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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Posts Tagged ‘imprese’

Rappresentatività sindacale e costo del lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 10 luglio 2018

La confederazione delle piccole e medie imprese Conflavoro Pmi, con una delegazione guidata dal presidente Roberto Capobianco, ha incontrato ieri (5 luglio) Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali. Molti i punti di intesa scaturiti dal faccia a faccia. In particolare, Conflavoro Pmi ha ottenuto dall’esponente del governo l’impegno a chiarire la questione del concetto di ‘maggiore rappresentatività’ delle organizzazioni sindacali e a predisporre, in collaborazione con gli altri ministeri interessati, un piano di incentivi e sgravi a sostegno delle piccole e medie imprese.“Dopo il decreto dignità – spiega Capobianco – che consideriamo un passo avanti a beneficio dei lavoratori, era doveroso portare subito al governo anche la voce delle nostre Pmi. Abbiamo chiesto per le nostre imprese il sostegno delle istituzioni e le migliori condizioni possibili affinché possano investire sui lavoratori, assumendoli a tempo indeterminato e, soprattutto, qualificandoli con una formazione continua. Finora le piccole e medie imprese sono sempre state messe in secondo piano rispetto agli interessi dei grandi gruppi, ma ora chiediamo sia riconosciuto loro, concretamente, il ruolo di motore dell’economia italiana”.“A tal proposito abbiamo ricevuto risposte importanti dal sottosegretario al Lavoro Durigon – continua Capobianco – e dalle promesse occorrerà passare rapidamente ai fatti, ma siamo fiduciosi. Serve non solo un piano di sostegno alle imprese, che abbiamo di nuovo chiesto con forza, ma anche l’impegno concreto a ridurre il costo del lavoro. E una minor pressione fiscale perché le Pmi sono ancora in ginocchio dopo dieci anni di crisi. Senza dimenticare una decisa deburocratizzazione contestuale a una digitalizzazione più efficace dei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione. Basta sprechi di tempo e denaro”.Altro capitolo importante affrontato nell’incontro tra Conflavoro Pmi e Durigon, poi, è stato quello della libertà sindacale. Sancita dalla Costituzione nell’articolo 39, quest’ultimo prevede un iter che, dopo 70 anni, ancora deve essere incardinato nel sistema legislativo ordinario. “Una lacuna normativa – evidenzia Capobianco – che sta portando non poche diatribe nel mondo del lavoro. E’ una situazione inaccettabile della quale, negli anni, hanno approfittato una moltitudine di sedicenti associazioni sindacali che però, per usare le parole del sottosegretario, sono di stampo ‘familiare’. I loro iscritti, nei fatti, si contano sulle dita di una mano e questo produce un danno in chi, invece, è davvero rappresentativo”.“Siamo dunque al punto che imprenditori e lavoratori, già assillati da una marea di preoccupazioni, adesso devono anche subire le problematiche derivanti da questa situazione. Con il risultato che il già disastrato tessuto economico italiano viene messo ancor di più a repentaglio. Pertanto – conclude Capobianco – abbiamo chiesto al governo, a nome delle Pmi del Paese, che sia fatta velocemente chiarezza interpretativa sul concetto di ‘maggiore rappresentatività’. Il sottosegretario Durigon ha voluto ascoltare la nostra posizione in merito e ha affermato che l’esecutivo sta lavorando alla questione. Ha quindi accolto le nostre istanze e le nostre idee con molto interesse e sicuramente avremo modo di proseguire la concertazione nelle prossime settimane”.

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Le risorse naturali, come l’aria pulita e l’acqua dolce, sono vitali per le imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

E oggi sono gravemente a rischio in molti settori industriali. La mancata gestione delle risorse naturali del pianeta, il c.d. “capitale naturale”, ha conseguenze che vanno al di là degli effetti diretti sull’ambiente. Per le aziende, infatti, l’insufficienza può anche portare a nuovi scenari di interruzione e responsabilità che possono cancellare i profitti e avere un impatto sui modelli di business, man mano che aumentano fattori come la scarsità delle risorse, l’azione normativa e la pressione delle comunità e della società.E’ quanto emerge dall’analisi di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), la compagnia del Gruppo Allianz specializzata nei grandi rischi, nel nuovo rapporto Measuring And Managing Environmental Exposure: A Business Sector Analysis of Natural Capital Risk (Misurare e gestire l’esposizione ambientale: analisi del rischio del capitale naturale per settore di attività). Secondo l’analisi della Compagna assicurativa, i settori petrolifero e del gas, minerario, food & beverage e dei trasporti occupano il primo posto in termini di esposizione al rischio del capitale naturale.”Le aziende di tutto il mondo si trovano a confrontarsi sempre più con le implicazioni negative dovute all’esaurimento del capitale naturale”, afferma Chris Bonnet, Manager, Environmental, Social and Governance (ESG) Business Services, AGCS. “L’uso sostenibile delle risorse naturali è fondamentale per il successo della maggior parte delle aziende. Tuttavia, mentre aumenta la consapevolezza delle aziende sull’importanza del capitale naturale, molte di esse devono ancora acquisire una migliore comprensione delle minacce specifiche che possono avere un impatto sul loro settore industriale e sulla loro azienda in particolare, nonché delle opzioni di mitigazione disponibili”.
In un nuovo rapporto, AGCS analizza i dati della società di ricerca MSCI ESG Research, che copre più di 2.500 aziende, al fine di valutare l’esposizione al rischio del capitale naturale in 12 settori. Il petrolifero e del gas, minerario, food & beverage e dei trasporti sono i settori più esposti, in base a cinque fattori: biodiversità, emissioni di gas ad effetto serra (GHG), di altri gas, acqua e rifiuti. Tutti rientrano nella “zona di pericolo”, il che significa che la gestione del capitale naturale che le imprese devono affrontare è, in media, superiore alle opzioni di mitigazione attualmente utilizzate.

