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Scuola: Ritorno in classe a settembre? Il Governo incontra tutti ma il vero nodo rimangono le risorse

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

Invocato da Regioni, Comuni e Province per rispondere alle indicazioni del Comitato scientifico sul rispetto del distanziamento sociale nelle classi pollaio italiane, si è svolto l’incontro in video-conferenza con il presidente del Consiglio sulla ripresa delle attività scolastiche a settembre. Anief ha indicato al premier dove reperire i fondi utili: si tratta di almeno 12 miliardi dei 172 miliardi che dovrebbero arrivare dal Recovery Fund perché la salute di tutta la comunità educante deve essere considerata alla pari dell’emergenza sanitaria. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “in questo modo si recupererebbero i dieci miliardi tagliati negli ultimi anni di tempo scuola, plessi cancellati, sedi di dirigenza e di personale. E si sbloccherebbe l’assunzione di 150 mila docenti, da raggiungere con le nuove graduatorie di istituto ad agosto per ottemperare alla sentenza Rossato della Corte di Giustizia europea sui risarcimenti relativi all’abuso dei contratti a termine, oltre che per stabilizzare altri 40 mila lavoratori precari tra personale Ata, educativo e Dsga facenti funzione: una misura peraltro necessaria per gestire anche igienizzazione, senza più colpevolizzare insegnanti, presidi e amministrativi sullo stato di insicurezza dei nostri edifici”.Il Governo continua ad operare per far tornare in classe in sicurezza a settembre oltre otto milioni di alunni e un milione e 300 mila lavoratori della scuola: durante l’incontro del 4 giugno tra il presidente del Consiglio ed alcuni ministri, tra cui quello dell’Istruzione, con gli enti locali, le parti sociali e le associazioni, Anief era rappresentata dal suo presidente nazionale: “Il lavoro fatto per realizzare il protocollo sulla sicurezza e l’intesa sugli esami di Stato è stato condiviso – ha detto il professor Marcello Pacifico -: abbiamo ricevuto i documenti, quindi va spesa una lancia a favore della ministra Lucia Azzolina e del Governo, perché ha reso partecipe il sindacato dei processi decisionali. Il fatto che oggi siamo tutti qui riuniti significa che il Governo c’è e vuole interloquire con tutte le forze sociali, con la società civile, con le associazioni”.
Il sindacalista autonomo ha detto di avere “studiato il documento tecnico-scientifico: abbiamo letto, nella parte centrale, che c’è un confronto tra quello che sta avvenendo in Italia e in Europa. Ma la parola chiave è ‘distanziamento’: noi abbiamo un numero ridotto di classi in Italia, dopo un dimensionamento che negli ultimi 12 anni ha falcidiato 4 mila istituti, tagliato 300 mila posti nel settore scuola, università e ricerca e dismesso 15 mila edifici scolastici: edifici che appartengono allo Stato, ma non sono più utilizzati. Quindi, se volessimo sdoppiare le classi, il posto dove mettere gli alunni che non entrano nelle scuole lo Stato ce l’ha”.
“Il problema è che lo Stato sembra volere ridurre le lezioni a 40 minuti e fare orari scaglionati: una eventualità, questa, però molto difficile, perché dovrebbe prevedere una elasticità oraria anche nel mondo del lavoro, sia pubblico che privato, in questo momento impensabile. Al momento, comunque, è bene ragionare sulla grandezza delle classi: se vogliamo mantenere il distanziamento sociale, se noi abbiamo un’aula media di 35 metri quadri, più di 15-16 alunni allora non ci possono entrare. In questo modo, limitando il numero degli allievi, non ci sarebbe bisogno di applicare i turni.
Su questo punto, il presidente Anief ha fornito un suggerimento: “Siccome sono in arrivo 172 miliardi per Recovery Fund, bisognerebbe riuscire a recuperare 10-12 miliardi di quei soldi per la Scuola, legandoli anche alla Sanità e alla Sicurezza. In questo modo, quindi uscendo dagli altri vincoli di bilancio, si andrebbe a ridare alla scuola, considerandole spese di funzionamento, quello che ha perso negli ultimi dodici anni. È un concetto che porteremo avanti anche con le sigle europee che Anief si accinge ad incontrare in Commissione UE nelle prossime ore”.Pacifico ha ricordato anche che la spesa per la sicurezza nelle scuole è un investimento: “Per cancellare le classi ‘pollaio’, portando gli iscritti a non oltre 20 per classe, servirebbero 4 miliardi di euro. Poi, giustamente, ne servirebbero altri per il personale: è bene ricordare, a questo proposito, che il 50% dei lavoratori della scuola sono ‘fragili’, perché over 55 anni: c’è quindi un evidente problema di tutela della salute del personale della scuola”.Gli edifici per evitare rischi epidemiologici, però, li abbiamo: “Riprendiamo e adattiamo quelli dismessi, abbiamo tre mesi di tempo per farlo – ha esortato il leader dell’Anief -. Bisogna quindi intervenire sulla Legge tagli-scuola n. 133 del 2008 che ha imposto il dimensionamento.

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

Portate dei fiumi in forte calo nel bacino padano mentre, seppur in diminuzione, restano sopra le medie stagionali (ad eccezione del lago di Como) le quantità idriche, trattenute nei grandi laghi del Nord (Maggiore, Garda ed Iseo): è questa la tendenza più significativa, segnalata dal monitoraggio settimanale dell’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche.A preoccupare maggiormente è il flusso del fiume Po che, in poco più di una settimana, ha perso quasi 900 metri cubi al secondo toccando, a Pontelagoscuro nel ferrarese, quota mc/sec 1.147, più che dimezzata rispetto all’anno scorso (mc/sec 2.522) ed abbondantemente sotto la media storica del periodo (mc/sec 1.999). In assenza di precipitazioni e considerato l’andamento climatico stanno confermandosi le fosche previsioni su un crescente stato di criticità idrica da monitorare con attenzione.
Non va meglio al fiume Adige, i cui livelli, a Boara Pisani, sono inferiori anche alla stagione 2017 caratterizzata da forte siccità, toccando il minimo dal 2014.Analoga situazione si registra in Piemonte (le portate di Dora Baltea, Tanaro e Stura di Lanzo sono in calo ed inferiori ad un anno fa) così come in Emilia Romagna, dove il fiume Secchia (portata: mc/sec 2,96) è vicino al minimo storico (mc/sec 2,01, ma l’anno scorso: mc/sec 77,15!), ma sotto media sono anche i flussi del Taro e del Trebbia. Migliore la situazione di Panaro, Nure, Enza, Savio così come dei fiumi lombardi (Adda, Mincio, Brembo, Ticino, Chiese): tutti in media.“E’ la conferma del carattere torrentizio, assunto anche dai corsi fluviali, fortemente condizionato dall’ andamento delle piogge, le cui precipitazioni dovrebbero essere maggiormente trattenute sul territorio grazie ad una rete di invasi, che deve diventare un asset strategico per il rilancio del Paese” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).“Stanti le attuali condizioni climatiche è presumibile che, nonostante la buona dotazione idrica finora presente nei laghi, ci si avvii ad una stagione complicata nella gestione dell’acqua – anticipa Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Un ulteriore punto sarà fatto l’11 Giugno prossimo, in occasione della convocazione dell’Osservatorio Permanente sulle Crisi Idriche, già annunciata dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po.” Per quanto riguarda il resto d’Italia, al Centro risulta idricamente deficitaria solo la situazione delle Marche, mentre nel Sud siccitoso permane grave, in particolare, la condizione di Puglia e Basilicata che, nella recente settimana, hanno visto ridursi di ulteriori 3 e 6 milioni di metri cubi le già carenti riserve idriche (mancano rispettivamente circa 96 milioni e 73 milioni di metri cubi d’acqua rispetto all’anno scorso).

