Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017


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Personale: Campidoglio, entro l’anno assunti 583 nuovi dipendenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

campidoglioRoma. Entro la fine del 2017 verranno assunti 583 nuovi dipendenti di Roma Capitale. È quanto prevede il nuovo Piano assunzionale 2017-2019 che la Giunta capitolina si appresta a varare. Prima della fine dell’anno saliranno quindi a 2.424 i lavoratori assunti a partire da giugno 2016, ovvero dall’insediamento dell’Amministrazione Raggi: 638 insegnanti, 574 educatori, 1.212 tra amministrativi e tecnici. “In un momento di crisi e scarsità delle risorse disponibili, l’operazione che stiamo portando avanti non ha eguali in Italia. Negli anni vi è stata una mancata pianificazione delle politiche del personale che ha provocato una grave carenza di organico. Noi abbiamo cambiato registro e, con le prossime assunzioni, assicuriamo l’inserimento di nuove professionalità e il necessario turnover. Da una parte rispettiamo il principio giuridico per il quale vanno assunti tutti i vincitori di concorso, che attendono da troppi anni. Dall’altro, seguendo il criterio del buon andamento dell’amministrazione, reperiamo le professionalità necessarie per garantire i servizi alla città: l’assunzione di 100 lavoratori da destinare all’ufficio giardini, praticamente azzerato dalle precedenti amministrazioni, va proprio in questa direzione”, dichiara la sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi. Nell’arco dei prossimi mesi, dunque, sarà completato il piano assunzionale previsto per il solo 2017, che prevede l’ingresso in Campidoglio dei seguenti profili professionali selezionati mediante il cosiddetto “concorsone” del 2010: 100 funzionari amministrativi; 86 istruttori dei servizi culturali, turistici e sportivi; 76 architetti; 72 istruttori amministrativi; 15 bibliotecari; 14 esperti di servizi informatici e telematici; 12 funzionari dei processi comunicativi e informativi; 10 dietisti; 5 avvocati e 2 funzionari per l’orientamento al lavoro. A questi si aggiungono 30 dipendenti assunti con procedure di mobilità (assistenti sociali e geometri), 60 tra le categorie protette (ex L. 68/99), 100 operatori dei servizi ambientali dai centri per l’impiego.Entro il 2018 è previsto l’esaurimento delle assunzioni dei vincitori del cosiddetto “concorsone”: fra questi anche 300 istruttori della polizia locale, ai quali se ne aggiungeranno altri 314 nel 2019 scelti fra gli idonei in graduatoria.“Tali assunzioni sono state possibili grazie ai risparmi effettuati dall’attuale Amministrazione capitolina, derivanti dal taglio dei dirigenti esterni e dei comandi da altre amministrazioni. Siamo impegnati a individuare nuove risorse per implementare questo piano assunzionale e colmare le conclamate carenze d’organico Ci auguriamo che anche il Governo prenda atto della mancanza di fondi a cui Roma Capitale e gli altri enti locali hanno dovuto far fronte negli ultimi anni, e preveda gli investimenti necessari a favorire la possibilità di attingere alle graduatorie degli idonei del personale tecnico amministrativo e, in materia di sicurezza, favorire un massiccio turnover nei ranghi della polizia locale”, spiega il delegato al Personale e alle relazioni sindacali di Roma Capitale, Antonio De Santis.

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Il tracollo operativo di Ryanair

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

ryanairIl tracollo operativo di Ryanair di questi giorni, assurto ormai alle prime pagine dei giornali, apre un forte interrogativo sullo stato del trasporto aereo in Italia, a nostro avviso con molto ritardo. Le cause di questi gravi problemi operativi sono molteplici ma possono essere ricondotte a un fattore comune legato al collasso del teorema dell’esasperazione della produttività, del feroce dumping salariale alimentato dall’applicazione in qualsiasi nazione delle permissive regole irlandesi. L’espansione dei vettori low cost in Italia è stato sia causa che effetto del disastro industriale dei nostri vettori, dei loro azionisti e management. Infatti, in pochi altri Paesi europei sono state letteralmente consegnate le chiavi di un settore industrialie come hanno fatto i nostri Governi alla compagnia di O’Leary, attraverso la rinuncia ad una politica industriale, la mancanza di regole uguali per tutti gli operatori, un sistema di controllo indebolito e sovvenzionamenti statali mascherati.Adesso che i nodi stanno inesorabilmente venendo al pettine, c’è molto poco da meravigliarsi che qualcuno abbia avuto finalmente una sentenza favorevole, che i Piloti scappino dove vengono trattati meglio, che bisogna rispettare orarii di servizio, riposi e ferie minime, che poi sono alla base delle regole di sicurezza valide in tutta Europa.A questo Governo, in particolare al suo Ministro dei Trasporti Delrio, chiediamo che finisca la stagione dei selfie e dei sorrisi con il patron di Ryanair; si apra la rilfessione sul futuro e sulle regole di un settore che vive il paradosso di una crescita fortissima in un contesto di ultra-deregulation, dove la concorrenza la si è fatta non sulle capacità ma sul massimo sfruttamento e sull’elusione delle regole.Non dovevamo aspettare migliaia di voli cancellati con una moltitudine di passeggeri lasciati a terra; era chiaro che non saremmo potuti andare lontano e non potremo farlo in futuro se non si cambierà sistema. Da più di 15 anni USB chiede una riforma del settore che non è mai arrivata generando disastri industriali, migliaia di licenziamenti e l’aumento della precarietà. Vogliamo l’intervento dello stato per il rilancio delle grandi industrie nazionali, un sistema di regole uguali per tutti gli operatori e regole contro gli appalti e il dumping selvaggio.

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With New Eyes: Architecture for Toronto by Francesco and Aldo Piccaluga Architects

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

piccaluga_brothersToronto (Canada) From Tuesday, September 26, 2017 To Thursday, November 30, 2017 From 6:30 pm To 8:30 pm Organized by: Istituto Italiano di Cultura 496 Huron St. Entrance: Free.
The Istituto Italiano di Cultura is pleased to present With New Eyes: Architecture for Toronto by Francesco and Aldo Piccaluga Architects, an exhibition dedicated to the work of Italian-Canadian architects Francesco and Aldo Piccaluga.In the postwar era, Toronto’s exchange with European countries such as Italy helped inform a new wave of modern architecture that brought international attention to the growing Canadian city. Spanning three decades, the architecture and interior design of Francesco and Aldo Piccaluga played a significant role in crafting new, visionary spatial experiences as symbols of modern Toronto.
Fascinated by the success of the Liberal Party under Pierre Elliott Trudeau, the Piccaluga brothers moved to Toronto in 1968 after completing architectural studies in Italy. Known for their ability to work across scales, their practice included furniture design, commercial interiors, private residences, and urban infill social housing projects in Toronto’s East End. Combining an interest in vernacular architecture and craftsmanship with the international perspective of modern architecture, their designs promoted a sense of progress and cultural belonging through experimentation with colour, material, and innovative building layouts. The original interiors for the CN Tower exemplify the brothers’ unique ability to create visually engaging spaces while also providing occupants with a feeling of comfort. Examining the impact and legacy of the Piccalugas’ designs on the city of Toronto, the exhibition will present original materials from the Piccaluga archive together with interviews and present-day photographs of the buildings. (photo: piccaluga brothers)

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Grotta dei Desideri: la consegna delle borse di studio avrà luogo a Cariati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

