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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

Posts Tagged ‘imprese’

UNIlancer: il portale dei talenti universitari, una nuova opportunità per le imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

Offrire agli studenti la possibilità di mettere in mostra il proprio talento, ma con un’altra strategia: costruire esperienze professionali senza dover abbandonare le lezioni. E’ questa la missione di UNIlancer, una piattaforma online appena avviata da alcuni studenti dell’Università IULM di Milano. E che, in poco meno di un mese, ha raccolto l’adesione di
oltre cento iscrizioni da studenti provenienti da atenei di ogni parte d’Italia. La piattaforma è pensata per fornire riscontro e funzioni immediati.
Gli studenti si registrano sul sito http://www.unilancer.it e completano il proprio profilo. Lo stesso vale per le aziende, che pubblicano offerte di collaborazioni specificando di cosa hanno bisogno e quantificando il budget. Gli unilancer con le competenze richieste ricevono una notifica e si candidano, con l’invio di una propria proposta di collaborazione. Le aziende visionano quindi i profili compilati da chi risponde all’offerta e selezionano chi ingaggiare per quello, specifico annuncio pubblicato. A progetto concluso l’azienda conferma le competenze dello studente, rilasciando sul suo profilo una recensione per il lavoro svolto e disponibile per altri inserzionisti che hanno voglia di scovare i talenti universitari, con una call to action specifica che non li metta in conflitto con lo studio. Su UNIlancer le aziende potranno infatti valutare gli studenti anche in funzione dei lavori precedentemente svolti e così trovare rapidamente il candidato ideale per il progetto rimasto scoperto in azienda. Si accorcia insomma la catena del valore che tiene insieme imprese e studenti a cavallo tra università e lavoro. Spesso messi a dura prova, questi, da un complesso sistema di tirocini curriculari, gravati da burocrazia e contratti che sono giocoforza a scatola chiusa. UNIlancer ribalta l’approccio, invitando le aziende a cogliere la sfida di un innovativo outsorcing che valorizzi i giovani, stimoli in loro l’interesse a focalizzarsi su competenze specifiche. “Spesso”, sostiene appunto il fondatore di UNIlancer, Alec Conti “attraverso una piccola collaborazione le aziende possono trovare talenti che, dopo la laurea, entrino a fare parte del loro team e apportino competenze nuove al loro business. Con la nostra piattaforma proviamo a fare, di questo caso, una leva strategica per entrambe le parti in causa”. Ed è speranza che numerosi studenti, intervistati, confermano a sostegno della loro adesione all’iniziativa. In UNIlancer rispondono di vedere un approccio più dinamico e intuitivo all’ingresso nel mondo del lavoro. Perché adesso, i talenti universitari, la corsia preferenziale possono cercarla digitando un indirizzo web. Per visionare il sito web cliccare qui: http://www.unilancer.it

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Lo smartworking è anche per le PMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 ottobre 2018

Lo smartworking è ormai una realtà consolidata fra le multinazionali e le imprese più grandi, ma lo stesso non può dirsi per le PMI, che raccolgono la stragrande maggioranza dei lavoratori italiani. Grazie alla legge 81 del 2017 sul lavoro agile, qualcosa però si sta muovendo anche per i “piccoli”, e a fare da aprifila sono quelle imprese che portano la tradizione manifatturiera italiana a competere sui mercati globali. È il caso di Eurojersey, una realtà da circa 200 dipendenti, di cui 140 impiegati in produzione e una sessantina negli uffici. La missione di Eurojersey è quella di portare in tutto il mondo i suoi tessuti tecnici indemagliabili prodotti a Caronno Pertusella (VA). «E per farlo dobbiamo essere rapidi, flessibili, saper anticipare i trend, offrire prodotti e servizi personalizzati al massimo per ogni cliente. In una parola, dobbiamo essere agili: anche nel nostro modo di organizzare il lavoro e gestire le persone». A parlare è Matteo Cecchi, direttore commerciale di Eurojersey, che racconta come l’azienda ha raccolto la sfida dell’innovazione introducendo lo smartworking. In Eurojersey, infatti, dalla fine di settembre una decina di persone sta sperimentando, su adesione volontaria e in base a un accordo definito con dipendenti e RSU, la possibilità di lavorare da casa per un giorno alla settimana, organizzando in autonomia impegni e tempi. Le ricadute sono positive sia per l’azienda (maggiore produttività e flessibilità nel seguire i clienti internazionali), sia per il benessere dei lavoratori, che beneficiano di una maggiore conciliazione con gli impegni familiari. Entro fine anno, a sperimentazione conclusa, la platea degli interessati allo smartworking potrebbe raddoppiare di numero.Un accordo win-win che, sottolinea, Cecchi, «È frutto prima di tutto di un cambiamento di mentalità. Non abbiamo improvvisato: all’inizio abbiamo avuto una difficoltà a trovare modelli e case history incentrati sulle PMI come la nostra. Anche le associazioni di categoria sono ancora impreparate a dare indicazioni ad hoc. Occorre farsi seguire da consulenti, non solo per tutta la parte contrattualistica, ma soprattutto per supportare una trasformazione che coinvolge moltissimi aspetti della vita aziendale».Per questo Eurojersey ha scelto Methodos, società di consulenza specializzata nell’affiancare le imprese nei processi di change management organizzativo e culturale, che è stata chiamata a mettere a punto un progetto di smartworking strutturato e condiviso per l’azienda di Caronno Pertusella.