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Ospedale Fiera: “La solita logica della pubblicità, serviva strategia ponderata per l’utilizzo delle risorse”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Milano. L’unità di crisi di Regione Lombardia tramite il professor Antonio Pesenti dichiara che a breve si chiuderà l’ospedale in Fiera. Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “Una struttura costata 21 milioni di euro che ha visto transitare solo 25 pazienti nei padiglioni della fiera, costruita contro ogni logica clinica lontana da altri reparti specialistici, senza personale e senza una progettualità a lungo termine. Abbiamo provato in tutti modi a consigliare al Presidente e all’assessore Gallera di procedere con il recupero di strutture abbandonate, che alla fine dell’emergenza sarebbero potute entrare a regime del Servizio Sanitario Regionale, ma ha prevalso la logica pubblicitaria, che puntualmente ha fallito. L’idea di Sanità modulabile per le emergenze, sul modello israeliano, non è basata su strutture distaccate dagli ospedali ma su Ospedali capaci di ‘sfruttare’ tutti gli spazi in caso di emergenze, sarebbe una follia pensare di lasciare una struttura vuota e non funzionale fino alla prossima, indesiderata, emergenza.In questo momento che le terapie intensive si stanno svuotando si potrebbe utilizzare l’ospedale in Fiera per ‘sanificare’ gli altri ospedali ed aiutarli a riprendere le attività ambulatoriali senza avere reparti Covid sparsi in tutte le strutture, dopo questa enorme spesa almeno troveremmo il modo di utilizzare in qualche modo questa struttura. Non avremmo certo voluto vedere l’ospedale pieno, ma avremmo voluto assistere a una strategia ponderata per l’utilizzo delle risorse”.

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Il Governo ha reso disponibili le risorse del 5X1000 Irpef

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Sono le somme destinate agli enti ammessi nell’elenco di Onlus e volontariato relative al 2018, per un ammontare complessivo di 334 milioni di euro, vale a dire il 67% delle risorse attribuite. “Ci tengo a ringraziare molto il Presidente del Consiglio, la Ministra del lavoro e delle politiche sociali, e il sottosegretario al Ministero del lavoro Sen. Stanislao Di Piazza, che AIL aveva incontrato in videoconferenza lo scorso 10 aprile proprio per portare all’attenzione del Governo alcune importanti istanze per il sostegno di questo settore indispensabile per la tenuta del Paese, insieme ad altre importanti associazioni (AIRC, AISM, ACTIONAID, EMERGENCY, TELETHON, FIAGOP, UNIAMO e FNOPI); – ha dichiarato il professor Sergio Amadori, presidente nazionale di AIL Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma – richieste che in parte sono state accolte, come il parziale sblocco del 5X1000: un primo passo avanti che è però una linfa vitale per noi. Auspichiamo che venga messa a disposizione la totalità dei fondi raccolti con il 5X1000 affinché tutte le associazioni del Terzo settore possano portare avanti le loro mission e continuare con le preziose attività a favore della comunità, in tutta Italia”.Con i decreti “Cura Italia” e “Liquidità” erano già state date le prime risposte, in termini di estensione dell’accesso agli ammortizzatori sociali anche per gli Enti del Terzo Settore (ETS), di disposizioni organizzative, e di sospensione degli adempimenti tributari; ma ieri il Governo si è impegnato ad affiancare a questi altri interventi: misure volte ad assicurare non solo la tenuta degli ETS nel periodo emergenziale, ma anche a garantirne il rilancio nella fase 2, l’estensione dei contributi per la sicurezza dei luoghi di lavoro e il potenziamento dei presidi sanitari e del credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro, oltre a garantire la copertura assicurativa ai volontari che operano in ambito sanitario.

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Osservatorio Anbi sullo stato delle risorse idriche

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Le piogge dei giorni scorsi, accompagnate dal progressivo scioglimento delle nevi in quota, non sono cadute in maniera omogenea sull’Italia, ma hanno accentuato le differenze idrologiche fra regioni in una stagione complicata: a rilevarlo è l’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche.Il dato più evidente è l’accentuarsi di una situazione critica per i principali fiumi dell’Emilia Romagna: Savio, Taro e Trebbia sono abbondantemente sotto la media storica ed i livelli dello scorso anno; il Secchia è addirittura vicino al minimo storico (attuale portata: circa 3 metri cubi al secondo; media: mc/sec 19,5; l’anno scorso: mc/sec 36,35!).“Ciò dimostra il crescente andamento torrentizio, che caratterizza i nostri fiumi; basti pensare al rischio idrogeologico rappresentato in altri momenti dal Secchia, oggi in grande sofferenza idrica. Ciò conferma la necessità di un Piano Nazionale Invasi, fatto anche di bacini di laminazione per rallentare le piene, trattenendo quelle acque per utilizzarle nei momenti di bisogno come l’attuale – sottolinea il modenese Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio della Acque Irrigue (ANBI) – Investire nella sistemazione del territorio è un asset strategico per la ripartenza economica dell’Italia.”Non va meglio per i flussi dal fiume Po che, dopo le confortanti portate superiori allo scorso anno, raggiunte in Piemonte (al pari degli altri fiumi della regione: Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo), perde potenza man mano che si avvicina alla foce, segnando un deficit di oltre 720 metri cubi al secondo, rispetto a 12 mesi fa, al rilevamento ferrarese di Pontelagoscuro.Per quanto riguarda i grandi laghi del Nord, il lago di Como (riempimento: 43,5%) è pressoché rientrato in media ed a beneficiarne è soprattutto il fiume Adda, tornato alle portate stagionali; permane sotto media il lago Maggiore (riempimento: 61,6%), mentre si abbassa, ma non preoccupa, il livello del lago di Garda (riempimento: 82,9%); abbondantemente sopra media si posiziona, infine, il lago d’Iseo (riempimento: 85%).In Centro Italia continua a migliorare la situazione del lago di Bracciano, nel Lazio, mentre si mantengono su livelli superiori all’anno scorso gli invasi della Sardegna (ad oltre l’88% della capacità complessiva); anche i bacini marchigiani si mantengono sui livelli dello scorso anno, comunque i più bassi del recente quinquennio.In Puglia, pur essendo leggermente migliorata la situazione negli invasi, si accentua il deficit rispetto allo scorso (–122 milioni di metri cubi), obbligando ad un’irrigazione razionata e senza sicurezza di continuità.Migliora decisamente, invece, lo stato delle risorse idriche in Basilicata, le cui disponibilità, pur rimanendo deficitarie rispetto al 2019, sono aumentate di quasi 9 milioni di metri cubi in una sola settimana.

