Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017


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Film: i romani sono i più appassionati d’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

cultura di cinemaLa tecnologia sta cambiando rapidamente e offre al pubblico diverse possibilità di fruizione di film anche da casa, ma gli appassionati di cinema scelgono ancora le sale cinematografiche. A svelarlo è la ricerca Cinema & the Cities effettuata da Mastercard e basata sull’esperienza dei cittadini con il cinema in 7 città del mondo. Secondo lo studio il 70% degli intervistati, infatti, preferisce guardare un film al cinema invece che a casa. Inoltre, il 64% dei rispondenti ha espresso il desiderio di voler sperimentare, in futuro, la realtà aumentata al cinema.Questo aspetto esperienziale è stato anche al centro della tavola rotonda tenuta da Mastercard durante il Festival di Cannes, a cui hanno partecipato gli esperti Nick Vivarelli (Variety), Lisa Nesselson (France 24) e Stuart Brown (British Film Institute).Lo studio internazionale che analizza le abitudini degli appassionati di cinema nelle 7 Priceless Cities.Lo studio Mastercard ha preso in esame le abitudini di oltre 2.100 cittadini appassionati di cinema in 7 grandi città nel mondo: Berlino, Istanbul, Londra, Madrid, Mosca, Parigi e Roma. Per la maggior parte degli intervistati, il cinema risulta al terzo posto come attività culturale preferita, preceduto solo da viaggi e mangiare al ristorante, mentre per romani e parigini è al secondo posto, subito dopo i viaggi. Secondo la ricerca, i cittadini romani sono grandi cinefili: il 41% dichiara di andare al cinema almeno una volta alla settimana seguiti da moscoviti e parigini (38%).
Andare al cinema non è solo un’abitudine ma è anche un momento di condivisione: il 48% degli intervistati dichiara infatti di andare al cinema in coppia, mentre solo l’8% da solo.Dallo studio effettuato emerge inoltre che, nelle 7 città esaminate, i cittadini cercano, innanzitutto, divertimento e svago quando vanno al cinema. Poi, al secondo e al terzo posto ci sono rispettivamente il desiderio di sorpresa e la voglia di sognare. Come genere cinematografico preferito vince la commedia, seguito dai film d’azione e da quelli drammatici. Dalla ricerca emergono anche delle differenze geografiche sui gusti degli appassionati di cinema: i londinesi preferiscono le pellicole drammatiche, mentre ad Istanbul gli sci-fi.Anche quando si tratta di fare previsioni future, i rispondenti sono concordi nell’immaginarsi, tra 10 anni, guardare un film in spazi innovativi e nei multiplex provvisti di dispositivi di alta tecnologia che migliorano l’esperienza video.“Oggi si ricercano esperienze piuttosto che oggetti e il cinema segue questa regola, per questo rimane ancora un’attività culturale unica ed estremamente importante. È quindi fondamentale poter offrire esperienze di inestimabile valore anche nelle sale cinematografiche”, ha concluso Rose Beaumont, Senior Vice-President, Global Marketing and Communications di Mastercard.

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Roma azienda multiservizi per garantire il lavoro e migliorare la qualità dei servizi

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

datacenter1Mentre continuano gli incontri e le dichiarazioni attorno al destino della Roma Multiservizi, tra gara a doppio oggetto, internalizzazione o ulteriore spezzettamento e non è chiara la determinazione della giunta e dell’assessore Colomban, l’USB avanza la proposta più semplice per rimettere le cose nel verso giusto. “Basta con lo spezzettamento delle attività – afferma Fabiola Bravi della Federazione USB di Roma – e la frammentazione degli stessi servizi in capo a mille aziende diverse. Con la riorganizzazione della Multiservizi abbiamo finalmente la possibilità di far tornare servizi e lavoratori alle società di appartenenza. La nostra proposta è semplice e perfettamente percorribile in base alle normative vigenti: ogni ramo di attività che oggi è in capo alla Multiservizi e che invece dovrebbe appartenere ad AMA, che si occupa del ciclo dei rifiuti, o ad ATAC che si occupa di Mobilità, ecc. deve essere reinternalizzato nell’azienda di competenza”.“Questa soluzione – continua Bravi – consentirebbe di dare corso a quel processo di internalizzazione e di ritorno ad una gestione razionale ed efficiente dei servizi che pure questa Giunta ha più volte annunciato nei suoi programmi. In questo modo si risparmierebbe sulla voce profitti che pesa attualmente sul bilancio della Multiservizi, pubblica soltanto per metà, e si ristabilirebbe un principio di gestione unitaria dei servizi che afferiscono alla stessa attività”.“Il ritorno per la città sarebbe innegabile – continua la sindacalista – ed anche per i lavoratori finalmente si uscirebbe da questa situazione di continua incertezza. Per quella parte di lavoratori impiegata in attività non gestite direttamente dal Comune, come gli LSU-ATA per esempio, occorre invece una internalizzazione presso la Pubblica Amministrazione, come peraltro annunciato al Ministero della Funzione Pubblica nelle scorse settimane, a seguito di una iniziativa dei lavoratori LSU organizzati dall’USB”.

