Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘studenti’

Summit internazionale Forlì organizzato da studenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Forlì. L’edizione 2020 dell’HSIR si terrà nelle giornate del 24, 25, 26 e 27 settembre e vuole essere un’occasione per cogliere a pieno le opportunità che la rete ci offre, reinterpretando il senso di comunità, anche accademica, in chiave virtuale, dimostrando come dibattito e confronto, alla base dello studio della Politica nelle sue mille sfaccettature, possano fiorire anche in contesti nuovi e inaspettati. Il summit, completamente gratuito, è stato ben recepito dalla comunità studentesca nazionale e vanta un pubblico variegato con partecipanti provenienti da università da tutta la Penisola.Esso vedrà illustri ospiti come Romano Prodi, Enrico Letta, Parag Khanna (famoso politologo), Atifete Jahjaga (precedente presidentessa del Kosovo) e molti altri; e workshops in collaborazione con enti come Orizzonti Politici, IAI e altri. In allegato trovate un video contenente tutte le informazioni rilevanti. Si rimanda alla pagina Instagram (https://www.instagram.com/hikma_team/?hl=it) e al sito web ufficiale dell’Associazione (https://www.hikmasummit.com/) per ulteriori approfondimenti. L’ambizioso progetto dell’Hikma Summit vuole essere la dimostrazione della capacità degli studenti, spesso troppo sottovalutati, di organizzarsi efficacemente per realizzare un grande obiettivo comune. Nel caso l’iniziativa vi abbia incuriosito, restiamo a disposizione per fissare una videochiamata per discutere la possibilità di un articolo riguardo il nostro progetto. (by Silvia Panini – ufficio stampa Hikma, UniBo)

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Dall’inizio dell’emergenza sono rimasti a casa otto milioni di studenti italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Hanno saltato il 30% dei giorni di scuola. Le lezioni tradizionali, durante il lockdown, sono state sostituite dalla didattica online, un metodo di insegnamento innovativo ma che ha dato vita a diverse problematiche, sia per gli alunni che per i genitori. Infatti, solo il 27% degli italiani si dichiara soddisfatto di questa soluzione. I metodi e le tempistiche di insegnamento adottati sono stati diversi, spesso cambiavano anche fra classi della stessa scuola, in base alla composizione del gruppo e alle necessità delle diverse famiglie.Lo strumento didattico più utilizzato nelle scuole elementari è stato quello delle videolezioni, il 72% le ha svolte con l’insegnante principale, in media 6 ore a settimana per gli alunni di prima, seconda e terza e 8 ore per quelli di quarta e quinta. Il 39% le ha svolte (anche) con altri insegnanti. Il secondo metodo più comune è stato la messa online di documenti da scaricare per svolgere compiti ed esercizi (59%).Per quanto riguarda il contenuto delle lezioni e il metodo di insegnamento, essi sono dipesi dalla volontà, dall’intraprendenza e dai mezzi a disposizione di ogni insegnante. Passare a questo nuovo sistema è stato ancora più difficile se si tiene conto del fatto che, da un’indagine Altroconsumo svolta prima del lockdown, risulta che i genitori erano molto soddisfatti dell’organizzazione precedente, sia dal punto di vista didattico (giudizio medio di 7.7 su 10), sia ambientale (7.8/10) che strutturale (punteggio di 7.2 su 10).
Questa situazione non ha solo gravato sui più piccoli, ma anche sui genitori che hanno dovuto provvedere ai supporti tecnologici adeguati per i figli e supportarli nell’utilizzo, oltre che assisterli durante i compiti a casa. Il 15% delle famiglie ha dovuto acquistare i dispositivi per permettere ai bambini di seguire le lezioni e solo nel 7% dei casi la scuola ha prestato loro gli strumenti. Parlando del supporto dato dai genitori, l’82% afferma che il figlio ha avuto bisogno di aiuto con la didattica a distanza, specialmente nell’organizzazione della giornata (58%), per chiarire dubbi sugli esercizi da svolgere (52%) e per capire in maniera più approfondita degli argomenti da studiare (44%), ma anche per utilizzare i mezzi tecnologici stessi (30%). Inoltre, va considerato che la responsabilità di assistere i più piccoli nelle lezioni è ricaduta maggiormente sulle madri (nel 59% dei casi le uniche ad occuparsene) che hanno dovuto, più degli uomini, riorganizzare la loro vita lavorativa in base alle nuove esigenze dei figli.Ma cosa pensano i bambini delle lezioni online? Anche loro si confermano poco soddisfatti, infatti, molti hanno sentito la mancanza dei propri compagni di classe (84%), ma anche del proprio istituto (72%). Inoltre, più di 1 alunno su 2 ha riscontrato delle difficoltà a imparare da casa.

