Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘studenti’

Garantire agli studenti la valutazione meritocratica

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“La scuola durante questa emergenza sanitaria, grazie all’impegno ed alla dedizione dei docenti, ha concretamente scoperto la didattica a distanza. In molti casi però gli studenti non hanno potuto usufruire a pieno di questo nuovo modo di studiare. Diverse le cause: per assenza di strumentazioni informatiche, per l’insufficienza dei collegamenti internet, ma anche per una precaria situazione economica familiare. Fratelli d’Italia in considerazione di queste ed altre problematiche, propone di posticipare la valutazione, inerente al programma di questo ultimo periodo, alla fine del prossimo anno scolastico ovvero 2020/21, ad eccezione ovviamente delle classi terminali che sosteranno le prove d’esame. Precisamente nei mesi di settembre ed ottobre 2021 e dopo aver preso parte ad appositi corsi di recupero. In questo modo si avrà effettivamente una valutazione complessiva del biennio, garantendo una reale valutazione meritocratica, anche per chi non ha potuto pienamente usufruire della didattica a distanza”.
Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti e Carmela Ella Bucalo rispettivamente vicepresidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile scuola del dipartimento di Fratelli d’Italia.

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Didattica a distanza: Il Garante della privacy: le scuole proteggano i dati di studenti e famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

Con una nota ufficiale, inviata ai ministri dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca e per le pari opportunità e la famiglia, il dottor Antonello Soro spiega che non occorre “sottovalutare i rischi, suscettibili di derivare dal ricorso a un uso scorretto o poco consapevole degli strumenti telematici”. La nota cita l’atto di indirizzo dello stesso Garante, nel quale si spiega che “qualora la piattaforma prescelta comporti il trattamento di dati personali di studenti, alunni o dei rispettivi genitori per conto della scuola o dell’università, il rapporto con il fornitore dovrà essere regolato con contratto. È il caso, ad esempio, del registro elettronico”. Punta quindi il dito sui minori, perché “meritano una specifica protezione, in quanto possono essere meno consapevoli dei rischi” e sulla necessità di “assicurare la trasparenza del trattamento informando gli interessati”.Dopo alcune settimane di didattica a distanza, il presidente dell’Autorità Garante della protezione dei dati personali, Antonello Soro, prende posizione: in una lettera inviata ai ministri dei dicasteri interessati, scrive che “si tratta di rischi assai più concreti di quanto si possa immaginare e dai quali è bene proteggere chiunque (in primo luogo, ma non soltanto i minori) utilizzi questi nuovi strumenti di formazione. Molte delle piattaforme suscettibili di utilizzo a fini didattici, ad esempio, funzionano come veri e propri social network che necessitano, come tali, di una sia pur minima cognizione delle loro regole di utilizzo e delle implicazioni di ciascun “click”, anche tra l’altro sui diritti della personalità di terzi”.

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Nissoli (FI): Lieto fine per gli studenti bloccati a JFK airport a New York

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

“Un ringraziamento alle nostre autorità diplomatiche e consolari negli USA che hanno garantito un fondamentale supporto per assicurare il rimpatrio dei connazionali che attendono di essere imbarcati sul volo per l’Italia da New York. Loro, per primi, ma noi tutti che ci siamo occupati del problema, abbiamo vissuto un po’ di apprensione ma poi, fortunatamente, è giunto il lieto fine per gli studenti bloccati ieri, al JFK airport a New York, in seguito al varo delle nuove norme sanitarie nei trasporti aerei.
Infatti, ieri pomeriggio circa 150 studenti, provenienti da tutti gli Stati degli Usa, non sono stati imbarcati per rispettare le nuove norme che prevedono la distanza di sicurezza anche dentro gli aerei. In seguito e grazie all’intervento del nostro Ambasciatore, Armando Varricchio, e del nostro Console generale a New York, Francesco Genuardi, è stato possibile raggiungere un accordo per imbarcare questi ragazzi e così, domani 1 aprile, arriveranno finalmente all’aeroporto di Fiumicino. Un ringraziamento anche a tutto il personale di Alitalia che continua a lavorare in aeroporto, ogni giorno, per garantire un servizio indispensabile a tutti i connazionali che necessitano di rientrare in Patria.
Un grazie sentito, quindi, all’Ambasciatore Varricchio per il lavoro diplomatico svolto in questi giorni e che ha portato al mantenimento dell’unico collegamento aereo tra Usa ed Europa e a tutta la rete consolare italiana in Nord e Centro America per il continuo lavoro svolto, 7 giorni su 7, in maniera continuativa, nell’assistere i connazionali. Il Sistema Italia, anche nei momenti di emergenza globale, funziona” Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America”.

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Decreto “Cura Italia”, emendamento per sospendere le tasse universitarie e detrarre al 100% le spese d’affitto dei fuori sede

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Sospendere nel corrente anno i pagamenti delle tasse universitarie per tutti gli studenti e prevedere delle detrazioni al 100% per gli affitti di quelli fuori sede: a chiederlo è l’Anief, con un emendamento proposto al Decreto Legge “Cura Italia”, il n. 18 del 17 marzo 2020. Per il sindacato, la modifica, all’articolo 62, si rende necessaria “in considerazione della difficile condizione economica in cui versano molte famiglie di lavoratori” e per “pianificare forme di sostegno che compensino gli effetti del diffuso stato di emergenza, anche lavorativa”.