Filomena GrecoSi terrà a Cariati (Cosenza) domenica 24 settembre, a partire dalle ore 18 in piazza Rocco Trento davanti al municipio, la cerimonia di consegna delle borse di studio della Grotta dei Desideri, l’eccezionale kermesse dedicata al mondo dell’arte sartoriale che storicamente si svolge ad Amantea. Un abbraccio ideale tra Ionio e Tirreno nel segno della moda. Già lo scorso anno la Grotta dei desideri era approdata a Cariati per la consegna delle borse di studio ai vincitori. Tale avvicinamento era stato etichettata indicando geograficamente il destino condiviso dai due comuni: le prime o le ultime città, a seconda dei casi, ricadenti nella provincia di Cosenza su entrambe le coste. A distanza di un anno da quella iniziativa, Amantea e Cariati, Ionio e Tirreno, si ritrovano a stretto contatto per accogliere in uno scenario d’incanto, dall’alba al tramonto, gli stilisti che nel mese di agosto hanno decretato il successo della kermesse: dalla Toscana l’estrosità di Federico Stefanacci, a lui il primo premio da 2 mila euro; dalla Calabria la ricercatezza di Benedetto Talarico, secondo classificato con un riconoscimento da 700 euro; dalla Campania la sartorialità di Stefania Voria che si è aggiudicata il premio speciale messo in palio dalla rivista “La Mia Boutique”. Saranno loro a incantare i presenti con abiti frutto dello studio e della propulsione all’innovazione che certamente contribuiranno alla loro affermazione nell’olimpo del made in Italy.
«È per noi un immenso piacere – ha dichiarato la sindaca di Cariati Filomena Greco – accogliere e ospitare un evento così prestigioso come la Grotta dei desideri. Il lavoro fatto in questi anni dal direttore artistico e ideatore della manifestazione, Ernesto Pastore, dovrebbe ispirare i nostri giovani. Perché, con dedizione e caparbietà, è riuscito in un’impresa che a molti in Calabria troppo spesso sembra impossibile: creare un appuntamento d’eccellenza, capace di ottenere plausi e consensi nel panorama nazionale e internazionale dell’arte e della moda. Siamo già in trepida attesa, curiosi di conoscere anche quali saranno gli approdi futuri della kermesse».
Concetta Veltri«Con gioia – spiega il direttore artistico della kermesse Ernesto Pastore – abbiamo accettato nuovamente l’invito della sindaca Filomena Greco. Grazie alla fortunata esperienza dello scorso anno la Grotta dei desideri ha ampliato i propri confini realizzando un calendario di iniziative che si concretizzano non solo in Calabria. Tra ottobre e novembre, infatti, presenteremo presso la Rome University of Fine Arts l’edizione 2018 che sarà ricca di novità. La Grotta dei desideri cambia pelle: a partire dalla quattordicesima edizione si chiamerà “GDD FASHION WEEK”, aprendosi di fatto ad una connotazione più internazionale, ma mantenendo ben ferme le proprie origini. Questo primo step evolutivo prenderà forma e sostanza proprio a Cariati».
La serata del prossimo 24 settembre non sarà però una semplice cerimonia di consegna di un premio, ma un momento di approfondimento e di confronto per programmare il futuro e favorire la crescita della Grotta dei desideri negli anni a venire. Alla tavola rotonda prevista, oltre a Filomena Greco, che farà gli onori di casa, parteciperanno l’assessore al turismo del comune di Amantea Concetta Veltri, il responsabile commerciale per la Calabria e la Basilicata di Banca Mediolanum Ugo Lombardi, i coordinatori del progetto editoriale “Calabria’s” Jessica Pisani e Fausto Laganà, Davide Marano in rappresentanza dell’azienda “Fratelli Marano” specializzata nella lavorazione dei fichi secchi del cosentino, e Federico Lorelli, odontoiatra che presso il suo studio di Vibo Valentia ha introdotto l’uso dell’immagine nel rapporto medico – paziente. Grazie al loro supporto Federico Stefanacciè stato possibile strutturare un fondo capitale di formazione tra i più alti a livello nazionale. Non mancheranno i momenti di spettacolo. Durante la cerimonia, infatti, è prevista una estemporanea di gioielli contemporanei curata dalla designer rionerese Daniela Moretti che lo scorso anno ha presentato una sua creazione dedicata alla città di Cariati. Ma è la bellezza l’assoluta protagonista: le acconciature del maestro Pino Cerra, accompagnato dal suo staff, che rendono speciale ogni donna; il trucco della make-up artist Antonella Morelli; il fascino delle modelle Anna Greco (team leader), Alessandra Crocco, Federica Florio, Jessica Veltri, Vanessa Bruno, Asia Pati, Francesca Brusco, Ilaria Aloisio e Giulia Angotti. E naturalmente non può mancare il gruppo organizzativo GDD, composto oltre che dal direttore artistico, da Viviana Lorelli, Martina Fucà, Laura Viola, Ilenia Crucitti, Carmine Tufo, Rocco Dagostino e Federica Ciaccio. Per essere sempre informati basta collegarsi al blog ufficiale dell’evento http://lagrottadeidesideri.worpress.com o consultare la pagina Facebook ufficiale. (dott. Ernesto Pastore) (foto: Filomena Greco, Concetta Veltri, Federico Stefanacci)

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Assegnati i Macchianera Internet Awards ai migliori siti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

ph: albertofeltrin.comph: albertofeltrin.com“La nuova edizione dei Macchianera Internet Awards si è svolta nuovamente a Milano visto il successo dello scorso anno – afferma Gianluca Neri, fondatore dei Macchinera Internet Awards -. Anche per questa edizione l’apporto del pubblico è stato fantastico; la sala era tutta esaurita e gli utenti da casa hanno letteralmente invaso il nostro sito per votare l’influencer o il blog preferito. I numeri parlano chiaro: siamo davanti ad oltre due milioni e mezzo di voti che ci hanno permesso di stilare le 33 classifiche delle altrettante categorie in gara. Questo ci rende fieri di tutto il lavoro che abbiamo svolto per rendere unica questa serata”.La categoria Personaggio dell’anno è stata vinta da Alberto Angela, che ha battuto la concorrenza di Bebe Vio e Fabio Rovazzi. Quarto posto per FaviJ e quinto per Ludovica Comello. Roberto Burioni invece si è aggiudicato la categoria Personaggio Rivelazione, seguito al secondo posto da Il Signor Distruggere e al terzo da Fatto in casa da Benedetta. Quarto Nicolò Balini e quinto Matteo Flora.La categoria Miglior Instagrammer (sponsored by Nescafé) è stata conquistata da Diletta Leotta che ha battuto Greta Menchi e Chiara Ferragni. Quarto posto per Ludovica Comello, e quinto per Fedez. Selvaggia Lucarelli si è aggiudicata la categoria Miglior Tweeter, con Ludovica Comello appena dietro, seguita al terzo posto da Frank Matano. In coda hanno chiuso Diego Bianchi (Zoro) e Guglielmo Scilla (Willwoosh).
Zerocalcare si è aggiudicato la categoria Miglior Disegnatore – Vignettista. Al secondo posto si posizionato Makkox, mentre il terzo gradino del podio occupato da Boban Pesov. Quarto posto per Alessandro Mereu (Don Alemanno), quinto posto Vauro.Casa Surace si è aggiudicato la palma di Miglior Pagina Facebook, battendo così Commenti Memorabili, Adotta anche tu un alfabeta funzionale, Le più belle frasi di Osho e Il Signor Distruggere. Nella categoria Miglior Community invece, si è imposto Feudalesimo e Libertà che ha battuto Italiansubs e Lega Nerd. Quarto posto per Giallo Zafferano e quinto per Fotografie Segnanti. Favij ha vinto la categoria Miglior Youtuber – Videomaker. A secondo posto si sono posizionati I Pantellas, seguiti da Stefano Lepri (St3pny), Luca Denaro (Il vostro caro Dexter) e Matt&Bise.
ph: albertofeltrin.comLa categoria Miglior Testata Giornalistica è stata vinta dall’Ansa, che ha battuto la concorrenza de Il Fatto Quotidiano e de Il Post. Hanno chiuso la top 5 i siti di Lettera 43 e La Repubblica. Radio Deejay invece si è confermata la Miglior Radio. Al secondo Virgin Radio, seguita da RTL 102.5, RDS e Radio 105. Invece nella categoria Miglior Radio o Podcats Online si è imposto Alzabandiera, che ha preceduto Scientificast e Radio Stonata. Hanno chiuso al quarto e quinto posto Radio Luiss e Uau Radio.
Netflix è stato premiato come Miglior Canale TV, seguito da Amazon Prime Video e Real Time. DMAX e Sky Atlantic si sono posizionate rispettivamente al quarto e quinto posto. Nella categoria Miglior Sito Televisivo ha vinto ItalianSubs, seguito da Netflixlovers e Davide Maggio. Quarto posto per Tvblog e quinto per Subspedia. Ulisse: il piacere della scoperta ha vinto la categoria Miglior Trasmissione Tv. Al secondo posto si è posizionato Superquark, mentre al terzo Gazebo. Quarto e quinto posto per Pechino Express e E poi c’è Cattelan.Lercio ha vinto la categoria Miglior Sito davanti a Salvatore Aranzulla, Giallo Zafferano, Il Post e Il Fatto Quotidiano. Nella categoria Miglior Sito di Viaggi si è imposto Turisti per caso. Il secondo posto è stato conquistato da Non solo turisti, seguito da Airbnb, ph: albertofeltrin.comTripadvisor e Booking. Miglior Travel Blogger (sponsored by Eurodap Assistance) è stata vinta da Nicolò Balini, che ha preceduto Diana De Lorenzi e Edoardo M. Del Mastro. Hanno chiuso al quarto e quinto posto Martinoexpress e Manuela Vitulli (pensioeriinviaggio).Bossy si è aggiudicato il premio come Miglior Sito LGBT. Al secondo posto si è posizionato Gayburg seguito da Gay.it. A chiudere la top 5 LGBTnews Italia e Zucchero Sintattico. Nella categoria Miglior Sito Politico-d’Opinione ha vinto Breaking Italy, che ha battuto Mangiatori di Cervello. Terzo gradino del podio per Gli Stati Generali, seguito da Goofynomics e Byoblu.Salvatore Aranzulla si è aggiudicato il premio come Miglior Sito Divulgativo, precedendo Roberto Burioni, Wikipedia, Different e Butac. Nella categoria Miglior Sito per Genitori e Bambini invece, ha vinto Pianeta Mamma, che ha preceduto Mumadvisor e Nostrofiglio. Giù dal podio Nonsolomamma al quarto posto e 50 sfumature di mamma al quinto.
Nella categoria Miglior Sito Food (sponsored by PROSECCO DOC) Giallo Zafferano ha avuto la meglio su Dissapore, che si è posizionato al secondo posto seguito da Il Cucchiaio d’Argento. Hanno chiuso la top 5 Cook Around e Sale & Pepe. Fatto in casa da Benedetta, di Benedetta Rossi si è aggiudicato il premio come Miglior Foodblogger (sponsored by Sammontana) battendo la concorrenza di Ho voglia di dolce, Chiara Maci, Sonia Peronaci e Singerfood.Nella categoria Miglior Chef invece, Massimo Bottura ha avuto la meglio su Antonino Cannavacciuolo. Terzo posto per Chef Rubio, seguito da Heinz Beck e Alessandro Borghese.Libreriamo ha conquistato la palma di Miglior Sito ph: albertofeltrin.comLetterario. Al secondo posto si è posizionato l’Apprendista Libraio che ha preceduto in ordine Tegamini, Minima&Moralia e I dolori della giovane libraia. Nella categoria Miglior Sito Fashion & Beauty invece, ha vinto ancora una volta Clio MakeUp, che ha battuto Irene’s Closet e The Fashion Fruit. Quarto posto per The Blonde Salad seguito da Valentina Vignali.
Nella categoria Miglior Sito Musicale ha vinto Rolling Stones battendo Noisey e Shades of Pop. Quarto posto per Rockol e quinto per AllMusic Italia. I 400 Calci invece, ha vinto la categoria del Miglior Sito Cinematografico, seguito da MyMovies, Gli 88 Folli, Cineblog e Coming Soon.
Come Miglior Sito di Satira gli italiani hanno premiato ancora una volta Lercio, che ha battuto Fedaulesimo e Libertà al secondo posto. Spinoza si è aggiudicato il terzo posto, seguito da Casa Surace. Il Signor Distruggere ha chiuso al quinto posto.Infine la categoria Battuta dell’anno è stata vinta da Lercio con la frase “Troppi metalli nei vaccini: bambino arrugginisce dopo il bagnetto”, mentre la categoria Miglior Articolo o Post è stata vinta da Il Signor Distruggere con “Il fanatico mondo delle mamme”. A Piero Angela è stato consegnato il Premio Speciale dei MIA17. (foto: ansa, Benedetta Rossi, Casa Surace, Giulia Penna, Gianluca Gazzoli e Sistiana Lombardi)

