Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 215

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2013

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VELA: Giornata piena all’Europeo Sportboat

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

velaCHIOGGIA. Ancora una splendida giornata di sole ha baciato il campo di regata di Chioggia dove si sono disputate ben quattro regate valide per il Campionato Europeo ORC Sportboat 2016 organizzato da il Portodimare e dall’Offshore Racing Congress.Un bel vento teso arrivato a toccare i 12 nodi ha creato le condizioni migliori per la disputa delle quattro regate tecniche sulle boe, tutte su percorsi tra le 4 e le 4,5 miglia e gli equipaggi hanno potuto esprimere al meglio tutte le loro abilità tecniche e di tattica. Continua la lunga serie di primi piazzamenti di Mind The Gap il Fat 26 di Andrea Cavagnis condotto da Enrico Zennaro che ha messo a segno altre quattro vittorie, occupando così sempre più saldamente la testa della classifica.Chi ha fatto un exploit è Vincenzo Graciotti sull’SB 20 OD Flexlogik che nelle quattro regate di oggi non è mai sceso sotto il terzo piazzamento, conquistando il secondo piazzamento in overall paripunti 21 con il terzo Chardonnay, Delta 84 di Ezio Guarnieri. Soli tre punti dividono Spirito Libero, il Protagonist 750 di Claudio Bazzoli dal podio. Durante tutta la giornata queste tre imbarcazioni si sono alternate di posizione sul podio con distacchi in tempo compensato spesso vela1racchiusi in meno di 10 secondi. “Siamo andati bene oggi perché noi ci alleniamo, usciamo presto in barca e la sera non andiamo in giro a fare baldoria” dice Vincenzo Granciotti armatore di Flexlogig ” vengo da Numana e sono fuori zona, ma ho fatto il servizio militare a Venezia, mi sono divertito e ho regatato abbastanza in queste acque. Già negli anni ’80 ho partecipato ad un campionato dove ero in testa fino all’ultimo giorno quando nella regata lunga ho rotto il timone. Il mare e la vela sono per me una grande passione ‘ verso il mare che è l’infinito’ è la frase di Leopardi che ho fatto mia”. Stessa situazione tra i Corinthian dove al termine della giornata è Arkanoè, il Melges 24 di Sergio Caramel domina la classifica sul team francese TNT, Nitro 80 di Frederic Peroche, e sugli olandesi di Khulula , Esse 850 di Wagter. “Siamo molto soddisfatti di come stiamo procedendo e del nostro posizionamento in classifica” dice Ancel Erwan. “Le condizioni meteo di vento stabile e meno corrente in acqua ci hanno consentito di poter effettuare quattro prove e rimetterci correttamente nel programma. C’era ancora tensione sul campo di regata, tanto da causare degli OCS, ma al termine della giornata i team mi sembrano stanchi ma contenti” ha osservato Giancarlo Crevatin presidente del Comitato di Regata soddisfatto della giornata.Mentre si attendono condizioni meteo meno favorevoli ci si accinge a preparare l’ultima giornata di regate con una o al massimo due prove.
Il campo di regata permanente è situato antistante la spiaggia di Sottomarina, tra la diga foranea Sud del porto di Chioggia e la diga Nord della foce del fiume Brenta. Differentemente da quanto si possa pensare il campo di regata di Chioggia non risulta essere per nulla scontato. Con venti prevalenti da Nord-Est e Sud-Est, una parte fondamentale in fattore di strategia viene rappresentata dalle correnti e dalla loro interpretazione. In aggiunta ai normali cicli astronomici di acqua in entrata o in uscita dalla laguna è infatti forte anche l’influenza della vicina foce del fiume Brenta. (foto: vela)

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I Fiati del San Carlo

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

teatro san carlo

Napoli. Lunedì 30 maggio ore 20.30 al Teatrino di Corte di Palazzo Reale nuovo appuntamento della stagione di concerti 20XV – 20XVI the Golden Stage, protagonista la formazione de I Fiati del San Carlo, composta dai flautisti Bernard Labiausse e Gianpiero Pannone, i clarinettisti Sisto Lino D’Onofrio e Luca Sartori, i cornisti Ricardo Serrano e Salvatore Acierno con Giuseppe Settembrino (revisore delle partiture) al fagotto, Paolo Di Iorio al contrabbasso e Francesco De Mattia al clavicembalo.Assieme a Gemma Bertagnolli (soprano) e Monica Bacelli (mezzosoprano) l’ensemble sancarliano eseguirà un programma interamente dedicato a Giovanni Paisiello (1740 – 1816), in occasione delle Celebrazioni per i 200 anni dalla morte del compositore.Il programma si apre con estratti da due titoli, che Paisiello portò in musica di ritorno dalla Russia: L’amore ingegnoso, intermezzo andato in scena per la prima volta nel 1785 al Teatro Valle di Roma e I Zingari in Fiera, commedia per musica, rappresentata nel novembre 1789 al Teatro del Fondo (oggi Teatro Mercadante) e nel dicembre del medesimo anno alla Reggia di Caserta.Seguono due Notturni, rinvenuti a San Pietroburgo e curati nella revisione critica da Giuseppe Settembrino, in prima esecuzione in tempi moderni. Sine data -sappiamo solo che questi due componimenti appartengono al periodo russo (1777- 1784), i Notturni ci dischiudono, in una scrittura molto felice e precisa, il mondo della corte al tempo degli zar di fine Settecento: un salotto, un contesto intimo, una sorte di altolocata hausmusik ottocentesca ante litteram, dove i notturni ritrovavano nel luogo d’esecuzione, quello della commissione diretta.
Il notturno, forma musicale compiuta, di natura squisitamente elegiaca, venne sovente usato nel Settecento come sinonimo o sostitutivo a serenata, uno dei tanti generi, in cui Paisiello amò cimentarsi, per estrosa curiosità e propensione alla sperimentazione e, in questa occasione per compiacere l’ospite e committente, Caterina II.
L’organico di queste composizioni prevedeva originariamente: 2 clarinetti (quindi ancia semplice); 2 corni; 1 fagotto; voce di soprano e mezzosoprano, e un basso continuo (cembalo, spinetta o contrabasso).
Paisiello amava molto i fiati, fagotti e clarinetti in particolar modo, tanto che una delle quattro innovazioni, ammesse esplicitamente nella sua autobiografia, fu proprio l’aver inserito ‘li fagotti e li clarini’ nell’orchestrazione operistica.
Il concerto vedrà la partecipazione dell’artista Maria Luisa D’Eboli.

