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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘risorse’

ANCODIS: ingenti risorse alle scuole dal PNRR con uffici amministrativi in “sofferenza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2022

La scuola – che non si è mai fermata – è pronta a ripartire nelle prossime settimane? E’ una domanda non scontata se per scuola si intende anche la gestione dei servizi connessi al funzionamento gestionale e amministrativo ordinario e, a volte o spesso, straordinario. Assistiamo ad un dibattito che pone in risalto le ingenti risorse del PNRR, gli stipendi inadeguati del personale della scuola, il tema del personale docente e non docente in servizio dal primo di settembre, la formazione in servizio, il docente esperto, la gestione dell’emergenza pandemica, ecc. Tutti i leader politici fanno a gara a lanciare proposte ritenute innovative, a dare i numeri sui molto ipotetici incrementi stipendiali, sulle modalità per la tutela del diritto allo studio, sul sostegno alle famiglie con figli in età scolare, sul come ripartire a settembre. Ma nessuno pone attenzione a COLORO i quali devono fare funzionare questa complessa macchina organizzativa e amministrativa chiamata scuola. “Siamo al paradosso – denuncia il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – che alle scuole arrivino importanti risorse ma le stesse sono in seria difficoltà per quanto riguarda la gestione amministrativo-contabile. Se da parte degli organi interni preposti alla progettazione, alla valutazione e all’approvazione delle azioni didattiche ed extradidattiche (staff del dirigente, dipartimenti, commissioni, collegio dei docenti, consiglio di istituto) si mettono in campo idee innovative e strategiche in favore della comunità scolastica, purtroppo per quanto riguarda il lavoro degli uffici ci ritroviamo in una costante e ormai insostenibile criticità dovuta alla significativa riduzione di personale che ha destabilizzato pesantemente il funzionamento amministrativo la scuola negli ultimi 15 anni”. “I collaboratori dei dirigenti scolastici di Ancodis che ben conoscono il funzionamento della macchina amministrativa delle loro scuole – continua Rosolino Cicero – lanciano un allarme alle Istituzioni e alle OO.SS. riconoscendo che l’incremento del carico di lavoro per gli uffici e la riduzione di personale amministrativo (oltre che spesso da formare quello in servizio!) possono mandare in corto circuito il funzionamento amministrativo e gestionale della scuola con il rischio – molto concreto – di non poter utilizzare al meglio e nei tempi previsti i fondi del PNRR”. “Le comunità scolastiche – conclude Cicero – ringraziano per queste importanti risorse finanziarie, sono pronti con idee e progetti da mettere in campo, sono sostenute da professionalità interne capaci di gestire con competenza piattaforme ormai consolidate per il lavoro organizzativo e gestionale ma non possono permettersi di non spendere le risorse assegnate per assenza di sufficiente personale amministrativo capace di coadiuvare e sostenere le scelte progettuali della scuola. Occorre trovare tempestive soluzioni capaci di corrispondere a questa URGENZA se non vogliamo rischiare di fare un danno ai nostri alunni e alle nostre alunne.”

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Le aziende italiane e le risorse umane

