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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘imprese’

Sempre più imprese decidono di attivarsi per la sostenibilità

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2021

“’L’azienda agricola Banfi è una di queste e lavora da anni in questa direzione. Da poco mi è stato consegnato il ‘Bilancio di Sostenibilità 2020’ nel quale vi è un nuovo obiettivo, quello di sviluppare una sostenibilità del territorio di Montalcino (Siena) lavorando con gli altri produttori, gli Enti, le Istituzioni, le Associazioni e l’Università. Bravi, buon lavoro, continuate così!”. Lo scrive su facebook il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura in merito al ‘Bilancio di Sostenibilità 2020 – Le porte del futuro’ della società agricola Banfi.“Dobbiamo accompagnare le imprese agricole e della pesca nell’effettuare investimenti sostenibili sia dal punto di vista ambientale che da quello economico – aggiunge Gallinella (M5S) – Solo così avremo una vera transizione ecologica nel comparto primario che, ricordo, è responsabile di appena il 7% delle emissioni globali e rappresenta una attività antropica in grado di avere un impatto zero o persino positivo sull’ambiente. Dobbiamo produrre cibo di qualità, in modo sostenibile per sempre più persone possibili ad un prezzo accessibile: un trattore fermo, infatti, non inquina ma non produce né cibo e né reddito” conclude.

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Covid-19, bonus sanificazioni, locazioni e contributi per imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2021

Sono molti gli aiuti a imprese, lavoratori e partite Iva che sono stati predisposti con gli ultimi interventi normativi, tra cui il Decreto Sostegni e il Sostegni bis – quest’ultimo in fase di conversione in legge. Dai contributi a fondo perduto, che hanno ricevuto una nuova veste, al bonus sanificazione fino a quello per le locazioni, diversi riguardano direttamente le farmacie. Ma quali indicazioni e paletti prevedono? Come fare per poterli richiedere? A fare il punto Stefano De Carli, commercialista dello Studio Luce di Modena.Novità in merito al bonus sanificazioni: «L’articolo 32 del decreto Sostegni Bis ripropone un credito d’imposta, ma solo nella misura del 30%, delle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, comprese le spese per la somministrazione di tamponi per Covid-19. Il credito d’imposta spetta fino a un massimo di 60mila euro per ciascun beneficiario, ma viene previsto nel limite complessivo nazionale di 200 milioni di euro per l’anno 2021. È probabile che, come già successo l’anno scorso, si ricorrerà al meccanismo del riparto – per lo stesso stanziamento di 200 milioni la percentuale riconosciuta nel 2020 è stata solo del 15%.C’è poi il capitolo dei contributi a fondo perduto: in questo caso, «è stato previsto il riconoscimento di 3 nuove tipologie: 1) un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti già beneficiari del contributo del cosiddetto Decreto Sostegni, pari a quanto riconosciuto in precedenza e senza la necessità di presentare un’ulteriore domanda; 2) un contributo a fondo perduto, “alternativo” al precedente, a favore dei titolari di partita Iva con ricavi/compensi 2019 non superiori a 10 milioni di euro, che hanno subito una riduzione del fatturato medio mensile di almeno il 30% nel periodo compreso tra il primo aprile 2020 e il 31 marzo 2021, rispetto al corrispondente periodo primo aprile 2019- 31 marzo 2020. Per tale contributo è necessaria la presentazione di una domanda. In linea di massima, potrebbe essere la tipologia di maggiore interesse per le farmacie, anche se le situazioni variano molto a seconda delle zone; 3) un contributo a favore dei soggetti “maggiormente” colpiti dall’emergenza Covid-19, con ricavi / compensi 2019 non superiori a 10 milioni di euro, che hanno subito un peggioramento del risultato dell’esercizio 2020 rispetto a quello 2019 non inferiore a una percentuale che sarà individuata dal Mef con un apposito Decreto. Per il riconoscimento del contributo in esame è richiesta, in particolare, la presentazione del modello REDDITI 2021 entro il 10.9.2021». Francesca Giani fonte farmacista33 (abstract)

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Assunzioni: Il Covid non fa paura alle imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Il 70% delle imprese venete nei prossimi 6 mesi ha programmato di assumere nuovo personale. Le assunzioni sono dovute in metà dei casi ad un aumento delle commesse e quindi della mole di lavoro da volgere, avvenuta in piena pandemia. Insomma il Covid-19 non fa più paura alle imprese venete, che sono già in piena fase di riavvio e a fronte di un aumento del lavoro hanno programmato nuove assunzioni. Ma c’è di più. Il 61% delle assunzioni dei prossimi mesi saranno assunzioni dirette da parte delle imprese. Il 30 % avverranno nei reparti produttivi e saranno in gran parte assunzioni stabili. Il 34% del totale infatti saranno assunzioni saranno a tempo indeterminato, il 27% a tempo determinato, il 17% in apprendistato, l’11% tramite stage. Crollano sotto la soglia del 10% (precisamente al 9%) le assunzioni tramite agenzia interinale (lavoro somministrato). Infine il 69% delle aziende dichiara di far fatica a trovare personale da assumere per i ruoli previsti. Sono i dati più significativi emersi dall’ultimo studio promosso da Fòrema, ente di formazione di Assindustria Venetocentro di Padova diretto da Matteo Sinigaglia. Una survey intitolata “Veneto 20.21 – Indagine sui fabbisogni professionali della imprese”. Uno studio svoltosi nel mese di marzo 2021 su di un campione di 213 aziende del territorio (51% Padova, 44% Vicenza, 3% altro in Veneto, 2% fuori veneto). Imprese intervistate da Fòrema per comprendere quali siano i fabbisogni e le esigenze del mondo industriale e produttivo nei mesi della ripartenza primaverile/estiva 2021. Le aziende intervistate sono suddivise in queste categorie: 10% grande imprese, 37% media, 53% piccola. Tra i settori di appartenenza delle imprese quasi il 50% fa riferimento al metalmeccanico, il 20% appartiene all’ambito gomma-plastica-chimico, il resto ai settori commercio, grande distribuzione organizzata, edilizia, moda, sport, servizi, alimentare, cartiero, legno. Le assunzioni dirette da parte delle imprese rappresentano il 61% del totale degli inserimenti previsti. L’apprendistato mantiene il ruolo di canale di ingresso in azienda (17%; per le piccole imprese 20%), seguito dal tirocinio (11%). Le nuove assunzioni tramite agenzia interinale saranno il 9% del totale (nelle grandi imprese il valore arriva al 16%, nelle piccole invece si ferma al 3%). In merito alle competenze ricercate per i neoassunti le imprese mettono al primo posto le competenze tecniche di base (41%), poi le avanzate (33%), infine le trasversali (15%), di settore o di ruolo (11%). Tra le competenze trasversali le più richieste vi sono: il problem solving, l’apprendimento continuo e il senso critico. Le competenze trasversali, relazionali, digitali, da abbinare dunque a quelle di base, risultano fondamentali requisiti per il nuovo personale. Tra i profili introvabili per le aziende alla ricerca di personale vi sono al primo posto gli addetti alla produzione meccanica, macchine CNC, saldatori, carpentieri e simili (29%). A seguire tutto il resto, addetti marketing (9%), ingegneri (8%), tecnici (8%), programmatori (6%), impiegati (6%), manager (6%), manutentori (6%), progettisti (6%), altri profili (16%). Il 69% delle imprese dichiara di aver sperimentato difficoltà nel reperimento di alcune figure professionali per il proprio organico. Il fenomeno interessa più le piccole imprese (72%) che le grandi imprese (62%).