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Ministro Giustizia sblocchi risorse per avvocati d’ufficio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

“Gli avvocati da tempo non ricevono i compensi che hanno maturato e per altro già deliberati dai magistrati per l’espletamento delle difese di ufficio. Ciò è la conseguenza del mancato trasferimento dei fondi alle autorità giudiziarie da parte del Ministero della Giustizia. Per questo ho presentato un’interrogazione per sapere dal ministro Bonafede quando intende sbloccare questa grave situazione, che merita la massima urgenza”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, capogruppo in Commissione Bilancio.”I fondi per liquidare le parcelle degli avvocati di ufficio infatti, continua il senatore Calandrini, stando a quanto si apprende dalla corrispondenza tra Consiglio nazionale forense e Corte di Appello di Roma, sarebbero esauriti. Questa grave criticità si somma allo stallo dell’intero settore giudiziario dovuto alle disposizioni di contenimento del contagio da Covid-19, che impediscono agli avvocati di esercitare la loro attività professionale. Come se non bastasse, gli avvocati non hanno ancora visto ricevuto l’esiguo bonus da 600 euro da parte della cassa forense. Per supportare questa categoria così ingiustamente penalizzata ho proposto anche al ministro competente di inserire già nel prossimo ‘decreto aprile’ apposite forme di compensazione orizzontale per i crediti già determinati dall’autorità giudiziaria per compensi da difese d’ufficio non ancora corrisposti, con qualsiasi forma di tassazione diretta o indiretta statale, quali IMU, Irpef, Iva”.”Resta tuttavia necessario che le risorse necessarie per il pagamento dei compensi arrivino quanto prima. Mi attendo una risposta che possa dare sostegno agli avvocati, che oggi sono nelle condizioni di non poter lavorare e di non avere altre forme di sostegno economico, neppure quelle già maturate” conclude il senatore Calandrini.

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La vita non si gioca alla roulette

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

Le tecnologie oggi vigenti, e in corso d’evoluzione, dovrebbero insegnarci almeno una cosa. Dovremmo guardare con più attenzione i vari aspetti organizzativi che interagiscono con il nostro modo di vivere. Essi ci consentirebbero di utilizzare al meglio le nostre risorse. Se lo facessimo con costanza e continuità, e da subito, noi ci accorgeremmo d’avere la possibilità di spendere di meno pur ottenendo risultati migliori. È questo il vero nodo della questione. D’altra parte non possiamo pretendere che il tutto si svolga come una semplice operazione matematica: due più due fanno quattro. È un modo di vivere e gestire la nostra vita che richiede una preparazione accurata. In primo luogo, dobbiamo assegnare al nostro procedere, sul sentiero della vita, da singoli e collettivamente, valori che noi oggi abbiamo alterato o disatteso. Questi valori si acquistano con il sapere e il conoscere, con l’istruzione di base, con il buon esempio. I giovani, in primo luogo, dalla loro scolarità alla maturità devono imparare a riconoscere i valori reali della vita da quelli fasulli, da quelli che durano a quelli che possono riempirci solo una stagione o forse due di un anno. Questa è la vera svolta che non s’identifica, necessariamente, con l’esserci sentiti figli del XIX o del XX o ancor più del XXI secolo. È tempo che usciamo dai nostri ristretti confini ideologici e temporali e incominciamo a ragionare, come farebbe l’homo novus, oppure quell’archetipo d’essere che non si sofferma a lungo sull’esistente, ma immagina il suo impegno proiettato nel futuro. Ma che futuro noi possiamo garantire al cospetto di città inquinate, da falde idriche avvelenate, da piogge acide e da quell’omino che si muove freneticamente nei saloni di Wall Street a caccia del biglietto verde che gli passa sulla testa e attraversa le sue gracili, ma nervose mani, protese ad afferrarlo e che più delle volte non riesce a carpirlo, ma non demorde?
La nostra droga non è solo quella che abbiamo universalmente ravvisato. Il nemico che insidia l’intera umanità ha molte facce e tante spirali. Essa ha parecchi nomi e sono tutti il frutto delle nostre debolezze: consumismo, arrivismo, egoismo, razzismo e tanti, troppi, -ismi. Vi ricaviamo il tormento che ci perseguita, la sofferenza di una tensione che non s’attenua, la voglia di emergere e di schiacciare i nostri simili. Non è certo questa l’immagine che scaturisce dell’essere umano. E’ una faccia che non ha futuro per sé e per gli altri. È la negazione del ruolo e delle sue prospettive, del suo definirsi cittadino del mondo. In tale ambito la Fede e la medicina non riusciranno a lenire le nostre pene spirituali e materiali. Se non giungerà il tempo della consapevolezza, e il riconoscimento che dietro il paravento delle nostre illusioni vi è una certezza che invano cercheremo fuori di noi, non ci sarà, più semplicemente, un futuro. (Riccardo Alfonso)

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Risorse umane e attività produttive

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

L’Italia non sta procedendo alla cieca con la riapertura delle attivita’ produttive, volendo tutelare al massimo le proprie risorse umane. Ora il rischio economico e’ legato alla riapertura di altri Paesi che, invece di concertare fasi e requisiti di sicurezza, procedono per conto proprio anche per cercare di occupare posizioni commerciali competitive. Il nostro Paese, a differenza di altri, ha scelto cosi’ di mettere al primo posto la tutela della salute dei cittadini, pensando ad una graduale ripresa di alcune filiere produttive in base ad una valutazione precisa del rischio. Ma il sacrificio economico ne e’ valso la pena? Ha davvero aiutato a salvare vite umane fino ad oggi? L’agenzia Dire lo ha chiesto a Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della Sanita’. ‘Assolutamente si’, ne e’ valsa la pensa, e questo va ad onore del Paese – risponde Guerra – L’Italia ha messo in salvaguardia il proprio capitale umano e su questa base sono state decise le misure intraprese finora, cosi’ come verranno decise le riaperture per la fase 2. È incomprensibile come invece gli altri Paesi, al di la’ della mancata consultazione che e’ sotto gli occhi di tutti, siano andati in ordine sparso nonostante una pandemia che ha un impatto globale, con differenze temporali determinate dal cammino del virus, che pero’ impattano nella stessa maniera dovunque. Gli altri Stati membri dell’Unione europea hanno recepito solo parzialmente la lezione dell’Italia e hanno perseguito nella stessa impostazione, mettendo in sicurezza le persone con ritardo. La competizione che si avverte tra i vari Stati, nel tentativo di riaprire e privilegiare alcune strutture economiche e produttive, a fronte di una rischiosita’ ancora molto elevata per la propria popolazione, va evitata. Mettere in pericolo le persone per guadagnare posizioni commerciali in un momento come questo non mi pare proprio che sia da prendere come modello’. Per l’Italia, dopo il lockdown, si prospetta comunque una riapertura. In che modo potra’ farlo? ‘Non e’ una domanda facile- risponde Guerra alla Dire- Si dovra’ intanto rafforzare tutto il sistema sanitario territoriale, che dovra’ avere una capacita’ di risposta integrata e di contact tracing (tracciamento dei contatti, ndr) molto piu’ aggressiva rispetto al passato, e una capacita’ diffusa di diagnostica domiciliare tempestiva, in modo tale da bloccare immediatamente possibili riaccensioni di focolai epidemici a livello comunitario e familiare’. Ma il grande tema e’ soprattutto quello della valutazione del rischio e della riorganizzazione negli ambiti di lavoro. ‘Su questo- fa sapere il direttore generale aggiunto dell’Oms- sia il comitato tecnico-scientifico sia la nuova Commissione istituita dal premier Conte stanno gia’ lavorando dalla scorsa settimana, per poter definire dove e come riaprire alcune attivita’ produttive mettendo in sicurezza prioritariamente i lavoratori’. Quanto ai test rapidi, secondo lei sono una condizione fondamentale per la ripartenza? ‘I test rapidi devono essere fatti come elemento preliminare di ritorno al lavoro- risponde ancora alla Dire il direttore generale aggiunto dell’Oms- perche’ ci permettono di capire se un lavoratore, per esempio, e’ stato gia’ esposto al virus oppure ha maturato una situazione immunitaria tale da metterlo in relativa sicurezza. Ma ripeto: dobbiamo proteggere prima di tutto le persone piu’ suscettibili, per cui anche una periodicita’ nella valutazione
diagnostica con i tamponi secondo me e’ ampiamente raccomandabile. Chi si contagia deve essere identificato immediatamente, deve essere messo in isolamento e devono essergli garantiti tutti i presidi di supporto clinico che abbiamo a disposizione’. Ieri e’ stato firmato ‘Convivere con Covid-19’, la proposta scientifica in 5 punti firmata da numerosi esperti (tra cui Roberto Burioni, Pier Luigi Lopalco e Marcello Tavio, solo per citarne alcuni) per riaprire l’Italia. L’ha letta? ‘Si’ l’ho letta- risponde ancora Guerra alla Dire- e mi permetto di dissentire su una delle proposte fatte, cioe’ la creazione di un’ulteriore sovrastruttura decisionale per un sistema articolato e ad architettura gia’ complessa come il nostro. Se qualcosa ha funzionato male o ha funzionato poco, dal mio punto di vista, conviene lavorare su quello. Sarebbe auspicabile correggere gli errori e non creare altre strutture, perche’ gia’ abbiamo a disposizione ‘bocche da fuoco’ estremamente qualificate, penso al Consiglio superiore di Sanita’, all’Istituto superiore di Sanita’, all’Agenas, all’Aifa e ovviamente al ministero della Salute, che sta facendo enormi sforzi di coordinamento, cosi’ come ci sono amministrazioni regionali ampiamente qualificate. Senza parlare della rete degli IRCCS e delle strutture a carattere scientifico che portano avanti tutta la ricerca insieme alle Universita’. Abbiamo tantissime strutture di grande valore che assicurano una governance. Inevitabilmente il nostro servizio sanitario, sotto uno stress di questo tipo, ha mostrato dei limiti. Ma questi limiti sono stati identificati e diagnosticati. Allora credo sia meglio tenerci stretto quello che abbiamo- conclude infine Guerra- perche’ finora ha assicurato una gestione della pandemia molto piu’ accurata di tanti altri Paesi’. (fonte agenzia Dire in abstract)