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Giogio Albertazzi ci ha lasciati

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

giorgio albertazziNapoli. Il Teatro di San Carlo e il Sovrintendente Rosanna Purchia ricordano il grande attore Giorgio Albertazzi, in questo giorno in cui l’ultimo sipario si è chiuso su una delle carriere più incredibili nella storia del teatro universale, ultimo tra i più grandi, ineguagliabile per numero di recite e ruoli, per l’intensa attività in teatro e per il grande schermo.“Il mondo dell’arte e del teatro sono oggi in lutto” afferma Rosanna Purchia “si è spento un indimenticabile gigante delle scene.” Ricordiamo la sua apparizione sul palcoscenico del San Carlo il 12 e 14 giugno 1997, in occasione di San Domenico di Guzman di Antonio Braga, di cui alleghiamo alcuni scatti, risalenti alle prove dello spettacolo.

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Mostra Il canto del creato

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

canto del creatocanto del creato2Cosenza 3 -19 giugno 2016 alle ore 18.00, nel Salone degli Stemmi della Curia Arcivescovile, sarà presentata la mostra Il canto del creato – Acquerelli di fra Peppe (Giuseppe Gabriele Murdaca). Interverranno: S.E. mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo Emerito di Cosenza – Bisignano; la dottoressa Raffaella Buccieri, curatrice critica della mostra e don Salvatore Fuscaldo, direttore del Museo Diocesano di Cosenza. Sarà, inoltre, presente l’artista.L’esposizione, allestita nel Museo Diocesano di Cosenza, rimarrà aperta al pubblico fino al 19 giugno 2016.La mostra consta di 30 pitture tra paesaggi e scorci di natura che permetteranno di far conoscere e apprezzare la capacità pittorica e le sensibilità di fra Peppe, padre francescano, al secolo Giuseppe Gabriele Murdaca.
I soggetti delle sue opere (la flora, la fauna, i paesaggi) si prestano perfettamente alla tecnica da lui prediletta: l’acquerello.
La mostra Il canto del creato rimarrà aperta al pubblico fino al 19 giugno 2016 e potrà essere visitata secondo i seguenti orari:
da lunedì a sabato, dalle ore 9.00 alle ore 12.00; venerdì, sabato e domenica, dalle ore 17.00 alle ore 20.30 (foto: canto del creato)
canto del creato1Cosenza 3 -19 giugno 2016 alle ore 18.00, nel Salone degli Stemmi della Curia Arcivescovile, sarà presentata la mostra Il canto del creato – Acquerelli di fra Peppe (Giuseppe Gabriele Murdaca).Interverranno: S.E. mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo Emerito di Cosenza – Bisignano; la dottoressa Raffaella Buccieri, curatrice critica della mostra e don Salvatore Fuscaldo, direttore del Museo Diocesano di Cosenza. Sarà, inoltre, presente l’artista.L’esposizione, allestita nel Museo Diocesano di Cosenza, rimarrà aperta al pubblico fino al 19 giugno 2016.La mostra consta di 30 pitture tra paesaggi e scorci di natura che permetteranno di far conoscere e apprezzare la capacità pittorica e le sensibilità di fra Peppe, padre francescano, al secolo Giuseppe Gabriele Murdaca.
I soggetti delle sue opere (la flora, la fauna, i paesaggi) si prestano perfettamente alla tecnica da lui prediletta: l’acquerello.
La mostra Il canto del creato rimarrà aperta al pubblico fino al 19 giugno 2016 e potrà essere visitata secondo i seguenti orari:
da lunedì a sabato, dalle ore 9.00 alle ore 12.00; venerdì, sabato e domenica, dalle ore 17.00 alle ore 20.30 (foto: canto del creato)

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Al via le fasi finali di “Miss Mondo Italia” edizione 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

