Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017


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Nasce il primo polo fieristico per il Sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

Fiera-del-LevanteL’assemblea di Fiere Bologna Spa ha detto sì all’alleanza con Bari, deliberando stamani l’adesione al progetto Fiera del Levante. Si chiude così positivamente l’accordo tra Bologna e la Caravella barese, che permette la nascita della newco (guidata all’85% da Camera di Commercio di Bari e il restante 15% Bologna) per la gestione della Fiera del Levante.
“Finalmente ce l’abbiamo fatta” commenta soddisfatto il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi, impegnato sin dall’inizio in prima persona insieme alla Regione Puglia e al Comune di Bari per raggiungere questo risultato. “Oggi si apre una pagina storica per la nascita del primo polo fieristico del Sud. Sapevamo che non sarebbe stato semplice ma non abbiamo mai smesso di lavorare per il raggiungimento di un obiettivo strategico per il nostro territorio e per le nostre imprese.
, che grazie a questa partnership verrà inserita in una rete nazionale e internazionale di rapporti, con tutto ciò che questo poi può comportare per gli eventi di cui sarà promotrice”.”Il rilancio della Fiera del Levante – prosegue Ambrosi – non può che vedere il protagonismo del mondo imprenditoriale nella gestione. Con il Piano Industriale si intende avviare un percorso di riorganizzazione e ripianificazione strategica delle attività e dei servizi offerti dalla Fiera del Levante, in grado di assicurare sostenibilità e continuità al suo ruolo di sostegno alla promozione delle imprese meridionali in Italia e all’estero. Volendo, altresì, ritagliare un ruolo nuovo e originale alla Fiera del Levante nel panorama nazionale e internazionale, che sia in grado non solo di favorire la valorizzazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare del quartiere fieristico di Bari, ma soprattutto di farne un polo di attrazione, identità e offerta per tutto il meridione d’Italia. Soprattutto in uno scenario di tipo mediterraneo, data la collocazione naturalmente strategica che la Puglia possiede per questioni geografiche e per provate capacità imprenditoriali”.

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Rinnovo del contratto a favore del personale dei Comparti Sicurezza e Difesa riferito al triennio 2016-2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

palazzo chigiA quasi dieci anni dall’ultima concertazione, ieri presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si sono aperti i lavori per il rinnovo del contratto a favore del personale dei Comparti Sicurezza e Difesa riferito al triennio 2016-2018.Si tratta di un segnale positivo che giunge, però, dopo oltre due anni della sentenza della Corte Costituzionale che nel giugno 2015 dichiarava illegittimo il blocco dei rinnovi contrattuali.Il nostro auspicio, come già dichiarato in precedenti occasioni, è che il Governo metta sul tavolo risorse adeguate per dare concretezza al rinnovo dei contratti affinché si possano dare alle donne e agli uomini delle Forze Armate segnali tangibili garantendo la loro specificità anche sul trattamento accessorio. Lo dichiarano i delegati del Cocer Aeronautica Alfio Messina e Antonsergio Belfiori.

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Seconda finale regionale per il concorso di bellezza Miss Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

Carola Briolamiss italiaE’ giunto quest’anno alla 78° edizione. A Ozzano Monferrato (AL), nella selezione organizzata in collaborazione con la Pro Loco, è stata eletta Miss Eleganza Joseph Ribkoff Piemonte e Valle D’Aosta 2017.
L’ambita fascia è andata a Carola Briola, 21 anni di Cortanze (AT), alta 1,72, capelli castani e occhi verdi, studentessa di biologia all’Università degli Studi del Piemonte Orientale, appassionata di canto e di danza, iscritta alla Federazione Italiana Danza Sportiva, partica il liscio e il latino-americano. Carola accede di diritto alle prefinali nazionali del concorso, che si svolgeranno a Jesolo dal 27 agosto in diretta su La7 e si prepara a rappresentare a livello nazionale, assieme ad altre nove ragazze, il Piemonte e la Valle d’Aosta, regioni dove il concorso è unificato. “Al di là dello studio e della danza – spiega la vincitrice – nutro una grande passione per il teatro, ho appena concluso un’interessante esperienza formativa durata un anno al Teatro Nuovo di Torino”.
Sul podio con lei anche Giulia Romano di Alessandria, 19 anni, alta 1,78, capelli biondi e occhi nocciola; Maddalena Manganiello, 24 anni, di Aosta, alta 1,74, capelli marroni e occhi castani; Claudia Gilardi, 19 anni, di Rivoli (TO), alta 1,72, capelli castano-scuro occhi verdi; Arianna Roselli, 20 anni, di Chivasso (TO), alta 1,70, capelli neri e occhi marroni; Victoria Savio, 18 anni, nata a Córdoba in Argentina ma vive a Torino, alta 1,70, capelli castani e occhi marroni; Cristina Racca, 24 anni di Moncalieri (TO), alta 1,70 capelli biondi e occhi azzurri.
A presentare la serata l’affascinante Martina Pascutti, ex del Grande Fratello e oggi affermata conduttrice televisiva di QVC Italia. Le selezioni proseguono con la tappa di giovedì 27 luglio a Borgaro Torinese, la città di Miss Italia 2004 Cristina Chiabotto. (foto: carola briola, miss italia)

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21° edizione dell’Ypsigrock Festival