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Sportello Ido attivo per studenti e docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Sette giorni su sette, sabato e domenica inclusi, sono sempre attivi gli esperti dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), pronti a rispondere alle richieste di aiuto che arrivano allo sportello di supporto online ’30 psicologi in ascolto’, nell’ambito del progetto ‘Lontani ma vicini’ sul portale Diregiovani.it.
“È uno spazio dedicato a studenti e docenti- spiega Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO- noi siamo nella task force realizzata dal ministro Azzolina, con il coordinamento della dottoressa Boda che collabora con tutte le task force regionali. È spesso difficile sapere cosa fare e dire ai ragazzi, così abbiamo utilizzato il portale d’informazione dedicato a loro – Diregiovani.it – sul quale già esiste da molti anni un servizio di supporto on line, che anche prima dell’emergenza Coronavirus riceveva ogni giorno dalle 5.000 alle 7.000 richieste di aiuto, informazioni, pareri o semplicemente di un bisogno di essere ascoltati. Ecco perché- continua Castelbianco- ci siamo subito appoggiati a questa piattaforma già nota ai ragazzi. Abbiamo sfruttato una realtà operativa strutturata, ma rinforzandola con 30 psicoterapeuti che lavorano nelle scuole, a contatto con gli studenti, e hanno l’abitudine professionale di ascoltarli e parlare con loro. Adesso- sottolinea Castelbianco- continuano a farlo on line”.
Lo sportello ’30 psicologi in ascolto’ mette a disposizione degli studenti un indirizzo email e un numero di cellulare a cui scrivere su WhatsApp o per sms. Accanto al servizio per gli studenti, “abbiamo attivato anche un servizio per i docenti- fa sapere il direttore dell’IdO- per dare supporto e fornire quegli strumenti che li aiutino a gestire l’ansia che i genitori e i ragazzi riversano su di loro. I docenti sono sempre in prima linea e, oltre alla didattica a distanza, vi è tutta una problematica umana che si trovano a dover fronteggiare. Penso ai problemi che nascono e crescono dentro le case, spesso vissute come un luogo di costrizione e non come un piacevole soggiorno. Anche per i docenti, quindi, stiamo realizzando dei videotutorial all’interno di una piccola area riservata solo a loro”.Per gli studenti, infine, l’IdO ha predisposto delle attività che possano aiutarli ad occupare il tempo non solamente davanti ai device, ma anche seguendo dei corsi come quello di giornalismo. “Speriamo che scrivendo possano farci conoscere quello che fanno, con la loro creatività e umorismo. Quando questa emergenza sarà finita pubblicheremo un libro, che invieremo a tutte le scuole d’Italia, come un ricordo”, fa sapere il direttore dell’IdO. Castelbianco poi aggiunge: “Abbiamo avuto già tante risposte dalle scuole, dalla Liguria alla Sicilia, e le loro richieste sono tantissime. Qualora 30 psicoterapeuti non bastassero- conclude- siamo pronti ad aumentarne il numero. L’importante è riuscire a dare una risposta a tutti”.Ecco il link dove guardare la video pillola del direttore dell’IdO: https://www.youtube.com/watch?v=fJGVAcK-gjo

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Circa 1,2 miliardi di studenti sono stati colpiti dalla chiusura di scuole e università in 120 paesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

Questo numero è destinato a crescere man mano che aumenta la diffusione del Coronavirus. Nel frattempo a Cox Bazar in Bangladesh è stato confermato presso la comunità locale il primo caso di COVID-19, che desta fortissima preoccupazione per la presenza del più grande insediamento di rifugiati sulla terra. Migliaia di persone potrebbero morire. Un milione di Rohingya, la metà dei quali sono bambini, si sono rifugiati nei campi tentacolari di Cox Bazar dall’agosto 2017, quando sono stati costretti a fuggire dalle loro case di fronte all’esplodere della violenza in Myanmar. Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, invita i governi ad agire ora con urgenza per evitare che milioni di bambini vulnerabili perdano la propria istruzione e per garantire loro un’adeguata assistenza e un apprendimento remoto inclusivo, riconoscendo che la chiusura delle scuole colpirà maggiormente i bambini più emarginati e vulnerabili. È anche fondamentale che i governi supportino i docenti e li dotino delle competenze per fornire un insegnamento a distanza di qualità.L’impatto della chiusura delle scuole si estende oltre l’interruzione dell’istruzione, comporta anche altri rischi per i bambini emarginati e quelli provenienti da famiglie a basso reddito, perché molti fanno affidamento sui pasti scolastici per sostenere la loro alimentazione quotidiana.“Stiamo affrontando una situazione senza precedenti. Il numero di bambini che hanno dovuto abbandonare improvvisamente la scuola o l’università è equivalente all’intera popolazione dell’India. Centinaia di milioni di studenti non potranno tornare alle lezioni normali per mesi, forse più a lungo, con molti esami importanti rinviati o annullati del tutto. Sappiamo per esperienza che soprattutto in alcuni contesti più i bambini non frequentano la scuola, maggiori probabilità ci sono che non torneranno mai più, in particolare le ragazze e coloro che provengono da famiglie a basso reddito. Ecco perché i governi devono ora mettere a punto strumenti di apprendimento a distanza di facile utilizzo, garantendo che le tecnologie utilizzate non escludano i bambini poveri, disabili o emarginati. Dobbiamo essere creativi. Nelle comunità con scarso o nessun accesso a Internet, ad esempio, i programmi radiofonici potrebbero consentire ai bambini di continuare l’apprendimento” ha dichiarato Gabriella Waaijman, Direttrice Umanitaria Globale di Save the Children.
“Ora è il momento per il mondo di riunirsi per proteggere i minori più a rischio, che saranno i più colpiti da questa crisi globale. Questi includono bambini senza fissa dimora, in cura o che vivono soli senza genitori o figure di riferimento. I bambini disabili rischiano di essere ulteriormente isolati o trascurati se non possono andare a scuola mentre i rifugiati e i minori sfollati nei campi temporanei sono ancora più vulnerabili di quanto non fossero prima di questa crisi. Poiché le pressioni aumentano sulle famiglie a basso reddito, i minori potrebbero dover lavorare per sostenere i redditi familiari e le ragazze in particolare potrebbero anche affrontare l’onere sproporzionato di prendersi cura dei familiari che contraggono il virus o di badare ai bambini più piccoli. Se i piani non vengono attuati con urgenza, alcuni bambini corrono il rischio di non tornare mai più a scuola” ha concluso Gabriella Waaijman.
Intanto, il cessate il fuoco globale, chiesto ieri dal Segretario Generale dell’Onu, potrebbe aiutare a proteggere la vita di 415 milioni di bambini, che vivono in aree di conflitto e che stanno morendo per la violenza, perché reclutati e rapiti, detenuti e maltrattati.
“Questi bambini ora affrontano anche il rischio aggiuntivo di perdere i propri cari a causa del virus o di essere contagiati loro stessi. È impossibile combattere adeguatamente una simile pandemia quando cadono le bombe o andare in ospedale quando volano proiettili. Non si possono aumentare i servizi sanitari necessari quando i soldati combattono per le strade ” ha detto Filippo Ungaro, Direttore Comunicazione e Campagne di Save the Children.
Il Covid-19 attacca le famiglie ovunque indiscriminatamente ed è destinato a devastare le vite di milioni di bambini. Save the Children sostiene pienamente l’appello del Segretario Generale a un immediato cessate il fuoco globale, per aiutare a proteggere i bambini in conflitto da ulteriori pericoli.
“Dobbiamo ora sostenere i paesi che sono stati devastati dalla guerra per anni. Paesi in cui i sistemi sanitari sono già al limite. Hanno bisogno di tempo per prepararsi al meglio che possono, vista già la grave situazione, a ciò che potrebbe accadere. Fermare i combattimenti darà loro questa opportunità. Il mondo ha bisogno di unirsi insieme nell’umanità in questo momento e ciò non è possibile nei luoghi in cui la guerra infuria” ha concluso Filippo Ungaro.

