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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 301

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2013

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Anche la Città Metropolitana di Roma Capitale parteciperà al ‘bando periferie 2016’

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

virginia raggi5La sindaca Virginia Raggi ha firmato il relativo decreto. I progetti che sono stati presentati in favore della riqualificazione delle periferie riguardano un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro che saranno destinati ai quadranti Ovest e Nord Est
della stessa Città Metropolitana. In particolare, è previsto che i progetti vagliati siano implementati senza ulteriore consumo di suolo, riqualificando l’esistente, dopo anni di politica scellerata sul territorio. Le somme degli interventi previsti sono state divise equamente fra il territorio della Capitale ed il territorio dei comuni di Pomezia, Fiumicino, Anguillara Sabazia, Monterotondo, Fonte Nuova, Tivoli e Guidonia Montecelio, restituendo così valore alle periferie urbane strettamente connesse con i
territori dei comuni facenti parte della prima cintura. La sindaca Virginia Raggi nel mese di luglio ha personalmente sollecitato i
Comuni del territorio della Città metropolitana di Roma Capitale avendo un ampio riscontro. Circa la metà dei Comuni ha risposto all’invito presentando diverse proposte progettuali per circa 160 milioni di euro, cifra ampiamente al di sopra del limite massimo di 40 milioni di euro finanziabili, previsti dal bando. “A nome mio e dell’intera Amministrazione va un sentito ringraziamento agli
uffici della Città Metropolitana di Roma Capitale – afferma Virginia Raggi – e agli uffici dei circa 60 Comuni che hanno risposto all’invito di presentare progetti da inserire nella proposta, in quanto hanno lavorato con impegno, abnegazione e costanza, anche durante il periodo estivo. Ai Comuni e i dipartimenti della Città Metropolitana di Roma Capitale che, solo per limiti finanziari, non sono stati inseriti nella presente domanda di finanziamento, voglio comunicare che ho dato mandato agli uffici amministrativi di monitorare l’uscita di bandi regionali, nazionali e comunitari affinché, qualora ve ne fosse l’occasione, la progettualità presentata possa avere la possibilità di partecipare”. “Oggi la Città metropolitana di Roma Capitale e i Comuni presentiall’interno del suo territorio – conclude Virginia Raggi – hanno dimostrato di cosa siano realmente capaci. Con questi progetti, uniti alla domanda di
finanziamento di Roma Capitale, abbiamo inviato un segnale morto forte, con l’auspicio di ricevere dal Governo una risposta altrettanto importante. Ne hanno bisogno tutti cittadini di Roma e della Città metropolitana di Roma Capitale”.

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Il sistema bancario sempre in bilico

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

banca mondialeDopo le grandi agitazioni nel mondo bancario internazionale provocate dagli stress test, le vacanze estive sembra abbiano creato un’ovattata atmosfera di apparente tranquillità. Ma, osservando con più attenzione i processi finanziari in corso, l’emergenza resta sempre dietro l’angolo.
Non solo per quanto riguarda il futuro della MPS, della Veneto Banca e di altre banche in Italia.
Negli Usa, per esempio, la componente repubblicana del Comitato per i Servizi Finanziari della Camera dei Deputati ha recentemente presentato un dossier sul coinvolgimento della grande banca inglese, la Hong Kong Shanghai Bank Corporation (HSBC), nel riciclaggio dei soldi provenienti dal traffico di droga operato dal cartello messicano di Sinaloa e da quello colombiano del Norte del Valle.
Sono stati documentati ben 881 milioni di dollari “lavati” dai narcotrafficanti nel sistema bancario americano. Quella emersa e documentata dalle indagini in realtà è solo una piccola parte dell’enorme business che si è sviluppato, in modo incontrastato, per anni.Durante le indagini, iniziate nel 2013, la HSBC aveva ammesso il crimine e accettato di pagare una multa di circa 2 miliardi di dollari. Il rapporto accusa in particolare il Dipartimento di Giustizia americano di avere bloccato il processo contro la banca, anche su pressione della Financial Services Authority, l’equivalente inglese della Consob, in quanto “ esso avrebbe potuto avere serie conseguenze per il sistema finanziario”.
E’ un’accusa molto forte che la dice lunga sull’opacità di certe operazioni fatte da importanti attori del sistema bancario americano e inglese. Soprattutto sulla capacità delle ‘too big to fail’ di influenzare le decisioni delle istituzioni finanziarie di controllo e addirittura di quelle dei governi. L’opacità naturalmente si estende anche a molte altre operazioni finanziarie e ai bilanci delle banche che spesso non riflettono il loro vero stato di salute. Nonostante gli stress test.
Anche in Europa sono in corso alcune complesse operazioni bancarie, in particolare in Germania. All’inizio di agosto l’indice borsistico europeo Stoxx Europe 50 ha rimosso dal suo listino la Deutsche Bank e il Credit Suisse per evitare che il livello dell’indice fosse influenzato negativamente dalle continue perdite di valore delle azioni delle suddette banche.
Attraverso le pagine del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, Martin Hellwig, un importante economista dell’istituto tedesco di ricerca Max Planck, ha addirittura ventilato l’ipotesi della necessità di una nazionalizzazione della Deutsche Bank che si troverebbe in “una crisi peggiore di quella del 2008”. Il bail in, con la partecipazione di azionisti e obbligazionisti nella copertura delle perdite della banca, non sarebbe sufficiente a salvarla.
Da parte sua il Fmi ha recentemente dichiarato che la DB “presenta grandi rischi ” per l’intero sistema bancario. Infatti essa sarebbe grandemente indebitata e pericolosamente sotto capitalizzata.
La DB è anche in continuo conflitto con l’agenzia americana Commodity Futures Trading Commission (CFTC), che controlla il mercato dei derivati, in quanto non esporrebbe in modo chiaro la vera situazione delle sue operazioni in derivati finanziari otc, “compromettendo la capacità di valutare i potenziali rischi sistemici del mercato dei derivati”.
Da ultimo anche la Banca del Regolamenti Internazionali e l’International Organization of Securities Commissions (IOSCO), che coordina gli enti di vigilanza dei mercati finanziari a livello mondiale, affermano che persino le Central Counterparty Clearing (CCP), cioè le “casse di compensazione” che dovrebbero garantire le parti coinvolte nei contratti in derivati, non sarebbero in grado di far fronte ai loro compiti per mancanza di fondi.
Al riguardo non è un caso che la stabilità delle casse di compensazioni e i rischi derivanti dalla speculazione finanziaria siano stati posti, su iniziativa della Cina e dell’India, nell’agenda del G20 che si terrà nella città cinese di Hangzhou all’inizio di settembre. Ciò dovrebbe essere di monito anche in Europa per far sì che il sistema bancario e i derivati non siano lasciati in balia del “fai da te“ del mercato. Senza ulteriori indugi essi dovrebbero essere sottoposti ad una stringente e profonda revisione da parte dei governi che dovrebbero ovviamente mirarli più al credito produttivo che agli interessi della speculazione finanziaria.
(Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Terremoto, Anaao: in edilizia sanitaria governo privilegi adeguamenti antisismici

