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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

Posts Tagged ‘risorse’

Immigrati e risorse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

immigrati“Ottomilacinquecento clandestini arrivati in un solo fine settimana. Inaccettabile, impossibile da sostenere per l’Italia, per le comunità locali, per i nostri bilanci, per la nostra coesione sociale”. Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti in Sala stampa a Montecitorio. “E questo – avverte – è nulla. Aumenteranno, ogni fine settimana. Tempo permettendo, avremo un’invasione di diecimila clandestini, disperati, disgraziati, che vengono prelevati direttamente, con la connivenza di molte Ong, dalle coste e dai mari della Libia e portati in Italia. Questo non è accettabile, distrugge l’economia e la società italiane. Noi – prosegue Brunetta – di tutto questo chiederemo conto al governo Gentiloni. Da troppo tempo, infatti, dall’inizio del governo Renzi ma non solo, l’Italia svolge questa funzione passiva di ricettacolo delle transazioni criminali che si svolgono a largo della Libia. Occorre dire basta. Basta a questi comportamenti criminali, basta a questa Europa che gira la testa dall’altra parte, basta alla distruzione della nostra società, dei nostri territori”. “Poniamo – l’esponente azzurro – molta attenzione alla Commissione d’indagine che è in corso al Senato e che sta dimostrando tutti gli interessi in campo, le connivenze con le Ong e i rapporti poco chiari e poco limpidi che ci sono sotto o accanto a questi traffici. Per questo noi diciamo basta e lo diremo tutti i giorni, portando la questione a tutti i livelli. Quello parlamentare ovviamente, nei consigli comunali in tutta Italia, in Europa e – conclude Brunetta – in tutte le altre istanze a livello internazionale, consiglio di sicurezza dell’Onu compreso.
“Non possiamo più permetterci i 4,6 miliardi di euro che sono previsti nel Def per i costi per l’accoglienza. Non possiamo più permetterci di portare dentro il nostro Paese delle bombe ad orologeria quali sono le centinaia di migliaia di disperati che in Italia non hanno la possibilità né di lavorare, né di avere un’accoglienza decente”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti in Sala stampa a Montecitorio. (n.r. qui non si tratta di rifiutare o meno l’accoglienza è che stiamo sottovalutando la gravità della situazione con centinaia di migliaia di immigrati che non hanno bisogno solo di essere ricevuti ma di lavorare. Finiremo con il diventare razzisti per colpa dello Stato e a dispetto della nostra naturale tendenza all’ospitalità e alla solidarietà.)

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Roma: variazione al Bilancio di previsione 2017-2019

Posted by fidest press agency su martedì, 18 aprile 2017

campidoglioMaggiori risorse destinate al salario accessorio dei dipendenti capitolini, alla ristrutturazione e manutenzione di scuole e asili nido, alla riqualificazione già annunciata dei mercati rionali, alle politiche sociali (per servizi a disabili e minorenni e per i centri antiviolenza sulle donne), alla messa in sicurezza della collina di Monteverde. Sono i capitoli principali della variazione al Bilancio di previsione 2017-2019 approvata venerdì dalla Giunta Capitolina con cui si stanziano, tra parte corrente e in conto capitale, oltre 78 milioni di euro in più per il solo anno in corso.
Sul fronte delle maggiori entrate, ammontano a oltre 55 milioni quelle correnti e l’avanzo di amministrazione a destinazione vincolata. A queste si aggiungono più di 17,5 milioni sostanzialmente derivanti da una maggiore quantificazione del Fondo di Solidarietà Comunale, comunicata dal Ministero dell’Interno. E infine vanno sommati circa 5,5 milioni di entrate in conto capitale.
La manovra prevede oltre 66 milioni di maggiori spese, per la parte corrente, e 12 milioni di euro di nuovi investimenti per il 2017.Le voci principali per le quali viene aumentata la spesa corrente riguardano:
Personale: fondo per il trattamento accessorio (18,4 milioni);
Politiche sociali: servizi a favore di persone con grave disabilità (4,5 milioni), accoglienza minorenni non accompagnati (4 milioni), Punti Unici di Accesso (3,7 milioni), gestione asili nido in convenzione (1,2 milioni), accoglienza persone con bisogni speciali (700 mila euro) centri antiviolenza sulle donne (279 mila euro), servizio di cura domiciliare nel Municipio I (225 mila euro);
Beni culturali: “Forma Romae”, sistema informativo sul patrimonio storico, archeologico e architettonico di Roma (1,3 milioni);
Ambiente: manutenzione del verde nel Municipio X (900 mila euro).
Per quanto riguarda la manovra in conto capitale si prevedono, tra gli altri, i seguenti maggiori investimenti:
Lavori pubblici: parcheggi su area comunale per la stazione di Acilia-Dragona con realizzazione di un sovrappasso pedonale (2,5 milioni), stabilizzazione dei versanti della collina di Monteverde (2,4 milioni);
Attività produttive: manutenzione straordinaria, riqualificazione e realizzazione di mercati rionali (4 milioni)
Scuola: messa a norma del Cfp “Simonetta Tosi” nel Municipio I (500 mila euro), manutenzione straordinaria della scuola elementare “Nino Manfredi” nel Municipio IV (466 mila euro), rifacimento dell’asilo nido “Bolle di sapone” nel Municipio IV (300 mila euro), ristrutturazione della scuola materna “Ruspoli” nel Municipio I per la realizzazione di un asilo nido (250 mila euro), creazione aule di scuola media nell’istituto “Magarotto” nel Muncipio XII (200 mila euro)
Sociale: completamento centro anziani “San Felice Circeo” nel Municipio XV (200 mila euro).“Con questa variazione di bilancio abbiamo cercato di rispondere alle esigenze manifestate dalle strutture centrali e territoriali – spiega l’assessore al Bilancio e Patrimonio, Andrea Mazzillo – privilegiando quelle che hanno dimostrato di saper utilizzare al meglio le risorse a disposizione traducendole in prestazioni per i cittadini, manutenzioni urbane e degli edifici pubblici. Inoltre, viene confermata l’attenzione nei confronti di tutti i Municipi della capitale, che questa amministrazione considera presidi fondamentali per garantire la corretta e puntuale erogazione dei servizi ai quali i romani hanno diritto”.