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Didattica a distanza e studenti stranieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

In queste settimane di didattica a distanza nelle scuole e nelle università di tutto il paese gli studenti stranieri dei corsi d’italiano dell’Università per Stranieri di Perugia si sono resi promotori di una bella iniziativa di sostegno in favore dell’Ateneo in cui studiano, lanciando una campagna social attraverso l’hashtag: #iOSTOACASAmaconlaSTRANIERIpg, iniziativa che si è subito estesa anche agli studenti dei corsi di laurea. E quali migliori testimonial poteva avere l’Ateneo in questo particolare momento se non i propri studenti? Questa idea positivamente contagiosa non si è peraltro ‘fermata’ ai ragazzi e alle ragazze che studiano ora alla Stranieri di Perugia, ma si è estesa anche a coloro che dopo aver frequentato le aule di palazzo Gallenga sono tornati nei loro paesi d’origine e desiderano dimostrare all’Unistrapg il loro affetto da ogni parte del mondo. Ed è così che si è diffuso l’hashtag #UNISTRAPGsemprenelcuore, cui via via stanno aderendo non solo coloro che hanno frequentato un corso di lingua italiana a Perugia, ma anche chi alla Stranieri si è laureato, chi vi ha lavorato o insegnato, chi vi ha svolto uno stage formativo.
Anche i docenti e il personale amministrativo dell’Università si sono uniti in questo abbraccio telematico, inviando immagini e messaggi nell’universo social che documentano la loro attività lavorativa da remoto. Come l’Italia, la Stranieri, dunque, non si ferma, e anzi dà continuità alla sua missione istituzionale con rinnovato slancio, grazie all’affetto ed al senso di attaccamento che le stanno manifestando le ragazze e i ragazzi di tutto il mondo, insieme a coloro che vi operano. (sonia giugliarelli)

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Coronavirus: Vodafone, stop limite Giga per gli studenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Vodafone eliminerà per un mese il limite di Giga per tutti i giovani clienti studenti. “Bene. Ottima iniziativa che speriamo sia ripresa anche da tutte le altre compagnie telefoniche” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ora, però, anche il Governo deve fare la sua parte. Pensiamo, ad esempio, a tutte le persone anziane costrette a restare sole in casa, che sentono la necessità di parlare con qualcuno. Per questo abbiamo chiesto, tra le misure a favore delle famiglie che sta preparando l’Esecutivo, anche quella di ridurre, per questo periodo di spostamenti ridotti, l’Iva dal 22 al 4% per tutti i contratti telefonici a consumo, ossia per quelli che non hanno opzioni flat. Si potrebbe anche prevedere l’azzeramento dello scatto alla risposta per le persone più anziane” conclude Dona.

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Nuova edizione di Amgen Scholars