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

Sergio BeercockCastelbuono (PA) dal 10 al 13 Agosto 2017 all’Ypsigrock Festival, sul palco “Ypsi & Love”. L’11 agosto Sergio Beercock con la vittoria del contest “Avanti il prossimo”, sarà possibile al cantautore e polistrumentista anglo-italiano di esibirsi all’Ypsigrock Festival, sul palco “Ypsi & Love”; uno degli appuntamenti musicali, giunto alla 21^edizione, più attesi in Italia e in Europa. Il 7 agosto sarà tra i protagonisti dell’Indiegeno Fest 2017, nei pressi Tindari (alle Grotte di Mongiove) in un luogo unico al fianco di grandi esponenti del cantautorato italiano come Brunori Sas e Carmen Consoli. l’Ypsigrock Festival è uno degli appuntamenti musicali, giunto alla 21° edizione, più attesi in Italia e in Europa. Il 7 agosto, sarà tra i protagonisti dell’Indiegeno Fest 2017, nei pressi Tindari (alle Grotte di Mongiove) in un luogo unico al fianco di grandi esponenti del cantautorato italiano come Brunori Sas e Carmen Consoli.
Il suo primo album “Wollow” (800A Records) è stato ben accolto dalla critica e dal pubblico che si è fatto sempre più numeroso ai suoi live: da Roma a Londra, passando per Bologna, Torino, Oxford, Liverpool, Sergio Beercock ha sempre lasciato il segno delle sue ricercate interpretazioni. Questi due importanti appuntamenti celebrano il nuovo slancio sperimentale di Beercock, la ricerca di un nuovo sound con cui Sergio si discosta progressivamente dalla radice folk nordica per assecondare un sapore nettamente più elettronico e legato al soul-jazz con cui è cresciuto.Ancora uno slancio artistico per Sergio Beercock, che si distingue anche come attore e regista, e dirige insieme a Noa Di Venti la compagnia Bottega di Mastro Porpora, i suoi spettacoli e le sue colonne sonore che hanno appena debuttato al Santarcangelo Festival e a Primavera dei Teatri, per giungere alla finale del 30° Premio Scenario a luglio 2017.
Sergio Beercock, nato nel 1990 a Kingston upon Hull in Inghilterra da madre siciliana e padre inglese, è un artista poliedrico che, nonostante la giovane età, si muove con disinvoltura tra musica e teatro. (foto: Sergio Beercock)

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Serata Vasco Rossi con i Colpa del Blasco da Spillo a Palermo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

vasco rossiPalermo giovedì 27 giugno alle 21,30 da Spillo la birroteca, attraverso la voce e il potente sound dei Colpa del Blasco. Estate, non solo stagione calda, ma la stagione di Vasco Rossi. Dopo il concerto di Modena, Palermo ricrea le stesse atmosfere.
La formazione, riproporrà fedelmente i classici della grande rockstar, ripercorrendo le tappe più significative della storia musicale del Komandante Blasco. La band è capitanata da Francesco “Ciccio rock” Petralla.
Il ristorante, pizzeria e pub di Palermo è dotato di aria condizionata ed è aperto già a ora di colazione. Alle 20,30 scatterà la cena a menù su carta, dove spiccano: la patata Spillo, il birrisotto, la tagliata di carne americana, lo stinco di maiale, gli hamburger da 280 grammi e il birramisù. (foto: vasco rossi)

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Mutui prima casa: in Italia servono in media 134 giorni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

casaDalla prima richiesta di informazioni sulla finanziabilità fino all’effettiva erogazione del mutuo prima casa, in Italia passano in media 134 giorni. A fare i calcoli sono stati Facile.it e Mutui.it che hanno seguito l’iter di quasi 1.800 pratiche concluse fra il 01 gennaio 2016 ed il 30 giugno 2017. Allargando poi l’analisi a tutte le tipologie di finanziamento si è evidenziato come esistano differenze importanti in base alla tipologia di mutuo richiesto; servono 115 giorni per il mutuo di liquidità, ben 140 per la surroga.
Concentrandosi ancora sulla sola prima casa, la regione in cui gli aspiranti mutuatari devono aspettare più a lungo è l’Umbria (153 giorni), mentre la maglia nera fra le province è conquistata da Pisa (204 giorni di media). I mutuatari più fortunati sembrano essere quelli residenti nel Friuli Venezia Giulia, “costretti” ad attendere solo 94 giorni prima di entrare nella loro nuova casa, la cifra scende addirittura ad 82 se si tratta di Udine.I cittadini stranieri che comprano in Italia, si legge ancora nell’analisi, hanno solitamente tempi più brevi, fino ad arrivare a soli 104 giorni per gli acquirenti di nazionalità extra europea.

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Comuni in dissesto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

borgoL’Italia è divisa in due: dei 556 Comuni in dissesto ( 7% del totale nazionale), ben oltre il 70% si trova nel Meridione. Nel NordEst la situazione attuale registra solo in Veneto due comuni in deficit (Arcugnano e Montegalda) mentre in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige non vi è nessuna criticità. Questa la fotografia scattata dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti che ha pubblicato un documento sullo stato di crisi degli enti locali nato da un lavoro di ricerca basato su una complessiva ricognizione dei dati statistici riferiti alle diverse situazioni indicative di crisi finanziaria: condizione di deficitarietá strutturale, pre-dissesto e dissesto. Un’analisi che ha interessato un arco temporale dal 1989, data di entrata in vigore della normativa sul dissesto, all’anno scorso. I dati della ricerca, elaborati in base alle rilevazioni più recenti ottenute da varie fonti (Ministero dell’Interno, Corte dei Conti, Istituto per la Finanza e l’Economia locale), indicano una ripresa, negli ultimi anni dei fenomeni di crisi finanziaria, evidenziata in primo luogo dalla dinamica dei dissesti aumentati progressivamente dal 2000 ad oggi, con un picco di 24 nel 2014 e di 17 l’anno scorso. Un quadro preoccupante che vede annoverare tra gli enti dissestati anche capoluoghi di provincia quali Caserta, Potenza, Vibo Valentia e altre note città. Numerose le procedure ancora aperte: ben 325 le amministrazioni a rischio, di cui 67 deficitarie, 151 in pre-dissesto e 107 in dissesto. Fenomeni che appaiono particolarmente concentrati nelle regioni del Mezzogiorno e fra gli enti locali di piccole dimensioni, fino a rappresentare in alcune aree una condizione quasi endemica. Infatti il 60% degli enti che si trovano in situazioni di deficitarieta’ é concentrato nelle classi demografiche con popolazione inferiore a 5000 abitanti, dunque enti di piccole dimensioni di cui il 40% vede amministrazioni con popolazione fino a 2000 abitanti. Il restante 40% é concentrato nelle classi demografiche tra i 5000 e i 60.000 abitanti.“Per superare le criticità in atto è necessario far emergere in modo tempestivo le situazioni di squilibrio – spiega Massimo Miani, Presidente Fondazione Nazionale dei Commercialisti – introducendo pochi e semplici parametri che attestino la reale situazione economica delle amministrazioni. Inoltre bisogna rafforzare il monitoraggio dei comuni con meno di 15.000 abitanti che, secondo quanto emerso dal nostro studio, sono quelli più a rischio”.

