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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘studenti’

Speciale bonus maturità per 1400 studenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

Secondo l’osservatorio OneDay l’80% dei liceali non vuole rinunciare alle vacanze, così ScuolaZoo, il media brand di riferimento della Generazione Z e considerato il compagno di banco degli studenti italiani, ha pensato a un “bonus maturità” alternativo per i maturandi che quest’anno hanno dovuto affrontare la maturità più strana della storia. Causa lockdown, gli studenti hanno frequentato l’ultimo anno di scuola a casa, non hanno organizzato la festa dei “100 giorni alla maturità”, hanno vissuto una iconsueta “Notte prima degli Esami”, si sono preparati agli esami con la didattica a distanza. Hanno dovuto rinunciare ai momenti di condivisione e di socialità che una delle tappe più importanti della vita di tutti – la fine delle scuole superiori – porta con sé. Per questo ScuolaZoo, dopo aver sostenuto gli studenti con attività online di edutainment, arriva in soccorso anche stavolta aiutando i maturandi (maturati ormai!) a dimenticare ansie e paure di una anno così particolare, partendo per il tanto sognato viaggio di maturità! Da oggi fino al 15 luglio infatti ScuolaZoo mette a disposizione 100 gift card al giorno del valore casuale compreso tra 60€ e 100€, ovvero il voto minimo e massimo della maturità. Come? Collegandosi al sito http://www.scuolazooviaggi.com tutti i giorni tra le 21 e le 22.Top 3 viaggi maturità: – Corfù – Kavos – Jesolo – Isola di Pag

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Undici università italiane si uniscono per lanciare i corridoi universitari per gli studenti rifugiati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Undici università italiane, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Caritas Italiana, Diaconia Valdese e Gandhi Charity hanno aderito ad un protocollo d’intesa che darà a 20 studenti rifugiati attualmente in Etiopia l’opportunità di proseguire il loro percorso accademico in Italia attraverso delle borse di studio.Il progetto, denominato University Corridors for Refugees (UNI-CO-RE), si avvale della partecipazione delle Università dell’Aquila, Università di Bologna, Università degli Studi di Cagliari, Università di Firenze, Università Statale di Milano, Università di Padova, Università degli Studi di Perugia, Università di Pisa, Università di Sassari, Università Iuav di Venezia, e Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli.Si tratta del proseguimento del progetto pilota partito nel 2019 con la partecipazione di due università e sei studenti.In base al nuovo protocollo, gli atenei, anche attraverso il fondamentale sostegno di un’ampia rete di partner locali, assicureranno il supporto necessario agli studenti per frequentare un programma di laurea magistrale della durata di due anni e per integrarsi nella vita universitaria.“Nel mondo ancora troppi rifugiati non hanno accesso all’istruzione”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “A livello di istruzione superiore la situazione è drammatica: solo il 3 per cento riesce ad accedere contro il 37 per cento della media globale. Grazie all’impegno delle università coinvolte, progetti come UNI-CO-RE non solo permettono ai rifugiati di arrivare in maniera sicura in Italia per sviluppare il loro talento, contribuendo alla comunità locale, ma riaccendono la speranza in milioni di bambini e ragazzi attualmente in esilio a causa di guerre e persecuzioni”.Gli studenti saranno selezionati sulla base del merito accademico e della motivazione, attraverso un bando pubblico e da comitati di esperti individuati da ciascuna università.Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso di iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure che tengano in considerazione i bisogni specifici e le legittime aspirazioni dei rifugiati di costruire il loro futuro in dignità.

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Parma: straordinario bilancio delle attività on line dall’inizio della fase di emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

1.453 studenti laureati, 8.276 esami sostenuti dagli studenti, 17.923 videolezioni caricate, 838.781 visualizzazioni delle videolezioni, 1.239 insegnamenti erogati, pari a una copertura dell’80%.In attesa dell’avvio della modalità mista, prosegue a pieno ritmo la didattica a distanza messa in campo dall’Università di Parma, come dimostra il bilancio delle attività on line organizzate dall’inizio dell’emergenza coronavirus al 30 aprile a seguito della sospensione delle attività in presenza disposta dai provvedimenti del Governo e della Regione.Fin da subito l’Ateneo si è infatti prontamente organizzato per garantire la continuità formativa e la regolare prosecuzione del percorso universitario degli studenti, trasferendo sul web lezioni, esami e sedute di laurea. Un obiettivo, questo, raggiunto giorno dopo giorno grazie all’impegno di tutto il personale nell’ottica di una piena collaborazione che ha toccato sia gli aspetti didattici, sia quelli legati alle piattaforme informatiche.Da evidenziare, lo sforzo compiuto dal Dipartimento di Medicina e Chirurgia che nonostante la situazione di emergenza vissuta ha comunque garantito la didattica al pari degli altri.Si rafforza così sempre di più lo slogan #uniprnonsiferma, attraverso il quale l’Ateneo ha voluto sottolineare, già dalle prime fasi dell’emergenza, la precisa volontà di non lasciare soli i suoi studenti, continuando ad accompagnarli nel proprio percorso accademico con modalità nuove, a distanza ma vicini.Tutto questo in attesa di una ripartenza in modalità mista, in presenza e on line, a cominciare da esami di profitto e sedute di laurea, che l’Università di Parma sta valutando nei tempi e nei modi più adeguati, mettendo sempre al centro di ogni decisione la tutela e le necessità degli studenti.