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2020

Le prossime settimane sono le ultime per potersi candidare alla nuova edizione di Amgen Scholars (www.AmgenScholars.com), il programma di Fondazione Amgen che permette agli studenti più meritevoli delle facoltà medico-scientifiche di lavorare per due mesi estivi su progetti in ambito biomedico e biotecnologico, presso gli istituti di ricerca europei più prestigiosi. Amgen Scholars è un’iniziativa che, ogni anno, offre a 75 studenti universitari di tutta Europa, e a centinaia di studenti in tutto il mondo, il privilegio di inserirsi in prestigiosi team internazionali per immergersi in un contesto sperimentale di altissimo livello. Grazie a questa opportunità gli studenti potranno confrontarsi sugli aspetti concreti che animano la ricerca scientifica. L’inserimento in gruppi di lavoro di alto profilo consentirà ai giovani talenti di comprendere concretamente il significato della “sperimentazione”: dallo studio di lavori svolti da altri, alla ricerca di una strada per fare ulteriori passi avanti; dallo sviluppo di nuove idee, all’individuazione di percorsi innovativi e mai provati prima. Lo sviluppo di intuito e creatività è accompagnato dalla possibilità di utilizzare un mondo di strumenti sofisticati e di tecnologia avanzata che danno la percezione di quanto sia complesso, ma allo stesso tempo affascinante, il mondo della ricerca.
Il programma Amgen Scholars, al quale ci si può candidare fino al 3 febbraio 2020, rientra tra le iniziative formative che Fondazione Amgen sostiene, a livello mondiale, per favorire la cultura scientifica tra le nuove generazioni, e che comprende, altri due programmi riservati rispettivamente a insegnanti e studenti delle scuole superiori, Amgen Teach e Amgen Biotech Experience (ABE). A favore di questi tre programmi e di ulteriori iniziative scientifiche a livello locale, l’investimento complessivo sostenuto dalla Fondazione Amgen in Italia, a partire dal 2014, è stato di 500mila euro, mentre la cifra destinata in tutto il mondo allo sviluppo dei Progetti Amgen Scholars, Amgen Teach e ABE ammonta a oltre 150 milioni di dollari.
L’Italia si colloca tra i primi cinque Paesi in Europa per numero di candidature al programma: negli ultimi due anni sono state circa 100 le domande degli studenti italiani e 30 i giovani talenti del nostro Paese che, a partire dal 2009, hanno potuto prendere parte al progetto nelle più prestigiose Università europee; a questi vanno aggiunti due studenti che hanno partecipato al programma presso istituti in Giappone.
In tutto il mondo sono 24 le Università cui il programma Amgen Scholars ha destinato nel corso di oltre 16 anni 74 milioni di dollari: tra questi atenei l’Harvard University di Cambridge (Massachusetts), il National Institutes of Health di Bethesda (Maryland), l’Università di Cambridge e la Stanford University di Stanford (California), o ancora l’University di Melbourne, l’University di Toronto e tante altre.
Anche l’Europa non è da meno. Tra le Università che hanno aderito al progetto, infatti, figurano Istituti che si collocano ai primi posti nella classifica internazionale come l’Università di Cambridge, l’ETH di Zurigo, l’Istituto Pasteur di Parigi, il Karolinska Institutet di Solna (nei pressi di Stoccolma) o la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera.

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“Futurità”: un programma di education per studenti e insegnanti

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Futurità è un’iniziativa che ha l’obiettivo di favorire la diffusione della cultura della sostenibilità all’interno del mondo scolastico e in particolare tra gli studenti del 3° e 4° anno delle scuole superiori. Li aiuta a comprendere i meccanismi utili ad attuare strategie di sviluppo economico sostenibile di medio e lungo periodo, facendo altresì conoscere il ruolo che imprese e professioni possono svolgere a supporto di questo percorso.L’iniziativa è promossa da UBI Banca in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia. Digital partner del progetto è WeSchool, leader italiano della didattica digitale.Il progetto è pensato per coinvolgere in modo del tutto nuovo e “contemporaneo” i giovani studenti e far scoprire loro come le professioni di domani ci aiuteranno a sviluppare un’economia più sostenibile. Un progetto che si distingue per contenuti e modalità di apprendimento, grazie all’impiego di una metodologia didattica “blended”, ovvero che coniuga l’attività svolta in classe insieme ai docenti con una piattaforma di learning collaborativa.Tra i principali argomenti oggetto di formazione, gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e la salvaguardia dell’ambiente, così come tematiche della massima attualità e strettamente connesse alla sostenibilità, eppure escluse dai programmi scolastici, quali quelle relative alla privacy e ai dati sui social, alla smart mobility e alle nuove professioni digitali.
Il programma Futurità è funzionale all’orientamento scolastico-professionale. Grazie anche alla testimonianza da parte di diversi soggetti dell’impresa, favorisce infatti nei giovani la consapevolezza delle loro attitudini e vocazioni in relazione alle opportunità di lavoro e li guida nella comprensione delle professioni emergenti e delle relative competenze specialistiche richieste, mostrando come la “sostenibilità” non riguardi solo l’ambiente ma anche, per esempio, il corretto utilizzo degli strumenti digitali e la protezione dei dati, oltre che la qualità dei rapporti di lavoro. Può inoltre rappresentare un valido strumento di supporto nel percorso evolutivo della scuola italiana verso una maggiore digitalizzazione.I primi istituti scolastici coinvolti nella fase pilota del progetto sono le scuole secondarie delle province di Bergamo e Brescia, invitate a partecipare al programma nel secondo quadrimestre dell’anno scolastico 2019-2020: in questa prima fase sono quindi circa 40.000 i giovani delle classi terze e quarte potenzialmente coinvolti nell’attività. Il 13 gennaio e il 16 gennaio, rispettivamente a Brescia e a Bergamo, sono in calendario gli eventi di presentazione dell’iniziativa ai dirigenti scolastici delle due province.Digital partner del progetto è WeSchool, leader italiano della didattica digitale, riconosciuto dal MIUR come Ente accreditato (ai sensi della Direttiva 170/2016) anche per la formazione professionale certificata dei docenti, la cui missione è la digitalizzazione della scuola italiana. WeSchool è tra i 25 vincitori in Europa del Google Educator Grant per le migliori iniziative di formazione docenti e digitalizzazione della scuola. Sono oltre 90.000 i docenti iscritti al sito.Per gli studenti e le scuole che partecipano al progetto sono previsti importanti riconoscimenti. Saranno infatti assegnate borse di studio per un valore complessivo di 100.000 euro alle migliori tesi o project work realizzati dagli studenti sulla base del percorso formativo seguito. Per le scuole, è prevista la fornitura di dotazioni tecnologiche a supporto della digitalizzazione delle attività didattiche.Saranno a breve disponibili i bandi di partecipazione con tutti i dettagli, oltre alle specifiche della giuria che valuterà i lavori svolti.