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Periferie, Presidente Commissione: “Sicurezza è priorità, servono leggi e risorse adeguate per garantirla”‎

Posted by fidest press agency su martedì, 7 marzo 2017

legalità e sicurezza“Il problema più urgente che i cittadini ci hanno segnalato oggi durante il nostro primo giorno di visita a Milano è quello della sicurezza urbana. La percezione degli abitanti di molti quartieri a rischio è che le città sono meno sicure, questo anche a causa della depenalizzazione di alcuni reati che lascia i sindaci scoperti e senza strumenti adeguati. Qui bisogna capire se l’occupazione abusiva, il commercio abusivo sono comportamenti sociali, come sostiene qualcuno, o reati. A mio parere rientrano nei reati e vanno perseguiti perché il rispetto delle regole è elemento fondamentale per la convivenza civile”. E’ quanto ha detto Andrea Causin, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle Periferie, al termine del primo giorno di visita della commissione a Milano.
“Molti degli amministratori dei comuni visitati oggi – ha sottolineato – ci hanno segnalato le difficoltà che affrontano ogni giorno, mancanza di leggi adeguate e di risorse finanziarie adeguate. Ci faremo carico delle questioni da loro segnalate e lavoreremo in questo senso con la commissione. Le periferie di Milano che abbiamo visitato oggi mostrano, rispetto a quelle delle altre città, di essere state oggetto di attenzione e di interesse da parte delle amministrazioni che si sono succedute anche in termini di investimenti. E’ chiaro che c’è ancora molto da fare. A Milano si parla di inversione demografica, abbiamo interi quartieri e comuni, come Pioltello, la cui popolazione di origine straniera supera quella italiana. Per risolvere i problemi di sicurezza e di vera integrazione servono investimenti strutturali e progetti di lungo e respiro programmati in maniera sistematica”.

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Sismabonus: Le risorse sono scarse

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

Graziano Delrio«La presentazione da parte del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, delle linee guida sugli incentivi fiscali per gli adeguamenti antisismici degli edifici rappresenta una tappa molto importante: è la prima volta che in Italia si prova a puntare con decisione sulla prevenzione, tra l’altro senza che la fase emergenziale sia ancora terminata. Certo, non si può non sottolineare come il miliardo all’anno di stanziamenti previsti nella Legge di Stabilità rappresenti un fondo troppo esiguo per pensare di mettere in sicurezza un Paese tanto fragile dal punto di vista urbanistico in un arco temporale ragionevole»Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«C’è da dire che i margini di manovra del Governo erano piuttosto stretti – prosegue Simoncini –, soprattutto in mancanza di una sostanziale apertura in fatto di flessibilità dei conti nazionali da parte dell’Unione Europea, anche in presenza di eventi di eccezionale gravità come quelli che si sono succeduti a partire dallo scorso agosto. Considerata la vastità delle criticità sismiche del nostro Paese, una prima serie di interventi di messa in sicurezza di ampia portata avrebbe avuto bisogno di almeno venti miliardi di euro. E per un consolidamento complessivo non si può pensare a una cifra inferiore ai cento miliardi. Ovviamente, si dovrà procedere con le risorse a disposizione in questa fase e, dunque, sarà fondamentale che gli interventi siano il più possibile mirati e organici. Nei centri storici, ad esempio, si dovrà necessariamente procedere per aggregati di case, perché la particolare conformazione urbanistica di città e borghi renderebbe molto meno efficace il consolidamento di un singolo edificio senza intervenire contestualmente su quelli costruiti sotto o sopra di esso. Il problema è che in molti casi ci si trova di fronte a proprietari diversi, a seconde case di persone magari emigrate all’estero o addirittura a case sfitte. Su problematiche come questa un ruolo chiave lo ricopriranno soprattutto gli enti locali e le loro amministrazioni».

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SACE (Gruppo Cdp) e Deutsche Bank insieme attivano le risorse del Piano Juncker

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

Deutsche bankDeutsche Bank e SACE (Gruppo Cdp) hanno finalizzato un accordo di collaborazione nell’ambito del “Programma 2i per l’Impresa”, sviluppato da Cassa depositi e prestiti (anche in qualità di ente nazionale di promozione del piano Juncker), SACE e Fondo Europeo per gli Investimenti (Gruppo Banca Europea per gli Investimenti) con l’obiettivo di facilitare il finanziamento di progetti volti allo sviluppo estero e all’innovazione delle imprese italiane.Grazie all’intesa, che mette a disposizione delle aziende clienti della banca 100 milioni di euro di nuovi finanziamenti, le PMI e le Small Mid Cap (fino a 250 milioni di fatturato e 499 dipendenti) che registrino un fatturato estero pari almeno al 10%, potranno rivolgersi agli sportelli di Deutsche Bank per richiedere finanziamenti, garantiti da SACE, destinati a sostenere esigenze di capitale circolante connesse a processi di espansione sui mercati esteri o finanziare investimenti in ricerca e sviluppo e internazionalizzazione.I finanziamenti, di durata compresa tra i 36 e i 96 mesi, prevedono importi a partire da 100 mila euro fino a 7,5 milioni di euro e potranno essere garantiti da SACE e FEI fino all’80%.
“Oggi internazionalizzazione e innovazione non sono più un’opzione, ma una necessità per restare competitivi, e richiedono nuove risorse e investimenti – ha dichiarato Simonetta Acri, Responsabile Rete Domestica di SACE – Con questa intesa rispondiamo a tale esigenza, supportando, insieme a Cdp e FEI (Gruppo BEI), le PMI nell’accesso alle risorse finanziarie del Piano Juncker, e rafforziamo una collaborazione di lungo corso al fianco di Deutsche Bank che ci ha già permesso di sostenere più di 120 PMI d’eccellenza, finanziando con oltre 130 milioni di euro i loro processi di crescita”.“PMI e internazionalizzazione fanno parte del nostro dna – ha aggiunto Silvio Ruggiu, responsabile rete filiali di Deutsche Bank in Italia –. Siano fortemente convinti che per lo sviluppo di un Paese sia fondamentale potere contare su un tessuto imprenditoriale innovativo e dinamico. Insieme a SACE, nostro consolidato partner, siamo impegnati da molto tempo nel supportare le imprese esportatrici, capaci di cogliere le opportunità dell’internazionalizzazione, nella crescita del loro modello di business e del loro perimetro d’azione”.