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La politica fatta di «studenti»

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Tra le varie voci presenti nel circuito elettorale quelle che lasciano più delle altre un motivo di riflessione è quanto si allude alla natura dei candidati: ora perché troppo giovani, ora perché troppo avanti per l’età, ora perché inesperti, ora perché non sanno usare i “congiuntivi” e così via. Perché non ci chiediamo come fanno i partiti a scegliere i candidati e a proporli agli elettori? Siamo sicuri che riescono a fare la scelta giusta? E ancora è proprio necessario che nel loro curriculum la differenza la faccia una lunga sfilza di titoli accademici? O è vero, quanto afferma il magistrato Piercamillo DAvigo che certe professionalità come la sua incontrano una certa difficoltà se cambiano mestiere e si dedicano alla politica entrando in parlamento? C’è persino tra i giovani una qual confusione se alcuni affermano che si sono iscritti alla facoltà di scienze politiche per poi, una volta laureati, entrare in politica. In passato, è bene ricordare, impazzavano le scuole di partito e la pratica di amministratore locale prima di essere selezionati per incarichi sempre più importanti. Ora c’è qualcuno che si scandalizza perché il Movimento 5 stelle fa le “parlamentarie” per la scelta dei suoi candidati. E’ una formula indovinata? Direi di sì ma, purtroppo, con qualche dubbio se guardo al risultato ottenuto nelle passate elezioni politiche dove i suoi parlamentari venuti dall’anonimato hanno mostrato di riuscire a colmare i vari vuoti conoscitivi della pratica politica e parlamentare più di quanto non abbiano fatto gli altri colleghi maggiormente titolati. Ciò non di meno taluni di loro hanno dimostrato vistose falle comportamentali tanto da farmi dire andiamo pure avanti su questa strada ma con prudenza. (Riccardo Alfonso)

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Didattica a distanza: emarginati 2 milioni di studenti su 8

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

Due milioni di studenti, degli otto complessivi italiani, sono stati raggiunti poco o per niente dall’insegnamento a distanza durante i mesi di lockdown per Covid19. È quanto emerge dall’indagine della SIRD, Società Italiana di Ricerca Didattica, su oltre 16.000 docenti italiani di ogni ordine e grado, dalla materna alla maturità.Gli studenti mai raggiunti sono l’8%, quelli solo raggiunti parzialmente sono il 18%: nell’insieme quasi uno studente su 4 durante il lockdown ha interagito poco o per nulla coi propri insegnanti. Percentuale che sale al 37% fra i bambini della primaria.La ricerca è stata condotta con questionari on line di 122 domande, cui hanno risposto 16.084 insegnanti di 1.834 Comuni (il 23% di tutti quelli italiani), in rappresentanza del 70% della popolazione studentesca, con una copertura dell’intero territorio nazionale, e da oggi è visibile sul sito di Campus Orienta Digital, http://www.salonedellostudente.it, il portale interattivo per l’orientamento allo studio e al lavoro post-diploma, nonché motore di ricerca con tutti i corsi di laurea e tutte le università italiane.

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L’emergenza ‘salva’ gli studenti dagli esami di riparazione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

Gli studenti si rimboccano le maniche e cercano di recuperare il terreno perduto. Molti di loro, infatti, approfitteranno (o lo stanno già facendo) delle vacanze estive per colmare le lacune accumulate durante i complicati mesi di didattica a distanza. Ovviamente questo vale soprattutto per chi ha preso una o più insufficienze in pagella. Alle scuole secondarie superiori, dove in condizioni normali a settembre avrebbero dovuto svolgere gli esami di riparazione, circa 2 su 5 prenderanno sicuramente ripetizioni private per affrontare con maggior serenità l’inizio del nuovo anno scolastico e, prima ancora, i corsi di recupero organizzati dalle scuole; a cui va aggiunto un altro quarto (24%) che sta valutando in queste settimane se chiedere aiuto a un docente privato; solo il 39% pensa di non averne bisogno. Ma anche chi ha ha concluso l’anno con la pagella immacolata, pare intenzionato a ricorrere al caro vecchio prof delle ripetizioni: lo farà quasi 1 su 6. A far emergere questi trend è un’analisi elaborata da Skuola.net | Ripetizioni (https://ripetizioni.skuola.net/) – una delle principali piattaforme web specializzate nelle lezioni private, con oltre 30.000 tutor iscritti – su un campione di 3500 studenti delle superiori, i più sensibili al tema.
Una molla che, evidentemente, ha spinto in tanti a correre ai ripari. Il prima possibile. Per questo, molto spesso, si bruciano le tappe: per il 44% dei ragazzi che devono recuperare le insufficienze e si sono rivolti alle ripetizioni private, le lezioni sono già iniziate; un altro 20% partirà nei prossimi giorni (tra la fine di luglio e l’inizio di agosto); solo il 18% le concentrerà nella seconda metà di agosto (alla vigilia della ripresa); il restante 18% le svolgerà parallelamente ai corsi di recupero allestiti dagli istituti.
E poi ci sono quelli (1 su 4, non pochi) che vorrebbero prendere ripetizioni ma, probabilmente, non potranno. La ragione? È strettamente legata alle limitazioni economiche e sociali del periodo che stiamo vivendo: una buona fetta (18%) dice che per la sua famiglia sarebbero un costo troppo oneroso, la maggior parte (34%) non è convinta dalla modalità online, che in tempi di distanziamento sociale sarebbe invece la soluzione ideale.Ma a spingere verso le ripetizioni sono anche le scarse informazioni sulla ripartenza che stanno arrivando alle famiglie e ai ragazzi da parte delle scuole. Per il 71% degli insufficienti, al momento, di sicuro sui Piani di Apprendimento Individualizzato (cioè i corsi di recupero) c’è solo la data: 1 settembre. Sono quindi pochi (circa 3 su 10) i fortunati a cui il proprio istituto ha già comunicato nel dettaglio come saranno organizzati: da loro però abbiamo le prime informazioni su come si stanno muovendo le scuole. Una buona parte tornerà in classe (43%) e farà tutto in presenza, ma la maggioranza non accantonerà la DaD: il 37% continuerà con la didattica online anche per questa fase “intermedia” prima del ritorno tra i banchi, un altro 20% sperimenterà la modalità mista (un po’ in classe, un po’ a distanza).
In questo quadro così fluido, però, ci sono pure delle certezze che gli stravolgimenti degli ultimi mesi non hanno scalfito: sono le materie che mettono più in crisi gli studenti. Al primo posto, inamovibile, la matematica; bestia nera per il 27% dei ragazzi in cerca d’aiuto. E se aggiungiamo quel 14% che cerca soprattutto un tutor esperto in altre discipline scientifiche (fisica, chimica, biologia) la ‘gestione’ di quest’area didattica, nel complesso, è in cima alle preoccupazioni di oltre 4 studenti su 10. Anche se le problematiche connesse alla scuola a distanza, a quanto pare, hanno colpito in maniera trasversale tutte le materie, non solo quelle tecniche: l’ampia schiera di ragazzi (16%) che dovranno rimettere in piedi una conoscenza zoppicante del greco o del latino lo dimostra. (by Camilla​ Tomadini in abstract)

