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Posts Tagged ‘manovra’

Manovra 2019: Il MAIE negozia 300 impiegati di ruolo e 50 assunti per la rete consolare

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

Adriano Cario: “Assunzioni dopo 30 anni, abbiamo chiuso un anno storico”
Il Senatore primo firmante dell’emendamento che consente l’assunzione di personale per la rete consolare dopo 30 anni, esulta con l’intesa riuscita. “Finalmente una Manovra che favorisce gli italiani all’estero” . Poi, la dichiarazione di voto in aula: “Basta la mafia degli appuntamenti”.
È stata una settimana pazzesca a Palazzo Madama. La Manovra è stata riscritta mille volte, le cento bozze diverse consegnate volavano tra senatori arrabiati e conformi secondo le modifiche. I giorni trascorrevano e nessuno poteva confermare cosa ne conterrebbe finalmente.
“Le negoziazioni sono state estenuanti – ha ammeso Cario – ma finalmente ne è valsa la pena. Il ruolo del Sotosegretario Merlo nell’intesa è stato fondamentale perchè oltre a far valere il nostro peso in aula, è riuscito a far capire al governo che le risorse verso gli italiani all’estero sono un’investimento per l’Italia”.
Questo esecutivo polemico in tutto il mondo per le sue decisioni economiche e le sue dichiarazioni politiche, è invece un governo favorebole agli italiani all’estero?
Se osserviamo i risultati di questo anno, decisamente si. Per la prima volta nella storia un figlio dell’emigrazione fa parte di un Governo Italiano. In conseguenza, dalla Sottosegreteria, si è potuto avanzare su politiche e decisioni che avranno pronto un impatto reale sulle nostre comunità. Ma non è un governo che decide d’investire sugli italiani all’estero perchè così lo vuole. C’è un partito, che è il MAIE, che dopo 10 anni in parlamento, con lavoro, con passione e soprattutto con coerenza, ha saputo ottenere un posto importante dentro la politica italiana, e ora dentro questo esecutivo. E non parlo solo di Merlo, il lavoro dell’On. Mario Borghese alla Camera è anche fondamentale per riuscire questi risultati.
Il Governo sotto pressing dell’Unione Europea aveva bisogno di ridurre il deficit. Come avete fatto per riuscire questa intesa espansiva?
Principalmente abbiamo potuto far capire al governo che gli italiani all’estero siamo una risorsa. Se valutiamo il costo percentuale che rappresentiamo per la Manovra, e il beneficio economico che produciamo con l’esportazione grazie alla compra dei prodotti italiani, con il turismo di ritorno ecc. il bilancio è più che postivo per il fisco italiano. E anche, d’altra parte, oltre i numeri e la forza politica del MAIE, è anche da risaltare il ruolo svolto dalla Farnesina al riguardo degli italiani all’estero.
L’ultima bozza che il governo ha fatto circolare alla stampa consentiva anche il dimezzamento all’editoria italiana all’estero. Quel punto è anche entrato nelle trattative?
Quel punto è stato, per fortuna, abolito. Il taglio in 1 milione dei fondi all’editoria italiana all’estero, avrebbe significato la chiusura della maggioranza delle nostre testate stampate ed editate nel mondo. Questo è anche importante perchè la loro funzione è trascenentale allo svolgimento del nostro associazionismo, como diffusore delle attività delle istituzioni, e anche importante nel funzionamento del Made in Italy nel mondo.
Quella votata, è finalmente l’intesa che avete negoziato dall’inizio?
L’intesa riuscita è molto positiva in questo contesto. Siamo consapevoli che mancano ancora tantissime cose da risolvere per i nostri connazionali. Però, dobbiamo essere sinceri e realisti. In questa situazione sociale, economica e politica che attraversa l’Italia, essere riusciti a rafforzare la rete consolare e fermare il taglio all’editoria italiana all’estero, è già un’impresa. (Pablo Mandarino/L’eco d’Italia)

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Manovra: Rojc, in Senato nasce dittatura della maggioranza

