Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘risorse’

Gestione delle risorse idriche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2021

“Il Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’Acqua, annunciato dalla Ministra per il Sud, Mara Carfagna, al Forum Internazionale Coldiretti su Agricoltura ed Alimentazione, vedrà nei Consorzi di bonifica e irrigazione, rappresentati da ANBI, un partner convinto, con il bagaglio di progettualità ed esperienza operativa, che quotidianamente mette al servizio del Paese”: a dirlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, commentando le parole della rappresentante di Governo. “Creare uno strumento di concretezza, in una cornice istituzionale di confronto fra tutti i soggetti interessati, è l’indispensabile via maestra per costruire le condizioni di accesso a risorse economiche, complementari a quelle previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, indispensabili per colmare il gap infrastrutturale, anche nel settore idrico, fra Sud e Nord del Paese – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – In questa cornice si colloca il Piano Laghetti, presentato con Coldiretti e ANBI. Una grande proposta di futuro in grado di dare acqua al potabile, produrre energia, rendere un servizio ambientale e irriguo e che prevede la realizzazione di 1000 bacini entro il 2030: 6.000 aziendali e 4.000 consortili. Una scelta quella dei laghetti per conservare l’acqua per il Paese, utile al Paese.” “La condivisione delle scelte – conclude il Presidente di ANBI – è la migliore garanzia per la crescita economica del Paese in una fase storica, determinante non solo per il futuro dell’Italia, ma dell’intero Pianeta. Ringraziamo la Ministra, Carfagna, per la sensibilità, che sta dimostrando verso un tema fondamentale di sviluppo, quale la gestione delle risorse idriche.”

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Scuola: La dedizione all’insegnamento è un concetto inapplicabile

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2021

“La Manovra 2022 non prevede solo lo stanziamento di meno di un decimo delle risorse necessarie alla scuola, 300 milioni anziché 5 miliardi, ma anche l’associazione del merito professionale con la ‘dedizione nell’insegnamento’. Ma cosa significa? Come si fa ad applicare un concetto del genere all’insegnamento? Dobbiamo aspettarci di escludere a priori un docente dal bonus merito solo perché lavora a testa bassa e non è sufficientemente estroverso?”. A dirlo è stato oggi Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief e dell’Accademia Europa Cesi, durante il convegno “La scuola italiana e il pilastro europeo dei diritti sociali”, nell’ambito del progetto “Pulser” della Cesi Europe Academy, svolto a Roma alla presenza di numerosi legali ed esperti di normativa scolastica. “Non scherziamo – ha continuato Pacifico -, i senatori facciano attenzione, perché il comma 1 dell’articolo 108 della Legge di Bilancio 2022 non può rimanere in vita, va stralciato: in fase di revisione finale del documento di fine anno, occorre aprire, piuttosto, alle indennità stipendiali che per i docenti, come per il personale Ata, continuano ad essere inspiegabilmente negate. Facciamoci guidare delle norme dell’Ue e dalla Carta Sociale europea, nel quale si salvaguardia il diritto all’occupazione e all’equo trattamento, anche stipendiale”, ha concluso il sindacalista autonomo.

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PNRR, il ruolo delle Città metropolitane per investire le risorse sui territori

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2021

Semplificare le procedure, far ripartire le assunzioni mirate a profili tecnici, affrontare le sfide degli investimenti collegati al PNRR il piano di ripresa e resilienza come un’opportunità unica per far ripartire i territori. Questo in sintesi il risultato del lungo confronto online organizzato questa mattina dal presidente nazionale di ANCI Antonio Decaro, sindaco della Città metropolitana di Bari, con i rappresentanti delle 14 Città metropolitane d’Italia.Per la Città metropolitana di Torino è intervenuto – a nome del sindaco Stefano Lo Russo – il vicesindaco metropolitano Roberto Montà che ha ribadito il ruolo centrale delle Città metropolitane come soggetti aggregatori e rappresentativi dei sistemi territoriali:.”Per i progetti del PNRR – ha detto tra l’altro Montà – servirà una interlocuzione diretta con il presidente del Consiglio dei ministri Draghi al fine di rafforzare il nostro ruolo di aggregatori di progettualità di area vasta e di motore dello sviluppo economico e della rigenerazione urbana. Servirà anche un’iniezione rapida di personale alle nostre strutture tecniche per fare in modo che siano in grado di reggere la sfida, mettere in campo grandi investimenti e dialogare proficuamente con i territori. A Torino la Città metropolitana ha 312 comuni di dimensioni e realtà geografiche assai diverse, serve un apparato di partecipazione e governance ben coordinato per non dividere il territorio, ma piuttosto per garantirne lo sviluppo e il rafforzamento delle principali vocazioni”.Al confronto sono intervenuti tragli altri i sindaci metropolitani di Firenze Dario Nardella, di Bologna Matteo Lepore, di Milano Beppe Sala, di Genova Marco Bucci, di Venezia Luigi Brugnaro, di Palermo Leoluca Orlando, di Roma Roberto Gualtieri, di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.Tutti hanno concordato che a livello locale ci sia responsabilita piena sui progetti del PNRR e che la leadership locale vada mantenuta, richiedendo a tal proposito al Presidente Draghi un incontro specifico in cui confrontarsi sul ruolo delle Città metropolitane e sulle criticità che rendono difficoltoso in questa fase assolvere al meglio alla funzione che la Costituzione riconosce loro.

