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Fintech e Factoring: Evento alla Triennale di Milano

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

Milano 20 giugno 2018 ore 10 Triennale di Milano, Viale Alemagna n. 6 Le nuove tecnologie che cambiano profondamente processi e relazioni con la clientela nel sistema finanziario irrompono anche nel factoring, un settore vitale per l’economia produttiva che vale in Italia il 13% del Pil. La rivoluzione fintech, che apre nuove prospettive e già offre soluzioni operative per le attività e i servizi finanziari a sostegno del capitale circolante delle imprese, sarà al centro del dibattito nella giornata in cui Assifact, l’associazione che riunisce tutti i player del settore, celebrerà il proprio Trentennale.
“Factoring e Fintech” è il titolo della tavola rotonda in programma alle ore 11. Per il factoring il fintech rappresenta un’opportunità o una minaccia? Quali nuovi protagonisti stanno innovando il settore e come? In che modo si può assicurare un corretto bilanciamento fra sostegno allo sviluppo tecnologico, stabilità e concorrenza nel settore del factoring? Stimolati da Alessandro Carretta, Professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, Università di Roma Tor Vergata e Segretario Generale di Assifact, risponderanno a questi interrogativi i docenti ed esperti Federico Caniato, Giorgio De Nova, Claudia Perri e Cristiana Schena, il past president di Assifact Rony Hamaui e il direttore della sede milanese di Bankitalia Giuseppe Sopranzetti.

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44° edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Milano 20 Giugno 2018 Ore 9.30 Palazzo Turati – Sala Conferenze Via Meravigli 9b In occasione dell’evento si terrà la tavola rotonda: “Credito alle famiglie e protezione Evoluzione del mercato e dell’offerta nel nuovo contesto normativo IDD”.

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Biciclette abbandonate

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Milano: Ogni giorni sono alcune centinaia le segnalazioni di utenti che denunciano la presenza di biciclette del bike sharing rotte, distrutte, o comunque parcheggiate in modo da arrecare disturbo alla circolazione. Codacons: “Servono meccanismi più duri per combattere la totale mancanza di cultura e senso civico che dimostrano di avere alcuni cittadini milanesi; non basta il manuale del o la presenza di una specie di patente a punti per chi si rende protagonista di violazioni, ma chiederemo ai gestori di prevedere la presenza di vere e proprie penali per coloro che disprezzano in questo modo il servizio offerto.Chiederemo alle società di Bike Sharing di inserire una clausola con una penale di 500 euro a chi porta la bici a casa o distrugge il mezzo; ed una penale di 200 euro per chi parcheggia la bici in condizioni che possono arrecare disturbo alla libera circolazione dei pedoni.”

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170° anniversario dell’insurrezione di Milano del 1848

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

cinque_giornate_milano.jpgMilano Mercoledì 13 Giugno alle ore 18.15, presso la Biblioteca Vigentina Corso di Porta Vigentina, 15 in occasione del 170° anniversario dell’insurrezione di Milano del 1848, si terrà una conferenza di Pietro Esposito, responsabile del Servizio di Storia Locale del Sistema bibliotecario milanese. Il convegno, che ricorderà quelle eroiche giornate piene di passione civile, che portarono alla cacciata degli austriaci dalla città, sarà ospitato presso la Biblioteca Vigentina, nell’edificio un tempo sede del Collegio Calchi Taeggi (fondato nel 1516 come “Scuola della Carità” per i “giovinetti bisognosi di aiuto”). Ingresso libero fino a esaurimento posti. (foto copyright Christian Flammia)

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Milano: progressiva limitazione alla circolazione dei veicoli diesel

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

Greenpeace apprende con favore quanto dichiarato oggi dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, riguardo la progressiva limitazione alla circolazione dei veicoli diesel sul territorio di Milano. «I provvedimenti annunciati oggi dal sindaco Giuseppe Sala vanno certamente nella giusta direzione specie se, come annunciato, l’orizzonte è una città “diesel free” al 2025», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia. «Su questa materia Sala si dimostra un sindaco coraggioso e attento alla salute dei suoi cittadini. Da qui ai prossimi anni auspichiamo che gli sia presente un dato essenziale: i diesel euro 6, in alcuni casi, inquinano persino di più dei diesel euro 3 che intende giustamente vietare. Si tratta di numeri, non di opinioni, e la fonte è quello stesso istituto – l’International Council for Clean Transportation (Icct) – dalle cui ricerche emerse lo scandalo Dieselgate. Sala faccia presto e faccia con determinazione: Greenpeace è con lui», conclude Boraschi.Greenpeace dallo scorso ottobre ha lanciato una campagna che chiede ai sindaci di Roma, Milano, Torino e Palermo di vietare in tempi brevi la circolazione dei diesel nelle strade delle loro città. L’organizzazione ambientalista ritiene che i piani del Comune di Milano siano una risposta concreta e positiva alle sue richieste. (n.r. per quanto ci è dato sapere Roma tramite la sindaca Raggi si è già pronunciata in tal senso)

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Mostra “Viraggi” dedicata al fotografo Gianni Pezzani