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Sindaca Raggi dispone scioglimento cda Ipa e nomina Commissario straordinario

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

raggi (2)La sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato un’ordinanza con cui si dispone lo scioglimento immediato del consiglio di amministrazione dell’Ipa, l’Istituto di previdenza e assistenza per i dipendenti del Comune. Contestualmente l’atto prevede la nomina del professor Fabio Serini a Commissario straordinario dell’ente per la durata di dodici mesi, prorogabile per un uguale periodo temporale.Al Commissario spetterà il compito di formulare una proposta di modifica complessiva dello Statuto, da sottoporre successivamente alla Sindaca e agli organi deliberativi competenti del Campidoglio. A tal fine dovrà essere individuata una nuova configurazione giuridica per l’Istituto, perché alcuni provvedimenti giurisdizionali hanno messo in dubbio la conformità all’ordinamento della qualificazione attuale: secondo tali pronunce, infatti, l’Ipa è un ente strumentale al perseguimento di un interesse pubblico di Roma Capitale, che dunque può esercitare su di esso un potere di direzione, e non gli si può riconoscere una facoltà di autorganizzazione svincolata dalla volontà del Comune che lo ha istituito.“Con questa ordinanza proseguiamo in un percorso orientato a restituire certezza giuridica e trasparenza a tutti gli enti su cui il Campidoglio ha il compito di vigilare – dichiara Raggi – anche se dotati di autonomia gestionale e finanziaria come nel caso dell’Ipa. Al professor Serini voglio augurare buon lavoro, nella certezza che con la sua professionalità e le sue competenze saprà individuare le migliori soluzioni per l’Istituto”.

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Lavoro. Di Biase (PD):”Roma paga assenza progetto M5S per la città, dopo SKY anche Mediaset in fuga dalla capitale”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

Giornalisti“E’ una vera emorragia quella che sta sottraendo ‘asset industriali’ vitali per l’economia di Roma. Il ripiegamento verso il nord di gruppi importanti come SKY, Eni e Mediaset e la crisi di Alitalia sottraggono occupazione e ricchezza. E’ di oggi l’ennesimo sciopero dei giornalisti del TG5 in sciopero, cui va la nostra solidarietà, contro il ventilato trasferimento forzato a Milano. Il sindaco di Roma assiste attonito al depauperamento dell’economia cittadina corteggiata soprattutto dal capoluogo lombardo senza sentire la necessità di aprire un tavolo di confronto. La capitale rischia di pagare un prezzo altissimo per immobilismo e assenza di garanzie. La competizione globale tra metropoli sta ridisegnando gli assetti economici su innovazione e attrazione degli investimenti, a Roma non c’è alcun coinvolgimento strategico del Campidoglio sugli assetti futuri della città . All’assenza di un progetto per Roma e di un modello alternativo di sviluppo più rispondente alle sfide contemporanee coincide un’ulteriore contrazione della occupazione.Sindaco Raggi batta un colpo se è in condizione.” Così in una nota la capogruppo del PD Capitolino Michela Di Biase.

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Tumore alla prostata e nuove tecnologie

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

Porto AnconaAncona. Tecniche innovative in urologia. L’appuntamento è sabato 27 maggio, dalle 9:00, al congresso ‘Nuove tecnologie diagnostico-terapeutiche nelle malattie della prostata’ organizzato dall’Inrca all’Auditorium della Montagnola, con il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Ancona. Il congresso tratterà le innovazioni nella diagnosi e terapia chirurgica mini-invasiva su malattie come l’Ipertrofia prostatica benigna e il carcinoma alla prostata. Riguardo l’Ipertrofia si parlerà di terapia precoce e dell’uso del nuovo Laser a Tullio a scopo disostruttivo, anche per prostate voluminose. Sul carcinoma, che nell’uomo è il secondo tumore maligno dopo quello del polmone, verranno illustrate nuove modalità di diagnosi come risonanza magnetica nucleare multiplanare e biopsia ‘fusion’, oltre che terapie innovative tra cui gli ultrasuoni ad alta intensità Hifu, tecnologie recentemente acquisite dall’Inrca. La partecipazione al convegno è gratuita ed è aperta a tutti gli interessati. Verranno rilasciati crediti Ecm per i medici chirurghi. ‘La biopsia fusion – spiega Tiziana Pierageli, responsabile Unità di Prevenzione dei tumori prostatici Inrca – è più precisa e permette, con un minore numero di prelievi bioptici, una maggiore accuratezza diagnostica nonché una mappatura preziosa per eventuali trattamenti a ultrasuoni’.
‘Le recenti novità tecnologiche in campo urologico – aggiunge Marco Dellabella, direttore Unità di Urologia – hanno determinato un notevole miglioramento diagnostico-terapeutico rispetto alle metodiche ‘tradizionali’, mantenendo la stessa efficacia terapeutica, con personalizzazione del trattamento più adeguato al singolo caso e un miglioramento della qualità di vita dei pazienti’.

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Cultura. Cinema America. Di Biase (PD): “ 10,100, 1000 arene come quella di Piazza S. Cosimato”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

Roma, Campidoglio. “Il tentativo di chiudere un’esperienza unica come quella dell’arena del Piccolo Cinema America sembra l’ennesima follia a 5 stelle. Anziché sostenere le iniziative culturali e giovanili che si autofinanziano e che rendono la città più viva e attraente il M5S ne mostra disturbo e fastidio. Io sto con i ragazzi del cinema America che sottraggono al degrado e riqualificano spazi importanti per la cultura. Di arene come quella di piazza San Cosimato ce ne vorrebbero 10,100, 1000. Così in una nota la capogruppo del PD capitolino Michela Di Biase.