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L’italiana Enerbrain fra i vincitori del concorso europeo per le 10 migliori imprese deep tech

Posted by fidest press agency su martedì, 23 ottobre 2018

Bruxelles. La startup torinese Enerbrain, specializzata in soluzioni innovative per rendere gli edifici più efficienti, salùbri e sostenibili dal punto di vista energetico, si è aggiudicata il primo posto nella categoria “Digital Industry” alla EIT Digital Challenge, il concorso europeo per le migliori startup ad alta tecnologia conclusosi la scorsa settimana a Bruxelles.La EIT Digital Challenge mira a individuare i migliori prodotti digitali di deep tech – un termine con cui si indicano soluzioni complesse e altamente innovative. In totale, 200 scaleup – startup in fase di forte crescita – di 24 paesi dell’UE hanno concorso in cinque categorie: Digital Industry, Digital Cities, Digital Wellbeing, Digital Infrastructure e Digital Finance; fra esse, sono stati selezionati i 25 finalisti che si sono contesi il titolo. Enerbrain ha messo a punto un dispositivo plug&play chiamato Energy Cloud che può essere facilmente installato in ogni tipo di edificio (da quelli storici a quelli più moderni) nell’arco di un giorno, per calibrare in tempo reale il consumo di energia e risparmiare attorno al 32% (in media) di costi operativi, senza dover effettuare nessuna modifica sostanziale agli impianti di aria condizionata, ventilazione e riscaldamento.Questo si traduce anche in minore inquinamento e migliore qualità dell’aria negli uffici, con una ricaduta positiva sulla qualità di vita degli impiegati.Le dieci imprese premiate – due per ciascuna categoria – riceveranno un anno intero di sostegno dedicato alla crescita dall’acceleratore digitale dell’EIT, per un valore di 50 000 euro. Inoltre, il vincitore di ogni‚ categoria riceverà anche un premio in denaro di 50 000 euro.

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Pace bancaria sui crediti deteriorati per famiglie e imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 ottobre 2018

“Liberare dalla schiavitù del debito oltre un milione di soggetti con evidenti conseguenze positive sul tessuto sociale e produttivo del Paese, su famiglie e imprese, chiudendo una triste pagina della crisi finanziaria e bancaria che ha colpito spesso proprio i più deboli”.
A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, primo firmatario di una proposta di legge di FdI, che come spiega lui stesso riguarda ” realizza una sorta di “pace bancaria” che giova a tutti i soggetti coinvolti, ponendo peraltro un freno alle speculazioni che caratterizzano i NPL, cioè i crediti la cui riscossione è diventata incerta da parte delle banche”. Nello specifico la proposta di legge “vuole consentire ai soggetti debitori in sofferenza, ma che hanno ancora la possibilità di rimettersi in gioco, di poter estinguere il proprio debito a un prezzo ragionevole, facendo al contempo conseguire al creditore cessionario comunque un giusto profitto”.
“Naturalmente – continua il senatore Urso – devono ricorrere determinati presupposti: i crediti ceduti devono essere frutto delle crisi economiche e bancarie degli ultimi anni (per cui devono essere classificati come deteriorati tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2018); non devono essere superiori a 25 milioni e potranno essere estinti mediante pagamento di un importo pari al prezzo di acquisto della posizione debitoria da parte della società cessionaria, maggiorato di una data percentuale”.
“Attraverso questa legge – conclude il senatore di FdI – si offre l’opportunità soprattutto a famiglie e piccoli imprenditori di liberarsi da una pesante zavorra finanziaria e bancaria e così poter contribuire al rilancio dei consumi e degli investimenti con positive ricadute sul sistema economico-produttivo nazionale”.

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Un premio per le imprese storiche baresi

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Lo istituisce la Camera di Commercio di Bari attraverso un bando con il quale riconosce i valori storici della cultura d’impresa del territorio. Verranno premiate le aziende – quattro le categorie, per approfondimenti il bando è sul portale della camera di commercio di Bari (www.ba.camcom.it) – che nel tempo hanno trasmesso con la loro longevità un patrimonio di esperienze e valori imprenditoriali.
In particolare l’iniziativa ha lo scopo di attestare il valore di tutti gli imprenditori e le imprenditrici “storici” che, grazie alla loro capacità di rinnovarsi, continuano a contribuire allo sviluppo economico del territorio di competenza della Camera di Commercio di Bari, ma allo stesso tempo rappresentano una preziosa testimonianza della tradizione imprenditoriale locale.”Nonostante le difficoltà del contesto socio-economico e la complessità della congiuntura economica – commenta il presidente dell’ente camerale Alessandro Ambrosi – queste aziende dimostrano tenacia ma soprattutto fedeltà ai principi di qualità, che è l’unico elemento che fa la differenza anche in termini di durata sul mercato. E’ doveroso riconoscere questa loro peculiarità anagrafica, espressione di altri valori, ai quali dovrebbero ispirarsi le nuove generazioni imprenditoriali”.Il premio consiste nel rilascio un diploma di benemerenza e nella consegna di una targa, nonché nella possibilità di utilizzare il marchio di “Impresa storica” per tutte le imprese in possesso dei requisiti richiesti dal bando.

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Sistema Pmi, l’Università fa squadra con le imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 9 settembre 2018

Roma venerdì 14 settembre, dalle ore 9.30 alle 16.30, al Tiber Campus della John Cabot University, Lungotevere Raffaello Sanzio 12, Trastevere. L’evento, alla sua prima edizione e unico nel suo genere, è organizzato dalla John Cabot University (JCU) – fra le maggiori università americane in Europa, con sede nel cuore di Roma, a Trastevere.
Parteciperanno imprenditori, dipendenti e liberi professionisti, senza limiti di età, oltre a laureati e a giovani che necessitano di specializzazione per inserirsi nel mercato occupazionale. «Non devono esistere distanze fra università e mondo del lavoro; al contrario è fondamentale creare sinergia. In questa ottica, il nostro ateneo è ormai un punto di riferimento certo in Italia, ora anche con uno spazio specifico dedicato alle Pmi», ha dichiarato Franco Pavoncello, presidente della John Cabot University.«C’è un preoccupante mismatch di competenze, bisogna prenderne consapevolezza. E purtroppo nel nostro Paese le imprese non fanno rete a sufficienza. Per questo abbiamo pensato di dare vita a Sistema Pmi, così da aiutare le aziende a condividere capacità ed esperienze, facendo incontrare imprenditori ed esperti, come fossero giocatori e preparatori di una grande squadra. Quello attuale, infatti, non è un mercato del lavoro per solisti, e il team crea un valore aggiunto essenziale per andare in goal, quindi per raggiungere l’obiettivo», ha dichiarato Antonella Salvatore, docente di Marketing e direttore del Career Services della JCU.
L’evento è suddiviso in tre aree: Digitalizzazione, Crescita e Finanza sostenibile, Formazione e Consulenza. Gli esperti saranno a disposizione dei partecipanti per incontri, colloqui individuali, networking e analisi di casi-studio. La conclusione è prevista per le ore 16.30.
Sistema Pmi è promosso dal Centro di Alta Formazione e Avviamento alla Carriera della JCU, in partnership con l’Istituto per l’imprenditoria JCU, yourCFO Consulting Group e Mama Industry.