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Crisi idrica in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

acqua mineraleMentre l’attenzione mediatica si concentra sulle prospettive d’utilizzo delle acque del lago di Bracciano nel Lazio, resta l’Emilia Romagna, la regione con la più grave crisi idrica del Paese: l’invaso di Mignano, in provincia di Piacenza, è sceso a 700.000 metri cubi, riserva considerata indispensabile per l’uso idropotabile nell’area e di conseguenza sono stati sospesi i prelievi per l’irrigazione; analogamente succederà entro breve al vicino bacino del Molato, contenente ormai solo circa 250.000 metri cubi d’acqua, pari al 5% della capienza. Duplice è il danno per l’agricoltura: la carenza d’acqua per l’irrigazione non solo ha pregiudicato i raccolti, ma ha condizionato fortemente le semine, impedendo, ad esempio, quelle di mais dolce, pomodori e fagiolini.
Al Nord, il lago di Garda contiene circa il 31% della capienza, mentre scendono rapidamente i livelli anche dei laghi di Como, di Iseo (abbondantemente sotto le medie stagionali) e Maggiore. Nel bresciano, il lago d’Idro può garantire acqua alle campagne ancora per una settimana. In Toscana, l’emergenza idrica, iniziata nel Grossetano, ha raggiunto la parte Nord della regione, coinvolgendo, in primis, il lago di Massaciuccoli, conosciuto nel mondo come “il lago di Giacomo Puccini”, dove continua a scendere il livello dell’acqua (-30 centimetri sotto il livello del mare), tanto da rendere necessaria l’eccezionale sospensione dell’approvvigionamento irriguo per salvaguardare la “salute” del lago ed evitare che l’aggravamento dello sbilancio idrico favorisca l’ingresso di acqua salata. Al CentroSud, gli invasi registrano mediamente un 30% di acqua in meno rispetto allo scorso anno; le regioni più “assetate” risultano la Calabria e la Basilicata. “La situazione nelle regioni centro meridionali – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – è complessivamente meno grave che al Nord grazie alla presenza di invasi a riempimento pluriennale, realizzati nei decenni scorsi grazie alla Cassa del Mezzogiorno. Ciò conferma la necessità del Piano Nazionale degli Invasi, da noi proposto insieme alla Struttura di Missione presso la Presidenza del Consiglio #italiasicura e di cui chiediamo l’inserimento di un primo finanziamento nella prossima Legge di Stabilità. Abbiamo già pronti 218 progetti, i cui cantieri potrebbero essere avviati entro breve, per un importo complessivo di 3 miliardi e 300 milioni da inserire nella più ampia strategia per 2.000 bacini medio-piccoli con un impegno finanziario ventennale pari a 20 miliardi di euro. Di fronte ai cambiamenti climatici, non possiamo lasciare il futuro dei redditi agricoli e del made in Italy agroalimentare alle bizze di Giove Pluvio!”

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“L’inizio della trasformazione dell’India”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

MUMBAI, IndiaL’India ha cominciato il 2017 all’insegna della solidità. Dopo il periodo turbolento di fine 2016, quando il governo riformista è intervenuto in maniera radicale ritirando da un giorno all’altro l’86% della moneta in circolazione per contrastare l’economia sommersa, la crescita economica si è ripresa e le azioni hanno guadagnato terreno.Il programma di riforme del primo ministro Narendra Modi ha ottenuto un enorme voto di fiducia a marzo, con la vittoria nello Stato dell’Uttar Pradesh, che con i suoi 200 milioni di abitanti è il più popoloso dell’India. Erano 15 anni che il partito BJP di Modi non vinceva in questo Stato, eppure in questa tornata elettorale ha conquistato l’80% dei seggi. Con le prossime elezioni nazionali in programma nel 2019, Modi sembra avere buone probabilità di vincere un altro mandato di governo e avere il tempo per apportare cambiamenti reali.Nel commento in allegato, Natasha Ebtehadj, gestore azionario di Columbia Threadneedle Investments, ritiene che sia il momento più propizio per investire in questo paese da quando abbiamo lanciato la nostra prima strategia dedicata all’India nel 1998. L’India si trova a un punto di svolta. Modi e il suo partito BJP stanno attuando riforme rivoluzionarie, spazzando via la vecchia paralisi governativa. Tali conseguimenti fanno crescere la loro popolarità.

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€19 mln per la crescita di Euro Group in Messico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

messicoSACE e SIMEST, che insieme costituiscono il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, supportano con una duplice operazione i piani di sviluppo in Messico di Eurotranciatura, principale realtà produttiva di Euro Group, attiva nella componentistica per motori elettrici e generatori.SIMEST ha acquisito il 29,1% di una controllata di nuova costituzione in Messico attraverso una partecipazione diretta al capitale per importo pari a $ 4,4 milioni, a cui si aggiunge la partecipazione indiretta di $ 1,1 milione a valere sul “Fondo di Venture Capital”, attivata nei casi di investimento diretto in aree geografiche di interesse strategico. Per sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo e l’acquisto di macchinari e attrezzature per la nuova controllata messicana, SACE ha garantito un finanziamento da € 14,5 milioni per il quale Eurotranciatura beneficerà del contributo in conto interessi di SIMEST. L’operazione di finanziamento, finalizzata a supportare l’internazionalizzazione di Euro Group, vede come unica banca finanziatrice e Mandated Lead Arranger UniCredit.