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Quello che sta accadendo in Senato sembra una una pagliacciata ma è l’atto di nascita della dittatura della maggioranza”. Lo afferma la senatrice del Pd Tatjana Rojc, commentando i continui rinvii della presentazione del maxi-emendamento alla manovra, con la definitiva versione della legge di Bilancio.Per la senatrice dem “il Parlamento è stato espropriato delle sue funzioni e del suo ruolo: ci tengono qua, ad aspettare di conoscere e votare una legge sulla quale non potremo aprire bocca, una legge che sta ancora cercando la quadratura dei conti e che si sta ancora gonfiando di norme puntuali”.“Grillo aveva promesso di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno ma non era vero – precisa Rojc – perché in realtà stanno scassinando le istituzioni repubblicane. Fuori dal Senato i cittadini devono sapere che qualsiasi allarme è troppo debole rispetto alla gravità di quanto sta accadendo”.

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Manovra: Taglio delle pensioni ai poliziotti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“E’ ridicolo chi va sul palco con la felpa della Polizia, poi scende e umilia le forze dell’ordine, la loro storia tagliando le pensioni dei poliziotti nella Manovra di bilancio”. Lo scrive in un comunicato il senatore del Pd, Bruno Astorre.
“Come denuncia il Silp Cgil, con il maxiemendamento alla legge di bilancio si bloccano gli adeguamenti dei pensionati dal 2019 e quindi le pensioni di tutti gli operatori delle forze di polizia. Una scelta vergognosa che è un vero e proprio schiaffo a chi ha dedicato una vita allo Stato e ha rischiato spesso la vita, e adesso si trova di fatto con una nuova tassa imposta da Di Maio e Salvini, che la mattina indossa la felpa e il pomeriggio mette le ganasce alla vita di migliaia di uomini ai quali – conclude Astorre – va sempre il ringraziamento per quanto hanno fatto al servizio delle nostre comunità”.

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Manovra: i peggiori auspici per il settore agricolo

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Da una prima lettura del maxi emendamento alla manovra sono confermati i peggiori auspici per il settore agricolo. Questa maggioranza, come avevo già denunciato, ha dimenticato un comparto strategico per la nostra economia e in particolare per il Made in Italy. Le risorse stanziate sono completamente inadeguate, frutto di scelte politiche che hanno portato ad investire briciole, preferendo dirottare i fondi verso il reddito di cittadinanza. E lo specchio di questa deludente manovra è il comparto della pesca, per cui sono previste risorse risibili, che al massimo consentiranno di sostenere economicamente i pescatori al massimo per poco più di una settimana di fermo biologico. Una manovra, quindi, pessima che deve portare ad una riflessione: mentre con i governi di centrodestra o di centrosinistra ad essere scontenti era la parte politica avversa, qui ad essere scontenti sono tutti. A conferma che questo è davvero il governo del cambiamento”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, componente della Commissione Ambiente del Senato.

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Manovra. Marsilio (FdI): niente fondi per L’Aquila

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Nel maxiemendamento al Bilancio del governo ci sono i fondi per i Comuni del cratere sismico, norma per rinviare il rimborso delle tasse e per sospendere i mutui, ma clamorosamente e inspiegabilmente non ci sono le norme per trasferire al comune de L’Aquila i fondi per compensare le minori entrate e i maggiori oneri, compreso il TPL, senza i quali il comune è destinato a non poter fare il bilancio e andare in dissesto. Ho chiesto conto al governo di questo fatto grave. I sottosegretari Crimi e Castelli hanno preso l’impegno di trasferire tali fondi utilizzando il primo provvedimento utile a gennaio. Vigileremo su questo impegno perchè sia mantenuto, ma non posso non far notare che su tali argomenti non dovrebbe essere necessario presentare emendamenti o aspettare con ansia la fine dell’anno. La ricostruzione è un’emergenza nazionale che non conosce colore di partito”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio.