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Pandemia: Gli stanziamenti del governo non sono sufficienti

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Le risorse aggiuntive stanziate dal Governo sul Fondo centrale di garanzia per le PMI, pari a 1.729 milioni di euro, non sono sufficienti a coprire nemmeno la metà delle potenziali richieste di finanziamenti garantiti al 100% dallo Stato fino al 25% del fatturato e comunque fino a un massimo di 25.000 euro. E’ quanto emerge da una elaborazione del Consiglio nazionale dei commercialisti. Le partite IVA individuali e le imprese con ricavi o compensi sino a 100.000 euro sono circa 4,2 milioni. Considerando una media di 20.000 euro, cui corrisponde una entità media di finanziamento spettante di 5.000 euro, l’erogazione di finanziamenti pari al 25% del fatturato per tutti i potenziali aventi diritto comporterebbe la concessione di garanzie da parte del Fondo centrale di garanzia per le PMI per 21 miliardi.Le partite IVA individuali e le PMI con ricavi o compensi superiori a 100.000 euro sono circa 1,5 milioni. L’erogazione di finanziamenti pari a 25.000 euro per tutti i potenziali aventi diritto comporterebbe la concessione di garanzie da parte del Fondo centrale di garanzia per le PMI per 37,5 miliardi. A fronte di un totale di 58,5 miliardi, il Decreto Cura Italia e il Decreto Liquidità hanno assegnato risorse aggiuntive al Fondo centrale di garanzia per le PMI in misura pari a 1.729 milioni di euro.Anche ipotizzando una leva finanziaria di 14 (tale per cui per ogni euro stanziato il Fondo rilascia 14 euro di garanzie), tali risorse sono sufficienti a erogare garanzie per non più di 24,2 miliardi di euro.“Allo stato attuale – commenta il Presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani – gli stanziamenti aggiuntivi disposti dal Governo con i due decreti emergenziali sin qui approvati sono sufficienti a garantire appena il 41,36% delle richieste potenziali di finanziamenti fino a 25.000 euro con garanzia al 100% dello Stato e, ove così assorbite, non sarebbero in grado di garantire nessun finanziamento di entità superiore. È evidente che la coperta è troppo corta. Servono quanto prima i 7 miliardi di cui giustamente parlava il Ministro dello sviluppo economico Patuanelli per rendere la dotazione del fondo adeguata alle ambizioni dichiarate dal Governo e alle conseguenti aspettative delle imprese e dei lavori autonomi”.

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Il Fintech può liberare 2 miliardi di euro in tempi rapidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