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

Milano martedì 22 maggio dalle 18.30 alle 22 (Orari di apertura mostra: da martedì a sabato 08.30 – 22.00) in occasione della tredicesima edizione del Milano Photofestival, la rassegna annuale di fotografia d’autore, Noema Gallery di Maria Cristina de Zuccato presenta presso Après-coup Bistrot in via Privata della Braida 5 la mostra “Viraggi” dedicata al fotografo Gianni Pezzani. In mostra 20 fotografie realizzate su pellicola di fine anni Settanta e inizio anni Ottanta. Il lavoro di Gianni Pezzani non è concentrato sulla ricerca del colore nella realtà, ma sulle potenzialità dello stesso in fase di post-sviluppo: negativi alla mano, il fotografo munito di pennello, acidi e soluzioni agisce sulla pellicola per modificarne gli effetti, esplorare nuove possibilità e creare un approccio pittorico alla fotografia. Approccio, quello alla pittura, che caratterizza la produzione artistica del fotografo anche per gli anni a venire.
Nei suoi lavori, racconti onirici di un vissuto ben preciso che evidenziano un legame strettissimo con il pensiero, Gianni Pezzani ha da sempre espresso un grande amore per il linguaggio fotografico che lo ha portato a essere uno dei primi fotografi italiani ad approfondire lo studio sul colore, affrancandosi dal predominio del bianco/nero, guardando alle “gerarchie dei viraggi” in sostituzione dei sali d’argento. I lavori presentati da Après-coup Bistrot mostrano come Gianni Pezzani “reinventa un non-colore della fotografia, un colore alienato si potrebbe anche dire, che non è bianco e nero, non è quello chimico delle grandi industrie della pellicola e delle carte a colori. Ma c’è altro perché il fotografo scopre una stesura dei viraggi che ha un rapporto diretto con la pittura che lo accompagnerà negli anni: col pennello, con un bastoncino che ha in cima dell’ovatta fa scorrere soluzioni, acidi sulla superficie, ottiene così determinati colori ..().. e sottende, naturalmente, tutto ciò che la coscienza, il livello conscio, pone ai margini, le pulsioni, le scritture dell’inconscio; per Pezzani il viraggio è, probabilmente, un modo per far affiorare quegli strati più profondi e per porli, dunque, in chiaro”. (Arturo Carlo Quintavalle, “Gianni Pezzani – Ombre”, Skira 2013).Disegnatore, scrittore, fotografo, artista completo classe 1951, Pezzani dialoga con la fotografia e con tutto quello che entra a far parte del suo lavoro, della sua passione. Come ad esempio con le mosche, protagoniste assolute insieme alle parole stampate del progetto “Mouche à lire”, iniziato nel 2010 e tutt’ora in fase di sviluppo: pagine di libri accuratamente selezionate su cui attende che si posi una mosca, immortalandola sulla pagina scritta, a testimoniare una lunga dedizione e passione alla lettura; oppure con gli oggetti della serie “La cucina della mamma sorpresa nella notte”, fotografati da Pezzani come piccoli monumenti.

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Il Policlinico di Milano all’avanguardia nella gestione multidisciplinare del tumore al polmone

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

Milano. Un approccio multidisciplinare e multi-patologia per garantire una corretta gestione del tumore al polmone. È quanto accade al Policlinico di Milano, struttura d’avanguardia nel trattamento di questa neoplasia. L’ospedale gestisce oltre 500 casi di tumore al polmone l’anno di cui 200 chirurgici, e tutti gli iter per la diagnosi e l’impostazione della terapia si realizzano entro 1 mese dalla prima visita, che si può ottenere in soli 7 giorni.
Il tumore del polmone colpisce a livello globale oltre 2 milioni di persone[1], attestandosi come prima causa di morte per gli uomini e terza per le donne, dopo il tumore al seno e al colon. In Italia nel 2017 si sono contati 28mila nuovi casi negli uomini e 13mila nelle donne. Si conferma così come la terza patologia tumorale più frequentemente diagnosticata tra gli uomini (15%) dopo la prostata e il colon, la terza per le donne (6%) dopo mammella e colon, mentre in termini di decessi risulta ancora al primo posto fra i pazienti di sesso maschile (26%). Tabagismo, inquinamento atmosferico e esposizione a cancerogeni professionali sono i principali fattori di rischio. Tra i cancerogeni legati al lavoro, nel 2016 in Italia figuravano ancora l’amianto (181.500 decessi) e la silice cristallina (48.000), responsabili anche di 3.500 decessi per asbestosi (malattia polmonare cronica conseguente all’inalazione di fibre di asbesto) e 10.400 per silicosi (pneumoconiosi causata dall’inalazione di polvere contenente biossido di silicio)[4]. Per quanto concerne l’inquinamento atmosferico, invece, tra i fattori di rischio primari soprattutto per i non fumatori, la Pianura Padana detiene il triste primato di territorio più inquinato d’Europa. Secondo gli ultimi dati OCSE, infatti, quanto a polveri sottili i milanesi sarebbero fra i più esposti a livello nazionale, con Piemonte e Lombardia che superano praticamente tutto il resto del continente.In termini di prevenzione, gli esperti internazionali concordano nel definire essenziali la completa astensione dal fumo e la diagnosi precoce, ovvero la scoperta del tumore quando ancora di dimensioni ridotte. Due elementi che agevolano la gestione chirurgica e/o terapeutica, migliorando di conseguenza la prognosi e la qualità di vita dell’individuo. Per questo, presso il Policlinico di Milano è disponibile un vero e proprio percorso, a cui collabora anche uno specifico ambulatorio, per assistere nella disassuefazione dal fumo, mentre pneumologi e chirurghi toracici si prendono cura del paziente a 360 gradi. Un approccio multidisciplinare, infatti, tramite un percorso definito presso la medesima struttura, consente di ottimizzare i tempi di cura con una conseguente gestione più efficace della patologia.
«Il nostro ospedale organizza i servizi sanitari e sociosanitari necessari al paziente in relazione alle patologie croniche di cui soffre. Supporta il cittadino programmando le prestazioni che devono essere erogate, emettendo le prescrizioni, fissando gli appuntamenti e verificando i referti – spiega Luigi Santambrogio, Direttore della Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone del Policlinico di Milano – inoltre, disponiamo di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per il paziente oncologico toracico, pensato proprio per una sua gestione tramite un’equipe composta da un chirurgo toracico, uno pneumologo, un medico nucleare, un oncologo, un radioterapista e un anatomo-patologo. Il percorso diagnostico-terapeutico del paziente affetto da nodulo polmonare è solitamente così strutturato: PET total body e ago aspirato (TAC o Eco guidato) ove necessari, valutazione funzionale respiratoria (spirometria, visita pneumologica, eventuale scintigrafia polmonare, valutazione fisioterapica respiratoria), valutazione oncologica e chirurgica toracica, eventuale intervento chirurgico attraverso le più moderne tecniche mininvasive. Queste, rispetto alla toracotomia tradizionale (che comunque si rende necessaria nei casi più complessi), permettono di eseguire resezioni polmonari maggiori quali lobectomie o pneumonectomie attraverso un’unica incisione toracica di 4-5cm di lunghezza senza divaricazione traumatica dello spazio intercostale, garantendo al paziente un decorso post-operatorio migliore in termini sia fisici (minor dolore, ripresa più veloce delle normali attività quotidiane) che psicologici».In caso di sospetta neoplasia polmonare, il primo specialista interpellato è il chirurgo, che valuta le caratteristiche della lesione riscontrata nel paziente e decide se procedere con ulteriori accertamenti, condivisi e discussi nell’ambito delle riunioni multidisciplinari del Percorso dedicato sul tumore del polmone. Lo pneumologo resta una figura di prim’ordine, soprattutto nella fase di valutazione funzionale preoperatoria, che viene completata da un team di fisioterapisti respiratori, al Policlinico parte integrante del reparto di chirurgia toracica. Disciplina anche al centro di un master dedicato promosso dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’ospedale.
«Essendo il nostro un Centro Trapianti di Polmone ad alto flusso – continua il professore – i fisioterapisti sono formati per affrontare le situazioni più delicate, sia in termini di preparazione all’intervento sia di corretta e veloce ripresa di una funzione respiratoria e muscolare ottimale. Questo, vale anche per le equipe anestesiologico-rianimatorie, abituate a gestire gli interventi più complessi, come il trapianto polmonare».Conclude: «Oggi, la tendenza è quella di procedere con terapie target, ovvero mirate sul tipo di tumore e, soprattutto, sul paziente. Al Policlinico, innanzitutto, eseguiamo la cosiddetta biopsia liquida, un esame che da un tradizionale prelievo permette di indagare nel sangue le cellule tumorali circolanti che indicano se è presente una neoplasia, magari molto piccola e quindi non rilevabile mediante diagnostica tradizionale. Inoltre, grazie alla collaborazione con la Genetica Molecolare dell’ospedale, è possibile procedere con il mapping genetico, che permette lo sviluppo di terapie personalizzate. In quanto Istituto di Ricerca, infatti, i pazienti del Policlinico possono essere inseriti in programmi di ricerca che puntano sulla totale personalizzazione delle cure».