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Bilancio imprese italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Nel 2017 è proseguito il miglioramento dei bilanci delle imprese italiane, sul fronte sia dei conti economici che della sostenibilità finanziaria. I ricavi delle imprese, infatti, hanno registrato il segno più per il quinto anno consecutivo, con una crescita del 4,3% che è risultata quasi doppia rispetto ai valori dell’anno precedente (+2,3%). Hanno trainato la crescita le società che operano nell’industria (+5,9%), mentre le imprese attive nelle costruzioni e nel terziario hanno fatto registrare un aumento più contenuto, pari al 3,4%. La crescita dei fatturati è stata accompagnata da una discesa di oneri e debiti finanziari: l’ammontare dei debiti finanziari a bilancio, lo scorso anno, è stata un multiplo pari a 4,3 volte il MOL (margine operativo lordo), una cifra in calo rispetto al 4,7 del 2016 e lontana dal 5 del 2007, mentre il costo medio del debito per le società analizzate si è ridotto dal 3,1% del 2016 al 2,8% del 2017.Sono alcuni dei risultati che emergono dall’Osservatorio sui Bilanci 2017 di Cerved, primario operatore in Italia nell’analisi e nella gestione del rischio di credito e nella fornitura di soluzioni commerciali e marketing per le aziende, che ha analizzato e riclassificato i primi 150mila bilanci depositati dalle società italiane a giugno 2018.
“L’andamento favorevole degli oneri finanziari, in discesa grazie soprattutto alla politica espansiva della BCE, ha permesso alla redditività netta di proseguire il suo recupero, ritornando su livelli precedenti allo scoppio della crisi – commenta Marco Nespolo, Amministratore delegato di Cerved -. Il ROE, l’indice che sintetizza il ritorno sul capitale investito, nel 2017 si è attestato al di sopra dei livelli del 2007 (9,9% contro 9,4%): l’aumento è stato particolarmente marcato per le micro imprese e per le PMI, mentre le grandi avevano già raggiunto lo scorso anno livelli superiori a quelli pre-crisi”.
Questa accelerazione dei ricavi è stata però accompagnata da un rialzo dei costi esterni, soprattutto delle materie prime (+5,7% tra 2016 e 2017), con il risultato di un lieve rallentamento del valore aggiunto (+4,2%, contro il 4,8% dell’anno precedente). La redditività lorda è cresciuta, ma meno dei ricavi e con risultati più polarizzati tra società con margini negativi e aziende con performance positive.Il processo di rafforzamento finanziario delle imprese ha acquisito ulteriore slancio, con oneri e debiti finanziari più sostenibili. Tra 2016 e 2017 è aumentato l’ammontare dei debiti finanziari nei bilanci delle imprese analizzate (+1,7%), ma questa tendenza ha riguardato esclusivamente le imprese medio-grandi ed è coincisa con una selezione ancora più attenta nella concessione del credito, con un numero ristretto di società che hanno aumentato il proprio indebitamento. Anche i dati di bilancio confermano, dunque, che la fase maggiormente espansiva del credito non ha riguardato tutti, ma anzi che il credit crunch è proseguito per le imprese più piccole.Il maggior rigore nel concedere credito ha reso i debiti più sostenibili per tutte le imprese. Nel 2017 l’ammontare dei debiti finanziari a bilancio è un multiplo pari a 4,3 volte il MOL, una cifra in calo rispetto al 4,7 del 2016 e lontana dal 5 del 2007. I conti delle imprese sono più solidi non solo perché le banche sono state più attente nel concedere credito, ma, come indicano i bilanci, hanno giocato un ruolo importante anche i bassi tassi di interesse e gli sforzi degli imprenditori nel ricapitalizzare le proprie imprese.
Secondo i dati, infatti, il costo medio del debito per le società analizzate si è ridotto dal 3,1% del 2016 al 2,8% del 2017, ai minimi nel corso del decennio, con riduzioni che hanno riguardato tutte le fasce dimensionali. La combinazione di margini in recupero e bassi tassi di interesse ha ulteriormente ridotto l’impatto degli oneri finanziari sul MOL, un indicatore frequentemente utilizzato dagli analisti per valutare la sostenibilità delle aziende: nel 2017, il rapporto si è attestato al 17,5%, contro il 21,7% del 2016. Il capitale netto, invece, è aumentato del 7,1%, accelerando rispetto al +5,6% dell’anno precedente: il rapporto tra debiti finanziari e capitale netto è così sceso nel 2017 al 51%, tre punti in meno del 2016 (54%) e molto lontano dai valori del 2007 (90%).

