quanto aventi effetti diuretici. L’acqua deve essere fresca per abbassare la temperatura interna. (Da un articolo del dott. Walter Pasini Presidente della Società Italiana di Medicina del Turismo) (Redazione Fidest)

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Invecchiare bene si può

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

«Creare la figura del geriatra di base e responsabilizzare il medico di famiglia, il primo anello della catena di spesa sanitaria». Subito dopo s’impone un altro aspetto del problema: come migliorare le condizioni dell’invecchiamento degli italiani? Dobbiamo innanzitutto capire qual è la sua entità. Diciamo che il 34,6% della popolazione italiana ha raggiunto i 65 anni, e se osserviamo il fenomeno a livello mondiale sappiamo che gli over 65 nel mondo passeranno dagli attuali 756,45 milioni a più di un miliardo e 400 milioni. Negli anni abbiamo riempito il territorio di consultori, dove si trovano tutte le professionalità mediche: psichiatri, sociologi, pediatri di base ecc. È incomprensibile come in un paese che invecchia progressivamente come l’Italia, ancora non si sia pensato di istituire la figura del geriatra di base che punti sulla prevenzione per migliorare le condizioni di vita dell’anziano. Dobbiamo inoltre tornare ad attribuire al medico di famiglia quel ruolo centrale che merita. È il medico di medicina generale che può decidere della spesa farmaceutica, diagnostica e specialistica. C’è poi scarsa sinergia tra medico di famiglia, guardia medica, servizi territoriali, pronto soccorso ecc. L’informatizzazione dei dati sanitari potrebbe aiutare a tenere sotto controllo la situazione medico-sanitaria del territorio. Lo stesso medico ospedaliero, in caso di ricovero, troppo spesso non fa che ripetere visite specialistiche e diagnostiche già prescritte al paziente dal medico di medicina generale, con il risultato di raddoppiare la spesa e i tempi di cura». Il servizio sanitario nazionale in generale funziona. Ma negli ultimi 15 anni, non siamo riusciti ancora a definire né i livelli di assistenza sanitaria né quelli socio-assistenziali di base, né a rendere uniforme la qualità del servizio su tutto il territorio nazionale. Tutto ciò rende difficile contribuire al miglioramento delle condizioni degli anziani e non solo. (Redazione Fidest)

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Cartella clinica elettronica

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Negli ultimi anni, le aziende ospedaliere e tutto il mondo della sanità si sono spesso trovati in prima linea nell’introduzione di nuove tecnologie e nella ricerca di applicazioni innovative che potessero da un lato migliorare la qualità del servizio per il paziente, dall’altro ridurre i costi e aumentare l’efficienza e l’efficacia dei processi. La cartella clinica elettronica permette alle aziende sanitarie di ridurre i costi e consente un migliore flusso delle informazioni, che diventano disponibili in modo più sicuro, rapido e omogeneo. In Italia il valore del mercato della cartella clinica elettronica è di circa € 58 milioni, con un tasso di crescita medio del 14.9% nel periodo 2012-2017. L’Italia sembra quindi seguire più di ogni altra nazione gli esempi virtuosi degli ultimi tre anni, rappresentati da Regno Unito, Germania e Francia. Grazie alle importanti iniziative governative e private che l’Italia sta portando avanti nel settore dell’e-Health, il mercato della cartella clinica elettronica raggiungerà un valore pari a circa € 190 milioni nel 2018. I centri studi della Fidest a questo riguardo hanno indicato una possibile introduzione della cartella clinica introducendola nel chip della tessera sanitaria. I vantaggi sono innumerevoli se ad esempio, le ambulanze fossero dotate di appositi lettori potrebbero in tempo reale venire a conoscenza di dati preziosi in specie per terapie d’urgenza come per gli infarti e gli ictus. Lo stesso dicasi per i pronti soccorsi anche per l’assegnazione dei codici di gravità. (Redazione Fidest)

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Pentastellati e la politica italiana: Una storia di ieri che resta d’attualità