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Opportunità d’affari per le imprese italiane in Canada

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

Firenze nella splendida cornice offerta da Palazzo Strozzi, il prossimo 12 Giugno dalle ore 9 alle 13, si terrà un seminario sul tema “Accordo Economico Canada-UE: Opportunità d’Affari per le Imprese italiane” organizzato dal Centro Studi Italia-Canada e dalla CNA Firenze Metropolitana.Il seminario intende fornire ai partecipanti la possibilità di confrontarsi sulle principali misure introdotte dall’Accordo economico-commerciale tra Canada ed Unione Europea (CETA), sui vantaggi derivanti dalle partnership aziendali, sulle modalità di investimento e di accesso al credito, nonché sulla scoperta delle opportunità offerte dalla provincia canadese del Québec alle imprese italiane interessate all’internazionalizzazione.
Parteciperanno in qualità di relatori: Giacomo Cioni, Presidente, CNA Firenze; Arturo Galansino, Fondazione Palazzo Strozzi; Paolo Quattrocchi, Nctm Studio Legale – Direttore, Centro Studi Italia-Canada; Jan Scazighino, Ministro Consigliere Rapporti Economici, Ambasciata del Canada; Luca De Carli, Deputy Head of Unit, European Commission, DG TRADE; Marianna Simeone, Delegato del Québec in Italia; Lucia Baldino, Direttrice Europa, Desjardins; Fabrizio Toti, Area Manager, JAS; Noemi Trombetti, Inspection Trading Auditing – ITA Corporation La moderazione della tavola rotonda sarà curata da Paolo Quattrocchi, partner Nctm Studio Legale e Direttore del Centro Studi Italia-Canada.

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Oltre 100 imprese e produttori cinematografici all’evento sul product placement nei film

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Udine. Prodotti e servizi delle aziende friulane e come promuoverli al meglio nel cinema europeo e asiatico: oltre 60 imprese e produttori cinematografici regionali, europei e asiatici hanno concretizzato circa 150 incontri d’affari in Camera di Commercio di Udine nell’ambito del Far East Film Festival. Il sostegno dell’ente camerale, che non è mai voluto mancare al Festival anche negli anni precedenti, quest’anno si è arricchito di un importante evento, in cui imprenditori di tanti settori (soprattutto moda e gioielleria, arredo, food & wine e turismo) hanno avuto una doppia possibilità: quella di partecipare a un approfondimento, con alcuni dei più apprezzati esperti internazionali, dedicato proprio al “product placement nei film”, ossia all’efficace posizionamento dei propri prodotti e servizi d’impresa all’interno delle produzioni cinematografiche e, a seguire, una fitta agenda di incontri individuali per concretizzare questa interessante e ancora innovativa opportunità di sviluppo e promozione, soprattutto in Europa e Asia. E sono stati oltre un centinaio i partecipanti all’approfondimento, che ha dato il via alla giornata realizzata tra Sala Valduga e Sala Economia dalla Cciaa udinese, in collaborazione con Cec e Fondo Audiovisivo Fvg, nell’ambito di EEN-Enterprise Europe Network, la più grande rete europea di supporto alle piccole e medie imprese, di cui l’ente camerale udinese è partner sul territorio. A entrare nel dettaglio del “product placement” sono stati innanzitutto Juliane Schulze, Senior Partner di peacefulfish, quindi le esperienze di uno dei massimi esperti del settore, Jean Patrick Flandé, fondatore di Film Media, storico riferimento per il product placement in tantissimi film come anche il blockbuster James Bond (in cui automobili e orologi – e non solo – sono entrati nel mito assieme al personaggio) e collaboratore di alcuni dei maggiori registi mondiali da Besson a Polanski ad Annaud. Assieme a loro anche le testimonianze di Stefano Taboga, direttore marketing and digital di Lotto, e del produttore cinematografico francese Christophe Bruncher.