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XII edizione di Scopritalento: orientare gli studenti alla scelta universitaria o lavorativa

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Torino. E’ stata presentata all’auditorium Quazza di Palazzo Nuovo (via Sant’Ottavio 20 Torino) la dodicesima edizione di ScopriTalento. Si tratta di un percorso lungo il quale condurre gli studenti alla ricerca delle proprie attitudini e delle proprie abilità, aiutandoli a sviluppare le competenze trasversali e l’orientamento. “ScopriTalento è un percorso organico e completo di orientamento alla scelta universitaria o lavorativa/professionale” spiega la consigliera metropolitana con delega all’istruzione e all’orientamento Barbara Azzarà, “rivolto agli studenti degli ultimi tre anni della scuola secondaria di secondo grado di Torino e provincia, basato sull’introduzione della didattica attiva, orientativa e multimediale nella scuola e nell’università quale strumento di congiunzione tra innovazione didattica e orientamento”.Una sperimentazione metodologica ormai consolidata, ideata dalla SAA-School of Management di Torino e sviluppata in collaborazione con la Città metropolitana , l’Ufficio Scolastico Territoriale di Torino e il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università, concepita per diventare un modello di riferimento e già riconosciuta a livello locale grazie al protocollo d’intesa firmato nel 2017 tra i quattro partner di progetto. L’offerta formativa dell’edizione 2019/20 di ScopriTalento è costituita da tre laboratori didattici, condotti con l’affiancamento di studenti universitari della SAA School of management:
-Explora – Classi terze – Laboratorio propedeutico per fornire elementi di base della cultura d’impresa e del lavoro;
-Future Cup – Classi quarte – Laboratorio in cui si realizza un project work per un’azienda “cliente” che lo commissiona;
-Obiettivo Lavoro – Classi quinte – Laboratorio di sintesi conclusiva del percorso , per affinare le abilità personali e fornire gli strumenti base per orientare alla ricerca di un lavoro adatto alle proprie attitudini e abilità. L’adesione ai laboratori deve essere data entro mercoledì 27 novembre.

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SELFIE, strumento UE per le scuole, utilizzato da 450 000 studenti e insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

SELFIE è stato sviluppato dalla Commissione insieme a un gruppo di esperti del settore dell’istruzione provenienti da tutta Europa ed è disponibile in 31 lingue.Oggi ricorre il primo anniversario del lancio di SELFIE (acronimo che significa “autoriflessione su un apprendimento efficace mediante la promozione dell’innovazione attraverso le tecnologie per la didattica”), lo strumento online gratuito, promosso dalla Commissione europea, che aiuta le scuole a valutare e migliorare il loro modo di utilizzo delle tecnologie digitali per l’insegnamento e l’apprendimento. Finora oltre 450 000 studenti, insegnanti e dirigenti scolastici in 45 paesi hanno utilizzato questo strumento e si prevede che entro la fine del 2019 saranno più di 500 000.
SELFIE viene costantemente migliorato grazie ai test con gli utenti e al feedback raccolto nelle scuole. Sono state aggiunte nuove funzionalità, tra cui una guida audiovisiva per assistere le scuole nella configurazione e nella personalizzazione dello strumento e la possibilità per le scuole di confrontare i propri risultati SELFIE con quelli precedentemente ottenuti. Per accrescere l’utilizzo di SELFIE la Commissione europea promuove anche l’informazione e la sensibilizzazione delle scuole, ad esempio attraverso eTwinning, la più grande piattaforma per insegnanti al mondo, e la Settimana UE della programmazione. Nel 2020 verranno sviluppati altri materiali di sostegno e di formazione, compreso un corso MOOC per le scuole su SELFIE e su come gli insegnanti possono utilizzarne i risultati per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento con il supporto delle tecnologie digitali. A gennaio 2020 è previsto anche il lancio di una versione di SELFIE destinata all’istruzione e formazione professionale basata sul lavoro.

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Solo il 5,3% dei libri digitali viene attivato dagli studenti italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

E anche quando questo accade, di media l’accesso è inferiore alle 6 volte in un anno scolastico. È quanto emerge dall’indagine dell’osservatorio AIE-MIUR presentata oggi durante il convegno “Libri di testo e risorse digitali per l’apprendimento. Strumenti diversi per una scuola che cambia” all’interno della Fiera Didacta a Firenze. I dati, illustrati da Giovanni Bonfanti, vicepresidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e presidente del Gruppo Educativo, alla presenza del viceministro all’Istruzione Anna Ascani, mostrano per la prima volta come gli studenti italiani accedano agli strumenti didattici digitali.La ricerca, condotta tra gli editori che operano nel settore educativo per valutare le modalità di studio degli studenti, tra carta e digitale, dimostra come negli ultimi cinque anni l’adozione del libro misto (versione che comprende una parte cartacea e una digitale accompagnata da contenuti digitali integrativi, senza aggravio di costo per l’utente) sia passata dal 70% al 92%, mentre il libro di testo completamente digitale (il cosiddetto ebook) sia rimasto pressoché stabilmente fermo all’1%.I libri più attivati risultano essere i sussidiari delle classi 4-5 nelle scuole primarie; nelle scuole secondarie invece la materia più attivata è l’inglese, anche se la matematica registra il maggior numero di accessi e di utilizzo effettivo.Nonostante il 74,6% dei docenti utilizzi almeno una volta alla settimana il digitale nella didattica, i dati evidenziano che solo una piccola parte degli studenti usufruisce realmente dei contenuti digitali per studiare.
“Non tutti sanno che l’Italia è un unicum – ha commentato Giovanni Bonfanti – un paese dove per tutte le materie ogni insegnante e ogni studente è dotato di materiali digitali di qualità, validati ed efficaci. Non solo dei semplici libri in pdf ma molto, molto di più. I dati dell’Osservatorio sono chiari: ancora pochi studenti accedono a questi contenuti, va detto però che noi editori registriamo un chiaro trend di forte crescita, non solo nella fruizione di libri digitali interattivi ma anche di tutti i contenuti multimediali a supporto dell’apprendimento delle materie scolastiche. Questo Osservatorio e questi dati sono quindi un punto di partenza, un inizio di un percorso di analisi per identificare aree di approfondimento e condividere buone pratiche e soluzioni utili per una scuola migliore”.