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2022

Man mano che la pandemia prendeva il sopravvento, 3/4 delle aziende introduceva il congelamento delle assunzioni (un sondaggio Gartner del 2020 ha rivelato che il 74% delle aziende ha bloccato le assunzioni in risposta al COVID-19). Ora, nel momento in cui i mercati e le opportunità iniziano a riaprirsi, le aziende devono affrontare nuove lotte nella cosiddetta “guerra dei talenti”. Da un’intervista di ADP a 2000 lavoratori italiani durante il periodo Covid (“People at Work: a Global Workforce View”), il 27% degli intervistati ha dichiarato di pensare che il Covid abbia contribuito a sviluppare le proprie competenze, e il 25% di perfezionare il proprio metodo di lavoro. L’83% dei dipendenti ritiene di disporre delle competenze necessarie per avere successo nella propria carriera, ma non necessariamente con il datore di lavoro attuale. Un buon 20% ha dichiarato di essere attivamente alla ricerca di un impiego in un settore completamente diverso da quello attuale. Con la diffusione del lavoro remoto, i dipendenti stanno realizzando la possibilità di nuove opportunità di carriera, senza l’ostacolo dalla posizione geografica. A fronte di tutti i progressi compiuti per facilitare il lavoro flessibile e remoto durante la pandemia, esistono ancora numerosi ostacoli da superare, non ultimo il modo in cui le aziende monitorano e gestiscono i team che lavorano in località e in fusi orari diversi.“Le ricadute della pandemia sono servite per ampliare il deficit di competenze in molte aziende, in parte nel momento in cui le aziende si affrettavano per adottare le tecnologie di automazione e intelligenza artificiale. Ma non sono solo le “hard” skill, come le conoscenze digitali, a scarseggiare. Le competenze sociali, di adattabilità e di resilienza contribuiscono alla produttività e alle prestazioni aziendali. Queste ultime diventano ancora più essenziali quando la forza lavoro opera in modo virtuale” sostiene Campagnoli.Il panorama post-COVID presenta molte potenziali disparità legate al posto di lavoro che l’ufficio risorse umane deve valutare: generi, genitori e non genitori, gruppi di età, razze, dipendenti con e senza disabilità e lavoratori essenziali e non essenziali.Mentre il personale comincia a tornare sul posto di lavoro, va da sé che verranno alla luce nuove questioni di cui tenere conto. Come riporta l’indagine, secondo gran parte dei dipendenti italiani con figli (48%), i datori di lavoro si sono dimostrati accomodanti nei confronti delle esigenze genitoriali dei lavoratori alle prese con l’accudimento dei figli o la chiusura delle scuole. Inoltre, secondo il 34% dei genitori, il proprio manager ha addirittura consentito maggiori misure a loro favore rispetto a quelle consentite dall’azienda e previste da regolamento. Infine, arriviamo alle ricadute sui dipendenti della Generazione Z (18-24enni), che con molta probabilità sono stati quelli maggiormente colpiti dall’impatto dal COVID rispetto a qualsiasi gruppo di dipendenti.Secondo i dati ADP Research Institute, a perdere il lavoro (con licenziamento, non rinnovo contratto o momentaneamente) è stato il 23,5% dei ragazzi di età compresa tra i 18 e 24 anni, la stessa fascia d’età più vulnerabile anche a livello contrattuale. Segue la generazione dei millenials (25-34 anni) con l’11,5%, la fascia 35-44 con il 9%, per poi scemare al 6% e 5% per le fasce più alte. Che ci aspettino o meno altri lockdown, nella pandemia attuale o in futuro, i dipendenti esigeranno sempre più che i team delle risorse umane assegnino la priorità e sostengano opzioni lavorative maggiormente flessibili. Garantire una flessibilità significativa ai lavoratori significa offrire opzioni che vanno ben oltre l’orario di lavoro e l’obbligo di lavorare in sede in determinati giorni della settimana. Riguarda la filosofia aziendale nel suo complesso rispetto ai lavoratori come esseri umani con una vita multidimensionale.Occorre però una maggiore attenzione per quel che riguarda il bilanciamento vita privata-lavorativa. Lo smartworking, infatti, se da un lato lo ha migliorato, ha però in certi casi contribuito a un significativo aumento delle ore lavorative: durante la pandemia, le ore di straordinario non pagate a settimana sono passate a circa 6 ore a persona, mentre nei livelli pre-Covid si attestavano a 4 ore settimanali.A mano a mano che lo smart working si è diffuso, molti dei cardini del rapporto tradizionale tra datore di lavoro e dipendente sono stati ridefiniti.I dipendenti sanno che le loro responsabilità non si esauriscono con la garanzia di un orario di lavoro flessibile e che la loro azienda può solo guadagnare dal garantire loro sostegno in altro modo. (abstract)

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Piano Oncologico Nazionale, Calandrini (FdI): ODG non basta, il governo indichi le risorse

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2022

“L’Ordine del Giorno sul Piano Oncologico Nazionale (PON) va nella giusta direzione: porre rimedio ad una grave lacuna di questo PON, la mancanza di fondi per la presa in carico dei pazienti. Tuttavia l’ODG non sarà sufficiente perché il governo deve dire quali e quante risorse intende stanziare per rendere il piano efficace. Il PON è un buon progetto ma senza tempi di attuazione, senza programmazione e senza risorse rischia di essere un esercizio filosofico insufficiente per i cittadini che hanno bisogno di sapere che lo Stato è al loro fianco nella lotta alla malattia. Senza risorse le regioni diranno che non hanno fondi e il cittadino dovrà pagare le cure di tasca propria se se lo può permettere. Noi come politica non possiamo permetterci di creare distinzione tra ceti sociali. Rischiamo di avere una scatola vuota ed è un peccato perché non si può dire stavolta che i soldi non ci siano, visto i fondi del PNRR e il piano europeo per la lotta al cancro che mette a disposizione altri 4 miliardi. In un momento come questo, in cui la ripresa dei contagi da Covid sembra mettere di nuovo a rischio la salute dei malati oncologici, dobbiamo invertire la tendenza: non si può aspettare il 2026, quando le strutture pianificate nel PNRR saranno pronte, bisogna agire adesso e programmare gli screening. Questo piano senza gli elementi necessari legati alle risorse sarà inutile, per questo va modificato, per il bene dei pazienti che lottano tutti i giorni e non possono contare solo sulle loro forze. Il contributo di Fratelli d’Italia non mancherà”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini.

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Assemblea Anbi e risorse idriche italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2022

Roma martedì 5 e mercoledì 6 Luglio p.v. all’Hotel Sheraton Parco de’ Medici, a Roma si terrà l’Assemblea ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue). Ai lavori è prevista la partecipazione dei ministri Stefano Patuanelli, Mara Carfagna, Renato Brunetta. In un momento di grande preoccupazione per la condizione delle risorse idriche del Paese e con lo stesso spirito di 100 anni fa al Congresso di San Donà di Piave, i Consorzi di bonifica ed Irrigazione chiamano al confronto docenti universitari, tecnici e politici per attrezzare il territorio italiano alle evenienze, causate dai cambiamenti climatici, nonché dalle conseguenze delle emergenze pandemica e bellica.