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Raggi: felicitazioni al nuovo Vicario di Roma Mons. Angelo De Donatis

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

angelo de donatis“Nell’apprendere che Sua Santità Papa Francesco lo ha nominato Suo Vicario Generale per la diocesi di Roma, voglio esprimere le mie felicitazioni e gli auguri a Monsignor Angelo De Donatis per l’alto incarico. Un sentito ringraziamento va al cardinale Agostino Vallini che ha rappresentato in questi anni e che rappresenta un riferimento costante per i fedeli”. Così in una nota la sindaca di Roma Virginia Raggi.
Dall’opposizione PD un similare messaggio: “Esprimo a monsignor Angelo De Donatis le più sentite congratulazioni, da parte mia e del gruppo del PD Capitolino, per la nomina a nuovo Vicario generale per la Diocesi di Roma. La scelta voluta da Papa Francesco, premia la sua esperienza pastorale e il legame già forte con la nostra città. La sua nuova missione sarà certamente un punto di riferimento per la comunità cattolica, e non solo”. E’ quanto afferma, in una nota il capogruppo del PD Capitolino Michela Di Biase. “Al cardinale Augusto Vallini, i più sentiti ringraziamenti per la missione spirituale condotta in questi anni con amore e dedizione verso la nostra città.

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Assalto a pullman di copti in Egitto: 23 morti, 25 feriti. Fermiamo il massacro dei cristiani

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

cairoLa Comunità di Sant’Egidio si stringe attorno alla Chiesa Copta di Egitto, colpita da un nuovo, disumano, attacco, che ha provocato decine vittime, tra cui molti bambini. E’ davvero l’espressione di una violenza cieca che ha come unico suo obiettivo seminare terrore e morte. Si trattava di pellegrini che pacificamente si dirigevano verso il santuario di Menyah, a sud della Capitale, semplici famiglie di fedeli. Come nella domenica delle Palme ad Alessandria e Tanta, come nel dicembre scorso al Cairo, sono state uccise persone innocenti e inermi, solo perché cristiane. In questo momento di dolore manifestiamo tutta la nostra vicinanza al patriarca Tawadros II e a tutta la sua Chiesa, radicata in quella terra dagli inizi del cristianesimo e parte integrante, a pieno titolo, della nazione egiziana. Occorre, in questo difficilissimo passaggio storico, non lasciare soli i copti egiziani, far sentire la solidarietà di tutte le Chiese e dei credenti di tutte le religioni e percorrere ogni strada possibile per uscire al più presto da questa terribile spirale di violenza.

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Legge elettorale: Proposta Forza Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

urne-vote“Rispetto al testo base proposto dal relatore Fiano, il Gruppo Forza Italia della Camera dei deputati – dopo un approfondito lavoro portato avanti dal sottoscritto insieme ai colleghi Occhiuto, Sisto, Fontana, Calabria, Centemero e Ravetto, in costante contatto e coordinamento con il presidente Silvio Berlusconi – ha presentato oggi in Commissione Affari costituzionali 4 proposte emendative tese a introdurre nel sistema di elezione della Camera e del Senato le caratteristiche principali che connotano il sistema di elezione tedesco, ovvero un sistema in grado di offrire agli elettori il diritto di avere corrispondenza tra il numero dei parlamentari e i voti espressi.Gli emendamenti modificano il testo base introducendo una ripartizione proporzionale dei seggi, corretta da una soglia di sbarramento al 5 per cento su base nazionale, sia alla Camera che al Senato. Il territorio è diviso in 27 circoscrizioni alla Camera e 20 al Senato; abbiamo altresì proposto la possibilità di un ulteriore ripartizione in collegi plurinominali (50 alla Camera e 30 al Senato). Il Trentino Alto Adige diventerà una circoscrizione come tutte le altre, e concorrerà al riparto proporzionale.Per le liste è previsto un duplice sistema di candidature: saranno 308 i candidati singoli che concorreranno all’interno di collegi uninominali, affiancati da un listino (con massimo 6 candidature) che vale per l’intera circoscrizione (o, in alternativa, per il collegio plurinominale). Il cittadino avrà la possibilità di esprimere un voto unico, diretto e personale in favore del candidato prescelto nel collegio uninominale e della lista, in un unico turno e su un’unica scheda.La proposta è inoltre accompagnata da ulteriori disposizioni tese all’introduzione di norme antibrogli, per garantire la regolarità del voto nelle sezioni elettorali, e alla modifica del voto all’estero, per un sistema di voto espresso non più per corrispondenza, ma direttamente all’interno di seggi predisposti nel territorio dalle rappresentanze diplomatiche e consolari. Siamo convinti che questo sia il sistema in grado di garantire in modo corretto ed equilibrato rappresentanza e governabilità”.

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Film: Nel mondo grande e terribile

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

Gramsci AntonioTorino lunedì 29 maggio alle ore 20,30 presso la sala 3 del Cinema Massimo di Torino (Via Verdi 18), il biglietto d’ingresso ha un costo di 3,00 Euro in programmazione il film Nel mondo grande e terribile diretto da Daniele Maggioni, Laura Perini e Maria Grazia Perria (Italia 2017, 80’, col.). L’evento in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte di Antonio Gramsci, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) e l’Associazione dei Sardi di Torino “A. Gramsci”, in collaborazione con la Fondazione Istituto Piemontese
Antonio Gramsci Onlus. Il film racconta la vita e le idee di Gramsci attraverso le parole che ha scritto nelle Lettere dal carcere e nei Quaderni del Carcere. Nel film vengono mostrati gli ultimi dieci anni della vita di Antonio Gramsci in carcere un carcere duplice: materiale, concreto ma anche intangibile, immaginario. Un periodo duro e faticoso. Ciononostante, le sue riflessioni durante il carcere, hanno lasciato una traccia indelebile nel pensiero filosofico contemporaneo. Lo spazio scenico del presente carcerario è mostrato anche come uno spazio mentale, quasi astratto che si allarga e si restringe a seconda del suo stato d’animo. Il prigioniero Gramsci lotta, dibatte, rievoca. Nella sua cella si materializzano i suoi ricordi e i suoi fantasmi. Il film sarà introdotto dall’autore Daniele Maggioni, Dunia Astrologo (Direttrice dell’Istituto Gramsci di Torino), Enzo Cugusi (Ass. A. Gramsci) ed Edoardo Peretto (Switch on Future). (foto: gramsci)