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Manovra. Rauti (FdI): fondi a ‘divanisti’ e no a vittime femminicidio

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Il governo ha deciso di fare economie sugli orfani di femminicidio per finanziare il reddito di cittadinanza per i ‘divanisti’. E’ questa l’amara verità che emerge dalla lettura del maxiemendamento alla legge di Bilancio. Fratelli d’Italia aveva chiesto un finanziamento di 12 milioni di euro e alla fine la maggioranza ha deciso di stanziare soltanto 5 milioni, di cui 2 milioni per le borse di studio per gli ‘orfani di crimini domestici’ e 3 milioni i fondi a sostegno delle famiglie affidatarie. In un momento in cui le violenze e gli omicidi contro le donne subiscono un deciso aumento e raggiungono livelli particolari di efferatezza, il governo e la maggioranza avrebbero dovuto raddoppiare gli sforzi e le risorse per colpire questo fenomeno. Su un tema come questo giocare al risparmio rappresenta un ulteriore schiaffo alle vittime”. Lo dichiara il vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia al Senato, Isabella Rauti.

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Fratelli d’Italia: in Senato grave dilettantismo ma rimarremo in Aula

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Lo spettacolo messo in scena dalla maggioranza in queste settimane dimostra il suo grave dilettantismo. Sarebbero stati necessari due o tre giorni di lavoro in Commissione per riuscire ad avere una valutazione, anche se superficiale, della legge di Bilancio. Questo ci è stato impedito, ma essendo consapevoli che l’ostruzionismo comporterebbe il rischio dell’esercizio provvisorio rimarremo in Aula tutta la notte, discutendo e portando il nostro contributo. Per Fratelli d’Italia gli interessi della nostra Nazione sono prioritari, ma ciò non può impedirci di censurare il comportamento della maggioranza e in particolare del ministro Fraccaro, che si è rivolto in quest’Aula in maniera provocatoria. Ci saremmo attesi le scuse per le condizioni in cui ci stanno costringendo a lavorare e non certamente atteggiamenti arroganti”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani, nel corso del suo intervento in Aula.

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Manovra. Urso (FdI): Caporetto del governo in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

“Questa è la Caporetto del governo Conte, è necessario un cambio immediato di governo per evitare la disfatta. Serve una nuova linea del Piave, che questa maggioranza succube sul piano economico di Cinque Stelle non può certo predisporre”: è quanto ha rilevato ai microfoni di SkyTg24 il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, responsabile Impresa e Attività produttive di Fratelli d’Italia, denunciando “la resa senza condizioni del governo ai diktat della Commissione e soprattutto ai piani di riforma che l’asse Parigi-Berlino ha imposto che pregiudicano il futuro dell’Italia. Il governo Conte non ha subito solo una pesante sconfitta, arretrando su tutta la linea della manovra economica, costretto di fatto a rinunciare a reddito di cittadinanza e riforma Fornero, che si ridurranno a misure tampone di sapore meramente elettorale, per tentare di salvare almeno la parvenza delle sue misure simbolo; nelle conclusioni del Consiglio Europeo ha ceduto su tutti i fronti, con un ignobile baratto che condanna l’Italia ad un ruolo marginale in Europa. Il governo Conte ha infatti accettato che il Fondo Salva Stati diventi anche una rete di sicurezza per le banche dei paesi del Nord Europa, ha subito una riforma che rende meno appetibili i titoli pubblici italiani, ha accettato che il nuovo bilancio della zona euro finanzi solo i Paesi che sono in regola con i vincoli europei (e quindi non l’Italia), ha rinunciato alla richiesta di garanzia europea sui depositi, già prevista dall’Unione Bancaria, ha addirittura rinunciato alla ricollocazione dei rifugiati nella UE. Una resa su tutta la linea, una disfatta di cui si parla poco ma che peserà moltissimo sul futuro dell’Italia, ipotecando i nostri prioritari interessi nazionali”

