Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

La Fidest cambia pelle

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017


logo-fidest-jpgI lanci d’agenzia della fidest (storico) sono visibili su:

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La Fidest è un’agenzia stampa a diffusione gratuita.

Il direttore della Fidest pubblica i suoi libri su Amazon

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Ho deciso di chiudere una porta ma avendo contestualmente l’accortezza di aprirne un’altra più diretta e personale. In questo ambito riscopro la mia anima di opinionista sui temi che più da vicino toccano la nostra natura e ci permettono di interagire con chi avrà la bontà di seguirmi condividendo o criticando la mia linea di pensiero sui grandi temi di attualità: politica, sociale, economia.

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Tra studio e cielo: Claudio Marcantonio e Claudio Pio espongono alla Galleria il Sipario di Giulianello

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

cieloGiulianell -Cori. Rimarrà aperta al pubblico fino al 9 Dicembre, la mostra fotografica “Tra studio e cielo” di Claudio Marcantonio e Claudio Pio, curata dallo storico dell’arte Domenico Bilà. Inaugurata domenica 19 Novembre, la rassegna ha dato il via alla stagione espositiva 2017/2018 della Galleria Il Sipario di Giulianello. I l titolo prende spunto dai lavori in bianco e nero proposti dai due fotografi: quelli di Marcantonio sono dei paesaggi che hanno come protagonista il cielo, quelli di Pio sono ritratti e nudi realizzati in studio. Ne scaturisce un confronto tra la luce naturale di Marcantonio e la luce artificiale da interno di Pio.La bellezza, la sensualità, l’eleganza, il fascino sono gli elementi dominanti della fotografia beauty di Claudio Pio, che dal 2014 ha intrapreso un originale percorso di ricerca glamour, legato al mondo della moda e alle sfilate in passerella, con risultati ritenuti di grande qualità ed intensa raffinatezza.Con i suoi scatti Pio comunica la propria elaborazione interiore di ciò che è sensualmente evocativo, essenza del desiderio e di un fine ed elaborato evidente erotismo. Attraverso un sapiente gioco di luci, tagli e forme, reali e metafisiche, che illuminano i particolari, le modelle incarnano ed esternano il bello artistico.I cieli di Marcantonio invece sono carichi di nuvole, densi di contrasti chiaroscurali, di sfumature di grigi, a volte minacciosi e altre sereni, rischiarati in lontananza da una quiete luminosa. Essi si stagliano su paesaggi naturali ed urbani dove si percepisce la mano dell’uomo, seppur assente dalle immagini.
Tra patos e mistero, è come se questi cieli in movimento e pieni di forza lanciassero un monito di dissenso della natura verso l’immobile opera umana, spesso priva di scrupoli verso il pianeta. Questa è solo una delle possibili chiavi di lettura, lasciando ampio spazio all’interpretazione personale di ciascuno. (foto: cielo)

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Commedia: “Ella si umilia per vincere – o gli equivoci di una notte”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

Simona DinielliBari Sabato 25 novembre, alle ore 21.00, al teatroTeatro Forma – Via Fanelli, 206/1 la Compagnia del Dadotratto porterà in scena la commedia “Ella si umilia per vincere – o gli equivoci di una notte”, riadattamento della regista Ebe Guerra dell’opera originale dello scrittore irlandese Oliver Goldsmith, tra i maggiori successi del teatro inglese del ‘700, che fonde la propria carica sulla sequenza ripetuta di equivoci. “Nella nostra versione – ha commentato Alessandro Volpe, tra i protagonisti dello spettacolo – la commedia mantiene lo spirito del testo originale, traslando però tutta l’azione scenica fra epoca contemporanea e primi anni del ‘900, operando delle sostituzioni che rendono questo lavoro attuale”. L’opera di Goldsmith narra di Kate, la quale si innamora di un uomo, suo pari, che non riesce ad avvicinarsi a donne di pari rango, ma solo a quelle di ceto inferiore. La nobildonna, attenta stratega, si finge una serva per attirare l’attenzione del suo innamorato e conquistarlo. Nella storia è presente anche un’altra coppia composta dal migliore amico di lui e dalla cugina di lei. L’adattamento di Ebe Guerra è un “divertissement”, in cui i due ragazzi protagonisti, per una magia che inizialmente sembra incomprensibile, vengono catapultati indietro nel tempo, dal 2017 al 1917.
“Nel nostro lavoro, divertente e ricco di equivoci, la donna che cerca di conquistare l’uomo indossa una maschera. Anche questo aspetto è riportato ai giorni nostri. Qui il cliente di questa strana sartoria ha difficoltà ad avere rapporti con donne poco femminili, mascoline, ed è invece attratto da quelle che esaltano la propria femminilità, che sono sensuali e accattivanti”.
In scena ci saranno Francesca Di Cagno, Simona Dinielli, Valeria Iannone, Michele Grossi, Lucy Mariani, Alessandro Rotaia, Alessandro Volpe, Bruno Verdegiglio. Una particolare attenzione è stata posta sia nella scenografia, di Damiano Pastoressa e Giovanni Rocchetti, sia nelle ricerche musicali, ad opera del noto attore e regista barese Gianni Ciardo, che ancora una volta affianca amichevolmente la Compagnia del Dadotratto.
“Una difficoltà, che alla fine è risultata un punto di forza di questo nostro lavoro, è stata proprio evidenziare la differenza tra le due epoche, dove paradossalmente abbiamo incontrato più ostacoli ad immedesimarci nel linguaggio attuale, che non in quello dell’opera originale”. (foto:Simona Dinielli)

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Presentazione del libro Cuore di Napoli di Ugo Cedrangolo

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

cuore di napoliRoma Mercoledì 29 novembre 2017 ore 18.00 Associazione Civita – Piazza Venezia 11 presentazione: Ugo Cedrangolo “-Cuore di Napoli – miti e sogni ricordi e passioni”. Com’è Napoli? È sporca, disordinata, violenta o è un posto magico, una capitale culturale e della creatività, che trasuda storia da ogni pietra? È un inferno o un paradiso? Alla presentazione intervengono: Luigi Abete, Riccardo Canessa, Virman CusenzaSarà presente l’autore.
Una risposta valida per tutti non esiste, per il semplice motivo che Napoli è innanzitutto “fatica”, e chiunque voglia conoscerla deve fare la sua di fatica, deve spendersi, investire e pure rischiare.
Questo libro, insolito e sorprendente, può servire a rendere un po’ meno aspra la sfida di chi vuole capire davvero la città, quasi percorrerla strada per strada. Mescola, come un caleidoscopio, miti, storie di grandi eventi e di grandi personaggi (da Masaniello a Totò) che hanno segnato la città attraverso i secoli, e storie minute, di tutti i giorni, sprazzi di vita vissuta da chi Napoli l’ha camminata davvero.
Ugo Cedrangolo, napoletano, laurea in Ingegneria Meccanica e Master in Business Administration, è un consulente di management dalle passioni umanistiche. Lavora per gruppi imprenditoriali e grandi aziende sui temi della strategia, dell’organizzazione, dell’innovazione tecnologica. È stato membro di giunta della Federazione terziario avanzato, presidente dell’Assco e presidente di Cinecittà Entertainment. Attualmente è nel Consiglio di amministrazione di diverse aziende.
Ha condotto attività di docenza presso il Politecnico di Milano, la Sda, il Mip, l’Istud e lo Stoa. Ha pubblicato “Management, frattali e pensées. Strategia nella prassi” («Il Sole 24 Ore», 1993). (foto: cuore di napoli)

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The MENA region’s first ever ‘Global Relay for Life,’