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Fast Forward Europe, un workshop sulle politiche a supporto della crescita rapida delle piccole e medie imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Colleretto Giacosa stamani dalle 9.30 alle 16.00 e domani al BioIndustry Park “Silvano Fumero” di Colleretto Giacosa si tiene il secondo International Learning Event del progetto Fast Forward Europe (FFWD Europe), il cui obiettivo principale è il miglioramento delle politiche e degli strumenti a supporto della crescita rapida delle piccole e medie imprese. FFWD Europe rientra nel Programma di cooperazione Interreg Europe 2014-2020 e coinvolge, oltre alla Città metropolitana di Torino, sette partner provenienti da altrettanti paesi europei.
L’evento – organizzato dalla Città metropolitana di Torino – prevede, nella giornata di oggi un workshop dal titolo “SME’s international development: a success key for their acceleration”, dedicato alla presentazione, allo scambio di buone pratiche e al confronto su possibili azioni di miglioramento dei sistemi di sostegno ai processi di internazionalizzazione e crescita delle imprese.
Destinatari dell’incontro, che si svolgerà al BioIndustry Park “Silvano Fumero” sono, oltre ai partner di progetto, gli stakeholder locali e internazionali e le imprese del territorio.
Il workshop rappresenta un evento di mutuo apprendimento internazionale sul tema dell’accelerazione e dell’internazionalizzazione di impresa, e vedrà il contributo di esperti e rappresentanti di istituzioni e organizzazioni coinvolte nelle politiche e nella gestione degli strumenti di settore. Nella giornata di venerdì 23 marzo è prevista una visita di studio a realtà significative del territorio, riservata ai partner di progetto e agli stakeholder internazionali.

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Sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Tre nuovi accordi e €1,5 mld a supporto di export e internazionalizzazione. Obiettivo dei nuovi accordi è ampliare la storica collaborazione tra Intesa Sanpaolo e il Polo SACE SIMEST, offrendo tutti gli strumenti necessari ad accompagnare le imprese clienti in ogni fase del loro processo di crescita internazionale: dall’aggiudicazione all’esecuzione delle commesse all’estero, dai finanziamenti per l’internazionalizzazione alle garanzie per l’approntamento delle forniture fino ai servizi di recupero dei crediti all’estero.
Il primo è un Accordo Quadro di Partecipazione per la condivisione del rischio che migliorerà l’accesso per le imprese clienti ai prodotti di trade finance tra i più diffusi nel commercio internazionale. L’intesa, siglata dalla Divisione Corporate e Investment Banking di Intesa Sanpaolo, consentirà infatti un più agevole coinvolgimento di SACE nella copertura dei rischi connessi sia alle conferme dei crediti documentari utilizzate per il pagamento delle forniture all’estero, sia al rilascio delle garanzie contrattuali a beneficio delle aziende italiane richieste per l’aggiudicazione e l’esecuzione di commesse internazionali.
Il secondo accordo è stato siglato tra Intesa Sanpaolo e SACE SRV, società del Polo SACE SIMEST specializzata in servizi di recupero crediti all’estero. L’alleanza permetterà ai clienti di Intesa Sanpaolo di accedere a condizioni competitive ai servizi di SACE SRV, che comprendono la gestione delle diverse fasi dell’attività stragiudiziale e giudiziale per il recupero dei crediti vantati verso controparti estere. Per facilitare e accompagnare l’offerta del servizio, Intesa Sanpaolo mette a disposizione la propria capillare rete di filiali in Italia, le proprie strutture specialistiche dedicate all’internazionalizzazione e un’ampia gamma di prodotti-servizi che rispondono alle esigenze delle imprese che operano all’estero.
Il terzo accordo consiste nel rinnovo della Convenzione tra SACE e Mediocredito Italiano (Gruppo Intesa Sanpaolo), che mette a disposizione delle PMI nuovi finanziamenti a medio-lungo termine, erogati da Mediocredito e garantiti da SACE, destinati ad attività d’internazionalizzazione (linea International+).
I tre accordi confermano e rafforzano la collaborazione in essere tra le parti nell’ottica di supporto all’export e pongono le basi per una sempre più stretta cooperazione nell’offerta di strumenti che accompagnino le imprese italiane nel loro processo di internazionalizzazione.

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Imprese femminili: 10mila in più nel 2017

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

Donne d’impresa crescono. A fine 2017, sono quasi 10mila in più le imprese femminili iscritte al Registro delle Camere di commercio italiane rispetto all’anno precedente, quasi 30mila in più rispetto al 2014. Con questo aumento costante, l’esercito di oltre un milione e 331mila attività produttive a conduzione femminile rappresenta oggi il 21,86% del totale delle imprese (era il 21,76% l’anno precedente).In Puglia sono cresciute di 327 unità e sono quasi 88mila, su un totale di 380mila, dunque il 23,07 %, dato al di sopra della media nazionale.Come mostrano i dati elaborati dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, nel diffondersi, il tessuto imprenditoriale guidato da donne sceglie forme più strutturate d’impresa. Le società di capitali condotte da donne, infatti, sono aumentate di quasi il 17% nel 2017 rispetto a tre anni prima arrivando a rappresentare oltre il 21% delle imprese femminili, mentre le società di persone e le imprese individuali, che restano, comunque, la forma giuridica più diffusa nell’universo imprenditoriale femminile, si stanno progressivamente riducendo.