miss mondo3.jpgmiss mondo1Gallipoli Martedì 31 giugno la Semifinale Nazionale e la scelta delle 50 finaliste Ben 150 fasciate provenienti da ogni parte d’Italia, sono pronte a sfidarsi per guadagnare l’ambita finalissima nazionale in programma il prossimo 11 giugno al Teatro Italia di Gallipoli. Durante tutta la giornata di oggi e nella mattinata di domani, le Miss, divise per regione d’appartenenza, sbarcheranno a Gallipoli pronte a contendersi prima la passerella finale e poi l’ambita fascia e la corona oltre che il titolo di Miss Mondo Italia che vale quale pass a rappresentare l’Italia alla finale internazionale di Miss World, il più antico e prestigioso concorso del Pianeta. All’arrivo, lo staff di Miss Mondo Italia, coordinato dalla direttrice artistica Maria Rosaria De Simone, effettuerà le procedure di check-in e la sistemazione delle concorrenti nelle stanze del quartier generale, situato come da tradizione, presso dell’Hotel Bellavista –struttura ricettiva del gruppo Caroli Hotels.
Intanto proprio nei giorni scorsi il patron Antonio Marzano ha ufficializzato a stampa e media, il conduttore dell’edizione 2016 ed il programma dell’evento. Riconfermato alla conduzione l’eclettico Paolo Ruffini, quest’anno accanto a Diego Abatantuono nel talent del La7 “Eccezionale Veramente”. Accanto a Ruffini la bellissima Claudia Russo modella/giornalista ed ex Miss Mondo Italia. La direzione artistica ha annunciato anche due altri pezzi da novanta: il presidente di giuria e la special guest dell’evento. Ad incoronare la neo eletta Miss Mondo Italia 2016 dopo sarà infatti il bel Kaspar miss mondoCapparoni emerso in tutto il suo talento in tante produzioni tv nazionali, da “Solo per amore” a “Rex”, passando per “Incantesimo” e “Capri”. E poi ancora “Elisa di Rivombrosa” e “Donna Detective”, oltre che in due programmi Rai come “Ballando con le stelle” (ha vinto in coppia con Yulia Musikhina due volte) e “Tale e quale show”. Di lui i critici dicono. “Qualunque cosa fa, Kaspar Capparoni regala sempre un’interpretazione intensa e dinamica, che mette in mostra la sua grande formazione”. E così sarà anche per Miss Mondo Italia 2016. Special Guest di livello assoluto sarà invece la notissima “singer” Antonella Ruggiero. Artista che non ha bisogno di presentazioni e che ha fondato e reso famosi i Matia Bazar in Italia e nel mondo. L’intero cast, altri ospiti e le novità dello show finale saranno rese note nel corso dei prossimi giorni, anche se le protagoniste assolute dell’evento saranno le 50 Finaliste Nazionali. Tutti i personaggi al termine dell’evento saranno ospiti del noto Hotel Ristorante ‘Al Pescatore’ per il rituale blindatissimo ed imperdibile ‘After Show’. Le fasi Finali come ogni anno, si svolgeranno dal 28 all’undici giugno, giorni durante i quali eventi collaterali aggiungeranno valore culturale alla manifestazione con l’obiettivo di promozionare territorio e bellezze naturali del Salento con un occhio particolare ad alcune sorprese importanti, attività di stretta attualità, che vedranno protagoniste le bellissime fasciate. Le fasi Finali, del Concorso, sono organizzate con il patrocinio della Regione Puglia ed in collaborazione con il Gruppo “Caroli Hotels”, che sarà il quartier generale della kermesse. Le discipline in cui dovranno cimentarsi le Miss sono: “Talent”, “Sport”, “Beach” e “Model” ripercorrendo il format adottato da Miss World. Novità anche per i canali media e social che ruoteranno attorno all’evento Miss Mondo Italia 2014. Diversi i portali giornalistici nazionali che seguiranno live l’intera kermesse.

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Carceri: Sì a strutture con priorità riabilitazione carcerato”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

carceri-cella-affollata“Non posso che essere d’accordo con la proposta del ministro Orlando, ripresa anche dal candidato sindaco di Milano Parisi, di ‎cedere ai Comuni le vecchie carceri e costruirne di nuove, piu’ moderne e funzionali, lontane dai centri delle città ma ben servite da infrastrutture, in cui la funzione di riabilitazione del carcerato sia prioritaria. Anche San Vittore e’ un carcere in pieno centro e ormai obsoleto. Mi auguro che, dopo anni e anni di discussioni, si giunga a una soluzione che sarebbe anche sinonimo di riqualificazione di strutture prestigiose, patrimonio della città”. E’ quanto afferma Maurizio Lupi, capogruppo di Area popolare alla Camera e capolista di Milano popolare.

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Pietro Antonioli è il nuovo presidente di ActionAid Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

piero antonioliPietro Antonioli è il nuovo presidente di ActionAid Italia L’elezione è avvenuta oggi nel corso dell’Assemblea Generale dei Soci dell’organizzazione a San Marzano di San Giuseppe (Taranto). Succede a Orietta Varnelli, presidente di ActionAid Italia dal dicembre 2011. Nato a Torino, 49 anni, Antonioli vive a Bologna dove è Primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Antonioli svolge inoltre attività didattica come professore a contratto all’Università di Bologna e collabora con il Cern di Ginevra. Dal 2006 al 2009 è stato membro della Commissione Scientifica Nazionale III (Fisica Nucleare) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Il suo impegno nel non profit comincia nel 1990 con Amnesty International, organizzazione per la quale ricopre diversi incarichi direttivi. Dal 2002 è donatore di ActionAid. Nel 2007 diventa socio dell’organizzazione e nel 2015 entra a far parte del Consiglio Direttivo. “Ho scelto di impegnarmi con ActionAid perché si occupa a tutto tondo di diritti e giustizia sociale, con un focus particolare sull’accountability e la partecipazione. Sono felice di poter proseguire il mio cammino come presidente. Cercherò di essere un leader e un buon coordinatore. Nei prossimi anni, ActionAid ha di fronte a sé sfide importanti sia nella Federazione Internazionale che nella società civile italiana dove intendiamo essere sempre più una voce importante per chi si occupa di giustizia sociale, promuovendo forme di partecipazione della cittadinanza”, ha dichiarato Antonioli. “Alla carriera lavorativa nel mondo della ricerca, Pietro ha sempre affiancato l’impegno nel non profit. Le sue capacità organizzative e le sue competenze di ricercatore, oltre alla sua costante passione, saranno per noi una risorsa preziosa. Nel ringraziare Orietta per i cinque anni trascorsi alla guida della nostra associazione, diamo il benvenuto a Pietro facendogli i migliori auguri di buon lavoro”, ha dichiarato Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid Italia. (foto: Pietro Antonioli)

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Tre lai di Giovanni Testori interpretato da Federica Fracassi nello showlab di Donatella Pellini