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“Trasmettere i valori di generazione in generazione”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2016

università europea romaRoma domenica 2 ottobre 2016, alle 17,00, nella sede dell’Università Europea di Roma e dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (APRA) in via degli Aldobrandeschi 190 si terrà un incontro, organizzato da “Crescere in Famiglia” su “Trasmettere i valori di generazione in generazione”. Interverrà Guido Traversa, Professore di Filosofia morale all’Università Europea di Roma e coordinatore accademico e docente del Master in consulenza filosofica e antropologia esistenziale dell’APRA.
L’incontro, con ingresso libero, fa parte delle attività della Settimana della Famiglia 2016, promossa dal Forum delle Associazioni Familiari del Lazio insieme al Vicariato, Centro per la Pastorale della Famiglia della Diocesi di Roma.
Nel mondo di oggi sembra sempre più difficile riuscire a comunicare ideali e valori ai giovani. All’educazione della famiglia si aggiungono spesso i tanti messaggi lanciati dai mezzi di comunicazione: televisione, internet, social network, musica, riviste per ragazzi.
I mass media possono essere una risorsa preziosa per i giovani se ben utilizzati. Se, invece, sono utilizzati in modo non corretto, rischiano di diventare “educatori supplenti” e prendono il posto della famiglia.
I genitori, a volte, sono impegnati nel lavoro e non riescono a trascorrere tempo sufficiente con i propri figli. In molti casi sono i nonni a doversi occupare dell’educazione dei nipoti, con la loro saggezza ed esperienza.
In questo clima di difficoltà, il buon esempio dato in famiglia è quello che conta. E’ la strada più importante da percorrere, per cercare di accompagnare i giovani e trasmettere loro i valori fondamentali che sono scritti nel cuore di ogni essere umano: l’amore, la solidarietà, l’amicizia, la cultura dell’incontro, del dialogo e dell’accoglienza degli altri, come pure la sincerità, la fortezza, l’equilibrio che si possono sviluppare per farli crescere più forti e consapevoli. (cfr. il libro “Tieni la rotta”, Strumenti per educare i figli ai valori, di Pilar Varela e Lourdes Santos, Effatà Editore per Crescere in Famiglia)
L’obiettivo dell’incontro è suscitare dibattito, proporre spunti di riflessione e offrire strumenti concreti da riportare nelle proprie realtà. Di questo si parlerà nell’incontro organizzato da “Crescere in Famiglia”, in un’atmosfera amichevole da “caffè in famiglia”, con nonni, genitori e figli.

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Servono regole e incentivi fiscali per le imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2016

economia-ombrelloneLa Responsabilità sociale d’impresa (o Csr dall’inglese Corporate social responsibility) sta finalmente crescendo anche in Italia soprattutto nelle aziende di medio grande dimensione, dagli 80-100 dipendenti in su, ma per colmare il gap con i Paesi più avanzati e affinché si diffonda anche alle piccole e piccolissime imprese servono uno sforzo culturale e incentivi che rendano convenienti le pratiche socialmente responsabili.Lo hanno affermato i tre imprenditori intervenuti al quarto e ultimo appuntamento della sesta edizione della Rassegna Economia sotto l’Ombrellone che si è tenuta all’Hotel President di Lignano Sabbiadoro: Annalisa Dorbolò di Starbene Group, Piero Petrucco di Icop Spa e Roberto Travan sempre di Starbene Group, ma che rappresentava l’iniziativa di social responsibility Geo for Children-Ride To Moscow.
Se, infatti, il recente rapporto del Ministero dello sviluppo economico sull’impegno sociale delle aziende in Italia spiegava che l’80% delle aziende italiane con più di 80 dipendenti dichiara di impegnarsi in iniziative di CSR, per un investimento globale che, nel 2015 ha superato il miliardo e 120 milioni di euro e se è indiscutibile l’ottimo funzionamento dell’Art Bonus voluto dal ministro della cultura Franceschini che ha spinto numerose aziende medio grandi a investire in cultura, non si può tuttavia negare che nelle piccole medie imprese la Csr o non esiste o per lo più si limita a qualche sponsorizzazione delle squadre locali o a donazioni a spot a enti benefici e parrocchie.L’attenzione alla Csr si sta diffondendo – ha detto Annalisa Dorbolò –, ma credo che molte Pmi non siano ancora adeguatamente preparate e per il momento l’iniziativa è lasciata non al caso, ma certamente alla sensibilità dei singoli. Vedendo alcune statistiche mi sono resa conto che l’Italia è effettivamente un po’ indietro rispetto ad altri Paesi, ma credo che ciò dipenda anche dal fatto che la dimensione piccola e piccolissima di gran parte delle nostre aziende rende più complessa l’adozione e la gestione di pratiche di Csr. Penso comunque che sia sempre più importante vedere l’impresa non come una realtà a sé stante, ma come una realtà che si integra, coinvolge il territorio e che mette al centro del suo agire l’uomo, l’ambiente che lo circonda e che guarda al futuro». Starbene, una piccola azienda attiva nel settore del benessere e dei servizi alla persona a Ronchi dei Legionari (Go) con una quarantina di collaboratori, ha nel suo piccolo sempre cercato di adottare politiche di Csr verso l’esterno come la “Camminata dei 5mila passi” per diffondere la cultura del movimento nelle persone della nostra comunità o come gli interventi che facciamo nelle scuole e all’università della Terza Età per parlare di salute o ancora come i contributi che diamo ad associazioni locali che portano aiuti in Tanzania e in Brasile. «Cerchiamo, però, anche di essere molto attenti all’interno dell’azienda –prosegue Dorbolò– sia con una forte attenzione al risparmio energetico, alla riduzione di tutti gli sprechi, all’utilizzo di detersivi ecologici e alla cura dell’ambiente e del parco che circonda la nostra sede, sia con la creazione di un ambiente lavorativo attento alle esigenze di vita dei collaboratori e delle nostre molte collaboratrici, una cura approfondita della formazione dei collaboratori ben al di là degli obblighi di legge. In generale credo che il mondo stia cambiando anche in Italia e che si stia passando dal un’epoca del «ben avere» a un’epoca «del ben essere» che sta consentendo una maturazione delle imprese e degli imprenditori che andrebbe opportunamente aiutata da regole adeguate per agevolare l’impegno delle aziende».(foto: economia ombrellone)

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Legge stabilità e i soldi

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2016

soldi-pubblici“Non è possibile che Renzi prometta tutti i giorni tutto a tutti: caramelle, nutella, cioccolato, balocchi, profumi, cotillons, pensionati, commercianti, studi di settore, riduzione delle tasse. Ma questo è indecente, è inaccettabile, questo è un imbroglio”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
“Soldi non ce ne sono, l’economia va male, siamo in deflazione, siamo in recessione e Renzi promette 25-30 miliardi di euro di maggiori spese? E’ veramente un irresponsabile. Per questa ragione si fissi la data del referendum, si determini la par condito per quanto riguarda i mezzi di comunicazione, e si avvii da subito il dibattito sulla legge di stabilità, la legge di bilancio, per vedere i conti, i conti giusti, la congiuntura. E che Renzi non pensi di avere lo stellone dalla sua. Ormai gli italiani lo hanno capito, e la fortuna l’ha abbandonato”, ha concluso Brunetta.