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Puglia: 4.580 imprese in più nel 2017 (+1,20%)

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

puglia1La Puglia chiude il 2017 con un saldo positivo di 4.580 imprese: 23.654 le iscrizioni, 19.074 le cessazioni, un tasso di crescita dell’1,20%, (nel 2016 era stato dell’1,09%), 380.553 il totale delle imprese al 31.12.2017. I dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel corso del 2017 sono stati elaborati da Unioncamere– InfoCamere.In Puglia si continua dunque a credere nell’impresa e, anche nell’anno trascorso le nuove attività economiche hanno superato quelle che hanno chiuso i battenti.In Italia sono 46mila in più le imprese iscritte nei registri delle Camere di commercio, con una crescita dello 0,7% rispetto al 2016. La Puglia con il suo tasso di crescita medio dell’ 1,20 % ha fatto di gran lunga meglio (Taranto, 1,56%, Brindisi, 1,42%, Lecce, 1,32%, Foggia 1,12% e Bari 1,01%).Si deve alle regioni meridionali quasi il 60% dell’aumento complessivo del numero delle imprese, una quota record nella storia del saldo nazionale. Sono due i fenomeni che spiegano questo risultato: l’ulteriore rallentamento della nascita di nuove imprese (quasi 357mila a livello nazionale, l’1,8% in meno del 2016) e una più consistente frenata delle chiusure (poco più di 311mila, il dato più contenuto degli ultimi dodici anni), in calo del -3,4% rispetto all’anno precedente.Al netto di Piemonte (-965), Emilia-Romagna (-636), Friuli Venezia Giulia (-431) tutte le altre regioni hanno chiuso il 2017 con un bilancio anagrafico positivo, con il Lazio a fare da battistrada (10.648 imprese in più), seguito da Campania (+9.472) e Sicilia (+7.518).Quanto ai settori, a livello complessivo quelli che nel 2017 hanno fatto registrare gli aumenti maggiori nel numero di imprese registrate sono stati il turismo (+10.335), i servizi alle imprese (+7.206 ) e le attività professionali scientifiche e tecniche (+5.494). A chiudere in rosso, invece, sono state le attività manifatturiere (-2.648), le costruzioni (-1.913) e l’agricoltura (-447).
Se però si guarda all’andamento dei settori nel Mezzogiorno, il quadro si presenta in parte in controtendenza e mostra soprattutto una forte concentrazione del saldo attivo nel turismo (sempre in testa tra le vocazioni imprenditoriali più scelte) e nell’agricoltura (+2.810). Bilanci più che positivi al sud anche nel commercio (+1.970) e nelle costruzioni (+1.284).

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Le migliori imprese europee raccolte nel primo elenco “Ones To Watch”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

europa comunitaria2Accedono all’elenco delle aziende “Ones to Watch” le imprese che hanno ottenuto risultati eccezionali in una delle 12 categorie degli European Business Awards, nel rispetto dei valori chiave del programma: innovazione, successo ed etica.Adrian Tripp, CEO di European Business Awards, il principale concorso per aziende europee oggi al suo undicesimo anno di vita, ha dichiarato: “Volevamo approfondire quanto realizzato in passato e offrire un riconoscimento più marcato alle molte, incredibili storie di successo di tutta Europa.” Ha poi aggiunto “Il talento, la dedizione e l’innovazione su cui si fondano queste compagnie sono occasione di lavoro e opportunità. I loro successi determinano la prosperità dei loro paesi. Le liste “Ones to Watch” segnano un indice di riferimento dei risultati di successo per la community aziendale di tutta Europa.”Jean Stephens, CEO di RSM, la sesta più grande rete mondiale di aziende indipendenti di revisione contabile e consulenza fiscale, storico sponsor dei premi, ha dichiarato: “Essere inseriti tra i “Ones to Watch” è un grande traguardo. RSM lavora con aziende di tutto il mondo, fornendo loro consulenza in tutte le aree, senza mai smettere di incoraggiarne i successi e la prosperità. Auguriamo a queste dinamiche aziende ogni consenso per il futuro.”Le aziende inserite negli elenchi “Ones to Watch” provengono da svariati settori, da quello produttivo al retail, dall’agricoltura alla tecnologia e vanno dalle start-up a ditte con un giro di affari di miliardi di euro. Le aziende avranno l’opportunità di partecipare alle 12 categorie degli European Business Awards e di ottenere il titolo di vincitore nazionale per il loro paese. Dopodiché, potranno partecipare al gran finale di maggio 2018, quando saranno annunciati i 12 vincitori europei. Potranno inoltre accedere al voto pubblico, aperto a votanti di tutto il mondo, per promuoversi in nuovi mercati e tra potenziali clienti.