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Prostituzione a Firenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

firenzeFirenze. Dopo il primo giorno di applicazione della nuova ordinanza del Comune di Firenze -cosiddetta contro la tratta degli esseri umani – se ne raccolgono i primi frutti. Un tizio di Siena cuccato mentre consumava in macchina il servizio acquistato. Punto. E basta. E questo mentre le persone che si prostituivano erano sempre in strada, dopo aver dato fiato ad esercizi di narrazione para-romanzata da parte dei media, e col costo di una mini-mobilitazione (pare cinque pattuglie) dei tutori dell’ordine. E allora? Allora, niente! Nei prossimi giorni sara’ cosi’ e anche meno. Forse cuccheranno due o tre puttanieri, ma niente di particolare. Il fenomeno della prostituzione per strada continuera’ in modo indisturbato. Perche’ i problemi (e la prostituzione per strada e’ un problema, sanitario e di ordine pubblico) dovrebbero essere affrontati per risolverli, non per dare immagine ad uso e consumo dei desideri e delle esigenze di chi ci governa. Che sembra proprio quello che e’ accaduto e che continuera’ ad accadere.
Certo, un Sindaco non può legalizzare la contrattazione delle prestazioni sessuali, spetta al legislatore nazionale. Ma potrebbe ridurre il danno. Per esempio: mettendo zone specifiche a disposizione. Non ci sarebbe da aspettarsi la migrazione in massa dei venditori di sesso in queste zone (le posizioni urbane e geografiche giocano un ruolo non secondario anche in questo mercato di domanda e offerta), ma lavorandoci con sistematicità e continuità, qualche risultato si dovrebbe ottenere. Certo, se si dice -come fa l’ordinanza del Comune di Firenze- che non si puo’ comprare sesso per strada, andando contro logiche e abitudini di quasi tutti gli esseri umani e dei loro desideri, ci si predispone solo al fallimento di ogni iniziativa. Queste zone potrebbero essere foriere di provvedimenti contro l’amministrazione che le istituisce? Probabile, con lo stesso livello di probabilita’ che un qualunque ricorso al Tribunale Amministrativo regionale (TAR) mandi in soffitta l’ordinanza entrata in vigore ieri 16 settembre. Quindi, se volessimo essere onesti con noi stessi, coi cittadini e col futuro di entrambi, tanto varrebbe fare qualcosa che potesse servire a questo futuro. E non usare il meccanismo ordinanza come fosse un preservativo che si butta dopo l’uso e si fa mente locale e pratica del vantaggio che si e’ avuto nell’usarlo. Difficile? Non crediamo, basta volerlo. E soprattutto, come purtroppo è e sarà il risultato dell’attuale ordinanza, bisognerebbe muoversi non solo per costruirsi un’immagine (a chi piace questo tipo di immagine) a spese della pubblica collettività. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Alternanza scuola-lavoro, arriva il tutor che collega gli istituti con le aziende ma sono pochi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

opportunita-lavoroA giorni è prevista la sottoscrizione di un accordo del Miur col ministro del Lavoro Gialiano Poletti, a seguito del quale si avranno mille tutor nelle scuole, frutto di un progetto in capo all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro che ne prevede uno ogni 5 scuole secondarie di II grado. L’obiettivo, ha annunciato la Ministra Fedeli, è che “possa essere presente almeno un giorno a settimana per istituto”. Allo stesso modo, diventa importante verificare l’efficacia della piattaforma Miur per l’applicazione dell’alternanza, annunciata da tempo. Lo stesso vale per la carta dei diritti degli studenti e delle studentesse in alternanza, su cui un mese fa è arrivato il via libera della Conferenza Unificata, solo pochi giorni fa da parte del Consiglio di Stato e su cui a breve si esprimerà il Consiglio del Ministri.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Va bene introdurre delle figure che sorveglino sugli stage, perché lo scorso anno si sono verificati casi di studenti impegnati nelle aziende a pulire i bagni o a fare fotocopie. Diventa quindi importante introdurre delle figure che sorveglino sulle esperienze svolte dagli studenti in azienda. I tutor non possono, tuttavia, essere numericamente così ridotti. Secondo noi ne servono almeno il doppio. Perché, considerando che in un istituto superiore sono impegnate negli stage, in media, tra le quindici e le venti classi del triennio finale, significa che stiamo parlando di circa 400 studenti a scuola. Quindi, in tutto, un tutor è chiamato a seguire qualcosa come 2mila allievi l’anno. Molti dei quali svolgono le attività di alternanza scuola-lavoro in contemporanea: è evidente che il numero di tutor deve essere implementato, altrimenti la visita settimanale a scuola del tutor si tradurrebbe in un controllo di routine senza alcuna efficacia.