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Diritto allo studio: iniquità nella divisione delle risorse

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

del rio grazianoQualcosa di molto negativo sta accadendo in materia di diritto allo studio delle persone con disabilità, ma per comprenderlo bisogna conoscere le puntate precedenti.La nota riforma Delrio (legge 56/2014) ha previsto la soppressione delle Province. Il riordino delle loro funzioni però poteva realizzarsi solo al termine di un complesso iter da parte delle Regioni che avrebbero dovuto assumere e ridistribuire le competenze delle Province soppresse ai Comuni, alla città metropolitane o a enti con funzioni di area vasta. Fra le competenze da riassegnare c’era anche quella del trasporto gratuito per le scuole secondarie e l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione per gli alunni con cecità e sordità nelle scuole di ogni ordine e grado e per gli altri alunni con disabilità nelle scuole superiori.Molte Regioni hanno iniziato questo percorso. Prima di conoscere la distribuzione delle competenze fra Province, città metropolitane ed altri enti, la legge di stabilità 190/2015 ne ha ridotto, in modo indiscriminato, i finanziamenti e le dotazioni organiche, rendendo così ancor più problematica la riassegnazione delle funzioni e l’individuazione delle modalità di copertura finanziaria da parte delle Regioni. Insomma, molti servizi ai Cittadini sono entrati in profonda crisi. Fra questi quelli a garanzia del diritto allo studio delle persone con disabilità.“Il Parlamento, su proposta del Governo, ha tentanto di metterci una pezza nell’ultima legge di stabilità prevedendo uno stanziamento limitato di 70 milioni. – ricorda Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Di fatto quel finanziamento ‘accompagna’ il processo di trasferimento/soppressione delle competenze (e delle risorse) delle Province, espressamente sostenendo le ‘funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali’, ma dimenticando le funzioni relative al trasporto scolastico”.Solo a luglio (il 21), a meno di 60 giorni dall’inizio dell’anno scolastico, il decreto di riparto (decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri) di quei 70 milioni approda in Conferenza Stato Regioni riservando amare sorprese e sollevando non poche perplessità.I criteri prevedono che il 60% del “fondo” sia assegnato sulla base della effettiva presenza di alunni con disabilità e che il 40% si basi sulla spesa storica di ciascuna Regione. Vengono inoltre estromesse le Regioni a statuto speciale (Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia) in modo del tutto immotivato. Tale scelta di fatto avvantaggia alcune Regioni e ne danneggia pesantemente altre. E con esse i Cittadini che vi abitano.“Fissare il riparto sulla base della spesa storica è un atto miope, non equo e discriminatorio. Escluderne poi alcune senza alcun motivo sostenibile, appare del tutto insensato – rimarca Vincenzo Falabella – Con questa scelta, che genera figli e figliastri, il Governo abdica al suo dovere di promuovere servizi omogenei – prima ancora che livelli essenziali – su tutto il territorio nazionale. Anziché intervenire per rimuovere le differenze di quantità e qualità dei servizi, accetta e accentua le cause di una profonda disparità territoriale assumendo criteri iniqui.” La FISH ha richiesto un intervento di segno contrario a Gianclaudio Bressa, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega agli affari regionali e le autonomie che, al momento, ha risposto con un eloquente silenzio.

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Trasporti, Minardo (Ap): “Su continuità territoriale Sicilia distribuire risorse a Comiso e Trapani”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2016

“Si è tenuta a Roma la conferenza di servizi sulla continuità territoriale e sulla destinazione dei 20 milioni di euro del mio emendamento approvato alla Legge di Stabilità. Alla presenza dei funzionari del Ministero dei Trasporti, dell’Enac, dell’assessore regionale ai Trasporti, Pistorio, dei rappresentanti degli aeroporti siciliani di Comiso e Trapani, il presidente di Soaco Dibennardo, il sindaco di Comiso Spataro, nonché i sindaci di Pantelleria e Lampedusa, si è discusso a lungo della questione arrivando all’ipotesi che dei 20 milioni, 5 siano destinati alle due isole minori di Pantelleria e Lampedusa e gli altri vadano agli aeroporti di Comiso e Trapani per favorirne lo sviluppo attraverso l’istituzione di voli a tariffe scontate per i siciliani. Mercoledì 20 luglio ci sarà un nuovo incontro operativo e speriamo definitivo a Palermo ma, pur riconoscendo l’importante passo avanti compiuto che riporta la discussione su ipotesi più realistiche e non fantasiose, personalmente conservo perplessità”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Nino Minardo. “Per questo torno a chiedere con forza al ministro Delrio e all’assessore regionale ai trasporti Pistorio di non penalizzare un territorio a dispetto di un altro e tornare all’ipotesi già vagliata al Ministero di distribuire i fondi in uguale misura tra la Sicilia orientale e quella occidentale. Continuo a non condividere – prosegue Minardo – la distrazione di fondi per i collegamenti interni alla Sicilia a discapito dello sviluppo di Comiso e Trapani. L’Enac, tanto affezionata a questi collegamenti, trovi, come ha fatto gli altri anni, altrove questi fondi e si faccia carico insieme al Ministero di garantire l’impegno che hanno preso con le isole minori senza dover utilizzare risorse che il Parlamento su proposta del sottoscritto ha stanziato per altro”.

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Povertà: ampliare gli stanziamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2016

povertà“Un lavoro tutt’altro che facile parlare di povertà e di relative deleghe al governo su questo tema. Il problema è che le risorse sono sempre insufficienti a fronteggiare le necessità di tutte quelle famiglie che ormai da oltre 10 anni vedono assottigliarsi le loro risorse; assistono impotenti a fatti gravi come il licenziamento del marito o l’improvviso ridursi del volume di affari di piccole e medie imprese; non si danno pace del fatto che i figli non trovino lavoro, pur avendo curricula ben più brillanti dei loro.“
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “ Sono i tre vertici del triangolo della povertà: famiglie sempre più in difficoltà, che non riescono più neppure a curarsi; aziende costrette a licenziare prima di dover chiudere, senza la prospettiva di poter riaprire a breve; e giovani che dopo l’illusione del jobs act, ora vedono sempre più chiuso il panorama del lavoro. Discutiamo di emendamenti che dovrebbero far fronte ai bisogni degli uni e degli altri, ma che scoprono con triste monotonia che le valutazioni di ogni emendamento oscillano tra invito al ritiro, respinto e talora, ma più raramente inammissibile. Il miliardo, messo dallo Stato in legge di stabilità, risulta ormai talmente impegnato con misure di tipo semi-strutturale come i famosi 80 euro, nati inizialmente come social card, e diventati ora una piccola risorsa su cui tante famiglie fanno affidamento; o il bonus bebè, con un occhio speciale al terzo figli. Ma la verità è che non c’è spazio per nessuno. Questa è la maggioranza silenziosa del Paese, fatta di anziani, che quando lavoravano potevano disporre di piccole risorse; di poveri che avrebbero potuto essere quasi ricchi se il lavoro non fosse venuto meno. Una platea di donne che sognano un lavoro che dia loro autonomia ed indipendenza per porre fine a certe relazioni ingombranti, il cui esito è spesso drammatico. Di questo parliamo e discutiamo, in Commissione Affari sociali e in Commissione Lavoro, ma senza avere alcuna possibilità di farci carico davvero di bisogni sempre più incalzanti. Il ddl dovrebbe arrivare presto in Aula e tutti speriamo che qualche miracolo succeda e il Governo ampli lo stanziamento previsto in modo molto più coerente con i bisogni”, conclude la Binetti.