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Traduzione dell’intervista a Ignazio Corrao, Efdd/M5S, pubblicata dal quotidiano belga Le Soir
Come reagite alla nomina di Carlo Cottarelli?
Si capisce benissimo che questa decisione era pronta e probabilmente pianificata: il Presidente Mattarella ha convocato immediatamente Cottarelli dopo aver rifiutato di nominare il nuovo governo del cambiamento.
Il nome di Savona era percepito come quello di un oppositore all’euro…
L’uscita dalla zona euro non era menzionata da nessuna parte nel nostro accordo di coalizione. Questa era una scusa inaccettabile per evitare la nascita del nostro governo. Savona era stato già ministro di un governo tanti anni fa (quello di Carlo Azeglio Ciampi, nel 1993-94 ndr), e ciò non aveva posto alcun problema. Savona non ha mai detto che contava di portare il nostro Paese fuori dall’euro o dell’Unione europea.
Il presidente Mattarella ha rifiutato di nominare Savona perché, come ha spiegato, il nome del ministro delle Finanze costituisce un messaggio ai partner stranieri e ai mercati.
Il messaggio che il Presidente della Repubblica ha mandato è, primo, che la voce popolare non è rispettata in Italia, secondo, che la maggioranza scelta dai cittadini non è stata accettata, terzo, che l’Italia è una colonia dei mercati, della Germania e di tutti quelli che hanno interessi finanziari nel nostro Paese. Noi siamo favorevoli a una Europa forte dove l’Italia non sia sottomessa agli altri Paesi, ma giochi il ruolo di grande Paese e di Paese fondatore dell’UE quale è.
Parlare di colonia non è un po’ particolare quando un Paese ha un debito che raggiunge il 130% del suo PIL, ciò che lo mette necessariamente in una certa situazione di dipendenza di fronte ai suoi creditori?
Ok, ma questo non giustifica che si neghi il risultato delle elezioni. Noi non abbiamo mai detto che avremmo cessato di pagare i nostri debiti. Al contrario, abbiamo detto che vorremo lavorare coi nostri partner europei. Ma se si decide che il governo è scelto dalle agenzie di rating, allora sopprimiamo le elezioni e la volontà popolare. Questo è un brutto precedente per l’Unione europea e per il concetto di democrazia stessa.
Non avete detto mai o scritto di volere uscire dell’euro. Ma riconoscete che la vostra politica di bilancio avrebbe messo l’Italia sulla via di un shock frontale con tutto il sistema economico e monetario della zona euro?
Non abbiamo mai evocato questa prospettiva. Come membro del Parlamento europeo ho lavorato a rafforzare l’UE e la nostra direzione politica, in particolare quella di Luigi Di Maio, era sempre orientata al rafforzamento del progetto europeo. Quello a cui vi riferite è il lavoro di forze esterne all’Italia o di chi ha perso le elezioni e che hanno voluto evitare la nascita di un governo fra Movimento 5 Stelle e Lega.
Non avete l’idea che Matteo Salvini, il leader della Lega, abbia giocato la politica del sempre peggio, senza fare tutto ciò che era possibile per installare il vostro governo, perché ha visto i sondaggi progredire in suo favore?
Non possiamo prevedere ciò che accadrà nei prossimi giorni: bisognerà aspettare un po’ per comprendere ciò che voleva la Lega. Ma hanno partecipato lealmente alla creazione di questo governo e il suo programma. (fonte: Movimento cinque stelle)

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intervista rilasciata da Luigi Di Maio al Corriere della Sera