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Comuni siciliani: risorse per enti in deficit

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Roma – “Sono vicina ai Sindaci che oggi si riuniscono nell’Assemblea di ANCI Sicilia. Conosco molto bene il problema dei Comuni siciliani, che ho sempre seguito in questi anni, e ritengo che la prossima settimana si possa chiudere definitivamente il cerchio. Abbiamo portato avanti tutte le interlocuzioni necessarie per arrivare ad una soluzione che consenta loro di chiudere i bilanci del 2021 e di risolvere le problematiche che li vedono attraversare una fase di tensione finanziaria che fonda le sue radici prima del Covid. Come Governo, nel rispetto delle prerogative di ciascuno, ove fosse necessario, stiamo valutando anche il ricorso allo stanziamento di risorse aggiuntive, proprio per evitare che ad essere penalizzati possano essere i cittadini. Già in Manovra abbiamo assicurato ulteriori risorse per i Comuni della Sicilia in deficit strutturale”. Lo afferma il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2021

Con un’immagine ad effetto sono chiamate “bombe d’acqua” ma, se si escludono i violenti e talvolta tragici eventi estremi, non sta piovendo più, in maniera utile, su Umbria, Abruzzo e Puglia: lo segnalano i dati raccolti nel report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che registra come, in Settembre, sull’Umbria siano mediamente caduti solo mm. 21,6 di pioggia (mm.24,1 in Agosto), scendendo addirittura a mm. 4,75 nelle zone meridionali della regione; solo 12 mesi fa erano piovuti mm. 101,53! Peggio ancora va in Abruzzo, i cui pluviometri superano il -90% dopo il -73% di Agosto e l’invaso di Penne segna la peggiore performance dal 2017 (a Settembre erano trattenuti solo 0,59 milioni di metri cubi d’acqua). Dati pluviometrici negativi nel mese di agosto anche per le Marche (dal -50% di Montemonaco a -67,3% di Carpegna) con evidenti conseguenze negative sulle portate dei corsi d’acqua, tornati in calo, seppur in vantaggio sul 2019. In Puglia, nei primi 8 mesi dell’anno si registrano pesanti deficit pluviometrici con generalizzate caratteristiche di “severa siccità”, che sfociano in “siccità estrema” nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani, toccando anche quelle di Brindisi e Taranto fino a sconfinare in buona parte della Basilicata (fonte: Centro Meteo Puglia). Anche in Emilia Romagna i dati pluviometrici sono largamente negativi: la media regionale delle precipitazioni nel periodo Marzo-Settembre 2021 è la più bassa dal 1961 con un deficit di oltre 200 millimetri nel settore centro-orientale, dove manca all’appello fino al 50% delle piogge; tornano così a soffrire le portate dei principali fiumi con Reno e Nure ancora sotto il minimo storico, così come i bacini piacentini Molato e Mignano sono scesi ai livelli più bassi dal siccitoso 2017 (fonte: ARPAE).“Scendendo nel dettaglio – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – il nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese prevede, al Sud, il disinterrimento di 45 invasi ed il completamento di altri 6, garantendo quasi 2700 posti di lavoro, grazie ad un investimento di circa 536 milioni di euro; per quanto riguarda il Centro Italia, sono previsti 36 progetti definitivi per il disinterrimento di altrettanti invasi ed il completamento di altri 6 bacini per un investimento complessivo di circa 186 milioni di euro capaci di attivare oltre 900 posti di lavoro.” Al Nord calano i livelli dei laghi Maggiore (ora sotto media) e Lario, mentre restano abbondanti le portate del fiume Adda, in Lombardia.Resta sostanzialmente stabile la media dei flussi nei corsi d’acqua piemontesi con gli estremi della Dora Baltea in aumento e della Stura di Lanzo in decrescita.Calano anche le portate del fiume Po, largamente sotto i livelli medi e dell’anno scorso, ma che si mantengono comunque su valori superiori alla portata di magra ordinaria.Reggono, seppur in leggero calo, i fiumi veneti ad eccezione del Piave, che supera i livelli degli anni precedenti, mentre torna ad essere preoccupante la situazione dei fiumi toscani, abbondantemente sotto media e lontani dalle portate del 2020, nonostante la recente ondata di maltempo; l’anno scorso, un più lungo periodo piovoso favorì importanti portate fluviali per molti giorni.Nel Lazio, il lago di Bracciano è in calo (-11 centimetri), così come i fiumi Liri e Sacco.In Campania, su base settimanale, i livelli idrometrici dei fiumi Garigliano, Volturno e Sarno risultano in diminuzione, mentre stabile è il Sele, unico superiore alla media del recente quadriennio; I volumi del lago di Conza e degli invasi del Cilento sono in ulteriore calo. In Basilicata, toccata da una tardiva siccità, gli invasi calano di quasi 10 milioni di metri cubi in una settimana; lo scorso anno, dopo una persistente assenza di piogge estive, la decrescita era stata di solo 1 milione e mezzo di metri cubi in questo periodo.Nella confinante e siccitosa Puglia, questa settimana l’acqua nei bacini registra -1,5 milioni di metri cubi, mentre quelli sardi segnano il terzo peggior risultato dal 2010 dopo i disastrosi 2016 e 2017 (al 30 Settembre 2021 trattenevano 1039,79 milioni di metri cubi).

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Risorse al sistema editoriale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2021

“Siamo stati i primi a denunciare, dopo la frase incredibile “trovino altre risorse”, la volontà di tagliare le risorse al sistema editoriale eliminando la quota del canone assegnata annualmente al Fondo per l’editoria, risorse volte a sostenere il pluralismo informativo. Ci associamo all’appello della FIEG per il sostegno all’industria editoriale e porteremo avanti atti in ogni sede – dichiara il capogruppo in commissione Editoria di FDI, deputato Federico Mollicone – ci preoccupa la reale capacità gestionale di Fuortes che, ad oggi, è stato solo a capo di istituzioni culturali con poche centinaia di dipendenti. La Rai è la principale aziende culturale nazionale, va tutelata e difesa ma non a scapito di altri comparti strategici nazionali come l’editoria cartacea e radiotelevisiva. A Roma “spogli Pietro e vesti Maria”.