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Trasporto pubblico locale: 29 settembre sciopero Atac

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

atac trasporti romaDopo mesi di lotte e denunce nessun intervento risolutivo per il trasporto pubblico locale da parte del Comune di Roma, a partire da ATAC, ai lavoratori degli appalti fino ai lavoratori del Consorzio Roma TPL, il privato che gestisce il 20% del trasporto di Roma. Aziende private che vantano crediti milionari con il Comune, che continuano impunemente a farsi beffa dell’amministrazione comunale e dei lavoratori non pagando neppure gli stipendi ai dipendenti.L’immobilismo della giunta e l’assenza di coraggio sta pesando come un macigno sulla testa della categoria, l’unica che andrebbe garantita perché porta avanti la baracca. Come per ATAC, dove con la scelta del concordato di fatto si libera delle responsabilità politiche ed inizia il balletto del “non è colpa mia”, anche per i lavoratori delle aziende private la promessa di un reale cambio di passo con le precedenti amministrazioni è divenuta ormai una chimera.E’ sempre più evidente che le ragioni dello sciopero proclamato per il 29 settembre si vanno a moltiplicare e la Sindaca non può continuare per molto a far finta di niente, voltando le spalle ai lavoratori. L’unica strada sicura per salvare il trasporto pubblico locale era la ricontrattazione del debito, a partire da quello contratto con la Regione Lazio ed un piano regionale sulla mobilità che prevedesse la reinternalizzazione di tutto il trasporto e di tutti i servizi. Il comune ha scelto la strada più impervia e pericolosa e noi glie lo abbiamo detto in tutti i modi ed è quello che gli ricorderemo il 29 settembre. (USB Lavoro Privato – Provincia Roma TPL)

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Sfida alle democrazie occidentali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

verona-city-gateVerona, 23 settembre 2017 Teatro Filarmonico – Piazza Bra i cambiamenti imposti dalla globalizzazione e dalla finanziarizzazione, la loro velocità e intensità hanno alterato in maniera strutturale il baricentro del potere politico, economico e industriale nel mondo. E hanno accresciuto in maniera esponenziale la complessità delle questioni fondamentali con cui dobbiamo fare i conti: la gestione sostenibile delle risorse naturali, la lotta alla fame e la ricerca di una pace duratura.
Questo il tema centrale del convegno della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, presieduta da Antonio D’Amato. Il dibattito viene introdotto, dopo l’intervento del Presidente del Gruppo Triveneto dei Cavalieri del Lavoro, Giudo Finato Martinati, dalle relazioni di scenario di David Held, Ordinario di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’Università di Durham, e di Carlo Cottarelli, Direttore Esecutivo del Fondo Monetario Internazionale.Seguono poi due tavole rotonde. La prima, animata da Sebastiano Maffettone, Ordinario di Filosofia Politica presso la Luiss Guido Carli, Paolo Mieli, storico e saggista, Angelo Panebianco, Ordinario di Scienza Politica presso l’Università di Bologna, e Antonio Patuelli, Presidente dell’Abi, sarà centrata su come le grandi democrazie occidentali, di fronte alla forte recessione degli ultimi anni, condizionate sempre più da tensioni nazionaliste, rigurgiti protezionistici e spinte, non hanno saputo fare le riforme necessarie per rendersi competitive e garantire così la propria tenuta economica e sociale.In questo contesto, ed è il tema della seconda tavola rotonda, un’Europa che continua ad essere paralizzata sul suo percorso di integrazione politico istituzionale, arenata nel dibattito sul falso dilemma tra crescita e rigore, rappresenta un ulteriore elemento di accentuazione della crisi e dell’instabilità internazionale. Al contrario, un’Europa che recuperi la sua centralità, la sua visione e i suoi valori fondativi, può e deve svolgere un ruolo fondamentale per garantire governabilità, pace e prosperità e per dare una risposta responsabile ai grandi problemi di sostenibilità del mondo. Questa tavola rotonda vede la partecipazione di Giampaolo Galli, Camera dei Deputati – Commissione Bilancio, Stefano Possati, Presidente Marposs, Alberto Quadrio Curzio, Presidente Accademia Nazionale dei Lincei, e di Lucrezia Reichlin, Ordinario di Economia presso la London Business School.Al termine del secondo panel, seguirà l’intervento di Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo. I lavori saranno chiusi dalla relazione di Antonio D’Amato, Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, sul tema “Il ruolo dell’Italia: recuperare centralità nello sviluppo e in Europa”.

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Beni e servizi circolanti nel mercato unico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

european parliamentÈ stata approvata dall’Europarlamento la proposta di Direttiva europea che stabilisce nuovi requisiti di accessibilità per beni e servizi circolanti nel mercato unico, il cosiddetto Atto Europeo di Accessibilità. I nuovi requisiti garantiranno alle persone con disabilità o con temporanee limitazioni funzionali (anziani, donne in gravidanza ecc) una maggiore fruibilità di beni e servizi come sportelli bancomat, servizi bancari, personal computer, telefoni, apparecchi televisivi, servizi telefonici, trasporti, e-book, commercio elettronico, puntando così su un mercato unico meno frammentato e più inclusivo. Soddisfatto Brando Benifei, Eurodeputato ligure del PD e vicepresidente dell’Intergruppo parlamentare sulle Disabilità, che commenta così il voto: “È una giornata importante per quanti si spendono in favore dell’applicazione della Carta delle Nazioni Unite per i Diritti delle Persone con Disabilità e per i diritti dei cittadini europei, oltre che per lo sviluppo di un mercato interno davvero a misura di d’uomo. Un ambiente e un mercato in cui i prodotti e i servizi sono più accessibili consentirà a un numero molto più ampio di cittadini di vivere in maniera indipendente, salvaguardare la propria autonomia e partecipare attivamente alla vita economica e sociale, sfruttando il potenziale dell’innovazione tecnologica”.
In dicembre una delegazione di ospiti di Benifei, fra cui Membri della Consulta Regionale, Autorità locali spezzine, Associazioni (ENS La Spezia, Ass. HAREA, Ass. ASDO), Istituti e Aziende che in Liguria lavorano con persone disabili avevano incontrato la Commissione Europea e alcune importanti realtà organizzare del settore. “Quel viaggio, dal punto di vista organizzativo, fu davvero complicato, perché le barriere che incontra una persona con una limitazione funzionale sono ancora troppe. Purtroppo ai miei ospiti non è mancato qualche disagio, nonostante un ottimo lavoro sviluppato durante l’iniziativa politica vera e propria. Per esempio, molte delle stazioni della metropolitana a Bruxelles non sono accessibili, ed anche fare un prelievo al bancomat per una persona ipovedente o in carrozzina può essere difficile. Ecco, mi auguro davvero che prima della fine della legislatura possa tornare a trovarci a Bruxelles un’altra delegazione, e che grazie all’Accessibility Act il soggiorno sia più semplice e piacevole.” conclude Benifei, che per il 2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale sta già pensando ad una nuova iniziativa sulla cultura dell’accessibilità. Dopo il provvedimento del governo italiano a guida PD “Dopo di noi”, è ora dall’Europa che arriva una spinta per allargare la tutele e soprattutto l’indipendenza e la partecipazione attiva delle persone con disabilità e gli anziani. Beneficeranno infatti dell’Atto Europeo di Accessibilità oltre 80 milioni di cittadini in Europa, con un impatto positivo diretto fino a 120 milioni di persone contando gli anziani over 60.

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Gli italiani ala guida del governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

