Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘imprese’

“Sos imprese, il governo scongiuri una crisi nell’edilizia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2022

La presidente della commissione Attività produttive della Camera: “Troppi crediti d’imposta da smaltire. L’esecutivo, nel nuovo provvedimento, consenta di poter cedere per quattro volte il credito d’imposta, ed il frazionamento del credito annuale” Firenze, 12 maggio 2022 – “Il Parlamento farà la sua parte con il Governo e migliorerà il testo relativo al credito d’imposta. In questo momento storico, l’esecutivo non può permettersi di affrontare una crisi nel mondo dell’edilizia, che rappresenta la stragrande maggioranza delle Pmi italiane. Il tema è serio perché riguarda migliaia di imprese italiane”. A dirlo è la deputata del Partito democratico, Martina Nardi, in relazione all’ingorgo Superbonus ed ai troppi crediti d’imposta da smaltire che rischiano di creare una crisi di liquidità per le imprese. “Con il recente provvedimento abbiamo fatto passi in avanti sulla possibilità della quarta cessione del credito d’imposta, adesso ci aspettiamo che questa quarta cessione possa diventare la quarta volta e, quindi, si possa da subito far si che le banche vendano ai loro correntisti – spiega Nardi – Inoltre, si renda chiara la possibilità di poter frazionare il credito sia per annualità che per importo”. “Valutare anche la possibilità del prolungamento del credito per poterlo portare in detrazione in un arco di 10 anni, vanno salvaguardati, però, cittadini e imprese evitando l’aumento dei costi bancari. Questo potrebbe sicuramente dare una mano alle aziende che sono in gravi difficoltà” dichiara la deputata del Pd.

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Le imprese italiane possono diventare più attrattive per gli investimenti esteri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Maggio 2022

«L’Italia non è mai stata in cima alla classifica dei Paesi più attrattivi per gli investimenti delle imprese estere, ma con il PNRR abbiamo un’occasione storica per invertire questo trend e rendere più attrattivo tutto il nostro tessuto economico. Per contrastare le criticità ancora esistenti e valorizzare le capacità attrattive del nostro Paese, dunque, è d’obbligo una riflessione sull’importanza dell’opportunità fornita dal PNRR. In un contesto come quello attuale, infatti, la tempestiva ed efficace implementazione del PNRR rappresenta un’occasione irrinunciabile per dare impulso al nostro sistema produttivo e migliorare l’attrattività verso investimenti internazionali». Ad affermarlo è Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Central Mediterranean, nel presentare lo studio “L’attrattività del sistema Italia per le imprese estere: opportunità e prospettive del PNRR”. La ricerca, curata dal partner di Deloitte Marco Vulpiani, è stata presentata oggi a Roma al pubblico, in occasione dell’inaugurazione della cattedra congiunta Deloitte-Luiss presso il campus dell’Università intitolata a Guido Carli. La Chair in International Management and Global Challenges sarà tenuta dal Prof. Antonio Majocchi, Ordinario di Management delle Imprese Internazionali presso il Dipartimento di Impresa e Management dell’Ateneo.«Se prendiamo le principali economie europee – spiega Marco Vulpiani di Deloitte presentando lo studio – l’Italia è il Paese con il valore medio più basso in termini di flussi di Investimenti Diretti Esteri (IDE) in percentuale al Pil (25% nel 2020 verso una media area Euro del 77%). Questo comporta che, in termini di attrattività complessiva degli investimenti esteri, l’Italia anche se si colloca al nono posto rispetto ai Paesi G20 è all’ultimo posto delle principali economie europee, mostrando una particolare debolezza nel sistema fiscale e nella disponibilità di infrastrutture. A queste si aggiungono lentezze burocratiche che rendono l’Italia meno competitiva nell’attrarre investimenti internazionali e domestici». Nell’analisi sono state esaminate ulteriori criticità note del sistema Italia. «Secondo i dati OCSE, nel 2020 il gettito fiscale complessivo ammontava a circa il 43% del PIL, inferiore solo alla Francia rispetto alle altre grandi economie europee. A ciò si aggiunge che i livelli di evasione fiscale e di corruzione sono tra i più alti in Europa. In termini di Corruption Perception Index l’Italia è infatti alla peggiore posizione tra le grandi economie Europee. Anche in termini di stabilità politica l’Italia è agli ultimi posti in Europa, collocandosi alla 31 posizione su 45 in Europa» evidenzia il partner di Deloitte.Nonostante ciò – si legge nello studio – in termini di stock si rileva una crescita negli ultimi anni nel rapporto tra Investimenti Diretti Esteri in entrata e Pil, in linea con il trend europeo. Inoltre, emerge che il valore creato dalle multinazionali in Italia, in termini di valore aggiunto realizzato e di investimenti diretti esteri in entrata, sia cresciuto significativamente nel tempo. E il contributo fornito dalle imprese a controllo estero operanti in Italia in termini di valore aggiunto è cresciuto in media di circa il 2,4% per anno negli ultimi 10 anni.«Questi dati sono particolarmente importanti», sottolinea il partner di Deloitte, «specie se si considera che le nostre analisi mostrano chiaramente l’esistenza di una relazione positiva tra il flusso di investimenti esteri e le performance economiche e di crescita dei Paesi nelle principali economie europee. Quanto alle cause del ritardo italiano, possiamo dire che sono ancora diverse le criticità di cui soffre il nostro sistema produttivo, ma tra questi è importante sottolineare il tema della bassa produttività, delle limitate infrastrutture e delle poche risorse destinate alla Ricerca e Sviluppo», spiega Vulpiani.«In particolare, se consideriamo le principali economie europee, l’Italia è quella che presenta il più ampio gap fra investimenti infrastrutturali correnti e fabbisogno di investimenti. Un gap che è quasi del tutto ascrivibile al settore delle infrastrutture dei trasporti. Relativamente alla produttività, le nostre analisi mostrano l’esistenza di una relazione positiva tra la produttività per ora lavorata e gli investimenti fissi nelle principali economie europee», conclude il partner di Deloitte.«Nonostante le criticità evidenziate dal nostro studio, l’Italia può vantare risultati estremamente positivi in alcuni ambiti strategici, quali il design, le imprese culturali, l’energia e i prodotti green», aggiunge Fabio Pompei. «Inoltre, come già sapevamo, lo studio evidenzia la grande capacità di innovare delle imprese italiane quando consideriamo le innovazioni di prodotto o di processo e l’offerta di prodotti green tecnologicamente avanzati».«Infine, considerando le scelte di programmazione economica delle multinazionali estere, rivestono particolare importanza la presenza di conoscenze o competenze tecniche specializzate della forza lavoro e la capacità manageriale e di adattamento al cambiamento. Caratteristiche su cui dobbiamo puntare e investire sempre di più come sistema-Paese, come diciamo da tempo quando insistiamo sulla importanza delle competenze STEM per i giovani e le future generazioni», conclude il Ceo di Deloitte Italia.