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Le risorse idriche in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2021

A Settembre, la zona centrale del Veneto tra le province di Padova, Treviso e Vicenza è stata classificata, secondo l’indice SPI (Standardised Precipitation Evapotranspiration Index), in una condizione di siccità estrema, mentre siccità severa è invece indicata, su base trimestrale , per la provincia di Venezia ed il medio-basso Polesine: a renderlo noto è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che indica anche come le precipitazioni settembrine siano calate del 54% sulla regione, toccando -69% sul bacino del fiume Sile (fonte: ARPA Veneto). A Settembre, le portate dei corsi d’acqua veneti sono state inferiori del 40% a quanto registrato negli ultimi vent’anni con l’eccezione del 2003.Per il resto, le precipitazioni del periodo hanno sostanzialmente normalizzato la situazione idrica del Paese, dando respiro a territori in stato di siccità da circa 6 mesi; nonostante alcuni disagi locali, l’ondata di maltempo di questo inizio d’autunno non è fortunatamente paragonabile a quella, copiosa dell’anno scorso e che fu preludio ad un autunno particolarmente piovoso.I livelli dei grandi laghi del Nord sono sopra media con il Maggiore al 92% del riempimento.Come prevedibile, dopo l’innalzamento dovuto alle abbondanti precipitazioni, calano le portate dei corsi d’acqua ad iniziare da quelli valdostani col torrente Lys che scende al di sotto dei flussi di periodo; lo stesso accade in Liguria con i torrenti che, dopo un paio di giorni a rischio, sono rientrati nei valori normali.Il Po, come gli altri fiumi della regione (unica eccezione, la Stura di Lanzo passata in 24 ore da 9,2 metri cubi al secondo a mc/sec 490,00!), è in calo nel tratto piemontese mentre, grazie agli apporti pluviali, raddoppia la portata in Emilia Romagna, pur restando abbondantemente al di sotto dell’anno scorso, quando in questo periodo stava transitando una “piena” morbida. Nella stessa regione non si registra alcun picco di portata (cresce significativamente solo il Savio ); anzi tutti i corsi d’acqua restano ampiamente sotto le medie del periodo ed il Nure rimane al di sotto del minimo storico.Andamento analogo si evidenzia in Toscana, dove tutti i fiumi ritornano ampiamente sotto la media mensile ed i valori degli anni più recenti; l’Ombrone, come la Sieve, non riesce addirittura ad abbandonare una situazione di grave criticità.Diversa è la situazione nelle Marche, dove il forte maltempo, accanto a notevoli disagi, ha comportato evidenti crescite nelle portate dei corsi d’acqua dopo settimane di palese insufficienza.In Abruzzo permane idricamente preoccupante la condizione del bacino della diga di Penne.Nel Lazio, il fiume Liri si mantiene nella media del periodo, mentre il Sacco ha portata inferiore rispetto agli anni scorsi.In Campania, i livelli idrometrici dei fiumi Sele, Garigliano e Volturno risultano in aumento grazie alla ripresa delle precipitazioni, mentre i volumi del lago di Conza e degli invasi del Cilento sono invece in ulteriore calo.In Basilicata, i bacini continuano ad assolvere alla loro determinante funzione, distribuendo al territorio in una settimana ancora 7 milioni di metri cubi d’acqua, mentre in Puglia tale apporto è pari ad 1 milione di metri cubi. Infine, i dati della Sicilia certificano ulteriormente come il 2021 sia da considerare il secondo anno più siccitoso del decennio dopo il 2016.

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2 miliardi di € di risorse supplementari per la ripresa in Italia, Spagna, Lussemburgo e Romania

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2021

La Commissione ha concesso 2 miliardi di € a Italia, Spagna, Lussemburgo e Romania a seguito della modifica di due programmi operativi del Fondo europeo di sviluppo regionale, di un programma operativo del Fondo sociale europeo (FSE) e di uno del Fondo di aiuti europei agli indigenti nell’ambito dell’assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa (REACT-EU). In Italia il programma operativo nazionale “Governance e capacità istituzionale” riceverà un totale di 1,2 miliardi di €. Di questo importo, 761 milioni di € saranno destinati all’acquisto di 68 milioni di dosi di vaccini contro il coronavirus. Nelle regioni meridionali, le autorità utilizzeranno 374 milioni di € per assumere nuovi operatori sanitari pubblici e coprire i costi delle ore di straordinario dei lavoratori attuali. 108 milioni di € contribuiranno a rafforzare la capacità amministrativa delle autorità nazionali e regionali, anche nel sistema sanitario.In Spagna, la Comunidad Valenciana riceverà ulteriori risorse per 690 milioni di € per fornire, tra l’altro, capitale circolante alle piccole e medie imprese più colpite e per rafforzare la sanità, i servizi sociali e gli investimenti nelle infrastrutture di base per i cittadini, compresi i settori della sanità e dell’istruzione. Il Lussemburgo riceverà 69 milioni di € per finanziare test sul coronavirus su larga scala e l’acquisizione di vaccini, nonché investimenti a favore della sostenibilità, come l’elettrificazione della rete nazionale di autobus. In Romania saranno investiti 56 milioni di € per fornire sostegno materiale ai gruppi svantaggiati, ad esempio mediante pasti caldi, assistenza ai bambini svantaggiati con forniture scolastiche e alle madri svantaggiate con kit di prodotti essenziali per i neonati. REACT-EU fa parte di NextGenerationEU e nel corso del 2021 e del 2022 fornisce 50,6 miliardi di € di finanziamenti aggiuntivi (a prezzi correnti) ai programmi della politica di coesione.

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Risorse idriche e agricoltura biologica

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2021

Le ultime critiche della Corte dei conti Ue alla gestione delle risorse idriche nel Vecchio continente assestano un altro colpo all’impostazione della Pac e alle politiche che ha promosso finora – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il verdetto dei magistrati contabili di Bruxelles è chiaro: l’Ue ha certamente finanziato aziende agricole e progetti che minano l’uso sostenibile dell’acqua. La bocciatura del programma di sovvenzioni agricole europee, fondata su un’attenta analisi dei risultati, è dunque netta e dovrebbe indurre tutti i decisori politici a riflettere sulla direzione da prendere nel prossimo futuro.Tra le conclusioni più rilevanti della Corte dei conti europea, c’è il riconoscimento del ruolo dell’agricoltura biologica che, scrivono i magistrati, “tende ad avere un impatto ambientale limitato, in quanto incoraggia, tra l’altro, a mantenere la biodiversità e la qualità delle acque e a migliorare la fertilità del suolo” – continua Tiso. La portata della questione, naturalmente, va oltre il settore agricolo per abbracciare l’emergenza ambientale nel suo complesso. L’agricoltura è infatti responsabile di un quarto di tutta l’estrazione di acqua nell’Unione europea e incide sulla sua qualità a causa dei fertilizzanti e dei pesticidi.Nel Pnrr sono 4,3 i miliardi di euro stanziati per potenziare l’approvvigionamento idrico e ridurre le perdite della rete di distribuzione, che arrivano oggi al 42%. L’ammodernamento della rete è indispensabile, ma senza misure volte a ridurre i consumi idrici non sarà sufficiente a permettere una gestione davvero sostenibile dell’acqua e la tutela di questa preziosa risorsa.