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“Crisi economica, sistemi sanitari e salute in Europa”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2016

Ministero saluteRoma, martedì 5 aprile – ore 9,30 Associazione Stampa Estera in Via dell’Umiltà 83/C La sanità del XXI secolo si trova ad affrontare sfide importanti, dovute alla necessità di conciliare l’aumento della domanda con la scarsità di risorse economiche a disposizione. La crescita del peso delle malattie croniche non trasmissibili, quali obesità e diabete, e l’allungamento dell’aspettativa di vita rappresentano nuove sfide per i sistemi sanitari. Inoltre, anche la crisi economica e finanziaria in Europa ha lasciato un segno in questo ambito. Diverse evidenze mostrano che minore è la disponibilità di risorse economiche, peggiori sono i valori di tutti gli indicatori di salute. Qual è la risposta quindi dei sistemi sanitari? Quali sistemi e quali politiche sono in grado di far fronte a questa sfida? Esiste una “ricetta” per rispondere in modo concreto alla crisi che sta attraversando la sanità nel nostro Paese? Ne parleranno:
Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute (in attesa conferma)
Walter Ricciardi, Presidente Istituto Superiore di Sanità, Editor in chief Health Policy in Non Communicable Diseases
Renato Botti, Direttore Generale della Programmazione, Ministero della Salute
Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager
Francesca Ferrè, Ricercatore Università Bocconi, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
Gabriele Pastorino, Country Monitoring Programme Coordinator, European Observatory on Health Systems and Policies.
Alessandro Solipaca, Coordinatore Rapporto Osservasalute
Ketty Vaccaro, Direttore Welfare e Sanità Fondazione Censis

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Il Gruppo GFT registra una forte crescita nei ricavi e negli utili per il primo semestre 2015

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2015

Dal raffronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, i ricavi consolidati sono aumentati del 57 percento a 178,76 milioni di euro (anno.prec: 114,08 milioni di euro). L’andamento positivo dei ricavi è derivato da una forte crescita organica delle soluzioni IT dell’azienda per il settore finanziario, così come dall’acquisizione della società Rule Financial Ltd. (Rule) basata nel Regno Unito. Rettificati dal contributo della società, in precedenza Rule, di 38,49 milioni di euro (anno. prec: 0.00 milioni di euro), il Gruppo GFT ha conseguito una crescita organica del 23 percento. I ricavi generati all’estero sono aumentati del 70 percento a 158,23 milioni di euro (anno. prec: 92,84 milioni di euro), dei quali nel Regno Unito e Stati Uniti, i ricavi sono più che raddoppiati a 80,71 milioni di euro (anno. prec: 35,50 milioni di euro) e 18,45 milioni di euro (anno. prec: 8,42 milioni di euro), rispettivamente. In seguito alla dinamica positiva dei ricavi ed alla alta utilizzazione delle risorse, gli utili prima degli interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA) sono aumentati del 58 percento a 19,80 milioni di euro (anno prec: 12,54 milioni di euro). Gli utili prima delle tasse (EBT) crescono del 39 percento anno su anno a 14,23 milioni di euro (anno.prec: 10,24 milioni di euro).
Il 27 Luglio 2015, GFT ha venduto la sua divisione emagine, dedicata alla fornitura di risorse per progetti tecnologici. La struttura del bilancio d’esercizio provvisorio del Gruppo GFT, presentata per la prima metà del 2015 è stata rettificata secondo gli standard internazionali IFRS (IFRS 5). Ne consegue che i ricavi e gli utili derivanti da emagine nei primi sei mesi del 2015 non siano più inclusi nei principali dati finanziari del Gruppo GFT. In conformità con il principio contabile IFRS 5, sono stati quindi rettificati anche i dati dell’anno precedente.Con la vendita della divisione emagine dedicata a fornire risorse per progetti tecnologici, il Gruppo GFT è quindi focalizzato sulla forte crescita della divisione GFT. Poiché i ricavi generati da emagine nella prima metà del 2015 e nel corrispondente periodo antecedente non sono più inclusi nei ricavi consolidati (in linea con il principio contabile IFRS 5), i ricavi della divisione GFT sono per la gran parte identici al risultato raggiunto dal Gruppo nel suo complesso. L’utile prima delle tasse (EBT) della divisione GFT è aumentato del 33 percento a 15,71 milioni di euro nella prima metà del 2015 (anno precedente: 11,78 milioni di euro). Il margine operativo si è attestato all’ 8,8 percento ed è leggermente più basso dell’anno precedente (10,3 percento) principalmente a causa degli impatti del processo di allocazione del prezzo di acquisto (PPA) relativo all’acquisizione di Rule.
“Il nostro obiettivo è guidare la digital banking experience in tutti i paesi e accrescere il nostro posizionamento quali monetefornitori leader di soluzioni finanziarie digitali. Grazie all’acquisizione del provider spagnolo di Servizi IT Adesis Netlife realizzata nel Giugno 2015, abbiamo decisamente esteso la portata dei nostri servizi in questo settore e rafforzato la nostra presenza internazionale in Sud America. Vediamo un grande potenziale in questo stimolante futuro mercato, “dichiara Ulrich Dietz, CEO di GFT Technologies AG.
Quale conseguenza della vendita della divisione emagine e dell’applicazione dei principi contabili IFRS (IFRS 5), le linee guida annuali complete pubblicate in Marzo 2015 sono state aggiornate il 27 Luglio 2015 scomputando i ricavi attesi e gli utili di emagine. In seguito all’acquisizione del provider spagnolo di servizi IT Adesis Netlife S.L. effettuata il 28 Luglio 2015, si prevedono nel 2015 ricavi addizionali di circa 7 milioni di euro. Considerando i costi dell’integrazione e gli impatti) derivanti dall’allocazione del prezzo di acquisto, Adesis non darà ancora un contributo significativo agli utili.
Visti i risultati dello sviluppo positivo di business della prima metà del 2015, l’Executive Board ha aumentato la previsione dei ricavi indicata nelle linee guida complessive annuali del Gruppo GFT di ulteriori 15 milioni di euro a 362 milioni di euro. Gli utili prima degli interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA) si prevede adesso che raggiungano 43 milioni di euro (precedentemente 42 milioni di euro), con un utile ante imposte (EBT) pari a 30 milioni di euro (precedentemente 29 milioni di euro).
Al 30 Giugno 2015, il Gruppo GFT contava 3.421 dipendenti a tempo pieno – che rappresentano una crescita del 19 percento rispetto all’anno precedente (Al 30 Giugno 2014: 2.885 dipendenti). Questi dati non includono i dipendenti della divisione emagine. L’incremento è principalmente dovuto alle nuove assunzioni di risorse per gestire l’alta utilizzazione, specialmente dei centri di sviluppo nearshore in Spagna (più 322, ora 1.510 dipendenti) e in Brasile (più 128, ora 351 dipendenti).
Al 30 Giugno 2015, le disponibilità liquide, i mezzi equivalenti e i titoli ammontavano a 31,33 milioni di euro ed erano quindi 6,92 milioni di euro al di sotto della cifra corrispondente alla fine del 2014 (31 Dicembre 2014: 38,25 milioni di euro). L’Equity al 30 Giugno 2015 ammontava a 113,13 milioni di euro ed era quindi 12,72 milioni di euro al di sopra della cifra corrispondente alla fine del 2014 (31 Dicembre 2014: 100,41 milioni di euro). Le attività totali sono aumentate di 25,46 milioni di euro raggiungendo 327,11 milioni di euro al 30 Giugno 2015 (31 Dicembre 2014: 301,65 milioni di euro). Quale risultato dell’incremento del totale dello stato patrimoniale e della variazione dell’Equity al 30 Giugno 2015, l’Equity Ratio è aumentato di due punti percentuali raggiungendo il 35 percento (31 Dicembre 2014: 33 percento).