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Il Policlinico di Milano all’avanguardia nella gestione multidisciplinare del tumore al polmone

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

Milano. Un approccio multidisciplinare e multi-patologia per garantire una corretta gestione del tumore al polmone. È quanto accade al Policlinico di Milano, struttura d’avanguardia nel trattamento di questa neoplasia. L’ospedale gestisce oltre 500 casi di tumore al polmone l’anno di cui 200 chirurgici, e tutti gli iter per la diagnosi e l’impostazione della terapia si realizzano entro 1 mese dalla prima visita, che si può ottenere in soli 7 giorni.
Il tumore del polmone colpisce a livello globale oltre 2 milioni di persone[1], attestandosi come prima causa di morte per gli uomini e terza per le donne, dopo il tumore al seno e al colon. In Italia nel 2017 si sono contati 28mila nuovi casi negli uomini e 13mila nelle donne. Si conferma così come la terza patologia tumorale più frequentemente diagnosticata tra gli uomini (15%) dopo la prostata e il colon, la terza per le donne (6%) dopo mammella e colon, mentre in termini di decessi risulta ancora al primo posto fra i pazienti di sesso maschile (26%).
Tabagismo, inquinamento atmosferico e esposizione a cancerogeni professionali sono i principali fattori di rischio. Tra i cancerogeni legati al lavoro, nel 2016 in Italia figuravano ancora l’amianto (181.500 decessi) e la silice cristallina (48.000), responsabili anche di 3.500 decessi per asbestosi (malattia polmonare cronica conseguente all’inalazione di fibre di asbesto) e 10.400 per silicosi (pneumoconiosi causata dall’inalazione di polvere contenente biossido di silicio)[4]. Per quanto concerne l’inquinamento atmosferico, invece, tra i fattori di rischio primari soprattutto per i non fumatori, la Pianura Padana detiene il triste primato di territorio più inquinato d’Europa. Secondo gli ultimi dati OCSE, infatti, quanto a polveri sottili i milanesi sarebbero fra i più esposti a livello nazionale, con Piemonte e Lombardia che superano praticamente tutto il resto del continente.In termini di prevenzione, gli esperti internazionali concordano nel definire essenziali la completa astensione dal fumo e la diagnosi precoce, ovvero la scoperta del tumore quando ancora di dimensioni ridotte. Due elementi che agevolano la gestione chirurgica e/o terapeutica, migliorando di conseguenza la prognosi e la qualità di vita dell’individuo. Per questo, presso il Policlinico di Milano è disponibile un vero e proprio percorso, a cui collabora anche uno specifico ambulatorio, per assistere nella disassuefazione dal fumo, mentre pneumologi e chirurghi toracici si prendono cura del paziente a 360 gradi. Un approccio multidisciplinare, infatti, tramite un percorso definito presso la medesima struttura, consente di ottimizzare i tempi di cura con una conseguente gestione più efficace della patologia.«Il nostro ospedale organizza i servizi sanitari e sociosanitari necessari al paziente in relazione alle patologie croniche di cui soffre. Supporta il cittadino programmando le prestazioni che devono essere erogate, emettendo le prescrizioni, fissando gli appuntamenti e verificando i referti – spiega Luigi Santambrogio, Direttore della Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone del Policlinico di Milano – inoltre, disponiamo di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per il paziente oncologico toracico, pensato proprio per una sua gestione tramite un’equipe composta da un chirurgo toracico, uno pneumologo, un medico nucleare, un oncologo, un radioterapista e un anatomo-patologo. Il percorso diagnostico-terapeutico del paziente affetto da nodulo polmonare è solitamente così strutturato: PET total body e ago aspirato (TAC o Eco guidato) ove necessari, valutazione funzionale respiratoria (spirometria, visita pneumologica, eventuale scintigrafia polmonare, valutazione fisioterapica respiratoria), valutazione oncologica e chirurgica toracica, eventuale intervento chirurgico attraverso le più moderne tecniche mininvasive. Queste, rispetto alla toracotomia tradizionale (che comunque si rende necessaria nei casi più complessi), permettono di eseguire resezioni polmonari maggiori quali lobectomie o pneumonectomie attraverso un’unica incisione toracica di 4-5cm di lunghezza senza divaricazione traumatica dello spazio intercostale, garantendo al paziente un decorso post-operatorio migliore in termini sia fisici (minor dolore, ripresa più veloce delle normali attività quotidiane) che psicologici». Afferma ancora il professor Santambrogio: «La Chirurgia Toracica del Policlinico è stata il primo Centro accreditato da parte della Società italiana di Chirurgia Toracica e, dal 2013, dalla Società Europea di Chirurgia Toracica (ESTS) per le attività svolte, sia di trapianto che di chirurgia oncologica, valutando le procedure diagnostiche e chirurgiche come altamente qualificanti e all’avanguardia».
In caso di sospetta neoplasia polmonare, il primo specialista interpellato è il chirurgo, che valuta le caratteristiche della lesione riscontrata nel paziente e decide se procedere con ulteriori accertamenti, condivisi e discussi nell’ambito delle riunioni multidisciplinari del Percorso dedicato sul tumore del polmone. Lo pneumologo resta una figura di prim’ordine, soprattutto nella fase di valutazione funzionale preoperatoria, che viene completata da un team di fisioterapisti respiratori, al Policlinico parte integrante del reparto di chirurgia toracica. Disciplina anche al centro di un master dedicato promosso dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’ospedale.«Essendo il nostro un Centro Trapianti di Polmone ad alto flusso – continua il professore – i fisioterapisti sono formati per affrontare le situazioni più delicate, sia in termini di preparazione all’intervento sia di corretta e veloce ripresa di una funzione respiratoria e muscolare ottimale. Questo, vale anche per le equipe anestesiologico-rianimatorie, abituate a gestire gli interventi più complessi, come il trapianto polmonare».
Conclude: «Oggi, la tendenza è quella di procedere con terapie target, ovvero mirate sul tipo di tumore e, soprattutto, sul paziente. Al Policlinico, innanzitutto, eseguiamo la cosiddetta biopsia liquida, un esame che da un tradizionale prelievo permette di indagare nel sangue le cellule tumorali circolanti che indicano se è presente una neoplasia, magari molto piccola e quindi non rilevabile mediante diagnostica tradizionale. Inoltre, grazie alla collaborazione con la Genetica Molecolare dell’ospedale, è possibile procedere con il mapping genetico, che permette lo sviluppo di terapie personalizzate. In quanto Istituto di Ricerca, infatti, i pazienti del Policlinico possono essere inseriti in programmi di ricerca che puntano sulla totale personalizzazione delle cure».