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Italia per le imprese: con le PMI verso i mercati esteri

Posted by fidest press agency su sabato, 1 settembre 2018

Cremona 20 settembre 2018 la Camera di Commercio di Cremona in via Baldesio, 10 – con registrazione dei partecipanti alla sessione seminariale e agli incontri individuali a partire dalle ore 8:30 ospiterà la sesta tappa prevista per il 2018 del Roadshow “Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri”: le istituzioni e le organizzazioni imprenditoriali incontreranno le aziende per riflettere e confrontarsi su temi, servizi e strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione. Il Roadshow è promosso e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico, patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri e C.I. e organizzato da ICE-Agenzia in collaborazione con la Camera di Commercio di Cremona, partner territoriale dell’iniziativa.
Il Roadshow intende fornire strumenti e servizi che consentano alle imprese di vincere la sfida dei mercati globali e di realizzare nuove opportunità di espansione all’estero. In questo modo si punta ad aumentare il numero delle imprese che esportano stabilmente o che si affacciano per la prima volta sui mercati esteri.
Dalle 09:15 alle 10:40 circa si entrerà quindi nel vivo dei lavori: l’introduzione sarà a cura di Gian Domenico Auricchio, Presidente della Camera di Commercio di Cremona, cui seguirà la panoramica sullo scenario internazionale offerta da Claudio Colacurcio, Prometeia Specialist. Per gli strumenti nazionali di supporto all’internazionalizzazione, dopo il proprio intervento, Paolo Bulleri, Responsabile Segreteria Tecnica della Direzione Generale per le Politiche di Internazionalizzazione e la Promozione degli Scambi del Ministero dello Sviluppo Economico, modererà gli interventi successivi dei rappresentanti di MAECI, ICE e SACE SIMEST:Stefano Nicoletti, Capo Ufficio Internazionalizzazione delle Imprese del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Antonino Laspina, Direttore Ufficio di Coordinamento Marketing di ICE–Agenzia, Carlo de Simone, per SACE SIMEST – Gruppo CDP – Responsabile Servizio Marketing Territoriale SIMEST.
Dalle 11:00 alle 17:00, gli imprenditori potranno partecipare agli incontri individuali con i rappresentanti delle organizzazioni pubbliche e private presenti, per approfondire le opportunità di internazionalizzazione ed elaborare una strategia di mercato personalizzata.

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Salvaguardare l’occupazione e le imprese della Liguria

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

Il Segretario Generale dell’UGL, Paolo Capone, ha convocato la Segreteria regionale del sindacato confederale sui tragici fatti di Genova.“Esprimo, a nome di tutta l’UGL – ha esordito Capone – il nostro cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime della tragedia del viadotto Morandi, estendendola a tutti i cittadini di Genova e della Liguria. Esprimiamo, inoltre, vicinanza al Presidente Giovanni Toti e al sindaco Marco Bucci, instancabili nell’opera di sostegno ai cittadini in questi drammatici momenti”.Le immagini del viadotto crollato rimarranno a lungo nella memoria collettiva del nostro Paese. Una tragedia che secondo le prime ipotesi potrebbe essere stata provocata da un cedimento strutturale, ma che per il Segretario Generale “è anche simbolo di un cedimento culturale del nostro Paese nei confronti del futuro e del progresso”.“Ho incontrato una delegazione di lavoratori con le loro famiglie: Genova non è in ginocchio e anche questa volta saprà riprendersi da questa ennesima ferita, con i talenti, le eccellenze e le straordinarie energie della sua gente”.Nel corso dell’incontro è stata posta particolare attenzione alle conseguenze economiche e sociali. Il viadotto Morandi rappresentava un nodo fondamentale non solo per Genova ma per tutta l’Italia, in particolare il nord-ovest, collegando il più importante porto italiano e lo scalo aereo di Genova al resto del mondo.
Il Segretario Capone conferma le preoccupazioni anche attraverso una valutazione degli effetti economici e sociali del crollo del viadotto: “Secondo una prima stima effettuata dal nostro centro studi sugli effetti dell’interruzione di quest’arteria strategica del nord-Italia, risulta che il Paese potrebbe perdere fino a due punti di Pil come conseguenza diretta se non s’interviene subito per sanare la ferita. Basta considerare che solo la filiera portuale, tra diretta, indiretta e indotto, esprime un valore di circa 11 miliardi di euro. Va poi considerata tutta la filiera turistica, quella commerciale e il rischio concreto che quest’area sia tagliata fuori dalle traiettorie economiche fino a quando non potrà ricominciare a garantire linee di comunicazione essenziali. Sono a rischio oltre 150mila posti di lavoro, di cui un terzo in Liguria, altri 50mila tra Piemonte, Lombardia e Toscana e un altro terzo nel resto d’Italia”.
Per questa ragione l’UGL chiede al Governo di intervenire immediatamente con un fondo straordinario di 15 miliardi di euro per aiutare le imprese che si dovessero trovare in difficoltà, stabilizzare i livelli occupazionali della regione, finanziare le opere infrastrutturali necessarie a superare l’emergenza, assegnando al Presidente della Regione poteri straordinari per l’affidamento delle opere e la gestione dei fondi, come in occasione del terremoto dell’Aquila. Chiediamo, inoltre, al Governo di avviare immediatamente la partenza dei lavori della Gronda autostradale.

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Rappresentatività sindacale e costo del lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 10 luglio 2018