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Patrimonio, Celli: ok a Risorse per Roma per accesso ai bonus edilizi

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2022

“Roma Capitale, in qualità di socio, darà il via libera alla modifica dell’articolo 4 dello statuto di Risorse per Roma Spa. E’ quanto prevede una delibera approvata durante la seduta odierna dell’Assemblea capitolina. E’ un provvedimento di grande prospettiva ed importanza nell’ottica della rigenerazione urbana. Nello specifico, Risorse per Roma potrà diventare stazione appaltante e accedere ai bonus per le manutenzioni agevolate del patrimonio pubblico, anche per le case popolari. Attraverso Risorse per Roma ora possiamo cogliere maggiori opportunità per effettuare interventi capillari e incisivi di recupero, riqualificazione, adeguamento ed efficientamento energetico, potendo attingere ad ulteriori fonti di finanziamento per questi lavori. Sono particolarmente soddisfatta di questo risultato perché già nel corso della mia attività di consigliera di opposizione nella scorsa consiliatura, ho presentato diversi atti e interrogazioni al fine di assicurare anche a Roma, così come fatto da altre grandi città, la possibilità di aderire a questo tipo di agevolazioni. Ora, grazie ad una una nuova sensibilità e attenzione della nostra amministrazione, anche con un apporto costruttivo della minoranza, abbiamo raggiunto un traguardo che permetterà di garantire risposte concrete soprattutto ai romani e alle famiglie che abitano all’interno delle case popolari”. Così in una nota la Presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli.

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Scuola Riforma reclutamento e formazione ma con scarse risorse

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2022

Sarebbero pochi i fondi messi a disposizione dal Mef per evitare il dimezzamento della carta docente e al corpo insegnante, che nel volgere di alcuni anni perderà circa 10.000 posti di potenziamento, già previsti dal Decreto Legge n. 36 inserito nel Pnnr ed ora al vaglio delle commissioni Istruzione e Affari Costituzionali del Senato. Le forze politiche hanno chiesto oltre 450 milioni di euro per modificare la parte relativa alla scuola del decreto PNRR 2, ma, secondo quanto segnala Italia Oggi, dal Mef pare siano arrivate rassicurazioni solo per 16 milioni, una cifra decisamente bassa, probabilmente necessari solo ad evitare il taglio della carta docente e soltanto per il 2022”. Inoltre, “fumata nera anche per il finanziamento volto a coprire gli aumenti ai docenti che parteciperanno alla formazione incentivata. Servirebbero 380 milioni di euro per evitare il taglio di oltre 11mila cattedre, troppo per il Ministero dell’Economia. Bisognerà attendere, dunque, la prossima Legge di Bilancio, ma, ripete il ministro Daniele Franco, dovrà esserci la volontà politica per compensare i tagli previsti. Difficilmente, però, questo sarà possibile con il decreto PNRR 2, il cui varo è atteso entro il 29 giugno”. Anief ritiene che si stia dimostrando poco incisiva l’azione che si sta producendo per evitare l’approvazione del provvedimento normativo che andrebbe a rendere ancora più complicata l’immissione in ruolo del personale docente e renderebbe discriminatoria, oltre che svolta in orari inappropriati, la formazione degli insegnanti di ruolo. Il sindacato torna dunque ad esortare le commissioni Affari Costituzionali e Istruzione pubblica, beni culturali del Senato a valutare con attenzione le 300 richieste di modifica presentate, di cui 50 da Anief.

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Il caldo anticipato aumenta le preoccupazioni idriche

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Maggio 2022

Ormai i cambiamenti climatici obbligano ad aggiornare pure il lessico popolare perché, di fronte all’anticiclone africano in una primavera già eccezionalmente calda, non si può certo dire “piove sul bagnato”, ma vero è che l’anticipo d’estate cancella anche le ultime speranze riposte sulle piogge di Maggio, utili a riequilibrare il clamoroso deficit idrico invernale.Era invece accaduto così l’anno scorso, quando la prima metà del mese era stata caratterizzata da importanti perturbazioni primaverili, che avevano rimpinguato i corpi idrici del Centro-Nord Italia, tralasciando però il versante adriatico e la Sicilia, destinate a soffrire di siccità fino all’arrivo delle piogge ottobrine: nel Ferrarese, ad esempio, dove si sta velocemente tornando sotto ai minimi storici pluviometrici (così come nei bacini montani tra i fiumi Parma e Trebbia), le piogge cumulate nel 2021 da Gennaio a Maggio e quelle cadute nello stesso periodo di quest’anno sono praticamente identiche (poco sopra i 150 millimetri), facendo presagire un’altra stagione di grave sofferenza idrica (fonte: ARPAE).In tutta l’Emilia-Romagna tornano a calare vistosamente le portate dei fiumi e, dopo i picchi della scorsa settimana, il Secchia ridiscende ai limiti del minimo storico (2,8 metri cubi al secondo), sotto il quale è già sceso l’Enza (oggi mc/sec 2,9).Confrontando i dati 2021-2022 dei grandi bacini naturali del Nord, oggi tutti sotto media, si può notare come, ad eccezione del lago di Como, le differenze siano notevoli: 12 mesi fa, Garda ed Iseo erano quasi al colmo di piena come il Maggiore, cui oggi manca invece un buon 50% del volume d’acqua presente l’anno scorso (attualmente è al 39,5% di riempimento) e che, permanendo le attuali condizioni, segnerà prossimamente nuovi record di altezza idrometrica minima. A segnalare gli allarmanti trend idrici in un periodo tradizionalmente piovoso ed oggi addirittura afoso è l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.