Palazzo chigi1Tra i tanti sondaggi inutili che quotidianamente ci inondano, ce n’è uno, realizzato dalla Ipsos, sui risultati del quale è invece opportuno soffermarsi. La domanda più interessante riguarda il tipo di leader che servirebbe in questo momento. La risposta divide a metà il campione interpellato: il 51% dice soprattutto “moderato”, il 46% “dirompente”. Vince dunque il desiderio di una guida del Paese che sia inclusiva, felpata, capace di mediare, che pratichi l’understatement tanto sulla scena politica come nella vita privata. Nello stesso tempo, però, è molto alta la richiesta di qualcuno che sia innovativo, portatore di nuove idee, capace di rompere vecchie incrostazioni e fare scelte controcorrente. Un profilo, quest’ultimo, che fa scopa con i risultati di un’altra domanda sempre del sondaggio di Nando Pagnoncelli – “dopo le elezioni chi vorresti come presidente del Consiglio?” – alla quale ben il 63% degli interpellati ha risposto “una figura nuova”, cui si somma il 39% che vorrebbe anche un partito del tutto nuovo (solo il 40% voterebbe le forze politiche già esistenti).Non vi sfuggirà che al primo profilo di leadership sia facilmente sovrapponibile la figura di Paolo Gentiloni, le cui caratteristiche anche genetiche “opposte” a quelle di Matteo Renzi sono da qualche tempo oggetto di una strana esaltazione mediatica. Nello stesso tempo occorre evitare di cadere nell’errore di considerare Renzi corrispondente al secondo profilo. O meglio, se si scrive “leader dirompente” ma si legge “leader dividente”, allora sì, Renzi è uno spaccatutto. Ma se invece s’intende un uomo capace di un riformismo impetuoso e trascinante, quasi rivoluzionario sul piano programmatico per la capacità di andare in profondità, allora non solo non stiamo parlando di Renzi ma – ahinoi – di nessun uomo politico oggi sulla scena.Tuttavia, la riflessione più importante da fare è un’altra. A nostro avviso nella testa della stragrande maggioranza degli italiani, a cominciare dalla nostra, non c’è alcuna contrapposizione tra i due profili, nel senso che oggi all’Italia serve un “moderato dirompente” o un “dirompente moderato” – dipende se si preferisce l’un titolo come sostantivo e l’altro come aggettivo, o viceversa – che finiscono per essere grosso modo la stessa cosa. Sempre di decisionismo temperato parliamo. Ora, calando questo discorso teorico nella realtà, e andando pragmaticamente per approssimazioni, se ne ricava che degli attuali protagonisti della vita politica chi più si avvicina a questo identikit, o se si vuole ne è meno lontano, è proprio Gentiloni. Anche considerando che – come andiamo ripetendo da tempo – l’unico sbocco accettabile al prevedibile (a oggi) esito del voto non potrà che essere un’alleanza tra moderati del centro-destra e riformisti del centro-sinistra. E per un’operazione di quel tipo non è certo pensabile che possa andar bene un uomo dividente. D’altra parte, non diciamo niente di nuovo: sono settimane, ormai, che viene indicato l’attuale presidente del Consiglio (ecco, per esempio, lui non si definisce né ama essere chiamato premier, al contrario del suo predecessore) come la figura ideale per cucire quella difficile alleanza di governo. Da questo punto di vista, ci uniamo al (crescente) coro. Ciò che però si omette di dire, e su cui noi invece vorremmo insistere, è che Gentiloni così come lo conosciamo non basta. Certo soddisfa quella metà abbondante di italiani che chiede “dateci un moderato”, ma non quell’altra quasi metà che invoca il “dirompente”. E siccome abbiamo detto che quelle due parti del Paese in realtà sono una sola, divisa solo per le diverse aggettivazioni, ecco che il moderato Gentiloni se vuole farcela e se intende rendere un servizio vero al Paese, deve diventare anche dirompente. Non è tanto sul lato temperamentale – Paolo il freddo che deve diventare più caldo – quanto sul terreno delle scelte politiche e programmatiche. Vediamo come.Sul piano politico sono due le scelte che Gentiloni dovrebbe fare: accentuare la sua autonomia da Renzi e predisporre le condizioni, a cominciare dalla legge elettorale, per l’incontro post elettorale con Silvio Berlusconi. Sappiamo che ha fatto e sta facendo passi significativi in entrambe le direzioni. E non ci sfugge che il suo primo pensiero debba essere rivolto al mantenimento in vita di questo governo – fragile sotto il profilo dei numeri parlamentari – la cui continuità è la più importante risposta alle pretese (mai sopite) di Renzi di andare al voto anticipato. Tuttavia, occorre che queste posizioni, fin qui tenute solo nelle segrete stanze, trovino un minimo di eco nel Paese. In particolare, occorre che Gentiloni lavori a creare le condizioni perché il Pd si predisponga al dialogo con il centro-destra moderato. Il rischio, infatti, è che tanto i nemici giurati di Renzi quanto i suoi oppositori poco o per niente dichiarati commettano l’errore di mettere sotto accusa il segretario – ci aspettiamo che la cosa accada dopo le elezioni siciliane del prossimo 5 novembre – anche e soprattutto perché notoriamente ben disposto verso Berlusconi e Forza Italia. Con ciò costringendo il Cavaliere, che pure ha spento l’iniziale ardore verso il segretario del Pd, a trovare solo in Renzi un interlocutore possibile. Sappiamo che Gentiloni, auspice Mattarella, il filo del dialogo lo sta tessendo, ma occorre che tutto questo si trasformi in una linea politica dentro i Democratici. Agli italiani va detto con trasparenza e coraggio che chi definisce un inciucio quella che invece sarebbe l’unica soluzione capace di tenere il populismo di Grillo e Salvini lontano da palazzo Chigi, finisce per assumersi responsabilità gravi.Quanto alla dimensione programmatica, ci sono due passaggi a breve in cui il moderato Gentiloni dovrebbe diventare un pochino dirompente. Il primo è quello della prossima manovra di bilancio. Se sarà di tipo redistributivo – e magari anche di stampo elettoralistico – come lo sono state quelle dei bonus degli ultimi anni, più che moderato il presidente del Consiglio apparirà conservatore, e per di più di cattive abitudini. Se, al contrario, la manovra sarà di sviluppo, e quindi incentrata sugli investimenti, ricavati da un intervento “dirompente” sulla spesa pubblica corrente e da una prima iniziativa ad hoc sul debito, allora Gentiloni apparirà davvero come l’uomo che ci vuole, nuovo anche se non lo è per storia. Se poi farà una seconda mossa, e cioè stroncare tutti i movimenti subacquei intorno alla Banca d’Italia, nominando subito, senza aspettare la scadenza di fine ottobre, il Governatore, allora avrà fatto centro pieno. Renzi ha aperto il fuoco, dichiarando che l’unico errore che ha commesso sulle banche è stato di non prendere a schiaffi Bankitalia e facendo dire dai suoi che il primo che dovrà essere ascoltato dalla neo commissione d’inchiesta (sic) sul sistema bancario dovrà essere Ignazio Visco. Inoltre è noto che stia facendo il “cacciatore di teste”, selezionando numerosi possibili (ai suoi occhi) candidati. Nel passato abbiamo già visto dove portano queste incursioni della politica sulla banca centrale. Non sta a noi dire se vada confermato Visco o individuato un altro nome, interno o esterno a via Nazionale. Ma quel che è certo è che la legge e la prassi sono chiare: spetta al governo di concerto con il Capo dello Stato, e sondando il Consiglio Superiore di Bankitalia, individuare il nome giusto. Insomma, questa è materia che spetta a Gentiloni e Mattarella trattare. Lo facciano senza indugio e non guardando in faccia nessuno.Chiediamo troppo ad un uomo che volgarmente viene chiamato “er moviola” per accusarlo di muoversi al rallentatore? Speriamo di no. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Più attenzione per i BRICS che corrono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

pechinoPechino. In Europa, purtroppo, si è talmente concentrati a osservare il proprio ombelico che, quando i Paesi BRICS s’incontrano, a malapena si riesce a ricordare il luogo e il numero dei partecipanti all’evento. Del contenuto e degli obiettivi strategici, poco o niente. Eppure il loro peso, rappresentato dal 40% della popolazione mondiale e dal 25% del Pil mondiale, esigerebbe un’attenzione maggiore.
Mentre l’economia occidentale arranca da 10 anni, si ricordi che nello stesso periodo il Pil aggregato di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa è cresciuto del 179% e i loro scambi commerciali sono aumentati del 94%.
Ecco perché il loro nono summit d’inizio settembre a Xiamen, in Cina, segna un rilevante passo avanti nell’attuazione della strategia di sviluppo economico e di coordinamento istituzionale.
Prima di tutto si è passati al “BRICS Plus”, cioè ai preparativi verso un progressivo allargamento dell’alleanza originaria. A Xiamen c’erano anche i capi dei governi di Messico, Egitto, Tailandia, Tagikistan e Guinea che hanno partecipato al “Dialogo dei Paesi Emergenti e in Via di Sviluppo”. E in precedenza era stato coinvolto il cosiddetto gruppo MINT, costituito dal Messico, dall’Indonesia, dalla Nigeria e dalla Turchia. La dichiarazione finale del summit pone l’accento sull’intenzione di scambiare le migliori esperienze di sviluppo e d’integrazione infrastrutturale e finanziaria con i paesi emergenti. Il fine ultimo dovrebbe essere quello di creare una più “inclusiva e bilanciata globalizzazione economica”, correggendo gli attuali ingiusti squilibri tra il nord e il sud del mondo.
In secondo luogo la Nuova Via della Seta, la Belt and Road Initiative, naturalmente è stata oggetto di molte riflessioni. Com’è noto, essa vorrebbe e potrebbe coinvolgere oltre 60 Paesi asiatici ed Europei, oltre ad una forma di estensione anche all’intero continente africano.
Si sono perciò avviate iniziative per il miglioramento del commercio, con l’utilizzo anche delle monete locali e di swap (aperture di credito urgente tra i paesi membri), e progetti di partenariato pubblico-privato. In concreto, è stato creato un centro Regionale Africano all’interno della Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS, e un Piano d’Azione per l’Innovazione e la Cooperazione. Inoltre, si evidenzia che la Cina investirà ben 500 milioni di dollari nel Fondo di Assistenza per la Cooperazione Sud- Sud recentemente creato.
C’è un’evidente strategia basata su contatti “people to people” per un sostegno popolare al progetto dei BRICS, promuovendo così anche la crescita culturale e una maggiore comprensione delle varie civiltà.
Pertanto la “Strategy for BRICS Economic Partnership” è entrata nella fase operativa in tutti i settori: dalle infrastrutture alle nuove tecnologie, ai minerali d’importanza strategica, alla scienza, alla ricerca spaziale e all’innovazione. Si è costruito a tal fine uno specifico Fondo per la Preparazione dei Progetti di Partenariato Pubblico e Privato che intende individuare investimenti che seguano le linee guida delle best practice. Nel settore finanziario i BRICS stanno creando dei mercati di titoli obbligazionari denominati in monete locali e anche uno specifico Fondo Obbligazionario. Lo scopo di tali iniziative è evidente: rendere i BRICS più indipendenti dai mercati dominati dal dollaro e attrarre capitali internazionali privati a sostegno dei loro grandi progetti. Ci sembrano passi positivi nella direzione di un nuovo e più stabile sistema finanziario internazionale al fine anche di superare i tanti rischi derivanti dagli attuali eccessivi flussi di capitali e dalle pericolose fluttuazioni delle monete. Come si può intuire, in molti campi, dall’industrializzazione alle tecnologie, i BRICS sono più avanti di quanto si possa pensare. Al riguardo hanno creato un “Istituto del Futuro” che lavora, tra l’altro, nelle ricerche concernenti l’Internet of Things, le nanotecnologie, i Big Data e il 5 G.
Si punta, evidentemente, non solo alla crescita ma allo sviluppo globale con intenti probabilmente anche di natura geopolitica che l’occidente e l’Europa farebbero bene a considerare nella loro giusta portata.
(Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Il “Grande Progetto Pompei” diventa una best practice di livello europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