La confederazione delle piccole e medie imprese Conflavoro Pmi, con una delegazione guidata dal presidente Roberto Capobianco, ha incontrato ieri (5 luglio) Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali. Molti i punti di intesa scaturiti dal faccia a faccia. In particolare, Conflavoro Pmi ha ottenuto dall’esponente del governo l’impegno a chiarire la questione del concetto di ‘maggiore rappresentatività’ delle organizzazioni sindacali e a predisporre, in collaborazione con gli altri ministeri interessati, un piano di incentivi e sgravi a sostegno delle piccole e medie imprese.“Dopo il decreto dignità – spiega Capobianco – che consideriamo un passo avanti a beneficio dei lavoratori, era doveroso portare subito al governo anche la voce delle nostre Pmi. Abbiamo chiesto per le nostre imprese il sostegno delle istituzioni e le migliori condizioni possibili affinché possano investire sui lavoratori, assumendoli a tempo indeterminato e, soprattutto, qualificandoli con una formazione continua. Finora le piccole e medie imprese sono sempre state messe in secondo piano rispetto agli interessi dei grandi gruppi, ma ora chiediamo sia riconosciuto loro, concretamente, il ruolo di motore dell’economia italiana”.“A tal proposito abbiamo ricevuto risposte importanti dal sottosegretario al Lavoro Durigon – continua Capobianco – e dalle promesse occorrerà passare rapidamente ai fatti, ma siamo fiduciosi. Serve non solo un piano di sostegno alle imprese, che abbiamo di nuovo chiesto con forza, ma anche l’impegno concreto a ridurre il costo del lavoro. E una minor pressione fiscale perché le Pmi sono ancora in ginocchio dopo dieci anni di crisi. Senza dimenticare una decisa deburocratizzazione contestuale a una digitalizzazione più efficace dei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione. Basta sprechi di tempo e denaro”.Altro capitolo importante affrontato nell’incontro tra Conflavoro Pmi e Durigon, poi, è stato quello della libertà sindacale. Sancita dalla Costituzione nell’articolo 39, quest’ultimo prevede un iter che, dopo 70 anni, ancora deve essere incardinato nel sistema legislativo ordinario. “Una lacuna normativa – evidenzia Capobianco – che sta portando non poche diatribe nel mondo del lavoro. E’ una situazione inaccettabile della quale, negli anni, hanno approfittato una moltitudine di sedicenti associazioni sindacali che però, per usare le parole del sottosegretario, sono di stampo ‘familiare’. I loro iscritti, nei fatti, si contano sulle dita di una mano e questo produce un danno in chi, invece, è davvero rappresentativo”.“Siamo dunque al punto che imprenditori e lavoratori, già assillati da una marea di preoccupazioni, adesso devono anche subire le problematiche derivanti da questa situazione. Con il risultato che il già disastrato tessuto economico italiano viene messo ancor di più a repentaglio. Pertanto – conclude Capobianco – abbiamo chiesto al governo, a nome delle Pmi del Paese, che sia fatta velocemente chiarezza interpretativa sul concetto di ‘maggiore rappresentatività’. Il sottosegretario Durigon ha voluto ascoltare la nostra posizione in merito e ha affermato che l’esecutivo sta lavorando alla questione. Ha quindi accolto le nostre istanze e le nostre idee con molto interesse e sicuramente avremo modo di proseguire la concertazione nelle prossime settimane”.

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Le risorse naturali, come l’aria pulita e l’acqua dolce, sono vitali per le imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

E oggi sono gravemente a rischio in molti settori industriali. La mancata gestione delle risorse naturali del pianeta, il c.d. “capitale naturale”, ha conseguenze che vanno al di là degli effetti diretti sull’ambiente. Per le aziende, infatti, l’insufficienza può anche portare a nuovi scenari di interruzione e responsabilità che possono cancellare i profitti e avere un impatto sui modelli di business, man mano che aumentano fattori come la scarsità delle risorse, l’azione normativa e la pressione delle comunità e della società.E’ quanto emerge dall’analisi di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), la compagnia del Gruppo Allianz specializzata nei grandi rischi, nel nuovo rapporto Measuring And Managing Environmental Exposure: A Business Sector Analysis of Natural Capital Risk (Misurare e gestire l’esposizione ambientale: analisi del rischio del capitale naturale per settore di attività). Secondo l’analisi della Compagna assicurativa, i settori petrolifero e del gas, minerario, food & beverage e dei trasporti occupano il primo posto in termini di esposizione al rischio del capitale naturale.”Le aziende di tutto il mondo si trovano a confrontarsi sempre più con le implicazioni negative dovute all’esaurimento del capitale naturale”, afferma Chris Bonnet, Manager, Environmental, Social and Governance (ESG) Business Services, AGCS. “L’uso sostenibile delle risorse naturali è fondamentale per il successo della maggior parte delle aziende. Tuttavia, mentre aumenta la consapevolezza delle aziende sull’importanza del capitale naturale, molte di esse devono ancora acquisire una migliore comprensione delle minacce specifiche che possono avere un impatto sul loro settore industriale e sulla loro azienda in particolare, nonché delle opzioni di mitigazione disponibili”.
In un nuovo rapporto, AGCS analizza i dati della società di ricerca MSCI ESG Research, che copre più di 2.500 aziende, al fine di valutare l’esposizione al rischio del capitale naturale in 12 settori. Il petrolifero e del gas, minerario, food & beverage e dei trasporti sono i settori più esposti, in base a cinque fattori: biodiversità, emissioni di gas ad effetto serra (GHG), di altri gas, acqua e rifiuti. Tutti rientrano nella “zona di pericolo”, il che significa che la gestione del capitale naturale che le imprese devono affrontare è, in media, superiore alle opzioni di mitigazione attualmente utilizzate.

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Opportunità d’affari per le imprese italiane in Canada

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

Firenze nella splendida cornice offerta da Palazzo Strozzi, il prossimo 12 Giugno dalle ore 9 alle 13, si terrà un seminario sul tema “Accordo Economico Canada-UE: Opportunità d’Affari per le Imprese italiane” organizzato dal Centro Studi Italia-Canada e dalla CNA Firenze Metropolitana.Il seminario intende fornire ai partecipanti la possibilità di confrontarsi sulle principali misure introdotte dall’Accordo economico-commerciale tra Canada ed Unione Europea (CETA), sui vantaggi derivanti dalle partnership aziendali, sulle modalità di investimento e di accesso al credito, nonché sulla scoperta delle opportunità offerte dalla provincia canadese del Québec alle imprese italiane interessate all’internazionalizzazione.
Parteciperanno in qualità di relatori: Giacomo Cioni, Presidente, CNA Firenze; Arturo Galansino, Fondazione Palazzo Strozzi; Paolo Quattrocchi, Nctm Studio Legale – Direttore, Centro Studi Italia-Canada; Jan Scazighino, Ministro Consigliere Rapporti Economici, Ambasciata del Canada; Luca De Carli, Deputy Head of Unit, European Commission, DG TRADE; Marianna Simeone, Delegato del Québec in Italia; Lucia Baldino, Direttrice Europa, Desjardins; Fabrizio Toti, Area Manager, JAS; Noemi Trombetti, Inspection Trading Auditing – ITA Corporation La moderazione della tavola rotonda sarà curata da Paolo Quattrocchi, partner Nctm Studio Legale e Direttore del Centro Studi Italia-Canada.