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Accolto in Manovra economica odg: “Fare luce sui fondi destinati ai bambini africani”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“Il governo ha accolto nella Manovra approvata oggi alla Camera un ordine del giorno di Fratelli d’Italia mirato a far luce sui 6,6 milioni di dollari complessivi di fondi destinati ad attività di assistenza ai bambini africani, e che invece sarebbero stati utilizzati per l’acquisto di quote della Eventi 6 della madre e delle sorelle di Matteo Renzi e di altre società vicine alla famiglia dell’ex premier: la Procura di Firenze ha indagato, fra gli altri, il cognato di Matteo Renzi, Andrea Conticini, insieme ai due suoi fratelli. Grazie alla nostra iniziativa il governo si impegna così ad agire nei confronti di Unicef perché sporga querela: è una delle società che sarebbero state maggiormente danneggiate avendo donato 3,8 milioni di milioni di euro alla società partner Play Therapy Africa. In caso contrario l’Italia dovrà tagliare i fondi all’Onu per la parte destinata all’Unicef”. E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, primo firmatario del provvedimento. “La nostra iniziativa si è resa necessaria dopo che il governo Gentiloni ha approvato quella che è divenuta nota come la norma ‘salva cognato di Renzi’ – sottolinea Donzelli – che ha reso questi reati non procedibili d’ufficio ma solo su querela di parte, e dopo che l’Unicef ha annunciato di non avere intenzione di sporgere denuncia per il danno subito. Un fatto inconcepibile: vogliamo che si faccia luce su questa brutta storia. Ci auguriamo che il governo – conclude Donzelli – porti a termine l’impegno l’ordine del giorno approvato oggi nel caos di una finanziaria che non ci piace”.

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Manovra di Bilancio: discriminazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

Nella manovra di bilancio oltre ai danni generali che il governo gialloverde sta arrecando al Paese vi sono norme gravemente discriminatorie e punitive per Sicilia e Sardegna. Per le province italiane, infatti, vengono stanziate all’art.64 somme aggiuntive annuali per i prossimi 15 anni per la manutenzione di strade e per l’edilizia scolastica, escludendo inspiegabilmente Sicilia e Sardegna. Ricordo al governo che la finanza locale, nonostante gli statuti speciali delle due regioni, è ancora competenza statale e quindi la norma che dovrebbe sempre avere carattere generale, opera una odiosa discriminazione per milioni di italiani siciliani e sardi.Inoltre alla Sicilia vengono sottratti 277 milioni di euro all’anno, oltre un miliardo negli ultimi quattro anni, attraverso il prelievo forzoso alle province, già dichiarato incostituzionale. I cittadini siciliani e sardi non sono di serie B e devono sapere come il governo intende attuare l’articolo 3 della Costituzione secondo il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, inclusa la legge di bilancio.Non vorremmo che questo atteggiamento ostile fosse la ritorsione di Salvini per alcune posizioni del nostro partito regionale nei confronti della Lega. ‘Non rilevati’, invece, i deputati siciliani e sardi del M5s che hanno fatto il pieno dei seggi, ma totalmente silenti e ammaestrati nel chinare la testa”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati siciliani di Forza Italia Stefania Prestigiacomo, Giusi Bartolozzi, Matilde Siracusano, Nino Germana, Nino Minardo, Francesco Scoma.

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Una manovra di bilancio del governo in stato confusionale

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“Quel che sta accadendo alla Camera non ha precedenti nella storia repubblicana: Commissione e Aula stanno emendando, discutendo ed approvando la Manovra senza avere contezza di quali saranno i saldi definitivi con il Presidente del Consiglio che candidamente dichiara di non poterli anticipare perché oggetto di trattativa e con il Presidente della camera che accetta supinamente piuttosto che denunciare l’esproprio delle prerogative dei deputati. Si continuano a votare micro-emendamenti, mance elettorali e misure da pochissimi milioni di euro, né potrebbe essere diversamente in assenza dei saldi che sono il ‘pace maker’ della manovra. Si continua quindi a costruire e votare un provvedimento su basi provvisorie e non veritiere, né si sa quanto arriveranno i saldi definitivi. Ciò significa che anche il Senato potrebbe essere costretto a lavorare alla stessa maniera e che, comunque, quando la manovra con i saldi definitivi tornerà alla Camera, in terza lettura, non potrà subire alcuna modifica.Un vilipendio delle prerogative dei Deputati che, peraltro, costituisce un precedente sconvolgente dal punto di vista della finanza pubblica perché si procede alla cieca sostanzialmente senza avere certezza che ciò che viene approvato abbia copertura. I componenti della Commissione Bilancio della Camera e tutti i Deputati con in testa il Presidente, dovrebbero impedire questa forzatura costituzionale e questa ennesima presa in giro del Parlamento e dei cittadini da parte del Governo”. E’ quanto afferma Rocco Palese, già Deputato di Forza Italia.