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III Edizione della Spring School Ambiente e Diritti Globali-Crisi delle risorse, conflitti e disastri ambientali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2022

Roma 9 – 13 maggio 2022 In modalità web live. L’emergenza globale di questi anni ha messo in luce, in modo crescente, l’impatto umano sul Pianeta e la necessità di un cambiamento in materia di protezione dell’ambiente. È sempre più evidente l’urgenza di decisioni importanti su fattori determinanti – crisi climatica, inquinamento, deforestazione, densità di popolazione, risorse energetiche – che tanto hanno a che fare con la salute umana, i conflitti armati e i fenomeni migratori. Dalla necessità di una riflessione su queste tematiche è nata la Spring School della SIOI e di Greenpeace Italia, giunta alla III edizione, con l’obiettivo di fornire approfondimenti su questioni ambientali di portata globale e sulle loro conseguenze sul piano socio-economico, indicando possibili soluzioni in termini di politiche nazionali e internazionali e opzioni tecnologiche.Il Corso – rivolto a coloro che, per interesse professionale o personale, siano interessati ad approfondire questi temi – è online e organizzato in modalità live, permettendo quindi una interazione diretta tra partecipanti e docenti. Sono previsti 5 incontri, da lunedì 9 a venerdì 13 maggio 2022, dalle ore 14:00 alle ore 17:00, che tratteranno i seguenti argomenti:La comunicazione del rischio ambientale Ambiente e comunicazione. Strategie di engagement e di mobilitazione, il caso di Greenpeace Effetto serra effetto guerra: il cambiamento del clima e i suoi effetti nell’area Mediterranea Clima: esiti e prospettive nel negoziato internazionale Proteggere il clima o le fonti fossili? Negoziati internazionali e protezione degli oceani Plastica in mare: il parere della ricerca Plastica e prodotti monouso: normativa nazionale, comunitaria e interessi economici Deforestazione. Ambiente e diritti dei Popoli nativi Difendere i diritti umani: perché si muore per la propria terra L’insostenibile produzione del nostro cibo Pandemia e Ambiente

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Agricoltura: Risorse contro i rincari

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2022

“Sono al fianco degli agricoltori e degli allevatori italiani che, proprio nel momento in cui cercavano di mettersi alle spalle il difficile periodo pandemico, stanno affrontando una impennata improvvisa e considerevole dei costi legati all’energia e alle materie prime. In più c’è il timore delle ripercussioni della crisi ucraina e, nelle zone interessate, il flagello della peste suina. Il Governo è intervenuto prontamente con decreti per fronteggiare la situazione ma ritengo che debbano essere compiuti ulteriori sforzi”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, a margine della conferenza stampa della CIA-Agricoltori Italiani che ha annunciato una manifestazione per il 28 febbraio a Rossiglione, in provincia di Genova, nel cuore della ‘zona rossa’. “Il Parlamento, pertanto, farà la sua parte – prosegue -, intervenendo in sede di conversione dei decreti. Sul decreto-legge Peste Suina, ora in Senato, si devono prevedere a mio avviso risorse per un’azione più incisiva del commissario, che ho sempre promosso come figura. Ora va nominato quanto prima ma, soprattutto, è necessario attribuire ulteriori poteri oltre quelli di coordinamento. Non mi stancherò mai di ripetere, infatti, quanto sia importante imparare dagli errori commessi nella gestione della Xylella fastidiosa in Puglia”.“Sui costi agricoli, poi, con rammarico ho constatato che non sono state previste azioni specifiche per il comparto primario nel Dl Energia. Alla Camera siamo pronti a richiedere interventi adeguati per venire incontro alle esigenze delle imprese agricole, zootecniche e della pesca” conclude.

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Più risorse e opportunità per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

Il 2022 comincia sotto buoni auspici per l’agricoltura, grazie alle nuove risorse previste nella legge di Bilancio e a un’attenzione verso il settore che non ha precedenti – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Con oltre due miliardi di euro a disposizione per agricoltura, pesca e agroalimentare, il primario potrà beneficiare del doppio delle risorse rispetto all’anno precedente. Finalmente l’agricoltura comincia a essere riconosciuta come locomotiva dell’Italia. Per questo il nuovo anno si preannuncia ricco di sfide.Tra le conseguenze della crisi sanitaria c’è anche una nuova e diffusa consapevolezza del ruolo che il settore primario gioca nella tenuta economica e sociale del Paese – continua Tiso. Si è aperta in questo modo una finestra di opportunità che deve essere sfruttata non solo per rilanciare il settore, ma anche per impostare la sua crescita su nuove basi mettendo al centro la sostenibilità. Le risorse in arrivo con la legge di Bilancio sono destinate, tra gli altri obiettivi, a promuovere le assicurazioni sul rischio catastrofale e le agevolazioni fiscali, oltre a finanziare misure a sostegno delle filiere, degli investimenti e dei giovani. Sono finalità condivisibili, che devono però essere integrate da quello della transizione verde, che dovrebbe informare in modo trasversale l’intero pacchetto di incentivi all’interno di un impianto complessivo che comprenda anche il Pnrr e la nuova Pac.

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Si chiedono risorse adeguate per rafforzare l’ispettorato repressione frodi

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2022

“La normativa per il contrasto alle pratiche commerciali sleali, entrata in vigore lo scorso 15 dicembre, ha conferito all’Ispettorato Repressione Frodi del Ministero delle Politiche agricole numerosi nuovi compiti a tutela del comparto primario nazionale. Per questo, è necessario garantire risorse adeguate e adottare misure per rinforzare gli organici dell’Icqrf con ulteriori professionalità che possano adoperarsi per dare concretezza alle azioni di contrasto alle pratiche sleali nei rapporti commerciali della filiera agroalimentare individuate dalla normativa. A margine dell’approvazione della Legge di Bilancio 2022, pertanto, abbiamo posto all’attenzione del Governo la necessità che questa novità normativa possa poter contare su personale in grado di trasformare gli intenti di legge in realtà a tutela dei nostri agricoltori e del made in Italy di qualità”. Lo dichiara il deputato Luciano Cillis, esponente M5S in commissione Agricoltura e primo firmatario di un ordine del giorno alla Manovra, il cui impegno è stato accolto dall’Esecutivo Draghi.