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Mostra “Appunti fotografici”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

postignanoPostignano (PG), in Umbria, sabato 10 giugno 2017, alle ore 18, si inaugurerà la mostra di fotografie dal titolo “Appunti fotografici” scattate dal giornalista Pietro Del Re, in giro per il mondo durante le sue missioni di inviato speciale del quotidiano La Repubblica. L’esposizione, con 44 immagini, è visitabile fino al 1° maggio 2018 nei seguenti orari: 10 – 22; l’ingresso è gratuito.Il 10 giugno, dopo l’inaugurazione della mostra, nella Chiesa SS. Annunziata si terrà la presentazione del libro “Cose Viste” Editore Laterza, 2016. Con l’autore dialogheranno i giornalisti Guido Rampoldi, Francesco Merlo e l’attore Marco Paolini. Pietro Del Re è nato a Roma nel 1960. Si è laureato in Scienze Naturali nel 1982, a Parigi, dove ha lavorato nel laboratorio di Neurobiologia del Collège de France, ma ben presto s’accorse che la sua vita era un’altra. Nel 1984 fu assunto come reporter nel settimanale Paris Match, poi passato a France-Soir e al
Figaro. Rientrato a Roma nel 1989, un anno dopo approdò a Repubblica. Nel frattempo aveva conseguito a New York un master presso la School of Journalism della Columbia University. Come inviato di Esteri, negli ultimi venticinque anni ha seguito i maggiori eventi internazionali occorsi nel mondo, portando sempre con sé la sua Leica per scattare ciò che definisce “appunti fotografici”. Le fotografie esposte a Postignano, sono state già presentate, nel 2014 all’Istituto di Cultura italiana di Amsterdam, nel 2015 al Centro San Fedele di Milano e nel 2016 all’Institut français di Roma. Nel 1995 ha pubblicato “In viaggio con Poirot” (Il Minotauro), nel 2001 “Fratello orso, sorella aquila” (Le Lettere), nel 2013 “Giallo Umbro” (La Lepre edizioni) con cui ha vinto il Premio Portus per la narrativa e nel 2016 “Cose viste” (Laterza). Nel 2016 ha vinto il Premio Luchetta per il miglior articolo pubblicato nella stampa italiana. Vive tra Roma e Nijmegen, e la sua casa del cuore è in un’alta valle delle montagne dell’Umbria. Il borgo medievale di Postignano (o Castello di Postignano), frazione del Comune di Sellano, fu abbandonato negli anni ’60 ed è tornato a vivere grazie ad una attenta opera di restauro durata molti anni, a cura degli Architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella.

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Mercato dei prodotti tipici agroalimentari

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

ciliegeTorino. Domenica 4 giugno tornerà a Torino l’appuntamento mensile con il Mercato dei prodotti tipici agroalimentari del “Paniere”, che nel 2017 si è spostato da piazza Statuto a piazza CLN. I prodotti proposti nel mercato del “Paniere” sono tutti rigorosamente di stagione o conservati secondo metodi naturali e tradizionali. La prima domenica di giugno i consumatori torinesi e i turisti che visitano il centro città potranno finalmente trovare in piazza CLN le Ciliegie di Pecetto, nel pieno della raccolta. Ci saranno anche le Antiche mele piemontesi, le farine e i prodotti da forno confezionati con gli Antichi mais piemontesi, i Canestrelli della Valle di Susa, i grissini Rubatà, il miele delle vallate alpine, la Menta di Pancalieri, i Giandujotti, il Sarass del Fèn, la Toma di Lanzo, il Genepy delle vallate alpine, i vini Doc del Canavese, i Nocciolini di Chivasso, il Salame di Giôra e il Salame di Turgia. Le Ciliegie di Pecetto sono frutti appartenenti a due specie botaniche: il Prunus avium varietà Juliana, a polpa tenera, in italiano ciliegie propriamente dette, in piemontese “cirese” o “cerese”; il Prunus avium varietà Duracina, a polpa consistente, in italiano Duroni, in piemontese “Graffioni”. Nelle colline del Torinese e del Chierese, per le favorevoli caratteristiche del suolo e del clima della zona, si sono diffuse vecchie varietà o cloni, che si sono affermati localmente e sono coltivati secondo tecniche frutticole ecosostenibili e biologiche. In particolare si sono affermate negli anni varietà caratteristiche per il sapore, il colore o la resistenza allo spacco. Le principali sono: “Galucia”, durone di colore rosso scuro, grosso e rotondo, con picciolo lungo e polpa croccante; “Galuciu”, durone con buccia di colore rosso scuro e polpa consistente; “Graffione di Pecetto” o “Grafiun d’la Spirit” o
“Graffione Bianco”, durone bianco di ottima consistenza, adatto alla conservazione sotto spirito; “Martini”, frutto cuoriforme, appiattito da una parte, di colore rosso brillante, polpa croccante, sapore molto dolce; “Mollana”, ciliegia resistente allo spacco, con polpa molle e non troppo dolce; “Vigevano”, ciliegia di colore rosso vivo; “Vittona della spiga”, a frutto cuoriforme, di sapore molto dolce; “Vittona”, tenera, dolce, con buccia di colore scuro e polpa di scarsa consistenza. (foto: ciliege)

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America’s prisons are failing. Here’s how to make them work