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Questione meridionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2015

Fabio_Rampelli_daticamera“I dati dello Svimez rappresentano nella loro periodicità la puntuale sconfessione delle politiche governative per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia. Renzi ha derubricato il Sud d’Italia a entità geografica, più o meno come ha fatto per anni la Lega Nord. Non c’è classe dirigente in Italia che colleghi la ripresa economica agli investimenti nel sud, esattamente come fece il cancelliere Helmut Kohl con la Germania dell’Est. Mentre il nord ha costruito autostrade, ponti, dighe, trafori, alta velocità e rete capillare di trasporto su ferro, porti e aeroporti, ha celebrato le olimpiadi invernali a Torino, l’Expò a Milano e realizzato il Mose a Venezia, al sud non c’è nulla e si lavora per depennare altre risorse.Quando sarà modernizzato il sud, quando si organizzeranno eventi internazionali a Palermo o a Reggio Calabria? Quando si applicherà una flat tax per gli investimenti in cui si favoriscano la cultura, il turismo, l’artigianato, l’imprenditore a giovanile? Quando sarà sradicata la criminalità organizzata per attrarre investitori straniere?”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Più risorse per gestire l’accoglienza dei migranti

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2015

mediterraneoMentre dal Mediterraneo sempre più migranti arrivano nell’UE, il Comitato europeo delle regioni (CdR) sottolinea il ruolo cruciale degli enti regionali e locali nel processo di integrazione ed esorta tutti gli Stati membri a mettere a loro disposizione più risorse. Nella risoluzione adottata mercoledì scorso col voto favorevole di quattro dei suoi cinque gruppi politici, il CdR invoca inoltre una maggiore solidarietà tra gli Stati membri per garantire una ricollocazione equa dei migranti in tutta l’UE.In risposta ai piani attuali dell’Unione in materia migratoria, il CdR – l’assemblea degli enti locali e regionali dell’Unione europea – ha adottato una risoluzione che si iscrive nel suo contributo alla creazione di un approccio “sostenibile” dell’UE alla migrazione. Nella risoluzione si sottolinea il ruolo di primo piano svolto al riguardo dalle regioni e dalle città, molte delle quali costituiscono un punto di ingresso o di transito per i migranti, e si pone l’accento sul fatto che gli enti territoriali non dispongono di risorse sufficienti per far fronte a questo problema. Inoltre, si fa notare che le regioni in questione stanno affrontando una crisi migratoria che interessa tutta l’Europa e non soltanto il Mediterraneo. Il CdR esorta pertanto tutti gli Stati membri dell’UE a rendere disponibili maggiori risorse per le regioni che ospitano un numero maggiore di migranti. E invita a cooperare maggiormente con le regioni nell’attuazione del meccanismo di ricollocazione di emergenza che è stato proposto dalla Commissione europea.Il meccanismo riguarda i cittadini siriani ed eritrei bisognosi di protezione internazionale che arrivano in Italia o in Grecia, e mira a ricollocare in tutto 40 000 persone provenienti da questi paesi in altri Stati membri dell’UE nei prossimi due anni. Il CdR sottolinea che le politiche di ricollocazione e reinsediamento dovrebbero coinvolgere tutti i paesi europei, tenendo conto di criteri specifici. Solo il gruppo dei conservatori e riformisti europei (ECR) ha espresso il suo disaccordo con la posizione del CdR in materia di gestione dei migranti nell’Unione europea. Il CdR rivolge inoltre un appello congiunto alla solidarietà degli Stati membri, esortandoli ad accogliere, ricollocare e reinsediare i migranti che arrivano sulle coste mediterranee.Il CdR sottolinea poi che la cooperazione con i governi stabili dei paesi nordafricani contribuirebbe a ridurre le partenze di migranti dalle loro coste. E invoca pertanto un’assegnazione “cruciale” di fondi agli Stati membri che si affacciano sul Mediterraneo. Inoltre, il CdR è favorevole alla revisione tempestiva del cosiddetto regolamento di Dublino, che mira a individuare lo Stato competente per l’esame di una domanda d’asilo, ma che nei fatti si è rivelato “impraticabile”. E sottolinea che le procedure di asilo devono essere abbreviate, dato che ciò rafforzerebbe la fiducia dei cittadini nei sistemi di asilo europei.Inoltre, gli enti regionali e locali plaudono all’approvazione, da parte del Parlamento europeo, di un aumento di 69,6 milioni di euro della dotazione di bilancio per le operazioni Triton e Poseidon (condotte dall’UE rispettivamente in Italia e in Grecia): una triplicazione di capacità, questa, che ha lo scopo di prevenire la perdita di altre vite umane nel Mediterraneo. E, considerata l’efficacia finora dimostrata da entrambe queste operazioni, auspicano che gli Stati membri assegnino e sblocchino al più presto anche risorse aggiuntive.Gli enti regionali e locali sottolineano altresì l’importanza che l’UE avvii collaborazioni con paesi terzi per aiutarli a gestire al loro interno i flussi migratori e rafforzare la loro capacità di salvare le vite dei migranti in pericolo, Ed esortano quindi gli Stati membri a destinare almeno lo 0,7 % del loro PIL alla cooperazione allo sviluppo e a sostenere in particolare la cooperazione decentrata.Sempre in quest’ottica, il CdR reputa importante offrire ai cittadini di paesi terzi la possibilità di recarsi in Europa per motivi di lavoro o di studio, ragion per cui sottolinea l’importanza di approfondire la cooperazione con questi paesi e di fornire informazioni sulle opportunità di migrazione legale in Europa.