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Festival Internazionale della Poesia di Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Milano 12/05/2018 ore 13 via Tortona 56, Mudec, Museo delle Culture Festival Internazionale della Poesia. L’incontro letterario e artistico tra Pietro Berra, giornalista della provincia di Como e Stefano Donno, editore de “i Quaderni del Bardo”, ha dato vita a uno scambio di occasioni poetiche e performative durante le quali hanno avuto modo di scoprire giovani leve della poesia salentina e di pubblicare autori lombardi. Il comune denominatore tra queste realtà apparentemente diverse è il senso del viaggio irregolare tra memoria e innovazione tra le due regioni. Con questo appuntamento è un tentativo di viaggio che va da da Vittorio Bodini a Claudia Ruggieri; da Girolamo Comi a Carla Saracino; da Antonio Verri a Vittorino Curci sino a poi ad arrivare alle diverse poetiche sia dei protagonisti dell’appuntamento sia di esperienze formative di grande rilievo come l’attività di ricerca per versi di Laura Garavaglia e della Casa della Poesia di Como. In questo vagare tra le diverse latitudini della metrica pugliese e lombarda saranno restituiti a realtà storica sia i grandi che i dimenticati, i poeti irregolari e gli incompresi degni di essere tramandati. Con Mirna Ortiz Lopez, Donato Di Poce, Pietro Berra e Vito Trombetta. Moderano Stefano Donno, editore, e Chiara Evangelista, poetessa.
Il progetto I Quaderni del Bardo Edizioni nasce con il placet morale de “I Quaderni del Bardo” il marchio editoriale portato avanti ad oggi da Maurizio Leo (1959, poeta, e grande operatore culturale ) e che gestisce ormai da più di vent’anni anche “Il Bardo”, (direttore responsabile Antonio Tarsi), una rivista dedicata alla cultura tout court, alle tradizioni storico monumentali del Salento, alla poesia. La nuova casa editrice, la cui grafica editoriale è affidata a Mauro Marino del Fondo Verri, si distingue per formati pocket e per un elevata qualità dei contenuti proposti ai lettori. Come dichiara il poeta e critico letterario Nicola Vacca : Stefano “Sfogliando i suoi libri e imbattendovi nei poeti pubblicati nella collana, capirete perché Stefano quando presenta la sua creatura dice: – La mia casa editrice non è per tutti – “.

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Milano Graphic Art

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

Milano 12-13 maggio 2018. Nell’ambito del palinsesto culturale Novecento Italiano, il Comune di Milano – Cultura e la Soprintendenza del Castello Sforzesco presentano Milano Graphic Art a cura di Claudio Salsi, Giovanna Mori e Alessia Alberti. Due giorni di eventi dedicati alla grafica d’arte oltre 50 appuntamenti che si diffondono dal Castello Sforzesco in tutta la città metropolitana, nei luoghi simbolo della creatività artistica e dell’artigianato milanese.
Istituzioni, gallerie, associazioni, scuole, accademie, musei, ma anche stamperie e studi d’artista propongono iniziative per adulti e bambini, che svelano i segreti e le alchimie dei processi per la produzione delle immagini e dei multipli su carta. 20 esposizioni con visite guidate gratuite e incontri con gli artisti 20 dimostrazioni per assistere ad interi processi di creazione delle immagini o della fabbricazione del libro12 workshop di diretta esperienza delle diverse tecniche di disegno e di stampa. Gli aspetti più materiali di questo mondo affascinante sono al centro delle singole attività: dalla scelta della carta alla legatura del libro, dall’uso di inchiostri fino al funzionamento dei torchi, dalle tecniche più antiche alle sperimentazioni contemporanee. Milano Graphic Art, è realizzato in occasione della mostra Novecento di carta, al Castello Sforzesco fino all’ 1 luglio 2018.