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Tablet e connessioni a internet per gli studenti romani

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

Cento bambini e adolescenti romani maggiormente a rischio di isolamento avranno da oggi a disposizione un tablet e una connessione a internet per continuare il loro percorso di studi.È l’iniziativa promossa dalla Caritas di Roma in collaborazione con Amazon Italia e Master Card Europa.La prolungata chiusura delle scuole per l’emergenza Covid-19 ha portato alla diffusione dell’e-learning, con la necessità da parte degli studenti di utilizzare dispositivi elettronici che consentano loro di partecipare alle lezioni online. Dalle richieste giunte ai Centri di ascolto delle parrocchie romane – attualmente sono 127 quelli attivi per la distribuzione straordinaria di generi alimentari – è emersa la necessità per molte famiglie, in particolare di quelle con più figli adolescenti, oltre che di generi alimentari anche di dispositivi che consentano il collegamento. Altre famiglie, pur avendo a disposizione telefoni o computer, necessitano invece di una connessione a internet stabile e veloce.Secondo alcune stime diffuse dai sindacati degli insegnanti, nelle scuole medie inferiori romane sono esclusi dalla didattica online circa il 30% degli studenti. Una misura che è la quasi totalità nel caso dei ragazzi rom e dei minori che vivono in istituti.
Amazon, già attiva in Italia con un ampio programma di donazioni a favore dell’istruzione, ha messo a disposizione 100 tablet Fire HD 8, dispositivi che si prestano all’e-learning sia per i bambini delle scuole primarie che per gli adolescenti.Master Card Europa garantirà l’acquisto di cento abbonamenti attraverso sim card con operatori di telefonia mobile, attive fino alla conclusione dell’emergenza.«Si tratta di un primo intervento di emergenza che si affianca alla distribuzione di alimenti – ha detto don Benoni Ambarus, direttore della Caritas romana – a cui seguirà, nelle prossime settimane, un vasto programma di aiuti per quelle famiglie che sono escluse dalle misure messe in campo dalle istituzioni». Per il sacerdote «attraverso la rete dei Centri di ascolto delle parrocchie romane, stiamo intercettando situazioni di disagio estremo, di famiglie che finora vivevano in modo precario e sono precipitate nella povertà più assoluta. Quando, come nel caso dell’istruzione, questa emergenza riguarda bambini e ragazzi, dovremmo veramente scuoterci tutti quanti».

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Il Papa prega per studenti e insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Il Pontefice dice di stare vicino ai docenti “che devono lavorare tanto per fare lezione via internet e altre vie mediatiche”. La viceministra all’Istruzione si sofferma sullo svilimento della professione degli insegnanti che continuano ad essere “bistrattati”. Anche studenti e famiglie si dicono grati a chi sta facendo i salti mortali, anche con mezzi tecnologici di fortuna, a proprie spese e di notte, per portare avanti l’offerta didattica. Marcello Pacifico (Anief): “Cosa altro dobbiamo attendere per dare il giusto merito ai nostri straordinari insegnanti, che con il personale Ata e i dirigenti scolastici, anche senza avere indicazioni tempestive e chiare dall’amministrazione, stanno portando avanti la didattica online? Perché, invece, di essere stabilizzati i nostri maestri vengono addirittura licenziati, pure dopo essere stati immessi in ruolo? Appena terminata questa emergenza, il Governo convochi i sindacati per arrivare a sottoscrivere un contratto che dia finalmente il giusto merito, economico e organizzativo, a questi professionisti della formazione che operano in silenzio sempre e comunque”.È diventata ancora più forte l’attenzione delle massime istituzioni per la scuola: oggi, Papa Francesco, nell’introduzione della messa a Santa Marta, ha dedicato un pensiero ad alunni e docenti, alle prese con lockdown imposto dall’emergenza coronavirus. “Preghiamo oggi – ha detto il Pontefice – per gli insegnanti che devono lavorare tanto per fare lezione via internet e altre vie mediatiche. E preghiamo per gli studenti che devono fare gli esami in un modo nel quale non sono abituati”.

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Sono circa 2milioni gli ebook scaricati dagli studenti italiani in queste settimane di emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Uno studente su tre ha scaricato almeno un libro di testo in digitale, raddoppiando il numero complessivo degli ebook in download di tutto l’anno scolastico precedente. È quanto emerge dall’indagine” “Didattica a distanza: il contributo degli editori scolastici nei giorni dell’emergenza, realizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) per fotografare cosa è accaduto dal 24 febbraio (data di chiusura delle scuole in Lombardia) a oggi con l’avvio della didattica a distanza (in allegato la sintesi, qui l’indagine completa), sulla base delle risposte di case editrici scolastiche che rappresentano l’87% del mercato.Il cuore della didattica a distanza? Si conferma ancora il libro di testo, presente nelle case degli studenti italiani in 40milioni di copie e “arricchito” in questi giorni da 20.000 contenuti digitali, certificati e di qualità, in media per ogni materia.“Questi 31 giorni segnano un momento di svolta nelle modalità quotidiane di insegnamento e di apprendimento – ha sottolineato il presidente del Gruppo Educativo dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Giovanni Bonfanti -. Si è potuto far fronte all’emergenza didattica anche perché gli editori hanno costruito negli ultimi anni, attorno al libro di testo, un sistema di 2milioni di altri materiali digitali di qualità, validati, efficaci e senza aggravio di costi, di cui gli insegnanti e gli studenti si sono potuti servire per affrontare dalle proprie case l’emergenza didattica. Questi strumenti, in accompagnamento al libro di testo, saranno ancora più utili alla riapertura di settembre. Siamo al fianco delle famiglie e degli insegnanti: grazie a questo gioco di squadra la scuola tiene il passo”.Sono infatti 691.000 i docenti che hanno partecipato – dal 24 febbraio a oggi – ad almeno un webinar di formazione gratuita (in media ne hanno seguito più di uno a testa).
Sono inoltre ben 372.000 le richieste di aiuto e di informazione evase dagli editori scolastici con 12.000 telefonate giornaliere di assistenza per info a supporto di genitori e insegnanti. Significano qualcosa come 1.500 richieste di informazioni evase ogni ora, 25 ogni minuto.