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Risorse e politiche sostenibili per agricoltura del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

L’accesso al cibo è un diritto di tutti, eppure 800 milioni di persone nel mondo ancora soffrono la fame. Per questo l’agricoltura oggi deve essere considerata davvero un bene comune, tanto più dopo la grande prova dimostrata in pandemia: solo con la promozione e la crescita di sistemi agricoli sostenibili e innovativi si può garantire la sicurezza alimentare globale, ridurre la povertà, difendere l’ambiente e la biodiversità, assicurare un reddito e, quindi, condizioni di vita più eque dal punto di vista economico e sociale. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, nel suo intervento al G20 Open Forum al Teatro della Pergola.E’ chiaro, però, che lo sforzo collettivo verso sistemi agroalimentari green, resilienti ed equi, va sostenuto con politiche dedicate e risorse adeguate, a cominciare dal Recovery Fund. Ecco perché “ai ministri del G20 -ha detto Scanavino- chiediamo di aumentare l’accesso al credito, soprattutto ai piccoli agricoltori; garantire l’accesso alla terra e fermare il consumo di suolo; investire in ricerca e nuove tecnologie, dalle tecniche di miglioramento genetico all’agricoltura di precisione; lavorare sulla formazione e sul trasferimento delle conoscenze; ridurre gli sprechi nelle filiere favorendo la prevenzione e incrementando il recupero delle eccedenze di cibo; assicurare mercati aperti con regole commerciali chiare; valorizzare le produzioni di qualità e i territori; promuovere le diete tradizionali, come quella mediterranea, contro modalità fuorvianti di etichettatura che vogliono condizionare invece di informare”. Per il presidente di Cia, tutto passa comunque dalla centralità degli agricoltori e delle aree rurali: “Per questo motivo -ha spiegato- bisogna rafforzare il capitale umano dei giovani, il nostro patrimonio più grande per un futuro sostenibile, e continuare a lavorare per la crescita delle aree interne, puntando su infrastrutture e servizi”. Obiettivi che diventano priorità assolute e globali se si guarda alle condizioni di Paesi come l’Africa, dove circa il 60% della popolazione ha meno di 25 anni, ma l’età media di un piccolo agricoltore africano è di oltre 60 anni. “E’ indispensabile -ha sottolineato Scanavino parlando al panel sulla cooperazione internazionale in Africa- operare per creare attraverso l’attività agricola, la valorizzazione delle comunità rurali e la promozione dei prodotti identitari, una migliore condizione di vita delle popolazioni. La tragedia dei migranti che si sta consumando nel Mediterraneo impone di trovare soluzioni durature capaci di ricostruire un tessuto economico e sociale tale da scongiurare la fuga disperata di quelle popolazioni. Noi abbiamo il dovere di contribuire alla crescita di quei Paesi; di rafforzare, attraverso l’impostazione di nuovi e maggiori programmi di cooperazione agricola, una politica di sviluppo sostenibile tale da offrire, soprattutto ai giovani di quei Paesi, una prospettiva”. Con ASeS, la Ong di Cia, e Agricoltura è Vita, “portiamo avanti già da anni progetti per lo sviluppo agricolo in Africa, finalizzati alla formazione, alla conoscenza delle buone pratiche e alla divulgazione delle innovazioni, al sostegno alle famiglie agricole locali. Dimostrando che un modello alternativo è possibile: coltivare la terra per alimentare la speranza”.

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Risorse idriche e aree in deficit

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

Secondo i dati dell’European Drought Observatory (E.D.O.), sono le province di Pescara e Chieti, quelle maggiormente in sofferenza idrica al termine di un Agosto meteorologicamente “estremo” sull’Italia (dalle temperature tropicali alle disastrose grandinate): oltre che in Abruzzo, grave siccità si registra in Molise e Marche, ma c’è forte crisi idrica anche nel Sud del Piemonte fino ad arrivare al crescente rischio desertificazione in alcune zone della Sicilia ed al preoccupante, progressivo inaridimento delle coste di Romagna.A “fotografare” le disponibilità d’acqua sui territori italiani è il report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che segnala come i grandi laghi del Nord siano al di sotto dei livelli 2020 e tendano a scendere, ad eccezione del Garda, sotto la media del periodo. Se in Val d’Aosta, pur confermandosi il poco conosciuto andamento siccitoso d’Agosto (caduti circa 30 millimetri di pioggia), i fiumi non paiono risentirne, assai diversa è la situazione nel confinante Piemonte, dove le portate dei fiumi sono inferiori al 2020: le situazioni più evidenti sono quelle di Tanaro, Sesia, Stura di Demonte, Varaita, mentre nel Cuneese mancano all’appello oltre 300 millimetri di pioggia da inizio anno (caduti finora mm. 328 contro una media di mm. 635).A risentire delle scarse piogge piemontesi è anche il primo tratto del fiume Po, che recupera però in Emilia Romagna, dove registra portate superiori allo scorso anno, attestandosi a livelli di “normale siccità idrologica”, seppur inferiori alla media del periodo.Gli altri fiumi emiliani continuano ad essere deficitari, in particolare quelli piacentini (la Trebbia è addirittura in secca), che sprofondano sotto i minimi storici seppur, nella stessa area, il bacino di Mignano registra la migliore performance del recente triennio. Sul fronte pluviometrico, in Agosto, i territori romagnoli a Nord del fiume Reno hanno visto cadere solo mm. 13,6, sfiorando il minimo storico di precipitazioni, mentre a Sud dell’asta fluviale sono caduti mm. 15,7 di pioggia. In Lombardia, il fiume Adda presenta una portata inferiore di oltre 200 metri cubi al secondo rispetto dell’anno scorso, mentre è buona, seppur inferiore al 2020, la condizione dei corsi d’acqua del Veneto, grazie alle precipitazioni d’Agosto.Le piogge estive hanno beneficato anche i fiumi della Toscana, tutti in crescita dopo settimane di grande sofferenza e con l’Arno tornato sopra la media mensile. Restano altresì in grave deficit idrico i fiumi delle Marche con il Sentino, che ha toccato il minimo storico nell’ altezza idrometrica (cm. -37); altrettanto dicasi per i bacini marchigiani, i cui volumi trattenuti sono la metà della capacità disponibile e lontanissimi dalle quote degli anni scorsi, complici una temperatura media regionale, superiore di oltre 2 gradi rispetto al passato e precipitazioni calate del 25,5%. Piogge estive scarse anche sull’Umbria, mentre nel Lazio la situazione delle risorse idriche è complessivamente nella media (fiume Liri in crescita, Sacco in calo, lago di Bracciano in decrescita fisiologica stagionale); buona è la condizione dei corsi d’acqua della Campania con Liri Garigliano e Sele al record di portata del quinquennio. Al Sud, le disponibilità idriche, accumulate in Basilicata e Puglia durante i mesi scorsi, stanno permettendo una regolare stagione irrigua, nonostante le riserve in Agosto siano calate di circa 60 milioni di metri cubi in Lucania e di 40 milioni di metri cubi nella confinante regione, pur garantendo ancora un confortante surplus sulle disponibilità dell’anno scorso. Se in Sardegna la situazione è in linea con il positivo 2020, diversa e negativa è la situazione delle disponibilità idriche in Calabria (territorio di ripetuti contrasti fra necessità agricole ed esigenze idroelettriche) ed in Sicilia, i cui bacini registrano uno dei dati peggiori del recente decennio.