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Corpus: Paolo Topy a cura di Yves Peltier

Posted by fidest press agency su domenica, 29 aprile 2018

Milano inaugurazione giovedì 3 maggio, ore 18.30 – 21.30 (4 maggio – 29 giugno 2018 Orari mart – ven, ore 15.30 – 19.30, mattina e sabato su appuntamento) AREA35 Art Gallery via Vigevano 35 mostra Corpus: Paolo Topy a cura di Yves Peltier. Il titolo della mostra fa espressamente riferimento al corpo umano, tema che l’artista approfondisce e con il quale instaura un rapporto profondo, spesso metaforico, legato agli oggetti del quotidiano. La selezione di opere fotografiche esposte, realizzate tra il 2012 e il 2018, illustra come per Topy ogni lavoro sia parte integrante della sua ricerca, in cui utilizza la fotografia come medium per esprimere una riflessione più ampia, che parte da una costruzione mentale e che l’atto fotografico rivela.L’esposizione permette di entrare in stretto contatto con l’artista attraverso un percorso che conduce a una consapevolezza maggiore del corpo e all’incontro con l’altro con uno sguardo sul rapporto che il mondo occidentale ha avuto nel tempo.La rappresentazione del corpo resa dall’artista è caratterizzata da una forte dualità. In alcune opere infatti come Les Mégères, Theater, Cerise de Printemps, alternando con la precisione dello strumento fotografico sia il suo dettaglio, quindi la sua realtà oggettiva, sia una sua effigie, ovvero un sostituto che possa fungere da ipotetico velo di Maya, Paolo Topy ci invita ad oltrepassare tale illusione. In altre invece l’assenza plateale e dirompente del corpo stesso, la sua evocazione, come in Workers, Goodbye, Cotton-bud, Soap opera, Pain, testimonia come l’artista, nascondendone l’immagine diretta, ci propone di accedere a mondi diversi da quello della percezione sensoriale per comprenderne appieno il significato. Les Mégères, raffigura tre busti di epoca antica, scolpiti secondo le rigide regole di proporzione in cui Topy, nella sua inquadratura frontale, mette in discussione la visione legata al modo accademico e fa emergere i temperamenti delle tre donne propri della vita popolare del tempo, ma ancora oggi diffusi. Theatre invita a riflettere sulla strumentalizzazione del corpo di Cristo morto, così rappresentato in passato per suscitare sentimenti di compassione. La scultura dalla pallida carnagione, con una postura di abbandono di fronte alla morte, chiusa in una teca di vetro arredata con tendaggi, allude a una teatralità che condiziona i sentimenti di chi guarda. Nel suo scatto l’artista propone una diversa lettura: una visione consapevole e neutrale, che dà spazio a una totale e libera interpretazione. In Cerise de printemps, il corpo femminile, senza nessuna concessione alla sensualità e all’erotismo, viene fotografato ponendo l’accento sui segni lasciati dalla maternità: il sovrappeso, le fitte smagliature e parallelamente sul disagio di una vita difficile. L’allusione al corpo, non rappresentato esplicitamente, ma tuttavia evocato in maniera evidente è spesso legata a tematiche che riguardano la realtà e la società attuale. Paolo Topy, con spiccata sensibilità, approfondisce il tema delle migrazioni come nella serie Goodbye, realizzata in un centro di accoglienza per i migranti, dove documenta con vestiti appesi o appoggiati sui ventilatori la fragilità e la precarietà di queste persone. Il ritratto Mohamed dall’espressione tranquilla che ispira dolcezza rappresenta una persona senza fissa dimora e simbolo di un’umanità violata. L’uomo mostra con il dito un piccolo tatuaggio sul suo braccio, un gesto che coinvolge e rivela, in un’intimità condivisa spontaneamente, un corpo fragile, maltrattato dalla vita, che conduce riflettere sul concetto di umanità. La mostra gode del patrocinio del Consolato Generale di Francia a Milano e dell’Institut Français di Milano ed è accompagnata da un catalogo, in italiano, francese e inglese, edito da Area35 Art Gallery con testo critico di Yves Peltier e introduzione di Giacomo Marco Valerio. In concomitanza con la personale di Paolo Topy presso Area35, l’opera dal titolo Exotica è esposta dall’11 aprile al 29 giugno presso il Grand Hotel et de Milan.

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Salone Mobile: “finanziamenti vadano a PMI e non a multinazionali”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 aprile 2018

salone mobile anna russosalone mobile1 anna russo.jpgMilano. “Ieri sono stato al Salone del Mobile con Luigi Di Maio, Alessandra Pesce, Alberto Bonisoli e Stefano Buffagni, un appuntamento importante per Milano e per tutto il Paese, che racconta al mondo l’eccellenza italiana nel settore del design, dell’arredo, dell’artigianalità, della lavorazione e della trasformazione dei materiali. In questo contesto Lombardia è il motore del comparto, con i suoi 7 miliardi di giro d’affari, con le sue 10.126 imprese e con il suo volume di export (Rapporto Federlegnoarredo 2017). E’ fantastico parlare con chi rende grande nel mondo il nome dell’Italia e della nostra regione. Non dimentichiamoci che questi numeri sono il prodotto della piccola e media impresa, tradizione del nostro territorio. A noi spetta il compito di sostenerla il più possibile evitando, solo per fare un esempio, che i finanziamenti pubblici finiscano sempre nelle tasche delle multinazionali. Questo sistema deve cambiare, dobbiamo premiare soprattutto le Pmi. Ci batteremo severamente in Consiglio Regionale su questo tema. Abbiamo un tessuto di piccole e medie imprese che il mondo ci invidia e che rappresenta il cuore pulsante di questa regione, non solo nel settore dell’arredo: lavoriamo perché possa esprimersi al meglio delle sue possibilità”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, nel corso della visita al Salone del Mobile di Milano. (foto: anna russo copyright)