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

BXP35776SHIRLEY SCHMITT is no one’s idea of a dangerous criminal. She lived quietly on a farm in Iowa, raising horses and a daughter, until her husband died in 2006. Depressed and suffering from chronic pain, she started using methamphetamine. Unable to afford her habit, she and a group of friends started to make the drug, for their own personal use. She was arrested in 2012, underwent drug treatment, and has been sober ever since. She has never sold drugs for profit, but federal mandatory minimum rules, along with previous convictions for drug possession and livestock neglect, forced the judge to sentence her to ten years in prison. Each year she serves will cost taxpayers roughly $30,000—enough to pay the fees for three struggling students at the University of Iowa. When she gets out she could be old enough to draw a pension.Barack Obama tried to reduce the number of absurdly long prison sentences in America. His attorney-general, Eric Holder, told federal prosecutors to avoid seeking the maximum penalties for non-violent drug offenders. This reform caused a modest reduction in the number of federal prisoners (who are about 10% of the total). Donald Trump’s attorney-general, Jeff Sessions, has just torn it up. This month he ordered prosecutors to aim for the harshest punishments the law allows, calling his new crusade against drug dealers “moral and just”. It is neither. Prisons are an essential tool to keep society safe. A burglar who is locked up cannot break into your home. A mugger may leave you alone if he thinks that robbing you means jail. Without the threat of a cell to keep them in check, the strong and selfish would prey on the weak, as they do in countries where the state is too feeble to run a proper justice system.But as with many good things, more is not always better (see article). The first people any rational society locks up are the most dangerous criminals, such as murderers and rapists. The more people a country imprisons, the less dangerous each additional prisoner is likely to be. At some point, the costs of incarceration start to outweigh the benefits. Prisons are expensive—cells must be built, guards hired, prisoners fed. The inmate, while confined, is unlikely to work, support his family or pay tax. Money spent on prisons cannot be spent on other things that might reduce crime more, such as hiring extra police or improving pre-school in rough neighbourhoods. And—crucially—locking up minor offenders can make them more dangerous, since they learn felonious habits from the hard cases they meet inside.America passed the point of negative returns long ago. Its incarceration rate rose fivefold between 1970 and 2008. Relative to its population, it now locks up seven times as many people as France, 11 times as many as the Netherlands and 15 times as many as Japan. It imprisons people for things that should not be crimes (drug possession, prostitution, unintentionally violating incomprehensible regulations) and imposes breathtakingly harsh penalties for minor offences. Under “three strikes” rules, petty thieves have been jailed for life. A ten-year sentence costs ten times as much as a one-year sentence, but is nowhere near ten times as effective a deterrent. Criminals do not think ten years into the future. If they did, they would take up some other line of work. One study found that each extra year in prison raises the risk of reoffending by six percentage points. Also, because mass incarceration breaks up families and renders many ex-convicts unemployable, it has raised the American poverty rate by an estimated 20%. Many states, including Mr Sessions’s home, Alabama, have decided that enough is enough. Between 2010 and 2015 America’s incarceration rate fell by 8%. Far from leading to a surge in crime, this was accompanied by a 15% drop.America is an outlier, but plenty of countries fail to use prison intelligently. There is ample evidence of what works. Reserve prison for the worst offenders. Divert the less scary ones to drug treatment, community service and other penalties that do not mean severing ties with work, family and normality. A good place to start would be with most of the 2.6m prisoners in the world—a quarter of the total—who are still awaiting trial. For a fraction of the cost of locking them up, they could be fitted with GPS-enabled ankle bracelets that monitor where they are and whether they are taking drugs.Tagging can also be used as an alternative to locking up convicts—a “prison without walls”, to quote Mark Kleiman of New York University, who estimates that as many as half of America’s prisoners could usefully be released and tagged. A study in Argentina finds that low-risk prisoners who are tagged instead of being incarcerated are less likely to reoffend, probably because they remain among normal folk instead of sitting idly in a cage with sociopaths.Justice systems could do far more to rehabilitate prisoners, too. Cognitive behavioural therapy—counselling prisoners on how to avoid the places, people and situations that prompt them to commit crimes—can reduce recidivism by 10-30%, and is especially useful in dealing with young offenders. It is also cheap—a rounding error in the $80 billion a year that America spends on incarceration and probation. Yet, by one estimate, only 5% of American prisoners have access to it.Ex-convicts who find a job and a place to stay are less likely to return to crime. In Norway prisoners can start their new jobs 18 months before they are released. In America there are 27,000 state licensing rules keeping felons out of jobs such as barber and roofer. Norway has a lower recidivism rate than America, despite locking up only its worst criminals, who are more likely to reoffend. Some American states, meanwhile, do much better than others. Oregon, which insists that programmes to reform felons are measured for effectiveness, has a recidivism rate less than half as high as California’s. Appeals to make prisons more humane often fall on deaf ears; voters detest criminals. But they detest crime more, so politicians should not be afraid to embrace proven ways to make prison less of a school of crime and more of a path back to productive citizenship. (by The Economist) (photo: prisoner)

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Donald Trump’s reset on Islam