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Imprese: verso un’economia più circolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Maggio 2022

Nell’ambito delle attività previste dall’accordo siglato lo scorso mese di dicembre tra Confindustria Macerata e l’Università di Camerino, con il sostegno di BPER Banca, volto alla realizzazione di attività di collaborazione per accompagnare e supportare le imprese nella transizione verso un’economia più circolare e sostenibile, sta per essere avviata una azione di Circular Education attraverso il corso di formazione su “Strategie di Economia Circolare”, che prevede la partecipazione in qualità di docenti di esperti Unicam, Enea e Manifaktura, una start-up innovativa, nata nel 2020, con l’obiettivo di facilitare tutte quelle organizzazioni che intendono avviare un percorso d’innovazione, attraverso progettazione, capitale relazionale, gestione e formazione, in particolare sui temi legati all’economia circolare e industria 4.0 “Con questa iniziativa – ha dichiarato l’ing. Francesco Balducci, referente Unicam per l’accordo e Ceo di Manifaktura – avviamo concretamente le attività di formazione previste nell’accordo di collaborazione. Il corso, rivolto ad imprenditori e loro collaboratori che intendono conoscere ed applicare strategie e perseguire azioni di economia circolare, valutare nuovi modelli di mercato e rendere i propri prodotti e servizi maggiormente competitivi e sostenibili, si articolerà in 5 appuntamenti, che potranno essere seguiti sia on line che in presenza”. Il primo incontro sarà incentrato su “Introduzione all’economia circolare: una visione generale di questo nuovo paradigma” e si terrà presso la sede di Confindustria. Si proseguirà venerdì 27 maggio con “Gli strumenti di valutazione ambientale di prodotto: LCA (valutazione del ciclo di vita di un prodotto) e PEF (Product Environmental Footprint)” presso il ChIP Unicam. “Regolamenti CAM (Criteri Ambientali Minimi), Mappature LEED e Calcolo della Circolarità di un Prodotto” saranno ala centro dell’incontro del 17 giugno presso la sede di Confindustria Macerata. Il ChIP Unicam ospiterà il 15 luglio l’incontro “Come caratterizzare i materiali compositi innovativi in un’ottica di economia circolare”. Il percorso formativo si concluderà il 23 settembre con l’incontro su “Etichette ambientali (ecolabel, EPD, Green Made in Italy) e comunicazione delle asserzioni ambientali per evitare Green Washing” presso la sede di Confindustria.

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Imprese: boom di fatturato per l’intelligenza artificiale made in Italy

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2022

Approdare nel metaverso grazie al primo catalogo costituito interamente da gemelli virtuali a disposizione di imprese ed enti pubblici è solo l’inizio di una nuova fase di crescita per QuestIT. L’azienda made in Italy, fondata nel luglio del 2007 e nata come spin-off dell’Università di Siena, vede nella parola crescita il sostantivo ideale per comunicare i traguardi tagliati sino ad oggi. Il primo in ordine di tempo risale al 2016, anno in cui l’impresa entra a far parte del gruppo The Digital Box. A fine 2021, invece, la company registra un notevole incremento di fatturato, toccando quota 1 milione e mezzo di ricavi (+200% rispetto al 2019) e triplicando così le proprie entrate in soli due anni. Inoltre, è importante segnalare anche la crescita in termini di partner. Questi ultimi, saliti a 35 (+43% sul 2020), risultano sia software companies e aziende del settore system integration sia professionisti ed ambassador del mondo artificial human. Dai partner si passa, più nello specifico, al team aziendale, il quale al momento conta ben 38 professionisti tra operativi e consulenti. Il percorso storico riguardante l’impresa toscana prosegue con i numerosi progetti realizzati negli ultimi anni: a questo proposito si passa dalle collaborazioni con le più prestigiose realtà accademiche del territorio, tra cui l’Università di Siena e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, alla creazione del polo tecnologico “SaiHub” (Siena Artificial Intelligence Hub). Entrando più nello specifico, si tratta di una realtà composta da una rete di 28 aziende che è stata costituita con l’obiettivo di sviluppare soluzioni d’intelligenza artificiale altamente innovative e costruire un rapporto efficace tra le aziende, il mondo della ricerca e i centri di eccellenza del territorio.