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Il futuro delle risorse idriche in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2021

Un servizio di consiglio irriguo e fertirriguo, in grado di organizzare ed elaborare i flussi di dati (informazioni satellitari più quelle derivanti da sensori posizionati in campo) in mappe leggibili da macchine irrigatrici 4.0: è questa l’innovazione della ricerca POSITIVE (Protocolli Operativi Scalabili per l’Agricoltura di Precisione), presentata all’Università di Parma e che ha coinvolto numerosi partner ed atenei con capofila CIDEA- Centro Interdipartimentale per l’Energia e l’Ambiente.A conclusione delle attività, POSITIVE rende disponibili protocolli operativi, aperti per interconnettere i componenti, che abilitano l’irrigazione di precisione (oggi in Emilia Romagna), ottenendo il miglioramento delle colture con una riduzione dei consumi idrici ed energetici; inoltre, l’agricoltore potrà crearsi un archivio di esperienze d’irrigazione, associate alle proprie colture ed alle specifiche rese stagionali. Le informazioni, frutto della ricerca, avvalorano l’importanza di integrare i dati satellitari con quelli, che derivano dal bilancio idrico del sistema “intelligente” Irriframe voluto da ANBI.L’immagine dettagliata dello status della vegetazione consente di ottenere un più mirato consiglio per l’irrigazione, basato su sviluppo e stadio di maturazione: in questo scenario, se l’imprenditore agricolo “informato” dispone anche di adeguata tecnologia d’irrigazione “a rateo variabile” 4.0, otterrà in tempo reale l’indicazione della quantità d’acqua da distribuire in ognuna delle aree del suo campo, in funzione delle colture a dimora e dei relativi consumi idrici. “Il sistema POSITIVE – evidenzia Stefano Anconelli, Direttore Ricerca e Sviluppo Agronomico del Consorzio Canale Emiliano Romagnolo (C.E.R.) – consente di risparmiare fino a 200 metri cubi per ogni ettaro. Una simulazione realizzata basandoci sui dati più recenti, considerando solo i circa 110.000 ettari di superficie emiliano-romagnola, coltivata a mais e pomodoro, indica in circa 20 milioni di metri cubi, il risparmio idrico annuo.” “La siccità prolungata in numerose aree regionali durante l’anno – aggiunge il Presidente del Consorzio C.E.R., Nicola Dalmonte – stimola la ricerca tecnico-scientifica dei nostri laboratori in campo, consolidando collaborazioni fattive con università e portatori d’interesse. Immagazzinare acqua, grazie alla costruzione di invasi adeguati alle necessità ed impiegare moderne tecnologie irrigue, contribuirà ad incrementare le sicurezze della produzione agricola, di fronte alle ripercussioni dell’emergenza climatica.” Prosegue intanto anche lo studio, che ANBI e CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) stanno conducendo nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Agri4food; in particolare ci si sta concentrando , attraverso l’analisi della sperimentazione in un’area agricola della provincia di Oristano, sulla quantificazione dei benefici ecosistemici, apportati dall’irrigazione, al fine di determinarne il valore, secondo le Direttive Europee (obiettivo prize water). Oltre a ciò, l’impegno di esperti e ricercatori è indirizzato a definire lo sviluppo di linee di trattamento e di disinfezione innovative delle acque reflue (obiettivo grey water), l’individuazione di nuove tecniche di aridocoltura per aumentare l’efficienza d’uso dell’acqua (obiettivo green water), l’adattamento dell’irrigazione di precisione a risorse idriche limitate (obiettivo precision water), la gestione idrica e l’adattamento di fronte ai cambiamenti climatici (obiettivo future water). “Disponibilità e qualità dell’acqua sono diventati elementi fondamentali di competitività per le aziende agricole e di sicurezza alimentare per i consumatori in una logica ormai indispensabile di multifunzionalità d’uso” conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.

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Gestione delle risorse idriche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2021

“Il Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’Acqua, annunciato dalla Ministra per il Sud, Mara Carfagna, al Forum Internazionale Coldiretti su Agricoltura ed Alimentazione, vedrà nei Consorzi di bonifica e irrigazione, rappresentati da ANBI, un partner convinto, con il bagaglio di progettualità ed esperienza operativa, che quotidianamente mette al servizio del Paese”: a dirlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, commentando le parole della rappresentante di Governo. “Creare uno strumento di concretezza, in una cornice istituzionale di confronto fra tutti i soggetti interessati, è l’indispensabile via maestra per costruire le condizioni di accesso a risorse economiche, complementari a quelle previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, indispensabili per colmare il gap infrastrutturale, anche nel settore idrico, fra Sud e Nord del Paese – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – In questa cornice si colloca il Piano Laghetti, presentato con Coldiretti e ANBI. Una grande proposta di futuro in grado di dare acqua al potabile, produrre energia, rendere un servizio ambientale e irriguo e che prevede la realizzazione di 1000 bacini entro il 2030: 6.000 aziendali e 4.000 consortili. Una scelta quella dei laghetti per conservare l’acqua per il Paese, utile al Paese.” “La condivisione delle scelte – conclude il Presidente di ANBI – è la migliore garanzia per la crescita economica del Paese in una fase storica, determinante non solo per il futuro dell’Italia, ma dell’intero Pianeta. Ringraziamo la Ministra, Carfagna, per la sensibilità, che sta dimostrando verso un tema fondamentale di sviluppo, quale la gestione delle risorse idriche.”