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

ospedale«Non è più sufficiente parlare di ammodernamento in modo generico. Se lo stato investe in edilizia sanitaria, voce per la quale purtroppo l’afflusso di risorse è altalenante, il legislatore deve indicare i singoli capitoli dove si deve “ammodernare” e le regioni devono darsi delle priorità di spesa. A nostro avviso il rischio sismico è la priorità assoluta come testimonia l’inagibilità dell’Ospedale di Amatrice». Costantino Troise segretario Anaao Assomed lancia una riflessione a 48 ore dal rovinoso terremoto che tra Marche e Lazio ha fatto oltre 240 vittime. Nel comunicato in cui invita gli iscritti a devolvere un’ora di lavoro per le popolazioni terremotate, Troise sottolinea come, superata la fase di emergenza, si debba provvedere alla messa in sicurezza delle strutture ospedaliere «chiamate a rispondere alle necessità delle popolazioni in momenti di urgenza e di massimo bisogno. Occorre un piano straordinario di investimenti che metta in sicurezza sismica gli ospedali per impedire che vengano a mancare, proprio quando sono più necessari».Troise non mette in discussione l’impegno dei governi nell’edilizia sanitaria. La Finanziaria 2008 stanziò 3 miliardi di euro per ammodernare le strutture e costruire nuovi ospedali, quella del 2015 ha promosso un investimento da 3,3 miliardi sul Fondo edilizia sanitaria, poi però decurtato di 600 milioni per il 2016 e 900 per il 2017. A fronte di tali sforzi, arrivano notizie come quella relativa all’ospedale di Amatrice per il quale non erano stati spesi gli ultimi 2 milioni stanziati. «Non è in discussione l’impegno dello stato – premette Troise – ma “ammodernamento” può significare: ascensori nuovi, una mano di bianco, aria condizionata. Invece, in un paese che vive una catastrofe ogni 5 anni, deve significare prioritariamente adeguamento antisismico. La commissione d’inchiesta parlamentare del 2009 guidata da Ignazio Marino, ricordo, segnala a grande rischio con una scossa di 6,5 gradi Richter il 70% delle strutture presenti in Italia, ma se la scossa scendesse intorno ai 6 gradi Richter, resta a rischio il 60% degli ospedali. Si reindirizzino dunque gli investimenti nell’edilizia sanitaria e scolastica. Le Regioni dovrebbero inoltre decidere modalità e priorità, posto l’obbligo principale di mettere in sicurezza le strutture».
E se i soldi non bastassero? «I Democratici Usa affermano che spesso una ripresa parte da investimenti pubblici: se ciò è vero non si abbia paura in Italia a chiedere flessibilità all’Unione Europea per gli investimenti rivolti a salvare vite umane». Anaao è impegnata anche sul fronte della solidarietà alle popolazioni terremotate e chiama i propri iscritti e tutti i medici e i dirigenti sanitari del Ssn a devolvere 1 ora di lavoro come avvenuto in passato: è sufficiente l’autorizzazione del singolo alla struttura a togliere un’ora di lavoro dagli emolumenti e a devolverla al netto degli oneri riflessi. «Occorreva lanciare un segnale da parte di una categoria bistrattata – dice Troise – ma che di fronte a queste tristi ricorrenze non si tira mai indietro». (Mauro Miserendino – fonte Doctor33)

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Sul dopo terremoto Renzi si gioca tutto