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

MENA's first Global RelaySharjah, the third largest of the United Arab Emirate’s seven emirates, was the host for the MENA region’s first ever ‘Global Relay for Life,’ (RFL) a 24-hour walkathon that is the biggest fundraising event for cancer in the world. Conducted in conjunction with the American Cancer Society, the event was organised by Friends of Cancer Patients (FoCP), a non-profit organisation that supports cancer patients and their families. Taking place November 17-18 at the American University Sharjah, the inaugural UAE RFL saw more than 2,000 relayers participating in the overnight event, with a large number of individuals and institutions involved including 52 schools, six universities, eight partners, in addition to 37 institutions from the public and private sectors and 67 cancer survivors.
Included in the programme for the 24 hours was an extensive array of activities in a kids’ fun area, a ‘Luminaria’ candle illumination event to remember loved ones who had died of cancer and a ‘Survivors’ Tent’ that saw a number of those who had defeated the disease address audiences. Participants’ hunger was kept assuaged by a host of food and refreshment stands, all of which donated their proceeds to FoCP.
The first UAE RFL was launched by Sheikha Jawaher Al Qasimi, Founder and Royal Patron of FoCP, International Ambassador of the World Cancer Declaration for the Union for International Cancer Control (UICC) and International Ambassador for Childhood Cancer for UICC. Her Highness joined cancer survivors in the first lap of the walkathon, highlighting the importance of raising awareness of the disease and the necessity of screening for its early detection – the most important factor in survival and recovery.
The 24 hour nature of RFL is designed to highlight that cancer is a disease that doesn’t sleep and to show solidarity with cancer patients who can feel a sense of loneliness during the small hours.
RFL has its roots in the USA when in 1985 Dr. Gordon Klatt, a colorectal surgeon, raised $27,000 for his local cancer charity by walking for 24 hours. The event currently takes place in 29 countries, with the UAE the most recent addition to the global network. To date RFL raised more than $5 billion in support of cancer patients worldwide. (photo: MENA’s first Global Relay)

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Cresce il turismo nelle isole remote

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

IshigakiPer secoli c’è stato un solo modo per raggiungere Sant’Elena, la remota isola dell’Atlantico meridionale dove fu esiliato Napoleone Bonaparte: via mare, con una traversata di cinque giorni da Cape Town. Ora non è più così: il 14 ottobre scorso è stato ufficialmente inaugurato l’aeroporto di Jamestown, capoluogo dell’isola, e i turisti possono arrivare in questo luogo fuori dal mondo in sole sei ore di volo dal Sudafrica. Sono attese 30mila presenze all’anno. E la curiosità cresce anche in Italia: «Qualche nostro cliente si è già informato per un viaggio, e come tour operator abbiamo cominciato a studiare le potenzialità di questa destinazione. Stiamo verificando le soluzioni migliori per raggiungerla» spiega Catia Ballotta, Travel Stylist di CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio, specializzata in vacanze esperienziali e su misura. «Sant’Elena rimane una destinazione remota –ricorda Ballotta–. Non ci sono spiagge balneabili, né grandi strutture ricettive: il suo fascino risiede nella natura, nell’isolamento e nella tranquillità».
I cultori del turismo estremo possono dunque stare tranquilli: Sant’Elena rimarrà incontaminata. Mentre per coloro che sono tentati dall’idea di viaggiare in un’isola remota, lontano dalla folla, ma senza rinunciare a qualche comodità, esistono destinazioni non convenzionali che possono regalare grandi emozioni. I consulenti di viaggio CartOrange ne hanno individuate tre.
TofinoIndonesia: Flores e Raja Ampat – L’Indonesia è formata da una miriade di isole e arcipelaghi grandi e piccoli, e se si vogliono evitare i percorsi più battuti non è certo un problema trovare una destinazione un po’ fuori mano. «A chi desidera venire in contatto con la natura più autentica e con tradizioni ancestrali uniche consigliamo Flores, una delle Piccole Isole della Sonda –spiega Catia Ballotta–. In quest’isola a un’ora e mezza di volo da Bali la popolazione vive ancora lontana dalla modernità, secondo i ritmi lenti. Il paesaggio è modellato da tredici vulcani ricoperti da foreste». Se invece si cerca un luogo spettacolare per le immersioni, la meta ideale è Raja Ampat, arcipelago di 1.500 isole e isolotti: «È uno sterminato parco marino caratterizzato da una spettacolare barriera corallina. Ed è ancora poco frequentato, dato che occorrono sei ore di volo da Giacarta, con scalo a Makassar. Ma vale la pena fare un lungo viaggio per questo paradiso incontaminato».
Giappone: Ishigaki-jima – Le isole dell’estremo sud del Giappone offrono un clima tropicale, splendide spiagge, mare cristallino il fascino di una cultura unica. «In più sono veramente lontane da tutto: sono a duemila chilometri da Tokyo, tre ore e mezza di volo –commenta Ballotta–. A Ishigaki-jima si trovano le spiagge più belle del Giappone, e questo ne fa la meta conclusiva ideale per rilassarsi dopo un tour del paese del Sol Levante. Cultura, tradizioni e cucina sono autenticamente giapponesi, ma conservano le loro peculiarità locali diverse da tutto il resto del Paese: questa piccola isola riserva sorprese a ogni angolo». Fra le esperienze consigliate da CartOrange ci sono snorkeling e diving per ammirare gli splendidi fondali. Da non perdere anche le escursioni in kayak sul fiume Fukido e a piedi per esplorare l’interno dell’isola.
Canada: Tofino, Vancouver Island – A chi predilige climi più freddi e vacanze piene di sport e camminate i consulenti CartOrange consigliano Tofino, sull’Isola di Vancouver, costa pacifica del Canada. «Tofino è un paradiso per chi ama le escursioni e la vita all’aria aperta –spiega Catia Ballotta–. È amata sia dalle famiglie, sia dai viaggiatori più avventurosi, perché ci sono proposte di ogni tipo, ma tutte all’insegna della natura e del turismo sostenibile». Lo sport è in primo piano: a detta dei canadesi Tofino è la capitale del surf e si pratica anche il sup (una variante più semplice da Raja Ampatimparare, in cui con una pagaia si sta in piedi sulla tavola e si ha la sensazione di camminare sull’acqua). Altri sport che trovano il loro ambiente ideale sono kayak, canoa, pesca, trail e biking. Il tutto ha luogo in uno scenario naturale incredibile, protagonista delle esperienze consigliate da CartOrange: «Proponiamo escursioni nell’area del Clayoquot Sound –spiega Catia Ballotta–, riserva della biosfera tutelata dall’Unesco, e del Pacific Rim National Park, uno dei più selvaggi territori del Canada affacciato sull’oceano Pacifico e popolato di animali come orsi, alci, balene; è possibile osservare gli animali sia dalla terraferma che dal mare a bordo di imbarcazioni appositamente attrezzate oppure volando con elicotteri e idrovolanti. Da non perdere l’esperienza di avvistamento degli orsi sulle locali imbarcazioni chiamate Zodiac».
CartOrange – Viaggi su misura (www.cartorange.com) è la più grande azienda di Consulenti per Viaggiare®, attiva in Italia da oltre dieci anni con 450 professionisti e svariate filiali sul territorio nazionale. Un servizio a domicilio personalizzato per proporre viaggi di nozze, di gruppo e individuali sempre unici e arricchiti con esperienze alla scoperta della cultura, della storia e della natura delle destinazioni. (foto: Ishigaki, Tofino, Raja Ampat)

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La cineteca italiana omaggia Alberto Lattuada