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Sostegno alle imprese attive nel trasporto passeggeri su strada

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 maggio 2021

La Commissione europea ha approvato un regime italiano del valore di 20 milioni di € a sostegno delle imprese attive nel trasporto passeggeri su strada colpite dalla pandemia di coronavirus. Il regime è stato approvato a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato. Gli aiuti saranno erogati sotto forma di sovvenzioni dirette. Il regime è aperto alle imprese di autobus che gestiscono servizi di trasporto passeggeri su strada su tratte a medio e lungo raggio che non sono soggette a obblighi di servizio pubblico. Scopo della misura è attenuare l’improvvisa carenza di liquidità che le imprese colpite si trovano ad affrontare a causa della pandemia di coronavirus.La Commissione ha constatato che il regime è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, il sostegno i) non supererà 1,8 milioni di € per impresa; e ii) sarà concesso entro il 31 dicembre 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni del quadro temporaneo. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

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Crediti alle imprese agricole

Posted by fidest press agency su sabato, 29 maggio 2021

“Le aziende agricole potranno sommare alla garanzia del Fondo per le Piccole e Medie Imprese, gestito da Mediocredito Centrale, anche altre garanzie, come quella ipotecaria, tipica del settore primario. Ciò è previsto dal Sostegni Bis dove abbiamo fortemente voluto che il cumulo di garanzie, attualmente consentito solo per il settore turistico-immobiliare ai sensi del Decreto Liquidità, fosse esteso al comparto primario che basa la propria attività appunto su una base immobiliare e necessita, per questo, di investimenti a lunga scadenza”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura, che al Mipaaf da sottosegretario del Governo Conte II ha portato avanti il ‘Progetto Credito’. “Raggiungiamo oggi – prosegue – un ulteriore importante risultato per il comparto primario dopo il traguardo dell’accesso diretto al Fondo PMI gestito da Mediocredito Centrale, introdotto dal MoVimento 5 Stelle nel Decreto Cura Italia, che ha permesso finanziamenti ad agricoltura e pesca per oltre 3 miliardi di euro da luglio 2020 a oggi. Nel settore agricolo, caratterizzato da bassi indici di sofferenza rispetto agli altri settori produttivi, l’accoppiamento tra garanzia ipotecaria e una bassa garanzia del Fondo PMI renderà fattibili tutte quelle operazioni creditizie complesse, a lunga scadenza, destinate agli investimenti cosiddetti ‘durevoli’. Sono investimenti che affrontano gli elementi cruciali del rilancio delle aziende agricole: l’aumento della ‘dimensione’, l’innovazione di processo e di prodotto, la green economy, il passaggio generazionale”. “L’innovazione nel campo delle garanzie – aggiunge L’Abbate -, insieme alla attivazione dei ‘Regolamenti in Esenzione’ da parte del Fondo PMI, renderanno tutto il comparto delle garanzie pubbliche in grado di supportare il rinnovamento delle imprese agricole”. ‘Il motto, che rivendico con orgoglio, è sempre lo stesso: l’agricoltura non è la cenerentola che chiede nuovi sostegni bensì uno dei settori in grado di guidare il rilancio dell’economia nazionale alla sola condizione di ricevere strumenti idonei al suo sviluppo. Il credito, grazie all’effetto leva e per la verifica che impone ai progetti imprenditoriali, assume valore centrale in questo importante ruolo assegnato al settore primario” conclude.