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

matteo renziNon c’è niente di peggio, di fronte ad una catastrofe che provoca centinaia di morti e feriti, dello spargimento a piene mani della retorica buonista, dell’uso commerciale delle belle parole – che di solito partono dalle lacrime di commozione e dal plauso per i gesti altruistici dei soccorritori, professionisti o ancor meglio volontari che siano, per poi sfociare inesorabilmente nell’esecrazione, nello sdegno e nella denuncia senza risparmio di responsabilità – e dell’ipocrisia di cui grondano gli impegni solenni. Persino il repentino gesto di riporre le armi della polemica politica stride alle nostre orecchie (pur inclini alle larghe intese), perché un conto è che il “teniamoci stretti, stiamo uniti” venga pronunciato da chi, come il Capo dello Stato, è custode (sempre) dell’unità del Paese, e un altro è che ne faccia uso chi sulla delegittimazione senza scrupoli degli avversari ci ha sempre campato.Anche in questa drammatica occasione, purtroppo, non ci siamo fatti mancare nulla di tutto questo. Sì, è vero, Renzi non ha esagerato (a parte la logorrea della conferenza stampa post Consiglio dei ministri), per come è fatto. Ma non basta. Sono troppi e troppo brucianti i precedenti di impegni presi e non mantenuti – quelli specifici di fronte a terremoti e alluvioni, e quelli generali, per il miglioramento del Paese – per non nutrire un sano e comprensibile scetticismo verso quel “non lasceremo solo nessuno” che fa così tanto pendant con quel “l’Italia è ripartita” che qualcuno comincia a pensare che porti pure rogna (altro che i gufi), oltre che gridare vendetta al cospetto della “crescita zero”. Ora contano i fatti: la capacità di coordinare i soccorsi e dare una risposta concreta alle attese e ai bisogni più immediati, e le decisioni da prendere per il futuro delle zone terremotate e più in generale per prevenire i disastri evitabili (frane e alluvioni lo sono largamente) e per impedire le conseguenze più pesanti di situazioni naturali contro cui l’uomo non può nulla, come i terremoti. Il precedente dell’Aquila è lì che grida ancora vendetta: dopo sette lunghi anni, i soldi spesi, a parte i 4 miliardi usati inizialmente per i soccorsi, non arrivano ad un terzo di quelli stanziati (6,9 miliardi su oltre 21). È brutto far di conto in circostanze come questa, ma è necessario: a spanne, considerato il bacino di paesi toccati dalle varie scosse telluriche, siamo vicini ad un costo di 3 miliardi. Più tutto quello che verrà dopo (se, al contrario di quanto è successo in Abruzzo, un dopo verrà).Dunque, le cose da fare subito sono almeno sei, di cui quattro finalizzate alla fase emergenziale. La prima: stanziare le risorse immediate e future, e porre in sede Ue la loro deducibilità dal conteggio del deficit (questa è flessibilità buona, non quella che pretende di far ripartire l’economia distribuendo euro sperando si trasformino in consumi). Quanto scritto al riguardo da Antonio Polito sul Corriere della Sera è totalmente condivisibile. La seconda: concentrare le risorse in un unico soggetto spenditore. La terza: decidere senza tentennamenti quale piano di ricostruzione attuare (far rinascere i paesi dov’erano, che a nostro avviso sarebbe la cosa migliore, o crearli ex novo altrove?). La quarta: rimuovere tutti i vincoli burocratici alla spesa, in modo da evitare le attuali asimmetrie tra stanziato, erogato e speso.Oltre a questo vanno fatte altre due cose più “strutturali”. Una è adottare subito le norme, da inserire nella legge di Stabilità – molte proposte giacciono in parlamento da tempo immemorabile, e Brunetta ne ha appena riproposta una – per introdurre l’assicurazione obbligatoria sugli edifici, privati e pubblici, dando alla Consap il compito e i fondi per la cosiddetta “catastrofale”. L’Italia è un territorio ad alto rischio, in cui oltre il 45% dei Comuni è posizionato in zone soggette a disastri naturali, e in cui i danni provocati da calamità sono ammontati a centinaia di miliardi. Eppure siamo uno dei pochi paesi dove a “coprire” – male, peraltro – è solo lo Stato: che si tratti di interruzione di strade, di crolli del patrimonio artistico o di danneggiamenti a case private ed edifici pubblici, a pagare i costi è sempre e solo il Tesoro (che deve far fronte sia alla ricostruzione materiale sia al risarcimento dei singoli) e quindi alla fin fine i contribuenti, sotto forma di tasse o carico del debito pubblico. Altrove, invece, vige un sistema misto di collaborazione tra pubblico e privato, con un’assicurazione contro le calamità obbligatoria o semi-obbligatoria e i danni privati che vengono coperti dalle compagnie di assicurazione, mentre lo Stato interviene solo nel caso di un evento catastrofale di dimensioni davvero eccezionali. Alla Consap potrà essere dato il compito di offrire alle assicurazioni – direttamente o affidandosi a grandi gruppi del “re-insurance” specializzati in questo tipo di polizze, selezionate da broker – la possibilità di riassicurarsi a un tasso fisso. A queste stesse compagnie, peraltro, lo Stato potrà a sua volta trasferire una parte dei suoi rischi (quelli che coprono la ricostruzione di strade ed opere pubbliche) assicurandosi a loro volta.L’effetto di una “responsabilità civile disastri” sarà di indurre i proprietari a pretendere dai costruttori edifici a norma, che altrimenti non potranno essere assicurati. E qui veniamo all’altra cosa da fare: stilare un piano straordinario per la messa in sicurezza sismica degli edifici nelle zone a più alto rischio, secondo la tecnica “retrofit” messa a punto dall’ingegneria sismica e già sperimentata altrove (Giappone ma non solo), per la bonifica idrogeologica del territorio e la messa in sicurezza e migliore utilizzo pubblico dei beni artistici e monumentali. Qualcuno ha calcolato che dovremmo spendere almeno 5 miliardi all’anno per vent’anni. Forse non basteranno, e comunque sarebbe meglio spenderne 10 per 10 anni. E anche questo, ancor più degli interventi diretti alle zone terremotate, dovrà essere oggetto di accordi in sede europea. Anche perché la prevenzione dei disastri ambientali è tema che riguarda tutti i paesi Ue, nessuno escluso, e merita un “piano Junker” ad hoc. Ma non c’è dubbio che questa questione sia la vera sfida con cui chiunque voglia modernizzare il Paese dovrà misurarsi.Dunque, niente manfrine. Renzi, che credeva erroneamente di dover misurare se stesso e il suo governo sulle riforme costituzionali – su questo gli suggeriamo di riflettere sul consiglio, cancellare il referendum, che gli ha dato il premio Nobel Stiglitz, ma avremo modo di parlarne prossimamente – e ha da poco capito, con grave ritardo, che invece gli italiani lo giudicano dai risultati ottenuti in economia, ora è di fronte ad un nuovo metro di misura, che rappresenta nello stesso tempo una grande opportunità e un grave pericolo. Se riuscirà a fare in centro Italia quello che nel 1976 fu fatto in Friuli, trovando l’equivalente di quello che allora fu il commissario Giuseppe Zamberletti, avrà colto l’opportunità capace persino di far dimenticare la crescita zero e le palle raccontate sulla grande ripresa. Se invece ripeterà il copione dei film già visti in tante altre circostanze, non gli sarà perdonato nulla. Ma proprio nulla. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it

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XX edizione del Festival Quartieri dell’Arte