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“Imprese tedesche, italiane ed austriache” all’Università di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 dicembre 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma, Venerdì 15 dicembre, alle ore 9.40, nell’Aula K8 del Polo Didattico di via Kennedy, prenderà il via il convegno “Imprese tedesche, italiane ed austriache: aspetti di comparazione, di cooperazione, di integrazione”. Il convegno, sponsorizzato da Intesa San Paolo e con il patrocinio di Università di Parma, Regione Emilia-Romagna, Unione Parmense degli Industriali, EmiliaLab (iniziativa congiunta dei Dipartimenti di Economia delle Università di Parma, Ferrara, Modena e Reggio Emilia) e Circolo Culturale “Il Borgo”, ha come oggetto le relazioni fra il mondo produttivo italiano e quello tedesco ed austriaco, sia dal punto di vista delle imprese che delle politiche industriali.
La prima relazione prevista è di Ilaria Sangalli (IntesaSanPaolo) e Andrea Dossena (Prometeia) e ha come argomento il quadro ufficiale dei rapporti economici fra le imprese di Germania, Italia ed Austria (commercio estero, flussi e stock, investimenti esteri, relazioni lette dalle tavole intersettoriali), con particolare riferimento al ruolo importantissimo dell’Italia come fornitrice di input intermedi di elevato livello qualitativo alla Germania.Segue la relazione di Otto Veit, professore dell’Università di Colonia, che si interroga sul futuro che attende le catene globali del valore (e quindi una parte della tipologia di rapporti economici che interessano i tre paesi). C’è poi la relazione di Francesco Leone, responsabile economico dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, che riguarda le modalità di reazione, a livello di politiche europee e nazionali, di Italia e Germania di fronte alla digitalizzazione (un tema che ritorna più volte nell’ambito del convegno).Raffaela Giardino (Regione Emilia-Romagna) e Giovanni Solinas (Università di Modena e Reggio Emilia) analizzano gli effetti sul territorio di imprese domestiche e di imprese sussidiarie di multinazionali in Emilia-Romagna.Alexander Angerer (Camera di Commercio Italo-Germanica di Milano), Alessia Manco e Augusto Ninni (Università di Parma) presentano invece un quadro, già in parte delineato al German Business Day di Bologna, delle determinanti e degli effetti degli investimenti di imprese di proprietà tedesca in Emilia-Romagna.Nel pomeriggio Alessandro Arrighetti e Fabio Landini (ambedue dell’Università di Parma) si chiedono se esistono differenze (e quali), all’interno del gruppo di imprese che crescono più velocemente, fra quelle tedesche e quelle italiane.Chiara Pollio e altri docenti dell’Università di Ferrara, tra cui Marco Di Tommaso, analizzano il caso delle imprese emiliane e romagnole impegnate nella motoristica (e il ruolo della presenza straniera).
C’è poi un gruppo di interventi che hanno come riferimento soprattutto l’Industria 4.0. Franco Mosconi (Università di Parma) coordina una tavola rotonda in cui intervengono Sonia Bonfiglioli (Bonfiglioli), Valter Caiumi (Cifin-Emmegi) e Roberto Catelli (CFT Group), a cui fa seguito un intervento di Cesare Azzali (Unione Parmense degli Industriali) sui problemi di implementazione di “Imprese 4.0” da parte delle imprese locali. Chiude infine l’Assessore regionale Patrizio Bianchi sull’esperienza regionale di Industria 4.0 e i possibili raffronti con i Laender tedeschi.Le imprese e i soggetti interessati saranno costantemente informati sulle attività del LEIGIA e su altri temi attinenti all’argomento attraverso il sito web del Laboratorio e una newsletter, che sarà in italiano, in inglese e in tedesco.

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Sviluppo delle imprese turistiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 dicembre 2017

turismo costieroIl turismo rappresenta un importante settore economico che va sostenuto ed ammodernato. Occorrono pertanto interventi mirati per garantire una crescita sostenibile delle attività connesse al turismo. Con questo intento il deputato di Forza Italia Nino Minardo ha presentato un progetto di legge per sostenere le imprese turistiche, in particolare quelle concentrate nel Sud Italia ed in particolare in Sicilia. “La potestà normativa in materia di turismo è delle Regioni – sottolinea Minardo – ma lo Stato può intervenire stanziando risorse economiche, com’è nelle intenzioni della mia proposta di legge per ammodernare e favorire la crescita anche dimensionale delle imprese turistiche, nonché per migliorare la loro capacità di innovare e offrire così servizi migliori ai clienti. Solo attraverso interventi mirati si possono creare quelle condizioni per poter sviluppare un’ efficiente ed efficace azione di sviluppo delle imprese turistiche nel nostro Paese. In tale prospettiva – conclude il deputato azzurro – il progetto legislativo introduce una serie di interventi per valorizzare il ruolo delle imprese turistiche e sviluppare un’ importante azione di sostegno delle stesse per operare sul mercato nel miglior modo possibile ed implementare l’occupazione”.

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Euler Hermes lancia Business Advantage: la nuova soluzione per le PMI

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

M.RealeEuler Hermes, società del Gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione dei crediti commerciali, allarga la sua offerta per il mondo PMI con Business Advantage, la garanzia contro il rischio di insoluti per le piccole e medie imprese con fatturato tra i 2 e i 15 milioni di euro.
La nuova soluzione di Euler Hermes, lanciata in anteprima in Italia, sarà completamente digitale, modulare e trasparente.
La piattaforma dedicata garantirà una quotazione del pricing in tempo reale e una estrema agilità in fase assuntiva e gestionale della polizza, sia per il cliente che per l’intermediario.
Con Business Advantage, Euler Hermes completa la propria offerta di soluzioni per la gestione del credito a breve termine mettendo cosi a disposizione delle PMI un pacchetto di servizi integrati necessari per lo sviluppo del business sul mercato domestico e export.
“La nuova proposta nasce dalle esigenze del mercato che richiedeva una soluzione semplice, digitale e con un pricing adeguato al rischio di controparte. Le PMI hanno oggi necessità di uno strumento di immediato e facile utilizzo che garantisca la crescita del business, limitando al massimo le complessità di gestione, dalla richiesta delle coperture di credito al pagamento del premio. Business Advantage racchiude tutti questi elementi in una soluzione innovativa, moderna ed ampiamente accessibile, che certamente aiuterà la gestione del capitale circolante in un mercato sempre più competitivo e globale. Con la nuova proposta assicurativa Euler Hermes incrementa le soluzioni per le PMI, prosegue il percorso di innovazione digitale e rafforza la sua leadership” – afferma Massimo Reale, Direttore Market Management Commercial and Distribution di Euler Hermes Italia. (foto: M.Reale)