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

lattuadalattuada3A Milano presso il foyer del cinema Spazio Oberdan dal 22 novembre 2017 al 15 gennaio 2018 Piazza Oberdan, angolo viale V. Veneto, apre al pubblico l’omaggio della Fondazione Cineteca Italiana a uno dei suoi fondatori, Alberto Lattuada, sul cui film La Lupa, presentato in edizione restaurata, è allestita la mostra fotografica dal titolo “Matera 1953. L’inaugurazione della mostra (ad ingresso libero) avverrà mercoledì 22 novembre alle ore 19 in presenza del sindaco di Matera Raffaello De Ruggeri, la curatrice della mostra Giovanna Calvenzi, il direttore della Cineteca Matteo Pavesi e il critico cinematografico Ivan Moliterni. A seguire, proiezione de La lupa in versione restaurata e brindisi con vino della Basilicata per tutti i presenti. Copia restaurata R. A. Lattuada. Sc.: Luigi Malerba, Antonio Pietrangeli, A. Lattuada, dall’omonima novella di Giovanni Verga. Int.: Kerima, Ettore Manni, May Britt, Giovanna Ralli, Ignazio B. Italia, 1953, 93’.
il film La lupa di Alberto Lattuada con le foto di Federico Patellani” è in mostra curata da Fondazione Cineteca Italiana con la collaborazione di Giovanna Calvenzi e del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano), e patrocinata e sostenuta dal Comune di Matera, che ospiterà l’esposizione da gennaio 2018. Con l’omaggio ad Alberto Lattuada si chiude il ciclo di mostre fotografiche allestite per il settantennale della Cineteca di Milano, di cui il regista fu fondatore insieme a Luigi Comencini.
La mostra è illustrata da un catalogo edito da Humboldt Books, con testi a cura di Matteo Pavesi, Alberto Crespi, Luisa Comencini, Federico Patellani, Alberto Lattuada, Giovanna Calvenzi, Kitti Bolognesi.Lo schermo del cinema Spazio Oberdan è anche la vetrina per alcuni dei film più rappresentativi diretti da Lattuada: Il cappotto, La spiaggia, Anna, Luci del varietà, e tra questi non poteva mancare La Lupa, dal soprannome di una passionale donna del popolo impersonata da Kerima, attrice che ha in sé qualcosa della selvaggia e ancestrale natura della Lucania. Prima di Pasolini, che vi girò nel 1964 il suo Vangelo, Matera era stata scoperta dall’obiettivo di Federico Patellani, cui Lattuada riconosceva la capacità di “rubare dalla realtà la forza della bellezza e restituirla con un’immagine”.
Mercoledì 29 novembre alle ore 16 il film La spiaggia verrà introdotto da Tatti Sanguineti e Gianluca Farinelli (Direttore della Cineteca di Bologna) per presentare un volume monografico curato dallo stesso Sanguineti e dedicato alla storia del film e alle sue disavventure con la censura.
Alberto Lattuada, lombardo, architetto, di ottima cultura, appassionato di fotografia, nei suoi oltre 40 film è stato un acuto e polemico osservatore della realtà contemporanea, più umanista che moralista, passando spesso attraverso la mediazione di testi letterari. È il caso di un suo film considerato a torto minore, e meno visto di altri, come La Lupa. Melodramma spettacolare a forti tinte, il film trasferisce l’omonima novella del Verga dalla Sicilia dell’Ottocento in una Matera anni ’50, dove la “miseria nobile e civile dei Sassi” era il perfetto e inedito fondale di una storia di drammatiche passioni in cui il corpo femminile afferma la sua centralità nel gioco della seduzione. Il restauro digitale valorizza il bellissimo bianco e nero dei 50 ingrandimenti esposti: sono le foto di scena che il grande Federico Patellani scattò insieme a molte altre, a suggello di una lunga collaborazione con il regista, di cui fu l’assistente per La Lupa.
Nel 1951 o 1952, in una conversazione con l’amico Alberto Lattuada, Patellani aveva espresso il desiderio di fare un film con lui. Lattuada stava lavorando al progetto di La Lupa e stava pensando di girarlo a Matera e non in Sicilia. Partono quindi insieme per 91 fare dei sopralluoghi. Lo stesso Lattuada nel 1995, come riportato in altra parte di questo libro, racconterà: “Matera aveva i Sassi, aveva queste rupi dentro cui era scavata la città. Aveva questi paesaggi dalla bellezza dura, terribile. lattuada1Mi sembrava l’ideale per ambientarvi una storia di passione come quella: quelle voragini che sembravano spalancarsi sotto i piedi dei personaggi… Matera era l’inferno in terra. Quando Patellani vide i Sassi, rimase molto colpito anche lui. Stette zitto per un po’ girando per la città, apparentemente senza meta. Poi mi disse: ‘Ma sì, facciamolo a Matera ‘sto film’”.Mentre Lattuada torna a Roma, Patellani rimane a Matera tre mesi per le ricerche dei luoghi dove girare gli esterni e contemporaneamente realizza una serie di servizi che verranno pubblicati, a partire dalla fine del 1952, da “L’Illustrazione Italiana”, da “Picture Post” e da “Vie Nuove”. Lavora nel Museo Archeologico, nelle osterie e nella cattedrale, realizza paesaggi e ritratti, entra nelle case della gente. Lavora con formati diversi, dalla Leica al 6 x 6 al 10 x 12, sintomo in lui (di solito molto sobrio nelle scelte tecniche) di un grandissimo interesse per quello che sta realizzando. Quando finalmente iniziano le riprese, nei luoghi definiti grazie ai sopralluoghi fotografici, Patellani è sul set, a fianco del direttore della fotografia Aldo lattuada2Tonti ma, come ricorda Lattuada, bastano gli spostamenti minimi della macchina fotografica per realizzare immagini che hanno “un altro senso, un altro sapore”.Patellani documenta tutte le fasi di realizzazione del film e anche gli special sugli attori, cioè quei ritratti posati fuori scena, molto apprezzati dai periodici illustrati dell’epoca. Nel 1977, scrivendo le didascalie per la mostra milanese, Patellani ricorda: “Mi trovo a Matera con la troupe di Alberto Lattuada che sta realizzando una riduzione cinematografica del racconto verghiano La Lupa e ha deciso di ambientarla nella magica città lucana. Faccio fotografie e sono assistente alla regia. Matera ci ha accolto con una certa cordialità, resa più tangibile dal fatto che un interno scelto per girarvi una scena significa denaro per il proprietario. Così, grazie al cinema, entriamo in tutte le case, io posso fotografare ciò che voglio”.All’inizio degli anni Cinquanta Matera era certamente, nei contrasti che offriva, una città di grande fotogenia. Quando Patellani, nel 1952, arriva a Matera per la seconda volta, ha già alle spalle una lunga collaborazione con “Tempo” e ha già realizzato molte delle sue storie straordinarie. Documentare è quindi, in quegli anni, il suo imperativo categorico, senza apriorismi, senza tesi da dimostrare. Etichettato a posteriori, frettolosamente e impropriamente, come ‘neorealista’, Patellani si sarebbe certamente ribellato, ostile sempre a tutte le etichette: neorealista era per lui l’Italia del dopoguerra e per le sue immagini l’unico aggettivo accettabile era ‘documentarie’. Per tutta la vita ha sempre difeso il suo status di fotogiornalista, indipendente da ideologie e correnti, fedele sempre al piacere.Le sue immagini di Matera sono fedeli ai suoi intendimenti. E tuttavia informano toccando tutti i registri della percezione e della suggestione, come accade con la fotografia d’autore. Ci raccontano i luoghi, i volti, “la miseria nobile e civile” dei Sassi, le processioni religiose, la vita di tutti i giorni. Le sue immagini di Matera, quelle che Lattuada definiva ‘la collezione Patellani’, rimangono come uno dei momenti più alti e compiuti della sua fotografia. (foto: lattuada)

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Amantea, la Grotta dei desideri in trasferta a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