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

Free BachalesViterbo domenica 4 settembre a Viterbo la XX edizione del Festival Quartieri dell’Arte. Il direttore artistico Gian Maria Cervo e il co-direttore Alberto Bassetti annunciano il calendario teatrale completo. 10 i paesi coinvolti: Belgio, Germania, Italia, Norvegia, Russia, Spagna, Uk – Regno Unito e Ungheria. Più di 60 spettacoli. 11 prime mondiali. Ci sarò non ci essendo come ci sarò essendoci, è il titolo del ciclo che si chiude con questo ventennale, fondato sulla comparazione degli orientamenti politecnici e polivocali del teatro rinascimentale con le istanze del teatro contemporaneo. Apre La Fura dels Baus con una nuova edizione di “Free Bach 212”, innesto spettacolare tra drammaturgia contemporanea, concerto e bier fest. Allestimento site-specific nella ex-Chiesa di Santa Maria delle Fortezze, il luogo che anticamente accoglieva le fiere della Città di Viterbo.
Venerdì 9 settembre (con replica sabato 10 e domenica 11) viene proposta in prima mondiale – con doppia versione italiana e norvegese e la coproduzione del Teatro Nazionale di Oslo – l’opera “Det er Ales”, del grande drammaturgo norvegese Jon Fosse, introdotto per la prima volta in Italia nel 2001 proprio da QDA. Fra gli altri importanti debutti, “Pericle, principe di Tiro” (mercoledì 7 settembre) con la regia di Lorenzo D’Amico de Carvalho, nei luoghi di Goffredo da Viterbo, fonte del testo shakespeariano, e “Il colore del sole” (sabato 24 e domenica 25 settembre) dal romanzo su Caravaggio di Andrea Camilleri adattato per il palcoscenico da Gian Maria Cervo per la regia di Franco Eco. L’opera racconta, tra passato e presente, le vicende di Caravaggio in fuga da Malta e lo stesso Camilleri è uno dei personaggi, coinvolto in una serie di misteri via via più fitti e inquietanti.
Nelle officine del Festival sono in via di evoluzione le opere “Il tempo libero” (sabato 1 e domenica 2 ottobre) di Gian Maria Cervo e dei fratelli Presnyakov, e “Narcissus” di Alberto Bassetti, James MakkoxBidgood, Michel Marc Bouchard, Gian Maria Cervo, Chris Goode, Antonio Ianniello e Anna Romano.
Un programma all’insegna della contaminazione e della polivocalità nelle arti, che affianca grandi artisti internazionali a giovani emergenti o all’inizio della loro carriera, dando vita a un ibrido straordinario tra festa laboratorio e spettacolo, capace di attrarre un pubblico sempre crescente.
La locandina 2016 è stata realizzata da Makkox, alias del celebre fumettista e blogger Marco Dambrosio (Gazebo, Rai Tre)
The Masque of Beauty: Fashion for Theatre è fra le più curiose novità di quest’anno, a cura di Yuliya Galycheva, Giuseppe Giulio e Leila Tavi. Si tratta di una proposta articolata in 8 eventi, che associa il percorso creativo di brand, stilisti e artisti europei a quello degli eccezionali interpreti e autori del teatro internazionale contemporaneo coinvolti nel festival, dalla Fura a Andrea Camilleri. Fashion designers: Serge Bensimon, Edithmarcel, Anton Giulio Grande, La Metamorphose di Nadia Dzyak ed Ewa Gawkowska, Olga Sholoh, Alberto Terranova, Róbert Vrzala, Alessandro Vulcano. Special guests, il collezionista e creative designer Giano del Bufalo, e lo chef stellato Salvatore Tassa che, insieme alle creazioni di Anton Giulio Grande saranno fra i protagonisti di Ristorante Bosch, evento speciale ispirato all’opera del pittore olandese (sabato 8 e domenica 9 ottobre).
Il progetto Shakespeare Lives, in collaborazione con il British Council celebra i 400 anni dalla morte di PericleWilliam Shakespeare con allestimenti di testi del Bardo associati alla messa in scena di eleganti riscritture; Hybrid Plays – A Cultural Translation Project, in collaborazione con Allianz Kulturstiftung di Berlino propone l’incontro drammaturgico tra autori senior e junior di diversa nazionalità; il progetto Carlo Vincenti celebra il grande pittore viterbese a 70 anni dalla sua nascita e quasi a 40 dalla morte.
Grazie all’apporto del progetto EU Collective Plays! co-finanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea, Quartieri dell’Arte diventa centro di eccellenza per la produzione di opere collettive e polivocali. Partner di QDA nel progetto: la Fura dels Baus, la FOPSIM di Malta, la KHIO di Oslo, Prime Cut Productions di Belfast, Forteresse di Bruxelles, il Teatro Reale di Zetski Dom del Montenegro e gli italiani di Gramigna.
In questo percorso di crescita costante è vitale consolidare ulteriormente il rapporto con le istituzioni che da molti anni sostengono Quartieri dell’Arte: il Mibact che già lo scorso anno ha incrementato il supporto al Festival, la Regione Lazio che per molti anni è stato il principale sostenitore di QdA, i Comuni di Viterbo e Vitorchiano, la Fondazione Carivit (foto: Free Bach, Makkox, Pericle, ales)

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Buona Scuola: il potenziamento è un enorme buco nell’acqua

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

scuolaL’assegnazione dei posti in base alle esigenze di organico ha il fine primario di “piazzare” i soprannumerari, senza tenere conto delle cattedre indicate dal collegio dei docenti, ma in molti istituti si sta producendo il risultato dell’indisponibilità di un sostituto del dirigente. Perché per legge deve essere della stessa disciplina. E se non scatta l’esonero dei vicari è un bel problema, perchè le sole 200 assunzioni di nuovi dirigenti scolastici, gli idonei residui dell’ultimo concorso del 2011, lasceranno comunque oltre mille, forse 2mila, scuole in reggenza. Solo che i vicari sono figure fondamentali, perchè tanti dirigenti scolastici da settembre 2016 saranno costretti a gestire più istituti, con anche dieci e più plessi. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il Miur si sta ‘incartando’, perchè si stanno determinando problemi sistematici di mancata coincidenza tra gli insegnamenti chiesti dalle scuole e i docenti mandati dall’ufficio scolastico che non solo sono solo privi di abilitazione specifica ma ora nemmeno più affini alle discipline indicate dal Collegio dei Docenti. Cosa se ne fa una scuola di un docente di stenodattilografia se ha chiesto un esperto per potenziare il laboratorio di chimica? Oltre a produrre un danno evidente ad alunni e progettualità d’istituto, ora si mettono in difficoltà pure i vicari dei presidi che svolgono un lavoro troppo importante e delicato, oltre che malpagato. Negare loro pure l’esonero dalle lezioni sarebbe assurdo.

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Real Estate USA: vendite in diminuzione e prezzi in aumento