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In aumento la domanda di veicoli personalizzabili e ad alte prestazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

autoI consumatori facoltosi disposti a pagare per veicoli innovativi, personalizzabili, ad alte prestazioni e tecnologicamente avanzati guidano il mercato dei veicoli di super lusso. La crescita è aumentata dall’elevata domanda di SUV e crossover che siano sia pratici sia di lusso. Poiché i veicoli di super lusso sono più redditizi delle corrispondenti versioni popolari, le case automobilistiche stanno massimizzando l’utilizzo di piattaforme di veicoli top di gamma offrendo le più avanzate caratteristiche di lusso, infotainment, sicurezza e tecnologie di guida a prezzi competitivi.“Trends in Global Super Luxury Vehicles Market, 2016 – 2025”, un recente studio del programma Automotive & Transportation Growth Partnership Subscription di Frost & Sullivan, esamina l’influenza di connettività, elettrificazione e tecnologia autonoma sul futuro dei veicoli di super lusso a livello globale. Lo studio rileva che il 2016 è stato un anno di successo per i marchi di super lusso, con un aumento delle vendite dell’8% rispetto al 2015, portando le vendite di automobili a quota 6,85 milioni di unità. Valuta inoltre gli operatori chiave del mercato, come Acura, Audi, Bentley, BMW, Ferrari, Fisker, Ford, Jaguar, Karma, Lamborghini, Land Rover, Lexus, Lucid Motors, Maserati, McLaren Automotive, Mercedes-AMG, Mercedes-Benz, Mercedes-Maybach, Nissan, Porsche, Rolls-Royce Cars e Tesla, e le loro strategie.Dal punto di vista regionale, Stati Uniti, Medio Oriente e Cina vendono la maggior parte dei veicoli di super lusso; i produttori statunitensi si focalizzano sulla tecnologia dei veicoli elettrici e i produttori europei guardano al miglioramento del confort dei passeggeri e all’adozione della tecnologia autonoma.Alcuni degli sviluppi e tendenze relativi ai veicoli di super lusso che trainano la crescita sono:
Vendite elevate di SUV e crossover di fascia alta
Introduzione di berline e SUV di punta per arricchire i segmenti delle berline e auto sportive di ultra lusso
Lancio del segmento dei veicoli elettrici di super lusso con Lucid, Fisker e Faraday Motion che introdurranno i propri veicoli entro il 2019
Elevati profitti per i veicoli con un prezzo superiore a 15.000 dollari grazie alle opzioni personalizzate per i clienti
Investimenti delle case produttrici nei veicoli di super lusso attraverso l’ingresso in nuovi segmenti di mercato, come nel caso di BMW con X7, Audi con Q8 e Porsche con Mission ESviluppo della tecnologia autonoma fino al livello 5 entro il 2020 per proporre automobili prive di volante e pedali
Elevata diffusione dei motori elettrici entro il 2020, con oltre il 50% dei marchi di super lusso che venderanno veicoli ibridi ed elettrici.

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Furti d’auto: metà dei veicoli sparisce nel nulla

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

furto auto669.795 unità, a tanto ammonta il parco autoveicoli rubati negli ultimi dieci anni (2007-2016) di cui si sono perse le tracce. Il confortante graduale calo del numero di furti degli ultimi anni (dai 166.215 del 2007 ai 108.090 dello scorso anno) si è accompagnato a una più sostanziosa diminuzione dei recuperi. Oggi meno della metà dei veicoli rubati fa ritorno “a casa”. Il business dei furti è sempre più organizzato e al passo con i tempi e, grazie al supporto delle nuove tecnologie, riesce a colpire in maniera mirata ed efficace: se il recupero non avviene entro le prime 36 ore dal furto, le possibilità di rinvenire la vettura si riducono drasticamente. Boom dei cosiddetti furti parziali di preziose componenti interne all’abitacolo: su tutti, navigatori satellitari, pneumatici, attuatori della frizione (smart), volanti multifunzione, fari a led e batterie di vetture ibride.
Sono questi i principali indicatori che emergono dall’analisi “L’evoluzione dei furti d’auto”, elaborata da LoJack, la società americana inglobata nel colosso della telematica CalAmp e leader anche nel rilevamento e recupero di beni rubati.

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Emergenza idrica nel Lazio: Codici annuncia esposto alla Procura di Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