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Seminario Unicam per studenti delle scuole superiori

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

Camerino. L’Università di Camerino prosegue la sua attività di divulgazione scientifica rivolta in particolare agli studenti delle scuole superiori.
Ha riscosso un grande successo l’appuntamento dei giorni scorsi con gli studenti delle quinte classi dei Licei di Camerino, grazie alla preziosa collaborazione del Dirigente Scolastico Francesco Rosati, nel corso del quale circa 200 studenti, divisi in due sessioni, hanno seguito con molto attenzione ed estremo interesse il seminario “Coronavirus, questo sconosciuto”, che ha visto protagonisti i docenti Unicam Gianni Sagratini, chimico degli alimenti, Barbara Re, informatica, Giorgia Vici, biologa nutrizionista e Giacomo Rossi, medico veterinario docente di fisiopatologia e immunopatologia. Si andrà dall’analizzare il virus dal punto di vista biologico ai corretti comportamenti igienico sanitari da seguire, dalla georeferenziazione alle valvole stampate in 3D per “hackerare” maschere da sub e farle diventare respiratori per i pazienti in terapia subintensiva, dagli aspetti giuridici legati al distanziamento sociale alla natura e all’ambiente che riaffermano il loro ruolo.I seminari saranno poi disponibili on line nel portale di divulgazione della ricerca di Unicam “Scienza e Lode” http://www.unicam.it/scienzaelode, a disposizione degli insegnanti che volessero utilizzarli come materiale di approfondimento per i propri studenti.

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Scuola. Tre miliardi per ripartire? Anief: non bastano nemmeno per adeguare gli stipendi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Dalla stampa nazionale trapela la volontà di riprendere l’attività scolastica a settembre con un piano straordinario utile a garantire il distanziamento minimo indicato dagli epidemiologi per non incorrere di nuovo nel contagio di massa del Covid-19. Per il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe De Cristofaro servono tre miliardi per la scuola, che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione. È una cifra che torna spesso: “sono quelli che ha investito nel 2015, attraverso la “Buona scuola”, il Governo Renzi. Con quelle risorse sono stati assunti 86 mila docenti, si sono dati premi agli insegnanti più impegnati e bonus cultura a tutti quelli in ruolo”. Ma sono pure quelli che chiedeva come soglia minima il penultimo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, poi dimessosi proprio perché mai arrivata.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, stiamo parlando di una cifra a dir poco inadeguata. “Se pochi mesi fa i tre miliardi di euro richiesti da Fioramonti erano la condicio sine qua non per avviare il rilancio della scuola e arrivare ad un primo aumento a tre cifre per il personale docente, come si fa a pensare che possano bastare adesso per assolvere a quei compiti, sempre irrisolti, e ad affrontare con efficacia un periodo drammatico come quello che stiamo vivendo? Il Governo non pensi di cavarsela con la fornitura di mascherine, di gel igienizzanti e di prodotti per la sanificazione degli istituti. Qui si tratta di rivedere a pieno le strutture scolastiche, oltre la metà delle quali costruite più di 45 anni fa e quindi prive di quelle condizioni minime di sicurezza introdotte nel 1976, anno di entrata in vigore delle norme antisismiche. Senza contare la stabilizzazione di tantissimi docenti e Ata, che anche nelle attuali condizioni difficili continuano a garantire la didattica e i servizi scolastici senza alcuna prospettiva di stabilizzazione pur in presenza di tantissimo posti vacanti”.
Secondo il sottosegretario all’Istruzione, “bisogna fare tutti gli sforzi possibili per riportare in classe docenti e discenti. La didattica a distanza ha colmato il vuoto, ma ogni giorno amplifica le disuguaglianze che già a scuola esistono. Il ministero deve insediare al più presto una task force e costruire un cronoprogramma per i prossimi quattro mesi e mezzo. È il momento di trovare tre miliardi per la scuola italiana, che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione. Questa pandemia ha dimostrato che i pilastri dello Stato sono il sistema sanitario e il sistema dell’istruzione. Dobbiamo mettere in discussione quello che abbiamo fatto fin qui, tagli. E portare a casa i concorsi avviati con un percorso rapido che guardi a chi già insegna”.