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

home salesNonostante le alte temperature di luglio, le vendite immobiliari si sono “raffreddate” dopo giugno. Le vendite di luglio sono crollate in ben 49 delle 53 città americane analizzate dell’8,8% a luglio e del 13,1% da giugno. Negli ultimi sette anni, la media della diminuzione da giugno a luglio è stata di 8,2%. Il prezzo di vendita mediano è calato leggermente da giugno a $225.000, più basso del 3% rispetto a giugno e del 16,6% rispetto all’anno scorso. Nel frattempo, i giorni medi sul mercato sono scesi a 53, un giorno in meno rispetto alla media registrata a giugno e quattro giorni in meno rispetto all’anno scorso. “Dopo un aumento delle vendite immobiliari in giugno, è piuttosto comune che nel mese di luglio vengano registrate delle diminuzioni. Questo è uno scenario che vediamo spesso a livello nazionale. Certamente un mese non fa la differenza e abbiamo davanti a noi ancora un paio di mesi di stagione nella quale la vendita di case è ottima. Inoltre è importante fare attenzione, di anno in anno, all’aumento moderato dei prezzi il quale è in linea con le medie storiche”, dichiara Dave Liniger, RE/MAX AD, Presidente del consiglio di amministrazione e Co-fondatore.“Unatransazioni concluse delle cose più importanti per i clienti è capire come viene “regionalizzato” il mercato immobiliare. Coloro sulla costa ovest sono stati felici delle loro alte valutazioni immobiliari, ma i possessori di case nel nord est e mid ovest sono stati sorpresi dai bassi valori degli immobili. Se i venditori di case tenessero un occhio sulle vendite locali, avrebbero meno sorprese negative nel momento della vendita e non rimarrebbero delusi dalle basse stime” ha aggiunto Bob Walters, Chief Economist Quicken Loans.Nelle 53 aree metropolitane coinvolte nell’indagine condotta da RE/MAX a luglio, il numero degli immobili venduti è sceso dell’8,8% rispetto allo scorso anno, ed è stato inoltre del 13,1% minore rispetto al mese di giugno. Negli ultimi sette anni, la media del calo da giugno a luglio è stata di 8,2%. Nonostante il trend, quattro aree analizzate hanno registrato vendite maggiori rispetto all’anno scorso, tra cui Providence, RI +3,7%, Boise, ID +2,1%, Raleigh-Durham, NC prezzo mediano di vendita+1,4%, e Albuquerque, NM +0,2%.
A luglio, il prezzo mediano di vendita degli immobili venduti nelle 53 aree analizzate è stato di $225.000, minore dell’1,3% rispetto a giugno e maggiore del 4,7% rispetto al prezzo mediano del mese di luglio 2015. Luglio è stato il 53esimo mese consecutivo senza un calo del prezzo mediano dall’anno scorso.
A luglio la media dei giorni sul mercato delle case vendute è stata di 53 giorni, un giorno in meno rispetto alla media di 54 registrata a giugno 2016 e giugno 2015. Giugno e diventa il 40esimo mese consecutivo con una media di circa 80 giorni sul mercato.
offerta case in venditaNei quattro mercati con la più bassa offerta di immobili, Seattle, Denver, San Francisco e Omaha, i giorni sul mercato sono stati rispettivamente 21, 23, 24 e 24. Quelli più alti invece, si sono registrati ad Augusta, ME con 130 (142 in meno rispetto a giugno) e a Des Moines, IA con 90. I giorni sul mercato sono il numero medio di giorni che intercorre dalla presa dell’incarico alla firma del contratto.Il numero degli immobili in vendita a maggio è stato del 3,0% inferiore rispetto a giugno e del 16,6% inferiore rispetto ad luglio 2015. Basata sul tasso di immobili in vendita a luglio, l’offerta mensile di immobili è stata di 3.5, dato più o meno identico all’anno scorso (3.2) e al mese di giugno di quest’anno (3.9). Un’offerta di immobili a 6.0 rappresenta un mercato in equilibrio tra acquirenti e venditori. Il numero delle città con un’offerta inferiore a 2.0 è cresciuta in modo significante. Si sono registrate 5 metropoli sotto il 2.0 che dovrebbero rimanere stabili, in diminuzione dagli 8 di giugno. In queste città troviamo Denver, CO 1.4, Seattle, WA 1.4, San Francisco, CA 1.5, Portland, OR 1.8 e Omaha, NE 1.9. (foto: home sales, transazioni concluse, prezzo mediano di vendita, offerta case in vendita)

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UNICEF: in Grecia bloccati quasi 27.500 bambini rifugiati e migranti

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

cartina-grecia-centrale-atticaIn Grecia ci sono quasi 27.500 i bambini migranti e rifugiati bloccati ed il numero continua ad aumentare. I minori non accompagnati sono almeno 2.250, ma solo un terzo vive in alloggi formali. Secondo l’UNICEF, con l’improvviso aumento degli arrivi, centinaia di bambini rifugiati e migranti sono bloccati in Grecia con gravi esigenze che riguardano l’istruzione e la protezione. Sono arrivate più persone nelle prime tre settimane di agosto che in tutto luglio 2016: 1.920 a luglio; 2.289 al 24 agosto. Questo nuovo afflusso arriva in un momento in cui la Grecia sta lottando per far fronte a un sistema di welfare in difficoltà a causa della crisi economica in atto, lasciando bambini rifugiati e migranti di fronte ad una doppia crisi. In totale, i bambini rappresentano circa il 40% della attuale popolazione bloccata. “In Grecia c’è una reale percezione che le famiglie di rifugiati siano sempre costrette ad una lunga attesa – aspettano che la loro richiesta di asilo sia giudicata, che sia presa una decisione in merito al loro trasferimento in altri paesi Europei, che i bambini possano ricevere una corretta istruzione e campi da gioco, che possano avere un alloggio adeguato, sono semplicemente in attesa di sapere quale sarà il loro futuro”, ha detto Laurent Chapuis, coordinatore UNICEF per la risposta alla crisi dei rifugiati e dei migranti in Grecia. Per i bambini questa attesa è un’eternità – molti provengono da paesi lacerati da conflitti come Siria, Afghanistan e Iraq hanno perso tutto, compreso l’accesso all’istruzione e anni di scolarizzazione e sono ancora una volta “sospesi”. “L’istruzione è uno dei più efficaci modi per proteggere i bambini da ogni forma di violenza”, ha aggiunto Chapuis. “Questo significa che tutti noi dobbiamo unire le forze per aumentare gli sforzi del governo per fare ritornare i bambini a scuola a settembre.”Recenti rapporti su abusi sessuali, violenza e abbandono sono un’indicazione delle condizioni di vita inadeguate e di meccanismi di protezione dell’infanzia indeboliti. Un welfare pubblico messo a dura prova ha anche aggravato i rischi per i bambini rifugiati e migranti. Nonostante i continui sforzi del governo e dei partner, rimane alto il bisogno di alloggi temporanei, servizi di protezione dell’infanzia e scolastici. Dare ai bambini un’istruzione è una priorità fondamentale per l’UNICEF e i suoi partner in Grecia, soprattutto alla luce delle recenti notizie di bambini a rischio. L’UNICEF ha sostenuto le attività ricreative e di apprendimento per i bambini rifugiati nel campo di Skaramangas, nei pressi di Atene, con l’ONG Piraeus Open School for Immigrants, oltre a fornire 11 aule container. I programmi di istruzione dell’UNICEF si stanno ampliando ad altri campi oltre Attica, per raggiungere almeno 5.000 bambini entro la fine dell’anno; prosegue il lavoro con il Ministero dell’Istruzione per aiutare a integrare i bambini rifugiati nel sistema di istruzione greco.