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

martinellifracassiMilano martedì 7 e mercoledì 8 giugno 2016 – ore 19.30 presso lo showlab di Donatella Pellini via Morigi, 9. A mano a mano che il tempo passa – sono trascorsi 23 anni dalla sua morte – la figura di Giovanni Testori si va sempre più distaccando dal panorama del suo tempo per assumere una dimensione in qualche modo assoluta: se è ormai assodato che lo scrittore di Novate è stato uno dei più grandi drammaturghi italiani del ‘900, resta comunque sorprendente il fatto che, ogni volta che ci si accosta alle sue opere, esse sembrano sempre svelare qualcosa di nuovo e di segreto, qualcosa che non si era ancora scoperto e ci colpisce come una ferita.
I Tre lai, come tante altre delle sue creazioni linguistiche, sono stati rappresentati più volte in questi anni da vari artisti e nelle più diverse chiavi: e tuttavia quel dolore strettamente mescolato a una rasserenante riscoperta degli incanti della vita, estremo lascito poco prima della fine, si rigenera ogni volta e continua a parlare allo spettatore di oggi.
Dopo avere affrontato gli incalzanti versi di Patrizia Valduga e i Canti Orfici di Dino Campana, Federica Fracassi si accosta per la prima volta alla parola poetica di Giovanni Testori, diretta da Renzo Martinelli: un incontro evocato più volte nel comune percorso artistico di questi anni.
Per accogliere in una degna cornice questo primo importante inizio di percorso, Stanze propone un luogo normalmente chiuso al pubblico: lo showlab di Donatella Pellini, straordinaria creatrice di bijoux che sono raffinatissima espressione di un’arte unica e inimitabile. “Giovanni Testori scrive i Tre lai negli ultimi mesi di vita. Sono tre lamenti d’amore, tre canti inconsolabili e disperati di donne che si scontrano con un’assenza: Cleopatra, con il suo amore prepotentemente vissuto e poi amaramente perduto per il generale romano Antonio; Erodiade, straziata dalla sottrazione infinita, dall’amore mai consumato per il profeta Giovanni; e l’amore puro e disinteressato di Maria per il figlio Gesù, durante il Calvario. Teatro i inaugura un primo percorso di avvicinamento all’universo testoriano, un’iniziale indagine sulla lingua dell’autore in vista della messinscena integrale di uno di questi canti. Stanze è l’occasione per balbettare i Tre Lai, per iniziare a pronunciare le parole di Testori, per un accostamento parziale sì, ma totalizzante, al martirio interiore di tutte le tre figure, come se fossero indissolubili.
I loro tre troni saranno reinventati fuori dal teatro, a partire da uno spazio regale come quello dello showlab Pellini, dove si progettano sublimi gioielli d’arte e che offre un’occasione di straniamento dal meccanismo teatrale, di maggiore vicinanza al pubblico che com-patisce, e al tempo stesso un abitare raro e calzante, che il teatro non potrebbe offrire.
La lingua testoriana è qui un impasto sonoro che restituisce attraverso un magma di ripetizioni e assonanze, di diminuitivi grotteschi e ironiche storpiature un universo profondamente tragico e gli abissi d’amore delle tre protagoniste, tra bestemmie e preghiere”. (La compagnia)

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Mostra “Adolf Loos, Our Contemporary The House at the Michaelerplatz in Vienna”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

loosVenezia Martedì 31 maggio 2016 , alle ore 16.00 Libreria Sansoviniana, Piazzetta San Marco 13/a inaugurazione della mostra “Adolf Loos, Our Contemporary The House at the Michaelerplatz in Vienna”. La Biblioteca Nazionale Marciana, in collaborazione con l’Associazione culturale “The Formwork” e con il patrocinio dell’Università IUAV di Venezia e della Columbia University GSAPP, New York, martedì 31 maggio 2016, alle ore 16.00 inaugura la mostra “Adolf Loos, Our Contemporary. The House at Michaelerplatz in Vienna” (ingresso: Piazzetta San Marco 13/a, Venezia).Saluto di Maurizio Messina (direttore della Biblioteca Nazionale Marciana). Saranno presenti i curatori: Yehuda Safran (Columbia University, New York) e Marko Pogacnik (Università IUAV Venezia).Interventi di: Marco Pogacnik (Università IUAV Venezia), Yehuda Safran (Columbia University, New York), Daniel Sherer (Columbia and Yale University), Georg Schöllhammer (head of tranzit.at), Davide Amodio (Conservatorio Benedetto Marcello).Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.La mostra – aperta al pubblico dal 1° giugno al 24 luglio 2016 (con ingresso dal Museo Correr, Piazza San Marco, Ala Napoleonica, orario 10 – 18) – è curata da Yehuda Safran (Columbia University, New York) e Marko Pogacnik (Università IUAV Venezia) con l’assistenza di Antonella Mari e Alberto Franchini. L’allestimento, progettato da Pietro Valle è stato realizzato dalla Fantoni di Osoppo.
La mostra analizza la figura dell’architetto Adolf Loos da un doppio punto di vista: della sua rilevanza all’interno dell’attuale dibattito architettonico e della sua importanza storica quale uno dei principali interpreti della modernità agli inizi del novecento. Adolf Loos, moravo di origine, viennese di adozione, aveva scelto come propria missione quella di introdurre i propri concittadini ad uno stile di vita più conforme alla moderna civiltà occidentale. Recatosi poco più che ventenne negli Stati Uniti, dove soggiornerà per tre anni visitando New York, Philadelphia e la Chicago della Fiera Colombiana, egli elesse la cultura americana a modello della propria architettura per fonderla poi sia con lo studio della tradizione classica che di quella viennese. Proprio questo amalgama apparentemente contraddittorio di elementi antichi e radicalmente moderni caratterizza la particolare interpretazione che Loos diede del proprio tempo.In maniera coerente con tale impostazione, la mostra è suddivisa in due sezioni. Nella prima viene documentata l’attualità della ricerca architettonica di Loos attraverso una serie di interviste condotte dal prof. Safran con alcuni significativi protagonisti della scena attuale (Alvaro Siza, Toyo Ito, Jacques Herzog, Hermann Czech, Hans Hollein, e.a.). Alle interviste si aggiungono alcuni importanti documenti video come L’inhumaine di Marcel L’Herbier (1924) e Ornamento e Delitto di Aldo Rossi (1973) e copia delle pubblicazioni che hanno segnato le tappe della ricezione della sua architettura come anche dei suoi scritti teorici.
Nella seconda sezione viene analizzato quello che è considerato il capolavoro di Loos, la casa sulla Michaelerplatz a Vienna, che egli costruì nel 1909 per la rinomata sartoria Goldman & Salatsch. L’analisi dell’edificio è accompagnata da una ricca documentazione che ci permette di ricostruire le fasi salienti del progetto: i rapporti con l’ufficio urbanistico, le alternative studiate da Loos in ragione delle diverse richieste dei committenti, la proposta presentata per la concessione edilizia, i disegni di cantiere e, infine, le tavole che ci consentono di ricostruire in maniera integrale la storia della soluzione per la facciata che aveva scatenato al tempo una violenta campagna di stampa contraria al progetto di Loos. Questa sezione della mostra potrà contare su una grande quantità di materiali iconografici che permettono di ricostruire da un inedito punto di vista l’origine di quella particolare configurazione spaziale che rappresenta il più rilevante contributo di Loos all’architettura del novecento, il Raumplan. I materiali grafici sono presentati attraverso delle fedeli riproduzioni in scala naturale. La mostra è ospitata in uno spazio molto rappresentativo, le Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, di fronte al Palazzo Ducale e sarà allestita dall’arch. Pietro Valle. (Catalogo della mostra in inglese) (foto: loos)