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

D. Chiusa la partita delle Camere, si apre quella del governo. C’è la necessità di dare un esecutivo al Paese. Con chi?
R. Abbiamo sempre detto che la partita sulle presidenze delle camere è slegata da quella del governo, ma da oggi chi vuole lavorare per i cittadini, sa che esiste una forza affidabile e seria che dialoga con tutti e si muove compatta per il bene del Paese. Siamo riusciti ad eleggere un presidente della camera del MoVimento 5 Stelle e questo risultato straordinario lo consideriamo il primo passo per realizzare il cambiamento che i cittadini ci hanno chiesto con il voto del 4 marzo. Ora ci rimettiamo al lavoro per concludere l’opera.
D. Non avendo voi la maggioranza quali compromessi sareste disposti a fare per ottenere il sostegno di altri partiti? Rinuncereste a che cosa?
R. Gli italiani hanno detto chiaro e tondo che non vogliono più sentir parlare di compromessi. Questa partita della presidenza della Camera l’abbiamo vinta con intelligenza, senza nessun compromesso ma rimanendo fedeli a noi stessi e ai nostri valori. Non volevamo che persone sotto processo o con condanne alle spalle sedessero sulle poltrone delle presidenze di Camera e Senato e così è stato; abbiamo parlato con tutti ma alla luce del sole, raccontando passo passo ai cittadini l’esito dei nostri incontri. Questo è il metodo cinque stelle a cui non abbiamo mai abdicato e che adotteremo per il governo e per altre partire cruciali come la scelta delle partecipate: al centro continueranno a esserci i temi, le cose da fare, il merito è la trasparenza.
D. Sarebbe disposto a nominare ministri di altri partiti? O solo dei tecnici?
R. Noi abbiamo presentato prima delle elezioni una squadra di governo patrimonio del Paese e non solo del M5S. Se si dovrà parlare dei nomi di ministri lo deciderà Mattarella e sarà con lui che se ne parlerà. Con le forze politiche parleremo di temi, perché così non ci saranno più scuse per non affrontare i problemi della gente.
D. Quanto vale oggi la lista dei ministri a suo tempo inviata a Mattarella?
R. Per noi è la migliore squadra possibile, fatta di uomini e donne scelti perché rappresentano il profilo migliore per dare agli italiani le risposte che attendono da anni.
Allo stato attuale quante possibilità ci sono secondo lei che si torni alle urne?
Io sono ottimista, il M5S ha dato prova di grande solidità, abbiamo avviato brillantemente questa XVIII Legislatura eleggendo i presidenti delle camere in poco più di 24 ore. Roberto fico ha ottenuto una maggioranza ampissima con 422 voti.
D. Farebbe un passo indietro per sostenere un premier tecnico che ci riporti al voto?
R. Questi sono metodi del passato che noi non accettiamo più, insistere su questa strada significa non avere capito il messaggio chiaro che ci hanno dato gli elettori, stanchi di essere governati da presidenti che non sono stati eletti da nessuno. Il 4 marzo oltre 11 milioni di italiani hanno indicato chiaramente una forza politica e un candidato premier e credo sia arrivato il momento che le altre forze politiche ascoltino il segnale arrivato dalle urne.
D.Da questa fase l’intesa tra voi e la lega esce rafforzata. Governereste con Salvini anche solo per rifare la legge elettorale? Che intese potete trovare con la Lega?
R. Noi abbiamo dimostrato di essere aperti a tutti per il bene del Paese purché il dialogo e il confronto restino incentrati sulle priorità dei cittadini e non delle forze politiche: taglio delle tasse, superamento della Legge Fornero, welfare per le famiglie, lotta alla disoccupazione giovanile.
D. Che impressione si è fatto di Salvini?
R. Salvini ha dimostrato di essere una persona che sa mantenere la parola data
D. Fico presidente cosa significa per Il Movimento? E per lei? Rappresentate le due anime del Movimento
R. È ora di sfatare una volta per tutte questa leggenda delle due anime del M5S, io e Roberto abbiamo condotto questa partita unita e insieme l’abbiamo vinta. Roberto è una garanzia perché incarna le battaglie che il M5S porta avanti da sempre. La sua sarà una presidenza del cambiamento, da simbolo della casta la Camera dei Deputati con lui diverrà il luogo dove si rimette al centro il cittadino.
D. Avete bruciato Fraccaro apposta per poi proporre Fico…
R. Io voglio dire grazie a Riccardo, che ha deciso di fare un passo indietro per il bene del M5S e ha dimostrato di saper lavorare per un progetto e non per se stesso. Tutto il M5S gli è grato per questo.
Avete parlato lei e Fico del primo punto programmatico della sua presidenza?
Nel suo primo discorso in aula Roberto ha già parlato chiaro: diremo basta agli sprechi e a privilegi ingiusti e incomprensibili, a partire dai vitalizi. Il Parlamento deve saper dare il buon esempio. State a vedere quello che saremo in grado di fare con la presidenza della camera e immaginate cosa potremo fare se andremo al governo.
D. Sì dice che la presidenza di Fico rafforzi indirettamente un vostro dialogo con la Lega attutendo contrapposizioni interne
R. Fico è stato proposto per il suo valore, per le sue battaglie in questi anni, non ci sono strategie dietro il suo nome.
D. Era a colazione con Grillo. Lo ha avvertito dell’esito della trattativa? Cosa ha detto?
R. Che è molto Orgoglioso di noi.
D. Ha posto un veto sulla proposta di incontrare Berlusconi?
R. Sì e sono fiero di averlo fatto, perché questo ci ha permesso di ottenere la presidenza della camera senza snaturarci, senza scendere a compromessi e rimanendo fedeli ai nostri valori. Non ci siamo sporcati le mani con un Nazareno bis. (fonte: il blog delle stelle)