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Ortofrutta: Cia, attivare risorse aggiuntive straordinarie

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

Per risollevare il settore ortofrutticolo, ancora in ginocchio per le gelate tardive di primavera e causa di danni per oltre 800 milioni, occorre attivare risorse aggiuntive straordinarie. La dotazione di 160 milioni prevista nel Dl Sostegni bis è, infatti, di gran lunga insufficiente. Cia-Agricoltori Italiani partecipa al tavolo nazionale dell’ortofrutta e riporta al centro del dibattito l’impatto dei cambiamenti climatici sulla sostenibilità economica, ambientale e sociale delle imprese del settore. Affrontare subito questa crisi serve anche a cogliere le opportunità di PNRR e Pac.Per Cia, infatti, che sottolinea nuovamente come l’agricoltura tutta, sin dall’inizio della pandemia, abbia sempre garantito continuità a produzione e approvvigionamento; il settore ortofrutticolo è ancora alle prese con un’escalation di difficoltà che la coinvolgono da tempo e su più fronti. Ha fatto i conti con carenza di manodopera straniera in periodi cruciali per la gestione colturale e costi più elevati di produzione, post raccolta e logistica, per i dispositivi di protezione e sanificazione, distanze nei luoghi di raccolta, lavorazione e trasporto. Settore chiave del Made in Italy -precisa Cia- incide per il 20% sull’agroalimentare con 1,2 milioni di ettari coltivati a frutta e verdura per 300 mila aziende coinvolte e un valore di 15 miliardi di euro, ma continua a essere considerato di serie B, senza agevolazioni previste dal Dl Rilancio ed escluso, per molto tempo, da interventi di decontribuzione previdenziale. Negli ultimi anni, ha pagato un prezzo alto per difficoltà operative e organizzative straordinarie, ma ha beneficiato solo di modestissimi interventi in termini di flessibilità, non godendo neanche di ristori adeguati. La pandemia, si è solo che innestata su una situazione economica critica dovuta a due anni di forti gelate, problemi fitosanitari come quelli causati dalla cimice asiatica e l’inasprirsi della competizione internazionale.Da parte di Cia, dunque, l’appello perché su questi temi venga data ai produttori ortofrutticoli, risposta immediata e commisurata alla drammaticità del momento, guardando anche al perdurare dell’emergenza sanitaria per il Covid. Diversamente le aziende del settore, italiane ed europee, non saranno in condizione di cogliere le sfide del PNRR, essenziale, per esempio, sul fronte della logistica con l’Italia al 19° posto per infrastrutture e costi discutibili dell’autotrasporto su cui viaggia il 90% dell’ortofrutta, pari a 0,43 euro per chilometro in Italia, quasi il doppio rispetto ai competitor tedeschi (0,30 euro) e spagnoli (0,28 euro).Serve una strategia organica e coordinata -ha aggiunto- che metta a sistema le necessità del settore e le affronti con le risorse e le misure programmatorie esistenti, dalla futura Pac con nuovi strumenti di gestione del rischio, all’Ocm ortofrutta fino al PNRR, promuovendo la competitività e sostenendo gli investimenti e il trasferimento dell’innovazione per il miglioramento genetico e le nuove varietà, per più tecnologia e meccanizzazione avanzata, tecniche alternative per prevenzione e gestione fitopatie, utilizzo di energie rinnovabili e sistemi di irrigazioni a risparmio idrico, gestione dei residui virtuosa e circolare, post-raccolta, packaging riutilizzabile/riciclabile e valorizzazione degli scarti. Scongiuriamo -ha concluso Fini- il rischio reale di sradicamento degli impianti e di abbandono della coltivazione che purtroppo stiamo già registrando”.