Ingresso RufaRoma 27 novembre alle ore 10.30, presso la Rome University of Fine Arts, il bando di selezione per il 2018. Nella stessa occasione verranno consegnati i premi da 250 euro cadauno agli studenti più meritevoli dell’accademia che hanno lavorato in qualità di stagisti durante le serate che hanno avuto luogo ad agosto. Oltre al direttore artistico Ernesto Pastore, saranno presenti i massimi dirigenti della Rufa, tra cui Fabio Mongelli che, nel recente passato, ha espresso il proprio apprezzamento per la kermesse nepetina.
«Siamo molto contenti – ha rimarcato Mongelli – di poter collaborare con la Grotta dei Desideri che è una vivace e dinamica rassegna capace di esprimere i giovani talenti della creatività nel mondo della Alfio e Fabio Mongellimoda. La Rome University of Fine Arts da anni persegue proprio l’obiettivo di formare e valorizzare la genialità creativa, per questo siamo certi che i nostri studenti realizzano una fantastica esperienza professionale in Calabria. In particolare essi sono impegnati in tirocini finalizzati al sostegno delle attività di direzione artistica, scenografia e documentazione audiovisiva».
Ma non è tutto. «Così come fatto a Cariati – ha dichiarato Ernesto Pastore – ufficializzeremo a livello nazionale il nuovo corso dell’evento. La Grotta dei desideri cambia nome: da adesso in poi si chiamerà “GDD Fashion Week”. Un’innovazione che consentirà al progetto di farsi apprezzare e conoscere ancora di più, confrontandosi con gli appuntamenti similari che si svolgono nelle capitali europee e mondiali. Presunzione? Assolutamente no, ma semplice consapevolezza derivante da un know – how che unisce in maniera sinergica esperienza, studio, competenza. La GDD Fashion Week non è solo un cambio di nome, ma una vera e propria start – up che consentirà ad Amantea e alle altre città legate alla Grotta dei desideri di declinare in maniera ancora più incisiva quel concetto di internazionalizzazione che è parte integrante delle attività connesse alla moda». (foto: ingresso rufa, Alfio e Fabio Mongelli)

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Présentation de “Faire l’Europe dans un monde de brutes”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

enrico letta

Bruxelles (Belgique) Mardi 5 décembre 2017 15h00 > 17h00 Commission des Episcopats de la Communauté Européenne (COMECE) Square de Meeûs, 19/1 B-1050. Enrico LETTA, président de l’Institut Jacques Delors et ancien premier ministre italien Sébastien MAILLARD, directeur de l’Institut Jacques Delors Modératrice : Céline SCHOEN, correspondante à Bruxelles de La Croix Débat avec le public. C’est un grand Italien qui l’affirme: la construction euro­péenne a urgemment besoin d’être consolidée par une relance franco-allemande.De l’intérieur, ses bases sont non seulement menacées par le Brexit, mais, plus largement, par des opinions déboussolées qui se considèrent délaissées par l’UE.A l’extérieur, les railleries de Trump, la défiance de Poutine et les provocations d’Erdogan exigent plus que jamais des Européens de se prendre en main. D’autant que notre continent doit répondre aussi aux grands bouleversements que sont l’augmentation de la population mondiale, les arrivées de migrants, le changement climatique et les mutations rapides de l’économie. A l’Europe aujourd’hui de s’affirmer pour devenir une puissance de valeurs.Enrico Letta fut chef du gouvernement italien dans les heures mouvementées de la crise de l’euro et de la crise des migrants. Dans ce livre, fruit d’entretiens avec Sébastien Maillard, il avance des pistes pour « débruxelliser » l’Europe, démocratiser son fonctionnement et asseoir son leadership, afin de réconcilier le projet européen avec tous ceux qui s’en estiment les perdants ignorés.Avec conviction, réalisme et pédagogie, il nous démontre que si l’Europe se divise, elle se marginalisera au risque de ne compter pour rien dans un monde de brutes.
Enrico Letta, homme politique italien, membre du parti démocrate, a été président du Conseil entre 2013 et 2014 après avoir été ministre et député ainsi que député européen. En 2015, il a démis­sionné de ses mandats pour diriger à Paris l’école des Affaires inter­nationales de Sciences Po. Il préside également l’Institut Jacques Delors.Sébastien Maillard, ancien journaliste à La Croix, dont il fut le correspondant à Bruxelles et à Rome, est aujourd’hui directeur de l’Institut Jacques Delors.

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Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

Più libri più liberi 2010_Foto di Jacopo Pergameno_Courtesy AIE_Associazione Italiana Editori_PANORAMICA_Roma Convention Center – La Nuvola Eur, dal 6 al 10 dicembre si apre la sedicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE). Con un’importante novità: la Fiera abbandona la storica sede del Palazzo dei Congressi per trasferirsi, sempre all’Eur, al Roma Convention Center La Nuvola, il centro congressuale progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas e gestito da Roma Convention Group. Portare una fiera del libro all’interno del contesto architettonico più all’avanguardia d’Europa rappresenta una nuova frontiera per le manifestazioni editoriali: una sfida fortemente voluta dagli editori italiani e dalla loro associazione di categoria, da EUR spa e dalle amministrazioni del territorio. Più libri più liberi consentirà per la prima volta a chiunque, ma prima di tutto ai romani di entrare, dopo oltre un decennio di attese, in questa fantastica struttura.
Più libri più liberi è l’evento editoriale più importante della Capitale dedicato esclusivamente all’editoria indipendente. Quest’anno oltre 500 editori, provenienti da tutta Italia, presentano al pubblico le novità e il proprio catalogo. Cinque giorni e più di 550 appuntamenti in cui incontrare gli autori, assistere a reading, performance musicali e incontrare gli operatori professionali.La legalità è l’argomento centrale di questa edizione di Più libri più liberi.
Primo appuntamento ad inaugurare questo tema sarà il 6 dicembre alle 12.45, nella sala La Nuvola, la diretta Rai della trasmissione Speciale Quante Storie condotta da Corrado Augias durante la quale interverrà il Presidente del Senato Pietro Grasso. Lo stesso Grasso sarà anche protagonista dell’incontro Politica e antimafia, con il giornalista Lirio Abbate.
Molti gli autori italiani e internazionali e i giornalisti che verrano a dibattere e presentare i loro libri dalla filosofa Ágnes Heller a Fernando Aramburu, l’autore rivelazione con il romanzo Patria. Fra gli incontri da non perdere quelli con Asli Erdogan, la scrittrice dissidente turca e con Sergio Maldonado, fratello del militante argentino ucciso, che offriranno al pubblico di Più libri Più liberi una testimonianza inedita. Margo Jefferson, Paul Beatty, Luis Sepulveda, Marc Augé, Alan Pauls ed altri. Tra gli italiani Giancarlo De Cataldo, Andrea Camilleri, Edoardo Albinati, Massimo Recalcati, Massimo Carlotto, Walter Siti, Antonio Manzini, Marco Malvaldi, Alessandro Barricco, Roberto Saviano.Terrorismo, Trump, Europa, frontiere, migrazioni, corruzione e i nuovi nazionalismi questi ed altri i temi che verrano discussi a Più libri Più liberi, ma anche la politica con Romano Prodi, Marco Minniti e Valeria Fedeli, mentre di Unioni civili ci parlerà Monica Cirinnà. Si parlerà inoltre di Mafia con Attilio Bolzoni, della Russia con Ezio Mauro e di corruzione delle squadre sportive con Enrico Mentana, di legalità nello sport con Franco Gabrielli e Giovanni Malagò.Tanta la creatività romana raccontata e rappresentata quest’anno all’EUR: dal dialogo tra Gigi Proietti e Walter Veltroni, ad Ascanio Celestini, da Laura Larcan a Zerocalcare.Per la prima volta sarà allestito lo spazio The Photo Book Cloud, affidato dalla Fiera alla cura di Arianna Rinaldo e Chiara Capodici, e prodotta da Cortona On The Move e Leporello Books et al., che accoglierà due mostre fotografiche: Zurumbático del fotografo venezuelano Luis Cobelo, e Dear libriJapanese di Miyuki Okuyama. Attesissimo l’incontro con Letizia Battaglia.Si consolida una delle sezioni più longeve della Fiera: quella per i ragazzi, realizzata in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, che quest’anno raddoppia gli spazi con un percorso tra le migliori novità dei libri illustrati e della narrativa per i più piccoli. Molti gli autori presenti: Licia Troisi, Luisa Mattia, Luigi Ballerini, Giorgio Biferali, Fabian Negrin, Chiara Lico, Luigi Politano, Laura Guglielmo, Susanna Rumiz, Luca Novelli, Janna Carioli, Teresa Porcella, Nadia Terranova, Ermanno Detti, Federico Appel.A Più libri più liberi trova ampio spazio il programma professionale, che quest’anno ruota attorno ai temi chiave dell’innovazione e dell’internazionalizzazione. Quindici appuntamenti, che funzionano come una vera e propria occasione formativa per gli editori e gli addetti ai lavori, che saranno aperti da alcune indagini inedite, realizzate da Nielsen, Istat e da Pepe Research, per conoscere e approfondire ogni aspetto del mondo del libro e della lettura a livello italiano e internazionale. In occasione della manifestazione saranno presentati anche i primi dati dell’indagine aggiornata sull’Osservatorio import-export dei diritti, a cura di AIE e ICE – Agenzia.Più libri più liberi è sostenuta dal Centro per il libro e la lettura, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Lazio, da Roma Capitale e da ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. È realizzata in collaborazione con Istituzione Biblioteche di Roma, Fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo, ATAC Azienda per i trasporti capitolina, SIAE, EUR spa, Roma Convention Group e si avvale della Main Media Partnership di RAI e della media partnership con SKY.
Più libri più liberi partecipa ad ALDUS, la rete europea delle fiere del libro cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa.Sul web la Fiera è presente con il sito http://www.plpl.it e con l’attività sulle principali piattaforme di social networking: gli hashtag ufficiali della manifestazione saranno LaNuvola e piulibri17.