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Tariffe telefoniche in roaming TIM e Wind. Commissione Europea: pratiche abusive

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

european commissionLa Commissione Europea interviene sulla violazione delle nuove norme europee in tema di roaming da parte dei gestori telefonici italiani, e dà ragione all’Aduc e agli utenti su tutti i fronti. Dal 30 aprile scorso telefonare in roaming doveva costare meno per tutti. Il Regolamento UE 2015/2120 – in attesa dell’abolizione del roaming da giugno 2017 – ha imposto dal 30 aprile 2016 tariffe “calmierate”: il costo dei servizi in roaming deve essere pari alla tariffa nazionale del chiamante piu’ un sovrapprezzo, e il costo totale dei servizi non potrà comunque essere superiore a 23,18 €cent/min IVA inclusa per le chiamate in uscita 1,39 €cent/min IVA inclusa per le chiamate in entrata, 7,32 €cent/SMS IVA inclusa per gli sms in uscita e 24,40 €cent/MB IVA inclusa per la connessione dati. Rispetto alle tariffe del passato, il regime transitorio comporta (dovrebbe comportare) notevoli benefici per i consumatori con una sostanziale diminuzione del prezzo per il roaming e, di conseguenza, minori introiti per le compagnie telefoniche. In Italia, a Tim e Wind questa imposizione europea non è andata giù e hanno deciso di “boicottare” il regolamento ignorandolo. A farne le spese, finchè non interverranno Agcom e Antitrust, sono i consumatori.In particolare, Telecom/TIM non rende disponibile sul mercato per i clienti TIM una tariffa roaming a consumo e ha attivato, senza alcun consenso da parte dei clienti, una tariffa roaming flat chiamata “Europa Daily Basic” che costa 3 euro al giorno per 100 minuti di chiamate e 100 sms, e altri 3 euro al giorno per connessione dati. Si attiva al primo servizio fruito, e minuti/sms e connessione dati devono essere utilizzati entro mezzanotte, dopodichè scatta un nuovo addebito di 3 euro. Quindi se ci troviamo all’estero e facciamo una sola chiamata paghiamo 3 euro, così come un’unica connessione dati costerà 3 euro. E’ esattamente il contrario di quello che prevede il regolamento europeo. Anche Wind ha attivato a tutti i propri clienti, automaticamente e senza previo consenso, un’opzione per il roaming in Europa flat, definendola molto equivocamente “Offerta per la nuova regolamentazione valida in Unione Europea” (2 euro al giorno per 15 minuti di chiamate in uscita; 15 minuti di chiamate in entrata, 5 SMS e 50 MB di traffico Internet), da utilizzare entro le 24 e che si attiva al primo uso del telefono nel corso della giornata.
La tariffazione a consumo, possibile su esplicita richiesta dell’utente, viene altrettanto equivocamente presentata come una “offerta” da attivare.Aduc ha denunciato queste condotte commerciali all’Antitrust, all’Agcom e alla Commissione Europea (1) , segnalando che le due società violano sia il regolamento UE che il codice del consumo, attivando ai propri clienti opzioni tariffarie senza avvisarli e – nel caso di Telecom – senza consentire un’alternativa a consumo. La prima presa di posizione sul tema proviene dalla Commissione Europea e dà piena ragione ad Aduc e agli utenti.La Commissione chiarisce che gli operatori possono prevedere pacchetti di minuti/dati/SMS a costo fisso o a periodo, ma specifica che il Regolamento non “permette all’operatore di applicare tali tariffe come la tariffa base applicabile […] a maggior ragione tali tariffe non possono essere il solo piano tariffario disponibile per gli utenti. Al contrario, l’utente deve espressamente aderire a tali offerte alternative”. In caso contrario, si tratterebbe di una pratica commerciale abusiva che vanificherebbe i benefici del regime transitorio. La Commissione UE ricorda infine che a livello nazionale dovrà essere l’Agcom a verificare e vigilare sull’applicazione del regolamento sul territorio italiano.Abbiamo quindi integrato la denuncia già presentata, inoltrando la comunicazione della Commissione Europea ad Antitrust e Agcom e sollecitando un intervento urgente.Ai consumatori consigliamo, prima di partire per Paesi UE, di verificare con attenzione le opzioni attive sul proprio telefono e decidere se tenerle attive, disattivarle quando possibile oppure – in caso siano antieconomiche – valutare le altre offerte sul mercato.
In ogni caso, queste le indicazioni su come procedere:
– inviare, via pec o a mezzo raccomandata AR una lettera di diffida;
– inviare una segnalazione all’Antitrust e all’Agcom;
– tenerci aggiornati su quanto accade. (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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Si possono offrire strade green, sicure ed economiche