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

trump (2)The people of Saudi Arabia, not least the royal family, seem to care only about what Donald Trump is saying now. And while Candidate Trump taunted the Saudis, President Trump has embraced them, making the kingdom his first foreign destination. In Riyadh, the capital, on May 20th-21st, he sought to reassure Muslim leaders and draw a sharp contrast with Barack Obama’s foreign policy.The centrepiece of the trip was a speech by Mr Trump to dozens of Sunni Muslim leaders, which his staff billed as an answer to Mr Obama’s address in Cairo in 2009. In their own way, both presidents sought to reset America’s relations with the Muslim world. But whereas Mr Obama attempted to mend the damage wrought by the war in Iraq, Mr Trump was burdened by his own Islamophobic rhetoric. “I think Islam hates us,” said Mr Trump last year, after calling for a blanket ban on Muslims entering America. His first national security adviser, Michael Flynn, considered Islam a “malignant cancer”.Autocrats and dictators must have short memories, because Mr Trump’s appeal to fight extremism, which he now says is “not a battle between different faiths”, but “between good and evil”, seemed to go down well in Riyadh. Perhaps it helped that the president did not push his audience on their generally poor human-rights records, which many analysts think contribute to terrorism. Such hounding was more the way of Mr Obama (who addressed university students in 2009 and firmly stood up for human rights). “We are not here to lecture,” said Mr Trump. “We are not here to tell other people… what to do.”The president then told his audience what to do. “The nations of the Middle East cannot wait for American power to crush this enemy for them,” said Mr Trump. “A better future is only possible if your nations drive out the terrorists and extremists.” “Drive them out,” he repeated, five times. To that end, Mr Trump announced the sale of “beautiful” weapons worth $110bn to Saudi Arabia, the opening of the Global Centre for Combating Extremist Ideology in Riyadh and the creation of a Terrorist Financing Targeting Centre. No doubt delighting his hosts, and fuelling the sectarian divide within Islam, Mr Trump blamed Iran, which is predominantly Shia, for most of the region’s problems. “From Lebanon to Iraq to Yemen, Iran funds, arms and trains terrorists, militias and other extremist groups that spread destruction and chaos across the region,” said the president (omitting the fact that most jihadists in the Middle East are Sunni, not Shia). A day earlier, Rex Tillerson, the secretary of state, even condemned Iran’s human-rights record, which is not notably worse than Saudi Arabia’s. That brief lecture took place only hours after the Iranians re-elected Hassan Rouhani, a relative moderate, as their president.
The frequent criticism of Iran was just one way in which Mr Trump and his hosts sought to underscore how different things are under the new administration. Just two years ago, Mr Obama engaged with Mr Rouhani to complete a deal that curbs Iran’s nuclear programme in exchange for the lifting of sanctions. This realignment upset the Saudis, who gave Mr Obama a cool welcome on his final visit to the kingdom in 2016. By contrast, when Mr Trump stepped off Air Force One, he was greeted by King Salman in a lavish ceremony featuring military jets casting red, white and blue contrails.But the changes have been in style more than substance. Mr Trump has not ripped up the nuclear agreement with Iran and, like Mr Obama, said he would avoid “sudden interventions” in the region. Moreover, “Obama was pretty good to [the Saudis],” says Thomas Lippman of the Middle East Institute, a think-tank in Washington, DC. He visited the kingdom more times and sold the Saudis more weapons
than any other American president before him. In fact, many of the arms deals celebrated by Mr Trump were negotiated under his predecessor, who also provided intelligence support for the Saudi-led war in Yemen. Next, Mr Trump heads to Israel, where the dynamics at times will be similar those of his Saudi trip. Mr Trump will visit Yad Vashem, the Holocaust memorial centre, perhaps to counter accusations of anti-Semitism against some in his administration, after a failure to mention Jews in a statement commemorating the Holocaust earlier this year. The president also plans to propose a path to the “ultimate” peace deal between the Israelis and Palestinians. Some may doubt his ability to end the decades-long conflict, but in Riyadh, Abdel-Fattah al-Sisi, Egypt’s president, described Mr Trump as “a unique personality that is capable of doing the impossible”—to which Mr Trump responded, “I agree.” (by The Economist) (photo: trump)

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De Bortoli: Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

ferruccio de bortoliRoma Martedì 30 maggio (ore 18.30) al Teatro Argentina Lucia Annunziata presenta il nuovo libro di Ferruccio de Bortoli dal titolo Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo (ed. La nave di Teseo). Il diario, anche autocritico, dell’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, un libro molto atteso, oltre quarant’anni di storia del nostro paese e del mondo vissuti da uno speciale punto di osservazione. Scena e retroscena del potere in Italia, dalla finanza alla politica e alle imprese, dai media alla magistratura, con i ritratti dei protagonisti, il ricordo di tanti colleghi, episodi inediti, fatti e misfatti, incontri, segreti, battaglie condotte sempre a testa alta e personalmente: per la prima volta Ferruccio de Bortoli, un punto di riferimento assoluto nel giornalismo internazionale, racconta e si racconta. Con molte sorprese.“I buoni giornalisti, preparati, esperti, non s’inventano su due piedi. Ci vogliono anni. Cronisti attenti che vadano a vedere i fatti con i loro occhi, non fidandosi dell’abbondanza di video, sms, tweet e post su Facebook.Che vivano le emozioni dei protagonisti, le sofferenze degli ultimi, le ragioni degli avversari e persino dei nemici. Che non siano mai sazi di verifiche, ammettano gli errori inevitabilmente frequenti, e conquistino la fiducia dei loro lettori e navigatori ogni giorno, ogni ora. Giornalisti indipendenti, con la schiena dritta, che non cedano alla comoda tentazione del conformismo. Dimostrandosi utili alla società e al loro paese non facendo mancare verità scomode e sopportando sospetti e insulti di chi non le vorrebbe sentire. È accaduto molte volte. Una classe dirigente responsabile affronta per tempo e al meglio i problemi seri che un giornalismo di qualità solleva. Certo, è scomodo, irritante. Qualche volta apparentemente dannoso. Ma quanti sono i danni di ciò che non abbiamosaputo o non abbiamo voluto vedere. Un buon giornalismo, in qualunque era tecnologica, rende più forte una comunità. Quando tace o deforma, la condanna al declino. Negli ultimi anni in Italia, salvo poche eccezioni, è successo esattamente questo.”
Ferruccio de Bortoli è nato a Milano il 20 maggio 1953. Laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, è giornalista professionista dal 1975. Ha cominciato a lavorare al Corriere della Sera nel 1979 come cronista per poi passare alle pagine economiche. È stato caporedattore dell’Europeo e del Sole 24 Ore. Nel 1997 viene nominato direttore del Corriere della Sera; lo lascia nel 2003. Dal 2003 al 2005 è stato amministratore delegato di RCS Libri e presidente della casa editrice Flammarion. Dal 10 gennaio 2005 al marzo del 2009 è stato direttore responsabile del Sole 24 Ore e direttore editoriale del Gruppo Il Sole 24 Ore. Dall’aprile 2009 all’aprile 2015 dirige per la seconda volta il Corriere della Sera. Dal 2015 è presidente della casa editrice Longanesi e dell’associazione Vidas. Collabora al Corriere della Sera e al Corriere del Ticino. Collana: i Fari/ Pagine: 320/ Prezzo: 19 euro. Ingresso libero. (foto: ferruccio de bortoli)