aceaCome tutte le crisi, anche quella idrica del lago di Bracciano ed il conseguente razionamento dell’acqua che coinvolgerà 1,5 milioni di romani a partire dal 28 luglio prossimo, rischia di diventare una mera bagarre politica tra accusatori ed accusati su un sistema, quello idrico, che pare ingestibile.
Rimpallo di responsabilità quindi tra Acea che afferma di aver lanciato l’allarme già in primavera, e che il provvedimento preso dalla Regione di razionare l’acqua sia inutile, in quanto allo stato attuale si prelevano dal lago giornalmente 86 mila metri cubi che determinano un abbassamento di 1,5 millimetri, a fronte di una profondità del lago di 164 metri.
Il Presidente del Parco di Bracciano, Lorenzetti afferma invece che il prelievo da parte di ACEA sul lago a partire dal gennaio 2016 avrebbe portato alla diminuzione del livello di 100 cm, incidendo dunque per il 90%. Ma a parte la siccità che è un fenomeno che esula dalla gestione e responsabilità umana nel breve periodo, non è invece che il livello del lago si sia abbassato notevolmente perché è stata utilizzata l’acqua potabile per l’agricoltura? I Consorzi di bonifica che si devono occupare della vigilanza e manutenzione dei corsi d’acqua sulla rete secondaria, attraverso interventi volti a realizzare e mantenere in efficienza un assetto territoriale idraulicamente sicuro, tutelando la conservazione delle risorse naturali, cosa fanno? Hanno adeguatamente vigilato a tempo debito, in modo da garantire che l’acqua per irrigare fosse sufficiente?
E la Regione, che a sua volta, supervisiona i Consorzi di bonifica, ha provveduto in tal senso? La soluzione avanzata dal Presidente della Regione Zingaretti, non può essere considerata tale, vogliamo considerarla una provocazione.Conferme in merito arrivano anche dal Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, che ritiene incredibile che Roma rischi di rimanere senza acqua con le ottime fonti di cui dispone. Uno dei problemi maggiori che si hanno in Italia infatti è che a parte le dispersioni e gli sprechi, la metà del totale viene utilizzata in agricoltura, dove si usa anche l’acqua potabile, invece che utilizzare l’acqua piovana.
Sicuramente a parte gli interventi sulle tubature e la dispersione della rete idrica che è un colabrodo con dispersioni che arrivano fino al 44%, si renderà pertanto necessario, alla luce dei fenomeni relativi alla siccità che non saranno più emergenze date dalla contingenza, ma fenomeni a cui dovremo prepararci sempre più spesso, rimettere mano al Piano Regolatore degli Acquedotti del Lazio e censire con minuziosità i consumi ed i prelievi.Pertanto Codici annuncia un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per capire le responsabilità di chi è stato negligente nei suoi compiti.Si rendono necessari cambiamenti radicali per la gestione e il consumo della risorsa idrica nel Lazio, non lo svuotamento delle riserve, questo è il presupposto da cui partire, né tanto meno utilizzare l’acqua potabile per irrigare i campi.

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Il bene supremo della Pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

colomba paceQuante volte abbiamo sentito governanti e capi religiosi e movimenti di varia natura invocare la pace e la fraternità umana e per quanto espressi con sincerità ne abbiamo colto l’enfasi ma non la volontà di operare in concreto per diventare reali costruttori di Pace. Esistono, indubbiamente, vari livelli di potere e d’incidenza sulle volontà operative e non pretendiamo, quindi, di voler addossare indebite responsabilità generalizzando il giudizio. Resta, tuttavia, un discorso di fondo che va rivolto a tutti. Noi sappiamo bene che la pace si costruisce con il “ramoscello d’ulivo”, se vogliano restare su un discorso espresso con taluni classici simbolismi, e non certo permettendo che vi siano ancora nel mondo fabbriche di armi, mercanti di armi, paesi che fanno del commercio lucroso nel vendere prodotti inquinanti e non favoriscono la diffusione di farmaci salvavita pretendendone la gratuità. E che ancora non si può essere costruttori di pace se in luogo del colonialismo di stampo XIX secolo facciamo seguire un neo colonialismo con il crescente indebitamento dei paesi più poveri e con la compiacenza di una instaurazione dittatoriale con la quale dialogare a spese dei sudditi vessati sino all’impossibile. La pace non si costruisce sopra le baionette. Non si costruisce sopra le ipocrisie. La pace non si tratta con la logica delle tre scimmiette che non vedono, non parlano e non sentono. La pace si costruisce sui fatti e questi fatti li conosciamo bene. Incominciamo a non permettere l’esportazione di armi, a chiudere le fabbriche che le producono, a pretendere il rispetto dei diritti umani con una Onu che riprenda in mano il suo ruolo affidandole le necessarie risorse per operare in concreto. Solo in questo modo possiamo diventare dei veri costruttori di pace. E dimostrare di essere credibili. (Riccardo Alfonso)

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Una piccola Lourdes nel cuore dell’India

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

vailankanni5L’India è una terra che ti lascia senza fiato. Scenari di ineguagliabile bellezza, in cui coesistono gli aspetti più selvaggi con quelli più struggenti, soffusi di pacata dolcezza, si schiudono davanti agli occhi dei suoi visitatori, fra colori accesi e profumi così intensi che impregnano l’aria fino a stordire, in una sarabanda di luci e di voci assordanti. L’immenso subcontinente indiano è anche una terra dai mille contrasti, abitata da molteplici contraddizioni. Per dirla con le parole del celebre scrittore Rudyard Kipling, è un luogo dove “palazzi e topaie, miseria e orgoglio, fianco a fianco, si ignorano”. Due secoli di colonizzazione inglese vi hanno lasciato in maniera indelebile la loro impronta. Infatti, al tempo dell’Impero Britannico, che raggiunse il suo apogeo sotto la regina Vittoria, alla fine del XIX secolo, allorché poteva estendersi su un quarto della superficie terrestre, l’India era considerata il “gioiello della Corona”. Due culture, l’indiana e l’anglosassone, modellavano il suo volto millenario, in una fusione irripetibile di Oriente e Occidente. Ma, accanto ai segni del fasto e della scintillante mondanità, c’erano quelli assai più dolorosi e lancinanti della povertà e del degrado. Calcutta, la capitale del Bengala resa celebre dall’opera missionaria della Beata Madre Teresa, era una delle città più splendenti al tempo della Corona, e conserva ancora oggi alcuni tratti di quella metropoli, monumentale e magnifica, che era stata un giorno sotto l’Impero Britannico. Sulla costa del Golfo del Bengala, 250 km a sud della città di Madras, c’è un luogo assai singolare, un piccolo paese di appena cinquemila abitanti che oltre venti milioni di pellegrini, da ogni angolo dell’India e da altri Paesi della terra, vengono ogni anno devotamente a visitare. Questo ridente paesino indiano ricco di palmizi si chiama Vailankanni e a noi Occidentali il suo nome probabilmente non dice molto, ma nell’immaginario religioso dell’immenso Continente asiatico è conosciuto e venerato come la “Lourdes d’Oriente”.