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La Natura e l’uomo

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

L'uomo cosmico_72dpiAncora una volta Madre Natura impone all’uomo la sua indiscutibile superiorità che mortifica le presunzioni e condiziona le scelte umane che l’uomo realizza per tornaconto personale di pochi personaggi collusi tra di loro, alla ricerca esasperata di benefit, come se l’acquisizione di taluni privilegi, a danno della collettività, potessero durate in eterno. L’evoluzione della Storia vorrebbe collocare l’uomo al centro del proprio mondo, malauguratamente però, la posizione centralistica viene regolarmente usurpata da perniciosi personaggi che cercano l’accaparramento del potere e con esso insulse ricchezze, destinate a durare il breve spazio di una vita; dietro l’angolo c’è la fine, che arriva senza alcuna ipotesi di rinvio, e cancella le velleità.
Vogliamo illuderci che l’animale “Uomo”, faccia parte integrante della Natura, ma si tratta di una pia illusione; al più l’uomo è il diretto nemico della Natura, vuoi per presunzione, vuoi per congenita viltà, vuoi per avidità di possedere ciò che appartiene alla Natura.La Natura non si difende dall’uomo, anche se spesso reagisce alle malefatte umane, perché non lo tiene neanche nella più miserabile attenzione, mentre questo maldestro animale (non domestico) si è convinto di essere superiore alla Natura, di poterla uccidere, o, in un momento di generosità, anche salvarla; così la Natura reagisce ai torti che è costretta a subire, allora sono dolori.Tutte le specie viventi nascono, crescono, si sviluppano e muoiono, ma anche scompaiono dall’elenco degli esseri viventi. Qualche milione di anni addietro l’uomo non c’era, ma c’erano i dinosauri; scomparsi i dinosauri, sembra a causa della collisione con un corpo celeste, dopo altri milioni di anni è apparso l’uomo, e non so bene se il pianeta ci abbia guadagnato.
Fra qualche altro migliaio di anni (o anche molto meno se continua quest’andazzo nucleare) non ci sarà più la specie umana e si preparerà una successione con altre specie. I danni provocati dall’uomo diventeranno oggetto di terapia intensiva da parte della stessa Natura, che correggerà gli errori e curerà se stessa, per ricominciare un ciclo che già deve essersi verificato molte volte nell’arco dei 14 miliardi di anni che si separano dal Big Ben.A cosa serve dire tutto ciò?
Serve solamente a identificare la pochezza dell’essere umano e la gigantesca presunzione che lo anima, ritenendosi l’alfa e l’omega dell’universo, mentre non è che un pulviscolo insignificante in un immenso deserto.
Ancora un terremoto ha ferito una larga parte del Centro Italia, ma dobbiamo chiederci se abbia colpito anche le coscienze !
In un precedente disastro sismico, ci furono (cosiddetti) “uomini” che se la ridevano al pensiero di un rapido accaparramento di lavori urgenti sui quali avrebbero lucrato, non considerando che si sarebbe trattato di un lucro sulla pelle di propri simili che avevano subito la sventura di trovarsi nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. Non sappiamo se già altri personaggi se la ridono in attesa di congrui lavori, ma c’è poco da sperare, constatata l’avidità che tiene sotto rigido controllo molte delle attività, specialmente pubbliche. (Rosario Amico Roxas)

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28th August – 2nd September 2016: Interview opportunity with Professor Benedito Braga, President of World Water Council

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

stoccolma1Stockholm, Sweden: Sunday 28th August– Friday 2nd September 2016. Professor Benedito Braga, President of the World Water Council (WWC) will be available for one on one media interviews from the World Water Week in Stockholm, Sweden from Sunday 28th August to Friday 2nd September 2016.The World Water Council is a leading organization focusing on the political dimensions of water security, adaptation, and sustainability, working to position water at the top of the global political agenda. Its mission is to mobilize action at all levels by engaging people in debate and challenging conventional thinking.Some of topics that Professor Braga will be able to discuss with media representatives include: Climate Change and water security: Climate change is a daunting challenge that poses major risks to our economies, societies, and ecosystems. These risks include: damage to coastal infrastructure, shifting patterns of infectious diseases, and loss of food security. Responding to these risks and the impacts of climate variability requires measures to increase resilience and capacity to adapt to the impacts that occur, along with long term measures in the energy sector. The World Water Council advocates that the strong connection between climate change and water requires water to be included in the COP agenda, now missing.Disaster Risk Reduction (Prevention, Preparedness and Policy): Water infrastructure and management play a central role in reducing the risks of natural disasters. Water storage and infrastructure are vital to combating the effects of drought as well as flooding. Despite of the examples coming from developed countries in this area, natural disasters continue to impact the less developed world. Every year 100 to 200 million people are victims of floods, droughts and other water-related disasters.Growing cities, growing challenges: Cities are faced with critical drivers: population growth, changing consumption patterns and uncertain changes in climate variability. In concert these drivers could lead to reduced water security, increased flood vulnerability, and more degraded and stressed natural systems. However, as the pace of urbanization increases cities will continue to be at the forefront of economic growth, and will consequently draw ever-growing levels of investment in infrastructure and services. Now, and even more so in the future, cities will have to interact much more with the hydrological cycle to provide the water security essential for sustained economic prosperity.Financing water infrastructure: Economic development, finance, and investment are issues that are of keen interest to political audiences at all levels, from government ministers to local mayors. In the face of current challenges we are simply not doing nor investing enough. The World Water Council is committed to scaling up solutions, increasing investment, and adapting to more rapidly changing circumstances.
Water and food security: President Braga believes that agriculture has to follow the path of sustainability and not the one of immediate profitability. WWC calls for government policies and investments by the public and private sectors to ensure that crops, livestock and fish are sustainably produced in ways also aimed at safeguarding water resources. Such actions are essential in order to reduce poverty, increase incomes and ensure food security for many people living in rural and urban areas. Food and water security are inextricably linked. WWC believes that by developing local approaches and making the right investments, world leaders can ensure that there will sufficient water volume, quality and access to meet food security in 2050 and beyond. The essence of the challenge is to adopt programs that involve investments in longer-term returns, such as the rehabilitation of infrastructure.