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“Economia di Mercato e Democrazia. Un rapporto controverso”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 febbraio 2015

rubbettinoIl libro è curato dal docente LUISS Raffaele De Mucci, ed edito da Rubbettino (in questi giorni in libreria) è Emmanuel Martin, direttore dell’Istituto francese per gli Studi Economici in Europa. Secondo Martin non vi può essere democrazia senza libertà economica. Analizzando i casi emblematici di Egitto e Tunisia l’autore intravvede un circolo vizioso per cui l’autoritarismo politico richiama la centralizzazione dell’economia, aprendo la strada al radicalismo islamico, che diventa a sua volta un utile pretesto di legittimazione dell’autoritarismo politico. L’esempio del governo di Mubarak che ha soffocato l’Egitto per 30 anni con il Partito Nazional Democratico, attraverso l’uso delle milizie, il controllo dei media e dei sindacati, non può essere compreso a pieno se non contestualizzando la situazione del paese dal punto di vista economico. È in questo quadro storico ed economico che ha trovato campo fertile il radicalismo islamico, in un circolo vizioso estremamente oleato: l’autoritarismo politico, basato sulla monopolizzazione delle risorse e il soffocamento della libera concorrenza, attecchisce e funziona solo in contesti di limitazioni e privazioni economiche, in una situazione quindi di autoritarismo economico che a sua volta prepara il campo al fanatismo islamico, pretesto, quest’ ultimo, per giustificare le rigidità politiche. Non è tuttavia una mancanza di tipo culturale, quella dei paesi africani o musulmani. La loro tradizione commerciale ed economica lo rende evidente. Gli stessi regimi totalitari saltati nel corso della Primavera Araba si dichiaravano pro-business Il business rimane però prerogativa esclusiva dei poteri forti, come nell’esempio della “Famiglia” Ben Ali-Trebelsi che gestisce da sola il 40% dell’economia tunisina. Non cogliere la distinzione tra l’essere pro-business e l’essere pro-mercato, cioè agevolare la libera concorrenza, gli scambi e la politica del Lasseiz-faire, spiega perché gli osservatori, ma anche le stesse popolazioni coinvolte, abbiano mancato il focus trascurando la causa scatenante della Primavera Araba: la mancanza di libertà economica.
Venticinque anni dopo che Fukuyama ha dichiarato la Fine della Storia, con l’avanzare inarrestabile e congiunto di Democrazia e libero mercato, al di là dei luoghi comuni questo rapporto non sembra né così congiunto, né così inarrestabile. Cos’è il mercato? Basta lo sviluppo economico a garantire la democratizzazione? Può la democrazia favorire lo sviluppo economico? Perché le democrazie avanzate scelgono sistematicamente politiche che riducono il mercato? È possibile migliorare la qualità della democrazia attraverso l’istruzione? Il gruppo di ricerca del Luiss- Laps, coordinato da Raffaele De Mucci, risponde a queste domande aprendo una riflessione in cui intervengono autori di fama internazionale come Daron Acemoglu e Michael W. Doyle. La prima parte del volume sviluppa un quadro teorico per analizzare i problemi della democrazia, della democratizzazione e delle varie forme di capitalismo, non sempre legate al libero mercato. La seconda parte presenta, con spirito critico, case studies appartenenti ad un’ipotetica quarta ondata di democratizzazione: la Turchia, la Cina, i paesi caucasici, e la “primavera araba”, presto trasmutata in un inverno di restaurazione antidemocratica.

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Crescono i servizi sanitari ma si riducono le risorse

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 novembre 2014

europa-261011-cL’invecchiamento della popolazione, che genera una domanda crescente di servizi sanitari, sociali e personali, e la maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, che determina la necessità di acquistare i servizi sostitutivi del lavoro domestico, hanno determinato una crescita del numero di White Jobs, i lavori nei servizi sanitari, sociali e di cura volti a garantire la salute e il benessere delle persone. Questi lavori hanno un’importanza cruciale non solo dal punto di vista sociale, ma anche da quello economico e occupazionale. Lo attesta il rapporto curato da Italia Lavoro – l’agenzia nazionale del Ministero del Lavoro – che verifica empiricamente questo impatto. La presentazione si è tenuta oggi a Roma presso la sede di Italia Lavoro: il rapporto è stato illustrato dagli autori Roberto Cicciomessere e Anna Maria Ponzellini e discusso da Paolo Reboani, presidente e amministratore delegato della società, Natale Forlani, direttore generale del Ministero del Lavoro, Ester Dini, responsabile area lavoro, professioni e rappresentanza del Censis, accademici e rappresentanti del terzo settore. Si stima che gli occupati nei White Jobs potrebbero aumentare da 2,5 milioni del 2012 a 3,1 milioni del 2020, grazie soprattutto al contributo della componente femminile. Un’analisi approfondita è stata posta al “voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia”, un meccanismo di agevolazioni fiscali proposto da parlamentari di molti gruppi politici, che il Governo intende sperimentare nell’ambito della riforma del terzo settore: questo istituto diventerebbe uno dei pilastri su cui basare il “secondo welfare”, in grado di alimentare lo straordinario potenziale di crescita e occupazione insito nell’economia sociale.Nel dibattito è stata posta enfasi sull’impatto economico e occupazionale che già una ricerca del Censis aveva calcolato: l’istituzione del voucher universale con le modalità previste dalla proposta di legge determinerà un aumento dopo cinque anni della platea di famiglie in grado di accedere ai servizi socio-assistenziali di 482 mila unità, una crescita del numero dei lavoratori beneficiari del welfare aziendale (da 127 mila a 858 mila) e dell’emersione del lavoro irregolare, che raggiungerà le 326 mila unità, mentre l’occupazione aggiuntiva è valutabile in 315 mila nuovi occupati. In chiusura l’intervento di Antonella Marsala, coordinatrice del programma di Italia Lavoro “LaFemMe” che offre assistenza tecnica alle Regioni e alle imprese in materia di sviluppo del welfare aziendale e di promozione di misure di flessibilità finalizzate a facilitare la conciliazione tra lavoro e vita privata.