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Carcinoma uroteliale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

tumore vescicaKENILWORTH, N.J. Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i farmaci (EMA) ha espresso parere favorevole all’approvazione di pembrolizumab, terapia anti-PD-1, per il trattamento di pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico, il più comune carcinoma della vescica. In particolare pembrolizumab è raccomandato per il trattamento del carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico nei pazienti adulti trattati in precedenza con chemioterapia con platino e per quelli non eleggibili alla chemioterapia contenente cisplatino. La raccomandazione verrà ora esaminata dalla Commissione Europea per l’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione Europea. La decisione finale è prevista per il terzo quadrimestre del 2017. “È grande la necessità di nuove opzioni terapeutiche per i pazienti europei con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico, in particolare per coloro che hanno fallito una precedente terapia con platino o che non sono eleggibili alla chemioterapia contenente cisplatino”, afferma il dott. Roger Dansey, Senior Vice President e Direttore Area Terapeutica, Oncology late-stage development, Merck Research Laboratories. “Siamo lieti che il CHMP abbia espresso parere positivo per pembrolizumab in queste due popolazioni di pazienti e non vediamo l’ora di lavorare con la Commissione Europea per offrire questa nuova opzione ai pazienti che hanno bisogno”. Il parere positivo si basa sui dati degli studi KEYNOTE-045 e KEYNOTE-052. KEYNOTE-045 è uno studio randomizzato di Fase 3, che ha confrontato pembrolizumab con un regime chemioterapico scelto dallo sperimentatore (paclitaxel, docetaxel, vinflunina) nei pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico recidivato o progredito durante o dopo chemioterapia contenente platino. KEYNOTE-052 è uno studio di fase 2, in aperto, che ha valutato l’efficacia di pembrolizumab come trattamento di prima linea metastatica in pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico non eleggibili alla terapia contenente cisplatino.
Il programma di sviluppo di pembrolizumab comprende più di 30 tipi di tumore in più di 500 studi clinici, tra cui più di 300 di pembrolizumab in combinazione con altri trattamenti anti-tumorali. Attualmente MSD ha il più ampio programma di sviluppo clinico in immuno-oncologia nel tumore uroteliale con 29 studi in corso che coinvolgono pembrolizumab in monoterapia e in combinazione, compresi 4 studi pre-registrativi.
Il tumore uroteliale si manifesta quando le cellule dell’epitelio che rivestono le vie urinarie (pelvi renale, ureteri, vescica, uretra) cominciano a replicarsi in modo incontrollabile. Moltiplicandosi rapidamente possono formare un tumore e diffondersi in altre aree del corpo. Il carcinoma uroteliale è l’istotipo più comune di tumore delle vie urinarie e la vescica è la sede più comune di insorgenza. Nel 2012, circa 430.000 persone in tutto il mondo hanno ricevuto la diagnosi di tumore uroteliale e 165.000 sono decedute a causa della malattia. L’incidenza del tumore uroteliale è elevata in Nord America, Europa, Nord Africa, Medio Oriente, Australia e Nuova Zelanda.
Pembrolizumab è una terapia anti-PD-1 che agisce reinstaurando e stimolando la capacità del sistema immunitario umano a riconoscere e sconfiggere le cellule tumorali. Pembrolizumab è un anticorpo monoclonale completamente umanizzato che blocca l’interazione del PD-1 con i suoi ligandi, PD-L1 e PD-L2, attivando i linfociti T che possono in questo modo influenzare l’attività sia delle cellule tumorali che di quelle sane.
Gli studi su pembrolizumab, nell’ambito del più ampio programma di immuno-oncologia dell’azienda, con più di 500 studi clinici, includono numerose tipologie di tumori e trattamenti. Il programma clinico di pembrolizumab cerca di capire i fattori che predicono la probabilità del paziente di trarre beneficio dal trattamento con il farmaco, attraverso lo studio di diversi biomarcatori.
Pembrolizumab viene somministrato per infusione endovenosa della durata di 30 minuti ogni tre settimane per le indicazioni approvate. La soluzione iniettiva di pembrolizumab è fornita in fiale singole di 100 mg.
Il nostro obiettivo è convertire le scoperte scientifiche in farmaci oncologici innovativi per aiutare le persone con il cancro in tutto il mondo. Aiutare le persone a sconfiggere il cancro ispira l’operato di MSD e il nostro impegno è di supportare l’accesso alle cure oncologiche. Attualmente ci stiamo focalizzando sullo sviluppo della ricerca immuno-oncologica e stiamo accelerando ogni passo di questa transizione – dal laboratorio alla clinica – per portare nuove speranze alle persone colpite dal cancro.
Come parte del nostro impegno in campo oncologico, MSD è volta a esplorare il potenziale dell’immuno-oncologia con uno dei programmi di sviluppo più rapidi dell’industria farmaceutica. Stiamo attualmente svolgendo un ampio programma di ricerca che include più di 500 studi clinici per valutare la nostra terapia anti-PD-1 in più di 30 tipi di tumore. Continuiamo, inoltre, a rafforzare il nostro portfolio di immuno-oncologia attraverso acquisizioni strategiche e stiamo stabilendo nuove priorità per lo sviluppo di molti candidati promettenti in immunoterapia che presentano il potenziale di migliorare il trattamento di tumori in stadio avanzato. Per maggiori informazioni, visitare i siti http://www.msditalia.it e http://www.msdsalute.it.