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Unicam è ancora una volta PRIMA tra gli atenei fino a 10.000 studenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

L’Università di Camerino ancora da record! Per il diciassettesimo anno consecutivo, infatti, Unicam si conferma al primo posto nella classifica degli Atenei italiani fino a 10.000 studenti, stilata come ogni anno dal Censis e pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica, ottenendo un punteggio medio di 93,5, guadagnando ancora rispetto al punteggio dello scorso anno.
L’Università di Camerino è un gradino sotto al podio a livello nazionale, QUARTA assoluta tra gli Atenei statali nonché al primo posto tra gli Atenei marchigiani; il risultato ottenuto conferma dunque il forte impegno dell’ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorarla, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti.
Le classifiche, stilate dopo un attento e scrupoloso esame degli atenei statali e privati italiani, oltre ad analizzare ogni singola realtà accademica, hanno anche il fine di aiutare studenti e famiglie alla scelta universitaria.“Sono chiaramente felicissimo ed orgoglioso di questo risultato – ha sottolineato il Rettore professor Claudio Pettinari – che per il diciassettesimo anno consecutivo premia il nostro Ateneo. Con grande soddisfazione dedico questo successo ai nostri studenti, che sono i primi destinatari di tutte le nostre attività, di tutti i nostri sforzi e di tutte le nostre azioni. Per loro cerchiamo sempre di migliorarci, con loro progettiamo e costruiamo un futuro che li renda donne e uomini capaci di affrontare le sfide che la vita riserverà loro. Ma permettetemi di ringraziare l’intera comunità universitaria che non si risparmia e dimostra quotidianamente un grande senso di appartenenza ad Unicam, reso evidente quest’anno in occasione dell’emergenza sanitaria, fronteggiata in maniera eccellente. Nessuno si è sottratto ai propri doveri lavorando alacremente per continuare a garantire l’eccellente qualità dei servizi e la continuità della didattica e della ricerca, nell’intero periodo del lockdown. Non abbiamo permesso che si perdesse neppure un’ora di lezione, neanche una sessione di esami, neanche una sessione di laurea. Grazie a tutti”.“In questi giorni – ha proseguito il Rettore – stiamo iniziando a tenere esami e sedute di laurea anche in presenza, mentre nel mese di settembre riprenderemo in presenza anche le lezioni. Manterremo comunque la possibilità di seguire le lezioni in modalità telematica. Per il nuovo anno accademico abbiamo anche lavorato ad una rimodulazione dell’offerta formativa con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, per rendere i nostri corsi di laurea rendendoli ancora più in linea con le esigenze degli studenti e del mondo del lavoro. Coloro che si immatricoleranno al primo anno di uno dei corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico di Unicam saranno esentati dal pagamento delle tasse universitarie: una opportunità in più per decidere di intraprendere un percorso formativo universitario dal momento che, come dimostrano anche i dati Almalaurea, la laurea rappresenta un importante investimento per il proprio futuro”.“Questa importante conferma – prosegue il Rettore – si unisce all’ottimo risultato finanziario conseguito anche quest’anno dal nostro Ateneo: grazie all’utile di bilancio ottenuto, infatti, continueremo ad investire sui servizi agli studenti, sulle borse di studio e su attività di grande innovazione che a breve annunceremo e alle quali stiamo lavorando da tempo.”

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Agcom: 12,7% studenti senza didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Secondo l’Agcom, il 12,7% degli studenti non ha usufruito della didattica a distanza, dati inaccettabili per una democrazia evoluta. Servono corsi di recupero estivi organizzati dalle scuole per recuperare questo gap vergognoso. Se il 20% degli studenti ha potuto frequentare i corsi soltanto in maniera saltuaria, senza poter svolgere regolarmente le lezioni relative all’anno scolastico in corso, è evidente che questo deficit va colmato prima di settembre e prima che la scuola riparta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Lo avevamo detto fin dall’inizio dell’emergenza Covid, citando dati Istat, che la didattica a distanza sarebbe stata un problema, specie al Sud e che i 70 milioni all’epoca stanziati dal Governo per l’acquisto di tablet e computer erano del tutto inadeguati. Ora la conferma arriva dai dati dell’Agcom, secondo i quali 60 studenti su 100 hanno avuto almeno un problema per la didattica a distanza e 25 su 100 hanno avuto problemi di velocità di connessione. Va inoltre considerato che non tutte le famiglie possono permettersi economicamente un abbonamento flat per una connessione internet veloce” conclude Dona.