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Mostra dei lavori degli studenti del Master in Photography and Visual Design

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

Milano Cinisello Balsamo Opening sabato 28 settembre h 1728 settembre – 20 ottobre 2019 Museo di Fotografia Contemporanea Villa Ghirlanda – via Frova 10. Orari di apertura: Da mercoledì a venerdì ore 16-19 Sabato e domenica ore 10-13, 14-19 Ingresso libero.
STARDUST è un progetto espositivo che presenta al Museo di Fotografia Contemporanea degli studenti del Master in Photography and Visual Design di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, a cura di Luca Andreoni e Francesco Zanot, rispettivamente docente e Course Leader del Master. Si tratta di una serie di progetti editoriali restituiscono nuove interpretazioni e declinazioni del genere western nel cinema, attraverso la fotografia.
Gli studenti hanno saputo cogliere tale varietà interna al cinema western, producendo oltre 30 lavori a tutto campo. In alcuni casi hanno scelto di attenersi alle più note tipicità del genere, investigando i temi del paesaggio, della violenza, dell’avventura; in altri casi, invece, hanno utilizzato questo spunto come base per una riflessione sul nostro tempo. Ne scaturiscono numerose e intriganti sorprese, sia per i conoscitori del western, sia per coloro che hanno sempre frequentato altri territori cinematografici. Senza dubbio gli studenti hanno sfruttato con grande libertà le strategie più allargate oggi a disposizione della fotografia contemporanea, attivando e spesso combinando tra loro le pratiche tradizionali della fotografia (dalla fotografia documentaria al reportage) con quelle più recenti, come il riuso di immagini, la costruzione di immagini impossibili, l’elaborazione digitale finalizzata alla trasformazione della realtà.L’allestimento consentirà al pubblico di sfogliare i libri realizzati in copia unica dagli studenti grazie alla creazione di una libreria temporanea nella sala conferenze del Museo e sarà completato da una serie di poster progettati ad hoc, come richiamo immediato all’immaginario cinematografico.
Progetti di Virginia Arnò, Fabio Bologna, Melisa Calderon, Diana Castellani, Wu Chenyun, Osanna Davi, Giulia Filosa, Isabella Fusè, Bhagyashree Gaikwad, Kateryna Gorina, Roy Kaushik, June Vijitprapai Kornrarin, Romain Kulczycki, Tanvi Jalan, Yu Chieh Lee, Jiao Jiao Luo, Sofia Mangini, Lan Mengying, Valerio Motta, Chloe Mvulu, Putison Phumchoosri, Giacomino Pintore, Greta Poli, Francesca Rossi, Karl Sciberras, Bo Sun, Harit Shrikao, Samer Timani, Angela Vadalà, Luca Viganò, Daniel Von Johnston, Mengli Zhang. http://www.naba.it

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Sull’epilessia per insegnanti e studenti tra gli 8 e i 12 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

Esplorare il mondo di un bambino con epilessia attraverso il gioco. È in occasione dell’apertura dell’anno scolastico che LICE (Lega Italiana contro l’Epilessia) lancia “A scuola di epilessia, quando la malattia ci chiede di sapere”, la prima campagna educativa digitale sull’epilessia nelle scuole. Una piattaforma digitale interattiva in ambito educativo destinata a docenti e alunni di età compresa tra gli 8 e i 12 anni che ha come obiettivo principale quello di far conoscere l’epilessia, l’impatto che questa ha sul bambino che ne soffre e colmare quelle lacune sugli interventi da effettuare nel caso si assista ad una crisi epilettica.Dalla diagnosi alle cure, dai fattori scatenanti alle manifestazioni cliniche di una crisi epilettica. Una conoscenza approfondita, quella offerta agli insegnanti e agli studenti, garantita attraverso l’utilizzo di un linguaggio semplice e l’interazione con personaggi animati in grado di catturare l’attenzione dei più piccoli. Giochi educativi, tool interattivi, interviste animate e video sono gli strumenti al centro della prima campagna educativa digitale su questa impattante patologia.Ancora molte le lacune manifestate in ambito scolastico sull’epilessia, una condizione neurologica che fa registrare, solo nel nostro Paese, circa 500.000 casi, molto spesso bambini.Oltre il 60% degli insegnanti, infatti, non conosce le regole da seguire nel caso in cui un bambino sia colpito da crisi epilettica (secondo una indagine condotta dalla stessa LICE presso i plessi scolastici italiani). E ancora troppi i pregiudizi relativi agli ostacoli che la patologia pone rispetto ad un normale svolgimento delle attività quotidiane e sociali, oltre che al rendimento scolastico.“La qualità di vita di chi soffre di epilessia dipende molto anche dagli altri e da quanto sanno di questa sindrome neurologica – ha commentato Oriano Mecarelli, Presidente LICE -. Al disagio personale spesso si aggiungono i pregiudizi e le paure degli altri. Le maggiori difficoltà di inserimento scolastico, infatti, non derivano da un ritardo mentale del bambino che soffre di epilessia, ma dall’atteggiamento negativo dei compagni che, non conoscendo la patologia, assumono nei suoi confronti comportamenti di scherno e allontanamento, aggiungendo disagio al disagio. Ecco perché conoscere l’epilessia è il passo fondamentale per abbattere barriere e sconfiggere inutili paure. Noi di LICE siamo orgogliosi di questo progetto e ci auguriamo che i docenti iscritti alla piattaforma siano numerosissimi. A loro disposizione, sulla piattaforma, risorse e materiali scaricabili che si riveleranno fondamentali per poter guidare adeguatamente la classe”.Un’intera sezione sarà dedicata a come aiutare un bambino che soffre di epilessia. Giochi interattivi chiari e d’impatto insegneranno ad assistere un compagno con crisi epilettica o a offrire il proprio aiuto all’insegnante che lo sta soccorrendo. Gli studenti potranno così diventare protagonisti di un processo di apprendimento attivo attraverso domande condivise, curiosità e applicazioni pratiche di quanto appreso.
Veri e propri laboratori di “saper fare” per garantire il coinvolgimento dei destinatari, una necessaria efficacia didattica e una corretta componente ludico-operativa. I contenuti scientifici sono stati forniti e validati dal Comitato Scientifico e dal Consiglio Direttivo della Lega Italiana Contro l’Epilessia. La piattaforma è stata sviluppata da un team di sociologi, pedagogisti ed esperti in comunicazione digitale e sfrutta le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. https://www.educazionedigitale.it/epilessia/