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Rincari energetici, a rischio chiusura le imprese del riciclo

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2022

Il mondo del riciclo è messo a dura prova dall’aumento dei costi energetici. A lanciare l’allarme, facendosi portavoce delle imprese iscritte, è il Consorzio nazionale del riciclaggio dei rifiuti in polietilene Polieco. All’aumento dei costi energetici da sostenere in azienda c’è da aggiungere anche quello dei trasporti e dell’approvvigionamento delle materie che costituisce un altro grave problema. “Si tratta di difficoltà che si inseriscono in un periodo storico complesso se si tiene presente che già la pandemia ha suscitato una profonda crisi produttiva, economica e sociale”, sottolinea Salvestrini, esprimendo il timore che la situazione attuale possa ripercuotersi negativamente sulla carenza già molto grave di impianti di riciclo. “Già abbiamo pochi impianti in Italia e questo per l’assenza di politiche industriali lungimiranti e per la scarsa incentivazione del settore, ma con i rincari energetici- osserva la direttrice del Polieco – si rischia davvero di aggravare la situazione”. Uno scenario che spaventa perché ad essere danneggiata non sarebbe solo l’economia, ma anche la situazione ambientale, visto che potrebbe aumentare il rischio di alimentare i traffici illeciti dei rifiuti, fenomeno con il quale non si smette di fare i conti, e quello di nuove modalità di tombamento. “In rappresentanza delle nostre aziende consorziate – lancia l’appello il presidente del Polieco Enrico Bobbio – chiediamo che si attuino politiche di accelerazione per una risoluzione immediata e concreta del problema, senza esitazioni o decisioni provvisorie con continui rinvii al futuro che alimentano incertezze devastanti per il mondo delle imprese”. Il Polieco chiede che “si lavori subito per la semplificazione degli iter autorizzativi e per incentivi economici in grado di favorire il ricorso all’energia pulita, nonché per agevolazioni fiscali che possano permettere alle imprese di far fronte all’emergenza”.

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Lo stato della digitalizzazione nelle imprese in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2022

Il processo di digitalizzazione delle imprese non è facile, ma è un percorso necessario. Fra i primi effetti di questo processo troviamo la tendenza delle software house ad ampliare la propria offerta di servizi, per rimanere competitive sul mercato. Molte le acquisizioni e le partnership strategiche che vanno in questo senso, come quella appena annunciata fra Innoova, società nata per guidare le grandi e medie imprese nel processo di trasformazione digitale, e Centro Software, leader italiano nello sviluppo di software gestionale per l’impresa. L’integrazione tra le soluzioni tecnologiche di Innoova e la completezza funzionale delle soluzioni ERP di Centro Software, permette oggi alle aziende di raggiungere in poco tempo i massimi livelli di automazione e competitività, caratteristiche indispensabili per crescere ed essere protagonisti anche nell’era digitale. Innoova nasce dall’unione di imprenditori provenienti da specifici settori, complementari ed interconnessi con l’obiettivo di guidare le grandi e medie imprese nel processo di trasformazione digitale. Innoova coinvolge i leader d’azienda nel definire i processi di sviluppo e la trasformazione digitale attraverso un approccio integrato e data-driven. In 30 anni di esperienza, Innoova, ha sviluppato la capacità di colmare le lacune culturali per accelerare la trasformazione digitale per i clienti.

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Ammortizzatori sociali per le imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2022

“Sulle proposte avanzate dal Ministro Orlando” – ha dichiarato Angelo Carlini, Presidente ASSISTAL – “riguardo agli ammortizzatori sociali per le imprese colpite dal “caro energia”, ci preme far notare come non sia stato preso in considerazione l’altrettanto enorme problema del “caro materiali”, che sta colpendo duramente le nostre imprese. Le aziende, impegnate in gare pubbliche e private, hanno enormi difficoltà nel proseguire le attività poiché non riescono a sostenere i continui rincari delle materie prime in assenza di una reale revisione dei prezzi e di misure compensative adeguate; inoltre, attualmente, si vedono tagliate fuori anche dagli strumenti di integrazione salariale ordinari. Pertanto, chiediamo al Ministro Orlando di ricomprendere nei prossimi provvedimenti di ampliamento delle causali per l’intervento della Cassa Integrazione Ordinaria anche il “caro materiali” oltre al “caro energia”. La ratio sottesa all’ estensione della Cassa ai rincari dei vettori energetici è uguale a quella del caro materiali, compresi gli effetti nefasti che entrambi producono sul mercato, sulle imprese e sui lavoratori. Oggi le imprese in assenza di misure adeguate sono costrette a procedere ai licenziamenti collettivi. Pertanto, è necessario da un lato prevedere che il caro materiali sia una causale che giustifichi il ricorso alla CIGO; dall’altra è essenziale ricomprendere i codici Ateco risalenti alle imprese impiantistiche, onde evitare che il settore sia privato di misure di sostegno in un momento così complicato. Sarebbe un ulteriore colpo inferto ad un settore che garantisce servizi essenziali e che, in mancanza di soluzioni adeguate per il caro materiali, dovrà affrontare anche un problema occupazionale.” (By Dott. Antonello Capogrossi)