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Milano: 42,195 chilometri di runforwishes

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Milano in Corso Venezia sono partiti alla volta di un circuito ad anello con un obiettivo ben preciso: contribuire alla realizzazione dei desideri del cuore di due bambini gravemente ammalati. Si tratta di Marco, 15 anni, affetto da tumore, il cui sogno più grande è trascorrere qualche momento nella natura più incontaminata alla scoperta di foreste e animali in via di estinzione e Valentina, 10 anni, affetta da leucemia, che desidera trascorrere qualche giorno nel magico mondo Disney dove tutto è bello e colorato.È per loro che Make-A-Wish® Italia Onlus ha aderito in qualità di bronze partner alla charity run che già nel 2017 ha coinvolto più di 24.000 persone, 600 runner solidali e una raccolta fondi che ha superato 1.600.0000 euro. Numeri record, quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente, che hanno convinto Make-A-Wish® Italia Onlus a partecipare formando ben 22 staffette di runner pronte a correre la #runforwishes nel nome di Marco e Valentina, bambini che stanno vivendo un momento della loro vita molto più difficile rispetto a quella dei loro coetanei e per i quali la realizzazione di un desiderio significa tantissimo.Quando un bambino si trova costretto ad affrontare le cure per una grave malattia, infatti, un desiderio che si realizza è molto più dell’esperienza di un singolo momento, è qualcosa che cambia la vita e dura nel tempo. È un potente pensiero positivo che gli dà la forza di lottare, affrontando al meglio le terapie, e lo aiuta a ritrovare la speranza. A testimoniarlo, gli oltre 1.700 bambini e ragazzi che dal 2004 hanno visto, grazie a Make-A-Wish® Italia Onlus, i loro desideri diventare realtà.«Anche questa volta ci siamo posti un obiettivo ambizioso: raccogliere, attraverso il grande cuore degli sportivi, i fondi che ci aiuteranno nella realizzazione dei desideri di Marco e Valentina, bambini che da quando hanno scoperto di essere gravemente ammalati hanno dovuto rinunciare alla loro infanzia e adolescenza e a cui possiamo donare un nuovo sorriso e una nuova speranza. Un obiettivo che grazie al sostegno dei tanti che hanno scelto di correre per noi, speriamo di raggiungere. – ha dichiarato Sune Frontani, co-fondatrice e Direttore Generale di Make-A-Wish® Italia, ricordando: È dimostrato che la realizzazione di un desiderio ha il potere di migliorare la qualità della vita di chi è affetto da una grave malattia perché offre l’opportunità di vivere intense emozioni positive che rendono il paziente più forte. Un desiderio che si realizza aiuta bambini e ragazzi a ritrovare la gioia di vivere. Grazie a tutti coloro che credono in noi e ci aiutano ogni giorno a portare avanti la nostra missione».Unire le forze nel nome di chi ha più bisogno, è il gesto più bello che si può fare. Lo sanno bene i volontari e i tanti sostenitori di Make-A-Wish® Italia – Onlus affiliata a Make-A-Wish®International, una delle organizzazioni benefiche più note al mondo – che ha realizzato in 14 anni di attività oltre 1700 desideri, avvalendosi della collaborazione di 250 volontari e ricevendo segnalazioni dai principali ospedali pediatrici del Paese. I modi per sostenerla sono tanti: si può adottare, per intero o parzialmente un desiderio, diventare partner dell’Associazione o collaborare come volontario. Ma è possibile anche dare il proprio contributo acquistando le bomboniere solidali, inserendo Make-A-Wish® Italia Onlus come beneficiaria nel proprio testamento, donandole il 5×1000 o organizzando un evento in suo nome.

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Milano: McDonald’s apre un nuovo ristorante in Via Torino

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Milano. Apre il nuovo ristorante McDonald’s di via Torino a Milano, in cui lavoreranno 70 persone, parte delle quali selezionate durante la tappa del Job Tour che si è svolto a fine febbraio. Il nuovo ristorante si svilupperà su due piani, di 95 mq il primo e più di 150 mq il secondo, per un totale di quasi 150 posti a sedere.Sarà presente anche il McCafé, uno spazio ideale per una colazione o una pausa: McCafé offre ai clienti la possibilità di gustare con calma un caffè di qualità e un’offerta varia di soft drink e prodotti da forno. Tutto questo in un ambiente costruito all’insegna del comfort, del calore e dell’accoglienza.Il ristorante è dotato di innovativi chioschi digitali self-service, grazie ai quali è possibile accomodarsi dove si desidera e aspettare che i prodotti acquistati vengano serviti al tavolo dal personale McDonald’s. I clienti che sceglieranno di ordinare tramite chioschi digitali potranno inoltre personalizzare alcune ricette, modificando le quantità degli ingredienti oppure scegliendone di nuovi.Per i bambini, il ristorante mette a disposizione un’area con giochi digitali, dedicata anche alla celebrazione delle feste di compleanno.Il ristorante di Via Torino è aperto tutti i giorni dalle 7:00 a mezzanotte.

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Le trappole stradali di Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

Le strade trappola di Milano, tra insidie, buche che in alcuni casi diventano vere e proprie voragini, binari sollevati, lastroni mancanti ecc. Il Codacons denuncia il gravissimo pericolo per la salute dei cittadini milanesi, pedoni, ciclisti e motociclisti costretti ad attraversare veri e propri labirinti, cercando di farsi largo tra strade che sembrano uscite da un bombardamento a tappeto.”Gravissima la situazione denunciata da alcuni cittadini, pensiamo a Piazza Cinque Giornate, una delle più trafficate di tutta la città, che presenta una situazione di pericolo significativa per tutti. Ma ancora Ripa di Porta Ticinese in cui rimanere in piedi è un’impresa – denuncia il Codacons – senza parlare del fatto che in molte strade ancora sono presenti binari del tram ormai inutilizzati da anni, mai rimossi, e che per la loro incuria rischiano di provocare gravissimi disagi e pericoli per tutti i cittadini.” Chiunque abbia subito un danno a causa di tali situazioni scriva all’Associazione per chiedere il risarcimento del danno. (n.r. Pensando alle buche stradali romane viene da pensare: Se Sparta piange Atene non ride e aggiungiamo: mal comune non è mezzo gaudio ma ci rende consapevoli che certi mali non sono esclusiva proprietà di una parte politica e non dell’altra)