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Contratti: Fp Cgil, bene incremento risorse per sicurezza e difesa, ma non basta

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

“Avevamo chiesto un incremento delle risorse per il rinnovo del contratto del personale non dirigente del comparto sicurezza e difesa e quindi, dopo un periodo di stallo, accogliamo con favore la notizia che la trattativa riparte con un incremento retributivo a regime che passa dal 3,78% al 4,26%, che per la Polizia Penitenziaria corrisponde ad un incremento medio lordo di circa 129 euro, ma non basta”. Ad annunciarlo è la Fp Cgil al termine della riunione di questa mattina che di fatto sancisce la riapertura delle procedure negoziali per il rinnovo del contratto di lavoro di circa 500.000 donne e uomini in divisa.“Abbiamo la necessità di ridefinire la parte normativa del contratto, ferma da oltre 10 anni, e di rivedere la parte economica, garantendo adeguati aumenti salariali a coloro che anche durante la pandemia hanno garantito la tenuta del sistema di sicurezza del Paese, mettendo a rischio la propria vita – commenta il sindacato –. Per non dimenticare poi che riteniamo prioritario che questo rinnovo contrattuale arrivi a sancire la possibilità di accesso ai fondi di previdenza complementare anche per il personale di questi comparti, come già avviene per il resto dei lavoratori del pubblico impiego con il fondo Perseo Sirio. Su questo passaggio imprescindibile il Governo deve impegnarsi a reperire ulteriori risorse, partendo dalla prossima legge di bilancio, per garantire l’accesso ai lavoratori dal primo gennaio 2022”. Per quanto riguarda la parte normativa, invece, spiega il sindacato, “dobbiamo rivedere il sistema delle relazioni sindacali, partendo dalla misurazione della rappresentanza e ampliando le libertà, il ricorso a commissioni paritetiche di controllo sull’applicazione delle norme e rafforzando la contrattazione decentrata. Dobbiamo inoltre garantire al personale la possibilità di fruire di maggiori periodi di formazione e aggiornamento, delle caserme, delle ferie solidali e di assistere i familiari in difficoltà. Come abbiamo bisogno di ampliare le tutele per le donne vittime di violenza, per le unioni civili, per la genitorialità e per garantire un’effettiva parità di genere sui posti di lavoro e nelle progressioni in carriera. Sulla parte economica – prosegue il sindacato – abbiamo necessità di rivedere almeno il sistema indennitario, il trattamento di missione, il buono pasto e soprattutto la retribuzione delle prestazioni di lavoro straordinario, ad oggi retribuita meno di un’ora ordinaria”.“Il Governo vuole chiudere entro il mese di settembre, non vorremmo che la fretta diventi una cattiva consigliera”, conclude la Fp Cgil.

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Pac: Il taglio delle risorse penalizza l’agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2021

La più grande riforma della Pac degli ultimi trent’anni assegna all’Italia più obiettivi, ma mette a disposizione meno risorse rispetto al passato – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’ammontare di fondi previsto fino al 2027 si aggira infatti intorno ai 34 miliardi di euro. Una cifra che sancisce un taglio di 6,2 miliardi in valore assoluto e del 15% in termini relativi, contro una diminuzione media complessiva per l’intera Unione europea che si attesta al 10%. Spetterà dunque al Governo italiano integrare queste risorse attraverso il cofinanziamento nazionale dei fondi per lo sviluppo rurale, che potrebbe far salire la disponibilità complessiva a 50 miliardi di euro. Il ridimensionamento del budget della Pac non è una novità: è avvenuto in modo graduale e costante negli ultimi decenni, passando dal 50% del bilancio Ue negli anni Novanta all’attuale 30% – prosegue Tiso. Il taglio era dunque atteso, ma non si può non rilevare che per l’Italia pesa circa un terzo in più rispetto alla media europea. A conti fatti, la nostra agricoltura, una delle più importanti del Vecchio continente per volumi di produzione e qualità, ne esce penalizzata.Il problema delle risorse, naturalmente, non è solo quantitativo, ma riguarda anche e soprattutto gli obiettivi che la nuova Pac ha fissato per gli Stati membri. Questi ultimi sono largamente insufficienti a realizzare il Green Deal che, stando così le cose, è destinato a rimanere sulla carta. Dagli ecoschemi alla condizionalità sociale, passando per i finanziamenti alle Pmi agricole, poco è destinato a cambiare rispetto al passato se non saranno apportate correzioni a livello europeo e nazionale.

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Riparto delle risorse agricole del FEASR

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

“La promessa fatta in Aula a Montecitorio dal ministro Patuanelli in risposta al nostro question time è divenuta realtà: con uno stanziamento pari a 92,7 milioni di euro si supera la querelle relativa al riparto del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) per il periodo transitorio 2021-2022. Dall’impasse del mancato accordo tra le Regioni dello scorso autunno, si giunge a una soluzione in grado di accontentare le singole richieste, garantendo a tutti le somme percepite in passato a fronte del nuovo riparto che applica per il 90% i cosiddetti criteri storici e per il 10% quelli nuovi per il 2021 e 70-30% per il 2022. Siamo pienamente soddisfatti per aver raggiunto un obiettivo per cui abbiamo sempre lavorato dietro le quinte e che riesce a sbloccare finalmente i fondi tanto attesi dalle imprese agricole”. Lo dichiara il deputato Dedalo Pignatone, esponente M5S in commissione Agricoltura.“Agli oltre 3 miliardi di euro complessivi del FEASR – prosegue -, si sommano così 40,2 milioni per la Campania, 26,5 milioni per la Sicilia, 19 milioni per l’Umbria, 5,6 milioni per la Basilicata e 1,4 per la Calabria. Si viene incontro alle richieste soprattutto delle Regioni del Sud Italia che, a fronte dei criteri stabiliti nella Conferenza delle Regioni nel 2014 e dell’accordo sul riparto del biennio 2021-2022, senza questa soluzione avrebbero visto perdere il relativo stanziamento”. “Alla soddisfazione di aver raggiunto questo risultato, dopo un lavoro di concerto con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, si aggiunge l’invito agli assessori regionali a spendere in maniera rapida ed efficace queste somme così da evitare qualsiasi disimpegno e garantire concreto sostegno alle imprese agricole, che di certo non si nutrono di polemiche ma di risorse e fatti” conclude.