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Studenti Erasmus: i deputati europei chiedono più sostegno e informazione durante la crisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Bruxelles.In una lettera indirizzata alla Commissaria per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù Mariya Gabriel mercoledì, i membri della commissione cultura e istruzione sottolineano che le comunicazioni della Commissione europea, così come i differenti approcci e la mancanza di informazione da parte delle agenzie nazionali, non offrono risposte chiare agli studenti Erasmus+ e ai partecipanti al programma del Corpo europeo di solidarietà sui rimborsi delle spese extra sostenute e il proseguimento del percorso formativo e di volontariato.Per i deputati, gli studenti dovrebbero essere aiutati a non perdere l’anno accademico, ottenendo i crediti necessari attraverso lezioni virtuali. I volontari UE devono essere dirottati verso attività nazionali. Nella loro lettera, inoltre, i deputati chiedono alla Commissione di assicurare ai partecipanti al Corpo europeo di solidarietà il mantenimento del loro status di volontari per tutto il periodo del programma, anche in caso di sospensione dello stesso. In questa maniera eviterebbero di perdere i benefici legati a tale status, comprese le forme di sostegno al reddito familiare come quello per i bambini. I deputati raccomandano anche la ricollocazione dei volontari, per esempio verso progetti negli Stati membri a sostegno della lotta contro il COVID-19. Infine, chiedono “una strategia chiara, accompagnata da una comunicazione efficace e implementata in maniera omogenea negli Stati membri”, aggiungendo che le persone e le organizzazioni coinvolte sono “estremamente preoccupate” e “hanno bisogno di sentire la Commissione al loro fianco”.“Chiediamo alla Commissione di supportare tutti i partecipanti in programmi di educazione, cultura e rivolti ai giovani. Questo significa lavorare a stretto contatto con agenzie nazionali, università, scuole, organizzazioni giovanili e di volontariato per far sì che i partecipanti siano al sicuro e ricevano aiuto per rientrare a casa se necessario. Ma significa anche fornirgli rassicurazioni sul fatto che i maggiori costi che hanno dovuto sostenere saranno rimborsati, che i regolamenti dei progetti saranno applicati in maniera flessibile e che manterranno il loro status di volontari del Corpo europeo di solidarietà o di studenti Erasmus+”, ha detto Sabine Verheyen (PPE, DE), presidente della commissione cultura e istruzione.Attualmente 165mila persone in Europa sono iscritte al programma Erasmus+ e altre 5000 fanno parte del Corpo europeo di solidarietà. La Commissione ha comunicato che le autorità nazionali che coordinano i progetti potrebbero invocare cause di forza maggiore per permettere il rimborso degli scambi interrotti in anticipo e per rinviare l’inizio di alcune attività o rimborsare i maggiori costi sostenuti dai partecipanti.

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Cari studenti, docenti, collaboratori ed amici

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

auguri pasqua giottoOggi nella solennità della resurrezione di Gesù, mi faccio portavoce del messaggio dell’Apostolo Paolo nell’Epistola ai Romani: “Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza” (Romani 8. 24-25).Questo è il momento di ricordarci che nella speranza c’è la salvezza. Vi auguro di passare una felice Pasqua con i vostri cari nella speranza di rivederci presto più consapevoli come ci invita Papa Francesco, “che non siamo soli, ma amati, perché il Signore non ci abbandona e non si dimentica di noi, mai.”Buona Pasqua di Risurrezione!
Dear students, professors, collaborators and friends
Today, on the Solemnity of the Resurrection of our Lord, I echo the witness of the Apostle Paul in his Epistle to the Romans: “Now, what is hoped for, if seen, is no longer hope; in fact, what one already sees, how could one still hope for? But if we hope for what we do not see, we wait for it with perseverance” (Romans 8:24-25).This is the time to be reminded that in hope there is salvation. I wish you to have a happy Easter with your loved ones in the hope of seeing us again soon more aware as Pope Francis invites us, “that we are not alone, but loved, because the Lord does not abandon us and never forgets us”. Blessed Easter!

Queridos estudiantes, profesores, colaboradores y amigos
Hoy, en la solemnidad de la resurrección de Jesús, me hago portavoz del mensaje del apóstol Pablo en la epístola a los Romanos: “Ahora bien, lo que se espera, si se ve, ya no es esperanza; de hecho, lo que ya se ve, ¿cómo podría esperarse todavía? Pero si esperamos lo que no vemos, lo esperamos con perseverancia” (Romanos 8. 24-25).Este es el momento de recordarnos a nosotros mismos que en la esperanza hay salvación. Les deseo que pasen una feliz Pascua con sus familiares con la esperanza de volver a vernos pronto más conscientes, como nos invita el Papa Francisco, “de que no estamos solos, sino que somos amados, porque el Señor no nos abandona y nunca nos olvida”.ìFeliz Pascua! (by P. José E. Oyarzún, LC, Rettore) (n.r. Riportiamo questo messaggio facendolo anche nostro e rivolgendolo ai nostri lettori perchè di là della figura del suo estensore vi è il richiamo ad una fratellanza umana che non dovrebbe mai venir meno e soprattutto quando i tempi si rendono difficili. Buona Pasqua di speranza e di fede.) (photo: Giotto, Resurrezione e Noli me tangere (1303-1305)