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Un doppio binario per rendere più solide le piccole e medie imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 maggio 2021

L’azione avviata da Regione Lombardia trova nell’iniziativa della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate un valido alleato per spingere le PMI verso un necessario quanto oggi indispensabile rafforzamento patrimoniale, unico strumento per resistere ai venti di crisi che la pandemia ha alzato.L’iniziativa non è una mera sommatoria di “offerte”, quanto la volontà di sostenere l’economia territoriale, che è costituita da tante piccole e piccolissime realtà che, pur rappresentando la spina dorsale produttiva, in nove casi su dieci risultano sottocapitalizzate. «Un anno e oltre di pandemia ha messo a dura prova il tessuto economico. Il rischio è ora che, in previsione anche di una stretta delle iniziative del Fondo di Garanzia, molte imprese possano trovarsi nell’impossibilità di ripartire», continua il direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «È necessario ricominciare dai fondamentali; ricominciare da una corretta patrimonializzazione delle aziende. Questo non solamente perché, come ci ha insegnato la storia recente, le aziende che non hanno problemi di patrimonio riescono a fare utili anche in tempi come questi. Ma anche perché tra le PMI manca troppe volte una cultura aziendale capace di prestare attenzione alla capitalizzazione dell’impresa stessa».Di fatto, un’impresa stabile può più facilmente sfruttare la liquidità e trovare le giuste leve di finanziamento per i necessari investimenti. «La ripartenza deve iniziare dal basso e la nostra Bcc si pone al fianco delle aziende per aiutarle nel diventare più solide», osserva il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «Lo facciamo con lo spirito di fare rete con i “nostri” imprenditori e con le istituzioni, offrendo le soluzioni più adeguate per rinsaldare le radici delle aziende affinché possano cogliere al meglio tutte le occasioni di sviluppo e ripartenza».Nello specifico, l’iniziativa della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate prevede un finanziamento chirografario (cioè fiduciario, senza garanzie reali) a tasso zero, restituibile fino a cinque anni, per un importo pari al 60% dell’aumento del capitale sociale deliberato da artigiani e imprenditori per la propria impresa. L’unico costo richiesto sono i 100 euro per l’istruzione della pratica. A questo si può aggiungere l’azione di Regione Lombardia, pronta a intervenire con un finanziamento a fondo perso fino al 30% dell’aumento di capitale, per un importo massimo di 75 mila euro. La Regione pone come vincolo la finalizzazione dell’aumento di capitale con un investimento sull’industry 4.0, oppure la transizione digitale, la sostenibilità o, ancora, riportando in Lombardia linee di lavorazione che in precedenza erano state delocalizzate all’estero.

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CCIAA PN-UD – Formazione digitale per lavoratori e imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2021

Formare gratuitamente almeno 30mila persone, tra imprenditori, dipendenti, collaboratori e tirocinanti, sulle competenze digitali di base e sull’uso di strumenti sempre più essenziali per superare la seconda ondata di una pandemia che ha colpito con forza le aziende italiane. È l’obiettivo di Eccellenze in Digitale 2021, la nuova edizione del progetto di Unioncamere supportato da Google, il cui obiettivo è aiutare le imprese italiane a far crescere le competenze digitali dei propri lavoratori. Grazie al finanziamento di 1 milione di euro da parte di Google.org, la nuova edizione prevede una serie di appuntamenti organizzati dai Punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio. La crisi causata dal Covid-19 ha evidenziato l’importanza delle competenze digitali come una risorsa indispensabile per restare in contatto con i propri utenti e colleghi e per portare avanti la propria attività e il proprio lavoro. Da anni, Unioncamere e le Camere di commercio investono nello sviluppo di competenze che consentano alle micro, piccole e medie imprese di rimanere aggiornate e per questo già dal 2013 hanno avviato la partnership con Google per la sensibilizzazione, istruzione e potenziamento della presenza online delle imprese.È proprio partendo dal successo di queste esperienze che Google, come parte del suo nuovo programma di investimento Italia in Digitale (g.co/ItaliaInDigitale), ha deciso di rinnovare lo storico programma, portando l’attenzione sulla formazione dei lavoratori, sulle aree e sui settori più colpiti dalla crisi. Eccellenze in digitale 2021 servirà a raggiungere in particolare le aziende legate al turismo, alla ristorazione e alle filiere del made in Italy.Scopo degli incontri formativi, che si succederanno per tutto il 2021, è aiutare da un lato le imprese a potenziare le competenze digitali dal proprio interno, dall’altro fornire ai lavoratori strumenti in grado di accrescere o trasformare le proprie abilità mantenendo o migliorando la propria situazione occupazionale. Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili sul sito della camera di commercio https://www.pnud.camcom.it nella sezione dedicata a Eccellenze in digitale.

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Investimenti imprese agricole

Posted by fidest press agency su domenica, 9 maggio 2021

“La possibilità di cedere il credito di imposta per spese di investimento in beni materiali e immateriali nuovi, previsto con la misura Transizione 4.0, estesa all’agricoltura nella Legge di Bilancio 2020, rappresenta un volano ulteriore per l’innovazione delle nostre imprese del comparto primario. Ringraziamo i senatori M5S per aver sostenuto la nostra proposta emendativa al Dl Sostegni che, ci auguriamo, diventi presto legge”. Lo dichiara il deputato Paolo Parentela (M5S) alla luce dell’approvazione della cessione del credito d’imposta avvenuta in Commissione Finanze e Bilancio a Palazzo Madama. “Questa novità – prosegue – permetterà alle imprese agricole e alimentari di effettuare investimenti ulteriori, con maggiore serenità. A dare ovviamente maggiori indicazioni al comparto primario sarà la relativa circolare esplicativa ma quello raggiunto oggi è un risultato molto importante e determinante per raggiungere l’innovazione tecnologica che ci guiderà nella transizione ecologica” conclude.