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Intervista sindaco di Napoli a Canale 21 e il “caso” De Luca

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

«Il presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca con il suo atteggiamento sta dimostrando, ancora una volta, uno scarso senso del rispetto delle istituzioni e non so se ridere o piangere per le sue affermazioni. Frasi al limite della calunnia nei miei confronti».
Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, nel corso della consueta intervista settimanale per “Rebus” rilasciata al direttore editoriale del VG21 Gianni Ambrosino, a proposito delle frasi usate da De Luca per criticare la giunta de Magistris e il boom di voti nel Casertano del MoVimento 5 Stelle.
«E’ un ulteriore tassello di una sequela che inizia ad essere francamente inaccettabile da parte di De Luca e non solo per il giudizio espresso nei riguardi dell’Amministrazione comunale, che definisce la peggiore d’Italia – ha detto ancora il sindaco de Magistris – E’ grave che lui dica che noi non siamo interlocutori, visto che ogni volta che proviamo a contattarlo al telefono o anche se gli inviamo una email lui non ci risponde. Evidentemente non vuole il dialogo istituzionale tra Comune e Regione e questo è un fatto che non accade in nessuna altra parte d’Italia. C’è una totale assenza di rispetto, verso gli amministratori pubblici della città di Napoli e anche verso gli stessi cittadini, da parte di chi ha avuto insieme a Renzi una durissima batosta elettorale. Lui e Renzi sono due perdenti. E’, poi, gravissimo quando De Luca dice che qui da noi ci sarebbero i mandanti politici dei suoi contestatori. Qui nessuno è mandante di nessuno – ha chiarito de Magistris – Noi siamo democratici e non violenti, aperti sempre al dialogo istituzionale e nessuno insinui fatti calunniosi che noi siamo pronti a denunciare. Dico a De Luca mò basta con queste frasi. Io sono uomo del dialogo e se lui mi chiama, anche adesso sono prontissimo a incontrarlo e a parlare per il bene dei cittadini di Napoli e della Campania».
Alla domanda del direttore Gianni Ambrosino in merito ad una sua possibile candidatura alla carica di governatore alle prossime Regionali, il sindaco de Magistris ha risposto con una battuta: «Il rischio è che laddove non ci riescono mia moglie e i miei familiari a convincermi a candidarmi a governatore, sia proprio De Luca con questi suoi attacchi continui e questo suo atteggiamento a convincermi ad accettare la candidatura, anche se ribadisco ancora una volta la mia volontà di fare al meglio il sindaco di Napoli».
De Magistris, poi, con soddisfazione ha parlato del trionfo del cinema targato Napoli ai David di Donatello.
«Napoli ha dominato i David di Donatello – ha detto il sindaco – Intense interpretazioni, magiche scenografie, fotografia straordinaria, costumi originali, bellissimi testi e magnifiche musiche, grandi produzioni ed effetti digitali davvero speciali con Napoli sempre al centro delle macchine da presa. Queste sono le cose belle della nostra splendida città». L’intervista integrale va in onda alle 19.50 ed alle 23.30 su Canale 21.

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Tutela lavoro rappresentanti commercio

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

250 mila agenti e rappresentanti di commercio chiedono al nuovo Parlamento maggiore attenzione per una categoria che è stata duramente colpita dalla crisi economica. Fnaarc, la Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio, aderente a Confcommercio, la più rappresentativa della categoria con 110 Associazioni territoriali, ha avviato in tutta Italia una raccolta firme tra agenti iscritti e non iscritti. La raccolta di firme viene effettuata nelle sedi territoriali della Fnaarc, e proseguirà fino al 30 aprile.Le richieste della Fnaarc sono: Irap, definizione per legge di cosa si intende per “autonoma organizzazione”, assolvendo gli agenti individuali dal pagamento di questa tassa; riduzione della contribuzione Inps per i giovani agenti; attualizzazione del valore di deducibilità per l’acquisto dell’automobile; no all’aumento dell’Iva dal 1° gennaio 2019 in sintonia con Confcommercio.“Gli agenti rappresentano l’insostituibile intermediazione del mercato e svolgono un ruolo propulsivo nell’attuale ripresa – dichiara Alberto Petranzan, presidente della Fnaarc – Non chiediamo favoritismi, ma soltanto il giusto adeguamento di leggi e regolamenti che riguardano la categoria”.Una seconda parte della raccolta firme riguarda l’abolizione della carta carburanti (dal 1° luglio 2018) e la sua sostituzione con la fattura elettronica per la detrazione del costo e relativo recupero dell’Iva. La Fnaarc chiede che il cambiamento non finisca col penalizzare gli agenti con nuovi costi amministrativi di gestione ed aggravio della burocrazia. Si chiede che le norme attuative prevedano l’utilizzo di POS o di carte finalizzate in grado di semplificare il processo, automatizzando l’emissione della fattura elettronica.