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Prevedere una Grande Soprintendenza a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

Foro romanoRoma. Questo per integrare tutte le competenze della gestione e delle tutela dei beni culturali sull’ampia scala territoriale del comune capitolino. E’ quanto prevede un disegno di legge presentato dal senatore del Pd Walter Tocci, che illustrerà oggi la proposta in un incontro pubblico alle 17 presso la Fondazione Basso. “La Soprintendenza archeologica di Roma – spiega Tocci – era una delle migliori istituzioni culturali dello Stato italiano e si prendeva cura dei beni con metodo integrale. Dopo il decreto del gennaio 2017 del ministero dei Beni culturali, questo modello è stato definitivamente frantumato. La Grande Soprintendenza potrebbe costituire l’esempio pilota di un radicale ripensamento dell’organizzazione ministeriale dei beni culturali. Potrebbe rappresentare, cioè, la maggiore espressione dell’autonomia e del prestigio di un rinnovato corpo professionale. Il ministero sarebbe chiamato a occuparsi soprattutto della strategia nazionale, nonché di quella internazionale”.
Da questo punto di vista, il testo di Tocci riporta alla luce il testamento politico di Giulio Carlo Argan, il quale sosteneva la necessità di ribaltare il modello ministeriale, ipotizzando una struttura tecnica e scientifica pienamente sovrana nella cura del patrimonio.
“Il primo Soprintendente di Roma – ricorda ancora Tocci – è stato Raffaello. Fu nominato da Leone X nel 1515 praefectus marmorum et lapidum omnium, che non era propriamente una funzione di tutela, ma gli conferiva una posizione esclusiva nel recupero dei materiali antichi. Il grande artista andò oltre proponendo al Papa, con un’approfondita relazione, un programma di ricerca sull’archeologia al fine di mettere in disegno l’intera città antica. La proposta procurò all’artista ammirazione non inferiore a quella suscitata dai capolavori della sua pittura. Il compianto degli umanisti per l’improvvisa morte di Raffaello, di lì a due tre anni, era dettato più dall’amarezza di non vedere avverata la grande opera di archeologia promessa, che non dalla perdita di uno dei primi artisti della loro epoca. Non esisteva ancora la parola Soprintendenza, ma aveva già un bel significato”.

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Salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione, il lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

verona-city-gateVerona da giovedì 30 novembre a sabato 2 dicembre 2017 JOB&Orienta, il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione, il lavoro.Giunta alla sua ventisettesima edizione, la manifestazione promossa da Veronafiere e Regione del Veneto, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, si compone di un’ampia rassegna espositiva e di un articolato calendario di appuntamenti istituzionali, seminari e dibattiti, laboratori e simulazioni, eventi di animazione e spettacolo.
La conferenza stampa di presentazione si terrà giovedì 23 novembre alle ore 11.30, presso la sala del Consiglio di amministrazione (5° piano) di Veronafiere. Per illustrare obiettivi, temi, ospiti e novità dell’evento, all’incontro con i giornalisti interverranno:
Maurizio Danese, presidente di Veronafiere;
Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione del Veneto;
Maurizio Drezzadore, consulente del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali;
Francesca Altinier, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto;
Giorgio Malaspina, consigliere della Provincia di Verona;
Filippo Rando, assessore allo Sport e Tempo libero, Politiche giovanili del Comune di Verona;
Sandro Dal Piano, direttore della comunicazione di Enaip Veneto.

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Serata di beneficenza con Simone Di Pasquale e Debora Caprioglio

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

PeterPanRoma venerdì 24 novembre alle ore 20.30 al Circolo Sottufficiali della Marina Militare, in via Tor di Quinto evento-charity organizzato da Giuliana Battisti e Valentina Longo. Le stelle non stanno a guardare: ballano! Lo fanno per sostenere l’Associazione Peter Pan onlus, che fornisce assistenza alle famiglie dei bambini affetti da leucemie, costretti a trasferirsi a Roma, per curarsi all’Ospedale Bambino Gesù o al Policlinico Umberto I. Protagonista della serata anche il pubblico in sala, grazie al contest “La stella sarai tu”: quattro coppie di ballerini non professionisti si sfideranno a colpi di cha-cha, salsa, tango e tanto altro ancora e saranno valutati da una giuria d’eccezione: guest star, oltre a Simone Di Pasquale, l’attrice Debora Caprioglio.
Per partecipare all’evento bisognerà versare 30 euro a persona, per spettacolo e cena a buffet. Anche quest’anno il ricavato sarà devoluto interamente all’associazione Peter Pan onlus (www.peterpanonlus.it), che con le sue case famiglia si prende cura dei piccoli malati e dei genitori che li assistono, durante tutto il periodo delle terapie negli ospedali di Roma. (foto: peter pan)