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

strade greenstrade green1Roma All’inaugurazione della pista ciclabile green Lungotevere Oberdan, Federica Giannattasio, amministratore delegato di Iterchimica, impresa che ha ideato e realizzato l’asfalto green e hightech, ha dichiarato: “Abbiamo deciso, con gli amici di Bici Roma ed AMA, di realizzare la pista in questa zona del Lungotevere perché ci avrebbe permesso di riqualificare e restituire a nuova vita uno scorcio di paesaggio che solo una città come Roma può offrire. Ma anche perché vogliamo dimostrare che, con le giuste tecnologie è possibile realizzare una pavimentazione stradale ecologica, perché prodotta a basse temperature e con asfalto riciclato, realizzare pavimentazioni più durature, “a maggior vita utile”, e quindi meno soggette alle buche;
risparmiare sia in fase di realizzazione sia, soprattutto, sui costi di manutenzione. I nostri prodotti non sono brevettati. Quindi non rivendichiamo l’esclusiva. Suggeriamo solo che i capitolati vengano aggiornati sulla base delle nuove e più evolute tecnologie. Certo, Iterchimica è l’Azienda più avanzata in Italia, come ricerca, come sviluppo tecnologico. E’ una nicchia di eccellenza, a livello europeo. Gli additivi servono ad aumentare la resistenza all’usura delle pavimentazioni. E’ come inserire, nelle pavimentazioni, una sorta di armatura che ne aumenta le caratteristiche tecniche. E’ così che si può allungare la vita di un manufatto di oltre il 70%. Gli additivi vengono richiesti ed impiegati, obbligatoriamente, in molti Paesi, che hanno dei capitolati avanzati e rigorosamente verificati nell’applicazione. Oggi, in Italia, c’è un grave problema di dissesto delle strade urbane e di connessione: sono ammalorate e piene di buche. Gli additivi possono consentire, ad un Paese con limitate risorse economiche, di poter risolvere in modo eccellente il problema delle buche. Insomma, le conoscenze e competenze tecnologiche ci sono e sono completamente italiane. Ora sta agli Enti che gestiscono le strade applicare queste tecnologie negli appalti per rendere la filiera dell’asfalto più ecocompatibile, più durevole e meno soggetta a deterioramento. Già molte Municipalità, anche importanti, hanno adeguato i loro capitolati. Vogliamo che questa cerimonia serva a dare un esempio su come realizzare le strutture sportive e su come far evolvere le pavimentazioni in genere. (foto: strade green)

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Riforma costituzionale e problemi del Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