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Come creare reti WiFi affidabili nelle scuole per studenti e insegnanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Entro il 30 settembre 2020, insegnanti, personale IT e dirigenti scolastici dovranno scegliere come utilizzare le risorse stanziate dal Decreto Rilancio che include anche, ad esempio, le spese relative all’acquisto e/o noleggio e leasing di hardware, comprensivi di servizi di installazione e formazione per utilizzo, servizi di manutenzione di hardware, software e altri sistemi informatici e acquisto licenze software.In ambito connettività, Netgear, offre sia per l’ambiente domestico sia per quello lavorativo, soluzioni in grado di rispondere in maniera puntuale alle esigenze attuali e del futuro del mercato.
Il portafoglio Netgear comprende infatti soluzioni hardware come access point wireless avanzati e semplici da gestire che possono essere combinati e abbinati a switch, router e storage di rete per offrire agli istituti scolastici le funzionalità WiFi necessarie per lo svolgimento di lezioni, invio compiti e archivio. Soddisfano anche tutte le altre esigenze legate al WiFi: rete WiFi estesa e aperta a tutti, velocità, sicurezza integrata per proteggere studenti e dati riservati, una facilità di installazione che non richiede interventi strutturali e, soprattutto, investimenti minimi di capitale. Oltre alla facilità d’uso dell’hardware è importante per le scuole poter fare affidamento su soluzioni software che semplifichino la gestione della rete WiFi da parte del responsabile IT e installatori. Netgear Insight Pro è la soluzione cloud-based che permette ai responsabili IT di scuole, anche su più sedi, installatori e rivenditori di gestire le reti completamente da remoto, senza la necessità di recarsi fisicamente a scuola: questo significa che installazioni, diagnostica, risoluzione dei problemi, analisi e persino modifiche alle configurazioni possono essere gestite ovunque ci si trovi, sia via web che persino da uno smartphone.

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Speciale bonus maturità per 1400 studenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

Secondo l’osservatorio OneDay l’80% dei liceali non vuole rinunciare alle vacanze, così ScuolaZoo, il media brand di riferimento della Generazione Z e considerato il compagno di banco degli studenti italiani, ha pensato a un “bonus maturità” alternativo per i maturandi che quest’anno hanno dovuto affrontare la maturità più strana della storia. Causa lockdown, gli studenti hanno frequentato l’ultimo anno di scuola a casa, non hanno organizzato la festa dei “100 giorni alla maturità”, hanno vissuto una iconsueta “Notte prima degli Esami”, si sono preparati agli esami con la didattica a distanza. Hanno dovuto rinunciare ai momenti di condivisione e di socialità che una delle tappe più importanti della vita di tutti – la fine delle scuole superiori – porta con sé. Per questo ScuolaZoo, dopo aver sostenuto gli studenti con attività online di edutainment, arriva in soccorso anche stavolta aiutando i maturandi (maturati ormai!) a dimenticare ansie e paure di una anno così particolare, partendo per il tanto sognato viaggio di maturità! Da oggi fino al 15 luglio infatti ScuolaZoo mette a disposizione 100 gift card al giorno del valore casuale compreso tra 60€ e 100€, ovvero il voto minimo e massimo della maturità. Come? Collegandosi al sito http://www.scuolazooviaggi.com tutti i giorni tra le 21 e le 22.Top 3 viaggi maturità: – Corfù – Kavos – Jesolo – Isola di Pag

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Undici università italiane si uniscono per lanciare i corridoi universitari per gli studenti rifugiati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Undici università italiane, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Caritas Italiana, Diaconia Valdese e Gandhi Charity hanno aderito ad un protocollo d’intesa che darà a 20 studenti rifugiati attualmente in Etiopia l’opportunità di proseguire il loro percorso accademico in Italia attraverso delle borse di studio.Il progetto, denominato University Corridors for Refugees (UNI-CO-RE), si avvale della partecipazione delle Università dell’Aquila, Università di Bologna, Università degli Studi di Cagliari, Università di Firenze, Università Statale di Milano, Università di Padova, Università degli Studi di Perugia, Università di Pisa, Università di Sassari, Università Iuav di Venezia, e Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli.Si tratta del proseguimento del progetto pilota partito nel 2019 con la partecipazione di due università e sei studenti.In base al nuovo protocollo, gli atenei, anche attraverso il fondamentale sostegno di un’ampia rete di partner locali, assicureranno il supporto necessario agli studenti per frequentare un programma di laurea magistrale della durata di due anni e per integrarsi nella vita universitaria.“Nel mondo ancora troppi rifugiati non hanno accesso all’istruzione”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “A livello di istruzione superiore la situazione è drammatica: solo il 3 per cento riesce ad accedere contro il 37 per cento della media globale. Grazie all’impegno delle università coinvolte, progetti come UNI-CO-RE non solo permettono ai rifugiati di arrivare in maniera sicura in Italia per sviluppare il loro talento, contribuendo alla comunità locale, ma riaccendono la speranza in milioni di bambini e ragazzi attualmente in esilio a causa di guerre e persecuzioni”.Gli studenti saranno selezionati sulla base del merito accademico e della motivazione, attraverso un bando pubblico e da comitati di esperti individuati da ciascuna università.Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso di iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure che tengano in considerazione i bisogni specifici e le legittime aspirazioni dei rifugiati di costruire il loro futuro in dignità.