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Mostra d’arte contemporanea intitolata ”Al passo con i tempi”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

mostra accademia ungheriaRoma. Il 24 novembre p.v. alle ore 19.30 presso la Galleria dell’Accademia (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) verrà inaugurata la mostra d’arte contemporanea intitolata ”Al passo con i tempi”, nell’ambito della quale verranno esposte le opere dei docenti, dottorandi della Scuola di dottorato della Facoltà di Arte, nonché le opere degli studenti di architettura della Facoltà Tecnica ed Informatica dell’Università. All’inaugurazione interverranno: Dr. Gyula Zeller, Vice Rettore dell’Università degli Studi di Pécs e Prof. István Puskás, Direttore dell’Accademia d’Ungheria in Roma.
L’esposizione che comprende oltre ai generi classici dell’arte figurativa, quali la pittura e la scultura, anche la ceramica e la grafica pubblicitaria verrà arricchita da una sezione architettonica realizzata dall’Istituto architettonico della Facoltà Tecnica ed Informatica dell’Università.
L’Università medievale di Pécs è l’università più antica dell’Ungheria. Venne fondata nel 1367 in seguito all’ondata delle prime istituzioni universitarie dell’area centro-europea – , ovvero dopo la fondazione dell’Università degli Studi di Vienna, Cracovia e Praga – , grazie alla mediazione del re Luigi il Grande, con l’autorizzazione del papa Beato Urbano V e sotto la tutela spirituale del vescovo di Pécs, Vilmos Koppenbachi. Oggi l’Università degli Studi di Pécs è uno dei maggiori atenei ungheresi nonché erede spirituale della prima università ungherese.
Artisti espositori: Márta Nagy, Miklós Budán, Judit Burkus, Balázs Kovács, Zoltán Ádám, Gergely Böhm, Pál Fodor, Péter Bence Simon, Görgy Fusz, Csaba Hegyi, András Ernszt, Márta Nyilas, Colin Foster, Gergely Mészáros, Csaba Nemes, István Losonczy, Péter Somody, Tamás Gaál, Dóra Palatinus, Péter Lengyel, Zsuzsa Tóth, József Bullás, Kata Könyv, Sándor Imre, Dorottya Kanics, Zsuzsa Nemes, Róbert Batykó. Curatori: György Fusz, Pál Németh
Al vernissage, alle ore 20.30 seguirà il concerto per pianoforte e chitarra di Csaba Király e Bence Vas, docenti artisti della Facoltà di Arte dell’Università.
(Orario mostra: lunedì – venerdì: 14.30-19.30 sabato – domenica: 10.00-13.00, 14.00-18.00) (foto:mostra accademia ungheria)

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Pensioni, è ora di tornare nelle piazze

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

inpsNon ci si riesce ad abituare al livello del dibattito politico/sindacale del nostro paese. Se uno non leggesse qualche giornale ogni giorno, non vedesse qualche TG o non navigasse per internet non potrebbe mai credere che si stia davvero discutendo, ai massimi livelli, da qualche mese, cinque per la precisione, per l’uscita dal lavoro.La cosa è ormai risaputa, la legge Fornero ha introdotto, nella individuazione dell’età “giusta” per andare in pensione, anche il calcolo della speranza di vita costruendo un meccanismo che, collegandosi all’aumento della vita media, aumenta di pari passo l’età del pensionamento.La cosa viene rappresentata come una scelta equa e irrinunciabile. Equa perché secondo lor signori bisogna spaccarsi la schiena fino alla soglia della morte, irrinunciabile perché i conti dell’INPS e la sostenibilità del sistema dipendono direttamente anche dall’introduzione di questo mefistofelico meccanismo di continuo aumento dell’età pensionabile.
Ora che l’intero impianto della legge Fornero e di quelle che l’hanno preceduta a partire dalla Riforma Dini del ‘95 – la madre di tutte riforme pensionistiche – siano inique e sbagliate è dato ormai consolidato per tutti gli oltre 60 milioni di italiani, ad eccezione di tre: Camusso, Furlan e Barbagallo.Che i conti dell’INPS e la sostenibilità del sistema siano a rischio è invece cosa di cui andrebbe discusso approfonditamente, ad esempio valutando quanto incidano su di essi i continui sgravi contributivi alle imprese che comunque non hanno creato e non creano occupazione stabile e duratura per i nostri giovani; quanto abbia inciso l’aver l’INPS assorbito Enti previdenziali che erogavano ricchissime pensioni ai professionisti e ai dirigenti d’azienda e che, ad un passo dal crack, sono stati inglobati dal maggiore ente previdenziale italiano che così si è dovuto far carico di pagare pensioni onerosissime senza però averne incamerato i contributi.
Oppure quanto abbia pesato e pesi la fusione con l’INPDAP, l’ente previdenziale dei lavoratori pubblici, ora che si è scoperto che le Amministrazioni pubbliche – i Ministeri, gli enti locali ecc. – si guardavano bene dal versare nelle sue casse i contributi regolarmente prelevati dalle buste paga dei propri dipendenti, provocando così una voragine di enorme valore e mettendo a rischio le pensioni dei lavoratori.Bisognerebbe cancellare venti anni di riforme delle pensioni, costruite al fine di smantellare pezzo a pezzo la previdenza pubblica per ingrassare i fondi previdenziali privati gestiti dai sindacati confederali, per poter mettere le mani davvero al rilancio dell’ente pubblico oggi in mano ad una ditta di demolitori professionisti capeggiata da Boeri. Questo è quello che TUTTI gli Italiani chiedono e si aspettano che accada.
Invece no. Ad un tavolo a cui nessuno li ha delegati, i tre segretari generali di cgilcisluil, i maggiori sindacati gialli d’Europa, stanno a discutere – e qualcuno minaccia scioperi e sfracelli! – di cinque mesi di distanza tra 66 anni e 7 mesi e 67 anni per andare in pensione, e soprattutto se sia sufficiente individuare 15 categorie definite gravose a cui fare la grazia di lasciarle andare in pensione a 66 anni e 7 mesi invece che a 67.In altri tempi si sarebbe chiamata la Croce Rossa. Oggi invece c’è da tornare nelle piazze per impedire che qualcuno si rifaccia una verginità persa da tempo difendendo i cinque mesi di anticipo per qualcuno.
Noi vogliamo andare in pensione a 60 anni, con 40 anni di contributi. Vogliamo una pensione dignitosa che ci consenta di vivere dignitosamente, vogliamo che i giovani abbiano la possibilità di costruirsi anch’essi un futuro con il lavoro buono e di qualità e quindi di avere anche loro la possibilità, di andare in pensione.Di altro non vogliamo nemmeno discutere.

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Rockland Trust Named a Top Place to Work by The Boston Globe for 2017

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

bostonBoston. For the ninth consecutive year, The Boston Globe named Rockland Trust one of the Top Places to Work in Massachusetts. The Globe’s annual survey ranked the Bank as the highest rated financial institution among the state’s largest employers. Rockland Trust was also the second highest ranked company in its category.Top Places to Work recognizes the most admired workplaces in the state voted on by the people who know them best – their employees. The annual survey measures employee opinions about their company’s direction, management, training, benefits, and job satisfaction.“We are very honored that The Boston Globe recognized our Company again as a top place to work. It’s been a year of growth and success for Rockland Trust, and none of that would have been possible without our amazing team,” said Christopher Oddleifson, Rockland Trust CEO. “This truly speaks to our philosophy that investing in our colleagues creates an engaged workforce that benefits our customers and communities.”Founded 110 years ago, Rockland Trust has more than 1,200 employees, nearly 90 branches, 11 commercial lending offices, and five investment management centers in Massachusetts and Rhode Island. Helping springboard the Bank into the top rankings has been its ROCKCorp and RockFIT programs. Recognized for its volunteerism in the community, Rockland Trust provides its employees with two paid volunteer days each year, resulting in hundreds of hours donated to local organizations. The Bank also makes employee wellness a top priority, offering financial, physical, and mental health support through its award-winning RockFIT platform.The rankings in the Top Places to Work are based on confidential survey information collected by Energage, an independent company specializing in employee engagement and retention. This year more than 75,000 workers at 334 Massachusetts companies completed the anonymous surveys.