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Anche le aree dell’Asta Tanaro, nell’astigiano e dell’Agogna-Terdoppio, tra le province di Novara e Vercelli, entrano nell’elenco delle zone a rischio aridità, secondo l’EDO (European Drought Observatory), in un Piemonte caratterizzato, nonostante un incremento complessivo delle piogge, da ampie aree di siccità (indice S.P.I. – Standardized Precipitation Index), da cui si salvano solo i bacini idrografici di Toce, Ticino, Sesia ed Orco; dall’inizio dell’anno permangono, invece, sotto media le portate dei fiumi Stura di Lanzo, Tanaro, Sesia (fonte A.R.P.A.Piemonte). E’ quanto segnala il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche in linea con il monitoraggio dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, che indica anche il delta del più grande corso d’acqua italiano , tra le province di Ferrara e Rovigo, nell’elenco delle zone, che evidenziano potenziali criticità causate soprattutto da un prolungato deficit nelle precipitazioni. Oltre a ciò, un mese di maggio, tra i più freddi del decennio, ha rallentato la fusione del manto nevoso ancora presente sull’arco alpino, impedendo la contestuale crescita delle portate del Grande Fiume, che comunque si mantiene sostanzialmente nella media del periodo, caratterizzata, però, da peculiarità a seconda dell’area presa in esame. In questo quadro resta un sorvegliato speciale, l’Emilia Romagna dove, soprattutto l’area costiera è a forte rischio siccità, contrastato dalla fondamentale funzione del canale C.E.R.; gli altri corsi d’acqua non se la passano bene: Secchia ed Enza sono vicine al minimo storico; Reno, Savio e Trebbia registrano portate in calo e sono sotto media. Sono altresì quasi al massimo autorizzato i bacini piacentini di Molato (99,9%) e Mignano (97,6%).Continuando a parlare di invasi, è buona la situazione dei grandi laghi con quote prossime o superiori alle medie: il Maggiore si attesta al 94,6% di riempimento, il Lario è al 74,7%, l’Iseo al 97,1 % (vicino al massimo storico), il Garda al 95%, Idro al 43,9%.“Sarà interessante verificare, se lo scioglimento delle nevi arriverà in tempi utili a garantire l’equilibrio idrico nel bacino padano a fronte dell’incipiente stagione estiva o se sarà necessario rilasciare più acqua dai bacini naturali del Nord” commenta il Segretario Generale dell’ Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, Meuccio Berselli.I fiumi valdostani sono in forte ripresa, mentre tra quelli piemontesi crescono il Pesio e la Dora Baltea; in Lombardia è in leggerissima ripresa il fiume Adda, che rimane però al minimo dal 2017.In Veneto, le portate dei fiumi sono in forte recupero dopo un Maggio ricco di precipitazioni.In Toscana sono sopra la media le portate dei fiumi Arno, Ombrone e Serchio, mentre resta deficitaria la Sieve.Come previsto dai rapporti dell’EDO, nelle Marche permane una situazione difficile con fiumi (praticamente dimezzate le portate di Potenza, Esino e Tronto) ed invasi (mancano circa 5 milioni di metri cubi rispetto all’anno scorso, ma oltre Mmc. 10 verso 2019 e 2918) lontani dai valori degli anni precedenti; in Umbria si registrano precipitazioni più scarse rispetto agli anni scorsi, ma la diga Maroggia si conserva in linea con la media.Restano pressochè invariate le condizioni dei corpi idrici del Lazio.In Campania, i fiumi Sele e Garigliano risultano in calo, mentre resta sostanzialmente stabile il Sarno; in calo sono il lago di Conza e gli invasi del Cilento.Forti di una buona condizione generale (+ 103,1 milioni di metri cubi sul 2020), gli invasi della Basilicata calano di 9 milioni di metri cubi in una settimana, mentre un alert arriva dalla Calabria, dove l’invaso Sant’Anna (Mmc. 10,15) è al livello minimo dal 2017.Analogamente alla Lucania, i bacini della Puglia calano di circa 8 milioni di metri cubi per la piena attività irrigua, ma è il Salento a fare notizia, perché entra e nel report di Maggio dell’EDO come una tra le zone in maggiore sofferenza idrica. Ne è esempio, l’incompiuta diga di Pappadai, in provincia di Taranto, che una volta ultimata andrebbe a servire quella parte dell’Alto Salento, che ora irriga soltanto grazie a pozzi e autobotti: i volumi invasati (Maggio 2021: 4,42 milioni di metri cubi; Maggio 2020: Mmc. 5,04) testimoniano una condizione peggiore dell’anno scorso, quando una forte siccità condizionò pesantemente l’economia agricola della Puglia.

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Città responsabili 70% emissioni antropiche, il 65% da consumo risorse naturali

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è l’occasione perfetta per sbloccare progetti fermi ed accelerare il percorso di transizione verso un modello di economia circolare, verso le Smart City avanzate e verso una maggiore sostenibilità ambientale. A metterlo in evidenza è Sensoworks, la startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale supportata da piattaforme multilivello, secondo la quale il PNRR potrà dare un contributo significativo anche nel recupero delle nostre infrastrutture: ben 850.000 chilometri di strade, 2.200 gallerie, 21.100 ponti e 6.320 cavalcavia per cui ancora oggi non esistono dati certi. Non essendo peraltro mai stato funzionante il catasto delle strade non si può neanche conoscere con certezza il numero di ponti, viadotti e gallerie che hanno raggiunto livelli preoccupanti di degrado.Eppure è proprio in Italia che sta avanzando il progetto «Sensoworks Smart City» con le sue piattaforme software ed i dispositivi connessi —includendo lampioni intelligenti, automobili, wearables e smartphone— che interagiscono con le attività quotidiane della città, dallo «smart parking» alla raccolta dei rifiuti (smart waste management), dal supermercato intelligente allo «smart hospital».In tale ambito si stanno facendo passi da giganti: la scorsa settimana Sensoworks ha già presentato il suo primo «white paper» (www.sensoworks.com/white-paper-02). Il progetto è ambizioso, ma per la trasformazione economica e sociale in chiave sostenibile rimane fondamentale la messa in sicurezza delle infrastrutture, che devono corrispondere ai bisogni delle imprese e dei cittadini, e l’assoluta trasparenza dei processi.La startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale ha ragionato a 360 gradi, riuscendo a concepire piattaforme che chiudono il divario tra l’«IA» e lo «IoT», progettando non solo il software ma anche manufatti, spesso rivoluzionari.Nella sfida sulle città intelligenti l’Italia può ancora vincere la competizione e spiazzare la Cina che al momento detiene il primato mondiale con oltre la metà dei 1.200 progetti al mondo già finanziati. Ma certo resta da risolvere la questione delle infrastrutture.Le installazioni del nostro Paese di cui sappiamo qualcosa ammontano a non più di 65.000: delle altre infrastrutture, invece, non sappiamo quasi nulla. «Qui le nuove tecnologie potrebbero dare un contributo risolutivo, consentono interventi su larga scala ed in continuo, con acquisizione automatica dei dati e gestione da remoto, permettendo di monitorare grandezze fisiche, 24 ore su 24, 7 giorni su 7» aggiunge De Carlo.