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Parma: straordinario bilancio delle attività on line dall’inizio della fase di emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

1.453 studenti laureati, 8.276 esami sostenuti dagli studenti, 17.923 videolezioni caricate, 838.781 visualizzazioni delle videolezioni, 1.239 insegnamenti erogati, pari a una copertura dell’80%.In attesa dell’avvio della modalità mista, prosegue a pieno ritmo la didattica a distanza messa in campo dall’Università di Parma, come dimostra il bilancio delle attività on line organizzate dall’inizio dell’emergenza coronavirus al 30 aprile a seguito della sospensione delle attività in presenza disposta dai provvedimenti del Governo e della Regione.Fin da subito l’Ateneo si è infatti prontamente organizzato per garantire la continuità formativa e la regolare prosecuzione del percorso universitario degli studenti, trasferendo sul web lezioni, esami e sedute di laurea. Un obiettivo, questo, raggiunto giorno dopo giorno grazie all’impegno di tutto il personale nell’ottica di una piena collaborazione che ha toccato sia gli aspetti didattici, sia quelli legati alle piattaforme informatiche.Da evidenziare, lo sforzo compiuto dal Dipartimento di Medicina e Chirurgia che nonostante la situazione di emergenza vissuta ha comunque garantito la didattica al pari degli altri.Si rafforza così sempre di più lo slogan #uniprnonsiferma, attraverso il quale l’Ateneo ha voluto sottolineare, già dalle prime fasi dell’emergenza, la precisa volontà di non lasciare soli i suoi studenti, continuando ad accompagnarli nel proprio percorso accademico con modalità nuove, a distanza ma vicini.Tutto questo in attesa di una ripartenza in modalità mista, in presenza e on line, a cominciare da esami di profitto e sedute di laurea, che l’Università di Parma sta valutando nei tempi e nei modi più adeguati, mettendo sempre al centro di ogni decisione la tutela e le necessità degli studenti.

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Tablet e connessioni a internet per gli studenti romani

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

Cento bambini e adolescenti romani maggiormente a rischio di isolamento avranno da oggi a disposizione un tablet e una connessione a internet per continuare il loro percorso di studi.È l’iniziativa promossa dalla Caritas di Roma in collaborazione con Amazon Italia e Master Card Europa.La prolungata chiusura delle scuole per l’emergenza Covid-19 ha portato alla diffusione dell’e-learning, con la necessità da parte degli studenti di utilizzare dispositivi elettronici che consentano loro di partecipare alle lezioni online. Dalle richieste giunte ai Centri di ascolto delle parrocchie romane – attualmente sono 127 quelli attivi per la distribuzione straordinaria di generi alimentari – è emersa la necessità per molte famiglie, in particolare di quelle con più figli adolescenti, oltre che di generi alimentari anche di dispositivi che consentano il collegamento. Altre famiglie, pur avendo a disposizione telefoni o computer, necessitano invece di una connessione a internet stabile e veloce.Secondo alcune stime diffuse dai sindacati degli insegnanti, nelle scuole medie inferiori romane sono esclusi dalla didattica online circa il 30% degli studenti. Una misura che è la quasi totalità nel caso dei ragazzi rom e dei minori che vivono in istituti.
Amazon, già attiva in Italia con un ampio programma di donazioni a favore dell’istruzione, ha messo a disposizione 100 tablet Fire HD 8, dispositivi che si prestano all’e-learning sia per i bambini delle scuole primarie che per gli adolescenti.Master Card Europa garantirà l’acquisto di cento abbonamenti attraverso sim card con operatori di telefonia mobile, attive fino alla conclusione dell’emergenza.«Si tratta di un primo intervento di emergenza che si affianca alla distribuzione di alimenti – ha detto don Benoni Ambarus, direttore della Caritas romana – a cui seguirà, nelle prossime settimane, un vasto programma di aiuti per quelle famiglie che sono escluse dalle misure messe in campo dalle istituzioni». Per il sacerdote «attraverso la rete dei Centri di ascolto delle parrocchie romane, stiamo intercettando situazioni di disagio estremo, di famiglie che finora vivevano in modo precario e sono precipitate nella povertà più assoluta. Quando, come nel caso dell’istruzione, questa emergenza riguarda bambini e ragazzi, dovremmo veramente scuoterci tutti quanti».

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Il Papa prega per studenti e insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Il Pontefice dice di stare vicino ai docenti “che devono lavorare tanto per fare lezione via internet e altre vie mediatiche”. La viceministra all’Istruzione si sofferma sullo svilimento della professione degli insegnanti che continuano ad essere “bistrattati”. Anche studenti e famiglie si dicono grati a chi sta facendo i salti mortali, anche con mezzi tecnologici di fortuna, a proprie spese e di notte, per portare avanti l’offerta didattica. Marcello Pacifico (Anief): “Cosa altro dobbiamo attendere per dare il giusto merito ai nostri straordinari insegnanti, che con il personale Ata e i dirigenti scolastici, anche senza avere indicazioni tempestive e chiare dall’amministrazione, stanno portando avanti la didattica online? Perché, invece, di essere stabilizzati i nostri maestri vengono addirittura licenziati, pure dopo essere stati immessi in ruolo? Appena terminata questa emergenza, il Governo convochi i sindacati per arrivare a sottoscrivere un contratto che dia finalmente il giusto merito, economico e organizzativo, a questi professionisti della formazione che operano in silenzio sempre e comunque”.È diventata ancora più forte l’attenzione delle massime istituzioni per la scuola: oggi, Papa Francesco, nell’introduzione della messa a Santa Marta, ha dedicato un pensiero ad alunni e docenti, alle prese con lockdown imposto dall’emergenza coronavirus. “Preghiamo oggi – ha detto il Pontefice – per gli insegnanti che devono lavorare tanto per fare lezione via internet e altre vie mediatiche. E preghiamo per gli studenti che devono fare gli esami in un modo nel quale non sono abituati”.