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120 milioni di studenti colpiti dalla chiusura delle scuole nell’Africa Occidentale e Centrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Questo perché quasi tutti i paesi hanno introdotto la misura della chiusura scolastica e universitaria a livello nazionale per contenere il Covid-19, ma il numero è destinato ad aumentare man mano che il virus si diffonderà. Lo afferma Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, che teme per il futuro di milioni di bambini.Mentre la risposta al COVID 19 è principalmente focalizzata sui sistemi sanitari, la pandemia sta già avendo un impatto devastante sulla vita dei bambini. Nel tentativo di mantenere la diffusione del virus, i governi stanno chiudendo le scuole in tutto il mondo e questa situazione potrebbe ulteriormente aggravare le vulnerabilità dei minori emarginati nell’Africa Occidentale e Centrale e in particolare nel Sahel.Alcuni paesi sono più attrezzati e in grado di fornire un “apprendimento a distanza” ai minori durante la chiusura scolastica, ma le ragazze e i ragazzi più emarginati che vivono nelle aree rurali o nei sobborghi delle principali città avranno grandi difficoltà ad accedere all’apprendimento a distanza. Ciò include i bambini delle famiglie a basso reddito, i disabili e coloro che già sono colpiti da conflitti e crisi umanitarie.I sistemi educativi nazionali in Repubblica Democratica del Congo, Burkina, Mali, Niger o Nigeria settentrionale affrontano già notevoli sfide a causa del conflitto, degli sfollamenti in corso e di una grave mancanza di finanziamenti. Il COVID-19 aggrava queste terribili situazioni.Save the Children invita i governi e la comunità internazionale a garantire che siano messe in atto misure per mitigare l’impatto della chiusura della scuola. In Africa, dove milioni di persone non hanno accesso a Internet, strumenti come programmi radio e TV, possono aiutare i bambini ad accedere all’istruzione alternativa. È fondamentale che i governi supportino gli insegnanti e li dotino delle competenze per fornire un apprendimento a distanza di qualità; siano disponibili cure adeguate e supporto specifico per i bambini, insieme all’apprendimento a distanza, poiché le chiusure scolastiche colpiranno più duramente i più emarginati; siano attuate le misure necessarie per mitigare i rischi che l’impatto della chiusura delle scuole può avere sui bambini, oltre all’interruzione dell’istruzione.Per esempio, molti fanno affidamento sui pasti scolastici per sostenere la loro alimentazione quotidiana. Inoltre, i minori che non vanno a scuola hanno anche un rischio maggiore di andare a lavorare e di abuso e sfruttamento; prestare particolare attenzione alle ragazze, che hanno maggiori probabilità di affrontare un onere sproporzionatamente più grande per la cura dei familiari che contraggono il virus, la cura dei bambini più piccoli e sono a rischio di meccanismi familiari negativi come il matrimonio precoce. Più governi devono impegnarsi a mettere in atto meccanismi di protezione delle minori vulnerabili, seguendo l’esempio della recente decisione del governo della Sierra Leone di revocare il divieto per le ragazze in gravidanza di frequentare la scuola.

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Garantire agli studenti la valutazione meritocratica

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“La scuola durante questa emergenza sanitaria, grazie all’impegno ed alla dedizione dei docenti, ha concretamente scoperto la didattica a distanza. In molti casi però gli studenti non hanno potuto usufruire a pieno di questo nuovo modo di studiare. Diverse le cause: per assenza di strumentazioni informatiche, per l’insufficienza dei collegamenti internet, ma anche per una precaria situazione economica familiare. Fratelli d’Italia in considerazione di queste ed altre problematiche, propone di posticipare la valutazione, inerente al programma di questo ultimo periodo, alla fine del prossimo anno scolastico ovvero 2020/21, ad eccezione ovviamente delle classi terminali che sosteranno le prove d’esame. Precisamente nei mesi di settembre ed ottobre 2021 e dopo aver preso parte ad appositi corsi di recupero. In questo modo si avrà effettivamente una valutazione complessiva del biennio, garantendo una reale valutazione meritocratica, anche per chi non ha potuto pienamente usufruire della didattica a distanza”.
Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti e Carmela Ella Bucalo rispettivamente vicepresidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile scuola del dipartimento di Fratelli d’Italia.

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Didattica a distanza: Il Garante della privacy: le scuole proteggano i dati di studenti e famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

Con una nota ufficiale, inviata ai ministri dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca e per le pari opportunità e la famiglia, il dottor Antonello Soro spiega che non occorre “sottovalutare i rischi, suscettibili di derivare dal ricorso a un uso scorretto o poco consapevole degli strumenti telematici”. La nota cita l’atto di indirizzo dello stesso Garante, nel quale si spiega che “qualora la piattaforma prescelta comporti il trattamento di dati personali di studenti, alunni o dei rispettivi genitori per conto della scuola o dell’università, il rapporto con il fornitore dovrà essere regolato con contratto. È il caso, ad esempio, del registro elettronico”. Punta quindi il dito sui minori, perché “meritano una specifica protezione, in quanto possono essere meno consapevoli dei rischi” e sulla necessità di “assicurare la trasparenza del trattamento informando gli interessati”.Dopo alcune settimane di didattica a distanza, il presidente dell’Autorità Garante della protezione dei dati personali, Antonello Soro, prende posizione: in una lettera inviata ai ministri dei dicasteri interessati, scrive che “si tratta di rischi assai più concreti di quanto si possa immaginare e dai quali è bene proteggere chiunque (in primo luogo, ma non soltanto i minori) utilizzi questi nuovi strumenti di formazione. Molte delle piattaforme suscettibili di utilizzo a fini didattici, ad esempio, funzionano come veri e propri social network che necessitano, come tali, di una sia pur minima cognizione delle loro regole di utilizzo e delle implicazioni di ciascun “click”, anche tra l’altro sui diritti della personalità di terzi”.