A cura di Ignazio Rocco, Founder e Ceo di Credimi. La pandemia lascerà dietro di sé macerie sulle quali ogni cosa dovrà essere ricostruita da zero in un paradigma economico nuovo e pressoché sconosciuto. In crisi come questa, le cose che più uccidono sono l’esitazione, l’inattività, e il terrore di prendere decisioni, o di fare errori. È stato vero in ambito sanitario, dove abbiamo esitato a prendere decisioni forti e rischia di essere vero in ambito economico, dove continuiamo ad esitare nel catastrofismo. Credo invece che passare all’azione sia possibile e urgente, che l’Italia imprenditoriale ed economica abbia le risorse per farlo, che – tra le altre forze – il Fintech possa dare una enorme mano. Intervenire è una precisa responsabilità di chiunque di noi abbia un minimo di mezzi, di potere decisionale o anche solo di influenza.
Il lockdown sarà solo l’inizio della crisi. Dobbiamo anche immaginare che dopo l’emergenza – e un calo del PIL italiano del 6,5% secondo Prometeia, dell’11,6% secondo Goldman Sachs – assisteremo a trimestri o anni di riadattamento e, probabilmente, alla fine, in quella terra di mezzo lasceremo per sempre una parte della nostra normalità.Come reagire? Sicuramente non con una pioggia indiscriminata di risorse finanziarie a costo zero, di durata infinita, senza nessun responsabile né del rischio, né del buon utilizzo. Beninteso, una qualche componente di helicopter money è indispensabile, e va inclusa negli interventi di emergenza, come ha giustamente sottolineato Mario Draghi (“non dovrebbe esserci valutazione di credito, e la velocità deve prevalere sui rischi di azzardo morale”). Ed è ottima cosa che il governo abbia a più riprese esteso la garanzia dello Stato sulle nuove erogazioni di credito, fino al 90% degli importi erogati, e addirittura fino al 100% per i finanziamenti compresi entro 25.000 euro (o forse entro gli 800.000 euro, cosa ancora non chiara). Ottimo anche che la durata di questi finanziamenti sia stata estesa fino a 6 anni. Ma l’idea che l’intera riconversione del sistema economico italiano debba basarsi su garanzie incondizionate e illimitate dello Stato, e su finanziamenti privi di costo e di rischio, è controproducente e riduttiva rispetto al potenziale del nostro Paese perché scelte imprenditoriali basate su risorse illimitate, a costo zero e senza rischi, sarebbero sicuramente inefficienti, quando non dannose.
Dove sono le risorse per ripartire? Le famiglie, le filiere e alcuni enti territoriali sono le unità più efficienti e incisive della nostra economia, quelle che tireranno il Paese fuori dalle secche anche in questa circostanza. Queste cellule, ancora una volta, invece di abbandonarsi all’esitazione e alla paralisi, stanno già riorganizzandosi, adattandosi e investendo per il futuro.Allo scoppio della crisi, l’attività di Credimi ha subito uno shock violento. Le domande, a partire dall’inizio di marzo, sono aumentate di 5-6 volte arrivando a un picco di 1.300 per settimana con richieste nel mese per 320 milioni di euro. Un picco di domanda che non ha generato alcun problema operativo perché lavoriamo con processi quasi interamente automatizzati, con tutte le applicazioni in cloud, e tutte le postazioni di lavoro attivabili da qualsiasi luogo connesso in rete. Questa situazione non ha generato neanche problemi di qualità creditizia: i rischi, nella media, sono naturalmente aumentati molto, ma la crisi ha indirizzato a Credimi molte aziende di grande qualità, che i provvedimenti di chiusura hanno posto in debito più o meno grave di liquidità, ma che – se ben supportate – hanno la possibilità concreta di riprendersi egregiamente una volta che l’emergenza sanitaria recederà.Tuttavia, questo picco ha esaurito rapidamente le nostre scorte di raccolta. E, nel proporre il collocamento di nuove cartolarizzazioni dei nostri finanziamenti, abbiamo dovuto rapidamente trovare una soluzione per proteggere in modo robusto i nostri investitori dall’aumento dei rischi – in assenza della quale sarebbe stato difficile collocare nuovi portafogli. Insieme ai partner di Banca Generali abbiamo deciso di reagire e disegnato, in pochi giorni, una emissione di titoli innovativa, chiamata “Italianonsiferma”, nella quale il rischio è stato mitigato combinando tre elementi: la copertura del Fondo Centrale di Garanzia, che il governo ha opportunamente elevato all’80%, una junior tranche (per una quota del 10%) sottoscritta da un anchor investor, che assorbe il rischio rimanente in cambio di rendimenti a doppia cifra e una senior tranche destinata a investitori privati (dal profilo professionale), che ha rendimenti molto più modesti, ma comunque a premio significativo rispetto a titoli sovrani di pari durata, e con una fortissima protezione dal rischio di default delle aziende finanziate.Così lo stesso Gruppo Generali ha creduto immediatamente in questa soluzione, sottoscrivendo i primi 10 milioni di junior tranche e permettendoci di lanciare subito una prima emissione di 100 milioni di euro, che è già in collocamento presso i clienti di Banca Generali, la cui raccolta è partita proprio in questi giorni e prevediamo sia ultimata entro fine aprile per essere immediatamente erogata a migliaia di piccole aziende in crisi di liquidità. Finanziamenti veri, erogabili subito, con durata di 5 anni e 15 mesi di preammortamento; l’inizio del rimborso avverrà a settembre 2021, così che i finanziamenti potranno essere utilizzati per far fronte al lockdown e prepararsi alla ripresa. Una operazione in cui sia Credimi, che Banca Generali e Securitisation Service hanno ridotto del 30-50% le proprie fee per migliorare il più possibile le condizioni offerte.Il successo che questa emissione sta avendo presso i consulenti e gli investitori non fa che confermare la grande capacità di reazione che l’Italia dimostra, quando mobilita le sue forze più vitali. In questo caso, le forze che si uniscono sono tutte importanti: famiglie con patrimoni significativi mobilitano il proprio risparmio, una rete di professionisti della consulenza aiuta le famiglie a diversificare e gestire attentamente i propri rischi, un investitore corporate importante assorbe il primo rischio, un’azienda Fintech italiana fa affluire queste risorse ad alcune decine di migliaia di piccole imprese. Le imprese finanziate possono superare il lockdown e investire per cambiare e riorganizzarsi. Il ruolo dello Stato? Un ruolo anch’esso decisivo, che va riconosciuto e apprezzato. Dal canto nostro, i 100 milioni di euro iniziali di questa emissione saranno replicati. Insieme al nostro partner Banca Generali prevediamo altre emissioni, anche tematiche. Magari da un pool di aziende capofila di filiere importanti, proprio per dare un supporto vitale ognuna al proprio settore di appartenenza. O da una Fondazione per sostenere aziende del proprio territorio. Vorremmo arrivare a un volume complessivo di raccolta di almeno 500 milioni di euro nelle prossime settimane. Che equivale a sostenere circa 100.000 piccole aziende, e complessivamente 1 milione di posti di lavoro. Con risorse interamente private.Il valore del Fintech in questo momento? Fare risparmiare tempo prezioso che si traduce nel proteggere migliaia di posti di lavoro. È, invece, il tempo di buttar via catastrofismo, declinismo, e lamentazioni. È il tempo di passare all’azione. Piuttosto che fare affidamento su salvifici aiuti universali, proviamo a mobilitare il meglio di questo Paese. Se davvero mobilitiamo i nostri patrimoni, i nostri migliori professionisti, e le nostre migliori aziende, faremo cose che sorprenderanno noi stessi.

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Italiani chiedono risorse contro la crisi, no Commissioni su fake news