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Il dovere della solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

terremoto ecuadorLe calamità naturali che ogni anno, con intensità e gravità variabile non si fanno attendere in ogni parte del mondo e la loro vastità che può interessare un intero continente con un coinvolgimento delle popolazioni locali e non solo, ci deve far riflettere.  Sono, in qualche misura, delle tragedie annunciate se pensiamo ai danni climatici che provochiamo con il nostro intensivo sviluppo industriale e la ricerca spasmodica di fonti energetiche e il loro frenetico sfruttamento. Gli esperti erano consapevoli di tale rischio anche se, ovviamente, non potevano presagire il giorno e l’ora precisa dell’evento catastrofico così come vi è altrettanta consapevolezza in altre parti del mondo compresa l’area vesuviana in Italia. Ciò non di meno nessuna autorità locale, nazionale ed internazionale ha fatto qualcosa per cautelarsi attraverso un’attenta prevenzione. Sarebbero state probabilmente, considerate spese inutili. Ora sotto i nostri occhi, grazie ai media che ci portano fin dentro casa le immagini più catastrofiche, abbiamo la cognizione della nostra precarietà esistenziale dettata non solo dagli eventi naturali ma dalla nostra indifferenza, se non proprio a prevederli, per lo meno a tenere alta la guardia. E’ facile oggi parlare di solidarietà, di donare un “obolo” per alleviare le sofferenze altrui, per ricostruire quelle aree così terribilmente provate. Ma non ci sembra altrettanto facile pensare ad una ricostruzione che sappia al tempo stesso dare qualcosa di più a quelle popolazioni che non avevano, come un solido tetto dove ripararsi e più concreti sistemi di difesa civile. Non dobbiamo considerare quelle aree come delle semplice “oasi di piacere” ma come luoghi dove la solidarietà si deve esprimere a 360 gradi per tutti i giorni dell’anno. Ma forse sbagliamo a chiamarla “solidarietà” perché si tratta di giustizia e di dignità e rispetto per il genere umano che abbiamo perso con il tempo distratti dalle logiche consumistiche e del profitto che non sembra avere una patria, una civiltà e un decoro che ci permetta di avere quella considerazione dovuta per i nostri simili. (Riccardo Alfonso)

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Imprese: Piccolo è bello ma vale ancora il detto?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

reti impresaLa formazione di aziende familiari è stata a lungo incoraggiata in Italia eppure le tendenze dell’economia europea sono di segno opposto e vanno verso unità produttive di sempre maggiori dimensioni. Nel 1950 l’Italia, insieme a Spagna e Portogallo, faceva una netta eccezione all’interno di una Europa agricola dove oltre il 90% delle forze di lavoro era costituita dall’imprenditore e dalla sua famiglia. In questo campo l’industrializzazione permetteva di promuovere il consumo dei prodotti ortofrutticoli e zootecnici e riduceva, al tempo stesso, i tempi morti del lavoro agricolo, esaltando la piena occupazione contadina. Non solo. Il centro degli interessi economici dei poderi veniva spostato alla fabbriche consentendo ai piccoli imprenditori un minore stress. Questa intesa si infranse con la crescente rapida richiesta di manodopera non agricola che alla fine non ridusse le residue sacche della sottoccupazione, ma travolse le più piccole tra le aziende familiari. Nonostante ciò, ancora nel 1975, nel quadro dell’Europa dei 12, le forze di lavoro familiari, calcolate in unità standard (le cosiddette Ula) rappresentavano il 78,2% dell’occupazione agricola. In questo contesto spiccava, con il 66,9% il caso italiano. 20 anni dopo le statistiche scontano l’aver inglobato nell’Europa un intero stato, la Germania Est) dall’agricoltura esclusivamente basata sul lavoro dipendente. Con tutto ciò le forze di lavoro familiari rappresentavano ancora il 75,7%. Ma va anche detto in proposito che lo sviluppo economico consente alle piccole unità familiari di controllare maggiori aree. Un tempo l’ex-zappatore poteva a stento coltivare tre ettari con suo strumento oggi può farlo agevolmente e con minore fatica con cento o duecento dall’alto del trattore e grazie a congegni sempre più sofisticati e a logiche cooperativistiche. Semmai si sta sviluppando la tendenza da parte delle imprese familiari di acquisiste manodopera salariata. Il progresso dovrebbe, quindi, spingere verso l’alto le frontiere dell’azienda familiare come se alla sua attitudine produttiva non ci fossero più limiti. Resta aperto l’interrogativo posto in premessa: continua ad essere bello a fare i piccoli o non vi è più convenienza a farlo? Ed ancora questo vale, se si, in agricoltura più che nel settore industriale? (Riccardo Alfonso direttore centri studi politici ed economici della Fidest)

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Alla scuola delle emozioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