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Nissoli (FI): Lieto fine per gli studenti bloccati a JFK airport a New York

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

“Un ringraziamento alle nostre autorità diplomatiche e consolari negli USA che hanno garantito un fondamentale supporto per assicurare il rimpatrio dei connazionali che attendono di essere imbarcati sul volo per l’Italia da New York. Loro, per primi, ma noi tutti che ci siamo occupati del problema, abbiamo vissuto un po’ di apprensione ma poi, fortunatamente, è giunto il lieto fine per gli studenti bloccati ieri, al JFK airport a New York, in seguito al varo delle nuove norme sanitarie nei trasporti aerei.
Infatti, ieri pomeriggio circa 150 studenti, provenienti da tutti gli Stati degli Usa, non sono stati imbarcati per rispettare le nuove norme che prevedono la distanza di sicurezza anche dentro gli aerei. In seguito e grazie all’intervento del nostro Ambasciatore, Armando Varricchio, e del nostro Console generale a New York, Francesco Genuardi, è stato possibile raggiungere un accordo per imbarcare questi ragazzi e così, domani 1 aprile, arriveranno finalmente all’aeroporto di Fiumicino. Un ringraziamento anche a tutto il personale di Alitalia che continua a lavorare in aeroporto, ogni giorno, per garantire un servizio indispensabile a tutti i connazionali che necessitano di rientrare in Patria.
Un grazie sentito, quindi, all’Ambasciatore Varricchio per il lavoro diplomatico svolto in questi giorni e che ha portato al mantenimento dell’unico collegamento aereo tra Usa ed Europa e a tutta la rete consolare italiana in Nord e Centro America per il continuo lavoro svolto, 7 giorni su 7, in maniera continuativa, nell’assistere i connazionali. Il Sistema Italia, anche nei momenti di emergenza globale, funziona” Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America”.

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Decreto “Cura Italia”, emendamento per sospendere le tasse universitarie e detrarre al 100% le spese d’affitto dei fuori sede

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Sospendere nel corrente anno i pagamenti delle tasse universitarie per tutti gli studenti e prevedere delle detrazioni al 100% per gli affitti di quelli fuori sede: a chiederlo è l’Anief, con un emendamento proposto al Decreto Legge “Cura Italia”, il n. 18 del 17 marzo 2020. Per il sindacato, la modifica, all’articolo 62, si rende necessaria “in considerazione della difficile condizione economica in cui versano molte famiglie di lavoratori” e per “pianificare forme di sostegno che compensino gli effetti del diffuso stato di emergenza, anche lavorativa”.

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Sportello Ido attivo per studenti e docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Sette giorni su sette, sabato e domenica inclusi, sono sempre attivi gli esperti dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), pronti a rispondere alle richieste di aiuto che arrivano allo sportello di supporto online ’30 psicologi in ascolto’, nell’ambito del progetto ‘Lontani ma vicini’ sul portale Diregiovani.it.
“È uno spazio dedicato a studenti e docenti- spiega Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO- noi siamo nella task force realizzata dal ministro Azzolina, con il coordinamento della dottoressa Boda che collabora con tutte le task force regionali. È spesso difficile sapere cosa fare e dire ai ragazzi, così abbiamo utilizzato il portale d’informazione dedicato a loro – Diregiovani.it – sul quale già esiste da molti anni un servizio di supporto on line, che anche prima dell’emergenza Coronavirus riceveva ogni giorno dalle 5.000 alle 7.000 richieste di aiuto, informazioni, pareri o semplicemente di un bisogno di essere ascoltati. Ecco perché- continua Castelbianco- ci siamo subito appoggiati a questa piattaforma già nota ai ragazzi. Abbiamo sfruttato una realtà operativa strutturata, ma rinforzandola con 30 psicoterapeuti che lavorano nelle scuole, a contatto con gli studenti, e hanno l’abitudine professionale di ascoltarli e parlare con loro. Adesso- sottolinea Castelbianco- continuano a farlo on line”.
Lo sportello ’30 psicologi in ascolto’ mette a disposizione degli studenti un indirizzo email e un numero di cellulare a cui scrivere su WhatsApp o per sms. Accanto al servizio per gli studenti, “abbiamo attivato anche un servizio per i docenti- fa sapere il direttore dell’IdO- per dare supporto e fornire quegli strumenti che li aiutino a gestire l’ansia che i genitori e i ragazzi riversano su di loro. I docenti sono sempre in prima linea e, oltre alla didattica a distanza, vi è tutta una problematica umana che si trovano a dover fronteggiare. Penso ai problemi che nascono e crescono dentro le case, spesso vissute come un luogo di costrizione e non come un piacevole soggiorno. Anche per i docenti, quindi, stiamo realizzando dei videotutorial all’interno di una piccola area riservata solo a loro”.Per gli studenti, infine, l’IdO ha predisposto delle attività che possano aiutarli ad occupare il tempo non solamente davanti ai device, ma anche seguendo dei corsi come quello di giornalismo. “Speriamo che scrivendo possano farci conoscere quello che fanno, con la loro creatività e umorismo. Quando questa emergenza sarà finita pubblicheremo un libro, che invieremo a tutte le scuole d’Italia, come un ricordo”, fa sapere il direttore dell’IdO. Castelbianco poi aggiunge: “Abbiamo avuto già tante risposte dalle scuole, dalla Liguria alla Sicilia, e le loro richieste sono tantissime. Qualora 30 psicoterapeuti non bastassero- conclude- siamo pronti ad aumentarne il numero. L’importante è riuscire a dare una risposta a tutti”.Ecco il link dove guardare la video pillola del direttore dell’IdO: https://www.youtube.com/watch?v=fJGVAcK-gjo

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Circa 1,2 miliardi di studenti sono stati colpiti dalla chiusura di scuole e università in 120 paesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