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Un plafond da 470 milioni € a sostegno delle imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Sono le Piccole e Medie Imprese (con meno di 250 dipendenti) per almeno il 50% e le “Midcap” (aziende con un organico inferiore alle 3 000 unità) i beneficiari di una nuova operazione a favore dell’economia reale, che BNL BNP Paribas ha realizzato con il Gruppo BEI, che comprende la Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI). L’operazione è sostenuta dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI), il principale pilastro del Piano di investimenti per l’Europa. Si chiama “Minerva 2” ed è tecnicamente una “cartolarizzazione sintetica” (cioè senza cessione di asset) su un portafoglio di prestiti performing della Banca. Il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) ha rilasciato una garanzia su una tranche da circa 94 milioni di euro, con controgaranzia BEI, e ciò consente a BNL di erogare nuovi finanziamenti a tasso agevolato per un plafond di 470 milioni di euro, destinato alle aziende italiane che, nella delicata fase di rilancio del Paese, si trovano a far fronte agli effetti generati dalla Pandemia sull’economia e sul settore imprenditoriale. Si tratta della quarta operazione fra BEI e il Gruppo BNP Paribas, di cui due con la capogruppo BNP Paribas e due con BNL. A fronte di ciò, con complessivi 402 milioni di euro di garanzia, saranno attivati nuovi finanziamenti alle imprese per circa 2 miliardi di euro. Il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ha dichiarato: “Accolgo con favore questo accordo volto a finanziare le piccole e medie imprese italiane, sostenuto dal Piano di investimenti per l’Europa e basato sulle garanzie della BEI e del FEI. I finanziamenti messi a disposizione con questa operazione permetteranno alle imprese di continuare il loro percorso di ripresa economica dopo la crisi pandemica, creando e sostenendo posti di lavoro.” Con l’operazione Minerva 2, BNL BNP Paribas e il Gruppo BEI proseguono nella collaborazione che aveva già portato alla positiva esperienza di “Minerva 1” nel 2018, grazie al supporto dell’EFSI per rilanciare la crescita e l’occupazione in ambito europeo. Minerva 2 è una delle prime operazioni sintetiche ad aver ottenuto il riconoscimento STS (Semplici, Trasparenti e Standardizzate), che risponde ad un framework normativo per le cartolarizzazioni introdotto di recente dal legislatore comunitario; esso punta a garantire l’adeguatezza di tali prodotti differenziandoli da strumenti finanziari più complessi e rischiosi e assicurando nel contempo alla banca cedente un beneficio di ordine patrimoniale.

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“La moltiplicazione delle crisi non dà tregua alle imprese”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2022

L’inattesa crisi pandemica del 2020, trascinatasi nel 2021, aveva già causato nel mondo della ristorazione 56 miliardi di perdite, determinando la chiusura di 45mila imprese, con le immaginabili conseguenze in termini di occupazione, dispersione delle competenze, fragilizzazione delle famiglie e impoverimento del tessuto sociale che proprio la rete dei Pubblici Esercizi italiani anima e caratterizza. Poi, mentre faticosamente calavano la curva e l’impatto dei contagi impennatisi nell’inverno, grazie anche alla diffusione dei vaccini, i primi mesi del 2022 hanno soffiato nuova aria di crisi: gli operatori hanno ormai cominciato a soffrire palesemente le conseguenze del caro energia e di una pericolosa fiammata inflattiva. L’esordio del 2022 per il settore della ristorazione ha visto crescere esponenzialmente il costo delle materie prime e della bolletta energetica delle aziende del settore, che registra aumenti dell’80%, tendenzialmente in ulteriore crescita, determinando un inevitabile aumento di prezzi, che alimenta inflazione aggiuntiva penalizzando la ripresa dei consumi e generando nuove difficoltà nel riscontrare le esigenze del mercato del lavoro. Un circolo vizioso che ha trovato nella guerra un detonatore ulteriore. Guerra vicinissima, aberrante nelle conseguenze umane, desolante per la fiducia dei mercati e i flussi internazionali, nefasta nelle conseguenze economiche anche di medio periodo, tra scarsità di materie prime, sanzioni commerciali moralmente doverose ma inevitabilmente dolorose anche per la parte che le commina.Questa la durissima analisi che l’Ufficio di Presidenza di FIPE-Confcommercio, ha condiviso, manifestando l’enorme preoccupazione per il contesto internazionale e per le ripercussioni sul mondo della ristorazione, dell’intrattenimento e la filiera turistica nel nostro Paese. Rischia di andare definitivamente in crisi il qualificato modello diffuso dei Pubblici Esercizi Italiani e si chiede al Governo di coinvolgere le rappresentanze d’impresa per trovare le soluzioni più efficaci a misura di economia reale.

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Florovivaismo: Cia, 30% imprese a rischio “switch-off”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

Contro costi di produzione insostenibili per l’impennata dei prezzi delle materie prime e, soprattutto, per il caro energia, serve accelerare l’ammodernamento della coltivazione floricola in serra che, sul territorio nazionale, è rappresentata da quasi il 50% della superficie totale del settore che è di circa 30 mila ettari. Così, non solo si avvia una reale transizione ecologica del florovivaismo italiano puntando sulle energie rinnovabili, ma si scongiura il rischio “switch-off” per il 30% delle 24 mila aziende del settore, uscite già penalizzate da due anni di pandemia. Sono queste le sollecitazioni di Cia con l’Associazione Florovivaisti Italiani, lanciate a Milano dal convegno promosso a Myplant & Garden 2022 per cogliere le opportunità di PNRR e Green Deal Ue sul fronte delle agroenergie. La primavera è alle porte, fanno presente Cia e Florovivaisti Italiani, ma i fiori che fanno gran parte del mercato di stagione, dai tulipani alle azalee, comprese le orchidee, fino ai gerani e alle piante ornamentali per il verde pubblico, potrebbero non rispondere in tempo alla domanda, forte di un trend positivo del gardening con stime di crescita media annua del 2,3%. Questo accade, sottolineano Cia e Florovivaisti Italiani, perché tenere in piedi l’attività e, in particolare, accese le serre per riscaldamento e illuminazione costa sempre di più. La spesa energetica è salita del 50% e potrebbe aumentare ancora, andando a compromettere pure la fase di raffrescamento artificiale nei mesi più caldi e che incide fino al 15% sui consumi energetici totali. A questi si aggiungono gli aumenti del 10% su torbe e prodotti fitosanitari, del 30% su imballaggi e trasporti. Le serre, dunque, un tempo strategia lungimirante per essere competitivi, senza rinunciare a sostenibilità e prodotti di eccellenza per il Made in Italy, adesso non bastano più, strette tra climate change e crisi economica. Occorre, sottolineano Cia e Florovivaisti Italiani, incentivare con rapidità lo sviluppo e la diffusione delle energie rinnovabili per la gestione colturale e climatica, favorendo la riduzione dell’impatto sull’ambiente e il passaggio a strutture di produzione e di condivisione dell’energia.Il richiamo di Cia e Florovivaisti Italiani è alle potenzialità del fotovoltaico senza consumo di suolo e, quindi, alle risorse per la misura “Parco Agrisolare” con il bando da 1,5 miliardi di euro in pubblicazione entro il 31 marzo, come anche a tutti gli interventi per l’efficientamento energetico del settore primario con incidenza via via totale sulla bolletta.