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Sono circa 2milioni gli ebook scaricati dagli studenti italiani in queste settimane di emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Uno studente su tre ha scaricato almeno un libro di testo in digitale, raddoppiando il numero complessivo degli ebook in download di tutto l’anno scolastico precedente. È quanto emerge dall’indagine” “Didattica a distanza: il contributo degli editori scolastici nei giorni dell’emergenza, realizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) per fotografare cosa è accaduto dal 24 febbraio (data di chiusura delle scuole in Lombardia) a oggi con l’avvio della didattica a distanza (in allegato la sintesi, qui l’indagine completa), sulla base delle risposte di case editrici scolastiche che rappresentano l’87% del mercato.Il cuore della didattica a distanza? Si conferma ancora il libro di testo, presente nelle case degli studenti italiani in 40milioni di copie e “arricchito” in questi giorni da 20.000 contenuti digitali, certificati e di qualità, in media per ogni materia.“Questi 31 giorni segnano un momento di svolta nelle modalità quotidiane di insegnamento e di apprendimento – ha sottolineato il presidente del Gruppo Educativo dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Giovanni Bonfanti -. Si è potuto far fronte all’emergenza didattica anche perché gli editori hanno costruito negli ultimi anni, attorno al libro di testo, un sistema di 2milioni di altri materiali digitali di qualità, validati, efficaci e senza aggravio di costi, di cui gli insegnanti e gli studenti si sono potuti servire per affrontare dalle proprie case l’emergenza didattica. Questi strumenti, in accompagnamento al libro di testo, saranno ancora più utili alla riapertura di settembre. Siamo al fianco delle famiglie e degli insegnanti: grazie a questo gioco di squadra la scuola tiene il passo”.Sono infatti 691.000 i docenti che hanno partecipato – dal 24 febbraio a oggi – ad almeno un webinar di formazione gratuita (in media ne hanno seguito più di uno a testa).
Sono inoltre ben 372.000 le richieste di aiuto e di informazione evase dagli editori scolastici con 12.000 telefonate giornaliere di assistenza per info a supporto di genitori e insegnanti. Significano qualcosa come 1.500 richieste di informazioni evase ogni ora, 25 ogni minuto.

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Seminario Unicam per studenti delle scuole superiori

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

Camerino. L’Università di Camerino prosegue la sua attività di divulgazione scientifica rivolta in particolare agli studenti delle scuole superiori.
Ha riscosso un grande successo l’appuntamento dei giorni scorsi con gli studenti delle quinte classi dei Licei di Camerino, grazie alla preziosa collaborazione del Dirigente Scolastico Francesco Rosati, nel corso del quale circa 200 studenti, divisi in due sessioni, hanno seguito con molto attenzione ed estremo interesse il seminario “Coronavirus, questo sconosciuto”, che ha visto protagonisti i docenti Unicam Gianni Sagratini, chimico degli alimenti, Barbara Re, informatica, Giorgia Vici, biologa nutrizionista e Giacomo Rossi, medico veterinario docente di fisiopatologia e immunopatologia. Si andrà dall’analizzare il virus dal punto di vista biologico ai corretti comportamenti igienico sanitari da seguire, dalla georeferenziazione alle valvole stampate in 3D per “hackerare” maschere da sub e farle diventare respiratori per i pazienti in terapia subintensiva, dagli aspetti giuridici legati al distanziamento sociale alla natura e all’ambiente che riaffermano il loro ruolo.I seminari saranno poi disponibili on line nel portale di divulgazione della ricerca di Unicam “Scienza e Lode” http://www.unicam.it/scienzaelode, a disposizione degli insegnanti che volessero utilizzarli come materiale di approfondimento per i propri studenti.