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Il compositore Walter Savelli festeggia 50 anni di carriera in Sicilia

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

savelliPalermo sabato 27 maggio alle 21 al teatro Savio di Palermo porterà il suo show di musica con pianoforte intitolato “20 mila giorni di note e di storie”. Un’occasione per festeggiare mezzo secolo di attività artistica, che è ormai storia della musica pop italiana.«Farò conoscere dal palco – spiega Savelli – la mia musica e i miei brani al pianoforte. Il mio scopo è elevare l’importanza della musica leggera, che io come tale non ho mai considerato. Perché non c’è niente di leggero nella musica. L’obiettivo è renderla più importante, con esecuzioni al piano che possono fare riferimento alla dimensione classica».In scaletta anche numerosi brani di Claudio Baglioni, artista con cui Savelli ha collaborato per 35 anni, rivisitati al piano.«Ogni canzone – continua Savelli – sarà introdotta da una sua storia, per raccontarne le origini. Non mancheranno anche aneddoti che faranno sorridere il pubblico, dove protagonisti saranno Claudio Baglioni, Bruce Springsteen, Peter Gabriel, Sting e Paul McCartney, con cui sono amico. Per la prima volta mi esibirò a Palermo senza Baglioni e senza trovarmi in un palasport o allo stadio. Però, finalmente, mi conoscerete nella mia dimensione ideale: il teatro».A condividere alcuni momenti sul palco con Savelli: la band Anime in gioco capitanata da Tony Troja, un coro di voci bianche, gli allievi del Cast e, sempre al pianoforte, il musicista palermitano Davide Campione.L’ingresso al concerto costa 10 euro e i ticket si possono comprare al botteghino del teatro o via Internet e negli sportelli dei circuiti Ticketone e Tickettando o da Cast in via Maggiore Tommaso de Cristoforis 8.La produzione artistica è di SolMusic e Cast di Palermo.

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Tumori differenziati della tiroide, utilità del dosaggio precoce della tireoglobulina ultrasensibile

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

tiroideÈ stato recentemente pubblicato uno studio retrospettivo che ha utilizzato uno dei nuovi dosaggi ultrasensibili della tireoglobulina (Tg) – Kryptor, Brahms – con sensibilità funzionale dichiarata di 0.15 ng/mL (valore minimo che può essere misurato in modo affidabile). «L’introduzione del dosaggio ultrasensibile della tireoglobulina (Tg) ha ridotto la necessità di eseguire la sua stimolazione con TSH umano ricombinante (rhTSH) o di sospendere la terapia nel follow-up dei pazienti affetti da tumori differenziati della tiroide (TDT)» spiega Massimo Torlontano, UO Endocrinologia, IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni Rotondo (FG). «Per verificare l’assenza di malattia» specifica «in alternativa alla stimolazione le linee guida ATA 2015 [Haugen BR, et al. Thyroid, 2016] suggeriscono, nei pazienti a rischio basso o intermedio con ecografia del collo negativa, la possibilità di utilizzare, 6-18 mesi dopo l’ablazione del residuo di tessuto tiroideo con radioiodio (RRA), il dosaggio della Tg basale in terapia (onT4-Tg) utilizzando un metodo ultrasensibile (raccomandazione 63, con evidenza di qualità moderata).»
Nello studio retrospettivo sono stati valutati 201 pazienti consecutivi classificati a rischio di recidiva basso o intermedio, trattati con tiroidectomia totale e successiva RRA, senza captazione patologica al di fuori del letto tiroideo alla scintigrafia post-dose terapeutica né positività degli anticorpi anti-Tg. La mediana del follow-up era 29 mesi (range 6-130). In base alla risposta al test con rhTSH e all’ecografia del collo (più eventuali metodiche aggiuntive di imaging se necessarie), la risposta precoce al trattamento (dopo 6-12 mesi) classificata come da linee guida ATA è stata: a) eccellente (Tg dopo rhTSH < 1 ng/mL, imaging negativo) in 184 pazienti (91.5%); b) biochimica incompleta (Tg dopo rhTSH > 10 ng/mL, imaging negativo) in 2 pazienti; c) strutturale incompleta (imaging positivo, qualunque valore di Tg dopo rhTSH) in 7 pazienti; d) indeterminata (Tg dopo rhTSH 1-10 ng/mL o imaging indeterminato) in 8 pazienti (4%). Al termine del follow-up, solo 11 pazienti (5.5%) mostravano malattia strutturale (10 linfonodale, 1 polmonare), i rimanenti 190 avevano assenza di persistenza/recidiva di malattia.
«Il dato più importante derivato dallo studio è che un valore di onT4-Tg < 0.28 ng/mL (sensibilità funzionale calcolata dagli autori, derivata dalla combinazione ottimale di sensibilità e specificità) al primo follow-up era in grado di predire l’assenza di malattia in tutti i casi al termine del periodo di osservazione (valore predittivo negativo 100%)» osserva Torlontano. «Pur con tutti i limiti del disegno retrospettivo dello studio e del periodo di follow-up relativamente breve» conclude lo specialista «questi risultati confermano i dati già presenti in letteratura e le raccomandazioni delle linee guida ATA: un valore “indosabile” di onT4-Tg misurata con metodica ultrasensibile (generalmente < 0.10-0.20 ng/mL), 6-12 mesi dopo il trattamento iniziale “completo” (tiroidectomia totale + RRA) possiede altissimo valore predittivo negativo e può sostituire il test di stimolazione nei pazienti con TDT a rischio basso-intermedio». (fonte: doctor33 Eur J Endocrinol, 2017; 176: 497-504)