droga cannabis-vicinoIl tema trattato con i ragazzi di una scuola spaziava dall’uso e abuso di sostanze stupefacenti, al bullismo dalle classi alla strada, la violenza come strumento identitario, di consenso, di riconoscimento sociale. Giovani schierati sulla difensiva, apparentemente lì per caso, come a voler significare che non c’è bisogno di conoscere ulteriormente questi temi, eppure non ci vuole un macchinario di ultima generazione per individuare chi ha familiarità con una canna, chi con qualche beverone, chi con la prepotenza tenta di travestirsi ogni mattina prima di entrare in classe. C’è chi assiste alla lezione con un’aria di sfida, chi è in cerca di una pacca sulla spalla, chi vorrebbe sentirsi dire che la vita è bella e bisogna avere fiducia, anche quando è schiacciata dalla volontà di non averne, perché ogni volta si pensa di rimanere fregati, e quando si è giovani un comandamento non scritto recita di non dare mai le spalle, se non a qualche amico all’angolo del quadrato. Una classe né più né meno trasgressiva di altre già incontrate, eppure i volti, gli sguardi non hanno maschere a sufficienza per celare un certo fastidio nel relazionarsi su temi e inciampi così ostici, ingombranti dirimpettai per quanti rimangono a difesa del proprio ruolo di famosi per forza, per la paura di rimanere impigliati nella gabbia degli sfigati. Non c’è solamente l’urgenza dell’approvazione e del riconoscimento nel mucchio, c’è qualcosa di più nello sguardo in alto e in quell’altro tenuto basso, c’è impellente la ricerca di una motivazione, di un interrogativo comprensibile, di una risposta che non sia travestita di comodo. Forse è importante spendere più tempo e pazienza per risultare un contrasto efficace alla follia di tutte le droghe, evitando le imposizioni destinate a non dare frutti, rispetto a un percorso di confronto e di relazione, che reciprocamente non teme le inadeguatezze. La droga non è solo un problema della società contemporanea, è dipendenza che addomestica le coscienze, attraverso la promessa-menzogna di mettere a tacere il vuoto-male che ci portiamo addosso, un escamotage illusorio per scrollarci di dosso i pericoli e i dazi da pagare, ma imboccato il vicolo cieco, c’è l’ostacolo insormontabile a spedirci al tappeto. La pretesa di raggiungere lo scopo senza fatica affidandoci alla filosofia derivante da una società bullistica, alimenta illegalità e violenza, e ci porta dentro un vero e proprio “disastro antropologico”. Quando si procede sempre in picchiata, posizionati su una discesa immaginaria, non ci si accorge di essere puntualmente fermi, per cui tragedia, dolore e disperazione non sempre sono spiegabili, ma stanno alla base di ogni solitudine, di ogni assenza. L’arma della violenza, dell’omertà, del sopruso, degenera in stile di vita, mentre l’atteggiamento teatralmente irresponsabile convince che la colpa, il problema, sono sempre derivazioni altrui, mai riconducibili a se stessi. Quando si hanno di fronte tanti giovani in punta di piedi o con gli anfibi, occorre giocare pulito, raccontare il proprio vissuto fino in fondo, condividendo le emozioni di un cuore in tumulto, ma senza manipolare la loro testa e il cuore per tentare a tutti costi la meta. (Vincenzo Andraous)

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Dal sistema democratico al regime della maggioranza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

camera deputatiMentre il vicino oriente continua a generare venti di guerra, l’Italia si incammina decisamente verso l’alterazione del sistema democratico in una regime individualistico a tutela e difesa del leader tanto dei suoi interessi privati che dei suoi presunti reati. Ma siamo sicuri di poter parlare ancora con il linguaggio della vera democrazia? La distorsione culturale della democrazia è la dittatura della maggioranza, quella che solo pochi decenni addietro si chiamava “regime”, che esclude ogni forma di dialettica interna ad ogni società civile e scaturisce, inevitabilmente, in una frattura insanabile tra governanti e popolo governato; è l’esaltazione della iniqua legge del più forte che impone le sue scelte. La prova che un sistema, inizialmente, democratico vira verso il regime della maggioranza è data dal ricorso al “voto di fiducia” che il leader di una maggioranza pone su un libero esercizio di voto, per garantirsi che la maggioranza precostituita obbedisca agli ordini impartiti. Praticamente l’obbligo, per i rappresentanti del popolo, di tacitare la propria coscienza e mettere il cervello all’ammasso. Il voto di fiducia stronca sul nascere qualsiasi velleità di autonoma capacità di giudizio, di critica, di dibattito, è la negazione stessa della democrazia. Quando il ricorso a questo strumento diventa sistema di governo, significa che il concetto stesso di democrazia è giunto al fondo del barile. Non contano più nulla i principi dell’etica politica, contano solamente le decisioni di quel leader, peraltro senza alcuna autorevolezza, che impone le sue scelte, solo con l’autorità del potere, non consentendo nessun diritto di critica o di replica o di libero esercizio della coscienza. La dispersione del sistema democratico e la sua trasformazione in regime della maggioranza, si materializza in eventi che non tengono in nessun conto gli interessi di quel popolo che ha legittimato quella maggioranza. Non c’è nessuna differenza tra il regime della maggioranza che decide unilateralmente di aggredire un Paese con un proditorio attacco bellico in una guerra preventiva, e quello che impone scelte di governo che trascurano gli interessi del popolo, ma non quelli del leader. La differenza sta nella conta dei morti, ma nella sostanza i due comportamenti sono sovrapponibili, essendo entrambi frutto dell’arrogante uso del potere sostenuto da una occasionale e temporanea maggioranza. E’ la quotidiana tragedia alla quale stiamo assistendo: lo scontro di vertice provocato da interessi che nulla hanno a che vedere con il benessere dei popoli, che si tramuta in forme aggressive di belligeranza o di personale tornaconto. Questa costante, dove il più forte vuole imporre la sua legge e il suo tipo di ordine, genera la tragedia della guerra, così come genera una medesima tragedia la scelta economica tornacontista che non tiene in considerazione gli interessi della collettività e soffoca anche la parvenza della dissidenza invocando il voto di fiducia. I “sordomuti” della politica, gli eletti dal popolo che non sanno imporre il diritto di critica, quelli che la dialettica spicciola popolare chiama “i peones”, avallano, con il silenzio, le scelte dei capi, salvando così il proprio diritto a un posto a tavola, dove vengono blanditi con i resti di un lauto pranzo e con gli avanzi del bottino, premio di fedeltà per avere tradito la propria Coscienza e con essa il mandato ricevuto. Tutto ciò genera un vincitore e un vinto; al centro, indistintamente confuso tra vincitori e vinti, sta il popolo sovrano, che sovrano non è più perché non chiamato a dirimere le controversie ed evitare gli abusi con libere elezioni; emergono solo le vittime di una tale dispersione democratica, incolpevoli soggetti sacrificali della logica del non-essere e del volere apparire. (Rosario Amico Roxas)

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