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Scuola. Tre miliardi per ripartire? Anief: non bastano nemmeno per adeguare gli stipendi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Dalla stampa nazionale trapela la volontà di riprendere l’attività scolastica a settembre con un piano straordinario utile a garantire il distanziamento minimo indicato dagli epidemiologi per non incorrere di nuovo nel contagio di massa del Covid-19. Per il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe De Cristofaro servono tre miliardi per la scuola, che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione. È una cifra che torna spesso: “sono quelli che ha investito nel 2015, attraverso la “Buona scuola”, il Governo Renzi. Con quelle risorse sono stati assunti 86 mila docenti, si sono dati premi agli insegnanti più impegnati e bonus cultura a tutti quelli in ruolo”. Ma sono pure quelli che chiedeva come soglia minima il penultimo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, poi dimessosi proprio perché mai arrivata.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, stiamo parlando di una cifra a dir poco inadeguata. “Se pochi mesi fa i tre miliardi di euro richiesti da Fioramonti erano la condicio sine qua non per avviare il rilancio della scuola e arrivare ad un primo aumento a tre cifre per il personale docente, come si fa a pensare che possano bastare adesso per assolvere a quei compiti, sempre irrisolti, e ad affrontare con efficacia un periodo drammatico come quello che stiamo vivendo? Il Governo non pensi di cavarsela con la fornitura di mascherine, di gel igienizzanti e di prodotti per la sanificazione degli istituti. Qui si tratta di rivedere a pieno le strutture scolastiche, oltre la metà delle quali costruite più di 45 anni fa e quindi prive di quelle condizioni minime di sicurezza introdotte nel 1976, anno di entrata in vigore delle norme antisismiche. Senza contare la stabilizzazione di tantissimi docenti e Ata, che anche nelle attuali condizioni difficili continuano a garantire la didattica e i servizi scolastici senza alcuna prospettiva di stabilizzazione pur in presenza di tantissimo posti vacanti”.
Secondo il sottosegretario all’Istruzione, “bisogna fare tutti gli sforzi possibili per riportare in classe docenti e discenti. La didattica a distanza ha colmato il vuoto, ma ogni giorno amplifica le disuguaglianze che già a scuola esistono. Il ministero deve insediare al più presto una task force e costruire un cronoprogramma per i prossimi quattro mesi e mezzo. È il momento di trovare tre miliardi per la scuola italiana, che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione. Questa pandemia ha dimostrato che i pilastri dello Stato sono il sistema sanitario e il sistema dell’istruzione. Dobbiamo mettere in discussione quello che abbiamo fatto fin qui, tagli. E portare a casa i concorsi avviati con un percorso rapido che guardi a chi già insegna”.

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Studenti Erasmus: i deputati europei chiedono più sostegno e informazione durante la crisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Bruxelles.In una lettera indirizzata alla Commissaria per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù Mariya Gabriel mercoledì, i membri della commissione cultura e istruzione sottolineano che le comunicazioni della Commissione europea, così come i differenti approcci e la mancanza di informazione da parte delle agenzie nazionali, non offrono risposte chiare agli studenti Erasmus+ e ai partecipanti al programma del Corpo europeo di solidarietà sui rimborsi delle spese extra sostenute e il proseguimento del percorso formativo e di volontariato.Per i deputati, gli studenti dovrebbero essere aiutati a non perdere l’anno accademico, ottenendo i crediti necessari attraverso lezioni virtuali. I volontari UE devono essere dirottati verso attività nazionali. Nella loro lettera, inoltre, i deputati chiedono alla Commissione di assicurare ai partecipanti al Corpo europeo di solidarietà il mantenimento del loro status di volontari per tutto il periodo del programma, anche in caso di sospensione dello stesso. In questa maniera eviterebbero di perdere i benefici legati a tale status, comprese le forme di sostegno al reddito familiare come quello per i bambini. I deputati raccomandano anche la ricollocazione dei volontari, per esempio verso progetti negli Stati membri a sostegno della lotta contro il COVID-19. Infine, chiedono “una strategia chiara, accompagnata da una comunicazione efficace e implementata in maniera omogenea negli Stati membri”, aggiungendo che le persone e le organizzazioni coinvolte sono “estremamente preoccupate” e “hanno bisogno di sentire la Commissione al loro fianco”.“Chiediamo alla Commissione di supportare tutti i partecipanti in programmi di educazione, cultura e rivolti ai giovani. Questo significa lavorare a stretto contatto con agenzie nazionali, università, scuole, organizzazioni giovanili e di volontariato per far sì che i partecipanti siano al sicuro e ricevano aiuto per rientrare a casa se necessario. Ma significa anche fornirgli rassicurazioni sul fatto che i maggiori costi che hanno dovuto sostenere saranno rimborsati, che i regolamenti dei progetti saranno applicati in maniera flessibile e che manterranno il loro status di volontari del Corpo europeo di solidarietà o di studenti Erasmus+”, ha detto Sabine Verheyen (PPE, DE), presidente della commissione cultura e istruzione.Attualmente 165mila persone in Europa sono iscritte al programma Erasmus+ e altre 5000 fanno parte del Corpo europeo di solidarietà. La Commissione ha comunicato che le autorità nazionali che coordinano i progetti potrebbero invocare cause di forza maggiore per permettere il rimborso degli scambi interrotti in anticipo e per rinviare l’inizio di alcune attività o rimborsare i maggiori costi sostenuti dai partecipanti.

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Cari studenti, docenti, collaboratori ed amici

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

auguri pasqua giottoOggi nella solennità della resurrezione di Gesù, mi faccio portavoce del messaggio dell’Apostolo Paolo nell’Epistola ai Romani: “Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza” (Romani 8. 24-25).Questo è il momento di ricordarci che nella speranza c’è la salvezza. Vi auguro di passare una felice Pasqua con i vostri cari nella speranza di rivederci presto più consapevoli come ci invita Papa Francesco, “che non siamo soli, ma amati, perché il Signore non ci abbandona e non si dimentica di noi, mai.”Buona Pasqua di Risurrezione!
Dear students, professors, collaborators and friends
Today, on the Solemnity of the Resurrection of our Lord, I echo the witness of the Apostle Paul in his Epistle to the Romans: “Now, what is hoped for, if seen, is no longer hope; in fact, what one already sees, how could one still hope for? But if we hope for what we do not see, we wait for it with perseverance” (Romans 8:24-25).This is the time to be reminded that in hope there is salvation. I wish you to have a happy Easter with your loved ones in the hope of seeing us again soon more aware as Pope Francis invites us, “that we are not alone, but loved, because the Lord does not abandon us and never forgets us”. Blessed Easter!