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Il contributo delle Utility al rilancio delle piccole e medie imprese Italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 maggio 2021

Mercoledì 5 maggio dalle ore 10.00 in live streaming La registrazione è disponibile a questo link: https://www.agici.it/eventi/M&A/2021-2.html Workshop Osservatorio Agici Finanza d’Impresa e Accenture, dal titolo “Il contributo delle Utility al rilancio delle piccole e medie imprese Italiane”. In cui saranno presentati i risultati del nuovo Working Paper dell’Osservatorio che approfondisce i modi e gli strumenti attraverso cui le Utility potranno contribuire al rilancio economico del Paese. Tra i partecipanti: Fabio Benasso (Presidente e Amministratore Delegato, Accenture Italia), Claudio Arcudi (Responsabile Energy&Utility, Accenture Italia), Marco Carta (Amministratore delegato AGICI), Stefano Venier (Amministratore Delegato, Hera), Massimiliano Bianco (Amministratore Delegato, Iren), per la premiazione: Francesco Starace (Amministratore Delegato Enel)

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Cambiamento climatico e costi alle imprese italiane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Il cambiamento climatico costa al sistema economico, e non poco: esaminando dieci anni (2009-2018), un grado in più di temperatura ha determinato una riduzione media di fatturato e redditività per le imprese italiane pari rispettivamente a -5,8% e -3,4%. Se poi si considerano le variazioni effettive del clima nelle varie aree geografiche, nel solo 2018 – anno particolarmente caldo – il nostro tessuto imprenditoriale ha registrato mancati ricavi per 133 miliardi di euro, con le maggiori perdite percentuali al Nord Est e al Centro. È quanto emerge dal primo anno di attività dell’Osservatorio Climate Finance della School of Management del Politecnico di Milano, che oggi alle 15 presenterà i principali risultati in un convegno online dove interverranno istituzioni, imprese, investitori e associazioni di categoria. Perché il surriscaldamento globale, causa sempre più frequente di eventi meteorologici estremi, è ormai a pieno titolo un tema economico. “Abbiamo sviluppato un database che incrocia le informazioni economico/finanziarie su 1.154.000 imprese in Italia tra il 2009 e il 2018 (22 milioni in Europa) con i dati metereologici di temperatura, piovosità, irraggiamento solare dal 1950 – spiega Vicenzo Butticè, vicedirettore dell’Osservatorio – per trovare evidenze empiriche solide sul rapporto che lega clima e sistema economico”. Ne sono derivate metriche affidabili per supportare gli enti regolatori, le istituzioni finanziarie e le realtà produttive nell’analisi economico/finanziaria del cambiamento climatico. L’Osservatorio ha infatti calcolato i danni reali, non ipotetici, dovuti all’aumento della temperatura di 1 grado centigrado in Italia: le piccole imprese sono quelle che più hanno perso in redditività (-4%, a fronte del -5,3% di fatturato), mentre le grandi realtà, potendo meglio agire sui costi e sui processi, nonostante una diminuzione di ricavi e di domanda pari quasi al triplo (-14,6%), hanno contenuto la perdita di marginalità a -3,6%. L’importanza della quantificazione dei rischi, specialmente nel settore finanziario, è dimostrata dall’intensa attività svolta dagli enti regolatori europei: tra la fine del 2020 e i primi mesi del 2021 le autorità di controllo del mercato (ESMA), del settore bancario (EBA) e del settore assicurativo (EIOPA) hanno pubblicato una serie di documenti volti a identificare gli strumenti e le metriche per quantificare l’esposizione climatica delle attività in portafoglio. Estremamente rilevante per la gestione del rischio climatico è poi l’azione della BCE, che a marzo ha reso noti i primi risultati di un’analisi condotta su circa 4 milioni di imprese e 2.000 banche per identificare l’esposizione del sistema finanziario fino ai prossimi 30 anni. I dati mostrano come i costi per adottare ora strategie di adattamento e mitigazione siano di gran lunga inferiori a quelli che si rischia di dover pagare in futuro: secondo la BCE, la probabilità di default delle banche sarà tanto più elevata quanto minori saranno le azioni intraprese dal sistema economico per modificare la traiettoria di incremento della temperatura.

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Abbattere i preconcetti sulla governance delle imprese a conduzione familiare

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

A cura di Alain Caffort, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Nonostante i rendimenti interessanti generati dalle società a conduzione familiare, gli investitori rimangono cauti su questo universo.Un pensiero comune è che le aziende a conduzione familiare abbiano strutture di governance deboli, una percezione rafforzata anche dal giudizio delle agenzie di rating indipendenti, che si pronunciano periodicamente su questi aspetti.La nostra opinione è che la rigida applicazione delle metriche di governance stabilite delle agenzie di rating sia poco adatta per giudicare come vengono condotte e gestite le aziende familiari. Questi parametri non solo ignorano molti dei vantaggi che la conduzione familiare apporta alla gestione aziendale, ma perdono anche di vista le prove empiriche: a parità di capitale impiegato, le aziende a conduzione familiare generano rendimenti migliori a un rischio inferiore. Le critiche sollevate dalle agenzie di rating si basano su tre dimensioni della governance delle aziende a conduzione familiare: struttura del Consiglio di Amministrazione, diritti degli azionisti e retribuzione dei dirigenti. Ma ci preme dimostrare che, nonostante la mancanza di indipendenza del Consiglio di Amministrazione, le aziende a conduzione familiare tendono ad avere rendimenti più elevati, mantenendo al contempo una minore leva finanziaria. Considerato che la disciplina finanziaria è uno degli elementi chiave per valutare l’indipendenza del Consiglio di Amministrazione, le aziende a conduzione familiare non dovrebbero essere penalizzate su questo aspetto. Per quanto riguarda i diritti degli azionisti, la remunerazione indipendente, l’audit e i comitati per le nomine sono più importanti dell’indipendenza del Consiglio di Amministrazione. Infine, guardando alla retribuzione dell’Amministratore Delegato, non ci sono prove che dimostrino il fatto che le famiglie proprietarie utilizzano la loro posizione privilegiata per premiarsi in modo eccessivo. Le aziende a conduzione familiare sono generalmente meno indebitate rispetto alle loro rivali, in base al rapporto tra debito netto e utili rettificati. Ciò è importante, perché la solidità del bilancio è un parametro fondamentale per la protezione del capitale.Pertanto, l’indipendenza del Consiglio di Amministrazione dovrebbe essere un buon indicatore della performance aziendale relativa. Ma non lo è. Le prove dimostrano che, sebbene le aziende a conduzione familiare abbiano generalmente Consigli di Amministrazione meno indipendenti, presentano rendimenti migliori e standard di disciplina finanziaria più elevati rispetto alle società non finanziarie. Le ricerche condotte da HSBC mostrano che, a livello regionale, non esiste alcuna correlazione tra l’indipendenza del Consiglio e le prestazioni aziendali – è probabile che le differenze si riducano ai diversi modi in cui nei vari Paesi vengono applicati i diritti degli azionisti. Esiste, invece, una correlazione a livello settoriale, che abbiamo analizzato concentrandoci sul settore dei beni di lusso, perché queste società tendono a presentare famiglie dominanti in possesso di quote di proprietà molto rilevanti. Abbiamo scoperto che in questo settore esiste una correlazione inversa tra i punteggi di governance/indipendenza del Consiglio e i rendimenti per gli azionisti. Le aziende a conduzione familiare hanno performance così positive rispetto ad altre aziende che devono porsi seri interrogativi sui motivi per cui hanno ottenuto un punteggio insoddisfacente dalle agenzie di rating in merito alla governance. È giusto pensare che le società a conduzione familiare siano gestite in modo peggiore rispetto alle loro omologhe non a conduzione familiare, nonostante la costante generazione di rendimenti migliori per gli azionisti con rischi minori per il capitale degli investitori? A nostro avviso, no. Pertanto, crediamo che queste società siano un investimento eccellente e troppo spesso trascurato, soprattutto se le loro strutture di governance vengono analizzate con maggior dettaglio. (abstract fonte: https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2021/idee-di-investimento/04/abbattere-i-preconcetti-sulla-governance-delle-imprese-a-conduzione-familiare#overview