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Scuola: La dedizione all’insegnamento è un concetto inapplicabile

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2021

“La Manovra 2022 non prevede solo lo stanziamento di meno di un decimo delle risorse necessarie alla scuola, 300 milioni anziché 5 miliardi, ma anche l’associazione del merito professionale con la ‘dedizione nell’insegnamento’. Ma cosa significa? Come si fa ad applicare un concetto del genere all’insegnamento? Dobbiamo aspettarci di escludere a priori un docente dal bonus merito solo perché lavora a testa bassa e non è sufficientemente estroverso?”. A dirlo è stato oggi Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief e dell’Accademia Europa Cesi, durante il convegno “La scuola italiana e il pilastro europeo dei diritti sociali”, nell’ambito del progetto “Pulser” della Cesi Europe Academy, svolto a Roma alla presenza di numerosi legali ed esperti di normativa scolastica. “Non scherziamo – ha continuato Pacifico -, i senatori facciano attenzione, perché il comma 1 dell’articolo 108 della Legge di Bilancio 2022 non può rimanere in vita, va stralciato: in fase di revisione finale del documento di fine anno, occorre aprire, piuttosto, alle indennità stipendiali che per i docenti, come per il personale Ata, continuano ad essere inspiegabilmente negate. Facciamoci guidare delle norme dell’Ue e dalla Carta Sociale europea, nel quale si salvaguardia il diritto all’occupazione e all’equo trattamento, anche stipendiale”, ha concluso il sindacalista autonomo.

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PNRR, il ruolo delle Città metropolitane per investire le risorse sui territori

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2021

Semplificare le procedure, far ripartire le assunzioni mirate a profili tecnici, affrontare le sfide degli investimenti collegati al PNRR il piano di ripresa e resilienza come un’opportunità unica per far ripartire i territori. Questo in sintesi il risultato del lungo confronto online organizzato questa mattina dal presidente nazionale di ANCI Antonio Decaro, sindaco della Città metropolitana di Bari, con i rappresentanti delle 14 Città metropolitane d’Italia.Per la Città metropolitana di Torino è intervenuto – a nome del sindaco Stefano Lo Russo – il vicesindaco metropolitano Roberto Montà che ha ribadito il ruolo centrale delle Città metropolitane come soggetti aggregatori e rappresentativi dei sistemi territoriali:.”Per i progetti del PNRR – ha detto tra l’altro Montà – servirà una interlocuzione diretta con il presidente del Consiglio dei ministri Draghi al fine di rafforzare il nostro ruolo di aggregatori di progettualità di area vasta e di motore dello sviluppo economico e della rigenerazione urbana. Servirà anche un’iniezione rapida di personale alle nostre strutture tecniche per fare in modo che siano in grado di reggere la sfida, mettere in campo grandi investimenti e dialogare proficuamente con i territori. A Torino la Città metropolitana ha 312 comuni di dimensioni e realtà geografiche assai diverse, serve un apparato di partecipazione e governance ben coordinato per non dividere il territorio, ma piuttosto per garantirne lo sviluppo e il rafforzamento delle principali vocazioni”.Al confronto sono intervenuti tragli altri i sindaci metropolitani di Firenze Dario Nardella, di Bologna Matteo Lepore, di Milano Beppe Sala, di Genova Marco Bucci, di Venezia Luigi Brugnaro, di Palermo Leoluca Orlando, di Roma Roberto Gualtieri, di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.Tutti hanno concordato che a livello locale ci sia responsabilita piena sui progetti del PNRR e che la leadership locale vada mantenuta, richiedendo a tal proposito al Presidente Draghi un incontro specifico in cui confrontarsi sul ruolo delle Città metropolitane e sulle criticità che rendono difficoltoso in questa fase assolvere al meglio alla funzione che la Costituzione riconosce loro.

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Comuni siciliani: risorse per enti in deficit

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Roma – “Sono vicina ai Sindaci che oggi si riuniscono nell’Assemblea di ANCI Sicilia. Conosco molto bene il problema dei Comuni siciliani, che ho sempre seguito in questi anni, e ritengo che la prossima settimana si possa chiudere definitivamente il cerchio. Abbiamo portato avanti tutte le interlocuzioni necessarie per arrivare ad una soluzione che consenta loro di chiudere i bilanci del 2021 e di risolvere le problematiche che li vedono attraversare una fase di tensione finanziaria che fonda le sue radici prima del Covid. Come Governo, nel rispetto delle prerogative di ciascuno, ove fosse necessario, stiamo valutando anche il ricorso allo stanziamento di risorse aggiuntive, proprio per evitare che ad essere penalizzati possano essere i cittadini. Già in Manovra abbiamo assicurato ulteriori risorse per i Comuni della Sicilia in deficit strutturale”. Lo afferma il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2021