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“Se l’Italia farà la fine della Grecia? No”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

“Perché l’Italia è un paese solido e troppo grande perché possa uscire dall’Eurozona senza che questa crolli”. Lo ha detto a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, Yanis Varoufakis, economista ed ex Ministro dell’Economia in Grecia, nel corso di un’intervista con Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Fa bene il governo italiano ad abbassare la manovra dello 0.2%? “No, secondo me dovrebbero fare altre cose, come eliminare i tagli fiscali ai ricchi, che non servono a nulla: dandogli più denaro questi non faranno che portarli a Lussemburgo come accade già oggi. E poi non dovrebbero abbassare il limite di età per le pensione più elevate, mentre per i lavoratori sì”. A Rai Radio1 Varoufakis ha poi concluso: “inoltre dovrebbero andare a Bruxelles e dire di voler aumentare il deficit di bilancio dal 2.4% al 3%, a patto che tutto questo vada investito per aver trasporti migliori e tecnologie verdi”. (fonte: Redazione UGDP)

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Istat fiducia: italiani bocciano manovra o temono per Ue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Secondo i dati Istat a novembre scende la fiducia dei consumatori, da 116,5 a 114,8. “Dato negativo, sul quale pesa il giudizio sfavorevole sulla situazione economica del Paese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Gli italiani, insomma, bocciano la manovra o, in alternativa, temono per l’innalzamento dello spread oppure si preoccupano per le divergenze con la Commissione Ue e per le possibili sanzioni connesse alla procedura d’infrazione. Precipitano, infatti, sia il giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -44,3 a -54,7, che le attese, da -6,1 a -11,7″ prosegue Dona.”Più equilibrata, invece, la situazione economica delle famiglie: migliora il giudizio, peggiorano le attese” conclude Dona.

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Manovra 2019: alla Sanità oltre 4,5 miliardi di euro in tre anni

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

Il testo della Legge di Bilancio 2019 inviato alle Camere per la discussione parlamentare si presenta con buone nuove per la sanità pubblica: aumento del fondo sanitario nazionale di € 3,5 miliardi che si aggiungono al miliardo già stanziato dalla precedente legislatura, fondi dedicati alla governance delle liste di attesa ed alle borse di studio per specializzandi e futuri medici di famiglia, oltre ad un incremento di € 2 miliardi destinati al programma di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico. Confermato il miliardo già assegnato per il 2019 dalla precedente legislatura e previsto un aumento di € 2 miliardi nel 2020 e di € 1,5 miliardi nel 2021, per un incremento complessivo di € 4,5 miliardi nel triennio. Le risorse assegnate per il 2020 e per il 2021 sono subordinate alla stipula, entro il 31 gennaio 2019, di una Intesa Stato-Regioni per il Patto per la Salute 2019-2021 che contempli varie “misure di programmazione e di miglioramento della qualità delle cure e dei servizi erogati e di efficientamento dei costi”. Oltre all’incremento del fabbisogno sanitario nazionale standard 2019-2021, la Legge di Bilancio prevede risorse finalizzate a specifici obiettivi:
Riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie.
Borse di studio. Per quelle destinate al corso di formazione specifica in Medicina generale stanziati € 10 milioni a decorrere dal 2019 che garantiscono ogni anno circa 300 borse aggiuntive.
Rinnovo contrattuale 2019-2021. Per il personale dipendente e convenzionato gli oneri per i rinnovi contrattuali, nonché quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici al personale, sono posti a carico dei bilanci regionali.
Finanziamento dei programmi di edilizia sanitaria.
Restano fuori dalla manovra alcune indifferibili priorità per evitare il collasso della sanità: Rinnovi contrattuali, Sblocco turnover, Nuovi LEA, Residuo pay-back farmaceutico 2013-2016. Parte degli oltre € 900 milioni contabilizzati come entrate nel bilancio dello Stato sono oggetto di contenzioso e potrebbero diventare una voce di passività. Tuttavia, alcune lacune che rischiano di peggiorare lo “stato di salute” del SSN non possono essere ulteriormente rinviate: ecco perché è indispensabile destinare interamente ai rinnovi contrattuali il miliardo già previsto dalla precedente legislatura ed anticipare al 2019 almeno un miliardo per sdoganare i nuovi LEA, eliminare il superticket e avviare lo sblocco del turnover». (fonte: Fondazione gimbe in abstract)