Questo numero è destinato a crescere man mano che aumenta la diffusione del Coronavirus. Nel frattempo a Cox Bazar in Bangladesh è stato confermato presso la comunità locale il primo caso di COVID-19, che desta fortissima preoccupazione per la presenza del più grande insediamento di rifugiati sulla terra. Migliaia di persone potrebbero morire. Un milione di Rohingya, la metà dei quali sono bambini, si sono rifugiati nei campi tentacolari di Cox Bazar dall’agosto 2017, quando sono stati costretti a fuggire dalle loro case di fronte all’esplodere della violenza in Myanmar. Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, invita i governi ad agire ora con urgenza per evitare che milioni di bambini vulnerabili perdano la propria istruzione e per garantire loro un’adeguata assistenza e un apprendimento remoto inclusivo, riconoscendo che la chiusura delle scuole colpirà maggiormente i bambini più emarginati e vulnerabili. È anche fondamentale che i governi supportino i docenti e li dotino delle competenze per fornire un insegnamento a distanza di qualità.L’impatto della chiusura delle scuole si estende oltre l’interruzione dell’istruzione, comporta anche altri rischi per i bambini emarginati e quelli provenienti da famiglie a basso reddito, perché molti fanno affidamento sui pasti scolastici per sostenere la loro alimentazione quotidiana.“Stiamo affrontando una situazione senza precedenti. Il numero di bambini che hanno dovuto abbandonare improvvisamente la scuola o l’università è equivalente all’intera popolazione dell’India. Centinaia di milioni di studenti non potranno tornare alle lezioni normali per mesi, forse più a lungo, con molti esami importanti rinviati o annullati del tutto. Sappiamo per esperienza che soprattutto in alcuni contesti più i bambini non frequentano la scuola, maggiori probabilità ci sono che non torneranno mai più, in particolare le ragazze e coloro che provengono da famiglie a basso reddito. Ecco perché i governi devono ora mettere a punto strumenti di apprendimento a distanza di facile utilizzo, garantendo che le tecnologie utilizzate non escludano i bambini poveri, disabili o emarginati. Dobbiamo essere creativi. Nelle comunità con scarso o nessun accesso a Internet, ad esempio, i programmi radiofonici potrebbero consentire ai bambini di continuare l’apprendimento” ha dichiarato Gabriella Waaijman, Direttrice Umanitaria Globale di Save the Children.
“Ora è il momento per il mondo di riunirsi per proteggere i minori più a rischio, che saranno i più colpiti da questa crisi globale. Questi includono bambini senza fissa dimora, in cura o che vivono soli senza genitori o figure di riferimento. I bambini disabili rischiano di essere ulteriormente isolati o trascurati se non possono andare a scuola mentre i rifugiati e i minori sfollati nei campi temporanei sono ancora più vulnerabili di quanto non fossero prima di questa crisi. Poiché le pressioni aumentano sulle famiglie a basso reddito, i minori potrebbero dover lavorare per sostenere i redditi familiari e le ragazze in particolare potrebbero anche affrontare l’onere sproporzionato di prendersi cura dei familiari che contraggono il virus o di badare ai bambini più piccoli. Se i piani non vengono attuati con urgenza, alcuni bambini corrono il rischio di non tornare mai più a scuola” ha concluso Gabriella Waaijman.
Intanto, il cessate il fuoco globale, chiesto ieri dal Segretario Generale dell’Onu, potrebbe aiutare a proteggere la vita di 415 milioni di bambini, che vivono in aree di conflitto e che stanno morendo per la violenza, perché reclutati e rapiti, detenuti e maltrattati.
“Questi bambini ora affrontano anche il rischio aggiuntivo di perdere i propri cari a causa del virus o di essere contagiati loro stessi. È impossibile combattere adeguatamente una simile pandemia quando cadono le bombe o andare in ospedale quando volano proiettili. Non si possono aumentare i servizi sanitari necessari quando i soldati combattono per le strade ” ha detto Filippo Ungaro, Direttore Comunicazione e Campagne di Save the Children.
Il Covid-19 attacca le famiglie ovunque indiscriminatamente ed è destinato a devastare le vite di milioni di bambini. Save the Children sostiene pienamente l’appello del Segretario Generale a un immediato cessate il fuoco globale, per aiutare a proteggere i bambini in conflitto da ulteriori pericoli.
“Dobbiamo ora sostenere i paesi che sono stati devastati dalla guerra per anni. Paesi in cui i sistemi sanitari sono già al limite. Hanno bisogno di tempo per prepararsi al meglio che possono, vista già la grave situazione, a ciò che potrebbe accadere. Fermare i combattimenti darà loro questa opportunità. Il mondo ha bisogno di unirsi insieme nell’umanità in questo momento e ciò non è possibile nei luoghi in cui la guerra infuria” ha concluso Filippo Ungaro.