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Puglia: Un nuovo modello di sviluppo economico basato sulla cultura

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

BariE’ questo l’obiettivo della Regione Puglia che ha presentato il Piano Strategico della Cultura nell’ambito della seconda edizione della Manifestazione “All Routes Lead to Rome”, evento ufficiale dell’Anno Mondiale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo, proclamato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO).
Con un investimento di 400 milioni di euro per dieci anni (2017-2016) la Puglia ha deciso di puntare sulla cultura. Un Piano di duecento pagine che intende sviluppare un prodotto culturale capace di generare lavoro e che auspica il pieno coinvolgimento del tessuto produttivo e delle comunità.
Durante il Workshop “Verso l’economia della felicità – PIIIL Cultura in Puglia” tenutosi nel Salone delle Conferenze di Palazzo Massimo, gremito di gente, la Puglia è emersa come la prima Regione in Italia ad aver redatto un Piano strategico decennale della cultura.“La valorizzare dell’identità della Puglia – ha sottolineato Loredana Capone, Assessore Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, nell’intervento in video – è fondamentale anche per dare una prospettiva di lavoro ai nostri giovani”.
«La Puglia ha dimostrato che si può investire una cifra altissima solo sulla cultura. – ha spiegato Aldo Patruno, direttore Dipartimento Turismo, Economia della Cultura della Regione Puglia – La sfida che ci poniamo è molto difficile, ma ci muoviamo tutti verso uno sviluppo culturale di qualità, un sistema che viaggia verso un’unica direzione e mira alla valorizzazione del patrimonio culturale».
Strumento di pianificazione e sviluppo nel lungo periodo, il “PIIIL Cultura” si ispira alle 5 M del territorio: Mediterraneo, Mondo, Madre, Mezzogiorno e Mare, con l’intenzione di internazionalizzare le sue bellezze e di costruire la sua specificità a partire da alcune tematiche su cui la Regione è particolarmente sensibile. Si mira infatti al Prodotto, che deve essere di qualità, al Lavoro, perché senza buona occupazione non c’è Economia della Cultura; alla valorizzazione dell’Identità, alla Cultura d’Impresa, in grado di realizzare innovazione di prodotto e di processo.
«Per il Teatro Pubblico Pugliese è una grande soddisfazione, – ha inoltre commentato Carmelo Grassi, Presidente Teatro Pubblico Pugliese – il Piano non è un semplice documento di programmazione, ma è una scelta condivisa sul futuro».
«La Puglia è una di quelle poche regioni – ha affermato Claudio Bocci direttore di Federculture,- che ha ben compreso l’importanza della cultura come elemento costitutivo dello sviluppo di un territorio. La cultura è un’area del welfare, è cibo dell’anima e se viene inserita in un piano di sviluppo integrato e partecipato può dare vita a grandi opportunità». Un sistema che si muove quindi in un’unica direzione verso la nascita di un’imprenditorialità culturale.«Il Piano rappresenta uno strumento concreto di sviluppo economico, – ha affermato Paolo Ponzio, coordinatore Piano Strategico regionale della Cultura – in Puglia stanno nascendo imprese che vivono di economia culturale, che incoraggia il turismo regionale e permette la destagionalizzazione del turismo, visto come strumento di trasmissione della cultura».
Nel pomeriggio vari relatori si sono soffermati sui dettagli programmatici del Piano e sono stati illustrati alcuni Bandi regionali e analizzate le azioni prioritarie work in progress.

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Diamanti Dpi: Intesa Sanpaolo risarcisce soltanto i clienti che protestano

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

diamantiSin dallo scorso febbraio, come da noi evidenziato, i clienti Intesa Sanpaolo che andavano a protestare “con le buone” venivano risarciti dell’intero importo investito nei diamanti Diamond Private Investment (Dpi) venduti tramite la loro rete.Nel tempo, i casi da noi risolti sono aumentati e lo scorso 16 ottobre abbiamo pubblicato anche il documento rilasciato dalle agenzie che prova il risarcimento dei clienti.Documento che è stato poi mostrato anche durante la trasmissione Report della Rai il successivo 30 ottobre, che un anno fa aveva fatto esplodere il caso e che è ritornata sull’argomento lo stesso giorno in cui sono state notificate le sanzioni Agcm alle banche ed alle due società venditrici di diamanti. E’ ora arrivata l’ufficializzazione. Lo scorso 14 novembre, l’agenzia Reuters ha riferito di una circolare di Intesa Sanpaolo nella quale si evidenzia l’impegno irrevocabile al riacquisto dei diamanti, di qualsiasi qualità e dimensione, allo stesso prezzo pagato inizialmente dai clienti nel caso che un precedente tentativo di usufruire dei servizi di rivendita di Dpi sia rimasto inevaso.
Poiché la Dpi non trova più, per fortuna, persone a cui rivendere il diamante a prezzo gonfiato ceduto dal cliente, è ovvio che sia Intesa Sanpaolo a risarcire.
I clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo, pertanto, devono solo recarsi in agenzia per vedere sistemata la propria posizione. A tal proposito, ancora meglio sarebbe se il Gruppo Intesa Sanpaolo avisasse e risarcisse tutti gli ottomila clienti buggerati. Se di mossa reputazionale si tratta, che sia fatta come si deve senza praticare la solita “bella” abitudine di risarcire soltanto i clienti che protestano, contando sulla disinformazione di una bella fetta di essi.
La mossa di Intesa Sanpaolo apre come ovvio un varco nelle vertenze riguardanti le altre banche che hanno piazzato alla clientela diamanti Dpi e Idb (Intermarket Diamond Business). (Anna D’Antuono, Avvocato, consulente Aduc)

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Fisioterapisti: Cambiare gestione terapie pazienti cronici

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

associazione fisioterapistiMilano. L’aumento dell’aspettativa di vita in Italia sta mettendo in luce, oltre al progressivo invecchiamento della popolazione, anche l’esplosione di una serie di patologie proprie dell’età avanzata, spesso croniche e soprattutto estremamente limitanti per quanto riguarda la qualita’ della vita. In questo contesto, il fisioterapista puo’ essere in grado di cogliere molti degli aspetti propri di questa condizione, impegnato com’e’ a mettere la propria professionalità al servizio del paziente, con lo scopo di ricreare, per quanto possibile, le condizioni per una qualita’ di vita consona e degna. E’ questa l’indicazione di uno studio dello scorso anno condotto su 168 pazienti con ginocchio artrosico divisi in due gruppi, uno trattato con artroscopia e l’altro con approccio fisioterapico: non sono emerse differenze significative sulla funzionalita’ e sul dolore del ginocchio artrosico, migliorando la qualita’ di vita. Con meno medicine e costi più bassi per tutto il Sistema. La ricerca, dal titolo ‘Cost-effectiveness analysis of arthroscopic surgery compared with non-operative management for osteoarthritis of the knee’, e’ pubblicata sul National Center for Biotechnology Information della U.S. National Library of Medicine.Si e’ parlato anche di questo al Royal Garden Hotel di Assago, alle porte di Milano, dove l’Aifi Lombardia in collaborazione con Arir, Gis Fisioterapia Geriatrica, Gis Neuroscienze, Gis TFTR e Sicoa ha organizzato un convegno proprio per discutere della fragilita’, della cronicita’, e delle nuove prospettive che investono un mondo, quello della fisioterapia, ancora alla ricerca di una valorizzazione delle proprie competenze e dei propri strumenti. In Lombardia in particolar modo si stima che il 30% della popolazione sia affetta da patologie invalidanti e croniche proprie dell’anzianita’ che pero’ ha bisogno del 70% delle risorse. Se si aggiunge il fatto che la Regione Lombardia da due anni ha messo in campo una riforma sanitaria volta alla gestione territoriale del malato cronico ma ancora manca l’attuazione pratica del progetto, ecco ora spiegato il motivo per cui i fisioterapisti, “che non hanno un albo ma hanno dietro Aifi”, come ricorda il tesoriere Aifi nazionale Patrizia Galantini, si sono riuniti coinvolgendo le istituzioni regionali e chiedendo a gran voce che si valorizzi la professione.
“Chiediamo che Regione Lombardia ci ascolti per arrivare a dire che i fisioterapisti sono in grado di portare evidenze scientifiche dimostrando che riusciamo a fare qualita’ uguale con costi inferiori”, dice il presidente lombardo Aifi Gianluca Rossi, che ha fatto gli onori di casa ospitando vari rappresentati di ogni gruppo fisioterapico, da quello cardiologico a quello geriatrico. Tutti uniti nel mostrare l’evidenza che un fisioterapista spesso puo’ intervenire meglio di una terapia medica. “Se Regione Lombardia dice che deve essere efficace e al contempo risparmiare, come si puo’ fare?” si chiede Rossi. In fondo “non ha fatto ancora una vera scelta- prosegue il presidente lombardo Aifi- che sarebbe quella di cambiare i processi terapeutici”.
Alle domande dei fisioterapisti, arrivano alcune risposte dalle tavole rotonde a cui hanno partecipato rappresentanti politici. Se da parte del capogruppo dem in commissione Sanita’ regionale Carlo Borghetti viene lanciato un appello alla maggioranza affinche’ si eviti che “l’ente gestore rischi di essere una ulteriore ospedalizzazione del cronico mentre noi dobbiamo fare il contrario”, da parte della consigliera leghista Silvia Piani c’e’ la promessa di calendarizzare al piu’ presto un incontro in commissione Sanita’, perche’ “come tutte le rivoluzioni anche questa riforma presenta delle criticita’ risolvibili”, e “noi in commissione siamo aperti a recepire qualsiasi tipo di proposta”.