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Scuola: Supplenze, i presidi costretti ad assumere gli studenti universitari

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Il reclutamento dei docenti precari è così male organizzato che pur in presenza di una mole altissima di precari storici, non tutti sotto contratto, i dirigenti scolastici per coprire le tante cattedre vuote si stanno rivolgendo agli studenti non ancora laureati che hanno prodotto una semplice domandina alle scuole con il sistema, nemmeno previsto dalla legge, della “messa a disposizione”.La modalità, denunciata prima di tutti dall’Anief, sta prendendo largo, dopo che si è allungata la lista delle regioni, come Veneto, Lombardia e Piemonte, ma anche del Sud, come Sardegna, Abruzzo e la Sicilia, con sempre più graduatorie ad esaurimento e di merito prive di candidati: a mancare all’appello, sono soprattutto docenti di sostegno, italiano, matematica e discipline tecniche alle superiori.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Se la politica avesse dato retta all’Anief e all’Unione europea, non saremmo ridotti in questo stato. Sarebbe bastato prevedere dei canali di accesso ai ruoli attraverso graduatorie di istituto provinciali per tutti i docenti e laureati ivi inseriti, scorrendo, le graduatorie di merito esistenti, senza licenziare il personale assunto con riserva. È un paradosso, nel Paese del mondo col più grande numero di aspiranti insegnanti, nelle scuole si deve tamponare con la chiamata diretta dei laureandi: peggio di così non si poteva fare. Speriamo che il ministro Fioramonti ci ascolti” Se in un Paese moderno, come l’Italia, decine e decine di migliaia di supplenze della scuola pubblica vengono affidate ai presidi, c’è qualcosa che non quadra: perché i poveri dirigenti scolastici, prima tentano di reperire i supplenti con le graduatorie d’istituto di seconda e terza fascia. Sempre più spesso, però, si rendono conto che queste liste non bastano.

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Nuovi aumenti per le case in affitto a studenti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Per gli studenti fuori sede anche quest’anno è giunto il momento di cercare una stanza in affitto e fare i conti con i prezzi in costante aumento. Se nel 2018 non in tutte le città universitarie si registravano rincari, i dati del 2019 vedono crescere i costi in tutti i principali centri. Secondo l’analisi di Immobiliare.it, l’unica eccezione è rappresentata da Bari, dove si rileva un lieve calo del 2% rispetto all’anno scorso, mentre il record degli aumenti spetta a Bologna, dove per una singola la cifra richiesta è aumentata del 12% in un anno.
Milano si conferma la città più cara in cui vivere da fuori sede. Per una camera nel capoluogo meneghino si chiedono mediamente 573 euro, prezzo aumentato del 6% rispetto al 2018 a fronte di una domanda che continua a crescere (+5% su base annua). Il secondo posto è ormai un pari merito: dopo il boom dei prezzi dell’ultimo anno, Bologna ha praticamente raggiunto i costi di Roma (rispettivamente 447 e 448 euro al mese).Con aumenti che oscillano fra il 2% e l’8%, si aggirano sui 300 euro le cifre richieste nelle altre città: si passa dai 353 euro di Torino ai 306 euro al mese di Pavia. Il dato relativo all’andamento della domanda rivela che il Sud è sempre meno ambito dai fuori sede, tanto che Bari e Palermo sono le uniche due città delle 14 prese in considerazione a registrare un calo delle ricerche. Nonostante offrano ottime occasioni di risparmio, sono sempre meno gli studenti e i lavoratori fuori sede disposti a condividere una stanza con un’altra persona. La domanda di posti in doppia è infatti in calo ovunque, a eccezione di Bologna, dove invece è cresciuta del 9% a causa degli importanti aumenti dei costi degli affitti.

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La scuola italiana non sa trattenere gli studenti più deboli

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

che la scuola di tutti, nessuno escluso: quella del Belpaese sembra sempre più una scuola pubblica per élite, che non sa trattare come dovrebbe chi è più in difficoltà. Come gli allievi iscritti in aree difficili, i giovani con disabilità e che non sono italiani. A confermarlo è l’ultimo Country Report sull’Italia elaborato dalla Commissione europea, sul quale Anief ha realizzato un focus e dal quale emerge che nonostante i recenti miglioramenti nella qualità dell’istruzione scolastica, le ampie e persistenti disparità regionali nei risultati dell’apprendimento continuano a destare grande preoccupazione. La dispersione scolastica italiana non è solo maggiore rispetto agli altri Paesi, molto lontano dalla Strategia Europa 2020 che lo poneva al 10%, anziché oltre il 14% che si ravvisa nel nostro Paese. Ora si scopre che a figurare in alto numero tra chi è destinato a diventare Neet ci sono i giovani del Sud, tanti giovani disabili e stranieri. In base ad uno studio di livello nazionale nel 2018 – dice l’UE – il numero di persone con risultati insufficienti è decisamente maggiore al Sud rispetto al Nord (nel grado 8: 45 % contro 28 % in italiano, 67 % contro 27-30 % in inglese, 54-56 % contro 28-32 % in matematica). Dal Country Report risulta che “soprattutto al Sud le differenze significative nei risultati tra e all’interno delle scuole potrebbero indicare una tendenza a raggruppare gli studenti in base alla loro capacità. Il Sud e le isole registrano inoltre i tassi più elevati di abbandono scolastico (rispettivamente 17,3 % e 21 % rispetto al dato nazionale del 14 % e alla media UE del 10,6 %)”.
La discriminazione tocca, con effetti ancora più pesanti, gli alunni con seri problemi di apprendimento: “Il tasso di abbandono scolastico delle persone con disabilità è superiore alla media dell’UE (30,2 % contro 23,6 %)”, sottolinea la Commissione Ue. C’è poi il problema dei troppi alunni stranieri che lasciano i banchi prima del tempo: “Il livello di istruzione conseguito dagli studenti non italiani è notevolmente inferiore a quello degli italiani. Gli studenti non italiani – scrive ancora la Commissione UE – rappresentavano il 9,4 % della popolazione scolastica nell’anno scolastico 2016/2017. La maggioranza (61 %) è nata in Italia. Rispetto agli studenti italiani, quelli stranieri presentano un rischio più elevato di ripetenza (31,3 % contro 10 %) e di abbandono scolastico (30,1 % contro 12 %)”. Sulle motivazioni di questi dati poco edificanti, la stessa Commissione europea mette in risalto due problematiche. La prima è che “i risultati dell’apprendimento potrebbero essere influenzati negativamente dalla gestione degli insegnanti e dalle loro condizioni di lavoro”.