Con un’immagine ad effetto sono chiamate “bombe d’acqua” ma, se si escludono i violenti e talvolta tragici eventi estremi, non sta piovendo più, in maniera utile, su Umbria, Abruzzo e Puglia: lo segnalano i dati raccolti nel report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che registra come, in Settembre, sull’Umbria siano mediamente caduti solo mm. 21,6 di pioggia (mm.24,1 in Agosto), scendendo addirittura a mm. 4,75 nelle zone meridionali della regione; solo 12 mesi fa erano piovuti mm. 101,53! Peggio ancora va in Abruzzo, i cui pluviometri superano il -90% dopo il -73% di Agosto e l’invaso di Penne segna la peggiore performance dal 2017 (a Settembre erano trattenuti solo 0,59 milioni di metri cubi d’acqua). Dati pluviometrici negativi nel mese di agosto anche per le Marche (dal -50% di Montemonaco a -67,3% di Carpegna) con evidenti conseguenze negative sulle portate dei corsi d’acqua, tornati in calo, seppur in vantaggio sul 2019. In Puglia, nei primi 8 mesi dell’anno si registrano pesanti deficit pluviometrici con generalizzate caratteristiche di “severa siccità”, che sfociano in “siccità estrema” nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani, toccando anche quelle di Brindisi e Taranto fino a sconfinare in buona parte della Basilicata (fonte: Centro Meteo Puglia). Anche in Emilia Romagna i dati pluviometrici sono largamente negativi: la media regionale delle precipitazioni nel periodo Marzo-Settembre 2021 è la più bassa dal 1961 con un deficit di oltre 200 millimetri nel settore centro-orientale, dove manca all’appello fino al 50% delle piogge; tornano così a soffrire le portate dei principali fiumi con Reno e Nure ancora sotto il minimo storico, così come i bacini piacentini Molato e Mignano sono scesi ai livelli più bassi dal siccitoso 2017 (fonte: ARPAE).“Scendendo nel dettaglio – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – il nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese prevede, al Sud, il disinterrimento di 45 invasi ed il completamento di altri 6, garantendo quasi 2700 posti di lavoro, grazie ad un investimento di circa 536 milioni di euro; per quanto riguarda il Centro Italia, sono previsti 36 progetti definitivi per il disinterrimento di altrettanti invasi ed il completamento di altri 6 bacini per un investimento complessivo di circa 186 milioni di euro capaci di attivare oltre 900 posti di lavoro.” Al Nord calano i livelli dei laghi Maggiore (ora sotto media) e Lario, mentre restano abbondanti le portate del fiume Adda, in Lombardia.Resta sostanzialmente stabile la media dei flussi nei corsi d’acqua piemontesi con gli estremi della Dora Baltea in aumento e della Stura di Lanzo in decrescita.Calano anche le portate del fiume Po, largamente sotto i livelli medi e dell’anno scorso, ma che si mantengono comunque su valori superiori alla portata di magra ordinaria.Reggono, seppur in leggero calo, i fiumi veneti ad eccezione del Piave, che supera i livelli degli anni precedenti, mentre torna ad essere preoccupante la situazione dei fiumi toscani, abbondantemente sotto media e lontani dalle portate del 2020, nonostante la recente ondata di maltempo; l’anno scorso, un più lungo periodo piovoso favorì importanti portate fluviali per molti giorni.Nel Lazio, il lago di Bracciano è in calo (-11 centimetri), così come i fiumi Liri e Sacco.In Campania, su base settimanale, i livelli idrometrici dei fiumi Garigliano, Volturno e Sarno risultano in diminuzione, mentre stabile è il Sele, unico superiore alla media del recente quadriennio; I volumi del lago di Conza e degli invasi del Cilento sono in ulteriore calo. In Basilicata, toccata da una tardiva siccità, gli invasi calano di quasi 10 milioni di metri cubi in una settimana; lo scorso anno, dopo una persistente assenza di piogge estive, la decrescita era stata di solo 1 milione e mezzo di metri cubi in questo periodo.Nella confinante e siccitosa Puglia, questa settimana l’acqua nei bacini registra -1,5 milioni di metri cubi, mentre quelli sardi segnano il terzo peggior risultato dal 2010 dopo i disastrosi 2016 e 2017 (al 30 Settembre 2021 trattenevano 1039,79 milioni di metri cubi).

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Risorse al sistema editoriale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2021

“Siamo stati i primi a denunciare, dopo la frase incredibile “trovino altre risorse”, la volontà di tagliare le risorse al sistema editoriale eliminando la quota del canone assegnata annualmente al Fondo per l’editoria, risorse volte a sostenere il pluralismo informativo. Ci associamo all’appello della FIEG per il sostegno all’industria editoriale e porteremo avanti atti in ogni sede – dichiara il capogruppo in commissione Editoria di FDI, deputato Federico Mollicone – ci preoccupa la reale capacità gestionale di Fuortes che, ad oggi, è stato solo a capo di istituzioni culturali con poche centinaia di dipendenti. La Rai è la principale aziende culturale nazionale, va tutelata e difesa ma non a scapito di altri comparti strategici nazionali come l’editoria cartacea e radiotelevisiva. A Roma “spogli Pietro e vesti Maria”.