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Agricoltura e finanziamento alle imprese agricole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2022

“Grazie all’accesso diretto al Fondo di Garanzia di Mediocredito Centrale, le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura hanno potuto ottenere oltre 4,7 miliardi di euro di finanziamenti. Un risultato raggiunto in appena un anno e mezzo di operatività e che ha visto beneficiarne ben 27.760 aziende in tutta Italia. L’importo medio è stato pari a 170mila euro, a riprova che sono state istruite pratiche più complesse di quelle sino a 30mila euro previste con garanzia statale al 100% per fronteggiare la pandemia da Covid-19”. Lo rende noto il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S), promotore della norma inserita nel Dl Cura Italia e divenuta parte del ‘Progetto Credito’ che ha avviato al Mipaaf quando ricopriva il ruolo di sottosegretario.“Tra i territori che maggiormente stanno attingendo al fondo – aggiunge – vi sono il Veneto (739 milioni di euro), la Lombardia (681 mln) e la Toscana (635 mln) che da sole raggiungono il 43 per cento degli impieghi totali. Rilevante anche il risultato del Lazio con 427 milioni di euro ottenuti per 2.487 imprese. Appena 1,16 miliardi di euro i finanziamenti giunti nel Sud e nelle Isole, invece, un segnale chiaro di come sia necessario in alcuni territori incentivare il dialogo tra imprese agricole e istituti di credito. Leader è la Campania con 417 milioni di euro finanziati per 2.987 pratiche”. “La palma dell’istituto di credito più operativo – prosegue L’Abbate – spetta a Intesa Sanpaolo con 876 milioni di euro di pratiche istruite, con un valore medio di 173mila euro per ognuna, che da sola rappresenta poco meno del 20 per cento del totale finanziato dalla misura. A seguire, con circa 485 milioni di euro a testa di finanziamenti, Unicredit (2.355 pratiche) e Banco BPM (2.131). Ben 394 gli istituti di credito coinvolti”. “Alla luce di questi risultati eccezionali, che testimoniano necessità di liquidità e investimenti nel comparto primario, siamo al lavoro per rendere strutturale l’accesso diretto al Fondo di Garanzia anche oltre il periodo pandemico. Un ulteriore tassello del ‘Progetto Credito’ che stiamo portando avanti per riaprire le porte degli istituti finanziari alle imprese agricole” conclude.

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In Friuli Venezia Giulia sono 12.777 le imprese straniere