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“Società di persone: criticità e prospettive di modifica della disciplina alla luce dei dati statistici”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 ottobre 2017

istatLa fotografia della situazione demografica delle imprese italiane è stata scattata dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti che ha pubblicato il documento “ Società di persone: criticità e prospettive di modifica della disciplina alla luce dei dati statistici”. Lo studio ha analizzato le statistiche del Registro Imprese, le Dichiarazioni Fiscali relativamente all’invio dei modelli Unico Società di persone e Società di Capitale e l’Archivio Statistico delle Imprese Attive dell’Istat.Secondo la ricerca, nel 2016, le società di persone attive sono calate del – 2,2% rispetto all’anno precedente passando dalle 832.311 unità del 2015 alle 813.228 del 2016. La contrazione è ancora più significativa se si considera l’ultimo decennio ( -10,1%), nel 2006 infatti erano 905.044. D’altro canto invece si registra la performance positiva delle società di capitale attive che dalle 1.043.841del 2015 si sono attestate alle 1.082.003 (+3,4%) del 2016. Un vero e proprio exploit se raffrontato al 2006 ( +52,3%) che annoverava 710.445 unità. Tra gli altri dati emerge come dal 2008 si registri una flessione per snc (-20%) e sas (-11%) , mentre le srl segnano un incremento (+11%).
“Stiamo assistendo a una profonda trasformazione del sistema imprenditoriale italiano. Un fenomeno ancora in corso, – spiega Massimo Miani, Presidente della Fondazione Nazionale e del Consiglio Nazionale dei Commercialisti-, E’ evidente come la crisi economica abbia spinto gli imprenditori a privilegiare alcune forme societarie rispetto ad altre, ricercando assetti caratterizzati da minori responsabilità a livello patrimoniale. Bisogna comunque sottolineare come le società di persone, oltre a consentire una gestione diretta della società, occupino un ruolo significativo nella nostra economia: più di 800.000 imprese e quasi 2,5milioni di occupati. Non va inoltre trascurato che la recente legge di delega per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza contiene alcuni principi che, ad esempio, riconoscono ai soci illimitatamente responsabili la possibilità di liberarsi dai debiti residui nei confronti dei creditori non soddisfatti e maggiori tutele e garanzie finanche nella possibilità di comprenderli nelle procedure di cui alla legge n. 3/2012 sul sovraindebitamento del non fallibile“. Lo studio, oltre all’analisi dei dati statistici svolge alcune considerazioni sulla disciplina vigente in funzione della evidenziazione delle attuali carenze dei tipi societari a base personale in relazione alla necessità di rielaborare regole condivise che consentano la diffusione di modelli societari e , in più generale di una cultura di impresa, atti a garantire un adeguato sviluppo economico. Lo studio completo è disponibile online sul sito: http://www.fondazionenazionalecommercialisti.it

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Alleggerire la pressione fiscale alle imprese e alle famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Tasse“L’Italia è considerata, da sempre, il Paese delle piccole e medie imprese. Un indotto certamente non secondario dunque, che ha creato, nei decenni passati, centinaia di migliaia di posti di lavoro. La piccola impresa, risulta essere spesso come una vera e propria famiglia. Il rapporto tra datore di lavoro e dipendente è diretto. Sotto i colpi della pressione fiscale e dell’annientante burocrazia, queste realtà lavorative continuano a sparire”.Così Nunzia De Girolamo, deputata di Forza Italia, commenta i recenti dati forniti dalla Confesercenti e dagli artigiani di Mestre.“Sono stati oltre 500.000 dal 2008 in poi, – prosegue nel suo commento la parlamentare azzurra – le piccole e medie imprese che hanno dovuto cessare la propria attività. Oltre mezzo milione di persone che, tra le altre cose, non gode di alcuna protezione o misura di sostegno al reddito. Cosa sta a significare tutto questo? Che, molto più semplicemente, i 500.000 e oltre imprenditori che hanno chiuso, paradosso del caso, si sono ritrovati senza sostegno da parte dello Stato. È proprio su questo aspetto – incalza ancora la De Girolamo – che dovremmo ragionare, tentando di auspicare ed attuare soluzioni in tempi brevi.Ovviamente, la chiusura di tali realtà imprenditoriali è solo l’effetto. Tassazione massima e burocrazia oppressiva risultano essere, nella stragrande maggioranza dei casi, la vera causa di tutto questo circolo. Internamente alla tassazione si potrebbe ragionare a soluzioni da attuare in tempi brevissimi. La realtà dei fatti, con la quale dobbiamo confrontarci, è che una percentuale non secondaria di piccole e medie imprese, ha portato la produzione fuori dal nostro Paese. L’obiettivo principale dell’imprenditore risulta essere – prosegue la parlamentare azzurra – la massimizzazione del profitto, quindi maggiori ricavi finali.Mi sembra altresì evidente che per raggiungere tele obiettivo i costi debbano essere i minori possibili. Tra le spese da sostenere si possono annoverare anche le tasse da versare. La drastica caduta dell’occupazione autonoma, come si evince dai dati diramati dalla Confesercenti, nel secondo trimestre 2017 a quota 5,363 milioni, dai 5,877 milioni del 2008, riguarda praticamente ogni profilo professionale. Calano i titolari di attività imprenditoriali in senso stretto, più che decimati anche i lavoratori in proprio, che nel 2017 sono complessivamente 3,182 milioni, circa 453mila in meno rispetto al 2008. Ancora più impressionante sono i dati diramati dalla Cgia di Mestre, che attestano al 25% il numero delle famiglie con reddito da lavoro autonomo che si sono trovate in serie difficoltà economiche. Il mio impegno per la Legge di Bilancio 2018 sarà il massimo – conclude Nunzia De Girolamo – avanzerò proposte per alleggerire la pressione fiscale su famiglie ed imprese nonché per ridurre gli oneri burocratici a carico soprattutto delle piccole e medie imprese”.