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

“Le famiglie, i lavoratori e le imprese stanno ancora aspettando le risorse per contrastare la gravissima crisi economica prodotta dal Coronavirus, e l’Esecutivo cosa fa? Istituisce una commissione per combattere le fake news sul Covid-19. E’ la conferma di un governo che già prima dell’epidemia era inadeguato, e che adesso sta diventando pericoloso. Come nel socialismo reale Conte e i suoi ministri vorrebbero imporre la loro ‘verità’, indicando cosa è fake news e cosa non lo è. E tutto questo mentre gli italiani sono chiusi in casa, piegati dall’ansia e molti allo stremo sul piano economico. Gli italiani chiedono misure per l’economia, chiedono di sapere dove sono i soldi che il governo aveva promesso ai Comuni per i buoni spesa. E questo perché sanno benissimo chi dice la verità e chi il falso, e non hanno di certo bisogno di questo grottesco governo, che nessuno ha votato, che glielo imponga”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“La mancanza di certezza sull’avvio dell’irrigazione, a causa della crisi idrica, in una parte del Tavoliere delle Puglie è preoccupante non solo per l’economia agricola locale, ma perché colpisce uno dei giacimenti dell’agroalimentare italiano in un momento, in cui l’emergenza Covid-19 dimostra l’importanza della produzione nazionale di cibo.” E’ questo il commento di Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), di fronte all’attuale decisione del Consorzio per la bonifica della Capitanata di rinviare l’avvio dell’irrigazione nel comprensorio del Fortore, perché dipendente dalle disponibilità idriche dei bacini di Occhito e Capaccio fortemente deficitari, nonostante qualche recente pioggia, che ha ristorato le campagne senza incidere significativamente, però, sulle riserve d’acqua, che segnano nella regione un deficit di quasi 124 milioni di metri cubi rispetto allo scorso anno; lo stesso ente consortile aprirà invece, dal 15 Aprile, l’irrigazione nel comprensorio dell’Ofanto, seppur in misura ridotta e “fino all’esaurimento delle risorse disponibili”.I dati dell’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche segnalano che resta grave anche la situazione in Calabria; ne è significativo esempio, il bacino Sant’Anna (capacità: 16 milioni di metri cubi): a fine Marzo, ci sono solo 7,59 milioni di metri cubi; erano 10,19 l’anno scorso; 12,21 nel 2017; addirittura 15,70 cioè più del doppio, nel 2010.Le piogge dei giorni scorsi hanno alleggerito il deficit idrico in Basilicata, le cui riserve d’acqua trattenute negli invasi, a fine Maggio, sono salite ad oltre 313 milioni di metri cubi (erano circa mmc. 260 a fine Febbraio), rimanendo, comunque, il livello più basso del recente decennio: ad esempio, nel Marzo 2019 si registravano mmc. 428,25; nel 2017, mmc. 413,53; addirittura più del doppio nel 2010, mmc. 705,10.In Sicilia, mancano attualmente all’appello circa 110 milioni di metri cubi d’acqua; nel solo mese di marzo le riserve idriche nei bacini dell’isola sono calate di quasi 7 milioni di metri cubi.“Questi dati, registrati a Marzo, preannunciano una stagione irrigua particolarmente difficile, soprattutto al Sud, nonostante la maggiore presenza di invasi rispetto alle regioni settentrionali – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – È la prova, comunque, della necessità di continuare ad investire, anche al Sud, nella infrastrutturazione idraulica del territorio per aumentare la resilienza a prolungati periodi in assenza di piogge, ma anche la sicurezza idrogeologica.”La situazione appare meno grave nel Nord Italia, stanti le riserve di neve ed i buoni livelli dei bacini alpini, seppur i laghi di Como e d’Iseo permangano sotto le medie stagionali.Le portate del fiume Po permangono sotto la media, ma superiori a quelle dello scorso anno.In Piemonte sono in ripresa, seppur inferiori allo scorso anno, le portate dei fiumi Tanaro e Stura di Lanzo; inverso è l’andamento della Dora Baltea: portate in leggero calo, ma maggiori del 2019. Considerato l’anticipo nei processi colturali, dovuto a temperature invernali superiori alla media, ma anche il rischio di improvvise gelate notturne, impianti irrigui sono già stati localmente avviati, soprattutto in Emilia Romagna, dove le portate dei fiumi Savio e Secchia sono in ripresa, seppur sotto media stagionale ed i bacini piacentini hanno livelli confortanti. Qualche preoccupazione arriva dal Veneto in vista dell’apertura ufficiale della stagione irrigua, prevista il 15 Aprile: i principali fiumi della regione (Adige, Piave, Brenta) hanno livelli vicini al minimo deflusso vitale; da qui l’invito a consultare, prima di bagnare i campi, sistemi per il miglior consiglio irriguo come Irriframe.“Nonostante l’emergenza coronavirus – conclude il Presidente di ANBI – i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono impegnati a garantire, nel rispetto delle disposizioni sanitarie, le migliori condizioni per la gestione dell’irrigazione in Italia, dove la produzione di cibo è strettamente legata alla disponibilità d’acqua per le colture e l’ambiente.”

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Assistenza alimentare. Istanza per ottimizzare le risorse, ridurre l’inquinamento e individuare i truffatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Lettera aperta ai rappresentanti delle istituzioni da parte di Luigi Ciolli PEC ANCC Coordinamentocamperisti. “Si chiede a ciascuno per la propria competenza, l’attivazione una procedura informatizzata per evitare che tali preziose risorse siano disperse o saccheggiate dai truffatori, lasciando in una drammatica condizione milioni di cittadini indigenti.Una procedura che deleghi la gestione ai 7.914 sindaci obbligandoli a fornire un quotidiano flusso di dati a chi indicherete e che provvederà giornalmente a elaborarli consentendovi di verificare e programmare con successo il proseguimento dell’assistenza alimentare.Contestualmente, si chiede alle SS.LL. in indirizzo di far distribuire gli alimenti prossimi alla scadenza prima che siano smaltiti nei rifiuti, recuperando così tonnellate di alimenti. Per constatare tale dispersione alimentare è sufficiente ispezionare a sorpresa un supermercato oppure chiedere a chi si occupa dei rifiuti al suo interno. Basta pensare che sono anni che i supermercati non tengono fuori i cassonetti perché, finché erano presenti, venivano letteralmente “saccheggiati” dai cittadini indigenti. Visto che sui prodotti è indicata la data entro cui consumare “preferibilmente” e non necessariamente entro una certa data, non si tratta di “lasciare ai poveri la roba scaduta” e nemmeno si tratta di un’azione svilente per le persone in difficoltà, ma si tratta di attivare un’iniziativa volta a superare un momento di crisi economica e sociale. Tanto più che anche noi in frigorifero abbiamo spesso prodotti scaduti da qualche giorno e li mangiamo tranquillamente.Per quanto sopra, riteniamo vostro compito emanare un provvedimento diretto ai supermercati e ai sindaci, precisando che gli euro erogati dal settore pubblico, qualunque esso sia, per l’assistenza alimentare devono essere utilizzati UNICAMENTE nei supermercati che aderiscono alla distribuzione degli alimenti prossimi alla scadenza e attivando la seguente procedura:
il comune invia tramite mail a ogni supermercato resosi disponibile un certo numero di famiglie rientranti negli aventi diritto e, in detto elenco, saranno presenti i dati completi di ogni componente il nucleo famigliare convivente (cognome, nome, indirizzo, codice fiscale, eventuale telefono, eventuale mail);
il supermercato prepara le scatole da consegnare con il servizio GUIDA&RITIRA inviando tramite mail al comune e alla Guardia di Finanza lo scontrino comprensivo dei dati del beneficiario, come sopra descritti, e/o ritira per suo conto;
il comune, quale compensazione per il supermercato, acquista, facendoli inserire nei pacchi, prodotti utili a formare un pasto completo e non deperibili quali: sale, zucchero, pasta, riso, olio, pomodori pelati eccetera.
Una procedura facile grazie all’informatizzazione e, inoltre, lo scontrino emesso consentirà:
al supermercato il registrare lo smaltimento merce senza corrispettivo;
al destinatario dei viveri per verificare di ricevere tutti i prodotti descritti;
al comune per registrate il rifornimento e programmare ulteriori consegne;
alla Guardia di Finanza per incrociare i dati ed individuare i truffatori.
Inoltre, questo sistema permetterà anche un notevole risparmio, per il Comune e i cittadini, nello smaltimento e trasporto dei rifiuti con conseguente minor traffico e inquinamento sulle strade. Il risparmio conseguito potrà così essere dedicato alla sicurezza sanitaria, carente delle dotazioni essenziali alla loro salvaguardia (qui uno degli ultimi reportage sulla scarsità dei DPI nella Sanità http://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Il-paziente-zero-25806a1c-093b-4124-a7ff-1a2844ff493a.html).
Come Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti, portatrice di un interesse collettivo, proseguiamo ogni giorno a fornire analisi e soluzioni tattiche e strategiche, inserendolo su http://www.coordinamentocamperisti.it. Un quotidiano lavoro da espletare, grazie a coloro che inviano notizie e i loro studi.È un diritto/dovere di ogni cittadino per partecipare in modo attivo alla vita e sicurezza della nazione, ricordando sempre:che ogni azione, piccola o grande, è determinante per non farsi rubare la speranza di cambiare, migliorando la qualità della vita; di essere sobri, pazienti, non disperarsi dinanzi a un disinteresse diffuso e non esaltarsi a ogni sciocchezza o piccolo traguardo. Sempre il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà” (by Pier Luigi Ciolli – Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti)

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Investimenti e risorse in Italia: U.E. matrigna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Roma – «Non è possibile iniziare un percorso di ricostruzione post-coronavirus, che ci farà rientrare in 20 anni dagli investimenti, con l’ombra di un commissariamento. Il Mes non ci garantisce di procedere senza i problemi contabili delle vecchie regole del Patto stabilità. «Il commissario Ue Valdis Dombrovskis ha tenuto a precisare che appena possibile torneremmo al Patto così com’è. È inaccettabile. Mario Draghi ha detto che in tempi di guerra non si pensa al debito. Sacrosanto. Ma allora dobbiamo avere la rassicurazione che non stiamo sospendendo le regole per soli due-tre anni e poi ci ritroveremo la Troika in casa». Lo dice il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un’intervista a La Stampa.Rispondendo ad una domanda sull’aumento dei miliardi a garanzia delle leve finanziarie di Cdp, prosegue «la politica deve scegliere come utilizzare bene le leve per sostenere le aziende italiane con strumenti che hanno moltiplicatori importanti, usati in tutto il mondo. Dobbiamo avere tutti in testa che le imprese hanno bisogno di liquidità. Ora». E sulle aziende strategiche «è necessario dotarsi di una struttura per la golden power a tutela dei nostri asset. Non è escluso che vengano presi a modello strutture già esistenti in altri Paesi europei».