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L’evento di Invitalia e del Parco Archeologico di Ercolano per valorizzare la filiera culturale turistica e far nascere nuove imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2021

Una piattaforma di digital marketing per la realizzazione di video interattivi creati in real time dagli utenti; una app di servizi e opportunità per il tempo libero rivolta a persone disabili o con difficoltà motorie e un museo diffuso che punta al turismo di qualità poggiando sulla cooperazione e sulla sostenibilità del territorio.Sono le tre idee diventate imprese grazie agli incentivi di Invitalia e raccontate nel corso dell’evento “La cultura diventa impresa. La tua. Gli incentivi di Invitalia per avviare un’impresa culturale nel territorio vesuviano” svoltosi il 22 aprile presso il Parco Archeologico di Ercolano.L’incontro, il terzo della serie dopo gli eventi al Marta di Taranto e presso la Reggia di Caserta, nasce dalla collaborazione tra Invitalia, l’Agenzia di sviluppo del Governo e il Parco Archeologico di Ercolano. L’obiettivo è stimolare la filiera creativa delle imprese del territorio e promuovere la valorizzazione del patrimonio culturale. Azioni, progetti, nuove imprese che guardano alle possibili connessioni con un attrattore culturale e turistico come Ercolano unico al mondo. Un motore rinnovato e potenziato grazie agli strumenti agevolativi di Invitalia, al fine di stimolare percorsi di autoimpiego. La collaborazione con il Parco, oltre ad incrementare il know how delle due aziende, ha contribuito a valorizzare il patrimonio storico-archeologico del sito UNESCO, dimostrando ancora una volta l’importanza della sinergia tra attrattore e territorio, in un rimando di stimoli e suggestioni che possono concretamente innescare e rafforzare positive dinamiche di sviluppo.

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Le imprese green affrontano meglio la crisi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

(AJ-Com.Net) In Italia mezzo milione di imprese —pur avendo il core business in attività tradizionali— hanno puntato negli ultimi 5 anni sulla Green Economy e sulla sostenibilità. E sono proprio queste imprese che hanno investito in prodotti e tecnologie green a riuscire a reagire meglio alla pandemia: il 16% di queste aziende è riuscito addirittura ad aumentare il fatturato, contro il 9% delle imprese non green. A metterlo in evidenza è Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico.Nel 2021 Ener2Crowd.com ha inoltre avviato una serie di partnership di successo con attori di primissimo livello impegnati ad educare i giovani sui temi dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, a produrre e distribuire energia 100% green o —solo per fare alcuni esempi— a realizzare un marketplace globale ecosostenibile. Fatto è che l’Italia —osservano gli analisti di Ener2Crowd.com— è ormai una «superpotenza dell’economia circolare». Il nostro Paese ha infatti una percentuale di riciclo pari all’80% sulla totalità dei rifiuti: il doppio rispetto alla media europea. Ed un numero sempre maggiore di imprese stanno avviando una «riconversione verde», insistendo sull’efficientamento energetico e sulle rinnovabili.D’altra parte Mario Draghi nelle sue dichiarazioni programmatiche in Parlamento è stato chiaro fin dall’inizio in merito alle responsabilità europee verso le nuove generazioni: «vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta» ha detto il premier in tale occasione.La top-5 italiana include Enel, Leonardo, Pirelli, Snam e Terna, le quali sono tutte include nella categoria Impact Award, che aggrega 2 valutazioni di sostenibilità a livello globale: la A-List dell’organizzazione senza scopo di lucro CDP (www.cdp.net) che gestisce il sistema di divulgazione nell’ambito della gestione degli impatti ambientali di aziende, città, stati e regioni ed il Corporate Sustainability Assessment (CSA) in ambito ESG – Environmental, Social and Governance di Standard and Poor’s (www.spglobal.com/esg/csa/), tra le prime 3 agenzie di rating al mondo.L’Italia ha dunque scalato la classifica della sostenibilità mondiale collocandosi al quarto posto con ben 5 aziende in graduatoria, preceduta solo dalla Spagna che è prima con 7 aziende e da Stati Uniti e Taiwan entrambi i Paesi con 6 aziende nel ranking.Si va dunque verso una transizione ecologica a 360 gradi che riguarda imprese di ogni dimensione interessate a ricostruire una società in cui vengano realizzate riforme benefiche per l’ambiente, a vantaggio di tutti. E questo cambiamento di rotta non solo consentirà di costruire le basi per un futuro migliore per le generazioni dei nostri figli e dei nostri nipoti ma consentirà anche di fermare il ciclo della bassa crescita italiana in un momento in cui il COVID-19 ha messo l’intera umanità davanti ad un problema di portata gigantesca, mostrando tutta la debolezza del nostro sistema-mondo nel cercare di affrontarlo.«Le aziende italiane hanno capito che l’impegno nella sostenibilità ambientale non è solo un’operazione di comunicazione e marketing ma è soprattutto la parte essenziale di una strategia produttiva lungimirante che guarda ad un mercato globale di consumatori sempre più sensibili ai temi ambientali e agli investimenti sostenibili» commenta Niccolò Sovico.