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La direttiva Bolkestein e gli interessi italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

commissione europea“La direttiva Bolkestein reca oggettivamente danni significativi ad almeno due settori importanti della nostra economia nazionali: il commercio ambulante e le concessioni marittime demaniali. Il primo riguarda circa duecentomila imprese con un indotto di un milione di italiani, l’altro circa trentamila piccole e medie imprese con trecentomila occupati. Due settori che vedrebbero a grave rischio il proseguimento delle proprie attività in forza dell’applicazione di questa direttiva, perché la messa a gara delle concessioni demaniali e la procedura di selezione delle autorizzazioni del commercio ambulante metterebbero in crisi queste imprese, in quanto le porrebbero in concorrenza con le multinazionali del turismo o con le grandi imprese del settore”. Lo ha detto Pietro Laffranco, deputato di Forza Italia, intervenendo nell’Aula di Montecitorio, sulla direttiva Bolkestein. “E cioè – ha aggiunto – non ci sarebbe più la certezza degli investimenti e degli occupati. Insomma, bisognerebbe prendere atto che questa direttiva non può essere applicata a questi settori”, anche perché è del “2006 e da quell’anno a oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. C’è stata, ad esempio, la più grande crisi finanziaria ed economica del secolo, insieme a quella del ’29. Le situazioni di concorrenza – ha continuato l’esponente azzurro – si sono completamente modificate. C’è, cioè, la necessità che i singoli Paesi portino le loro specificità in Europa affinché questa si riformi e non crolli definitivamente”. Proprio per questo, ha concluso Laffranco “il governo avrebbe dovuto dare risposte diverse, senza ulteriori rinvii e verifiche”.

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Capitali per la crescita delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

Università MercatorumRoma 23, settembre 2017 Università Mercatorum Piazza Mattei 10 Ore 10.00 evento di CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup, intitolato “Il ruolo propulsivo del Private Equity per lo sviluppo economico. Capitali per la crescita delle imprese italiane” che si svolgerà a Roma. “Un incontro pensato per presentare l’argomento a 360° grazie all’intervento di top manager di fondi e società di consulenza in ambito finanziario” – ha dichiarato Jamil ASHOUR, Presidente CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup -. Approfondiremo le principali caratteristiche che rendono una società target “investibile” ed “attractive” per un investitore finanziario, discuteremo su quali siano i principali driver per la creazione di valore, i principali trend in atto nel mercato del Private Equity e quale sia, ad oggi, la strutturazione e durata dei processi di investimento”. “D’altra parte, il nostro interesse come branch di CONFASSOCIAZIONI è quello di individuare percorsi dove sia possibile discutere diverse tematiche e realtà – dalla finanza alla consulenza, dal mondo startup a quello dello spettacolo – con i migliori professionisti, sempre con l’obiettivo di scambiarci idee, conoscerci e stringere relazioni”.
Con Angelo DEIANA, Presidente CONFASSOCIAZIONI e ANPIB, Jamil ASHOUR, Presidente CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup e Luca MASOBELLO, Vice Presidente CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup con delega alla Finanza, all’evento hanno già confermato la loro partecipazione Danilo IERVOLINO, Presidente Università Mercatorum e Università Pegaso, Fabrizio BARONI, Managing Partner di B4 Investimenti SGR SpA, Fabio BORSOI, CEO Banca IMI Fondi Chiusi, Riccardo BRUNO, Professore Structured Finance Luiss, Dario CENCI, Partner Armonia, Claudio ROSSI, Business Angel, Enrico SILVA, MED Private Equity Leader e Partner TAS EY.

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Incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

pubblicitàAl via sulla stampa quotidiana e periodica la campagna della FIEG per informare imprese e lavoratori autonomi degli incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari incrementali su giornali e riviste, introdotti dall’articolo 57-bis del Decreto legge n. 50/2017, in sede di conversione in legge (Legge n. 96/2017).A beneficiare degli incentivi, nella forma del credito d’imposta, saranno le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.L’importo del credito d’imposta potrà arrivare fino al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% per le microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel rispetto del tetto di spesa che sarà stabilito annualmente dal DPCM di ripartizione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, utilizzato per la copertura della misura.L’incentivo – del quale un ulteriore DPCM, entro ottobre, stabilirà modalità e criteri di attuazione – sarà attribuito a partire dal 2018, relativamente agli investimenti effettuati dal 24 giugno 2017, incrementali rispetto a quelli di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.La campagna, realizzata per la Fieg da Y & R Roma, che ha come slogan “CHI INVESTE IN PUBBLICITÀ SU STAMPA, HA MOLTO PIÙ DI UN RITORNO D’ IMMAGINE”, mostra uno specchio che riflette non una, ma molteplici immagini del prodotto pubblicizzato. Per approfondimenti: http://www.fieg.it.