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Master in Risorse Umane e Customer Experience Management per tutti i settori del business

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

SAA – School of Management di Torino, 21 maggio – 17 dicembre. Saper gestire l’employee e la customer experience è oggi fondamentale per ogni tipo di azienda di prodotti o servizi che intenda posizionarsi strategicamente sul mercato. Le organizzazioni che vogliono mantenere e consolidare la propria competitività devono infatti puntare su soluzioni pensate per migliorare le interazioni tra brand e cliente, gestire e coinvolgere attivamente le Risorse Umane in modo da anticipare e superare le aspettative del target e costruire una relazione solida e duratura nel tempo. Ciò è possibile grazie all’acquisizione di competenze quali la psicologia del consumatore, il marketing strategico, la leadership, l’economia comportamentale e un mindset orientato alla crescita.Il Master in Risorse Umane e Customer Experience Management si rivolge ai laureati (laurea di primo livello, laurea vecchio ordinamento, laurea magistrale, lauree straniere equipollenti) di ogni facoltà o dipartimento, a manager, direttori e direttrici generali, direttori e direttrici commerciali e dipendenti con consolidata esperienza di lavoro che vogliono apprendere lo studio e la progettazione di nuove soluzioni pensate per migliorare le interazioni tra brand e cliente, gestendo e coinvolgendo attivamente le Risorse Umane. Alla teoria, svolta da docenti universitari e da affermati manager del settore, sono affiancate numerose esercitazioni pratiche progettate replicando le strategie dei più grandi brand internazionali.L’obiettivo del Master è formare una figura professionale oggi sempre più centrale nelle scelte strategiche di qualsiasi azienda. Un manager capace di comprendere i nuovi scenari della relazione tra brand e consumatore, che sappia applicare le dinamiche dell’approccio human centric, gestire al meglio la relazione tra la soddisfazione del personale e quella del cliente, che conosca i principi del welfare aziendale e del benessere organizzativo e che sia in grado di utilizzare al meglio gli strumenti strategici della customer experience.Il Master in Risorse Umane e Customer Experience Management vede la presenza di prestigiosi partner nazionali e internazionali che, essendo già focalizzati sui vari aspetti delle Risorse Umane e della Customer Experience Management, offrono ai partecipanti una visione a 360 gradi dell’industria sia a livello teorico che pratico. Le lezioni si svolgono in modalità mista online e in presenza, anche con visite on-site presso i partner, sono full time due volte al mese il venerdì dalle ore 9.00 alle 18.00 e sono strutturate in modo che possa accedervi anche chi già svolge un incarico professionale. La parte teorica e quella pratica sono equilibrate e le nozioni acquisite vengono applicate attraverso esercitazioni e laboratori. Al termine di ogni sessione mensile ai partecipanti verranno richiesti dei feedback; è inoltre prevista l’attivazione di tirocini facoltativi presso le aziende partner e al completamento con successo del corso verrà rilasciato un certificato validato Saa – School of Management e Dipartimento di Management. Il master si svolgerà presso la Saa – School of Management di Torino in via Ventimiglia 115.

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Recovery: Sulla giustizia risorse irrisorie

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

Il Recovery investe risorse insufficienti, per non dire irrisorie, nel settore della giustizia, e non c’è riforma che tenga senza investire sulla riorganizzazione e sugli organici, soprattutto dei magistrati”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, vicepresidente della commissione Giustizia.”L’inefficienza della giustizia – osserva Balboni – costa all’Italia il 2,5 per cento del Pil e 130mila posti di lavoro. Serve mettere mano a tutto, dalla magistratura onoraria alla riforma del Csm come a quella del processo civile e penale, quest’ultimo che spesso rappresenta la vera pena per innocenti e colpevoli indifferentemente e che nello scorso anno è costato allo Stato la somma di 46 milioni di risarcimenti per errori e ingiusta detenzione. Sull’ergastolo ostativo occorre avere il coraggio di riformare la Costituzione per impedire che vengano rimessi in libertà pericolosi mafiosi e persino che ha sciolto i bambini nell’acido”.”Serve anche la riforma della responsabilità civile dei magistrati, un privilegio medioevale indegno di una democrazia moderna, come serve porre fine alle porte girevoli fra politica e magistratura: chi si candida non può tornare a fare il giudice. Se Draghi sarà in grado di garantire queste riforme ci troverà al suo fianco – conclude Balboni”.

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“Non soddisfacente il 34% delle risorse al Mezzogiorno”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

“Ci sono ancora momenti di approfondimenti importanti che il ministro sta portando avanti, credo che gli sforzi a favore del Mezzogiorno debbano sempre essere incrementati perché il divario che dobbiamo recuperare è tanto e dobbiamo continuare a fare ogni sforzo necessario perché ci siano sempre più risorse. Io sono tra quelli che non hanno mai ritenuto soddisfacente il richiamo al 34% della spesa, noi dobbiamo andare molto oltre e spero che il lavoro che si continua a fare possa ulteriormente migliorare la situazione”. Queste le dichiarazioni del viceministro delle Infrastrutture, Teresa Bellanova, nel corso del suo intervento al convegno “Digitalizzare i trasporti per far viaggiare il Paese”, organizzato da Fast-Confsal e Confsal-Edili, in merito alle risorse destinate al Sud nell’ambito del Piano di ripresa e resilienza.

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