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2022

5.430 nel territorio di Udine, 3.175 in quello di Pordenone, 2.854 nella provincia di Trieste e 1.318 in quella di Gorizia (dati al 30 settembre 2021). Le imprese straniere sono il 12,7% del totale e collocano la regione al quinto posto in una ideale “classifica” nazionale, dove l’incidenza media è del 10,5% e dove troviamo, con maggior percentuale di straniere sul totale delle imprese registrate, la Toscana (14,5%), la Liguria (14,4%), la Lombardia (13,1%), l’Emilia Romagna (12,8%). Sono i dati rilevati dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che ha analizzato le imprese definite «straniere», ossia quelle in cui la partecipazione di persone fisiche non nate in Italia risulta complessivamente superiore al 50%, mediando dunque le composizioni di quote di partecipazione e di cariche amministrative detenute da persone straniere. «L’imprenditoria straniera è un fenomeno interessante da monitorare, perché ci insegna a “leggere” con più dettaglio la nostra comunità e l’economia locale – commenta il presidente Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo –: si presenta davvero molto vivace e in crescita, con alcune peculiarità per quanto riguarda la nostra regione e i singoli territori». Per «comunità straniera» si intende l’insieme delle persone nate in Paese straniero che detengono almeno una qualifica (socio, socio amministratore…) o sono titolari di almeno una carica (presidente, consigliere delegato…) in un’impresa italiana o straniera. In Friuli Venezia Giulia ci sono 19.541 persone straniere registrate (pari al 12% del totale delle persone straniere registrate in Italia, la media italiana è del 10%), di queste il 29% sono di provenienza Ue e il 71% extra Ue. Ricoprono per il 48% la carica di titolare, per il 39% quella di amministratore e per il 9% quella di socio. Per quanto riguarda la classe d’età, il 46% delle persone straniere registrate ha da 50 a 69 anni e il 44% da 30 a 49 anni.I settori costruzioni, commercio all’ingrosso e al dettaglio, servizi, alloggio e ristorazione sono i settori prevalenti fra gli imprenditori stranieri in Fvg. Le persone di nazionalità svizzera con quote o cariche d’impresa sono prevalenti sia a Udine sia a Pordenone, con maggiore operatività nel comparto della ristorazione a Udine e nelle costruzioni a Pordenone. In entrambe le province, la seconda nazionalità imprenditoriale è quella albanese e il settore prevalente è quello delle costruzioni. A Gorizia e Trieste a prevalere sono invece imprese di Serbia e Montenegro, mentre la seconda nazionalità prevalente tra le imprese straniere risulta il Bangladesh per Gorizia e la Cina per Trieste. L’incidenza di imprese extra Ue sul totale delle straniere è superiore nei territori di Trieste (81%) e Gorizia (79%), è più bassa invece a Pordenone (75%) e a Udine (73%). Il Friuli Venezia Giulia è al decimo posto con un’incidenza di imprese Extra Ue sul totale di quelle straniere registrate pari al 76%, un dato leggermente inferiore a quello medio italiano. A livello provinciale, la provincia di Prato è prima per incidenza di imprese Extra UE sul totale di quelle straniere registrate (95%), dove si concentra una forte presenza cinese. La maggior parte delle imprese straniere in Fvg è fatta da imprese individuali (73,6%, contro un valore del 52,4% per quelle italiane), seguono le società di capitale (18%, 24,4% le italiane), le società di persone (7,9% contro 21,1%) e altre forme giuridiche (0,5% contro 2,1%). Tra i territori del Friuli Venezia Giulia l’incidenza delle imprese straniere artigiane, giovanili e femminili è piuttosto omogenea, ma con alcune peculiarità. Quanto alle straniere femminili, vanno da un minimo di 24% del totale delle straniere a Trieste a un massimo di 26,6% in quello di Udine (media Fvg 25,7%). Le imprese straniere giovanili sono più diffuse nel territorio di Trieste (17,4%) e meno diffuse in quello di Udine (11,7%) – media Fvg 13,7%. Trieste raccoglie anche la maggior incidenza di straniere artigiane (46,5%) mentre Gorizia la minore (33,2%), media Fvg 43%. Le imprese straniere risultano dunque di gran lunga più numerose tra quelle giovani e quelle artigiane, rispetto alle italiane: nelle imprese di nazionalità italiana le femminili sono più o meno analoghe, cioè il 22,6%, ma le giovanili sono solo il 6% e le artigiane solo il 25,9%.

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Istat: “Calo fiducia consumatori e imprese”

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2022

“Il calo dell’indice di fiducia di consumatori e imprese rilevato dall’Istat è un dato da non sottovalutare. È necessario il massimo impegno del Governo per contenere il più possibile le ricadute degli aumenti di energia e materie prime su crescita, inflazione e occupazione.”. Lo scrive su Twitter Simone Baldelli, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti, commentando i numeri forniti oggi dall’istituto di statistica. https://www.facebook.com/simonebaldelli.it/

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Bene il bonus per imprese che usano beni riciclati

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2021

“Un passo significativo verso un modello di economia realmente circolare e un incoraggiante segnale di ascolto da parte del Ministero della Transizione Ecologica, che ha finalmente reso operativa una misura prevista nel 2019 dalla “Legge Crescita”, da tempo richiesta dall’industria del riciclo per dare concreto sostegno al mercato dei beni riciclati”.E’ questo il commento di Paolo Barberi – Presidente di FISE Unicircular (l’Associazione delle imprese dell’economia circolare), alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Decreto del Ministero della Transizione Ecologica (6 ottobre 2021) che definisce un bonus per le imprese che hanno impiegato materiali e prodotti derivanti, per almeno il 75% della loro composizione, dal riciclo di rifiuti o di rottami, oppure compost di qualità. “In più occasioni abbiamo sottolineato come occorra creare un sistema e una cultura che premino chi acquista ed usa materiali e prodotti da riciclo. Questo Decreto va nella giusta direzione”, ha aggiunto Barberi, che ha poi concluso, “Ora occorre rendere strutturali questi incentivi, allargandone il campo di azione e finanziandoli adeguatamente, per scoraggiare il ricorso all’utilizzo delle materie prime vergini, e per riconoscere e valorizzare i benefici economici ed ambientali derivanti da un uso intelligente delle risorse”.

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Un nuovo strumento per aiutare le imprese UE negli appalti internazionali

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

il Parlamento ha sostenuto l’obiettivo generale della proposta legislativa sullo strumento per gli appalti internazionali (IPI – International Procurement Instrument), ma ne ha modificato la portata e i poteri discrezionali dei Paesi UE nella sua applicazione.L’IPI incoraggia l’apertura dei mercati degli appalti pubblici dei paesi che proteggono questo settore introducendo delle misure che limitano l’accesso alle gare d’appalto pubbliche dell’UE delle società provenienti da paesi extra UE che non offrono un accesso simile alle imprese europee. Lo strumento autorizzerebbe la Commissione a determinare se, e in quale misura, le imprese di un paese terzo devono essere soggette a una misura IPI.Il testo è stato approvato con 590 voti favorevoli, 8 contrari e 99 astensioni. I deputati concordano su due tipi di misure IPI che la Commissione può scegliere per rimediare alla disparità di accesso ai mercati degli appalti pubblici: adeguare il punteggio dell’offerta delle aziende soggette all’IPI (senza influenzare il prezzo da pagare all’aggiudicatario), o escludere l’azienda dalla gara.Inoltre, il Parlamento riduce a due il numero di eccezioni in cui le amministrazioni aggiudicatrici nazionali possono decidere di non applicare le misure IPI (quando tutte le offerte provengono da aziende di paesi soggetti a una misura IPI e nei casi in cui l’interesse pubblico prevalga sulle considerazioni IPI, come nei settori della salute pubblica o della protezione ambientale), estendendo così l’efficacia prevista dello strumento. Tuttavia, i deputati insistono sull’esenzione delle imprese provenienti da paesi meno sviluppati e da quelli in via di sviluppo e vulnerabili.Nel testo, vengono inoltre incluse tutte le amministrazioni pubbliche europee nel campo di applicazione dell’IPI, così da garantire un’attuazione uniforme in tutti i paesi dell’Unione.I deputati propongono due soglie per determinare quali procedure d’appalto siano soggette a una misura dell’IPI: minimo 10 milioni di euro per lavori e concessioni (come la costruzione di autostrade) e 5 milioni di euro per beni e servizi.