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Richieste di credito delle imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

Per far fronte al fabbisogno di liquidità, nel 2020 le imprese italiane hanno intensificato la propensione a rivolgersi agli istituti finanziari, tendenza che si è confermata anche nel primo trimestre del 2021 con le richieste di credito che sono cresciute complessivamente del +28,7% rispetto al Q1 2020. È quanto emerge dall’analisi delle istruttorie di finanziamento registrate su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF. Dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF emerge anche un notevole incremento dell’importo medio richiesto (+61,9%), che nel primo trimestre dell’anno si è attestato a 111.997 Euro.Per quanto riguarda le Imprese individuali, che rappresentano la spina dorsale del tessuto economico e produttivo nazionale, le richieste di credito hanno visto un importo medio pari a 41.655 Euro (+44,5% rispetto al corrispondente periodo 2020). L’incidenza dello scaglione fino ai 20.000 Euro arriva a spiegare il 61,5% del totale. Per quanto riguarda le Società di Capitali, invece, l’importo medio richiesto ammonta a 150.212 Euro, segnando un incremento percentuale pari a +60,5%. Nello specifico, oltre la metà delle richieste presenta un importo superiore ai 20.000 Euro.

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Internazionalizzazione imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

Marazzi&Associati, che da oltre venti anni supporta le imprese nell’affrontare con successo il processo di internazionalizzazione, individuando la migliore strategia di posizionamento nei mercati esteri in base alle esigenze del cliente, si allea con Winh società di consulenza italiana attiva nel settore dell’internazionalizzazione per proporsi, unendo i rispettivi know-how e network di relazioni, come partner di riferimento sulle attività crossborder dall’Italia/verso l’Italia e i maggiori mercati emergenti dell’Asia da un lato – quali India, Cina, paesi del Golfo, Israele – mentre dall’altro assicurano continuità su mercati di tradizionale rilevanza quali gli USA.“Grazie a una rete di partner in diversi mercati e alle sedi negli Stati Uniti e Israele, Marazzi&Associati affianca le imprese Italiane ed estere nelle fasi di ingresso in nuovi mercati sia nel caso di investimenti greenfield sia nel caso di investimenti brownfield, operando come advisor di riferimento in diversi deal transfrontalieri per gruppi italiani ed esteri” spiega Fabio Marazzi Senior Managing Partner e founder di Marazzi & Associati. “Grazie a team di lavoro specialistici e multidisciplinari affianchiamo le imprese in tutte le fasi del processo di internazionalizzazione sia sotto i profili giuridico-legali sia dal punto di vista dello sviluppo business fino a supportare le imprese nell’impiego di personale in Paesi esteri, senza dimenticare la protezione della proprietà intellettuale dell’impresa che spesso rappresenta il carattere distintivo di un progetto e uno degli elementi vincenti nello sviluppo del business”. Operare sui mercati internazionali in modo consapevole significa infatti tener conto degli aspetti legali, fiscali, finanziari, logistici e contrattuali, saper gestire i fattori critici di rischio, saper impostare una strategia aziendale vincente e sapere come mantenerlo nel tempo, modificandolo per adattarlo a eventuali circostanze o opportunità impreviste: da qui l’idea di creare un’alleanza strategica.Le due società potranno supportare i clienti in ogni fase della definizione della strategia di business più adatta al loro profilo, tenendo conto del periodo corrente, in cui la pandemia non è stata ancora superata. Avere partner con esperienza, relazioni istituzionali e commerciali sui vari mercati di riferimento, unitamente ad una capacità operativa locale può essere un notevole valore aggiunto per i clienti che volessero intraprendere questo percorso.

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Il Design Thinking si diffonde nelle imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