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Calo consumi

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 novembre 2014

confcommercio consumiI dati di Confcommercio sul livello dei consumi indicano una contrazione dello 0,2% rispetto ad Agosto e dello 0,6% rispetto all’anno precedente. E questa situazione – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – non può che evidenziare l’urgenza di interventi volti a rilanciare la capacità di acquisto delle famiglie.
L’agricoltura – prosegue Tiso – è il settore che più di tutti, occupandosi della salvaguardia e della tutela dei bisogni di prima necessità, è in grado di garantire maggiore equità. Evidentemente è proprio per questa ragione che è stato marginalizzato da un governo che si è palesemente schiacciato sulle richieste delle grandi industrie.
Le risorse dello Stato non possono essere impiegate per alleggerire le tasse di chi molto spesso ha già fatto ampiamente uso dei soldi pubblici o magari ha portato il lavoro all’estero, ma devono andare invece nella direzione di soccorrere le PMI in difficoltà e di rilanciare quei settori come il primario che hanno scritto la storia del Bel Paese. E’ questo – conclude Tiso – il vero cambiamento.

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Sophos e Check Point insieme per proteggere le reti aziendali da dispositivi mobili non conformi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 settembre 2014

oxford universityOxford. L’azienda leader nella sicurezza informatica Sophos e Check Point Software Technologies Ltd., leader mondiale della Internet security, annunciano la partnership che vede l’integrazione tra la soluzione Sophos Enterprise Mobility Management (EMM) – Sophos Mobile Control (SMC) 4.0 – e Check Point’s Mobile VPN. Questa collaborazione consentirà agli utenti di Sophos Mobile Control 4.0 e di Check Point Mobile VPN di unire le due soluzioni garantendo così l’assoluto controllo degli accessi alla rete aziendale da qualunque tipo di dispositivo mobile, isolando quelli non conformi alle policy di sicurezza. Solo dispositivi in regola con le norme aziendali potranno dunque connettersi ed utilizzare risorse aziendali.I dispositivi mobili sono in costante diffusione negli ambienti di lavoro, così come il mobile working, e i dipendenti hanno dunque sempre maggiore necessità di accedere alla rete aziendale da remoto, ovunque essi si trovino.Alla luce di questo scenario, la sfida per la messa in sicurezza sia dei dati aziendali sia delle reti diventa strategica per gli IT manager che dedicano la maggior parte del loro tempo a gestire, mettere in sicurezza, localizzare e aggiornare i dispositivi mobili.
Sophos Mobile Control valuta continuamente che ogni singolo device mobile sia conforme alle policy aziendali, identificando eventuali jailbreaks, app in blacklist o settaggi non sicuri. Attraverso una semplice interfaccia out-of-the-box con Check Point’s Mobile VPN, questa soluzione blocca i dispositivi non conformi impendendo l’accesso alla rete aziendale tramite VPN e riducendo proattivamente il rischio di furto di dati.“Integrando Check Point Mobile VPN con le funzionalità per la gestione dei dispositivi di Sophos Mobile Control, la divisione IT può gestire con facilità gli accessi degli utenti alle risorse aziendali, consentendo loro di riprendere il controllo delle loro reti attraverso una semplice interfaccia” commenta Alon Kantor, vice president of business development di Check Point Software Technologies. “La partnership tra Check Point e Sophos fornisce ai nostri clienti in comune una soluzione efficace e immediata ad un problema sempre più rilevante: il controllo degli accessi alla rete aziendale”.
Sophos è tra i pochi vendor EMM in grado di offrire funzionalità di web filtering per categoria, affinché le aziende possano controllare le performance della propria rete e i livelli di sicurezza decidendo a quali siti i propri utenti possono accedere. Disponibile sia on premise sia in modalità as-a-service, Sophos Mobile Control rappresenta per le aziende un approccio semplice ed innovativo alla gestione e alla messa in sicurezza di dispositivi mobili, contenuti e applicazioni.

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Il microcredito in aiuto ai terremotati

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2012

A meno di una settimana di distanza dal sisma che ha colpito le province di Modena, Ferrara e Bologna, un dato è ormai evidente: sono le imprese ad aver subito i danni economici più ingenti, danni destinati ad aumentare di giorno in giorno a causa del rallentamento o addirittura dell’arresto delle attività produttive. Etimos Foundation, la fondazione che ha ideato e coordinato il progetto di inclusione finanziaria post terremoto “Microcredito per l’Abruzzo” e che ora sta lanciando un Fondo di Microcredito per l’Italia per estendere l’esperienza ad altre regioni (anche in risposta alla grave situazione di crisi economica e disagio sociale), crede che anche nel contesto dell’Emilia Romagna il microcredito possa essere lo strumento più adatto per aiutare in modo efficace e non assistenziale il sistema produttivo locale: «Ci rivolgiamo ai principali soggetti politici ed economici del territorio colpito dal terremoto, in primo luogo agli enti pubblici, sollecitandoli a valutare l’utilizzo dello strumento del microcredito a sostegno delle imprese danneggiate, soprattutto quelle di piccola e media dimensione». «Siamo pronti fin da subito – annuncia Santori – a mettere a disposizione la nostra esperienza e le competenze maturate in Abruzzo, coordinandoci con le politiche di ricostruzione degli enti deputati e lavorando in alleanza alle forze economiche e sociali del territorio».Con un fondo iniziale di 4 milioni e mezzo di euro, i finanziamenti erogati grazie al progetto “Microcredito per l’Abruzzo” sono stati pari a 5 milioni di euro in un anno e mezzo, risorse destinate al 90% proprio alle imprese danneggiate dal sisma, con un plafond potenziale di oltre 50 milioni: «Un modello di intervento che ha trovato una delle leve maggiori della propria efficacia nel network di attori costruito in loco» conclude sempre Santori.

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