fiumicino1Aeroporto di Fiumicino (Roma) Nella curva Schengen, tra il molo C e il molo D dello scalo romano, è stato installato il pannello informativo “L’Unione europea sostiene il Grande Progetto Pompei”. Continua in questo modo il racconto dell’Europa delle cose concrete, con l’investimento nella tutela e nella valorizzazione dell’area archeologica di Pompei, patrimonio mondiale dell’umanità.
La campagna di comunicazione è stata lanciata in concomitanza con il Dialogo con i cittadini e la visita a Norcia e Spoleto il 4 e 5 settembre del Commissario europeo alla Cultura Tibor Navracsics, che in compagnia di Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, si è soffermato nei pressi dell’installazione.
Oltre a rappresentare un’occasione di impulso per il territorio circostante in termini di occupazione e indotto, il Grande Progetto Pompei delinea uno degli elementi caratterizzanti il rilancio della Campania e del Mezzogiorno.
Il Grande Progetto Pompei punta a valorizzare e riqualificare il sito archeologico attraverso la messa in sicurezza dei monumenti, il consolidamento e restauro delle murature e delle superficie decorate, la protezione degli edifici dalle intemperie e il potenziamento del sistema di videosorveglianza.
Il Progetto ha ottenuto dalla Commissione europea il finanziamento su fondi FESR (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) nell’ambito del Programma Operativo Interregionale Attrattori culturali Naturali e Turismo 2007-2013 per un ammontare complessivo di 105 milioni e un ulteriore appostamento di 34 milioni per il recupero delle economie di garaIl Grande Progetto Pompei è uno dei 60 progetti per 60 anni della campagna di comunicazione realizzata nell’ambito delle celebrazioni per il 60esimo anniversario della firma dei Trattati di Roma dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea in Italia e dall’Agenzia per la Coesione Territoriale con la collaborazione di tutte le Autorità di Gestione dei Programmi Operativi Nazionali e Regionali.

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Vaccini: Roma rinvia obbligo in assenza di monodose

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

vaccini«Mi sembra un provvedimento capace potenzialmente di annullare gli effetti della legge sull’obbligo vaccinale». Il commento di Alessandro Rossi, responsabile dell’Ufficio di presidenza della Società Italiana di Medicina Generale ed esperto di temi vaccinali si riferisce alla possibilità, contemplata in una lettera del sindaco di Roma Virginia Raggi alle famiglie, di chiedere il rinvio della vaccinazione se il minore, immunizzato naturalmente contro la malattia, dovesse ripetere il vaccino anche contro quella malattia visto che le formulazioni in commercio lo contengono.
La lettera è di cinque giorni fa ma l’allarme nasce ieri, il primo giorno di frequenza nelle scuole dell’infanzia, istituti ai quali le famiglie dovevano produrre entro il 10 settembre ai sensi del decreto legge 73 l’autocertificazione sullo stato vaccinale dei figli. Nella lettera di Raggi – disponibile sul sito Roma Capitale (http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW1700978) – si ribadisce la possibilità di dichiarare alcune ipotesi di autoimmunizzazione o di esonero dai vaccini, “mentre per i casi dubbi sarà possibile dichiarare di avere richiesto le analisi sierologiche”. Inoltre “sarà possibile dichiarare di essere in attesa del rilascio di vaccini monocomponenti o combinati in modo tale da tenere conto delle immunizzazioni esistenti”. «I vaccini monodose sono introvabili», dice Maria Corongiu segretario dei medici di famiglia Fimmg laziali. «La non esistenza di quelli o di combinazioni che esentino il bambino dal vaccinarsi contro malattie infettive che lo abbiano già colpito diventa, nella lettera, motivo per rinviare l’immunizzazione. C’è il rischio di creare molte defezioni e dare l’illusione di poter scappare da un obbligo ormai divenuto necessità rispetto a patologie come il morbillo che stanno dilagando, con 4500 casi e 3 decessi in un anno».
«Ormai tutti i vaccini in commercio sono in formulazioni polivalenti, risulta difficile ricomprendere nell’offerta sia i vaccini monocomponenti sia quelli che escludano una singola patologia», conferma Rossi (Simg). «Siamo di fronte ad una misura che rischia di vanificare davvero lo spirito della normativa, molte famiglie la utilizzeranno per attenuare o annullare l’effetto della legge, tutto questo mi sembra inappropriato». Emerge come il “rito romano” sia più difficile per il governo da smontare delle proroghe decise e poi ritirate in Veneto e Lombardia, regioni contrarie allo spirito “coercitivo” del decreto. «Sì, perché è la stessa legge ad innescare delle potenziali vie di uscita», ricorda Corongiu. Ripercorriamola: all’articolo 1 comma 2 è ammesso che chi è immunizzato a seguito di malattia naturale adempia all’obbligo vaccinale con vaccini in formulazione monocomponente entro l’offerta resa disponibile dal servizio sanitario. E l’Agenzia del Farmaco deve monitorare l’offerta di vaccini in formulazione monocomponente o combinata priva dell’antigene per la malattia infettiva per la quale c’è stata immunizzazione. «Come medico di famiglia ricorderei che ove un ragazzo sia immunizzato naturalmente contro una patologia, poniamo il morbillo, vaccinarsi “di nuovo” non comporta alcun problema, semmai potenzia l’immunizzazione». Un argomento che forse aveva fatto presa in senato quando non si tradusse nero su bianco il consenso trasversale di minoranza sulla proposta di far produrre in Italia i vaccini mono componenti mancanti nello scaffale del farmacista. «Anche se non un emendamento -ricorda Corongiu- è stato però approvato in fase di conversione un ordine del giorno che impegna il governo ad affidare allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze la produzione di vaccini monocomponente. Non vorrei che quell’ordine del giorno si sia trasformato in boomerang per la legge». (Mauro Miserendino) (fonte Doctor33)