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Governo guardi PMI agricole

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

agricoltura_4Nel nostro Paese ci sono diverse storture che permangono da tempo e che hanno contribuito in maniera endemica alla crisi attuale e al forte aumento delle diseguaglianze sociali. Tra queste colpisce molto la convinzione secondo la quale per ottenere lo sviluppo sia necessario svendere il Paese alle grandi imprese e alle multinazionali.
Questa “filosofia politica”, manifestatasi in diverse circostanze tra le quali Expo, l’applicazione della Pac e le politiche di investimento fatte dall’esecutivo, sta rallentando il percorso di ripresa e allontanando l’Italia dai modelli virtuosi che invece andrebbero seguiti.
Come Confeuro abbiamo più volte sottolineato la necessità di puntare sulle Pmi agricole per rilanciare il comparto e conseguentemente l’intero sistema paese, ma la verità è che si è fatto ancora troppo poco in questa direzione.
Il nostro auspicio, e siamo certi anche quello del mondo agricolo, è che la ripresa dopo le vacanze estive porti ad un sostanziale cambio di rotta capace di raccogliere le istanze e le esigenze degli agricoltori e dei cittadini, e non più dei lobbisti che cercano in ogni modo di plasmare gli interessi collettivi a quelli individuali.

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“Governo Renzi-Gentiloni si conferma ammazza imprese”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 agosto 2017

palazzo chigi“Nonostante i proclami e gli interventi straordinari, gli inglesismi e il depauperamento instancabile di risorse pubbliche, oggi l’Istat ha emesso una sentenza di condanna senza appello per il governo. Le roboanti esternazioni di Renzi prima e il finto pacatismo di Gentiloni poi, si sono mostrati in tutta la loro inefficacia penalizzando ancora, dati alla mano, il settore fondamentale delle imprese. La letale epidemia che stermina le iniziative imprenditoriali vede naturalmente come luogo di massima espansione privilegiata il Sud, abbandonato a se stesso fin dall’inizio. C’è davvero bisogno di una sterzata, riprendere in mano il pallino per investimenti mirati a rivitalizzare il settore e così ridare al tessuto connettivo del Paese le energie necessarie. Il centrodestra unito è chiamato ad alta voce ad assumersi tutte le responsabilità perché questo avvenga ponendo fine all’insopportabile spirito mercantile di chi oggi governa l’Italia.” (da Ufficio Stampa Gruppo Forza Italia -Il Popolo della Libertà)

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Il lavoro nelle imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

impresePrevale sempre più nell’attività lavorativa delle imprese la necessità di concentrare tutte le risorse umane nel core business lasciando da parte quelle funzioni come l’attività di amministrazione del personale (gestione paghe, contributi, ferie, contratti di lavoro, ecc.) che vanno per lo più delegate ad appositi “centri servizi”. In questo modo i sistemi di gestione del personale si affiancano con una logica completamente diversa con le attività un tempo tipiche dell’amministrazione del personale. Ciò richiede un’attenzione particolare da parte dell’imprenditore in specie nelle piccole e medie imprese nel seguire i collaboratori dell’imprenditore. Questo suo ruolo necessariamente non è specializzato ma lo deve diventare con un supporto che anche in questo caso deve avvalersi di “servizi esterni”. Non si può più pensare che le scelte possono fondarsi solo sull’esperienza, l’intuito e il “fiuto” dell’imprenditore nello svolgimento del processo di ricerca del personale. Occorre avvalersi di un esperto che come per la contabilità si chiama commercialista, per il personale si chiama psicologo del lavoro. Se è vero che l’inserimento dei neo-assunti avviene in prevalenza, e qui parliamo soprattutto riferendoci alle piccole imprese, attraverso il loro affiancamento sul campo a collaboratori che hanno maggiore anzianità aziendale, una sorta di preparazione al turn over, si finisce con il prescindere dai programmi pianificati. Si tratta anche di valutare la capacità dell’assumendo di amalgamarsi e soprattutto di riconoscersi nel nuovo ambiente, nelle sue caratteristiche peculiari di affidabilità, puntualità, onestà dedizione al lavoro che se non è facile misurare a priori lo è come indirizzo di massima, comunque. Il resto come il grado di assenteismo, la disponibilità nei confronti della direzione, dei colleghi, dei clienti, dei fornitori è una misura che si può calibrare in parte scavando nella personalità che si riesce a mettere a nudo in un colloquio preventivo con il psicologo ed in parte sul campo dopo attenta osservazione dello stesso specialista nel periodo di praticantato. D’altra parte si deve tener presente che nelle piccole aziende è molto sottile il rapporto di funzione svolto dal dipendente che diventano un po’ esecutive ed un altro po’ dirigenziali o a livello di quadri.
(Riccardo Alfonso direttore Centro studi economici e finanziari della Fidest da “Lezioni di economia”)

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