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Sbloccare pagamenti PA per dare risorse a imprese e professionisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

“In questo momento di estrema difficoltà, non soltanto sanitaria ma anche economica dovuta alle restrizioni per il contenimento del contagio, occorre mettere in campo ogni azione possibile per sostenere il sistema produttivo, che ha bisogno soprattutto di liquidità. Per questo riteniamo opportuno uno sblocco immediato di tutti i pagamenti dell’Amministrazione Pubblica verso aziende e professionisti. Sono risorse già disponibili e messe a bilancio e non c’è bisogno di fare nuovi debiti. Penso alle tante aziende che devono ancora ricevere il saldo delle loro fatture e che spesso sopportano pagamenti lunghi. Ma anche ai vari professionisti o agli avvocati penalisti che in molti casi devono ricevere ancora i compensi per il patrocinio gratuito fatto da tre/quattro anni. Così come devono essere sbloccati anche i pagamenti da parte degli enti pagatori nei confronti del comparto agricolo. Queste non sono risorse che devono essere trovate, sono già disponibili nei bilanci dello Stato e degli Enti locali, semplicemente vanno sbloccate rendendo più veloce il pagamento per dare liquidità alle aziende e ai professionisti. Fratelli d’Italia sta dando piena collaborazione presentando proposte concrete sul piano economico, ma occorre sbloccare subito quello che già è disponibile mettendo a disposizione di imprese e professionisti importanti risorse per far ripartire l’economia”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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Le risorse sanitarie in Italia nella lotta al Covid-19

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

“L’Italia è stato il primo Paese in Europa a pagare il prezzo per errori commessi involontariamente – dichiara al Sunday Times il Dottor Natalini, Direttore del Dipartimento di Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore di Fondazione Poliambulanza -. Si è scottata e ora ha imparato la lezione. Chiunque aspetti di bruciarsi un’altra volta è un pazzo”.Nell’articolo del quotidiano britannico si sottolinea come Fondazione Poliambulanza si sia rivelata in questo difficilissimo periodo una delle migliori risorse sanitarie in Italia e ricorda come tutto il personale stia lavorando dalle 10 alle 12 ore al giorno, 7 giorni su 7.
“Un riconoscimento internazionale – commenta il direttore Generale Alessandro Triboldi – ampiamente meritato per la straordinaria dedizione di tutto personale di ogni ordine e grado. Il nostro ospedale è in prima linea sin dal primo giorno dell’emergenza, l’assetto della struttura è in continua evoluzione e aumenta ulteriormente la disponibilità dei posti letto per pazienti COVID-19 o con sintomatologia sospetta, arrivati a un totale di 331. 51 i posti in Terapia Intensiva, 248 nei Reparti riconvertiti (di cui 167 con dotazione di ossigeno) e 32 nell’Osservazione Breve Intensiva del Pronto Soccorso. I posti letto in Terapia Intensiva sono fondamentali per salvare le vite umane, per questo i nostri sforzi continuano: abbiamo avviato la progettazione di ulteriori 15 nuove postazioni recuperando un reparto recentemente dismesso”.

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Nuova tranche di risorse per il piano piccoli cantieri dei Comuni italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

E’ stato avviato lo scorso anno e rifinanziato con la Legge di bilancio per il 2020, che avranno a disposizione 500.000.000 di euro all’anno, fino al 2024, per realizzare interventi di messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici, patrimonio comunale e abbattimento delle barriere architettoniche, appaltabili con procedure veloci. La misura, fortemente voluta dall’Associazione Nazionale Costruttori, si è rivelata un valido strumento per accelerare gli investimenti: nel corso dello scorso anno, la spesa dei Comuni per interventi utili ai cittadini è aumentata del 16%. Quest’anno, per i 36 Comuni della Provincia di Arezzo è disponibile un contributo statale, pari a 2.560.000 euro, da destinare ad interventi, non già integralmente finanziati e aggiuntivi rispetto alla programmazione triennale.
“Il Piano spagnolo, così chiamato perché ricalca il modello spagnolo per le piccole opere, lo scorso anno si è dimostrato un valido strumento per spendere le risorse stanziate, è una misura che ha ottenuto risultati positivi e su cui il Governo ha evidentemente deciso di scommettere – dice l’Arch. Igor Michele Magini, Presidente di ANCE Arezzo – come ANCE Arezzo rinnoviamo la nostra pronta disponibilità a fornire ai Comuni tutto il supporto necessario per usufruire delle risorse assegnate e dare risposte immediate alle esigenze del territorio e del settore. Chiediamo ai Comuni che si attivino rapidamente per spendere le risorse destinate al nostro territorio: il termine entro il quale dovranno essere avviati i lavori è infatti fissato al 15 settembre 2020, in caso contrario i contributi non impegnati, verranno revocati e riassegnati – spiega Magini, che conclude – ci auguriamo che in futuro il Piano spagnolo venga ulteriormente incrementato e potenziato così da poter intervenire in maniera più incisiva nella messa in sicurezza dei nostri territori e favorire la ripresa del settore.”