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La manovra economica Di Maio – Salvini dentro la gabbia dell’Unione Europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Con le dichiarazioni di Dombrovskis e Moscovici, che hanno bocciato la manovra economica e chiesto al governo italiano di scriverne una nuova, è arrivata la posizione ufficiale della Commissione europea sul DEF del governo Conte. Il testo che uscirà dalla trattativa che ora si avvia tra il governo italiano e la Commissione potrebbe risultare molto diverso da quello varato nei giorni scorsi.Che la Nota di Aggiornamento al DEF del governo Conte costituisca una novità rispetto alle manovre degli ultimi anni lo hanno già detto e scritto in tanti. La filosofia che guida il documento è quella di utilizzare il debito pubblico per rilanciare la domanda interna ed anche i consumi, contravvenendo ad una delle regole base dell’UE sulla riduzione del debito ed il contenimento della spesa. Ma questa posizione non può essere sbandierata ai quattro venti e poi sempre più ridimensionata nel corso delle trattative. Già, rispetto alla prima stesura annunciata alla stampa, il rapporto debito/PIL al 2,4% è stato limitato al solo 2019, con significative riduzioni per i due anni successivi, mentre in un primo tempo si era dichiarato di voler mantenere quella percentuale per tutto il triennio. E questo concretamente significa minori investimenti pubblici per miliardi di euro ed un forte indebolimento di tutta la manovra. Ora, le prime dichiarazioni del governo dopo la risposta ufficiale della UE, lasciano intendere la disponibilità a rivedere ulteriormente al ribasso la manovra, magari mettendo mano alle misure più attese dai settori popolari, ossia il rialzo delle pensioni al minimo e l’introduzione del reddito di cittadinanza.In tutti questi anni a governare la politica economica del nostro paese è stata una sorta di pilota automatico, sia che fosse al governo Berlusconi o il Pd oppure tecnici come Monti. Ora il governo gialloverde manifesta la volontà di interrompere questa abitudine mortificante ma il rischio evidente è che tutto si risolva in frasi roboanti e apparenti braccia di ferro, e che la manovra alla fine risulti più la sintesi di promesse mancate che l’inizio di una nuova fase.Del resto i condizionamenti della Commissione europea sono già ben presenti nella attuale stesura del DEF. Pur avendo introdotto margini di flessibilità nella gestione del debito ben più ampi di quelli concessi dalle regole europee, il governo Conte ha comunque previsto interventi limitati sia sul fronte delle pensioni che sul tema del reddito. Certo, finalmente si registra uno stop al periodico innalzamento dell’età pensionabile, ma l’intervento previsto con quota 100 andrà a favore di una platea limitata. Per il reddito è innegabile che i 10 miliardi annunciati sono superiori di cinque volte a quelli stanziati per il REI dal governo precedente, ma è altrettanto evidente che le persone che beneficeranno della misura non saranno i 6 milioni e mezzo annunciati, ma solo poco più di un milione.La manovra peraltro non risente solo dei vincoli europei, ma anche delle contraddizioni tra le forze al governo. Il sostegno ai settori sociali più in difficoltà viene subordinato ad obblighi e condizioni che trasformano la disoccupazione in una colpa e la manovra economica viene accostata ad altre disposizioni (vedi il Decreto Salvini) finalizzate ad una regolazione autoritaria della società. La stessa enfasi adottata nel tornare a dare centralità all’amministrazione pubblica non è utilizzata per rimettere al centro i diritti sociali ma come strumento di disciplinamento della società. La nuova centralità riconosciuta ai Centri per l’Impiego, per esempio, non serve a contenere l’influenza del mercato nelle modalità di assunzione ma a controllare il disoccupato che percepisce il sussidio.
E poi c’è il capitolo del fisco. Da una parte c’è un po’ di ossigeno per chi muore di debiti, ma sul piatto dall’altra parte compare l’ennesimo condono. E soprattutto è stata fugata ogni preoccupazione sulla possibile introduzione di una patrimoniale sui redditi da capitale e sui grandi patrimoni, mentre all’orizzonte resta lo spettro della flat tax che rappresenterebbe un ulteriore attacco al sistema di tassazione progressiva.La manovra del popolo l’hanno soprannominata i leader del governo e così la sbandierano contro le ingiunzioni dei tecnocrati UE. Ma una manovra del popolo richiederebbe ben altro, a cominciare da un vero piano di rinazionalizzazione delle aziende strategiche, come abbiamo rivendicato in tanti sabato 20 nella bella manifestazione di Roma. Servirebbe una scelta chiara a sostenere le ragioni di chi in questi anni ha subito gli effetti delle politiche di austerity imposte dall’UE e non una manovra contraddittoria e la disponibilità di rivederla al ribasso. E una manovra per il popolo rispettando i vincoli dei Trattati europei e rimanendo dentro l’euro è semplicemente impossibile.Lo scenario che ci aspetta nei prossimi mesi non è brillante. Il governo continuerà a sbandierare la sua opposizione ai vincoli UE ma avrà il coraggio di sfidare I diktat dell’Unione Europea?Le opposizioni di sua maestà, vedi Cgil, Cisl e Uil, che non hanno mai messo in discussione l’adesione all’UE, balbetteranno piattaforme in aperta contraddizione con quello che hanno sostenuto per anni e anni sotto i governi precedenti. Mentre le opposizioni parlamentari di Pd e Forza Italia continueranno a fare il tifo per il rialzo dello spread. In questo contesto, l’unico modo per ristabilire la verità è quello di misurarsi con i dati concreti e chiamare questo governo a fare i conti con le aspettative suscitate. Il cambiamento non può essere solo evocato per guadagnare consensi, deve produrre effetti concreti e perché questo avvenga servono scelte ben più coraggiose di quelle promosse dal duo Salvini-Di Maio.