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XXIV anniversario del martirio padre Puglisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

padre puglisi“La vita di don Pino è stata quella di un pastore che si prende cura degli altri e che ha tanto amato da donare la sua vita. Una storia di riscatto dal male, che incarna la sua pastorale nella vita concreta delle gente, da Godrano a Brancaccio, attraverso tutta la sua poliedrica attività”. Ad affermarlo questa sera l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, in Cattedrale in occasione della celebrazione Eucaristica nel XXIV anniversario del martirio del Beato Pino Puglisi, parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993 nel giorno del suo 56 compleanno. Alla funzione religiosa hanno preso parte anche il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, il questore Renato Cortese, il prefetto Antonella De Miro, il sindaco Leoluca Orlando e diverse altre autorità civili e militari.
“È una grande gioia essere qui, sapere che lo Spirito continua a suscitare testimoni gioiosi del Vangelo, come il nostro beato don Pino Puglisi – ha aggiunto Lorefice – Abbiamo bisogno di una conversione profonda, chiediamo che il suo esempio ci guidi nel nostro territorio”.
Nell’occasione l’Arcivescovo ha consegnato al cardinale Bassetti “in segno di condivisione”, ai vicari episcopali, al presbitero più giovane di ordinazione, al sindaco, a un disabile, a una famiglia, a una religiosa, ad un bambino e a un giovane, la sua prima lettera pastorale “Scrivo a voi padri, scrivo a voi giovani”. (1Gv 2,13) La parola di Dio genera gioia piena e vita in abbondanza.
Per il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, “Fra la mafia e il Vangelo non può esserci alcuna convivenza o tantomeno connivenza. Non può esserci alcun contatto nè alcun deprecabile inchino. Don Pino ci lascia anche una preziosa eredità civile. Il beato Pino Puglisi è stato un padre e lo è ancora adesso per la sua testimonianza limpida e coraggiosa del Signore risorto e per il suo esempio di prete e di uomo che ha dato la vita perché si affermasse la giustizia oltre ogni forma di sopruso e ricatto. Sono certo che sarebbe piaciuto a Papa Francesco”.
Al termine della celebrazione l’Arcivescovo ha annunciato che sarà messo in scena un Musical ispirato alla figura del Beato Pino Puglisi. L’opera, che affronterà le tematiche esistenziali e vocazionali che hanno caratterizzato il cammino sacerdotale e le opere di don Puglisi, è stata ideata da don Giuseppe Calderone, che ne ha curato anche il soggetto, ovvero la trama, l’ambientazione e le sfumature con le quali sarà rappresentato il personaggio di Padre Pino Puglisi e quelli della sua comunità parrocchiale. Prodotto da We Can Hope, sarà il maestro Michele Paulicelli a comporne le musiche, mentre i testi in prosa e di recitazione saranno del regista Piero Castellacci. (Lettera Pastorale 2017.pdf) (foto: padre puglisi)

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Stupro a Firenze: Un precedente che nessuno conosce

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

carabinieri(GRNET.IT) “I fatti di Firenze, che vedono due carabinieri del nucleo radiomobile accusati di violenza sessuale nei confronti di due cittadine americane riportano all’attualità (e ne dimostrano l’assoluta infondatezza) la falsa credenza – molto in voga tra certi organi di stampa e tra la gente poco informata – secondo cui militari e forze dell’ordine godrebbero di un trattamento di favore rispetto al cittadino ordinario, sia dal punto di vista penale che dal punto di vista disciplinare. La verità, come si vede, è opposta ed infatti i giornali ci informano che i due carabinieri di Firenze, a pochissimi giorni dall’accaduto, sarebbero già stati sospesi dal servizio e che addirittura, secondo quanto riporta un noto quotidiano, sarebbe imminente la loro destituzione. Tutto ciò mentre le indagini per appurare i fatti sono ancora in corso, anzi sono appena agli inizi. Sia chiaro che la destituzione prima ancora del processo e, addirittura, della conclusione delle indagini preliminari, per quanto ripugni alla coscienza giuridica di chiunque, è una misura in sé legittima in quanto prevista dal novellato articolo 1393 del codice dell’ordinamento militare”. E’ quanto afferma l’avvocato Giorgio Carta, ufficiale dell’Arma in congedo, molto noto tra i militari della Benemerita, che cita nel suo editoriale anche un precedente. “In verità – afferma il legale su GrNet.it, il sito web che si occupa di Sicurezza e Difesa – , il primo comma della citata norma stabilisce pure che, nei casi di particolare complessità dell’accertamento del fatto addebitato ovvero qualora, all’esito di accertamenti preliminari, non si disponga di elementi conoscitivi sufficienti ai fini della valutazione disciplinare, l’Amministrazione promuove il procedimento disciplinare al termine di quello penale”. “Le condotte dei due carabinieri di Firenze sono tuttora al vaglio della magistratura e, quindi, sembrano essere ben lungi dall’essere già state chiarite.
“In passato – rivela l’avvocato Carta – mi occupai di un caso molto simile a quello in esame, nel quale un carabiniere in servizio era stato parimenti accusato di avere violentato sessualmente una cittadina americana. In quel caso, però, né la stampa né l’opinione pubblica vennero mai a conoscenza del fatto ed il procedimento penale ebbe un andamento assolutamente pacato. Cioè non ci fu alcuna sospensione né alcuna destituzione prima del processo”. “Non solo, tre mesi dopo i fatti, la cittadina americana confessò davanti alla giustizia del proprio Stato di essersi inventata tutto ed il carabiniere ingiustamente accusato nemmeno affrontò il processo italiano perché il PM chiese ed ottenne l’archiviazione delle indagini”.
“A mio modo di vedere, la soluzione più equilibrata e più conforme allo spirito dello stesso codice militare sarebbe quella di assegnare momentaneamente i due militari ad altri incarichi, che eventualmente non comportino lo svolgimento di servizi esterni. In tal modo sarebbero meglio contemperati l’esigenza pubblica con quella privata degli interessati. Solo in via subordinata, potrebbe farsi luogo alla sospensione dal servizio, privando momentaneamente i due inquisiti della divisa, ma assicurando loro quella metà dello stipendio necessaria a sostenere la famiglia per tutti gli anni in cui avrà svolgimento il processo”. “Sul punto, l’opinione pubblica ha però già emesso una sentenza definitiva, affermando che i due militari vadano congedati anche solo per aver condotto nell’auto di servizio le due ragazze americane e per aver intrattenuto con le stesse un rapporto sessuale, seppure consenziente, durante il servizio”.
“Al riguardo – precisa Carta – , è vero che potrebbero essere ravvisabili anche altri reati militari e ordinari (sostanzialmente: una violata consegna, una tentata truffa militare ed un peculato d’uso), ma attenzione: sono tutti delitti che, da soli, non determinano di regola la destituzione e che, soprattutto, si possono “estinguere” senza alcuna condanna (e addirittura senza processo) con una semplice richiesta di messa alla prova (essendo tutti punibili, nelle rispettive fattispecie base, con una pena inferiore a 4 anni)”.”Invito, quindi, ad affrontare la vicenda senza farsi suggestionare dalle folle inferocite. I due carabinieri hanno il diritto di essere considerati innocenti fino a prova contraria e vorrei tanto che i vertici dell’Arma applicassero loro questo fondamentale principio di civiltà giuridica, come hanno fatto, del resto con alti militari indagati, imputati e finanche condannati in primo grado per reati gravi, ma mai sospesi dal servizio. La decisione di non assecondare la richiesta collettiva di lapidazione dei due militari sarebbe certamente difficile e impopolare, ma darebbe un grosso segnale a tutti quegli eroi in uniforme che quotidianamente presidiano la sicurezza delle nostre strade e che hanno bisogno di sentirsi tutelati soprattutto nei momenti difficili”. (fonte GRNET.IT in abstract)

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Riduzione colesterolo Ldl, nuova guida dei cardiologi Usa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

chicagoChicago. L’American College of Cardiology (ACC) ha aggiornato il suo percorso decisionale consensuale sull’utilizzo di farmaci non del gruppo delle statine per ridurre il colesterolo LDL nei pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica (ASCVD). Il documento, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, include alcuni cambiamenti rispetto alla prima versione presentata nel 2016. «Dalla pubblicazione di quel documento sono emerse ulteriori prove e prospettive da studi clinici randomizzati e da altre fonti, in particolare quelle che considerano l’efficacia a lungo termine e la sicurezza degli inibitori della proproteina della convertasi subtilisina/Kexin tipo 9 (PCSK9) nella prevenzione secondaria della malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica» spiegano gli autori del lavoro, guidati da Donald Lloyd-Jones, della Feinberg School of Medicine di Chicago. Più in particolare, sono stati presi in considerazione gli studi FOURIER e SPIRE-1 e -2, che hanno valutato rispettivamente evolocumab e bocociumab, e ulteriori studi sui tipi di pazienti che hanno più probabilità di beneficiare dell’uso di ezetimibe in aggiunta alla terapia statinica dopo sindrome coronarica acuta. Il contenuto dell’intero documento è stato modificato seguendo queste nuove indicazioni, con una guida più ampia e dettagliata per quanto riguarda il processo decisionale sia nel testo che negli algoritmi. Sono state fornite raccomandazioni riviste per i pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica con o senza comorbilità in terapia statinica per la prevenzione secondaria. Infatti, per coloro che sono in tale situazione e hanno un colesterolo LDL di 70-189 mg/dL, la soglia per una diminuzione netta della riduzione del rischio è, come già descritto in passato, un abbassamento del colesterolo LDL di almeno il 50%, ma i medici possono ora considerare un colesterolo LDL inferiore a 70 mg/dL o un livello di colesterolo non HDL inferiore a 100 mg/dL per tutti i pazienti, indipendentemente dalle comorbilità. Per i pazienti in questa gamma di LDL con comorbilità, i medici possono considerare la prescrizione di ezetimibe o PCSK9. Fattori che favoriscono la scelta di ezetimibe includono la necessità di abbassare ulteriormente il colesterolo LDL del 25% e il costo di ezetimibe generico, ma un inibitore PCSK9 può essere preferibile se il paziente necessita di un abbassamento più elevato di LDL. Vengono inoltre elencati i fattori che possono aiutare a identificare i pazienti con ASCVD a rischio più elevato per eventi ricorrenti, tra cui età di 65 anni o più, infarto miocardico o ictus non emorragico pregresso o fumo quotidiano di sigarette. (fonte: doctor33)