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Seconda edizione del Meeting di vela Special Olympics “Memorial Marco dell’Oro”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

vela chioggiaChioggia sabato 27 e domenica 28 maggio a Chioggia la seconda edizione del Meeting di vela Special Olympics “Memorial Marco dell’Oro”, organizzato dall’associazione TuttaChioggiaVela e presieduta da Davide Ravagnan.Nove i team speciali che, provenienti da Padova, Abano Terme, Venezia e Chioggia prenderanno parte all’evento. A trasformarsi in teatro all’aperto dell’evento sarà la centralissima Piazza Vigo, dove nel cuore del centro storico verrà allestito il villaggio. Il programma della manifestazione prevede sabato 27 maggio, alle ore 11.00, in Piazzetta Vigo a Chioggia la Cerimonia di apertura con il consueto giuramento dell’atleta speciale che vedrà i ragazzi in gara recitare la formula “che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze”. Al termine dell’accreditamento dei team, composti da 2 partner e 2 atleti speciali, dalle ore 15.00 inizieranno le regate su tre imbarcazioni monotipo J24, con cambio di equipaggio tramite gommoni, ed arrivo spettacolare in prossimità del Bacino di Vigo. Dalle ore 10.00 di domenica 28, riprenderanno le regate che termineranno con la premiazioni alle ore 18.30.Testimonial dell’evento sarà il chioggiotto Enrico Zennaro, otto volte campione del mondo, tesserato per il North West Garda Sailing, socio onorario del Circolo Nautico Chioggia e uomo immagine del noto brand Montura.L’evento gode del patrocinio dell’Assessorato allo Sport del Comune di Chioggia, dell’Azienda ULSS 3 Serenissima, del CdZ FIV XII Zona e la collaborazione di molti circoli velici del territorio. (foto: vela chioggia)

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Il commento di Fullgoal Asset Management sul taglio del rating del debito cinese di Moody’s

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

pechinoPechino. Il Paese si sta facendo strada tra il debito in crescita, la svalutazione della valuta e l’incertezza riguardo i risultati delle riforme. La Cina è un caso unico, in cui c’è un conto capitale chiuso e un forte controllo governativo sulla maggior parte dei settori chiave. Questa caratteristica dà alla Cina un livello di tolleranza del debito più alto rispetto ad altri Paesi. Il declassamento di Moody’s arriva in contemporanea con i risultati sul primo trimestre dell’economia cinese, che mostrano un buon inizio, la regolamentazione del debito degli enti locali, l’eliminazione dell’eccesso di capacità produttiva dal lato dell’offerta e la riduzione del livello di indebitamento delle istituzioni finanziarie sotto la soglia di rischio. Consapevoli delle sfide e dei rischi che il governo cinese deve affrontare, manteniamo un outlook relativamente ottimista sull’economia cinese, dal momento che molte politiche positive sono ancora in atto.Il declassamento del debito cinese avrà un impatto sul mercato obbligazionario, ma fino a un certo punto. Quando gli investitori internazionali allocano la parte di portafoglio in bond, devono rispettare dei parametri di rating. Tuttavia, l’impatto del downgrade sarà molto limitato, perché i principali attori del mercato obbligazionario cinese sono gli investitori domestici. Al contrario di quelli internazionali, gli investitori locali valutano il mercato obbligazionario domestico seguendo il proprio quadro analitico e alcuni parametri principali, come i fondamentali economici, il tasso d’inflazione e le politiche di regolamentazione, che sono variabili imprescindibili. Invece di scendere, oggi (25 maggio) il mercato obbligazionario ha chiuso in rialzo, confermando le nostre osservazioni.

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WCC and European churches decry Manchester bombing

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

Chiesa1The Conference of European Churches and the general secretary of the World Council of Churches, Rev. Dr Olav Fykse Tveit, have strongly condemned a bombing in Manchester, United Kingdom, that has left 22 persons dead and another five-dozen wounded. The attack took place at Manchester Stadium, just as thousands of children and young people, along with their parents and many others, were leaving a pop concert.“It is particularly shocking that this so-called suicide killing was directed against young people, and even children,” he said in a comment.The attack, reportedly by a suicide bomber, follows a string of such attacks in continental Europe—in Brussels, Berlin, Paris, Stockholm, St. Petersburg, Istanbul, and Nice— and the UK, which in 2005 suffered subway and bus bombings in London and a more recent attack at the Palace of Westminster. The motives of the attack are unknown and no individual or group has claimed responsibility.Together, the World Council of Churches and Conference of European Churches decry this cruel act that irreparably touched the lives of so many. Whatever the reasons for these actions, there is no justification for such violence, the world should be united in condemning this criminal act of horror, they stated. CEC General Secretary Fr Heikki Huttunen joined Tveit in these sentiments, “We honour a God who is life-giving, who sustains and redeems. Such horrors as happened last night encourage us to affirm this truth even more strongly.”The CEC and the WCC encourage prayer for and solidarity with the victims and those close to them.

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