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KLM ripristina i voli per Teheran

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

teheranA partire dal 30 ottobre 2016 KLM Royal Dutch Airlines ripristinerà i voli verso la capitale iraniana Teheran. Si tratta della 14a nuova destinazione di KLM nel 2016. Saranno operati quattro voli settimanali tra Schiphol e Teheran che andranno ad aggiungersi alla tratta Parigi-Teheran operata da Air France dal 16 aprile 2016 “KLM ha ulteriormente arricchito la sua rete con una nuova destinazione, la 14a ad essere stata aggiunta quest’anno. Ciò conferma che la nostra strategia sta iniziando a dare i suoi frutti: da un lato miglioriamo efficienza e produttività e dall’altro investiamo sulla crescita.” Pieter Elbers, Presidente e CEO di KLM
Dal 30 ottobre 2016, il volo KL0433 partirà da Amsterdam alle 17:40 il martedì, il giovedì, il venerdì e la domenica, con arrivo a Teheran alle 01:20 (ora locale). Il volo di ritorno, KL0434, partirà da Teheran alle 03:20 (ora locale), con arrivo ad Amsterdam alle 06:45. Il nuovo volo offrirà ottime coincidenze da tutti e sette gli aeroporti italiani serviti da KLM (Torino, Milano Linate, Venezia, Genova, Bologna, Firenze e Roma Fiumicino).I voli saranno operati con un Boeing 777-200. Grazie alle tre diverse classi di viaggio proposte a bordo, KLM sarà in grado di rispondere a tutte le esigenze dei passeggeri: 34 posti in World Business Class, 40 posti in Economy Comfort e 242 posti in Economy. I posti della classe Economy Comfort offrono 10 cm di spazio in più per le gambe e raddoppiano l’inclinazione dei sedili rispetto ai posti della classe Economy. I passeggeri della classe Economy Comfort possono inoltre usufruire dello sbarco prioritario.In passato, KLM ha operato voli verso Teheran dal luglio 1991 all’aprile 2013. Compresi i nuovi voli per Teheran, KLM offre ora 37 voli verso nove destinazioni in Medio Oriente.

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KLM inaugura due nuove destinazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

luandaDal 30 ottobre 2016 KLM Royal Dutch Airlines amplierà il suo network per l’Africa con l’introduzione della destinazione di Windhoek, in Namibia. Gli orari degli attuali tre voli per Luanda, in Angola, saranno leggermente modificati in modo da consentire il raggiungimento di Windhoek e il ritorno dopo una breve sosta.I voli per Luanda e Windhoek saranno effettuati con Airbus A330-200 dotato di 243 posti. Il volo KL0575 partirà il martedì, il venerdì e la domenica alle ore 22:45 da Amsterdam e arriverà a Luanda il giorno successivo alle ore 07:30 (ora locale). Alle ore 08:45 (ora locale) proseguirà il suo tragitto verso Windhoek, dove arriverà alle ore 12:15 (ora locale). Il volo di ritorno, KL0576, partirà il mercoledì, il sabato e il lunedì da Windhoek alle ore 17:40 (ora locale) e atterrerà a Luanda alle ore 19:15 (ora locale). Ripartirà quindi da Luanda alle ore 20:40 (ora locale) per raggiungere Amsterdam il giorno successivo alle ore 05:20. Il nuovo volo offrirà ottime coincidenze da tutti e sette gli aeroporti italiani serviti da KLM (Torino, Milano Linate, Venezia, Genova, Bologna, Firenze e Roma Fiumicino).“La solidità della nostra posizione in Europa ci consente di trovare regolarmente opportunità di consolidamento a livello internazionale”, ha dichiarato Pieter Elbers, CEO di KLM. “Dopo le new entry di quest’anno, Salt Lake City e Miami in USA, Colombo in Sri Lanka e Astana in Kazakistan, abbiamo aggiunto una nuova destinazione KLM in Africa. Offriamo ben 55 voli a settimana verso diverse destinazioni in Africa”.Windhoek è la dodicesima destinazione di KLM in Africa, dopo Luanda (Angola), Johannesburg e Città del Capo (Sudafrica), Nairobi (Kenya), Kilimangiaro e Dar es Salaam (Tanzania), Entebbe (Uganda), Kigali (Ruanda), Lagos (Nigeria), Accra (Ghana) e Il Cairo (Egitto). Insieme ai nostri partner, serviamo ben 56 destinazioni nel continente.

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Progetto città della prevenzione

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

Roma, 29 agosto 2016, ore 11 Fiera di Roma (Ingresso Nord, Via Portuense 1645/1647) Sala stampa ESC, parte da Ferrara il Progetto città della prevenzione. L’iniziativa sarà presentata al Congresso della European Society of Cardiology (ESC, European Society of Cardiology), che si svolge a Roma dal 27 al 31 agosto con la partecipazione di 35mila esperti, sarà presentato il progetto nazionale “Città della prevenzione” che parte a settembre da Ferrara e coinvolgerà numerosi comuni italiani. Si tratta del primo progetto al mondo per educare intere città a corretti stili di vitacon la partecipazione del prof. Roberto Ferrari, direttore della Cardiologia all’Università di Ferrara e past president ESC, del prof. Francesco Romeo, presidente Società Italiana di Cardiologia (SIC), e del prof. Francesco Cognetti, presidente Fondazione “Insieme contro il cancro”. In conferenza stampa saranno presentate anche le attività della Fondazione umanitaria European Heart for Children (EHC) che organizza missioni per operare bambini con cardiopatie congenite in Paesi in cui per loro non ci sono possibilità di cura.