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Nuovi progetti di Retake Milano in difesa dei beni comuni della città

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 marzo 2018

Milano. Presentati i nuovi progetti di Retake Milano in difesa dei beni comuni della città e per la creazione di una consapevolezza civica condivisa. Attiva da dodici anni nel capoluogo lombardo, l’associazione di volontari Retake Milano nel 2018 concentrerà ancora una volta le proprie energie sulla prevenzione e la difesa diretta dei BENI COMUNI.
Fra i partner di Retake Milano attivi sul territorio, ci sarà quest’anno anche Fondazione Deutsche Bank Italia che, grazie al lavoro di 100 dipendenti volontari, si concentrerà su due progetti di riqualifica nella zona che da quindici anni ospita il quartier generale della Banca, tra Greco e Bicocca. Il primo riguarderà la COLLINA DEI CILIEGI, una collinetta artificiale di 25 metri d’altezza, ricavata dai detriti di scavo della ristrutturazione della Pirelli, le cui parti di cemento, che delimitano l’area verde e il parcheggio, sono al momento completamente ricoperte da scritte vandaliche. Il secondo progetto sarà invece dedicato alla SALA PROVE del Teatro alla Scala ABANELLA: dopo l’inaugurazione del 3 dicembre scorso del murale realizzato sulla facciata dell’ex cinema Abanella dagli studenti del Politecnico di Milano, i volontari di Deutsche Bank Italia lavoreranno a un nuovo murale, posto sul retro dell’edificio, anche questa volta utilizzando una vernice che contribuisce a ridurre le polveri inquinanti (Airlite).
In aggiunta alle attività previste dal piano di volontariato aziendale, Fondazione Deutsche Bank Italia sosterrà anche alcune iniziative di Milano Fuoriclasse che, insieme a Retake Milano, coinvolgerà quasi trecento ragazzi di scuole medie e superiori in percorsi alla scoperta della storia e della difesa del territorio. “Da aprile a maggio, ogni settimana, abbiamo previsto un intervento per Milano – afferma il Presidente di Retake Milano, Andrea Amato – e con due nuovi progetti in arrivo arriveremo a coinvolgere un migliaio di cittadini già nel primo semestre del 2018. Un numero importante per una realtà piccola come la nostra, ma è un elemento straordinario che evidenzia la grande voglia di prendersi cura dei beni comuni da parte dei cittadinanza.

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La Scala punta sui giovani talenti

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

Stanno per iniziare le selezioni della seconda edizione di La Scala Youth Programme, l’iniziativa promossa da La Scala – da poco diventato Società tra Avvocati per Azioni – con l’obiettivo di individuare un talent pool di giovani promesse capaci di spaziare tra i team dell’area Banche e Finanza dello Studio. La Scala Youth Programme si rivolge a 20 neolaureati in Giurisprudenza interessati a un percorso di approfondimento focalizzato sul diritto bancario, che porterà i 5 più meritevoli tra loro a un inserimento nello Studio.Il programma prenderà il via nel mese di giugno e avrà una durata di 6 settimane, durante le quali si alterneranno corsi teorici, esercitazioni pratiche, partecipazione alle udienze in Tribunale e affiancamento agli avvocati. È prevista la partecipazione di docenti esterni.
I neolaureati dovranno avere conseguito la laurea a pieni voti, essere dotati di una forte motivazione e avere una predilezione per le materie bancarie e finanziarie, oltre a un’ottima conoscenza della lingua inglese. Nel corso della prima edizione sono state raccolte più di 100 candidature, da molte regioni italiane. Con La Scala Youth Programme, La Scala conferma il proprio impegno nell’offrire opportunità concrete a chi si affaccia per la prima volta sul mondo della professione legale. L’investimento nei giovani talenti e nella loro formazione è uno dei punti chiave dell’organizzazione di La Scala.L’edizione 2017 di La Scala Youth Programme ha visto l’ingresso in Studio di un talent pool di 5 giovani e di 3 figure junior.
I giovani che intendono partecipare alle selezioni per La Scala Youth Programme devono aver conseguito una laurea specialistica in Giurisprudenza da non più di 12 mesi e aver sostenuto tra gli esami opzionali almeno uno tra diritto bancario, diritto fallimentare, diritto dei mercati finanziari, procedura civile corso progredito o equivalenti.

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A Milano la metropolitana costerà più che nel resto d’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

metropolitanaLo ha annunciato il sindaco di Milano Sala, che ha sfornato una trovata per tirare la volata a Gori, candidato Pd a governatore della Lombardia. Mi spiego meglio: il sindaco di Milano addossa la colpa dei rincari alla Regione e chi si candida a nuovo governatore, vedasi Gori, avrà il tempo per promettere che con lui alla guida questi aumenti non ci saranno. Smontiamo da subito la tesi: intanto è il governo che dovrebbe concedere i fondi necessari per il trasporto pubblico, la Regione ha l’onere di ridistribuirli. Gori, Sala, Gentiloni, rappresentano una triangolazione Pd che più che dare ossigeno alla mobilità rischia di strangolare definitivamente ogni buon proposito di efficientamento del servizio. Da parte mia, sento di promuovere un appello alla Regione per fare il possibile al fine di migliorare un servizio, affossato dalla città di Milano e dalla Città Metropolitana che è stata anche capace di tagliare le corse dei pullman domenicali (non garantendo la sua quota parte di contributi). L’aumento del biglietto annunciato per il 2019 non è certo un buon viatico per lavorare verso il potenziamento che invece è lecito attendersi, dall’estensione delle Linee (io non rinuncio a perseguire il prolungamento a Paullo della M3), all’ampliamento dell’orario (il venerdì e il sabato dovremmo pensare ad un allungamento dell’orario). Senza il temuto caro biglietto, se non a garanzia di un miglioramento, per tutti, della rete metropolitana, non si può proseguire seriamente sul tema in analisi. Se ci fosse un servizio efficiente, credo che nessuno avrebbe di che obiettare per 50 centesimi in più. Eppure qualche ingranaggio che gira male possiamo sicuramente trovarlo oggi. Cominciando dalla fruibilità della stessa metropolitana: il servizio sulle Linee M1, M2 e M3 si conclude intorno alle 00.30; la Linea M5 svolge il servizio alle ore 24. È possibile incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico, chiedere ai giovani di muoversi in sicurezza la notte nei fine settimana, poi precludergli la possibilità di un trasporto pubblico efficiente? Nel resto d’Europa gli orari non sono tanto “corti”. Il venerdì notte, il sabato notte e la vigilia dei giorni festivi le linee metropolitane viennesi sono in servizio 24 ore su 24. I treni viaggiano a intervalli di 15 minuti. A Madrid si viaggia fino all’1.30. E anche a Londra, che l’assessore di Milano Granelli ha preso ad esempio non troppo tempo fa come modello da perseguire, vanta orari che variano ma che si prolungano in genere fino all’1. (Franco Lucente)