la-costituzione-della-repubblica-italianaC’è qualcuno, già orientato per il Sì o per il No o a maggior ragione ancora incerto, che sente la necessità di far vivere al Paese sei mesi di campagna elettorale – infuocata e totalizzante, come si è profilata fin d’ora – in vista del referendum sulle riforme costituzionali che si terrà in autunno? È da immaginare che nessuno sia così matto e masochista da rispondere affermativamente. Tanto più se ci si ferma a riflettere sul fatto che questo è un momento decisivo per la nostra economia, al bivio tra stagnazione e ripresa, che richiede una concentrazione così straordinaria da non lasciar spazio a null’altro. Eppure da settimane assistiamo ad una sorta di impazzimento collettivo, per cui non si parla d’altro, si armano le milizie e i due eserciti si fronteggiano – poco nel merito e molto nella reciproca demonizzazione – come se si dovesse votare domattina. Insomma, anche a volersi impegnare con la fantasia, non crediamo ci possa essere modo peggiore di affrontare la questione. Renzi, che ha bisogno di sovrastare nell’immaginario collettivo le amministrative (che non promettono niente di buono) con un argomento forte, ci ha messo un carico di novanta, personalizzando l’appuntamento referendario (“se perdo vado a casa” lo avrà detto ormai un centinaio di volte), mettendolo in cima all’agenda politica e mobilitando un’organizzazione di “comitati per il sì” che mal si concilia con una scelta che avrebbe bisogno più di meditazione che di propaganda. Ma anche i suoi avversari – peraltro facendo stupidamente il suo gioco – ci stanno mettendo del loro, alimentando la tenzone con quella irrefrenabile voglia di ribattere colpo su colpo: dai professori alla Zagrebelsky, che negando l’opportunità (se non addirittura il diritto) di toccare la Costituzione giustificano l’accusa renziana di immobilismo, agli oppositori interni al Pd, che farebbero meglio a ricordare a Renzi, cosa che non fanno, che se come presidente del Consiglio ha tutto il diritto (noi diciamo anche il dovere) di sentirsi estraneo alle elezioni amministrative, non altrettanto è legittimato a farlo come segretario del partito (ed è lui che ha voluto i due incarichi). Neppure gli ultimi dati allarmanti sulla congiuntura economica e una ferale profezia del Fondo Monetario hanno fermato la più che precoce guerra referendaria. Intanto l’arretramento dell’industria. A marzo, venuta a mancare la spinta del settore auto – che vede il primo calo dei ricavi dalla fine del 2013 – il fatturato delle fabbriche italiane è sceso del 3,6% rispetto all’anno precedente, maggiore flessione tendenziale da oltre due anni. Inoltre altri segnali di difficoltà arrivano anche dagli ordinativi (dato importante per capire le tendenze) e dal commercio estero, su cui pesa la frenata di Brasile, Russia, Cina e paesi Opec. Inoltre, i prezzi in deflazione non bastano a ridare slancio ai consumi – tanto che gli ultimi dati Istat sanciscono la crescita zero delle vendite al dettaglio nel primo trimestre rispetto al trimestre precedente – ma fanno sentire i loro effetti sulle buste paga, visto che l’aumento delle retribuzioni è il più basso mai registrato dal 1982. Ergo: la ripresa in Italia è molto più lenta e incerta del previsto, ma soprattutto è decisamente inferiore alla pur non brillante performance dei paesi a noi paragonabili. Ciliegina sulla torta: l’Fmi profetizza che continuando così (stima che il pil farà +1,1 quest’anno e +1,25% nei prossimi due) recupereremo solo “a metà degli anni 20”, cioè tra un decennio, i livelli di reddito pre-crisi mondiale. Ci saremmo aspettati una qualche reazione, e invece il mondo politico parla d’altro, gli italiani paiono rassegnati e persino gli imprenditori sbagliano clamorosamente approccio. Dal neo presidente Vincenzo Boccia, che al suo esordio in assemblea di Confindustria ha detto che la nostra economia, pur essendo ripartita, “non è in ripresa” e che siamo di fronte ad “una risalita modesta e deludente”, e che ha autocriticamente ammesso che “un capitalismo moderno, fatto di mercato, di apertura ai capitali e di investimenti nell’industria del futuro” è di là da venire perché “per risalire la china dobbiamo attrezzarci al nuovo paradigma economico”, ci si sarebbe aspettati che chiedesse un radicale cambio di passo nella politica economica. E invece sapete cosa ha detto? Meno male che ci sono le riforme istituzionali, la Confindustria si accinge ad organizzarsi per aiutare la vittoria del Sì. Ora, non essendo nati ieri e sapendo che la Confindustria, in quanto sindacato degli imprenditori, deve poter negoziare al meglio con il Governo, capiamo la necessità di non essere ruvidi. Ma tra questo e accettare l’idea, del tutto fuori luogo, che da quelle riforme passa la ripresa dell’economia, beh, ce ne passa. Non sarebbe così neppure se fosse il più perfetto dei ridisegni dell’intera architettura istituzionale, tanto meno lo è visto che la riforma è parziale e sbagliata in alcuni passaggi essenziali. Anche perché l’aver imboccato la strada della distribuzione di un po’ di denaro a pioggia (gli 80 euro e seguenti) sperando che si traducesse in un aumento dei consumi e quindi in un incremento di pil, o al contrario non aver imboccato la strada di un’operazione straordinaria sul debito pubblico per avere in cambio maggiore flessibilità sul deficit e poter quindi fare investimenti pubblici e favorire fiscalmente quelli privati, non sono scelte figlie di storture istituzionali – che pure esistono e che vanno corrette, guai a considerare inviolabile la Costituzione – ma di valutazioni politiche sbagliate e di una cultura economica approssimativa. Ed è a correggere questo tiro che dovrebbero essere dedicati i prossimi mesi. Nell’interesse del Paese, ma anche di Renzi, perché gli italiani – giustamente – votano (amministrative, politiche o referendum che siano) guardando prima di tutto cosa è successo alle loro tasche. Dimenticarselo è letale. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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“Untitled” Mostra personale di pittura di: Valentinaki

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

untitledMilano 1 giugno 2016 dalle ore 18,30 alle ore 21,00 In mostra fino al 14 giugno 2016 mattino Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13 Via Statuto, 13 (corte int.) Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato.
“Senza titolo” è l’incipit di un progetto che ha visto gli albori nel 2014, durante il quale la pittrice lettone Valentinaki ci ha emotivamente indotto alla riflessione sull’ecosostenibilità del nostro mare.Con il progetto che portava il titolo di “Black Sand” ha prodotto opere d’arte dove il colore nero (black) del petrolio perduto nei nostri mari ha portato alla morte di una parte della fauna ittica e all’inquinamento delle acque. E’ proprio l’artista che ci ricorda come sin da piccola, quando viveva a Riga, in Lettonia, osservava il Mar Baltico solcato da enormi navi petroliere; senza immaginare quale dannoso “oro nero” stavano trasportando e quanto sarebbe stato nocivo se scaricato in mare a causa di un incidente.Black (nera) è anche la Natura che muore, in contrapposizione alla sabbia (“sand” appunto, ndr.) che ha una colorazione chiara, come la spiaggia quando è intatta, pura, senza l’abominio dell’inquinamento umano. Gli opposti (black and sand) entrano volutamente in armonia?Solo una conchiglia, inserita nelle opere deliberatamente dall’artista Valentinaki, ci lascia un barlume di speranza, una goccia di possibilità volta ad un futuro di cambiamento proattivo se voluto da ogni singolo individuo.Ma il progetto continua in Galleria STATUTO13, nel cuore di Brera a Milano, dove oltre ad alcune opere della precedente mostra, saranno esposte nuove opere con cromatismi – più o meno materici – molto più chiari. Se in passato le opere astratte di Valentinaki, di chiara matrice espressionistica, viravano più verso il nero, il buio, quasi a voler rimarcare il danno ecologico creato dal petrolio; oggi tendono maggiormente a tonalità chiare e con una maggiore presenza di conchiglie….sinonimo di speranza; una finestra luminosa verso la luce emozionale.L’idea che si percepisce è un intento positivistico dove l’artista vuole concentrare l’attenzione più sulla visione favorevole, dunque costruttiva e non ostinarsi su un dramma umano. La natura sarà dunque più presente nella nuova produzione artistica di Valentinaki e la luce protenderà ad avere la supremazia rispetto al buio.I piani ermeneutici hanno sempre e comunque due gamme interpretative: una materica e l’altra squisitamente estetico-filosofica; lasciando sempre il passo ad un concettualismo sintetico, originale, ibridante ma mai troppo purista o rigoroso; dunque non bisognoso di un titolo – “untitled” appunto. (foto: untitled)