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Why Macau is less demanding of democracy than Hong Kong

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

macauHONG KONG and Macau have much in common. Just 60km apart across the Pearl River delta (and soon to be linked by a bridge), they were both European colonies before being returned to China. Britain handed over Hong Kong in 1997; Portugal handed over Macau two years later. Both are administered under the “one country, two systems” principle, which allows them to retain their systems of government for 50 years. Yet whereas many Hong Kongers agitate loudly and relentlessly for more democracy, the people of Macau appear less concerned. Why is this?Wealth may be part of the answer. Macau is the only part of China where gambling in casinos is legal. In one generation the city has become the world’s largest gambling centre, with the casino industry bringing an abundance of well-paid jobs. GDP per person in 2016 was 554,619 patacas ($73,187), among the highest in the world and 68% higher than in Hong Kong. Wages are supplemented by the government, which gives each resident 9,000 patacas every year. Chinese officials regard Macau as a political model for what Hong Kong should be: compliant with the Communist Party’s wishes and unequivocally patriotic. Loyalty is drilled into people by the media and in schools. A security law, known as Article 23, wielded in the name of punishing treason and secessionism, keeps citizens wary. In Hong Kong, opposition to “patriotic” education and to Article 23 forced the local government to shelve both.
In August Macau’s government asked China’s army for help with clearing up the destruction left by Typhoon Hato, the strongest storm in 50 years. This entailed the first deployment of troops on the streets since the handover in 1999. Were they to be mobilised in Hong Kong, even in a humanitarian role, some people would worry. In Macau, the soldiers’ presence was cheered. The Communist Party’s sway over the territory’s politics predates the end of Portuguese rule. In the 1960s the Cultural Revolution spilled over from the mainland, triggering pro-Communist riots in Macau. Similar unrest in Hong Kong was curbed by the British, but in Macau the party’s influence spread through civil society. By the time of the handover negotiations in the 1980s, China had already turned down two Portuguese efforts to give it back. Unlike Hong Kong, to which China promised the eventual introduction of “universal suffrage” in elections for the territory’s leadership, Macau received no such pledge. While many in Macau appear content, there are still grumbles. Residents complain about the cost of buying a home, a shortage of social housing and the state of public transport and hospitals. Casinos create jobs with long, unsociable hours, and clog the city with tourist buses. Critics have been particularly vocal about the government’s response to Hato, in which ten people died and 200 were injured. Opposition parties hope that citizens will remember their anger at the ballot box on September 17th, when 150,000 locals will elect 14 members of the 33-seat Legislative Assembly. The rest of the legislators are picked by labour unions and other government-approved interest groups, or appointed by the territory’s chief executive, Fernando Chui. In 2013 the opposition won less than a quarter of the vote, and less than two-thirds of that went to candidates calling for greater democracy. At an equivalent election in 2016 in Hong Kong, pro-democracy candidates won more than half of the directly elected seats. Hong Kongers even picked six legislators who wanted to renegotiate the relationship with China. Do not expect such radical thoughts in Macau. (font: The Economist) (photo: macau)

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New Gates Foundation Report Highlights Remarkable Progress Against Global Poverty and Disease

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

Bill_Melinda_Gates_fSEATTLE/PRNewswire/The Bill & Melinda Gates Foundation today launched an inaugural annual report showcasing the remarkable progress that has been made in reducing extreme poverty and disease in recent decades, but issuing a stern warning to the world that future progress is in jeopardy.
Goalkeepers: The Stories Behind the Data, co-authored and edited by Bill and Melinda Gates and produced in partnership with the Institute for Health Metrics and Evaluation at the University of Washington, highlights past progress against some of the most devastating issues facing poor countries and uses breakthrough data projections to forecast good and bad future scenarios – with millions of lives hanging in the balance.In all, the report tracks 18 data points from the UN Sustainable Development Goals, or Global Goals, including child and maternal deaths, stunting, access to contraceptives, HIV, malaria, extreme poverty, financial inclusion and sanitation. The report looks beneath the numbers to pinpoint the leaders, approaches and innovations that made a difference.Through the data and first-person accounts from six contributors, the report showcases the stunning progress the world has made in the past generation: cutting extreme poverty and child deaths in half and reducing HIV deaths and maternal deaths by nearly half, among many other accomplishments. But as the report shows, serious challenges remain – including deep disparities between countries – and future progress is not inevitable.The projections are showcased in charts and explore three potential 2030 scenarios for each indicator. The first is what could happen if we continue along the current path, based on past trends – without significant changes to approaches or current spending levels. Two additional scenarios provide a glimpse at a better and worse future: what could happen with strong leadership, innovation and investment and, starkly, what could happen if attention and funding waned. For example, a mere 10 percent cut in global donor funding for HIV treatment could result in more than 5 million more deaths by 2030.
In their introduction, Bill and Melinda Gates express concern that shifting priorities, instability and potential budget cuts could lead the world to turn away from its commitments, jeopardizing the positive trajectory needed to end extreme poverty and wipe out diseases by 2030.Bill and Melinda Gates will produce the Goalkeepers report every year through 2030, timed for the annual gathering of world leaders in New York City for the UN General Assembly. In 2015, world leaders committed to the Global Goals, which are focused on ending extreme poverty and fighting inequalities. The Goalkeepers report focuses on a subset of the indicators in the Global Goals and is designed to highlight best practices and help hold the Gates Foundation, its partners and leaders around the world accountable. It will document not just what is working, but where the world is falling short.
The report includes first-person accounts from leaders whose innovations and policies have already made a difference – from tackling stunting in Peru to increasing uptake of modern contraceptives in Senegal to bringing more women in India into the formal financial sector.
In conjunction with the report, the Gates Foundation will be hosting two Goalkeepers Events in New York City around the UN General Assembly. Former President Barack Obama, Her Majesty Queen Rania Al Abdullah of Jordan, UN Deputy Secretary-General Amina J. Mohammed, Malala Yousafzai, Richard Curtis, screenwriter, producer and film director, and Stephen Fry, actor, writer and presenter will join events on Sept. 19 and 20. Participants will celebrate progress toward eliminating disease, inequality and poverty around the world, and inspire a new generation of advocates to work towards sustainable development. On the evening of Sept.19 the Goalkeepers Global Goals Awards dinner will honor outstanding activists and groups who have demonstrated a positive impact on people’s lives and are inspiring others to accelerate progress and leave no one behind. The Gates Foundation will livestream the Sept. 19 and 20 Goalkeepers events.

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Enhancements to McAfee’s Consumer Security Lineup Help Users Protect Their Data, Devices and Privacy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

Family On Sofa With Laptop And Digital Tablet Watching TVMcAfee launched its newest consumer security lineup with additional features designed to better address the threats today’s connected users face. Building on the recently announced next-generation anti-malware engine, McAfee’s core security suite – which includes McAfee AntiVirus Plus, McAfee Internet Security, McAfee Total Protection and McAfee LiveSafe – now delivers even more efficient and effective protection from digital threats as the engine’s cloud-based behavioral analytics and machine learning capabilities expand.
Additionally, McAfee is advancing its capabilities to deliver on the vision of protecting what matters most to its customers in three key areas: connected devices in the home, online safety for kids, and online privacy. In the wake of recent consumer breaches, these new innovations now available within McAfee Secure Home Platform, McAfee Safe Family and McAfee Safe Connect are needed more than ever to help protect consumers. Savvy cybercriminals continue to seek new ways to intercept consumers’ sensitive data for their personal gain. Per the McAfee Labs Threat Report: June 2017, total ransomware has grown 59% in the past four quarters to 9.6 million samples, and total mobile malware has grown 79% in the same time to 16.7 million samples. This rise underscores the need for consumers to use security solutions that keep pace with the latest threats including protection from zero-day malware and ransomware. (Photo: Business Wire)

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