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La Fidest cambia pelle

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018


I lanci d’agenzia della fidest (storico) sono visibili su:

https://fidest.wordpress.com 

La Fidest è un’agenzia stampa a diffusione gratuita.

Fidest is a free circulation press agency

Ho deciso di chiudere una porta ma avendo contestualmente l’accortezza di aprirne un’altra più diretta e personale. In questo ambito riscopro la mia anima di opinionista sui temi che più da vicino toccano la nostra natura e ci permettono di interagire con chi avrà la bontà di seguirmi condividendo o criticando la mia linea di pensiero sui grandi temi di attualità: politica, sociale, economia.

I decided to close a door but at the same time have the foresight to open another one that is more direct and personal. In this context I rediscover my soul as a commentator on the themes that closely touch our nature and allow us to interact with those who will have the goodness to follow me by sharing or criticizing my line of thought on the major topics of current affairs: politics, society, economy .

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“La buona scuola violenza inaccettabile”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

chimientiMoney.it ha intervistato Silvia Chimienti, deputata per il Movimento 5 Stelle e membro della VI commissione permanente Finanze della Camera dei Deputati. Dalle problematiche della Buona Scuola ai chiarimenti sul programma del Movimento 5 Stelle, Silvia Chimienti ha espresso il proprio parere sul futuro della scuola italiana, rilevando i punti critici ed individuando le soluzioni.“Sono innumerevoli le misure della Buona Scuola che non hanno funzionato” – ha dichiarato l’onorevole Silvia Chimienti, da sempre in primo piano per i temi riguardanti l’istruzione, aggiungendo che il fallimento della Legge 107/2015 è dimostrato “dal fatto che recentemente anche i dirigenti scolastici, categoria inizialmente meno avversa alla riforma renziana, hanno scioperato davanti a Montecitorio per protestare contro la riforma”.“Si poteva fare tutto diversamente e meglio, solo ascoltando un po’ di più la voce di docenti e studenti. D’altra parte il 5 maggio 2015 uno sciopero unitario partecipatissimo portò in piazza un milione di persone contro questa scellerata riforma. Ma questo non fu sufficiente e Renzi decise di apporre la questione di fiducia sulla legge 107. Questo gesto venne vissuto come una vera e propria violenza da parte del mondo della scuola. Una violenza inaccettabile.” Una situazione che per Silvia Chimienti verrebbe risolta qualora il Movimento 5 Stelle riuscisse a governare il Paese: “La differenza sarà una: le nostre misure, i nostri piani assunzionali non avranno il solo scopo di assorbire il precariato scolastico, come avvenuto nel 2015, ma saranno basati sul fabbisogno reale delle scuole. Serviranno a migliorare la qualità e la continuità didattica, a ridurre il numero di alunni per classe, a reinserire gli insegnamenti cancellati dalla Gelmini e a introdurne di nuovi, a ripristinare il tempo pieno nella scuola primaria, a combattere la dispersione scolastica nei territori più difficili”.Nel parlare del programma del Movimento 5 Stelle per la scuola, l’onorevole Silvia Chimienti ha tracciato un profilo di quello che dovrebbe essere il nuovo Ministro dell’Istruzione: “Immagino una persona della società civile, un docente possibilmente. Qualcuno che abbia vissuto da vicino la realtà della scuola nelle aule e nei collegi docenti”.“Mi piacerebbe che il nuovo ministro avesse anche una formazione umanistica e che ponesse al centro delle sue politiche la promozione della lettura, della letteratura, del teatro, delle lingue antiche e moderne” – ha concluso quella che per molti è la candidata favorita alla successione di Viale Trastevere nel caso in cui il Movimento 5 Stelle andasse al Governo.(fonte: fonte http://www.Money.it) (foto: chimienti)

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