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Le risorse idriche in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2021

A Settembre, la zona centrale del Veneto tra le province di Padova, Treviso e Vicenza è stata classificata, secondo l’indice SPI (Standardised Precipitation Evapotranspiration Index), in una condizione di siccità estrema, mentre siccità severa è invece indicata, su base trimestrale , per la provincia di Venezia ed il medio-basso Polesine: a renderlo noto è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che indica anche come le precipitazioni settembrine siano calate del 54% sulla regione, toccando -69% sul bacino del fiume Sile (fonte: ARPA Veneto). A Settembre, le portate dei corsi d’acqua veneti sono state inferiori del 40% a quanto registrato negli ultimi vent’anni con l’eccezione del 2003.Per il resto, le precipitazioni del periodo hanno sostanzialmente normalizzato la situazione idrica del Paese, dando respiro a territori in stato di siccità da circa 6 mesi; nonostante alcuni disagi locali, l’ondata di maltempo di questo inizio d’autunno non è fortunatamente paragonabile a quella, copiosa dell’anno scorso e che fu preludio ad un autunno particolarmente piovoso.I livelli dei grandi laghi del Nord sono sopra media con il Maggiore al 92% del riempimento.Come prevedibile, dopo l’innalzamento dovuto alle abbondanti precipitazioni, calano le portate dei corsi d’acqua ad iniziare da quelli valdostani col torrente Lys che scende al di sotto dei flussi di periodo; lo stesso accade in Liguria con i torrenti che, dopo un paio di giorni a rischio, sono rientrati nei valori normali.Il Po, come gli altri fiumi della regione (unica eccezione, la Stura di Lanzo passata in 24 ore da 9,2 metri cubi al secondo a mc/sec 490,00!), è in calo nel tratto piemontese mentre, grazie agli apporti pluviali, raddoppia la portata in Emilia Romagna, pur restando abbondantemente al di sotto dell’anno scorso, quando in questo periodo stava transitando una “piena” morbida. Nella stessa regione non si registra alcun picco di portata (cresce significativamente solo il Savio ); anzi tutti i corsi d’acqua restano ampiamente sotto le medie del periodo ed il Nure rimane al di sotto del minimo storico.Andamento analogo si evidenzia in Toscana, dove tutti i fiumi ritornano ampiamente sotto la media mensile ed i valori degli anni più recenti; l’Ombrone, come la Sieve, non riesce addirittura ad abbandonare una situazione di grave criticità.Diversa è la situazione nelle Marche, dove il forte maltempo, accanto a notevoli disagi, ha comportato evidenti crescite nelle portate dei corsi d’acqua dopo settimane di palese insufficienza.In Abruzzo permane idricamente preoccupante la condizione del bacino della diga di Penne.Nel Lazio, il fiume Liri si mantiene nella media del periodo, mentre il Sacco ha portata inferiore rispetto agli anni scorsi.In Campania, i livelli idrometrici dei fiumi Sele, Garigliano e Volturno risultano in aumento grazie alla ripresa delle precipitazioni, mentre i volumi del lago di Conza e degli invasi del Cilento sono invece in ulteriore calo.In Basilicata, i bacini continuano ad assolvere alla loro determinante funzione, distribuendo al territorio in una settimana ancora 7 milioni di metri cubi d’acqua, mentre in Puglia tale apporto è pari ad 1 milione di metri cubi. Infine, i dati della Sicilia certificano ulteriormente come il 2021 sia da considerare il secondo anno più siccitoso del decennio dopo il 2016.

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2 miliardi di € di risorse supplementari per la ripresa in Italia, Spagna, Lussemburgo e Romania

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2021

La Commissione ha concesso 2 miliardi di € a Italia, Spagna, Lussemburgo e Romania a seguito della modifica di due programmi operativi del Fondo europeo di sviluppo regionale, di un programma operativo del Fondo sociale europeo (FSE) e di uno del Fondo di aiuti europei agli indigenti nell’ambito dell’assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa (REACT-EU). In Italia il programma operativo nazionale “Governance e capacità istituzionale” riceverà un totale di 1,2 miliardi di €. Di questo importo, 761 milioni di € saranno destinati all’acquisto di 68 milioni di dosi di vaccini contro il coronavirus. Nelle regioni meridionali, le autorità utilizzeranno 374 milioni di € per assumere nuovi operatori sanitari pubblici e coprire i costi delle ore di straordinario dei lavoratori attuali. 108 milioni di € contribuiranno a rafforzare la capacità amministrativa delle autorità nazionali e regionali, anche nel sistema sanitario.In Spagna, la Comunidad Valenciana riceverà ulteriori risorse per 690 milioni di € per fornire, tra l’altro, capitale circolante alle piccole e medie imprese più colpite e per rafforzare la sanità, i servizi sociali e gli investimenti nelle infrastrutture di base per i cittadini, compresi i settori della sanità e dell’istruzione. Il Lussemburgo riceverà 69 milioni di € per finanziare test sul coronavirus su larga scala e l’acquisizione di vaccini, nonché investimenti a favore della sostenibilità, come l’elettrificazione della rete nazionale di autobus. In Romania saranno investiti 56 milioni di € per fornire sostegno materiale ai gruppi svantaggiati, ad esempio mediante pasti caldi, assistenza ai bambini svantaggiati con forniture scolastiche e alle madri svantaggiate con kit di prodotti essenziali per i neonati. REACT-EU fa parte di NextGenerationEU e nel corso del 2021 e del 2022 fornisce 50,6 miliardi di € di finanziamenti aggiuntivi (a prezzi correnti) ai programmi della politica di coesione.

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