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Didattica a distanza e studenti stranieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

In queste settimane di didattica a distanza nelle scuole e nelle università di tutto il paese gli studenti stranieri dei corsi d’italiano dell’Università per Stranieri di Perugia si sono resi promotori di una bella iniziativa di sostegno in favore dell’Ateneo in cui studiano, lanciando una campagna social attraverso l’hashtag: #iOSTOACASAmaconlaSTRANIERIpg, iniziativa che si è subito estesa anche agli studenti dei corsi di laurea. E quali migliori testimonial poteva avere l’Ateneo in questo particolare momento se non i propri studenti? Questa idea positivamente contagiosa non si è peraltro ‘fermata’ ai ragazzi e alle ragazze che studiano ora alla Stranieri di Perugia, ma si è estesa anche a coloro che dopo aver frequentato le aule di palazzo Gallenga sono tornati nei loro paesi d’origine e desiderano dimostrare all’Unistrapg il loro affetto da ogni parte del mondo. Ed è così che si è diffuso l’hashtag #UNISTRAPGsemprenelcuore, cui via via stanno aderendo non solo coloro che hanno frequentato un corso di lingua italiana a Perugia, ma anche chi alla Stranieri si è laureato, chi vi ha lavorato o insegnato, chi vi ha svolto uno stage formativo.
Anche i docenti e il personale amministrativo dell’Università si sono uniti in questo abbraccio telematico, inviando immagini e messaggi nell’universo social che documentano la loro attività lavorativa da remoto. Come l’Italia, la Stranieri, dunque, non si ferma, e anzi dà continuità alla sua missione istituzionale con rinnovato slancio, grazie all’affetto ed al senso di attaccamento che le stanno manifestando le ragazze e i ragazzi di tutto il mondo, insieme a coloro che vi operano. (sonia giugliarelli)

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Coronavirus: Vodafone, stop limite Giga per gli studenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Vodafone eliminerà per un mese il limite di Giga per tutti i giovani clienti studenti. “Bene. Ottima iniziativa che speriamo sia ripresa anche da tutte le altre compagnie telefoniche” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ora, però, anche il Governo deve fare la sua parte. Pensiamo, ad esempio, a tutte le persone anziane costrette a restare sole in casa, che sentono la necessità di parlare con qualcuno. Per questo abbiamo chiesto, tra le misure a favore delle famiglie che sta preparando l’Esecutivo, anche quella di ridurre, per questo periodo di spostamenti ridotti, l’Iva dal 22 al 4% per tutti i contratti telefonici a consumo, ossia per quelli che non hanno opzioni flat. Si potrebbe anche prevedere l’azzeramento dello scatto alla risposta per le persone più anziane” conclude Dona.

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Nuova edizione di Amgen Scholars

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2020

Le prossime settimane sono le ultime per potersi candidare alla nuova edizione di Amgen Scholars (www.AmgenScholars.com), il programma di Fondazione Amgen che permette agli studenti più meritevoli delle facoltà medico-scientifiche di lavorare per due mesi estivi su progetti in ambito biomedico e biotecnologico, presso gli istituti di ricerca europei più prestigiosi. Amgen Scholars è un’iniziativa che, ogni anno, offre a 75 studenti universitari di tutta Europa, e a centinaia di studenti in tutto il mondo, il privilegio di inserirsi in prestigiosi team internazionali per immergersi in un contesto sperimentale di altissimo livello. Grazie a questa opportunità gli studenti potranno confrontarsi sugli aspetti concreti che animano la ricerca scientifica. L’inserimento in gruppi di lavoro di alto profilo consentirà ai giovani talenti di comprendere concretamente il significato della “sperimentazione”: dallo studio di lavori svolti da altri, alla ricerca di una strada per fare ulteriori passi avanti; dallo sviluppo di nuove idee, all’individuazione di percorsi innovativi e mai provati prima. Lo sviluppo di intuito e creatività è accompagnato dalla possibilità di utilizzare un mondo di strumenti sofisticati e di tecnologia avanzata che danno la percezione di quanto sia complesso, ma allo stesso tempo affascinante, il mondo della ricerca.
Il programma Amgen Scholars, al quale ci si può candidare fino al 3 febbraio 2020, rientra tra le iniziative formative che Fondazione Amgen sostiene, a livello mondiale, per favorire la cultura scientifica tra le nuove generazioni, e che comprende, altri due programmi riservati rispettivamente a insegnanti e studenti delle scuole superiori, Amgen Teach e Amgen Biotech Experience (ABE). A favore di questi tre programmi e di ulteriori iniziative scientifiche a livello locale, l’investimento complessivo sostenuto dalla Fondazione Amgen in Italia, a partire dal 2014, è stato di 500mila euro, mentre la cifra destinata in tutto il mondo allo sviluppo dei Progetti Amgen Scholars, Amgen Teach e ABE ammonta a oltre 150 milioni di dollari.
L’Italia si colloca tra i primi cinque Paesi in Europa per numero di candidature al programma: negli ultimi due anni sono state circa 100 le domande degli studenti italiani e 30 i giovani talenti del nostro Paese che, a partire dal 2009, hanno potuto prendere parte al progetto nelle più prestigiose Università europee; a questi vanno aggiunti due studenti che hanno partecipato al programma presso istituti in Giappone.
In tutto il mondo sono 24 le Università cui il programma Amgen Scholars ha destinato nel corso di oltre 16 anni 74 milioni di dollari: tra questi atenei l’Harvard University di Cambridge (Massachusetts), il National Institutes of Health di Bethesda (Maryland), l’Università di Cambridge e la Stanford University di Stanford (California), o ancora l’University di Melbourne, l’University di Toronto e tante altre.
Anche l’Europa non è da meno. Tra le Università che hanno aderito al progetto, infatti, figurano Istituti che si collocano ai primi posti nella classifica internazionale come l’Università di Cambridge, l’ETH di Zurigo, l’Istituto Pasteur di Parigi, il Karolinska Institutet di Solna (nei pressi di Stoccolma) o la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera.

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