Queridos estudiantes, profesores, colaboradores y amigos
Hoy, en la solemnidad de la resurrección de Jesús, me hago portavoz del mensaje del apóstol Pablo en la epístola a los Romanos: “Ahora bien, lo que se espera, si se ve, ya no es esperanza; de hecho, lo que ya se ve, ¿cómo podría esperarse todavía? Pero si esperamos lo que no vemos, lo esperamos con perseverancia” (Romanos 8. 24-25).Este es el momento de recordarnos a nosotros mismos que en la esperanza hay salvación. Les deseo que pasen una feliz Pascua con sus familiares con la esperanza de volver a vernos pronto más conscientes, como nos invita el Papa Francisco, “de que no estamos solos, sino que somos amados, porque el Señor no nos abandona y nunca nos olvida”.ìFeliz Pascua! (by P. José E. Oyarzún, LC, Rettore) (n.r. Riportiamo questo messaggio facendolo anche nostro e rivolgendolo ai nostri lettori perchè di là della figura del suo estensore vi è il richiamo ad una fratellanza umana che non dovrebbe mai venir meno e soprattutto quando i tempi si rendono difficili. Buona Pasqua di speranza e di fede.) (photo: Giotto, Resurrezione e Noli me tangere (1303-1305)

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120 milioni di studenti colpiti dalla chiusura delle scuole nell’Africa Occidentale e Centrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Questo perché quasi tutti i paesi hanno introdotto la misura della chiusura scolastica e universitaria a livello nazionale per contenere il Covid-19, ma il numero è destinato ad aumentare man mano che il virus si diffonderà. Lo afferma Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, che teme per il futuro di milioni di bambini.Mentre la risposta al COVID 19 è principalmente focalizzata sui sistemi sanitari, la pandemia sta già avendo un impatto devastante sulla vita dei bambini. Nel tentativo di mantenere la diffusione del virus, i governi stanno chiudendo le scuole in tutto il mondo e questa situazione potrebbe ulteriormente aggravare le vulnerabilità dei minori emarginati nell’Africa Occidentale e Centrale e in particolare nel Sahel.Alcuni paesi sono più attrezzati e in grado di fornire un “apprendimento a distanza” ai minori durante la chiusura scolastica, ma le ragazze e i ragazzi più emarginati che vivono nelle aree rurali o nei sobborghi delle principali città avranno grandi difficoltà ad accedere all’apprendimento a distanza. Ciò include i bambini delle famiglie a basso reddito, i disabili e coloro che già sono colpiti da conflitti e crisi umanitarie.I sistemi educativi nazionali in Repubblica Democratica del Congo, Burkina, Mali, Niger o Nigeria settentrionale affrontano già notevoli sfide a causa del conflitto, degli sfollamenti in corso e di una grave mancanza di finanziamenti. Il COVID-19 aggrava queste terribili situazioni.Save the Children invita i governi e la comunità internazionale a garantire che siano messe in atto misure per mitigare l’impatto della chiusura della scuola. In Africa, dove milioni di persone non hanno accesso a Internet, strumenti come programmi radio e TV, possono aiutare i bambini ad accedere all’istruzione alternativa. È fondamentale che i governi supportino gli insegnanti e li dotino delle competenze per fornire un apprendimento a distanza di qualità; siano disponibili cure adeguate e supporto specifico per i bambini, insieme all’apprendimento a distanza, poiché le chiusure scolastiche colpiranno più duramente i più emarginati; siano attuate le misure necessarie per mitigare i rischi che l’impatto della chiusura delle scuole può avere sui bambini, oltre all’interruzione dell’istruzione.Per esempio, molti fanno affidamento sui pasti scolastici per sostenere la loro alimentazione quotidiana. Inoltre, i minori che non vanno a scuola hanno anche un rischio maggiore di andare a lavorare e di abuso e sfruttamento; prestare particolare attenzione alle ragazze, che hanno maggiori probabilità di affrontare un onere sproporzionatamente più grande per la cura dei familiari che contraggono il virus, la cura dei bambini più piccoli e sono a rischio di meccanismi familiari negativi come il matrimonio precoce. Più governi devono impegnarsi a mettere in atto meccanismi di protezione delle minori vulnerabili, seguendo l’esempio della recente decisione del governo della Sierra Leone di revocare il divieto per le ragazze in gravidanza di frequentare la scuola.

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Garantire agli studenti la valutazione meritocratica

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“La scuola durante questa emergenza sanitaria, grazie all’impegno ed alla dedizione dei docenti, ha concretamente scoperto la didattica a distanza. In molti casi però gli studenti non hanno potuto usufruire a pieno di questo nuovo modo di studiare. Diverse le cause: per assenza di strumentazioni informatiche, per l’insufficienza dei collegamenti internet, ma anche per una precaria situazione economica familiare. Fratelli d’Italia in considerazione di queste ed altre problematiche, propone di posticipare la valutazione, inerente al programma di questo ultimo periodo, alla fine del prossimo anno scolastico ovvero 2020/21, ad eccezione ovviamente delle classi terminali che sosteranno le prove d’esame. Precisamente nei mesi di settembre ed ottobre 2021 e dopo aver preso parte ad appositi corsi di recupero. In questo modo si avrà effettivamente una valutazione complessiva del biennio, garantendo una reale valutazione meritocratica, anche per chi non ha potuto pienamente usufruire della didattica a distanza”.
Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti e Carmela Ella Bucalo rispettivamente vicepresidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile scuola del dipartimento di Fratelli d’Italia.

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