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Oltre 100 imprese e produttori cinematografici all’evento sul product placement nei film

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Udine. Prodotti e servizi delle aziende friulane e come promuoverli al meglio nel cinema europeo e asiatico: oltre 60 imprese e produttori cinematografici regionali, europei e asiatici hanno concretizzato circa 150 incontri d’affari in Camera di Commercio di Udine nell’ambito del Far East Film Festival. Il sostegno dell’ente camerale, che non è mai voluto mancare al Festival anche negli anni precedenti, quest’anno si è arricchito di un importante evento, in cui imprenditori di tanti settori (soprattutto moda e gioielleria, arredo, food & wine e turismo) hanno avuto una doppia possibilità: quella di partecipare a un approfondimento, con alcuni dei più apprezzati esperti internazionali, dedicato proprio al “product placement nei film”, ossia all’efficace posizionamento dei propri prodotti e servizi d’impresa all’interno delle produzioni cinematografiche e, a seguire, una fitta agenda di incontri individuali per concretizzare questa interessante e ancora innovativa opportunità di sviluppo e promozione, soprattutto in Europa e Asia. E sono stati oltre un centinaio i partecipanti all’approfondimento, che ha dato il via alla giornata realizzata tra Sala Valduga e Sala Economia dalla Cciaa udinese, in collaborazione con Cec e Fondo Audiovisivo Fvg, nell’ambito di EEN-Enterprise Europe Network, la più grande rete europea di supporto alle piccole e medie imprese, di cui l’ente camerale udinese è partner sul territorio. A entrare nel dettaglio del “product placement” sono stati innanzitutto Juliane Schulze, Senior Partner di peacefulfish, quindi le esperienze di uno dei massimi esperti del settore, Jean Patrick Flandé, fondatore di Film Media, storico riferimento per il product placement in tantissimi film come anche il blockbuster James Bond (in cui automobili e orologi – e non solo – sono entrati nel mito assieme al personaggio) e collaboratore di alcuni dei maggiori registi mondiali da Besson a Polanski ad Annaud. Assieme a loro anche le testimonianze di Stefano Taboga, direttore marketing and digital di Lotto, e del produttore cinematografico francese Christophe Bruncher.

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Fast Forward Europe, un workshop sulle politiche a supporto della crescita rapida delle piccole e medie imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Colleretto Giacosa stamani dalle 9.30 alle 16.00 e domani al BioIndustry Park “Silvano Fumero” di Colleretto Giacosa si tiene il secondo International Learning Event del progetto Fast Forward Europe (FFWD Europe), il cui obiettivo principale è il miglioramento delle politiche e degli strumenti a supporto della crescita rapida delle piccole e medie imprese. FFWD Europe rientra nel Programma di cooperazione Interreg Europe 2014-2020 e coinvolge, oltre alla Città metropolitana di Torino, sette partner provenienti da altrettanti paesi europei.
L’evento – organizzato dalla Città metropolitana di Torino – prevede, nella giornata di oggi un workshop dal titolo “SME’s international development: a success key for their acceleration”, dedicato alla presentazione, allo scambio di buone pratiche e al confronto su possibili azioni di miglioramento dei sistemi di sostegno ai processi di internazionalizzazione e crescita delle imprese.
Destinatari dell’incontro, che si svolgerà al BioIndustry Park “Silvano Fumero” sono, oltre ai partner di progetto, gli stakeholder locali e internazionali e le imprese del territorio.
Il workshop rappresenta un evento di mutuo apprendimento internazionale sul tema dell’accelerazione e dell’internazionalizzazione di impresa, e vedrà il contributo di esperti e rappresentanti di istituzioni e organizzazioni coinvolte nelle politiche e nella gestione degli strumenti di settore. Nella giornata di venerdì 23 marzo è prevista una visita di studio a realtà significative del territorio, riservata ai partner di progetto e agli stakeholder internazionali.

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Sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Tre nuovi accordi e €1,5 mld a supporto di export e internazionalizzazione. Obiettivo dei nuovi accordi è ampliare la storica collaborazione tra Intesa Sanpaolo e il Polo SACE SIMEST, offrendo tutti gli strumenti necessari ad accompagnare le imprese clienti in ogni fase del loro processo di crescita internazionale: dall’aggiudicazione all’esecuzione delle commesse all’estero, dai finanziamenti per l’internazionalizzazione alle garanzie per l’approntamento delle forniture fino ai servizi di recupero dei crediti all’estero.
Il primo è un Accordo Quadro di Partecipazione per la condivisione del rischio che migliorerà l’accesso per le imprese clienti ai prodotti di trade finance tra i più diffusi nel commercio internazionale. L’intesa, siglata dalla Divisione Corporate e Investment Banking di Intesa Sanpaolo, consentirà infatti un più agevole coinvolgimento di SACE nella copertura dei rischi connessi sia alle conferme dei crediti documentari utilizzate per il pagamento delle forniture all’estero, sia al rilascio delle garanzie contrattuali a beneficio delle aziende italiane richieste per l’aggiudicazione e l’esecuzione di commesse internazionali.
Il secondo accordo è stato siglato tra Intesa Sanpaolo e SACE SRV, società del Polo SACE SIMEST specializzata in servizi di recupero crediti all’estero. L’alleanza permetterà ai clienti di Intesa Sanpaolo di accedere a condizioni competitive ai servizi di SACE SRV, che comprendono la gestione delle diverse fasi dell’attività stragiudiziale e giudiziale per il recupero dei crediti vantati verso controparti estere. Per facilitare e accompagnare l’offerta del servizio, Intesa Sanpaolo mette a disposizione la propria capillare rete di filiali in Italia, le proprie strutture specialistiche dedicate all’internazionalizzazione e un’ampia gamma di prodotti-servizi che rispondono alle esigenze delle imprese che operano all’estero.
Il terzo accordo consiste nel rinnovo della Convenzione tra SACE e Mediocredito Italiano (Gruppo Intesa Sanpaolo), che mette a disposizione delle PMI nuovi finanziamenti a medio-lungo termine, erogati da Mediocredito e garantiti da SACE, destinati ad attività d’internazionalizzazione (linea International+).
I tre accordi confermano e rafforzano la collaborazione in essere tra le parti nell’ottica di supporto all’export e pongono le basi per una sempre più stretta cooperazione nell’offerta di strumenti che accompagnino le imprese italiane nel loro processo di internazionalizzazione.