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Inaugurazione primo Centro europeo di Neuromodulazione sacrale della Neuro-Urologia

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

torinoTorino Martedì 31 maggio 2016 alle ore 12 inaugurazione del primo Centro europeo di Neuromodulazione sacrale “Fabrizio Rosso” della Neuro-urologia della Città della Salute di Torino, presso il primo piano dell’Unità Spinale Unipolare dell’ospedale CTO (via Zuretti 24). Saranno presenti il Sottosegretario al Ministero della Salute Vito De Filippo, Sergio Chiamparino, Antonio Saitta, Piero Fassino, Gian Paolo Zanetta, Ezio Ghigo, Roberto Messina (Presidente nazionale Federanziani), Tino Rossi (Rappresentante europeo Federanziani), Luciano Frattini (Presidente Medtronic) e Roberto Carone (Direttore Neuro-urologia Città della Salute).

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Choosing wisely, le pratiche da evitare in pediatria: Ecco la lista aggiornata

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

Father and baby

Father and baby

L’American academy of pediatrics (Aap) già da tempo aveva aderito a “Choosing wisely” (scegliendo saggiamente), iniziativa varata nel 2012 dalla Fondazione Abim (American board of internal medicine) con l’obiettivo di elencare – per ogni specialità – un elenco di “5 pratiche che medici e pazienti dovrebbero rimettere in discussione” in quanto inutili, costose e a volte dannose, ovvero inappropriate. Come avvenuto in un gruppo di società scientifiche sempre più numeroso, l’Aan ha poi deciso di stilare una seconda “Top 5 list”, integrandola alla precedente in un’unica “Top 10 list”. Ecco le 5 raccomandazioni proposte dai pediatri statunitensi:
1) Non prescrivere alte dosi di desametasone (0,5 mg/kg al giorno) per la prevenzione o il trattamento della displasia broncopolmonare nei neonati pretermine. Alte dosi di desametasone non sembrano conferire un beneficio terapeutico aggiuntivo rispetto a dosi più basse e non sono raccomandate. Alte dosi del farmaco sono anche state associate a numerosi eventi avversi a breve e lungo termine, tra i quali una riduzione dello sviluppo neurologico.
2) Non eseguire pannelli di screening per allergie alimentari (test delle IgE) senza un esame preliminare della storia medica. Tale richiesta non è consigliata. Il riscontro di una sensibilizzazione (ovvero un test positivo) senza un’allergia clinica è comune. Per esempio, circa l’8% della popolazione ha un test positivo per le arachidi ma solo circa l’1% di questa è realmente allergica e manifesta sintomi dopo l’ingestione. Quando i sintomi suggeriscono un’allergia alimentare, i test dovrebbero essere selezionati sulla base di un’accurata anamnesi.
3) Evitare l’uso di bloccanti degli acidi e di agenti della motilità gastrica quali metoclopramide (generico) per reflusso gastroesofageo fisiologico (Ger) che avviene senza sforzo, è indolore e non influenza la crescita. Non utilizzare farmaci nel cosiddetto “rigurgitante felice” (happy-spitter). Ci sono scarse prove che il Ger sia un agente causale in molte condizioni, anche se il reflusso può essere un’associazione comune. Vi sono prove crescenti che i bloccanti degli acidi e gli agenti sulla motilità come metoclopramide non siano efficaci nel GER fisiologico. Sequele a lungo termine del Ger infantile sono rare e vi sono scarse evidenze che il blocco acido riduca tali sequele. L’imaging radiografico di routine della funzionalità del tratto gastrointestinale superiore per porre diagnosi di Ger o di malattia da reflusso gastroesofageo (Gerd) non è giustificato. I genitori devono essere informati che il Ger è normale nei bambini. Solo il Ger che risulta associato a scarsa crescita o a sintomi respiratori significativi dovrebbe essere ulteriormente valutato.
4) Evitare l’uso di colture di “sorveglianza” per lo screening e il trattamento di una batteriuria asintomatica. Vi sono minime prove che le colture di sorveglianza delle urine o il trattamento di una batteriuria asintomatica apportino benefici. Le colture di sorveglianza sono costose e producono sia falsi positivi sia falsi negativi. Il trattamento di una batteriuria asintomatica aumenta anche l’esposizione agli antibiotici, che costituisce un fattore di rischio per successive infezioni con un organismo resistente. Ciò risulta anche in un uso eccessivo di antibiotici nella comunità e può anche portare a imaging non necessario.
5) Il monitoraggio domiciliare di apnea infantile per evitare la sindrome della morte improvvisa del lattante (Sids) non dovrebbe essere utilizzato di routine. Non vi sono prove che l’uso di monitor domiciliari di apnea infantile riducano l’incidenza di Sids; tuttavia potrebbero essere strumenti validi in bambini selezionati a rischio di apnea o di eventi cardiovascolari dopo la dimissione ospedaliera, ma non dovrebbero essere utilizzati di routine. (Arturo Zenorini da fonte Doctor33) (foto: pediatria)

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