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“Con l’intelligenza artificiale bisogna avere cervello”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

E’ lo slogan del corso su artificial intelligence che negli ultimi mesi ha appassionato oltre 12.000 studenti e docenti italiani.Disponibile sia in presenza, con laboratori interattivi, sia online, il percorso formativo fa parte del programma “Ambizione Italia per la scuola”, promosso da Fondazione Mondo Digitalee Microsoft, che consentirà a 250mila giovani e 20mila insegnanti di scoprire come le tecnologie stiano rivoluzionando con grande rapidità il modo di apprendere, vivere e lavorare.
Si chiamano Selene, Maria Teresa, Maria Giulia, Carolina, Francesco e Valentina e hanno tra i 15 e i 17 anni. Sono studenti dell’IIS Marconi di Civitavecchia (Roma), ISIS Da Vinci di Poggiomarino (Napoli) e IISS Majorana di Brindisi, tre scuole selezionate tra i 37 hub che stanno sperimentando in Italia il programma di intelligenza artificiale. Questa mattina, in occasione del Microsoft Innovation Summit all’Università Bocconi di Milano, i ragazzi hanno incontrato Satya Nadella, CEO di Microsoft Corporation, e presentato i primi risultati del loro lavoro.Siamo sicuri di fare sempre le scelte giuste? Chi può aiutarci a modificare le abitudini nocive per il nostro pianeta? “Ecoassistant” è un’intelligenza artificiale realizzata dagli studenti campani, basata sull’apprendimento automatico e composta da analizzatore di ambiente, chatbot e molte funzioni per l’interazione uomo-macchina. Usando dati rilevati da sensori, Ecoassistant è in grado di suggerire il comportamento migliore per proteggere l’ambiente e produrre energia rinnovabile. Come insegnare a un’intelligenza artificiale a risolvere problemi reali di interazione e comunicazione per migliorare la vita sociale delle persone? È questo l’obiettivo che si sono posti gli studenti di Civitavecchia e di Brindisi. I primi hanno ideato “Easy talk”, un dispositivo capace di “ascoltare” la conversazione, interpretare lo stato emotivo di chi sta parlando e intervenire per facilitare l’interazione in caso di fraintendimento. Al progetto ha contribuito anche una ragazza con la sindrome di Asperger, che ha vissuto in prima persona questo tipo di problematica. Dall’esperienza di volontariato di una studentessa è nato invece “Pablobot”, il robot pittore dei ragazzi di Brindisi che può realizzare disegni e dipinti interpretando sentimenti e emozioni di chi ha di fronte.
“I nuovi trend digitali come l’Intelligenza Artificiale e la Robotica stanno creando nuovi posti di lavoro che spesso in Italia rischiano di restare scoperti perché mancano figure professionali qualificate per svolgerli. Secondo una ricerca Microsoft, il 65% degli studenti di oggi svolgerà in futuro professioni che ancora non esistono. Investire nella formazione avanzata diventa quindi indispensabile. Ambizione Italia per la scuola va proprio in questa direzione: con Fondazione Mondo Digitale stiamo affiancando alle lezioni tradizionali training su AI e Robotica per consentire agli studenti di acquisire le capacità funzionali e trasversali che serviranno per i lavori del futuro. I progetti presentati oggi a Satya Nadella dimostrano che siamo sulla strada giusta!” – spiega Barbara Cominelli, Chief Operating Officer di Microsoft Italia.
Il corso online è disponibile all’indirizzo http://www.innovationgym.org/entra-nel-mondo-dellai/
http://www.mondodigitale.org

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L’ On. Nissoli (FI) incontra gli studenti di italiano della Rice University (USA)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Roma. Oggi l’On. Nissoli ha ricevuto a Montecitorio gli studenti di italiano della Rice University, Texsas – USA, che successivamente hanno visitato il Parlamento.
“Bello vedere studenti americani appassionati della nostra lingua che studiandola li aiuta a comprendere pienamente la cultura italiana. Infatti, la lingua italiana è fondamentale per lo studio dell’arte e della musica. Quindi studiare l’italiano è importante per conoscere meglio il patrimonio culturale che abbiamo ereditato ma anche la cultura odierna che trae ispirazione continua anche dai classici. Inoltre, la lingua di Dante educa al bello con la sua ricchezza di vocaboli e la sua sonorità, per cui auguro che gli studenti possano fruire pienamente di questi studi linguistici non solo come semplice conoscenza ma anche come esercizio culturale che li porta ad incontrare e comprendere quell’umanesimo che ci caratterizza come italiani sia in Patria che all’estero”. Lo ha dichiarato l’On. Nissoli, eletta nella Circoscrizione estero – Ripartizione Nord e Centro America.

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