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Imprese femminili: 10mila in più nel 2017

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

Donne d’impresa crescono. A fine 2017, sono quasi 10mila in più le imprese femminili iscritte al Registro delle Camere di commercio italiane rispetto all’anno precedente, quasi 30mila in più rispetto al 2014. Con questo aumento costante, l’esercito di oltre un milione e 331mila attività produttive a conduzione femminile rappresenta oggi il 21,86% del totale delle imprese (era il 21,76% l’anno precedente).In Puglia sono cresciute di 327 unità e sono quasi 88mila, su un totale di 380mila, dunque il 23,07 %, dato al di sopra della media nazionale.Come mostrano i dati elaborati dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, nel diffondersi, il tessuto imprenditoriale guidato da donne sceglie forme più strutturate d’impresa. Le società di capitali condotte da donne, infatti, sono aumentate di quasi il 17% nel 2017 rispetto a tre anni prima arrivando a rappresentare oltre il 21% delle imprese femminili, mentre le società di persone e le imprese individuali, che restano, comunque, la forma giuridica più diffusa nell’universo imprenditoriale femminile, si stanno progressivamente riducendo.

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Puglia: 4.580 imprese in più nel 2017 (+1,20%)

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

puglia1La Puglia chiude il 2017 con un saldo positivo di 4.580 imprese: 23.654 le iscrizioni, 19.074 le cessazioni, un tasso di crescita dell’1,20%, (nel 2016 era stato dell’1,09%), 380.553 il totale delle imprese al 31.12.2017. I dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel corso del 2017 sono stati elaborati da Unioncamere– InfoCamere.In Puglia si continua dunque a credere nell’impresa e, anche nell’anno trascorso le nuove attività economiche hanno superato quelle che hanno chiuso i battenti.In Italia sono 46mila in più le imprese iscritte nei registri delle Camere di commercio, con una crescita dello 0,7% rispetto al 2016. La Puglia con il suo tasso di crescita medio dell’ 1,20 % ha fatto di gran lunga meglio (Taranto, 1,56%, Brindisi, 1,42%, Lecce, 1,32%, Foggia 1,12% e Bari 1,01%).Si deve alle regioni meridionali quasi il 60% dell’aumento complessivo del numero delle imprese, una quota record nella storia del saldo nazionale. Sono due i fenomeni che spiegano questo risultato: l’ulteriore rallentamento della nascita di nuove imprese (quasi 357mila a livello nazionale, l’1,8% in meno del 2016) e una più consistente frenata delle chiusure (poco più di 311mila, il dato più contenuto degli ultimi dodici anni), in calo del -3,4% rispetto all’anno precedente.Al netto di Piemonte (-965), Emilia-Romagna (-636), Friuli Venezia Giulia (-431) tutte le altre regioni hanno chiuso il 2017 con un bilancio anagrafico positivo, con il Lazio a fare da battistrada (10.648 imprese in più), seguito da Campania (+9.472) e Sicilia (+7.518).Quanto ai settori, a livello complessivo quelli che nel 2017 hanno fatto registrare gli aumenti maggiori nel numero di imprese registrate sono stati il turismo (+10.335), i servizi alle imprese (+7.206 ) e le attività professionali scientifiche e tecniche (+5.494). A chiudere in rosso, invece, sono state le attività manifatturiere (-2.648), le costruzioni (-1.913) e l’agricoltura (-447).
Se però si guarda all’andamento dei settori nel Mezzogiorno, il quadro si presenta in parte in controtendenza e mostra soprattutto una forte concentrazione del saldo attivo nel turismo (sempre in testa tra le vocazioni imprenditoriali più scelte) e nell’agricoltura (+2.810). Bilanci più che positivi al sud anche nel commercio (+1.970) e nelle costruzioni (+1.284).

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Le migliori imprese europee raccolte nel primo elenco “Ones To Watch”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

europa comunitaria2Accedono all’elenco delle aziende “Ones to Watch” le imprese che hanno ottenuto risultati eccezionali in una delle 12 categorie degli European Business Awards, nel rispetto dei valori chiave del programma: innovazione, successo ed etica.Adrian Tripp, CEO di European Business Awards, il principale concorso per aziende europee oggi al suo undicesimo anno di vita, ha dichiarato: “Volevamo approfondire quanto realizzato in passato e offrire un riconoscimento più marcato alle molte, incredibili storie di successo di tutta Europa.” Ha poi aggiunto “Il talento, la dedizione e l’innovazione su cui si fondano queste compagnie sono occasione di lavoro e opportunità. I loro successi determinano la prosperità dei loro paesi. Le liste “Ones to Watch” segnano un indice di riferimento dei risultati di successo per la community aziendale di tutta Europa.”Jean Stephens, CEO di RSM, la sesta più grande rete mondiale di aziende indipendenti di revisione contabile e consulenza fiscale, storico sponsor dei premi, ha dichiarato: “Essere inseriti tra i “Ones to Watch” è un grande traguardo. RSM lavora con aziende di tutto il mondo, fornendo loro consulenza in tutte le aree, senza mai smettere di incoraggiarne i successi e la prosperità. Auguriamo a queste dinamiche aziende ogni consenso per il futuro.”Le aziende inserite negli elenchi “Ones to Watch” provengono da svariati settori, da quello produttivo al retail, dall’agricoltura alla tecnologia e vanno dalle start-up a ditte con un giro di affari di miliardi di euro. Le aziende avranno l’opportunità di partecipare alle 12 categorie degli European Business Awards e di ottenere il titolo di vincitore nazionale per il loro paese. Dopodiché, potranno partecipare al gran finale di maggio 2018, quando saranno annunciati i 12 vincitori europei. Potranno inoltre accedere al voto pubblico, aperto a votanti di tutto il mondo, per promuoversi in nuovi mercati e tra potenziali clienti.