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Da Camerino al Vietnam un filo diretto per la salute in nome di Carlo Urbani

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

DSCN0975Camerino Domenica 28 agosto, dalle ore 9, presso il Polo “Carla Lodovici”, prenderà il via uno specifico corso di quattro giornate in forma residenziale, fino a mercoledì 31, dedicato ad attività di formazione e aggiornamento e riservato a 12 Medici e Sanitari provenienti dal Vietnam.A aprire i lavori i saluti delle autorità con il presidente della Regione Luca Ceriscioli, il Rettore Unicam Flavio Corradini, il presidente Aicu Emilio Amadio e direttore Gianni Genga dell’Inrca. Tanti e qualificati i relatori in rappresentanza di Unicam, Aicu, Inrca, Msf, Istituto Mario Negri, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale che si alterneranno sui temi del diritto alla salute, sull’accesso ai farmaci essenziali, sull’evoluzione e il trattamento delle malattie endemiche e sulle malattie oncologiche. “Unicam – sottolinea il Rettore prof. Flavio Corradini – è costantemente impegnata a promuovere collaborazioni nel campo della ricerca, della didattica e della cultura con soggetti pubblici e privati che abbiano competenze nelle aree culturali presenti presso l’Ateneo. La sinergia con l’Aicu, di cui siamo molto orgogliosi e che ci riempie di soddisfazione, ci consente di attivare e rafforzare collaborazioni per lo svolgimento di tirocini, stage e attività formative, anche nel campo farmaceutico – sanitario e degli enti no-profit. Abbiamo dedicato alla figura di Carlo Urbani – prosegue il rettore Corradini – l’ultima cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico del nostro Ateneo, nel corso della quale è stato assegnato il Premio Carlo Urbani a due giovani e brillanti ricercatrici, di cui una dottoranda del nostro Ateneo. Con questo corso proseguiamo la collaborazione mettendo a disposizione le competenze dei nostri ricercatori in un settore così importante per la salute umana”. “Nell’ultimo triennio – spiega il presidente Aicu Emilio Amadio – ci siamo dati, tra gli altri, l’obiettivo di puntare maggiormente su corsi di formazione dedicati a personale sanitario proveniente da paesi in via di sviluppo. L’essere riusciti nell’intento è per noi motivo di grande soddisfazione per due ragioni. La prima è che la formazione di questo tipo è perfettamente coerente con i valori espressi da Carlo Urbani; rendere indipendente e artefice del proprio destino il personale sanitario locale, lo stesso Carlo diede per primo l’esempio, come sempre, organizzando nella nostra regione, a Fiastra (Mc), un convegno sulle Malattie Tropicali da lui diretto. La seconda ragione deriva dall’aver realizzato un corso come piacerebbe a Carlo, quindi, libero da condizionamenti e con tutta la serenità necessaria ad affrontare argomenti di politica sanitaria e di accesso ai farmaci essenziali, tutto questo con operatori sanitari del Vietnam, Paese molto caro a Urbani e alla sua famiglia”. “Il corso ha come obiettivo primario quello di rispondere ad alcune esigenze formative che ci sono state veicolate dalle controparti universitarie di Hanoi, di cui siamo venuti a conoscenza tramite Giuliana Chiorrini, moglie di Carlo Urbani” – spiega Claudio Pettinari, Prorettore Vicario Unicam – e vorremmo che questa opportunità di formazione in ambito medico e sanitario segnasse la prima tappa di una proficua e duratura collaborazione fra le università nei due paesi. Va segnalato che lo scorso giugno l’Università di Camerino ha vinto un Erasmus + per gli scambi di studenti e docenti tra Unicam e due università di Hanoi. E’ stato inoltre siglato un accordo per un double degree in Informatic: i primi due studenti sono arrivati lo scorso anno e sette ne arriveranno a settembre per cominciare il loro percorso di studio in Unicam”. “L’organizzazione di questo corso ha il merito di dare al personale sanitario vietnamita, che proviene da aree rurali piuttosto isolate e svantaggiate del paese, le conoscenze e gli strumenti necessari a svolgere al meglio il proprio lavoro medico – chiarisce Rosita Gabbianelli, delegata alla cooperazione inter-universitaria tra Europa ed Asia – ma non possiamo dimenticare la vicenda umana all’origine di questo percorso, l’esercizio di memoria nei confronti di Carlo Urbani, la cui dedizione verso la popolazione del Vietnam e il diritto alla salute in quel Paese hanno segnato la vita fino all’epilogo finale”. Il corso, organizzato anche in collaborazione con l’Inrca-Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, è strutturato in due parti; nei primi due giorni saranno trattati i temi della salute e delle politiche sanitarie globali, con uno sguardo alle sfide peculiari del Vietnam e ad alcune esperienze di ricerca medica avvenute nel paese. Una seconda parte si occuperà delle diverse tendenze che demarcano i profili epidemiologici e le strategie di intervento e di cura, puntando ad elementi di comunanza nei due paesi.

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La Mostra in Mostra per le vie del Lido

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2016

veneziaVenezia Dal 30 agosto al 10 settembre 13 strutture aderenti al Consorzio “Venezia e il suo Lido” esporranno all’esterno, sulle vetrate o le cancellate, immagini d’epoca provenienti dall’Archivio Storico delle arti contemporanee della Biennale.
Si tratta di un percorso espositivo diffuso che si propone di raccontare per immagini i primi anni del Festival dal 1932 al 1956. Grandi cambiamenti storici hanno cambiato l’Italia e il mondo intero in quegli anni e la Mostra del Cinema ed il suo pubblico li riflettono pienamente. Tredici luoghi espongono una selezione di suggestive inquadrature in bianco e nero, divise per anno, in un percorso cronologico da nord a sud. Una bellissima mappa cartacea prodotta per l’occasione in un numero limitato di esemplari e distribuita gratuitamente agli ospiti della mostra guiderà nella visita attraverso le vie del Lido. I visitatori potranno percorrere questa mostra diffusa muovendosi liberamente a piedi o in bicicletta da un luogo all’altro per le vie del Lido e potranno visualizzare online anche una mappa tramite QR code. “Il nostro desiderio è quello di far vedere quanto la Mostra e il Lido abbiano sempre rappresentato l’una per l’altro”, racconta entusiasta Michela Cafarchia, presidente del Consorzio Venezia e il suo Lido, “La Mostra del Cinema, per noi albergatori storici, è sempre stato un punto di riferimento importante, il momento in cui dare il meglio di noi a un pubblico professionale e di habitué. Abbiamo assistito insieme ai cambiamenti storici e del costume in questi anni. Volevamo cominciare a raccontare questa storia.” Nelle immagini si vedono cambiare gli stili dei manifesti, degli abiti da sera e dei costumi da bagno. Si vedono cambiare le sale di proiezione e il pubblico. La speranza è quella di ripetere nei prossimi due anni l’esperienza fino ad arrivare ai giorni nostri, costituendo così la base per una possibile futura mostra completa, che con una sede adatta potrebbe rimanere tutto l’anno a testimonianza del primo Festival Internazionale del Cinema.
Proprio in occasione de “La Mostra in Mostra” gli hotel che aderiscono all’iniziativa regaleranno ai propri ospiti una maglietta celebrativa con su riprodotta la preziosa immagine del manifesto ufficiale della prima edizione della mostra del Cinema del 1932.

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