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9 aziende italiane su 10 pensano che nel 2018 cresceranno

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

porta nuova milanoMilano. Interoute, l’operatore proprietario di una piattaforma di servizi cloud globale, rivela buone prospettive per i prossimi 12 mesi, dato che il 94 percento delle aziende italiane si aspetta di crescere nel 2018 – in particolare, tra queste, il 62 percento rivela obiettivi di crescita importanti e ambiziosi per l’anno alle porte. Nella survey, condotta su più di 800 decisori IT europei di nove diversi paesi, il 58 percento degli intervistati italiani ha inoltre dichiarato che sta investendo in iniziative legate alla digital transformation per far fronte ai cambiamenti di uno scenario altamente competitivo. Al contrario, invece, il 16 percento delle aziende ha dichiarato che la Brexit ha aumentato l’ansia verso progetti IT che richiedano un impegno a lungo termine.
La ricerca ha inoltre fatto luce sul modo in cui le aziende stanno investendo in progetti di infrastrutture tecnologiche che le supportino lungo il percorso di questo cambiamento costante. Alla domanda riguardo il motivo dei propri investimenti in digital transformation, rispettivamente:
Il 51 percento ha risposto di voler innovare per aumentare e orientare nuove fonti di reddito per massimizzare la propria competitività.
Il 41 percento ha dichiarato come obiettivo la modernizzazione delle attività IT aziendali e l’abbattimento dei costi
Il 34 percento ha dichiarato di voler migliorare l’experience dei dipendenti, consentendo una migliore collaborazione come nel caso di mobile e social working
Il 38 percento punta a valorizzare la customer experience
Il 23 percento investirà in un’infrastruttura più globalizzata, che faciliti la fruizione di skill anche dall’esteroLe aziende italiane sono perfettamente consapevoli delle sfide che affrontano per realizzare le proprie ambizioni riguardo il digitale. Il 71% degli intervistati ha sottolineato la difficoltà nell’integrare le tecnologie legacy con le applicazioni compatibili con il cloud, oltre all’incertezza che aleggia intorno al clima politico mondiale (a detta del 35 percento degli intervistati). Al contempo, però, il 51 percento ha dichiarato che uno degli ostacoli principali alle iniziative in ambito digital transformation è rappresentato dalla mancanza di talenti e skill in quest’ambito.Cristina Crucini ha dichiarato “Nessuno conosce con certezza quali saranno i risvolti della Brexit, o come si evolveranno i rapporti tra UK e il resto d’Europa in futuro. La nostra ricerca svela però che le aziende italiane stanno adottando la strategia più adatta per far fronte a questa incertezza, cogliendo l’opportunità per modernizzare la propria infrastruttura tecnologica.“Lo scenario competitivo è in continua evoluzione, e non soltanto a causa della Brexit. Le aziende italiane dimostrano un’ambizione encomiabile con l’impegno a sviluppare progetti che le rendano più agili e pronte ad affrontare ciò che il futuro avrà in serbo per loro. La nostra ricerca dimostra che le aziende italiane sono pronte a prendere il controllo del proprio futuro, affrontando sfide come, ad esempio, la produttività dei dipendenti e l’accesso alle skill. E’ chiara dunque la ragione per la quale molti guardano in modo fiducioso, e non con ansia, al 2018.”

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Siamo in guerra o ci fanno credere di esserlo?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 dicembre 2017

porta nuova milano

Milano lunedì 11 dicembre alle ore 18:30 all’interno dello storico Palazzo delle Stelline, sito in corso Magenta n°61, sarà presentato il libro edito da Carthago, “Che guerra fa. L’Isis e i conflitti armati del XXI secolo tra sociologia e diritto” di Corrado Fatuzzo. Il saggio analizza chi sono i combattenti islamici e perché colpiscono, le difficoltà e gli effetti collaterali che vivono oggi le metropoli occidentali, l’ipocrisia dell’Europa, degli USA e del Vaticano e l’uso, spesso strumentale, di utilizzare questo cambiamento socio culturale, solo come Guerra al terrore. Tutto ciò sfrutta l’emotività collettiva, che senza riflettere attentamente si vede sempre più dentro una terza Guerra mondiale, in realtà solo mediatica. Il testo è scritto da un esperto, infatti Corrado Fatuzzo è un ex funzionario della Polizia di Stato, autore di numerosi lavori scientifici, formatore e security advisor per importanti società. A conferma di ciò le numerose opinioni da parte dei lettori che affermano come il saggio incanti per lo stile scorrevole e agile nonostante la complessità dell’argomento. Relatori dell’incontro saranno i professori universitari Alessandro Papini, dello Iulm di Milano e attuale delegato Ferpi Lombardia, e Francesco Marone, dell’Università di Pavia e analista ISPI dov’è uno dei massimi esperti in radicalizzazione e terrorismo internazionale. Modera l’incontro la giornalista Giuliana Avila Di Stefano.

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