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Nelle mani del Consiglio di Stato il futuro della Scuola pubblica italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

consiglio di statoÈ attesissima la decisione che l’organo di rilievo costituzionale della Repubblica è chiamato ad emanare: dopo l’udienza tenutasi lo scorso 15 novembre, si attende l’esito della discussione avvenuta in Adunanza Plenaria che dovrà decidere se altre migliaia di docenti in possesso di diploma magistrale abilitante abbiano o meno il diritto di permanere in via definitiva nelle graduatorie. In assenza di conflitto di giudicato, rispetto a diverse sentenze che hanno immesso in ruolo migliaia di docenti, porterebbe gli altri ricorrenti a ricorrere alla Cedu e far emergere le presunte influenze della politica inefficiente nella gestione delle graduatorie. Per non parlare delle migliaia di richieste di risarcimento di chi è in possesso di un titolo abilitante e già assunto con riserva, prossimo al licenziamento. In tutti questi casi, verrebbe meno il principio della certezza del diritto. Ecco perché nelle mani del Consiglio di Stato passa il futuro dell’istruzione pubblica e di tanti lavoratori abilitati, che rivendicano il diritto alla stabilizzazione attraverso l’inserimento nelle graduatorie a esaurimento. Marcello Pacifico (presidente Anief): Cancellando i docenti in possesso di diploma magistrale dalle GaE non si elimina il precariato, ma non si fa altro che renderlo ‘congenito’, cancellando il loro giusto diritto all’immissione in ruolo. E sarà, comunque, questa categoria di docenti abilitati a occupare i tanti posti vacanti nelle nostre scuole dell’infanzia e primaria perché sarebbero sempre i diplomati magistrale, stavolta chiamati dalla seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto, quelli selezionati “per merito”, cioè per punteggio e professionalità acquisiti in tanti anni di lavoro, a garantire, come sempre hanno fatto, il corretto svolgimento della didattica, solo con la condanna decretata dai giudici di ritornare precari ‘a tempo indeterminato’. La questione è ben più complessa di come la si vuole rappresentare: l’Adunanza Plenaria non deve decidere se i ricorrenti siano o meno competenti, come vorrebbe far credere qualcuno, ma in realtà confermare se un docente con anni di precariato alle spalle e abilitato, abbia diritto di entrare nelle Graduatorie che il Miur gli ha sempre precluso anche quando non erano “ad esaurimento”, non riconoscendogli mai il possesso di quell’abilitazione che solo nel 2013 un’altra azione legale, dopo anni di caparbia ostinazione del Miur a negare quanto la normativa riportava, ha confermato come tale e imposto di considerare.

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Smog nei pressi delle scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

Smog JourneysMILANO. Dai monitoraggi dell’aria effettuati nelle ultime settimane da Greenpeace nei pressi di dieci scuole dell’infanzia e primarie di Milano – tra le 7.30 e le 8.30 – emergono concentrazioni di biossido di azoto (NO2) ampiamente, e costantemente, al di sopra del valore individuato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per la protezione della salute umana: 40 μg/m3, microgrammi per metro cubo.La concentrazione media oraria più bassa rilevata da Greenpeace all’ingresso delle scuole milanesi è di 63,4 μg/m3, la più alta 113,7 μg/m3. Si registrano picchi – in concentrazioni medie su dieci minuti – fino a 124,6 μg/m3: un valore abnorme, se si considera che già nel 2005 l’OMS segnalava come nei bambini gli effetti patogeni del NO2 sul sistema respiratorio siano provati anche per concentrazioni inferiori ai 40 μg/m3. A Milano quasi il 70 per cento del biossido di azoto presente in atmosfera è originato dal traffico (fonte INEMAR), e in particolare dai veicoli con motori diesel.Greenpeace chiede ai sindaci delle città italiane più colpite dal biossido di azoto (Roma, Torino, Milano e Palermo) di prendere presto provvedimenti radicali per abbattere questo inquinante. Sin qui tutte le amministrazioni hanno risposto all’appello dell’associazione; il governo cittadino di Milano ha risposto in tempi brevissimi senza poi indicare – contrariamente rispetto a quanto fatto dalle altre tre città – una data di incontro per discutere con Greenpeace. I responsabili dell’associazione sollecitano un confronto da settimane.«La situazione riscontrata nelle scuole milanesi, all’orario della prima campanella, è peggiore di quella pur grave fotografata a Roma con la stessa metodologia poche settimane fa», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia «I valori di NO2 registrati a Milano sono in media più alti di quasi il 50 per cento di quelli delle scuole della Capitale. I bambini di questa città giorno dopo giorno, cinque giorni a settimana, per nove mesi l’anno, fanno ogni mattina un terribile “pieno” di gas irrespirabili prima di sedersi ai loro banchi. C’è un solo modo per abbattere le concentrazioni di biossidi di azoto nelle grandi città: limitare progressivamente la circolazione dei diesel, fino a vietarla nei prossimi anni».Come riportato nel report di Greenpeace “Ogni respiro è un ​rischio”, il biossido di azoto è classificato tra le sostanze certamente cancerogene, ed è particolarmente nocivo sui bambini. Secondo l’ultimo report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), a livello europeo l’Italia è il Paese con il più alto numero assoluto di morti premature causate dal NO2, con oltre 17 mila casi l’anno.
«A Parigi, Copenaghen, Madrid, Atene, Stoccarda e in altre città si sta scrivendo oggi la data oltre la quale i veicoli più inquinanti, a cominciare dai diesel, non potranno più circolare. È una decisione importantissima, questa, che va presa presto, perché deve servire a orientare i consumatori nelle loro scelte di mobilità per i prossimi anni», continua Boraschi. «I sindaci delle città italiane, a cominciare da Sala, devono prendere esempio dai loro colleghi stranieri e prevedere uno stop ai diesel entro la fine del loro mandato».

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