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“Imprese tedesche, italiane ed austriache” all’Università di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 dicembre 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma, Venerdì 15 dicembre, alle ore 9.40, nell’Aula K8 del Polo Didattico di via Kennedy, prenderà il via il convegno “Imprese tedesche, italiane ed austriache: aspetti di comparazione, di cooperazione, di integrazione”. Il convegno, sponsorizzato da Intesa San Paolo e con il patrocinio di Università di Parma, Regione Emilia-Romagna, Unione Parmense degli Industriali, EmiliaLab (iniziativa congiunta dei Dipartimenti di Economia delle Università di Parma, Ferrara, Modena e Reggio Emilia) e Circolo Culturale “Il Borgo”, ha come oggetto le relazioni fra il mondo produttivo italiano e quello tedesco ed austriaco, sia dal punto di vista delle imprese che delle politiche industriali.
La prima relazione prevista è di Ilaria Sangalli (IntesaSanPaolo) e Andrea Dossena (Prometeia) e ha come argomento il quadro ufficiale dei rapporti economici fra le imprese di Germania, Italia ed Austria (commercio estero, flussi e stock, investimenti esteri, relazioni lette dalle tavole intersettoriali), con particolare riferimento al ruolo importantissimo dell’Italia come fornitrice di input intermedi di elevato livello qualitativo alla Germania.Segue la relazione di Otto Veit, professore dell’Università di Colonia, che si interroga sul futuro che attende le catene globali del valore (e quindi una parte della tipologia di rapporti economici che interessano i tre paesi). C’è poi la relazione di Francesco Leone, responsabile economico dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, che riguarda le modalità di reazione, a livello di politiche europee e nazionali, di Italia e Germania di fronte alla digitalizzazione (un tema che ritorna più volte nell’ambito del convegno).Raffaela Giardino (Regione Emilia-Romagna) e Giovanni Solinas (Università di Modena e Reggio Emilia) analizzano gli effetti sul territorio di imprese domestiche e di imprese sussidiarie di multinazionali in Emilia-Romagna.Alexander Angerer (Camera di Commercio Italo-Germanica di Milano), Alessia Manco e Augusto Ninni (Università di Parma) presentano invece un quadro, già in parte delineato al German Business Day di Bologna, delle determinanti e degli effetti degli investimenti di imprese di proprietà tedesca in Emilia-Romagna.Nel pomeriggio Alessandro Arrighetti e Fabio Landini (ambedue dell’Università di Parma) si chiedono se esistono differenze (e quali), all’interno del gruppo di imprese che crescono più velocemente, fra quelle tedesche e quelle italiane.Chiara Pollio e altri docenti dell’Università di Ferrara, tra cui Marco Di Tommaso, analizzano il caso delle imprese emiliane e romagnole impegnate nella motoristica (e il ruolo della presenza straniera).
C’è poi un gruppo di interventi che hanno come riferimento soprattutto l’Industria 4.0. Franco Mosconi (Università di Parma) coordina una tavola rotonda in cui intervengono Sonia Bonfiglioli (Bonfiglioli), Valter Caiumi (Cifin-Emmegi) e Roberto Catelli (CFT Group), a cui fa seguito un intervento di Cesare Azzali (Unione Parmense degli Industriali) sui problemi di implementazione di “Imprese 4.0” da parte delle imprese locali. Chiude infine l’Assessore regionale Patrizio Bianchi sull’esperienza regionale di Industria 4.0 e i possibili raffronti con i Laender tedeschi.Le imprese e i soggetti interessati saranno costantemente informati sulle attività del LEIGIA e su altri temi attinenti all’argomento attraverso il sito web del Laboratorio e una newsletter, che sarà in italiano, in inglese e in tedesco.

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Sviluppo delle imprese turistiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 dicembre 2017

turismo costieroIl turismo rappresenta un importante settore economico che va sostenuto ed ammodernato. Occorrono pertanto interventi mirati per garantire una crescita sostenibile delle attività connesse al turismo. Con questo intento il deputato di Forza Italia Nino Minardo ha presentato un progetto di legge per sostenere le imprese turistiche, in particolare quelle concentrate nel Sud Italia ed in particolare in Sicilia. “La potestà normativa in materia di turismo è delle Regioni – sottolinea Minardo – ma lo Stato può intervenire stanziando risorse economiche, com’è nelle intenzioni della mia proposta di legge per ammodernare e favorire la crescita anche dimensionale delle imprese turistiche, nonché per migliorare la loro capacità di innovare e offrire così servizi migliori ai clienti. Solo attraverso interventi mirati si possono creare quelle condizioni per poter sviluppare un’ efficiente ed efficace azione di sviluppo delle imprese turistiche nel nostro Paese. In tale prospettiva – conclude il deputato azzurro – il progetto legislativo introduce una serie di interventi per valorizzare il ruolo delle imprese turistiche e sviluppare un’ importante azione di sostegno delle stesse per operare sul mercato nel miglior modo possibile ed implementare l’occupazione”.

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