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Manovra: Il governo dia un segnale all’agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 21 ottobre 2018

Nelle ipotesi di manovra del governo – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Tiso – non c’è alcun riferimento al settore agricolo e questo è onestamente difficile da comprendere considerando che costituisce l’asse portante del made in Italy e della celebre dieta mediterranea.Il primario nostrano – continua Tiso – ha indubbiamente bisogno di investimenti, di ricambio generale e di diversi processi di modernizzazione della filiera, ma ancor di più ha bisogno di protagonismo. L’agricoltura, infatti, non deve essere vista unicamente come un possibile sbocco economico per il Paese, ma va concepita come un vero e proprio riferimento culturale per creare nuove sinergie con l’ambiente e con le tante bellezze paesaggistiche e naturali di cui l’Italia dispone. Gli strumenti da poter utilizzare in tal senso sono tanti e si muovono tutti all’interno del nuovo e promettente modello dell’agroecologia, fondata proprio sull’idea della sostenibilità.Il nostro auspicio – conclude Tiso – è che il governo colga l’opportunità di questa manovra per dare un chiaro segnale ai tanti agricoltori che in questi anni si sono sentiti abbandonati e messi da parte. Siamo tutti consapevoli che il paradigma economico attuale è inadeguato per rispondere alle esigenze delle persone e che presto arriverà il momento di cambiarlo. La risposta giusta a questa domanda esiste già, ed è quella agricola.