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Quali sono le opportunità concrete delle imprese legate al Pnrr?

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

E quali le modalità operative per partecipare ai bandi? Per rispondere a queste e ad altre domande sulla straordinaria, ma anche complessa, occasione del Piano di Ripresa e Resilienza, l’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda ha organizzato un evento dal titolo ‘Pnrr: opportunità per le imprese’. L’iniziativa di Aidda si è svolta nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni di attività della delegazione Aidda Campania alle quali hanno partecipato socie da provenienti da tutta Italia.La tavola rotonda ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Antonella Giachetti, presidente nazionale di Aidda, e le Partner di KPMG Sara Nuzzaci, Giorgia Aresu e Erika Rodriguez. “Il Pnrr è una grande opportunità di crescita e modernizzazione del Paese – ha detto Sara Nuzzaci – ma ha una struttura tecnico-normativa molto complessa. Gli strumenti messi a disposizione delle imprese sono molteplici – crediti d’imposta, contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso agevolato, prestazione di garanzie e interventi sul capitale – e regolati da una serie di leggi e bandi, in parte già emanati, in parte in corso di emanazione. Per cogliere queste opportunità occorre una ‘cinghia di trasmissione’ tra i fondi del Pnrr e le imprese”.Per la presidente nazionale di Aidda Antonella Giachetti “questa giornata di approfondimento è stata importante per chiarire bene quali sono le opportunità per le imprese e per fornire loro una sorta di ‘bussola’ per trovare la giusta strategia per coglierle. Abbiamo cercato di spiegare loro quali saranno le modalità con le quali saranno erogati i fondi del Pnrr e a quali bandi potranno partecipare le aziende. Come Aidda abbiamo tra i nostri principali obiettivi quello di affiancare e aiutare le Pmi perché riteniamo che svolgano una funzione fondamentale nella nostra economia. Si tratta di una preziosissima rete di aziende che sta vivendo una fase molto delicata dopo la pandemia e che potrebbe trovare il giusto slancio grazie al Pnrr. Per questo saremo al loro fianco nel prossimo futuro. Quello di oggi, infatti, è soltanto il primo focus: vogliamo mettere in campo un percorso informativo a disposizione delle nostre socie per accompagnarle nel mondo del Pnrr”.

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Allianz: le imprese di costruzione vedranno una crescita robusta

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2021

Il mercato globale delle costruzioni si prepara ad un periodo sostenuto di forte crescita post-Covid-19, spinto dalla spesa del governo per le infrastrutture e dalla transizione verso una società “net zero”. Tuttavia, il passaggio a edifici e infrastrutture più sostenibili, l’aumento degli impianti a energia pulita e l’adozione di metodi di costruzione moderni trasformeranno il panorama dei rischi, con cambiamenti radicali nella progettazione, nei materiali e nei processi. Queste sfide si aggiungono a supply chain attualmente sotto pressione, alla carenza di materiali e di manodopera e all’aumento dei costi, il tutto sullo sfondo di anni di margini ridotti nel settore. Un nuovo rapporto di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), Construction risk after Covid, esplora le tendenze di rischio sia a breve che a lungo termine per il settore delle costruzioni. Il previsto boom apporta sfide specifiche oltre ai benefici. Nel medio termine, improvvise impennate della domanda potrebbero mettere le supply chain sotto ulteriore pressione ed esacerbare le carenze esistenti di materiali e di manodopera qualificata, causando sforamenti dei tempi e dei costi. Inoltre, molti nell’industria potrebbero aver bisogno di accelerare l’implementazione di misure di efficienza e di controllo dei costi qualora i margini di profitto siano stati colpiti nell’economia di Covid-19, che spesso può compromettere i livelli di qualità e manutenzione e aumentare la suscettibilità agli errori. L’analisi di AGCS mostra che i difetti di progettazione e la cattiva esecuzione sono una delle cause principali delle perdite nel settore dell’edilizia e dell’ingegneria, rappresentando circa il 20% del valore di quasi 30.000 reclami del settore esaminati tra il 2016 e la fine del 2020. La maggiore sostenibilità e l’attenzione alla “net zero” influenzeranno fortemente il tradizionale panorama dei rischi nel settore delle costruzioni. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, gli edifici e l’industria delle costruzioni sono responsabili del 38% di tutte le emissioni di anidride carbonica legate all’energia. Per ridurre le emissioni di carbonio, gli edifici esistenti dovranno essere ristrutturati e riutilizzati. Inoltre, nuovi materiali e metodi di costruzione dovranno essere introdotti sul mercato in periodi di tempo relativamente brevi. Questo porterà un aumento del rischio di difetti o potrebbe avere conseguenze inaspettate per la sicurezza, l’ambiente o la salute. La necessità di ridurre le emissioni di gas serra non solo guiderà un approccio più sostenibile agli edifici residenziali e commerciali e alle infrastrutture, ma potrebbe anche accelerare la tendenza mentre l’industria cerca di ottenere efficienza e ridurre al minimo i rifiuti. I cantieri dovrebbero anche cercare di mitigare l’impatto degli eventi causati dal clima, come incendi, inondazioni improvvise e frane. L’analisi dei sinistri di AGCS mostra che i rischi naturali sono già la seconda causa più costosa delle perdite nell’edilizia, dopo incendi ed esplosioni, e rappresentano il 20% del valore dei sinistri negli ultimi cinque anni. Nel frattempo, gli allagamenti continuano ad essere una delle principali fonti di perdita durante la costruzione. (abstract http://www.mypr.it)