Il Design Thinking, l’approccio alternativo all’innovazione che integra capacità analitiche con attitudini creative, si diffonde nelle imprese italiane, crescendo soprattutto in quei settori dove la trasformazione digitale richiede nuove competenze per costruire una customer experience efficace e integrandosi con altri modelli di gestione dell’innovazione. L’analisi condotta su 368 manager responsabili di diverse unità di business aziendali evidenzia come il Design Thinking sia il modello più adottato, utilizzato da quasi un terzo del campione (31,2%), seguito dall’approccio Agile Development (che promuove il continuo sviluppo e miglioramento del progetto lungo le diverse fasi del suo ciclo vitale) che è impiegato da un manager su quattro (25,0%), dall’Open Innovation (che sfrutta spunti di innovazione dall’esterno per accelerare l’innovazione in azienda e condivide con il mercato l’innovazione prodotta internamente, 18,7% del campione) e dal modello Lean Startup (che sviluppa attività e prodotti mirati ad accorciare il ciclo di sviluppo di un prodotto e a determinare rapidamente se il modello di business proposto è funzionale, 15,6%), mentre circa uno su dieci si concentra su altri approcci all’innovazione (9.5%). I settori che nel 2020 hanno investito maggiormente in progetti basati sul Design Thinking sono energia (13,0% della spesa), manifattura (12,3%) e finanza e assicurazioni (11,8%). Ma è forte anche l’interesse dei comparti retail (10,5%), food & beverage (7,9%), healthcare (6,4%), automotive (4,1%), pubblica amministrazione (2,9%) logistica e trasporti (2,5%) e IT (2,4%). Questi dieci settori coprono quasi il 75% del totale degli investimenti in iniziative di Design Thinking nell’ultimo anno. Il 38,6% della spesa riguarda progetti per la risoluzione di problemi complessi (Creative Problem Solving), in crescita del 5,1% rispetto al 2019, il 24,6% è dedicato alla realizzazione e verifica rapida di prodotti e servizi (Sprint Execution, -2,8%), il 22,6% alle attività pensate per coinvolgere più profondamente i dipendenti nei processi creativi (Creative Confidence, -4%) e il 14,6% si concentra sulla ridefinizione della visione strategica aziendale (Innovation of Meaning, +0,5%).Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio Design Thinking for Business della School of Management del Politecnico di Milano* Dal sondaggio condotto dall’Osservatorio su 368 manager italiani riguardo all’adozione dei diversi modelli di gestione dell’innovazione, emergono due gruppi distinti: un primo gruppo che identifica il Design Thinking come framework dominante nello sviluppo del portafoglio di progetti 2020, ed un secondo gruppo che invece predilige modelli alternativi pur facendo uso complementare del Design Thinking stesso.Le tecnologie digitali come i Big Data Analytics, l’Artificial Intelligence e l’Internet of Things, possono trasformare e potenziare il modo in cui il Design Thinking viene applicato nei progetti di consulenza e di innovazione. Mediamente i progetti di Design Thinking utilizzano meno tecnologie digitali rispetto ai progetti basati su altri approcci all’innovazione. I Big Data sono la tecnologia più impiegata, presente nel 19,3% dei progetti di Design Thinking. Artificial Intelligence e Internet of Things hanno invece una diffusione analoga nei progetti di Design Thinking, rispettivamente 17,3% e 17,0%. Più marginale l’impiego di tecnologie come l’Additive Manufacturing e l’Extended Reality (rispettivamente 9,7% e 8,6%).

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Recovery plan: I consumatori devono essere il terzo pilastro del dialogo tra istituzioni e imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

“Nell’economia digitale, i consumatori, con i loro dati, sono spesso i primi produttori di valore economico per le aziende. Un valore che trasforma le loro vite, la produzione e l’intera società, e che per esprimersi, ha bisogno di essere aggregato, compreso e rappresentato, nell’interesse di tutti. Ecco perché, credo, le rappresentanze dei consumatori debbano poter entrare pienamente nel dialogo con Istituzioni e Imprese sull’attuazione del PNRR.” Lo ha dichiarato Alberto Pirrone, Direttore Generale di Altroconsumo, in occasione della presentazione del libro “Vivere con l’intelligenza artificiale”. All’evento organizzato da Utopia, oltre agli autori Marco Pierani e Marco Scialdone, sono intervenuti il Presidente di Confindustria Digitale Cesare Avenia, Antonio Nicita, già Commissario AGCM e neo incaricato al PNRR nella Segreteria nazionale PD e Mirella Liuzzi del M5S. “I prossimi mesi saranno cruciali nel portare l’Italia e l’Europa del post-pandemia verso la compiuta trasformazione digitale e la sostenibilità ambientale, di cui il PNRR sarà uno degli strumenti attuativi principali: in questo processo, i cittadini-consumatori sono al centro, e dovranno esserlo anche del dialogo che, credo, dovrà portare sia a nuove regole (come nel caso dell’IA, con il nuovo regolamento europeo) sia, soprattutto, a nuove opportunità di crescita e di sviluppo per il sistema. Altroconsumo vuole raccogliere questa sfida e farà la sua parte per promuovere, con atteggiamento attivo e dialogante, i diritti di tutte queste persone, che diversamente potrebbero non essere rappresentate” ha concluso Pirrone.

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Ristoro per sostenere le imprese di navigazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2021

Bruxelles. La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 10 milioni di € di ristoro per sostenere le imprese di navigazione che operano con navi minori nel settore del trasporto turistico in mare e in acque interne nel contesto della pandemia di coronavirus. Il regime è stato approvato ai sensi del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato. Il sostegno, che assumerà la forma di sovvenzioni dirette, mira ad attenuare l’impatto sui beneficiari delle misure restrittive che il governo italiano ha dovuto attuare per limitare la diffusione del virus e che hanno determinato un drastico calo del numero di passeggeri e turisti. I beneficiari sono ammissibili all’aiuto se hanno registrato un calo del fatturato di almeno il 20 % nel periodo compreso tra il 1º febbraio e il 31 dicembre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato. Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e su altre azioni intraprese dalla Commissione per affrontare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero SA. 62525 nel registro degli aiuti di Stato sul sito Internet della Commissione dedicato alla concorrenza, una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

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PMI italiane e sostenibilità: un grande potenziale da sviluppare