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Manovra: Tagli alla scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Servirebbero almeno 4 miliardi solo per salvaguardare gli attuali stipendi dal prossimo anno in discesa dello 0,4%. La mancata promessa è così evidente che ora anche gli altri sindacati, dopo avere apposto la firma per disdire il rinnovo automatico del CCNL firmato lo scorso aprile, concordano con Anief sulla necessità di reperire le risorse per ottemperare a quell’errore di considerare gli aumenti del 2018 perequativi, solo un bonus a termine, piuttosto che strutturali nelle buste paga di 1,3 milioni di docenti e Ata. Inoltra, nella manovra permane il rebus sull’identità di vacanza contrattuale che per legge dovrebbe garantire aumenti di 105 euro in media mensili se si considera il 50% del tasso IPCA all’1,4 previsto per il 2019 dal Governo: una manovra che da sola esige lo stanziamento di altri quasi 2 miliardi. Secondo Marcello Pacifico con questa legge di stabilità si sta riuscendo nella non facile impresa di fare peggio dell’ultima: qualora i tagli venissero confermati, il nostro sindacato si dichiara già ora pronto a ricorrere al tribunale.

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Manovra: serve chiarezza su risorse per rinnovo contratti

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 ottobre 2018

“È il momento di fare chiarezza e di dare risposte concrete. La legge di Bilancio deve garantire le risorse necessarie per il rinnovo del contratto dei medici, fermo da oltre 10 anni, nonché il solo contratto pubblico ancora non rinnovato. Su questo, dopo le recenti esternazioni, serve una parola chiara e univoca da parte del ministro della Salute, Giulia Grillo, e del viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia”. È quanto afferma il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi.“Abbiamo registrato infatti le dichiarazioni sull’aumento del fondo sanitario nazionale ma ancora non è chiaro se quanto affermato sia aggiuntivo rispetto a quanto già previsto dal passato governo. Le risorse infatti per il rinnovo del contratto erano già state finanziate, ma pare che questa certezza sia ora messa in discussione. Non è tempo di mistificazioni, né tantomeno di fare propaganda. È tempo di assumersi una responsabilità seria, prevedendo risorse per il servizio sanitario nazionale che garantiscano un servizio adeguato ai cittadini, nuove e necessarie assunzioni e il rinnovo del contratto della dirigenza medica”, conclude Filippi.

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Manovra: Cgil Cisl Uil Pubblico Impiego, niente risorse nel Def, subito confronto

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

“Da quello che è possibile leggere dalla pubblicazione della nota di aggiornamento del Def non vi è previsione, né quantificazione, delle risorse necessarie per rinnovare i contratti, finanziare le assunzioni e fare investimenti nell’innovazione delle pubbliche amministrazioni. Dal momento che il ministro della Pubblica amministrazione e altri esponenti del governo in queste settimane hanno dichiarato più volte che invece le risorse ci sarebbero state, chiediamo al Ministro Bongiorno di dar conto del perché non ve ne sia traccia nel Def e di avviare subito il confronto sulla legge di Bilancio, come già chiesto da Cgil Cisl e Uil”. È quanto affermano in una nota i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco.

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Manovra: Il Governo vuole bloccare i trasferimenti di 800 mila docenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

In arrivo l’obbligo di residenza professionale nella regione per partecipare ai concorsi e di fermo per un triennio per coloro che sono stati soddisfatti, anche parzialmente, in occasione dell’ultima domanda presentata. La doppia penalizzazione potrebbe essere contenuta già nella nota di aggiornamento al DEF, dopo che il CCNL 2016/18 ha rinviato alla contrattazione con i sindacati le nuove regole per la mobilità del personale docente. Contrario il presidente Anief Marcello Pacifico: è discriminante escludere a priori un candidato da una selezione pubblica di carattere nazionale solo perché residente in un’altra regione. Anche il blocco dei trasferimenti del personale docente di ruolo non ha senso, perché non si può negare il diritto al ricongiungimento ai figli: contrasteremo la norma ai tavoli di contrattazione.

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