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La bomba demografica

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

By Agostino Spataro. “… Ogni mattina, in questo nostro Pianeta si svegliano 7, 4 miliardi (mld) di persone che devono essere nutrite, vestite, istruite, curate, trasportate, occupate, ecc. Un drammatico risveglio per molti che devono districarsi in un contesto di forte disparità: fra la gran massa degli esseri umani che stenta ad accedere ai consumi primari e una striminzita minoranza che, va oltre il bisogno, e consuma beni non necessari e/o di lusso che, per altro, assorbono ingenti quantità di risorse che la Terra stenta a fornire. Com’è noto, gran parte di tali consumi si registrano nei paesi occidentali, a più alto reddito e a bassa natalità. Un privilegio che facilmente diventa fonte di “attrazione” per imponenti correnti migratorie provenienti dal resto del mondo, dove circa la metà dei suoi abitanti vive sotto la soglia di povertà e deve accontentarsi di un reddito complessivo di 426 mld di $, equivalente alla ricchezza detenuta dagli 8 uomini più ricchi del mondo. (fonte: Oxfam, 2018)Insomma, un mondo di miseria e d’ingiustizie sociali in cui sta “crescendo” una “bomba demografica” di cui poco si parla e pochissimo si fa per contenerla, per governarla. per disinnescarla.E dire che già agli inizi degli anni ’50, l’eclettico filosofo e Lord inglese Bertrand Russel mise in allarme i governi e l’opinione pubblica sulle conseguenze che tale crescita avrebbe potuto determinare.
“Il pericolo di una mancanza di cibo a livello mondiale può essere evitato per un certo periodo con il miglioramento della tecniche agricole. Tuttavia, se la popolazione continua ad aumentare al ritmo attuale, tali miglioramenti non possono, a lungo andare, essere sufficienti.Si creeranno così due gruppi, uno povero con una popolazione crescente, l’altro ricco con una popolazione stazionaria. Una simile situazione non può che condurci verso una guerra mondiale. Attualmente, la popolazione del mondo sta crescendo di circa 58.000 unità al giorno.Fino ad oggi le guerre non hanno prodotto un effetto considerevole su questo aumento, che è continuato per tutto il periodo delle guerre mondiali …… Da questo punto di vista le guerre fino ad ora sono state una delusione … ma, forse, la guerra batteriologica può dimostrarsi efficace. Se una Peste Nera potesse diffondersi in tutto il mondo una volta in ogni generazione, allora i sopravvissuti potrebbero procreare liberamente senza rendere il mondo troppo affollato. La cosa potrebbe essere spiacevole, e allora?” (B. Russell- “Impact of Science on Society”, 1951).Non c’è che dire: un cinismo da lord inglese! In linea con un certo filone del “pensiero anglosassone” ancora infarcito di arroganza e supponenza e supportato da idee e sodalizi che si rifanno alla visione imperiale della Gran Bretagna.Sul finire della sua lunga vita, Russel cercò di far dimenticare questa stagione proponendosi come profeta di pace e addirittura di giudice delle nefandezze belliche creando il famoso “Tribunale Russel”, in coppia con il filosofo comunista J.P. Sartre. Meglio tardi che mai!Nel periodo a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, tali preoccupazioni furono riproposte, ma con un approccio assai diverso, da un illustre manager italiano, Aurelio Peccei, fondatore del “Club di Roma” un sodalizio di grande prestigio internazionale che intraprese, con successo, una serie di “studi sul futuro”. (http://www.treccani.it/enciclopedia/aurelio-peccei)
Peccei, partigiano combattente e perseguitato, era “uomo della Fiat” e membro di vari club internazionali (fra cui la “Trilaterale dei Rockefeller), tuttavia le sue idee fecero presa anche nell’ambito della sinistra e del nascente ambientalismo italiano ed europeo.
Il suo libro “I limiti dello sviluppo” divenne per molti di noi un’opera di riferimento. Ciò anche a dimostrazione che di fronte a idee buone e giuste cadono i pregiudizi e gli steccati ideologici.Alla base c’erano dati statistici, proiezioni attendibili, ipotesi di programmi innovativi, nel rispetto della dignità umana e della vita del Pianeta. C’era, soprattutto, un ragionamento logico, ispirato da un umanitarismo razionale, che metteva sull’avviso i “decisori” e le opinioni pubbliche sui pericoli che l’umanità stava correndo a causa del superamento dei limiti naturali dello sviluppo.Peccei vendette decine di milioni di copie di quel libro, ma dopo la sua precoce morte sarà dimenticato da tutti: dai potenti della Terra e dai tanti suoi seguaci ambientalisti. Semplicemente rimosso!Probabilmente, i suoi studi, i suoi libri furono considerati ostativi di un certo di tipo di sviluppo, che dilagò dopo ’89 e di cui si stanno scontando le conseguenze.Succede, specie alla gente onesta intellettualmente, ai veri filantropi. Figure sempre più rare nel panorama internazionale.Nemmeno certa “sinistra” si ricorda di questo autentico filantropo italiano, avendo preferito “adottare” quale novello “benefattore dell’umanità” George Soros, un finanziere d’assalto, il quale, dopo avere inflitto colpi durissimi alle finanze e alle economie di tanti Paesi (Italia compresa), vorrebbe salvarli con la sua “carità pelosa”, con finanziamenti ad ambigui personaggi, organismi e movimenti che si ritrovano in molte situazioni di crisi e/o che sono essi stessi fattori di crisi… (font: in “Occidente/Oriente- La Frattura” http://www.lafeltrinelli.it/…/frattura-occid)

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Incidenti: Fp Cgil, accordo Anci-Viminale dimentica bisogno risorse e assunzioni Polizia Locale

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

“Si incrementano compiti e funzioni in capo alla Polizia Locale ma ci si dimentica il bisogno di risorse e di investire di più sul personale interessato da parte del governo, sia a tutela dei cittadini sia a tutela di chi quotidianamente svolge servizi pubblici”. Così la Fp Cgil commenta l’accordo quadro siglato tra il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro, sul coinvolgimento delle polizie locali nei servizi di polizia stradale e sulla viabilità urbana.Ancora una volta, osserva il sindacato, “dobbiamo prendere atto che sindaci e governo sembrano sottovalutare le molteplici funzioni e attività in capo alla Polizia Locale, che già si occupa da sempre di attività di polizia e sicurezza stradale anche in virtù di protocolli locali tra le varie forze di polizia. Così come il Ministero dell’Interno sembra dimenticare che esistono anche le Polizie Metropolitane e Provinciali che si trovano ad assolvere tali attività”.In base al protocollo raggiunto, aggiunge la Fp Cgil, “servono risorse, così come serve superare le carenze di personale e potenziare le assunzioni in questo settore e attuare misure concrete e necessarie per incrementare lo scambio informativo e l’interconnessione tra le sale operative delle forze di polizia, prestando ascolto all’istanza che viene da tempo dal sindacato e dagli operatori. Così come inascoltate sono state fino ad ora le nostre richieste di liberare le risorse dell’art. 208 del Codice della Strada dal tetto al salario accessorio imposto dall’art. 23 del dlgs 75/2017 che potrebbero effettivamente consentire di ampliare e rafforzare le tante attività da garantire sul territorio”.Infine, prosegue il sindacato, “vorremmo fosse prestata la dovuta attenzione alla necessità ormai ineludibile che venga adottata la legge di riforma dell’ordinamento della Polizia Locale e il riconoscimento delle tutele assistenziali, infortunistiche e previdenziali che competono ai lavoratori che svolgono funzioni e attività gravose e rischiose e che oggi continuano ad essere gli unici senza tutele a fronte del continuo incremento di compiti attività”, conclude la Fp Cgil.

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Scuola – Anief: “Senza ulteriori risorse, rinnovo del contratto in salita”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 gennaio 2020

Approvata la legge di Bilancio, ma con investimenti modesti e poche novità per il comparto della Conoscenza. Inevitabile da parte di Anief, giovane sindacato rappresentativo, il rammarico. Lo esprime, assieme a proposte concrete, il presidente nazionale, Marcello Pacifico, nel corso di un intervento radiofonico al gr di Italia Stampa: “Si parla poco di scuola e di università” Anief non si rassegna a un’Istruzione bistrattata dalla politica e che riceve poche risorse. “Se non se ne troveranno altre – fa notare il leader di Anief, Marcello Pacifico – assisteremo a un rinnovo del contratto in salita. Soltanto 1.090 posti di sostegno sono stati trasformati in organico di diritto, molti dei quali sono frutto di sentenze e stati ottenuti da Anief con la campagna #nonunoradimeno. Speriamo che qualcosa cambi con lo spacchettamento del Miur e che il muovo ministro dell’Istruzione e quello dell’Università siano coadiuvati dal Mef e dal governo tutto per investimenti degli di un Paese che vuole crescere”.

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