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

A cura di Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia ed Europa di AcomeA SGR. Le PMI italiane hanno bisogno di sviluppare il proprio potenziale dal punto di vista della sostenibilità che molto spesso già hanno, ma che non sanno veicolare al meglio nei confronti del mercato. L’Europa, e l’Italia in particolare, è pioniera sul tema della sostenibilità anche rispetto a mercati più sofisticati finanziariamente come ad esempio quello statunitense. Questa posizione di leadership e questa nostra vocazione non deve essere sciupata, anzi al contrario, va coltivata e rinforzata per guadagnare terreno e attirare capitali a livello internazionale. AcomeA PMI Italia ESG, tramite un attivismo societario collaborativo, supporta le piccole e medie aziende italiane quotate in questo processo di miglioramento, valorizzazione e comunicazione al mercato. Dopo le prime due società ingaggiate, Gruppo FOS e Doxee, abbiamo infatti individuato altre due società con molto potenziale inespresso: Vantea Smart e TESMEC. Due società diverse dal punto di vista del business model, ma molto affini per l’attenzione e la dedizione al tema sostenibilità.Vantea SMART è una società unica nel suo genere, leader in cybersecurity, software management (ERP), logistica nel settore Ho.Re.Ca. e concierge. Il punto di forza di Vantea è la capacità di estrarre sinergie e coordinazione da rami di business che sembrano distanti tra loro (diversificazione correlata), sulla linea dell’approccio che ha reso Amazon un colosso mondiale. La società si è quotata nel 2021 sul segmento AIM e noi siamo investitori sin dal momento dell’IPO. Proprio in occasione dei roadshow pre-IPO, abbiamo potuto apprezzare il potenziale e la vocazione alla sostenibilità del management e del business model. Confrontata con i principali competitor, anche per dimensioni, Vantea smart è ben consapevole della sua dimensione di sostenibilità e di impatto del suo business model. Infatti, sia il percorso di certificazione B-Corp® che la presenza del professor Jean-Paul Fitoussi come indipendente, confermano la vocazione del gruppo. Vantea ha inoltre pienamente compreso un concetto cruciale quando si parla di sostenibilità ed investimenti: l’attenzione alla sostenibilità non è un costo o un freno alla profittabilità, al contrario, e specialmente in società ad alto contenuto tecnologico, la sostenibilità è un volano per i profitti. (abstract) http://www.acomea.it

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Perdite di fatturato nelle grandi imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

«Nelle grandi industrie la perdita di fatturato varia invece tra il 6% ed il 26% della spesa energetica» sottolinea Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com, scelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30 del 2020.Partendo dallo studio dell’ultimo rapporto disponibile dell’Enea sui dati pervenuti dalle diagnosi energetiche obbligatorie (Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2019), Ener2Crowd.com è riuscita —in collaborazione con il GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa green— a calcolare questo “gap di competitività”.«L’elaborazione è stata fatta tenendo contro della bolletta energetica e dei dati di consumo nazionali. Così è stato possibile calcolare che ogni 1.000 euro investiti in soluzioni di riduzione dei consumi oppure in efficientamento energetico è in grado di generare un risparmio diretto di costi energetici di 370 euro l’anno» ribadisce Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd.com nonché chief analyst del GreenVestingForum.it. Insomma l’investimento si ripaga da solo in meno di 3 anni. Ma, proprio come —su un altro livello, quello dei privati— accade per il Superbonus 110%, non tutte le aziende hanno saputo cogliere questa opportunità. La perdita totale, calcolata da Ener2Crowd.com in collaborazione con il GreenVestingForum.it, è di 27 miliardi di euro annui, pari all’1% del fatturato totale delle imprese italiane, di cui ben 21 miliardi di euro nel segmento delle piccole e medie imprese. «Per recuperare l’extra-costo energetico del sistema imprese italiano ci vorrebbero ora 25 miliardi di euro di investimenti, un ammontare che porterebbe a generare una crescita di valore aggiunto complessivo di 16 miliardi di euro» spiega Giorgio Mottironi.In altri termini si tratterebbe di raddoppiare l’attuale volume di investimenti nel comparto energetico ed aumentare di circa 25 volte quelli nel campo dell’efficienza energetica. «È un grande sforzo che oggi però può beneficiare di nuovi strumenti di diretto coinvolgimento della ricchezza privata, quella attenta al futuro del nostro pianeta ed interessata a rendimenti superiori a quelli della finanza tradizionale: Ener2Crowd è stata creata proprio per questo motivo, per coinvolgere in modo democratico le persone, vere protagoniste della transizione energetica» sostiene Niccolò Sovico. Secondo il ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com, le soluzioni per ridurre i costi energetici a disposizione delle imprese sono molteplici, a partire dalla generazione da fonti rinnovabili —in grado di produrre (anche tenendo presente del costo degli impianti) risparmi per almeno il 20% sui costi di natura elettrica delle piccole e medie imprese— passando per gli interventi di “retrofitting” o “renewal” degli impianti di produzione —con un ritorno sugli investimenti pari al 25% annuo— fino ad arrivare a soluzioni di efficienza gestionale, quali ad esempio la dotazione di un software di monitoraggio e gestione automatica delle utenze in base alla necessità d’uso, implementando il quale si riesce ad ottenere un ulteriore 5% di risparmio sui costi energetici totali. Per sostenere un flusso diretto ed efficace di risorse verso queste opportunità di trasformazione esiste oggi l’energy crowdfunding di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di investimenti “diffusi” nella green economy, con una community che già oggi conta 3 mila investitori, che nel 2020 ha erogato 1,6 milioni di euro a favore di aziende pronte a ridurre i loro impatti ambientali migliorando nel contempo la propria competitività e che punta nel 2021 a 24 raccolte per un totale di ulteriori 3 milioni di euro.E a guidare il settore di questa tipologia di finanziamento è proprio Ener2Crowd.com. La piattaforma può essere utilizzata sia dalle società del settore dei servizi energetici come strumento parabancario insieme ad altri canali di finanziamento, sia direttamente dalle imprese che debbano acquistare nuovi impianti o introdurre soluzioni più efficienti o alternative in grado di aumentarne la sostenibilità. Come già sottolineato gli obiettivi per il 2021 puntano a 24 raccolte per un totale di 3 milioni di euro. Un traguardo che sarà facilmente raggiunto grazie alla continua crescita di iscritti su Ener2Crowd.com, persone che hanno scelto di impiegare i propri risparmi per costruire un futuro migliore, certamente, ma anche per garantirsi degli ottimi interessi nel presente dato che la natura dei progetti permette di ripagare in modo “sostenibile” fino al 6% di interesse lordo annuo. Interessi più che accettabili per le aziende che riescono a veder finanziare i loro progetti in pochi giorni o —come accade— anche in poche ore. (AJ-Com.Net). REPORT COMPLETO: https://www.aj-com.net/ener2crowd/e2c_extra-costo-energetico.pdf

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