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Imprese zootecniche e aumento costi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

“L’accordo sul prezzo del latte alla stalla, ottenuto dal ministro Stefano Patuanelli, rappresenta un primo importante tassello per sostenere il comparto zootecnico. A fronte dell’aumento dei costi produttivi e delle difficoltà tecniche di accedere alla moratoria sui mutui, diviene cruciale e urgente, però, trovare soluzioni per garantire maggiore liquidità alle imprese agricole del settore. Per questo, mi sto adoperando per aprire un dialogo tra, da un lato, il mondo produttivo e, dall’altro, l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e gli istituti di credito, per verificare tutte le possibilità, anche contemplando uno specifico quadro di garanzie pubbliche”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura, che da sottosegretario al Mipaaf durante il Governo Conte II avviò il ‘Progetto Credito’ per il comparto primario.“Le imprese zootecniche – spiega L’Abbate -, infatti, registrano elevate scadenze nel breve periodo e stanno evitando di attivare la nuova moratoria a causa delle nuove regole EBA (Autorità Bancaria Europea) che impongono la classificazione ‘forborne’ che peggiora il loro rating, evidenziando una difficoltà finanziaria compromettente per le aziende. Una situazione che erode ancor di più la liquidità a disposizione, con la redditività schiacciata dall’aumento dei costi delle materie prime, in primis mangimi”.“La proposta che metterò sul tavolo, e su cui aprirò il confronto, prevede di utilizzare la garanzia dello Stato (al 33%, a prima richiesta) per la proroga delle intere rate di prestiti o per la sola quota capitale per i pagamenti scadenti entro 12/18 mesi. Le banche dovrebbero aderire su base volontaria mentre le risorse potrebbero arrivare o tramite il Fondo di Garanzia di Mediocredito Centrale o dai fondi stanziati in Legge di Bilancio per Ismea” conclude.

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In manovra prosegue sostegno alle imprese agricole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2021

“I redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, non concorrono, anche nel 2022, alla formazione della base imponibile ai fini Irpef. È ciò che prevede anche per il prossimo anno la Legge di Bilancio. Il sostegno ai giovani si estende anche alla contribuzione. Gli under 40, infatti, saranno esonerati per un periodo massimo di 24 mesi dal versamento al 100% dell’accredito contributivo presso l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura, commentando la Legge di Bilancio 2022.“Ringraziamo il ministro Stefano Patuanelli per aver voluto confermare queste misure di sostegno al comparto primario che continuano a dare respiro alle imprese e sono da stimolo ai giovani a intraprendere questo non facile percorso lavorativo – aggiunge -. Del resto, parliamo di un comparto che necessita di un forte ricambio generazionale su cui ci stiamo adoperando anche attraverso gli strumenti messi in campo da Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, del Ministero delle Politiche agricole” conclude.

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Sostegno alle imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2021

Radio 24 organizza il 16 novembre dalle 14.30 alle 16.30 una tavola rotonda digitale in streaming ‘’Sostegno alle imprese’’. Sebastiano Barisoni, Vice Direttore Esecutivo di Radio 24 e conduttore di Focus Economia, insieme ad ospiti ed esperti, farà il punto sull’attualissimo tema degli incentivi alle imprese nel periodo della ripresa. Risollevarsi e ripartire per inseguire l’onda lunga della ripresa dopo il buio della pandemia: è l’imperativo di imprenditori, artigiani, professionisti. Con il decreto “Liquidità” dell’aprile 2020 fino all’ultimo “Sostegni bis” è stato potenziato il Fondo di garanzia per fare fronte alle esigenze immediate di liquidità. Le procedure di accesso sono state semplificate, le coperture della garanzia incrementate e la platea dei beneficiari ampliata. Le misure straordinarie in deroga alle regole europee sulla concorrenza saranno in vigore fino al 31 dicembre 2021. Per beneficiare della garanzia del Fondo, occorre rivolgersi a banche e confidi che effettueranno la domanda. Come avviene l’approvazione della domanda? Quali imprese possono partecipare? Cosa si intende per data di avvio del programma di investimenti? Sono previste agevolazioni a fondo perduto? Si parlerà del Fondo di garanzia, elementi di valutazione dell’impatto sui conti pubblici con Francesco Salemi, Amministratore delegato Gruppo NSA, Marco Oriani, Direttore Dipartimento di Scienze dell’economia e della gestione aziendale UNICATT e Francesco Schlitzer, founder e managing director VERA. Su Eba- risvolti futuri per la valutazione del merito di credito- nuovi modelli di monitoraggio intervengono Pasquale Ambrosio, partner KPMG, Guido Tirloni, associate partner KPMG; Gaetano Stio, presidente gruppo NSA; William Zuin, responsabile area organizzazione processi e controlli NSA. Inoltre sul tema delle coperture assicurative danni per le Pmi ne discutono: Alberto Floreani, Dipartimento di Scienze dell’Economia e della Gestione Aziendale UNICATT; Federico Papa, Presidente NSA. Infine sul PNRR: quali scenari per imprese, banche ed enti pubblici a parlarne saranno Francesco Cerri, partner KPMG; Giovanni Salemi, Amministratore delegato ALA. Infoline: http://www.radio24.it

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